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Resoconto d'Aula della Seduta n. 146 di martedì 17 dicembre 2024
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.24

   PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta  n.   143
  del  12  novembre 2024 e quello della seduta n. 145 del 12 dicembre
  2024  sono  posti  a  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne  visione  e  sono  considerati  approvati,  in
  assenza di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

  Ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
  Invito,  pertanto,  i  deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
  Ricordo,  altresì,  che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

  PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di   rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

         Dimissioni dalla carica di componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  e-mail  del  26  novembre  2024,
  indirizzata  alla Commissione parlamentare speciale  d'inchiesta  e
  vigilanza  sul fenomeno della mafia e della corruzione in  Sicilia,
  protocollata  al n. 6763/ARS di pari data, l'onorevole  Ismaele  La
  Vardera  ha  dichiarato di avere inoltrato   mail  già  mandata  al
  Presidente Cracolici e al Presidente Galvagno in  data 20  novembre
  2024   del  seguente  tenore:  la presente per comunicarvi  la  mia
  decisione di dimettermi dalla commissione regionale antimafia ( ) .
   Purtuttavia, poiché al protocollo risulta unicamente  l'e-mail  di
  cui  sopra,  fatta salva la decorrenza soggettiva della volontà  di
  cessazione  dalle funzioni di componente di Commissione manifestata
  dal parlamentare, l'effettiva cessazione dalla carica di componente
  e,  conseguentemente, di Vicepresidente della  Commissione  decorre
  dalla data del protocollo suddetto, e cioè dal 26 novembre 2024.
   L'Assemblea ne prende atto.


     Seguito della discussione dei disegni di legge: "Bilancio di
   previsione della Regione siciliana per il triennio 2025-2027" (n.
     831/A) e "Legge di stabilità regionale 2025-2027" (n. 832/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  dei  disegni di legge  Bilancio  di  previsione  della
  Regione siciliana per il triennio 2025-2027  (n. 831/A) e  Legge di
  stabilità regionale 2025-2027  (n. 832/A).
   Bene, colleghi, chiedo alla Commissione, al Presidente Daidone, di
  prendere posto al banco della Commissione, in maniera tale da poter
  relazionare  sui disegni di legge che sono all'ordine  del  giorno,
  cioè   Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per  il
  triennio 2025-2027  e  Legge di stabilità regionale 2025-2027 .

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore. Grazie,  signor
  Presidente, partirò dal disegno di legge n. 832/A, che è  la  legge
  di stabilità.
   I  principali ambiti di intervento del disegno di legge  Legge  di
  stabilità 2025-2027 , che si pone all'attenzione dell'Aula, sono  i
  seguenti:  politiche per l'attrazione degli investimenti; contrasto
  al   fenomeno  della  siccità  e  sostegno  al  comparto  agricolo;
  assegnazioni  finanziarie  alle  autonomie  locali;  pianificazione
  delle  aree demaniali marittime; interventi nel settore fognario  -
  depurativo;  misure  volte  al  superamento  del  precariato  nelle
  amministrazioni pubbliche.
   Passando    all'illustrazione    delle    singole    disposizioni,
  all'articolo  1  si prevede l'istituzione di un ente  pubblico  non
  economico,  denominato   Agenzia  regionale  per  la  promozione  e
  l'attrazione  degli investimenti , la cui funzione principale  sarà
  quella  di  agevolare e attrarre investimenti privati  nazionali  e
  internazionali nel territorio regionale, con l'obiettivo di  creare
  nuove   opportunità   lavorative  e   contribuire   allo   sviluppo
  dell'economia.
   L'articolo  4  dispone interventi nel settore  dell'agricoltura  e
  volti al contrasto della siccità. In particolare, con il comma 1 si
  rifinanzia  il  contributo per la realizzazione  di  interventi  in
  conto  capitale per far fronte allo stato di crisi e  di  emergenza
  idrica in agricoltura.
   Con  il comma 2 è autorizzata la spesa di un milione e cinquecento
  mila  euro,  in  favore  dei  Consorzi  di  bonifica,  al  fine  di
  consentire a questi ultimi di definire le progettazioni di opere  e
  interventi con finalità irrigue e di bonifica.
   Il  comma  3  autorizza  la spesa di 10 milioni  di  euro  per  la
  realizzazione  da parte dei Consorzi di bonifica di  interventi  di
  manutenzione straordinaria di opere idriche da eseguire con urgenza
  per  fronteggiare la carenza idrica, salvaguardare gli  allevamenti
  zootecnici  e  le  produzioni delle aziende  agricole  e  garantire
  sufficienti volumi d'acqua. È, altresì, autorizzata la spesa di 500
  migliaia  di  euro da destinare al Dipartimento regionale  acqua  e
  rifiuti per eseguire uno studio di fattibilità per la realizzazione
  di una diga sul fiume Sosio-Verdura.
   L'articolo 5 prevede alcune misure volte a fronteggiare la carenza
  di medici del SSR, con particolare riferimento a zone disagiate.
   Viene   confermata   la   possibilità  di   attribuire   incentivi
  straordinari, fino a diciottomila euro lordi annui,  per  i  medici
  già  in  servizio e per quelli di nuova assunzione presso i presìdi
  ospedalieri,  con  esclusione  di  quelli  ricadenti  nelle   città
  capoluogo,  delle  Aziende  sanitarie  provinciali  che  presentano
  maggiori mancanze di personale. Si introduce poi la possibilità  da
  parte dei comuni di destinare ai medici di medicina generale  e  ai
  medici  pediatri di libera scelta immobili del patrimonio  comunale
  in  comodato  gratuito per lo svolgimento del servizio di  pubblica
  utilità loro affidato.
   L'articolo  6  contiene  una  serie di  previsioni  concernenti  i
  trasferimenti di risorse finanziarie agli enti locali.
   Il  comma  1 reca la determinazione dell'autorizzazione  di  spesa
  relativa   al   contributo  per  la  spesa  corrente  dei   comuni,
  quantificato per il triennio 2025/2027 in 350.000.000 euro annui.
   Il  comma  2 reca la determinazione dell'autorizzazione  di  spesa
  relativa  al  contributo per la spesa corrente dei liberi  Consorzi
  comunali,  quantificato  per il triennio 2025/2027  in  108.000.000
  euro annui.
   Il  comma  3 reca la determinazione dell'autorizzazione  di  spesa
  relativa  al  fondo  per investimenti dei comuni,  quantificato  in
  115.000.000 di euro per il 2025.
   L'articolo  8  consta  di  due commi: il  primo  interviene  sulla
  disciplina  di  pianificazione delle aree demaniali  marittime;  il
  secondo   prevede   una  somma  da  destinare   a   interventi   di
  rigenerazione urbana.
   Più  nello  specifico, intervenendo sull'articolo  4  della  legge
  regionale  n.  15 del 2005, che già prevede che le  attività  e  le
  opere consentite sul demanio marittimo possano essere esercitate  e
  autorizzate solo in conformità alle previsioni di appositi piani di
  utilizzo  delle  aree demaniali marittime (PUDM). Le  novelle  sono
  volte,  anzitutto,  a  prevedere che il Dipartimento  dell'ambiente
  provveda alla redazione del Piano regionale di utilizzo delle  aree
  del  demanio  marittimo, in modo da dotarsi di  una  pianificazione
  organica  e  digitale, autorizzando per tale finalità la  somma  di
  1.500.000,00  euro.  Inoltre,  si  interviene  su  alcuni   aspetti
  procedurali  di  approvazione del Piano da parte  dei  Comuni.  Tra
  questi,  si segnala la previsione ai sensi della quale, nei  comuni
  che non hanno ancora provveduto all'approvazione del proprio piano,
  il  Piano  regionale di utilizzo delle aree del  demanio  marittimo
  regola la materia fino all'approvazione dell'atto di pianificazione
  comunale.
   Il  comma 2, stanzia la somma di 500.000,00 euro, per l'anno 2025,
  finalizzata  alla promozione della rigenerazione di polmoni  verdi,
  parchi  urbani, orti urbani al fine di prevenire incendi,  mediante
  la  riqualificazione degli stessi, rinviando la  definizione  degli
  interventi  e delle modalità a un decreto dell'Assessore  regionale
  del territorio e dell'ambiente.
   L'articolo 9 reca norme in materia di personale regionale.
   Il comma 1 interviene sulla disciplina del personale del Fondo per
  il  pagamento  del  trattamento di quiescenza e  dell'indennità  di
  buonuscita del personale regionale (Fondo Pensioni), prevedendo che
  questi  possa  avvalersi   prioritariamente  e  fermo  restando  il
  rispetto  del  D.lgs. n. 165 del 2001  di personale regionale,  con
  oneri a carico della Regione. Si dispone, altresì, che al personale
  di ruolo del Fondo, per il quale gli oneri sono invece a carico del
  bilancio  del  medesimo  fondo, si applica lo  stato  giuridico  ed
  economico  del personale della Regione prevedendo, contestualmente,
  una riduzione del 20% della pianta organica.
   Il   comma   3   prevede  di  applicare  al  personale  dipendente
  dell'Amministrazione regionale, a valere sulle risorse destinate al
  rinnovo  per  il  triennio  2022-2024 dei contratti  collettivi  di
  lavoro del personale in parola, le disposizioni statali di cui alla
  legge di bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2024 (articolo
  1,  comma  28,  della legge n. 2013 del 2023),  che  consentono  di
  disporre  un  incremento del trattamento economico  dei  dipendenti
  pubblici nelle more dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali.
   Il   comma   4  reca  la  quantificazione  degli  oneri   relativi
  all'assunzione del personale del Corpo Forestale della Regione.
   Il  comma  5  determina  per il triennio 2025/2027  il  contributo
  regionale al  Fondo pensioni'.
   Il comma 6 determina la spesa per la fornitura unitaria di servizi
  strumentali,  ausiliari e aggiuntivi, acquisiti in convenzione  con
  la società consortile per azioni Servizi ausiliari Sicilia (SAS).
   L'articolo 10 prevede misure in favore dei lavoratori impegnati in
  attività di pubblica utilità e in attività socialmente utili.
   Il comma 1, allo scopo di completare i processi di stabilizzazione
  dei  lavoratori  impegnati in attività di  pubblica  utilità  e  in
  attività  socialmente utili, prevede che società  e  gli  organismi
  partecipati  dalla  Regione siano autorizzati ad assumere,  secondo
  specifiche modalità indicate nella norma e nella misura  di  trenta
  ore  settimanali,  fino  ad  un numero massimo  di  258  lavoratori
  impegnati in attività di pubblica utilità e in attività socialmente
  utili,  i  quali  siano inseriti nell'elenco  di  cui  al  comma  1
  dell'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e  che
  siano  in  utilizzazione presso il Dipartimento regionale dei  beni
  culturali.  Parimenti,  si prevede che i medesimi  organismi  siano
  autorizzati  ad assumere, con le modalità previste dalla  norma  in
  parola,  un  numero  massimo  di  19  lavoratori  del  partenariato
  sociale,   inseriti  sempre  nell'elenco  di   cui   al   comma   1
  dell'articolo  30 della legge regionale 28 gennaio 2014,  n.  5,  a
  condizione  che i lavoratori siano già in utilizzazione  alla  data
  del   31  dicembre  2023  presso  gli  uffici  dell'Amministrazione
  regionale.  Si dispone, inoltre, una riserva di posti a favore  dei
  predetti  lavoratori nei bandi per i futuri concorsi indetti  dalla
  Regione.
   Il  comma  2  estende  ai  lavoratori socialmente  utili  inseriti
  nell'elenco  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  30  della  legge
  regionale 28 gennaio 2014, n. 5, ossia i lavoratori precari  i  cui
  processi di stabilizzazione vengono modificati dal precedente comma
  1,  la previsione in forza della quale per il periodo collegato  al
  processo di assunzione e in caso di mancata adesione alla procedura
  di  stabilizzazione, e comunque fino al 30 giugno 2026, i  soggetti
  interessati  dalle  procedure  di  stabilizzazione  permangono  nel
  bacino  di  appartenenza  e continuano a percepire  il  sussidio  e
  l'eventuale integrazione oraria fino a trentasei ore.
   Il  comma  3  dispone che i lavoratori socialmente utili  inseriti
  nell'elenco  di cui al predetto articolo 30, comma 1,  della  legge
  regionale  28  gennaio 2014, n. 5, i quali nel corso dell'esercizio
  finanziario  2021 abbiano optato per la fuoriuscita definitiva  dal
  bacino   di   appartenenza  in  cambio  della   corresponsione   di
  un'indennità onnicomprensiva d'importo corrispondente a cinque anni
  dell'assegno di utilizzazione in ASU da erogare in rate annuali,  e
  nei confronti dei quali è stato già adottato il relativo decreto di
  fuoriuscita  dal bacino nell'anno 2021, conservano gli importi  dei
  ratei già percepiti e mantengono il diritto a percepire le restanti
  rate  di  indennità  di  fuoriuscita  fino  alle  cinque  annualità
  previste dal predetto decreto.
   Il   comma   4  interviene,  modificandola,  sulla  procedura   di
  assegnazione dei soggetti inseriti nell'elenco di cui  al  comma  1
  dell'articolo  30 della legge regionale 28 gennaio  2014,  n.  5  e
  utilizzati  in attività socialmente utili prevedendo  che  sola  la
  Regione  -  e  non  più  anche  i  suoi  enti  -  sia  esclusa  dai
  procedimenti  di  assegnazione dei lavoratori in  questione,  fatto
  salvo quanto previsto dal precedente comma 1.
   Il  comma  5  proroga alla data del 31 dicembre  2025  il  termine
  dell'assegnazione dei lavoratori impegnati in attività  socialmente
  utili di cui al precedente comma 4.
   Il  comma 6 modifica l'articolo 84 della legge regionale 15 aprile
  2021, n. 9, prevedendo che il personale del  bacino ex Servirail  e
  Ferrotel   che abbia terminato il tirocinio formativo sia iscritto,
  a  seguito di specifica domanda, nell'albo da cui possono attingere
  le  società e gli organismi partecipati dalla Regione. Si  prevede,
  inoltre,  che  la  società consortile per azioni Servizi  Ausiliari
  Sicilia (SAS) sia autorizzata ad assumere con contratto di lavoro a
  tempo  pieno  alle  condizioni e con le modalità specificate  dalla
  norma  il  predetto  personale fino a un massimo  di  20  unità  di
  lavoratori.  Per  la suddetta finalità, dall'esercizio  finanziario
  2025 all'esercizio finanziario 2049 viene autorizzata la spesa come
  determinata nella tabella allegata al testo.
   Il  comma  7  prevede misure a favore dei soggetti già destinatari
  del regime transitorio dei lavoratori socialmente utili in servizio
  al  31  dicembre 2021 presso Almaviva Contact s.p.a.,  che  abbiano
  presentato,  entro  la  data di entrata in  vigore  della  presente
  disposizione, l'istanza di cui all'articolo 5 della legge regionale
  31 gennaio 2024, n. 3.
   Il  comma  8 consente, allo scopo di favorirne la fuoriuscita  dal
  precariato, che i soggetti appartenenti al bacino ex Keller inclusi
  nell'elenco formatosi a seguito di bando pubblico emesso  nel  2018
  da  R.F.I. s.p.a. per il reclutamento di operatori specializzati  e
  non  assunti,  possano  essere iscritti, a domanda,  nell'albo  dal
  quale  possono attingere per le assunzioni  le società  partecipate
  della   Regione  per  le  finalità  e  con  le  procedure  di   cui
  all'articolo 25 della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16.
   L'articolo  11  reca il finanziamento di attività in  tre  diversi
  settori.  Il comma 1, in particolare, concerne la realizzazione  di
  iniziative,  direttamente a cura dell'Assessore  regionale  per  la
  famiglia,  le  politiche  sociali ed  il  lavoro  o  da  realizzare
  attraverso  i  comuni  e  gli enti del terzo  settore,  volte  alla
  diffusione dei valori dell'inclusione, della parità di genere,  del
  rispetto  delle  differenze e dell'antimafia. Il  comma  2  assegna
  all'Assessorato  del  turismo, dello sport e  dello  spettacolo  la
  realizzazione  di  iniziative di alto valore turistico-promozionale
  da.  I  commi  3  e  4  finanziano  rispettivamente  l'acquisto  di
  scuolabus per le esigenze dei comuni e il rinnovo delle patenti  di
  guida dei dipendenti comunali e della carta di riqualificazione del
  conducente.
   L'articolo  12,  al  comma 1, prevede l'istituzione  di  un  nuovo
  capitolo di bilancio, destinato alla gestione e manutenzione  della
  rete  meteo  regionale  di  monitoraggio e  allertamento,  con  una
  dotazione  finanziaria,  pari a euro 1.781.154,00  per  l'esercizio
  finanziario  2025,  euro  2.095.891,00 per l'esercizio  finanziario
  2026 ed euro 2.415.057,00 per l'esercizio finanziario 2027.
   Il  comma 2 autorizza, per l'esercizio finanziario 2025, la  spesa
  di 165.000 euro per l'acquisizione di servizi tecnico-specialistici
  necessari  a  garantire  il  funzionamento  del  Centro  Funzionale
  Decentrato-Idro, istituito presso il Dipartimento  regionale  della
  Protezione civile.
   Il comma 3 autorizza, per il triennio 2025-2027, la spesa di 3.000
  migliaia  di  euro per l'attuazione di interventi, a  tutela  della
  incolumità pubblica e privata, conseguenti alla dichiarazione dello
  stato  di  crisi  ed emergenza regionale al verificarsi  di  eventi
  calamitosi.
   L'articolo  13  prevede  lo  stanziamento  di  somme  per  diverse
  finalità, tutte concernenti progetti fognario-depurativi.
   Con  il  comma 1 è autorizzata la somma di 5.997.694,90  euro  per
  interventi  a  suo  tempo  previsti  con  ordinanza  del  Capo  del
  Dipartimento  della  Protezione civile, volti alla  bonifica  e  al
  risanamento  dei  suoli,  delle falde e dei  sedimenti  inquinanti,
  nonché  in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee
  e dei cicli di depurazione.
   Con  il  comma  2 viene istituito un Fondo presso il  Dipartimento
  regionale acqua e rifiuti, con una dotazione pari a 200 migliaia di
  euro   per   l'esercizio  finanziario  2025,   per   sostenere   la
  riqualificazione e il completamento di impianti di depurazione e la
  realizzazione delle opere a questi connessi.
   Al  comma 3 è autorizzata la spesa di 732 migliaia di euro per  il
  completamento  di  una  porzione di  rete  fognaria  nell'isola  di
  Vulcano ai fini del collegamento al nuovo depuratore.
   Il comma 4 autorizza in favore dell'ATI idrico di Caltanissetta la
  somma  di  1.165  migliaia  di  euro per  sostenere  le  spese  per
  interventi di manutenzione straordinaria degli impianti industriali
  di  depurazione  di  Caltanissetta, località Calderaro,  e  di  San
  Cataldo Scalo. Le somme stanziate integrano quelle già erogate  con
  l'articolo 12 della legge regionale n. 8/2023.
   L'articolo   14   modifica  pregresse  autorizzazioni   di   spesa
  contemplate  dalla  normativa  regionale,  al  fine  di   adeguarle
  all'effettivo fabbisogno finanziario per il triennio.
   Il  comma  1  ridetermina, per l'esercizio  finanziario  2025,  in
  77.000  migliaia  di  euro  l'autorizzazione  di  spesa  di  79.200
  migliaia  di  euro prevista dal comma 1 dell'art.  10  della  legge
  regionale  16  gennaio  2024,  n.  1  al  fine  di  consentire   la
  stabilizzazione  del  personale  precario  della   Regione;   nello
  specifico,  si  tratta della categoria di lavoratori  impegnati  in
  attività di pubblica utilità ed in attività socialmente utili.
   Il  comma  2  riquantifica, a decorrere dall'esercizio finanziario
  2025 fino al 2038, in 179.000 migliaia di euro l'autorizzazione  di
  spesa di euro 184.682.543,36, prevista, dall'esercizio 2023 fino al
  2038  per  la  stabilizzazione del personale precario dal  comma  5
  dell'art.  18 della legge regionale 25 maggio 2022, n.  13,  a  sua
  volta  ridotta  di  4.000  migliaia di  euro,  per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari  2025  e 2026, dall'articolo  16  della  legge
  regionale 4 luglio 2024, n. 23.
   Il comma 3 ridetermina, per l'esercizio finanziario 2025, in 1.500
  migliaia  di  euro l'autorizzazione di spesa di 2.000  migliaia  di
  euro  disposta dall'art. 17 della legge regionale 16 gennaio  2024,
  n. 1, per la realizzazione di attività promozionali e di iniziative
  finalizzate  alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico  ed
  agroalimentare   della   Sicilia,  preparatorie   o   connesse   al
  riconoscimento  come   Regione  europea  della  gastronomia  2025 ,
  promosse dal Dipartimento regionale dell'agricoltura.
   Il  comma 4 modifica, per gli esercizi finanziari 2025 e 2026,  in
  200 migliaia di euro per ciascun anno il contributo di 280 migliaia
  di  euro  riconosciuto  dal comma 2 dell'articolo  23  della  legge
  regionale  16 gennaio 2024, n. 1 per le spese di funzionamento  del
   Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ", dedicato
  alla memoria di tutte le vittime della mafia.
   Il  comma  5 prevede, per gli esercizi finanziari 2025 e 2026,  un
  contributo  di  50 migliaia di euro da destinare  per  le  esigenze
  istituzionali del Centro Paolo e Rita Borsellino di Palermo.
   Il  comma 6 prevede, per l'esercizio finanziario 2025, la spesa di
  150  migliaia di euro per la gestione della discarica dismessa  del
  comune di Mazzarà Sant'Andrea.
   Il  comma 7 ridetermina, per gli esercizi finanziari 2025 e  2026,
  in  250  migliaia  di  euro  annui l'autorizzazione  di  spesa  per
  l'utilizzo  di  lavoratori forestali a tempo determinato  (LTD)  in
  attività  di  sorveglianza e controllo del  territorio  a  supporto
  degli   uffici  del  Comando  del  Corpo  forestale  della  Regione
  siciliana, per fronteggiare gravi criticità legate alla repressione
  degli incendi boschivi.
   L'articolo 15 interviene sul settore della forestazione.
   Al  comma  1  introduce una modifica all'articolo 14  della  legge
  regionale  16 gennaio 2024, n. 1, nel senso di ampliare  la  platea
  dei mezzi aerei da noleggiare.
   Abroga,  altresì,  il  comma  5 della  medesima  legge  regionale,
  eliminando  l'autorizzazione  di spesa  prevista,  per  l'esercizio
  finanziario  2026,  di  14.566.400,00 euro a  valere  sul  capitolo
  215800  inerente al Fondo per la copertura degli oneri  discendenti
  dal  recepimento del contratto collettivo nazionale di  lavoro  per
  gli  addetti  ai  lavori  di  sistemazione  idraulico-forestale   e
  idraulico-agraria,   al  fine  di  imputare   le   relative   somme
  direttamente   ai  capitoli  di  pertinenza  dei  due   centri   di
  responsabilità  ossia il Dipartimento sviluppo rurale  e  il  Corpo
  Forestale.
   Il  comma  2  ridetermina le autorizzazioni di spesa previste  dai
  commi  1,  2, 3 e 4 dell'art. 14 della legge regionale  16  gennaio
  2024, n. 1, ai fini del finanziamento dei lavoratori forestali  per
  l'espletamento  delle  attività  di  sistemazione  e   manutenzione
  idraulico-forestale  ed  idraulico-agraria,  di   imboschimento   e
  rimboschimento,   di  difesa  del  suolo  e    di   prevenzione   e
  contenimento degli incendi boschivi, anche mediante il noleggio  di
  mezzi   aerei,   in  271.300  migliaia  di  euro  per   l'esercizio
  finanziario 2025 e per ciascun esercizio finanziario 2026 e 2027 in
  285.866.400,00.  Tale  spesa  è  poi  iscritta  nell'ambito   delle
  rubriche delle competenti amministrazioni.
   L'articolo   16,   coerentemente  con  il   novellato   comma   10
  dell'articolo  90  della legge regionale n.  6  del  2001,  destina
  all'ARPA  Sicilia  7.000 migliaia di euro a  titolo  di  contributo
  indistinto di funzionamento.
   Con  l'articolo 17 si ridetermina in 41.200 migliaia  di  euro  il
  limite   massimo   del  trasferimento  finanziario   alla   Società
  consortile per azioni Servizi Ausiliari Sicilia (SAS s.c.p.a.), per
  l'esercizio finanziario 2027, ai fini dell'assunzione dei  soggetti
  appartenenti  al  bacino  unico ad esaurimento  "ex  PIP  Emergenza
  Palermo" ai sensi delle leggi regionali n. 8/2023, art. 9, co. 1, e
  n.   23/2024,  art.  15,  co.  1).  Il  comma  2,  per  l'esercizio
  finanziario 2027, prevede l'iscrizione nel bilancio regionale della
  somma  di  15,2  milioni di euro, in attesa della  definizione  dei
  predetti processi di assunzione.
   Il  comma 3 stabilisce che la reiscrizione delle risorse a  valere
  sul  fondo  per la fuoriuscita dei soggetti appartenenti al  bacino
   PIP  -  Emergenza Palermo , in conseguenza della  definizione  dei
  processi di assunzione e in relazione all'effettivo fabbisogno,  si
  applichi  anche  per l'esercizio finanziario 2027, con  un  importo
  massimo di 26 milioni di euro.
   Nel  comma  4,  per  le  finalità di cui all'art.  6  della  legge
  regionale   n.  27/2016  ovvero  per  le  tutele  per  i   soggetti
  appartenenti  al bacino "Emergenza Palermo ex PIP", è rideterminata
  in  26  milioni  di  euro  la  spesa per  ciascuno  degli  esercizi
  finanziari 2025 e 2026 ed è autorizzata, per l'esercizio  2027,  la
  spesa di 26 milioni di euro.
   Il  comma 5 stabilisce che, per garantire l'utilizzo del personale
  assunto  dalla  società  consortile per  azioni  Servizi  Ausiliari
  Sicilia  (SAS  s.c.p.a.) ai sensi delle citate leggi  regionali  n.
  8/2023  e  n. 23/2024, è autorizzato l'ingresso degli enti pubblici
  non  economici  sottoposti a vigilanza o  controllo  della  Regione
  nella compagine sociale della medesima (SAS s.c.p.a.). I commi 6  e
  7 disciplinano tale ingresso.
   Il  comma  8,  infine, stabilisce che i soggetti  appartenenti  al
  bacino    PIP   Emergenza  Palermo ,  attualmente   impiegati   nei
  Dipartimenti  regionali,  continueranno  a  rimanere  assegnati  ai
  medesimi Dipartimenti anche dopo la conclusione delle procedure  di
  stabilizzazione.
   L'articolo  18 prevede uno specifico contributo per l'acquisto  di
  ausili ai fini del trasporto degli atleti disabili.
   Gli  articoli successivi vanno a chiusura con l'elencazione  degli
  allegati e delle tabelle
   In   conclusione,   Presidente,  mi  permetta  di   formulare   un
  ringraziamento  agli Uffici, al Servizio Bilancio, alla  Segreteria
  generale, a tutti coloro i quali, durante le audizioni e durante le
  sedute di Commissione, ci hanno supportato con pazienza nei meandri
  del  tecnicismo  del  bilancio, ma anche delle prassi  procedurali.
  Così  come  ai colleghi, non solamente i componenti di  Commissione
  che,  per  quattro  settimane, sia con  le  audizioni,  sia  con  i
  confronti,   sono   stati  presenti  e  hanno   arricchito,   hanno
  contribuito  ad  arricchire il disegno di legge con  grande  onestà
  intellettuale, migliorandolo certamente, ma anche ai  colleghi  che
  pur non componenti delle Commissioni sono stati presenti.
   I  Presidenti delle Commissioni varie, e tutti gli altri  colleghi
  che  hanno dato il loro contributo, potendolo fare in un  clima  di
  assoluta  armonia e, infine, all'assessore che, con grande pazienza
  c'è  stato  accanto, mi è stato accanto, credo  di  avere  con  lui
  svolto  in un clima di serenità e di cordialità il lavoro  migliore
  che   si   potesse  fare,  fermo  restando  che  l'Aula  ovviamente
  contribuirà a migliorarlo ulteriormente.

   PRESIDENTE.  Grazie, Presidente Daidone, ovviamente mi  unisco  ai
  suoi ringraziamenti. Prima di aprire la discussione generale, darei
  la  parola  all'assessore Dagnino, se vuole fare un intervento  per
  relazionare, appunto, sui disegni di legge che sono all'ordine  del
  giorno.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Grazie, Presidente, mi  unisco
  anche  io immediatamente ai ringraziamenti che sono stati formulati
  dal presidente Daidone.
   I  lavori della Commissione sono stati, come devo dire, posso dire
  di  consueto  anche  in  questa occasione, svolti  con  la  massima
  serenità, con un confronto costruttivo, non soltanto da parte della
  maggioranza,  come  è  più lecito attendersi,  ma  anche  da  parte
  dell'opposizione.
   Abbiamo  introdotto  numerose regole nell'ambito  di  tempi  molto
  brevi  e  molto  ristretti, tenuto conto anche del sovrapporsi  dei
  lavori  per il disegno di legge "Variazioni di bilancio", approvato
  a novembre con i lavori del disegno di legge di stabilità.
   Ricordo  a  me  stesso che il Governo ha esitato il ddl  stabilità
  durante  il  periodo in cui è ancora in discussione il  disegno  di
  legge  "Variazioni di bilancio". Questo sforzo  che  ha  svolto  il
  Governo,  per questo ringrazio anche tutti gli assessori che  hanno
  anche  loro  contribuito  con le interlocuzioni  con  l'assessorato
  dell'economia, e con i lavori della Giunta, a rendere celere questo
  percorso così complesso e così importante per i siciliani e per  la
  nostra Terra, e avere la possibilità di avere approvato ai primi di
  novembre  un  disegno  di  legge  da  560  milioni,  una  legge  di
  variazione  da  560 milioni, e trovarci oggi, a distanza  di  pochi
  giorni,  di  poche settimane, con un disegno di legge di  stabilità
  del  valore  di  oltre  600 milioni di euro, dopo  i  lavori  della
  Commissione, per la precisione, 612 milioni di euro, credo che  sia
  già  un  forte e un importante risultato che non è soltanto  merito
  naturalmente  dell'Assessore per l'economia,  ma  è  merito  di  un
  lavoro  all'unisono da parte di tutti, ripeto, Governo, Commissione
  Bilancio, deputati della maggioranza e deputati dell'opposizione.
   Vi  sono  delle misure che immediatamente determinano l'attuazione
  di  alcuni  dei tratti fondanti della politica economica  disegnata
  dal  Governo  regionale, come riportata nella Nota di aggiornamento
  del Documento di economia finanza regionale, quindi abbiamo profuso
  anche  un forte e un notevole sforzo di cercare di non limitarci  a
  misure   che  sono  il  frutto  di  varie  richieste  dei   diversi
  Assessorati,  ma  che  siano il frutto di una visione  unitaria  di
  politica economica.
   Naturalmente,  vi  sono  significative  misure  legate  anche   ad
  esigenze  particolari dei singoli Dipartimenti, ma sono sicuro  che
  ancora  spazi  vi  saranno in questi lavori d'Aula  per  migliorare
  ulteriormente  il  testo  del disegno di legge  nell'interesse  dei
  siciliani.
   Vi  sono  anche  alcuni  spunti, lasciatemi dire,  di  innovazione
  dell'esercizio  della potestà impositiva della  Regione,  come  per
  esempio   con   riferimento  all'articolo  2  sulla  territorialità
  dell'imposta  di bollo. Sono tentativi di dare spazio all'autonomia
  regionale, per far sì che la Regione possa vedere attuato, nel modo
  più proficuo possibile, lo Statuto regionale,
   Vi  sono  interventi attesi dai cittadini come  la  proroga  della
  rottamazione del bollo auto.
   Vi  sono  misure  ancora urgenti per la siccità e per  l'emergenza
  idrica, come i venti milioni per gli interventi di opere irrigue  e
  di  bonifica,  che si aggiungono alle importanti risorse  che  sono
  state destinate nella manovra di variazione di bilancio.
   Vi  è  anche  attenzione alla sanità, con l'articolo  sui  presìdi
  ospedalieri,  quindi finalizzata a ridurre mancanza di  medici  nei
  presidi ospedalieri.
   È  stato  fatto  anche  da parte della Commissione  un  importante
  lavoro  nel  fondo  destinato agli enti locali, con  alcune  misure
  innovative,   anche  queste  venute  dal  dibattito   svoltosi   in
  Commissione,  come  ad  esempio la misura  volta  a  incentivare  i
  comportamenti  virtuosi dei comuni che aumentino le percentuali  di
  riscossione delle entrate tributarie proprie.
   Credo  sia  una  manovra frutto di una visione,  di  coraggio  ma,
  ripeto,  un  coraggio che non è soltanto di  chi  vi  parla  e  del
  Governo  nel  suo complesso, ma è un coraggio di tutti  coloro  che
  hanno  contribuito  per  arrivare al  testo  che  oggi  abbiamo  in
  discussione,  e  sono sicuro che anche l'ulteriore  contributo  che
  verrà  dall'Aula servirà per migliorare ulteriormente il  risultato
  del nostro lavoro.
   Grazie signor Presidente.


                        Sull'ordine dei lavori

   CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome  ritengo
  che stiamo affrontando una finanziaria e magari ancora siamo in una
  situazione  dove vorremmo capire e comprendere, lei lo so  che  sta
  facendo con le mani in questo modo, che oltre alla relazione  fatta
  dal  Presidente dalla Commissione Bilancio, ma anche quello che  ci
  ha  detto  l'assessore Dagnino, ci farebbe piacere che in  Aula  ci
  fosse eventualmente la parte, e quindi il Presidente della Regione,
  ma  nello  stesso tempo anche nell'affrontare una discussione  così
  importante con un po' di colleghi, perché altrimenti significa  che
  noi,  signor  Presidente, ci possiamo prendere anche venti  minuti,
  mezz'ora   di   sospensione   per  capire   un   attimo...   perché
  affrontare...  è  un dibattito serio, una manovra, una  finanziaria
  dove  ovviamente stiamo partendo oggi, al di là di quello che  dice
  l'Assessore,  però  ci  vorrebbe  anche  la  presenza  che  diventa
  fondamentale.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, il Governo è presente, è presente
  anche l'assessore Dagnino. Vedo che man mano stanno arrivando  pure
  i colleghi delle forze politiche di minoranza.
   La maggioranza sta arrivando pure pian piano...

   MARANO. E la minoranza?

   PRESIDENTE. Sulla minoranza vedo che man mano...

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signori  Assessori,   colleghi
  parlamentari,  non  ci  sono dubbi che dal  punto  di  vista  della
  legittimità  l'Aula si può tenere. Il Governo è  presente,  noi  ci
  siamo  -  più  noi  che   però, è ovvio,  stiamo  discutendo  della
  finanziaria,  quindi  la  richiesta che  fa  il  mio  Capogruppo  è
  legittima.
   Vediamo  se  riusciamo  a  far venire  il  Presidente,  perché  la
  finanziaria  non  sono  solo  conti,  non  sono  solo  numeri,   la
  finanziaria è lo strumento - lo dico sempre in ogni intervento  che
  riguarda  la  finanziaria - è lo strumento politico per eccellenza,
  dove  il  confronto  va oltre i numeri e noi riteniamo  che  questo
  confronto  ce  lo  facciamo tra di noi senza  il  Presidente  della
  Regione?
   Ci  sono  cose che deve ascoltare il Presidente della Regione,  ci
  sono  impegni che deve assumere il Presidente della Regione, quindi
  io  non  per   non  riconoscere  il  ruolo  dell'Assessore  per  il
  bilancio,  Assessore  assolutamente,  su  questo  ci  siamo,   però
  riteniamo  che  la  prova la dobbiamo fare, se  poi  il  Presidente
  ritiene  di  non venire, cioè secondo me deve essere in  automatico
  che oggi si doveva aprire i lavori con il Presidente della Regione,
  vediamo se riusciamo a farlo venire, non sono venti minuti.
   Noi  vi  abbiamo dimostrato grande serietà, nelle Commissioni  non
  c'è  stata nessuna azione ostruzionistica da parte dell'opposizione
  -  mi  permetto di parlare per tutte le opposizioni, non  solo  del
  Partito  Democratico - nelle Commissioni siamo arrivati  nei  tempi
  che  ci  siamo  dati e, nonostante noi abbiamo un  termine,  che  è
  quello  del 28 dicembre, noi possibilmente per primi, quelli  delle
  opposizioni,  siamo pronti anche a votarlo prima del  28  dicembre,
  però cerchiamo né di ingessare il dibattito e né di snaturarlo
   La   presenza   del  Presidente  della  Regione  è  una   presenza
  fondamentale,  proviamoci e vediamo se ci sono  le  condizioni  per
  farlo venire, lo possiamo andare a prendere anche noi.

   PRESIDENTE.   Onorevole Marano voleva intervenire sull'ordine  dei
  lavori?

   MARANO.  Sì,  Presidente, mi volevo associare alla  richiesta  che
  hanno fatto i colleghi del PD.
   Io  penso  -  non  lo penso è così - è il momento  più  importante
  dell'anno,   sinceramente  quest'Aula  e  i  siciliani   pretendono
  rispetto  e  senso  di responsabilità dalle persone  che  governano
  quest'Isola.
   Non  ha  veramente senso fare un dibattito con l'Aula praticamente
  semideserta  e  senza  la  presenza del Presidente  della  Regione,
  soltanto con alcuni Assessori, che ringrazio chiaramente per essere
  qui,  sempre presenti, però Presidente è davvero irrispettoso,  noi
  siamo  arrivati qui stamattina per fare l'Aula alle 15.00 e  non  è
  rispettoso nei confronti dei siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE. Colleghi farei in questo modo, considerando anche  gli
  interventi   che   ci   sono  stati,  siccome   questa   Presidenza
  dell'Assemblea  vuole  dare  la  massima  pluralità  e  la  massima
  disponibilità e negli interventi e nel proseguo poi di questa legge
  di  stabilità che è un percorso che sarà sicuramente lungo dove  il
  Presidente della Regione sarà sicuramente presente.
   Tra  le  altre cose vi dico, colleghi, che noi avevamo autorizzato
  come  Presidenza  il fatto che si potesse tenere contemporaneamente
  la  Commissione Sanità, che è stata chiusa qualche minuto fa,  e  i
  colleghi  man  mano  stanno salendo per essere  presenti  in  Aula,
  quindi  io  farei in questo modo proprio perché il  percorso  della
  legge  di  stabilità è un percorso lungo, e si vuole dare spazio  a
  tutti senza contingentare i tempi, perché non stiamo contingentando
  tempi,  così  come  è  anche  deciso  nell'ultima  Conferenza   dei
  Capigruppo, io aprirei la discussione generale e prego  i  colleghi
  di iscriversi a parlare.
   Ovviamente,  chiuderò poi le iscrizioni, per  quanto  riguarda  la
  discussione generale, alle ore 16.30. Quindi, vi prego  di  potermi
  comunicare  gli  interventi entro le 16.30 perché poi  chiuderò  le
  iscrizioni alla discussione generale.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Nel frattempo stiamo registrando  gli
  altri.  Prego, onorevole De Luca. Un attimo al Capogruppo di  Forza
  Italia,  Pellegrino, la prego di lasciare un attimino i banchi  del
  Governo così almeno l'assessore...

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessori.


                    Per una questione pregiudiziale

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per questione pregiudiziale.

   PRESIDENTE. La pregiudiziale?

   DE LUCA Antonino. Lo poteva dire prima però, forse è la stessa...

   PRESIDENTE. Però, dico... prego onorevole Cracolici.  Se  c'è  una
  pregiudiziale la dobbiamo ascoltare.
   Onorevole, ma lei è salito sullo scranno senza che io avessi detto
  nulla

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  No,
  parlo  da  qui,  nessuno  si  preoccupi,  non  è  nulla  che  vuole
  rallentare  o  fare  chi sa cosa. noi abbiamo votato  il  Nadefr  e
  abbiamo  votato la Nota di aggiornamento al Nadefr, successivamente
  alla  presentazione da parte del Governo in Giunta e, quindi,  alla
  relativa  approvazione  della legge di stabilità  che  stiamo  oggi
  trattando.
   Il  Governo si è impegnato, per la verità pensavamo che  avvenisse
  prima  dell'esame in Commissione della legge di stabilità, però  il
  Governo  si è impegnato in quella sede, visto che ancora non  aveva
  certezza  sulle disponibilità finanziarie che potevano, in  qualche
  modo,  essere utilizzate per questa legge di stabilità a  produrre,
  diciamo in accompagnamento a questa legge di stabilità, proposte di
  misure  che il Governo avrebbe proposto all'Aula per rafforzare  le
  strategie  economiche e sociali di questa legge di stabilita.  Ora,
  lei capisce, Presidente, che stiamo parlando, probabilmente, di due
  cose: uno è la legge quella che dovremmo trattare da qui in poi con
  i 22 articoli più o meno condivisibili, ma quello è il testo, altra
  cosa  è  di fronte alle richieste e alle valutazioni che lo  stesso
  Governo  ha fatto sul Nadefr e a un ordine del giorno approvato  da
  quest'Aula  nell'approvare la proposta di Nota di aggiornamento,  e
  sottoposto  all'esame  di  questa  Aula  a  seguito,  a  firma  del
  Presidente  della  Commissione  Bilancio  -  spero  che   mi   stia
  ascoltando  -  che prevedeva una serie di misure  a  rafforzare  la
  legge di stabilità.
   Vorremmo  sapere il Governo quando intende farci conoscere  queste
  misure? Lo vuole fare con l'emendamentino di nascosto e in un'ora X
  tra le possibili nottate, se ci saranno
   Sarebbe stata cosa buona e giusta che il Governo arrivasse, io  mi
  aspettavo  dall'assessore Dagnino, visto che  ha  preso  la  parola
  prima  dell'esame del testo, che questa occasione fosse quella  che
  l'assessore Dagnino diceva: guardate il Governo ha elaborato a,  b,
  c,  cinque,  sei, dieci, non so quante proposte per  rafforzare  la
  strategia  economica  e finanziaria di questa legge  di  stabilità,
  cosa che non ci è dato sapere.
   Ripeto,  malgrado  ci  sia  un atto formale  del  Parlamento  che,
  nell'approvare  la  Nota di aggiornamento ha  detto  di  suggerire,
  diciamo suggerimento relativo, nel senso che l'Aula approva con  le
  seguenti  prescrizioni al testo della legge di stabilità,  ecco  il
  senso  della pregiudiziale, non perché voglio impedire o rallentare
  l'esame  della manovra, ma stiamo parlando di una legge che rischia
  di  essere, come dire, schizofrenica, tra il testo che abbiamo e ci
  auguriamo il testo o un insieme di norme di un testo che avremo, ma
  quando?  Visto  che l'esame, perché anche l'esame  dell'articolato,
  articolo,  per  articolo, può avere un indirizzo piuttosto  che  un
  altro  se hai la lettura di insieme, se tu invece l'affronti,  come
  dire, con semplici sistemi separati l'uno dall'altro, rischiamo  di
  non capirci più nulla
   Ecco,  chiedo  a  lei  di garantire all'Aula  di  conoscere  prima
  dell'avvio   della  discussione  generale  i  temi   che   dobbiamo
  affrontare  e che spetta al Governo proporre, quindi ci  aspettiamo
  che il Governo ci dica subito: intendiamo assumere questi temi come
  temi  inseriti nel testo della legge di stabilità al fine  di  fare
  una valutazione come dire complessiva.
   Questa  è la richiesta di pregiudiziale, è evidente che per quanto
  mi  riguarda non si può procedere fino a quando non abbiamo  questi
  testi.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici, intanto adesso  chiederò
  all'Assessore  Dagnino  se  vuole dare  ulteriori  informazioni  al
  riguardo,  dopo  di  che è ovvio che siamo al momento  in  tema  di
  discussione  generale,  la discussione generale  ovviamente  si  fa
  sull'articolato,  se  il  Governo non ha ritenuto  di  inserire  al
  momento  nulla  di quanto richiesto e dall'impegno preso  da  parte
  dell'ordine  del  giorno  espresso anche dall'onorevole  Cracolici,
  dico,  è  una  domanda  che  poi rivolgo  all'Assessore,  se  vuole
  aggiungere  qualcosa,  però  dico la discussione  generale  noi  la
  stiamo facendo sull'articolato.
   Assessore  Dagnino,  lei  vuole aggiungere qualcosa  all'onorevole
  Cracolici,  visto gli impegni che sono stati presi e  che  ha  come
  dire descritto l'onorevole? Prego, Assessore.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sì Presidente, grazie onorevoli
  deputati, vorrei cogliere meglio il senso della pregiudiziale.
   Il  Governo  ha  confermato e ha affermato di  dare  disponibilità
  degli  spazi  aggiuntivi  a delle misure  migliorative,  alcune  di
  queste  sono state anche esaminate, già presentate durante i lavori
  della  Commissione  Bilancio, che poi non  ha  ragione  diciamo  di
  scelta  condivisa,  ho  avuto il tempo  per  esaminare  emendamenti
  aggiuntivi, e quindi rimane lo spazio all'Aula per naturalmente poi
  articolare ulteriormente il contenuto della legge di stabilità.
   Quindi,   come  è  stato  riferito  al  Presidente  dell'Assemblea
  regionale,   la   discussione  generale  potrà  certamente   essere
  concentrata  sul  testo  esitato dalla  Commissione  Bilancio,  che
  contiene già degli spunti ulteriori anche delle modifiche.
   Ho  menzionato  durante il mio intervento poco fa  ad  esempio  la
  misura  nuova,  innovativa  sulla quota  destinata  ai  comuni  per
  ragioni  di  premialità  in ordine alla riscossione  delle  entrate
  proprie,  vi  saranno  naturalmente ulteriori spazi  per  discutere
  tutte le ulteriori modifiche che si intenderà fare in corso d'Aula.
   Quindi  questo è il mio punto di vista sull'obiezione che è  stata
  posta.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Onorevole Cracolici  io  cerco  di
  tradurre quello che ha detto l'Assessore.

   CRACOLICI. Non c'è bisogno, si è spiegato benissimo.

   PRESIDENTE. Ok. Prego, onorevole Cracolici. Io volevo sintetizzare
  sul fatto che iniziamo...

   CRACOLICI. Tanti difetti l'Assessore Dagnino, ma parla in italiano
  e  quindi,  essendo la lingua che ci obbliga tutti a  capirla  e  a
  parlarla, diciamo, ci siamo intesi.
   Quindi ho capito che il Governo rispetto agli impegni assunti  dal
  Parlamento con l'ordine del giorno approvato dal Parlamento in sede
  di   ex  DEF,  oggi  NADEFR,  non  ha  predisposto  le  misure  che
  quell'ordine  del giorno aveva, come dire, obbligato  a  presentare
  alla  legge di stabilità, perché voglio bene all'assessore Dagnino,
  ma  non  mi  dica  che  la misura innovativa  di  questa  legge  di
  stabilità è la premialità per i comuni che aumentano la capacità di
  riscossione.  Cosa  buona  è giusta, ma stiamo  parlando  anche  di
  questioni che riguardano l'economia e la vita delle persone.
   Quindi  il Governo non ha, così come si era impegnato, predisposto
  gli  atti rafforzativi di questa legge di stabilità. Io non so cosa
  devo  dire,  perché  a  questo punto si  mette  in  discussione  la
  credibilità anche degli impegni, perché non mi si può dire ci  sono
  stati emendamenti aggiuntivi che non ha esaminato la Commissione.
   Il  tema non sono gli emendamenti aggiuntivi, il tema era  che  il
  Governo  predisponeva una mini norma finanziaria di  supporto  alla
  legge di stabilità, avrebbe dovuto farlo in Commissione, non lo  ha
  fatto  in  Commissione, ma vivaddio, ci aspettavamo che  all'inizio
  almeno di questa discussione ci fosse un atto su cui parlare.  Cosa
  facciamo la discussione generale, sull'aumento della riscossione da
  parte  dei  comuni  o sulla norma sull'imposta di  bollo  che  deve
  essere approvata dal Consiglio dei Ministri, di cosa parliamo?
   Io vorrei sapere e capire, rispetto ai nodi strutturali, economici
  per  la  Sicilia,  che in questa finanziaria sono  trattati  ma  in
  maniera molto superficiale, almeno così è la mia opinione, ci fosse
  una misura aggiuntiva. Se il Governo quindi, avendolo dichiarato in
  Aula,   non  intende  assumere,  tenere  fermo  l'impegno  che   ha
  dichiarato in Aula, è evidente che la discussione generale  di  cui
  stiamo  parlando è un'altra cosa, cioè è una discussione su  quello
  che non c'è, non su quello che c'è, quindi con tutte le conseguenze
  politiche  che questa discussione produrrà, perché è  evidente  che
  discuteremo di ciò che non c'è.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici. Io  sono  poi  d'accordo
  sulla   parte  finale  dell'intervento  dell'onorevole   Cracolici.
  Ovviamente,  ogni  intervento da parte di  ciascun  collega  d'Aula
  verterà sia su quello che c'è al momento all'interno della legge di
  stabilità  che su quello che manca o al momento è assente  con,  da
  quello  che  ho  capito,  comunque la disponibilità  da  parte  del
  Governo e dell'Assessore. Quindi apriamo la discussione generale.


   Discussione generale unificata dei disegni di legge 831/A e 832/A

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino;  ne
  ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Governo, colleghi e cittadini. Mah, quando io ho
  ricevuto  l'avviso di convocazione dell'Aula ho pensato, quando  ho
  ricevuto  questo  avviso di convocazione, mi aspettavo  di  trovare
  appunto  il  testo della finanziaria da discutere,  quando  poi  ho
  guardato   bene  nuovamente  la  finanziaria  ho  detto,   ma   sta
  discussione  generale su cosa la facciamo? Sulla norma  conclusiva,
  sulle tabelle, cioè di che si parla?
   E  siccome  già  questa  storia  l'avevamo  vissuta  in  parte  in
  Commissione  Bilancio,  quei  pochi  che  eravamo  presenti,   quei
  pochissimi  che  interveniamo, perché la maggioranza,  come  non  è
  presente  oggi a sostenere la discussione generale, è  stata  anche
  poco  interventista in Commissione Bilancio, vuoi perché c'è questo
  atteggiamento  accondiscendente nei confronti  delle  proposte  che
  arrivano dal Governo, vuoi perché c'è un po' la questione di quello
  che  viene dopo la discussione bilancio, poi perché, Presidente  Di
  Paola, c'era veramente poco e niente di cui discutere
   E allora, se la finanziaria è quello strumento in base al quale il
  Governo,  e con esso il Parlamento sostenuto dalla sua maggioranza,
  poggia  le  basi per il futuro, per gli investimenti dell'anno  che
  verrà,  attraverso  le norme, è evidente che  delle  due  l'una:  o
  questo Governo non sa che cosa deve fare, o non ce lo vuole dire
   Perché  in  quei  20  articoli, l'unica  cosa  politica  che  c'è,
  riguarda  penso l'articolo 1, questa agenzia per gli  investimenti,
  dopodiché  negli altri 19 ci sono alcune misure, per carità,  anche
  dovute, necessarie, apprezzabili, utili, quello che vogliamo,  però
  ne  mancano almeno altrettante che il Governo ancora non ha  voluto
  comunicare in maniera ufficiale.
   E,  allora, diventa una discussione generale che se deve  guardare
  il   merito  del  testo  di  finanziaria  è  quasi  impossibile  da
  sostenere,  perché tra le uniche cose che potremmo  rilevare  è  il
  fatto che l'appello dei comuni siciliani sia caduto totalmente  nel
  vuoto,  possiamo  rilevare che nessun sostegno stiamo  offrendo  ai
  comuni  delle  isole  minori per il trasporto  dei  pendolari,  che
  nessun aiuto stiamo offrendo alle isole minori per il trasporto dei
  rifiuti,  che non c'è alcun tipo di investimento per le  bonifiche,
  per  le discariche, per l'energia e c'è poco altro di cui discutere
  per  cui, credo, Presidente Di Paola, che da questo punto di  vista
  debba  essere il Governo stesso a chiedere un attimo di  pausa  per
  ordinare le proprie idee e non cadere nella facile tentazione,  nel
  grave errore di voler far finire nel calderone del maxi emendamento
  anche  le  cose  più  importanti che  il  Governo  vuol  sottoporre
  all'attenzione e al voto dell'Aula. Perché se il maxi emendamento è
  un  qualcosa che si può definire tale nel momento in cui accorpa le
  tante  piccole  richieste, tra i tanti piccoli articoli,  le  tante
  piccole necessità dei comuni, degli enti, non può accogliere  anche
  le  norme  con  cui  il Governo dovrebbe dire con trasparenza  come
  vuole  affrontare  il futuro della Sicilia e, da  questo  punto  di
  vista,  ci  deve  essere  un momento in cui  queste  norme  vengono
  discusse  singolarmente, in cui questi argomenti vengono affrontati
  nel  contraddittorio  parlamentare, anche perché  non  hanno  avuto
  alcun  tipo di gestazione né nelle Commissioni di merito, che anche
  in  questa  occasione sono state totalmente esautorate e  bypassate
  della  loro  funzione,  né  sono stati  affrontati  in  Commissione
  Bilancio, Presidente Di Paola: e se il contributo X al comune Y non
  necessita, ovviamente, di alcun tipo di approfondimento, neanche ci
  entro  nel  merito, è evidente che laddove, invece,  si  decide  di
  allocare  risorse  importanti e lo si  decide  su  proposta  di  un
  partito,  di un assessore o del Presidente Schifani, io  lì  voglio
  entrare nel merito, io lì voglio discutere e non voglio farlo  solo
  nelle  sedi  delle  riunioni che possono essere la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari, i momenti  di  incontro,  di
  confronto che è naturale che ci siano tra forze di maggioranza, tra
  forze  di  opposizione,  tra Governo, con l'assessore  Dagnino,  il
  dialogo  è  sempre produttivo di cose ottimali però il dialogo  che
  avviene  fuori dall'Aula non può superare il dialogo, il  dibattito
  che  c'è  in Aula, quindi, anche di una cosa che si discute  al  di
  fuori  dell'Aula parlamentare deve essere ridiscussa  pubblicamente
  alla  presenza e con il contributo di tutti e settanta parlamentari
  di maggioranza e di opposizione
   Diversamente, Presidente, rischiamo che noi troviamo un  documento
  di partenza scarno e scadente, io l'ho definito come la finanziaria
  di   Cattelan , una trovata geniale di un artista che ha preso  una
  banana,  l'ha  attaccata  al  muro  e,  invece,  di  valere  trenta
  centesimi  più  la  sporcizia dello scotch,  è  stata  battuta  sei
  milioni  e mezzo di euro, ecco, che ci arriva qui un documento  con
  quattro  cose scritte ma che quando uscirà da qui sarà battuto  per
  un valore di oltre centocinquanta milioni di euro.
   Presidente,  questa  non  è  un'asta  che  dà  valore  alle   cose
  immateriali ma è un'Aula che deve dare un valore alle cose concrete
  e  alle  esigenze dei siciliani, per cui è importante discuterne  e
  analizzarle  puntualmente e sono convinto che  l'assessore  Dagnino
  alla sua prima prova di finanziaria non di manovra economica ma  di
  finanziaria  vera e propria, non vorrà sottrarsi all'importanza  di
  questo dibattito e di questo confronto. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  poco
  fa,  intervenendo  sull'ordine dei lavori, il  mio  intervento  non
  voleva  essere un intervento pretestuoso, di rallentamento. Il  mio
  intervento,   poi   sostenuto  anche  dai   colleghi   del   Gruppo
  parlamentare  del  Pd  ma  anche dei Cinque  Stelle,  con  l'ultimo
  intervento   dell'onorevole   Cracolici,   pone   un   tema,    una
  pregiudiziale.  E  io lo dico perché, alla presenza  dell'assessore
  Dagnino prima che legga la relazione che, diciamo, su questi  venti
  e passa articoli, ho voluto preparare, ritengo che ci sia un vulnus
  politico.
   Secondo me, questa è una finanziaria, una manovra che, di fatto, è
  soltanto una manovra di 21, 22 articoli. Però, ancora, oggi  al  17
  di dicembre, il Governo regionale ci deve dire quali sono le somme,
  quali   sono  tutti  gli  altri  articoli  che,  ovviamente,  vuole
  inserire.
   Perché  è  chiaro, Presidente Di Paola, è chiaro  che,  in  queste
  giornate,  ci sono gli appelli, gli appelli da parte del Presidente
  della Regione, gli appelli che ovviamente riportano che ci sono  le
  opposizioni responsabili.
   Ma  le  opposizioni sono responsabili, Presidente  Di  Paola,  nei
  confronti  del  Popolo siciliano, nei confronti di un  Popolo  che,
  ovviamente,  non  può  e non deve essere bistrattato  come  lo  sta
  facendo questo Governo regionale, che ormai è un Governo regionale,
  mi consenta di dirlo, prima ancora di leggere ed entrare nel merito
  degli  articoli, è un Governo che viene chiamato ad  affrontare  le
  emergenze, senza una visione.
   E  mi  dispiace che l'assessore Dagnino che, ovviamente  viene  in
  Aula  e  in alcune occasioni dice che lui vuole dare una visione  a
  quello  che  è  la  Regione, però, di fatto, nella concretezza  con
  quello  che sono le norme dentro questa finanziaria, che  di  fatto
  diciamo ancora non capiamo e non comprendiamo di che cosa si parli,
  non  c'è una visione. E lo dico, considerando che non ci può essere
  la   presenza   del   Presidente  della  Regione   e   mi   rivolgo
  all'Assessore.
   Bene,  la  prima  cosa che salta all'occhio, già lo  ha  detto  in
  precedenza  anche il Capogruppo dei Cinque Stelle, è  l'articolo  1
  dove  si prevede l'istituzione di un nuovo ente pubblico, l'Agenzia
  per  la  promozione  e l'attrazione degli investimenti.  Ma  io  mi
  chiedo, è davvero necessario questo articolo, con questa visione da
  parte  di chi ovviamente l'ha immaginata di inserire dentro  questo
  articolo?
   Al di là di nuovi oneri, che questo articolo comporterà e che sono
  all'incirca un milione e mezzo di euro nel triennio, quello che  mi
  lascia  davvero  perplesso è capire di che cosa si occuperà  questo
  nuovo ente.
   Al  comma  2  si  dice  che deve elaborare ed  attuare  strategie,
  divulgare,  offrire supporto tecnico, promuovere la  collaborazione
  tra  enti pubblici e privati, monitorare. Quindi che cos'è?  E'  un
  pensatoio? Un nuovo centro di ricerca?
   Signor Presidente, mi consenta di utilizzare questo termine, a  me
  sembra aria fritta
   Non  è  nemmeno previsto che a valle di tutto questo  elaborare  e
  promuovere   ci   sia   un   atto,   un   impegno,   che    vincoli
  l'amministrazione o che dia indirizzi per una politica  industriale
  che  viene orientata allo sviluppo. Tra l'altro, lo faccio  notare,
  Presidente,  poco  fa  lo  diceva l'onorevole  Cracolici,  che  nel
  documento  della NaDefr, che abbiamo approvato il mese scorso,  non
  si  parlava  assolutamente dell'idea di questo  nuovo  ente  -  che
  spunta  proprio in questo momento come se fosse un fungo  -  ma  di
  istituire le  super Zes , che dovrebbero almeno supplire al mancato
  avvio  della Zes unica concepita dal Governo Meloni per  accentrare
  le   politiche   di  sostegno  al  Sud.  Quindi,  negli   atti   di
  programmazione, Assessore, noi diciamo una cosa e poi con la  legge
  finanziaria ne facciamo un'altra.
   Non  vorrei  che questo ente facesse la fine di tutti  quelli  che
  nell'ultimo   decennio  sono  stati  portati   avanti   da   questa
  maggioranza  di  centrodestra e non sono mai decollati   E  non  li
  voglio nemmeno citare perché altrimenti sarebbero diversi.
   Troppa  fantasia,  Assessore,  e poca  concretezza.  Peraltro,  se
  questo  ente dovesse essere in grado di offrire assistenza  tecnica
  qualificata agli investitori, ma perché non la offriamo, invece, ai
  comuni?  Ad  esempio manca - poco fa ne parlavamo  in  riunione  di
  Gruppo  -  un  fondo che è più di 40 milioni di euro, che  dovrebbe
  servire proprio ai comuni. E proprio ai comuni in questo testo  non
  si   offre   nulla,   si   fa  solo  ed  esclusivamente   ordinaria
  amministrazione.
   Ancora   una   volta,   signor  Presidente   dell'Assemblea,   noi
  registriamo  - e mi preme continuare a dirlo in quest'Aula  -  poca
  attenzione  alla  finanza locale. Per i comuni  sono  previsti  350
  milioni   di  euro;  nel  2024  erano  347.  La  tanto  sbandierata
  attenzione da parte di questo Governo regionale nei confronti degli
  enti locali si ferma soltanto all'aggiunta di 3 milioni di euro   E
  non sono sufficienti, Presidente.
   Sulla finanza locale bisogna aprire un enorme dibattito, un enorme
  dibattito  perché  la  soluzione delle difficoltà  nelle  quali  si
  dibattono  i  comuni non è più rinviabile. I comuni  hanno  perenne
  difficoltà  a  garantire i servizi al cittadino. Ricordiamo  ancora
  una  volta che i comuni in una situazione di dissesto o predissesto
  finanziario in Sicilia sono più di 120 su 391.
   Eppure,  negli  ultimi  due anni il bilancio  regionale  ha  visto
  crescere  le  proprie entrate. Solo nel 2024 si sono fatte  quattro
  manovre, tra leggi di stabilità e variazioni, che hanno movimentato
  una  cifra  di 1.765.000.000. L'esercizio 2023 si è chiuso  con  un
  aumento  delle  entrate  tributarie  della  Regione  di  circa  1,3
  miliardi  di  euro,  con un incremento del 10  per  cento  rispetto
  all'anno  precedente,  e  quindi  2022.  La  tassa  automobilistica
  regionale ha registrato un incremento di circa 62 milioni di euro.
   E  cosa è andato agli enti locali? La risposta è solo 3 milioni di
  euro in più
   Signor  Presidente,  è  urgente  destinare  ai  comuni  una  quota
  rilevante delle maggiori entrate, per incrementare sensibilmente il
  fondo.
   Noi come Gruppo parlamentare abbiamo presentato un emendamento che
  va  in questa direzione, assegnando il 40 per cento in più di tutte
  le maggiori entrate che saranno accertate nel triennio dei comuni e
  lo  abbiamo  poi  diviso,  come il 30 per cento  sul  diritto  allo
  studio,  l'altro  sull'abbattimento delle liste di  attesa,  su  un
  argomento che per noi è fondamentale che è il diritto alla  salute.
  E  lo  abbiamo  presentato perché vogliamo dare  a  questo  Governo
  regionale  un  ulteriore  suggerimento, in  linea  con  quello  che
  l'opposizione, in questo caso il Gruppo del Partito Democratico, fa
  da diversi mesi.
   I  rapporti  finanziari  con lo Stato:  a  tal  proposito,  signor
  Presidente,  io  vorrei fare qualche considerazione  sui  dati  del
  bilancio   e  sulle  entrate  che  affluiscono  a  questo  bilancio
  regionale.  Rimane  irrisolta la questione dell'articolo  37  dello
  Statuto, cioè di quella norma che assegna alla Sicilia le quote  di
  tributi  prodotti  dalle  imprese  che  hanno  stabilimenti   nella
  Regione,  ancorché  le  sedi  legali  siano  fuori  dal  territorio
  regionale. A questa tematica, signor Presidente, che ha generato un
  lunghissimo  dibattito e tormentato, un susseguirsi di  sentenze  e
  atti normativi senza mai arrivare ad una pacifica conclusione, oggi
  se  ne  generano  di nuove, tutte di segno negativo  per  le  casse
  regionali, come quella del gettito dell'imposta di bollo  o  quella
  del  contributo unificato per gli atti giudiziari o  ancora  quella
  relativa   alle  conseguenze  della  riforma  fiscale   di   questo
  scellerato Governo Meloni nazionale
   Il  nostro  sistema continua a risentire del mancato coordinamento
  con  la  finanza  pubblica e con il sistema  tributario  nazionale,
  nonostante ad ogni accordo che la Regione stipula con lo Stato,  si
  prefiguri  sempre  un  nuovo  impegno ad  individuare  modalità  di
  attribuzione del gettito dei tributi per evitare rischi di erosione
  a  svantaggio  del bilancio regionale, ma a tale impegno,  come  al
  solito,  non  conseguono fatti concreti. Ed è  venuto  il  momento,
  signor  Presidente, di chiarire una volta e per tutte tali  partite
  che rimangono sempre e perennemente, lo dico io, sospese, anche per
  evitare  norme quella come quella dell'articolo 2 che  prevede  una
  sorta  di  medaglia  da  conferire agli  enti  che  volontariamente
  versano  l'imposta  nelle  casse della Regione,  piuttosto  che  in
  quelle dello Stato. Quindi non si comprende quale sia l'utilità  di
  norme del genere.
   Distribuzione delle risorse: ci sono scelte che non sono per nulla
  condivisibili  nella distribuzione delle risorse. Sette  milioni  e
  mezzo  di euro alle scuole paritarie, con un incremento già operato
  nel  2023 di tre milioni mentre rimane invariato, ad esempio,  caro
  collega   Spada,  lo  stanziamento  per  gli  ERSU.  E  si  tolgono
  addirittura  fondi paragonabili a settecentomila euro nei  consorzi
  universitari  per  gli  anni 2006 e 2027, continuo  incremento  dei
  fondi  a disposizione dell'Assessore per il turismo. In tabella  ci
  sono  quattro  milioni per l'incremento del movimento  turistico  e
  nell'articolato,  all'articolo undici,  tre  milioni  e  mezzo  per
  iniziative  definite di altissimo valore turistico promozionale.  E
  poi  qualche  altra  somma forse la troviamo pure  sull'Assessorato
  alla famiglia.
   Signor Presidente, la qualità della vita, ieri proprio su  Il Sole
  24  Ore  è stata pubblicata la classifica sulla qualità della  vita
  nelle  città  italiane. Tutte e nove le province siciliane,  guarda
  caso,   si  ritrovano  in  fondo  alla  classifica.  Su  107  città
  monitorate   troviamo:  Ragusa  all'ottantunesimo  posto,   Catania
  all'ottantesimo posto, Trapani all'ottantacinquesimo posto, Messina
  al  novantunesimo,  Agrigento  al  novantesimo  posto,  Palermo  al
  centesimo  posto, Caltanissetta ed Enna sono sempre  lì  in  quella
  posizione, Siracusa al centoquattresimo posto  La classifica lo  sa
  come  è  stata  stilata?  Tenendo conto di  ben  novanta  parametri
  diversi,  raggruppati  tutti  in macro temi:  ricchezza,  ambiente,
  servizi,  cultura. tempo libero, giustizia e sicurezza. In  nessuno
  di  questi parametri le città siciliane si piazzano nelle posizioni
  vantaggiose. Ciò descrive, signor Presidente, un malessere  diffuso
  che  sicuramente ci accomuna con tutto il Sud Italia ma che non può
  assolutamente  vederci  ancora rimanere  fermi  rispetto  a  questa
  situazione. E allora, signor Presidente, la ringrazio anche  se  ho
  preso  qualche  minuto di tempo in più, ritengo che questo  Governo
  regionale.  in  queste  giornate  ha  la  possibilità  di   potersi
  qualificare   dentro  quest'Aula  presentando   delle   norme   che
  sicuramente vanno a qualificare la vita dei siciliani e quindi  noi
  lo  chiediamo e saremo qui come Gruppo parlamentare di  opposizione
  del  Partito Democratico a dare sì il nostro contributo  ma  faremo
  battaglia su tutto quello che sono le strutture che questo  Governo
  presenta.

   PRESIDENTE.    Grazie,   onorevole  Catanzaro.   Ha   chiesto   di
  intervenire l'onorevole Dipasquale ma è fuori dall'Aula. Ha facoltà
  di intervenire l'onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori  e
  cittadini  da  casa soprattutto, devo fare invece i complimenti  al
  Governo  regionale perché ho capito perché è stata  presentata  una
  manovra  così  snella  e  scarna, perché probabilmente  il  Governo
  regionale  aveva lo scopo di nascondere dei dissidi  interni  della
  maggioranza in maniera tale da fare arrivare con più velocità e con
  tranquillità, con un clima così disteso, la manovra in Aula.
   Una  manovra in cui naturalmente non possiamo nascondere  l'enorme
  delusione sia perché scollegata dalla Nadefr ma soprattutto per  la
  mancanza  di  visione,  è una manovra che da  una  parte  cerca  di
  sopperire  alle tante emergenze che questa Sicilia deve  affrontare
  ma  dall'altra  parte  invece non vediamo  delle  norme  che  siano
  davvero  innovative e che possano far traghettare la Sicilia  verso
  un'altra  direzione.  Naturalmente,  tutto  questo  avviene  in  un
  contesto finanziario della Regione molto grave, la stessa Corte dei
  Conti,  la Sezione di controllo della Corte dei Conti della Regione
  siciliana  ha  lanciato il campanello d'allarme  che  non  possiamo
  sottovalutare, i dati sono chiari, la Sicilia maglia  nera  per  le
  riscossioni, con un divario tra accertamenti e riscossioni che  nel
  2023  ha  raggiunto novecentosessantasei milioni di euro di mancati
  incassi. Capisco infatti e ringrazio l'assessore che ha accolto  il
  suggerimento  durante  la  Commissione  Bilancio  di  prevedere  un
  emendamento che prevede proprio una premialità per quei comuni  che
  si  impegnano  nella riscossione. Perché? Perché  se  i  comuni  si
  impegnassero,   se  raggiungessero  davvero  la  media   nazionale,
  potremmo  avere  un  introito di quattrocento milioni  di  euro  di
  entrate  per ogni anno, risorse che naturalmente potrebbero  essere
  destinate  ai  cittadini siciliani soprattutto  nell'erogazione  di
  servizi che ormai possiamo dirci sono assolutamente essenziali.
   Bene,  la  Corte dei Conti quindi evidenzia questo grande divario:
  200  su 391 comuni, proprio per questo mancato introito, non  hanno
  presentato il bilancio consuntivo 2023.
   Ma  non possiamo non citare anche il rapporto Svimez che dice  che
  solo nel 2023 ben 30 mila siciliani hanno abbandonato la Sicilia  e
  naturalmente le previsioni per il futuro sono ben più gravi  perché
  entro  il  2050  la  popolazione siciliana si  ridurrà  del  18,5%.
  Quindi,  un  declino demografico che metterà a  rischio  la  tenuta
  sociale ed economica della nostra Regione.
   Quindi, Assessore e onorevoli colleghi, dobbiamo trovare veramente
  delle soluzioni che possono arrestare questa tendenza.
   Dati  davvero allarmanti che se poi li incrociamo con  quelli  che
  riguardano  l'occupazione ma soprattutto il precariato,  noi  siamo
  veramente una delle prime Regioni dove abbiamo il maggior numero di
  precari  di tutti i tipi: circa 21 mila precari. Abbiamo  gli  ASU,
  abbiamo  i PIP, abbiamo i contrattisti, abbiamo finanche  creato  i
  precari Covid che tanto ci hanno aiutato durante la pandemia.
   E  poi,  dall'altra parte, abbiamo 250 mila lavoratori in  nero  e
  questo lo abbiamo gridato più volte. Occorrerebbero degli ispettori
  del lavoro che tardano ad arrivare, non arrivano in Sicilia.
   Noi  del  Movimento Cinque Stelle naturalmente abbiamo tentato  di
  migliorare  la  manovra verso vari ambiti e in  varie  direzioni  a
  partire  dal lavoro. Avevamo chiesto la stabilizzazione  degli  ASU
  che  tengono  aperti i nostri beni culturali, ma non  così  come  è
  previsto da questo Governo regionale. E' notizia che altri  precari
  sono  stati stabilizzati con la legge n. 1 del 2024, la  legge  che
  abbiamo  approvato  nella scorsa finanziaria  e  che  non  è  stata
  impugnata.  E  invece  noi  ricorriamo  adesso  per  gli  ASU,   li
  stabilizziamo  nel grande contenitore che diventerà una  delle  più
  grande  holding  della nostra Regione. Li stabilizziamo  in  questo
  contenitore.
   Abbiamo  proposto agevolazioni fiscali per le imprese che assumono
  gli over cinquanta perché, colleghi, per i trentenni che perdono il
  lavoro  è  una  cosa  grave, ma per i cinquantenni  che  in  questa
  Regione perdono il lavoro è una tragedia totale
   Per l'istruzione abbiamo previsto naturalmente un milione, abbiamo
  avanzato   un  milione  di  risorse  in  più  per  la  manutenzione
  straordinaria degli edifici scolastici. Ebbene, mentre da una parte
  si  prevede e si stanziano delle risorse, ingenti risorse,  per  le
  aule  immersive, una cosa fantastica, innovativa,  ma  noi  abbiamo
  delle aule dove mesi fa pioveva dentro, soprattutto nella provincia
  di  Siracusa, dove con il mio collega, il collega Gilistro, abbiamo
  lanciato  questo allarme. Oppure abbiamo delle aule  che  non  sono
  efficienti energeticamente eppure pensiamo alle aule immersive.
   Io  mi chiedo se ci sono delle contraddizioni che dovremo prima  o
  poi davvero risolvere.
   E  ancora  abbiamo pensato di aggiungere dei milioni  in  più  per
  l'acquisto degli scuolabus. Noi abbiamo molti studenti, soprattutto
  dei  comuni  disagiati, isolati, addirittura  bambini  piccoli  che
  devono   alzarsi  alle  quattro,  alle  cinque  del   mattino   per
  raggiungere il plesso scolastico e noi volevamo aggiungere finanche
  20  milioni  di  euro per questa misura. In Commissione,  ci  siamo
  dovuti  arrendere e stanziare soltanto 2 milioni di  euro.  Ma  non
  sono sufficienti.
   Fondo  per  i  beni  confiscati. Ecco, su  questa  misura  che  ho
  presentato ci tengo particolarmente.
   In   Italia  ci  sono  17  mila  immobili  che  sono  nelle   mani
  dell'Agenzia  dei beni confiscati alla mafia e quasi  più  del  45%
  risiede in Sicilia.
   Quella dei beni confiscati è davvero una grande holding del Paese,
  eppure  noi abbiamo tanti immobili che sono degradati, non  possono
  essere  riutilizzati grazie alla legge Rognoni  La  Torre,  perché?
  Perché  non  ci  sono i fondi per la manutenzione,  di  interventi,
  anche  piccoli  interventi per la manutenzione di questi  beni  che
  potrebbero  essere riutilizzati dalle associazioni e  dagli  stessi
  enti locali.
   Ancora,  un fondo per la formazione dei tecnici degli enti locali:
  è  ancora  vergognoso  che  risorse extra regionali  vengano  perse
  perché  non  abbiamo delle competenze tecniche  specifiche.  Io  mi
  auguro che questa misura che abbiamo presentato venga accolta.
   Emergenza  siccità: Assessore, io ho presentato un emendamento  in
  misura  sperimentale che prevede l'utilizzo di una nuova tecnologia
  che si chiama "Air to water to air" che serve a catturare l'umidità
  dell'aria e trasformarla in risorsa idrica.
   E'  una  nuova  tecnologia che è stata già sperimentata  in  altri
  luoghi,  in  altri  Paesi europei, è una tecnologia  nuova  che  ci
  consente una riduzione, non solo dei tempi tecnici di realizzazione
  rispetto  ai  dissalatori che richiedono cinque  anni,  mentre  per
  questa  nuova  tecnologia - nel giro di due tre anni -  si  possono
  realizzare  attraverso  queste macchine  modulari,  ma  soprattutto
  quello  che  viene  abbattuto  sono  i  costi  di  manutenzione   e
  soprattutto l'impatto ambientale.
   Vi  chiedo di attenzionare questa misura che ho con un emendamento
  depositato.
   Ancora,  per quanto attiene la sanità, che è il cruccio di  questa
  Regione,  andiamo  sempre  più indietro, abbiamo  messo  soldi  per
  risorse  per incentivare i medici nei Pronto Soccorso oppure  nelle
  zone  disagiate  o,  ancora, gli ambulatori  solidali;  per  i  più
  fragili, abbiamo previsto ulteriori risorse per gli ASACOM, per gli
  assistenti  igienico-personali  perché  non  sono  sufficienti   e,
  quindi,  mi  auguro,  Assessore Albano,  che  lei  proverà  a  fare
  approvare  questi emendamenti perché noi abbiamo  il  diritto  allo
  studio  per  i nostri studenti, ma per gli studenti disabili?  Sono
  dimenticati, inizia la scuola e loro sono ancora a casa  perché  le
  risorse  non  ci  sono  e, ribadisco che ci vuole  una  riforma  su
  questo,   e  c'è  un  disegno  di  legge  a  firma  Cinque  Stelle,
  prendiamolo,  preleviamo  e facciamo in  modo  che  questi  ragazzi
  abbiano davvero il diritto allo studio.
   E, ancora, gli ausili sportivi per gli atleti disabili: ma la cosa
  che  auspico davvero per questa finanziaria è un cambio  di  passo,
  quello  che chiediamo, ormai da anni, e, quindi, io chiedo  che  ci
  sia  veramente  un cambio di direzione, perché da una  parte  nella
  risoluzione  delle  criticità per il nostro  popolo  siciliano  ma,
  soprattutto, delle misure che possano dare una visione affinché  il
  18%  della  popolazione dei siciliani non vada via entro  il  2050.
  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Schillaci. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole  Burtone  poi, colleghi, chiudo le  iscrizioni  per  la
  discussione generale.
   Iscritti a parlare sono gli onorevoli Safina, Campo, Marano, Pace,
  Spada, Cracolici, Cateno De Luca, Giambona, Gilistro.

   DIPASQUALE. Io non ho rinunciato.

   PRESIDENTE.   Non   ha  rinunciato?   Allora,  anche   l'onorevole
  Dipasquale, l'onorevole Chinnici, Sunseri, dopodiché chiuderò....

   CRACOLICI.  Però, non è giusto, Presidente, tutti questi  deputati
  di maggioranza che parlano

   PRESIDENTE. C'è l'onorevole Pace che è iscritto a parlare.
   Onorevole Dipasquale, quando lei mi dice che ha completato i  suoi
  appunti  io  sono  pronto  a  farla intervenire.  Prego,  onorevole
  Burtone.

   BURTONE.  Signor Presidente, colleghi, durante la discussione  sul
  Documento  economico  finanziario ma anche  dopo  sui  social,  sui
  giornali,  la maggioranza, il Governo in particolare, ha  insistito
  con la presentazione di alcuni dati incoraggianti per la Sicilia.
   Noi  avremmo  voluto assecondare questa valutazione, però,  questa
  sera il nostro Capogruppo ha fatto un'analisi precisa dei dati, noi
  non  riteniamo  che  si  possa  essere  così  contenti,  ottimisti,
  rispetto  a  quello che vive la Sicilia. Io lo dico,  non  soltanto
  verificando le indicazioni che sono venute dall'ISTAT ma lo dico da
  sindaco  di  una comunità che vive nelle aree interne,  che  ha  un
  problema  legato  alle  difficoltà  demografiche.  Una  realtà  che
  continua  ad essere in difficoltà rispetto all'impegno nei  settori
  produttivi.   La   collega  Schillaci  ha  parlato   dei   problemi
  dell'acqua, della siccità, ma noi ci torniamo.
   Quante volte sono venuti qui, signor Presidente, gli esponenti del
  Governo a dire: «ora utilizzeremo i 90 milioni che sono stati  dati
  al  commissario dell'acqua», il paradosso, invece nessuna  notizia,
  io  proprio stamani ho chiamato un dirigente dell'Eni di  Gela  per
  capire  se su quel dissalatore è stato fatto un intervento che  era
  stato  perimetrato  in  termini economici molto  ridotti,  circa  8
  milioni  di  euro  con la possibilità subito di  riattivare  questo
  strumento  così importante. Non è stato fatto nulla,  non  è  stato
  fatto nulla
   Ora,  io  so  che  il Governo è preoccupato, vuole  mettere  altre
  risorse   nei   capitoli  relativi  ai  sostegni  alla   zootecnia,
  all'agricoltura.  Io spero, mi auguro, che queste  risorse  vengano
  mobilitate ma, soprattutto, bisogna incidere sui temi strutturali.
   Il problema dell'acqua è superato in questo momento perché ci sono
  stati  dei  periodi molto brevi di pioggia, ma non illudiamoci.  La
  situazione potrebbe nuovamente precipitare. Io credo che questo sia
  il   primo   dato,   non   soltanto  relativo   all'agricoltura   e
  complessivamente le nostre comunità sono in difficoltà e io  vorrei
  partire  dai comuni non perché sono sindaco -  ripeto -  ma  perché
  là c'è la comunità.
   Un filosofo giurista dell'Ottocento francese Alexis de Tocqueville
  disse  una cosa molto importante: gli Stati vengono costruiti dagli
  uomini,  le  città vengono costruite da Dio. Nel  senso  che  nella
  città  c'è  il  cuore  della comunità e noi dobbiamo  avere  questo
  riferimento,  se  guardiamo  a tutto ciò  non  possiamo  che  dirci
  preoccupati perché i comuni in Sicilia, nella gran parte -  leggete
  le  indicazioni dell'Anci -  sono o in dissesto o in predissesto  e
  questo  perché non c'è una contribuzione da parte dei cittadini  in
  difficoltà, non sono evasori sono debitori. E poi perché  i  comuni
  sono  sovraccaricati.  Io -  ripeto -  trovo scandaloso che  l'Enel
  metta  degli  interessi usurai sulle bollette dei  comuni  che  non
  riescono  a pagare, interessi usurai  Perché tutto ciò appesantisce
  poi  le  difficoltà  del comune che poi deve  rispondere  anche  ai
  ricoveri da fare senza l'aiuto che, finora, ha avuto da parte della
  Regione.  Ora  sono i comuni il centro, il cuore e io  debbo  dire,
  Assessore, che nella precedente operazione di assestamento i comuni
  sono  stati aiutati da questo punto di vista. Se non ci fosse stata
  la  Regione  a  dare  un  aiuto ai comuni  che  hanno  problemi  di
  equilibrio   di  bilancio  rispetto  alla  sentenza   della   Corte
  costituzionale,  che  ha  cassato  la  possibilità  di   utilizzare
  l'anticipazione, noi saremmo stati tutti in dissesto.
   Il  Governo, il governo amico, quello retto dalla Meloni, ha fatto
  finora l'orecchio da mercante, non ha fatto nulla. Io credo che  su
  questi temi si debba centrare, mettendo al centro anche quelli  che
  sono i problemi veri e quando parliamo di problemi veri diciamo che
  i   comuni   hanno  bisogno,  soprattutto,  della  tenuta  rispetto
  all'articolo   34  della  Costituzione  e,  quindi,  tenere   salda
  l'istituzione  della  scuola. Ora se continuiamo  -  l'assessore  è
  andato  via,  mi dispiace -  se continuiamo ancora a ridimensionare
  rispetto alle capacità organizzative poi non dobbiamo dire  che  ci
  sarà   un   aumento   della  dispersione  scolastica,   così   come
  sull'articolo 32, quello della salute, noi torniamo a  ribadire  la
  necessità che i territori vengano garantiti.
   Qualcuno parla di accorpamento, di chiusura, negli anni '80 e  '90
  si  sono  chiusi  tanti  ospedali nel territorio,  ora  basta    Lo
  diciamo  con chiarezza noi non lo permetteremo, perché nel  periodo
  tragico  del  Covid  si  è dimostrato che il  territorio  ha  avuto
  un'importanza   notevole,  ecco  perché  lo  dobbiamo   aiutare   e
  sostenere.
   Questo  non  significa  andare  contro  l'ospedalità  delle   aree
  metropolitane:  noi abbiamo presentato due emendamenti  importanti,
  quello  sul  Centro del cancro a Catania, al Garibaldi,  dove  c'è,
  soprattutto in ginecologia, un'alta professionalità.
   Abbiamo detto, utilizziamo l'economia dell'articolo 20, così  come
  sulle   fragilità,  sui  bambini  che  sono  disabili,  là  bisogna
  intervenire  e ci sono delle esperienze straordinarie  ad  Acireale
  nell'ambito  dell'odontoiatria per i bambini, proprio,  disabili  e
  quelli  che  bisogna  potenziare, anche lì noi  abbiamo  presentato
  degli emendamenti per dire che la sanità deve essere un diritto per
  tutti  e non dobbiamo appiattirci rispetto alle difficoltà  che  ci
  sono nell' impegnarsi per abbattere le lunghe liste d'attesa.
   E vado alla conclusione, Presidente, i due temi fondamentali -  lo
  abbiamo detto - sono lavoro, il lavoro che manca, sì, io non voglio
  mettere  soltanto  pessimismo, dico che ci sono  alcune  esperienze
  quelle  della  ST che pare voglia aumentare le proprie potenzialità
  di  nuova  occupazione, però la gran parte dei giovani  si  trovano
  nella  condizione di non lavorare e di non studiare  e  quelli  che
  hanno  studiato  a Nord se ne vanno e alla Sicilia non  tornano,  è
  questa  la  situazione  difficile, ma  sullo  specifico  in  questa
  finanziaria  noi abbiamo indicato un campo che è quello  di  coloro
  che  hanno il rischio di perdere il posto di lavoro o  che  l'hanno
  perso e che non sono più coperti dalla disoccupazione.
   Io  ho  un'esperienza diretta, quella della Kalat di  Caltagirone,
  una  struttura  dei Consorzi dei comuni in cui  ci  sono  circa  35
  operai  che non stanno lavorando e che, probabilmente, non  possono
  avere  più  la cassa integrazione da parte dello Stato,  ma  questi
  operai non possono lavorare perché la mafia lì ha fatto due incendi
  dolosi  e  non  ha  più permesso l'utilizzazione di  una  struttura
  importantissima, questi debbono essere aiutati e noi abbiamo  fatto
  un  emendamento  e  chiediamo che su questo  si  discuta,  si  deve
  discutere su Almaviva, c'è la realtà di Siracusa dell'Eni, ma anche
  di Ragusa, che presenta particolari rischi e pericoli, lì si dia la
  risposta e il tentativo di dare un apporto, una speranza a coloro i
  quali  rischiano  veramente  di essere  messi  fuori  dall'apparato
  produttivo del lavoro.
   E  infine  l'altra  considerazione, Presidente, la  questione  del
  lavoro  che  manca e determina devianze, noi abbiamo  fatto  alcuni
  interventi  importanti la legge contro il crack, ma la  devianza  è
  diffusa, nelle piazze, non soltanto delle grandi città, ma anche di
  paesi,   la   dominanza  continua  a  riprendere  da  parte   della
  criminalità  che  cerca di bombardare i nostri  giovani,  i  nostri
  ragazzi,  nel  diffondere  il traffico della  droga,  è  quello  un
  pericolo  e  rischio che noi dobbiamo tenere presente,  così  come,
  Presidente,  io  ho  seguito  questo  incontro  che  ha  avuto   la
  Presidente Meloni col Presidente neo eletto in Argentina,  entrambi
  inneggiavano al fatto che non vogliono dare sussidi.
   Io  debbo  dire  la  verità, trovo nei nostri uffici  dei  servizi
  sociali  tante  persone  in difficoltà,  non  sono  i  ragazzi  che
  qualcuno  diceva  stanno sul divano, i bamboccioni,  assolutamente,
  sono  famiglie che sono in difficoltà perché hanno grandi problemi,
  problemi  di  sopravvivenza e debbo dire che non soltanto  è  stato
  ridimensionato il tema relativo all'aiuto che si dava  col  reddito
  di  cittadinanza ma anche quello che è rimasto non è stato  gestito
  bene, quindi, la povertà è aumentata.
   Il nostro Papa, Papa Francesco, mentre parlava del Giubileo faceva
  riferimento al terzo libro della Bibbia, quello di Mosè,  e  diceva
  che quando si avviava il  Giubileo, da Gerusalemme partiva il suono
  del corno del montone che poi si passava da villaggio a villaggio e
  si  diffondeva, e Papa Francesco dice che il suono  del  corno  del
  montone  non ci sarà più, ascoltate il grido di chi è in difficoltà
  e in povertà.
   Io  credo  che questo sia un monito anche per la nostra  Assemblea
  regionale,  più volte il Governo ha detto che avrebbe  voluto  fare
  qualcosa  di  strutturale, sostitutivo del reddito di cittadinanza,
  in parte, finora non è stato fatto nulla.
   Noi crediamo che i comuni stiano cercando di dare una risposta, il
  volontariato, tanto tanto altro, vedo la Caritas come si impegna, e
  non  soltanto, ma anche le altre strutture, io credo che su  questo
  noi  dobbiamo avere consapevolezza che la nostra Sicilia  si  trova
  ancora con maggiori difficoltà e la risposta deve venire anche  dal
  nostro Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Marano,  e  poi
  l'onorevole Dipasquale.
   Prego onorevole Marano.

   MARANO. Grazie, Presidente.
   Quando  ho  letto  gli articoli, il contenuto di  questa  manovra,
  volevo  trovare  una giustificazione al contenuto, l'avrei  trovata
  soltanto  se  fossimo all'inizio della legislatura,  ma  in  realtà
  siamo  già  a  due anni di legislatura, quindi, ritengo  che  tutto
  quello  che contiene questa manovra finanziaria, o meglio  che  non
  contiene, non è davvero giustificabile.
   La sensazione è stata quella, davvero, di vedere il vuoto, ricordo
  il  nichilismo  leopardiano che include le  stesse  fondamenta  del
  concetto di razionalità, no? "Pensare è ineludibilmente pensare  il
  nulla"  e  la  stessa cosa l'ho provata  ineludibilmente   leggendo
  questa   finanziaria.   E  devo  dire  che   appunto   rappresenta,
  chiaramente,  quella  che  è la mancanza di  visione  -  benvenuto,
  Presidente  Schifani  -  che è la mancanza  di  visione  di  questo
  Governo,  fatto  soprattutto  da tecnici  e  non  da  politici,  da
  soggetti  esterni  o  da funzioni che vengono svolte  dallo  stesso
  Presidente della Regione.
   L'ennesimo tentativo di commissariamento, Presidente, a mio parere
  lo troviamo già all'articolo 1 di questa legge di stabilità, perché
  qual   è  il  senso  di  creare  un'agenzia  che  dovrebbe  emulare
  l'Invitalia  nazionale, quando già quelle competenze sono  in  capo
  all'Assessorato Attività produttive e abbiamo già un  intermediario
  come IRFIS a cui affidiamo le nostre iniziative?
   Per  attrarre investimenti nazionali, internazionali,  Presidente,
  non   serve   un'agenzia,  parliamoci  chiaro,  serve  credibilità,
  visione,   competitività,  innovazione.  Siamo   nell'epoca   della
  transizione digitale ma a quanto pare in Sicilia questa transizione
  digitale non arriva, non è percepita, perché l'innovazione potrebbe
  permettere  a  quest'Isola di essere davvero molto  competitiva,  e
  potrebbe essere attrattiva, molto più attrattiva nell'ambito  degli
  investimenti.
   Presidente, siamo di fronte ad una fase molto complessa e  i  dati
  purtroppo  ogni  anno sono negativi. Qualche tempo  fa  leggevo  il
  rapporto  Svimez che dimostra il fatto che i dati siano  allarmanti
  rispetto  allo spopolamento e alla fuga di cervelli,  questo  è  il
  sistema educativo che rischia di collassare, si stima che entro  il
  2050  la popolazione siciliana diminuirà del 18%, il che vuol  dire
  che  se  siamo quattro milioni e novecentomila abitanti,  quasi  un
  milione di persone, quasi novecentomila persone, andranno via, ed è
  una  tragedia   che già sappiamo che succederà, però,  non  si  sta
  ponendo in nessun modo rimedio.
   E  se  l'anno,  Presidente,  sta per concludersi  e  ci  ha  visto
  approvare  quattro manovre correttive, in media una ogni trimestre,
  ho il timore che questo insieme di vuoto di questi contenuti che la
  legge   di   stabilità  costringerà  sicuramente  a  indossare   il
  Parlamento  con  cadenza mensile, probabilmente, una  manovra  che,
  complessivamente,  ha  un valore di 636 milioni  di  euro,  di  cui
  settantadue  milioni  di euro è il valore di rifinanziamento  delle
  leggi  di  spesa  e la rimanente parte riguarda l'articolato  della
  legge,  tra  cui  le maggiori sono stanziate per il  settore  della
  forestazione che sono duecento trentasette milioni, gli  interventi
  a  favore degli enti locali, centoquattordici milioni, capite bene,
  che non è una legge che può attrarre investimenti, che può attrarre
  grandi  capitali internazionali o i venture capital, non si possono
  fare grandi manovre finanziarie di ingegneria capitalistica come il
  Governo  precedente ci aveva abituato, ma, no perché la Sicilia  ha
  bisogno   di   economia  reale,  ha  bisogno  di  agricoltura,   di
  artigianato,  di  piccolo sostegno alle piccole medie-imprese,   ma
  anche per questo nulla e ha bisogno non soltanto di investimenti ma
  ha  bisogno di risolvere quei problemi atavici che abbiamo, che non
  rendono dignitosa la vita dei siciliani.
   Il  collega  poc'anzi  parlava della sanità,  io  ricordo  qualche
  dichiarazione di questo Governo di inizio anno dove si  parlava  di
  azzeramento  di  lista  d'attesa,  sinceramente,  sfido   qualunque
  siciliano  a  contattare  il Cup, un qualunque  Cup,  di  qualunque
  provincia,  e prenotare una visita, altro che azzeramento,  non  mi
  risulta  proprio   I fatti sono questi poi gli  spot  a  cui  siamo
  abituati sono gli spot.
   Per  citare  un'altra  categoria  che  soffre  quotidianamente  in
  Sicilia,  i  nostri  agricoltori, abbiamo  un  grosso  problema  di
  desertificazione  e  parliamo del fatto che il settanta  per  cento
  dell'Isola  è a rischio di desertificazione, non è banale,  bisogna
  prevenire,  bisogna  intervenire oggi per non avere  i  drammi  tra
  dieci,  vent'anni però,  ogni volta che -  mi rendo conto  -   ogni
  volta  che si parla, noi politici abbiamo il compito di avere anche
  una visione di quella che deve essere la nostra Isola ma qui dentro
  è  impossibile  poter  parlare di cose a lungo  termine  perché  ti
  dicono: "onorevole, ma lo sa quanto ci vuole per fare questa  cosa?
  Dieci  anni " E non va bene, stiamo sempre con le autobotti durante
  la  emergenza idrica, contiamo i morti quando ci sono le alluvioni,
  non facciamo mai prevenzione e siamo sempre così, all'infinito.
   Ci  vorrebbe un po' di presa di responsabilità in più, Presidente,
  da parte di questo Governo. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.  Intanto do il benvenuto  al
  Presidente  Schifani all'interno dell'Aula. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi, innanzitutto, io ritengo importante, l'ho detto
  all'inizio,  la  presenza  del  Presidente  della  Regione,  è  una
  presenza  di cui non possiamo farne a meno, veramente, specialmente
  negli  atti  fondamentali  come la finanziaria,  dicevo  prima,  la
  finanziaria,  e  lei lo sa meglio di me perché  finanziarie  ne  ha
  fatte  tante,  la  finanziaria è uno strumento,  non  sono  solo  i
  numeri,  ci  sono  scelte  politiche e, comunque,  è  lo  strumento
  politico per eccellenza, lo è in Parlamento nazionale, lo è per  il
  Parlamento regionale, così come lo è anche per gli enti locali.
   E'   una   finanziaria,  ci  apprestiamo...innanzitutto  le   cose
  positive: la cosa positiva è che abbiamo ripreso il dialogo.
   In  quest'Aula mancava il dialogo. Lei ha avuto la capacità,  devo
  dire  aiutato  anche  dal  presidente Galvagno,  di  riprendere  un
  dialogo che si era - io la ripeto, questa cosa, ogni volta che  c'è
  una  finanziaria perché poi sono così, le cose che per me hanno  un
  valore   e  quelle  istituzionali  sono  importantissime  -   cioè,
  l'avevamo perso nei cinque anni con Musumeci.
   Lei  insieme  al presidente Galvagno l'avete ripreso.  Attenzione,
  non perché Micciché non ci fosse riuscito nella scorsa legislatura.
  Non  aveva  avuto  il  supporto da parte di Musumeci,  che  cercava
  solamente   lo  scontro,  volta  dopo  volta.  Quindi,  questo   è,
  sicuramente, importante.
   Noi,  Presidente,  come  lei  ha visto,  non  abbiamo  cercato  di
  svolgere  un'azione  ostruzionistica nelle Commissioni.  Cioè,  noi
  siamo  contenti se la finanziaria viene fatta entro il 31 dicembre.
  Se  non è stata fatta prima, non è che è stato per colpa nostra,  è
  perché  negli  anni  passati, purtroppo,  la  finanziaria  arrivava
  all'ultimo momento. E lo abbiamo dimostrato, ora che è arrivata per
  tempo,  non  abbiamo  esercitato un ruolo  di  ostruzionismo  nelle
  Commissioni, a tal punto che nei tempi prestabiliti siamo  arrivati
  in Aula
   Non  solo. Le dico di più. Ce lo siamo detti oggi, in una riunione
  convocata dal nostro capogruppo Michele Catanzaro, noi non  abbiamo
  neanche interesse a tenere tutti i giorni disponibili che ci dà  il
  Regolamento, che è il 28 di dicembre. Per noi cambia poco.
   Cioè  noi vorremmo Presidente, solo una cosa. Che ci possa  essere
  una  finanziaria che sia la migliore possibile, e poi siamo  pronti
  per  votarla  anche qualche giorno prima. Ce lo siamo detti  perché
  per  noi  è  un risultato per noi stessi, per l'Assemblea,  per  le
  minoranze  e  siamo tra i primi che cercheremo di  ottenere  questo
  risultato, fermo restando che non vogliamo rinunciare a quelle  che
  sono  le  nostre prerogative, i nostri interventi, i tempi e  tutto
  quello che...ma il tempo l'abbiamo, il tempo l'abbiamo.
   E   ritengo  che  la  sua  presenza,  per  tutto  il  tempo  della
  finanziaria,  sia  importante insieme a quella dell'Assessore  che,
  sicuramente  nel  frattempo,  ha  fatto  anche  esperienza  con  le
  variazioni di bilancio, e sono sicuro che con l'esperienza maturata
  già darà un contributo importante a questi lavori.
   Nel merito, è una finanziaria che tocca alcune questioni ma non le
  risolve. C'è un accenno di un intervento tiepido sulla sanità.  Sì,
  è  un accenno, però chiaramente non risolve le questioni principali
  che abbiamo nell'emergenza sanitaria, che sta travolgendo la nostra
  Isola. Anche le risorse, mi sembrano veramente molto limitate.
   Quindi,  dal  dibattito,  è  chiaro che  noi  ora  lanciamo  nella
  discussione generale alcuni dei temi che dobbiamo poi approfondire,
  e  cercheremo  di  approfondire, e vedremo se riusciamo  a  trovare
  anche poi delle soluzioni, prima del voto finale. Quindi, quello  è
  un tema.
   L'agricoltura.  La  stiamo affrontando solo in termini  di  alcuni
  comparti, di alcune questioni.
   Parliamo  della siccità, ma il problema siccità è un problema  che
  si  è presentato oggi per colpa dei cambiamenti climatici, che oggi
  si chiamano siccità, ieri si chiamavano alluvioni. Abbiamo dato una
  risposta per la siccità, e abbiamo dimenticato le alluvioni. Lei lo
  sa,  lei è venuto a Ragusa l'8 e il 9 febbraio 2023. E' venuto,  ha
  fatto  il  giro in elicottero su tutto.  Presidente, non è arrivato
  nulla  Non è arrivato nulla  Cioè lì abbiamo ricevuto danni enormi,
  tra  Ragusa,  Siracusa, la parte di Caltagirone, danni  enormi  per
  quasi  ottanta  milioni di euro e, ad oggi, non c'è  nulla,  non  è
  arrivata una risorsa, non siamo riusciti ad affrontarla.
   Quindi, penso che dovremmo capire come affrontare in maniera seria
  e   strutturale  il  problema  dei  cambiamenti  climatici.  Questo
  Parlamento  ha messo su un tassello, che è quello dell'Osservatorio
  per  i  cambiamenti  climatici. Finalmente, lei  l'ha  riempito  di
  contenuti  con  quelle nomine che andavano fatte. Bisogna  metterlo
  subito  in  movimento affinché quelle cose che devono essere  fatte
  vadano  fatte  e  vadano  fatte al più presto  perché,  altrimenti,
  andremo sempre dietro alle emergenze.
   E  così  per il comparto agricolo. Per il comparto agricolo  serve
  una  strategia  di  sostegno, specialmente per le  piccole  imprese
  zootecniche  che  rischiano di morire. Mentre nel settore  agricolo
  ancora si ci difende, perché un giorno un chilo di pomodoro costa 1
  euro,  un altro giorno costa 2 euro e così via, per quanto riguarda
  la  zootecnia, la piccola azienda zootecnica, ogni giorno  -  e  da
  anni - il prezzo del latte è inferiore a quelli che sono i costi di
  produzione   di   quel   litro  di  latte.  Stanno   morendo    Noi
  distruggeremo le piccole imprese. Stiamo vedendo morire le  piccole
  imprese zootecniche siciliane che sono costrette o a dare i terreni
  alle  grandi imprese per fare fotovoltaico o, altrimenti, ad essere
  assimilate dai grandi, dai potenti.
   Quindi,  quel  nostro  patrimonio  -  penso  al  patrimonio  della
  provincia  di Ragusa - fatto tutto da piccole masserie, da  piccoli
  allevatori, tutti con i muri a secco, moriranno  Moriranno  se  non
  mettiamo  su  un  intervento dal punto di vista del  sostegno  alla
  piccola  impresa  zootecnica.  E  dobbiamo  avere  la  capacità  di
  distinguere;  è  inutile che facciamo un contributo  per  tutti,  o
  agricoltura  o  zootecnia. No, siccome le risorse  sono  sempre  di
  meno,  dobbiamo fare delle scelte puntando veramente nei  confronti
  di chi ha più bisogno, verso quelle che sono le vere emergenze.
   Io  lamento una cosa, Presidente. Io la conosco, ci conosciamo  da
  tempo e posso dire di conoscerla sia politicamente, che umanamente.
  Io penso che lei stia commettendo un errore.
   Ora  passo dalla finanziaria, poi nell'articolato inizierò a  dire
  le  cose che penso, però voglio utilizzare questi pochi minuti  che
  mi rimangono per un intervento tipo politico.
   Il  Presidente  della  Regione siciliana è  un  Presidente  troppo
  importante  per  svolgere un ruolo irrilevante  nei  confronti  del
  Governo nazionale. Io a volte ho questa sensazione, abbiamo  questa
  sensazione. L'abbiamo visto con l'autonomia differenziata,  abbiamo
  perso  un'occasione.  Lì lei ha perso un'occasione  enorme  perché,
  sull'autonomia  differenziata, è stata la Corte Costituzionale  che
  ci  ha  dovuto dire "la Regione Sicilia non c'entra".  Lì,  invece,
  lei  poteva  svolgere  un ruolo importante, cioè  dire  al  Governo
  nazionale: "scusate, ma voi che cosa state facendo? State  pensando
  di  mettere  le  mani  sulla Sicilia? Non lo  potete  fare,  non  è
  legittimo ". E invece questo l'ha fatto la Corte Costituzionale.
   Ci  sono  stati autorevoli suoi colleghi di partito, il Presidente
  della  Regione  Calabria, che questa forza,  non  dico  che  è  una
  questione  di coraggio, perché il coraggio non le manca, penso  che
  lei  non  voglia aprire contenziosi. Non abbiamo bisogno di questo,
  perché è un modello che, a nostro avviso, non le appartiene  e  non
  ci appartiene.
   La  stessa cosa per le grandi questioni: la Versalis, il  problema
  della Versalis a Priolo e a Ragusa. Io ho apprezzato che finalmente
  lei  sia  intervenuto  e ha fatto bene, perché  una  questione  del
  genere  non  poteva  essere lasciata nelle mani  di  un  Assessore.
  L'Assessore che, per giunta, neanche va a Roma ad una riunione  Può
  morire,  ma no che non va ad una riunione del genere, dove non  c'è
  il Presidente
   E  quindi  le  emergenze le deve affrontare lei.  Così  anche  per
  quanto riguarda le calamità.
   Il  Presidente dell'Emilia Romagna si è portato quasi  1  miliardo
  per  tutti  i  problemi; ne ha avuti molti di  più  di  noi,  ma  1
  miliardo rispetto a qualche milione che ci siamo portati noi,  cioè
  mi  aspetto  che  il Presidente della Regione, del  prossimo  anno,
  della  prossima  finanziaria, inizi ad indignarsi  perché  ci  sono
  delle cose che meritano veramente indignazione.
   Noi  siamo  fatti  in maniera diversa, la cosa che  mi  preoccupa,
  Presidente, questa finanziaria ricade nel periodo natalizio ed è un
  periodo che ci vede tutti particolarmente sensibili, ho un'immagine
  da  quando è successo, che è l'immagine della bambina che è rimasta
  a  mare  per tre giorni, cioè questa è proprio un'immagine,  chi  è
  uomo  di  mare,  io sono uomo di mare e penso che una  bambina  tre
  giorni  a  mare di notte sia una cosa drammatica. Anche  su  questa
  vicenda lei, nel 2022, ha preso, quando ci fu la bambina che  morì,
  disse  'Io  ho  pianto', e io ci credo. Dopodiché ci  fu  un  altro
  problema  nell'ottobre  2022, dopodiché ci  fu  un  altro  problema
  l'anno  successivo, questa volta non ha detto nulla, non  mi  piace
  questo, Presidente.
   Siccome  la conosco e siccome so quale sia la sua sensibilità,  la
  sensazione  è  quella  di  non  infastidire  chi  invece  ha  altri
  obiettivi, perché che non lo dica il Premier della nazione, che non
  lo  dica la Meloni, cioè che è assurdo che una bambina rimanga  tre
  giorni  in mare, è assurdo che rimanga tre giorni in mare e lei  ci
  viene  a  raccontare che lei lavorerà anche di  notte  pur  di  far
  funzionare  i  centri in Albania, il problema suo è  l'Albania   Il
  problema nostro è che davanti la Sicilia i bambini rimangono  fuori
  a morire a mare  E io mi aspetto l'indignazione

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE.   Grazie,  Presidente.  Volevo  ringraziare  il   presidente
  Schifani per la presenza e per aver mantenuto anche la parola  data
  al  Parlamento  di  essere presente durante  tutte  le  fasi  della
  finanziaria, a iniziare da oggi.
   E  devo  fare i complimenti, solitamente con il collega Dipasquale
  ci  scontriamo,  invece questa volta devo fare  i  complimenti  per
  l'afflato e l'emozione che ha messo nell'intervento.
   Seppur sia un fedele alleato del Governo di centrodestra regionale
  e  mi  riconosca  anche nelle scelte del Governo  nazionale,  sulla
  scelta   dell'Albania  anch'io  probabilmente  avrei  qualcosa   da
  dissentire e siccome per la mia forma mentis cattolica e  cristiana
  ritengo  che  il  diritto dell'uomo venga prima di qualsiasi  altro
  diritto e della difesa, così come si suole dire, dei nostri confini
  italiani e devo ringraziare anche Nello Dipasquale perché ha voluto
  rimarcare  un  cambio  di  passo di  questo  Governo,  del  governo
  Schifani, in un clima di collaborazione che è vero che l'ha  voluto
  il  governo  Schifani,  è  vero che è  stato  favorito  dal  nostro
  presidente Galvagno, ma devo ammettere, riconoscere, che le  scelte
  più  importanti,  le scelte fatte in quest'Aula, sono  state  fatte
  quasi sempre in un clima di collaborazione, seppur nel rispetto dei
  ruoli istituzionali e politici fra maggioranza e opposizione, ma le
  scelte  di  economia,  le scelte delle manovre  finanziarie,  quasi
  sempre sono state fatte, sia nelle varie Commissioni di merito, sia
  in   Commissione   Bilancio',  sia  soprattutto  in  Aula,  in  una
  collaborazione vera e sinergica fra maggioranza e opposizione.
   Devo  dire  che però da uomo della maggioranza, e mi dispiace  che
  probabilmente  sarò  solo  io fra i Capigruppo,  Presidente,  della
  maggioranza a intervenire...

   CRACOLICI. Sono tutti iscritti

   PACE.  Ah, forse il collega Pellegrino  Perché, devo dire la  mia,
  mentre  nella  discussione dei vari articoli  e  degli  emendamenti
  probabilmente non intralciare i lavori per non rinviarli per troppo
  tempo  è  meglio che magari i deputati di maggioranza  facciano  un
  passo indietro, nella discussione generale, dove non ci sono limiti
  ai  nostri interventi, probabilmente l'intervento della maggioranza
  sarebbe anche gradito.
   E dicevo - se non disturbo l'Assessore Turano - che non condivido,
  dopo   aver   fatto  i  complimenti,  un'esposizione   estremamente
  distruttiva di questo Governo e dei risultati che non sono arrivati
  di questo Governo ed ho il dovere invece di esplicitare quali siano
  i  meriti perché questo Governo e il presidente Schifani hanno  dei
  meriti.
   In  una crescita lenta della nostra Nazione, dove il Pil nazionale
  segna  una crescita lenta dello 0,8 per cento, la crescita del  Pil
  siciliano si attesta - sono dati oggettivi così come oggettivi sono
  i  dati  che ho ascoltato e che avete letto -, la crescita del  Pil
  regionale  è del 2,2 per cento e assessore Dagnino ritengo  che  la
  Regione  Sicilia  sia la Regione in Italia che stia  crescendo  più
  velocemente. Dall'insediamento del governo Schifani a oggi ci siamo
  ritrovati con un disavanzo di 6,8 miliardi di euro, oggi alla  data
  del  17  dicembre  2024 il disavanzo è pari a 880 milioni.  Quindi,
  abbiamo recuperato 6 miliardi di disavanzo.
   La  crescita  occupazionale in Sicilia  è  la  crescita  più  alta
  rispetto  a  tutte  le altre Regioni d'Italia e un  piccolo  plauso
  all'Assessore  per  il  lavoro  che dignitosamente  rappresenta  il
  governo Schifani lo voglio fare perché abbiamo la crescita più alta
  d'Italia con un più 10 per cento.
   Voglio  ricordare  che la manovra 2024 è stata esitata  da  questo
  Parlamento  l'anno  scorso  l'8  o il  9  gennaio,  non  ricorrendo
  all'esercizio   provvisorio  ed  è  stato  un  risultato   politico
  straordinario, non soltanto del Governo, ma di tutto il  Parlamento
  e  oggi 17 dicembre stiamo discutendo della finanziaria, non so  se
  riusciremo ad approvarla entro il 28 dicembre, francamente  il  mio
  auspicio  è che si possa approvare prima di Natale. Il 21 dicembre,
  caro presidente Schifani, assieme al mio presidente Cuffaro avevamo
  ipotizzato gli auguri di Natale in provincia di Agrigento ma se c'è
  da  fare  lo  sforzo di rimanere in Aula a votare sono  disposto  a
  rinunciare  ad incontrare i miei amici e a fare una task  force  in
  Aula  -  spero che lo facciano tutti gli altri, non soltanto quelli
  della  Democrazia Cristiana -, ma il mio auspicio è  che  si  possa
  approvare   questa  manovra  entro  Natale  perché  sarebbe,   caro
  assessore Dagnino, credo un risultato storico perché forse l'ultima
  volta  che  siamo  riusciti ad approvare la  manovra  entro  il  31
  dicembre risale nell'epoca proprio del presidente Cuffaro nel 2003.
   I  risultati  che  stavamo commentando poco fa che  sono  soltanto
  alcuni, non possiamo che non dire che si ascrivono a questo Governo
  e rimarco e voglio ribadire che quello che abbiamo fatto il Governo
  e  la  maggioranza  lo abbiamo voluto fare assieme  alle  forze  di
  opposizione, ma voglio sancire e rimarcare non perché  nelle  varie
  manovre  abbiamo  avuto  paura dei numeri che  abbiamo  o  che  non
  abbiamo,  o per paura del voto segreto, lo abbiamo fatto  e  stiamo
  cercando  di  farlo ancora una volta assieme alle  opposizioni  per
  rispetto dei siciliani.
   Più volte da questo pulpito ho detto che la Sicilia è governata da
  Renato  Schifani,  dalla sua squadra e da una  maggioranza,  ma  la
  Sicilia  è  di  tutti  i siciliani e ritengo  che  tutte  le  forze
  presenti  all'interno  di questo Parlamento  debbano  assumersi  la
  responsabilità  di  assicurare  ai  siciliani  un  futuro  migliore
  rispetto a quello che abbiamo trovato e, siccome sono uno che  come
  voi,  come  tutti i parlamentari, come i politici in genere,  legge
  quotidianamente i giornali, temo invece che molto spesso -  io  no,
  ma  mi  ci  metto - ci facciamo condizionare da quello che leggiamo
  sui giornali.
    No  alle  mance.  Il Parlamento si appresta a varare  la  manovra
  delle mance  .
   Io  l'ho  dichiarato a Repubblica, l'ho dichiarato precedentemente
  da  questo  pulpito e lo ribadisco che all'interno di  una  manovra
  finanziaria  di  largo respiro, da parte nostra di  largo  respiro,
  legittimamente l'opposizione dice che questa manovra non  ha  ampio
  respiro,  ma  all'interno di una manovra finanziaria che  ci  possa
  essere  anche  la  possibilità  che  i  parlamentari  rappresentino
  legittimamente i propri territori non ci vedo non soltanto nulla di
  male,  ritengo  che  politicamente non stiamo facendo  un  torto  a
  nessuno.
   L'anno scorso qualcuno dell'opposizione diceva: sì, ma si danno  i
  contributi soltanto ai comuni amici, agli enti locali governati dai
  sindaci amici
   Bene l'anno scorso su 391 comuni sono stati toccati 327 comuni.
   Quindi, il Parlamento non ha attenzionato le legittime istanze dei
  comuni  amici,  ma  penso  che abbiamo  attenzionato  le  legittime
  istanze di qualsiasi comune e abbiamo il dovere di farlo.
   Chiaramente rispettiamo il dibattito interno che coinvolge  alcuni
  partiti  e  che secondo me col diritto di tribuna non possiamo  che
  assistere  e attendere gli esiti del dibattito interno che  secondo
  me  hanno poco o nulla a che fare per le ragioni della finanziaria,
  ma  devo ammettere che tutti insieme, e per questo devo ringraziare
  il presidente Daidone in Commissione  Bilancio', abbiamo trovato le
  ragioni  per migliorare la manovra finanziaria e non è escluso  che
  all'interno del dibattito parlamentare la manovra finanziaria possa
  essere ulteriormente migliorata.
   Però, accettare il ragionamento in cui il governo Schifani non  ha
  fatto nulla per l'agricoltura, non ha fatto nulla per la siccità

   DIPASQUALE. Non ho detto questo

   PACE.  Non  mi  riferivo al suo intervento,  ce  n'è  stato  anche
  qualche altro prima del suo.
   Se  diciamo ancora non si è riusciti a risolvere il problema della
  siccità,  dobbiamo fare ancora molto per aiutare gli agricoltori  e
  non soltanto, è una verità.
   Dire  che  non abbiamo fatto, e questo Governo non ha fatto  tutto
  quello  che  era nelle proprie possibilità per sopperire  a  questo
  dramma  che  sta  vivendo  la  Sicilia,  che  stanno  vivendo   gli
  agricoltori, che sta vivendo il mondo imprenditoriale non è dire la
  verità,  e  non soltanto perché abbiamo investito forse  oltre  200
  milioni  di euro; su iniziativa del Parlamento, ad esempio, avevamo
  proposto  un  articolo che incoraggiava la costruzione dei  piccoli
  laghetti   collinari,  dei  pozzi.  Sono  arrivate  all'Assessorato
  all'agricoltura, caro presidente Schifani, 3 mila istanze,  3  mila
  agricoltori  hanno  fatto istanza per realizzare  piccoli  laghetti
  collinari  o dei pozzi, tant'è che il Governo in questa manovra  ha
  stanziato ulteriori 20 milioni di euro.
   Sui  giovani, forse lo diceva l'onorevole Schillaci o non so  chi,
  forse  è  stato  ripetuto, che tantissimi giovani  emigrano  e  non
  tornano più.
   Non  possiamo  proteggere  i nostri confini,  nessuno  riuscirà  a
  proteggere  i  nostri  confini,  ma  è  venuta  da  questo  Governo
  l'iniziativa  di  privilegiare  e aiutare  i  giovani  siciliani  a
  rimanere a studiare in Sicilia.
   Certo,  adesso i nostri uffici devono fare in modo che la  volontà
  del  Governo,  mantenuta dal Parlamento, possa diventare  un  aiuto
  immediato,  quindi con un decreto attuativo che dia  finalmente  la
  possibilità  ai giovani che vogliono studiare in Sicilia  di  avere
  questo benedetto prestito di 10 mila euro l'anno.
   Il  precariato. Sono parlamentare soltanto da due anni, come  voi,
  ma  credo che non ci sia stato alcun Governo prima d'ora che  abbia
  investito così tante risorse per la fuoriuscita dal precariato, non
  mi  riferisco soltanto a una vicenda che finalmente dopo  trenta  e
  passa  anni abbiamo chiuso, caro presidente Schifani, mi  riferisco
  alla  vicenda  degli ASU, abbiamo dato serenità a  3.700  famiglie,
  potrei parlare per gli ex Pip, potrei parlare dei forestali  e  non
  dobbiamo  dimenticare  che  ci  rimane  un  ultimo  tassello,  caro
  assessore Dagnino, che riguarda le stabilizzazioni nei consorzi  di
  bonifica.
   Questo  Parlamento  deve  affrontare la riforma  dei  consorzi  di
  bonifica, non dovrebbe, subito dopo la finanziaria dobbiamo portare
  in  Aula la riforma dei consorzi di bonifica e dobbiamo arrivare  a
  questa  riforma  con un clima di serenità, perché  la  riforma  dei
  consorzi  di  bonifica  aspettata,  caro  collega  Sammartino,  che
  attendiamo da oltre trent'anni sarebbe un altro risultato  storico,
  non soltanto politico, ma un risultato storico per gli agricoltori.
   Noi   rischiamo  di  perdere  circa  600  milioni   di   euro   di
  investimenti,  collega  Ciminnisi, perché gli  investimenti  e  gli
  invasi  servono e servono prima dei dissalatori e se non approviamo
  la   riforma   dei  consorzi  di  bonifica  rischiamo  di   perdere
  investimenti che altrimenti non riusciremmo a sfruttare.
   Fra  i  meriti, caro collega Catanzaro, ci sono stati dei  Governi
  che hanno permesso la chiusura delle Terme di Sciacca e di Acireale
  e  glielo ha riconosciuto anche il presidente Schifani, a ragione o
  a  torto,  che  è  stato  un  suo intuito  portare  il  Governo  ad
  affrontare il tema delle terme.
   Io  la  penso  diversamente, che è stata la volontà  di  tutto  il
  territorio rappresentato da tutti i parlamentari di centrodestra  e
  di  centrosinistra,  perché  nel mio primo  intervento  durante  le
  dichiarazioni  programmatiche parlai degli Asu,  ho  parlato  della
  riforma dei consorzi ed ho centrato il tema del termalismo.
   Dobbiamo dare merito al governo Schifani di avere investito  circa
  100 milioni di euro dei fondi FSC per la riapertura delle Terme  di
  Acireale e di Sciacca.
   Così  come  le  liste d'attesa non si risolvono con  un  colpo  di
  spugna, il presidente Schifani ha proceduto insieme al Governo alla
  nomina dei direttori generali.
   Mi  auguro che i direttori generali possano essere attenti e  sono
  certo che non saranno attenti soltanto nei confronti di coloro  che
  li  hanno nominati ma saranno attenti soprattutto nei confronti del
  cittadino, perché dobbiamo sapere che il nostro referente del mondo
  della  sanità  -  io  sono anche vicepresidente  della  Commissione
   Sanità'  -  non  è il politico potente di turno ma  è  la  persona
  debole  che  non  ha dove andare a curarsi o che per  curarsi  deve
  aspettare anche diversi mesi.
   Chiudo,  auspicando che ci possano essere anche degli  interventi,
  caro  assessore  Dagnino, in questa finanziaria, aggiuntivi  e  che
  possano migliorare anche l'accesso al credito per le piccole  e  le
  medie  imprese, che ci possano essere anche degli incentivi per  il
  consumo e mi auguro che tutte queste scelte possano essere fatte  -
  e lo ribadisco così come ho iniziato in premessa - non soltanto per
  intuito dell'assessore Dagnino o del presidente Schifani ma  perché
  ci  possa  essere  una  vera condivisione forte  con  tutto  questo
  Parlamento.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Pace.  E'  iscritto   a   parlare
  l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà. Poi c'è l'onorevole  Campo  e
  l'onorevole De Luca.

   CRACOLICI.  Presidente,  il fatto che sia arrivato  il  Presidente
  della  Regione in Aula mi aiuta a fare una considerazione non nella
  qualità  di  Presidente della Regione ma nella  qualità  della  sua
  esperienza  parlamentare  e anche di Presidente  del  Senato  della
  Repubblica. Lei ha mai visto un Governo, di qualunque tipo - lei ha
  fatto  il Capogruppo di maggioranza, quello di opposizione, è stato
  nelle  varie fasi politiche che hanno segnato la vita della  nostra
  Repubblica  negli ultimi venti anni -, ha mai visto un Governo  che
  presenta  una  legge di stabilità e la presenta, tra  l'altro,  ben
  prima dell'approvazione del documento economico e finanziario  che,
  in  qualche  modo,  traccia  le linee guida  degli  interventi  che
  verranno  proposti nella manovra che, le ricordo  e  ricordo  a  me
  stesso,  la legge di stabilità non è soltanto una legge di bilancio
  ma  è  una  legge di interventi, di strumenti anche innovativi  che
  provano  a  far fronte alle fasi congiunturali ma anche  alle  fasi
  strategiche, a quelle che vengono definite una visione, un  Governo
  che,  appunto, presenta un testo precedente agli strumenti previsti
  o  suggeriti col documento di economia, oggi si chiama Nadefr,  che
  prende  l'impegno a sottoporre a quest'Aula una serie di  strumenti
  aggiuntivi rispetto al testo per la verità abbastanza modesto -  la
  legge di stabilità di cui parliamo, non perché ci siano 22 articoli
  ma,  semplicemente, perché parliamo di una legge di rifinanziamento
  di  gran parte degli interventi già esistenti -, che si presenta in
  Aula  garantendo  che  avrebbe  sottoposto  alla  valutazione   del
  Parlamento  quelle  misure proposte addirittura  dalla  Commissione
   Bilancio'  e dal suo Presidente nell'approvazione del Defr  e  che
  non ci sono, in questo momento, in Aula.
   Noi  stiamo  svolgendo un dibattito che, un  giocatore  di  carte,
  direbbe  è  il  'tressette col morto', per cui  non  sappiamo,  per
  davvero, quali siano le misure che ha in testa il Governo, poi  c'è
  il  Parlamento,  le iniziative parlamentari, le proposte,  anzi  ho
  apprezzato che, finalmente, un Capogruppo di maggioranza, ho  udito
  la  sua voce perché in quest'Aula, in questi due anni, il più delle
  volte  non conosciamo neanche il timbro della voce dei parlamentari
  della  maggioranza,  presi  come  sono  a  caratterizzare  la  loro
  presenza  politica  nei  silenzi e,  al  massimo,  nell'aspettativa
  dell'emendamentino più o meno territoriale ma che, in qualche modo,
  prova  a  soddisfare  un  legittimo,  ci  mancherebbe,  bisogno  di
  rappresentanza politica sociale ma senza la lettura contestuale del
  sistema.
   L'onorevole  Pace, appunto, ho sentito il rumore, le parole  e  il
  timbro  della sua voce e ci ha riferito anche di dati entusiasmanti
  per  l'economia della Sicilia. Ci ha detto pure che lui come  tanti
  di  noi  legge  i  giornali. Però, vorrei suggerirgli  di  leggerli
  tutti,  non tutti i giornali, di leggere almeno non solo i  titoli,
  ma leggere anche gli articoli, perché se ha citato quel dato di cui
  anche  il  Presidente della Regione qualche settimana fa ha  fatto,
  come  dire,  ha festeggiato il fatto che la Sicilia sia  stata   la
  Regione  che, nel 2023, ha avuto la crescita del Pil più  alta  tra
  tutte  le regioni italiane e  nel Mezzogiorno e del Mezzogiorno  in
  particolare,  è anche vero che quegli stessi dati ci  dicevano  una
  cosa che chi conosce le leggi dell'economia sa bene che normalmente
  sono elementi che, se manifestati, segnalano un grave problema.
   Cresce  l'occupazione, cresce il Pil, ma diminuiscono  i  consumi,
  che  vuol  dire?  Vuol dire che chi lavora e riesce  a  trovare  un
  lavoro, non ha un reddito che gli consente di alimentare il sistema
  dei  consumi, significa che la ricchezza, nel momento in cui cresce
  e si riducono i consumi, aumenta le disuguaglianze sociali.
   Questa  è  un'emergenza che abbiamo in Sicilia, perché  noi  siamo
  stati abituati negli anni a un Pil dello zero virgola, ma a consumi
  dello  zero virgola, oggi abbiamo un Pil del 2 e qualcosa,  ma  una
  riduzione dei consumi rispetto all'anno precedente.
   Questo  dato  economico ci deve portare o no  ad  affrontare  come
  Parlamento  siciliano  per le parti di cui abbiamo  responsabilità
  certamente non può essere la sola Sicilia  iscriviti a parlare

   PELLEGRINO. Non mi fanno parlare

   CRACOLICI. Perché non sai neanche che cosa dire.

   PRESIDENTE.   Colleghi, collega Pellegrino,  facciamo  intervenire
  l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Stanno silenti ma fanno i disturbatori

   PRESIDENTE. Prego, onorevole.

   CRACOLICI.  Allora,  se  questi elementi  li  proviamo  a  leggere
  insieme,  certo  non  può  essere la  sola  Regione  ad  affrontare
  problemi  macro-economici, ma  la Regione ha  un  compito  proprio,
  proprio,  per  le  caratteristiche della  nostra  Regione;  non  ci
  scordiamo mai che, autonomia differenziata o meno, la Sicilia è  un
  piccolo Stato con strumenti anche tecnico-finanziari propri  di  un
  piccolo  Stato,  perché tranne la materia tributaria,  che  sarebbe
  cosa buona e giusta, se avessimo anche un minimo di competenza,  il
  resto  è affidato alle politiche anche di espansione di una Regione
  di  questa istituzione e io in questa manovra, Presidente,  non  ne
  vedo  alcuna,  non ne vedo alcuna, perché è stato già ripetuto  dai
  miei  colleghi, o affrontiamo ed è giusto che sia alcune emergenze:
  la siccità, la questione dell'agricoltura, le questioni che insomma
  hanno  riempito il calendario delle nostre difficoltà sociali   non
  c'è una strategia su come aggredire, appunto, il tema dei consumi e
  quindi  come  aggredire  in una terra come la  Sicilia,  fortemente
  terziarizzata,  una  politica  di  sostegno  alle  famiglie,   come
  affrontare  dentro la strategia dei consumi  anche  il  tema  della
  sicurezza,  sembra   un'altra  cosa,  ma  nelle  città  sempre  più
  insicure  come quelle in cui viviamo, in questo momento, in  alcune
  città  siciliane, c'è una minore disponibilità a stare  insieme,  a
  stare  fuori,  a incontrarsi, a consumare  E questi sono  temi  sui
  quali  la  Regione ha il dovere di provare a dire la sua;  noi  non
  diciamo nulla. L'Assessore sa per avermi sentito più volte, a volte
  capisco di apparire anche antipatico nel momento in cui, come dire,
  ripeto  fino alla noia alcuni elementi che non mi convincono,  come
  quello,  ad esempio, del famoso e della famosa agenzia per attrarre
  gli  investimenti. Figurarsi se non è necessario che questa Regione
  si  apra  ad  un  mercato globale, alla capacità di allocare  nella
  nostra  Regione imprese, attività, ma gli strumenti  a  cui  ci  si
  riferisce sono strumenti che hanno già fallito in questa Regione  e
  che  ci  hanno  portato a quei 6 miliardi di debito, di  disavanzo,
  perché poi gli Assessori passano, ma alcune norme restano.
   Spesso  quelle  norme servono ad alimentare un  sistema  che,  tra
  virgolette,  si  definiscono  "carrozzoni",  ma  oltre   a   essere
  carrozzoni sono stati fonti di sprechi e clientele.
   Ecco perché io ho manifestato sin da subito, suggerito anche delle
  soluzioni,  ma  ho  manifestato sin da subito  che  le  scorciatoie
  amministrative  per  affrontare problemi seri  e  complessi  spesso
  rischiano di essere una soluzione peggiore di quello che  si  vuole
  affrontare.
   Allora,  Presidente, io mi sarei aspettato in questa manovra,  tra
  l'altro  aspettavamo dal Governo la certezza delle risorse con  cui
  fare  questa  finanziaria,  ci  diceva   aspettiamo  l'accertamento
  dell'entrata, vediamo quante risorse abbiamo, come intrecciamo  gli
  strumenti  che  in  questo momento sono a nostra  disposizione,  il
  bilancio della Regione, il PNRR, i fondi extra regionali,  i  fondi
  nazionali .  Di tutto questo non si ha notizia. Mi sarei  aspettato
  una politica a sostegno delle famiglie; abbiamo suggerito strumenti
  già vigenti nella nostra Regione  scusate se vi disturbo

   PRESIDENTE. Scusate, assessore Turano, se è possibile

   CRACOLICI. Turano, fai ancora parte della Giunta? E allora vatti a
  sedere nei banchi del Governo.

   PRESIDENTE. Perché altrimenti con il brusìo abbiamo difficoltà.

   CRACOLICI.  Turano, lei non può stare lì, deve  sedersi  lì  o  si
  dimette e torna lì

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Così però perdo il filo. Detto questo,  abbiamo  fatto
  delle   proposte:   rifinanziare  la  legge  sul  risanamento,   il
  finanziamento  a  contributi a tasso zero per il risanamento  delle
  abitazioni  nei centri storici e nelle zone A. Abbiamo avanzato  la
  proposta di finanziare anche qui una legge pensata, fatta,  ma  che
  il  predecessore non di Dagnino in questa legislatura, nella scorsa
  legislatura,  cioè Armao, varata la norma ha pensato  bene  di  non
  darle alcuna attuazione, che era il credito al consumo, cioè quello
  di favorire le famiglie per accedere a quel sistema di liquidità.
   Abbiamo  sentito in Commissione Bilancio gli artigiani,  che  sono
  venuti  a  farci un grido di dolore, perché sì, va bene,  tutte  le
  misure  per sostenere gli investimenti, ma c'è un problema: che  in
  una  Terra  dove  ci sono oltre 350.000 imprese, il  98  per  cento
  caratterizzate  da piccola e micro impresa, c'è un grande  problema
  di liquidità del sistema, a cui il sistema finanziario non riesce a
  dare conto.
   Ieri  ho  partecipato  a un convegno degli artigiani  ed  è  stato
  riferito un dato: al di là delle difficoltà del sistema di  accesso
  al  credito  della piccola e media impresa siciliana, il  tasso  di
  interesse medio per un'impresa che opera in Sicilia è dell'11,5 per
  cento, siamo quasi a tassi di usura
   E'  evidente che un'impresa che ha bisogno di fare scorte, di fare
  magazzino, di avere la liquidità d'esercizio, con queste condizioni
  ha tante difficoltà ad operare, e se crolla quel sistema, altro che
  crisi del consumo, c'è la crisi dell'economia di questa Regione.
   Da  questo  punto di vista, quali sono le misure che  mettiamo  in
  campo  per  sostenere  le piccole e medie  imprese?  Mesi  fa,  con
  l'assessore abbiamo avuto, anche qui all'inizio della sua avventura
  di  assessore, una polemica a proposito del fondo che lui prevedeva
  all'IRFIS  per  consentire di aiutare le imprese e lui  pensava  di
  farlo solo alle medie imprese, che in Sicilia sono 730 a fronte  di
  350  mila  piccole e micro imprese che non riescono ad ottenere  un
  prestito  per  ventimila  euro, tanto più  che  il  nostro  sistema
  creditizio è ormai un sistema sostanzialmente che pensa al  centro-
  nord del Paese.
   Sono  pochissime  le  banche  di  prossimità  nel  nostro  sistema
  finanziario  siciliano.  E se qualcosa ancora  regge  è  grazie  ai
  crediti,  ai  consorzi  fidi, strumenti  che  andrebbero  sostenuti
  perché  sono  l'unico modo per dare una risposta certa  al  sistema
  economico   di   prossimità.  Ecco,  tutte  queste   cose,   potrei
  aggiungerne altre  tempo fa ho lanciato l'idea di aiutare i  comuni
  a  garantire  attraverso sistemi di videosorveglianza la  sicurezza
  delle  nostre  città. Il tema della sicurezza è un tema  dirimente;
  basta  vedere che cosa succede nelle nostre città: accoltellamenti,
  risse,  una condizione sociale che va peggiorando. E questo  sembra
  un  Parlamento,  come  dire, sordo, come se i fatti  che  succedono
  fuori da qui non ci riguardano.
   Abbiamo  fatto  una bella legge, Presidente, e  lei  ha  avuto  il
  merito di averla assecondata, cioè la legge sul  crack . Ma lei  lo
  sa  che  ancora oggi non c'è nessun decreto attuativo,  tranne  che
  all'Assessorato  all'Istruzione? E' come se  quella  legge  non  ci
  fosse,  perché  fino a quando non ci sono i decreti che  mettono  a
  terra le iniziative previste da quella legge stiamo parlando di  un
  manifesto di intenti e, allora, vogliamo recuperare la capacità  di
  quella  concretezza;  poi  ci divideremo sugli  strumenti  e  sulle
  politiche,  ma  almeno  affrontiamo i nodi e le  soluzioni  possono
  dividerci  ma  i problemi ci possono unire, perché i  problemi  non
  sono  né  di  destra né di sinistra, sono le soluzioni che  possono
  essere  di  destra,  di sinistra, ma la non soluzione  confonde  la
  destra e la sinistra.
   Ecco  perché  questa  legge di stabilità deve  fare  un  salto  di
  qualità.   E   io  mi  auguro,  l'avevo  fatto  in  premessa   come
  pregiudiziale, mi auguro che il Governo ci dica prima del passaggio
  al  voto sugli emendamenti, il maxi, il mix, il mini, ci dica quali
  sono  le  priorità sulle quali intende in qualche  modo  mettere  a
  terra  attraverso questa legge di stabilità che affronta i problemi
  dei siciliani.
   Se  parliamo di questo è chiaro che il nostro contributo sarà come
  sempre  un  contributo di merito e di suggerimenti. Poi  noi  siamo
  minoranza;  la maggioranza farà la sua parte e farà la maggioranza,
  ma se non è così, Presidente, è inutile che i richiami al buonismo,
  al  fatto  che  siamo tutti persone perbene -  lo  siamo,  non  c'è
  bisogno  di ricordarlo -, ma pensare che una legge importante  come
  quella di stabilità passi con l'idea, c'è una condivisione, non c'è
  nessuna  condivisione, questa è una legge che così  com'è  proposta
  non affronta e non da soluzioni ai problemi veri della Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   E'   iscritta   a   parlare   l'onorevole   Campo,   però,   prima
  dell'intervento dell'onorevole Campo, ha chiesto di intervenire  il
  Presidente Schifani per trenta secondi.
   Prego, Presidente Schifani, ne ha facoltà.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sarò  brevissimo,  ma  ho  ascoltato  con  la   doverosa
  attenzione,  come  lo farò con tutti gli altri  interventi,  quello
  dell'onorevole Cracolici, e anche in privato, onorevole  Cracolici,
  abbiamo  discusso del tema dei consumi che non crescono, è un  tema
  oggettivo,  è un tema non di parte, c'è una anomalia, per  fortuna,
  cresce  gliel'ho ricordato e le fa merito che la Regione Sicilia  è
  cresciuta come Pil, è stata la prima Regione, ha assunto  un  trend
  di crescita che si sposa anche con l'aumento dell'entrata.
   Quindi, evidentemente, le misure poste in essere da questo Governo
  cominciano  a  dare  dei risultati... che si  guarda  alla  cultura
  dell'impresa,  e si guarda un poco all'agevolazione  di  chi  vuole
  intraprendere,  rischiando. In questo  vorrei  citare  e  ricordare
  tutte  le  misure che abbiamo adottato attraverso l'IRFIS,  con  le
  nostre iniziative approvate dall'Aula.
   Sui consumi, onorevole Cracolici, dico all'Aula che il Governo sta
  studiando,  in  queste ore, anticipo che sta studiando  una  misura
  finanziaria  che  possa incentivare i consumi. Mi  sembra  doveroso
  anticiparlo,  perché  agganciandomi a quello ha  detto  l'onorevole
  Cracolici,  che avrebbe voluto sapere come opposizione  quelli  che
  possono  essere i punti qualificanti di modifica di  questa  legge,
  voglio  anticipare  che,  probabilmente,  verosimilmente  domani  o
  dopodomani, l'Assessore al bilancio presenterà proprio questo  tipo
  di  misura, perché sono fortemente convinto, mi son convinto  della
  esigenza  di  dare  una  spinta. Perché la gente  evidentemente  ha
  paura,  oppure  probabilmente i tassi di interesse nella  relazione
  degli acquisti sono eccessivamente esosi. Comunque, intendiamo dare
  una  possibilità  di  incoraggiamento e  di  fiducia  ai  cittadini
  siciliani  che  non  ce  la  fanno, e  che  devono  ricorrere  alla
  rateizzazione,  di  potere ottenere delle  misure  finanziarie  più
  agevolate attraverso, evidentemente, fondi regionali.
   Sulla  sicurezza  ci  siamo... Sul  decreto  crack  io  mi  assumo
  l'impegno  di  vigilare subito, perché il decreto di attuazione  in
  pochissimi giorni possa essere realizzato, perché non è concepibile
  -  ha ragione lei - che una legge così importante, così strategica,
  non abbia attuazione dopo alcune settimane.
   Questo  è  uno  dei  temi, purtroppo, nei  quali,  caro  onorevole
  Cracolici,  impatta questo Presidente della Regione. I  temi  della
  dell'amministrazione, della burocrazia - non voglio fare polemica a
  un  sistema  -  però, evidentemente, occorre un maggiore  controllo
  della  Presidenza  e, quindi, assumo questo impegno  personalmente,
  oltre che politicamente.
   Sicurezza  che...  sicurezza. La video  sorveglianza,  ne  abbiamo
  parlato,  appena...  pubblicamente,  lei  saprà  che  entro  l'anno
  prossimo dovremmo finire il famoso progetto della Control  Room.  I
  20  milioni che il Ministero degli Interni ci ha liberato dal Fondo
  FSC  14/20,  che  erano  un po' persi e abbiamo  recuperato.  Entro
  l'anno prossimo questo sistema, è un sistema delicatissimo, che sta
  realizzando Leonardo - naturalmente all'Azienda Security  nazionale
  -  per  attivare  un sistema di controllo, che nasce  come  sistema
  degli  antincendi,  però  evidentemente  è  intuibile,  anche   per
  ovvietà,  che  su  questo sistema si introdurranno,  probabilmente,
  delle misure di sicurezza che, naturalmente, saranno appannaggio di
  chi  svolge  il  ruolo delicato di controllare  il  territorio,  in
  chiave di anti criminalità.
   Sulla  siccità  siamo  tutti in gioco,  ci  stiamo  impegnando  al
  massimo  per  fare in modo che tre dissalatori - quelli individuati
  attraverso  l'FSC Porto Empedocle, Gela e Trapani - possano  essere
  realizzati entro l'anno prossimo, in chiave magari più moderna, più
  mobile  unitamente alla possibilità di controllare la  siccità  nel
  comune di Palermo.
   Abbiamo  eventi  straordinari. Ci dobbiamo  adeguare  con  visioni
  strategiche, che guardano oltre il breve tempo, perché  è  cambiato
  l'ecosistema. Questo lo sappiamo tutti, e quindi dobbiamo guardare,
  io  personalmente comincio a guardare, in futuro,  quello  che  può
  essere  la  soluzione  del tema della siccità  perché  il  clima  è
  cambiato. Quindi pensare di essere autosufficienti con le dighe  da
  riparare  e  con  i  dissalatori,  quelli  diciamo  siciliani   che
  realizzeremo,  penso  che  non darà dei risultati  sufficientemente
  esaustivi. Occorrerà guardare, secondo me, lo anticipo, al  modello
  israeliano,  al  modello di Dubai, ai modelli degli  Emirati  Arabi
  dove  non  piove mai, però ci sono i grandi dissalatori  che  danno
  l'acqua.
   A  quello,  secondo  me, si dovrà guardare. Io sto  cominciando  a
  guardare,  naturalmente, in maniera molto  riservata,  però  ho  il
  dovere,  governando questa mia Terra, di guardare  al  futuro,  non
  guardare soltanto al tempo immediato, al tempo mediato.
   E  quindi  mi  serbavo ecco, volevo, mi scuso se ho interrotto  la
  discussione  generale,  però  mi  sembrava  corretto   e   doveroso
  chiarire,  alle osservazioni dell'onorevole Cracolici,  quelli  che
  sono  i  punti  qualificanti, no, ma punti  integrativi  di  questa
  manovra,  quale principalmente l'incentivo al consumo, al quale  ci
  teniamo, ci tiene questo Governo, lo ritiene una misura essenziale,
  così come lo riteneva l'onorevole Cracolici, anche privato. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente Schifani.
   E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.  Prego,
  onorevole.

   CAMPO.  Grazie.  Presidente  Di Paola, Presidente  della  Regione,
  Renato  Schifani,  assessori e colleghi deputati,  io  ho  letto  e
  riletto il documento, l'ho letto e riletto più e più volte, perché,
  assessore  Aricò, mi aspettavo un rigo, una parola, dove  ci  fosse
  scritto Siracusa-Gela.
   Lei  ricorda bene che un anno fa è venuto a un consiglio  comunale
  aperto  a  Scicli,  dove,  quando  io  e  il  collega  Di  Pasquale
  denunciavamo  che  ci  erano stati sottratti  350  milioni  per  la
  bretella  della Siracusa-Gela fino a Scicli, lei ci  rassicurò  che
  nessun  fondo  fosse  stato  sottratto; anzi,  addirittura,  questo
  Governo non solo avrebbe trovato le risorse necessarie, per via del
  caro prezzi, per completare la Siracusa-Gela in quella bretella, ma
  per completare l'intera opera
   Abbiamo  aspettato un anno e adesso il Cipess ha certificato  nero
  su  bianco  quello che noi già denunciavamo un anno  fa,  cioè  che
  l'opera  è  stata definanziata, che non si farà e che, quindi,  non
  eravamo delle opposizioni strumentali che gridavano a questo scippo
  senza motivo
   Ora,  siccome non è l'unica opera che è stata definanziata, perché
  prima  il  presidente Schifani faceva cenno alle opere  strutturali
  relative alla siccità e ne sono state definanziate ben 13, perdendo
  1  miliardo  di euro, ma quanto meno ho visto in questa manovra  20
  milioni,  così  giusto per dare un segnale; per  fortuna,  le  vere
  opere  strutturali le potremmo sistemare grazie all'intervento  più
  strutturale  che  c'è, che è la pioggia - come  io  già  dicevo  in
  passato, quando c'era il problema della siccità - e quindi  andiamo
  avanti  con le piogge; ma della Siracusa-Gela non c'è traccia,  non
  c'è nulla
   Assessore,  io  mi  aspetto veramente che questa  arteria,  che  è
  l'unica  che  oggi  in  Sicilia rappresenta qualche  chilometro  di
  autostrada  per  il  Sud-Est, per gli Iblei, si  possa  completare,
  quanto  meno  nei lotti che già hanno un progetto esecutivo  e  che
  erano già stati finanziati da Governi precedenti.
   La  stessa  cosa succede - mi dispiace che non c'è qua l'assessore
  Barbagallo,  però  c'è l'assessore Dagnino  -  per  i  Consorzi  di
  bonifica.  Nelle scorse manovre, erano stati finanziati tutti  quei
  Consorzi  di  bonifica che avevano i pignoramenti. E quando  io  mi
  sono  lamentata che si facevano figli e figliastri - e mi riferisco
  per  esempio  a Siracusa, ad Agrigento, che sono stati aiutati  con
  parecchi  milioni  -  mi è stato detto "no, ma questi  li  dobbiamo
  aiutare per forza, perché ci sono i pignoramenti".
   Ebbene, arrivano anche i pignoramenti del Consorzio di bonifica di
  Ragusa  e mancano i 5 milioni necessari per coprire i pignoramenti
  Ma  allora  prima  i  pignoramenti  erano  da  coprire  in  maniera
  necessaria e adesso non più? Adesso, qual è la giustificazione  del
  perché  non  si  interviene sul Consorzio di  bonifica  di  Ragusa?
  Questo mi piacerebbe capirlo davvero.
   Presidente,  io vorrei rimproverare a questo Governo l'assenza  al
  Ministero  quando  si è parlato della vertenza  Versalis.  Ci  sono
  parecchi lavoratori di ben tre province siciliane che rischiano  il
  posto di lavoro, in particolare quelli della provincia iblea,  dove
  si è paventata la chiusura di questo stabilimento.
   E mi dispiace che lei è intervenuto tardi, dopo che le opposizioni
  hanno  sollevato il problema e c'è stata anche la dura replica  del
  Vescovo di Ragusa. Ma comunque è pur sempre intervenuto e io  spero
  che  si  possano salvare tutti i posti di lavoro di queste  persone
  che  hanno,  per  anni,  dato tantissimo al territorio,  perché  la
  Versalis ha anche preso dal nostro territorio, sfruttando  tante  e
  tante  risorse.  E adesso ci vorrebbe liquidare con un  benservito,
  senza pensare per tempo a ricollocare questi lavoratori, anche  con
  una  riconversione,  perché noi non siamo contro  la  riconversione
  tecnologica, ma sicuramente queste cose vanno pensate e strutturate
  per non mettere i lavoratori chiaramente in cassa integrazione.
   Un'altra cosa ci tengo a dirla: sulle riserve agli enti locali, ho
  notato  che  di  tutte  le riserve agli enti  locali  guarda  caso,
  l'unica  che non è stata confermata è relativa alle premialità  per
  le  raccolte  differenziate. Noi siamo stati sempre  una  provincia
  virtuosa. Perché queste premialità sono andate al comune di Comiso,
  di Chiaramonte Gulfi, di Monterosso Almo, di Giarratana, di Ispica,
  di  Ragusa,  eppure sono state cancellate, cos'è una  dimenticanza?
  Oppure  non  ci  interessa nulla delle linee guida, della  Comunità
  europea, relativamente appunto alle raccolte differenziate,  perché
  c'è   sempre  in  testa  l'idea  dei  due  inceneritori  e   quindi
  cancelliamo  dalle  riserve  degli enti  locali  l'unica,  diciamo,
  riserva  che  poteva avere un senso di dare giusto  merito  a  quei
  comuni  che  si  impegnano  veramente in  una  cosa  che  va  nella
  direzione in cui dovrebbe andare tutta la regione Sicilia.
   E  vado  a  concludere con una cosa che nelle scorse settimane  ha
  riguardato  un  po'  tutto  questo  Parlamento,  relativamente   ai
  contributi  alle associazioni: si è sollevato un grosso  polverone,
  si  sono dette tante cose e io ho voluto studiare tanto, Presidente
  Di  Paola,  e ho preso tutti i contributi che sono stati  assegnati
  nel  corso dello scorso anno e nel corso di questa variazione,  che
  poi sono contributi strutturali che troviamo anche nelle tabelle A,
  tutte le associazioni, sempre relativamente chiaramente al comparto
  della  cultura e del turismo, e ho notato che ci sono delle  grosse
  disparità  che  non  riguardano soltanto il fatto  che  magari  dei
  sindaci hanno più di un deputato amico e quindi si ritrovano  nella
  stessa manovra due contributi analoghi per la stessa cosa, o comuni
  di  500  abitanti  che  prendono grossi contributi  e  poi  abbiamo
  capoluoghi di provincia che non prendono nulla, o ancora contributi
  dati in maniera discrezionale alle associazioni.
   No,  il  problema è ancora diverso perché qua noi abbiamo -  e  lo
  possiamo  notare anche dalle tabelle - delle province che  prendono
  milioni  sopra milioni, mi riferisco per esempio alla provincia  di
  Palermo, 20 milioni di contributo strutturale nelle tabelle  più  6
  milioni  di  contributi dati col maxiemendamento;  la  stessa  cosa
  succede per Catania e abbiamo praticamente 17 milioni di contributi
  strutturali  nelle tabelle: 5 milioni sono stati dati con  il  maxi
  fino  ad arrivare a 23 milioni; Messina 7 milioni strutturali,  col
  maxi nella scorsa finanziaria 7 milioni. Poi abbiamo delle province
  che  hanno  zero, nelle tabelle hanno esattamente  zero,  come  per
  esempio   Ragusa,   ma  anche  Enna,  anche   Agrigento   e   anche
  Caltanissetta e grazie agli emendamenti tanto criticati  da  questi
  deputati  sono  riusciti ad avere 1.200.000,  Ragusa  tanto  quanto
  Enna,  1.200.000,  Caltanissetta si figuri,  Presidente  Di  Paola,
  800.000 euro per tutto l'anno per interventi di tipo culturale.
   E allora, io mi aspettavo che in questa manovra si mettesse un po'
  di  ordine  e  si facesse qualcosa di diverso, perché il  FURS  che
  potrebbe  essere,  diciamo, la linea giusta da seguire,  perché  il
  Fondo unico per lo spettacolo regionale ha solo 6 milioni di euro e
  se  togliamo  gli  800  che vanno all'Inda  restano  5.200.000  che
  dovrebbero coprire tutte quelle associazioni della Sicilia, sapendo
  che poi Palermo ne prende 26 milioni, Catania 24 milioni. Ma allora
  che  giustizia è? Qua ci sono province che non prendono nulla e che
  vengono  pure  criticate  e finiscono alla  ribalta  della  cronaca
  perché   vengono  date  nel  maxiemendamento  delle  risorse   alle
  associazioni e province che hanno tantissimo
   Io  mi sarei aspettata che in questa finanziaria, dopo lo scandalo
  che  è  finito  su tutti i giornali nazionali, non soltanto  quelli
  locali, noi deputati potessimo rinunciare a qualcosa che riguardava
  il territorio per mettere ordine a questa faccenda e dare un po' di
  giusto   merito   alle   province  e  alle  associazioni    Invece,
  Presidente, vedrà che saremo punto e a capo, perché già lo  notiamo
  dalle tabelle che siamo punto e a capo, perché ora saremo costretti
  a  fare gli emendamenti nel maxi per coprire tutte le mancanze  dei
  comuni  che  prendono  zero per interventi culturali  e  interventi
  legati  al turismo, come se la Regione non fosse un'unica Terra  da
  promuovere tutta

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Campo per il  suo  intervento.  Ha
  facoltà di parlare l'onorevole De Luca Cateno.

   DE  LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
  della  Regione, Assessori, intanto la ringrazio Presidente  per  la
  sua  presenza anche perché i colleghi già giustamente,  come  avevo
  avuto  modo anche io in altre occasioni, avevano posto la necessità
  della  sua  presenza,  questa è la legge di  stabilità,  per  nulla
  togliere all'assessore Dagnino, al quale comunque devo fare i  miei
  complimenti  perché,  rispetto  al  debutto,  devo  dire   che   ha
  affrontato  in  Commissione Bilancio e anche nelle  Commissioni  di
  merito questa fase con un approccio diverso, e quindi ne devo  dare
  atto, perché è giusto che quando si costruisce un percorso come  la
  legge  di  stabilità  e bilancio della Regione  il  dialogo,  fermo
  restando le posizioni, sia un dialogo che abbia un senso.
   E  a  questo voglio fare riferimento, perché siamo consapevoli che
  in  quest'Aula  il Governo presenterà gli ultimi provvedimenti  che
  sta  definendo, per come è stato annunciato, per alzare quello  che
  il  livello di questa legge di stabilità, lo definirei per  ora  un
  documento  tecnico  che  traccia già il  percorso  su  alcune  cose
  fondamentali, delle quali comunque dobbiamo parlare.
   Già  in Commissione Bilancio abbiamo avuto modo di collaborare  su
  alcune   cose  importanti,  e  una  in  particolare  ci   tengo   a
  sottolinearla, che è quella dell'inversione di rotta nell'approccio
  con  i municipi, perché quello che è stato messo in evidenza è  che
  soprattutto  sotto  il profilo della gestione economico-finanziaria
  abbiamo previsto risorse per i comuni in piano di riequilibrio, per
  i  comuni  in  dissesto però, per i comuni che fanno di  tutto  per
  evitare questa fase non avevamo previsto nulla.
   Quale  è il report a cui faccio riferimento e che l'ANCI ha  anche
  diffuso  in questi giorni, c'è un problema che riguarda la capacità
  di  riscossione  soprattutto  per  i  tributi,  quindi  le  entrate
  fondamentali  del  titolo  primo e titolo  terzo  dei  comuni,  una
  difficoltà  a  riscuotere, o magari la non volontà di prendersi  la
  responsabilità di riscuotere.
   E  ve  lo dico perché mi sono ritrovato, in ultimo lo sapete, come
  sindaco  di  Taormina, e ho chiuso il dissesto che ho ereditato  in
  dodici  mesi  e mezzo, la media dei dissesti in Sicilia,  e  questo
  report  anche pubblicato in questi giorni è di 3650 giorni. E  l'ho
  fatto  prendendomi  la responsabilità a luglio scorso  di  fare  il
  cosiddetto  "Salva Taormina", che ha portato a una riscossione  che
  ci  ha portato a chiudere anche l'anno con il pagamento di tutti  i
  debiti, e con quasi quaranta milioni di euro in cassa.
   Ma  ho fatto una manovra sui tributi di cinquantacinque milioni di
  euro  che non era stato fatto dai miei predecessori, mi sono  preso
  la   responsabilità  nei  confronti  della  mia  comunità  di  fare
  un'azione forte, per come era giusto che si facesse.
   E  allora  in quest'ottica abbiamo suggerito al Governo  di  voler
  mettere  una apposita premialità riguardante i comuni che, rispetto
  all'anno  precedente, aumentano la capacità di riscossione,  perché
  qui  non  è  solo il problema dell'accertamento, come sapete  bene,
  anche  perché  oggi col fondo crediti di dubbia esigibilità  se  io
  accerto  e  non  riscuoto ovviamente paralizzo  la  spesa  corrente
  dell'ente.
   Ed  ecco  che  finalmente  una misura  importante  che  lancia  un
  messaggio a tutti i colleghi sindaci: non è pensabile che  ciascuno
  di  noi  non  si  prenda la responsabilità di svolgere  il  proprio
  dovere  fino in fondo, fermo restando ovviamente che ci sono  delle
  difficoltà,  e nelle difficoltà ci sono anche degli istituti,  come
  il  baratto amministrativo, che si può applicare nei comuni dove ci
  troviamo con famiglie che non sono nelle condizioni di poter pagare
  i   tributi  e  che  quindi,  rispetto  a  quella  che  è  la  loro
  disponibilità, possono offrire il loro tempo, considerato  il  loro
  stato  di  disoccupazione, all'ente con quelli  che  sono  attività
  socialmente utili.
   Quello  che noi abbiamo anche immaginato, presidente Schifani,  su
  quella  che è stata la norma per quanto riguarda il contrasto  alla
  povertà.
   Quando noi ci siamo permessi di dire la carità a fondo perduto non
  è assolutamente da questo punto di vista un elemento edificante per
  chi  la  riceve  e  per chi la fa, l'abbiamo fatto  nell'ottica  di
  costruire e di dare un senso alle risorse che noi destiniamo.
   E  su  questo vorrei fare un piccolo passaggio, anche in relazione
  all'intervento del collega Cracolici e della sua risposta su quella
  che è la crescita che allo stato attuale si registra in Sicilia.
   Veda,  signor  Presidente, il nostro parametro non sono  le  altre
  Regioni  d'Italia, il nostro parametro sono le altre Regioni  degli
  Stati d'Europa che sono nelle stesse situazioni della Sicilia e che
  ricevono le stesse risorse.
   Il vero problema sta lì.
   Presidente Schifani, la Sicilia purtroppo è una delle Regioni  che
  in  questi anni, non ora, in questi anni ha registrato una crescita
  minore  e  una  performance minore rispetto alle altre  Regioni  di
  altri  Stati che si trovano esattamente nell'obiettivo di  coesione
  come la Sicilia.
   Allora,  il  parametro  a cui bisogna fare riferimento  è  questo,
  perché?  Perché è quello che in ogni caso l'iniezione  di  risorse,
  lei  su questo ci può dare lezione ma anche l'assessore Dagnino,  è
  logico  che  momentaneamente suscitano un aumento  transitorio  dei
  consumi,  ma qui faccio un appello a questo Governo nel distinguere
  quelli che sono aiuti finalizzati all'aumento dei consumi che  sono
  misure   transitorie,  rispetto  a  quelle   invece   sono   misure
  strutturali.
   Ed  ecco  che qui mi riaggancio all'articolo 1 di questa legge  di
  stabilità.  Quando  io,  Assessore,  le  ho  detto  in  Commissione
  Bilancio  lei deve partire dal presupposto che questa Agenzia  deve
  essere l'agenzia che è una sorta di ufficio di semplificazione, non
  può  essere un altro ufficio di complicazione  Quando noi  parliamo
  di  attrarre gli investimenti è ovvio che il problema sul quale  ci
  dobbiamo  misurare  sono  la difficoltà di  mettere  a  reddito  un
  investimento da parte di qualunque imprenditore rispetto  a  quella
  che  è  la  fase di proposta di un progetto e l'acquisizione  delle
  autorizzazioni.
   Io  le  posso citare dei casi ancora dove ci sono comuni  che  per
  avere  per avere il rinnovo della valutazione di impatto ambientale
  è da 3 anni che aspettano
   Quindi,  pur avendo apprezzato quello che è lo slancio  che  si  è
  dato  in  questo  contesto con il Gaetano Armao,  ma  ancora  siamo
  lontani
   Voi  immaginate se un imprenditore può venire in Sicilia e non  ha
  la   certezza   di  quando  può  mettere  a  reddito   il   proprio
  investimento. Non c'è agenzia che tenga.
   E allora è ovvio che questa Agenzia, o le affidate un ruolo nuovo,
  innovativo,  che  è  quello  realmente  di  semplificare  in   modo
  amministrativo quello che è risultato di una conferenza  unica  dei
  servizi che ha una serie di carenze, cioè ci vogliono i cosiddetti,
  mi passi il termine, cani da caccia che, rispetto a quelli che sono
  i  passaggi - assessorato per assessorato - li segua nel dettaglio,
  diversamente  questa Agenzia, come è stato più  volte  ribadito  in
  Commissione Bilancio, rischia di essere un ulteriore carrozzone.
   In  quest'ottica ho apprezzato quello che è un articolo sul  quale
  ci  siamo  trovati già a discutere, ma per il quale ancora  si  sta
  ragionando con l'assessore Savarino. È l'articolo riferito ai piani
  di gestione del demanio marittimo, e soprattutto anche a quella che
  è  una  reazione  che la Sicilia deve avere rispetto  agli  effetti
  della  Bolkestein .
   E  quindi,  assessore,  io  mi  sono permesso  di  incalzarla,  la
  continuo ad incalzare perché? Perché noi non ci possiamo permettere
  rispetto al quadro normativo confuso, perché su questo siamo  stati
  anche  bravi  a farci del male, a pensare di chiudere l'anno  senza
  dare  un riscontro puntuale a quello che è un mondo che sul profilo
  degli  investimenti e anche su quelli che sono posti di  lavoro  ed
  economia  basata  su  un  patrimonio  che  abbiamo  e  che  non   è
  valorizzato, perché voglio ricordare a me stesso che su 150  comuni
  costieri  le  bandiere  blu sono solo 15 e  di  queste  soltanto  a
  Messina, dopo che abbiamo agito già a Santa Teresa di Riva, ne sono
  concentrate 9, il che significa che nel resto della Sicilia ci sono
  solo 6 bandiere blu.
   E  allora qui bisogna fare un ragionamento anche definitivo: da un
  lato  bisogna prevedere l'eliminazione delle superfetazioni che  ci
  sono  sul  demanio  marittimo e che sono state realizzate  o  dalla
  Regione   su  concessione  della  Regione  per  quelle  che   erano
  investimenti industriali che allora, nei tempi degli anni 60 e  70,
  si facevano nelle parti più suggestive delle nostre spiagge. Allora
  da  un  lato  lei  ha  questo  compito,  consenta,  intervenga  per
  eliminare queste superfetazioni e nello stesso tempo agire con  una
  strategia comune con i palazzi municipali per prendere uno dei beni
  che  oggi  ci invidiano tutti, e sono le nostre spiagge,  ed  è  su
  quello  che  ovviamente  noi non ci possiamo  permettere  di  poter
  lasciare la situazione abbandonata a sé stessa.
   Per quanto riguarda altri aspetti sui quali abbiamo lavorato, e su
  cui  io  invito l'assessore Dagnino a porre l'attenzione,  veda  il
  Presidente  della Regione siciliana è il Commissario  nominato  per
  quanto riguarda il risanamento della baraccopoli di Messina, non  è
  accettabile che ci siano tra i residui ancora 21 milioni di euro di
  risorse  ferme,  non spese e che risalgono alla legge  10  del   90
  perché  la  prima  legge  sul risanamento l'ha  fatta  allora  Rino
  Nicolosi,  e  questo che cosa mette in evidenza assessore  Dagnino?
  Che  tra  i capitoli dei residui ci sono milioni di euro  che  sono
  fermi  perché nessuno più si è occupato di movimentarli, e a questo
  mi  aggancio,  a  quello  che è un altro  problema  che  le  voglio
  sottolineare, la capacità di spesa della Regione siciliana.
   Veda, e lo dico qui anche all'assessore Aricò, non è Assessore che
  togliendo  i  soldi con una delibera di Giunta da una  provincia  a
  un'altra  si  fa  capacità di spesa, lo voglio  sottolineare  senza
  spirito  di  polemica,  ma  perché  questo  si  è  verificato   già
  nell'ambito  di Istituti autonomi di case popolari, dove  ci  siamo
  trovati  che  il Comune di Taormina - scusi se cito  il  Comune  di
  Taormina  - stava per realizzare la riqualificazione di 70 alloggi,
  e  all'improvviso ci siamo ritrovati con una delibera di Giunta che
  li  ha  destinati a Palermo e a distanza di un anno non sono  stati
  neanche  spesi,  quindi l'Istituto case popolari stava  facendo  la
  gara d'appalto e si è dovuta fermare.
   Questo non va, non va per garbo istituzionale nei nostri rapporti,
  e  non  va  anche  su quella che è la capacità di  spesa,  ed  ecco
  l'altro elemento su cui io vi invito a ragionare, perché non si può
  mai fare un ragionamento semplicemente aritmetico collega Cracolici
  sul  PIL,  il tema è un altro è la qualità della spesa sulla  quale
  bisogna  concentrarsi, perché se noi andiamo avanti con i  progetti
  sponda  tanto per giustificare algebricamente quella che è in  ogni
  caso la rendicontazione nei confronti dei fondi extraregionali, noi
  non  cresceremo mai in questa Terra, perché vuol dire  che  l'asset
  strategico  infrastrutturale su cui puntiamo  ogni  anno  passa  da
  programmazione a programmazione.
   Se  andate  a  guardare quelli che sono gli asset  principali  sul
  fronte  delle infrastrutture negli ultimi trent'anni,  sono  sempre
  quelli,  ce  li trasciniamo da programmazione a programmazione  con
  un'evidente   incapacità  di  spesa,  ma   numericamente   noi   la
  rendicontazione la portiamo a pareggio perché? Perché nel frattempo
  prendiamo  tutte le minuzie che non sono strategiche e li portiamo,
  ce li trasciniamo per rendicontare.
   Allora,  è  ovvio che anche qui, al di là di quelle che  sono  gli
  aspetti  statistici, dobbiamo avere la capacità di  concentrare  la
  spesa,  soprattutto quella che ormai c'è rimasta  dei  fondi  extra
  regionali,  in  una  strategia di investimenti che  attraverso  poi
  l'ufficio di semplificazione - e ritorno all'articolo 1 -  che  non
  serve solo per i privati. Perché qua ci sono i sindaci che fanno  i
  questuanti  per avere una autorizzazione di impatto  ambientale,  e
  anche  da  questo  punto di vista si ritrovano  definanziati  degli
  investimenti  importanti, anche per quanto riguarda la sistemazione
  idraulica dei torrenti, per le difese delle coste, che è uno  degli
  interventi  più  delicati e lei, Assessore  Savarino,  lo  sa  cosa
  significa  mettere  a terra un progetto con le  autorizzazioni  che
  riguarda questo settore.
   E allora qui, Assessore Savarino, dobbiamo rivederla la questione,
  rivederla in termini seri, anche perché non è pensabile che  da  un
  lato  si  assegnano  termini ai Comuni per realizzare  i  progetti,
  dall'altro lato il Comune si indebita a fare il progetto,  consegna
  il progetto poi per avere le autorizzazioni del caso e passano anni
  e  nessuno  si preoccupa che, in quel caso, il danno è doppio,  non
  solo   perché  la  spesa  è  ferma,  ma  anche  perché  il  palazzo
  municipale, possibilmente, ha anche delle risorse.
   Come  si  chiama, e chiudo signor Presidente, questo  ragionamento
  che  io  mi  sto  permettendo di fare? Si  chiama  amministrazione.
  Presidente Schifani, su questo desidero la sua attenzione nella mia
  ultima  riflessione.  Io penso che lei abbia  la  necessità,  e  mi
  permetto  di  dirlo senza spirito di polemica, di chiamare  la  sua
  Giunta,  i  suoi  assessori,  a fare  più  amministrazione  e  meno
  politica.  Perché,  veda, i risultati della  buona  amministrazione
  danno risultati politici. Chi, invece, continua a inseguire la vera
  politica,  ovviamente, fa un danno alla Sicilia e anche  a  lei  mi
  permetto  di  dire,  e  questo  lo voglio  dire  senza  spirito  di
  polemica,  perché? Perché potremmo andare a fare esempi concreti  e
  pratici  ma,  ovviamente, non è mio compito. Io faccio,  da  questo
  punto di vista, solo l'osservatore.
   Su  quello  che  ha  detto  la collega che  mi  ha  preceduto,  la
  premialità,   per   quanto  riguarda  la  raccolta   differenziata,
  assessore  Dagnino  credo  che  sia anche  questo  un  problema  di
  disattenzione  perché,  ricordo in Commissione  Bilancio  che,  con
  tutta  onestà,  allora  siamo rimasti  che  prendevamo  le  riserve
  comunque  presenti, Presidente della Commissione Bilancio,  se  non
  ricordo  male,  già nelle riserve del 2024 e le avremmo  trasferite
  sul  2025. Questa dei rifiuti perché è importante? Non è  tanto  un
  fatto  già  abbiamo alzato l'asticella al 75%,  quindi  non  è  che
  stiamo  parlando  di  una riserva che va in  modo  diffuso,  perché
  alzare  già  al 75% significa che è veramente selettiva  per  avere
  queste risorse.
   Allora,  questo  è  giusto ripristinarla per un  motivo  semplice,
  perché  noi  non  stiamo prevedendo i fondi per coprire  gli  extra
  costi  del  trasferimento  dei  rifiuti  all'estero  che  i  nostri
  cittadini  continuano a pagare. Veda assessore Dagnino,  è  inutile
  che  noi poi prevediamo il fondo per contrastare la povertà se  per
  pagare  la  Tari  bisogna  fare un mutuo.  Da  dove  deriva  questa
  situazione? e deriva da quella che, purtroppo, è stata  finora  una
  grande  miopia  della Regione siciliana della quale  ne  pagano  le
  conseguenze  i Comuni, i Sindaci, e poi tutta quella  gente  onesta
  che,  pur di pagare la Tari, si fa prestare i soldi. E allora  ecco
  che  c'è una visione di insieme che, mi permetto di dire, è mancata
  finora.  E  bisogna qui con la buona amministrazione riprenderle  e
  mettere proprio in fila in modo ordinato come si fa in questi  casi
  questi   elementi,  per  evitare  le  disfunzioni  a  cui  facciamo
  riferimento.
   Presidente, sono stato contattato dall'Anci perché, essendo  stato
  l'autore  di  quella sanzione per i sindaci che non  presentano  la
  relazione  annuale, pare che ci siano grandi difficoltà. E,  allora
  assessore Dagnino e presidente Schifani, io posso dire questo:  c'è
  una legge della Regione che va rispettata. I sindaci devono fare la
  relazione  annuale  per dare soddisfazione al  consiglio  comunale,
  all'opposizione e anche alla cittadinanza dei loro risultati  e  il
  90% non la faceva. Io ho inserito, grazie al Governo che ha accolto
  allora  l'emendamento, una sanzione per i sindaci sull'indennità  e
  per i Comuni.
   Allora,  abbiamo  avuto  delle discussioni anche  con  l'assessore
  Messina.  Io  ho  proposto  un emendamento  affinché  le  sanzioni,
  assessore  Messina,  così  quelle  che  sono  state  anche  le  sue
  sollecitazioni,  scattino da gennaio 2025 in  poi.  Perché?  Perché
  oggi  si  sono  invertite le parti. Prima il 90%  dei  sindaci  non
  presentava  la  relazione, ora il 90% dei sindaci l'ha  presentata,
  ancora c'è una piccola parte.
   Allora,  siccome  io  non ho fatto una legge  per  punire  i  miei
  colleghi,  ma  l'ho fatto per lanciare un messaggio definitivo,  io
  non ho problemi, assessore Messina, perché su questo sono stato  un
   guardiano del faro' nello spostare l'applicazione delle sanzioni a
  sessanta   giorni  dall'entrata  in  vigore  di  questa  legge   di
  stabilità,  così  anche i colleghi sindaci  che  ancora  si  devono
  mettere nei termini possono farlo, perché ovviamente il messaggio è
  arrivato. Questo Governo è riuscito su nostro suggerimento  a  dire
  ai  sindaci, siete i primi che dovete anche rispettare le norme che
  vi riguardano, siete proprio voi
   Noi ci siamo astenuti in Commissione Bilancio, siamo ovviamente in
  attesa  di  vedere quali sono gli elementi che in questi giorni  il
  Governo  metterà  sul tavolo per dare un'anima a  questa  legge  di
  stabilità,  che  per ora per alcuni aspetti è prettamente  tecnica,
  ovvio  noi ci siamo, non ci tiriamo indietro, Assessore Dagnino  mi
  guardi  negli occhi, noi non apparteniamo alla categoria di  quelli
  che  "dattano e cianciono", non so se lei conosce questo  principio
  dell'Università  di  Oxford,  noi  non  facciamo  parte  di  questa
  categoria, ma lo voglio dire perché non ci appartiene l'ipocrisia e
  soprattutto  quando  c'è  la possibilità  di  poter  descrivere  le
  proprie idee e la controparte pur avendo dalla sua i numeri ascolta
  e  li  fa propri, allora è ovvio che uno con grande onestà ne  deve
  dare atto.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.  Presidente, Presidente della Regione, colleghi  deputati,
  Assessore, Presidente io ho in mano un documento, anzi una delibera
  di  Giunta la 244 del 4 luglio 2004, il numero sicuramente  non  vi
  dirà  nulla,  capisco  che ne approvate  tante,  ma  questa  è  una
  delibera  particolarmente importante, perché è l'apprezzamento  del
  piano di sviluppo industriale della Sicilia redatto dall'IRSAP, che
  voi avete apprezzato.
   In  molte occasioni in quest'Aula ho avuto modo di constatare e di
  contestare  come  la Regione non si fosse mai dotata  di  un  piano
  industriale, come nelle linee programmatiche espresse più volte dal
  Presidente  della Regione, non si parlasse di un piano  industriale
  della  Sicilia,  con  ciò venendo in qualche  modo  meno  a  quanto
  affermava  poc'anzi  l'onorevole Cracolici, ossia  che  la  Regione
  siciliana  e  un  piccolo  Stato, e come tale  deve  pensare  anche
  autonomamente  al progresso del proprio territorio e  al  progresso
  per le proprie concittadine e i propri concittadini.
   Ebbene,  nel  momento in cui il Governo apprezza una  delibera  di
  cotanta  importanza,  uno studio di cotanta importanza,  nel  quale
  sono  contenuti alcuni dati statistici, nel quale è  contenuta  una
  prospettiva  sotto certi profili, ne mancano altre,  le  faccio  un
  esempio.
   Presidente, in questa delibera voi parlate delle ZES, io penso che
  le ZES e in questo sono d'accordo con l'assessore Tamajo, siano uno
  dei  più  grandi furti perpetrati a danno della Regione  siciliana,
  perché le due ZES, quella della Sicilia occidentale e quelle  della
  Sicilia  orientale,  stavano dando buona  prova  di  sé  anche  col
  supporto dei commissari, però proprio le due ZES dagli interventi e
  dagli  investimenti programmati e finanziati nelle due  ZES  o  che
  avrebbero  dovuto  essere  finanziate  delle  due  ZES,  emerge  un
  elemento, ed emergeva un elemento, la dinamicità di alcuni  settori
  produttivi  della  Sicilia  orientale è  la  stagnazione  di  molti
  settori produttivi della Sicilia occidentale.
   Ebbene,  dinanzi a questo a questo, che è un dato  di  fatto,  gli
  interventi  programmati in Sicilia occidentale erano  cinque  volte
  meno  di quelli della Sicilia orientale, e più o meno il numero  di
  abitanti  e le caratteristiche dei due territori, i territori  sono
  simili,  dunque dinanzi a questo mi sarei aspettato che un  Governo
  che  approva una delibera così importante avesse introdotto  alcune
  misure, non dico tutte, la manovra è da settecento milioni di  euro
  quasi,  è chiaro che una manovra che rappresenta meno del  tre  per
  cento del bilancio regionale, il bilancio regionale è circa ventuno
  miliardi,  qui  ne  stiamo  utilizzando e  gestendo  poco  meno  di
  settecento, quindi il tre per cento.
   È chiaro che non mi aspettavo che tutto questo piano industriale e
  questa  politica industriale finisse in questa legge di  stabilità,
  ma  almeno una parte di esso mi attendevo che lo avremmo  visto  in
  questo  documento  contabile, e invece si  presenta  uno  strumento
  finanziario che non risponde in alcun modo alle esigenze produttive
  dei  siciliani,  che  non affronta il tema  dello  sviluppo  e  del
  progresso, anche in ragione della creazione di lavoro stabile.
   Perché veda Presidente, lei molte volte ha parlato dell'incremento
  dei  posti di lavoro in Sicilia, è un dato statistico, c'è da  dire
  che   non   vengono  contati,  nelle  statistiche  che  fa  l'Istat
  ultimamente, non vengono contati i cassintegrati, e questo  diciamo
  droga un po' il dato, ma al netto di questo abbiamo visto qual è il
  reddito medio dei siciliani, abbiamo visto qual è il reddito  medio
  dei lavoratori siciliani.
   Noi abbiamo generato occupazione instabile e occupazione di scarsa
  qualità  con  poca retribuzione, questo produce la stagnazione  dei
  consumi.  Allora,  da una politica industriale ci attenderemmo  che
  sviluppasse  qualità dell'impresa con qualità del lavoro,  e  nella
  qualità  del  lavoro, caro Presidente, c'entra un altro  tema.  Lei
  qualche  volta è venuto in quest'Aula e ha parlato  e  ha  con  noi
  discusso della questione delle morti e degli infortuni sul  lavoro,
  bisogna  dare  atto, almeno a parole si è mostrata una sensibilità,
  la  Regione siciliana però Presidente, lei lo sa sicuramente meglio
  di  me, perché i suoi Uffici l'avranno informata, è la Regione  che
  secondo l'INAIL è quella dove ci sono più infortuni e dove ci  sono
  più morti sul lavoro.
   Allora,  dinanzi  a  questo,  è  possibile  immaginare  interventi
  produttivi  che  possono  migliorare la qualità  del  lavoro  e  la
  qualità della tutela dei luoghi di lavoro per i lavoratori?  Perché
  le due cose, il processo produttivo e la tutela dei lavoratori, non
  sono  due  cose  in  antitesi,  noi  dobbiamo  aiutare  le  imprese
  siciliane  a migliorare la qualità della produzione per  migliorare
  la  qualità delle condizioni dei lavoratori e la tutela della  loro
  salute.
   Dinanzi a questo però il Governo non dice nulla, aspettiamo ancora
  le misure, perché non bastano solo, sì c'è il tema degli ispettori,
  ma  non  bastano  solo  gli  ispettori,  perché  molto  spesso  gli
  ispettori arrivano tardi Presidente. Arrivano quando la patologia e
  diventata  oramai conclamata e il cancro non è più  estirpabile,  e
  quando le famiglie hanno già perso un loro caro.
   Noi  dobbiamo  arrivare  prima, e  prima  vuol  dire  sostenere  i
  comparti produttivi a innovare i processi affinché vengano tutelate
  le  condizioni  di vita e di salute dei lavoratori. Allora  noi  su
  questo vogliamo discutere col Governo, perché veda, lei oggi, e non
  è la prima, ha rilasciato un'intervista in cui si è detto fiducioso
  che  l'Aula approverà questa finanziaria e il bilancio entro il  31
  dicembre.
   Io appartengo alla categoria di quelli che ha sempre detto, avendo
  fatto  anche  l'amministratore locale, e quindi  essendomi  trovato
  nella   necessità  di  approvare  gli  strumenti  finanziari,   che
  un'opposizione  non  si  contraddistingue  quando  fa  slittare   i
  termini,  o  perché  fa slittare i termini di approvazione  di  uno
  strumento  finanziario,  un'opposizione si contraddistingue  quando
  riesce  a  mettere  in  evidenza le  storture  delle  proposte  del
  Governo,  e  soprattutto quando dinanzi alla individuazione  di  un
  problema declama la soluzione.
   Perché  la politica deve essere la politica dei sì, non dei  no  a
  prescindere, questa è una forza politica e il Partito Democratico è
  forza politica matura e lo ha sempre dimostrato, quindi il tema non
  è  approvarla in tempo, il tema però Presidente è che lei  non  può
  richiamare  alla  responsabilità le  opposizioni  su  questo,  deve
  richiamare in prima luogo alla responsabilità le forze di  Governo,
  perché  questo è il tentativo ancora una volta di cercare di  avere
  nell'opinione  pubblica,  di  lanciare  nell'opinione  pubblica  il
  messaggio  che  gli  errori di questo Governo  sono  coperti  dalle
  opposizioni,  io non coprirò nessuno dei suoi errori, sarò il primo
  a    sostenere    qualsiasi   misura   voi   vogliate   indirizzare
  nell'interesse dei siciliani perché, ripeto, io faccio  opposizione
  al  suo Governo ma non ai siciliani, alle siciliane quindi,  se  ci
  saranno misure che vanno incontro ai diritti delle siciliane e  dei
  siciliani  noi lo sosterremo perché non siamo degli irresponsabili,
  siamo  uomini  e  donne  eletti in questo autorevole  consesso  per
  rappresentare i siciliani.
   Allora, però, su alcune cose vogliamo dire la nostra, enti locali,
  l'anno   scorso,   nello  scorso  strumento  finanziario,   abbiamo
  approvato una norma che prevedeva un fondo per la progettazione.
   Vede,   la  discussione  sul  fondo  della  progettazione   e   la
  discussione sulle mance non sono slegate perché in un'epoca in  cui
  il fondo per l'autonomia è trecentocinquanta milioni, prima era più
  del doppio. C'era un'epoca in cui il fondo era più del doppio e  in
  un'epoca  in cui la maggior parte dei fondi provengono  ai  comuni,
  agli  enti locali dalla loro capacità di progettare per partecipare
  ai  bandi  che vengono finanziati con risorse nazionali  o  risorse
  europee   è  chiaro  che  dotarsi  della  progettazione  esecutiva,
  definitiva, in particolare, della progettazione esecutiva perché  è
  quella  premiante  nei bandi diventa fondamentale  e,  allora,  noi
  l'anno  scorso  avevamo  dotato gli enti  locali  di  un  fondo  da
  quaranta  milioni di euro, un fondo di progettazione che, peraltro,
  era  strutturato, grazie anche all'esperienza del collega  Venezia,
  in  maniera  tale da aiutare prevalentemente i comuni  minori,  che
  sono  quelli  che hanno maggiori difficoltà col personale,  con  un
  tetto massimo di duecentomila euro.
   Ebbene  vede, Presidente, con quei soldi molti comuni hanno potuto
  presentare progetti e li hanno potuti candidare a diversi bandi  ed
  oggi  si trovano ad avere avuto finanziate diverse opere pubbliche,
  ebbene noi che facciamo? Una misura che ha funzionato, che si  basa
  su  un criterio automatico, quindi, non discrezionale, dove non c'è
  l'intermediazione politica che è quello di cui ci accusano fuori da
  quest'Aula,  pigliamo  e lo eliminiamo, io vi  rivolgo  un  invito,
  reintroducete questo fondo perché è determinante e vi aggiungo,  in
  queste settimane anche il Sole 24 Ore ma non solo. Ma diciamo chi è
  stato  negli enti locali lo sa, si è disquisito del problema  degli
  enti locali di accertare e di riscuotere le entrate con un duplice,
  ovviamente,  elemento  negativo, da un lato non  abbiamo  gli  enti
  locali che non riescono a recuperare tutte le risorse che servono e
  che devono essere pagate dai cittadini e dall'altro se a fronte  di
  una entrata programmata dieci, non incasso cinque, altri cinque  li
  dovrò   mettere  nel  fondo  crediti  dubbia  esigibilità,  quindi,
  aggraverò il bilancio dei comuni di un ulteriore peso.
   Ebbene,  io  penso  che si debba immaginare una misura  che  possa
  aiutare  i  comuni  a recuperare queste entrate  e  per  recuperare
  queste  entrate  servono  gli uffici perché  l'esternalizzazione  è
  qualcosa che è conveniente nei medio grandi comuni ma per i piccoli
  comuni,   caro  Presidente,  non  ce  ne  sono  società  che   sono
  disponibili   a  partecipare  a  bandi  per  comuni   di   tremila,
  quattromila abitanti perché non sono convenienti e, allora, l'unica
  cosa  che dobbiamo fare è aiutare quei comuni a fare le assunzioni,
  a  uscire fuori dal meccanismo, da quel Up, per effetto del  quale,
  non  riescono ad accertare e non riescono ad avere le  risorse  per
  potere  fare le assunzioni e per potere migliorare la loro capacità
  di  riscossione,  di tutto questo non se ne parla  nello  strumento
  finanziario.
   Allora, siccome però la discussione è iniziata oggi ed è noto  che
  questa  è  la  "simil finanziaria", nella finanziaria  quella  vera
  l'invito  che vi rivolgo è a pensare, non dico a tutte le cose  che
  abbiamo  detto,  ma  almeno  alcune  di  esse  perché  quelle  sono
  nell'interesse dei siciliani, non nell'interesse delle opposizioni,
  come io voglio immaginare che voi vogliate agire nell'interesse dei
  siciliani  e non nell'interesse delle forze di Governo, poi  ci  si
  confronterà  alle  elezioni  e  sul programma  per  il  futuro  dei
  siciliani ci confronteremo e vedremo quale sarà quello maggiormente
  apprezzato.  Ma  oggi, chi sta seduto qui ha  il  dovere  di  agire
  nell'interesse dei siciliani.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Safina.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole  Spada.  Dopo l'onorevole Spada,  ci  sarà  l'onorevole
  Gilistro.
   Prego, onorevole Spada. A lei la parola.

   SPADA.  Signor  Presidente, Presidente della  Regione,  in  questa
  legge  di bilancio, che ci apprestiamo a votare, diversi sono stati
  gli  interventi  proposti  dal  gruppo  delle  opposizioni,  e,  in
  particolare,  dal  Gruppo  del  Partito  Democratico.  Ci   saremmo
  aspettati  un  po'  più di coraggio, nel rendere alcune  norme  che
  abbiamo  ritenuto fondamentali per il prosieguo della sopravvivenza
  dei  nostri  comuni,  ovvero dei comuni siciliani,  che  in  questo
  momento  si trovano in una condizione di dissesto o di predissesto.
  Come è stato detto prima, più di un terzo dei comuni siciliani oggi
  si  trova in questa condizione e, grazie agli interventi che  siamo
  riusciti ad inserire nelle ultime variazioni, siamo riusciti a dare
  un po' di ossigeno a questi comuni.
   Oggi  però, Presidente, servirebbe rendere questa manovra e questo
  intervento  in maniera strutturale, all'interno del bilancio  della
  Regione.  Noi  dobbiamo consentire a questi comuni di poter  uscire
  definitivamente da questa condizione. Quindi, una prima richiesta è
  quella  di  rendere,  appunto, strutturale la misura  che  è  stata
  portata avanti nelle ultime due variazioni di bilancio, per aiutare
  i comuni in pre-dissesto e in dissesto.
   Il  Fondo delle autonomie locali. Noi siamo passati da un fondo di
  quindici anni fa, che ammontava a novecento milioni di euro, ad  un
  fondo  che  oggi  conta più di trecentocinquanta milioni  di  euro.
  Purtroppo questo fondo, questi 350 milioni di euro, non riescono  a
  soddisfare  le  richieste  che i comuni  siciliani  si  trovano  ad
  affrontare.
   Il  Fondo  crediti  di dubbia esigibilità. La non  possibilità  di
  assumere,  all'interno  degli enti locali, sta  mettendo  in  serie
  difficoltà, e sempre più in ginocchio, i nostri comuni. Comuni che,
  purtroppo,  sono  amministrati e sono governati, molto  spesso,  da
  persone   folli  che hanno la passione, che nutrono  un  amore  nei
  confronti  della  nostra  Regione e del nostro  territorio.  Perché
  oggi, Presidente Schifani, fare il sindaco in una Regione che mette
  a  disposizione così poche risorse, è veramente da folli  E  quindi
  l'auspicio è quello di immaginare un Fondo per le autonomie  locali
  che possa raggiungere almeno i 400 milioni di euro, in modo tale da
  consentire ai nostri sindaci di poter affrontare le difficoltà  che
  stiamo attraversando in questo periodo.
   Il  diritto allo studio. Si è parlato di diritto allo studio,  non
  solo  da  parte  dei deputati e dei colleghi delle opposizioni,  ma
  anche da parte di alcuni colleghi di maggioranza. Oggi, Presidente,
  il diritto allo studio non si traduce solamente nel destinare borse
  di   studio.   Borse  di  studio  che,  devo  dire,  nella   scorsa
  finanziaria, grazie ad un intervento che abbiamo fatto  insieme  ai
  colleghi del Partito democratico, che ha visto la condivisione  del
  Governo  e dell'assessore Turano, che hanno consentito di sbloccare
  venticinque  milioni  di  fondi  FS,  e  che  hanno  garantito  una
  copertura per la prima volta in Sicilia del novanta per cento delle
  borse di studio.
   Però,  Presidente,  la copertura di queste  borse  di  studio,  di
  questo  novanta  per  cento, è a termine. Perché  l'anno  prossimo,
  questo  sarà  l'ultimo  anno  in  cui  saranno  disponibili  queste
  risorse,   e   dall'anno  prossimo,  dicevo,  se  non  interveniamo
  nuovamente, rischiamo di riportare le borse di studio al  cinquanta
  per  cento,  diciamo, della dotazione rispetto a  quelle  che  sono
  invece le richieste che vengono fatte dagli studenti siciliani.
   Noi,  oggi,  all'interno della nostra regione abbiamo i cosiddetti
  idonei   non  vincitori.  Idonei  non  vincitori,  che  si  traduce
  nell'avere  tutte le caratteristiche e i requisiti per ricevere  la
  borsa  di  studio,  ma per l'assenza, diciamo,  delle  risorse  non
  vengono destinate.
   Diritto allo studio, quindi, non è solamente il ricevere la  borsa
  di  studio,  ma  è  anche  il  diritto alla  casa,  all'alloggio  e
  soprattutto  alla  mobilità. In una Regione -  e  in  una  nazione,
  perché il problema non è solo nostro - in cui è aumentato il  costo
  dell'affitto,  immaginare di destinare solo 1.300  euro  l'anno  di
  contributo  agli  studenti  che ne fanno richiesta  per  l'alloggio
  universitario,  significa  non sostenere  in  maniera  adeguata  le
  richieste che, appunto, provengono dalla comunità studentesca.
   E  quindi,  se  da  un  lato non siamo nelle condizioni  di  poter
  garantire  il  contributo per l'affitto agli studenti universitari,
  dall'altro  dobbiamo fare in modo di adeguare quelli che  sono  gli
  alloggi  -  e poi, assessore Dagnino, voglio fare un passaggio  sul
  prestito  d'onore, glielo voglio solo anticipare  -  dobbiamo  fare
  degli  interventi che consentono di aumentare il numero di posti  a
  disposizione  all'interno di questa Regione, perché altrimenti  poi
  non ci dobbiamo e non ci possiamo interrogare sulle motivazioni che
  spingono  i  ragazzi,  i  nostri studenti ad  andare  fuori.  Molti
  studenti vanno fuori perché vogliono fare un'esperienza diversa, ma
  tanti  studenti  vanno  fuori perché in questa  Regione  non  hanno
  garantiti  i  servizi indispensabili del diritto allo studio,  così
  come  anche, come anticipato prima, il diritto alla mobilità. Molto
  spesso  per  raggiungere  i  poli universitari  gli  studenti  sono
  costretti a cambiare due, tre autobus per raggiungere, appunto,  la
  sede  in cui hanno deciso di studiare. Tutto, ovviamente, a  carico
  degli stessi studenti.
   Sul prestito d'onore, assessore Dagnino, è stata una misura che ci
  ha  visto,  come  dire,  in alcuni momenti anche  scontrarci  sulla
  misura,    perché   avevamo   due   visioni   diverse   e    davamo
  un'interpretazione  diversa  a  quello  che  dovesse  rappresentare
  questo strumento. È stata votata una legge, sono stati destinati  6
  milioni  di euro a questa misura. La mia preoccupazione - e  glielo
  dico  -  è che se non modifichiamo alcuni aspetti di questa  norma,
  rischiamo  di  non consentire l'accesso agli studenti  universitari
  che poi realmente vorrebbero utilizzare questo prestito d'onore.
   Quando parliamo - e lo dico all'onorevole collega Pace, che  prima
  parlava  appunto  di una misura, quella del prestito  d'onore,  che
  consentirebbe  e  che  consentirà a diversi studenti  siciliani  di
  poter  continuare  a  studiare qui - quando  parliamo  di  prestito
  d'onore,  colleghi, ricordiamoci tutti che stiamo  parlando  di  un
  prestito  e  oggi il prestito lo affrontano ... lo ha  detto  prima
  l'onorevole  Cracolici, oggi ci sono le aziende  che  hanno  grosse
  difficoltà  ad accedere ad un prestito di 20.000 euro,  figuriamoci
  gli  studenti universitari, studenti universitari che devono avere,
  ad oggi, un ISEE al di sotto dei 20.000 euro.
   E  allora, assessore Dagnino, lo dico a lei, ma lo dico  anche  al
  Presidente della Regione, purtroppo nella nostra realtà chi oggi ha
  un  ISEE  di  20.000 euro ha difficoltà ad immaginare di  farsi  un
  prestito  per continuare a studiare; chi oggi ha un ISEE di  20.000
  euro  spera  di  ricevere la borsa di studio o  spera  comunque  di
  andare  a studiare in un'altra Regione dove quei famosi idonei  non
  vincitori non esistono, perché nelle altre Regioni, in molte  delle
  regioni  italiane,  se tu hai il diritto alla borsa  di  studio  la
  ricevi
   Quindi quello che chiedo è intanto di modificare questo limite dei
  20.000  euro;  consentiamo invece di fare  richiesta  del  prestito
  d'onore   a   tutti  coloro  i  quali,  in  maniera,   come   dire,
  proporzionale, quindi partendo dai redditi più bassi e andando  via
  via  ad innalzare questa soglia di reddito, a tutti coloro i  quali
  vogliono  fare  un investimento sul proprio futuro. Questa  misura,
  così  modificata, secondo me consentirà a chi magari vuole fare  un
  investimento all'estero e che ha un ISEE magari più alto dei 20.000
  euro di potere investire sul proprio futuro.
   La  crisi  della zona industriale, Presidente. Se n'è  parlato  in
  quest'Aula e glielo voglio ribadire. Oggi la crisi industriale  che
  sta  attraversando  la  nostra Regione,  e  soprattutto  il  nostro
  territorio, e parlo della zona del siracusano, del petrolchimico di
  Priolo,  è  una crisi senza precedenti, ma non solo  dal  punto  di
  vista della produzione.
   Ho  seguito e insieme all'onorevole Dipasquale abbiamo fatto e  le
  abbiamo  chiesto un intervento netto, duro e concreto nei confronti
  di  quello  che  sta  accadendo  ai  lavoratori  di  Eni  Versalis,
  lavoratori che secondo il mio modesto parere non avranno  non  solo
  la  garanzia  occupazionale,  ma non l'avranno  nemmeno  in  futuro
  rispetto  a  quella paventata riconversione che è stata  annunciata
  dai vertici dell'Eni.
   Io penso, perché ne abbiamo esperienza sul territorio della nostra
  provincia,  io  penso che la chiusura dell'Eni senza  garantire  la
  continuità  produttiva sarà la morte di quella zona  industriale  e
  soprattutto sarà la fine di quei lavoratori che oggi sono  inseriti
  all'interno di quel comparto.
   Io  le  chiedo,  Presidente, non solo  di  impegnarsi  nei  tavoli
  ministeriali  come  già  sta facendo,  ma  le  chiedo  di  imporre,
  attraverso  il  Governo  al  Ministero,  ad  Eni  di  mantenere  la
  continuità  produttiva  nell'attesa di  questa  riconversione.  Non
  possiamo  accettare i buoni propositi di Eni che ci  dice  'Intanto
  noi fermiamo l'impianto, riposizioniamo, ricollochiamo i lavoratori
  e  fra  due  anni,  tre anni, facciamo un nuovo  impianto',  questo
  siccome  già  l'abbiamo vissuto sul nostro territorio e soprattutto
  abbiamo  vissuto  l'assenza di tanti player della zona  industriale
  che  sono venuti nel nostro territorio, che hanno prodotto e  hanno
  raffinato il petrolio e che poi se ne sono andati senza bonificarla
  quell'area.  Questo  ci preoccupa, Presidente, perché  la  chiusura
  della  zona  industriale senza un impegno concreto  anche  rispetto
  alla  bonifica  di  quelle aree sarebbe non  solo  la  morte  della
  produzione,  ma  anche  la  morte  ambientale  di  quel   triangolo
  industriale  di  cui si parla anche a livello nazionale,  ed  è  il
  motivo  per  cui ho presentato un emendamento in questa finanziaria
  per  destinare  10  milioni  di euro  alle  aree  ad  alto  rischio
  ambientale.  Sono quelle aree in cui oggi si raffina  il  petrolio,
  sono le aree di Milazzo, di Gela, del siracusano e destinare queste
  risorse   prendendole  dai  fondi  delle  accise  che  sono   state
  riconosciute  al Governo regionale nell'ultima legge  di  stabilità
  potrà  consentire  di  ripristinare dal punto di  vista  ambientale
  della  rigenerazione urbana un territorio, dei territori che  hanno
  dato  tantissimo alla nostra Regione e che poi però hanno  ricevuto
  forse  poco  indietro  da  parte degli  industriali  e  di  chi  ha
  sfruttato le nostre falde, la nostra area ed il nostro territorio.
   Un'ultima richiesta, Presidente, riguarda la legge sul crack che è
  stata  approvata  qualche  mese fa, lo ha detto  prima  l'onorevole
  Cracolici, lo ha ribadito lei nel suo intervento, abbiamo approvato
  una  legge  che  mancava all'interno della nostra Regione,  abbiamo
  però  dimenticato nel definire questa legge di dare  un  occhio  di
  riguardo nei confronti delle associazioni del terzo settore che  si
  occupano  di  prevenzione  e di recupero  di  soggetti  affetti  da
  tossicodipendenza. Ho presentato un emendamento che non è di  spesa
  perché prende, diciamo, all'interno delle risorse già stanziate nei
  rispettivi Assessorati, prende una quota da destinare a questi enti
  del  terzo settore per svolgere appunto attività di prevenzione sui
  territori.  Oggi  noi  ci  ritroviamo tra le  strade  della  nostra
  Regione  quelle  associazioni,  quelle  realtà  come  la  "Casa  di
  Giulio", come l'associazione "Amici di San Patrignano", come  tutte
  quelle  realtà  che  in maniera volontaria e  spontanea  provano  a
  recuperare   questi   soggetti.  Ho   previsto   di   stanziare   i
  cinquecentomila  euro a queste associazioni del terzo  settore  per
  consentire loro di svolgere questa attività di prevenzione che oggi
  già fanno.
   Sulla  siccità, sulle temperature alte e sull'emergenza che stiamo
  affrontando,  Presidente,  noi oltre ai vari  record,  come  diceva
  prima  il  capogruppo Catanzaro, è stata fatta la classifica  delle
  province da Il Sole 24 ore, delle province siciliane, e noi abbiamo
  un  altro  record in termini di cambiamenti climatici, noi  abbiamo
  all'interno  della nostra Regione, nello specifico in provincia  di
  Siracusa,  il comune che ha raggiunto la temperatura  più  alta  in
  Europa ed è il comune di Floridia che qualche anno fa raggiunto  la
  temperatura  di  quasi  cinquanta gradi. Ora  dobbiamo  e  dovrebbe
  questo  Governo ma spero che l'assessore Savarino riesca in  questo
  senso   trovare  uno  spazio  all'interno  di  questa  finanziaria,
  dobbiamo   promuovere  i  cosiddetti  "polmoni   verdi",   dobbiamo
  promuovere la piantumazione di alberi, dobbiamo fare in modo che il
  nostro  territorio,  che la nostra Regione possa  in  qualche  modo
  abbattere  le alte temperature che stanno attanagliando  le  nostre
  città  e  che  attraverso  un intervento di  questo  tipo  potremmo
  raggiungere   un  doppio  risultato,  da  un  lato   abbassare   le
  temperature  e  dall'altro  ridare  ristoro  e  dignità  al  nostro
  territorio.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Spada. Ha facoltà  di  intervenire
  l'onorevole Gilistro, a seguire l'onorevole Giambona.

   GILISTRO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   presidente
  Schifani,  Assessori. Presidente Schifani sono contento di  vederla
  oggi  qua  per  noi  è importante che lei non dico  sempre  ma  che
  partecipi spesso a quest'Aula, ci rincuora Presidente, glielo  dico
  autenticamente perché il fatto che lei sia presente e gli Assessori
  siano  presenti  con  noi ci danno la possibilità  soprattutto  per
  quelli  che  veniamo  da fuori, che facciamo  300  chilometri,  che
  facciamo tre ore di strada per andare e tornare e vedervi  e  poter
  dialogare, perché secondo me la politica è soprattutto dialogo  non
  è  necessariamente sempre un attacco, e quindi sentirla vederla qua
  e  poterle  parlare personalmente mi rincuora e mi  conforta  e  le
  spiego perché.
   Le   spiego  perché  ho  presentato  degli  emendamenti  che  sono
  emendamenti  che secondo me anche lei apprezzerà e  perché?  Lei  è
  stato  sempre sensibile Presidente per la sanità soprattutto per  i
  bambini e lei sa che sono un pediatra soprattutto per la sanità per
  i ragazzi e i bambini ma ci sono due problemi importantissimi a mio
  avviso che dobbiamo necessariamente in questa legislatura portare a
  termine  Presidente,  glielo  chiedo proprio  accoratamente  questo
  problema:  primo  il  problema sanità non è soltanto  quello  della
  sanità che noi tutti i giorni andiamo vedendo le liste ad attesa, i
  pronto  soccorso, che mai siamo abituati e parliamo tanto di queste
  di queste problematiche, ma c'è un problema emergente Presidente un
  problema emergente che è la salute mentale dei giovani dei ragazzi.
   Oggi  la  cronaca di tutti i giorni ci sta facendo vedere di  come
  sia  abbassata l'età degli atti delittuosi che avvengono in Italia,
  ragazzini di 10, 11, 12, 13, 14, 16, 17 anni non c'è un giorno  che
  la  cronaca nera non parli di attività delittuose e criminali anche
  da  parte  di  ragazzi  sempre più piccoli.  Questo  ci  deve  fare
  riflettere  Presidente  perché  la  salute  mentale  e  la  estrema
  soprattutto digitalizzazione di questi ragazzi.
   Parliamo  di aule immersive, parliamo di digitalizzazione,  ma  ci
  sono  problematiche che stanno secondo me dando disturbi pesanti  e
  permanenti nei nostri ragazzi. Allora ho presentato un emendamento,
  Presidente, che riguarda la informazione, assessore Dagnino, questo
  emendamento che ho presentato l'avrà visto, riguarda soprattutto il
  finanziamento  di una attività di informazione e di  formazione  da
  parte  dei  genitori delle famiglie, dei danni che  questa  estrema
  digitalizzazione può portare nei nostri ragazzi.
   Credo  che  stiamo  mettendo  mani  ai  fondi  della  Regione  per
  finanziare  psicologi,  psicoterapeuti, pedagogisti,  spendendo  un
  sacco  di  milioni,  ma  secondo  me,  Presidente,  dovremmo   fare
  un'azione veramente pesante sulla prevenzione di questi disturbi  e
  la  prevenzione si fa con la cultura, con l'arte, con la diffusione
  e  facendo  capire alle famiglie, ai genitori dei danni che  questi
  cellulari  e  questi social stanno in questo momento  causando  nei
  nostri   ragazzi.   Per  cui  credo  che  questo  emendamento   sul
  finanziamento  dell'informazione  formativa  sia  importante.  Vado
  all'altro punto, Presidente, che è quello più importante per me  in
  assoluto.
   I  ragazzi  a  Siracusa,  lei  sa che Siracusa  è  l'unico  libero
  Consorzio in dissesto finanziario, l'unico in Sicilia e le  scuole,
  l'istruzione a Siracusa, io so che l'istruzione, signor Presidente,
  le  sta  molto a cuore, il problema è che a Siracusa ci sono scuole
  ormai  che  non sono neanche agibili. In questi ultimi giorni,  con
  poche  giornate di pioggia ci sono stati disastri, scuole che  sono
  state  allagate, quindi abbiamo una situazione molto pesante  delle
  scuole a Siracusa.
   Ma  non  è  solo questo il problema. Il problema è  che  molte  di
  queste  scuole,  signor Presidente, non hanno né riscaldamenti,  né
  climatizzazione  per  l'estate. Cioè queste scuole,  i  ragazzi  la
  settimana  scorsa mi hanno chiamato da Siracusa per  dirmi  che  la
  mattina  sono  entrati,  parlo di una scuola,  l'alberghiero,  sono
  entrati e c'erano 8 gradi in Sicilia, 8 gradi in Aula.
   Ora,  mi  dica, signor Presidente, se è normale che noi prevediamo
  che  non c'è un ufficio, un supermercato, le case di tutti noi,  la
  nostra  Ars  praticamente è climatizzata totalmente sia di  inverno
  che  d'estate e i nostri figli, i nostri ragazzi, devono  andare  a
  scuola con 8 gradi?
   E  sapete  cosa  gli hanno detto, qualcuno, non parlo  perché  non
  voglio parlar male mai di nessuno?
   Accendete  un  falò  Ma si può accendere un falò a scuola,  signor
  Presidente?
   Io  ho  messo un emendamento importante. Queste solo  le  cose  di
  confort che non possiamo negare ai ragazzi.
   Immaginiamo  che  ognuno di questi ragazzi sia nostro  figlio.  Se
  fosse  nostro figlio, lo manderemmo in una scuola dove  deve  stare
  col cappotto, col cappuccio, con i guanti perché c'è freddo?
   E siamo in Sicilia. Non è possibile.
   Allora  questi ragazzi dove li mandiamo in Albania?  Dove  abbiamo
  speso  un  miliardo di euro e dove praticamente non c'è  nessuno  e
  dove  sono  stati  previsti  climatizzazione,  pompe  di  calore  e
  riscaldamento efficientissimi?
   Non è giusto, non è corretto, signor Presidente.
   La nostra Sicilia, i nostri ragazzi devono studiare in un ambiente
  confortevole.
   Ma  sa  qual  è la cosa assurda? Che ci sono i fondi del  GSE  che
  potrebbero permettere alla maggior parte delle scuole siciliane  di
  avere  gratuitamente l'efficientamento energetico.  Cioè  significa
  pompe  di  calore,  pannelli solari e potrebbero azzerare,  facendo
  anche  delle  comunità energetiche, potrebbero  azzerare  anche  le
  bollette e con i pannelli solari e le pompe di calore i ragazzi, le
  scuole  potrebbero avere caldo d'inverno e fresco d'estate,  signor
  Presidente.
   Assessore   Dagnino,  questa  è  una  cosa  importante,   dobbiamo
  prevedere,  non  possiamo lasciare che le scuole siciliane  abbiano
  solo il 6% di climatizzazione.
   Questa  è una cosa fondamentale che non possiamo differire più  in
  un'isola che si ritiene sia accanto ai nostri ragazzi.
   Lo  sa qual è il problema perché non possiamo prendere i fondi del
  GSE?  Perché  la  maggior parte delle scuole di Sicilia  non  hanno
  l'agibilità  e  questo, la mancanza di agibilità, non  permette  la
  possibilità di accedere a questi fondi. Per non poter spendere  20,
  30,  40  mila euro per l'agibilità noi buttiamo soldi del  GSE  che
  permetterebbero   di   avere   una   grandissima   possibilità   di
  efficientare, climatizzare, tutte le scuole di Sicilia.
   Finisco con una cosa importante, secondo me.
   L'ultima  cosa  che  potrebbe portare,  io  ringrazio,  c'è  stato
  l'assessore Aricò, non so se il treno, l'Orient Sicilia,  ha  avuto
  un  grande successo, mi pare che abbia avuto un grande successo,  e
  questa  è  una  cosa  bella perché anche al  di  là  delle  20  ore
  eccetera,  eccetera,  insomma è stata un'idea  e  comunque  un'idea
  creativa e comunque potrebbe essere... però, signor Presidente,  ci
  sono  i  cartelli  del volo, come abbiamo detto più  volte,  questi
  cartelli. Ancora i voli sono a 700, 800 euro.
   Allora  io  dico  e  le  faccio un esempio clamoroso,  un  esempio
  clamoroso.
   Ci sono tre isolette che sono le Baleari, Ibiza... Come? Lo so che
  l'avete  dimezzato  il 50%, ma voi dimezzate e  loro  salgono,  voi
  dimezzate e loro aumento i prezzi
   Allora  faccio  un  altro, assessore, le spiego  questo.   Come  è
  possibile,  assessore, che le Baleari sono  tre  isolette  che  non
  hanno  nulla, se non il mare e quattro discoteche, e possono  avere
  70  milioni  di  presenze  annue e la  Sicilia  con  tutte  le  sue
  ricchezze,  con  tutto  quello che ha di  patrimonio  gastronomico,
  culturale,  archeologico  ha 13 -14 milioni  di  presenze,  come  è
  possibile?
   Io  credo che questo sia dovuto al fatto che per arrivare a  Palma
  di  Maiorca, per arrivare a Ibiza, con 100 euro i ragazzi  vanno  e
  vengono, come è possibile che lì ci possono andare con i voli, come
  mai  lì  riescono ad ottenere queste tariffe in Spagna  e  noi  non
  riusciamo  ad  ottenere questa possibilità in  Sicilia,  perché  in
  Sicilia   non  ci  si arriva né per barca, né a  nuoto,  né  con  i
  gommoni  e neanche con i traghetti, solo in aereo, però 60  milioni
  di  presenze  ci  sono  ogni anno, quindi dovremmo  interrogarci  e
  capire  come  mai  in  Sicilia non riusciamo ad  avere  con  questo
  patrimonio lo stesso numero di presenze.
   Io  credo  che sia la problematica dei voli, non lo so qual  è  la
  problematica  dei  charter, la problematica di poter  riuscire  con
  determinate compagnie aeree ad avere dei charter almeno  in  estate
  per migliorare, anche perché questo che cosa farebbe? Porterebbe un
  aumento del Pil e quindi un aumento delle risorse della Regione  da
  poter spendere per noi stessi.
   Chiudo   ringraziando,   chiudo  al   contrario   Presidente   non
  attaccando,  Assessori io mi auguro che voi ascoltiate  questa  mia
  autentica  richiesta,  cioè  le tre cose  fondamentali:  salvare  i
  ragazzi, noi stiamo per perdere una generazione di ragazzi,  stiamo
  perdendo  una  generazione di ragazzi,  la  salute  mentale  è  più
  importante  di qualunque altra cosa in questo momento;  la  seconda
  cosa l'istruzione, non possiamo pensare alla dispersione scolastica
  e  non capire che i nostri ragazzi devono stare nel confort come in
  tutte le altre parti del mondo.
   E  finisco  chiedendole  non  solo di  risolvere  il  problema  ma
  soprattutto  di  riuscire  a risolvere  il  problema  del  dissesto
  finanziario  della nostra città, del libero Consorzio di  Siracusa,
  una  volta  e  per  tutte perché questo è fondamentale,  perché  il
  libero Consorzio si occupa soprattutto di scuole e questo per noi è
  fondamentale. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Gilistro. Vi ringrazio anche per la
  sintesi degli interventi, è iscritto a parlare l'onorevole Giambona
  e dopo c'é l'onorevole Sunseri, prego onorevole.

   GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  proverò
  a  fare  qualche  breve riflessione sulla norma  che  nei  prossimi
  giorni  questo  Parlamento andrà ad esitare, avendo  consapevolezza
  dell'importanza che essa assume per i siciliani e devo  ringraziare
  il  Presidente  della Regione che oggi è qui con noi ad  ascoltare,
  presente  rispetto  a  quello che è il dibattito  che  le  vogliono
  consegnare i siciliani, del resto notiamo comunque nostro  malgrado
  che non sempre c'è in quest'Aula, Presidente, un dibattito da parte
  delle  diverse  forze politiche, manca probabilmente il  contributo
  delle  forze di maggioranza che serve ad elevare quella che  è  una
  discussione rispetto a quelli che sono i problemi che noi  dovremmo
  affrontare   per   i   nostri  siciliani,   oppure   anche   perché
  probabilmente  su  alcune norme non ci si crede sul  serio,  perché
  guardate, io non ci metto tanto a dire qual è la mia valutazione su
  questa finanziaria regionale.
   Allo  stato attuale direi che è senza infamia e senza lode ma  non
  solo  per  dire  che la ritengo una misura mediocre  ma  nella  sua
  accezione  del terzo canto dell'inferno, di quelle norme,  di  quei
  soggetti   che   non   affrontano   quelli   che   sono   i    temi
  nell'indifferenza, nella codardia e purtroppo io ritengo che questo
  Governo non affronti seriamente e con la giusta convinzione  quelle
  che sono le tematiche che in effetti si dovrebbero affrontare in un
  contesto così rilevante e così importante. Ecco, perché il  Partito
  Democratico  non è per nulla contento rispetto a questa  manovra  e
  sta  portando avanti in maniera rilevante e importante  quelle  che
  sono una serie di azioni volte a migliorare questa norma.
   Presidente  dell'Assemblea, io mi rivolgo a lei e già  un  appello
  che ho portato avanti anche in altre occasioni.
   Purtroppo,  anche in questa sessione di bilancio, il  ruolo  delle
  Commissioni di merito è stato svilito. Le proposte che  sono  state
  avanzate  da  tutte  le  Commissioni di  merito,  poi  arrivate  in
  Commissione  Bilancio , fondamentalmente, sono state annullate e il
  rischio  è  che,  nei  prossimi giorni, anche quanto  è  stato  poi
  esitato dalla Commissione  Bilancio  venga stravolta.
   E'   proprio   su  questo  tema  che  voglio  fare  questa   prima
  riflessione,  sul tema di quello che è il lavoro delle  Commissioni
  stesse, perché guardate al netto di tre, quattro, articoli  in  cui
  ci   sono   aspetti   di   natura  tecnica  nell'articolato   della
  finanziaria,  al  netto di alcune norme che riprendono  quelle  che
  sono  le  esigenze dell'attuazione del nostro Statuto, tra  l'altro
  l'accordo  Stato-Regioni del 2018 al quale noi  tentiamo  di  porre
  rimedio senza avere le giuste risposte da Roma, al netto di  alcune
  tabelle  che mettono in campo alcune modifiche dal punto  di  vista
  delle tariffe, al netto di alcune norme che andiamo a rifinanziare,
  al netto di alcuni articoli risibili e ce n'è uno di poche migliaia
  di  euro,  al  netto,  Presidente, di  una  norma  pericolosa  così
  l'abbiamo  definita nelle Commissioni di merito che  è  quella  che
  riguarda l'eliminazione da lei stessa definita del precariato e  mi
  riferisco agli ASU della Sicilia.
   Ricordo  a me stesso che questo Parlamento, giusto l'anno  scorso,
  ha  esitato  una norma con la quale è stato previsto un determinato
  percorso per la stabilizzazione dei lavoratori ASU.
   Gli  ASU dei Comuni e gli ASU dei Beni culturali. Ebbene,  se  per
  gli  ASU  dei Comuni si è andato avanti con le circolari e  con  la
  stabilizzazione, con gli ASU dei Beni culturali non si capisce bene
  il motivo per il quale non si va avanti e non solo non si va avanti
  ma oggi si ripropone una versione diversa.
   Una  versione diversa, presidente Schifani, che è a serio  rischio
  impugnativa,  perché quello che abbiamo fatto oggi  in  termini  di
  stabilizzazione di ASU e di PIP nelle partecipate, lo  si  è  fatto
  all'interno  di  un  percorso normativo messo  a  disposizione  dal
  Governo nazionale.
   Una  norma,  e  questa norma sugli ASU dei beni culturali  qualora
  dovesse  andare  avanti in questa direzione porrebbe  seriamente  a
  rischio  la  stabilizzazione  di  questi  lavoratori,  la  agognata
  stabilizzazione di questi lavoratori che, ricordo a me stesso,  non
  hanno contributi, non hanno trattamento di fine rapporto.
   Allora  io  le  dico,  presidente  Schifani,  poniamo  particolare
  attenzione alla norma che riguarda la stabilizzazione degli ASU dei
  beni  dei  beni  culturali.  Una  norma  e  qui  mi  rivolgo  anche
  all'assessore Dagnino che ha lavorato, glielo riconosco alacremente
  in  queste  ultime  settimane  a  questa  manovra  di  bilancio   e
  finanziaria,  che  si  caratterizza  fondamentalmente  per   alcuni
  articoli  per  cui  al  netto  di  quelli  che  ho  citato,   quasi
  ininfluenti, quasi di rifinanziamento, ecco ne cito alcuni.
   L'articolo  1  evidentemente, quello che definisce  l'Agenzia  per
  l'attrazione  e la promozione degli investimenti. Ora si  qualifica
  in  positivo  e  negativo, questo lo vedremo  nei  prossimi  giorni
  quando ne discuteremo. Certo è che non abbiamo avuto modo di capire
  nella  nota di aggiornamento al DEFR quale potesse essere l'impulso
  che  può  dare  questo eventuale nuovo organismo all'interno  della
  nostra Regione e come si va a collocare rispetto ai rapporti con le
  altre  agenzie,  per esempio con l'IRSAP esistente e  operante  sul
  territorio della quale, ricordo a me stesso, ancora siamo in regime
  di  commissariamento. Non si capisce il motivo  per  il  quale  non
  possiamo  dare un consiglio di amministrazione a questo  ente  così
  rilevante che può dare crescita e sviluppo alla nostra regione,  ma
  poi  abbiamo  l'articolo  6, quello che  parla  degli  enti  locali
  siciliani.
   E  giusto qualche settimana fa il presidente Schifani qui in  Aula
  ha  fatto  un'osservazione che, per certi versi, da un lato  me  ne
  sono  compiaciuto ma dall'altro lato mi ha anche sbalordito  quando
  ha  detto  che vuole fare un focus rispetto a quelle  che  sono  le
  difficoltà che oggi lamentano gli enti locali siciliani. direi  che
  ne  sarebbe  l'ora,  caro  presidente  della  regione,  perché  noi
  sappiamo tutti quale è lo stato in cui versano gli enti locali.
   Un terzo degli stessi è in dissesto e predissesto e necessitano di
  una  linfa  di  risorse  nuove  per  uscire  da  questa  situazione
  drammatica.
   Altro  articolo  che  qualifica questa finanziaria  è  sicuramente
  l'articolo  5,  quello  che riguarda la possibilità  di  mettere  a
  disposizione  dei medici nelle aree interne svantaggiate  dove  c'è
  una   grave   carenza.  Su  questo  articolo  noi,   come   Partito
  Democratico,  ma  anche tutte le forze politiche,  trasversalmente,
  perché  il  diritto  alla salute non può che essere  una  priorità,
  abbiamo lavorato tutti assieme e  io aggiungo un elemento, c'è  una
  carenza  Presidente Schifani, anche di medici, di medicina generale
  e anche di pediatri nelle nostre aree interne e allora io credo che
  qui  oggi, una norma che qualifica questo Parlamento sarebbe quella
  di  introdurre un sistema incentivante, anche coloro che  accettano
  come nuova accettazione l'incarico in questi luoghi della provincia
  della  Sicilia,  dell'entroterra siciliano, dove  abbiamo  carenze,
  carenze serie, un incentivo da introdurre le dico sì, nell'articolo
  5,  poi  ne  parliamo Presidente Schifani e sono convinto  che  noi
  questo  traguardo lo raggiungeremo perché  è un grido d'allarme  da
  parte delle comunità che non hanno medici di base.
   Questo  è il tema, questo è il focus della nostra finanziaria,  ma
  sommando questi articoli, ecco arriviamo grosso modo a quattrocento
  milioni  di  euro,  è  un  dato  che è  significativo  perché  alla
  Commissione  Bilancio  è  stata  consegnata,  una  manovra  di  595
  milioni, oggi ne abbiamo in discussione una di 636 milioni.
   Nel  2024, Presidente, tra le varie manovre e siamo arrivate  alla
  quater,  questo Parlamento ha di fatto disposto manovre  di  natura
  finanziaria  per un miliardo e 765 milioni e allora io  non  vorrei
  che si proceda come si è fatto nel 2024, a finanziarie spezzatino.
   Questa  non è la risposta che noi dobbiamo dare per affrontare  in
  maniera  sinergica,  in  maniera strutturale,  quelli  che  sono  i
  problemi della nostra Terra, noi abbiamo bisogno di intervenire  in
  maniera  corposa  su  quelli che sono gli asset fondamentali  della
  nostra  Regione, perché procedendo così a spezzatino c'è il  dubbio
  che  si vogliano accontentare man mano quelli che sono i desiderata
  dei  sindaci, i desiderata dei parlamentari, per carità ci  possono
  anche  stare, ma è indispensabile che noi cambiamo rotta,  che  noi
  individuiamo  quelli che sono gli aspetti fondamentali  su  cui  ci
  dobbiamo  concentrare, perché questa finanziaria ecco guardate  non
  parla di quello che è  il riordino delle partecipate e oramai è una
  discussione, io sono di prima legislatura ma credo che un tema  che
  oramai  si  affronta da più di un decennio, non si parla di  quello
  che  è  il  riordino fondamentale della valorizzazione  del  nostro
  personale, non si parla di un'adeguata modalità con cui approcciare
  a  quelle  che  sono le risorse del Piano nazionale  di  ripresa  e
  resilienza,  sulle risorse che sono di gestione della Sicilia  come
  ente  attuatore, abbiamo impegnato solamente un terzo delle risorse
  ne abbiamo pagato solamente il 7 per cento e questo è il dato della
  nota di aggiornamento al DEFR.
   Infatti,  da questo punto di vista ho notato, ecco le uscite  sue,
  Presidente  della  Regione, su quelli che  sono  i  problemi  nella
  gestione  dei fondi extra regionali, da una parte ho apprezzato  il
  fatto che lei abbia annunciato delle ispezioni per verificare  dove
  ci  sono delle anomalie, dall'altro evidentemente ha premiato  dove
  ci  sono  dei  casi virtuosi, sicuramente abbiamo  bisogno  di  una
  riqualificazione di quella che è la nostra classe impiegatizia  che
  deve  essere in grado ad approcciare a traguardare a questi temi  a
  queste  tematiche così importanti, non diamo risposta al  tema  dei
  Consorzi  di  bonifica, l'hanno detto chi è  che mi  ha  preceduto,
  all'ente di sviluppo agricolo, al tema dei forestali.
   E  allora  io  ritengo che da questo punto di vista  -   e  vorrei
  essere  smentito su questi temi - per esempio anche sulla questione
  di  quello che è l'aiuto che necessita il settore primario e  parlo
  dell'agricoltura e della pesca, è giusto oggi una  notizia  che  ha
  visto la Regione Emilia Romagna ottenere ben 167 milioni di euro da
  parte  dell'Unione  Europea, allora  io  mi  chiedo  se  riesce  ad
  ottenere  un'altra  Regione d'Italia, aiuti in  tal  senso  abbiamo
  fatto  tutto il possibile? La Regione siciliana ha segnalato  tutte
  le  difficoltà del nostro settore agricolo e zootecnico al  Governo
  nazionale  per  chiedere,  Presidente Schifani,  l'attivazione  del
  fondo  europeo di solidarietà? Queste sono domande puntuali che  io
  le  chiedo  di  affrontare  insieme  a  noi,  perché  il  dibattito
  parlamentare  serve  anche da questo punto di vista  ad  affrontare
  tematiche   in   maniera  più  strutturata   perché   noi   abbiamo
  consapevolezza  che  il  bilancio  regionale  non  è  in  grado  di
  affrontare  quelle  che  sono  le difficoltà  così  importanti  del
  settore  primario, abbiamo bisogno e aiuto del Governo nazionale  e
  del Governo regionale.
   Allora, noi come Partito Democratico l'ha detto poc'anzi il nostro
  Capogruppo  Michele Catanzaro su un intervento puntuale  e  preciso
  che  condivido  in  tutto  e  per  tutto,  abbiamo  presentato  400
  emendamenti per migliorare questa finanziaria.
   Noi  abbiamo e vogliamo dare voce a una serie di tematiche, perché
  il  silenzio  è  complice  di  una inefficienza  che  purtroppo  si
  evidenzia  in  quelli  che sono molti aspetti  che  noi  intendiamo
  affrontare.
   Presidente  dell'Assemblea,  io  mi  accingo  a  chiudere,  faccio
  qualche  considerazione finale e voglio rappresentare come  intanto
  l'obiettivo del Partito Democratico è quello di portare avanti, già
  in questa discussione, una serie di norme programmatiche, una serie
  di  norme programmatiche, noi avendo consapevolezza che di  qui  al
  2025  si  libereranno  delle somme importanti e  probabilmente  ben
  oltre un miliardo di euro è indispensabile individuare una serie di
  settori,  una  serie  di asset strategici su  cui  intervenire.  Io
  ritengo  che  il  primo sia sicuramente quello degli  enti  locali,
  qualcuno  prima di me lo ha detto, mettere a disposizione il  fondo
  per  la  progettazione. Ecco il fondo per la progettazione permette
  ai comuni di sbloccare la situazione sul piano nazionale di ripresa
  e resilienza, sui fondi extra regionali, perché molto spesso non si
  trovano nelle condizioni di avere progetti esecutivi e cantierabili
  da presentare e potersi fare finanziare.
   L'ammodernamento della burocrazia regionale, con grande difficoltà
  è  stato  rinnovato il contratto collettivo 19-21  dopo  sei  anni,
  adesso  subito dobbiamo andare speditamente al 22 al  24,  dobbiamo
  dare    una    governance   all'Aran,   dobbiamo   garantire    una
  riqualificazione  al  personale regionale,  dobbiamo  garantire  al
  personale  regionale,  che  è  Cenerentola  di  tutto  il  comparto
  pubblico italiano, la possibilità per esempio di aderire a forme di
  previdenza  complementare,  è  l'unica  amministrazione   regionale
  d'Italia  che non ha questa possibilità. Per non parlare poi  delle
  esigenze,   di  intervenire  sulle  tematiche  del  lavoro,   sugli
  infortuni  del  lavoro e purtroppo la Sicilia  -  e  mi  accingo  a
  concludere - è maglia nera. Norme di natura programmatica è  quello
  che  chiede il Partito Democratico per affrontare in maniera seria,
  in  maniera  sinergica  quelle che sono le  esigenze  della  nostra
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  Abbiamo gli ultimi tre interventi.  Sono  iscritti  a
  parlare  l'onorevole  Sunseri, poi l'onorevole  Chinnici  e  chiude
  l'onorevole Saverino. Prego, onorevole Sunseri.

   SUNSERI.  Grazie, Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli colleghi.
   Guardi Presidente, io non ho tantissimo da dire perché di fatto la
  finanziaria   presentata  dal  Governo,  o   su   alcune   cose   è
  assolutamente  sottostimata,  e ci  spiegheranno  il  perché,  o  è
  manchevole  di tantissimi argomenti che di fatto ci aspettavamo,  e
  su  quei pochi che ci sono nutriamo parecchi dubbi sulla loro reale
  attuazione. Faccio riferimento all'articolo 1, che è quello proprio
  dell'Agenzia di sviluppo proposta dall'assessore Dagnino, ancora ad
  oggi  non  le  nascondo, oggi la rileggevo,  non  riuscivo  bene  a
  comprendere  con  quali modalità, perché, come dovrebbe  funzionare
  questa   agenzia,  anche  alla  luce  di  quello  che  ci  dicevamo
  stamattina  assessore,  cioè alla luce  di  IRSAP,  di  ASI,  delle
  liquidazioni che stanno per avvenire.
   Oggi  di  fatto un imprenditore che vuole investire  nelle  nostre
  aree industriali non sa nemmeno a chi rivolgersi per avere un pezzo
  di  terreno  all'interno delle nostre aree industriali abbandonate,
  quindi  non pienamente produttive, perché le ASI non hanno  neanche
  la  quantificazione delle aree disponibili, le IRSAP non si capisce
  ancora ad oggi cosa fanno, perché tolte le competenze territoriali,
  di fatto, le loro competenze si restringono in piccoli investimenti
  nei  territori  della nostra Regione di fondi  extra  regionali.  E
  all'interno di questa finanziaria, ad esempio, una delle  cose  che
  manca, e che è stata sollevata in Commissione  Bilancio , e che  il
  Movimento  Cinque  Stelle ha presentato come  emendamento,  sono  i
  fondi  delle aree industriali. Sono dei fondi che già da  tre  anni
  vengono   destinati  alle  aree  industriali  perché  proprio   nel
  passaggio  delle  aree  da IRSAP ai comuni è prevista  anche  dalla
  sentenza  della Corte costituzionale questa sorta di  compensazione
  nei  confronti dei comuni è scomparsa e l'abbiamo messa per il 2024
  solamente nelle ultime variazioni di bilancio, due milioni e  mezzo
  di euro, che non ci sono assolutamente in finanziaria.
   E  un'altra  cosa  che  salta all'occhio e  volevo  anche  capire,
  l'assessore Messina, il Governo, come intende interpretarla  questa
  cosa,  perché  il  Fondo autonomie locali, veda Presidente,  appena
  due,  tre  settimane  fa è venuta Anci in Assemblea  ad  incontrare
  tutti  i  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari,  ad  incontrare  il
  Presidente  dell'Assemblea, a denunciare il  fatto  che  non  erano
  riusciti  ancora  a  incontrarla,  Presidente,  pur  avendo   fatto
  richiesta  ma, comunque, sono venuti in Assemblea e una  richiesta,
  se  non  la più importante, era quella di incrementare il fondo  di
  parte  corrente  nei  confronti  dei  comuni,  fondo  che  è  stato
  confermato  rispetto all'anno precedente, che  il  suo  Governo  ha
  depositato  senza  alcuna riserva a parte una  riserva  dove  c'era
  Mirabella   Imbaccari   ma  sarà  stata   sicuramente   un   refuso
  dell'assessore Falcone che è rimasto attaccato alla finanziaria, ma
  diciamo  a  parte quella, non c'erano riserve e io l'ho apprezzato,
  era una cosa che finalmente, credo, non ricordo il Governo Musumeci
  l'abbia  mai  fatto  salvo poi arrivare in Commissione   Bilancio ,
  essere  invasa  dalle  riserve e riserve, alcune  potrebbero  anche
  avere  un senso ma altre io non capisco ancora ad oggi perché  fino
  all'interno  del fondo delle autonomie locali e dei  comuni  perché
  scompaiono  magari  quelli che potrebbero avere  un  senso.  Faccio
  riferimento  alla  premialità  della raccolta  differenziata  e  ci
  ritroviamo al solito il borgo dei borghi, il borgo più bello  della
  Sicilia,  il  borgo  più  bello  d'Italia,  bandiera  blu,  gialla,
  arancione, verde, chi più ne ha più ne metta, dico non ne condivido
  la  finalità, la condividete mettete dei fondi che siano fuori  dal
  fondo  delle  autonomie  locali,  cioè  trasferiamo  ai  comuni  le
  risorse, almeno i trecentocinquanta milioni di euro previste  dalla
  finanziaria e togliamo tutta quella serie di emendamenti che  vanno
  a  erodere  di  fatto, non ho fatto la somma, la farò nei  prossimi
  giorni ma probabilmente parliamo di cinquanta, sessanta milioni  di
  euro  tolti a trecentonovantuno comuni per favorirne poi alla  fine
  cinque, dieci.
   Sono  scomparsi  gli  extra costi sui rifiuti, Presidente,  ancora
  purtroppo  i  comuni sono obbligati a pagare per  l'ennesima  volta
  costi aggiuntivi non per propria responsabilità ma perché non sanno
  dove  conferire l'umido e/o l'indifferenziato, risorsa che  il  suo
  Governo ha messo e che l'Assemblea ha messo nelle ultime variazioni
  di  bilancio,  cinquanta milioni di euro, per coprire questi  extra
  costi,  per non farli ricadere sulle teste dei cittadini che stanno
  continuando   a  differenziare  ma  in  finanziaria   non   abbiamo
  assolutamente traccia.
   E  poi vede, Presidente, io poco fa non ho capito bene la risposta
  che  ha  dato all'onorevole Cracolici in merito al maxi emendamento
  del  Governo. Ora io non capisco, il disegno di legge di  stabilità
  lo  scrive  il  Governo, arriva in Assemblea e  il  Parlamento  può
  modificarlo, aggiungere, togliere, emendare, fare quant'altro ma il
  maxi  emendamento  del  Governo cos'è? Sono delle  cose  che  avete
  scoperto  stanotte, ieri, questa settimana, delle cose urgenti  che
  vi  portano  a presentare un "maxi" in Aula, perché non presentarlo
  in Commissione Bilancio a questo punto? Chiusa, Presidente Daidone,
  tre  giorni fa, quattro giorni fa, cioè perché arrivare,  come  gli
  emendamenti  che possono arrivare da qualsiasi deputato  di  questa
  Assemblea  direttamente  in  Aula,  a  questo  punto  vorrò  vedere
  l'urgenza  e/o  la straordinarietà di questi emendamenti,  tali  da
  essere inseriti in un "maxi" del Governo, ovviamente, dovremo avere
  il  tempo  di  valutarlo, eventualmente anche valutarlo  per  parti
  separate, perché non è che si accoglie tutto così tout court, preso
  per  buono perché non passa dalle Commissioni di merito, non  passa
  alla  Commissione Bilancio, arriva in Aula e dovremmo  accoglierlo,
  come dire, nella sua interezza.
   E  poi, Presidente, le ricordo una cosa, eravamo inizio 2023 credo
  e, diciamo, lessi, con particolare piacere una sua dichiarazione in
  merito  alla  realizzazione  di impianti  fotovoltaici  su  terreni
  agricoli, lo ricorderà, è un tema che sicuramente le sta  a  cuore,
  ho  condiviso quelle sue dichiarazioni dicendo blocchiamo l'uso dei
  terreni  agricoli  per  l'installazione di  impianti  fotovoltaici.
  Addirittura  feci un comunicato stampa, il primo in otto  anni  che
  sono  deputato,  per complimentarmi della decisione  da  parte  del
  Presidente    della   Regione   e   condividendo   quella    stessa
  dichiarazione. Non le nascondo che fui, addirittura, ripreso perché
  feci  un  comunicato in cui dissi "Complimenti al Presidente  della
  Regione".  Da lì il nulla, non ho visto un atto, però,  discendente
  da quelle dichiarazioni
   Ad oggi la Regione deve legiferare sulle aree idonee e non idonee,
  e nel frattempo la CTS dà una serie di autorizzazioni in barba alla
  legge.  Perché senza il decreto delle aree idonee e non  idonee  la
  CTS  sta dando autorizzazioni a chiunque, non rispettando in  alcun
  modo la legge.
   Allora,  un  atto di coraggio, presidente Schifani. Il  Presidente
  della  Regione  Sardegna  ha  emanato  un  provvedimento  di  legge
  semplicissimo, dicendo "Sono sospese tutte le autorizzazioni fino a
  quando  non  ci  sarà  l'individuazione delle  aree  idonee  e  non
  idonee".  E'  di una banalità disarmante. Potrebbe mettere  fine  a
  questo  depauperamento  delle risorse, dei terreni  agricoli  della
  nostra  Regione.  Fin quando non ci sarà la legge che  riguarda  le
  aree  idonee e non idonee - e io non voglio entrare nel merito,  di
  dove andranno installati o meno in questa fase - ma, fin quando non
  c'è una legge che individua le aree su dove poterli realizzare,  la
  Regione Sardegna ha fatto una cosa semplicissima. Non si rilasciano
  autorizzazioni,  punto.  Quando  ci  sarà  il  disegno   di   legge
  approvato,  si potranno rilasciare di nuovamente le autorizzazioni.
  Abbiamo  presentato  un  emendamento, anche  su  questo  tema.  Ma,
  ripeto,  cogliendo anche le dichiarazioni che fece  lei  ha  inizio
  2023.
   E  poi l'ultimo, il Piano demanio marittimo. Ne avevamo parlato in
  Commissione  Bilancio. Ora io, ne discuteremo poi  sull'articolato,
  questa  è  una discussione generale però intendevo farla.  Ma  cosa
  hanno fatto i commissari della Regione sui PUDM? Non capisco.  Sono
  anni  che  vanno nei comuni, sono stati commissariati  i  comuni  a
  realizzare il Pudm e ce n'è uno: San Vito Lo Capo. E i restanti?  E
  i  restanti PUDM, che fine hanno fatto? Cioè dove sono? Perché  noi
  dobbiamo  fare,  oggi,  un piano di gestione  regionale,  e  quelli
  territoriali di fatto vengono soppiantati da un piano regionale? E'
  qualcosa  che non torna. Cioè bisognerebbe, a questo punto,  capire
  cosa è stato fatto dai commissari nell'arco di tutti questi anni.
   E  poi,  Presidente Di Paola, il Movimento 5 Stelle, come lei  ben
  sa,  in  conferenza  stampa,  appena qualche  giorno  addietro,  ha
  chiesto  sostanzialmente due cose e non credo che  siano  la  luna,
  sono  due  cose  assolutamente legittime.  Vorremmo  conoscere  chi
  deposita  cosa. Quindi se io scrivo un emendamento che finanzia  il
  campo di bocce di Vallelunga Pratameno, lo firmo, lo deposito e  si
  saprà  che  quell'emendamento porta la  mia  firma  e  io  sono  il
  proponente. Non mi pare di aver chiesto chissà che cosa. Mi  auguro
  verrà   condiviso,  con  tutti,  il  fascicolo  degli   emendamenti
  depositati  da  ognuno  dei  colleghi  e,  conseguenzialmente,  gli
  emendamenti  depositati potranno, se ci sarà un  maxi  emendamento,
  far  parte di quel maxi emendamento, anche per conoscere la potestà
  di quell'emendamento.
   E  due,  e  su  questo  Presidente credo  massima  attenzione,  il
  maxiemendamento  deve  essere  condiviso  almeno  ventiquattro  ore
  prima.  Nulla  di  fretta.  E' giusto  presentare  e  approvare  la
  finanziaria  nei  tempi  previsti dal  Regolamento  dell'Assemblea.
  Finalmente,  probabilmente, la Regione avrà un  bilancio  approvato
  entro la fine dell'anno. Il governo Musumeci ha chiuso cinque  anni
  su  cinque  in  esercizio provvisorio, probabilmente il  Presidente
  Schifani  riuscirà, al suo terzo anno, ad approvare in bilancio  in
  tempo. Stracontenti del risultato. Il maxi non può essere condiviso
  nei tablet, e approvato cinque minuti dopo. Dobbiamo avere il tempo
  di leggerlo, di guardarlo. Se ci dovesse essere qualcosa che non ci
  piace,  valuteremo  il perché e lo chiederemo al  Presidente  e  ai
  proponenti   di  quell'emendamento.  Tutto  il  resto  mi   sembra,
  assolutamente pacifico e condivisibile. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Sunseri. Gli ultimi due interventi,
  e   ringrazio  l'onorevole  Cambiano  per  aver  ritirato  il   suo
  intervento.
   E'   iscritta  parlare  l'onorevole  Chinnici.  Prego,   onorevole
  Chinnici.

   CHINNICI.  Grazie, Presidente. Solo alcune considerazioni  veloci.
  In  questa  finanziaria  ci aspetteremmo e vogliamo,  diciamo,  che
  vengano  messe  appunto  alcune cose un po'  più  generali,  perché
  quello che manca in Sicilia, lo sappiamo, sono le infrastrutture da
  un lato, ma le infrastrutture sociali, soprattutto.
   Quattro  cose  voglio enumerare. Una è la questione giovanile.  Si
  parla tanto di disagio giovanile e cerchiamo ogni volta di mettere,
  ancora  non  ci  siamo  riusciti però,  la  legge  sullo  psicologo
  scolastico,  la legge sullo psicologo di base. Ma, al di  là  delle
  figure  di  supporto  che possiamo mettere per  i  nostri  giovani,
  quello  che  manca in tutta la Sicilia sono i centri aggregativi  -
  assessore  Albano,  parlo  con lei perché  riguarda  anche  il  suo
  Assessorato  -  per  i  nostri giovani, ne  mancano  completamente.
  Sappiamo  di  movide violente, sappiamo che mancano luoghi  dove  i
  nostri   giovani  possano  incontrarsi,  fare  musica,  parlare   e
  dialogare.
   Ecco,  un  documento finanziario importante dovrebbe  avere  anche
  un'attenzione  particolare  ai giovani e,  onestamente,  in  questa
  finanziaria non ci sono le misure, non c'è un'attenzione.
   Altro  tema importante è l'emergenza abitativa, Presidente. Lei  è
  persona  sensibile  e sappiamo che di fronte  a  un  problema  come
  questo  dobbiamo  poter dare qualche risposta  un  po'  strutturale
  adesso.  Noi  non  sappiamo  neanche quant'è  il  patrimonio  della
  Regione,  in  che  cosa consta. Prima o poi questo grande  problema
  dovrà essere riaffrontato; so che è una questione annosissima e non
  la  voglio  assolutamente riprendere, però sappiamo che in  Sicilia
  abbiamo circa 30.000 famiglie in lista d'attesa, 30.000 famiglie di
  cui  10.000  hanno  subito sfratti negli ultimi  due  anni,  10.000
  famiglie hanno subito degli sfratti.
   Quindi,  stiamo provando a presentare emendamenti strutturali  che
  possano   andare   incontro  a  questa  situazione,   anche   senza
  investimenti  di  denaro,  ma  che  riguardino  il  patrimonio,  il
  riutilizzo  del patrimonio a fini, appunto, di emergenza abitativa.
  Ma anche - bisogna dirlo - il fondo sulla morosità incolpevole, che
  purtroppo il governo Meloni ha azzerato.
   Poi  ancora era stata citata prima la salute mentale - non  se  ne
  parla mai abbastanza - i reparti psichiatrici sono al collasso,  le
  carceri  sono piene di persone con disturbi mentali e  poi  succede
  quello  che  è  accaduto  a  Trapani, al carcere  di  Trapani  dove
  detenuti con fragilità mentali sono stati picchiati e torturati.
   Quindi  questione giovanile, emergenza abitativa, salute  mentale;
  altro  aspetto  strutturale che riguarda proprio le  infrastrutture
  sociali  di  cui  dovremmo dotare la nostra Regione  sono  i  nidi.
  Assessore Albano il 2025 deve essere il nostro anno, l'anno in  cui
  la  Sicilia applica il sistema integrato 0-6 anni. E' il decreto 65
  della legge 107, la cosiddetta  buona scuola , che conteneva questo
  articolo  molto  importante che riguarda  il  sistema  integrato  e
  ancora come Sicilia non lo abbiamo applicato.
   Assessore,  so che è un dialogo fra lei e l'assessore Turano,  lei
  ha il pezzo 0-3, l'assessore Turano il 3-6 ma è fondamentale perché
  la  Sicilia può ripartire soltanto dalla cura dei suoi abitanti più
  piccoli  che  sono già cittadini, non sono i cittadini del  futuro,
  sono già cittadini e la dispersione scolastica si combatte lì,  0-6
  anni,  quindi,  quest'anno anche se in questa finanziaria  non  c'è
  nulla ci dobbiamo lavorare, infrastrutturare i nidi d'infanzia e il
  sistema integrato 0-6 perché siamo l'ultima Regione d'Italia a  non
  averlo ancora. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Chinnici. E'  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Saverino. Ne ha facoltà.

   SAVERINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   presidente
  Schifani, abbiamo seguito tutto l'iter di questa manovra, l'abbiamo
  seguita  nelle  Commissioni  di  competenza,  così  come  l'abbiamo
  seguita  anche in Commissione  Bilancio' e devo dire che  anche  in
  Commissione   Cultura, Formazione e Lavoro' di cui sono  componente
  siamo  riusciti a trovare anche un percorso comune,  opposizione  e
  maggioranza, proprio su alcuni temi che consideravamo importanti  e
  che  forse mancavano da questa manovra e che speriamo, onestamente,
  di  ritrovarci poi in quest'Aula per cercare di portarli  avanti  e
  riguardavano un po' appunto come si è detto l'emergenza  abitativa,
  lo sport, il Furs che è uno dei problemi che già è stato affrontato
  in  quest'Aula  e a questo proposito ho presentato  un  ordine  del
  giorno  oltre che un emendamento perché è importante e ne parleremo
  magari quando affronteremo poi l'argomento.
   Naturalmente,   ci   siamo  ritrovati  di  fronte   una   manovra,
  Presidente, che non aveva purtroppo una grande visione,  forse  non
  aveva  neanche la visione perché è stato detto più volte, ma perché
  di  fatto  non  affrontava quelli che erano i problemi strutturali,
  cosa  che  è  stata  detta più volte in quest'Aula  stasera  e  che
  servono  proprio  per andare avanti e per dare quella  spinta  alla
  nostra  Terra,  ma  ci  siamo  ritrovati  piuttosto  un  modo   per
  tamponare,  per  mettere  delle  pezze  a  quelle  che  sono  tante
  precarietà e che sono invece fondamentali, quindi diciamo che forse
  è mancato il metodo, così come abbiamo affrontato, lo stesso metodo
  con cui il Governo ha affrontato il problema - faccio un esempio  -
  del caro voli.
   E' ovvio che un problema come quello è un problema strutturale che
  ci  ritroviamo e che ci portiamo dietro ormai da anni e anni e  che
  affrontiamo e forse attenzioniamo soltanto nel momento  in  cui  ci
  ritroviamo  di  fronte alle feste natalizie, alle  feste  pasquali,
  oppure  durante  le vacanze estive. Non è probabilmente  quello  il
  metodo  per  superare completamente il problema e dare le  risposte
  che  sono necessarie, perché ci ritroveremo sicuramente fra un mese
  con  circa  18  milioni  spesi e probabilmente  spese  improduttive
  perché, di fatto, il problema non lo abbiamo mai risolto. E  quindi
  su  questo per esempio, presidente Schifani, mi sarei aspettata una
  battaglia  importante, i pugni sul tavolo,  andare  a  chiedere  ai
  Palazzi  romani, a Bruxelles, proprio per cercare di affrontare  in
  maniera  programmatica e, quindi, risolvere il problema strutturale
  che  abbiamo,  forse basterebbe copiare quello che hanno  fatto  in
  Sardegna  e  che  continuano a fare in Sardegna, per  dare  appunto
  questa possibilità di rientrare.
   Si  parla tanto di giovani, lo dicevamo prima. Siamo in un periodo
  in  cui  la  nostra  Isola sta anche subendo  tanti  tagli  per  il
  Mezzogiorno, con il Governo nazionale. E sì, si dà un incentivo  ai
  nostri  giovani  per  poter andare fuori,  ma  se  tutti  i  nostri
  giovani,  quelli più qualificati, presidente Schifani, se ne  vanno
  fuori,  chi  salva  la Sicilia? Chi è che darà  questa  spinta  per
  superare l'arretratezza della nostra Terra?
   Quindi  credo  che sia invece importante trovare altre  soluzioni,
  per  quanto riguarda i giovani, per esempio, siamo in  una  Regione
  in  cui  ancora invece di spingere i nostri giovani e  incentivarli
  per  fare  i  tirocini  extracurriculari e frequentarli  qui  nella
  nostra  Terra, i nostri giovani preferiscono andarsene fuori perché
  qui  sono  pagati 300 euro mentre, siamo fermi al 2017, pur  avendo
  ormai   la  Corte  Costituzionale  stabilito  e  chiarito  che   la
  competenza  esclusiva  delle Regioni in  materia  di  istruzione  e
  formazione  professionale, mentre in altre Regioni questi  tirocini
  sono  pagati  800,  600 euro; anche la Calabria che  è  qui  dietro
  l'angolo  paga  600  euro questi tirocini extracurricolari.  Quindi
  dovremmo  trovare il modo di incentivare i nostri  giovani  e  dare
  loro  la  possibilità di costruire il proprio futuro e  la  propria
  professione nella propria Terra.
   Naturalmente abbiamo voluto dare il nostro contributo, lo  diciamo
  bene  prima  alcuni  miei  colleghi,  abbiamo  presentato  più   di
  quattrocento  emendamenti, abbiamo guardato  e  abbiamo  affrontato
  tante  tematiche ma, nonostante ciò, ci ritroviamo ancora  con  una
  manovra che diciamo non affronta quelle che sono le precarietà vere
  di questa Regione.
   Si  parla  tanto, abbiamo parlato tanto stasera di sanità,  ancora
  oggi forse abbiamo visto quel teatrino per le nomine, ancora adesso
  dobbiamo  rifare una rete ospedaliera, stiamo insomma discutendo  e
  affrontando  tutto  questo  problema,  senza  considerare  però  il
  problema  basilare  che  è la meritocrazia. Allora,  piuttosto  che
  andare a considerare le appartenenze politiche ad uno o ad un altro
  partito,  pensiamo  invece  alla  salute  soprattutto  dei   nostri
  cittadini  evitando,  quindi, anche la fuga di personale  sanitario
  verso  altre  strutture o addirittura verso il  privato.  Quindi  è
  soltanto un problema di metodo, Presidente.
   Si  è  parlato così anche per la siccità. Anche qui stiamo  dando,
  cerchiamo  di  fare  provvedimenti che servono sempre  a  tamponare
  piuttosto che a risolvere in maniera definitiva. L'ultimo  rapporto
  Istat registra che in Sicilia nel 2022 la perdita idrica nella fase
  di  immissione in rete dell'acqua per usi autorizzati è  stata  del
  51,6 per cento per un volume di 339,7 milioni di metri cubi.
   Quindi,  insomma  ci  rendiamo conto della  gravità  della  nostra
  situazione. Credo, quindi, che veramente, lo si diceva più volte in
  quest'Aula,  si  debba  pensare più a  risoluzioni  definitive  per
  quelle  che sono le precarietà della nostra Terra. Spero che questa
  manovra  -  abbiamo iniziato oggi l'Aula - e spero che da  oggi  in
  poi,  in  questi  giorni, si potranno affrontare  quelle  che  sono
  veramente  le  precarietà e trovare le risposte  a  queste  e  dare
  quindi soluzioni e risposte ai nostri cittadini. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Saverino.
   Dichiaro  chiusa  la  discussione  generale.  Ringrazio  tutti   i
  colleghi per il proficuo dibattito. Chiedo al Governo se vuole fare
  una  replica, il Presidente della Regione o l'assessore Dagnino  se
  vogliono  fare  una  replica  agli  interventi.  Va  bene.   Allora
  colleghi,  l'Aula è convocata domani, 18 dicembre  2024,  alle  ore
  12.00 perché prima c'è la Commissione  Bilancio' che deve votare il
  bilancio  consolidato, quindi alle ore 12.00,  andremo  a  fare  la
  votazione del bilancio consolidato e del bilancio dell'Assemblea  e
  poi continueremo a seguire con la legge di stabilità.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 19.42 (*)


       (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva,  pubblicato
   sul  sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è
   il seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XIII SESSIONE ORDINARIA


                         147a SEDUTA PUBBLICA

                Mercoledì 18 dicembre 2024 - ore 12.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEL "BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
       PER  L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2023 PREDISPOSTO AI  SENSI  DEGLI
       ARTICOLI DALL'11 BIS ALL'11 QUINQUIES DEL DECRETO LEGISLATIVO 23
       GIUGNO 2011, N. 118 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI"

    III - DISCUSSIONE DELLO SCHEMA DI BILANCIO DI PREVISIONE TRIENNIO
       2025-2026-2027 DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (Doc. n. 169)

           Relatori: i deputati Questori

    IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
         2025-2027" (n. 831/A) (Seguito)

                Relatore: On. Daidone

       2)  Legge di stabilità regionale 2025-2027  (n. 832/A) (Seguito)

                Relatore: On. Daidone

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio