Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.24
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta n. 143
del 12 novembre 2024 e quello della seduta n. 145 del 12 dicembre
2024 sono posti a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sono considerati approvati, in
assenza di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Dimissioni dalla carica di componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che, con e-mail del 26 novembre 2024,
indirizzata alla Commissione parlamentare speciale d'inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia,
protocollata al n. 6763/ARS di pari data, l'onorevole Ismaele La
Vardera ha dichiarato di avere inoltrato mail già mandata al
Presidente Cracolici e al Presidente Galvagno in data 20 novembre
2024 del seguente tenore: la presente per comunicarvi la mia
decisione di dimettermi dalla commissione regionale antimafia ( ) .
Purtuttavia, poiché al protocollo risulta unicamente l'e-mail di
cui sopra, fatta salva la decorrenza soggettiva della volontà di
cessazione dalle funzioni di componente di Commissione manifestata
dal parlamentare, l'effettiva cessazione dalla carica di componente
e, conseguentemente, di Vicepresidente della Commissione decorre
dalla data del protocollo suddetto, e cioè dal 26 novembre 2024.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione dei disegni di legge: "Bilancio di
previsione della Regione siciliana per il triennio 2025-2027" (n.
831/A) e "Legge di stabilità regionale 2025-2027" (n. 832/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge Bilancio di previsione della
Regione siciliana per il triennio 2025-2027 (n. 831/A) e Legge di
stabilità regionale 2025-2027 (n. 832/A).
Bene, colleghi, chiedo alla Commissione, al Presidente Daidone, di
prendere posto al banco della Commissione, in maniera tale da poter
relazionare sui disegni di legge che sono all'ordine del giorno,
cioè Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2025-2027 e Legge di stabilità regionale 2025-2027 .
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Grazie, signor
Presidente, partirò dal disegno di legge n. 832/A, che è la legge
di stabilità.
I principali ambiti di intervento del disegno di legge Legge di
stabilità 2025-2027 , che si pone all'attenzione dell'Aula, sono i
seguenti: politiche per l'attrazione degli investimenti; contrasto
al fenomeno della siccità e sostegno al comparto agricolo;
assegnazioni finanziarie alle autonomie locali; pianificazione
delle aree demaniali marittime; interventi nel settore fognario -
depurativo; misure volte al superamento del precariato nelle
amministrazioni pubbliche.
Passando all'illustrazione delle singole disposizioni,
all'articolo 1 si prevede l'istituzione di un ente pubblico non
economico, denominato Agenzia regionale per la promozione e
l'attrazione degli investimenti , la cui funzione principale sarà
quella di agevolare e attrarre investimenti privati nazionali e
internazionali nel territorio regionale, con l'obiettivo di creare
nuove opportunità lavorative e contribuire allo sviluppo
dell'economia.
L'articolo 4 dispone interventi nel settore dell'agricoltura e
volti al contrasto della siccità. In particolare, con il comma 1 si
rifinanzia il contributo per la realizzazione di interventi in
conto capitale per far fronte allo stato di crisi e di emergenza
idrica in agricoltura.
Con il comma 2 è autorizzata la spesa di un milione e cinquecento
mila euro, in favore dei Consorzi di bonifica, al fine di
consentire a questi ultimi di definire le progettazioni di opere e
interventi con finalità irrigue e di bonifica.
Il comma 3 autorizza la spesa di 10 milioni di euro per la
realizzazione da parte dei Consorzi di bonifica di interventi di
manutenzione straordinaria di opere idriche da eseguire con urgenza
per fronteggiare la carenza idrica, salvaguardare gli allevamenti
zootecnici e le produzioni delle aziende agricole e garantire
sufficienti volumi d'acqua. È, altresì, autorizzata la spesa di 500
migliaia di euro da destinare al Dipartimento regionale acqua e
rifiuti per eseguire uno studio di fattibilità per la realizzazione
di una diga sul fiume Sosio-Verdura.
L'articolo 5 prevede alcune misure volte a fronteggiare la carenza
di medici del SSR, con particolare riferimento a zone disagiate.
Viene confermata la possibilità di attribuire incentivi
straordinari, fino a diciottomila euro lordi annui, per i medici
già in servizio e per quelli di nuova assunzione presso i presìdi
ospedalieri, con esclusione di quelli ricadenti nelle città
capoluogo, delle Aziende sanitarie provinciali che presentano
maggiori mancanze di personale. Si introduce poi la possibilità da
parte dei comuni di destinare ai medici di medicina generale e ai
medici pediatri di libera scelta immobili del patrimonio comunale
in comodato gratuito per lo svolgimento del servizio di pubblica
utilità loro affidato.
L'articolo 6 contiene una serie di previsioni concernenti i
trasferimenti di risorse finanziarie agli enti locali.
Il comma 1 reca la determinazione dell'autorizzazione di spesa
relativa al contributo per la spesa corrente dei comuni,
quantificato per il triennio 2025/2027 in 350.000.000 euro annui.
Il comma 2 reca la determinazione dell'autorizzazione di spesa
relativa al contributo per la spesa corrente dei liberi Consorzi
comunali, quantificato per il triennio 2025/2027 in 108.000.000
euro annui.
Il comma 3 reca la determinazione dell'autorizzazione di spesa
relativa al fondo per investimenti dei comuni, quantificato in
115.000.000 di euro per il 2025.
L'articolo 8 consta di due commi: il primo interviene sulla
disciplina di pianificazione delle aree demaniali marittime; il
secondo prevede una somma da destinare a interventi di
rigenerazione urbana.
Più nello specifico, intervenendo sull'articolo 4 della legge
regionale n. 15 del 2005, che già prevede che le attività e le
opere consentite sul demanio marittimo possano essere esercitate e
autorizzate solo in conformità alle previsioni di appositi piani di
utilizzo delle aree demaniali marittime (PUDM). Le novelle sono
volte, anzitutto, a prevedere che il Dipartimento dell'ambiente
provveda alla redazione del Piano regionale di utilizzo delle aree
del demanio marittimo, in modo da dotarsi di una pianificazione
organica e digitale, autorizzando per tale finalità la somma di
1.500.000,00 euro. Inoltre, si interviene su alcuni aspetti
procedurali di approvazione del Piano da parte dei Comuni. Tra
questi, si segnala la previsione ai sensi della quale, nei comuni
che non hanno ancora provveduto all'approvazione del proprio piano,
il Piano regionale di utilizzo delle aree del demanio marittimo
regola la materia fino all'approvazione dell'atto di pianificazione
comunale.
Il comma 2, stanzia la somma di 500.000,00 euro, per l'anno 2025,
finalizzata alla promozione della rigenerazione di polmoni verdi,
parchi urbani, orti urbani al fine di prevenire incendi, mediante
la riqualificazione degli stessi, rinviando la definizione degli
interventi e delle modalità a un decreto dell'Assessore regionale
del territorio e dell'ambiente.
L'articolo 9 reca norme in materia di personale regionale.
Il comma 1 interviene sulla disciplina del personale del Fondo per
il pagamento del trattamento di quiescenza e dell'indennità di
buonuscita del personale regionale (Fondo Pensioni), prevedendo che
questi possa avvalersi prioritariamente e fermo restando il
rispetto del D.lgs. n. 165 del 2001 di personale regionale, con
oneri a carico della Regione. Si dispone, altresì, che al personale
di ruolo del Fondo, per il quale gli oneri sono invece a carico del
bilancio del medesimo fondo, si applica lo stato giuridico ed
economico del personale della Regione prevedendo, contestualmente,
una riduzione del 20% della pianta organica.
Il comma 3 prevede di applicare al personale dipendente
dell'Amministrazione regionale, a valere sulle risorse destinate al
rinnovo per il triennio 2022-2024 dei contratti collettivi di
lavoro del personale in parola, le disposizioni statali di cui alla
legge di bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2024 (articolo
1, comma 28, della legge n. 2013 del 2023), che consentono di
disporre un incremento del trattamento economico dei dipendenti
pubblici nelle more dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali.
Il comma 4 reca la quantificazione degli oneri relativi
all'assunzione del personale del Corpo Forestale della Regione.
Il comma 5 determina per il triennio 2025/2027 il contributo
regionale al Fondo pensioni'.
Il comma 6 determina la spesa per la fornitura unitaria di servizi
strumentali, ausiliari e aggiuntivi, acquisiti in convenzione con
la società consortile per azioni Servizi ausiliari Sicilia (SAS).
L'articolo 10 prevede misure in favore dei lavoratori impegnati in
attività di pubblica utilità e in attività socialmente utili.
Il comma 1, allo scopo di completare i processi di stabilizzazione
dei lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità e in
attività socialmente utili, prevede che società e gli organismi
partecipati dalla Regione siano autorizzati ad assumere, secondo
specifiche modalità indicate nella norma e nella misura di trenta
ore settimanali, fino ad un numero massimo di 258 lavoratori
impegnati in attività di pubblica utilità e in attività socialmente
utili, i quali siano inseriti nell'elenco di cui al comma 1
dell'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e che
siano in utilizzazione presso il Dipartimento regionale dei beni
culturali. Parimenti, si prevede che i medesimi organismi siano
autorizzati ad assumere, con le modalità previste dalla norma in
parola, un numero massimo di 19 lavoratori del partenariato
sociale, inseriti sempre nell'elenco di cui al comma 1
dell'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, a
condizione che i lavoratori siano già in utilizzazione alla data
del 31 dicembre 2023 presso gli uffici dell'Amministrazione
regionale. Si dispone, inoltre, una riserva di posti a favore dei
predetti lavoratori nei bandi per i futuri concorsi indetti dalla
Regione.
Il comma 2 estende ai lavoratori socialmente utili inseriti
nell'elenco di cui al comma 1 dell'articolo 30 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5, ossia i lavoratori precari i cui
processi di stabilizzazione vengono modificati dal precedente comma
1, la previsione in forza della quale per il periodo collegato al
processo di assunzione e in caso di mancata adesione alla procedura
di stabilizzazione, e comunque fino al 30 giugno 2026, i soggetti
interessati dalle procedure di stabilizzazione permangono nel
bacino di appartenenza e continuano a percepire il sussidio e
l'eventuale integrazione oraria fino a trentasei ore.
Il comma 3 dispone che i lavoratori socialmente utili inseriti
nell'elenco di cui al predetto articolo 30, comma 1, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5, i quali nel corso dell'esercizio
finanziario 2021 abbiano optato per la fuoriuscita definitiva dal
bacino di appartenenza in cambio della corresponsione di
un'indennità onnicomprensiva d'importo corrispondente a cinque anni
dell'assegno di utilizzazione in ASU da erogare in rate annuali, e
nei confronti dei quali è stato già adottato il relativo decreto di
fuoriuscita dal bacino nell'anno 2021, conservano gli importi dei
ratei già percepiti e mantengono il diritto a percepire le restanti
rate di indennità di fuoriuscita fino alle cinque annualità
previste dal predetto decreto.
Il comma 4 interviene, modificandola, sulla procedura di
assegnazione dei soggetti inseriti nell'elenco di cui al comma 1
dell'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
utilizzati in attività socialmente utili prevedendo che sola la
Regione - e non più anche i suoi enti - sia esclusa dai
procedimenti di assegnazione dei lavoratori in questione, fatto
salvo quanto previsto dal precedente comma 1.
Il comma 5 proroga alla data del 31 dicembre 2025 il termine
dell'assegnazione dei lavoratori impegnati in attività socialmente
utili di cui al precedente comma 4.
Il comma 6 modifica l'articolo 84 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 9, prevedendo che il personale del bacino ex Servirail e
Ferrotel che abbia terminato il tirocinio formativo sia iscritto,
a seguito di specifica domanda, nell'albo da cui possono attingere
le società e gli organismi partecipati dalla Regione. Si prevede,
inoltre, che la società consortile per azioni Servizi Ausiliari
Sicilia (SAS) sia autorizzata ad assumere con contratto di lavoro a
tempo pieno alle condizioni e con le modalità specificate dalla
norma il predetto personale fino a un massimo di 20 unità di
lavoratori. Per la suddetta finalità, dall'esercizio finanziario
2025 all'esercizio finanziario 2049 viene autorizzata la spesa come
determinata nella tabella allegata al testo.
Il comma 7 prevede misure a favore dei soggetti già destinatari
del regime transitorio dei lavoratori socialmente utili in servizio
al 31 dicembre 2021 presso Almaviva Contact s.p.a., che abbiano
presentato, entro la data di entrata in vigore della presente
disposizione, l'istanza di cui all'articolo 5 della legge regionale
31 gennaio 2024, n. 3.
Il comma 8 consente, allo scopo di favorirne la fuoriuscita dal
precariato, che i soggetti appartenenti al bacino ex Keller inclusi
nell'elenco formatosi a seguito di bando pubblico emesso nel 2018
da R.F.I. s.p.a. per il reclutamento di operatori specializzati e
non assunti, possano essere iscritti, a domanda, nell'albo dal
quale possono attingere per le assunzioni le società partecipate
della Regione per le finalità e con le procedure di cui
all'articolo 25 della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16.
L'articolo 11 reca il finanziamento di attività in tre diversi
settori. Il comma 1, in particolare, concerne la realizzazione di
iniziative, direttamente a cura dell'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali ed il lavoro o da realizzare
attraverso i comuni e gli enti del terzo settore, volte alla
diffusione dei valori dell'inclusione, della parità di genere, del
rispetto delle differenze e dell'antimafia. Il comma 2 assegna
all'Assessorato del turismo, dello sport e dello spettacolo la
realizzazione di iniziative di alto valore turistico-promozionale
da. I commi 3 e 4 finanziano rispettivamente l'acquisto di
scuolabus per le esigenze dei comuni e il rinnovo delle patenti di
guida dei dipendenti comunali e della carta di riqualificazione del
conducente.
L'articolo 12, al comma 1, prevede l'istituzione di un nuovo
capitolo di bilancio, destinato alla gestione e manutenzione della
rete meteo regionale di monitoraggio e allertamento, con una
dotazione finanziaria, pari a euro 1.781.154,00 per l'esercizio
finanziario 2025, euro 2.095.891,00 per l'esercizio finanziario
2026 ed euro 2.415.057,00 per l'esercizio finanziario 2027.
Il comma 2 autorizza, per l'esercizio finanziario 2025, la spesa
di 165.000 euro per l'acquisizione di servizi tecnico-specialistici
necessari a garantire il funzionamento del Centro Funzionale
Decentrato-Idro, istituito presso il Dipartimento regionale della
Protezione civile.
Il comma 3 autorizza, per il triennio 2025-2027, la spesa di 3.000
migliaia di euro per l'attuazione di interventi, a tutela della
incolumità pubblica e privata, conseguenti alla dichiarazione dello
stato di crisi ed emergenza regionale al verificarsi di eventi
calamitosi.
L'articolo 13 prevede lo stanziamento di somme per diverse
finalità, tutte concernenti progetti fognario-depurativi.
Con il comma 1 è autorizzata la somma di 5.997.694,90 euro per
interventi a suo tempo previsti con ordinanza del Capo del
Dipartimento della Protezione civile, volti alla bonifica e al
risanamento dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinanti,
nonché in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee
e dei cicli di depurazione.
Con il comma 2 viene istituito un Fondo presso il Dipartimento
regionale acqua e rifiuti, con una dotazione pari a 200 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2025, per sostenere la
riqualificazione e il completamento di impianti di depurazione e la
realizzazione delle opere a questi connessi.
Al comma 3 è autorizzata la spesa di 732 migliaia di euro per il
completamento di una porzione di rete fognaria nell'isola di
Vulcano ai fini del collegamento al nuovo depuratore.
Il comma 4 autorizza in favore dell'ATI idrico di Caltanissetta la
somma di 1.165 migliaia di euro per sostenere le spese per
interventi di manutenzione straordinaria degli impianti industriali
di depurazione di Caltanissetta, località Calderaro, e di San
Cataldo Scalo. Le somme stanziate integrano quelle già erogate con
l'articolo 12 della legge regionale n. 8/2023.
L'articolo 14 modifica pregresse autorizzazioni di spesa
contemplate dalla normativa regionale, al fine di adeguarle
all'effettivo fabbisogno finanziario per il triennio.
Il comma 1 ridetermina, per l'esercizio finanziario 2025, in
77.000 migliaia di euro l'autorizzazione di spesa di 79.200
migliaia di euro prevista dal comma 1 dell'art. 10 della legge
regionale 16 gennaio 2024, n. 1 al fine di consentire la
stabilizzazione del personale precario della Regione; nello
specifico, si tratta della categoria di lavoratori impegnati in
attività di pubblica utilità ed in attività socialmente utili.
Il comma 2 riquantifica, a decorrere dall'esercizio finanziario
2025 fino al 2038, in 179.000 migliaia di euro l'autorizzazione di
spesa di euro 184.682.543,36, prevista, dall'esercizio 2023 fino al
2038 per la stabilizzazione del personale precario dal comma 5
dell'art. 18 della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13, a sua
volta ridotta di 4.000 migliaia di euro, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2025 e 2026, dall'articolo 16 della legge
regionale 4 luglio 2024, n. 23.
Il comma 3 ridetermina, per l'esercizio finanziario 2025, in 1.500
migliaia di euro l'autorizzazione di spesa di 2.000 migliaia di
euro disposta dall'art. 17 della legge regionale 16 gennaio 2024,
n. 1, per la realizzazione di attività promozionali e di iniziative
finalizzate alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico ed
agroalimentare della Sicilia, preparatorie o connesse al
riconoscimento come Regione europea della gastronomia 2025 ,
promosse dal Dipartimento regionale dell'agricoltura.
Il comma 4 modifica, per gli esercizi finanziari 2025 e 2026, in
200 migliaia di euro per ciascun anno il contributo di 280 migliaia
di euro riconosciuto dal comma 2 dell'articolo 23 della legge
regionale 16 gennaio 2024, n. 1 per le spese di funzionamento del
Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ", dedicato
alla memoria di tutte le vittime della mafia.
Il comma 5 prevede, per gli esercizi finanziari 2025 e 2026, un
contributo di 50 migliaia di euro da destinare per le esigenze
istituzionali del Centro Paolo e Rita Borsellino di Palermo.
Il comma 6 prevede, per l'esercizio finanziario 2025, la spesa di
150 migliaia di euro per la gestione della discarica dismessa del
comune di Mazzarà Sant'Andrea.
Il comma 7 ridetermina, per gli esercizi finanziari 2025 e 2026,
in 250 migliaia di euro annui l'autorizzazione di spesa per
l'utilizzo di lavoratori forestali a tempo determinato (LTD) in
attività di sorveglianza e controllo del territorio a supporto
degli uffici del Comando del Corpo forestale della Regione
siciliana, per fronteggiare gravi criticità legate alla repressione
degli incendi boschivi.
L'articolo 15 interviene sul settore della forestazione.
Al comma 1 introduce una modifica all'articolo 14 della legge
regionale 16 gennaio 2024, n. 1, nel senso di ampliare la platea
dei mezzi aerei da noleggiare.
Abroga, altresì, il comma 5 della medesima legge regionale,
eliminando l'autorizzazione di spesa prevista, per l'esercizio
finanziario 2026, di 14.566.400,00 euro a valere sul capitolo
215800 inerente al Fondo per la copertura degli oneri discendenti
dal recepimento del contratto collettivo nazionale di lavoro per
gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e
idraulico-agraria, al fine di imputare le relative somme
direttamente ai capitoli di pertinenza dei due centri di
responsabilità ossia il Dipartimento sviluppo rurale e il Corpo
Forestale.
Il comma 2 ridetermina le autorizzazioni di spesa previste dai
commi 1, 2, 3 e 4 dell'art. 14 della legge regionale 16 gennaio
2024, n. 1, ai fini del finanziamento dei lavoratori forestali per
l'espletamento delle attività di sistemazione e manutenzione
idraulico-forestale ed idraulico-agraria, di imboschimento e
rimboschimento, di difesa del suolo e di prevenzione e
contenimento degli incendi boschivi, anche mediante il noleggio di
mezzi aerei, in 271.300 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2025 e per ciascun esercizio finanziario 2026 e 2027 in
285.866.400,00. Tale spesa è poi iscritta nell'ambito delle
rubriche delle competenti amministrazioni.
L'articolo 16, coerentemente con il novellato comma 10
dell'articolo 90 della legge regionale n. 6 del 2001, destina
all'ARPA Sicilia 7.000 migliaia di euro a titolo di contributo
indistinto di funzionamento.
Con l'articolo 17 si ridetermina in 41.200 migliaia di euro il
limite massimo del trasferimento finanziario alla Società
consortile per azioni Servizi Ausiliari Sicilia (SAS s.c.p.a.), per
l'esercizio finanziario 2027, ai fini dell'assunzione dei soggetti
appartenenti al bacino unico ad esaurimento "ex PIP Emergenza
Palermo" ai sensi delle leggi regionali n. 8/2023, art. 9, co. 1, e
n. 23/2024, art. 15, co. 1). Il comma 2, per l'esercizio
finanziario 2027, prevede l'iscrizione nel bilancio regionale della
somma di 15,2 milioni di euro, in attesa della definizione dei
predetti processi di assunzione.
Il comma 3 stabilisce che la reiscrizione delle risorse a valere
sul fondo per la fuoriuscita dei soggetti appartenenti al bacino
PIP - Emergenza Palermo , in conseguenza della definizione dei
processi di assunzione e in relazione all'effettivo fabbisogno, si
applichi anche per l'esercizio finanziario 2027, con un importo
massimo di 26 milioni di euro.
Nel comma 4, per le finalità di cui all'art. 6 della legge
regionale n. 27/2016 ovvero per le tutele per i soggetti
appartenenti al bacino "Emergenza Palermo ex PIP", è rideterminata
in 26 milioni di euro la spesa per ciascuno degli esercizi
finanziari 2025 e 2026 ed è autorizzata, per l'esercizio 2027, la
spesa di 26 milioni di euro.
Il comma 5 stabilisce che, per garantire l'utilizzo del personale
assunto dalla società consortile per azioni Servizi Ausiliari
Sicilia (SAS s.c.p.a.) ai sensi delle citate leggi regionali n.
8/2023 e n. 23/2024, è autorizzato l'ingresso degli enti pubblici
non economici sottoposti a vigilanza o controllo della Regione
nella compagine sociale della medesima (SAS s.c.p.a.). I commi 6 e
7 disciplinano tale ingresso.
Il comma 8, infine, stabilisce che i soggetti appartenenti al
bacino PIP Emergenza Palermo , attualmente impiegati nei
Dipartimenti regionali, continueranno a rimanere assegnati ai
medesimi Dipartimenti anche dopo la conclusione delle procedure di
stabilizzazione.
L'articolo 18 prevede uno specifico contributo per l'acquisto di
ausili ai fini del trasporto degli atleti disabili.
Gli articoli successivi vanno a chiusura con l'elencazione degli
allegati e delle tabelle
In conclusione, Presidente, mi permetta di formulare un
ringraziamento agli Uffici, al Servizio Bilancio, alla Segreteria
generale, a tutti coloro i quali, durante le audizioni e durante le
sedute di Commissione, ci hanno supportato con pazienza nei meandri
del tecnicismo del bilancio, ma anche delle prassi procedurali.
Così come ai colleghi, non solamente i componenti di Commissione
che, per quattro settimane, sia con le audizioni, sia con i
confronti, sono stati presenti e hanno arricchito, hanno
contribuito ad arricchire il disegno di legge con grande onestà
intellettuale, migliorandolo certamente, ma anche ai colleghi che
pur non componenti delle Commissioni sono stati presenti.
I Presidenti delle Commissioni varie, e tutti gli altri colleghi
che hanno dato il loro contributo, potendolo fare in un clima di
assoluta armonia e, infine, all'assessore che, con grande pazienza
c'è stato accanto, mi è stato accanto, credo di avere con lui
svolto in un clima di serenità e di cordialità il lavoro migliore
che si potesse fare, fermo restando che l'Aula ovviamente
contribuirà a migliorarlo ulteriormente.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Daidone, ovviamente mi unisco ai
suoi ringraziamenti. Prima di aprire la discussione generale, darei
la parola all'assessore Dagnino, se vuole fare un intervento per
relazionare, appunto, sui disegni di legge che sono all'ordine del
giorno.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente, mi unisco
anche io immediatamente ai ringraziamenti che sono stati formulati
dal presidente Daidone.
I lavori della Commissione sono stati, come devo dire, posso dire
di consueto anche in questa occasione, svolti con la massima
serenità, con un confronto costruttivo, non soltanto da parte della
maggioranza, come è più lecito attendersi, ma anche da parte
dell'opposizione.
Abbiamo introdotto numerose regole nell'ambito di tempi molto
brevi e molto ristretti, tenuto conto anche del sovrapporsi dei
lavori per il disegno di legge "Variazioni di bilancio", approvato
a novembre con i lavori del disegno di legge di stabilità.
Ricordo a me stesso che il Governo ha esitato il ddl stabilità
durante il periodo in cui è ancora in discussione il disegno di
legge "Variazioni di bilancio". Questo sforzo che ha svolto il
Governo, per questo ringrazio anche tutti gli assessori che hanno
anche loro contribuito con le interlocuzioni con l'assessorato
dell'economia, e con i lavori della Giunta, a rendere celere questo
percorso così complesso e così importante per i siciliani e per la
nostra Terra, e avere la possibilità di avere approvato ai primi di
novembre un disegno di legge da 560 milioni, una legge di
variazione da 560 milioni, e trovarci oggi, a distanza di pochi
giorni, di poche settimane, con un disegno di legge di stabilità
del valore di oltre 600 milioni di euro, dopo i lavori della
Commissione, per la precisione, 612 milioni di euro, credo che sia
già un forte e un importante risultato che non è soltanto merito
naturalmente dell'Assessore per l'economia, ma è merito di un
lavoro all'unisono da parte di tutti, ripeto, Governo, Commissione
Bilancio, deputati della maggioranza e deputati dell'opposizione.
Vi sono delle misure che immediatamente determinano l'attuazione
di alcuni dei tratti fondanti della politica economica disegnata
dal Governo regionale, come riportata nella Nota di aggiornamento
del Documento di economia finanza regionale, quindi abbiamo profuso
anche un forte e un notevole sforzo di cercare di non limitarci a
misure che sono il frutto di varie richieste dei diversi
Assessorati, ma che siano il frutto di una visione unitaria di
politica economica.
Naturalmente, vi sono significative misure legate anche ad
esigenze particolari dei singoli Dipartimenti, ma sono sicuro che
ancora spazi vi saranno in questi lavori d'Aula per migliorare
ulteriormente il testo del disegno di legge nell'interesse dei
siciliani.
Vi sono anche alcuni spunti, lasciatemi dire, di innovazione
dell'esercizio della potestà impositiva della Regione, come per
esempio con riferimento all'articolo 2 sulla territorialità
dell'imposta di bollo. Sono tentativi di dare spazio all'autonomia
regionale, per far sì che la Regione possa vedere attuato, nel modo
più proficuo possibile, lo Statuto regionale,
Vi sono interventi attesi dai cittadini come la proroga della
rottamazione del bollo auto.
Vi sono misure ancora urgenti per la siccità e per l'emergenza
idrica, come i venti milioni per gli interventi di opere irrigue e
di bonifica, che si aggiungono alle importanti risorse che sono
state destinate nella manovra di variazione di bilancio.
Vi è anche attenzione alla sanità, con l'articolo sui presìdi
ospedalieri, quindi finalizzata a ridurre mancanza di medici nei
presidi ospedalieri.
È stato fatto anche da parte della Commissione un importante
lavoro nel fondo destinato agli enti locali, con alcune misure
innovative, anche queste venute dal dibattito svoltosi in
Commissione, come ad esempio la misura volta a incentivare i
comportamenti virtuosi dei comuni che aumentino le percentuali di
riscossione delle entrate tributarie proprie.
Credo sia una manovra frutto di una visione, di coraggio ma,
ripeto, un coraggio che non è soltanto di chi vi parla e del
Governo nel suo complesso, ma è un coraggio di tutti coloro che
hanno contribuito per arrivare al testo che oggi abbiamo in
discussione, e sono sicuro che anche l'ulteriore contributo che
verrà dall'Aula servirà per migliorare ulteriormente il risultato
del nostro lavoro.
Grazie signor Presidente.
Sull'ordine dei lavori
CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome ritengo
che stiamo affrontando una finanziaria e magari ancora siamo in una
situazione dove vorremmo capire e comprendere, lei lo so che sta
facendo con le mani in questo modo, che oltre alla relazione fatta
dal Presidente dalla Commissione Bilancio, ma anche quello che ci
ha detto l'assessore Dagnino, ci farebbe piacere che in Aula ci
fosse eventualmente la parte, e quindi il Presidente della Regione,
ma nello stesso tempo anche nell'affrontare una discussione così
importante con un po' di colleghi, perché altrimenti significa che
noi, signor Presidente, ci possiamo prendere anche venti minuti,
mezz'ora di sospensione per capire un attimo... perché
affrontare... è un dibattito serio, una manovra, una finanziaria
dove ovviamente stiamo partendo oggi, al di là di quello che dice
l'Assessore, però ci vorrebbe anche la presenza che diventa
fondamentale.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, il Governo è presente, è presente
anche l'assessore Dagnino. Vedo che man mano stanno arrivando pure
i colleghi delle forze politiche di minoranza.
La maggioranza sta arrivando pure pian piano...
MARANO. E la minoranza?
PRESIDENTE. Sulla minoranza vedo che man mano...
DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori Assessori, colleghi
parlamentari, non ci sono dubbi che dal punto di vista della
legittimità l'Aula si può tenere. Il Governo è presente, noi ci
siamo - più noi che però, è ovvio, stiamo discutendo della
finanziaria, quindi la richiesta che fa il mio Capogruppo è
legittima.
Vediamo se riusciamo a far venire il Presidente, perché la
finanziaria non sono solo conti, non sono solo numeri, la
finanziaria è lo strumento - lo dico sempre in ogni intervento che
riguarda la finanziaria - è lo strumento politico per eccellenza,
dove il confronto va oltre i numeri e noi riteniamo che questo
confronto ce lo facciamo tra di noi senza il Presidente della
Regione?
Ci sono cose che deve ascoltare il Presidente della Regione, ci
sono impegni che deve assumere il Presidente della Regione, quindi
io non per non riconoscere il ruolo dell'Assessore per il
bilancio, Assessore assolutamente, su questo ci siamo, però
riteniamo che la prova la dobbiamo fare, se poi il Presidente
ritiene di non venire, cioè secondo me deve essere in automatico
che oggi si doveva aprire i lavori con il Presidente della Regione,
vediamo se riusciamo a farlo venire, non sono venti minuti.
Noi vi abbiamo dimostrato grande serietà, nelle Commissioni non
c'è stata nessuna azione ostruzionistica da parte dell'opposizione
- mi permetto di parlare per tutte le opposizioni, non solo del
Partito Democratico - nelle Commissioni siamo arrivati nei tempi
che ci siamo dati e, nonostante noi abbiamo un termine, che è
quello del 28 dicembre, noi possibilmente per primi, quelli delle
opposizioni, siamo pronti anche a votarlo prima del 28 dicembre,
però cerchiamo né di ingessare il dibattito e né di snaturarlo
La presenza del Presidente della Regione è una presenza
fondamentale, proviamoci e vediamo se ci sono le condizioni per
farlo venire, lo possiamo andare a prendere anche noi.
PRESIDENTE. Onorevole Marano voleva intervenire sull'ordine dei
lavori?
MARANO. Sì, Presidente, mi volevo associare alla richiesta che
hanno fatto i colleghi del PD.
Io penso - non lo penso è così - è il momento più importante
dell'anno, sinceramente quest'Aula e i siciliani pretendono
rispetto e senso di responsabilità dalle persone che governano
quest'Isola.
Non ha veramente senso fare un dibattito con l'Aula praticamente
semideserta e senza la presenza del Presidente della Regione,
soltanto con alcuni Assessori, che ringrazio chiaramente per essere
qui, sempre presenti, però Presidente è davvero irrispettoso, noi
siamo arrivati qui stamattina per fare l'Aula alle 15.00 e non è
rispettoso nei confronti dei siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Colleghi farei in questo modo, considerando anche gli
interventi che ci sono stati, siccome questa Presidenza
dell'Assemblea vuole dare la massima pluralità e la massima
disponibilità e negli interventi e nel proseguo poi di questa legge
di stabilità che è un percorso che sarà sicuramente lungo dove il
Presidente della Regione sarà sicuramente presente.
Tra le altre cose vi dico, colleghi, che noi avevamo autorizzato
come Presidenza il fatto che si potesse tenere contemporaneamente
la Commissione Sanità, che è stata chiusa qualche minuto fa, e i
colleghi man mano stanno salendo per essere presenti in Aula,
quindi io farei in questo modo proprio perché il percorso della
legge di stabilità è un percorso lungo, e si vuole dare spazio a
tutti senza contingentare i tempi, perché non stiamo contingentando
tempi, così come è anche deciso nell'ultima Conferenza dei
Capigruppo, io aprirei la discussione generale e prego i colleghi
di iscriversi a parlare.
Ovviamente, chiuderò poi le iscrizioni, per quanto riguarda la
discussione generale, alle ore 16.30. Quindi, vi prego di potermi
comunicare gli interventi entro le 16.30 perché poi chiuderò le
iscrizioni alla discussione generale.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Nel frattempo stiamo registrando gli
altri. Prego, onorevole De Luca. Un attimo al Capogruppo di Forza
Italia, Pellegrino, la prego di lasciare un attimino i banchi del
Governo così almeno l'assessore...
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori.
Per una questione pregiudiziale
CRACOLICI. Chiedo di parlare per questione pregiudiziale.
PRESIDENTE. La pregiudiziale?
DE LUCA Antonino. Lo poteva dire prima però, forse è la stessa...
PRESIDENTE. Però, dico... prego onorevole Cracolici. Se c'è una
pregiudiziale la dobbiamo ascoltare.
Onorevole, ma lei è salito sullo scranno senza che io avessi detto
nulla
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. No,
parlo da qui, nessuno si preoccupi, non è nulla che vuole
rallentare o fare chi sa cosa. noi abbiamo votato il Nadefr e
abbiamo votato la Nota di aggiornamento al Nadefr, successivamente
alla presentazione da parte del Governo in Giunta e, quindi, alla
relativa approvazione della legge di stabilità che stiamo oggi
trattando.
Il Governo si è impegnato, per la verità pensavamo che avvenisse
prima dell'esame in Commissione della legge di stabilità, però il
Governo si è impegnato in quella sede, visto che ancora non aveva
certezza sulle disponibilità finanziarie che potevano, in qualche
modo, essere utilizzate per questa legge di stabilità a produrre,
diciamo in accompagnamento a questa legge di stabilità, proposte di
misure che il Governo avrebbe proposto all'Aula per rafforzare le
strategie economiche e sociali di questa legge di stabilita. Ora,
lei capisce, Presidente, che stiamo parlando, probabilmente, di due
cose: uno è la legge quella che dovremmo trattare da qui in poi con
i 22 articoli più o meno condivisibili, ma quello è il testo, altra
cosa è di fronte alle richieste e alle valutazioni che lo stesso
Governo ha fatto sul Nadefr e a un ordine del giorno approvato da
quest'Aula nell'approvare la proposta di Nota di aggiornamento, e
sottoposto all'esame di questa Aula a seguito, a firma del
Presidente della Commissione Bilancio - spero che mi stia
ascoltando - che prevedeva una serie di misure a rafforzare la
legge di stabilità.
Vorremmo sapere il Governo quando intende farci conoscere queste
misure? Lo vuole fare con l'emendamentino di nascosto e in un'ora X
tra le possibili nottate, se ci saranno
Sarebbe stata cosa buona e giusta che il Governo arrivasse, io mi
aspettavo dall'assessore Dagnino, visto che ha preso la parola
prima dell'esame del testo, che questa occasione fosse quella che
l'assessore Dagnino diceva: guardate il Governo ha elaborato a, b,
c, cinque, sei, dieci, non so quante proposte per rafforzare la
strategia economica e finanziaria di questa legge di stabilità,
cosa che non ci è dato sapere.
Ripeto, malgrado ci sia un atto formale del Parlamento che,
nell'approvare la Nota di aggiornamento ha detto di suggerire,
diciamo suggerimento relativo, nel senso che l'Aula approva con le
seguenti prescrizioni al testo della legge di stabilità, ecco il
senso della pregiudiziale, non perché voglio impedire o rallentare
l'esame della manovra, ma stiamo parlando di una legge che rischia
di essere, come dire, schizofrenica, tra il testo che abbiamo e ci
auguriamo il testo o un insieme di norme di un testo che avremo, ma
quando? Visto che l'esame, perché anche l'esame dell'articolato,
articolo, per articolo, può avere un indirizzo piuttosto che un
altro se hai la lettura di insieme, se tu invece l'affronti, come
dire, con semplici sistemi separati l'uno dall'altro, rischiamo di
non capirci più nulla
Ecco, chiedo a lei di garantire all'Aula di conoscere prima
dell'avvio della discussione generale i temi che dobbiamo
affrontare e che spetta al Governo proporre, quindi ci aspettiamo
che il Governo ci dica subito: intendiamo assumere questi temi come
temi inseriti nel testo della legge di stabilità al fine di fare
una valutazione come dire complessiva.
Questa è la richiesta di pregiudiziale, è evidente che per quanto
mi riguarda non si può procedere fino a quando non abbiamo questi
testi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, intanto adesso chiederò
all'Assessore Dagnino se vuole dare ulteriori informazioni al
riguardo, dopo di che è ovvio che siamo al momento in tema di
discussione generale, la discussione generale ovviamente si fa
sull'articolato, se il Governo non ha ritenuto di inserire al
momento nulla di quanto richiesto e dall'impegno preso da parte
dell'ordine del giorno espresso anche dall'onorevole Cracolici,
dico, è una domanda che poi rivolgo all'Assessore, se vuole
aggiungere qualcosa, però dico la discussione generale noi la
stiamo facendo sull'articolato.
Assessore Dagnino, lei vuole aggiungere qualcosa all'onorevole
Cracolici, visto gli impegni che sono stati presi e che ha come
dire descritto l'onorevole? Prego, Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì Presidente, grazie onorevoli
deputati, vorrei cogliere meglio il senso della pregiudiziale.
Il Governo ha confermato e ha affermato di dare disponibilità
degli spazi aggiuntivi a delle misure migliorative, alcune di
queste sono state anche esaminate, già presentate durante i lavori
della Commissione Bilancio, che poi non ha ragione diciamo di
scelta condivisa, ho avuto il tempo per esaminare emendamenti
aggiuntivi, e quindi rimane lo spazio all'Aula per naturalmente poi
articolare ulteriormente il contenuto della legge di stabilità.
Quindi, come è stato riferito al Presidente dell'Assemblea
regionale, la discussione generale potrà certamente essere
concentrata sul testo esitato dalla Commissione Bilancio, che
contiene già degli spunti ulteriori anche delle modifiche.
Ho menzionato durante il mio intervento poco fa ad esempio la
misura nuova, innovativa sulla quota destinata ai comuni per
ragioni di premialità in ordine alla riscossione delle entrate
proprie, vi saranno naturalmente ulteriori spazi per discutere
tutte le ulteriori modifiche che si intenderà fare in corso d'Aula.
Quindi questo è il mio punto di vista sull'obiezione che è stata
posta.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevole Cracolici io cerco di
tradurre quello che ha detto l'Assessore.
CRACOLICI. Non c'è bisogno, si è spiegato benissimo.
PRESIDENTE. Ok. Prego, onorevole Cracolici. Io volevo sintetizzare
sul fatto che iniziamo...
CRACOLICI. Tanti difetti l'Assessore Dagnino, ma parla in italiano
e quindi, essendo la lingua che ci obbliga tutti a capirla e a
parlarla, diciamo, ci siamo intesi.
Quindi ho capito che il Governo rispetto agli impegni assunti dal
Parlamento con l'ordine del giorno approvato dal Parlamento in sede
di ex DEF, oggi NADEFR, non ha predisposto le misure che
quell'ordine del giorno aveva, come dire, obbligato a presentare
alla legge di stabilità, perché voglio bene all'assessore Dagnino,
ma non mi dica che la misura innovativa di questa legge di
stabilità è la premialità per i comuni che aumentano la capacità di
riscossione. Cosa buona è giusta, ma stiamo parlando anche di
questioni che riguardano l'economia e la vita delle persone.
Quindi il Governo non ha, così come si era impegnato, predisposto
gli atti rafforzativi di questa legge di stabilità. Io non so cosa
devo dire, perché a questo punto si mette in discussione la
credibilità anche degli impegni, perché non mi si può dire ci sono
stati emendamenti aggiuntivi che non ha esaminato la Commissione.
Il tema non sono gli emendamenti aggiuntivi, il tema era che il
Governo predisponeva una mini norma finanziaria di supporto alla
legge di stabilità, avrebbe dovuto farlo in Commissione, non lo ha
fatto in Commissione, ma vivaddio, ci aspettavamo che all'inizio
almeno di questa discussione ci fosse un atto su cui parlare. Cosa
facciamo la discussione generale, sull'aumento della riscossione da
parte dei comuni o sulla norma sull'imposta di bollo che deve
essere approvata dal Consiglio dei Ministri, di cosa parliamo?
Io vorrei sapere e capire, rispetto ai nodi strutturali, economici
per la Sicilia, che in questa finanziaria sono trattati ma in
maniera molto superficiale, almeno così è la mia opinione, ci fosse
una misura aggiuntiva. Se il Governo quindi, avendolo dichiarato in
Aula, non intende assumere, tenere fermo l'impegno che ha
dichiarato in Aula, è evidente che la discussione generale di cui
stiamo parlando è un'altra cosa, cioè è una discussione su quello
che non c'è, non su quello che c'è, quindi con tutte le conseguenze
politiche che questa discussione produrrà, perché è evidente che
discuteremo di ciò che non c'è.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Io sono poi d'accordo
sulla parte finale dell'intervento dell'onorevole Cracolici.
Ovviamente, ogni intervento da parte di ciascun collega d'Aula
verterà sia su quello che c'è al momento all'interno della legge di
stabilità che su quello che manca o al momento è assente con, da
quello che ho capito, comunque la disponibilità da parte del
Governo e dell'Assessore. Quindi apriamo la discussione generale.
Discussione generale unificata dei disegni di legge 831/A e 832/A
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino; ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Governo, colleghi e cittadini. Mah, quando io ho
ricevuto l'avviso di convocazione dell'Aula ho pensato, quando ho
ricevuto questo avviso di convocazione, mi aspettavo di trovare
appunto il testo della finanziaria da discutere, quando poi ho
guardato bene nuovamente la finanziaria ho detto, ma sta
discussione generale su cosa la facciamo? Sulla norma conclusiva,
sulle tabelle, cioè di che si parla?
E siccome già questa storia l'avevamo vissuta in parte in
Commissione Bilancio, quei pochi che eravamo presenti, quei
pochissimi che interveniamo, perché la maggioranza, come non è
presente oggi a sostenere la discussione generale, è stata anche
poco interventista in Commissione Bilancio, vuoi perché c'è questo
atteggiamento accondiscendente nei confronti delle proposte che
arrivano dal Governo, vuoi perché c'è un po' la questione di quello
che viene dopo la discussione bilancio, poi perché, Presidente Di
Paola, c'era veramente poco e niente di cui discutere
E allora, se la finanziaria è quello strumento in base al quale il
Governo, e con esso il Parlamento sostenuto dalla sua maggioranza,
poggia le basi per il futuro, per gli investimenti dell'anno che
verrà, attraverso le norme, è evidente che delle due l'una: o
questo Governo non sa che cosa deve fare, o non ce lo vuole dire
Perché in quei 20 articoli, l'unica cosa politica che c'è,
riguarda penso l'articolo 1, questa agenzia per gli investimenti,
dopodiché negli altri 19 ci sono alcune misure, per carità, anche
dovute, necessarie, apprezzabili, utili, quello che vogliamo, però
ne mancano almeno altrettante che il Governo ancora non ha voluto
comunicare in maniera ufficiale.
E, allora, diventa una discussione generale che se deve guardare
il merito del testo di finanziaria è quasi impossibile da
sostenere, perché tra le uniche cose che potremmo rilevare è il
fatto che l'appello dei comuni siciliani sia caduto totalmente nel
vuoto, possiamo rilevare che nessun sostegno stiamo offrendo ai
comuni delle isole minori per il trasporto dei pendolari, che
nessun aiuto stiamo offrendo alle isole minori per il trasporto dei
rifiuti, che non c'è alcun tipo di investimento per le bonifiche,
per le discariche, per l'energia e c'è poco altro di cui discutere
per cui, credo, Presidente Di Paola, che da questo punto di vista
debba essere il Governo stesso a chiedere un attimo di pausa per
ordinare le proprie idee e non cadere nella facile tentazione, nel
grave errore di voler far finire nel calderone del maxi emendamento
anche le cose più importanti che il Governo vuol sottoporre
all'attenzione e al voto dell'Aula. Perché se il maxi emendamento è
un qualcosa che si può definire tale nel momento in cui accorpa le
tante piccole richieste, tra i tanti piccoli articoli, le tante
piccole necessità dei comuni, degli enti, non può accogliere anche
le norme con cui il Governo dovrebbe dire con trasparenza come
vuole affrontare il futuro della Sicilia e, da questo punto di
vista, ci deve essere un momento in cui queste norme vengono
discusse singolarmente, in cui questi argomenti vengono affrontati
nel contraddittorio parlamentare, anche perché non hanno avuto
alcun tipo di gestazione né nelle Commissioni di merito, che anche
in questa occasione sono state totalmente esautorate e bypassate
della loro funzione, né sono stati affrontati in Commissione
Bilancio, Presidente Di Paola: e se il contributo X al comune Y non
necessita, ovviamente, di alcun tipo di approfondimento, neanche ci
entro nel merito, è evidente che laddove, invece, si decide di
allocare risorse importanti e lo si decide su proposta di un
partito, di un assessore o del Presidente Schifani, io lì voglio
entrare nel merito, io lì voglio discutere e non voglio farlo solo
nelle sedi delle riunioni che possono essere la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, i momenti di incontro, di
confronto che è naturale che ci siano tra forze di maggioranza, tra
forze di opposizione, tra Governo, con l'assessore Dagnino, il
dialogo è sempre produttivo di cose ottimali però il dialogo che
avviene fuori dall'Aula non può superare il dialogo, il dibattito
che c'è in Aula, quindi, anche di una cosa che si discute al di
fuori dell'Aula parlamentare deve essere ridiscussa pubblicamente
alla presenza e con il contributo di tutti e settanta parlamentari
di maggioranza e di opposizione
Diversamente, Presidente, rischiamo che noi troviamo un documento
di partenza scarno e scadente, io l'ho definito come la finanziaria
di Cattelan , una trovata geniale di un artista che ha preso una
banana, l'ha attaccata al muro e, invece, di valere trenta
centesimi più la sporcizia dello scotch, è stata battuta sei
milioni e mezzo di euro, ecco, che ci arriva qui un documento con
quattro cose scritte ma che quando uscirà da qui sarà battuto per
un valore di oltre centocinquanta milioni di euro.
Presidente, questa non è un'asta che dà valore alle cose
immateriali ma è un'Aula che deve dare un valore alle cose concrete
e alle esigenze dei siciliani, per cui è importante discuterne e
analizzarle puntualmente e sono convinto che l'assessore Dagnino
alla sua prima prova di finanziaria non di manovra economica ma di
finanziaria vera e propria, non vorrà sottrarsi all'importanza di
questo dibattito e di questo confronto. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, poco
fa, intervenendo sull'ordine dei lavori, il mio intervento non
voleva essere un intervento pretestuoso, di rallentamento. Il mio
intervento, poi sostenuto anche dai colleghi del Gruppo
parlamentare del Pd ma anche dei Cinque Stelle, con l'ultimo
intervento dell'onorevole Cracolici, pone un tema, una
pregiudiziale. E io lo dico perché, alla presenza dell'assessore
Dagnino prima che legga la relazione che, diciamo, su questi venti
e passa articoli, ho voluto preparare, ritengo che ci sia un vulnus
politico.
Secondo me, questa è una finanziaria, una manovra che, di fatto, è
soltanto una manovra di 21, 22 articoli. Però, ancora, oggi al 17
di dicembre, il Governo regionale ci deve dire quali sono le somme,
quali sono tutti gli altri articoli che, ovviamente, vuole
inserire.
Perché è chiaro, Presidente Di Paola, è chiaro che, in queste
giornate, ci sono gli appelli, gli appelli da parte del Presidente
della Regione, gli appelli che ovviamente riportano che ci sono le
opposizioni responsabili.
Ma le opposizioni sono responsabili, Presidente Di Paola, nei
confronti del Popolo siciliano, nei confronti di un Popolo che,
ovviamente, non può e non deve essere bistrattato come lo sta
facendo questo Governo regionale, che ormai è un Governo regionale,
mi consenta di dirlo, prima ancora di leggere ed entrare nel merito
degli articoli, è un Governo che viene chiamato ad affrontare le
emergenze, senza una visione.
E mi dispiace che l'assessore Dagnino che, ovviamente viene in
Aula e in alcune occasioni dice che lui vuole dare una visione a
quello che è la Regione, però, di fatto, nella concretezza con
quello che sono le norme dentro questa finanziaria, che di fatto
diciamo ancora non capiamo e non comprendiamo di che cosa si parli,
non c'è una visione. E lo dico, considerando che non ci può essere
la presenza del Presidente della Regione e mi rivolgo
all'Assessore.
Bene, la prima cosa che salta all'occhio, già lo ha detto in
precedenza anche il Capogruppo dei Cinque Stelle, è l'articolo 1
dove si prevede l'istituzione di un nuovo ente pubblico, l'Agenzia
per la promozione e l'attrazione degli investimenti. Ma io mi
chiedo, è davvero necessario questo articolo, con questa visione da
parte di chi ovviamente l'ha immaginata di inserire dentro questo
articolo?
Al di là di nuovi oneri, che questo articolo comporterà e che sono
all'incirca un milione e mezzo di euro nel triennio, quello che mi
lascia davvero perplesso è capire di che cosa si occuperà questo
nuovo ente.
Al comma 2 si dice che deve elaborare ed attuare strategie,
divulgare, offrire supporto tecnico, promuovere la collaborazione
tra enti pubblici e privati, monitorare. Quindi che cos'è? E' un
pensatoio? Un nuovo centro di ricerca?
Signor Presidente, mi consenta di utilizzare questo termine, a me
sembra aria fritta
Non è nemmeno previsto che a valle di tutto questo elaborare e
promuovere ci sia un atto, un impegno, che vincoli
l'amministrazione o che dia indirizzi per una politica industriale
che viene orientata allo sviluppo. Tra l'altro, lo faccio notare,
Presidente, poco fa lo diceva l'onorevole Cracolici, che nel
documento della NaDefr, che abbiamo approvato il mese scorso, non
si parlava assolutamente dell'idea di questo nuovo ente - che
spunta proprio in questo momento come se fosse un fungo - ma di
istituire le super Zes , che dovrebbero almeno supplire al mancato
avvio della Zes unica concepita dal Governo Meloni per accentrare
le politiche di sostegno al Sud. Quindi, negli atti di
programmazione, Assessore, noi diciamo una cosa e poi con la legge
finanziaria ne facciamo un'altra.
Non vorrei che questo ente facesse la fine di tutti quelli che
nell'ultimo decennio sono stati portati avanti da questa
maggioranza di centrodestra e non sono mai decollati E non li
voglio nemmeno citare perché altrimenti sarebbero diversi.
Troppa fantasia, Assessore, e poca concretezza. Peraltro, se
questo ente dovesse essere in grado di offrire assistenza tecnica
qualificata agli investitori, ma perché non la offriamo, invece, ai
comuni? Ad esempio manca - poco fa ne parlavamo in riunione di
Gruppo - un fondo che è più di 40 milioni di euro, che dovrebbe
servire proprio ai comuni. E proprio ai comuni in questo testo non
si offre nulla, si fa solo ed esclusivamente ordinaria
amministrazione.
Ancora una volta, signor Presidente dell'Assemblea, noi
registriamo - e mi preme continuare a dirlo in quest'Aula - poca
attenzione alla finanza locale. Per i comuni sono previsti 350
milioni di euro; nel 2024 erano 347. La tanto sbandierata
attenzione da parte di questo Governo regionale nei confronti degli
enti locali si ferma soltanto all'aggiunta di 3 milioni di euro E
non sono sufficienti, Presidente.
Sulla finanza locale bisogna aprire un enorme dibattito, un enorme
dibattito perché la soluzione delle difficoltà nelle quali si
dibattono i comuni non è più rinviabile. I comuni hanno perenne
difficoltà a garantire i servizi al cittadino. Ricordiamo ancora
una volta che i comuni in una situazione di dissesto o predissesto
finanziario in Sicilia sono più di 120 su 391.
Eppure, negli ultimi due anni il bilancio regionale ha visto
crescere le proprie entrate. Solo nel 2024 si sono fatte quattro
manovre, tra leggi di stabilità e variazioni, che hanno movimentato
una cifra di 1.765.000.000. L'esercizio 2023 si è chiuso con un
aumento delle entrate tributarie della Regione di circa 1,3
miliardi di euro, con un incremento del 10 per cento rispetto
all'anno precedente, e quindi 2022. La tassa automobilistica
regionale ha registrato un incremento di circa 62 milioni di euro.
E cosa è andato agli enti locali? La risposta è solo 3 milioni di
euro in più
Signor Presidente, è urgente destinare ai comuni una quota
rilevante delle maggiori entrate, per incrementare sensibilmente il
fondo.
Noi come Gruppo parlamentare abbiamo presentato un emendamento che
va in questa direzione, assegnando il 40 per cento in più di tutte
le maggiori entrate che saranno accertate nel triennio dei comuni e
lo abbiamo poi diviso, come il 30 per cento sul diritto allo
studio, l'altro sull'abbattimento delle liste di attesa, su un
argomento che per noi è fondamentale che è il diritto alla salute.
E lo abbiamo presentato perché vogliamo dare a questo Governo
regionale un ulteriore suggerimento, in linea con quello che
l'opposizione, in questo caso il Gruppo del Partito Democratico, fa
da diversi mesi.
I rapporti finanziari con lo Stato: a tal proposito, signor
Presidente, io vorrei fare qualche considerazione sui dati del
bilancio e sulle entrate che affluiscono a questo bilancio
regionale. Rimane irrisolta la questione dell'articolo 37 dello
Statuto, cioè di quella norma che assegna alla Sicilia le quote di
tributi prodotti dalle imprese che hanno stabilimenti nella
Regione, ancorché le sedi legali siano fuori dal territorio
regionale. A questa tematica, signor Presidente, che ha generato un
lunghissimo dibattito e tormentato, un susseguirsi di sentenze e
atti normativi senza mai arrivare ad una pacifica conclusione, oggi
se ne generano di nuove, tutte di segno negativo per le casse
regionali, come quella del gettito dell'imposta di bollo o quella
del contributo unificato per gli atti giudiziari o ancora quella
relativa alle conseguenze della riforma fiscale di questo
scellerato Governo Meloni nazionale
Il nostro sistema continua a risentire del mancato coordinamento
con la finanza pubblica e con il sistema tributario nazionale,
nonostante ad ogni accordo che la Regione stipula con lo Stato, si
prefiguri sempre un nuovo impegno ad individuare modalità di
attribuzione del gettito dei tributi per evitare rischi di erosione
a svantaggio del bilancio regionale, ma a tale impegno, come al
solito, non conseguono fatti concreti. Ed è venuto il momento,
signor Presidente, di chiarire una volta e per tutte tali partite
che rimangono sempre e perennemente, lo dico io, sospese, anche per
evitare norme quella come quella dell'articolo 2 che prevede una
sorta di medaglia da conferire agli enti che volontariamente
versano l'imposta nelle casse della Regione, piuttosto che in
quelle dello Stato. Quindi non si comprende quale sia l'utilità di
norme del genere.
Distribuzione delle risorse: ci sono scelte che non sono per nulla
condivisibili nella distribuzione delle risorse. Sette milioni e
mezzo di euro alle scuole paritarie, con un incremento già operato
nel 2023 di tre milioni mentre rimane invariato, ad esempio, caro
collega Spada, lo stanziamento per gli ERSU. E si tolgono
addirittura fondi paragonabili a settecentomila euro nei consorzi
universitari per gli anni 2006 e 2027, continuo incremento dei
fondi a disposizione dell'Assessore per il turismo. In tabella ci
sono quattro milioni per l'incremento del movimento turistico e
nell'articolato, all'articolo undici, tre milioni e mezzo per
iniziative definite di altissimo valore turistico promozionale. E
poi qualche altra somma forse la troviamo pure sull'Assessorato
alla famiglia.
Signor Presidente, la qualità della vita, ieri proprio su Il Sole
24 Ore è stata pubblicata la classifica sulla qualità della vita
nelle città italiane. Tutte e nove le province siciliane, guarda
caso, si ritrovano in fondo alla classifica. Su 107 città
monitorate troviamo: Ragusa all'ottantunesimo posto, Catania
all'ottantesimo posto, Trapani all'ottantacinquesimo posto, Messina
al novantunesimo, Agrigento al novantesimo posto, Palermo al
centesimo posto, Caltanissetta ed Enna sono sempre lì in quella
posizione, Siracusa al centoquattresimo posto La classifica lo sa
come è stata stilata? Tenendo conto di ben novanta parametri
diversi, raggruppati tutti in macro temi: ricchezza, ambiente,
servizi, cultura. tempo libero, giustizia e sicurezza. In nessuno
di questi parametri le città siciliane si piazzano nelle posizioni
vantaggiose. Ciò descrive, signor Presidente, un malessere diffuso
che sicuramente ci accomuna con tutto il Sud Italia ma che non può
assolutamente vederci ancora rimanere fermi rispetto a questa
situazione. E allora, signor Presidente, la ringrazio anche se ho
preso qualche minuto di tempo in più, ritengo che questo Governo
regionale. in queste giornate ha la possibilità di potersi
qualificare dentro quest'Aula presentando delle norme che
sicuramente vanno a qualificare la vita dei siciliani e quindi noi
lo chiediamo e saremo qui come Gruppo parlamentare di opposizione
del Partito Democratico a dare sì il nostro contributo ma faremo
battaglia su tutto quello che sono le strutture che questo Governo
presenta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Ha chiesto di
intervenire l'onorevole Dipasquale ma è fuori dall'Aula. Ha facoltà
di intervenire l'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori e
cittadini da casa soprattutto, devo fare invece i complimenti al
Governo regionale perché ho capito perché è stata presentata una
manovra così snella e scarna, perché probabilmente il Governo
regionale aveva lo scopo di nascondere dei dissidi interni della
maggioranza in maniera tale da fare arrivare con più velocità e con
tranquillità, con un clima così disteso, la manovra in Aula.
Una manovra in cui naturalmente non possiamo nascondere l'enorme
delusione sia perché scollegata dalla Nadefr ma soprattutto per la
mancanza di visione, è una manovra che da una parte cerca di
sopperire alle tante emergenze che questa Sicilia deve affrontare
ma dall'altra parte invece non vediamo delle norme che siano
davvero innovative e che possano far traghettare la Sicilia verso
un'altra direzione. Naturalmente, tutto questo avviene in un
contesto finanziario della Regione molto grave, la stessa Corte dei
Conti, la Sezione di controllo della Corte dei Conti della Regione
siciliana ha lanciato il campanello d'allarme che non possiamo
sottovalutare, i dati sono chiari, la Sicilia maglia nera per le
riscossioni, con un divario tra accertamenti e riscossioni che nel
2023 ha raggiunto novecentosessantasei milioni di euro di mancati
incassi. Capisco infatti e ringrazio l'assessore che ha accolto il
suggerimento durante la Commissione Bilancio di prevedere un
emendamento che prevede proprio una premialità per quei comuni che
si impegnano nella riscossione. Perché? Perché se i comuni si
impegnassero, se raggiungessero davvero la media nazionale,
potremmo avere un introito di quattrocento milioni di euro di
entrate per ogni anno, risorse che naturalmente potrebbero essere
destinate ai cittadini siciliani soprattutto nell'erogazione di
servizi che ormai possiamo dirci sono assolutamente essenziali.
Bene, la Corte dei Conti quindi evidenzia questo grande divario:
200 su 391 comuni, proprio per questo mancato introito, non hanno
presentato il bilancio consuntivo 2023.
Ma non possiamo non citare anche il rapporto Svimez che dice che
solo nel 2023 ben 30 mila siciliani hanno abbandonato la Sicilia e
naturalmente le previsioni per il futuro sono ben più gravi perché
entro il 2050 la popolazione siciliana si ridurrà del 18,5%.
Quindi, un declino demografico che metterà a rischio la tenuta
sociale ed economica della nostra Regione.
Quindi, Assessore e onorevoli colleghi, dobbiamo trovare veramente
delle soluzioni che possono arrestare questa tendenza.
Dati davvero allarmanti che se poi li incrociamo con quelli che
riguardano l'occupazione ma soprattutto il precariato, noi siamo
veramente una delle prime Regioni dove abbiamo il maggior numero di
precari di tutti i tipi: circa 21 mila precari. Abbiamo gli ASU,
abbiamo i PIP, abbiamo i contrattisti, abbiamo finanche creato i
precari Covid che tanto ci hanno aiutato durante la pandemia.
E poi, dall'altra parte, abbiamo 250 mila lavoratori in nero e
questo lo abbiamo gridato più volte. Occorrerebbero degli ispettori
del lavoro che tardano ad arrivare, non arrivano in Sicilia.
Noi del Movimento Cinque Stelle naturalmente abbiamo tentato di
migliorare la manovra verso vari ambiti e in varie direzioni a
partire dal lavoro. Avevamo chiesto la stabilizzazione degli ASU
che tengono aperti i nostri beni culturali, ma non così come è
previsto da questo Governo regionale. E' notizia che altri precari
sono stati stabilizzati con la legge n. 1 del 2024, la legge che
abbiamo approvato nella scorsa finanziaria e che non è stata
impugnata. E invece noi ricorriamo adesso per gli ASU, li
stabilizziamo nel grande contenitore che diventerà una delle più
grande holding della nostra Regione. Li stabilizziamo in questo
contenitore.
Abbiamo proposto agevolazioni fiscali per le imprese che assumono
gli over cinquanta perché, colleghi, per i trentenni che perdono il
lavoro è una cosa grave, ma per i cinquantenni che in questa
Regione perdono il lavoro è una tragedia totale
Per l'istruzione abbiamo previsto naturalmente un milione, abbiamo
avanzato un milione di risorse in più per la manutenzione
straordinaria degli edifici scolastici. Ebbene, mentre da una parte
si prevede e si stanziano delle risorse, ingenti risorse, per le
aule immersive, una cosa fantastica, innovativa, ma noi abbiamo
delle aule dove mesi fa pioveva dentro, soprattutto nella provincia
di Siracusa, dove con il mio collega, il collega Gilistro, abbiamo
lanciato questo allarme. Oppure abbiamo delle aule che non sono
efficienti energeticamente eppure pensiamo alle aule immersive.
Io mi chiedo se ci sono delle contraddizioni che dovremo prima o
poi davvero risolvere.
E ancora abbiamo pensato di aggiungere dei milioni in più per
l'acquisto degli scuolabus. Noi abbiamo molti studenti, soprattutto
dei comuni disagiati, isolati, addirittura bambini piccoli che
devono alzarsi alle quattro, alle cinque del mattino per
raggiungere il plesso scolastico e noi volevamo aggiungere finanche
20 milioni di euro per questa misura. In Commissione, ci siamo
dovuti arrendere e stanziare soltanto 2 milioni di euro. Ma non
sono sufficienti.
Fondo per i beni confiscati. Ecco, su questa misura che ho
presentato ci tengo particolarmente.
In Italia ci sono 17 mila immobili che sono nelle mani
dell'Agenzia dei beni confiscati alla mafia e quasi più del 45%
risiede in Sicilia.
Quella dei beni confiscati è davvero una grande holding del Paese,
eppure noi abbiamo tanti immobili che sono degradati, non possono
essere riutilizzati grazie alla legge Rognoni La Torre, perché?
Perché non ci sono i fondi per la manutenzione, di interventi,
anche piccoli interventi per la manutenzione di questi beni che
potrebbero essere riutilizzati dalle associazioni e dagli stessi
enti locali.
Ancora, un fondo per la formazione dei tecnici degli enti locali:
è ancora vergognoso che risorse extra regionali vengano perse
perché non abbiamo delle competenze tecniche specifiche. Io mi
auguro che questa misura che abbiamo presentato venga accolta.
Emergenza siccità: Assessore, io ho presentato un emendamento in
misura sperimentale che prevede l'utilizzo di una nuova tecnologia
che si chiama "Air to water to air" che serve a catturare l'umidità
dell'aria e trasformarla in risorsa idrica.
E' una nuova tecnologia che è stata già sperimentata in altri
luoghi, in altri Paesi europei, è una tecnologia nuova che ci
consente una riduzione, non solo dei tempi tecnici di realizzazione
rispetto ai dissalatori che richiedono cinque anni, mentre per
questa nuova tecnologia - nel giro di due tre anni - si possono
realizzare attraverso queste macchine modulari, ma soprattutto
quello che viene abbattuto sono i costi di manutenzione e
soprattutto l'impatto ambientale.
Vi chiedo di attenzionare questa misura che ho con un emendamento
depositato.
Ancora, per quanto attiene la sanità, che è il cruccio di questa
Regione, andiamo sempre più indietro, abbiamo messo soldi per
risorse per incentivare i medici nei Pronto Soccorso oppure nelle
zone disagiate o, ancora, gli ambulatori solidali; per i più
fragili, abbiamo previsto ulteriori risorse per gli ASACOM, per gli
assistenti igienico-personali perché non sono sufficienti e,
quindi, mi auguro, Assessore Albano, che lei proverà a fare
approvare questi emendamenti perché noi abbiamo il diritto allo
studio per i nostri studenti, ma per gli studenti disabili? Sono
dimenticati, inizia la scuola e loro sono ancora a casa perché le
risorse non ci sono e, ribadisco che ci vuole una riforma su
questo, e c'è un disegno di legge a firma Cinque Stelle,
prendiamolo, preleviamo e facciamo in modo che questi ragazzi
abbiano davvero il diritto allo studio.
E, ancora, gli ausili sportivi per gli atleti disabili: ma la cosa
che auspico davvero per questa finanziaria è un cambio di passo,
quello che chiediamo, ormai da anni, e, quindi, io chiedo che ci
sia veramente un cambio di direzione, perché da una parte nella
risoluzione delle criticità per il nostro popolo siciliano ma,
soprattutto, delle misure che possano dare una visione affinché il
18% della popolazione dei siciliani non vada via entro il 2050.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. E' iscritto a parlare
l'onorevole Burtone poi, colleghi, chiudo le iscrizioni per la
discussione generale.
Iscritti a parlare sono gli onorevoli Safina, Campo, Marano, Pace,
Spada, Cracolici, Cateno De Luca, Giambona, Gilistro.
DIPASQUALE. Io non ho rinunciato.
PRESIDENTE. Non ha rinunciato? Allora, anche l'onorevole
Dipasquale, l'onorevole Chinnici, Sunseri, dopodiché chiuderò....
CRACOLICI. Però, non è giusto, Presidente, tutti questi deputati
di maggioranza che parlano
PRESIDENTE. C'è l'onorevole Pace che è iscritto a parlare.
Onorevole Dipasquale, quando lei mi dice che ha completato i suoi
appunti io sono pronto a farla intervenire. Prego, onorevole
Burtone.
BURTONE. Signor Presidente, colleghi, durante la discussione sul
Documento economico finanziario ma anche dopo sui social, sui
giornali, la maggioranza, il Governo in particolare, ha insistito
con la presentazione di alcuni dati incoraggianti per la Sicilia.
Noi avremmo voluto assecondare questa valutazione, però, questa
sera il nostro Capogruppo ha fatto un'analisi precisa dei dati, noi
non riteniamo che si possa essere così contenti, ottimisti,
rispetto a quello che vive la Sicilia. Io lo dico, non soltanto
verificando le indicazioni che sono venute dall'ISTAT ma lo dico da
sindaco di una comunità che vive nelle aree interne, che ha un
problema legato alle difficoltà demografiche. Una realtà che
continua ad essere in difficoltà rispetto all'impegno nei settori
produttivi. La collega Schillaci ha parlato dei problemi
dell'acqua, della siccità, ma noi ci torniamo.
Quante volte sono venuti qui, signor Presidente, gli esponenti del
Governo a dire: «ora utilizzeremo i 90 milioni che sono stati dati
al commissario dell'acqua», il paradosso, invece nessuna notizia,
io proprio stamani ho chiamato un dirigente dell'Eni di Gela per
capire se su quel dissalatore è stato fatto un intervento che era
stato perimetrato in termini economici molto ridotti, circa 8
milioni di euro con la possibilità subito di riattivare questo
strumento così importante. Non è stato fatto nulla, non è stato
fatto nulla
Ora, io so che il Governo è preoccupato, vuole mettere altre
risorse nei capitoli relativi ai sostegni alla zootecnia,
all'agricoltura. Io spero, mi auguro, che queste risorse vengano
mobilitate ma, soprattutto, bisogna incidere sui temi strutturali.
Il problema dell'acqua è superato in questo momento perché ci sono
stati dei periodi molto brevi di pioggia, ma non illudiamoci. La
situazione potrebbe nuovamente precipitare. Io credo che questo sia
il primo dato, non soltanto relativo all'agricoltura e
complessivamente le nostre comunità sono in difficoltà e io vorrei
partire dai comuni non perché sono sindaco - ripeto - ma perché
là c'è la comunità.
Un filosofo giurista dell'Ottocento francese Alexis de Tocqueville
disse una cosa molto importante: gli Stati vengono costruiti dagli
uomini, le città vengono costruite da Dio. Nel senso che nella
città c'è il cuore della comunità e noi dobbiamo avere questo
riferimento, se guardiamo a tutto ciò non possiamo che dirci
preoccupati perché i comuni in Sicilia, nella gran parte - leggete
le indicazioni dell'Anci - sono o in dissesto o in predissesto e
questo perché non c'è una contribuzione da parte dei cittadini in
difficoltà, non sono evasori sono debitori. E poi perché i comuni
sono sovraccaricati. Io - ripeto - trovo scandaloso che l'Enel
metta degli interessi usurai sulle bollette dei comuni che non
riescono a pagare, interessi usurai Perché tutto ciò appesantisce
poi le difficoltà del comune che poi deve rispondere anche ai
ricoveri da fare senza l'aiuto che, finora, ha avuto da parte della
Regione. Ora sono i comuni il centro, il cuore e io debbo dire,
Assessore, che nella precedente operazione di assestamento i comuni
sono stati aiutati da questo punto di vista. Se non ci fosse stata
la Regione a dare un aiuto ai comuni che hanno problemi di
equilibrio di bilancio rispetto alla sentenza della Corte
costituzionale, che ha cassato la possibilità di utilizzare
l'anticipazione, noi saremmo stati tutti in dissesto.
Il Governo, il governo amico, quello retto dalla Meloni, ha fatto
finora l'orecchio da mercante, non ha fatto nulla. Io credo che su
questi temi si debba centrare, mettendo al centro anche quelli che
sono i problemi veri e quando parliamo di problemi veri diciamo che
i comuni hanno bisogno, soprattutto, della tenuta rispetto
all'articolo 34 della Costituzione e, quindi, tenere salda
l'istituzione della scuola. Ora se continuiamo - l'assessore è
andato via, mi dispiace - se continuiamo ancora a ridimensionare
rispetto alle capacità organizzative poi non dobbiamo dire che ci
sarà un aumento della dispersione scolastica, così come
sull'articolo 32, quello della salute, noi torniamo a ribadire la
necessità che i territori vengano garantiti.
Qualcuno parla di accorpamento, di chiusura, negli anni '80 e '90
si sono chiusi tanti ospedali nel territorio, ora basta Lo
diciamo con chiarezza noi non lo permetteremo, perché nel periodo
tragico del Covid si è dimostrato che il territorio ha avuto
un'importanza notevole, ecco perché lo dobbiamo aiutare e
sostenere.
Questo non significa andare contro l'ospedalità delle aree
metropolitane: noi abbiamo presentato due emendamenti importanti,
quello sul Centro del cancro a Catania, al Garibaldi, dove c'è,
soprattutto in ginecologia, un'alta professionalità.
Abbiamo detto, utilizziamo l'economia dell'articolo 20, così come
sulle fragilità, sui bambini che sono disabili, là bisogna
intervenire e ci sono delle esperienze straordinarie ad Acireale
nell'ambito dell'odontoiatria per i bambini, proprio, disabili e
quelli che bisogna potenziare, anche lì noi abbiamo presentato
degli emendamenti per dire che la sanità deve essere un diritto per
tutti e non dobbiamo appiattirci rispetto alle difficoltà che ci
sono nell' impegnarsi per abbattere le lunghe liste d'attesa.
E vado alla conclusione, Presidente, i due temi fondamentali - lo
abbiamo detto - sono lavoro, il lavoro che manca, sì, io non voglio
mettere soltanto pessimismo, dico che ci sono alcune esperienze
quelle della ST che pare voglia aumentare le proprie potenzialità
di nuova occupazione, però la gran parte dei giovani si trovano
nella condizione di non lavorare e di non studiare e quelli che
hanno studiato a Nord se ne vanno e alla Sicilia non tornano, è
questa la situazione difficile, ma sullo specifico in questa
finanziaria noi abbiamo indicato un campo che è quello di coloro
che hanno il rischio di perdere il posto di lavoro o che l'hanno
perso e che non sono più coperti dalla disoccupazione.
Io ho un'esperienza diretta, quella della Kalat di Caltagirone,
una struttura dei Consorzi dei comuni in cui ci sono circa 35
operai che non stanno lavorando e che, probabilmente, non possono
avere più la cassa integrazione da parte dello Stato, ma questi
operai non possono lavorare perché la mafia lì ha fatto due incendi
dolosi e non ha più permesso l'utilizzazione di una struttura
importantissima, questi debbono essere aiutati e noi abbiamo fatto
un emendamento e chiediamo che su questo si discuta, si deve
discutere su Almaviva, c'è la realtà di Siracusa dell'Eni, ma anche
di Ragusa, che presenta particolari rischi e pericoli, lì si dia la
risposta e il tentativo di dare un apporto, una speranza a coloro i
quali rischiano veramente di essere messi fuori dall'apparato
produttivo del lavoro.
E infine l'altra considerazione, Presidente, la questione del
lavoro che manca e determina devianze, noi abbiamo fatto alcuni
interventi importanti la legge contro il crack, ma la devianza è
diffusa, nelle piazze, non soltanto delle grandi città, ma anche di
paesi, la dominanza continua a riprendere da parte della
criminalità che cerca di bombardare i nostri giovani, i nostri
ragazzi, nel diffondere il traffico della droga, è quello un
pericolo e rischio che noi dobbiamo tenere presente, così come,
Presidente, io ho seguito questo incontro che ha avuto la
Presidente Meloni col Presidente neo eletto in Argentina, entrambi
inneggiavano al fatto che non vogliono dare sussidi.
Io debbo dire la verità, trovo nei nostri uffici dei servizi
sociali tante persone in difficoltà, non sono i ragazzi che
qualcuno diceva stanno sul divano, i bamboccioni, assolutamente,
sono famiglie che sono in difficoltà perché hanno grandi problemi,
problemi di sopravvivenza e debbo dire che non soltanto è stato
ridimensionato il tema relativo all'aiuto che si dava col reddito
di cittadinanza ma anche quello che è rimasto non è stato gestito
bene, quindi, la povertà è aumentata.
Il nostro Papa, Papa Francesco, mentre parlava del Giubileo faceva
riferimento al terzo libro della Bibbia, quello di Mosè, e diceva
che quando si avviava il Giubileo, da Gerusalemme partiva il suono
del corno del montone che poi si passava da villaggio a villaggio e
si diffondeva, e Papa Francesco dice che il suono del corno del
montone non ci sarà più, ascoltate il grido di chi è in difficoltà
e in povertà.
Io credo che questo sia un monito anche per la nostra Assemblea
regionale, più volte il Governo ha detto che avrebbe voluto fare
qualcosa di strutturale, sostitutivo del reddito di cittadinanza,
in parte, finora non è stato fatto nulla.
Noi crediamo che i comuni stiano cercando di dare una risposta, il
volontariato, tanto tanto altro, vedo la Caritas come si impegna, e
non soltanto, ma anche le altre strutture, io credo che su questo
noi dobbiamo avere consapevolezza che la nostra Sicilia si trova
ancora con maggiori difficoltà e la risposta deve venire anche dal
nostro Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marano, e poi
l'onorevole Dipasquale.
Prego onorevole Marano.
MARANO. Grazie, Presidente.
Quando ho letto gli articoli, il contenuto di questa manovra,
volevo trovare una giustificazione al contenuto, l'avrei trovata
soltanto se fossimo all'inizio della legislatura, ma in realtà
siamo già a due anni di legislatura, quindi, ritengo che tutto
quello che contiene questa manovra finanziaria, o meglio che non
contiene, non è davvero giustificabile.
La sensazione è stata quella, davvero, di vedere il vuoto, ricordo
il nichilismo leopardiano che include le stesse fondamenta del
concetto di razionalità, no? "Pensare è ineludibilmente pensare il
nulla" e la stessa cosa l'ho provata ineludibilmente leggendo
questa finanziaria. E devo dire che appunto rappresenta,
chiaramente, quella che è la mancanza di visione - benvenuto,
Presidente Schifani - che è la mancanza di visione di questo
Governo, fatto soprattutto da tecnici e non da politici, da
soggetti esterni o da funzioni che vengono svolte dallo stesso
Presidente della Regione.
L'ennesimo tentativo di commissariamento, Presidente, a mio parere
lo troviamo già all'articolo 1 di questa legge di stabilità, perché
qual è il senso di creare un'agenzia che dovrebbe emulare
l'Invitalia nazionale, quando già quelle competenze sono in capo
all'Assessorato Attività produttive e abbiamo già un intermediario
come IRFIS a cui affidiamo le nostre iniziative?
Per attrarre investimenti nazionali, internazionali, Presidente,
non serve un'agenzia, parliamoci chiaro, serve credibilità,
visione, competitività, innovazione. Siamo nell'epoca della
transizione digitale ma a quanto pare in Sicilia questa transizione
digitale non arriva, non è percepita, perché l'innovazione potrebbe
permettere a quest'Isola di essere davvero molto competitiva, e
potrebbe essere attrattiva, molto più attrattiva nell'ambito degli
investimenti.
Presidente, siamo di fronte ad una fase molto complessa e i dati
purtroppo ogni anno sono negativi. Qualche tempo fa leggevo il
rapporto Svimez che dimostra il fatto che i dati siano allarmanti
rispetto allo spopolamento e alla fuga di cervelli, questo è il
sistema educativo che rischia di collassare, si stima che entro il
2050 la popolazione siciliana diminuirà del 18%, il che vuol dire
che se siamo quattro milioni e novecentomila abitanti, quasi un
milione di persone, quasi novecentomila persone, andranno via, ed è
una tragedia che già sappiamo che succederà, però, non si sta
ponendo in nessun modo rimedio.
E se l'anno, Presidente, sta per concludersi e ci ha visto
approvare quattro manovre correttive, in media una ogni trimestre,
ho il timore che questo insieme di vuoto di questi contenuti che la
legge di stabilità costringerà sicuramente a indossare il
Parlamento con cadenza mensile, probabilmente, una manovra che,
complessivamente, ha un valore di 636 milioni di euro, di cui
settantadue milioni di euro è il valore di rifinanziamento delle
leggi di spesa e la rimanente parte riguarda l'articolato della
legge, tra cui le maggiori sono stanziate per il settore della
forestazione che sono duecento trentasette milioni, gli interventi
a favore degli enti locali, centoquattordici milioni, capite bene,
che non è una legge che può attrarre investimenti, che può attrarre
grandi capitali internazionali o i venture capital, non si possono
fare grandi manovre finanziarie di ingegneria capitalistica come il
Governo precedente ci aveva abituato, ma, no perché la Sicilia ha
bisogno di economia reale, ha bisogno di agricoltura, di
artigianato, di piccolo sostegno alle piccole medie-imprese, ma
anche per questo nulla e ha bisogno non soltanto di investimenti ma
ha bisogno di risolvere quei problemi atavici che abbiamo, che non
rendono dignitosa la vita dei siciliani.
Il collega poc'anzi parlava della sanità, io ricordo qualche
dichiarazione di questo Governo di inizio anno dove si parlava di
azzeramento di lista d'attesa, sinceramente, sfido qualunque
siciliano a contattare il Cup, un qualunque Cup, di qualunque
provincia, e prenotare una visita, altro che azzeramento, non mi
risulta proprio I fatti sono questi poi gli spot a cui siamo
abituati sono gli spot.
Per citare un'altra categoria che soffre quotidianamente in
Sicilia, i nostri agricoltori, abbiamo un grosso problema di
desertificazione e parliamo del fatto che il settanta per cento
dell'Isola è a rischio di desertificazione, non è banale, bisogna
prevenire, bisogna intervenire oggi per non avere i drammi tra
dieci, vent'anni però, ogni volta che - mi rendo conto - ogni
volta che si parla, noi politici abbiamo il compito di avere anche
una visione di quella che deve essere la nostra Isola ma qui dentro
è impossibile poter parlare di cose a lungo termine perché ti
dicono: "onorevole, ma lo sa quanto ci vuole per fare questa cosa?
Dieci anni " E non va bene, stiamo sempre con le autobotti durante
la emergenza idrica, contiamo i morti quando ci sono le alluvioni,
non facciamo mai prevenzione e siamo sempre così, all'infinito.
Ci vorrebbe un po' di presa di responsabilità in più, Presidente,
da parte di questo Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano. Intanto do il benvenuto al
Presidente Schifani all'interno dell'Aula. È iscritto a parlare
l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, innanzitutto, io ritengo importante, l'ho detto
all'inizio, la presenza del Presidente della Regione, è una
presenza di cui non possiamo farne a meno, veramente, specialmente
negli atti fondamentali come la finanziaria, dicevo prima, la
finanziaria, e lei lo sa meglio di me perché finanziarie ne ha
fatte tante, la finanziaria è uno strumento, non sono solo i
numeri, ci sono scelte politiche e, comunque, è lo strumento
politico per eccellenza, lo è in Parlamento nazionale, lo è per il
Parlamento regionale, così come lo è anche per gli enti locali.
E' una finanziaria, ci apprestiamo...innanzitutto le cose
positive: la cosa positiva è che abbiamo ripreso il dialogo.
In quest'Aula mancava il dialogo. Lei ha avuto la capacità, devo
dire aiutato anche dal presidente Galvagno, di riprendere un
dialogo che si era - io la ripeto, questa cosa, ogni volta che c'è
una finanziaria perché poi sono così, le cose che per me hanno un
valore e quelle istituzionali sono importantissime - cioè,
l'avevamo perso nei cinque anni con Musumeci.
Lei insieme al presidente Galvagno l'avete ripreso. Attenzione,
non perché Micciché non ci fosse riuscito nella scorsa legislatura.
Non aveva avuto il supporto da parte di Musumeci, che cercava
solamente lo scontro, volta dopo volta. Quindi, questo è,
sicuramente, importante.
Noi, Presidente, come lei ha visto, non abbiamo cercato di
svolgere un'azione ostruzionistica nelle Commissioni. Cioè, noi
siamo contenti se la finanziaria viene fatta entro il 31 dicembre.
Se non è stata fatta prima, non è che è stato per colpa nostra, è
perché negli anni passati, purtroppo, la finanziaria arrivava
all'ultimo momento. E lo abbiamo dimostrato, ora che è arrivata per
tempo, non abbiamo esercitato un ruolo di ostruzionismo nelle
Commissioni, a tal punto che nei tempi prestabiliti siamo arrivati
in Aula
Non solo. Le dico di più. Ce lo siamo detti oggi, in una riunione
convocata dal nostro capogruppo Michele Catanzaro, noi non abbiamo
neanche interesse a tenere tutti i giorni disponibili che ci dà il
Regolamento, che è il 28 di dicembre. Per noi cambia poco.
Cioè noi vorremmo Presidente, solo una cosa. Che ci possa essere
una finanziaria che sia la migliore possibile, e poi siamo pronti
per votarla anche qualche giorno prima. Ce lo siamo detti perché
per noi è un risultato per noi stessi, per l'Assemblea, per le
minoranze e siamo tra i primi che cercheremo di ottenere questo
risultato, fermo restando che non vogliamo rinunciare a quelle che
sono le nostre prerogative, i nostri interventi, i tempi e tutto
quello che...ma il tempo l'abbiamo, il tempo l'abbiamo.
E ritengo che la sua presenza, per tutto il tempo della
finanziaria, sia importante insieme a quella dell'Assessore che,
sicuramente nel frattempo, ha fatto anche esperienza con le
variazioni di bilancio, e sono sicuro che con l'esperienza maturata
già darà un contributo importante a questi lavori.
Nel merito, è una finanziaria che tocca alcune questioni ma non le
risolve. C'è un accenno di un intervento tiepido sulla sanità. Sì,
è un accenno, però chiaramente non risolve le questioni principali
che abbiamo nell'emergenza sanitaria, che sta travolgendo la nostra
Isola. Anche le risorse, mi sembrano veramente molto limitate.
Quindi, dal dibattito, è chiaro che noi ora lanciamo nella
discussione generale alcuni dei temi che dobbiamo poi approfondire,
e cercheremo di approfondire, e vedremo se riusciamo a trovare
anche poi delle soluzioni, prima del voto finale. Quindi, quello è
un tema.
L'agricoltura. La stiamo affrontando solo in termini di alcuni
comparti, di alcune questioni.
Parliamo della siccità, ma il problema siccità è un problema che
si è presentato oggi per colpa dei cambiamenti climatici, che oggi
si chiamano siccità, ieri si chiamavano alluvioni. Abbiamo dato una
risposta per la siccità, e abbiamo dimenticato le alluvioni. Lei lo
sa, lei è venuto a Ragusa l'8 e il 9 febbraio 2023. E' venuto, ha
fatto il giro in elicottero su tutto. Presidente, non è arrivato
nulla Non è arrivato nulla Cioè lì abbiamo ricevuto danni enormi,
tra Ragusa, Siracusa, la parte di Caltagirone, danni enormi per
quasi ottanta milioni di euro e, ad oggi, non c'è nulla, non è
arrivata una risorsa, non siamo riusciti ad affrontarla.
Quindi, penso che dovremmo capire come affrontare in maniera seria
e strutturale il problema dei cambiamenti climatici. Questo
Parlamento ha messo su un tassello, che è quello dell'Osservatorio
per i cambiamenti climatici. Finalmente, lei l'ha riempito di
contenuti con quelle nomine che andavano fatte. Bisogna metterlo
subito in movimento affinché quelle cose che devono essere fatte
vadano fatte e vadano fatte al più presto perché, altrimenti,
andremo sempre dietro alle emergenze.
E così per il comparto agricolo. Per il comparto agricolo serve
una strategia di sostegno, specialmente per le piccole imprese
zootecniche che rischiano di morire. Mentre nel settore agricolo
ancora si ci difende, perché un giorno un chilo di pomodoro costa 1
euro, un altro giorno costa 2 euro e così via, per quanto riguarda
la zootecnia, la piccola azienda zootecnica, ogni giorno - e da
anni - il prezzo del latte è inferiore a quelli che sono i costi di
produzione di quel litro di latte. Stanno morendo Noi
distruggeremo le piccole imprese. Stiamo vedendo morire le piccole
imprese zootecniche siciliane che sono costrette o a dare i terreni
alle grandi imprese per fare fotovoltaico o, altrimenti, ad essere
assimilate dai grandi, dai potenti.
Quindi, quel nostro patrimonio - penso al patrimonio della
provincia di Ragusa - fatto tutto da piccole masserie, da piccoli
allevatori, tutti con i muri a secco, moriranno Moriranno se non
mettiamo su un intervento dal punto di vista del sostegno alla
piccola impresa zootecnica. E dobbiamo avere la capacità di
distinguere; è inutile che facciamo un contributo per tutti, o
agricoltura o zootecnia. No, siccome le risorse sono sempre di
meno, dobbiamo fare delle scelte puntando veramente nei confronti
di chi ha più bisogno, verso quelle che sono le vere emergenze.
Io lamento una cosa, Presidente. Io la conosco, ci conosciamo da
tempo e posso dire di conoscerla sia politicamente, che umanamente.
Io penso che lei stia commettendo un errore.
Ora passo dalla finanziaria, poi nell'articolato inizierò a dire
le cose che penso, però voglio utilizzare questi pochi minuti che
mi rimangono per un intervento tipo politico.
Il Presidente della Regione siciliana è un Presidente troppo
importante per svolgere un ruolo irrilevante nei confronti del
Governo nazionale. Io a volte ho questa sensazione, abbiamo questa
sensazione. L'abbiamo visto con l'autonomia differenziata, abbiamo
perso un'occasione. Lì lei ha perso un'occasione enorme perché,
sull'autonomia differenziata, è stata la Corte Costituzionale che
ci ha dovuto dire "la Regione Sicilia non c'entra". Lì, invece,
lei poteva svolgere un ruolo importante, cioè dire al Governo
nazionale: "scusate, ma voi che cosa state facendo? State pensando
di mettere le mani sulla Sicilia? Non lo potete fare, non è
legittimo ". E invece questo l'ha fatto la Corte Costituzionale.
Ci sono stati autorevoli suoi colleghi di partito, il Presidente
della Regione Calabria, che questa forza, non dico che è una
questione di coraggio, perché il coraggio non le manca, penso che
lei non voglia aprire contenziosi. Non abbiamo bisogno di questo,
perché è un modello che, a nostro avviso, non le appartiene e non
ci appartiene.
La stessa cosa per le grandi questioni: la Versalis, il problema
della Versalis a Priolo e a Ragusa. Io ho apprezzato che finalmente
lei sia intervenuto e ha fatto bene, perché una questione del
genere non poteva essere lasciata nelle mani di un Assessore.
L'Assessore che, per giunta, neanche va a Roma ad una riunione Può
morire, ma no che non va ad una riunione del genere, dove non c'è
il Presidente
E quindi le emergenze le deve affrontare lei. Così anche per
quanto riguarda le calamità.
Il Presidente dell'Emilia Romagna si è portato quasi 1 miliardo
per tutti i problemi; ne ha avuti molti di più di noi, ma 1
miliardo rispetto a qualche milione che ci siamo portati noi, cioè
mi aspetto che il Presidente della Regione, del prossimo anno,
della prossima finanziaria, inizi ad indignarsi perché ci sono
delle cose che meritano veramente indignazione.
Noi siamo fatti in maniera diversa, la cosa che mi preoccupa,
Presidente, questa finanziaria ricade nel periodo natalizio ed è un
periodo che ci vede tutti particolarmente sensibili, ho un'immagine
da quando è successo, che è l'immagine della bambina che è rimasta
a mare per tre giorni, cioè questa è proprio un'immagine, chi è
uomo di mare, io sono uomo di mare e penso che una bambina tre
giorni a mare di notte sia una cosa drammatica. Anche su questa
vicenda lei, nel 2022, ha preso, quando ci fu la bambina che morì,
disse 'Io ho pianto', e io ci credo. Dopodiché ci fu un altro
problema nell'ottobre 2022, dopodiché ci fu un altro problema
l'anno successivo, questa volta non ha detto nulla, non mi piace
questo, Presidente.
Siccome la conosco e siccome so quale sia la sua sensibilità, la
sensazione è quella di non infastidire chi invece ha altri
obiettivi, perché che non lo dica il Premier della nazione, che non
lo dica la Meloni, cioè che è assurdo che una bambina rimanga tre
giorni in mare, è assurdo che rimanga tre giorni in mare e lei ci
viene a raccontare che lei lavorerà anche di notte pur di far
funzionare i centri in Albania, il problema suo è l'Albania Il
problema nostro è che davanti la Sicilia i bambini rimangono fuori
a morire a mare E io mi aspetto l'indignazione
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. È iscritto a parlare
l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Grazie, Presidente. Volevo ringraziare il presidente
Schifani per la presenza e per aver mantenuto anche la parola data
al Parlamento di essere presente durante tutte le fasi della
finanziaria, a iniziare da oggi.
E devo fare i complimenti, solitamente con il collega Dipasquale
ci scontriamo, invece questa volta devo fare i complimenti per
l'afflato e l'emozione che ha messo nell'intervento.
Seppur sia un fedele alleato del Governo di centrodestra regionale
e mi riconosca anche nelle scelte del Governo nazionale, sulla
scelta dell'Albania anch'io probabilmente avrei qualcosa da
dissentire e siccome per la mia forma mentis cattolica e cristiana
ritengo che il diritto dell'uomo venga prima di qualsiasi altro
diritto e della difesa, così come si suole dire, dei nostri confini
italiani e devo ringraziare anche Nello Dipasquale perché ha voluto
rimarcare un cambio di passo di questo Governo, del governo
Schifani, in un clima di collaborazione che è vero che l'ha voluto
il governo Schifani, è vero che è stato favorito dal nostro
presidente Galvagno, ma devo ammettere, riconoscere, che le scelte
più importanti, le scelte fatte in quest'Aula, sono state fatte
quasi sempre in un clima di collaborazione, seppur nel rispetto dei
ruoli istituzionali e politici fra maggioranza e opposizione, ma le
scelte di economia, le scelte delle manovre finanziarie, quasi
sempre sono state fatte, sia nelle varie Commissioni di merito, sia
in Commissione Bilancio', sia soprattutto in Aula, in una
collaborazione vera e sinergica fra maggioranza e opposizione.
Devo dire che però da uomo della maggioranza, e mi dispiace che
probabilmente sarò solo io fra i Capigruppo, Presidente, della
maggioranza a intervenire...
CRACOLICI. Sono tutti iscritti
PACE. Ah, forse il collega Pellegrino Perché, devo dire la mia,
mentre nella discussione dei vari articoli e degli emendamenti
probabilmente non intralciare i lavori per non rinviarli per troppo
tempo è meglio che magari i deputati di maggioranza facciano un
passo indietro, nella discussione generale, dove non ci sono limiti
ai nostri interventi, probabilmente l'intervento della maggioranza
sarebbe anche gradito.
E dicevo - se non disturbo l'Assessore Turano - che non condivido,
dopo aver fatto i complimenti, un'esposizione estremamente
distruttiva di questo Governo e dei risultati che non sono arrivati
di questo Governo ed ho il dovere invece di esplicitare quali siano
i meriti perché questo Governo e il presidente Schifani hanno dei
meriti.
In una crescita lenta della nostra Nazione, dove il Pil nazionale
segna una crescita lenta dello 0,8 per cento, la crescita del Pil
siciliano si attesta - sono dati oggettivi così come oggettivi sono
i dati che ho ascoltato e che avete letto -, la crescita del Pil
regionale è del 2,2 per cento e assessore Dagnino ritengo che la
Regione Sicilia sia la Regione in Italia che stia crescendo più
velocemente. Dall'insediamento del governo Schifani a oggi ci siamo
ritrovati con un disavanzo di 6,8 miliardi di euro, oggi alla data
del 17 dicembre 2024 il disavanzo è pari a 880 milioni. Quindi,
abbiamo recuperato 6 miliardi di disavanzo.
La crescita occupazionale in Sicilia è la crescita più alta
rispetto a tutte le altre Regioni d'Italia e un piccolo plauso
all'Assessore per il lavoro che dignitosamente rappresenta il
governo Schifani lo voglio fare perché abbiamo la crescita più alta
d'Italia con un più 10 per cento.
Voglio ricordare che la manovra 2024 è stata esitata da questo
Parlamento l'anno scorso l'8 o il 9 gennaio, non ricorrendo
all'esercizio provvisorio ed è stato un risultato politico
straordinario, non soltanto del Governo, ma di tutto il Parlamento
e oggi 17 dicembre stiamo discutendo della finanziaria, non so se
riusciremo ad approvarla entro il 28 dicembre, francamente il mio
auspicio è che si possa approvare prima di Natale. Il 21 dicembre,
caro presidente Schifani, assieme al mio presidente Cuffaro avevamo
ipotizzato gli auguri di Natale in provincia di Agrigento ma se c'è
da fare lo sforzo di rimanere in Aula a votare sono disposto a
rinunciare ad incontrare i miei amici e a fare una task force in
Aula - spero che lo facciano tutti gli altri, non soltanto quelli
della Democrazia Cristiana -, ma il mio auspicio è che si possa
approvare questa manovra entro Natale perché sarebbe, caro
assessore Dagnino, credo un risultato storico perché forse l'ultima
volta che siamo riusciti ad approvare la manovra entro il 31
dicembre risale nell'epoca proprio del presidente Cuffaro nel 2003.
I risultati che stavamo commentando poco fa che sono soltanto
alcuni, non possiamo che non dire che si ascrivono a questo Governo
e rimarco e voglio ribadire che quello che abbiamo fatto il Governo
e la maggioranza lo abbiamo voluto fare assieme alle forze di
opposizione, ma voglio sancire e rimarcare non perché nelle varie
manovre abbiamo avuto paura dei numeri che abbiamo o che non
abbiamo, o per paura del voto segreto, lo abbiamo fatto e stiamo
cercando di farlo ancora una volta assieme alle opposizioni per
rispetto dei siciliani.
Più volte da questo pulpito ho detto che la Sicilia è governata da
Renato Schifani, dalla sua squadra e da una maggioranza, ma la
Sicilia è di tutti i siciliani e ritengo che tutte le forze
presenti all'interno di questo Parlamento debbano assumersi la
responsabilità di assicurare ai siciliani un futuro migliore
rispetto a quello che abbiamo trovato e, siccome sono uno che come
voi, come tutti i parlamentari, come i politici in genere, legge
quotidianamente i giornali, temo invece che molto spesso - io no,
ma mi ci metto - ci facciamo condizionare da quello che leggiamo
sui giornali.
No alle mance. Il Parlamento si appresta a varare la manovra
delle mance .
Io l'ho dichiarato a Repubblica, l'ho dichiarato precedentemente
da questo pulpito e lo ribadisco che all'interno di una manovra
finanziaria di largo respiro, da parte nostra di largo respiro,
legittimamente l'opposizione dice che questa manovra non ha ampio
respiro, ma all'interno di una manovra finanziaria che ci possa
essere anche la possibilità che i parlamentari rappresentino
legittimamente i propri territori non ci vedo non soltanto nulla di
male, ritengo che politicamente non stiamo facendo un torto a
nessuno.
L'anno scorso qualcuno dell'opposizione diceva: sì, ma si danno i
contributi soltanto ai comuni amici, agli enti locali governati dai
sindaci amici
Bene l'anno scorso su 391 comuni sono stati toccati 327 comuni.
Quindi, il Parlamento non ha attenzionato le legittime istanze dei
comuni amici, ma penso che abbiamo attenzionato le legittime
istanze di qualsiasi comune e abbiamo il dovere di farlo.
Chiaramente rispettiamo il dibattito interno che coinvolge alcuni
partiti e che secondo me col diritto di tribuna non possiamo che
assistere e attendere gli esiti del dibattito interno che secondo
me hanno poco o nulla a che fare per le ragioni della finanziaria,
ma devo ammettere che tutti insieme, e per questo devo ringraziare
il presidente Daidone in Commissione Bilancio', abbiamo trovato le
ragioni per migliorare la manovra finanziaria e non è escluso che
all'interno del dibattito parlamentare la manovra finanziaria possa
essere ulteriormente migliorata.
Però, accettare il ragionamento in cui il governo Schifani non ha
fatto nulla per l'agricoltura, non ha fatto nulla per la siccità
DIPASQUALE. Non ho detto questo
PACE. Non mi riferivo al suo intervento, ce n'è stato anche
qualche altro prima del suo.
Se diciamo ancora non si è riusciti a risolvere il problema della
siccità, dobbiamo fare ancora molto per aiutare gli agricoltori e
non soltanto, è una verità.
Dire che non abbiamo fatto, e questo Governo non ha fatto tutto
quello che era nelle proprie possibilità per sopperire a questo
dramma che sta vivendo la Sicilia, che stanno vivendo gli
agricoltori, che sta vivendo il mondo imprenditoriale non è dire la
verità, e non soltanto perché abbiamo investito forse oltre 200
milioni di euro; su iniziativa del Parlamento, ad esempio, avevamo
proposto un articolo che incoraggiava la costruzione dei piccoli
laghetti collinari, dei pozzi. Sono arrivate all'Assessorato
all'agricoltura, caro presidente Schifani, 3 mila istanze, 3 mila
agricoltori hanno fatto istanza per realizzare piccoli laghetti
collinari o dei pozzi, tant'è che il Governo in questa manovra ha
stanziato ulteriori 20 milioni di euro.
Sui giovani, forse lo diceva l'onorevole Schillaci o non so chi,
forse è stato ripetuto, che tantissimi giovani emigrano e non
tornano più.
Non possiamo proteggere i nostri confini, nessuno riuscirà a
proteggere i nostri confini, ma è venuta da questo Governo
l'iniziativa di privilegiare e aiutare i giovani siciliani a
rimanere a studiare in Sicilia.
Certo, adesso i nostri uffici devono fare in modo che la volontà
del Governo, mantenuta dal Parlamento, possa diventare un aiuto
immediato, quindi con un decreto attuativo che dia finalmente la
possibilità ai giovani che vogliono studiare in Sicilia di avere
questo benedetto prestito di 10 mila euro l'anno.
Il precariato. Sono parlamentare soltanto da due anni, come voi,
ma credo che non ci sia stato alcun Governo prima d'ora che abbia
investito così tante risorse per la fuoriuscita dal precariato, non
mi riferisco soltanto a una vicenda che finalmente dopo trenta e
passa anni abbiamo chiuso, caro presidente Schifani, mi riferisco
alla vicenda degli ASU, abbiamo dato serenità a 3.700 famiglie,
potrei parlare per gli ex Pip, potrei parlare dei forestali e non
dobbiamo dimenticare che ci rimane un ultimo tassello, caro
assessore Dagnino, che riguarda le stabilizzazioni nei consorzi di
bonifica.
Questo Parlamento deve affrontare la riforma dei consorzi di
bonifica, non dovrebbe, subito dopo la finanziaria dobbiamo portare
in Aula la riforma dei consorzi di bonifica e dobbiamo arrivare a
questa riforma con un clima di serenità, perché la riforma dei
consorzi di bonifica aspettata, caro collega Sammartino, che
attendiamo da oltre trent'anni sarebbe un altro risultato storico,
non soltanto politico, ma un risultato storico per gli agricoltori.
Noi rischiamo di perdere circa 600 milioni di euro di
investimenti, collega Ciminnisi, perché gli investimenti e gli
invasi servono e servono prima dei dissalatori e se non approviamo
la riforma dei consorzi di bonifica rischiamo di perdere
investimenti che altrimenti non riusciremmo a sfruttare.
Fra i meriti, caro collega Catanzaro, ci sono stati dei Governi
che hanno permesso la chiusura delle Terme di Sciacca e di Acireale
e glielo ha riconosciuto anche il presidente Schifani, a ragione o
a torto, che è stato un suo intuito portare il Governo ad
affrontare il tema delle terme.
Io la penso diversamente, che è stata la volontà di tutto il
territorio rappresentato da tutti i parlamentari di centrodestra e
di centrosinistra, perché nel mio primo intervento durante le
dichiarazioni programmatiche parlai degli Asu, ho parlato della
riforma dei consorzi ed ho centrato il tema del termalismo.
Dobbiamo dare merito al governo Schifani di avere investito circa
100 milioni di euro dei fondi FSC per la riapertura delle Terme di
Acireale e di Sciacca.
Così come le liste d'attesa non si risolvono con un colpo di
spugna, il presidente Schifani ha proceduto insieme al Governo alla
nomina dei direttori generali.
Mi auguro che i direttori generali possano essere attenti e sono
certo che non saranno attenti soltanto nei confronti di coloro che
li hanno nominati ma saranno attenti soprattutto nei confronti del
cittadino, perché dobbiamo sapere che il nostro referente del mondo
della sanità - io sono anche vicepresidente della Commissione
Sanità' - non è il politico potente di turno ma è la persona
debole che non ha dove andare a curarsi o che per curarsi deve
aspettare anche diversi mesi.
Chiudo, auspicando che ci possano essere anche degli interventi,
caro assessore Dagnino, in questa finanziaria, aggiuntivi e che
possano migliorare anche l'accesso al credito per le piccole e le
medie imprese, che ci possano essere anche degli incentivi per il
consumo e mi auguro che tutte queste scelte possano essere fatte -
e lo ribadisco così come ho iniziato in premessa - non soltanto per
intuito dell'assessore Dagnino o del presidente Schifani ma perché
ci possa essere una vera condivisione forte con tutto questo
Parlamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace. E' iscritto a parlare
l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà. Poi c'è l'onorevole Campo e
l'onorevole De Luca.
CRACOLICI. Presidente, il fatto che sia arrivato il Presidente
della Regione in Aula mi aiuta a fare una considerazione non nella
qualità di Presidente della Regione ma nella qualità della sua
esperienza parlamentare e anche di Presidente del Senato della
Repubblica. Lei ha mai visto un Governo, di qualunque tipo - lei ha
fatto il Capogruppo di maggioranza, quello di opposizione, è stato
nelle varie fasi politiche che hanno segnato la vita della nostra
Repubblica negli ultimi venti anni -, ha mai visto un Governo che
presenta una legge di stabilità e la presenta, tra l'altro, ben
prima dell'approvazione del documento economico e finanziario che,
in qualche modo, traccia le linee guida degli interventi che
verranno proposti nella manovra che, le ricordo e ricordo a me
stesso, la legge di stabilità non è soltanto una legge di bilancio
ma è una legge di interventi, di strumenti anche innovativi che
provano a far fronte alle fasi congiunturali ma anche alle fasi
strategiche, a quelle che vengono definite una visione, un Governo
che, appunto, presenta un testo precedente agli strumenti previsti
o suggeriti col documento di economia, oggi si chiama Nadefr, che
prende l'impegno a sottoporre a quest'Aula una serie di strumenti
aggiuntivi rispetto al testo per la verità abbastanza modesto - la
legge di stabilità di cui parliamo, non perché ci siano 22 articoli
ma, semplicemente, perché parliamo di una legge di rifinanziamento
di gran parte degli interventi già esistenti -, che si presenta in
Aula garantendo che avrebbe sottoposto alla valutazione del
Parlamento quelle misure proposte addirittura dalla Commissione
Bilancio' e dal suo Presidente nell'approvazione del Defr e che
non ci sono, in questo momento, in Aula.
Noi stiamo svolgendo un dibattito che, un giocatore di carte,
direbbe è il 'tressette col morto', per cui non sappiamo, per
davvero, quali siano le misure che ha in testa il Governo, poi c'è
il Parlamento, le iniziative parlamentari, le proposte, anzi ho
apprezzato che, finalmente, un Capogruppo di maggioranza, ho udito
la sua voce perché in quest'Aula, in questi due anni, il più delle
volte non conosciamo neanche il timbro della voce dei parlamentari
della maggioranza, presi come sono a caratterizzare la loro
presenza politica nei silenzi e, al massimo, nell'aspettativa
dell'emendamentino più o meno territoriale ma che, in qualche modo,
prova a soddisfare un legittimo, ci mancherebbe, bisogno di
rappresentanza politica sociale ma senza la lettura contestuale del
sistema.
L'onorevole Pace, appunto, ho sentito il rumore, le parole e il
timbro della sua voce e ci ha riferito anche di dati entusiasmanti
per l'economia della Sicilia. Ci ha detto pure che lui come tanti
di noi legge i giornali. Però, vorrei suggerirgli di leggerli
tutti, non tutti i giornali, di leggere almeno non solo i titoli,
ma leggere anche gli articoli, perché se ha citato quel dato di cui
anche il Presidente della Regione qualche settimana fa ha fatto,
come dire, ha festeggiato il fatto che la Sicilia sia stata la
Regione che, nel 2023, ha avuto la crescita del Pil più alta tra
tutte le regioni italiane e nel Mezzogiorno e del Mezzogiorno in
particolare, è anche vero che quegli stessi dati ci dicevano una
cosa che chi conosce le leggi dell'economia sa bene che normalmente
sono elementi che, se manifestati, segnalano un grave problema.
Cresce l'occupazione, cresce il Pil, ma diminuiscono i consumi,
che vuol dire? Vuol dire che chi lavora e riesce a trovare un
lavoro, non ha un reddito che gli consente di alimentare il sistema
dei consumi, significa che la ricchezza, nel momento in cui cresce
e si riducono i consumi, aumenta le disuguaglianze sociali.
Questa è un'emergenza che abbiamo in Sicilia, perché noi siamo
stati abituati negli anni a un Pil dello zero virgola, ma a consumi
dello zero virgola, oggi abbiamo un Pil del 2 e qualcosa, ma una
riduzione dei consumi rispetto all'anno precedente.
Questo dato economico ci deve portare o no ad affrontare come
Parlamento siciliano per le parti di cui abbiamo responsabilità
certamente non può essere la sola Sicilia iscriviti a parlare
PELLEGRINO. Non mi fanno parlare
CRACOLICI. Perché non sai neanche che cosa dire.
PRESIDENTE. Colleghi, collega Pellegrino, facciamo intervenire
l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Stanno silenti ma fanno i disturbatori
PRESIDENTE. Prego, onorevole.
CRACOLICI. Allora, se questi elementi li proviamo a leggere
insieme, certo non può essere la sola Regione ad affrontare
problemi macro-economici, ma la Regione ha un compito proprio,
proprio, per le caratteristiche della nostra Regione; non ci
scordiamo mai che, autonomia differenziata o meno, la Sicilia è un
piccolo Stato con strumenti anche tecnico-finanziari propri di un
piccolo Stato, perché tranne la materia tributaria, che sarebbe
cosa buona e giusta, se avessimo anche un minimo di competenza, il
resto è affidato alle politiche anche di espansione di una Regione
di questa istituzione e io in questa manovra, Presidente, non ne
vedo alcuna, non ne vedo alcuna, perché è stato già ripetuto dai
miei colleghi, o affrontiamo ed è giusto che sia alcune emergenze:
la siccità, la questione dell'agricoltura, le questioni che insomma
hanno riempito il calendario delle nostre difficoltà sociali non
c'è una strategia su come aggredire, appunto, il tema dei consumi e
quindi come aggredire in una terra come la Sicilia, fortemente
terziarizzata, una politica di sostegno alle famiglie, come
affrontare dentro la strategia dei consumi anche il tema della
sicurezza, sembra un'altra cosa, ma nelle città sempre più
insicure come quelle in cui viviamo, in questo momento, in alcune
città siciliane, c'è una minore disponibilità a stare insieme, a
stare fuori, a incontrarsi, a consumare E questi sono temi sui
quali la Regione ha il dovere di provare a dire la sua; noi non
diciamo nulla. L'Assessore sa per avermi sentito più volte, a volte
capisco di apparire anche antipatico nel momento in cui, come dire,
ripeto fino alla noia alcuni elementi che non mi convincono, come
quello, ad esempio, del famoso e della famosa agenzia per attrarre
gli investimenti. Figurarsi se non è necessario che questa Regione
si apra ad un mercato globale, alla capacità di allocare nella
nostra Regione imprese, attività, ma gli strumenti a cui ci si
riferisce sono strumenti che hanno già fallito in questa Regione e
che ci hanno portato a quei 6 miliardi di debito, di disavanzo,
perché poi gli Assessori passano, ma alcune norme restano.
Spesso quelle norme servono ad alimentare un sistema che, tra
virgolette, si definiscono "carrozzoni", ma oltre a essere
carrozzoni sono stati fonti di sprechi e clientele.
Ecco perché io ho manifestato sin da subito, suggerito anche delle
soluzioni, ma ho manifestato sin da subito che le scorciatoie
amministrative per affrontare problemi seri e complessi spesso
rischiano di essere una soluzione peggiore di quello che si vuole
affrontare.
Allora, Presidente, io mi sarei aspettato in questa manovra, tra
l'altro aspettavamo dal Governo la certezza delle risorse con cui
fare questa finanziaria, ci diceva aspettiamo l'accertamento
dell'entrata, vediamo quante risorse abbiamo, come intrecciamo gli
strumenti che in questo momento sono a nostra disposizione, il
bilancio della Regione, il PNRR, i fondi extra regionali, i fondi
nazionali . Di tutto questo non si ha notizia. Mi sarei aspettato
una politica a sostegno delle famiglie; abbiamo suggerito strumenti
già vigenti nella nostra Regione scusate se vi disturbo
PRESIDENTE. Scusate, assessore Turano, se è possibile
CRACOLICI. Turano, fai ancora parte della Giunta? E allora vatti a
sedere nei banchi del Governo.
PRESIDENTE. Perché altrimenti con il brusìo abbiamo difficoltà.
CRACOLICI. Turano, lei non può stare lì, deve sedersi lì o si
dimette e torna lì
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Così però perdo il filo. Detto questo, abbiamo fatto
delle proposte: rifinanziare la legge sul risanamento, il
finanziamento a contributi a tasso zero per il risanamento delle
abitazioni nei centri storici e nelle zone A. Abbiamo avanzato la
proposta di finanziare anche qui una legge pensata, fatta, ma che
il predecessore non di Dagnino in questa legislatura, nella scorsa
legislatura, cioè Armao, varata la norma ha pensato bene di non
darle alcuna attuazione, che era il credito al consumo, cioè quello
di favorire le famiglie per accedere a quel sistema di liquidità.
Abbiamo sentito in Commissione Bilancio gli artigiani, che sono
venuti a farci un grido di dolore, perché sì, va bene, tutte le
misure per sostenere gli investimenti, ma c'è un problema: che in
una Terra dove ci sono oltre 350.000 imprese, il 98 per cento
caratterizzate da piccola e micro impresa, c'è un grande problema
di liquidità del sistema, a cui il sistema finanziario non riesce a
dare conto.
Ieri ho partecipato a un convegno degli artigiani ed è stato
riferito un dato: al di là delle difficoltà del sistema di accesso
al credito della piccola e media impresa siciliana, il tasso di
interesse medio per un'impresa che opera in Sicilia è dell'11,5 per
cento, siamo quasi a tassi di usura
E' evidente che un'impresa che ha bisogno di fare scorte, di fare
magazzino, di avere la liquidità d'esercizio, con queste condizioni
ha tante difficoltà ad operare, e se crolla quel sistema, altro che
crisi del consumo, c'è la crisi dell'economia di questa Regione.
Da questo punto di vista, quali sono le misure che mettiamo in
campo per sostenere le piccole e medie imprese? Mesi fa, con
l'assessore abbiamo avuto, anche qui all'inizio della sua avventura
di assessore, una polemica a proposito del fondo che lui prevedeva
all'IRFIS per consentire di aiutare le imprese e lui pensava di
farlo solo alle medie imprese, che in Sicilia sono 730 a fronte di
350 mila piccole e micro imprese che non riescono ad ottenere un
prestito per ventimila euro, tanto più che il nostro sistema
creditizio è ormai un sistema sostanzialmente che pensa al centro-
nord del Paese.
Sono pochissime le banche di prossimità nel nostro sistema
finanziario siciliano. E se qualcosa ancora regge è grazie ai
crediti, ai consorzi fidi, strumenti che andrebbero sostenuti
perché sono l'unico modo per dare una risposta certa al sistema
economico di prossimità. Ecco, tutte queste cose, potrei
aggiungerne altre tempo fa ho lanciato l'idea di aiutare i comuni
a garantire attraverso sistemi di videosorveglianza la sicurezza
delle nostre città. Il tema della sicurezza è un tema dirimente;
basta vedere che cosa succede nelle nostre città: accoltellamenti,
risse, una condizione sociale che va peggiorando. E questo sembra
un Parlamento, come dire, sordo, come se i fatti che succedono
fuori da qui non ci riguardano.
Abbiamo fatto una bella legge, Presidente, e lei ha avuto il
merito di averla assecondata, cioè la legge sul crack . Ma lei lo
sa che ancora oggi non c'è nessun decreto attuativo, tranne che
all'Assessorato all'Istruzione? E' come se quella legge non ci
fosse, perché fino a quando non ci sono i decreti che mettono a
terra le iniziative previste da quella legge stiamo parlando di un
manifesto di intenti e, allora, vogliamo recuperare la capacità di
quella concretezza; poi ci divideremo sugli strumenti e sulle
politiche, ma almeno affrontiamo i nodi e le soluzioni possono
dividerci ma i problemi ci possono unire, perché i problemi non
sono né di destra né di sinistra, sono le soluzioni che possono
essere di destra, di sinistra, ma la non soluzione confonde la
destra e la sinistra.
Ecco perché questa legge di stabilità deve fare un salto di
qualità. E io mi auguro, l'avevo fatto in premessa come
pregiudiziale, mi auguro che il Governo ci dica prima del passaggio
al voto sugli emendamenti, il maxi, il mix, il mini, ci dica quali
sono le priorità sulle quali intende in qualche modo mettere a
terra attraverso questa legge di stabilità che affronta i problemi
dei siciliani.
Se parliamo di questo è chiaro che il nostro contributo sarà come
sempre un contributo di merito e di suggerimenti. Poi noi siamo
minoranza; la maggioranza farà la sua parte e farà la maggioranza,
ma se non è così, Presidente, è inutile che i richiami al buonismo,
al fatto che siamo tutti persone perbene - lo siamo, non c'è
bisogno di ricordarlo -, ma pensare che una legge importante come
quella di stabilità passi con l'idea, c'è una condivisione, non c'è
nessuna condivisione, questa è una legge che così com'è proposta
non affronta e non da soluzioni ai problemi veri della Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo, però, prima
dell'intervento dell'onorevole Campo, ha chiesto di intervenire il
Presidente Schifani per trenta secondi.
Prego, Presidente Schifani, ne ha facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sarò brevissimo, ma ho ascoltato con la doverosa
attenzione, come lo farò con tutti gli altri interventi, quello
dell'onorevole Cracolici, e anche in privato, onorevole Cracolici,
abbiamo discusso del tema dei consumi che non crescono, è un tema
oggettivo, è un tema non di parte, c'è una anomalia, per fortuna,
cresce gliel'ho ricordato e le fa merito che la Regione Sicilia è
cresciuta come Pil, è stata la prima Regione, ha assunto un trend
di crescita che si sposa anche con l'aumento dell'entrata.
Quindi, evidentemente, le misure poste in essere da questo Governo
cominciano a dare dei risultati... che si guarda alla cultura
dell'impresa, e si guarda un poco all'agevolazione di chi vuole
intraprendere, rischiando. In questo vorrei citare e ricordare
tutte le misure che abbiamo adottato attraverso l'IRFIS, con le
nostre iniziative approvate dall'Aula.
Sui consumi, onorevole Cracolici, dico all'Aula che il Governo sta
studiando, in queste ore, anticipo che sta studiando una misura
finanziaria che possa incentivare i consumi. Mi sembra doveroso
anticiparlo, perché agganciandomi a quello ha detto l'onorevole
Cracolici, che avrebbe voluto sapere come opposizione quelli che
possono essere i punti qualificanti di modifica di questa legge,
voglio anticipare che, probabilmente, verosimilmente domani o
dopodomani, l'Assessore al bilancio presenterà proprio questo tipo
di misura, perché sono fortemente convinto, mi son convinto della
esigenza di dare una spinta. Perché la gente evidentemente ha
paura, oppure probabilmente i tassi di interesse nella relazione
degli acquisti sono eccessivamente esosi. Comunque, intendiamo dare
una possibilità di incoraggiamento e di fiducia ai cittadini
siciliani che non ce la fanno, e che devono ricorrere alla
rateizzazione, di potere ottenere delle misure finanziarie più
agevolate attraverso, evidentemente, fondi regionali.
Sulla sicurezza ci siamo... Sul decreto crack io mi assumo
l'impegno di vigilare subito, perché il decreto di attuazione in
pochissimi giorni possa essere realizzato, perché non è concepibile
- ha ragione lei - che una legge così importante, così strategica,
non abbia attuazione dopo alcune settimane.
Questo è uno dei temi, purtroppo, nei quali, caro onorevole
Cracolici, impatta questo Presidente della Regione. I temi della
dell'amministrazione, della burocrazia - non voglio fare polemica a
un sistema - però, evidentemente, occorre un maggiore controllo
della Presidenza e, quindi, assumo questo impegno personalmente,
oltre che politicamente.
Sicurezza che... sicurezza. La video sorveglianza, ne abbiamo
parlato, appena... pubblicamente, lei saprà che entro l'anno
prossimo dovremmo finire il famoso progetto della Control Room. I
20 milioni che il Ministero degli Interni ci ha liberato dal Fondo
FSC 14/20, che erano un po' persi e abbiamo recuperato. Entro
l'anno prossimo questo sistema, è un sistema delicatissimo, che sta
realizzando Leonardo - naturalmente all'Azienda Security nazionale
- per attivare un sistema di controllo, che nasce come sistema
degli antincendi, però evidentemente è intuibile, anche per
ovvietà, che su questo sistema si introdurranno, probabilmente,
delle misure di sicurezza che, naturalmente, saranno appannaggio di
chi svolge il ruolo delicato di controllare il territorio, in
chiave di anti criminalità.
Sulla siccità siamo tutti in gioco, ci stiamo impegnando al
massimo per fare in modo che tre dissalatori - quelli individuati
attraverso l'FSC Porto Empedocle, Gela e Trapani - possano essere
realizzati entro l'anno prossimo, in chiave magari più moderna, più
mobile unitamente alla possibilità di controllare la siccità nel
comune di Palermo.
Abbiamo eventi straordinari. Ci dobbiamo adeguare con visioni
strategiche, che guardano oltre il breve tempo, perché è cambiato
l'ecosistema. Questo lo sappiamo tutti, e quindi dobbiamo guardare,
io personalmente comincio a guardare, in futuro, quello che può
essere la soluzione del tema della siccità perché il clima è
cambiato. Quindi pensare di essere autosufficienti con le dighe da
riparare e con i dissalatori, quelli diciamo siciliani che
realizzeremo, penso che non darà dei risultati sufficientemente
esaustivi. Occorrerà guardare, secondo me, lo anticipo, al modello
israeliano, al modello di Dubai, ai modelli degli Emirati Arabi
dove non piove mai, però ci sono i grandi dissalatori che danno
l'acqua.
A quello, secondo me, si dovrà guardare. Io sto cominciando a
guardare, naturalmente, in maniera molto riservata, però ho il
dovere, governando questa mia Terra, di guardare al futuro, non
guardare soltanto al tempo immediato, al tempo mediato.
E quindi mi serbavo ecco, volevo, mi scuso se ho interrotto la
discussione generale, però mi sembrava corretto e doveroso
chiarire, alle osservazioni dell'onorevole Cracolici, quelli che
sono i punti qualificanti, no, ma punti integrativi di questa
manovra, quale principalmente l'incentivo al consumo, al quale ci
teniamo, ci tiene questo Governo, lo ritiene una misura essenziale,
così come lo riteneva l'onorevole Cracolici, anche privato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Schifani.
E' iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà. Prego,
onorevole.
CAMPO. Grazie. Presidente Di Paola, Presidente della Regione,
Renato Schifani, assessori e colleghi deputati, io ho letto e
riletto il documento, l'ho letto e riletto più e più volte, perché,
assessore Aricò, mi aspettavo un rigo, una parola, dove ci fosse
scritto Siracusa-Gela.
Lei ricorda bene che un anno fa è venuto a un consiglio comunale
aperto a Scicli, dove, quando io e il collega Di Pasquale
denunciavamo che ci erano stati sottratti 350 milioni per la
bretella della Siracusa-Gela fino a Scicli, lei ci rassicurò che
nessun fondo fosse stato sottratto; anzi, addirittura, questo
Governo non solo avrebbe trovato le risorse necessarie, per via del
caro prezzi, per completare la Siracusa-Gela in quella bretella, ma
per completare l'intera opera
Abbiamo aspettato un anno e adesso il Cipess ha certificato nero
su bianco quello che noi già denunciavamo un anno fa, cioè che
l'opera è stata definanziata, che non si farà e che, quindi, non
eravamo delle opposizioni strumentali che gridavano a questo scippo
senza motivo
Ora, siccome non è l'unica opera che è stata definanziata, perché
prima il presidente Schifani faceva cenno alle opere strutturali
relative alla siccità e ne sono state definanziate ben 13, perdendo
1 miliardo di euro, ma quanto meno ho visto in questa manovra 20
milioni, così giusto per dare un segnale; per fortuna, le vere
opere strutturali le potremmo sistemare grazie all'intervento più
strutturale che c'è, che è la pioggia - come io già dicevo in
passato, quando c'era il problema della siccità - e quindi andiamo
avanti con le piogge; ma della Siracusa-Gela non c'è traccia, non
c'è nulla
Assessore, io mi aspetto veramente che questa arteria, che è
l'unica che oggi in Sicilia rappresenta qualche chilometro di
autostrada per il Sud-Est, per gli Iblei, si possa completare,
quanto meno nei lotti che già hanno un progetto esecutivo e che
erano già stati finanziati da Governi precedenti.
La stessa cosa succede - mi dispiace che non c'è qua l'assessore
Barbagallo, però c'è l'assessore Dagnino - per i Consorzi di
bonifica. Nelle scorse manovre, erano stati finanziati tutti quei
Consorzi di bonifica che avevano i pignoramenti. E quando io mi
sono lamentata che si facevano figli e figliastri - e mi riferisco
per esempio a Siracusa, ad Agrigento, che sono stati aiutati con
parecchi milioni - mi è stato detto "no, ma questi li dobbiamo
aiutare per forza, perché ci sono i pignoramenti".
Ebbene, arrivano anche i pignoramenti del Consorzio di bonifica di
Ragusa e mancano i 5 milioni necessari per coprire i pignoramenti
Ma allora prima i pignoramenti erano da coprire in maniera
necessaria e adesso non più? Adesso, qual è la giustificazione del
perché non si interviene sul Consorzio di bonifica di Ragusa?
Questo mi piacerebbe capirlo davvero.
Presidente, io vorrei rimproverare a questo Governo l'assenza al
Ministero quando si è parlato della vertenza Versalis. Ci sono
parecchi lavoratori di ben tre province siciliane che rischiano il
posto di lavoro, in particolare quelli della provincia iblea, dove
si è paventata la chiusura di questo stabilimento.
E mi dispiace che lei è intervenuto tardi, dopo che le opposizioni
hanno sollevato il problema e c'è stata anche la dura replica del
Vescovo di Ragusa. Ma comunque è pur sempre intervenuto e io spero
che si possano salvare tutti i posti di lavoro di queste persone
che hanno, per anni, dato tantissimo al territorio, perché la
Versalis ha anche preso dal nostro territorio, sfruttando tante e
tante risorse. E adesso ci vorrebbe liquidare con un benservito,
senza pensare per tempo a ricollocare questi lavoratori, anche con
una riconversione, perché noi non siamo contro la riconversione
tecnologica, ma sicuramente queste cose vanno pensate e strutturate
per non mettere i lavoratori chiaramente in cassa integrazione.
Un'altra cosa ci tengo a dirla: sulle riserve agli enti locali, ho
notato che di tutte le riserve agli enti locali guarda caso,
l'unica che non è stata confermata è relativa alle premialità per
le raccolte differenziate. Noi siamo stati sempre una provincia
virtuosa. Perché queste premialità sono andate al comune di Comiso,
di Chiaramonte Gulfi, di Monterosso Almo, di Giarratana, di Ispica,
di Ragusa, eppure sono state cancellate, cos'è una dimenticanza?
Oppure non ci interessa nulla delle linee guida, della Comunità
europea, relativamente appunto alle raccolte differenziate, perché
c'è sempre in testa l'idea dei due inceneritori e quindi
cancelliamo dalle riserve degli enti locali l'unica, diciamo,
riserva che poteva avere un senso di dare giusto merito a quei
comuni che si impegnano veramente in una cosa che va nella
direzione in cui dovrebbe andare tutta la regione Sicilia.
E vado a concludere con una cosa che nelle scorse settimane ha
riguardato un po' tutto questo Parlamento, relativamente ai
contributi alle associazioni: si è sollevato un grosso polverone,
si sono dette tante cose e io ho voluto studiare tanto, Presidente
Di Paola, e ho preso tutti i contributi che sono stati assegnati
nel corso dello scorso anno e nel corso di questa variazione, che
poi sono contributi strutturali che troviamo anche nelle tabelle A,
tutte le associazioni, sempre relativamente chiaramente al comparto
della cultura e del turismo, e ho notato che ci sono delle grosse
disparità che non riguardano soltanto il fatto che magari dei
sindaci hanno più di un deputato amico e quindi si ritrovano nella
stessa manovra due contributi analoghi per la stessa cosa, o comuni
di 500 abitanti che prendono grossi contributi e poi abbiamo
capoluoghi di provincia che non prendono nulla, o ancora contributi
dati in maniera discrezionale alle associazioni.
No, il problema è ancora diverso perché qua noi abbiamo - e lo
possiamo notare anche dalle tabelle - delle province che prendono
milioni sopra milioni, mi riferisco per esempio alla provincia di
Palermo, 20 milioni di contributo strutturale nelle tabelle più 6
milioni di contributi dati col maxiemendamento; la stessa cosa
succede per Catania e abbiamo praticamente 17 milioni di contributi
strutturali nelle tabelle: 5 milioni sono stati dati con il maxi
fino ad arrivare a 23 milioni; Messina 7 milioni strutturali, col
maxi nella scorsa finanziaria 7 milioni. Poi abbiamo delle province
che hanno zero, nelle tabelle hanno esattamente zero, come per
esempio Ragusa, ma anche Enna, anche Agrigento e anche
Caltanissetta e grazie agli emendamenti tanto criticati da questi
deputati sono riusciti ad avere 1.200.000, Ragusa tanto quanto
Enna, 1.200.000, Caltanissetta si figuri, Presidente Di Paola,
800.000 euro per tutto l'anno per interventi di tipo culturale.
E allora, io mi aspettavo che in questa manovra si mettesse un po'
di ordine e si facesse qualcosa di diverso, perché il FURS che
potrebbe essere, diciamo, la linea giusta da seguire, perché il
Fondo unico per lo spettacolo regionale ha solo 6 milioni di euro e
se togliamo gli 800 che vanno all'Inda restano 5.200.000 che
dovrebbero coprire tutte quelle associazioni della Sicilia, sapendo
che poi Palermo ne prende 26 milioni, Catania 24 milioni. Ma allora
che giustizia è? Qua ci sono province che non prendono nulla e che
vengono pure criticate e finiscono alla ribalta della cronaca
perché vengono date nel maxiemendamento delle risorse alle
associazioni e province che hanno tantissimo
Io mi sarei aspettata che in questa finanziaria, dopo lo scandalo
che è finito su tutti i giornali nazionali, non soltanto quelli
locali, noi deputati potessimo rinunciare a qualcosa che riguardava
il territorio per mettere ordine a questa faccenda e dare un po' di
giusto merito alle province e alle associazioni Invece,
Presidente, vedrà che saremo punto e a capo, perché già lo notiamo
dalle tabelle che siamo punto e a capo, perché ora saremo costretti
a fare gli emendamenti nel maxi per coprire tutte le mancanze dei
comuni che prendono zero per interventi culturali e interventi
legati al turismo, come se la Regione non fosse un'unica Terra da
promuovere tutta
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo per il suo intervento. Ha
facoltà di parlare l'onorevole De Luca Cateno.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, Assessori, intanto la ringrazio Presidente per la
sua presenza anche perché i colleghi già giustamente, come avevo
avuto modo anche io in altre occasioni, avevano posto la necessità
della sua presenza, questa è la legge di stabilità, per nulla
togliere all'assessore Dagnino, al quale comunque devo fare i miei
complimenti perché, rispetto al debutto, devo dire che ha
affrontato in Commissione Bilancio e anche nelle Commissioni di
merito questa fase con un approccio diverso, e quindi ne devo dare
atto, perché è giusto che quando si costruisce un percorso come la
legge di stabilità e bilancio della Regione il dialogo, fermo
restando le posizioni, sia un dialogo che abbia un senso.
E a questo voglio fare riferimento, perché siamo consapevoli che
in quest'Aula il Governo presenterà gli ultimi provvedimenti che
sta definendo, per come è stato annunciato, per alzare quello che
il livello di questa legge di stabilità, lo definirei per ora un
documento tecnico che traccia già il percorso su alcune cose
fondamentali, delle quali comunque dobbiamo parlare.
Già in Commissione Bilancio abbiamo avuto modo di collaborare su
alcune cose importanti, e una in particolare ci tengo a
sottolinearla, che è quella dell'inversione di rotta nell'approccio
con i municipi, perché quello che è stato messo in evidenza è che
soprattutto sotto il profilo della gestione economico-finanziaria
abbiamo previsto risorse per i comuni in piano di riequilibrio, per
i comuni in dissesto però, per i comuni che fanno di tutto per
evitare questa fase non avevamo previsto nulla.
Quale è il report a cui faccio riferimento e che l'ANCI ha anche
diffuso in questi giorni, c'è un problema che riguarda la capacità
di riscossione soprattutto per i tributi, quindi le entrate
fondamentali del titolo primo e titolo terzo dei comuni, una
difficoltà a riscuotere, o magari la non volontà di prendersi la
responsabilità di riscuotere.
E ve lo dico perché mi sono ritrovato, in ultimo lo sapete, come
sindaco di Taormina, e ho chiuso il dissesto che ho ereditato in
dodici mesi e mezzo, la media dei dissesti in Sicilia, e questo
report anche pubblicato in questi giorni è di 3650 giorni. E l'ho
fatto prendendomi la responsabilità a luglio scorso di fare il
cosiddetto "Salva Taormina", che ha portato a una riscossione che
ci ha portato a chiudere anche l'anno con il pagamento di tutti i
debiti, e con quasi quaranta milioni di euro in cassa.
Ma ho fatto una manovra sui tributi di cinquantacinque milioni di
euro che non era stato fatto dai miei predecessori, mi sono preso
la responsabilità nei confronti della mia comunità di fare
un'azione forte, per come era giusto che si facesse.
E allora in quest'ottica abbiamo suggerito al Governo di voler
mettere una apposita premialità riguardante i comuni che, rispetto
all'anno precedente, aumentano la capacità di riscossione, perché
qui non è solo il problema dell'accertamento, come sapete bene,
anche perché oggi col fondo crediti di dubbia esigibilità se io
accerto e non riscuoto ovviamente paralizzo la spesa corrente
dell'ente.
Ed ecco che finalmente una misura importante che lancia un
messaggio a tutti i colleghi sindaci: non è pensabile che ciascuno
di noi non si prenda la responsabilità di svolgere il proprio
dovere fino in fondo, fermo restando ovviamente che ci sono delle
difficoltà, e nelle difficoltà ci sono anche degli istituti, come
il baratto amministrativo, che si può applicare nei comuni dove ci
troviamo con famiglie che non sono nelle condizioni di poter pagare
i tributi e che quindi, rispetto a quella che è la loro
disponibilità, possono offrire il loro tempo, considerato il loro
stato di disoccupazione, all'ente con quelli che sono attività
socialmente utili.
Quello che noi abbiamo anche immaginato, presidente Schifani, su
quella che è stata la norma per quanto riguarda il contrasto alla
povertà.
Quando noi ci siamo permessi di dire la carità a fondo perduto non
è assolutamente da questo punto di vista un elemento edificante per
chi la riceve e per chi la fa, l'abbiamo fatto nell'ottica di
costruire e di dare un senso alle risorse che noi destiniamo.
E su questo vorrei fare un piccolo passaggio, anche in relazione
all'intervento del collega Cracolici e della sua risposta su quella
che è la crescita che allo stato attuale si registra in Sicilia.
Veda, signor Presidente, il nostro parametro non sono le altre
Regioni d'Italia, il nostro parametro sono le altre Regioni degli
Stati d'Europa che sono nelle stesse situazioni della Sicilia e che
ricevono le stesse risorse.
Il vero problema sta lì.
Presidente Schifani, la Sicilia purtroppo è una delle Regioni che
in questi anni, non ora, in questi anni ha registrato una crescita
minore e una performance minore rispetto alle altre Regioni di
altri Stati che si trovano esattamente nell'obiettivo di coesione
come la Sicilia.
Allora, il parametro a cui bisogna fare riferimento è questo,
perché? Perché è quello che in ogni caso l'iniezione di risorse,
lei su questo ci può dare lezione ma anche l'assessore Dagnino, è
logico che momentaneamente suscitano un aumento transitorio dei
consumi, ma qui faccio un appello a questo Governo nel distinguere
quelli che sono aiuti finalizzati all'aumento dei consumi che sono
misure transitorie, rispetto a quelle invece sono misure
strutturali.
Ed ecco che qui mi riaggancio all'articolo 1 di questa legge di
stabilità. Quando io, Assessore, le ho detto in Commissione
Bilancio lei deve partire dal presupposto che questa Agenzia deve
essere l'agenzia che è una sorta di ufficio di semplificazione, non
può essere un altro ufficio di complicazione Quando noi parliamo
di attrarre gli investimenti è ovvio che il problema sul quale ci
dobbiamo misurare sono la difficoltà di mettere a reddito un
investimento da parte di qualunque imprenditore rispetto a quella
che è la fase di proposta di un progetto e l'acquisizione delle
autorizzazioni.
Io le posso citare dei casi ancora dove ci sono comuni che per
avere per avere il rinnovo della valutazione di impatto ambientale
è da 3 anni che aspettano
Quindi, pur avendo apprezzato quello che è lo slancio che si è
dato in questo contesto con il Gaetano Armao, ma ancora siamo
lontani
Voi immaginate se un imprenditore può venire in Sicilia e non ha
la certezza di quando può mettere a reddito il proprio
investimento. Non c'è agenzia che tenga.
E allora è ovvio che questa Agenzia, o le affidate un ruolo nuovo,
innovativo, che è quello realmente di semplificare in modo
amministrativo quello che è risultato di una conferenza unica dei
servizi che ha una serie di carenze, cioè ci vogliono i cosiddetti,
mi passi il termine, cani da caccia che, rispetto a quelli che sono
i passaggi - assessorato per assessorato - li segua nel dettaglio,
diversamente questa Agenzia, come è stato più volte ribadito in
Commissione Bilancio, rischia di essere un ulteriore carrozzone.
In quest'ottica ho apprezzato quello che è un articolo sul quale
ci siamo trovati già a discutere, ma per il quale ancora si sta
ragionando con l'assessore Savarino. È l'articolo riferito ai piani
di gestione del demanio marittimo, e soprattutto anche a quella che
è una reazione che la Sicilia deve avere rispetto agli effetti
della Bolkestein .
E quindi, assessore, io mi sono permesso di incalzarla, la
continuo ad incalzare perché? Perché noi non ci possiamo permettere
rispetto al quadro normativo confuso, perché su questo siamo stati
anche bravi a farci del male, a pensare di chiudere l'anno senza
dare un riscontro puntuale a quello che è un mondo che sul profilo
degli investimenti e anche su quelli che sono posti di lavoro ed
economia basata su un patrimonio che abbiamo e che non è
valorizzato, perché voglio ricordare a me stesso che su 150 comuni
costieri le bandiere blu sono solo 15 e di queste soltanto a
Messina, dopo che abbiamo agito già a Santa Teresa di Riva, ne sono
concentrate 9, il che significa che nel resto della Sicilia ci sono
solo 6 bandiere blu.
E allora qui bisogna fare un ragionamento anche definitivo: da un
lato bisogna prevedere l'eliminazione delle superfetazioni che ci
sono sul demanio marittimo e che sono state realizzate o dalla
Regione su concessione della Regione per quelle che erano
investimenti industriali che allora, nei tempi degli anni 60 e 70,
si facevano nelle parti più suggestive delle nostre spiagge. Allora
da un lato lei ha questo compito, consenta, intervenga per
eliminare queste superfetazioni e nello stesso tempo agire con una
strategia comune con i palazzi municipali per prendere uno dei beni
che oggi ci invidiano tutti, e sono le nostre spiagge, ed è su
quello che ovviamente noi non ci possiamo permettere di poter
lasciare la situazione abbandonata a sé stessa.
Per quanto riguarda altri aspetti sui quali abbiamo lavorato, e su
cui io invito l'assessore Dagnino a porre l'attenzione, veda il
Presidente della Regione siciliana è il Commissario nominato per
quanto riguarda il risanamento della baraccopoli di Messina, non è
accettabile che ci siano tra i residui ancora 21 milioni di euro di
risorse ferme, non spese e che risalgono alla legge 10 del 90
perché la prima legge sul risanamento l'ha fatta allora Rino
Nicolosi, e questo che cosa mette in evidenza assessore Dagnino?
Che tra i capitoli dei residui ci sono milioni di euro che sono
fermi perché nessuno più si è occupato di movimentarli, e a questo
mi aggancio, a quello che è un altro problema che le voglio
sottolineare, la capacità di spesa della Regione siciliana.
Veda, e lo dico qui anche all'assessore Aricò, non è Assessore che
togliendo i soldi con una delibera di Giunta da una provincia a
un'altra si fa capacità di spesa, lo voglio sottolineare senza
spirito di polemica, ma perché questo si è verificato già
nell'ambito di Istituti autonomi di case popolari, dove ci siamo
trovati che il Comune di Taormina - scusi se cito il Comune di
Taormina - stava per realizzare la riqualificazione di 70 alloggi,
e all'improvviso ci siamo ritrovati con una delibera di Giunta che
li ha destinati a Palermo e a distanza di un anno non sono stati
neanche spesi, quindi l'Istituto case popolari stava facendo la
gara d'appalto e si è dovuta fermare.
Questo non va, non va per garbo istituzionale nei nostri rapporti,
e non va anche su quella che è la capacità di spesa, ed ecco
l'altro elemento su cui io vi invito a ragionare, perché non si può
mai fare un ragionamento semplicemente aritmetico collega Cracolici
sul PIL, il tema è un altro è la qualità della spesa sulla quale
bisogna concentrarsi, perché se noi andiamo avanti con i progetti
sponda tanto per giustificare algebricamente quella che è in ogni
caso la rendicontazione nei confronti dei fondi extraregionali, noi
non cresceremo mai in questa Terra, perché vuol dire che l'asset
strategico infrastrutturale su cui puntiamo ogni anno passa da
programmazione a programmazione.
Se andate a guardare quelli che sono gli asset principali sul
fronte delle infrastrutture negli ultimi trent'anni, sono sempre
quelli, ce li trasciniamo da programmazione a programmazione con
un'evidente incapacità di spesa, ma numericamente noi la
rendicontazione la portiamo a pareggio perché? Perché nel frattempo
prendiamo tutte le minuzie che non sono strategiche e li portiamo,
ce li trasciniamo per rendicontare.
Allora, è ovvio che anche qui, al di là di quelle che sono gli
aspetti statistici, dobbiamo avere la capacità di concentrare la
spesa, soprattutto quella che ormai c'è rimasta dei fondi extra
regionali, in una strategia di investimenti che attraverso poi
l'ufficio di semplificazione - e ritorno all'articolo 1 - che non
serve solo per i privati. Perché qua ci sono i sindaci che fanno i
questuanti per avere una autorizzazione di impatto ambientale, e
anche da questo punto di vista si ritrovano definanziati degli
investimenti importanti, anche per quanto riguarda la sistemazione
idraulica dei torrenti, per le difese delle coste, che è uno degli
interventi più delicati e lei, Assessore Savarino, lo sa cosa
significa mettere a terra un progetto con le autorizzazioni che
riguarda questo settore.
E allora qui, Assessore Savarino, dobbiamo rivederla la questione,
rivederla in termini seri, anche perché non è pensabile che da un
lato si assegnano termini ai Comuni per realizzare i progetti,
dall'altro lato il Comune si indebita a fare il progetto, consegna
il progetto poi per avere le autorizzazioni del caso e passano anni
e nessuno si preoccupa che, in quel caso, il danno è doppio, non
solo perché la spesa è ferma, ma anche perché il palazzo
municipale, possibilmente, ha anche delle risorse.
Come si chiama, e chiudo signor Presidente, questo ragionamento
che io mi sto permettendo di fare? Si chiama amministrazione.
Presidente Schifani, su questo desidero la sua attenzione nella mia
ultima riflessione. Io penso che lei abbia la necessità, e mi
permetto di dirlo senza spirito di polemica, di chiamare la sua
Giunta, i suoi assessori, a fare più amministrazione e meno
politica. Perché, veda, i risultati della buona amministrazione
danno risultati politici. Chi, invece, continua a inseguire la vera
politica, ovviamente, fa un danno alla Sicilia e anche a lei mi
permetto di dire, e questo lo voglio dire senza spirito di
polemica, perché? Perché potremmo andare a fare esempi concreti e
pratici ma, ovviamente, non è mio compito. Io faccio, da questo
punto di vista, solo l'osservatore.
Su quello che ha detto la collega che mi ha preceduto, la
premialità, per quanto riguarda la raccolta differenziata,
assessore Dagnino credo che sia anche questo un problema di
disattenzione perché, ricordo in Commissione Bilancio che, con
tutta onestà, allora siamo rimasti che prendevamo le riserve
comunque presenti, Presidente della Commissione Bilancio, se non
ricordo male, già nelle riserve del 2024 e le avremmo trasferite
sul 2025. Questa dei rifiuti perché è importante? Non è tanto un
fatto già abbiamo alzato l'asticella al 75%, quindi non è che
stiamo parlando di una riserva che va in modo diffuso, perché
alzare già al 75% significa che è veramente selettiva per avere
queste risorse.
Allora, questo è giusto ripristinarla per un motivo semplice,
perché noi non stiamo prevedendo i fondi per coprire gli extra
costi del trasferimento dei rifiuti all'estero che i nostri
cittadini continuano a pagare. Veda assessore Dagnino, è inutile
che noi poi prevediamo il fondo per contrastare la povertà se per
pagare la Tari bisogna fare un mutuo. Da dove deriva questa
situazione? e deriva da quella che, purtroppo, è stata finora una
grande miopia della Regione siciliana della quale ne pagano le
conseguenze i Comuni, i Sindaci, e poi tutta quella gente onesta
che, pur di pagare la Tari, si fa prestare i soldi. E allora ecco
che c'è una visione di insieme che, mi permetto di dire, è mancata
finora. E bisogna qui con la buona amministrazione riprenderle e
mettere proprio in fila in modo ordinato come si fa in questi casi
questi elementi, per evitare le disfunzioni a cui facciamo
riferimento.
Presidente, sono stato contattato dall'Anci perché, essendo stato
l'autore di quella sanzione per i sindaci che non presentano la
relazione annuale, pare che ci siano grandi difficoltà. E, allora
assessore Dagnino e presidente Schifani, io posso dire questo: c'è
una legge della Regione che va rispettata. I sindaci devono fare la
relazione annuale per dare soddisfazione al consiglio comunale,
all'opposizione e anche alla cittadinanza dei loro risultati e il
90% non la faceva. Io ho inserito, grazie al Governo che ha accolto
allora l'emendamento, una sanzione per i sindaci sull'indennità e
per i Comuni.
Allora, abbiamo avuto delle discussioni anche con l'assessore
Messina. Io ho proposto un emendamento affinché le sanzioni,
assessore Messina, così quelle che sono state anche le sue
sollecitazioni, scattino da gennaio 2025 in poi. Perché? Perché
oggi si sono invertite le parti. Prima il 90% dei sindaci non
presentava la relazione, ora il 90% dei sindaci l'ha presentata,
ancora c'è una piccola parte.
Allora, siccome io non ho fatto una legge per punire i miei
colleghi, ma l'ho fatto per lanciare un messaggio definitivo, io
non ho problemi, assessore Messina, perché su questo sono stato un
guardiano del faro' nello spostare l'applicazione delle sanzioni a
sessanta giorni dall'entrata in vigore di questa legge di
stabilità, così anche i colleghi sindaci che ancora si devono
mettere nei termini possono farlo, perché ovviamente il messaggio è
arrivato. Questo Governo è riuscito su nostro suggerimento a dire
ai sindaci, siete i primi che dovete anche rispettare le norme che
vi riguardano, siete proprio voi
Noi ci siamo astenuti in Commissione Bilancio, siamo ovviamente in
attesa di vedere quali sono gli elementi che in questi giorni il
Governo metterà sul tavolo per dare un'anima a questa legge di
stabilità, che per ora per alcuni aspetti è prettamente tecnica,
ovvio noi ci siamo, non ci tiriamo indietro, Assessore Dagnino mi
guardi negli occhi, noi non apparteniamo alla categoria di quelli
che "dattano e cianciono", non so se lei conosce questo principio
dell'Università di Oxford, noi non facciamo parte di questa
categoria, ma lo voglio dire perché non ci appartiene l'ipocrisia e
soprattutto quando c'è la possibilità di poter descrivere le
proprie idee e la controparte pur avendo dalla sua i numeri ascolta
e li fa propri, allora è ovvio che uno con grande onestà ne deve
dare atto.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Presidente, Presidente della Regione, colleghi deputati,
Assessore, Presidente io ho in mano un documento, anzi una delibera
di Giunta la 244 del 4 luglio 2004, il numero sicuramente non vi
dirà nulla, capisco che ne approvate tante, ma questa è una
delibera particolarmente importante, perché è l'apprezzamento del
piano di sviluppo industriale della Sicilia redatto dall'IRSAP, che
voi avete apprezzato.
In molte occasioni in quest'Aula ho avuto modo di constatare e di
contestare come la Regione non si fosse mai dotata di un piano
industriale, come nelle linee programmatiche espresse più volte dal
Presidente della Regione, non si parlasse di un piano industriale
della Sicilia, con ciò venendo in qualche modo meno a quanto
affermava poc'anzi l'onorevole Cracolici, ossia che la Regione
siciliana e un piccolo Stato, e come tale deve pensare anche
autonomamente al progresso del proprio territorio e al progresso
per le proprie concittadine e i propri concittadini.
Ebbene, nel momento in cui il Governo apprezza una delibera di
cotanta importanza, uno studio di cotanta importanza, nel quale
sono contenuti alcuni dati statistici, nel quale è contenuta una
prospettiva sotto certi profili, ne mancano altre, le faccio un
esempio.
Presidente, in questa delibera voi parlate delle ZES, io penso che
le ZES e in questo sono d'accordo con l'assessore Tamajo, siano uno
dei più grandi furti perpetrati a danno della Regione siciliana,
perché le due ZES, quella della Sicilia occidentale e quelle della
Sicilia orientale, stavano dando buona prova di sé anche col
supporto dei commissari, però proprio le due ZES dagli interventi e
dagli investimenti programmati e finanziati nelle due ZES o che
avrebbero dovuto essere finanziate delle due ZES, emerge un
elemento, ed emergeva un elemento, la dinamicità di alcuni settori
produttivi della Sicilia orientale è la stagnazione di molti
settori produttivi della Sicilia occidentale.
Ebbene, dinanzi a questo a questo, che è un dato di fatto, gli
interventi programmati in Sicilia occidentale erano cinque volte
meno di quelli della Sicilia orientale, e più o meno il numero di
abitanti e le caratteristiche dei due territori, i territori sono
simili, dunque dinanzi a questo mi sarei aspettato che un Governo
che approva una delibera così importante avesse introdotto alcune
misure, non dico tutte, la manovra è da settecento milioni di euro
quasi, è chiaro che una manovra che rappresenta meno del tre per
cento del bilancio regionale, il bilancio regionale è circa ventuno
miliardi, qui ne stiamo utilizzando e gestendo poco meno di
settecento, quindi il tre per cento.
È chiaro che non mi aspettavo che tutto questo piano industriale e
questa politica industriale finisse in questa legge di stabilità,
ma almeno una parte di esso mi attendevo che lo avremmo visto in
questo documento contabile, e invece si presenta uno strumento
finanziario che non risponde in alcun modo alle esigenze produttive
dei siciliani, che non affronta il tema dello sviluppo e del
progresso, anche in ragione della creazione di lavoro stabile.
Perché veda Presidente, lei molte volte ha parlato dell'incremento
dei posti di lavoro in Sicilia, è un dato statistico, c'è da dire
che non vengono contati, nelle statistiche che fa l'Istat
ultimamente, non vengono contati i cassintegrati, e questo diciamo
droga un po' il dato, ma al netto di questo abbiamo visto qual è il
reddito medio dei siciliani, abbiamo visto qual è il reddito medio
dei lavoratori siciliani.
Noi abbiamo generato occupazione instabile e occupazione di scarsa
qualità con poca retribuzione, questo produce la stagnazione dei
consumi. Allora, da una politica industriale ci attenderemmo che
sviluppasse qualità dell'impresa con qualità del lavoro, e nella
qualità del lavoro, caro Presidente, c'entra un altro tema. Lei
qualche volta è venuto in quest'Aula e ha parlato e ha con noi
discusso della questione delle morti e degli infortuni sul lavoro,
bisogna dare atto, almeno a parole si è mostrata una sensibilità,
la Regione siciliana però Presidente, lei lo sa sicuramente meglio
di me, perché i suoi Uffici l'avranno informata, è la Regione che
secondo l'INAIL è quella dove ci sono più infortuni e dove ci sono
più morti sul lavoro.
Allora, dinanzi a questo, è possibile immaginare interventi
produttivi che possono migliorare la qualità del lavoro e la
qualità della tutela dei luoghi di lavoro per i lavoratori? Perché
le due cose, il processo produttivo e la tutela dei lavoratori, non
sono due cose in antitesi, noi dobbiamo aiutare le imprese
siciliane a migliorare la qualità della produzione per migliorare
la qualità delle condizioni dei lavoratori e la tutela della loro
salute.
Dinanzi a questo però il Governo non dice nulla, aspettiamo ancora
le misure, perché non bastano solo, sì c'è il tema degli ispettori,
ma non bastano solo gli ispettori, perché molto spesso gli
ispettori arrivano tardi Presidente. Arrivano quando la patologia e
diventata oramai conclamata e il cancro non è più estirpabile, e
quando le famiglie hanno già perso un loro caro.
Noi dobbiamo arrivare prima, e prima vuol dire sostenere i
comparti produttivi a innovare i processi affinché vengano tutelate
le condizioni di vita e di salute dei lavoratori. Allora noi su
questo vogliamo discutere col Governo, perché veda, lei oggi, e non
è la prima, ha rilasciato un'intervista in cui si è detto fiducioso
che l'Aula approverà questa finanziaria e il bilancio entro il 31
dicembre.
Io appartengo alla categoria di quelli che ha sempre detto, avendo
fatto anche l'amministratore locale, e quindi essendomi trovato
nella necessità di approvare gli strumenti finanziari, che
un'opposizione non si contraddistingue quando fa slittare i
termini, o perché fa slittare i termini di approvazione di uno
strumento finanziario, un'opposizione si contraddistingue quando
riesce a mettere in evidenza le storture delle proposte del
Governo, e soprattutto quando dinanzi alla individuazione di un
problema declama la soluzione.
Perché la politica deve essere la politica dei sì, non dei no a
prescindere, questa è una forza politica e il Partito Democratico è
forza politica matura e lo ha sempre dimostrato, quindi il tema non
è approvarla in tempo, il tema però Presidente è che lei non può
richiamare alla responsabilità le opposizioni su questo, deve
richiamare in prima luogo alla responsabilità le forze di Governo,
perché questo è il tentativo ancora una volta di cercare di avere
nell'opinione pubblica, di lanciare nell'opinione pubblica il
messaggio che gli errori di questo Governo sono coperti dalle
opposizioni, io non coprirò nessuno dei suoi errori, sarò il primo
a sostenere qualsiasi misura voi vogliate indirizzare
nell'interesse dei siciliani perché, ripeto, io faccio opposizione
al suo Governo ma non ai siciliani, alle siciliane quindi, se ci
saranno misure che vanno incontro ai diritti delle siciliane e dei
siciliani noi lo sosterremo perché non siamo degli irresponsabili,
siamo uomini e donne eletti in questo autorevole consesso per
rappresentare i siciliani.
Allora, però, su alcune cose vogliamo dire la nostra, enti locali,
l'anno scorso, nello scorso strumento finanziario, abbiamo
approvato una norma che prevedeva un fondo per la progettazione.
Vede, la discussione sul fondo della progettazione e la
discussione sulle mance non sono slegate perché in un'epoca in cui
il fondo per l'autonomia è trecentocinquanta milioni, prima era più
del doppio. C'era un'epoca in cui il fondo era più del doppio e in
un'epoca in cui la maggior parte dei fondi provengono ai comuni,
agli enti locali dalla loro capacità di progettare per partecipare
ai bandi che vengono finanziati con risorse nazionali o risorse
europee è chiaro che dotarsi della progettazione esecutiva,
definitiva, in particolare, della progettazione esecutiva perché è
quella premiante nei bandi diventa fondamentale e, allora, noi
l'anno scorso avevamo dotato gli enti locali di un fondo da
quaranta milioni di euro, un fondo di progettazione che, peraltro,
era strutturato, grazie anche all'esperienza del collega Venezia,
in maniera tale da aiutare prevalentemente i comuni minori, che
sono quelli che hanno maggiori difficoltà col personale, con un
tetto massimo di duecentomila euro.
Ebbene vede, Presidente, con quei soldi molti comuni hanno potuto
presentare progetti e li hanno potuti candidare a diversi bandi ed
oggi si trovano ad avere avuto finanziate diverse opere pubbliche,
ebbene noi che facciamo? Una misura che ha funzionato, che si basa
su un criterio automatico, quindi, non discrezionale, dove non c'è
l'intermediazione politica che è quello di cui ci accusano fuori da
quest'Aula, pigliamo e lo eliminiamo, io vi rivolgo un invito,
reintroducete questo fondo perché è determinante e vi aggiungo, in
queste settimane anche il Sole 24 Ore ma non solo. Ma diciamo chi è
stato negli enti locali lo sa, si è disquisito del problema degli
enti locali di accertare e di riscuotere le entrate con un duplice,
ovviamente, elemento negativo, da un lato non abbiamo gli enti
locali che non riescono a recuperare tutte le risorse che servono e
che devono essere pagate dai cittadini e dall'altro se a fronte di
una entrata programmata dieci, non incasso cinque, altri cinque li
dovrò mettere nel fondo crediti dubbia esigibilità, quindi,
aggraverò il bilancio dei comuni di un ulteriore peso.
Ebbene, io penso che si debba immaginare una misura che possa
aiutare i comuni a recuperare queste entrate e per recuperare
queste entrate servono gli uffici perché l'esternalizzazione è
qualcosa che è conveniente nei medio grandi comuni ma per i piccoli
comuni, caro Presidente, non ce ne sono società che sono
disponibili a partecipare a bandi per comuni di tremila,
quattromila abitanti perché non sono convenienti e, allora, l'unica
cosa che dobbiamo fare è aiutare quei comuni a fare le assunzioni,
a uscire fuori dal meccanismo, da quel Up, per effetto del quale,
non riescono ad accertare e non riescono ad avere le risorse per
potere fare le assunzioni e per potere migliorare la loro capacità
di riscossione, di tutto questo non se ne parla nello strumento
finanziario.
Allora, siccome però la discussione è iniziata oggi ed è noto che
questa è la "simil finanziaria", nella finanziaria quella vera
l'invito che vi rivolgo è a pensare, non dico a tutte le cose che
abbiamo detto, ma almeno alcune di esse perché quelle sono
nell'interesse dei siciliani, non nell'interesse delle opposizioni,
come io voglio immaginare che voi vogliate agire nell'interesse dei
siciliani e non nell'interesse delle forze di Governo, poi ci si
confronterà alle elezioni e sul programma per il futuro dei
siciliani ci confronteremo e vedremo quale sarà quello maggiormente
apprezzato. Ma oggi, chi sta seduto qui ha il dovere di agire
nell'interesse dei siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. E' iscritto a parlare
l'onorevole Spada. Dopo l'onorevole Spada, ci sarà l'onorevole
Gilistro.
Prego, onorevole Spada. A lei la parola.
SPADA. Signor Presidente, Presidente della Regione, in questa
legge di bilancio, che ci apprestiamo a votare, diversi sono stati
gli interventi proposti dal gruppo delle opposizioni, e, in
particolare, dal Gruppo del Partito Democratico. Ci saremmo
aspettati un po' più di coraggio, nel rendere alcune norme che
abbiamo ritenuto fondamentali per il prosieguo della sopravvivenza
dei nostri comuni, ovvero dei comuni siciliani, che in questo
momento si trovano in una condizione di dissesto o di predissesto.
Come è stato detto prima, più di un terzo dei comuni siciliani oggi
si trova in questa condizione e, grazie agli interventi che siamo
riusciti ad inserire nelle ultime variazioni, siamo riusciti a dare
un po' di ossigeno a questi comuni.
Oggi però, Presidente, servirebbe rendere questa manovra e questo
intervento in maniera strutturale, all'interno del bilancio della
Regione. Noi dobbiamo consentire a questi comuni di poter uscire
definitivamente da questa condizione. Quindi, una prima richiesta è
quella di rendere, appunto, strutturale la misura che è stata
portata avanti nelle ultime due variazioni di bilancio, per aiutare
i comuni in pre-dissesto e in dissesto.
Il Fondo delle autonomie locali. Noi siamo passati da un fondo di
quindici anni fa, che ammontava a novecento milioni di euro, ad un
fondo che oggi conta più di trecentocinquanta milioni di euro.
Purtroppo questo fondo, questi 350 milioni di euro, non riescono a
soddisfare le richieste che i comuni siciliani si trovano ad
affrontare.
Il Fondo crediti di dubbia esigibilità. La non possibilità di
assumere, all'interno degli enti locali, sta mettendo in serie
difficoltà, e sempre più in ginocchio, i nostri comuni. Comuni che,
purtroppo, sono amministrati e sono governati, molto spesso, da
persone folli che hanno la passione, che nutrono un amore nei
confronti della nostra Regione e del nostro territorio. Perché
oggi, Presidente Schifani, fare il sindaco in una Regione che mette
a disposizione così poche risorse, è veramente da folli E quindi
l'auspicio è quello di immaginare un Fondo per le autonomie locali
che possa raggiungere almeno i 400 milioni di euro, in modo tale da
consentire ai nostri sindaci di poter affrontare le difficoltà che
stiamo attraversando in questo periodo.
Il diritto allo studio. Si è parlato di diritto allo studio, non
solo da parte dei deputati e dei colleghi delle opposizioni, ma
anche da parte di alcuni colleghi di maggioranza. Oggi, Presidente,
il diritto allo studio non si traduce solamente nel destinare borse
di studio. Borse di studio che, devo dire, nella scorsa
finanziaria, grazie ad un intervento che abbiamo fatto insieme ai
colleghi del Partito democratico, che ha visto la condivisione del
Governo e dell'assessore Turano, che hanno consentito di sbloccare
venticinque milioni di fondi FS, e che hanno garantito una
copertura per la prima volta in Sicilia del novanta per cento delle
borse di studio.
Però, Presidente, la copertura di queste borse di studio, di
questo novanta per cento, è a termine. Perché l'anno prossimo,
questo sarà l'ultimo anno in cui saranno disponibili queste
risorse, e dall'anno prossimo, dicevo, se non interveniamo
nuovamente, rischiamo di riportare le borse di studio al cinquanta
per cento, diciamo, della dotazione rispetto a quelle che sono
invece le richieste che vengono fatte dagli studenti siciliani.
Noi, oggi, all'interno della nostra regione abbiamo i cosiddetti
idonei non vincitori. Idonei non vincitori, che si traduce
nell'avere tutte le caratteristiche e i requisiti per ricevere la
borsa di studio, ma per l'assenza, diciamo, delle risorse non
vengono destinate.
Diritto allo studio, quindi, non è solamente il ricevere la borsa
di studio, ma è anche il diritto alla casa, all'alloggio e
soprattutto alla mobilità. In una Regione - e in una nazione,
perché il problema non è solo nostro - in cui è aumentato il costo
dell'affitto, immaginare di destinare solo 1.300 euro l'anno di
contributo agli studenti che ne fanno richiesta per l'alloggio
universitario, significa non sostenere in maniera adeguata le
richieste che, appunto, provengono dalla comunità studentesca.
E quindi, se da un lato non siamo nelle condizioni di poter
garantire il contributo per l'affitto agli studenti universitari,
dall'altro dobbiamo fare in modo di adeguare quelli che sono gli
alloggi - e poi, assessore Dagnino, voglio fare un passaggio sul
prestito d'onore, glielo voglio solo anticipare - dobbiamo fare
degli interventi che consentono di aumentare il numero di posti a
disposizione all'interno di questa Regione, perché altrimenti poi
non ci dobbiamo e non ci possiamo interrogare sulle motivazioni che
spingono i ragazzi, i nostri studenti ad andare fuori. Molti
studenti vanno fuori perché vogliono fare un'esperienza diversa, ma
tanti studenti vanno fuori perché in questa Regione non hanno
garantiti i servizi indispensabili del diritto allo studio, così
come anche, come anticipato prima, il diritto alla mobilità. Molto
spesso per raggiungere i poli universitari gli studenti sono
costretti a cambiare due, tre autobus per raggiungere, appunto, la
sede in cui hanno deciso di studiare. Tutto, ovviamente, a carico
degli stessi studenti.
Sul prestito d'onore, assessore Dagnino, è stata una misura che ci
ha visto, come dire, in alcuni momenti anche scontrarci sulla
misura, perché avevamo due visioni diverse e davamo
un'interpretazione diversa a quello che dovesse rappresentare
questo strumento. È stata votata una legge, sono stati destinati 6
milioni di euro a questa misura. La mia preoccupazione - e glielo
dico - è che se non modifichiamo alcuni aspetti di questa norma,
rischiamo di non consentire l'accesso agli studenti universitari
che poi realmente vorrebbero utilizzare questo prestito d'onore.
Quando parliamo - e lo dico all'onorevole collega Pace, che prima
parlava appunto di una misura, quella del prestito d'onore, che
consentirebbe e che consentirà a diversi studenti siciliani di
poter continuare a studiare qui - quando parliamo di prestito
d'onore, colleghi, ricordiamoci tutti che stiamo parlando di un
prestito e oggi il prestito lo affrontano ... lo ha detto prima
l'onorevole Cracolici, oggi ci sono le aziende che hanno grosse
difficoltà ad accedere ad un prestito di 20.000 euro, figuriamoci
gli studenti universitari, studenti universitari che devono avere,
ad oggi, un ISEE al di sotto dei 20.000 euro.
E allora, assessore Dagnino, lo dico a lei, ma lo dico anche al
Presidente della Regione, purtroppo nella nostra realtà chi oggi ha
un ISEE di 20.000 euro ha difficoltà ad immaginare di farsi un
prestito per continuare a studiare; chi oggi ha un ISEE di 20.000
euro spera di ricevere la borsa di studio o spera comunque di
andare a studiare in un'altra Regione dove quei famosi idonei non
vincitori non esistono, perché nelle altre Regioni, in molte delle
regioni italiane, se tu hai il diritto alla borsa di studio la
ricevi
Quindi quello che chiedo è intanto di modificare questo limite dei
20.000 euro; consentiamo invece di fare richiesta del prestito
d'onore a tutti coloro i quali, in maniera, come dire,
proporzionale, quindi partendo dai redditi più bassi e andando via
via ad innalzare questa soglia di reddito, a tutti coloro i quali
vogliono fare un investimento sul proprio futuro. Questa misura,
così modificata, secondo me consentirà a chi magari vuole fare un
investimento all'estero e che ha un ISEE magari più alto dei 20.000
euro di potere investire sul proprio futuro.
La crisi della zona industriale, Presidente. Se n'è parlato in
quest'Aula e glielo voglio ribadire. Oggi la crisi industriale che
sta attraversando la nostra Regione, e soprattutto il nostro
territorio, e parlo della zona del siracusano, del petrolchimico di
Priolo, è una crisi senza precedenti, ma non solo dal punto di
vista della produzione.
Ho seguito e insieme all'onorevole Dipasquale abbiamo fatto e le
abbiamo chiesto un intervento netto, duro e concreto nei confronti
di quello che sta accadendo ai lavoratori di Eni Versalis,
lavoratori che secondo il mio modesto parere non avranno non solo
la garanzia occupazionale, ma non l'avranno nemmeno in futuro
rispetto a quella paventata riconversione che è stata annunciata
dai vertici dell'Eni.
Io penso, perché ne abbiamo esperienza sul territorio della nostra
provincia, io penso che la chiusura dell'Eni senza garantire la
continuità produttiva sarà la morte di quella zona industriale e
soprattutto sarà la fine di quei lavoratori che oggi sono inseriti
all'interno di quel comparto.
Io le chiedo, Presidente, non solo di impegnarsi nei tavoli
ministeriali come già sta facendo, ma le chiedo di imporre,
attraverso il Governo al Ministero, ad Eni di mantenere la
continuità produttiva nell'attesa di questa riconversione. Non
possiamo accettare i buoni propositi di Eni che ci dice 'Intanto
noi fermiamo l'impianto, riposizioniamo, ricollochiamo i lavoratori
e fra due anni, tre anni, facciamo un nuovo impianto', questo
siccome già l'abbiamo vissuto sul nostro territorio e soprattutto
abbiamo vissuto l'assenza di tanti player della zona industriale
che sono venuti nel nostro territorio, che hanno prodotto e hanno
raffinato il petrolio e che poi se ne sono andati senza bonificarla
quell'area. Questo ci preoccupa, Presidente, perché la chiusura
della zona industriale senza un impegno concreto anche rispetto
alla bonifica di quelle aree sarebbe non solo la morte della
produzione, ma anche la morte ambientale di quel triangolo
industriale di cui si parla anche a livello nazionale, ed è il
motivo per cui ho presentato un emendamento in questa finanziaria
per destinare 10 milioni di euro alle aree ad alto rischio
ambientale. Sono quelle aree in cui oggi si raffina il petrolio,
sono le aree di Milazzo, di Gela, del siracusano e destinare queste
risorse prendendole dai fondi delle accise che sono state
riconosciute al Governo regionale nell'ultima legge di stabilità
potrà consentire di ripristinare dal punto di vista ambientale
della rigenerazione urbana un territorio, dei territori che hanno
dato tantissimo alla nostra Regione e che poi però hanno ricevuto
forse poco indietro da parte degli industriali e di chi ha
sfruttato le nostre falde, la nostra area ed il nostro territorio.
Un'ultima richiesta, Presidente, riguarda la legge sul crack che è
stata approvata qualche mese fa, lo ha detto prima l'onorevole
Cracolici, lo ha ribadito lei nel suo intervento, abbiamo approvato
una legge che mancava all'interno della nostra Regione, abbiamo
però dimenticato nel definire questa legge di dare un occhio di
riguardo nei confronti delle associazioni del terzo settore che si
occupano di prevenzione e di recupero di soggetti affetti da
tossicodipendenza. Ho presentato un emendamento che non è di spesa
perché prende, diciamo, all'interno delle risorse già stanziate nei
rispettivi Assessorati, prende una quota da destinare a questi enti
del terzo settore per svolgere appunto attività di prevenzione sui
territori. Oggi noi ci ritroviamo tra le strade della nostra
Regione quelle associazioni, quelle realtà come la "Casa di
Giulio", come l'associazione "Amici di San Patrignano", come tutte
quelle realtà che in maniera volontaria e spontanea provano a
recuperare questi soggetti. Ho previsto di stanziare i
cinquecentomila euro a queste associazioni del terzo settore per
consentire loro di svolgere questa attività di prevenzione che oggi
già fanno.
Sulla siccità, sulle temperature alte e sull'emergenza che stiamo
affrontando, Presidente, noi oltre ai vari record, come diceva
prima il capogruppo Catanzaro, è stata fatta la classifica delle
province da Il Sole 24 ore, delle province siciliane, e noi abbiamo
un altro record in termini di cambiamenti climatici, noi abbiamo
all'interno della nostra Regione, nello specifico in provincia di
Siracusa, il comune che ha raggiunto la temperatura più alta in
Europa ed è il comune di Floridia che qualche anno fa raggiunto la
temperatura di quasi cinquanta gradi. Ora dobbiamo e dovrebbe
questo Governo ma spero che l'assessore Savarino riesca in questo
senso trovare uno spazio all'interno di questa finanziaria,
dobbiamo promuovere i cosiddetti "polmoni verdi", dobbiamo
promuovere la piantumazione di alberi, dobbiamo fare in modo che il
nostro territorio, che la nostra Regione possa in qualche modo
abbattere le alte temperature che stanno attanagliando le nostre
città e che attraverso un intervento di questo tipo potremmo
raggiungere un doppio risultato, da un lato abbassare le
temperature e dall'altro ridare ristoro e dignità al nostro
territorio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. Ha facoltà di intervenire
l'onorevole Gilistro, a seguire l'onorevole Giambona.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
Schifani, Assessori. Presidente Schifani sono contento di vederla
oggi qua per noi è importante che lei non dico sempre ma che
partecipi spesso a quest'Aula, ci rincuora Presidente, glielo dico
autenticamente perché il fatto che lei sia presente e gli Assessori
siano presenti con noi ci danno la possibilità soprattutto per
quelli che veniamo da fuori, che facciamo 300 chilometri, che
facciamo tre ore di strada per andare e tornare e vedervi e poter
dialogare, perché secondo me la politica è soprattutto dialogo non
è necessariamente sempre un attacco, e quindi sentirla vederla qua
e poterle parlare personalmente mi rincuora e mi conforta e le
spiego perché.
Le spiego perché ho presentato degli emendamenti che sono
emendamenti che secondo me anche lei apprezzerà e perché? Lei è
stato sempre sensibile Presidente per la sanità soprattutto per i
bambini e lei sa che sono un pediatra soprattutto per la sanità per
i ragazzi e i bambini ma ci sono due problemi importantissimi a mio
avviso che dobbiamo necessariamente in questa legislatura portare a
termine Presidente, glielo chiedo proprio accoratamente questo
problema: primo il problema sanità non è soltanto quello della
sanità che noi tutti i giorni andiamo vedendo le liste ad attesa, i
pronto soccorso, che mai siamo abituati e parliamo tanto di queste
di queste problematiche, ma c'è un problema emergente Presidente un
problema emergente che è la salute mentale dei giovani dei ragazzi.
Oggi la cronaca di tutti i giorni ci sta facendo vedere di come
sia abbassata l'età degli atti delittuosi che avvengono in Italia,
ragazzini di 10, 11, 12, 13, 14, 16, 17 anni non c'è un giorno che
la cronaca nera non parli di attività delittuose e criminali anche
da parte di ragazzi sempre più piccoli. Questo ci deve fare
riflettere Presidente perché la salute mentale e la estrema
soprattutto digitalizzazione di questi ragazzi.
Parliamo di aule immersive, parliamo di digitalizzazione, ma ci
sono problematiche che stanno secondo me dando disturbi pesanti e
permanenti nei nostri ragazzi. Allora ho presentato un emendamento,
Presidente, che riguarda la informazione, assessore Dagnino, questo
emendamento che ho presentato l'avrà visto, riguarda soprattutto il
finanziamento di una attività di informazione e di formazione da
parte dei genitori delle famiglie, dei danni che questa estrema
digitalizzazione può portare nei nostri ragazzi.
Credo che stiamo mettendo mani ai fondi della Regione per
finanziare psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, spendendo un
sacco di milioni, ma secondo me, Presidente, dovremmo fare
un'azione veramente pesante sulla prevenzione di questi disturbi e
la prevenzione si fa con la cultura, con l'arte, con la diffusione
e facendo capire alle famiglie, ai genitori dei danni che questi
cellulari e questi social stanno in questo momento causando nei
nostri ragazzi. Per cui credo che questo emendamento sul
finanziamento dell'informazione formativa sia importante. Vado
all'altro punto, Presidente, che è quello più importante per me in
assoluto.
I ragazzi a Siracusa, lei sa che Siracusa è l'unico libero
Consorzio in dissesto finanziario, l'unico in Sicilia e le scuole,
l'istruzione a Siracusa, io so che l'istruzione, signor Presidente,
le sta molto a cuore, il problema è che a Siracusa ci sono scuole
ormai che non sono neanche agibili. In questi ultimi giorni, con
poche giornate di pioggia ci sono stati disastri, scuole che sono
state allagate, quindi abbiamo una situazione molto pesante delle
scuole a Siracusa.
Ma non è solo questo il problema. Il problema è che molte di
queste scuole, signor Presidente, non hanno né riscaldamenti, né
climatizzazione per l'estate. Cioè queste scuole, i ragazzi la
settimana scorsa mi hanno chiamato da Siracusa per dirmi che la
mattina sono entrati, parlo di una scuola, l'alberghiero, sono
entrati e c'erano 8 gradi in Sicilia, 8 gradi in Aula.
Ora, mi dica, signor Presidente, se è normale che noi prevediamo
che non c'è un ufficio, un supermercato, le case di tutti noi, la
nostra Ars praticamente è climatizzata totalmente sia di inverno
che d'estate e i nostri figli, i nostri ragazzi, devono andare a
scuola con 8 gradi?
E sapete cosa gli hanno detto, qualcuno, non parlo perché non
voglio parlar male mai di nessuno?
Accendete un falò Ma si può accendere un falò a scuola, signor
Presidente?
Io ho messo un emendamento importante. Queste solo le cose di
confort che non possiamo negare ai ragazzi.
Immaginiamo che ognuno di questi ragazzi sia nostro figlio. Se
fosse nostro figlio, lo manderemmo in una scuola dove deve stare
col cappotto, col cappuccio, con i guanti perché c'è freddo?
E siamo in Sicilia. Non è possibile.
Allora questi ragazzi dove li mandiamo in Albania? Dove abbiamo
speso un miliardo di euro e dove praticamente non c'è nessuno e
dove sono stati previsti climatizzazione, pompe di calore e
riscaldamento efficientissimi?
Non è giusto, non è corretto, signor Presidente.
La nostra Sicilia, i nostri ragazzi devono studiare in un ambiente
confortevole.
Ma sa qual è la cosa assurda? Che ci sono i fondi del GSE che
potrebbero permettere alla maggior parte delle scuole siciliane di
avere gratuitamente l'efficientamento energetico. Cioè significa
pompe di calore, pannelli solari e potrebbero azzerare, facendo
anche delle comunità energetiche, potrebbero azzerare anche le
bollette e con i pannelli solari e le pompe di calore i ragazzi, le
scuole potrebbero avere caldo d'inverno e fresco d'estate, signor
Presidente.
Assessore Dagnino, questa è una cosa importante, dobbiamo
prevedere, non possiamo lasciare che le scuole siciliane abbiano
solo il 6% di climatizzazione.
Questa è una cosa fondamentale che non possiamo differire più in
un'isola che si ritiene sia accanto ai nostri ragazzi.
Lo sa qual è il problema perché non possiamo prendere i fondi del
GSE? Perché la maggior parte delle scuole di Sicilia non hanno
l'agibilità e questo, la mancanza di agibilità, non permette la
possibilità di accedere a questi fondi. Per non poter spendere 20,
30, 40 mila euro per l'agibilità noi buttiamo soldi del GSE che
permetterebbero di avere una grandissima possibilità di
efficientare, climatizzare, tutte le scuole di Sicilia.
Finisco con una cosa importante, secondo me.
L'ultima cosa che potrebbe portare, io ringrazio, c'è stato
l'assessore Aricò, non so se il treno, l'Orient Sicilia, ha avuto
un grande successo, mi pare che abbia avuto un grande successo, e
questa è una cosa bella perché anche al di là delle 20 ore
eccetera, eccetera, insomma è stata un'idea e comunque un'idea
creativa e comunque potrebbe essere... però, signor Presidente, ci
sono i cartelli del volo, come abbiamo detto più volte, questi
cartelli. Ancora i voli sono a 700, 800 euro.
Allora io dico e le faccio un esempio clamoroso, un esempio
clamoroso.
Ci sono tre isolette che sono le Baleari, Ibiza... Come? Lo so che
l'avete dimezzato il 50%, ma voi dimezzate e loro salgono, voi
dimezzate e loro aumento i prezzi
Allora faccio un altro, assessore, le spiego questo. Come è
possibile, assessore, che le Baleari sono tre isolette che non
hanno nulla, se non il mare e quattro discoteche, e possono avere
70 milioni di presenze annue e la Sicilia con tutte le sue
ricchezze, con tutto quello che ha di patrimonio gastronomico,
culturale, archeologico ha 13 -14 milioni di presenze, come è
possibile?
Io credo che questo sia dovuto al fatto che per arrivare a Palma
di Maiorca, per arrivare a Ibiza, con 100 euro i ragazzi vanno e
vengono, come è possibile che lì ci possono andare con i voli, come
mai lì riescono ad ottenere queste tariffe in Spagna e noi non
riusciamo ad ottenere questa possibilità in Sicilia, perché in
Sicilia non ci si arriva né per barca, né a nuoto, né con i
gommoni e neanche con i traghetti, solo in aereo, però 60 milioni
di presenze ci sono ogni anno, quindi dovremmo interrogarci e
capire come mai in Sicilia non riusciamo ad avere con questo
patrimonio lo stesso numero di presenze.
Io credo che sia la problematica dei voli, non lo so qual è la
problematica dei charter, la problematica di poter riuscire con
determinate compagnie aeree ad avere dei charter almeno in estate
per migliorare, anche perché questo che cosa farebbe? Porterebbe un
aumento del Pil e quindi un aumento delle risorse della Regione da
poter spendere per noi stessi.
Chiudo ringraziando, chiudo al contrario Presidente non
attaccando, Assessori io mi auguro che voi ascoltiate questa mia
autentica richiesta, cioè le tre cose fondamentali: salvare i
ragazzi, noi stiamo per perdere una generazione di ragazzi, stiamo
perdendo una generazione di ragazzi, la salute mentale è più
importante di qualunque altra cosa in questo momento; la seconda
cosa l'istruzione, non possiamo pensare alla dispersione scolastica
e non capire che i nostri ragazzi devono stare nel confort come in
tutte le altre parti del mondo.
E finisco chiedendole non solo di risolvere il problema ma
soprattutto di riuscire a risolvere il problema del dissesto
finanziario della nostra città, del libero Consorzio di Siracusa,
una volta e per tutte perché questo è fondamentale, perché il
libero Consorzio si occupa soprattutto di scuole e questo per noi è
fondamentale. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro. Vi ringrazio anche per la
sintesi degli interventi, è iscritto a parlare l'onorevole Giambona
e dopo c'é l'onorevole Sunseri, prego onorevole.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo, proverò
a fare qualche breve riflessione sulla norma che nei prossimi
giorni questo Parlamento andrà ad esitare, avendo consapevolezza
dell'importanza che essa assume per i siciliani e devo ringraziare
il Presidente della Regione che oggi è qui con noi ad ascoltare,
presente rispetto a quello che è il dibattito che le vogliono
consegnare i siciliani, del resto notiamo comunque nostro malgrado
che non sempre c'è in quest'Aula, Presidente, un dibattito da parte
delle diverse forze politiche, manca probabilmente il contributo
delle forze di maggioranza che serve ad elevare quella che è una
discussione rispetto a quelli che sono i problemi che noi dovremmo
affrontare per i nostri siciliani, oppure anche perché
probabilmente su alcune norme non ci si crede sul serio, perché
guardate, io non ci metto tanto a dire qual è la mia valutazione su
questa finanziaria regionale.
Allo stato attuale direi che è senza infamia e senza lode ma non
solo per dire che la ritengo una misura mediocre ma nella sua
accezione del terzo canto dell'inferno, di quelle norme, di quei
soggetti che non affrontano quelli che sono i temi
nell'indifferenza, nella codardia e purtroppo io ritengo che questo
Governo non affronti seriamente e con la giusta convinzione quelle
che sono le tematiche che in effetti si dovrebbero affrontare in un
contesto così rilevante e così importante. Ecco, perché il Partito
Democratico non è per nulla contento rispetto a questa manovra e
sta portando avanti in maniera rilevante e importante quelle che
sono una serie di azioni volte a migliorare questa norma.
Presidente dell'Assemblea, io mi rivolgo a lei e già un appello
che ho portato avanti anche in altre occasioni.
Purtroppo, anche in questa sessione di bilancio, il ruolo delle
Commissioni di merito è stato svilito. Le proposte che sono state
avanzate da tutte le Commissioni di merito, poi arrivate in
Commissione Bilancio , fondamentalmente, sono state annullate e il
rischio è che, nei prossimi giorni, anche quanto è stato poi
esitato dalla Commissione Bilancio venga stravolta.
E' proprio su questo tema che voglio fare questa prima
riflessione, sul tema di quello che è il lavoro delle Commissioni
stesse, perché guardate al netto di tre, quattro, articoli in cui
ci sono aspetti di natura tecnica nell'articolato della
finanziaria, al netto di alcune norme che riprendono quelle che
sono le esigenze dell'attuazione del nostro Statuto, tra l'altro
l'accordo Stato-Regioni del 2018 al quale noi tentiamo di porre
rimedio senza avere le giuste risposte da Roma, al netto di alcune
tabelle che mettono in campo alcune modifiche dal punto di vista
delle tariffe, al netto di alcune norme che andiamo a rifinanziare,
al netto di alcuni articoli risibili e ce n'è uno di poche migliaia
di euro, al netto, Presidente, di una norma pericolosa così
l'abbiamo definita nelle Commissioni di merito che è quella che
riguarda l'eliminazione da lei stessa definita del precariato e mi
riferisco agli ASU della Sicilia.
Ricordo a me stesso che questo Parlamento, giusto l'anno scorso,
ha esitato una norma con la quale è stato previsto un determinato
percorso per la stabilizzazione dei lavoratori ASU.
Gli ASU dei Comuni e gli ASU dei Beni culturali. Ebbene, se per
gli ASU dei Comuni si è andato avanti con le circolari e con la
stabilizzazione, con gli ASU dei Beni culturali non si capisce bene
il motivo per il quale non si va avanti e non solo non si va avanti
ma oggi si ripropone una versione diversa.
Una versione diversa, presidente Schifani, che è a serio rischio
impugnativa, perché quello che abbiamo fatto oggi in termini di
stabilizzazione di ASU e di PIP nelle partecipate, lo si è fatto
all'interno di un percorso normativo messo a disposizione dal
Governo nazionale.
Una norma, e questa norma sugli ASU dei beni culturali qualora
dovesse andare avanti in questa direzione porrebbe seriamente a
rischio la stabilizzazione di questi lavoratori, la agognata
stabilizzazione di questi lavoratori che, ricordo a me stesso, non
hanno contributi, non hanno trattamento di fine rapporto.
Allora io le dico, presidente Schifani, poniamo particolare
attenzione alla norma che riguarda la stabilizzazione degli ASU dei
beni dei beni culturali. Una norma e qui mi rivolgo anche
all'assessore Dagnino che ha lavorato, glielo riconosco alacremente
in queste ultime settimane a questa manovra di bilancio e
finanziaria, che si caratterizza fondamentalmente per alcuni
articoli per cui al netto di quelli che ho citato, quasi
ininfluenti, quasi di rifinanziamento, ecco ne cito alcuni.
L'articolo 1 evidentemente, quello che definisce l'Agenzia per
l'attrazione e la promozione degli investimenti. Ora si qualifica
in positivo e negativo, questo lo vedremo nei prossimi giorni
quando ne discuteremo. Certo è che non abbiamo avuto modo di capire
nella nota di aggiornamento al DEFR quale potesse essere l'impulso
che può dare questo eventuale nuovo organismo all'interno della
nostra Regione e come si va a collocare rispetto ai rapporti con le
altre agenzie, per esempio con l'IRSAP esistente e operante sul
territorio della quale, ricordo a me stesso, ancora siamo in regime
di commissariamento. Non si capisce il motivo per il quale non
possiamo dare un consiglio di amministrazione a questo ente così
rilevante che può dare crescita e sviluppo alla nostra regione, ma
poi abbiamo l'articolo 6, quello che parla degli enti locali
siciliani.
E giusto qualche settimana fa il presidente Schifani qui in Aula
ha fatto un'osservazione che, per certi versi, da un lato me ne
sono compiaciuto ma dall'altro lato mi ha anche sbalordito quando
ha detto che vuole fare un focus rispetto a quelle che sono le
difficoltà che oggi lamentano gli enti locali siciliani. direi che
ne sarebbe l'ora, caro presidente della regione, perché noi
sappiamo tutti quale è lo stato in cui versano gli enti locali.
Un terzo degli stessi è in dissesto e predissesto e necessitano di
una linfa di risorse nuove per uscire da questa situazione
drammatica.
Altro articolo che qualifica questa finanziaria è sicuramente
l'articolo 5, quello che riguarda la possibilità di mettere a
disposizione dei medici nelle aree interne svantaggiate dove c'è
una grave carenza. Su questo articolo noi, come Partito
Democratico, ma anche tutte le forze politiche, trasversalmente,
perché il diritto alla salute non può che essere una priorità,
abbiamo lavorato tutti assieme e io aggiungo un elemento, c'è una
carenza Presidente Schifani, anche di medici, di medicina generale
e anche di pediatri nelle nostre aree interne e allora io credo che
qui oggi, una norma che qualifica questo Parlamento sarebbe quella
di introdurre un sistema incentivante, anche coloro che accettano
come nuova accettazione l'incarico in questi luoghi della provincia
della Sicilia, dell'entroterra siciliano, dove abbiamo carenze,
carenze serie, un incentivo da introdurre le dico sì, nell'articolo
5, poi ne parliamo Presidente Schifani e sono convinto che noi
questo traguardo lo raggiungeremo perché è un grido d'allarme da
parte delle comunità che non hanno medici di base.
Questo è il tema, questo è il focus della nostra finanziaria, ma
sommando questi articoli, ecco arriviamo grosso modo a quattrocento
milioni di euro, è un dato che è significativo perché alla
Commissione Bilancio è stata consegnata, una manovra di 595
milioni, oggi ne abbiamo in discussione una di 636 milioni.
Nel 2024, Presidente, tra le varie manovre e siamo arrivate alla
quater, questo Parlamento ha di fatto disposto manovre di natura
finanziaria per un miliardo e 765 milioni e allora io non vorrei
che si proceda come si è fatto nel 2024, a finanziarie spezzatino.
Questa non è la risposta che noi dobbiamo dare per affrontare in
maniera sinergica, in maniera strutturale, quelli che sono i
problemi della nostra Terra, noi abbiamo bisogno di intervenire in
maniera corposa su quelli che sono gli asset fondamentali della
nostra Regione, perché procedendo così a spezzatino c'è il dubbio
che si vogliano accontentare man mano quelli che sono i desiderata
dei sindaci, i desiderata dei parlamentari, per carità ci possono
anche stare, ma è indispensabile che noi cambiamo rotta, che noi
individuiamo quelli che sono gli aspetti fondamentali su cui ci
dobbiamo concentrare, perché questa finanziaria ecco guardate non
parla di quello che è il riordino delle partecipate e oramai è una
discussione, io sono di prima legislatura ma credo che un tema che
oramai si affronta da più di un decennio, non si parla di quello
che è il riordino fondamentale della valorizzazione del nostro
personale, non si parla di un'adeguata modalità con cui approcciare
a quelle che sono le risorse del Piano nazionale di ripresa e
resilienza, sulle risorse che sono di gestione della Sicilia come
ente attuatore, abbiamo impegnato solamente un terzo delle risorse
ne abbiamo pagato solamente il 7 per cento e questo è il dato della
nota di aggiornamento al DEFR.
Infatti, da questo punto di vista ho notato, ecco le uscite sue,
Presidente della Regione, su quelli che sono i problemi nella
gestione dei fondi extra regionali, da una parte ho apprezzato il
fatto che lei abbia annunciato delle ispezioni per verificare dove
ci sono delle anomalie, dall'altro evidentemente ha premiato dove
ci sono dei casi virtuosi, sicuramente abbiamo bisogno di una
riqualificazione di quella che è la nostra classe impiegatizia che
deve essere in grado ad approcciare a traguardare a questi temi a
queste tematiche così importanti, non diamo risposta al tema dei
Consorzi di bonifica, l'hanno detto chi è che mi ha preceduto,
all'ente di sviluppo agricolo, al tema dei forestali.
E allora io ritengo che da questo punto di vista - e vorrei
essere smentito su questi temi - per esempio anche sulla questione
di quello che è l'aiuto che necessita il settore primario e parlo
dell'agricoltura e della pesca, è giusto oggi una notizia che ha
visto la Regione Emilia Romagna ottenere ben 167 milioni di euro da
parte dell'Unione Europea, allora io mi chiedo se riesce ad
ottenere un'altra Regione d'Italia, aiuti in tal senso abbiamo
fatto tutto il possibile? La Regione siciliana ha segnalato tutte
le difficoltà del nostro settore agricolo e zootecnico al Governo
nazionale per chiedere, Presidente Schifani, l'attivazione del
fondo europeo di solidarietà? Queste sono domande puntuali che io
le chiedo di affrontare insieme a noi, perché il dibattito
parlamentare serve anche da questo punto di vista ad affrontare
tematiche in maniera più strutturata perché noi abbiamo
consapevolezza che il bilancio regionale non è in grado di
affrontare quelle che sono le difficoltà così importanti del
settore primario, abbiamo bisogno e aiuto del Governo nazionale e
del Governo regionale.
Allora, noi come Partito Democratico l'ha detto poc'anzi il nostro
Capogruppo Michele Catanzaro su un intervento puntuale e preciso
che condivido in tutto e per tutto, abbiamo presentato 400
emendamenti per migliorare questa finanziaria.
Noi abbiamo e vogliamo dare voce a una serie di tematiche, perché
il silenzio è complice di una inefficienza che purtroppo si
evidenzia in quelli che sono molti aspetti che noi intendiamo
affrontare.
Presidente dell'Assemblea, io mi accingo a chiudere, faccio
qualche considerazione finale e voglio rappresentare come intanto
l'obiettivo del Partito Democratico è quello di portare avanti, già
in questa discussione, una serie di norme programmatiche, una serie
di norme programmatiche, noi avendo consapevolezza che di qui al
2025 si libereranno delle somme importanti e probabilmente ben
oltre un miliardo di euro è indispensabile individuare una serie di
settori, una serie di asset strategici su cui intervenire. Io
ritengo che il primo sia sicuramente quello degli enti locali,
qualcuno prima di me lo ha detto, mettere a disposizione il fondo
per la progettazione. Ecco il fondo per la progettazione permette
ai comuni di sbloccare la situazione sul piano nazionale di ripresa
e resilienza, sui fondi extra regionali, perché molto spesso non si
trovano nelle condizioni di avere progetti esecutivi e cantierabili
da presentare e potersi fare finanziare.
L'ammodernamento della burocrazia regionale, con grande difficoltà
è stato rinnovato il contratto collettivo 19-21 dopo sei anni,
adesso subito dobbiamo andare speditamente al 22 al 24, dobbiamo
dare una governance all'Aran, dobbiamo garantire una
riqualificazione al personale regionale, dobbiamo garantire al
personale regionale, che è Cenerentola di tutto il comparto
pubblico italiano, la possibilità per esempio di aderire a forme di
previdenza complementare, è l'unica amministrazione regionale
d'Italia che non ha questa possibilità. Per non parlare poi delle
esigenze, di intervenire sulle tematiche del lavoro, sugli
infortuni del lavoro e purtroppo la Sicilia - e mi accingo a
concludere - è maglia nera. Norme di natura programmatica è quello
che chiede il Partito Democratico per affrontare in maniera seria,
in maniera sinergica quelle che sono le esigenze della nostra
Sicilia.
PRESIDENTE. Abbiamo gli ultimi tre interventi. Sono iscritti a
parlare l'onorevole Sunseri, poi l'onorevole Chinnici e chiude
l'onorevole Saverino. Prego, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Grazie, Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi.
Guardi Presidente, io non ho tantissimo da dire perché di fatto la
finanziaria presentata dal Governo, o su alcune cose è
assolutamente sottostimata, e ci spiegheranno il perché, o è
manchevole di tantissimi argomenti che di fatto ci aspettavamo, e
su quei pochi che ci sono nutriamo parecchi dubbi sulla loro reale
attuazione. Faccio riferimento all'articolo 1, che è quello proprio
dell'Agenzia di sviluppo proposta dall'assessore Dagnino, ancora ad
oggi non le nascondo, oggi la rileggevo, non riuscivo bene a
comprendere con quali modalità, perché, come dovrebbe funzionare
questa agenzia, anche alla luce di quello che ci dicevamo
stamattina assessore, cioè alla luce di IRSAP, di ASI, delle
liquidazioni che stanno per avvenire.
Oggi di fatto un imprenditore che vuole investire nelle nostre
aree industriali non sa nemmeno a chi rivolgersi per avere un pezzo
di terreno all'interno delle nostre aree industriali abbandonate,
quindi non pienamente produttive, perché le ASI non hanno neanche
la quantificazione delle aree disponibili, le IRSAP non si capisce
ancora ad oggi cosa fanno, perché tolte le competenze territoriali,
di fatto, le loro competenze si restringono in piccoli investimenti
nei territori della nostra Regione di fondi extra regionali. E
all'interno di questa finanziaria, ad esempio, una delle cose che
manca, e che è stata sollevata in Commissione Bilancio , e che il
Movimento Cinque Stelle ha presentato come emendamento, sono i
fondi delle aree industriali. Sono dei fondi che già da tre anni
vengono destinati alle aree industriali perché proprio nel
passaggio delle aree da IRSAP ai comuni è prevista anche dalla
sentenza della Corte costituzionale questa sorta di compensazione
nei confronti dei comuni è scomparsa e l'abbiamo messa per il 2024
solamente nelle ultime variazioni di bilancio, due milioni e mezzo
di euro, che non ci sono assolutamente in finanziaria.
E un'altra cosa che salta all'occhio e volevo anche capire,
l'assessore Messina, il Governo, come intende interpretarla questa
cosa, perché il Fondo autonomie locali, veda Presidente, appena
due, tre settimane fa è venuta Anci in Assemblea ad incontrare
tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari, ad incontrare il
Presidente dell'Assemblea, a denunciare il fatto che non erano
riusciti ancora a incontrarla, Presidente, pur avendo fatto
richiesta ma, comunque, sono venuti in Assemblea e una richiesta,
se non la più importante, era quella di incrementare il fondo di
parte corrente nei confronti dei comuni, fondo che è stato
confermato rispetto all'anno precedente, che il suo Governo ha
depositato senza alcuna riserva a parte una riserva dove c'era
Mirabella Imbaccari ma sarà stata sicuramente un refuso
dell'assessore Falcone che è rimasto attaccato alla finanziaria, ma
diciamo a parte quella, non c'erano riserve e io l'ho apprezzato,
era una cosa che finalmente, credo, non ricordo il Governo Musumeci
l'abbia mai fatto salvo poi arrivare in Commissione Bilancio ,
essere invasa dalle riserve e riserve, alcune potrebbero anche
avere un senso ma altre io non capisco ancora ad oggi perché fino
all'interno del fondo delle autonomie locali e dei comuni perché
scompaiono magari quelli che potrebbero avere un senso. Faccio
riferimento alla premialità della raccolta differenziata e ci
ritroviamo al solito il borgo dei borghi, il borgo più bello della
Sicilia, il borgo più bello d'Italia, bandiera blu, gialla,
arancione, verde, chi più ne ha più ne metta, dico non ne condivido
la finalità, la condividete mettete dei fondi che siano fuori dal
fondo delle autonomie locali, cioè trasferiamo ai comuni le
risorse, almeno i trecentocinquanta milioni di euro previste dalla
finanziaria e togliamo tutta quella serie di emendamenti che vanno
a erodere di fatto, non ho fatto la somma, la farò nei prossimi
giorni ma probabilmente parliamo di cinquanta, sessanta milioni di
euro tolti a trecentonovantuno comuni per favorirne poi alla fine
cinque, dieci.
Sono scomparsi gli extra costi sui rifiuti, Presidente, ancora
purtroppo i comuni sono obbligati a pagare per l'ennesima volta
costi aggiuntivi non per propria responsabilità ma perché non sanno
dove conferire l'umido e/o l'indifferenziato, risorsa che il suo
Governo ha messo e che l'Assemblea ha messo nelle ultime variazioni
di bilancio, cinquanta milioni di euro, per coprire questi extra
costi, per non farli ricadere sulle teste dei cittadini che stanno
continuando a differenziare ma in finanziaria non abbiamo
assolutamente traccia.
E poi vede, Presidente, io poco fa non ho capito bene la risposta
che ha dato all'onorevole Cracolici in merito al maxi emendamento
del Governo. Ora io non capisco, il disegno di legge di stabilità
lo scrive il Governo, arriva in Assemblea e il Parlamento può
modificarlo, aggiungere, togliere, emendare, fare quant'altro ma il
maxi emendamento del Governo cos'è? Sono delle cose che avete
scoperto stanotte, ieri, questa settimana, delle cose urgenti che
vi portano a presentare un "maxi" in Aula, perché non presentarlo
in Commissione Bilancio a questo punto? Chiusa, Presidente Daidone,
tre giorni fa, quattro giorni fa, cioè perché arrivare, come gli
emendamenti che possono arrivare da qualsiasi deputato di questa
Assemblea direttamente in Aula, a questo punto vorrò vedere
l'urgenza e/o la straordinarietà di questi emendamenti, tali da
essere inseriti in un "maxi" del Governo, ovviamente, dovremo avere
il tempo di valutarlo, eventualmente anche valutarlo per parti
separate, perché non è che si accoglie tutto così tout court, preso
per buono perché non passa dalle Commissioni di merito, non passa
alla Commissione Bilancio, arriva in Aula e dovremmo accoglierlo,
come dire, nella sua interezza.
E poi, Presidente, le ricordo una cosa, eravamo inizio 2023 credo
e, diciamo, lessi, con particolare piacere una sua dichiarazione in
merito alla realizzazione di impianti fotovoltaici su terreni
agricoli, lo ricorderà, è un tema che sicuramente le sta a cuore,
ho condiviso quelle sue dichiarazioni dicendo blocchiamo l'uso dei
terreni agricoli per l'installazione di impianti fotovoltaici.
Addirittura feci un comunicato stampa, il primo in otto anni che
sono deputato, per complimentarmi della decisione da parte del
Presidente della Regione e condividendo quella stessa
dichiarazione. Non le nascondo che fui, addirittura, ripreso perché
feci un comunicato in cui dissi "Complimenti al Presidente della
Regione". Da lì il nulla, non ho visto un atto, però, discendente
da quelle dichiarazioni
Ad oggi la Regione deve legiferare sulle aree idonee e non idonee,
e nel frattempo la CTS dà una serie di autorizzazioni in barba alla
legge. Perché senza il decreto delle aree idonee e non idonee la
CTS sta dando autorizzazioni a chiunque, non rispettando in alcun
modo la legge.
Allora, un atto di coraggio, presidente Schifani. Il Presidente
della Regione Sardegna ha emanato un provvedimento di legge
semplicissimo, dicendo "Sono sospese tutte le autorizzazioni fino a
quando non ci sarà l'individuazione delle aree idonee e non
idonee". E' di una banalità disarmante. Potrebbe mettere fine a
questo depauperamento delle risorse, dei terreni agricoli della
nostra Regione. Fin quando non ci sarà la legge che riguarda le
aree idonee e non idonee - e io non voglio entrare nel merito, di
dove andranno installati o meno in questa fase - ma, fin quando non
c'è una legge che individua le aree su dove poterli realizzare, la
Regione Sardegna ha fatto una cosa semplicissima. Non si rilasciano
autorizzazioni, punto. Quando ci sarà il disegno di legge
approvato, si potranno rilasciare di nuovamente le autorizzazioni.
Abbiamo presentato un emendamento, anche su questo tema. Ma,
ripeto, cogliendo anche le dichiarazioni che fece lei ha inizio
2023.
E poi l'ultimo, il Piano demanio marittimo. Ne avevamo parlato in
Commissione Bilancio. Ora io, ne discuteremo poi sull'articolato,
questa è una discussione generale però intendevo farla. Ma cosa
hanno fatto i commissari della Regione sui PUDM? Non capisco. Sono
anni che vanno nei comuni, sono stati commissariati i comuni a
realizzare il Pudm e ce n'è uno: San Vito Lo Capo. E i restanti? E
i restanti PUDM, che fine hanno fatto? Cioè dove sono? Perché noi
dobbiamo fare, oggi, un piano di gestione regionale, e quelli
territoriali di fatto vengono soppiantati da un piano regionale? E'
qualcosa che non torna. Cioè bisognerebbe, a questo punto, capire
cosa è stato fatto dai commissari nell'arco di tutti questi anni.
E poi, Presidente Di Paola, il Movimento 5 Stelle, come lei ben
sa, in conferenza stampa, appena qualche giorno addietro, ha
chiesto sostanzialmente due cose e non credo che siano la luna,
sono due cose assolutamente legittime. Vorremmo conoscere chi
deposita cosa. Quindi se io scrivo un emendamento che finanzia il
campo di bocce di Vallelunga Pratameno, lo firmo, lo deposito e si
saprà che quell'emendamento porta la mia firma e io sono il
proponente. Non mi pare di aver chiesto chissà che cosa. Mi auguro
verrà condiviso, con tutti, il fascicolo degli emendamenti
depositati da ognuno dei colleghi e, conseguenzialmente, gli
emendamenti depositati potranno, se ci sarà un maxi emendamento,
far parte di quel maxi emendamento, anche per conoscere la potestà
di quell'emendamento.
E due, e su questo Presidente credo massima attenzione, il
maxiemendamento deve essere condiviso almeno ventiquattro ore
prima. Nulla di fretta. E' giusto presentare e approvare la
finanziaria nei tempi previsti dal Regolamento dell'Assemblea.
Finalmente, probabilmente, la Regione avrà un bilancio approvato
entro la fine dell'anno. Il governo Musumeci ha chiuso cinque anni
su cinque in esercizio provvisorio, probabilmente il Presidente
Schifani riuscirà, al suo terzo anno, ad approvare in bilancio in
tempo. Stracontenti del risultato. Il maxi non può essere condiviso
nei tablet, e approvato cinque minuti dopo. Dobbiamo avere il tempo
di leggerlo, di guardarlo. Se ci dovesse essere qualcosa che non ci
piace, valuteremo il perché e lo chiederemo al Presidente e ai
proponenti di quell'emendamento. Tutto il resto mi sembra,
assolutamente pacifico e condivisibile. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Gli ultimi due interventi,
e ringrazio l'onorevole Cambiano per aver ritirato il suo
intervento.
E' iscritta parlare l'onorevole Chinnici. Prego, onorevole
Chinnici.
CHINNICI. Grazie, Presidente. Solo alcune considerazioni veloci.
In questa finanziaria ci aspetteremmo e vogliamo, diciamo, che
vengano messe appunto alcune cose un po' più generali, perché
quello che manca in Sicilia, lo sappiamo, sono le infrastrutture da
un lato, ma le infrastrutture sociali, soprattutto.
Quattro cose voglio enumerare. Una è la questione giovanile. Si
parla tanto di disagio giovanile e cerchiamo ogni volta di mettere,
ancora non ci siamo riusciti però, la legge sullo psicologo
scolastico, la legge sullo psicologo di base. Ma, al di là delle
figure di supporto che possiamo mettere per i nostri giovani,
quello che manca in tutta la Sicilia sono i centri aggregativi -
assessore Albano, parlo con lei perché riguarda anche il suo
Assessorato - per i nostri giovani, ne mancano completamente.
Sappiamo di movide violente, sappiamo che mancano luoghi dove i
nostri giovani possano incontrarsi, fare musica, parlare e
dialogare.
Ecco, un documento finanziario importante dovrebbe avere anche
un'attenzione particolare ai giovani e, onestamente, in questa
finanziaria non ci sono le misure, non c'è un'attenzione.
Altro tema importante è l'emergenza abitativa, Presidente. Lei è
persona sensibile e sappiamo che di fronte a un problema come
questo dobbiamo poter dare qualche risposta un po' strutturale
adesso. Noi non sappiamo neanche quant'è il patrimonio della
Regione, in che cosa consta. Prima o poi questo grande problema
dovrà essere riaffrontato; so che è una questione annosissima e non
la voglio assolutamente riprendere, però sappiamo che in Sicilia
abbiamo circa 30.000 famiglie in lista d'attesa, 30.000 famiglie di
cui 10.000 hanno subito sfratti negli ultimi due anni, 10.000
famiglie hanno subito degli sfratti.
Quindi, stiamo provando a presentare emendamenti strutturali che
possano andare incontro a questa situazione, anche senza
investimenti di denaro, ma che riguardino il patrimonio, il
riutilizzo del patrimonio a fini, appunto, di emergenza abitativa.
Ma anche - bisogna dirlo - il fondo sulla morosità incolpevole, che
purtroppo il governo Meloni ha azzerato.
Poi ancora era stata citata prima la salute mentale - non se ne
parla mai abbastanza - i reparti psichiatrici sono al collasso, le
carceri sono piene di persone con disturbi mentali e poi succede
quello che è accaduto a Trapani, al carcere di Trapani dove
detenuti con fragilità mentali sono stati picchiati e torturati.
Quindi questione giovanile, emergenza abitativa, salute mentale;
altro aspetto strutturale che riguarda proprio le infrastrutture
sociali di cui dovremmo dotare la nostra Regione sono i nidi.
Assessore Albano il 2025 deve essere il nostro anno, l'anno in cui
la Sicilia applica il sistema integrato 0-6 anni. E' il decreto 65
della legge 107, la cosiddetta buona scuola , che conteneva questo
articolo molto importante che riguarda il sistema integrato e
ancora come Sicilia non lo abbiamo applicato.
Assessore, so che è un dialogo fra lei e l'assessore Turano, lei
ha il pezzo 0-3, l'assessore Turano il 3-6 ma è fondamentale perché
la Sicilia può ripartire soltanto dalla cura dei suoi abitanti più
piccoli che sono già cittadini, non sono i cittadini del futuro,
sono già cittadini e la dispersione scolastica si combatte lì, 0-6
anni, quindi, quest'anno anche se in questa finanziaria non c'è
nulla ci dobbiamo lavorare, infrastrutturare i nidi d'infanzia e il
sistema integrato 0-6 perché siamo l'ultima Regione d'Italia a non
averlo ancora. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. E' iscritta a parlare
l'onorevole Saverino. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
Schifani, abbiamo seguito tutto l'iter di questa manovra, l'abbiamo
seguita nelle Commissioni di competenza, così come l'abbiamo
seguita anche in Commissione Bilancio' e devo dire che anche in
Commissione Cultura, Formazione e Lavoro' di cui sono componente
siamo riusciti a trovare anche un percorso comune, opposizione e
maggioranza, proprio su alcuni temi che consideravamo importanti e
che forse mancavano da questa manovra e che speriamo, onestamente,
di ritrovarci poi in quest'Aula per cercare di portarli avanti e
riguardavano un po' appunto come si è detto l'emergenza abitativa,
lo sport, il Furs che è uno dei problemi che già è stato affrontato
in quest'Aula e a questo proposito ho presentato un ordine del
giorno oltre che un emendamento perché è importante e ne parleremo
magari quando affronteremo poi l'argomento.
Naturalmente, ci siamo ritrovati di fronte una manovra,
Presidente, che non aveva purtroppo una grande visione, forse non
aveva neanche la visione perché è stato detto più volte, ma perché
di fatto non affrontava quelli che erano i problemi strutturali,
cosa che è stata detta più volte in quest'Aula stasera e che
servono proprio per andare avanti e per dare quella spinta alla
nostra Terra, ma ci siamo ritrovati piuttosto un modo per
tamponare, per mettere delle pezze a quelle che sono tante
precarietà e che sono invece fondamentali, quindi diciamo che forse
è mancato il metodo, così come abbiamo affrontato, lo stesso metodo
con cui il Governo ha affrontato il problema - faccio un esempio -
del caro voli.
E' ovvio che un problema come quello è un problema strutturale che
ci ritroviamo e che ci portiamo dietro ormai da anni e anni e che
affrontiamo e forse attenzioniamo soltanto nel momento in cui ci
ritroviamo di fronte alle feste natalizie, alle feste pasquali,
oppure durante le vacanze estive. Non è probabilmente quello il
metodo per superare completamente il problema e dare le risposte
che sono necessarie, perché ci ritroveremo sicuramente fra un mese
con circa 18 milioni spesi e probabilmente spese improduttive
perché, di fatto, il problema non lo abbiamo mai risolto. E quindi
su questo per esempio, presidente Schifani, mi sarei aspettata una
battaglia importante, i pugni sul tavolo, andare a chiedere ai
Palazzi romani, a Bruxelles, proprio per cercare di affrontare in
maniera programmatica e, quindi, risolvere il problema strutturale
che abbiamo, forse basterebbe copiare quello che hanno fatto in
Sardegna e che continuano a fare in Sardegna, per dare appunto
questa possibilità di rientrare.
Si parla tanto di giovani, lo dicevamo prima. Siamo in un periodo
in cui la nostra Isola sta anche subendo tanti tagli per il
Mezzogiorno, con il Governo nazionale. E sì, si dà un incentivo ai
nostri giovani per poter andare fuori, ma se tutti i nostri
giovani, quelli più qualificati, presidente Schifani, se ne vanno
fuori, chi salva la Sicilia? Chi è che darà questa spinta per
superare l'arretratezza della nostra Terra?
Quindi credo che sia invece importante trovare altre soluzioni,
per quanto riguarda i giovani, per esempio, siamo in una Regione
in cui ancora invece di spingere i nostri giovani e incentivarli
per fare i tirocini extracurriculari e frequentarli qui nella
nostra Terra, i nostri giovani preferiscono andarsene fuori perché
qui sono pagati 300 euro mentre, siamo fermi al 2017, pur avendo
ormai la Corte Costituzionale stabilito e chiarito che la
competenza esclusiva delle Regioni in materia di istruzione e
formazione professionale, mentre in altre Regioni questi tirocini
sono pagati 800, 600 euro; anche la Calabria che è qui dietro
l'angolo paga 600 euro questi tirocini extracurricolari. Quindi
dovremmo trovare il modo di incentivare i nostri giovani e dare
loro la possibilità di costruire il proprio futuro e la propria
professione nella propria Terra.
Naturalmente abbiamo voluto dare il nostro contributo, lo diciamo
bene prima alcuni miei colleghi, abbiamo presentato più di
quattrocento emendamenti, abbiamo guardato e abbiamo affrontato
tante tematiche ma, nonostante ciò, ci ritroviamo ancora con una
manovra che diciamo non affronta quelle che sono le precarietà vere
di questa Regione.
Si parla tanto, abbiamo parlato tanto stasera di sanità, ancora
oggi forse abbiamo visto quel teatrino per le nomine, ancora adesso
dobbiamo rifare una rete ospedaliera, stiamo insomma discutendo e
affrontando tutto questo problema, senza considerare però il
problema basilare che è la meritocrazia. Allora, piuttosto che
andare a considerare le appartenenze politiche ad uno o ad un altro
partito, pensiamo invece alla salute soprattutto dei nostri
cittadini evitando, quindi, anche la fuga di personale sanitario
verso altre strutture o addirittura verso il privato. Quindi è
soltanto un problema di metodo, Presidente.
Si è parlato così anche per la siccità. Anche qui stiamo dando,
cerchiamo di fare provvedimenti che servono sempre a tamponare
piuttosto che a risolvere in maniera definitiva. L'ultimo rapporto
Istat registra che in Sicilia nel 2022 la perdita idrica nella fase
di immissione in rete dell'acqua per usi autorizzati è stata del
51,6 per cento per un volume di 339,7 milioni di metri cubi.
Quindi, insomma ci rendiamo conto della gravità della nostra
situazione. Credo, quindi, che veramente, lo si diceva più volte in
quest'Aula, si debba pensare più a risoluzioni definitive per
quelle che sono le precarietà della nostra Terra. Spero che questa
manovra - abbiamo iniziato oggi l'Aula - e spero che da oggi in
poi, in questi giorni, si potranno affrontare quelle che sono
veramente le precarietà e trovare le risposte a queste e dare
quindi soluzioni e risposte ai nostri cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Saverino.
Dichiaro chiusa la discussione generale. Ringrazio tutti i
colleghi per il proficuo dibattito. Chiedo al Governo se vuole fare
una replica, il Presidente della Regione o l'assessore Dagnino se
vogliono fare una replica agli interventi. Va bene. Allora
colleghi, l'Aula è convocata domani, 18 dicembre 2024, alle ore
12.00 perché prima c'è la Commissione Bilancio' che deve votare il
bilancio consolidato, quindi alle ore 12.00, andremo a fare la
votazione del bilancio consolidato e del bilancio dell'Assemblea e
poi continueremo a seguire con la legge di stabilità.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 19.42 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato
sul sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è
il seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XIII SESSIONE ORDINARIA
147a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 18 dicembre 2024 - ore 12.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL "BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2023 PREDISPOSTO AI SENSI DEGLI
ARTICOLI DALL'11 BIS ALL'11 QUINQUIES DEL DECRETO LEGISLATIVO 23
GIUGNO 2011, N. 118 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI"
III - DISCUSSIONE DELLO SCHEMA DI BILANCIO DI PREVISIONE TRIENNIO
2025-2026-2027 DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (Doc. n. 169)
Relatori: i deputati Questori
IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2025-2027" (n. 831/A) (Seguito)
Relatore: On. Daidone
2) Legge di stabilità regionale 2025-2027 (n. 832/A) (Seguito)
Relatore: On. Daidone
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio