Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 12.41
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
siciliana
Schema di bilancio di previsione triennio 2025-2026-2027
dell'Assemblea regionale siciliana» (Doc. n. 169)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al III punto dell'ordine
del giorno: «Schema di bilancio di previsione triennio 2025-2026-
2027 dell'Assemblea regionale siciliana» (Doc. n. 169)
Ha facoltà di parlare il deputato Questore, onorevole Lombardo
Giuseppe Geremia, per svolgere la relazione.
LOMBARDO Giuseppe Geremia, deputato Questore. Grazie Presidente,
do lettura della relazione illustrativa dello Schema di bilancio
2025-2027. Il progetto di bilancio di previsione approvato dal
Consiglio di Presidenza nella seduta numero 17, dell'11 dicembre
2024, che si sottopone all'approvazione dell'Aula, denominato ai
sensi di legge Schema di bilancio di previsione per il triennio
2025-2027 , è stato redatto secondo le modalità introdotte
nell'ordinamento regionale dall'articolo 11, comma 5, della legge
regionale 13 gennaio 2015, numero 3, con cui l'Assemblea regionale
ha adeguato il proprio ordinamento contabile ai principi di cui al
decreto legislativo numero 118 del 2011 e successive modifiche ed
integrazioni. Per il resto, Presidente, mi rimetto al testo della
relazione scritta (in allegato al presente resoconto stenografico).
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo. Onorevoli colleghi,
dichiaro aperta la discussione generale.
Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame del Documento contabile numero 169.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese
correnti .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
CRACOLICI. Non lo trovo
PRESIDENTE. E' caricato sui tablet, onorevole. L'ha trovato,
onorevole? Noi andiamo molto lentamente apposta per essere quanto
più sereni possibili nella votazione, a differenza di quello che
qualcuno dice.
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
capitale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura dell' Utilizzo avanzo di Amministrazione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Fondo di cassa all'1/01/2025
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Titolo 2 - Trasferimenti correnti .
Si dà lettura della Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 103 Trasferimenti correnti da
Imprese .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 2 - Trasferimenti correnti è approvato)
Si passa al Titolo 3 - Entrate extratributarie .
Si dà lettura della Tipologia 300 Interessi attivi .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 500 Rimborsi e altre entrate
correnti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 3 - Entrate extratributarie è approvato)
Si passa al Titolo 4 - Entrate in conto capitale .
Si dà lettura della Tipologia 200 Contributi agli investimenti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 4 - Entrate in conto capitale è approvato)
Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di
giro .
Si dà lettura della Tipologia 100 Entrate per partite di giro
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 200 Entrate per conto terzi
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro è
approvato)
Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione .
Si dà lettura del Programma 1 Organi istituzionali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Segreteria generale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Gestione economica, finanziaria,
programmazione, provveditorato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 5 Gestione dei beni demaniali e
patrimoniali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 8 Statistica e sistemi informativi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 10 Risorse umane .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 11 Altri servizi generali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione è
approvata)
Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti .
Si dà lettura del Programma 1 Fondo di riserva .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Fondo crediti di dubbia
esigibilità .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Altri fondi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 20 - Fondi e accantonamenti è approvata)
Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi .
Si dà lettura del Programma 1 Servizi per conto terzi e partite
di giro .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 99 - Servizi per conto terzi è approvata)
PRESIDENTE. Si passa ai Riepiloghi.
Si dà lettura del Riepilogo generale Entrate per Titoli, del
Riepilogo generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo generale
delle Spese per Missioni, del Quadro generale riassuntivo, del
prospetto degli Equilibri di Bilancio e degli Allegati, nonché
degli allegati bilanci della Cassa di Quiescenza dei Deputati
dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di Quiescenza del
personale dell'Assemblea regionale siciliana, come approvati dai
rispettivi organi, ponendo in votazione l'intero Documento numero
169 con gli annessi ed allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
l'anno 2023
«Discussione del Bilancio consolidato della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2023 predisposto ai sensi degli articoli
dall'11 bis all'11 quinquies del decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni »
PRESIDENTE. Benissimo. Allora, abbiamo approvato il bilancio
interno dell'Assemblea. Si passa al II punto dell'ordine del giorno
+Discussione del Bilancio consolidato della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2023 predisposto ai sensi degli articoli
dall'11 bis all'11 quinquies del decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni ».
Un minuto di pazienza. In attesa dell'assessore Dagnino che
chiaramente, adesso, deve essere necessariamente presente in Aula,
a differenza del bilancio interno dell'Assemblea, sospendiamo, per
cinque minuti cosicché possiamo anche inserire nei tablet il
documento.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.52, è ripresa alle ore 13.11)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito il presidente della Commissione Bilancio a
relazionare sul Bilancio consolidato.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Bilancio consolidato della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2023 - documento
contabile a carattere consuntivo che rappresenta il risultato
economico, patrimoniale e finanziario del Gruppo amministrazione
pubblica (GAP) dopo l'eliminazione dei rapporti infragruppo - è
stato approvato dalla Giunta regionale con la deliberazione n. 440
dell'11 dicembre 2024.
Il Bilancio consolidato è composto dallo stato patrimoniale
consolidato e dal conto economico consolidato, ai quali sono
allegati la relazione sulla gestione consolidata, che comprende la
nota integrativa e la relazione del collegio dei revisori dei
conti, secondo quanto previsto dall'articolo 68 del decreto
legislativo n. 118/2011.
Ai fini dell'adozione del Bilancio consolidato, la Regione in
qualità di ente capogruppo ha, in primo luogo, proceduto
all'individuazione dell'elenco dei soggetti appartenenti al GAP.
Gli enti rientranti nel gruppo sono 136 ossia 23 organismi
strumentali, un organismo tecnico, 69 enti strumentali non in
liquidazione, 10 società partecipate e 33 enti strumentali in
liquidazione.
Gli enti compresi nel GAP possono non essere inseriti nell'elenco
dei soggetti da consolidare nei casi di irrilevanza o di
impossibilità di reperire le informazioni necessarie al
consolidamento in tempi ragionevoli e senza spese sproporzionate.
L'ipotesi dell'irrilevanza si considera sussistente quando il
bilancio di un componente del gruppo è irrilevante ai fini della
rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale
e finanziaria e del risultato economico del gruppo. In particolare,
sono considerati irrilevanti i bilanci che presentano, per ciascuno
dei parametri costituiti da totale dell'attivo, patrimonio netto e
totale dei ricavi caratteristici, una incidenza inferiore al 3 per
cento rispetto alla posizione patrimoniale, economico e finanziaria
della capogruppo. Qualora l'Amministrazione regionale abbia un
patrimonio netto negativo, ai fini della rilevanza si fa
riferimento solo ai parametri del totale attivo e del totale
ricavi.
Dei 99 soggetti così individuati, sulla base di tutta la
documentazione utile acquisita, gli enti consolidati sono stati i
95 inseriti nell'elenco che segue e che voi trovate, ovviamente,
allegato nella relazione.
Il Collegio dei revisori della Regione siciliana, nelle
conclusioni della relazione di accompagnamento, ha espresso un
giudizio favorevole sul bilancio consolidato per l'anno 2023.
L'esame in Commissione Bilancio' si è svolto alla presenza, oltre
che dall'Assessore per l'economia, del presidente del Collegio dei
revisori dei conti della Regione siciliana.
Il Governo ha rappresentato come sia stato incluso nel bilancio
consolidato un numero maggiore di enti rispetto all'anno precedente
e che il patrimonio netto della Regione risulta in aumento per
effetto delle operazioni di consolidamento.
Durante l'esame in Commissione ci si è soffermati, in particolare,
sulla circostanza che trentasette enti non hanno dato riscontro
alle richieste avanzate dalla Ragioneria generale; è emersa,
dunque, l'esigenza di comprendere le ragioni di tale inadempienza,
anche al fine di ideare delle soluzioni sul punto.
Un altro dei temi sollevati nel corso dell'esame in Commissione è
stato quello del costo, pari a circa 200 milioni di euro, degli
oneri finanziari per le anticipazioni; anche su tale questione si
ritiene che occorra valutare come intervenire per contenere tali
costi.
La Commissione ha quindi valutato positivamente le risultanze del
Bilancio consolidato della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2023, ritenendo di esprimere al Governo l'avviso di
approfondire le questioni superiormente accennate.
Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sui tablet trovate l'ordine del
giorno.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, il Governo non interviene? Il Bilancio
consolidato lo presenta il Governo, va bene la relazione del
Presidente della Commissione 'Bilancio', ma sarebbe utile sentire
il Governo.
PRESIDENTE. Chiediamo ai colleghi di evitare di andare al banco
perché l'Assessore Dagnino è molto impegnato in questo momento
perché è il tema più importante dell'anno, dove lui è certamente
protagonista.
C'è stata la relazione del Bilancio consolidato da parte del
Presidente della Commissione Bilancio, Assessore Dagnino, vuole
aggiungere qualcosa rispetto a questa relazione?
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, solo qualche breve battuta. La relazione è stata già
esaustiva, mi faceva piacere mettere in evidenza un paio di dati
che emergono dall'esame del bilancio consolidato.
In particolare quei dati che mettono a raffronto il risultato i
saldi che sono riferibili alla sola Regione come ente consolidante
e i risultati che invece derivano dal perimetro di consolidamento,
quindi dall'esame congiunto dei dati risultanti dal consolidante
ente Regione siciliana e gli enti ricadenti nel perimetro di
consolidamento. Perché è un dato significativo che dimostra come
l'apparato regionale oggetto di consolidamento non è come
contrariamente a quello che potrebbe pensarsi un fardello che
appesantisce i conti della Regione, ma al contrario li migliora.
In particolare, se esaminiamo il risultato d'esercizio del
bilancio consolidato, quindi il risultato che cumula i risultati di
tutti gli enti sottoposti a consolidamento, abbiamo un risultato di
4 miliardi e 16 milioni; se esaminiamo il risultato di esercizio
della sola Regione consolidante abbiamo un risultato di 3,795
miliardi.
Quindi il risultato derivante dal consolidamento migliora il
risultato di esercizio di circa 200 milioni di euro, questo vuol
dire che gli enti ricadenti nel perimetro di consolidamento non
appesantiscono il risultato d'esercizio della sola Regione ma lo
migliorano. Lo stesso dicasi se guardiamo il dato dello stato
patrimoniale: addirittura qua il dato è ancora più rilevante perché
se esaminiamo il patrimonio netto, quindi la differenza tra attivo
e passivo patrimoniale, in sostanza - lo dico in maniera tecnica -
della sola Regione consolidante, abbiamo un patrimonio netto
negativo per 97 milioni di euro. Dato negativo che però è
influenzato dal mancato aggiornamento - è una questione annosa che
conosciamo tutti - al valore effettivo di mercato del patrimonio
immobiliare regionale. Se consideriamo il risultato derivante dal
consolidamento andiamo a un patrimonio netto positivo per 3
miliardi e 72 milioni, quindi è un dato anche questo addirittura
ancor più rilevante che credo che possa essere evidenziato per
sconfessare la sensazione che molti anno che l'apparato regionale
possa appesantire i conti della Regione. Mi sembrava significativo
e volevo metterlo in evidenza, rinviando naturalmente per il resto
alla relazione del Presidente, che ringrazio sempre per avere
egregiamente e con celerità condotto i lavori della Commissione
'Bilancio'.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, è uno
di quegli argomenti il più delle volte noioso, però credo
importantissimo per la nostra Regione. Quel mondo delle società
degli enti, partecipate, controllate, vigilate da parte della
Regione è un po' il mondo oscuro della nostra Regione, perché si sa
benissimo tutto quello che si fa in Assemblea o nei vari
Dipartimenti, mentre molte volte quello che fanno la società degli
enti è, diciamo, poco chiaro anche agli addetti ai lavori.
Abbiamo avuto già modo di parlarne con l'Assessore in Commissione
Bilancio, ripropongo qui alcuni temi che secondo me il Governo
della Regione dovrebbe affrontare.
Parto da un presupposto: in tutti gli accordi Stato Regione e in
tutte le note della Corte dei Conti ogni santo anno viene ribadito
un concetto semplicissimo: razionalizzazione.
Servirebbe che questo immenso mondo delle società e degli enti -
più di 130, 140 tra enti e società della nostra Regione - di fatto
nell'arco degli ultimi due Governi di centrodestra della nostra
Regione sono state razionalizzate solamente Crias e Ircac, ancora
non ben completata in Ircac.
Nessuno degli enti messi in liquidazione è stato effettivamente
liquidato, nessun accorpamento è stato fatto, nessuna opera di
razionalizzazione è stata fatta eppure in ogni documento tra la
Regione e lo Stato di fatto si continua a parlare di
razionalizzazione della spesa delle società e degli enti.
Credo che un gran lavoro possa essere fatto, ne parlavamo con
l'Assessore, faccio riferimento ad esempio ai consorzi di ricerca.
Otto consorzi di ricerca significano otto Cda, significano non so
quanti revisori dei conti.
Per cosa? Non si è capito bene nell'arco di questi anni. Tra
l'altro, si potrebbe perfettamente accorpare in un unico istituto,
avere un solo Cda e provare a fare un solo consorzio di ricerca
nella nostra Regione.
A parte, credo, Corfilac di Ragusa che ha un bilancio
particolarmente importante, ma esclusivamente legato a un
trasferimento della Regione siciliana nei confronti del Corfilac
gli altri hanno bilanci veramente molto, molto esigui. A questi si
possono tranquillamente aggiungere il consorzio o come si chiama...
l'Istituto... neanche ricordo il nome... Parco scientifico e
tecnologico di Catania. Pochissimi dipendenti, i bilanci chiusi in
negativo credo degli ultimi 7-8 anni, per legge andrebbe messo in
liquidazione, a prescindere dalla volontà da parte del Governo, su
questo non se ne hanno notizie. L'Assessore ha detto che nel
prossimo piano delle liquidazioni probabilmente verrà avviata la
procedura di liquidazione visto che nessuno ha richiesto di poter
acquisire le quote nemmeno i soggetti privati, ci attendiamo un
passo in avanti su questo.
E poi la società Interporti. Questa meravigliosa società di scopo
della nostra Regione, quindi una società nata per realizzare due
cose: l'interporto di Termini Imerese e l'interporto di Catania.
Quello di Catania è sostanzialmente completato, quasi interamente
completato. Quello di Termini Imerese negli ultimi 25 anni ci hanno
fatto 769 mila campagne elettorali.
Nemmeno una pietra è stata messa ad oggi.
Rifinanziato l'interporto dalle Fsc con 30 milioni di euro - meno
male che c'è pure l'assessore Aricò - per un progetto che varrebbe
orientativamente 150 milioni, finanziato solamente per 30 non
abbiamo capito bene se abbiamo finanziato il cancello e qualche
struttura per inaugurarlo o veramente l'interporto verrà realizzato
e soprattutto da chi, perché non credo che la società Interporti
abbia capacità oggi per poterlo finanziare a meno che non si voglia
finanziare per l'ennesima volta un progetto che non vedrà mai la
luce.
Però io resto fiducioso sulla sua realizzazione visto che siamo
riusciti a rilanciare un porto di fatto dormiente grazie
all'autorità di sistema portuale, grazie all'accordo dell'assessore
qui presente Savarino insieme all'autorità di sistema portuale
occidentale chiuso deliberato in Giunta credo appena qualche giorno
addietro.
Quindi potrebbe avere un senso in tutto questo.
E poi mi sovviene adesso in mente un dato che riguarda il parco
dei Nebrodi, commissariato dalla Regione con un commissario che è
un dirigente dalla nostra Regione e mi risulta nel tablet il
consolidato che ho avuto modo di leggere velocemente è stato uno di
quegli enti che non ha trasmesso nessun documento alla Regione
stessa.
Come può accadere una cosa del genere? Cioè un parco della nostra
Regione, commissariato dalla Regione, dove il commissario è un
dirigente della Regione che non trasmette alla Ragioneria i dati
del bilancio consolidato.
Non so se sia una cosa normale, se l'assessore ha inviato una nota
al commissario del Parco dei Nebrodi anche per capire perché non
risponde alle richieste legittime della Ragioneria per chiudere il
bilancio consolidato e poi credo in una relazione di qualche anno
addietro della Corte dei conti.
Non capisco perché ancora c'è questo sistema in cui la Ragioneria
deve chiedere i bilanci alle società e agli enti piuttosto avere un
sistema automatico per effetto che, una volta approvato il bilancio
della società degli enti, nella loro completa autonomia, venga
immediatamente trasferito alla Ragioneria per chiudere il bilancio
consolidato.
Questo scambio di pec avevo visto alcune società addirittura che
vanno avanti per mesi interi in cui la Ragioneria chiede alla
società, gli enti non rispondono, credo che sia una cosa veramente
talmente obsoleta, di fatto non ne comprendo le ragioni. Ovviamente
l'augurio è che quella lista di società ed enti che non hanno
risposto, ho detto il parco dei Nebrodi perché mi è venuto in mente
adesso, ma ce ne sono altri, saranno una quindicina che non hanno
completamente risposto...
CRACOLICI. Quaranta
SUNSERI. Quaranta, ricordavo quindici, l'onorevole Cracolici mi
corregge, mi dice più di quaranta - peggio - che non hanno risposto
alla "chiamata" da parte della Ragioneria e dell'assessore Dagnino
per stilare un bilancio consolidato che consolidi realmente.
Perché al di là del gap e quindi diciamo di quegli enti che devono
entrare di fatto far parte del bilancio consolidato poi ce ne sono
tanti altri che invece nemmeno rispondono e quindi mi lascia
intendere che più delle volte non hanno bilanci approvati, che sono
in ritardo con l'approvazione, che non riescono a chiuderli.
Ricordo, assessore che c'è una legge della nostra Regione che dice
che una volta che ci sono cinque tre o cinque bilanci, adesso vado
a memoria, non approvati o comunque tre non approvati o cinque
negativi consecutivamente, la società va messa in liquidazione. Non
dobbiamo sempre pensare di rifinanziare cose che non funzionano se
non tramite un trasferimento di parte corrente da parte della
Regione. Quindi leggerò con attenzione il documento che riguarderà
le liquidazioni che proporrà il Governo credo nei prossimi mesi ma
credo sia opportuno fare un attimo di chiarezza nei confronti di
quelle società degli enti che ad oggi risultano assolutamente
mancanti all'interno del bilancio consolidato.
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, questo consolidato, al di là della relazione letta dal
Presidente della Commissione Bilancio e dall'dall'intervento
dell'assessore Dagnino, potremmo dire che è solo un atto formale.
Un atto formale che non serve a fotografare la realtà dei dati
contabili e patrimoniali della Regione ma serve solo a sbloccare le
256 assunzioni che la Regione ha messo in campo attraverso gli atti
di programmazione. Perché dalla relazione di accompagnamento al
consolidato nonché dalla relazione dei revisori dei conti si evince
tutt'altra cosa rispetto a quanto è stato detto.
Quindi, se da una parte è stata apprezzabile l'opera di
risanamento che è stata portata avanti ed è stata certificata
attraverso il consuntivo 2023 che ha abbattuto notevolmente il
disavanzo, il consolidato invece fa emergere parecchie ombre che
riteniamo opportuno fare rilevare in quest'Aula. Ben quarantatré
enti non hanno riscontrato le richieste istruttorie che la Regione
ha chiesto. Ben 53 enti hanno presentato dati che presentano degli
scostamenti rispetto alla contabilità regionale e il dato ancora
più negativo è rappresentato dai trentasette enti che non hanno
trasmesso i dati contabili, assessore Dagnino, alla Regione
nonostante le richieste.
Tra questi enti ne voglio citare alcuni che dalle notizie in
nostro possesso sarebbero in condizioni di gravi criticità
finanziarie. L'ente autonomo portuale di Messina, gli undici
consorzi per l'area di sviluppo industriale che sono stati messi in
liquidazione e hanno una situazione debitoria non indifferente che
non è stata ancora affrontata per come si dovrebbe, l'ente autonomo
Fiera del Mediterraneo, l'ente autonomo Fiera di Messina, la RESAIS
e in più una situazione che ormai quest'Aula conosce da parecchio
tempo che è appunto la massa debitoria dei consorzi di bonifica che
secondo alcune stime, ammonterebbe a circa 150 milioni di euro.
Noi crediamo che, al di là della formalità che consente oggi
l'approvazione del consolidato e che per fortuna avrà solo una cosa
positiva come conseguenza, che è quella di sbloccare le assunzioni,
le nuove assunzioni da parte della Regione, noi crediamo che sia
opportuno fare un approfondimento, che sia opportuno fare un'opera
di risanamento degli enti, di quegli organismi, di quelle società
partecipate che non servono a nulla, producono debiti, hanno una
situazione fuori controllo dal punto di vista finanziario e che
necessitano un intervento forte e incisivo da parte della Regione.
Per queste motivazioni il Gruppo parlamentare del Partito
Democratico si asterrà rispetto al consolidato che viene proposto
in Aula, solo per un motivo non votiamo contro proprio perché,
appunto, nonostante queste criticità, il voto sul consolidato
sbloccherà le assunzioni della Regione siciliana. Grazie.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, io ho ascoltato
con particolare attenzione la relazione dell'assessore Dagnino su
quelle che sono le tematiche che ruotano attorno alle nostre
aziende, organismi partecipati e collegati alla Regione siciliana,
e anche quelli che sono gli effetti stimati rispetto al perimetro
del consolidamento, e proprio su questo volevo fare un minimo di
riflessione.
Aggiungo alle osservazioni poste in essere dai colleghi che mi
hanno preceduto, che oramai, a più riprese, i diversi accordi Stato-
Regione ci impongono, assessore Dagnino, una attività quanto più
puntuale, quanto più attenta, rispetto a quella che è il riordino
delle nostre società partecipate. E' uno dei vincoli posti in
essere proprio negli ultimi accordi che sono stati sottoscritti, e
da questo punto di vista è indispensabile che venga a porsi
un'azione ben più concreta rispetto a quello che ad oggi,
purtroppo, siamo costretti ad evidenziare; del resto il tema delle
partecipate e della sua riorganizzazione è ormai noto da diverse
legislature.
Noi ci troviamo enti di diverso tipo e di diversa natura, tra
l'altro che sono commissariati, ieri citavo l'Irsap, ma potremmo
fare un elenco, come anche i consorzi di bonifica nei quali non
viene data la possibilità agli attori, agli stakeholders, di poter
entrare nella governance di questi enti.
E allora su un perimetro di 95 enti che fanno parte dell'azione di
consolidamento dalla relazione dei Revisori dei conti, si evince
che ben 37, quindi oltre un terzo, non hanno fornito i dati per
permettere di avere un quadro completo dell'azione complessiva di
consolidamento, tra l'altro prevista dalla normativa.
E allora è evidente, assessore Dagnino, che andando a quelle che
sono le sue ricostruzioni, rispetto a quelli che sono gli effetti
che gli enti e organismi del perimetro di consolidamento forniscono
al bilancio complessivo della Regione siciliana, ci sono delle
strutture, perché è impensabile che ragionare su un risultato
economico di 200 milioni di euro, quando ci sono 37 enti, molti dei
quali sono in disavanzo, e lo sappiamo benissimo, avendo affrontato
a più riprese in questa Assemblea l'esigenza di coprire quelli che
sono i debiti dei consorzi di bonifica, è evidente che questo dato
non è un dato reale, è un dato falsato da evidenti carenze nella
fornitura di quelli che sono elementi essenziali per dare un quadro
di insieme dal punto di vista economico e finanziario alla nostra
Regione.
Allora, l'auspicio che noi diamo, che noi poniamo, è quello che si
ponga in essere un'azione concreta, sinergica di vero riordino
delle nostre partecipate che pongono effettivamente al centro
quelli che sono le esigenze dei vari stakeholders che sono
interessati alle azioni delle stesse.
E ne convengo con chi mi ha preceduto, da questo Parlamento ci
deve essere anche un'azione di responsabilità, malgrado, ecco
riteniamo che vi siano delle importanti incongruenze sulla carenza
di dati, su evidenti scostamenti di almeno diverse decine di enti
ma, dal canto nostro, non possiamo che, ecco, assumere un senso di
responsabilità, non voteremo contrari al Bilancio consolidato, ci
asterremo, anche con l'auspicio che questo Bilancio consolidato
possa essere utile ad aprire a quelle che sono le esigenze dello
scorrimento delle graduatorie e, quindi, dare possibilità a nuova
forza lavoro di essere assunte nei ranghi dell'Amministrazione
regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.
Allora trovate all'interno dei vostri tablet l'ordine del giorno
numero 264 a firma dei Presidenti dei Gruppi di maggioranza, quando
lo avrete letto, non metto in votazione niente senza che prima lo
abbiate letto, quindi, aspetto vostra indicazione.
bilancio consolidato"
Votazione dell'ordine del giorno numero 264 "Approvazione del
bilancio consolidato"
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 264.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'ordine del giorno è approvato con l'astensione del Partito
Democratico, del Movimento Cinque Stelle e del Gruppo Sud chiama
Nord.
e n. 832/A (Legge di stabilità)
Discussione del disegno di legge "Bilancio di previsione della
Regione siciliana per il triennio 2025-2027" (n. 831/A) e della
Legge di stabilità regionale 2025-2027 (n. 832/A).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al disegno di legge
numero 831/A "Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2025-2027".
Ricordo che ai sensi del decreto legislativo numero 118 del 23
giugno 2011 ed in particolare, ai sensi dell'articolo 11,
dell'articolo 39, comma 9, dell'Allegato 9 e dell'allegato 4/1
Paragrafo 9 la nuova struttura del bilancio, ai fini
dell'approvazione da parte dell'Assemblea, è organizzata per le
entrate in Titoli e Tipologie e per la spesa in Missioni e
Programmi. Tipologie e Programmi costituiscono le unità di voto ai
fini dell'approvazione.
Chiedo all'onorevole Di Paola di sostituirmi cinque minuti. Si
inizia, quindi, l'esame del DDL n. 831/A recante il bilancio
regionale.
Ci sono alcuni emendamenti che trovate nel tablet, e ve li potete
leggere serenamente, noi intanto cominciamo con la lettura.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Si inizia dall'esame dell'articolo 1 Stato di
previsione dell'entrata .
Si passa all'esame dell'Allegato 2 (entrate).
All'Allegato 2 (entrate) sono stati presentati emendamenti.
Si inizia dall'emendamento ALL 2.1 del Governo, è un emendamento
tecnico, come si comprende dalla relazione. Il Parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL 2.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento ALL 2.2, anche questo presentato dal
Governo. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Passiamo all'emendamento ALL 2.3, anche questo a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Passiamo all'emendamento ALL 2.4, anche questo a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io volevo soltanto sottolineare,
ancorché già approvato, però vorrei metterlo in evidenza per i
posteri. L'emendamento ALL 2.4 restituisce allo Stato 450 milioni
delle cosiddette anticipazioni Covid.
Sulla base delle effettive riduzioni delle entrate della Regione
che ci sono state si è fatto il calcolo che, tra quello che ci ha
anticipato lo Stato e quello che abbiamo riscosso, c'è stato un
saldo a nostro sfavore di 450 milioni circa ed è dovuto, punto.
Il tema, però, Assessore, che le pongo, e vorrei che ve ne faceste
carico in sede di Conferenza Stato-Regione, è che mentre i comuni
italiani hanno avuto un processo di negoziazione per l'eguale
fattispecie delle mancate entrate relative ai tributi comunali che
lo Stato ha anticipato anche per i comuni nel periodo Covid e poi,
in qualche modo, si è proceduto ad una rendicontazione per tutti
gli altri comuni, i comuni siciliani sono stati esclusi da questo
sistema; per cui noi abbiamo un paradosso che, mentre i comuni
italiani godono nel bene o nel male - essendo trasferimenti da
parte dello Stato attraverso il Ministero delle Finanze e poi degli
Interni, con cui esercita la vigilanza lo Stato nei confronti dei
comuni - nei comuni siciliani, il minor gettito tributario, di
fatto non gli viene compensato.
Quindi noi, da un lato, correttamente restituiamo quanto
maggiormente ricevuto rispetto a quanto effettivamente riscosso, ma
in questa negoziazione complessiva non teniamo conto dell'impatto
che ha avuto anche l'emergenza Covid sugli enti locali siciliani.
Allora io le pongo un tema, che è un tema che ho posto già ai suoi
predecessori: la Regione non può esercitare il suo principio di
rappresentanza esclusivamente guardando a se stessa, noi abbiamo un
dovere e un carico che è proprio delle competenze statutarie che ci
dà appunto lo Statuto della Regione, che in capo alla Regione vi è
anche il compito di rappresentanza nei confronti dello Stato per i
comuni siciliani che non hanno, per capirci l'ANCI, quando tratta
nazionalmente molte delle questioni finanziarie relative ai comuni,
molti di quegli effetti non si applicano in Sicilia.
Quindi, dobbiamo provare a correggere quella impostazione regione-
centrica che finisce per non dare voce al fatto che ci sono 392
comuni in Sicilia, che sono quasi il 5 per cento dei comuni
italiani, che non ha voce nei tavoli ministeriali relativamente
agli aspetti finanziari. Io le volevo porre solo questo tema perché
è un tema che prima o poi esploderà, quindi penso che l'occasione -
secondo me già andava fatta in sede di accordo Stato Regione - di
tenere conto con un sistema di calcolo, con un sistema ricognitivo
effettivo, non presunto, ma del fatto che i comuni siciliani, così
come le province siciliane, sono di fatto esclusi dal sistema di
ripartizione o di correzione dei conti che attiene agli altri
comuni nel resto d'Italia.
PRESIDENTE. Così come previsto dal decreto legislativo n. 118 del
2011, l'Assemblea procede all'approvazione delle singole tipologie
all'interno di ciascun titolo.
Pongo in votazione il fondo pluriennale vincolato per spese
correnti.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione il fondo pluriennale vincolato per conto
capitale.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione il fondo pluriennale vincolato per incremento
di attività finanziarie.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'utilizzo avanzo di amministrazione, di cui
avanzo utilizzato anticipatamente, di cui utilizzo fondo
anticipazione di liquidità.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione il fondo cassa all'1 gennaio 2025.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame del Titolo 1 "Entrate correnti di natura
tributaria, contributiva e perequativa".
Pongo in votazione la Tipologia 101 "Imposte, tasse e proventi
assimilati".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 102 "Tributi destinati al
finanziamento della sanità".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 103 "Tributi devoluti e regolati
dalle autonomie speciali".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 1, si passa all'esame del Titolo 2:
"Trasferimenti correnti".
Pongo in votazione la Tipologia 101 "Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 102 "Trasferimenti correnti da
famiglie".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la tipologia 103 "Trasferimenti correnti da
imprese".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 104 "Trasferimenti correnti da
Istituzioni sociali private".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 105 "Trasferimenti correnti
dall'Unione Europea e dal resto del mondo".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 2, si passa all'esame del Titolo 3.
Pongo in votazione la Tipologia 100 "Vendita di beni e servizi e
proventi derivati dalla gestione dei beni".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 200 "Proventi derivanti
dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
illeciti".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 300 "Interessi attivi".
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 400 "Altre entrate da redditi da
capitale".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 500 "Rimborsi ed altre entrate
correnti".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 3, si passa all'esame del Titolo 4
Entrate in conto capitale .
Pongo in votazione la Tipologia 200 "Contributi agli
investimenti".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 300 "Altri trasferimenti in conto
capitale ".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 400 "Entrate da alienazione di
beni materiali e immateriali".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 500 "Altre entrate in conto
capitale".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 4, si passa all'esame del Titolo 5
Entrate da riduzione di attività finanziarie .
Pongo in votazione la Tipologia 100 "Alienazione di attività
finanziarie".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 200 "Riscossione di crediti a
breve termine".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 300 "Riscossione di crediti di
medio-lungo termine".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 400 "Altre entrate per riduzione
di attività finanziarie".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 5, si passa all'esame del Titolo 6
Accensione prestiti .
Pongo in votazione la Tipologia 300 "Accensione mutui e altri
finanziamenti a medio lungo termine".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del Titolo 6, si passa all'esame del Titolo 9
Entrate per conto terzi e partite di giro .
Pongo in votazione la Tipologia 100 "Entrate per partite di giro".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione la Tipologia 200 "Entrate per conto terzi".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Concluso l'esame dei Titoli, si passa alla votazione dell'articolo
1.
Pongo in votazione l'articolo 1 con il relativo allegato così come
emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Stato di previsione della spesa
1. In applicazione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118 e
successive modificazioni, sono autorizzati l'impegno ed il
pagamento delle spese della Regione siciliana per gli esercizi
finanziari 2025, 2026 e 2027 in conformità dello stato di
previsione della spesa annesso alla presente legge (allegato 4).»
Si passa all'esame dell'Allegato 4 e all'Allegato 4 Spesa' sono
stati presentati degli emendamenti. Onorevole Cracolici, nel
frattempo potete visionare l'emendamento ALL 4.1 che trovate nei
tablet.
CRACOLICI. Mi chiedo una cosa, perché il Governo presenta un
emendamento praticamente di istituzione e di suddivisione per
capitoli di un Dipartimento che è stato istituito da qualche tempo
recente, mi riferisco al dipartimento cerimoniale della Presidenza
della Regione che, come è noto, in una delle tante leggi di
variazione è diventato appunto dipartimento.
Mi chiedo, perché il Governo non lo ha presentato in Commissione,
visto che, come dire, ha istituito, ha cancellato alcuni capitoli
generali, e ha fatto una suddivisione per capitoli, tra l'altro mi
sarei aspettato nella relazione di capire se l'effetto di questa
modifica ha inciso in termini finanziari con una maggiore
previsione nel bilancio della Regione, perché dalla relazione non
si evince sull'allegato 4.2 o l'altro, che non so che numero è,
quello che faremo dopo, si capisce che ci sono istituzioni di nuovi
capitoli, e ci sono nuove previsioni finanziarie in aumento.
Ripeto, sarebbe stato trasparente consentire alla Commissione di
affrontare in quella sede l'esame di questi capitoli. Pertanto io
annuncio il mio voto contrario, sia al primo che al secondo, perché
considero questa modalità di realizzare una legge di bilancio poco
consona a quella che deve essere la trasparenza, ripeto, stiamo
parlando di bilancio a legislazione invariata, quindi le dico
subito che non mi piace questa modalità.
PRESIDENTE. Assessore, magari illustri l'emendamento, così vediamo
di chiarire i dubbi mossi da parte dei colleghi. Prego, Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie Presidente, come risulta
dalla relazione, la richiesta di modifica è pervenuta alla
segreteria generale con nota del 9 dicembre 2024, quindi è una
richiesta che è pervenuta in corso di lavori. La Commissione aveva,
forse, già esaurito l'attività. Quindi questa è la ragione per cui
è stato introdotto adesso.
PRESIDENTE. C'era l'onorevole Sunseri che voleva intervenire
prima. Prego, onorevole.
SUNSERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
PRESIDENTE. Non voleva intervenire?
SUNSERI. No, volevo chiedere il voto palese.
PRESIDENTE. Quindi c'è una richiesta di voto palese
sull'emendamento ALL 4.1?
SUNSERI. Sì, sì.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Chiedo il parere della Commissione sull'emendamento
ALL 4.1 del Governo
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento ALL 4.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento ALL 4.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti ..................... 59
Votanti ...................... 49
Maggioranza ............. 25
Favorevoli ................. 29
Contrari ..................... 20
Astenuti ..................... 0
(È approvato)
Mi date, gentilmente, un verbale. L'emendamento ALL 4.1 è
approvato.
Si passa all'emendamento ALL 4.2. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto sull'emendamento ALL
4.2. Vediamo se è appoggiata la richiesta di voto segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento ALL 4.2.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento ALL 4.2. Chi è favorevole prema verde, chi è
contrario prema rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti ..................... 59
Votanti ...................... 48
Maggioranza ............. 25
Favorevoli ................. 23
Contrari ..................... 25
Astenuti ..................... 0
(Non è approvato)
La seduta è sospesa per mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 13.59, è ripresa alle ore 14.42)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta riprende per comunicarvi
che sospendiamo nuovamente i lavori e riconvochiamo per le ore
16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 14.42, è ripresa alle ore 18.25)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto.
Riprendiamo i lavori dall'emendamento ALL 4.3, a firma del
Governo.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Sì, aspettiamo, prendetevi tutto il tempo che volete e
poi mi fate cenno, non c'è alcuna fretta.
Pongo in votazione l'emendamento ALL. 4.3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento ALL. 4.4. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL. 4.4. Chi è
favorevole resti seduto: chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento ALL. 4.5 sempre del Governo.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL. 4.5. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento ALL. 4.6. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL. 4.6. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento ALL. 4.7. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI. Ci dia il tempo di dare una lettura.
PRESIDENTE. Fatemi cenno voi quando siete pronti, non è un
problema.
C'è una richiesta da parte dell'opposizione, se l'Assessore può
illustrare l'emendamento ALL. 4.7. Prego, Assessore.
DAGNINO. Sì, grazie, è una richiesta che è venuta dall'Assessorato
all'Istruzione - che è qui alla mia destra - e riguarda un capitolo
di una richiesta di aumento di 100 mila euro per le attività di
informazione sull'attività istituzionale svolta dall'Assessorato,
cioè la percezione all'interno dell'Assessorato che sia necessario
comunicare, informare sull'attività svolta, quindi è un emendamento
che, come dire, si spiega da sé.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL 4.7.
CATANZARO. Il PD è contrario
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL 4.7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento è approvato con il voto contrario del Partito
Democratico e del Movimento Cinque Stelle.
Si passa all'emendamento ALL 4.8, del Governo.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, intervengo solo per un chiarimento, se
questi 500 mila euro sono destinati all'incremento dei
trasferimenti alle scuole paritarie, in questo caso materne, dei
Comuni e degli Enti locali, dal capitolo. Potrebbe essere, ma non
si capisce.
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, l'onorevole Safina ha fatto una
domanda.
DAGNINO, assessore per l'economia. Non è specificato, fa fede la
descrizione del capitolo, quindi desumo che sia destinata a tutti,
anche quella degli Enti locali.
CATANZARO. Assessore, vorremmo capire con più dettagli.
DAGNINO, assessore per l'economia. Mi conferma il collega Turano,
ma è richiamato anche nella descrizione del capitolo trasferimenti
correnti alle amministrazioni locali, quindi evidentemente anche i
Comuni.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento ALL 4.8?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
CATANZARO. Signor Presidente, c'era brusio in Aula, non abbiamo
capito a cosa servivano questi 500 mila euro.
PRESIDENTE. Per quello che mi dicono gli uffici a finanziare le
scuole paritarie attraverso gli enti locali, credo che abbiate
avuto conferma dall'Assessore, questo ho capito io rispetto al suo
intervento.
Pongo in votazione l'emendamento ALL 4.8. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento ALL 4.9, del Governo. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento ALL 4.10, del Governo. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL 4.10. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento ALL 4.11, del Governo. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, la mia veramente è una richiesta di
chiarimento. Abbiamo fatto il testo della legge di bilancio in
Commissione, come normalmente si fa.
Qui stiamo facendo una variazione di circa 34 milioni di euro di
integrazione al Fondo sanitario regionale.
Ma è possibile che l'Amministrazione non conoscesse prima di
approntare il testo, non dico il testo in Giunta, essendo tra
l'altro - leggo - spese obbligatorie, se sono obbligatorie dovevano
essere già contenute nel testo. Facciamo conto che ci sia stata una
svista, ma in Commissione perché il Governo non ha presentato un
emendamento che in quella sede quanto meno avrebbe spiegato e
questo avrebbe consentito di evitare di fare questi interventi in
Aula. Perché - mi chiedo - 34 milioni di spese obbligatorie con
vari capitoli? A cosa devono servire, quanto meno ce lo spiegate,
per capirlo.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
onorevoli, come risulta anche dalla relazione, la richiesta è stata
avanzata dall'Assessorato alla Sanità, in particolare, dal
Dipartimento Programmazione con mail del 3 e del 4 dicembre 2024.
Si tratta, in sostanza, del fatto che maggiori oneri derivanti
dall'aumento della spesa pubblica a livello nazionale per la quale
la Regione ha l'obbligo di compartecipazione su percentuale fissa,
quindi, a fronte di aumenti decisi a livello di Governo nazionale,
la Regione si trova obbligata a corrispondere la sua quota di
compartecipazione in misura percentuale, anche noi devo dire
abbiamo rappresentato la difficoltà che ha creato, non poche
difficoltà perché avevamo la manovra in corso di discussione,
abbiamo avuto una lunga discussione, un lungo confronto con la
Direzione generale competente ma ci hanno spiegato che sono misure,
sono esigenze che sono state rappresentate soltanto a ridosso dei
termini anche a livello di Governo nazionale.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, anch'io
rimango stupito dal fatto che non si sia discusso in Commissione di
merito, nella Commissione Sanità e, quindi, in Commissione
Bilancio, però mi rimetto alle considerazioni che ha fatto
l'Assessore al Bilancio.
Se ci sono queste richieste da parte dell'Assessorato e sono delle
richieste che rientrano all'interno delle norme, per noi non
possiamo che dire che non si può fare ostruzionismo, opposizione
però mi permetto di dire una cosa.
Presidente, io ho presentato degli ordini del giorno perché da
gennaio in poi la fecondazione medicalmente assistita entrerà nei
LEA, nei livelli essenziali di assistenza. Ora, la cosa che
preoccupa, per la quale abbiamo presentato un ordine del giorno, è
che pare che in Sicilia la fecondazione medicalmente assistita
rispetto alle altre Regioni non si presenterà in maniera gratuita,
non sarà fornita in maniera gratuita a chi ne farà richiesta e,
pertanto, si creerà una disparità, un'ingiustizia perché spesso si
parla della denatalità. Però sappiamo tutti che nel momento in cui
si mettono in campo delle strategie queste debbono determinare
un'equità, un diritto alla salute per tutti e, quindi, io spero, mi
auguro che in queste, mi rivolgo all'assessore al bilancio ma anche
all'assessore alla sanità che non è però presente, io spero che in
queste risorse così ampie possa rientrare anche la fecondazione
medicalmente assistita perché altrimenti noi stiamo facendo un
discorso generico ma per quel che ci riguarda, qui ci sono anche
altri componenti della Commissione Sanità verrebbe meno un impegno
che, invece, deve essere assunto nei confronti della comunità delle
donne che hanno problemi per avere dei figli, la fertilità che si
può ritrovare con dei meccanismi scientifici acclarati.
Ed infine, due considerazioni, Presidente, noi abbiamo presentato
altri due ordini del giorno che fanno riferimento a degli
emendamenti da noi discussi in Commissione, Presidente Laccoto, e
poi portati in Commissione Bilancio e sono quelle che riguardano il
Centro per il cancro, un centro di eccellenza al Garibaldi perché
lì che operano, soprattutto, nel campo ginecologico professionisti
valenti, noi abbiamo chiesto sia per il Centro per il cancro, di
eccellenza per il cancro, che per le fragilità che riguardano,
innanzitutto, l'odontoiatria per i ragazzi disabili, abbiamo
chiesto di utilizzare le economie dell'articolo 20. Quindi
Assessore mi rivolgo a lei, all'Assessore al bilancio e al
Presidente della Regione, chiediamo che ci sia attenzione rispetto
a questi tre temi perché sono risorse che, per la fecondazione
medicalmente assistita, non possiamo non ritrovare in questo
emendamento presentato.
Per quel che riguarda il centro di eccellenza per il cancro al
Garibaldi e per la fragilità dei ragazzi disabili che hanno bisogno
di cure odontoiatriche si possano utilizzare, chiediamo Presidente,
soltanto le economie derivanti dall'articolo 20. Come sappiamo
queste economie ci sono state e che l'Assessorato sta facendo una
rimodulazione di queste somme, le chiediamo un impegno, Presidente,
perché sono tematiche di grande interesse.
Il cancro è diventata una malattia che può anche diventare
cronica. Un tempo quando si parlava di cancro si stabilivano i
tempi della morte. Oggi si può combattere, si spera possa essere
combattuta. In tal senso, io credo che noi dobbiamo attrezzare
sempre più la nostra Sicilia che, in questo ha anche tante luci,
Presidente.
Ma io credo che sia doveroso insistere e determinare un
miglioramento strutturale e significativo per i nostri siciliani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, sulla fecondazione assistita ho sentito pure,
abbiamo avuto la discussione in Commissione, in Sicilia varrà il
principio stesso che vale nelle altre regioni: se c'è
un'indicazione nazionale di un ticket che, ho sentito dai giornali,
si tratterebbe di 700 euro - naturalmente, per quelli che non sono
esenti - sarà fatto in Sicilia. Ma nessun ticket, maggiore delle
altre Regioni, sarà adottato in questa Regione.
Questo è quanto arriva all'Assessorato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione. ...si è rotto...
PRESIDENTE. Lo paga lei. L'ha rotto? E' riuscito a romperlo?
Addebitatelo. L'ha rotto veramente. Funziona il microfono? Faccia
l'intervento.
DE LUCA Antonino. Io volevo solo un chiarimento. Grazie al cielo
sono vivo e, visto i tempi, probabilmente
PRESIDENTE. Voleva chiedere i danni all'Amministrazione?
DE LUCA Antonino. Dovrò denunciare l'accaduto come un vile
attentato alla mia incolumità, d'altronde per ora si usa
Presidente, io volevo solo un chiarimento sul capitolo 417369,
perché sono le attività di screening sull'epatite C che sono un
Lea, un livello essenziale di assistenza. Allora volevo capire se
il definanziamento di un milione e sette equivale al
definanziamento totale della misura o al definanziamento parziale
della misura, in quanto lo screening sull'epatite C è un Lea da
qualche anno.
Infine volevo ricordare, visto anche gli interventi che mi hanno
preceduto, per quanto concerne la procreazione medicalmente
assistita, un settore che ha visto particolarmente impegnato il
Movimento Cinque Stelle che aveva anche sottoposto all'attenzione
di questo governo un emendamento a prima firma della collega Jose
Marano che prevedeva lo stanziamento di un milione e mezzo di euro
per sostenere le coppie che vogliono intraprendere questo percorso.
Ora qua dobbiamo fare un attimo di chiarezza perché da gennaio
diventerà un Lea. Sinora l'approccio di questa regione è stato però
un po' di attenzione se ai colleghi la procreazione medicalmente
assistita non interessa, almeno evitino di fare interventi, perché
se serve solo a farsi pubblicità non ha senso.
PRESIDENTE. Sfonda una porta aperta.
DE LUCA Antonino. Perfetto. Allora torniamo alla procreazione
medicalmente assistita.
E' un argomento in cui ci siamo impegnati tanto, la collega Marano
ha anche presentato un emendamento per sostenere le coppie
siciliane che decidono di intraprendere questo percorso. Cosa è
successo finora? Che le pochissime somme messe a disposizione, pari
a circa mezzo milione di euro l'anno, per via di un decreto emanato
dall'ex assessore alla sanità Razza, andavano nella misura del 70
per cento ai privati convenzionati e solo il 30 per cento alle
strutture pubbliche.
Allora, innanzitutto questa è una differenziazione che ovviamente,
nel momento in cui diventerà LEA, dovrà evidentemente sparire ma
anche quando diventerà LEA le spese per le coppie siciliane non
saranno venute meno, perché una coppia dovrà affrontare un percorso
che prevedrà il pagamento di un ticket pari a 700 euro o 2000 euro
a seconda della tipologia di inseminazione che verrà effettuata.
Conseguentemente, l'emendamento previsto dalla collega prevede
anche lo stanziamento di somme che vanno non a gravare sul ticket
ma che vanno a sostenere direttamente le coppie che con un Isee
basso magari hanno difficoltà comunque ad accedere a queste somme.
Allora sarebbe un segnale molto importante da parte del Governo se
volesse esserci l'accoglimento poi in un secondo momento anche di
questo emendamento, di questa importante tematica che la collega
Marano ha rappresentato.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, la ringrazio e ne approfitto
ovviamente della presenza del Presidente della Regione in Aula che
sia ieri che oggi iniziando i lavori ci dovrà accompagnare in
queste giornate perché è fondamentale.
Il tema che è stato posto dai colleghi, ovviamente ha parlato
anche il capogruppo De Luca, ma soprattutto il mio collega Burtone,
con il quale noi da due anni, anzi un anno e mezzo perché abbiamo
pure presentato dei disegni, anzi un disegno di legge che è stato
approvato, l'abbiamo detto in Commissione, su quello che è la
raccolta dei gameti. Abbiamo chiesto alla presenza dell'assessore
alla sanità, Presidente, proprio una riunione per il 14 perché il
tema è molto ma molto sentito ed importante.
Sono più di 12 mila coppie in Sicilia e ovviamente si ritrovano
rispetto al resto d'Italia a ricorrere a quella che è la
fecondazione medicalmente assistita e che nello stesso tempo noi ci
troviamo ad avere una grande lacuna che ovviamente il sistema
sanitario nostro regionale ci fa trovare.
E allora, Presidente della Regione, quale migliore occasione,
essendoci questi 34 milioni di euro, che ovviamente vengono
ascritti a quello che è il capitolo della sanità, ci vuole proprio
in questo momento anche una presa di posizione su un tema che non
può più essere rimandato a quello che magari poi sono i LEA e
quant'altro, però è un impegno che il Governo regionale potrebbe
assumere rispetto a quelle coppie che magari non si trovano ad
avere la disponibilità economica e quindi si ritrovano ovviamente a
pagare ticket di 700 euro in Sicilia.
Allora su questo tema, Presidente della Regione, lei è in Aula e
noi ci aspettiamo un impegno da parte del Governo proprio su questo
aspetto, e quindi quello che chiediamo è proprio, dopo gli
interventi che ci sono stati, ma anche quello che è stato dibattuto
in Commissione è quello che è stato il lavoro prodotto dai
colleghi, dai deputati, dai gruppi parlamentari, noi ne abbiamo
fatto anche un disegno di legge, lo chiediamo con forza che ci sia
un impegno da parte sua e vorremmo e gradiremmo che ci possa essere
una sua risposta a quello che noi poniamo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, oltre alla questione che hanno
sollevato i miei colleghi, vorrei rammentare che la Regione
siciliana è la Regione col più alto numero di medici obiettori in
Italia: il 95% dei medici in Sicilia non è disponibile ad applicare
la legge n. 194 del 1978, sostanzialmente in Sicilia questo diritto
è negato alle donne, e questo ha un'attinenza fortissima con la
tutela del diritto alla salute delle donne che si trovano già ad
affrontare un dramma quale quello dell'aborto.
Noi come Gruppo del Partito Democratico abbiamo presentato un
disegno di legge per prevedere l'assunzione nelle Asp e nelle
strutture, ovviamente ospedaliere, di medici non obiettori e di
personale sanitario non obiettore, e per creare le cosiddette unità
operative semplici di IVG, cioè di interruzione volontaria di
gravidanza.
È qualcosa che in altre Regioni si è fatta, il Lazio è stata la
prima, il San Camillo oramai ha addirittura una struttura
complessa, così come abbiamo chiesto che venga rispettata la
volontà delle coppie di addivenire anche in Sicilia alla
fecondazione assistita, io penso che debba essere garantito in
Sicilia questo diritto all'interruzione volontaria di gravidanza, e
dunque il Servizio sanitario regionale deve predisporre e deve
destinare delle risorse ad hoc affinché questi servizi possano
essere istituiti. Basterebbe una circolare dell'assessorato alla
salute, perché così è stato fatto nel Lazio, ma io penso che con
una legge che disciplina anche alcuni aspetti che riguardano il
rapporto di lavoro sia assolutamente meglio, però se oggi
decidessimo di destinare una parte della quota del Fondo del
Servizio sanitario nazionale a questo servizio non faremmo un
torto, anzi rispetteremmo un diritto e applicheremmo anche in
Sicilia una legge.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, visto che si sta discutendo ormai
ampiamente del tema sulla PMA, già il collega De Luca l'ha detto,
il mio emendamento in Commissione Sanità è già stato approvato con
un milione e mezzo, io direi che non soltanto è un segnale verso le
coppie che hanno difficoltà ad avere figli, perché non si può
scegliere tra il dare la vita e farsi i conti con i soldi per poter
dare alla luce un figlio, ma è un segnale che si dà anche di
attenzione alla sanità pubblica, è un segnale per dire rafforziamo
la sanità pubblica e non fermiamoci a dover sempre ricorrere ai
centri privati convenzionati, quindi sarebbe un segnale anche in
questo senso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
Sono finiti gli interventi, quindi pongo in votazione
l'emendamento ALL 4.11.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Passiamo adesso all'emendamento ALL 4.12, del Governo. Il parere
della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL 4.12. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Abbiamo concluso l'esame degli emendamenti.
Allora colleghi, così come previsto dal decreto legislativo numero
118 del 2011e successive modifiche ed integrazioni, l'Assemblea
procede all'approvazione dei singoli Programmi all'interno di
ciascuna Missione, così come emendati.
Si inizia dall'esame della Missione 0 Disavanzo finanziario
Si pone in votazione il Programma 0 Disavanzo finanziario
(È approvato)
Si passa all'esame della Missione 1 Servizi istituzionali,
generali e di gestione
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Organi istituzionali
(È approvato)
Programma 2 Segreteria Generale
(È approvato)
Programma 3 Gestione economica, finanziaria, programmazione e
provveditorato
(È approvato)
Programma 4 Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali
(È approvato)
Programma 5 Gestione dei beni demaniali e patrimoniali
(È approvato)
Programma 6 Ufficio tecnico
(È approvato)
Programma 7 Elezioni e consultazioni popolari - Anagrafe e stato
civile
(È approvato)
Programma 8 Statistica e sistemi informativi
(È approvato)
Programma 10 Risorse umane
(È approvato)
Programma 11 Altri servizi generali
(È approvato)
Programma 12 Politica regionale unitaria per i servizi
istituzionali, generali e di gestione
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 1, si passa all'esame della
Missione 4 Istruzione e diritto allo studio
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Istruzione prescolastica
(È approvato)
Programma 2 Altri ordini di istruzione non universitaria
(È approvato)
Programma 3 Edilizia scolastica
(È approvato)
Programma 4 Istruzione universitaria
(È approvato)
Programma 5 Istruzione tecnica superiore
(È approvato)
Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione
(È approvato)
Programma 7 Diritto allo studio
(È approvato)
Programma 8 Politica regionale unitaria per l'istruzione e il
diritto allo studio
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 4, si passa all'esame della
Missione 5 Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Valorizzazione dei beni di interesse storico
(È approvato)
Programma 2 Attività culturali e interventi diversi nel settore
culturale
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per la tutela dei beni e
delle attività culturali
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 5, si passa all'esame della
Missione 6 Politiche giovanili, sport e tempo libero
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sport e tempo libero
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per i giovani, lo sport e
il tempo libero
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 6, si passa all'esame della
Missione 7 Turismo
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo
(È approvato)
Programma 2 Politica regionale unitaria per il turismo
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 7, si passa all'esame della
Missione 8 Assetto del territorio ed edilizia abitativa
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Urbanistica e assetto del territorio
(È approvato)
Programma 2 Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di
edilizia economico - popolare
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per l'assetto del
territorio e l'edilizia abitativa
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 8, Si passa all'esame della
Missione 9 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e
dell'ambiente
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Difesa del suolo
(È approvato)
Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero ambientale
(È approvato)
Programma 3 Rifiuti
(È approvato)
Programma 4 Servizio idrico integrato
(È approvato)
Programma 5 Aree protette, parchi naturali, protezione
naturalistica e forestazione
(È approvato)
Programma 6 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche
(È approvato)
Programma 8 Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento
(È approvato)
Programma 9 Politica regionale unitaria per lo sviluppo
sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiente
(È approvato)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Esaurito l'esame della Missione 9, si passa all'esame
della Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità.
Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Trasporto ferroviario
(È approvato)
Programma 2 Trasporto pubblico locale
(È approvato)
Programma 3 Trasporto per vie d'acqua
(È approvato)
Programma 4 Altre modalità di trasporto
(È approvato)
Programma 5 Viabilità e infrastrutture stradali
(È approvato)
Programma 6 Politica regionale unitaria per i trasporti e il
diritto alla mobilità
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 10, si passa all'esame della
Missione 11 Soccorso civile.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sistema di protezione civile
(È approvato)
Programma 2 Interventi a seguito di calamità naturali
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per il soccorso e la
protezione civile
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 11, si passa all'esame della
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido
(È approvato)
Programma 2 Interventi per la disabilità
(È approvato)
Programma 3 Interventi per gli anziani
(È approvato)
Programma 4 Interventi per soggetti a rischio di esclusione
sociale
(È approvato)
Programma 5 Interventi per le famiglie
(È approvato)
Programma 6 Interventi per il diritto alla casa
(È approvato)
Programma 7 Programmazione e governo della rete dei servizi
sociosanitari e sociali
(È approvato)
Programma 8 Cooperazione e associazionismo
(È approvato)
Programma 10 Politica regionale unitaria per i diritti sociali e
la famiglia
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 12, si passa all'esame della
Missione 13 Tutela della salute.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario
corrente per la garanzia dei LEA
(È approvato)
Programma 2 Servizio sanitario regionale - finanziamento
aggiuntivo corrente per livelli di assistenza superiori ai LEA
(È approvato)
Programma 4 Servizio sanitario regionale - ripiano di disavanzi
sanitari relativi ad esercizi pregressi
(È approvato)
Programma 5 Servizio sanitario regionale - investimenti sanitari
(È approvato)
Programma 6 Servizio sanitario regionale - restituzione maggiori
gettiti SSN
(È approvato)
Programma 7 Ulteriori spese in materia sanitaria
(È approvato)
Programma 8 Politica regionale unitaria per la tutela della salute
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 13, si passa all'esame della
Missione 14 Sviluppo economico e competitività.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Industria, PMI e artigianato
(È approvato)
Programma 2 Commercio - reti distributive - tutela dei consumatori
(È approvato)
Programma 3 Ricerca e innovazione
(È approvato)
Programma 4 Reti e altri servizi di pubblica utilità
(È approvato)
Programma 5 Politica regionale unitaria per lo sviluppo economico
e la competitività
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 14, si passa all'esame della
Missione 15 Politiche per il lavoro e la formazione professionale.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro
(È approvato)
Programma 2 Formazione professionale
(È approvato)
Programma 3 Sostegno all'occupazione
(È approvato)
Programma 4 Politica regionale unitaria per il lavoro e la
formazione professionale
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 15, si passa all'esame della
Missione 16 Agricoltura politiche agroalimentari e pesca.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sviluppo del settore agricolo e del sistema
agroalimentare
(È approvato)
Programma 2 Caccia e pesca
(È approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per l'agricoltura, i
sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 16, si passa all'esame della
Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Fonti energetiche
(È approvato)
Programma 2 Politica regionale unitaria per l'energia e la
diversificazione delle fonti energetiche
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 17, Si passa all'esame della
Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Relazioni finanziarie con le altre autonomie
territoriali
(È approvato)
Programma 2 Politica regionale unitaria per le relazioni con le
altre autonomie locali
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 18, si passa all'esame della
Missione 19 Relazioni internazionali
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 19, si passa all'esame della
Missione 20 Fondi e accantonamenti.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Fondo di riserva
(È approvato)
Programma 2 Fondo crediti di dubbia esigibilità
(È approvato)
Programma 3 Altri fondi
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 20, si passa all'esame della
Missione 50 Debito pubblico.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Quota interessi ammortamento mutui e prestiti
obbligazionari
(È approvato)
Programma 2 Quota capitale ammortamento mutui e prestiti
obbligazionari
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 50, si passa all'esame della
Missione 60 Anticipazioni finanziarie
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Restituzione anticipazioni di tesoreria
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 60, si passa all'esame della
Missione 99 Servizi per conto terzi
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizi per conto terzi - partite di giro
(È approvato)
Programma 2 Anticipazioni per il finanziamento del Sistema
Sanitario Nazionale
(È approvato)
Concluso l'esame dei Programmi e delle Missioni, si passa alla
votazione dell'articolo 2.
Pongo in votazione l'articolo 2 con il relativo allegato così come
emendato.
(È approvato)
Si passa quindi all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura.
«Art. 3.
Allegati
1. Sono approvati i seguenti allegati:
a) la nota integrativa (allegato 1);
b) il prospetto delle entrate di bilancio per titoli e tipologie
per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale
(allegato 2);
c) il riepilogo generale delle entrate per titoli per ciascuno
degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 3);
d) il prospetto delle spese di bilancio per missioni, programmi e
titoli per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale
(allegato 4);
e) i prospetti recanti i riepiloghi generali delle spese
rispettivamente per titoli e per missioni per ciascuno degli anni
considerati nel bilancio triennale (allegati 5/a-b);
f) il quadro generale riassuntivo delle entrate (per titoli) e
delle spese (per titoli) (allegato 6);
g) il prospetto dimostrativo dell'equilibrio di bilancio per
ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato
7);
h) il prospetto esplicativo del risultato presunto di
amministrazione (allegato 8);
i) il prospetto concernente la composizione, per missioni e
programmi, del fondo pluriennale vincolato (allegato 9);
j) il prospetto concernente la composizione del fondo crediti di
dubbia esigibilità per ciascuno degli anni considerati nel bilancio
triennale (allegato 10);
k) l'elenco delle garanzie principali o sussidiarie prestate dalla
Regione a favore di enti e di altri soggetti ai sensi delle leggi
vigenti (allegato 11);
l) il prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di
indebitamento (allegato 12);
m) l'elenco dei capitoli che riguardano le spese obbligatorie
(allegato 13);
n) l'elenco delle spese che possono essere finanziate con il fondo
di riserva per spese impreviste (allegato 14);
o) l'elenco analitico delle risorse accantonate nel risultato di
amministrazione presunto (allegato 15);
p) l'elenco analitico delle risorse vincolate nel risultato di
amministrazione presunto (allegato 16);
q) l'elenco analitico delle risorse destinate agli investimenti
nel risultato di amministrazione presunto (allegato 17);
r) la relazione del collegio dei revisori dei conti (allegato
18)».
Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti.
Si passa all'emendamento 3.2. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 3.3, Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 3, con i relativi allegati,
così come emendati. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura.
«Art. 4.
Totale generale del bilancio triennale
1. È approvato in euro 21.320.178.387,31 in termini di competenza
ed in euro 29.583.818.222,71 in termini di cassa, il totale
generale dell'entrata e della spesa del bilancio della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2025.
2. È approvato in euro 20.262.603.706,62, in termini di
competenza, il totale generale dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2026.
3. È approvato in euro 19.900.963.377,57, in termini di
competenza, il totale generale dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2027».
Non sono stati presentati emendamenti. Pongo pertanto in votazione
l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura.
«Art. 5.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2025.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si sospende l'esame del disegno di legge del bilancio a
legislazione vigente, prima del voto finale, per passare all'esame
del disegno di legge n. 832, Legge di stabilità regionale
2025/2027 .
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura.
«Art. 1.
Agenzia regionale per la promozione e l'attrazione degli
investimenti
1. È istituita l'Agenzia regionale per la promozione e
l'attrazione degli investimenti, di seguito Agenzia, sotto forma di
ente pubblico non economico, al fine di promuovere, agevolare e
attrarre investimenti privati nazionali e internazionali nel
territorio della Regione, contribuendo allo sviluppo dell'economia
e alla creazione di nuove opportunità di lavoro.
2. All'Agenzia sono affidati i seguenti compiti:
a) elaborare e attuare strategie per la promozione degli
investimenti privati nell'ambito del territorio regionale, anche
attraverso l'attrazione dall'esterno dell'area, in coerenza con la
politica economica regionale come delineata dal documento di
economia e finanza regionale e dalla relativa nota di
aggiornamento;
b) divulgare in Italia e all'estero le agevolazioni nazionali e
regionali e le altre misure di sostegno agli investimenti privati
nel territorio regionale;
c) offrire supporto e assistenza tecnica qualificata agli
investitori, anche nel reperimento delle risorse finanziarie
necessarie all'esecuzione degli investimenti, ivi incluso l'accesso
al credito e al private equity;
d) promuovere conferenze di servizi e altre attività di
coordinamento tra gli enti pubblici regionali e le società a
partecipazione regionale aventi competenza nei processi di
promozione e attrazione degli investimenti;
e) promuovere la collaborazione e il raccordo tra enti pubblici e
privati, associazioni di categoria, camere di commercio e altri
soggetti interessati alla promozione degli investimenti privati nel
territorio regionale;
f) monitorare e valutare l'impatto degli investimenti privati sul
tessuto economico e sociale della Regione.
3. Il funzionamento dell'Agenzia è assicurato:
a) dai trasferimenti iniziali effettuati dalla Regione al momento
della costituzione;
b) dalle risorse stanziate annualmente dal bilancio regionale,
anche attraverso specifici fondi dedicati all'attrazione degli
investimenti;
c) da contributi di enti pubblici nazionali e internazionali;
d) dalle entrate derivanti da attività di consulenza, servizi
offerti e progetti di cooperazione internazionale.
4. Sono organi dell'Agenzia il direttore e il revisore unico,
nominati con decreto del Presidente della Regione, previa
deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
regionale per l'economia, d'intesa con l'Assessore regionale per le
attività produttive. Il revisore unico è scelto tra i soggetti
iscritti nel registro dei revisori legali di cui al decreto
legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. In caso di assenza o
impedimento del revisore unico è nominato un revisore supplente con
le stesse modalità di cui al presente comma.
5. Il direttore è scelto tra soggetti che abbiano svolto attività
dirigenziali per almeno cinque anni in enti pubblici o privati e in
possesso di specifiche competenze e professionalità attinenti
l'ambito operativo dell'Agenzia.
6. Il direttore ha la rappresentanza legale dell'Agenzia, adotta
il regolamento concernente l'ordinamento della stessa, dirige la
struttura e ne assicura la funzionalità ed è responsabile del
raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Giunta regionale.
7. Il revisore unico esercita funzioni di controllo, verifica la
regolare tenuta della contabilità, esprime parere sul bilancio di
previsione annuale e pluriennale, accerta almeno semestralmente la
consistenza di cassa ed ha l'obbligo, qualora accerti gravi
irregolarità nella gestione, di riferirne immediatamente alla
Giunta regionale.
8. Il revisore unico resta in carica cinque anni dalla data del
provvedimento di nomina. Il revisore supplente resta in carica fino
alla scadenza dell'incarico del revisore unico al quale subentra.
9. L'Agenzia si avvale di un Comitato scientifico, composto da non
più di cinque esperti in materia di economia e lavoro, nominati con
deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore
regionale per l'economia, d'intesa con l'Assessore regionale per le
attività produttive.
10. Il Comitato scientifico ha funzione di consultazione
strategica e di sostegno alle attività di promozione degli
investimenti, di pubblicità nel territorio nazionale e di
promozione del partenariato tra soggetti pubblici e privati
interessati al settore degli investimenti. Dall'istituzione del
Comitato scientifico non discendono nuovi o maggiori oneri a carico
del bilancio regionale.
11. Le funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo sono
esercitate dall'Assessorato regionale dell'economia, di concerto
con l'Assessorato regionale delle attività produttive.
L'organizzazione, le competenze degli organi e il funzionamento
dell'ente sono disciplinati con decreto del Presidente della
Regione su proposta dell'Assessore regionale per le attività
produttive e dell'Assessore regionale per l'economia. L'Agenzia ha
la facoltà di avvalersi prioritariamente a titolo gratuito di
locali, arredi, sistemi informativi e personale
dell'Amministrazione regionale.
12. L'Agenzia, a pena di decadenza dell'organo di gestione, invia
con cadenza annuale una relazione sull'attività svolta
all'Assemblea regionale siciliana, da assegnare a fini conoscitivi
alle competenti Commissioni.
13. Per le spese di funzionamento dell'Agenzia è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari del triennio 2025-2027, la spesa
di 1.500 migliaia di euro».
C'è una richiesta di accantonamento che viene accolta. L'articolo
1 è pertanto accantonato.
Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura.
«Art. 2.
Misure per l'attuazione del principio di territorialità
della riscossione dell'imposta di bollo
1. Al fine di garantire l'attribuzione alla Regione, per la parte
ad essa spettante ai sensi dell'articolo 4 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074 recante Norme
di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia
finanziaria , del gettito dell'imposta di bollo di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642 e
successive modificazioni, in regime di neutralità finanziaria a
seguito del passaggio dal versamento mediante F24 al versamento
mediante F23, e nelle more dell'attuazione del punto 6 dell'Accordo
tra il Governo e la Regione siciliana in materia di finanza
pubblica del 19 dicembre 2018, si applicano le disposizioni del
presente articolo.
2. Per gli atti soggetti all'imposta di cui all'articolo 13, commi
2-bis e 2-ter della tariffa allegata al decreto del Presidente
della Repubblica n. 642/1972 e successive modificazioni, gli enti
gestori, come definiti dall'articolo 1, comma 1, lett. a), del
decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 24 maggio
2012, i quali eseguono il pagamento dell'imposta di bollo con
modalità tali da far conseguire alla Regione siciliana il gettito
dell'imposta medesima relativa agli estratti conto, rendiconti e
altre comunicazioni periodiche alla clientela, emessi in relazione
a conti correnti, libretti di risparmio e altri prodotti
finanziari, come definiti dal predetto decreto del Ministro
dell'Economia e delle Finanze, attivati presso filiali, sportelli,
agenti o altre unità operative aventi sede nel territorio
regionale, hanno diritto al rilascio da parte del Dipartimento
regionale delle finanze e del credito, previa esecuzione dei
relativi controlli, di un certificato annuale di avvenuto
versamento dell'imposta di bollo a favore della Regione, nonché di
utilizzare nella comunicazione istituzionale, anche a fini
promozionali, apposito marchio attestante il possesso di detto
certificato per ciascun anno in cui lo stesso è rilasciato.
3. Sul sito internet istituzionale dell'Assessorato regionale
dell'economia è attivata un'apposita sezione all'interno della
quale sono pubblicati la normativa di riferimento, le regole
operative per il versamento diretto dell'imposta di cui al presente
articolo in favore della Regione e l'elenco degli enti gestori che
hanno ottenuto il certificato di cui al comma 2.
4. L'Assessore regionale per l'economia è autorizzato a promuovere
intese, convenzioni e protocolli con le associazioni di categoria
maggiormente rappresentative degli enti gestori.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale».
C'è qualche emendamento soppressivo? Assessore, vuole illustrare
l'articolo nel frattempo che riflettiamo sul ritiro di tutti i
soppressivi?
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, si è
ampiamente discusso di questo articolo in Aula, mi scusi volevo
dire in Commissione Bilancio, finalizzato a tentare di ottenere il
versamento da parte delle banche e degli istituti di credito
operanti sul territorio siciliano dell'imposta di bollo sui conti
correnti riferibile ai conti correnti relativi a clienti siciliani,
quindi conti correnti di clienti che sono residenti nel territorio
siciliano.
Questo diritto è riconosciuto - il diritto percezione di questa
quota dell'imposta di bollo sui conti correnti - da un accordo
Stato-Regione risalente al 2018 che però non ha avuto attuazione
concreta.
Si vuole quindi, tenendo conto del principio della territorialità
della riscossione, tentare di dare attuazione concreta e spontanea
al diritto vantato dalla Regione siciliana di percepire la quota
parte dell'imposta di bollo riferibile ai propri cittadini, quindi
ai cittadini siciliani correntisti, incentivando le banche a
versare spontaneamente la quota parte di pertinenza del territorio
regionale attraverso il rilascio da parte della Regione di un
certificato che le banche che eseguano spontaneamente il
riversamento potranno ottenere dimostrando l'esecuzione, appunto,
della somma di cui discutiamo.
Vi è un emendamento del Governo che trovate nel fascicolo, è
l'emendamento 2.19 per quanto attiene alla seconda parte e poi c'è
un 2.19 I parte, che intervengono quindi sul comma 3 e sul comma 5
dell'articolo finalizzato a rendere maggiormente attrattivo,
rispetto al testo base già discusso in Commissione, accogliendo
anche alcune delle sollecitazioni che sono venute dai deputati in
Commissione, l'ottenimento del certificato.
In particolare modo, si è previsto che coloro che riceveranno il
certificato potranno essere oggetto di iniziative di comunicazione
da parte della Regione che potrà, il Dipartimento Finanze
naturalmente è il Dipartimento competente, dare evidenza pubblica
tramite iniziative semplici e anche poco onerose di comunicazione
delle banche che avranno spontaneamente aderito a questa
opportunità in modo da rendere maggiormente appetibile per le
banche l'ottenimento di questo certificato.
Quindi spostiamo, come dire, l'incentivazione all'adempimento al
versamento spontaneo attraverso iniziative di comunicazione un po'
sul modello, lasciatemi dire del co-marketing negli aeroporti
minori. Attraverso iniziative di comunicazione speriamo che le
banche aderiscano spontaneamente e quindi consentano alla Regione
di incrementare il gettito per la quota parte che sarebbe ad essa
spettante in virtù dell'accordo Stato-Regione del 2018 cui ho fatto
poc'anzi riferimento.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Per semplificare il lavoro, articolo per articolo,
chiederò solo se i vari Gruppi parlamentari ritirano gli
emendamenti soppressivi. Intanto ha ritirato i soppressivi il
Movimento Cinque Stelle.
Ha chiesto intanto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io brevemente
chiedo che così così come lei chiede la verifica se c'è la
disponibilità al ritiro dei soppressivi, per quanto mi riguarda
c'è, chiedo al Governo di ritirare il suo emendamento. Anche
perché, diciamocelo con onestà, questa è una norma, come dire, al
momento, purtroppo aggiungo, semplicemente di intenti che va
certamente riconosciuto il principio che proviamo a esercitare con
legge della Regione, ma non avendone i poteri reali, la possibilità
che le imposte pagate dai titolari di conti correnti e le imposte
di bollo pagate dagli istituti di credito, e non solo che operano
in Sicilia, possano versare la quota di queste imposte alla Regione
siciliana come avviene oggi soltanto credo per Unicredit.
C'è una ragione storica connessa al fatto, penso che il Presidente
della Regione conosca bene la storia, ovvero la trasformazione del
Banco di Sicilia nella holding Unicredit, che ha determinato una
prassi procedurale secondo la quale ciò che era del Banco di
Sicilia e quindi i correntisti del Banco lo Stato autorizza a
versare alla Regione le imposte di bollo a Unicredit per la quota
parte relativa ai titolari di conto corrente in Sicilia. Per il
resto è una norma che va negoziata e occorre un potere politico più
stringente per riconoscere ciò che lo Statuto della Regione prevede
ma che le norme di attuazione non hanno mai consentito.
Quindi, dico che il Governo fa bene a porre in essere questa norma
per provare ad aprire un confronto ai massimi livelli, ma con tutto
il rispetto non capisco, proprio perché è una norma di intenti, e
infatti il quinto comma di questa norma giustamente diceva che
l'approvazione di questo articolo non comporta oneri finanziari per
la Regione ma che dobbiamo aprire una trattativa con lo Stato, col
MEF, fare tutte quelle cose che ci poniamo come obiettivo che
speriamo possa esercitarsi nell'esercizio 2025, ce lo auguriamo
tutti, ma non credo che sia una questione che va avanti, diciamo,
soltanto da settant'anni come tema, che dobbiamo mettere 200... Ora
il problema non è quanto, figuratevi, non mi interessa discutere se
sono tanti o pochi, non è questo il punto ma che dobbiamo discutere
di un contributo finanziario per l'attuazione di questa norma, in
particolare il comma 3, cioè un sistema che preveda forme di
premialità, ho anche proposto che le banche che volontariamente,
nessuna perché sono purtroppo su disposizione del MEF agiranno su
quello che lo Stato gli dice, che volontariamente appunto si
sottoporranno all'imposta di bollo da pagare alla Regione Sicilia,
anch'io avevo proposto, dicevo, una dizione che poi si può
discutere la forma "banca amica della Sicilia", "banca amica della
Regione siciliana" chiamatela come volete, ma era un modo per in
qualche modo specificare un interesse della Regione verso quella
tipologia di banche, soprattutto le banche di prossimità, le banche
credito cooperativo, cioè tutta una serie di sistemi bancari che
operano nella nostra Regione. Ma perché per fare questo, attraverso
il sito istituzionale della Regione, dobbiamo prevedere una spesa
di 250.000 euro, mi sembra sinceramente una cosa un poco eccessiva
Personalmente, sono per ritirare gli emendamenti a tutti i commi,
ma certamente non sono per approvare un articolo che prevede una
trattativa con lo Stato e forme di comunicazione sul sito
istituzionale della Regione, che già è complicato di suo, forme
diciamo di riconoscimento finanziario per gestire il sito
istituzionale della Regione di 250.000 euro mi pare eccessivo.
Quindi chiedo al Governo di lasciare la norma come è uscita dalla
Commissione, che in realtà è la stessa di come è entrata, perché
l'articolo 2 non è stato modificato dalla Commissione. Se il
Governo aveva intenzione di fare questa cosa sarebbe stato
opportuno specificarlo, avremmo approfondito meglio, ma suggerisco
al Governo di evitare che diventi una norma un poco bizzarra, che
per fare una cosa che non sappiamo se si potrà fare dobbiamo
intanto versare 250.000 per tre anni
Quindi chiedo al Governo di ritirare l'emendamento a cui ha
accennato l'assessore Dagnino, per il resto va bene e che Dio ce la
mandi buona
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, voglio
essere chiaro, non c'è un interesse a mettere risorse che siano
destinate ad essere disperse però già in Commissione alcuni
deputati hanno - secondo il Governo giustamente - posto in evidenza
il rischio che la misura possa non essere sufficientemente
attraente per le banche.
Allora qua veramente non credo che i 250 mila euro giochino in
maniera significativa, questa è una norma che cerca di procurare
innanzitutto se riesce un'entrata, che sarà certamente superiore
rispetto a questa ipotesi di spesa che abbiamo formulato ma che
comunque - come è stato anche ben colto dall'onorevole Cracolici -
cerca di far passare un principio il cui valore sarebbe molto più
alto rispetto alla somma di cui discutiamo.
Il rischio è che se la misura non fosse percepita come
sufficientemente attraente per le banche, la cosa possa diciamo non
avere un'efficacia, quindi credo che non sia utile appenderci al
tema di quanto ci mettiamo 100, 200, 250 però se può essere
percepito come problematico introdurre questa spesa noi saremmo
disponibili anche a ridurla di qualcosa. Non si tratta di spendere
somme per il sito istituzionale, perché caricare un'informazione
sul sito istituzionale non è certamente costoso, si tratterebbe di
dare invece evidenza in modo più forte perché chi ci va sul sito
istituzionale della Regione che come è stato ben osservato già di
per sé è abbastanza labirintico e quindi non è facile che si
incappino nel sito per andare a vedere quali sono le banche che
hanno a turno il certificato, l'idea era per dare maggiore
efficacia di poter fare una comunicazione sulla Stampa, adesso non
so con quale modalità, con quali altri media, ecco con comunque in
qualche modo sui media ...
CRACOLICI. Ma con le banche basta convocare le ABI.
DAGNINO, assessore per l'economia. No, no, attenzione, forse non è
chiaro, non stiamo parlando di far conoscere alle banche
l'opportunità, per quello non occorre nulla, basta convocare il
tavolo ABI, stiamo parlando dell'opportunità di dare evidenza al
pubblico dei siciliani di quali siano le banche titolari di questo
certificato, quindi se tre banche, cinque banche ottengono il
certificato ci sarà una comunicazione sui mass media da parte della
Regione per comunicare l'elenco delle banche.
Questo naturalmente richiede un minimo ricorso, non dobbiamo fare
battage pubblicitario per le strade però, ecco, acquistare degli
spazi pubblicitari credo che possa mettere le banche in una
posizione di maggiore interesse a richiedere e ottenere questo
certificato con ovviamente notevole vantaggio per le casse della
Regione.
Quindi se può essere di interesse, per trovare un maggiore
consenso sulla misura potremmo anche ridurlo, forse 250 potrebbe
essere anche superiore alle necessità effettive, possiamo anche
ridurlo, possiamo dimezzarlo, però mi piacerebbe ci fosse il
massimo consenso perché è una misura nell'interesse dei siciliani e
nell'interesse di un principio con un piccolo eventuale costo,
perché se ci fossero zero certificati non ci sarebbe nulla da
comunicare, potremmo dare una maggiore significatività alla misura.
Credo che sia una posizione ragionevole e mi auguro che possa
essere condivisa.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, intanto mi associo alla richiesta
dell'onorevole Cracolici anche perché presumo che potrebbe anche
esserci la probabilità di una impugnativa da Roma, è una norma che
va negoziata con Roma, non solo a mio parere il tema di 250 mila
euro ma, Assessore, la domanda è: "Ma lei pensa che con un
certificato le banche versano alla Regione? Concretamente lei pensa
questo? Perché secondo me non succede questo, inoltre col "co-
marketing" che facciamo? Facciamo pubblicità alle banche? Cioè
l'azione di "co-marketing" finalizzata a cosa a fare pubblicità
alle banche? La vedo veramente molto effimera.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, semplicemente forse
converrebbe accantonarlo per un migliore approfondimento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, no io,
scusate, io non voglio mettermi, devo dire, mi sento in difficoltà
perché il tema non è duecentocinquanta schifo, cento bene,
centocinquanta, invece, non stiamo parlando di quantità, io sto
ponendo un altro tema.
L'Assessore era presente in Commissione Bilancio e il Presidente
della Commissione Bilancio ha convocato le parti sociali per udirli
sulla finanziaria tra i quali l'ABI. L'ABI in sua presenza ha detto
in maniera chiara, Assessore lei non deve fare questa domanda alle
banche, la domanda la deve fare al Ministero dell'economia e delle
finanze perché non ci sarà nessuna banca, nessuna banca che ha
l'autonomia di poter decidere dove versare le imposte di bollo se
alla Regione siciliana o allo Stato centrale, lo fa l'Unicredit
perché è autorizzata dal MEF, questo ci ha detto il Direttore
dell'ABI della Sicilia, quindi, figurarsi se tutti noi non
auspichiamo che cambi impostazione da parte del MEF e consenta,
ripeto, le banche di prossimità, quelle più piccole, insomma. Poi,
in una trattativa, le modalità di sintesi possono essere
individuate, ma il tema non è che la Banca del Salento decide che,
siccome, la Regione le fa simpatia, versa alla Sicilia e non li
versa allo Stato, non stanno così le cose, purtroppo, quindi, in
questa fase il tema della comunicazione per far sapere quali sono
quelle che versano se non c'è una decisione politico istituzionale
che non può che essere nella Conferenza Stato-Regione, aggiungo io.
Presidente della Regione, investa per una volta questa fantomatica
Commissione paritetica di cui non abbiamo notizie sul rapporto tra
la Sicilia e lo Stato, visto che abbiamo la Commissione paritetica,
apriamo anche in quella sede il nodo dei tributi e del pagamento
delle imposte di bollo da riscuotere che maturano in Sicilia e
poniamo il tema allo Stato, poi il tema della comunicazione,
ripeto, inevitabilmente ha ragione la collega che facciamo la
pubblicità alle banche?
Cioè, inevitabilmente, se noi utilizzassimo questi soldi per dire
le banche amiche, dovremmo dire Unicredit è la banca amica dei
siciliani, facciamo la pubblicità a Unicredit? E' chiaro che
entriamo anche in un settore delicato di concorrenza, stiamo
attenti a questo, lo dico perché io apprezzo la buona fede,
l'obiettivo con cui l'assessore Dagnino ha fatto questa norma e la
condivido, gliel'ho detto in Commissione, però non c'entra nulla
che ci arriva oggi la richiesta di avere cinquanta, dieci, cento,
mille, non me ne frega niente dell'entità, il punto è che non è
questa oggi la questione di cui parliamo di prevedere un fondo
della comunicazione, dobbiamo prevedere un'attività politico-
istituzionale che muti l'orientamento che fino ad oggi si è
manifestato nei confronti della Sicilia.
Io, pertanto, ribadisco il mio concetto, non mi metto a negoziare
sulla quantità, cioè non me ne frega niente, se la volete fare per
me vi potete tenere pure i duecentocinquantamila, cioè non è un
problema del quanto, è un problema del senso di questa norma,
punto Non mi metto a discutere cento sì, duecentocinquanta no,
perché non mi interessa.
PRESIDENTE. Assessore, assessore Dagnino, sull'emendamento del
Governo
DAGNINO, assessore per l'economia. Signori, come ulteriore
disponibilità del Governo a cercare il più ampio consenso sulle
norme, accogliamo la richiesta che proviene dall'opposizione:
ritiriamo l'emendamento.
PRESIDENTE. Benissimo
Allora, andiamo a votare
(intervento fuori microfono dell'onorevole Catanzaro)
PRESIDENTE. Sì, c'è il ritiro dei soppressivi da parte del Partito
Democratico. No, aspetta che forse ci sono soppressivi da parte
dell'onorevole Cateno De Luca. Ritirati, allora possiamo votare
l'articolo 2.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'Aula è rinviata a domani, è sospesa,
riprenderà domani, giovedì 19 dicembre 2024, alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 19.31 di mercoledì 18 dicembre 2024,
è ripresa giovedì 19 dicembre 2024, alle ore 12.57)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito la Commissione Bilancio a prendere posto. C'è
già il Presidente, onorevole Daidone, chiedo all'assessore Dagnino
di prendere posto.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3
Tassa automobilistica regionale
1. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 28 della legge
regionale 10 agosto 2022, n. 16 e successive modificazioni, non si
procede all'applicazione delle sanzioni e degli interessi per i
pagamenti della tassa automobilistica la cui scadenza sia stabilita
tra l'1 gennaio 2016 e il 31 dicembre 2023, purché il relativo
versamento sia effettuato entro il 30 aprile 2025 ovvero, qualora
l'importo complessivo della tassa da versare per singolo
contribuente sia superiore a 5 migliaia di euro, entro il 30 giugno
2025.».
Ci sono emendamenti soppressivi. Onorevole De Luca Antonino, sono
mantenuti o ritirati?
Ritirati, grazie.
Per il Partito Democratico, mantenuti o ritirati?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, volevo chiedere all'assessore,
volevo riproporgli il quesito che avevo fatto in Commissione. Mi
ascolta? Articolo 3, il bollo auto.
Allora, noi stiamo prevedendo il pagamento entro il 30 aprile 2025
per il bollo auto fino al 2023. In Commissione io le ho posto una
domanda: ma il bollo auto 2024, se si paga nel 2025, anch'esso è
post scadenza, perché non rientra nella fattispecie che prevede che
non fino al 30 dicembre 2023, ma al 31 dicembre 2024? Perché mi è
stato detto, no quello del 2024 scade nel 2025, ma noi nel 2025
stiamo facendo pagare, quindi le vorrei sottoporre all'attenzione
eventualmente di estendere anche al 2024 la fattispecie che si
prevede fino al 2023. Non so se sono stato chiaro.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, al momento,
come tutte le procedure di rottamazione, si tende ad andare per
gradi. Chiaramente, sarebbe una facoltà quella di estendere sin
d'ora al 2024, però al momento il Governo ha ritenuto di proporre
la misura per il 2023.
Avremo naturalmente la possibilità anche di estenderla al 2024,
questa è un po' la posizione che è venuta, anche dagli Uffici
soprattutto, perché se noi diamo troppo subito, ampliamo in maniera
eccessiva: le misure che hanno carattere agevolativo andrebbero
concesse grado per grado, perché altrimenti il contribuente pensa
subito che può non pagare o ritardare il pagamento. E' una
questione, come dire, di politica fiscale.
PRESIDENTE. Benissimo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Se vuole ritiro l'osservazione, ma mi consenta di
precisare che saremmo di fronte ad una fattispecie: chi non ha
pagato il bollo nel 2023 gode della rottamazione pagando il 30
aprile 2025; chi non ha pagato il bollo nel 2024, non gode della
rottamazione e pagherà gli interessi di mora e le sanzioni nel
2025, cioè una fattispecie che prevede, come dire, per pari
condizioni due trattamenti diversi. Dopodiché non me ne frega
niente, per me va bene così. Ho capito che non avete approfondito
la questione.
DAGNINO, assessore per l'economia. Riteniamo di averla
approfondita, magari per carità, condivisibilmente o meno. Chi non
ha pagato nel 2024, potrà aspirare che vi sia un ulteriore
intervento normativo ove dovesse esservi.
PRESIDENTE. Va bene. Allora. Chiedo al Capogruppo, onorevole
Catanzaro, se gli emendamenti soppressivi del Partito Democratico
sono ritirati?
CATANZARO. Ritirati.
PRESIDENTE. Bene. Per il Gruppo Sud chiama Nord? Onorevole
Lombardo?
LOMBARDO Giuseppe. Ritirati.
PRESIDENTE. Ritirati. Benissimo. Allora, si passa all'emendamento
3.5, a firma degli onorevoli Sunseri e De Luca A. E' mantenuto o
ritirato?
SUNSERI. Mantenuto.
PRESIDENTE. Mantenuto. Lo vuole illustrare oppure lo mettiamo
direttamente in votazione?
SUNSERI. Presidente, è semplicissimo. E', meramente, la
possibilità di rateizzare il bollo se gli importi, ho scritto
nell'emendamento, sono superiori a 300,00 euro. Non è nulla di
particolare. E' una norma non nuova. E' una norma che viene
utilizzata in quasi tutte le regioni d'Italia. Questa è proprio
copiata e incollata dal Piemonte, nell'ultima finanziaria del
Piemonte. Non c'è nulla di particolare, ecco.
PRESIDENTE. Va bene.
SUNSERI. E' la possibilità di rateizzarlo.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Io non mi sono ritrovata tra gli
emendamenti, immagino sia stato un errore...
PRESIDENTE. Vuol dire che è tra gli aggiuntivi, onorevole
Schillaci.
SCHILLACI. Ah Ecco, però, siccome riguarda la tassa
automobilistica, ci tenevo ad esporlo un attimo all'assessore
Dagnino. Assessore, scusi.
PRESIDENTE. Ma non è in discussione, però.
SCHILLACI. Sì, però siccome riguarda la tassa automobilistica non
vedo quando potrei poi discuterne. Assessore avevo depositato un
emendamento che, sulla falsa riga di un emendamento che avevamo
affrontato nella scorsa legislatura, prevedeva una scontistica
sulla tassa automobilistica, che è una tassa che molti non pagano
perché, diciamo, è pesante da affrontare per molti cittadini
siciliani.
Volevo chiederle se fosse possibile prevedere una scontistica, per
chi paga la tassa entro i primi tre mesi dell'anno. E, su questo,
avevo presentato un emendamento che, probabilmente, è stato
ritenuto aggiuntivo, anche se secondo me andava messo nel testo.
Quindi, volevo chiedere se era possibile apprezzarlo.
PRESIDENTE. L'emendamento in questione è un aggiuntivo ed ha delle
minori entrate. Questo mi dicono dagli Uffici. Intanto mettiamo in
discussione il 3.5 e se, poi, l'Assessore vuole rispondere
sull'intervento che lei ha fatto, chiaramente potrà farlo.
Assessore Dagnino, il parere del Governo sull'emendamento 3.5?
DAGNINO, assessore per l'economia. Qualche minuto.
PRESIDENTE. Prego. E, nel frattempo, se volesse, anche, pensare a
rispondere all'onorevole Schillaci, farebbe cosa gradita. Grazie.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sull'emendamento 3.5, ho
interloquito con gli uffici e mi spiegano che la gestione della
rateazione non è in carico all'Assessorato, in particolare al
Dipartimento finanze, ma è in carico ad ACI. Quindi, sarebbe una
misura di impossibile attuazione, attraverso un decreto
assessoriale, ma occorrerebbe una conferma della possibilità da
parte di ACI di gestire questo aspetto.
Se vogliamo accantonarlo un momento, stiamo facendo una verifica
in tempo reale con Aci, in modo tale da potere, se possibile,
tecnicamente dare parere positivo.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Allora il parere del Governo sul
3.5?
SUNSERI. Ha chiesto di accantonarlo.
PRESIDENTE. Ah Ha chiesto di accantonarlo.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Interventi nel settore dell'agricoltura e di contrasto al fenomeno
della siccità
1. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 13 della legge
regionale 4 luglio 2024, n. 23 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2025, la spesa di 20.000 migliaia di euro (Missione 16,
Programma 1, capitolo 542085) da destinare in favore di soggetti
pubblici e privati.
2. Al fine di consentire la definizione delle progettazioni di
opere ed interventi con finalità irrigue e di bonifica è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2025, la spesa di 1.500
migliaia di euro (Missione 16, Programma 1, capitolo 140035) per
l'erogazione di contributi in favore dei consorzi di bonifica della
Regione. Con decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea, entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono determinate le
modalità di ripartizione fra i consorzi delle risorse di cui al
presente comma.
3. In relazione allo stato di calamità naturale da siccità severa
nell'intero territorio della Regione, per la realizzazione da parte
dei consorzi di bonifica di interventi di manutenzione
straordinaria di opere idriche da eseguire con urgenza per
fronteggiare la carenza idrica, salvaguardare gli allevamenti
zootecnici, le produzioni delle imprese agricole e garantire
sufficienti volumi d'acqua per l'irrigazione delle colture, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2025, la spesa di 9.500
migliaia di euro (Missione 16, Programma 1, capitolo 542092). Al
fine di effettuare uno studio di fattibilità tecnico, a cura del
Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti, per la
realizzazione di una diga sul fiume Sosio-Verdura, per l'esercizio
finanziario 2025, è autorizzata la spesa di 500 migliaia di euro
(Missione 9, Programma 4).
4. Per le finalità di cui agli articoli 4, 5, 7, 14, 15, 36, 44 e
45 della legge regionale 1 settembre 1997, n. 33 e successive
modificazioni, è autorizzata la spesa complessiva di 1.500 migliaia
di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027
(Missione 16, Programma 2). Con decreto del Dirigente generale del
Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale sono
ripartite le somme per le finalità richiamate dal presente comma.
5. Per la gestione dei centri di recupero e soccorso della fauna
selvatica è autorizzata, per ciascuno degli esercizi finanziari
2025, 2026 e 2027, la spesa di 70 migliaia di euro (Missione 16,
Programma 2).
6. Per le finalità di cui all'articolo 16 della legge regionale 16
gennaio 2024, n. 1 è autorizzata, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2025, 2026 e 2027, la spesa di 5.000 migliaia di euro
(Missione 16, Programma 1, capitolo 143349).".».
Onorevole De Luca Antonio, gli emendamenti soppressivi sono
mantenuti o ritirati?
DE LUCA Antonino. Si, li ritiro.
PRESIDENTE. Benissimo, grazie. Onorevole Catanzaro, gli
emendamenti soppressivi sono mantenuti o ritirati?
CATANZARO. Ritirati.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Lombardo Giuseppe, gli emendamenti
soppressivi sono mantenuti o ritirati?
LOMBARDO Giuseppe. Ritirati.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 4.17, a firma degli
onorevoli Venezia ed altri. Non ha copertura.
Si passa all'emendamento 4.31, a firma del Governo. Assessore, mi
scusi, c'è l'emendamento 4 31, è una riscrittura tecnica. Immagino
sia mantenuta.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 4.19, a firma degli onorevoli Venezia ed
altri. Non ha copertura.
Si passa all'emendamento 4.29, è un'altra riscrittura, a firma
degli onorevoli Sunseri ed altri. L'emendamento 4.29 è precluso.
SUNSERI. Perché è precluso?
PRESIDENTE. Perché abbiamo votato la riscrittura del Governo ed è
passata un minuto fa.
Si passa all'emendamento 4.30.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Abbiamo approvato il 4.31, emendamento del Governo, che
riscrive i commi 2 e 3 del testo. Ma qual è la differenza?
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. E' una riscrittura diversa, un po' più chiara.
PRESIDENTE. È una riscrittura tecnica.
CRACOLICI. Sì, però mentre il comma 2 prevedeva un riparto ai
consorzi di bonifica in cui venivano definite le modalità del
riparto stesso di cui al primo comma, cioè i 20 milioni di euro,
con l'abrogazione del comma 2 non si capisce come si ripartiscono i
20 milioni di euro. Non so se sta seguendo, Assessore, per cui non
ho capito quale era il senso perché gli importi sono uguali 1.500,
9.500 e 500 però, avendo abrogato il comma 2, i 20 milioni di cui
al comma 1 come si ripartiscono?
PRESIDENTE. Per quello che ho capito è il rifinanziamento di una
legge preesistente. Se l'Assessore
CRACOLICI. Il testo che è uscito dalla Commissione già prevede il
finanziamento delle cose di cui stiamo parlando, 20 milioni di cui
al primo comma, 9 milioni e mezzo al secondo, al terzo comma e 500
mila euro per la vicenda del fiume Verdura, eccetera eccetera,
quindi gli importi alla fine sono 11 milioni e mezzo, ma abrogando
il comma 2 che prevedeva il riparto del comma 1 dei 20 milioni mi
fate capire come funziona l'articolo?
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Presidente, è una riscrittura in cui si fa
riferimento alla legge di variazione di bilancio che abbiamo
approvato a novembre. Negli articoli della legge di variazione di
bilancio è indicato che ci sono i consorzi di bonifica, quindi è
una semplificazione facendo riferimento alla variazione di
bilancio, automaticamente sono già inseriti i consorzi di bonifica
PRESIDENTE. Nell'articolo 11, della legge 28 del 2024, c'è la
ripartizione che chiede l'onorevole Cracolici. Possiamo andare
avanti.
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
del Governo, vorrei intervenire sull'articolo 4 per mettere in
rilievo il fatto che un settore nevralgico come l'agricoltura, che
nell'ultimo biennio ha vissuto momenti davvero drammatici di crisi
dovuti in primo luogo alla siccità e all'emergenza idrica e poi
anche all'aumento dei prezzi delle materie prime, tutto ciò legato
ad una serie di vicissitudini che il comparto ha vissuto e ormai
sta vivendo da almeno un decennio a questa parte, reputiamo alla
luce di tutto ciò che questo modo di intervenire, da parte del
Governo, sul comparto agricolo sia un modo che, alla fine, non
tenta di risolvere in maniera strutturale i problemi
dell'agricoltura ma, come dire, cerca di tamponare - di volta in
volta e di manovra in manovra - ciò che non funziona, ciò che
riesce a trovare un'interlocuzione con i rappresentanti del Governo
e invece non si ha una visione complessiva e si ha la volontà
politica di affrontare in maniera strutturale la drammatica crisi
che sta vivendo il comparto agricolo in Sicilia.
Vorrei ricordare a tutti voi un solo dato: nel corso del 2024 il
comparto agricolo ha avuto un calo del 14 per cento
dell'occupazione. Circa 3.600 aziende agricole gestite da giovani
hanno chiuso i battenti. Questo produrrà degli effetti nefasti, non
solo ovviamente a livello economico, ma per quanto riguarda
l'abbandono delle aree rurali e delle aree interne che vivono e
hanno vissuto storicamente di agricoltura.
Nell'ultimo decennio per la prima volta, assessore Barbagallo, la
popolazione mondiale che vive nelle aree rurali è minore rispetto a
quella che vive nelle aree urbane e metropolitane. Questo avviene
per la prima volta nella storia dell'umanità, con tutte le
conseguenze che sappiamo e che stanno avvenendo, anche per quanto
riguarda alcune problematiche che riguardano le attività di
speculazione nelle aree rurali, come sta avvenendo per esempio per
l'agro fotovoltaico, rispetto al quale auspichiamo che quest'Aula
possa attuare quanto previsto dalla norma nazionale, individuando
presto le aree idonee e le aree non idonee, come hanno già fatto
altre Regioni, perché quello che si sta determinando in vari
territori della nostra Regione è la nascita di questo latifondo
energetico delle grandi società multinazionali che non porteranno
sviluppo, che non porteranno occupazione, che non porteranno
produzione agricola e che contribuiranno allo spopolamento e al
degrado delle aree interne e delle aree rurali.
Noi reputiamo che sia opportuno un intervento più strutturale, un
intervento con una visione complessiva rispetto anche al tema dei
cambiamenti climatici, che costituiscono una realtà e al tema
dell'emergenza idrica che è stata gestita - e lo voglio dire ancora
una volta in quest'Aula poiché non ho potuto prendere parte alla
discussione generale della finanziaria - con approssimazione da
parte della cabina di regia, con continui passi indietro rispetto a
decisioni prese e con operazioni che avevano solo un impatto
mediatico e poco di reale per affrontare l'emergenza idrica in
Sicilia.
Alla fine non sono state le misure prodotte dal governo Schifani e
dal coordinatore della cabina di regia, Cocina, a risolvere i
problemi dell'emergenza idrica. Ancora una volta, 339 milioni di
metri cubi d'acqua vengono dispersi nelle condotte idriche e se non
fosse stato per il buon Dio che ci ha mandato l'acqua nelle
settimane scorse, a quest'ora la Sicilia sarebbe stata in
ginocchio.
Noi chiediamo, e concludo assessore Barbagallo, interventi più
significativi, rispetto ad una crisi drammatica non può avere, la
finanziaria, meno del 10 per cento destinati alla crisi
dell'agricoltura e dell'emergenza idrica. Ci sono settori, come per
esempio il comparto olivicolo, che non hanno ricevuto un solo euro
eppure hanno avuto un calo di produzione drammatico; si parla in
alcune aree del 60 e del 70 per cento, 600 frantoi siciliani hanno
avuto un calo di fatturato notevolissimo rispetto all'ultimo
biennio. E la Regione siciliana cosa fa? Fa ben poco, lo fa male,
lo fa in ritardo e con risorse scarsissime.
Noi chiediamo, visto che ancora siamo in tempo, che quando il
Governo presenterà il maxiemendamento metta in campo ulteriori
misure per salvaguardare il comparto agricolo, altrimenti, ecco, ci
siamo presi solo in giro, abbiamo illuso gli agricoltori e gli
allevatori siciliani e, alla fine, non avremo risolto un bel
niente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente, intervengo in merito a questo
fenomeno che sta avvilendo la gran parte della popolazione
siciliana e che ci vedrà coinvolti, ahimè, anche nei prossimi mesi,
nei prossimi anni, probabilmente, perché ormai il cambiamento
climatico è accertato e, quindi, dobbiamo assolutamente intervenire
con delle misure che guardino anche al futuro e all'innovazione.
Ecco perché intervengo. Ho depositato un emendamento, che
sicuramente è tra gli aggiuntivi, ma non so neanche se potrò
parlarne, per cui intervengo in questa fase.
Vorrei avere l'attenzione, anche dell'assessore Dagnino e
dell'Assessore competente per l'agricoltura. Si tratta di una
misura innovativa che prevede una nuova tecnologia, che si chiama
Awa Modula, che prevede gli investimenti in queste macchine che
sono state presentate ad Expo Milano che prevedono di catturare la
condensa, cioè l'umidità che c'è nell'aria e trasformarla in
risorse idriche; funziona con l'energia elettrica che, se viene
affiancata ai pannelli fotovoltaici, chiaramente è capace di
produrre anche da un minimo di diecimila metri cubi d'acqua al
giorno, a seconda dei moduli che vengono installati.
Io mi permetto di depositare un ordine del giorno che prevede di
impegnare il Governo in questa direzione, ma vi prego di apprezzare
anche l'emendamento che è andato a finire tra gli aggiuntivi,
quindi di inserirlo eventualmente nel maxiemendamento che
quest'Aula si appresterà, poi, ad approvare.
Quindi, intanto deposito l'ordine del giorno e poi valuteremo il
resto.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo su questo articolo anche perché la discussione nelle
Commissioni di merito è stata assolutamente importante. Come
Partito Democratico abbiamo rappresentato l'esigenza di affrontare
- giustamente diceva il collega Venezia che mi ha preceduto
nell'intervento in maniera, ecco, sinergica e strutturale - quello
che è il tema della crisi del settore primario.
Settore primario messo seriamente a rischio da quelli che sono
fenomeni di natura climatica, da cambiamenti climatici, assessore
Barbagallo qui il tema non è solamente l'agricoltura, che
sicuramente è provata da un periodo di siccità importante, da
quelli che sono gli effetti, appunto, di fenomeni climatici
estremi, ma aggiungo anche quelli che sono i temi che riguardano la
pesca in Sicilia.
Noi abbiamo intere marinerie in crisi, provate dal calo del
pescato, provate da fenomeni legati, appunto, all'innalzamento
delle temperature, al proliferare per esempio del vermocane e
allora anche da questo punto di vista, noi come Partito
Democratico, abbiamo chiesto e chiediamo a gran voce che ci sia un
sostegno serio, concreto per le nostre marinerie.
Il settore primario rappresenta ben oltre il sette per cento del
prodotto interno lordo e allora in queste ultime variazioni di
bilancio e anche in questo articolo si intende intervenire, per
così dire, in maniera sporadica, in maniera sicuramente non
strutturata rispetto a quelle che sono le esigenze che necessita
che vengano affrontate in tanti settori, in lungo e in largo nella
nostra Terra.
Noi abbiamo, per esempio, il settore olivicolo che quest'anno ha
subito, probabilmente per le forti temperature, un drastico calo in
alcune province, in misura particolare nella provincia di Palermo
si stimano cali di oltre il 60 per cento, in alcune zone il 70 per
cento e addirittura anche oltre e frantoi, come lei ben sa, sono
sottoposti a dei costi fissi ben importanti sui quali, io credo,
che bisogna intervenire. Sono 600 frantoi in tutta la Sicilia che
necessitano, riteniamo, di un aiuto concreto.
Ma non si tratta solamente, assessore Barbagallo, Governo, di
intervenire, ecco, in settori per così dire puntuali alcuni dei
quali si trovano in una situazione di emergenza più grave rispetto
agli altri.
Io ritengo che questo argomento, e l'ho detto nella discussione
generale, non può che essere affrontato attraverso una
collaborazione degli enti sovraregionali. E mi riferisco ad un
argomento del quale abbiamo discusso in Commissione Bilancio', lei
lo ricorderà quando naturalmente sono intervenuto su questo tema.
Pongo una domanda puntuale, signor Presidente, assessore Dagnino e
assessore Barbagallo: esiste dal 2002 all'interno del Parlamento
europeo, un fondo che si chiama Fondo di solidarietà e questo Fondo
di solidarietà permette di coprire quelli che sono i danni delle
catastrofi e tra le catastrofi ci sono anche le siccità. Sono
specificatamente indicate nelle aree di intervento del Fondo
europeo di solidarietà.
E allora, la domanda che pongo in maniera puntuale al Governo: è
stato chiesto al governo Meloni di intervenire a livello europeo
rispetto a quella che è la possibilità di attingere al Fondo
europeo di solidarietà?
Io credo che se non chiariamo questo aspetto, possiamo andare di
qui in avanti 2025, 2026 attraverso misure, misure micro, che non
permettono di risolvere in maniera strutturata quello che è il
problema perché sul tema del settore primario in Sicilia sono
necessari aiuti importanti, come del resto li hanno ottenuti altre
Regioni italiane. Faccio riferimento per esempio alla Regione
Emilia Romagna che, a seguito delle inondazioni, ha avuto dei
sostegni corposi.
E, quindi, come i danni dal punto di vista economico e sociale li
ha avuti la Regione Emilia Romagna e come i risarcimenti li ha
avuti la Regione Emilia Romagna che ha attinto al Fondo sociale
europeo, non vedo il motivo per il quale non li debba ottenere la
Regione siciliana. Grazie.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente una
richiesta di chiarimento all'assessore Di Mauro, visto che il
Governo ha proposto questo articolo dove si stanziano 500 mila euro
per lo studio di fattibilità tecnica del Sosio-Verdura.
Volevo capire: c'è già un documento di indirizzo alla
progettazione?
Sono cinquecentomila euro che hanno un'indicazione precisa?
C'è già una linea di finanziamento per realizzare una nuova diga
in Sicilia? Perché di questo stiamo parlando. E' mezzo milione di
euro per uno studio di fattibilità tecnico per realizzare una nuova
diga in Sicilia.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Hanno chiesto di intervenire poi gli onorevoli Dipasquale, Spada e
Catanzaro.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, nella
discussione di questo articolo c'è, Assessore, un convitato di
pietra che è la riforma dei consorzi di bonifica perché, vede, noi
lo abbiamo più volte rassegnato in quest'Aula, i consorzi di
bonifica attualmente accertano circa 40 milioni di euro l'anno, al
netto ovviamente delle misure che abbiamo fatto a sostegno per
evitare il pagamento, ma i consorzi di bonifica, negli anni, hanno
accertato mediamente circa 40 milioni di euro l'anno di servizi
erogati e ne hanno riscossi probabilmente il 20 per cento.
Immaginate cosa significherebbe mettere in campo una riforma dei
consorzi di bonifica in condizione anche di migliorare la capacità
delle entrate e quante risorse sbloccheremo a sostegno
dell'agricoltura.
E, dunque, la gravità della condotta degli ultimi sette anni dei
governi che hanno guidato la Sicilia è proprio quella di non avere
avuto il coraggio di affrontare un tema che è strategico per la
tutela degli agricoltori.
Avremmo potuto progettare interventi in materia di condotte, in
materia di tutela e conservazione delle acque, invece l'unica cosa
che siamo riusciti a fare è perdere 31 progetti su 31 che potevano
essere finanziati con il PNRR, salvo sentirci dire poi "Va bene, ma
che problema c'è, li abbiamo recuperati ". Sì, li abbiamo
recuperati sulle FSC ma significa toglierli ad altri interventi che
avremmo potuto fare nell'interesse delle siciliane e dei siciliani,
ivi comprese le imprese agricole.
Ora, dinanzi a questo, assistiamo a continui interventi a sostegno
dei singoli consorzi, la collega Campo ricorderà - perché se ne è
fatta più volte latrice - che nello scorso assestamento di
bilancio abbiamo dato oltre 5 milioni di euro al consorzio di
Siracusa, precedentemente avevamo finanziato, per sanare i
pignoramenti, qualche milione di euro al consorzio di Palermo, in
precedenza avevamo finanziato il consorzio di Agrigento, ebbene
tutte queste misure se immaginiamo l'intervento complessivo e se
abbiamo in mente l'intervento complessivo che abbiamo fatto in
questi anni ci rendiamo conto che abbiamo sottratto migliaia e
migliaia e milioni di euro a tutto ciò che poteva servire a
migliorare la qualità di un servizio fondamentale per la nostra
agricoltura.
Allora, penso che non sia più tempo di attendere, non si possa più
tergiversare, che la maggioranza abbia il dovere di portare questa
discussione in Aula, anche perché rammento, e lo rammenterò sempre,
l'opposizione ha avuto un atteggiamento responsabile in Commissione
Attività produttive' sulla riforma dei consorzi di bonifica, ha
cercato di far correggere il tiro al Governo su ciò che ritenevamo
assolutamente illogico e irrazionale rispetto agli obiettivi che
volevamo perseguire, però quello che è mancato è stato il senso
di responsabilità della maggioranza, perché ricordo le divisioni
tra i vari Gruppi della maggioranza già nella discussione in
Commissione. Alla fine, sono state le opposizioni che hanno voluto
più di ogni altro portare avanti quel progetto, al netto di alcune
cose che vi chiederemo di correggere ancora in Aula, perché alcune
storture ci sono, ma venire qui come fanno alcuni colleghi a dire
ci vuole la riforma, qui dicono che ci vuole la riforma dei
consorzi di bonifica ma fuori dicono che la devono paralizzare
perché, probabilmente, hanno interesse a mantenere in vita i
commissariamenti, non va più bene, Assessore.
Se lei vuole caratterizzare il suo impegno per i siciliani, è
questa la riforma che deve portare avanti e che deve fare
approvare, perché se lo farà. la ricorderemo come l'Assessore che è
riuscito a fare approvare la riforma dei consorzi di bonifica,
altrimenti sarà uno dei tanti Assessori che è passato da
quest'Aula, come uno dei tanti deputati, attenzione, non è che vale
solo per lei, vale anche per noi
Allora, oggi, vi chiediamo di liberare qualche risorsa in più, ci
sono emendamenti dell'onorevole Venezia, emendamenti a mia firma,
emendamenti del Capogruppo, emendamenti del Movimento Cinque
Stelle, penso che qualche risorsa in più vada liberata e vada
stanziata per far fronte a questi problemi, nella speranza che i
consorzi di bonifica cui manderemo i soldi non vengano
ulteriormente pignorati, perché se subiranno ulteriori pignoramenti
questi soldi non verranno mai spesi.
Dunque, è fondamentale stanziare qualche risorsa in più ma, al
contempo, a gennaio approvare o provare ad approvare questa riforma
dei consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.
Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori Assessori, colleghi
parlamentari, l'articolo 4 apre la possibilità di discussioni
infinite, perché spazia dall'agricoltura alla zootecnia, ai
consorzi di bonifica, alla legge Però, forse li disturbiamo
spazia, insomma, e dà la possibilità di affrontare una questione
ampia. Non voglio entrare nel merito alla questione agricola, già
l'ho fatto e l'ho detto nel mio intervento iniziale; mi auguro che
ci possa essere un intervento che riguarda la zootecnia perché le
piccole imprese zootecniche stanno morendo: ogni giorno producono
il latte sotto costo; a differenza dell'agricoltura, dove un giorno
magari guadagnano più del costo di produzione, un giorno di meno e
compensano, invece la zootecnia ormai da alcuni anni produce sempre
in perdita.
Mi voglio soffermare sui consorzi, non sulla riforma, mi auguro
che possa arrivare in Aula, l'aspettiamo da tempo; l'assessore ci
ha lavorato in diverse vesti, quindi speriamo che possa essere
fatto e possa arrivare in Aula, però c'è un'emergenza e lo voglio
dire oggi qui perché questo Parlamento se ne assume la
responsabilità sotto Natale, se ne assumono la responsabilità i
parlamentari di maggioranza della mia provincia, se ne assume la
responsabilità l'assessore. Quindici giorni fa sono state pignorate
le somme del Consorzio di bonifica di Ragusa. Significa che già
dovevano esserci le risorse in questa..., perché l'assessore lo sa,
sono convinto che l'assessore la richiesta l'ha fatta e i soldi non
ci sono, non so per quale motivo, ma io mi auguro che i soldi
glieli mettiate perché poi i post e i comunicati ve li faccio io
ogni giorno, appena non ci saranno i soldi per gli stipendi, perché
se non si mettono le risorse non ci sarà la possibilità di pagare i
prossimi stipendi, perché stiamo parlando degli stipendi del
Consorzio di bonifica di Ragusa; siccome sono state, ritorno a
dire, pignorate con sentenza le risorse, tutto il capitolo è stato
bloccato, pignorato, il capitolo per gli stipendi. O mettete le
risorse o voi, appena si finisce la finanziaria, a Natale,
consegnate alla provincia di Ragusa e ai lavoratori buste paga con
zero.
Voglio dire solo questo. Lo sappiamo perché poi però non ci sono
le risorse e non ci saranno e nessuno potrà dire no, non lo
sapevamo . Poi, siccome nella nostra provincia, assessore, ogni
minuto che "vola un uccello" c'è qualcuno che quel comunicato
stampa "l'uccello vola perché l'ho fatto volare io", appena non ci
sono i soldi per i lavoratori per i consorzi di bonifica poi io
tutti i giorni faccio un comunicato, ne faccio pochi, dicendo ve
lo ricordate quello che fa volare gli uccelli? Per voi ci ha messo
zero .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spada.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Barbagallo, era l'estate del 2023 quando la nostra Regione ha
affrontato uno degli incendi più grossi e devastanti che abbia mai
subito la nostra terra e in quell'incendio sono andate in fumo non
solo diverse case che sono state parzialmente ristorate grazie ad
un contributo della Protezione civile, pur avendo escluso da questo
riparto la provincia di Siracusa e su cui l'assessore Dagnino, sia
in Aula, e il Governo tutto, sia in Aula sia durante la fase della
discussione che abbiamo avuto in Commissione Bilancio, si è assunto
un impegno di stanziare una quota per recuperare, appunto, quegli
alloggi e quelle case di più di 40 famiglie che se le sono viste
distrutte per una negligenza che è da attribuire all'incuria in cui
riversano i territori della nostra Regione.
Però, assessore Barbagallo, se da un lato abbiamo stanziato delle
risorse per ripristinare queste case che sono andate in fumo,
dall'altra parte abbiamo totalmente dimenticato tutti gli
agricoltori e tutte le coltivazioni che, anche in quell'estate,
sono bruciate.
Io mi aspettavo che in questa finanziaria ci fosse una minima
considerazione nei confronti di chi ha perso uliveti, agrumeti, nei
confronti di coloro i quali si sono visti svanire il lavoro di un
anno intero. Purtroppo, non è stato previsto nulla e, allora,
assessore, siccome anche questa è una scelta politica che può
essere o meno condivisa, io penso che sia un errore grave da parte
del Governo non prevedere uno stanziamento per ristorare quegli
agricoltori che hanno visto andare in fumo tutte le loro
coltivazioni.
Capisco, e me ne rendo conto, che le province interessate sono
state province, magari, considerate marginali per il Governo,
perché non sono andati in fumo territori importanti come quelli di
Palermo piuttosto che di Catania, ma sono andate in fumo le
coltivazioni di piccole province come quelle di Siracusa, come
quelle del messinese. E, allora, considerato che in quest'Aula
abbiamo deputati di maggioranza e di opposizione che sono stati
eletti all'interno di quei territori, spero che il Governo e spero
che lei possiate dare una risposta alla mia richiesta, positiva o
negativa.
Ripeto, è una scelta politica, però ognuno si deve assumere le
responsabilità delle scelte politiche che porta avanti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo, penultimo
intervento dell'onorevole Campo, e poi l'onorevole Catanzaro.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
ricorderei una cosa a questa Giunta, cioè che, proprio qualche
giorno fa, il Cipe ci ha definanziato parecchi milioni di euro
togliendo a questa Regione l'opportunità di finanziare importanti
progetti per un totale di 338 milioni di euro. Io ricordo qualcuna
di queste opere come l'invaso Rosamarina di Caccamo, la diga
Disueri di Gela e ancora le vasche di Saguna e Villarosa. Rischiamo
di perdere altri 400 milioni di euro per tantissime altre opere.
Io mi chiedo, ora vedo qua che c'è appostata una somma di venti
milioni di euro, ma se questo Governo avesse vigilato e avesse
presentato i progetti per tempo e non si fosse fatto scippare
queste risorse economiche, oggi, qua racconteremmo un'altra storia,
caro assessore Barbagallo.
Questi venti milioni di euro, sicuramente, sarebbero stati
utilizzati anche per i pignoramenti del consorzio di bonifica di
Ragusa, di cui parlava prima il collega Dipasquale, perché adesso
si mette una pezza che, chiaramente, non può colmare un buco così
grande, dove andiamo a perdere quasi un milione di euro di fondi
importantissimi per opere pubbliche e si mette una pezza di venti
milioni, dove questi venti milioni dovevano essere, invece,
utilizzati per risolvere i problemi dei lavoratori e dei siciliani
e, in particolare, dei consorzi di bonifica perché si è fatto, come
al solito, un ragionamento di figli e figliastri.
Nelle precedenti manovre, infatti, mi era stato detto che si
appostavano i cinque milioni per Ragusa, i 3 per Siracusa, scusate,
i 3 per Agrigento, perché c'erano i pignoramenti. Era fondamentale
appostare quelle risorse. Oggi, che arrivano i pignoramenti anche a
Ragusa, non vediamo un centesimo e, quindi, perché? Per quale
motivo? E poi voglio chiedere a questo Governo che cosa si sta
mettendo in campo per recuperare quelle risorse, che cosa si sta
facendo. Questo è importante che questo Parlamento lo sappia perché
noi stiamo praticamente sacrificando venti milioni di euro per la
negligenza di un Governo che non ha saputo proteggere e investire
le risorse che ci spettavano. Grazie.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, devo
constatare, Presidente, che i miei colleghi del Gruppo parlamentare
del Partito Democratico che hanno fatto gli interventi prima hanno
già detto tutto su questo punto, però io le devo dire che è davvero
insopportabile in una finanziaria discutere su un argomento che
ormai è diventato un argomento perenne con un Governo regionale di
centrodestra da diverse legislature che, purtroppo, ci porta in
ogni finanziaria sempre sul tema dell'agricoltura le stesse
criticità con le stesse non soluzioni e con, ovviamente,
l'avventura di andare a tamponare le emergenze.
E' reale, noi siamo in una situazione di grande siccità, lo
abbiamo detto, i cambiamenti climatici, abbiamo detto che in questi
anni abbiamo avuto veramente una siccità che non può essere
ascrivibile a chi governa, a chi ovviamente governa, perché sono le
condizioni climatiche, ma chi governa ha una responsabilità che è
quella strutturalmente di immaginare, assessore Dagnino, che a lei
piace tanto strutturalmente immaginare, che non si può sempre
andare sull'emergenza. Lo dico lo sa per quale motivo, assessore
Dagnino? Perché la stessa maggioranza non fa altro che propinare in
ogni anno di finanziaria lo stesso tema; siamo dallo scorso
Governo, con il Governo Musumeci che annunciava di avere, assessore
Barbagallo, risolto il problema dei Consorzi di bonifica con una
riforma importante e poi la stessa maggioranza all'interno litigava
perché non riusciva a portare la riforma dei Consorzi di bonifica;
dopo averla portata nelle Commissioni di merito e nella Commissione
Bilancio, adesso siamo qua, assessore Barbagallo, lei è qua
presente in Aula, c'è quello che l'ha preceduto, che era
l'assessore Sammartino, ci ritroviamo sempre all'interno della
stessa maggioranza che non trova la possibilità di risolvere il
problema dei Consorzi di bonifica e noi ci ritroviamo a parlare con
i colleghi che, ovviamente, nei territori devono rincorrere il
Governo a dire guardate che c'è una situazione dove abbiamo i
pignoramenti, prima parte Enna, poi parte Agrigento, poi Ragusa,
poi Siracusa . Quindi, siamo sempre in uno stato comatoso di
emergenza di fronte allo stesso Governo che non conclude nulla
rispetto ad una riforma che, ovviamente, non è arrivata.
Dopodiché, il Presidente dell'Assemblea ci dice che ci sono degli
emendamenti che vengono ad aumentare le somme per quelli che sono i
commi previsti in questo articolo e, ovviamente, riteniamo, anzi, e
comprendiamo che lo stesso Presidente ci dice che questi
emendamenti non possono essere valutati perché non c'è da parte del
Governo la disponibilità dei fondi. E io dico: ma un Governo
regionale cosa ci sta a fare se non sceglie quelle che sono le
emergenze?
Abbiamo detto che l'agricoltura è il settore portante di una
Regione come la nostra; abbiamo detto che, ovviamente,
l'agricoltura è un settore che fa camminare l'economia e poi lo
stesso Governo miope non fa altro che non mettere i fondi su quello
che è il settore portante e riteniamo che questa è una scelta
politica e dovete spiegarlo voi al popolo siciliano perché, come è
stato detto dai miei colleghi, più di seicento oleifici hanno
difficoltà e, quindi, un problema sull'olivicoltura, sugli agrumi,
sulla zootecnia.
Siamo stati noi a venire incontro al Governo, anche nelle passate
manovre, per incentivare; lo abbiamo fatto sulla peronospora,
qualche settimana fa, e quindi, signor Presidente, prendiamo atto
che ovviamente questo Governo su questo tema, e le dico Presidente,
vado un attimo fuori tema dell'articolo 4, prendiamo anche atto che
mentre noi stiamo discutendo, la Comunità di Sant'Egidio grida,
perché questo Governo non guarda né ai poveri e né ai giovani che
vogliono emigrare.
Presidente dell'Assemblea, prendiamo atto che questo Governo fa
delle scelte e se ne assume la responsabilità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Io ovviamente mi unisco agli
interventi che hanno fatto i colleghi, però visto che c'è in Aula
l'assessore Barbagallo, che si è insediato da qualche mese... noi
con questo articolo stiamo dando ulteriori fondi al settore
agricoltura. Sappiamo benissimo, Presidente, che qualche tempo fa
noi abbiamo perso milioni e milioni di euro di fondi che potevano
essere gestiti al meglio ma che non siamo riusciti ad intercettare.
Ora, Presidente, noi, sul settore dell'agricoltura continueremo
come Assemblea regionale siciliana, come Governo, sicuramente ad
appostare somme, perché è un settore trainante dell'economia
siciliana. Il punto qual è, Presidente, assessore? Ovviamente,
l'assessore è un assessore tecnico e forse, magari, potrebbe nei
prossimi mesi dare qualche soluzione in più. Questo Assessorato,
Presidente, appartiene ad una forza politica ben specifica, che è
la Lega.
Ora, Presidente, al di là della mia riluttanza nei confronti di
una forza politica come la Lega - che a mio modo di vedere è una
forza politica a trazione nordista e noi qui in Sicilia abbiamo
problematiche e problemi ben diversi, e ad oggi io sono convinto
che la Lega non stia trattando bene il Sud e la Sicilia, perché non
ho visto da parte di questa forza politica nessun intervento,
tranne la propaganda sul Ponte sullo Stretto e sui fondi che in
qualche modo stanno continuando a scippare ai siciliani - io, sul
settore agricoltura, invito l'assessore, che è un assessore ripeto
tecnico, a dare, ad indicare una visione sul settore agricoltura,
perché altrimenti, Presidente, il settore agricoltura sarà da qui
ai prossimi anni - lo è già stato in questi anni - solo una grande
voragine dove il Governo regionale e l'Assemblea regionale
metteranno dei soldi Ma se non c'è una visione nella gestione
dell'agricoltura in tutta la nostra Regione siciliana - mi
riferisco ai consorzi di bonifica, mi riferisco alla gestione delle
dighe, Presidente, perché non si capisce se dighe che sono state
gestite nel corso degli anni in maniera infruttuosa, visto quello
che ci troviamo oggi a gestire, e dighe che non hanno più la
capacità di invasare e di accumulare acqua, perché non sono state
gestite al meglio nel corso degli anni, io non riesco a capire
perché sono in capo ancora al Dipartimento energia e rifiuti. Le
abbiamo tolte dai consorzi di bonifica, i consorzi di bonifica oggi
sono ridotti al lumicino e aspettiamo ancora una riforma che è
ferma, che non so nemmeno se questa riforma sarà la soluzione delle
problematiche che attanagliano il settore dell'agricoltura, oramai
da anni, perché anche se andiamo ad accorpare i consorzi di
bonifica, andiamo a risolvere pure la problematica dei lavoratori -
so che ci state lavorando -, però se i consorzi di bonifica non
gestiscono nulla e non hanno introiti, abbiamo tolto le dighe dai
consorzi di bonifica, io vorrei capire come i consorzi di bonifica
nel corso del tempo si potranno automantenere, cioè saranno solo ed
esclusivamente delle entità, che anche se gestite in maniera
diversa, perché noi stiamo modificando la governance, io non so se
anche lì continueranno ad essere delle grosse voragini, dove noi ci
mettiamo i fondi e basta.
Allora, Presidente, l'agricoltura, il settore dell'agricoltura non
deve essere il bancomat per una forza politica come la Lega Il
settore agricoltura deve essere un settore trainante, trainante per
tutta la Sicilia, per tutti i siciliani e per tutte le forze
politiche.
Ora, io a questo Governo lancio un messaggio. Svegliatevi Perché,
al di là dei fondi che noi potremmo andare ad appostare - fondi che
serviranno alla Lega per farsi le prossime campagne elettorali -,
il settore dell'agricoltura, e chiudo Presidente - ho fatto un
intervento accorato perché ci tengo, l'agricoltura è anche nel mio
cuore, così come altri settori -, io dico, l'Assemblea, così come
anche il Governo regionale, è giusto che metta fondi per rilanciare
l'agricoltura, ma ci deve essere, Presidente, una visione che io,
ad oggi, anche in questa legge finanziaria, e anche in altre leggi
che ad oggi sono state presentate a questo Parlamento, non vedo.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
Allora, siamo all'emendamento 4.15. Vuole rispondere, Assessore?
Prego, assessore Barbagallo. Prego. Certo, prego.
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, sono
stati posti problemi, ovviamente molto importanti, che riguardano
l'agricoltura, quindi credo che una breve riflessione, su alcuni
punti che sono stati evidenziati, vada fatta.
Innanzitutto diciamo che in agricoltura, uno dei problemi
principali che stiamo scontando e che abbiamo vissuto in questi
ultimi due anni è l'acqua. Senza acqua, agricoltura non se ne può
fare. Perché l'agricoltura irrigua è l'agricoltura, notoriamente,
da reddito. Senza acqua è impossibile.
Io, su questo tema, credo di avere, dopo alcuni mesi di lavoro, ma
diciamo ci ho lavorato anche nel passato con la mia vera
professione, credo di avere le idee chiare. Naturalmente questo non
significa avere la bacchetta magica e risolvere i problemi.
E le idee chiare si riferiscono al fatto che moltissime opere, che
sono state realizzate negli anni '60, dagli anni '60 agli anni '80
prevalentemente, no negli ultimi sette anni, ma negli ultimi venti
anni, almeno vent'anni, sono state abbandonate.
Allora, io credo che la soluzione al problema dell'acqua per
l'agricoltura in Sicilia sta, non dico semplicemente perché è una
cosa complessa, nel rimettere a posto le opere che abbiamo,
colpevolmente, abbandonato negli ultimi vent'anni.
Non è solo il problema dei serbatoi, con l'accumulo del... con
l'elevato interrimento, che è un fenomeno naturale e che si capisce
che i serbatoi, che hanno una vita di 50-60 fino a 120 anni hanno
problemi di questo tipo, in diversi territori come, per esempio,
stamattina dicevo a qualcuno, diciamo, nel territorio di Gela il
problema è accentuato. E' stato realizzato il serbatoio Disueri. Si
è interrito tutto. Dopo un certo numero di anni, ne è stato
realizzato un altro. Si è interrito, nuovamente, tutto. Certo,
nessuno ha capito che, probabilmente, dico, quel serbatoio non
bisognava realizzarlo in quel luogo, oppure bisognava intervenire
nei bacini di monte, facendo dei rimboschimenti o degli interventi
di difesa del suolo che evitassero nuovamente l'interrimento.
Sono state fatte una serie di operazioni di questo tipo. Parliamo
anche delle traverse, su cui mi sto concentrando e sto coordinando
un gruppo di lavoro sulle traverse. Molti serbatoi sono stati
realizzati non solo per accumulare le acque dei bacini diretti, ma
per accumulare acque di bacini indiretti attraverso traverse di
derivazione sui corsi d'acqua.
Ebbene, io sono stato in giro. Sono stato in provincia di
Siracusa, sono stato a Gela, come qualche deputato sa, in questa...
Sono tutte abbandonate, completamente abbandonate. Allora, tutta
l'azione positiva, degli anni dal 1960 al 1980, con dirigenti
statali della Cassa per il Mezzogiorno, criticabile per quanto sia,
ma che hanno messo a punto un sistema idrico regionale di grande
rilevanza, tutti i docenti e professori di idraulica che hanno
realizzato, progettato, pianificato, programmato e poi realizzato
il sistema idrico regionale, tutto quel lavoro, in questo momento,
è un lavoro, non dico perso, però sicuramente bisogna intervenire.
Allora, fatta questa premessa, io sono d'accordo sul fatto che,
all'interno di questa legge di stabilità, le risorse che vengono
messe per l'agricoltura sembrerebbero delle risorse tappabuchi o
episodiche. Però bisognerebbe un attimo - e questo è l'elemento di
riflessione che voglio sottoporre a quest'Assemblea - guardare
queste risorse come completamento o integrazione di risorse che già
abbiamo.
Mi riferisco, per esempio, al comma 1, quello dei 20 milioni che
riguardano piccoli interventi, massimo di 25.000 euro; siamo
intervenuti nelle leggi, nelle variazioni precedenti, prevedendo
piccoli interventi tampone per sostenere gli imprenditori agricoli.
Bene, abbiamo avuto tremila domande e abbiamo appostato già 17,5
milioni. Se verrà approvato questo emendamento, questo articolo, ne
metteremo altri 20 e arriveremo a 37,5. Ma questi 37,5 milioni si
sommano ad altri 100 milioni di euro che noi stiamo utilizzando con
il PSR. Abbiamo fatto un bando con la misura 5.1, in cui abbiamo
messo 50 milioni di euro, più altri 50 li metteremo, 100 milioni di
euro che, quindi, completano il quadro.
Quindi, sostanzialmente, quando noi interveniamo nelle aziende
agricole - e questo è un fatto molto importante, perché bisogna
realizzare una integrazione delle fonti idriche aziendali con le
fonti collettive -, chiaramente, io tengo conto del fatto che ci
sono altre risorse che vengono appostate.
E passiamo anche agli altri interventi: abbiamo messo 10 milioni
nella variazione di bilancio ultima e altri 9 o 9,5 sono messi in
questo momento, più i soldi di progettazione. Anche questi hanno
una logica. Qual è la logica di questi interventi? Naturalmente,
gli interventi più grossi, quelli relativi alle reti irrigue, sono
interventi finanziati con fondi statali, con fondi europei, con il
PSR e così via. Però, ci sono interventi che i Consorzi di bonifica
non hanno previsto. Perché questi non li hanno previsti i Consorzi
di bonifica? E mi riallaccio alla riforma. Non li hanno previsti
perché quando c'è un canale, come quello della Piana di Catania,
che attraversa quattro Consorzi di bonifica, o quando ci sono opere
che riguardano due, tre Consorzi di bonifica, di quell'opera che è
comune a tre Consorzi di bonifica non se ne interessa nessuno Loro
guardano all'interno dei Consorzi al loro perimetro, non guardano
alle traverse che non funzionano, non guardano ai canali che
servono tutti, perché guardano il proprio comprensorio, guardano il
proprio interno.
Allora, la riforma dei Consorzi di bonifica - che con la
Commissione Attività produttive , a cui do il giusto merito,
perché ne abbiamo discusso, ne abbiamo parlato, abbiamo
approfondito, abbiamo discusso per almeno un anno di questa
riforma, partendo da una base che era una base di conoscenze,
perché chiaramente mi sono occupato di questa materia per
tantissimo tempo -, con questa riforma noi vogliamo superare la
frammentarietà dei singoli Consorzi. Noi vorremmo, io desidererei,
all'interno di questa legge, che il canale che attraversa il
consorzio di Catania, di Enna, di Siracusa, che attraversa tre
Consorzi, venisse gestito unitariamente, in maniera tale che non ci
sia nessun proprietario... cioè, voglio dire che ci sia una
unitarietà nella gestione del sistema idrico.
Naturalmente, più fondi ci sono per l'agricoltura, più posso avere
piacere di avere più fondi, a integrazione, però, di quelli che
sono i fondi strutturali, di cui già disponiamo.
Quindi, quando guardiamo gli interventi li dobbiamo guardare,
naturalmente magari qualcuno non ha questa informazione, io ce l'ho
più completa nel ruolo che attualmente sto svolgendo, li dobbiamo
guardare all'interno di quelli che sono i quadri finanziari
complessivi di cui noi disponiamo.
Per quanto riguarda i consorzi di bonifica di Ragusa e dei fondi
che vengono appostati per superare i pignoramenti che purtroppo
avvengono, perché ci sono voglio dire situazione che ci trasciniamo
da dieci anni, da quindici anni, situazioni passate e criticità che
sono attuali, assicuro che noi non faremo nessuna differenza,
operiamo infatti per non fare nessuna differenza tra i diversi
consorzi.
Fino a quando non ci sarà la discussione sulla riforma dei
consorzi di bonifica naturalmente il mio obiettivo è di mantenere i
consorzi così come sono, consentire che il pagamento degli stipendi
venga effettuato e consentire che le opere pubbliche che sono state
avviate non vengano stoppate da questi pignoramenti. Quindi,
nessuna differenziazione tra un consorzio e un altro
Se proprio poi volessimo riflettere, se si agevola qualcuno
piuttosto che un altro, ovvero si danno più soldi ad uno piuttosto
che all'altro, allora il discorso sarebbe molto più ampio, dovremmo
trovare degli indicatori che sono significativi, non i 5 milioni
che diamo a qualcuno. Dovremmo, ad esempio, analizzare il Consorzio
di Ragusa: quante persone impiegate, quanti ettari di superficie
irrigata gestisce (ad esempio, mille ettari). Poi il Consorzio di
Enna: cosa realizza? E ancora, i Consorzi di Catania: quali sono i
loro risultati? In questo modo, confrontare e valutare se la
distribuzione delle risorse sia realmente equa rispetto ai
risultati ottenuti.
Tuttavia, per farlo, l'analisi dovrebbe essere molto più
approfondita e complessa rispetto al semplice riferimento ai 5
milioni di euro che siamo costretti, per necessità, a gestire,
proprio come farebbe un padre di famiglia nel momento in cui c'è
necessità. Specificatamente, il pignoramento del consorzio di
Ragusa purtroppo è avvenuto immediatamente dopo il licenziamento da
parte della Giunta del disegno di legge e quindi è chiaro che il
Governo è impegnato a risolvere questa situazione, chiaramente
all'interno dell'equilibrio di bilancio di cui ovviamente chi deve
assumere decisioni le deve assumere.
Ci sono altri elementi di cui vorrei parlare. Per quanto riguarda
i danni per l'agricoltura e qualcuno diceva per la siccità. Proprio
ieri c'è stata l'intesa Stato-Regione per attivare il fondo di
solidarietà europeo, quindi ci sarà una ripartizione tra le diverse
regioni su questo fondo.
Relativamente ai danni alle produzioni, purtroppo noi non possiamo
dare ristori alle produzioni ma possiamo dare ristori alle
infrastrutture tant'è che per esempio per l'alluvione delicata
stiamo attivando un bando specifico, che è la misura 5.2, per
ristorare le infrastrutture e non le produzioni, perché sulle
produzioni c'è l'assicurazione Agricat che, sebbene lacunosa,
esiste e quindi siamo impossibilitati a ristorare.
Con riferimento ai progetti finanziati o non finanziati, ho letto
dai giornali appunto di questo problema dei trentuno progetti che
sono stati bocciati, però devo dire che ho lavorato anche con
l'Assessore Sammartino da due anni, prima di assumere questo ruolo,
abbiamo realizzato il piano idrico regionale inserito nel piano
idrico nazionale. Abbiamo fatto progetti, abbiamo inserito progetti
per 800 milioni di euro e tutti i progetti risultano in elenco e
per i primi 100 milioni i decreti sono alla Corte dei Conti per
essere finanziati.
Quindi è chiaro che bisogna operare nel modo migliore per potere,
come dire, partecipare ai bandi nel modo migliore.
Credo di avere risposto quasi tutti, purtroppo gli argomenti erano
veramente rilevanti, non credo di voler aggiungere altro.
PRESIDENTE. Grazie Assessore, la ringrazio per le risposte
puntuali.
Io ritengo gli emendamenti soppressivi, così come è stato
dichiarato, sono tutti ritirati; l'unico emendamento che rimane
all'articolato è l'emendamento 4.15, a prima firma dell'onorevole
Dipasquale, a cui do la parola per illustrarlo. Però, poi, mi hanno
chiesto la parola altri colleghi che farò intervenire su questo
emendamento e poi per dichiarazioni di voto anche per l'articolato.
Prego, onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, prima di intervenire
sull'emendamento, mi faccia ringraziare l'Assessore per la risposta
e ritengo che sia stato corretto anche per quanto riguarda la
questione sollevata sulle somme pignorate a Ragusa perché questo è
un fatto, attenzione, che non riguarda solo Ragusa, cioè riguarda
Ragusa ma riguarda tutti perché, come ha detto l'Assessore, di
questo ha ragione, la finanziaria l'avete predisposta prima, non
contiene quelle somme necessarie per la copertura del pignoramento.
Certo, cosa diversa, invece, strada facendo potevano essere
inserite quelle somme, non sono state inserite; guardate, però,
Assessore che ve ne dovete fare carico ora, io le do il consiglio
di parlarne con l'Assessore al bilancio e di vedere come trovare la
soluzione perché poi, altrimenti, non glielo possiamo raccontare e
non glielo potete raccontare più a Ragusa che si ritrovano, hanno
pignorato quindici giorni fa le risorse per gli stipendi, tutti,
zero Quindi per tre, quattro mesi resteranno senza.
Detto questo, l'emendamento 4.15 fa riferimento alla legge n. 33
del 1997 che si occupa della fauna selvatica in generale; così come
è scritto questo emendamento si occupa della fauna selvatica sia
per il controllo che per il prelievo, quindi in tutte le sue
sfaccettature.
Così come è scritto questo emendamento, noi prevediamo di
utilizzare un milione e mezzo di euro, che sono tante risorse, per
finanziare l'articolo 4, l'articolo 5, l'articolo 17, il 36 e così
via. Non è possibile, perché siccome noi li mettiamo tutti questi
begli articoli, però sa cosa può succedere? Non è il suo caso, non
il caso dell'assessorato, però non si sa mai può succedere che
essendo molti poi possibilmente, o se ne vanno a finire in un solo
capitolo non necessario e siccome in questi articoli c'è di tutto
c'è il ripopolamento che io, per esempio, non condivido; ci sono
aiuti alle associazioni e cose di cui possiamo fare a meno. C'è una
cosa che serve a questo settore, a tutti: serve che si facciano i
censimenti e quindi il piano faunistico.
Perché, oggi, cos'è che succede ogni volta che si apre la caccia?
Succede che vengono impugnati i calendari venatori, ma perché?
Perché giustamente, mancando i censimenti, noi non sappiamo in un
territorio se ci sono gli animali da cacciare, se non ci sono,
quanti ce ne sono, cosa si può cacciare; cioè noi in Sicilia non
abbiamo la consapevolezza di quello che c'è.
E allora se dobbiamo utilizzare queste risorse, dobbiamo
finalizzarle ai censimenti perché dobbiamo avere consapevolezza di
quello che c'è nel territorio della Sicilia per capire se si può
autorizzare l'attività venatoria, per che cosa, per quanti capi e
se non si può, ve lo dice uno, io esercito l'attività venatoria
però ritengo che questo tassello sia fondamentale, cioè i
censimenti. Lo sapete perché non si sono fatti finora e perché non
si fanno? Perché non ci sono le risorse. Abbiamo l'occasione per
finalizzarle.
Quindi con l'emendamento 4.15 io li ho individuati e previsto
l'utilizzo solo ed esclusivamente per i censimenti, perché non
vorrei che poi invece prevedendo 10 articoli, 12 articoli poi vanno
a finire a ripopolamenti che non ce ne servono che sono contrario,
a cose che ne possiamo fare...
Ma noi non lo faremo, noi poi utilizzeremo invece solo tutto per
censimenti.
No, non ne sono convinto e per me lo dobbiamo blindare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se l'intervento è poi
sull'articolato e non sull'emendamento, intanto vedrei il parere
della Commissione sull'emendamento.
Il parere del Governo sull'emendamento 4.15 a firma Dipasquale e
Catanzaro?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. C'è la richiesta di voto segreto da parte
dell'onorevole Dipasquale sull'emendamento 4.15.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.15
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 4.15.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 62
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 25
Contrari 34
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. A questo punto, prima della votazione dell'articolo 4
aveva chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri, poi l'onorevole
Cracolici e l'onorevole Cambiano.
Prego, onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi semplicemente
faccio seguito a quanto richiesto dall'onorevole Dipasquale e
dall'onorevole Campo, nello specifico in merito ai 5 milioni di
euro di pignoramento al Consorzio di Ragusa.
Da quello che mi è parso di capire e dalla risposta dell'Assessore
è arrivato giusto un momento dopo l'approvazione della Giunta.
Però noi, siccome sappiamo in questa Assemblea, in questo
Parlamento che il maxi del Governo arriverà nelle prossime ore, nei
prossimi giorni e riteniamo che, a meno che anche per dare seguito
a quello che dice l'assessore Barbagallo, cioè che non si fanno
figli e figliastri e che il Consorzio di Ragusa, si figuri io sono
di Palermo quindi diciamo non ho nessun interesse neanche nello
specifico, ma ritengo che invece l'azione corretta sia quella di
garantire gli stipendi ai lavoratori di Ragusa anche a seguito
dell'atto di pignoramento, ci aspettiamo che l'assessore Dagnino,
nel maxiemendamento del Governo, presenti 5 milioni di euro per
coprire il pignoramento del consorzio di Ragusa, altrimenti saremo
costretti a capire e comprendere la volontà del Governo che è
quella di lasciare per i prossimi sei mesi i dipendenti dei
consorzi di Ragusa senza stipendio
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi devo dire che
ascoltando l'assessore mi è venuta voglia di parlare per la ragione
che ho sentito parole, tra l'altro di una persona che non è che fa
l'assessore da ora o non ha fatto o fa il consulente, si deve
sedere onorevole Abbate, sto parlando proprio con l'Assessore...
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi tutti di non avvicinarsi agli
Assessori durante gli interventi. Prego, onorevole Cracolici.
Continui il suo intervento.
CRACOLICI. L'Assessore Barbagallo, che non ha fatto solo il
consulente dell'Assessore Sammartino in questi due anni ma è stato
anche Direttore dell'Assessorato all'Agricoltura in un tempo ormai
remoto, oltre dieci anni fa credo, è un competente professionista,
un professore universitario, si occupa di queste questioni anche
per ragioni professionali e ascoltandolo mi è venuto in mente di
quanto tempo stiamo perdendo. Le parole che ha detto lei io le
sottoscrivo, bisognerebbe ottimizzare, bisognerebbe in qualche modo
mettere a sistema ciò che abbiamo, perché si parla di riforme e
spesso non si sa di che cosa si stia parlando.
Assessore c'è una non riforma, una norma che ha avuto poi un
percorso di tipo amministrativo, proprio per evitare tutta questa
demagogia sulle parole delle riforme, ormai io sono uno che quando
sente la parola riforma, ha come dire l'atteggiamento istintivo di
chiamare i Carabinieri, perché dietro la parola riforma spesso c'è
cambiare tutto per non cambiare nulla e in materia di consorzi di
bonifica è quello che è avvenuto
C'è una norma che risale ad oltre dieci anni fa che ha stabilito,
proprio in ragione delle questioni che lei poneva, che non sono
connesse soltanto ai bacini di riferimento idrografici e agli
ambiti nei quali ogni consorzio può operare, proprio non in una
dimensione micro ma in una dimensione macro, ma che sono anche in
ragione amministrativa, perché poi la storia concreta dei consorzi
di bonifica, così come si è delineata nel corso di tanti anni ha
prodotto il caso Ragusa, il caso Catania, il caso Agrigento, che
hanno determinato un sistema non governato ma che ha risposto più a
esigenze tra virgolette clientelari e non certamente di
funzionalità e di garanzia del servizio agli agricoltori.
Bene, quella riforma o quella norma - tra l'altro era, Assessore,
l'attuale suo direttore, il dottor Dario Cartabellotta - con cui
si è votato in Aula il fatto che i consorzi di bonifica fossero
due, so che lei è un cultore da anni dell'impianto dei quattro, ma
siccome la prevalenza della questione amministrativa è ancor più
urgente delle questioni di bacino e di ambito idrografico si portò
a questa conclusione e comunque la norma c'era, si è avviato un
percorso di tipo amministrativo per avviare il processo di
unificazione dei due consorzi, ma quali sono i punti deboli di
tutta la questione - e lo dico in questo caso all'Assessore per
l'economia che è appena arrivato
DAGNINO, assessore per l'economia. Ma sono qui da stamattina
CRACOLICI. "Sveglia Dagnino " Fino a quando la Regione non si farà
carico della condizione debitoria degli 11 consorzi di bonifica,
stiamo parlando di chiacchiere, chiacchiere
E, allora, va assunta una decisione, come la Regione non aspetta i
decreti ingiuntivi che poi generano il presupposto che si bloccano
gli stipendi dei lavoratori, che si creano le pressioni di ogni
tipo, ma addirittura anticipando anche le procedure, che tra
l'altro ci costano, perché ricordo che ogni euro di debito viene
bloccato un euro e mezzo con i pignoramenti, quindi il 50% delle
somme che oggi vanno ai consorzi vengono paralizzati dai decreti
aggiuntivi, dai pignoramenti.
Quindi questo è uno dei temi fondamentali per affrontare qualunque
riforma, come la Regione istituisca un fondo, stabilisce che nel
corso dei prossimi tre, cinque, dieci anni si farà carico, perché
poi sostanzialmente i debiti i consorzi di bonifica con chi ce li
hanno? Con l'Enel e con i lavoratori stessi, questi sono i due
macro temi del debito che i consorzi hanno nei confronti dei terzi,
appunto, Enel e lavoratori.
Allora, affrontiamo la questione e possiamo affrontarla già ora se
si vuole, avviando un percorso in cui anche i creditori sanno chi è
il dirimpettaio. Seconda questione: Assessore, poi discutiamo se
devono essere quattro, devono essere due, devono essere cinque, è
un tema del dopo ma il Governo Musumeci è responsabile di un
delitto che ha combinato in questa Regione e che ha aggravato la
condizione, non solo dei consorzi ma dei bacini della gestione
delle risorse irrigue in questa Regione. Ha bloccato in via
amministrativa una procedura che si era messa in campo di
determinare un percorso nuovo e diverso rispetto agli attuali
undici consorzi.
Lei se ha il coraggio può ripartire da lì, poi ripeto, si può
arrivare a quattro ma se non si parte da un presupposto che per
cambiare le cose bisogna farle e non annunciare riforme,
aspetteremo altri tre anni, la fine di questa legislatura parlando
di riforme che non arriveranno perché qualunque riforma ha dei
costi, ha un problema organizzativo all'interno del personale che
va messo a sistema, tutto questo poi lo pagano gli agricoltori.
E soprattutto, e chiudo Assessore, lo vuole un consiglio? Vuole
che i consorzi si attivino? Affianchi oggi ai commissari degli
undici consorzi un comitato di agricoltori che, consorzio per
consorzio, dico già i due che esistono, possa affiancare nella
gestione la responsabilità su come si gestisce l'acqua nei consorzi
di bonifica e questo avvierebbe quel processo di democratizzazione
che è fondamentale per consentire di uscire dalla palude in cui
oggi è il sistema idrico irriguo per la Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato la
moderazione dell'intervento dell'Assessore, però la sensazione,
l'impressione è che si cerchi sempre di mettere pezze, di
rincorrere le emergenze. Ha citato Licata e l'agricoltura messa in
ginocchio dall'esondazione del fiume Salso, però per esperienza
purtroppo le dico che ancora i territori attendono ristori rispetto
ad emergenze che il territorio ha vissuto negli anni precedenti.
Cerchiamo di essere credibili, perché le aspettative sono tante,
le aziende agricole sono in ginocchio, è stata attivata una misura
del PSR, lei è stato prontamente presente nel territorio ma i tempi
di risposta e di intervento devono essere celeri. Si parla di
siccità ma noi abbiamo un decreto siccità perché la siccità l'hanno
vissuta le regioni del nord e quando il Veneto ha vissuto la
siccità le testate giornalistiche e tutte le forze politiche sono
state sensibilizzate, a tal punto da votare in Parlamento un
decreto, cosiddetto 'decreto siccità'.
La Sicilia, ormai, è rassegnata e assuefatta a convivere con le
emergenze, a convivere con la siccità, a convivere con le
incompiute delle dighe perché la Regione siciliana avrebbe dovuto
effettuare, ad esempio, degli studi su un cosiddetto invaso, ormai
è tramontata pure l'ipotesi della diga del Gibesi.
Risorse perdute, ovviamente non è responsabilità sua, Assessore,
ma è responsabilità di una politica che, purtroppo, ha perso di
credibilità e che si ritrova, finanziaria dopo finanziaria, ad
inserire interventi in emergenza e a non pensare a una
pianificazione, ad una progettualità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole
rimanga seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Colleghi, ritorniamo un attimo all'articolo 3, perché l'Assessore
Dagnino ha approfondito il contenuto dell'emendamento 3.5. Quindi
do la parola all'Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, il parere è
negativo, è contrario perché ho avuto riscontro dal Direttore
generale delle finanze che ha contattato l'Aci e mi riferisce che
l'Aci non sarebbe assolutamente nelle condizioni tecniche di
gestire una rateazione di questo tipo, non avendo precedenti.
Quindi, mi dispiace, avrei voluto, se possibile, dare parere nel
merito positivo ma, tecnicamente, è contrario per la ragione detta.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, lo ritira visto l'impegno
dell'Assessore ad approfondire l'emendamento?
SUNSERI. Io lo ritiro, ma abbiamo un problema con Aci perché se
nel Piemonte, se in Liguria, se in Lombardia e in Emilia Romagna lo
applicano, abbiamo un problema con Aci Sicilia Quindi io ritiro
l'emendamento ma la prima cosa che facciamo a gennaio è convocare
Aci in Assemblea e ci facciamo spiegare quali sono i problemi
tecnici per la quale Aci lo fa in altre Regioni d'Italia e non lo
fa in Sicilia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Bene colleghi, io direi di fare una pausa e torniamo qui alle ore
15.30. Pertanto sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 14.27, è ripresa alle ore 17:12)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. La seduta riprende. E' stato caricato... Allora,
abbiamo votato l'articolo 4. Stiamo ritornando all'articolo 1. Il
Governo ha presentato la riscrittura. Vi do tutto il tempo per
poterla leggere. Vi do tutto il tempo che serve per poterla
leggere
Sull'ordine dei lavori
GIAMBONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Giambona.
GIAMBONA. Grazie, Presidente, ma più che altro, adesso,
analizzando il fascicolo dell'articolo 1 degli emendamenti, notiamo
che su una riscrittura, proposta dal Partito Democratico, di tutto
l'articolo 1, ne è saltata una parte. Sarebbero saltati alcuni
articoli. Per cui mi sembra significativo rappresentare agli Uffici
che ci sono un paio di commi dell'articolo 1, della nostra
riscrittura, che non sono ripresi nel fascicolo.
PRESIDENTE. Adesso lo verifichiamo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
Prego, onorevole.
DIPASQUALE. Signor Presidente...
PRESIDENTE. Aspetti, aspetti, però, perché preferirei che ci
fosse silenzio. Colleghi. Prego, onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Io sarò breve, tanto breve quanto chiaro. Questo
articolo entra già... questo intervento entra già in Aula, nelle
scorse variazioni di bilancio, questa questione, e l'Aula l'ha
affrontata negativamente. Ora ritorna in Aula. Siccome io, ormai,
ho qualche anno di esperienza, io già ho visto movimenti,
Presidente, che si preparano in quest'Aula per snaturare e violare
quello che è il voto segreto Che nessuno si permetta di fare
fotografie, che nessuno si permetta di fare fotografie di come si
vota durante il voto segreto, perché è una violazione
costituzionale. Io ve lo dico prima, sarò messo qua e, da qui,
questo lato me lo tiro tutto io, e prego i miei colleghi di
mettersi con il cellulare e di riprendere eventualmente chi lo fa
PRESIDENTE. Ci mancherebbe, onorevole Dipasquale. Ha fatto bene a
precisarlo, ma sarebbe impensabile che questo Parlamento si possa
prestare a questo genere di cose Tra l'altro, lei è questore,
quindi, può vigilare attentamente insieme ai suoi colleghi su
quello che avviene in Aula
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Presidente, rispetto all'intervento del mio collega
Dipasquale, aggiungo una mia valutazione che, magari, può essere
anche fuori luogo, ma non è così, perché siamo dentro l'Aula; però
ad un certo punto guardo e con un colpo d'occhio vedo delle
posizioni strane, anche rispetto a come si sono seduti i colleghi,
con l'alternanza di partiti. Cioè, secondo me, stiamo toccando
davvero con l'inizio della riapertura di quest'Aula il ridicolo
Presidente Galvagno, lo sto dicendo perché noi all'interno di
quest'Aula abbiamo sempre mantenuto, come opposizione, un rapporto
di responsabilità. È davvero assurdo sopportare e supportare. E io
lo sto dicendo, Presidente Galvagno, perché, al di là di tutto,
secondo me, è davvero assurdo.
DIPASQUALE. Ognuno va nei posti assegnati. Ognuno vada nei posti
assegnati.
PRESIDENTE. Ma le postazioni sono libere, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. No, non è così, Presidente, e lei lo sa.
PRESIDENTE. Sono assegnate, ma in tutti i casi cosa faccio? Gli
dico, tipo scuola, di spostarsi l'uno rispetto all'altro? Ci sono
poi deputati di maggioranza che sono seduti con l'opposizione da
tre legislature a questa parte e non avete mai posto la questione.
Mi sembra strumentale questa cosa. Dico, mi sembra strumentale
questa osservazione.
e n. 832/A (Legge di stabilità)
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge nn. 831 e 832
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Allora, al di là della sceneggiata a cui stiamo
assistendo, vorrei ricordarle che ognuno di noi quando entrato,
dopo l'assegnazione ai Gruppi, ha avuto assegnato un posto e la
invito...
PRESIDENTE. È vero, ma i deputati sono liberi di sedersi in altri
posti.
CRACOLICI. No, no.
PRESIDENTE. E come no?
CRACOLICI. Lei mi ha visto, da quando è iniziata la legislatura,
seduto in seconda fila al banco di sinistra
PRESIDENTE. Ma non c'entra, ma anche l'onorevole D'Agostino, che
è seduto con l'opposizione, è un deputato di Forza Italia che
dovrebbe essere seduto altrove.
CRACOLICI. D'Agostino è dal primo giorno che è seduto là. Ha avuto
assegnato quel posto. Poi non so perché glielo hanno assegnato, ma
quello era. Ma vedere movimenti strani è veramente antipatico.
Presidente, però volevo parlare nel merito.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici, non si lasci distrarre.
CRACOLICI. No, io non mi lascio distrarre, nel senso che prendo
atto che il Governo è tornato indietro rispetto a quella idea
bislacca di costituire un ennesimo carrozzone in questa Regione,
attraverso un'Agenzia per l'attrazione di investimenti. Pretendo
però non l'ascolto, ma che non venga distratto. Quindi, prendo atto
del fatto che il Governo sia tornato indietro rispetto a
quell'idea, che in qualche modo aveva presentato, di costituire
un'agenzia regionale, ovvero una sorta di dipartimento con
direttore generale, consiglio di amministrazione, organi di
revisione, un po' dipartimento, un po' società, appunto,
un'Agenzia Ma a me sembra che però la soluzione che ha individuato
il Governo nella riscrittura, che in qualche modo io stesso avevo
suggerito, di avvalersi di strutture esistenti nell'ambito della
struttura amministrativa della Regione... scusate, però è
fastidioso, vado a parlare di là, così almeno non li sento
Dicevo, la soluzione trovata a mio avviso presenta due problemi. È
vero che l'IRFIS tra i suoi compiti statutari ha anche quello di
promuovere politiche di sviluppo e quindi sostenere, attraverso
sistemi prevalentemente di tipo finanziario, la capacità di
svolgere una funzione politico- amministrativa per conto della
Regione, ma voglio ricordare, anche perché l'assessore Dagnino è
stato pure Presidente dell'IRFIS, che l'IRFIS è una società che è
vigilata dalla Banca d'Italia e quindi ha per sua natura una
finalità finanziaria, con regole finanziarie, opera in nome e per
conto della Regione in house sulla gestione di linee di credito
direttamente promosse dalla Regione, ma sempre nel campo
finanziario. Ora qui si prova a far diventare l'IRFIS, per la
verità far diventare forse è un'espressione troppo ambiziosa,
dargli un compito che di fatto difficilmente potrà attuare, perché
prima mi è stato spiegato che l'agenzia doveva servire a
semplificare, una sorta di sportello unico della Regione dove
l'imprenditore che viene dal Venezuela e arriva in Sicilia, si
rivolge a qualcuno e quello gli risolve tutti i problemi,
autorizzazioni, localizzazioni, posti dove realizzare l'impresa, il
capannone se è un'impresa industriale poi, scopriamo che adesso ci
sarebbe una task force fatta da cinque figure, alcune con
esperienze specifiche, giuridico-contabili, eccetera, eccetera, che
mi pare complicato, tra l'altro essendo figure esterne, che possono
interfacciarsi con un dipartimento dell'Amministrazione regionale,
in qualche modo sollecitando si chiama traffico d'influenza, è un
reato previsto dal Codice, anche se...
(Interruzioni fuori microfono)
CRACOLICI. State attenti a dirlo che è stato abolito, potreste
essere, diciamo, potreste essere cavie Quindi, il fatto che cinque
figure esterne, diciamo esterne, interne, perché sarebbero
contrattualizzate dall'IRFIS per svolgere compiti che con l'IRFIS
c'entrano come cavoli a merenda, dovrebbero svolgere compiti di
interfaccia con l'Amministrazione regionale nella sua interezza,
ora a me sembra, come dire, che la pezza è peggiore del buco Io
avevo suggerito, ma modestamente anche sulla base dei dati di
memoria che noi avevamo anni fa, durante il Governo Lombardo,
costituito l'Irsap, che era appunto l'istituto che avrebbe dovuto
creare le condizioni di attrattività e di maggiore, come dire,
competitività della nostra Regione utilizzando un po' le vecchie
aree industriali in liquidazione, le Asi, ma anche individuando
politiche di sviluppo, individuando anche le aree territoriali. Non
capisco perché questa ipotesi, che non è che io non mi innamoro
mai delle mie parole, la mia era una sollecitazione a valutare
eventualmente come ridefinire meglio il compito dell'Irsap, anche
perché non mi pare che l'Irsap stia brillando di luce
particolarmente propria, di capacità rispetto agli obiettivi
contenuti in quella legge. Ma, no, proviamo a costituire un'altra
cosa che ci somiglia. Adesso rischiamo di farlo con l'IRFIS,
facendo secondo me un danno all'Irsap.
Faccio, però, anche un'altra considerazione e la dico così: ora
noi abbiamo una norma che prevede uno stanziamento di un milione e
mezzo di euro per istituire una task force fatta di cinque
componenti; poi ho visto che c'è anche una precisazione a penna che
il milione e mezzo di euro è relativo alla task force fatta di
cinque componenti, che nessuno può eccedere i trecentomila euro, se
ho capito bene la modifica.
Allora, se complessivamente non è chiaro come se è una tua
interpretazione autentica vai dal notaio e la scrivi perché non mi
pare che da come è scritta si capisca che complessivamente
trecentomila euro, perché c'è una riscrittura della riscrittura,
già la dice lunga su quanta serietà di approfondimento della norma
si sia fatto per proporla in Aula C'è la riscrittura della
riscrittura, facciamo un bando per fare una short list per
individuare cinque figure; queste cinque figure dovranno insediarsi
all'IRFIS e altri compiti per fare un'attività che ancora non
abbiamo chiaro in che cosa dovrebbe consistere. Ma non è più
dignitoso, al punto in cui siamo, che il Governo piuttosto che
riscrivere ritiri l'articolo 1? E i debiti, una discussione
stucchevole come quella che si è fatta dal primo giorno, al di là
di come vi sedete, se vi sedete a sorteggio o se vi sedete con le
macchine fotografiche, perché siamo anche a questa dimensione quasi
ridicola Il punto è il merito, a me non interessa la battaglia del
controllo Secondo voi questa è una cosa seria o no Anche il fatto
che nell'arco di dieci giorni e persino di qualche minuto cambia
rapidamente soltanto perché bisogna approvarla così, costi quel che
costi e poi se funziona, non funziona, cosa che lasceremo ai
posteri. Ma dico, ma siamo seri, signori
Io chiedo al Governo di ritirarla ed evitare una discussione
sfiancante su una finanziaria in cui fino ad ora non c'è nulla di
evidente ed innovativo. Questa è stata presentata con la norma che
doveva in qualche modo aprire chissà quale scenario. Ancora adesso
non sappiamo cosa dovrebbe fare prima l'Agenzia, oggi l'IRFIS, con
queste cinque persone che saranno nominate e un comitato di
consulenza di venti componenti a titolo gratuito - poi me li fate
conoscere - che dovrebbero supportare le strategie.
Di cosa stiamo parlando? Io rimango trasecolato per
l'improvvisazione con la quale si affrontano questi temi.
Ribadisco, chiedo al Governo di ritirare questa norma.
PRESIDENTE. Va bene, grazie. Prego, assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente, solo per
una breve replica, poi, per carità, ascolteremo il dibattito, siamo
sempre, come credo di avere dimostrato fino ad ora, alla massima
disponibilità e la massima serenità nell'esaminare le varie
proposte del Governo, però mi sembra utile,
viste le questioni che sono state poste, dare delle brevi linee di
indirizzo.
Si è osservato, anche proprio da parte di esponenti
dell'opposizione, nell'ambito di interlocuzioni che sono state
fatte con tutto il Parlamento, che l'Agenzia - è stato detto come
obiezione formulata in relazione all'articolo 1, testo originario -
non sarebbe stata una buona idea, una buona iniziativa perché
carrozzone, perché tutte quelle agenzie non sono state fortunate
nella storia di questa Regione e abbiamo anche ampiamente dibattuto
in Commissione Bilancio .
E' stato altresì detto da più parti che la finanziaria non
conterrebbe misure caratterizzanti, sarebbe vuota, sarebbe
veramente un esercizio di poche disposizioni, come dire, quasi
obbligatorie.
L'intento del Governo nel formulare la riscrittura è stato quello,
ancora una volta, ma lo dico davvero con la massima serenità e con
il massimo spirito di collaborazione, di accettazione delle
possibili critiche, è stato quello di cercare di venire incontro ad
alcune delle obiezioni che sono state formulate.
Era stata proprio da una parte dell'opposizione ma anche da
qualche altra parte formulata l'idea che sarebbe stato preferibile,
onde evitare il rischio di un nuovo carrozzone, utilizzare dei
soggetti già esistenti nell'ambito delle partecipate e degli enti
regionali. Il Governo ha accolto queste richieste che sono
pervenute proprio da una parte dell'opposizione la quale ora
mostra, diciamo, una diversa prospettazione, dicendo che
improvvisazione...
CRACOLICI. Qual era la diversa affermazione?
DAGNINO, assessore per l'economia. Crediamo con la massima
serenità che questo tipo di obiezioni debbano essere respinte.
Il Governo si sarebbe aspettato, devo dire, con la massima, ancora
una volta, serenità, invece diciamo una condivisione maggiore, come
ha dimostrato in tanti casi fino alle ultime norme che abbiamo
discusso, di tentare di accogliere, laddove possibile, e accolto
laddove appunto il sistema lo consentiva, le giuste osservazioni.
Credo che si è dimostrata la massima ragionevolezza e la massima
serenità.
Ora si dice che l'IRFIS, obiezione, è un soggetto vigilato da
Banca Italia.
Io ho preso, nel frattempo che ascoltavo l'intervento
dell'onorevole Cracolici, lo statuto dell'IRFIS e all'articolo 3
"Oggetto sociale" stabilisce che: "L'IRFIS può svolgere anche le
seguenti attività: assistenza tecnica all'Amministrazione regionale
a titolo esemplificativo e non esaustivo nelle materie
dell'economia, delle attività produttive, delle autonomie locali,
delle infrastrutture in ambito di politica economica regionale del
credito, nonché nell'ambito dell'azione di sviluppo della politica
economica e produttiva della Regione siciliana".
Quindi, in verità proprio, lo Statuto già vigente, peraltro
sappiamo con lo Statuto diciamo è nella disponibilità del socio -
la Regione è socio unico - ma comunque, già nello Statuto vigente,
noi troviamo declinate delle funzioni all'IRFIS che possono essere
coerenti con l'idea che ha il Governo regionale.
Ora, l'ulteriore obiezione: ma cosa dovrebbe fare, non si
comprende . E' stato anche questo ampiamente discusso in
Commissione e mi sembra utile condividerlo con l'Aula.
L'idea è che oggi se un imprenditore dall'esterno del territorio
regionale decide di investire perché convinto che il territorio
regionale meriti un investimento ha difficoltà a trovare un singolo
interlocutore perché le competenze sono diffuse tra diversi
assessorati, tra diversi dipartimenti i quali manterrebbero le
competenze, quindi, attenzione, non c'è sottrazione di competenze,
a nessuno, c'è soltanto l'idea, in inglese viene chiamato
mentorship, qualcuno che accompagni l'imprenditore e aiuti a
districarsi ponendosi come interfaccia nei confronti dei diversi
rami dell'amministrazione regionale che hanno e che manterrebbero
naturalmente per intero le loro competenze.
Quindi, il Governo crede - è stato ampiamente condiviso anche da
parte del Governo stesso - che questa iniziativa possa essere un
utile tentativo per realizzare un'attrazione degli investimenti nel
territorio regionale senza creare superfetazioni, senza creare
nuovi consigli di amministrazione, senza creare nuovi collegi
sindacali, nuovi collegi dei revisori, nuove sedi da pagare. Si è
in questo, tentato di raccogliere proprio quelle obiezioni sulle
quali il Governo ha mantenuto, come cerchiamo sempre di fare, la
massima flessibilità nel condividere laddove naturalmente c'è la
possibilità di condividere le osservazioni della opposizione.
Abbiamo anche cercato di anticipare e lo abbiamo fatto, abbiamo
anticipato all'opposizione l'idea della riscrittura e l'abbiamo
anche ampiamente condivisa con tutti i soggetti presenti qui
nell'Aula, quindi, io credo che le critiche siano ingenerose,
insistiamo perché riteniamo utile l'iniziativa. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente, premetto che è nobilissima
l'intenzione del Governo di volere proporre una misura che vada
nella direzione dell'attrazione degli investimenti, difatti non c'è
stata alcuna obiezione, anzi in Commissione Bilancio si è cercato
di trovare un giusto compromesso per la proposta che era stata
avanzata inizialmente dal Governo, però non riesco a capire perché
ancora una volta la Sicilia si debba distinguere dalle altre
regioni che hanno organismi di questa natura, chiamiamole agenzie,
chiamiamoli uffici interoperabili che hanno l'obiettivo e la
finalità dell'attrazione degli investimenti.
Ecco perché in Commissione Bilancio avevamo depositato una
riscrittura che andasse nella direzione delle finalità prospettate
da questo Governo regionale per attrarre gli investimenti, per
creare una interoperabilità tra i vari Assessorati, tant'è che
avevamo presentato la riscrittura.
Non capisco perché si debba operare questo obiettivo del Governo
attraverso una finanziaria, perché l'IRFIS è una finanziaria e
nonostante - come giustamente ribadito - l'Assessore abbia nelle
sue finalità e nei suoi compiti per Statuto anche la possibilità di
prospettare delle azioni di sviluppo, ricordiamoci comunque che
l'IRFIS ha tanti compiti e tante misure, compreso il prestito
d'onore, che passeranno appunto dall'IRFIS.
Quante cose l'IRFIS deve fare? Tutte le misure per le agevolazioni
alle imprese già passano dall'IRFIS, quindi, io mi chiedo perché
non procedere nella direzione che avevamo prospettato con la
riscrittura, dopodiché entrando nel merito, io ringrazio
l'Assessore di avere lasciato il Comitato scientifico nella
riscrittura, anche se mi sembra un po' eccessivo avere 20 membri in
un comitato scientifico e non si evidenzia invece come devono
essere eventualmente scelti questi membri, cosa che io ritengo sia
molto più importante: che devono avere delle competenze specifiche,
che devono avere per esempio specializzazioni nel marketing
territoriale, oppure devono essere dei manager con delle competenze
specifiche, tutto questo non è previsto.
Quindi, io insisto per la riscrittura, perché ritengo che così
come fanno nelle altre Regioni che hanno creato un organismo
interassessoriale, dove praticamente deve essere un organismo che
semplifica, poi se dovesse decidere l'Assessore per porlo
all'interno dell'IRFIS io ritengo che l'IRFIS abbia già tante altre
competenze, in ogni caso vanno riviste determinate altre
specificità che io avevo già depositato nel testo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, colleghi parlamentari,
iniziamo a chiarire una cosa: primo, Assessore, quest'Aula non ha
condiviso all'unanimità un bel nulla, niente, assolutamente, quando
lei fa riferimento alle opposizioni che hanno condiviso questo
percorso lei questo non lo può dire assolutamente Lei ha detto con
molta eleganza, con disponibilità che avrebbe riscritto il testo
per poi offrirlo alla valutazione dell'Aula. Dobbiamo essere sempre
chiari, dobbiamo essere sempre chiari e corretti, lo so perché io
per primo gli ho detto lo faccia, è un percorso giusto, dopodiché
mi riservo poi di vederlo insieme ai miei colleghi in Aula perché
ho la sensazione che questo sia un accanimento terapeutico.
Quindi, partiamo da questo punto di vista che noi non stiamo
tradendo nessun percorso condiviso, noi non abbiamo condiviso
quell'impostazione iniziale con le variazioni di bilancio e non
l'ha condiviso la maggioranza dell'Aula che in un momento che era
libera, senza catene, nel voto segreto l'ha bocciato. Dopodiché su
questa cosa, ed è normale, ci sono stati passaggi all'interno di
maggioranza, si sono cercati di convincere i deputati, ci sta
questo, non è che non ci sta, l'importante che venga fatto sempre
nel rispetto delle regole e, quando prima sono intervenuto che
nessuno si permetta a fotografare o a certificare voti segreti,
perché questo non è possibile, non è concepibile
Detto questo, non vi dovete scandalizzare, colleghi, qui stanno
facendo un'operazione semplicissima, stanno individuando quali
imprese, quale sviluppo, quale economia? Stanno individuando la
possibilità di dare uno stipendio a cinque persone, di 60 mila euro
per cinque anni che sono soldi, sono "poltronificio" e poi, vedete,
per caso cinque: Lega, Fratelli d'Italia, Dc, Mpa e Forza Italia.
E' preciso Se voi volete un posto ne dobbiamo mettere sei o sette,
quindi è una squallida operazione per mettere su quattro poltrone
da dividere a quattro amici, e in un momento come questo io ritengo
che sia fuori luogo, fuori luogo
Quindi, Assessore, gliel'ha detto Cracolici, lei lo vuole
ritirare? Lo ritiri Dopo di che non finisce ora questa polemica,
Presidente, perché quando poi verranno individuati questi
personaggi che, vedrete, saranno o consiglieri comunali dei
partiti, o deputati, o ex deputati, poi ritorneremo a fare di nuovo
polemica
Non solo la dobbiamo smettere, già ne avete cose, avete il potere,
avete gli assessorati, avete il sottogoverno e ancora volete
continuare a creare poltrone? Cioè sessantamila euro sono
quattromila euro al mese per queste cinque persone, per cinque
anni, poi magari facciamo una leggina, poi le stabilizziamo e
queste cinque persone diventano dirigenti della Regione siciliana.
Ma che cosa pensiamo veramente che ancora possiamo andare dietro a
queste cose? Lo dico ai deputati, ai deputati liberi, quelli che
non sono condizionati e che non hanno paura, che escono veramente
come hanno fatto la prima volta, che spezzino le catene e che
evitino che determinate cose in questo Parlamento possano
continuare a farsi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonio. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo.
L'ho capito, stiamo ricostituendo il gruppo dei Power Rangers, ci
costa un milione e mezzo, però facciamo una squadra che salverà la
Sicilia e più che stupirmi del fatto che andiamo a dare questo
compito all'IRFIS e a questa task force di questi cinque supereroi
ai quali diamo trecentomila euro per i compensi, se uno è bravo è
anche giusto pagarlo, remunerarlo, e dall'altro gli mettiamo a
disposizione un milione e due per eseguire delle azioni che nella
loro genericità consistono nell'attrarre investimenti, mi corregga
se sbaglio, assessore Dagnino.
Accanto a questa task force poniamo un comitato scientifico.
Fondamentalmente, stiamo applicando un modello privatistico a
quella che dovrebbe essere la nostra banca regionale, la nostra
banca pubblica, la nostra banca di investimenti, la nostra banca
garanzia, che però ha degli obiettivi pubblici. Ecco io, al di là
della genericità dell'obiettivo di attrarre investitori, non ho
proprio capito, dal tenore dell'articolo, qual è la soglia al di
sotto della quale il risultato prodotto da questo investimento è
considerato un risultato apprezzabile oppure è da considerare come
un risultato fallimentare.
Perché se c'è una cosa che, normalmente, coniuga l'interesse
pubblico col modello privatistico applicato all'interesse pubblico
è proprio la soglia del raggiungimento di un risultato, cioè anche
se poi ha fallito totalmente la managerizzazione della sanità, la
costituzione dell'azienda ospedaliera doveva avere degli obiettivi:
il raggiungimento del pareggio di bilancio, l'aumento delle
prestazioni, la riduzione delle spese, la riduzione delle liste
d'attesa. Tutte cose che il Governo Schifani non conosce e neanche
ci prova a perseguire, però, in questo caso quali sono gli
obiettivi che i magnifici cinque poi alla fine avranno? Cioè tu gli
dici: io ti do sessantamila euro l'anno, va bene, ti scelgo con un
avviso pubblico. Uno fa l'avvocato, uno fa l'economista, uno fa il
veterinario, eccetera, eccetera gli diamo un milione e due per
fare il loro lavoro, ma qual è la soglia limite al di sotto della
quale questi magnifici cinque hanno fallito? Perché se l'articolo
non stabilisce qual è l'obiettivo esatto da raggiungere, anno dopo
anno, io non capisco come poi possa essere valutato ciò che hanno
fatto. Hanno aperto quindici edicole in più in Sicilia: è un
risultato? E' aumentato dello 0,2 il prodotto interno lordo: è un
risultato? Come lo andiamo ad attribuire? Hanno attratto grandi
aziende che arrivano dall'estero? Hanno portato qui investimenti
nella materia digitale, in determinati settori in cui la Sicilia,
in questo momento, è carente? Hanno aumentato il numero dei nuovi
occupati a tempo indeterminato in maniera dimostrabile? Ci sono le
aziende medie, piccole, grandi che hanno spostato la loro sede
legale da altre Regioni alla Regione siciliana?
Cioè, quello che io credo manchi totalmente in questo articolo,
assessore Dagnino, e a cui la invito, invece, a porre attenzione,
eventualmente, è accantonarlo e riflettere su questa questione,
qui, è qual è l'obiettivo Perché poi possiamo anche blindare la
maggioranza, anzi è un piacere finalmente rivedervi in quest'Aula -
non vi vedevo qui dalle variazioni, almeno - vedo che c'è qualche
volto nuovo, vedo persone che non vedevo da tempo... tra l'altro è
anche un piacere rivederli in Aula, finalmente...
GRASSO. Non accettiamo lezioni
DE LUCA Antonino. Per cui ben vengano anche questi articoli un
po' divisivi, che ricompattano un po' la maggioranza. Però,
presidente Galvagno, Assessore, dobbiamo essere molto seri su
questa questione, di questo nuovo impegno che diamo all' IRFIS.
Un merito lo dobbiamo dare, però, all'assessore Dagnino. Un merito
va dato: che almeno ci ha dato un articolo di cui parlare e su cui
esserci per votare, perché poi il resto della finanziaria è
vacante.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
PRESIDENTE. Posso chiedere a tutti i colleghi qualora non
servissero tutti e cinque i minuti? Catanzaro lei è scritto di
default, cioè lei, a prescindere, è iscritto.
DI PAOLA. Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io ho visto che
sul tablet, è stata caricata la versione ter, cioè significa
un'ulteriore riscrittura rispetto all'intervento del collega
Cracolici, quindi, c'è stata una riscrittura, poi la riscrittura
bis, ora siamo alla riscrittura ter, io sono convinto che
continuando adesso con gli interventi c'è il rischio che arriviamo
ad un'ulteriore riscrittura.
PRESIDENTE. E' perché accetta i consigli, l'Assessore
DI PAOLA. Presidente, lei deve sapere, che io in Commissione
Bilancio assieme al collega Cateno De Luca avevo fatto un
emendamento dove inizialmente, nell'articolo, per come era proposto
dal Governo nella fase iniziale di scrittura, ebbene, avevamo
chiesto la sede legale e operativa tra Gela e Taormina, quindi,
andavamo a fare l'ente, la nuova struttura che si stava realizzando
e chiedevamo per un discorso, come dire, di collegialità, la sede
legale o operativa tra Taormina e Gela. Presidente, vede qual è il
problema e io mi rivolgo anche nei confronti dell'Assessore, questo
articolo che è stato modificato e riscritto più e più volte
all'interno di quest'Aula ma anche a livello di opinione pubblica è
un articolo che personifica - attenzione, né giusto, né sbagliato,
non sto qui a giudicare, ma sta personificando - l'Assessore
Dagnino, cioè è una proposta, attenzione io l'ho detto pure in
Commissione Bilancio , siccome questo Governo regionale manca di
proposte, di visioni, manca di proposte anche che azzardano
qualcosa anche nei confronti dell'opinione pubblica, è un articolo
proposto dall'Assessore Dagnino.
Noi inizialmente, Assessore, avevamo chiesto di accantonare,
appunto, questo articolo e io ho visto che lei adesso ha fatto tre
riscritture nel giro di pochi minuti, per poterlo studiare al
meglio e cercare di poterlo modificare quanto più possibile, però è
ovvio, Assessore, che se lei e il Governo forza nei confronti
dell'Aula, ci sono stati alcuni colleghi che hanno già annunciato
che ci sarà poi su questo articolo un voto segreto e Presidente, mi
dispiace dirlo anche nella disposizione io vedo che, comunque, i
colleghi si stanno distribuendo in Aula, ho visto addirittura cambi
di postazione, al di là...
PRESIDENTE. Ma c'è l'onorevole Cambiano seduto con.... ma che sta
facendo?
DI PAOLA. Sì l'ho visto, Presidente, infatti, mi rivolgo, al di là
di questo
PRESIDENTE. Ma c'è una disposizione, oggettivamente, casuale, poi
se volete decidete voi quale deve essere la posizione del deputato.
DI PAOLA. Presidente, al di là della disposizione, il messaggio è
quando si fa il voto segreto, dico, le nostre postazioni sono fatte
in maniera tale che quando si pigia il tasto non è possibile
visionare che tipo di tasto si sta pigiando o meno, perché
altrimenti non stiamo qui a fare il voto segreto, le pulsantiere
sono fatte in maniera tale che chi pigia il tasto quello che è
accanto non riesce a vedere quale tasto sta pigiando.
PRESIDENTE. Quindi, stiamo certificando che c'è la segretezza,
sarebbe brutto pensare il contrario
DI PAOLA. Questo avvalora il fatto che comunque quando si pigia il
tasto non si riesce a capire se si sta pigiando il tasto verde o il
tasto rosso.
Io l'appello lo faccio all'Assessore, vista la peculiarità di
questo articolo e visti anche gli interventi da parte dei deputati
di opposizione, è ovvio che poi è una responsabilità del Governo e
della maggioranza tutta, nel caso poi in cui l'articolo che
personifica l'assessore Dagnino, in Aula venga bocciato, quindi,
Assessore ci sono stati degli interventi prima del mio che le hanno
dato, ovviamente, delle strade da percorrere, è ovvio che le
opposizioni - e confermo quanto detto dal collega Dipasquale - in
Aula si comporteranno di conseguenza, quindi, se inizialmente
l'articolo 1 era stato accantonato, probabilmente c'era un motivo,
se il Governo forza su questo articolo, nonostante i forti dubbi
che sono emersi in Aula e nonostante abbiamo visto che in dieci
minuti si sono fatte quattro riscritture, quindi, c'è qualcosa che
non va all'interno di questo articolo, al di là della posizione
ideologica, perché poi ognuno di noi potrebbe anche avere posizioni
ideologiche su un argomento o su un altro.
Quindi, Presidente, nel chiudere il mio intervento, è ovvio che il
Movimento Cinque Stelle chiederà l'eventuale votazione segreta su
questo articolo, se il Governo dovesse continuare in questo
percorso.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Safina, De Luca,
Gilistro e infine Catanzaro, Sunseri, Spada, Giambona.
Onorevole Safina, ne ha facoltà.
SAFINA. Grazie, Presidente, colleghi, Governo.
Io ho ascoltato la replica dell'assessore Dagnino al collega,
onorevole Cracolici, e in particolare ho ascoltato con attenzione
la lettura dell'articolo 3 dello statuto di IRFIS, che l'Assessore
legge per testimoniare che questa è un'operazione corretta, che
risponde a ciò che l'IRFIS può fare. In realtà, assessore, io
capisco che lei è un ottimo avvocato, ma questa non è un Aula di
tribunale, è un luogo diverso, è l'Assemblea regionale siciliana e
con quella lettura lei ha testimoniato come l'IRFIS non può fare le
cose che lei vuole assegnare all'ente, perché quello che lei ha
declamato in Aula si riferisce ad attività che l'IRFIS può prestare
alla Regione siciliana. Questa task force, per come è scritta la
norma, caro assessore Dagnino, svolge tutta una serie di attività a
favore dei privati e dunque in ragione di quello che è lo statuto
dell'IRFIS, queste attività non le può fare. Lei ha preso un
abbaglio, abbia il coraggio di riconoscerlo, rifletta eventualmente
su qualcosa che può realmente servire ai siciliani, ma non ci dica
che l'articolo 3 dello statuto di IRFIS, per dare copertura a
questa norma, perché non è così. Perché le attività elencate dalla
lettera a) alla lettera f), del comma 2, sono tutte attività
rivolte a privati ed aggiungo, sono tutte attività che riguardano
lo svolgimento di una prestazione, di un opus professionale, di
un'attività intellettuale che la Regione, secondo il suo costrutto,
presta a titolo gratuito ai privati investitori.
Questo, mi pongo un tema, è possibile farlo? Noi sappiamo bene che
non possiamo più dare nemmeno in concessione un bene a un privato,
anche ad un'associazione, se quel bene è suscettibile di
valutazione economica, è suscettibile di produrre un utile.
E' immaginabile che un'attività, che agenzie private, Deloitte,
Ernst & Young, svolgono a titolo oneroso, venga svolta da IRFIS a
titolo gratuito? Pertanto, io la invito, veramente, a ritirare una
norma che è un obbrobrio per le cose che lei ha detto, è lei che ha
testimoniato a quest'Aula che non si può fare.
E poi dico, per attività veramente non definite nel dettaglio,
trecentomila euro ogni anno, per cinque anni, un milione e mezzo, e
poi non riusciamo a trovare i soldi per le borse di studio, non
riusciamo a trovare i soldi per gli stage formativi in Sicilia,
allora io penso che non è così che si fa incoming economico,
l'incoming economico, e l'abbiamo detto tante volte, si fa
realizzando una reale politica industriale, cosa che voi non avete
- e lo dovete riconoscere dinanzi ai siciliani -, non sapete
nemmeno cos'è una politica industriale seria per i siciliani
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Presidente, io avrei una domanda per l'Assessore. Poc'anzi
l'Assessore ha letto una parte dello statuto di IRFIS per mettere
in evidenza il fatto che già nello statuto ci sono gli obiettivi
che si vogliono raggiungere con questa norma. Mi chiedo, quindi,
perché è necessario fare una norma, visto che lo Statuto ha forza
di legge? Mi chiedo per quale motivo dovete fare una norma, visto
che lo Statuto ha forza di legge, Assessore? Quindi, e vengo agli
interventi che mi hanno preceduto. La verità è che, chiaramente,
dovete fare questa task force a pagamento per dare qualche incarico
a qualcuno. Anche perché, nella norma originaria, non era prevista
la task force ma un dirigente e persone a titolo gratuito. Quindi,
evidentemente, in queste riscritture che avete fatto avete pensato
bene, mentre che ci siamo, diamo, facciamo questo tavolo di
professionisti che almeno paghiamo e facciamo contenta un po' di
gente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cateno De Luca.
Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
prendo atto di questa modifica che il Governo, per come aveva
annunciato già in Commissione Bilancio, ha portato in Aula e devo
dare atto che, rispetto a quella che è la logica appunto di fare un
ulteriore ente, ha scelto di potenziare uno degli enti che funziona
meglio, all'interno del gruppo pubblico della Regione siciliana.
Perché di tutto si può dire che, rispetto alle innumerevoli
missioni, perché ormai l'IRFIS, da questo punto di vista, è
diventata realmente una multiservizi.
Tutti quanti dobbiamo anche dare atto che, questa multiservizi
finora, ha dato i suoi risultati. Questo lo avete riconosciuto
tutti.
E, allora, rispetto a questa scelta l'Assessore ha fatto un passo
indietro, il Governo, nel proporre un nuovo ente. Noi gliel'abbiamo
chiesto, e il Governo l'ha fatto. Poi coinvolge, sulla scorta anche
di nostre richieste, quelle che sono le associazioni di categoria.
Nasce una sorta di Cnel, perché di questo si tratta. Esiste un Cnel
a livello nazionale. Bene, nell'ambito di questa strategia, quelle
che sono le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali,
si ritrovano a confrontarsi su una materia che tutti quanti
riconosciamo essere delicata, e che ha visto, fondamentalmente,
questa Terra fallire.
Anzi sono stato io, anche, a dire all'Assessore, non faccia un
altro ufficio di complicazione, quindi un altro pachiderma che si
aggiunge agli altri per complicare quella che è la logica degli
investimenti in questa terra. Dopodiché, si sceglie una via di
mezzo. Il Governo ce la propone. Facciamo tutti, come si dice ad
Oxford, sempre "i maravigghiati da grutta", perché siamo ora in
prossimità del Natale, sul compenso previsto per questi
professionisti. Che è un compenso ridicolo, mi permetto di dire, se
parliamo anche, e pretendiamo che ci siano, professionisti degni di
questo nome su queste materie. E il Governo presenta un'ulteriore
riscrittura, precisando che quel milione e mezzo, alla fine, è
fatto per 300 mila euro per i cinque componenti.
Io mi sono permesso di presentare due subemendamenti. Uno che
porta, intanto, i componenti da cinque a sette.
DIPASQUALE. A sette?
DE LUCA Cateno. A sette
DIPASQUALE. Si può fare a otto
DE LUCA Cateno. No Sulla scorta di quello che lei ha detto,
collega, io arrivato a questo punto dico: Forza Italia, Mpa, Lega,
Fratelli d'Italia, Democrazia Cristiana, Pd e 5 Stelle; noi siamo
residuali in questo, noi non contiamo, ormai siamo dei reduci in
questo Parlamento che non incidono, non potrebbe incidere in una
logica del genere.
Perché ve lo dico, perché questa è un'operazione a cui, secondo
me, dovreste approcciarvi in modo bipartisan. Quindi se quello che
dice il collega Nello Dipasquale è verosimile, e allora io mi
permetto di dire, Assessore, ampliate un attimino l'orizzonte,
perché sullo sviluppo di questa terra bisogna essere bipartisan.
Quindi il mio emendamento ha questo indirizzo, cinque o sette non
cambia nulla, anche perché è a invarianza di spesa. Certo,
mortifichiamo ancora di più i professionisti che saranno scelti;
piuttosto che prendere 60.000 euro lordi l'anno, che netti tutti
quanti sapete che sono forse 3.000 euro, ne prenderanno 45.000. Ma
se amano la nostra terra o 60.000, o 45 mila lo fanno, perché amano
la nostra Terra.
Poi ho presentato un altro subemendamento, perché non si può
sentire - ma non si può né leggere né sentire - che un comitato
scientifico non abbia almeno il rimborso delle spese Lo fa
gratuitamente? Va bene. Ma il rimborso a piè di lista, come ho
previsto nel subemendamento, lo vogliamo almeno prevedere o no? Non
è una cosa logica o dobbiamo continuare sempre con l'ipocrisia?
Quindi ho fatto un subemendamento in questa direzione.
Chiarite queste questioni, voi mi insegnate che le leggi si fanno
e si possono anche abrogare, quindi non è che noi stiamo dando un
mandato irreversibile. Quelli che in ogni caso sono i monitoraggi
nelle Commissioni di competenza è nostra prerogativa farli. E
quindi è anche nostra prerogativa, come si è fatta una legge, alla
prima occasione prevedere anche quella che è l'abrogazione. Giusto
assessore Turano?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
La seguo
DE LUCA Cateno. Bene Quindi, chiarito questo, io dico al Governo,
guardi, io non lo so... qua i posizionamenti mi interessano poco,
anche perché come dico sempre io non appartengo alla categoria di
"chiddi ca dattinu e cianciunu", quindi non c'è nessun problema. Ho
preferito, anche perché la mia professione è proprio questa,
rispetto a una tematica che viene toccata con questo emendamento,
io non lo so se sarà una soluzione valida o meno, però quello che
devo apprezzare è che questo Governo ci sta tentando, in una forma
di compromesso voluta da noi Perché questo ce lo dobbiamo anche
dire.
Che poi su questo si debba eventualmente scatenare la caccia
all'uomo è un'altra storia. È ovvio che quello poi non appartiene
più al mondo della valutazione politica, appartiene un po' a faide
e altre questioni, che non mi riguardano.
E allora concludo anche così, alla luce del sole la nostra
posizione è chiara. Assessore Dagnino, noi siamo pronti a votare
l'articolo 1. Ovviamente, la nostra condizione è chiara: noi
abbiamo presentato due subemendamenti, uno che rende bipartisan
questa operazione e l'altro che toglie un velo di ipocrisia su
quello che riguarda la partecipazione a dei comitati, dove, in modo
quanto meno onesto, il rimborso delle spese a piè di lista, deve
essere riconosciuto. Quindi sono due aggiustamenti; sulla scorta di
questi due aggiustamenti che proponiamo al Governo, noi siamo
pronti a prenderci la nostra responsabilità alla luce del sole,
votando l'articolo 1.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, colleghi, Assessore, devo dirle che
questo articolo ci sta facendo discutere più di tutto il resto
della manovra, innanzitutto, cioè penso che forse era meglio
discutere questo articolo in una sola finanziaria, solo per questo
articolo
Allora il problema è questo, cioè questo emendamento come è
scritto è realmente apprezzabile, glielo dico autenticamente - e
lei lo sa che non dico mai ipocrisie - l'unica problematica che
ravvediamo e che ha visto, che tutti i colleghi credono, sempre
nella solita problematica delle poltrone, questo è il problema.
Allora perché non emendare, Assessore, dicendo che questa volta, se
è questo solo il dubbio, facciamo scegliere, fare le scelte,
all'opposizione a questo punto, di queste poltrone, e lì abbiamo
risolto tutto: se c'è trasparenza, se c'è autenticità, allora
facciamo scegliere solo alle opposizioni chi saranno questi
soggetti.
Questo potrebbe rendere più credibile questo articolo 1 e siamo
noi, una volta tanto, a decidere chi sono e chi potrebbero essere e
con quale finalità, per correttezza lo dico, perché, mi creda, se
noi continuiamo a dire che non ci vogliono manager, perché questa
task force alla fine non è altro che fatta di manager che possono
dare un supporto all'IRFIS, a quello che c'è, per poter attrarre
investimenti che poi si tramuterebbero comunque in risorse
importanti per la nostra Regione l'unico grande dubbio di questa
Assemblea, Assessore, sono sempre le poltrone, sono le scelte che
non vengono fatte soltanto per creare consenso, ma per creare
poltrone
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Sarò breve, Presidente.
PRESIDENTE. Sarà breve? Vediamo se mantiene la parola. Non faccia
i saluti da casa
CATANZARO. No, no, io non ne faccio, Presidente, e ritengo che al
di là delle battute e del sorriso, devo dire che in questo
frangente di arco temporale, di qualche minuto, stiamo dando uno
spettacolo non bello, ma non bello per quale motivo Presidente?
Perché io reitero il mio intervento iniziale di poco fa, chiedendo
ovviamente ai colleghi un minimo, Presidente, un minimo se c'è la
possibilità...
PRESIDENTE. Si sono rispostati.
CATANZARO. No, Presidente, io torno...
PRESIDENTE. Colleghi, scusate, l'onorevole Catanzaro sta
intervenendo.
CATANZARO. Comprendo che ovviamente, come dire, la discussione non
ci appartiene però ritengo, Presidente, che nell'intervento che ho
fatto all'inizio lo reitero, Presidente Galvagno, e questa volta
oltre al Governo, come è corretto rivolgersi, mi rivolgo a lei e mi
rivolgo a lei perché, Presidente, lo ha detto bene nell'intervento
l'onorevole Dipasquale, ha detto al Governo 'Governo, guardate che
noi non abbiamo condiviso un bel nulla, non abbiamo condiviso nulla
di tutto quello che si sta portando avanti', abbiamo detto
all'Assessore che da quattro mesi ovviamente, tre mesi, non so bene
il periodo, guida l'Assessorato all'economia, nella variazione
abbiamo cercato di fare comprendere che c'erano delle cose che non
andavano e l'Assessore e il Governo, per andare avanti, hanno avuto
la capacità di toglierle dal testo.
Abbiamo detto all'Assessore, prima in Commissione Bilancio, ma
anche in queste giornate, in queste ore, prima di arrivare
all'inizio della discussione della legge di stabilità, che questo
era un articolo su cui il Gruppo parlamentare del Partito
Democratico non era per nulla convinto e l'Assessore ha
ripresentato, abbiamo visto la prima, la seconda, la terza
riscrittura sempre sull'articolo quindi significa che l'assessore
stesso o ha poche idee e quelle che ci sono confuse oppure
dall'altro lato ci sono tutta una serie di suggerimenti in
maggioranza che, sicuramente, non sono migliorativi perché abbiamo
visto un susseguirsi prima di compensi, poi posizioni, posti è una
battuta la faccio all'amico Cateno De Luca... noi Cateno, non siamo
(almeno parlo per il Gruppo parlamentare del Pd però guardo anche
per i 5 Stelle), ebbene, non siamo interessati ai sette posti delle
poltrone che ovviamente vengono inserite per il consiglio di
amministrazione. Un soggetto che, di fatto, abbiamo capito questo,
a cui è affidato un milione e mezzo di euro, con trecentomila euro
di compensi, centomila euro, addirittura vediamo subemendamenti ad
un altro comitato tecnico scientifico per fare ancora non abbiamo
capito cosa quando abbiamo risorse, dirigenti e funzionari, a cui
si possono attribuire tali incombenze E, allora, questo mi fa
riflettere su che cosa stiamo cercando di creare: un'altra
macchina, ovviamente, è un'altra macchina e questo lo sa anche il
Presidente della Regione; è un'altra macchina che crea posizioni
forse è vero, sulla divisione dei Gruppi che sono presenti nella
maggioranza e che ovviamente ad ognuno tocca una propria posizione
E su questo, Presidente Galvagno, non possiamo assolutamente essere
favorevoli e lo abbiamo ribadito, lo abbiamo detto
E, attenzione Presidente Galvagno, proprio su quello che per noi è
una legittimità, l'espressione di un pensiero che un parlamentare
all'interno dell'Aula può avere, su articoli di questo tipo,
ricorriamo qualora necessario al voto segreto perché può essere il
voto segreto, nella sensibilità di ognuno dei parlamentari però,
ci rendiamo conto, Presidente Galvagno - ecco reitero quello che è
stato il mio intervento iniziale - che c'è qualcosa in questi
minuti che non va all'interno di quest'Aula e io proprio a lei mi
rivolgo, Presidente Galvagno, perché dobbiamo avere l'onestà
intellettuale e la correttezza intellettuale, essendo
rappresentanti dentro un Parlamento importante che deve governare e
che deve ovviamente legiferare per una Regione, ebbene dobbiamo
avere l'onestà intellettuale: perché è chiaro che qua sta accadendo
qualcosa che di sicuro di democratico non ha nulla e lo stiamo
vedendo in questi minuti e lo vogliamo denunciare con forza,
Presidente Galvagno, perché questa è una bruttissima pagina su un
argomento che si sta aprendo e io le chiedo di non far finta, come
detto nel mio intervento iniziale, che non sia nulla di strano, che
non vede nulla di strano, perché noi lo stiamo vedendo e io le sto
chiedendo e poi no, poi mi interrompe, mi interrompo e lei sa,
Presidente, lei sa che le opposizioni hanno sempre tenuto un
atteggiamento ed è un atteggiamento, mi ascolti Presidente, lo
dico, che questo scossone e non si preoccupi che tra poco
arriveranno per favore, vorrei potere completare il mio intervento
dopo di che, Presidente, noi ovviamente - come Gruppo parlamentare
- ricorreremo a tutte quelle che sono le azioni che abbiamo in
possesso come deputati parlamentari per cercare di far comprendere
che questo articolo non può essere un articolo che fa parte di una
finanziaria e di una finanziaria che dovrebbe guardare in
prospettiva a quello che è il lavoro di questa Regione. E lo dico
davvero con convinzione.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, l'ha visto, i suoi minuti erano
anche successivi al tempo...
CATANZARO. E che significa, signor Presidente?
PRESIDENTE. Per dirle, io non l'ho interrotta, non l'ho
interrotta.
Ci siamo mantenuti sempre nei cinque minuti comunque.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi ma sa cosa
qualifica questo emendamento, poco fa stavo guardandolo E' un
emendamento che è stato riscritto per quattro volte in 33 minuti.
Cioè negli ultimi 33 minuti, sono cambiate quattro volte le
riscritture fatte dal Governo.
E questo, Assessore, mi perdoni è improvvisazione pura. Perché
possiamo raccontare se è giusto, se è sbagliato, se riusciamo ad
applicarlo, se produrrà dei risultati ma un Governo che presenta
una finanziaria e al primo articolo cioè la proposta che, a sua
detta, identifica tutta la manovra economica e finanziaria di
questa legge di stabilità, o comunque la rappresenta nel miglior
modo, è mai possibile che in 30 minuti la riscriviate per quattro
volte di fila? Cioè quattro emendamenti modificativi?
Io davvero non lo capisco
E questa doveva essere la norma più importante cioè quella
innovativa, quella che doveva lanciare un nuovo istituto, un nuovo
ente e che alla fine si riduce semplicemente nella nomina di cinque
persone da inserire dentro IRFIS per un milione e mezzo di euro
Avevate dimenticato la triennalità. Cioè nel primo emendamento
c'era solamente per il 2025. Avevate dimenticato che andava dato
nel 2025, nel 2026 e nel 2027.
Cioè ma proprio l'abc in una legge di stabilità che guarda al
triennio
Poi, io quello che mi chiedo è, al di là di questo, ma IRSAP, ASI,
IRCAC, IRFIS tutti questi enti a cui ora state affidando solamente
a IRFIS che fanno?
Assessore, lei lo sa che l'ASI di Palermo è riuscita a farsi
pignorare l'unico bene, unico bene, che aveva assegnato ad
Invitalia dove era nato un incubatore di impresa che sta ricevendo
2 milioni e mezzo di euro dal Fesr della Regione siciliana?
Cioè qui c'è il deserto dei tartari e noi stanziamo un milione e
mezzo di euro per pagare cinque persone che dovranno stabilire le
strategie della nostra Regione. Cioè praticamente il Pelligra di
turno anziché andare da Tamajo in Assessorato probabilmente
incontrerà prima queste cinque persone, poi che fa, il giretto
dell'Assessore non se lo deve fare? Si deve incontrare pure
l'Assessore, poi incontra il Presidente della Regione e poi forse
gli affidiamo qualcosa all'interno della nostra Regione della quale
non conosciamo neanche le aree.
Le ASI sono da vent'anni commissariate e noi non sappiamo quali
sono i beni che possiamo cedere agli investitori.
Ma noi siamo talmente tanto indietro nella politica di
investimento all'interno della nostra Sicilia che una cosa del
genere non ha senso
Allora, signor Presidente, visto che lei è certamente un uomo che
riesce ad ascoltare anche le sensibilità di tutti, al di là del
merito, ma gli diamo la possibilità di riscriverlo almeno per
l'ultima volta perché io qualche errorino ancora l'ho visto e poi
lo mettiamo ai voti scritto bene e vediamo se l'Assemblea è
d'accordo meno Però, da quando è intervenuto il primo collega a
quando sto intervento io, è già cambiato quattro volte
Non credo che sia una cosa assolutamente normale Quindi no, ho
visto ci sono emendamenti come dire modificativi.
Accantoniamolo un secondo, lo riscriviamo, lo mettiamo in voto poi
senza discussione ma quanto meno nella versione finale, cioè quando
ognuno di noi prima di intervenire lo legge, interviene e poi lo
vota.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi solo per ribadire il
concetto espresso dal Capogruppo che nell'ultimo intervento ha
voluto rimarcare non solo il fatto che noi non abbiamo partecipato
a nessuna scrittura o riscrittura o accordo che riguardasse questo
articolo.
Io voglio ricordare al Governo e a tutti i colleghi che il Partito
Democratico, durante la discussione in Commissione Bilancio su
questo articolo, ha abbandonato i lavori, è uscita fuori dalla
Commissione, quindi noi siamo stati sempre contrari a questa norma
e lo dico perché dagli interventi di qualche collega è apparso come
- e non ultimo quello del collega De Luca - quasi un articolo
fatto e rivolto ai colleghi dell'opposizione, al Partito
Democratico, al Movimento Cinque Stelle, rispetto alla composizione
di questi super tecnici che dovrebbero, in qualche modo, favorire
l'attrazione degli investimenti in Sicilia.
E allora vorrei ribadire il concetto per cui oggi votiamo contro
questo articolo, non perché non riconosciamo eventualmente la
validità di un organismo che possa in qualche modo favorire
l'attrazione degli investimenti ma perché siamo contrari a questo
tipo di impostazione.
Noi abbiamo stanziato un milione e mezzo nella triennalità per
fare tutta una serie di attività che questo Comitato non potrebbe
fare e abbiamo stanziato 300 mila euro per i compensi di questi 5 -
7, non si capisce bene quanti siano alla fine, componenti di questo
comitato ma la restante parte, il restante milione e due, come
dovrà essere impegnato, Presidente? Chi deciderà come stanziare
queste risorse, considerato che questo Comitato si muove
all'interno di IRFIS e che il consiglio di amministrazione di IRFIS
potrebbe anche decidere di non dare seguito alle decisioni che
questo Comitato avrà assunto rispetto a queste spese?
E, allora, io ritengo che la riscrittura, l'ennesima riscrittura
sicuramente non ci farà cambiare posizione ma potrebbe in qualche
modo consentire di non votare un obbrobrio rispetto a quello che si
sta apprestando invece ad approvare quest'Aula.
E, in ultimo, la disposizione di cui si è parlato prima dei
colleghi di maggioranza all'interno dell'Aula, è una disposizione
che tiene conto dell'inaffidabilità secondo qualcuno che la stessa
maggioranza ha nel votare questo articolo: io, siccome reputo che
ogni parlamentare presente in quest'Aula è libero di votare secondo
coscienza, trovo assurdo che qualcuno possa immaginare di disporre
in una determinata maniera i colleghi incrociando anche i partiti
per controllarsi a vicenda.
Presidente, voglio ribadire la contrarietà a questo articolo e
invito il Governo ad una riscrittura quanto meno pulita dello
stesso.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questo argomento del quale avevo già fatto qualche considerazione.
Quando abbiamo avviato i lavori nella discussione generale avevo
parlato di come questo articolo qualificasse in un certo qual modo
la condotta di questo Governo, avevo pure anticipato che la
qualifica sicuramente non in senso positivo, Presidente, ma quello
che sta avvenendo proprio su questo articolo oggi in Aula ritengo
che debba effettivamente fare riflettere.
Credo che ci troviamo di fronte ad una prova muscolare, ci
troviamo di fronte alla volontà di alcuni Gruppi politici di fare
emergere delle posizioni che fino a questo momento erano state in
un certo qual modo ancora inespresse. Ma entrando nel merito di
quello che è l'articolo, Presidente, io credo che un obiettivo che
debba avere questa Assemblea, che debba avere il Parlamento e il
Governo, sia quello di ottimizzare quelle che sono le strutture,
raggiungendo gli obiettivi, in questo caso obiettivi di crescita,
obiettivi di sviluppo e credo che noi tutti abbiamo piena
consapevolezza, l'assessore Dagnino in primis, rispetto a quelli
che sono oramai gli obblighi che gli accordi Stato-Regione
prevedono in capo alla nostra Amministrazione, in termini di
riordino della Pubblica amministrazione, in termini di quella che è
la razionalizzazione delle nostre partecipate, per certi versi la
necessità anche di sciogliere alcune di queste di queste
partecipate. Abbiamo visto proprio ieri nell'approvazione del
consolidato quali sono le criticità emerse. Ed è proprio questo il
motivo per cui ci ha fatto propendere tutti quanti sia nelle
Commissioni ma anche ecco all'avvio di questa discussione, rispetto
ad un parere contrario su quella che era l'introduzione di un nuovo
istituto, di un nuovo carrozzone di gestione di non si sa bene che
cosa.
Ebbene, oggi vediamo in una riscrittura proposta dal Governo una
gestione di questa attività in capo ad IRFIS. Ebbene, ritengo che
questo ente oggi stia lavorando bene, lo riconosciamo un po' tutti,
ma gravare ulteriormente di competenze che non sono per così dire
quelle core che fino ad oggi ha svolto, perché ricordo a me stesso
che IRFIS è un ente che è controllato da Banca d'Italia e che ha in
via prioritaria l'attività di natura finanziaria, significherebbe
gravare di ulteriori competenze e che poi l'attività che in questo
caso dalla proposta governativa verrebbe messa in campo in un certo
qual modo potrebbe considerarsi solamente come attività
collaterale, ma un'attività collaterale, diceva bene poc'anzi il
collega Safina, che può essere svolta solamente ed esclusivamente
nei confronti dell'Amministrazione regionale, della Regione
siciliana e non sicuramente da parte degli investitori ai quali
appunto dovrebbe ecco riservare questa attività.
Quindi, è evidente, presidente Galvagno, mi rivolgo a lei, che mi
sembra che oggi in questa discussione di questo articolo ci sia una
vera e propria forzatura intanto perché IRFIS, a conti fatti e
leggendo quello che è lo Statuto non può in effetti occuparsi di
quelli che sono gli impegni che questo Parlamento vorrebbe dare con
l'articolazione che viene proposta. Poi, c'è una tematica di
percorso, Presidente. Mi sembra qualcosa di inqualificabile che su
un articolo che dovrebbe qualificare la condotta del Governo in
termini di un'azione che dovrebbe creare sviluppo e crescita ci sia
una rimodulazione di sei volte, di sei riscritture nell'arco di
mezz'ora, credo che questo sia veramente poco serio e lo ribadisco,
Presidente, è poco serio perché svilisce il ruolo delle
Commissioni.
Ritengo che un tema come questo debba passare dalle Commissioni di
merito, debba a passare inevitabilmente dalle Commissioni di merito
le quali si devono esprimere, discutere con gli attori e dopodiché
eventualmente arrivare in Aula. Proporre delle soluzioni che
sembrano quasi improvvisate ritengo, presidente Galvagno, e glielo
dico veramente con piena consapevolezza di quello che è il suo alto
ruolo che svolge in questa assise, svilisce il ruolo dei
parlamentari regionali, svilisce il ruolo di parlamentari
all'interno delle Commissioni, mi permetterà di fare questa
considerazione.
Ma vado a concludere, Presidente, abbiamo all'interno
dell'Assessorato attività produttive una struttura intermedia che
si potrebbe occupare di questa attività, basterebbe ampliare le
competenze, ma poi aggiungo abbiamo IRSAP, e lo diceva bene
qualcuno prima di me, ma poi abbiamo anche un'altra società
partecipata e chiudo che è il Parco scientifico e tecnologico che
si occupa - tra le altre è una società consortile - della ricerca,
si occupa di attività nell'ambito della ricerca e sviluppo
dell'industrializzazione, della promozione, dell'innovazione e
dell'alta formazione anche in ambito economico.
Allora è evidente, Presidente, che qui si vogliono creare ecco
delle duplicazioni di attività che già sono in capo ad altri enti,
ad altri organismi. La posizione del Partito Democratico non può
che essere contraria, nel rispetto delle altre forze politiche, ma
siamo assolutamente contro a questo tipo di impostazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona, giusto però per essere
chiari altrimenti non ci capiamo. E' stato chiesto da più deputati
di fare delle riscritture, il ruolo della Commissione si è svolto,
poi c'è un altro tempo che è il tempo dell'Aula. Il Governo lo ha
riscritto una, due, non so quante volte, però negli interventi mi
pare di aver colto che fosse questa l'intenzione, poi è chiaro che
ognuno la pensa in maniera differente, il Governo vuole insistere
ed è una scelta di natura politica, qui nessuno è detentore di
verità assolute, possibilmente è corretto quello che sta scrivendo
secondo la sua visione, l'Assessore, possibilmente no. Il
Parlamento poi si determina, può essere bocciato, può essere
approvato, però permettetemi di dire che delle due l'una: o gli
diciamo di fare le riscritture o non gli chiediamo di fare le
riscritture Questo è un mio pensiero, poi non sto entrando
minimamente nel merito della questione. Io non voglio fare
polemiche e sapete quanto cerco di essere ecumenico su questo
genere di ragionamenti. E' iscritto a parlare l'onorevole Cambiano.
Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, in questo riposizionamento mi ritrovo
a fianco il Capogruppo di Forza Italia, però battuta a parte, mi
sembra di vivere quasi un'atmosfera surreale perché, ormai da oltre
mezz'ora, discutiamo di un articolo che potrebbe essere un articolo
qualificante per questa legge di stabilità e, se la maggioranza fa
la maggioranza, l'opposizione cerca di migliorare il testo ma non
comprendo, Assessore, questa forzatura in questo momento,
considerato che si sono rese necessarie oltre sei riscritture,
perché non prendere un momento di riflessione, considerato appunto
che si ritiene un articolo importante, considerato che mentre
discutiamo di consigli di amministrazione o incarichi vari o task
force, i nostri giovani, i nostri talenti, sono costretti ad
emigrare E, considerata la finalità nobile di questa norma, credo
che attendere, riflettere, sia un atto di prudenza da parte del
Governo regionale.
E' chiaro che, come Gruppo, abbiamo già preannunciato la richiesta
di voto segreto anche perché non ci piace questo atteggiamento
quasi di sfida nei confronti del Parlamento perché, a nostro modo
di vedere, Assessore, considerato che l'articolo già era stato
accantonato, si rendeva necessaria una maggiore condivisione con
quest'Aula e con questo Parlamento. Grazie Assessore, grazie
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano. L'emendamento del Governo
che è già caricato ha per numerazione 1.Gov.ter ed è appunto sul
tablet.
CATANZARO. Si parte dai soppressivi?
PRESIDENTE. Sì, si parte dai soppressivi, certo. No, no, si parte
dai soppressivi, è giusto quello che dice l'onorevole. Ribadisco,
si parte, in tutti i casi, dai soppressivi.
Si passa all'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli De Luca A.
ed altri. E' mantenuto o ritirato? Il soppressivo dell'articolo.
Allora mettiamo in votazione il soppressivo...
DE LUCA Antonino. Mantenuto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. C'è la richiesta di voto segreto da parte
dell'onorevole Catanzaro. Ricordo ai colleghi che poi alzano la
mano dicendo che hanno votato, che il bottone deve tenersi premuto
sino alla fine della votazione. Diversamente, dire dopo la
votazione, che si è votato è assolutamente ininfluente in una
votazione con scrutinio segreto. Quindi, se si volesse votare, il
pulsante va premuto fino alla fine della votazione. Vediamo se è
appoggiata la richiesta di voto segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
E' appoggiata. Silenzio per favore, siccome non c'è chiarezza,
gentilmente all'ultimo banco, onorevole Sammartino. Stiamo votando
la soppressione dell'articolo 1 con parere contrario del Governo e
della Commissione.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 22
Contrari 38
Astenuti 00
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa, adesso, alla riscrittura del Governo,
1.Gov.ter al quale sono stati presentati sei subemendamenti il
problema non è mio, se parlate così forte
Se riusciste a parlare di meno mentre si vota, possibilmente
potremmo essere più chiari, io non voto niente, frattanto che non
c'è chiarezza perché poi sembra che stiamo facendo cose che non si
possono fare
Allora, benissimo Il Governo ha presentato l'emendamento
1.Gov.ter, sono stati presentati sei subemendamenti all'emendamento
1.Gov.ter, sono tutti sul tablet. Si passa al primo subemendamento
che è l'1.Gov.ter.1. Lo pongo in votazione.
DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Prima dobbiamo vedere se è appoggiata. Il parere del
Governo?
Intanto assessore Dagnino, 1.Gov.ter.1 è il sub emendamento, mi
deve dare gentilmente il parere, se è favorevole o contrario.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, era stato previsto a titolo gratuito l'organo del
Comitato scientifico, dico per carità, parliamo di un rimborso
spese fino a quindi, potrebbe essere da zero a 100, il parere del
Governo non può essere sfavorevole su questo, da zero a 100, quindi
il parere del Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.Gov.ter.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.Gov.ter.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 38
Contrari 24
Astenuti 00
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.Gov.ter.2, a firma
dell'onorevole De Luca C. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.Gov.ter.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.Gov.ter.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 21
Contrari 41
Astenuti 00
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, non si faccia richiamare sembra
lei che si mette all'ultima fila, gentilmente.
Si passa all'emendamento 1.Gov.ter.3. Il parere del Governo?
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente, volevo esporlo. Siccome nella
riscrittura dell'Assessore non si parla minimamente di competenze
tecniche, qui almeno si individuano dei paletti, almeno una
comprovata esperienza triennale, ma soprattutto la specializzazione
in marketing territoriale, altrimenti possiamo mettere chiunque
all'interno di questa task force.
PRESIDENTE. Grazie. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Devo dire che l'idea del
Governo è che i requisiti dovrebbero essere ancora molto più
elevati rispetto a quelli che sono indicati, quindi crediamo che la
norma, per quanto sia condivisibile introdurre un criterio minimo,
ma l'idea è che non vorrei che poi determinasse un abbassamento,
anche se l'intento capisco sia quello di alzare l'asticella, ma
l'idea del Governo è che la Sicilia debba essere ancora più alta.
Il marketing territoriale è assorbito nelle competenze economico-
aziendalistiche e pensiamo a un'esperienza molto più che triennale.
Quindi lo possiamo accettare nella logica, come raccomandazione,
nel decreto attuativo, ma l'idea è di mettere un'asticella molto
più alta. Quindi il parere è negativo, non perché si voglia
abbassare l'asticella, ma perché la si vorrebbe alzare molto di
più.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Siccome c'è scritto che poi ci sarà un avviso
direttamente organizzato dall'Assessorato, però il Parlamento o una
Commissione competente potrebbero non conoscere i requisiti o
comunque...
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il decreto
passa in Commissione.
SCHILLACI. Ah, quindi lo fate passare in Commissione? Ma anche i
requisiti.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare l'onorevole Cracolici.
Intanto lei, onorevole Schillaci, lo mantiene o lo ritira?
SCHILLACI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici?
CRACOLICI. L'Assessore ha parlato che l'idea del Governo è di
avere requisiti più alti e noi ci crediamo, ma le leggi si fanno
stabilendo cosa sono le idee, perché le idee possono cambiare, può
cambiare l'Assessore, può cambiare di tutto, quindi prego
l'Assessore di precisare queste idee alte e di scriverle nella
norma. Noi, più alte sono le idee, più ci piacciono
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sono nel
decreto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è contrario. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.GOV.ter.3.
SCHILLACI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.Gov.ter.3
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.Gov.ter.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 24
Contrari 38
Astenuti 00
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.Gov.ter.4, a firma
dell'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Sì, Presidente, con questo subemendamento si
specificano meglio i compiti e, soprattutto, gli ambiti in cui
questa task force deve assolutamente... Quindi chiedo, appunto, di
apprezzarlo per delineare meglio quelli che sono gli ambiti di
intervento.
PRESIDENTE. Assessore, il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Credo che sia già contenuto nel
testo presente. Quindi parere contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è contrario. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.Gov.ter.4.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Voto segreto. C'è richiesta di voto segreto. Vediamo
se è appoggiata la richiesta.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Abbondantemente richiesta. Va bene, anche la maggioranza chiede il
voto segreto
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.Gov.ter.4
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.Gov.ter.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 26
Contrari 36
Astenuti 00
(Non è approvato)
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Si sta assottigliando questo divario, a poco a poco
Si passa al subemendamento 1.Gov.ter.5, a firma dell'onorevole
Schillaci. Onorevole Schillaci, è mantenuto o ritirato?
SCHILLACI. Sempre mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Assessore siamo al subemendamento 1.Gov.ter.5.
DAGNINO, assessore per l'economia. Scusatemi. Sostituisce le
parole all'Assessorato dell'economia con le parole alla competente
Commissione, cioè non si può non tenere conto dell'Assessorato
all'economia e si sostituisce alla Commissione. Mi pare incongruo,
per questo il parere è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
SCHILLACI. Presidente, lo ritiro perché c'è un refuso.
PRESIDENTE. E' ritirato. Benissimo. Andiamo avanti. Ci siamo
risparmiati una votazione.
Si passa all'emendamento 1.Gov.ter.6, a firma dell'onorevole
Schillaci.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Vorrei parlare di questo subemendamento, perché noi non
possiamo non tenere conto, all'interno di un Comitato tecnico
scientifico, di esponenti dell'università, perché nella riscrittura
non si parla di membri dell'università. Per cui chiedo, a questo
Parlamento, di apprezzare questo emendamento. E inoltre, e
inoltre...
(Brusìo in Aula)
SCHILLACI. Presidente, vorrei dire che fare un Comitato tecnico
scientifico di 20 membri è come non farlo. Quindi, chiedo che venga
ridotto il numero dei membri del Comitato tecnico scientifico e che
siano qualificati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
SCHILLACI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. C'è richiesta di voto segreto. Vediamo se è appoggiata
sull'1.Gov.ter.6.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.Gov.ter.6
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.Gov.ter.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 26
Contrari 36
Astenuti 00
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Adesso si passa alla votazione dell'emendamento
1.GOV.ter. Chi è favorevole resti seduto
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Voto segreto, prego. Non la voleva fare per alzata e
seduta? Strano, devo dire la verità No, io... Mi avete visto
accelerare? Non mi sono fermato? In maniera serena. Slowly. Il
Governo l'ha presentato. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto da parte del Partito
Democratico. Vediamo se è appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.Gov.ter
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.Gov.ter.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 39
Contrari 24
Astenuti 00
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Disposizioni urgenti per fronteggiare la carenza di medici
del Servizio sanitario regionale
1. L'articolo 42 della legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3 è
abrogato.
2. Al fine di garantire la funzionalità dei presidi ospedalieri
delle Aziende sanitarie provinciali che presentano maggiori carenze
di organico in relazione alle singole discipline con esclusione di
quelli ricadenti nelle città capoluogo, ai medici in servizio nei
medesimi presidi può essere attribuito un incentivo straordinario
fino a diciottomila euro lordi annui, finalizzato ad un indennizzo
forfettario di natura transitoria delle spese sostenute
prioritariamente per l'alloggio e il trasporto.
3. Per la medesima finalità di cui al comma 2 l'incentivo può
essere attribuito, altresì, al personale medico di nuova
assunzione, allo scopo di far fronte alle gravi carenze di organico
e di ridurre il ricorso alla esternalizzazione delle funzioni.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per la salute, da
adottarsi entro il 28 febbraio di ciascun anno sulla base dei dati
rilevati al 31 dicembre dell'anno precedente, sono determinati i
criteri per l'attribuzione dell'incentivo di cui al comma 2 e per
la sua graduazione, con il seguente ordine di priorità:
a) unità operative di pronto soccorso nell'ambito
dell'emergenza/urgenza;
b) presidi ospedalieri di zone disagiate di cui al punto 9.2.2
dell'allegato al decreto del Ministro della Salute 2 aprile 2015,
n. 70;
c) presidi che presentano maggiori carenze di organico in
relazione alle singole discipline;
d) distretti sanitari territoriali e presidi di continuità
assistenziale dei comuni ricadenti nelle aree interne.
5. Con il decreto di cui al comma 4 si provvede alla conseguente
ripartizione dello stanziamento in favore delle Aziende sanitarie
provinciali.
6. Per le finalità di cui ai commi 2 e 3 è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027, la spesa di
10.000 migliaia di euro.
7. I comuni ove sono presenti i presidi ospedalieri di cui al
comma 2 sono autorizzati a concedere in comodato gratuito ai medici
di medicina generale e ai medici pediatri di libera scelta gli
immobili del patrimonio comunale per lo svolgimento del servizio di
pubblica utilità loro affidato. I medesimi comuni hanno altresì
facoltà di sostenere l'onere delle utenze dei predetti
immobili.".».
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino, gli emendamenti
soppressivi sono mantenuti o ritirati?
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Assessore Dagnino, il Natale
qualche volta arriva in anticipo e quest'oggi... Nel senso che l'ho
visto gioioso
L'articolo 5 è un articolo sul quale chiedo la massima attenzione,
perché vorrebbe rispondere a un'esigenza molto sentita in ogni
provincia e da tutti i siciliani.
Si tratta, colleghi, di un tentativo disperato che questo
Parlamento fa, appostando importanti risorse, nella speranza che
offrendo un incentivo di 18.000 euro anni, si possano frenare le
emorragie e contestualmente interessare nuovi medici, affinché gli
organici dei pronto soccorso siciliani, delle zone disagiate, degli
ospedali di provincia e di tutti i reparti che hanno un'occupazione
inferiore al 50 per cento, possano tornare sopra questa soglia e
offrire quei servizi qualitativi, cui i siciliani hanno diritto.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
La norma, tra l'altro, nasce in un momento di particolare
difficoltà in cui le nostre Asp, i nostri ospedali, sono vittime
delle aggressioni delle cooperative, del vilipendio attraverso il
gettonismo di quella che dovrebbe essere una missione improntata
alla cura delle genti e che sta anche mettendo in crisi non solo il
comparto dei medici, degli operatori sanitari ma sta mettendo
letteralmente in crisi il Servizio sanitario regionale pubblico, al
punto tale che siamo costretti non solo ad inventarci queste norme
perché le regole nazionali della contrattazione collettiva non ci
consentono di realizzare un sistema che sia realmente
concorrenziale al sistema sanitario privato e a quello privato
pubblico e a quello privato convenzionato: ci troviamo anche nella
sgradevole difficoltà di dover evitare le impugnative da parte
dello Stato, motivo per cui noi oggi ci troviamo a ridiscutere un
argomento che avevamo già affrontato. E, proprio perché era stato
interessato da una possibile impugnativa da parte del Consiglio dei
Ministri, ci siamo ritrovati a dover ridefinire questa norma che,
oltre a un apprezzamento unanime dell'Assemblea, meriterebbe
certamente l'appostamento di maggiori somme, perché siamo tutti
consapevoli - visto che ce lo dice il Dipartimento della
Programmazione dell'Assessorato alla salute, che questa norma per
essere efficace necessita di 20 milioni di euro e non dei soli 10
che sono stati allocati.
E' una norma che in Commissione Bilancio è stata modificata,
aggiungendo i pronto soccorso, aggiungendo ai presidi ospedalieri
di zone disagiate, ai presidi che presentano maggiori carenze,
anche della lettera d), distretti sanitari territoriali, presidi
di continuità assistenziale dei comuni ricadenti nelle aree
interne, lettera sulla quale ho presentato un soppressivo, non
perché non meritino attenzione, ma perché dobbiamo stare attenti a
non incappare nuovamente nella mannaia dell'impugnativa. Dico ciò
perché le modifiche che noi stiamo apportando sono quelle che
abbiamo già concordato con lo Stato per evitare che l'articolo sia
nuovamente impugnato.
E, allora, siccome queste aree bisognose di attenzione rientrano
già complessivamente nelle lettere a), b) e c), perché proprio le
aree interne, le aree disagiate sono quelle non solo che rientrano
nel DM, ma sono anche quelle che hanno gli organici al di sotto del
50 per cento e come tutti gli altri hanno i pronto soccorso, perché
gli unici che abbiamo adesso da escludere sono i comuni capoluogo
di provincia, quindi le città di Messina, Catania e Palermo, perché
hanno difficoltà inferiore nel reperimento di queste figure ecco
che è importante attenerci a quella che è la linea che è stata
tracciata in Commissione Salute, servizi sociali e sanitari, ma
anche all'interno del dialogo che è stato instaurato con lo Stato.
Sarebbe anche importante estendere un domani queste norme al
personale infermieristico, agli OSS, al personale parasanitario,
sacrosanto Ma prima di tutto noi abbiamo il dovere di evitare che
i reparti chiudano, perché se non c'è il medico il reparto chiude e
se non c'è neanche l'infermiere, non c'è neanche l'OSS e non c'è
neanche il paziente
Quindi, l'obiettivo di questa norma è salvare il reparto
mantenendo al suo interno il personale medico. Ragion per cui anche
il comma 7 - e mi avvio alle conclusioni, Presidente, ma
l'argomento è importante e merita il necessario approfondimento - è
un comma sul cui merito io condivido assolutamente, ma non può
stare nell'articolo 5 perché... ah, no, no, no, può stare, il comma
7 può stare.
Grazie, ho concluso.
PRESIDENTE. Allora, colleghi, io al momento ho registrato gli
onorevoli Giambona, Chinnici, Laccoto e Campo. Non ci sono altri
iscritti a parlare sull'articolo, giusto? Così almeno chiudiamo le
iscrizioni sull'articolo.
SAFINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Safina, lei voleva intervenire prima del
collega Giambona sull'ordine dei lavori?
LACCOTO. Posso intervenire? Poi devo andare via.
PRESIDENTE. Anche lei sull'ordine dei lavori, onorevole Laccoto?
No, sull'articolo, c'è prima l'onorevole Safina, che voleva
intervenire...
Prego, onorevole Laccoto, in quanto Presidente della Commissione,
allora, le do priorità.
LACCOTO. Questo è l'articolo che è stato già l'anno scorso
approvato nella legge finanziaria, purtroppo, perché il Governo
nazionale ha chiesto una riscrittura; è stata fatta una riscrittura
ed è già passato un anno. Noi riteniamo, perché l'articolo è
passato e ora dirò con quale modalità è passato all'unanimità in
Commissione, perché, intanto, io credo che la limitazione ad
evitare questi incentivi vada data solo alle città capoluogo delle
città metropolitane e non già alle altre province perché questo era
stato discusso la prego, onorevole, se l'Assessore, ma l'Assessore
alla salute, se mi può parlare un secondo, perché questo è un
articolo molto importante ai fini della allora, lo scopo di questo
articolo, Assessore, è quello di dare la possibilità principalmente
ai pronto soccorso di avere dei medici, pronto soccorso
naturalmente non dei grandi capoluogo delle città metropolitane ma
di quelle che sono periferiche o del capoluogo, oggi dei consorzi
di provincia, di avere con incentivi fino a un massimo di 18 mila
euro la possibilità di incentivare i medici ad andare in questi
pronto soccorso.
E questo è il primo punto. Poi, nelle zone disagiate ed altro,
quindi, la possibilità di estendere ad altre categorie con 10
milioni di euro non è assolutamente fattibile perché, così come
diceva l'onorevole De Luca che ha partecipato con me ai lavori
della Commissione, il nostro scopo è quello di creare la
possibilità di avere dei medici, perché senza i medici non esistono
né pronto soccorso né zone disagiate.
Secondo punto, Assessore, guardi, in Commissione, sia
originariamente sia in questa nuova Commissione che abbiamo fatto,
sempre con parere all'unanimità e con parere favorevole
dell'Assessore per la salute, era stato richiesto di aumentare da
10 milioni a 20 milioni.
Capisco che in questa fase non è possibile, ma io credo che si
possa prendere un impegno, perché, nella variazione di bilancio di
giugno, se ci dovessero essere necessità, come io credo, si possa
arrivare a 20 milioni.
E poi naturalmente c'era un articolo, che era un prioritariamente,
che forse è sfuggito, per quanto riguarda le spese di trasporto e
di mensa, che erano solamente come con un aggettivo in più, che era
prioritariamente per non escludere la possibilità ad altri di
poter partecipare. Tutto qui.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto.
Onorevole Safina, lei vuole intervenire sempre sull'ordine dei
lavori?
Sull'ordine dei lavori
SAFINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Safina.
SAFINA. Presidente, in Commissione Bilancio, anzi prima in
Commissione Sanità e poi in Commissione Bilancio, avevo presentato
Presidente, mi ascolti, perché attiene all'andamento avevo
presentato un emendamento, che era ovviamente un emendamento
modificativo, che disciplinava il regime dei medici che avrebbero
diritto o che avranno diritto a questa indennità, prevedendo dei
limiti alla possibilità di questi di essere assunti nelle strutture
private convenzionate per due anni.
Questo emendamento, probabilmente, mi permetto di dire, per me,
l'errore è che gli Uffici lo hanno trattato come un aggiuntivo, ma
è un emendamento che modifica l'articolo 5, introducendo una
disciplina peculiare per chi assurge a questa indennità, dunque è
un modificativo e, pertanto, deve essere trattato e non escluso,
come è avvenuto.
PRESIDENTE. Onorevole Safina, stiamo verificando con gli Uffici e
le farò sapere.
Intanto, ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
e n. 832/A (Legge di stabilità)
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 831/A e 832/A
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, allora,
entriamo su un tema, quello che riguarda appunto il nostro sistema
sanitario regionale, che è disciplinato in questa legge di bilancio
dall'articolo 5.
Ora, io nel mio discorso che ho fatto, in discussione generale, mi
sono rivolto, anche in maniera accorata, ai parlamentari, al
Governo, ma anche al Presidente della Regione, Schifani,
rappresentando un po' come questa sicuramente debba essere una
tematica che non può essere tenuta se non in alta considerazione,
perché abbiamo tutti consapevolezza dello stato in cui versa la
sanità siciliana, la cui situazione, appunto, è dovuta a tutta una
serie di fattori esogeni ed endogeni.
Allora, io su questo articolo faccio un paio di considerazioni per
poi arrivare anche ad una proposta per la quale immagino la massima
condivisione, considerato il tema, ecco, così sentito in giro nella
Sicilia.
Allora, il Partito Democratico nell'arco di questa legislatura, ha
presentato diverse proposte su questo tema. In una, in particolare,
abbiamo anche ipotizzato degli incentivi alla residenzialità dei
medici, proprio per tentare di coprire quelle carenze che ormai
sono strutturali nei reparti di Medicina degli ospedali delle aree
interne e delle aree svantaggiate.
E devo dire che già nella finanziaria del 2024 la proposta
governativa andava in questa direzione, il Partito Democratico l'ha
ampiamente sostenuta.
Adesso si pone il tema di correggere quello che, dal punto di
vista normativo, doveva trovare una copertura diversa in termini di
giustificazione, giacché adesso noi poniamo una natura di tipo
risarcitorio o come rimborso spese, e qui naturalmente ci può
stare.
L'obiettivo, fondamentalmente, è quello di limitare al minimo
quella che è la concorrenza che i medici che oggi si trovano a
ricoprire incarichi nelle aree interne, svantaggiate, di questi
ospedali si trovano ad avere, perché evidentemente c'è la
concorrenza dei privati, la concorrenza delle altre Regioni, la
concorrenza dell'Estero, la concorrenza delle cooperative
Ma, allora, da questo punto di vista, faccio la prima
considerazione.
Ho visto nei giorni scorsi alcuni articoli di giornali nei quali
si parla di una rimodulazione, assessore Dagnino, della rete
ospedaliera. In questa rimodulazione si ipotizza per certi versi
anche l'eliminazione di alcuni reparti, mantenendo solamente quelli
di emergenza-urgenza. E mi riferisco nello specifico parlando del
palermitano, ma il discorso potrebbe essere esteso a tutta la
Regione; mi riferisco all'Ospedale di Petralia Sottana, per
esempio, all'Ospedale di Corleone, con l'ipotesi di mantenere
solamente quella che è la lungodegenza.
Allora, io mi chiedo: qui siamo di fronte ad una enorme
contraddizione, cari colleghi, perché da una parte in questo
articolo 5 parliamo di come incentivare i medici a ricoprire ruoli
negli ospedali delle aree interne, mentre dall'altro lato pensiamo
di togliere quei reparti i cui ruoli dovrebbero essere ricoperti da
quei medici che oggi vorremmo incentivare.
Quindi, questo è il tema, intanto, che noi dovremmo chiarire.
Io non vedo l'assessore Volo in questa discussione e secondo me
dovrebbe essere presente a confrontarsi con il Parlamento, almeno
su questo articolo che la vedrebbe protagonista e noi chiederemmo
da questo punto di vista che venga qui, anche perché noi abbiamo
pensato ad una riscrittura dell'articolo o quanto meno ad
un'integrazione.
SCHILLACI. Accantoniamolo
GIAMBONA. Ma vado avanti molto velocemente. Io ho rappresentato
già nelle Commissioni di merito, ma pure in Commissione Bilancio, e
si è aperto un ampio dibattito, come la carenza nelle aree interne
e nelle aree svantaggiate sia in maniera importante anche di medici
di Medicina generale e di pediatri di libera scelta. Noi abbiamo
comunità dove non ci sono più medici di Medicina generale o
pediatri perché non ci vogliono andare.
Allora, noi abbiamo ipotizzato, signor Presidente, di non voler
stravolgere quello che è l'articolato, ma di prevedere, giacché
l'articolo, ecco, ipotizza questa soluzione, l'ipotesi di includere
tra le varie fattispecie di soggetti beneficiari di incentivo anche
i medici di Medicina generale, anche i pediatri di libera scelta.
Del resto, questo non andrebbe a precludere in alcun modo quelle
che sono le risorse messe a disposizione, perché poi sarebbe un
decreto successivo previsto appunto dall'articolo stesso che
prevedrebbe le modalità di ripartizione e le priorità.
Quindi, da questo punto di vista, io credo che il Partito
Democratico voglia portare avanti una proposta concreta per dare
sostegno a quelle che sono le comunità dell'entroterra siciliano
nelle quali registriamo, ognuno di noi, tantissime segnalazioni di
medici che mancano, ed è un obiettivo concreto quello volto a
garantire il diritto alla salute ai siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente, Governo e colleghi deputati, appunto,
come faceva notare prima il collega Giambona, manca l'Assessore
Volo e questo sarebbe veramente un peccato, perché questo
emendamento richiede una riscrittura e quindi io propongo di
accantonarlo, perché, è vero, sembra che ci sia un atteggiamento
veramente schizofrenico da parte di questo Governo, perché da una
parte si cerca di intervenire per colmare la carenza di medici
nelle aree interne e quindi di dare un incentivo economico a quei
medici che già sono in servizio e a quelli di nuova assunzione, e
dall'altra l'Assessore Volo ha preannunciato che nel nuovo Piano
della Rete ospedaliera ci saranno parecchi tagli, guarda caso
proprio per queste aree interne, proprio per queste aree marginali,
proprio per queste aree che vivono costantemente in emergenza. E si
diceva, appunto, che verranno cancellati tutti i reparti, magari
doppi, perché vicini ai centri più grandi, senza tenere conto della
carenza infrastrutturale, senza tenere conto appunto
dell'isolamento e della marginalità di queste aree che spesso con
questi Presidi Ospedalieri riescono comunque ad avere e a dare un
loro servizio e una loro centralità.
E ancora si parlava appunto di penalizzare tutte quelle strutture
che hanno le chirurgie o le medicine, facendole diventare dei
Presìdi secondari che possano far fronte solamente alle emergenze.
Io non so se l'Assessore Volo conosce la situazione per esempio
dei Pronto Soccorso della città di Vittoria o di quella di Modica,
dove sono stati fatti più e più volte i bandi e questi bandi vanno
sempre deserti E allora il problema qual è Che non è certo con un
incentivo che viene dato una tantum, perché non è che stiamo
parlando di un contributo strutturale, stiamo parlando di una cosa
che avverrà solo una volta in questa finanziaria, quindi come
possiamo pensare di risolvere una problematica così grande in
questa maniera?
E' chiaro che bisogna fare una riscrittura e che bisogna pensare
ad altre cose, innanzitutto bisognerebbe discutere bene del Piano
della Rete ospedaliera, vedere anche che questo contributo non
diventi più corposo e strutturale, ma pensare anche ad altre cose,
per esempio alle deroghe per l'accesso dei dirigenti medici con
diverse specialità nelle aree di emergenza.
Noi non sappiamo se l'Assessore Volo abbia pensato a una cosa di
questo tipo o ancora al bilanciamento di tutte quelle strutture che
hanno medici in abbondanza rispetto a quelle che non ne hanno, che
non riescono a coprire il fabbisogno, magari pensando anche a
riequilibrare la remunerazione delle prestazioni aggiuntive come,
per esempio, gli anestesisti.
Ci sono una serie di proposte, quindi l'Assessore Volo non c'è e
quello che chiediamo è di accantonarlo e di aspettare magari che
arrivi l'Assessore Volo per poter fare una riscrittura. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Grazie, signor Presidente, per quanto riguarda questo
articolo, sono d'accordo con la collega Campo, è chiaro che bisogna
fermarsi sia perché non c'è l'Assessore Volo sia perché appare
evidente che questo Governo, purtroppo, e la discussione surreale
che c'è stata sull'articolo 1, su questa Agenzia per la promozione,
che noi veramente continuiamo a rifiutare, che ci sembra proprio
non solo pleonastica ma anche dannosa, dimostra che questo Governo
non ha chiare le priorità della nostra Regione e perché lo dico?
Perché pensare a una norma, a un articolo che esclude l'organico
ricadente nelle città capoluogo fa capire che non è neanche chiaro
in che situazione versino certe branche della medicina. Mi
riferisco in particolare a tutto quello che ha a che fare con la
salute mentale.
Voglio ricordare che nell'Asp di Palermo, su una pianta organica
prevista di 135 psichiatri, ne mancano 67. Questo tradotto
significa che gli ospedali e i reparti psichiatrici sono al
collasso. Di tutto questo non c'è nessun tipo di attenzione in
questa norma e in questa finanziaria. La salute mentale non è una
priorità di questo Governo, evidentemente. Tanto per farvi capire,
al carcere Pagliarelli è stato fatto un bando, un avviso per
trovare un neuropsichiatra, perché dentro al carcere Pagliarelli ci
sono tante persone che soffrono di disabilità psichica, e il bando
è andato deserto. Nessuno vuole andare a lavorare come
neuropsichiatra al carcere Pagliarelli.
E allora, queste sono problematiche che un Governo e un Assessore
per la salute dovrebbero porsi e se pensiamo, facendo quattro
conti, che questa Agenzia per la promozione e l'attrazione a cui
tanto l'Assessore ha tenuto costerà qualcosa come 4 milioni e mezzo
in tre anni, facendo quattro conti con la calcolatrice, quella che
la Meloni non sa usare, diciamo che si potevano dare incentivi per
250 medici in più rispetto a quelli che avete previsto
E allora invito questa Giunta e l'assessore Volo in particolare a
ricalibrare le priorità e i bisogni veri di questa Regione, perché
questa Agenzia per la promozione è un insulto rispetto a quello che
viviamo e al dramma della sanità e della salute mentale oggi in
Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha
facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori
presenti, assessore, volevo evidenziare una cosa sulla problematica
della sanità: non è vero che il Governo Schifani sta abbandonando
la sanità, anzi penso che stia facendo di tutto per dare una svolta
a quello che sta accadendo in Sicilia. Per quanto riguarda le nuove
Reti Ospedaliere, in questo momento sono stati auditi tutti i
commissari, tutti i manager delle varie province; penso che ci sia
soddisfazione nella riorganizzazione che si sta attuando in
Sicilia. Per quanto riguarda questo emendamento sono favorevole.
Assessore, chiedo gentilmente la presenza anche dell'assessore
Volo, perché è pure un assessore tecnico, tra parentesi che possa
dare la disponibilità sia lei con la copertura finanziaria, perché
le aree interne che sono disagiate e in questo momento soffrono per
la precarietà dei medici, perché assistiamo già da anni, nelle zone
interne che i concorsi che vengono fatti da parte dei medici, i
giovani medici, anche chi ha un'età avanzata, appena trova
l'opportunità di ritornare nelle città metropolitane, negli
ospedali che danno più garanzia, vanno via Quindi, ci ritroviamo
sempre con l'indire concorsi, a recuperare medici che poi
sistematicamente vanno via Dare un incentivo a chi sceglie di
venire nelle zone svantaggiate, nelle zone interne per eccellenza,
dà la possibilità di offrire garanzia al diritto alla salute, è un
problema di sicurezza perché le nostre città, i nostri paesi, hanno
bisogno di sicurezza e il presidio del pronto soccorso e gli
ospedali danno serenità alla popolazione. Poi non ci lamentiamo
quando tutti i cittadini vogliono andare via dalle zone interne
perché già ci sono problemi di viabilità, problemi di sanità, il
cittadino non si sente cautelato
Dunque, assessore per l'economia, anche se non c'è l'assessore
Volo, occorre dare una copertura finanziaria, appena verrà
l'assessore, per dare la possibilità di un incentivo a questi
medici di venire nelle zone interne che diventa un problema,
diventa un problema principalmente di sicurezza e anche di
cautelare i territori che si stanno spopolando. Quindi, io
ringrazio il Governo che, sicuramente, prenderà a cuore questa
tematica e possiamo portare avanti insieme ai colleghi della
minoranza questo emendamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Catanzaro si era registrato prima. Ha
facoltà di parlare.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
ritengo che questo articolo, oltre alla presenza che i colleghi
hanno più volte sottolineato nei loro interventi, dell'assessore
per la salute, ha bisogno di un approfondimento e ha bisogno anche
nella complessità di essere un attimo rivisitato e rivisto.
Le chiedo, qualora ci fosse la possibilità, di accantonarlo e
trattarlo...
PRESIDENTE. Colleghi, visti anche gli interventi, io farei in
questo modo: accantoniamo, intanto, l'articolo...
SCHILLACI. Ho chiesto più volte di intervenire.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, può intervenire quando poi
riprenderemo l'articolo 5; per il momento lo accantoniamo.
Vi direi anche, passando all'articolo 6 e considerandone anche la
complessità, di accantonare pure l'articolo 6, se per il Governo va
bene.
Ne do frattanto lettura:
«Art. 6.
Interventi a favore degli enti locali
1. L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui al comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modificazioni, come determinata dal comma 1
dell'articolo 1 della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1, è
rideterminata in 350.000 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027 (Missione 18, Programma 1,
capitolo 191301).
2. L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui al comma 1
dell'articolo 2 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 e
successive modificazioni, come determinata dal comma 3
dell'articolo 1 della legge regionale n. 1/2024 e dal comma 1
dell'articolo 16 della legge regionale 4 luglio 2024, n. 23, è
rideterminata in 108.000 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027 (Missione 18, Programma 1,
capitolo 191302).
3. La dotazione del fondo di cui al comma 5 dell'articolo 6 della
legge regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, come
determinata dal comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale n.
1/2024, è rideterminata in 115.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2025 e in 31.000 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi finanziari 2026 e 2027 (Missione 18, Programma 1, capitolo
590402).
4. Il comma 4 bis dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014
e successive modificazioni è sostituito dal seguente: 4 bis.
Qualora entro le scadenze indicate dal comma 2 dell'articolo 1
della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1 manchino gli elementi
necessari per l'erogazione delle assegnazioni ai comuni ivi
previste, l'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica può autorizzare l'erogazione di acconti fino al
60 per cento delle corrispondenti trimestralità dell'anno
precedente. .
5. Le disposizioni di cui al comma 13 dell'articolo 8 della legge
regionale 25 maggio 2022 n. 13 e successive modificazioni si
applicano anche per gli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027
(Missione 18, Programma 1, capitolo 191301) destinando la spesa
annua di 1.300 migliaia di euro.
6. Per l'esercizio finanziario 2027, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, per le finalità di cui ai commi 25 e 26
dell'articolo 3 della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 e
successive modificazioni è autorizzata la spesa di 550 migliaia di
euro (Missione 18, Programma 1, capitolo 590410).
7. Per l'esercizio finanziario 2025, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, l'Assessorato
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica è
autorizzato a concedere la somma di 350 migliaia di euro ai comuni
che hanno conseguito nell'anno 2024 il riconoscimento
internazionale Bandiera Blu da parte della Fondazione per
l'educazione ambientale (FEA). Ai comuni che hanno conseguito
nell'anno 2024 il riconoscimento Bandiera Verde , da parte dei
Pediatri italiani, e Bandiera Lilla , da parte della omonima
cooperativa sociale, è destinata, rispettivamente, la somma di 150
migliaia di euro e di 100 migliaia di euro. I contributi sopra
indicati sono ripartiti per il 50 per cento in base alla
popolazione dei singoli comuni e per il restante 50 per cento in
base al numero dei comuni che hanno ottenuto i suddetti
riconoscimenti e sono destinati all'attivazione o al potenziamento
di interventi e servizi di accoglienza e promozione territoriale e
turistica. Ai comuni che nell'anno 2024 hanno ottenuto il
riconoscimento di comune plastic free dall'omonima associazione è
ripartita la somma di 250 migliaia di euro (Missione 18, Programma
1).
8. Per l'esercizio finanziario 2025, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, ai comuni che hanno
conseguito il riconoscimento di Borgo più bello d'Italia inseriti
all'interno dell'associazione nazionale Borghi più belli d'Italia
è destinata la somma di 600 migliaia di euro da ripartirsi per il
cinquanta per cento in parti uguali tra i comuni aderenti
all'associazione e per il cinquanta per cento in base alla
popolazione residente nei singoli comuni. Il tetto massimo della
somma concessa ad ogni comune non può essere superiore a 50
migliaia di euro per il predetto riconoscimento. Ai comuni che si
sono aggiudicati il titolo di Borgo dei Borghi è destinata la
somma di 240 migliaia di euro da ripartirsi in parti uguali. Le
assegnazioni di cui al presente comma non sono cumulabili e sono
destinate all'attivazione o potenziamento di interventi e servizi
di accoglienza e promozione territoriale e turistica (Missione 18,
Programma 1).
9. Per l'esercizio finanziario 2025, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, è destinata la
somma di 6.000 migliaia di euro per le finalità di cui all'articolo
4 della legge regionale 3 agosto 2022, n. 15 e successive
modificazioni, da assegnare in proporzione alla spesa
rispettivamente sostenuta dai comuni nell'anno 2024 per
l'ospitalità della popolazione canina presso le strutture di
ricovero e custodia pubbliche o private convenzionate (Missione 18,
Programma 1).
10. Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica, in considerazione delle particolari
difficoltà derivanti dal fenomeno migratorio in cui versano i
comuni di Lampedusa e Linosa, Pantelleria, Pozzallo, Modica,
Siculiana, Porto Empedocle, Ragusa, Trapani, Portopalo di Capo
Passero, Favignana e Catania riconosce un contributo straordinario
di 1.300 migliaia di euro da ripartire tra i predetti comuni e da
erogare in misura pari al cinquanta per cento in parti uguali ed il
restante cinquanta per cento in proporzione al numero di arrivi
come primo approdo nell'anno precedente (Missione 18, Programma 1,
capitolo 191332).
11. Per l'esercizio finanziario 2025, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, al fine di mitigare
gli effetti negativi sulle presenze turistiche dovuti al fenomeno
migratorio e per rilanciare l'immagine dei comuni di Lampedusa,
Favignana, Melilli e Caltanissetta, l'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica è autorizzato a trasferire
ai predetti comuni risorse, da assegnare in parti uguali, per un
importo complessivo di 1.300 migliaia di euro, per la realizzazione
di attività di comunicazione e promozione turistica (Missione 18,
Programma 1).
12. Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2025, la spesa di 800 migliaia di euro in favore dei
comuni per le spese relative all'istituzione del servizio di
vigilanza e salvataggio per le spiagge libere siciliane, previsto
dalla legge regionale 10 settembre 1998 n. 17 (Missione 18,
Programma 1, capitolo 191347).
13. Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è destinata la somma di 1.500 migliaia di
euro da assegnare in proporzione alla spesa sostenuta dai comuni
per i ricoveri extraregionali presso le comunità alloggio per i
minori sottoposti a provvedimenti dell'autorità giudiziaria
minorile nell'ambito della competenza civile e amministrativa
(Missione 12, Programma 2).
14. Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è destinato un contributo pari a 2.000
migliaia di euro per l'attivazione dell'abbonamento mensile
gratuito per i giovani di età inferiore a vent'anni e con
indicatore economico su base ISEE non superiore a euro 25.000,00,
residenti nei comuni siciliani provvisti di servizio di trasporto
pubblico urbano, come da elenco disponibile presso l'Assessorato
regionale delle infrastrutture e mobilità. Le risorse sono
ripartite per il 20 per cento in base alla popolazione residente e
per l'80 per cento in base all'estensione territoriale del comune.
I benefici di cui al presente comma sono attribuiti ai soggetti che
presentino apposita istanza, previo bando emanato dal comune sulla
base di un decreto del dirigente generale del Dipartimento
regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti che
stabilirà i criteri di assegnazione.
15. Per l'esercizio finanziario 2025, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, è destinata la
somma di 4.500 migliaia di euro in favore dei comuni nei quali
insistono siti UNESCO nonché dei comuni i cui territori fanno parte
dei Geoparchi UNESCO, da ripartirsi per l'80 per cento in parti
uguali tra tutti i comuni interessati e per il 20 per cento in base
alla popolazione di ciascun comune.
16. Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è destinato un contributo di 1.200
migliaia di euro in favore del comune di Ragusa per la
valorizzazione di Ragusa Ibla e un contributo di 1.200 migliaia di
euro in favore del comune di Siracusa per le finalità di cui agli
articoli 8, 9 e 10 della legge regionale 8 agosto 1985, n. 34 e
successive modificazioni nonché per la salvaguardia dei valori
storici, urbanistici, architettonici, ambientali e paesaggistici di
Ortigia (Missione 18, Programma 1, capitolo 590423).
17. Per l'esercizio finanziario 2025, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, ai comuni con una
superficie territoriale superiore a 250 kmq che abbiano più di una
frazione e che non siano capoluogo di Città metropolitana o di
Libero consorzio, al fine di fare fronte alle difficoltà derivanti
dalla gestione del territorio vasto, è assegnato un contributo di
2.500 migliaia di euro da ripartirsi per il 40 per cento in parti
eguali e per l'ulteriore 60 per cento in base alla popolazione dei
singoli comuni.
18. Per l'esercizio finanziario 2025, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, è autorizzata la
spesa di 400 migliaia di euro, da destinare ai comuni che hanno
adottato il PUDM, per l'implementazione dei servizi e delle
strutture volte alla fruizione delle spiagge libere da parte delle
persone con disabilità.
19. Per l'esercizio finanziario 2025, in sede di riparto delle
assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, per le finalità di
cui all'articolo 4, comma 2, lett. s) della legge regionale n.
3/2024, a favore delle consulte giovanili e femminili regolarmente
costituite entro il 31 dicembre 2024, è autorizzata la spesa di 400
migliaia di euro.
20. L'Assessorato regionale delle autonomie locali e della
funzione pubblica è autorizzato a concedere, per l'esercizio
finanziario 2025, un contributo di 800 migliaia di euro (Missione
18, Programma 1, Capitolo 846401) a valere sulle assegnazioni di
cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, in favore del comune di Agrigento per le
finalità di cui al comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale 8
agosto 1985, n. 34 e successive modificazioni nonché per interventi
straordinari di risanamento ambientale, cura e pulizia del verde
pubblico e igienico sanitari nel centro abitato.
21. Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, per le finalità di cui alla legge
regionale 6 luglio 1990, n. 10 l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità è autorizzato a trasferire la somma di
600 migliaia all'Agenzia comunale per il risanamento e la
riqualificazione urbana della città di Messina (A.Ris.Me.).
22. Per l'esercizio finanziario 2025, in sede di riparto del fondo
di cui all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
modificazioni, l'Assessorato regionale delle autonomie locali e
della funzione pubblica è autorizzato a concedere, a parziale
copertura delle spese di funzionamento, la somma di 2.000 migliaia
di euro ai comuni sede degli uffici del Giudice di Pace ai sensi
dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156
(Revisione delle circoscrizioni giudiziarie - Uffici dei giudici di
pace, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre
2011, n. 148). Con decreto dell'Assessore per le autonomie locali e
la funzione pubblica sono definite le modalità e i criteri per
l'assegnazione del contributo regionale.
23. Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è istituita una riserva di 4.500 migliaia
di euro da destinarsi ai comuni che abbiano conseguito, in base al
rendiconto dell'esercizio finanziario 2023, un incremento di almeno
il 5 per cento nella riscossione dei tributi propri rispetto
all'esercizio precedente e che abbiano approvato il rendiconto di
gestione dell'esercizio finanziario 2024 entro il 30 aprile 2025.
Il suddetto incremento è calcolato sulla base della media degli
incrementi di cui al Titolo I e al Titolo III del rendiconto di
gestione. Il fondo è ripartito in ragione del 20 per cento in parti
uguali e in ragione dell'80 per cento proporzionalmente alla
percentuale di incremento della riscossione conseguita. Con decreto
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica sono stabiliti i criteri di riparto delle somme di cui al
presente comma, ivi inclusi gli importi massimi da assegnare a
ciascun comune e i termini e le modalità per la trasmissione dei
documenti contabili. Le assegnazioni di cui al presente comma
costituiscono intervento a sostegno del bilancio dei comuni
destinatari non soggetto alla rendicontazione di cui all'articolo
158 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
24. Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 800 migliaia di
euro in favore dei comuni della Città metropolitana di Messina
colpiti dagli eventi alluvionali dell'ottobre 2009. Il contributo è
assegnato per il 50 per cento al comune di Messina e per il
restante 50 per cento è suddiviso tra i comuni di Fiumedinisi,
Scaletta Zanclea e Itala in proporzione alla popolazione residente
(Missione 18, Programma 1, capitolo 191360).
25. Per l'esercizio finanziario 2025 è autorizzata la spesa di
4.000 migliaia di euro in favore dei comuni per le spese relative
alle comunità alloggio per disabili psichici (Missione 12,
Programma 2, capitolo 183363). Agli oneri di cui al presente comma
si provvede mediante riduzione di parte delle disponibilità della
Missione 18, Programma 1, capitolo 191301.
26. Per l'esercizio finanziario 2025 è autorizzata la spesa di
7.000 migliaia di euro in favore dei comuni per le spese di
trasporto degli alunni pendolari, ripartita in proporzione alle
spese effettivamente sostenute nell'anno precedente (Missione 4,
Programma 6, capitolo 373372). Agli oneri di cui al presente comma
si provvede mediante riduzione di parte delle disponibilità della
Missione 18, Programma 1, capitolo 191301».
Lo accantoniamo. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Oneri istruttori dei procedimenti amministrativi
relativi alle autorizzazioni ambientali
1. La tabella sugli oneri istruttori di cui al comma 3
dell'articolo 91 della legge regionale 7 maggio 2015, n.
9, è sostituita dalla seguente:
PROCEDIMENTO QUOTA QUOTA
FISSA VARIABILE
1 Valutazione preliminare art. 6, c. 9 nulla
del d.lgs. 152/2006 6.000,
00
2 Verifica di assoggettabilità a VAS nulla
art. 12 del d.lgs. 152/2006 3.000,
00
3 Verifica di assoggettabilità a VAS nulla
art. 13 del d.lgs. 152/2006 qualora sia 7.000,
stata preceduta da una proposta di 00
verifica di assoggettabilità a VAS ai
sensi dell'art. 12 del d.lgs. 152/2006
4 Verifica di assoggettabilità a VAS nulla
art. 13 del d.lgs. 152/2006 10.000
,00
5 Verifica di assoggettabilità a VIA + 2 per
art. 19 del d.lgs. 152/2006 2.000, 1000 del
00 valore
dell'opera
6 VIA ai fini del rilascio del PAUR + 5 per
artt. 23 e 27 bis del d.lgs. 152/2006 3.000, 1000 del
00 valore
dell'opera
7 Fase preliminare al PAUR art. 26-bis + 1 per
del d.lgs. 152/2006 1.500, 1000 del
00 valore
dell'opera
8 Screening VINCA art. 5 del DPR n. nulla
357/1997 2.000,
00
9 Livelli II, III e IV della procedura nulla
VINCA art 5 del DPR n. 357/1997 4.000,
00
Procedura integrata di verifica di nulla
10 assoggettabilità a VAS e VINCA 3.000,
00
Procedura integrata di VAS e VINCA nulla
11 7.000,
00
1 Procedura integrata di verifica di +2 per
2 assoggettabilità a VIA e Screening 4.000, 1000 del
VINCA 00 valore
dell'opera
Procedura integrata di verifica di +2 per
13 assoggettabilità a VIA e VINCA 6.000, 1000 del
00 valore
dell'opera
Procedura integrata di VIA e +5 per
14 Screening VINCA 5.000, 1000 del
00 valore
dell'opera
Procedura integrata di VIA e VINCA +5 per
15 7.000, 1000 del
00 valore
dell'opera
Procedura unificata VAS/VIA +5 per
16 8.000, 1000 del
00 valore
dell'opera
Procedura di AIA (Prima AIA - modica +l per
17 sostanziale AIA vigente. Riesame con 5.000, 1000 del
valenza di rinnovo) artt. 29 ter e 29 00 valore
octies del d.lgs. 152/2006 dell'opera
Procedura di AIA (Riesame parziale nulla
18 dell'AIA) art. 29 octies del d.lgs. 5.000,
152/2006 00
1 Procedura Unificata AIA/VIA +1,5 per
9 8.000, 1000 del
00 valore
dell'opera
Valutazioni tecniche in ordine alle + 1 per
20 istanze presentate ex art. 109 del 2.000, 1000 del
d.lgs. 152/2006 00 valore
dell'opera
Verifica di assoggettabilità a VIA + 3 per
21 art. 19 ed art. 109 del d.lgs. 152/2006 4.000, 1000 del
00 valore
dell'opera
VIA ai fini del rilascio del PAUR + 6 per
22 artt. 23 e 27 bis ed art I 09 del 5.000, 1000 del
d.lgs. 152/2006 00 valore
dell'opera
Riesame di pareri già emanati - 25% di
23 quanto già
versato
Valutazione del Piano di utilizzo nulla
24 terre e rocce da scavo (anche preli- 3.000,
minare) 00
Verifica ottemperanza nulla
25 4.000,
00
Valutazione tecnica per + 1 per
26 l'autorizzazione delle opere di 2.000, 1000 del
recupero ambientale dei siti di cava ai 00 valore
sensi degli artt. 12 e 19 della l.r. dell'opera
127/80 e ss.mm.
Un attimino, gli emendamenti all'articolo sono solamente
soppressivi e, quindi, pongo in votazione direttamente il
mantenimento dell'articolo 7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli articoli 8, 9, 10, 11 e 12 sono accantonati.
Si passa, quindi, all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Interventi indifferibili in materia di progetti fognario-
depurativi
1. Per la copertura finanziaria degli interventi di competenza del
Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti, derivanti da
ordinanze di protezione civile relative al settore depurativo-
fognario per agglomerati soggetti a procedura di infrazione
comunitaria in relazione alla direttiva 91/271/CEE del Consiglio
del 21 maggio 1991, è autorizzata la spesa complessiva di euro
5.997.694,90 per il triennio 2025-2027, ripartita in euro
2.300.000,00 per l'esercizio finanziario 2025, euro 1.945.385,92
per l'esercizio finanziario 2026 ed euro 1.752.308,98 per
l'esercizio finanziario 2027 (Missione 9, Programma 4).
2. Al fine di sostenere la riqualificazione e il completamento di
impianti di depurazione e la realizzazione delle opere connesse da
parte dei comuni e dei consorzi di comuni, con priorità per quelli
con progetti esecutivi o volti a superare una procedura di
infrazione, è istituito presso il Dipartimento regionale dell'acqua
e dei rifiuti un fondo con dotazione, per l'esercizio finanziario
2025, pari a 200 migliaia di euro.
3. Per la copertura delle spese relative al completamento di una
porzione di rete fognaria da realizzare nell'isola di Vulcano ai
fini del collegamento al nuovo depuratore, necessario per mettere
in esercizio e collaudare le opere dell'intervento, realizzato
dalla Regione, Superamento della situazione di criticità dei
centri abitati di Lipari e Vulcano: energia, dissalazione,
distribuzione, depurazione, restituzione. Progetto definitivo delle
opere del II stralcio - Sezioni B, C, D , è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2025, la spesa di 732 migliaia di euro
(Missione 9, Programma 4).
4. Per le finalità di cui all'articolo 12 della legge regionale 11
luglio 2023, n. 8 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2025,
la spesa di 1.165 migliaia di euro (Missione 9, Programma 2,
capitolo 642466) in favore dell'ATI idrico di Caltanissetta.
5. Gli oneri di cui ai commi 1, 3 e 4 sono finanziati mediante
utilizzo di quota parte corrispondente ai Vincoli formalmente
attribuiti dall'ente del risultato presunto di amministrazione
all'1 gennaio 2025 di cui all'allegato a.2) elenco risorse
vincolate - capitolo di entrata 4749 - capitolo spesa 642050».
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'articolo 13 vedo come
emendamenti solo... no, ci sono pure dei modificativi.
I soppressivi intanto sono ritirati? Il 13.19 è inammissibile
perché non ha copertura. Possiamo, pertanto, votare direttamente
l'articolo, cioè il modificativo, a meno che il Governo non abbia
un parere diverso. Al momento, l'emendamento 13.19 non ha
copertura. Un attimo, Assessore, formalmente
Se vede, onorevole De Luca, accanto all'emendamento, c'è scritto
no copertura , quindi l'emendamento non ha copertura e glielo sto
comunicando io.
L'emendamento non ha copertura, ribadisco, mettiamo in votazione
direttamente l'articolo 13.
CIMINNISI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'argomento, naturalmente, è di primaria importanza perché sul tema
della depurazione, è chiaro che noi siamo in procedura di
infrazione, quindi è un argomento su cui sarebbe necessario, ogni
tanto, fermarsi e fare il punto della situazione per vedere dove
siamo arrivati e dove invece, molto più probabilmente, non siamo
arrivati.
Però, la necessità di un chiarimento attiene, per quel che mi
riguarda, non tanto a quelli che sono oggetto della procedura di
infrazione, quanto a quelli previsti dal comma 4. Cioè, io vorrei
comprendere quali sono le finalità dell'articolo 12, dal momento
che si prevede uno stanziamento in favore dell'ATO idrico di
Caltanissetta, quindi sostanzialmente per fare cosa? Dunque, chiedo
un chiarimento all'Assessore perché ricordo che ne avevamo parlato
in Commissione però, al momento, mi sfugge, quindi avrei bisogno
che, gentilmente, mi si chiarisse il perché prevediamo un
intervento solo a favore dell'ATO di Caltanissetta.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, ricordo all'onorevole che ne avevamo
parlato durante i lavori di Commissione e avevamo fatto riferimento
a una iniziativa che si era assunta a proposito del passaggio di un
depuratore nella zona ATO industriale di Caltanissetta verso la
società di gestione Caltaqua : per tanto tempo, nonostante
l'affidamento il servizio risale, credo, al 2004, questo
trasferimento non è stato effettuato perché, in realtà, la
struttura era fatiscente e comportava, peraltro vero, una serie di
responsabilità di carattere penale da parte della società stessa
che avrebbe acquisito questa infrastruttura, c'è stato anche un
accertamento di natura giudiziaria, c'è stata un'interlocuzione con
la Magistratura di Caltanissetta, ricorderete bene che avevamo
previsto un finanziamento di circa due milioni e cinquecentomila
euro.
Su questa iniziativa del Governo, sono subito iniziati i lavori e,
purtroppo, questi lavori debbono essere completati a seguito
dell'aumento dei prezzi, perché il progetto aveva una certa data,
una somma integrativa di 1.165.000,00 che servirà a completare
l'infrastruttura e, finalmente, a consentire il passaggio di una
importante infrastruttura che serve alla Zona industriale di
Caltanissetta alla società di gestione del servizio idrico
integrato che, ovviamente, da quel momento in poi, dopo che l'avrà
acquisito, provvederà alla gestione.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, io intervengo semplicemente
per ottenere un impegno da parte dell'assessore Dagnino e da parte
dell'assessore Di Mauro. Ha detto che non c'è copertura, serviva
qualcosina in più, gradirei un impegno nei confronti del
Parlamento, a giugno, in occasione delle variazioni, di aumentare
in maniera sostanziosa i fondi per queste finalità, perché è
evidente che le città hanno una grande necessità di interventi e
questi interventi è fondamentale finanziarli quest'anno: anche
perché non sapremo se, nel prossimo futuro, ci saranno le medesime
possibilità che avremo quest'anno e, siccome, dagli interventi
depurativi e fognari, dipende anche non solo la salute dei
cittadini ma anche la qualità di vita, perché tutti i sotto-servizi
sono i grandi responsabili insieme ai cambiamenti climatici degli
eventi alluvionali che spesso interessano le nostre città
rendendoli impraticabili e pericolose, se non interveniamo quando
abbiamo una maggiore disponibilità non vedo quando dovremmo
intervenire
Per cui se non è possibile farlo in questa finanziaria, ok, però
occorre un impegno pubblico, serio, nei confronti dell'intero
Parlamento, affinché a giugno si provveda a stanziare nuove e
consistenti risorse.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, a me fa
ridere l'importo perché con duecentomila euro è evidente che non si
riesce a far nulla, sono certo che il Governo poi si impegnerà a
trovare risorse aggiuntive ma ricordo una cosa però, Assessore, lo
dico perché nel mio territorio, lo conosco bene, nella zona
industriale di Termini Imerese è stato realizzato dall'ASI un
depuratore, doveva essere un depuratore consortile, depuratore che
è stato completato nella sua interezza dal punto di vista
strutturale, ha ottenuto il collaudo; ebbene, da circa sette anni è
chiuso
Il Dipartimento Attività produttive e il Dipartimento Acque e
Rifiuti insieme hanno ancora sei milioni di euro di somme residue
che dovrebbero essere impiegate o per completare il depuratore,
quindi realizzarlo nella sua interezza acquistando anche i
macchinari da mettere dentro la struttura, o darlo alla società che
gestisce, in questo momento, la depurazione delle acque in
provincia di Palermo, Amap; quindi, noi stanziamo duecentomila euro
in finanziaria per fare cosa? Poi lo scopriremo magari nei prossimi
giorni, però, nel frattempo, un depuratore realizzato, concluso,
con un investimento fatto, con sei milioni di euro di somme residue
del Dipartimento non viene realizzato, cioè capite l'assurdità
dell'intervento finanziario proposto, quando dall'altra parte non
si riesce a completare da anni quello che già è stato realizzato?
L'augurio, è quindi, ovviamente, che si possano utilizzare al
meglio queste risorse, addirittura aggiungerne, però, quanto meno
completiamo gli interventi che abbiamo già realizzato.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Le somme indicate in questo articolo sono precise e sono
frutto di un lavoro di concerto che è stato avviato a suo tempo, a
proposito di una serie di lavori finanziati dal Ministero ma
affidati per la realizzazione alla Regione siciliana.
Queste somme sono state concordate con le società a proposito dal
completamento dei lavori.
Relativamente alla sollecitazione che proveniva dall'onorevole
Sunseri, confesso di non essere a conoscenza di questa struttura
che ha necessità di completamento, credo che sia in gestione
all'Irsap e non sia in gestione all'acqua, perché c'è una società
del servizio integrato che ha l'affidamento.
Quindi, il tema sarebbe il trasferimento della struttura che è in
capo all'IRSAP, Zona industriale, alla società di gestione che è
l'Amap, altra cosa è se ci sono delle difficoltà di carattere
tecnico per cui la società afferma: Io non me lo prendo perché
vado incontro a responsabilità di carattere penale , allora, ci si
siede, noi non abbiamo un'interlocuzione in questo, però, se c'è
una sollecitazione che lei sta facendo in quest'Aula, ci attiveremo
col collega Tamajo per capire lo stato dell'arte ed eventualmente
fare le valutazioni a seguire per dare la definizione
dell'impianto e poi trasferirlo all'Amap, che ne è il gestore
ufficiale nel territorio di Palermo.
PRESIDENTE. Colleghi, pongo in votazione l'articolo 13. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Colleghi, sospendo i lavori e rinvio la seduta d'Aula a domani, 20
dicembre 2024, alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 19.37 di giovedì 19 dicembre 2024
è ripresa venerdì 20 dicembre 2024, alle ore 12.20)
Presidenza del vicepresidente DI PAOLA
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Modifiche di autorizzazioni di spesa
1. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 10
della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1, per le finalità di cui
al comma 1 dell'articolo 2 del decreto legge 22 giugno 2023, n. 75,
convertito con modificazioni dalla legge 10 agosto 2023, n. 112, e
successive modificazioni, nonché per le finalità di cui al comma 2
dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e
successive modificazioni, è rideterminata, per l'esercizio
finanziario 2025, in 77.000 migliaia di euro (Missione 20,
Programma 3, capitolo 215785).
2. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 5 dell'articolo 18
della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 e successive
modificazioni, per le finalità di cui al comma 21 dell'articolo 3
della legge regionale n. 27/2016 e successive modificazioni,
rideterminata dall'articolo 16 della legge regionale 4 luglio 2024,
n. 23, è quantificata a decorrere dall'esercizio finanziario 2025 e
fino all'esercizio finanziario 2038 in 179.000 migliaia di euro
annui (Missione 20, Programma 3, capitolo 215754).
3. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 17 della legge
regionale n. 1/2024 è rideterminata per l'esercizio finanziario
2025 in 1.500 migliaia di euro (Missione 16, Programma 1, capitolo
142616).
4. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 2 dell'articolo 23
della legge regionale n. 1/2024 è rideterminata per gli esercizi
finanziari 2025 e 2026 in 200 migliaia di euro per ciascun anno
(Missione 5, Programma 2, capitolo 377926).
5. Per ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e 2026 è
corrisposto un contributo di 50 migliaia di euro al Centro Paolo e
Rita Borsellino con sede a Palermo per le finalità istituzionali
(Missione 5, Programma 2, capitolo 377927).
6. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 2, lett. c)
dell'articolo 33 della legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3 è
rideterminata per l'esercizio finanziario 2025 in 150 migliaia di
euro (Missione 9, Programma 3, capitolo 243321).
7. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 12 dell'articolo 15
della legge regionale n. 1/2024 è rideterminata per ciascuno degli
esercizi finanziari 2025 e 2026 in 250 migliaia di euro (Missione
9, Programma 2, capitolo 155373).».
Sul tablet al solito potete visionare sia l'articolo che gli
emendamenti. Ci sono alcuni emendamenti soppressivi che sono
inammissibili, non abbiamo la copertura perché comportano diciamo
modifiche di spesa. L'unico ammissibile come soppressivo è quello
al comma 5. E' mantenuto, collega De Luca Antonino? Onorevole De
Luca è mantenuto il soppressivo al comma 5?
DE LUCA Antonino. Vorrei che il Governo illustrasse l'articolo.
PRESIDENTE. Glielo posso illustrare io, sono contributi al centro
Paolo e Rita Borsellino.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ok. Lo ritira. Onorevole Catanzaro? Ritirato pure;
onorevole De Luca Cateno? Ritirato pure. A questo punto gli
emendamenti 14.26 e 14.25 sono inammissibili perché non hanno
copertura. Pongo in votazione
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, leggendo
questo articolo ho come l'impressione che siano state aumentate a
caso delle cose e altre no, come se ci fosse la paura che poi il
maxiemendamento, quando è stato scritto questo articolo, non veniva
confezionato e quindi praticamente si sono messe delle cose senza
neanche un criterio ben preciso. Vorrei veramente che qualcuno ce
lo illustrasse. Grazie.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Naturalmente, anche il mio
intervento va nella medesima direzione perché in fase di
Commissioni competenti dell'Assemblea avevamo lamentato una
riduzione di determinati capitoli o l'insufficienza di altri,
diciamo per l'esercizio finanziario sia 2025-26-27, uno fra tutti
l'assistenza igienico-personale per cui avevamo chiesto un
ulteriore milione in più perché ricordiamo che i nostri studenti
diversamente abili non riescono ad aver lo stesso diritto allo
studio di tutti gli altri, dei normodotati, perché la scuola per
loro inizia dopo e per loro finisce prima e questo è intollerabile.
Quindi, Presidente, non capisco come appunto alcuni capitoli
vengano aumentati senza criterio, non capisco Vorrei che gli
Assessori competenti ci illustrassero come mai alcuni capitoli
appunto vengano aumentati ed altri no
Così come gli Ersu. Abbiamo ancora i nostri studenti e non per
tutti abbiamo le borse di studio così come gli alloggi e quindi non
capiamo perché il capitolo Ersu non sia stato aumentato e anche
così per gli interventi straordinari per la manutenzione del nostro
patrimonio edilizio scolastico. Avevamo chiesto un milione in più,
ricordo che nella sola provincia di Palermo ci sono progetti per 5
milioni che non trovano le risorse. Stiamo parlando di piccole
manutenzioni, ascensori che sono guasti in alcuni plessi scolastici
e che non permettono agli studenti disabili di poter salire e
scendere dai piani dei plessi scolastici e si vedono scene di
personale Ata che deve prendere le carrozzine e fare salire a mano
per i piani degli istituti... Queste cose sono intollerabili,
abbiamo ancora una Sicilia da terzo mondo
Sull'ordine dei lavori
SPADA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori perché
mi sembra che qui stiamo provando ad accelerare i lavori senza
comunque tenere conto di quelle che sono le prerogative dei
parlamentari. Vorrei che il Governo spiegasse i vari commi che
stiamo approvando e vorrei pure che ognuno di noi avesse la
possibilità eventualmente di subemendare questo articolo, quindi
cerchiamo di non stringere i tempi del dibattito, della
discussione. Non abbiamo fretta, possiamo rimanere qui fino a
Capodanno, eventualmente il Presidente, la Presidenza, può portare
anche qualche bottiglia Grazie.
e n. 832/A (Legge di stabilità)
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 831/A e 832/A
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. Saremo accoglienti con tutti
voi deputati
Chiedo all'Assessore, anche perché gli emendamenti sono stati
presentati e li abbiamo trattati, se vuole dare un'ulteriore
delucidazione per quanto riguarda l'articolo. A me sembra
abbastanza chiaro però Prego Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Condivido,
è un articolo che si spiega da sé, sono modifiche di spese su
singoli interventi, quindi ci rimettiamo alla nota di lettura al
disegno di legge che dà indicazioni più specifiche sui singoli
commi, ma non c'è una spiegazione particolare da dare perché sono
tanti commi su singoli interventi. Naturalmente se l'Aula vuole
proporre modifiche è sovrana
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Pongo in votazione l'articolo 14.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Disposizioni per il settore della forestazione
1. All'articolo 14 della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2 la parola pesanti è soppressa;
b) il comma 5 è abrogato.
2. Le autorizzazioni di spesa di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 della
legge regionale n. 1/2024 per le finalità del comma 8
dell'articolo 47 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e
successive modificazioni, per la realizzazione degli interventi
di cui al comma 2 della medesima legge a carico dei fondi
ordinari della Regione e per le finalità dell'articolo 6 della
legge regionale 16 agosto 1974, n. 36 e successive modificazioni,
in particolare per il noleggio di mezzi aerei, sono rideterminate
complessivamente per l'esercizio finanziario 2025 in euro
271.300.000,00 e per ciascuno degli esercizi finanziari 2026 e
2027 in euro 285.866.400,00.
3. La spesa di cui al comma 2 è iscritta nell'ambito delle
rubriche delle competenti amministrazioni per gli importi come di
seguito indicati:
a) Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale:
1) esercizio finanziario 2025 la spesa di 91.100 migliaia di
euro per interventi di parte corrente e di 74.000 migliaia di
euro per interventi in conto capitale;
2) esercizi finanziari 2026 e 2027 per ciascun anno la spesa di
euro 101.069.400,00 per interventi di parte corrente e di euro
74.000.000,00 per interventi in conto capitale;
b) Comando del Corpo forestale della Regione siciliana:
1) esercizio finanziario 2025 la spesa di 105.200 migliaia di
euro per interventi di parte corrente e di 1.000 migliaia di euro
per interventi in conto capitale;
2) esercizi finanziari 2026 e 2027 per ciascun anno la spesa di
109.797 migliaia di euro per interventi di parte corrente e 1.000
migliaia di euro per interventi in conto capitale.
4. Le somme di cui ai commi 2 e 3 sono iscritte negli esercizi
finanziari 2025, 2026 e 2027 nelle Missioni e Programmi per gli
importi di seguito indicati:
a) Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale:
1) per l'esercizio finanziario 2025 la spesa di 23.900 migliaia
di euro e per ciascuno degli esercizi finanziari 2026 e 2027 la
spesa annua di 33.200 migliaia di euro, Missione 16, Programma 1,
capitolo 155382;
2) per l'esercizio finanziario 2025 la spesa di euro
10.500.000,00 e per ciascuno degli esercizi finanziari 2026 e
2027 la spesa di euro 11.169.400,00, Missione 16, Programma 1,
capitolo 155802;
3) per ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027 la
spesa di 56.700 migliaia di euro, Missione 20, Programma 3,
capitolo NI, titolo 01;
4) per ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027 la
spesa di 74.000 migliaia di euro, Missione 20, Programma 3,
capitolo NI, titolo 02;
b) Comando del Corpo forestale della Regione siciliana:
1) per l'esercizio finanziario 2025 la spesa di euro
6.903.570,00 e per ciascuno degli esercizi finanziari 2026 e 2027
la spesa di euro 11.200.000,00, Missione 9, Programma 5, capitolo
150514;
2) per l'esercizio finanziario 2025 la spesa di euro
5.000.000,00 e per ciascuno degli esercizi finanziari 2026 e 2027
la spesa di euro 5.300.570,00, Missione 9, Programma 5, capitolo
NI IRAP (ex cap. 151001 - articolo 2);
3) per ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027 la
spesa di 10.500 migliaia di euro, Missione 9, Programma 5,
capitolo 150574;
4) per ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027 la
spesa annua di euro 82.796.430,00, Missione 20, Programma 3,
capitolo NI, titolo 01;
5) per ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027 la
spesa di 1.000 migliaia di euro, Missione 20, Programma 3,
capitolo NI, titolo 02.
5. Con decreto del Ragioniere generale, su proposta delle
amministrazioni interessate, Dipartimento regionale dello sviluppo
rurale e territoriale e Comando del Corpo forestale della Regione
siciliana, sono operate le necessarie variazioni di bilancio per
l'iscrizione delle somme di cui al comma 4, Missione 20, Programma
3, a valere su specifiche Missioni, Programmi e capitoli
appartenenti alle amministrazioni medesime.».
Abbiamo i soppressivi degli onorevoli De Luca Antonino ed altri,
degli onorevoli De Luca Cateno ed altri e degli onorevoli Catanzaro
ed altri.
SUNSERI. Chiedo che il Governo illustri l'articolo.
PRESIDENTE. Vuole l'illustrazione dell'articolo da parte del
Governo? Prego, Assessore sull'articolo 15, se possiamo illustrare
l'articolo 15 all'Aula, Assessore.
O l'assessore Dagnino o l'assessore Barbagallo. Prego, Assessore,
a lei la parola.
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Sì, Presidente, è semplicemente una
suddivisione di capitoli tra il Dipartimento dello sviluppo rurale
e il Corpo Forestale, cioè da quest'anno abbiamo proposto di
dividere i capitoli; siccome gli operai forestali ci sono sia nel
Corpo Forestale che nel Dipartimento di sviluppo rurale, per una
migliore gestione, si tratta solo di una semplice divisione delle
due parti.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. I soppressivi, colleghi, sono
mantenuti? Onorevole De Luca Antonino?
DE LUCA Antonino. Sono ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro? Ritirati, quelli dell'onorevole
De Luca Cateno? Ritirati.
Possiamo votare a questo punto l'articolo, anche perché gli altri
emendamenti sono tutti soppressivi quindi sono stati ritirati.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché avevamo già chiesto a questo Governo regionale in varie
occasioni e qui c'è l'assessore Barbagallo che ha raggiunto questa
Giunta regionale diciamo da poco, per cui volevo intervenire per
chiederle, Assessore, un impegno particolare nell'adottare delle
misure completamente diverse, quindi un cambio di paradigma
rispetto alle misure che questo Governo regionale ha messo in
campo. In particolare, mi riferisco al metodo Aspromonte che ha
avuto veramente successo nel contrasto agli incendi. E' un metodo
che recluta i volontari, ma soprattutto fa vivere i territori,
soprattutto i rifugi che ci sono all'interno dei nostri parchi.
Bisogna ne avevo parlato anche con l'assessore Savarino, questa è
una cosa a cui teniamo particolarmente perché fare vivere i parchi
e i territori isolati è un metodo assolutamente formidabile per il
contrasto agli incendi.
Quindi, quello che vi chiedo sono delle misure, magari da
concordare e, quindi da una sinergia tra i vari assessorati
competenti, per adottare questo metodo Aspromonte .
Grazie.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, avevamo
denunciato qualche anno fa la mancanza di una flotta siciliana per
contrastare l'antincendio. Avevamo presentato anche una norma che
andava in questa direzione.
Io non capisco perché ci ostiniamo sempre ad investire risorse per
i noleggi, per noleggiare i mezzi, quando la Sicilia potrebbe
tranquillamente dotarsi in maniera strutturata di personale che
faccia proprio questo, visto che siamo una Regione altamente
soggetta ad incendi. Non mi sembra la soluzione giusta continuare
ad andare in questa direzione.
Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 15. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Misure in materia di finanziamento dell'ARPA Sicilia
1. Per l'esercizio finanziario 2025 il contributo annuale di
funzionamento di cui alla lettera a) del comma 10, dell'articolo 90
della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 e successive
modificazioni, per l'importo di 7.000 migliaia di euro, è
finanziato mediante l'utilizzo di quota parte delle somme
corrispondenti ai Vincoli formalmente attribuiti dall'ente del
risultato presunto di amministrazione all'1 gennaio 2025 di cui
all'Allegato a.2) elenco risorse vincolate - capitolo entrata 1607
- capitoli spesa 443308 - 613954 - 242572 - 642068 - 642084 -
684166.».
Ci sono solo emendamenti soppressivi sull'articolo 16.
Onorevole De Luca, sull'articolo 16, ci sono solamente i vostri
emendamenti soppressivi.
Onorevole Catanzaro
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora
sull'articolo 16 io invito sin d'ora all'accantonamento e a
trattarlo di pomeriggio perché noi in ogni finanziaria, in ogni
strumento finanziario, continuiamo a dare soldi ad Arpa. Non perché
le attività di Arpa non siano importanti, fondamentali. Chiedo che
sia accantonato e che si apra una riflessione d'Aula, perché l'Arpa
dovrebbe svolgere le proprie attività seguendo due canali: quello
della prevenzione per quanto riguarda le patologie che possono
derivare dall'inquinamento, e quindi queste attività essere
finanziate con il Fondo del Servizio sanitario regionale, e le
attività volte alla tutela dell'ambiente in senso proprio che
dovrebbero essere invece finanziate con fondi del bilancio
regionale.
Cosa succede? Che Arpa nei fatti non tiene una doppia contabilità
e non è mai in grado di rendicontare quanti soldi ha speso per le
attività cosiddette sanitarie di prevenzione e che rientrano nel
Fondo sanitario regionale che, ribadisco, con quei fondi dovrebbero
essere finanziate, e quali invece siano ambientali, pure da
finanziare con il Fondo regionale. E noi ogni anno le diamo 5, 7,
8, 10 milioni di euro.
Così non funziona. Per cui, onde evitare che arriviamo all'estremo
di chiedere il voto segreto sull'articolo 16 e di bocciare i fondi
dell'Arpa, così chiudiamo bottega e non è il caso, io suggerisco:
1) che si riducano questi fondi in questo momento; 2) che si
inserisca un obbligo con tanto di sanzione per gli amministratori
laddove Arpa non rendiconti quanti soldi spende a carico del
Servizio sanitario regionale e quanto invece di bilancio regionale
per l'attività di prevenzione e poi eventualmente a giugno o alle
prossime variazioni di bilancio, le andiamo a integrare le somme,
perché così diventa un pozzo senza fondo e, obiettivamente, io non
credo che quest'Aula debba, seppur davanti a un lavoro
fondamentale, sia chiaro, la qualità e l'importanza del lavoro
svolto da Arpa qua non la mette in discussione nessuno, però
devono, come impone la legge e come ci chiedono anche gli organi
di controllo, rendicontare e tenere la doppia rendicontazione, la
doppia contabilità, cioè quella sanitaria e quella regionale.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, signor Presidente, il mio intervento sarà nella
medesima direzione. Assessore, io le chiedo un maggiore controllo
su Arpa, che è un organismo di assoluta importanza perché da lì
passa anche la salute dei cittadini.
Noi avevamo depositato un'interrogazione abbastanza articolata lo
scorso anno, che non ci ha soddisfatto nella risposta - lei non era
ancora Assessore - ma occorre un maggiore controllo perché spesso
Arpa finisce col diventare una vera e propria elargizione di
contributi, perché non possiamo permettere che si facciano festival
musicali, sagre e quant'altro sol perché viene dimostrato che un
cibo è sano e i cittadini devono andare in quella direzione,
nell'acquisto di cibi a chilometro zero. Non basta solo questo;
Arpa deve riprendere quelle che sono le finalità più importanti,
che sono quelle della prevenzione e della salute dei cittadini,
quindi le chiedo un maggiore controllo.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie, signor Presidente, vorrei invitare il Governo
invece, considerato che nei mesi scorsi ci sono stati diversi
impegni assunti sia in Commissione e sia anche rispetto alle
esigenze che sono state manifestate da Arpa, ad incrementare questo
fondo di ulteriori 3 milioni di euro.
Noi oggi abbiamo il fondo dell'Arpa, che è compartecipato per una
quota pari a 20 milioni di euro dal Fondo sanitario nazionale e la
restante parte che viene messa dalla Regione. Oggi le risorse che
sta mettendo in campo la Regione non sono sufficienti per attivare
tutti quei meccanismi di controllo, soprattutto all'interno di aree
specifiche come quelle delle zone industriali che ci sono nella
nostra Regione e che quindi necessitano di ulteriori risorse.
Solo per darvi un dato: noi oggi abbiamo all'interno del
petrolchimico più grande d'Europa solamente tre unità di Arpa
adibite al controllo e alle rilevazioni di quel territorio e allora
o noi riusciamo a mettere materialmente le risorse necessarie per
attivare anche la possibilità di reperire personale da destinare a
quelle aree, e quindi fare il controllo, o noi non solo non
supereremo il problema di Arpa ma non riusciremo nemmeno a
controllare quei territori, assessore Dagnino, che ci mandano alla
ribalta delle cronache nazionali come le inchieste di Report o
altri tipi di inchieste.
Io non so, assessore Dagnino, se ha seguito l'ultima inchiesta che
ha fatto Report sulla zona industriale del petrolchimico di Priolo.
Noi viviamo in un territorio in cui si sono verificati in questi
ultimi mesi degli episodi mai successi prima, penso, in Europa;
abbiamo assistito a miasmi continui che hanno creato disagi ai
cittadini e ai territori che insistono in quella realtà; abbiamo
assistito ad una pioggia oleosa, dal cielo è piovuto l'olio,
assessore Dagnino, senza avere materialmente le disponibilità e le
unità di personale che potessero controllare quei territori e,
allora, siccome l'Assessore Severino, Savarino, mi scusi
Assessore, ha seguito in Commissione tutto l'iter che porta anche
alla proposta che sto avanzando nei confronti del Governo, ovvero
quella di stanziare ulteriori 3 milioni di euro sul fondo dell'Arpa
per consentire l'assunzione di questo personale, non sottovalutate
questo aspetto, Assessore, altrimenti ve ne dovrete assumere la
responsabilità.
Continuare a mantenere tre unità di personale per il controllo del
petrolchimico più grande d'Europa è una vergogna, quindi,
Assessore, spero che possiate intervenire in questo senso. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Carta. Ne ha facoltà.
CARTA. Grazie, Presidente, sì, in merito all'articolo che stiamo
per discutere in questo momento in quest'Assemblea, devo
necessariamente avere l'attenzione dell'Assessore Dagnino,
altrimenti sto perdendo tempo a discutere, Presidente, era al
telefono penso... scusi, Assessore
Quello che dice l'onorevole Spada è aggravato dal fatto che su
questo punto c'è un tavolo permanente in Prefettura a Siracusa per
discutere delle aree ERCA per la questione della grande incidenza
ambientale in quella parte del territorio siracusano e ad oggi non
c'è notizia che riusciamo a recuperare i 2 milioni di euro che
servono a formare la struttura in provincia di Siracusa e a Gela.
Questo mortifica il lavoro fatto dalla Procura della Repubblica di
Siracusa, dal Prefetto di Siracusa, da tutte le istituzioni locali,
come i Comuni appartenenti alle ERCA di Siracusa, come Solarino,
Floridia, Siracusa, Priolo, Melilli, Augusta, un tavolo permanente
dove ha partecipato anche la Regione siciliana con la dottoressa
Valenti e delegata dall'attuale Assessore per il territorio e
l'ambiente Giusi Savarino. Io lo dico perché dobbiamo oggi
prenderci la responsabilità che nel caso in cui dovessero mancare o
in questo testo nel maxiemendamento, oppure in qualsiasi altro
documento di questa Regione siciliana, la programmazione che vada a
formare l'area ERCA è perché qualcuno non vuole controllare il
disastro ambientale che sta avvenendo in provincia di Siracusa.
Siccome la responsabilità qualcuno la deve prendere, che se ne
facesse carico qualcuno adesso a rispondere ai deputati siracusani
e penso che sia la voce di tutti quella che oggi sto raccontando io
e che poco fa ha fatto l'onorevole Spada. A Siracusa e in provincia
di Siracusa si muore, Presidente, quindi, se per favore il Governo
può rispondere prima di trattare questi punti che saranno inseriti
in qualsiasi parte del documento finanziario che questa Regione
vuole portare all'Aula, i 2 milioni di euro, precisamente il
direttore dell'Arpa ha detto a Sua Eccellenza il Prefetto di
Siracusa, che ne servono un milione 790 mila l'anno per assumere
le 20 unità che possono determinare i controlli ambientali dove in
questo momento e nella città pure che governo, avvengono piogge
oleose che vanno a rovinare non solo gli aspetti ambientali della
salute ma anche gli aspetti estetici e la cura del paesaggio della
città. Ancora devo dire altro? Fanno scappare gli imprenditori dal
territorio, perché il territorio viene insediato da abitanti, se
vengono nuove imprese ad investire dove c'è la maggiore area Irsap
della Sicilia, la più grande area ASI della Sicilia, la più grande
area caratterizzata per via delle indagini sullo IES, sugli scoli a
mare, sui pozzi inquinati, ora sulle piogge oleose, quindi spero
che l'Assessore Dagnino e l'Assessore Giusi Savarino, nel documento
finanziario, abbiano inserito questo milione 790 mila euro,
perfezionandolo a 2 milioni di euro, perché altrimenti vuol dire
che noi non possiamo né giustificarci né contrastare l'impatto
ambientale nel nostro territorio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta, per il suo intervento.
Un attimo, Assessore, facciamo intervenire anche ci sono altri
due colleghi, c'è l'intervento dell'onorevole Auteri e quello
dell'onorevole Gilistro e poi eventualmente, accantoniamo questo
articolo per verificarlo meglio, viste le osservazioni dei
colleghi.
Prego, onorevole Auteri.
AUTERI. Assessore, Presidente, grazie. Assessore Dagnino, io
sposo in pieno le parole del collega Carta e del collega Spada
perché ormai non possiamo demandare questa problematica ad altre
situazioni di copertura finanziaria. Sposo perfettamente le
esigenze come elencate dai colleghi - assessore Dagnino, sono qua -
le esigenze di avere copertura finanziaria per potenziare il
personale Arpa affinché il nostro territorio venga ben gestito e
controllato, perché da anni ormai è abbandonato.
Questo è un lavoro che abbiamo portato avanti in Commissione
"Ambiente, territorio e mobilità" assieme al Presidente e
all'assessore Savarino da mesi, quindi siamo all'atto conclusivo di
questa operazione, perché ci accingiamo all'approvazione della
finanziaria del 2024, quindi è un atto di grande responsabilità per
il territorio siracusano che ormai vive momenti tragici, in quanto
non è più possibile controllare l'area industriale proprio perché
necessita di personale.
Chiedo, quindi, al Governo, all'assessore Dagnino e all'assessore
Savarino di avere particolare attenzione e di ascoltare la voce
della deputazione siracusana che da mesi lavora su questa
problematica. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Auteri.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
Assessore Savarino, a lei darò la parola per ultima.
GILISTRO. Grazie Presidente, grazie Assessori, grazie colleghi, la
problematica siracusana è ormai sotto gli occhi di tutti, anche
della stampa nazionale e internazionale, non solo nazionale.
Io vorrei, Presidente e Assessore, che focalizzassimo
attentissimamente questo tema, perché il tema, una risorsa
aggiuntiva per quella zona e per la Sicilia in generale, è
fondamentale, perché questa risorsa che noi stiamo mettendo deve
far capire a tutti che non è altro che un grande risparmio: quello
che noi stiamo investendo in questo momento sarebbe un enorme
risparmio per il futuro, risparmio sia in termini di salute, in
termini di decessi, in termini di patologie nella zona industriale,
causate sicuramente dall'inquinamento industriale. Per cui,
qualunque somma noi stiamo mettendo in questo momento si traduce
sempre in un risparmio a distanza, un enorme risparmio
Poi, Assessore e Presidente, vorrei chiedere questo, la cosa più
importante - anche a lei, Assessore Savarino - volevo dire questo:
l'Arpa, in questo momento, secondo me, avrebbe necessità di uscire
mediaticamente e comunicativamente allo scoperto. Perché le spiego
questo? Perché quando è successo questo drammatico evento di miasmi
e soprattutto di pioggia oleosa nella zona di Siracusa, e nessuno
ci sapeva dire cos'era successo, è stata la cosa più grave Perché
lei immagini, Assessore, che quello che terrorizza di più le
persone è la paura di non sapere che cosa stia succedendo
Ho detto più volte, sia in Commissione sia alla zona industriale e
all'Arpa che noi abbiamo necessità, cioè la popolazione ha
necessità di sapere quello che accade in quel preciso istante.
Immaginate qualcosa che vi piove dal cielo e non sapete cos'è
Allora la comunicazione, la comunicazione, aprire alla
comunicazione in tempo reale di quello che accade nella zona
industriale è importantissimo. Grazie.
Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che con DPA n. 1074 del 19/12/2024
l'onorevole Giuseppe Galluzzo è stato nominato componente della V
Commissione legislativa permanente Cultura, formazione e lavoro, in
sostituzione dell'on.le Carlo Auteri, dimissionario.
L'assemblea ne prende atto.
e n. 832/A (Legge di stabilità)
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 831/A e 832/A
PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà. Poi la parola sarà data all'assessore.
MARANO. Grazie, Presidente. Io volevo dire, al di là di quello che
ha già detto il collega De Luca, che è assolutamente importante, mi
riferisco all'Arpa, per il lavoro che fa, però vorrei ricordare che
la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità
costituzionale dell'articolo 90, comma 10, della legge regionale n.
6 del 2021, in quanto l'assunzione a carico del bilancio della
Regione siciliana di oneri non destinati all'erogazione dei LEA si
pone in contrasto con gli obiettivi di risanamento del Piano e
viola il principio di contenimento della spesa pubblica sanitaria,
giusto per ricordarcelo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano. Credo che convenga poi
accantonare l'articolo.
Ha facoltà di parlare l'assessore per il territorio e l'ambiente.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, grazie per avermi dato la parola e grazie ai colleghi
per avere stimolato questo mio riscontro.
In effetti, le segnalazioni che arrivano dall'Aula, comprese
quelle del Capogruppo del Movimento 5 Stelle, erano e sono
legittime, ma fino a qualche tempo fa, perché già dal bilancio
2023/2024 l'Arpa ha applicato il sistema del bilancio analitico
proprio per rispondere alla richiesta che arrivava dai giudici
contabili di capire cosa fosse destinato ai LEA e cosa fosse
destinato invece ad altri tipi di attività, sempre nella ratio
dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale.
Ebbene, vi posso dire che nonostante dalla sanità, dal fondo
sanitario, arrivino ad Arpa 24 milioni di euro, i servizi che Arpa
fornisce per i LEA, quindi per i servizi essenziali come del resto
nelle altre Regioni d'Italia, sono molto più onerosi, tanto che i 7
milioni che diamo servono per coprire anche e soprattutto questi
servizi in più.
Considerate che in una Regione come la Lombardia, il Fondo
sanitario contribuisce ad Arpa per circa 70 milioni, quindi stiamo
parlando di numeri tutt'altro che simili in una regione che insomma
ha una popolosità simile, tanto che noi diamo anche delle
indicazioni ad Arpa su come muoversi nel monitoraggio.
Abbiamo chiesto di dare, ovviamente, di concentrarsi come priorità
rispetto a realtà che sono state segnalate dai colleghi di
Siracusa, che ringrazio, con i quali mi sento con regolarità, sia
di maggioranza che di opposizione.
Tranquillizzo l'onorevole Gilistro: in alcuni casi, Arpa non può
dare all'esterno le relazioni che ha preparato, che dà a noi e che
spesso consegniamo alla Procura perché sono coperte da riservatezza
e quindi ci chiedono proprio di mantenere il massimo riserbo,
mentre su Siracusa, su sollecitazione proprio dei colleghi, abbiamo
avviato un piano e un progetto per implementare le risorse umane e
c'è anche un progetto che prevede pure un laboratorio in loco per
accelerare il sistema di controllo e di monitoraggio, proprio
nell'area di Siracusa, e questo ha un costo; in questo anno,
abbiamo avuto proprio perché siamo passati da un tipo di bilancio a
un altro, una serie infinita di riunioni, incontri per creare
questo tipo di rapporto contabile tra noi e la sanità e quindi non
è stato molto semplice.
Adesso, ormai, abbiamo concluso questa fase, ma è chiaro che più
risorse ci date la priorità che ho dato appena mi sono insediata,
prima ancora che mi arrivassero le sollecitazioni dei colleghi, che
peraltro ho accolto subito, è quella di potenziare le aree
maggiormente a rischio: Siracusa e anche Gela, Milazzo e Pace del
Mela. E' già stato fatto e quindi diventerebbero le aree che hanno
più necessità di un controllo. Non abbiamo paura dei controlli,
anzi li sollecitiamo e ritengo che anche le aziende serie che
operano in quel territorio debbano condividere questo nostro
approccio.
Nei mesi scorsi, abbiamo chiesto ulteriori controlli anche
nell'area sottoposta a sequestro e come voi sapete ci era stato
inibito, ora invece stiamo facendo questo tipo di controllo anche
per dimostrare che la scelta che ha fatto il Governo Meloni,
insieme al Governo Schifani, di riorganizzare il sistema della
deputazione lì, piano piano, sta cominciando a dare i suoi effetti.
Per cui chiedo alla Presidenza, d'accordo con l'assessore Dagnino,
di accantonare un attimo questo articolo per vedere se riusciamo a
individuare, appunto, queste risorse in più che ci porterebbero,
come richiesto da voi, a potenziare soprattutto l'area di crisi di
Siracusa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, come già anticipato, confermo la richiesta di
accantonamento.
PRESIDENTE. Perfetto
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
nel ringraziare per aver accolto la richiesta di accantonamento,
vorrei precisare semplicemente una cosa: è esattamente corretto
quello che ha detto l'assessore Savarino, proprio per questo
dobbiamo stabilire se i soldi in più che servono vanno presi dal
Servizio sanitario regionale, perché gliene diamo ventiquattro dal
Servizio sanitario regionale, ne servono di più per sostenere i
LEA, perché li devo prendere dal bilancio regionale non dal Fondo
sanitario regionale? È proprio questo il motivo
PRESIDENTE. Va bene, va bene, onorevole
La Presidenza accoglie la richiesta di accantonamento
dell'articolo 16.
Si passa all'esame dell'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Misure in favore dei soggetti appartenenti al bacino ex PIP
Emergenza Palermo
1. Per le finalità di cui al comma l dell'articolo 9 della legge
regionale 11 luglio 2023, n. 8 e successive modificazioni e di cui
al comma l dell'articolo 15 della legge regionale 4 luglio 2024, n.
23, sono trasferite alla società consortile per azioni Servizi
Ausiliari Sicilia, di seguito SAS s.c.p.a., per l'esercizio
finanziario 2027, le necessarie somme valutate nel limite massimo
di 41.200 migliaia di euro.
2. Nelle more della definizione dei processi di assunzione di cui
al comma 1 è iscritta nel bilancio regionale, per l'esercizio
finanziario 2027, la somma di 15.200 migliaia di euro (Missione l,
Programma 3, capitolo 214112).
3. Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 9 della legge
regionale n. 8/2023 e successive modificazioni si applicano anche
per l'esercizio finanziario 2027, limitatamente all'importo massimo
di 26.000 migliaia di euro.
4. Per le finalità di cui all'articolo 6 della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 4
dell'articolo 12 della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1 è
rideterminata in 26.000 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi finanziari 2025 e 2026 ed è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2027 la spesa di 26.000 migliaia di euro (Missione 12,
Programma 4, capitolo 313727).
5. Al fine di garantire l'utilizzo del personale di cui
all'articolo 9 della legge regionale n. 8/2023 e successive
modificazioni e di cui al comma 1 dell'articolo 15 della legge
regionale n. 23/2024 e successive modificazioni, è autorizzato
l'ingresso degli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10 nella compagine sociale di SAS s.c.p.a.
mediante cessione delle azioni possedute dalla Regione.
6. Ciascuno degli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale
n. 10/2000 è autorizzato all'acquisto delle azioni di cui al comma
5 al valore nominale delle stesse, nella percentuale dello 0,78 per
cento, pari a n. 400 azioni ordinarie del capitale sociale di SAS
s.c.p.a..
7. Gli oneri finanziari di cui al comma 6 rimangono a carico degli
enti di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 10/2000, senza
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
8. I soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 25 della legge
regionale 10 agosto 2022, n. 16, attualmente utilizzati dai
Dipartimenti regionali, alla data di conclusione delle procedure di
cui al citato articolo 25 restano assegnati ai medesimi
Dipartimenti».
Ci sono gli emendamenti soppressivi. Sono mantenuti o ritirati?
Onorevole De Luca Antonino, De Luca Cateno e Catanzaro, i vostri
emendamenti soppressivi all'articolo sono mantenuti o ritirati?
DE LUCA Antonino. Ritirati
PRESIDENTE. Bene Siamo all'esame dell'articolo 17. Gli
emendamenti soppressivi all'articolo sono dunque ritirati, i
soppressivi ai commi sono anch'essi ritirati.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
intervengo sull'articolo 17 che ha per oggetto le misure in favore
di soggetti appartenenti al bacino ex Pip Emergenza Palermo ,
naturalmente per rappresentare quella che è la soddisfazione in
termini di attenzione a questo importante bacino che fornisce,
ecco, importanti risorse dal punto di vista delle professionalità
nelle nostre amministrazioni, ma aggiungo che, per certi versi,
bisogna prestare particolarmente attenzione ad una fattispecie che
adesso io andrò a rappresentare.
Da quando abbiamo avviato questo percorso di stabilizzazione,
appunto, dei Pip, abbiamo sicuramente da tenere in considerazione
il fatto che c'è una platea importante di Pip che prestano o hanno
prestato attività lavorativa all'interno degli enti locali
siciliani e in alcuni casi le professionalità messe a disposizione,
per l'appunto, dai Pip hanno tenuto e tengono letteralmente in
piedi alcuni uffici degli enti locali, e nello specifico di comuni
siciliani. Allora, io già ho rappresentato nella precedente
finanziaria, quando si discusse del percorso di stabilizzazione per
il quale noi naturalmente, come Partito Democratico, non ci siamo
che dimostrati assolutamente favorevoli, avendo sostenuto in vario
modo questo percorso, ma mi chiedo, altresì, e quindi l'invito
all'Assessore per l'economia, di concerto con l'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica, è quello di verificare la
modalità con la quale attuare apposita convenzione, affinché le
professionalità ad oggi messe a disposizione dei comuni non si
disperdano, perché il rischio è, e già lo abbiamo verificato, nel
2024, con il trasferimento dei Pip in Sas, che molti di questi non
si ritrovino più a fare quello che erano, le attività per le quali
erano abituati a lavorare, e per di più ci troviamo con enti locali
nella difficoltà di portare avanti i servizi.
Allora, l'auspicio che io pongo, e l'assessore Albano mi segue,
perché anche lei ha seguito questo tema, è che si possa trovare in
piena sinergia con gli Assessorati competenti, la modalità di
utilizzare al meglio sempre con la disponibilità, ovviamente, dei
Pip stessi, gli stessi negli enti locali siciliani, al fine di
garantire la fruizione di servizi essenziali. E noi sappiamo
benissimo qual è la carenza in termini di risorse degli enti locali
siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. I soppressivi ai commi li considero tutti ritirati.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Contributo per l'acquisto di ausili sportivi per atleti disabili
1. La Regione eroga alle federazioni sportive (FSNP/FSP) e
discipline sportive (DSAP/DSP) riconosciute dal Comitato italiano
paralimpico (CIP), per ciascuno degli esercizi finanziari 2025,
2026 e 2027, un contributo di 150 migliaia di euro per l'acquisto
di protesi, carrozzine e altri ausili sportivi per atleti disabili.
2. Per le finalità di cui al presente articolo si provvede, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027, a valere
sulle risorse del capitolo 473760».
Anche qui ci sono emendamenti soppressivi, a firma dell'onorevole
De Luca, che sono ritirati.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
volevo, innanzitutto, ringraziare la sensibilità dimostrata dai
colleghi e in Commissione Quinta, e anche in Commissione Bilancio,
perché avere apprezzato questa norma del Movimento Cinque Stelle
oggi fa diventare tutto il Parlamento siciliano a favore di una
categoria, gli atleti disabili, che è importantissima, perché non
solo permette a questi atleti di potere partecipare alla stregua
dei normodotati, ma è uno strumento formidabile di inclusione
sociale perché, grazie all'acquisto di questi ausili, carrozzina e
le protesi, per tutti gli atleti si permetterà costoro di
partecipare ai campus (ce ne saranno ben quattro in tutta la
Sicilia) e farli competere in queste gare paraolimpiche che si
terranno in tutta l'isola. Quindi ringrazio il Parlamento.
GIAMBONA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo su questo articolo, appunto, che prevede quelli che sono
i contributi per l'acquisto di ausili sportivi per atleti disabili.
Il Partito Democratico nelle sedute, nelle Commissioni di merito,
si è espresso anche con propri emendamenti rispetto all'esigenza
che l'Amministrazione regionale ponga in seria attenzione quelle
che sono le esigenze, appunto, di questa importante categoria,
anche nell'auspicio che questa possa fornire ulteriori strumenti di
inclusione e, quindi, è assolutamente favorevole a questo
articolato. Io ritengo e vedo qui l'assessore allo sport Amata, so
essere particolarmente sensibile a questo tema.
Ci siamo confrontati, ecco in V Commissione, l'auspicio è che ci
possa essere quanta più attenzione a partire da questo articolo a
quelle che sono le esigenze di come fare espletare sport a chi ha
delle disabilità ma aggiungo un altro aspetto: se già è
difficoltoso fare sport per chi ha delle disabilità, assessore
Amata, è ancor più complicato fare sport per chi è disabile e anche
cieco o ipovedente. E allora, Assessore, noi dobbiamo fare un focus
anche da questo punto di vista: garantire a questa fetta importante
a cui dobbiamo dare delle risposte anche delle risorse
appositamente appostate e mi riferisco non solamente, quindi, ai
disabili e va bene questa misura, ma anche ai ciechi e agli
ipovedenti.
SPADA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SPADA. Signor Presidente, onorevole colleghi, assessori, merita
attenzione questo articolo e sono anche io contento che il Governo
abbia accolto la proposta sia del Movimento Cinque Stelle che da
parte delle opposizioni. Io spero, però, che questo articolo,
Presidente, sia un segnale alla categoria perché molto spesso non
si conosce nemmeno quello che è il costo di queste protesi e di
queste carrozzine. Per farle qualche esempio, le protesi si
aggirano intorno alle 3/4 mila euro, così come anche le carrozzine
che hanno un costo di cinquemila/settemila/ottomila euro.
Centocinquantamila euro sembrano pochi rispetto a quelle che
potrebbero essere le esigenze, però intanto stiamo istituendo il
capitolo e, magari, nella variazione che avremo di bilancio a
maggio o ad aprile potremmo incrementare questo fondo.
PRESIDENTE. L'emendamento 18.10 è inammissibile, così come gli
altri soppressivi.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, credo che nell'ottimo clima che stiamo registrando
questa mattina può darsi che, magari, l'assessore Dagnino dopo
avere fatto le opportune valutazioni in questi giorni, potrebbe
dare un'ulteriore copertura di ulteriori centocinquantamila euro
viste le finalità particolarmente pregevoli del testo che, appunto,
mirano a inclusione sociale, sportiva, nei confronti di giovani
atleti disabili siciliani.
Credo che queste siano quelle norme che qualificano il Parlamento
in meglio, sono certo di incontrare la sensibilità del Governo
tutto, quindi ove fosse possibile fare una valutazione, in tal
senso, magari potrebbe essere utile rifletterci un attimo.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, come diceva l'onorevole Spada, in
questo momento, sono attrezzature molto costose. Quindi non lo so,
centocinquantamila euro, se siano sufficienti per veramente
gratificare una cosa così importante.
Spesso spendiamo, spendiamo molto di più, come abbiamo fatto, ad
esempio, per parchi inclusivi e l'accessibilità di tutto ciò che
riguarda questi soggetti. Quindi, credo che raddoppiare, almeno, la
cifra Assessore - mi ascolti un secondo, se no, Assessore Elvira,
un secondo solo - perché è una cosa a cui ci teniamo,
sull'inclusività. Questa è un aspetto di inclusività.
Come ha detto l'onorevole Spada, sono attrezzature veramente
costose. Per cui gratificare, con qualcosa in più, questi atleti
che tanto stanno dimostrando a livello mondiale della loro
capacità, della loro caparbietà, di come possa anche l'invalidità
essere sconfitta da un sentimento comune di accoglienza e di
accessibilità a tutto ben venga, dunque, se lei possa incrementare
questo fondo, Assessore. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, vuole aggiungere qualcosa?
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, Presidente. Effettivamente
credo che gli interventi possano essere condivisibili, essendo
veramente una iniziativa che non ha colore politico, che non ha,
come dire, non può essere intesa come un'iniziativa di parte.
Quindi nell'ambito di una disponibilità, stiamo parlando di cifre
che sono in qualche modo gestibili, potremmo proporre un
emendamento che aumenta di centomila euro e lo portiamo a
duecentocinquantamila euro.
SCHILLACI. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore, se lo vuole presentare come emendamento,
così lo votiamo. Ovviamente ci vuole l'ok da parte del Ragioniere
generale
Onorevoli colleghi, il Governo ha reperito ulteriori fondi per
quanto riguarda l'articolo 18 così come richiesto dagli onorevoli
che sono intervenuti.
Trovate sul tablet l'emendamento 18.11 che vi leggo: "La cifra di
150 mila viene sostituita con 250 mila". E' indicata pure la
copertura.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Modifica e abrogazione di norme
1. Al comma 1 dell'articolo 27 della legge regionale 21 novembre
2023, n. 25 le parole al 31 dicembre 2024 sono sostituite con le
parole al 31 dicembre 2025 .
2. All'articolo 11 della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20
dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: 2 bis: Le deliberazioni
del Consiglio di cui alla lettera c) dell'articolo 9 sono
sottoposte al controllo, anche di merito, del Dirigente generale
del Dipartimento regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana che lo esercita entro trenta giorni dalla ricezione della
delibera. .
3. Al comma 3 dell'articolo 11 della legge regionale n. 20/2000,
dopo le parole di cui alle lettere è soppressa la lettera c) .
4. Al comma 9 dell'articolo 20 della legge regionale n. 20/2000 le
parole Assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana sono sostituite dalle parole Dirigente generale del
Dipartimento regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana .».
Sono presenti solo emendamenti soppressivi.
Onorevoli colleghi, gli emendamenti soppressivi li considero
ritirati?
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradirei
che sull'articolo 19 ci fosse un momento di chiarezza da parte del
Governo per spiegare analiticamente quali norme andiamo a
sopprimere e perché, quali norme andiamo a modificare e perché.
Perché oggettivamente non tutti i colleghi hanno potuto partecipare
all'interessante sessione di bilancio che ci ha visto di recente
impegnati e magari è corretto che per una valutazione completa,
tutti possano ascoltare cosa stiamo andando ad abrogare e cosa
stiamo andando a modificare anziché semplicemente decidere senza
sapere neanche cosa si stia facendo.
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, prego.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, credo che la
nota di lettura sull'articolo 19 sia abbastanza esaustiva.
Il comma 1 è una proroga della scadenza dei rapporti di lavoro a
tempo determinato in corso con il personale precario.
I commi 2, 3 e 4 riguardano l'istituzione del Parco archeologico
Valle dei Templi per accrescere l'efficienza dell'attività
amministrativa attraverso la semplificazione delle procedure di
approvazione e di controllo degli atti economico-finanziari.
Il comma 5 riguarda l'ammissibilità della spesa degli interventi
di cui alla legge regionale 25 e sono prorogati di 6 mesi.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella scorsa
finanziaria, avevo proposto al Governo di cambiare la denominazione
di un assessorato e di aggiungere le parole "politiche giovanili",
perché ritenevo assurdo il fatto che la nostra Regione non
dedicasse un'attenzione specifica anche nella denominazione alle
politiche giovanili e mi era stato risposto che questo tipo di
iniziativa non poteva essere inserito all'interno di una
finanziaria e che invece necessitava di una discussione e di una
concertazione con gli assessorati e quant'altro.
Oggi ci ritroviamo una medesima rideterminazione, stiamo cambiando
la denominazione all'assessorato ai beni culturali e quindi, lo
dico all'assessore Albano, perché poi la competenza è del suo
assessorato, nell'ottica di inserire anche questo riconoscimento al
Governo di attenzione nei confronti delle politiche giovanili,
perché non inserire - visto e considerato che stiamo modificando
all'interno del suo Assessorato - anche le parole politiche
giovanili'?
Io lo ritengo un atto di attenzione nei confronti dei tanti
giovani che oggi vivono all'interno della nostra Regione e su cui
il Governo regionale sta portando avanti anche diverse iniziative.
Quindi Presidente, se l'Assessore è d'accordo, proporrei anche un
eventuale subemendamento per inserire queste parole all'interno
dell'Assessorato della famiglia.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, ho ascoltato quanto ha proposto
l'onorevole Spada, sono veramente d'accordo su questa dizione.
PRESIDENTE. Assessore, anche se lei è d'accordo però serve
comunque una modifica di norma importante.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Na ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, su questo articolo 19 vorrei
chiedere l'accantonamento e che sia discusso nel pomeriggio alla
presenza - se lo potete chiamare - dell'Assessore per i beni
culturali, ciò per due motivi. Intanto, perché c'è una modifica
degli articoli 11 e 20 della legge regionale numero 20 del 2000,
cioè mentre tutta l'Italia va verso l'autonomia gestionale dei
musei e dei parchi archeologici, noi prendiamo il controllo
contabile e amministrativo e lo mettiamo in mano al Direttore
generale dell'Assessorato ai beni culturali.
E' una scelta legittima, per carità, ma è esattamente il contrario
- mi sembra di capire - della direzione che sta prendendo il resto
del Paese. Allora, siccome io questo leggo testualmente nella nota
di lettura - può essere che non ho compreso bene io quello che c'è
scritto, ora magari l'Assessore per il turismo me lo vuole dire lei
- però qui mi si dice "la titolarità degli atti di gestione e
controllo contabile assegnandoli al direttore generale del
Dipartimento regionale per i beni culturali" e allora è una scelta,
io vorrei capire semplicemente se è un obbligo, spiegatelo.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, vorrei associarmi a quanto detto dal
Capogruppo, onorevole De Luca, perché ritengo che in questo
momento, in cui anche Agrigento è capitale della cultura, sia
necessario che ci sia l'Assessore competente, che è l'Assessore
Scarpinato, con tutto il rispetto per l'Assessore per il turismo
che ha cercato in qualche modo di rispondere, però andiamo a
modificare una disciplina che riguarda il controllo e c'è scritto
anche di merito degli atti del consiglio di amministrazione di un
Parco che, forse, è l'unico che in Sicilia ha un'autonomia, ha
avuto in questi anni anche un'autonomia reale, quindi vorremmo
comprendere quali sono anche le ragioni politiche sottese ad una
scelta di questo tipo; il motivo per cui l'Assessorato ai beni
culturali si sta spogliando del proprio potere di controllo, che
è anche un controllo di tipo politico, di natura politica, che è
completamente diversa dal tipo di controllo che può avere invece un
direttore generale che è un componente della pubblica
Amministrazione, quindi la politica è una cosa, l'Amministrazione è
un'altra cosa, quindi ritengo che sia doveroso che l'assessore
Scarpinato venga in Aula a spiegarci le ragioni politiche di questa
scelta. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore, lei vuole aggiungere
SUNSERI. Manca l'Assessore Scarpinato
PRESIDENTE. C'è l'assessore Dagnino. Prego, Assessore...
DAGNINO, assessore per l'economia. Posso forse contribuire io alla
discussione. Mi sono interfacciato con gli Uffici, la richiesta
viene dagli Uffici stessi ed è finalizzata effettivamente ad una
semplificazione, perché attualmente le deliberazioni vengono
sottoposte al controllo sia del dirigente che dell'Assessore,
quindi c'è un doppio controllo, che oltre ad essere un
appesantimento procedurale, si pone in contrasto col principio di
separazione tra attività di indirizzo politico e attività
amministrativo-gestionale, quindi si elimina il passaggio
sull'organo di indirizzo politico trattandosi di altro gestore, in
coerenza con i principi della riforma Bassanini.
PRESIDENTE. Colleghi, i soppressivi all'articolo 19 sono ritirati?
L'intendo ritirati?
DE LUCA Antonino. Su quell'aspetto per me non c'è problema, sul
resto sarebbe stato meglio che ci fosse stato l'Assessore per i
beni culturali.
PRESIDENTE. Però, dico l'Assessore Dagnino... C'è un emendamento,
prima di passare alla votazione dell'articolo, che trovate
all'interno dei vostri tablet, a firma del Governo, il 19.19.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi magari il Governo illustra
l'emendamento.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Un approfondimento tecnico sul comma
5, Assessore, cosa significa che i Dipartimenti impegnano le somme
per l'anno corrente senza avere nessun... come dire, immagino
facciano riferimento a tutte le proposte che sono venute fuori dal
Parlamento nell'arco degli ultimi sei mesi, immagino da agosto in
poi, che non sono riuscite ad essere decretate entro la fine
dell'anno.
La domanda è: proprio da un punto di vista tecnico, il bilancio di
fatto lo stiamo posticipando a giugno perché nel frattempo i
Dipartimenti impegnano le somme, seppure non hanno ricevuto ad
esempio i progetti da parte dei comuni e quindi stiamo prorogando
questi termini? E le somme sono bloccate al 31 dicembre e poi
verranno decretate entro giugno, o non vengono impegnate le somme
al 31 dicembre e poi i decreti verranno dopo?
PRESIDENTE. Allora, onorevole Sunseri, farei illustrare un attimo
l'emendamento 19.19 che trovate nel tablet all'assessore Savarino e
poi chiederei poi all'assessore Dagnino di rispondere a questa
ulteriore osservazione. Prego, assessore Savarino, se può
illustrare l'emendamento 19.19.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. E' un refuso, quando abbiamo recepito il Salva casa
dovevamo recepire i commi 1, 2, 4 e 4 bis; il 4 bis è saltato e
quando ce ne siamo accorti, non potevamo più operare il 117 per cui
bisogna inserirlo adesso. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
CRACOLICI. Presidente, posso intervenire sul comma 5?
PRESIDENTE. Sì prego, e poi l'onorevole Ciminnisi, prima
l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Presidente, sul comma 5, dico subito che questa è una
norma che è entrata in Commissione Bilancio' secondo un principio
che abbiamo riproposto nelle diverse finanziarie, in particolare,
poiché ci sono interventi che sono stati finanziati ad agosto 2023,
no agosto 2024, con un contributo annuo, quindi non possono avere,
come dire, il tempo di realizzazione che hanno avuto altri enti che
sono stati finanziati a inizio di esercizio. Quindi, si propone
semplicemente di spostare al 30 giugno l'attività di realizzazione
e di rendicontazione.
Ho spiegato bene, Presidente?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Ed è una prassi consolidata
CRACOLICI. Non sapevo neanche di che parlavamo, però va bene
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Ciminnisi. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie, Presidente. In merito all'emendamento 19.19,
innanzitutto è un emendamento ordinamentale che non comprendo
perché dovremmo inserire in questa legge di stabilità. Dico,
andiamo a modificare il recepimento del D.L. "Salva casa", e già
quando l'abbiamo recepito durante la legge urbanistica, l'abbiamo
fatto senza avere alcuna possibilità di modificarlo, alcuna
possibilità di emendarlo e anche in questo caso mi sembra veramente
inopportuno che si utilizzi la legge di stabilità per inserire il
recepimento di una norma che non sappiamo e non abbiamo neanche il
tempo di capire che cosa va a recepire.
Siccome si tratta degli altrimenti detti condoni, sanatorie e cose
di questo tipo ritengo, Presidente, che ci sia la necessità un
attimino di fermarci, avere quanto meno il tempo di approfondire,
fermo restando che ritengo che sia assolutamente inopportuno che
una norma di tipo, ordinamentale, debba entrare in una legge di
bilancio.
In un altro momento, se abbiamo necessità di reintervenire sulla
legge urbanistica, interverremo, ci sediamo, passiamo dalla Quarta
Commissione, vediamo di cosa si tratta ed eventualmente valutiamo,
poi valuta l'Aula naturalmente, se recepire o meno, ma così mi
sembra veramente inaccettabile. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, lei vuole aggiungere qualche altra
cosa sulle sollecitazioni che sono arrivate dai colleghi? Prego.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, alzo le
mani, perché la norma potrebbe, questo lo dico diciamo levandomi il
cappello e mettendomi quello di studioso della finanza pubblica,
potrebbe impingere col principio di annualità, però mi dicono,
perché cosa succede che si vanno a spostare i termini di
ammissibilità della spesa su interventi, quindi l'impegno che va
fatto entro il 31 dicembre si dovrebbe fare su spese ad oggi, alla
data del 31 dicembre, non ancora ammissibili perché non ancora
realizzate. Quindi come si fa a fare l'impegno su una spesa non
ancora realizzata?
Però mi si dice che in passato si è effettivamente fatto qualcosa
di molto simile e non c'è stata impugnativa, quindi mi rimetto
all'Aula. I dubbi ci sono.
PRESIDENTE. Colleghi, metterei in votazione l'emendamento 19.19.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Lei forse, Presidente, non ha ascoltato l'intervento
dell'onorevole Ciminnisi - sarà stato sicuramente distratto - però
lo reitero diciamo con ancora più chiarezza: è un ordinamentale,
l'Assessore non ha spiegato cosa è il comma 4 bis, è stato inserito
solo in Aula, non è passato dalla Commissione, non è passato dalla
Commissione Bilancio', viene inserito con un emendamento
aggiuntivo oggi in discussione generale. La preghiamo cortesemente
di fermarsi su questo emendamento, di non procedere alla votazione
e di dare la possibilità a tutti di studiarlo, guardare bene di
cosa si tratta e poi successivamente valutare se un emendamento di
natura ordinamentale possa entrare o meno in finanziaria. Grazie.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Sì, Presidente, mi associo a quanto detto già dai
colleghi Sunseri e Ciminnisi e vorremmo anche un riscontro da parte
della Presidenza sull'ammissibilità di questo emendamento in quanto
ordinamentale, quindi ci aspettiamo una risposta, Presidente.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Un attimo colleghi, vi faccio parlare
tutti però è importante che vi registriate e non schiacciate subito
il microfono.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi appello
all'Aula perché questa norma, per quanto ordinamentale, ha ragione
perfettamente anche il Presidente della Commissione ad
evidenziarlo, è un semplice refuso di una legge che abbiamo
approvato neanche un mese fa.
Ci siamo dimenticati, nel momento in cui abbiamo approvato la
"Salva casa di Salvini, chiamiamola così, ci siamo dimenticati di
questo comma, abbiamo commesso una sciocchezza, è un errore
colossale perché tutta la Sicilia, tutti i tecnici della Sicilia
attendono da vent'anni questo articolo, che non abbiamo potuto
approvare, lo dico all'assessore Dagnino che prima ha cercato di
capire di che stessimo parlando, che in quest'Aula in questi anni
non abbiamo potuto approvare proprio perché ci mancava la copertura
della legge nazionale che finalmente è arrivata.
Abbiamo adottato la Salvini in fotocopia diciamo, ci siamo
dimenticati dell'ultimo comma che è importantissimo. Ora dico,
onorevole Daidone, lo dico ai colleghi del Movimento Cinque Stelle:
ma è possibile che dobbiamo farci del male in questo Parlamento
perché ci dobbiamo ostinatamente aggrappare all'ultimo cavillo
inutile? C'è una regola e la regola va rispettata ma come ogni
buona regola ci sarà un'eccezione migliore della regola che ci
permette di rimediare ad un errore dell'Aula, non un errore del
Governo, non un errore della Commissione urbanistica o della
Commissione Bilancio', ma un errore dell'Aula, un errore
clamoroso, piccolo, insignificante, ma che è risolutivo
Cosa andiamo a spiegare alle persone che ritardiamo ancora
quindici giorni, venti giorni perché poi lo approveremo, perché è
incontestabile, perché è legge nazionale; facciamolo e basta, senza
tutti questi dettagli, tutti questi infingimenti, queste ipocrisie,
piccole ipocrisie che non servono a nulla.
Quindi, mi appello, Presidente, al Governo, a insistere invece per
approvarla senza alcuna titubanza, senza alcun problema, con la
massima serenità, anzi vorrei dirvi credo che perderemo la serenità
se ci impuntiamo su questa sciocchezza. Grazie.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole De Luca.
MARANO. Presidente, mi fa piacere che qualche collega al quarto
giorno di finanziaria si sia svegliato e mi associo a quello che
hanno detto già i colleghi Sunseri e Ciminnissi: non è il modo di
operare in quest'Aula, non è la procedura giusta da fare, non si
possono presentare emendamenti su materie così delicate perché
dobbiamo approfondirle, analizzarle e valutare quello che si deve
fare. Quindi non si può procedere, Presidente, alla votazione,
bisogna stare tranquilli e sereni, visto che su tante altre cose si
sono prese ore e giornate intere, anche su questo ci prendiamo il
tempo che ci vuole. Grazie.
PRESIDENTE. Colleghi, onorevole De Luca, prima del suo intervento
farei in questo modo: considerando che comunque sono le 13.45,
sospenderei l'Aula e la riconvocherei per le ore 15.30; durante
questo lasso di tempo sono convinto che l'Assessore chiarirà anche
i dubbi che hanno alcuni colleghi. Quindi l'Aula è sospesa ed è
riconvocata alle ore 15.30.
La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 13.45, è ripresa alle ore 16.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo all'emendamento 19.19 del
Governo sul quale era stato chiesto un approfondimento, Assessore
Savarino, però da parte della Presidenza rispetto alle varie
interlocuzioni avute, chiedo un ritiro se si trattasse di un
emendamento ordinamentale anche se si trattasse di un refuso,
qualora questo appunto lo possiamo riproporre magari a gennaio,
quando faremo il ddl 738, perché avevamo dato - bene o male -
questo genere di impostazione, se così non dovesse essere però, le
chiedo di potere intervenire.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, assolutamente io non voglio creare nessuna difficoltà
ai lavori d'Aula, né a questa Presidenza, avevo spiegato ai
colleghi che c'era stato un errore, un refuso quando abbiamo
recepito la "salva casa", pensavo che fosse chiaro non è niente di
che, però io siccome non voglio complicare i lavori dell'Aula,
c'era un testo che era stato depositato del decreto "salva casa"
che non prevedeva anche il comma 4 bis, quando poi abbiamo recepito
il "salva casa" era già legge, si era aggiunto il 4 bis, quindi
erano 1, 2, 4, e 4bis, un errore poi tra i testi che in Aula
abbiamo proposto e che gli Uffici avevano, c'è stato questo refuso.
Ma per carità, io non voglio creare difficoltà, perché
tecnicamente è un ordinamentale anche se è solo per colmare un
errore che è stato commesso dai nostri Uffici.
Se ci dovesse essere uno spazio ovviamente io mi auguro che possa
rientrare ma io non voglio creare problemi ai lavori parlamentari,
per cui ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Ringrazio l'Assessore Savarino per aver ritirato
l'emendamento anche se eventualmente potevamo pensare di portarla
avanti ma nel rispetto delle indicazioni che sono state date,
secondo me è corretto questo atteggiamento, se poi ci dovesse
essere una riflessione successiva, si vedrà in un secondo momento.
Adesso passiamo ai soppressivi Onorevole Catanzaro, i soppressivi
sono sempre ritirati? Corretto? E' l'articolo 19, prima aveva detto
di sì, era per ulteriore conferma, ha cambiato opinione?
Li ha ritirati, benissimo.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
Sull'ordine dei lavori
BURTONE. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori
perché vedo circolare diverse ipotesi di emendamenti in giro, lei
ha dato una risposta e un'indicazione rassicurante sotto certi
aspetti, però mi pare che ci siano bozze di emendamenti che vengono
presentate e poi ritirate, una circolazione piuttosto caotica.
Io intervengo Presidente, perché ho sentito che questi emendamenti
verrebbero fuori dal dibattito e dalle eventuali correzioni che il
Governo vuole fare.
Allora mi meraviglio, perché ci sono alcuni emendamenti che
riguardano temi sensibili, importanti, come quelli del lavoro, in
particolare c'è un emendamento che riguarda...
PRESIDENTE. Ma sono già presentati?
BURTONE. No Presidente, io le ho detto che c'è una circolazione di
emendamenti piuttosto ufficiosi, chiamiamoli così...
PRESIDENTE. No, per capirlo io.
BURTONE. Non presentati, che però essendo, diciamo, passati da una
mano all'altra nell'Aula, qualche attendibilità la dovrebbero
avere Qualcuno dice che sono, ripeto, emendamenti che il Governo
starebbe preparando per dare risposta a quelle che sono state le
indicazioni del dibattito.
Il dibattito, mi si permetta, su alcuni temi è stato anche quello
promosso dalle opposizioni, in particolare per quel che riguarda il
Partito Democratico, e io qui voglio ricordare, visto che si parla
di disoccupati, di lavoratori che avrebbero bisogno della
disoccupazione in deroga, che ho parlato della Kalat, della Kalat
Ambiente, un'azienda del Calatino che opera nel campo dei rifiuti e
che è stata due volte incendiata in maniera dolosa - qualcuno
ritiene che ci sia la mano della criminalità organizzata, non
sarebbe una cosa inattendibile visto che parliamo di rifiuti - e
considerato che in queste bozze di emendamenti io non ho trovato
questo riferimento, che pure abbiamo sottolineato in Aula, mi
permetto, Presidente, ricordarlo all'Aula che ci sono anche questi
lavoratori che aspettano una risposta dalla Regione.
Se la Regione dovesse in tal senso dare un'indicazione, un
indirizzo delle risorse, non bisogna dimenticare i lavoratori della
Kalat Ambiente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone, le dico che io cerco di
essere sempre molto lento durante questo genere di votazioni,
proprio per dare tutto il tempo possibile ai colleghi di poter
leggere quello che arriva.
In questo momento, è vero che circolano diversi bozzini ,
bozzoni , chiamiamolo così, con tante norme ma ancora,
formalmente, non è stato presentato assolutamente nulla. Qualora
fosse così, l'invito è sempre di evitare ordinamentali , in tutti
i casi se si dovesse aprire un ragionamento differente passerà da
una Conferenza dei Capigruppo dove tutti potranno dire la propria e
si cercherà, come sempre, di garantire quello che è il rispetto nei
confronti di tutti i parlamentari e di tutte le forze politiche.
Grazie, onorevole Burtone.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 831/A e 832/A
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Aspettavo che entraste perché siamo
arrivati alla votazione dell'articolo 19. Onorevole De Luca, se sta
intervenendo sull'emendamento ordinamentale le dico che è stato
ritirato.
DE LUCA Antonino. Sì, Presidente, stavo per intervenire sulla
questione dell'ordinamentale, che è stato correttamente ritirato e
ve ne sono grato perché avrebbe violato quel patto, non solo di non
presentare emendamenti ordinamentali, ma anche di non intervenire
nella materia urbanistica all'interno della legge finanziaria che è
un pilastro che ci siamo sempre dati.
Però veda, Presidente, io non posso omettere di sottoporre
all'attenzione di questo Parlamento il grave fatto che è accaduto
in quest'Aula prima della sospensione dei lavori, perché io posso
tollerare la dialettica, posso tollerare i toni aspri, posso
tollerare qualunque diversità delle opinioni, perché questo è un
Parlamento ed è giusto che ci si confronti, ma non posso tollerare
che ci si scontri o che si utilizzino termini inadeguati a
quest'Aula parlando di incapacità, di stupidità, di
inappropriatezza, di ipocrisia, a maggiore ragione utilizzando toni
non adeguati, non solo alla dignità di questo Palazzo ma,
soprattutto, se proferiti nei confronti di una collega, di una
donna o di un intero Gruppo parlamentare: io questo non lo accetto.
Per cui io chiedo che ci siano nei confronti della collega Marano
o delle scuse da parte di chi quelle accuse fuori microfono, cosa
che è ancora più grave, perché nel microfono almeno ha il coraggio
di dirle in maniera ufficiosa, dirle fuori microfono ma facendosi
sentire ancora più meschino per quanto mi riguarda; se non ci sono
le scuse per protesta simbolica, perché non è un fatto che non può
non rimanere agli atti, noi estrarremo i tesserini e diserteremo o
l'Aula per dieci minuti e invitiamo gli altri partiti, le altre
donne e tutti coloro quali vogliono manifestare disappunto verso
questo comportamento riprovevole, compreso il Governo, a fare
altrettanto perché è inutile legiferare sulla violenza alle donne,
il reddito di libertà e compagnia cantando e poi assumere
comportamenti errati.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, solo per dirle, dico sto parlando
chiaramente di una cosa in cui non ero presente.
DE LUCA Antonino. No, lei non c'era Presidente, ma non è una
questione della Presidenza.
PRESIDENTE. Era a microfoni spenti quindi neanche posso avere...
DE LUCA Antonino. Non è un fatto che si può addebitare alla
Presidenza.
PRESIDENTE. Siccome c'è sempre stato un quieto vivere e certamente
non ho alcun elemento per giudicare quello che è accaduto, prendo
l'impegno, nella prima pausa, che lei insieme alla collega Marano
che ho già sentito telefonicamente, certamente troveremo un
istante per trovare tutte le condizioni affinché possa essere
ripristinata, qualora fosse successo quello che lei mi sta dicendo,
perché chiaramente non so nulla di certo, per ripristinare quello
che è il buon andamento dell'Aula e soprattutto il rispetto nei
confronti delle parlamentari e certamente dell'onorevole Marano,
quindi la invito a non fare alcun genere di...
DE LUCA Antonino. Riconoscendo autorevolezza e serietà
all'Ufficio di Presidenza accolgo la sua richiesta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Adesso che abbiamo anche il Movimento Cinque Stelle all'interno
dell'Aula, che ho aspettato prima di mettere in votazione
CRACOLICI. Io ho baciato la collega Marano a nome di tutti
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Pongo in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 5, in precedenza
accantonato. Ne do lettura:
«Art. 5.
Disposizioni urgenti per fronteggiare la carenza di medici
del Servizio sanitario regionale
1. L'articolo 42 della legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3 è
abrogato.
2. Al fine di garantire la funzionalità dei presidi ospedalieri
delle Aziende sanitarie provinciali che presentano maggiori carenze
di organico in relazione alle singole discipline con esclusione di
quelli ricadenti nelle città capoluogo, ai medici in servizio nei
medesimi presidi può essere attribuito un incentivo straordinario
fino a diciottomila euro lordi annui, finalizzato ad un indennizzo
forfettario di natura transitoria delle spese sostenute
prioritariamente per l'alloggio e il trasporto.
3. Per la medesima finalità di cui al comma 2 l'incentivo può
essere attribuito, altresì, al personale medico di nuova
assunzione, allo scopo di far fronte alle gravi carenze di organico
e di ridurre il ricorso alla esternalizzazione delle funzioni.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per la salute, da
adottarsi entro il 28 febbraio di ciascun anno sulla base dei dati
rilevati al 31 dicembre dell'anno precedente, sono determinati i
criteri per l'attribuzione dell'incentivo di cui al comma 2 e per
la sua graduazione, con il seguente ordine di priorità:
a) unità operative di pronto soccorso nell'ambito
dell'emergenza/urgenza;
b) presidi ospedalieri di zone disagiate di cui al punto 9.2.2
dell'allegato al decreto del Ministro della Salute 2 aprile 2015,
n. 70;
c) presidi che presentano maggiori carenze di organico in
relazione alle singole discipline;
d) distretti sanitari territoriali e presidi di continuità
assistenziale dei comuni ricadenti nelle aree interne.
5. Con il decreto di cui al comma 4 si provvede alla conseguente
ripartizione dello stanziamento in favore delle Aziende sanitarie
provinciali.
6. Per le finalità di cui ai commi 2 e 3 è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027, la spesa di
10.000 migliaia di euro.
7. I comuni ove sono presenti i presidi ospedalieri di cui al
comma 2 sono autorizzati a concedere in comodato gratuito ai medici
di medicina generale e ai medici pediatri di libera scelta gli
immobili del patrimonio comunale per lo svolgimento del servizio di
pubblica utilità loro affidato. I medesimi comuni hanno altresì
facoltà di sostenere l'onere delle utenze dei predetti immobili.».
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Intanto per ricollegarci ai
lavori di ieri, avevo capito che sospendevamo perché oggi sarebbe
venuto l'assessore Volo per avere, appunto, alcuni chiarimenti
relativamente all'operatività della norma. Vorrei ricordare
quindi...
Aspetto perché mi rendo conto che
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, ci siamo interrotti non per
disappunto nei suoi confronti ma perché ci segnalano che quello che
stiamo dicendo in questo momento, si sta segnando in Aula, ma non
si sta dando la possibilità a chi ci ascolta, o da casa o dagli
Uffici, perché c'è un problema di audio, quindi siccome si dovrebbe
resettare il sistema, sospendiamo l'Aula per cinque minuti. Anzi,
potrebbe essere un momento per confrontarci noi due.
Sospendo la seduta per cinque minuti. Vi prego di non allontanarvi
perché dobbiamo riprendere in tempi stretti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.03, è ripresa alle ore 17.54)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Allora colleghi, ci siamo
lasciati all'articolo 5 chiedo al Capogruppo del Movimento Cinque
Stelle se i soppressivi sono mantenuti o ritirati.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto perché
stiamo parlando dell'articolo 5, vero, Presidente? Al comma 2,
avevo presentato in Commissione, è stato approvato in Commissione,
un emendamento che trasformava il comma 2: le parole "nella città
capoluogo" sono sostituite dalle seguenti "nei capoluoghi delle
città metropolitane". Ora ho visto che ha presentato l'emendamento,
lo stesso, identico, l'onorevole Dipasquale. Vorrei aggiungere
soltanto la mia firma all'emendamento, visto che l'avevo presentato
in Commissione Salute, servizi sociali e sanitari .
PRESIDENTE. Va bene, sta apponendo la sua firma, sostanzialmente.
GILISTRO. Certo, solo questo volevo chiedere. L'ho detto
all'onorevole Dipasquale.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ancora non siamo all'emendamento, però, intanto, vuole
intervenire sull'articolo? Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, assessore Dagnino, Governo,
onorevoli colleghi, l'articolo 5 è certamente uno degli articoli
maggiormente qualificanti questo testo di legge ed è uno di quegli
articoli da cui speriamo possa derivare un miglioramento per le
condizioni dei nostri presidi ospedalieri e, quindi, della sanità
pubblica siciliana, settore particolarmente critico su cui è
evidente che l'azione di questo Governo, come di quello che l'ha
preceduto, laddove non è stata inefficiente, è stata persino
dannosa.
L'articolo mira a fornire degli incentivi pari a diciottomila euro
lordi annui per tutti quei medici che rimarranno in forza o
procederanno a prestare la propria opera presso i Pronto soccorso,
presso i reparti con meno del 50 per cento della forza lavoro in
organico e in tutti quei comuni ricadenti nel decreto ministeriale,
che sono qualificati come presidi di area disagiata.
Per questo articolo, è stata formulata una provvista economica
pari a 10 milioni di euro, provvista che noi, in Commissione
Sanità, unanimemente, anche su proposta del Presidente Laccoto,
avevamo portato a 20 milioni di euro, essendo questo il calcolo che
era pervenuto dall'Assessorato alla sanità, dalla programmazione
per quantificare le risorse di cui questo articolo necessita
qualora pienamente operante.
Ho provveduto a reiterare l'emendamento in Aula affinché le
risorse siano raddoppiate, ma tengo in particolare a precisare qual
è il senso di questo articolo che è già presente in un precedente
testo di finanziaria, che è stato oggetto di attenzione da parte
del Consiglio dei Ministri e che ha visto un preavviso di
impugnativa che è stato frenato da un accordo che prevedeva alcune
modifiche a quel testo, che erano state apportate in Commissione
Sanità , ma che in parte sono state stravolte da un lavoro fatto
in Commissione Bilancio che, mi perdonerete, Presidente Daidone,
probabilmente non doveva essere fatto senza prima consultarsi con
la Commissione Sanità , perché nel testo attualmente
all'attenzione dell'Aula vi sono alcuni errori e ci sono alcune
parti che non solo inficiano il testo ma lo rendono potenzialmente,
nuovamente, attenzionabile da parte del Consiglio dei Ministri.
E mi riferisco all'inserimento della lettera d), all'inserimento
del comma 7 e alla mancata previsione come comuni, come aree
escluse, dei soli capoluoghi di provincia di Città metropolitane,
perché nella versione iniziale noi avevamo immaginato di sostenere
i piccoli ospedali di provincia e delle comunità che maggiormente
soffrono rispetto a quelli della città di Catania, Messina e
Palermo, non perché tutti gli ospedali di queste tre città siano
pienamente operanti, col massimo della forza ma perché,
oggettivamente, in questi comuni, ci sono i policlinici
universitari, ci sono gli IRCS, ci sono le aziende ospedaliere che,
nel bene e nel male, riescono a sopperire alla domanda di sanità
del centro, mentre le aree interne e la provincia hanno maggiori
difficoltà, e lo sta dicendo un deputato che, alla fine, proviene
da uno di quei tre comuni che sarebbero esclusi da quella norma ma
che ritiene corretto offrire la sanità pubblica prima dove non c'è
e, poi, migliorarla dove almeno c'è già
Su questo io raccomando all'Aula di essere particolarmente attenta
agli emendamenti, ai suggerimenti, che proverranno da chi quella
norma l'ha costruita già nella scorsa finanziaria, ha concordato
col Ministero, col Mef, con il Ministero della Salute, quelle che
sono le modifiche da apportare per salvare la norma.
Infine, vorrei fare un ringraziamento a tutta la Commissione
Salute , chiunque, a tutti coloro i quali hanno lavorato alla
redazione di questo articolo e del precedente, perché questo è
stato un momento di sano incontro tra parti che, normalmente, sono
opposte, perché il Movimento Cinque Stelle aveva tanto insistito
affinché nascesse una norma per dare degli incentivi alle aree di
pronto soccorso anche sulla scorta del lavoro che in Commissione
Salute abbiamo fatto con tutta la Commissione e con i suoi
componenti e aveva predisposto un intervento anche, per l'appunto,
sugli ospedali di provincia con meno del 50% di occupazione,
presidente Schifani, voleva lavorare invece in particolare sulle
aree disagiate.
La somma di queste volontà e la grande unitarietà che, spesso, si
dimostra in Commissione sanità davanti ai problemi della sanità
pubblica hanno fatto sì che si realizzasse un piccolo miracolo che,
speriamo, possa giovare alla buona salute dei cittadini siciliani.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Laccoto,
Schillaci, Burtone e Safina.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Colleghi, io chiedo un attimo di attenzione perché, altrimenti, il
lavoro fatto nelle Commissioni di merito non vale più niente,
specialmente su un tema delicato come questo.
Noi abbiamo perso un anno rispetto alla finanziaria dell'anno
scorso quando era già stato proposto questo articolato in una
maniera diversa. Il Consiglio dei Ministri chiese una modifica
rispetto a quello che avevamo fatto e proposto noi. Questa modifica
è arrivata solo un anno dopo. Però, mi accorgo, rispetto al testo
che era approvato all'unanimità in Commissione con il voto
favorevole del Governo eccetera, che vi sono state modifiche che
possono inficiare di nuovo l'operabilità e la concreta messa in
opera di questo emendamento che serve, soprattutto, per incentivare
i medici nei Pronto Soccorso.
Io apprezzo quello che è stato fatto come emendamento da parte di
alcuni colleghi, Dipasquale e altri, sulle città capoluogo, però,
ritengo di dovere precisare che la Commissione aveva già portato
all'attenzione della Commissione Bilancio l'emendamento, tenendo
fuori le città capoluogo e inserendo solamente le città capoluogo
di città metropolitane e, quindi, questo è un emendamento che va
apprezzato.
Per quanto riguarda l'articolo sui medici di distretto, eccetera,
o l'articolo resta così come era oppure noi rischiamo, ancora una
volta, di non poterlo attuare perché passeremo sempre al vaglio del
Consiglio dei Ministri. Così come al comma sette, che può essere
messo in un altro discorso, ma non già qui, perché le somme di 10
milioni a stento bastano per potere incentivare 500 medici. A
diciottomila euro, dando il massimo, sono nove milioni.
Quindi, noi dobbiamo evitare di creare problemi perché oggi la
sanità risente, soprattutto, delle carenze dei Pronto soccorso e
nelle zone disagiate, così come la Commissione Salute aveva più
volte affrontato, elaborando il testo, trovando una sintesi
all'unanimità.
Io credo che tutto vada ricondotto a quello che ha fatto, e ha
trasmesso, la Commissione Salute . Non stravolgiamo. Si vogliono
mettere altre norme? Si mettano in altra norma, non qui, non in
questo emendamento, perché altrimenti, noi rischiamo veramente di
essere di nuovo, praticamente, cassati dal Consiglio dei Ministri.
Io ringrazio anche coloro che si sono accorti, onorevole
Dipasquale e gli altri, Gilistro, eccetera, che hanno fatto questo
emendamento, però voglio dire che un poco di attenzione a quello
che viene fatto in Commissione dovrebbe esserci, perché altrimenti
chiudiamo le Commissioni di merito e andiamo solo in Commissione
Bilancio .
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Veda Presidente e Assessori,
l'intervento dei colleghi dimostra quanto sia frustrante, per noi
deputati ma, soprattutto, per tutti i siciliani, l'aver affrontato
il tema della sanità in questo modo, così superficiale, per gli
emendamenti che poi sono piovuti dopo il lavoro fatto dalla
Commissione competente, ma soprattutto perché sulla sanità,
assessore Dagnino, avremmo dovuto intervenire in maniera adeguata,
ma soprattutto con delle misure apposite.
Ora, il tema dei medici, naturalmente, e la carenza soprattutto
dei medici, è un tema che non riguarda, soltanto la Regione, perché
sappiamo che la carenza dei medici è a livello nazionale, però
veda, le indicazioni che erano venute da questo Parlamento
regionale anche nella scorsa legislatura dove avevamo approvato la
legge voto per togliere il tetto sull'ingresso alla facoltà, e
soprattutto a determinate facoltà, diciamo di Medicina, dimostra
quanto questo Parlamento regionale non abbia inciso a livello
nazionale.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
SCHILLACI. E, quindi, quello che chiediamo è anche un intervento
di questo Governo regionale sui tavoli che devono decidere sulla
pelle dei cittadini siciliani.
Oltretutto, però, devo aggiungere che ci sono degli argomenti che
possono essere, invece, decisi a livello regionale e una delle cose
che voglio sottolineare ed evidenziare sono delle criticità a
livello gestionale, come ad esempio il fatto che, per quanto
riguarda i poli psichiatrici, mancano i letti, mancano addirittura
le lenzuola
Su queste cose perché non riusciamo ad incidere e a risolvere
proprio su cose che sono di tipo regionale? Quindi, io lancio
l'allarme. Così come a Villa Sofia, nel posteggio di Villa Sofia
sono rimasti imbottigliati nel fango, degli utenti, delle persone
che dovevano recarsi a Villa Sofia per le cure oncologiche, sono
rimaste imbottigliate nel fango perché il posteggio che hanno
realizzato non è stato asfaltato. Noi dobbiamo veramente risolvere
quelle che sono le criticità dei nostri utenti siciliani.
Quindi, caro assessore e cara Giunta regionale, portate questo
messaggio a chi di dovere per risolvere le cose che possiamo fare.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. E' iscritto a parlare
l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, io esprimo maggiore pessimismo rispetto alla
situazione che abbiamo davanti. Non credo che siano soltanto le
strutture dei Pronto soccorso ad essere carenti dei medici.
Ci sono diversi reparti, la rianimazione, l'ortopedia, la
psichiatria, ci sono le carenze di medici di famiglia. Mi pare che
il problema sia stato più volte sollevato in quest'Aula.
Io mi sono permesso di dire che la questione è molto più pesante
rispetto ai dati che emergevano e, ancora oggi, c'è chi si ostina a
dire che non si deve aprire un fronte rispetto al numero chiuso.
Noi stiamo scontando problemi che vengono dagli anni precedenti,
perché la programmazione non è stata adeguata. Quindi, andremo
avanti con grandi difficoltà e ad avere maggiori problemi sono i
comuni dell'entroterra. Le aree metropolitane monopolizzano
l'acquisizione del personale: i nuovi medici sono molto più
attratti a rimanere in città, laddove ci sono forse maggiori
tecnologie, più possibilità di inserimento. Quindi, l'incentivo è
un incentivo positivo.
Credo che nei mesi scorsi si sia aperto anche un altro fronte, che
era quello di medici che uscivano fuori dal sistema sanitario
nazionale pubblico, ma anche privato, per poi assumere questa veste
di medico che lavorava con la partita Iva e che, quindi, andava nei
reparti per fornire la propria prestazione professionale per averla
pagata in una certa maniera.
Io penso, signor Presidente, che l'articolo copra alcuni aspetti.
Bene ha fatto il Presidente Laccoto a riprendere le questioni che
erano state discusse in Commissione. Si dà anche qualche elemento
di agevolazione per quelli che dovessero decidere di prestare la
propria attività come medici di medicina generale nei paesi che
sono in difficoltà. Ancora oggi ci sono realtà dei Nebrodi, ma
anche del Calatino, del Ragusano, del Siracusano, in cui medici che
vanno in pensione, medici di medicina generale, non vengono
sostituiti.
Ben vengano questi stimoli per scegliere, anche se io credo che
rispetto alle difficoltà che abbiamo non sarà facile e non sarà
semplice. Ci torneremo.
Spero che l'incentivo possa portare i giovani medici a fare questa
scelta; tra l'altro, potrebbe essere una scelta anche formativa,
perché andare nei territori, avere la possibilità di confrontarsi
con strutture che non presentano l'alta tecnologia e che, quindi,
portano ad un approfondimento di alcuni elementi fondamentali nella
formazione del medico, la semeiotica, sia medica che chirurgica, se
si dovesse fare questo io credo che si potrebbe dare una risposta;
ma è un percorso difficile da portare avanti. Mi auguro che alcuni
risultati si abbiano nell'immediato. Io mi preoccupo che rispetto
al problema generale, anche questo tipo di approccio potrebbe
essere limitativo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. È iscritto a parlare
l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie, Presidente, grazie colleghi, grazie Assessori.
Volevo intervenire in merito all'articolo 5.
Come hanno già detto i miei colleghi, precedentemente,
l'emendamento è un emendamento importante, molto importante per la
nostra Regione. Però, come dicevano l'onorevole Burtone e
l'onorevole Laccoto, non è sufficiente per quello che dovrebbe
essere la situazione sanitaria regionale.
E sa perché sono dispiaciuto, Assessore? E anche a lei,
Presidente, chiedo questo. In Commissione Salute discutiamo e
avevamo approvato unanimemente questi articoli. Come mai poi in
Commissione Bilancio spariscono o vengono stravolti? Questa è una
cosa che ci dispiace, veramente. A che servono le Commissioni
allora? A che servono, mi chiedo, le Commissioni, se poi tutto
viene stravolto completamente senza neanche avere il contatto
diretto col Presidente della VI Commissione? A parte questo, volevo
dire, continuo a insistere per questo emendamento che abbiamo
presentato, anche ora in Aula, con l'onorevole Dipasquale, che è un
emendamento che era stato approvato unanimemente in Commissione,
che è quello di dare queste risorse alle città dei capoluoghi ma
non ai capoluoghi metropolitani. Anche questa proposta in
Commissione Bilancio è stata bocciata.
Presidente Daidone, non capisco perché queste cose succedano.
Spariscono da una Commissione all'altra. Volevo affrontare,
Assessore, un altro importante tema: avevamo approvato unanimemente
in Commissione Salute un aumento dello 0,1 per cento, oltretutto,
da dedicare alle ASP, e quindi con oneri a carico delle ASP locali,
sull'autismo. Sparito Anche questo è sparito dalla Commissione
Salute alla Commissione Bilancio non è stato approvato, è
disastroso Un emendamento che avevamo presentato io e l'onorevole
Gennuso sull'autismo, una tematica talmente importante e in
continuo aumento e noi non diamo risposte ai territori per questi
soggetti fragili.
Quindi io le chiedo, Assessore, di tenere in considerazione questo
articolo, che possa aumentare dallo 0,3 allo 0,4, fra le altre cose
nel bilancio delle ASP, le risorse sull'autismo. Per noi questa è
una cosa fondamentale, non possiamo distrarci da problematiche che
poi saranno sempre più importanti a scuola, con gli insegnanti di
sostegno eccetera. La prevenzione è fondamentale, anche in questo
caso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, colleghi parlamentari.
Penso, così come la maggior parte di noi, che tutte le risorse che
vengono utilizzate per potenziare l'offerta sanitaria, e in
particolar modo quella che è l'emergenza, quelli che sono i pronto
soccorso, sono sicuramente soldi spesi bene. Sulla norma io non ho
nulla da dire, anzi, la norma appunto a me non dispiace, perché
mette in condizione i pronto soccorso, specialmente nelle realtà
più piccole, di avere un maggiore potenziamento.
Ritengo che le risorse siano molto poche, perché ritengo che
l'unico limite di questo Governo e di questa maggioranza è nel non
essere riusciti ad imporre un importo superiore - stiamo parlando
di 10 milioni di euro - su una manovra che varrà qualche centinaia
di milioni di euro e più, anzi molto di più, e poi lo vedremo
quando finiremo, cioè solo 10 milioni è veramente poco.
Faccio i complimenti alla Commissione, al suo Presidente, per il
lavoro che hanno svolto che è stato sicuramente un lavoro
importante. Si è sollevata una polemica con la II Commissione - ora
io faccio l'avvocato difensore del Presidente della II Commissione.
Quando viene fatto il lavoro nelle Commissioni di merito, anche noi
facciamo il lavoro nelle Commissioni di merito, il tutto va poi in
Commissione Bilancio . Ora, quando le cose non le ritroviamo in
Commissione Bilancio dopodiché, però, quando poi le cose non ci
sono dentro, mi sto limitando a raccontare una prassi, come
funziona la prassi, per evitare che poi il problema non è il
presidente della Commissione o la Commissione Bilancio che non
prende atto. La Commissione Bilancio fa le sue scelte dove può
prendere atto o dove non può prendere atto. Dopodiché, la manovra
uscita dall'Assemblea ritorna a tutti noi e lì noi dobbiamo
predisporre gli emendamenti che non sono stati inseriti nella
Commissione Bilancio. Quindi la responsabilità poi è di tutti, cioè
io questo mi permetto di dire.
Se io ho presentato l'emendamento 5.12 - cos'è 14, 15 - per
inserire i comuni capoluogo perché non erano stati inseriti, e ora
vado all'emendamento, perché la norma originariamente - che poi è
quella che è arrivata in Aula - non escludeva i comuni capoluogo
con l'emendamento che ho presentato io, che poi ora ascoltando ho
preso atto anche era stato motivo di discussione nella Commissione
e di approvazione, ma per fortuna io lo avevo presentato, perché
altrimenti se non l'avessi presentato, non ne potevamo discutere.
Quindi dobbiamo stare attenti tutti quando la discussione poi va in
Aula.
L'emendamento serve a inserire i comuni capoluogo, perché è
scappato questo ai colleghi della Commissione Bilancio , e può
capitare, perché i comuni capoluogo quando noi li escludiamo dal
potenziamento della medicina di emergenza, facciamo un errore, e
perché? In passato noi abbiamo dato le risposte sanitarie dal punto
di vista del personale, specialmente ai capoluoghi delle aree
metropolitane a Palermo, li abbiamo dati a Catania, qualcosa a
Messina, ma i capoluoghi di provincia sono rimasti indeboliti e,
quindi, l'emendamento mette in condizione i capoluoghi di province,
deboli, perché la provincia di Ragusa, di Siracusa, di
Caltanissetta sono rimasti svuotati
Quindi, l'emendamento ha questo significato e io penso che già il
lavoro che era stato fatto in Commissione dal Presidente Laccoto
prepara anche a un'accoglienza ampia dell'emendamento.
Abbiamo fatto tutti il nostro lavoro: lei lo ha fatto, Presidente,
nella Commissione, e io l'ho completato in Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi questo articolo
ieri è stato accantonato - cercavo la sua attenzione Presidente
perché è proprio a lei che mi rivolgo.
Ieri questo articolo è stato accantonato proprio per l'assenza
dell'Assessore per la salute.
E' un articolo che come può ben vedere dalla discussione, non
trova d'accordo né la maggioranza né l'opposizione perché alla luce
di quanto dichiarato dal Presidente della Commissione Salute è un
emendamento che è stato studiato, approfondito, discusso, votato
all'unanimità dalla Commissione ed è stato poi modificato in
Commissione Bilancio .
Siccome stiamo parlando di una norma... onorevole Figuccia,
onorevole Figuccia, io comprendo che c'è la sentenza Salvini tra
qualche minuto però un attimo di calma
Signor Presidente, dato che è una norma che, come sappiamo, è
molto delicata, è una norma attenzionata dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri, è una norma che già è stata impugnata, è
una norma fondamentale per la sanità siciliana, le chiederei, di
accantonarla, di aspettare che arrivi l'Assessore per la salute
che, sicuramente, saprà dare delle delucidazioni migliori a tutta
l'Aula perché mi dicono che quando è stata affrontata in
Commissione Bilancio non era presente né il Direttore generale
della salute né l'Assessore per la salute e sono state aggiunte
delle parti che, evidentemente - anche a detta del Presidente della
Commissione - possono inficiare il buon andamento della norma che,
ripeto, è essenziale, è fondamentale per il buon andamento della
sanità in Sicilia.
E, allora, credo che su una norma del genere, che non è una norma
inventata ma è una norma approfondita, studiata, approvata in
Commissione Salute , con grande lavoro degli Uffici, con grande
lavoro dei componenti della Commissione ed alla luce di quanto
riferito in Aula credo, Presidente, che se l'accantoniamo e
l'approfondiamo un attimo per affrontarla alla presenza
dell'Assessore per la salute che saprà anche dirci cosa in qualche
modo può essere rischioso, ritengo che si faccia un buon lavoro,
per una volta. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Presidente, onorevoli colleghi, Giunta. Il tema che stiamo
trattando con questo articolo è un tema assolutamente delicato, è
un tema che riguarda prevalentemente la qualità della vita nelle
aree interne siciliane e, come ho più volte ricordato da questo
scranno, essere area interna in Sicilia non è la stessa cosa che
essere interna in Lombardia, in Piemonte, in Valle d'Aosta, dove i
servizi, l'orografia dei territori aiuta ad avere infrastrutture
che nella nostra Regione ad oggi - anche per scelte di questo
Governo e dei Governi precedenti del Governo nazionale - sono
impensabili.
Noi questo indennizzo lo dobbiamo assolutamente introdurre,
dobbiamo arrivare all'approvazione di una norma che tenga conto del
buon lavoro fatto dalla Commissione Salute , che tenga conto anche
degli spunti che stanno provenendo dall'Aula, dai colleghi che
hanno presentato gli emendamenti, alcuni anche a firma dei colleghi
del PD, però questo articolo deve essere anche l'occasione per
riflettere su quello che è lo stato della sanità siciliana, perché
se pensiamo di risolvere la questione della mobilità passiva, la
questione dei cittadini che rinunciano alle cure, perché molte
delle liste d'attesa si sono ridotte perché i siciliani hanno
rinunziato alle cure non perché abbiamo migliorato la qualità del
servizio Con questo articolo, con questo incentivo, stiamo
smarrendo obiettivamente il punto di caduta a cui dovremmo
pervenire.
Io penso che c'è una grande occasione, che è l'occasione della
discussione sulla nuova rete sanitaria, all'interno della quale
bisognerà, evidentemente, discutere della riorganizzazione del
nostro servizio anche per le aree interne, perché immaginare una
rete sanitaria che non tiene conto delle diversità dei territori,
che non tiene conto della infrastrutturazione dei territori, che
non tiene conto che non è la stessa cosa vivere in provincia di
Messina o in provincia di Trapani o in provincia di Palermo, è una
rete sanitaria che sarà frutto solo della solita incapacità della
politica di mettere in piedi proposte serie che guardano meno alla
demagogia e più a quelli che sono gli interessi dei siciliani.
Perché, vedete, non si può pensare a un modello per cui ci deve
essere un ospedale ogni centomila abitanti, un ospedale ogni
cinquantamila abitanti, noi abbiamo il dovere di pensare ad aprire
gli ospedali e a tenere vivi gli ospedali dove servono e,
sicuramente, nei comuni montani e nei comuni difficilmente
raggiungibili il numero di ospedali che serve è maggiore rispetto a
quello che serve in una provincia come la mia, che è adeguatamente
servita da infrastrutture e dove avere sei nosocomi di carattere
generalista non servirà a nulla e dove, peraltro, probabilmente,
non possiamo nemmeno immaginare di utilizzare questa norma perché
nessuno dei nostri nosocomi è in area disagiata però dovremmo
pensare alle gare.
Abbiamo previsto un incentivo per andare nei Pronto Soccorso, ecco
c'è bisogno di un investimento serio nella medicina di emergenza e
d'urgenza, perché altrimenti ci manca tutta l'altra gamma del
ragionamento.
Allora io spero che l'Aula, su questo articolo, possa trovare la
condivisione, possa trovare un modo per tenere insieme le esigenze
che i colleghi hanno manifestato anche con gli interventi di oggi
rispetto a quello che è stato l'intendimento della Commissione che
ha approvato questa norma, ha dato parere favorevole a questa norma
all'unanimità, però se non metteremo in campo un'iniziativa di più
ampio respiro, una capacità di volare un po' più alto, di andare
fuori dalla logica del campanile, di uscire fuori dalla logica che
chiudere un ospedale è perdere consenso, probabilmente se
guardassimo più alla qualità del servizio, guardassimo più alle
prestazioni domiciliari, lo ricordo a me stesso, la Sicilia rischia
di perdere 20 milioni di euro, anzi li ha già persi, Presidente
Assenza, perché nell'assistenza domiciliare per gli over 65,
assiste il 3% della popolazione, quindi non ha raggiunto gli
obiettivi del PNRR, 20 milioni verranno revocati a breve e gli
altri quelli che dovevano arrivare negli anni 2025/ 2026 e 20727 -
2025/2026, non verranno più accreditati.
Quindi un danno da decine e decine di milioni di euro e un danno
anche per il funzionamento della sanità perché tutto ciò che non
viene territorializzato finisce nei nostri pronto soccorso, finisce
nei nostri ospedali, aumentando la difficoltà delle strutture di
rispondere alle esigenze dei cittadini.
E poi c'è un altro problema Presidente, che è quello rispetto al
quale bisogna trovare una soluzione, in Sicilia le grandi strutture
private convenzionate e accreditate con il Servizio sanitario
nazionale e regionale sostanzialmente anche per essere state
favorite da alcune scelte del Governo nazionale e regionale, stanno
applicando un metodo che è quello del dumping salariale,
sostanzialmente vengono a fare concorrenza con i soldi pubblici,
perché sono strutture convenzionate alle strutture pubbliche, sì
Presidente mi avvio alle conclusioni, e assumono pagando stipendi
più alti di quelli che vengono assicurati dalle strutture sanitarie
pubbliche e quindi sottraendo risorse che noi abbiamo formato al
pubblico.
Ora, rispetto a questo bisogna trovare un rimedio perché non è
immaginabile che il privato convenzionato faccia concorrenza al
pubblico con le risorse pubbliche, il privato convenzionato serve
perché il Sistema sanitario nazionale si regge su questo dialogo,
ma non è immaginabile che questa concorrenza continui.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Safina.
E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza e poi la collega Adorno.
Prego, onorevole Assenza.
ASSENZA. Signor Presidente, sulla bontà di questo articolo credo
che siamo tutti d'accordo e non vi sono distinzioni di sorta, sulla
esigenza che appena possibile questi fondi già messi a disposizione
dal Governo vengano implementati credo che sia un argomento che
condivide per primo lo stesso Governo e sono sicuro che appena ci
saranno le condizioni provvederà.
Io volevo intervenire sull'emendamento dell'onorevole Dipasquale,
io ritengo che il testo così come uscito dalla Commissione bilancio
sia effettivamente quello più aderente agli effettivi fabbisogni
dei nostri ospedali.
Non vi è dubbio che la carenza riguardi tutti ma non vi è
altrettanto dubbio che i presidi ospedalieri delle città capoluogo
non hanno la stessa insufficienza di organico e la stessa
sofferenza che hanno i presidi ospedalieri delle città periferiche.
Io faccio l'esempio della mia provincia, è chiaro che l'organico
dell'ospedale di Ragusa pur essendo anch'esso insufficiente non ha
paragoni di sorta con gli organici dell'ospedale di Vittoria e
dell'ospedale Modica, i pronto soccorso la dicono lunga, sono in
sofferenza tutti e tre ma un discorso è far fronte a un pronto
soccorso con un organico di 10 medici, altra cosa è fare fronte
alle esigenze del pronto soccorso con un organico presente di soli
4 medici.
Quindi io chiedo all'Aula, veramente in questo momento, dato che
la coperta è corta, riserviamo veramente ai presidi ospedalieri che
ne hanno più bisogno e sono quelli periferici, quindi escludiamo
non solo le Città metropolitane ma, così come correttamente è
indicato nel testo, anche i presidi ospedalieri delle città
capoluogo.
Quando vi sarà una possibilità di avere incentivi maggiori, è
chiaro che sarà opportuno inserire tutti i presidi ospedalieri,
anche quelli delle città capoluogo; ma in questo momento,
altrimenti, non facciamo altro che una norma che continuerà a
rendere deserti o non appetibili i presidi ospedalieri periferie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Adorno. Ne ha
facoltà.
ADORNO. Signor Presidente, ho letto con attenzione questa norma e
ho sentito con estrema attenzione anche quanto detto dai colleghi,
ne condivido parte del discorso: perché? Se è vero come è vero che
c'è necessità nella periferia e la norma fa riferimento alle città
capoluogo io, addirittura, aggiungerei anche le Città
metropolitane. E allora qual è il difetto di questa norma e di
questo Governo? Non avere attenzionato abbastanza e a dovere e
avere messo una coperta troppo corta perché la sanità siciliana, ed
è sotto gli occhi di tutti, è allo stremo; e lo è allo stremo per
tante motivazioni, tra cui la carenza dei medici.
Quindi chiederei a questo Governo innanzitutto di battere un po' i
pugni col Governo nazionale e di organizzare una programmazione
molto più articolata e oculata nel cercare di risolvere quelli che
sono i punti deboli, quindi proveniamo, evidentemente, da degli
errori di valutazione; errori di valutazione che hanno portato a
una formazione a numero chiuso ma, soprattutto, non sufficiente
rispetto a quelle che sono le richieste del territorio, le
richieste quindi nazionali e soprattutto della nostra Regione.
Quindi io chiedo che questo fondo di soli 10 milioni venga
implementato notevolmente, è questo il punto debole di questo
testo, si danno soldi ad altri comparti mentre la sanità siciliana
dovrebbe essere molto più potenziata: le liste d'attesa sono figlie
di questo mancato potenziamento, è depotenziata la medicina del
territorio, è depotenziata quella degli ospedali. Bisogna davvero
fare un cambio di rotta e avere un altro passo per cui chiedo se in
questa finanziaria ci sia ancora uno spazio per una possibile
valutazione e implementazione che non escluda né i capoluoghi di
provincia e nemmeno le città metropolitane, che assorbono tutta la
sofferenza delle periferie per cui questo è un effetto domino a
cascata che va a ricadere e a toccare proprio i pronto soccorso
delle Città metropolitane che, al momento, non sono nemmeno
contemplate nella finanziaria.
Quindi chiedo che venga riscritto, contemplando sia le città
capoluogo che le Città metropolitane e che venga di molto
implementato il fondo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Adorno. Allora, colleghi credo ci sia
un ulteriore intervento.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, io posso anche, eventualmente,
rimandare l'intervento quando poi sarà trattato l'emendamento però,
a questo punto, mi sembra doveroso ribadire l'appello fatto anche
dagli altri colleghi perché è evidente che l'argomento tocca la
sensibilità trasversale di tutto il Parlamento.
Sono intervenute le forze di maggioranza, quelle di opposizione,
perché è chiaro che parlare di sanità ma farlo in assenza
dell'assessore al ramo è come parlare al vento, parliamo ad un
Governo distratto che non ci sta ascoltando, parliamo ad un'Aula
che, vabbè ad eccezione dell'assessore Scarpinato che ci tiene a
precisare che è l'unico che ci sta ascoltando, però ripeto, stiamo
parlando di una carenza di medici che oggi è il principale problema
che ci troviamo ad affrontare con questa norma. L'Assessore non
c'è, ognuno di noi ha sentito la necessità di sollevare una
questione che attiene non solo alle carenze dei medici nelle aree
interne, nelle aree disagiate, e mi voglio accodare a questo
appello aggiungendo ancora un ulteriore elemento che non è stato
purtroppo, non ho sentito negli interventi dei colleghi, che è
quello delle isole minori. Ricordiamoci, e io lo ricordo a
quest'Aula, la dichiarazione all'inizio della legislatura del
Presidente Schifani che diceva "gli abitanti delle isole minori non
sono abitanti di serie B, sono cittadini al pari degli altri, al
punto che non dobbiamo chiamarle isole minori, chiamiamole isole di
Sicilia", eppure dimentichiamo che oggi all'ospedale di Pantelleria
probabilmente si aspettano mesi per un esame di anatomia
patologica, dimentichiamo che in moltissime isole minori ci sono
solo dei presidi di continuità assistenziale nei quali mancano
altrettanto i medici, nei quali i medici così come il personale
sanitario oggi non ha la possibilità di recarsi più gratuitamente o
con delle agevolazioni sul trasporto pubblico perché questo Governo
ha tagliato tutte quelle misure e quegli interventi che avevamo
previsto anche nelle leggi di stabilità degli anni passati che
riguardavano proprio i medici, il personale sanitario, i dipendenti
di quelle pubbliche amministrazioni che si recavano sulle isole
minori: non perché erano dei privilegiati, ma perché andavano lì a
lavorare, ad assicurare un servizio pubblico come il servizio
all'istruzione, la sicurezza e tra questi naturalmente anche il
servizio sanitario. Eppure, oggi ci ritroviamo qui, l'Assessore non
c'è, ognuno di noi solleva legittimamente delle istanze che
riguardano dei territori fragili e vulnerabili rispetto ai quali
non possiamo dare delle risposte perché non sappiamo neanche quali
sono le risposte che l'Assessorato ci potrebbe dare, perché stiamo
facendo delle domande a un Governo, a un Assessore che neppure c'è
in Aula, quindi ci stiamo parlando addosso da ore senza riuscire a
cavare probabilmente un ragno dal buco. Mi sembra comprensibile e
palmare che non ci sia un accordo su questa norma. Mi accodo
all'appello fatto dai colleghi, chiedendo che questa norma sia
accantonata e sia trattata in presenza dell'assessore Volo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
L'ultimo intervento, perché credo che una sintesi su questo
articolo ci possa essere, quindi se l'onorevole Pace fa il suo
intervento, dopo vediamo di arrivare ad una sintesi.
PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Prometto anche di
essere breve e spero di non essere contraddittorio anche con alcuni
componenti della Commissione sanità. Facendo parte della
commissione sanità, in questi due anni e passa, abbiamo avuto
diverse richieste di audizioni, le richieste di audizioni che
arrivano in commissione sono ormai tutte dello stesso tenore, si
lamentano i sindaci, si lamentano le associazioni perché in alcuni
ospedali mancano medici. La carenza dei medici sta colpendo ormai
tutti gli ospedali italiani, particolarmente quelli siciliani e di
questi particolarmente gli ospedali periferici. In tutte queste
audizioni, caro Presidente Di Paola, abbiamo ricevuto sindaci e
associazioni di tutta la Sicilia tranne che dai comuni capoluogo.
Non abbiamo mai avuto richieste ed audizioni dei sindaci delle
città capoluogo perché, onestamente, gli ospedali dei comuni
capoluogo stanno meno peggio rispetto agli altri ospedali. Invito
questo Parlamento a fare delle scelte, dobbiamo stabilire cosa
vogliamo privilegiare. Un Parlamento che non fa scelte e che, per
non scegliere, spalma le risorse per tutto il territorio siciliano,
è come non fare niente, non dare nessun beneficio né a una
categoria di ospedali né ad altre categorie, fermo restando che le
risorse a disposizione sono queste, perché se avessimo altre
risorse le metteremmo
Considerato che le risorse a disposizione di questo Parlamento
sono queste, credo che abbiamo il dovere di fare delle scelte e
credo che nel fare delle scelte dobbiamo privilegiare, come il buon
padre di famiglia, la parte più debole in questo caso gli ospedali
periferici, quindi, non è una dichiarazione impopolare la mia e non
ho nulla contro gli ospedali delle città di Catania, di Messina o
di Palermo men che meno con gli ospedali delle altre città
capoluogo, ritengo comunque che gli ospedali periferici di
Petralia, di Licata, di Canicattì, non cito l'ospedale di Ribera,
delle altre province siano da attenzionare di più rispetto magari
agli ospedali dei comuni capoluoghi. Veramente in questi ospedali
piccoli, negli ospedali di provincia si fa fatica ad assicurare una
normale turnazione, quindi, invito il Parlamento a fare delle
scelte, se la politica non fa delle scelte ritengo che non fa
nemmeno il proprio dovere, quindi, si devono fare delle scelte e
dobbiamo capire dove indirizzare le poche risorse sicuramente nella
parte più debole.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Governo, sarò brevissimo anche perché come lei giustamente ha
ricordato prima l'intervento dell'onorevole Pace chiudeva la
discussione sulla norma, io in quanto anche componente della
Commissione Sanità volevo fare alcune precisazioni in ordine a una
norma che, secondo me, è fortemente innovativa rispetto
all'obiettivo che la norma stessa si prefigge, quello cioè di
rafforzare i presidi ospedalieri più lontani, più distanti dalle
città capoluogo. Tra l'altro, come ha ricordato qualche collega che
mi ha preceduto, questa norma ha avuto un iter difficile, era a
rischio impugnativa. L'abbiamo corretta in Commissione è stata
condivisa all'unanimità tutte le forze politiche presenti in
Commissione e, vedete, rispetto a qualche collega che faceva
osservazione relativa alla necessità di includere le città
metropolitane, io vengo da una città metropolitana, quindi, capisco
bene quanto sia importante anche pensare ai presidi ospedalieri
delle città metropolitane, ma necessariamente dobbiamo graduare
quella che è l'esigenza, capiamo benissimo che rafforzando i
presidi più lontani dalla città riusciamo a decongestionare quello
che è il flusso di persone che molto spesso si riversano nei Pronto
soccorso delle città metropolitane.
Quindi, la mia è una dichiarazione di apprezzamento e di voto
favorevole alla norma così come si ritrova, appunto, nel testo
perché è il frutto di un lavoro importante che insieme al Governo
siamo riusciti a mettere in campo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerando i vari interventi che
ci sono stati e considerando anche che l'articolo è un articolo,
comunque, importante onde evitare di fare votazioni su emendamenti
che poi possono stravolgere anche la natura della previsione in
esame, io direi continuiamo ad accantonare l'articolo, fino a
quando poi non si trova una sintesi assieme al Governo e a tutte le
forze politiche per portare avanti poi l'intero articolato in
maniera strutturale onde evitare poi di fare degli stravolgimenti.
Onorevoli colleghi, la Presidenza decide di accantonarlo per il
momento.
Si riprende la trattazione dell'articolo 8 precedentemente
accantonato.
Ci sono degli emendamenti soppressivi, sono ritirati, colleghi?
L'emendamento soppressivo dell'articolo è ritirato, onorevole De
Luca?
Colleghi, ripeto, onorevole Catanzaro, il soppressivo
sull'articolo è mantenuto?
Siamo all'articolo 8. Onorevole Cateno De Luca, il soppressivo è
ritirato? Onorevole Catanzaro, è ritirato? Onorevole De Luca
Antonino, il soppressivo all'articolo è ritirato? Al di là degli
interventi, sono ritirati i soppressivi dei commi all'articolo?
DE LUCA A. Il comma 1, sì. Gli altri li sto rileggendo, è una
norma molto tecnica
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
chiedo di non essere fotografata mentre intervengo, grazie.
Presidente, non credo di aver fatto una richiesta illegittima.
PRESIDENTE. Colleghi, i dispositivi elettronici non possono essere
utilizzati in Aula.
CIMINNISI. Lo scherzo fuori dall'Aula è una cosa, dentro l'Aula è
un'altra cosa.
Allora, oggi mi pare che abbiamo oltrepassato un po' i limiti in
tutte le cose. Però ricomponiamoci perché l'argomento è
estremamente serio. Siamo in legge di stabilità, però ci ritroviamo
a parlare di demanio marittimo, una norma estremamente tecnica
come, giustamente, diceva il capogruppo rispetto alla quale il
Governo Schifani a questo punto, a metà della legislatura,
sconfessa un po' tutto quello che ha fatto finora e sconfessa anche
quello che ha fatto il Governo che l'ha preceduto, un po' il
Governo Musumeci. Perché? Perché sulla pianificazione del demanio
marittimo noi, per più di un decennio, in qualche modo, siamo
andati avanti con commissariamenti che dovevano servire a
sostituirsi ai Comuni che non erano riusciti a pianificare le aree
del demanio marittimo e oggi, ovviamente, tutti i nodi vengono al
pettine perché dopo la direttiva Bosca ce ne siamo andati tutti un
po' nel panico.
Perché ora ci ritroviamo dopo vent'anni a non avere quasi nessun
Comune della Regione siciliana con un piano di utilizzo del demanio
marittimo, a parte qualche rarissima eccezione e, quindi, oggi cosa
facciamo? ci tiriamo fuori dal cilindro un nuovo livello di
pianificazione: la pianificazione regionale del demanio marittimo.
Ora, a questo punto, io mi chiedo innanzitutto: ma che cosa hanno
prodotto in tutti questi anni i commissari? io ho fatto una
richiesta di accesso agli atti, non so quanto ormai quanto tempo
fa, non esitata ancora, in cui ho chiesto all'assessorato di
conoscere quali fossero gli esiti di tutti questi commissariamenti
ad acta che vi sono stati negli anni per i quali abbiamo anche
speso denaro pubblico, perché dovevano consentire ai Comuni di
avere un Piano di utilizzo del demanio marittimo.
Ora c'è la normativa nazionale che entra in ballo. In questo
regime di confusione generale noi ora pensiamo che basti stanziare
un milione e mezzo di risorse del bilancio regionale per fare un
grande Piano di utilizzo del demanio marittimo. Cioè, allora, i
Comuni costieri in vent'anni di commissariamenti, con singoli
commissari, non sono riusciti a cavare un ragno dal buco. Ora noi
ci siamo inventati un livello di pianificazione che si sostituisce
e che toglie le prerogative ai Comuni
Anzi, in Commissione Bilancio in qualche modo siamo riusciti a
tamponare un po' questa situazione prevedendo che questo presunto
livello di pianificazione regionale che, a mio modo di vedere, non
vedrà sicuramente la luce entro il 2026, perché è chiaro che
dobbiamo raggiungere la data utile che ci serve per capire, anche
in relazione alla normativa europea e nazionale, come ci dobbiamo
muovere. E' chiaro che, secondo noi, a questo punto, considerato
che per anni abbiamo investito risorse sui commissariamenti per
portare avanti i comuni che ormai hanno tutti un iter, più o meno,
avviato sul demanio marittimo, c'è chi è più avanti, tantissimi
sono indietro assolutamente, però spingiamo, portiamo a termine
quello che è stato già avviato, e diamo un senso.
Cioè qua stiamo, praticamente, ribaltando completamente la
situazione, stiamo esautorando i comuni dalla loro potestà anche
pianificatoria, per un livello di pianificazione che non vedrà mai
la luce. Quando, nel frattempo, per tutti quei comuni che, nel
frattempo, hanno il piano e che possono andare a bando, per le aree
che possono essere oggetto di concessione, non abbiamo neanche
delle linee guida, perché si vive nella convinzione che le aree,
cosiddette, "libere", o comunque concedibili, non possano andare a
bando precludendo - anche a chi si vuole inserire in un settore che
è quello balneare e che avrebbe la possibilità magari di avere un
nuovo mercato - un'opportunità lavorativa e di non avere accesso a
questo mondo, probabilmente, perché c'è un problema politico, che
dobbiamo aspettare che da Roma ci dica il Governo Meloni che cosa
dobbiamo fare, in relazione a questa normativa.
E quindi nel frattempo, per dare l'impressione che stiamo facendo
qualcosa sul tema del demanio marittimo, ci siamo tirati fuori
questo milione e mezzo da dare per la pianificazione di un grande
Piano generale del demanio marittimo.
Naturalmente, noi non condividiamo questa impostazione, perché
vorremmo comprendere veramente che ruolo avranno tutte le relazioni
che sono state prodotte dai commissari in questi anni. Sennò
significa dire, e ammettere ai siciliani, che per anni abbiamo
sperperato risorse umane ed economiche per fare dei piani che,
oggi, non ci servono a niente perché dobbiamo convincerci che la
via d'uscita, che non sarà una via d'uscita sarà totalmente
inutile, sia un Piano regionale del demanio marittimo.
Poi entrerò nel merito dei singoli emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cateno De Luca. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, colleghi, assessore Savarino,
io la voglio ringraziare per questo articolo. E lo dico intanto da
sindaco, perché vivo le dinamiche di una pianificazione del demanio
marittimo che ha visto la paralisi spesso collegata a quelli che
sono interessi sul territorio.
Interessi che, spesso, paralizzano anche l'azione dei sindaci. Ce
lo dobbiamo dire chiaramente le cose come stanno, perché su 150
comuni costieri, se ci troviamo, e lo ribadisco ancora, pure con 15
comuni che hanno avuto la bandiera blu è perché, purtroppo,
l'attenzione da parte dei sindaci su quello che è un bene primario,
importante per la nostra Terra, non è stato il massimo. E spesso,
lo ribadisco sono stato sindaco in tre comuni costieri, in tutti ho
riscontrato sempre gli stessi condizionamenti.
Bisogna dare una svolta. Il tema è questo. E, ovviamente, in
questo assessore, però, mi permetto di darle qualche suggerimento.
Perché i tempi stringenti, che lei ha previsto, cozzano con le
procedure riguardanti l'approvazione del PUDM. E qui le voglio,
semplicemente, sintetizzare per andare in consiglio comunale
necessario la prevalutazione degli uffici demaniali.
Da quando è circolato questo testo, ed ecco perché già il
deterrente sta funzionando, le assicuro che gli uffici demaniali
periferici sono stati paralizzati dalla trasmissione di piani
approvati in giunta, che devono andare per la prevalutazione, a sua
volta, poi andare in consiglio comunale, che è la sua previsione,
per poi fare la VAS.
Allora le chiedo questo. Bisogna cambiare i termini. Al comma 3
lei ha previsto "entro quindici giorni dall'entrata in vigore", e
io mi permetto di suggerirle centoventi giorni perché, andando
avanti con i successivi commi, le chiedo che dall'entrata in
vigore, non della presente legge, per quanto riguarda
l'approvazione in Consiglio comunale, mettere 60 giorni.
Guardi, fino a stamattina ho avuto discussioni - giustamente, non
posso metterli in croce - con l'ufficio periferico demaniale di
Messina perché il comune di Taormina ha fatto delle modifiche,
l'abbiamo approvato in Giunta, l'abbiamo trasmesso per la
prevalutazione e, ovviamente, hanno necessità di tempo per poter
fare la prevalutazione.
Ma ci sono tanti altri comuni, ce ne sono una trentina. Quindi, è
ovvio che dobbiamo dare a tutti un termine congruo, perché - ripeto
- la sua strategia ha funzionato, glielo assicuro.
Allora qui, rimodulando il ragionamento, al comma 3 mettiamo "di
60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge" per
l'approvazione nei Consigli comunali e per quanto riguarda il comma
3 septies dobbiamo, naturalmente, modificare anche qui quello che è
l'inserimento nell'ambito della pianificazione regionale, in
considerazione sempre dei termini che abbiamo detto.
Per cui, per farla breve, i comuni che entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge non procedono
all'approvazione in Consiglio comunale - e quindi non trasmettono
entro i 90 giorni che ha previsto per la VAS l'intero piano -
verranno inseriti nella pianificazione regionale. Sta bene. È
giusto, perché non è pensabile che quelli che sono beni primari
come le spiagge, come il demanio marittimo, continuino ad essere
tenuti spesso come porcilai. Perché c'è anche questo aspetto.
Qui, ovviamente, richiamo anche la sua attenzione sulle cosiddette
superfetazioni che vanno demolite e quindi di intervenire perché le
risorse erano in un apposito capitolo - non so se le risorse ci
sono ancora - ed erano finalizzate ad intervenire, a cura
direttamente dell'Assessorato regionale al territorio e
dell'ambiente per eliminare queste situazioni.
L'assessore Elvira Amata lo sa, lo abbiamo vissuto a Messina con
quello che era il Sea Flight, proprio lì al Capo Peloro dove, per
farlo demolire, c'è stato uno scontro. L'ho fatto poi a spese mie
quando ero sindaco di Messina, ma ho avuto la possibilità di
prendere 300 mila euro ed eliminare e smaltire, perché il costo
maggiore è smaltire queste superfetazioni.
Quindi in quest'ottica - chiudo con un'altra sollecitazione -
quello che ha detto la collega Ciminnisi è corretto: noi abbiamo un
sistema paralizzato. Lei ha il dovere, Assessore, in queste ore, di
intervenire nel quadro normativo regionale confusionario che c'è;
ma lei deve dare una svolta, perché non è pensabile che oggi che
siamo nel cosiddetto libero mercato, quelle che sono aree libere e
che possono rappresentare fonti di investimento siano, da questo
punto di vista, paralizzate e non consentire quindi a chi vuole
investire, che rappresentano poi anche la sentinella delle nostre
spiagge, del nostro demanio marittimo, perché dobbiamo dare anche
atto che dove ci sono stabilimenti balneari anche con le
prescrizioni che riguardano le aree adiacenti agli stessi
stabilimenti per mantenimento di manutenzione e pulizia, sono delle
vere e proprie sentinelle perché le risorse per fare la
manutenzione, per mantenere pulite le nostre spiagge sono sempre
minori.
Quindi, è ovvio che ci troviamo non solo a cospetto di un settore
economico importante, strategico per la nostra Terra ma, da questo
punto di vista, sono anche soggetti che per le carenze di risorse
pubbliche spesso sopperiscono anche a dei compiti e delle funzioni
che l'ente pubblico dovrebbe svolgere. Pertanto, la invito a
rivedere questo articolo. La ringrazio per questa svolta che, anche
in questo settore, lei sta dando e per la responsabilità politica
che si sta prendendo. Ovviamente, siamo favorevoli affinché questa
svolta venga determinata nel provvedimento normativo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Gli emendamenti soppressivi
all'articolo sono ritirati.
Si passa all'emendamento 8.17, a firma degli onorevoli Ciminnisi e
altri. Ha facoltà di illustrarlo.
SPADA. Presidente, ma prima c'è l'emendamento 8.23.
PRESIDENTE. L'emendamento 8.23 è un soppressivo.
CIMINNISI. Presidente, l'emendamento 8.23 è a mia firma, lo ritiro
e mantengo l'emendamento 8.17 che è quello immediatamente
successivo, che è invece un modificativo del punto 3 quater del
comma 1 che illustrerò, come spiegavo nell'intervento iniziale, tra
l'altro in Commissione ne avevamo anche parlato di questa cosa e
c'era stata una concordanza anche di visione da parte
dell'Assessore. L'emendamento serve a inserire la predisposizione
del bando tipo per le aree concedibili, per il discorso che
dicevamo prima. I PUDM che hanno già completato l'iter e oggi sono
nelle condizioni di poter mettere a bando le aree concedibili,
quindi quelle che non sono attualmente oggetto di altre
concessioni, hanno bisogno di avere un quadro all'interno del quale
i comuni possono muoversi con certezza e, quindi la necessità di
inserire l'urgenza.
Poi nel 2027, quando a livello nazionale saranno definiti i
criteri per gli indennizzi, anche per gli altri concessionari,
ritorneremo eventualmente sul bando tipo, lo integreremo, faremo un
bando tipo diverso. Quindi, poi valuteremo, però nel frattempo
quelli che possono andare in concessione, le aree che sono
oggettivamente concedibili facciamole andare avanti e diamo qualche
possibilità, qualche opportunità di lavoro ulteriore a chi
ovviamente in questo settore vuole accedere a questo mondo e lo
facciamo prevedendo già adesso un bando tipo. Grazie.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
DI PAOLA. Ne ha facoltà.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Vorrei fare alcune precisazioni. Intanto ringrazio i
colleghi per gli spunti e per i suggerimenti. Su questo emendamento
avevo dato parere favorevole in Commissione 'Bilancio' e quindi
confermo il mio parere favorevole, peraltro comunico all'Aula che
anche grazie a un lavoro che stiamo facendo in sinergia con i
colleghi, siamo già andati avanti, stiamo già lavorando alle linee
guida per quelle che sono ovviamente concedibili e, ho appena dato
il via, ma vorrei farlo apprezzare in Giunta, anche al nuovo
decreto che snellisce l'iter per l'approvazione dei PUDM dai
comuni.
Come avevo preannunciato in Commissione, sto cercando di
semplificare la vita il più possibile ai comuni nell'agevolarli,
proprio per adottare i loro piani, perché la nostra priorità è
quella: mantenere l'autonomia.
Ecco perché accolgo favorevolmente anche la proposta
dell'onorevole Cateno De Luca, che se la formalizza do pure a
quella parere favorevole, perché vogliamo mettere nelle condizioni
i comuni di fare il loro lavoro con i PUDM, e quindi sto snellendo
l'iter, eliminando alcuni passaggi che duplicavano e complicavano
la vita, e questo si applicherà sia ai comuni che ancora non hanno
iniziato l'iter del PUDM - che sono tanti -, sia a quelli che sono
in corso, quindi proprio dando un'accelerata alle procedure.
Quindi, se li vogliamo rimettere in termine e stimolarli, come
diceva l'onorevole De Luca, per me va benissimo. A questo do parere
favorevole, chiaramente stiamo lavorando anche le linee guida,
quindi questo è uno stimolo in più che mi viene dall'Aula e che io
non posso che cogliere favorevolmente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Una precisazione sull'emendamento
8.17 che si va a inserire dopo le parole "aree del demanio
marittimo", quindi lo andiamo ad inserire alla fine del periodo,
onorevole Ciminnisi. Va bene?
CIMINNISI. Effettivamente si ripetono due volte le parole "aree
del demanio marittimo".
PRESIDENTE. Esatto, lo inseriamo alla fine del periodo. Il parere
del Governo è favorevole. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.16, a firma degli onorevoli Ciminnisi
ed altri.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ho accennato
nella relazione introduttiva, cioè noi abbiamo pagato per anni i
commissari ad acta dei singoli comuni.
Questi commissari avranno prodotto qualcosa? Cioè io voglio
sperare che questi commissari abbiano prodotto qualcosa. Anziché
partire da zero teniamo conto del lavoro che hanno fatto ed
eventualmente non buttiamo il bambino con l'acqua sporca. Teniamo
conto del lavoro che hanno fatto se l'hanno fatto. Altrimenti, se
non l'hanno fatto, lo vorremmo sapere. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, va bene,
tenuto conto "anche", se può aggiungere "anche" per me va bene.
PRESIDENTE. Facciamo un subemendamento all'emendamento 8.16,
aggiungendo la parola "anche".
Il parere del Governo è favorevole.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.16 con il
subemendamento che aggiunge la parola anche . Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.14, degli onorevoli Sunseri ed altri.
SUNSERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Bene, è ritirato. Si passa all'emendamento 8.2, a
firma degli onorevoli De Luca A. ed altri, che è soppressivo del
comma.
E' ritirato?
DE LUCA Cateno. Ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, il suo emendamento soppressivo?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino? Siamo al soppressivo del
comma 2.
DE LUCA Antonino. Ritirato. Io ho ritirato tutti i soppressivi.
PRESIDENTE. L'onorevole De Luca ha ritirato tutti i soppressivi
all'articolo e ai commi.
Si passa all'emendamento 8.7, a firma degli onorevoli Spada ed
altri, che è dichiarato precluso dall'approvazione dell'articolo 1,
onorevole Spada.
SPADA. Perché è precluso?
PRESIDENTE. Onorevole Spada, se sale un attimo qui in Presidenza
le spieghiamo la preclusione dell'emendamento 8.7.
SUNSERI. E' una cosa privata?
PRESIDENTE. Onorevole Spada, abbiamo approvato l'articolo 1,
quindi la copertura...
SPADA. E' un discorso economico?
PRESIDENTE. Sì, e quindi è precluso per questo.
Si passa all'emendamento 8.24, sempre a firma degli onorevoli
Spada ed altri.
Onorevole Spada lo mantiene o lo ritira? Lo mantiene.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo
emendamento, così come anche su quelli precedenti, c'è stata una
condivisione in IV Commissione.
L'Assessore aveva condiviso questa iniziativa, tant'è che poi
l'emendamento che è stato ritenuto precluso poc'anzi comportava
solo un aumento di spesa, qui stiamo dando la possibilità di
prevedere tutta una serie di iniziative di prevenzione, di
rigenerazione urbana, di costruzioni di pensili per l'abbattimento
delle temperature nei comuni e stiamo dando anche la possibilità di
consentire ai comuni di fare gli avvisi per espletare queste
iniziative e queste procedure.
Ripeto c'era stata una condivisione generale da parte della
Commissione e quindi mi rimetto al parere del Governo.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'emendamento del collega Spada perché effettivamente vorrei
rafforzare quello che ha detto perché su questo comma in
Commissione c'è stato un dibattito volto a integrare il contenuto
della norma che per stessa certificazione, diciamo così degli
Uffici, era una norma ritenuta troppo generica e in bianco.
Quindi, senza volere stravolgere assolutamente il significato di
quella norma, tanto il Partito Democratico con il collega Spada
quanto io, onestamente, infatti ci sono anche i miei emendamenti
che vanno nella stessa direzione che non sono quelli di stravolgere
la finalità individuata, che riteniamo assolutamente condivisibile
e lodevole, semplicemente tanto il collega Spada quanto io stessa
con gli emendamenti successivi abbiamo proposto delle integrazioni
alla norma che chiediamo all'Assessore di valutare ed eventualmente
di integrare, qualora lo ritenesse, proprio perché per dare una
maggiore concretezza alla norma.
Qui siamo legislatori, abbiamo necessità anche noi di dare una
direzione all'azione amministrativa e non si può semplicemente
demandare ad un decreto assessoriale la disciplina di qualcosa di
estremamente importante per le nostre città che è la rigenerazione
urbana per cui si dovrebbe tra l'altro fare anche una distinzione
poi con la disciplina degli orti urbani, semplicemente serve a
dare una maggiore concretezza alla norma in modo tale che lo stesso
decreto che ne discende poi in via amministrativa possa avere dei
contorni meglio definiti, ripeto senza stravolgere assolutamente le
finalità della norma individuate dall'Assessore, solo per
migliorarla. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi. Ha chiesto di intervenire
l'Assessore. Ne ha facoltà.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente, sì effettivamente ha ragione la collega Ciminnisi e
anche il collega Spada. Abbiamo fatto un lavoro in Commissione per
migliorare il testo e avevo apprezzato anche i suggerimenti dei
colleghi per cui può assolutamente essere accolta in aggiunta
all'articolo già predisposto questa ulteriore precisazione che va
nel senso di migliorare la norma. Grazie.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 8.24 c'è il parere favorevole del
Governo.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.24. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.8, a firma degli onorevoli Spada ed
altri, che è assorbito.
Si passa all'emendamento 8.18, a firma degli onorevoli Ciminnisi
ed altri, che è precluso.
Si passa all'emendamento 8.19, a firma degli onorevoli Ciminnisi
ed altri, che è precluso, veniva assorbito dall'emendamento 8.18.
Si passa all'emendamento 8.12, a firma degli onorevoli Venezia ed
altri, che è precluso.
Si passa all'emendamento 8.25, a firma degli onorevoli Spada ed
altri, che è assorbito dall'emendamento 8.24, che è già stato
votato.
Si passa all'emendamento 8 20, a firma degli onorevoli Ciminnisi
ed altri, che è assorbito dal testo, gli altri emendamenti sono
tutti preclusi.
Adesso carichiamo l'emendamento presentato dall'onorevole Cateno
De Luca sui tablet così lo valutiamo.
PRESIDENTE. L'Assessore sta valutando e leggendo l'emendamento
presentato dall'onorevole Cateno De Luca.
SAFINA. E noi non lo valutiamo?
PRESIDENTE. L'emendamento deve essere sottoscritto dal Governo,
onorevole Safina.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. In base a quale criterio, siccome era sostitutivo
l'emendamento... Allora, l'Assessore ha detto che avrebbe accolto i
suggerimenti degli onorevoli Spada e Ciminnisi, poi di fatto
ovviamente votando l'emendamento del collega Spada, il mio era
precluso, ma in base a che cosa essendo due emendamenti entrambi
sostitutivi viene trattato prima l'uno e poi l'altro, senza nulla
togliere all'emendamento del collega Giusto per comprendere qual è
il motivo, perché in questo modo sono stati accolti i suggerimenti
del collega Spada, ma i miei sono stati preclusi dall'approvazione
dell'emendamento precedente oggettivamente.
PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, può salire un attimo qui così gli
Uffici le spiegano, comunque l'emendamento dell'onorevole Spada è
quello più lontano al testo e quindi si vota prima l'emendamento
più lontano al testo che era quello dell'onorevole Spada.
Bene, colleghi, l'emendamento a firma del Governo dovrebbe essere
caricato sui tablet a breve, se non è già caricato, vediamo; lo
trovate sempre tra gli emendamenti fuori sacco.
SUNSERI. Non c'è.
PRESIDENTE. Sta arrivando, lo trova caricato sui tablet onorevole
Sunseri, è l'emendamento 8.26, a firma del Governo. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.26. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
A questo punto, pongo in votazione l'articolo 8, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Norme in materia di personale regionale
1. All'articolo 15 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 e
successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) al primo periodo del comma 12 la parola esclusivamente è
sostituita con le parole prioritariamente, fermo restando il
rispetto del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e le parole
senza alcun onere a proprio carico sono sostituite con le parole
il cui onere resta a carico dell'Amministrazione regionale ;
b) è aggiunto il seguente comma:
12 bis. Al personale di ruolo del Fondo, per il pagamento del
trattamento di quiescenza e dell'indennità di buonuscita del
personale, i cui oneri sono a carico del proprio bilancio, si
applica lo stato giuridico ed economico del personale della
Regione, in conformità alla normativa vigente. La dotazione
organica complessiva del Fondo è ridotta in misura non inferiore al
20 per cento rispetto a quella alla data di entrata in vigore del
presente comma e comunque nel rispetto del principio di equilibrio
di bilancio. .
2. Le disposizioni di cui al comma 1 non comportano nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
3. A valere sulle risorse destinate al rinnovo per il triennio
2022-2024 dei contratti collettivi di lavoro del personale
dipendente dell'Amministrazione regionale, si applicano al
personale dell'Amministrazione regionale le disposizioni di cui
all'articolo 1, comma 28 della legge 30 dicembre 2023, n. 213.
4. Dopo il comma 4 dell'articolo 50 della legge regionale 31
gennaio 2024, n. 3 sono aggiunti i seguenti:
5. L'onere per le risorse assunzionali del Corpo forestale della
Regione siciliana, comprensivi degli oneri riflessi a carico
dell'Amministrazione regionale e dell'IRAP, sono valutati in euro
10.665.897,84 per l'esercizio finanziario 2025, in euro
16.417.133,68 per l'esercizio finanziario 2026 e in euro
20.790.990,52 per l'esercizio finanziario 2027 da iscrivere alla
Missione 9, Programma 5, di cui:
- esercizio finanziario 2025:
- euro 7.585.447,58 capitolo 150001;
- euro 644.763,04 capitolo 151001, articolo
1;
- euro 2.359.832,74 capitolo 150003;
- euro 75.854,48 capitolo 150032.
- esercizio finanziario 2026:
- euro 11.675.651,58 capitolo 150001;
- euro 992.430,38 capitolo 151001,
articolo 1;
- euro 3.632.295,20 capitolo 150003;
- euro 116.756,52 capitolo 150032.
- esercizio finanziario 2027:
- euro 14.786.281,58 capitolo 150001;
- euro 1.256.833,93 capitolo 151001,
articolo 1;
- euro 4.600.012,20 capitolo 150003;
- euro 147.862,81 capitolo 150032.
6. Agli oneri di cui al comma 5 per ciascuno degli esercizi
finanziari 2025, 2026 e 2027 si fa fronte per pari importo a valere
sulle risorse della Missione 9, Programma 5, capitoli 150001,
151001 articolo 1, 150003, 150032. .
5. Le quote relative all'autorizzazione di spesa per le finalità
del comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale n. 6/2009 e
successive modificazioni, di cui all'articolo 9 della legge
regionale 16 gennaio 2024, n. 1 (Missione 1, Programma 11, capitolo
511603), sono rideterminate in 39.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2025, in 61.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2026 e in 59.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2027.
6. La spesa complessiva a carico dell'Amministrazione regionale
per far fronte al pagamento dei corrispettivi per la fornitura
unitaria di servizi strumentali, ausiliari e aggiuntivi, acquisiti
in convenzione con la società consortile per azioni Servizi
ausiliari Sicilia (SAS), di cui all'articolo 21 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9, e al comma 2 e seguenti
dell'articolo 61 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, è
determinata per ciascun anno del triennio 2025-2027 in euro
43.567.000,00 da iscrivere in apposito capitolo di spesa (Missione
1, Programma 11, capitolo NI).».
All'articolo 9 ci sono solamente emendamenti soppressivi e un
emendamento del Governo fuori sacco , che al momento non trovo
caricato. Intanto gli emendamenti soppressivi, colleghi, sono tutti
ritirati? I soppressivi all'articolo e ai commi sono tutti
ritirati.
DE LUCA Antonino. No, Presidente, sul personale devo parlare a
lungo.
PRESIDENTE. Colleghi, siamo all'articolo 9, non all'articolo 10.
All'articolo 9 i soppressivi sono tutti ritirati; ritirati da parte
dell'onorevole De Luca Antonino, dall'onorevole Cateno De Luca e
dall'onorevole Catanzaro. Ritirati pure. Verifichiamo solo
l'emendamento presentato dal Governo che trovate tra gli
emendamenti fuori sacco , è l'emendamento 9.24.
Assessore lo vuole illustrare? Prego, Assessore, lo spieghi
all'Aula.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'avevo già
illustrato, non so come mai gli emendamenti che avevamo esitato
positivamente in Commissione, sia quella dei colleghi che io
pensavo già fossero entrati nel testo, anche questo, lo avevo
illustrato sia nella Commissione di merito che nella Commissione
Bilancio'.
Se vi ricordate, ho portato questo emendamento che snelliva -
l'avevamo fatto dopo una lunga riunione con il dirigente del Corpo
Forestale, ma anche la dottoressa Madonia della funzione pubblica e
l'avvocato Bologna, dirigente dell'Ufficio legislativo legale -
serviva a modificare una stratificazione di norme che ci sono sul
tema delle Commissioni di gara e quant'altro, in modo tale da
evitare che possa essere impugnata e abbiamo così, non snellito,
sistemato la materia secondo quanto previsto dalla disciplina
corrente, quindi norma già approvata nel 2024, ma se non venivano
abrogate le norme che si erano stratificate nel tempo, potevamo
rischiare di avere poca chiarezza e rischio impugnativa. Ve l'avevo
portato in Commissione immagino che vi ricordiate. Grazie.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Presidente, avrei necessità di avere dei chiarimenti da
parte degli Assessori competenti relativamente a quello che è,
nello specifico, il percorso che riguarda il comma 6.
Un attimo solo, Presidente, sto facendo una ricognizione.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, siamo per il momento
all'emendamento 9.24.
GIAMBONA. Un attimo solo che verifico e poi intervengo
successivamente.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ci può dare due
minuti per leggerlo...
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.24. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Torniamo all'articolo 9. Gli emendamenti soppressivi sono tutti
ritirati.
Onorevole Giambona, ha verificato la parte che voleva chiarita?
Onorevoli colleghi, considerando che tutti i soppressivi sono
stati ritirati, pongo in votazione l'articolo 9, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Gli emendamenti soppressivi
dell'articolo 10 sono ritirati?
DE LUCA Cateno. Sì.
CATANZARO. Sì.
DE LUCA Antonino. Sì.
PRESIDENTE. L'emendamento 10.30 è inammissibile perché non abbiamo
la copertura.
L'emendamento soppressivo del comma 1 è ritirato?
Onorevoli colleghi, il comma 1 riguarda la stabilizzazione degli
ASU. Volevo capire se i soppressivi sono mantenuti o ritirati.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli Giambona, Schillaci e Campo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, torno su questa
tematica giacché a più riprese, nell'arco del 2024, da questo
pulpito, io e altri colleghi siamo intervenuti proprio su questo
argomento. L'anno passato, nella finanziaria del 2024, il
Parlamento siciliano si è espresso in una volontà, quella di
procedere alla stabilizzazione di tutti gli Asu, gli Asu dei comuni
siciliani e gli Asu in organico all'interno dell'Amministrazione
regionale.
Ricordo che il Presidente della Regione, Renato Schifani, a
seguito di quella votazione, di quell'approvazione della
finanziaria, ebbe a dire che era stato eliminato il precariato in
Sicilia. Ebbene, a distanza di un anno, quella platea di lavoratori
- mi riferisco agli Asu dei Beni culturali - ancora ad oggi attende
questa agognata stabilizzazione e non si capisce il motivo per il
quale questa stabilizzazione non sia avvenuta perché abbiamo
approvato la norma, trovando tra l'altro quelle che erano le
risorse, così come previste, secondo la storicizzazione della
spesa; una norma che tra l'altro non è stata oggetto, a differenza
di altri articoli della finanziaria stessa, di impugnativa alcuna,
per cui siamo di fronte ad un percorso lineare, snello e senza
ostacolo alcuno da parte di questo Parlamento, né da parte della
Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Ebbene, a distanza di un anno, non si capisce il motivo per il
quale l'Amministrazione regionale - benché il Parlamento si sia
espresso in maniera chiara circa la volontà di stabilizzare questa
importante platea di lavoratori -, ancora ad oggi non lo abbia
fatto e, quindi, da questo punto di vista, magari, sarebbe
opportuno da parte degli Assessori competenti in tal senso avere
dei chiarimenti.
Ma vado oltre: la proposta del Governo, in ordine a quello che è
questa platea di lavoratori, oggi prevede delle modifiche rispetto
a quello che è il loro percorso; si prevede infatti non una
stabilizzazione, come era previsto dalla finanziaria del 2024,
all'interno dell'organico regionale, ma una stabilizzazione
all'interno della partecipata Sas.
E, allora, mi chiedo, se è possibile che vi sia in un certo qual
modo una criticità, che tra l'altro il lavoro dell'Ufficio Studi ha
fatto emergere, in ordine a quelle che potrebbero essere
problematiche in merito a possibili impugnative rispetto a questo
percorso che prevede peraltro una possibile impugnativa, giacché la
stabilizzazione non avviene all'interno dell'organico regionale ma
all'interno di una partecipata: ciò atteso che percorsi analoghi -
ricordo la tematica dei Pip - sono stati portati avanti
coerentemente e senza problematiche alcune solamente perché vi era
una norma nazionale che prevedeva e facilitava questo percorso; per
cui, intanto, vorremmo capire il motivo per il quale: a) ad oggi
non si è provveduto alla stabilizzazione; b) perché si sta ponendo
oggi un'alternativa alla modalità di stabilizzazione all'interno
dell'amministrazione regionale; c) se non ci sono rischi di
eventuali possibili impugnative, tenuto conto che, a distanza di un
anno, i lavoratori di questo importante bacino, che forniscono una
notevole attività di assistenza nei nostri siti culturali, si
trovano ancora con un pugno di mosche in mano, infatti, ricordo che
non hanno il pagamento dei contributi, il pagamento del trattamento
di fine rapporto, e se noi procediamo in questa direzione
rischiamo, da una parte di subire l'impugnativa della norma e,
quindi, abolendo quella che è la disciplina stabilita nella
finanziaria del 2024, questa importante platea si troverebbe con un
pugno di mosche in mano e, quindi, la necessità di ripartire
nuovamente con un percorso senza una procedura ben definita.
Grazie.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ma
soprattutto lavoratori e sussidiati, perché i lavoratori Asu sono
dei sussidiati della Regione e lo sono stati per diversi anni,
consentendo a questa Regione siciliana di tenere aperti i nostri
siti culturali.
Bene questo Parlamento, invece di andare avanti, torna indietro
Nella scorsa legislatura abbiamo lavorato parecchio, addirittura
siamo state una notte intera tutte le forze politiche, in maniera
trasversale, a trovare una soluzione per gli Asu, soprattutto per
gli Asu dei beni culturali. Ora cosa facciamo? Arrestiamo quel
processo con la legge 1/2024 che questo Parlamento regionale aveva
approvato, non è stata impugnata la norma, gli stessi Uffici hanno
avanzato dei dubbi sul percorso ma, soprattutto, io mi chiedo, da
questo vorrei una risposta dagli Assessori competenti e, in
particolare dall'Assessore all'economia: perché noi dovremmo
stabilizzare gli Asu dei beni culturali in un contenitore dove ci
saranno tantissimi altri lavoratori e alla Regione questa
operazione costerà di più?
Io vorrei capire perché dovremmo spendere dei soldi in più per
un'operazione di questo tipo e mi chiedo se non ci sono dei profili
di responsabilità su questo tipo di operazione. Quindi, vorrei
essere tranquillizzata dall'Assessore, dopodiché mi chiedo perché
dobbiamo tornare indietro. Siamo un Parlamento schizofrenico,
vorrei capire per quale motivo si agisce in questo modo. Oltretutto
li stiamo stabilizzando, in ogni caso, a 30 ore settimanali, quando
invece dovremmo stabilizzarli a 36 ore settimanali.
Infine mi chiedo: perché i lavoratori Asu dovrebbero rimanere ed
essere stabilizzati in questo contenitore? Secondo me, quello che
otterremmo sarà una fuga verso i Comuni di questi lavoratori che,
invece, verranno tranquillamente stabilizzati all'interno degli
enti locali.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Allora io
già ero intervenuta in passato su questa problematica degli Asu, in
particolare degli Asu del settore cultura, perché c'è stata sempre
la volontà da parte di questo Governo, di cercare di spingerli
verso le partecipate.
Si parlava di Sas in passato, adesso addirittura è stata fatta una
norma che va, con il comma 1, in questa direzione. Io lo ribadisco:
noi abbiamo 8 enti partecipati in liquidazione e 47 società.
Quindi, praticamente, stiamo dicendo a questi lavoratori vi
infileremo in un contenitore che, sicuramente, è incerto e a breve
non sapremo nulla poi del futuro lavorativo, di queste persone che
avremo rovinato, dopo che per anni e anni hanno prestato servizio
per i beni culturali, anche mantenendo i nostri musei, i nostri
siti, perché faccio l'esempio del Comune di Ragusa, dove abbiamo un
museo archeologico regionale, abbiamo soltanto un dipendente
effettivo, tutto il resto sono Asu. E se non ci fossero loro,
questo dipendente non potrebbe neanche assentarsi un minuto per le
funzioni fisiologiche primarie e, quindi, questo è il
ringraziamento dopo anni di servizio per queste persone che si
vedevano con una norma approvata a gennaio di essere stabilizzate e
adesso torniamo indietro, mettendole in difficoltà in questa
maniera.
Io trovo inaccettabile, veramente, che siamo arrivati in Aula ad
oggi, a dicembre, dopo un anno di parlare di questo problema con
una soluzione-non soluzione, che è altamente peggiorativa rispetto
a quello che ci siamo sempre detti. Quindi, sono assolutamente
contraria a questo intervento sugli Asu fatto in questa maniera.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole De Luca, abbiamo qualche
piccolo problema con il sistema audio. Onorevole De Luca, se può
parlare dal posto... al posto ha il microfono, già si è accesso
Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Io, prima ancora di esporre
il mio intervento all'Aula, vorrei il conforto da parte
dell'assessore Dagnino, nonché dell'assessore Scarpinato, che so
che nell'ultimo anno si è particolarmente impegnato per la
stabilizzazione di questi lavoratori, ma anche del nostro Servizio
Studi, perché avete fatto, io ritengo, un doppio errore, procedere
alla stabilizzazione degli ASU dei beni culturali, mediante la loro
assegnazione all'interno della SAS per due motivi.
Il primo è che sono convinto che la loro assunzione diretta nei
ruoli della Regione non incida negativamente nel piano
occupazionale contenuto nell'accordo Stato-Regione, perché sono
convinto che questi lavoratori vadano in deroga e,
conseguentemente, non incidano negativamente, quindi, non bloccano
le altre assunzioni.
Secondo motivo. Noi, la norma per assumerli, stabilizzarli, a
trenta ore direttamente in capo al Dipartimento beni culturali
l'abbiamo già fatta e non è stata impugnata. E, su questo, non c'è
nessuno che può asserire il contrario.
Infine, portarli in SAS, equivale a spendere 980 mila euro l'anno
in più, perché è l'aggio che la Regione andrebbe a pagare a SAS per
la gestione di questi lavoratori, che continuerebbero a fare
esattamente lo stesso identico lavoro che facevano prima, solo che
ci costano 980 mila euro l'anno in più.
Ed infine, nel momento in cui poi noi li blocchiamo nelle trenta
ore - perché questi 980 mila euro li utilizziamo così -, io mi
chiedo come faremo a tenere aperti i parchi archeologici, i musei
quando facciamo le aperture domenicali, quando facciamo le notti
bianche, quando arriva Ferragosto, quando dobbiamo mostrare i
nostri gioielli ai turisti stranieri nei momenti di maggiore
afflusso? Lo voglio vedere come andremo, poi, dai dipendenti della
SAS, e non dai dipendenti della Regione siciliana, a dire loro
fammi la domenica perché non ho personale .
Perché è questo quello che la Regione siciliana ha fatto, negli
ultimi venti anni. Ha coperto i suoi buchi in organico, sfruttando
questi lavoratori mattina, pomeriggio, sera, domenica, sabato,
festivi e prefestivi, dopo di che li ringrazia e se li porta in
SAS
Allora, siccome sono, ripeto, convinto che stiamo buttando un
milione di euro l'anno, che stiamo svilendo questi lavoratori e lo
stiamo facendo, per giunta, senza motivo, prima di fare, di
diventare un legislatore cretino, vorrei provare a capire se questa
sia proprio una necessità o se possiamo mantenere l'impianto già
approvato e non impugnato.
PRESIDENTE. Bene, onorevole De Luca. Ci sono altri interventi?
Assessore, prego.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Sì, buonasera. Rispondo io, chiaramente, per le parti di mia
competenza, cioè a dire per quanto riguarda la funzione pubblica.
In questo anno 2024, proprio per rispondere un pochino a tutti i
precedenti interventi che ci sono stati, non è stato possibile
procedere alla stabilizzazione perché non era prevista, nella
programmazione della Regione, il cosiddetto PIAO, l'assunzione di
queste quasi 260 unità in categoria A e B.
E' vero che c'era la norma, approvata da quest'Assemblea l'anno
scorso nella finanziaria, che permetteva la stabilizzazione agli
enti locali e anche alla Regione: però, dobbiamo anche sapere che,
oltre alla norma, poi, ogni ente, sia i comuni sia la Regione,
devono possedere la capacità assunzionale per potere procedere alle
assunzioni, cioè a dire si devono mettere all'interno del proprio
Piano dei fabbisogni, il cosiddetto PIAO, e, chiaramente, se noi
non ce l'avevamo, dovevamo fare una modifica. Ma se facciamo una
modifica all'attuale programmazione, dovremmo ovviamente sostituire
queste 260 unità con altre 260 unità di altre categorie o comunque
rinunciare a una platea di eventuali progressioni e, chiaramente,
fare spazio a queste unità in stabilizzazione.
Allora, onde evitare e cercare di raggiungere ambedue gli
obiettivi, si è studiata, chiaramente insieme al Dipartimento
Lavoro, insieme al Dipartimento Beni culturali e anche, ovviamente,
con la Presidenza, una soluzione che possa evitare di rinunciare ad
altre 260 assunzioni previste nel cosiddetto PIAO, nel Piano dei
fabbisogni, e mantenere il diritto a questi lavoratori all'interno
di una società regionale che ha, è bene specificarlo, lo stesso
contratto di lavoro della Regione con lo stesso numero di ore:
trenta ore erano nella ipotesi di stabilizzazione regionale e
trenta ore sono nella società. Fra l'altro, anche in analogia con
tantissimi altri lavoratori che in questo momento lavorano nei beni
culturali e che sono anche dipendenti della Sas. Quindi, non è una
novità o un'invenzione di questo Governo o di questo momento, ma è
già un'attività che da diversi anni, per gli stessi siti, è stata
utilizzata per altri lavoratori.
Con questa soluzione, ovviamente, noi non rinunceremo ad assumere
o a sottrarre dal Piano dei fabbisogni altri 260 posti ma,
chiaramente, riserveremo e manterremo nel PIAO quei posti per le
categorie D e C e daremo la stessa opportunità a questi lavoratori.
Io vi ricordo che il Piano dei fabbisogni non è un numero che
possiamo modificare o aumentare a nostro piacimento, ma
comprendiamo tutti bene che dipende da una serie di parametri e
dalla capacità dei nostri bilanci, quindi chiaramente ha una
previsione ben precisa per ogni annualità e se procediamo a queste
assunzioni dobbiamo rinunciare ad altre assunzioni. Quindi, alla
fine dei conti, abbiamo preferito - ovviamente con gli altri
Dipartimenti, soprattutto il Lavoro è interessato - procedere a
questa scelta, perché così non rinunciamo né agli uni né agli
altri.
Vi ricordo che in questo momento nel nostro parco lavoratori
abbiamo in categoria A e B circa cinquemila lavoratori che, come
voi avete più volte detto in quest'Aula, aspettano da dieci o da
venti anni di essere riqualificati o riclassificati e, chiaramente,
la Regione non prevede più all'interno del Piano dei fabbisogni
assunzione di altri lavoratori in categoria A o B, ma si prevede
solamente di assumere lavoratori in categoria C e D.
Per questo è stata operata questa scelta, anche perché per il
lavoratore non cambia nulla né dal punto di vista della garanzia
occupazionale e neanche da un punto di vista di lavoro o di
contratto, perché - ribadisco - il contratto che applica Sas è lo
stesso contratto della Regione. Grazie.
SCHILLACI. E sotto il profilo economico?
PRESIDENTE. Un attimo, colleghi. Io ora ho iscritti a parlare
l'onorevole Safina, l'onorevole Caronia e l'onorevole Laccoto.
Prego, onorevole Safina, ne ha facoltà.
SAFINA. Onorevoli colleghi, al di là che condivido le osservazioni
che hanno fatto l'onorevole Giambona e l'onorevole De Luca, vorrei
segnalare che questa norma è scritta veramente male, Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Questa non l'abbiamo scritta noi.
SAFINA. Chiunque l'abbia scritta, diciamo che la proposta viene
dal Governo. È l'ennesima norma che viene scritta male e rischia,
come dicevano i colleghi prima, di mettere in campo iniziative che
poi si riveleranno fallaci, perché da un lato...Va bene, al netto
del fatto che andrebbe specificato in ogni caso che l'assunzione
avviene a tempo indeterminato, perché, per saperlo, non c'è
scritto. C'è scritto "a tempo parziale". Per saperlo noi: il tempo
parziale è una cosa, a tempo indeterminato è un'altra cosa. Giusto
per amore del diritto, non per altro, l'assessore Dagnino sarà
sicuramente d'accordo.
Ma poi, Assessore, lei adesso ha spiegato le ragioni per cui
preferiamo, preferireste anzi, assumerli alla Sas, piuttosto che
alla Regione siciliana, ma non si tiene conto di una cosa. Noi - ne
abbiamo discusso anche oggi con gli Uffici - non possiamo
ovviamente disciplinare gli aspetti civilistici. Qui c'è un aspetto
della norma che se assumiamo il personale alla Regione non pone
alcun problema - e ora ci arrivo -, ma che se assumiamo alla Sas
potrebbe crearne, perché quando lei dice, o voi dite, nella norma
"anche in deroga ai limiti percentuali previsti per i rapporti di
lavoro a tempo parziale" questa è una norma che voi non potete fare
perché la Regione siciliana non può derogare alle norme che
attengono agli orari di lavoro, non può derogare alle norme che
attengono alle questioni di macro organizzazione sul rapporto di
lavoro, quindi il tempo parziale, i limiti sul tempo parziale
attengono alla competenza esclusiva del legislatore nazionale.
Allora, è chiaro che la Regione siciliana ha un numero di
dipendenti tale che 258 non fanno ovviamente sforare il tetto dei
lavoratori a tempo parziale. Ma lei è certo che questi 258, sapendo
qual è la condizione della Sas, non supereranno quel limite?
Pertanto, io vi invito a riflettere, anche alla luce delle
osservazioni che hanno fatto i colleghi, perché rischiamo di
ingannare ancora una volta i lavoratori e dopo vent'anni non lo
meritano.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, signor Presidente. Devo dire che questa è una
norma di cui abbiamo discusso tanto negli anni e anche in
Commissione, in questa occasione è stata dibattuta a lungo tra
maggioranza, opposizione, tra i componenti tutti, il Governo, e
credo che sia, forse potrebbe essere riassunta con quel banale, se
volete anche, detto: l'ottimo diventa il nemico del buono.
Dico ciò perché credo che dopo ventotto anni, perché parliamo di
ventotto anni, soggetti che percepiscono un'indennità a tutti gli
effetti, una somma che serve addirittura per la loro formazione,
perché nasce per formarli, io credo che dopo ventotto anni siano
abbastanza formati e soprattutto stanchi di non avere un contratto
a tempo indeterminato.
Onorevole Safina, io ho ascoltato anche il suo intervento e a me
non appare così, perché se si parla di stabilizzazione le ore
possono essere il tema di cui dibatteremo e già l'Assessore, in
Commissione, ha dato la disponibilità ad una valutazione anche
della copertura delle ore che arrivino al tempo pieno, per cui
sulla stabilizzazione c'è poco da dire; questi sono lavoratori che
finalmente, o meglio, soggetti utilizzati in attività di formazione
che dopo ventotto anni diventano lavoratori e tutto questo a
domanda, non è obbligatorio, perché la proposta che il Governo ci
fa e l'emendamento che oggi è qui in Aula prevede che il lavoratore
debba, su richiesta, entrare nel bacino della Sas e lo può fare
entro giugno del 2026, quindi valutare tutto ciò che può essere
più utile rispetto alla propria condizione. Anche perché è chiaro,
colleghi, che dopo ventotto anni abbiamo anche persone che vanno in
pensione fra tre anni, o meglio concludono il loro iter lavorativo
fra tre anni, ed è chiaro che concludere l'iter lavorativo da
soggetto che ha un'indennità, che è un sussidiato, piuttosto che un
lavoratore, fa la differenza.
Io credo che dopo anni che sono state fatte delle battaglie per
riconoscere a questi soggetti dei diritti, i famosi dieci diritti,
quelli per esempio alla giornata di assenza in caso di lutto, così
come la malattia, così come tanti diritti che negli anni sono stati
oggetto di grande dibattito perché per potere arrivare a quella
carta dei diritti, quest'Assemblea, dopo anni di battaglie perché
si riconoscessero a questi soggetti che vivono di un'indennità,
anche molto esigua e spesso in un nucleo familiare ce ne sono anche
due, quindi diventa davvero difficile sbarcare il lunario, senza la
prospettiva di una pensione, senza la possibilità di accedere al
credito, per esempio presso una finanziaria piuttosto che per
acquistare una casa con un mutuo, perché non hanno una busta paga
ebbene, io credo che oggi questa norma, seppure non è l'ottimo, è
sicuramente il buono, perché diamo la dignità a 258 persone e
peraltro sono state inserite delle altre categorie, che sono i
dipendenti che si trovano presso gli IACP e presso la
Motorizzazione, cioè la possibilità anche degli altri 19 di potere
avere un contratto di lavoro che qualifica un soggetto, proprio
perché diventa dipendente a tempo indeterminato.
Io credo che questa battaglia, che oggi ovviamente è circoscritta
a una platea, che è quella appunto degli ASU che lavorano
all'interno dei beni culturali, si possa estendere in maniera
rapida ed efficace anche per gli altri soggetti, perché è chiaro
che ci sono tutta una serie di tantissime altre persone dentro i
comuni che stanno attendendo. Però è pur vero, è pur vero che noi
oggi diamo l'opzione a dei soggetti che da 28 anni vengono
utilizzati per fare formazione e che tutti noi sappiamo che oggi
all'interno del sistema dei beni culturali, garantiscono l'apertura
dei siti museali nonché dell'attività che è di sostegno al turismo
e della valorizzazione dei beni culturali.
Quindi, io credo che con una sola iniziativa, abbiamo dato due
risposte: innanzitutto quella occupazionale alla dignità 258
lavoratori che da 28 anni aspettano questo momento, o per lo meno
l'opportunità di cogliere questo momento perché poi sarà una scelta
opzionale dei singoli; in secondo luogo, quella di potere dare
stabilità, perché abbiamo anche inserito l'emendamento per cui
rimangono utilizzati nei siti dove attualmente sono, di conseguenza
non ci sarà nessun margine di discrezionalità per lo spostamento,
continueranno a fare quello per cui sono stati formati e che fanno
in maniera super dignitosa.
Quindi io credo che sia una norma di buon senso che qualifichi
questa manovra finanziaria e che vada accolta in segno positivo,
anche rispetto agli impegni assunti dal Governo di arrivare al
completamento di questa finanziaria, con una provvista che ci
consente addirittura di arrivare al plenum di quello che può essere
per un lavoratore, diciamo, l'obiettivo quello di essere
stabilizzati a tempo indeterminato e full time.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io chiedo
l'attenzione dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
ed il lavoro, dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica e dall'Assessore per l'economia, cortesemente.
Abbiamo un problema riguardante gli ASU che noi abbiamo
stabilizzato con legge, indicando chiaramente, da parte di tutta
l'Aula, la volontà di stabilizzarla a 24 ore, assessore Dagnino, mi
segua.
E' successo che rispetto alle somme che erano state previste
dall'Assessorato del lavoro, anche dal Dipartimento, sono state
tolte delle somme per cui noi ci troviamo nelle condizioni che
negli enti locali, dove effettivamente questo personale serve,
perché non abbiamo potuto fare turnover, non abbiamo potuto fare
assunzioni, eccetera, questo personale ora prende il posto di
quelli che erano titolari e noi eravamo a 36 ore prima della
stabilizzazione. L'intenzione unanime di tutta l'Assemblea era di
portarla a 24 ore, invece noi ci troviamo con le C a 19 ore, con le
B a 22 ore e con le A 23 ore.
Il che significa che naturalmente, il personale non può esercitare
quelli che sono i servizi, ma i comuni non hanno nemmeno le somme
per integrare questo a 24 ore.
Quello che si chiede, così come è stato chiesto all'unanimità in I
Commissione, è che le somme per il 2025 vengano aumentate di 2
milioni e 200 mila, per il 2026 di 2 milioni e 200 mila, per il
2027 di 2 milioni e 200 mila. C'è il mio emendamento che
naturalmente per gli anni a venire, il 2028, 2029, eccetera, si
vedrà e si integreranno queste somme anche successivamente. Ma
questo è oggetto di finanziaria e, guardate, non possiamo, noi
stiamo già dando soldi a tutti per 36 ore, per 30 ore, il minimo ma
non riusciamo a coprire nemmeno 24 ore per gli enti locali che sono
quelli che soffrono di più. Perché il problema è che questi enti
locali, moltissimi enti locali, quindi non è un fatto di un comune
o dell'altro, è un fatto generale.
Mentre si fanno riserve per alcuni comuni, non si coglie il senso
di dovere integrare queste ore per quei soggetti che fanno
effettivamente del servizio per l'ente locale stesso.
Quindi io credo che su questo, Assessore, vada fatto un
approfondimento: su questa vicenda avevo fatto un emendamento anche
in Commissione, approvato da tutti in prima Commissione - qua c'è
il Presidente Abbate che lo può confermare - che era stato proposto
tramite il Direttore del Dipartimento dall'Assessore, di questo non
si ha più traccia durante la Commissione Bilancio.
Ora il problema, Assessore Dagnino e Presidente dell'Assemblea,
credo che su questo argomento vada fatto un approfondimento perché
altrimenti rischiamo di fare sempre due pesi e due misure non
tenendo conto di qual è l'interesse generale principalmente dei
Comuni.
Questo è il soggetto, tra l'altro - e poi lo vedremo in un'altra
specie - il fondo per i Comuni poi viene defalcato perché ci sono
le riserve, io dico che più importante di questo strumento per dare
un aiuto ai Comuni non ce ne siano
Quindi crediamo che 2 milioni 200 mila euro per i tre anni non
siano cose dell'altro mondo, si prendano questi del mio
emendamento per gli anni successivi, poi vedremo in variazioni, ma
in questa fase servono, perché molti Comuni ora stabilizzeranno,
alcuni lo abbiamo fatto a dicembre, altri li stabilizzeranno dal
primo a gennaio e si trovano in queste condizioni.
Io credo che poi, nel tempo, queste somme andranno a diminuire ma
per questi tre anni sono necessarie perché molti poi se ne andranno
in pensione o altro, ma oggi abbiamo bisogno di queste somme.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sciotto, ne ha
facoltà.
SCIOTTO. Signor Presidente, io aspetto che l'Assessore mi dia un
minuto di attenzione perché ci tengo. Assessore, mi perdoni, lei
non so è a conoscenza, io oltre ad avere l'onore di essere deputato
sono anche sindaco e sono sindaco da 16 anni, e nelle scorse
finanziarie abbiamo fatto insieme a tutti i colleghi delle grandi
battaglie sugli ASU che pensavamo di avere vinto ed erano,
Assessore, delle battaglie che davano dignità a delle persone; qui
non si tratta di tutelare i Comuni si tratta di dare dignità a dei
lavoratori.
Abbiamo fatto una battaglia ed eravamo tutti d'accordo e tutto è
stato approvato affinché si dessero 24 ore a ciascun lavoratore
ASU, apprendiamo ora invece che questi lavoratori non avranno 24
ore ma chi ne avrà 18, chi ne avrà 19, chi ne avrà 20 e questa è
una cosa che è assolutamente ingiusta, perché sa cosa accadrà,
Assessore? Perché non stiamo parlando di un piccolo emendamento,
stiamo parlando della vita delle persone e delle famiglie, accadrà
che i comuni che sono in dissesto non potranno aiutarli e quindi
questi lavoratori saranno stabilizzati a 18 ore, i comuni che
invece hanno la fortuna di avere il bilancio in ordine, li
stabilizzeranno e li porteranno a 24 ore, quindi subiranno
ulteriore umiliazione tutte queste persone perché loro avranno
magari 18 ore e le persone dei comuni accanto, possibilmente, con
facoltà di dare più soldi, più dignità.
Io le chiedo, Assessore, glielo chiedo in modo accorato, di
sospendere questa approvazione e credo farà onore a tutti quanti
voi, ripeto non è solo un problema dei Comuni perché i Comuni alla
fine con un'ora in più, due ore in più non cambia, cambia il
riconoscimento della dignità dei lavoratori.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo l'accantonamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Assessori, colleghi, io mi associo e
vorrei ribadire esattamente lo stesso concetto che poc'anzi hanno
espresso il collega Laccoto e il collega Sciotto.
Sull'articolo brevemente io ho una mia opinione nel senso che - e
non voglio entrare nel merito - la norma nazionale per quanto
riguarda la stabilizzazione degli ASU prevede che possano essere
stabilizzati oltre la dotazione organica, quindi non erodono
risorse assunzionali, però dico, si è scelta questa strada e il
fatto, per rispondere al collega Safina, che i lavoratori ASU sono
stati assunti a tempo parziale, è implicito che i lavoratori ASU
vengono stabilizzati, perché viene richiamata la norma delle
stabilizzazioni per quanto riguarda, appunto, i lavoratori ASU.
Resta il problema, assessore per piacere, assessore al bilancio,
assessore Dagnino, se i colleghi un attimo si allontanano .
PRESIDENTE. Colleghi, onorevole Gilistro, cortesemente non
occupate i banchi del Governo. Prego, onorevole Grasso.
GRASSO. Onorevole Gilistro, guardi io ascolto con pazienza tutti
i vostri interventi ed evito di fare interventi che possono non
essere utili o necessari, però questo è un argomento che interessa
non soltanto chi è Sindaco come me come gli altri colleghi che mi
hanno preceduto, ma soprattutto i lavoratori, abbiamo tutta l'Aula
per più di un anno, per anni, abbiamo fatto battaglia - a me
interessa che mi ascolti l'Assessore - per piacere, grazie, e
abbiamo fatto battaglie - dicevo - per la stabilizzazione degli ASU
e così come io da Assessore alle autonomie locali ho stabilizzato
gli ex LSU a 24 ore, lo stesso si sarebbe dovuto verificare per gli
ASU.
Ora, c'è una disparità di trattamento perché come bene si diceva
vi sono alcuni Comuni che hanno quelle risorse, disponibilità per
stabilizzare a 24 ore, mentre i comuni che sono in piano di
riequilibrio, o in dissesto o anche difficoltà a sostenere nel
bilancio per gli anni futuri, stabilizzano gli ASU a 19 ore.
Quindi, noi possiamo riportare così e quindi ridare dignità a
questi lavoratori che fra l'altro rendono servizi ai comuni a 24
ore. Assessore senza toccare la manovra, io voglio fare un appello
all'Aula, ecco perché dico che possiamo in un attimo questo
articolo approvarlo insieme all'articolo 6.
Io sono un Sindaco, ho fatto l'Assessore, sono un parlamentare e
sono sempre stata contro le riserve perché esse tolgono risorse al
fondo delle autonomie locali.
Quest'anno con le riserve si è andato oltre previsto, 49 milioni
di riserve, allora se tutti siamo d'accordo si potrebbe fare un
taglio lineare, se non ci sono risorse aggiuntive alle riserve
anche del 2%, dare una copertura per quest'anno di 2 milioni e
mezzo e poi per i bilanci degli anni successivi, nei bilanci
prossimi, si troverà la copertura.
Sono sempre ricadute che vanno sui Comuni, è una proposta può
essere votata, può essere accettata, ma è giusto che con senso di
responsabilità io la faccio. Grazie, non mi ha ascoltato nessuno,
ma non mi ha importanza.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, l'ho ascoltata io, colleghi intanto
c'è troppo brusio in Aula quindi ve lo dico, è inutile che vi do la
parola se poi c'è questo brusio, non è corretto nei confronti dei
colleghi che intervengono.
Ha chiesto di intervenire velocemente l'onorevole Abbate e poi gli
altri siete già intervenuti su questo articolo.
Prego, onorevole Abbate. Ne ha facoltà.
ABBATE. Signor Presidente io mi rivolgo all'Assessore, assessore
scusi, scusate io ho chiesto di intervenire prima di rinviare il
punto ed accantonarlo, solo anche per chiarimento di un argomento
che abbiamo discusso e approfondito tante volte, sia in Commissione
ma prima della stesura della prima norma.
La norma è stata approvata e non impugnata da parte del Governo
nazionale, perché abbiamo dato la facoltà di scegliere sulla
stabilizzazione e dell'altra sulla possibilità di avere la
copertura per ogni singolo lavoratore dal primo giorno
dell'approvazione della norma fino al giorno potenziale di andare
in pensione, al sessantasettesimo anno di età.
Qualsiasi modifica che si debba fare, per qualsiasi modifica che
si debba fare rispetto a quella norma, deve essere una norma fatta
per ogni angolo, per ogni singolo lavoratore, sulla simulazione
fino all'ultimo anno, se no qualsiasi modifica verrà ad essere
impugnata.
Quindi, il fatto che già nel 2024 c'è stata un'economia di 2
milioni e 100 mila euro rispetto a quello che era il potenziale che
dovevamo mettere a disposizione, perché nel frattempo ci sono stati
due rinnovi di contratti e quindi quella potenzialità delle
ventiquattro ore, con 19 mila e 200 euro che era quello che noi
c'erano prefissati di raggiungere e non si è raggiunto più, c'è
però una platea importante che è oltre il 50% per cento di
personale che non conviene più essere stabilizzata e conviene
rimanere nel bacino fino al compimento dei 67 anni.
Noi abbiamo fatto la simulazione per la stabilizzazione di tutti,
noi abbiamo un'economia che si forma e si raddoppia di anno per
anno, perché ogni anno vai a prendere quella dell'anno precedente e
quella dell'anno successivo; quindi noi avremo, sul 2025,
sicuramente un'economia importante che andrà oltre ai 4 milioni di
euro, perché sono consolidati, serve nella riscrittura anche dare
la possibilità di utilizzare ogni mese di stabilizzazione che va
avanti un dodicesimo di quell'economia che si è consolidata perché
noi abbiamo preso, tolto, dall'economia 2 milioni e 100 sul 2024,
mentre le abbiamo lasciate su quelle degli anni successivi.
Quindi, sugli anni successivi, avremo una copertura sulla
disponibilità, sia per quanto riguarda gli ASU dei beni culturali
che per quanto riguarda gli ASU potenziali degli enti locali;
quindi, un approfondimento con gli uffici, con il direttore Foti e
con l'Assessorato al lavoro, darebbe la possibilità, a costi
invariati, a simulazione variata - no a simulazione invariata, a
simulazione variata - la possibilità di aumentare le ore sia per
quanto riguarda gli ASU degli enti locali che per quanto riguarda
le 36 ore da dare agli ASU dei beni culturali.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca ma non può parlare con l'Assessore?
DE LUCA Antonino. No, voglio lasciarlo agli atti.
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, desidero l'attenzione
dell'assessore Messina e dell'Assessore Dagnino. Il nostro Servizio
Studi scrive che per costante giurisprudenza costituzionale rientra
nella competenza legislativa esclusiva statale in materia di
ordinamento civile, sicché nell'operare procedure di
stabilizzazione, la Regione è tenuta a legiferare rispettando i
limiti posti dalla normativa nazionale; come già rammentato, il
decreto legge n. 75 del 2023, quindi a antecedente a quando noi
abbiamo fatto la norma sugli ASU beni culturali, autorizza la
stabilizzazione presso le amministrazioni pubbliche e non presso le
società partecipate in qualità di lavoratori soprannumerari -
questa è la parte ora determinante - anche in deroga alla dotazione
organica e al piano di fabbisogno del personale e fermi restando i
vincoli assunzionali previsti dalla vigente normativa.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Fermi restando i vincoli assunzionali.
DE LUCA Antonino. Quindi, se io capisco ciò che leggo, ferma
rimanendo la normativa, si può assumere in deroga alla pianta
organica, ergo non rientrano, al pari di quando abbiamo
stabilizzato lavoratori negli enti locali, nel computo delle piante
organiche.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Ma fermi restando i vincoli assunzionali.
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Bene colleghi, io sono
convinto che questa sera sarà una lunga sera, potete parlare con
l'Assessore e fare tutte queste proposte per concretizzarle.
Sospendo la seduta e la rinvio a domani mattina alle ore 10:30.
(La seduta, sospesa alle ore 20.19 di venerdì 20 dicembre 2024,
è ripresa alle ore 11.23 di sabato 21 dicembre 2024)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Norme in materia di protezione civile
1. Al fine di garantire la gestione e la manutenzione ordinaria,
previste dal Piano di gestione rischio alluvioni (1 e 2 ciclo) di
cui alla direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 23 ottobre 2007 e al decreto legislativo 23 febbraio
2010, n. 49, della rete meteo di monitoraggio e allertamento nonché
gli adempimenti di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1,
è autorizzata la spesa di euro 1.781.154,00 per l'esercizio
finanziario 2025, di euro 2.095.891,00 per l'esercizio finanziario
2026 e di euro 2.415.057,00 per l'esercizio finanziario 2027
(Missione 11, Programma 1).
2. Per l'acquisizione di servizi tecnico-specialistici necessari a
garantire il funzionamento del Centro Funzionale Decentrato-Idro,
istituito presso il Dipartimento regionale della Protezione civile,
è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2025, la spesa di 165
migliaia di euro (Missione 11, Programma 1).
3. Per le finalità di cui all'articolo 9 della legge regionale 25
maggio 2022, n. 13 e successive modificazioni è autorizzata per il
triennio 2025-2027 la spesa di 3.000 migliaia di euro annui.
(Missione 11, Programma 2, capitolo 117318).».
Sull'articolo 12 ci sono i soppressivi.
SCHILLACI. Non sono ritirati.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Presidente, intervengo sull'articolo perché ho presentato
un emendamento a sostegno degli eventi meteo individuati nella
deliberazione di Giunta regionale numero 413 dell'11 dicembre 2024,
delibera che ha quantificato i danni dell'alluvione di novembre in
provincia di Catania ma anche Messina e Siracusa in 75 milioni di
euro per i comuni di Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant'Antonio,
Acireale, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Catania,
Fiumefreddo, Giarre, Linguaglossa, Mascali, Mascalucia,
Misterbianco, eccetera, eccetera, per la città di Messina e di
Siracusa, quindi vista la quantificazione dei danni, 75 milioni di
euro, penso che un minimo di ristoro concreto il Governo dovrebbe
darlo ai territori colpiti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano, ovviamente questo è un
emendamento aggiuntivo, non di riferimento all'articolo 12.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente Di Paola, Governo e colleghi deputati,
ci rendiamo conto dell'importanza di questo articolo date le
continue variazioni climatiche, i dissesti idrogeologici, i
problemi causati dalle alluvioni, però, sinceramente, non abbiamo
contezza di cosa stia facendo in questo momento, nella cabina di
regia, il dirigente Salvo Cocina e quindi non sappiamo se i fondi
del comma 3 siano realmente bastevoli o vadano aumentati.
E qua, purtroppo, manca sempre l'Assessore di riferimento, come
già per passati articoli, quindi non possiamo mai neanche chiedere
chiarimenti a questo Governo relativamente alle questioni
importanti.
Mi rendo conto, comunque, che questi sono forse gli unici articoli
di questa finanziaria che hanno fatto un iter corretto, che sono
passati dalle Commissioni di merito e dalla Commissione Bilancio',
perché il resto della finanziaria sappiamo che ormai "bypassa"
queste procedure regolari, superando gli ostacoli anche degli
Uffici, che non possono dare mai pareri e mi chiedo comunque perché
siamo sempre costretti a mettere un sacco di fondi per le questioni
legate alle emergenze e perché non riusciamo invece a prevenire
queste stesse emergenze con degli interventi più strutturali che
possano appunto bloccare la desertificazione, il disboscamento e
tutte le questioni che attengono poi ai disastri ambientali causati
dai cambiamenti climatici: e, come dico sempre, questo è un Governo
che pensa che le cose accadano per l'improvviso e non per
l'improvvisazione delle azioni che vengono messe in atto. Quindi,
mi rendo conto, insomma, che questo articolo è importante, però ci
sono diverse cose che il Governo ci dovrebbe chiarire. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Spada, Venezia e Saverino.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 831/A e 832/A
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi - per quanto
diciamo molto disinteressati all'argomento -, comprendo che gli
stanziamenti previsti in questa norma hanno un importo così basso e
irrisorio da non poter essere che destinati alla ristretta finalità
che viene individuata dall'articolo 1 che è quello
dell'aggiornamento del sistema di allertamento e di monitoraggio
del sistema meteo della Protezione civile che è previsto dal piano
di gestione delle alluvioni e questo denota una sufficienza, ormai
di questi tempi, inaccettabile del governo Schifani nell'approccio
a un tema delicatissimo che è quello della prevenzione dei rischi
che derivano dalle alluvioni, perché il piano di gestione delle
alluvioni non è soltanto il sistema meteo e di allertamento precoce
o tempestivo e non è neanche un obbligo che discende meramente da
una direttiva europea a cui dobbiamo dare seguito, ma è o dovrebbe
essere, in una regione vulnerabile come la Sicilia, un impegno
concreto rispetto al quale da parte del Governo ci saremmo
aspettati stanziamenti ben maggiori e invece si riduce a essere la
solita norma con cui si elargiscono somme alla Protezione civile,
come se fosse l'unico ente, organo di questa Regione, deputato a
gestire tutto quello che succede in questa Regione, dimenticando
che il piano di gestione delle alluvioni è una cosa estremamente
seria che prevede innanzitutto misure di prevenzione e di riduzione
del rischio attraverso non solo la pianificazione territoriale, ma
anche attraverso la mappatura delle aree a rischio che serve a
rafforzare anche la sicurezza delle attività produttive, degli
insediamenti abitativi che esistono, magari evitando di crearne dei
nuovi con una cementificazione selvaggia, ma anche a promuovere
azioni di rinaturalizzazione dei canali soprattutto e soprattutto
la manutenzione dei nostri bacini idrografici.
Come si dimentica, anche in questo caso, un'occasione perduta, che
poi c'è anche o dovrebbe esserci nel piano di gestione
dell'alluvione tutta la parte che attiene alla mitigazione e al
recupero dei rischi, cioè tutta quella parte che serve a ridurre
gli impatti negativi che le alluvioni hanno poi nei nostri
territori, quindi fare opere di canalizzazione, vasche di
laminazione. Auguro a nessuno in questo Parlamento di passare dalle
alluvioni perché ci siamo passati a Trapani due anni fa, poi è
stato il turno di Ragusa, poi di Catania, poi è stato il turno di
Licata, eppure ci ritroviamo in manovra, anziché un intervento
serio di prevenzione dei rischi delle alluvioni, ci troviamo la
spolverata di zucchero a velo che riguarda semplicemente il sistema
meteo e di allertamento, che per carità è assolutamente importante
ma dovremmo cominciare a ragionare in un'ottica diversa, iniziare a
pensare che la Sicilia deve investire in infrastrutture resilienti
e in una gestione consapevole delle risorse idriche che, ricordo a
tutti, non spetta alla Protezione civile, quindi non comprendo come
mai in questa visione così monca del Governo ci si possa aspettare
che oggi quest'Aula accetti di buon grado un intervento spot che
riguarda ovviamente, con uno stanziamento così irrisorio, può
riguardare solo l'aggiornamento del sistema meteo. Credo che sia
una grandissima irresponsabilità di questo Governo, che continua ad
arretrare su scelte che dovrebbero essere determinanti per
contrastare o quantomeno contenere gli effetti devastanti di un
cambiamento climatico che oggi è evidenza nel nostro territorio e
rispetto al quale il Governo continua a girarsi colpevolmente
dall'altra parte.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi se non ci sono altri interventi,
passiamo agli emendamenti soppressivi dell'articolo 12, che sono
ritirati. Si passa quindi all'emendamento 12.4.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
12.15 a firma dell'onorevole Ciminnisi.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi. L'ho già
illustrato nella relazione, ritengo che per quanto le somme siano
irrisorie, sia importante dare un segnale e fare in modo che tutto
il piano di gestione delle alluvioni sia uno strumento operativo
concreto per la prevenzione anche per la mitigazione dei rischi e
che non si utilizzino le somme solo per la parte di spettanza della
Protezione civile che riguarda sicuramente l'importante sistema di
allerta meteo, però non può essere il solo elemento che si finanzia
quando si parla di alluvioni perché poi non veniamoci poi a fare
sempre le solite sceneggiate di solidarietà ipocrita di cui siamo
oggettivamente stanchi.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Il parere del Governo è
contrario non perché non ci sia sensibilità sul tema ma perché ci
si sta attenendo alle indicazioni che provengono dalla Protezione
civile. Grazie.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
SUNSERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se dovete chiedere la votazione
per scrutinio nominale la dovete chiedere per tempo, lo dico al
Presidente del Gruppo parlamentare.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.15
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 12.15.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti ...........38
Votanti .......... 32
Maggioranza ...17
Favorevoli 15
Contrari 17
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti soppressivi al comma 2. Sono ritirati,
onorevole De Luca Antonio? Il soppressivo al comma 2 è ritirato?
DE LUCA Antonino. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione, sul soppressivo del comma
2?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 12.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti ...........38
Votanti .......... 33
Maggioranza ...17
Favorevoli 14
Contrari 19
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa al soppressivo del comma 3. Onorevole De Luca Cateno, è
ritirato?
DE LUCA Cateno. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato
Si passa all'emendamento 12.9 che è precluso perché non c'è
copertura perché abbiamo precluso anche sull'articolo, avendo
approvato l'articolo 1, onorevole Catanzaro. Abbiamo approvato
l'articolo 1.
Si passa, quindi, all'emendamento 12.14 a firma dell'onorevole
Marano. La copertura sul 12.14 non è idonea, onorevole Marano,
anche questo è precluso.
Votiamo a questo punto l'articolo 12.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
avevo depositato un emendamento che, probabilmente, è stato
ritenuto aggiuntivo per cui non avremo possibilità di trattarlo,
però l'ho ripresentato.
Chiedevo alla Giunta di apprezzarlo e si tratta di chiedere alla
Protezione civile una relazione annuale da presentare
sull'attuazione e delle linee programmatiche e degli interventi
effettuati perché noi non abbiamo idea neppure dei criteri con i
quali vengono effettuati gli interventi. Quindi chiedo alla Giunta
e al Parlamento di apprezzare l'emendamento.
PRESIDENTE. Questo poi è un emendamento aggiuntivo, lo tratteremo
successivamente. Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura.
«Art. 16.
Misure in materia di finanziamento dell'ARPA Sicilia
1. Per l'esercizio finanziario 2025 il contributo annuale di
funzionamento di cui alla lettera a) del comma 10, dell'articolo 90
della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 e successive
modificazioni, per l'importo di 7.000 migliaia di euro, è
finanziato mediante l'utilizzo di quota parte delle somme
corrispondenti ai Vincoli formalmente attribuiti dall'ente del
risultato presunto di amministrazione all'1 gennaio 2025 di cui
all'Allegato a.2) elenco risorse vincolate - capitolo entrata 1607
- capitoli spesa 443308 - 613954 - 242572 - 642068 - 642084 -
684166.».
PRESIDENTE. Colleghi, c'è un emendamento del Governo perché poi
tutti gli altri sono emendamenti soppressivi. Sui vostri tablet,
colleghi, gli emendamenti soppressivi ovviamente li ritengo
ritirati sia all'articolo che ai commi. Grazie onorevole De Luca,
grazie onorevole Catanzaro, sono ritirati i soppressivi? Come no, i
soppressivi? Deve leggere i soppressivi, onorevole De Luca? Sì,
dico ma, intanto, non è una riscrittura l'emendamento caricato.
L'emendamento caricato, onorevole De Luca, glielo leggo io, recita
"l'Arpa invia con cadenza annuale una relazione sull'attività
svolta all'Ars da assegnare alla competente Commissione , quindi è
una relazione che viene mandata alla competente Commissione. Mi
pare a favore dell'Assemblea, quindi i soppressivi sono ritirati.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori. Allora gradirei che gli Assessori all'economia e al
territorio e ambiente, fondamentalmente, indicassero se i dati sono
a loro conoscenza, le quote che non sono state rendicontate in
quota sanitaria e in quota non sanitaria dello scorso esercizio e
capire quali sono le proporzioni del nuovo esercizio e in base a
cui verranno assegnate ad Arpa.
PRESIDENTE. Assessore, vuole intervenire?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente io,
assolutamente. Noi, se il Presidente della Commissione Bilancio, la
Commissione Territorio, ci convocano veniamo con gli Uffici, con la
governance di Arpa e daremo nel dettaglio tutto ciò che serve
rispetto alla novella, appunto, che avevo annunciato l'altra volta
che adesso c'è dal 2023, il bilancio 2023/24. Il bilancio è
analitico quindi sono tutte le voci chiare e saranno messe a
disposizione dei colleghi.
PRESIDENTE. Colleghi, possiamo allora votare l'emendamento 16.6, a
firma del Governo. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Inoltre
volevamo annunciare con l'Assessore, sì, volevamo annunciare con
l'assessore Dagnino che, andando incontro alle sollecitazioni che
sono arrivate dai colleghi, soprattutto delle province più
disastrate, ci sarà almeno un milione in più, ora vediamo se
riusciamo a dare una misura maggiore nel maxi emendamento che sta
preparando il Governo.
PRESIDENTE. Votiamo, intanto, l'emendamento il 16.6. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Congedo
PRESIDENTE. Comunico nel frattempo il congedo dell'onorevole
Auteri.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 831/A e 832/A
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori. Solo a livello di curiosità, sulla tecnica normativa:
non ho capito come, se abbiamo appena votato un articolo, una
dotazione economica, nel maxiemendamento aumentiamo questa
provvista economica o facciamo un emendamento per dare una
destinazione e quindi
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Per Enna,
Siracusa e Gela.
DE LUCA Antonino. Ok, quindi farete un maxiemendamento e
proporrete di destinare un milione di euro per accogliere le
richieste come quella che ha presentato ieri il collega Gilistro
relativamente all'assunzione di personale da destinare alle sedi
siracusana e di Gela.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, mettiamo in votazione l'articolo 16,
sì il 16.6 è già stato votato.
Pongo in votazione l'articolo 16, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Colleghi, sospendo l'Aula.
L'Aula riprenderà domani pomeriggio alle ore 15:001. La seduta è
sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11:47 di sabato 21 dicembre 2024,
è ripresa alle ore 16.56 di lunedì 23 dicembre 2024)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, solo per comunicarvi che sospendo
l'Aula e la rinvio alle ore 18.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.56, è
ripresa alle ore 18.33)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Purtroppo, dobbiamo aspettare qualche minuto per
avere il Governo in Aula; stiamo attendendo l'Assessore Dagnino,
sì, lo aspettiamo in Aula, quindi, qualche minuto di pazienza, per
favore, colleghi.
(La seduta, sospesa alle ore 18.33, è ripresa alle ore 18.40)
Onorevoli colleghi, eravamo arrivati all'emendamento 5.18. Era
stata richiesta la presenza dell'assessore Volo. L'assessore Volo è
in Aula. Siamo all'emendamento 5.18, degli onorevoli Dipasquale e
Catanzaro, Dipasquale senza Catanzaro.
Chiedo all'onorevole Dipasquale: lo vuole illustrare? E'
mantenuto? Ritirato?
DIPASQUALE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, già
l'ho illustrato questo emendamento nella scorsa seduta. Questo
emendamento serve per far ricadere i benefici che poi, per giunta,
ho anche scoperto in Aula che è un emendamento che già il
Presidente Laccoto, la Commissione, ne aveva discusso in
Commissione.
Questo articolo che stiamo mettendo su serve per dare una risposta
agli ospedali più piccoli, cioè rendere appetibili i pronto
soccorso... stavo parlando bene di lei, Presidente rendere
appetibili gli ospedali più piccoli della nostra Isola, anzi i
pronto soccorso degli ospedali più piccoli, in particolar modo.
L'emendamento serve ad inserire anche i Comuni capoluogo. Le ho
detto che già era stato motivo di discussione anche in Commissione
Sanità e pare che sia stato approvato.
Qualche mio collega ha detto in Aula: no, siamo contrari a questo
emendamento perché i Comuni capoluogo non ne hanno bisogno .
Io su questo non sono d'accordo e vi invito a prestare attenzione,
perché vi faccio un esempio della mia provincia, dove ci sono
l'Ospedale di Comiso, l'Ospedale di Modica, l'Ospedale di Vittoria
e l'Ospedale di Ragusa e sono tutti vicini, non c'è tutta questa
distanza, onorevole Assenza, non c'è tutta questa distanza.
Allora, oggi, non riconoscere a Ragusa è una scelta - io lo dico
prima in maniera chiara -, non riconoscere a Ragusa la possibilità
- e dico la stessa cosa anche all'onorevole Abbate -, onorevole
Abbate, non riconoscere a Ragusa la possibilità di avere i benefici
per Modica, come li ha Modica, come li ha Comiso, come li ha
Vittoria, significa a mio avviso commettere un errore e fare un
torto al Comune capoluogo. Io vi faccio l'esempio di Ragusa, ma
vale così anche per gli altri. Per questo io ho presentato gli
emendamenti, chiederò il voto palese ovviamente su questo, ognuno
si assume la responsabilità.
Non è che dico che dobbiamo togliere Modica o dobbiamo togliere
Vittoria o dobbiamo togliere Comiso; io dico che insieme agli altri
comuni, Modica, come vale per l'Ospedale di Comiso, per l'Ospedale
di Modica e per l'Ospedale di Vittoria, la stessa possibilità la
debba avere l'Ospedale di Ragusa.
Per questo motivo, io ho fatto, ovviamente, una riflessione sulla
provincia di Ragusa, ma vale anche per le altre piccole province,
perché non è vero che soffrono di più, per esempio, sempre nella
mia provincia, il pronto soccorso di Modica, il pronto soccorso di
Vittoria, il pronto soccorso di Comiso e non soffre Ragusa.
Purtroppo, soffrono tutti insieme e noi dobbiamo utilizzare questo
beneficio anche per i Comuni capoluogo, non li possiamo utilizzare
per i Comuni capoluogo delle aree metropolitane. Quindi questo è
l'emendamento, questo è il significato dell'emendamento, ognuno si
assume la sua responsabilità e poi ognuno lo spiegherà ai nostri
concittadini.
SCHILLACI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi, l'onorevole Gilistro. Ci sono
altri interventi ?
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Schillaci.
Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Intervengo perché vorrei chiedere
un minuto di silenzio per la donna anziana che è morta ieri
all'Ospedale Ingrassia di Palermo, lasciata per otto giorni in
astanteria senza cure adeguate e naturalmente ci saranno le
indagini che proveranno a capire cosa è successo, ma chiaramente
questo Parlamento si deve interrogare su quelli che sono i percorsi
adeguati anche in questo percorso di finanziaria.
Come Gruppo "Movimento 5 Stelle" non troviamo soddisfazione da
questa finanziaria, per quanto attiene il comparto della sanità,
per cui non possiamo che sollevare la questione e cercare di
trovare più misure possibili che vanno nella direzione.
Intanto, le chiedo questo minuto di silenzio. Grazie.
Palermo
In memoria della donna deceduta presso il P.O. G.F. Ingrassia di
Palermo
PRESIDENTE. Chiaramente il minuto di silenzio è assolutamente
accordato, ricordandole però che la finanziaria ancora non è
approvata e che quindi si può sempre continuare a normare, anche in
tal senso.
Chiedo ai colleghi di osservare un minuto di silenzio.
(L'Aula osserva un minuto di silenzio)
n. 831/A e 832/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 831/A e 832/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Grazie, Presidente, vorrei condividere la proposta
dell'onorevole Dipasquale, perché, purtroppo, Presidente, nei
centri più piccoli, anche se sono capoluoghi, spesso c'è stata una
moria - chiamiamola così - o una fuga di medici, soprattutto dai
pronto soccorso, presìdi che diventano sempre meno allettanti, per
andare nei grossi centri nelle città metropolitane, dove i medici
si sentono più coperti e anche più a loro agio. Quindi, condivido e
chiedo anch'io il voto palese. Esprimo anche la necessità di
annullare la lettera d) del presente articolo - non so se
l'onorevole Dipasquale è d'accordo - quindi di escludere le case di
comunità, considerando che l'articolo riguardante le case di
comunità è stato già approvato in maniera unanime in Commissione
Salute ; quindi, vorremmo che venisse votato con voto palese.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro. Vedremo se la sua
richiesta è appoggiata.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente, prendendo spunto anche dalla
tragedia che l'Aula ha appena ricordato, tengo a ribadire - per
l'ennesima volta - le ragioni da cui questo articolo nasce e che ha
visto anche nella sensibilità del Presidente Schifani incontrare
quelle che erano le sensibilità mostrate sul tema attraverso un
articolo che avevamo presentato in Commissione Sanità , appunto da
parte del Movimento 5 Stelle, e che ha trovato anche una grande
sinergia con l'assessore Volo e l'Assessorato tutto.
Consiglierei, però, Presidente Galvagno, che ci fosse un po' di
tranquillità in Aula perché l'argomento credo che sia
particolarmente delicato; non a caso, lo abbiamo rinviato sin dal
primo giorno della finanziaria, proprio per discuterlo alla
presenza dell'assessore Volo e negare adesso la tranquillità del
dibattito sarebbe assolutamente insensato.
Questo articolo, ricordo a me stesso, è stato già... signor
Presidente, mi vedo costretto a rinunciare al mio intervento a
causa del frastuono che regna in Aula
PRESIDENTE. Ma il disturbo proviene anche dai deputati del suo
Gruppo
DE LUCA Antonino. Ma anche se sono del mio Gruppo, li riprenda
Serenamente io, intanto, cambio postazione.
PRESIDENTE. Prego, cambi postazione.
DE LUCA Antonino. È impossibile così. Collega Turano, se con la
sua gentilezza se ne torna al posto, mi consente di intervenire in
maniera serena. Grazie.
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Dicevo, allora, questo è un articolo
determinante per questa finanziaria perché si pone l'obiettivo di
sostenere il mantenimento in forza e l'ingresso di nuovi medici nei
pronto soccorso siciliani e in quei reparti dove c'è particolare
difficoltà a reperire figure mediche.
È un articolo che necessiterebbe di essere sostenuto con una
provvista di almeno 20 milioni di euro, che al momento vede una
dotazione di soli 10 milioni di euro e che, conseguentemente, non
può essere gravato di ulteriori Presidente, sospenda a un certo
punto, perché non è normale, cioè non è normale una classe è più
serena
PRESIDENTE. Colleghi, fate completare l'intervento, per favore.
DE LUCA Antonino. No, io sto qua tutta la serata, intervengo
cinque minuti a comma fino a quando non si siedono, perché l'unico
modo di farli stare zitti è che intervengo cinque minuti a comma
PRESIDENTE. Ad articolo, ad articolo
DE LUCA Antonino. No, no, a comma
PRESIDENTE. No, a comma non lo può fare
DE LUCA Antonino. Ho un soppressivo per ciascun comma
PRESIDENTE. No, no non si può fare
DE LUCA Antonino. Sì che posso perché non li ritiro questa volta.
PRESIDENTE. No, non si può fare
DE LUCA Antonino. Non li ritiro, parlerò cinque minuti per ogni
comma.
PRESIDENTE. Ma non si può fare, non glielo potrei accordare.
Intanto, completi l'intervento. Chiedo, però, ai colleghi se magari
prendessero posto, se no qua giorno 23, 24 e 25
PACE. Dai, sediamoci
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su questo? Abbiamo chiuso gli interventi, però,
eventualmente, non posso dirle di no, Vicepresidente Lantieri.
Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Quindi, dicevo che già 10
milioni di euro sono il 50 per cento della provvista di cui questo
articolo necessiterebbe per essere pienamente funzionante.
Inoltre l'articolo era già stato approvato in un provvedimento
legislativo precedente ed era stato impugnato dallo Stato poiché
ravvedeva che alcuni elementi confliggessero con la contrattazione
collettiva nazionale, che è potestà esclusiva dello Stato; si è
evitata l'impugnativa concordando alcune modifiche che sono state
recepite nel testo che era stato emanato, che era stato esitato
dalla Commissione Salute, servizi sociali e sanitari , poi in
Commissione Bilancio , mi spiace sottolinearlo, anche per
l'assenza, ci doveva essere magari il dirigente dell'Assessorato
Salute per dare un parere o meno, però questa è responsabilità
della Commissione Bilancio, sono stati inseriti alcuni elementi
che, non solo gravano in senso negativo sulla provvista economica,
ma anche che rendono possibile una nuova impugnativa.
Motivo per il quale io, pur ritirando tutti i soppressivi, non
ritirerò quelli alla lettera d) e quelli al comma 7, perché, pur
concordando con essi nel merito, andrebbero non solo a limare
ulteriormente le disponibilità economiche, ma andrebbero anche ad
esporre l'articolo a una nuova ulteriore impugnativa.
Quindi, ritengo che sia fondamentale essere particolarmente seri,
anche se l'Aula sembra totalmente distratta e disinteressata al
tema, salvo poi vedersi che hanno dato un contributo, hanno votato,
hanno fatto l'emendamento, però alla fine anche i colleghi, mi
dispiace dirlo, stanno assumendo un atteggiamento da
schiacciabottoni più che da legislatori, poiché si stanno
dimostrando totalmente disinteressati alla sanità dei siciliani e
al mantenimento in vigore dei pronto soccorso degli ospedali di
provincia e di tutti quei reparti che ricadono in zona disagiata o
che vedono avere un tasso occupazionale inferiore al cinquanta per
cento.
In futuro, sarà fondamentale occuparci anche degli infermieri e
del personale parasanitario, Presidente Galvagno, ma è evidente che
se prima di tutto non salviamo i reparti dalla chiusura e quindi
non troviamo il modo di fermare l'esodo dei medici verso le
strutture private e verso le strutture private convenzionate, è
normale che se verranno a mancare i medici chiuderanno i reparti e
non ci saranno neppure gli infermieri, gli Oss e tanto meno i
pazienti
Ovviamente è un articolo in cui è fondamentale poi che ci sia una
grande sinergia anche con l'Assessorato Sanità al momento di andare
a emanare i decreti attuativi, perché questo deve essere un
provvedimento che nei fatti, Presidente Galvagno, viene pennellato
direttamente sulle esigenze dei territori ed è per questo che è
stata fatta una differenza tra i comuni capoluogo di provincia, tra
i comuni capoluogo e tra le periferie, perché è evidente che
qualunque sia il problema che possono vivere gli ospedali di città
grandi metropolitane, come Messina, Catania e Palermo io stesso
vengo da Messina comunque, a Messina, a Catania, a Palermo
un'offerta di sanità c'è nei policlinici, nelle aziende
ospedaliere, nei grandi ospedali, mentre ci sono aree, vedi
Mistretta, Petralia Sottana, Acireale, Giarre, Taormina, Santagata
di Militello, le Isole Eolie, Pantelleria, che hanno invece una
grande difficoltà a reperire i medici e a offrire un diritto alla
salute che sia effettivamente tale Dopo di che si dovrà risolvere
anche il problema delle grandi città, onde evitare che succeda
nuovamente ciò che è successo di recente al pronto soccorso di
Palermo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha
facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vista
l'attenzione che il Governo Schifani con l'assessore Volo hanno
dimostrato per la sanità siciliana, perché è un'attenzione che è
visibile a tutti, mi riferisco a quello che sta facendo il Governo,
le priorità, le zone interne sappiamo tutti che sono le zone più
svantaggiate l'Assessore fa un cenno di sì con la testa, vuol dire
che anche lei è d'accordo. Purtroppo, sono le zone più svantaggiate
sia economicamente ma anche fattore perciò, dare, magari
riflettendo, magari non subito, la possibilità alle zone interne di
avere un incentivo per i medici che possono rimanere nei nostri
ospedali, perché, Presidente, Assessore, cosa accade? Che si fanno
tantissimi concorsi, vengono vinti dai ragazzi, prendono servizio,
ma dopo qualche mese l'offerta formativa sanitaria nelle città
metropolitane viene data e, di conseguenza, questi ragazzi lasciano
le zone interne, specialmente in province piccole come quelle che
possono essere Enna, Ragusa, eccetera, e vanno dove si sentono più
garantiti per la sanità. Perciò, ribadendo l'attenzione di questo
Governo nei confronti dei cittadini e per la sanità, desidero
conoscere se si poteva mostrare attenzione a questo emendamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono intervenuto
la scorsa seduta per contestare non la bontà di questo emendamento
che ha finalità indubbiamente lodevoli, ma per richiamare i
colleghi a un discorso di obiettivi e difficoltà degli ospedali
periferici rispetto agli ospedali dei comuni capoluogo. Nessuno mi
può venire a dire che l'ospedale di Niscemi o di Gela hanno le
stesse carenze dell'ospedale di Caltanissetta, né che gli ospedali
di Vittoria o di Modica hanno le stesse carenze dell'ospedale di
Ragusa. Allora, in una situazione di coperta , indubbiamente
troppo corta, si devono fare delle scelte, anche perché se lasciamo
la discrezionalità poi ai medici, l'abbiamo visto in tutti i
concorsi espletati, dopo l'espletamento dei concorsi medesimi,
tutti i medici optano per andare nell'ospedale capoluogo rispetto
all'ospedale periferico. E così, noi se lasciamo la possibilità di
questi incentivi anche per gli ospedali dei comuni capoluogo, di
fatto già riconosciamo in partenza che gli ospedali periferici
rimarranno nuovamente e assolutamente sguarniti, quindi è un
problema, guardiamo l'esistente e sull'esistente regoliamoci
Io mi permetto di ribadire la mia contrarietà a questo emendamento
e credo che il testo base, così come è uscito dalla Commissione
Bilancio, sia quello su cui basare il nostro voto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, da tempo lavoriamo su questi temi
perché la situazione è drammatica, i medici sono assolutamente in
numero inferiore rispetto alle necessità che ci sono nei nostri
territori, non è soltanto una questione relativa alla presenza
negli ospedali, la questione è molto più ampia. Lo abbiamo detto,
sono i medici di medicina generale che mancano, non soltanto gli
specialisti al Pronto Soccorso ma anche gli ortopedici, i
rianimatori, ma la questione che noi vogliamo sottolineare è che
gli unici a non soffrire di queste problematiche sono le aree
metropolitane.
La sanità non può essere metropolitano-centrica, deve tener conto
dei territori e questo perché serve anche agli ospedali delle
grandi città, perché il territorio può servire le comunità quando
non c'è bisogno di interventi straordinari, di eccellenza che
spesso viene determinata e realizzata nei grandi centri.
Quindi il problema non è soltanto quello di mettere al centro gli
ospedali che hanno una dimensione ridotta, sono tutti gli ospedali
che fuori dalla cinta metropolitana sono in difficoltà.
Lo dico sapendo quello che è stato fatto nel passato, l'Assessore
aveva proposto i dipartimenti, il rapporto tra i dipartimenti della
città metropolitana con quelli del territorio, si era parlato
dell'arrivo di medici da paesi stranieri, il problema è stato
affrontato, è stato insufficiente, la risposta non c'è stata
Diciamolo con franchezza, la situazione nei territori è
assolutamente deficitaria rispetto alla presenza dei medici.
Noi riteniamo che con l'emendamento elaborato prima in Commissione
Sanità e poi l'integrazione che il collega Dipasquale ha fatto si
possa dare una risposta complessiva che, ripeto, è utile anche per
gli ospedali delle grandi città rispetto ai quali noi abbiamo fatto
anche - l'Assessore lo sa - delle proposte concrete, abbiamo
indicato la questione relativa alla fecondazione medicalmente
assistita, al centro di eccellenza per il cancro a Catania e i temi
che riguardano la fragilità della disabilità, tutti i temi che
affrontati in maniera reale possono dare risposta di salute alle
nostre comunità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, solo per evidenziare come, per
carità, comprendendo le intenzioni del partito proponente di questo
emendamento, che certamente vuole andare incontro alle esigenze dei
medici che si trovano in territori spesso più distanti, spesso
anche sottoposti ad una serie di emergenze in ambito sanitario,
quei luoghi che tipicamente non vogliono essere raggiunti in
effetti spesso dai medici.
Il problema è però che con questo emendamento si rischia di
emarginare quelle aree che sono in capo ai comuni capofila, quindi
delle città metropolitane, dove ci sono tanti medici che svolgono
il loro lavoro all'interno dei Pronto Soccorso, che sono sottoposti
anch'essi ad una serie di disagi, quindi togliere la premialità a
tutto il personale sanitario, questo incentivo di 18 mila euro a
quei medici che occupano dei presidi che sono assolutamente antenne
sensibili per la sanità regionale, ritengo che sarebbe un errore,
ripeto, penso per citarne alcuno, i Pronto soccorso delle aziende
ospedaliere di Palermo, Catania e Messina, penso per citarne alcuni
ai medici che sono ogni giorno esposti ad un sacrificio enorme che
al di là, diciamo, della dimensione periferica legata all'aspetto
geografico vivono, invece, una condizione di disagio legate alle
pressioni che arrivano da un'utenza che spesso cerca risposte
all'interno di strutture che, comunque, vivono una condizione
difficile, quindi, in effetti diciamo noi siamo contrari a questo
emendamento e anzi, invito i colleghi ad una riflessione ritenendo
che città come Palermo, Catania e Messina non possono subire questo
tipo di ridimensionamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Abbate. Ne ha
facoltà.
ABBATE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questo è
un argomento forse uno dei migliori, più importanti argomenti di
questa finanziaria, finalmente si entra nella discussione e si
cerca di risolvere il problema proprio di poter incentivare i
giovani medici a poter partecipare ai concorsi e andare a
individuare quelle sedi, andare a scegliere quelle sedi carenti
nell'offerta dei posti che ci sono disponibili all'interno della
sanità siciliana.
La norma stessa dice nei reparti carenti, oggi se facciamo una
foto di quella che è la provincia di Ragusa sappiamo che,
principalmente, dove sono i Pronti soccorsi, Pronti soccorsi
carenti sono su Modica e su Vittoria rispetto a Ragusa, ma è stata
sempre storicamente così la scelta, anche se ha ragione anche il
proponente dell'emendamento dicendo che non è che la provincia di
Ragusa o l'ospedale di Ragusa è un ospedale il Policlinico o è la
provincia di Catania e, quindi, c'è un problema da affrontare sulla
possibilità di poter mettere a disposizione le risorse e
utilizzare, specialmente per le piccole province, andare a
inquadrare gli ospedali tutti nella stessa maniera, quelli che sono
in questo momento, perché sono tutti classificati nello stesso
modo.
Capisco che con l'Assessore che c'è in questo momento sia stato
fatto un monitoraggio ed è questa la fotografia migliore, quello
che invito in questo momento anche il Governo e l'Assessore, anche
di fare uno step, uno step a sei mesi di quella che è la richiesta,
di quelle che sono le carenze realmente in tutte le province, dopo
questi sei mesi riusciamo a capire se estendere anche a quelle
province, capoluogo di provincia e delle province piccole, per
cercare di aiutare anche quegli ospedali e, quindi, fare il prima
la prima tranche negli ospedali di periferia anche se non sono
capoluoghi di provincia, a sei mesi di cercare di poter fare
entrare specialmente i capoluoghi di provincia più piccole, quindi,
questo è l'invito che faccio al Governo di poterlo recepire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, dagli
interventi che ho ascoltato, partendo da quello dell'onorevole
Figuccia, sembra chiaro ed evidente che c'è un problema anche di
partito, onorevole Figuccia, ma non vi sentite con il collega
Laccoto che è il Presidente della Commissione sanità e che è
componente del suo partito su una posizione politica che abbiamo
assunto tutti in Commissione e che avevamo condiviso? Quante sono
le posizioni all'interno di quest'Aula? Motivo per cui, Presidente,
chiederò il voto palese su questo articolo.
Tra l'altro l'onorevole Figuccia diceva che non possiamo
penalizzare Palermo, Catania e Messina quando lo stesso emendamento
oggi li tiene fuori e, allora, noi diciamo una cosa, Presidente,
noi diciamo che le piccole province non possono rimanere fuori, i
piccoli capoluogo di provincia non possono rimanere fuori da questo
testo. Noi siamo convinti che perseguendo questa strada
continueremo a danneggiare le nostre province come Ragusa,
Siracusa, Trapani, Agrigento, Enna, realtà che oggi stanno
soffrendo e che però nel testo già sono specificate che si
interesseranno solamente quei presidi ospedalieri che avranno
carenze rispetto all'organico previsto oggi, quindi io non vedo il
motivo per cui non bisogna accogliere l'emendamento dell'onorevole
Dipasquale.
Capisco e spero che questo articolo sia l'ultimo rispetto a quello
che sto dicendo, capisco che l'intenzione di questo Governo è
quella di ridimensionare le piccole province.
L'abbiamo visto anche in altre vicende, in altre situazioni e in
altri contesti.
Assessore Dagnino, io mi sono battuto, nella scorsa variazione di
bilancio, per consentire di sanare una situazione che, in qualche
modo, era sfuggita di mano a questo Governo. Assessore Dagnino, se
mi segue però rispetto all'intervento - assessore Turano, scusi -
se mi seguite io evito di gridare, io evito di fare polemica.
Siccome il mio vuole essere, diciamo, un atteggiamento propositivo
e costruttivo, nella speranza che il Governo recepisca quello che
sto per dire.
Nella scorsa variazione di bilancio ci eravamo assunti, tutti, un
impegno, approvando un ordine del giorno, ovvero quello di
consentire alla provincia di Siracusa, che era rimasta fuori dal
riparto dei danni causati dall'incendio dell'anno scorso, delle
somme aggiuntive per ristorare questa provincia. Diciamo
emendamento di cui non si ha né traccia e di cui non si è visto
nulla, fino a questo momento.
Allo stesso modo, si è verificata tutta un'altra serie di azioni,
che hanno danneggiato le piccole province. Allora o diamo un
segnale alle piccole realtà provinciali, dicendo che i capoluoghi
più piccoli, che hanno necessità di avere i medici che oggi
mancano, possono attingere da questo fondo di 18 mila euro - che
stanzieremo, grazie all'emendamento dell'onorevole Dipasquale - o
continueremo, invece, a dire che ognuno deve continuare a soffrire,
nella piccola realtà a cui appartiene, salvo poi venire qui, in
Aula, e ognuno nel ruolo, e nel gioco, delle parti spararla più
alta. Grazie.
PRESIDENTE. Gli interventi sono conclusi. Chiedo il parere del
Governo sull'emendamento 5.18.
VOLO, assessore per la salute. Signor Presidente, buonasera a
tutti. Innanzitutto volevo cogliere l'occasione degli interventi
precedenti, per dirvi una cosa.
In questo momento gli ospedali delle realtà più lontane, delle
zone disagiate, sono quelli che veramente hanno i propri...
(Intervento fuori microfono)
DIPASQUALE. Ragusa rispetto a Comiso è disagiata? Lei non sa,
forse, neanche dove si trova.
VOLO, assessore per la salute. Scusi, non l'ho sentita.
DIPASQUALE. Ragusa rispetto a Vittoria è disagiata? Ragusa
rispetto a Comiso è disagiata? Lei non sa neanche quello che dice.
VOLO, assessore per la salute. Ma io non sto parlando della
provincia di Ragusa. Io sto parlando delle altre province. Quindi,
se Ragusa non ha nessun disagio, siamo tutti contentissimi. Però il
problema fondamentale, in questo momento, è quello di dare agli
ospedali lontani, assolutamente in zone difficili da raggiungere,
la possibilità di una incentivazione E' un'incentivazione che,
però come è stato anche già detto dall'onorevole De Luca, non
possiamo definire incentivo, perché altrimenti ci viene impugnata.
Quindi noi dobbiamo parlare di indennizzo, per quelle che sono le
spese di alloggio e di trasporto perché, altrimenti, il Ministero
ci ha già detto che non ce lo consente.
Allora io vi propongo che, siccome è stato immaginato un tempo,
facciamo sei mesi di prova. Vediamo di portare negli ospedali più
disagiati i medici che, per il momento, trovano comunque
preferibile l'ospedale nel capoluogo di provincia, per non parlare
delle aree metropolitane, e vedere se intanto riusciamo a
determinare una condizione di maggiore sicurezza per gli abitanti
di quelle realtà.
Dopodiché, a sei mesi, se riuscissimo a farlo, faremo poi in modo
di dare, anche ai capoluoghi di provincia, la possibilità di avere
all'interno degli ospedali una possibilità di incentivazione. Devo
dirvi, però, che, appunto, le realtà variano perché, per dire, al
Sant'Elia di Caltanissetta comunque non vengono. Ma non è che non
vengono perché hanno pochi soldi, non vengono perché, in questo
momento, non vanno da nessuna parte
E' ovvio che la possibilità che ha Caltanissetta, è comunque di
maggiore attrattività anche perché, comunque, è sede di una quota
distaccata dell'Università e quindi è una realtà che in qualche
modo interessa. Per cui io sono dell'avviso che: prendiamoci sei
mesi di osservazione, ai sei mesi vi daremo conto di quelli che
sono stati possibili e augurabili miglioramenti ed eventualmente
riproporremo la possibilità di andare verso il contributo di
indennizzo anche nei capoluoghi di provincia.
Lascerei le aree metropolitane comunque fuori, perché in una
realtà come l'Ospedale Ingrassia, che giusto giusto ha visto questo
terribile incidente - sul quale abbiamo già comunque dato la
disposizione perché venga fatta un'ispezione dell'Assessorato -
però noi all'Ingrassia non abbiamo difficoltà a far lavorare
persone e l'Ospedale Ingrassia non è un'azienda ospedaliera; non fa
parte di un'azienda ospedaliera, fa parte dell'azienda provinciale,
però ha sede nella città di Palermo, di conseguenza la capacità di
attrarre personale medico, e non solo medico, al suo interno è una
realtà assolutamente evidente a tutti.
Per cui quello che io ripeto è che all'emendamento darei una
posticipazione a sei mesi, dopo una valutazione e un'attenta
osservazione di quali sono i benefici che, invece, questo articolo
5 può dare alle realtà periferiche. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore, mi scusi, però mi deve dare il parere.
Contrario o favorevole?
VOLO, assessore per la salute. Personalmente sono contraria.
DIPASQUALE. Personalmente? Lei rappresenta il Governo
PRESIDENTE. Parere contrario. Il parere del Governo è contrario.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 5.18. Scusi,
onorevole, c'era richiesta di voto palese sull'emendamento 5.18.
Dobbiamo vedere se è appoggiata la richiesta di voto palese.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.18
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 5.18.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 21
Contrari 35
Astenuti 3
(Non è approvato)
Gli emendamenti soppressivi del comma 3 sono ritirati, pertanto si
passa all'emendamento 5.34, a firma dell'onorevole Giambona. C'è
una riscrittura, se non ho capito male, onorevole Giambona. Prego
la illustri lei.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, entro subito nel
merito. Abbiamo lungamente dibattuto in questi giorni
relativamente, appunto, all'articolo 5 e, nel merito, ringrazio
l'assessore Volo che oggi è qui presente, anche per darci conforto
rispetto a quelle che sono alcune esigenze, che noi riteniamo di
modifica su questo articolo.
Allora, intanto, faccio due considerazioni, Assessore.
La prima considerazione è di ordine generale, rispetto a quella
che è l'esigenza di porre rimedio ad alcune questioni croniche
della nostra sanità siciliana: la tematica delle liste d'attesa,
gli ospedali che sono sguarniti di personale medico e di
infermieri, i viaggi della speranza, che costano - ricordo a me
stesso - a questo bilancio oltre 250 milioni di euro che dobbiamo
pagare alle altre regioni d'Italia. E allora oggi noi andiamo a
votare un articolo che prevede un sistema di natura incentivante,
di indennizzo lei ha ben precisato, rispetto a quelli che sono i
medici che dovrebbero andare giustamente a ricoprire ruoli nelle
aree interne, nelle aree svantaggiate.
Nelle scorse settimane, Assessore Volo, sono uscite alcune
dichiarazioni anche su organi di stampa in ordine a un possibile
depotenziamento di alcune strutture ospedaliere, appunto che
ricadono nelle zone disagiate, nello specifico, l'ospedale di
Corleone, l'ospedale di Petralia Sottana.
Allora, io chiedo a lei un chiarimento, perché da una parte, oggi,
con questo articolo prevediamo giustamente e il Partito Democratico
lo sostiene, una misura che indennizzi relativamente a quelle che
sono le difficoltà dei medici a raggiungere queste località della
Sicilia, dall'altro lato invece, si parla di depotenziare queste
stesse strutture sanitarie
Allora delle due l'una, noi abbiamo bisogno di chiarezza, perché
su queste strutture ospedaliere che sono presidio fondamentale, il
Partito Democratico non fa un passo indietro, noi vogliamo che ci
siano garanzie che le misure che oggi sono qui poste siano una
parte delle misure che permettono di valorizzare questi centri
ospedalieri che sono fondamentali e che già oggi, ecco, scontano
quelle che sono le difficoltà dello spopolamento delle aree interne
e questa è la prima richiesta che io faccio all'Assessore Volo.
La seconda vuole entrare più nel merito del mio emendamento 5.34,
Assessore, 5.34, non sono tutte le comunità siciliane quelle dove
ci sono degli ospedali, lo sappiamo, il primo punto di assistenza
sanitaria è banalmente offerto, e vivaddio , dai medici di
medicina generale e allora io giro parecchio la provincia di
Palermo come sicuramente tanti colleghi per la Sicilia, quello che
emerge negli ultimi tempi e che c'è una carenza cronica all'interno
delle nostre realtà, all'interno di quei luoghi, all'interno di
quelle aree svantaggiate e disagiate di medici di medicina
generale.
Ci sono centinaia di mancate assegnazioni, ci sono centinaia di
medici che sono in sovrannumero, non riuscendo a rendere al meglio
la prestazione proprio per le difficoltà quotidiane di dover, ecco,
assecondare le richieste di un numero maggiore di medici.
La Fondazione GIMBE, ci dice che in Sicilia l'87% dei medici ha
oltre 27 anni di attività, sempre la stessa Fondazione GIMBE, ci
dice che entro il 2026 andranno in pensione in Sicilia 1055 medici
di medicina generale, questa è la vera emergenza Una vera
emergenza rappresentata anche delle organizzazioni sindacali dei
medici di medicina generale e dei pediatri.
Allora, l'obiettivo di questo emendamento per il quale abbiamo
lungamente dibattuto, è quello di prevedere la possibilità che
anche per le nuove assegnazioni dei medici di medicina generale e
per i pediatri di libera scelta, ci sia la possibilità di
riconoscere anche a loro questa forma di indennizzo, solamente per
le nuove assegnazioni e non naturalmente per tutta la platea ed è
ovvio che da questo punto di vista, poiché ci potrebbe essere un
problema di risorse, Assessore Volo, noi rimanderemo a quello che
è un decreto successivo, ecco, quelle che potranno essere le
priorità su cui poi lei Assessore e il suo Assessorato deciderà di
investire.
Quindi, il tema è abbastanza chiaro, oltre alla carenza dei medici
all'interno di quelle che sono le strutture ospedaliere, abbiamo
una carenza cronica di quelli che sono i medici di medicina
generale e pediatri, quindi io insisto, Presidente Galvagno su
questo mio emendamento e richiamo poi al senso di responsabilità
tutti i colleghi che girano i territori e sanno benissimo che è una
carenza in corso alla quale noi in qualche modo, a partire da
questo intervento, dobbiamo cominciare a porre rimedio.
PRESIDENTE. Colleghi troverete sui tablet l'emendamento 5.34.1,
che è la riscrittura dell'emendamento dell'onorevole - non siamo
in votazione ancora perché possibilmente c'è il parere favorevole
del Governo - prima però c'è l'onorevole Schillaci. Prego,
onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, solo per dire, che condivido
assolutamente l'intervento del collega Giambona, anzi vorrei
apporre la mia firma a questo emendamento e vorrei ricordare che la
zona delle Madonie è rimasta scoperta per tantissimi mesi,
soprattutto il comune di Petralia, senza medico di base. E'
assolutamente incredibile, sappiamo che la carenza dei medici è un
discorso più generale, ma se possiamo apportare delle misure che
agevolano il reperimento di alcune figure, che possono essere di
assoluta e di fondamentale importanza per i territori che sono
isolati dal più vicino comune dove abbiamo il presidio ospedaliero,
che è quello di Cefalù. Quindi condivido la misura.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sul 5.34.1.R?
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente, ma per i medici e i pediatri di
libera scelta, per queste figure, pur concordando nel merito, i
soldi, le risorse non sono messe sulla convenzione? Perché se sono
sulla convenzione, non puoi dare l'incentivo collegato alla
contrattualizzazione, perché si deve mettere sulla convenzione, è
un fatto tecnico, sono due cose diverse.
PRESIDENTE. Grazie per l'appunto onorevole De Luca.
VOLO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Anche perché dovrebbe dare il parere
sul 5.34.1.R.
VOLO, assessore per la salute. Il 5.34 quando abbiamo...
PRESIDENTE. L'1.R stiamo trattando, perché l'1.R, se non ho capito
male, l'onorevole Giambona ha modificato le coperture, che leva
sostanzialmente al turismo e dovrebbe essere credo ad invarianza,
giusto? Benissimo. Quindi dovrebbe guardare nella riscrittura, nel
tablet tra i fuori sacco , l'emendamento è classificato come
5.34.1.R.
Il 5.34.1.R non intacca minimamente il fondo che prima, se non
ricordo male, era del turismo e pertanto è adesso ad invarianza di
spesa. Lo ha anche spiegato, l'ha spiegato.
VOLO, assessore per la salute. Parere contrario, Presidente.
PRESIDENTE. Quindi al 5.34.1.R e al 5.34 immagino.
VOLO, assessore per la salute. Ad entrambi.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chiaramente, onorevole Giambona, se dovesse essere
respinto il 5.34.1.R, il 5.34 non si può votare perché chiaramente
sarebbe senza copertura. Però c'è richiesta di voto palese se non
ho capito male.
GIAMBONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.34.1.R.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento5.34.1.R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 68
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 21
Contrari 35
Astenuti 3
(Non è approvato)
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi del comma 4 sono ritirati,
ad eccezione del 5.27, che sarebbe il soppressivo della lettera d)
a firma dell'onorevole Catanzaro.
Onorevole Catanzaro, è mantenuto?
CATANZARO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Ritirato, se però non lo dice io non lo posso fare.
Onorevole De Luca? Non ho capito, mantenuto? Si passa
all'emendamento 5.37.
Il parere del Governo?
VOLO, assessore per la salute. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.37. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto,
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.31 dell'onorevole Ciminnisi ed altri. È
mantenuto o ritirato? Onorevole Ciminnisi, siamo all'emendamento
5.31. Le chiedevo se fosse mantenuto o ritirato.
CIMINNISI. No Presidente, mi perdoni, io lo vorrei mantenere.
Avevo già spiegato le ragioni sottese a questo emendamento nella
scorsa seduta, ma vorrei reiterarle brevemente in presenza
dell'assessore Volo e, soprattutto, del presidente Schifani, e
anche dell'assessore Aricò, visto che è presente.
Ho ritenuto opportuno proporre una modifica per inserire anche i
presidi, non i presidi ospedalieri ma, appunto, i distretti
sanitari territoriali e i presidi di continuità assistenziali dei
Comuni che ricadono nelle isole minori.
Perché anche le isole minori sono, comunque, delle zone in cui
difficilmente il personale sanitario si reca volentieri. E,
considerato che in questa manovra, almeno allo stato attuale, sono
venute meno tutte quelle agevolazioni che erano state previste
nelle precedenti manovre che prevedevano la gratuità del trasporto
sui collegamenti marittimi da e verso le isole minori, ritengo che
sia necessario prevedere questo stesso... - mi state seguendo? -
questo stesso incentivo anche per il personale sanitario che si
reca presso le isole minori.
Si tratta di assicurare il diritto alla salute in condizioni di
parità ed uguaglianza anche ai cittadini isolani, che non sono
cittadini di serie B, ma sono cittadini siciliani al pari degli
altri e, al pari degli altri, hanno diritto di accedere alle
prestazioni sanitarie.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VOLO, assessore per la salute. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE. Allora pongo in votazione
SCHILLACI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.31
PRESIDENTE. Allora prima di mettere in votazione c'è una richiesta
di voto palese, vediamo se la richiesta di voto palese è
appoggiata. La richiesta è appoggiata.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indìco
la votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.31 con il
parere contrario del Governo e contrario della Commissione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 24
Contrari 36
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 7, perché il 5.35 è
precluso vista la bocciatura dell'emendamento 5.34.1.R
dell'onorevole Giambona.
Pertanto chiedo se i soppressivi del comma 7 sono mantenuti o
ritirati. Il soppressivo del comma 7, il Partito democratico lo ha
ritirato, chiedo all'onorevole De Luca Antonio: è mantenuto o
ritirato? Non l'ho capito.
Ritirato. Non ci sono altri emendamenti soppressivi, no, mi
correggo, c'è quello dell'onorevole De Luca Cateno. Onorevole De
Luca Cateno? Ritirato? Benissimo.
Allora pongo in votazione l'articolo 5.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Misure in favore dei lavoratori impegnati in attività di pubblica
utilità
e in attività socialmente utili
1. Il comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale 16 gennaio
2024, n. 1 è così sostituito:
2. Dopo il comma 4 dell'articolo 64 della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21 e successive modificazioni sono aggiunti i
seguenti:
4 ter. Le società e gli organismi di cui al comma 4 sono
autorizzate ad assumere, a seguito di specifico avviso pubblico di
selezione, nelle attuali qualifiche di appartenenza, con contratto
di lavoro a tempo parziale nella misura di trenta ore settimanali,
anche in deroga ai limiti percentuali previsti per i rapporti di
lavoro a tempo parziale, fino ad un numero massimo di 258
lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità e in attività
socialmente utili, inseriti nell'elenco di cui al comma 1
dell'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modificazioni, in utilizzazione presso il Dipartimento
regionale dei beni culturali, dove rimangono assegnati presso gli
attuali siti della cultura in cui prestano l'attività socialmente
utile.
4 quater. Le società e gli organismi di cui al comma 4 sono
autorizzate ad assumere, a seguito di specifico avviso pubblico di
selezione, nelle attuali qualifiche di appartenenza, con contratto
di lavoro a tempo parziale nella misura di trenta ore settimanali,
anche in deroga ai limiti percentuali previsti per i rapporti di
lavoro a tempo parziale, fino a un numero massimo di 19 lavoratori
del partenariato sociale, inseriti nell'elenco di cui al comma 1
dell'articolo 30 della legge regionale n. 5/2014 e successive
modificazioni, già in utilizzazione alla data del 31 dicembre 2023
presso gli uffici dell'Amministrazione regionale, dove rimangono
assegnati.
4 quinquies. Nell'ambito dei futuri concorsi della Regione
siciliana, è prevista una riserva sui posti banditi per i
lavoratori di cui ai commi 4 ter e 4 quater.'.
2-bis. Agli oneri discendenti dalla previsione di cui al comma 2
si provvede nell'ambito dell'autorizzazione di spesa di cui al
comma 1. .
2. Al comma 4 dell'articolo 10 della legge regionale n. 1/2024, le
parole i soggetti di cui al comma 3 sono sostituite dalle parole
i soggetti di cui ai commi 2 e 3 .
3. I soggetti inseriti nell'elenco di cui all'articolo 30, comma
1, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive
modificazioni, che nel corso dell'esercizio finanziario 2021 hanno
optato, in alternativa alla partecipazione alle attività
socialmente utili, per la fuoriuscita definitiva dal bacino di
appartenenza a fronte della corresponsione di un'indennità
onnicomprensiva d'importo corrispondente a cinque anni dell'assegno
di utilizzazione in ASU da erogare in rate annuali, e nei confronti
dei quali è stato già adottato il relativo decreto di fuoriuscita
dal bacino nell'anno 2021, conservano gli importi dei ratei già
percepiti e mantengono il diritto a percepire le restanti rate di
indennità di fuoriuscita fino alle cinque annualità previste dal
predetto decreto di fuoriuscita, senza nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio regionale.
4. L'ultimo periodo del comma 2 dell'articolo 15 della legge
regionale 16 ottobre 2019, n. 17 è sostituito dal seguente: La
Regione è esclusa dai processi di assegnazione di cui al presente
articolo, fatto salvo quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 10
della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1 e successive
modificazioni. .
5. Al comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale 12 maggio
2020, n. 9 e successive modificazioni le parole è prorogato al 31
dicembre 2024 sono sostituite dalle parole è prorogato al 31
dicembre 2025 .
6. All'articolo 84 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 e
successive modificazioni dopo il comma 1-bis sono aggiunti i
seguenti commi:
1-ter. Il personale del bacino ex Servirail e Ferrotel di cui al
comma 19 dell'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 2021, n.
35 e successive modificazioni, che alla data di entrata in vigore
del presente comma ha concluso il tirocinio formativo di cui alla
convenzione sottoscritta tra il Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, il Dipartimento
regionale del lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi
e delle attività formative e il Consorzio per le Autostrade
Siciliane (CAS), sono iscritti, su specifica domanda, nell'albo di
cui all'articolo 64 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 e
successive modificazioni.
1-quater. La società consortile per azioni Servizi Ausiliari
Sicilia (SAS) è autorizzata ad assumere con contratto di lavoro a
tempo pieno, a seguito di avviso pubblico di selezione, per le
qualifiche a basso contenuto professionale, nell'ambito dei propri
fabbisogni, il personale di cui al comma 1-ter fino a un massimo di
20 unità di lavoratori. Dall'esercizio finanziario 2025
all'esercizio finanziario 2049 è autorizzata la spesa come
determinata nella tabella seguente:
Esercizio Numero Totale
Finanziar Soggetti costo
io dall'eserciz
io
finanziario
2025
2025 20 794.838,00
2026 20 735.225,15
2027 17 672.300,48
2028 16 635.870,40
2029 16 602.752,15
2030 15 596.128,50
2031 15 519.956,53
2032 13 463.655,50
2033 11 410.666,30
2034 10 384.171,70
2035 9 341.117,98
2036 8 317.935,20
2037 8 317.935,20
2038 8 288.128,78
2039 7 202.021,33
2040 5 195.397,68
2041 4 158.967,60
2042 4 158.967,60
2043 4 158.967,60
2044 4 145.720,30
2045 3 66.236,50
2046 3 39.741,90
2047 2 39.741,90
2048 2 39.741,90
2049 1 29.806,43
8.315.992,5
8
7. I soggetti già destinatari del regime transitorio dei
lavoratori socialmente utili in servizio al 31 dicembre 2021 presso
Almaviva Contact s.p.a., che hanno presentato entro la data di
entrata in vigore della presente legge l'istanza di cui
all'articolo 5 della legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3, possono
ottenere in deroga a quanto stabilito per i lavoratori
numericamente indicati dell'articolo 20 della legge regionale 9
maggio 2017, n. 8 i benefici previsti dall'articolo 5 della legge
regionale n. 3/2024. Per le finalità di cui al presente comma è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2025, la spesa di 35
migliaia di euro.
8. All'articolo 17 della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2 è
aggiunto il seguente comma:
2. Al fine di favorirne la fuoriuscita dal precariato, i soggetti
appartenenti al bacino ex Keller diversi da quelli di cui al comma
1 bis dell'articolo 84 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 e
successive modificazioni, inclusi nell'elenco formatosi a seguito
di bando pubblico emesso nel 2018 da R.F.I. s.p.a. per il
reclutamento di operatori specializzati e non assunti, sono
iscritti, a specifica domanda, nell'albo di cui all'articolo 64
della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 e successive
modificazioni e possono essere assunti presso le società
partecipate pubbliche per le finalità e con le procedure di cui
all'articolo 25 della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16. ».
Sono stati ritirati gli emendamenti soppressivi, anche al comma 1.
PACE. So che c'è una riscrittura dell'articolo 10.
PRESIDENTE. Chiedo al Governo se c'è una riscrittura dell'articolo
10.
DAGNINO, assessore per l'economia. Si, c'è una riscrittura
dell'articolo 10.
PRESIDENTE. Dovreste depositarla, Assessore Dagnino.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, in Commissione ho posto un tema: noi stiamo
prevedendo di far transitare gli ASU dei beni culturali presso la
SAS, per stabilizzarli. Si pone un quesito: noi abbiamo vigente una
norma che in forza della cosiddetta "Legge Madia", con le
successive modifiche e integrazioni, consentiva agli enti che hanno
da un certo numero di anni personale precario, diciamo nell'ambito
dell'utilità e non alle dipendenze, di poterli stabilizzare presso
l'ente di appartenenza.
Quindi noi con questa norma superiamo la norma che consente alla
Regione di stabilizzarli, li stabilizziamo alla SAS, prevedendo che
continuino a lavorare ai beni culturali.
C'è una piccola questione che io pongo al Presidente della
Regione: Presidente, ma lei lo sa che questo personale costerà
circa il 10 per cento in più rispetto a quanto oggi costa
all'Amministrazione regionale?
Perché la SAS, nel momento in cui transitano nei propri ruoli, ha
un costo aggiuntivo proprio della intermediazione connessa nel
rapporto con la Regione; allora io mi chiedo: ma perché, visto che
abbiamo già la legge che consente alla Regione di stabilizzarli
presso i propri enti? Qualcuno mi dice: perché se li stabilizziamo
alla Regione questo sottrae alla dotazione organica per consentire
di fare le nuove assunzioni. Però capiamoci, questo personale serve
o non serve? Mi si dice che è fondamentale perché tengono aperti i
musei, i siti culturali, eccetera, eccetera.
E allora perché stiamo procedendo a metterli nella SAS? Pagandoli
di più, non i lavoratori, perché i lavoratori non riceveranno un
euro in più, ma sarà la SAS ad avere un onere del trasferimento di
detto personale presso la società medesima; non mi pare una cosa
finalizzata alla buona amministrazione.
Ecco perché, Presidente, io l'emendamento di soppressione del
comma 2 non sono per ritirarlo, semmai sono per approvarlo e
mantenere in vita la norma che consente alla Regione di
stabilizzare presso la propria amministrazione il personale che in
atto svolge attività presso i beni culturali.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole.
SCHILLACI. Grazie Presidente, Presidente della Regione e
Assessori. Sì, anch'io ho molti dubbi su questa manovra del Governo
regionale, ma a maggior ragione io mi chiedo: se c'è un esborso di
denaro in più non ci sono profili di responsabilità per danno
erariale?
Dopodiché, la legge 1 del 2024 che questo Parlamento regionale ha
già approvato non è stata impugnata, quindi significa che la
manovra andava bene, altrimenti sarebbe stata impugnata dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, e non è avvenuto, poi
oltretutto li stabilizziamo in questo contenitore della SAS, che
già ha tanti altri dipendenti, altri lavoratori, e mi chiedo:
possiamo imporre alla SAS di dovere, poi, dirottare questi
lavoratori presso i beni culturali?
Quindi ci sono, diciamo, dei dubbi che secondo me vanno
attenzionati dal Governo regionale e, quindi, anch'io insisto
affinché vengano, secondo il fabbisogno naturalmente, stabilizzati
all'interno dei beni culturali e, soprattutto, che vengano
stabilizzati a 36 ore. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Presidente Schifani, io
vorrei capire, qua mi rivolgo direttamente a lei, proprio alla sua
persona che intenzioni avete? Perché diverse volte ci siamo
confrontati su questo argomento, e io ho sempre apprezzato da parte
sua la volontà dichiarata, tante volte anche perseguita, di porre
fine alla piaga del precariato.
E sicuramente, una triste pagina della Regione siciliana, è quella
che ha visto impegnare gli ASU dei beni culturali per circa
vent'anni per tenere aperti i nostri musei, i nostri parchi
archeologici, la domenica, i festivi, i periodi natalizi, quando
facciamo le notti bianche, gli eventi culturali e quando poi noi
utilizziamo questi strumenti anche per reggere il bilancio
regionale, perché non ci dimentichiamo che gli incassi dei nostri
siti culturali poi vanno a sostenere il bilancio regionale.
E da quando abbiamo approvato la norma che consente alla Regione
di stabilizzare queste figure, questi 258 servitori della Regione
siciliana, da quel giorno, queste persone hanno protestato sotto la
sede della Presidenza della Regione almeno quattro, cinque volte,
diverse volte hanno incontrato la Presidenza, diverse volte hanno
incontrato l'assessore Messina, diverse volte hanno incontrato
l'assessore Scarpinato, diverse volte hanno incontrato i Gruppi
parlamentari di maggioranza e di opposizione, a fronte di un
articolo che non è stato impugnato, non c'è stata la conseguenza
che era lecito attendersi, ossia l'applicazione della legge.
E pur non essendo vero che andiamo incontro a un danno erariale,
perché se fai la legge non fai nessun danno erariale, però è uno
spreco di denaro pubblico, presidente Schifani, è uno spreco di
denaro pubblico, ed è anche lo svilimento delle aspettative di
questi lavoratori, e ai 258 padri di famiglia che, come noi, stanno
seguendo quest'Aula, e si attendono da parte nostra una risposta
che sia confacente con le loro aspettative, credo che da parte sua,
presidente Schifani, ci dovrebbe essere un atto di serietà e di
corrispondenza a quelle che sono sempre state le sue dichiarazioni.
Presidente Schifani, se mi dà un attimo di attenzione, anche per
non dare ragione al collega Sammartino che da mezz'ora mi dice "non
ti ascolta", però Presidente Di Paola faccio una cosa: sospendo il
mio intervento fin quando il presidente Schifani non si risiede.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca si rivolga alla Presidenza
dell'Assemblea.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Il comma 7 di
questo articolo è l'unico contributo concreto che ad oggi il
Governo regionale ha fornito in due anni per la vertenza Almaviva.
Ricordo all'Aula che, dopo due anni di promesse a livello
nazionale e regionale, tra una decina di giorni, 400 lavoratori e
lavoratrici tra Palermo e Catania di Almaviva Contact verranno
licenziati. Ricordo anche che la maggior parte di questi lavoratori
sono persone con professionalità pluridecennale che hanno l'unica
colpa di aver servito la collettività durante la fase pandemica, e
per questo motivo hanno perso la causa sociale.
Il Governo Meloni ha abbandonato questi lavoratori, queste non
sono parole mie, ma sono parole di un Assessore del Governo
regionale, che peraltro condivido. Il Governo Schifani ha fatto ad
oggi solo questa norma, e addirittura ci ritroviamo con un tavolo
convocato per giorno 27 dicembre, perché oggi stiamo scoprendo che
si poteva prolungare la cassa integrazione per trovare una
soluzione.
Questo è lo stato di fatto attualmente, chiedo l'attenzione da
parte dell'Aula e del Governo su questo tema, che sembra che non ci
sia nei fatti, c'è un emendamento che ho già proposto nei mesi
precedenti in Commissione bilancio e di nuovo in Aula, che prevede
l'istituzione del bacino dei lavoratori Almaviva Contact, che
sarebbe un segnale concreto di attenzione, e stanziare delle somme
per attivare delle commesse pubbliche che prevedano l'utilizzo di
questi lavoratori.
Onorevole Cracolici, ha ragione, non c'è nessuno, ma questo è il
livello e attenzione che il Governo Schifani ha nei confronti della
vertenza Almaviva Contact, non interessa a nessuno, e infatti sono
coerenti con l'impegno che hanno avuto in questi due anni su questo
tema, ma è giusto presentare all'Aula e ai cittadini quello che sta
succedendo.
Questo è lo stato dell'arte, ora ci sarà il tavolo giorno 27 e
abbiamo scoperto che si poteva prolungare la cassa integrazione,
noi come Movimento Cinque Stelle a livello nazionale proporremo
l'emendamento per prolungare la cassa integrazione, vi sottoponiamo
ancora una volta l'emendamento per l'istituzione del bacino e per
l'attivazione della commessa.
Ci vogliono fatti, le parole non servono più e, come ha detto
l'onorevole Cracolici, l'attenzione del Governo su questo si evince
anche da quella che stiamo raccogliendo in Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, nei giorni scorsi siamo stati bombardati da
notizie espresse dalla Presidente del Consiglio, onorevole Meloni,
ma anche dai rappresentanti del Governo nazionale e di quello
regionale, si è detto abbiamo una crescita dell'occupazione, in
Sicilia in particolare.
Noi questa crescita, debbo dire, non l'abbiamo verificata,
speriamo che questi risultati si possano percepire, quello che
percepiamo dai nostri territori invece è uno stato di difficoltà di
alcune aziende.
Io nei giorni scorsi ho rappresentato la questione relativa agli
operai presenti nella Kalat Ambiente del Calatino, una struttura
che negli anni ha lavorato nel settore delicatissimo dei rifiuti,
sono stati al centro delle politiche della differenziata in quelle
comunità. Purtroppo, questa azienda è entrata in crisi, in
difficoltà, non perché non avesse un'attività abbastanza
significativa e legata al territorio, è entrata in difficoltà
perché ha subito due incendi assolutamente devastanti.
Un primo incendio c'è stato qualche anno fa, recentemente, qualche
mese fa un altro incendio, sono incendi dolosi chiaramente, noi
pensiamo di matrice mafiosa, perché sappiamo che la mafia cura i
suoi sporchi affari all'interno dei rifiuti, non tutto è
declinabile in questo senso, però la gran parte di alcune aziende
presenta questa infiltrazione.
Allora noi facciamo questa richiesta, giustamente il collega
poneva la questione di alcuni lavoratori, io mi permetto di
aggiungere la situazione drammatica che in queste ore vivono circa
34 operai che, se non avranno la disoccupazione in deroga,
rischiano di essere licenziati e di trovarsi in difficoltà.
Ci sarebbe una lacerazione sociale significativa in un'area, in un
territorio già in grande difficoltà, perché il mondo agricolo, in
particolare, ha subito le conseguenze della siccità che non ha
visto per nulla gli interventi da parte dei Governi per cercare di
supplire alle difficoltà presenti in questo ambito.
Presidente, mi permetto fare questa segnalazione dei lavoratori
della Kalat Impianti che richiedono la disoccupazione in deroga
altrimenti, andranno a vivere un momento assai difficile di
licenziamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Sull'articolo 10 ci sono
altri interventi?
CHINNICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Presidente, volevo chiedere a proposito della vertenza
Almaviva se l'assessore Tamajo, visto che è in Aula, può darci
qualche ragguaglio.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Su che cosa?
CHINNICI. Sulla vertenza Almaviva.
PRESIDENTE. Assessore Tamajo lei vuole intervenire? Se vuole dare
delle delucidazioni.
TAMAJO, assessore per le attività produttive. Grazie Presidente
per avermi dato la parola, io ho ascoltato l'onorevole Varrica
prima, non tutto l'intervento a dire la verità, mi fa piacere che
l'onorevole Chinnici chiede delle delucidazioni in merito, devo
dirle che è strumentale.
Devo dire che l'ultima parte del suo intervento, quando dice che
forse questo Governo non si sta occupando di questo problema, sta
dicendo veramente una grande menzogna, perché a proposito di
lavoratori Almaviva abbiamo stabilizzato e abbiamo immesso in
servizio 42 soggetti ex L.U. Almaviva che già hanno prestato
servizio da qualche giorno.
Per ciò che riguarda il servizio Ex 1500 sono stato venerdì
scorso, addirittura, con il Presidente Schifani, che si è prodigato
e ha chiamato sia il ministro Urso sia il ministro Calderone per
intervenire sulla proroga della cassa integrazione scaduta, e
stiamo lavorando al decreto milleproroghe nazionale per arrivare
alla proroga della cassa integrazione, nelle more di un progetto di
definizione di assorbimento del personale Almaviva che, le ricordo,
sono circa quattrocento soggetti, non parliamo di dieci o venti
operatori, ma parliamo di circa quattrocento soggetti.
Vi posso garantire, e le posso garantire, onorevole Varrica, che
questo Governo se ne sta occupando, e se ne sta occupando
abbastanza bene, e stiamo cercando, già giorno 27 alle ore 15 ho
convocato i sindacati per fare il punto della situazione, e mi
auguro nelle prossime settimane di poter dare, intanto, la prova
della cassa integrazione prorogata e, nelle more poi,
successivamente, qual è la linea del Governo rispetto
all'assorbimento di questo personale dentro qualche altra commessa.
Grazie.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo in realtà per riprendere sull'articolo 10 l'orientamento
collegato agli Asu dei Beni culturali.
Io oggettivamente ho ascoltato con grande attenzione l'intervento
dell'onorevole Cracolici, e mi sono permesso di avvicinarmi
formalmente al Presidente di cui, oggettivamente conoscevo già le
indicazioni, essendo questo un gruppo di dipendenti, poco meno di
260 che, oggettivamente, rincorrono anche attraverso il Parlamento
questa opportunità da tempo, e mi sembra, insomma, di poter
condividere sia con l'atteggiamento dell'opposizione, faceva un
intervento l'onorevole Cracolici, che con l'orientamento del
Governo, una prospettiva che era quella del Presidente della
Regione già qualche mese, se non qualche anno fa.
Per cui fare questo giro attraverso la SAS, rischia di comportare
un dispendio di tempo, di energia e lasciatemi dire, anche di
risorse, per cui se si potesse, effettivamente, riprendere quel
percorso tracciato dal Presidente Schifani all'inizio della
legislatura, e ripreso onestamente testé dall'intervento
dell'onorevole Cracolici, credo che faremmo un buon servizio a
questo personale e, certamente, avremo raggiunto un buon risultato
come Parlamento tutto, al di là delle forze politiche di
maggioranza e opposizione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevoli colleghi ci sono altri interventi?
Assessore? Onorevoli colleghi, accantoniamo l'articolo 10 perché
c'è il Governo che sta facendo una riscrittura, che non è ancora
definita in maniera opportuna.
Quindi, si riprende l'esame dell'articolo 11 precedentemente
accantonato.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Varrica, però una breve precisazione perché
è già intervenuto. Ne ha facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, sarò brevissimo, onorevoli colleghi,
Governo, è semplicemente per dire all'onorevole all'assessore
Tamajo che, evidentemente, si è perso la prima parte del mio
intervento, l'ha ammesso lui stesso, e mi dispiace sentire,
Presidente Carta, mi perdoni.
Assessore, a me spiace sentirle dire che una sollecitazione di
questo tipo che, peraltro, sa non essere la prima, è strumentale,
perché è il mio compito di deputato di sollecitare il tutto e,
soprattutto, le ricordo che noi ci ritroviamo al 27 dicembre, e lei
lo sa che è così, perché lei ha preso le stesse posizioni che sto
dicendo io, ed è assurdo che noi ci ritroviamo al 27 dicembre senza
neanche aver prorogato la cassa integrazione.
Ad oggi, non ci sono risposte, i suoi impegni li conosco bene, li
conosco bene e glieli riconosco, però lei deve ammettere pure che
in questo percorso, se non si è pensato di prorogare la cassa
integrazione a livello nazionale, sinceramente siamo un po' in
ritardo, quindi, la mia non è una polemica strumentale, è un dato
di fatto che i lavoratori ad oggi non hanno la cassa integrazione
e, nella migliore delle ipotesi, e io me lo auguro, otterremo la
cassa integrazione postuma, nel milleproroghe che verrà
convertito a metà gennaio. Io questo me lo auguro e l'accompagnerò
in tutto il percorso. Però non mi dica che è strumentale, perché
non lo accetto. Perdoni, non lo accetto. Dopo 2 anni, non lo
accetto
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Iniziative delle amministrazioni regionali
1. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro è autorizzato a promuovere direttamente o attraverso i
comuni e gli enti del terzo settore, previo avviso pubblico e dopo
avere effettuato i controlli di cui all'articolo 93 del d.lgs.
117/2017, manifestazioni e iniziative nell'ambito delle politiche
sociali, della famiglia e delle migrazioni per diffondere la
cultura della parità di genere, del rispetto delle differenze,
dell'accoglienza, della genitorialità, delle buone pratiche
sull'uso informato dei dispositivi digitali, dell'inclusione, della
solidarietà e del volontariato dell'inclusione dei soggetti
diversamente abili, dell'antimafia e del rinnovo della memoria. Per
le finalità del presente comma è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2025, la spesa di 2.000 migliaia di euro (Missione 12,
Programma 5).
2. Per la realizzazione di iniziative di alto valore turistico-
promozionale la cui titolarità sia in capo all'Assessorato
regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo è
autorizzata, per gli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027, la
spesa annua di 3.500 migliaia di euro (Missione 7, Programma 1).
3. L'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale, per l'esercizio finanziario 2025, è autorizzato ad
erogare un contributo straordinario pari a complessivi 2.000
migliaia di euro a favore dei comuni siciliani, finalizzato
all'acquisto di scuolabus da utilizzare anche con l'ausilio delle
associazioni di volontariato, nel limite massimo di 75 migliaia di
euro per ciascun beneficiario (Missione 4, Programma 6). Il
contributo è prioritariamente assegnato ai comuni con popolazione
inferiore a 15.000 abitanti e secondariamente ai comuni con
popolazione compresa tra 15.000 e 50.000 abitanti. Con decreto del
Dirigente generale del Dipartimento regionale dell'istruzione,
dell'università e del diritto allo studio, entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
disciplinate le modalità per la richiesta e per l'erogazione dei
contributi di cui al presente comma.
4. Al fine di finanziare i corsi per il conseguimento delle
patenti di guida di scuolabus da parte dei dipendenti comunali
nonché per il rinnovo della carta di qualificazione del conducente
è autorizzata la spesa, per l'esercizio finanziario 2025, di 50
migliaia di euro».
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati?
DE LUCA Antonino. I soppressivi sono mantenuti.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Un attimo che segno gli interventi.
Quindi, onorevole Catanzaro, Campo.
CATANZARO. Grazie, Presidente Di Paola. E allora noi, questi 22
articoli di finanziaria...
Gradirei, qualora ci fosse la possibilità, che il Presidente della
Regione ascoltasse. Parlerò soltanto due minuti su questo articolo.
In queste giornate abbiamo discusso cercando di entrare nel merito
di quello che sono gli articoli che compongono questa finanziaria.
Da quando abbiamo fatto l'iter, dalle Commissioni di merito ad
arrivare alla Commissione Bilancio', abbiamo sempre posto un tema
su questo articolo 11 e lo abbiamo posto entrando nel merito,
perché riteniamo che siano delle norme che, sicuramente,
intervengono sugli Assessorati regionali - perché sono le
iniziative delle Amministrazioni regionali - però, di fatto, non
abbiamo assolutamente compreso quali possano essere le finalità,
tranne quelle che negli Assessorati si vanno ad elargire
contribuzioni.
E allora, Presidente Di Paola, siccome lo abbiamo già detto
all'Assessore per l'economia, al Presidente della Regione, guardate
che stiamo approvando una manovra finanziaria di 615 milioni di
euro e la stiamo approvando cercando, nel rispetto dei tempi, del
Regolamento, del dibattito, delle Commissioni
Onorevole Figuccia, lei è Questore e capisco pure...
PRESIDENTE. Colleghi, sono le 20.05. Io tengo ad una cosa, i
colleghi che non stanno, nel frattempo, intervenendo evitino di
fare brusìo in Aula
CATANZARO. Io lo sto dicendo...
PRESIDENTE. No, non per lei onorevole Catanzaro. Io proprio per il
suo intervento, perché altrimenti non riusciamo nemmeno a seguirla.
Grazie.
CATANZARO. Quindi, dicevo, ritenendo che questo articolo è stato
discusso cercando di fare comprendere al Governo che bisognava
entrare nel merito, non nella modifica ma, eventualmente, di
toglierlo anche perché, presidente Di Paola, questa manovra, come
stavo dicendo, abbiamo cercato, noi come opposizione, di entrare
nel merito degli articoli.
E allora, Presidente, sui commi che abbiamo messo in questo
articolo, dove ovviamente ci sono i soppressivi, non possiamo
assolutamente retrocedere perché insistiamo a mantenere tutto
quello che recano i soppressivi e, ovviamente, cerchiamo di
comprendere, spero, dopo tutti gli autorevoli interventi da parte
dei colleghi, che il Governo regionale possa darci qualche risposta
per quello che sono state le richieste, più volte, reiterate nelle
Commissioni di merito e poi nella Commissione Bilancio'.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente Di Paola, Governo e colleghi deputati.
Questo articolo 11 si impegna a dare contributi a vari Assessorati,
in maniera del tutto discrezionale. In particolare leggiamo, nel
comma 1, il contributo all'Assessorato alla famiglia, due milioni.
Comma 2, contributi all'Assessorato al turismo, tre milioni e
mezzo. Con carta bianca contributi che, a dire il vero, non hanno
alcun criterio oggettivo. Per esempio, addirittura, nel comma 2, si
parla di iniziative ad alto valore turistico e promozionale.
Ma con quale metro di misura e chi è che stabilisce qual è l'alto
valore turistico e promozionale di un'iniziativa? Fratelli
d'Italia? Lo stesso partito che aveva già assegnato 4 milioni di
euro per una società lussemburghese, di cui addirittura 920 milioni
erano spese solo per l'hotel Barriere Majestic?
O, ancora, sempre lo stesso Assessorato a cui sono stati impugnati
dalla Corte dei Conti 10 milioni di euro per un buco di bilancio
che è stato provocato per il caso See Sicily? Ricordo che ancora la
Commissione Ue ha certificato dei 33,5 milioni soltanto una parte e
10 sono stati reputati inammissibili
Sempre lo stesso Assessorato ha avuto un nuovo scandalo con
l'assegnazione di mezzo milione di euro alla Palermo Sport Tourism
Arena, fondi che lei, presidente Schifani, poi in autotutela ha
bloccato.
E quindi, adesso, dovremmo votare carta bianca per un Assessorato
che, comunque, è stato sempre coinvolto da scandali per una miriade
di fondi? Quando, invece, a questo Parlamento è stato impedito
anche di dare contributi alle associazioni, pure in quei comuni che
gestiscono attività culturali solo tramite le associazioni perché
poi, di fatto, nelle tabelle c'è zero.
Forse, addirittura, era meglio la "Tabella H", perché almeno
vedevamo nero su bianco nelle tabelle questi contributi e lo
sapevamo prima
Qua mi chiedo perché mai non si è fatto quello che si era detto di
fare C'eravamo riuniti e, in maniera trasversale, questo
Parlamento doveva scrivere un disegno di legge che desse finalmente
i contributi in maniera meritocratica a tutte quelle associazioni
che, da anni, si impegnano nel territorio siciliano, a tutte quelle
associazioni che lavorano anche nei comuni più periferici e che
molte volte non hanno nulla Lo ribadisco, qua abbiamo le città
metropolitane che prendono: Palermo 26 milioni di euro, Catania 24
milioni, Messina 15 milioni. E poi abbiamo altre province, come
Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, ma anche Agrigento, che a volte
non hanno nulla, se non ci fosse il maxiemendamento dove qualche
deputato ogni tanto manda qualche risorsa. E anche queste sono
stabilite sempre in maniera chiaramente non meritocratica, perché
poi si fanno degli emendamenti per determinate associazioni e non
si pensa ad altre.
Quindi, mi chiedo perché siamo arrivati, dopo tutta la polemica
che c'è stata sulla stampa, nuovamente punto e a capo Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. È iscritto a parlare
l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, in particolare il comma 1, apre una
prospettiva inedita nella macchina regionale. Sino ad oggi
l'Assessorato alla famiglia ha avuto o trasferimenti da parte dello
Stato per le politiche sociali, o i trasferimenti del Fondo sociale
europeo, che gestisce in parte l'Assessorato alla famiglia, o
misure specifiche sulle quali l'Assessorato alla famiglia coordina
le iniziative in riferimento ad alcuni servizi essenziali, dagli
asili nido ad altre politiche connesse alle funzioni proprie
dell'Assessorato.
Qui si fa una norma general generica. Presidente della Regione,
vorrei che lei mi ascoltasse. Si fa una norma general generica,
dicevo, in cui si istituisce un fondo, con fondi regionali, per
diffondere la cultura della parità di genere, il rispetto delle
differenze e dell'accoglienza, della genitorialità, delle buone
pratiche sull'uso informato dei dispositivi digitali,
dell'inclusione, della solidarietà e del volontariato
dell'inclusione dei soggetti diversamente abili, dell'antimafia e
del rinnovo della memoria.
Qualcuno mi può spiegare come farà questo Assessorato a coordinare
iniziative direttamente promosse o tramite, si dice, i comuni e gli
enti del terzo settore, con 2 milioni di euro, per fare tutte
queste attività e soprattutto quali sono i criteri, le priorità,
l'individuazione di settori strategicamente funzionali alla
crescita sociale di questa Regione?
Io ho la sensazione che questo sia un fondo istituito per creare
un centro di spesa in capo all'Assessorato alla famiglia con fondi
regionali che fino ad oggi non ci sono stati.
Ripeto, l'Assessorato dispone di fondi gestiti dall'Assessorato o
con il Fondo sociale europeo o con i fondi direttamente trasferiti
dallo Stato per funzioni dedicate e specifiche.
Ad oggi ancora aspettiamo, lo sa l'Assessore per la famiglia,
l'attivazione del famoso terzo comma della legge sulla povertà; è
stato fatto un bando credo un anno fa circa e, ad oggi, ancora non
c'è forse neanche quella graduatoria provvisoria, può essere che mi
sbagli, certamente non ci sono i beneficiari definitivi di quella
norma. Legge, Presidente, che è stata fatta, credo nel corso del
2021, la cosiddetta legge sulla povertà, i famosi 15 milioni di
euro
Ora, sinceramente non capisco perché l'Assessorato alla famiglia
debba diventare un altro dei soggetti che gestisce direttamente
spesa se non con una logica di tipo clientelare, cioè ognuno si
deve fare i propri clienti, mi chiedo perché non se li fa
l'assessore Di Mauro all'energia, si può fare un fondo per mettere
l'acqua frizzante, mi veniva sollecitato Cioè questa Regione come
modello ha quello della spesa per la spesa o ha un progetto di
Governo nei diversi assessorati funzionali a un insieme, a una
visione collettiva?
Ecco perché ritengo sbagliato questo primo comma, così come nel
secondo comma, lo dico, non vedo l'Assessore per il turismo in
Aula, mi si dice che questi sono delle risorse finalizzate a degli
eventi sportivi che hanno ricadute turistiche, una di queste è la
Coppa degli Assi, che considero una buona iniziativa promossa dalla
Regione siciliana, ma se è così, allora si stabilisca a cosa
servono questi 3 milioni e mezzo, sempre che qualcuno ne attesti la
congruità, perché anche qui facciamo previsioni, spesso diciamo
forfettarie, usiamo questa espressione, ma si dica che cosa si
vuole fare di questa grande rilevanza turistico, sociale e
sportiva, lo si dica, in maniera trasparente.
Non si istituisce un fondo in maniera, come dire, arbitraria,
perché già il turismo ha tanti altri fondi che gestisce o con le
iniziative direttamente promosse o attraverso le cosiddette
sponsorizzazioni, ecco ho visto l'Assessore per il turismo
Faccio riferimento a questi primi due commi, certamente sul primo
manifesto il mio dissenso assoluto a istituire e a introdurre
questa novità nella macchina regionale che l'Assessorato alla
famiglia piuttosto che essere un Assessorato di spesa sì, ma dentro
un progetto funzionale coordinato e combinato con i programmi
comunitari e il Fondo sociale europeo e quelli nazionali che sono
dedicati appunto alla Sicilia, non capisco perché la Sicilia debba
dotarsi di questo centro di spesa, due milioni per fare tutte
queste cose sono venti, trentamila euro cadauno, ma mi pare con una
ricaduta se non di farsi qualche amico, certamente non di rimuovere
gli ostacoli che sono qui proclamati nel testo di legge, così come
il comma 2, ci si dica di che cosa si parla in maniera seria,
ripeto, e lo dico all'Assessore, attestando la congruità dei valori
finanziari che vengono qui proposti da parte dei funzionari che
sono preposti alla verifica e al controllo; si discute, ma fare
fondi aperti, sinceramente abbiamo già dato, questa Regione ha già
dato e credo che l'Assessorato al turismo ha ancora da dare anche
in termini di responsabilità in capo a questo Assessorato per come
ha gestito altri fondi precedentemente, anche nella scorsa
legislatura.
Quindi se il Governo intende precisare per il secondo comma,
migliorare anche lo stesso terzo comma rispetto alla questione
degli scuolabus ma, certamente, sul primo comma, chiedo al Governo
di ritirare questa norma e di farla motu proprio piuttosto che far
votare un emendamento di soppressione al primo comma.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. C'è l'intervento
dell'onorevole Dipasquale. Nel frattempo, onorevole Cracolici, sui
tablet è stata caricata una riscrittura del comma 2 che potrebbe
essere utile anche a dare delle risposte al suo intervento.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Dipasquale. L'emendamento è
l'11.38. C'è una riscrittura del comma 2 che è stata caricata e che
va a specificare le spese relative all'intero importo inserito nel
comma 2.
CRACOLICI. Deve essere attestata la congruità. Fermo restando
l'attestazione di congruità.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
colleghi parlamentari, penso che l'onorevole Cracolici sia stato
molto elegante a proposito del comma 1 e a proposito della
previsione
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, lo so ma è il suo collega
Cracolici Prego.
DIPASQUALE. Quindi, penso che lui sia stato abbastanza elegante
considerando il comma 1 una centrale di spesa. Il comma 1 prevede
l'istituzione di questo capitolo per due milioni di euro per
attività diverse.
Penso che ormai sia sotto gli occhi di tutti che c'è una corsa
spasmodica proprio da parte degli Assessorati, di alcuni
Assessorati spinti anche dalle forze politiche che li sostengono
nel creare centrali di spesa anche perché già me lo immagino,
questi soldi andranno a finire poi in quei comuni che sono amici
perché fanno le iniziative sulle donne e che appartengono allo
stesso partito dell'Assessore e poi ci dobbiamo vedere i comunicati
stampa ogni giorno: finanziati mille euro, cinquemila euro con i
soldi degli enti locali, con i soldi e poi metteremo quelli della
famiglia; vedete che siamo stanchi, siamo stanchi, non è un gioco
che potete continuare a fare anche per queste cose e ve li
porteremo qua
Mi auguro che non passi questo comma, ma se dovesse passare, e
spero di essere smentito, già me lo immagino quali sono i comuni
che utilizzeranno questi due milioni, anzi faccio una cosa,
Assessore: se passa, intanto le scrivo alcuni comuni e poi li
consegna alla Segreteria generale. Quando poi questi comuni ci
saranno, perché sono i comuni dei deputati che la sostengono,
perché sono i comuni della forza politica che la sostengono, poi
saremo costretti a gridare allo scandalo
Quindi, siccome il gioco è un gioco che è scoperto, dovete pensare
ad amministrare bene quello che avete e non invece costruire nuove
centrali di spesa. Questo vale per tutti, non è che vale solo per
lei. Vale un po' per tutti. La cosa che più mi rammarica è che ho
letto prima un comunicato stampa dell'onorevole Assenza, che era
contento che abbiamo impegnato, fatto questo intervento sulla
sanità per i comuni, 10 milioni di euro, qui solo tra il
gruzzoletto per l'Assessore per la famiglia e il gruzzoletto per
l'Assessore per il turismo se ne vanno 5 milioni e mezzo, solo di
questo
E' una manovra complessiva di 600 milioni di euro. Come si fa a
fare un comunicato stampa per dire: siamo attenti alla sanità con
10 milioni di euro? Io me ne vergognerei, io me ne vergognerei
Quindi, siamo pronti, riteniamo che questo sia un articolo
sbagliato, lo sappiamo che la maggioranza sta facendo quadrato su
questo, lo avete fatto sull'articolo 1 dove abbiamo fatto questo
regalo di Natale a queste cinque persone che poi non so se
diventeranno 6 e 7, volete ora fare questo altro gruzzoletto,
fatelo, però poi non ve lo dimenticate che quando scoppiano i casi,
le vicende, siete responsabili di queste cose, ne siete
responsabili Magari voi li fate in buona fede, voi siete per fare
le cose, pensate ai grandi principi e poi, possibilmente, chi vi
viene a chiedere i soldi perché vi sostiene, poi finisce come
abbiamo visto che è finito in quest'Aula, in questa Sicilia, in
questa Nazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Grazie, Presidente. Penso che questo articolo, questa
proposta, rappresenti la cifra di quella che è l'impostazione
culturale di questo Governo che è centralista nella gestione delle
risorse. Quando c'è da gestire una risorsa, quando c'è da gestire
una prebenda la tiene per sé, quando c'è da affibbiare
responsabilità si ricorda della sussidiarietà. Lo ha fatto di
recente con la vicenda della Protezione civile, della gestione
della crisi idrica, la responsabilità è divenuta dei comuni.
Lasciamo stare la, diciamo, maleducazione del dottore Cocina
rispetto anche a colleghi parlamentari, lo stesso dicasi per la
gestione degli incendi. L'anno scorso c'è stato un tentativo,
ricorderà l'onorevole Cracolici, che era quello di accollare le
responsabilità con risorse del tutto esigue ai comuni, come se i
comuni potessero cambiare la sorte di una battaglia che, invece,
richiede un impegno molto molto più ampio.
Allora, la verità è che, probabilmente, dietro questo c'è anche
un'altra questione che è quella del mantenere gli equilibri
all'interno delle forze di maggioranza, cioè di distribuire le
risorse in modo tale che nessuna forza politica sia scontenta.
Io devo dire la verità: in questo articolo, le uniche risorse da
salvare sono quelle per gli scuolabus, sicuramente andrebbero anche
aumentate, perché il servizio a tutela dei nostri ragazzi, tenuto
conto della difficoltà dei comuni di far fronte alle spese per
investimenti, alle spese correnti, è notevole. Ma, scendendo poi
nel particolare, caro Presidente, il comma 1 nel 2023, onorevole
Sammartino, nel 2023 l'Anci ebbe a segnalare - non ricordo se in
primavera ma mi pare di sì, durante un convegno tenutosi nella
primavera del 2023 - che molte delle attività che sono di
competenza dei distretti sociosanitari, che dovrebbero gestire
milioni e milioni di risorse, non funzionano a causa di problemi
burocratici, amministrativi, delle difficoltà finanziarie, molto
spesso dei comuni capoluogo e, allora, dinanzi a questo, la maggior
parte delle cose che voi scrivete nel primo comma sono cose che, in
ragione del principio di sussidiarietà, potrebbero fare i distretti
sociosanitari.
Allora, rammento a me stesso che, per esempio, al di là dei 2
milioni, possono anche non spendersi 2 milioni, ma il Partito
Democratico ha presentato un disegno di legge che supera alcuni
problemi dei distretti sociosanitari, dando loro l'autonomia
giuridica. Rispetto a questo non si riesce a calendarizzare in Aula
questo disegno di legge, che consentirebbe ai distretti
sociosanitari di fare tutte le cose che voi volete fare con questo
comma 1 e che potremmo fare senza spendere questi 2 milioni di
euro.
Allora, penso che occorra avere un approccio serio alle questioni,
perché i temi che volete affrontare sono sicuramente importanti,
nessuno è contro la parità di genere, nessuno pensa che le
questioni che attanagliano le famiglie non vadano affrontate, ma
non vanno affrontate con un ulteriore centro di spesa, vanno
affrontate con un approccio razionale alla questione e mettendo in
moto quei meccanismi virtuosi che già nel nostro ordinamento
esistono e che possono consentire di affrontarli con maggiore
serietà.
Il comma 2, ho visto la riscrittura e concordo con quanto diceva
l'onorevole Cracolici, ci permetterete di non avere fiducia in
questo Assessorato, questo è l'Assessorato di See Sicily, che
ancora oggi voi difendete. Avete ancora difeso See Sicily e
rispetto al quale non vi siete resi conto che abbiamo pagato
prestazioni mai rese
E allora, dinanzi a questo, probabilmente, a fronte di questa
norma, serve anche un sistema di rendicontazione, non si può pagare
"de plano" perché c'è scritto che ci vogliono 3 milioni e mezzo per
organizzare questi eventi, c'è bisogno di un sistema di
rendicontazione seria che ci consenta di capire realmente come le
risorse poi verranno utilizzate, perché gli eventi sono di assoluta
rilevanza, questo è fuor di dubbio, nessuno mette in discussione il
Festival della musica sacra o la Coppa degli Assi, ma avere chiaro
un sistema di rendicontazione - ci permetterete dopo quello che è
accaduto - penso che si possa anche prevedere e introdurre.
Vi invito veramente a ritirare il comma 1 e a pensare a un sistema
di migliore utilizzo delle risorse dei distretti sociosanitari che
possono fare quello che dite voi, vi invito a implementare le
risorse degli scuolabus, perché gli scuolabus servono nelle nostre
città, soprattutto nei comuni medio piccoli che non hanno una
grande capacità di spesa, ma anche nei comuni medio grandi, e per
il resto vi invito - come diceva l'onorevole Cracolici - a
prevedere delle forme di reale rendicontazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. E' iscritta a parlare
l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente mi
rivolgo in particolare proprio all'assessora Albano. Assessora,
quello che a noi non piace di questo di questo comma è la logica
che purtroppo diciamo "ammorba" un po' tutto il servizio sociale
spesso in Italia, cioè la logica del "progettificio", dei progetti
in cui si polverizzano le risorse.
Noi dobbiamo puntare in assoluto a infrastrutturare qualche
servizio, perché quello che manca sono le infrastrutture sociali.
Un esempio concreto, breve ma chiaro: Marina Marconi, che fu
deputata dell'Ars e che fu Assessora negli anni della primavera di
Palermo, primi anni Novanta, da Assessora ai servizi sociali al
comune di Palermo fece una cosa importante e semplicissima che
ancora dopo anni ha lasciato un segno importantissimo: dentro gli
asili nido, fece spazio ai consultori femminili in modo da avere
una presa in carico del bambino e della madre. Adesso, dopo alcuni
anni di battaglie da parte della popolazione, per esempio nel
quartiere di Danisinni, a Palermo, l'asilo nido è stato riaperto,
lo sa? C'è stata una bellissima battaglia del quartiere e l'asilo è
stato restituito alla comunità di Danisinni, ma resta la stanza
grande dedicata al consultorio che al momento è inagibile.
E allora, si sta aspettando che l'Asp se ne prenda cura, possa in
qualche modo ristrutturarla. Questo è solo un esempio concreto di
un'azione che ha cambiato il volto di un quartiere. Pensi che
ancora dopo trent'anni questo asilo è chiamato A' maternità dalla
popolazione di Danisinni, A' maternità , proprio perché c'era
questa presa in carico totale, globale, permanente e strutturale,
non una polverizzazione in progettificio
Con 2 milioni di euro, Assessore, secondo me lei lascia più il
segno aprendo un consultorio che non dando progetti e progettini,
tra l'altro sul cyberbullismo, sul bullismo, sui dispositivi
digitali, abbiamo tantissime altre fonti di finanziamento, mi
creda, soprattutto per l'Assessorato all'istruzione c'è di tutto e
magari poi facciamo progettini là e progettini qua.
Cerchiamo di infrastrutturare, per esempio, i consultori: con 2
milioni di euro anche uno, anche due, ma lasciamo un segno in un
territorio; io ho fatto solo l'esempio di Danisinni perché è quello
che conosco e sono certa che in tutta la Sicilia ci saranno
iniziative di questo tipo.
Mi è piaciuto ricordarlo perché fu l'azione di Marina Marconi che
era stata deputata qua e Assessore alla primavera di Palermo.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. È iscritto a parlare
l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
intervengo su questo articolo e mi associo a quelle che sono le
considerazioni dei colleghi del Partito Democratico perché, ecco, è
evidente fare qualche considerazione in una legge finanziaria
avara, lo dobbiamo ammettere, in questo articolato di misure
strutturali che permettono di affrontare quelli che sono i problemi
della nostra Terra, le emergenze, e ce ne sono tante, oggi ci
troviamo a discutere di questo articolo nel quale si vuole creare
una modalità nuova, gestire quelle che sono alcune misure micro,
misure che sicuramente non servono alla crescita della nostra
Regione, misure che evidentemente non dovrebbero trovare posto e
allocazione in una legge finanziaria che deve dare opportunità di
crescita e di sviluppo ad una Regione che, ancora oggi, si alloca
tra le ultime Regioni d'Europa.
Faccio questa considerazione perché è evidente qual è l'obiettivo
posto dal comma 1 e dal comma 2 di questo articolo e l'abbiamo
chiaro un po' tutti, assessori e Governo, l'evidenza è quella di
creare delle forme attraverso cui riuscire a garantire, per certi
versi e principalmente l'articolo 1, alcuni soggetti amici,
riuscire a parcellizzare la spesa.
Ma io ritengo che l'Assessorato alla famiglia debba avere un
compito ben diverso, non può essere un centro di spesa, ma deve
essere un centro che riesca a coordinare, ma bene, quelle che sono
le risorse messe a disposizione; e guardate che ce ne sono tante:
ci sono le risorse extra regionali, ci sono quelle del Fondo
sociale europeo, ci sono quelle messe a disposizione dal Governo
nazionale e, molto spesso, le notizie che vengono alla ribalta
mediatica sono quelle di una mancanza totale di spesa proprio da
questo punto di vista e su queste misure.
E allora il Partito Democratico chiede, e io mi associo a quelle
che sono state le posizioni già rappresentate dai colleghi che mi
hanno preceduto, di ritirare sicuramente quello che è il comma 1,
di riscrivere in maniera più dettagliata quello che è il comma 2.
Ma poi, ancora, io ritengo che questa Terra abbia bisogno di
risposte concrete ad alcune emergenze: noi, a più riprese, abbiamo
dibattuto - Presidente della Regione Schifani, parlo con lei,
Presidente Schifani, parlo con lei, Presidente Schifani -, se mi
permettono di parlare col Presidente della Regione
PRESIDENTE. Onorevole Giambona
GIAMBONA. Presidente Schifani, una delegazione del Partito
Democratico, qualche mese fa, nel 2024, ma anche nel 2023, è stata
da lei accolta per parlare per esempio di quella che è l'emergenza
a seguito degli incendi: ancora ad oggi, ci sono parecchi siciliani
che aspettano di essere risarciti rispetto agli eventi che abbiamo
subito
E allora io ritengo che sia veramente uno schiaffo ai siciliani
tutti, a quelli che hanno perso la casa vedere come noi spendiamo 2
milioni di euro per distribuirli così, come mancetta nel
territorio, piuttosto che pensare a come garantire loro il
risarcimento per una casa, per la loro casa nella quale ancora ad
oggi non riescono a rientrare
E allora, Presidente dell'Assemblea, io penso che sia
indispensabile da questo punto di vista, attenzionare al meglio una
riscrittura dell'articolo 1, complessivamente inteso, e prevedere
una migliore distribuzione delle risorse nelle vere priorità che ha
la nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, secondo me con questo articolo 11 ci giochiamo
non solo la credibilità di questo Governo regionale ma la
credibilità dell'intero Parlamento, perché all'inizio di questa
legislatura si era fatta una richiesta specifica, quella di creare
una sinergia tra la maggior parte degli assessorati. In questo
caso, tra l'Assessorato alla famiglia e l'istruzione, ad esempio.
Perché? Perché nella scorsa legislatura, la Commissione Antimafia
aveva realizzato una inchiesta sulla condizione dei minori in
Sicilia nella quale emergeva, a chiare lettere, come tante risorse
di questa Regione vengono spese assolutamente in maniera
dissennata, senza alcun criterio e soprattutto raggiungendo, ad
esempio con dei progetti, esattamente dal Dipartimento della
famiglia, che alle volte risultavano finanche dannosi nei confronti
di alcuni ragazzini che venivano presi in carico, per alcuni mesi,
e poi venivano totalmente abbandonati perché le risorse finivano
Quindi, mi associo anche alle richieste della collega Chinnici che
chiede appunto che si finisca con la stagione dei progetti che
durano sei mesi e poi non arrivano ad obiettivo nei confronti di
determinate categorie fragili, con bisogni che bruciano sulla pelle
delle famiglie. Quindi quello che chiediamo è la realizzazione più
che di progetti di servizi e mi associo sulla realizzazione di
consultori, come quello di Danisinni, ma anche in altre zone di
Palermo, di zone disagiate della città, come anche Brancaccio, lo
Sperone, che hanno bisogno soprattutto per le nuove esigenze così
come le famiglie sono abbandonate per l'emergenza crack e rinnovo
la richiesta di decreti attuativi sul disegno di legge denominato
crack che ancora, Presidente della Regione, non sono arrivati ad
obiettivo. Chiedo pertanto che venga ritirato assolutamente questo
primo comma, che venga riscritto in maniera adeguata anche il
secondo comma, con la presentazione anche di una relazione annuale
su quelle che sono non solo le cose realizzate ma le cose che si
intendono realizzare e quindi mi auguro che, da questo momento, ci
sia quella sinergia tra gli assessorati che fino ad oggi non
abbiamo visto.
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti, ci sono i soppressivi
dell'articolo. Colleghi, sono ritirati i soppressivi degli
articoli?
DE LUCA Antonino. Degli articoli sì, dei commi no.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo 11.7. Onorevole
De Luca, lo ritira?
DE LUCA Antonino. Lo mantengo.
PRESIDENTE. E' mantenuto. Il parere del Governo sul soppressivo
dell'emendamento 11.7? Penso che sia contrario.
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.7.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Verifichiamo se la richiesta è appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.7
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 11.7 con il parere contrario sia del Governo che
della Commissione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti ......................... 68
Votanti .......................... 66
Maggioranza ................. 34
Favorevoli .................. 27
Contrari .. 39
Astenuti . 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.34, a firma dell'onorevole Di Paola ed
altri. Onorevole Di Paola, è mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 11.34, il parere del Governo?
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione? C'è il parere favorevole
del Governo.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
CRACOLICI. A che cosa, al soppressivo?
PRESIDENTE. No, all'emendamento 11.34; il soppressivo è stato
bocciato con il voto segreto, onorevole Cracolici.
Pongo in votazione l'emendamento 11.34...
DAGNINO, assessore per l'economia. Il parere del Governo è
contrario.
PRESIDENTE. Allora, vi dovreste mettere un secondino d'accordo
DAGNINO, assessore per l'economia. E' stata una svista.
PRESIDENTE. Allora, d'ora in poi mi rivolgo soltanto a lei.
Sull'emendamento 11.34 il parere del Governo è favorevole o
contrario?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. E' contrario, quindi si sta trattando l'emendamento
11.34, magari c'è stata confusione sull'elenco degli emendamenti.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.34.
GILISTRO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Verifichiamo se la richiesta è appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.34
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 11.34, con il parere contrario del Governo e della
Commissione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 69
Votanti .. 65
Maggioranza . 33
Favorevoli . 30
Contrari . 35
Astenuti . 0
(Non è approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento11.33.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
intervengo perché poco fa ho assistito ad una scena che nemmeno in
una scuola elementare ne accadono di questo tipo. Se c'è
l'assessore che ha competenza sull'emendamento che dà parere
favorevole, dopodiché si alza l'assessore che non ha competenza
sull'emendamento e dà invece parere contrario, ora delle due l'una:
o il Governo dialoga tra gli assessori o non c'è dialogo tra gli
assessori, perché questa cosa non ha un minimo di senso
Dico io, l'emendamento lo posso pure spiegare e posso spiegare
ogni emendamento, però qui c'è una figura barbina da parte del
Governo regionale, dove c'è un assessore che dice una cosa e un
assessore che ne dice un'altra. Attenzione, ogni emendamento non ha
una spesa aggiuntiva, quindi, io non capisco perché l'assessore per
l'economia si è alzato per dare il parere, considerando che questi
emendamenti non hanno spese aggiuntive, ma sono solo degli
emendamenti che vanno a verticalizzare maggiormente i commi e così
come già ha spiegato il collega del Partito Democratico, i commi
fatti in questo modo che rappresentano, ovviamente, delle forze
politiche ben specifiche, le opposizioni stanno cercando quanto
meno di andare a verticalizzare quello che c'è scritto nei commi.
Se non è possibile fare nemmeno questo, perché tra gli assessori
non c'è nemmeno il benché minimo dialogo, allora, andiamo avanti
PRESIDENTE. Sull'emendamento 11.33 il parere del Governo?
DI PAOLA. Allora, ripeto, io gli emendamenti li posso anche
spiegare, ogni singolo emendamento va a verticalizzare i commi di
questo articolo che sono assolutamente generici.
CRACOLICI. Che significa verticalizzare?
DI PAOLA. Lo spiego subito, onorevole Cracolici. L'Assemblea
regionale siciliana, nel corso degli anni e nel corso della
legislatura, ha approvato delle leggi, sono le leggi che vengono
finanziate e non che diamo soldi ai Dipartimenti senza nemmeno
specificare che cosa devono andare a fare; poi i Dipartimenti e,
quindi, i commi, in questo caso l'11.33 ci sono delle leggi
regionali che sono state approvate in passato, c'è la legge
sull'accoglienza e l'inclusione, c'è la legge che riguarda i
disabili psichici e fisici; ora o finanziamo delle leggi o diamo
soldi tout court agli assessorati.
Se noi questa cosa la dobbiamo spiegare ad ogni assessore, dico,
Presidente, perché poi c'è un assessore che si alza e dà il parere
senza nemmeno leggere il comma o senza nemmeno leggere
l'emendamento, mi sembra che qui siamo alla follia.
PRESIDENTE. Assessore Albano, sull'emendamento 11.33, a firma
dell'onorevole Di Paola, qual è il parere del Governo?
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.33 con il parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 11.31. Chiedo di poterlo
ritirare perché non è coerente con il testo.
Onorevole Di Paola, sull'emendamento 11.31 c'è un invito al ritiro
perché non è coerente col testo, quindi, le chiedo di poterlo
ritirare.
DI PAOLA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Benissimo.
Si passa all'esame dell'emendamento 11.29, a firma dell'onorevole
Caronia.
CARONIA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Se è necessario... Ne ha facoltà.
CARONIA. Sì, Presidente. Dunque, questo emendamento, in realtà,
costituisce una sorta di riserva all'interno del fondo. Come tutti
noi sappiamo, anche dagli organi di stampa, Palermo, dopo Trento
dopo il Trentino, è stata individuata come la capitale del
volontariato del 2025.
Io ho portato soltanto, in maniera molto rapida, soltanto in
maniera esemplificativa, dei dati. Oggi la Sicilia conta 183.635,
che sono attive gratuitamente, organizzazioni no profit, e nel solo
capoluogo di Palermo sono 526 associazioni di volontariato, 754
promozione sociale e 807 in imprese sociali, oltre 242 in terzo
settore.
Questo cosa significa? Che, evidentemente, all'interno del nostro
tessuto cittadino, ma non soltanto cittadino, in tutta la Sicilia -
questi sono dati, ovviamente, che riguardano anche tutta la Sicilia
- testimonia che una buona parte di quello che è l'attività di
sostegno soprattutto dei fragili viene sostenuta da associazioni no
profit. E quindi poiché l'emendamento che, in qualche modo, in
maniera bipartisan, abbiamo allargato a una platea di associazioni
che si occupano di cyberbullismo, di parità di genere e di tante
altre iniziative, in qualche modo, poiché queste no profit della
città di Palermo si occupano anche di questo, mi sembrava un
segnale positivo nei confronti della città di Palermo sostenere
anche questa candidatura di prestigio, che ha fatto sì che il
Trentino, e quindi la città di Trento, abbia goduto di tante
iniziative che si sono concentrate in quel territorio e che hanno
portato un potenziamento delle attività in tal senso.
Per cui io ritengo che la Regione siciliana possa, in qualche
modo, dedicare parte di questo fondo all'iniziativa, appunto così
di rilievo che è quella di essere capitale del volontariato 2025.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà. Prego, onorevole.
SCHILLACI. Grazie. Condivido la riserva che ha dedicato la
collega, e, quindi, vorrei apporre su questo emendamento, pure la
mia firma.
Ma vorrei anche chiedere, all'assessore Albano, di fare una
verifica puntuale sul RUNTS, sul Registro unico del terzo settore,
perché, assessore, noi non sappiamo nulla di questo Registro.
Questo Registro è stato istituito esattamente per criteri di
trasparenza, quindi vorremmo che il Dipartimento, magari,
presentasse all'Assemblea, o all'Assemblea o alla Commissione
competente, una relazione annuale proprio su questa rete. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. Allora, mettiamo in
votazione l'emendamento: prima dobbiamo chiedere il parere al
Governo sull'11.29.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Contrario. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione l'emendamento 11.29. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'11.23, a firma dell'onorevole Safina. Mantenuto o
ritirato?
SAFINA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Mantenuto. Allora, il parere del Governo sull'11.23?
E' una riduzione di un milione di euro.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Contrario. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione l'emendamento 11.23. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.8, dell'onorevole
Saverino. E' mantenuto o ritirato?
SAVERINO. Mantenuto.
PRESIDENTE. Mantenuto. Il parere del Governo?
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Saverino.
SAVERINO. Grazie, Presidente. Io devo dire che ho lavorato
benissimo con l'assessore Albano, perché siamo riuscite a portare,
fino in fondo, sia la legge sugli orfani dei femminicidi, che la
legge sugli oratori. Quindi io credo, l'unica cosa che stiamo
chiedendo è quella di potere avere un controllo, più che un
controllo anche una rendicontazione. Dobbiamo dare anche atto ai
nostri cittadini, a chi ci ha votato, del modo in cui noi spendiamo
i nostri soldi. Quindi, credo che non sia niente di trascendentale
il fatto di fare una relazione e depositarla alle Commissioni
competenti, giusto a dimostrazione del lavoro che abbiamo fatto,
visto e considerato che si è fatto anche del buon lavoro.
PRESIDENTE. Il Governo ha dato parere contrario. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.8.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
La trasparenza la stiamo chiedendo col voto segreto Non abbiamo
più nulla da vedere in quest'Aula La trasparenza col voto segreto
(interruzione fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 11.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 34
Contrari 33
Astenuti 0
(E' approvato)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 20.57 di lunedì 23 dicembre 2024,
è ripresa alle ore 00.41 di martedì 24 dicembre 2024)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, noi dovremmo andare avanti con
l'articolato, ma al momento non vedo tra i banchi del Governo
l'assessore al Bilancio. Senza l'assessore, non si può proseguire
nello svolgere l'articolato della Legge di stabilità e quindi sono
costretto a sospendere l'Aula fino al giorno 27 dicembre, alle ore
15.00.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, io posso capire sia l'ora, sia
l'imbarazzo di dovere rinviare l'Aula al 27. Prendiamo atto
dell'assenza del Governo, no, perché ci sono rappresentanti del
Governo regionale, manca però il Presidente della Regione,
l'assessore al Bilancio, è ovvio che non si può proseguire, come ha
detto lei.
Noi come Gruppo parlamentare del PD, siamo stati in Aula in
rigorosa attesa, aspettando che qualcuno ci comunicasse la
prosecuzione dei lavori. Ci sembra davvero particolare che su un
emendamento modificativo la maggioranza sia andata giù, e si
sospenda l'Aula, e da questa sospensione non si riprende più a
distanza di quasi 3 ore e mezzo. Non voglio fare nessuna demagogia,
anche perché è stata una giornata abbastanza particolare, però
voglio sottolineare, lo dico per alcuni dei colleghi di maggioranza
che sono presenti, noi come opposizione e Gruppo di opposizione
abbiamo rispettato quella che era la scaletta tirata fuori dalla
Conferenza dei Capigruppo per potere proseguire i lavori.
Lei ha rinviato l'Aula al 27, i lavori dovrebbero terminare il 28,
ma è ovvio che qualcosa di particolare, di importante, è accaduto
all'interno del Governo, e questo deve essere sotto gli occhi di
tutti, perché poi alla fine non possiamo accettare l'ipotesi o
l'idea, o l'articolo di giornale che il Governo è pronto ad
intervenire sulle emergenze dei siciliani.
Perché è ovvio che, qualora ci fosse davvero la volontà di
intervenire sulle esigenze dei siciliani, questa sera saremmo stati
qua, perché mancavano altri due articoli, due articoli e mezzo
rispetto a quello che era la finanziaria presentata, abbiamo detto
che c'era una finanziaria farlocca, forse avevamo anche ragione in
questi giorni, rispetto a questi articoli.
Quindi questa sera andiamo a casa, sicuramente faremo il Natale,
ritorneremo il 27, però ritengo che sia stata una brutta pagina di
qualche ora di questo Parlamento siciliano, e con grave
irresponsabilità, io ritengo, che il Governo ci debba spiegare, che
poi non sono le opposizioni a fare ostruzionismo o addirittura a
cercare di mettere alcune tematiche per non far andare avanti il
Governo, siamo qua per lavorare per i siciliani, e quello che manca
è proprio il Governo, invece, a dare risposte nella concretezza
rispetto a quello che avevamo stabilito.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Sono
costernato, come credo che costernati siano la totalità dei
siciliani che domani leggeranno i giornali e leggeranno che la
manovra non è stata esitata, non per le barricate sollevate dalle
opposizioni che pure si sono dichiarate disponibili ad approvare
questa manovra prima di Natale, purché fosse semplicemente decente,
ma perché il Presidente Schifani, il Governo, hanno abbandonato i
lavori, non tutto.
Però manca l'Assessore al bilancio, che ci deve essere per forza,
altrimenti non si può andare avanti, e se ne sono fregati di quello
che dovrebbe essere il loro primo interesse, ossia di approvare la
finanziaria il prima possibile, e se ne sono andati. È evidente che
c'è un problema grande quanto una casa nella maggioranza, nel
Governo, nel rapporto di fiducia tra Governo e maggioranza.
È evidente che in questa finanziaria inizia la campagna elettorale
per le prossime regionali. È evidente che ci sono delle fratture
insanabili, peccato che a pagarne le spese saranno proprio i
siciliani, e fa specie vedere che i Gruppi di opposizione del
Movimento Cinque Stelle, il Partito Democratico, sono lì, ma il
resto? Qualcuno di Fratelli d'Italia c'è, però la maggioranza se
n'è andata, è già col pigiama, mentre i siciliani, le imprese,
attendono una risposta da questo Parlamento.
E' prevalsa la ragione politica, è l'ennesima occasione sprecata
di questo Governo che non sa dialogare evidentemente con la sua
stessa maggioranza, è l'ennesima occasione sprecata per fare
qualcosa di buono e in tempo, ora dopo avere tenuto in ostaggio 70
deputati e tutto il personale dell'Assemblea per diverse ore si
conclude questa sera con un nulla di fatto, si rinvia a giorno 27,
nella speranza che ci sia un clima più disteso all'interno della
maggioranza, perché in questo momento credo che potrebbe anche
avanzare lo spettro della gestione provvisoria.
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quel che
rimane del Governo questa sera. Sono sorpreso perché è la prima
volta che capita una situazione del genere, nelle quattro
legislature che ho fatto non si era mai registrata una situazione
per la quale non si riesce a dare una spiegazione.
Però mi permetto di dire che i reduci del Gruppo parlamentare Sud
chiama Nord, tre siamo e tre siamo qui, perché comunque, al di là
di quelli che sono i giochi politici, riteniamo di avere quel senso
di responsabilità di mantenere gli impegni assunti, e soprattutto
anche di comprendere quanto la corda si debba tirare.
Credo che questa sera, nell'ambito della maggioranza, sono emerse
delle situazioni che non hanno nulla a che vedere con la politica
La maggioranza è in balia di quattro prezzolati, mi dispiace
dirlo, ma questa è la verità, perché se andiamo ad analizzare le
votazioni che ci sono state, sono mancati proprio dalla maggioranza
numeri importanti, la media dei franchi tiratori ha oscillato dai
10 ai 12 voti mancanti all'interno della stessa maggioranza.
È questo il tema, c'è una crisi in atto o ci sono dei prezzolati
che alzano il prezzo? Perché quando si inizia un certo tipo di
percorso e di rapporto col Parlamento c'è chi ha la statura di
capire qual è il livello oltre il quale non andare, e c'è chi
invece nel momento in cui assaggia qualche cosa, si ubriaca; mi
dispiace dirlo, ma noi oggi siamo vittime esattamente di questa
situazione.
Quando c'è una crisi politica si discute, perché si analizza anche
quelli che sono i fatti di una crisi politica, ma quando si ha a
che fare anche con colleghi che presenti in Aula non hanno votato
appositamente, facendo mancare quel numero uno, allora è ovvio che
lì non sai come discutere, qual è il linguaggio da utilizzare?
Quindi sono preoccupato, glielo dico con molto onestà.
Noi ora sospenderemo i lavori li riprenderemo venerdì il 27 con
anche un problema di fondo, che se entro il 28 non si chiude questo
provvedimento nasceranno una serie di problemi ancora più seri, ma
i problemi nasceranno per chi poi ne paga le conseguenze, che non
siamo noi.
Allora il tema è anche questo: cosa succederà il 27 e 28 se noi
sospendiamo i lavori con questo clima, si alzeranno ancora i
livelli del ricatto, oppure ci dovremmo guardare in faccia in modo
bipartisan intanto, e chiudere questa fase ed evitare i danni che
deriveranno da ulteriore ritardo? Questa sarà, magari, la
riflessione che ciascuno di noi durante l'attesa che nasca il
Bambinello dovrà fare.
Io chiudo, Presidente, con l'augurio che nell'ambito dei
rispettivi Gruppi, si faccia una reale disamina e, ovviamente, per
quanto ci riguarda come Gruppo parlamentare, lo abbiamo già detto
prima di entrare, lo ribadiamo anche in questo momento, noi siamo
pronti a proseguire.
Voglio sottolineare un altro aspetto, noi eravamo contrari a
sospendere i lavori sabato e domenica, e l'avevamo detto già in
tutte le occasioni, ed eravamo contrari perché cominciamo a
cogliere qualche crepa che sarebbe poi giunta a questa situazione,
cioè la situazione è sfuggita di mano.
A chi è sfuggita di mano non sta a me stabilirlo, ma che comunque
le dinamiche in quest'Aula sono impazzite, su questo non ci sono
dubbi. E quindi definire oggi questa crisi o questo cortocircuito,
come un cortocircuito politico, significa dare veste di dignità a
quattro prezzolati, e io non mi sento da questo punto di vista di
dare dignità a dei prezzolati che hanno causato questo corto
circuito. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, tutti
noi dopo che c'è un appuntamento elettorale, analizziamo i dati, ma
fermiamo l'attenzione, soprattutto, sulla partecipazione.
La cosa che è affiorata negli ultimi anni è che i cittadini si
presentino al voto sempre di meno, spesso si indicano motivazioni
varie, una centrale è la credibilità della politica, quello che è
accaduto nel Parlamento siciliano questa sera è molto grave, noi
del Partito Democratico, lo diceva il Capogruppo, siamo rimasti in
Aula e abbiamo aspettato, io per lo meno non ho compreso la
chiusura dell'Aula, la sospensione.
Non trovo una motivazione nelle cose che la Presidenza ha detto
stasera alla ripresa, lei ha fatto riferimento alla mancanza
dell'Assessore al bilancio, è una pezza che non completamente
chiude il buco, non è vero, noi abbiamo lavorato anche in assenza
dell'Assessorato al bilancio, i cittadini avrebbero, credo, chiesto
se ci fosse stata un'Assemblea pubblica, le motivazioni della
chiusura dell'Aula, qui non siamo al dopolavoro, non siamo in un
club sportivo o giovanile, siamo in un Parlamento e, quindi, gli
atteggiamenti e le prese di posizioni vanno chiarite.
Vanno chiarite anche perché c'è un'opinione pubblica che segue,
c'è una stampa attenta, e noi non vogliamo entrare nel frullatore
che distrugge tutto, la credibilità del Parlamento deve essere
difesa, innanzitutto, dalla Presidenza, io trovo sconcertante
quello che è accaduto in questo Parlamento, io sono rimasto, e non
mi sono mosso dal mio posto, perché ritengo che quando si abbia una
funzione la si debba rispettare, anche perché noi siamo delegati,
ancora ci sono tante questioni che afferiscono al bilancio e i
cittadini attendono delle risposte.
Ecco perché, Presidente, io credo che sono insufficienti le cose
che lei da Presidente ha detto, non in quanto Di Paola appartenente
ad uno schieramento politico, perché l'Assemblea e, soprattutto, i
cittadini siciliani debbono capire che cosa sia successo in questa
Assemblea qualche ora fa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io comprendo i vostri interventi,
però sospendo l'Aula e la rinvio a venerdì 27 alle ore 15.
Vi auguro di trascorrere un buon Natale e permettetemi di
ringraziare, ovviamente, tutti gli addetti e gli Uffici
dell'Assemblea regionale siciliana. La seduta è sospesa ed è
rinviata a venerdì 27 dicembre 2024, alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa martedì 24 dicembre 2024 alle ore 00:58,
è ripresa venerdì 27 dicembre 2024 alle ore 15.37)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Burtone e Chinnici hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 831/A e 832/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo nuovamente l'Aula e la
riaggiorno per le ore 16.15, quindi tra 45 minuti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.38, è ripresa alle ore 17.38)
Presidenza del Presidente GALVAGNO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Siamo all'articolo 11. C'è una riscrittura, del Governo, del comma
2. La dovreste trovare sui tablet, è l'emendamento 11.38.R.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, ma soprattutto assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, Amata, credo che tutti i deputati hanno
ricevuto, proprio stamattina, una mail, dove gli Stati generali
della cultura ci chiedono un intervento specifico perché la maggior
parte dei teatri piccoli e delle piccole compagnie stanno
rischiando di scomparire. Quindi mi appello alla sensibilità di
tutti i deputati per fare qualcosa e quindi, Assessore, l'articolo
11, comma 2, riguarda il suo Assessorato e in particolare solo
alcune manifestazioni di grande rilievo - e non abbiamo nulla da
obiettare naturalmente perché sappiamo che le grandi manifestazioni
portano anche turismo per cui siamo a favore -, però il FURS è
stato depennato di alcune risorse e in ogni caso il FURS, così come
costruito, non raggiunge ancora oggi le piccole compagnie, i
piccoli teatri, le piccole realtà. Quindi, Assessore e Presidente
della Regione, chiedo uno sforzo nei confronti di queste realtà che
hanno davvero difficoltà e rischiano di scomparire definitivamente,
per il caro energia e per tutta una serie di situazioni.
Io ho presentato e deposito, adesso, un tabellare sul FURS, per
aumentarlo, perché l'avevo già presentato in Commissione, c'era in
Commissione V la volontà di tutti i deputati per fare uno sforzo
maggiore nei confronti di queste realtà. Quindi, a nome di tutti
gli Stati generali della cultura siciliana, deposito questo
tabellare e poi mi appello alla sensibilità di tutto il Parlamento
siciliano. Grazie.
PRESIDENTE. Io non l'ho letto; se gentilmente lo depositasse,
magari lo potremmo vedere.
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
naturalmente posso solo accogliere con benevolenza, appunto, anche
l'intervento della collega, condivido l'intervento della collega
Schillaci, per quanto riguarda il FURS; con l'assessore Amata
abbiamo fatto più volte vari interventi, varie discussioni anche
nelle Commissioni di competenza. E' già stato presentato dal
Partito Democratico un emendamento in cui chiediamo un aumento del
fondo del FURS di 5 milioni che era già passato in Commissione
Cultura, formazione e lavoro all'unanimità e anche un ordine del
giorno in cui specifichiamo, anche in base anche alla legge del
FURS, quali attività vengono portate avanti con i bandi da parte
dell'Assessorato e, Assessore Amata, come ne avevamo parlato già in
Commissione più volte, invece, ci sono tante altre attività, tanti
altri temi, è quasi impossibile parlare che, invece, non vengono
previsti altri aspetti del FURS per cui è previsto un sostegno da
parte della Regione siciliana che, invece, non vengono portati
avanti.
Nella richiesta degli Stati generali, ma già nell'ordine del
giorno che abbiamo presentato noi, questo è già stato scritto,
quindi, diciamo che è già stato depositato all'inizio di questa
finanziaria. Grazie.
GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUFFRIDA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
sposo in toto quello che ha detto la collega Schillaci: c'è una
realtà, soprattutto quella dei teatri amatoriali che sono
totalmente esclusi dal FURS.
Avevo presentato anch'io un emendamento in questo senso che,
purtroppo, non è stato apprezzato, pertanto, mi appello al Governo,
invitandolo a tenere in considerazione questa realtà artistica che,
purtroppo, risente, sconta quello che, sostanzialmente, è la realtà
di questi piccoli teatri amatoriali che non trovano uno spazio nel
contributo del FURS. Pertanto, mi appello anch'io a questo
appello , appunto, fatto dall'onorevole Schillaci e dagli altri:
che il Governo tenga conto e tenga in considerazione questa realtà
amatoriale. Grazie.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io ho
studiato i documenti passati e il documento corrente e,
praticamente, diciamo che questi grandi eventi sommati alle
tabelle, sommati a tutte le questioni legate ai grandi teatri
siciliani, a grandi eventi che vengono strutturalmente finanziati
in ogni manovra escludono interamente alcune parti più periferiche
di questa Sicilia dove c'è sempre zero, non ci sono finanziamenti
per grandi eventi, per manifestazioni che magari hanno anche
decenni e decenni di edizioni, anche per esempio il Teatro Colonna
di Vittoria, il Teatro Vittoria Colonna non risulta nelle tabelle
ed è un teatro di tutto rispetto, che ha una stagione bellissima;
tanti altri teatri siciliani ci sono, quindi, andare a lavorare in
questa maniera crea sempre grosse disparità perché dei cittadini di
serie B dovrebbero spostarsi sempre nelle grosse città
metropolitane per vedere degli eventi di un certo rilievo, poiché
nel proprio territorio non ci sono stanziate risorse sufficienti
per fare delle stagioni importanti, pur avendo dei siti altamente
turistici e dei teatri di una grande importanza. Quindi, questo,
secondo me, non è il modo giusto di procedere.
Anche io confido nel FURS che, sicuramente, è il fondo che può
stanziare in maniera un po' più meritocratica di oggi le risorse,
ma bisognerebbe fare anche una valutazione territoriale.
Bisognerebbe andare a controllare, provincia per provincia,
chiaramente rapportata al numero dei siti di prestigio, al numero
degli abitanti, quante risorse vengono stanziate e lì si noterebbe,
chiaramente, che c'è una grossissima sperequazione e ci sono,
veramente, province in cui ad oggi, se non ci fossero questi grossi
maxiemendamenti, dove i deputati mettono delle cose un po'
territoriali, ci sarebbe zero
Quindi vanno riviste tutte le tabelle, ci dovrebbero essere
inseriti tutti i teatri grossi della Sicilia e non soltanto alcuni,
in maniera che le compagnie si possano spostare anche in altre zone
della Sicilia e non debbano essere i cittadini a investire di tasca
propria e spostarsi nelle grosse località per vedere degli
spettacoli un po' più importanti. Quindi, questa la trovo una
maniera di procedere veramente scorretta e sono contenta che,
proprio in questa finanziaria, sia emersa e sia venuta alla luce
questa problematica di cui finora si era parlato poco ma, secondo
me, va rivisto tutto il sistema dei finanziamenti alla cultura che
questa Regione concede, perché tutta la Sicilia è bella, tutta la
Sicilia è un unico territorio e tutta la Sicilia merita degli
eventi di spessore.
Congedo
PRESIDENTE. Intanto, comunico che l'onorevole Marano ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 831/A e 832/A
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, Presidente Galvagno, io apprezzo
l'assessore Amata che, ovviamente, ha riscritto due volte questo
comma dell'articolo 11, perché l'articolo 11 è un articolo non
semplice, un po' complicato.
Negli interventi che mi hanno preceduto, soprattutto quello della
collega, ovviamente noi apprezziamo, assessore Amata, che lei abbia
riscritto mettendo anche qual è la destinazione dei 3 milioni e
mezzo di euro per i vari anni. Al di là della dell'aspetto del
FURS, diciamo che, ovviamente, con questo comma, possibilmente, lei
dice che c'è qualche discrasia. Io ritengo che, proprio su questo
punto, la invito, assessore Amata perché su questo argomento si può
aprire un dibattito enorme perché noi possiamo inserire all'interno
teatri, carnevali storici, perché ne abbiamo diversi, possiamo
spaziare Quindi io direi, assessore Amata, se lei avesse un minimo
di approfondimento ancora, di potere mettere queste somme, metterle
ovviamente in quell'articolo che i colleghi hanno consigliato nella
riscrittura per potere fare, assessore, mi ascolti poi magari può
essere pure che lo accantoniamo e ci andiamo dopo, oppure se lei
vuole andare avanti, però io ritengo proprio per cercare di
superarlo, essendo come dicevo io un articolo con commi che sono
abbastanza particolari, ebbene, ritengo che se lei potesse anche
avere un supporto da parte dei suoi Uffici e comprendere come poter
rimodulare questo comma, io penso che, alla fine, potremmo trovare
un punto di caduta che non è così distante rispetto a quello che
possa essere poi un'approvazione da parte dell'Aula.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, la discussione relativa all'articolo 11
pone, naturalmente, l'esigenza di fare qualche precisazione
rispetto ad alcuni argomenti che abbiamo avuto modo di trattare a
più riprese nelle Commissioni di merito e, nello specifico, in V
Commissione.
Ricorderà l'assessore Amata che, in quell'occasione, c'è stato un
coro di colleghi volto ad attenzionare la tematica di quella che è
una maggiore trasparenza nella gestione delle risorse da destinare
al complesso mondo dello spettacolo e dell'organizzazione degli
eventi in Sicilia.
Sempre in I Commissione, il Partito Democratico, con un
emendamento del sottoscritto, della collega Saverino e Chinnici, ha
proposto di incrementare quella che è la dotazione del FURS. E,
assessore Amata, il motivo dell'aumento della dotazione, mi sente
anche il Presidente Schifani, non è solamente legato ad una
esigenza lodevole di dare un sostegno in maniera complessa a tutto
il complicato mondo dello spettacolo in Sicilia e della produzione
di eventi, ma è anche determinato da un'esigenza ulteriore, ovvero
che, negli ultimi anni, ci sono una serie di altri soggetti che
beneficiano del Fondo Unico Regionale dello Spettacolo. Questo sta
determinando una riduzione progressiva della dotazione messa a
disposizione di tutti i fruitori. Motivo per il quale il Partito
Democratico, già in sede di Commissione, Assessore, io vedo che
magari mi sto rivolgendo a lei, abbiamo rappresentato questa
esigenza di incrementare il Fondo: a) perché ridotto rispetto allo
stanziamento dei precedenti anni; b) perché c'è un maggior numero
di fruitori, rispetto a quello che è il fondo stesso, e mi
riferisco allo spettacolo svolto dai viaggianti.
Questo determina una riduzione complessiva nella possibilità di
fruire del Fondo stesso. E' un elemento, secondo noi, qualificante
che permetterebbe, da parte del Parlamento intero, di porre
attenzione a un settore che, in questo momento, dal punto di vista
mediatico, è assolutamente sotto osservazione, e di riqualificare
quello che è il complesso apparato complessivo.
Allora, Presidente, da parte nostra, le evidenziamo l'esigenza di
porre particolare attenzione a quella che è l'analisi dell'articolo
11. E, poi, ancora, a quella che è l'esigenza di aumentare la
dotazione del Fondo unico regionale dello spettacolo, avendo piena
consapevolezza che solamente garantendo in maniera indistinta
quelli che sono gli operatori dello spettacolo si può garantire una
crescita e uno sviluppo di questo settore, che ricordo a me stesso,
e voi lo sapete benissimo, conta un numero importante di occupati,
un numero importante di reddito per la nostra Sicilia.
E quindi è indispensabile porre particolare attenzione a come
valorizzare al meglio questa categoria, che per noi è assolutamente
al centro dell'attenzione. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, c'è... intanto, chiedo se i soppressivi del
comma 2 sono ritirati. Quindi, mi rivolgo all'onorevole De Luca
Antonino è il soppressivo.
DE LUCA ANTONINO. E' mantenuto.
PRESIDENTE. Mantenuto. E allora chiedo il parere del Governo,
Assessore, sul soppressivo. Prima si devono votare i soppressivi.
AMATA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Contrario.
PRESIDENTE. Benissimo. Contrario.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Contrario. Allora, pongo in votazione l'emendamento
11.2. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.38, c'è un subemendamento, se non
ricordo male, dell'onorevole Schillaci. Quindi, nei vostri tablet,
troverete l'11.38.R.1.
Chiedo il parere del Governo.
(interruzioni fuori microfono)
SCHILLACI. Assessore Amata, è il passaggio in Commissione...
AMATA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Che è successo? Qual è il problema? Prima c'è il
subemendamento alla riscrittura, che è dell'onorevole Schillaci, e
poi eventualmente c'è l'altro. Allora, c'è il parere favorevole da
parte onorevole Schillaci, che le interessa, immagino ho chiesto
il parere del Governo. Il parere del Governo è favorevole.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Pertanto pongo in votazione il
subemendamento 11.38.R.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al subemendamento 11.38.R, a firma del Governo, come
modificato.
Il parere della Commissione?
DAIDONE. presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 11.38.R
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
palese.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 11.38.R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti ........... 63
Votanti ........... 53
Maggioranza .. 27
Favorevoli ...... 41
Contrari .......... 12
Astenuti ........... 4
(E' approvato)
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 831/A e 832/A
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Presidente, volevo il parere anche sul tabellare che
ho presentato.
PRESIDENTE. E' un emendamento aggiuntivo, non lo stiamo trattando
adesso.
SCHILLACI. Si, okay, io vorrei capire se poi verrà trattato o
meno.
PRESIDENTE. Non è ora il momento.
SCHILLACI. Ho capito, il problema, però, è anche questo. Siccome
abbiamo fatto tutta una discussione e un dibattito su questo.
PRESIDENTE. Se il Governo vuole rispondere, può farlo. Ma in tutti
i casi, non viene trattato in questo momento. Al momento, al
momento opportuno, verrà certamente il Governo a dare il parere.
Si passa all'emendamento 11.5, a firma dell'onorevole De Luca
Antonino. Chiedo se è mantenuto o ritirato.
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento a firma dell'onorevole Cateno De Luca,
chiedo se sia mantenuto o ritirato.
DE LUCA Cateno. Ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento a firma dell'onorevole Catanzaro, chiedo
se mantenuto o ritirato.
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Benissimo, allora l'11.27 è inammissibile, l'11.25 è
inammissibile, l'11.16 è inammissibile, l'11.22 ugualmente
inammissibile.
Si passa all'emendamento 11.35, dell'onorevole Di Paola, che ha
chiesto di intervenire. Prego.
L'onorevole La Vardera, mi fa presente che non ha avuto la
registrazione di voto, ma che avrebbe votato contrario
all'emendamento del Governo 11.38.R.
DI PAOLA. Grazie, Presidente, sul comma 3, che è sicuramente un
intervento apprezzabile da parte del Governo, non riesco a vedere
in Aula l'assessore, però, Presidente, a questo comma aggiungerei,
se è in accordo anche con il Governo, e in quel caso io potrei
anche ritirare gli emendamenti che sono presentati al testo, il
fatto - ma di questo ne abbiamo parlato anche con l'assessore
Turano - dell'inserire all'interno di questo comma, pure i comuni
in dissesto e predissesto Cioè noi qui facciamo una discriminante
solo ed esclusivamente per quanto riguarda la popolazione; però io
aggiungerei, Presidente, se è possibile e se il Governo e anche la
Commissione apprezzano questo ragionamento, che nell'andare poi a
determinare la graduatoria e nell'andare a determinare pure la
possibilità di dotare quei comuni che sono in difficoltà economica,
perché sono in dissesto e predissesto, aggiungere quest'ulteriore
fascia; perché in questo momento noi inseriamo i comuni che vanno
con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, nel primo caso, e nel
secondo caso inseriamo i comuni tra 15.000 e 50.000 abitanti.
Assolutamente d'accordo, perché sono d'accordo su questa
ripartizione; però aggiungerei a questo comma pure la fascia dei
comuni in dissesto o in predissesto, che in situazioni di gravi
problematiche economiche, possono confluire e andare ad aggiungere,
andare ad inserire un comune che è in fase di dissesto, attenzione,
come terza fascia. In questo momento non c'è come emendamento,
Presidente, però potremmo - ovviamente se c'è l'accordo da parte
della Commissione e l'accordo da parte del Governo - subemendare
uno di questi emendamenti e inserire un'ulteriore terza fascia dei
comuni in dissesto e predissesto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. Se il Governo fosse
d'accordo, magari potrebbe pensare di presentare un emendamento per
venire incontro a quello che lei ci ha appena detto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Ferrara.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 831/A e 832/A
PRESIDENTE. L'onorevole Saverino ha dichiarato che, rispetto alla
votazione dell'emendamento 11.38.R, non è stata registrata la sua
votazione e che si sarebbe astenuta.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, non mi ritrovo, tra gli emendamenti,
un emendamento che era passato in V Commissione in riferimento ai
comuni che beneficeranno dell'acquisto degli scuolabus. Esattamente
l'emendamento verteva in questo senso: che andavano agevolati quei
comuni delle aree interne della Sicilia dove si hanno difficoltà
anche col trasporto pubblico locale, perché ci sono...
PRESIDENTE. Le rispondo subito, dicendo che gli emendamenti che
lei trova sono soltanto gli emendamenti al testo. Tutti gli altri,
come il suo e ce n'erano anche altri, sono considerati tra gli
aggiuntivi.
SCHILLACI. Ma è un emendamento al testo.
PRESIDENTE. E' aggiuntivo, non è un emendamento al testo.
SCHILLACI. Se è al testo non può essere aggiuntivo, mi scusi.
PRESIDENTE. Un conto è che è modificativo, un conto...
SCHILLACI. Era un modificativo al testo, che prevedeva, in cui si
dava come priorità quei comuni delle aree interne della Sicilia
dove il trasporto pubblico locale non è adeguato, tant'è che ci
sono bambini che prendono due autobus per raggiungere i plessi
scolastici.
PRESIDENTE. Ma lei lo ha presentato in Commissione?
SCHILLACI. In Commissione
PRESIDENTE. E allora vuol dire che in Commissione non lo hanno
apprezzato.
SCHILLACI. No, è passato pure in Commissione.
PRESIDENTE. Ma in Commissione 'Bilancio' mi dicono che questo
emendamento non è passato. È questo il tema. Così mi stanno
dicendo.
SCHILLACI. Ma come no? Io l'ho depositato pure in Commissione
Bilancio
PRESIDENTE. Per essere chiari, se no non facciamo capire quello
che si è fatto. In Commissione V sono sicuro, perché lei fa parte
tra l'altro della Commissione V e certamente l'avrà vissuto in
prima persona. Ma non è che tutto quello che passa dalle
Commissioni di merito poi passa anche nella Commissione 'Bilancio'.
SCHILLACI. Questo lo so, tant'è che l'ho presentato pure in
Commissione 'Bilancio'.
PRESIDENTE. In Commissione 'Bilancio' questo emendamento non è
passato.
SCHILLACI. Io ricordo che era passato anche in 'Bilancio'.
PRESIDENTE. Così mi dicono. Lo avrebbe trovato nel testo.
C'è lì anche il Presidente Daidone e sta dicendo che non è
passato. Non è stato trattato.
SCHILLACI. Come no
PRESIDENTE. Se fosse passato sarebbe già nel testo, onorevole
Schillaci.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
Intanto chiedo al Governo se ha accolto l'invito dell'onorevole Di
Paola.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Presidente della Regione, colleghi
parlamentari, brevemente, nulla di incredibile, però io penso che
questo emendamento che ha presentato l'onorevole Di Paola, dove si
vuol togliere il limite dei 50...
CRACOLICI. Non è questo.
DIPASQUALE. Sto intervenendo su questo.
Lui è intervenuto su questo e io sto intervenendo su questo che
andrà in discussione.
Ma io lo dico prima, perché questo intervento lo faccio per il mio
collega Abbate.
Onorevole Abbate, questo emendamento presentato dall'onorevole Di
Paola dà la possibilità di togliere, secondo me, un errore che
viene fatto nel testo a discapito della città di Ragusa. Siccome
lei ce l'ha a cuore come a me, se noi lasciamo il limite di 50 mila
abitanti per avere questo beneficio economico, Modica ci rientra, e
mi fa piacere, e forse però Ragusa no.
Quindi noi lo dobbiamo togliere.
Quindi le chiedo appunto l'aiuto a votarlo per toglierlo.
PRESIDENTE. L'emendamento 11.35 è mantenuto, onorevole Di Paola?
DI PAOLA. Signor Presidente, so che poi vado a mettere in
difficoltà anche i comuni e il mio obiettivo è quello di agevolare
comuni, amministrazioni e sindaci, questo sempre, quindi ritiro
l'emendamento 11.35, perché è complicato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.36.
DI PAOLA. Sull'emendamento 11.36, signor Presidente, stavo
costruendo il subemendamento proprio per aggiungere un'ulteriore
fascia, perché non voglio stravolgere la ratio della norma, però mi
deve dare qualche minuto per poterlo scrivere.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, per fare chiarezza soprattutto
qui.
CATANZARO. L'emendamento 11.26 dovrebbe allargare la platea.
PRESIDENTE. Sì, però intanto lui l'ha presentato formalmente.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, l'onorevole Di Paola ha rappresentato la
necessità di ampliare la platea dei beneficiari in via, come dire,
sussidiaria.
L'obiettivo del Governo è quello di dare la possibilità ai piccoli
comuni di potersi acquistare un servizio di scuolabus, però così
come è scritto il disegno di legge, sembrerebbe che nessun altro
comune può partecipare se superiore a 50 mila abitanti.
La volontà del Governo, la ripeto, è quella di sostenere le
iniziative per i piccoli comuni, ma nulla vieta che un comune in
via sussidiaria, qualora con le variazioni di bilancio che
l'Assemblea approverà e si implementerà il fondo, possano trovare
accoglimento.
Quindi il parere del Governo, con lo spirito che ha indicato
l'onorevole Di Paola, è favorevole purché rimanga traccia nella
legge che prioritariamente saranno serviti i comuni fino a 15 mila
abitanti, secondariamente quelli da 15 mila a 50 mila.
CATANZARO. L'emendamento 11.26 lo può leggere?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Sì, va bene, va bene, onorevole Di Paola, ha ragione l'onorevole
Catanzaro.
Non c'è problema. L'obiettivo, purché rimanga anche per traccia
del verbale parlamentare, è che la volontà del Governo è chiara per
i comuni piccoli.
Sull'emendamento 11.26 il parere del Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Assessore Turano, se no facciamo veramente confusione,
sull'emendamento 11.26 il parere del Governo è favorevole?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Diventa favorevole perché si fa una fascia oltre 15.000 abitanti.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, a lei l'emendamento 11.26 col
parere favorevole del Governo va bene? Onorevole io le sto dicendo,
proceduralmente, nel caso ritira l'emendamento 11.36 e andiamo
sull'11.26.
DI PAOLA. Signor Presidente, se l'Assessore dà parere favore
all'emendamento 11.26 io evito di scrivere il subemendamento, però
l'11.26 apre a tutti.
PRESIDENTE. Va bene, ma voi avete fatto una domanda, l'avete
scritto, non è che lo scrivete tanto per scriverlo.
DI PAOLA. Però io vorrei aggiungere, Presidente, aprendo a tutti,
vorrei aggiungere il fatto di dare priorità ai comuni in dissesto e
predissesto.
PRESIDENTE. Allora, l'Assessore Turano ha dato sull'emendamento
11.26 parere favorevole.
DI PAOLA. C'è prima l'emendamento 11.36.
PRESIDENTE. Siccome lei stava parlando insieme all'onorevole
Catanzaro della stessa questione, si potrebbe evitare di fare la
riscrittura dando parere favorevole all'11.26, diversamente fate la
riscrittura e il Governo eventualmente la valuterà.
Onorevole Di Paola se si avvicina ai banchi della Presidenza
magari lo riscriviamo insieme.
DI PAOLA. E' già scritto.
PRESIDENTE. E' già scritto, meglio.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, interloquendo anche con l'assessore
Turano, a questo punto se per l'Assessore Turano va bene,
approviamo l'11.26 e ritiro gli altri due.
PRESIDENTE. L'Assessore Turano dà parere, per essere chiari, poi
lo approva l'Aula eventualmente.
Allora l'emendamento 11.36 è ritirato.
Si passa all'emendamento 11.37.
DI PAOLA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11 26. C'è il parere
favorevole del Governo. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa ai soppressivi del comma 4, onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino?
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Cateno?
DE LUCA Cateno. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole La Vardera, il Partito
Democratico e il Movimento Cinque Stelle hanno votato contro.
Si riprende l'esame dell'articolo 10, precedentemente accantonato.
Chiedo se c'è stato poi un approfondimento rispetto alla questione
posta dall'onorevole Cracolici. Avete trovato una sintesi?
Allora facciamo la seguente: visto e considerato, Assessore
Dagnino, che è rimasto l'articolo 10 e l'articolo 6 e in
considerazione del fatto che ci sono circa un migliaio di
emendamenti aggiuntivi, noi sospendiamo l'Aula per un paio d'ore.
Tutti i coloro i quali - e mi rivolgo a tutte le forze politiche -
volessero in qualche modo, durante una Capigruppo che faremo,
raggiungere una sintesi per andare a capire quali possono essere le
priorità da inserire in un maxiemendamento frattanto, sospendiamo
l'Aula fino alle 20.30.
(La seduta, sospesa alle ore 18.15, è ripresa alle ore 21.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta riprende. Colleghi, solo per comunicare che
sospendo la seduta e la rinviamo per le ore 22:15.
(La seduta, sospesa alle ore 21:18, è ripresa alle ore 23:32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'interno dei vostri tablet
troverete la riscrittura dell'articolo 6, l'emendamento 6.Gov, è
tra gli emendamenti "fuori sacco"; se visionate la riscrittura
6.Gov, la poniamo in votazione.
CATANZARO. Il tempo di leggerlo.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, anche più di un secondo,
assolutamente sì.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, colleghi parlamentari, nel
frattempo che guardiamo l'emendamento, anche se già ho avuto modo
di vederlo velocemente, volevo esprimere l'apprezzamento per come è
stato riscritto.
Purtroppo questo articolo, che è l'articolo 6, relativo ai comuni
era uscito dalla Commissione, secondo me, con il limite di
dimenticare com'era stato fatto l'anno precedente, cose che
capitano, non è un rimprovero che, ovviamente, faccio alla
Commissione, anzi ne approfitto per ringraziare il Presidente e il
lavoro che svolge però, ovviamente, quando ci rendiamo conto che
alcune riserve vengono tagliate, che sono frutto di questo
Parlamento, alcune sono frutto di battaglie fatte con il collega De
Luca, Cateno De Luca, no, non è Ibla, lo sai cos'è, per esempio,
Borgo dei Borghi, queste cose sono nate nella V Commissione di
tanti anni fa e dove io insieme, anzi De Luca, insieme a me,
insieme a qualcun altro, avevamo messo su Borgo dei Borghi, le
bandiere blu, le bandiere verdi, le bandiere lilla, tutta una serie
di cose che ancora oggi esistono perché hanno dato un minimo di
ristoro a quegli enti locali che si trovano impegnati verso
determinate cose, ovviamente quando abbiamo visto che le risorse
erano diminuite rispetto all'anno scorso sia per il Borgo dei
Borghi, sia per i comuni soggetti ai flussi migratori, sia per le
leggi speciali dei centri storici come la legge su Ibla, avevamo
presentato tutta una serie di emendamenti per ripristinare, non per
aumentare, per ripristinare le risorse che c'erano l'anno scorso,
quindi, avevamo presentato gli emendamenti, gli emendamenti sono
stati accolti dalla riscrittura che ha fatto la Commissione, che ha
fatto il Governo, quindi, noi che abbiamo gli emendamenti ce li
vediamo calati perché voi l'avevate dimenticato sia nella I
Commissione Prima e sia nella Commissione Bilancio'. Oggi ci sono
e per noi va bene e siamo pronti anche a votare positivamente
l'articolo 6.
Poi, c'erano altre questioni sollevate dai colleghi: Cracolici
aveva sollevato una riflessione importante in merito al trasporto,
alle risorse ai disabili e mi pare che anche questo sia stato
risolto.
Noi abbiamo scelto la strada di non fare ostruzionismo e l'abbiamo
dimostrato sia il 23 sera e sia oggi e continuiamo a dimostrarlo e
non abbiamo difficoltà anche a dire quando vediamo che le cose sono
calate, che anche i nostri emendamenti vengono accolti, noi li
apprezziamo e quindi ci tenevo a dirlo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. Ha chiesto di
intervenire l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Presidente Di Paola, Governo e colleghi, apprezziamo
chiaramente quelle riserve che sono state ripristinate e ringrazio
anche il mio Capogruppo per essersi battuto per questo, però ci
tengo a sottolineare e già lo avevo evidenziato anche nelle
Commissioni che continuano a mancare le premialità per quei comuni
che fanno la raccolta differenziata e non sono pochi comuni, 197
prendevano premialità, nella mia provincia praticamente quasi
tutti, qualche giorno fa leggevo sui giornali addirittura che
Messina è al settimo posto per la raccolta differenziata perché non
premiare più quei comuni virtuosi e andare contro quelli che sono
anche i dettami della Comunità europea che appunto ci spingono
verso un ciclo sostenibile dei rifiuti? Non vorrei che questa
mancanza fosse dettata dal fatto che il presidente Schifani si è
convinto che siccome avremo gli inceneritori non serve più dare
appunto l'incentivo ai comuni per la raccolta differenziata, ma
sappiamo benissimo che non è così perché gli inceneritori non li
vedremo prima di dieci anni e che continueremo a mandare rifiuti
fuori dalla Sicilia o, comunque, anche in discariche molto lontane
dai territori; a Ragusa, addirittura, per un periodo si conferiva a
Trapani e questo comportava un grandissimo aumento della tassa sui
rifiuti per i cittadini, quindi non andare ad aiutare tutti quei
comuni virtuosi che riuscivano a raggiungere percentuali
elevatissime di raccolta differenziata mi sembra veramente assurdo,
stiamo andando veramente in una direzione contraria a quella che ci
impone uno sviluppo contemporaneo delle nostre città.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Ciminnisi. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie, Presidente. Faccio seguito a quanto ovviamente
e chiaramente esposto dalla collega Campo alla quale mi associo e
ci associamo come Gruppo chiedendo però che, a fronte di una
mancanza che è probabilmente un'evidente dimenticanza, perché c'era
stato l'impegno da parte di tutti di recuperare le riserve così
come erano state stabilite nella legge precedente, quindi così si
era fatto nella stabilità del 2024, ebbene, a questo punto, però,
al di là di quanto denunciato, chiediamo che ci sia un impegno
formale davanti all'Aula di tutto il Governo regionale ma anche dei
Presidenti delle Commissioni che alle prime variazioni di bilancio
sia reintrodotta la riserva che è stata dimenticata a favore dei
comuni che hanno superato una soglia di raccolta differenziata del
75 per cento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Grazie, Presidente. Assessore Dagnino, scusi
stiamo guardando queste riserve, mi sembra che una delle riserve
che sta qualificando complessivamente la proposta del Governo
riguardi l'assegnazione di quattro milioni e mezzo per i comuni che
incrementano la riscossione. Eravamo partiti da un incremento del
dieci per cento - assessore Messina parlo con lei, mi ascolti,
perché gliela dico io che la so a memoria - abbiamo trovato
l'intesa per scendere la percentuale al 5 per cento, questo
incremento sugli incassi, dopodiché mi vedo ancora ridotto
l'incremento al 3 per cento. Ma non è questa, assessore Messina,
una cosa grave? Non si può mettere una premialità sostenendo che il
consuntivo si deve approvare entro settembre, perché la legge
prevede 30 di aprile Come si prevede che i bilanci di previsione
si approvino entro il 31 di dicembre?
Quindi mi dovete spiegare che senso ha questa premialità?
Scusatemi E questa discussione l'avevamo avuta Che senso ha una
premialità che punta a non rispettare i termini di legge?
Quindi, assessore Dagnino, lei che ha definito questa una delle
riserve più qualificanti, cortesemente, intanto, il termine di
legge del consuntivo è 30 di aprile, per cui non capisco come si
possa mai prevedere una premialità per chi li approva in ritardo E
quindi, la prima questione.
Seconda questione. Assessore Messina, scusi un attimo, no
controlli se c'era l'altra manina che quella notte si è inserita.
Quella di avere il tetto alle assegnazioni. Perché anche
quell'aspetto non era stato discusso, ma era stato stabilito
tutt'altro principio. Questa riserva è stata totalmente stravolta
per come era stata definita in Commissione Bilancio'. Quindi,
chiedo che venga ripristinata, per come era stata definita in
Commissione Bilancio'. Mi sembra che l'accordo che era stato fatto
fosse quello, semplicemente, di ripristinare le riserve che erano
saltate e anche di riequilibrare alcune riserve in relazione a
delle fughe in avanti sulle quali c'era, magari, qualche presa di
posizione discutibile. Va bene.
Ma, io qua, sto notando un testo che è stato completamente
modificato. E siccome sono stato il proponente di questa riserva,
proprio per dare finalmente risorse anche ai sindaci che ci mettono
la faccia e riscuotono i tributi - che è il vero problema che porta
ai piani di riequilibrio e pure al dissesto, la mancata riscossione
- non capisco perché questa riserva, ora con questi aggiustamenti
sostanzialmente, venga annullata nel suo obiettivo.
Quindi, assessore Dagnino e assessore Messina, non so se questa è
un'opera che avete fatto entrambi, ma vi chiedo che venga
ripristinato lo spirito della riserva, che è stata proposta in
Commissione Bilancio'. Avevamo detto il 5%. Poi l'abbiamo sceso al
4. Ora è arrivata al 3%. Avevamo detto che bisognava rispettare i
termini di legge per l'approvazione del consuntivo e mi ritrovo 30
di settembre.
Pertanto, assessore Messina...
(Interventi fuori microfono)
DE LUCA Cateno. Ma, no. Io chiedo che venga ripristinato, perché
non mi sento di votare una premialità dicendo ai comuni "approvate
in ritardo i conti consuntivi". Ma non ho capito Ma dove sta
scritta una cosa del genere? Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Assessore lei vuole, per
caso, replicare. Ci sono altri interventi, magari replica alla
fine.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Presidente, oltre a sottoscrivere le osservazioni
dell'onorevole De Luca, vorrei far notare come, in questa riserva
che ha una ratio, c'è una cosa che è, obiettivamente,
incomprensibile dal punto di vista anche tecnico, oltre che
politico, perché si introducono due criteri, Assessore: 1)
migliorare le performance sulla riscossione valutando, come punto
di riferimento - assessore mi ascolti -, il consuntivo del 2023,
perché è chiaro che si fa riferimento al consuntivo 2023; 2) si
dice di approvare il rendiconto del 2024 entro una certa data che,
come diceva l'onorevole De Luca, non può essere il settembre del
2024.
Ora, veda Assessore, questo meccanismo - Assessore, ascolti -
questo meccanismo rischia di creare dei paradossi, perché potrei
finanziare e premiare un comune che nel 2023 ha migliorato le
performance, ma nel 2024 potrebbe averle, nuovamente, peggiorate.
Siccome è il rendiconto l'atto che consolida e che ci mostra le
performance di un comune, è chiaro che il Dico per evitare
Assessore Messina, se non parla con il presidente Laccoto e
ascolta
PRESIDENTE. Onorevole Safina, si rivolga a me. Chiedo però ai
colleghi di non stare davanti agli Assessori.
SAFINA. Chiedo scusa. Ripeto, in questa riserva, nella riscrittura
del Governo, al comma 23, voi inserite due criteri: accertare, col
rendiconto del 2023, il miglioramento delle entrate e poi approvare
entro il 30 settembre, se non sbaglio, del 2025, il rendiconto del
2024. Questo è un errore madornale, perché il rendiconto del 2024 è
un atto col quale si accerta quello che il comune è riuscito a
realizzare, anche in termini di entrate.
Allora, se dobbiamo dare una premialità la dobbiamo dare rispetto
al rendiconto del 2024, non rispetto al rendiconto del 2023, perché
potrebbe accadere un paradosso, Assessore, che nel 2023 ho
migliorato la mia capacità di riscossione, ma poi l'ho peggiorata
nel 2024, quindi sto premiando chi in realtà non ha migliorato
niente rispetto, ovviamente, al dato dell'anno precedente, il 2023,
mi pare chiaro. Ribadisco, non si può valutare il rendiconto del
2024, che è l'ultimo documento ufficiale - e lei è stato sindaco -
che attesta la capacità di riscossione di un comune per un verso e
poi dimenticarsene per un altro verso. E' il rendiconto del 2024
che va approvato, ovviamente, come diceva l'onorevole De Luca, nei
termini previsti dalla legge, perché non si può premiare chi
l'approvi in ritardo.
PRESIDENTE. Onorevole Safina, la prego di andare a conclusione.
Sull'intervento dell'onorevole De Luca si sta cercando di trovare
una soluzione, se lei va a conclusione.
SAFINA. E va corretto, va assunto come punto di riferimento il
rendiconto del 2024.
PRESIDENTE. Chiaro. Grazie, onorevole Safina. Hanno chiesto di
parlare l'onorevole De Luca Antonino e l'onorevole Cracolici. Nel
frattempo, si sta trovando una soluzione a quanto esposto sia
dall'onorevole Safina che dall'onorevole De Luca.
Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca Antonino.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Fatto quasi unico in
quest'Aula che De Luca Antonino e De Luca Cateno siano d'accordo
per gran parte del merito della questione esposta, non solo perché
trovo assurdo premiare chi arriva in ritardo, di solito a chi
arriva in ritardo gli si fa quanto meno una nota e non gli si dà un
premio, ma ricordo a me stesso che in Commissione Bilancio'
abbiamo discusso tanto sulla necessità di correlare le premialità,
ma anche i trasferimenti correnti, a quei comuni che dimostrano di
avere capacità di aumentare la percentuale di riscossione o che,
quanto meno, dimostrano di provarci, cioè, se tu a un certo punto
con i tuoi uffici non riesci a riscuotere perché hai poco
personale, perché il personale non è in grado, quanto meno fai un
affidamento, esternalizzi, attivi una convenzione MEPA, ma non è
possibile che la Regione siciliana continui a dare milioni di euro
a dei comuni che poi, alla fine, non riscuotono neanche il trenta
per cento dei tributi che dovrebbero riscuotere e poi noi lì giù, a
dare sempre i soldi
Inoltre volevo evidenziare una questione tecnica che è stata
dimenticata nell'articolo 6. Sto preparando, Presidente e assessore
Dagnino, un subemendamento che per il 2025 non ha spesa ma che
estende la riserva che copre i maggiori costi per il trasporto dei
rifiuti dalle Isole minori anche agli anni 2026 e 2027, perché se
diamo solo l'anno 2025, non possono andare in gara d'appalto e
spendono più soldi sia i cittadini che la Regione siciliana.
Quindi, sul 2025 che non ha spesa, concediamo semplicemente la
triennalità. Quindi, Presidente, chiedo due minuti, il tempo di
scrivere il subemendamento.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole De Luca. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, intervengo perché devo dire che rileggendo
questo comma 23...
SPADA. Attendiamo la riscrittura, Presidente.
CRACOLICI. Allora, ritiro il mio intervento, aspettiamo cinque
minuti.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Cracolici. Io comunque, vista anche
la mediazione che è stata fatta in queste ore da parte della
Presidenza, se mai non ci fosse l'ok da parte di tutti i deputati
su questa riscrittura del 6.Gov con gli emendamenti che
arriveranno, è ovvio che non voteremo il 6.Gov. Quindi, vi do il
tempo necessario e se volete possiamo...
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Visto che c'è la riscrittura, chiederei, non tanto alla
politica, ma ai tecnici dell'Assessorato di spiegare come facciamo,
non solo la cosa che ha detto Safina, a utilizzare il rendiconto
2023, per poi aspettare il rendiconto 2024 a settembre, come diceva
De Luca, quando la legge prevede il 30 aprile Ma la domanda è:
questa premialità, comunque, farà parte di un potenziale
trasferimento ai comuni, che dovranno iscrivere nei propri bilanci
e programmare l'eventuale spesa connessa a questo trasferimento, ma
questo trasferimento quando lo dovremmo fare ai comuni, una volta
stabilito che hanno diritto alla premialità? Perché così come è
scritto, obiettivamente, è di una farraginosità e di una
complessità che rischiamo di non dare loro neanche con la quarta
trimestrale, che eroghiamo l'anno successivo, la quota di
trasferimento connessa a questa stessa premialità
Allora, sono per semplificare: chi approva il rendiconto al 30
aprile 2024 e accerta un aumento della riscossione propria, Titolo
I e Titolo III del 118, ha diritto al riparto della premialità, ma
questo a giugno si deve già sapere, perché i comuni devono avere il
tempo di programmare queste risorse, altrimenti per cosa gliele
stiamo dando, è un premio per farsi le vacanze?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Onorevoli colleghi,
mentre si fanno questi modificativi al 6.Gov, nei vostri tablet è
stato caricato il 10.Gov.
Quindi, il 6.Gov viene accantonato e, nel frattempo che facciamo i
modificativi al 6.Gov, vi chiedo di visionare l'emendamento 10.Gov,
che è una riscrittura dell'articolo 10.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Lo ha già visionato, onorevole De Luca? Se lo ha già
visionato, ha facoltà di parlare.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Intanto desidero comunicare
che tutti gli emendamenti soppressivi, tranne quelli al comma 3,
sono stati ritirati, accettando di buon grado la riscrittura che il
Governo ha presentato.
Avremmo preferito che il Governo avesse fatto la scelta politica
di assumere direttamente nei ruoli della Regione i lavoratori Asu
dei beni culturali perché, come ha detto l'assessore Messina, è una
scelta portarli in Sas. Però, sono orgoglioso e rivendico il
risultato, prima di averli portati come Movimento Cinque Stelle, ma
anche come Parlamento tutto, nella scorsa finanziaria di avere
portato questi lavoratori a 30 ore e in questa sessione di legge
finanziaria questo Parlamento, anche su proposta del Movimento
Cinque Stelle li ha portati a 36 ore, credo che questo sia un
risultato che qualifica non solo questa finanziaria, ma che
qualifica il lavoro dell'intero Parlamento e il fatto che il
Governo abbia accolto, alla fine, una mediazione più volte
richiesta e di cui devo dire grazie anche al presidente Galvagno
che ha sostenuto quest'azione, l'assessore D'Agnino e il presidente
Schifani che, alla fine, hanno accolto quella che è una richiesta
di dignità che hanno fatto questi lavoratori, i loro sindacati, i
rappresentanti parlamentari delle forze tutte, perché portarli a 36
ore significa restituire dignità a chi da 25 anni serve questa
Regione.
Queste persone finalmente, dopo aver atteso invano e avere seguito
invano tante Aule, finalmente ci vedono approvare un articolo che
dice: signori cari, vi porteremo fino alla pensione salvo però,
presidente Schifani e qui serve un suo forte impegno, impugnative
da parte dello Stato perché l'unico timore che le opposizioni hanno
sollevato relativamente a questo articolo non è tanto riguardante
lo status di dipendente della Sas o di dipendente della Regione
siciliana, al netto che a questi lavoratori avrebbe fatto piacere
essere riconosciuti in questa seconda veste, ma è piuttosto il
timore che questo articolo possa essere impugnato.
Personalmente l'unica cosa di cui sono sereno qual è? Che se non
viene impugnato li abbiamo portati a 36 ore e quindi questi
lavoratori non dovrebbero perdere né un euro di stipendio, né la
loro qualifica, né un euro a livello di contribuzione perché li
lasciamo nel posto di lavoro dove già prestano servizio, dove
operano attualmente e manteniamo le loro qualifiche.
Se malauguratamente lo Stato dovesse impugnare e viene a cadere
questo articolo, torna a rivivere l'articolo che abbiamo modificato
e quindi le 30 ore. E' dovere della Regione, però, a quel punto di
assumerli nei ruoli del Dipartimento regionale.
Qualche dubbio manifesto nei confronti del comma 3 dell'articolo
10, magari l'assessore Dagnino ci darà qualche rassicurazione o
meno, relativamente alla sua costituzionalità.
Stiamo facendo anche un'operazione importante andando a eliminare
un'altra sacca di precariato con il comma 6, che è quella degli ex
lavoratori Servirail e degli ex lavoratori Ferrotel, quindi credo
che con questo articolo 10, tanto difficile da fare nascere, si sia
complessivamente fatto un buon lavoro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Ci sono altri interventi?
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi c'è l'onorevole Giambona.
Vi prego, onorevoli colleghi, se è possibile interventi sintetici
considerando che già c'è stata un'ampia mediazione da parte di
tutti voi.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
sera questo Parlamento stia dando prova di una grande maturità
nell'avere, come dire, in maniera congiunta, superato in qualche
modo le difficoltà che erano state poste, alcune legittime, altre
magari sviscerandole si sono potute anche superare e credo che
stasera si stia scrivendo una pagina estremamente positiva perché
quando si dà stabilità a persone che da 27 anni vivono di un
sussidio e oggi diventano lavoratori, credo che tutto questo
Parlamento, e ringrazio il presidente Schifani anche per averci
dato, come dire, un conforto rispetto a questa materia così
complessa, stiamo dando ad una parte dei lavoratori, quelli che si
occupano dei beni culturali, finalmente dignità; significa
attribuire lavoro e quindi libertà a questi neo lavoratori. Quindi,
mi complimento con il Parlamento tutto per avere trovato un punto
di mediazione. E' una battaglia di tutti, è una battaglia
soprattutto di legalità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia, anche per la sintesi. Ha
chiesto di intervenire l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oramai è da più
di un anno che dibattiamo in quest'Aula rispetto a quelli che sono
i percorsi che devono portare, ribadisco devono portare, questa
importante platea di lavoratori alla stabilizzazione.
Per alcuni di loro, da oltre 25 anni, sono stati negati diritti
come il versamento dei contributi, il trattamento fine rapporto, le
ferie, quindi ritengo che sia giunto il momento di dare loro la
serenità che meritano.
Detto questo, qualche osservazione dal punto di vista politico la
dobbiamo pur fare, Presidente, perché dall'anno passato, nella
finanziaria del 2024, questo Parlamento si è espresso in maniera
chiara, inequivocabile circa il percorso che doveva essere portato
avanti per mettere in sicurezza questa importante platea di
lavoratori, e in quella occasione, avevamo deciso il percorso di
stabilizzazione all'interno dell'organico dell'Amministrazione
regionale.
Bene, è passato un anno e oggi siamo nuovamente a dibattere su
questo tema. E' ovvio che, come Partito Democratico, come forza
politica, abbiamo seguito quelli che sono stati i lavori che hanno
accompagnato a tutto questo percorso normativo, ma siamo
altrettanto preoccupati, e da questo punto di vista lo abbiamo già
rappresentato nelle scorse sedute, rispetto a quello che è il
percorso che si vuole portare in essere. Perché vero è che siamo
sicuramente favorevoli alla stabilizzazione dei lavoratori, vero è
che siamo assolutamente favorevoli all'aumento delle ore, è una
garanzia a 36 ore, ma è altrettanto vero che dobbiamo dare garanzia
ai lavoratori rispetto al percorso che stiamo portando avanti.
E, nello specifico, sarebbe anche necessario, Presidente
dell'Assemblea, che si ponessero chiarimenti anche da parte del
Governo rispetto ad alcuni punti che gli Uffici hanno posto come
dubbi sul percorso che è ad oggi in essere dal punto di vista della
legittimità costituzionale in primo luogo, quello che riguarda il
rispetto del decreto legge n. 73 del 2023 che autorizza la
stabilizzazione presso le amministrazioni pubbliche e non presso le
società partecipate. Noi abbiamo fatto analoghi percorsi, come nel
caso dei Pip, ma in quel caso c'era una copertura normativa dal
punto di vista nazionale.
Allora, noi non vorremmo oggi portare avanti una norma che non ha
quelle che sono le garanzie dal punto di vista del presupposto
normativo e quindi far ritrovare poi i lavoratori che attendono
questa agognata stabilizzazione con un pugno di mosche in mano.
Allora, massima attenzione su quello che è il percorso che deve
essere portato avanti, Assessori competenti, perché noi non
possiamo perdere ulteriore tempo, perché questi lavoratori,
nell'attesa di questa stabilizzazione, di tempo ne hanno perso fin
troppo.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, colleghi, a questo punto vi chiedo
se i soppressivi all'articolo 10 siano tutti ritirati.
Sono ritirati, bene. Quindi possiamo mettere in votazione
l'emendamento 10.Gov, che è interamente sostitutivo dell'articolo
10. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ritorniamo all'articolo 6, precedentemente accantonato.
Ci sono degli emendamenti. Stiamo tornando all'articolo 6,
onorevole Cracolici.
Onorevole La Vardera, c'era il suo voto contrario sul 10.Gov, va
bene.
Ribadisco, riprendiamo l'articolo 6 e l'emendamento 6 Gov.
Intanto, vi chiedo se i soppressivi all'articolo 6 siano ritirati:
li considero ovviamente ritirati.
Andiamo alla riscrittura dell'articolo 6, cioè l'emendamento
6.Gov, del Governo.
Comunico che sono stati presentati due subemendamenti, 6.Gov.1 e
6.Gov.2, che troverete all'interno del vostro tablet. Il 6.Gov.1 è
a firma dell'onorevole Venezia ed altri e il 6 Gov.2 è a firma del
Governo.
Il parere del Governo sull'emendamento 6.Gov.1?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE. Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento, con il parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.Gov.2, a firma del Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, siccome sono stato interrotto prima
che esprimessi per intero il mio pensiero, io suggerisco al Governo
e avevo chiesto di verificare questa riscrittura con un tecnico
dell'assessorato per capire perché la premialità la riconosciamo ai
comuni che hanno approvato il rendiconto 2023 e poi l'operatività
avviene col rendiconto 2024, che adesso abbiamo modificato al 30
aprile, come chiedeva De Luca. Ma se è approvato il rendiconto 2024
- scusate - l'accertamento delle maggiori entrate si fa col
rendiconto 2024. E' il parametro del 2024 che ti dà il parametro di
crescita, perché come era scritto era il 2023 sul 2022. Se
acquisiamo è il rendiconto valido, ai fini della premialità, è
quello del 2024: è quello del 2024. E' evidente che qui il 3 per
cento di cui si parla deve essere relativo al 2023; ma se approvi
il 2024 è fuor di dubbio che hai dovuto approvare anche il 2023,
non è che poi approvare un rendiconto di un'annualità finanziaria
senza l'annualità precedente. Quindi, è evidente che se approvi il
2024 tu devi certificare che l'aumento del 3 per cento è conseguito
sul rendiconto già approvato del 2023. Ma non è scritto così
Quindi noi dobbiamo dire che l'accertamento dell'aumento è sul 2024
relativo al rendiconto 2023. Ma se lo scriviamo così, il 2023 lo si
può accertare solo sul 2022 e non sul 2024. Non so se sono stato
chiaro.
PRESIDENTE. Leggendo l'emendamento il significato riporta a quello
che dice l'onorevole Cracolici.
PACE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PACE. Onorevole Presidente, stiamo leggendo in italiano, spero di
farlo correttamente, e ritengo che questa volta il Governo l'ha
scritto anche esattamente. Il testo dice: "E' istituita una riserva
di 4 milioni e mezzo di euro da destinarsi ai comuni che abbiano
conseguito, in base al rendiconto dell'esercizio finanziario 2023,
un incremento del 3 per cento nella riscossione dei tributi propri
rispetto all'esercizio precedente e che abbiano approvato il
rendiconto di gestione nell'esercizio finanziario 2024 entro il 30
di aprile". Credo che è stato scritto correttamente.
PRESIDENTE. No, onorevole Pace, non è così.
PACE. Hanno sbagliato di nuovo?
PRESIDENTE. Se è come lo sta interpretando lei, è sbagliato.
PACE. Chiedo scusa
PRESIDENTE. Il Governo sta risistemando l'emendamento. Colleghi,
un attimo, un attimo colleghi. Assessore Messina, io devo
continuare comunque con l'Aula e tra i banchi vi do la parola a
tutti vi chiedo tra i banchi del Governo se è possibile, Assessore
Turano così almeno faccio intervenire gli altri colleghi.
Chiede di intervenire prima l'onorevole Lombardo e poi l'onorevole
Abbate. Prego, onorevole Lombardo però, colleghi, onorevoli
colleghi, sospendo l'Aula per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 00:12, è ripresa alle 00.17)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE.Stiamo caricando sui tablet l'emendamento 6.Gov.2.1 che
sostituisce "2023" con "2024". Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo è favorevole in quanto a sua firma. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione il 6.Gov.2, così come emendato.
Parere favorevole del Governo in quanto a sua firma. Il parere
della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione il 6.Gov così come emendato.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Volevo intervenire
solo per sottolineare all'Aula e a tutti i sindaci siciliani che in
questi mesi e in queste settimane, durante i lavori propedeutici
nelle varie Commissioni di merito sia in Commissione Affari
istituzionali che in Commissione Bilancio, avevano chiesto un
intervento concreto, soprattutto di aumento delle risorse da
stanziare nel fondo delle autonomie locali che ammontava a 350
milioni di euro e che grazie a queste riserve che sono aumentate di
54 milioni di euro, si vedranno un taglio netto di più di 7 milioni
di euro rispetto all'anno scorso. Era stata avanzata la proposta,
da parte di Anci Sicilia, di istituire un fondo di rotazione per
ripartire queste risorse ai comuni che non ricevevano attraverso
queste riserve un indennizzo, o comunque contributo maggiore,
questa scelta non è stata portata avanti, non è stata adoperata dal
Governo, se ne assumeranno la responsabilità, sta di fatto che oggi
i comuni siciliani vedranno tagliati di più di 7 milioni di euro il
fondo delle autonomie locali: se è questa l'operazione immaginata
dal Governo regionale e da parte di quest'Aula per aiutare i comuni
che si continui in questo senso, la nostra proposta era quella,
invece, di aumentare il fondo delle autonomie locali, c'è sempre
tempo per migliorare, Presidente, non escludo che in una prossima
variazione di bilancio, febbraio, marzo, aprile, il prima
possibile, i comuni siciliani possano avere almeno un terzo di
quello che viene riconosciuto oggi ad altre Regioni come la
Sardegna, che hanno solamente un terzo della popolazione della
nostra Regione e, quindi, Presidente, desideravo solo sottolineare
la contrarietà rispetto all'operazione che vedrà, ripeto, tagliati
più di 7 milioni di euro ai comuni siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.Gov, così come
emendato. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, a questo punto sospendo l'Aula, faccio una
media rispetto a tutte le richieste, la sospendo per un'ora e
mezza.
(La seduta, sospesa alle ore 00:21, è ripresa alle ore 2.32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, solo per comunicarvi che sospendo
ulteriormente l'Aula di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 2.32, è ripresa alle ore 4:18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo l'Aula solo per farvi la
seguente comunicazione: verificate man mano i vari emendamenti
aggiuntivi che sono stati presentati e che in questo momento si
stanno inserendo all'interno di un unico documento e poi aspettiamo
che il documento venga firmato dal Governo e presentato.
Prendetevi, ovviamente, tutto il tempo per verificare i vari
emendamenti aggiuntivi che sono stati presentati. Quindi sospendo
l'Aula affinché possiate verificare il tutto.
(La seduta, sospesa alle ore 4:18, è ripresa alle ore 4:56)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'interno dei tablet troverete
fra pochi minuti il maxi emendamento presentato dal Governo.
Apro la discussione sul maxiemendamento per chi si deve iscrivere
a parlare e nel frattempo potete verificare il maxiemendamento
all'interno dei vostri tablet.
Fra dieci minuti dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare
Onorevole Safina, il maxiemendamento lo trova all'interno del
tablet.
Iniziamo con la discussione sul maxiemendamento.
E' iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, sono praticamente le cinque del
mattino, quindi scuserete se magari non saremo precisissimi anche
nella narrazione dei fatti, ma effettivamente la stanchezza si fa
sentire.
Questa è una finanziaria particolare, che viene dopo una serie di
polemiche che sono nate negli scorsi mesi per la gestione, oserei
dire, forse poco allegra del denaro pubblico e di come spesso e
volentieri qualcuno ha persino pensato di potere dare soldi ad
associazioni che fanno riferimento a propri familiari. Questa è la
cronaca nota, ed evidentemente tutti avete seguito - anche i
colleghi parlamentari, ma i siciliani che ci seguono la casa - la
vicenda vergognosa che purtroppo mi ha visto ahimè protagonista.
Perché faccio questo preambolo, Presidente, Governo? Perché
ritengo che questa finanziaria era la prova, il banco di prova dove
noi ci misuravamo, se eventualmente avessimo compreso la lezione,
ma evidentemente la lezione forse non era stata compresa.
Ovviamente mi dispiace per l'assenza del Presidente della Regione,
ma per carità, riconosco che è stato presente durante tutti i
lavori quindi, assessore Dagnino, si farà lei portavoce di quello
che io ho da dire.
Riconosco che in questa finanziaria partiamo delle cose positive,
assessore Dagnino, così non parto subito dalle cose negative,
partiamo subito delle cose positive. Non vedo il Presidente
Galvagno che è sopra ma sono sicuro che poi guarderà questo video.
Innanzitutto riconosco alla Presidenza di questa Assemblea che su
un punto fondamentale sia andata in un'altra direzione in questo
emendamento denominato Gov .
In questo maxi emendamento, se si cerca la parola associazione
non si troverà, non si troveranno delle associazioni, ma non per
criminalizzare le associazioni - attenzione - perché questo è un
passaggio fondamentale. Io ho rivendicato diverse iniziative nelle
precedenti finanziarie in cui abbiamo dato dei soldi a delle
associazioni meritevoli, a delle associazioni che lavoravano sui
territori, a delle associazioni come ad esempio l'associazione di
Ballarò che fa un lavoro importante per i ragazzi contro lotta al
crack. Ma evidentemente il sistema delle associazioni era un
sistema incontrollato che faceva sì che qualcuno, che qualche
deputato potesse in qualche maniera avere addirittura - come
abbiamo dimostrato ampiamente - delle associazioni di riferimento a
soggetti appartenenti alle proprie famiglie.
Allora, il primo dato di fatto, la prima vittoria - se così la
possiamo chiamare - è che questa Presidenza ha rispettato gli
impegni di far sì che non si potessero ripetere episodi di questo
tipo ed io lo riconosco. Lo riconosco al Presidente Galvagno, lo
riconosco ai lavori di questo Parlamento, però purtroppo, dopo la
parte positiva - ahimè - torniamo alla parte negativa, perché
purtroppo in questo maxiemendamento, abbiamo una nuova parola, una
nuova parola. Fondamentalmente sagre, sagrette e mancette hanno
preso un'altra parola, non si chiameranno più in questo
maxiemendamento sagre, ma si chiameranno marketing, promozione del
territorio, cioè il marketing is the new mancetta . Lo abbiamo
cambiato e abbiamo deciso di trasformare questa parola, marketing e
promozione del territorio, perché evidentemente la parola sagra era
troppo aggressiva e si è evidenziato che forse era un problema che
non si poteva ripetere.
Andiamo alle parole, perché le parole di questo testo sono
fondamentali. Per esempio, un Comune a caso, la parola Modica in
questo maxiemendamento è ripetuta diciannove volte e facciamo una
proporzione dei Comuni perché questo è un lavoro fondamentale,
assessore. Se noi facciamo la proporzione di quanti soldi ha avuto
Modica, settantamila abitanti, con Agrigento, lei si metterà le
mani ai capelli e farà capire che in questo maxiemendamento, per
l'ennesima volta, i Comuni vicini a deputati evidentemente
all'interno di questa spartizione, a tutti gli effetti, possono
avere avuto qualcosa in più. E allora, la parola Modica, presente
diciannove volte, con un totale record, non voglio ovviamente
rivolgermi a nessuno perché non è il caso, non vedo Ignazio Abbate,
purtroppo non è in Aula, me lo salutate voi, poi magari tornerà:
record, dicevo, due milioni di euro al comune di Modica, contro
poveretto il comune di Agrigento, capitale della cultura, capitale
della cultura, capoluogo di provincia, menzionato nel
maxiemendamento udite bene, solo 14 volte, con una modica cifra di
465 mila euro. La proporzione è veramente ridicola Sì questo, su
interventi di promozione di marketing, come l'abbiamo chiamato,
perché non ci piacciano più le sagrette, abbiamo cambiato i
termini
Allora, altro comune, un altro comune ad esempio, uno dei tanti -
perché quello devo fare, parlare dei comuni singoli, ma sia mai -
comune che si chiama ad esempio Priolo Gargallo, undicimila
abitanti, Priolo Gargallo, una ridente cittadina in provincia di
Siracusa, riceve dal maxiemendamento un importo che equivale a zero
euro, ottomila abitanti Ma guarda caso, un comune accanto,
limitrofo, vogliamo fare i nomi, presieduto dal buon sindaco Carta,
riceve qualcosa come attenzione, numero di abitanti, qua dobbiamo
fare il raffronto Priolo undicimila abitanti, Melilli tredicimila
abitanti. Priolo zero euro, Melilli 640.000 euro, addirittura il
buon sindaco di Melilli si potrà anche comprare un teatro, bontà
sua, complimenti al sindaco di Melilli
Ecco questa è la dimensione del maxiemendamento. Sì mi avvio alla
conclusione, ci sarebbero tantissime cose da dire Presidente, noi
abbiamo aspettato cinque ore qui a leggere questo maxi emendamento,
quindi le chiedo la cortesia di darmi qualche minuto in più, perché
sono fatti che io sto enunciando, perché li abbiamo studiati in
modo meticoloso nonostante la stanchezza.
PRESIDENTE. E allora sia, cortesia accordata.
LA VARDERA. Grazie Presidente. Allora potrei continuare questo è
il maxiemendamento signori, abbiamo scoperto che questo Parlamento
è un Parlamento cattolico, grazie, vivaddio
Le chiese, la parola chiesa ricorre 79 volte. Sapete quanti soldi
stiamo dando alle chiese, qualcosa come 5 milioni di euro. Soltanto
alla diocesi di Catania diamo 600 mila euro, che neanche pagano
l'IMU, fondamentalmente come tutte le chiese, facciamo anche la
cortesia che ovviamente chiediamo questi soldi. Alla diocesi di
Monreale, Santa Romana Chiesa, lo Stato più ricco del mondo che ha
bisogno della Regione siciliana che gli dà 5 milioni di euro, per
fare che cosa? Restauriamo l'altare, rifacciamo il pavimento.
Ma queste cose ai siciliani, con tutte rispetto alle chiese, ma
cosa gliene importa di spendere 5 milioni di euro di contributi dei
siciliani per rifare le chiese? Questo è il maxiemendamento delle
chiese
Allora, potrei continuare per ore, perché ne ho visti tanti,
ovviamente ci sono sempre le sagre, Maletto sempre tra i primi, 200
mila euro, 100 mila euro per la festa di li schietti, ma diamogli
pure 100 mila euro per la festa di maritati Assessore, non si
addormenti, la prego, perché capisco l'orario, diamo pure i 100
mila euro per la festa di maritati, a questo punto, ma non possiamo
non darli per la festa dei maritati?
Allora, io non ho condiviso il metodo, e mi avvio alla
conclusione. L'ho anche detto più volte a questa Presidenza, non ho
condiviso il merito in cui si è fatto questo maxiemendamento. Mi
sono tirato fuori, in questo maxiemendamento non troverete un solo
mio emendamento, ma non perché non ho delle idee per questa
Regione. Io le ho le idee per questa Regione, ma all'interno di
questo emendamento, mia scelta personale, non critico chi ha deciso
di partecipare, perché e ragionevole, una scelta politica di me
medesimo, del mio Gruppo, cioè io e me stesso abbiamo deciso di non
partecipare a questo emendamento
Mi era stato anche detto che c'era come dire anche una cifra, 800
mila euro, se potevo avere delle indicazioni, avrei potuto dare
queste indicazioni. Mi sono tirato fuori, perché il metodo
dell'amico del sindaco che tanto è l'amico del deputato, io voglio
fare il deputato di quei sindaci che non hanno avuto nulla in
questa finanziaria, di questi comuni ce ne sono tanti, voglio fare
quel deputato, e voglio decidere di cambiare completamente questa
storia, e questo maxiemendamento non mi convince nel merito, nel
metodo, e nella composizione stessa.
Dulcis in fundo, avete fatto nuovamente il miracolo, l'avete fatto
il miracolo, perché era improbabile, all'interno di questo bel
maxiemendamento, ve lo segnalo, c'è anche un S.r.l, le famigerate
S.r.l, è presente di nuovo, la dico subito. L'ho trovata facendo
ovviamente anche una visura camerale che ha ben quattordici
dipendenti, un fatturato di quasi 400 mila euro l'anno, le diamo
150 mila euro
Ovviamente gliela segnalerò in maniera precisa e puntuale,
Assessore, perché ritengo che questa storia - come dire - forse vi
sarà sfuggita, c'è stato un problema, è l'impresa sociale che ha
all'interno anche un Srl, e quindi io la segnalo. Siamo ancora in
tempo per toglierla, prima che poi esca sui giornali.
Ecco perché non ho condiviso il metodo, seppure ho apprezzato la
Presidenza di questa Assemblea, che ha dato un nuovo orizzonte a
questa maxiemendamento, di cui io rivendico con orgoglio di non
averne fatto parte, e ovviamente non biasimo chi ha deciso di dare
iniziative per il territorio, perché ci sono anche tante iniziative
lodevoli.
È una mia scelta, la rivendico, e in coerenza con quella che è una
mia battaglia, la porterò avanti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Ci sono altri interventi
colleghi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Nel frattempo all'interno dei tablet
trovate il Gov.1 e il Tab.Gov, che sono gli emendamenti che vi
dicevo prima.
CRACOLICI. Grazie, Presidente. Noi stiamo arrivando a questo
maxiemendamento dopo aver esaminato una serie di articoli del testo
contenuto della legge finanziaria, un testo che, voglio ribadirlo,
è stato presentato in fretta e furia da parte del Governo, per
arrivare al traguardo del fare la legge finanziaria entro il 31
dicembre dell'anno in corso, e quindi per il secondo anno, anche se
l'anno scorso credo che sia stata approvata nei primi di gennaio.
Però si può dire, dopo molti anni, il bilancio della Regione dal 1
gennaio, o almeno quando sarà pubblicata la legge in Gazzetta
Ufficiale, la Regione avrà un bilancio operativo.
Questo è un merito, ma un merito che in qualche modo nasconde un
trucco, per il semplice motivo che gran parte delle questioni che
potevamo e dovevamo affrontare in questa legge finanziaria,
relative ai nodi economici, i dati macroeconomici che ci sono stati
evidenziati dagli Istituti di ricerca, per ultimo Banca d'Italia,
meritavano una serie di norme che potessero dare una mano d'aiuto
alla Sicilia. Dalla sanità, all'economia, alle questioni che la
Sicilia continua a vivere, trasporti, siccità, agricoltura.
L'ho detto e lo ripeto. Il Governo ha scelto di presentare una
legge civetta, approvata dalla Giunta e inviata all'Aula per far
scattare i 45 giorni dal Regolamento per l'esame della finanziaria.
Solo successivamente il Governo ha pensato bene di presentare sotto
forma di emendamento norme sostanziali che, per loro natura,
essendo norme sostanziali che potrebbero, e io mi auguro potranno
avere un effetto nella vita economica di questa Regione, però hanno
diciamo il Governo ha scelto di farlo impedendo sostanzialmente
al Parlamento di fare il suo lavoro, approfondire le norme, provare
a cambiarle, provare a migliorarle, perché dal dialogo e dal
confronto, normalmente le leggi escono un po' migliori di come
entrano.
Questa operazione noi l'abbiamo impedita, non perché ci siamo
richiamati ad atti di forza o ad atti,
in qualche modo, di minaccia verso il Governo. Lo abbiamo impedito
perché abbiamo fatto i parlamentari, cioè abbiamo rivendicato le
regole che sovraintendono in questo Parlamento, cioè che i testi di
legge devono essere affrontati nelle Commissioni di merito, nella
Commissione Bilancio per le parti finanziarie e poi dall'Aula nella
sua interezza.
Il Governo ha preso atto della indisponibilità da parte del
Parlamento di poter affrontare in una maniera inusitata perché
abbiamo sempre detto - e lo ripeto - che ci può essere in qualunque
momento un'emergenza, un'urgenza che determina la necessità di
presentare un testo normativo che non era stato approntato in fase
di approvazione del testo da parte della Giunta. Ma quando
l'emergenza e le urgenze si riversano in un lavoro di 37 pagine,
con una ottantina di norme forse a occhio ci vado, vuol dire che lì
non c'è l'emergenza e l'urgenza
C'era un modello, un'idea, e credo che questo Parlamento, avendo
bloccato questo disegno, servirà anche in futuro da parte del
Governo ad avere maggiore attenzione e maggiore consapevolezza che
le leggi e soprattutto le leggi di bilancio vanno fatte con il
massimo rigore, nel rispetto del Regolamento di questa Aula
Quindi serva da insegnamento a tutti, me lo auguro, il Governo
oggi, il Presidente della Regione in una riunione informale ha
voluto manifestare il suo intendimento di cambiare strada e di non
ripercorrere questa strada. Ne prendiamo atto, ci auguriamo che
questo intento non sia solo una manifestazione di intento
dichiarato ma sia una manifestazione di intento praticato.
Detto questo, lo voglio dire e ribadire, questa finanziaria non è
all'altezza dei problemi della Sicilia, è modesta, ci sono una
serie di norme, questioni, sostanzialmente è una legge di bilancio
più che una legge finanziaria, cioè è una legge che rifinanzia
quello che già conosciamo, non c'è nessuno sforzo innovativo,
nessuna capacità di immaginare, sia rispetto ai problemi che ha la
Sicilia ma rispetto al futuro che vorremmo tutti noi costruire, una
legge di impatto.
Inevitabilmente, poi, in questa visione un po' modesta, anzi la
definisco del tutto modesta, prevale l'interesse del singolo
territorio, del singolo deputato che legittimamente rappresenta
anche istanze territoriali.
Ho sentito parlare - lo dico al collega La Vardera - con un certo
disprezzo all'idea delle sagre. Ho avuto la fortuna nella mia vita
di fare anche l'assessore all'agricoltura, collega le posso dire
che le sagre, in alcuni casi, poi certo ci sono sagre del tutto
inventate, ma come capita in tutte le cose ci sono pure le
degenerazioni, ma la sagra è un elemento di identità dei nostri
territori, è un elemento che richiama, muove cittadini, muove
interessi, muove economia, non trattiamola con disprezzo
In una terra come la Sicilia, dove sui 382 comuni le città sopra i
cinquantamila abitanti saranno sì e no una trentina, tutto il resto
è fatto di aree interne, posti che gran parte dei siciliani non
conosce, ci occupiamo, e dobbiamo farlo sempre di più, di portare
tanta gente in Sicilia, di portare turisti, di far muovere
l'economia, l'economia del movimento delle persone ma abbiamo un
altro obiettivo, far conoscere la Sicilia ai siciliani, che non è
una cosa scontata.
Vi posso assicurare che gran parte dei siciliani non conosce la
Sicilia, non conosce le sue aree interne, non conosce alcuni luoghi
incantevoli che abbiamo e che magari li conoscono più chi viene da
fuori dalla Sicilia rispetto a noi stessi siciliani. E allora, non
lo dico per ridurre il problema che avevo posto all'inizio, cioè
che questa è una legge modesta rispetto agli obiettivi della
Sicilia, io avevo persino immaginato di decidere in maniera -
questa sì - trasversale per tutti, senza alcuna differenza di chi
amministra i nostri comuni, di quale sia il colore politico, di
istituire un fondo che servisse a sostenere tutte le attività di
promozione dei territori in maniera trasparente, senza il disprezzo
culturale, un po' di puzzetta sotto il naso. Non mi riferisco al
collega la Vardera, che certamente tra le sue qualità non ha quella
di avere la puzzetta sotto il naso, viene dalla strada come
tantissimi di noi, è cresciuto nel rapporto con il territorio, però
non c'è dubbio che spesso anche nel modo di narrare le cose in
questa Terra finisce per prevalere una sorta di caricatura nel modo
di raccontare anche le attività che si svolgono.
Ripeto, io considero positivo il fatto che si sia messo un punto
perché, come tutte le cose che inevitabilmente ci avrebbero portato
alla degenerazione, quando si sceglie una strada, quella strada
difficilmente qualcuno è in grado di impedire che si corra sempre
di più. È la teoria del piano inclinato, la pallina che la mette in
punta, prende velocità e difficilmente la fermi quando è in corsa.
Ed è quello che secondo me è successo, fortunatamente ci stiamo
interrogando su come meglio e di più far funzionare le risorse
pubbliche in maniera tale che possano affrontare, oltre che i
problemi generali anche i problemi dei nostri territori.
Tutto questo però ci deve portare anche di fronte ad un
innalzamento della qualità legislativa, perché altrimenti prevale
solo quella parte lì, cioè questo diventa un Parlamento che non
serve più a fare leggi ma a fare leggi provvedimento. Delle leggi
provvedimento spesso la politica si riempie la bocca, la parola
riforma in questa Terra, da molti anni, è stata cancellata dal
vocabolario ed è diventata un'altra cosa. La legislazione delle
mance e degli interessi particolari, attenzione legittimi, ma
particolari, rimangono, ecco perché il mio giudizio non può che
rimanere negativo per come siamo partiti modesti e per come
concludiamo la modestia e il tratto identitario di tutto quello che
abbiamo fatto in questi giorni.
Il Governo ha annunciato nuovi provvedimenti, faremo un collegato,
approfondiremo ulteriori testi, mi auguro che il Governo pensi di
più e meglio a come affrontare alcuni nodi strutturali della nostra
Regione rispetto ai quali credo che dobbiamo guardare con
preoccupazione, al fatto che ci sta crescendo in maniera sempre più
larga un disamore per questa terra.
Ecco perché questo disamore rischia di essere indifferenza, se non
vera e propria rivolta contro la politica, che appare sorda e muta
rispetto ai problemi che i siciliani hanno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è l'ultimo intervento e poi
chiudo. Avevo chiesto di iscrivervi prima. Ho gli interventi degli
onorevoli Sunseri, Safina e Giambona, poi le iscrizioni a parlare
sul maxiemendamento sono chiuse.
Prego, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Intanto
abbiamo una notizia: probabilmente chiudiamo la finanziaria prima
del 31 dicembre, non era scontato, né lo è stato scontato nel corso
di tutti questi anni precedenti.
Ricordo che il Governo Musumeci ottenne un gagliardetto alla fine
della legislatura: cinque volte su cinque l'esercizio provvisorio.
Questo stiamo riuscendo, al terzo anno, a fare qualcosa di
certamente positivo per la Sicilia, e ricordo a tutti, ovviamente,
che la finanziaria non la stiamo approvando oggi.
È un percorso che è iniziato più di quaranta giorni fa con
l'esercizio e lo studio del testo scarno, come era stato detto
precedentemente, da parte del Governo nelle Commissioni, poi in
Commissione Bilancio, poi in Aula. Oggi siamo arrivati,
praticamente, alla sua conclusione con questo maxiemendamento,
questo testo, che raccoglie gli emendamenti aggiuntivi.
Io ho due punti, secondo me, sui quali intendo focalizzarmi. Il
primo è, come diceva prima bene l'onorevole Cracolici, l'assenza di
una struttura che in qualche modo possa fare immaginare una Sicilia
riformata. È un po' quello che denunciavamo col Governo Musumeci.
Nel corso degli anni, quel Governo, di fatto, non aveva quasi mai
portato delle riforme strutturali che potessero, in qualche modo,
tirare fuori la Sicilia da quel baratro nel quale è stata condotta
e, quando ha provato a farlo, l'Aula, la sua stessa maggioranza,
bocciava anche quelle norme che potevano avere un senso.
Ora, non so se è il timore del Governo Schifani di non portare una
legge di riforma all'interno dell'Aula. Faccio riferimento, ad
esempio, a quella dei consorzi di bonifica. Ma ce ne sono tante
altre. Ci sono delle riforme che questo Governo tarda a portare in
Aula, e che non permette all'Assemblea di valutarle, votarle ed
eventualmente promulgarle.
Questo percorso lo si vede in modo molto esplicito all'interno di
questa finanziaria perché, al di là di quegli articoli che
stanziano 10 milioni per la siccità, qualcosa per i depuratori,
qualcosa per l'emergenza, la zootecnia e quant'altro, poi è vuota,
e non voglio ripetere quell'intervento che ho fatto precedentemente
dicendo che è senza anima.
Il problema è che mancano del tutto quegli atti, quelle volontà,
che il Governo dovrebbe dimostrare, soprattutto durante l'esercizio
della finanziaria e che, invece, nel testo anche nella sua ultima
versione non le abbiamo trovate e, a volte, lo dico anche con
estrema sincerità. C'erano, ho letto delle norme che il Governo poi
ha presentato come maxiemendamento e che, invece, oggi non ci
ritroviamo, che potevano anche qualificare la finanziaria, e che
sono state espunte dal testo e che, probabilmente, vedremo
successivamente nel collegato. Però, anche lì, è sembrato quasi
mancare il coraggio della maggioranza nel testare a volte anche i
numeri nel capire se, effettivamente, quella norma poteva o non
doveva andare avanti.
Assessore Dagnino, glielo dico con estrema sincerità: quel testo
doveva andare nel testo proposto dal Governo all'Assemblea e, se
non fosse andato nel testo proposto dal Governo all'Assemblea,
doveva andare in Commissione Bilancio. E qui non è neanche passata
dalla Commissione Bilancio, è arrivata direttamente in Aula e,
probabilmente, lì sta l'errore del Governo regionale.
Un appunto, Presidente: io ho letto velocemente con più o meno
attenzione tutta la finanziaria. C'è un articolo e un comma che non
riesco ad ingoiare: articolo 4, lettera u). Si va in deroga al
testo unico degli enti locali. Si dice che c'è una somma che va
stanziata a un Comune senza la sua rendicontazione. Non esiste. Il
contributo straordinario lo si può dare, ma i Comuni devono
rendicontare È una norma talmente tanto incostituzionale che mi
scoccia pure dirlo in Aula
Si può ancora modificare, lo possiamo togliere, si dà un
contributo a quel Comune, si individua la finalità, il Comune
rendiconterà quelle somme, e siamo tutti più tranquilli e sereni.
Potremmo entrare nel merito come hanno detto tanti colleghi
dell'emendamento x, y, z più o meno qualificante.
Quello non è non qualificante, quello è incostituzionale Punto.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ovviamente le iscrizioni poi sono
chiuse, rimangono solamente gli interventi Giambona e De Luca.
SAFINA. Presidente, onorevoli colleghi, al di là di condividere
quanto testé affermato dai colleghi che mi hanno preceduto, a
partire dall'onorevole Cracolici, vorrei rassegnare come
innanzitutto le opposizioni hanno dimostrato di essere state
coerenti a ciò che avevano affermato all'inizio dell'esame di
questa legge di bilancio e della legge di stabilità, ossia che non
avremmo fatto opposizione sulla data, non avremmo fatto opposizione
alla Sicilia e ai siciliani perché non è il compito per il quale
siamo stati eletti, ma avremmo cercato di qualificare una manovra
che, obiettivamente, non è una manovra espansiva, non una manovra
che porterà progresso alle nostre genti, che porterà una
prospettiva di innovazione rispetto a quelle che sono le esigenze
dei territori e le esigenze delle siciliane e dei siciliani.
E ci sono alcuni elementi che dimostrano questo. Noi Partito
Democratico, per esempio, avevamo offerto un ragionamento su quelli
che sono gli interventi a sostegno degli enti locali, avevamo per
esempio rassegnato come la scorsa legge di stabilità avesse
introdotto una misura sostenuta sostanzialmente da tutte le forze
politiche che era quella, caro assessore Messina, del fondo di
progettazione a favore dei comuni. Mi pare che lo scorso anno la
misura ammontasse a circa 40 milioni di euro, questi 40 milioni di
euro con alcuni limiti erano stati distribuiti ai comuni, mi pare
misura massima duecentomila euro, ma questi soldi avevano
consentito a molti comuni di dotarsi di un parco progetti e di
partecipare a tutta una serie di bandi, tanto regionali tanto
statali che, alla fine, hanno consentito loro di finanziare diverse
opere pubbliche.
Ebbene in un'epoca in cui i trasferimenti per gli investimenti e i
trasferimenti a titolo primo si vanno riducendo, prevedere una
norma a sostegno del fondo di progettazione era qualcosa ed è
qualcosa che avrebbe potuto agevolare gli enti locali, avrebbe
potuto consentire loro di essere diciamo competitivi anche rispetto
ai comuni del Centro Nord.
Ebbene, abbiamo scelto e di questo ce ne rammarichiamo, di non
finanziare o di non rifinanziare questo fondo che avevamo istituito
l'anno passato con ciò minando la capacità dei comuni di essere
competitivi anche sotto questo profilo. Vi faccio solo un esempio:
ci sono comuni, da qualche ora è uscito un bando, è il bando a
valere sui fondi Fsc per 100 milioni di euro che riguarda
sostanzialmente gli interventi di rigenerazione urbana, ebbene,
alcuni comuni a questo bando non potranno partecipare perché non
avranno un progetto da candidare ed è un vulnus perché impedisce a
taluni di questi enti locali di potere riqualificare il loro
patrimonio, di potere riqualificare pezzi di città, pezzi di
territori che sono degradati.
E poi c'è un altro tema. Avevamo ragionato, lo abbiamo detto
assessore Dagnino, la Sicilia purtroppo, lo certifica l'Inail, è la
Regione che conta più numeri di infortuni nel mondo del lavoro e
purtroppo più morti bianche.
Ebbene, dinanzi a tutto questo non c'è un intervento che mira a
qualificare la qualità del lavoro, che mira a tutelare i lavoratori
siciliani, le lavoratrici siciliane che, purtroppo, sono quelle che
subiscono maggiori infortuni nel nostro Paese con un numero di
occupati inferiori rispetto alla media del paese, quindi la
discrepanza rispetto a quella che è la tendenza nazionale che,
peraltro, segna una diminuzione in molte Regioni e, invece, in
Sicilia no, non viene affrontata.
Ebbene, lei assessore Dagnino, più volte ha parlato di questi
interventi a sostegno delle imprese ma non è sostenere le imprese
anche sostenere investimenti che mirano a migliorare le capacità
produttive e al contempo a migliorare anche lo standard della
qualità del lavoro o è un tema che a questo Governo non interessa?
O la qualità della vita dei siciliani non è anche qualità del
lavoro che offriamo loro? E' un tema totalmente dimenticato, noi
invece su questo avremmo apprezzato un impegno del Governo che a
fronte di fondi stanziati a sostegno delle imprese avesse destinato
almeno una parte di essi a questo tipo di interventi.
Si può correggere? C'è tempo? Non lo so, ci vuole la volontà
politica; ci sarà il collegato, lo vorremmo fare nel collegato,
però non si può dimenticare un tema così importante, al pari del
tema del reddito dei siciliani.
La qualità del lavoro, più volte il Presidente ha detto che
cresciamo più che nel resto del Paese, che gli occupati sono
aumentati, ma il reddito medio dei siciliani è al palo, Assessore,
e il reddito medio di Sicilia è al palo perché la qualità del
lavoro che hanno i siciliani è di scarso livello e i redditi sono
bassi, sono lavoratori precari molto spesso e sono lavoratori poco
qualificati.
Noi, anche su questo, e mi avvio le conclusioni, non abbiamo
investito nulla. Allora ci siamo trovati dinanzi a una forza di
opposizione responsabile che non ha fatto opposizione alle
siciliane e ai siciliani ma non abbiamo riscontrato la stessa
lungimiranza da parte del Governo che come diceva chi mi ha
preceduto ha sostanzialmente fatto con una legge di stabilità un
copione, un doppione della legge di bilancio perché non ci sono
interventi innovativi di cui invece la Sicilia ovviamente
necessita. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà. Vi chiedo, colleghi, se
possibile di rispettare i cinque minuti.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo siamo
sicuramente provati da questa lunga maratona considerata anche la
tarda ora che ci vede qui a discutere circa le considerazioni per
così dire finali, non solo del maxiemendamento ma anche un po' di
tutto quello che è il percorso che ci ha visto coinvolti in questo
aspetto fondamentale che riguarda la gestione della nostra Regione
siciliana.
Il Partito Democratico, lo dico con grande soddisfazione,
Presidente, ha affrontato questo importante lavoro con grande senso
di responsabilità; siamo stati il Gruppo che è stato presente in
tutti i momenti e le discussioni sia nelle Commissioni di merito,
sia in Aula, malgrado ci siano state delle importanti pause che
hanno provato chiunque, abbiamo continuato a mantenere la presenza
con grande senso di responsabilità e nell'esigenza di arrivare,
come in effetti sembrerebbe che arriveremo, assessore Dagnino,
all'approvazione di questa finanziaria nella giornata odierna.
Una finanziaria che sicuramente ha molte ombre, probabilmente
qualche luce, alla luce delle considerazioni che farò da qui in
avanti, ciò non di meno permangono le stesse considerazioni fatte
all'inizio, all'apertura, quando parlai di un rischio di una
finanziaria spezzatino . Già nel 2024 affrontammo diverse
variazioni di bilancio per arrivare poi a uno stanziamento di
risorse per circa un miliardo e ottocento milioni. Oggi, ad occhio
e croce, arriveremo a qualcosa come più di ottocento milioni di
euro, quindi è evidente che mi aspetto nell'arco del 2025 delle
ipotesi di variazioni di bilancio e qui sta il tema.
E' ovvio che noi come parlamentari non possiamo ammettere quello
che sta avvenendo e che probabilmente si potrà fare e come Partito
Democratico osteggeremo quella è la parcellizzazione della spesa.
Assessore abbiamo necessità di condurre delle vere e proprie
battaglie per identificare quelli che devono essere gli asset,
quelle che devono essere le strategie da portare avanti con le
prossime variazioni di bilancio. Avremmo gradito che già in questa
ce ne fosse stata qualcuna di riforma, di novità, qualche
intervento strutturale e in effetti nulla o poco.
Sui comuni poco si è detto, ma faccio qualche considerazione. Le
riserve - e qui il Presidente Laccoto mi darà conferma, perché
poc'anzi ci confrontavamo proprio su questo - incidono oltre 50
milioni di euro su quello che è lo stanziamento del fondo delle
autonomie locali. E questo è il primo aspetto, 7 milioni e mezzo in
più rispetto a quelle che erano le riserve del 2024 e quindi
erodono il fondo delle autonomie di oltre 7 milioni di euro.
Ma poi c'è un altro tema, assessore Dagnino, che è l'inflazione.
L'inflazione erode il potere d'acquisto dei cittadini, il potere
d'acquisto delle imprese. Negli ultimi due anni c'è stata una
perdita del potere di acquisto di oltre il 17 per cento; anche i
comuni siciliani acquistano beni, acquistano servizi.
Non prevedere l'adeguamento del fondo delle autonomie locali,
quanto meno per la perdita del potere di acquisto, significa
fondamentalmente impoverire i comuni siciliani, che non potranno
rendere o rendere ancor meno quelli che sono i servizi che riescono
a fornire con grande difficoltà.
E allora il tema, Presidente e onorevoli colleghi, è che dobbiamo
dare particolare attenzione alle esigenze dei comuni siciliani.
Oggi non siamo riusciti ad aumentare le risorse, ma ritengo che da
qui alle prossime variazioni di bilancio sia, ecco, indispensabile
procedere ad intervenire in tal senso.
Il Partito Democratico ha pure presentato un'iniziativa che
prevede uno stanziamento di 30 milioni di euro in più per riuscire
a ricompensare questa perdita del potere d'acquisto.
Ma non è solo questo. Questa finanziaria non risponde alle
emergenze, le emergenze ataviche: il problema che riguarda il
dissesto idrogeologico, il problema che riguarda la sanità, il
problema che riguarda la siccità. Le risposte che riusciamo a dare
sono sicuramente delle risposte insufficienti.
In sostanza, questa manovra finanziaria ha l'obiettivo di
rifinanziare qualche capitolo, di intervenire su quelle che sono le
spese obbligatorie; non interviene su alcuni settori e asset
strategici - Presidente, mi accingo a concludere - sul settore per
esempio dell'agricoltura, della zootecnia, il settore della pesca
sembra essere un comparto dimenticato, benché le difficoltà che sta
sopportando questo settore siano assolutamente notevoli.
Eppure, finanziamo in maniera importante, in una misura rilevante,
le scuole paritarie siciliane. Oltre lo stanziamento di 7 milioni e
mezzo di euro, che era in tabella, ne vedo uno in aumento nel
capitolo 373739 di 3,5 milioni di euro, per arrivare quindi alla
cifra monstre di 11 milioni di euro alle scuole paritarie. Ora, per
carità, anche le scuole paritarie hanno diritto di avere il giusto
sostentamento, però ricordo a me stesso e a quanti deputati vanno
in giro nel territorio, che si trovano molto spesso ad avere scuole
senza mobili, ad avere scuole senza arredi, ad avere scuole che
necessitano di interventi importanti di riqualificazione, scuole
pubbliche che per noi sono una priorità e sulla quale bisogna fare
la leva per quanto riguarda la cultura dei nostri siciliani.
Di questi temi vorremmo sentir parlare. Vorremmo sentir parlare
dell'aumento del Furs e, per certi versi, ci siamo arrivati,
sebbene non nella cifra che avevamo chiesto in V Commissione e
adesso in Aula, ma il fatto di avere ottenuto una dotazione in
aumento del Fondo unico regionale dello spettacolo garantisce un
diritto maggiore agli operatori dello spettacolo di ottenere quelle
risorse che sono indispensabili per andare avanti.
Siamo riusciti, Presidente, a inserire nelle riserve dell'articolo
6 le dotazioni per le consulte: 104 progetti nel 2024 sono stati
finanziati; credo che questo sia qualcosa che qualifichi questo
Parlamento, le consulte giovanili e le consulte delle donne. Il
fatto che in questa finanziaria si sia riusciti ad aumentare la
dotazione delle consulte, io credo che sia un enorme successo per
questo Parlamento, perché significa dare spazio, vitalità e dare
argomenti e partecipazione attiva alle donne e ai giovani del
nostro territorio.
Siamo riusciti ad aumentare il fondo per i ciechi, per l'Istituto
Salamone Florio, interventi che qualificano per certi versi. Certo,
la norma che riguarda i medici, e concludo, quella che riguarda
appunto l'articolo 5, lì avremmo sperato di potere trovare una
forma incentivante anche per i medici di medicina generale e per i
pediatri di libera scelta. Credo che questo sia qualcosa su cui
questo Parlamento qualche giorno fa avrebbe potuto fare di più.
E allora, signor Presidente, chiudo questo mio intervento
rimettendo un po' all'Aula le osservazioni che sono state poste in
questi ultimi giorni.
Nelle prossime settimane sicuramente, ci troveremo nuovamente qui
a discutere di variazioni di bilancio e mi immagino e penso e spero
che, rispetto a quelle che sono state le argomentazioni qui poste,
assolutamente significative, si incominci seriamente a parlare di
norme programmatiche e non di ulteriori finanziarie spezzatino
per come fino ad oggi ci avete abituato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona L'ultimo intervento
dell'onorevole Cateno De Luca e poi colleghi andiamo a votare gli
emendamenti e gli articoli mancanti.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Dagnino non so se si ricorda quella famosa pubblicità, mi guardi,
quando in un'Aula a un certo punto l'insegnante trova un
profilattico a terra, lo prende, si rivolge agli alunni e dice di
chi è? Ma nessuno dice di chi è.
Veda questa legge di stabilità, se vogliamo riportare la nostra
mente a trent'anni fa, a quando risale questa pubblicità, rischia
di essere nella stessa situazione.
Io invece voglio essere chiaro. In Commissione Bilancio' ci siamo
astenuti perché abbiamo visto un'apertura del Governo su tematiche
che noi abbiamo posto.
Di questa legge di stabilità, un pezzo come Sud chiama Nord la
rivendichiamo a tutti gli effetti e non possiamo, da questo punto
di vista, non apprezzare le aperture che sono state da questo
Governo garantite alle nostre proposte.
Salire sull'Aventino è la cosa più semplice perché spesso non si
ha neanche la capacità del confronto o della proposta perché per
potersi confrontare bisogna anche avere la capacità e gli argomenti
da suggerire.
Certo, non possiamo dire che ci sia la visione strategica di
quelle che sono le criticità della Sicilia, è una delle questioni
che le ho detto quando si è insediato.
C'è questo tentativo di mettere delle pezze su alcune tematiche
abbastanza delicate, ma quanto meno alcune sollecitazioni sono
riuscite a diventare proposte di legge.
E in questo voglio rivendicare quella che è stata la disponibilità
dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità per il fondo per
la progettazione, quindi un ulteriore incremento che è
fondamentale, noi sindaci lo sappiamo. Non posso che apprezzare
l'impegno dell'assessore Savarino per quella che è stata una
sistemazione della normativa sui Pudm e quello che è anche lo
slancio rispetto alla Bolkestein e ai provvedimenti che sta per
definire. Devo anche apprezzare quella che è stata la disponibilità
dell'assessore Dagnino su un'inversione di rotta nell'approccio con
i comuni e quindi cerchiamo di dare un segnale di sostegno ai
comuni virtuosi e quindi anche l'assessore Messina, per quanto
riguarda la sua delega, abbiamo inserito questa premialità per chi
comincia a fare il proprio mestiere di sindaco, riscuotendo quelli
che sono i tributi propri.
Quindi tanti segnali su cui potremmo anche continuare i
ragionamenti.
Poi c'è la disponibilità, c'è stata la disponibilità per quelle
che sono delle situazioni che in ambito territoriale ognuno di noi,
nel mandato che svolge ha osservato, ha fatto proprie e ha messo
sul tavolo del Governo; tante sono state accolte, tante ci avete
rinviato al collegato ma, quanto meno, anche da questo punto di
vista, c'�� stata la possibilità bipartisan di poter scrivere un
pezzo di questa legge di stabilità.
Io non mi vergogno a dirlo perché non c'è niente di cui
vergognarsi, ciascuno di noi, chi ha voluto ha potuto consegnare
esigenze legittime del territorio. Il Governo era obbligato ad
accogliere queste nostre richieste? No. Ce lo dobbiamo dire anche
con grande chiarezza ed è ovvio che anche da questo punto di vista
l'apertura che si è registrata quanto meno ci mette nelle
condizioni, ciascuno nei propri territori, di poter lasciare un
segno tangibile dei nostri ruoli.
Rispetto alla visione complessiva voglio anche ringraziare
l'Assessore per i beni culturali col quale abbiamo interloquito
positivamente anche tenendo conto di alcune situazioni che
concretamente era giusto volgere più nei confronti degli enti
locali e dei comuni che collaborano con le proprie attività nel
valorizzare i parchi archeologici, quindi è logico che c'è stata
un'interlocuzione complessiva come anche con l'assessore Di Mauro
per alcune cose specifiche riguardanti gli impianti di depurazione
che danno, quanto meno, un senso a quello che è stato l'impegno di
queste settimane del Gruppo Sud chiama Nord.
Concludo con una nostra dichiarazione di voto: vogliamo essere da
questo punto di vista attendisti, quindi il voto del Gruppo Sud
chiama Nord è di un'astensione come lo è stato in Commissione
Bilancio', perché rispetto alle questioni che ho sottolineato,
quanto meno, c'è stata da parte di questo Governo pur non avendone
la necessità, perché i numeri al di là di qualche incidente di
percorso questo Governo ce li ha, però c'è stata un'apertura che è
andata al di là della forza muscolare, della prova muscolare e
questo ovviamente ci porta quanto meno a guardare con attenzione
quella che è questa fase di coinvolgimento di tutto il Parlamento.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Colleghi, si passa
all'articolo 20, così iniziamo a votare le cose che mancano.
L'articolo 20 sono i fondi speciali e tabelle. Ne do lettura:
«Art. 20.
Fondi speciali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei Fondi speciali di cui all'articolo
49 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modificazioni per il finanziamento dei provvedimenti legislativi
che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio, destinati ad
interventi di spese correnti, sono determinati per ciascuno degli
anni 2025, 2026 e 2027 nelle misure indicate nella tabella A .
2. Ai sensi delle lettere b), c) e d) del terzo capoverso del
punto 7 del principio contabile applicato concernente la
programmazione di bilancio di cui all'allegato n. 4/1 al decreto
legislativo n. 118/2011 è determinata per ciascuno degli anni 2025,
2026 e 2027 la spesa di cui all'allegata tabella 1 per gli importi
nella stessa indicati.».
Troverete all'interno degli emendamenti fuori sacco l'emendamento
Gov.2. I soppressivi ovviamente all'articolo 20 sono tutti
inammissibili. Si passa all'emendamento Gov.2 che sono le maggiori
entrate, che costituiranno la provvista dell'emendamento
aggiuntivo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Adesso votiamo l'emendamento Tab.Gov che trovate sempre tra gli
emendamenti fuori sacco. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Con il voto contrario del PD, dell'onorevole La Vardera, e del
Movimento Cinque Stelle.
Adesso andiamo a votare l'emendamento Tab.A.Gov, a firma del
Governo. Il Gruppo Sud chiama Nord si astiene. Astenuto in tutte le
votazioni.
L'emendamento Tab.A.Gov è il fondo globale,
CRACOLICI. Questo è il saldo o è un'integrazione?
DI PAOLA. E' il saldo che tiene conto delle maggiori entrate.
CRACOLICI. E il capitolo finale del fondo globale è di 243 milioni
di euro?
PRESIDENTE. Sì, è il totale.
CRACOLICI. Quindi questo è quello che abbiamo a disposizione
PRESIDENTE. E' quello che abbiamo a disposizione per il maxi,
onorevole, cioè quello che resterà. Pongo in votazione
l'emendamento Tab.A.Gov. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Con l'astensione del Partito Democratico, Sud chiama Nord, del
Movimento Cinque Stelle e dell'onorevole La Vardera. Tutti gli
altri emendamenti sono preclusi.
Pongo in votazione l'articolo 20, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Come, onorevole Cracolici? Cosa diceva?
CRACOLICI. Sono ormai le 6. Noi votiamo contro, non ci asteniamo,
malgrado alcune iniziative
PRESIDENTE. All'articolo 20?
CRACOLICI. Sì, perché l'articolo 20, proprio per quello che ha
detto il collega Giambona. Di tutto c'era bisogno in questo momento
tranne di integrare e avere una capienza importante del capitolo
sulle scuole paritarie. Non credo che siamo mai arrivati ad una
previsione finanziaria di oltre 11 milioni e mezzo di euro; abbiamo
iniziato durante il governo Cuffaro questa avventura, ma mai a
queste dimensioni. In un momento come questo, non credo che questa
fosse la priorità sulla quale la Regione avrebbe dovuto
caratterizzare la propria azione politica e amministrativa. Per
tale ragione noi votiamo contro.
PRESIDENTE. Colleghi, ringrazio l'onorevole Cracolici per
l'intervento. Col voto contrario anche del Movimento Cinque Stelle
sull'articolo 20.
Passerei all'articolo 21 che è una norma tecnica. Ne do lettura:
«Art. 21.
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
diversamente disposto, a decorrere dall'1 gennaio 2025.».
Dichiaro inammissibili ovviamente gli emendamenti soppressivi.
Pongo in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Col voto contrario da parte del Pd, Movimento Cinque
Stelle, dell'onorevole La Vardera e l'astensione del Gruppo Sud
chiama Nord.
Colleghi adesso vi do qualche minuto in più per controllare il
maxiemendamento e quindi sospendo l'Aula per darvi il tempo di
verificare il maxiemendamento al meglio, viste le varie
osservazioni.
L'Aula è sospesa per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 5.58, è ripresa alle ore 8.03)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta riprende. Buongiorno, allora, colleghi, sui
tablet dovreste trovare due emendamenti, che sono la riscrittura
del maxiemendamento, classificati come Gov.1.R.
Onorevole Catanzaro, pensa che, dopo avere aspettato dodici ore,
ci stiamo confondendo per altri dieci minuti? Aspettiamo tutto il
tempo che le serve. Trovate il Gov.1.R e l'altro è la tabella,
Gov.1.R. E' in due file soltanto per un problema della grandezza
del contenuto. E', però, soltanto un emendamento. Quindi, leggetelo
serenamente, controllatelo, prendete tutto il tempo che serve e
poi, quando mi darete un segnale, lo metteremo in votazione.
E' stato presentato, lo diciamo adesso, è stato presentato un
emendamento, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento,
dall'onorevole Cracolici, che spiego, ma forse lo vuole illustrare
lo stesso onorevole Cracolici. E' una semplice ripartizione dei 300
mila euro, che sono destinati alle varie associazioni dei ciechi,
che prima erano stati ripartiti con centomila, centomila e
centomila e, invece, adesso, la ripartizione è, se non ho capito
male, 150.000 per quanto concerne Braille, e altri tre emendamenti
da 50.000 euro. Quindi, si vota, ho capito, dopo, proceduralmente,
quindi, è un 117, però è giusto che voi sappiate quello che stiamo
andando a votare, e comunque lo trovate sui tablet. Ribadisco,
quando vorrete, fate un segnale e metteremo in votazione il
maxiemendamento.
Ricordo che dopo la votazione del maxiemendamento e il voto finale
ci sarà la Giunta che si dovrà riunire e successivamente dovremo
ritornare in Aula, quindi, vi chiedo di rimanere qui.
(interruzione fuori microfono dell'onorevole Grasso)
PRESIDENTE. Ci sono stati alcuni interventi. Visto e considerato
che si è pensato di fare alcune "violenze" nel consegnare
emendamenti fino all'ultimo istante, cosa sbagliata che certamente
non accadrà la prossima volta, come non accadranno tante altre
cose, che hanno fatto sì che, purtroppo, l'onorevole Grasso non
troverà dentro il maxiemendamento un intervento del Comune di
Falcone, nella prima manovra utile di spesa verrà inserito. Stessa
cosa è capitata ad altri colleghi. Ci sono all'incirca mille
interventi. Se la prossima volta gli emendamenti, magari, si
consegnassero nei tempi prestabiliti, questo possibilmente potrebbe
non accadere.
Al netto di quelle che sono alcune defezioni, io attendo i
deputati che mi facciano un segnale per andare a votare il
maxiemendamento.
Tecnicamente, mi dice il Segretario generale, è stato votato,
pertanto, la procedura più corretta è questa. Colleghi se ci siamo
potremmo andare avanti. Mi fate un segnale voi.
Onorevole De Luca, comunque, dagli Uffici mi dicono che la ricerca
si può fare serenamente sui tablet.
(segue pausa, in costanza di seduta, per approfondire i contenuti
del maxiemendamento)
PRESIDENTE. Colleghi vi serve ancora tempo per visionare il
maxiemendamento? Allora, aspetterò.
Tutto corretto, quindi questo era il testo, no, prima devo avere
un segnale, onorevole Catanzaro, De Luca e De Luca e i Capigruppo
di maggioranza, avete potuto vedere il maxi? Possiamo andare
avanti?
Possiamo andare avanti? No, niente... potete fare tutti gli
accorgimenti che volete, il maxi non si può riaprire, se volete li
mettiamo qui, lì segnalate alla Presidenza se effettivamente sono
stati mandati e, chiaramente, dobbiamo vedere se li avete mandati
questi emendamenti, ci facciamo carico di metterli nel collegato.
Benissimo, allora chiedo al Movimento Cinque Stelle se possiamo
andare avanti, stessa cosa al Partito Democratico, al Gruppo Misto,
all'onorevole De Luca, ai Capigruppo di maggioranza. Partito
Democratico va bene, onorevole De Luca va bene, Movimento Cinque
Stelle? Benissimo. Allora, abbiamo l'okay anche dal Gruppo del
Movimento Cinque Stelle.
Pongo pertanto in votazione il Gov 1, ricordiamoci dello stralcio,
poi, Gov 1 R con la tabella allegata. Non ho capito la domanda. No,
no, no, era corretto. Sì, non ci sono.
Adesso, materialmente, stiamo mettendo in votazione il Gov 1 R con
la tabella allegata. Il parere della Commissione? Immagino
favorevole, benissimo. Se deve fare dichiarazioni di voto le fa
dopo, sulla manovra finale.
Pongo in votazione l'emendamento Gov 1 R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
C'è il voto contrario, intanto, dell'onorevole La Vardera,
l'astensione del Partito Democratico, l'astensione del Gruppo Sud
chiama Nord, del Movimento Cinque Stelle. La Presidenza stralcia
l'emendamento, col consenso dell'Aula, per agevolare il percorso.
Stralciamo il Gov 1 R che sarà votato con un autonomo disegno di
legge, subito dopo l'approvazione della finanziaria.
Adesso mettiamo in votazione l'articolo 22, che sarebbe l'entrata
in vigore.
«Art. 22.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.1, che è quello
dell'onorevole Cracolici. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge 832/A
PRESIDENTE Allora, per il voto finale, serve chiaramente il voto
elettronico. Stiamo mettendo in votazione il disegno di legge
832/A.
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge 832/A.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 64
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 39
Contrari 20
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Adesso votiamo lo stralcio. Prima del voto finale dello stralcio,
però, dobbiamo votare l'emendamento A.1 che dice, lo trovate
chiaramente sul tablet, "La presente legge sarà pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno stesso della sua pubblicazione". Al comma 2: "E' fatto
obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come
legge della Regione".
Pongo quindi in votazione l'emendamento A.1. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Adesso possiamo votare lo stralcio, sempre con votazione nominale.
Stralcio I/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge 832 -
Stralcio I/A
PRESIDENTE Allora, stiamo mettendo in votazione il disegno di
legge stralcio.
Si passa alla votazione per scrutinio nominale del disegno di
legge 832 - Stalcio I/A.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 64
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 39
Contrari 18
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Allora, colleghi, come prescritto dall'articolo 73 quinquies del
Regolamento interno, a seguito dell'approvazione del disegno di
legge finanziaria, la Presidenza sospende la seduta per consentire
alla Giunta di Governo di approvare, e presentare all'Assemblea la
Nota di variazione al bilancio di previsione ed alla Commissione
Bilancio di esprimere il parere sulla medesima Nota.
Alla ripresa dei lavori, l'esame in Aula dei documenti contabili
si conclude con le seguenti votazioni: votazione della Nota di
variazione e votazione finale del Disegno di legge del bilancio n.
831, come modificato dalla Nota di variazioni.
Quindi, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 8.52, è ripresa alle ore 9.04)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta riprende. La Giunta ha fatto pervenire la
Nota di variazione. La Commissione Bilancio l'ha approvata.
Pertanto, pongo in votazione la Nota di variazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvata)
Ora votiamo il disegno di legge di bilancio.
Per dichiarazioni di voto e sull'esito della corrente sessione
CATANZARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Interviene dopo, può intervenire serenamente dopo. Se
si vuole fare odiare...
CATANZARO. Sarò brevissimo, anche perché l'orario...
PRESIDENTE. Siamo ben lieti di ascoltarla.
CATANZARO. Non voglio assolutamente costringere i colleghi a
rimanere qua dentro.
Secondo me, signor Presidente, non è non possibile parlare in
quest'Aula approvando una finanziaria di quasi 900 milioni di euro
Signor Presidente, attenzione perché qua dentro non ce ne andiamo
più
Io ho bisogno di parlare due minuti come Gruppo parlamentare del
Partito Democratico.
PRESIDENTE. Ci mancherebbe che lei non debba parlare
CATANZARO. Non c'è né una nota di polemica e nemmeno
ostruzionistica, anche perché oggi è il quarantacinquesimo giorno
dall'inizio di questa manovra e di questa finanziaria.
PRESIDENTE. Abbiamo rispettato i tempi
CATANZARO. Abbiamo rispettato i tempi
Un'opposizione che ha fatto un lavoro sicuramente su 22 articoli
di finanziaria, che lo ha detto, era una finanziaria non reale, e
il Governo ha presentato tante altre norme che noi di sicuro
abbiamo cercato, molte, di migliorarle, norme di buon senso, altre
di metterle in un contesto diverso di collegato.
E quindi, signor Presidente, è doveroso da parte del Gruppo
parlamentare del Partito Democratico intervenire, non per
intervento di faziosità o di ostruzionismo, ma per dire che questo
Governo ancora una volta, lo abbiamo visto anche nei giorni
passati, non ha dimostrato un aspetto granitico, e l'opposizione,
ancora una volta, è intervenuta per dare un segnale importante nel
migliorare quelle che sono le norme.
E questo noi lo vogliamo rivendicare in quest'Aula alle 9 del
mattino, dopo una giornata abbastanza lunga
Però, signor Presidente, io le chiedo che siccome l'Aula deve
essere rispettata, è doveroso che noi queste cose le dobbiamo dire,
e quindi io le sto dicendo.
Grazie.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Posso chiedere solo se si può dare il voto finale e
poi fare le dichiarazioni di voto?
Lo abbiamo già fatto in passato. Prego, ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
comunque che sia doveroso dopo tante ore di lavoro non perderci
all'ultimo, anche per evidenziare non solo il buon lavoro che è
stato fatto dalle opposizioni, che hanno sin dal primo momento
lavorato affinché si approvasse questa finanziaria prima del 31
dicembre, e si evitasse la gestione provvisoria, l'esercizio
provvisorio, e devo dire che in certi momenti ci siamo andati
veramente vicini, e qui si è vista ancor di più la responsabilità
che le opposizioni hanno avuto nei confronti della Sicilia e dei
siciliani.
Quello che mi preme però dire per il futuro è di evitare da parte
del Governo questo atteggiamento tendente a sua volta a evitare
l'Aula, tendente a celare i suoi provvedimenti più importanti
all'esame delle Commissioni di merito e della Commissione Bilancio.
Abbiamo visto e abbiamo dimostrato, innanzitutto a noi stessi, che
si può lavorare bene, che si può lavorare in 45 giorni, ma non ha
alcun senso svilire il lavoro delle Commissioni di merito, il
lavoro degli Uffici, che hanno bisogno di tempo per i necessari
approfondimenti, per non arrivare alle ultime ore notturne
dell'ultimo giorno per esaminare una massa incredibile di
emendamenti.
Che poi è vero, anche noi Gruppi, mi metto dentro anch'io, tante
volte tardiamo, ma tardiamo proprio perché viene a mancare quel
lavoro che è fondamentale di filtro e che deve essere fatto dalle
Commissioni di merito. Se c'è un buon lavoro di filtro, fatto
prima, il lavoro in Aula è certamente più agevole, e il dibattito
non viene mortificato.
Tante cose non sono sicuramente come il Movimento Cinque Stelle
avrebbe voluto, ma probabilmente in questa finanziaria c'è qualcosa
di meno peggio che ci sarebbe potuto essere se non fosse stato
fatto il lavoro che è stato realizzato in queste settimane.
Grazie.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io devo necessariamente - ancorché siamo tutti stanchi e
l'ora è tarda - spendere pochissime parole per esprimere la
soddisfazione del Governo e mia personale per l'approvazione di
questa manovra, che è una manovra non soltanto approvata in tempi
davvero record.
Voglio ricordare a me stesso - ma lo è scritto nelle cronache
parlamentari - che da vent'anni, proprio l'ultima volta nel 2004,
quindi sono vent'anni, che non si approvava la manovra finanziaria
entro il 31 dicembre.
E' già stato raggiunto un importante risultato nell'esercizio
precedente, il risultato di oggi è ancora più brillante e ancora
più importante, ma non perché il Governo vuole farsene una
medaglia, nell'interesse dei siciliani siamo tutti qui per
soddisfare gli interessi e le esigenze del Popolo siciliano, e
quindi davvero non ha vinto il Governo, ha vinto il Parlamento, ha
vinto soprattutto il Popolo siciliano, perché finalmente ha una
manovra finanziaria approvata entro il 31 dicembre, come prescrive
la legge, che consentirà di accelerare la spesa nell'anno
dell'esercizio 2025.
Voglio dire soltanto brevemente - il contenuto lo conosciamo, lo
abbiamo letto, riletto - alcuni dati che ancora non sono di
pubblico dominio, ma che risultano dalle prime elaborazioni che
hanno fatto i miei Uffici, che ringrazio, il valore della manovra è
di 955 milioni di euro, quindi sfiora il miliardo di euro.
È una manovra, non soltanto realizzata e portata a compimento in
tempi brevi, ma anche di significativo impatto economico; è una
manovra che guarda molto agli enti locali, la quota di risorse a
favore degli enti locali sfiora i 700 milioni di euro, siamo per la
precisione - mi dicono gli Uffici - a 694 milioni di euro.
È una manovra che contiene importanti misure per la crescita,
ricordo la norma sulle aggregazioni, ricordo la norma
sull'attrazione per gli investimenti, ricordo la norma sul fondo di
progettazione, ricordo anche la norma che coniuga crescita con un
occhio alle famiglie, come quella che riguarda il credito al
consumo, ma molte altre norme naturalmente avremmo il tempo per
approfondirle, per parlarne.
Concludo ringraziando il Presidente della Commissione Bilancio,
per avere davvero svolto in maniera egregia, come di consueto, il
lavoro di esame preliminare del testo base, ringrazio il Parlamento
per avere naturalmente contribuito ed accolto l'esigenza non tanto,
ripeto, del Governo ma dei siciliani, di portare a compimento la
manovra nel tempo previsto. Ringrazio la maggioranza, ma ringrazio
anche l'opposizione, che davvero ha dato un contributo
significativo e ha dimostrato - come anche qua devo dire di
consueto - grande senso di responsabilità.
Ringrazio i colleghi del Governo, ringrazio non ultimo il
Presidente della Regione, per avere condotto l'attività del Governo
nel modo più egregio e ringrazio il Presidente dell'Assemblea
regionale per il gioco di squadra e l'apporto davvero
significativo. Quindi grazie a tutti non aggiungo altro ...
CRACOLICI. I Funzionari.
DAGNINO, assessore per l'economia. E naturalmente i funzionari che
sono stati qui ad attenderci notte tempo, e il Ragioniere generale,
anche lui va certamente menzionato, per avere anch'egli dato un
apporto davvero significativo, direi insostituibile.
Grazie a tutti, non dimentico nessuno, credo, concludo il mio
intervento.
PRESIDENTE. Grazie. Prima di mettere in votazione, visto e
considerato che non voglio rubare tempo ma non mi voglio sottrarre
dall'esprimere sia soddisfazione per quella che dovrebbe essere la
normalità delle cose, quella di votare entro il 31 dicembre, c'è da
dire che questo Parlamento non lo faceva da oltre vent'anni.
Per il secondo anno consecutivo questo Parlamento non ha dovuto
ricorrere all'esercizio provvisorio, e questo secondo me, è un
grande traguardo che raggiunge tutto il Parlamento.
Io mi permetto di partire prima dalle opposizioni, perché non è
scontato che ci sia un dialogo con le opposizioni - che ringrazio -
ma certamente mi sento di dire che la maggioranza ha avuto la
possibilità di potersi ampiamente esprimere.
Io mi sento di ringraziare tutti, ma veramente tutti, specie
coloro i quali lavorano qui da oltre 18 ore soltanto oggi, e da 45
giorni per questa sessione, che è stata una sessione molto
complessa e molto difficile.
Si sono fatti possibilmente degli errori, ci sono state
sicuramente delle defezioni, questo è però frutto di quelle che
sono delle sedute fiume che poi avvengono quando non si mantengono
determinate tabelle di marcia.
La vera scommessa, dal mio modesto punto di vista, Assessore, è
che non solo la norma l'anno prossimo si debba votare entro il 31
dicembre, ma anche la produzione normativa, e soprattutto le
procedure, debbano vedere come non una via del maxiemendamento per
sottrarsi a un confronto, perché il confronto con le forze
parlamentari sia di maggioranza che d'opposizione non fa altro
talvolta che arricchire il testo, quindi l'auspicio per il futuro è
che si possa andare anche con una produzione normativa migliore.
Io ringrazio veramente tutti gli assistenti parlamentari, i
funzionari, perché siete l'anima di questo di questo Parlamento, e
ci auguriamo come dicevo prima di riuscire a fare sempre meglio da
qui alla fine di questa legislatura.
Adesso si passa agli ordini del giorno, dal 261 al 263, dal 265 al
287, dal 289 al 302. Se il Governo è d'accordo Benissimo sono tutti
accolti come raccomandazione.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
831/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 831/A.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 63
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 39
Contrari 20
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, vi ringrazio, la seduta è rinviata a mercoledì
8 gennaio con attività ispettiva alle ore 15.00. Grazie
La seduta è tolta alle ore 9.16 ()
() L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XIV SESSIONE ORDINARIA
148a SEDUTA PUBBLICA (*)
Martedì 14 gennaio 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
Economia (V. allegato) (**)
(*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
con e-mail del 7 gennaio 2025, la seduta n. 148, già
convocata per mercoledì 8 gennaio 2025 alle ore 15.00, è stata
rinviata a martedì 14 gennaio 2025 al medesimo orario.
(**) Rubrica indicata dal Governo con pec dell'8 gennaio 2025
protocollata al n. 180-DIG/2025 di pari data.
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
1 Con email del 21 dicembre 2024 inviata a tutti i Deputati,
d'ordine del Presidente, i lavori della seduta n. 147, già
aggiornati a domenica 22 dicembre 2024, sono rinviati a lunedì 23
dicembre alle ore 16,00.