Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 147 di mercoledì 18 dicembre 2024
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 12.41

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   siciliana

   Schema   di   bilancio   di  previsione  triennio   2025-2026-2027
  dell'Assemblea regionale siciliana» (Doc. n. 169)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al III punto dell'ordine
  del  giorno: «Schema di bilancio di previsione triennio  2025-2026-
  2027 dell'Assemblea regionale siciliana» (Doc. n. 169)
   Ha  facoltà  di  parlare il deputato Questore, onorevole  Lombardo
  Giuseppe Geremia, per svolgere la relazione.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia, deputato Questore. Grazie  Presidente,
  do  lettura  della relazione illustrativa dello Schema di  bilancio
  2025-2027.  Il  progetto  di bilancio di previsione  approvato  dal
  Consiglio  di  Presidenza nella seduta numero 17, dell'11  dicembre
  2024,  che  si sottopone all'approvazione dell'Aula, denominato  ai
  sensi  di  legge  Schema di bilancio di previsione per il  triennio
  2025-2027 ,   è  stato  redatto  secondo  le  modalità   introdotte
  nell'ordinamento regionale dall'articolo 11, comma 5,  della  legge
  regionale  13 gennaio 2015, numero 3, con cui l'Assemblea regionale
  ha  adeguato il proprio ordinamento contabile ai principi di cui al
  decreto  legislativo numero 118 del 2011 e successive modifiche  ed
  integrazioni. Per il resto, Presidente, mi rimetto al  testo  della
  relazione scritta (in allegato al presente resoconto stenografico).

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Lombardo.  Onorevoli   colleghi,
  dichiaro aperta la discussione generale.

   Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame del Documento contabile numero 169.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)
   Si passa all'Entrata.
   Si   dà   lettura  del   Fondo  pluriennale  vincolato  per  spese
  correnti .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   CRACOLICI. Non lo trovo

   PRESIDENTE.  E'  caricato  sui tablet,  onorevole.  L'ha  trovato,
  onorevole?  Noi andiamo molto lentamente apposta per essere  quanto
  più  sereni  possibili nella votazione, a differenza di quello  che
  qualcuno dice.

   Si  dà lettura del  Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
  capitale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura dell' Utilizzo avanzo di Amministrazione .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del  Fondo di cassa all'1/01/2025
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Titolo 2 -  Trasferimenti correnti .
   Si  dà  lettura  della  Tipologia 101  Trasferimenti  correnti  da
  Amministrazioni pubbliche .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 103  Trasferimenti  correnti  da
  Imprese .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)
          (Il Titolo 2 -  Trasferimenti correnti  è approvato)

   Si passa al Titolo 3 -  Entrate extratributarie .
   Si dà lettura della Tipologia 300  Interessi attivi .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 500  Rimborsi  e  altre  entrate
  correnti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)
         (Il Titolo 3 -  Entrate extratributarie  è approvato)

   Si passa al Titolo 4 -  Entrate in conto capitale .
   Si dà lettura della Tipologia 200  Contributi agli investimenti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)
        (Il Titolo 4 -  Entrate in conto capitale  è approvato)

   Si  passa  al  Titolo 9 -  Entrate per conto terzi  e  partite  di
  giro .
   Si dà lettura della Tipologia 100  Entrate per partite di giro
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si dà lettura della Tipologia 200  Entrate per conto terzi
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)
     (Il Titolo 9 -  Entrate per conto terzi e partite di giro  è
                              approvato)

   Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
   Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione .
   Si dà lettura del Programma 1  Organi istituzionali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 2  Segreteria generale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura del Programma 3  Gestione economica,  finanziaria,
  programmazione, provveditorato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura  del Programma 5  Gestione dei  beni  demaniali  e
  patrimoniali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 8  Statistica e sistemi informativi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 10  Risorse umane .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 11  Altri servizi generali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
  (La Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione  è
                              approvata)

   Si passa alla Missione 20 -  Fondi e accantonamenti .
   Si dà lettura del Programma 1  Fondo di riserva .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   dà   lettura  del  Programma  2   Fondo  crediti  di   dubbia
  esigibilità .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 3  Altri fondi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
        (La Missione 20 -  Fondi e accantonamenti  è approvata)

   Si passa alla Missione 99 -  Servizi per conto terzi .
   Si  dà  lettura del Programma 1  Servizi per conto terzi e partite
  di giro .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
       (La Missione 99 -  Servizi per conto terzi  è approvata)

   PRESIDENTE. Si passa ai Riepiloghi.
   Si  dà  lettura  del Riepilogo generale Entrate  per  Titoli,  del
  Riepilogo  generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo  generale
  delle  Spese  per  Missioni, del Quadro generale  riassuntivo,  del
  prospetto  degli  Equilibri di Bilancio e  degli  Allegati,  nonché
  degli  allegati  bilanci  della Cassa di  Quiescenza  dei  Deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di Quiescenza  del
  personale  dell'Assemblea regionale siciliana, come  approvati  dai
  rispettivi  organi, ponendo in votazione l'intero Documento  numero
  169 con gli annessi ed allegati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   l'anno 2023

  «Discussione del  Bilancio consolidato della Regione siciliana per
   l'esercizio finanziario 2023 predisposto ai sensi degli articoli
    dall'11 bis all'11 quinquies del decreto legislativo 23 giugno
         2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni »

   PRESIDENTE.  Benissimo.  Allora,  abbiamo  approvato  il  bilancio
  interno dell'Assemblea. Si passa al II punto dell'ordine del giorno
  +Discussione del  Bilancio consolidato della Regione siciliana  per
  l'esercizio  finanziario 2023 predisposto ai sensi  degli  articoli
  dall'11  bis  all'11  quinquies del decreto legislativo  23  giugno
  2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni ».
   Un  minuto  di  pazienza.  In  attesa dell'assessore  Dagnino  che
  chiaramente, adesso, deve essere necessariamente presente in  Aula,
  a  differenza del bilancio interno dell'Assemblea, sospendiamo, per
  cinque  minuti  cosicché  possiamo anche  inserire  nei  tablet  il
  documento.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.52, è ripresa alle ore 13.11)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Invito  il  presidente della Commissione  Bilancio  a
  relazionare sul Bilancio consolidato.

   DAIDONE,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  Bilancio  consolidato  della
  Regione  siciliana  per l'esercizio finanziario  2023  -  documento
  contabile  a  carattere  consuntivo che  rappresenta  il  risultato
  economico,  patrimoniale e finanziario del  Gruppo  amministrazione
  pubblica  (GAP)  dopo l'eliminazione dei rapporti infragruppo  -  è
  stato approvato dalla Giunta regionale con la deliberazione n.  440
  dell'11 dicembre 2024.
   Il  Bilancio  consolidato  è  composto  dallo  stato  patrimoniale
  consolidato  e  dal  conto  economico consolidato,  ai  quali  sono
  allegati la relazione sulla gestione consolidata, che comprende  la
  nota  integrativa  e  la relazione del collegio  dei  revisori  dei
  conti,   secondo  quanto  previsto  dall'articolo  68  del  decreto
  legislativo n. 118/2011.
   Ai  fini  dell'adozione del Bilancio consolidato,  la  Regione  in
  qualità   di   ente  capogruppo  ha,  in  primo  luogo,   proceduto
  all'individuazione dell'elenco dei soggetti appartenenti al GAP.
   Gli  enti  rientranti  nel  gruppo sono  136  ossia  23  organismi
  strumentali,  un  organismo tecnico, 69  enti  strumentali  non  in
  liquidazione,  10  società partecipate e  33  enti  strumentali  in
  liquidazione.
   Gli  enti compresi nel GAP possono non essere inseriti nell'elenco
  dei   soggetti  da  consolidare  nei  casi  di  irrilevanza  o   di
  impossibilità   di   reperire   le   informazioni   necessarie   al
  consolidamento in tempi ragionevoli e senza spese sproporzionate.
   L'ipotesi  dell'irrilevanza  si considera  sussistente  quando  il
  bilancio  di un componente del gruppo è irrilevante ai  fini  della
  rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale
  e finanziaria e del risultato economico del gruppo. In particolare,
  sono considerati irrilevanti i bilanci che presentano, per ciascuno
  dei parametri costituiti da totale dell'attivo, patrimonio netto  e
  totale dei ricavi caratteristici, una incidenza inferiore al 3  per
  cento rispetto alla posizione patrimoniale, economico e finanziaria
  della  capogruppo.  Qualora l'Amministrazione  regionale  abbia  un
  patrimonio   netto  negativo,  ai  fini  della  rilevanza   si   fa
  riferimento  solo  ai  parametri del totale  attivo  e  del  totale
  ricavi.
   Dei  99  soggetti  così  individuati,  sulla  base  di  tutta   la
  documentazione utile acquisita, gli enti consolidati sono  stati  i
  95  inseriti  nell'elenco che segue e che voi trovate,  ovviamente,
  allegato nella relazione.
   Il   Collegio   dei   revisori  della  Regione  siciliana,   nelle
  conclusioni  della  relazione di accompagnamento,  ha  espresso  un
  giudizio favorevole sul bilancio consolidato per l'anno 2023.
   L'esame in Commissione  Bilancio' si è svolto alla presenza, oltre
  che  dall'Assessore per l'economia, del presidente del Collegio dei
  revisori dei conti della Regione siciliana.
   Il  Governo  ha rappresentato come sia stato incluso nel  bilancio
  consolidato un numero maggiore di enti rispetto all'anno precedente
  e  che  il  patrimonio netto della Regione risulta in  aumento  per
  effetto delle operazioni di consolidamento.
   Durante l'esame in Commissione ci si è soffermati, in particolare,
  sulla  circostanza  che trentasette enti non hanno  dato  riscontro
  alle  richieste  avanzate  dalla  Ragioneria  generale;  è  emersa,
  dunque,  l'esigenza di comprendere le ragioni di tale inadempienza,
  anche al fine di ideare delle soluzioni sul punto.
   Un altro dei temi sollevati nel corso dell'esame in Commissione  è
  stato  quello  del costo, pari a circa 200 milioni di  euro,  degli
  oneri  finanziari per le anticipazioni; anche su tale questione  si
  ritiene  che  occorra valutare come intervenire per contenere  tali
  costi.
   La  Commissione ha quindi valutato positivamente le risultanze del
  Bilancio   consolidato  della  Regione  siciliana  per  l'esercizio
  finanziario  2023,  ritenendo di esprimere al Governo  l'avviso  di
  approfondire le questioni superiormente accennate.
   Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sui tablet trovate  l'ordine  del
  giorno.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, il Governo non interviene? Il Bilancio
  consolidato  lo  presenta  il Governo, va  bene  la  relazione  del
  Presidente  della Commissione 'Bilancio', ma sarebbe utile  sentire
  il Governo.

   PRESIDENTE.  Chiediamo ai colleghi di evitare di andare  al  banco
  perché  l'Assessore  Dagnino è molto impegnato  in  questo  momento
  perché  è  il tema più importante dell'anno, dove lui è  certamente
  protagonista.
   C'è  stata  la  relazione del Bilancio consolidato  da  parte  del
  Presidente  della  Commissione Bilancio, Assessore  Dagnino,  vuole
  aggiungere qualcosa rispetto a questa relazione?

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  solo  qualche breve battuta. La relazione  è  stata  già
  esaustiva,  mi faceva piacere mettere in evidenza un paio  di  dati
  che emergono dall'esame del bilancio consolidato.
   In  particolare quei dati che mettono a raffronto il  risultato  i
  saldi  che sono riferibili alla sola Regione come ente consolidante
  e  i risultati che invece derivano dal perimetro di consolidamento,
  quindi  dall'esame congiunto dei dati risultanti  dal  consolidante
  ente  Regione  siciliana  e  gli enti ricadenti  nel  perimetro  di
  consolidamento.  Perché è un dato significativo che  dimostra  come
  l'apparato   regionale  oggetto  di  consolidamento  non   è   come
  contrariamente  a  quello  che potrebbe pensarsi  un  fardello  che
  appesantisce i conti della Regione, ma al contrario li migliora.
   In   particolare,  se  esaminiamo  il  risultato  d'esercizio  del
  bilancio consolidato, quindi il risultato che cumula i risultati di
  tutti gli enti sottoposti a consolidamento, abbiamo un risultato di
  4  miliardi  e 16 milioni; se esaminiamo il risultato di  esercizio
  della  sola  Regione  consolidante abbiamo un  risultato  di  3,795
  miliardi.
   Quindi  il  risultato  derivante dal  consolidamento  migliora  il
  risultato  di esercizio di circa 200 milioni di euro,  questo  vuol
  dire  che  gli  enti ricadenti nel perimetro di consolidamento  non
  appesantiscono il risultato d'esercizio della sola  Regione  ma  lo
  migliorano.  Lo  stesso dicasi se guardiamo  il  dato  dello  stato
  patrimoniale: addirittura qua il dato è ancora più rilevante perché
  se  esaminiamo il patrimonio netto, quindi la differenza tra attivo
  e  passivo patrimoniale, in sostanza - lo dico in maniera tecnica -
  della  sola  Regione  consolidante,  abbiamo  un  patrimonio  netto
  negativo  per  97  milioni  di  euro.  Dato  negativo  che  però  è
  influenzato dal mancato aggiornamento - è una questione annosa  che
  conosciamo  tutti - al valore effettivo di mercato  del  patrimonio
  immobiliare  regionale. Se consideriamo il risultato derivante  dal
  consolidamento  andiamo  a  un  patrimonio  netto  positivo  per  3
  miliardi  e  72 milioni, quindi è un dato anche questo  addirittura
  ancor  più  rilevante  che credo che possa essere  evidenziato  per
  sconfessare  la sensazione che molti anno che l'apparato  regionale
  possa  appesantire i conti della Regione. Mi sembrava significativo
  e  volevo metterlo in evidenza, rinviando naturalmente per il resto
  alla  relazione  del  Presidente, che ringrazio  sempre  per  avere
  egregiamente  e  con celerità condotto i lavori  della  Commissione
  'Bilancio'.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  è  uno
  di   quegli  argomenti  il  più  delle  volte  noioso,  però  credo
  importantissimo  per  la nostra Regione. Quel mondo  delle  società
  degli  enti,  partecipate, controllate,  vigilate  da  parte  della
  Regione è un po' il mondo oscuro della nostra Regione, perché si sa
  benissimo  tutto  quello  che  si  fa  in  Assemblea  o  nei   vari
  Dipartimenti, mentre molte volte quello che fanno la società  degli
  enti è, diciamo, poco chiaro anche agli addetti ai lavori.
   Abbiamo  avuto già modo di parlarne con l'Assessore in Commissione
  Bilancio,  ripropongo  qui alcuni temi che secondo  me  il  Governo
  della Regione dovrebbe affrontare.
   Parto da un presupposto: in tutti gli accordi Stato Regione  e  in
  tutte  le note della Corte dei Conti ogni santo anno viene ribadito
  un concetto semplicissimo: razionalizzazione.
   Servirebbe che questo immenso mondo delle società e degli  enti  -
  più  di 130, 140 tra enti e società della nostra Regione - di fatto
  nell'arco  degli  ultimi due Governi di centrodestra  della  nostra
  Regione  sono state razionalizzate solamente Crias e Ircac,  ancora
  non ben completata in Ircac.
   Nessuno  degli  enti messi in liquidazione è stato  effettivamente
  liquidato,  nessun  accorpamento è stato fatto,  nessuna  opera  di
  razionalizzazione  è stata fatta eppure in ogni  documento  tra  la
  Regione   e   lo   Stato  di  fatto  si  continua  a   parlare   di
  razionalizzazione della spesa delle società e degli enti.
   Credo  che  un  gran lavoro possa essere fatto, ne  parlavamo  con
  l'Assessore, faccio riferimento ad esempio ai consorzi di  ricerca.
  Otto  consorzi di ricerca significano otto Cda, significano non  so
  quanti revisori dei conti.
   Per  cosa?  Non  si  è capito bene nell'arco di questi  anni.  Tra
  l'altro,  si potrebbe perfettamente accorpare in un unico istituto,
  avere  un  solo Cda e provare a fare un solo consorzio  di  ricerca
  nella nostra Regione.
   A   parte,   credo,  Corfilac  di  Ragusa  che  ha   un   bilancio
  particolarmente   importante,  ma  esclusivamente   legato   a   un
  trasferimento  della Regione siciliana nei confronti  del  Corfilac
  gli altri hanno bilanci veramente molto, molto esigui. A questi  si
  possono tranquillamente aggiungere il consorzio o come si chiama...
  l'Istituto...  neanche  ricordo  il  nome...  Parco  scientifico  e
  tecnologico di Catania. Pochissimi dipendenti, i bilanci chiusi  in
  negativo  credo degli ultimi 7-8 anni, per legge andrebbe messo  in
  liquidazione, a prescindere dalla volontà da parte del Governo,  su
  questo  non  se  ne  hanno notizie. L'Assessore ha  detto  che  nel
  prossimo  piano delle liquidazioni probabilmente verrà  avviata  la
  procedura di liquidazione visto che nessuno ha richiesto  di  poter
  acquisire  le  quote nemmeno i soggetti privati, ci  attendiamo  un
  passo in avanti su questo.
   E  poi la società Interporti. Questa meravigliosa società di scopo
  della  nostra  Regione, quindi una società nata per realizzare  due
  cose:  l'interporto di Termini Imerese e l'interporto  di  Catania.
  Quello  di  Catania è sostanzialmente completato, quasi interamente
  completato. Quello di Termini Imerese negli ultimi 25 anni ci hanno
  fatto 769 mila campagne elettorali.
   Nemmeno una pietra è stata messa ad oggi.
   Rifinanziato l'interporto dalle Fsc con 30 milioni di euro -  meno
  male  che c'è pure l'assessore Aricò - per un progetto che varrebbe
  orientativamente  150  milioni, finanziato  solamente  per  30  non
  abbiamo  capito  bene se abbiamo finanziato il cancello  e  qualche
  struttura per inaugurarlo o veramente l'interporto verrà realizzato
  e  soprattutto  da chi, perché non credo che la società  Interporti
  abbia capacità oggi per poterlo finanziare a meno che non si voglia
  finanziare  per l'ennesima volta un progetto che non vedrà  mai  la
  luce.
   Però  io  resto fiducioso sulla sua realizzazione visto che  siamo
  riusciti   a   rilanciare  un  porto  di  fatto  dormiente   grazie
  all'autorità di sistema portuale, grazie all'accordo dell'assessore
  qui  presente  Savarino insieme all'autorità  di  sistema  portuale
  occidentale chiuso deliberato in Giunta credo appena qualche giorno
  addietro.
   Quindi potrebbe avere un senso in tutto questo.
   E  poi  mi sovviene adesso in mente un dato che riguarda il  parco
  dei  Nebrodi, commissariato dalla Regione con un commissario che  è
  un  dirigente  dalla  nostra Regione e mi  risulta  nel  tablet  il
  consolidato che ho avuto modo di leggere velocemente è stato uno di
  quegli  enti  che  non ha trasmesso nessun documento  alla  Regione
  stessa.
   Come  può accadere una cosa del genere? Cioè un parco della nostra
  Regione,  commissariato dalla Regione, dove  il  commissario  è  un
  dirigente  della Regione che non trasmette alla Ragioneria  i  dati
  del bilancio consolidato.
   Non so se sia una cosa normale, se l'assessore ha inviato una nota
  al  commissario del Parco dei Nebrodi anche per capire  perché  non
  risponde alle richieste legittime della Ragioneria per chiudere  il
  bilancio  consolidato e poi credo in una relazione di qualche  anno
  addietro della Corte dei conti.
   Non  capisco perché ancora c'è questo sistema in cui la Ragioneria
  deve chiedere i bilanci alle società e agli enti piuttosto avere un
  sistema automatico per effetto che, una volta approvato il bilancio
  della  società  degli  enti, nella loro completa  autonomia,  venga
  immediatamente trasferito alla Ragioneria per chiudere il  bilancio
  consolidato.
   Questo scambio di pec  avevo visto alcune società addirittura  che
  vanno  avanti  per  mesi  interi in cui la Ragioneria  chiede  alla
  società,  gli enti non rispondono, credo che sia una cosa veramente
  talmente obsoleta, di fatto non ne comprendo le ragioni. Ovviamente
  l'augurio  è  che  quella lista di società ed enti  che  non  hanno
  risposto, ho detto il parco dei Nebrodi perché mi è venuto in mente
  adesso,  ma ce ne sono altri, saranno una quindicina che non  hanno
  completamente risposto...

   CRACOLICI. Quaranta

   SUNSERI.  Quaranta, ricordavo quindici, l'onorevole  Cracolici  mi
  corregge, mi dice più di quaranta - peggio - che non hanno risposto
  alla  "chiamata" da parte della Ragioneria e dell'assessore Dagnino
  per stilare un bilancio consolidato che consolidi realmente.
   Perché al di là del gap e quindi diciamo di quegli enti che devono
  entrare di fatto far parte del bilancio consolidato poi ce ne  sono
  tanti  altri  che  invece nemmeno rispondono  e  quindi  mi  lascia
  intendere che più delle volte non hanno bilanci approvati, che sono
  in ritardo con l'approvazione, che non riescono a chiuderli.
   Ricordo, assessore che c'è una legge della nostra Regione che dice
  che  una volta che ci sono cinque tre o cinque bilanci, adesso vado
  a  memoria,  non  approvati o comunque tre non approvati  o  cinque
  negativi consecutivamente, la società va messa in liquidazione. Non
  dobbiamo sempre pensare di rifinanziare cose che non funzionano  se
  non  tramite  un  trasferimento di parte corrente  da  parte  della
  Regione.  Quindi leggerò con attenzione il documento che riguarderà
  le  liquidazioni che proporrà il Governo credo nei prossimi mesi ma
  credo  sia  opportuno fare un attimo di chiarezza nei confronti  di
  quelle  società  degli  enti  che ad oggi  risultano  assolutamente
  mancanti all'interno del bilancio consolidato.

   VENEZIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  questo  consolidato, al di là della relazione  letta  dal
  Presidente   della   Commissione  Bilancio  e  dall'dall'intervento
  dell'assessore Dagnino, potremmo dire che è solo un  atto  formale.
  Un  atto  formale  che non serve a fotografare la realtà  dei  dati
  contabili e patrimoniali della Regione ma serve solo a sbloccare le
  256 assunzioni che la Regione ha messo in campo attraverso gli atti
  di  programmazione.  Perché dalla relazione di  accompagnamento  al
  consolidato nonché dalla relazione dei revisori dei conti si evince
  tutt'altra cosa rispetto a quanto è stato detto.
   Quindi,   se  da  una  parte  è  stata  apprezzabile  l'opera   di
  risanamento  che  è  stata portata avanti ed  è  stata  certificata
  attraverso  il  consuntivo  2023 che ha abbattuto  notevolmente  il
  disavanzo,  il consolidato invece fa emergere parecchie  ombre  che
  riteniamo  opportuno fare rilevare in quest'Aula.  Ben  quarantatré
  enti  non hanno riscontrato le richieste istruttorie che la Regione
  ha  chiesto. Ben 53 enti hanno presentato dati che presentano degli
  scostamenti  rispetto alla contabilità regionale e il  dato  ancora
  più  negativo  è rappresentato dai trentasette enti che  non  hanno
  trasmesso  i  dati  contabili,  assessore  Dagnino,  alla   Regione
  nonostante le richieste.
   Tra  questi  enti  ne voglio citare alcuni che  dalle  notizie  in
  nostro   possesso  sarebbero  in  condizioni  di  gravi   criticità
  finanziarie.  L'ente  autonomo  portuale  di  Messina,  gli  undici
  consorzi per l'area di sviluppo industriale che sono stati messi in
  liquidazione e hanno una situazione debitoria non indifferente  che
  non è stata ancora affrontata per come si dovrebbe, l'ente autonomo
  Fiera del Mediterraneo, l'ente autonomo Fiera di Messina, la RESAIS
  e  in  più una situazione che ormai quest'Aula conosce da parecchio
  tempo che è appunto la massa debitoria dei consorzi di bonifica che
  secondo alcune stime, ammonterebbe a circa 150 milioni di euro.
   Noi  crediamo  che,  al di là della formalità  che  consente  oggi
  l'approvazione del consolidato e che per fortuna avrà solo una cosa
  positiva come conseguenza, che è quella di sbloccare le assunzioni,
  le  nuove assunzioni da parte della Regione, noi crediamo  che  sia
  opportuno fare un approfondimento, che sia opportuno fare  un'opera
  di  risanamento degli enti, di quegli organismi, di quelle  società
  partecipate  che non servono a nulla, producono debiti,  hanno  una
  situazione  fuori  controllo dal punto di vista finanziario  e  che
  necessitano un intervento forte e incisivo da parte della Regione.
   Per   queste  motivazioni  il  Gruppo  parlamentare  del   Partito
  Democratico  si asterrà rispetto al consolidato che viene  proposto
  in  Aula,  solo  per un motivo non votiamo contro  proprio  perché,
  appunto,  nonostante  queste criticità,  il  voto  sul  consolidato
  sbloccherà le assunzioni della Regione siciliana. Grazie.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie Presidente, onorevoli colleghi, io ho  ascoltato
  con  particolare attenzione la relazione dell'assessore Dagnino  su
  quelle  che  sono  le  tematiche che ruotano  attorno  alle  nostre
  aziende,  organismi partecipati e collegati alla Regione siciliana,
  e  anche  quelli che sono gli effetti stimati rispetto al perimetro
  del  consolidamento, e proprio su questo volevo fare un  minimo  di
  riflessione.
   Aggiungo  alle  osservazioni poste in essere dai colleghi  che  mi
  hanno preceduto, che oramai, a più riprese, i diversi accordi Stato-
  Regione  ci  impongono, assessore Dagnino, una attività quanto  più
  puntuale,  quanto più attenta, rispetto a quella che è il  riordino
  delle  nostre  società  partecipate. E' uno dei  vincoli  posti  in
  essere proprio negli ultimi accordi che sono stati sottoscritti,  e
  da  questo  punto  di  vista è indispensabile  che  venga  a  porsi
  un'azione  ben  più  concreta  rispetto  a  quello  che  ad   oggi,
  purtroppo, siamo costretti ad evidenziare; del resto il tema  delle
  partecipate  e della sua riorganizzazione è ormai noto  da  diverse
  legislature.
   Noi  ci  troviamo  enti di diverso tipo e di diversa  natura,  tra
  l'altro  che  sono commissariati, ieri citavo l'Irsap, ma  potremmo
  fare  un  elenco, come anche i consorzi di bonifica nei  quali  non
  viene  data la possibilità agli attori, agli stakeholders, di poter
  entrare nella governance di questi enti.
   E allora su un perimetro di 95 enti che fanno parte dell'azione di
  consolidamento  dalla relazione dei Revisori dei conti,  si  evince
  che  ben  37, quindi oltre un terzo, non hanno fornito i  dati  per
  permettere  di avere un quadro completo dell'azione complessiva  di
  consolidamento, tra l'altro prevista dalla normativa.
   E  allora è evidente, assessore Dagnino, che andando a quelle  che
  sono  le sue  ricostruzioni, rispetto a quelli che sono gli effetti
  che gli enti e organismi del perimetro di consolidamento forniscono
  al  bilancio  complessivo della Regione siciliana,  ci  sono  delle
  strutture,  perché  è  impensabile che ragionare  su  un  risultato
  economico di 200 milioni di euro, quando ci sono 37 enti, molti dei
  quali sono in disavanzo, e lo sappiamo benissimo, avendo affrontato
  a  più riprese in questa Assemblea l'esigenza di coprire quelli che
  sono  i debiti dei consorzi di bonifica, è evidente che questo dato
  non  è  un dato reale, è un dato falsato da evidenti carenze  nella
  fornitura di quelli che sono elementi essenziali per dare un quadro
  di  insieme dal punto di vista economico e finanziario alla  nostra
  Regione.
   Allora, l'auspicio che noi diamo, che noi poniamo, è quello che si
  ponga  in  essere  un'azione concreta, sinergica di  vero  riordino
  delle  nostre  partecipate  che pongono  effettivamente  al  centro
  quelli  che  sono  le  esigenze  dei  vari  stakeholders  che  sono
  interessati alle azioni delle stesse.
   E  ne  convengo  con chi mi ha preceduto, da questo Parlamento  ci
  deve  essere  anche  un'azione  di responsabilità,  malgrado,  ecco
  riteniamo che vi siano delle importanti incongruenze sulla  carenza
  di  dati, su evidenti scostamenti di almeno diverse decine di  enti
  ma, dal canto nostro, non possiamo che, ecco, assumere un senso  di
  responsabilità,  non voteremo contrari al Bilancio consolidato,  ci
  asterremo,  anche  con  l'auspicio che questo Bilancio  consolidato
  possa  essere  utile ad aprire a quelle che sono le esigenze  dello
  scorrimento delle graduatorie e, quindi, dare possibilità  a  nuova
  forza  lavoro  di  essere  assunte nei ranghi  dell'Amministrazione
  regionale. Grazie.

   PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.
   Allora  trovate all'interno dei vostri tablet l'ordine del  giorno
  numero 264 a firma dei Presidenti dei Gruppi di maggioranza, quando
  lo  avrete letto, non metto in votazione niente senza che prima  lo
  abbiate letto, quindi, aspetto vostra indicazione.

   bilancio consolidato"

     Votazione dell'ordine del giorno numero 264 "Approvazione del
                         bilancio consolidato"

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 264.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'ordine  del  giorno  è  approvato con l'astensione  del  Partito
  Democratico,  del Movimento Cinque Stelle e del Gruppo  Sud  chiama
  Nord.

   e n. 832/A (Legge di stabilità)

   Discussione  del  disegno di legge "Bilancio di  previsione  della
  Regione  siciliana per il triennio 2025-2027" (n.  831/A)  e  della
   Legge di stabilità regionale 2025-2027  (n. 832/A).

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si passa  al  disegno  di  legge
  numero 831/A "Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
  triennio 2025-2027".
   Ricordo  che ai sensi del decreto legislativo numero  118  del  23
  giugno   2011  ed  in  particolare,  ai  sensi  dell'articolo   11,
  dell'articolo  39,  comma 9, dell'Allegato 9  e  dell'allegato  4/1
  Paragrafo   9   la   nuova   struttura  del   bilancio,   ai   fini
  dell'approvazione  da parte dell'Assemblea, è  organizzata  per  le
  entrate  in  Titoli  e  Tipologie e per  la  spesa  in  Missioni  e
  Programmi. Tipologie e Programmi costituiscono le unità di voto  ai
  fini dell'approvazione.
   Chiedo  all'onorevole Di Paola di sostituirmi  cinque  minuti.  Si
  inizia,  quindi,  l'esame  del DDL n.  831/A  recante  il  bilancio
  regionale.
   Ci  sono alcuni emendamenti che trovate nel tablet, e ve li potete
  leggere serenamente, noi intanto cominciamo con la lettura.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE.  Si  inizia  dall'esame  dell'articolo  1   Stato   di
  previsione dell'entrata .

   Si passa all'esame dell'Allegato 2 (entrate).

   All'Allegato 2 (entrate) sono stati presentati emendamenti.
   Si  inizia  dall'emendamento ALL 2.1 del Governo, è un emendamento
  tecnico,  come  si  comprende  dalla  relazione.  Il  Parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  ALL  2.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento ALL 2.2, anche  questo  presentato  dal
  Governo. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Passiamo  all'emendamento  ALL  2.3,  anche  questo  a  firma  del
  Governo. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Passiamo  all'emendamento  ALL  2.4,  anche  questo  a  firma  del
  Governo. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io volevo  soltanto  sottolineare,
  ancorché  già  approvato, però vorrei metterlo in  evidenza  per  i
  posteri.  L'emendamento ALL 2.4 restituisce allo Stato 450  milioni
  delle cosiddette anticipazioni Covid.
   Sulla  base delle effettive riduzioni delle entrate della  Regione
  che  ci sono state si è fatto il calcolo che, tra quello che ci  ha
  anticipato  lo Stato e quello che abbiamo riscosso,  c'è  stato  un
  saldo a nostro sfavore di 450 milioni circa ed è dovuto, punto.
   Il tema, però, Assessore, che le pongo, e vorrei che ve ne faceste
  carico  in sede di Conferenza Stato-Regione, è che mentre i  comuni
  italiani  hanno  avuto  un  processo di negoziazione  per  l'eguale
  fattispecie delle mancate entrate relative ai tributi comunali  che
  lo  Stato ha anticipato anche per i comuni nel periodo Covid e poi,
  in  qualche modo, si è proceduto ad una rendicontazione  per  tutti
  gli  altri comuni, i comuni siciliani sono stati esclusi da  questo
  sistema;  per  cui noi abbiamo un paradosso che,  mentre  i  comuni
  italiani  godono  nel  bene o nel male - essendo  trasferimenti  da
  parte dello Stato attraverso il Ministero delle Finanze e poi degli
  Interni,  con cui esercita la vigilanza lo Stato nei confronti  dei
  comuni  -  nei  comuni siciliani, il minor gettito  tributario,  di
  fatto non gli viene compensato.
   Quindi   noi,   da  un  lato,  correttamente  restituiamo   quanto
  maggiormente ricevuto rispetto a quanto effettivamente riscosso, ma
  in  questa  negoziazione complessiva non teniamo conto dell'impatto
  che ha avuto anche l'emergenza Covid sugli enti locali siciliani.
   Allora io le pongo un tema, che è un tema che ho posto già ai suoi
  predecessori:  la  Regione non può esercitare il suo  principio  di
  rappresentanza esclusivamente guardando a se stessa, noi abbiamo un
  dovere e un carico che è proprio delle competenze statutarie che ci
  dà appunto lo Statuto della Regione, che in capo alla Regione vi  è
  anche il compito di rappresentanza nei confronti dello Stato per  i
  comuni  siciliani che non hanno, per capirci l'ANCI, quando  tratta
  nazionalmente molte delle questioni finanziarie relative ai comuni,
  molti di quegli effetti non si applicano in Sicilia.
   Quindi, dobbiamo provare a correggere quella impostazione regione-
  centrica  che finisce per non dare voce al fatto che  ci  sono  392
  comuni  in  Sicilia,  che  sono quasi il 5  per  cento  dei  comuni
  italiani,  che  non  ha voce nei tavoli ministeriali  relativamente
  agli aspetti finanziari. Io le volevo porre solo questo tema perché
  è un tema che prima o poi esploderà, quindi penso che l'occasione -
  secondo me già andava fatta in sede di accordo Stato Regione  -  di
  tenere  conto con un sistema di calcolo, con un sistema ricognitivo
  effettivo, non presunto, ma del fatto che i comuni siciliani,  così
  come  le  province siciliane, sono di fatto esclusi dal sistema  di
  ripartizione  o  di  correzione dei conti che  attiene  agli  altri
  comuni nel resto d'Italia.

   PRESIDENTE. Così come previsto dal decreto legislativo n. 118  del
  2011,  l'Assemblea procede all'approvazione delle singole tipologie
  all'interno di ciascun titolo.
   Pongo  in  votazione  il  fondo pluriennale  vincolato  per  spese
  correnti.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  il  fondo pluriennale  vincolato  per  conto
  capitale.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione il fondo pluriennale vincolato per incremento
  di attività finanziarie.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'utilizzo avanzo di amministrazione,  di  cui
  avanzo   utilizzato   anticipatamente,  di   cui   utilizzo   fondo
  anticipazione di liquidità.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione il fondo cassa all'1 gennaio 2025.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'esame  del  Titolo 1 "Entrate  correnti  di  natura
  tributaria, contributiva e perequativa".
   Pongo  in  votazione la Tipologia 101 "Imposte, tasse  e  proventi
  assimilati".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  la  Tipologia  102  "Tributi  destinati   al
  finanziamento della sanità".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione la Tipologia 103 "Tributi devoluti e regolati
  dalle autonomie speciali".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 1, si passa all'esame del  Titolo  2:
  "Trasferimenti correnti".

   Pongo  in  votazione la Tipologia 101 "Trasferimenti  correnti  da
  Amministrazioni pubbliche".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione la Tipologia 102 "Trasferimenti  correnti  da
  famiglie".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione la tipologia 103 "Trasferimenti  correnti  da
  imprese".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione la Tipologia 104 "Trasferimenti  correnti  da
  Istituzioni sociali private".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  la  Tipologia  105  "Trasferimenti  correnti
  dall'Unione Europea e dal resto del mondo".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame del Titolo 2, si passa all'esame del Titolo 3.
   Pongo  in votazione la Tipologia 100 "Vendita di beni e servizi  e
  proventi derivati dalla gestione dei beni".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo   in   votazione   la  Tipologia  200  "Proventi   derivanti
  dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
  illeciti".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione la Tipologia 300 "Interessi attivi".
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione la Tipologia 400 "Altre entrate da redditi  da
  capitale".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione la Tipologia 500 "Rimborsi ed  altre  entrate
  correnti".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 3, si passa all'esame  del  Titolo  4
   Entrate in conto capitale .

   Pongo   in   votazione   la   Tipologia   200   "Contributi   agli
  investimenti".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione la Tipologia 300 "Altri trasferimenti in conto
  capitale ".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione la Tipologia 400 "Entrate da  alienazione  di
  beni materiali e immateriali".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  la  Tipologia 500 "Altre  entrate  in  conto
  capitale".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 4, si passa all'esame  del  Titolo  5
   Entrate da riduzione di attività finanziarie .

   Pongo  in  votazione  la  Tipologia 100 "Alienazione  di  attività
  finanziarie".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione la Tipologia 200 "Riscossione  di  crediti  a
  breve termine".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione la Tipologia 300 "Riscossione di  crediti  di
  medio-lungo termine".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione la Tipologia 400 "Altre entrate per riduzione
  di attività finanziarie".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 5, si passa all'esame  del  Titolo  6
   Accensione prestiti .

   Pongo  in  votazione la Tipologia 300 "Accensione  mutui  e  altri
  finanziamenti a medio lungo termine".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame del Titolo 6, si passa all'esame  del  Titolo  9
   Entrate per conto terzi e partite di giro .

   Pongo in votazione la Tipologia 100 "Entrate per partite di giro".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione la Tipologia 200 "Entrate per conto terzi".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Concluso l'esame dei Titoli, si passa alla votazione dell'articolo
  1.
   Pongo in votazione l'articolo 1 con il relativo allegato così come
  emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                    Stato di previsione della spesa

   1. In applicazione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118 e
  successive   modificazioni,  sono  autorizzati  l'impegno   ed   il
  pagamento  delle  spese della Regione siciliana  per  gli  esercizi
  finanziari  2025,  2026  e  2027  in  conformità  dello  stato   di
  previsione della spesa annesso alla presente legge (allegato 4).»

   Si  passa all'esame dell'Allegato 4 e all'Allegato 4  Spesa'  sono
  stati  presentati  degli  emendamenti.  Onorevole  Cracolici,   nel
  frattempo  potete visionare l'emendamento ALL 4.1 che  trovate  nei
  tablet.

   CRACOLICI.  Mi  chiedo  una cosa, perché il  Governo  presenta  un
  emendamento  praticamente  di istituzione  e  di  suddivisione  per
  capitoli di un Dipartimento che è stato istituito da qualche  tempo
  recente,  mi riferisco al dipartimento cerimoniale della Presidenza
  della  Regione  che,  come  è noto, in una  delle  tante  leggi  di
  variazione è diventato appunto dipartimento.
   Mi  chiedo, perché il Governo non lo ha presentato in Commissione,
  visto  che, come dire, ha istituito, ha cancellato alcuni  capitoli
  generali, e ha fatto una suddivisione per capitoli, tra l'altro  mi
  sarei  aspettato nella relazione di capire se l'effetto  di  questa
  modifica   ha  inciso  in  termini  finanziari  con  una   maggiore
  previsione  nel bilancio della Regione, perché dalla relazione  non
  si  evince  sull'allegato 4.2 o l'altro, che non so che  numero  è,
  quello che faremo dopo, si capisce che ci sono istituzioni di nuovi
  capitoli, e ci sono nuove previsioni finanziarie in aumento.
   Ripeto,  sarebbe stato trasparente consentire alla Commissione  di
  affrontare  in quella sede l'esame di questi capitoli. Pertanto  io
  annuncio il mio voto contrario, sia al primo che al secondo, perché
  considero questa modalità di realizzare una legge di bilancio  poco
  consona  a  quella che deve essere la trasparenza,  ripeto,  stiamo
  parlando  di  bilancio  a legislazione invariata,  quindi  le  dico
  subito che non mi piace questa modalità.

   PRESIDENTE. Assessore, magari illustri l'emendamento, così vediamo
  di chiarire i dubbi mossi da parte dei colleghi. Prego, Assessore.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie Presidente, come risulta
  dalla  relazione,  la  richiesta  di  modifica  è  pervenuta   alla
  segreteria  generale con nota del 9 dicembre  2024,  quindi  è  una
  richiesta che è pervenuta in corso di lavori. La Commissione aveva,
  forse, già esaurito l'attività. Quindi questa è la ragione per  cui
  è stato introdotto adesso.

   PRESIDENTE.  C'era  l'onorevole  Sunseri  che  voleva  intervenire
  prima. Prego, onorevole.

   SUNSERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  nominale.

   PRESIDENTE. Non voleva intervenire?

   SUNSERI. No, volevo chiedere il voto palese.

   PRESIDENTE.   Quindi   c'è   una   richiesta   di   voto    palese
  sull'emendamento ALL 4.1?

   SUNSERI. Sì, sì.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.  Chiedo  il parere della Commissione  sull'emendamento
  ALL 4.1 del Governo

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.


      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento ALL 4.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento ALL 4.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti .....................  59
   Votanti ......................  49
   Maggioranza .............  25
   Favorevoli .................  29
   Contrari .....................  20
   Astenuti .....................  0

                             (È approvato)

   Mi  date,  gentilmente,  un  verbale.  L'emendamento  ALL  4.1   è
  approvato.
   Si passa all'emendamento ALL 4.2. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto sull'emendamento ALL
  4.2. Vediamo se è appoggiata la richiesta di voto segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento ALL 4.2.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento  ALL  4.2. Chi è favorevole  prema  verde,  chi  è
  contrario prema rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti .....................  59
   Votanti ......................  48
   Maggioranza .............  25
   Favorevoli .................  23
   Contrari .....................  25
   Astenuti .....................  0

                           (Non è approvato)

   La seduta è sospesa per mezz'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.59, è ripresa alle ore 14.42)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta riprende per comunicarvi
  che  sospendiamo  nuovamente i lavori e riconvochiamo  per  le  ore
  16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.42, è ripresa alle ore 18.25)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto.
   Riprendiamo  i  lavori  dall'emendamento  ALL  4.3,  a  firma  del
  Governo.

   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Sì, aspettiamo, prendetevi tutto il tempo che volete e
  poi mi fate cenno, non c'è alcuna fretta.
   Pongo  in votazione l'emendamento ALL. 4.3. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento ALL. 4.4. Il  parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento  ALL.  4.4.   Chi  è
  favorevole resti seduto: chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento ALL. 4.5 sempre del  Governo.
  Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento  ALL.  4.5.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento ALL. 4.6. Il  parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento  ALL.  4.6.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento ALL. 4.7. Il  parere  della
  Commissione?

   CRACOLICI. Ci dia il tempo di dare una lettura.

   PRESIDENTE.  Fatemi  cenno  voi quando  siete  pronti,  non  è  un
  problema.
   C'è  una  richiesta da parte dell'opposizione, se l'Assessore  può
  illustrare l'emendamento ALL. 4.7. Prego, Assessore.

   DAGNINO. Sì, grazie, è una richiesta che è venuta dall'Assessorato
  all'Istruzione - che è qui alla mia destra - e riguarda un capitolo
  di  una  richiesta di aumento di 100 mila euro per le  attività  di
  informazione  sull'attività istituzionale svolta  dall'Assessorato,
  cioè  la percezione all'interno dell'Assessorato che sia necessario
  comunicare, informare sull'attività svolta, quindi è un emendamento
  che, come dire, si spiega da sé.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL 4.7.

   CATANZARO. Il PD è contrario

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  ALL  4.7.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  è  approvato  con il  voto  contrario  del  Partito
  Democratico e del Movimento Cinque Stelle.
   Si passa all'emendamento ALL 4.8, del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, intervengo solo per un chiarimento,  se
  questi   500   mila   euro   sono  destinati   all'incremento   dei
  trasferimenti  alle scuole paritarie, in questo caso  materne,  dei
  Comuni  e degli Enti locali, dal capitolo. Potrebbe essere, ma  non
  si capisce.

   PRESIDENTE.  Assessore Dagnino, l'onorevole Safina  ha  fatto  una
  domanda.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Non è specificato, fa  fede  la
  descrizione del capitolo, quindi desumo che sia destinata a  tutti,
  anche quella degli Enti locali.

   CATANZARO. Assessore, vorremmo capire con più dettagli.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Mi conferma il collega  Turano,
  ma  è richiamato anche nella descrizione del capitolo trasferimenti
  correnti alle amministrazioni locali, quindi evidentemente anche  i
  Comuni.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento ALL 4.8?

   DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.

   CATANZARO.  Signor Presidente, c'era brusio in Aula,  non  abbiamo
  capito a cosa servivano questi 500 mila euro.

   PRESIDENTE.  Per quello che mi dicono gli uffici a  finanziare  le
  scuole  paritarie  attraverso gli enti locali,  credo  che  abbiate
  avuto conferma dall'Assessore, questo ho capito io rispetto al  suo
  intervento.
   Pongo  in votazione l'emendamento ALL 4.8. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento ALL 4.9, del Governo. Il  parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento ALL 4.10, del Governo. Il parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  ALL  4.10.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento ALL 4.11, del Governo. Il parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione.  Favorevole.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, la mia veramente è una richiesta  di
  chiarimento.  Abbiamo  fatto il testo della legge  di  bilancio  in
  Commissione, come normalmente si fa.
   Qui  stiamo facendo una variazione di circa 34 milioni di euro  di
  integrazione al Fondo sanitario regionale.
   Ma  è  possibile  che  l'Amministrazione non conoscesse  prima  di
  approntare  il  testo,  non dico il testo in  Giunta,  essendo  tra
  l'altro - leggo - spese obbligatorie, se sono obbligatorie dovevano
  essere già contenute nel testo. Facciamo conto che ci sia stata una
  svista,  ma  in Commissione perché il Governo non ha presentato  un
  emendamento  che  in  quella sede quanto meno  avrebbe  spiegato  e
  questo  avrebbe consentito di evitare di fare questi interventi  in
  Aula.  Perché  -  mi chiedo - 34 milioni di spese obbligatorie  con
  vari  capitoli? A cosa devono servire, quanto meno ce lo  spiegate,
  per capirlo.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  signori
  onorevoli, come risulta anche dalla relazione, la richiesta è stata
  avanzata   dall'Assessorato  alla  Sanità,  in   particolare,   dal
  Dipartimento Programmazione con mail del 3 e del 4 dicembre 2024.
   Si  tratta,  in  sostanza, del fatto che maggiori oneri  derivanti
  dall'aumento della spesa pubblica a livello nazionale per la  quale
  la  Regione ha l'obbligo di compartecipazione su percentuale fissa,
  quindi,  a fronte di aumenti decisi a livello di Governo nazionale,
  la  Regione  si  trova obbligata a corrispondere la  sua  quota  di
  compartecipazione  in  misura  percentuale,  anche  noi  devo  dire
  abbiamo  rappresentato  la  difficoltà che  ha  creato,  non  poche
  difficoltà  perché  avevamo la manovra  in  corso  di  discussione,
  abbiamo  avuto  una lunga discussione, un lungo  confronto  con  la
  Direzione generale competente ma ci hanno spiegato che sono misure,
  sono  esigenze che sono state rappresentate soltanto a ridosso  dei
  termini anche a livello di Governo nazionale.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  anch'io
  rimango stupito dal fatto che non si sia discusso in Commissione di
  merito,   nella  Commissione  Sanità  e,  quindi,  in   Commissione
  Bilancio,  però  mi  rimetto  alle  considerazioni  che  ha   fatto
  l'Assessore al Bilancio.
   Se ci sono queste richieste da parte dell'Assessorato e sono delle
  richieste  che  rientrano  all'interno delle  norme,  per  noi  non
  possiamo  che  dire che non si può fare ostruzionismo,  opposizione
  però mi permetto di dire una cosa.
   Presidente,  io  ho presentato degli ordini del giorno  perché  da
  gennaio  in poi la fecondazione medicalmente assistita entrerà  nei
  LEA,  nei  livelli  essenziali  di assistenza.  Ora,  la  cosa  che
  preoccupa, per la quale abbiamo presentato un ordine del giorno,  è
  che  pare  che  in  Sicilia la fecondazione medicalmente  assistita
  rispetto  alle altre Regioni non si presenterà in maniera gratuita,
  non  sarà  fornita in maniera gratuita a chi ne farà  richiesta  e,
  pertanto, si creerà una disparità, un'ingiustizia perché spesso  si
  parla della denatalità. Però sappiamo tutti che nel momento in  cui
  si  mettono  in  campo  delle strategie queste debbono  determinare
  un'equità, un diritto alla salute per tutti e, quindi, io spero, mi
  auguro che in queste, mi rivolgo all'assessore al bilancio ma anche
  all'assessore alla sanità che non è però presente, io spero che  in
  queste  risorse  così ampie possa rientrare anche  la  fecondazione
  medicalmente  assistita perché altrimenti  noi  stiamo  facendo  un
  discorso  generico ma per quel che ci riguarda, qui ci  sono  anche
  altri  componenti della Commissione Sanità verrebbe meno un impegno
  che, invece, deve essere assunto nei confronti della comunità delle
  donne  che hanno problemi per avere dei figli, la fertilità che  si
  può ritrovare con dei meccanismi scientifici acclarati.
   Ed  infine, due considerazioni, Presidente, noi abbiamo presentato
  altri   due  ordini  del  giorno  che  fanno  riferimento  a  degli
  emendamenti da noi discussi in Commissione, Presidente  Laccoto,  e
  poi portati in Commissione Bilancio e sono quelle che riguardano il
  Centro  per il cancro, un centro di eccellenza al Garibaldi  perché
  lì  che operano, soprattutto, nel campo ginecologico professionisti
  valenti,  noi abbiamo chiesto sia per il Centro per il  cancro,  di
  eccellenza  per  il  cancro, che per le fragilità  che  riguardano,
  innanzitutto,  l'odontoiatria  per  i  ragazzi  disabili,   abbiamo
  chiesto   di  utilizzare  le  economie  dell'articolo  20.   Quindi
  Assessore  mi  rivolgo  a  lei,  all'Assessore  al  bilancio  e  al
  Presidente della Regione, chiediamo che ci sia attenzione  rispetto
  a  questi  tre  temi perché sono risorse che, per  la  fecondazione
  medicalmente  assistita,  non  possiamo  non  ritrovare  in  questo
  emendamento presentato.
   Per  quel  che riguarda il centro di eccellenza per il  cancro  al
  Garibaldi e per la fragilità dei ragazzi disabili che hanno bisogno
  di cure odontoiatriche si possano utilizzare, chiediamo Presidente,
  soltanto  le  economie derivanti dall'articolo  20.  Come  sappiamo
  queste  economie ci sono state e che l'Assessorato sta facendo  una
  rimodulazione di queste somme, le chiediamo un impegno, Presidente,
  perché sono tematiche di grande interesse.
   Il  cancro  è  diventata  una malattia  che  può  anche  diventare
  cronica.  Un  tempo quando si parlava di cancro  si  stabilivano  i
  tempi  della  morte. Oggi si può combattere, si spera possa  essere
  combattuta.  In  tal  senso, io credo che noi  dobbiamo  attrezzare
  sempre  più  la nostra Sicilia che, in questo ha anche tante  luci,
  Presidente.
   Ma   io  credo  che  sia  doveroso  insistere  e  determinare   un
  miglioramento strutturale e significativo per i nostri siciliani.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della  Regione,  sulla  fecondazione  assistita  ho  sentito  pure,
  abbiamo  avuto la discussione in Commissione, in Sicilia  varrà  il
  principio   stesso   che   vale  nelle  altre   regioni:   se   c'è
  un'indicazione nazionale di un ticket che, ho sentito dai giornali,
  si  tratterebbe di 700 euro - naturalmente, per quelli che non sono
  esenti  -  sarà fatto in Sicilia. Ma nessun ticket, maggiore  delle
  altre Regioni, sarà adottato in questa Regione.
   Questo è quanto arriva all'Assessorato.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  signor
  Presidente della Regione. ...si è rotto...

   PRESIDENTE.  Lo  paga  lei. L'ha rotto? E'  riuscito  a  romperlo?
  Addebitatelo.  L'ha rotto veramente. Funziona il microfono?  Faccia
  l'intervento.

   DE  LUCA Antonino. Io volevo solo un chiarimento. Grazie al  cielo
  sono vivo e, visto i tempi, probabilmente

   PRESIDENTE. Voleva chiedere i danni all'Amministrazione?

   DE  LUCA  Antonino.  Dovrò  denunciare  l'accaduto  come  un  vile
  attentato alla mia incolumità, d'altronde per ora si usa
   Presidente,  io  volevo solo un chiarimento sul  capitolo  417369,
  perché  sono  le attività di screening sull'epatite C che  sono  un
  Lea,  un livello essenziale di assistenza. Allora volevo capire  se
  il   definanziamento   di   un  milione   e   sette   equivale   al
  definanziamento  totale della misura o al definanziamento  parziale
  della  misura, in quanto lo screening sull'epatite C è  un  Lea  da
  qualche anno.
   Infine  volevo ricordare, visto anche gli interventi che mi  hanno
  preceduto,   per  quanto  concerne  la  procreazione   medicalmente
  assistita,  un  settore che ha visto particolarmente  impegnato  il
  Movimento  Cinque Stelle che aveva anche sottoposto  all'attenzione
  di  questo governo un emendamento a prima firma della collega  Jose
  Marano che prevedeva lo stanziamento di un milione e mezzo di  euro
  per sostenere le coppie che vogliono intraprendere questo percorso.
   Ora  qua  dobbiamo fare un attimo di chiarezza perché  da  gennaio
  diventerà un Lea. Sinora l'approccio di questa regione è stato però
  un  po'  di  attenzione se ai colleghi la procreazione medicalmente
  assistita non interessa, almeno evitino di fare interventi,  perché
  se serve solo a farsi pubblicità non ha senso.

   PRESIDENTE. Sfonda una porta aperta.

   DE  LUCA  Antonino.  Perfetto. Allora torniamo  alla  procreazione
  medicalmente assistita.
   E' un argomento in cui ci siamo impegnati tanto, la collega Marano
  ha   anche  presentato  un  emendamento  per  sostenere  le  coppie
  siciliane  che  decidono di intraprendere questo percorso.  Cosa  è
  successo finora? Che le pochissime somme messe a disposizione, pari
  a circa mezzo milione di euro l'anno, per via di un decreto emanato
  dall'ex assessore alla sanità Razza, andavano nella misura  del  70
  per  cento  ai  privati convenzionati e solo il 30 per  cento  alle
  strutture pubbliche.
   Allora, innanzitutto questa è una differenziazione che ovviamente,
  nel  momento in cui diventerà LEA, dovrà evidentemente  sparire  ma
  anche  quando  diventerà LEA le spese per le coppie  siciliane  non
  saranno venute meno, perché una coppia dovrà affrontare un percorso
  che  prevedrà il pagamento di un ticket pari a 700 euro o 2000 euro
  a  seconda  della tipologia di inseminazione che verrà  effettuata.
  Conseguentemente,  l'emendamento  previsto  dalla  collega  prevede
  anche  lo stanziamento di somme che vanno non a gravare sul  ticket
  ma  che  vanno a sostenere direttamente le coppie che con  un  Isee
  basso magari hanno difficoltà comunque ad accedere a queste somme.
   Allora sarebbe un segnale molto importante da parte del Governo se
  volesse  esserci l'accoglimento poi in un secondo momento anche  di
  questo  emendamento, di questa importante tematica che  la  collega
  Marano ha rappresentato.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  la  ringrazio  e  ne  approfitto
  ovviamente della presenza del Presidente della Regione in Aula  che
  sia  ieri  che  oggi  iniziando i lavori ci dovrà  accompagnare  in
  queste giornate perché è fondamentale.
   Il  tema  che  è stato posto dai colleghi, ovviamente  ha  parlato
  anche il capogruppo De Luca, ma soprattutto il mio collega Burtone,
  con  il  quale noi da due anni, anzi un anno e mezzo perché abbiamo
  pure  presentato dei disegni, anzi un disegno di legge che è  stato
  approvato,  l'abbiamo detto in Commissione,  su  quello  che  è  la
  raccolta  dei  gameti. Abbiamo chiesto alla presenza dell'assessore
  alla  sanità, Presidente, proprio una riunione per il 14 perché  il
  tema è molto ma molto sentito ed importante.
   Sono  più  di 12 mila coppie in Sicilia e ovviamente si  ritrovano
  rispetto  al  resto  d'Italia  a  ricorrere  a  quella  che  è   la
  fecondazione medicalmente assistita e che nello stesso tempo noi ci
  troviamo  ad  avere  una  grande lacuna che ovviamente  il  sistema
  sanitario nostro regionale ci fa trovare.
   E  allora,  Presidente  della Regione, quale  migliore  occasione,
  essendoci  questi  34  milioni  di  euro,  che  ovviamente  vengono
  ascritti a quello che è il capitolo della sanità, ci vuole  proprio
  in  questo momento anche una presa di posizione su un tema che  non
  può  più  essere rimandato a quello che magari poi  sono  i  LEA  e
  quant'altro,  però  è un impegno che il Governo regionale  potrebbe
  assumere  rispetto  a quelle coppie che magari non  si  trovano  ad
  avere la disponibilità economica e quindi si ritrovano ovviamente a
  pagare ticket di 700 euro in Sicilia.
   Allora  su questo tema, Presidente della Regione, lei è in Aula  e
  noi ci aspettiamo un impegno da parte del Governo proprio su questo
  aspetto,  e  quindi  quello  che  chiediamo  è  proprio,  dopo  gli
  interventi che ci sono stati, ma anche quello che è stato dibattuto
  in  Commissione  è  quello  che  è stato  il  lavoro  prodotto  dai
  colleghi,  dai  deputati, dai gruppi parlamentari, noi  ne  abbiamo
  fatto anche un disegno di legge, lo chiediamo con forza che ci  sia
  un impegno da parte sua e vorremmo e gradiremmo che ci possa essere
  una sua risposta a quello che noi poniamo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.   Signor  Presidente,  oltre  alla  questione  che   hanno
  sollevato  i  miei  colleghi,  vorrei  rammentare  che  la  Regione
  siciliana  è la Regione col più alto numero di medici obiettori  in
  Italia: il 95% dei medici in Sicilia non è disponibile ad applicare
  la legge n. 194 del 1978, sostanzialmente in Sicilia questo diritto
  è  negato  alle donne, e questo ha un'attinenza fortissima  con  la
  tutela  del diritto alla salute delle donne che si trovano  già  ad
  affrontare un dramma quale quello dell'aborto.
   Noi  come  Gruppo  del Partito Democratico abbiamo  presentato  un
  disegno  di  legge  per prevedere l'assunzione nelle  Asp  e  nelle
  strutture,  ovviamente ospedaliere, di medici non  obiettori  e  di
  personale sanitario non obiettore, e per creare le cosiddette unità
  operative  semplici  di  IVG,  cioè di interruzione  volontaria  di
  gravidanza.
   È  qualcosa che in altre Regioni si è fatta, il Lazio è  stata  la
  prima,   il   San  Camillo  oramai  ha  addirittura  una  struttura
  complessa,  così  come  abbiamo chiesto  che  venga  rispettata  la
  volontà   delle  coppie  di  addivenire  anche  in   Sicilia   alla
  fecondazione  assistita,  io penso che debba  essere  garantito  in
  Sicilia questo diritto all'interruzione volontaria di gravidanza, e
  dunque  il  Servizio  sanitario regionale deve predisporre  e  deve
  destinare  delle  risorse ad hoc affinché  questi  servizi  possano
  essere  istituiti.  Basterebbe una circolare dell'assessorato  alla
  salute,  perché così è stato fatto nel Lazio, ma io penso  che  con
  una  legge  che  disciplina anche alcuni aspetti che riguardano  il
  rapporto  di  lavoro  sia  assolutamente  meglio,  però   se   oggi
  decidessimo  di  destinare  una parte della  quota  del  Fondo  del
  Servizio  sanitario  nazionale a questo  servizio  non  faremmo  un
  torto,  anzi  rispetteremmo un diritto  e  applicheremmo  anche  in
  Sicilia una legge.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, visto che  si  sta  discutendo  ormai
  ampiamente  del tema sulla PMA, già il collega De Luca l'ha  detto,
  il  mio emendamento in Commissione Sanità è già stato approvato con
  un milione e mezzo, io direi che non soltanto è un segnale verso le
  coppie  che  hanno  difficoltà ad avere figli, perché  non  si  può
  scegliere tra il dare la vita e farsi i conti con i soldi per poter
  dare  alla  luce  un figlio, ma è un segnale che  si  dà  anche  di
  attenzione  alla sanità pubblica, è un segnale per dire rafforziamo
  la  sanità  pubblica e non fermiamoci a dover sempre  ricorrere  ai
  centri  privati convenzionati, quindi sarebbe un segnale  anche  in
  questo senso.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   Sono   finiti   gli   interventi,  quindi   pongo   in   votazione
  l'emendamento ALL 4.11.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Passiamo  adesso all'emendamento ALL 4.12, del Governo. Il  parere
  della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  ALL  4.12.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Abbiamo concluso l'esame degli emendamenti.
   Allora colleghi, così come previsto dal decreto legislativo numero
  118  del  2011e  successive modifiche ed integrazioni,  l'Assemblea
  procede  all'approvazione  dei  singoli  Programmi  all'interno  di
  ciascuna Missione, così come emendati.

   Si inizia dall'esame della Missione 0 Disavanzo finanziario

   Si pone in votazione il Programma 0 Disavanzo finanziario

                             (È approvato)

   Si   passa  all'esame  della  Missione  1  Servizi  istituzionali,
  generali e di gestione

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Organi istituzionali

                             (È approvato)

   Programma 2 Segreteria Generale

                             (È approvato)

   Programma  3  Gestione  economica, finanziaria,  programmazione  e
  provveditorato

                             (È approvato)

   Programma 4 Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali

                             (È approvato)

   Programma 5 Gestione dei beni demaniali e patrimoniali

                             (È approvato)

   Programma 6 Ufficio tecnico

                             (È approvato)

   Programma 7 Elezioni e consultazioni popolari - Anagrafe  e  stato
  civile

                             (È approvato)

   Programma 8 Statistica e sistemi informativi

                             (È approvato)

   Programma 10 Risorse umane

                             (È approvato)

   Programma 11 Altri servizi generali

                             (È approvato)

   Programma   12   Politica  regionale  unitaria   per   i   servizi
  istituzionali, generali e di gestione

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 1,  si  passa  all'esame  della
  Missione 4 Istruzione e diritto allo studio

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Istruzione prescolastica

                             (È approvato)

   Programma 2 Altri ordini di istruzione non universitaria

                             (È approvato)

   Programma 3 Edilizia scolastica

                             (È approvato)

   Programma 4 Istruzione universitaria

                             (È approvato)

   Programma 5 Istruzione tecnica superiore

                             (È approvato)

   Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione

                             (È approvato)

    Programma 7 Diritto allo studio

                             (È approvato)

   Programma  8  Politica regionale unitaria per  l'istruzione  e  il
  diritto allo studio

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 4,  si  passa  all'esame  della
  Missione 5 Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Valorizzazione dei beni di interesse storico

                             (È approvato)

   Programma  2  Attività culturali e interventi diversi nel  settore
  culturale

                             (È approvato)

   Programma 3 Politica regionale unitaria per la tutela dei  beni  e
  delle attività culturali

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 5,  si  passa  all'esame  della
  Missione 6 Politiche giovanili, sport e tempo libero

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Sport e tempo libero

                             (È approvato)

   Programma 3 Politica regionale unitaria per i giovani, lo sport  e
  il tempo libero

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 6,  si  passa  all'esame  della
  Missione 7 Turismo

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo

                             (È approvato)

   Programma 2 Politica regionale unitaria per il turismo

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 7,  si  passa  all'esame  della
  Missione 8 Assetto del territorio ed edilizia abitativa

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Urbanistica e assetto del territorio

                             (È approvato)

   Programma  2 Edilizia residenziale pubblica e locale  e  piani  di
  edilizia economico - popolare

                             (È approvato)

   Programma   3  Politica  regionale  unitaria  per  l'assetto   del
  territorio e l'edilizia abitativa

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 8,  Si  passa  all'esame  della
  Missione   9  Sviluppo  sostenibile  e  tutela  del  territorio   e
  dell'ambiente

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Difesa del suolo

                             (È approvato)

   Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero ambientale

                             (È approvato)

   Programma 3 Rifiuti

                             (È approvato)

   Programma 4 Servizio idrico integrato

                             (È approvato)

   Programma   5   Aree   protette,   parchi   naturali,   protezione
  naturalistica e forestazione

                             (È approvato)

   Programma 6 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche

                             (È approvato)

   Programma 8 Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento

                             (È approvato)

   Programma   9   Politica  regionale  unitaria  per   lo   sviluppo
  sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiente

                             (È approvato)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE. Esaurito l'esame della Missione 9, si passa  all'esame
  della Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità.

   Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Trasporto ferroviario

                             (È approvato)

   Programma 2 Trasporto pubblico locale

                             (È approvato)

   Programma 3 Trasporto per vie d'acqua

                             (È approvato)

   Programma 4 Altre modalità di trasporto

                             (È approvato)

   Programma 5 Viabilità e infrastrutture stradali

                             (È approvato)

   Programma  6  Politica regionale unitaria per  i  trasporti  e  il
  diritto alla mobilità

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 10, si  passa  all'esame  della
  Missione 11 Soccorso civile.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Sistema di protezione civile

                             (È approvato)

   Programma 2 Interventi a seguito di calamità naturali

                             (È approvato)

   Programma  3  Politica regionale unitaria per  il  soccorso  e  la
  protezione civile

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 11, si  passa  all'esame  della
  Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido

                             (È approvato)

   Programma 2 Interventi per la disabilità

                             (È approvato)

   Programma 3 Interventi per gli anziani

                             (È approvato)

   Programma  4  Interventi  per soggetti  a  rischio  di  esclusione
  sociale

                             (È approvato)

   Programma 5 Interventi per le famiglie

                             (È approvato)

   Programma 6 Interventi per il diritto alla casa

                             (È approvato)

   Programma  7  Programmazione  e governo  della  rete  dei  servizi
  sociosanitari e sociali

                             (È approvato)

   Programma 8 Cooperazione e associazionismo

                             (È approvato)

   Programma  10 Politica regionale unitaria per i diritti sociali  e
  la famiglia

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 12, si  passa  all'esame  della
  Missione 13 Tutela della salute.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario
  corrente per la garanzia dei LEA

                             (È approvato)

   Programma   2   Servizio  sanitario  regionale   -   finanziamento
  aggiuntivo corrente per livelli di assistenza superiori ai LEA

                             (È approvato)

   Programma  4  Servizio sanitario regionale - ripiano di  disavanzi
  sanitari relativi ad esercizi pregressi

                             (È approvato)

   Programma 5 Servizio sanitario regionale - investimenti sanitari

                             (È approvato)

   Programma  6 Servizio sanitario regionale - restituzione  maggiori
  gettiti SSN

                             (È approvato)

   Programma 7 Ulteriori spese in materia sanitaria

                             (È approvato)

   Programma 8 Politica regionale unitaria per la tutela della salute

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 13, si  passa  all'esame  della
  Missione 14 Sviluppo economico e competitività.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Industria, PMI e artigianato

                             (È approvato)

   Programma 2 Commercio - reti distributive - tutela dei consumatori

                             (È approvato)

   Programma 3 Ricerca e innovazione

                             (È approvato)

   Programma 4 Reti e altri servizi di pubblica utilità

                             (È approvato)

   Programma  5 Politica regionale unitaria per lo sviluppo economico
  e la competitività

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 14, si  passa  all'esame  della
  Missione 15 Politiche per il lavoro e la formazione professionale.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro

                             (È approvato)

   Programma 2 Formazione professionale

                             (È approvato)

   Programma 3 Sostegno all'occupazione

                             (È approvato)

   Programma  4  Politica  regionale unitaria  per  il  lavoro  e  la
  formazione professionale

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 15, si  passa  all'esame  della
  Missione 16 Agricoltura politiche agroalimentari e pesca.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma   1   Sviluppo  del  settore  agricolo  e  del   sistema
  agroalimentare

                             (È approvato)

   Programma 2 Caccia e pesca

                             (È approvato)

   Programma  3  Politica  regionale unitaria  per  l'agricoltura,  i
  sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 16, si  passa  all'esame  della
  Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Fonti energetiche

                             (È approvato)

   Programma  2  Politica  regionale  unitaria  per  l'energia  e  la
  diversificazione delle fonti energetiche

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 17, Si  passa  all'esame  della
  Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma   1   Relazioni  finanziarie  con  le  altre   autonomie
  territoriali

                             (È approvato)

   Programma  2 Politica regionale unitaria per le relazioni  con  le
  altre autonomie locali

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 18, si  passa  all'esame  della
  Missione 19 Relazioni internazionali

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 19, si  passa  all'esame  della
  Missione 20 Fondi e accantonamenti.

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Fondo di riserva

                             (È approvato)

   Programma 2 Fondo crediti di dubbia esigibilità

                             (È approvato)

   Programma 3 Altri fondi

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 20, si  passa  all'esame  della
  Missione 50 Debito pubblico.

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma   1  Quota  interessi  ammortamento  mutui  e   prestiti
  obbligazionari

                             (È approvato)

   Programma   2  Quota  capitale  ammortamento  mutui   e   prestiti
  obbligazionari

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 50, si  passa  all'esame  della
  Missione 60 Anticipazioni finanziarie

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Restituzione anticipazioni di tesoreria

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 60, si  passa  all'esame  della
  Missione 99 Servizi per conto terzi

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Servizi per conto terzi - partite di giro

                             (È approvato)

   Programma  2  Anticipazioni  per  il  finanziamento  del   Sistema
  Sanitario Nazionale

                             (È approvato)

   Concluso  l'esame dei Programmi e delle Missioni,  si  passa  alla
  votazione dell'articolo 2.

   Pongo in votazione l'articolo 2 con il relativo allegato così come
  emendato.

                             (È approvato)

   Si passa quindi all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura.

                               «Art. 3.
                               Allegati

   1. Sono approvati i seguenti allegati:

   a) la nota integrativa (allegato 1);

   b)  il  prospetto delle entrate di bilancio per titoli e tipologie
  per   ciascuno  degli  anni  considerati  nel  bilancio   triennale
  (allegato 2);

   c)  il  riepilogo generale delle entrate per titoli  per  ciascuno
  degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 3);

   d) il prospetto delle spese di bilancio per missioni, programmi  e
  titoli  per ciascuno degli anni considerati nel bilancio  triennale
  (allegato 4);

   e)   i   prospetti  recanti  i  riepiloghi  generali  delle  spese
  rispettivamente per titoli e per missioni per ciascuno  degli  anni
  considerati nel bilancio triennale (allegati 5/a-b);

   f)  il  quadro generale riassuntivo delle entrate (per  titoli)  e
  delle spese (per titoli) (allegato 6);

   g)  il  prospetto  dimostrativo dell'equilibrio  di  bilancio  per
  ciascuno  degli  anni considerati nel bilancio triennale  (allegato
  7);

   h)   il   prospetto   esplicativo  del   risultato   presunto   di
  amministrazione (allegato 8);

   i)  il  prospetto  concernente  la composizione,  per  missioni  e
  programmi, del fondo pluriennale vincolato (allegato 9);

   j)  il prospetto concernente la composizione del fondo crediti  di
  dubbia esigibilità per ciascuno degli anni considerati nel bilancio
  triennale (allegato 10);

   k) l'elenco delle garanzie principali o sussidiarie prestate dalla
  Regione  a favore di enti e di altri soggetti ai sensi delle  leggi
  vigenti (allegato 11);

   l)   il  prospetto  dimostrativo  del  rispetto  dei  vincoli   di
  indebitamento (allegato 12);

   m)  l'elenco  dei  capitoli che riguardano le  spese  obbligatorie
  (allegato 13);

   n) l'elenco delle spese che possono essere finanziate con il fondo
  di riserva per spese impreviste (allegato 14);

   o)  l'elenco analitico delle risorse accantonate nel risultato  di
  amministrazione presunto (allegato 15);

   p)  l'elenco  analitico delle risorse vincolate nel  risultato  di
  amministrazione presunto (allegato 16);

   q)  l'elenco  analitico delle risorse destinate agli  investimenti
  nel risultato di amministrazione presunto (allegato 17);

   r)  la  relazione  del collegio dei revisori dei  conti  (allegato
  18)».

   Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti.
   Si passa all'emendamento 3.2. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.2. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 3.3, Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.3. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa alla votazione dell'articolo 3, con i relativi allegati,
  così  come emendati. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura.

                               «Art. 4.
                Totale generale del bilancio triennale

   1.  È approvato in euro 21.320.178.387,31 in termini di competenza
  ed  in  euro  29.583.818.222,71 in  termini  di  cassa,  il  totale
  generale  dell'entrata  e della spesa del  bilancio  della  Regione
  siciliana per l'esercizio finanziario 2025.

   2.   È   approvato  in  euro  20.262.603.706,62,  in  termini   di
  competenza,  il  totale generale dell'entrata  e  della  spesa  del
  bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2026.

   3.   È   approvato  in  euro  19.900.963.377,57,  in  termini   di
  competenza,  il  totale generale dell'entrata  e  della  spesa  del
  bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2027».

   Non sono stati presentati emendamenti. Pongo pertanto in votazione
  l'articolo  4.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura.

                               «Art. 5.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2025.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   sospende  l'esame  del  disegno  di  legge  del  bilancio   a
  legislazione vigente, prima del voto finale, per passare  all'esame
  del  disegno  di  legge  n.  832,   Legge  di  stabilità  regionale
  2025/2027 .

   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura.

                               «Art. 1.
       Agenzia regionale per la promozione e l'attrazione degli
                             investimenti

   1.   È   istituita  l'Agenzia  regionale  per  la   promozione   e
  l'attrazione degli investimenti, di seguito Agenzia, sotto forma di
  ente  pubblico  non economico, al fine di promuovere,  agevolare  e
  attrarre  investimenti  privati  nazionali  e  internazionali   nel
  territorio  della Regione, contribuendo allo sviluppo dell'economia
  e alla creazione di nuove opportunità di lavoro.

   2. All'Agenzia sono affidati i seguenti compiti:

   a)   elaborare  e  attuare  strategie  per  la  promozione   degli
  investimenti  privati nell'ambito del territorio  regionale,  anche
  attraverso l'attrazione dall'esterno dell'area, in coerenza con  la
  politica  economica  regionale  come  delineata  dal  documento  di
  economia   e   finanza   regionale  e  dalla   relativa   nota   di
  aggiornamento;

   b)  divulgare in Italia e all'estero le agevolazioni  nazionali  e
  regionali  e le altre misure di sostegno agli investimenti  privati
  nel territorio regionale;

   c)   offrire  supporto  e  assistenza  tecnica  qualificata   agli
  investitori,  anche  nel  reperimento  delle  risorse   finanziarie
  necessarie all'esecuzione degli investimenti, ivi incluso l'accesso
  al credito e al private equity;

   d)   promuovere  conferenze  di  servizi  e  altre   attività   di
  coordinamento  tra  gli  enti pubblici regionali  e  le  società  a
  partecipazione   regionale  aventi  competenza  nei   processi   di
  promozione e attrazione degli investimenti;

   e) promuovere la collaborazione e il raccordo tra enti pubblici  e
  privati,  associazioni di categoria, camere di  commercio  e  altri
  soggetti interessati alla promozione degli investimenti privati nel
  territorio regionale;

   f)  monitorare e valutare l'impatto degli investimenti privati sul
  tessuto economico e sociale della Regione.

   3. Il funzionamento dell'Agenzia è assicurato:

   a)  dai trasferimenti iniziali effettuati dalla Regione al momento
  della costituzione;

   b)  dalle  risorse  stanziate annualmente dal bilancio  regionale,
  anche  attraverso  specifici  fondi dedicati  all'attrazione  degli
  investimenti;

   c) da contributi di enti pubblici nazionali e internazionali;

   d)  dalle  entrate  derivanti da attività di  consulenza,  servizi
  offerti e progetti di cooperazione internazionale.

   4.  Sono  organi  dell'Agenzia il direttore e il  revisore  unico,
  nominati   con   decreto  del  Presidente  della  Regione,   previa
  deliberazione  della  Giunta regionale, su proposta  dell'Assessore
  regionale per l'economia, d'intesa con l'Assessore regionale per le
  attività  produttive.  Il revisore unico è scelto  tra  i  soggetti
  iscritti  nel  registro  dei revisori  legali  di  cui  al  decreto
  legislativo  27  gennaio  2010,  n.  39.  In  caso  di  assenza   o
  impedimento del revisore unico è nominato un revisore supplente con
  le stesse modalità di cui al presente comma.

   5.  Il direttore è scelto tra soggetti che abbiano svolto attività
  dirigenziali per almeno cinque anni in enti pubblici o privati e in
  possesso  di  specifiche  competenze  e  professionalità  attinenti
  l'ambito operativo dell'Agenzia.

   6.  Il  direttore ha la rappresentanza legale dell'Agenzia, adotta
  il  regolamento concernente l'ordinamento della stessa,  dirige  la
  struttura  e  ne  assicura la funzionalità ed  è  responsabile  del
  raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Giunta regionale.

   7.  Il revisore unico esercita funzioni di controllo, verifica  la
  regolare  tenuta della contabilità, esprime parere sul bilancio  di
  previsione annuale e pluriennale, accerta almeno semestralmente  la
  consistenza  di  cassa  ed  ha  l'obbligo,  qualora  accerti  gravi
  irregolarità  nella  gestione,  di  riferirne  immediatamente  alla
  Giunta regionale.

   8.  Il  revisore unico resta in carica cinque anni dalla data  del
  provvedimento di nomina. Il revisore supplente resta in carica fino
  alla scadenza dell'incarico del revisore unico al quale subentra.

   9. L'Agenzia si avvale di un Comitato scientifico, composto da non
  più di cinque esperti in materia di economia e lavoro, nominati con
  deliberazione  della  Giunta regionale su  proposta  dell'Assessore
  regionale per l'economia, d'intesa con l'Assessore regionale per le
  attività produttive.

   10.   Il   Comitato  scientifico  ha  funzione  di   consultazione
  strategica  e  di  sostegno  alle  attività  di  promozione   degli
  investimenti,   di  pubblicità  nel  territorio  nazionale   e   di
  promozione  del  partenariato  tra  soggetti  pubblici  e   privati
  interessati  al  settore degli investimenti.  Dall'istituzione  del
  Comitato scientifico non discendono nuovi o maggiori oneri a carico
  del bilancio regionale.

   11.   Le  funzioni  di  indirizzo,  vigilanza  e  controllo   sono
  esercitate  dall'Assessorato regionale dell'economia,  di  concerto
  con    l'Assessorato    regionale   delle   attività    produttive.
  L'organizzazione,  le competenze degli organi  e  il  funzionamento
  dell'ente  sono  disciplinati  con  decreto  del  Presidente  della
  Regione  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per  le  attività
  produttive e dell'Assessore regionale per l'economia. L'Agenzia  ha
  la  facoltà  di  avvalersi prioritariamente a  titolo  gratuito  di
  locali,     arredi,     sistemi     informativi     e     personale
  dell'Amministrazione regionale.

   12.  L'Agenzia, a pena di decadenza dell'organo di gestione, invia
  con    cadenza   annuale   una   relazione   sull'attività   svolta
  all'Assemblea regionale siciliana, da assegnare a fini  conoscitivi
  alle competenti Commissioni.

   13.  Per le spese di funzionamento dell'Agenzia è autorizzata, per
  ciascuno degli esercizi finanziari del triennio 2025-2027, la spesa
  di 1.500 migliaia di euro».

   C'è  una richiesta di accantonamento che viene accolta. L'articolo
  1 è pertanto accantonato.

   Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura.

                               «Art. 2.
        Misure per l'attuazione del principio di territorialità
                della riscossione dell'imposta di bollo

   1.  Al fine di garantire l'attribuzione alla Regione, per la parte
  ad  essa  spettante  ai  sensi  dell'articolo  4  del  decreto  del
  Presidente della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074 recante   Norme
  di  attuazione  dello  Statuto della Regione siciliana  in  materia
  finanziaria , del gettito dell'imposta di bollo di cui  al  decreto
  del  Presidente  della  Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  642   e
  successive  modificazioni, in regime di  neutralità  finanziaria  a
  seguito  del  passaggio dal versamento mediante F24  al  versamento
  mediante F23, e nelle more dell'attuazione del punto 6 dell'Accordo
  tra  il  Governo  e  la  Regione siciliana in  materia  di  finanza
  pubblica  del  19  dicembre 2018, si applicano le disposizioni  del
  presente articolo.

   2. Per gli atti soggetti all'imposta di cui all'articolo 13, commi
  2-bis  e  2-ter  della tariffa allegata al decreto  del  Presidente
  della  Repubblica n. 642/1972 e successive modificazioni, gli  enti
  gestori,  come  definiti dall'articolo 1, comma 1,  lett.  a),  del
  decreto  del Ministro dell'Economia e delle Finanze del  24  maggio
  2012,  i  quali  eseguono il pagamento dell'imposta  di  bollo  con
  modalità  tali da far conseguire alla Regione siciliana il  gettito
  dell'imposta  medesima relativa agli estratti conto,  rendiconti  e
  altre  comunicazioni periodiche alla clientela, emessi in relazione
  a   conti   correnti,  libretti  di  risparmio  e  altri   prodotti
  finanziari,  come  definiti  dal  predetto  decreto  del   Ministro
  dell'Economia e delle Finanze, attivati presso filiali,  sportelli,
  agenti   o   altre  unità  operative  aventi  sede  nel  territorio
  regionale,  hanno  diritto al rilascio da  parte  del  Dipartimento
  regionale  delle  finanze  e  del credito,  previa  esecuzione  dei
  relativi   controlli,  di  un  certificato  annuale   di   avvenuto
  versamento dell'imposta di bollo a favore della Regione, nonché  di
  utilizzare   nella  comunicazione  istituzionale,  anche   a   fini
  promozionali,  apposito marchio attestante  il  possesso  di  detto
  certificato per ciascun anno in cui lo stesso è rilasciato.

   3.  Sul  sito  internet  istituzionale dell'Assessorato  regionale
  dell'economia  è  attivata  un'apposita sezione  all'interno  della
  quale  sono  pubblicati  la  normativa di  riferimento,  le  regole
  operative per il versamento diretto dell'imposta di cui al presente
  articolo in favore della Regione e l'elenco degli enti gestori  che
  hanno ottenuto il certificato di cui al comma 2.

   4. L'Assessore regionale per l'economia è autorizzato a promuovere
  intese,  convenzioni e protocolli con le associazioni di  categoria
  maggiormente rappresentative degli enti gestori.

   5.  Le  disposizioni  di cui al presente articolo  non  comportano
  nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale».

   C'è  qualche emendamento soppressivo? Assessore, vuole  illustrare
  l'articolo  nel  frattempo che riflettiamo sul ritiro  di  tutti  i
  soppressivi?

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  si   è
  ampiamente  discusso di questo articolo in Aula,  mi  scusi  volevo
  dire in Commissione Bilancio, finalizzato a tentare di ottenere  il
  versamento  da  parte  delle  banche e degli  istituti  di  credito
  operanti  sul territorio siciliano dell'imposta di bollo sui  conti
  correnti riferibile ai conti correnti relativi a clienti siciliani,
  quindi  conti correnti di clienti che sono residenti nel territorio
  siciliano.
   Questo  diritto è riconosciuto - il diritto percezione  di  questa
  quota  dell'imposta di bollo sui conti correnti  -  da  un  accordo
  Stato-Regione  risalente al 2018 che però non ha  avuto  attuazione
  concreta.
   Si  vuole quindi, tenendo conto del principio della territorialità
  della  riscossione, tentare di dare attuazione concreta e spontanea
  al  diritto vantato dalla Regione siciliana di percepire  la  quota
  parte  dell'imposta di bollo riferibile ai propri cittadini, quindi
  ai  cittadini  siciliani  correntisti,  incentivando  le  banche  a
  versare  spontaneamente la quota parte di pertinenza del territorio
  regionale  attraverso  il rilascio da parte  della  Regione  di  un
  certificato   che   le  banche  che  eseguano   spontaneamente   il
  riversamento  potranno ottenere dimostrando l'esecuzione,  appunto,
  della somma di cui discutiamo.
   Vi  è  un  emendamento del Governo che trovate  nel  fascicolo,  è
  l'emendamento 2.19 per quanto attiene alla seconda parte e poi  c'è
  un 2.19 I parte, che intervengono quindi sul comma 3 e sul comma  5
  dell'articolo   finalizzato  a  rendere  maggiormente   attrattivo,
  rispetto  al  testo  base già discusso in Commissione,  accogliendo
  anche  alcune delle sollecitazioni che sono venute dai deputati  in
  Commissione, l'ottenimento del certificato.
   In  particolare modo, si è previsto che coloro che riceveranno  il
  certificato  potranno essere oggetto di iniziative di comunicazione
  da   parte  della  Regione  che  potrà,  il  Dipartimento   Finanze
  naturalmente  è il Dipartimento competente, dare evidenza  pubblica
  tramite  iniziative semplici e anche poco onerose di  comunicazione
  delle   banche   che  avranno  spontaneamente  aderito   a   questa
  opportunità  in  modo  da rendere maggiormente  appetibile  per  le
  banche l'ottenimento di questo certificato.
   Quindi  spostiamo, come dire, l'incentivazione all'adempimento  al
  versamento spontaneo attraverso iniziative di comunicazione un  po'
  sul  modello,  lasciatemi  dire  del co-marketing  negli  aeroporti
  minori.  Attraverso  iniziative di comunicazione  speriamo  che  le
  banche  aderiscano spontaneamente e quindi consentano alla  Regione
  di  incrementare il gettito per la quota parte che sarebbe ad  essa
  spettante in virtù dell'accordo Stato-Regione del 2018 cui ho fatto
  poc'anzi riferimento.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.  Per  semplificare il lavoro, articolo  per  articolo,
  chiederò   solo  se  i  vari  Gruppi  parlamentari   ritirano   gli
  emendamenti  soppressivi.  Intanto ha  ritirato  i  soppressivi  il
  Movimento Cinque Stelle.
   Ha  chiesto  intanto di intervenire l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  brevemente
  chiedo  che  così  così  come lei chiede  la  verifica  se  c'è  la
  disponibilità  al  ritiro dei soppressivi, per quanto  mi  riguarda
  c'è,  chiedo  al  Governo  di ritirare il  suo  emendamento.  Anche
  perché,  diciamocelo con onestà, questa è una norma, come dire,  al
  momento,  purtroppo  aggiungo,  semplicemente  di  intenti  che  va
  certamente riconosciuto il principio che proviamo a esercitare  con
  legge della Regione, ma non avendone i poteri reali, la possibilità
  che  le  imposte pagate dai titolari di conti correnti e le imposte
  di  bollo pagate dagli istituti di credito, e non solo che  operano
  in Sicilia, possano versare la quota di queste imposte alla Regione
  siciliana come avviene oggi soltanto credo per Unicredit.
   C'è una ragione storica connessa al fatto, penso che il Presidente
  della Regione conosca bene la storia, ovvero la trasformazione  del
  Banco  di  Sicilia nella holding Unicredit, che ha determinato  una
  prassi  procedurale  secondo la quale ciò  che  era  del  Banco  di
  Sicilia  e  quindi  i correntisti del Banco lo  Stato  autorizza  a
  versare  alla Regione le imposte di bollo a Unicredit per la  quota
  parte  relativa  ai titolari di conto corrente in Sicilia.  Per  il
  resto è una norma che va negoziata e occorre un potere politico più
  stringente per riconoscere ciò che lo Statuto della Regione prevede
  ma che le norme di attuazione non hanno mai consentito.
   Quindi, dico che il Governo fa bene a porre in essere questa norma
  per provare ad aprire un confronto ai massimi livelli, ma con tutto
  il  rispetto non capisco, proprio perché è una norma di intenti,  e
  infatti  il  quinto  comma di questa norma giustamente  diceva  che
  l'approvazione di questo articolo non comporta oneri finanziari per
  la  Regione ma che dobbiamo aprire una trattativa con lo Stato, col
  MEF,  fare  tutte  quelle cose che ci poniamo  come  obiettivo  che
  speriamo  possa  esercitarsi nell'esercizio 2025, ce  lo  auguriamo
  tutti,  ma non credo che sia una questione che va avanti,  diciamo,
  soltanto da settant'anni come tema, che dobbiamo mettere 200... Ora
  il problema non è quanto, figuratevi, non mi interessa discutere se
  sono tanti o pochi, non è questo il punto ma che dobbiamo discutere
  di  un contributo finanziario per l'attuazione di questa norma,  in
  particolare  il  comma  3, cioè un sistema  che  preveda  forme  di
  premialità,  ho  anche proposto che le banche che  volontariamente,
  nessuna  perché sono purtroppo su disposizione del MEF agiranno  su
  quello  che  lo  Stato  gli  dice, che volontariamente  appunto  si
  sottoporranno all'imposta di bollo da pagare alla Regione  Sicilia,
  anch'io  avevo  proposto,  dicevo,  una  dizione  che  poi  si  può
  discutere la forma "banca amica della Sicilia", "banca amica  della
  Regione  siciliana" chiamatela come volete, ma era un modo  per  in
  qualche  modo  specificare un interesse della Regione verso  quella
  tipologia di banche, soprattutto le banche di prossimità, le banche
  credito  cooperativo, cioè tutta una serie di sistemi  bancari  che
  operano nella nostra Regione. Ma perché per fare questo, attraverso
  il  sito istituzionale della Regione, dobbiamo prevedere una  spesa
  di 250.000 euro, mi sembra sinceramente una cosa un poco eccessiva
   Personalmente, sono per ritirare gli emendamenti a tutti i  commi,
  ma  certamente non sono per approvare un articolo che  prevede  una
  trattativa  con  lo  Stato  e  forme  di  comunicazione  sul   sito
  istituzionale  della Regione, che già è complicato  di  suo,  forme
  diciamo   di  riconoscimento  finanziario  per  gestire   il   sito
  istituzionale  della  Regione di 250.000 euro  mi  pare  eccessivo.
  Quindi  chiedo al Governo di lasciare la norma come è uscita  dalla
  Commissione,  che in realtà è la stessa di come è  entrata,  perché
  l'articolo  2  non  è  stato modificato dalla  Commissione.  Se  il
  Governo  aveva  intenzione  di  fare  questa  cosa  sarebbe   stato
  opportuno  specificarlo, avremmo approfondito meglio, ma suggerisco
  al  Governo di evitare che diventi una norma un poco bizzarra,  che
  per  fare  una  cosa  che non sappiamo se si  potrà  fare  dobbiamo
  intanto versare 250.000 per tre anni
   Quindi  chiedo  al  Governo di ritirare  l'emendamento  a  cui  ha
  accennato l'assessore Dagnino, per il resto va bene e che Dio ce la
  mandi buona

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  voglio
  essere  chiaro,  non c'è un interesse a mettere risorse  che  siano
  destinate  ad  essere  disperse  però  già  in  Commissione  alcuni
  deputati hanno - secondo il Governo giustamente - posto in evidenza
  il   rischio  che  la  misura  possa  non  essere  sufficientemente
  attraente per le banche.
   Allora  qua  veramente non credo che i 250 mila euro  giochino  in
  maniera  significativa, questa è una norma che cerca  di  procurare
  innanzitutto  se  riesce un'entrata, che sarà certamente  superiore
  rispetto  a  questa ipotesi di spesa che abbiamo formulato  ma  che
  comunque - come è stato anche ben colto dall'onorevole Cracolici  -
  cerca  di far passare un principio il cui valore sarebbe molto  più
  alto rispetto alla somma di cui discutiamo.
   Il   rischio  è  che  se  la  misura  non  fosse  percepita   come
  sufficientemente attraente per le banche, la cosa possa diciamo non
  avere  un'efficacia, quindi credo che non sia utile  appenderci  al
  tema  di  quanto  ci  mettiamo 100, 200, 250  però  se  può  essere
  percepito  come  problematico introdurre questa spesa  noi  saremmo
  disponibili anche a ridurla di qualcosa. Non si tratta di  spendere
  somme  per  il  sito istituzionale, perché caricare un'informazione
  sul sito istituzionale non è certamente costoso, si tratterebbe  di
  dare  invece evidenza in modo più forte perché chi ci va  sul  sito
  istituzionale della Regione che come è stato ben osservato  già  di
  per  sé  è  abbastanza labirintico e quindi non  è  facile  che  si
  incappino  nel  sito per andare a vedere quali sono le  banche  che
  hanno  a  turno  il  certificato,  l'idea  era  per  dare  maggiore
  efficacia di poter fare una comunicazione sulla Stampa, adesso  non
  so  con quale modalità, con quali altri media, ecco con comunque in
  qualche modo sui media ...

   CRACOLICI. Ma con le banche basta convocare le ABI.

   DAGNINO, assessore per l'economia. No, no, attenzione, forse non è
  chiaro,   non   stiamo  parlando  di  far  conoscere  alle   banche
  l'opportunità,  per  quello non occorre nulla, basta  convocare  il
  tavolo  ABI,  stiamo parlando dell'opportunità di dare evidenza  al
  pubblico dei siciliani di quali siano le banche titolari di  questo
  certificato,  quindi  se  tre banche, cinque  banche  ottengono  il
  certificato ci sarà una comunicazione sui mass media da parte della
  Regione per comunicare l'elenco delle banche.
   Questo naturalmente richiede un minimo ricorso, non dobbiamo  fare
  battage  pubblicitario per le strade però, ecco,  acquistare  degli
  spazi  pubblicitari  credo  che possa  mettere  le  banche  in  una
  posizione  di  maggiore interesse a richiedere  e  ottenere  questo
  certificato  con ovviamente notevole vantaggio per le  casse  della
  Regione.
   Quindi  se  può  essere  di interesse, per  trovare  un   maggiore
  consenso  sulla misura potremmo anche ridurlo, forse  250  potrebbe
  essere  anche  superiore alle necessità effettive,  possiamo  anche
  ridurlo,  possiamo  dimezzarlo, però  mi  piacerebbe  ci  fosse  il
  massimo consenso perché è una misura nell'interesse dei siciliani e
  nell'interesse  di  un  principio con un piccolo  eventuale  costo,
  perché  se  ci  fossero zero certificati non ci  sarebbe  nulla  da
  comunicare, potremmo dare una maggiore significatività alla misura.
  Credo  che  sia  una posizione ragionevole e mi  auguro  che  possa
  essere condivisa.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, intanto  mi  associo  alla  richiesta
  dell'onorevole  Cracolici anche perché presumo che  potrebbe  anche
  esserci la probabilità di una impugnativa da Roma, è una norma  che
  va  negoziata con Roma, non solo a mio parere il tema di  250  mila
  euro  ma,  Assessore,  la  domanda è: "Ma  lei  pensa  che  con  un
  certificato le banche versano alla Regione? Concretamente lei pensa
  questo?   Perché  secondo me non succede questo, inoltre  col  "co-
  marketing"  che  facciamo? Facciamo pubblicità  alle  banche?  Cioè
  l'azione  di  "co-marketing" finalizzata a cosa a  fare  pubblicità
  alle banche? La vedo veramente molto effimera.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  semplicemente   forse
  converrebbe accantonarlo per un migliore approfondimento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, no  io,
  scusate,  io non voglio mettermi, devo dire, mi sento in difficoltà
  perché  il  tema  non  è  duecentocinquanta  schifo,  cento   bene,
  centocinquanta,  invece, non stiamo parlando di  quantità,  io  sto
  ponendo un altro tema.
   L'Assessore  era presente in Commissione Bilancio e il  Presidente
  della Commissione Bilancio ha convocato le parti sociali per udirli
  sulla finanziaria tra i quali l'ABI. L'ABI in sua presenza ha detto
  in  maniera chiara, Assessore lei non deve fare questa domanda alle
  banche, la domanda la deve fare al Ministero dell'economia e  delle
  finanze  perché  non ci sarà nessuna banca, nessuna  banca  che  ha
  l'autonomia di poter decidere dove versare le imposte di  bollo  se
  alla  Regione  siciliana o allo Stato centrale, lo  fa  l'Unicredit
  perché  è  autorizzata  dal MEF, questo ci ha  detto  il  Direttore
  dell'ABI  della  Sicilia,  quindi,  figurarsi  se  tutti  noi   non
  auspichiamo  che  cambi impostazione da parte del MEF  e  consenta,
  ripeto, le banche di prossimità, quelle più piccole, insomma.  Poi,
  in   una   trattativa,  le  modalità  di  sintesi  possono   essere
  individuate, ma il tema non è che la Banca del Salento decide  che,
  siccome,  la Regione le fa simpatia, versa alla Sicilia  e  non  li
  versa  allo  Stato, non stanno così le cose, purtroppo, quindi,  in
  questa  fase il tema della comunicazione per far sapere quali  sono
  quelle  che versano se non c'è una decisione politico istituzionale
  che non può che essere nella Conferenza Stato-Regione, aggiungo io.
   Presidente della Regione, investa per una volta questa fantomatica
  Commissione paritetica di cui non abbiamo notizie sul rapporto  tra
  la Sicilia e lo Stato, visto che abbiamo la Commissione paritetica,
  apriamo  anche  in quella sede il nodo dei tributi e del  pagamento
  delle  imposte  di bollo da riscuotere che maturano  in  Sicilia  e
  poniamo  il  tema  allo  Stato, poi il  tema  della  comunicazione,
  ripeto,  inevitabilmente  ha ragione la  collega  che  facciamo  la
  pubblicità alle banche?
   Cioè, inevitabilmente, se noi utilizzassimo questi soldi per  dire
  le  banche  amiche, dovremmo dire Unicredit è la  banca  amica  dei
  siciliani,  facciamo  la  pubblicità a  Unicredit?  E'  chiaro  che
  entriamo  anche  in  un  settore delicato  di  concorrenza,  stiamo
  attenti  a  questo,  lo  dico perché io  apprezzo  la  buona  fede,
  l'obiettivo con cui l'assessore Dagnino ha fatto questa norma e  la
  condivido,  gliel'ho detto in Commissione, però non  c'entra  nulla
  che  ci  arriva oggi la richiesta di avere cinquanta, dieci, cento,
  mille,  non me ne frega niente dell'entità, il punto è  che  non  è
  questa  oggi  la  questione di cui parliamo di prevedere  un  fondo
  della   comunicazione,  dobbiamo  prevedere  un'attività  politico-
  istituzionale  che  muti l'orientamento  che  fino  ad  oggi  si  è
  manifestato nei confronti della Sicilia.
   Io,  pertanto, ribadisco il mio concetto, non mi metto a negoziare
  sulla quantità, cioè non me ne frega niente, se la volete fare  per
  me  vi  potete tenere pure i duecentocinquantamila, cioè non  è  un
  problema  del  quanto,  è un problema del senso  di  questa  norma,
  punto   Non  mi  metto a discutere cento sì, duecentocinquanta  no,
  perché non mi interessa.

   PRESIDENTE.  Assessore,  assessore Dagnino,  sull'emendamento  del
  Governo

   DAGNINO,   assessore  per  l'economia.  Signori,  come   ulteriore
  disponibilità  del  Governo a cercare il più ampio  consenso  sulle
  norme,  accogliamo  la  richiesta  che  proviene  dall'opposizione:
  ritiriamo l'emendamento.

   PRESIDENTE. Benissimo
   Allora, andiamo a votare

         (intervento fuori microfono dell'onorevole Catanzaro)

   PRESIDENTE. Sì, c'è il ritiro dei soppressivi da parte del Partito
  Democratico.  No,  aspetta che forse ci sono soppressivi  da  parte
  dell'onorevole  Cateno  De Luca. Ritirati, allora  possiamo  votare
  l'articolo 2.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  l'Aula  è  rinviata  a  domani,  è  sospesa,
  riprenderà domani, giovedì 19 dicembre 2024, alle ore 12.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 19.31 di mercoledì 18 dicembre 2024,
          è ripresa giovedì 19 dicembre 2024, alle ore 12.57)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Invito la Commissione Bilancio a prendere  posto.  C'è
  già  il Presidente, onorevole Daidone, chiedo all'assessore Dagnino
  di prendere posto.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                «Art. 3
                    Tassa automobilistica regionale

   1.  Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 28 della legge
  regionale 10 agosto 2022, n. 16 e successive modificazioni, non  si
  procede  all'applicazione delle sanzioni e degli  interessi  per  i
  pagamenti della tassa automobilistica la cui scadenza sia stabilita
  tra  l'1  gennaio  2016 e il 31 dicembre 2023, purché  il  relativo
  versamento  sia effettuato entro il 30 aprile 2025 ovvero,  qualora
  l'importo   complessivo  della  tassa  da   versare   per   singolo
  contribuente sia superiore a 5 migliaia di euro, entro il 30 giugno
  2025.».

   Ci  sono emendamenti soppressivi. Onorevole De Luca Antonino, sono
  mantenuti o ritirati?
   Ritirati, grazie.
   Per il Partito Democratico, mantenuti o ritirati?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  volevo  chiedere  all'assessore,
  volevo  riproporgli il quesito che avevo fatto in  Commissione.  Mi
  ascolta? Articolo 3, il bollo auto.
   Allora, noi stiamo prevedendo il pagamento entro il 30 aprile 2025
  per  il bollo auto fino al 2023. In Commissione io le ho posto  una
  domanda:  ma  il bollo auto 2024, se si paga nel 2025, anch'esso  è
  post scadenza, perché non rientra nella fattispecie che prevede che
  non  fino al 30 dicembre 2023, ma al 31 dicembre 2024? Perché mi  è
  stato  detto,  no quello del 2024 scade nel 2025, ma noi  nel  2025
  stiamo  facendo  pagare, quindi le vorrei sottoporre all'attenzione
  eventualmente  di  estendere anche al 2024 la  fattispecie  che  si
  prevede fino al 2023. Non so se sono stato chiaro.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, al momento,
  come  tutte  le procedure di rottamazione, si tende ad  andare  per
  gradi.  Chiaramente, sarebbe una facoltà quella  di  estendere  sin
  d'ora  al  2024, però al momento il Governo ha ritenuto di proporre
  la misura per il 2023.
   Avremo  naturalmente la possibilità anche di estenderla  al  2024,
  questa  è  un  po'  la posizione che è venuta, anche  dagli  Uffici
  soprattutto, perché se noi diamo troppo subito, ampliamo in maniera
  eccessiva:  le  misure  che hanno carattere agevolativo  andrebbero
  concesse  grado per grado, perché altrimenti il contribuente  pensa
  subito  che  può  non  pagare  o ritardare  il  pagamento.  E'  una
  questione, come dire, di politica fiscale.

   PRESIDENTE. Benissimo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Se  vuole ritiro l'osservazione,  ma  mi  consenta  di
  precisare  che  saremmo di fronte ad una fattispecie:  chi  non  ha
  pagato  il  bollo nel 2023 gode della rottamazione  pagando  il  30
  aprile  2025; chi non ha pagato il bollo nel 2024, non  gode  della
  rottamazione  e  pagherà gli interessi di mora e  le  sanzioni  nel
  2025,  cioè  una  fattispecie  che prevede,  come  dire,  per  pari
  condizioni  due  trattamenti diversi. Dopodiché  non  me  ne  frega
  niente,  per  me va bene così. Ho capito che non avete approfondito
  la questione.

   DAGNINO,   assessore   per   l'economia.   Riteniamo   di   averla
  approfondita, magari per carità, condivisibilmente o meno. Chi  non
  ha  pagato  nel  2024,  potrà aspirare  che  vi  sia  un  ulteriore
  intervento normativo ove dovesse esservi.

   PRESIDENTE.   Va  bene.  Allora. Chiedo al  Capogruppo,  onorevole
  Catanzaro,  se gli emendamenti soppressivi del Partito  Democratico
  sono ritirati?

   CATANZARO. Ritirati.

   PRESIDENTE.  Bene.  Per  il  Gruppo  Sud  chiama  Nord?  Onorevole
  Lombardo?

   LOMBARDO Giuseppe. Ritirati.

   PRESIDENTE.  Ritirati. Benissimo. Allora, si passa all'emendamento
  3.5,  a  firma degli onorevoli Sunseri e De Luca A. E' mantenuto  o
  ritirato?

   SUNSERI. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Mantenuto.  Lo vuole illustrare  oppure  lo  mettiamo
  direttamente in votazione?

   SUNSERI.   Presidente,   è  semplicissimo.   E',   meramente,   la
  possibilità  di  rateizzare il bollo se  gli  importi,  ho  scritto
  nell'emendamento,  sono superiori a 300,00 euro.  Non  è  nulla  di
  particolare.  E'  una  norma non nuova.  E'  una  norma  che  viene
  utilizzata  in  quasi tutte le regioni d'Italia. Questa  è  proprio
  copiata  e  incollata  dal  Piemonte, nell'ultima  finanziaria  del
  Piemonte. Non c'è nulla di particolare, ecco.

   PRESIDENTE. Va bene.

   SUNSERI.  E' la possibilità di rateizzarlo.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie, Presidente. Io non mi sono ritrovata  tra  gli
  emendamenti, immagino sia stato un errore...

   PRESIDENTE.  Vuol  dire  che  è  tra  gli  aggiuntivi,   onorevole
  Schillaci.

   SCHILLACI.   Ah    Ecco,   però,   siccome   riguarda   la   tassa
  automobilistica,  ci  tenevo  ad esporlo  un  attimo  all'assessore
  Dagnino. Assessore, scusi.

   PRESIDENTE. Ma non è in discussione, però.

   SCHILLACI. Sì, però siccome riguarda la tassa automobilistica  non
  vedo  quando  potrei poi discuterne. Assessore avevo depositato  un
  emendamento  che,  sulla falsa riga di un emendamento  che  avevamo
  affrontato  nella  scorsa  legislatura, prevedeva  una  scontistica
  sulla  tassa automobilistica, che è una tassa che molti non  pagano
  perché,  diciamo,  è  pesante  da affrontare  per  molti  cittadini
  siciliani.
   Volevo chiederle se fosse possibile prevedere una scontistica, per
  chi  paga la tassa entro i primi tre mesi dell'anno. E, su  questo,
  avevo   presentato  un  emendamento  che,  probabilmente,  è  stato
  ritenuto  aggiuntivo, anche se secondo me andava messo  nel  testo.
  Quindi, volevo chiedere se era possibile apprezzarlo.

   PRESIDENTE. L'emendamento in questione è un aggiuntivo ed ha delle
  minori entrate. Questo mi dicono dagli Uffici. Intanto mettiamo  in
  discussione  il  3.5  e  se,  poi,  l'Assessore  vuole   rispondere
  sull'intervento che lei ha fatto, chiaramente potrà farlo.
   Assessore Dagnino, il parere del Governo sull'emendamento 3.5?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Qualche minuto.

   PRESIDENTE. Prego. E, nel frattempo, se volesse, anche, pensare  a
  rispondere all'onorevole Schillaci, farebbe cosa gradita. Grazie.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Sull'emendamento  3.5,   ho
  interloquito  con  gli uffici e mi spiegano che la  gestione  della
  rateazione  non  è  in carico all'Assessorato,  in  particolare  al
  Dipartimento  finanze, ma è in carico ad ACI. Quindi,  sarebbe  una
  misura   di   impossibile   attuazione,   attraverso   un   decreto
  assessoriale,  ma  occorrerebbe una conferma della  possibilità  da
  parte di ACI di gestire questo aspetto.
   Se  vogliamo accantonarlo un momento, stiamo facendo una  verifica
  in  tempo  reale  con  Aci, in modo tale da potere,  se  possibile,
  tecnicamente dare parere positivo.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Allora il parere del  Governo  sul
  3.5?

   SUNSERI. Ha chiesto di accantonarlo.

   PRESIDENTE. Ah  Ha chiesto di accantonarlo.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
  Interventi nel settore dell'agricoltura e di contrasto al fenomeno
                             della siccità

   1.  Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 13 della legge
  regionale  4  luglio  2024,  n. 23 è autorizzata,  per  l'esercizio
  finanziario 2025, la spesa di 20.000 migliaia di euro (Missione 16,
  Programma  1, capitolo 542085) da destinare in favore  di  soggetti
  pubblici e privati.

   2.  Al  fine  di consentire la definizione delle progettazioni  di
  opere   ed  interventi  con  finalità  irrigue  e  di  bonifica   è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2025, la spesa  di  1.500
  migliaia  di  euro (Missione 16, Programma 1, capitolo 140035)  per
  l'erogazione di contributi in favore dei consorzi di bonifica della
  Regione. Con decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo
  sviluppo rurale e la pesca mediterranea, entro trenta giorni  dalla
  data di entrata in vigore della presente legge, sono determinate le
  modalità  di ripartizione fra i consorzi delle risorse  di  cui  al
  presente comma.

   3.  In relazione allo stato di calamità naturale da siccità severa
  nell'intero territorio della Regione, per la realizzazione da parte
  dei   consorzi   di   bonifica   di  interventi   di   manutenzione
  straordinaria  di  opere  idriche  da  eseguire  con  urgenza   per
  fronteggiare  la  carenza  idrica,  salvaguardare  gli  allevamenti
  zootecnici,  le  produzioni  delle  imprese  agricole  e  garantire
  sufficienti  volumi  d'acqua  per l'irrigazione  delle  colture,  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2025, la spesa  di  9.500
  migliaia  di  euro (Missione 16, Programma 1, capitolo 542092).  Al
  fine  di  effettuare uno studio di fattibilità tecnico, a cura  del
  Dipartimento   regionale  dell'acqua  e   dei   rifiuti,   per   la
  realizzazione di una diga sul fiume Sosio-Verdura, per  l'esercizio
  finanziario  2025, è autorizzata la spesa di 500 migliaia  di  euro
  (Missione 9, Programma 4).

   4. Per le finalità di cui agli articoli 4, 5, 7, 14, 15, 36, 44  e
  45  della  legge  regionale 1 settembre 1997, n.  33  e  successive
  modificazioni, è autorizzata la spesa complessiva di 1.500 migliaia
  di  euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026  e  2027
  (Missione 16, Programma 2). Con decreto del Dirigente generale  del
  Dipartimento  regionale dello sviluppo rurale e  territoriale  sono
  ripartite le somme per le finalità richiamate dal presente comma.

   5.  Per la gestione dei centri di recupero e soccorso della  fauna
  selvatica  è  autorizzata, per ciascuno degli  esercizi  finanziari
  2025,  2026  e 2027, la spesa di 70 migliaia di euro (Missione  16,
  Programma 2).

   6. Per le finalità di cui all'articolo 16 della legge regionale 16
  gennaio  2024,  n.  1  è autorizzata, per ciascuno  degli  esercizi
  finanziari  2025, 2026 e 2027, la spesa di 5.000 migliaia  di  euro
  (Missione 16, Programma 1, capitolo 143349).".».

   Onorevole  De  Luca  Antonio,  gli  emendamenti  soppressivi  sono
  mantenuti o ritirati?

   DE LUCA Antonino. Si, li ritiro.

   PRESIDENTE.   Benissimo,   grazie.   Onorevole   Catanzaro,    gli
  emendamenti soppressivi sono mantenuti o ritirati?

   CATANZARO. Ritirati.

   PRESIDENTE.  Grazie. Onorevole Lombardo Giuseppe, gli  emendamenti
  soppressivi sono mantenuti o ritirati?

   LOMBARDO Giuseppe. Ritirati.

   PRESIDENTE.  Grazie. Si passa all'emendamento 4.17, a firma  degli
  onorevoli Venezia ed altri. Non ha copertura.
   Si  passa all'emendamento 4.31, a firma del Governo. Assessore, mi
  scusi,  c'è l'emendamento 4 31, è una riscrittura tecnica. Immagino
  sia mantenuta.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sì.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 4.19, a firma degli onorevoli Venezia ed
  altri. Non ha copertura.
   Si  passa  all'emendamento 4.29, è un'altra riscrittura,  a  firma
  degli onorevoli Sunseri ed altri. L'emendamento 4.29 è precluso.

   SUNSERI. Perché è precluso?

   PRESIDENTE. Perché abbiamo votato la riscrittura del Governo ed  è
  passata un minuto fa.
   Si passa all'emendamento 4.30.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Abbiamo approvato il 4.31, emendamento del Governo, che
  riscrive i commi 2 e 3 del testo. Ma qual è la differenza?

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. E' una riscrittura diversa, un po' più chiara.

   PRESIDENTE. È una riscrittura tecnica.

   CRACOLICI.  Sì,  però mentre il comma 2 prevedeva  un  riparto  ai
  consorzi  di  bonifica  in cui venivano definite  le  modalità  del
  riparto  stesso di cui al primo comma, cioè i 20 milioni  di  euro,
  con l'abrogazione del comma 2 non si capisce come si ripartiscono i
  20  milioni di euro. Non so se sta seguendo, Assessore, per cui non
  ho  capito quale era il senso perché gli importi sono uguali 1.500,
  9.500  e 500 però, avendo abrogato il comma 2, i 20 milioni di  cui
  al comma 1 come si ripartiscono?

   PRESIDENTE. Per quello che ho capito è il rifinanziamento  di  una
  legge preesistente. Se l'Assessore

   CRACOLICI. Il testo che è uscito dalla Commissione già prevede  il
  finanziamento delle cose di cui stiamo parlando, 20 milioni di  cui
  al  primo comma, 9 milioni e mezzo al secondo, al terzo comma e 500
  mila  euro  per  la  vicenda del fiume Verdura, eccetera  eccetera,
  quindi  gli importi alla fine sono 11 milioni e mezzo, ma abrogando
  il  comma 2 che prevedeva il riparto del comma 1 dei 20 milioni  mi
  fate capire come funziona l'articolo?

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Presidente, è una riscrittura  in  cui  si  fa
  riferimento  alla  legge  di variazione  di  bilancio  che  abbiamo
  approvato  a novembre. Negli articoli della legge di variazione  di
  bilancio  è indicato che ci sono i consorzi di bonifica,  quindi  è
  una   semplificazione  facendo  riferimento  alla   variazione   di
  bilancio, automaticamente sono già inseriti i consorzi di bonifica

   PRESIDENTE.  Nell'articolo 11, della legge 28  del  2024,  c'è  la
  ripartizione  che  chiede  l'onorevole Cracolici.  Possiamo  andare
  avanti.

   VENEZIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.  Grazie,  Presidente, onorevoli colleghi,  rappresentanti
  del  Governo,  vorrei intervenire sull'articolo 4  per  mettere  in
  rilievo il fatto che un settore nevralgico come l'agricoltura,  che
  nell'ultimo biennio ha vissuto momenti davvero drammatici di  crisi
  dovuti  in  primo luogo alla siccità e all'emergenza idrica  e  poi
  anche  all'aumento dei prezzi delle materie prime, tutto ciò legato
  ad  una  serie di vicissitudini che il comparto ha vissuto e  ormai
  sta  vivendo  da almeno un decennio a questa parte, reputiamo  alla
  luce  di  tutto ciò che questo modo di intervenire,  da  parte  del
  Governo,  sul  comparto agricolo sia un modo che,  alla  fine,  non
  tenta    di   risolvere   in   maniera   strutturale   i   problemi
  dell'agricoltura ma, come dire, cerca di tamponare -  di  volta  in
  volta  e  di  manovra in manovra - ciò che non  funziona,  ciò  che
  riesce a trovare un'interlocuzione con i rappresentanti del Governo
  e  invece  non  si ha una visione complessiva e si  ha  la  volontà
  politica  di affrontare in maniera strutturale la drammatica  crisi
  che sta vivendo il comparto agricolo in Sicilia.
   Vorrei  ricordare a tutti voi un solo dato: nel corso del 2024  il
  comparto   agricolo   ha   avuto  un  calo   del   14   per   cento
  dell'occupazione. Circa 3.600 aziende agricole gestite  da  giovani
  hanno chiuso i battenti. Questo produrrà degli effetti nefasti, non
  solo  ovviamente  a  livello  economico,  ma  per  quanto  riguarda
  l'abbandono  delle aree rurali e delle aree interne  che  vivono  e
  hanno vissuto storicamente di agricoltura.
   Nell'ultimo decennio per la prima volta, assessore Barbagallo,  la
  popolazione mondiale che vive nelle aree rurali è minore rispetto a
  quella  che vive nelle aree urbane e metropolitane. Questo  avviene
  per  la  prima  volta  nella  storia  dell'umanità,  con  tutte  le
  conseguenze che sappiamo e che stanno avvenendo, anche  per  quanto
  riguarda  alcune  problematiche  che  riguardano  le  attività   di
  speculazione nelle aree rurali, come sta avvenendo per esempio  per
  l'agro  fotovoltaico, rispetto al quale auspichiamo che  quest'Aula
  possa  attuare quanto previsto dalla norma nazionale,  individuando
  presto  le  aree idonee e le aree non idonee, come hanno già  fatto
  altre  Regioni,  perché  quello che si  sta  determinando  in  vari
  territori  della  nostra Regione è la nascita di  questo  latifondo
  energetico  delle grandi società multinazionali che non  porteranno
  sviluppo,  che  non  porteranno  occupazione,  che  non  porteranno
  produzione  agricola e che contribuiranno allo  spopolamento  e  al
  degrado delle aree interne e delle aree rurali.
   Noi reputiamo che sia opportuno un intervento più strutturale,  un
  intervento con una visione complessiva rispetto anche al  tema  dei
  cambiamenti  climatici, che costituiscono  una  realtà  e  al  tema
  dell'emergenza idrica che è stata gestita - e lo voglio dire ancora
  una  volta  in quest'Aula poiché non ho potuto prendere parte  alla
  discussione  generale  della finanziaria - con  approssimazione  da
  parte della cabina di regia, con continui passi indietro rispetto a
  decisioni  prese  e  con  operazioni che avevano  solo  un  impatto
  mediatico  e  poco  di reale per affrontare l'emergenza  idrica  in
  Sicilia.
   Alla fine non sono state le misure prodotte dal governo Schifani e
  dal  coordinatore  della cabina di regia,  Cocina,  a  risolvere  i
  problemi  dell'emergenza idrica. Ancora una volta, 339  milioni  di
  metri cubi d'acqua vengono dispersi nelle condotte idriche e se non
  fosse  stato  per  il  buon  Dio che ci ha  mandato  l'acqua  nelle
  settimane  scorse,  a  quest'ora  la  Sicilia  sarebbe   stata   in
  ginocchio.
   Noi  chiediamo,  e concludo assessore Barbagallo,  interventi  più
  significativi, rispetto ad una crisi drammatica non può  avere,  la
  finanziaria,   meno   del  10  per  cento  destinati   alla   crisi
  dell'agricoltura e dell'emergenza idrica. Ci sono settori, come per
  esempio il comparto olivicolo, che non hanno ricevuto un solo  euro
  eppure  hanno avuto un calo di produzione drammatico; si  parla  in
  alcune aree del 60 e del 70 per cento, 600 frantoi siciliani  hanno
  avuto  un  calo  di  fatturato  notevolissimo  rispetto  all'ultimo
  biennio.  E la Regione siciliana cosa fa? Fa ben poco, lo fa  male,
  lo fa in ritardo e con risorse scarsissime.
   Noi  chiediamo,  visto che ancora siamo in tempo,  che  quando  il
  Governo  presenterà  il maxiemendamento metta  in  campo  ulteriori
  misure per salvaguardare il comparto agricolo, altrimenti, ecco, ci
  siamo  presi  solo  in giro, abbiamo illuso gli agricoltori  e  gli
  allevatori  siciliani  e,  alla fine, non  avremo  risolto  un  bel
  niente. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie,  Presidente, intervengo  in  merito  a  questo
  fenomeno   che  sta  avvilendo  la  gran  parte  della  popolazione
  siciliana e che ci vedrà coinvolti, ahimè, anche nei prossimi mesi,
  nei  prossimi  anni,  probabilmente, perché  ormai  il  cambiamento
  climatico è accertato e, quindi, dobbiamo assolutamente intervenire
  con delle misure che guardino anche al futuro e all'innovazione.
   Ecco   perché  intervengo.  Ho  depositato  un  emendamento,   che
  sicuramente  è  tra  gli aggiuntivi, ma non  so  neanche  se  potrò
  parlarne, per cui intervengo in questa fase.
   Vorrei   avere  l'attenzione,  anche  dell'assessore   Dagnino   e
  dell'Assessore  competente  per l'agricoltura.  Si  tratta  di  una
  misura  innovativa che prevede una nuova tecnologia, che si  chiama
  Awa  Modula,  che prevede gli investimenti in queste  macchine  che
  sono state presentate ad Expo Milano che prevedono di catturare  la
  condensa,  cioè  l'umidità  che c'è  nell'aria  e  trasformarla  in
  risorse  idriche; funziona con l'energia elettrica  che,  se  viene
  affiancata  ai  pannelli  fotovoltaici,  chiaramente  è  capace  di
  produrre  anche  da un minimo di diecimila metri  cubi  d'acqua  al
  giorno, a seconda dei moduli che vengono installati.
   Io  mi permetto di depositare un ordine del giorno che prevede  di
  impegnare il Governo in questa direzione, ma vi prego di apprezzare
  anche  l'emendamento  che  è andato a finire  tra  gli  aggiuntivi,
  quindi   di   inserirlo   eventualmente  nel  maxiemendamento   che
  quest'Aula si appresterà, poi, ad approvare.
   Quindi,  intanto deposito l'ordine del giorno e poi valuteremo  il
  resto.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.   Grazie,   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  intervengo  su  questo articolo anche perché la  discussione  nelle
  Commissioni  di  merito  è  stata  assolutamente  importante.  Come
  Partito  Democratico abbiamo rappresentato l'esigenza di affrontare
  -  giustamente  diceva  il  collega Venezia  che  mi  ha  preceduto
  nell'intervento in maniera, ecco, sinergica e strutturale -  quello
  che è il tema della crisi del settore primario.
   Settore  primario messo seriamente a rischio da  quelli  che  sono
  fenomeni  di natura climatica, da cambiamenti climatici,  assessore
  Barbagallo   qui  il  tema  non  è  solamente  l'agricoltura,   che
  sicuramente  è  provata  da un periodo di  siccità  importante,  da
  quelli  che  sono  gli  effetti,  appunto,  di  fenomeni  climatici
  estremi, ma aggiungo anche quelli che sono i temi che riguardano la
  pesca in Sicilia.
   Noi  abbiamo  intere  marinerie in crisi,  provate  dal  calo  del
  pescato,  provate  da  fenomeni legati,  appunto,  all'innalzamento
  delle  temperature,  al  proliferare per esempio  del  vermocane  e
  allora   anche   da  questo  punto  di  vista,  noi  come   Partito
  Democratico, abbiamo chiesto e chiediamo a gran voce che ci sia  un
  sostegno serio, concreto per le nostre marinerie.
   Il  settore primario rappresenta ben oltre il sette per cento  del
  prodotto  interno  lordo e allora in queste  ultime  variazioni  di
  bilancio  e  anche  in questo articolo si intende intervenire,  per
  così  dire,  in  maniera  sporadica,  in  maniera  sicuramente  non
  strutturata  rispetto a quelle che sono le esigenze  che  necessita
  che  vengano affrontate in tanti settori, in lungo e in largo nella
  nostra Terra.
   Noi  abbiamo, per esempio, il settore olivicolo che quest'anno  ha
  subito, probabilmente per le forti temperature, un drastico calo in
  alcune  province, in misura particolare nella provincia di  Palermo
  si  stimano cali di oltre il 60 per cento, in alcune zone il 70 per
  cento  e  addirittura anche oltre e frantoi, come lei ben sa,  sono
  sottoposti  a dei costi fissi ben importanti sui quali,  io  credo,
  che  bisogna intervenire. Sono 600 frantoi in tutta la Sicilia  che
  necessitano, riteniamo, di un aiuto concreto.
   Ma  non  si  tratta solamente, assessore Barbagallo,  Governo,  di
  intervenire,  ecco,  in settori per così dire puntuali  alcuni  dei
  quali  si trovano in una situazione di emergenza più grave rispetto
  agli altri.
   Io  ritengo  che questo argomento, e l'ho detto nella  discussione
  generale,   non   può   che   essere  affrontato   attraverso   una
  collaborazione  degli enti sovraregionali. E  mi  riferisco  ad  un
  argomento del quale abbiamo discusso in Commissione  Bilancio', lei
  lo  ricorderà quando naturalmente sono intervenuto su questo  tema.
  Pongo una domanda puntuale, signor Presidente, assessore Dagnino  e
  assessore  Barbagallo: esiste dal 2002 all'interno  del  Parlamento
  europeo, un fondo che si chiama Fondo di solidarietà e questo Fondo
  di  solidarietà permette di coprire quelli che sono i  danni  delle
  catastrofi  e  tra  le catastrofi ci sono anche  le  siccità.  Sono
  specificatamente  indicate  nelle  aree  di  intervento  del  Fondo
  europeo di solidarietà.
   E  allora, la domanda che pongo in maniera puntuale al Governo:  è
  stato  chiesto  al governo Meloni di intervenire a livello  europeo
  rispetto  a  quella  che  è la possibilità di  attingere  al  Fondo
  europeo di solidarietà?
   Io  credo che se non chiariamo questo aspetto, possiamo andare  di
  qui  in avanti 2025, 2026 attraverso misure, misure micro, che  non
  permettono  di  risolvere in maniera strutturata quello  che  è  il
  problema  perché  sul  tema del settore primario  in  Sicilia  sono
  necessari aiuti importanti, come del resto li hanno ottenuti  altre
  Regioni  italiane.  Faccio  riferimento per  esempio  alla  Regione
  Emilia  Romagna  che,  a seguito delle inondazioni,  ha  avuto  dei
  sostegni corposi.
   E,  quindi, come i danni dal punto di vista economico e sociale li
  ha  avuti  la  Regione Emilia Romagna e come i risarcimenti  li  ha
  avuti  la  Regione Emilia Romagna che ha attinto al  Fondo  sociale
  europeo,  non vedo il motivo per il quale non li debba ottenere  la
  Regione siciliana. Grazie.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente  una
  richiesta  di  chiarimento all'assessore Di  Mauro,  visto  che  il
  Governo ha proposto questo articolo dove si stanziano 500 mila euro
  per lo studio di fattibilità tecnica del Sosio-Verdura.
   Volevo   capire:   c'è  già  un  documento   di   indirizzo   alla
  progettazione?
   Sono cinquecentomila euro che hanno un'indicazione precisa?
   C'è  già una linea di finanziamento per realizzare una nuova  diga
  in  Sicilia? Perché di questo stiamo parlando. E' mezzo milione  di
  euro per uno studio di fattibilità tecnico per realizzare una nuova
  diga in Sicilia.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Hanno chiesto di intervenire poi gli onorevoli Dipasquale, Spada e
  Catanzaro.

   SAFINA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  nella
  discussione  di  questo articolo c'è, Assessore,  un  convitato  di
  pietra che è la riforma dei consorzi di bonifica perché, vede,  noi
  lo  abbiamo  più  volte  rassegnato in quest'Aula,  i  consorzi  di
  bonifica attualmente accertano circa 40 milioni di euro l'anno,  al
  netto  ovviamente  delle misure che abbiamo fatto  a  sostegno  per
  evitare il pagamento, ma i consorzi di bonifica, negli anni,  hanno
  accertato  mediamente circa 40 milioni di euro  l'anno  di  servizi
  erogati e ne hanno riscossi probabilmente il 20 per cento.
   Immaginate  cosa significherebbe mettere in campo una riforma  dei
  consorzi  di bonifica in condizione anche di migliorare la capacità
  delle   entrate   e   quante   risorse  sbloccheremo   a   sostegno
  dell'agricoltura.
   E,  dunque, la gravità della condotta degli ultimi sette anni  dei
  governi che hanno guidato la Sicilia è proprio quella di non  avere
  avuto  il  coraggio di affrontare un tema che è strategico  per  la
  tutela degli agricoltori.
   Avremmo  potuto progettare interventi in materia di  condotte,  in
  materia di tutela e conservazione delle acque, invece l'unica  cosa
  che  siamo riusciti a fare è perdere 31 progetti su 31 che potevano
  essere finanziati con il PNRR, salvo sentirci dire poi "Va bene, ma
  che   problema  c'è,  li  abbiamo  recuperati ".  Sì,  li   abbiamo
  recuperati sulle FSC ma significa toglierli ad altri interventi che
  avremmo potuto fare nell'interesse delle siciliane e dei siciliani,
  ivi comprese le imprese agricole.
   Ora, dinanzi a questo, assistiamo a continui interventi a sostegno
  dei singoli consorzi, la collega Campo ricorderà  - perché se ne  è
  fatta  più  volte  latrice  -  che nello   scorso  assestamento  di
  bilancio  abbiamo  dato oltre 5 milioni di  euro  al  consorzio  di
  Siracusa,   precedentemente  avevamo  finanziato,  per   sanare   i
  pignoramenti, qualche milione di euro al consorzio di  Palermo,  in
  precedenza  avevamo  finanziato il consorzio di  Agrigento,  ebbene
  tutte  queste misure se immaginiamo l'intervento complessivo  e  se
  abbiamo  in  mente  l'intervento complessivo che abbiamo  fatto  in
  questi  anni  ci  rendiamo conto che abbiamo sottratto  migliaia  e
  migliaia  e  milioni  di  euro a tutto ciò  che  poteva  servire  a
  migliorare  la  qualità di un servizio fondamentale per  la  nostra
  agricoltura.
   Allora, penso che non sia più tempo di attendere, non si possa più
  tergiversare, che la maggioranza abbia il dovere di portare  questa
  discussione in Aula, anche perché rammento, e lo rammenterò sempre,
  l'opposizione ha avuto un atteggiamento responsabile in Commissione
   Attività  produttive' sulla riforma dei consorzi di  bonifica,  ha
  cercato  di far correggere il tiro al Governo su ciò che ritenevamo
  assolutamente  illogico e irrazionale rispetto agli  obiettivi  che
  volevamo  perseguire, però  quello che è mancato  è stato il  senso
  di  responsabilità della maggioranza, perché ricordo  le  divisioni
  tra  i  vari  Gruppi  della maggioranza già  nella  discussione  in
  Commissione. Alla fine, sono state le opposizioni che hanno  voluto
  più  di ogni altro portare avanti quel progetto, al netto di alcune
  cose  che vi chiederemo di correggere ancora in Aula, perché alcune
  storture ci sono, ma venire qui come fanno alcuni colleghi  a  dire
  ci  vuole  la  riforma,  qui dicono che ci  vuole  la  riforma  dei
  consorzi  di  bonifica  ma fuori dicono che la  devono  paralizzare
  perché,  probabilmente,  hanno interesse  a  mantenere  in  vita  i
  commissariamenti, non va più bene, Assessore.
     Se  lei  vuole caratterizzare il suo impegno per i siciliani,  è
  questa  la  riforma  che  deve  portare  avanti  e  che  deve  fare
  approvare, perché se lo farà. la ricorderemo come l'Assessore che è
  riuscito  a  fare  approvare la riforma dei consorzi  di  bonifica,
  altrimenti   sarà  uno  dei  tanti  Assessori  che  è  passato   da
  quest'Aula, come uno dei tanti deputati, attenzione, non è che vale
  solo per lei, vale anche per noi
   Allora, oggi, vi chiediamo di liberare qualche risorsa in più,  ci
  sono  emendamenti dell'onorevole Venezia, emendamenti a mia  firma,
  emendamenti  del  Capogruppo,  emendamenti  del  Movimento   Cinque
  Stelle,  penso  che  qualche risorsa in più vada  liberata  e  vada
  stanziata  per far fronte a questi problemi, nella speranza  che  i
  consorzi   di   bonifica  cui  manderemo  i   soldi   non   vengano
  ulteriormente pignorati, perché se subiranno ulteriori pignoramenti
  questi soldi non verranno mai spesi.
   Dunque,  è  fondamentale stanziare qualche risorsa in più  ma,  al
  contempo, a gennaio approvare o provare ad approvare questa riforma
  dei consorzi di bonifica.

   PRESIDENTE.  Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.
  Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.    Signor  Presidente,  signori  Assessori,   colleghi
  parlamentari,  l'articolo  4  apre la  possibilità  di  discussioni
  infinite,   perché  spazia  dall'agricoltura  alla  zootecnia,   ai
  consorzi  di  bonifica,  alla  legge Però,  forse  li  disturbiamo
  spazia,  insomma, e dà la possibilità di affrontare  una  questione
  ampia.  Non voglio entrare nel merito alla questione agricola,  già
  l'ho fatto e l'ho detto nel mio intervento iniziale; mi auguro  che
  ci  possa essere un intervento che riguarda la zootecnia perché  le
  piccole  imprese zootecniche stanno morendo: ogni giorno  producono
  il latte sotto costo; a differenza dell'agricoltura, dove un giorno
  magari guadagnano più del costo di produzione, un giorno di meno  e
  compensano, invece la zootecnia ormai da alcuni anni produce sempre
  in perdita.
   Mi  voglio  soffermare sui consorzi, non sulla riforma, mi  auguro
  che  possa arrivare in Aula, l'aspettiamo da tempo; l'assessore  ci
  ha  lavorato  in  diverse vesti, quindi speriamo che  possa  essere
  fatto  e possa arrivare in Aula, però c'è un'emergenza e lo  voglio
  dire   oggi   qui  perché  questo  Parlamento  se  ne   assume   la
  responsabilità  sotto Natale, se ne assumono  la  responsabilità  i
  parlamentari  di maggioranza della mia provincia, se ne  assume  la
  responsabilità l'assessore. Quindici giorni fa sono state pignorate
  le  somme  del Consorzio di bonifica di Ragusa. Significa  che  già
  dovevano esserci le risorse in questa..., perché l'assessore lo sa,
  sono convinto che l'assessore la richiesta l'ha fatta e i soldi non
  ci  sono,  non  so per quale motivo, ma io mi auguro  che  i  soldi
  glieli  mettiate perché poi i post e i comunicati ve li  faccio  io
  ogni giorno, appena non ci saranno i soldi per gli stipendi, perché
  se non si mettono le risorse non ci sarà la possibilità di pagare i
  prossimi  stipendi,  perché  stiamo  parlando  degli  stipendi  del
  Consorzio  di  bonifica di Ragusa; siccome sono  state,  ritorno  a
  dire,  pignorate con sentenza le risorse, tutto il capitolo è stato
  bloccato,  pignorato, il capitolo per gli stipendi.  O  mettete  le
  risorse  o  voi,  appena  si  finisce  la  finanziaria,  a  Natale,
  consegnate alla provincia di Ragusa e ai lavoratori buste paga  con
  zero.
   Voglio  dire solo questo. Lo sappiamo perché poi però non ci  sono
  le  risorse  e  non  ci saranno e nessuno potrà dire   no,  non  lo
  sapevamo  .  Poi, siccome nella nostra provincia,  assessore,  ogni
  minuto  che  "vola  un  uccello" c'è qualcuno che  quel  comunicato
  stampa "l'uccello vola perché l'ho fatto volare io", appena non  ci
  sono  i  soldi per i lavoratori per i consorzi di bonifica  poi  io
  tutti  i giorni faccio un comunicato, ne faccio pochi, dicendo   ve
  lo  ricordate quello che fa volare gli uccelli? Per voi ci ha messo
  zero  .

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spada.

   SPADA.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessore
  Barbagallo,  era  l'estate del 2023 quando  la  nostra  Regione  ha
  affrontato uno degli incendi più grossi e devastanti che abbia  mai
  subito la nostra terra e in quell'incendio sono andate in fumo  non
  solo  diverse case che sono state parzialmente ristorate grazie  ad
  un contributo della Protezione civile, pur avendo escluso da questo
  riparto la provincia di Siracusa e su cui l'assessore Dagnino,  sia
  in  Aula, e il Governo tutto, sia in Aula sia durante la fase della
  discussione che abbiamo avuto in Commissione Bilancio, si è assunto
  un  impegno di stanziare una quota per recuperare, appunto,  quegli
  alloggi  e  quelle case di più di 40 famiglie che se le sono  viste
  distrutte per una negligenza che è da attribuire all'incuria in cui
  riversano i territori della nostra Regione.
   Però,  assessore Barbagallo, se da un lato abbiamo stanziato delle
  risorse  per  ripristinare queste case che  sono  andate  in  fumo,
  dall'altra   parte   abbiamo  totalmente  dimenticato   tutti   gli
  agricoltori  e  tutte le coltivazioni che, anche  in  quell'estate,
  sono bruciate.
   Io  mi  aspettavo  che in questa finanziaria ci fosse  una  minima
  considerazione nei confronti di chi ha perso uliveti, agrumeti, nei
  confronti di coloro i quali si sono visti svanire il lavoro  di  un
  anno  intero.  Purtroppo,  non è stato previsto  nulla  e,  allora,
  assessore,  siccome  anche questa è una  scelta  politica  che  può
  essere o meno condivisa, io penso che sia un errore grave da  parte
  del  Governo  non  prevedere uno stanziamento per ristorare  quegli
  agricoltori  che  hanno  visto  andare  in  fumo  tutte   le   loro
  coltivazioni.
   Capisco,  e  me  ne rendo conto, che le province interessate  sono
  state  province,  magari,  considerate marginali  per  il  Governo,
  perché non sono andati in fumo territori importanti come quelli  di
  Palermo  piuttosto  che  di Catania, ma  sono  andate  in  fumo  le
  coltivazioni  di  piccole province come quelle  di  Siracusa,  come
  quelle  del  messinese. E, allora, considerato  che  in  quest'Aula
  abbiamo  deputati di maggioranza e di opposizione  che  sono  stati
  eletti all'interno di quei territori, spero che il Governo e  spero
  che  lei possiate dare una risposta alla mia richiesta, positiva  o
  negativa.
   Ripeto,  è  una scelta politica, però ognuno si deve  assumere  le
  responsabilità delle scelte politiche che porta avanti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Campo,  penultimo
  intervento dell'onorevole Campo, e poi l'onorevole Catanzaro.

   CAMPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,   io
  ricorderei  una  cosa  a questa Giunta, cioè che,  proprio  qualche
  giorno  fa,  il  Cipe ci ha definanziato parecchi milioni  di  euro
  togliendo  a questa Regione l'opportunità di finanziare  importanti
  progetti  per un totale di 338 milioni di euro. Io ricordo qualcuna
  di  queste  opere  come l'invaso Rosamarina  di  Caccamo,  la  diga
  Disueri di Gela e ancora le vasche di Saguna e Villarosa. Rischiamo
  di perdere altri 400 milioni di euro per tantissime altre opere.
   Io  mi  chiedo, ora vedo qua che c'è appostata una somma di  venti
  milioni  di  euro,  ma se questo Governo avesse vigilato  e  avesse
  presentato  i  progetti  per tempo e non si  fosse  fatto  scippare
  queste risorse economiche, oggi, qua racconteremmo un'altra storia,
  caro assessore Barbagallo.
   Questi  venti  milioni  di  euro,  sicuramente,  sarebbero   stati
  utilizzati  anche per i pignoramenti del consorzio di  bonifica  di
  Ragusa,  di cui parlava prima il collega Dipasquale, perché  adesso
  si  mette una pezza che, chiaramente, non può colmare un buco  così
  grande,  dove andiamo a perdere quasi un milione di euro  di  fondi
  importantissimi per opere pubbliche e si mette una pezza  di  venti
  milioni,  dove  questi  venti  milioni  dovevano  essere,   invece,
  utilizzati per risolvere i problemi dei lavoratori e dei  siciliani
  e, in particolare, dei consorzi di bonifica perché si è fatto, come
  al solito, un ragionamento di figli e figliastri.
   Nelle  precedenti  manovre, infatti, mi era  stato  detto  che  si
  appostavano i cinque milioni per Ragusa, i 3 per Siracusa, scusate,
  i 3 per Agrigento, perché c'erano i pignoramenti.  Era fondamentale
  appostare quelle risorse. Oggi, che arrivano i pignoramenti anche a
  Ragusa,  non  vediamo  un centesimo e, quindi,  perché?  Per  quale
  motivo?  E  poi voglio chiedere a questo Governo che  cosa  si  sta
  mettendo  in campo per recuperare quelle risorse, che cosa  si  sta
  facendo. Questo è importante che questo Parlamento lo sappia perché
  noi  stiamo praticamente sacrificando venti milioni di euro per  la
  negligenza  di un Governo che non ha saputo proteggere e  investire
  le risorse che ci spettavano. Grazie.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  devo
  constatare, Presidente, che i miei colleghi del Gruppo parlamentare
  del  Partito Democratico che hanno fatto gli interventi prima hanno
  già detto tutto su questo punto, però io le devo dire che è davvero
  insopportabile  in una finanziaria discutere su  un  argomento  che
  ormai è diventato un argomento perenne con un Governo regionale  di
  centrodestra  da diverse legislature che, purtroppo,  ci  porta  in
  ogni   finanziaria  sempre  sul  tema  dell'agricoltura  le  stesse
  criticità   con   le  stesse  non  soluzioni  e  con,   ovviamente,
  l'avventura di andare a tamponare le emergenze.
   E'  reale,  noi  siamo  in una situazione di  grande  siccità,  lo
  abbiamo detto, i cambiamenti climatici, abbiamo detto che in questi
  anni  abbiamo  avuto  veramente una  siccità  che  non  può  essere
  ascrivibile a chi governa, a chi ovviamente governa, perché sono le
  condizioni climatiche, ma chi governa ha una responsabilità  che  è
  quella strutturalmente di immaginare, assessore Dagnino, che a  lei
  piace  tanto  strutturalmente immaginare, che  non  si  può  sempre
  andare  sull'emergenza. Lo dico lo sa per quale  motivo,  assessore
  Dagnino? Perché la stessa maggioranza non fa altro che propinare in
  ogni  anno  di  finanziaria  lo stesso  tema;  siamo  dallo  scorso
  Governo, con il Governo Musumeci che annunciava di avere, assessore
  Barbagallo,  risolto il problema dei Consorzi di bonifica  con  una
  riforma importante e poi la stessa maggioranza all'interno litigava
  perché  non riusciva a portare la riforma dei Consorzi di bonifica;
  dopo averla portata nelle Commissioni di merito e nella Commissione
  Bilancio,  adesso  siamo  qua,  assessore  Barbagallo,  lei  è  qua
  presente  in  Aula,  c'è  quello  che  l'ha  preceduto,   che   era
  l'assessore  Sammartino,  ci ritroviamo  sempre  all'interno  della
  stessa  maggioranza che non trova la possibilità  di  risolvere  il
  problema dei Consorzi di bonifica e noi ci ritroviamo a parlare con
  i  colleghi  che,  ovviamente, nei territori devono  rincorrere  il
  Governo  a  dire   guardate che c'è una situazione dove  abbiamo  i
  pignoramenti,  prima parte Enna, poi parte Agrigento,  poi  Ragusa,
  poi  Siracusa .  Quindi,  siamo sempre in  uno  stato  comatoso  di
  emergenza  di  fronte allo stesso Governo che  non  conclude  nulla
  rispetto ad una riforma che, ovviamente, non è arrivata.
   Dopodiché, il Presidente dell'Assemblea ci dice che ci sono  degli
  emendamenti che vengono ad aumentare le somme per quelli che sono i
  commi previsti in questo articolo e, ovviamente, riteniamo, anzi, e
  comprendiamo   che  lo  stesso  Presidente  ci  dice   che   questi
  emendamenti non possono essere valutati perché non c'è da parte del
  Governo  la  disponibilità dei fondi. E  io  dico:  ma  un  Governo
  regionale  cosa  ci sta a fare se non sceglie quelle  che  sono  le
  emergenze?
   Abbiamo  detto  che  l'agricoltura è il settore  portante  di  una
  Regione   come   la   nostra;  abbiamo   detto   che,   ovviamente,
  l'agricoltura  è un settore che fa camminare l'economia  e  poi  lo
  stesso Governo miope non fa altro che non mettere i fondi su quello
  che  è  il  settore portante e riteniamo che questa  è  una  scelta
  politica e dovete spiegarlo voi al popolo siciliano perché, come  è
  stato  detto  dai  miei  colleghi, più di seicento  oleifici  hanno
  difficoltà e, quindi, un problema sull'olivicoltura, sugli  agrumi,
  sulla zootecnia.
   Siamo  stati noi a venire incontro al Governo, anche nelle passate
  manovre,  per  incentivare;  lo abbiamo  fatto  sulla  peronospora,
  qualche  settimana fa, e quindi, signor Presidente, prendiamo  atto
  che ovviamente questo Governo su questo tema, e le dico Presidente,
  vado un attimo fuori tema dell'articolo 4, prendiamo anche atto che
  mentre  noi  stiamo  discutendo, la Comunità di Sant'Egidio  grida,
  perché  questo Governo non guarda né ai poveri e né ai giovani  che
  vogliono emigrare.
   Presidente  dell'Assemblea, prendiamo atto che questo  Governo  fa
  delle scelte e se ne assume la responsabilità.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA.  Grazie,  Presidente.  Io  ovviamente  mi  unisco  agli
  interventi che hanno fatto i colleghi, però visto che c'è  in  Aula
  l'assessore  Barbagallo, che si è insediato da qualche mese...  noi
  con  questo  articolo  stiamo  dando  ulteriori  fondi  al  settore
  agricoltura. Sappiamo benissimo, Presidente, che qualche  tempo  fa
  noi  abbiamo perso milioni e milioni di euro di fondi che  potevano
  essere gestiti al meglio ma che non siamo riusciti ad intercettare.
  Ora,  Presidente,  noi,  sul settore dell'agricoltura  continueremo
  come  Assemblea  regionale siciliana, come Governo, sicuramente  ad
  appostare  somme,  perché  è  un  settore  trainante  dell'economia
  siciliana.  Il  punto  qual è, Presidente,  assessore?  Ovviamente,
  l'assessore  è un assessore tecnico e forse, magari,  potrebbe  nei
  prossimi  mesi  dare qualche soluzione in più. Questo  Assessorato,
  Presidente, appartiene ad una forza politica ben specifica,  che  è
  la Lega.
   Ora,  Presidente, al di là della mia riluttanza nei  confronti  di
  una  forza politica come la Lega - che a mio modo di vedere  è  una
  forza  politica  a trazione nordista e noi qui in  Sicilia  abbiamo
  problematiche  e problemi ben diversi, e ad oggi io  sono  convinto
  che la Lega non stia trattando bene il Sud e la Sicilia, perché non
  ho  visto  da  parte  di questa forza politica  nessun  intervento,
  tranne  la  propaganda sul Ponte sullo Stretto e sui fondi  che  in
  qualche  modo stanno continuando a scippare ai siciliani - io,  sul
  settore agricoltura, invito l'assessore, che è un assessore  ripeto
  tecnico,  a  dare, ad indicare una visione sul settore agricoltura,
  perché  altrimenti, Presidente, il settore agricoltura sarà da  qui
  ai  prossimi anni - lo è già stato in questi anni - solo una grande
  voragine   dove  il  Governo  regionale  e  l'Assemblea   regionale
  metteranno  dei  soldi   Ma se non c'è una visione  nella  gestione
  dell'agricoltura  in  tutta  la  nostra  Regione  siciliana  -   mi
  riferisco ai consorzi di bonifica, mi riferisco alla gestione delle
  dighe,  Presidente, perché non si capisce se dighe che  sono  state
  gestite  nel corso degli anni in maniera infruttuosa, visto  quello
  che  ci  troviamo  oggi a gestire, e dighe che  non  hanno  più  la
  capacità  di invasare e di accumulare acqua, perché non sono  state
  gestite  al  meglio nel corso degli anni, io non  riesco  a  capire
  perché  sono  in capo ancora al Dipartimento energia e rifiuti.  Le
  abbiamo tolte dai consorzi di bonifica, i consorzi di bonifica oggi
  sono  ridotti  al lumicino e aspettiamo ancora una  riforma  che  è
  ferma, che non so nemmeno se questa riforma sarà la soluzione delle
  problematiche che attanagliano il settore dell'agricoltura,  oramai
  da  anni,  perché  anche  se andiamo ad  accorpare  i  consorzi  di
  bonifica, andiamo a risolvere pure la problematica dei lavoratori -
  so  che  ci  state lavorando -, però se i consorzi di bonifica  non
  gestiscono nulla e non hanno introiti, abbiamo tolto le  dighe  dai
  consorzi  di bonifica, io vorrei capire come i consorzi di bonifica
  nel corso del tempo si potranno automantenere, cioè saranno solo ed
  esclusivamente  delle  entità, che  anche  se  gestite  in  maniera
  diversa, perché noi stiamo modificando la governance, io non so  se
  anche lì continueranno ad essere delle grosse voragini, dove noi ci
  mettiamo i fondi e basta.
   Allora, Presidente, l'agricoltura, il settore dell'agricoltura non
  deve  essere  il bancomat per una forza politica come la  Lega   Il
  settore agricoltura deve essere un settore trainante, trainante per
  tutta  la  Sicilia,  per tutti i siciliani e  per  tutte  le  forze
  politiche.
   Ora, io a questo Governo lancio un messaggio. Svegliatevi  Perché,
  al di là dei fondi che noi potremmo andare ad appostare - fondi che
  serviranno  alla Lega per farsi le prossime campagne elettorali  -,
  il  settore  dell'agricoltura, e chiudo Presidente -  ho  fatto  un
  intervento accorato perché ci tengo, l'agricoltura è anche nel  mio
  cuore,  così come altri settori -, io dico, l'Assemblea, così  come
  anche il Governo regionale, è giusto che metta fondi per rilanciare
  l'agricoltura, ma ci deve essere, Presidente, una visione  che  io,
  ad  oggi, anche in questa legge finanziaria, e anche in altre leggi
  che  ad  oggi sono state presentate a questo Parlamento, non  vedo.
  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
   Allora,  siamo all'emendamento 4.15. Vuole rispondere,  Assessore?
  Prego, assessore Barbagallo. Prego. Certo, prego.

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Signor Presidente, onorevoli  deputati,  sono
  stati  posti problemi, ovviamente molto importanti, che  riguardano
  l'agricoltura,  quindi credo che una breve riflessione,  su  alcuni
  punti che sono stati evidenziati, vada fatta.
   Innanzitutto   diciamo  che  in  agricoltura,  uno  dei   problemi
  principali  che  stiamo scontando e che abbiamo vissuto  in  questi
  ultimi  due anni è l'acqua. Senza acqua, agricoltura non se ne  può
  fare.  Perché  l'agricoltura irrigua è l'agricoltura, notoriamente,
  da reddito. Senza acqua è impossibile.
   Io, su questo tema, credo di avere, dopo alcuni mesi di lavoro, ma
  diciamo  ci  ho  lavorato  anche  nel  passato  con  la  mia   vera
  professione, credo di avere le idee chiare. Naturalmente questo non
  significa avere la bacchetta magica e risolvere i problemi.
   E le idee chiare si riferiscono al fatto che moltissime opere, che
  sono state realizzate negli anni '60, dagli anni '60 agli anni  '80
  prevalentemente, no negli ultimi sette anni, ma negli ultimi  venti
  anni, almeno vent'anni, sono state abbandonate.
   Allora,  io  credo  che  la soluzione al problema  dell'acqua  per
  l'agricoltura in Sicilia sta, non dico semplicemente perché  è  una
  cosa  complessa,  nel  rimettere a  posto  le  opere  che  abbiamo,
  colpevolmente, abbandonato negli ultimi vent'anni.
   Non  è  solo  il problema dei serbatoi, con l'accumulo del...  con
  l'elevato interrimento, che è un fenomeno naturale e che si capisce
  che  i  serbatoi, che hanno una vita di 50-60 fino a 120 anni hanno
  problemi  di  questo tipo, in diversi territori come, per  esempio,
  stamattina  dicevo a qualcuno, diciamo, nel territorio di  Gela  il
  problema è accentuato. E' stato realizzato il serbatoio Disueri. Si
  è  interrito  tutto.  Dopo un certo numero  di  anni,  ne  è  stato
  realizzato  un  altro.  Si è interrito, nuovamente,  tutto.  Certo,
  nessuno  ha  capito  che, probabilmente, dico, quel  serbatoio  non
  bisognava  realizzarlo in quel luogo, oppure bisognava  intervenire
  nei  bacini di monte, facendo dei rimboschimenti o degli interventi
  di difesa del suolo che evitassero nuovamente l'interrimento.
   Sono  state fatte una serie di operazioni di questo tipo. Parliamo
  anche  delle traverse, su cui mi sto concentrando e sto coordinando
  un  gruppo  di  lavoro  sulle traverse. Molti serbatoi  sono  stati
  realizzati non solo per accumulare le acque dei bacini diretti,  ma
  per  accumulare  acque di bacini indiretti attraverso  traverse  di
  derivazione sui corsi d'acqua.
   Ebbene,  io  sono  stato  in  giro. Sono  stato  in  provincia  di
  Siracusa, sono stato a Gela, come qualche deputato sa, in questa...
  Sono  tutte  abbandonate, completamente abbandonate. Allora,  tutta
  l'azione  positiva,  degli anni dal 1960  al  1980,  con  dirigenti
  statali della Cassa per il Mezzogiorno, criticabile per quanto sia,
  ma  che  hanno messo a punto un sistema idrico regionale di  grande
  rilevanza,  tutti  i  docenti e professori di idraulica  che  hanno
  realizzato,  progettato, pianificato, programmato e poi  realizzato
  il  sistema idrico regionale, tutto quel lavoro, in questo momento,
  è un lavoro, non dico perso, però sicuramente bisogna intervenire.
   Allora,  fatta questa premessa, io sono d'accordo sul  fatto  che,
  all'interno  di questa legge di stabilità, le risorse  che  vengono
  messe  per  l'agricoltura sembrerebbero delle risorse tappabuchi  o
  episodiche. Però bisognerebbe un attimo - e questo è l'elemento  di
  riflessione  che  voglio  sottoporre a quest'Assemblea  -  guardare
  queste risorse come completamento o integrazione di risorse che già
  abbiamo.
   Mi  riferisco, per esempio, al comma 1, quello dei 20 milioni  che
  riguardano  piccoli  interventi,  massimo  di  25.000  euro;  siamo
  intervenuti  nelle  leggi, nelle variazioni precedenti,  prevedendo
  piccoli interventi tampone per sostenere gli imprenditori agricoli.
  Bene,  abbiamo avuto tremila domande e abbiamo appostato  già  17,5
  milioni. Se verrà approvato questo emendamento, questo articolo, ne
  metteremo  altri 20 e arriveremo a 37,5. Ma questi 37,5 milioni  si
  sommano ad altri 100 milioni di euro che noi stiamo utilizzando con
  il  PSR.  Abbiamo fatto un bando con la misura 5.1, in cui  abbiamo
  messo 50 milioni di euro, più altri 50 li metteremo, 100 milioni di
  euro che, quindi, completano il quadro.
   Quindi,  sostanzialmente,  quando noi interveniamo  nelle  aziende
  agricole  -  e  questo è un fatto molto importante, perché  bisogna
  realizzare  una integrazione delle fonti idriche aziendali  con  le
  fonti  collettive -, chiaramente, io tengo conto del fatto  che  ci
  sono altre risorse che vengono appostate.
   E  passiamo anche agli altri interventi: abbiamo messo 10  milioni
  nella  variazione di bilancio ultima e altri 9 o 9,5 sono messi  in
  questo  momento, più i soldi di progettazione. Anche  questi  hanno
  una  logica.  Qual è la logica di questi interventi?  Naturalmente,
  gli  interventi più grossi, quelli relativi alle reti irrigue, sono
  interventi finanziati con fondi statali, con fondi europei, con  il
  PSR e così via. Però, ci sono interventi che i Consorzi di bonifica
  non  hanno previsto. Perché questi non li hanno previsti i Consorzi
  di  bonifica?  E mi riallaccio alla riforma. Non li hanno  previsti
  perché  quando c'è un canale, come quello della Piana  di  Catania,
  che attraversa quattro Consorzi di bonifica, o quando ci sono opere
  che riguardano due, tre Consorzi di bonifica, di quell'opera che  è
  comune a tre Consorzi di bonifica non se ne interessa nessuno  Loro
  guardano  all'interno dei Consorzi al loro perimetro, non  guardano
  alle  traverse  che  non  funzionano, non guardano  ai  canali  che
  servono tutti, perché guardano il proprio comprensorio, guardano il
  proprio interno.
   Allora,  la  riforma  dei  Consorzi  di  bonifica  -  che  con  la
  Commissione   Attività  produttive , a cui  do  il  giusto  merito,
  perché   ne   abbiamo   discusso,  ne  abbiamo   parlato,   abbiamo
  approfondito,  abbiamo  discusso  per  almeno  un  anno  di  questa
  riforma,  partendo  da  una base che era una  base  di  conoscenze,
  perché   chiaramente  mi  sono  occupato  di  questa  materia   per
  tantissimo  tempo  -, con questa riforma noi vogliamo  superare  la
  frammentarietà dei singoli Consorzi. Noi vorremmo, io  desidererei,
  all'interno  di  questa  legge, che il  canale  che  attraversa  il
  consorzio  di  Catania, di Enna, di Siracusa,  che  attraversa  tre
  Consorzi, venisse gestito unitariamente, in maniera tale che non ci
  sia  nessun  proprietario...  cioè, voglio  dire  che  ci  sia  una
  unitarietà nella gestione del sistema idrico.
   Naturalmente, più fondi ci sono per l'agricoltura, più posso avere
  piacere  di  avere più fondi, a integrazione, però, di  quelli  che
  sono i fondi strutturali, di cui già disponiamo.
   Quindi,  quando  guardiamo gli interventi  li  dobbiamo  guardare,
  naturalmente magari qualcuno non ha questa informazione, io ce l'ho
  più  completa nel ruolo che attualmente sto svolgendo, li  dobbiamo
  guardare  all'interno  di  quelli  che  sono  i  quadri  finanziari
  complessivi di cui noi disponiamo.
   Per  quanto riguarda i consorzi di bonifica di Ragusa e dei  fondi
  che  vengono  appostati per superare i pignoramenti  che  purtroppo
  avvengono, perché ci sono voglio dire situazione che ci trasciniamo
  da dieci anni, da quindici anni, situazioni passate e criticità che
  sono  attuali,  assicuro  che  noi non faremo  nessuna  differenza,
  operiamo  infatti  per non fare nessuna differenza  tra  i  diversi
  consorzi.
   Fino  a  quando  non  ci  sarà la discussione  sulla  riforma  dei
  consorzi di bonifica naturalmente il mio obiettivo è di mantenere i
  consorzi così come sono, consentire che il pagamento degli stipendi
  venga effettuato e consentire che le opere pubbliche che sono state
  avviate  non  vengano  stoppate  da  questi  pignoramenti.  Quindi,
  nessuna differenziazione tra un consorzio e un altro
   Se  proprio  poi  volessimo riflettere,  se  si  agevola  qualcuno
  piuttosto  che un altro, ovvero si danno più soldi ad uno piuttosto
  che all'altro, allora il discorso sarebbe molto più ampio, dovremmo
  trovare  degli indicatori che sono significativi, non i  5  milioni
  che diamo a qualcuno. Dovremmo, ad esempio, analizzare il Consorzio
  di  Ragusa:  quante persone impiegate, quanti ettari di  superficie
  irrigata  gestisce (ad esempio, mille ettari). Poi il Consorzio  di
  Enna: cosa realizza? E ancora, i Consorzi di Catania: quali sono  i
  loro  risultati?  In  questo modo, confrontare  e  valutare  se  la
  distribuzione  delle  risorse  sia  realmente  equa   rispetto   ai
  risultati ottenuti.
   Tuttavia,   per  farlo,  l'analisi  dovrebbe  essere   molto   più
  approfondita  e  complessa rispetto al semplice  riferimento  ai  5
  milioni  di  euro  che siamo costretti, per necessità,  a  gestire,
  proprio  come farebbe un padre di famiglia nel momento in  cui  c'è
  necessità.  Specificatamente,  il  pignoramento  del  consorzio  di
  Ragusa purtroppo è avvenuto immediatamente dopo il licenziamento da
  parte  della Giunta del disegno di legge e quindi è chiaro  che  il
  Governo  è  impegnato  a  risolvere questa situazione,  chiaramente
  all'interno dell'equilibrio di bilancio di cui ovviamente chi  deve
  assumere decisioni le deve assumere.
   Ci  sono altri elementi di cui vorrei parlare. Per quanto riguarda
  i danni per l'agricoltura e qualcuno diceva per la siccità. Proprio
  ieri  c'è  stata l'intesa Stato-Regione per attivare  il  fondo  di
  solidarietà europeo, quindi ci sarà una ripartizione tra le diverse
  regioni su questo fondo.
   Relativamente ai danni alle produzioni, purtroppo noi non possiamo
  dare   ristori  alle  produzioni  ma  possiamo  dare  ristori  alle
  infrastrutture  tant'è  che per esempio  per  l'alluvione  delicata
  stiamo  attivando  un bando specifico, che è  la  misura  5.2,  per
  ristorare  le  infrastrutture  e non le  produzioni,  perché  sulle
  produzioni  c'è  l'assicurazione  Agricat  che,  sebbene  lacunosa,
  esiste e quindi siamo impossibilitati a ristorare.
   Con  riferimento ai progetti finanziati o non finanziati, ho letto
  dai  giornali appunto di questo problema dei trentuno progetti  che
  sono  stati  bocciati,  però devo dire che ho  lavorato  anche  con
  l'Assessore Sammartino da due anni, prima di assumere questo ruolo,
  abbiamo  realizzato  il piano idrico regionale inserito  nel  piano
  idrico nazionale. Abbiamo fatto progetti, abbiamo inserito progetti
  per  800  milioni di euro e tutti i progetti risultano in elenco  e
  per  i  primi 100 milioni i decreti sono alla Corte dei  Conti  per
  essere finanziati.
   Quindi  è chiaro che bisogna operare nel modo migliore per potere,
  come dire, partecipare ai bandi nel modo migliore.
   Credo di avere risposto quasi tutti, purtroppo gli argomenti erano
  veramente rilevanti, non credo di voler aggiungere altro.

   PRESIDENTE.  Grazie  Assessore,  la  ringrazio  per  le   risposte
  puntuali.
   Io   ritengo  gli  emendamenti  soppressivi,  così  come  è  stato
  dichiarato,  sono  tutti ritirati; l'unico emendamento  che  rimane
  all'articolato  è l'emendamento 4.15, a prima firma  dell'onorevole
  Dipasquale, a cui do la parola per illustrarlo. Però, poi, mi hanno
  chiesto  la  parola altri colleghi che farò intervenire  su  questo
  emendamento e poi per dichiarazioni di voto anche per l'articolato.
  Prego, onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE.    Signor    Presidente,    prima    di    intervenire
  sull'emendamento, mi faccia ringraziare l'Assessore per la risposta
  e  ritengo  che  sia  stato corretto anche per quanto  riguarda  la
  questione sollevata sulle somme pignorate a Ragusa perché questo  è
  un  fatto, attenzione, che non riguarda solo Ragusa, cioè  riguarda
  Ragusa  ma  riguarda  tutti perché, come ha detto  l'Assessore,  di
  questo  ha  ragione, la finanziaria l'avete predisposta prima,  non
  contiene quelle somme necessarie per la copertura del pignoramento.
   Certo,  cosa  diversa,  invece,  strada  facendo  potevano  essere
  inserite  quelle  somme, non sono state inserite;  guardate,  però,
  Assessore  che ve ne dovete fare carico ora, io le do il  consiglio
  di parlarne con l'Assessore al bilancio e di vedere come trovare la
  soluzione perché poi, altrimenti, non glielo possiamo raccontare  e
  non  glielo potete raccontare più a Ragusa che si ritrovano,  hanno
  pignorato  quindici giorni fa le risorse per gli  stipendi,  tutti,
  zero  Quindi per tre, quattro mesi resteranno senza.
   Detto  questo, l'emendamento 4.15 fa riferimento alla legge n.  33
  del 1997 che si occupa della fauna selvatica in generale; così come
  è  scritto  questo emendamento si occupa della fauna selvatica  sia
  per  il  controllo  che per il prelievo, quindi  in  tutte  le  sue
  sfaccettature.
   Così  come  è  scritto  questo  emendamento,  noi  prevediamo   di
  utilizzare un milione e mezzo di euro, che sono tante risorse,  per
  finanziare l'articolo 4, l'articolo 5, l'articolo 17, il 36 e  così
  via.  Non è possibile, perché siccome noi li mettiamo tutti  questi
  begli articoli, però sa cosa può succedere? Non è il suo caso,  non
  il  caso  dell'assessorato, però non si sa mai  può  succedere  che
  essendo molti poi possibilmente, o se ne vanno a finire in un  solo
  capitolo non necessario e siccome in questi articoli c'è di  tutto
  c'è  il  ripopolamento che io, per esempio, non condivido; ci  sono
  aiuti alle associazioni e cose di cui possiamo fare a meno. C'è una
  cosa  che serve a questo settore, a tutti: serve che si facciano  i
  censimenti e quindi il piano faunistico.
   Perché,  oggi, cos'è che succede ogni volta che si apre la caccia?
  Succede  che  vengono  impugnati i calendari venatori,  ma  perché?
  Perché giustamente, mancando i censimenti, noi non sappiamo  in  un
  territorio  se  ci sono gli animali da cacciare, se  non  ci  sono,
  quanti  ce  ne sono, cosa si può cacciare; cioè noi in Sicilia  non
  abbiamo la consapevolezza di quello che c'è.
   E   allora   se  dobbiamo  utilizzare  queste  risorse,   dobbiamo
  finalizzarle ai censimenti perché dobbiamo avere consapevolezza  di
  quello  che c'è nel territorio della Sicilia per capire se  si  può
  autorizzare l'attività venatoria, per che cosa, per quanti  capi  e
  se  non  si  può, ve lo dice uno, io esercito l'attività  venatoria
  però   ritengo  che  questo  tassello  sia  fondamentale,  cioè   i
  censimenti. Lo sapete perché non si sono fatti finora e perché  non
  si  fanno?  Perché non ci sono le risorse. Abbiamo l'occasione  per
  finalizzarle.
   Quindi  con  l'emendamento 4.15 io li ho  individuati  e  previsto
  l'utilizzo  solo  ed  esclusivamente per i censimenti,  perché  non
  vorrei che poi invece prevedendo 10 articoli, 12 articoli poi vanno
  a  finire a ripopolamenti che non ce ne servono che sono contrario,
  a cose che ne possiamo fare...
   Ma  noi non lo faremo, noi poi utilizzeremo invece solo tutto  per
  censimenti.
   No, non ne sono convinto e per me lo dobbiamo blindare.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   se   l'intervento   è    poi
  sull'articolato  e non sull'emendamento, intanto vedrei  il  parere
  della Commissione sull'emendamento.
   Il  parere del Governo sull'emendamento 4.15 a firma Dipasquale  e
  Catanzaro?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.   C'è   la  richiesta  di  voto   segreto   da   parte
  dell'onorevole Dipasquale sull'emendamento 4.15.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.15

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 4.15.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 62
   Votanti                  59
   Maggioranza              30
   Favorevoli               25
   Contrari                 34
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. A questo punto, prima della votazione dell'articolo  4
  aveva  chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri, poi  l'onorevole
  Cracolici e l'onorevole Cambiano.
   Prego, onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  semplicemente
  faccio  seguito  a  quanto  richiesto dall'onorevole  Dipasquale  e
  dall'onorevole  Campo, nello specifico in merito ai  5  milioni  di
  euro di pignoramento al Consorzio di Ragusa.
   Da quello che mi è parso di capire e dalla risposta dell'Assessore
  è arrivato giusto un momento dopo l'approvazione della Giunta.
   Però   noi,  siccome  sappiamo  in  questa  Assemblea,  in  questo
  Parlamento che il maxi del Governo arriverà nelle prossime ore, nei
  prossimi giorni e riteniamo che, a meno che anche per dare  seguito
  a  quello  che dice l'assessore Barbagallo, cioè che non  si  fanno
  figli e figliastri e che il Consorzio di Ragusa, si figuri io  sono
  di  Palermo  quindi diciamo non ho nessun interesse  neanche  nello
  specifico,  ma ritengo che invece l'azione corretta sia  quella  di
  garantire  gli  stipendi ai lavoratori di Ragusa  anche  a  seguito
  dell'atto  di pignoramento, ci aspettiamo che l'assessore  Dagnino,
  nel  maxiemendamento del Governo, presenti 5 milioni  di  euro  per
  coprire il pignoramento del consorzio di Ragusa, altrimenti  saremo
  costretti  a  capire e comprendere la volontà  del  Governo  che  è
  quella  di  lasciare  per  i prossimi sei  mesi  i  dipendenti  dei
  consorzi di Ragusa senza stipendio

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi  devo  dire  che
  ascoltando l'assessore mi è venuta voglia di parlare per la ragione
  che ho sentito parole, tra l'altro di una persona che non è che  fa
  l'assessore  da  ora  o non ha fatto o fa il  consulente,  si  deve
  sedere onorevole Abbate, sto parlando proprio con l'Assessore...

   PRESIDENTE.  Chiedo  ai  colleghi tutti di  non  avvicinarsi  agli
  Assessori  durante  gli  interventi.  Prego,  onorevole  Cracolici.
  Continui il suo intervento.

   CRACOLICI.  L'Assessore  Barbagallo, che  non  ha  fatto  solo  il
  consulente dell'Assessore Sammartino in questi due anni ma è  stato
  anche  Direttore dell'Assessorato all'Agricoltura in un tempo ormai
  remoto,  oltre dieci anni fa credo, è un competente professionista,
  un  professore  universitario, si occupa di queste questioni  anche
  per  ragioni professionali e ascoltandolo mi è venuto in  mente  di
  quanto  tempo  stiamo perdendo. Le parole che ha detto  lei  io  le
  sottoscrivo, bisognerebbe ottimizzare, bisognerebbe in qualche modo
  mettere  a  sistema ciò che abbiamo, perché si parla di  riforme  e
  spesso non si sa di che cosa si stia parlando.
   Assessore  c'è  una non riforma, una norma che  ha  avuto  poi  un
  percorso  di tipo amministrativo, proprio per evitare tutta  questa
  demagogia sulle parole delle riforme, ormai io sono uno che  quando
  sente la parola riforma, ha come dire l'atteggiamento istintivo  di
  chiamare i Carabinieri, perché dietro la parola riforma spesso  c'è
  cambiare  tutto per non cambiare nulla e in materia di consorzi  di
  bonifica è quello che è avvenuto
   C'è  una norma che risale ad oltre dieci anni fa che ha stabilito,
  proprio  in  ragione delle questioni che lei poneva, che  non  sono
  connesse  soltanto  ai  bacini di riferimento  idrografici  e  agli
  ambiti  nei  quali ogni consorzio può operare, proprio non  in  una
  dimensione micro ma in una dimensione macro, ma che sono  anche  in
  ragione  amministrativa, perché poi la storia concreta dei consorzi
  di  bonifica, così come si è delineata nel corso di tanti  anni  ha
  prodotto  il caso  Ragusa, il caso Catania, il caso Agrigento,  che
  hanno determinato un sistema non governato ma che ha risposto più a
  esigenze   tra   virgolette  clientelari  e   non   certamente   di
  funzionalità e di garanzia del servizio agli agricoltori.
   Bene,  quella riforma o quella norma - tra l'altro era, Assessore,
  l'attuale suo direttore, il dottor Dario Cartabellotta -   con  cui
  si  è  votato  in Aula il fatto che i consorzi di bonifica  fossero
  due, so che lei è un cultore da anni dell'impianto dei quattro,  ma
  siccome  la prevalenza della questione amministrativa è  ancor  più
  urgente delle questioni di bacino e di ambito idrografico si  portò
  a  questa  conclusione e comunque la norma c'era, si è  avviato  un
  percorso  di  tipo  amministrativo  per  avviare  il  processo   di
  unificazione  dei  due consorzi, ma quali sono i  punti  deboli  di
  tutta  la  questione - e lo dico in questo caso  all'Assessore  per
  l'economia che è appena arrivato

   DAGNINO, assessore per l'economia. Ma sono qui da stamattina

   CRACOLICI. "Sveglia Dagnino " Fino a quando la Regione non si farà
  carico  della  condizione debitoria degli 11 consorzi di  bonifica,
  stiamo parlando di chiacchiere, chiacchiere
   E, allora, va assunta una decisione, come la Regione non aspetta i
  decreti  ingiuntivi che poi generano il presupposto che si bloccano
  gli  stipendi  dei lavoratori, che si creano le pressioni  di  ogni
  tipo,  ma  addirittura  anticipando anche  le  procedure,  che  tra
  l'altro  ci  costano, perché ricordo che ogni euro di debito  viene
  bloccato  un euro e mezzo con i pignoramenti, quindi il  50%  delle
  somme  che  oggi vanno ai consorzi vengono paralizzati dai  decreti
  aggiuntivi, dai pignoramenti.
   Quindi questo è uno dei temi fondamentali per affrontare qualunque
  riforma,  come la Regione istituisca un fondo, stabilisce  che  nel
  corso  dei prossimi tre, cinque, dieci anni si farà carico,  perché
  poi  sostanzialmente i debiti i consorzi di bonifica con chi ce  li
  hanno?  Con  l'Enel e con i lavoratori stessi, questi  sono  i  due
  macro temi del debito che i consorzi hanno nei confronti dei terzi,
  appunto, Enel e lavoratori.
   Allora, affrontiamo la questione e possiamo affrontarla già ora se
  si vuole, avviando un percorso in cui anche i creditori sanno chi è
  il  dirimpettaio. Seconda questione: Assessore, poi  discutiamo  se
  devono  essere quattro, devono essere due, devono essere cinque,  è
  un  tema  del  dopo  ma il Governo Musumeci è  responsabile  di  un
  delitto  che  ha combinato in questa Regione e che ha aggravato  la
  condizione,  non  solo  dei consorzi ma dei bacini  della  gestione
  delle  risorse  irrigue  in  questa Regione.  Ha  bloccato  in  via
  amministrativa  una  procedura  che  si  era  messa  in  campo   di
  determinare  un  percorso  nuovo e diverso  rispetto  agli  attuali
  undici consorzi.
   Lei  se  ha  il coraggio può ripartire da lì, poi ripeto,  si  può
  arrivare  a  quattro ma se non si parte da un presupposto  che  per
  cambiare   le   cose  bisogna  farle  e  non  annunciare   riforme,
  aspetteremo altri tre anni, la fine di questa legislatura  parlando
  di  riforme  che  non arriveranno perché qualunque riforma  ha  dei
  costi,  ha un problema organizzativo all'interno del personale  che
  va messo a sistema, tutto questo poi lo pagano gli agricoltori.
   E  soprattutto,  e chiudo Assessore, lo vuole un consiglio?  Vuole
  che  i  consorzi  si attivino? Affianchi oggi ai  commissari  degli
  undici  consorzi  un  comitato di agricoltori  che,  consorzio  per
  consorzio,  dico  già  i due che esistono, possa  affiancare  nella
  gestione la responsabilità su come si gestisce l'acqua nei consorzi
  di  bonifica e questo avvierebbe quel processo di democratizzazione
  che  è  fondamentale per consentire di uscire dalla palude  in  cui
  oggi è il sistema idrico irriguo per la Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cambiano.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato  la
  moderazione  dell'intervento dell'Assessore,  però  la  sensazione,
  l'impressione  è  che  si  cerchi  sempre  di  mettere  pezze,   di
  rincorrere le emergenze. Ha citato Licata e l'agricoltura messa  in
  ginocchio  dall'esondazione del fiume Salso,  però  per  esperienza
  purtroppo le dico che ancora i territori attendono ristori rispetto
  ad emergenze che il territorio ha vissuto negli anni precedenti.
   Cerchiamo  di essere credibili, perché le aspettative sono  tante,
  le  aziende agricole sono in ginocchio, è stata attivata una misura
  del PSR, lei è stato prontamente presente nel territorio ma i tempi
  di  risposta  e  di intervento devono essere celeri.  Si  parla  di
  siccità ma noi abbiamo un decreto siccità perché la siccità l'hanno
  vissuta  le  regioni  del nord e quando il  Veneto  ha  vissuto  la
  siccità  le testate giornalistiche e tutte le forze politiche  sono
  state  sensibilizzate,  a  tal punto da  votare  in  Parlamento  un
  decreto, cosiddetto 'decreto siccità'.
   La  Sicilia, ormai, è rassegnata e assuefatta a convivere  con  le
  emergenze,  a  convivere  con  la  siccità,  a  convivere  con   le
  incompiute  delle dighe perché la Regione siciliana avrebbe  dovuto
  effettuare, ad esempio, degli studi su un cosiddetto invaso,  ormai
  è tramontata pure l'ipotesi della diga del Gibesi.
   Risorse  perdute, ovviamente non è responsabilità sua,  Assessore,
  ma  è  responsabilità di una politica che, purtroppo, ha  perso  di
  credibilità  e  che  si ritrova, finanziaria dopo  finanziaria,  ad
  inserire   interventi  in  emergenza  e  a  non   pensare   a   una
  pianificazione, ad una progettualità.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 4.  Chi  è  favorevole
  rimanga seduto; chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Colleghi,  ritorniamo un attimo all'articolo 3, perché l'Assessore
  Dagnino  ha approfondito il contenuto dell'emendamento 3.5.  Quindi
  do la parola all'Assessore.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, il parere  è
  negativo,  è  contrario  perché ho avuto  riscontro  dal  Direttore
  generale  delle finanze che ha contattato l'Aci e mi riferisce  che
  l'Aci  non  sarebbe  assolutamente  nelle  condizioni  tecniche  di
  gestire  una  rateazione  di questo tipo,  non  avendo  precedenti.
  Quindi,  mi  dispiace, avrei voluto, se possibile, dare parere  nel
  merito positivo ma, tecnicamente, è contrario per la ragione detta.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Sunseri,  lo  ritira   visto   l'impegno
  dell'Assessore ad approfondire l'emendamento?

   SUNSERI.  Io lo ritiro, ma abbiamo un problema con Aci  perché  se
  nel Piemonte, se in Liguria, se in Lombardia e in Emilia Romagna lo
  applicano,  abbiamo un problema con Aci Sicilia  Quindi  io  ritiro
  l'emendamento ma la prima cosa che facciamo a gennaio  è  convocare
  Aci  in  Assemblea  e ci facciamo spiegare quali  sono  i  problemi
  tecnici per la quale Aci lo fa in altre Regioni d'Italia e  non  lo
  fa in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 3.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Bene colleghi, io direi di fare una pausa e torniamo qui alle  ore
  15.30. Pertanto sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.27, è ripresa alle ore 17:12)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE.  La  seduta  riprende. E'  stato  caricato...  Allora,
  abbiamo votato l'articolo 4. Stiamo ritornando all'articolo  1.  Il
  Governo  ha  presentato la riscrittura. Vi do tutto  il  tempo  per
  poterla  leggere.  Vi  do  tutto il tempo  che  serve  per  poterla
  leggere


                        Sull'ordine dei lavori

   GIAMBONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Giambona.

   GIAMBONA.   Grazie,   Presidente,  ma  più  che   altro,   adesso,
  analizzando il fascicolo dell'articolo 1 degli emendamenti, notiamo
  che  su una riscrittura, proposta dal Partito Democratico, di tutto
  l'articolo  1,  ne  è saltata una parte. Sarebbero  saltati  alcuni
  articoli. Per cui mi sembra significativo rappresentare agli Uffici
  che  ci  sono  un  paio  di  commi dell'articolo  1,  della  nostra
  riscrittura, che non sono ripresi nel fascicolo.

   PRESIDENTE. Adesso lo verifichiamo.
   Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha  facoltà.
  Prego, onorevole.

   DIPASQUALE. Signor Presidente...

   PRESIDENTE.   Aspetti,  aspetti, però, perché  preferirei  che  ci
  fosse silenzio. Colleghi. Prego, onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE.  Io  sarò  breve, tanto breve  quanto  chiaro.  Questo
  articolo  entra già... questo intervento entra già in  Aula,  nelle
  scorse  variazioni  di bilancio, questa questione,  e  l'Aula  l'ha
  affrontata  negativamente. Ora ritorna in Aula. Siccome io,  ormai,
  ho   qualche  anno  di  esperienza,  io  già  ho  visto  movimenti,
  Presidente, che si preparano in quest'Aula per snaturare e  violare
  quello  che  è  il  voto segreto  Che nessuno si permetta  di  fare
  fotografie, che nessuno si permetta di fare fotografie di  come  si
  vota   durante   il   voto  segreto,  perché   è   una   violazione
  costituzionale.  Io ve lo dico prima, sarò messo  qua  e,  da  qui,
  questo  lato  me  lo  tiro  tutto io, e prego i  miei  colleghi  di
  mettersi con il cellulare e di riprendere eventualmente chi lo fa

   PRESIDENTE. Ci mancherebbe, onorevole Dipasquale. Ha fatto bene  a
  precisarlo, ma sarebbe impensabile che questo Parlamento  si  possa
  prestare  a  questo genere di cose  Tra l'altro,  lei  è  questore,
  quindi,  può  vigilare attentamente insieme  ai  suoi  colleghi  su
  quello che avviene in Aula

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Presidente, rispetto all'intervento  del  mio  collega
  Dipasquale,  aggiungo una mia valutazione che, magari,  può  essere
  anche fuori luogo, ma non è così, perché siamo dentro l'Aula;  però
  ad  un  certo  punto  guardo  e con un colpo  d'occhio  vedo  delle
  posizioni  strane, anche rispetto a come si sono seduti i colleghi,
  con  l'alternanza  di  partiti. Cioè, secondo me,  stiamo  toccando
  davvero con l'inizio della riapertura di quest'Aula il ridicolo
   Presidente  Galvagno,  lo sto dicendo perché  noi  all'interno  di
  quest'Aula abbiamo sempre mantenuto, come opposizione, un  rapporto
  di  responsabilità. È davvero assurdo sopportare e supportare. E io
  lo  sto  dicendo, Presidente Galvagno, perché, al di là  di  tutto,
  secondo me, è davvero assurdo.

   DIPASQUALE. Ognuno va nei posti assegnati. Ognuno vada  nei  posti
  assegnati.

   PRESIDENTE. Ma le postazioni sono libere, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. No, non è così, Presidente, e lei lo sa.

   PRESIDENTE.   Sono assegnate, ma in tutti i casi cosa faccio?  Gli
  dico,  tipo scuola, di spostarsi l'uno rispetto all'altro? Ci  sono
  poi  deputati  di maggioranza che sono seduti con l'opposizione  da
  tre  legislature a questa parte e non avete mai posto la questione.
  Mi  sembra  strumentale  questa cosa. Dico, mi  sembra  strumentale
  questa osservazione.

   e n. 832/A (Legge di stabilità)

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                          legge nn. 831 e 832

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Allora,  al  di  là della  sceneggiata  a  cui  stiamo
  assistendo,  vorrei  ricordarle che ognuno di noi  quando  entrato,
  dopo  l'assegnazione ai Gruppi, ha avuto assegnato un  posto  e  la
  invito...

   PRESIDENTE. È vero, ma i deputati sono liberi di sedersi in  altri
  posti.

   CRACOLICI. No, no.

   PRESIDENTE.  E come no?

   CRACOLICI.  Lei mi ha visto, da quando è iniziata la  legislatura,
  seduto in seconda fila al banco di sinistra

   PRESIDENTE.  Ma non c'entra, ma anche l'onorevole D'Agostino,  che
  è  seduto  con  l'opposizione, è un deputato di  Forza  Italia  che
  dovrebbe essere seduto altrove.

   CRACOLICI. D'Agostino è dal primo giorno che è seduto là. Ha avuto
  assegnato quel posto. Poi non so perché glielo hanno assegnato,  ma
  quello era. Ma vedere movimenti strani è veramente antipatico.
   Presidente, però volevo parlare nel merito.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici, non si lasci distrarre.

   CRACOLICI.  No, io non mi lascio distrarre, nel senso  che  prendo
  atto  che  il  Governo è tornato indietro rispetto  a  quella  idea
  bislacca  di  costituire un ennesimo carrozzone in questa  Regione,
  attraverso  un'Agenzia  per l'attrazione di investimenti.  Pretendo
  però non l'ascolto, ma che non venga distratto. Quindi, prendo atto
  del   fatto  che  il  Governo  sia  tornato  indietro  rispetto   a
  quell'idea,  che  in qualche modo aveva presentato,  di  costituire
  un'agenzia   regionale,  ovvero  una  sorta  di  dipartimento   con
  direttore   generale,  consiglio  di  amministrazione,  organi   di
  revisione,   un   po'   dipartimento,  un  po'  società,   appunto,
  un'Agenzia  Ma a me sembra che però la soluzione che ha individuato
  il  Governo nella riscrittura, che in qualche modo io stesso  avevo
  suggerito,  di  avvalersi di strutture esistenti nell'ambito  della
  struttura   amministrativa  della  Regione...   scusate,   però   è
  fastidioso, vado a parlare di là, così almeno non li sento
   Dicevo, la soluzione trovata a mio avviso presenta due problemi. È
  vero  che  l'IRFIS tra i suoi compiti statutari ha anche quello  di
  promuovere  politiche  di sviluppo e quindi  sostenere,  attraverso
  sistemi  prevalentemente  di  tipo  finanziario,  la  capacità   di
  svolgere  una  funzione politico- amministrativa  per  conto  della
  Regione,  ma voglio ricordare, anche perché l'assessore  Dagnino  è
  stato  pure Presidente dell'IRFIS, che l'IRFIS è una società che  è
  vigilata  dalla  Banca  d'Italia e quindi ha  per  sua  natura  una
  finalità finanziaria, con regole finanziarie, opera in nome  e  per
  conto  della  Regione in house sulla gestione di linee  di  credito
  direttamente   promosse  dalla  Regione,  ma   sempre   nel   campo
  finanziario.  Ora  qui  si prova a far diventare  l'IRFIS,  per  la
  verità  far  diventare  forse  è un'espressione  troppo  ambiziosa,
  dargli  un compito che di fatto difficilmente potrà attuare, perché
  prima   mi  è  stato  spiegato  che  l'agenzia  doveva  servire   a
  semplificare,  una  sorta  di sportello unico  della  Regione  dove
  l'imprenditore  che  viene dal Venezuela e arriva  in  Sicilia,  si
  rivolge   a  qualcuno  e  quello  gli  risolve  tutti  i  problemi,
  autorizzazioni, localizzazioni, posti dove realizzare l'impresa, il
  capannone se è un'impresa industriale  poi, scopriamo che adesso ci
  sarebbe  una  task  force  fatta  da  cinque  figure,  alcune   con
  esperienze specifiche, giuridico-contabili, eccetera, eccetera, che
  mi pare complicato, tra l'altro essendo figure esterne, che possono
  interfacciarsi con un dipartimento dell'Amministrazione  regionale,
  in  qualche modo sollecitando  si chiama traffico d'influenza, è un
  reato previsto dal Codice, anche se...

                    (Interruzioni fuori microfono)

   CRACOLICI.  State  attenti a dirlo che è stato  abolito,  potreste
  essere, diciamo, potreste essere cavie  Quindi, il fatto che cinque
  figure   esterne,   diciamo  esterne,  interne,  perché   sarebbero
  contrattualizzate dall'IRFIS per svolgere compiti che  con  l'IRFIS
  c'entrano  come  cavoli a merenda, dovrebbero svolgere  compiti  di
  interfaccia  con l'Amministrazione regionale nella  sua  interezza,
  ora  a  me sembra, come dire, che la pezza è peggiore del buco   Io
  avevo  suggerito,  ma modestamente anche sulla  base  dei  dati  di
  memoria  che  noi  avevamo anni fa, durante  il  Governo  Lombardo,
  costituito  l'Irsap, che era appunto l'istituto che avrebbe  dovuto
  creare  le  condizioni  di attrattività e di maggiore,  come  dire,
  competitività  della nostra Regione utilizzando un po'  le  vecchie
  aree  industriali  in liquidazione, le Asi, ma  anche  individuando
  politiche di sviluppo, individuando anche le aree territoriali. Non
  capisco  perché questa ipotesi, che non è che  io non  mi  innamoro
  mai  delle  mie  parole, la mia era una sollecitazione  a  valutare
  eventualmente  come ridefinire meglio il compito dell'Irsap,  anche
  perché   non   mi   pare  che  l'Irsap  stia  brillando   di   luce
  particolarmente  propria,  di  capacità  rispetto  agli   obiettivi
  contenuti  in quella legge. Ma, no, proviamo a costituire  un'altra
  cosa  che  ci  somiglia.  Adesso rischiamo di  farlo  con  l'IRFIS,
  facendo secondo me un danno all'Irsap.
   Faccio,  però, anche un'altra considerazione e la dico  così:  ora
  noi abbiamo una norma che prevede uno stanziamento di un milione  e
  mezzo  di  euro  per  istituire una  task  force  fatta  di  cinque
  componenti; poi ho visto che c'è anche una precisazione a penna che
  il  milione  e  mezzo di euro è relativo alla task force  fatta  di
  cinque componenti, che nessuno può eccedere i trecentomila euro, se
  ho capito bene la modifica.
   Allora,  se  complessivamente non è chiaro  come   se  è  una  tua
  interpretazione autentica vai dal notaio e la scrivi perché non  mi
  pare  che  da  come  è  scritta  si  capisca  che  complessivamente
  trecentomila  euro,  perché c'è una riscrittura della  riscrittura,
  già  la dice lunga su quanta serietà di approfondimento della norma
  si  sia  fatto  per  proporla in Aula   C'è  la  riscrittura  della
  riscrittura,  facciamo  un  bando  per  fare  una  short  list  per
  individuare cinque figure; queste cinque figure dovranno insediarsi
  all'IRFIS  e  altri  compiti per fare un'attività  che  ancora  non
  abbiamo  chiaro  in  che cosa dovrebbe consistere.  Ma  non  è  più
  dignitoso,  al  punto  in cui siamo, che il Governo  piuttosto  che
  riscrivere  ritiri  l'articolo  1?  E  i  debiti,  una  discussione
  stucchevole come quella che si è fatta dal primo giorno, al  di  là
  di  come vi sedete, se vi sedete a sorteggio o se vi sedete con  le
  macchine fotografiche, perché siamo anche a questa dimensione quasi
  ridicola  Il punto è il merito, a me non interessa la battaglia del
  controllo  Secondo voi questa è una cosa seria o no  Anche il fatto
  che  nell'arco  di dieci giorni e persino di qualche minuto  cambia
  rapidamente soltanto perché bisogna approvarla così, costi quel che
  costi  e  poi  se  funziona, non funziona, cosa  che  lasceremo  ai
  posteri. Ma dico, ma siamo seri, signori
   Io  chiedo  al  Governo  di ritirarla ed evitare  una  discussione
  sfiancante su una finanziaria in cui fino ad ora non c'è  nulla  di
  evidente ed innovativo. Questa è stata presentata con la norma  che
  doveva  in qualche modo aprire chissà quale scenario. Ancora adesso
  non  sappiamo cosa dovrebbe fare prima l'Agenzia, oggi l'IRFIS, con
  queste  cinque  persone  che  saranno nominate  e  un  comitato  di
  consulenza di venti componenti a titolo gratuito - poi me  li  fate
  conoscere - che dovrebbero supportare le strategie.
   Di    cosa   stiamo   parlando?   Io   rimango   trasecolato   per
  l'improvvisazione con la quale si affrontano questi temi.
   Ribadisco, chiedo al Governo di ritirare questa norma.

   PRESIDENTE. Va bene, grazie. Prego, assessore.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Grazie, Presidente,  solo  per
  una breve replica, poi, per carità, ascolteremo il dibattito, siamo
  sempre,  come  credo di avere dimostrato fino ad ora, alla  massima
  disponibilità  e  la  massima  serenità  nell'esaminare  le   varie
  proposte del Governo, però mi sembra utile,
  viste le questioni che sono state poste, dare delle brevi linee  di
  indirizzo.
   Si   è   osservato,   anche   proprio  da   parte   di   esponenti
  dell'opposizione,  nell'ambito  di interlocuzioni  che  sono  state
  fatte  con tutto il Parlamento, che l'Agenzia - è stato detto  come
  obiezione formulata in relazione all'articolo 1, testo originario -
  non  sarebbe  stata  una  buona idea, una buona  iniziativa  perché
  carrozzone,  perché tutte quelle agenzie non sono  state  fortunate
  nella storia di questa Regione e abbiamo anche ampiamente dibattuto
  in Commissione  Bilancio .
   E'  stato  altresì  detto  da più parti  che  la  finanziaria  non
  conterrebbe   misure   caratterizzanti,  sarebbe   vuota,   sarebbe
  veramente  un  esercizio di poche disposizioni,  come  dire,  quasi
  obbligatorie.
   L'intento del Governo nel formulare la riscrittura è stato quello,
  ancora una volta, ma lo dico davvero con la massima serenità e  con
  il   massimo  spirito  di  collaborazione,  di  accettazione  delle
  possibili critiche, è stato quello di cercare di venire incontro ad
  alcune delle obiezioni che sono state formulate.
   Era  stata  proprio  da  una parte dell'opposizione  ma  anche  da
  qualche altra parte formulata l'idea che sarebbe stato preferibile,
  onde  evitare  il  rischio di un nuovo carrozzone,  utilizzare  dei
  soggetti  già esistenti nell'ambito delle partecipate e degli  enti
  regionali.  Il  Governo  ha  accolto  queste  richieste  che   sono
  pervenute  proprio  da  una  parte dell'opposizione  la  quale  ora
  mostra,   diciamo,   una   diversa  prospettazione,   dicendo   che
  improvvisazione...

   CRACOLICI. Qual era la diversa affermazione?

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Crediamo  con  la   massima
  serenità che questo tipo di obiezioni debbano essere respinte.
   Il Governo si sarebbe aspettato, devo dire, con la massima, ancora
  una volta, serenità, invece diciamo una condivisione maggiore, come
  ha  dimostrato  in  tanti casi fino alle ultime norme  che  abbiamo
  discusso,  di tentare di accogliere, laddove possibile,  e  accolto
  laddove  appunto il sistema lo consentiva, le giuste  osservazioni.
  Credo  che  si è dimostrata la massima ragionevolezza e la  massima
  serenità.
   Ora  si  dice  che l'IRFIS, obiezione, è un soggetto  vigilato  da
  Banca Italia.
   Io   ho   preso,   nel   frattempo  che   ascoltavo   l'intervento
  dell'onorevole  Cracolici, lo statuto dell'IRFIS e  all'articolo  3
  "Oggetto  sociale" stabilisce che: "L'IRFIS può svolgere  anche  le
  seguenti attività: assistenza tecnica all'Amministrazione regionale
  a   titolo   esemplificativo   e  non   esaustivo   nelle   materie
  dell'economia,  delle attività produttive, delle autonomie  locali,
  delle infrastrutture in ambito di politica economica regionale  del
  credito,  nonché nell'ambito dell'azione di sviluppo della politica
  economica e produttiva della Regione siciliana".
   Quindi,  in  verità  proprio,  lo Statuto  già  vigente,  peraltro
  sappiamo con lo Statuto diciamo è nella disponibilità del  socio  -
  la  Regione è socio unico - ma comunque, già nello Statuto vigente,
  noi  troviamo declinate delle funzioni all'IRFIS che possono essere
  coerenti con l'idea che ha il Governo regionale.
   Ora,  l'ulteriore  obiezione:   ma  cosa  dovrebbe  fare,  non  si
  comprende .   E'   stato  anche  questo  ampiamente   discusso   in
  Commissione e mi sembra utile condividerlo con l'Aula.
   L'idea  è  che oggi se un imprenditore dall'esterno del territorio
  regionale  decide  di investire perché convinto che  il  territorio
  regionale meriti un investimento ha difficoltà a trovare un singolo
  interlocutore  perché  le  competenze  sono  diffuse  tra   diversi
  assessorati,  tra  diversi dipartimenti i  quali  manterrebbero  le
  competenze,  quindi, attenzione, non c'è sottrazione di competenze,
  a   nessuno,  c'è  soltanto  l'idea,  in  inglese  viene   chiamato
  mentorship,  qualcuno  che  accompagni  l'imprenditore  e  aiuti  a
  districarsi  ponendosi come interfaccia nei confronti  dei  diversi
  rami  dell'amministrazione regionale che hanno e che  manterrebbero
  naturalmente per intero le loro competenze.
   Quindi,  il Governo crede - è stato ampiamente condiviso anche  da
  parte  del  Governo stesso - che questa iniziativa possa essere  un
  utile tentativo per realizzare un'attrazione degli investimenti nel
  territorio  regionale  senza  creare superfetazioni,  senza  creare
  nuovi  consigli  di  amministrazione, senza  creare  nuovi  collegi
  sindacali, nuovi collegi dei revisori, nuove sedi da pagare.  Si  è
  in  questo,  tentato di raccogliere proprio quelle obiezioni  sulle
  quali  il  Governo ha mantenuto, come cerchiamo sempre di fare,  la
  massima  flessibilità nel condividere laddove naturalmente  c'è  la
  possibilità di condividere le osservazioni della opposizione.
   Abbiamo  anche  cercato di anticipare e lo abbiamo fatto,  abbiamo
  anticipato  all'opposizione l'idea della  riscrittura  e  l'abbiamo
  anche  ampiamente  condivisa  con tutti  i  soggetti  presenti  qui
  nell'Aula,  quindi,  io  credo che le  critiche  siano  ingenerose,
  insistiamo perché riteniamo utile l'iniziativa. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.   Grazie,  Presidente,  premetto  che   è   nobilissima
  l'intenzione  del Governo di volere proporre una  misura  che  vada
  nella direzione dell'attrazione degli investimenti, difatti non c'è
  stata alcuna obiezione, anzi in Commissione  Bilancio  si è cercato
  di  trovare  un giusto compromesso  per la proposta che  era  stata
  avanzata inizialmente dal Governo, però non riesco a capire  perché
  ancora  una  volta  la  Sicilia si debba  distinguere  dalle  altre
  regioni  che hanno organismi di questa natura, chiamiamole agenzie,
  chiamiamoli  uffici  interoperabili  che  hanno  l'obiettivo  e  la
  finalità dell'attrazione degli investimenti.
   Ecco  perché  in  Commissione  Bilancio   avevamo  depositato  una
  riscrittura  che andasse nella direzione delle finalità prospettate
  da  questo  Governo  regionale per attrarre gli  investimenti,  per
  creare  una  interoperabilità tra i vari  Assessorati,  tant'è  che
  avevamo presentato la riscrittura.
   Non  capisco perché si debba operare questo obiettivo del  Governo
  attraverso  una  finanziaria, perché l'IRFIS è  una  finanziaria  e
  nonostante  - come giustamente ribadito - l'Assessore  abbia  nelle
  sue finalità e nei suoi compiti per Statuto anche la possibilità di
  prospettare  delle  azioni di sviluppo, ricordiamoci  comunque  che
  l'IRFIS  ha  tanti  compiti e tante misure,  compreso  il  prestito
  d'onore, che passeranno appunto dall'IRFIS.
   Quante cose l'IRFIS deve fare? Tutte le misure per le agevolazioni
  alle  imprese  già passano dall'IRFIS, quindi, io mi chiedo  perché
  non  procedere  nella  direzione che  avevamo  prospettato  con  la
  riscrittura,   dopodiché   entrando  nel   merito,   io   ringrazio
  l'Assessore  di  avere  lasciato   il  Comitato  scientifico  nella
  riscrittura, anche se mi sembra un po' eccessivo avere 20 membri in
  un  comitato  scientifico e non  si evidenzia  invece  come  devono
  essere eventualmente scelti questi membri, cosa che io ritengo  sia
  molto più importante: che devono avere delle competenze specifiche,
  che  devono  avere   per  esempio  specializzazioni  nel  marketing
  territoriale, oppure devono essere dei manager con delle competenze
  specifiche, tutto questo non è previsto.
   Quindi,  io  insisto per la riscrittura, perché ritengo  che  così
  come  fanno  nelle  altre  Regioni che hanno  creato  un  organismo
  interassessoriale, dove praticamente deve essere un  organismo  che
  semplifica,   poi  se  dovesse  decidere  l'Assessore   per   porlo
  all'interno dell'IRFIS io ritengo che l'IRFIS abbia già tante altre
  competenze,   in   ogni  caso  vanno  riviste   determinate   altre
  specificità che io avevo già depositato nel testo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessori, colleghi  parlamentari,
  iniziamo a chiarire una cosa: primo, Assessore, quest'Aula  non  ha
  condiviso all'unanimità un bel nulla, niente, assolutamente, quando
  lei  fa  riferimento  alle opposizioni che hanno  condiviso  questo
  percorso lei questo non lo può dire assolutamente  Lei ha detto con
  molta  eleganza, con disponibilità che avrebbe riscritto  il  testo
  per poi offrirlo alla valutazione dell'Aula. Dobbiamo essere sempre
  chiari,  dobbiamo essere sempre chiari e corretti, lo so perché  io
  per  primo  gli ho detto lo faccia, è un percorso giusto, dopodiché
  mi  riservo poi di vederlo insieme ai miei colleghi in Aula  perché
  ho la sensazione che questo sia un accanimento terapeutico.
   Quindi,  partiamo  da questo punto di vista  che  noi  non  stiamo
  tradendo  nessun  percorso  condiviso, noi  non  abbiamo  condiviso
  quell'impostazione iniziale con le variazioni  di  bilancio  e  non
  l'ha  condiviso la maggioranza dell'Aula che in un momento che  era
  libera, senza catene, nel voto segreto l'ha bocciato. Dopodiché  su
  questa  cosa,  ed è normale, ci sono stati passaggi all'interno  di
  maggioranza,  si  sono cercati di convincere  i  deputati,  ci  sta
  questo,  non è che non ci sta, l'importante che venga fatto  sempre
  nel  rispetto  delle  regole e, quando prima sono  intervenuto  che
  nessuno  si  permetta a fotografare o a certificare  voti  segreti,
  perché questo non è possibile, non è concepibile
     Detto  questo, non vi dovete scandalizzare, colleghi, qui stanno
  facendo  un'operazione  semplicissima,  stanno  individuando  quali
  imprese,  quale  sviluppo, quale economia? Stanno  individuando  la
  possibilità di dare uno stipendio a cinque persone, di 60 mila euro
  per cinque anni che sono soldi, sono "poltronificio" e poi, vedete,
  per  caso cinque: Lega, Fratelli d'Italia, Dc, Mpa e Forza  Italia.
  E' preciso  Se voi volete un posto ne dobbiamo mettere sei o sette,
  quindi  è  una squallida operazione per mettere su quattro poltrone
  da dividere a quattro amici, e in un momento come questo io ritengo
  che sia fuori luogo, fuori luogo
   Quindi,   Assessore,  gliel'ha  detto  Cracolici,  lei  lo   vuole
  ritirare?  Lo ritiri  Dopo di che non finisce ora questa  polemica,
  Presidente,   perché   quando  poi  verranno   individuati   questi
  personaggi  che,  vedrete,  saranno  o  consiglieri  comunali   dei
  partiti, o deputati, o ex deputati, poi ritorneremo a fare di nuovo
  polemica
   Non solo la dobbiamo smettere, già ne avete cose, avete il potere,
  avete  gli  assessorati,  avete  il sottogoverno  e  ancora  volete
  continuare   a  creare  poltrone?  Cioè  sessantamila   euro   sono
  quattromila  euro  al  mese per queste cinque persone,  per  cinque
  anni,  poi  magari  facciamo una leggina, poi  le  stabilizziamo  e
  queste  cinque persone diventano dirigenti della Regione siciliana.
  Ma che cosa pensiamo veramente che ancora possiamo andare dietro  a
  queste  cose? Lo dico ai deputati, ai deputati liberi,  quelli  che
  non  sono  condizionati e che non hanno paura, che escono veramente
  come  hanno  fatto la prima volta, che spezzino  le  catene  e  che
  evitino   che   determinate  cose  in  questo  Parlamento   possano
  continuare a farsi.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonio.  Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo.
  L'ho  capito, stiamo ricostituendo il gruppo dei Power Rangers,  ci
  costa un milione e mezzo, però facciamo una squadra che salverà  la
  Sicilia  e  più  che stupirmi del fatto che andiamo a  dare  questo
  compito  all'IRFIS e a questa task force di questi cinque supereroi
  ai  quali diamo trecentomila euro per i compensi, se uno è bravo  è
  anche  giusto  pagarlo, remunerarlo, e dall'altro  gli  mettiamo  a
  disposizione un milione e due per eseguire delle azioni  che  nella
  loro  genericità consistono nell'attrarre investimenti, mi corregga
  se sbaglio, assessore Dagnino.
   Accanto  a  questa  task  force poniamo un  comitato  scientifico.
  Fondamentalmente,  stiamo  applicando  un  modello  privatistico  a
  quella  che  dovrebbe essere la nostra banca regionale,  la  nostra
  banca  pubblica, la nostra banca di investimenti, la  nostra  banca
  garanzia, che però ha degli obiettivi pubblici. Ecco io, al  di  là
  della  genericità  dell'obiettivo di attrarre investitori,  non  ho
  proprio  capito, dal tenore dell'articolo, qual è la soglia  al  di
  sotto  della  quale il risultato prodotto da questo investimento  è
  considerato un risultato apprezzabile oppure è da considerare  come
  un risultato fallimentare.
   Perché  se  c'è  una  cosa che, normalmente,  coniuga  l'interesse
  pubblico  col modello privatistico applicato all'interesse pubblico
  è  proprio la soglia del raggiungimento di un risultato, cioè anche
  se  poi ha fallito totalmente la managerizzazione della sanità,  la
  costituzione dell'azienda ospedaliera doveva avere degli obiettivi:
  il   raggiungimento  del  pareggio  di  bilancio,  l'aumento  delle
  prestazioni,  la  riduzione delle spese, la riduzione  delle  liste
  d'attesa. Tutte cose che il Governo Schifani non conosce e  neanche
  ci  prova  a  perseguire,  però, in  questo  caso  quali  sono  gli
  obiettivi che i magnifici cinque poi alla fine avranno? Cioè tu gli
  dici: io ti do sessantamila euro l'anno, va bene, ti scelgo con  un
  avviso pubblico. Uno fa l'avvocato, uno fa l'economista, uno fa  il
  veterinario,  eccetera, eccetera  gli diamo un milione  e  due  per
  fare  il loro lavoro, ma qual è la soglia limite al di sotto  della
  quale  questi magnifici cinque hanno fallito? Perché se  l'articolo
  non  stabilisce qual è l'obiettivo esatto da raggiungere, anno dopo
  anno,  io non capisco come poi possa essere valutato ciò che  hanno
  fatto.  Hanno  aperto  quindici edicole in più  in  Sicilia:  è  un
  risultato? E' aumentato dello 0,2 il prodotto interno lordo:  è  un
  risultato?  Come  lo andiamo ad attribuire? Hanno  attratto  grandi
  aziende  che  arrivano dall'estero? Hanno portato qui  investimenti
  nella  materia digitale, in determinati settori in cui la  Sicilia,
  in  questo momento, è carente? Hanno aumentato il numero dei  nuovi
  occupati a tempo indeterminato in maniera dimostrabile? Ci sono  le
  aziende  medie,  piccole, grandi che hanno spostato  la  loro  sede
  legale da altre Regioni alla Regione siciliana?
   Cioè,  quello  che io credo manchi totalmente in questo  articolo,
  assessore  Dagnino, e a cui la invito, invece, a porre  attenzione,
  eventualmente,  è  accantonarlo e riflettere su  questa  questione,
  qui,  è  qual è l'obiettivo  Perché poi possiamo anche blindare  la
  maggioranza, anzi è un piacere finalmente rivedervi in quest'Aula -
  non  vi  vedevo qui dalle variazioni, almeno - vedo che c'è qualche
  volto nuovo, vedo persone che non vedevo da tempo... tra l'altro  è
  anche un piacere rivederli in Aula, finalmente...

   GRASSO. Non accettiamo lezioni

   DE  LUCA  Antonino.  Per cui ben vengano anche questi articoli  un
  po'  divisivi,  che  ricompattano  un  po'  la  maggioranza.  Però,
  presidente  Galvagno,  Assessore, dobbiamo  essere  molto  seri  su
  questa questione, di questo nuovo impegno che diamo all' IRFIS.
   Un merito lo dobbiamo dare, però, all'assessore Dagnino. Un merito
  va  dato: che almeno ci ha dato un articolo di cui parlare e su cui
  esserci  per  votare,  perché  poi il  resto  della  finanziaria  è
  vacante.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   PRESIDENTE.   Posso  chiedere  a  tutti  i  colleghi  qualora  non
  servissero  tutti  e cinque i minuti? Catanzaro lei  è  scritto  di
  default, cioè lei, a prescindere, è iscritto.

   DI PAOLA. Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io ho visto che
  sul  tablet,  è  stata  caricata la versione  ter,  cioè  significa
  un'ulteriore  riscrittura  rispetto  all'intervento   del   collega
  Cracolici,  quindi, c'è stata una riscrittura, poi  la  riscrittura
  bis,  ora  siamo  alla  riscrittura  ter,  io  sono  convinto   che
  continuando adesso con gli interventi c'è il rischio che  arriviamo
  ad un'ulteriore riscrittura.

   PRESIDENTE. E' perché accetta i consigli, l'Assessore

   DI  PAOLA.  Presidente,  lei deve sapere, che  io  in  Commissione
   Bilancio   assieme  al  collega Cateno  De  Luca  avevo  fatto  un
  emendamento dove inizialmente, nell'articolo, per come era proposto
  dal  Governo  nella  fase  iniziale di scrittura,  ebbene,  avevamo
  chiesto  la  sede  legale e operativa tra Gela e Taormina,  quindi,
  andavamo a fare l'ente, la nuova struttura che si stava realizzando
  e  chiedevamo per un discorso, come dire, di collegialità, la  sede
  legale o operativa tra Taormina e Gela. Presidente, vede qual è  il
  problema e io mi rivolgo anche nei confronti dell'Assessore, questo
  articolo  che  è  stato  modificato e riscritto  più  e  più  volte
  all'interno di quest'Aula ma anche a livello di opinione pubblica è
  un  articolo che personifica - attenzione, né giusto, né sbagliato,
  non  sto  qui  a  giudicare,  ma sta personificando  -  l'Assessore
  Dagnino,  cioè  è una proposta, attenzione io l'ho  detto  pure  in
  Commissione  Bilancio , siccome questo Governo regionale  manca  di
  proposte,  di  visioni,  manca  di  proposte  anche  che  azzardano
  qualcosa  anche nei confronti dell'opinione pubblica, è un articolo
  proposto dall'Assessore Dagnino.
   Noi  inizialmente,  Assessore,  avevamo  chiesto  di  accantonare,
  appunto, questo articolo e io ho visto che lei adesso ha fatto  tre
  riscritture  nel  giro  di pochi minuti, per  poterlo  studiare  al
  meglio e cercare di poterlo modificare quanto più possibile, però è
  ovvio,  Assessore,  che  se lei e il Governo  forza  nei  confronti
  dell'Aula,  ci sono stati alcuni colleghi che hanno già  annunciato
  che ci sarà poi su questo articolo un voto segreto e Presidente, mi
  dispiace  dirlo anche nella disposizione io vedo che,  comunque,  i
  colleghi si stanno distribuendo in Aula, ho visto addirittura cambi
  di postazione, al di là...

   PRESIDENTE. Ma c'è l'onorevole Cambiano seduto con.... ma che  sta
  facendo?

   DI PAOLA. Sì l'ho visto, Presidente, infatti, mi rivolgo, al di là
  di questo

   PRESIDENTE. Ma c'è una disposizione, oggettivamente, casuale,  poi
  se volete decidete voi quale deve essere la posizione del deputato.

   DI PAOLA. Presidente, al di là della disposizione, il messaggio  è
  quando si fa il voto segreto, dico, le nostre postazioni sono fatte
  in  maniera  tale  che  quando si pigia il tasto  non  è  possibile
  visionare  che  tipo  di  tasto  si sta  pigiando  o  meno,  perché
  altrimenti  non  stiamo qui a fare il voto segreto, le  pulsantiere
  sono  fatte  in maniera tale che chi pigia il tasto  quello  che  è
  accanto non riesce a vedere quale tasto sta pigiando.

   PRESIDENTE.  Quindi, stiamo certificando che  c'è  la  segretezza,
  sarebbe brutto pensare il contrario

   DI PAOLA. Questo avvalora il fatto che comunque quando si pigia il
  tasto non si riesce a capire se si sta pigiando il tasto verde o il
  tasto rosso.
   Io  l'appello  lo  faccio all'Assessore, vista la  peculiarità  di
  questo  articolo e visti anche gli interventi da parte dei deputati
  di opposizione, è ovvio che poi è una responsabilità del Governo  e
  della  maggioranza  tutta,  nel caso  poi  in  cui  l'articolo  che
  personifica  l'assessore Dagnino, in Aula venga  bocciato,  quindi,
  Assessore ci sono stati degli interventi prima del mio che le hanno
  dato,  ovviamente,  delle  strade da percorrere,  è  ovvio  che  le
  opposizioni  - e confermo quanto detto dal collega Dipasquale -  in
  Aula  si  comporteranno  di conseguenza,  quindi,  se  inizialmente
  l'articolo 1 era stato accantonato, probabilmente c'era un  motivo,
  se  il  Governo forza su questo articolo, nonostante i forti  dubbi
  che  sono  emersi in Aula e nonostante abbiamo visto che  in  dieci
  minuti si sono fatte quattro riscritture, quindi, c'è qualcosa  che
  non  va  all'interno di questo articolo, al di là  della  posizione
  ideologica, perché poi ognuno di noi potrebbe anche avere posizioni
  ideologiche su un argomento o su un altro.
   Quindi, Presidente, nel chiudere il mio intervento, è ovvio che il
  Movimento  Cinque Stelle chiederà l'eventuale votazione segreta  su
  questo  articolo,  se  il  Governo  dovesse  continuare  in  questo
  percorso.

   PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Safina,  De  Luca,
  Gilistro e infine Catanzaro, Sunseri, Spada, Giambona.
   Onorevole Safina, ne ha facoltà.

   SAFINA. Grazie, Presidente, colleghi, Governo.
   Io  ho  ascoltato  la replica dell'assessore Dagnino  al  collega,
  onorevole  Cracolici, e in particolare ho ascoltato con  attenzione
  la  lettura dell'articolo 3 dello statuto di IRFIS, che l'Assessore
  legge  per  testimoniare che questa è un'operazione  corretta,  che
  risponde  a  ciò  che  l'IRFIS può fare. In realtà,  assessore,  io
  capisco  che lei è un ottimo avvocato, ma questa non è un  Aula  di
  tribunale, è un luogo diverso, è l'Assemblea regionale siciliana  e
  con quella lettura lei ha testimoniato come l'IRFIS non può fare le
  cose  che  lei vuole assegnare all'ente, perché quello che  lei  ha
  declamato in Aula si riferisce ad attività che l'IRFIS può prestare
  alla  Regione siciliana. Questa task force, per come è  scritta  la
  norma, caro assessore Dagnino, svolge tutta una serie di attività a
  favore  dei privati e dunque in ragione di quello che è lo  statuto
  dell'IRFIS,  queste  attività non le può  fare.  Lei  ha  preso  un
  abbaglio, abbia il coraggio di riconoscerlo, rifletta eventualmente
  su  qualcosa che può realmente servire ai siciliani, ma non ci dica
  che  l'articolo  3  dello statuto di IRFIS, per  dare  copertura  a
  questa norma, perché non è così. Perché le attività elencate  dalla
  lettera  a)  alla  lettera f), del comma  2,  sono  tutte  attività
  rivolte  a  privati ed aggiungo, sono tutte attività che riguardano
  lo  svolgimento  di  una prestazione, di un opus professionale,  di
  un'attività intellettuale che la Regione, secondo il suo costrutto,
  presta a titolo gratuito ai privati investitori.
   Questo, mi pongo un tema, è possibile farlo? Noi sappiamo bene che
  non  possiamo più dare nemmeno in concessione un bene a un privato,
  anche   ad   un'associazione,  se  quel  bene  è  suscettibile   di
  valutazione economica, è suscettibile di produrre un utile.
   E'  immaginabile  che un'attività, che agenzie private,  Deloitte,
  Ernst  & Young, svolgono a titolo oneroso, venga svolta da IRFIS  a
  titolo gratuito? Pertanto, io la invito, veramente, a ritirare  una
  norma che è un obbrobrio per le cose che lei ha detto, è lei che ha
  testimoniato a quest'Aula che non si può fare.
   E  poi  dico,  per attività veramente non definite nel  dettaglio,
  trecentomila euro ogni anno, per cinque anni, un milione e mezzo, e
  poi  non  riusciamo a trovare i soldi per le borse di  studio,  non
  riusciamo  a  trovare i soldi per gli stage formativi  in  Sicilia,
  allora  io  penso  che  non è così che si  fa  incoming  economico,
  l'incoming  economico,  e  l'abbiamo  detto  tante  volte,  si   fa
  realizzando una reale politica industriale, cosa che voi non  avete
  -   e  lo  dovete  riconoscere dinanzi ai siciliani -,  non  sapete
  nemmeno cos'è una politica industriale seria per i siciliani

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO. Presidente, io avrei una domanda per l'Assessore. Poc'anzi
  l'Assessore  ha letto una parte dello statuto di IRFIS per  mettere
  in  evidenza  il fatto che già nello statuto ci sono gli  obiettivi
  che  si  vogliono raggiungere con questa norma. Mi chiedo,  quindi,
  perché  è necessario fare una norma, visto che lo Statuto ha  forza
  di  legge? Mi chiedo per quale motivo dovete fare una norma,  visto
  che  lo Statuto ha forza di legge, Assessore? Quindi, e vengo  agli
  interventi  che  mi hanno preceduto. La verità è che,  chiaramente,
  dovete fare questa task force a pagamento per dare qualche incarico
  a  qualcuno. Anche perché, nella norma originaria, non era prevista
  la  task force ma un dirigente e persone a titolo gratuito. Quindi,
  evidentemente, in queste riscritture che avete fatto avete  pensato
  bene,  mentre  che  ci  siamo, diamo,  facciamo  questo  tavolo  di
  professionisti che almeno paghiamo e facciamo contenta  un  po'  di
  gente.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cateno De  Luca.
  Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Cateno. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
  prendo  atto  di  questa modifica che il Governo,  per  come  aveva
  annunciato già in Commissione Bilancio, ha portato in Aula  e  devo
  dare atto che, rispetto a quella che è la logica appunto di fare un
  ulteriore ente, ha scelto di potenziare uno degli enti che funziona
  meglio,  all'interno del gruppo pubblico della  Regione  siciliana.
  Perché  di  tutto  si  può  dire che,  rispetto  alle  innumerevoli
  missioni,  perché  ormai  l'IRFIS, da  questo  punto  di  vista,  è
  diventata realmente una multiservizi.
   Tutti  quanti  dobbiamo anche dare atto che,  questa  multiservizi
  finora,  ha  dato  i  suoi risultati. Questo lo avete  riconosciuto
  tutti.
   E,  allora, rispetto a questa scelta l'Assessore ha fatto un passo
  indietro, il Governo, nel proporre un nuovo ente. Noi gliel'abbiamo
  chiesto, e il Governo l'ha fatto. Poi coinvolge, sulla scorta anche
  di  nostre richieste, quelle che sono le associazioni di categoria.
  Nasce una sorta di Cnel, perché di questo si tratta. Esiste un Cnel
  a  livello nazionale. Bene, nell'ambito di questa strategia, quelle
  che sono le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali,
  si  ritrovano  a  confrontarsi  su una  materia  che  tutti  quanti
  riconosciamo  essere  delicata, e che ha  visto,  fondamentalmente,
  questa Terra fallire.
   Anzi  sono  stato io, anche, a dire all'Assessore, non  faccia  un
  altro  ufficio di complicazione, quindi un altro pachiderma che  si
  aggiunge  agli  altri per complicare quella che è la  logica  degli
  investimenti  in  questa terra. Dopodiché, si sceglie  una  via  di
  mezzo.  Il Governo ce la propone. Facciamo tutti, come si  dice  ad
  Oxford,  sempre "i maravigghiati da grutta", perché  siamo  ora  in
  prossimità   del   Natale,  sul  compenso   previsto   per   questi
  professionisti. Che è un compenso ridicolo, mi permetto di dire, se
  parliamo anche, e pretendiamo che ci siano, professionisti degni di
  questo  nome  su queste materie. E il Governo presenta un'ulteriore
  riscrittura,  precisando che quel milione e  mezzo,  alla  fine,  è
  fatto per 300 mila euro per i cinque componenti.
   Io  mi  sono  permesso di presentare due subemendamenti.  Uno  che
  porta, intanto, i componenti da cinque a sette.

   DIPASQUALE. A sette?

   DE LUCA Cateno. A sette

   DIPASQUALE. Si può fare a otto

   DE  LUCA  Cateno.  No  Sulla scorta di quello che  lei  ha  detto,
  collega, io arrivato a questo punto dico: Forza Italia, Mpa,  Lega,
  Fratelli  d'Italia, Democrazia Cristiana, Pd e 5 Stelle; noi  siamo
  residuali  in questo, noi non contiamo, ormai siamo dei  reduci  in
  questo  Parlamento che non incidono, non potrebbe incidere  in  una
  logica del genere.
   Perché  ve  lo dico, perché questa è un'operazione a cui,  secondo
  me,  dovreste approcciarvi in modo bipartisan. Quindi se quello che
  dice  il  collega Nello Dipasquale è verosimile,  e  allora  io  mi
  permetto  di  dire,  Assessore, ampliate un  attimino  l'orizzonte,
  perché  sullo  sviluppo di questa terra bisogna essere  bipartisan.
  Quindi  il mio emendamento ha questo indirizzo, cinque o sette  non
  cambia  nulla,  anche  perché  è  a  invarianza  di  spesa.  Certo,
  mortifichiamo  ancora di più i professionisti che  saranno  scelti;
  piuttosto  che prendere 60.000 euro lordi l'anno, che  netti  tutti
  quanti sapete che sono forse 3.000 euro, ne prenderanno 45.000.  Ma
  se amano la nostra terra o 60.000, o 45 mila lo fanno, perché amano
  la nostra Terra.
   Poi  ho  presentato  un altro subemendamento, perché  non  si  può
  sentire  -  ma non si può né leggere né sentire - che  un  comitato
  scientifico  non  abbia  almeno il  rimborso  delle  spese   Lo  fa
  gratuitamente?  Va  bene. Ma il rimborso a piè di  lista,  come  ho
  previsto nel subemendamento, lo vogliamo almeno prevedere o no? Non
  è una cosa logica o dobbiamo continuare sempre con l'ipocrisia?
   Quindi ho fatto un subemendamento in questa direzione.
   Chiarite queste questioni, voi mi insegnate che le leggi si  fanno
  e  si possono anche abrogare, quindi non è che noi stiamo dando  un
  mandato  irreversibile. Quelli che in ogni caso sono i  monitoraggi
  nelle  Commissioni  di  competenza è nostra  prerogativa  farli.  E
  quindi è anche nostra prerogativa, come si è fatta una legge,  alla
  prima  occasione prevedere anche quella che è l'abrogazione. Giusto
  assessore Turano?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  La seguo

   DE LUCA Cateno. Bene  Quindi, chiarito questo, io dico al Governo,
  guardi,  io non lo so... qua i posizionamenti mi interessano  poco,
  anche  perché come dico sempre io non appartengo alla categoria  di
  "chiddi ca dattinu e cianciunu", quindi non c'è nessun problema. Ho
  preferito,  anche  perché  la  mia professione  è  proprio  questa,
  rispetto  a  una tematica che viene toccata con questo emendamento,
  io  non lo so se sarà una soluzione valida o meno, però quello  che
  devo  apprezzare è che questo Governo ci sta tentando, in una forma
  di  compromesso  voluta da noi  Perché questo ce lo dobbiamo  anche
  dire.
   Che  poi  su  questo  si debba eventualmente scatenare  la  caccia
  all'uomo  è  un'altra storia. È ovvio che quello poi non appartiene
  più  al mondo della valutazione politica, appartiene un po' a faide
  e altre questioni, che non mi riguardano.
   E  allora  concludo  anche  così, alla luce  del  sole  la  nostra
  posizione  è chiara. Assessore Dagnino, noi siamo pronti  a  votare
  l'articolo  1.  Ovviamente,  la nostra  condizione  è  chiara:  noi
  abbiamo  presentato  due subemendamenti, uno che  rende  bipartisan
  questa  operazione  e l'altro che toglie un velo  di  ipocrisia  su
  quello che riguarda la partecipazione a dei comitati, dove, in modo
  quanto  meno  onesto, il rimborso delle spese a piè di lista,  deve
  essere riconosciuto. Quindi sono due aggiustamenti; sulla scorta di
  questi  due  aggiustamenti che proponiamo  al  Governo,  noi  siamo
  pronti  a  prenderci la nostra responsabilità alla luce  del  sole,
  votando l'articolo 1.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO.  Signor Presidente, colleghi, Assessore, devo dirle  che
  questo  articolo  ci sta facendo discutere più di  tutto  il  resto
  della  manovra,  innanzitutto, cioè  penso  che  forse  era  meglio
  discutere questo articolo in una sola finanziaria, solo per  questo
  articolo
   Allora  il  problema  è  questo, cioè questo  emendamento  come  è
  scritto  è realmente apprezzabile, glielo dico autenticamente  -  e
  lei  lo  sa  che non dico mai ipocrisie - l'unica problematica  che
  ravvediamo  e  che ha visto, che tutti i colleghi  credono,  sempre
  nella  solita  problematica delle poltrone, questo è  il  problema.
  Allora perché non emendare, Assessore, dicendo che questa volta, se
  è  questo  solo  il  dubbio, facciamo scegliere,  fare  le  scelte,
  all'opposizione a questo punto, di queste poltrone,  e  lì  abbiamo
  risolto  tutto:  se  c'è  trasparenza, se c'è  autenticità,  allora
  facciamo  scegliere  solo  alle  opposizioni  chi  saranno   questi
  soggetti.
   Questo  potrebbe rendere più credibile questo articolo 1  e  siamo
  noi, una volta tanto, a decidere chi sono e chi potrebbero essere e
  con  quale finalità, per correttezza lo dico, perché, mi creda,  se
  noi  continuiamo a dire che non ci vogliono manager, perché  questa
  task  force alla fine non è altro che fatta di manager che  possono
  dare  un  supporto all'IRFIS, a quello che c'è, per poter  attrarre
  investimenti  che  poi  si  tramuterebbero  comunque   in   risorse
  importanti per la nostra Regione  l'unico grande dubbio  di  questa
  Assemblea,  Assessore, sono sempre le poltrone, sono le scelte  che
  non  vengono  fatte  soltanto per creare consenso,  ma  per  creare
  poltrone

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Sarò breve, Presidente.

   PRESIDENTE. Sarà breve? Vediamo se mantiene la parola. Non  faccia
  i saluti da casa

   CATANZARO. No, no, io non ne faccio, Presidente, e ritengo che  al
  di  là  delle  battute  e  del sorriso, devo  dire  che  in  questo
  frangente  di arco temporale, di qualche minuto, stiamo  dando  uno
  spettacolo  non  bello, ma non bello per quale  motivo  Presidente?
  Perché  io reitero il mio intervento iniziale di poco fa, chiedendo
  ovviamente ai colleghi un minimo, Presidente, un minimo se  c'è  la
  possibilità...

   PRESIDENTE. Si sono rispostati.

   CATANZARO. No, Presidente, io torno...

   PRESIDENTE.   Colleghi,   scusate,   l'onorevole   Catanzaro   sta
  intervenendo.

   CATANZARO. Comprendo che ovviamente, come dire, la discussione non
  ci  appartiene però ritengo, Presidente, che nell'intervento che ho
  fatto  all'inizio lo reitero, Presidente Galvagno, e  questa  volta
  oltre al Governo, come è corretto rivolgersi, mi rivolgo a lei e mi
  rivolgo  a lei perché, Presidente, lo ha detto bene nell'intervento
  l'onorevole Dipasquale, ha detto al Governo 'Governo, guardate  che
  noi non abbiamo condiviso un bel nulla, non abbiamo condiviso nulla
  di  tutto  quello  che  si  sta  portando  avanti',  abbiamo  detto
  all'Assessore che da quattro mesi ovviamente, tre mesi, non so bene
  il  periodo,  guida  l'Assessorato all'economia,  nella  variazione
  abbiamo cercato di fare comprendere che c'erano delle cose che  non
  andavano e l'Assessore e il Governo, per andare avanti, hanno avuto
  la capacità di toglierle dal testo.
   Abbiamo  detto  all'Assessore, prima in Commissione  Bilancio,  ma
  anche  in  queste  giornate,  in  queste  ore,  prima  di  arrivare
  all'inizio  della discussione della legge di stabilità, che  questo
  era   un  articolo  su  cui  il  Gruppo  parlamentare  del  Partito
  Democratico   non   era  per  nulla  convinto  e   l'Assessore   ha
  ripresentato,  abbiamo  visto  la  prima,  la  seconda,  la   terza
  riscrittura  sempre sull'articolo quindi significa che  l'assessore
  stesso  o  ha  poche  idee  e quelle che  ci  sono  confuse  oppure
  dall'altro  lato  ci  sono  tutta  una  serie  di  suggerimenti  in
  maggioranza che, sicuramente, non sono migliorativi perché  abbiamo
  visto un susseguirsi prima di compensi, poi posizioni, posti  è una
  battuta la faccio all'amico Cateno De Luca... noi Cateno, non siamo
  (almeno  parlo per il Gruppo parlamentare del Pd però guardo  anche
  per i 5 Stelle), ebbene, non siamo interessati ai sette posti delle
  poltrone  che  ovviamente  vengono inserite  per  il  consiglio  di
  amministrazione. Un soggetto che, di fatto, abbiamo capito  questo,
  a  cui è affidato un milione e mezzo di euro, con trecentomila euro
  di  compensi, centomila euro, addirittura vediamo subemendamenti ad
  un  altro comitato tecnico scientifico per fare ancora non  abbiamo
  capito cosa quando abbiamo risorse, dirigenti e funzionari,  a  cui
  si  possono  attribuire tali incombenze  E, allora,  questo  mi  fa
  riflettere  su  che  cosa  stiamo  cercando  di  creare:   un'altra
  macchina, ovviamente, è un'altra macchina e questo lo sa  anche  il
  Presidente  della Regione; è un'altra macchina che crea  posizioni
  forse  è  vero, sulla divisione dei Gruppi che sono presenti  nella
  maggioranza e che ovviamente ad ognuno tocca una propria posizione
  E su questo, Presidente Galvagno, non possiamo assolutamente essere
  favorevoli e lo abbiamo ribadito, lo abbiamo detto
   E, attenzione Presidente Galvagno, proprio su quello che per noi è
  una  legittimità, l'espressione di un pensiero che un  parlamentare
  all'interno  dell'Aula  può  avere, su  articoli  di  questo  tipo,
  ricorriamo qualora necessario al voto segreto perché può essere  il
  voto  segreto, nella sensibilità di ognuno dei parlamentari   però,
  ci rendiamo conto, Presidente Galvagno - ecco reitero quello che  è
  stato  il  mio  intervento iniziale - che c'è  qualcosa  in  questi
  minuti  che non va all'interno di quest'Aula e io proprio a lei  mi
  rivolgo,   Presidente  Galvagno,  perché  dobbiamo  avere  l'onestà
  intellettuale    e    la    correttezza   intellettuale,    essendo
  rappresentanti dentro un Parlamento importante che deve governare e
  che  deve  ovviamente legiferare per una Regione,  ebbene  dobbiamo
  avere l'onestà intellettuale: perché è chiaro che qua sta accadendo
  qualcosa  che  di sicuro di democratico non ha nulla  e  lo  stiamo
  vedendo  in  questi  minuti  e lo vogliamo  denunciare  con  forza,
  Presidente Galvagno, perché questa è una bruttissima pagina  su  un
  argomento che si sta aprendo e io le chiedo di non far finta,  come
  detto nel mio intervento iniziale, che non sia nulla di strano, che
  non  vede nulla di strano, perché noi lo stiamo vedendo e io le sto
  chiedendo  e poi no, poi mi interrompe, mi interrompo   e  lei  sa,
  Presidente,  lei  sa  che  le opposizioni hanno  sempre  tenuto  un
  atteggiamento  ed  è  un atteggiamento, mi ascolti  Presidente,  lo
  dico,  che  questo  scossone  e  non  si  preoccupi  che  tra  poco
  arriveranno  per favore, vorrei potere completare il mio intervento
  dopo  di che, Presidente, noi ovviamente - come Gruppo parlamentare
  -  ricorreremo  a tutte quelle che sono le azioni  che  abbiamo  in
  possesso  come deputati parlamentari per cercare di far comprendere
  che  questo articolo non può essere un articolo che fa parte di una
  finanziaria   e  di  una  finanziaria  che  dovrebbe  guardare   in
  prospettiva a quello che è il lavoro di questa Regione. E  lo  dico
  davvero con convinzione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Catanzaro, l'ha visto, i suoi minuti  erano
  anche successivi al tempo...

   CATANZARO. E che significa, signor Presidente?

   PRESIDENTE.   Per  dirle,  io  non  l'ho  interrotta,   non   l'ho
  interrotta.
   Ci siamo mantenuti sempre nei cinque minuti comunque.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  ma   sa   cosa
  qualifica  questo  emendamento, poco fa stavo  guardandolo   E'  un
  emendamento che è stato riscritto per quattro volte in  33  minuti.
  Cioè  negli  ultimi  33  minuti, sono  cambiate  quattro  volte  le
  riscritture fatte dal Governo.
   E  questo,  Assessore, mi perdoni è improvvisazione  pura.  Perché
  possiamo  raccontare se è giusto, se è sbagliato, se  riusciamo  ad
  applicarlo,  se produrrà dei risultati ma un Governo  che  presenta
  una  finanziaria e al primo articolo cioè la proposta  che,  a  sua
  detta,  identifica  tutta  la manovra economica  e  finanziaria  di
  questa  legge di stabilità, o comunque la rappresenta  nel  miglior
  modo,  è  mai possibile che in 30 minuti la riscriviate per quattro
  volte di fila? Cioè quattro emendamenti modificativi?
   Io davvero non lo capisco
   E  questa  doveva  essere  la  norma più  importante  cioè  quella
  innovativa, quella che doveva lanciare un nuovo istituto, un  nuovo
  ente e che alla fine si riduce semplicemente nella nomina di cinque
  persone da inserire dentro IRFIS per un milione e mezzo di euro
   Avevate  dimenticato  la triennalità. Cioè nel  primo  emendamento
  c'era  solamente per il 2025. Avevate dimenticato che  andava  dato
  nel 2025, nel 2026 e nel 2027.
   Cioè  ma  proprio l'abc in una legge di stabilità  che  guarda  al
  triennio
   Poi, io quello che mi chiedo è, al di là di questo, ma IRSAP, ASI,
  IRCAC,  IRFIS tutti questi enti a cui ora state affidando solamente
  a IRFIS che fanno?
   Assessore,  lei  lo  sa che l'ASI di Palermo è  riuscita  a  farsi
  pignorare  l'unico  bene,  unico  bene,  che  aveva  assegnato   ad
  Invitalia  dove era nato un incubatore di impresa che sta ricevendo
  2 milioni e mezzo di euro dal Fesr della Regione siciliana?
   Cioè  qui c'è il deserto dei tartari e noi stanziamo un milione  e
  mezzo  di euro per pagare cinque persone che dovranno stabilire  le
  strategie  della nostra Regione. Cioè praticamente il  Pelligra  di
  turno   anziché  andare  da  Tamajo  in  Assessorato  probabilmente
  incontrerà  prima  queste cinque persone, poi che  fa,  il  giretto
  dell'Assessore  non  se  lo  deve fare?  Si  deve  incontrare  pure
  l'Assessore, poi incontra il Presidente della Regione e  poi  forse
  gli affidiamo qualcosa all'interno della nostra Regione della quale
  non conosciamo neanche le aree.
   Le  ASI  sono da vent'anni commissariate e noi non sappiamo  quali
  sono i beni che possiamo cedere agli investitori.
   Ma   noi   siamo  talmente  tanto  indietro  nella   politica   di
  investimento  all'interno della nostra Sicilia  che  una  cosa  del
  genere non ha senso
   Allora, signor Presidente, visto che lei è certamente un uomo  che
  riesce  ad  ascoltare anche le sensibilità di tutti, al di  là  del
  merito,  ma  gli  diamo  la possibilità di riscriverlo  almeno  per
  l'ultima volta perché io qualche errorino ancora l'ho visto  e  poi
  lo  mettiamo  ai  voti  scritto bene e  vediamo  se  l'Assemblea  è
  d'accordo  meno   Però, da quando è intervenuto il primo collega  a
  quando sto intervento io, è già cambiato quattro volte
   Non  credo che sia una cosa assolutamente normale  Quindi  no,  ho
  visto ci sono emendamenti come dire modificativi.
   Accantoniamolo un secondo, lo riscriviamo, lo mettiamo in voto poi
  senza discussione ma quanto meno nella versione finale, cioè quando
  ognuno  di noi prima di intervenire lo legge, interviene e  poi  lo
  vota.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi solo per ribadire  il
  concetto  espresso  dal  Capogruppo che nell'ultimo  intervento  ha
  voluto  rimarcare non solo il fatto che noi non abbiamo partecipato
  a  nessuna scrittura o riscrittura o accordo che riguardasse questo
  articolo.
   Io voglio ricordare al Governo e a tutti i colleghi che il Partito
  Democratico,  durante  la  discussione in Commissione  Bilancio  su
  questo  articolo,   ha abbandonato i lavori, è uscita  fuori  dalla
  Commissione, quindi noi siamo stati sempre contrari a questa  norma
  e lo dico perché dagli interventi di qualche collega è apparso come
  -  e  non  ultimo  quello del collega De Luca - quasi  un  articolo
  fatto   e   rivolto  ai  colleghi  dell'opposizione,   al   Partito
  Democratico, al Movimento Cinque Stelle, rispetto alla composizione
  di  questi super tecnici che dovrebbero, in qualche modo,  favorire
  l'attrazione degli investimenti in Sicilia.
   E  allora vorrei ribadire il concetto per cui oggi votiamo  contro
  questo  articolo,  non  perché  non riconosciamo  eventualmente  la
  validità  di  un  organismo  che possa  in  qualche  modo  favorire
  l'attrazione degli investimenti ma perché siamo contrari  a  questo
  tipo di impostazione.
   Noi  abbiamo  stanziato un milione e mezzo nella  triennalità  per
  fare  tutta una serie di attività che questo Comitato non  potrebbe
  fare e abbiamo stanziato 300 mila euro per i compensi di questi 5 -
  7, non si capisce bene quanti siano alla fine, componenti di questo
  comitato  ma  la restante parte, il restante milione  e  due,  come
  dovrà  essere  impegnato, Presidente? Chi deciderà  come  stanziare
  queste   risorse,   considerato  che  questo  Comitato   si   muove
  all'interno di IRFIS e che il consiglio di amministrazione di IRFIS
  potrebbe  anche  decidere di non dare seguito  alle  decisioni  che
  questo Comitato avrà assunto rispetto a queste spese?
   E,  allora,  io ritengo che la riscrittura, l'ennesima riscrittura
  sicuramente non ci farà cambiare posizione ma potrebbe  in  qualche
  modo consentire di non votare un obbrobrio rispetto a quello che si
  sta apprestando invece ad approvare quest'Aula.
   E,  in  ultimo,  la  disposizione di cui si è  parlato  prima  dei
  colleghi  di  maggioranza all'interno dell'Aula, è una disposizione
  che  tiene conto dell'inaffidabilità secondo qualcuno che la stessa
  maggioranza ha nel votare questo articolo: io, siccome  reputo  che
  ogni parlamentare presente in quest'Aula è libero di votare secondo
  coscienza, trovo assurdo che qualcuno possa immaginare di  disporre
  in  una  determinata maniera i colleghi incrociando anche i partiti
  per controllarsi a vicenda.
      Presidente, voglio ribadire la contrarietà a questo articolo  e
  invito  il  Governo  ad una riscrittura quanto  meno  pulita  dello
  stesso.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  su
  questo  argomento del quale avevo già fatto qualche considerazione.
  Quando  abbiamo  avviato i lavori nella discussione generale  avevo
  parlato di come questo articolo qualificasse in un certo qual  modo
  la  condotta  di  questo  Governo, avevo  pure  anticipato  che  la
  qualifica sicuramente non in senso positivo, Presidente, ma  quello
  che  sta  avvenendo proprio su questo articolo oggi in Aula ritengo
  che debba effettivamente fare riflettere.
   Credo  che  ci  troviamo  di fronte ad  una  prova  muscolare,  ci
  troviamo di fronte alla volontà di alcuni Gruppi politici  di  fare
  emergere  delle posizioni che fino a questo momento erano state  in
  un  certo  qual modo ancora inespresse. Ma entrando nel  merito  di
  quello che è l'articolo, Presidente, io credo che un obiettivo  che
  debba  avere questa Assemblea, che debba avere il Parlamento  e  il
  Governo,  sia  quello di ottimizzare quelle che sono le  strutture,
  raggiungendo  gli obiettivi, in questo caso obiettivi di  crescita,
  obiettivi  di  sviluppo  e  credo  che  noi  tutti  abbiamo   piena
  consapevolezza,  l'assessore Dagnino in primis, rispetto  a  quelli
  che   sono  oramai  gli  obblighi  che  gli  accordi  Stato-Regione
  prevedono  in  capo  alla  nostra Amministrazione,  in  termini  di
  riordino della Pubblica amministrazione, in termini di quella che è
  la  razionalizzazione delle nostre partecipate, per certi versi  la
  necessità   anche  di  sciogliere  alcune  di  queste   di   queste
  partecipate.  Abbiamo  visto  proprio  ieri  nell'approvazione  del
  consolidato quali sono le criticità emerse. Ed è proprio questo  il
  motivo  per  cui  ci  ha fatto propendere tutti  quanti  sia  nelle
  Commissioni ma anche ecco all'avvio di questa discussione, rispetto
  ad un parere contrario su quella che era l'introduzione di un nuovo
  istituto, di un nuovo carrozzone di gestione di non si sa bene  che
  cosa.
   Ebbene,  oggi vediamo in una riscrittura proposta dal Governo  una
  gestione  di questa attività in capo ad IRFIS. Ebbene, ritengo  che
  questo ente oggi stia lavorando bene, lo riconosciamo un po' tutti,
  ma  gravare ulteriormente di competenze che non sono per così  dire
  quelle  core che fino ad oggi ha svolto, perché ricordo a me stesso
  che IRFIS è un ente che è controllato da Banca d'Italia e che ha in
  via  prioritaria  l'attività di natura finanziaria, significherebbe
  gravare di ulteriori competenze e che poi l'attività che in  questo
  caso dalla proposta governativa verrebbe messa in campo in un certo
  qual   modo   potrebbe   considerarsi   solamente   come   attività
  collaterale,  ma un'attività collaterale, diceva bene  poc'anzi  il
  collega  Safina, che può essere svolta solamente ed  esclusivamente
  nei   confronti   dell'Amministrazione  regionale,  della   Regione
  siciliana  e  non sicuramente da parte degli investitori  ai  quali
  appunto dovrebbe ecco riservare questa attività.
   Quindi, è evidente, presidente Galvagno, mi rivolgo a lei, che  mi
  sembra che oggi in questa discussione di questo articolo ci sia una
  vera  e  propria forzatura intanto perché IRFIS, a  conti  fatti  e
  leggendo  quello che è lo Statuto non può in effetti  occuparsi  di
  quelli che sono gli impegni che questo Parlamento vorrebbe dare con
  l'articolazione  che  viene proposta.  Poi,  c'è  una  tematica  di
  percorso, Presidente. Mi sembra qualcosa di inqualificabile che  su
  un  articolo  che dovrebbe qualificare la condotta del  Governo  in
  termini di un'azione che dovrebbe creare sviluppo e crescita ci sia
  una  rimodulazione  di sei volte, di sei riscritture  nell'arco  di
  mezz'ora, credo che questo sia veramente poco serio e lo ribadisco,
  Presidente,   è   poco  serio  perché  svilisce  il   ruolo   delle
  Commissioni.
   Ritengo che un tema come questo debba passare dalle Commissioni di
  merito, debba a passare inevitabilmente dalle Commissioni di merito
  le  quali si devono esprimere, discutere con gli attori e dopodiché
  eventualmente  arrivare  in  Aula.  Proporre  delle  soluzioni  che
  sembrano quasi improvvisate ritengo, presidente Galvagno, e  glielo
  dico veramente con piena consapevolezza di quello che è il suo alto
  ruolo   che  svolge  in  questa  assise,  svilisce  il  ruolo   dei
  parlamentari   regionali,  svilisce  il   ruolo   di   parlamentari
  all'interno  delle  Commissioni,  mi  permetterà  di  fare   questa
  considerazione.
   Ma    vado   a   concludere,   Presidente,   abbiamo   all'interno
  dell'Assessorato attività produttive una struttura  intermedia  che
  si  potrebbe  occupare di questa attività, basterebbe ampliare   le
  competenze,  ma  poi  aggiungo abbiamo  IRSAP,  e  lo  diceva  bene
  qualcuno  prima  di  me,  ma  poi abbiamo  anche  un'altra  società
  partecipata  e chiudo che è il Parco scientifico e tecnologico  che
  si  occupa - tra le altre è una società consortile - della ricerca,
  si   occupa  di  attività  nell'ambito  della  ricerca  e  sviluppo
  dell'industrializzazione,  della  promozione,  dell'innovazione   e
  dell'alta formazione anche in ambito economico.
   Allora  è  evidente, Presidente, che qui si vogliono  creare  ecco
  delle  duplicazioni di attività che già sono in capo ad altri enti,
  ad  altri organismi. La posizione del Partito Democratico  non  può
  che essere contraria, nel rispetto delle altre forze politiche,  ma
  siamo assolutamente contro a questo tipo di impostazione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Giambona, giusto  però  per  essere
  chiari  altrimenti non ci capiamo. E' stato chiesto da più deputati
  di  fare delle riscritture, il ruolo della Commissione si è svolto,
  poi  c'è un altro tempo che è il tempo dell'Aula. Il Governo lo  ha
  riscritto  una, due, non so quante volte, però negli interventi  mi
  pare di aver colto che fosse questa l'intenzione, poi è chiaro  che
  ognuno  la  pensa in maniera differente, il Governo vuole insistere
  ed  è  una  scelta di natura politica, qui nessuno è  detentore  di
  verità  assolute, possibilmente è corretto quello che sta scrivendo
  secondo   la  sua  visione,  l'Assessore,  possibilmente   no.   Il
  Parlamento  poi  si  determina, può  essere  bocciato,  può  essere
  approvato,  però permettetemi di dire che delle due  l'una:  o  gli
  diciamo  di  fare  le riscritture o non gli chiediamo  di  fare  le
  riscritture   Questo  è  un  mio pensiero,  poi  non  sto  entrando
  minimamente  nel  merito  della  questione.  Io  non  voglio   fare
  polemiche  e  sapete  quanto cerco di essere  ecumenico  su  questo
  genere di ragionamenti. E' iscritto a parlare l'onorevole Cambiano.
  Ne ha facoltà.

   CAMBIANO. Signor Presidente, in questo riposizionamento mi ritrovo
  a  fianco  il Capogruppo di Forza Italia, però battuta a parte,  mi
  sembra di vivere quasi un'atmosfera surreale perché, ormai da oltre
  mezz'ora, discutiamo di un articolo che potrebbe essere un articolo
  qualificante per questa legge di stabilità e, se la maggioranza  fa
  la  maggioranza, l'opposizione cerca di migliorare il testo ma  non
  comprendo,   Assessore,  questa  forzatura   in   questo   momento,
  considerato  che  si  sono rese necessarie oltre  sei  riscritture,
  perché  non prendere un momento di riflessione, considerato appunto
  che  si  ritiene  un  articolo importante, considerato  che  mentre
  discutiamo di consigli di amministrazione o incarichi vari  o  task
  force,  i  nostri  giovani,  i nostri talenti,  sono  costretti  ad
  emigrare  E, considerata la finalità nobile di questa norma,  credo
  che  attendere, riflettere, sia un atto di prudenza  da  parte  del
  Governo regionale.
   E' chiaro che, come Gruppo, abbiamo già preannunciato la richiesta
  di  voto  segreto  anche perché non ci piace  questo  atteggiamento
  quasi  di sfida nei confronti del Parlamento perché, a nostro  modo
  di  vedere,  Assessore, considerato che l'articolo  già  era  stato
  accantonato,  si  rendeva necessaria una maggiore condivisione  con
  quest'Aula  e  con  questo  Parlamento.  Grazie  Assessore,  grazie
  Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano. L'emendamento del  Governo
  che  è  già caricato ha per numerazione 1.Gov.ter ed è appunto  sul
  tablet.

   CATANZARO. Si parte dai soppressivi?

   PRESIDENTE. Sì, si parte dai soppressivi, certo. No, no, si  parte
  dai  soppressivi, è giusto quello che dice l'onorevole.  Ribadisco,
  si parte, in tutti i casi, dai soppressivi.
   Si  passa all'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli De Luca  A.
  ed  altri.  E'  mantenuto o ritirato? Il soppressivo dell'articolo.
  Allora mettiamo in votazione il soppressivo...

   DE LUCA Antonino. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   C'è   la  richiesta  di  voto   segreto   da   parte
  dell'onorevole  Catanzaro. Ricordo ai colleghi che  poi  alzano  la
  mano  dicendo che hanno votato, che il bottone deve tenersi premuto
  sino  alla  fine  della  votazione.  Diversamente,  dire  dopo   la
  votazione,  che  si  è votato è assolutamente  ininfluente  in  una
  votazione  con scrutinio segreto. Quindi, se si volesse votare,  il
  pulsante  va premuto fino alla fine della votazione. Vediamo  se  è
  appoggiata la richiesta di voto segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   E'  appoggiata.  Silenzio per favore, siccome non  c'è  chiarezza,
  gentilmente all'ultimo banco, onorevole Sammartino. Stiamo  votando
  la soppressione dell'articolo 1 con parere contrario del Governo  e
  della Commissione.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            64
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          22
   Contrari            38
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa,  adesso,  alla  riscrittura  del  Governo,
  1.Gov.ter  al  quale  sono stati presentati sei subemendamenti   il
  problema non è mio, se parlate così forte
   Se  riusciste  a  parlare  di meno mentre si  vota,  possibilmente
  potremmo essere più chiari, io non voto niente, frattanto  che  non
  c'è chiarezza perché poi sembra che stiamo facendo cose che non  si
  possono fare
   Allora,   benissimo    Il  Governo  ha  presentato   l'emendamento
  1.Gov.ter, sono stati presentati sei subemendamenti all'emendamento
  1.Gov.ter,  sono tutti sul tablet. Si passa al primo subemendamento
  che è l'1.Gov.ter.1. Lo pongo in votazione.

   DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Prima dobbiamo vedere se è appoggiata. Il  parere  del
  Governo?
   Intanto  assessore Dagnino, 1.Gov.ter.1 è il sub  emendamento,  mi
  deve dare gentilmente il parere, se è favorevole o contrario.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  era  stato  previsto  a  titolo  gratuito  l'organo  del
  Comitato  scientifico,  dico per carità, parliamo  di  un  rimborso
  spese  fino a  quindi, potrebbe essere da zero a 100, il parere del
  Governo non può essere sfavorevole su questo, da zero a 100, quindi
  il parere del Governo è favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


    Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.Gov.ter.1

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 1.Gov.ter.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            64
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          38
   Contrari            24
   Astenuti            00

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  subemendamento  1.Gov.ter.2,  a  firma
  dell'onorevole De Luca C. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


    Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.Gov.ter.2

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 1.Gov.ter.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            64
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          21
   Contrari            41
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, non si faccia richiamare  sembra
  lei che si mette all'ultima fila, gentilmente.
   Si passa all'emendamento 1.Gov.ter.3. Il parere del Governo?

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie,  Presidente,  volevo  esporlo.  Siccome  nella
  riscrittura  dell'Assessore non si parla minimamente di  competenze
  tecniche,  qui  almeno  si  individuano  dei  paletti,  almeno  una
  comprovata esperienza triennale, ma soprattutto la specializzazione
  in  marketing  territoriale, altrimenti possiamo  mettere  chiunque
  all'interno di questa task force.

   PRESIDENTE. Grazie. Il parere del Governo?

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia. Devo  dire  che  l'idea  del
  Governo  è  che  i  requisiti dovrebbero essere  ancora  molto  più
  elevati rispetto a quelli che sono indicati, quindi crediamo che la
  norma,  per quanto sia condivisibile introdurre un criterio minimo,
  ma  l'idea  è  che non vorrei che poi determinasse un abbassamento,
  anche  se  l'intento capisco sia quello di alzare  l'asticella,  ma
  l'idea  del Governo è che la Sicilia debba essere ancora più  alta.
  Il  marketing territoriale è assorbito nelle competenze  economico-
  aziendalistiche e pensiamo a un'esperienza molto più che triennale.
  Quindi  lo  possiamo accettare nella logica, come  raccomandazione,
  nel  decreto  attuativo, ma l'idea è di mettere un'asticella  molto
  più  alta.  Quindi  il  parere è negativo,  non  perché  si  voglia
  abbassare  l'asticella, ma perché la si vorrebbe  alzare  molto  di
  più.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Siccome  c'è  scritto  che  poi  ci  sarà  un   avviso
  direttamente organizzato dall'Assessorato, però il Parlamento o una
  Commissione  competente  potrebbero non  conoscere  i  requisiti  o
  comunque...

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Il  decreto
  passa in Commissione.

   SCHILLACI. Ah, quindi lo fate passare in Commissione? Ma  anche  i
  requisiti.

   PRESIDENTE.  Aveva  chiesto  di  parlare  l'onorevole   Cracolici.
  Intanto lei, onorevole Schillaci, lo mantiene o lo ritira?

   SCHILLACI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici?

   CRACOLICI.  L'Assessore ha parlato che l'idea  del  Governo  è  di
  avere  requisiti più alti e noi ci crediamo, ma le leggi  si  fanno
  stabilendo cosa sono le idee, perché le idee possono cambiare,  può
  cambiare   l'Assessore,  può  cambiare  di  tutto,   quindi   prego
  l'Assessore  di  precisare queste idee alte e  di  scriverle  nella
  norma. Noi, più alte sono le idee, più ci piacciono

   SAVARINO,  assessore  per il territorio  e  l'ambiente.  Sono  nel
  decreto.

   PRESIDENTE.  Il  parere del Governo è contrario. Il  parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.GOV.ter.3.

   SCHILLACI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


    Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.Gov.ter.3

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 1.Gov.ter.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            64
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          24
   Contrari            38
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  subemendamento  1.Gov.ter.4,  a  firma
  dell'onorevole Schillaci.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Sì,   Presidente,  con   questo   subemendamento   si
  specificano  meglio i compiti e, soprattutto,  gli  ambiti  in  cui
  questa task force deve assolutamente... Quindi chiedo, appunto,  di
  apprezzarlo  per  delineare meglio quelli che sono  gli  ambiti  di
  intervento.

   PRESIDENTE. Assessore, il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Credo che sia già contenuto nel
  testo presente. Quindi parere contrario.

   PRESIDENTE.  Il  parere del Governo è contrario. Il  parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.Gov.ter.4.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Voto segreto. C'è richiesta di voto segreto.  Vediamo
  se è appoggiata la richiesta.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Abbondantemente richiesta. Va bene, anche la maggioranza chiede il
  voto segreto


    Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.Gov.ter.4

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 1.Gov.ter.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            64
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          26
   Contrari            36
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Si sta assottigliando questo divario, a poco a poco
   Si  passa  al  subemendamento 1.Gov.ter.5, a firma  dell'onorevole
  Schillaci. Onorevole Schillaci, è mantenuto o ritirato?

   SCHILLACI. Sempre mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Assessore siamo al subemendamento 1.Gov.ter.5.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Scusatemi.  Sostituisce  le
  parole  all'Assessorato dell'economia con le parole alla competente
  Commissione,  cioè  non  si può non tenere  conto  dell'Assessorato
  all'economia e si sostituisce alla Commissione. Mi pare  incongruo,
  per questo il parere è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   SCHILLACI. Presidente, lo ritiro perché c'è un refuso.

   PRESIDENTE.  E'  ritirato.  Benissimo. Andiamo  avanti.  Ci  siamo
  risparmiati una votazione.
   Si  passa  all'emendamento  1.Gov.ter.6,  a  firma  dell'onorevole
  Schillaci.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Vorrei parlare di questo subemendamento, perché noi non
  possiamo  non  tenere  conto, all'interno di  un  Comitato  tecnico
  scientifico, di esponenti dell'università, perché nella riscrittura
  non  si  parla di membri dell'università. Per cui chiedo, a  questo
  Parlamento,  di  apprezzare  questo  emendamento.  E   inoltre,   e
  inoltre...

                           (Brusìo in Aula)

   SCHILLACI.  Presidente, vorrei dire che fare un  Comitato  tecnico
  scientifico di 20 membri è come non farlo. Quindi, chiedo che venga
  ridotto il numero dei membri del Comitato tecnico scientifico e che
  siano qualificati. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   SCHILLACI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. C'è richiesta di voto segreto. Vediamo se è appoggiata
  sull'1.Gov.ter.6.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


    Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.Gov.ter.6

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 1.Gov.ter.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            64
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          26
   Contrari            36
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Adesso  si  passa  alla  votazione  dell'emendamento
  1.GOV.ter. Chi è favorevole resti seduto

   CATANZARO.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Voto segreto, prego. Non la voleva fare per  alzata  e
  seduta?  Strano,  devo  dire la verità  No, io...  Mi  avete  visto
  accelerare?  Non  mi  sono fermato? In maniera serena.  Slowly.  Il
  Governo l'ha presentato. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto da parte del Partito
  Democratico. Vediamo se è appoggiata.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.Gov.ter

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 1.Gov.ter.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            64
   Votanti             63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          39
   Contrari            24
   Astenuti            00

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
      Disposizioni urgenti per fronteggiare la carenza di medici
                   del Servizio sanitario regionale

   1.  L'articolo 42 della legge regionale 31 gennaio 2024,  n.  3  è
  abrogato.

   2.  Al  fine  di garantire la funzionalità dei presidi ospedalieri
  delle Aziende sanitarie provinciali che presentano maggiori carenze
  di  organico in relazione alle singole discipline con esclusione di
  quelli  ricadenti nelle città capoluogo, ai medici in servizio  nei
  medesimi  presidi può essere attribuito un incentivo  straordinario
  fino  a diciottomila euro lordi annui, finalizzato ad un indennizzo
  forfettario   di   natura   transitoria   delle   spese   sostenute
  prioritariamente per l'alloggio e il trasporto.

   3.  Per  la  medesima finalità di cui al comma 2  l'incentivo  può
  essere   attribuito,  altresì,  al  personale   medico   di   nuova
  assunzione, allo scopo di far fronte alle gravi carenze di organico
  e di ridurre il ricorso alla esternalizzazione delle funzioni.

   4.   Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  la  salute,  da
  adottarsi entro il 28 febbraio di ciascun anno sulla base dei  dati
  rilevati  al  31 dicembre dell'anno precedente, sono determinati  i
  criteri per l'attribuzione dell'incentivo di cui al comma 2  e  per
  la sua graduazione, con il seguente ordine di priorità:

   a)    unità    operative    di   pronto    soccorso    nell'ambito
  dell'emergenza/urgenza;

   b)  presidi  ospedalieri di zone disagiate di cui al  punto  9.2.2
  dell'allegato al decreto del Ministro della Salute 2  aprile  2015,
  n. 70;

   c)   presidi  che  presentano  maggiori  carenze  di  organico  in
  relazione alle singole discipline;

   d)   distretti  sanitari  territoriali  e  presidi  di  continuità
  assistenziale dei comuni ricadenti nelle aree interne.

   5.  Con  il decreto di cui al comma 4 si provvede alla conseguente
  ripartizione  dello stanziamento in favore delle Aziende  sanitarie
  provinciali.

   6.  Per  le  finalità  di cui ai commi 2 e 3  è  autorizzata,  per
  ciascuno  degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027, la spesa  di
  10.000 migliaia di euro.

   7.  I  comuni ove sono presenti i presidi ospedalieri  di  cui  al
  comma 2 sono autorizzati a concedere in comodato gratuito ai medici
  di  medicina  generale e ai medici pediatri di  libera  scelta  gli
  immobili del patrimonio comunale per lo svolgimento del servizio di
  pubblica  utilità  loro affidato. I medesimi comuni  hanno  altresì
  facoltà   di   sostenere   l'onere  delle   utenze   dei   predetti
  immobili.".».

   PRESIDENTE.   Onorevole   De   Luca  Antonino,   gli   emendamenti
  soppressivi sono mantenuti o ritirati?

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Assessore Dagnino, il Natale
  qualche volta arriva in anticipo e quest'oggi... Nel senso che l'ho
  visto gioioso
   L'articolo 5 è un articolo sul quale chiedo la massima attenzione,
  perché  vorrebbe  rispondere a un'esigenza molto  sentita  in  ogni
  provincia e da tutti i siciliani.
   Si   tratta,  colleghi,  di  un  tentativo  disperato  che  questo
  Parlamento  fa, appostando importanti risorse, nella  speranza  che
  offrendo  un incentivo di 18.000 euro anni, si possano  frenare  le
  emorragie e contestualmente interessare nuovi medici, affinché  gli
  organici dei pronto soccorso siciliani, delle zone disagiate, degli
  ospedali di provincia e di tutti i reparti che hanno un'occupazione
  inferiore  al 50 per cento, possano tornare sopra questa  soglia  e
  offrire quei servizi qualitativi, cui i siciliani hanno diritto.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   La  norma,  tra  l'altro,  nasce  in  un  momento  di  particolare
  difficoltà  in cui le nostre Asp, i nostri ospedali,  sono  vittime
  delle  aggressioni delle cooperative, del vilipendio attraverso  il
  gettonismo  di  quella che dovrebbe essere una missione  improntata
  alla cura delle genti e che sta anche mettendo in crisi non solo il
  comparto  dei  medici,  degli operatori sanitari  ma  sta  mettendo
  letteralmente in crisi il Servizio sanitario regionale pubblico, al
  punto  tale che siamo costretti non solo ad inventarci queste norme
  perché  le regole nazionali della contrattazione collettiva non  ci
  consentono   di   realizzare   un   sistema   che   sia   realmente
  concorrenziale  al  sistema sanitario privato e  a  quello  privato
  pubblico e a quello privato convenzionato: ci troviamo anche  nella
  sgradevole  difficoltà  di dover evitare le  impugnative  da  parte
  dello  Stato, motivo per cui noi oggi ci troviamo a ridiscutere  un
  argomento  che avevamo già affrontato. E, proprio perché era  stato
  interessato da una possibile impugnativa da parte del Consiglio dei
  Ministri,  ci siamo ritrovati a dover ridefinire questa norma  che,
  oltre   a  un  apprezzamento  unanime  dell'Assemblea,  meriterebbe
  certamente  l'appostamento di maggiori somme,  perché  siamo  tutti
  consapevoli   -  visto  che  ce  lo  dice  il  Dipartimento   della
  Programmazione dell'Assessorato alla salute, che questa  norma  per
  essere  efficace necessita di 20 milioni di euro e non dei soli  10
  che sono stati allocati.
   E'  una  norma  che  in Commissione Bilancio è  stata  modificata,
  aggiungendo  i pronto soccorso, aggiungendo ai presidi  ospedalieri
  di  zone  disagiate,  ai presidi che presentano  maggiori  carenze,
  anche  della lettera d),  distretti sanitari territoriali,  presidi
  di   continuità  assistenziale  dei  comuni  ricadenti  nelle  aree
  interne,  lettera  sulla quale ho presentato  un  soppressivo,  non
  perché non meritino attenzione, ma perché dobbiamo stare attenti  a
  non  incappare nuovamente nella mannaia dell'impugnativa. Dico  ciò
  perché  le  modifiche  che noi stiamo apportando  sono  quelle  che
  abbiamo già concordato con lo Stato per evitare che l'articolo  sia
  nuovamente impugnato.
   E,  allora, siccome queste aree bisognose di attenzione  rientrano
  già  complessivamente nelle lettere a), b) e c), perché proprio  le
  aree  interne, le aree disagiate sono quelle non solo che rientrano
  nel DM, ma sono anche quelle che hanno gli organici al di sotto del
  50 per cento e come tutti gli altri hanno i pronto soccorso, perché
  gli  unici  che abbiamo adesso da escludere sono i comuni capoluogo
  di provincia, quindi le città di Messina, Catania e Palermo, perché
  hanno  difficoltà inferiore nel reperimento di queste figure   ecco
  che  è  importante attenerci a quella che è la linea  che  è  stata
  tracciata  in  Commissione Salute, servizi sociali e  sanitari,  ma
  anche all'interno del dialogo che è stato instaurato con lo Stato.
   Sarebbe  anche  importante estendere un  domani  queste  norme  al
  personale  infermieristico, agli OSS, al  personale  parasanitario,
  sacrosanto  Ma prima di tutto noi abbiamo il dovere di evitare  che
  i reparti chiudano, perché se non c'è il medico il reparto chiude e
  se  non  c'è neanche l'infermiere, non c'è neanche l'OSS e non  c'è
  neanche il paziente
   Quindi,   l'obiettivo  di  questa  norma  è  salvare  il   reparto
  mantenendo al suo interno il personale medico. Ragion per cui anche
  il   comma  7  -  e  mi  avvio  alle  conclusioni,  Presidente,  ma
  l'argomento è importante e merita il necessario approfondimento - è
  un  comma  sul cui merito io condivido assolutamente,  ma  non  può
  stare nell'articolo 5 perché... ah, no, no, no, può stare, il comma
  7 può stare.
   Grazie, ho concluso.

   PRESIDENTE.  Allora,  colleghi, io al momento  ho  registrato  gli
  onorevoli  Giambona, Chinnici, Laccoto e Campo. Non ci  sono  altri
  iscritti a parlare sull'articolo, giusto? Così almeno chiudiamo  le
  iscrizioni sull'articolo.

   SAFINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Safina, lei voleva intervenire  prima  del
  collega Giambona sull'ordine dei lavori?

   LACCOTO. Posso intervenire? Poi devo andare via.

   PRESIDENTE.  Anche lei sull'ordine dei lavori, onorevole  Laccoto?
  No,   sull'articolo,  c'è  prima  l'onorevole  Safina,  che  voleva
  intervenire...
   Prego,  onorevole Laccoto, in quanto Presidente della Commissione,
  allora, le do priorità.

   LACCOTO.  Questo  è  l'articolo che  è  stato  già  l'anno  scorso
  approvato  nella  legge finanziaria, purtroppo, perché  il  Governo
  nazionale ha chiesto una riscrittura; è stata fatta una riscrittura
  ed  è  già  passato  un  anno. Noi riteniamo, perché  l'articolo  è
  passato  e  ora dirò con quale modalità è passato all'unanimità  in
  Commissione,  perché,  intanto, io  credo  che  la  limitazione  ad
  evitare questi incentivi vada data solo alle città capoluogo  delle
  città metropolitane e non già alle altre province perché questo era
  stato discusso  la prego, onorevole, se l'Assessore, ma l'Assessore
  alla  salute,  se  mi può parlare un secondo, perché  questo  è  un
  articolo molto importante ai fini della  allora, lo scopo di questo
  articolo, Assessore, è quello di dare la possibilità principalmente
  ai   pronto   soccorso  di  avere  dei  medici,   pronto   soccorso
  naturalmente non dei grandi capoluogo delle città metropolitane  ma
  di  quelle che sono periferiche o del capoluogo, oggi dei  consorzi
  di  provincia, di avere con incentivi fino a un massimo di 18  mila
  euro  la  possibilità di incentivare i medici ad andare  in  questi
  pronto soccorso.
   E  questo  è il primo punto. Poi, nelle zone disagiate  ed  altro,
  quindi,  la  possibilità  di estendere ad altre  categorie  con  10
  milioni  di  euro non è assolutamente fattibile perché,  così  come
  diceva  l'onorevole De Luca che ha partecipato  con  me  ai  lavori
  della   Commissione,  il  nostro  scopo  è  quello  di  creare   la
  possibilità di avere dei medici, perché senza i medici non esistono
  né pronto soccorso né zone disagiate.
   Secondo   punto,   Assessore,   guardi,   in   Commissione,    sia
  originariamente sia in questa nuova Commissione che abbiamo  fatto,
  sempre   con   parere   all'unanimità  e  con   parere   favorevole
  dell'Assessore per la salute, era stato richiesto di  aumentare  da
  10 milioni a 20 milioni.
   Capisco  che  in questa fase non è possibile, ma io credo  che  si
  possa prendere un impegno, perché, nella variazione di bilancio  di
  giugno,  se ci dovessero essere necessità, come io credo, si  possa
  arrivare a 20 milioni.
   E poi naturalmente c'era un articolo, che era un prioritariamente,
  che  forse è sfuggito, per quanto riguarda le spese di trasporto  e
  di mensa, che erano solamente come con un aggettivo in più, che era
   prioritariamente   per non escludere la possibilità  ad  altri  di
  poter partecipare. Tutto qui.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto.
   Onorevole  Safina,  lei vuole intervenire sempre  sull'ordine  dei
  lavori?


                        Sull'ordine dei lavori

   SAFINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Safina.

   SAFINA.  Presidente,  in  Commissione  Bilancio,  anzi  prima   in
  Commissione Sanità e poi in Commissione Bilancio, avevo presentato
  Presidente,   mi  ascolti,  perché  attiene  all'andamento    avevo
  presentato  un  emendamento,  che  era  ovviamente  un  emendamento
  modificativo,  che disciplinava il regime dei medici che  avrebbero
  diritto  o  che avranno diritto a questa indennità, prevedendo  dei
  limiti alla possibilità di questi di essere assunti nelle strutture
  private convenzionate per due anni.
   Questo  emendamento, probabilmente, mi permetto di dire,  per  me,
  l'errore è che gli Uffici lo hanno trattato come un aggiuntivo,  ma
  è  un  emendamento  che  modifica l'articolo  5,  introducendo  una
  disciplina peculiare per chi assurge a questa indennità,  dunque  è
  un  modificativo e, pertanto, deve essere trattato e  non  escluso,
  come è avvenuto.

   PRESIDENTE. Onorevole Safina, stiamo verificando con gli Uffici  e
  le farò sapere.
   Intanto,  ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   e n. 832/A (Legge di stabilità)

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                        legge n. 831/A e 832/A

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  allora,
  entriamo su un tema, quello che riguarda appunto il nostro  sistema
  sanitario regionale, che è disciplinato in questa legge di bilancio
  dall'articolo 5.
   Ora, io nel mio discorso che ho fatto, in discussione generale, mi
  sono  rivolto,  anche  in  maniera accorata,  ai  parlamentari,  al
  Governo,   ma   anche   al  Presidente  della  Regione,   Schifani,
  rappresentando  un  po' come questa sicuramente  debba  essere  una
  tematica  che  non può essere tenuta se non in alta considerazione,
  perché  abbiamo tutti consapevolezza dello stato in  cui  versa  la
  sanità siciliana, la cui  situazione, appunto, è dovuta a tutta una
  serie di fattori esogeni ed endogeni.
   Allora, io su questo articolo faccio un paio di considerazioni per
  poi arrivare anche ad una proposta per la quale immagino la massima
  condivisione, considerato il tema, ecco, così sentito in giro nella
  Sicilia.
   Allora, il Partito Democratico nell'arco di questa legislatura, ha
  presentato diverse proposte su questo tema. In una, in particolare,
  abbiamo  anche  ipotizzato degli incentivi alla residenzialità  dei
  medici,  proprio  per tentare di coprire quelle carenze  che  ormai
  sono  strutturali nei reparti di Medicina degli ospedali delle aree
  interne e delle aree svantaggiate.
   E  devo  dire  che  già  nella finanziaria del  2024  la  proposta
  governativa andava in questa direzione, il Partito Democratico l'ha
  ampiamente sostenuta.
   Adesso  si  pone il tema di correggere quello che,  dal  punto  di
  vista normativo, doveva trovare una copertura diversa in termini di
  giustificazione,  giacché adesso noi poniamo  una  natura  di  tipo
  risarcitorio  o  come  rimborso spese, e qui  naturalmente  ci  può
  stare.
   L'obiettivo,  fondamentalmente, è quello  di  limitare  al  minimo
  quella  che  è  la concorrenza che i medici che oggi si  trovano  a
  ricoprire  incarichi  nelle aree interne, svantaggiate,  di  questi
  ospedali  si  trovano  ad  avere,  perché  evidentemente   c'è   la
  concorrenza  dei  privati, la concorrenza delle altre  Regioni,  la
  concorrenza dell'Estero, la concorrenza delle cooperative
   Ma,   allora,   da  questo  punto  di  vista,  faccio   la   prima
  considerazione.
   Ho  visto nei giorni scorsi alcuni articoli di giornali nei  quali
  si  parla  di  una  rimodulazione, assessore  Dagnino,  della  rete
  ospedaliera.  In questa rimodulazione si ipotizza per  certi  versi
  anche l'eliminazione di alcuni reparti, mantenendo solamente quelli
  di  emergenza-urgenza. E mi riferisco nello specifico parlando  del
  palermitano,  ma  il discorso potrebbe essere  esteso  a  tutta  la
  Regione;  mi  riferisco  all'Ospedale  di  Petralia  Sottana,   per
  esempio,  all'Ospedale  di  Corleone, con  l'ipotesi  di  mantenere
  solamente quella che è la lungodegenza.
   Allora,  io  mi  chiedo:  qui  siamo  di  fronte  ad  una   enorme
  contraddizione,  cari  colleghi, perché  da  una  parte  in  questo
  articolo 5 parliamo di come incentivare i medici a ricoprire  ruoli
  negli  ospedali delle aree interne, mentre dall'altro lato pensiamo
  di togliere quei reparti i cui ruoli dovrebbero essere ricoperti da
  quei medici che oggi vorremmo incentivare.
   Quindi, questo è il tema, intanto, che noi dovremmo chiarire.
   Io  non  vedo l'assessore Volo in questa discussione e secondo  me
  dovrebbe  essere presente a confrontarsi con il Parlamento,  almeno
  su  questo  articolo che la vedrebbe protagonista e noi chiederemmo
  da  questo  punto di vista che venga qui, anche perché noi  abbiamo
  pensato   ad  una  riscrittura  dell'articolo  o  quanto  meno   ad
  un'integrazione.

   SCHILLACI. Accantoniamolo

   GIAMBONA.  Ma  vado avanti molto velocemente. Io ho  rappresentato
  già nelle Commissioni di merito, ma pure in Commissione Bilancio, e
  si  è aperto un ampio dibattito, come la carenza nelle aree interne
  e nelle aree svantaggiate sia in maniera importante anche di medici
  di  Medicina  generale e di pediatri di libera scelta. Noi  abbiamo
  comunità  dove  non  ci  sono più medici  di  Medicina  generale  o
  pediatri perché non ci vogliono andare.
   Allora,  noi abbiamo ipotizzato, signor Presidente, di  non  voler
  stravolgere  quello  che è l'articolato, ma di  prevedere,  giacché
  l'articolo, ecco, ipotizza questa soluzione, l'ipotesi di includere
  tra le varie fattispecie di soggetti beneficiari di incentivo anche
  i  medici di Medicina generale, anche i pediatri di libera  scelta.
  Del  resto,  questo non andrebbe a precludere in alcun modo  quelle
  che  sono  le risorse messe a disposizione, perché poi  sarebbe  un
  decreto  successivo  previsto  appunto  dall'articolo  stesso   che
  prevedrebbe le modalità di ripartizione e le priorità.
   Quindi,  da  questo  punto  di vista,  io  credo  che  il  Partito
  Democratico  voglia portare avanti una proposta concreta  per  dare
  sostegno  a  quelle che sono le comunità dell'entroterra  siciliano
  nelle quali  registriamo, ognuno di noi, tantissime segnalazioni di
  medici  che  mancano,  ed è un obiettivo concreto  quello  volto  a
  garantire il diritto alla salute ai siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Giambona.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie, Presidente, Governo e colleghi deputati,  appunto,
  come  faceva  notare prima il collega Giambona,  manca  l'Assessore
  Volo   e   questo  sarebbe  veramente  un  peccato,  perché  questo
  emendamento  richiede  una riscrittura  e  quindi  io  propongo  di
  accantonarlo,  perché, è vero, sembra che ci sia  un  atteggiamento
  veramente schizofrenico da parte di questo Governo, perché  da  una
  parte  si  cerca  di intervenire per colmare la carenza  di  medici
  nelle  aree interne e quindi di dare un incentivo economico a  quei
  medici  che già sono in servizio e a quelli di nuova assunzione,  e
  dall'altra  l'Assessore Volo ha preannunciato che nel  nuovo  Piano
  della  Rete  ospedaliera  ci saranno parecchi  tagli,  guarda  caso
  proprio per queste aree interne, proprio per queste aree marginali,
  proprio per queste aree che vivono costantemente in emergenza. E si
  diceva,  appunto, che verranno cancellati tutti i  reparti,  magari
  doppi, perché vicini ai centri più grandi, senza tenere conto della
  carenza    infrastrutturale,    senza    tenere    conto    appunto
  dell'isolamento e della marginalità di queste aree che  spesso  con
  questi  Presidi Ospedalieri riescono comunque ad avere e a dare  un
  loro servizio e una loro centralità.
   E  ancora si parlava appunto di penalizzare tutte quelle strutture
  che  hanno  le  chirurgie  o le medicine, facendole  diventare  dei
  Presìdi secondari che possano far fronte solamente alle emergenze.
     Io  non so se l'Assessore Volo conosce la situazione per esempio
  dei  Pronto Soccorso della città di Vittoria o di quella di Modica,
  dove  sono stati fatti più e più volte i bandi e questi bandi vanno
  sempre deserti  E allora il problema qual è  Che non è certo con un
  incentivo  che  viene  dato una tantum, perché  non  è  che  stiamo
  parlando di un contributo strutturale, stiamo parlando di una  cosa
  che  avverrà  solo  una  volta in questa finanziaria,  quindi  come
  possiamo  pensare  di  risolvere una problematica  così  grande  in
  questa maniera?
   E'  chiaro che bisogna fare una riscrittura e che bisogna  pensare
  ad  altre cose, innanzitutto bisognerebbe discutere bene del  Piano
  della  Rete  ospedaliera, vedere anche che  questo  contributo  non
  diventi più corposo e strutturale, ma pensare anche ad altre  cose,
  per  esempio  alle deroghe per l'accesso dei dirigenti  medici  con
  diverse specialità nelle aree di emergenza.
   Noi  non sappiamo se l'Assessore Volo abbia pensato a una cosa  di
  questo tipo o ancora al bilanciamento di tutte quelle strutture che
  hanno medici in abbondanza rispetto a quelle che non ne hanno,  che
  non  riescono  a  coprire il fabbisogno, magari  pensando  anche  a
  riequilibrare  la remunerazione delle prestazioni aggiuntive  come,
  per esempio, gli anestesisti.
   Ci  sono una serie di proposte, quindi l'Assessore Volo non c'è  e
  quello  che  chiediamo è di accantonarlo e di aspettare magari  che
  arrivi l'Assessore Volo per poter fare una riscrittura. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Grazie, signor Presidente, per quanto  riguarda  questo
  articolo, sono d'accordo con la collega Campo, è chiaro che bisogna
  fermarsi  sia  perché non c'è l'Assessore Volo  sia  perché  appare
  evidente  che questo Governo, purtroppo, e la discussione  surreale
  che c'è stata sull'articolo 1, su questa Agenzia per la promozione,
  che  noi  veramente continuiamo a rifiutare, che ci sembra  proprio
  non  solo pleonastica ma anche dannosa, dimostra che questo Governo
  non  ha  chiare le priorità della nostra Regione e perché lo  dico?
  Perché  pensare  a una norma, a un articolo che esclude  l'organico
  ricadente nelle città capoluogo fa capire che non è neanche  chiaro
  in   che  situazione  versino  certe  branche  della  medicina.  Mi
  riferisco  in particolare a tutto quello che ha a che fare  con  la
  salute mentale.
   Voglio  ricordare che nell'Asp di Palermo, su una pianta  organica
  prevista   di  135  psichiatri,  ne  mancano  67.  Questo  tradotto
  significa  che  gli  ospedali  e  i reparti  psichiatrici  sono  al
  collasso.  Di  tutto questo non c'è nessun tipo  di  attenzione  in
  questa norma e in questa finanziaria. La salute mentale non  è  una
  priorità di questo Governo, evidentemente.  Tanto per farvi capire,
  al  carcere  Pagliarelli  è stato fatto un  bando,  un  avviso  per
  trovare un neuropsichiatra, perché dentro al carcere Pagliarelli ci
  sono  tante persone che soffrono di disabilità psichica, e il bando
  è   andato   deserto.  Nessuno  vuole  andare   a   lavorare   come
  neuropsichiatra al carcere Pagliarelli.
   E  allora, queste sono problematiche che un Governo e un Assessore
  per  la  salute  dovrebbero  porsi e se pensiamo,  facendo  quattro
  conti,  che questa Agenzia per la promozione e l'attrazione  a  cui
  tanto l'Assessore ha tenuto costerà qualcosa come 4 milioni e mezzo
  in  tre anni, facendo quattro conti con la calcolatrice, quella che
  la  Meloni non sa usare, diciamo che si potevano dare incentivi per
  250 medici in più rispetto a quelli che avete previsto
   E  allora invito questa Giunta e l'assessore Volo in particolare a
  ricalibrare le priorità e i bisogni veri di questa Regione,  perché
  questa Agenzia per la promozione è un insulto rispetto a quello che
  viviamo  e  al dramma della sanità e della salute mentale  oggi  in
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Lantieri.  Ne  ha
  facoltà.

   LANTIERI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori
  presenti, assessore, volevo evidenziare una cosa sulla problematica
  della  sanità: non è vero che il Governo Schifani sta  abbandonando
  la sanità, anzi penso che stia facendo di tutto per dare una svolta
  a quello che sta accadendo in Sicilia. Per quanto riguarda le nuove
  Reti  Ospedaliere,  in  questo momento sono stati  auditi  tutti  i
  commissari, tutti i manager delle varie province; penso che ci  sia
  soddisfazione  nella  riorganizzazione  che  si  sta  attuando   in
  Sicilia.  Per  quanto riguarda questo emendamento sono  favorevole.
  Assessore,  chiedo  gentilmente  la presenza  anche  dell'assessore
  Volo,  perché è pure un assessore tecnico, tra parentesi  che possa
  dare  la disponibilità sia lei con la copertura finanziaria, perché
  le aree interne che sono disagiate e in questo momento soffrono per
  la precarietà dei medici, perché assistiamo già da anni, nelle zone
  interne  che  i concorsi che vengono fatti da parte dei  medici,  i
  giovani  medici,  anche  chi  ha  un'età  avanzata,  appena   trova
  l'opportunità   di  ritornare  nelle  città  metropolitane,   negli
  ospedali  che danno più garanzia, vanno via  Quindi, ci  ritroviamo
  sempre   con  l'indire  concorsi,  a  recuperare  medici  che   poi
  sistematicamente  vanno via   Dare un incentivo a  chi  sceglie  di
  venire  nelle zone svantaggiate, nelle zone interne per eccellenza,
  dà  la possibilità di offrire garanzia al diritto alla salute, è un
  problema di sicurezza perché le nostre città, i nostri paesi, hanno
  bisogno  di  sicurezza  e il presidio del  pronto  soccorso  e  gli
  ospedali  danno serenità alla popolazione.  Poi non  ci  lamentiamo
  quando  tutti  i cittadini vogliono andare via dalle  zone  interne
  perché  già  ci sono problemi di viabilità, problemi di sanità,  il
  cittadino non si sente cautelato
   Dunque,  assessore  per l'economia, anche se non  c'è  l'assessore
  Volo,   occorre  dare  una  copertura  finanziaria,  appena   verrà
  l'assessore,  per  dare  la possibilità di un  incentivo  a  questi
  medici  di  venire  nelle  zone interne che  diventa  un  problema,
  diventa  un  problema  principalmente  di  sicurezza  e  anche   di
  cautelare  i  territori  che  si  stanno  spopolando.  Quindi,   io
  ringrazio  il  Governo che, sicuramente, prenderà  a  cuore  questa
  tematica  e  possiamo  portare avanti  insieme  ai  colleghi  della
  minoranza questo emendamento.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Catanzaro si era  registrato  prima.  Ha
  facoltà di parlare.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  ritengo  che  questo articolo, oltre alla presenza che  i  colleghi
  hanno  più  volte sottolineato nei loro interventi,  dell'assessore
  per  la salute, ha bisogno di un approfondimento e ha bisogno anche
  nella complessità di essere un attimo rivisitato e rivisto.
   Le  chiedo,  qualora ci fosse la possibilità,  di  accantonarlo  e
  trattarlo...

   PRESIDENTE.  Colleghi,  visti anche gli interventi,  io  farei  in
  questo modo: accantoniamo, intanto, l'articolo...

   SCHILLACI. Ho chiesto più volte di intervenire.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Schillaci,  può  intervenire  quando  poi
  riprenderemo l'articolo 5; per il momento lo accantoniamo.
   Vi  direi anche, passando all'articolo 6 e considerandone anche la
  complessità, di accantonare pure l'articolo 6, se per il Governo va
  bene.
   Ne do frattanto lettura:

                               «Art. 6.
                 Interventi a favore degli enti locali

   1.  L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui  al  comma  1
  dell'articolo  6  della legge regionale 28 gennaio  2014,  n.  5  e
  successive   modificazioni,   come   determinata   dal   comma    1
  dell'articolo  1 della legge regionale 16 gennaio  2024,  n.  1,  è
  rideterminata  in  350.000  migliaia di  euro  per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2025, 2026 e 2027 (Missione 18,  Programma  1,
  capitolo 191301).

   2.  L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui  al  comma  1
  dell'articolo  2  della  legge regionale 9  maggio  2017,  n.  8  e
  successive   modificazioni,   come   determinata   dal   comma    3
  dell'articolo  1  della legge regionale n. 1/2024  e  dal  comma  1
  dell'articolo  16 della legge regionale 4 luglio  2024,  n.  23,  è
  rideterminata  in  108.000  migliaia di  euro  per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2025, 2026 e 2027 (Missione 18,  Programma  1,
  capitolo 191302).

   3.  La dotazione del fondo di cui al comma 5 dell'articolo 6 della
  legge   regionale  n.  5/2014  e  successive  modificazioni,   come
  determinata  dal comma 4 dell'articolo 1 della legge  regionale  n.
  1/2024, è rideterminata in 115.000 migliaia di euro per l'esercizio
  finanziario  2025 e in 31.000 migliaia di euro per  ciascuno  degli
  esercizi finanziari 2026 e 2027 (Missione 18, Programma 1, capitolo
  590402).

   4.  Il comma 4 bis dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014
  e  successive  modificazioni è sostituito  dal  seguente:   4  bis.
  Qualora  entro  le  scadenze indicate dal comma 2  dell'articolo  1
  della  legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1 manchino gli  elementi
  necessari  per  l'erogazione  delle  assegnazioni  ai  comuni   ivi
  previste,  l'Assessore  regionale per  le  autonomie  locali  e  la
  funzione pubblica può autorizzare l'erogazione di acconti  fino  al
  60   per   cento   delle  corrispondenti  trimestralità   dell'anno
  precedente. .

   5.  Le disposizioni di cui al comma 13 dell'articolo 8 della legge
  regionale  25  maggio  2022  n.  13 e successive  modificazioni  si
  applicano  anche  per gli esercizi finanziari  2025,  2026  e  2027
  (Missione  18,  Programma 1, capitolo 191301) destinando  la  spesa
  annua di 1.300 migliaia di euro.

   6.  Per  l'esercizio finanziario 2027, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive modificazioni, per le finalità di cui ai commi 25  e  26
  dell'articolo  3 della legge regionale 22 febbraio  2023,  n.  2  e
  successive modificazioni è autorizzata la spesa di 550 migliaia  di
  euro (Missione 18, Programma 1, capitolo 590410).

   7.  Per  l'esercizio finanziario 2025, in sede  di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014  e  successive  modificazioni,  l'Assessorato
  regionale  delle  autonomie  locali e  della  funzione  pubblica  è
  autorizzato a concedere la somma di 350 migliaia di euro ai  comuni
  che    hanno    conseguito   nell'anno   2024   il   riconoscimento
  internazionale   Bandiera  Blu   da  parte  della  Fondazione   per
  l'educazione  ambientale  (FEA). Ai  comuni  che  hanno  conseguito
  nell'anno  2024 il riconoscimento  Bandiera Verde ,  da  parte  dei
  Pediatri  italiani,  e   Bandiera Lilla , da  parte  della  omonima
  cooperativa sociale, è destinata, rispettivamente, la somma di  150
  migliaia  di  euro  e di 100 migliaia di euro. I  contributi  sopra
  indicati  sono  ripartiti  per  il  50  per  cento  in  base   alla
  popolazione  dei singoli comuni e per il restante 50 per  cento  in
  base   al   numero  dei  comuni  che  hanno  ottenuto  i   suddetti
  riconoscimenti e sono destinati all'attivazione o al  potenziamento
  di interventi e servizi di accoglienza e promozione territoriale  e
  turistica.   Ai  comuni  che  nell'anno  2024  hanno  ottenuto   il
  riconoscimento  di comune plastic free dall'omonima associazione  è
  ripartita  la somma di 250 migliaia di euro (Missione 18, Programma
  1).

   8.  Per  l'esercizio finanziario 2025, in sede  di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, ai comuni che hanno
  conseguito il riconoscimento di  Borgo più bello d'Italia  inseriti
  all'interno dell'associazione nazionale  Borghi più belli d'Italia
  è  destinata la somma di 600 migliaia di euro da ripartirsi per  il
  cinquanta  per  cento  in  parti  uguali  tra  i  comuni   aderenti
  all'associazione  e  per  il  cinquanta  per  cento  in  base  alla
  popolazione  residente nei singoli comuni. Il tetto  massimo  della
  somma  concessa  ad  ogni  comune non può  essere  superiore  a  50
  migliaia di euro per il predetto riconoscimento. Ai comuni  che  si
  sono  aggiudicati il titolo di  Borgo dei Borghi   è  destinata  la
  somma  di  240 migliaia di euro da ripartirsi in parti  uguali.  Le
  assegnazioni  di cui al presente comma non sono cumulabili  e  sono
  destinate  all'attivazione o potenziamento di interventi e  servizi
  di  accoglienza e promozione territoriale e turistica (Missione 18,
  Programma 1).

   9.  Per  l'esercizio finanziario 2025, in sede  di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014 e successive modificazioni,  è  destinata  la
  somma di 6.000 migliaia di euro per le finalità di cui all'articolo
  4  della  legge  regionale  3  agosto  2022,  n.  15  e  successive
  modificazioni,   da   assegnare   in   proporzione    alla    spesa
  rispettivamente   sostenuta   dai   comuni   nell'anno   2024   per
  l'ospitalità  della  popolazione  canina  presso  le  strutture  di
  ricovero e custodia pubbliche o private convenzionate (Missione 18,
  Programma 1).

   10.  Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive  modificazioni, l'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali  e la funzione pubblica, in considerazione delle particolari
  difficoltà  derivanti  dal fenomeno migratorio  in  cui  versano  i
  comuni  di  Lampedusa  e  Linosa,  Pantelleria,  Pozzallo,  Modica,
  Siculiana,  Porto  Empedocle, Ragusa, Trapani,  Portopalo  di  Capo
  Passero,  Favignana e Catania riconosce un contributo straordinario
  di  1.300 migliaia di euro da ripartire tra i predetti comuni e  da
  erogare in misura pari al cinquanta per cento in parti uguali ed il
  restante  cinquanta per cento in proporzione al  numero  di  arrivi
  come primo approdo nell'anno precedente (Missione 18, Programma  1,
  capitolo 191332).

   11.  Per  l'esercizio finanziario 2025, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, al fine di mitigare
  gli  effetti negativi sulle presenze turistiche dovuti al  fenomeno
  migratorio  e  per rilanciare l'immagine dei comuni  di  Lampedusa,
  Favignana,  Melilli e Caltanissetta, l'Assessore regionale  per  le
  autonomie  locali e la funzione pubblica è autorizzato a trasferire
  ai  predetti comuni risorse, da assegnare in parti uguali,  per  un
  importo complessivo di 1.300 migliaia di euro, per la realizzazione
  di  attività di comunicazione e promozione turistica (Missione  18,
  Programma 1).

   12.  Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive    modificazioni,   è   autorizzata,   per   l'esercizio
  finanziario  2025, la spesa di 800 migliaia di euro in  favore  dei
  comuni  per  le  spese  relative all'istituzione  del  servizio  di
  vigilanza  e salvataggio per le spiagge libere siciliane,  previsto
  dalla  legge  regionale  10  settembre 1998  n.  17  (Missione  18,
  Programma 1, capitolo 191347).

   13.  Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive modificazioni, è destinata la somma di 1.500 migliaia di
  euro  da  assegnare in proporzione alla spesa sostenuta dai  comuni
  per  i  ricoveri extraregionali presso le comunità alloggio  per  i
  minori   sottoposti   a  provvedimenti  dell'autorità   giudiziaria
  minorile  nell'ambito  della  competenza  civile  e  amministrativa
  (Missione 12, Programma 2).

   14.  Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive  modificazioni, è destinato un contributo pari  a  2.000
  migliaia   di  euro  per  l'attivazione  dell'abbonamento   mensile
  gratuito  per  i  giovani  di  età  inferiore  a  vent'anni  e  con
  indicatore  economico su base ISEE non superiore a euro  25.000,00,
  residenti  nei comuni siciliani provvisti di servizio di  trasporto
  pubblico  urbano,  come da elenco disponibile presso  l'Assessorato
  regionale   delle  infrastrutture  e  mobilità.  Le  risorse   sono
  ripartite per il 20 per cento in base alla popolazione residente  e
  per  l'80 per cento in base all'estensione territoriale del comune.
  I benefici di cui al presente comma sono attribuiti ai soggetti che
  presentino apposita istanza, previo bando emanato dal comune  sulla
  base   di  un  decreto  del  dirigente  generale  del  Dipartimento
  regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti  che
  stabilirà i criteri di assegnazione.

   15.  Per  l'esercizio finanziario 2025, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014 e successive modificazioni,  è  destinata  la
  somma  di  4.500  migliaia di euro in favore dei comuni  nei  quali
  insistono siti UNESCO nonché dei comuni i cui territori fanno parte
  dei  Geoparchi  UNESCO, da ripartirsi per l'80 per cento  in  parti
  uguali tra tutti i comuni interessati e per il 20 per cento in base
  alla popolazione di ciascun comune.

   16.  Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive  modificazioni,  è  destinato  un  contributo  di  1.200
  migliaia   di  euro  in  favore  del  comune  di  Ragusa   per   la
  valorizzazione di Ragusa Ibla e un contributo di 1.200 migliaia  di
  euro  in favore del comune di Siracusa per le finalità di cui  agli
  articoli  8, 9 e 10 della legge regionale 8 agosto 1985,  n.  34  e
  successive  modificazioni  nonché per la  salvaguardia  dei  valori
  storici, urbanistici, architettonici, ambientali e paesaggistici di
  Ortigia (Missione 18, Programma 1, capitolo 590423).

   17.  Per  l'esercizio finanziario 2025, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, ai comuni  con  una
  superficie territoriale superiore a 250 kmq che abbiano più di  una
  frazione  e  che  non siano capoluogo di Città metropolitana  o  di
  Libero  consorzio, al fine di fare fronte alle difficoltà derivanti
  dalla  gestione del territorio vasto, è assegnato un contributo  di
  2.500  migliaia di euro da ripartirsi per il 40 per cento in  parti
  eguali e per l'ulteriore 60 per cento in base alla popolazione  dei
  singoli comuni.

   18.  Per  l'esercizio finanziario 2025, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014 e successive modificazioni, è autorizzata  la
  spesa  di  400 migliaia di euro, da destinare ai comuni  che  hanno
  adottato  il  PUDM,  per  l'implementazione  dei  servizi  e  delle
  strutture volte alla fruizione delle spiagge libere da parte  delle
  persone con disabilità.

   19.  Per  l'esercizio finanziario 2025, in sede di  riparto  delle
  assegnazioni  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  6  della  legge
  regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, per le finalità  di
  cui  all'articolo  4, comma 2, lett. s) della  legge  regionale  n.
  3/2024,  a favore delle consulte giovanili e femminili regolarmente
  costituite entro il 31 dicembre 2024, è autorizzata la spesa di 400
  migliaia di euro.

   20.   L'Assessorato  regionale  delle  autonomie  locali  e  della
  funzione  pubblica  è  autorizzato  a  concedere,  per  l'esercizio
  finanziario  2025, un contributo di 800 migliaia di euro  (Missione
  18,  Programma  1, Capitolo 846401) a valere sulle assegnazioni  di
  cui  al  comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014  e
  successive modificazioni, in favore del comune di Agrigento per  le
  finalità di cui al comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale 8
  agosto 1985, n. 34 e successive modificazioni nonché per interventi
  straordinari  di risanamento ambientale, cura e pulizia  del  verde
  pubblico e igienico sanitari nel centro abitato.

   21.  Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive  modificazioni,  per  le  finalità  di  cui  alla  legge
  regionale  6  luglio  1990,  n.  10 l'Assessore  regionale  per  le
  infrastrutture e la mobilità è autorizzato a trasferire la somma di
  600   migliaia  all'Agenzia  comunale  per  il  risanamento  e   la
  riqualificazione urbana della città di Messina (A.Ris.Me.).

   22. Per l'esercizio finanziario 2025, in sede di riparto del fondo
  di  cui all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
  modificazioni,  l'Assessorato regionale delle  autonomie  locali  e
  della  funzione  pubblica  è autorizzato a  concedere,  a  parziale
  copertura delle spese di funzionamento, la somma di 2.000  migliaia
  di  euro  ai comuni sede degli uffici del Giudice di Pace ai  sensi
  dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 settembre  2012,  n.  156
  (Revisione delle circoscrizioni giudiziarie - Uffici dei giudici di
  pace,  a  norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14  settembre
  2011, n. 148). Con decreto dell'Assessore per le autonomie locali e
  la  funzione  pubblica sono definite le modalità e  i  criteri  per
  l'assegnazione del contributo regionale.

   23.  Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive modificazioni, è istituita una riserva di 4.500 migliaia
  di  euro da destinarsi ai comuni che abbiano conseguito, in base al
  rendiconto dell'esercizio finanziario 2023, un incremento di almeno
  il  5  per  cento  nella  riscossione dei tributi  propri  rispetto
  all'esercizio  precedente e che abbiano approvato il rendiconto  di
  gestione  dell'esercizio finanziario 2024 entro il 30 aprile  2025.
  Il  suddetto  incremento è calcolato sulla base della  media  degli
  incrementi  di  cui al Titolo I e al Titolo III del  rendiconto  di
  gestione. Il fondo è ripartito in ragione del 20 per cento in parti
  uguali  e  in  ragione  dell'80  per cento  proporzionalmente  alla
  percentuale di incremento della riscossione conseguita. Con decreto
  dell'Assessore  regionale per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica sono stabiliti i criteri di riparto delle somme di cui  al
  presente  comma,  ivi inclusi gli importi massimi  da  assegnare  a
  ciascun  comune  e i termini e le modalità per la trasmissione  dei
  documenti  contabili.  Le assegnazioni di  cui  al  presente  comma
  costituiscono  intervento  a  sostegno  del  bilancio  dei   comuni
  destinatari  non soggetto alla rendicontazione di cui  all'articolo
  158 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

   24.  Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
  di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
  successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 800 migliaia di
  euro  in  favore  dei comuni della Città metropolitana  di  Messina
  colpiti dagli eventi alluvionali dell'ottobre 2009. Il contributo è
  assegnato  per  il  50  per cento al comune di  Messina  e  per  il
  restante  50  per  cento è suddiviso tra i comuni  di  Fiumedinisi,
  Scaletta  Zanclea e Itala in proporzione alla popolazione residente
  (Missione 18, Programma 1, capitolo 191360).

   25.  Per  l'esercizio finanziario 2025 è autorizzata la  spesa  di
  4.000  migliaia di euro in favore dei comuni per le spese  relative
  alle   comunità  alloggio  per  disabili  psichici  (Missione   12,
  Programma 2, capitolo 183363). Agli oneri di cui al presente  comma
  si  provvede mediante riduzione di parte delle disponibilità  della
  Missione 18, Programma 1, capitolo 191301.

   26.  Per  l'esercizio finanziario 2025 è autorizzata la  spesa  di
  7.000  migliaia  di  euro  in favore dei comuni  per  le  spese  di
  trasporto  degli  alunni pendolari, ripartita in  proporzione  alle
  spese  effettivamente sostenute nell'anno precedente  (Missione  4,
  Programma 6, capitolo 373372). Agli oneri di cui al presente  comma
  si  provvede mediante riduzione di parte delle disponibilità  della
  Missione 18, Programma 1, capitolo 191301».

   Lo accantoniamo. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
           Oneri istruttori dei procedimenti amministrativi
                relativi alle autorizzazioni ambientali

       1.  La tabella sugli oneri istruttori di cui al comma  3
     dell'articolo 91 della legge regionale 7 maggio  2015,  n.
     9, è sostituita dalla seguente:

                    PROCEDIMENTO                QUOTA     QUOTA
                                                FISSA   VARIABILE
    1   Valutazione preliminare art. 6,  c.  9           nulla
       del d.lgs. 152/2006                     6.000,
                                               00
    2   Verifica  di  assoggettabilità  a  VAS           nulla
       art. 12 del d.lgs. 152/2006             3.000,
                                               00
    3   Verifica  di  assoggettabilità  a  VAS           nulla
       art. 13 del d.lgs. 152/2006 qualora sia 7.000,
       stata  preceduta  da  una  proposta  di 00
       verifica di assoggettabilità a  VAS  ai
       sensi dell'art. 12 del d.lgs. 152/2006
    4   Verifica  di  assoggettabilità  a  VAS           nulla
       art. 13 del d.lgs. 152/2006             10.000
                                               ,00
    5   Verifica  di  assoggettabilità  a  VIA           +  2  per
       art. 19 del d.lgs. 152/2006             2.000,   1000   del
                                               00       valore
                                                        dell'opera
    6   VIA  ai  fini  del rilascio  del  PAUR           +  5  per
       artt. 23 e 27 bis del d.lgs. 152/2006   3.000,   1000   del
                                               00       valore
                                                        dell'opera
    7   Fase  preliminare al PAUR art.  26-bis           +  1  per
       del d.lgs. 152/2006                     1.500,   1000   del
                                               00       valore
                                                        dell'opera
    8   Screening  VINCA art.  5  del  DPR  n.           nulla
       357/1997                                2.000,
                                               00
    9   Livelli  II, III e IV della  procedura           nulla
       VINCA art 5 del DPR n. 357/1997         4.000,
                                               00
        Procedura  integrata  di  verifica  di           nulla
  10   assoggettabilità a VAS e VINCA          3.000,
                                               00
        Procedura integrata di VAS e VINCA               nulla
  11                                           7.000,
                                               00
    1   Procedura  integrata  di  verifica  di           +2    per
  2    assoggettabilità  a  VIA  e   Screening 4.000,   1000   del
       VINCA                                   00       valore
                                                        dell'opera
        Procedura  integrata  di  verifica  di           +2    per
  13   assoggettabilità a VIA e VINCA          6.000,   1000   del
                                               00       valore
                                                        dell'opera
           Procedura  integrata   di   VIA   e           +5    per
  14   Screening VINCA                         5.000,   1000   del
                                               00       valore
                                                        dell'opera
        Procedura integrata di VIA e VINCA               +5    per
  15                                           7.000,   1000   del
                                               00       valore
                                                        dell'opera
        Procedura unificata VAS/VIA                      +5    per
  16                                           8.000,   1000   del
                                               00       valore
                                                        dell'opera
        Procedura di AIA (Prima AIA  -  modica           +l    per
  17   sostanziale  AIA vigente.  Riesame  con 5.000,   1000   del
       valenza di rinnovo) artt. 29 ter  e  29 00       valore
       octies del d.lgs. 152/2006                       dell'opera
        Procedura  di  AIA  (Riesame  parziale           nulla
  18   dell'AIA)  art.  29 octies  del  d.lgs. 5.000,
       152/2006                                00
    1   Procedura Unificata AIA/VIA                      +1,5  per
  9                                            8.000,   1000   del
                                               00       valore
                                                        dell'opera
        Valutazioni  tecniche in  ordine  alle           +  1  per
  20   istanze  presentate  ex  art.  109  del 2.000,   1000   del
       d.lgs. 152/2006                         00       valore
                                                        dell'opera
        Verifica  di  assoggettabilità  a  VIA           +  3  per
  21   art. 19 ed art. 109 del d.lgs. 152/2006 4.000,   1000   del
                                               00       valore
                                                        dell'opera
        VIA  ai  fini  del rilascio  del  PAUR             + 6 per
  22   artt.  23  e  27 bis ed art  I  09  del 5.000,   1000   del
       d.lgs. 152/2006                         00       valore
                                                        dell'opera
        Riesame di pareri già emanati             -      25%    di
  23                                                    quanto già
                                                        versato
        Valutazione  del  Piano  di   utilizzo           nulla
  24   terre  e  rocce da scavo (anche  preli- 3.000,
       minare)                                 00
        Verifica ottemperanza                            nulla
  25                                           4.000,
                                               00
        Valutazione        tecnica         per             + 1 per
  26   l'autorizzazione   delle    opere    di 2.000,   1000   del
       recupero ambientale dei siti di cava ai 00       valore
       sensi  degli artt. 12 e 19  della  l.r.          dell'opera
       127/80 e ss.mm.

      Un   attimino,  gli  emendamenti  all'articolo  sono  solamente
  soppressivi   e,   quindi,  pongo  in  votazione  direttamente   il
  mantenimento dell'articolo 7.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli articoli  8, 9, 10, 11 e 12 sono accantonati.
   Si passa, quindi, all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
       Interventi indifferibili in materia di progetti fognario-
                              depurativi

   1. Per la copertura finanziaria degli interventi di competenza del
  Dipartimento  regionale  dell'acqua e  dei  rifiuti,  derivanti  da
  ordinanze  di  protezione civile relative  al  settore  depurativo-
  fognario   per  agglomerati  soggetti  a  procedura  di  infrazione
  comunitaria  in relazione alla direttiva 91/271/CEE  del  Consiglio
  del  21  maggio  1991, è autorizzata la spesa complessiva  di  euro
  5.997.694,90   per  il  triennio  2025-2027,  ripartita   in   euro
  2.300.000,00  per  l'esercizio finanziario 2025, euro  1.945.385,92
  per   l'esercizio   finanziario  2026  ed  euro  1.752.308,98   per
  l'esercizio finanziario 2027 (Missione 9, Programma 4).

   2.  Al fine di sostenere la riqualificazione e il completamento di
  impianti di depurazione e la realizzazione delle opere connesse  da
  parte  dei comuni e dei consorzi di comuni, con priorità per quelli
  con  progetti  esecutivi  o  volti  a  superare  una  procedura  di
  infrazione, è istituito presso il Dipartimento regionale dell'acqua
  e  dei  rifiuti un fondo con dotazione, per l'esercizio finanziario
  2025, pari a 200 migliaia di euro.

   3.  Per la copertura delle spese relative al completamento di  una
  porzione  di rete fognaria da realizzare nell'isola di  Vulcano  ai
  fini  del collegamento al nuovo depuratore, necessario per  mettere
  in  esercizio  e  collaudare  le opere dell'intervento,  realizzato
  dalla  Regione,   Superamento  della situazione  di  criticità  dei
  centri   abitati  di  Lipari  e  Vulcano:  energia,   dissalazione,
  distribuzione, depurazione, restituzione. Progetto definitivo delle
  opere  del  II  stralcio  - Sezioni B, C, D ,  è  autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario 2025, la spesa di  732  migliaia  di  euro
  (Missione 9, Programma 4).

   4. Per le finalità di cui all'articolo 12 della legge regionale 11
  luglio 2023, n. 8 è autorizzata, per l'esercizio finanziario  2025,
  la  spesa  di  1.165  migliaia di euro (Missione  9,  Programma  2,
  capitolo 642466) in favore dell'ATI idrico di Caltanissetta.

   5.  Gli  oneri  di cui ai commi 1, 3 e 4 sono finanziati  mediante
  utilizzo  di  quota  parte corrispondente ai   Vincoli  formalmente
  attribuiti  dall'ente   del risultato presunto  di  amministrazione
  all'1   gennaio  2025  di  cui  all'allegato  a.2)  elenco  risorse
  vincolate - capitolo di entrata 4749 - capitolo spesa 642050».

      PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  all'articolo  13  vedo  come
  emendamenti solo... no, ci sono pure dei modificativi.
   I  soppressivi  intanto  sono ritirati? Il 13.19  è  inammissibile
  perché  non  ha copertura. Possiamo, pertanto, votare  direttamente
  l'articolo, cioè il modificativo, a meno che il Governo  non  abbia
  un   parere  diverso.  Al  momento,  l'emendamento  13.19  non   ha
  copertura. Un attimo, Assessore, formalmente
   Se  vede, onorevole De Luca, accanto all'emendamento, c'è  scritto
   no  copertura , quindi l'emendamento non ha copertura e glielo sto
  comunicando io.
   L'emendamento non ha copertura, ribadisco, mettiamo  in  votazione
  direttamente l'articolo 13.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CIMINNISI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  l'argomento, naturalmente, è di primaria importanza perché sul tema
  della  depurazione,  è  chiaro  che  noi  siamo  in  procedura   di
  infrazione,  quindi è un argomento su cui sarebbe necessario,  ogni
  tanto,  fermarsi e fare il punto della situazione per  vedere  dove
  siamo  arrivati e dove invece, molto più probabilmente,  non  siamo
  arrivati.
   Però,  la  necessità di un chiarimento attiene, per  quel  che  mi
  riguarda,  non tanto a quelli che sono oggetto della  procedura  di
  infrazione, quanto a quelli previsti dal comma 4. Cioè,  io  vorrei
  comprendere  quali sono le finalità dell'articolo 12,  dal  momento
  che  si  prevede  uno  stanziamento in favore  dell'ATO  idrico  di
  Caltanissetta, quindi sostanzialmente per fare cosa? Dunque, chiedo
  un  chiarimento all'Assessore perché ricordo che ne avevamo parlato
  in  Commissione però, al momento, mi sfugge, quindi  avrei  bisogno
  che,   gentilmente,  mi  si  chiarisse  il  perché  prevediamo   un
  intervento solo a favore dell'ATO di Caltanissetta.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Signor Presidente, ricordo all'onorevole che  ne  avevamo
  parlato durante i lavori di Commissione e avevamo fatto riferimento
  a una iniziativa che si era assunta a proposito del passaggio di un
  depuratore  nella  zona ATO industriale di Caltanissetta  verso  la
  società   di  gestione   Caltaqua :  per  tanto  tempo,  nonostante
  l'affidamento   il  servizio  risale,  credo,   al   2004,   questo
  trasferimento  non  è  stato  effettuato  perché,  in  realtà,   la
  struttura era fatiscente e comportava, peraltro vero, una serie  di
  responsabilità  di carattere penale da parte della  società  stessa
  che  avrebbe  acquisito questa infrastruttura, c'è stato  anche  un
  accertamento di natura giudiziaria, c'è stata un'interlocuzione con
  la  Magistratura  di Caltanissetta, ricorderete  bene  che  avevamo
  previsto  un  finanziamento di circa due milioni e  cinquecentomila
  euro.
   Su questa iniziativa del Governo, sono subito iniziati i lavori e,
  purtroppo,  questi  lavori  debbono  essere  completati  a  seguito
  dell'aumento dei prezzi, perché il progetto aveva una  certa  data,
  una  somma  integrativa di 1.165.000,00 che  servirà  a  completare
  l'infrastruttura  e, finalmente, a consentire il passaggio  di  una
  importante  infrastruttura  che  serve  alla  Zona  industriale  di
  Caltanissetta   alla  società  di  gestione  del  servizio   idrico
  integrato che, ovviamente, da quel momento in poi, dopo che  l'avrà
  acquisito, provvederà alla gestione.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, io intervengo semplicemente
  per  ottenere un impegno da parte dell'assessore Dagnino e da parte
  dell'assessore  Di  Mauro. Ha detto che non c'è copertura,  serviva
  qualcosina   in   più,  gradirei  un  impegno  nei  confronti   del
  Parlamento, a giugno, in occasione delle  variazioni, di  aumentare
  in  maniera  sostanziosa  i  fondi per queste  finalità,  perché  è
  evidente  che  le città hanno una grande necessità di interventi  e
  questi  interventi  è  fondamentale finanziarli  quest'anno:  anche
  perché  non sapremo se, nel prossimo futuro, ci saranno le medesime
  possibilità  che  avremo  quest'anno e, siccome,  dagli  interventi
  depurativi  e  fognari,  dipende  anche  non  solo  la  salute  dei
  cittadini ma anche la qualità di vita, perché tutti i sotto-servizi
  sono  i grandi responsabili insieme ai cambiamenti climatici  degli
  eventi   alluvionali  che  spesso  interessano  le   nostre   città
  rendendoli  impraticabili e pericolose, se non interveniamo  quando
  abbiamo   una  maggiore  disponibilità  non  vedo  quando  dovremmo
  intervenire
   Per  cui se non è possibile farlo in questa finanziaria, ok,  però
  occorre  un  impegno  pubblico, serio,  nei  confronti  dell'intero
  Parlamento,  affinché  a giugno si provveda  a  stanziare  nuove  e
  consistenti risorse.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, a  me  fa
  ridere l'importo perché con duecentomila euro è evidente che non si
  riesce  a  far nulla, sono certo che il Governo poi si impegnerà  a
  trovare risorse aggiuntive ma ricordo una cosa però, Assessore,  lo
  dico  perché  nel  mio  territorio, lo  conosco  bene,  nella  zona
  industriale  di  Termini  Imerese è stato  realizzato  dall'ASI  un
  depuratore, doveva essere un depuratore consortile, depuratore  che
  è   stato  completato  nella  sua  interezza  dal  punto  di  vista
  strutturale, ha ottenuto il collaudo; ebbene, da circa sette anni è
  chiuso
      Il  Dipartimento Attività produttive e il Dipartimento Acque  e
  Rifiuti  insieme hanno ancora sei milioni di euro di somme  residue
  che  dovrebbero  essere impiegate o per completare  il  depuratore,
  quindi   realizzarlo  nella  sua  interezza  acquistando  anche   i
  macchinari da mettere dentro la struttura, o darlo alla società che
  gestisce,  in  questo  momento,  la  depurazione  delle  acque   in
  provincia di Palermo, Amap; quindi, noi stanziamo duecentomila euro
  in finanziaria per fare cosa? Poi lo scopriremo magari nei prossimi
  giorni,  però,  nel frattempo, un depuratore realizzato,  concluso,
  con un investimento fatto, con sei milioni di euro di somme residue
  del  Dipartimento  non  viene realizzato, cioè  capite  l'assurdità
  dell'intervento finanziario proposto, quando dall'altra  parte  non
  si  riesce  a completare da anni quello che già è stato realizzato?
  L'augurio,  è  quindi,  ovviamente, che si  possano  utilizzare  al
  meglio  queste risorse, addirittura aggiungerne, però, quanto  meno
  completiamo gli interventi che abbiamo già realizzato.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Le somme indicate in questo articolo sono precise  e  sono
  frutto di un lavoro di concerto che è stato avviato a suo tempo,  a
  proposito  di  una  serie  di lavori finanziati  dal  Ministero  ma
  affidati per la realizzazione alla Regione siciliana.
   Queste somme sono state concordate con le società a proposito  dal
  completamento dei lavori.
     Relativamente  alla sollecitazione che proveniva  dall'onorevole
  Sunseri,  confesso di non essere a conoscenza di  questa  struttura
  che  ha  necessità  di  completamento, credo che  sia  in  gestione
  all'Irsap  e non sia in gestione all'acqua, perché c'è una  società
  del servizio integrato che ha l'affidamento.
    Quindi, il tema sarebbe il trasferimento della struttura che è in
  capo  all'IRSAP, Zona industriale, alla società di gestione  che  è
  l'Amap,  altra  cosa  è  se ci sono delle difficoltà  di  carattere
  tecnico  per  cui la società afferma:  Io non me lo  prendo  perché
  vado incontro a responsabilità di carattere penale ,  allora, ci si
  siede,  noi non abbiamo un'interlocuzione in questo, però,  se  c'è
  una sollecitazione che lei sta facendo in quest'Aula, ci attiveremo
  col  collega  Tamajo per capire lo stato dell'arte ed eventualmente
  fare   le   valutazioni   a  seguire  per  dare    la   definizione
  dell'impianto  e  poi trasferirlo all'Amap, che  ne  è  il  gestore
  ufficiale nel territorio di Palermo.

   PRESIDENTE.  Colleghi, pongo in votazione l'articolo  13.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Colleghi, sospendo i lavori e rinvio la seduta d'Aula a domani, 20
  dicembre 2024, alle ore 11.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.37 di giovedì 19 dicembre 2024
          è ripresa venerdì 20 dicembre 2024, alle ore 12.20)

                Presidenza del vicepresidente DI PAOLA

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
                 Modifiche di autorizzazioni di spesa

   1.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1  dell'articolo  10
  della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1, per le finalità di cui
  al comma 1 dell'articolo 2 del decreto legge 22 giugno 2023, n. 75,
  convertito con modificazioni dalla legge 10 agosto 2023, n. 112,  e
  successive modificazioni, nonché per le finalità di cui al comma  2
  dell'articolo  4 della legge regionale 29 dicembre 2016,  n.  27  e
  successive   modificazioni,   è  rideterminata,   per   l'esercizio
  finanziario  2025,  in  77.000  migliaia  di  euro  (Missione   20,
  Programma 3, capitolo 215785).

   2.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 5  dell'articolo  18
  della   legge  regionale  25  maggio  2022,  n.  13  e   successive
  modificazioni,  per le finalità di cui al comma 21 dell'articolo  3
  della  legge  regionale  n.  27/2016  e  successive  modificazioni,
  rideterminata dall'articolo 16 della legge regionale 4 luglio 2024,
  n. 23, è quantificata a decorrere dall'esercizio finanziario 2025 e
  fino  all'esercizio finanziario 2038 in 179.000  migliaia  di  euro
  annui (Missione 20, Programma 3, capitolo 215754).

   3.  L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 17  della  legge
  regionale  n.  1/2024  è rideterminata per l'esercizio  finanziario
  2025  in 1.500 migliaia di euro (Missione 16, Programma 1, capitolo
  142616).

   4.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 2  dell'articolo  23
  della  legge  regionale n. 1/2024 è rideterminata per gli  esercizi
  finanziari  2025  e 2026 in 200 migliaia di euro per  ciascun  anno
  (Missione 5, Programma 2, capitolo 377926).

   5.   Per  ciascuno  degli  esercizi  finanziari  2025  e  2026   è
  corrisposto un contributo di 50 migliaia di euro al Centro Paolo  e
  Rita  Borsellino  con sede a Palermo per le finalità  istituzionali
  (Missione 5, Programma 2, capitolo 377927).

   6.  L'autorizzazione  di  spesa  di  cui  al  comma  2,  lett.  c)
  dell'articolo  33 della legge regionale 31 gennaio  2024,  n.  3  è
  rideterminata per l'esercizio finanziario 2025 in 150  migliaia  di
  euro (Missione 9, Programma 3, capitolo 243321).

   7.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 12 dell'articolo  15
  della  legge regionale n. 1/2024 è rideterminata per ciascuno degli
  esercizi  finanziari 2025 e 2026 in 250 migliaia di euro  (Missione
  9, Programma 2, capitolo 155373).».

   Sul  tablet  al  solito potete visionare sia  l'articolo  che  gli
  emendamenti.  Ci  sono  alcuni  emendamenti  soppressivi  che  sono
  inammissibili,  non abbiamo la copertura perché comportano  diciamo
  modifiche di spesa. L'unico ammissibile come soppressivo  è  quello
  al  comma  5. E' mantenuto, collega De Luca Antonino? Onorevole  De
  Luca è mantenuto il soppressivo al comma 5?

   DE LUCA Antonino. Vorrei che il Governo illustrasse l'articolo.

   PRESIDENTE.  Glielo posso illustrare io, sono contributi al centro
  Paolo e Rita Borsellino.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Ok.  Lo ritira. Onorevole Catanzaro?  Ritirato  pure;
  onorevole  De  Luca  Cateno? Ritirato  pure.  A  questo  punto  gli
  emendamenti  14.26  e  14.25 sono inammissibili  perché  non  hanno
  copertura. Pongo in votazione

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente, Governo e colleghi deputati,  leggendo
  questo  articolo ho come l'impressione che siano state aumentate  a
  caso  delle cose e altre no, come se ci fosse la paura che  poi  il
  maxiemendamento, quando è stato scritto questo articolo, non veniva
  confezionato e quindi praticamente si sono messe delle  cose  senza
  neanche  un criterio ben preciso. Vorrei veramente che qualcuno  ce
  lo illustrasse. Grazie.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Grazie,  Presidente.  Naturalmente,  anche   il   mio
  intervento   va  nella  medesima  direzione  perché  in   fase   di
  Commissioni   competenti  dell'Assemblea  avevamo   lamentato   una
  riduzione  di  determinati  capitoli o  l'insufficienza  di  altri,
  diciamo  per l'esercizio finanziario sia 2025-26-27, uno fra  tutti
  l'assistenza   igienico-personale  per  cui  avevamo   chiesto   un
  ulteriore  milione in più perché ricordiamo che i  nostri  studenti
  diversamente  abili  non riescono ad aver lo  stesso  diritto  allo
  studio  di  tutti gli altri, dei normodotati, perché la scuola  per
  loro inizia dopo e per loro finisce prima e questo è intollerabile.
  Quindi,  Presidente,  non  capisco  come  appunto  alcuni  capitoli
  vengano  aumentati  senza  criterio, non capisco   Vorrei  che  gli
  Assessori  competenti  ci illustrassero come  mai  alcuni  capitoli
  appunto vengano aumentati ed altri no
   Così  come  gli Ersu. Abbiamo ancora i nostri studenti e  non  per
  tutti abbiamo le borse di studio così come gli alloggi e quindi non
  capiamo  perché  il capitolo Ersu non sia stato aumentato  e  anche
  così per gli interventi straordinari per la manutenzione del nostro
  patrimonio edilizio scolastico. Avevamo chiesto un milione in  più,
  ricordo che nella sola provincia di Palermo ci sono progetti per  5
  milioni  che  non  trovano le risorse. Stiamo parlando  di  piccole
  manutenzioni, ascensori che sono guasti in alcuni plessi scolastici
  e  che  non  permettono agli studenti disabili di  poter  salire  e
  scendere  dai  piani  dei plessi scolastici e si  vedono  scene  di
  personale Ata che deve prendere le carrozzine e fare salire a  mano
  per  i  piani  degli  istituti... Queste cose  sono  intollerabili,
  abbiamo ancora una Sicilia da terzo mondo


                        Sull'ordine dei lavori

   SPADA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori perché
  mi  sembra  che  qui stiamo provando ad accelerare i  lavori  senza
  comunque  tenere  conto  di  quelle che  sono  le  prerogative  dei
  parlamentari.  Vorrei che il Governo spiegasse  i  vari  commi  che
  stiamo  approvando  e  vorrei pure che  ognuno  di  noi  avesse  la
  possibilità  eventualmente di subemendare questo  articolo,  quindi
  cerchiamo   di   non   stringere  i  tempi  del  dibattito,   della
  discussione.  Non  abbiamo fretta, possiamo  rimanere  qui  fino  a
  Capodanno, eventualmente il Presidente, la Presidenza, può  portare
  anche qualche bottiglia  Grazie.

   e n. 832/A (Legge di stabilità)

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                        legge n. 831/A e 832/A

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. Saremo accoglienti con  tutti
  voi deputati
   Chiedo  all'Assessore,  anche perché gli  emendamenti  sono  stati
  presentati  e  li  abbiamo  trattati, se  vuole  dare  un'ulteriore
  delucidazione  per  quanto  riguarda  l'articolo.   A   me   sembra
  abbastanza chiaro però Prego Assessore.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Condivido,
  è  un  articolo  che si spiega da sé, sono modifiche  di  spese  su
  singoli  interventi, quindi ci rimettiamo alla nota di  lettura  al
  disegno  di  legge  che dà indicazioni più specifiche  sui  singoli
  commi,  ma non c'è una spiegazione particolare da dare perché  sono
  tanti  commi  su singoli interventi. Naturalmente se  l'Aula  vuole
  proporre modifiche è sovrana

   PRESIDENTE.  Va bene, colleghi. Pongo in votazione l'articolo  14.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
            Disposizioni per il settore della forestazione

    1.  All'articolo 14 della legge regionale 16 gennaio 2024,  n.  1
   sono apportate le seguenti modifiche:

    a) al comma 2 la parola  pesanti  è soppressa;
    b) il comma 5 è abrogato.

    2.  Le  autorizzazioni di spesa di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 della
   legge   regionale  n.  1/2024  per  le  finalità   del   comma   8
   dell'articolo  47  della legge regionale 7 maggio  2015,  n.  9  e
   successive  modificazioni, per la realizzazione  degli  interventi
   di  cui  al  comma  2  della medesima legge  a  carico  dei  fondi
   ordinari  della  Regione e per le finalità dell'articolo  6  della
   legge  regionale 16 agosto 1974, n. 36 e successive modificazioni,
   in  particolare per il noleggio di mezzi aerei, sono rideterminate
   complessivamente  per  l'esercizio  finanziario   2025   in   euro
   271.300.000,00  e  per ciascuno degli esercizi finanziari  2026  e
   2027 in euro 285.866.400,00.

    3.  La  spesa  di  cui  al comma 2 è iscritta  nell'ambito  delle
   rubriche delle competenti amministrazioni per gli importi come  di
   seguito indicati:

    a) Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale:
    1)  esercizio  finanziario 2025 la spesa di  91.100  migliaia  di
   euro  per  interventi di parte corrente e di  74.000  migliaia  di
   euro per interventi in conto capitale;
    2)  esercizi finanziari 2026 e 2027 per ciascun anno la spesa  di
   euro  101.069.400,00 per interventi di parte corrente  e  di  euro
   74.000.000,00 per interventi in conto capitale;
    b) Comando del Corpo forestale della Regione siciliana:
    1)  esercizio  finanziario 2025 la spesa di 105.200  migliaia  di
   euro  per interventi di parte corrente e di 1.000 migliaia di euro
   per interventi in conto capitale;
    2)  esercizi finanziari 2026 e 2027 per ciascun anno la spesa  di
   109.797 migliaia di euro per interventi di parte corrente e  1.000
   migliaia di euro per interventi in conto capitale.

    4.  Le  somme di cui ai commi 2 e 3 sono iscritte negli  esercizi
   finanziari  2025, 2026 e 2027 nelle Missioni e Programmi  per  gli
   importi di seguito indicati:

    a) Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale:
    1)  per  l'esercizio finanziario 2025 la spesa di 23.900 migliaia
   di  euro  e per ciascuno degli esercizi finanziari 2026 e 2027  la
   spesa annua di 33.200 migliaia di euro, Missione 16, Programma  1,
   capitolo 155382;
    2)   per   l'esercizio  finanziario  2025  la   spesa   di   euro
   10.500.000,00  e  per ciascuno degli esercizi  finanziari  2026  e
   2027  la  spesa di euro 11.169.400,00, Missione 16,  Programma  1,
   capitolo 155802;
    3)  per  ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027  la
   spesa  di  56.700  migliaia  di euro, Missione  20,  Programma  3,
   capitolo NI, titolo 01;
    4)  per  ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027  la
   spesa  di  74.000  migliaia  di euro, Missione  20,  Programma  3,
   capitolo NI, titolo 02;
    b) Comando del Corpo forestale della Regione siciliana:
    1)   per   l'esercizio  finanziario  2025  la   spesa   di   euro
   6.903.570,00 e per ciascuno degli esercizi finanziari 2026 e  2027
   la  spesa di euro 11.200.000,00, Missione 9, Programma 5, capitolo
   150514;
    2)   per   l'esercizio  finanziario  2025  la   spesa   di   euro
   5.000.000,00 e per ciascuno degli esercizi finanziari 2026 e  2027
   la  spesa  di euro 5.300.570,00, Missione 9, Programma 5, capitolo
   NI IRAP (ex cap. 151001 - articolo 2);
    3)  per  ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027  la
   spesa  di  10.500  migliaia  di euro,  Missione  9,  Programma  5,
   capitolo 150574;
    4)  per  ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027  la
   spesa  annua  di  euro 82.796.430,00, Missione  20,  Programma  3,
   capitolo NI, titolo 01;
    5)  per  ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027  la
   spesa  di  1.000  migliaia  di euro,  Missione  20,  Programma  3,
   capitolo NI, titolo 02.

   5.   Con  decreto  del  Ragioniere  generale,  su  proposta  delle
  amministrazioni interessate, Dipartimento regionale dello  sviluppo
  rurale  e territoriale e Comando del Corpo forestale della  Regione
  siciliana,  sono operate le necessarie variazioni di  bilancio  per
  l'iscrizione delle somme di cui al comma 4, Missione 20,  Programma
  3,   a   valere  su  specifiche  Missioni,  Programmi  e   capitoli
  appartenenti alle amministrazioni medesime.».

     Abbiamo i soppressivi degli onorevoli De Luca Antonino ed altri,
  degli onorevoli De Luca Cateno ed altri e degli onorevoli Catanzaro
  ed altri.

   SUNSERI. Chiedo che il Governo illustri l'articolo.

   PRESIDENTE.  Vuole  l'illustrazione  dell'articolo  da  parte  del
  Governo?  Prego, Assessore sull'articolo 15, se possiamo illustrare
  l'articolo 15 all'Aula, Assessore.
   O  l'assessore Dagnino o l'assessore Barbagallo. Prego, Assessore,
  a lei la parola.

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca   mediterranea.   Sì,   Presidente,   è   semplicemente   una
  suddivisione di capitoli tra il Dipartimento dello sviluppo  rurale
  e  il  Corpo  Forestale,  cioè da quest'anno  abbiamo  proposto  di
  dividere i capitoli; siccome gli operai forestali ci sono  sia  nel
  Corpo  Forestale che nel Dipartimento di sviluppo rurale,  per  una
  migliore  gestione, si tratta solo di una semplice divisione  delle
  due parti.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore.  I  soppressivi,  colleghi,  sono
  mantenuti? Onorevole De Luca Antonino?

   DE LUCA Antonino. Sono ritirati.

   PRESIDENTE.  Onorevole Catanzaro? Ritirati, quelli  dell'onorevole
  De Luca Cateno? Ritirati.
   Possiamo votare a questo punto l'articolo, anche perché gli  altri
  emendamenti sono tutti soppressivi quindi sono stati ritirati.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché  avevamo  già  chiesto a questo Governo regionale  in  varie
  occasioni e qui c'è l'assessore Barbagallo che ha raggiunto  questa
  Giunta  regionale diciamo da poco, per cui volevo  intervenire  per
  chiederle,  Assessore, un impegno particolare  nell'adottare  delle
  misure   completamente  diverse,  quindi  un  cambio  di  paradigma
  rispetto  alle  misure  che questo Governo regionale  ha  messo  in
  campo.  In particolare, mi riferisco al metodo  Aspromonte  che  ha
  avuto  veramente successo nel contrasto agli incendi. E' un  metodo
  che  recluta  i  volontari, ma soprattutto fa vivere  i  territori,
  soprattutto  i  rifugi che ci sono all'interno dei  nostri  parchi.
  Bisogna  ne avevo parlato anche con l'assessore Savarino, questa  è
  una  cosa a cui teniamo particolarmente perché fare vivere i parchi
  e  i territori isolati è un metodo assolutamente formidabile per il
  contrasto agli incendi.
   Quindi,  quello  che  vi  chiedo  sono  delle  misure,  magari  da
  concordare  e,  quindi  da  una sinergia  tra  i  vari  assessorati
  competenti, per adottare questo metodo  Aspromonte .
   Grazie.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  avevamo
  denunciato qualche anno fa la mancanza di una flotta siciliana  per
  contrastare l'antincendio. Avevamo presentato anche una  norma  che
  andava in questa direzione.
   Io non capisco perché ci ostiniamo sempre ad investire risorse per
  i  noleggi,  per  noleggiare i mezzi, quando  la  Sicilia  potrebbe
  tranquillamente  dotarsi in maniera strutturata  di  personale  che
  faccia  proprio  questo,  visto che  siamo  una  Regione  altamente
  soggetta  ad incendi. Non mi sembra la soluzione giusta  continuare
  ad andare in questa direzione.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 15.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
         Misure in materia di finanziamento dell'ARPA Sicilia

   1.  Per  l'esercizio  finanziario 2025 il  contributo  annuale  di
  funzionamento di cui alla lettera a) del comma 10, dell'articolo 90
  della   legge   regionale  3  maggio  2001,  n.  6   e   successive
  modificazioni,  per  l'importo  di  7.000  migliaia  di   euro,   è
  finanziato   mediante  l'utilizzo  di  quota  parte   delle   somme
  corrispondenti  ai  Vincoli formalmente attribuiti  dall'ente   del
  risultato  presunto di amministrazione all'1 gennaio  2025  di  cui
  all'Allegato a.2) elenco risorse vincolate - capitolo entrata  1607
  -  capitoli  spesa  443308 - 613954 - 242572 - 642068  -  642084  -
  684166.».

   Ci sono solo emendamenti soppressivi sull'articolo 16.
   Onorevole  De Luca, sull'articolo 16, ci sono solamente  i  vostri
  emendamenti soppressivi.
   Onorevole Catanzaro

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  allora
  sull'articolo  16  io  invito  sin  d'ora  all'accantonamento  e  a
  trattarlo  di  pomeriggio perché noi in ogni finanziaria,  in  ogni
  strumento finanziario, continuiamo a dare soldi ad Arpa. Non perché
  le  attività di Arpa non siano importanti, fondamentali. Chiedo che
  sia accantonato e che si apra una riflessione d'Aula, perché l'Arpa
  dovrebbe  svolgere le proprie attività seguendo due canali:  quello
  della  prevenzione  per  quanto riguarda le patologie  che  possono
  derivare   dall'inquinamento,  e  quindi  queste  attività   essere
  finanziate  con  il Fondo del Servizio sanitario  regionale,  e  le
  attività  volte  alla  tutela dell'ambiente in  senso  proprio  che
  dovrebbero   essere  invece  finanziate  con  fondi  del   bilancio
  regionale.
   Cosa  succede? Che Arpa nei fatti non tiene una doppia contabilità
  e  non è mai in grado di rendicontare quanti soldi ha speso per  le
  attività cosiddette  sanitarie di prevenzione  e che rientrano  nel
  Fondo sanitario regionale che, ribadisco, con quei fondi dovrebbero
  essere  finanziate,  e  quali  invece  siano  ambientali,  pure  da
  finanziare con il Fondo regionale. E noi ogni anno le diamo  5,  7,
  8, 10 milioni di euro.
   Così non funziona. Per cui, onde evitare che arriviamo all'estremo
  di  chiedere il voto segreto sull'articolo 16 e di bocciare i fondi
  dell'Arpa,  così chiudiamo bottega e non è il caso, io  suggerisco:
  1)  che  si  riducano  questi fondi in questo momento;  2)  che  si
  inserisca  un  obbligo con tanto di sanzione per gli amministratori
  laddove  Arpa  non  rendiconti quanti soldi  spende  a  carico  del
  Servizio  sanitario regionale e quanto invece di bilancio regionale
  per  l'attività di prevenzione e poi eventualmente a giugno o  alle
  prossime  variazioni di bilancio, le andiamo a integrare le  somme,
  perché così diventa un pozzo senza fondo e, obiettivamente, io  non
  credo   che   quest'Aula  debba,  seppur  davanti   a   un   lavoro
  fondamentale,  sia  chiaro, la qualità e  l'importanza  del  lavoro
  svolto  da  Arpa  qua  non  la mette in discussione  nessuno,  però
  devono,   come impone la legge e come ci chiedono anche gli  organi
  di  controllo,  rendicontare e tenere la doppia rendicontazione, la
  doppia contabilità, cioè quella sanitaria e quella regionale.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Grazie, signor Presidente, il mio intervento sarà nella
  medesima  direzione. Assessore, io le chiedo un maggiore  controllo
  su  Arpa,  che è un organismo di assoluta importanza perché  da  lì
  passa anche la salute dei cittadini.
   Noi avevamo depositato un'interrogazione abbastanza articolata  lo
  scorso anno, che non ci ha soddisfatto nella risposta - lei non era
  ancora  Assessore - ma occorre un maggiore controllo perché  spesso
  Arpa  finisce  col  diventare una vera  e  propria  elargizione  di
  contributi, perché non possiamo permettere che si facciano festival
  musicali,  sagre e quant'altro sol perché viene dimostrato  che  un
  cibo  è  sano  e  i  cittadini devono andare in  quella  direzione,
  nell'acquisto  di cibi a chilometro zero.  Non basta  solo  questo;
  Arpa  deve  riprendere quelle che sono le finalità più  importanti,
  che  sono  quelle della prevenzione e della salute  dei  cittadini,
  quindi le chiedo un maggiore controllo.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Grazie,  signor  Presidente, vorrei  invitare  il  Governo
  invece,  considerato  che nei mesi scorsi  ci  sono  stati  diversi
  impegni  assunti  sia  in  Commissione e sia  anche  rispetto  alle
  esigenze che sono state manifestate da Arpa, ad incrementare questo
  fondo di ulteriori 3 milioni di euro.
   Noi  oggi abbiamo il fondo dell'Arpa, che è compartecipato per una
  quota pari a 20 milioni di euro dal Fondo sanitario nazionale e  la
  restante  parte che viene messa dalla Regione. Oggi le risorse  che
  sta  mettendo in campo la Regione non sono sufficienti per attivare
  tutti quei meccanismi di controllo, soprattutto all'interno di aree
  specifiche  come quelle delle zone industriali che  ci  sono  nella
  nostra Regione e che quindi necessitano di ulteriori risorse.
   Solo  per  darvi  un  dato:  noi  oggi  abbiamo  all'interno   del
  petrolchimico  più  grande d'Europa solamente  tre  unità  di  Arpa
  adibite al controllo e alle rilevazioni di quel territorio e allora
  o  noi riusciamo a mettere materialmente le risorse necessarie  per
  attivare anche la possibilità di reperire personale da destinare  a
  quelle  aree,  e  quindi fare il controllo,  o  noi  non  solo  non
  supereremo  il  problema  di  Arpa  ma  non  riusciremo  nemmeno  a
  controllare quei territori, assessore Dagnino,  che ci mandano alla
  ribalta  delle  cronache nazionali come le inchieste  di  Report  o
  altri tipi di inchieste.
   Io non so, assessore Dagnino, se ha seguito l'ultima inchiesta che
  ha fatto Report sulla zona industriale del petrolchimico di Priolo.
  Noi  viviamo in un territorio in cui si sono verificati  in  questi
  ultimi  mesi  degli episodi mai successi prima, penso,  in  Europa;
  abbiamo  assistito  a miasmi continui che hanno  creato  disagi  ai
  cittadini  e  ai territori che insistono in quella realtà;  abbiamo
  assistito  ad  una  pioggia oleosa, dal  cielo  è  piovuto  l'olio,
  assessore Dagnino, senza avere materialmente le disponibilità e  le
  unità  di  personale che potessero controllare  quei  territori  e,
  allora,   siccome   l'Assessore  Severino,   Savarino,   mi   scusi
  Assessore,  ha seguito in Commissione tutto l'iter che porta  anche
  alla  proposta che sto avanzando nei confronti del Governo,  ovvero
  quella di stanziare ulteriori 3 milioni di euro sul fondo dell'Arpa
  per  consentire l'assunzione di questo personale, non sottovalutate
  questo  aspetto, Assessore, altrimenti  ve ne dovrete  assumere  la
  responsabilità.
   Continuare a mantenere tre unità di personale per il controllo del
  petrolchimico   più   grande  d'Europa  è  una  vergogna,   quindi,
  Assessore, spero che possiate intervenire in questo senso. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Carta. Ne ha facoltà.

   CARTA.   Grazie, Presidente, sì, in merito all'articolo che stiamo
  per   discutere   in   questo  momento  in  quest'Assemblea,   devo
  necessariamente   avere   l'attenzione   dell'Assessore    Dagnino,
  altrimenti  sto  perdendo  tempo a discutere,  Presidente,  era  al
  telefono penso... scusi, Assessore
   Quello  che  dice l'onorevole Spada è aggravato dal fatto  che  su
  questo punto c'è un tavolo permanente in Prefettura a Siracusa  per
  discutere delle aree  ERCA  per la questione della grande incidenza
  ambientale in quella parte del territorio siracusano e ad oggi  non
  c'è  notizia  che riusciamo a recuperare i 2 milioni  di  euro  che
  servono a formare la struttura in provincia di Siracusa e a Gela.
   Questo mortifica il lavoro fatto dalla Procura della Repubblica di
  Siracusa, dal Prefetto di Siracusa, da tutte le istituzioni locali,
  come  i  Comuni appartenenti alle ERCA di Siracusa, come  Solarino,
  Floridia,  Siracusa, Priolo, Melilli, Augusta, un tavolo permanente
  dove  ha  partecipato anche la Regione siciliana con la  dottoressa
  Valenti  e  delegata  dall'attuale Assessore per  il  territorio  e
  l'ambiente  Giusi  Savarino.  Io  lo  dico  perché  dobbiamo   oggi
  prenderci la responsabilità che nel caso in cui dovessero mancare o
  in  questo  testo  nel maxiemendamento, oppure in  qualsiasi  altro
  documento di questa Regione siciliana, la programmazione che vada a
  formare  l'area  ERCA  è perché qualcuno non vuole  controllare  il
  disastro ambientale che sta avvenendo in provincia di Siracusa.
   Siccome  la responsabilità qualcuno la deve prendere,  che  se  ne
  facesse  carico qualcuno adesso a rispondere ai deputati siracusani
  e penso che sia la voce di tutti quella che oggi sto raccontando io
  e che poco fa ha fatto l'onorevole Spada. A Siracusa e in provincia
  di  Siracusa si muore, Presidente, quindi, se per favore il Governo
  può  rispondere prima di trattare questi punti che saranno inseriti
  in  qualsiasi  parte del documento finanziario che  questa  Regione
  vuole  portare  all'Aula,  i 2  milioni di  euro,  precisamente  il
  direttore  dell'Arpa  ha  detto a Sua  Eccellenza  il  Prefetto  di
  Siracusa,  che ne servono un milione  790 mila l'anno per  assumere
  le  20 unità che possono determinare i controlli ambientali dove in
  questo  momento  e  nella città pure che governo, avvengono  piogge
  oleose  che vanno a rovinare non solo gli aspetti ambientali  della
  salute ma anche gli aspetti estetici e la cura del paesaggio  della
  città. Ancora devo dire altro? Fanno scappare gli imprenditori  dal
  territorio,  perché il territorio viene insediato da  abitanti,  se
  vengono nuove imprese ad investire dove c'è la maggiore area  Irsap
  della  Sicilia, la più grande area ASI della Sicilia, la più grande
  area caratterizzata per via delle indagini sullo IES, sugli scoli a
  mare,  sui  pozzi inquinati, ora sulle piogge oleose, quindi  spero
  che l'Assessore Dagnino e l'Assessore Giusi Savarino, nel documento
  finanziario,  abbiano  inserito questo  milione  790   mila   euro,
  perfezionandolo  a 2 milioni di euro, perché altrimenti  vuol  dire
  che  noi  non  possiamo  né giustificarci né contrastare  l'impatto
  ambientale nel nostro territorio. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta, per il suo intervento.
   Un  attimo,  Assessore, facciamo intervenire anche  ci sono  altri
  due  colleghi,  c'è  l'intervento dell'onorevole  Auteri  e  quello
  dell'onorevole  Gilistro  e poi eventualmente, accantoniamo  questo
  articolo   per  verificarlo  meglio,  viste  le  osservazioni   dei
  colleghi.
   Prego, onorevole Auteri.

   AUTERI.  Assessore,  Presidente, grazie.   Assessore  Dagnino,  io
  sposo  in  pieno  le parole del collega Carta e del  collega  Spada
  perché  ormai non possiamo demandare questa problematica  ad  altre
  situazioni   di  copertura  finanziaria.  Sposo  perfettamente   le
  esigenze come elencate dai colleghi - assessore Dagnino, sono qua -
  le  esigenze  di  avere  copertura finanziaria  per  potenziare  il
  personale  Arpa affinché il nostro territorio venga ben  gestito  e
  controllato, perché da anni ormai è abbandonato.
   Questo  è  un  lavoro  che abbiamo portato avanti  in  Commissione
  "Ambiente,   territorio  e  mobilità"  assieme  al   Presidente   e
  all'assessore Savarino da mesi, quindi siamo all'atto conclusivo di
  questa  operazione,  perché  ci accingiamo  all'approvazione  della
  finanziaria del 2024, quindi è un atto di grande responsabilità per
  il  territorio siracusano che ormai vive momenti tragici, in quanto
  non  è  più possibile controllare l'area industriale proprio perché
  necessita di personale.
   Chiedo,  quindi, al Governo, all'assessore Dagnino e all'assessore
  Savarino  di  avere particolare attenzione e di ascoltare  la  voce
  della   deputazione  siracusana  che  da  mesi  lavora  su   questa
  problematica. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Auteri.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
   Assessore Savarino, a lei darò la parola per ultima.

   GILISTRO. Grazie Presidente, grazie Assessori, grazie colleghi, la
  problematica  siracusana è ormai sotto gli occhi  di  tutti,  anche
  della stampa nazionale e internazionale, non solo nazionale.
   Io    vorrei,   Presidente   e   Assessore,   che   focalizzassimo
  attentissimamente  questo  tema,  perché  il  tema,   una   risorsa
  aggiuntiva  per  quella  zona  e per  la  Sicilia  in  generale,  è
  fondamentale,  perché questa risorsa che noi stiamo  mettendo  deve
  far  capire a tutti che non è altro che un grande risparmio: quello
  che  noi  stiamo  investendo in questo momento  sarebbe  un  enorme
  risparmio  per  il futuro, risparmio sia in termini di  salute,  in
  termini di decessi, in termini di patologie nella zona industriale,
  causate   sicuramente  dall'inquinamento  industriale.   Per   cui,
  qualunque  somma noi stiamo mettendo in questo momento  si  traduce
  sempre in un risparmio a distanza, un enorme risparmio
   Poi,  Assessore e Presidente, vorrei chiedere questo, la cosa  più
  importante - anche a lei, Assessore Savarino - volevo dire  questo:
  l'Arpa, in questo momento, secondo me, avrebbe necessità di  uscire
  mediaticamente e comunicativamente allo scoperto. Perché le  spiego
  questo? Perché quando è successo questo drammatico evento di miasmi
  e  soprattutto di pioggia oleosa nella zona di Siracusa, e  nessuno
  ci  sapeva dire cos'era successo, è stata la cosa più grave  Perché
  lei  immagini,  Assessore,  che quello che  terrorizza  di  più  le
  persone è la paura di non sapere che cosa stia succedendo
   Ho detto più volte, sia in Commissione sia alla zona industriale e
  all'Arpa  che  noi  abbiamo  necessità,  cioè  la  popolazione   ha
  necessità  di  sapere  quello che accade in quel  preciso  istante.
  Immaginate qualcosa che vi piove dal cielo e non sapete cos'è
   Allora   la   comunicazione,   la   comunicazione,   aprire   alla
  comunicazione  in  tempo  reale di quello  che  accade  nella  zona
  industriale è importantissimo. Grazie.


    Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE.   Comunico  che  con  DPA  n.  1074   del   19/12/2024
  l'onorevole Giuseppe Galluzzo è stato nominato componente  della  V
  Commissione legislativa permanente Cultura, formazione e lavoro, in
  sostituzione dell'on.le Carlo Auteri, dimissionario.

   L'assemblea ne prende atto.

   e n. 832/A (Legge di stabilità)

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                        legge n. 831/A e 832/A

   PRESIDENTE.  Aveva chiesto di parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà. Poi la parola sarà data all'assessore.

   MARANO. Grazie, Presidente. Io volevo dire, al di là di quello che
  ha già detto il collega De Luca, che è assolutamente importante, mi
  riferisco all'Arpa, per il lavoro che fa, però vorrei ricordare che
  la    Corte    Costituzionale    ha   dichiarato    l'illegittimità
  costituzionale dell'articolo 90, comma 10, della legge regionale n.
  6  del  2021,  in  quanto l'assunzione a carico del bilancio  della
  Regione siciliana di oneri non destinati all'erogazione dei LEA  si
  pone  in  contrasto con gli obiettivi di risanamento  del  Piano  e
  viola  il principio di contenimento della spesa pubblica sanitaria,
  giusto per ricordarcelo.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Marano.  Credo  che  convenga  poi
  accantonare l'articolo.
   Ha facoltà di parlare l'assessore per il territorio e l'ambiente.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  grazie per avermi dato la parola e grazie ai  colleghi
  per avere stimolato questo mio riscontro.
   In  effetti,  le  segnalazioni  che arrivano  dall'Aula,  comprese
  quelle  del  Capogruppo  del  Movimento  5  Stelle,  erano  e  sono
  legittime,  ma  fino a qualche tempo fa, perché  già  dal  bilancio
  2023/2024  l'Arpa  ha applicato il sistema del  bilancio  analitico
  proprio  per  rispondere alla richiesta che  arrivava  dai  giudici
  contabili  di  capire  cosa fosse destinato ai  LEA  e  cosa  fosse
  destinato  invece  ad altri tipi di attività,  sempre  nella  ratio
  dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale.
   Ebbene,  vi  posso  dire che nonostante dalla  sanità,  dal  fondo
  sanitario, arrivino ad Arpa 24 milioni di euro, i servizi che  Arpa
  fornisce per i LEA, quindi per i servizi essenziali come del  resto
  nelle altre Regioni d'Italia, sono molto più onerosi, tanto che i 7
  milioni  che  diamo servono per coprire anche e soprattutto  questi
  servizi in più.
   Considerate  che  in  una  Regione come  la  Lombardia,  il  Fondo
  sanitario contribuisce ad Arpa per circa 70 milioni, quindi  stiamo
  parlando di numeri tutt'altro che simili in una regione che insomma
  ha   una  popolosità  simile,  tanto  che  noi  diamo  anche  delle
  indicazioni ad Arpa su come muoversi nel monitoraggio.
   Abbiamo chiesto di dare, ovviamente, di concentrarsi come priorità
  rispetto  a  realtà  che  sono  state  segnalate  dai  colleghi  di
  Siracusa,  che ringrazio, con i quali mi sento con regolarità,  sia
  di maggioranza che di opposizione.
   Tranquillizzo l'onorevole Gilistro: in alcuni casi, Arpa  non  può
  dare all'esterno le relazioni che ha preparato, che dà a noi e  che
  spesso consegniamo alla Procura perché sono coperte da riservatezza
  e  quindi  ci  chiedono proprio di mantenere  il  massimo  riserbo,
  mentre su Siracusa, su sollecitazione proprio dei colleghi, abbiamo
  avviato un piano e un progetto per implementare le risorse umane  e
  c'è  anche un progetto che prevede pure un laboratorio in loco  per
  accelerare  il  sistema  di  controllo e di  monitoraggio,  proprio
  nell'area  di  Siracusa,  e questo ha un  costo;  in  questo  anno,
  abbiamo avuto proprio perché siamo passati da un tipo di bilancio a
  un  altro,  una  serie  infinita di riunioni, incontri  per  creare
  questo tipo di rapporto contabile tra noi e la sanità e quindi  non
  è stato molto semplice.
   Adesso,  ormai, abbiamo concluso questa fase, ma è chiaro che  più
  risorse  ci date  la priorità che ho dato appena mi sono insediata,
  prima ancora che mi arrivassero le sollecitazioni dei colleghi, che
  peraltro  ho  accolto  subito,  è  quella  di  potenziare  le  aree
  maggiormente a rischio: Siracusa e anche Gela, Milazzo e  Pace  del
  Mela.  E' già stato fatto e quindi diventerebbero le aree che hanno
  più  necessità  di un controllo. Non abbiamo paura  dei  controlli,
  anzi  li  sollecitiamo  e ritengo che anche le  aziende  serie  che
  operano  in  quel  territorio  debbano  condividere  questo  nostro
  approccio.
   Nei   mesi  scorsi,  abbiamo  chiesto  ulteriori  controlli  anche
  nell'area  sottoposta a sequestro e come voi sapete  ci  era  stato
  inibito,  ora invece stiamo facendo questo tipo di controllo  anche
  per  dimostrare  che  la  scelta che ha fatto  il  Governo  Meloni,
  insieme  al  Governo Schifani, di riorganizzare  il  sistema  della
  deputazione lì, piano piano, sta cominciando a dare i suoi effetti.
  Per  cui chiedo alla Presidenza, d'accordo con l'assessore Dagnino,
  di accantonare un attimo questo articolo per vedere se riusciamo  a
  individuare,  appunto, queste risorse in più che  ci  porterebbero,
  come richiesto da voi, a potenziare soprattutto l'area di crisi  di
  Siracusa.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   come   già  anticipato,  confermo   la   richiesta   di
  accantonamento.

   PRESIDENTE. Perfetto

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  nel  ringraziare  per aver accolto la richiesta di  accantonamento,
  vorrei  precisare  semplicemente una cosa: è  esattamente  corretto
  quello  che  ha  detto  l'assessore Savarino,  proprio  per  questo
  dobbiamo  stabilire se i soldi in più che servono vanno  presi  dal
  Servizio sanitario regionale, perché gliene diamo ventiquattro  dal
  Servizio  sanitario regionale, ne servono di più  per  sostenere  i
  LEA,  perché li devo prendere dal bilancio regionale non dal  Fondo
  sanitario regionale? È proprio questo il motivo

   PRESIDENTE. Va bene, va bene, onorevole
   La    Presidenza   accoglie   la   richiesta   di   accantonamento
  dell'articolo 16.
   Si passa all'esame dell'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17.
     Misure in favore dei soggetti appartenenti al bacino  ex PIP
                          Emergenza Palermo

   1.  Per le finalità di cui al comma l dell'articolo 9 della  legge
  regionale 11 luglio 2023, n. 8 e successive modificazioni e di  cui
  al comma l dell'articolo 15 della legge regionale 4 luglio 2024, n.
  23,  sono  trasferite alla società consortile  per  azioni  Servizi
  Ausiliari   Sicilia,  di  seguito  SAS  s.c.p.a.,  per  l'esercizio
  finanziario  2027, le necessarie somme valutate nel limite  massimo
  di 41.200 migliaia di euro.

   2.  Nelle more della definizione dei processi di assunzione di cui
  al  comma  1  è  iscritta nel bilancio regionale,  per  l'esercizio
  finanziario 2027, la somma di 15.200 migliaia di euro (Missione  l,
  Programma 3, capitolo 214112).

   3.  Le  disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 9 della legge
  regionale  n. 8/2023 e successive modificazioni si applicano  anche
  per l'esercizio finanziario 2027, limitatamente all'importo massimo
  di 26.000 migliaia di euro.

   4.  Per le finalità di cui all'articolo 6 della legge regionale 29
  dicembre 2016, n. 27, l'autorizzazione di spesa di cui al  comma  4
  dell'articolo  12 della legge regionale 16 gennaio  2024,  n.  1  è
  rideterminata  in  26.000  migliaia  di  euro  per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2025 e 2026 ed è autorizzata  per  l'esercizio
  finanziario 2027 la spesa di 26.000 migliaia di euro (Missione  12,
  Programma 4, capitolo 313727).

   5.   Al  fine  di  garantire  l'utilizzo  del  personale  di   cui
  all'articolo  9  della  legge  regionale  n.  8/2023  e  successive
  modificazioni  e  di cui al comma 1 dell'articolo  15  della  legge
  regionale  n.  23/2024  e successive modificazioni,  è  autorizzato
  l'ingresso  degli enti di cui all'articolo 1 della legge  regionale
  15  maggio  2000,  n. 10 nella compagine sociale  di  SAS  s.c.p.a.
  mediante cessione delle azioni possedute dalla Regione.

   6. Ciascuno degli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale
  n.  10/2000 è autorizzato all'acquisto delle azioni di cui al comma
  5 al valore nominale delle stesse, nella percentuale dello 0,78 per
  cento,  pari a n. 400 azioni ordinarie del capitale sociale di  SAS
  s.c.p.a..

   7. Gli oneri finanziari di cui al comma 6 rimangono a carico degli
  enti  di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 10/2000, senza
  nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

   8.  I  soggetti  di cui al comma 1 dell'articolo  25  della  legge
  regionale  10  agosto  2022,  n.  16,  attualmente  utilizzati  dai
  Dipartimenti regionali, alla data di conclusione delle procedure di
  cui   al   citato  articolo  25  restano  assegnati   ai   medesimi
  Dipartimenti».

   Ci sono gli emendamenti soppressivi. Sono mantenuti o ritirati?
   Onorevole De Luca Antonino, De Luca Cateno e Catanzaro,  i  vostri
  emendamenti soppressivi all'articolo sono mantenuti o ritirati?

   DE LUCA Antonino. Ritirati

   PRESIDENTE.   Bene    Siamo  all'esame   dell'articolo   17.   Gli
  emendamenti  soppressivi  all'articolo  sono  dunque  ritirati,   i
  soppressivi ai commi sono anch'essi ritirati.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  intervengo sull'articolo 17 che ha per oggetto le misure in  favore
  di  soggetti  appartenenti  al bacino ex Pip   Emergenza  Palermo ,
  naturalmente  per  rappresentare quella che è la  soddisfazione  in
  termini  di  attenzione a questo importante  bacino  che  fornisce,
  ecco,  importanti risorse dal punto di vista delle  professionalità
  nelle  nostre  amministrazioni, ma aggiungo che, per  certi  versi,
  bisogna prestare particolarmente attenzione ad una fattispecie  che
  adesso io andrò a rappresentare.
   Da  quando  abbiamo  avviato questo percorso  di  stabilizzazione,
  appunto,  dei  Pip, abbiamo sicuramente da tenere in considerazione
  il  fatto che c'è una platea importante di Pip che prestano o hanno
  prestato   attività  lavorativa  all'interno  degli   enti   locali
  siciliani e in alcuni casi le professionalità messe a disposizione,
  per  l'appunto,  dai  Pip hanno tenuto e tengono  letteralmente  in
  piedi  alcuni uffici degli enti locali, e nello specifico di comuni
  siciliani.   Allora,  io  già  ho  rappresentato  nella  precedente
  finanziaria, quando si discusse del percorso di stabilizzazione per
  il  quale noi naturalmente, come Partito Democratico, non ci  siamo
  che  dimostrati assolutamente favorevoli, avendo sostenuto in vario
  modo  questo  percorso, ma mi chiedo, altresì,  e  quindi  l'invito
  all'Assessore  per l'economia, di concerto con l'Assessore  per  le
  autonomie locali e la funzione pubblica, è quello di verificare  la
  modalità  con  la quale attuare apposita convenzione,  affinché  le
  professionalità  ad oggi messe a disposizione  dei  comuni  non  si
  disperdano,  perché il rischio è, e già lo abbiamo verificato,  nel
  2024, con il trasferimento dei Pip in Sas, che molti di questi  non
  si  ritrovino più a fare quello che erano, le attività per le quali
  erano abituati a lavorare, e per di più ci troviamo con enti locali
  nella difficoltà di portare avanti i servizi.
   Allora,  l'auspicio che io pongo, e l'assessore Albano  mi  segue,
  perché anche lei ha seguito questo tema, è che si possa trovare  in
  piena  sinergia  con  gli Assessorati competenti,  la  modalità  di
  utilizzare  al meglio sempre con la disponibilità, ovviamente,  dei
  Pip  stessi,  gli stessi negli enti locali siciliani,  al  fine  di
  garantire  la  fruizione  di  servizi essenziali.  E  noi  sappiamo
  benissimo qual è la carenza in termini di risorse degli enti locali
  siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE. I soppressivi ai commi li considero tutti ritirati.
   Pongo,  pertanto,  in votazione l'articolo 17.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 18. Ne do lettura:

                               «Art. 18.
   Contributo per l'acquisto di ausili sportivi per atleti disabili

   1.  La  Regione  eroga  alle  federazioni  sportive  (FSNP/FSP)  e
  discipline  sportive (DSAP/DSP) riconosciute dal Comitato  italiano
  paralimpico  (CIP),  per ciascuno degli esercizi  finanziari  2025,
  2026  e  2027, un contributo di 150 migliaia di euro per l'acquisto
  di protesi, carrozzine e altri ausili sportivi per atleti disabili.

   2.  Per  le finalità di cui al presente articolo si provvede,  per
  ciascuno  degli  esercizi finanziari 2025, 2026 e  2027,  a  valere
  sulle risorse del capitolo 473760».

   Anche  qui ci sono emendamenti soppressivi, a firma dell'onorevole
  De Luca, che sono ritirati.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  volevo,  innanzitutto,  ringraziare la sensibilità  dimostrata  dai
  colleghi  e in Commissione Quinta, e anche in Commissione Bilancio,
  perché  avere  apprezzato questa norma del Movimento Cinque  Stelle
  oggi  fa  diventare tutto il Parlamento siciliano a favore  di  una
  categoria,  gli atleti disabili, che è importantissima, perché  non
  solo  permette a questi atleti di potere partecipare  alla  stregua
  dei  normodotati,  ma  è  uno strumento formidabile  di  inclusione
  sociale perché, grazie all'acquisto di questi ausili, carrozzina  e
  le   protesi,  per  tutti  gli  atleti  si  permetterà  costoro  di
  partecipare  ai  campus  (ce ne saranno ben  quattro  in  tutta  la
  Sicilia)  e  farli  competere in queste gare paraolimpiche  che  si
  terranno in tutta l'isola. Quindi ringrazio il Parlamento.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo su questo articolo, appunto, che prevede quelli che sono
  i contributi per l'acquisto di ausili sportivi per atleti disabili.
   Il  Partito Democratico nelle sedute, nelle Commissioni di merito,
  si  è  espresso anche con propri emendamenti rispetto  all'esigenza
  che  l'Amministrazione regionale ponga in seria  attenzione  quelle
  che  sono  le  esigenze,  appunto, di questa importante  categoria,
  anche nell'auspicio che questa possa fornire ulteriori strumenti di
  inclusione   e,  quindi,  è  assolutamente  favorevole   a   questo
  articolato. Io ritengo e vedo qui l'assessore allo sport Amata,  so
  essere particolarmente sensibile a questo tema.
   Ci  siamo confrontati, ecco in V Commissione, l'auspicio è che  ci
  possa  essere quanta più attenzione a partire da questo articolo  a
  quelle  che sono le esigenze di come fare espletare sport a chi  ha
  delle   disabilità  ma  aggiungo  un  altro  aspetto:  se   già   è
  difficoltoso  fare  sport  per chi ha delle  disabilità,  assessore
  Amata, è ancor più complicato fare sport per chi è disabile e anche
  cieco o ipovedente. E allora, Assessore, noi dobbiamo fare un focus
  anche da questo punto di vista: garantire a questa fetta importante
  a   cui   dobbiamo   dare  delle  risposte  anche   delle   risorse
  appositamente  appostate e mi riferisco non solamente,  quindi,  ai
  disabili  e  va  bene  questa misura, ma anche  ai  ciechi  e  agli
  ipovedenti.

   SPADA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   SPADA.  Signor  Presidente, onorevole colleghi, assessori,  merita
  attenzione questo articolo e sono anche io contento che il  Governo
  abbia  accolto la proposta sia del Movimento Cinque Stelle  che  da
  parte  delle  opposizioni.  Io spero, però,  che  questo  articolo,
  Presidente, sia un segnale alla categoria perché molto  spesso  non
  si  conosce  nemmeno quello che è il costo di queste protesi  e  di
  queste  carrozzine.  Per  farle  qualche  esempio,  le  protesi  si
  aggirano  intorno alle 3/4 mila euro, così come anche le carrozzine
  che hanno un costo di cinquemila/settemila/ottomila euro.
   Centocinquantamila  euro  sembrano pochi  rispetto  a  quelle  che
  potrebbero  essere le esigenze, però intanto stiamo  istituendo  il
  capitolo  e,  magari,  nella variazione che avremo  di  bilancio  a
  maggio o ad aprile potremmo incrementare questo fondo.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 18.10 è inammissibile,  così  come  gli
  altri soppressivi.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessori,  credo  che  nell'ottimo clima  che  stiamo  registrando
  questa  mattina  può  darsi che, magari, l'assessore  Dagnino  dopo
  avere  fatto  le  opportune valutazioni in questi giorni,  potrebbe
  dare  un'ulteriore  copertura di ulteriori centocinquantamila  euro
  viste le finalità particolarmente pregevoli del testo che, appunto,
  mirano  a  inclusione sociale, sportiva, nei confronti  di  giovani
  atleti disabili siciliani.
   Credo  che queste siano quelle norme che qualificano il Parlamento
  in  meglio,  sono  certo di incontrare la sensibilità  del  Governo
  tutto,  quindi  ove  fosse possibile fare una valutazione,  in  tal
  senso, magari potrebbe essere utile rifletterci un attimo.

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Signor  Presidente, come diceva l'onorevole  Spada,  in
  questo momento, sono attrezzature molto costose. Quindi non lo  so,
  centocinquantamila  euro,  se  siano  sufficienti   per   veramente
  gratificare una cosa così importante.
   Spesso  spendiamo, spendiamo molto di più, come abbiamo fatto,  ad
  esempio,  per parchi inclusivi e l'accessibilità di tutto  ciò  che
  riguarda questi soggetti. Quindi, credo che raddoppiare, almeno, la
  cifra  Assessore - mi ascolti un secondo, se no, Assessore  Elvira,
  un   secondo   solo  -  perché  è  una  cosa  a  cui  ci   teniamo,
  sull'inclusività. Questa è un aspetto di inclusività.
   Come  ha  detto  l'onorevole  Spada, sono  attrezzature  veramente
  costose.  Per  cui gratificare, con qualcosa in più, questi  atleti
  che   tanto  stanno  dimostrando  a  livello  mondiale  della  loro
  capacità,  della loro caparbietà, di come possa anche  l'invalidità
  essere  sconfitta  da  un sentimento comune  di  accoglienza  e  di
  accessibilità a tutto  ben venga, dunque, se lei possa incrementare
  questo fondo, Assessore. Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore Dagnino, vuole aggiungere qualcosa?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Sì, Presidente. Effettivamente
  credo  che  gli  interventi possano essere  condivisibili,  essendo
  veramente  una iniziativa che non ha colore politico, che  non  ha,
  come  dire,  non  può  essere intesa come un'iniziativa  di  parte.
  Quindi  nell'ambito di una disponibilità, stiamo parlando di  cifre
  che   sono   in  qualche  modo  gestibili,  potremmo  proporre   un
  emendamento  che  aumenta  di  centomila  euro  e  lo  portiamo   a
  duecentocinquantamila euro.

   SCHILLACI. Grazie.

   PRESIDENTE.  Assessore, se lo vuole presentare  come  emendamento,
  così  lo  votiamo. Ovviamente ci vuole l'ok da parte del Ragioniere
  generale
   Onorevoli  colleghi,  il Governo ha reperito ulteriori  fondi  per
  quanto  riguarda l'articolo 18 così come richiesto dagli  onorevoli
  che sono intervenuti.
   Trovate sul tablet l'emendamento 18.11 che vi leggo: "La cifra  di
  150  mila  viene  sostituita con 250 mila".  E'  indicata  pure  la
  copertura.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 18, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
                    Modifica e abrogazione di norme

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 27 della legge regionale 21 novembre
  2023, n. 25 le parole  al 31 dicembre 2024  sono sostituite con  le
  parole  al 31 dicembre 2025 .

   2.  All'articolo 11 della legge regionale 3 novembre 2000,  n.  20
  dopo  il  comma  2 è aggiunto il seguente:  2 bis: Le deliberazioni
  del   Consiglio  di  cui  alla  lettera  c)  dell'articolo  9  sono
  sottoposte  al  controllo, anche di merito, del Dirigente  generale
  del  Dipartimento  regionale  dei beni  culturali  e  dell'identità
  siciliana che lo esercita entro trenta giorni dalla ricezione della
  delibera. .

   3.  Al  comma 3 dell'articolo 11 della legge regionale n. 20/2000,
  dopo le parole  di cui alle lettere  è soppressa la lettera  c) .

   4. Al comma 9 dell'articolo 20 della legge regionale n. 20/2000 le
  parole   Assessore  regionale  per i beni  culturali  e  l'identità
  siciliana   sono  sostituite dalle parole  Dirigente  generale  del
  Dipartimento   regionale   dei  beni  culturali   e   dell'identità
  siciliana .».

   Sono presenti solo emendamenti soppressivi.
   Onorevoli  colleghi,  gli  emendamenti  soppressivi  li  considero
  ritirati?

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradirei
  che  sull'articolo 19 ci fosse un momento di chiarezza da parte del
  Governo   per  spiegare  analiticamente  quali  norme   andiamo   a
  sopprimere  e  perché, quali norme andiamo a modificare  e  perché.
  Perché oggettivamente non tutti i colleghi hanno potuto partecipare
  all'interessante  sessione di bilancio che ci ha visto  di  recente
  impegnati  e  magari  è corretto che per una valutazione  completa,
  tutti  possano  ascoltare cosa stiamo andando ad  abrogare  e  cosa
  stiamo  andando  a modificare anziché semplicemente decidere  senza
  sapere neanche cosa si stia facendo.

   PRESIDENTE. Assessore Dagnino, prego.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, credo che la
  nota di lettura sull'articolo 19 sia abbastanza esaustiva.
   Il  comma 1 è una proroga della scadenza dei rapporti di lavoro  a
  tempo determinato in corso con il personale precario.
   I  commi  2, 3 e 4 riguardano l'istituzione del Parco archeologico
  Valle   dei   Templi  per  accrescere  l'efficienza   dell'attività
  amministrativa  attraverso la semplificazione  delle  procedure  di
  approvazione e di controllo degli atti economico-finanziari.
   Il  comma  5 riguarda l'ammissibilità della spesa degli interventi
  di cui alla legge regionale 25 e sono prorogati di 6 mesi.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nella   scorsa
  finanziaria, avevo proposto al Governo di cambiare la denominazione
  di  un assessorato e di aggiungere le parole "politiche giovanili",
  perché  ritenevo  assurdo  il  fatto  che  la  nostra  Regione  non
  dedicasse  un'attenzione specifica anche nella  denominazione  alle
  politiche  giovanili e mi era stato risposto  che  questo  tipo  di
  iniziativa   non   poteva  essere  inserito  all'interno   di   una
  finanziaria e che invece necessitava di una discussione  e  di  una
  concertazione con gli assessorati e quant'altro.
   Oggi ci ritroviamo una medesima rideterminazione, stiamo cambiando
  la  denominazione all'assessorato ai beni culturali  e  quindi,  lo
  dico  all'assessore  Albano, perché poi la  competenza  è  del  suo
  assessorato, nell'ottica di inserire anche questo riconoscimento al
  Governo  di  attenzione  nei confronti delle  politiche  giovanili,
  perché  non  inserire - visto e considerato che stiamo  modificando
  all'interno  del  suo  Assessorato -  anche  le  parole   politiche
  giovanili'?
   Io  lo  ritengo  un  atto di attenzione nei  confronti  dei  tanti
  giovani che oggi vivono all'interno della nostra Regione e  su  cui
  il Governo regionale sta portando avanti anche diverse iniziative.
   Quindi Presidente, se l'Assessore è d'accordo, proporrei anche  un
  eventuale  subemendamento  per inserire queste  parole  all'interno
  dell'Assessorato della famiglia.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.    Signor  Presidente,  ho  ascoltato  quanto  ha  proposto
  l'onorevole Spada, sono veramente d'accordo su questa dizione.

   PRESIDENTE.  Assessore,  anche  se  lei  è  d'accordo  però  serve
  comunque una modifica di norma importante.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Na ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, su questo articolo 19 vorrei
  chiedere  l'accantonamento e che sia discusso nel  pomeriggio  alla
  presenza  -  se  lo  potete chiamare - dell'Assessore  per  i  beni
  culturali,  ciò  per due motivi. Intanto, perché c'è  una  modifica
  degli  articoli 11 e 20 della legge regionale numero 20  del  2000,
  cioè  mentre  tutta  l'Italia va verso l'autonomia  gestionale  dei
  musei  e  dei  parchi  archeologici,  noi  prendiamo  il  controllo
  contabile  e  amministrativo e lo mettiamo  in  mano  al  Direttore
  generale dell'Assessorato ai beni culturali.
   E' una scelta legittima, per carità, ma è esattamente il contrario
  -  mi sembra di capire - della direzione che sta prendendo il resto
  del  Paese. Allora, siccome io questo leggo testualmente nella nota
  di  lettura - può essere che non ho compreso bene io quello che c'è
  scritto, ora magari l'Assessore per il turismo me lo vuole dire lei
  -  però  qui  mi  si dice "la titolarità degli atti di  gestione  e
  controllo   contabile  assegnandoli  al  direttore   generale   del
  Dipartimento regionale per i beni culturali" e allora è una scelta,
  io vorrei capire semplicemente se è un obbligo, spiegatelo.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI. Signor Presidente, vorrei associarmi a quanto detto dal
  Capogruppo,  onorevole  De  Luca,  perché  ritengo  che  in  questo
  momento,  in  cui  anche Agrigento è capitale  della  cultura,  sia
  necessario  che ci sia l'Assessore competente, che  è   l'Assessore
  Scarpinato, con tutto il rispetto per l'Assessore per  il   turismo
  che  ha  cercato  in  qualche modo di rispondere,  però  andiamo  a
  modificare  una disciplina che riguarda il controllo e c'è  scritto
  anche  di merito degli atti del consiglio di amministrazione di  un
  Parco  che,  forse,  è l'unico che in Sicilia ha  un'autonomia,  ha
  avuto  in  questi  anni anche un'autonomia reale,  quindi  vorremmo
  comprendere  quali sono anche le ragioni politiche sottese  ad  una
  scelta  di  questo  tipo; il motivo per cui l'Assessorato  ai  beni
  culturali  si sta  spogliando del proprio potere di controllo,  che
  è  anche un controllo di tipo politico, di natura politica,  che  è
  completamente diversa dal tipo di controllo che può avere invece un
  direttore   generale   che   è   un   componente   della   pubblica
  Amministrazione, quindi la politica è una cosa, l'Amministrazione è
  un'altra  cosa,  quindi  ritengo che sia doveroso  che  l'assessore
  Scarpinato venga in Aula a spiegarci le ragioni politiche di questa
  scelta. Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore, lei vuole aggiungere

   SUNSERI. Manca l'Assessore Scarpinato

   PRESIDENTE.  C'è l'assessore Dagnino. Prego, Assessore...

   DAGNINO, assessore per l'economia. Posso forse contribuire io alla
  discussione.  Mi  sono interfacciato con gli Uffici,  la  richiesta
  viene  dagli Uffici stessi ed è finalizzata effettivamente  ad  una
  semplificazione,   perché  attualmente  le  deliberazioni   vengono
  sottoposte  al  controllo  sia  del dirigente  che  dell'Assessore,
  quindi   c'è   un  doppio  controllo,  che  oltre  ad   essere   un
  appesantimento procedurale, si pone in contrasto col  principio  di
  separazione  tra   attività  di  indirizzo  politico   e   attività
  amministrativo-gestionale,   quindi   si   elimina   il   passaggio
  sull'organo di indirizzo politico trattandosi di altro  gestore, in
  coerenza con i principi della riforma Bassanini.

   PRESIDENTE. Colleghi, i soppressivi all'articolo 19 sono ritirati?
  L'intendo ritirati?

   DE  LUCA  Antonino. Su quell'aspetto per me non c'è problema,  sul
  resto  sarebbe  stato meglio che ci fosse stato l'Assessore  per  i
  beni culturali.

   PRESIDENTE.  Però, dico l'Assessore Dagnino... C'è un emendamento,
  prima   di  passare  alla  votazione  dell'articolo,  che   trovate
  all'interno dei vostri tablet, a firma del Governo, il 19.19.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  E poi magari  il  Governo  illustra
  l'emendamento.

   SUNSERI. Grazie, Presidente. Un approfondimento tecnico sul  comma
  5,  Assessore, cosa significa che i Dipartimenti impegnano le somme
  per  l'anno  corrente  senza avere nessun...  come  dire,  immagino
  facciano riferimento a tutte le proposte che sono venute fuori  dal
  Parlamento nell'arco degli ultimi sei mesi, immagino da  agosto  in
  poi,  che  non  sono  riuscite ad essere decretate  entro  la  fine
  dell'anno.
   La domanda è: proprio da un punto di vista tecnico, il bilancio di
  fatto  lo  stiamo  posticipando a giugno  perché  nel  frattempo  i
  Dipartimenti  impegnano le somme, seppure  non  hanno  ricevuto  ad
  esempio  i  progetti da parte dei comuni e quindi stiamo prorogando
  questi  termini?  E  le somme sono bloccate al 31  dicembre  e  poi
  verranno  decretate entro giugno, o non vengono impegnate le  somme
  al 31 dicembre e poi i decreti verranno dopo?

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Sunseri, farei illustrare un  attimo
  l'emendamento 19.19 che trovate nel tablet all'assessore Savarino e
  poi  chiederei  poi  all'assessore Dagnino di rispondere  a  questa
  ulteriore   osservazione.  Prego,  assessore   Savarino,   se   può
  illustrare l'emendamento 19.19.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Grazie,
  Presidente.  E' un refuso, quando abbiamo recepito il  Salva  casa
  dovevamo  recepire i commi 1, 2, 4 e 4 bis; il 4 bis  è  saltato  e
  quando ce ne siamo accorti, non potevamo più operare il 117 per cui
  bisogna inserirlo adesso. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.

   CRACOLICI. Presidente, posso intervenire sul comma 5?

   PRESIDENTE.   Sì   prego,  e  poi  l'onorevole  Ciminnisi,   prima
  l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Presidente, sul comma 5, dico subito che questa è  una
  norma  che è entrata in Commissione  Bilancio' secondo un principio
  che  abbiamo  riproposto nelle diverse finanziarie, in particolare,
  poiché ci sono interventi che sono stati finanziati ad agosto 2023,
  no  agosto 2024, con un contributo annuo, quindi non possono avere,
  come dire, il tempo di realizzazione che hanno avuto altri enti che
  sono  stati  finanziati a inizio di esercizio. Quindi,  si  propone
  semplicemente  di spostare al 30 giugno l'attività di realizzazione
  e di rendicontazione.
   Ho spiegato bene, Presidente?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Ed è una prassi consolidata

   CRACOLICI. Non sapevo neanche di che parlavamo, però va bene

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ha chiesto di intervenire
  l'onorevole Ciminnisi. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Grazie,  Presidente. In merito all'emendamento  19.19,
  innanzitutto  è  un  emendamento ordinamentale  che  non  comprendo
  perché  dovremmo  inserire  in questa  legge  di  stabilità.  Dico,
  andiamo  a modificare il recepimento del D.L. "Salva casa",  e  già
  quando  l'abbiamo recepito durante la legge urbanistica,  l'abbiamo
  fatto   senza  avere  alcuna  possibilità  di  modificarlo,  alcuna
  possibilità di emendarlo e anche in questo caso mi sembra veramente
  inopportuno  che si utilizzi la legge di stabilità per inserire  il
  recepimento di una norma che non sappiamo e non abbiamo neanche  il
  tempo di capire che cosa va a recepire.
   Siccome si tratta degli altrimenti detti condoni, sanatorie e cose
  di  questo  tipo  ritengo, Presidente, che ci sia la  necessità  un
  attimino  di  fermarci, avere quanto meno il tempo di approfondire,
  fermo  restando  che ritengo che sia assolutamente inopportuno  che
  una  norma  di tipo, ordinamentale, debba entrare in una  legge  di
  bilancio.
   In  un  altro momento, se abbiamo necessità di reintervenire sulla
  legge  urbanistica, interverremo, ci sediamo, passiamo dalla Quarta
  Commissione, vediamo di cosa si tratta ed eventualmente  valutiamo,
  poi  valuta  l'Aula naturalmente, se recepire o meno,  ma  così  mi
  sembra veramente inaccettabile. Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore Dagnino, lei vuole aggiungere qualche  altra
  cosa sulle sollecitazioni che sono arrivate dai colleghi? Prego.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor  Presidente,  alzo  le
  mani, perché la norma potrebbe, questo lo dico diciamo levandomi il
  cappello  e  mettendomi quello di studioso della finanza  pubblica,
  potrebbe  impingere  col principio di annualità,  però  mi  dicono,
  perché  cosa  succede  che  si  vanno  a  spostare  i  termini   di
  ammissibilità  della spesa su interventi, quindi l'impegno  che  va
  fatto entro il 31 dicembre si dovrebbe fare su spese ad oggi,  alla
  data  del  31  dicembre, non ancora ammissibili perché  non  ancora
  realizzate.  Quindi come si fa a fare l'impegno su  una  spesa  non
  ancora realizzata?
   Però  mi si dice che in passato si è effettivamente fatto qualcosa
  di  molto  simile  e non c'è stata impugnativa, quindi  mi  rimetto
  all'Aula. I dubbi ci sono.

   PRESIDENTE. Colleghi, metterei in votazione l'emendamento 19.19.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Lei  forse,  Presidente, non ha  ascoltato  l'intervento
  dell'onorevole Ciminnisi - sarà stato sicuramente distratto -  però
  lo  reitero  diciamo con ancora più chiarezza: è un  ordinamentale,
  l'Assessore non ha spiegato cosa è il comma 4 bis, è stato inserito
  solo  in Aula, non è passato dalla Commissione, non è passato dalla
  Commissione    Bilancio',  viene  inserito   con   un   emendamento
  aggiuntivo  oggi in discussione generale. La preghiamo cortesemente
  di  fermarsi su questo emendamento, di non procedere alla votazione
  e  di  dare la possibilità a tutti di studiarlo, guardare  bene  di
  cosa si tratta e poi successivamente valutare se un emendamento  di
  natura ordinamentale possa entrare o meno in finanziaria. Grazie.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.  Sì,  Presidente,  mi associo  a  quanto  detto  già  dai
  colleghi Sunseri e Ciminnisi e vorremmo anche un riscontro da parte
  della Presidenza sull'ammissibilità di questo emendamento in quanto
  ordinamentale, quindi ci aspettiamo una risposta, Presidente.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Un attimo colleghi, vi faccio  parlare
  tutti però è importante che vi registriate e non schiacciate subito
  il microfono.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  appello
  all'Aula perché questa norma, per quanto ordinamentale, ha  ragione
  perfettamente   anche   il   Presidente   della   Commissione    ad
  evidenziarlo,  è  un  semplice refuso  di  una  legge  che  abbiamo
  approvato neanche un mese fa.
   Ci  siamo  dimenticati, nel momento in cui  abbiamo  approvato  la
  "Salva casa  di Salvini, chiamiamola così, ci siamo dimenticati  di
  questo  comma,  abbiamo  commesso  una  sciocchezza,  è  un  errore
  colossale  perché tutta la Sicilia, tutti i tecnici  della  Sicilia
  attendono  da  vent'anni questo articolo, che  non  abbiamo  potuto
  approvare,  lo dico all'assessore Dagnino che prima ha  cercato  di
  capire  di che stessimo parlando, che in quest'Aula in questi  anni
  non abbiamo potuto approvare proprio perché ci mancava la copertura
  della legge nazionale che finalmente è arrivata.
   Abbiamo  adottato  la   Salvini  in fotocopia  diciamo,  ci  siamo
  dimenticati  dell'ultimo  comma che è  importantissimo.  Ora  dico,
  onorevole Daidone, lo dico ai colleghi del Movimento Cinque Stelle:
  ma  è  possibile  che dobbiamo farci del male in questo  Parlamento
  perché  ci  dobbiamo  ostinatamente aggrappare  all'ultimo  cavillo
  inutile?  C'è  una regola e la regola va rispettata  ma  come  ogni
  buona  regola  ci sarà un'eccezione migliore della  regola  che  ci
  permette  di  rimediare ad un errore dell'Aula, non un  errore  del
  Governo,  non  un  errore  della Commissione  urbanistica  o  della
  Commissione    Bilancio',  ma  un  errore  dell'Aula,   un   errore
  clamoroso, piccolo, insignificante, ma che è risolutivo
   Cosa  andiamo  a  spiegare  alle  persone  che  ritardiamo  ancora
  quindici  giorni, venti giorni perché poi lo approveremo, perché  è
  incontestabile, perché è legge nazionale; facciamolo e basta, senza
  tutti questi dettagli, tutti questi infingimenti, queste ipocrisie,
  piccole ipocrisie che non servono a nulla.
   Quindi, mi appello, Presidente, al Governo, a insistere invece per
  approvarla  senza  alcuna titubanza, senza alcun problema,  con  la
  massima serenità, anzi vorrei dirvi credo che perderemo la serenità
  se ci impuntiamo su questa sciocchezza. Grazie.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole De Luca.

   MARANO.  Presidente, mi fa piacere che qualche collega  al  quarto
  giorno  di  finanziaria si sia svegliato e mi associo a quello  che
  hanno  detto già i colleghi Sunseri e Ciminnissi: non è il modo  di
  operare  in quest'Aula, non è la procedura giusta da fare,  non  si
  possono  presentare  emendamenti su materie  così  delicate  perché
  dobbiamo approfondirle, analizzarle e valutare quello che  si  deve
  fare.  Quindi  non  si può procedere, Presidente,  alla  votazione,
  bisogna stare tranquilli e sereni, visto che su tante altre cose si
  sono  prese ore e giornate intere, anche su questo ci prendiamo  il
  tempo che ci vuole. Grazie.

   PRESIDENTE. Colleghi, onorevole De Luca, prima del suo  intervento
  farei  in  questo modo: considerando che comunque  sono  le  13.45,
  sospenderei  l'Aula  e la riconvocherei per le ore  15.30;  durante
  questo lasso di tempo sono convinto che l'Assessore chiarirà  anche
  i  dubbi  che hanno alcuni colleghi. Quindi l'Aula è sospesa  ed  è
  riconvocata alle ore 15.30.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta sospesa alle ore 13.45, è ripresa alle ore 16.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo all'emendamento 19.19  del
  Governo  sul quale era stato chiesto un approfondimento,  Assessore
  Savarino,  però  da  parte  della Presidenza  rispetto  alle  varie
  interlocuzioni  avute,  chiedo un ritiro  se  si  trattasse  di  un
  emendamento  ordinamentale  anche se si  trattasse  di  un  refuso,
  qualora  questo  appunto lo possiamo riproporre magari  a  gennaio,
  quando  faremo  il ddl 738, perché avevamo dato -  bene  o  male  -
  questo genere di impostazione, se così non dovesse essere però,  le
  chiedo di potere intervenire.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  assolutamente io non voglio creare nessuna  difficoltà
  ai  lavori  d'Aula,  né  a  questa Presidenza,  avevo  spiegato  ai
  colleghi  che  c'era  stato  un errore, un  refuso  quando  abbiamo
  recepito la "salva casa", pensavo che fosse chiaro non è niente  di
  che,  però  io  siccome non voglio complicare i  lavori  dell'Aula,
  c'era  un  testo che era stato depositato del decreto "salva  casa"
  che non prevedeva anche il comma 4 bis, quando poi abbiamo recepito
  il  "salva  casa" era già legge, si era aggiunto il 4  bis,  quindi
  erano  1,  2,  4,  e 4bis, un errore poi tra i testi  che  in  Aula
  abbiamo proposto e che gli Uffici avevano, c'è stato questo refuso.
   Ma   per   carità,   io  non  voglio  creare  difficoltà,   perché
  tecnicamente  è  un ordinamentale anche se è solo  per  colmare  un
  errore che è stato commesso dai nostri Uffici.
   Se  ci dovesse essere uno spazio ovviamente io mi auguro che possa
  rientrare  ma io non voglio creare problemi ai lavori parlamentari,
  per cui ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Ringrazio  l'Assessore  Savarino  per  aver  ritirato
  l'emendamento anche se eventualmente potevamo pensare  di  portarla
  avanti  ma  nel  rispetto delle indicazioni che  sono  state  date,
  secondo  me  è  corretto questo atteggiamento, se  poi  ci  dovesse
  essere una riflessione successiva, si vedrà in un secondo momento.
   Adesso  passiamo ai soppressivi Onorevole Catanzaro, i soppressivi
  sono sempre ritirati? Corretto? E' l'articolo 19, prima aveva detto
  di sì, era per ulteriore conferma, ha cambiato opinione?
   Li ha ritirati, benissimo.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

                        Sull'ordine dei lavori

   BURTONE.  Signor  Presidente, intervengo  sull'ordine  dei  lavori
  perché  vedo circolare diverse ipotesi di emendamenti in giro,  lei
  ha  dato  una  risposta e un'indicazione rassicurante  sotto  certi
  aspetti, però mi pare che ci siano bozze di emendamenti che vengono
  presentate e poi ritirate, una circolazione piuttosto caotica.
   Io intervengo Presidente, perché ho sentito che questi emendamenti
  verrebbero fuori dal dibattito e dalle eventuali correzioni che  il
  Governo vuole fare.
   Allora  mi  meraviglio,  perché ci  sono  alcuni  emendamenti  che
  riguardano  temi sensibili, importanti, come quelli del lavoro,  in
  particolare c'è un emendamento che riguarda...

   PRESIDENTE. Ma sono già presentati?

   BURTONE. No Presidente, io le ho detto che c'è una circolazione di
  emendamenti piuttosto ufficiosi, chiamiamoli così...

   PRESIDENTE. No, per capirlo io.

   BURTONE. Non presentati, che però essendo, diciamo, passati da una
  mano  all'altra  nell'Aula,  qualche  attendibilità  la  dovrebbero
  avere   Qualcuno dice che sono, ripeto, emendamenti che il  Governo
  starebbe  preparando per dare risposta a quelle che sono  state  le
  indicazioni del dibattito.
   Il  dibattito, mi si permetta, su alcuni temi è stato anche quello
  promosso dalle opposizioni, in particolare per quel che riguarda il
  Partito Democratico, e io qui voglio ricordare, visto che si  parla
  di   disoccupati,  di  lavoratori  che  avrebbero   bisogno   della
  disoccupazione in deroga, che ho parlato della Kalat,  della  Kalat
  Ambiente, un'azienda del Calatino che opera nel campo dei rifiuti e
  che  è  stata  due  volte incendiata in maniera dolosa  -  qualcuno
  ritiene  che  ci  sia  la mano della criminalità  organizzata,  non
  sarebbe  una cosa inattendibile visto che parliamo di rifiuti  -  e
  considerato  che in queste bozze di emendamenti io non  ho  trovato
  questo  riferimento,  che  pure abbiamo sottolineato  in  Aula,  mi
  permetto, Presidente, ricordarlo all'Aula che ci sono anche  questi
  lavoratori che aspettano una risposta dalla Regione.
   Se  la  Regione  dovesse  in  tal senso  dare  un'indicazione,  un
  indirizzo delle risorse, non bisogna dimenticare i lavoratori della
  Kalat Ambiente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone, le dico che  io  cerco  di
  essere  sempre  molto  lento durante questo  genere  di  votazioni,
  proprio  per  dare  tutto il tempo possibile ai colleghi  di  poter
  leggere quello che arriva.
   In  questo  momento,  è  vero  che  circolano  diversi   bozzini ,
   bozzoni ,   chiamiamolo   così,  con  tante   norme   ma   ancora,
  formalmente,  non è stato presentato assolutamente  nulla.  Qualora
  fosse  così, l'invito è sempre di evitare  ordinamentali , in tutti
  i  casi se si dovesse aprire un ragionamento differente passerà  da
  una Conferenza dei Capigruppo dove tutti potranno dire la propria e
  si cercherà, come sempre, di garantire quello che è il rispetto nei
  confronti  di  tutti i parlamentari e di tutte le forze  politiche.
  Grazie, onorevole Burtone.

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                        legge n. 831/A e 832/A

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Aspettavo che entraste  perché  siamo
  arrivati alla votazione dell'articolo 19. Onorevole De Luca, se sta
  intervenendo  sull'emendamento ordinamentale le dico  che  è  stato
  ritirato.

   DE  LUCA  Antonino.  Sì, Presidente, stavo per  intervenire  sulla
  questione dell'ordinamentale, che è stato correttamente ritirato  e
  ve ne sono grato perché avrebbe violato quel patto, non solo di non
  presentare  emendamenti ordinamentali, ma anche di non  intervenire
  nella materia urbanistica all'interno della legge finanziaria che è
  un pilastro che ci siamo sempre dati.
   Però  veda,  Presidente,  io  non  posso  omettere  di  sottoporre
  all'attenzione di questo Parlamento il grave fatto che  è  accaduto
  in  quest'Aula prima della sospensione dei lavori, perché io  posso
  tollerare  la  dialettica,  posso tollerare  i  toni  aspri,  posso
  tollerare  qualunque diversità delle opinioni, perché questo  è  un
  Parlamento ed è giusto che ci si confronti, ma non posso  tollerare
  che  ci  si  scontri  o  che  si utilizzino  termini  inadeguati  a
  quest'Aula    parlando   di   incapacità,    di    stupidità,    di
  inappropriatezza, di ipocrisia, a maggiore ragione utilizzando toni
  non   adeguati,  non  solo  alla  dignità  di  questo  Palazzo  ma,
  soprattutto,  se  proferiti nei confronti di una  collega,  di  una
  donna o di un intero Gruppo parlamentare: io questo non lo accetto.
   Per  cui io chiedo che ci siano nei confronti della collega Marano
  o  delle scuse da parte di chi quelle accuse fuori microfono,  cosa
  che  è ancora più grave, perché nel microfono almeno ha il coraggio
  di  dirle  in maniera ufficiosa, dirle fuori microfono ma facendosi
  sentire ancora più meschino per quanto mi riguarda; se non ci  sono
  le  scuse per protesta simbolica, perché non è un fatto che non può
  non rimanere agli atti, noi estrarremo i tesserini e diserteremo  o
  l'Aula  per  dieci minuti e invitiamo gli altri partiti,  le  altre
  donne  e  tutti coloro quali vogliono manifestare disappunto  verso
  questo  comportamento  riprovevole, compreso  il  Governo,  a  fare
  altrettanto perché è inutile legiferare sulla violenza alle  donne,
  il   reddito  di  libertà  e  compagnia  cantando  e  poi  assumere
  comportamenti errati.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, solo per dirle, dico sto  parlando
  chiaramente di una cosa in cui non ero presente.

   DE  LUCA  Antonino. No, lei non c'era Presidente,  ma  non  è  una
  questione della Presidenza.

   PRESIDENTE. Era a microfoni spenti quindi neanche posso avere...

   DE  LUCA  Antonino.  Non  è un fatto che si  può  addebitare  alla
  Presidenza.

   PRESIDENTE. Siccome c'è sempre stato un quieto vivere e certamente
  non   ho alcun elemento per giudicare quello che è accaduto, prendo
  l'impegno,  nella prima pausa, che lei insieme alla collega  Marano
  che  ho  già  sentito  telefonicamente,  certamente   troveremo  un
  istante  per  trovare  tutte le condizioni  affinché  possa  essere
  ripristinata, qualora fosse successo quello che lei mi sta dicendo,
  perché  chiaramente non so nulla di certo, per ripristinare  quello
  che  è  il  buon andamento dell'Aula e soprattutto il rispetto  nei
  confronti  delle  parlamentari e certamente dell'onorevole  Marano,
  quindi la invito a non fare alcun genere di...

   DE   LUCA   Antonino.    Riconoscendo  autorevolezza   e   serietà
  all'Ufficio di Presidenza accolgo la sua richiesta.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Adesso  che  abbiamo anche il Movimento Cinque Stelle  all'interno
  dell'Aula, che ho aspettato prima di mettere in votazione

   CRACOLICI. Io ho baciato la collega Marano a nome di tutti

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   Pongo  in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  riprende l'esame dell'articolo 5,  in  precedenza
  accantonato. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
      Disposizioni urgenti per fronteggiare la carenza di medici
                   del Servizio sanitario regionale

   1.  L'articolo 42 della legge regionale 31 gennaio 2024,  n.  3  è
  abrogato.

   2.  Al  fine  di garantire la funzionalità dei presidi ospedalieri
  delle Aziende sanitarie provinciali che presentano maggiori carenze
  di  organico in relazione alle singole discipline con esclusione di
  quelli  ricadenti nelle città capoluogo, ai medici in servizio  nei
  medesimi  presidi può essere attribuito un incentivo  straordinario
  fino  a diciottomila euro lordi annui, finalizzato ad un indennizzo
  forfettario   di   natura   transitoria   delle   spese   sostenute
  prioritariamente per l'alloggio e il trasporto.

   3.  Per  la  medesima finalità di cui al comma 2  l'incentivo  può
  essere   attribuito,  altresì,  al  personale   medico   di   nuova
  assunzione, allo scopo di far fronte alle gravi carenze di organico
  e di ridurre il ricorso alla esternalizzazione delle funzioni.

   4.   Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  la  salute,  da
  adottarsi entro il 28 febbraio di ciascun anno sulla base dei  dati
  rilevati  al  31 dicembre dell'anno precedente, sono determinati  i
  criteri per l'attribuzione dell'incentivo di cui al comma 2  e  per
  la sua graduazione, con il seguente ordine di priorità:

   a)    unità    operative    di   pronto    soccorso    nell'ambito
  dell'emergenza/urgenza;

   b)  presidi  ospedalieri di zone disagiate di cui al  punto  9.2.2
  dell'allegato al decreto del Ministro della Salute 2  aprile  2015,
  n. 70;

   c)   presidi  che  presentano  maggiori  carenze  di  organico  in
  relazione alle singole discipline;

   d)   distretti  sanitari  territoriali  e  presidi  di  continuità
  assistenziale dei comuni ricadenti nelle aree interne.

   5.  Con  il decreto di cui al comma 4 si provvede alla conseguente
  ripartizione  dello stanziamento in favore delle Aziende  sanitarie
  provinciali.

   6.  Per  le  finalità  di cui ai commi 2 e 3  è  autorizzata,  per
  ciascuno  degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027, la spesa  di
  10.000 migliaia di euro.

   7.  I  comuni ove sono presenti i presidi ospedalieri  di  cui  al
  comma 2 sono autorizzati a concedere in comodato gratuito ai medici
  di  medicina  generale e ai medici pediatri di  libera  scelta  gli
  immobili del patrimonio comunale per lo svolgimento del servizio di
  pubblica  utilità  loro affidato. I medesimi comuni  hanno  altresì
  facoltà di sostenere l'onere delle utenze dei predetti immobili.».

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Intanto per ricollegarci ai
  lavori  di ieri, avevo capito che sospendevamo perché oggi  sarebbe
  venuto  l'assessore  Volo  per avere, appunto,  alcuni  chiarimenti
  relativamente   all'operatività  della  norma.   Vorrei   ricordare
  quindi...
   Aspetto perché mi rendo conto che

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca,  ci  siamo  interrotti  non  per
  disappunto nei suoi confronti ma perché ci segnalano che quello che
  stiamo  dicendo in questo momento, si sta segnando in Aula, ma  non
  si  sta  dando la possibilità a chi ci ascolta, o da casa  o  dagli
  Uffici, perché c'è un problema di audio, quindi siccome si dovrebbe
  resettare  il sistema, sospendiamo l'Aula per cinque minuti.  Anzi,
  potrebbe essere un momento per confrontarci noi due.
   Sospendo la seduta per cinque minuti. Vi prego di non allontanarvi
  perché dobbiamo riprendere in tempi stretti.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.03, è ripresa alle ore 17.54)

   PRESIDENTE.  La  seduta  è  ripresa.  Allora  colleghi,  ci  siamo
  lasciati  all'articolo 5 chiedo al Capogruppo del Movimento  Cinque
  Stelle se i soppressivi sono mantenuti o ritirati.

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto  perché
  stiamo  parlando  dell'articolo 5, vero, Presidente?  Al  comma  2,
  avevo  presentato in Commissione, è stato approvato in Commissione,
  un  emendamento che trasformava il comma 2: le parole "nella  città
  capoluogo"  sono  sostituite dalle seguenti "nei  capoluoghi  delle
  città metropolitane". Ora ho visto che ha presentato l'emendamento,
  lo  stesso,  identico,  l'onorevole Dipasquale.  Vorrei  aggiungere
  soltanto la mia firma all'emendamento, visto che l'avevo presentato
  in Commissione  Salute, servizi sociali e sanitari .

   PRESIDENTE. Va bene, sta apponendo la sua firma, sostanzialmente.

   GILISTRO.   Certo,  solo  questo  volevo  chiedere.   L'ho   detto
  all'onorevole Dipasquale.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ancora non siamo all'emendamento, però, intanto, vuole
  intervenire sull'articolo? Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, assessore Dagnino, Governo,
  onorevoli  colleghi, l'articolo 5 è certamente uno  degli  articoli
  maggiormente qualificanti questo testo di legge ed è uno di  quegli
  articoli  da  cui speriamo possa derivare un miglioramento  per  le
  condizioni  dei nostri presidi ospedalieri e, quindi, della  sanità
  pubblica  siciliana,  settore  particolarmente  critico  su  cui  è
  evidente  che l'azione di questo Governo, come di quello  che  l'ha
  preceduto,  laddove  non  è  stata inefficiente,  è  stata  persino
  dannosa.
   L'articolo mira a fornire degli incentivi pari a diciottomila euro
  lordi  annui  per  tutti  quei medici che  rimarranno  in  forza  o
  procederanno a prestare la propria opera presso i Pronto  soccorso,
  presso  i  reparti con meno del 50 per cento della forza lavoro  in
  organico e in tutti quei comuni ricadenti nel decreto ministeriale,
  che sono qualificati come presidi di area disagiata.
   Per  questo  articolo, è stata formulata una  provvista  economica
  pari  a  10  milioni  di euro, provvista che  noi,  in  Commissione
  Sanità,  unanimemente,  anche su proposta del  Presidente  Laccoto,
  avevamo portato a 20 milioni di euro, essendo questo il calcolo che
  era  pervenuto  dall'Assessorato alla sanità, dalla  programmazione
  per  quantificare  le  risorse  di cui  questo  articolo  necessita
  qualora pienamente operante.
   Ho  provveduto  a  reiterare l'emendamento  in  Aula  affinché  le
  risorse siano raddoppiate, ma tengo in particolare a precisare qual
  è  il  senso di questo articolo che è già presente in un precedente
  testo  di  finanziaria, che è stato oggetto di attenzione da  parte
  del  Consiglio  dei  Ministri  e  che  ha  visto  un  preavviso  di
  impugnativa che è stato frenato da un accordo che prevedeva  alcune
  modifiche  a  quel testo, che erano state apportate in  Commissione
   Sanità ,  ma che in parte sono state stravolte da un lavoro  fatto
  in  Commissione  Bilancio che, mi perdonerete, Presidente  Daidone,
  probabilmente  non doveva essere fatto senza prima consultarsi  con
  la    Commissione    Sanità ,   perché   nel   testo    attualmente
  all'attenzione  dell'Aula vi sono alcuni errori e  ci  sono  alcune
  parti che non solo inficiano il testo ma lo rendono potenzialmente,
  nuovamente,  attenzionabile  da parte del Consiglio dei Ministri.
   E  mi  riferisco all'inserimento della lettera d), all'inserimento
  del  comma  7  e  alla mancata previsione come  comuni,  come  aree
  escluse,  dei  soli capoluoghi di provincia di Città metropolitane,
  perché  nella versione iniziale noi avevamo immaginato di sostenere
  i  piccoli  ospedali di provincia e delle comunità che maggiormente
  soffrono  rispetto  a  quelli della città  di  Catania,  Messina  e
  Palermo,  non perché tutti gli ospedali di queste tre  città  siano
  pienamente   operanti,   col  massimo  della   forza   ma   perché,
  oggettivamente,   in   questi  comuni,  ci   sono   i   policlinici
  universitari, ci sono gli IRCS, ci sono le aziende ospedaliere che,
  nel  bene  e nel male, riescono a sopperire alla domanda di  sanità
  del  centro,  mentre le aree interne e la provincia hanno  maggiori
  difficoltà,  e lo sta dicendo un deputato che, alla fine,  proviene
  da  uno di quei tre comuni che sarebbero esclusi da quella norma ma
  che  ritiene corretto offrire la sanità pubblica prima dove non c'è
  e, poi, migliorarla dove almeno c'è già
   Su questo io raccomando all'Aula di essere particolarmente attenta
  agli  emendamenti, ai suggerimenti, che proverranno da  chi  quella
  norma  l'ha  costruita già nella scorsa finanziaria, ha  concordato
  col  Ministero, col Mef, con il Ministero della Salute, quelle  che
  sono le modifiche da apportare per salvare la norma.
   Infine,  vorrei  fare  un ringraziamento a  tutta  la  Commissione
   Salute ,  chiunque,  a tutti coloro i quali  hanno  lavorato  alla
  redazione  di  questo articolo e del precedente,  perché  questo  è
  stato un momento di sano incontro tra parti che, normalmente,  sono
  opposte,  perché  il Movimento Cinque Stelle aveva tanto  insistito
  affinché nascesse una norma per dare degli incentivi alle  aree  di
  pronto  soccorso anche sulla scorta del lavoro che  in  Commissione
   Salute   abbiamo  fatto  con tutta la Commissione  e  con  i  suoi
  componenti  e aveva predisposto un intervento anche, per l'appunto,
  sugli  ospedali  di  provincia con meno  del  50%  di  occupazione,
  presidente  Schifani, voleva lavorare invece in  particolare  sulle
  aree disagiate.
   La  somma di queste volontà e la grande unitarietà che, spesso, si
  dimostra  in  Commissione sanità davanti ai problemi  della  sanità
  pubblica hanno fatto sì che si realizzasse un piccolo miracolo che,
  speriamo, possa giovare alla buona salute dei cittadini siciliani.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti  a  parlare  gli  onorevoli   Laccoto,
  Schillaci, Burtone e Safina.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori.
  Colleghi, io chiedo un attimo di attenzione perché, altrimenti,  il
  lavoro  fatto  nelle  Commissioni di merito non  vale  più  niente,
  specialmente su un tema delicato come questo.
   Noi  abbiamo  perso  un  anno rispetto alla finanziaria  dell'anno
  scorso  quando  era  già stato proposto questo  articolato  in  una
  maniera  diversa.  Il  Consiglio dei Ministri chiese  una  modifica
  rispetto a quello che avevamo fatto e proposto noi. Questa modifica
  è  arrivata solo un anno dopo. Però, mi accorgo, rispetto al  testo
  che   era  approvato  all'unanimità  in  Commissione  con  il  voto
  favorevole  del Governo eccetera, che vi sono state  modifiche  che
  possono  inficiare  di nuovo l'operabilità e la concreta  messa  in
  opera di questo emendamento che serve, soprattutto, per incentivare
  i medici nei Pronto Soccorso.
   Io  apprezzo quello che è stato fatto come emendamento da parte di
  alcuni  colleghi, Dipasquale e altri, sulle città capoluogo,  però,
  ritengo  di  dovere precisare che la Commissione aveva già  portato
  all'attenzione della Commissione  Bilancio  l'emendamento,  tenendo
  fuori  le  città capoluogo e inserendo solamente le città capoluogo
  di  città metropolitane e, quindi, questo è un emendamento  che  va
  apprezzato.
   Per  quanto riguarda l'articolo sui medici di distretto, eccetera,
  o  l'articolo resta così come era oppure noi rischiamo, ancora  una
  volta, di non poterlo attuare perché passeremo sempre al vaglio del
  Consiglio  dei Ministri. Così come al comma sette, che  può  essere
  messo  in un altro discorso, ma non già qui, perché le somme di  10
  milioni  a  stento  bastano per potere incentivare  500  medici.  A
  diciottomila euro, dando il massimo, sono nove milioni.
   Quindi,  noi  dobbiamo evitare di creare problemi perché  oggi  la
  sanità  risente, soprattutto, delle carenze dei Pronto  soccorso  e
  nelle  zone disagiate, così come la Commissione  Salute  aveva  più
  volte   affrontato,  elaborando  il  testo,  trovando  una  sintesi
  all'unanimità.
   Io  credo  che tutto vada ricondotto a quello che ha fatto,  e  ha
  trasmesso,  la Commissione  Salute . Non stravolgiamo. Si  vogliono
  mettere  altre norme? Si mettano in altra norma, non  qui,  non  in
  questo  emendamento, perché altrimenti, noi rischiamo veramente  di
  essere di nuovo, praticamente, cassati dal Consiglio dei Ministri.
   Io   ringrazio  anche  coloro  che  si  sono  accorti,   onorevole
  Dipasquale e gli altri, Gilistro, eccetera, che hanno fatto  questo
  emendamento,  però voglio dire che un poco di attenzione  a  quello
  che  viene fatto in Commissione dovrebbe esserci, perché altrimenti
  chiudiamo  le  Commissioni di merito e andiamo solo in  Commissione
   Bilancio .

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.   Grazie,  Presidente.  Veda  Presidente  e  Assessori,
  l'intervento dei colleghi dimostra quanto sia frustrante,  per  noi
  deputati  ma, soprattutto, per tutti i siciliani, l'aver affrontato
  il  tema  della sanità in questo modo, così superficiale,  per  gli
  emendamenti  che  poi  sono  piovuti dopo  il  lavoro  fatto  dalla
  Commissione   competente,  ma  soprattutto  perché  sulla   sanità,
  assessore  Dagnino, avremmo dovuto intervenire in maniera adeguata,
  ma soprattutto con delle misure apposite.
   Ora,  il  tema dei medici, naturalmente, e la carenza  soprattutto
  dei medici, è un tema che non riguarda, soltanto la Regione, perché
  sappiamo  che  la  carenza dei medici è a livello  nazionale,  però
  veda,   le  indicazioni  che  erano  venute  da  questo  Parlamento
  regionale anche nella scorsa legislatura dove avevamo approvato  la
  legge  voto  per togliere il tetto  sull'ingresso alla  facoltà,  e
  soprattutto  a  determinate facoltà, diciamo di Medicina,  dimostra
  quanto  questo  Parlamento regionale non  abbia  inciso  a  livello
  nazionale.

                 Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   SCHILLACI.  E, quindi, quello che chiediamo è anche un  intervento
  di  questo  Governo regionale sui tavoli che devono decidere  sulla
  pelle dei cittadini siciliani.
   Oltretutto, però, devo aggiungere che ci sono degli argomenti  che
  possono essere, invece, decisi a livello regionale e una delle cose
  che  voglio  sottolineare ed evidenziare  sono  delle  criticità  a
  livello  gestionale,  come  ad esempio il  fatto  che,  per  quanto
  riguarda  i poli psichiatrici, mancano i letti, mancano addirittura
  le lenzuola
   Su  queste  cose perché non riusciamo ad incidere  e  a  risolvere
  proprio  su  cose  che sono di tipo regionale?  Quindi,  io  lancio
  l'allarme.  Così come a Villa Sofia, nel posteggio di  Villa  Sofia
  sono  rimasti imbottigliati nel fango, degli utenti, delle  persone
  che  dovevano  recarsi a Villa Sofia per le cure oncologiche,  sono
  rimaste  imbottigliate  nel fango perché  il  posteggio  che  hanno
  realizzato non è stato asfaltato. Noi dobbiamo veramente  risolvere
  quelle che sono le criticità dei nostri utenti siciliani.
   Quindi,  caro  assessore e cara Giunta regionale,  portate  questo
  messaggio a chi di dovere per risolvere le cose che possiamo  fare.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Schillaci. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Presidente, io esprimo maggiore pessimismo rispetto  alla
  situazione  che  abbiamo davanti. Non credo che siano  soltanto  le
  strutture dei Pronto soccorso ad essere carenti dei medici.
   Ci   sono  diversi  reparti,  la  rianimazione,  l'ortopedia,   la
  psichiatria, ci sono le carenze di medici di famiglia. Mi pare  che
  il problema sia stato più volte sollevato in quest'Aula.
   Io  mi  sono permesso di dire che la questione è molto più pesante
  rispetto ai dati che emergevano e, ancora oggi, c'è chi si ostina a
  dire che non si deve aprire un fronte rispetto al numero chiuso.
   Noi  stiamo  scontando problemi che vengono dagli anni precedenti,
  perché  la  programmazione  non è stata adeguata.  Quindi,  andremo
  avanti  con grandi difficoltà e ad avere maggiori problemi  sono  i
  comuni   dell'entroterra.   Le  aree  metropolitane   monopolizzano
  l'acquisizione  del  personale:  i  nuovi  medici  sono  molto  più
  attratti  a  rimanere  in  città, laddove ci  sono  forse  maggiori
  tecnologie,  più possibilità di inserimento. Quindi, l'incentivo  è
  un incentivo positivo.
   Credo che nei mesi scorsi si sia aperto anche un altro fronte, che
  era  quello  di  medici  che uscivano fuori dal  sistema  sanitario
  nazionale pubblico, ma anche privato, per poi assumere questa veste
  di medico che lavorava con la partita Iva e che, quindi, andava nei
  reparti per fornire la propria prestazione professionale per averla
  pagata in una certa maniera.
   Io  penso, signor Presidente, che l'articolo copra alcuni aspetti.
  Bene  ha fatto il Presidente Laccoto a riprendere le questioni  che
  erano  state discusse in Commissione. Si dà anche qualche  elemento
  di  agevolazione per quelli che dovessero decidere di  prestare  la
  propria  attività come medici di medicina generale  nei  paesi  che
  sono  in  difficoltà. Ancora oggi ci sono realtà  dei  Nebrodi,  ma
  anche del Calatino, del Ragusano, del Siracusano, in cui medici che
  vanno  in  pensione,  medici  di  medicina  generale,  non  vengono
  sostituiti.
   Ben  vengano questi stimoli per scegliere, anche se io  credo  che
  rispetto  alle difficoltà che abbiamo non sarà facile  e  non  sarà
  semplice. Ci torneremo.
   Spero che l'incentivo possa portare i giovani medici a fare questa
  scelta;  tra  l'altro, potrebbe essere una scelta anche  formativa,
  perché  andare nei territori, avere la possibilità di  confrontarsi
  con  strutture che non presentano l'alta tecnologia e che,  quindi,
  portano ad un approfondimento di alcuni elementi fondamentali nella
  formazione del medico, la semeiotica, sia medica che chirurgica, se
  si  dovesse fare questo io credo che si potrebbe dare una risposta;
  ma  è un percorso difficile da portare avanti. Mi auguro che alcuni
  risultati  si abbiano nell'immediato. Io mi preoccupo che  rispetto
  al  problema  generale,  anche questo tipo  di  approccio  potrebbe
  essere limitativo.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Burtone.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Grazie, Presidente, grazie colleghi, grazie  Assessori.
  Volevo intervenire in merito all'articolo 5.
   Come   hanno   già   detto   i  miei  colleghi,   precedentemente,
  l'emendamento è un emendamento importante, molto importante per  la
  nostra   Regione.  Però,  come  dicevano  l'onorevole   Burtone   e
  l'onorevole  Laccoto,  non è sufficiente per  quello  che  dovrebbe
  essere la situazione sanitaria regionale.
   E   sa   perché  sono  dispiaciuto,  Assessore?  E  anche  a  lei,
  Presidente,  chiedo  questo. In Commissione  Salute   discutiamo  e
  avevamo  approvato unanimemente questi articoli. Come  mai  poi  in
  Commissione  Bilancio  spariscono o vengono stravolti? Questa è una
  cosa  che  ci  dispiace,  veramente. A che servono  le  Commissioni
  allora?  A  che servono, mi chiedo, le Commissioni,  se  poi  tutto
  viene  stravolto  completamente senza  neanche  avere  il  contatto
  diretto col Presidente della VI Commissione? A parte questo, volevo
  dire,  continuo  a  insistere per questo  emendamento  che  abbiamo
  presentato, anche ora in Aula, con l'onorevole Dipasquale, che è un
  emendamento  che  era stato approvato unanimemente in  Commissione,
  che  è  quello di dare queste risorse alle città dei capoluoghi  ma
  non   ai   capoluoghi  metropolitani.  Anche  questa  proposta   in
  Commissione  Bilancio  è stata bocciata.
     Presidente  Daidone, non capisco perché queste  cose  succedano.
  Spariscono   da  una  Commissione  all'altra.  Volevo   affrontare,
  Assessore, un altro importante tema: avevamo approvato unanimemente
  in Commissione  Salute  un aumento dello 0,1 per cento, oltretutto,
  da dedicare alle ASP, e quindi con oneri a carico delle ASP locali,
  sull'autismo.  Sparito   Anche questo è sparito  dalla  Commissione
   Salute   alla  Commissione  Bilancio  non  è  stato  approvato,  è
  disastroso   Un emendamento che avevamo presentato io e l'onorevole
  Gennuso  sull'autismo,  una  tematica  talmente  importante  e   in
  continuo  aumento e noi non diamo risposte ai territori per  questi
  soggetti fragili.
   Quindi io le chiedo, Assessore, di tenere in considerazione questo
  articolo, che possa aumentare dallo 0,3 allo 0,4, fra le altre cose
  nel  bilancio delle ASP, le risorse sull'autismo. Per noi questa  è
  una  cosa fondamentale, non possiamo distrarci da problematiche che
  poi  saranno sempre più importanti a scuola, con gli insegnanti  di
  sostegno  eccetera. La prevenzione è fondamentale, anche in  questo
  caso.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessori, colleghi  parlamentari.
  Penso, così come la maggior parte di noi, che tutte le risorse  che
  vengono  utilizzate  per  potenziare  l'offerta  sanitaria,  e   in
  particolar modo quella che è l'emergenza, quelli che sono i  pronto
  soccorso, sono sicuramente soldi spesi bene. Sulla norma io non  ho
  nulla  da  dire,  anzi, la norma appunto a me non dispiace,  perché
  mette  in  condizione i pronto soccorso, specialmente nelle  realtà
  più piccole, di avere un maggiore potenziamento.
   Ritengo  che  le  risorse siano molto poche,  perché  ritengo  che
  l'unico limite di questo Governo e di questa maggioranza è nel  non
  essere  riusciti ad imporre un importo superiore - stiamo  parlando
  di  10 milioni di euro - su una manovra che varrà qualche centinaia
  di  milioni  di  euro e più, anzi molto di più, e  poi  lo  vedremo
  quando finiremo, cioè solo 10 milioni è veramente poco.
   Faccio  i complimenti alla Commissione, al suo Presidente, per  il
  lavoro   che  hanno  svolto  che  è  stato  sicuramente  un  lavoro
  importante. Si è sollevata una polemica con la II Commissione - ora
  io faccio l'avvocato difensore del Presidente della II Commissione.
  Quando viene fatto il lavoro nelle Commissioni di merito, anche noi
  facciamo il lavoro nelle Commissioni di merito, il tutto va poi  in
  Commissione   Bilancio . Ora, quando le cose non le  ritroviamo  in
  Commissione  Bilancio  dopodiché, però, quando poi le cose  non  ci
  sono  dentro,  mi  sto  limitando a  raccontare  una  prassi,  come
  funziona  la  prassi,  per evitare che poi il  problema  non  è  il
  presidente  della Commissione o la Commissione  Bilancio   che  non
  prende  atto. La Commissione  Bilancio  fa le sue scelte  dove  può
  prendere  atto o dove non può prendere atto. Dopodiché, la  manovra
  uscita  dall'Assemblea  ritorna a  tutti  noi  e  lì  noi  dobbiamo
  predisporre  gli  emendamenti che non  sono  stati  inseriti  nella
  Commissione Bilancio. Quindi la responsabilità poi è di tutti, cioè
  io questo mi permetto di dire.
   Se  io  ho  presentato l'emendamento 5.12 - cos'è  14,  15  -  per
  inserire i comuni capoluogo perché non erano stati inseriti, e  ora
  vado all'emendamento, perché la norma originariamente -  che poi  è
  quella  che è arrivata in Aula -  non escludeva i comuni  capoluogo
  con  l'emendamento che ho presentato io, che poi ora ascoltando  ho
  preso  atto anche era stato motivo di discussione nella Commissione
  e  di  approvazione, ma per fortuna io lo avevo presentato,  perché
  altrimenti  se non l'avessi presentato, non ne potevamo  discutere.
  Quindi dobbiamo stare attenti tutti quando la discussione poi va in
  Aula.
   L'emendamento  serve  a  inserire i  comuni  capoluogo,  perché  è
  scappato  questo  ai colleghi della Commissione  Bilancio ,  e  può
  capitare,  perché i comuni capoluogo quando noi li  escludiamo  dal
  potenziamento della medicina di emergenza, facciamo  un  errore,  e
  perché? In passato noi abbiamo dato le risposte sanitarie dal punto
  di  vista  del  personale, specialmente ai  capoluoghi  delle  aree
  metropolitane  a  Palermo, li abbiamo dati a  Catania,  qualcosa  a
  Messina,  ma  i capoluoghi di provincia sono rimasti indeboliti  e,
  quindi, l'emendamento mette in condizione i capoluoghi di province,
  deboli,   perché   la  provincia  di  Ragusa,   di   Siracusa,   di
  Caltanissetta sono rimasti svuotati
   Quindi, l'emendamento ha questo significato e io penso che già  il
  lavoro  che  era stato fatto in Commissione dal Presidente  Laccoto
  prepara anche a un'accoglienza ampia dell'emendamento.
   Abbiamo fatto tutti il nostro lavoro: lei lo ha fatto, Presidente,
  nella Commissione, e io l'ho completato in Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi  questo  articolo
  ieri  è  stato  accantonato - cercavo la sua attenzione  Presidente
  perché è proprio a lei che mi rivolgo.
   Ieri  questo  articolo è stato accantonato proprio  per  l'assenza
  dell'Assessore per la salute.
   E'  un  articolo  che come può ben vedere dalla  discussione,  non
  trova d'accordo né la maggioranza né l'opposizione perché alla luce
  di quanto dichiarato dal Presidente della Commissione  Salute  è un
  emendamento  che  è stato studiato, approfondito, discusso,  votato
  all'unanimità  dalla  Commissione ed  è  stato  poi  modificato  in
  Commissione  Bilancio .
   Siccome  stiamo  parlando  di  una norma...   onorevole  Figuccia,
  onorevole  Figuccia, io comprendo che c'è la sentenza  Salvini  tra
  qualche minuto però un attimo di calma
   Signor  Presidente, dato che  è una norma che,  come  sappiamo,  è
  molto  delicata,  è  una norma attenzionata  dalla  Presidenza  del
  Consiglio  dei Ministri, è una norma che già è stata  impugnata,  è
  una  norma  fondamentale per la sanità siciliana, le chiederei,  di
  accantonarla,  di aspettare che arrivi l'Assessore  per  la  salute
  che,  sicuramente, saprà dare delle delucidazioni migliori a  tutta
  l'Aula   perché  mi  dicono  che  quando  è  stata  affrontata   in
  Commissione   Bilancio  non era presente né il  Direttore  generale
  della  salute  né l'Assessore per la salute e sono  state  aggiunte
  delle parti che, evidentemente - anche a detta del Presidente della
  Commissione - possono inficiare il buon andamento della norma  che,
  ripeto,  è  essenziale, è fondamentale per il buon andamento  della
  sanità in Sicilia.
   E,  allora, credo che su una norma del genere, che non è una norma
  inventata  ma  è  una  norma approfondita, studiata,  approvata  in
  Commissione   Salute , con grande lavoro degli Uffici,  con  grande
  lavoro  dei  componenti della Commissione ed alla  luce  di  quanto
  riferito  in  Aula  credo,  Presidente,  che  se  l'accantoniamo  e
  l'approfondiamo   un   attimo   per   affrontarla   alla   presenza
  dell'Assessore per la salute che saprà anche dirci cosa in  qualche
  modo  può  essere rischioso, ritengo che si faccia un buon  lavoro,
  per una volta. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA. Presidente, onorevoli colleghi, Giunta. Il tema che stiamo
  trattando  con questo articolo è un tema assolutamente delicato,  è
  un  tema  che riguarda prevalentemente la qualità della vita  nelle
  aree  interne  siciliane e, come ho più volte ricordato  da  questo
  scranno,  essere area interna in Sicilia non è la stessa  cosa  che
  essere interna in Lombardia, in Piemonte, in Valle d'Aosta, dove  i
  servizi,  l'orografia  dei territori aiuta ad avere  infrastrutture
  che  nella  nostra  Regione ad oggi - anche per  scelte  di  questo
  Governo  e  dei  Governi precedenti del Governo  nazionale  -  sono
  impensabili.
   Noi   questo  indennizzo  lo  dobbiamo  assolutamente  introdurre,
  dobbiamo arrivare all'approvazione di una norma che tenga conto del
  buon lavoro fatto dalla Commissione  Salute , che tenga conto anche
  degli  spunti  che  stanno provenendo dall'Aula, dai  colleghi  che
  hanno presentato gli emendamenti, alcuni anche a firma dei colleghi
  del  PD,  però  questo articolo deve essere anche  l'occasione  per
  riflettere su quello che è lo stato della sanità siciliana,  perché
  se  pensiamo  di risolvere la questione della mobilità passiva,  la
  questione  dei  cittadini che rinunciano alle  cure,  perché  molte
  delle  liste  d'attesa  si sono ridotte perché  i  siciliani  hanno
  rinunziato  alle cure non perché abbiamo migliorato la qualità  del
  servizio   Con  questo  articolo,  con  questo  incentivo,   stiamo
  smarrendo  obiettivamente  il  punto  di  caduta  a  cui   dovremmo
  pervenire.
   Io  penso  che  c'è una grande occasione, che è l'occasione  della
  discussione  sulla  nuova rete sanitaria, all'interno  della  quale
  bisognerà,  evidentemente,  discutere  della  riorganizzazione  del
  nostro  servizio anche per le aree interne, perché  immaginare  una
  rete  sanitaria che non tiene conto delle diversità dei  territori,
  che  non  tiene conto della infrastrutturazione dei territori,  che
  non  tiene  conto che non è la stessa cosa vivere in  provincia  di
  Messina o in provincia di Trapani o in provincia di Palermo, è  una
  rete  sanitaria che sarà frutto solo della solita incapacità  della
  politica di mettere in piedi proposte serie che guardano meno  alla
  demagogia e più a quelli che sono gli interessi dei siciliani.
   Perché,  vedete, non si può pensare a un modello per cui  ci  deve
  essere  un  ospedale  ogni  centomila abitanti,  un  ospedale  ogni
  cinquantamila abitanti, noi abbiamo il dovere di pensare ad  aprire
  gli  ospedali  e  a  tenere  vivi  gli  ospedali  dove  servono  e,
  sicuramente,   nei  comuni  montani  e  nei  comuni   difficilmente
  raggiungibili il numero di ospedali che serve è maggiore rispetto a
  quello  che serve in una provincia come la mia, che è adeguatamente
  servita  da  infrastrutture e dove avere sei nosocomi di  carattere
  generalista  non  servirà a nulla e dove, peraltro,  probabilmente,
  non   possiamo nemmeno immaginare di utilizzare questa norma perché
  nessuno  dei  nostri  nosocomi è in area  disagiata  però  dovremmo
  pensare alle gare.
   Abbiamo previsto un incentivo per andare nei Pronto Soccorso, ecco
  c'è bisogno di un investimento serio nella medicina di emergenza  e
  d'urgenza,  perché  altrimenti ci manca  tutta  l'altra  gamma  del
  ragionamento.
   Allora  io spero che l'Aula, su questo articolo, possa trovare  la
  condivisione, possa trovare un modo per tenere insieme le  esigenze
  che  i colleghi hanno manifestato anche con gli interventi di  oggi
  rispetto a quello che è stato l'intendimento della Commissione  che
  ha approvato questa norma, ha dato parere favorevole a questa norma
  all'unanimità, però se non metteremo in campo un'iniziativa di  più
  ampio  respiro, una capacità di volare un po' più alto,  di  andare
  fuori dalla logica del campanile, di uscire fuori dalla logica  che
  chiudere   un   ospedale  è  perdere  consenso,  probabilmente   se
  guardassimo  più  alla qualità del servizio, guardassimo  più  alle
  prestazioni domiciliari, lo ricordo a me stesso, la Sicilia rischia
  di  perdere  20  milioni di euro, anzi li ha già persi,  Presidente
  Assenza,  perché  nell'assistenza  domiciliare  per  gli  over  65,
  assiste  il  3%  della  popolazione, quindi non  ha  raggiunto  gli
  obiettivi  del  PNRR, 20 milioni verranno revocati a  breve  e  gli
  altri quelli che dovevano arrivare negli anni 2025/ 2026 e 20727  -
  2025/2026, non verranno più accreditati.
   Quindi  un danno da decine e decine di milioni di euro e un  danno
  anche  per il funzionamento della sanità perché tutto ciò  che  non
  viene territorializzato finisce nei nostri pronto soccorso, finisce
  nei  nostri  ospedali, aumentando la difficoltà delle strutture  di
  rispondere alle esigenze dei cittadini.
   E  poi c'è un altro problema Presidente, che è quello rispetto  al
  quale bisogna trovare una soluzione, in Sicilia le grandi strutture
  private  convenzionate  e  accreditate con  il  Servizio  sanitario
  nazionale  e  regionale  sostanzialmente  anche  per  essere  state
  favorite da alcune scelte del Governo nazionale e regionale, stanno
  applicando   un   metodo  che  è  quello  del  dumping   salariale,
  sostanzialmente  vengono a fare concorrenza con i  soldi  pubblici,
  perché  sono strutture convenzionate alle strutture pubbliche,   sì
  Presidente  mi avvio alle conclusioni, e assumono pagando  stipendi
  più alti di quelli che vengono assicurati dalle strutture sanitarie
  pubbliche  e quindi sottraendo risorse che noi abbiamo formato   al
  pubblico.
   Ora,  rispetto a questo bisogna trovare un rimedio  perché  non  è
  immaginabile  che  il privato convenzionato faccia  concorrenza  al
  pubblico  con le risorse pubbliche, il privato convenzionato  serve
  perché  il Sistema sanitario nazionale si regge su questo  dialogo,
  ma non è immaginabile che questa concorrenza continui.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Safina.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza e poi la collega Adorno.
  Prego, onorevole Assenza.

   ASSENZA.  Signor Presidente, sulla bontà di questo articolo  credo
  che siamo tutti d'accordo e non vi sono distinzioni di sorta, sulla
  esigenza che appena possibile questi fondi già messi a disposizione
  dal  Governo  vengano implementati credo che sia un  argomento  che
  condivide  per primo lo stesso Governo e sono sicuro che appena  ci
  saranno le condizioni provvederà.
   Io  volevo intervenire sull'emendamento dell'onorevole Dipasquale,
  io ritengo che il testo così come uscito dalla Commissione bilancio
  sia  effettivamente  quello più aderente agli effettivi  fabbisogni
  dei nostri ospedali.
   Non  vi  è  dubbio  che la carenza riguardi  tutti  ma  non  vi  è
  altrettanto dubbio che i presidi ospedalieri delle città  capoluogo
  non   hanno  la  stessa  insufficienza  di  organico  e  la  stessa
  sofferenza che hanno i presidi ospedalieri delle città periferiche.
   Io  faccio  l'esempio della mia provincia, è chiaro che l'organico
  dell'ospedale di Ragusa pur essendo anch'esso insufficiente non  ha
  paragoni  di  sorta con gli organici dell'ospedale  di  Vittoria  e
  dell'ospedale  Modica, i pronto soccorso la dicono lunga,  sono  in
  sofferenza  tutti  e tre ma un discorso è far fronte  a  un  pronto
  soccorso  con  un organico di 10 medici, altra cosa è  fare  fronte
  alle  esigenze del pronto soccorso con un organico presente di soli
  4 medici.
   Quindi  io chiedo all'Aula, veramente in questo momento, dato  che
  la coperta è corta, riserviamo veramente ai presidi ospedalieri che
  ne  hanno  più bisogno e sono quelli periferici, quindi  escludiamo
  non  solo  le  Città  metropolitane ma, così come  correttamente  è
  indicato  nel  testo,  anche  i  presidi  ospedalieri  delle  città
  capoluogo.
   Quando  vi  sarà  una possibilità di avere incentivi  maggiori,  è
  chiaro  che  sarà  opportuno inserire tutti i presidi  ospedalieri,
  anche   quelli  delle  città  capoluogo;  ma  in  questo   momento,
  altrimenti,  non  facciamo altro che una  norma  che  continuerà  a
  rendere deserti o non appetibili i presidi ospedalieri periferie.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Adorno.  Ne  ha
  facoltà.

   ADORNO. Signor Presidente, ho letto con attenzione questa norma  e
  ho  sentito con estrema attenzione anche quanto detto dai colleghi,
  ne  condivido parte del discorso: perché? Se è vero come è vero che
  c'è  necessità nella periferia e la norma fa riferimento alle città
  capoluogo   io,   addirittura,   aggiungerei   anche    le    Città
  metropolitane.  E  allora qual è il difetto di questa  norma  e  di
  questo  Governo? Non avere attenzionato abbastanza  e  a  dovere  e
  avere messo una coperta troppo corta perché la sanità siciliana, ed
  è  sotto gli occhi di tutti, è allo stremo; e lo è allo stremo  per
  tante motivazioni, tra cui la carenza dei medici.
   Quindi chiederei a questo Governo innanzitutto di battere un po' i
  pugni  col  Governo  nazionale e di organizzare una  programmazione
  molto più articolata e oculata nel cercare di risolvere quelli  che
  sono  i  punti deboli, quindi proveniamo, evidentemente,  da  degli
  errori  di  valutazione; errori di valutazione che hanno portato  a
  una  formazione  a numero chiuso ma, soprattutto,  non  sufficiente
  rispetto  a  quelle  che  sono  le  richieste  del  territorio,  le
  richieste quindi nazionali e soprattutto della nostra Regione.
   Quindi  io  chiedo  che  questo fondo di  soli  10  milioni  venga
  implementato  notevolmente, è questo  il  punto  debole  di  questo
  testo,  si danno soldi ad altri comparti mentre la sanità siciliana
  dovrebbe essere molto più potenziata: le liste d'attesa sono figlie
  di  questo  mancato potenziamento, è depotenziata la  medicina  del
  territorio,  è depotenziata quella degli ospedali. Bisogna  davvero
  fare un cambio di rotta e avere un altro passo per cui chiedo se in
  questa  finanziaria  ci  sia ancora uno spazio  per  una  possibile
  valutazione  e  implementazione che non escluda né i capoluoghi  di
  provincia e nemmeno le città metropolitane, che assorbono tutta  la
  sofferenza  delle  periferie per cui questo è un effetto  domino  a
  cascata  che  va  a ricadere e a toccare proprio i pronto  soccorso
  delle  Città  metropolitane  che,  al  momento,  non  sono  nemmeno
  contemplate nella finanziaria.
   Quindi  chiedo  che  venga riscritto, contemplando  sia  le  città
  capoluogo  che  le  Città  metropolitane  e  che  venga  di   molto
  implementato il fondo.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Adorno. Allora, colleghi credo ci sia
  un ulteriore intervento.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Signor  Presidente,  io  posso  anche,  eventualmente,
  rimandare l'intervento quando poi sarà trattato l'emendamento però,
  a  questo punto, mi sembra doveroso ribadire l'appello fatto  anche
  dagli  altri  colleghi perché è evidente che l'argomento  tocca  la
  sensibilità trasversale di tutto il Parlamento.
   Sono  intervenute le forze di maggioranza, quelle di  opposizione,
  perché  è  chiaro  che  parlare  di  sanità  ma  farlo  in  assenza
  dell'assessore  al  ramo è come parlare al vento,  parliamo  ad  un
  Governo  distratto che non ci sta ascoltando, parliamo  ad  un'Aula
  che,  vabbè ad eccezione dell'assessore Scarpinato che ci  tiene  a
  precisare che è l'unico che ci sta ascoltando, però ripeto,  stiamo
  parlando di una carenza di medici che oggi è il principale problema
  che  ci  troviamo  ad affrontare con questa norma. L'Assessore  non
  c'è,  ognuno  di  noi  ha  sentito la necessità  di  sollevare  una
  questione  che attiene non solo alle carenze dei medici nelle  aree
  interne,  nelle  aree  disagiate, e mi  voglio  accodare  a  questo
  appello  aggiungendo ancora un ulteriore elemento che non  è  stato
  purtroppo,  non  ho sentito negli interventi dei  colleghi,  che  è
  quello  delle  isole  minori.  Ricordiamoci,  e  io  lo  ricordo  a
  quest'Aula,  la  dichiarazione  all'inizio  della  legislatura  del
  Presidente Schifani che diceva "gli abitanti delle isole minori non
  sono  abitanti di serie B, sono cittadini al pari degli  altri,  al
  punto che non dobbiamo chiamarle isole minori, chiamiamole isole di
  Sicilia", eppure dimentichiamo che oggi all'ospedale di Pantelleria
  probabilmente   si  aspettano  mesi  per  un  esame   di   anatomia
  patologica,  dimentichiamo che in moltissime isole minori  ci  sono
  solo  dei  presidi  di continuità assistenziale nei  quali  mancano
  altrettanto  i  medici, nei quali i medici così come  il  personale
  sanitario oggi non ha la possibilità di recarsi più gratuitamente o
  con delle agevolazioni sul trasporto pubblico perché questo Governo
  ha  tagliato  tutte quelle misure e quegli interventi  che  avevamo
  previsto  anche  nelle leggi di stabilità degli  anni  passati  che
  riguardavano proprio i medici, il personale sanitario, i dipendenti
  di  quelle  pubbliche amministrazioni che si recavano  sulle  isole
  minori: non perché erano dei privilegiati, ma perché andavano lì  a
  lavorare,  ad  assicurare  un servizio pubblico  come  il  servizio
  all'istruzione,  la  sicurezza e tra questi naturalmente  anche  il
  servizio sanitario. Eppure, oggi ci ritroviamo qui, l'Assessore non
  c'è,  ognuno  di  noi  solleva  legittimamente  delle  istanze  che
  riguardano  dei territori fragili e vulnerabili rispetto  ai  quali
  non  possiamo dare delle risposte perché non sappiamo neanche quali
  sono  le risposte che l'Assessorato ci potrebbe dare, perché stiamo
  facendo delle domande a un Governo, a un Assessore che neppure  c'è
  in Aula, quindi ci stiamo parlando addosso da ore senza riuscire  a
  cavare  probabilmente un ragno dal buco. Mi sembra comprensibile  e
  palmare  che  non  ci  sia un accordo su questa  norma.  Mi  accodo
  all'appello  fatto  dai colleghi, chiedendo che  questa  norma  sia
  accantonata e sia trattata in presenza dell'assessore Volo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
  L'ultimo  intervento,  perché  credo  che  una  sintesi  su  questo
  articolo  ci  possa essere, quindi se l'onorevole Pace  fa  il  suo
  intervento, dopo vediamo di arrivare ad una sintesi.

   PACE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi. Prometto  anche  di
  essere breve e spero di non essere contraddittorio anche con alcuni
  componenti   della   Commissione  sanità.   Facendo   parte   della
  commissione  sanità,  in  questi due anni e  passa,  abbiamo  avuto
  diverse  richieste  di  audizioni, le richieste  di  audizioni  che
  arrivano  in commissione sono ormai tutte dello stesso  tenore,  si
  lamentano i sindaci, si lamentano le associazioni perché in  alcuni
  ospedali  mancano medici. La carenza dei medici sta colpendo  ormai
  tutti gli ospedali italiani, particolarmente quelli siciliani e  di
  questi  particolarmente gli ospedali periferici.  In  tutte  queste
  audizioni,  caro  Presidente Di Paola, abbiamo ricevuto  sindaci  e
  associazioni  di tutta la Sicilia tranne che dai comuni  capoluogo.
  Non  abbiamo  mai  avuto richieste ed audizioni dei  sindaci  delle
  città  capoluogo  perché,  onestamente,  gli  ospedali  dei  comuni
  capoluogo  stanno meno peggio rispetto agli altri ospedali.  Invito
  questo  Parlamento  a  fare delle scelte, dobbiamo  stabilire  cosa
  vogliamo  privilegiare. Un Parlamento che non fa scelte e che,  per
  non scegliere, spalma le risorse per tutto il territorio siciliano,
  è  come  non  fare  niente,  non dare nessun  beneficio  né  a  una
  categoria di ospedali né ad altre categorie, fermo restando che  le
  risorse  a  disposizione  sono queste,  perché  se  avessimo  altre
  risorse le metteremmo
   Considerato  che  le risorse a disposizione di  questo  Parlamento
  sono  queste,  credo che abbiamo il dovere di fare delle  scelte  e
  credo che nel fare delle scelte dobbiamo privilegiare, come il buon
  padre  di famiglia, la parte più debole in questo caso gli ospedali
  periferici, quindi, non è una dichiarazione impopolare la mia e non
  ho  nulla contro gli ospedali delle città di Catania, di Messina  o
  di  Palermo  men  che  meno  con gli  ospedali  delle  altre  città
  capoluogo,   ritengo  comunque  che  gli  ospedali  periferici   di
  Petralia,  di Licata, di Canicattì, non cito l'ospedale di  Ribera,
  delle  altre province siano da attenzionare di più rispetto  magari
  agli  ospedali dei comuni capoluoghi. Veramente in questi  ospedali
  piccoli, negli ospedali di provincia si fa fatica ad assicurare una
  normale  turnazione,  quindi, invito il  Parlamento  a  fare  delle
  scelte,  se  la  politica non fa delle scelte ritengo  che  non  fa
  nemmeno  il proprio dovere, quindi, si devono fare delle  scelte  e
  dobbiamo capire dove indirizzare le poche risorse sicuramente nella
  parte più debole.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  Governo,  sarò  brevissimo anche perché  come  lei  giustamente  ha
  ricordato  prima  l'intervento  dell'onorevole  Pace  chiudeva   la
  discussione  sulla  norma,  io  in quanto  anche  componente  della
  Commissione Sanità volevo fare alcune precisazioni in ordine a  una
  norma   che,   secondo   me,  è  fortemente   innovativa   rispetto
  all'obiettivo  che  la  norma stessa si prefigge,  quello  cioè  di
  rafforzare  i  presidi ospedalieri più lontani, più distanti  dalle
  città capoluogo. Tra l'altro, come ha ricordato qualche collega che
  mi  ha  preceduto, questa norma ha avuto un iter difficile,  era  a
  rischio  impugnativa.  L'abbiamo corretta in  Commissione  è  stata
  condivisa  all'unanimità  tutte  le  forze  politiche  presenti  in
  Commissione  e,  vedete,  rispetto a  qualche  collega  che  faceva
  osservazione  relativa  alla  necessità  di  includere   le   città
  metropolitane, io vengo da una città metropolitana, quindi, capisco
  bene  quanto  sia  importante anche pensare ai presidi  ospedalieri
  delle  città  metropolitane, ma necessariamente  dobbiamo  graduare
  quella  che  è  l'esigenza,  capiamo benissimo  che  rafforzando  i
  presidi più lontani dalla città riusciamo a decongestionare  quello
  che è il flusso di persone che molto spesso si riversano nei Pronto
  soccorso delle città metropolitane.
   Quindi,  la  mia è una dichiarazione di apprezzamento  e  di  voto
  favorevole  alla  norma così come si ritrova,  appunto,  nel  testo
  perché  è il frutto di un lavoro importante che insieme al  Governo
  siamo riusciti a mettere in campo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerando i vari interventi che
  ci  sono  stati e considerando anche che l'articolo è un  articolo,
  comunque,  importante onde evitare di fare votazioni su emendamenti
  che  poi  possono stravolgere anche la natura della  previsione  in
  esame,  io  direi  continuiamo ad accantonare  l'articolo,  fino  a
  quando poi non si trova una sintesi assieme al Governo e a tutte le
  forze  politiche  per  portare avanti poi  l'intero  articolato  in
  maniera strutturale onde evitare poi di fare degli stravolgimenti.
   Onorevoli  colleghi, la Presidenza decide di accantonarlo  per  il
  momento.
   Si   riprende   la  trattazione  dell'articolo  8  precedentemente
  accantonato.
   Ci  sono  degli emendamenti soppressivi, sono ritirati,  colleghi?
  L'emendamento  soppressivo dell'articolo è ritirato,  onorevole  De
  Luca?
   Colleghi,    ripeto,   onorevole   Catanzaro,    il    soppressivo
  sull'articolo è mantenuto?
   Siamo  all'articolo 8. Onorevole Cateno De Luca, il soppressivo  è
  ritirato?  Onorevole  Catanzaro,  è  ritirato?  Onorevole  De  Luca
  Antonino,  il soppressivo all'articolo è ritirato? Al di  là  degli
  interventi, sono ritirati i soppressivi dei commi all'articolo?

   DE  LUCA  A.  Il comma 1, sì. Gli altri li sto rileggendo,  è  una
  norma molto tecnica

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
  facoltà.

   CIMINNISI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  chiedo   di  non  essere  fotografata  mentre  intervengo,  grazie.
  Presidente, non credo di aver fatto una richiesta illegittima.

   PRESIDENTE. Colleghi, i dispositivi elettronici non possono essere
  utilizzati in Aula.

   CIMINNISI. Lo scherzo fuori dall'Aula è una cosa, dentro l'Aula  è
  un'altra cosa.
   Allora,  oggi mi pare che abbiamo oltrepassato un po' i limiti  in
  tutte   le   cose.   Però  ricomponiamoci  perché   l'argomento   è
  estremamente serio. Siamo in legge di stabilità, però ci ritroviamo
  a  parlare  di  demanio  marittimo, una norma estremamente  tecnica
  come,  giustamente,  diceva il capogruppo rispetto  alla  quale  il
  Governo   Schifani  a  questo  punto,  a  metà  della  legislatura,
  sconfessa un po' tutto quello che ha fatto finora e sconfessa anche
  quello  che  ha  fatto  il Governo che l'ha preceduto,  un  po'  il
  Governo  Musumeci. Perché? Perché sulla pianificazione del  demanio
  marittimo  noi,  per  più di un decennio, in  qualche  modo,  siamo
  andati   avanti  con  commissariamenti  che  dovevano   servire   a
  sostituirsi ai Comuni che non erano riusciti a pianificare le  aree
  del  demanio marittimo e oggi, ovviamente, tutti i nodi vengono  al
  pettine perché dopo la direttiva Bosca ce ne siamo andati tutti  un
  po' nel panico.
   Perché  ora ci ritroviamo dopo vent'anni a non avere quasi  nessun
  Comune della Regione siciliana con un piano di utilizzo del demanio
  marittimo, a parte qualche rarissima eccezione e, quindi, oggi cosa
  facciamo?  ci  tiriamo  fuori  dal cilindro  un  nuovo  livello  di
  pianificazione: la pianificazione regionale del demanio marittimo.
   Ora,  a questo punto, io mi chiedo innanzitutto: ma che cosa hanno
  prodotto  in  tutti  questi  anni i commissari?  io  ho  fatto  una
  richiesta  di  accesso agli atti, non so quanto ormai quanto  tempo
  fa,  non  esitata  ancora,  in  cui ho chiesto  all'assessorato  di
  conoscere  quali fossero gli esiti di tutti questi commissariamenti
  ad  acta  che  vi sono stati negli anni per i quali  abbiamo  anche
  speso  denaro  pubblico, perché dovevano consentire  ai  Comuni  di
  avere un Piano di utilizzo del demanio marittimo.
   Ora  c'è  la  normativa nazionale che entra in  ballo.  In  questo
  regime  di confusione generale noi ora pensiamo che basti stanziare
  un  milione e mezzo di risorse del bilancio regionale per  fare  un
  grande  Piano  di utilizzo del demanio marittimo. Cioè,  allora,  i
  Comuni  costieri  in  vent'anni  di commissariamenti,  con  singoli
  commissari, non sono riusciti a cavare un ragno dal buco.  Ora  noi
  ci  siamo inventati un livello di pianificazione che si sostituisce
  e che toglie le prerogative ai Comuni
   Anzi,  in  Commissione Bilancio in qualche modo siamo  riusciti  a
  tamponare  un po' questa situazione prevedendo che questo  presunto
  livello di pianificazione regionale che, a mio modo di vedere,  non
  vedrà  sicuramente  la  luce entro il 2026,  perché  è  chiaro  che
  dobbiamo  raggiungere la data utile che ci serve per capire,  anche
  in  relazione alla normativa europea e nazionale, come ci  dobbiamo
  muovere.  E'  chiaro che, secondo noi, a questo punto,  considerato
  che  per  anni  abbiamo investito risorse sui commissariamenti  per
  portare avanti i comuni che ormai hanno tutti un iter, più o  meno,
  avviato  sul  demanio marittimo, c'è chi è più  avanti,  tantissimi
  sono  indietro  assolutamente, però spingiamo, portiamo  a  termine
  quello che è stato già avviato, e diamo un senso.
   Cioè   qua  stiamo,  praticamente,  ribaltando  completamente   la
  situazione,  stiamo esautorando i comuni dalla loro  potestà  anche
  pianificatoria, per un livello di pianificazione che non vedrà  mai
  la  luce.  Quando, nel frattempo, per tutti quei  comuni  che,  nel
  frattempo, hanno il piano e che possono andare a bando, per le aree
  che  possono  essere  oggetto di concessione, non  abbiamo  neanche
  delle  linee guida, perché si vive nella convinzione che  le  aree,
  cosiddette, "libere", o comunque concedibili, non possano andare  a
  bando precludendo - anche a chi si vuole inserire in un settore che
  è  quello balneare e che avrebbe la possibilità magari di avere  un
  nuovo mercato - un'opportunità lavorativa e di non avere accesso  a
  questo  mondo, probabilmente, perché c'è un problema politico,  che
  dobbiamo  aspettare che da Roma ci dica il Governo Meloni che  cosa
  dobbiamo fare, in relazione a questa normativa.
   E  quindi nel frattempo, per dare l'impressione che stiamo facendo
  qualcosa  sul  tema  del demanio marittimo, ci siamo  tirati  fuori
  questo  milione e mezzo da dare per la pianificazione di un  grande
  Piano generale del demanio marittimo.
   Naturalmente,  noi  non condividiamo questa  impostazione,  perché
  vorremmo comprendere veramente che ruolo avranno tutte le relazioni
  che  sono  state  prodotte dai commissari  in  questi  anni.  Sennò
  significa  dire,  e ammettere ai siciliani, che  per  anni  abbiamo
  sperperato  risorse  umane ed economiche per fare  dei  piani  che,
  oggi,  non ci servono a niente perché dobbiamo convincerci  che  la
  via  d'uscita,  che  non  sarà  una via  d'uscita  sarà  totalmente
  inutile, sia un Piano regionale del demanio marittimo.
   Poi entrerò nel merito dei singoli emendamenti. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cateno De  Luca.  Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno. Signor Presidente, colleghi, assessore Savarino,
  io  la voglio ringraziare per questo articolo. E lo dico intanto da
  sindaco, perché vivo le dinamiche di una pianificazione del demanio
  marittimo  che ha visto la paralisi spesso collegata a  quelli  che
  sono interessi sul territorio.
   Interessi che, spesso, paralizzano anche l'azione dei sindaci.  Ce
  lo  dobbiamo  dire chiaramente le cose come stanno, perché  su  150
  comuni costieri, se ci troviamo, e lo ribadisco ancora, pure con 15
  comuni  che  hanno  avuto  la bandiera  blu  è  perché,  purtroppo,
  l'attenzione da parte dei sindaci su quello che è un bene primario,
  importante per la nostra Terra, non è stato il massimo.  E  spesso,
  lo ribadisco sono stato sindaco in tre comuni costieri, in tutti ho
  riscontrato sempre gli stessi condizionamenti.
   Bisogna  dare  una  svolta. Il tema è questo.  E,  ovviamente,  in
  questo  assessore, però, mi permetto di darle qualche suggerimento.
  Perché  i  tempi  stringenti, che lei ha previsto, cozzano  con  le
  procedure  riguardanti l'approvazione del PUDM. E  qui  le  voglio,
  semplicemente,  sintetizzare  per  andare  in  consiglio   comunale
  necessario la prevalutazione degli uffici demaniali.
   Da  quando  è  circolato  questo testo,  ed  ecco  perché  già  il
  deterrente  sta  funzionando, le assicuro che gli uffici  demaniali
  periferici  sono  stati  paralizzati dalla  trasmissione  di  piani
  approvati in giunta, che devono andare per la prevalutazione, a sua
  volta,  poi  andare in consiglio comunale, che è la sua previsione,
  per poi fare la VAS.
   Allora  le chiedo questo. Bisogna cambiare i termini. Al  comma  3
  lei  ha previsto "entro quindici giorni dall'entrata in vigore",  e
  io  mi  permetto di suggerirle  centoventi giorni  perché,  andando
  avanti  con  i  successivi  commi, le chiedo  che  dall'entrata  in
  vigore,   non   della   presente   legge,   per   quanto   riguarda
  l'approvazione in Consiglio comunale, mettere 60 giorni.
   Guardi, fino a stamattina ho avuto discussioni - giustamente,  non
  posso  metterli  in croce - con l'ufficio periferico  demaniale  di
  Messina  perché  il  comune di Taormina ha fatto  delle  modifiche,
  l'abbiamo   approvato  in  Giunta,  l'abbiamo  trasmesso   per   la
  prevalutazione  e, ovviamente, hanno necessità di tempo  per  poter
  fare la prevalutazione.
   Ma ci sono tanti altri comuni, ce ne sono una trentina. Quindi,  è
  ovvio che dobbiamo dare a tutti un termine congruo, perché - ripeto
  - la sua strategia ha funzionato, glielo assicuro.
   Allora  qui, rimodulando il ragionamento, al comma 3 mettiamo  "di
  60   giorni  dall'entrata  in  vigore  della  presente  legge"  per
  l'approvazione nei Consigli comunali e per quanto riguarda il comma
  3 septies dobbiamo, naturalmente, modificare anche qui quello che è
  l'inserimento   nell'ambito  della  pianificazione  regionale,   in
  considerazione sempre dei termini che abbiamo detto.
   Per   cui,  per  farla  breve,  i  comuni  che  entro  60   giorni
  dall'entrata   in  vigore  della  presente  legge   non   procedono
  all'approvazione in Consiglio comunale - e quindi  non  trasmettono
  entro  i  90  giorni che ha previsto per la VAS  l'intero  piano  -
  verranno  inseriti  nella pianificazione  regionale.  Sta  bene.  È
  giusto,  perché  non è pensabile che quelli che sono  beni  primari
  come  le  spiagge, come il demanio marittimo, continuino ad  essere
  tenuti spesso come porcilai. Perché c'è anche questo aspetto.
   Qui, ovviamente, richiamo anche la sua attenzione sulle cosiddette
  superfetazioni che vanno demolite e quindi di intervenire perché le
  risorse  erano  in un apposito capitolo - non so se le  risorse  ci
  sono   ancora  -  ed  erano  finalizzate  ad  intervenire,  a  cura
  direttamente    dell'Assessorato   regionale   al   territorio    e
  dell'ambiente per eliminare queste situazioni.
   L'assessore  Elvira Amata lo sa, lo abbiamo vissuto a Messina  con
  quello  che era il Sea Flight, proprio lì al Capo Peloro dove,  per
  farlo  demolire, c'è stato uno scontro. L'ho fatto poi a spese  mie
  quando  ero  sindaco  di  Messina, ma ho avuto  la  possibilità  di
  prendere  300  mila euro ed eliminare e smaltire, perché  il  costo
  maggiore è smaltire queste superfetazioni.
   Quindi  in  quest'ottica  - chiudo con un'altra  sollecitazione  -
  quello che ha detto la collega Ciminnisi è corretto: noi abbiamo un
  sistema paralizzato. Lei ha il dovere, Assessore, in queste ore, di
  intervenire nel quadro normativo regionale confusionario  che  c'è;
  ma  lei  deve dare una svolta, perché non è pensabile che oggi  che
  siamo nel cosiddetto libero mercato, quelle che sono aree libere  e
  che  possono rappresentare fonti di investimento siano,  da  questo
  punto  di  vista, paralizzate e non consentire quindi a  chi  vuole
  investire,  che rappresentano poi anche la sentinella delle  nostre
  spiagge,  del nostro demanio marittimo, perché dobbiamo dare  anche
  atto   che  dove  ci  sono  stabilimenti  balneari  anche  con   le
  prescrizioni   che  riguardano  le  aree  adiacenti   agli   stessi
  stabilimenti per mantenimento di manutenzione e pulizia, sono delle
  vere   e   proprie  sentinelle  perché  le  risorse  per  fare   la
  manutenzione,  per mantenere pulite le nostre spiagge  sono  sempre
  minori.
   Quindi,  è ovvio che ci troviamo non solo a cospetto di un settore
  economico importante, strategico per la nostra Terra ma, da  questo
  punto  di vista, sono anche soggetti che per le carenze di  risorse
  pubbliche spesso sopperiscono anche a dei compiti e delle  funzioni
  che  l'ente  pubblico  dovrebbe svolgere.  Pertanto,  la  invito  a
  rivedere questo articolo. La ringrazio per questa svolta che, anche
  in  questo settore, lei sta dando e per la responsabilità  politica
  che  si sta prendendo. Ovviamente, siamo favorevoli affinché questa
  svolta venga determinata nel provvedimento normativo. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Gli emendamenti soppressivi
  all'articolo sono ritirati.

   Si passa all'emendamento 8.17, a firma degli onorevoli Ciminnisi e
  altri. Ha facoltà di illustrarlo.

   SPADA. Presidente, ma prima c'è l'emendamento 8.23.

   PRESIDENTE. L'emendamento 8.23 è un soppressivo.

   CIMINNISI. Presidente, l'emendamento 8.23 è a mia firma, lo ritiro
  e   mantengo   l'emendamento  8.17  che  è  quello   immediatamente
  successivo,  che è invece un modificativo del punto  3  quater  del
  comma 1 che illustrerò, come spiegavo nell'intervento iniziale, tra
  l'altro  in Commissione ne avevamo anche parlato di questa  cosa  e
  c'era   stata   una   concordanza  anche  di   visione   da   parte
  dell'Assessore.  L'emendamento serve a inserire la  predisposizione
  del  bando  tipo  per  le aree concedibili,  per  il  discorso  che
  dicevamo prima. I PUDM che hanno già completato l'iter e oggi  sono
  nelle  condizioni  di  poter mettere a bando le  aree  concedibili,
  quindi   quelle   che  non  sono  attualmente  oggetto   di   altre
  concessioni, hanno bisogno di avere un quadro all'interno del quale
  i  comuni  possono muoversi con certezza e, quindi la necessità  di
  inserire l'urgenza.
   Poi  nel  2027,  quando  a livello nazionale  saranno  definiti  i
  criteri  per  gli  indennizzi, anche per gli  altri  concessionari,
  ritorneremo eventualmente sul bando tipo, lo integreremo, faremo un
  bando  tipo  diverso. Quindi, poi valuteremo,  però  nel  frattempo
  quelli  che  possono  andare  in  concessione,  le  aree  che  sono
  oggettivamente concedibili facciamole andare avanti e diamo qualche
  possibilità,  qualche  opportunità  di  lavoro  ulteriore   a   chi
  ovviamente  in questo settore vuole accedere a questo  mondo  e  lo
  facciamo prevedendo già adesso un bando tipo. Grazie.

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   DI PAOLA. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Grazie,
  Presidente.  Vorrei fare alcune precisazioni. Intanto  ringrazio  i
  colleghi per gli spunti e per i suggerimenti. Su questo emendamento
  avevo  dato  parere favorevole in Commissione 'Bilancio'  e  quindi
  confermo  il mio parere favorevole, peraltro comunico all'Aula  che
  anche  grazie  a  un lavoro che stiamo facendo in  sinergia  con  i
  colleghi, siamo già andati avanti, stiamo già lavorando alle  linee
  guida per quelle che sono ovviamente concedibili e, ho appena  dato
  il  via,  ma  vorrei  farlo apprezzare in Giunta,  anche  al  nuovo
  decreto  che  snellisce  l'iter per  l'approvazione  dei  PUDM  dai
  comuni.
   Come   avevo   preannunciato  in  Commissione,  sto  cercando   di
  semplificare  la  vita il più possibile ai comuni  nell'agevolarli,
  proprio  per  adottare i loro piani, perché la  nostra  priorità  è
  quella: mantenere l'autonomia.
   Ecco    perché   accolgo   favorevolmente   anche   la    proposta
  dell'onorevole  Cateno  De Luca, che se la  formalizza  do  pure  a
  quella  parere favorevole, perché vogliamo mettere nelle condizioni
  i  comuni di fare il loro lavoro con i PUDM, e quindi sto snellendo
  l'iter,  eliminando alcuni passaggi che duplicavano e  complicavano
  la  vita, e questo si applicherà sia ai comuni che ancora non hanno
  iniziato l'iter del PUDM - che sono tanti -, sia a quelli che  sono
  in  corso,  quindi  proprio  dando  un'accelerata  alle  procedure.
  Quindi,  se  li  vogliamo rimettere in termine e  stimolarli,  come
  diceva l'onorevole De Luca, per me va benissimo. A questo do parere
  favorevole,  chiaramente stiamo lavorando  anche  le  linee  guida,
  quindi questo è uno stimolo in più che mi viene dall'Aula e che  io
  non posso che cogliere favorevolmente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Una precisazione  sull'emendamento
  8.17  che  si  va  a  inserire dopo le  parole  "aree  del  demanio
  marittimo",  quindi lo andiamo ad inserire alla fine  del  periodo,
  onorevole Ciminnisi. Va bene?

   CIMINNISI.  Effettivamente si ripetono due volte le  parole  "aree
  del demanio marittimo".

   PRESIDENTE. Esatto, lo inseriamo alla fine del periodo. Il  parere
  del Governo è favorevole. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.16, a firma degli onorevoli Ciminnisi
  ed altri.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ho  accennato
  nella  relazione introduttiva, cioè noi abbiamo pagato per  anni  i
  commissari ad acta dei singoli comuni.
   Questi  commissari  avranno  prodotto  qualcosa?  Cioè  io  voglio
  sperare  che  questi commissari abbiano prodotto qualcosa.  Anziché
  partire  da  zero  teniamo  conto del lavoro  che  hanno  fatto  ed
  eventualmente  non buttiamo il bambino con l'acqua sporca.  Teniamo
  conto  del lavoro che hanno fatto se l'hanno fatto. Altrimenti,  se
  non l'hanno fatto, lo vorremmo sapere. Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Sì, va  bene,
  tenuto conto "anche", se può aggiungere "anche" per me va bene.

   PRESIDENTE.   Facciamo  un  subemendamento  all'emendamento  8.16,
  aggiungendo la parola "anche".
   Il parere del Governo è favorevole.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.16   con   il
  subemendamento  che aggiunge la parola  anche .  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 8.14, degli onorevoli Sunseri ed altri.

   SUNSERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Bene,  è  ritirato. Si passa all'emendamento  8.2,  a
  firma  degli  onorevoli De Luca A. ed altri, che è soppressivo  del
  comma.
   E' ritirato?

   DE LUCA Cateno. Ritirato.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, il suo emendamento soppressivo?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca Antonino? Siamo al soppressivo  del
  comma 2.

   DE LUCA Antonino. Ritirato. Io ho ritirato tutti i soppressivi.

   PRESIDENTE.   L'onorevole De Luca ha ritirato tutti i  soppressivi
  all'articolo e ai commi.
   Si  passa  all'emendamento 8.7, a firma degli onorevoli  Spada  ed
  altri, che è dichiarato precluso dall'approvazione dell'articolo 1,
  onorevole Spada.

   SPADA. Perché è precluso?

   PRESIDENTE.  Onorevole Spada, se sale un attimo qui in  Presidenza
  le spieghiamo la preclusione dell'emendamento 8.7.

   SUNSERI. E' una cosa privata?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Spada,  abbiamo  approvato  l'articolo  1,
  quindi la copertura...

   SPADA. E' un discorso economico?

   PRESIDENTE. Sì, e quindi è precluso per questo.
   Si  passa  all'emendamento 8.24, sempre a  firma  degli  onorevoli
  Spada ed altri.
   Onorevole Spada lo mantiene o lo ritira? Lo mantiene.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   su   questo
  emendamento,  così come anche su quelli precedenti, c'è  stata  una
  condivisione in IV Commissione.
   L'Assessore  aveva  condiviso questa iniziativa,  tant'è  che  poi
  l'emendamento  che  è  stato ritenuto precluso poc'anzi  comportava
  solo  un  aumento  di  spesa, qui stiamo dando  la  possibilità  di
  prevedere  tutta  una  serie  di  iniziative  di  prevenzione,   di
  rigenerazione  urbana, di costruzioni di pensili per l'abbattimento
  delle temperature nei comuni e stiamo dando anche la possibilità di
  consentire  ai  comuni  di  fare gli avvisi  per  espletare  queste
  iniziative e queste procedure.
   Ripeto  c'era  stata  una  condivisione generale  da  parte  della
  Commissione e quindi mi rimetto al parere del Governo.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'emendamento  del  collega Spada perché  effettivamente  vorrei
  rafforzare  quello  che  ha  detto  perché  su  questo   comma   in
  Commissione  c'è stato un dibattito volto a integrare il  contenuto
  della  norma  che  per stessa certificazione,  diciamo  così  degli
  Uffici, era una norma ritenuta troppo generica e in bianco.
   Quindi,  senza volere stravolgere assolutamente il significato  di
  quella  norma,  tanto il Partito Democratico con il  collega  Spada
  quanto  io,  onestamente, infatti ci sono anche i miei  emendamenti
  che vanno nella stessa direzione che non sono quelli di stravolgere
  la  finalità individuata, che riteniamo assolutamente condivisibile
  e  lodevole, semplicemente tanto il collega Spada quanto io  stessa
  con  gli emendamenti successivi abbiamo proposto delle integrazioni
  alla norma che chiediamo all'Assessore di valutare ed eventualmente
  di  integrare, qualora lo ritenesse, proprio perché  per  dare  una
  maggiore concretezza alla norma.
   Qui  siamo  legislatori, abbiamo necessità anche noi di  dare  una
  direzione  all'azione  amministrativa e non  si  può  semplicemente
  demandare  ad un decreto assessoriale la disciplina di qualcosa  di
  estremamente  importante per le nostre città che è la rigenerazione
  urbana  per  cui si dovrebbe tra l'altro fare anche una distinzione
  poi  con   la disciplina degli orti urbani, semplicemente  serve  a
  dare una maggiore concretezza alla norma in modo tale che lo stesso
  decreto  che ne discende poi in via amministrativa possa avere  dei
  contorni meglio definiti, ripeto senza stravolgere assolutamente le
  finalità   della   norma  individuate  dall'Assessore,   solo   per
  migliorarla. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi. Ha chiesto di intervenire
  l'Assessore. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente,  sì  effettivamente ha ragione la collega  Ciminnisi  e
  anche il collega Spada. Abbiamo fatto un lavoro in Commissione  per
  migliorare  il  testo e avevo apprezzato anche i  suggerimenti  dei
  colleghi  per  cui  può assolutamente essere  accolta  in  aggiunta
  all'articolo già predisposto questa ulteriore precisazione  che  va
  nel senso di migliorare la norma. Grazie.

   PRESIDENTE.   Sull'emendamento 8.24 c'è il parere  favorevole  del
  Governo.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.24.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.8, a firma degli onorevoli  Spada  ed
  altri, che è assorbito.
   Si  passa  all'emendamento 8.18, a firma degli onorevoli Ciminnisi
  ed altri, che è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 8.19, a firma degli onorevoli Ciminnisi
  ed altri, che è precluso, veniva assorbito dall'emendamento 8.18.
   Si  passa all'emendamento 8.12, a firma degli onorevoli Venezia ed
  altri, che è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 8.25, a firma degli onorevoli Spada  ed
  altri,  che  è  assorbito dall'emendamento 8.24, che  è  già  stato
  votato.
   Si  passa  all'emendamento 8 20, a firma degli onorevoli Ciminnisi
  ed  altri,  che  è assorbito dal testo, gli altri emendamenti  sono
  tutti preclusi.
   Adesso  carichiamo l'emendamento presentato dall'onorevole  Cateno
  De Luca sui tablet così lo valutiamo.

   PRESIDENTE.  L'Assessore  sta valutando e  leggendo  l'emendamento
  presentato dall'onorevole Cateno De Luca.

   SAFINA. E noi non lo valutiamo?

   PRESIDENTE.   L'emendamento deve essere sottoscritto dal  Governo,
  onorevole Safina.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  In  base  a  quale criterio, siccome  era  sostitutivo
  l'emendamento... Allora, l'Assessore ha detto che avrebbe accolto i
  suggerimenti  degli  onorevoli Spada  e  Ciminnisi,  poi  di  fatto
  ovviamente  votando l'emendamento del collega  Spada,  il  mio  era
  precluso,  ma  in base a che cosa essendo due emendamenti  entrambi
  sostitutivi  viene trattato prima l'uno e poi l'altro, senza  nulla
  togliere all'emendamento del collega  Giusto per comprendere qual è
  il  motivo, perché in questo modo sono stati accolti i suggerimenti
  del  collega Spada, ma i miei sono stati preclusi dall'approvazione
  dell'emendamento precedente oggettivamente.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, può salire un attimo qui così gli
  Uffici  le spiegano, comunque l'emendamento dell'onorevole Spada  è
  quello  più  lontano al testo e quindi si vota prima  l'emendamento
  più lontano al testo che era quello dell'onorevole Spada.
   Bene,  colleghi, l'emendamento a firma del Governo dovrebbe essere
  caricato  sui  tablet a breve, se non è già caricato,  vediamo;  lo
  trovate sempre tra gli emendamenti fuori sacco.

   SUNSERI. Non c'è.

   PRESIDENTE. Sta arrivando, lo trova caricato sui tablet  onorevole
  Sunseri, è l'emendamento 8.26, a firma del Governo. Il parere della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.26.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   A  questo  punto,  pongo  in votazione  l'articolo  8,  nel  testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                Norme in materia di personale regionale

   1.  All'articolo 15 della legge regionale 14 maggio 2009, n.  6  e
  successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  primo  periodo del comma 12 la parola   esclusivamente   è
  sostituita  con  le  parole  prioritariamente,  fermo  restando  il
  rispetto del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165  e le parole
   senza  alcun onere a proprio carico  sono sostituite con le parole
   il cui onere resta a carico dell'Amministrazione regionale ;

   b) è aggiunto il seguente comma:

    12  bis.  Al  personale di ruolo del Fondo, per il pagamento  del
  trattamento  di  quiescenza  e  dell'indennità  di  buonuscita  del
  personale,  i  cui  oneri sono a carico del  proprio  bilancio,  si
  applica  lo  stato  giuridico  ed  economico  del  personale  della
  Regione,   in  conformità  alla  normativa  vigente.  La  dotazione
  organica complessiva del Fondo è ridotta in misura non inferiore al
  20  per cento rispetto a quella alla data di entrata in vigore  del
  presente  comma e comunque nel rispetto del principio di equilibrio
  di bilancio. .

   2.  Le  disposizioni  di  cui al comma 1 non  comportano  nuovi  o
  maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

   3.  A  valere  sulle risorse destinate al rinnovo per il  triennio
  2022-2024   dei  contratti  collettivi  di  lavoro  del   personale
  dipendente   dell'Amministrazione  regionale,   si   applicano   al
  personale  dell'Amministrazione regionale le  disposizioni  di  cui
  all'articolo 1, comma 28 della legge 30 dicembre 2023, n. 213.

   4.  Dopo  il  comma  4 dell'articolo 50 della legge  regionale  31
  gennaio 2024, n. 3 sono aggiunti i seguenti:

    5.  L'onere per le risorse assunzionali del Corpo forestale della
  Regione  siciliana,  comprensivi  degli  oneri  riflessi  a  carico
  dell'Amministrazione regionale e dell'IRAP, sono valutati  in  euro
  10.665.897,84   per   l'esercizio   finanziario   2025,   in   euro
  16.417.133,68   per  l'esercizio  finanziario  2026   e   in   euro
  20.790.990,52  per l'esercizio finanziario 2027 da  iscrivere  alla
  Missione 9, Programma 5, di cui:

       - esercizio finanziario 2025:

            - euro   7.585.447,58   capitolo 150001;
             - euro   644.763,04      capitolo 151001, articolo
     1;
            - euro   2.359.832,74   capitolo 150003;
            - euro   75.854,48        capitolo 150032.

       - esercizio finanziario 2026:

            - euro   11.675.651,58   capitolo 150001;
              -   euro     992.430,38         capitolo  151001,
     articolo 1;
            - euro   3.632.295,20     capitolo 150003;
            - euro   116.756,52        capitolo 150032.

       - esercizio finanziario 2027:

            - euro   14.786.281,58    capitolo 150001;
              -   euro     1.256.833,93       capitolo  151001,
     articolo 1;
            - euro   4.600.012,20      capitolo 150003;
            - euro   147.862,81         capitolo 150032.

   6.  Agli  oneri  di  cui  al comma 5 per ciascuno  degli  esercizi
  finanziari 2025, 2026 e 2027 si fa fronte per pari importo a valere
  sulle  risorse  della  Missione 9, Programma  5,  capitoli  150001,
  151001 articolo 1, 150003, 150032. .

   5.  Le  quote relative all'autorizzazione di spesa per le finalità
  del  comma  4  dell'articolo 15 della legge regionale n.  6/2009  e
  successive  modificazioni,  di  cui  all'articolo  9  della   legge
  regionale 16 gennaio 2024, n. 1 (Missione 1, Programma 11, capitolo
  511603),  sono  rideterminate  in  39.000  migliaia  di  euro   per
  l'esercizio  finanziario  2025, in  61.000  migliaia  di  euro  per
  l'esercizio  finanziario  2026 e in 59.000  migliaia  di  euro  per
  l'esercizio finanziario 2027.

   6.  La  spesa complessiva a carico dell'Amministrazione  regionale
  per  far  fronte  al pagamento dei corrispettivi per  la  fornitura
  unitaria  di servizi strumentali, ausiliari e aggiuntivi, acquisiti
  in  convenzione  con  la  società  consortile  per  azioni  Servizi
  ausiliari  Sicilia  (SAS),  di  cui  all'articolo  21  della  legge
  regionale  15  maggio  2013,  n.  9,  e  al  comma  2  e   seguenti
  dell'articolo  61  della legge regionale 17 marzo  2016,  n.  3,  è
  determinata  per  ciascun  anno  del  triennio  2025-2027  in  euro
  43.567.000,00 da iscrivere in apposito capitolo di spesa  (Missione
  1, Programma 11, capitolo NI).».

   All'articolo  9  ci sono solamente emendamenti  soppressivi  e  un
  emendamento  del  Governo  fuori sacco , che al momento  non  trovo
  caricato. Intanto gli emendamenti soppressivi, colleghi, sono tutti
  ritirati?  I  soppressivi  all'articolo  e  ai  commi  sono   tutti
  ritirati.

   DE  LUCA  Antonino. No, Presidente, sul personale devo  parlare  a
  lungo.

   PRESIDENTE.  Colleghi, siamo all'articolo 9, non all'articolo  10.
  All'articolo 9 i soppressivi sono tutti ritirati; ritirati da parte
  dell'onorevole De Luca Antonino, dall'onorevole Cateno  De  Luca  e
  dall'onorevole   Catanzaro.  Ritirati   pure.   Verifichiamo   solo
  l'emendamento   presentato  dal  Governo  che   trovate   tra   gli
  emendamenti  fuori sacco , è l'emendamento 9.24.
   Assessore  lo  vuole  illustrare?  Prego,  Assessore,  lo  spieghi
  all'Aula.

   SAVARINO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  L'avevo  già
  illustrato,  non  so come mai gli emendamenti che  avevamo  esitato
  positivamente  in  Commissione, sia  quella  dei  colleghi  che  io
  pensavo  già  fossero  entrati nel testo, anche  questo,  lo  avevo
  illustrato  sia  nella Commissione di merito che nella  Commissione
   Bilancio'.
   Se  vi  ricordate, ho portato questo emendamento  che  snelliva  -
  l'avevamo fatto dopo una lunga riunione con il dirigente del  Corpo
  Forestale, ma anche la dottoressa Madonia della funzione pubblica e
  l'avvocato  Bologna,  dirigente dell'Ufficio legislativo  legale  -
  serviva  a modificare una stratificazione di norme che ci sono  sul
  tema  delle  Commissioni di gara e quant'altro,  in  modo  tale  da
  evitare  che  possa essere impugnata e abbiamo così, non  snellito,
  sistemato  la  materia  secondo quanto  previsto  dalla  disciplina
  corrente,  quindi norma già approvata nel 2024, ma se non  venivano
  abrogate  le  norme che si erano stratificate nel  tempo,  potevamo
  rischiare di avere poca chiarezza e rischio impugnativa. Ve l'avevo
  portato in Commissione immagino che vi ricordiate. Grazie.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Presidente, avrei necessità di avere dei chiarimenti  da
  parte  degli  Assessori competenti relativamente a  quello  che  è,
  nello specifico, il percorso che riguarda il comma 6.
   Un attimo solo, Presidente, sto facendo una ricognizione.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Giambona,   siamo   per    il    momento
  all'emendamento 9.24.

   GIAMBONA.   Un   attimo  solo  che  verifico  e   poi   intervengo
  successivamente.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ci può dare due
  minuti per leggerlo...

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  9.24.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Torniamo  all'articolo 9. Gli emendamenti soppressivi  sono  tutti
  ritirati.
   Onorevole Giambona, ha verificato la parte che voleva chiarita?
   Onorevoli  colleghi,  considerando che tutti  i  soppressivi  sono
  stati   ritirati,  pongo  in  votazione  l'articolo  9,  nel  testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si    passa   all'articolo   10.   Gli   emendamenti   soppressivi
  dell'articolo 10 sono ritirati?

   DE LUCA Cateno. Sì.

   CATANZARO. Sì.

   DE LUCA Antonino. Sì.

   PRESIDENTE. L'emendamento 10.30 è inammissibile perché non abbiamo
  la copertura.
   L'emendamento soppressivo del comma 1 è ritirato?
   Onorevoli  colleghi, il comma 1 riguarda la stabilizzazione  degli
  ASU. Volevo capire se i soppressivi sono mantenuti o ritirati.
   Sono iscritti a parlare gli onorevoli Giambona, Schillaci e Campo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, torno su  questa
  tematica  giacché  a  più riprese, nell'arco del  2024,  da  questo
  pulpito,  io e altri colleghi siamo intervenuti proprio  su  questo
  argomento.   L'anno  passato,  nella  finanziaria  del   2024,   il
  Parlamento  siciliano  si  è espresso in  una  volontà,  quella  di
  procedere alla stabilizzazione di tutti gli Asu, gli Asu dei comuni
  siciliani  e  gli  Asu in organico all'interno dell'Amministrazione
  regionale.
   Ricordo  che  il  Presidente  della Regione,  Renato  Schifani,  a
  seguito   di   quella   votazione,  di   quell'approvazione   della
  finanziaria,  ebbe a dire che era stato eliminato il precariato  in
  Sicilia. Ebbene, a distanza di un anno, quella platea di lavoratori
  - mi riferisco agli Asu dei Beni culturali - ancora ad oggi attende
  questa  agognata stabilizzazione e non si capisce il motivo per  il
  quale  questa  stabilizzazione  non  sia  avvenuta  perché  abbiamo
  approvato  la  norma,  trovando tra l'altro  quelle  che  erano  le
  risorse,  così  come  previste, secondo  la  storicizzazione  della
  spesa;  una norma che tra l'altro non è stata oggetto, a differenza
  di  altri articoli della finanziaria stessa, di impugnativa alcuna,
  per  cui  siamo  di fronte ad un percorso lineare, snello  e  senza
  ostacolo  alcuno da parte di questo Parlamento, né da  parte  della
  Presidenza del Consiglio dei Ministri.
   Ebbene,  a  distanza di un anno, non si capisce il motivo  per  il
  quale  l'Amministrazione regionale - benché il  Parlamento  si  sia
  espresso in maniera chiara circa la volontà di stabilizzare  questa
  importante  platea  di lavoratori -, ancora ad oggi  non  lo  abbia
  fatto  e,  quindi,  da  questo  punto  di  vista,  magari,  sarebbe
  opportuno  da parte degli Assessori competenti in tal  senso  avere
  dei chiarimenti.
   Ma  vado oltre: la proposta del Governo, in ordine a quello che  è
  questa  platea di lavoratori, oggi prevede delle modifiche rispetto
  a  quello  che  è  il  loro percorso; si prevede  infatti  non  una
  stabilizzazione,  come  era previsto dalla  finanziaria  del  2024,
  all'interno   dell'organico  regionale,  ma   una   stabilizzazione
  all'interno della partecipata Sas.
   E,  allora, mi chiedo, se è possibile che vi sia in un certo  qual
  modo una criticità, che tra l'altro il lavoro dell'Ufficio Studi ha
  fatto   emergere,   in  ordine  a  quelle  che  potrebbero   essere
  problematiche in merito a possibili impugnative rispetto  a  questo
  percorso che prevede peraltro una possibile impugnativa, giacché la
  stabilizzazione non avviene all'interno dell'organico regionale  ma
  all'interno di una partecipata: ciò atteso che percorsi analoghi  -
  ricordo   la   tematica  dei  Pip  -  sono  stati  portati   avanti
  coerentemente e senza problematiche alcune solamente perché vi  era
  una norma nazionale che prevedeva e facilitava questo percorso; per
  cui,  intanto, vorremmo capire il motivo per il quale:  a) ad  oggi
  non  si è provveduto alla stabilizzazione; b) perché si sta ponendo
  oggi  un'alternativa  alla modalità di stabilizzazione  all'interno
  dell'amministrazione  regionale;  c)  se  non  ci  sono  rischi  di
  eventuali possibili impugnative, tenuto conto che, a distanza di un
  anno, i lavoratori di questo importante bacino, che forniscono  una
  notevole  attività  di  assistenza nei nostri  siti  culturali,  si
  trovano ancora con un pugno di mosche in mano, infatti, ricordo che
  non hanno il pagamento dei contributi, il pagamento del trattamento
  di   fine  rapporto,  e  se  noi  procediamo  in  questa  direzione
  rischiamo,  da  una parte di subire l'impugnativa  della  norma  e,
  quindi,  abolendo  quella  che  è  la  disciplina  stabilita  nella
  finanziaria del 2024, questa importante platea si troverebbe con un
  pugno  di  mosche  in  mano e, quindi, la  necessità  di  ripartire
  nuovamente  con  un  percorso  senza una  procedura  ben  definita.
  Grazie.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  ma
  soprattutto lavoratori e sussidiati, perché i lavoratori  Asu  sono
  dei  sussidiati  della Regione e lo sono stati  per  diversi  anni,
  consentendo  a questa Regione siciliana di tenere aperti  i  nostri
  siti culturali.
   Bene questo Parlamento, invece di andare avanti, torna indietro
   Nella  scorsa legislatura abbiamo lavorato parecchio,  addirittura
  siamo  state una notte intera tutte le forze politiche, in  maniera
  trasversale,  a trovare una soluzione per gli Asu, soprattutto  per
  gli  Asu  dei  beni culturali. Ora cosa facciamo?  Arrestiamo  quel
  processo con la legge 1/2024 che questo Parlamento regionale  aveva
  approvato, non è stata impugnata la norma, gli stessi Uffici  hanno
  avanzato  dei dubbi sul percorso ma, soprattutto, io mi chiedo,  da
  questo  vorrei  una  risposta  dagli  Assessori  competenti  e,  in
  particolare   dall'Assessore  all'economia:  perché  noi   dovremmo
  stabilizzare gli Asu dei beni culturali in un contenitore  dove  ci
  saranno   tantissimi  altri  lavoratori  e  alla   Regione   questa
  operazione costerà di più?
   Io  vorrei  capire perché dovremmo spendere dei soldi in  più  per
  un'operazione di questo tipo e mi chiedo se non ci sono dei profili
  di  responsabilità  su  questo tipo di operazione.  Quindi,  vorrei
  essere  tranquillizzata dall'Assessore, dopodiché mi chiedo  perché
  dobbiamo  tornare  indietro.  Siamo  un  Parlamento  schizofrenico,
  vorrei capire per quale motivo si agisce in questo modo. Oltretutto
  li stiamo stabilizzando, in ogni caso, a 30 ore settimanali, quando
  invece dovremmo stabilizzarli a 36 ore settimanali.
   Infine  mi chiedo: perché i lavoratori Asu dovrebbero rimanere  ed
  essere  stabilizzati in questo contenitore? Secondo me, quello  che
  otterremmo  sarà una fuga verso i Comuni di questi lavoratori  che,
  invece,  verranno  tranquillamente stabilizzati  all'interno  degli
  enti locali.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Allora io
  già ero intervenuta in passato su questa problematica degli Asu, in
  particolare degli Asu del settore cultura, perché c'è stata  sempre
  la  volontà  da  parte di questo Governo, di cercare  di  spingerli
  verso le partecipate.
   Si parlava di Sas in passato, adesso addirittura è stata fatta una
  norma che va, con il comma 1, in questa direzione. Io lo ribadisco:
  noi  abbiamo  8  enti  partecipati in liquidazione  e  47  società.
  Quindi,  praticamente,  stiamo  dicendo  a  questi  lavoratori   vi
  infileremo in un contenitore che, sicuramente, è incerto e a  breve
  non  sapremo nulla poi del futuro lavorativo, di queste persone che
  avremo  rovinato, dopo che per anni e anni hanno prestato  servizio
  per  i  beni culturali, anche mantenendo i nostri musei,  i  nostri
  siti, perché faccio l'esempio del Comune di Ragusa, dove abbiamo un
  museo   archeologico  regionale,  abbiamo  soltanto  un  dipendente
  effettivo,  tutto  il  resto sono Asu. E se non  ci  fossero  loro,
  questo dipendente non potrebbe neanche assentarsi un minuto per  le
  funzioni   fisiologiche   primarie   e,   quindi,   questo   è   il
  ringraziamento  dopo  anni di servizio per queste  persone  che  si
  vedevano con una norma approvata a gennaio di essere stabilizzate e
  adesso  torniamo  indietro,  mettendole  in  difficoltà  in  questa
  maniera.
   Io  trovo inaccettabile, veramente, che siamo arrivati in Aula  ad
  oggi,  a  dicembre, dopo un anno di parlare di questo problema  con
  una  soluzione-non soluzione, che è altamente peggiorativa rispetto
  a  quello  che  ci  siamo sempre detti. Quindi, sono  assolutamente
  contraria a questo intervento sugli Asu fatto in questa maniera.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Onorevole De Luca,  abbiamo  qualche
  piccolo problema con il sistema audio.  Onorevole De Luca,  se  può
  parlare  dal posto... al posto ha il microfono, già si  è  accesso
  Prego, onorevole De Luca.

   DE  LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Io, prima ancora di esporre
  il   mio   intervento  all'Aula,  vorrei  il  conforto   da   parte
  dell'assessore  Dagnino, nonché dell'assessore Scarpinato,  che  so
  che  nell'ultimo  anno  si  è  particolarmente  impegnato  per   la
  stabilizzazione di questi lavoratori, ma anche del nostro  Servizio
  Studi,  perché avete fatto, io ritengo, un doppio errore, procedere
  alla stabilizzazione degli ASU dei beni culturali, mediante la loro
  assegnazione all'interno della SAS per due motivi.
   Il  primo  è che sono convinto che la loro assunzione diretta  nei
  ruoli   della   Regione   non   incida  negativamente   nel   piano
  occupazionale  contenuto  nell'accordo Stato-Regione,  perché  sono
  convinto    che   questi   lavoratori   vadano   in    deroga    e,
  conseguentemente, non incidano negativamente, quindi, non  bloccano
  le altre assunzioni.
   Secondo  motivo.  Noi,  la norma per assumerli,  stabilizzarli,  a
  trenta  ore  direttamente  in capo al Dipartimento  beni  culturali
  l'abbiamo già fatta e non è stata impugnata. E, su questo, non  c'è
  nessuno che può asserire il contrario.
   Infine, portarli in SAS, equivale a spendere 980 mila euro  l'anno
  in più, perché è l'aggio che la Regione andrebbe a pagare a SAS per
  la  gestione  di  questi  lavoratori, che  continuerebbero  a  fare
  esattamente lo stesso identico lavoro che facevano prima, solo  che
  ci costano 980 mila euro l'anno in più.
   Ed  infine, nel momento in cui poi noi li blocchiamo nelle  trenta
  ore  -  perché questi 980 mila euro li utilizziamo così  -,  io  mi
  chiedo  come faremo a tenere aperti i parchi archeologici, i  musei
  quando  facciamo le aperture domenicali, quando facciamo  le  notti
  bianche,  quando  arriva  Ferragosto, quando  dobbiamo  mostrare  i
  nostri  gioielli  ai  turisti stranieri  nei  momenti  di  maggiore
  afflusso? Lo voglio vedere come andremo, poi, dai dipendenti  della
  SAS,  e  non  dai dipendenti della Regione siciliana, a  dire  loro
   fammi la domenica perché non ho personale  .
   Perché  è  questo quello che la Regione siciliana ha fatto,  negli
  ultimi  venti anni. Ha coperto i suoi buchi in organico, sfruttando
  questi  lavoratori  mattina, pomeriggio,  sera,  domenica,  sabato,
  festivi  e  prefestivi, dopo di che li ringrazia e se li  porta  in
  SAS
   Allora,  siccome  sono, ripeto, convinto che  stiamo  buttando  un
  milione di euro l'anno, che stiamo svilendo questi lavoratori e  lo
  stiamo  facendo,  per  giunta, senza  motivo,  prima  di  fare,  di
  diventare un legislatore cretino, vorrei provare a capire se questa
  sia  proprio  una necessità o se possiamo mantenere l'impianto  già
  approvato e non impugnato.

   PRESIDENTE. Bene, onorevole De Luca. Ci sono altri interventi?
   Assessore, prego.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Sì,  buonasera.  Rispondo io, chiaramente,  per  le  parti  di  mia
  competenza, cioè a dire per quanto riguarda la funzione pubblica.
   In  questo anno 2024, proprio per rispondere un pochino a tutti  i
  precedenti  interventi  che ci sono stati, non  è  stato  possibile
  procedere  alla  stabilizzazione perché  non  era  prevista,  nella
  programmazione  della Regione, il cosiddetto PIAO, l'assunzione  di
  queste quasi 260 unità in categoria A e B.
   E'  vero  che c'era la norma, approvata da quest'Assemblea  l'anno
  scorso  nella  finanziaria, che permetteva la stabilizzazione  agli
  enti  locali e anche alla Regione: però, dobbiamo anche sapere che,
  oltre  alla  norma, poi, ogni ente, sia i comuni  sia  la  Regione,
  devono possedere la capacità assunzionale per potere procedere alle
  assunzioni,  cioè a dire si devono mettere all'interno del  proprio
  Piano  dei fabbisogni, il cosiddetto PIAO, e, chiaramente,  se  noi
  non  ce  l'avevamo, dovevamo fare una modifica. Ma se facciamo  una
  modifica all'attuale programmazione, dovremmo ovviamente sostituire
  queste  260 unità con altre 260 unità di altre categorie o comunque
  rinunciare  a  una platea di eventuali progressioni e, chiaramente,
  fare spazio a queste unità in stabilizzazione.
   Allora,  onde  evitare  e  cercare  di  raggiungere  ambedue   gli
  obiettivi,  si  è  studiata, chiaramente  insieme  al  Dipartimento
  Lavoro, insieme al Dipartimento Beni culturali e anche, ovviamente,
  con la Presidenza, una soluzione che possa evitare di rinunciare ad
  altre  260  assunzioni previste nel cosiddetto PIAO, nel Piano  dei
  fabbisogni,  e mantenere il diritto a questi lavoratori all'interno
  di  una  società regionale che ha, è bene specificarlo,  lo  stesso
  contratto  di  lavoro della Regione con lo stesso  numero  di  ore:
  trenta  ore  erano  nella  ipotesi di stabilizzazione  regionale  e
  trenta  ore sono nella società. Fra l'altro, anche in analogia  con
  tantissimi altri lavoratori che in questo momento lavorano nei beni
  culturali e che sono anche dipendenti della Sas. Quindi, non è  una
  novità o un'invenzione di questo Governo o di questo momento, ma  è
  già  un'attività che da diversi anni, per gli stessi siti, è  stata
  utilizzata per altri lavoratori.
   Con  questa soluzione, ovviamente, noi non rinunceremo ad assumere
  o  a  sottrarre  dal  Piano  dei fabbisogni  altri  260  posti  ma,
  chiaramente,  riserveremo e manterremo nel PIAO quei posti  per  le
  categorie D e C e daremo la stessa opportunità a questi lavoratori.
   Io  vi  ricordo  che il Piano dei fabbisogni non è un  numero  che
  possiamo   modificare   o   aumentare  a  nostro   piacimento,   ma
  comprendiamo  tutti bene che dipende da una serie  di  parametri  e
  dalla  capacità  dei  nostri  bilanci, quindi  chiaramente  ha  una
  previsione ben precisa per ogni annualità e se procediamo a  queste
  assunzioni  dobbiamo rinunciare ad altre assunzioni.  Quindi,  alla
  fine  dei  conti,  abbiamo  preferito - ovviamente  con  gli  altri
  Dipartimenti,  soprattutto il Lavoro è interessato  -  procedere  a
  questa  scelta,  perché così non rinunciamo né  agli  uni  né  agli
  altri.
   Vi  ricordo  che  in  questo momento nel nostro  parco  lavoratori
  abbiamo  in categoria A e B circa cinquemila lavoratori  che,  come
  voi  avete più volte detto in quest'Aula, aspettano da dieci  o  da
  venti anni di essere riqualificati o riclassificati e, chiaramente,
  la  Regione  non  prevede più all'interno del Piano dei  fabbisogni
  assunzione  di altri lavoratori in categoria A o B, ma  si  prevede
  solamente di assumere lavoratori in categoria C e D.
   Per  questo  è  stata operata questa scelta, anche perché  per  il
  lavoratore  non  cambia nulla né dal punto di vista della  garanzia
  occupazionale  e  neanche  da un punto di  vista  di  lavoro  o  di
  contratto, perché - ribadisco - il contratto che applica Sas  è  lo
  stesso contratto della Regione. Grazie.

   SCHILLACI. E sotto il profilo economico?

   PRESIDENTE.  Un  attimo, colleghi. Io ora ho  iscritti  a  parlare
  l'onorevole Safina, l'onorevole Caronia e l'onorevole Laccoto.
   Prego, onorevole Safina, ne ha facoltà.

   SAFINA. Onorevoli colleghi, al di là che condivido le osservazioni
  che  hanno fatto l'onorevole Giambona e l'onorevole De Luca, vorrei
  segnalare che questa norma è scritta veramente male, Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Questa non l'abbiamo scritta noi.

   SAFINA.  Chiunque l'abbia scritta, diciamo che la  proposta  viene
  dal  Governo. È l'ennesima norma che viene scritta male e  rischia,
  come dicevano i colleghi prima, di mettere in campo iniziative  che
  poi  si riveleranno fallaci, perché da un lato...Va bene, al  netto
  del  fatto  che andrebbe specificato in ogni caso che  l'assunzione
  avviene  a  tempo  indeterminato,  perché,  per  saperlo,  non  c'è
  scritto. C'è scritto "a tempo parziale". Per saperlo noi: il  tempo
  parziale è una cosa, a tempo indeterminato è un'altra cosa.  Giusto
  per  amore  del  diritto, non per altro, l'assessore  Dagnino  sarà
  sicuramente d'accordo.
   Ma  poi,  Assessore,  lei adesso ha spiegato le  ragioni  per  cui
  preferiamo,  preferireste anzi, assumerli alla Sas,  piuttosto  che
  alla Regione siciliana, ma non si tiene conto di una cosa. Noi - ne
  abbiamo   discusso  anche  oggi  con  gli  Uffici  -  non  possiamo
  ovviamente disciplinare gli aspetti civilistici. Qui c'è un aspetto
  della  norma  che se assumiamo il personale alla Regione  non  pone
  alcun  problema - e ora ci arrivo -, ma che se assumiamo  alla  Sas
  potrebbe  crearne, perché quando lei dice, o voi dite, nella  norma
  "anche  in deroga ai limiti percentuali previsti per i rapporti  di
  lavoro a tempo parziale" questa è una norma che voi non potete fare
  perché  la  Regione  siciliana  non può  derogare  alle  norme  che
  attengono  agli  orari di lavoro, non può derogare alle  norme  che
  attengono  alle questioni di macro organizzazione sul  rapporto  di
  lavoro,  quindi  il  tempo parziale, i limiti  sul  tempo  parziale
  attengono alla competenza esclusiva del legislatore nazionale.
   Allora,  è  chiaro  che  la  Regione siciliana  ha  un  numero  di
  dipendenti tale che 258 non fanno ovviamente sforare il  tetto  dei
  lavoratori a tempo parziale. Ma lei è certo che questi 258, sapendo
  qual è la condizione della Sas, non supereranno quel limite?
   Pertanto,  io  vi  invito  a riflettere,  anche  alla  luce  delle
  osservazioni  che  hanno  fatto  i colleghi,  perché  rischiamo  di
  ingannare  ancora  una volta i lavoratori e dopo vent'anni  non  lo
  meritano.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Grazie, signor Presidente. Devo dire che  questa  è  una
  norma  di  cui  abbiamo  discusso  tanto  negli  anni  e  anche  in
  Commissione,  in  questa occasione è stata dibattuta  a  lungo  tra
  maggioranza,  opposizione, tra i componenti tutti,  il  Governo,  e
  credo che sia, forse potrebbe essere riassunta con quel banale,  se
  volete anche, detto: l'ottimo diventa il nemico del buono.
   Dico  ciò perché credo che dopo ventotto anni, perché parliamo  di
  ventotto  anni, soggetti che percepiscono un'indennità a tutti  gli
  effetti,  una  somma che serve addirittura per la loro  formazione,
  perché  nasce per formarli, io credo che dopo ventotto  anni  siano
  abbastanza formati e soprattutto stanchi di non avere un  contratto
  a tempo indeterminato.
   Onorevole Safina, io ho ascoltato anche il suo intervento e  a  me
  non  appare  così,  perché se si parla di  stabilizzazione  le  ore
  possono  essere  il tema di cui dibatteremo e già  l'Assessore,  in
  Commissione,  ha  dato  la disponibilità ad una  valutazione  anche
  della  copertura  delle ore che arrivino al tempo  pieno,  per  cui
  sulla stabilizzazione c'è poco da dire; questi sono lavoratori  che
  finalmente, o meglio, soggetti utilizzati in attività di formazione
  che  dopo  ventotto  anni diventano lavoratori  e  tutto  questo  a
  domanda,  non è obbligatorio, perché la proposta che il Governo  ci
  fa e l'emendamento che oggi è qui in Aula prevede che il lavoratore
  debba,  su  richiesta, entrare nel bacino della Sas e lo  può  fare
  entro   giugno del 2026, quindi valutare tutto ciò che  può  essere
  più  utile rispetto alla propria condizione. Anche perché è chiaro,
  colleghi, che dopo ventotto anni abbiamo anche persone che vanno in
  pensione  fra tre anni, o meglio concludono il loro iter lavorativo
  fra  tre  anni,  ed  è chiaro che concludere l'iter  lavorativo  da
  soggetto che ha un'indennità, che è un sussidiato, piuttosto che un
  lavoratore, fa la differenza.
   Io  credo  che dopo anni che sono state fatte delle battaglie  per
  riconoscere a questi soggetti dei diritti, i famosi dieci  diritti,
  quelli per esempio alla giornata di assenza in caso di lutto,  così
  come la malattia, così come tanti diritti che negli anni sono stati
  oggetto  di grande dibattito  perché per potere arrivare  a  quella
  carta  dei diritti, quest'Assemblea, dopo anni di battaglie  perché
  si  riconoscessero  a questi soggetti che vivono  di  un'indennità,
  anche molto esigua e spesso in un nucleo familiare ce ne sono anche
  due, quindi diventa davvero difficile sbarcare il lunario, senza la
  prospettiva  di una pensione, senza la possibilità di  accedere  al
  credito,  per  esempio  presso una finanziaria  piuttosto  che  per
  acquistare una casa con un mutuo, perché non hanno una busta  paga
  ebbene,  io credo che oggi questa norma, seppure non è l'ottimo,  è
  sicuramente  il  buono, perché diamo la dignità  a  258  persone  e
  peraltro  sono  state inserite delle altre categorie,  che  sono  i
  dipendenti   che   si  trovano  presso  gli  IACP   e   presso   la
  Motorizzazione, cioè la possibilità anche degli altri 19 di  potere
  avere  un  contratto di lavoro che qualifica un  soggetto,  proprio
  perché diventa dipendente a tempo indeterminato.
   Io  credo che questa battaglia, che oggi ovviamente è circoscritta
  a  una  platea,  che  è  quella  appunto  degli  ASU  che  lavorano
  all'interno  dei  beni  culturali, si possa  estendere  in  maniera
  rapida  ed efficace anche per gli altri soggetti, perché  è  chiaro
  che  ci  sono tutta una serie di tantissime altre persone dentro  i
  comuni  che stanno attendendo. Però è pur vero, è pur vero che  noi
  oggi  diamo  l'opzione  a  dei soggetti  che  da  28  anni  vengono
  utilizzati  per fare formazione e che tutti noi sappiamo  che  oggi
  all'interno del sistema dei beni culturali, garantiscono l'apertura
  dei  siti museali nonché dell'attività che è di sostegno al turismo
  e della valorizzazione dei beni culturali.
   Quindi,  io  credo che con una sola iniziativa, abbiamo  dato  due
  risposte:  innanzitutto  quella  occupazionale  alla  dignità   258
  lavoratori che da 28 anni aspettano questo momento, o per  lo  meno
  l'opportunità di cogliere questo momento perché poi sarà una scelta
  opzionale  dei  singoli; in secondo luogo, quella  di  potere  dare
  stabilità,  perché  abbiamo anche inserito  l'emendamento  per  cui
  rimangono utilizzati nei siti dove attualmente sono, di conseguenza
  non  ci  sarà nessun margine di discrezionalità per lo spostamento,
  continueranno a fare quello per cui sono stati formati e che  fanno
  in maniera super dignitosa.
   Quindi  io  credo che sia una norma di buon senso  che  qualifichi
  questa  manovra  finanziaria e che vada accolta in segno  positivo,
  anche  rispetto  agli impegni assunti dal Governo  di  arrivare  al
  completamento  di  questa finanziaria, con  una  provvista  che  ci
  consente addirittura di arrivare al plenum di quello che può essere
  per   un   lavoratore,  diciamo,  l'obiettivo  quello   di   essere
  stabilizzati a tempo indeterminato e full time.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   chiedo
  l'attenzione  dell'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  ed  il lavoro, dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica e dall'Assessore per l'economia, cortesemente.
   Abbiamo   un   problema  riguardante  gli  ASU  che  noi   abbiamo
  stabilizzato  con legge, indicando chiaramente, da parte  di  tutta
  l'Aula, la volontà di stabilizzarla a 24 ore, assessore Dagnino, mi
  segua.
   E'  successo  che  rispetto alle somme che  erano  state  previste
  dall'Assessorato  del  lavoro, anche dal Dipartimento,  sono  state
  tolte  delle  somme  per cui noi ci troviamo nelle  condizioni  che
  negli  enti  locali,  dove effettivamente questo  personale  serve,
  perché  non  abbiamo potuto fare turnover, non abbiamo potuto  fare
  assunzioni,  eccetera,  questo personale ora  prende  il  posto  di
  quelli  che  erano  titolari e noi eravamo a  36  ore  prima  della
  stabilizzazione. L'intenzione unanime di tutta l'Assemblea  era  di
  portarla a 24 ore, invece noi ci troviamo con le C a 19 ore, con le
  B a 22 ore e con le A 23 ore.
   Il che significa che naturalmente, il personale non può esercitare
  quelli  che sono i servizi, ma i comuni non hanno nemmeno le  somme
  per integrare questo a 24 ore.
   Quello che si chiede, così come è stato chiesto all'unanimità in I
  Commissione,  è  che le somme per il 2025 vengano  aumentate  di  2
  milioni  e  200 mila, per il 2026 di 2 milioni e 200 mila,  per  il
  2027  di  2  milioni  e  200  mila.  C'è  il  mio  emendamento  che
  naturalmente  per  gli anni a venire, il 2028, 2029,  eccetera,  si
  vedrà  e  si  integreranno queste somme anche  successivamente.  Ma
  questo  è  oggetto  di finanziaria e, guardate, non  possiamo,  noi
  stiamo già dando soldi a tutti per 36 ore, per 30 ore, il minimo ma
  non riusciamo a coprire nemmeno 24 ore per gli enti locali che sono
  quelli  che  soffrono di più. Perché il problema è che questi  enti
  locali, moltissimi enti locali, quindi non è un fatto di un  comune
  o dell'altro, è un fatto generale.
   Mentre si fanno riserve per alcuni comuni, non si coglie il  senso
  di  dovere  integrare  queste  ore  per  quei  soggetti  che  fanno
  effettivamente del servizio per l'ente locale stesso.
   Quindi   io  credo  che  su  questo,  Assessore,  vada  fatto   un
  approfondimento: su questa vicenda avevo fatto un emendamento anche
  in  Commissione, approvato da tutti in prima Commissione - qua  c'è
  il Presidente Abbate che lo può confermare - che era stato proposto
  tramite il Direttore del Dipartimento dall'Assessore, di questo non
  si ha più traccia durante la Commissione Bilancio.
   Ora  il  problema, Assessore Dagnino e Presidente  dell'Assemblea,
  credo  che su questo argomento vada fatto un approfondimento perché
  altrimenti  rischiamo  di fare sempre due pesi  e  due  misure  non
  tenendo  conto  di  qual è l'interesse generale principalmente  dei
  Comuni.
   Questo  è  il soggetto, tra l'altro - e poi lo vedremo in un'altra
  specie  - il fondo per i Comuni poi viene defalcato perché ci  sono
  le riserve, io dico che più importante di questo strumento per dare
  un aiuto ai Comuni non ce ne siano
   Quindi  crediamo che 2 milioni 200 mila euro per i  tre  anni  non
  siano   cose  dell'altro  mondo,  si  prendano  questi   del    mio
  emendamento per gli anni successivi, poi vedremo in variazioni,  ma
  in  questa  fase  servono, perché molti Comuni ora stabilizzeranno,
  alcuni  lo  abbiamo fatto a dicembre, altri li stabilizzeranno  dal
  primo a gennaio e si trovano in queste condizioni.
   Io  credo che poi, nel tempo, queste somme andranno a diminuire ma
  per questi tre anni sono necessarie perché molti poi se ne andranno
  in pensione o altro, ma oggi abbiamo bisogno di queste somme.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sciotto,  ne  ha
  facoltà.

   SCIOTTO. Signor Presidente, io aspetto che l'Assessore mi  dia  un
  minuto  di  attenzione perché ci tengo. Assessore, mi perdoni,  lei
  non so è a conoscenza, io oltre ad avere l'onore di essere deputato
  sono  anche  sindaco  e  sono sindaco da 16 anni,  e  nelle  scorse
  finanziarie  abbiamo fatto insieme a tutti i colleghi delle  grandi
  battaglie  sugli  ASU  che  pensavamo  di  avere  vinto  ed  erano,
  Assessore, delle battaglie che davano dignità a delle persone;  qui
  non  si tratta di tutelare i Comuni si tratta di dare dignità a dei
  lavoratori.
   Abbiamo  fatto una battaglia ed eravamo tutti d'accordo e tutto  è
  stato  approvato  affinché si dessero 24 ore a  ciascun  lavoratore
  ASU,  apprendiamo ora invece che questi lavoratori non  avranno  24
  ore  ma  chi ne avrà 18, chi ne avrà 19, chi ne avrà 20 e questa  è
  una  cosa  che  è assolutamente ingiusta, perché sa  cosa  accadrà,
  Assessore?   Perché non stiamo parlando di un piccolo  emendamento,
  stiamo  parlando della vita delle persone e delle famiglie, accadrà
  che  i  comuni che sono in dissesto non potranno aiutarli e  quindi
  questi  lavoratori  saranno stabilizzati a 18  ore,  i  comuni  che
  invece  hanno  la  fortuna  di avere  il  bilancio  in  ordine,  li
  stabilizzeranno  e  li  porteranno  a  24  ore,  quindi   subiranno
  ulteriore  umiliazione  tutte queste persone  perché  loro  avranno
  magari  18 ore e le persone dei comuni accanto, possibilmente,  con
  facoltà di dare più soldi, più dignità.
   Io  le  chiedo,  Assessore, glielo chiedo  in  modo  accorato,  di
  sospendere  questa approvazione e credo farà onore a  tutti  quanti
  voi,  ripeto non è solo un problema dei Comuni perché i Comuni alla
  fine  con  un'ora  in  più, due ore in più non  cambia,  cambia  il
  riconoscimento della dignità dei lavoratori.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo l'accantonamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, Assessori, colleghi, io mi  associo  e
  vorrei  ribadire esattamente lo stesso concetto che poc'anzi  hanno
  espresso il collega Laccoto e il collega Sciotto.
   Sull'articolo brevemente io ho una mia opinione nel senso che -  e
  non  voglio  entrare  nel merito -  la norma nazionale  per  quanto
  riguarda  la  stabilizzazione degli ASU prevede che possano  essere
  stabilizzati  oltre  la  dotazione  organica,  quindi  non  erodono
  risorse  assunzionali, però dico, si è scelta questa  strada  e  il
  fatto, per rispondere al collega Safina, che i lavoratori ASU  sono
  stati  assunti  a tempo parziale, è implicito che i lavoratori  ASU
  vengono  stabilizzati,  perché  viene  richiamata  la  norma  delle
  stabilizzazioni per quanto riguarda, appunto, i lavoratori ASU.
   Resta  il  problema, assessore per piacere, assessore al bilancio,
  assessore Dagnino, se i colleghi un attimo si allontanano .

   PRESIDENTE.   Colleghi,  onorevole  Gilistro,   cortesemente   non
  occupate i banchi del Governo. Prego, onorevole Grasso.

   GRASSO. Onorevole Gilistro, guardi io ascolto con pazienza   tutti
  i  vostri  interventi ed evito di fare interventi che  possono  non
  essere  utili o necessari, però questo è un argomento che interessa
  non  soltanto chi è Sindaco come me come gli altri colleghi che  mi
  hanno  preceduto, ma soprattutto i lavoratori, abbiamo tutta l'Aula
  per  più  di  un anno, per anni, abbiamo fatto battaglia   -  a  me
  interessa  che  mi  ascolti l'Assessore - per  piacere,  grazie,  e
  abbiamo fatto battaglie - dicevo - per la stabilizzazione degli ASU
  e   così come io da Assessore alle autonomie locali ho stabilizzato
  gli ex LSU a 24 ore, lo stesso si sarebbe dovuto verificare per gli
  ASU.
   Ora,  c'è una disparità di trattamento perché come bene si  diceva
  vi  sono alcuni Comuni che hanno quelle risorse, disponibilità  per
  stabilizzare  a  24  ore, mentre i comuni  che  sono  in  piano  di
  riequilibrio,  o  in dissesto o anche difficoltà  a  sostenere  nel
  bilancio per gli anni futuri, stabilizzano gli ASU a 19 ore.
   Quindi,  noi  possiamo riportare così e quindi  ridare  dignità  a
  questi  lavoratori che fra l'altro rendono servizi ai comuni  a  24
  ore.  Assessore senza toccare la manovra, io voglio fare un appello
  all'Aula,  ecco  perché  dico  che possiamo  in  un  attimo  questo
  articolo approvarlo insieme all'articolo 6.
   Io  sono un Sindaco, ho fatto l'Assessore, sono un parlamentare  e
  sono sempre stata contro le riserve perché esse tolgono risorse  al
  fondo delle autonomie locali.
   Quest'anno  con le riserve si è andato oltre previsto, 49  milioni
  di  riserve,  allora se tutti siamo d'accordo si potrebbe  fare  un
  taglio  lineare,  se  non ci sono risorse aggiuntive  alle  riserve
  anche  del  2%, dare una copertura per quest'anno di  2  milioni  e
  mezzo  e  poi  per  i  bilanci degli anni successivi,  nei  bilanci
  prossimi, si troverà la copertura.
   Sono  sempre  ricadute che vanno sui Comuni, è  una  proposta  può
  essere  votata, può essere accettata, ma è giusto che con senso  di
  responsabilità  io la faccio. Grazie, non mi ha ascoltato  nessuno,
  ma non mi ha importanza.

   PRESIDENTE. Onorevole Grasso, l'ho ascoltata io, colleghi  intanto
  c'è troppo brusio in Aula quindi ve lo dico, è inutile che vi do la
  parola  se poi c'è questo brusio, non è corretto nei confronti  dei
  colleghi che intervengono.
   Ha chiesto di intervenire velocemente l'onorevole Abbate e poi gli
  altri siete già intervenuti su questo articolo.
   Prego, onorevole Abbate. Ne ha facoltà.

   ABBATE.  Signor Presidente io mi rivolgo all'Assessore,  assessore
  scusi,  scusate io ho chiesto di intervenire prima di  rinviare  il
  punto  ed  accantonarlo, solo anche per chiarimento di un argomento
  che abbiamo discusso e approfondito tante volte, sia in Commissione
  ma prima della stesura della prima norma.
   La  norma  è stata approvata e non impugnata da parte del  Governo
  nazionale,  perché  abbiamo  dato la  facoltà  di  scegliere  sulla
  stabilizzazione  e  dell'altra  sulla  possibilità  di   avere   la
  copertura   per   ogni   singolo  lavoratore   dal   primo   giorno
  dell'approvazione della norma fino al giorno potenziale  di  andare
  in pensione, al sessantasettesimo anno di età.
   Qualsiasi  modifica che si debba fare, per qualsiasi modifica  che
  si  debba fare rispetto a quella norma, deve essere una norma fatta
  per  ogni  angolo,  per ogni singolo lavoratore, sulla  simulazione
  fino  all'ultimo  anno, se no qualsiasi modifica  verrà  ad  essere
  impugnata.
   Quindi,  il  fatto  che già nel 2024 c'è stata  un'economia  di  2
  milioni e 100 mila euro rispetto a quello che era il potenziale che
  dovevamo mettere a disposizione, perché nel frattempo ci sono stati
  due  rinnovi  di  contratti  e  quindi  quella  potenzialità  delle
  ventiquattro  ore, con 19 mila e 200 euro che era  quello  che  noi
  c'erano  prefissati  di raggiungere e non si è raggiunto  più,  c'è
  però  una  platea  importante che è  oltre  il  50%  per  cento  di
  personale  che  non  conviene più essere  stabilizzata  e  conviene
  rimanere nel bacino fino al compimento dei 67 anni.
   Noi  abbiamo fatto la simulazione per la stabilizzazione di tutti,
  noi  abbiamo  un'economia che si forma e si raddoppia di  anno  per
  anno, perché ogni anno vai a prendere quella dell'anno precedente e
  quella   dell'anno  successivo;  quindi  noi  avremo,   sul   2025,
  sicuramente un'economia importante che andrà oltre ai 4 milioni  di
  euro,  perché sono consolidati, serve nella riscrittura anche  dare
  la  possibilità di utilizzare ogni mese di stabilizzazione  che  va
  avanti  un dodicesimo di quell'economia che si è consolidata perché
  noi  abbiamo preso, tolto, dall'economia 2 milioni e 100 sul  2024,
  mentre le abbiamo lasciate su quelle degli anni successivi.
   Quindi,   sugli  anni  successivi,  avremo  una  copertura   sulla
  disponibilità,  sia per quanto riguarda gli ASU dei beni  culturali
  che  per  quanto  riguarda gli ASU potenziali  degli  enti  locali;
  quindi, un approfondimento con gli uffici, con il direttore Foti  e
  con  l'Assessorato  al  lavoro, darebbe  la  possibilità,  a  costi
  invariati,  a  simulazione variata - no a simulazione invariata,  a
  simulazione  variata - la possibilità di aumentare le ore  sia  per
  quanto  riguarda gli ASU degli enti locali che per quanto  riguarda
  le 36 ore da dare agli ASU dei beni culturali.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca ma non può parlare con l'Assessore?

   DE LUCA Antonino. No, voglio lasciarlo agli atti.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.

   DE   LUCA   Antonino.  Signor  Presidente,  desidero  l'attenzione
  dell'assessore Messina e dell'Assessore Dagnino. Il nostro Servizio
  Studi scrive che per costante giurisprudenza costituzionale rientra
  nella  competenza  legislativa  esclusiva  statale  in  materia  di
  ordinamento    civile,    sicché    nell'operare    procedure    di
  stabilizzazione,  la  Regione è tenuta a legiferare  rispettando  i
  limiti  posti  dalla normativa nazionale; come già  rammentato,  il
  decreto  legge n. 75 del 2023, quindi a antecedente  a  quando  noi
  abbiamo  fatto  la  norma  sugli ASU beni culturali,  autorizza  la
  stabilizzazione presso le amministrazioni pubbliche e non presso le
  società  partecipate  in  qualità di lavoratori  soprannumerari   -
  questa è la parte ora determinante - anche in deroga alla dotazione
  organica e al piano di fabbisogno del personale e fermi restando  i
  vincoli assunzionali previsti dalla vigente normativa.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Fermi restando i vincoli assunzionali.

   DE  LUCA  Antonino.  Quindi, se io capisco ciò  che  leggo,  ferma
  rimanendo  la  normativa, si può assumere  in  deroga  alla  pianta
  organica,   ergo   non  rientrano,  al  pari  di   quando   abbiamo
  stabilizzato lavoratori negli enti locali, nel computo delle piante
  organiche.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Ma fermi restando i vincoli assunzionali.

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De Luca. Bene  colleghi,  io  sono
  convinto  che questa sera sarà una lunga sera, potete  parlare  con
  l'Assessore e fare tutte queste proposte per concretizzarle.
   Sospendo la seduta e la rinvio a domani mattina alle ore 10:30.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.19 di venerdì 20 dicembre 2024,
         è ripresa alle ore 11.23 di sabato 21 dicembre 2024)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
                 Norme in materia di protezione civile

   1.  Al  fine di garantire la gestione e la manutenzione ordinaria,
  previste dal Piano di gestione rischio alluvioni (1  e 2  ciclo) di
  cui   alla  direttiva  2007/60/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
  Consiglio del 23 ottobre 2007 e al decreto legislativo 23  febbraio
  2010, n. 49, della rete meteo di monitoraggio e allertamento nonché
  gli adempimenti di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1,
  è  autorizzata  la  spesa  di  euro  1.781.154,00  per  l'esercizio
  finanziario  2025, di euro 2.095.891,00 per l'esercizio finanziario
  2026  e  di  euro  2.415.057,00  per l'esercizio  finanziario  2027
  (Missione 11, Programma 1).

   2. Per l'acquisizione di servizi tecnico-specialistici necessari a
  garantire  il  funzionamento del Centro Funzionale Decentrato-Idro,
  istituito presso il Dipartimento regionale della Protezione civile,
  è  autorizzata, per l'esercizio finanziario 2025, la spesa  di  165
  migliaia di euro (Missione 11, Programma 1).

   3.  Per le finalità di cui all'articolo 9 della legge regionale 25
  maggio 2022, n. 13 e successive modificazioni è autorizzata per  il
  triennio  2025-2027  la  spesa di 3.000  migliaia  di  euro  annui.
  (Missione 11, Programma 2, capitolo 117318).».

   Sull'articolo 12 ci sono i soppressivi.

   SCHILLACI. Non sono ritirati.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Presidente, intervengo sull'articolo perché ho presentato
  un  emendamento  a  sostegno degli eventi meteo  individuati  nella
  deliberazione di Giunta regionale numero 413 dell'11 dicembre 2024,
  delibera che ha quantificato i danni dell'alluvione di novembre  in
  provincia  di Catania ma anche Messina e Siracusa in 75 milioni  di
  euro  per  i  comuni di Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant'Antonio,
  Acireale,    Calatabiano,   Castiglione   di   Sicilia,    Catania,
  Fiumefreddo,    Giarre,    Linguaglossa,    Mascali,    Mascalucia,
  Misterbianco,  eccetera, eccetera, per la città  di  Messina  e  di
  Siracusa, quindi vista la quantificazione dei danni, 75 milioni  di
  euro,  penso che un minimo di ristoro concreto il Governo  dovrebbe
  darlo ai territori colpiti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Marano,  ovviamente  questo  è  un
  emendamento aggiuntivo, non di riferimento all'articolo 12.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie, Presidente Di Paola, Governo e colleghi  deputati,
  ci  rendiamo  conto  dell'importanza di  questo  articolo  date  le
  continue   variazioni  climatiche,  i  dissesti  idrogeologici,   i
  problemi  causati dalle alluvioni, però, sinceramente, non  abbiamo
  contezza  di cosa stia facendo in questo momento, nella  cabina  di
  regia,  il dirigente Salvo Cocina e quindi non sappiamo se i  fondi
  del comma 3 siano realmente bastevoli o vadano aumentati.
   E  qua,  purtroppo, manca sempre l'Assessore di riferimento,  come
  già  per passati articoli, quindi non possiamo mai neanche chiedere
  chiarimenti   a   questo  Governo  relativamente   alle   questioni
  importanti.
   Mi rendo conto, comunque, che questi sono forse gli unici articoli
  di  questa finanziaria che hanno fatto un iter corretto,  che  sono
  passati dalle Commissioni di merito e dalla Commissione  Bilancio',
  perché  il  resto  della finanziaria sappiamo che  ormai  "bypassa"
  queste  procedure  regolari, superando  gli  ostacoli  anche  degli
  Uffici, che non possono dare mai pareri e mi chiedo comunque perché
  siamo sempre costretti a mettere un sacco di fondi per le questioni
  legate  alle  emergenze e perché non riusciamo invece  a  prevenire
  queste  stesse  emergenze con degli interventi più strutturali  che
  possano  appunto  bloccare la desertificazione, il disboscamento  e
  tutte le questioni che attengono poi ai disastri ambientali causati
  dai cambiamenti climatici: e, come dico sempre, questo è un Governo
  che  pensa  che  le  cose  accadano  per  l'improvviso  e  non  per
  l'improvvisazione delle azioni che vengono messe in  atto.  Quindi,
  mi  rendo conto, insomma, che questo articolo è importante, però ci
  sono diverse cose che il Governo ci dovrebbe chiarire. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Spada, Venezia e Saverino.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                        legge n. 831/A e 832/A

   PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi  -  per  quanto
  diciamo  molto  disinteressati all'argomento -, comprendo  che  gli
  stanziamenti previsti in questa norma hanno un importo così basso e
  irrisorio da non poter essere che destinati alla ristretta finalità
  che    viene   individuata   dall'articolo   1   che    è    quello
  dell'aggiornamento del sistema di allertamento  e  di  monitoraggio
  del  sistema meteo della Protezione civile che è previsto dal piano
  di  gestione delle alluvioni e questo denota una sufficienza, ormai
  di  questi tempi, inaccettabile del governo Schifani nell'approccio
  a  un  tema delicatissimo che è quello della prevenzione dei rischi
  che  derivano  dalle alluvioni, perché il piano di  gestione  delle
  alluvioni non è soltanto il sistema meteo e di allertamento precoce
  o  tempestivo e non è neanche un obbligo che discende meramente  da
  una  direttiva europea a cui dobbiamo dare seguito, ma è o dovrebbe
  essere,  in  una  regione vulnerabile come la Sicilia,  un  impegno
  concreto  rispetto  al  quale  da  parte  del  Governo  ci  saremmo
  aspettati stanziamenti ben maggiori e invece si riduce a essere  la
  solita  norma con cui si elargiscono somme alla Protezione  civile,
  come  se  fosse l'unico ente, organo di questa Regione, deputato  a
  gestire  tutto  quello che succede in questa Regione,  dimenticando
  che  il  piano  di gestione delle alluvioni è una cosa estremamente
  seria che prevede innanzitutto misure di prevenzione e di riduzione
  del rischio attraverso non solo la pianificazione territoriale,  ma
  anche  attraverso  la mappatura delle aree a rischio  che  serve  a
  rafforzare  anche  la  sicurezza delle attività  produttive,  degli
  insediamenti abitativi che esistono, magari evitando di crearne dei
  nuovi  con  una cementificazione selvaggia, ma anche  a  promuovere
  azioni  di  rinaturalizzazione dei canali soprattutto e soprattutto
  la manutenzione dei nostri bacini idrografici.
   Come si dimentica, anche in questo caso, un'occasione perduta, che
  poi   c'è   anche  o  dovrebbe  esserci  nel  piano   di   gestione
  dell'alluvione  tutta la parte che attiene alla  mitigazione  e  al
  recupero  dei rischi, cioè tutta quella parte che serve  a  ridurre
  gli  impatti  negativi  che  le  alluvioni  hanno  poi  nei  nostri
  territori,   quindi  fare  opere  di  canalizzazione,   vasche   di
  laminazione. Auguro a nessuno in questo Parlamento di passare dalle
  alluvioni  perché ci siamo passati a Trapani due  anni  fa,  poi  è
  stato il  turno  di Ragusa, poi di Catania, poi è stato il turno di
  Licata,  eppure  ci  ritroviamo in manovra, anziché  un  intervento
  serio  di  prevenzione dei rischi delle alluvioni, ci  troviamo  la
  spolverata di zucchero a velo che riguarda semplicemente il sistema
  meteo  e di allertamento, che per carità è assolutamente importante
  ma dovremmo cominciare a ragionare in un'ottica diversa, iniziare a
  pensare  che la Sicilia deve investire in infrastrutture resilienti
  e  in una gestione consapevole delle risorse idriche che, ricordo a
  tutti, non spetta alla Protezione civile, quindi non comprendo come
  mai  in questa visione così monca del Governo ci si possa aspettare
  che  oggi  quest'Aula accetti di buon grado un intervento spot  che
  riguarda  ovviamente,  con  uno stanziamento  così  irrisorio,  può
  riguardare  solo l'aggiornamento del sistema meteo. Credo  che  sia
  una grandissima irresponsabilità di questo Governo, che continua ad
  arretrare   su  scelte  che  dovrebbero  essere  determinanti   per
  contrastare  o  quantomeno contenere gli effetti devastanti  di  un
  cambiamento  climatico che oggi è evidenza nel nostro territorio  e
  rispetto  al  quale  il  Governo continua a  girarsi  colpevolmente
  dall'altra parte.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi se non ci sono  altri  interventi,
  passiamo  agli emendamenti soppressivi dell'articolo 12,  che  sono
  ritirati. Si passa quindi all'emendamento 12.4.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  12.15 a firma dell'onorevole Ciminnisi.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CIMINNISI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi.   L'ho   già
  illustrato  nella relazione, ritengo che per quanto le somme  siano
  irrisorie, sia importante dare un segnale e fare in modo che  tutto
  il  piano  di gestione delle alluvioni sia uno strumento  operativo
  concreto  per la prevenzione anche per la mitigazione dei rischi  e
  che non si utilizzino le somme solo per la parte di spettanza della
  Protezione civile che riguarda sicuramente l'importante sistema  di
  allerta meteo, però non può essere il solo elemento che si finanzia
  quando  si parla di alluvioni perché poi non veniamoci poi  a  fare
  sempre  le solite sceneggiate di solidarietà ipocrita di cui  siamo
  oggettivamente stanchi.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Parere del Governo?

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Il  parere  del  Governo  è
  contrario  non perché non ci sia sensibilità sul tema ma perché  ci
  si  sta  attenendo alle indicazioni che provengono dalla Protezione
  civile. Grazie.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   SUNSERI.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se dovete chiedere  la  votazione
  per  scrutinio nominale la dovete chiedere per tempo,  lo  dico  al
  Presidente del Gruppo parlamentare.


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.15

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 12.15.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti ...........38
   Votanti ..........  32
   Maggioranza ...17
   Favorevoli   15
   Contrari    17
   Astenuti     0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  agli emendamenti soppressivi al comma 2. Sono ritirati,
  onorevole De Luca Antonio? Il soppressivo al comma 2 è ritirato?

   DE LUCA Antonino. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione, sul soppressivo del comma
  2?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  nominale.


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 12.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti ...........38
   Votanti ..........  33
   Maggioranza ...17
   Favorevoli   14
   Contrari    19
   Astenuti     0

                           (Non è approvato)

   Si  passa al soppressivo del comma 3. Onorevole De Luca Cateno,  è
  ritirato?

   DE LUCA Cateno. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. E' ritirato

   Si  passa  all'emendamento  12.9 che è  precluso  perché  non  c'è
  copertura  perché  abbiamo  precluso  anche  sull'articolo,  avendo
  approvato  l'articolo  1,  onorevole Catanzaro.  Abbiamo  approvato
  l'articolo 1.
   Si  passa,  quindi,  all'emendamento 12.14 a firma  dell'onorevole
  Marano.  La  copertura  sul 12.14 non è idonea,  onorevole  Marano,
  anche questo è precluso.

   Votiamo a questo punto l'articolo 12.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  io
  avevo   depositato  un  emendamento  che,  probabilmente,  è  stato
  ritenuto  aggiuntivo per cui non avremo possibilità  di  trattarlo,
  però l'ho ripresentato.
   Chiedevo  alla Giunta di apprezzarlo e si tratta di chiedere  alla
  Protezione    civile   una   relazione   annuale   da    presentare
  sull'attuazione  e  delle linee programmatiche e  degli  interventi
  effettuati  perché noi non abbiamo idea neppure dei criteri  con  i
  quali  vengono effettuati gli interventi. Quindi chiedo alla Giunta
  e al Parlamento di apprezzare l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Questo poi è un emendamento aggiuntivo, lo tratteremo
  successivamente. Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura.

                               «Art. 16.
         Misure in materia di finanziamento dell'ARPA Sicilia

   1.  Per  l'esercizio  finanziario 2025 il  contributo  annuale  di
  funzionamento di cui alla lettera a) del comma 10, dell'articolo 90
  della   legge   regionale  3  maggio  2001,  n.  6   e   successive
  modificazioni,  per  l'importo  di  7.000  migliaia  di   euro,   è
  finanziato   mediante  l'utilizzo  di  quota  parte   delle   somme
  corrispondenti  ai  Vincoli formalmente attribuiti  dall'ente   del
  risultato  presunto di amministrazione all'1 gennaio  2025  di  cui
  all'Allegato a.2) elenco risorse vincolate - capitolo entrata  1607
  -  capitoli  spesa  443308 - 613954 - 242572 - 642068  -  642084  -
  684166.».

   PRESIDENTE.  Colleghi, c'è un emendamento del Governo  perché  poi
  tutti  gli  altri sono emendamenti soppressivi. Sui vostri  tablet,
  colleghi,   gli  emendamenti  soppressivi  ovviamente  li   ritengo
  ritirati  sia all'articolo che ai commi. Grazie onorevole De  Luca,
  grazie onorevole Catanzaro, sono ritirati i soppressivi? Come no, i
  soppressivi?  Deve leggere i soppressivi, onorevole  De  Luca?  Sì,
  dico ma, intanto, non è una riscrittura l'emendamento caricato.
   L'emendamento caricato, onorevole De Luca, glielo leggo io, recita
  "l'Arpa  invia  con  cadenza  annuale una  relazione  sull'attività
  svolta all'Ars da assegnare  alla competente Commissione , quindi è
  una  relazione  che viene mandata alla competente  Commissione.  Mi
  pare a favore dell'Assemblea, quindi i soppressivi sono ritirati.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessori.  Allora  gradirei che gli Assessori  all'economia  e  al
  territorio e ambiente, fondamentalmente, indicassero se i dati sono
  a  loro  conoscenza,  le quote che non sono state  rendicontate  in
  quota  sanitaria e in quota non sanitaria dello scorso esercizio  e
  capire  quali sono le proporzioni del nuovo esercizio e in  base  a
  cui verranno assegnate ad Arpa.

   PRESIDENTE.  Assessore, vuole intervenire?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente io,
  assolutamente. Noi, se il Presidente della Commissione Bilancio, la
  Commissione Territorio, ci convocano veniamo con gli Uffici, con la
  governance  di  Arpa  e daremo nel dettaglio tutto  ciò  che  serve
  rispetto alla novella, appunto, che avevo annunciato l'altra  volta
  che  adesso  c'è  dal  2023, il bilancio  2023/24.  Il  bilancio  è
  analitico  quindi  sono  tutte le voci chiare  e  saranno  messe  a
  disposizione dei colleghi.

   PRESIDENTE. Colleghi, possiamo allora votare l'emendamento 16.6, a
  firma del Governo. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Inoltre
  volevamo  annunciare con l'Assessore, sì, volevamo  annunciare  con
  l'assessore  Dagnino che, andando incontro alle sollecitazioni  che
  sono   arrivate  dai  colleghi,  soprattutto  delle  province   più
  disastrate,  ci  sarà  almeno un milione in  più,  ora  vediamo  se
  riusciamo a dare una misura maggiore nel maxi emendamento  che  sta
  preparando il Governo.

   PRESIDENTE.  Votiamo,  intanto,  l'emendamento  il  16.6.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  nel  frattempo  il  congedo  dell'onorevole
  Auteri.

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                        legge n. 831/A e 832/A

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessori.  Solo  a livello di curiosità, sulla tecnica  normativa:
  non  ho  capito  come, se abbiamo appena votato  un  articolo,  una
  dotazione   economica,   nel  maxiemendamento   aumentiamo   questa
  provvista  economica  o  facciamo  un  emendamento  per  dare   una
  destinazione e quindi

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.   Per  Enna,
  Siracusa e Gela.

   DE   LUCA  Antonino.  Ok,  quindi  farete  un  maxiemendamento   e
  proporrete  di  destinare  un milione di  euro  per  accogliere  le
  richieste  come  quella che ha presentato ieri il collega  Gilistro
  relativamente  all'assunzione di personale da destinare  alle  sedi
  siracusana e di Gela.

   PRESIDENTE.  Bene, colleghi, mettiamo in votazione l'articolo  16,
  sì il 16.6 è già stato votato.
   Pongo  in  votazione l'articolo 16, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Colleghi, sospendo l'Aula.
   L'Aula  riprenderà domani pomeriggio alle ore 15:001. La seduta  è
  sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 11:47 di sabato 21 dicembre 2024,
         è ripresa alle ore 16.56 di lunedì 23 dicembre 2024)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, solo per comunicarvi che  sospendo
  l'Aula e la rinvio alle ore 18.00.
   La seduta è sospesa.

                               (La seduta, sospesa alle ore 16.56,  è
  ripresa alle ore 18.33)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Purtroppo,  dobbiamo  aspettare  qualche  minuto  per
  avere  il  Governo in Aula; stiamo attendendo l'Assessore  Dagnino,
  sì,  lo aspettiamo in Aula, quindi, qualche minuto di pazienza, per
  favore, colleghi.
     (La seduta, sospesa alle ore 18.33, è ripresa alle ore 18.40)

   Onorevoli  colleghi,  eravamo arrivati all'emendamento  5.18.  Era
  stata richiesta la presenza dell'assessore Volo. L'assessore Volo è
  in  Aula. Siamo all'emendamento 5.18, degli onorevoli Dipasquale  e
   Catanzaro, Dipasquale senza Catanzaro.
   Chiedo   all'onorevole   Dipasquale:  lo  vuole   illustrare?   E'
  mantenuto? Ritirato?

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  già
  l'ho  illustrato  questo emendamento nella  scorsa  seduta.  Questo
  emendamento serve per far ricadere i benefici che poi, per  giunta,
  ho  anche  scoperto  in  Aula  che è  un  emendamento  che  già  il
  Presidente   Laccoto,  la  Commissione,  ne   aveva   discusso   in
  Commissione.
   Questo articolo che stiamo mettendo su serve per dare una risposta
  agli  ospedali  più  piccoli, cioè rendere   appetibili   i  pronto
  soccorso...  stavo  parlando  bene  di  lei,  Presidente    rendere
  appetibili  gli  ospedali più piccoli della nostra  Isola,  anzi  i
  pronto soccorso degli ospedali più piccoli, in particolar modo.
   L'emendamento  serve ad inserire anche i Comuni capoluogo.  Le  ho
  detto  che già era stato motivo di discussione anche in Commissione
   Sanità  e pare che sia stato approvato.
   Qualche mio collega ha detto in Aula:  no, siamo contrari a questo
  emendamento perché i Comuni capoluogo non ne hanno bisogno .
   Io su questo non sono d'accordo e vi invito a prestare attenzione,
  perché  vi  faccio  un esempio della mia provincia,  dove  ci  sono
  l'Ospedale di Comiso, l'Ospedale di Modica, l'Ospedale di  Vittoria
  e  l'Ospedale  di Ragusa e sono tutti vicini, non c'è tutta  questa
  distanza, onorevole Assenza, non c'è tutta questa distanza.
   Allora,  oggi, non riconoscere a Ragusa è una scelta - io lo  dico
  prima  in maniera chiara -, non riconoscere a Ragusa la possibilità
  -  e  dico  la stessa cosa anche all'onorevole Abbate -,  onorevole
  Abbate, non riconoscere a Ragusa la possibilità di avere i benefici
  per  Modica,  come  li ha Modica,  come li ha Comiso,  come  li  ha
  Vittoria,  significa a mio avviso commettere un errore  e  fare  un
  torto  al  Comune capoluogo. Io vi faccio l'esempio di  Ragusa,  ma
  vale  così  anche  per gli altri. Per questo io ho  presentato  gli
  emendamenti,  chiederò il voto palese ovviamente su questo,  ognuno
  si assume la responsabilità.
   Non  è  che dico che dobbiamo togliere Modica o dobbiamo  togliere
  Vittoria o dobbiamo togliere Comiso; io dico che insieme agli altri
  comuni,  Modica, come vale per l'Ospedale di Comiso, per l'Ospedale
  di  Modica  e per l'Ospedale di Vittoria, la stessa possibilità  la
  debba avere l'Ospedale di Ragusa.
   Per  questo motivo, io ho fatto, ovviamente, una riflessione sulla
  provincia  di Ragusa, ma vale anche per le altre piccole  province,
  perché  non  è vero che soffrono di più, per esempio, sempre  nella
  mia provincia, il pronto soccorso di Modica, il pronto soccorso  di
  Vittoria,  il  pronto  soccorso di  Comiso  e  non  soffre  Ragusa.
  Purtroppo, soffrono tutti insieme e noi dobbiamo utilizzare  questo
  beneficio  anche per i Comuni capoluogo, non li possiamo utilizzare
  per  i  Comuni capoluogo delle aree metropolitane. Quindi questo  è
  l'emendamento, questo è il significato dell'emendamento, ognuno  si
  assume  la  sua responsabilità e poi ognuno lo spiegherà ai  nostri
  concittadini.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Poi, l'onorevole Gilistro.  Ci  sono
  altri interventi ?

   PRESIDENTE.  Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole  Schillaci.
  Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie, Presidente. Intervengo perché vorrei  chiedere
  un  minuto  di  silenzio  per la donna anziana  che  è  morta  ieri
  all'Ospedale  Ingrassia di Palermo, lasciata  per  otto  giorni  in
  astanteria  senza  cure  adeguate  e  naturalmente  ci  saranno  le
  indagini  che  proveranno a capire cosa è successo, ma  chiaramente
  questo Parlamento si deve interrogare su quelli che sono i percorsi
  adeguati anche in questo percorso di finanziaria.
   Come  Gruppo  "Movimento 5 Stelle" non troviamo  soddisfazione  da
  questa  finanziaria, per quanto attiene il comparto  della  sanità,
  per  cui  non  possiamo  che sollevare la questione  e  cercare  di
  trovare più misure possibili che vanno nella direzione.
   Intanto, le chiedo questo minuto di silenzio. Grazie.

   Palermo

  In memoria della donna deceduta presso il P.O.  G.F. Ingrassia  di
                                Palermo
   PRESIDENTE.  Chiaramente  il minuto di  silenzio  è  assolutamente
  accordato,  ricordandole  però che  la  finanziaria  ancora  non  è
  approvata e che quindi si può sempre continuare a normare, anche in
  tal senso.
   Chiedo ai colleghi di osservare un minuto di silenzio.

                (L'Aula osserva un minuto di silenzio)

   n. 831/A e 832/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                        legge n. 831/A e 832/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO.  Grazie,  Presidente,  vorrei  condividere  la  proposta
  dell'onorevole  Dipasquale,  perché,  purtroppo,  Presidente,   nei
  centri più piccoli, anche se sono capoluoghi, spesso c'è stata  una
  moria  -  chiamiamola così - o una fuga di medici, soprattutto  dai
  pronto soccorso, presìdi che diventano sempre meno allettanti,  per
  andare  nei grossi centri nelle città metropolitane, dove i  medici
  si sentono più coperti e anche più a loro agio. Quindi, condivido e
  chiedo  anch'io  il  voto palese.  Esprimo anche  la  necessità  di
  annullare  la  lettera  d)  del  presente  articolo  -  non  so  se
  l'onorevole Dipasquale è d'accordo - quindi di escludere le case di
  comunità,  considerando  che  l'articolo  riguardante  le  case  di
  comunità  è  stato già approvato in maniera unanime in  Commissione
   Salute ; quindi, vorremmo che venisse votato con voto palese.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Gilistro.  Vedremo  se   la   sua
  richiesta è appoggiata.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente, prendendo spunto anche dalla
  tragedia  che  l'Aula ha appena ricordato, tengo a ribadire  -  per
  l'ennesima volta - le ragioni da cui questo articolo nasce e che ha
  visto  anche  nella sensibilità del Presidente Schifani  incontrare
  quelle  che  erano le sensibilità mostrate sul tema  attraverso  un
  articolo che avevamo presentato in Commissione  Sanità , appunto da
  parte  del  Movimento 5 Stelle, e che ha trovato anche  una  grande
  sinergia con l'assessore Volo e l'Assessorato tutto.
   Consiglierei, però, Presidente Galvagno, che ci fosse  un  po'  di
  tranquillità   in   Aula   perché   l'argomento   credo   che   sia
  particolarmente delicato; non a caso, lo abbiamo rinviato  sin  dal
  primo  giorno  della  finanziaria,  proprio  per  discuterlo   alla
  presenza  dell'assessore Volo e negare adesso la  tranquillità  del
  dibattito sarebbe assolutamente insensato.
   Questo  articolo,  ricordo  a me stesso,  è  stato  già...  signor
  Presidente,  mi  vedo costretto a rinunciare al  mio  intervento  a
  causa del frastuono che regna in Aula

   PRESIDENTE.  Ma  il disturbo proviene anche dai deputati  del  suo
  Gruppo

   DE  LUCA  Antonino. Ma anche se sono del mio Gruppo, li  riprenda
  Serenamente  io, intanto, cambio postazione.

   PRESIDENTE. Prego, cambi postazione.

   DE  LUCA Antonino. È impossibile così. Collega Turano, se  con  la
  sua gentilezza se ne torna al posto, mi consente di intervenire  in
  maniera serena. Grazie.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.

   DE   LUCA   Antonino.  Dicevo,  allora,  questo  è   un   articolo
  determinante  per questa finanziaria perché si pone l'obiettivo  di
  sostenere il mantenimento in forza e l'ingresso di nuovi medici nei
  pronto  soccorso  siciliani e in quei reparti dove c'è  particolare
  difficoltà a reperire figure mediche.
   È  un  articolo  che  necessiterebbe di essere sostenuto  con  una
  provvista  di  almeno 20 milioni di euro, che al momento  vede  una
  dotazione  di soli 10 milioni di euro e che, conseguentemente,  non
  può  essere gravato di ulteriori  Presidente, sospenda a  un  certo
  punto, perché non è normale, cioè non è normale  una classe  è  più
  serena

   PRESIDENTE. Colleghi, fate completare l'intervento, per favore.

   DE  LUCA  Antonino.  No,  io sto qua tutta la  serata,  intervengo
  cinque  minuti a comma fino a quando non si siedono, perché l'unico
  modo di farli stare zitti è che intervengo cinque minuti a comma

   PRESIDENTE. Ad articolo, ad articolo

   DE LUCA Antonino. No, no, a comma

   PRESIDENTE. No, a comma non lo può fare

   DE LUCA Antonino. Ho un soppressivo per ciascun comma

   PRESIDENTE. No, no non si può fare

   DE LUCA Antonino. Sì che posso perché non li ritiro questa volta.

   PRESIDENTE. No, non si può fare

   DE  LUCA  Antonino. Non li ritiro, parlerò cinque minuti per  ogni
  comma.

   PRESIDENTE.  Ma  non  si  può fare, non glielo  potrei  accordare.
  Intanto, completi l'intervento. Chiedo, però, ai colleghi se magari
  prendessero posto, se no qua giorno 23, 24 e 25

   PACE. Dai, sediamoci

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Su  questo?  Abbiamo  chiuso  gli  interventi,  però,
  eventualmente, non posso dirle di no, Vicepresidente Lantieri.
   Prego, onorevole De Luca.

   DE  LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Quindi, dicevo che  già  10
  milioni di euro sono il 50 per cento della provvista di cui  questo
  articolo necessiterebbe per essere pienamente funzionante.
   Inoltre  l'articolo  era già stato approvato in  un  provvedimento
  legislativo  precedente ed era stato impugnato dallo  Stato  poiché
  ravvedeva  che alcuni elementi confliggessero con la contrattazione
  collettiva  nazionale, che è potestà esclusiva dello  Stato;  si  è
  evitata  l'impugnativa concordando alcune modifiche che sono  state
  recepite  nel  testo che era stato emanato, che era  stato  esitato
  dalla  Commissione   Salute, servizi sociali e  sanitari ,  poi  in
  Commissione    Bilancio ,  mi  spiace  sottolinearlo,   anche   per
  l'assenza,  ci  doveva essere magari il dirigente  dell'Assessorato
  Salute  per  dare  un parere o meno, però questa  è  responsabilità
  della  Commissione  Bilancio, sono stati inseriti  alcuni  elementi
  che,  non solo gravano in senso negativo sulla provvista economica,
  ma anche che rendono possibile una nuova impugnativa.
   Motivo  per  il  quale io, pur ritirando tutti i soppressivi,  non
  ritirerò  quelli alla lettera d) e quelli al comma 7,  perché,  pur
  concordando  con  essi nel merito, andrebbero  non  solo  a  limare
  ulteriormente le disponibilità economiche, ma andrebbero  anche  ad
  esporre l'articolo a una nuova ulteriore impugnativa.
   Quindi, ritengo che sia fondamentale essere particolarmente  seri,
  anche  se  l'Aula  sembra totalmente distratta e disinteressata  al
  tema, salvo poi vedersi che hanno dato un contributo, hanno votato,
  hanno  fatto  l'emendamento, però alla fine anche  i  colleghi,  mi
  dispiace    dirlo,    stanno   assumendo   un   atteggiamento    da
   schiacciabottoni   più  che  da  legislatori,  poiché  si   stanno
  dimostrando  totalmente disinteressati alla sanità dei siciliani  e
  al  mantenimento  in vigore dei pronto soccorso degli  ospedali  di
  provincia e di tutti quei reparti che ricadono in zona disagiata  o
  che  vedono avere un tasso occupazionale inferiore al cinquanta per
  cento.
   In  futuro,  sarà fondamentale occuparci anche degli infermieri  e
  del personale parasanitario, Presidente Galvagno, ma è evidente che
  se  prima  di tutto non salviamo i reparti dalla chiusura e  quindi
  non  troviamo  il  modo  di fermare l'esodo  dei  medici  verso  le
  strutture  private  e verso le strutture private  convenzionate,  è
  normale che se verranno a mancare i medici chiuderanno i reparti  e
  non  ci  saranno  neppure gli infermieri, gli Oss e  tanto  meno  i
  pazienti
   Ovviamente è un articolo in cui è fondamentale poi che ci sia  una
  grande sinergia anche con l'Assessorato Sanità al momento di andare
  a  emanare  i  decreti  attuativi, perché  questo  deve  essere  un
  provvedimento che nei fatti, Presidente Galvagno, viene  pennellato
  direttamente  sulle esigenze dei territori ed è per  questo  che  è
  stata fatta una differenza tra i comuni capoluogo di provincia, tra
  i  comuni  capoluogo  e  tra le periferie, perché  è  evidente  che
  qualunque sia il problema che possono vivere gli ospedali di  città
  grandi  metropolitane, come Messina, Catania e Palermo   io  stesso
  vengo  da  Messina   comunque,  a Messina,  a  Catania,  a  Palermo
  un'offerta   di   sanità  c'è   nei  policlinici,   nelle   aziende
  ospedaliere,  nei  grandi  ospedali,  mentre  ci  sono  aree,  vedi
  Mistretta, Petralia Sottana, Acireale, Giarre, Taormina,  Santagata
  di  Militello,  le Isole Eolie, Pantelleria, che hanno  invece  una
  grande  difficoltà a reperire i medici e a offrire un diritto  alla
  salute  che sia effettivamente tale  Dopo di che si dovrà risolvere
  anche  il  problema  delle grandi città, onde evitare  che  succeda
  nuovamente  ciò  che  è successo di recente al pronto  soccorso  di
  Palermo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Lantieri.  Ne  ha
  facoltà.

   LANTIERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  vista
  l'attenzione  che  il Governo Schifani con l'assessore  Volo  hanno
  dimostrato  per la sanità siciliana, perché è un'attenzione  che  è
  visibile a tutti, mi riferisco a quello che sta facendo il Governo,
  le  priorità, le zone interne sappiamo tutti che sono le  zone  più
  svantaggiate  l'Assessore fa un cenno di sì con la testa, vuol dire
  che anche lei è d'accordo. Purtroppo, sono le zone più svantaggiate
  sia   economicamente  ma  anche  fattore   perciò,   dare,   magari
  riflettendo, magari non subito, la possibilità alle zone interne di
  avere  un  incentivo per i medici che possono rimanere  nei  nostri
  ospedali, perché, Presidente, Assessore, cosa accade? Che si  fanno
  tantissimi concorsi, vengono vinti dai ragazzi, prendono  servizio,
  ma  dopo  qualche  mese l'offerta formativa sanitaria  nelle  città
  metropolitane viene data e, di conseguenza, questi ragazzi lasciano
  le  zone interne, specialmente in province piccole come quelle  che
  possono essere Enna, Ragusa, eccetera, e vanno dove si sentono  più
  garantiti  per la sanità. Perciò, ribadendo l'attenzione di  questo
  Governo  nei  confronti  dei cittadini e per  la  sanità,  desidero
  conoscere se si poteva mostrare attenzione a questo emendamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  intervenuto
  la  scorsa seduta per contestare non la bontà di questo emendamento
  che  ha  finalità  indubbiamente  lodevoli,  ma  per  richiamare  i
  colleghi  a  un  discorso di obiettivi e difficoltà degli  ospedali
  periferici rispetto agli ospedali dei comuni capoluogo. Nessuno  mi
  può  venire  a  dire che l'ospedale di Niscemi o di Gela  hanno  le
  stesse  carenze dell'ospedale di Caltanissetta, né che gli ospedali
  di  Vittoria  o di Modica hanno le stesse carenze dell'ospedale  di
  Ragusa.  Allora,  in  una  situazione di   coperta ,  indubbiamente
  troppo corta, si devono fare delle scelte, anche perché se lasciamo
  la  discrezionalità  poi  ai medici, l'abbiamo  visto  in  tutti  i
  concorsi  espletati,  dopo l'espletamento  dei  concorsi  medesimi,
  tutti  i  medici optano per andare nell'ospedale capoluogo rispetto
  all'ospedale periferico. E così, noi se lasciamo la possibilità  di
  questi  incentivi anche per gli ospedali dei comuni  capoluogo,  di
  fatto  già  riconosciamo  in partenza che gli  ospedali  periferici
  rimarranno  nuovamente  e  assolutamente  sguarniti,  quindi  è  un
  problema, guardiamo l'esistente e sull'esistente regoliamoci
   Io mi permetto di ribadire la mia contrarietà a questo emendamento
  e  credo  che  il testo base, così come è uscito dalla  Commissione
  Bilancio, sia quello su cui basare il nostro voto.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente, da tempo lavoriamo  su  questi  temi
  perché  la situazione è drammatica, i medici sono assolutamente  in
  numero  inferiore rispetto alle necessità che ci  sono  nei  nostri
  territori,  non  è  soltanto una questione relativa  alla  presenza
  negli  ospedali, la questione è molto più ampia. Lo abbiamo  detto,
  sono  i  medici di medicina generale che mancano, non soltanto  gli
  specialisti   al  Pronto  Soccorso  ma  anche  gli  ortopedici,   i
  rianimatori,  ma la questione che noi vogliamo sottolineare  è  che
  gli  unici  a  non soffrire di queste problematiche  sono  le  aree
  metropolitane.
   La  sanità non può essere metropolitano-centrica, deve tener conto
  dei  territori  e  questo perché serve anche  agli  ospedali  delle
  grandi  città, perché il territorio può servire le comunità  quando
  non  c'è  bisogno  di interventi straordinari,  di  eccellenza  che
  spesso viene determinata e realizzata nei grandi centri.
   Quindi il problema non è soltanto quello di mettere al centro  gli
  ospedali  che hanno una dimensione ridotta, sono tutti gli ospedali
  che fuori dalla cinta metropolitana sono in difficoltà.
   Lo  dico sapendo quello che è stato fatto nel passato, l'Assessore
  aveva proposto i dipartimenti, il rapporto tra i dipartimenti della
  città  metropolitana  con  quelli del territorio,  si  era  parlato
  dell'arrivo  di  medici da paesi stranieri,  il  problema  è  stato
  affrontato,  è  stato  insufficiente, la risposta  non  c'è  stata
  Diciamolo   con   franchezza,  la  situazione   nei   territori   è
  assolutamente deficitaria rispetto alla presenza dei medici.
   Noi riteniamo che con l'emendamento elaborato prima in Commissione
  Sanità  e poi l'integrazione che il collega Dipasquale ha fatto  si
  possa dare una risposta complessiva che, ripeto, è utile  anche per
  gli ospedali delle grandi città rispetto ai quali noi abbiamo fatto
  anche  -  l'Assessore  lo  sa  - delle proposte  concrete,  abbiamo
  indicato  la  questione  relativa  alla  fecondazione  medicalmente
  assistita, al centro di eccellenza per il cancro a Catania e i temi
  che  riguardano  la fragilità della disabilità, tutti  i  temi  che
  affrontati  in maniera reale possono dare risposta di  salute  alle
  nostre comunità.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Figuccia. Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  solo  per  evidenziare  come,  per
  carità, comprendendo le intenzioni del partito proponente di questo
  emendamento, che certamente vuole andare incontro alle esigenze dei
  medici  che  si  trovano in territori spesso più  distanti,  spesso
  anche  sottoposti  ad una serie di emergenze in  ambito  sanitario,
  quei  luoghi  che  tipicamente  non vogliono  essere  raggiunti  in
  effetti spesso dai medici.
   Il  problema  è  però  che con questo emendamento  si  rischia  di
  emarginare quelle aree che sono in capo ai comuni capofila,  quindi
  delle  città metropolitane, dove ci sono tanti medici che  svolgono
  il loro lavoro all'interno dei Pronto Soccorso, che sono sottoposti
  anch'essi  ad una serie di disagi, quindi togliere la premialità  a
  tutto  il personale sanitario, questo incentivo di 18 mila  euro  a
  quei medici che occupano dei presidi che sono assolutamente antenne
  sensibili  per la sanità regionale, ritengo che sarebbe un  errore,
  ripeto,  penso per citarne alcuno, i Pronto soccorso delle  aziende
  ospedaliere di Palermo, Catania e Messina, penso per citarne alcuni
  ai  medici che sono ogni giorno esposti ad un sacrificio enorme che
  al  di  là, diciamo, della dimensione periferica legata all'aspetto
  geografico  vivono, invece, una condizione di disagio  legate  alle
  pressioni  che  arrivano  da un'utenza che  spesso  cerca  risposte
  all'interno  di  strutture  che, comunque,  vivono  una  condizione
  difficile, quindi, in effetti diciamo noi siamo contrari  a  questo
  emendamento e anzi, invito i colleghi ad una riflessione  ritenendo
  che città come Palermo, Catania e Messina non possono subire questo
  tipo di ridimensionamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Abbate.  Ne  ha
  facoltà.

   ABBATE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questo  è
  un  argomento  forse uno dei migliori, più importanti argomenti  di
  questa  finanziaria,  finalmente si entra nella  discussione  e  si
  cerca  di  risolvere  il problema proprio di  poter  incentivare  i
  giovani  medici  a  poter  partecipare  ai  concorsi  e  andare   a
  individuare  quelle  sedi, andare a scegliere quelle  sedi  carenti
  nell'offerta  dei  posti che ci sono disponibili all'interno  della
  sanità siciliana.
   La  norma  stessa dice nei reparti carenti, oggi se  facciamo  una
  foto  di  quella  che  è  la  provincia  di  Ragusa  sappiamo  che,
  principalmente,  dove  sono  i  Pronti  soccorsi,  Pronti  soccorsi
  carenti sono su Modica e su Vittoria rispetto a Ragusa, ma è  stata
  sempre  storicamente così la scelta, anche se ha ragione  anche  il
  proponente  dell'emendamento dicendo che non è che la provincia  di
  Ragusa o l'ospedale di Ragusa è un ospedale il Policlinico o  è  la
  provincia di Catania e, quindi, c'è un problema da affrontare sulla
  possibilità   di  poter  mettere  a  disposizione  le   risorse   e
  utilizzare,  specialmente  per  le  piccole  province,   andare   a
  inquadrare gli ospedali tutti nella stessa maniera, quelli che sono
  in  questo  momento,  perché sono tutti classificati  nello  stesso
  modo.
   Capisco  che con l'Assessore che c'è in questo momento  sia  stato
  fatto  un  monitoraggio ed è questa la fotografia migliore,  quello
  che  invito in questo momento anche il Governo e l'Assessore, anche
  di fare uno step, uno step a sei mesi di quella che è la richiesta,
  di  quelle che sono le carenze realmente in tutte le province, dopo
  questi  sei  mesi riusciamo a capire se estendere  anche  a  quelle
  province,  capoluogo  di provincia e delle  province  piccole,  per
  cercare  di aiutare anche quegli ospedali e, quindi, fare il  prima
  la  prima  tranche negli ospedali di periferia anche  se  non  sono
  capoluoghi  di  provincia,  a sei mesi di  cercare  di  poter  fare
  entrare specialmente i capoluoghi di provincia più piccole, quindi,
  questo è l'invito che faccio al Governo di poterlo recepire.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Spada.  Ne  ha
  facoltà.

   SPADA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  dagli
  interventi  che  ho  ascoltato, partendo da  quello  dell'onorevole
  Figuccia,  sembra chiaro ed evidente che c'è un problema  anche  di
  partito,  onorevole  Figuccia, ma non vi  sentite  con  il  collega
  Laccoto  che  è  il Presidente della Commissione  sanità  e  che  è
  componente  del suo partito su una posizione politica  che  abbiamo
  assunto  tutti in Commissione e che avevamo condiviso? Quante  sono
  le posizioni all'interno di quest'Aula? Motivo per cui, Presidente,
  chiederò il voto palese su questo articolo.
   Tra   l'altro   l'onorevole  Figuccia  diceva  che  non   possiamo
  penalizzare Palermo, Catania e Messina quando lo stesso emendamento
  oggi  li  tiene fuori e, allora, noi diciamo una cosa,  Presidente,
  noi  diciamo che le piccole province non possono rimanere fuori,  i
  piccoli capoluogo di provincia non possono rimanere fuori da questo
  testo.   Noi   siamo   convinti  che  perseguendo   questa   strada
  continueremo   a  danneggiare  le  nostre  province  come   Ragusa,
  Siracusa,   Trapani,  Agrigento,  Enna,  realtà  che  oggi   stanno
  soffrendo  e  che  però  nel  testo già  sono  specificate  che  si
  interesseranno  solamente  quei  presidi  ospedalieri  che  avranno
  carenze rispetto all'organico previsto oggi, quindi io non vedo  il
  motivo  per cui non bisogna accogliere l'emendamento dell'onorevole
  Dipasquale.
   Capisco e spero che questo articolo sia l'ultimo rispetto a quello
  che  sto  dicendo,  capisco che l'intenzione di  questo  Governo  è
  quella di ridimensionare le piccole province.
   L'abbiamo visto anche in altre vicende, in altre situazioni  e  in
  altri contesti.
   Assessore Dagnino, io mi sono battuto, nella scorsa variazione  di
  bilancio,  per consentire di sanare una situazione che, in  qualche
  modo, era sfuggita di mano a questo Governo. Assessore Dagnino,  se
  mi  segue però rispetto all'intervento - assessore Turano, scusi  -
  se  mi  seguite  io  evito di gridare, io evito di  fare  polemica.
  Siccome  il mio vuole essere, diciamo, un atteggiamento propositivo
  e  costruttivo, nella speranza che il Governo recepisca quello  che
  sto per dire.
   Nella scorsa variazione di bilancio ci eravamo assunti, tutti,  un
  impegno,  approvando  un  ordine  del  giorno,  ovvero  quello   di
  consentire  alla provincia di Siracusa, che era rimasta  fuori  dal
  riparto  dei  danni causati dall'incendio dell'anno  scorso,  delle
  somme   aggiuntive   per   ristorare  questa   provincia.   Diciamo
  emendamento  di cui non si ha né traccia e di cui non  si  è  visto
  nulla, fino a questo momento.
   Allo  stesso modo, si è verificata tutta un'altra serie di azioni,
  che  hanno  danneggiato  le piccole province.  Allora  o  diamo  un
  segnale  alle piccole realtà provinciali, dicendo che i  capoluoghi
  più  piccoli,  che  hanno  necessità di avere  i  medici  che  oggi
  mancano,  possono attingere da questo fondo di 18 mila euro  -  che
  stanzieremo, grazie all'emendamento dell'onorevole Dipasquale  -  o
  continueremo, invece, a dire che ognuno deve continuare a soffrire,
  nella  piccola  realtà a cui appartiene, salvo poi venire  qui,  in
  Aula,  e  ognuno nel ruolo, e nel gioco, delle parti  spararla  più
  alta. Grazie.

   PRESIDENTE.  Gli interventi sono conclusi. Chiedo  il  parere  del
  Governo sull'emendamento 5.18.

   VOLO,  assessore  per  la salute. Signor Presidente,  buonasera  a
  tutti.  Innanzitutto volevo cogliere l'occasione  degli  interventi
  precedenti, per dirvi una cosa.
   In  questo  momento gli ospedali delle realtà più  lontane,  delle
  zone disagiate, sono quelli che veramente hanno i propri...

                     (Intervento fuori microfono)

   DIPASQUALE.  Ragusa  rispetto a Comiso è disagiata?  Lei  non  sa,
  forse, neanche dove si trova.

   VOLO, assessore per la salute. Scusi, non l'ho sentita.

   DIPASQUALE.  Ragusa  rispetto  a  Vittoria  è  disagiata?   Ragusa
  rispetto a Comiso è disagiata? Lei non sa neanche quello che dice.

   VOLO,  assessore  per  la  salute. Ma io non  sto  parlando  della
  provincia di Ragusa. Io sto parlando delle altre province.  Quindi,
  se Ragusa non ha nessun disagio, siamo tutti contentissimi. Però il
  problema  fondamentale, in questo momento, è quello  di  dare  agli
  ospedali  lontani, assolutamente in zone difficili da  raggiungere,
  la  possibilità  di  una incentivazione  E' un'incentivazione  che,
  però  come  è  stato anche già detto dall'onorevole  De  Luca,  non
  possiamo  definire incentivo, perché altrimenti ci viene impugnata.
  Quindi  noi dobbiamo parlare di indennizzo, per quelle che sono  le
  spese  di  alloggio e di trasporto perché, altrimenti, il Ministero
  ci ha già detto che non ce lo consente.
   Allora  io  vi propongo che, siccome è stato immaginato un  tempo,
  facciamo  sei mesi di prova. Vediamo di portare negli ospedali  più
  disagiati   i   medici  che,  per  il  momento,  trovano   comunque
  preferibile l'ospedale nel capoluogo di provincia, per non  parlare
  delle   aree  metropolitane,  e  vedere  se  intanto  riusciamo   a
  determinare  una condizione di maggiore sicurezza per gli  abitanti
  di quelle realtà.
   Dopodiché, a sei mesi, se riuscissimo a farlo, faremo poi in  modo
  di  dare, anche ai capoluoghi di provincia, la possibilità di avere
  all'interno degli ospedali una possibilità di incentivazione.  Devo
  dirvi,  però, che, appunto, le realtà variano perché, per dire,  al
  Sant'Elia di Caltanissetta comunque non vengono. Ma non è  che  non
  vengono  perché  hanno pochi soldi, non vengono perché,  in  questo
  momento, non vanno da nessuna parte
   E'  ovvio  che la possibilità che ha Caltanissetta, è comunque  di
  maggiore  attrattività anche perché, comunque, è sede di una  quota
  distaccata  dell'Università e quindi è una realtà  che  in  qualche
  modo  interessa.  Per cui io sono dell'avviso che: prendiamoci  sei
  mesi  di  osservazione, ai sei mesi vi daremo conto di  quelli  che
  sono  stati  possibili e augurabili miglioramenti ed  eventualmente
  riproporremo  la  possibilità  di andare  verso  il  contributo  di
  indennizzo anche nei capoluoghi di provincia.
   Lascerei  le  aree  metropolitane comunque fuori,  perché  in  una
  realtà come l'Ospedale Ingrassia, che giusto giusto ha visto questo
  terribile  incidente  -  sul quale abbiamo  già  comunque  dato  la
  disposizione  perché  venga fatta un'ispezione  dell'Assessorato  -
  però  noi  all'Ingrassia  non abbiamo  difficoltà  a  far  lavorare
  persone e l'Ospedale Ingrassia non è un'azienda ospedaliera; non fa
  parte di un'azienda ospedaliera, fa parte dell'azienda provinciale,
  però ha sede nella città di Palermo, di conseguenza la capacità  di
  attrarre personale medico, e non solo medico, al suo interno è  una
  realtà assolutamente evidente a tutti.
   Per  cui  quello  che  io ripeto è che all'emendamento  darei  una
  posticipazione  a  sei  mesi,  dopo una  valutazione  e  un'attenta
  osservazione di quali sono i benefici che, invece, questo  articolo
  5 può dare alle realtà periferiche. Grazie.

   PRESIDENTE.  Assessore, mi scusi, però mi  deve  dare  il  parere.
  Contrario o favorevole?

   VOLO, assessore per la salute. Personalmente sono contraria.

   DIPASQUALE. Personalmente? Lei rappresenta il Governo

   PRESIDENTE.  Parere contrario. Il parere del Governo è  contrario.
  Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.   Con  il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  Commissione,   pongo  in  votazione  l'emendamento   5.18.   Scusi,
  onorevole,  c'era  richiesta di voto palese sull'emendamento  5.18.
  Dobbiamo vedere se è appoggiata la richiesta di voto palese.


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.18

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 5.18.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 67
   Votanti                  56
   Maggioranza              29
   Favorevoli               21
   Contrari                 35
   Astenuti                 3

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti soppressivi del comma 3 sono ritirati, pertanto si
  passa  all'emendamento 5.34, a firma dell'onorevole  Giambona.  C'è
  una  riscrittura, se non ho capito male, onorevole Giambona.  Prego
  la illustri lei.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, entro subito  nel
  merito.    Abbiamo   lungamente   dibattuto   in   questi    giorni
  relativamente,  appunto, all'articolo 5 e,  nel  merito,  ringrazio
  l'assessore Volo che oggi è qui presente, anche per darci  conforto
  rispetto  a  quelle che sono alcune esigenze, che noi riteniamo  di
  modifica su questo articolo.
   Allora, intanto, faccio due considerazioni, Assessore.
   La  prima  considerazione è di ordine generale, rispetto a  quella
  che  è  l'esigenza  di porre rimedio ad alcune  questioni  croniche
  della  nostra  sanità siciliana: la tematica delle liste  d'attesa,
  gli   ospedali  che  sono  sguarniti  di  personale  medico  e   di
  infermieri,  i viaggi della speranza, che costano -  ricordo  a  me
  stesso  -  a questo bilancio oltre 250 milioni di euro che dobbiamo
  pagare  alle  altre regioni d'Italia. E allora oggi noi  andiamo  a
  votare  un  articolo che prevede un sistema di natura incentivante,
  di  indennizzo lei ha ben precisato, rispetto a quelli che  sono  i
  medici  che  dovrebbero andare giustamente a ricoprire ruoli  nelle
  aree interne, nelle aree svantaggiate.
   Nelle   scorse  settimane,  Assessore  Volo,  sono  uscite  alcune
  dichiarazioni  anche su organi di stampa in ordine a  un  possibile
  depotenziamento  di  alcune  strutture  ospedaliere,  appunto   che
  ricadono  nelle  zone  disagiate, nello  specifico,  l'ospedale  di
  Corleone, l'ospedale di Petralia Sottana.
   Allora, io chiedo a lei un chiarimento, perché da una parte, oggi,
  con questo articolo prevediamo giustamente e il Partito Democratico
  lo  sostiene, una misura che indennizzi relativamente a quelle  che
  sono  le difficoltà dei medici a raggiungere queste località  della
  Sicilia,  dall'altro  lato invece, si parla di depotenziare  queste
  stesse strutture sanitarie
   Allora  delle due l'una, noi abbiamo bisogno di chiarezza,  perché
  su  queste strutture ospedaliere che sono presidio fondamentale, il
  Partito Democratico non fa un passo indietro, noi vogliamo  che  ci
  siano  garanzie  che le misure che oggi sono qui  poste  siano  una
  parte  delle  misure  che permettono di valorizzare  questi  centri
  ospedalieri  che sono fondamentali e che già oggi,  ecco,  scontano
  quelle che sono le difficoltà dello spopolamento delle aree interne
  e questa è la prima richiesta che io faccio all'Assessore Volo.
   La  seconda vuole entrare più nel merito del mio emendamento 5.34,
  Assessore,  5.34, non sono tutte le comunità siciliane quelle  dove
  ci  sono  degli ospedali, lo sappiamo, il primo punto di assistenza
  sanitaria  è  banalmente  offerto,  e  vivaddio ,   dai  medici  di
  medicina  generale  e  allora io giro  parecchio  la  provincia  di
  Palermo come sicuramente tanti colleghi per la Sicilia, quello  che
  emerge negli ultimi tempi e che c'è una carenza cronica all'interno
  delle  nostre  realtà, all'interno di quei luoghi,  all'interno  di
  quelle   aree  svantaggiate  e  disagiate  di  medici  di  medicina
  generale.
   Ci  sono  centinaia di mancate assegnazioni, ci sono centinaia  di
  medici  che sono in sovrannumero, non riuscendo a rendere al meglio
  la prestazione proprio per le difficoltà quotidiane di dover, ecco,
  assecondare le richieste di un numero maggiore di medici.
   La  Fondazione GIMBE, ci dice che in Sicilia l'87% dei  medici  ha
  oltre  27  anni di attività, sempre la stessa Fondazione GIMBE,  ci
  dice  che entro il 2026 andranno in pensione in Sicilia 1055 medici
  di  medicina  generale,  questa  è  la  vera  emergenza   Una  vera
  emergenza  rappresentata anche delle organizzazioni  sindacali  dei
  medici di medicina generale e dei pediatri.
   Allora,  l'obiettivo di questo emendamento per  il  quale  abbiamo
  lungamente  dibattuto,  è quello di prevedere  la  possibilità  che
  anche  per le nuove assegnazioni dei medici di medicina generale  e
  per  i  pediatri  di  libera  scelta,  ci  sia  la  possibilità  di
  riconoscere anche a loro  questa forma di indennizzo, solamente per
  le  nuove assegnazioni e non naturalmente per tutta la platea ed  è
  ovvio  che  da questo punto di vista, poiché ci potrebbe essere  un
  problema di risorse,  Assessore Volo, noi rimanderemo a quello  che
  è  un  decreto  successivo, ecco, quelle  che  potranno  essere  le
  priorità su cui poi lei Assessore e il suo Assessorato deciderà  di
  investire.
   Quindi, il tema è abbastanza chiaro, oltre alla carenza dei medici
  all'interno  di  quelle che sono le strutture ospedaliere,  abbiamo
  una  carenza  cronica  di  quelli che sono  i  medici  di  medicina
  generale  e  pediatri,  quindi io insisto, Presidente  Galvagno  su
  questo  mio  emendamento e richiamo poi al senso di  responsabilità
  tutti i colleghi che girano i territori e sanno benissimo che è una
  carenza  in  corso  alla quale noi in qualche modo,  a  partire  da
  questo intervento, dobbiamo cominciare a porre rimedio.

   PRESIDENTE.  Colleghi  troverete sui tablet l'emendamento  5.34.1,
  che  è  la riscrittura dell'emendamento dell'onorevole -  non siamo
  in  votazione ancora perché possibilmente c'è il parere  favorevole
  del  Governo  -   prima  però  c'è  l'onorevole  Schillaci.  Prego,
  onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente,  solo  per  dire,  che   condivido
  assolutamente  l'intervento  del  collega  Giambona,  anzi   vorrei
  apporre la mia firma a questo emendamento e vorrei ricordare che la
  zona   delle  Madonie  è  rimasta  scoperta  per  tantissimi  mesi,
  soprattutto  il  comune  di  Petralia, senza  medico  di  base.  E'
  assolutamente incredibile, sappiamo che la carenza dei medici è  un
  discorso  più generale, ma se possiamo apportare delle  misure  che
  agevolano  il reperimento di alcune figure, che possono  essere  di
  assoluta  e  di  fondamentale importanza per i territori  che  sono
  isolati dal più vicino comune dove abbiamo il presidio ospedaliero,
  che è quello di Cefalù. Quindi condivido la misura.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sul 5.34.1.R?

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Presidente, ma per i medici e  i  pediatri  di
  libera  scelta, per queste figure, pur concordando  nel  merito,  i
  soldi, le risorse non sono messe sulla convenzione? Perché se  sono
  sulla  convenzione,  non  puoi  dare  l'incentivo  collegato   alla
  contrattualizzazione, perché si deve mettere sulla  convenzione,  è
  un fatto tecnico, sono due cose diverse.

   PRESIDENTE. Grazie per l'appunto onorevole De Luca.

   VOLO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Anche perché dovrebbe dare  il  parere
  sul 5.34.1.R.

   VOLO, assessore per la salute. Il 5.34 quando abbiamo...

   PRESIDENTE. L'1.R stiamo trattando, perché l'1.R, se non ho capito
  male,  l'onorevole  Giambona ha modificato le coperture,  che  leva
  sostanzialmente al turismo e dovrebbe essere credo  ad  invarianza,
  giusto? Benissimo. Quindi dovrebbe guardare nella riscrittura,  nel
  tablet  tra  i   fuori  sacco , l'emendamento è  classificato  come
  5.34.1.R.
   Il  5.34.1.R  non intacca minimamente il fondo che prima,  se  non
  ricordo male, era del turismo e pertanto è adesso ad invarianza  di
  spesa. Lo ha anche spiegato, l'ha spiegato.

   VOLO, assessore per la salute. Parere contrario, Presidente.

   PRESIDENTE. Quindi al 5.34.1.R e al 5.34 immagino.

   VOLO, assessore per la salute. Ad entrambi.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chiaramente, onorevole Giambona,  se  dovesse  essere
  respinto  il 5.34.1.R, il 5.34 non si può votare perché chiaramente
  sarebbe senza copertura. Però c'è richiesta di voto palese  se  non
  ho capito male.

   GIAMBONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese.


      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.34.1.R.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento5.34.1.R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 68
   Votanti                  56
   Maggioranza              29
   Favorevoli               21
   Contrari                 35
   Astenuti                 3

                           (Non è approvato)

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi del comma 4 sono ritirati,
  ad  eccezione del 5.27, che sarebbe il soppressivo della lettera d)
  a firma dell'onorevole Catanzaro.
   Onorevole Catanzaro, è mantenuto?

   CATANZARO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Ritirato, se però non lo dice io non lo  posso  fare.
  Onorevole   De   Luca?   Non  ho  capito,   mantenuto?   Si   passa
  all'emendamento 5.37.
   Il parere del Governo?

   VOLO, assessore per la salute. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  5.37.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto,

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.31 dell'onorevole Ciminnisi ed altri. È
  mantenuto  o  ritirato? Onorevole Ciminnisi, siamo  all'emendamento
  5.31. Le chiedevo se fosse mantenuto o ritirato.

   CIMINNISI.  No  Presidente, mi perdoni, io  lo  vorrei  mantenere.
  Avevo  già  spiegato le ragioni sottese a questo emendamento  nella
  scorsa   seduta,  ma  vorrei  reiterarle  brevemente  in   presenza
  dell'assessore  Volo  e,  soprattutto, del presidente  Schifani,  e
  anche dell'assessore Aricò, visto che è presente.
   Ho  ritenuto opportuno proporre una modifica per inserire anche  i
  presidi,  non  i  presidi  ospedalieri  ma,  appunto,  i  distretti
  sanitari  territoriali e i presidi di continuità assistenziali  dei
  Comuni che ricadono nelle isole minori.
   Perché  anche le isole minori sono, comunque, delle  zone  in  cui
  difficilmente  il  personale  sanitario  si  reca  volentieri.   E,
  considerato che in questa manovra, almeno allo stato attuale,  sono
  venute  meno  tutte  quelle agevolazioni che erano  state  previste
  nelle  precedenti manovre che prevedevano la gratuità del trasporto
  sui  collegamenti marittimi da e verso le isole minori, ritengo che
  sia  necessario prevedere questo stesso... - mi state  seguendo?  -
  questo  stesso  incentivo anche per il personale sanitario  che  si
  reca presso le isole minori.
   Si  tratta  di assicurare il diritto alla salute in condizioni  di
  parità  ed  uguaglianza anche ai cittadini isolani,  che  non  sono
  cittadini  di  serie B, ma sono cittadini siciliani al  pari  degli
  altri  e,  al  pari  degli altri, hanno diritto  di  accedere  alle
  prestazioni sanitarie.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VOLO, assessore per la salute. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario

   PRESIDENTE. Allora pongo in votazione

   SCHILLACI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.31

   PRESIDENTE. Allora prima di mettere in votazione c'è una richiesta
  di  voto  palese,  vediamo  se  la  richiesta  di  voto  palese   è
  appoggiata. La richiesta è appoggiata.
   Essendo  la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indìco
  la  votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.31  con  il
  parere contrario del Governo e contrario della Commissione.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 67
   Votanti                  60
   Maggioranza              31
   Favorevoli               24
   Contrari                 36
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 7, perché il 5.35 è
  precluso    vista    la   bocciatura   dell'emendamento    5.34.1.R
  dell'onorevole Giambona.
   Pertanto  chiedo  se i soppressivi del comma 7  sono  mantenuti  o
  ritirati. Il soppressivo del comma 7, il Partito democratico lo  ha
  ritirato,  chiedo  all'onorevole De Luca  Antonio:  è  mantenuto  o
  ritirato? Non l'ho capito.
   Ritirato.  Non  ci  sono  altri emendamenti  soppressivi,  no,  mi
  correggo,  c'è quello dell'onorevole De Luca Cateno.  Onorevole  De
  Luca Cateno? Ritirato? Benissimo.
   Allora pongo in votazione l'articolo 5.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi,

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
   Misure in favore dei lavoratori impegnati in attività di pubblica
                                utilità
                    e in attività socialmente utili

   1.  Il  comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale 16  gennaio
  2024, n. 1 è così sostituito:

    2.  Dopo  il  comma 4 dell'articolo 64 della legge  regionale  12
  agosto  2014,  n.  21 e successive modificazioni  sono  aggiunti  i
  seguenti:

    4  ter.  Le  società  e gli organismi di cui  al  comma  4   sono
  autorizzate ad assumere, a seguito di specifico avviso pubblico  di
  selezione, nelle attuali qualifiche di appartenenza, con  contratto
  di  lavoro a tempo parziale nella misura di trenta ore settimanali,
  anche  in  deroga ai limiti percentuali previsti per i rapporti  di
  lavoro  a  tempo  parziale,  fino  ad  un  numero  massimo  di  258
  lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità e in  attività
  socialmente  utili,  inseriti  nell'elenco  di  cui  al   comma   1
  dell'articolo  30 della legge regionale 28 gennaio  2014,  n.  5  e
  successive  modificazioni, in utilizzazione presso il  Dipartimento
  regionale  dei beni culturali, dove rimangono assegnati presso  gli
  attuali  siti della cultura in cui prestano l'attività  socialmente
  utile.

   4  quater.  Le  società e gli organismi di cui  al  comma  4  sono
  autorizzate ad assumere, a seguito di specifico avviso pubblico  di
  selezione, nelle attuali qualifiche di appartenenza, con  contratto
  di  lavoro a tempo parziale nella misura di trenta ore settimanali,
  anche  in  deroga ai limiti percentuali previsti per i rapporti  di
  lavoro  a tempo parziale, fino a un numero massimo di 19 lavoratori
  del  partenariato sociale, inseriti nell'elenco di cui al  comma  1
  dell'articolo  30  della  legge regionale n.  5/2014  e  successive
  modificazioni, già in utilizzazione alla data del 31 dicembre  2023
  presso  gli  uffici dell'Amministrazione regionale, dove  rimangono
  assegnati.

   4   quinquies.  Nell'ambito  dei  futuri  concorsi  della  Regione
  siciliana,  è  prevista  una  riserva  sui  posti  banditi  per   i
  lavoratori di cui ai commi 4 ter e 4 quater.'.

   2-bis.  Agli oneri discendenti dalla previsione di cui al comma  2
  si  provvede  nell'ambito dell'autorizzazione di spesa  di  cui  al
  comma 1. .

   2. Al comma 4 dell'articolo 10 della legge regionale n. 1/2024, le
  parole   i soggetti di cui al comma 3  sono sostituite dalle parole
   i soggetti di cui ai commi 2 e 3 .

   3.  I  soggetti inseriti nell'elenco di cui all'articolo 30, comma
  1,  della  legge  regionale 28 gennaio  2014,  n.  5  e  successive
  modificazioni, che nel corso dell'esercizio finanziario 2021  hanno
  optato,   in   alternativa   alla  partecipazione   alle   attività
  socialmente  utili,  per la fuoriuscita definitiva  dal  bacino  di
  appartenenza   a   fronte  della  corresponsione  di   un'indennità
  onnicomprensiva d'importo corrispondente a cinque anni dell'assegno
  di utilizzazione in ASU da erogare in rate annuali, e nei confronti
  dei  quali  è stato già adottato il relativo decreto di fuoriuscita
  dal  bacino  nell'anno 2021, conservano gli importi dei  ratei  già
  percepiti e mantengono il diritto a percepire le restanti  rate  di
  indennità  di  fuoriuscita fino alle cinque annualità previste  dal
  predetto  decreto  di fuoriuscita, senza nuovi o maggiori  oneri  a
  carico del bilancio regionale.

   4.  L'ultimo  periodo  del comma 2 dell'articolo  15  della  legge
  regionale  16  ottobre 2019, n. 17 è sostituito dal  seguente:   La
  Regione  è esclusa dai processi di assegnazione di cui al  presente
  articolo, fatto salvo quanto previsto dal comma 2 dell'articolo  10
  della   legge  regionale  16  gennaio  2024,  n.  1  e   successive
  modificazioni. .

   5.  Al  comma  4 dell'articolo 4 della legge regionale  12  maggio
  2020, n. 9 e successive modificazioni le parole  è prorogato al  31
  dicembre  2024   sono sostituite dalle parole  è  prorogato  al  31
  dicembre 2025 .

   6.  All'articolo 84 della legge regionale 15 aprile 2021, n.  9  e
  successive  modificazioni  dopo il  comma  1-bis  sono  aggiunti  i
  seguenti commi:

    1-ter. Il personale del bacino ex Servirail e Ferrotel di cui  al
  comma 19 dell'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 2021, n.
  35  e  successive modificazioni, che alla data di entrata in vigore
  del  presente comma ha concluso il tirocinio formativo di cui  alla
  convenzione  sottoscritta  tra  il  Dipartimento  regionale   delle
  infrastrutture,  della  mobilità e dei trasporti,  il  Dipartimento
  regionale del lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei  servizi
  e  delle  attività  formative  e il  Consorzio  per  le  Autostrade
  Siciliane (CAS), sono iscritti, su specifica domanda, nell'albo  di
  cui  all'articolo 64 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21  e
  successive modificazioni.

   1-quater.  La  società  consortile per  azioni  Servizi  Ausiliari
  Sicilia  (SAS) è autorizzata ad assumere con contratto di lavoro  a
  tempo  pieno,  a  seguito di avviso pubblico di selezione,  per  le
  qualifiche a basso contenuto professionale, nell'ambito dei  propri
  fabbisogni, il personale di cui al comma 1-ter fino a un massimo di
  20   unità   di   lavoratori.   Dall'esercizio   finanziario   2025
  all'esercizio  finanziario  2049  è  autorizzata  la   spesa   come
  determinata nella tabella seguente:

    Esercizio  Numero      Totale
    Finanziar  Soggetti   costo
  io                      dall'eserciz
                          io
                          finanziario
                          2025
    2025       20          794.838,00

    2026       20          735.225,15

    2027       17          672.300,48

    2028       16          635.870,40

    2029       16          602.752,15

    2030       15          596.128,50

    2031       15          519.956,53

    2032       13          463.655,50

    2033       11          410.666,30

    2034       10          384.171,70

    2035       9           341.117,98

    2036       8           317.935,20

    2037       8           317.935,20

    2038       8           288.128,78

    2039       7           202.021,33

    2040       5           195.397,68

    2041       4           158.967,60

    2042       4           158.967,60

    2043       4           158.967,60

    2044       4           145.720,30

    2045       3           66.236,50
    2046       3           39.741,90
    2047       2           39.741,90
    2048       2           39.741,90
    2049       1           29.806,43
                           8.315.992,5
                          8

   7.   I  soggetti  già  destinatari  del  regime  transitorio   dei
  lavoratori socialmente utili in servizio al 31 dicembre 2021 presso
  Almaviva  Contact  s.p.a., che hanno presentato entro  la  data  di
  entrata   in   vigore  della  presente  legge  l'istanza   di   cui
  all'articolo 5 della legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3, possono
  ottenere   in   deroga  a  quanto  stabilito   per   i   lavoratori
  numericamente  indicati dell'articolo 20 della  legge  regionale  9
  maggio  2017, n. 8 i benefici previsti dall'articolo 5 della  legge
  regionale  n.  3/2024. Per le finalità di cui al presente  comma  è
  autorizzata,  per  l'esercizio finanziario 2025,  la  spesa  di  35
  migliaia di euro.

   8. All'articolo 17 della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2  è
  aggiunto il seguente comma:

    2. Al fine di favorirne la fuoriuscita dal precariato, i soggetti
  appartenenti al bacino ex Keller diversi da quelli di cui al  comma
  1 bis dell'articolo 84 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 e
  successive modificazioni, inclusi nell'elenco formatosi  a  seguito
  di  bando  pubblico  emesso  nel  2018  da  R.F.I.  s.p.a.  per  il
  reclutamento  di  operatori  specializzati  e  non  assunti,   sono
  iscritti,  a  specifica domanda, nell'albo di cui  all'articolo  64
  della   legge  regionale  12  agosto  2014,  n.  21  e   successive
  modificazioni   e   possono  essere  assunti  presso   le   società
  partecipate  pubbliche per le finalità e con le  procedure  di  cui
  all'articolo 25 della legge regionale 10 agosto 2022, n. 16. ».

   Sono stati ritirati gli emendamenti soppressivi, anche al comma 1.

   PACE. So che c'è una riscrittura dell'articolo 10.

   PRESIDENTE. Chiedo al Governo se c'è una riscrittura dell'articolo
  10.

   DAGNINO,   assessore  per  l'economia.  Si,  c'è  una  riscrittura
  dell'articolo 10.

   PRESIDENTE. Dovreste depositarla, Assessore Dagnino.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, in Commissione ho posto un tema: noi stiamo
  prevedendo di far transitare gli ASU dei beni culturali  presso  la
  SAS, per stabilizzarli. Si pone un quesito: noi abbiamo vigente una
  norma  che  in  forza  della  cosiddetta  "Legge  Madia",  con   le
  successive modifiche e integrazioni, consentiva agli enti che hanno
  da  un certo numero di anni personale precario, diciamo nell'ambito
  dell'utilità e non alle dipendenze, di poterli stabilizzare  presso
  l'ente di appartenenza.
   Quindi  noi con questa norma superiamo la norma che consente  alla
  Regione di stabilizzarli, li stabilizziamo alla SAS, prevedendo che
  continuino a lavorare ai beni culturali.
   C'è  una  piccola  questione  che io  pongo  al  Presidente  della
  Regione:  Presidente,  ma  lei lo sa che questo  personale  costerà
  circa  il  10  per  cento  in  più rispetto  a  quanto  oggi  costa
  all'Amministrazione regionale?
   Perché la SAS, nel momento in cui transitano nei propri ruoli,  ha
  un  costo  aggiuntivo proprio della  intermediazione  connessa  nel
  rapporto con la Regione; allora io mi chiedo: ma perché, visto  che
  abbiamo  già  la  legge che consente alla Regione di  stabilizzarli
  presso  i propri enti? Qualcuno mi dice: perché se li stabilizziamo
  alla  Regione questo sottrae alla dotazione organica per consentire
  di fare le nuove assunzioni. Però capiamoci, questo personale serve
  o  non serve? Mi si dice che è fondamentale perché tengono aperti i
  musei, i siti culturali, eccetera, eccetera.
   E  allora perché stiamo procedendo a metterli nella SAS? Pagandoli
  di  più,  non i lavoratori, perché i lavoratori non riceveranno  un
  euro in più, ma sarà la SAS ad avere un onere del trasferimento  di
  detto  personale presso la società medesima; non mi pare  una  cosa
  finalizzata alla buona amministrazione.
   Ecco  perché,  Presidente, io l'emendamento  di  soppressione  del
  comma  2  non  sono  per ritirarlo, semmai sono  per  approvarlo  e
  mantenere   in  vita  la  norma  che  consente  alla   Regione   di
  stabilizzare presso la propria amministrazione il personale che  in
  atto svolge attività presso i beni culturali.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole.

   SCHILLACI.   Grazie  Presidente,  Presidente   della   Regione   e
  Assessori. Sì, anch'io ho molti dubbi su questa manovra del Governo
  regionale, ma a maggior ragione io mi chiedo: se c'è un esborso  di
  denaro  in  più  non  ci sono profili di responsabilità  per  danno
  erariale?
   Dopodiché, la legge 1 del 2024 che questo Parlamento regionale  ha
  già  approvato  non  è  stata impugnata, quindi  significa  che  la
  manovra  andava  bene,  altrimenti sarebbe  stata  impugnata  dalla
  Presidenza  del  Consiglio dei Ministri,  e  non  è  avvenuto,  poi
  oltretutto  li stabilizziamo in questo contenitore della  SAS,  che
  già  ha  tanti  altri dipendenti, altri lavoratori,  e  mi  chiedo:
  possiamo  imporre  alla  SAS  di  dovere,  poi,  dirottare   questi
  lavoratori presso i beni culturali?
   Quindi   ci  sono,  diciamo,  dei  dubbi  che  secondo  me   vanno
  attenzionati  dal  Governo  regionale e,  quindi,  anch'io  insisto
  affinché  vengano, secondo il fabbisogno naturalmente, stabilizzati
  all'interno   dei  beni  culturali  e,  soprattutto,  che   vengano
  stabilizzati a 36 ore. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Grazie, Presidente. Presidente  Schifani,  io
  vorrei capire, qua mi rivolgo direttamente a lei, proprio alla  sua
  persona  che  intenzioni  avete?  Perché  diverse  volte  ci  siamo
  confrontati su questo argomento, e io ho sempre apprezzato da parte
  sua  la volontà dichiarata, tante volte anche perseguita, di  porre
  fine alla piaga del precariato.
   E sicuramente, una triste pagina della Regione siciliana, è quella
  che  ha  visto  impegnare  gli ASU dei  beni  culturali  per  circa
  vent'anni  per  tenere  aperti  i nostri  musei,  i  nostri  parchi
  archeologici,  la  domenica, i festivi, i periodi natalizi,  quando
  facciamo  le notti bianche, gli eventi culturali e quando  poi  noi
  utilizziamo   questi  strumenti  anche  per  reggere  il   bilancio
  regionale,  perché non ci dimentichiamo che gli incassi dei  nostri
  siti culturali poi vanno a sostenere il bilancio regionale.
   E  da  quando abbiamo approvato la norma che consente alla Regione
  di  stabilizzare queste figure, questi 258 servitori della  Regione
  siciliana, da quel giorno, queste persone hanno protestato sotto la
  sede  della Presidenza della Regione almeno quattro, cinque  volte,
  diverse  volte hanno incontrato la Presidenza, diverse volte  hanno
  incontrato  l'assessore  Messina, diverse  volte  hanno  incontrato
  l'assessore  Scarpinato, diverse volte hanno  incontrato  i  Gruppi
  parlamentari  di  maggioranza  e di opposizione,  a  fronte  di  un
  articolo  che  non è stato impugnato, non c'è stata la  conseguenza
  che era lecito attendersi, ossia l'applicazione della legge.
   E  pur  non essendo vero che andiamo incontro a un danno erariale,
  perché  se fai la legge non fai nessun danno erariale, però  è  uno
  spreco  di  denaro pubblico, presidente Schifani, è uno  spreco  di
  denaro  pubblico,  ed  è anche lo svilimento delle  aspettative  di
  questi lavoratori, e ai 258 padri di famiglia che, come noi, stanno
  seguendo  quest'Aula, e si attendono da parte nostra  una  risposta
  che sia confacente con le loro aspettative, credo che da parte sua,
  presidente  Schifani, ci dovrebbe essere un atto di  serietà  e  di
  corrispondenza a quelle che sono sempre state le sue dichiarazioni.
   Presidente Schifani, se mi dà un attimo di attenzione,  anche  per
  non dare ragione al collega Sammartino che da mezz'ora mi dice "non
  ti  ascolta", però Presidente Di Paola faccio una cosa: sospendo il
  mio intervento fin quando il presidente Schifani non si risiede.

   PRESIDENTE.   Onorevole  De  Luca  si  rivolga   alla   Presidenza
  dell'Assemblea.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi.  Il  comma  7  di
  questo  articolo  è  l'unico contributo concreto  che  ad  oggi  il
  Governo regionale ha fornito in due anni per la vertenza Almaviva.
   Ricordo  all'Aula  che,  dopo  due  anni  di  promesse  a  livello
  nazionale  e regionale, tra una decina di giorni, 400 lavoratori  e
  lavoratrici  tra  Palermo  e Catania di Almaviva  Contact  verranno
  licenziati. Ricordo anche che la maggior parte di questi lavoratori
  sono  persone con professionalità pluridecennale che hanno  l'unica
  colpa di aver servito la collettività durante la fase pandemica,  e
  per questo motivo hanno perso la causa sociale.
   Il  Governo  Meloni ha abbandonato questi lavoratori,  queste  non
  sono  parole  mie,  ma  sono  parole di un  Assessore  del  Governo
  regionale, che peraltro condivido. Il Governo Schifani ha fatto  ad
  oggi  solo questa norma, e addirittura ci ritroviamo con un  tavolo
  convocato per giorno 27 dicembre, perché oggi stiamo scoprendo  che
  si   poteva  prolungare  la  cassa  integrazione  per  trovare  una
  soluzione.
   Questo  è  lo  stato di fatto attualmente, chiedo l'attenzione  da
  parte dell'Aula e del Governo su questo tema, che sembra che non ci
  sia  nei  fatti,  c'è un emendamento che ho già proposto  nei  mesi
  precedenti in Commissione bilancio e di nuovo in Aula, che  prevede
  l'istituzione  del  bacino  dei lavoratori  Almaviva  Contact,  che
  sarebbe un segnale concreto di attenzione, e stanziare delle  somme
  per  attivare delle commesse pubbliche che prevedano l'utilizzo  di
  questi lavoratori.
   Onorevole Cracolici, ha ragione, non c'è nessuno, ma questo  è  il
  livello e attenzione che il Governo Schifani ha nei confronti della
  vertenza Almaviva Contact, non interessa a nessuno, e infatti  sono
  coerenti con l'impegno che hanno avuto in questi due anni su questo
  tema, ma è giusto presentare all'Aula e ai cittadini quello che sta
  succedendo.
   Questo  è  lo stato dell'arte, ora ci sarà il tavolo giorno  27  e
  abbiamo  scoperto  che si poteva prolungare la cassa  integrazione,
  noi  come  Movimento  Cinque Stelle a livello nazionale  proporremo
  l'emendamento per prolungare la cassa integrazione, vi sottoponiamo
  ancora una volta l'emendamento per l'istituzione del bacino  e  per
  l'attivazione della commessa.
   Ci  vogliono  fatti, le parole non servono più e,  come  ha  detto
  l'onorevole Cracolici, l'attenzione del Governo su questo si evince
  anche da quella che stiamo raccogliendo in Aula. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Presidente, nei giorni scorsi siamo stati bombardati  da
  notizie  espresse dalla Presidente del Consiglio, onorevole Meloni,
  ma  anche  dai  rappresentanti del Governo nazionale  e  di  quello
  regionale,  si  è  detto abbiamo una crescita dell'occupazione,  in
  Sicilia in particolare.
   Noi   questa  crescita,  debbo  dire,  non  l'abbiamo  verificata,
  speriamo  che  questi  risultati si possano percepire,  quello  che
  percepiamo dai nostri territori invece è uno stato di difficoltà di
  alcune aziende.
   Io  nei giorni scorsi ho rappresentato la questione relativa  agli
  operai  presenti nella Kalat Ambiente del Calatino,  una  struttura
  che  negli anni ha lavorato nel settore delicatissimo dei  rifiuti,
  sono  stati al centro delle politiche della differenziata in quelle
  comunità.  Purtroppo,  questa  azienda  è  entrata  in  crisi,   in
  difficoltà,   non   perché   non  avesse   un'attività   abbastanza
  significativa  e  legata  al territorio, è  entrata  in  difficoltà
  perché ha subito due incendi assolutamente devastanti.
   Un primo incendio c'è stato qualche anno fa, recentemente, qualche
  mese  fa  un  altro incendio, sono incendi dolosi chiaramente,  noi
  pensiamo  di matrice mafiosa, perché sappiamo che la mafia  cura  i
  suoi   sporchi  affari  all'interno  dei  rifiuti,  non   tutto   è
  declinabile  in questo senso, però la gran parte di alcune  aziende
  presenta questa infiltrazione.
   Allora  noi  facciamo  questa richiesta,  giustamente  il  collega
  poneva  la  questione  di  alcuni lavoratori,  io  mi  permetto  di
  aggiungere la situazione drammatica che in queste ore vivono  circa
  34  operai  che,  se  non  avranno  la  disoccupazione  in  deroga,
  rischiano di essere licenziati e di trovarsi in difficoltà.
   Ci sarebbe una lacerazione sociale significativa in un'area, in un
  territorio  già in grande difficoltà, perché il mondo agricolo,  in
  particolare,  ha  subito le conseguenze della siccità  che  non  ha
  visto per nulla gli interventi da parte dei Governi per cercare  di
  supplire alle difficoltà presenti in questo ambito.
   Presidente,  mi  permetto fare questa segnalazione dei  lavoratori
  della  Kalat  Impianti che richiedono la disoccupazione  in  deroga
  altrimenti,  andranno  a  vivere  un  momento  assai  difficile  di
  licenziamento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Sull'articolo  10  ci  sono
  altri interventi?

   CHINNICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Presidente, volevo chiedere a proposito della  vertenza
  Almaviva  se  l'assessore Tamajo, visto che è in  Aula,  può  darci
  qualche ragguaglio.

   TAMAJO, assessore per le attività produttive. Su che cosa?

   CHINNICI. Sulla vertenza Almaviva.

   PRESIDENTE. Assessore Tamajo lei vuole intervenire? Se vuole  dare
  delle delucidazioni.

   TAMAJO,  assessore  per le attività produttive. Grazie  Presidente
  per  avermi  dato  la  parola, io ho ascoltato l'onorevole  Varrica
  prima,  non tutto l'intervento a dire la verità, mi fa piacere  che
  l'onorevole  Chinnici chiede delle delucidazioni  in  merito,  devo
  dirle che è strumentale.
   Devo  dire che l'ultima parte del suo intervento, quando dice  che
  forse  questo Governo non si sta occupando di questo problema,  sta
  dicendo  veramente  una  grande menzogna,  perché  a  proposito  di
  lavoratori  Almaviva  abbiamo stabilizzato  e  abbiamo  immesso  in
  servizio  42  soggetti  ex L.U. Almaviva  che  già  hanno  prestato
  servizio da qualche giorno.
   Per  ciò  che  riguarda il servizio  Ex 1500  sono  stato  venerdì
  scorso, addirittura, con il Presidente Schifani, che si è prodigato
  e  ha  chiamato sia il ministro Urso sia il ministro Calderone  per
  intervenire  sulla  proroga  della cassa  integrazione  scaduta,  e
  stiamo  lavorando al decreto  milleproroghe  nazionale per arrivare
  alla proroga della cassa integrazione, nelle more di un progetto di
  definizione di assorbimento del personale Almaviva che, le ricordo,
  sono  circa  quattrocento soggetti, non parliamo di dieci  o  venti
  operatori, ma parliamo di circa quattrocento soggetti.
   Vi  posso garantire, e le posso garantire, onorevole Varrica,  che
  questo  Governo  se  ne  sta  occupando,  e  se  ne  sta  occupando
  abbastanza bene, e stiamo cercando, già giorno 27 alle  ore  15  ho
  convocato  i  sindacati per fare il punto della  situazione,  e  mi
  auguro  nelle prossime settimane di poter dare, intanto,  la  prova
  della   cassa   integrazione   prorogata   e,   nelle   more   poi,
  successivamente,   qual   è   la   linea   del   Governo   rispetto
  all'assorbimento di questo personale dentro qualche altra commessa.
  Grazie.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo in realtà per riprendere sull'articolo 10 l'orientamento
  collegato agli Asu dei Beni culturali.
   Io  oggettivamente ho ascoltato con grande attenzione l'intervento
  dell'onorevole  Cracolici,  e  mi  sono  permesso  di   avvicinarmi
  formalmente al Presidente di cui, oggettivamente conoscevo  già  le
  indicazioni, essendo questo un gruppo di dipendenti, poco  meno  di
  260  che, oggettivamente, rincorrono anche attraverso il Parlamento
  questa  opportunità  da  tempo,  e mi  sembra,  insomma,  di  poter
  condividere  sia  con l'atteggiamento dell'opposizione,  faceva  un
  intervento  l'onorevole  Cracolici,  che  con  l'orientamento   del
  Governo,  una  prospettiva  che era  quella  del  Presidente  della
  Regione già qualche mese, se non qualche anno fa.
   Per  cui fare questo giro attraverso la SAS, rischia di comportare
  un  dispendio  di  tempo, di energia e lasciatemi  dire,  anche  di
  risorse,  per  cui se si potesse, effettivamente,  riprendere  quel
  percorso   tracciato  dal  Presidente  Schifani  all'inizio   della
  legislatura,    e   ripreso   onestamente   testé   dall'intervento
  dell'onorevole  Cracolici, credo che faremmo  un  buon  servizio  a
  questo  personale e, certamente, avremo raggiunto un buon risultato
  come   Parlamento  tutto,  al  di  là  delle  forze  politiche   di
  maggioranza e opposizione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie. Onorevoli colleghi ci sono altri  interventi?
  Assessore?  Onorevoli colleghi, accantoniamo l'articolo  10  perché
  c'è  il  Governo che sta facendo una riscrittura, che non è  ancora
  definita in maniera opportuna.

   Quindi,  si  riprende  l'esame  dell'articolo  11  precedentemente
  accantonato.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Varrica, però una breve precisazione  perché
  è già intervenuto. Ne ha facoltà.

   VARRICA.  Signor Presidente, sarò brevissimo, onorevoli  colleghi,
  Governo,  è  semplicemente  per  dire  all'onorevole  all'assessore
  Tamajo  che,  evidentemente, si è perso  la  prima  parte  del  mio
  intervento,  l'ha  ammesso  lui  stesso,  e  mi  dispiace  sentire,
  Presidente Carta, mi perdoni.
   Assessore,  a  me  spiace sentirle dire che una sollecitazione  di
  questo  tipo  che, peraltro, sa non essere la prima, è strumentale,
  perché  è  il  mio compito di deputato di sollecitare il  tutto  e,
  soprattutto, le ricordo che noi ci ritroviamo al 27 dicembre, e lei
  lo  sa che è così, perché lei ha preso le stesse posizioni che  sto
  dicendo io, ed è assurdo che noi ci ritroviamo al 27 dicembre senza
  neanche aver prorogato la cassa integrazione.
   Ad  oggi, non ci sono risposte, i suoi impegni li conosco bene, li
  conosco  bene e glieli riconosco, però lei deve ammettere pure  che
  in  questo  percorso,  se non si è pensato di  prorogare  la  cassa
  integrazione  a  livello nazionale, sinceramente siamo  un  po'  in
  ritardo, quindi, la mia non è una polemica strumentale, è  un  dato
  di  fatto  che i lavoratori ad oggi non hanno la cassa integrazione
  e,  nella  migliore delle ipotesi, e io me lo auguro, otterremo  la
  cassa   integrazione   postuma,  nel   milleproroghe    che   verrà
  convertito  a metà gennaio. Io questo me lo auguro e l'accompagnerò
  in  tutto  il percorso. Però non mi dica che è strumentale,  perché
  non  lo  accetto.  Perdoni, non lo accetto. Dopo  2  anni,  non  lo
  accetto

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica.
   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
              Iniziative delle amministrazioni regionali

   1.  L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro  è autorizzato a promuovere direttamente o attraverso  i
  comuni e gli enti del terzo settore, previo avviso pubblico e  dopo
  avere  effettuato  i controlli di cui all'articolo  93  del  d.lgs.
  117/2017,  manifestazioni e iniziative nell'ambito delle  politiche
  sociali,  della  famiglia  e  delle migrazioni  per  diffondere  la
  cultura  della  parità  di genere, del rispetto  delle  differenze,
  dell'accoglienza,   della  genitorialità,  delle   buone   pratiche
  sull'uso informato dei dispositivi digitali, dell'inclusione, della
  solidarietà   e  del  volontariato  dell'inclusione  dei   soggetti
  diversamente abili, dell'antimafia e del rinnovo della memoria. Per
  le  finalità  del  presente  comma è autorizzata,  per  l'esercizio
  finanziario 2025, la spesa di 2.000 migliaia di euro (Missione  12,
  Programma 5).

   2.  Per  la  realizzazione di iniziative di alto valore turistico-
  promozionale   la   cui  titolarità  sia  in  capo  all'Assessorato
  regionale   del   turismo,  dello  sport  e  dello   spettacolo   è
  autorizzata,  per gli esercizi finanziari 2025,  2026  e  2027,  la
  spesa annua di 3.500 migliaia di euro (Missione 7, Programma 1).

   3.  L'Assessorato  regionale dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale,  per l'esercizio finanziario 2025, è autorizzato  ad
  erogare  un  contributo  straordinario  pari  a  complessivi  2.000
  migliaia  di  euro  a  favore  dei  comuni  siciliani,  finalizzato
  all'acquisto  di scuolabus da utilizzare anche con l'ausilio  delle
  associazioni di volontariato, nel limite massimo di 75 migliaia  di
  euro  per  ciascun  beneficiario  (Missione  4,  Programma  6).  Il
  contributo  è prioritariamente assegnato ai comuni con  popolazione
  inferiore  a  15.000  abitanti  e  secondariamente  ai  comuni  con
  popolazione compresa tra 15.000 e 50.000 abitanti. Con decreto  del
  Dirigente  generale  del  Dipartimento  regionale  dell'istruzione,
  dell'università  e  del diritto allo studio,  entro  trenta  giorni
  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  sono
  disciplinate  le  modalità per la richiesta e per l'erogazione  dei
  contributi di cui al presente comma.

   4.  Al  fine  di  finanziare i corsi per  il  conseguimento  delle
  patenti  di  guida  di  scuolabus da parte dei dipendenti  comunali
  nonché  per il rinnovo della carta di qualificazione del conducente
  è  autorizzata la spesa, per l'esercizio finanziario  2025,  di  50
  migliaia di euro».

   PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati?

   DE LUCA Antonino. I soppressivi sono mantenuti.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Un attimo che segno  gli  interventi.
  Quindi, onorevole Catanzaro, Campo.

   CATANZARO.  Grazie, Presidente Di Paola. E allora noi,  questi  22
  articoli di finanziaria...
   Gradirei, qualora ci fosse la possibilità, che il Presidente della
  Regione ascoltasse. Parlerò soltanto due minuti su questo articolo.
   In queste giornate abbiamo discusso cercando di entrare nel merito
  di  quello che sono gli articoli che compongono questa finanziaria.
  Da  quando  abbiamo fatto l'iter, dalle Commissioni  di  merito  ad
  arrivare alla Commissione  Bilancio', abbiamo sempre posto un  tema
  su  questo  articolo  11 e lo abbiamo posto  entrando  nel  merito,
  perché   riteniamo   che  siano  delle  norme   che,   sicuramente,
  intervengono   sugli  Assessorati  regionali  -  perché   sono   le
  iniziative  delle Amministrazioni regionali - però, di  fatto,  non
  abbiamo  assolutamente compreso quali possano essere  le  finalità,
  tranne   quelle  che  negli  Assessorati  si  vanno   ad   elargire
  contribuzioni.
   E  allora,  Presidente  Di Paola, siccome  lo  abbiamo  già  detto
  all'Assessore per l'economia, al Presidente della Regione, guardate
  che  stiamo  approvando una manovra finanziaria di 615  milioni  di
  euro  e la stiamo approvando cercando, nel rispetto dei tempi,  del
  Regolamento, del dibattito, delle Commissioni
   Onorevole Figuccia, lei è Questore e capisco pure...

   PRESIDENTE.  Colleghi, sono le 20.05. Io  tengo  ad  una  cosa,  i
  colleghi  che  non stanno, nel frattempo, intervenendo  evitino  di
  fare brusìo in Aula

   CATANZARO. Io lo sto dicendo...

   PRESIDENTE. No, non per lei onorevole Catanzaro. Io proprio per il
  suo intervento, perché altrimenti non riusciamo nemmeno a seguirla.
  Grazie.

   CATANZARO. Quindi, dicevo, ritenendo che questo articolo  è  stato
  discusso  cercando  di  fare comprendere al Governo  che  bisognava
  entrare  nel  merito,  non  nella modifica  ma,  eventualmente,  di
  toglierlo  anche perché, presidente Di Paola, questa manovra,  come
  stavo  dicendo, abbiamo cercato, noi come opposizione,  di  entrare
  nel merito degli articoli.
   E  allora,  Presidente,  sui commi che  abbiamo  messo  in  questo
  articolo,  dove  ovviamente  ci sono i  soppressivi,  non  possiamo
  assolutamente  retrocedere  perché  insistiamo  a  mantenere  tutto
  quello  che  recano  i  soppressivi  e,  ovviamente,  cerchiamo  di
  comprendere, spero, dopo tutti gli autorevoli interventi  da  parte
  dei colleghi, che il Governo regionale possa darci qualche risposta
  per  quello che sono state le richieste, più volte, reiterate nelle
  Commissioni di merito e poi nella Commissione  Bilancio'.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie, Presidente Di Paola, Governo e colleghi  deputati.
  Questo articolo 11 si impegna a dare contributi a vari Assessorati,
  in  maniera  del tutto discrezionale. In particolare leggiamo,  nel
  comma  1, il contributo all'Assessorato alla famiglia, due milioni.
  Comma  2,  contributi  all'Assessorato al turismo,  tre  milioni  e
  mezzo.  Con carta bianca contributi che, a dire il vero, non  hanno
  alcun criterio oggettivo. Per esempio, addirittura, nel comma 2, si
  parla di iniziative ad alto valore turistico e promozionale.
   Ma  con quale metro di misura e chi è che stabilisce qual è l'alto
  valore   turistico   e  promozionale  di  un'iniziativa?   Fratelli
  d'Italia?  Lo stesso partito che aveva già assegnato 4  milioni  di
  euro per una società lussemburghese, di cui addirittura 920 milioni
  erano spese solo per l'hotel Barriere Majestic?
   O, ancora, sempre lo stesso Assessorato a cui sono stati impugnati
  dalla  Corte  dei Conti 10 milioni di euro per un buco di  bilancio
  che è stato provocato per il caso See Sicily? Ricordo che ancora la
  Commissione Ue ha certificato dei 33,5 milioni soltanto una parte e
  10 sono stati reputati inammissibili
   Sempre  lo  stesso  Assessorato ha avuto  un  nuovo  scandalo  con
  l'assegnazione di mezzo milione di euro alla Palermo Sport  Tourism
  Arena,  fondi  che lei, presidente Schifani, poi in  autotutela  ha
  bloccato.
   E  quindi, adesso, dovremmo votare carta bianca per un Assessorato
  che, comunque, è stato sempre coinvolto da scandali per una miriade
  di  fondi?  Quando, invece, a questo Parlamento  è  stato  impedito
  anche di dare contributi alle associazioni, pure in quei comuni che
  gestiscono  attività culturali solo tramite le associazioni  perché
  poi, di fatto, nelle tabelle c'è zero.
   Forse,  addirittura,  era  meglio la "Tabella  H",  perché  almeno
  vedevamo  nero  su  bianco nelle tabelle  questi  contributi  e  lo
  sapevamo prima
   Qua mi chiedo perché mai non si è fatto quello che si era detto di
  fare    C'eravamo   riuniti  e,  in  maniera  trasversale,   questo
  Parlamento doveva scrivere un disegno di legge che desse finalmente
  i  contributi  in maniera meritocratica a tutte quelle associazioni
  che, da anni, si impegnano nel territorio siciliano, a tutte quelle
  associazioni  che  lavorano anche nei comuni più periferici  e  che
  molte  volte  non hanno nulla  Lo ribadisco, qua abbiamo  le  città
  metropolitane che prendono: Palermo 26 milioni di euro, Catania  24
  milioni,  Messina  15 milioni. E poi abbiamo altre  province,  come
  Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, ma anche Agrigento,  che  a  volte
  non  hanno  nulla, se non ci fosse il maxiemendamento dove  qualche
  deputato  ogni  tanto manda qualche risorsa. E  anche  queste  sono
  stabilite  sempre in maniera chiaramente non meritocratica,  perché
  poi  si fanno degli emendamenti per determinate associazioni e  non
  si pensa ad altre.
   Quindi,  mi  chiedo perché siamo arrivati, dopo tutta la  polemica
  che  c'è  stata  sulla stampa, nuovamente punto e a  capo   Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Campo.  È  iscritto   a   parlare
  l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente,  in  particolare  il  comma  1,  apre  una
  prospettiva  inedita  nella  macchina  regionale.  Sino   ad   oggi
  l'Assessorato alla famiglia ha avuto o trasferimenti da parte dello
  Stato per le politiche sociali, o i trasferimenti del Fondo sociale
  europeo,  che  gestisce  in parte l'Assessorato  alla  famiglia,  o
  misure  specifiche sulle quali l'Assessorato alla famiglia coordina
  le  iniziative  in riferimento ad alcuni servizi essenziali,  dagli
  asili  nido  ad  altre  politiche connesse  alle  funzioni  proprie
  dell'Assessorato.
   Qui  si  fa una norma general generica. Presidente della  Regione,
  vorrei  che  lei  mi ascoltasse. Si fa una norma general  generica,
  dicevo,  in  cui  si istituisce un fondo, con fondi regionali,  per
  diffondere  la  cultura della parità di genere, il  rispetto  delle
  differenze  e  dell'accoglienza, della genitorialità,  delle  buone
  pratiche    sull'uso    informato   dei    dispositivi    digitali,
  dell'inclusione,    della   solidarietà    e    del    volontariato
  dell'inclusione  dei soggetti diversamente abili, dell'antimafia  e
  del rinnovo della memoria.
   Qualcuno mi può spiegare come farà questo Assessorato a coordinare
  iniziative direttamente promosse o tramite, si dice, i comuni e gli
  enti  del  terzo  settore, con 2 milioni di euro,  per  fare  tutte
  queste  attività e soprattutto quali sono i criteri,  le  priorità,
  l'individuazione   di  settori  strategicamente   funzionali   alla
  crescita sociale di questa Regione?
   Io  ho  la sensazione che questo sia un fondo istituito per creare
  un  centro di spesa in capo all'Assessorato alla famiglia con fondi
  regionali che fino ad oggi non ci sono stati.
   Ripeto, l'Assessorato dispone di fondi gestiti dall'Assessorato  o
  con  il Fondo sociale europeo o con i fondi direttamente trasferiti
  dallo Stato per funzioni dedicate e specifiche.
   Ad  oggi  ancora  aspettiamo, lo sa l'Assessore per  la  famiglia,
  l'attivazione del famoso terzo comma della legge sulla  povertà;  è
  stato fatto un bando credo un anno fa circa e, ad oggi, ancora  non
  c'è forse neanche quella graduatoria provvisoria, può essere che mi
  sbagli,  certamente non ci sono i beneficiari definitivi di  quella
  norma.  Legge, Presidente, che è stata fatta, credo nel  corso  del
  2021,  la  cosiddetta legge sulla povertà, i famosi 15  milioni  di
  euro
   Ora,  sinceramente non capisco perché l'Assessorato alla  famiglia
  debba  diventare  un  altro dei soggetti che gestisce  direttamente
  spesa  se  non con una logica di tipo clientelare, cioè  ognuno  si
  deve  fare  i  propri  clienti, mi  chiedo  perché  non  se  li  fa
  l'assessore Di Mauro all'energia, si può fare un fondo per  mettere
  l'acqua frizzante, mi veniva sollecitato  Cioè questa Regione  come
  modello  ha  quello della spesa per la spesa o ha  un  progetto  di
  Governo  nei  diversi assessorati funzionali a un  insieme,  a  una
  visione collettiva?
   Ecco  perché ritengo sbagliato questo primo comma, così  come  nel
  secondo  comma,  lo dico, non vedo l'Assessore per  il  turismo  in
  Aula,  mi si dice che questi sono delle risorse finalizzate a degli
  eventi sportivi che hanno ricadute turistiche, una di queste  è  la
  Coppa degli Assi, che considero una buona iniziativa promossa dalla
  Regione  siciliana,  ma  se è così, allora  si  stabilisca  a  cosa
  servono questi 3 milioni e mezzo, sempre che qualcuno ne attesti la
  congruità,  perché  anche qui facciamo previsioni,  spesso  diciamo
  forfettarie,  usiamo questa espressione, ma si  dica  che  cosa  si
  vuole  fare  di  questa  grande  rilevanza  turistico,  sociale   e
  sportiva, lo si dica, in maniera trasparente.
   Non  si  istituisce  un fondo in maniera, come  dire,  arbitraria,
  perché  già il turismo ha tanti altri fondi che gestisce o  con  le
  iniziative   direttamente  promosse  o  attraverso  le   cosiddette
  sponsorizzazioni, ecco ho visto l'Assessore per il turismo
   Faccio riferimento a questi primi due commi, certamente sul  primo
  manifesto  il  mio  dissenso assoluto a istituire  e  a  introdurre
  questa  novità  nella  macchina regionale  che  l'Assessorato  alla
  famiglia piuttosto che essere un Assessorato di spesa sì, ma dentro
  un  progetto  funzionale  coordinato e combinato  con  i  programmi
  comunitari e il Fondo sociale europeo e quelli nazionali  che  sono
  dedicati appunto alla Sicilia, non capisco perché la Sicilia  debba
  dotarsi  di  questo  centro di spesa, due milioni  per  fare  tutte
  queste cose sono venti, trentamila euro cadauno, ma mi pare con una
  ricaduta se non di farsi qualche amico, certamente non di rimuovere
  gli  ostacoli che sono qui proclamati nel testo di legge, così come
  il  comma  2,  ci  si dica di che cosa si parla in  maniera  seria,
  ripeto, e lo dico all'Assessore, attestando la congruità dei valori
  finanziari  che  vengono qui proposti da parte dei  funzionari  che
  sono  preposti  alla verifica e al controllo; si discute,  ma  fare
  fondi aperti, sinceramente abbiamo già dato, questa Regione ha  già
  dato  e credo che l'Assessorato al turismo ha ancora da dare  anche
  in  termini di responsabilità in capo a questo Assessorato per come
  ha   gestito  altri  fondi  precedentemente,  anche  nella   scorsa
  legislatura.
   Quindi  se  il  Governo intende precisare per  il  secondo  comma,
  migliorare  anche  lo  stesso terzo comma rispetto  alla  questione
  degli  scuolabus ma, certamente, sul primo comma, chiedo al Governo
  di  ritirare questa norma e di farla motu proprio piuttosto che far
  votare un emendamento di soppressione al primo comma.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Cracolici.   C'è   l'intervento
  dell'onorevole Dipasquale. Nel frattempo, onorevole Cracolici,  sui
  tablet  è  stata caricata una riscrittura del comma 2 che  potrebbe
  essere utile anche a dare delle risposte al suo intervento.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Dipasquale.  L'emendamento  è
  l'11.38. C'è una riscrittura del comma 2 che è stata caricata e che
  va  a specificare le spese relative all'intero importo inserito nel
  comma 2.

   CRACOLICI.  Deve  essere  attestata la congruità.  Fermo  restando
  l'attestazione di congruità.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  colleghi  parlamentari, penso che l'onorevole Cracolici  sia  stato
  molto  elegante  a  proposito  del comma  1  e  a  proposito  della
  previsione

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale, lo so  ma  è  il  suo  collega
  Cracolici  Prego.

   DIPASQUALE.  Quindi,  penso che lui sia stato abbastanza  elegante
  considerando il comma 1 una centrale di spesa. Il comma  1  prevede
  l'istituzione  di  questo  capitolo per due  milioni  di  euro  per
  attività diverse.
   Penso  che  ormai sia sotto gli occhi di tutti che c'è  una  corsa
  spasmodica   proprio   da  parte  degli  Assessorati,   di   alcuni
  Assessorati  spinti anche dalle forze politiche che  li  sostengono
  nel  creare  centrali  di spesa anche perché già  me  lo  immagino,
  questi  soldi andranno a finire poi in quei comuni che  sono  amici
  perché  fanno  le  iniziative sulle donne e che  appartengono  allo
  stesso partito dell'Assessore e poi ci dobbiamo vedere i comunicati
  stampa  ogni giorno: finanziati mille euro, cinquemila euro  con  i
  soldi  degli enti locali, con i soldi  e poi metteremo quelli della
  famiglia; vedete che siamo stanchi, siamo stanchi, non è  un  gioco
  che  potete  continuare  a  fare anche per  queste  cose  e  ve  li
  porteremo qua
   Mi  auguro  che non passi questo comma, ma se dovesse  passare,  e
  spero  di  essere smentito, già me lo immagino quali sono i  comuni
  che  utilizzeranno  questi  due  milioni,  anzi  faccio  una  cosa,
  Assessore:  se  passa, intanto le scrivo alcuni  comuni  e  poi  li
  consegna  alla  Segreteria generale. Quando poi  questi  comuni  ci
  saranno,  perché  sono  i comuni dei deputati  che  la  sostengono,
  perché  sono  i comuni della forza politica che la sostengono,  poi
  saremo costretti a gridare allo scandalo
   Quindi, siccome il gioco è un gioco che è scoperto, dovete pensare
  ad  amministrare bene quello che avete e non invece costruire nuove
  centrali  di spesa. Questo vale per tutti, non è che vale solo  per
  lei.  Vale un po' per tutti. La cosa che più mi rammarica è che  ho
  letto  prima un comunicato stampa dell'onorevole Assenza,  che  era
  contento  che  abbiamo  impegnato, fatto  questo  intervento  sulla
  sanità  per  i  comuni,  10  milioni  di  euro,  qui  solo  tra  il
  gruzzoletto  per  l'Assessore per la famiglia e il gruzzoletto  per
  l'Assessore per il turismo se ne vanno 5 milioni e mezzo,  solo  di
  questo
   E'  una manovra complessiva di 600 milioni di euro. Come si  fa  a
  fare  un comunicato stampa per dire: siamo attenti alla sanità  con
  10 milioni di euro? Io me ne vergognerei, io me ne vergognerei
   Quindi,  siamo  pronti,  riteniamo  che  questo  sia  un  articolo
  sbagliato,  lo sappiamo che la maggioranza sta facendo quadrato  su
  questo,  lo  avete fatto sull'articolo 1 dove abbiamo fatto  questo
  regalo  di  Natale  a  queste cinque persone  che  poi  non  so  se
  diventeranno  6  e  7,  volete ora fare questo  altro  gruzzoletto,
  fatelo, però poi non ve lo dimenticate che quando scoppiano i casi,
  le   vicende,   siete  responsabili  di  queste  cose,   ne   siete
  responsabili  Magari voi li fate in buona fede, voi siete per  fare
  le  cose, pensate ai grandi principi e poi, possibilmente,  chi  vi
  viene  a  chiedere  i soldi perché vi sostiene,  poi  finisce  come
  abbiamo  visto  che è finito in quest'Aula, in questa  Sicilia,  in
  questa Nazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.  Grazie,  Presidente. Penso che  questo  articolo,  questa
  proposta,  rappresenti  la  cifra di quella  che  è  l'impostazione
  culturale di questo Governo che è centralista nella gestione  delle
  risorse.  Quando c'è da gestire una risorsa, quando c'è da  gestire
  una   prebenda   la  tiene  per  sé,  quando  c'è   da   affibbiare
  responsabilità  si  ricorda della sussidiarietà.  Lo  ha  fatto  di
  recente  con  la  vicenda della Protezione civile,  della  gestione
  della  crisi  idrica,  la  responsabilità è  divenuta  dei  comuni.
  Lasciamo  stare  la,  diciamo,  maleducazione  del  dottore  Cocina
  rispetto  anche a colleghi parlamentari, lo stesso  dicasi  per  la
  gestione  degli  incendi.  L'anno scorso c'è  stato  un  tentativo,
  ricorderà  l'onorevole Cracolici, che era quello  di  accollare  le
  responsabilità con risorse del tutto esigue ai comuni,  come  se  i
  comuni  potessero cambiare la sorte di una battaglia  che,  invece,
  richiede un impegno molto molto più ampio.
   Allora,  la verità è che, probabilmente, dietro questo  c'è  anche
  un'altra  questione  che  è  quella  del  mantenere  gli  equilibri
  all'interno  delle  forze di maggioranza, cioè  di  distribuire  le
  risorse in modo tale che nessuna forza politica sia scontenta.
   Io  devo dire la verità: in questo articolo, le uniche risorse  da
  salvare sono quelle per gli scuolabus, sicuramente andrebbero anche
  aumentate,  perché il servizio a tutela dei nostri ragazzi,  tenuto
  conto  della  difficoltà dei comuni di far fronte  alle  spese  per
  investimenti,  alle spese correnti, è notevole. Ma,  scendendo  poi
  nel  particolare, caro Presidente, il comma 1 nel  2023,  onorevole
  Sammartino,  nel 2023 l'Anci ebbe a segnalare - non ricordo  se  in
  primavera  ma  mi  pare di sì, durante un convegno  tenutosi  nella
  primavera  del  2023  -  che  molte  delle  attività  che  sono  di
  competenza  dei  distretti sociosanitari,  che  dovrebbero  gestire
  milioni  e  milioni di risorse, non funzionano a causa di  problemi
  burocratici,  amministrativi, delle difficoltà  finanziarie,  molto
  spesso dei comuni capoluogo e, allora, dinanzi a questo, la maggior
  parte delle cose che voi scrivete nel primo comma sono cose che, in
  ragione del principio di sussidiarietà, potrebbero fare i distretti
  sociosanitari.
   Allora,  rammento a me stesso che, per esempio, al  di  là  dei  2
  milioni,  possono  anche  non spendersi 2 milioni,  ma  il  Partito
  Democratico  ha  presentato un disegno di legge che  supera  alcuni
  problemi   dei  distretti  sociosanitari,  dando  loro  l'autonomia
  giuridica. Rispetto a questo non si riesce a calendarizzare in Aula
  questo   disegno   di   legge,  che  consentirebbe   ai   distretti
  sociosanitari di fare tutte le cose che voi volete fare con  questo
  comma  1  e  che potremmo fare senza spendere questi 2  milioni  di
  euro.
   Allora, penso che occorra avere un approccio serio alle questioni,
  perché  i  temi che volete affrontare sono sicuramente  importanti,
  nessuno  è  contro  la  parità  di genere,  nessuno  pensa  che  le
  questioni  che  attanagliano le famiglie non vadano affrontate,  ma
  non  vanno  affrontate  con un ulteriore  centro  di  spesa,  vanno
  affrontate con un approccio razionale alla questione e mettendo  in
  moto  quei  meccanismi  virtuosi che  già  nel  nostro  ordinamento
  esistono  e  che  possono  consentire di affrontarli  con  maggiore
  serietà.
   Il  comma 2, ho visto la riscrittura e concordo con quanto  diceva
  l'onorevole  Cracolici, ci permetterete di  non  avere  fiducia  in
  questo  Assessorato,  questo è l'Assessorato  di  See  Sicily,  che
  ancora  oggi  voi  difendete.  Avete ancora  difeso  See  Sicily  e
  rispetto  al  quale  non  vi siete resi conto  che  abbiamo  pagato
  prestazioni mai rese
   E  allora,  dinanzi a questo, probabilmente, a  fronte  di  questa
  norma, serve anche un sistema di rendicontazione, non si può pagare
  "de plano" perché c'è scritto che ci vogliono 3 milioni e mezzo per
  organizzare   questi  eventi,  c'è  bisogno  di   un   sistema   di
  rendicontazione seria che ci consenta di capire realmente  come  le
  risorse poi verranno utilizzate, perché gli eventi sono di assoluta
  rilevanza, questo è fuor di dubbio, nessuno mette in discussione il
  Festival della musica sacra o la Coppa degli Assi, ma avere  chiaro
  un  sistema di rendicontazione - ci permetterete dopo quello che  è
  accaduto - penso che si possa anche prevedere e introdurre.
   Vi invito veramente a ritirare il comma 1 e a pensare a un sistema
  di  migliore utilizzo delle risorse dei distretti sociosanitari che
  possono  fare  quello  che dite voi, vi invito  a  implementare  le
  risorse degli scuolabus, perché gli scuolabus servono nelle  nostre
  città,  soprattutto  nei comuni medio piccoli  che  non  hanno  una
  grande capacità di spesa, ma anche nei comuni medio grandi,  e  per
  il  resto  vi  invito  -  come  diceva l'onorevole  Cracolici  -  a
  prevedere delle forme di reale rendicontazione.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Safina.  E'  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  brevemente  mi
  rivolgo  in  particolare proprio all'assessora  Albano.  Assessora,
  quello  che a noi non piace di questo di questo comma è  la  logica
  che  purtroppo  diciamo "ammorba" un po' tutto il servizio  sociale
  spesso  in Italia, cioè la logica del "progettificio", dei progetti
  in cui si polverizzano le risorse.
   Noi  dobbiamo  puntare  in  assoluto  a  infrastrutturare  qualche
  servizio,  perché quello che manca sono le infrastrutture  sociali.
  Un  esempio  concreto,  breve ma chiaro:  Marina  Marconi,  che  fu
  deputata dell'Ars e che fu Assessora negli anni della primavera  di
  Palermo,  primi  anni Novanta, da Assessora ai servizi  sociali  al
  comune  di  Palermo  fece una cosa importante e  semplicissima  che
  ancora  dopo anni ha lasciato un segno importantissimo: dentro  gli
  asili  nido, fece spazio ai consultori femminili in modo  da  avere
  una  presa in carico del bambino e della madre. Adesso, dopo alcuni
  anni  di  battaglie  da parte della popolazione,  per  esempio  nel
  quartiere  di Danisinni, a Palermo, l'asilo nido è stato  riaperto,
  lo sa? C'è stata una bellissima battaglia del quartiere e l'asilo è
  stato  restituito alla comunità di Danisinni, ma  resta  la  stanza
  grande dedicata al consultorio che al momento è inagibile.
   E  allora, si sta aspettando che l'Asp se ne prenda cura, possa in
  qualche  modo ristrutturarla. Questo è solo un esempio concreto  di
  un'azione  che  ha  cambiato il volto di un  quartiere.  Pensi  che
  ancora dopo trent'anni questo asilo è chiamato  A' maternità  dalla
  popolazione  di  Danisinni,  A' maternità ,  proprio  perché  c'era
  questa  presa  in carico totale, globale, permanente e strutturale,
  non una polverizzazione in progettificio
   Con  2  milioni di euro, Assessore, secondo me lei lascia  più  il
  segno  aprendo un consultorio che non dando progetti e  progettini,
  tra  l'altro  sul  cyberbullismo,  sul  bullismo,  sui  dispositivi
  digitali,  abbiamo  tantissime altre  fonti  di  finanziamento,  mi
  creda, soprattutto per l'Assessorato all'istruzione c'è di tutto  e
  magari poi facciamo progettini là e progettini qua.
   Cerchiamo  di infrastrutturare, per esempio, i consultori:  con  2
  milioni  di euro anche uno, anche due, ma lasciamo un segno  in  un
  territorio; io ho fatto solo l'esempio di Danisinni perché è quello
  che  conosco  e  sono  certa che in tutta  la  Sicilia  ci  saranno
  iniziative di questo tipo.
   Mi  è piaciuto ricordarlo perché fu l'azione di Marina Marconi che
  era  stata  deputata  qua e Assessore alla  primavera  di  Palermo.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Chinnici.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.   Grazie,  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  intervengo  su questo articolo e mi associo a quelle  che  sono  le
  considerazioni dei colleghi del Partito Democratico perché, ecco, è
  evidente  fare  qualche  considerazione in  una  legge  finanziaria
  avara,  lo  dobbiamo  ammettere, in  questo  articolato  di  misure
  strutturali che permettono di affrontare quelli che sono i problemi
  della  nostra  Terra,  le emergenze, e ce ne sono  tante,  oggi  ci
  troviamo  a discutere di questo articolo nel quale si vuole  creare
  una  modalità  nuova, gestire quelle che sono alcune misure  micro,
  misure  che  sicuramente  non servono alla  crescita  della  nostra
  Regione,  misure che evidentemente non dovrebbero trovare  posto  e
  allocazione  in una legge finanziaria che deve dare opportunità  di
  crescita  e di sviluppo ad una Regione che, ancora oggi, si  alloca
  tra le ultime Regioni d'Europa.
   Faccio  questa considerazione perché è evidente qual è l'obiettivo
  posto  dal  comma  1 e dal comma 2 di questo articolo  e  l'abbiamo
  chiaro  un  po' tutti, assessori e Governo, l'evidenza è quella  di
  creare  delle forme attraverso cui riuscire a garantire, per  certi
  versi   e  principalmente  l'articolo  1,  alcuni  soggetti  amici,
  riuscire a parcellizzare la spesa.
   Ma  io  ritengo  che l'Assessorato alla famiglia  debba  avere  un
  compito  ben  diverso, non può essere un centro di spesa,  ma  deve
  essere un centro che riesca a coordinare, ma bene, quelle che  sono
  le  risorse messe a disposizione; e guardate che ce ne sono  tante:
  ci  sono  le  risorse  extra regionali, ci sono  quelle  del  Fondo
  sociale  europeo, ci sono quelle messe a disposizione  dal  Governo
  nazionale  e,  molto  spesso, le notizie che vengono  alla  ribalta
  mediatica  sono quelle di una mancanza totale di spesa  proprio  da
  questo punto di vista e su queste misure.
   E  allora il Partito Democratico chiede, e io mi associo a  quelle
  che  sono state le posizioni già rappresentate dai colleghi che  mi
  hanno  preceduto, di ritirare sicuramente quello che è il comma  1,
  di riscrivere in maniera più dettagliata quello che è il comma 2.
   Ma  poi,  ancora,  io ritengo che questa Terra  abbia  bisogno  di
  risposte concrete ad alcune emergenze: noi, a più riprese,  abbiamo
  dibattuto  -  Presidente  della Regione Schifani,  parlo  con  lei,
  Presidente Schifani, parlo con lei, Presidente Schifani  -,  se  mi
  permettono di parlare col Presidente della Regione

   PRESIDENTE. Onorevole Giambona

   GIAMBONA.   Presidente  Schifani,  una  delegazione  del   Partito
  Democratico, qualche mese fa, nel 2024, ma anche nel 2023, è  stata
  da  lei accolta per parlare per esempio di quella che è l'emergenza
  a seguito degli incendi: ancora ad oggi, ci sono parecchi siciliani
  che  aspettano di essere risarciti rispetto agli eventi che abbiamo
  subito
   E  allora  io ritengo che sia veramente uno schiaffo ai  siciliani
  tutti, a quelli che hanno perso la casa vedere come noi spendiamo 2
  milioni   di   euro  per  distribuirli  così,  come  mancetta   nel
  territorio,  piuttosto  che  pensare  a  come  garantire  loro   il
  risarcimento per una casa, per la loro casa nella quale  ancora  ad
  oggi non riescono a rientrare
   E   allora,   Presidente  dell'Assemblea,   io   penso   che   sia
  indispensabile da questo punto di vista, attenzionare al meglio una
  riscrittura  dell'articolo 1, complessivamente inteso, e  prevedere
  una migliore distribuzione delle risorse nelle vere priorità che ha
  la nostra Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione,  Assessori, secondo me con questo articolo 11 ci giochiamo
  non  solo  la  credibilità  di  questo  Governo  regionale  ma   la
  credibilità  dell'intero Parlamento, perché  all'inizio  di  questa
  legislatura si era fatta una richiesta specifica, quella di  creare
  una  sinergia  tra  la maggior parte degli assessorati.  In  questo
  caso,  tra l'Assessorato alla famiglia e l'istruzione, ad  esempio.
  Perché?  Perché nella scorsa legislatura, la Commissione  Antimafia
  aveva  realizzato  una  inchiesta sulla condizione  dei  minori  in
  Sicilia  nella quale emergeva, a chiare lettere, come tante risorse
  di   questa   Regione  vengono  spese  assolutamente   in   maniera
  dissennata,  senza  alcun criterio e soprattutto  raggiungendo,  ad
  esempio  con  dei  progetti,  esattamente  dal  Dipartimento  della
  famiglia, che alle volte risultavano finanche dannosi nei confronti
  di  alcuni ragazzini che venivano presi in carico, per alcuni mesi,
  e  poi  venivano totalmente abbandonati perché le risorse finivano
  Quindi, mi associo anche alle richieste della collega Chinnici  che
  chiede  appunto  che si finisca con la stagione  dei  progetti  che
  durano  sei  mesi e poi non arrivano ad obiettivo nei confronti  di
  determinate categorie fragili, con bisogni che bruciano sulla pelle
  delle famiglie. Quindi quello che chiediamo è la realizzazione  più
  che  di  progetti  di servizi e mi associo sulla  realizzazione  di
  consultori,  come quello di Danisinni, ma anche in  altre  zone  di
  Palermo,  di zone disagiate della città, come anche Brancaccio,  lo
  Sperone,  che hanno bisogno soprattutto per le nuove esigenze  così
  come  le  famiglie sono abbandonate per l'emergenza crack e rinnovo
  la  richiesta di decreti attuativi sul disegno di legge  denominato
  crack  che  ancora, Presidente della Regione, non sono arrivati  ad
  obiettivo.  Chiedo pertanto che venga ritirato assolutamente questo
  primo  comma,  che  venga riscritto in maniera  adeguata  anche  il
  secondo  comma, con la presentazione anche di una relazione annuale
  su  quelle che sono non solo le cose realizzate ma le cose  che  si
  intendono realizzare e quindi mi auguro che, da questo momento,  ci
  sia  quella  sinergia  tra gli assessorati che  fino  ad  oggi  non
  abbiamo visto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  agli emendamenti, ci  sono  i  soppressivi
  dell'articolo.   Colleghi,  sono  ritirati  i   soppressivi   degli
  articoli?

   DE LUCA Antonino. Degli articoli sì, dei commi no.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento soppressivo 11.7.  Onorevole
  De Luca, lo ritira?

   DE LUCA Antonino. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  E'  mantenuto. Il parere del Governo sul  soppressivo
  dell'emendamento 11.7? Penso che sia contrario.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.7.

                   Presidenza del Presidente GALVAGNO

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Verifichiamo se la richiesta è appoggiata.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.7

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 11.7 con il parere contrario sia del  Governo  che
  della Commissione.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti ......................... 68
   Votanti .......................... 66
   Maggioranza ................. 34
   Favorevoli .................. 27
   Contrari      .. 39
   Astenuti       .  0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 11.34, a firma dell'onorevole Di Paola ed
  altri. Onorevole Di Paola, è mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Sull'emendamento 11.34, il parere del Governo?

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione? C'è il parere favorevole
  del Governo.

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   CRACOLICI. A che cosa, al soppressivo?

   PRESIDENTE.  No,  all'emendamento 11.34; il  soppressivo  è  stato
  bocciato con il voto segreto, onorevole Cracolici.
   Pongo in votazione l'emendamento 11.34...

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Il  parere  del  Governo  è
  contrario.

   PRESIDENTE. Allora, vi dovreste mettere un secondino d'accordo

   DAGNINO, assessore per l'economia. E' stata una svista.

   PRESIDENTE. Allora, d'ora in poi mi rivolgo soltanto a lei.
   Sull'emendamento  11.34  il  parere del  Governo  è  favorevole  o
  contrario?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  E'  contrario, quindi si sta trattando  l'emendamento
  11.34, magari c'è stata confusione sull'elenco degli emendamenti.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.34.

   GILISTRO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Verifichiamo se la richiesta è appoggiata.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.34

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 11.34, con il parere contrario del Governo e della
  Commissione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti         . 69
   Votanti         .. 65
   Maggioranza       . 33
   Favorevoli        . 30
   Contrari         . 35
   Astenuti         .  0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'esame dell'emendamento11.33.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  intervengo perché poco fa ho assistito ad una scena che nemmeno  in
  una   scuola  elementare  ne  accadono  di  questo  tipo.  Se   c'è
  l'assessore  che  ha  competenza  sull'emendamento  che  dà  parere
  favorevole,  dopodiché si alza l'assessore che  non  ha  competenza
  sull'emendamento e dà invece parere contrario, ora delle due l'una:
  o  il  Governo dialoga tra gli assessori o non c'è dialogo tra  gli
  assessori, perché questa cosa non ha un minimo di senso
   Dico  io,  l'emendamento lo posso pure spiegare e  posso  spiegare
  ogni  emendamento,  però qui c'è una figura barbina  da  parte  del
  Governo  regionale, dove c'è un assessore che dice una  cosa  e  un
  assessore che ne dice un'altra. Attenzione, ogni emendamento non ha
  una spesa aggiuntiva, quindi, io non capisco perché l'assessore per
  l'economia si è alzato per dare il parere, considerando che  questi
  emendamenti  non  hanno  spese  aggiuntive,  ma  sono  solo   degli
  emendamenti che vanno a verticalizzare maggiormente i commi e  così
  come  già ha spiegato il collega del Partito Democratico,  i  commi
  fatti  in  questo modo che rappresentano, ovviamente,  delle  forze
  politiche  ben  specifiche, le opposizioni stanno  cercando  quanto
  meno  di andare a verticalizzare quello che c'è scritto nei  commi.
  Se  non  è  possibile fare nemmeno questo, perché tra gli assessori
  non c'è nemmeno il benché minimo dialogo, allora, andiamo avanti

   PRESIDENTE. Sull'emendamento 11.33 il parere del Governo?

   DI  PAOLA.  Allora,  ripeto,  io gli emendamenti  li  posso  anche
  spiegare, ogni singolo emendamento va a verticalizzare i  commi  di
  questo articolo che sono assolutamente generici.

   CRACOLICI. Che significa verticalizzare?

   DI  PAOLA.  Lo  spiego  subito, onorevole  Cracolici.  L'Assemblea
  regionale  siciliana,  nel  corso degli  anni  e  nel  corso  della
  legislatura,  ha approvato delle leggi, sono le leggi  che  vengono
  finanziate  e  non  che diamo soldi ai Dipartimenti  senza  nemmeno
  specificare  che  cosa devono andare a fare; poi i Dipartimenti  e,
  quindi,  i  commi,  in  questo caso l'11.33  ci  sono  delle  leggi
  regionali  che  sono  state  approvate in  passato,  c'è  la  legge
  sull'accoglienza  e  l'inclusione, c'è  la  legge  che  riguarda  i
  disabili  psichici e fisici; ora o finanziamo delle leggi  o  diamo
  soldi tout court agli assessorati.
   Se  noi questa cosa la dobbiamo spiegare ad ogni assessore,  dico,
  Presidente, perché poi c'è un assessore che si alza e dà il  parere
  senza   nemmeno   leggere   il  comma  o  senza   nemmeno   leggere
  l'emendamento, mi sembra che qui siamo alla follia.

   PRESIDENTE.  Assessore  Albano, sull'emendamento  11.33,  a  firma
  dell'onorevole Di Paola, qual è il parere del Governo?

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Benissimo. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.33 con  il  parere
  favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'esame  dell'emendamento 11.31.  Chiedo  di  poterlo
  ritirare perché non è coerente con il testo.
   Onorevole Di Paola, sull'emendamento 11.31 c'è un invito al ritiro
  perché  non  è  coerente col testo, quindi, le  chiedo  di  poterlo
  ritirare.

   DI PAOLA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Benissimo.
   Si  passa all'esame dell'emendamento 11.29, a firma dell'onorevole
  Caronia.

   CARONIA.  Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Se è necessario... Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Sì, Presidente. Dunque, questo emendamento,  in  realtà,
  costituisce una sorta di riserva all'interno del fondo. Come  tutti
  noi  sappiamo, anche dagli organi di stampa, Palermo,  dopo  Trento
  dopo  il  Trentino,  è  stata  individuata  come  la  capitale  del
  volontariato del 2025.
   Io  ho  portato  soltanto, in maniera molto  rapida,  soltanto  in
  maniera  esemplificativa, dei dati. Oggi la Sicilia conta  183.635,
  che sono attive gratuitamente, organizzazioni no profit, e nel solo
  capoluogo  di  Palermo sono 526 associazioni di  volontariato,  754
  promozione  sociale e 807 in imprese sociali, oltre  242  in  terzo
  settore.
   Questo  cosa significa? Che, evidentemente, all'interno del nostro
  tessuto cittadino, ma non soltanto cittadino, in tutta la Sicilia -
  questi sono dati, ovviamente, che riguardano anche tutta la Sicilia
  -  testimonia  che una buona parte di quello che  è  l'attività  di
  sostegno soprattutto dei fragili viene sostenuta da associazioni no
  profit.  E  quindi  poiché l'emendamento che, in qualche  modo,  in
  maniera  bipartisan, abbiamo allargato a una platea di associazioni
  che  si  occupano di cyberbullismo, di parità di genere e di  tante
  altre  iniziative, in qualche modo, poiché queste no  profit  della
  città  di  Palermo  si  occupano anche di questo,  mi  sembrava  un
  segnale  positivo  nei confronti della città di  Palermo  sostenere
  anche  questa  candidatura di prestigio, che ha  fatto  sì  che  il
  Trentino,  e  quindi  la  città di Trento, abbia  goduto  di  tante
  iniziative che si sono concentrate in quel territorio e  che  hanno
  portato un potenziamento delle attività in tal senso.
   Per  cui  io  ritengo che la Regione siciliana possa,  in  qualche
  modo,  dedicare parte di questo fondo all'iniziativa, appunto  così
  di  rilievo che è quella di essere capitale del volontariato  2025.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà. Prego, onorevole.

   SCHILLACI.  Grazie.  Condivido  la  riserva  che  ha  dedicato  la
  collega, e, quindi, vorrei apporre su questo emendamento,  pure  la
  mia firma.
   Ma  vorrei  anche  chiedere, all'assessore  Albano,  di  fare  una
  verifica  puntuale sul RUNTS, sul Registro unico del terzo settore,
  perché,  assessore,  noi  non sappiamo nulla  di  questo  Registro.
  Questo  Registro  è  stato  istituito esattamente  per  criteri  di
  trasparenza,   quindi   vorremmo  che  il   Dipartimento,   magari,
  presentasse  all'Assemblea,  o  all'Assemblea  o  alla  Commissione
  competente, una relazione annuale proprio su questa rete. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Schillaci.  Allora,  mettiamo  in
  votazione  l'emendamento:  prima dobbiamo  chiedere  il  parere  al
  Governo sull'11.29.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE.  Contrario. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione l'emendamento 11.29. Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'11.23, a firma dell'onorevole Safina.  Mantenuto  o
  ritirato?

   SAFINA. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Mantenuto. Allora, il parere del Governo  sull'11.23?
  E' una riduzione di un milione di euro.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Contrario. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione l'emendamento 11.23. Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento  11.8,   dell'onorevole
  Saverino. E' mantenuto o ritirato?

   SAVERINO. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Mantenuto. Il parere del Governo?

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   SAVERINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Saverino.

   SAVERINO.  Grazie,  Presidente.  Io  devo  dire  che  ho  lavorato
  benissimo con l'assessore Albano, perché siamo riuscite a  portare,
  fino  in fondo, sia la legge sugli orfani dei femminicidi,  che  la
  legge  sugli  oratori.  Quindi io credo, l'unica  cosa  che  stiamo
  chiedendo  è  quella  di  potere avere un  controllo,  più  che  un
  controllo  anche una rendicontazione. Dobbiamo dare anche  atto  ai
  nostri cittadini, a chi ci ha votato, del modo in cui noi spendiamo
  i  nostri soldi. Quindi, credo che non sia niente di trascendentale
  il  fatto  di  fare  una relazione e depositarla  alle  Commissioni
  competenti,  giusto a dimostrazione del lavoro che  abbiamo  fatto,
  visto e considerato che si è fatto anche del buon lavoro.

   PRESIDENTE.  Il Governo ha dato parere contrario. Il parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.8.

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio  segreto.
  La  trasparenza la stiamo chiedendo col voto segreto   Non  abbiamo
  più nulla da vedere in quest'Aula  La trasparenza col voto segreto

       (interruzione fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.8

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 11.8.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 69
   Votanti                  67
   Maggioranza              34
   Favorevoli               34
   Contrari                 33
   Astenuti                   0

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.57 di lunedì 23 dicembre 2024,
         è ripresa alle ore 00.41 di martedì 24 dicembre 2024)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, noi dovremmo  andare  avanti  con
  l'articolato,  ma  al  momento non vedo tra i  banchi  del  Governo
  l'assessore  al Bilancio. Senza l'assessore, non si può  proseguire
  nello svolgere l'articolato della Legge di stabilità e quindi  sono
  costretto a sospendere l'Aula fino al giorno 27 dicembre, alle  ore
  15.00.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente, io posso  capire  sia  l'ora,  sia
  l'imbarazzo  di  dovere  rinviare  l'Aula  al  27.  Prendiamo  atto
  dell'assenza  del  Governo, no, perché ci sono  rappresentanti  del
  Governo   regionale,  manca  però  il  Presidente  della   Regione,
  l'assessore al Bilancio, è ovvio che non si può proseguire, come ha
  detto lei.
   Noi  come  Gruppo  parlamentare del PD, siamo  stati  in  Aula  in
  rigorosa   attesa,  aspettando  che  qualcuno  ci  comunicasse   la
  prosecuzione dei lavori. Ci sembra davvero particolare  che  su  un
  emendamento  modificativo  la maggioranza  sia  andata  giù,  e  si
  sospenda  l'Aula,  e da questa sospensione non si  riprende  più  a
  distanza di quasi 3 ore e mezzo. Non voglio fare nessuna demagogia,
  anche  perché  è  stata una giornata abbastanza  particolare,  però
  voglio sottolineare, lo dico per alcuni dei colleghi di maggioranza
  che  sono  presenti, noi come opposizione e Gruppo  di  opposizione
  abbiamo  rispettato quella che era la scaletta tirata  fuori  dalla
  Conferenza dei Capigruppo per potere proseguire i lavori.
   Lei ha rinviato l'Aula al 27, i lavori dovrebbero terminare il 28,
  ma  è  ovvio che qualcosa di particolare, di importante, è accaduto
  all'interno  del Governo, e questo deve essere sotto gli  occhi  di
  tutti,  perché  poi  alla fine non possiamo accettare  l'ipotesi  o
  l'idea,  o  l'articolo  di giornale che  il  Governo  è  pronto  ad
  intervenire sulle emergenze dei siciliani.
   Perché  è  ovvio  che,  qualora ci fosse  davvero  la  volontà  di
  intervenire sulle esigenze dei siciliani, questa sera saremmo stati
  qua,  perché  mancavano altri due articoli, due  articoli  e  mezzo
  rispetto a quello che era la finanziaria presentata, abbiamo  detto
  che c'era una finanziaria farlocca, forse avevamo anche ragione  in
  questi giorni, rispetto a questi articoli.
   Quindi  questa sera andiamo a casa, sicuramente faremo il  Natale,
  ritorneremo il 27, però ritengo che sia stata una brutta pagina  di
  qualche   ora   di  questo  Parlamento  siciliano,  e   con   grave
  irresponsabilità, io ritengo, che il Governo ci debba spiegare, che
  poi  non  sono le opposizioni a fare ostruzionismo o addirittura  a
  cercare  di mettere alcune tematiche per non far andare  avanti  il
  Governo, siamo qua per lavorare per i siciliani, e quello che manca
  è  proprio  il  Governo, invece, a dare risposte nella  concretezza
  rispetto a quello che avevamo stabilito.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi.  Sono
  costernato,  come  credo  che  costernati  siano  la  totalità  dei
  siciliani  che  domani leggeranno i giornali e  leggeranno  che  la
  manovra  non è stata esitata, non per le barricate sollevate  dalle
  opposizioni  che pure si sono dichiarate disponibili  ad  approvare
  questa manovra prima di Natale, purché fosse semplicemente decente,
  ma  perché il Presidente Schifani, il Governo, hanno abbandonato  i
  lavori, non tutto.
   Però  manca l'Assessore al bilancio, che ci deve essere per forza,
  altrimenti non si può andare avanti, e se ne sono fregati di quello
  che dovrebbe essere il loro primo interesse, ossia di approvare  la
  finanziaria il prima possibile, e se ne sono andati. È evidente che
  c'è  un  problema  grande  quanto una casa nella  maggioranza,  nel
  Governo, nel rapporto di fiducia tra Governo e maggioranza.
   È evidente che in questa finanziaria inizia la campagna elettorale
  per  le  prossime regionali. È evidente che ci sono delle  fratture
  insanabili,  peccato  che  a pagarne le  spese  saranno  proprio  i
  siciliani,  e  fa  specie vedere che i Gruppi  di  opposizione  del
  Movimento  Cinque Stelle, il Partito Democratico, sono  lì,  ma  il
  resto?  Qualcuno di Fratelli d'Italia c'è, però la  maggioranza  se
  n'è  andata,  è  già col pigiama, mentre i siciliani,  le  imprese,
  attendono una risposta da questo Parlamento.
   E'  prevalsa la ragione politica, è l'ennesima occasione  sprecata
  di  questo  Governo che non sa dialogare evidentemente con  la  sua
  stessa  maggioranza,  è  l'ennesima  occasione  sprecata  per  fare
  qualcosa di buono e in tempo, ora dopo avere tenuto in ostaggio  70
  deputati  e  tutto il personale dell'Assemblea per diverse  ore  si
  conclude questa sera con un nulla di fatto, si rinvia a giorno  27,
  nella  speranza  che ci sia un clima più disteso all'interno  della
  maggioranza,  perché  in questo momento credo  che  potrebbe  anche
  avanzare lo spettro della gestione provvisoria.

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quel  che
  rimane  del  Governo questa sera. Sono sorpreso perché è  la  prima
  volta   che  capita  una  situazione  del  genere,  nelle   quattro
  legislature  che ho fatto non si era mai registrata una  situazione
  per la quale non si riesce a dare una spiegazione.
   Però mi permetto di dire che i reduci del Gruppo parlamentare  Sud
  chiama Nord, tre siamo e tre siamo qui, perché comunque, al  di  là
  di quelli che sono i giochi politici, riteniamo di avere quel senso
  di  responsabilità di mantenere gli impegni assunti, e  soprattutto
  anche di comprendere quanto la corda si debba tirare.
   Credo  che questa sera, nell'ambito della maggioranza, sono emerse
  delle situazioni che non hanno nulla a che vedere con la politica
   La  maggioranza  è  in  balia di quattro prezzolati,  mi  dispiace
  dirlo,  ma  questa è la verità, perché se andiamo ad analizzare  le
  votazioni che ci sono state, sono mancati proprio dalla maggioranza
  numeri  importanti, la media dei franchi tiratori ha oscillato  dai
  10 ai 12 voti mancanti all'interno della stessa maggioranza.
   È  questo  il tema, c'è una crisi in atto o ci sono dei prezzolati
  che  alzano  il  prezzo? Perché quando si inizia un certo  tipo  di
  percorso  e  di  rapporto col Parlamento c'è chi ha la  statura  di
  capire  qual  è  il livello oltre il quale non andare,  e  c'è  chi
  invece  nel  momento in cui assaggia qualche cosa, si  ubriaca;  mi
  dispiace  dirlo,  ma noi oggi siamo vittime esattamente  di  questa
  situazione.
   Quando c'è una crisi politica si discute, perché si analizza anche
  quelli  che sono i fatti di una crisi politica, ma quando si  ha  a
  che  fare anche con colleghi che presenti in Aula non hanno  votato
  appositamente, facendo mancare quel numero uno, allora è ovvio  che
  lì  non  sai  come discutere, qual è il linguaggio  da  utilizzare?
  Quindi sono preoccupato, glielo dico con molto onestà.
   Noi  ora sospenderemo i lavori li riprenderemo venerdì il  27  con
  anche un problema di fondo, che se entro il 28 non si chiude questo
  provvedimento nasceranno una serie di problemi ancora più seri,  ma
  i  problemi nasceranno per chi poi ne paga le conseguenze, che  non
  siamo noi.
   Allora  il tema è anche questo: cosa succederà il 27 e 28  se  noi
  sospendiamo  i  lavori  con questo clima,  si  alzeranno  ancora  i
  livelli del ricatto, oppure ci dovremmo guardare in faccia in  modo
  bipartisan intanto, e chiudere questa fase ed evitare i  danni  che
  deriveranno   da  ulteriore  ritardo?  Questa  sarà,   magari,   la
  riflessione  che  ciascuno di noi durante  l'attesa  che  nasca  il
  Bambinello dovrà fare.
   Io   chiudo,   Presidente,  con  l'augurio  che  nell'ambito   dei
  rispettivi Gruppi, si faccia una reale disamina e, ovviamente,  per
  quanto  ci riguarda come Gruppo parlamentare, lo abbiamo già  detto
  prima  di entrare, lo ribadiamo anche in questo momento, noi  siamo
  pronti a proseguire.
   Voglio  sottolineare  un  altro aspetto, noi  eravamo  contrari  a
  sospendere  i  lavori sabato e domenica, e l'avevamo detto  già  in
  tutte  le  occasioni,  ed  eravamo  contrari  perché  cominciamo  a
  cogliere  qualche crepa che sarebbe poi giunta a questa situazione,
  cioè la situazione è sfuggita di mano.
   A  chi è sfuggita di mano non sta a me stabilirlo, ma che comunque
  le  dinamiche in quest'Aula sono impazzite, su questo non  ci  sono
  dubbi.  E quindi definire oggi questa crisi o questo cortocircuito,
  come  un cortocircuito politico, significa dare veste di dignità  a
  quattro  prezzolati, e io non mi sento da questo punto di vista  di
  dare  dignità  a  dei  prezzolati che hanno  causato  questo  corto
  circuito. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  tutti
  noi dopo che c'è un appuntamento elettorale, analizziamo i dati, ma
  fermiamo l'attenzione, soprattutto, sulla partecipazione.
   La  cosa  che  è affiorata negli ultimi anni è che i cittadini  si
  presentino  al voto sempre di meno, spesso si indicano  motivazioni
  varie, una centrale è la credibilità della politica, quello  che  è
  accaduto  nel Parlamento siciliano questa sera è molto  grave,  noi
  del Partito Democratico, lo diceva il Capogruppo, siamo rimasti  in
  Aula  e  abbiamo  aspettato, io per lo  meno  non  ho  compreso  la
  chiusura dell'Aula, la sospensione.
   Non  trovo una motivazione nelle cose che la Presidenza  ha  detto
  stasera  alla  ripresa,  lei  ha fatto  riferimento  alla  mancanza
  dell'Assessore  al  bilancio,  è una pezza  che  non  completamente
  chiude  il buco, non è vero, noi abbiamo lavorato anche in  assenza
  dell'Assessorato al bilancio, i cittadini avrebbero, credo, chiesto
  se  ci  fosse  stata  un'Assemblea pubblica, le  motivazioni  della
  chiusura  dell'Aula, qui non siamo al dopolavoro, non siamo  in  un
  club  sportivo o giovanile, siamo in un Parlamento e,  quindi,  gli
  atteggiamenti e le prese di posizioni vanno chiarite.
   Vanno  chiarite anche perché c'è un'opinione pubblica  che  segue,
  c'è  una  stampa attenta, e noi non vogliamo entrare nel frullatore
  che  distrugge  tutto,  la credibilità del Parlamento  deve  essere
  difesa,  innanzitutto,  dalla  Presidenza,  io  trovo  sconcertante
  quello che è accaduto in questo Parlamento, io sono rimasto, e  non
  mi sono mosso dal mio posto, perché ritengo che quando si abbia una
  funzione  la si debba rispettare, anche perché noi siamo  delegati,
  ancora  ci  sono tante questioni che afferiscono al  bilancio  e  i
  cittadini attendono delle risposte.
   Ecco  perché, Presidente, io credo che sono insufficienti le  cose
  che lei da Presidente ha detto, non in quanto Di Paola appartenente
  ad uno schieramento politico, perché l'Assemblea e, soprattutto,  i
  cittadini siciliani debbono capire che cosa sia successo in  questa
  Assemblea qualche ora fa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, io comprendo i vostri interventi,
  però sospendo l'Aula e la rinvio a venerdì 27 alle ore 15.
   Vi  auguro  di  trascorrere  un  buon  Natale  e  permettetemi  di
  ringraziare,   ovviamente,  tutti  gli   addetti   e   gli   Uffici
  dell'Assemblea  regionale  siciliana. La  seduta  è  sospesa  ed  è
  rinviata a venerdì 27 dicembre 2024, alle ore 15.00.

     (La seduta, sospesa martedì 24 dicembre 2024 alle ore 00:58,
          è ripresa venerdì 27 dicembre 2024 alle ore 15.37)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Burtone e  Chinnici  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                        legge n. 831/A e 832/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo nuovamente l'Aula  e  la
  riaggiorno per le ore 16.15, quindi tra 45 minuti.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.38, è ripresa alle ore 17.38)

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO
   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Siamo all'articolo 11. C'è una riscrittura, del Governo, del comma
  2. La dovreste trovare sui tablet, è l'emendamento 11.38.R.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione,  Assessori, ma soprattutto assessore per  il  turismo,  lo
  sport  e  lo  spettacolo, Amata, credo che tutti i  deputati  hanno
  ricevuto,  proprio  stamattina, una mail, dove gli  Stati  generali
  della cultura ci chiedono un intervento specifico perché la maggior
  parte   dei  teatri  piccoli  e  delle  piccole  compagnie   stanno
  rischiando  di  scomparire. Quindi mi appello alla  sensibilità  di
  tutti  i deputati per fare qualcosa e quindi, Assessore, l'articolo
  11,  comma  2,  riguarda il suo Assessorato e in  particolare  solo
  alcune  manifestazioni di grande rilievo - e non abbiamo  nulla  da
  obiettare naturalmente perché sappiamo che le grandi manifestazioni
  portano  anche  turismo per cui siamo a favore -, però  il  FURS  è
  stato depennato di alcune risorse e in ogni caso il FURS, così come
  costruito,  non  raggiunge  ancora oggi  le  piccole  compagnie,  i
  piccoli  teatri, le piccole realtà. Quindi, Assessore e  Presidente
  della Regione, chiedo uno sforzo nei confronti di queste realtà che
  hanno davvero difficoltà e rischiano di scomparire definitivamente,
  per il caro energia e per tutta una serie di situazioni.
   Io  ho  presentato e deposito, adesso, un tabellare sul FURS,  per
  aumentarlo, perché l'avevo già presentato in Commissione, c'era  in
  Commissione  V la volontà di tutti i deputati per fare  uno  sforzo
  maggiore  nei confronti di queste realtà. Quindi, a nome  di  tutti
  gli  Stati  generali  della  cultura  siciliana,   deposito  questo
  tabellare  e poi mi appello alla sensibilità di tutto il Parlamento
  siciliano. Grazie.

   PRESIDENTE.  Io  non  l'ho letto; se gentilmente  lo  depositasse,
  magari lo potremmo vedere.

   SAVERINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  naturalmente posso solo accogliere con benevolenza, appunto,  anche
  l'intervento  della collega, condivido l'intervento  della  collega
  Schillaci,  per  quanto  riguarda il FURS;  con  l'assessore  Amata
  abbiamo  fatto  più volte vari interventi, varie discussioni  anche
  nelle  Commissioni  di  competenza. E'  già  stato  presentato  dal
  Partito Democratico un emendamento in cui chiediamo un aumento  del
  fondo  del  FURS  di 5 milioni che era già passato  in  Commissione
   Cultura, formazione e lavoro  all'unanimità e anche un ordine  del
  giorno  in  cui specifichiamo, anche in base anche alla  legge  del
  FURS,  quali attività vengono portate avanti con i bandi  da  parte
  dell'Assessorato e, Assessore Amata, come ne avevamo parlato già in
  Commissione più volte, invece, ci sono tante altre attività,  tanti
  altri  temi,  è quasi impossibile parlare che, invece, non  vengono
  previsti  altri aspetti del FURS per cui è previsto un sostegno  da
  parte  della  Regione  siciliana che, invece, non  vengono  portati
  avanti.
   Nella  richiesta  degli  Stati generali, ma  già  nell'ordine  del
  giorno  che  abbiamo  presentato noi, questo è già  stato  scritto,
  quindi,  diciamo  che è già stato depositato all'inizio  di  questa
  finanziaria. Grazie.

   GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIUFFRIDA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  sposo  in  toto quello che ha detto la collega Schillaci:  c'è  una
  realtà,   soprattutto  quella  dei  teatri  amatoriali   che   sono
  totalmente esclusi dal FURS.
   Avevo  presentato  anch'io un emendamento  in  questo  senso  che,
  purtroppo, non è stato apprezzato, pertanto, mi appello al Governo,
  invitandolo a tenere in considerazione questa realtà artistica che,
  purtroppo, risente, sconta quello che, sostanzialmente, è la realtà
  di  questi piccoli teatri amatoriali che non trovano uno spazio nel
  contributo  del  FURS.  Pertanto,  mi  appello  anch'io  a   questo
   appello ,  appunto, fatto dall'onorevole Schillaci e dagli  altri:
  che  il Governo tenga conto e tenga in considerazione questa realtà
  amatoriale. Grazie.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io  ho
  studiato   i   documenti  passati  e  il  documento   corrente   e,
  praticamente,  diciamo  che  questi  grandi  eventi  sommati   alle
  tabelle,  sommati  a  tutte le questioni legate  ai  grandi  teatri
  siciliani,  a grandi eventi che vengono strutturalmente  finanziati
  in  ogni manovra escludono interamente alcune parti più periferiche
  di  questa  Sicilia dove c'è sempre zero, non ci sono finanziamenti
  per  grandi  eventi,  per  manifestazioni che  magari  hanno  anche
  decenni  e decenni di edizioni, anche per esempio il Teatro Colonna
  di  Vittoria, il Teatro Vittoria Colonna non risulta nelle  tabelle
  ed  è  un teatro di tutto rispetto, che ha una stagione bellissima;
  tanti altri teatri siciliani ci sono, quindi, andare a lavorare  in
  questa maniera crea sempre grosse disparità perché dei cittadini di
  serie   B   dovrebbero   spostarsi  sempre   nelle   grosse   città
  metropolitane  per vedere degli eventi di un certo rilievo,  poiché
  nel  proprio  territorio non ci sono stanziate risorse  sufficienti
  per  fare  delle stagioni importanti, pur avendo dei siti altamente
  turistici  e  dei teatri di una grande importanza. Quindi,  questo,
  secondo me, non è il modo giusto di procedere.
   Anche  io  confido nel FURS che, sicuramente, è il fondo  che  può
  stanziare  in maniera un po' più meritocratica di oggi le  risorse,
  ma   bisognerebbe   fare   anche  una   valutazione   territoriale.
  Bisognerebbe   andare  a  controllare,  provincia  per   provincia,
  chiaramente rapportata al numero dei siti di prestigio,  al  numero
  degli abitanti, quante risorse vengono stanziate e lì si noterebbe,
  chiaramente,  che  c'è  una grossissima sperequazione  e  ci  sono,
  veramente, province in cui ad oggi, se non ci fossero questi grossi
  maxiemendamenti,  dove  i  deputati  mettono  delle  cose  un   po'
  territoriali, ci sarebbe zero
   Quindi  vanno  riviste  tutte  le tabelle,  ci  dovrebbero  essere
  inseriti tutti i teatri grossi della Sicilia e non soltanto alcuni,
  in maniera che le compagnie si possano spostare anche in altre zone
  della Sicilia e non debbano essere i cittadini a investire di tasca
  propria  e  spostarsi  nelle  grosse  località  per  vedere   degli
  spettacoli  un  po'  più importanti. Quindi, questa  la  trovo  una
  maniera  di  procedere  veramente scorretta e  sono  contenta  che,
  proprio  in questa finanziaria, sia emersa e sia venuta  alla  luce
  questa  problematica di cui finora si era parlato poco ma,  secondo
  me,  va rivisto tutto il sistema dei finanziamenti alla cultura che
  questa  Regione concede, perché tutta la Sicilia è bella, tutta  la
  Sicilia  è  un  unico  territorio e tutta la Sicilia  merita  degli
  eventi di spessore.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Intanto, comunico che l'onorevole Marano  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                        legge n. 831/A e 832/A

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Presidente   della  Regione,  Presidente  Galvagno,   io   apprezzo
  l'assessore  Amata che, ovviamente, ha riscritto due  volte  questo
  comma  dell'articolo 11, perché l'articolo 11  è  un  articolo  non
  semplice, un po' complicato.
   Negli  interventi che mi hanno preceduto, soprattutto quello della
  collega, ovviamente noi apprezziamo, assessore Amata, che lei abbia
  riscritto  mettendo anche qual è la destinazione dei  3  milioni  e
  mezzo  di  euro  per i vari anni. Al di là della  dell'aspetto  del
  FURS, diciamo che, ovviamente, con questo comma, possibilmente, lei
  dice  che c'è qualche discrasia. Io ritengo che, proprio su  questo
  punto, la invito, assessore Amata perché su questo argomento si può
  aprire un dibattito enorme perché noi possiamo inserire all'interno
  teatri,  carnevali  storici, perché ne  abbiamo  diversi,  possiamo
  spaziare  Quindi io direi, assessore Amata, se lei avesse un minimo
  di approfondimento ancora, di potere mettere queste somme, metterle
  ovviamente in quell'articolo che i colleghi hanno consigliato nella
  riscrittura per potere fare, assessore, mi ascolti  poi magari  può
  essere  pure che lo accantoniamo e ci andiamo dopo, oppure  se  lei
  vuole  andare  avanti,  però  io ritengo  proprio  per  cercare  di
  superarlo,  essendo come dicevo io un articolo con commi  che  sono
  abbastanza  particolari, ebbene, ritengo che se lei  potesse  anche
  avere un supporto da parte dei suoi Uffici e comprendere come poter
  rimodulare questo comma, io penso che, alla fine, potremmo  trovare
  un  punto  di caduta che non è così distante rispetto a quello  che
  possa essere poi un'approvazione da parte dell'Aula.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, la discussione relativa all'articolo  11
  pone,   naturalmente,  l'esigenza  di  fare  qualche   precisazione
  rispetto  ad alcuni argomenti che abbiamo avuto modo di trattare  a
  più  riprese nelle Commissioni di merito e, nello specifico,  in  V
  Commissione.
   Ricorderà l'assessore Amata che, in quell'occasione, c'è stato  un
  coro di colleghi volto ad attenzionare la tematica di quella che  è
  una  maggiore trasparenza nella gestione delle risorse da destinare
  al  complesso  mondo  dello spettacolo e dell'organizzazione  degli
  eventi in Sicilia.
   Sempre   in  I  Commissione,  il  Partito  Democratico,   con   un
  emendamento del sottoscritto, della collega Saverino e Chinnici, ha
  proposto  di  incrementare quella che è la dotazione del  FURS.  E,
  assessore Amata, il motivo dell'aumento della dotazione,  mi  sente
  anche  il  Presidente  Schifani, non  è  solamente  legato  ad  una
  esigenza lodevole di dare un sostegno in maniera complessa a  tutto
  il  complicato mondo dello spettacolo in Sicilia e della produzione
  di  eventi, ma è anche determinato da un'esigenza ulteriore, ovvero
  che,  negli  ultimi anni, ci sono una serie di altri  soggetti  che
  beneficiano del Fondo Unico Regionale dello Spettacolo. Questo  sta
  determinando  una  riduzione progressiva della  dotazione  messa  a
  disposizione  di tutti i fruitori. Motivo per il quale  il  Partito
  Democratico,  già in sede di Commissione, Assessore, io  vedo  che
  magari  mi  sto  rivolgendo  a  lei, abbiamo  rappresentato  questa
  esigenza di incrementare il Fondo: a) perché ridotto rispetto  allo
  stanziamento  dei precedenti anni; b) perché c'è un maggior  numero
  di  fruitori,  rispetto  a  quello che è  il  fondo  stesso,  e  mi
  riferisco allo spettacolo svolto dai viaggianti.
   Questo  determina una riduzione complessiva nella  possibilità  di
  fruire  del Fondo stesso. E' un elemento, secondo noi, qualificante
  che  permetterebbe,  da  parte  del  Parlamento  intero,  di  porre
  attenzione a un settore che, in questo momento, dal punto di  vista
  mediatico,  è  assolutamente sotto osservazione, e di riqualificare
  quello che è il complesso apparato complessivo.
   Allora, Presidente, da parte nostra, le evidenziamo l'esigenza  di
  porre particolare attenzione a quella che è l'analisi dell'articolo
  11.  E,  poi,  ancora, a quella che è l'esigenza  di  aumentare  la
  dotazione del Fondo unico regionale dello spettacolo, avendo  piena
  consapevolezza  che  solamente  garantendo  in  maniera  indistinta
  quelli che sono gli operatori dello spettacolo si può garantire una
  crescita e uno sviluppo di questo settore, che ricordo a me stesso,
  e  voi lo sapete benissimo, conta un numero importante di occupati,
  un numero importante di reddito per la nostra Sicilia.
   E  quindi  è  indispensabile porre particolare attenzione  a  come
  valorizzare al meglio questa categoria, che per noi è assolutamente
  al centro dell'attenzione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora, c'è...  intanto, chiedo se i soppressivi  del
  comma  2  sono ritirati. Quindi, mi rivolgo all'onorevole  De  Luca
  Antonino  è il soppressivo.

   DE LUCA ANTONINO. E' mantenuto.

   PRESIDENTE.  Mantenuto.  E allora chiedo il  parere  del  Governo,
  Assessore, sul soppressivo. Prima si devono votare i soppressivi.

   AMATA,  assessore  per  i beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Benissimo. Contrario.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Contrario.  Allora, pongo in votazione  l'emendamento
  11.2. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 11.38, c'è un  subemendamento,  se  non
  ricordo  male, dell'onorevole Schillaci. Quindi, nei vostri tablet,
  troverete l'11.38.R.1.
   Chiedo il parere del Governo.

                    (interruzioni fuori microfono)

   SCHILLACI. Assessore Amata, è il passaggio in Commissione...

   AMATA,  assessore  per  i beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Che  è  successo? Qual è il problema?  Prima  c'è  il
  subemendamento alla riscrittura, che è dell'onorevole Schillaci,  e
  poi eventualmente c'è l'altro. Allora, c'è il parere favorevole  da
  parte   onorevole Schillaci, che le interessa, immagino  ho chiesto
  il parere del Governo. Il parere del Governo è favorevole.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Favorevole.   Pertanto   pongo   in   votazione   il
  subemendamento  11.38.R.1. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 11.38.R, a firma del  Governo,  come
  modificato.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE. presidente della Commissione e relatore. Favorevole.


       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 11.38.R

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  palese.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 11.38.R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti ........... 63
   Votanti ...........  53
   Maggioranza ..  27
   Favorevoli ......  41
   Contrari ..........  12
   Astenuti ...........  4

                            (E' approvato)

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                        legge n. 831/A e 832/A

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Presidente, volevo il parere anche sul  tabellare   che
  ho presentato.

   PRESIDENTE. E' un emendamento aggiuntivo, non lo stiamo  trattando
  adesso.

   SCHILLACI.   Si,  okay, io vorrei capire se poi verrà  trattato  o
  meno.

   PRESIDENTE. Non è ora il momento.

   SCHILLACI.  Ho capito, il problema, però, è anche questo.  Siccome
  abbiamo fatto tutta una discussione e un dibattito su questo.

   PRESIDENTE. Se il Governo vuole rispondere, può farlo. Ma in tutti
  i  casi,  non  viene trattato in questo momento.   Al  momento,  al
  momento opportuno, verrà certamente il Governo a dare il parere.
   Si  passa  all'emendamento 11.5, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Antonino. Chiedo se è mantenuto o ritirato.

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'emendamento a firma dell'onorevole Cateno  De  Luca,
  chiedo se sia mantenuto o ritirato.

   DE LUCA Cateno. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'emendamento a firma dell'onorevole Catanzaro, chiedo
  se mantenuto o ritirato.

   CATANZARO. Ritirato.

     PRESIDENTE. Benissimo, allora l'11.27 è inammissibile, l'11.25 è
  inammissibile,   l'11.16   è  inammissibile,   l'11.22   ugualmente
  inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 11.35, dell'onorevole Di Paola,  che  ha
  chiesto di intervenire. Prego.
   L'onorevole  La  Vardera,  mi fa presente  che  non  ha  avuto  la
  registrazione   di   voto,   ma  che   avrebbe   votato   contrario
  all'emendamento del Governo 11.38.R.

   DI  PAOLA.  Grazie, Presidente, sul comma 3, che è sicuramente  un
  intervento apprezzabile da parte del Governo, non riesco  a  vedere
  in  Aula l'assessore, però, Presidente, a questo comma aggiungerei,
  se  è  in  accordo anche con il Governo, e in quel caso  io  potrei
  anche  ritirare gli emendamenti che sono presentati  al  testo,  il
  fatto  -  ma  di  questo ne abbiamo parlato anche  con  l'assessore
  Turano  - dell'inserire all'interno di questo comma, pure i  comuni
  in  dissesto  e predissesto Cioè noi qui facciamo una discriminante
  solo ed esclusivamente per quanto riguarda la popolazione; però  io
  aggiungerei, Presidente, se è possibile e se il Governo e anche  la
  Commissione apprezzano questo ragionamento, che nell'andare  poi  a
  determinare  la  graduatoria e nell'andare a  determinare  pure  la
  possibilità di dotare quei comuni che sono in difficoltà economica,
  perché  sono  in dissesto e predissesto, aggiungere quest'ulteriore
  fascia;  perché in questo momento noi inseriamo i comuni che  vanno
  con  popolazione inferiore a 15.000 abitanti, nel primo caso, e nel
  secondo caso inseriamo i comuni tra 15.000 e 50.000 abitanti.
   Assolutamente   d'accordo,  perché  sono   d'accordo   su   questa
  ripartizione;  però aggiungerei a questo comma pure la  fascia  dei
  comuni  in  dissesto o in predissesto, che in situazioni  di  gravi
  problematiche economiche, possono confluire e andare ad aggiungere,
  andare ad inserire un comune che è in fase di dissesto, attenzione,
  come  terza  fascia.  In questo momento non c'è  come  emendamento,
  Presidente,  però potremmo - ovviamente se c'è l'accordo  da  parte
  della  Commissione e l'accordo da parte del Governo  -  subemendare
  uno  di questi emendamenti e inserire un'ulteriore terza fascia dei
  comuni in dissesto e predissesto.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Di  Paola.  Se  il  Governo  fosse
  d'accordo, magari potrebbe pensare di presentare un emendamento per
  venire incontro a quello che lei ci ha appena detto.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Ferrara.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                        legge n. 831/A e 832/A

   PRESIDENTE. L'onorevole Saverino ha dichiarato che, rispetto  alla
  votazione dell'emendamento 11.38.R, non è stata registrata  la  sua
  votazione e che si sarebbe astenuta.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, non mi ritrovo, tra gli emendamenti,
  un  emendamento che era passato in V Commissione in riferimento  ai
  comuni che beneficeranno dell'acquisto degli scuolabus. Esattamente
  l'emendamento verteva in questo senso: che andavano agevolati  quei
  comuni  delle  aree interne della Sicilia dove si hanno  difficoltà
  anche col trasporto pubblico locale, perché ci sono...

   PRESIDENTE.  Le  rispondo subito, dicendo che gli emendamenti  che
  lei  trova sono soltanto gli emendamenti al testo. Tutti gli altri,
  come  il  suo  e ce n'erano anche altri, sono considerati  tra  gli
  aggiuntivi.

   SCHILLACI. Ma è un emendamento al testo.

   PRESIDENTE. E' aggiuntivo, non è un emendamento al testo.

   SCHILLACI. Se è al testo non può essere aggiuntivo, mi scusi.

   PRESIDENTE. Un conto è che è modificativo, un conto...

   SCHILLACI. Era un modificativo al testo, che prevedeva, in cui  si
  dava  come  priorità quei comuni delle aree interne  della  Sicilia
  dove  il  trasporto pubblico locale non è adeguato, tant'è  che  ci
  sono  bambini  che  prendono due autobus per raggiungere  i  plessi
  scolastici.

   PRESIDENTE. Ma lei lo ha presentato in Commissione?

   SCHILLACI. In Commissione

   PRESIDENTE.  E allora vuol dire che in Commissione  non  lo  hanno
  apprezzato.

   SCHILLACI. No, è passato pure in Commissione.

   PRESIDENTE.  Ma  in  Commissione 'Bilancio' mi dicono  che  questo
  emendamento  non  è  passato. È questo  il  tema.  Così  mi  stanno
  dicendo.

   SCHILLACI.  Ma  come  no? Io l'ho depositato pure  in  Commissione
  Bilancio

   PRESIDENTE.  Per essere chiari, se no non facciamo  capire  quello
  che  si è fatto. In Commissione V sono sicuro, perché lei fa  parte
  tra  l'altro  della  Commissione V e certamente l'avrà  vissuto  in
  prima   persona.  Ma  non  è  che  tutto  quello  che  passa  dalle
  Commissioni di merito poi passa anche nella Commissione 'Bilancio'.

   SCHILLACI.  Questo  lo  so, tant'è che  l'ho  presentato  pure  in
  Commissione 'Bilancio'.

   PRESIDENTE.  In  Commissione 'Bilancio' questo emendamento  non  è
  passato.

   SCHILLACI. Io ricordo che era passato anche in 'Bilancio'.

   PRESIDENTE. Così mi dicono. Lo avrebbe trovato nel testo.
   C'è  lì  anche  il  Presidente Daidone e sta  dicendo  che  non  è
  passato. Non è stato trattato.

   SCHILLACI. Come no

   PRESIDENTE.  Se  fosse  passato sarebbe già nel  testo,  onorevole
  Schillaci.
   Ha  chiesto di intervenire l'onorevole Dipasquale. Ne ha  facoltà.
  Intanto chiedo al Governo se ha accolto l'invito dell'onorevole  Di
  Paola.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, Presidente della Regione,  colleghi
  parlamentari, brevemente, nulla di incredibile, però io  penso  che
  questo emendamento che ha presentato l'onorevole Di Paola, dove  si
  vuol togliere il limite dei 50...

   CRACOLICI. Non è questo.

   DIPASQUALE. Sto intervenendo su questo.
   Lui  è  intervenuto su questo e io sto intervenendo su questo  che
  andrà in discussione.
   Ma io lo dico prima, perché questo intervento lo faccio per il mio
  collega Abbate.
   Onorevole Abbate, questo emendamento presentato dall'onorevole  Di
  Paola  dà  la  possibilità di togliere, secondo me, un  errore  che
  viene  fatto  nel testo a discapito della città di Ragusa.  Siccome
  lei ce l'ha a cuore come a me, se noi lasciamo il limite di 50 mila
  abitanti per avere questo beneficio economico, Modica ci rientra, e
  mi fa piacere, e forse però Ragusa no.
   Quindi noi lo dobbiamo togliere.
   Quindi le chiedo appunto l'aiuto a votarlo per toglierlo.

   PRESIDENTE. L'emendamento 11.35 è mantenuto, onorevole Di Paola?

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, so  che  poi  vado  a  mettere  in
  difficoltà anche i comuni e il mio obiettivo è quello di  agevolare
  comuni,  amministrazioni e sindaci, questo  sempre,  quindi  ritiro
  l'emendamento 11.35, perché è complicato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 11.36.

   DI   PAOLA.  Sull'emendamento  11.36,  signor  Presidente,   stavo
  costruendo  il  subemendamento proprio per aggiungere  un'ulteriore
  fascia, perché non voglio stravolgere la ratio della norma, però mi
  deve dare qualche minuto per poterlo scrivere.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Paola, per fare  chiarezza  soprattutto
  qui.

   CATANZARO. L'emendamento 11.26 dovrebbe allargare la platea.

   PRESIDENTE. Sì, però intanto lui l'ha presentato formalmente.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente,  l'onorevole  Di  Paola  ha  rappresentato   la
  necessità di ampliare la platea dei beneficiari in via, come  dire,
  sussidiaria.
   L'obiettivo del Governo è quello di dare la possibilità ai piccoli
  comuni  di  potersi acquistare un servizio di scuolabus, però  così
  come  è  scritto il disegno di legge, sembrerebbe che nessun  altro
  comune può partecipare se superiore a 50 mila abitanti.
   La  volontà  del  Governo, la ripeto, è  quella  di  sostenere  le
  iniziative  per i piccoli comuni, ma nulla vieta che un  comune  in
  via   sussidiaria,  qualora  con  le  variazioni  di  bilancio  che
  l'Assemblea  approverà e si implementerà il fondo, possano  trovare
  accoglimento.
   Quindi  il  parere  del Governo, con lo spirito  che  ha  indicato
  l'onorevole  Di  Paola, è favorevole purché rimanga  traccia  nella
  legge che prioritariamente saranno serviti i comuni fino a 15  mila
  abitanti, secondariamente quelli da 15 mila a 50 mila.

   CATANZARO. L'emendamento 11.26 lo può leggere?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Sì,  va  bene, va bene, onorevole Di Paola, ha ragione  l'onorevole
  Catanzaro.
   Non  c'è  problema. L'obiettivo, purché rimanga anche per  traccia
  del verbale parlamentare, è che la volontà del Governo è chiara per
  i comuni piccoli.
   Sull'emendamento 11.26 il parere del Governo è favorevole.

   PRESIDENTE. Assessore Turano, se no facciamo veramente confusione,
  sull'emendamento 11.26 il parere del Governo è favorevole?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Diventa favorevole perché si fa una fascia oltre 15.000 abitanti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Paola, a lei  l'emendamento  11.26  col
  parere favorevole del Governo va bene? Onorevole io le sto dicendo,
  proceduralmente,  nel  caso ritira l'emendamento  11.36  e  andiamo
  sull'11.26.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, se l'Assessore  dà  parere  favore
  all'emendamento 11.26 io evito di scrivere il subemendamento,  però
  l'11.26 apre a tutti.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  ma voi avete fatto  una  domanda,  l'avete
  scritto, non è che lo scrivete tanto per scriverlo.

   DI  PAOLA. Però io vorrei aggiungere, Presidente, aprendo a tutti,
  vorrei aggiungere il fatto di dare priorità ai comuni in dissesto e
  predissesto.

   PRESIDENTE.  Allora,  l'Assessore Turano ha dato  sull'emendamento
  11.26 parere favorevole.

   DI PAOLA. C'è prima l'emendamento 11.36.

   PRESIDENTE.  Siccome  lei  stava  parlando  insieme  all'onorevole
  Catanzaro  della stessa questione, si potrebbe evitare di  fare  la
  riscrittura dando parere favorevole all'11.26, diversamente fate la
  riscrittura e il Governo eventualmente la valuterà.
   Onorevole  Di  Paola  se  si avvicina ai banchi  della  Presidenza
  magari lo riscriviamo insieme.

   DI PAOLA. E' già scritto.

   PRESIDENTE. E' già scritto, meglio.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, interloquendo anche con l'assessore
  Turano,  a  questo  punto  se  per  l'Assessore  Turano  va   bene,
  approviamo l'11.26 e ritiro gli altri due.

   PRESIDENTE.  L'Assessore Turano dà parere, per essere chiari,  poi
  lo approva l'Aula eventualmente.
   Allora l'emendamento 11.36 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 11.37.

   DI PAOLA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  11  26.  C'è  il   parere
  favorevole del Governo. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa ai soppressivi del comma 4, onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino?

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca Cateno?

   DE LUCA Cateno. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 11.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  La  Vardera,  il  Partito
  Democratico e il Movimento Cinque Stelle hanno votato contro.
   Si riprende l'esame dell'articolo 10, precedentemente accantonato.
   Chiedo se c'è stato poi un approfondimento rispetto alla questione
  posta dall'onorevole Cracolici. Avete trovato una sintesi?
   Allora  facciamo  la  seguente:  visto  e  considerato,  Assessore
  Dagnino,  che  è  rimasto  l'articolo  10  e  l'articolo  6  e   in
  considerazione  del  fatto  che  ci  sono  circa  un  migliaio   di
  emendamenti  aggiuntivi, noi sospendiamo l'Aula per un paio  d'ore.
  Tutti i coloro i quali - e mi rivolgo a tutte le forze politiche  -
  volessero  in  qualche  modo, durante una  Capigruppo  che  faremo,
  raggiungere una sintesi per andare a capire quali possono essere le
  priorità  da inserire in un maxiemendamento  frattanto, sospendiamo
  l'Aula fino alle 20.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.15, è ripresa alle ore 21.18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. La seduta riprende. Colleghi, solo per comunicare  che
  sospendo la seduta e la rinviamo per le ore 22:15.

     (La seduta, sospesa alle ore 21:18, è ripresa alle ore 23:32)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, all'interno  dei  vostri  tablet
  troverete  la riscrittura dell'articolo 6, l'emendamento  6.Gov,  è
  tra  gli  emendamenti  "fuori sacco"; se visionate  la  riscrittura
  6.Gov, la poniamo in votazione.

   CATANZARO. Il tempo di leggerlo.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Catanzaro,  anche  più  di  un   secondo,
  assolutamente sì.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  colleghi   parlamentari,   nel
  frattempo  che guardiamo l'emendamento, anche se già ho avuto  modo
  di vederlo velocemente, volevo esprimere l'apprezzamento per come è
  stato riscritto.
   Purtroppo questo articolo, che è l'articolo 6, relativo ai  comuni
  era  uscito  dalla  Commissione,  secondo  me,  con  il  limite  di
  dimenticare  com'era  stato  fatto  l'anno  precedente,  cose   che
  capitano,  non  è  un  rimprovero  che,  ovviamente,  faccio   alla
  Commissione, anzi ne approfitto per ringraziare il Presidente e  il
  lavoro  che svolge però, ovviamente, quando ci rendiamo  conto  che
  alcune   riserve  vengono  tagliate,  che  sono  frutto  di  questo
  Parlamento, alcune sono frutto di battaglie fatte con il collega De
  Luca,  Cateno  De Luca, no, non è Ibla, lo sai cos'è, per  esempio,
  Borgo  dei  Borghi, queste cose sono nate nella  V  Commissione  di
  tanti  anni  fa  e  dove io insieme, anzi De Luca,  insieme  a  me,
  insieme  a  qualcun altro, avevamo messo su Borgo  dei  Borghi,  le
  bandiere blu, le bandiere verdi, le bandiere lilla, tutta una serie
  di  cose  che ancora oggi esistono perché hanno dato un  minimo  di
  ristoro  a  quegli  enti  locali che  si  trovano  impegnati  verso
  determinate  cose, ovviamente quando abbiamo visto che  le  risorse
  erano  diminuite  rispetto all'anno scorso sia  per  il  Borgo  dei
  Borghi, sia per i comuni soggetti ai flussi migratori, sia  per  le
  leggi  speciali dei centri storici come la legge su  Ibla,  avevamo
  presentato tutta una serie di emendamenti per ripristinare, non per
  aumentare,  per ripristinare le risorse che c'erano l'anno  scorso,
  quindi,  avevamo  presentato gli emendamenti, gli emendamenti  sono
  stati accolti dalla riscrittura che ha fatto la Commissione, che ha
  fatto  il  Governo, quindi, noi che abbiamo gli emendamenti  ce  li
  vediamo  calati  perché  voi  l'avevate  dimenticato  sia  nella  I
  Commissione Prima e sia nella Commissione  Bilancio'. Oggi ci  sono
  e  per  noi  va  bene  e siamo pronti anche a votare  positivamente
  l'articolo 6.
   Poi,  c'erano  altre  questioni sollevate dai colleghi:  Cracolici
  aveva  sollevato una riflessione importante in merito al trasporto,
  alle  risorse  ai  disabili e mi pare che anche  questo  sia  stato
  risolto.
   Noi abbiamo scelto la strada di non fare ostruzionismo e l'abbiamo
  dimostrato sia il 23 sera e sia oggi e continuiamo a dimostrarlo  e
  non abbiamo difficoltà anche a dire quando vediamo che le cose sono
  calate,  che  anche i nostri emendamenti vengono  accolti,  noi  li
  apprezziamo e quindi ci tenevo a dirlo.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Dipasquale.   Ha   chiesto   di
  intervenire l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Presidente  Di  Paola,  Governo  e  colleghi,  apprezziamo
  chiaramente quelle riserve che sono state ripristinate e  ringrazio
  anche  il  mio Capogruppo per essersi battuto per questo,  però  ci
  tengo  a  sottolineare  e   già lo avevo  evidenziato  anche  nelle
  Commissioni che continuano a mancare le premialità per quei  comuni
  che  fanno  la raccolta differenziata e non sono pochi comuni,  197
  prendevano  premialità,  nella  mia  provincia  praticamente  quasi
  tutti,  qualche  giorno  fa  leggevo sui giornali  addirittura  che
  Messina è al settimo posto per la raccolta differenziata perché non
  premiare  più quei comuni virtuosi e andare contro quelli che  sono
  anche  i  dettami  della Comunità europea che appunto  ci  spingono
  verso  un  ciclo  sostenibile dei rifiuti? Non  vorrei  che  questa
  mancanza  fosse dettata dal fatto che il presidente Schifani  si  è
  convinto  che  siccome avremo gli inceneritori non serve  più  dare
  appunto  l'incentivo  ai comuni per la raccolta  differenziata,  ma
  sappiamo  benissimo che non è così perché gli inceneritori  non  li
  vedremo  prima  di dieci anni e che continueremo a mandare  rifiuti
  fuori  dalla Sicilia o, comunque, anche in discariche molto lontane
  dai territori; a Ragusa, addirittura, per un periodo si conferiva a
  Trapani e questo comportava un grandissimo aumento della tassa  sui
  rifiuti  per i cittadini, quindi non andare ad aiutare  tutti  quei
  comuni   virtuosi   che   riuscivano  a   raggiungere   percentuali
  elevatissime di raccolta differenziata mi sembra veramente assurdo,
  stiamo andando veramente in una direzione contraria a quella che ci
  impone uno sviluppo contemporaneo delle nostre città.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Campo. Ha chiesto  di  intervenire
  l'onorevole Ciminnisi. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Grazie, Presidente. Faccio seguito a quanto ovviamente
  e  chiaramente esposto dalla collega Campo alla quale mi associo  e
  ci  associamo  come  Gruppo chiedendo però che,  a  fronte  di  una
  mancanza che è probabilmente un'evidente dimenticanza, perché c'era
  stato  l'impegno  da parte di tutti di recuperare le  riserve  così
  come  erano state stabilite nella legge precedente, quindi così  si
  era  fatto nella stabilità del 2024, ebbene, a questo punto,  però,
  al  di  là  di quanto denunciato, chiediamo che ci sia  un  impegno
  formale davanti all'Aula di tutto il Governo regionale ma anche dei
  Presidenti delle Commissioni che alle prime variazioni di  bilancio
  sia  reintrodotta la riserva che è stata dimenticata a  favore  dei
  comuni che hanno superato una soglia di raccolta differenziata  del
  75 per cento. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi. Ha chiesto di intervenire
  l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno.  Grazie,  Presidente. Assessore  Dagnino,  scusi
  stiamo  guardando queste riserve, mi sembra che una  delle  riserve
  che  sta  qualificando  complessivamente la  proposta  del  Governo
  riguardi l'assegnazione di quattro milioni e mezzo per i comuni che
  incrementano  la riscossione. Eravamo partiti da un incremento  del
  dieci  per  cento  - assessore Messina parlo con lei,  mi  ascolti,
  perché  gliela  dico  io  che la so a memoria  -   abbiamo  trovato
  l'intesa  per  scendere  la percentuale  al  5  per  cento,  questo
  incremento   sugli  incassi,  dopodiché  mi  vedo  ancora   ridotto
  l'incremento  al  3 per cento. Ma non è questa, assessore  Messina,
  una cosa grave? Non si può mettere una premialità sostenendo che il
  consuntivo  si  deve  approvare entro settembre,  perché  la  legge
  prevede  30  di aprile  Come si prevede che i bilanci di previsione
  si approvino entro il 31 di dicembre?
   Quindi   mi  dovete  spiegare  che  senso  ha  questa  premialità?
  Scusatemi  E questa discussione l'avevamo avuta  Che senso  ha  una
  premialità che punta a non rispettare i termini di legge?
   Quindi,  assessore Dagnino, lei che ha definito questa  una  delle
  riserve  più  qualificanti, cortesemente, intanto,  il  termine  di
  legge  del consuntivo è 30 di aprile, per cui non capisco  come  si
  possa mai prevedere una premialità per chi li approva in ritardo  E
  quindi, la prima questione.
   Seconda   questione.  Assessore  Messina,  scusi  un  attimo,   no
  controlli  se c'era l'altra manina che quella notte si è  inserita.
  Quella   di   avere  il  tetto  alle  assegnazioni.  Perché   anche
  quell'aspetto  non  era  stato discusso,  ma  era  stato  stabilito
  tutt'altro  principio. Questa riserva è stata totalmente  stravolta
  per  come  era  stata  definita in Commissione  Bilancio'.  Quindi,
  chiedo  che  venga  ripristinata, per come era  stata  definita  in
  Commissione  Bilancio'. Mi sembra che l'accordo che era stato fatto
  fosse  quello, semplicemente, di ripristinare le riserve che  erano
  saltate  e  anche di riequilibrare alcune riserve  in  relazione  a
  delle  fughe in avanti sulle quali c'era, magari, qualche presa  di
  posizione discutibile. Va bene.
   Ma,  io  qua,  sto  notando  un testo che  è  stato  completamente
  modificato.  E siccome sono stato il proponente di questa  riserva,
  proprio per dare finalmente risorse anche ai sindaci che ci mettono
  la faccia e riscuotono i tributi - che è il vero problema che porta
  ai piani di riequilibrio e pure al dissesto, la mancata riscossione
  -  non  capisco perché questa riserva, ora con questi aggiustamenti
  sostanzialmente, venga annullata nel suo obiettivo.
   Quindi, assessore Dagnino e assessore Messina, non so se questa  è
  un'opera  che  avete  fatto  entrambi,  ma  vi  chiedo  che   venga
  ripristinato  lo  spirito della riserva, che è  stata  proposta  in
  Commissione  Bilancio'. Avevamo detto il 5%. Poi l'abbiamo sceso al
  4.  Ora è arrivata al 3%. Avevamo detto che bisognava rispettare  i
  termini di legge per l'approvazione del consuntivo e mi ritrovo  30
  di settembre.
   Pertanto, assessore Messina...

                     (Interventi fuori microfono)

   DE  LUCA Cateno. Ma, no. Io chiedo che venga ripristinato,  perché
  non  mi sento di votare una premialità dicendo ai comuni "approvate
  in  ritardo  i  conti consuntivi". Ma non ho capito   Ma  dove  sta
  scritta una cosa del genere? Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca. Assessore lei  vuole,  per
  caso,  replicare.  Ci  sono altri interventi, magari  replica  alla
  fine.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA.   Presidente,  oltre  a  sottoscrivere   le   osservazioni
  dell'onorevole  De Luca, vorrei far notare come, in questa  riserva
  che   ha   una   ratio,   c'è  una  cosa  che  è,   obiettivamente,
  incomprensibile  dal  punto  di  vista  anche  tecnico,  oltre  che
  politico,   perché  si  introducono  due  criteri,  Assessore:   1)
  migliorare  le performance sulla riscossione valutando, come  punto
  di  riferimento - assessore mi ascolti -, il consuntivo  del  2023,
  perché  è  chiaro che si fa riferimento al consuntivo 2023;  2)  si
  dice  di approvare il rendiconto del 2024 entro una certa data che,
  come  diceva  l'onorevole De Luca, non può essere il settembre  del
  2024.
   Ora,  veda  Assessore,  questo meccanismo - Assessore,  ascolti  -
  questo  meccanismo rischia di creare dei paradossi,  perché  potrei
  finanziare  e  premiare  un comune che nel 2023  ha  migliorato  le
  performance, ma nel 2024 potrebbe averle, nuovamente, peggiorate.
   Siccome  è  il rendiconto l'atto che consolida e che ci mostra  le
  performance  di  un  comune, è chiaro che  il   Dico  per  evitare
  Assessore  Messina,  se  non  parla con  il  presidente  Laccoto  e
  ascolta

   PRESIDENTE.  Onorevole Safina, si rivolga a  me.  Chiedo  però  ai
  colleghi di non stare davanti agli Assessori.

   SAFINA. Chiedo scusa. Ripeto, in questa riserva, nella riscrittura
  del  Governo, al comma 23, voi inserite due criteri: accertare, col
  rendiconto del 2023, il miglioramento delle entrate e poi approvare
  entro il 30 settembre, se non sbaglio, del 2025, il rendiconto  del
  2024. Questo è un errore madornale, perché il rendiconto del 2024 è
  un  atto  col  quale si accerta quello che il comune è  riuscito  a
  realizzare, anche in termini di entrate.
   Allora,  se dobbiamo dare una premialità la dobbiamo dare rispetto
  al rendiconto del 2024, non rispetto al rendiconto del 2023, perché
  potrebbe  accadere  un  paradosso,  Assessore,  che  nel  2023   ho
  migliorato  la mia capacità di riscossione, ma poi l'ho  peggiorata
  nel  2024,  quindi  sto premiando chi in realtà non  ha  migliorato
  niente rispetto, ovviamente, al dato dell'anno precedente, il 2023,
  mi  pare  chiaro. Ribadisco, non si può valutare il rendiconto  del
  2024, che è l'ultimo documento ufficiale - e lei è stato sindaco  -
  che attesta la capacità di riscossione di un comune per un verso  e
  poi  dimenticarsene per un altro verso. E' il rendiconto  del  2024
  che  va approvato, ovviamente, come diceva l'onorevole De Luca, nei
  termini  previsti  dalla  legge, perché non  si  può  premiare  chi
  l'approvi in ritardo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Safina, la prego di andare  a  conclusione.
  Sull'intervento dell'onorevole De Luca si sta cercando  di  trovare
  una soluzione, se lei va a conclusione.

   SAFINA.   E  va corretto, va assunto come punto di riferimento  il
  rendiconto del 2024.

   PRESIDENTE.  Chiaro. Grazie, onorevole Safina.  Hanno  chiesto  di
  parlare  l'onorevole De Luca Antonino e l'onorevole Cracolici.  Nel
  frattempo,  si  sta  trovando una soluzione a  quanto  esposto  sia
  dall'onorevole Safina che dall'onorevole De Luca.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca Antonino.

   DE  LUCA  Antonino.  Grazie,  Presidente.  Fatto  quasi  unico  in
  quest'Aula  che  De Luca Antonino e De Luca Cateno siano  d'accordo
  per  gran parte del merito della questione esposta, non solo perché
  trovo  assurdo  premiare chi arriva in ritardo,  di  solito  a  chi
  arriva in ritardo gli si fa quanto meno una nota e non gli si dà un
  premio,  ma  ricordo  a  me  stesso che in  Commissione   Bilancio'
  abbiamo  discusso tanto sulla necessità di correlare le premialità,
  ma  anche i trasferimenti correnti, a quei comuni che dimostrano di
  avere  capacità di aumentare la percentuale di riscossione  o  che,
  quanto  meno, dimostrano di provarci, cioè, se tu a un certo  punto
  con  i  tuoi  uffici  non  riesci  a  riscuotere  perché  hai  poco
  personale, perché il personale non è in grado, quanto meno  fai  un
  affidamento, esternalizzi, attivi una convenzione MEPA,  ma  non  è
  possibile che la Regione siciliana continui a dare milioni di  euro
  a  dei  comuni che poi, alla fine, non riscuotono neanche il trenta
  per cento dei tributi che dovrebbero riscuotere e poi noi lì giù, a
  dare sempre i soldi
   Inoltre  volevo  evidenziare una questione  tecnica  che  è  stata
  dimenticata nell'articolo 6. Sto preparando, Presidente e assessore
  Dagnino,  un  subemendamento che per il 2025 non ha  spesa  ma  che
  estende la riserva che copre i maggiori costi per il trasporto  dei
  rifiuti  dalle Isole minori anche agli anni 2026 e 2027, perché  se
  diamo  solo  l'anno 2025, non possono andare in  gara  d'appalto  e
  spendono  più  soldi  sia  i cittadini che  la  Regione  siciliana.
  Quindi,  sul  2025  che non ha spesa, concediamo  semplicemente  la
  triennalità.  Quindi, Presidente, chiedo due minuti,  il  tempo  di
  scrivere il subemendamento.

   PRESIDENTE.  Va bene, onorevole De Luca. Ha chiesto di intervenire
  l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, intervengo perché devo dire che rileggendo
  questo comma 23...

   SPADA. Attendiamo la riscrittura, Presidente.

   CRACOLICI.  Allora,  ritiro il mio intervento,  aspettiamo  cinque
  minuti.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Cracolici. Io comunque, vista anche
  la  mediazione  che  è stata fatta in queste  ore  da  parte  della
  Presidenza, se mai non ci fosse l'ok da parte di tutti  i  deputati
  su   questa   riscrittura  del  6.Gov  con  gli   emendamenti   che
  arriveranno, è ovvio che non voteremo il 6.Gov. Quindi,  vi  do  il
  tempo necessario e se volete possiamo...

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Visto che c'è la riscrittura, chiederei, non tanto alla
  politica, ma ai tecnici dell'Assessorato di spiegare come facciamo,
  non  solo  la cosa che ha detto Safina, a utilizzare il  rendiconto
  2023, per poi aspettare il rendiconto 2024 a settembre, come diceva
  De  Luca,  quando la legge prevede il 30 aprile  Ma la  domanda  è:
  questa   premialità,  comunque,  farà  parte   di   un   potenziale
  trasferimento ai comuni, che dovranno iscrivere nei propri  bilanci
  e programmare l'eventuale spesa connessa a questo trasferimento, ma
  questo  trasferimento quando lo dovremmo fare ai comuni, una  volta
  stabilito  che hanno diritto alla premialità? Perché  così  come  è
  scritto,   obiettivamente,  è  di  una  farraginosità  e   di   una
  complessità  che rischiamo di non dare loro neanche con  la  quarta
  trimestrale,  che  eroghiamo  l'anno  successivo,   la   quota   di
  trasferimento connessa a questa stessa premialità
   Allora,  sono  per semplificare: chi approva il rendiconto  al  30
  aprile  2024 e accerta un aumento della riscossione propria, Titolo
  I  e Titolo III del 118, ha diritto al riparto della premialità, ma
  questo a giugno si deve già sapere, perché i comuni devono avere il
  tempo  di  programmare queste risorse, altrimenti per  cosa  gliele
  stiamo dando, è un premio per farsi le vacanze?

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Cracolici.  Onorevoli   colleghi,
  mentre  si fanno questi modificativi al 6.Gov, nei vostri tablet  è
  stato caricato il 10.Gov.
   Quindi, il 6.Gov viene accantonato e, nel frattempo che facciamo i
  modificativi al 6.Gov, vi chiedo di visionare l'emendamento 10.Gov,
  che è una riscrittura dell'articolo 10.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Lo ha già visionato, onorevole De Luca? Se lo  ha  già
  visionato, ha facoltà di parlare.

   DE  LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Intanto desidero comunicare
  che  tutti gli emendamenti soppressivi, tranne quelli al  comma  3,
  sono stati ritirati, accettando di buon grado la riscrittura che il
  Governo ha presentato.
   Avremmo  preferito che il Governo avesse fatto la scelta  politica
  di  assumere direttamente nei ruoli della Regione i lavoratori  Asu
  dei beni culturali perché, come ha detto l'assessore Messina, è una
  scelta  portarli  in  Sas.  Però, sono orgoglioso  e  rivendico  il
  risultato, prima di averli portati come Movimento Cinque Stelle, ma
  anche  come  Parlamento tutto, nella scorsa  finanziaria  di  avere
  portato  questi lavoratori a 30 ore e in questa sessione  di  legge
  finanziaria  questo  Parlamento, anche su  proposta  del  Movimento
  Cinque  Stelle  li  ha portati a 36 ore, credo che  questo  sia  un
  risultato  che  qualifica  non  solo  questa  finanziaria,  ma  che
  qualifica  il  lavoro dell'intero Parlamento  e  il  fatto  che  il
  Governo  abbia  accolto,  alla  fine,  una  mediazione  più   volte
  richiesta  e  di cui devo dire grazie anche al presidente  Galvagno
  che ha sostenuto quest'azione, l'assessore D'Agnino e il presidente
  Schifani  che, alla fine, hanno accolto quella che è una  richiesta
  di  dignità che hanno fatto questi lavoratori, i loro sindacati,  i
  rappresentanti parlamentari delle forze tutte, perché portarli a 36
  ore  significa  restituire dignità a chi da 25  anni  serve  questa
  Regione.
   Queste persone finalmente, dopo aver atteso invano e avere seguito
  invano  tante Aule, finalmente ci vedono approvare un articolo  che
  dice:  signori  cari, vi porteremo fino alla pensione  salvo  però,
  presidente  Schifani e qui serve un suo forte impegno,  impugnative
  da parte dello Stato perché l'unico timore che le opposizioni hanno
  sollevato  relativamente a questo articolo non è tanto  riguardante
  lo  status  di  dipendente della Sas o di dipendente della  Regione
  siciliana,  al netto che a questi lavoratori avrebbe fatto  piacere
  essere  riconosciuti in questa seconda veste,  ma  è  piuttosto  il
  timore che questo articolo possa essere impugnato.
   Personalmente l'unica cosa di cui sono sereno qual è? Che  se  non
  viene  impugnato  li  abbiamo portati a  36  ore  e  quindi  questi
  lavoratori  non dovrebbero perdere né un euro di stipendio,  né  la
  loro  qualifica,  né un euro a livello di contribuzione  perché  li
  lasciamo  nel  posto  di  lavoro dove già prestano  servizio,  dove
  operano attualmente e manteniamo le loro qualifiche.
   Se  malauguratamente lo Stato dovesse impugnare e viene  a  cadere
  questo articolo, torna a rivivere l'articolo che abbiamo modificato
  e  quindi le 30 ore. E' dovere della Regione, però, a quel punto di
  assumerli nei ruoli del Dipartimento regionale.
   Qualche  dubbio manifesto nei confronti del comma 3  dell'articolo
  10,  magari  l'assessore Dagnino ci darà qualche  rassicurazione  o
  meno, relativamente alla sua costituzionalità.
   Stiamo  facendo anche un'operazione importante andando a eliminare
  un'altra sacca di precariato con il comma 6, che è quella degli  ex
  lavoratori  Servirail e degli ex lavoratori Ferrotel, quindi  credo
  che con questo articolo 10, tanto difficile da fare nascere, si sia
  complessivamente fatto un buon lavoro. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Ci sono altri interventi?

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi c'è l'onorevole Giambona.
   Vi  prego, onorevoli colleghi, se è possibile interventi sintetici
  considerando  che  già c'è stata un'ampia mediazione  da  parte  di
  tutti voi.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  questa
  sera  questo  Parlamento stia dando prova di  una  grande  maturità
  nell'avere,  come dire, in maniera congiunta, superato  in  qualche
  modo  le difficoltà che erano state poste, alcune legittime,  altre
  magari  sviscerandole  si sono potute anche superare  e  credo  che
  stasera  si stia scrivendo una pagina estremamente positiva  perché
  quando  si  dà  stabilità a persone che da 27  anni  vivono  di  un
  sussidio  e  oggi  diventano lavoratori,  credo  che  tutto  questo
  Parlamento,  e  ringrazio il presidente Schifani anche  per  averci
  dato,  come  dire,  un  conforto rispetto  a  questa  materia  così
  complessa, stiamo dando ad una parte dei lavoratori, quelli che  si
  occupano   dei   beni  culturali,  finalmente  dignità;   significa
  attribuire lavoro e quindi libertà a questi neo lavoratori. Quindi,
  mi  complimento con il Parlamento tutto per avere trovato un  punto
  di   mediazione.  E'  una  battaglia  di  tutti,  è  una  battaglia
  soprattutto di legalità. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Caronia, anche per la  sintesi.  Ha
  chiesto di intervenire l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oramai è  da  più
  di  un anno che dibattiamo in quest'Aula rispetto a quelli che sono
  i  percorsi  che  devono portare, ribadisco devono portare,  questa
  importante platea di lavoratori alla stabilizzazione.
   Per  alcuni  di loro, da oltre 25 anni, sono stati negati  diritti
  come il versamento dei contributi, il trattamento fine rapporto, le
  ferie,  quindi ritengo che sia giunto il momento di  dare  loro  la
  serenità che meritano.
   Detto questo, qualche osservazione dal punto di vista politico  la
  dobbiamo  pur  fare,  Presidente, perché dall'anno  passato,  nella
  finanziaria  del 2024, questo Parlamento si è espresso  in  maniera
  chiara,  inequivocabile circa il percorso che doveva essere portato
  avanti  per  mettere  in  sicurezza  questa  importante  platea  di
  lavoratori,  e in quella occasione, avevamo deciso il  percorso  di
  stabilizzazione   all'interno  dell'organico   dell'Amministrazione
  regionale.
   Bene,  è  passato un anno e oggi siamo nuovamente a  dibattere  su
  questo  tema.  E' ovvio che, come Partito Democratico,  come  forza
  politica, abbiamo seguito quelli che sono stati i lavori che  hanno
  accompagnato   a   tutto  questo  percorso  normativo,   ma   siamo
  altrettanto preoccupati, e da questo punto di vista lo abbiamo  già
  rappresentato  nelle scorse sedute, rispetto  a  quello  che  è  il
  percorso  che si vuole portare in essere. Perché vero è  che  siamo
  sicuramente favorevoli alla stabilizzazione dei lavoratori, vero  è
  che  siamo  assolutamente favorevoli all'aumento delle ore,  è  una
  garanzia a 36 ore, ma è altrettanto vero che dobbiamo dare garanzia
  ai lavoratori rispetto al percorso che stiamo portando avanti.
   E,   nello   specifico,   sarebbe  anche  necessario,   Presidente
  dell'Assemblea,  che si ponessero chiarimenti anche  da  parte  del
  Governo  rispetto ad alcuni punti che gli Uffici hanno  posto  come
  dubbi sul percorso che è ad oggi in essere dal punto di vista della
  legittimità  costituzionale in primo luogo, quello che riguarda  il
  rispetto  del  decreto  legge  n. 73  del  2023  che  autorizza  la
  stabilizzazione presso le amministrazioni pubbliche e non presso le
  società partecipate. Noi abbiamo fatto analoghi percorsi, come  nel
  caso  dei  Pip,  ma in quel caso c'era una copertura normativa  dal
  punto di vista nazionale.
   Allora, noi non vorremmo oggi portare avanti una norma che non  ha
  quelle  che  sono  le garanzie dal punto di vista  del  presupposto
  normativo  e  quindi far ritrovare poi i lavoratori  che  attendono
  questa agognata stabilizzazione con un pugno di mosche in mano.
   Allora,  massima attenzione su quello che è il percorso  che  deve
  essere  portato  avanti,  Assessori  competenti,  perché  noi   non
  possiamo   perdere  ulteriore  tempo,  perché  questi   lavoratori,
  nell'attesa di questa stabilizzazione, di tempo ne hanno perso  fin
  troppo.

   PRESIDENTE. Onorevole Giambona, colleghi, a questo punto vi chiedo
  se i soppressivi all'articolo 10 siano tutti ritirati.
   Sono   ritirati,  bene.  Quindi  possiamo  mettere  in   votazione
  l'emendamento  10.Gov, che è interamente sostitutivo  dell'articolo
  10. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ritorniamo all'articolo 6, precedentemente accantonato.
   Ci   sono  degli  emendamenti.  Stiamo  tornando  all'articolo  6,
  onorevole Cracolici.
   Onorevole  La Vardera, c'era il suo voto contrario sul 10.Gov,  va
  bene.
   Ribadisco, riprendiamo l'articolo 6 e l'emendamento 6 Gov.
   Intanto, vi chiedo se i soppressivi all'articolo 6 siano ritirati:
  li considero ovviamente ritirati.
   Andiamo  alla  riscrittura  dell'articolo  6,  cioè  l'emendamento
  6.Gov, del Governo.
   Comunico  che sono stati presentati due subemendamenti, 6.Gov.1  e
  6.Gov.2, che troverete all'interno del vostro tablet. Il 6.Gov.1  è
  a  firma dell'onorevole Venezia ed altri e il 6 Gov.2 è a firma del
  Governo.
   Il parere del Governo sull'emendamento 6.Gov.1?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE. Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento,  con  il  parere
  favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.Gov.2, a firma del Governo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, siccome sono stato interrotto  prima
  che esprimessi per intero il mio pensiero, io suggerisco al Governo
  e  avevo  chiesto di verificare questa riscrittura con  un  tecnico
  dell'assessorato per capire perché la premialità la riconosciamo ai
  comuni  che  hanno approvato il rendiconto 2023 e poi l'operatività
  avviene  col rendiconto 2024, che adesso abbiamo modificato  al  30
  aprile, come chiedeva De Luca. Ma se è approvato il rendiconto 2024
  -  scusate  -  l'accertamento  delle maggiori  entrate  si  fa  col
  rendiconto 2024. E' il parametro del 2024 che ti dà il parametro di
  crescita,  perché  come  era scritto  era  il  2023  sul  2022.  Se
  acquisiamo  è  il  rendiconto valido, ai fini della  premialità,  è
  quello  del 2024: è quello del 2024. E' evidente che qui il  3  per
  cento  di cui si parla deve essere relativo al 2023; ma se  approvi
  il  2024  è fuor di dubbio che hai dovuto approvare anche il  2023,
  non  è  che poi approvare un rendiconto di un'annualità finanziaria
  senza l'annualità precedente. Quindi, è evidente che se approvi  il
  2024 tu devi certificare che l'aumento del 3 per cento è conseguito
  sul  rendiconto  già  approvato del 2023. Ma non  è  scritto  così
  Quindi noi dobbiamo dire che l'accertamento dell'aumento è sul 2024
  relativo al rendiconto 2023. Ma se lo scriviamo così, il 2023 lo si
  può  accertare solo sul 2022 e non sul 2024. Non so se  sono  stato
  chiaro.

   PRESIDENTE. Leggendo l'emendamento il significato riporta a quello
  che dice l'onorevole Cracolici.

   PACE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PACE. Onorevole Presidente, stiamo leggendo in italiano, spero  di
  farlo  correttamente, e ritengo che questa volta  il  Governo  l'ha
  scritto anche esattamente. Il testo dice: "E' istituita una riserva
  di  4  milioni e mezzo di euro da destinarsi ai comuni che  abbiano
  conseguito, in base al rendiconto dell'esercizio finanziario  2023,
  un  incremento del 3 per cento nella riscossione dei tributi propri
  rispetto  all'esercizio  precedente  e  che  abbiano  approvato  il
  rendiconto di gestione nell'esercizio finanziario 2024 entro il  30
  di aprile". Credo che è stato scritto correttamente.

   PRESIDENTE. No, onorevole Pace, non è così.

   PACE. Hanno sbagliato di nuovo?

   PRESIDENTE. Se è come lo sta interpretando lei, è sbagliato.

   PACE. Chiedo scusa

   PRESIDENTE.  Il Governo sta risistemando l'emendamento.  Colleghi,
  un   attimo,  un  attimo  colleghi.   Assessore  Messina,  io  devo
  continuare  comunque con l'Aula e tra i banchi vi do  la  parola  a
  tutti  vi chiedo tra i banchi del Governo se è possibile, Assessore
  Turano così almeno faccio intervenire gli altri colleghi.
   Chiede di intervenire prima l'onorevole Lombardo e poi l'onorevole
  Abbate.   Prego,  onorevole  Lombardo   però,  colleghi,  onorevoli
  colleghi, sospendo l'Aula per cinque minuti.

       (La seduta, sospesa alle ore 00:12, è ripresa alle 00.17)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.Stiamo caricando sui tablet l'emendamento 6.Gov.2.1 che
  sostituisce "2023" con "2024". Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo  è  favorevole  in  quanto a sua  firma.  Il  parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il 6.Gov.2, così  come  emendato.
  Parere  favorevole  del Governo in quanto a sua  firma.  Il  parere
  della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il 6.Gov così come emendato.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi. Volevo  intervenire
  solo per sottolineare all'Aula e a tutti i sindaci siciliani che in
  questi  mesi  e in queste settimane, durante i lavori  propedeutici
  nelle  varie  Commissioni  di  merito  sia  in  Commissione  Affari
  istituzionali  che  in  Commissione Bilancio,  avevano  chiesto  un
  intervento  concreto,  soprattutto  di  aumento  delle  risorse  da
  stanziare  nel  fondo delle autonomie locali che  ammontava  a  350
  milioni di euro e che grazie a queste riserve che sono aumentate di
  54 milioni di euro, si vedranno un taglio netto di più di 7 milioni
  di  euro  rispetto all'anno scorso. Era stata avanzata la proposta,
  da  parte  di Anci Sicilia, di istituire un fondo di rotazione  per
  ripartire  queste  risorse ai comuni che non ricevevano  attraverso
  queste  riserve  un  indennizzo,  o comunque  contributo  maggiore,
  questa scelta non è stata portata avanti, non è stata adoperata dal
  Governo, se ne assumeranno la responsabilità, sta di fatto che oggi
  i comuni siciliani vedranno tagliati di più di 7 milioni di euro il
  fondo  delle autonomie locali: se è questa l'operazione  immaginata
  dal Governo regionale e da parte di quest'Aula per aiutare i comuni
  che  si  continui in questo senso, la nostra proposta  era  quella,
  invece,  di  aumentare il fondo delle autonomie locali, c'è  sempre
  tempo  per migliorare, Presidente, non escludo che in una  prossima
  variazione   di  bilancio,  febbraio,  marzo,  aprile,   il   prima
  possibile,  i  comuni siciliani possano avere almeno  un  terzo  di
  quello  che  viene  riconosciuto oggi  ad  altre  Regioni  come  la
  Sardegna,  che  hanno  solamente un terzo della  popolazione  della
  nostra  Regione e, quindi, Presidente, desideravo solo sottolineare
  la  contrarietà rispetto all'operazione che vedrà, ripeto, tagliati
  più di 7 milioni di euro ai comuni siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  6.Gov,  così  come
  emendato. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, a questo punto sospendo  l'Aula,  faccio  una
  media  rispetto  a  tutte le richieste, la sospendo  per  un'ora  e
  mezza.

     (La seduta, sospesa alle ore 00:21, è ripresa alle ore 2.32)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, solo per comunicarvi che  sospendo
  ulteriormente l'Aula di un'ora.

      (La seduta, sospesa alle ore 2.32, è ripresa alle ore 4:18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  riprendiamo  l'Aula  solo  per  farvi   la
  seguente  comunicazione:  verificate man mano  i  vari  emendamenti
  aggiuntivi  che  sono stati presentati e che in questo  momento  si
  stanno inserendo all'interno di un unico documento e poi aspettiamo
  che   il   documento  venga  firmato  dal  Governo  e   presentato.
  Prendetevi,  ovviamente,  tutto il  tempo  per  verificare  i  vari
  emendamenti  aggiuntivi che sono stati presentati. Quindi  sospendo
  l'Aula affinché possiate verificare il tutto.

      (La seduta, sospesa alle ore 4:18, è ripresa alle ore 4:56)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, all'interno dei tablet  troverete
  fra pochi minuti il maxi emendamento presentato dal Governo.
   Apro  la discussione sul maxiemendamento per chi si deve iscrivere
  a  parlare  e  nel  frattempo potete verificare il  maxiemendamento
  all'interno dei vostri tablet.
   Fra dieci minuti dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare
   Onorevole  Safina,  il  maxiemendamento lo trova  all'interno  del
  tablet.
   Iniziamo con la discussione sul maxiemendamento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor Presidente, sono praticamente le  cinque  del
  mattino,  quindi scuserete se magari non saremo precisissimi  anche
  nella  narrazione dei fatti, ma effettivamente la stanchezza si  fa
  sentire.
   Questa è una finanziaria particolare, che viene dopo una serie  di
  polemiche  che sono nate negli scorsi mesi per la gestione,  oserei
  dire,  forse  poco allegra del denaro pubblico e di come  spesso  e
  volentieri  qualcuno  ha persino pensato di potere  dare  soldi  ad
  associazioni che fanno riferimento a propri familiari. Questa è  la
  cronaca  nota,  ed  evidentemente tutti avete  seguito  -  anche  i
  colleghi parlamentari, ma i siciliani che ci seguono la casa  -  la
  vicenda vergognosa che purtroppo mi ha visto ahimè protagonista.
   Perché   faccio  questo  preambolo,  Presidente,  Governo?  Perché
  ritengo che questa finanziaria era la prova, il banco di prova dove
  noi  ci  misuravamo, se eventualmente avessimo compreso la lezione,
  ma evidentemente la lezione forse non era stata compresa.
   Ovviamente mi dispiace per l'assenza del Presidente della Regione,
  ma  per  carità,  riconosco che è stato presente  durante  tutti  i
  lavori  quindi, assessore Dagnino, si farà lei portavoce di  quello
  che io ho da dire.
   Riconosco  che in questa finanziaria partiamo delle cose positive,
  assessore  Dagnino,  così  non parto subito  dalle  cose  negative,
  partiamo  subito  delle  cose  positive.  Non  vedo  il  Presidente
  Galvagno che è sopra ma sono sicuro che poi guarderà questo  video.
  Innanzitutto riconosco alla Presidenza di questa Assemblea  che  su
  un  punto  fondamentale sia andata in un'altra direzione in  questo
  emendamento denominato  Gov .
   In  questo  maxi emendamento, se si cerca la parola  associazione
  non  si  troverà, non si troveranno delle associazioni, ma non  per
  criminalizzare le associazioni - attenzione - perché  questo  è  un
  passaggio fondamentale. Io ho rivendicato diverse iniziative  nelle
  precedenti  finanziarie  in cui abbiamo  dato  dei  soldi  a  delle
  associazioni  meritevoli, a delle associazioni che  lavoravano  sui
  territori,  a delle associazioni come ad esempio l'associazione  di
  Ballarò  che fa un lavoro importante per i ragazzi contro lotta  al
  crack.  Ma  evidentemente  il sistema  delle  associazioni  era  un
  sistema  incontrollato  che  faceva sì che  qualcuno,  che  qualche
  deputato  potesse  in  qualche maniera  avere  addirittura  -  come
  abbiamo dimostrato ampiamente - delle associazioni di riferimento a
  soggetti appartenenti alle proprie famiglie.
   Allora,  il  primo dato di fatto, la prima vittoria - se  così  la
  possiamo  chiamare  -  è che questa Presidenza  ha  rispettato  gli
  impegni  di far sì che non si potessero ripetere episodi di  questo
  tipo  ed  io lo riconosco. Lo riconosco al Presidente Galvagno,  lo
  riconosco ai lavori di questo Parlamento, però purtroppo,  dopo  la
  parte  positiva  -  ahimè  - torniamo alla parte  negativa,  perché
  purtroppo in questo maxiemendamento, abbiamo una nuova parola,  una
  nuova  parola.  Fondamentalmente sagre, sagrette e  mancette  hanno
  preso   un'altra  parola,  non  si  chiameranno   più   in   questo
  maxiemendamento sagre, ma si chiameranno marketing, promozione  del
  territorio,  cioè  il marketing  is the new mancetta .  Lo  abbiamo
  cambiato e abbiamo deciso di trasformare questa parola, marketing e
  promozione del territorio, perché evidentemente la parola sagra era
  troppo aggressiva e si è evidenziato che forse era un problema  che
  non si poteva ripetere.
   Andiamo  alle  parole,  perché  le parole  di  questo  testo  sono
  fondamentali.  Per esempio, un Comune a caso, la parola  Modica  in
  questo  maxiemendamento è ripetuta diciannove volte e facciamo  una
  proporzione  dei  Comuni  perché questo è un  lavoro  fondamentale,
  assessore. Se noi facciamo la proporzione di quanti soldi ha  avuto
  Modica,  settantamila abitanti, con Agrigento, lei  si  metterà  le
  mani  ai  capelli e farà capire che in questo maxiemendamento,  per
  l'ennesima   volta,  i  Comuni  vicini  a  deputati   evidentemente
  all'interno  di  questa spartizione, a tutti gli  effetti,  possono
  avere  avuto qualcosa in più. E allora, la parola Modica,  presente
  diciannove  volte,  con  un totale record,  non  voglio  ovviamente
  rivolgermi a nessuno perché non è il caso, non vedo Ignazio Abbate,
  purtroppo  non  è in Aula, me lo salutate voi, poi magari  tornerà:
  record,  dicevo,  due milioni di euro al comune di  Modica,  contro
  poveretto il comune di Agrigento, capitale della cultura,  capitale
  della    cultura,   capoluogo   di   provincia,   menzionato    nel
  maxiemendamento udite bene, solo 14 volte, con una modica cifra  di
  465  mila euro. La proporzione è veramente ridicola  Sì questo,  su
  interventi  di  promozione di marketing, come  l'abbiamo  chiamato,
  perché  non  ci  piacciano  più  le sagrette,  abbiamo  cambiato  i
  termini
   Allora, altro comune, un altro comune ad esempio, uno dei tanti  -
  perché quello devo fare, parlare dei comuni singoli, ma sia  mai  -
  comune  che  si  chiama  ad  esempio  Priolo  Gargallo,  undicimila
  abitanti,  Priolo Gargallo, una ridente cittadina in  provincia  di
  Siracusa, riceve dal maxiemendamento un importo che equivale a zero
  euro,  ottomila  abitanti   Ma  guarda  caso,  un  comune  accanto,
  limitrofo, vogliamo fare i nomi, presieduto dal buon sindaco Carta,
  riceve  qualcosa come attenzione, numero di abitanti, qua  dobbiamo
  fare  il  raffronto Priolo undicimila abitanti, Melilli tredicimila
  abitanti.  Priolo zero euro, Melilli 640.000 euro,  addirittura  il
  buon  sindaco  di Melilli si potrà anche comprare un teatro,  bontà
  sua, complimenti al sindaco di Melilli
   Ecco  questa è la dimensione del maxiemendamento. Sì mi avvio alla
  conclusione,  ci sarebbero tantissime cose da dire Presidente,  noi
  abbiamo aspettato cinque ore qui a leggere questo maxi emendamento,
  quindi le chiedo la cortesia di darmi qualche minuto in più, perché
  sono  fatti  che io sto enunciando, perché li abbiamo  studiati  in
  modo meticoloso nonostante la stanchezza.

   PRESIDENTE. E allora sia, cortesia accordata.

   LA  VARDERA. Grazie Presidente. Allora potrei continuare questo  è
  il  maxiemendamento signori, abbiamo scoperto che questo Parlamento
  è un Parlamento cattolico, grazie, vivaddio
   Le  chiese, la parola chiesa ricorre 79 volte. Sapete quanti soldi
  stiamo dando alle chiese, qualcosa come 5 milioni di euro. Soltanto
  alla  diocesi  di Catania diamo 600 mila euro, che  neanche  pagano
  l'IMU,  fondamentalmente come tutte le chiese,  facciamo  anche  la
  cortesia  che  ovviamente chiediamo questi soldi. Alla  diocesi  di
  Monreale, Santa Romana Chiesa, lo Stato più ricco del mondo che  ha
  bisogno  della Regione siciliana che gli dà 5 milioni di euro,  per
  fare che cosa? Restauriamo l'altare, rifacciamo il pavimento.
   Ma  queste  cose ai siciliani, con tutte rispetto alle chiese,  ma
  cosa gliene importa di spendere 5 milioni di euro di contributi dei
  siciliani  per rifare le chiese? Questo è il maxiemendamento  delle
  chiese
   Allora,  potrei  continuare per ore, perché  ne  ho  visti  tanti,
  ovviamente ci sono sempre le sagre, Maletto sempre tra i primi, 200
  mila  euro, 100 mila euro per la festa di li schietti, ma  diamogli
  pure  100  mila  euro per la festa di maritati  Assessore,  non  si
  addormenti,  la prego, perché capisco l'orario, diamo  pure  i  100
  mila euro per la festa di maritati, a questo punto, ma non possiamo
  non darli per la festa dei maritati?
   Allora,   io  non  ho  condiviso  il  metodo,  e  mi  avvio   alla
  conclusione. L'ho anche detto più volte a questa Presidenza, non ho
  condiviso  il  merito in cui si è fatto questo maxiemendamento.  Mi
  sono  tirato fuori, in questo maxiemendamento non troverete un solo
  mio  emendamento,  ma  non  perché non ho  delle  idee  per  questa
  Regione.  Io  le  ho le idee per questa Regione, ma all'interno  di
  questo emendamento, mia scelta personale, non critico chi ha deciso
  di  partecipare, perché e ragionevole, una scelta  politica  di  me
  medesimo, del mio Gruppo, cioè io e me stesso abbiamo deciso di non
  partecipare a questo emendamento
   Mi  era stato anche detto che c'era come dire anche una cifra, 800
  mila  euro,  se potevo avere delle indicazioni, avrei  potuto  dare
  queste   indicazioni.  Mi  sono  tirato  fuori,  perché  il  metodo
  dell'amico del sindaco che tanto è l'amico del deputato, io  voglio
  fare  il  deputato  di quei sindaci che non hanno  avuto  nulla  in
  questa finanziaria, di questi comuni ce ne sono tanti, voglio  fare
  quel  deputato, e voglio decidere di cambiare completamente  questa
  storia,  e  questo maxiemendamento non mi convince nel merito,  nel
  metodo, e nella composizione stessa.
   Dulcis in fundo, avete fatto nuovamente il miracolo, l'avete fatto
  il  miracolo,  perché era improbabile, all'interno  di  questo  bel
  maxiemendamento, ve lo segnalo, c'è anche un S.r.l,  le  famigerate
  S.r.l,  è  presente di nuovo, la dico subito. L'ho trovata  facendo
  ovviamente  anche  una  visura  camerale  che  ha  ben  quattordici
  dipendenti,  un fatturato di quasi 400 mila euro l'anno,  le  diamo
  150 mila euro
   Ovviamente  gliela  segnalerò  in  maniera  precisa  e   puntuale,
  Assessore, perché ritengo che questa storia - come dire - forse  vi
  sarà  sfuggita, c'è stato un problema, è l'impresa sociale  che  ha
  all'interno anche un Srl, e quindi io la segnalo. Siamo  ancora  in
  tempo per toglierla, prima che poi esca sui giornali.
   Ecco  perché non ho condiviso il metodo, seppure ho apprezzato  la
  Presidenza  di questa Assemblea, che ha dato un nuovo  orizzonte  a
  questa  maxiemendamento, di cui io rivendico con  orgoglio  di  non
  averne fatto parte, e ovviamente non biasimo chi ha deciso di  dare
  iniziative per il territorio, perché ci sono anche tante iniziative
  lodevoli.
   È una mia scelta, la rivendico, e in coerenza con quella che è una
  mia battaglia, la porterò avanti.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Ci sono altri interventi
  colleghi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Nel frattempo all'interno  dei  tablet
  trovate  il  Gov.1  e il Tab.Gov, che sono gli emendamenti  che  vi
  dicevo prima.

   CRACOLICI.  Grazie,  Presidente. Noi  stiamo  arrivando  a  questo
  maxiemendamento dopo aver esaminato una serie di articoli del testo
  contenuto  della legge finanziaria, un testo che, voglio ribadirlo,
  è  stato  presentato in fretta e furia da parte  del  Governo,  per
  arrivare  al  traguardo del fare la legge finanziaria entro  il  31
  dicembre dell'anno in corso, e quindi per il secondo anno, anche se
  l'anno  scorso credo che sia stata approvata nei primi di  gennaio.
  Però si può dire, dopo molti anni, il bilancio della Regione dal 1
  gennaio,  o  almeno  quando sarà pubblicata la  legge  in  Gazzetta
  Ufficiale, la Regione avrà un bilancio operativo.
   Questo  è un merito, ma un merito che in qualche modo nasconde  un
  trucco,  per il semplice motivo che gran parte delle questioni  che
  potevamo   e  dovevamo  affrontare  in  questa  legge  finanziaria,
  relative ai nodi economici, i dati macroeconomici che ci sono stati
  evidenziati  dagli Istituti di ricerca, per ultimo Banca  d'Italia,
  meritavano  una serie di norme che potessero dare una mano  d'aiuto
  alla  Sicilia.  Dalla sanità, all'economia, alle questioni  che  la
  Sicilia continua a vivere, trasporti, siccità, agricoltura.
   L'ho  detto  e  lo ripeto. Il Governo ha scelto di presentare  una
  legge  civetta, approvata dalla Giunta e inviata all'Aula  per  far
  scattare i 45 giorni dal Regolamento per l'esame della finanziaria.
  Solo successivamente il Governo ha pensato bene di presentare sotto
  forma  di  emendamento  norme sostanziali  che,  per  loro  natura,
  essendo  norme sostanziali che potrebbero, e io mi auguro  potranno
  avere un effetto nella vita economica di questa Regione, però hanno
  diciamo    il  Governo ha scelto di farlo impedendo sostanzialmente
  al Parlamento di fare il suo lavoro, approfondire le norme, provare
  a  cambiarle,  provare  a migliorarle, perché  dal  dialogo  e  dal
  confronto,  normalmente le leggi escono un  po'  migliori  di  come
  entrano.
   Questa  operazione  noi l'abbiamo impedita, non  perché  ci  siamo
  richiamati ad atti di forza o ad atti,
  in  qualche modo, di minaccia verso il Governo. Lo abbiamo impedito
  perché  abbiamo  fatto i parlamentari, cioè abbiamo rivendicato  le
  regole che sovraintendono in questo Parlamento, cioè che i testi di
  legge  devono essere affrontati nelle Commissioni di merito,  nella
  Commissione Bilancio per le parti finanziarie e poi dall'Aula nella
  sua interezza.
   Il  Governo  ha  preso  atto della indisponibilità  da  parte  del
  Parlamento  di  poter  affrontare in una maniera  inusitata  perché
  abbiamo sempre detto - e lo ripeto - che ci può essere in qualunque
  momento  un'emergenza,  un'urgenza che determina  la  necessità  di
  presentare un testo normativo che non era stato approntato in  fase
  di  approvazione  del  testo  da  parte  della  Giunta.  Ma  quando
  l'emergenza  e le urgenze si riversano in un lavoro di  37  pagine,
  con una ottantina di norme forse a occhio ci vado, vuol dire che lì
  non c'è l'emergenza e l'urgenza
   C'era  un modello, un'idea, e credo che questo Parlamento,  avendo
  bloccato  questo  disegno, servirà anche in  futuro  da  parte  del
  Governo ad avere maggiore attenzione e maggiore consapevolezza  che
  le  leggi  e  soprattutto le leggi di bilancio vanno fatte  con  il
  massimo rigore, nel rispetto del Regolamento di questa Aula
   Quindi  serva  da insegnamento a tutti, me lo auguro,  il  Governo
  oggi,  il  Presidente  della Regione in una riunione  informale  ha
  voluto manifestare il suo intendimento di cambiare strada e di  non
  ripercorrere  questa strada. Ne prendiamo atto,  ci  auguriamo  che
  questo   intento  non  sia  solo  una  manifestazione  di   intento
  dichiarato ma sia una manifestazione di intento praticato.
   Detto questo, lo voglio dire e ribadire, questa finanziaria non  è
  all'altezza  dei  problemi della Sicilia, è modesta,  ci  sono  una
  serie  di norme, questioni, sostanzialmente è una legge di bilancio
  più  che  una  legge finanziaria, cioè è una legge  che  rifinanzia
  quello  che  già  conosciamo,  non c'è nessuno  sforzo  innovativo,
  nessuna capacità di immaginare, sia rispetto ai problemi che ha  la
  Sicilia ma rispetto al futuro che vorremmo tutti noi costruire, una
  legge di impatto.
   Inevitabilmente,  poi, in questa visione un po' modesta,  anzi  la
  definisco  del  tutto  modesta,  prevale  l'interesse  del  singolo
  territorio,  del  singolo  deputato che legittimamente  rappresenta
  anche istanze territoriali.
   Ho  sentito parlare - lo dico al collega La Vardera - con un certo
  disprezzo all'idea delle sagre. Ho avuto la fortuna nella mia  vita
  di  fare  anche l'assessore all'agricoltura, collega le posso  dire
  che  le  sagre, in alcuni casi, poi certo ci sono sagre  del  tutto
  inventate,  ma  come  capita in tutte  le  cose  ci  sono  pure  le
  degenerazioni,  ma  la sagra è un elemento di identità  dei  nostri
  territori,  è  un  elemento che richiama,  muove  cittadini,  muove
  interessi, muove economia, non trattiamola con disprezzo
   In una terra come la Sicilia, dove sui 382 comuni le città sopra i
  cinquantamila abitanti saranno sì e no una trentina, tutto il resto
  è  fatto  di  aree interne, posti che gran parte dei siciliani  non
  conosce,  ci occupiamo, e dobbiamo farlo sempre di più, di  portare
  tanta  gente  in  Sicilia,  di  portare  turisti,  di  far  muovere
  l'economia,  l'economia del movimento delle persone ma  abbiamo  un
  altro  obiettivo, far conoscere la Sicilia ai siciliani, che non  è
  una cosa scontata.
   Vi  posso  assicurare che gran parte dei siciliani non conosce  la
  Sicilia, non conosce le sue aree interne, non conosce alcuni luoghi
  incantevoli che abbiamo e che magari li conoscono più chi viene  da
  fuori dalla Sicilia rispetto a noi stessi siciliani. E allora,  non
  lo  dico  per ridurre il problema che avevo posto all'inizio,  cioè
  che  questa  è  una  legge modesta rispetto  agli  obiettivi  della
  Sicilia,  io  avevo  persino immaginato di decidere  in  maniera  -
  questa  sì - trasversale per tutti, senza alcuna differenza di  chi
  amministra  i  nostri comuni, di quale sia il colore  politico,  di
  istituire  un fondo che servisse a sostenere tutte le  attività  di
  promozione dei territori in maniera trasparente, senza il disprezzo
  culturale,  un po' di puzzetta sotto il naso. Non mi  riferisco  al
  collega la Vardera, che certamente tra le sue qualità non ha quella
  di  avere  la  puzzetta  sotto il naso,  viene  dalla  strada  come
  tantissimi di noi, è cresciuto nel rapporto con il territorio, però
  non  c'è  dubbio che spesso anche nel modo di narrare  le  cose  in
  questa Terra finisce per prevalere una sorta di caricatura nel modo
  di raccontare anche le attività che si svolgono.
   Ripeto,  io considero positivo il fatto che si sia messo un  punto
  perché, come tutte le cose che inevitabilmente ci avrebbero portato
  alla  degenerazione,  quando si sceglie una strada,  quella  strada
  difficilmente qualcuno è in grado di impedire che si  corra  sempre
  di più. È la teoria del piano inclinato, la pallina che la mette in
  punta,  prende velocità e difficilmente la fermi quando è in corsa.
  Ed  è  quello che secondo me è successo, fortunatamente  ci  stiamo
  interrogando  su  come  meglio e di più far funzionare  le  risorse
  pubbliche  in  maniera  tale che possano affrontare,  oltre  che  i
  problemi generali anche i problemi dei nostri territori.
   Tutto  questo  però  ci  deve  portare  anche  di  fronte  ad   un
  innalzamento  della qualità legislativa, perché altrimenti  prevale
  solo  quella  parte lì, cioè questo diventa un Parlamento  che  non
  serve  più a fare leggi ma a fare leggi provvedimento. Delle  leggi
  provvedimento  spesso la politica si riempie la  bocca,  la  parola
  riforma  in  questa  Terra, da molti anni, è stata  cancellata  dal
  vocabolario  ed  è  diventata un'altra cosa. La legislazione  delle
  mance  e  degli  interessi  particolari, attenzione  legittimi,  ma
  particolari,  rimangono, ecco perché il mio giudizio  non  può  che
  rimanere  negativo  per  come  siamo partiti  modesti  e  per  come
  concludiamo la modestia e il tratto identitario di tutto quello che
  abbiamo fatto in questi giorni.
   Il Governo ha annunciato nuovi provvedimenti, faremo un collegato,
  approfondiremo ulteriori testi, mi auguro che il Governo  pensi  di
  più e meglio a come affrontare alcuni nodi strutturali della nostra
  Regione   rispetto  ai  quali  credo  che  dobbiamo  guardare   con
  preoccupazione, al fatto che ci sta crescendo in maniera sempre più
  larga un disamore per questa terra.
   Ecco perché questo disamore rischia di essere indifferenza, se non
  vera  e propria rivolta contro la politica, che appare sorda e muta
  rispetto ai problemi che i siciliani hanno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, c'è l'ultimo  intervento  e  poi
  chiudo. Avevo chiesto di iscrivervi prima. Ho gli interventi  degli
  onorevoli  Sunseri, Safina e Giambona, poi le iscrizioni a  parlare
  sul maxiemendamento sono chiuse.
   Prego, onorevole Sunseri.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Intanto
  abbiamo  una notizia: probabilmente chiudiamo la finanziaria  prima
  del 31 dicembre, non era scontato, né lo è stato scontato nel corso
  di tutti questi anni precedenti.
   Ricordo che il Governo Musumeci ottenne un gagliardetto alla  fine
  della  legislatura: cinque volte su cinque l'esercizio provvisorio.
  Questo  stiamo  riuscendo,  al  terzo  anno,  a  fare  qualcosa  di
  certamente  positivo per la Sicilia, e ricordo a tutti, ovviamente,
  che la finanziaria non la stiamo approvando oggi.
   È  un  percorso  che  è  iniziato più di quaranta  giorni  fa  con
  l'esercizio  e  lo studio del testo scarno, come  era  stato  detto
  precedentemente,  da  parte del Governo nelle Commissioni,  poi  in
  Commissione   Bilancio,   poi  in  Aula.   Oggi   siamo   arrivati,
  praticamente,  alla  sua  conclusione con  questo  maxiemendamento,
  questo testo, che raccoglie gli emendamenti aggiuntivi.
   Io  ho  due punti, secondo me, sui quali intendo focalizzarmi.  Il
  primo è, come diceva prima bene l'onorevole Cracolici, l'assenza di
  una struttura che in qualche modo possa fare immaginare una Sicilia
  riformata. È un po' quello che denunciavamo col Governo Musumeci.
   Nel  corso degli anni, quel Governo, di fatto, non aveva quasi mai
  portato  delle riforme strutturali che potessero, in qualche  modo,
  tirare  fuori la Sicilia da quel baratro nel quale è stata condotta
  e,  quando  ha  provato a farlo, l'Aula, la sua stessa maggioranza,
  bocciava anche quelle norme che potevano avere un senso.
   Ora, non so se è il timore del Governo Schifani di non portare una
  legge  di  riforma  all'interno dell'Aula. Faccio  riferimento,  ad
  esempio,  a  quella dei consorzi di bonifica. Ma ce ne  sono  tante
  altre. Ci sono delle riforme che questo Governo tarda a portare  in
  Aula,  e  che non permette all'Assemblea di valutarle,  votarle  ed
  eventualmente promulgarle.
   Questo percorso lo si vede in modo molto esplicito all'interno  di
  questa  finanziaria  perché,  al  di  là  di  quegli  articoli  che
  stanziano  10  milioni per la siccità, qualcosa per  i  depuratori,
  qualcosa per l'emergenza, la zootecnia e quant'altro, poi è  vuota,
  e non voglio ripetere quell'intervento che ho fatto precedentemente
  dicendo che è senza anima.
   Il  problema è che mancano del tutto quegli atti, quelle  volontà,
  che il Governo dovrebbe dimostrare, soprattutto durante l'esercizio
  della  finanziaria e che, invece, nel testo anche nella sua  ultima
  versione  non  le  abbiamo trovate e, a volte, lo  dico  anche  con
  estrema sincerità. C'erano, ho letto delle norme che il Governo poi
  ha  presentato  come  maxiemendamento e che, invece,  oggi  non  ci
  ritroviamo,  che potevano anche qualificare la finanziaria,  e  che
  sono   state  espunte  dal  testo  e  che,  probabilmente,  vedremo
  successivamente  nel collegato. Però, anche lì,  è  sembrato  quasi
  mancare  il coraggio della maggioranza nel testare a volte anche  i
  numeri  nel  capire se, effettivamente, quella norma poteva  o  non
  doveva andare avanti.
   Assessore  Dagnino, glielo dico con estrema sincerità: quel  testo
  doveva  andare nel testo proposto dal Governo all'Assemblea  e,  se
  non  fosse  andato  nel  testo proposto dal Governo  all'Assemblea,
  doveva  andare in Commissione Bilancio. E qui non è neanche passata
  dalla  Commissione  Bilancio, è arrivata direttamente  in  Aula  e,
  probabilmente, lì sta l'errore del Governo regionale.
   Un  appunto, Presidente: io ho letto velocemente con  più  o  meno
  attenzione tutta la finanziaria. C'è un articolo e un comma che non
  riesco  ad  ingoiare: articolo 4, lettera u). Si va  in  deroga  al
  testo  unico  degli enti locali. Si dice che c'è una somma  che  va
  stanziata a un Comune senza la sua rendicontazione. Non esiste.  Il
  contributo  straordinario  lo  si può  dare,  ma  i  Comuni  devono
  rendicontare   È una norma talmente tanto incostituzionale  che  mi
  scoccia pure dirlo in Aula
   Si   può  ancora  modificare,  lo  possiamo  togliere,  si  dà  un
  contributo  a  quel  Comune, si individua la  finalità,  il  Comune
  rendiconterà quelle somme, e siamo tutti più tranquilli  e  sereni.
  Potremmo  entrare  nel  merito  come  hanno  detto  tanti  colleghi
  dell'emendamento x, y, z più o meno qualificante.
   Quello non è non qualificante, quello è incostituzionale  Punto.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Ovviamente le  iscrizioni  poi  sono
  chiuse, rimangono solamente gli interventi Giambona e De Luca.

   SAFINA.  Presidente, onorevoli colleghi, al di là  di  condividere
  quanto  testé  affermato dai colleghi che  mi  hanno  preceduto,  a
  partire   dall'onorevole   Cracolici,   vorrei   rassegnare    come
  innanzitutto  le  opposizioni  hanno  dimostrato  di  essere  state
  coerenti  a  ciò  che  avevano affermato all'inizio  dell'esame  di
  questa legge di bilancio e della legge di stabilità, ossia che  non
  avremmo fatto opposizione sulla data, non avremmo fatto opposizione
  alla  Sicilia e ai siciliani perché non è il compito per  il  quale
  siamo  stati eletti, ma avremmo cercato di qualificare una  manovra
  che,  obiettivamente, non è una manovra espansiva, non una  manovra
  che   porterà   progresso  alle  nostre  genti,  che  porterà   una
  prospettiva  di innovazione rispetto a quelle che sono le  esigenze
  dei territori e le esigenze delle siciliane e dei siciliani.
   E  ci  sono  alcuni  elementi che dimostrano questo.  Noi  Partito
  Democratico, per esempio, avevamo offerto un ragionamento su quelli
  che  sono gli interventi a sostegno degli enti locali, avevamo  per
  esempio  rassegnato  come  la  scorsa  legge  di  stabilità  avesse
  introdotto una misura sostenuta sostanzialmente da tutte  le  forze
  politiche  che  era quella, caro assessore Messina,  del  fondo  di
  progettazione  a favore dei comuni. Mi pare che lo scorso  anno  la
  misura ammontasse a circa 40 milioni di euro, questi 40 milioni  di
  euro  con alcuni limiti erano stati distribuiti ai comuni, mi  pare
  misura   massima  duecentomila  euro,  ma  questi   soldi   avevano
  consentito  a  molti comuni di dotarsi di un parco  progetti  e  di
  partecipare  a  tutta  una serie di bandi,  tanto  regionali  tanto
  statali che, alla fine, hanno consentito loro di finanziare diverse
  opere pubbliche.
   Ebbene in un'epoca in cui i trasferimenti per gli investimenti e i
  trasferimenti  a  titolo  primo si vanno riducendo,  prevedere  una
  norma  a  sostegno  del fondo di progettazione era  qualcosa  ed  è
  qualcosa  che  avrebbe  potuto agevolare gli enti  locali,  avrebbe
  potuto consentire loro di essere diciamo competitivi anche rispetto
  ai comuni del Centro Nord.
   Ebbene,  abbiamo  scelto e di questo ce ne rammarichiamo,  di  non
  finanziare o di non rifinanziare questo fondo che avevamo istituito
  l'anno  passato  con ciò minando la capacità dei comuni  di  essere
  competitivi anche sotto questo profilo. Vi faccio solo un  esempio:
  ci  sono  comuni, da qualche ora è uscito un bando, è  il  bando  a
  valere  sui  fondi  Fsc  per  100  milioni  di  euro  che  riguarda
  sostanzialmente  gli  interventi di rigenerazione  urbana,  ebbene,
  alcuni  comuni a questo bando non potranno partecipare  perché  non
  avranno un progetto da candidare ed è un vulnus perché impedisce  a
  taluni  di  questi  enti  locali di potere  riqualificare  il  loro
  patrimonio,  di  potere  riqualificare pezzi  di  città,  pezzi  di
  territori che sono degradati.
   E  poi  c'è  un  altro tema. Avevamo ragionato, lo  abbiamo  detto
  assessore Dagnino, la Sicilia purtroppo, lo certifica l'Inail, è la
  Regione  che conta più numeri di infortuni nel mondo del  lavoro  e
  purtroppo più morti bianche.
   Ebbene,  dinanzi a tutto questo non c'è un intervento che  mira  a
  qualificare la qualità del lavoro, che mira a tutelare i lavoratori
  siciliani, le lavoratrici siciliane che, purtroppo, sono quelle che
  subiscono  maggiori infortuni nel nostro Paese  con  un  numero  di
  occupati  inferiori  rispetto  alla  media  del  paese,  quindi  la
  discrepanza  rispetto  a  quella che è la tendenza  nazionale  che,
  peraltro,  segna  una diminuzione in molte Regioni  e,  invece,  in
  Sicilia no, non viene affrontata.
   Ebbene,  lei  assessore Dagnino, più volte ha  parlato  di  questi
  interventi  a sostegno delle imprese ma non è sostenere le  imprese
  anche  sostenere investimenti che mirano a migliorare  le  capacità
  produttive  e  al  contempo a migliorare anche  lo  standard  della
  qualità  del lavoro o è un tema che a questo Governo non interessa?
  O  la  qualità  della vita dei siciliani non è  anche  qualità  del
  lavoro  che  offriamo loro? E' un tema totalmente dimenticato,  noi
  invece  su questo avremmo apprezzato un impegno del Governo  che  a
  fronte di fondi stanziati a sostegno delle imprese avesse destinato
  almeno una parte di essi a questo tipo di interventi.
   Si  può  correggere?  C'è tempo? Non lo so, ci  vuole  la  volontà
  politica;  ci  sarà il collegato, lo vorremmo fare  nel  collegato,
  però  non  si può dimenticare un tema così importante, al pari  del
  tema del reddito dei siciliani.
   La  qualità  del  lavoro,  più volte il Presidente  ha  detto  che
  cresciamo  più  che  nel  resto del Paese, che  gli  occupati  sono
  aumentati,  ma il reddito medio dei siciliani è al palo, Assessore,
  e  il  reddito  medio di Sicilia è al palo perché  la  qualità  del
  lavoro  che hanno i siciliani è di scarso livello e i redditi  sono
  bassi, sono lavoratori precari molto spesso e sono lavoratori  poco
  qualificati.
   Noi,  anche  su  questo,  e mi avvio le conclusioni,  non  abbiamo
  investito  nulla. Allora ci siamo trovati dinanzi a  una  forza  di
  opposizione   responsabile  che  non  ha  fatto  opposizione   alle
  siciliane  e  ai  siciliani ma non abbiamo  riscontrato  la  stessa
  lungimiranza  da  parte  del Governo che  come  diceva  chi  mi  ha
  preceduto  ha  sostanzialmente fatto con una legge di stabilità  un
  copione,  un  doppione della legge di bilancio perché non  ci  sono
  interventi   innovativi  di  cui  invece  la   Sicilia   ovviamente
  necessita. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Safina. Ha chiesto  di  intervenire
  l'onorevole  Giambona.  Ne  ha facoltà.  Vi  chiedo,  colleghi,  se
  possibile di rispettare i cinque minuti.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  siamo
  sicuramente provati da questa lunga maratona considerata  anche  la
  tarda  ora che ci vede qui a discutere circa le considerazioni  per
  così  dire finali, non solo del maxiemendamento ma anche un po'  di
  tutto  quello che è il percorso che ci ha visto coinvolti in questo
  aspetto  fondamentale che riguarda la gestione della nostra Regione
  siciliana.
   Il   Partito   Democratico,  lo  dico  con  grande  soddisfazione,
  Presidente, ha affrontato questo importante lavoro con grande senso
  di  responsabilità; siamo stati il Gruppo che è stato  presente  in
  tutti  i  momenti e le discussioni sia nelle Commissioni di merito,
  sia  in  Aula, malgrado ci siano state delle importanti  pause  che
  hanno  provato chiunque, abbiamo continuato a mantenere la presenza
  con  grande  senso di responsabilità e nell'esigenza  di  arrivare,
  come  in  effetti  sembrerebbe che arriveremo,  assessore  Dagnino,
  all'approvazione di questa finanziaria nella giornata odierna.
   Una  finanziaria  che  sicuramente ha molte  ombre,  probabilmente
  qualche  luce, alla luce delle considerazioni che farò  da  qui  in
  avanti,  ciò non di meno permangono le stesse considerazioni  fatte
  all'inizio,  all'apertura,  quando parlai  di  un  rischio  di  una
  finanziaria    spezzatino .  Già  nel  2024   affrontammo   diverse
  variazioni  di  bilancio per arrivare poi  a  uno  stanziamento  di
  risorse per circa un miliardo e ottocento milioni. Oggi, ad  occhio
  e  croce,  arriveremo a qualcosa come più di ottocento  milioni  di
  euro,  quindi  è evidente che mi aspetto nell'arco del  2025  delle
  ipotesi di variazioni di bilancio e qui sta il tema.
   E'  ovvio che noi come parlamentari non possiamo ammettere  quello
  che  sta avvenendo e che probabilmente si potrà fare e come Partito
  Democratico osteggeremo quella è la parcellizzazione della spesa.
   Assessore  abbiamo  necessità di condurre  delle  vere  e  proprie
  battaglie  per  identificare quelli che devono  essere  gli  asset,
  quelle  che  devono essere le strategie da portare  avanti  con  le
  prossime variazioni di bilancio. Avremmo gradito che già in  questa
  ce   ne  fosse  stata  qualcuna  di  riforma,  di  novità,  qualche
  intervento strutturale e in effetti nulla o poco.
   Sui  comuni poco si è detto, ma faccio qualche considerazione.  Le
  riserve  -  e  qui  il Presidente Laccoto mi darà conferma,  perché
  poc'anzi  ci  confrontavamo proprio su questo - incidono  oltre  50
  milioni  di  euro su quello che è lo stanziamento del  fondo  delle
  autonomie locali. E questo è il primo aspetto, 7 milioni e mezzo in
  più  rispetto  a  quelle che erano le riserve  del  2024  e  quindi
  erodono il fondo delle autonomie di oltre 7 milioni di euro.
   Ma  poi  c'è un altro tema, assessore Dagnino, che è l'inflazione.
  L'inflazione  erode il potere d'acquisto dei cittadini,  il  potere
  d'acquisto  delle  imprese. Negli ultimi due  anni  c'è  stata  una
  perdita  del potere di acquisto di oltre il 17 per cento;  anche  i
  comuni siciliani acquistano beni, acquistano servizi.
   Non  prevedere  l'adeguamento del fondo  delle  autonomie  locali,
  quanto  meno  per  la  perdita del potere  di  acquisto,  significa
  fondamentalmente  impoverire i comuni siciliani, che  non  potranno
  rendere o rendere ancor meno quelli che sono i servizi che riescono
  a fornire con grande difficoltà.
   E  allora il tema, Presidente e onorevoli colleghi, è che dobbiamo
  dare  particolare  attenzione alle esigenze dei  comuni  siciliani.
  Oggi non siamo riusciti ad aumentare le risorse, ma ritengo che  da
  qui  alle prossime variazioni di bilancio sia, ecco, indispensabile
  procedere ad intervenire in tal senso.
   Il  Partito  Democratico  ha  pure  presentato  un'iniziativa  che
  prevede  uno stanziamento di 30 milioni di euro in più per riuscire
  a ricompensare questa perdita del potere d'acquisto.
   Ma  non  è  solo  questo.  Questa finanziaria  non  risponde  alle
  emergenze,  le  emergenze  ataviche: il problema  che  riguarda  il
  dissesto  idrogeologico, il problema che  riguarda  la  sanità,  il
  problema che riguarda la siccità. Le risposte che riusciamo a  dare
  sono sicuramente delle risposte insufficienti.
   In   sostanza,  questa  manovra  finanziaria  ha  l'obiettivo   di
  rifinanziare qualche capitolo, di intervenire su quelle che sono le
  spese  obbligatorie;  non  interviene su  alcuni  settori  e  asset
  strategici - Presidente, mi accingo a concludere - sul settore  per
  esempio  dell'agricoltura, della zootecnia, il settore della  pesca
  sembra essere un comparto dimenticato, benché le difficoltà che sta
  sopportando questo settore siano assolutamente notevoli.
   Eppure, finanziamo in maniera importante, in una misura rilevante,
  le scuole paritarie siciliane. Oltre lo stanziamento di 7 milioni e
  mezzo  di  euro,  che era in tabella, ne vedo uno  in  aumento  nel
  capitolo  373739 di 3,5 milioni di euro, per arrivare  quindi  alla
  cifra monstre di 11 milioni di euro alle scuole paritarie. Ora, per
  carità, anche le scuole paritarie hanno diritto di avere il  giusto
  sostentamento,  però ricordo a me stesso e a quanti deputati  vanno
  in giro nel territorio, che si trovano molto spesso ad avere scuole
  senza  mobili,  ad avere scuole senza arredi, ad avere  scuole  che
  necessitano  di  interventi importanti di riqualificazione,  scuole
  pubbliche che per noi sono una priorità e sulla quale bisogna  fare
  la leva per quanto riguarda la cultura dei nostri siciliani.
   Di  questi  temi vorremmo sentir parlare. Vorremmo sentir  parlare
  dell'aumento  del  Furs  e,  per certi versi,  ci  siamo  arrivati,
  sebbene  non  nella cifra che avevamo chiesto in  V  Commissione  e
  adesso  in  Aula,  ma il fatto di avere ottenuto una  dotazione  in
  aumento  del  Fondo unico regionale dello spettacolo garantisce  un
  diritto maggiore agli operatori dello spettacolo di ottenere quelle
  risorse che sono indispensabili per andare avanti.
   Siamo riusciti, Presidente, a inserire nelle riserve dell'articolo
  6  le  dotazioni per le consulte: 104 progetti nel 2024 sono  stati
  finanziati;  credo  che questo sia qualcosa che  qualifichi  questo
  Parlamento,  le  consulte giovanili e le consulte delle  donne.  Il
  fatto  che  in  questa finanziaria si sia riusciti ad aumentare  la
  dotazione  delle consulte, io credo che sia un enorme successo  per
  questo  Parlamento, perché significa dare spazio, vitalità  e  dare
  argomenti  e  partecipazione attiva alle donne  e  ai  giovani  del
  nostro territorio.
   Siamo  riusciti ad aumentare il fondo per i ciechi, per l'Istituto
  Salamone Florio, interventi che qualificano per certi versi. Certo,
  la  norma  che  riguarda i medici, e concludo, quella che  riguarda
  appunto  l'articolo  5, lì avremmo sperato di  potere  trovare  una
  forma incentivante anche per i medici di medicina generale e per  i
  pediatri  di  libera scelta. Credo che questo sia qualcosa  su  cui
  questo Parlamento qualche giorno fa avrebbe potuto fare di più.
   E   allora,   signor  Presidente,  chiudo  questo  mio  intervento
  rimettendo un po' all'Aula le osservazioni che sono state poste  in
  questi ultimi giorni.
   Nelle prossime settimane sicuramente, ci troveremo nuovamente  qui
  a discutere di variazioni di bilancio e mi immagino e penso e spero
  che,  rispetto a quelle che sono state le argomentazioni qui poste,
  assolutamente significative, si incominci seriamente a  parlare  di
  norme  programmatiche  e non di ulteriori finanziarie   spezzatino
  per come fino ad oggi ci avete abituato. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Giambona  L'ultimo   intervento
  dell'onorevole Cateno De Luca e poi colleghi andiamo a  votare  gli
  emendamenti e gli articoli mancanti.

   DE  LUCA  Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
  Dagnino  non so se si ricorda quella famosa pubblicità, mi  guardi,
  quando   in  un'Aula  a  un  certo  punto  l'insegnante  trova   un
  profilattico a terra, lo prende, si rivolge agli alunni e  dice  di
  chi è? Ma nessuno dice di chi è.
   Veda  questa legge di stabilità, se vogliamo riportare  la  nostra
  mente  a  trent'anni fa, a quando risale questa pubblicità, rischia
  di essere nella stessa situazione.
   Io invece voglio essere chiaro. In Commissione  Bilancio' ci siamo
  astenuti  perché abbiamo visto un'apertura del Governo su tematiche
  che noi abbiamo posto.
   Di  questa  legge di stabilità, un pezzo come Sud chiama  Nord  la
  rivendichiamo a tutti gli effetti e non possiamo, da  questo  punto
  di  vista,  non  apprezzare le aperture che sono  state  da  questo
  Governo garantite alle nostre proposte.
   Salire  sull'Aventino è la cosa più semplice perché spesso non  si
  ha  neanche  la capacità del confronto o della proposta perché  per
  potersi confrontare bisogna anche avere la capacità e gli argomenti
  da suggerire.
   Certo,  non  possiamo  dire che ci sia la  visione  strategica  di
  quelle  che sono le criticità della Sicilia, è una delle  questioni
  che le ho detto quando si è insediato.
   C'è  questo  tentativo di mettere delle pezze su alcune  tematiche
  abbastanza  delicate,  ma  quanto meno alcune  sollecitazioni  sono
  riuscite a diventare proposte di legge.
   E in questo voglio rivendicare quella che è stata la disponibilità
  dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità per il fondo per
  la   progettazione,   quindi   un  ulteriore   incremento   che   è
  fondamentale,  noi  sindaci lo sappiamo. Non posso  che  apprezzare
  l'impegno  dell'assessore  Savarino per  quella  che  è  stata  una
  sistemazione  della  normativa sui Pudm e quello  che  è  anche  lo
  slancio  rispetto alla Bolkestein e ai provvedimenti  che  sta  per
  definire. Devo anche apprezzare quella che è stata la disponibilità
  dell'assessore Dagnino su un'inversione di rotta nell'approccio con
  i  comuni  e  quindi cerchiamo di dare un segnale  di  sostegno  ai
  comuni  virtuosi  e  quindi anche l'assessore Messina,  per  quanto
  riguarda la sua delega, abbiamo inserito questa premialità per  chi
  comincia a fare il proprio mestiere di sindaco, riscuotendo  quelli
  che sono i tributi propri.
   Quindi   tanti   segnali  su  cui  potremmo  anche  continuare   i
  ragionamenti.
   Poi  c'è  la disponibilità, c'è stata la disponibilità per  quelle
  che sono delle situazioni che in ambito territoriale ognuno di noi,
  nel  mandato che svolge ha osservato, ha fatto proprie e  ha  messo
  sul  tavolo del Governo; tante sono state accolte, tante  ci  avete
  rinviato  al  collegato ma, quanto meno, anche da questo  punto  di
  vista,  c'��  stata la possibilità bipartisan di poter  scrivere  un
  pezzo di questa legge di stabilità.
   Io  non  mi  vergogno  a  dirlo  perché  non  c'è  niente  di  cui
  vergognarsi,  ciascuno di noi, chi ha voluto ha  potuto  consegnare
  esigenze  legittime  del territorio. Il Governo  era  obbligato  ad
  accogliere  queste nostre richieste? No. Ce lo dobbiamo dire  anche
  con  grande chiarezza ed è ovvio che anche da questo punto di vista
  l'apertura  che  si  è  registrata  quanto  meno  ci  mette   nelle
  condizioni,  ciascuno nei propri territori, di  poter  lasciare  un
  segno tangibile dei nostri ruoli.
   Rispetto   alla  visione  complessiva  voglio  anche   ringraziare
  l'Assessore  per  i  beni culturali col quale abbiamo  interloquito
  positivamente   anche  tenendo  conto  di  alcune  situazioni   che
  concretamente  era  giusto  volgere più nei  confronti  degli  enti
  locali  e  dei  comuni che collaborano con le proprie attività  nel
  valorizzare  i parchi archeologici, quindi è logico che  c'è  stata
  un'interlocuzione complessiva come anche con l'assessore  Di  Mauro
  per  alcune cose specifiche riguardanti gli impianti di depurazione
  che danno, quanto meno, un senso a quello che è stato l'impegno  di
  queste settimane del Gruppo Sud chiama Nord.
   Concludo con una nostra dichiarazione di voto: vogliamo essere  da
  questo  punto  di vista attendisti, quindi il voto del  Gruppo  Sud
  chiama  Nord  è  di  un'astensione come lo è stato  in  Commissione
   Bilancio',  perché  rispetto alle questioni che  ho  sottolineato,
  quanto  meno, c'è stata da parte di questo Governo pur non avendone
  la  necessità,  perché  i numeri al di là di qualche  incidente  di
  percorso questo Governo ce li ha, però c'è stata un'apertura che  è
  andata  al  di  là della forza muscolare, della prova  muscolare  e
  questo  ovviamente ci porta quanto meno a guardare  con  attenzione
  quella  che è questa fase di coinvolgimento di tutto il Parlamento.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  De  Luca.  Colleghi,   si   passa
  all'articolo  20,  così  iniziamo a votare  le  cose  che  mancano.
  L'articolo 20 sono i fondi speciali e tabelle. Ne do lettura:

                               «Art. 20.
                       Fondi speciali e tabelle

   1. Gli importi da iscrivere nei Fondi speciali di cui all'articolo
  49  del  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118  e  successive
  modificazioni  per  il finanziamento dei provvedimenti  legislativi
  che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio, destinati  ad
  interventi  di spese correnti, sono determinati per ciascuno  degli
  anni 2025, 2026 e 2027 nelle misure indicate nella tabella  A .

   2.  Ai  sensi  delle lettere b), c) e d) del terzo  capoverso  del
  punto   7   del   principio  contabile  applicato  concernente   la
  programmazione  di bilancio di cui all'allegato n. 4/1  al  decreto
  legislativo n. 118/2011 è determinata per ciascuno degli anni 2025,
  2026  e 2027 la spesa di cui all'allegata tabella 1 per gli importi
  nella stessa indicati.».

   Troverete  all'interno degli emendamenti fuori sacco l'emendamento
  Gov.2.   I  soppressivi  ovviamente  all'articolo  20  sono   tutti
  inammissibili. Si passa all'emendamento Gov.2 che sono le  maggiori
  entrate,    che   costituiranno   la   provvista   dell'emendamento
  aggiuntivo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Adesso votiamo l'emendamento Tab.Gov che trovate sempre tra  gli
  emendamenti  fuori  sacco. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con  il  voto contrario del PD, dell'onorevole La Vardera,  e  del
  Movimento Cinque Stelle.
   Adesso  andiamo  a  votare l'emendamento Tab.A.Gov,  a  firma  del
  Governo. Il Gruppo Sud chiama Nord si astiene. Astenuto in tutte le
  votazioni.
   L'emendamento Tab.A.Gov è il fondo globale,

   CRACOLICI. Questo è il saldo o è un'integrazione?

   DI PAOLA. E' il saldo che tiene conto delle maggiori entrate.

   CRACOLICI. E il capitolo finale del fondo globale è di 243 milioni
  di euro?

   PRESIDENTE. Sì, è il totale.

   CRACOLICI. Quindi questo è quello che abbiamo a disposizione

   PRESIDENTE.  E'  quello che abbiamo a disposizione  per  il  maxi,
  onorevole,   cioè   quello   che  resterà.   Pongo   in   votazione
  l'emendamento  Tab.A.Gov.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con  l'astensione  del Partito Democratico, Sud chiama  Nord,  del
  Movimento  Cinque  Stelle e dell'onorevole La  Vardera.  Tutti  gli
  altri emendamenti sono preclusi.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 20, così come  emendato.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Come, onorevole Cracolici? Cosa diceva?

   CRACOLICI.  Sono ormai le 6. Noi votiamo contro, non ci asteniamo,
  malgrado alcune iniziative

   PRESIDENTE. All'articolo 20?

   CRACOLICI.  Sì, perché l'articolo 20, proprio per  quello  che  ha
  detto il collega Giambona. Di tutto c'era bisogno in questo momento
  tranne  di  integrare e avere una capienza importante del  capitolo
  sulle  scuole  paritarie. Non credo che siamo mai arrivati  ad  una
  previsione finanziaria di oltre 11 milioni e mezzo di euro; abbiamo
  iniziato  durante  il governo Cuffaro questa avventura,  ma  mai  a
  queste  dimensioni. In un momento come questo, non credo che questa
  fosse   la   priorità  sulla  quale  la  Regione   avrebbe   dovuto
  caratterizzare  la  propria azione politica e  amministrativa.  Per
  tale ragione noi votiamo contro.

   PRESIDENTE.   Colleghi,   ringrazio  l'onorevole   Cracolici   per
  l'intervento. Col voto contrario anche del Movimento Cinque  Stelle
  sull'articolo 20.
   Passerei all'articolo 21 che è una norma tecnica. Ne do lettura:

                               «Art. 21.
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
  relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.

   2.  Le  disposizioni  della presente legge si applicano,  ove  non
  diversamente disposto, a decorrere dall'1 gennaio 2025.».

   Dichiaro  inammissibili  ovviamente gli  emendamenti  soppressivi.
  Pongo  in  votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Col voto contrario da parte del Pd, Movimento  Cinque
  Stelle,  dell'onorevole La Vardera e l'astensione  del  Gruppo  Sud
  chiama Nord.
   Colleghi  adesso  vi do qualche minuto in più per  controllare  il
  maxiemendamento  e  quindi sospendo l'Aula per darvi  il  tempo  di
  verificare   il   maxiemendamento  al  meglio,   viste   le   varie
  osservazioni.
   L'Aula è sospesa per qualche minuto.

      (La seduta, sospesa alle ore 5.58, è ripresa alle ore 8.03)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. La seduta riprende. Buongiorno, allora, colleghi,  sui
  tablet  dovreste trovare due emendamenti, che sono  la  riscrittura
  del maxiemendamento, classificati come Gov.1.R.
   Onorevole  Catanzaro, pensa che, dopo avere aspettato dodici  ore,
  ci  stiamo confondendo per altri dieci minuti? Aspettiamo tutto  il
  tempo  che  le  serve. Trovate il Gov.1.R e l'altro è  la  tabella,
  Gov.1.R.  E'  in due file soltanto per un problema della  grandezza
  del contenuto. E', però, soltanto un emendamento. Quindi, leggetelo
  serenamente,  controllatelo, prendete tutto il tempo  che  serve  e
  poi, quando mi darete un segnale, lo metteremo in votazione.
   E'  stato  presentato, lo diciamo adesso, è  stato  presentato  un
  emendamento,   ai   sensi  dell'articolo   117   del   Regolamento,
  dall'onorevole Cracolici, che spiego, ma forse lo vuole  illustrare
  lo stesso onorevole Cracolici. E' una semplice ripartizione dei 300
  mila  euro, che sono destinati alle varie associazioni dei  ciechi,
  che  prima  erano  stati  ripartiti  con  centomila,  centomila   e
  centomila  e, invece, adesso, la ripartizione è, se non  ho  capito
  male,  150.000 per quanto concerne Braille, e altri tre emendamenti
  da  50.000 euro. Quindi, si vota, ho capito, dopo, proceduralmente,
  quindi, è un 117, però è giusto che voi sappiate quello che  stiamo
  andando  a  votare,  e comunque lo trovate sui  tablet.  Ribadisco,
  quando  vorrete,  fate  un  segnale e  metteremo  in  votazione  il
  maxiemendamento.
   Ricordo che dopo la votazione del maxiemendamento e il voto finale
  ci  sarà  la Giunta che si dovrà riunire e successivamente  dovremo
  ritornare in Aula, quindi, vi chiedo di rimanere qui.

         (interruzione fuori microfono dell'onorevole Grasso)

   PRESIDENTE.  Ci sono stati alcuni interventi. Visto e  considerato
  che   si  è  pensato  di  fare  alcune  "violenze"  nel  consegnare
  emendamenti fino all'ultimo istante, cosa sbagliata che  certamente
  non  accadrà  la  prossima volta, come non accadranno  tante  altre
  cose,  che  hanno fatto sì che, purtroppo, l'onorevole  Grasso  non
  troverà  dentro  il  maxiemendamento un intervento  del  Comune  di
  Falcone, nella prima manovra utile di spesa verrà inserito.  Stessa
  cosa  è  capitata  ad  altri colleghi. Ci  sono  all'incirca  mille
  interventi.  Se  la  prossima  volta gli  emendamenti,  magari,  si
  consegnassero nei tempi prestabiliti, questo possibilmente potrebbe
  non accadere.
   Al  netto  di  quelle  che  sono alcune defezioni,  io  attendo  i
  deputati  che  mi  facciano  un segnale  per  andare  a  votare  il
  maxiemendamento.
   Tecnicamente,  mi  dice il Segretario generale,  è  stato  votato,
  pertanto, la procedura più corretta è questa. Colleghi se ci  siamo
  potremmo andare avanti. Mi fate un segnale voi.
   Onorevole De Luca, comunque, dagli Uffici mi dicono che la ricerca
  si può fare serenamente sui tablet.

   (segue pausa, in costanza di seduta, per approfondire i contenuti
                         del maxiemendamento)

   PRESIDENTE.  Colleghi  vi  serve ancora  tempo  per  visionare  il
  maxiemendamento? Allora, aspetterò.
   Tutto  corretto, quindi questo era il testo, no, prima devo  avere
  un  segnale, onorevole Catanzaro, De Luca e De Luca e i  Capigruppo
  di  maggioranza,  avete  potuto vedere  il  maxi?  Possiamo  andare
  avanti?
   Possiamo  andare  avanti?  No, niente...  potete  fare  tutti  gli
  accorgimenti che volete, il maxi non si può riaprire, se volete  li
  mettiamo  qui, lì segnalate alla Presidenza se effettivamente  sono
  stati  mandati e, chiaramente, dobbiamo vedere se li avete  mandati
  questi  emendamenti, ci facciamo carico di metterli nel  collegato.
  Benissimo,  allora  chiedo al Movimento Cinque Stelle  se  possiamo
  andare avanti, stessa cosa al Partito Democratico, al Gruppo Misto,
  all'onorevole  De  Luca,  ai  Capigruppo  di  maggioranza.  Partito
  Democratico  va  bene, onorevole De Luca va bene, Movimento  Cinque
  Stelle?  Benissimo.  Allora, abbiamo l'okay anche  dal  Gruppo  del
  Movimento Cinque Stelle.
   Pongo pertanto in votazione il Gov 1, ricordiamoci dello stralcio,
  poi, Gov 1 R con la tabella allegata. Non ho capito la domanda. No,
  no, no, era corretto. Sì, non ci sono.
   Adesso, materialmente, stiamo mettendo in votazione il Gov 1 R con
  la   tabella  allegata.  Il  parere  della  Commissione?   Immagino
  favorevole,  benissimo. Se deve fare dichiarazioni di  voto  le  fa
  dopo, sulla manovra finale.
   Pongo  in votazione l'emendamento Gov 1 R. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   C'è   il  voto  contrario,  intanto,  dell'onorevole  La  Vardera,
  l'astensione del Partito Democratico, l'astensione del  Gruppo  Sud
  chiama  Nord,  del Movimento Cinque Stelle. La Presidenza  stralcia
  l'emendamento, col consenso dell'Aula, per agevolare  il  percorso.
  Stralciamo  il Gov 1 R che sarà votato con un autonomo  disegno  di
  legge, subito dopo l'approvazione della finanziaria.
   Adesso  mettiamo in votazione l'articolo 22, che sarebbe l'entrata
  in vigore.

                               «Art. 22.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.
   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in   votazione   l'emendamento   117.1,   che   è   quello
  dell'onorevole  Cracolici. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


  Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge 832/A

    PRESIDENTE  Allora, per il voto finale, serve chiaramente il voto
  elettronico.  Stiamo  mettendo in votazione  il  disegno  di  legge
  832/A.
   Si  passa alla votazione finale per scrutinio nominale del  disegno
  di legge 832/A.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            64
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          39
   Contrari            20
   Astenuti              3

                         (L'Assemblea approva)

   Adesso  votiamo lo stralcio. Prima del voto finale dello stralcio,
  però,  dobbiamo  votare  l'emendamento A.1  che  dice,  lo  trovate
  chiaramente  sul  tablet, "La presente legge sarà pubblicata  nella
  Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore  il
  giorno  stesso  della sua pubblicazione". Al  comma  2:  "E'  fatto
  obbligo  a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare  come
  legge della Regione".
   Pongo  quindi  in  votazione l'emendamento A.1. Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Adesso possiamo votare lo stralcio, sempre con votazione nominale.

   Stralcio I/A

  Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge 832 -
                             Stralcio I/A

    PRESIDENTE   Allora, stiamo mettendo in votazione il  disegno  di
  legge stralcio.
   Si  passa  alla  votazione per scrutinio nominale  del  disegno  di
  legge 832 - Stalcio I/A.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            64
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          39
   Contrari            18
   Astenuti              3

                         (L'Assemblea approva)

   Allora,  colleghi, come prescritto dall'articolo 73 quinquies  del
  Regolamento  interno, a seguito dell'approvazione  del  disegno  di
  legge  finanziaria, la Presidenza sospende la seduta per consentire
  alla Giunta di Governo di approvare, e presentare all'Assemblea  la
  Nota  di  variazione al bilancio di previsione ed alla  Commissione
  Bilancio di esprimere il parere sulla medesima Nota.
   Alla  ripresa dei lavori, l'esame in Aula dei documenti  contabili
  si  conclude  con le seguenti votazioni: votazione  della  Nota  di
  variazione e votazione finale del Disegno di legge del bilancio  n.
  831, come modificato dalla Nota di variazioni.
   Quindi, la seduta è sospesa per cinque minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 8.52, è ripresa alle ore 9.04)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  La seduta riprende. La Giunta ha fatto  pervenire  la
  Nota di variazione. La Commissione Bilancio l'ha approvata.
   Pertanto,  pongo  in  votazione  la  Nota  di  variazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Ora votiamo il disegno di legge di bilancio.


    Per dichiarazioni di voto e sull'esito della corrente sessione

   CATANZARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Interviene dopo, può intervenire serenamente dopo.  Se
  si vuole fare odiare...

   CATANZARO. Sarò brevissimo, anche perché l'orario...

   PRESIDENTE. Siamo ben lieti di ascoltarla.

   CATANZARO.  Non  voglio  assolutamente costringere  i  colleghi  a
  rimanere qua dentro.
   Secondo  me,  signor  Presidente, non è non possibile  parlare  in
  quest'Aula approvando una finanziaria di quasi 900 milioni di euro
   Signor  Presidente, attenzione perché qua dentro non ce ne andiamo
  più
   Io  ho bisogno di parlare due minuti come Gruppo parlamentare  del
  Partito Democratico.

   PRESIDENTE. Ci mancherebbe che lei non debba parlare

   CATANZARO.   Non   c'è   né  una  nota  di  polemica   e   nemmeno
  ostruzionistica,  anche perché oggi è il quarantacinquesimo  giorno
  dall'inizio di questa manovra e di questa finanziaria.

   PRESIDENTE. Abbiamo rispettato i tempi

   CATANZARO. Abbiamo rispettato i tempi
   Un'opposizione che ha fatto un lavoro sicuramente su  22  articoli
  di  finanziaria, che lo ha detto, era una finanziaria non reale,  e
  il  Governo  ha  presentato tante altre norme  che  noi  di  sicuro
  abbiamo cercato, molte, di migliorarle, norme di buon senso,  altre
  di metterle in un contesto diverso di collegato.
   E  quindi,  signor  Presidente, è doveroso  da  parte  del  Gruppo
  parlamentare   del   Partito  Democratico  intervenire,   non   per
  intervento di faziosità o di ostruzionismo, ma per dire che  questo
  Governo  ancora  una  volta,  lo abbiamo  visto  anche  nei  giorni
  passati,  non  ha dimostrato un aspetto granitico, e l'opposizione,
  ancora una volta, è intervenuta per dare un segnale importante  nel
  migliorare quelle che sono le norme.
   E  questo  noi lo vogliamo rivendicare in quest'Aula  alle  9  del
  mattino, dopo una giornata abbastanza lunga
   Però,  signor  Presidente, io le chiedo che  siccome  l'Aula  deve
  essere rispettata, è doveroso che noi queste cose le dobbiamo dire,
  e quindi io le sto dicendo.
   Grazie.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Posso chiedere solo se si può dare il voto  finale  e
  poi fare le dichiarazioni di voto?
   Lo abbiamo già fatto in passato. Prego, ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
  comunque  che  sia doveroso dopo tante ore di lavoro  non  perderci
  all'ultimo,  anche per evidenziare non solo il buon  lavoro  che  è
  stato  fatto  dalle  opposizioni, che hanno sin dal  primo  momento
  lavorato  affinché si approvasse questa finanziaria  prima  del  31
  dicembre,  e  si  evitasse  la  gestione  provvisoria,  l'esercizio
  provvisorio,  e  devo  dire che in certi momenti  ci  siamo  andati
  veramente  vicini, e qui si è vista ancor di più la  responsabilità
  che  le opposizioni hanno avuto nei confronti della Sicilia  e  dei
  siciliani.
   Quello che mi preme però dire per il futuro è di evitare da  parte
  del  Governo  questo atteggiamento tendente a sua volta  a  evitare
  l'Aula,  tendente  a  celare  i suoi provvedimenti  più  importanti
  all'esame delle Commissioni di merito e della Commissione Bilancio.
   Abbiamo visto e abbiamo dimostrato, innanzitutto a noi stessi, che
  si  può lavorare bene, che si può lavorare in 45 giorni, ma non  ha
  alcun  senso  svilire  il lavoro delle Commissioni  di  merito,  il
  lavoro  degli  Uffici, che hanno bisogno di tempo per  i  necessari
  approfondimenti,  per  non  arrivare  alle  ultime   ore   notturne
  dell'ultimo   giorno  per  esaminare  una  massa   incredibile   di
  emendamenti.
   Che  poi è vero, anche noi Gruppi, mi metto dentro anch'io,  tante
  volte  tardiamo, ma tardiamo proprio perché viene  a  mancare  quel
  lavoro  che è fondamentale di filtro e che deve essere fatto  dalle
  Commissioni  di  merito.  Se c'è un buon lavoro  di  filtro,  fatto
  prima,  il  lavoro in Aula è certamente più agevole, e il dibattito
  non viene mortificato.
   Tante  cose  non sono sicuramente come il Movimento Cinque  Stelle
  avrebbe voluto, ma probabilmente in questa finanziaria c'è qualcosa
  di  meno  peggio  che ci sarebbe potuto essere se non  fosse  stato
  fatto il lavoro che è stato realizzato in queste settimane.
   Grazie.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, io devo necessariamente - ancorché siamo tutti stanchi  e
  l'ora  è  tarda  -  spendere pochissime  parole  per  esprimere  la
  soddisfazione  del  Governo e mia personale per  l'approvazione  di
  questa  manovra, che è una manovra non soltanto approvata in  tempi
  davvero record.
   Voglio  ricordare  a  me stesso - ma lo è scritto  nelle  cronache
  parlamentari - che da vent'anni, proprio l'ultima volta  nel  2004,
  quindi  sono vent'anni, che non si approvava la manovra finanziaria
  entro il 31 dicembre.
   E'  già  stato  raggiunto  un importante risultato  nell'esercizio
  precedente,  il risultato di oggi è ancora più brillante  e  ancora
  più  importante,  ma  non  perché  il  Governo  vuole  farsene  una
  medaglia,  nell'interesse  dei  siciliani  siamo  tutti   qui   per
  soddisfare  gli  interessi e le esigenze del  Popolo  siciliano,  e
  quindi davvero non ha vinto il Governo, ha vinto il Parlamento,  ha
  vinto  soprattutto  il Popolo siciliano, perché finalmente  ha  una
  manovra  finanziaria approvata entro il 31 dicembre, come prescrive
  la   legge,   che  consentirà  di  accelerare  la  spesa  nell'anno
  dell'esercizio 2025.
   Voglio  dire soltanto brevemente - il contenuto lo conosciamo,  lo
  abbiamo  letto,  riletto  - alcuni dati  che  ancora  non  sono  di
  pubblico  dominio,  ma che risultano dalle prime  elaborazioni  che
  hanno fatto i miei Uffici, che ringrazio, il valore della manovra è
  di 955 milioni di euro, quindi sfiora il miliardo di euro.
   È  una manovra, non soltanto realizzata e portata a compimento  in
  tempi  brevi,  ma anche di significativo impatto economico;  è  una
  manovra  che guarda molto agli enti locali, la quota di  risorse  a
  favore degli enti locali sfiora i 700 milioni di euro, siamo per la
  precisione - mi dicono gli Uffici - a 694 milioni di euro.
   È  una  manovra  che contiene importanti misure per  la  crescita,
  ricordo   la   norma   sulle   aggregazioni,   ricordo   la   norma
  sull'attrazione per gli investimenti, ricordo la norma sul fondo di
  progettazione, ricordo anche la norma che coniuga crescita  con  un
  occhio  alle  famiglie,  come quella che  riguarda  il  credito  al
  consumo,  ma  molte altre norme naturalmente avremmo il  tempo  per
  approfondirle, per parlarne.
   Concludo  ringraziando  il Presidente della Commissione  Bilancio,
  per  avere davvero svolto in maniera egregia, come di consueto,  il
  lavoro di esame preliminare del testo base, ringrazio il Parlamento
  per avere naturalmente contribuito ed accolto l'esigenza non tanto,
  ripeto,  del  Governo ma dei siciliani, di portare a compimento  la
  manovra  nel tempo previsto. Ringrazio la maggioranza, ma ringrazio
  anche   l'opposizione,   che  davvero   ha   dato   un   contributo
  significativo  e  ha  dimostrato - come  anche  qua  devo  dire  di
  consueto - grande senso di responsabilità.
   Ringrazio  i  colleghi  del  Governo,  ringrazio  non  ultimo   il
  Presidente della Regione, per avere condotto l'attività del Governo
  nel  modo  più  egregio  e  ringrazio il Presidente  dell'Assemblea
  regionale   per   il   gioco  di  squadra   e   l'apporto   davvero
  significativo. Quindi grazie a tutti non aggiungo altro ...

   CRACOLICI. I Funzionari.

   DAGNINO, assessore per l'economia. E naturalmente i funzionari che
  sono stati qui ad attenderci notte tempo, e il Ragioniere generale,
  anche  lui  va certamente menzionato, per avere anch'egli  dato  un
  apporto davvero significativo, direi insostituibile.
   Grazie  a  tutti,  non dimentico nessuno, credo, concludo  il  mio
  intervento.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Prima  di  mettere  in  votazione,  visto  e
  considerato che non voglio rubare tempo ma non mi voglio  sottrarre
  dall'esprimere sia soddisfazione per quella che dovrebbe essere  la
  normalità delle cose, quella di votare entro il 31 dicembre, c'è da
  dire che questo Parlamento non lo faceva da oltre vent'anni.
   Per  il  secondo anno consecutivo questo Parlamento non ha  dovuto
  ricorrere  all'esercizio provvisorio, e questo  secondo  me,  è  un
  grande traguardo che raggiunge tutto il Parlamento.
   Io  mi  permetto di partire prima dalle opposizioni, perché non  è
  scontato che ci sia un dialogo con le opposizioni - che ringrazio -
  ma  certamente  mi  sento di dire che la maggioranza  ha  avuto  la
  possibilità di potersi ampiamente esprimere.
   Io  mi  sento  di  ringraziare tutti, ma veramente  tutti,  specie
  coloro i quali lavorano qui da oltre 18 ore soltanto oggi, e da  45
  giorni  per  questa  sessione,  che  è  stata  una  sessione  molto
  complessa e molto difficile.
   Si   sono   fatti  possibilmente  degli  errori,  ci  sono   state
  sicuramente  delle defezioni, questo è però frutto  di  quelle  che
  sono  delle sedute fiume che poi avvengono quando non si mantengono
  determinate tabelle di marcia.
   La  vera  scommessa, dal mio modesto punto di vista, Assessore,  è
  che  non solo la norma l'anno prossimo si debba votare entro il  31
  dicembre,  ma  anche  la  produzione normativa,  e  soprattutto  le
  procedure, debbano vedere come non una via del maxiemendamento  per
  sottrarsi  a  un  confronto,  perché  il  confronto  con  le  forze
  parlamentari  sia  di maggioranza che d'opposizione  non  fa  altro
  talvolta che arricchire il testo, quindi l'auspicio per il futuro è
  che si possa andare anche con una produzione normativa migliore.
   Io  ringrazio  veramente  tutti  gli  assistenti  parlamentari,  i
  funzionari, perché siete l'anima di questo di questo Parlamento,  e
  ci  auguriamo come dicevo prima di riuscire a fare sempre meglio da
  qui alla fine di questa legislatura.
   Adesso si passa agli ordini del giorno, dal 261 al 263, dal 265 al
  287, dal 289 al 302. Se il Governo è d'accordo Benissimo sono tutti
  accolti come raccomandazione.


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                 831/A

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge n. 831/A.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            63
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          39
   Contrari            20
   Astenuti              3

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, vi ringrazio, la seduta è rinviata a mercoledì
  8 gennaio con attività ispettiva alle ore 15.00. Grazie

                  La seduta è tolta alle ore 9.16 ()


     ()  L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
   sito  web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
   seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XIV SESSIONE ORDINARIA


                       148a SEDUTA PUBBLICA (*)

                  Martedì 14 gennaio 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA  RUBRICA:
        Economia  (V. allegato) (**)



  (*)  D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
  con e-mail del 7 gennaio 2025, la seduta n. 148, già
  convocata  per  mercoledì 8 gennaio 2025 alle ore  15.00,  è  stata
  rinviata a martedì 14 gennaio 2025 al medesimo orario.
  (**)  Rubrica  indicata  dal Governo con pec  dell'8  gennaio  2025
  protocollata al n. 180-DIG/2025 di pari data.

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio


   1  Con  email  del  21 dicembre 2024 inviata a tutti  i  Deputati,
  d'ordine  del  Presidente,  i  lavori  della  seduta  n.  147,  già
  aggiornati a domenica 22 dicembre 2024, sono rinviati a  lunedì  23
  dicembre alle ore 16,00.