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Resoconto d'Aula della Seduta n. 149 di martedì 21 gennaio 2025
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   regionale
   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.07

  PRESIDENTE. La seduta è aperta.

     Comunicazione di decreto di nomina e giuramento di Assessore
                               regionale

  Si  passa  al I punto dell'ordine del giorno, che reca:  Giuramento
  di Assessore regionale .

  Comunico che con PEC del 20 gennaio 2025, protocollata al n.  1044-
  DIG/2025  di  pari  data, la Segreteria generale  della  Presidenza
  della  Regione  aveva trasmesso copia del decreto presidenziale  n.
  13/Area 1/S.G. del 17 gennaio 2025 con il quale venivano accolte le
  dimissioni dalla carica del precedente Assessore regionale  per  la
  salute  con  la  contestuale assunzione temporanea  delle  relative
  funzioni    da   parte   del   Presidente   della   Regione    fino
  all'insediamento del nuovo Assessore.
  Successivamente,  con PEC del 21 gennaio 2025  protocollata  al  n.
  1213-DIG/2025  di  pari data, la stessa Segreteria  generale  della
  Presidenza  della  Regione,  ai  sensi  dell'art.  13  della  legge
  regionale  28 ottobre 2020, n. 26 (legge statutaria), ha  trasmesso
  copia  del  decreto presidenziale n. 14/Area 1/S.G. del 21  gennaio
  2025 recante la nomina del nuovo Assessore regionale per la salute.

  Do  lettura  (di  stralcio)  del decreto presidenziale  recante  la
  nomina del nuovo Assessore regionale:

   Per  quanto in premessa specificato la dottoressa Daniela Faraoni,
  nata Santa Caterina Villarmosa, il 12 settembre del '59, è nominata
  Assessore  regionale con la preposizione all'Assessorato  regionale
  della salute .

  L'Assemblea ne prende atto1.

  Ricordo  altresì  che, ai sensi dell'articolo  3,  comma  3,  della
  citata  legge  regionale  n. 26 del 2020, gli  Assessori  regionali
  nominati  dal  Presidente  della  Regione,  prima  di  assumere  le
  funzioni   giurano  dinanzi  a  lui,  al  cospetto   dell'Assemblea
  regionale  siciliana in seduta pubblica, di esercitare  le  proprie
  funzioni al fine di perseguire il bene inseparabile dello  Stato  e
  della Regione.

              (L'Assessore regionale fa ingresso in Aula)

  Do  pertanto  lettura della formula del giuramento,  desunta  dalla
  citata legge statutaria n. 26 del 2020:  Giuro di esercitare le mie
  funzioni  di  Assessore  regionale al fine di  perseguire  il  bene
  inseparabile dello Stato e della Regione .

  Invito l'Assessore ad alzarsi in piedi, rispondendo:  Lo giuro .

                 (Segue il giuramento dell'Assessore)

  Sono  stati  così  espletati gli adempimenti previsti  dalla  legge
  statutaria  per  l'assunzione delle funzioni  da  parte  del  nuovo
  Assessore regionale.

  LA VARDERA. Sull'ordine dei lavori posso intervenire?


                                Congedi

  PRESIDENTE.  Come da nota ed acclusa certificazione  indirizzata  a
  questa  Presidenza e protocollata al n. 43-PRE/2025 del 15  gennaio
  2025,   il   Presidente   del  Gruppo  parlamentare    Popolari   e
  Autonomisti , on. Castiglione, ha comunicato che l'on. Balsamo è da
  ritenersi in congedo per motivi di salute  per le sedute d'Aula che
  avranno luogo nel corso della presente e della prossima settimana .
  Pertanto,   fermo   restando  quanto  prescritto   dalla   relativa
  normativa interna dell'ARS per l'aspetto amministrativo, lo  stesso
  deputato è posto in congedo ai fini parlamentari da oggi e  per  le
  sedute  della  corrente  settimana,  ai  sensi  dell'art.  84   del
  Regolamento interno dell'Assemblea.

  L'Assemblea ne prende atto.

  Comunico, altresì, che hanno chiesto congedo per la seduta  odierna
  gli onorevoli Galluzzo e Leanza.

  L'Assemblea ne prende atto.


          Sulla nomina dell'Assessore regionale per la salute

   PRESIDENTE.  Sull'ordine  dei  lavori  aveva  chiesto  di  parlare
  l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  la
  ringrazio per avermi dato la parola. Ovviamente, diamo il benvenuto
  e  il  buon  lavoro  alla neo assessora per la  salute,  dottoressa
  Faraoni.  Ovviamente, insomma, sappiamo, Assessore, che dandole  il
  benvenuto  per questa nomina, questo Parlamento e la Sicilia  hanno
  bisogno di una svolta.
   Sotto questo profilo, Assessore, sono convinto che è un momento di
  difficoltà  enorme quello che stiamo attraversando rispetto  a  una
  tematica che lei, comunque, conosce, in quanto già ha guidato l'Asp
  di  Palermo,  sa  che ci sono tanti dossier aperti,  sa  l'esigenza
  importante di dare seguito al disegno di legge sul crack, sul quale
  noi  abbiamo  lavorato e sul quale la sua Asp ha  fatto  un  ottimo
  lavoro,  quindi, onestamente, Assessore, le premesse  per  fare  un
  percorso propositivo ci sono tutte.
   Certamente,  questo  Parlamento si  aspettava,  come  dire,  e  ci
  aspetteremo  di essere propositivi e non opposizione a prescindere,
  quindi, valutando nel merito il suo lavoro, non siamo assolutamente
  pregiudizievoli  rispetto al lavoro che può  compiere;  certamente,
  diciamo,  non  condividiamo  il  metodo  con  il  quale  anche  per
  l'ennesima volta il Presidente Schifani è venuto in Aula perché  la
  legge glielo impone, perché lei ha giurato, ovviamente, davanti  al
  Presidente della Regione e per qualche secondo è venuto, ci ha dato
  la sua presenza e se n'è andato.
   Io  ritengo  che  questo  Parlamento dal Governo  meriti  maggiore
  rispetto.
   Era  importante capire quali sono state le ragioni  per  le  quali
  l'assessore  Volo  ha  deciso  di  rassegnare  le  dimissioni,  era
  importante  sentire dalla vivida voce del Presidente della  Regione
  quali  sono  state  anche le considerazioni  che  hanno  portato  a
  nominarla  come assessore per la salute, cioè questo Parlamento  ha
  bisogno  di  conoscere anche le vicissitudini interne  al  Governo,
  perché  noi riteniamo che non siamo qua semplicemente per  scaldare
  delle  sedie, ma abbiamo bisogno di conoscere quello che porta  una
  eventuale mini crisi che c'è stata all'interno.
   Certamente,  come dire, abbiamo valutato l'operato  dell'assessore
  Volo  drammatico  su  tutti i fronti, ci sono dei  problemi  e  dei
  dossier   sulla   sanità  che  fanno  veramente   paura,   ospedali
  abbandonati,  gente che, purtroppo, anche per delle visite  mediche
  deve  aspettare mesi e mesi, gente che viene lasciata nei  corridoi
  ad  aspettare  anche  una  semplice visita all'interno  dei  Pronto
  soccorso,  però  vediamo anche questo modus  operandi  rispetto  al
  Presidente Schifani che viene in quest'Aula, sta qualche secondo  e
  se  ne va, e non parla a questo Parlamento del perché, anche, si  è
  arrivati a questa nomina. Noi non lo condividiamo
   Detto  questo,  ovviamente, come dire,  ci  limitiamo  ad  essere,
  ripeto,  propositivi rispetto al suo lavoro. Le  vogliamo  fare  un
  augurio di buon lavoro, perché ne avrà certamente bisogno.
   Questo Parlamento, le opposizioni saranno propositive rispetto  al
  lavoro   da  fare.  Non  vogliamo  partire  dal  presupposto   che,
  inevitabilmente   perché   lei  è   in   nomina   del   Presidente,
  inevitabilmente dobbiamo stare in antitesi, perché  ha  dimostrato,
  onestamente, che sul campo, su alcuni su alcuni fronti,  sta  e  ha
  lavorato all'Asp di Palermo portando dei risultati.
   C'è  da fare per uno scatto di orgoglio. Questa Regione ha bisogno
  di una sanità efficiente, di una sanità che risponda ai bisogni dei
  siciliani.
   E,  quindi, assessore, veramente si rimbocchi le maniche perché il
  lavoro è tanto
   Ci piacerebbe, anche, conoscere le priorità del suo assessorato in
  questo  momento.  Vorremmo conoscere quella che è  la  sua  visione
  della  sanità regionale. Ci piacerebbe sentire dalla sua voce quali
  sono  le  prime  iniziative che porterà in campo, affinché  il  suo
  assessorato  possa  lavorare immediatamente. Ci  piacerebbe  sapere
  anche l'avvicendamento del suo successore all'Asp di Palermo, quale
  sarà?  Chi sarà questo nome? Se questo nome sarà figlio di  logiche
  di appartenenza politica di quell'altro o di quell'altro deputato.
   Noi  non  condividiamo la gestione del principio della  sanità  in
  questa  Regione. Non condividiamo come, spesso e volentieri accade,
  che la sanità è mercimonio di scambio di potere e di poltrone, solo
  perché  si  è  appartenenti a questo o a quell'altro  partito.  Noi
  questo,  come  dire,  non lo condividiamo.  Noi  rivendichiamo  una
  sanità  libera  Libera dalle scelte anche politiche,  libera  dalle
  scelte,  come dire, che hanno a che fare quasi con la lottizzazione
  del potere. Auspichiamo una Sanità che vada a premiare il merito di
  quei  medici che, pancia a terra, lei lo sa, lavorano, a volte  con
  turni  di lavoro estenuanti, che fanno grande fatica rispetto anche
  al lavoro che c'è da fare.
   Per  cui, ripeto, il nostro approccio vuole essere un propositivo,
  nella  sua figura, augurandole buon lavoro ma criticando il  metodo
  con cui siamo arrivati, oggi, a un epilogo infelice di un assessore
  che,  di  fatto,  non  c'è mai stata ed è stata  commissariata  dal
  dottore Iacolino
   Mi  auguro  che anche lei non venga commissariata da Iacolino.  Mi
  auguro  che  anche lei non venga commissariata da Iacolino,  perché
  purtroppo  il suo precedente assessore aveva l'assessore ombra  che
  si  chiamava Iacolino. Ma lei, da questo punto di vista, a  Palermo
  si  dice  che  "quattru  fila si mancia",  e  quindi  si  difenderà
  adeguatamente

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   E'  iscritto  a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.  Prima
  dell'intervento   dell'onorevole   Burtone,   do    il    benvenuto
  all'assessore  Faraoni e ringrazio anche l'assessore  Volo  per  il
  lavoro  che  ha  svolto  sino a questo momento.  Ci  auguriamo  che
  l'assessore Faraoni possa essere assolutamente in grado di riuscire
  a  dare  il  contributo,  che l'ha già contraddistinta  all'interno
  delle ASP. Grazie.
   Prego, onorevole Burtone.

   BURTONE.  Grazie,  Presidente. Intervengo a nome  del  Gruppo  del
  Partito Democratico per esprimere il mio augurio di buon... il  mio
  augurio,  l'augurio del Gruppo, di buon lavoro al  nuovo  assessore
  presente nella Giunta, che ben conosciamo.
   Associo  a  questo saluto e a questo augurio anche un saluto  alla
  uscente,  alla dottoressa Volo. Noi abbiamo avuto posizioni,  molto
  spesso, diverse con l'assessore, e devo dire che però il lavoro che
  abbiamo  compiuto è stato sempre rispettoso delle diverse  opinioni
  politiche e amministrative.
   Io sono certo che, in questo, la neo assessora seguirà un percorso
  che  avrà  al  centro  la  considerazione  che  ognuno  può  essere
  portatore  di  esperienze diverse, può avere  indicazioni  diverse,
  però   ognuno   lo  fa  per  tentare  di  dare  un  contributo   di
  miglioramento,  in  un settore delicatissimo  che  è  quello  della
  salute   dei   cittadini,   un  settore  garantito   dalla   nostra
  Costituzione, dall'articolo 32 della Costituzione.
   Certo,  c'è  un  lavoro impegnativo in Sicilia. La  situazione  è,
  sotto certi aspetti, molto critica. Noi più volte abbiamo segnalato
  alcune  problematiche, e le abbiamo segnalate sempre accompagnando,
  però, la nostra proposta con una serie di indicazioni. Non ci siamo
  limitati  a  dire   questo non va bene ; in Commissione,  in  Aula,
  abbiamo  fatto  anche delle ipotesi alternative. Ci  auguriamo  che
  queste  ipotesi  alternative - che, devo dire,  non  hanno  trovato
  spesso accoglimento nell'area di Governo - possano trovare, invece,
  la  disponibilità  della nuova assessora presente  nella  compagine
  governativa.
   Abbiamo,  innanzitutto - Assessore, io non farò un lungo discorso,
  però  alcune cose le devo indicare - abbiamo il tema della mancanza
  dei  medici,  il  primo, il vero problema che abbiamo  in  Sicilia,
  perché con i pensionamenti di medici di medicina generale, ma anche
  di  medici  ospedalieri,  si  è depauperato  il  numero  di  medici
  presenti nelle strutture pubbliche. Questo è un grave problema.
   Chi  parla  ha avuto sempre una posizione netta, non è  stata  una
  posizione che, man mano, è andata avanti negli anni e ha preso atto
  di  quello  che  stavano determinando alcune  scelte  sbagliate  di
  programmazione del numero chiuso.
   Io  sono  stato sempre contrario al numero chiuso.  Vengo  da  una
  Università  in cui c'era libero accesso. Ricordo che il primo  anno
  non  riuscii  ad entrare per seguire la prima lezione di  anatomia,
  perché c'era talmente affollamento nella sala che io non riuscii ad
  entrare;  arrivavo dal mio paese, Militello. Al secondo anno  c'era
  Anatomia 2; entrai facilmente, devo dire, perché alcune ultime file
  erano  assolutamente  non coperte. Il terzo  anno,  quando  abbiamo
  fatto la Fisiologia, devo dire che già c'erano parecchi posti.  Non
  parliamo  di  quando  abbiamo  fatto Anatomia  patologica:  c'erano
  occupate le prime quattro file.
   Io  devo dire che allora si studiava bene la semeiotica medica, la
  semeiotica  chirurgica. Qualcuno dice che ora c'è più spazio  nella
  partecipazione  dei  giovani  nei  laboratori,  in  corsia.  Certo,
  dovevamo  andare  prestissimo per visitare un ammalato;  io  andavo
  alle  sei  di  mattina per imparare a fare i prelievi e  anche  per
  visitare  qualche ammalato nel reparto. Però, anche  quel  tipo  di
  Università era un'Università che dava molto sul piano pratico.
   Ora, rispetto all'apertura, qualcuno alza i muri, dice "ma avremmo
  difficoltà  nel  fare  i  laboratori,  le  esperienze  dirette   di
  clinica".  Non  mi  pare che sia così. E ad  alzare  i  muri  sono,
  innanzitutto,  i rettori, io ne parlo con tutto il  rispetto;  sono
  gli  ordini  dei  medici;  nella gran parte,  qualcuno  comincia  a
  pensare che il problema sia vero. E poi c'è qualche partito. Io  le
  dico  con  sincerità che anche nel mio partito qualcuno  ha  sempre
  detto che bisognava tenere la condizione del numero programmato. Io
  sono stato - ripeto - sempre contrario.
   La  nostra  Assemblea  ha votato una legge voto  per  invitare  il
  Parlamento nazionale a legiferare. In Campania ne hanno  fatto  una
  battaglia  politica,  De  Luca. Da noi  nessuno  ne  ha  fatto  una
  battaglia politica, né la maggioranza, né la minoranza. Ed è  stato
  un errore, perché il problema del numero dei medici esiste. Esiste
  Ci  sono  comuni come Montalbano Elicona, in cui da due, tre  anni,
  non  hanno  il  medico di medicina generale; ogni due  giorni  alla
  settimana  un medico di un paese vicino sale e scrive  le  ricette.
  Non  è  sanità   Assessore, non è sanità. Quella è  un'altra  cosa,
  prescrivere delle medicine
   Quindi,  il  problema vero è questo del numero di  medici  che  si
  assottiglia. E cominciano a mancare anche in città, perché la città
  ha goduto, lei lo sa, del fatto che le piante organiche erano quasi
  al  completo... Sì, Presidente, sto parlando di una cosa abbastanza
  seria e le chiedo tempo a nome del Gruppo.
   Il  problema è quello relativo al fatto che, come le dicevo, nelle
  città  c'era la copertura quasi totale dell'organico; nei territori
  il  numero  era  assolutamente  assottigliato.  Ora  la  condizione
  comincia  ad essere difficile anche nelle città, ma nei  territori,
  signor Assessore, non ci sono medici  Ecco perché bisogna fare  uno
  sforzo  immediato nell'apertura delle facoltà e tenere conto  anche
  di  questa  razionalità, di mettere nelle condizioni i territori  e
  lavorare in tal senso.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   Il problema principale sarà la nuova Rete ospedaliera e noi glielo
  diciamo subito, Assessore, sulla Rete ospedaliera il territorio non
  mollerà, perché il Covid ha dimostrato che c'è bisogno non soltanto
  delle  città  metropolitane  nel  fare  sanità,  c'è  bisogno   del
  territorio,   perché  è  fondamentale  per  poter   dare   risposte
  immediate,  innanzitutto nell'urgenza e nell'emergenza. Quindi,  io
  credo che sia questo un fatto strategico.
   Certo,  poi  ci sono le lunghe lista d'attesa, ci sono quelli  che
  non  sono  in  condizione  di  essere visitati  perché  si  trovano
  immobili a casa e quindi non possono spostarsi facilmente.
   Credo  che  su  questi temi l'Assessorato debba  fare  uno  sforzo
  significativo.  Nel  passato, abbiamo  tentato  di  lavorare  sugli
  interdipartimenti,  mettere insieme il territorio  con  le  aziende
  speciali.  Non  è  stato  facile e non è  stato  semplice.  Bisogna
  inventare qualcosa, perché il territorio lo richiederà. Qualcuno al
  solito  -  non dico il Governo - fa girare qualcosa in giro.  Dice:
  "... vedremo, l'impegno dovrà essere innanzitutto di potenziare  la
  sanità e cercheremo di accorpare la medicina di un ospedale con  un
  altro  vicino  e lasceremo la chirurgia; in un altro  lasceremo  la
  medicina e toccheremo un altro settore...".
   Questi ospedali che hanno solo medicina chirurgica, o hanno solo i
  laboratori, o altro, noi li abbiamo combattuti in Africa  e  questi
  ospedali  noi non li tollereremo  Glielo diciamo con chiarezza,  lo
  vogliamo  dire subito, Assessore, nel rispetto assoluto  della  sua
  professionalità. Il territorio va difeso, perché è  essenziale  per
  il diritto alla salute

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   Colleghi,  io  ho  un  altro iscritto a parlare,  sull'ordine  del
  giorno,  che è l'onorevole De Luca. Non faccio intervenire poi  sul
  tema  nessun  altro, però vi chiedo di essere brevi perché  abbiamo
  come  ordine  del  giorno i disegni di legge. Poi  sul  tema  della
  sanità,  se  si  volesse  in futuro fare un monotematico  specifico
  sulla  sanità, lo faremo successivamente, però vi chiedo di essere,
  per  favore, brevi, in maniera tale da proseguire con l'ordine  del
  giorno.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca Antonino.

   DE   LUCA   Antonino.   Grazie,  Presidente.   Do   il   benvenuto
  all'Assessore  Faraoni. Mi sembra scontato e  dovuto  anche  perché
  assume un incarico, dopo le importanti esperienze, tra cui l'ultima
  della  direzione  generale  dell'Asp  di  Palermo,  che  la  vedono
  direttamente  coinvolta  nel  braccio  esecutivo.  Però,  forse   è
  importante  cominciare col verso giusto. Assessore, io cercherò  di
  essere  breve.  Credo che poche persone conoscano la situazione  in
  cui versano gli ospedali meglio di lei e quindi è lecito attendersi
  da  parte sua delle soluzioni, ma anche una collaborazione  con  il
  Parlamento  che  sia  foriera  di risultati,  perché  finora  si  è
  discusso tanto, però concretamente le liste d'attesa sono  lì,  gli
  ospedali  sono  senza  personale. Non è colpa esclusivamente  della
  Regione,  però  questo  è  un dato di fatto.  Ci  troviamo  bilanci
  ammaccati  dalle  cooperative di gettonisti; troviamo  una  mancata
  risposta, in termini di medicina territoriale, che non fa altro che
  affaticare i pronto soccorso.
   In  Commissione  abbiamo  costituito  anche  una  sottocommissione
  dedicata  non solo ai pronto soccorso ma a tutto quello  che  è  il
  substrato, quindi tutto quello che c'è intorno al pronto soccorso e
  ci rendiamo conto che la situazione è disastrosa e disastrata e che
  probabilmente  l'assessorato non può trovare oggi  per  domani  una
  soluzione  da  solo; ma se non interviene insieme  alla  Presidenza
  della  Regione  con  quell'autorevolezza che il tema  richiede  nei
  confronti  del  Ministero  per dire: "cara  Roma,  noi  con  queste
  condizioni non possiamo più portare avanti", l'unica soluzione sarà
  quella  di  rivolgersi  alla  sanità  privata".  Ma  questo  non  è
  intendimento di questo Parlamento, lo abbiamo detto più volte.
   E  allora, veda Assessore, io sono fiducioso che si instaurerà  un
  buon dialogo teso alla risoluzione dei problemi però, quello che le
  chiediamo  come  Movimento Cinque Stelle e che le  chiederemo  come
  Parlamento  e  come  Commissione  Sanità,  è  proprio   quello   di
  intervenire  in  maniera pragmatica, concertando insieme  anche  in
  sede  di  rete sanitaria, che a breve dovremo revisionare,  su  cui
  dovremmo  esprimerci,  di  andare a guardare  quelle  che  sono  le
  carenze per trovare delle soluzioni che siano concrete e immediate.
   Oggi   abbiamo   tenuto  un  convegno  molto  partecipato,   molto
  interessante in tema, per esempio, di salute mentale. C'è tanto  da
  fare,  ci  sono buone norme, però l'applicazione pratica  purtroppo
  non  ha dato i risultati immaginati quando queste norme sono  state
  prodotte.  È  impossibile raggiungere quei risultati? Assolutamente
  no.  È  possibile  raggiungerli andando a  revisionare  in  maniera
  opportuna e puntuale la macchina per renderla adeguata a quelli che
  sono  i  bisogni, le richieste di salute di oggi. C'è un mondo  che
  attende delle risposte, e da oggi in poi toccherà a lei contribuire
  in  maniera  determinante,  in  prima  persona,  a  fornire  quelle
  risposte.
   Come Movimento Cinque Stelle abbiamo scelto di avere un approccio,
  soprattutto  in  materia  di  sanità,  che  sia  fattivo,  che  sia
  collaborativo, che sia propositivo, non quello strumentale, di mera
  bega,  cieca opposizione a prescindere. Se lei porterà delle  buone
  soluzioni  noi  glielo  riconosceremo, se lei  dovesse  sposare  la
  soluzione  di  dire "questo servizio non riusciamo a  renderlo,  lo
  tagliamo"  oppure se la vede il privato, in quel caso non troveremo
  univocità  di  vedute. Però io sono fiducioso che potremo  fare  un
  buon lavoro, a lei l'onere, in bocca a lupo e auguri.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cateno De Luca.
   E poi andiamo ai disegni di legge.
   Chiedo al collega Cateno De Luca, se è possibile, sintesi come  la
  contraddistingue.
   Ne ha facoltà.

   DE LUCA Cateno. Grazie, Presidente.
   Il  mio  sarà  un saluto di benvenuto alla dottoressa  Faraoni  da
  parte  di  tutto  il  Gruppo Sud Chiama Nord e,  nell'indirizzo  di
  saluto,  la mia esclamazione non vuole essere ovviamente  polemica,
  oppure indirizzata a farle cambiare idea, io non lo so "cu ciù fici
  fari"  ad accettare questo incarico, glielo dico con molta  onestà,
  perché  sulla  sanità il Governo Schifani ancora non è  riuscito  a
  dare  quel  colpo  d'ala che sta tentando di dare  in  tanti  altri
  segmenti dell'Amministrazione regionale.
   È  ovvio che questo è un Assessorato che, non solo rappresenta  in
  termini  di spesa oltre il 50 per cento del bilancio della  Regione
  siciliana, ma rappresenta anche quello che è il bene primario, come
  la  salute  di tutti i siciliani, ed è quello che ha caratterizzato
  in  questi  anni  in  negativo la Sicilia, come gli  altri  settori
  strategici,  quale  l'acqua, quali i rifiuti,  quelli  che  sono  i
  servizi di pubblica utilità.
   Ma lei ha in mano, oggi, prende lo scettro della nostra salute,  e
  parto dal presupposto che, dopo il lavoro che ha svolto in trincea,
  e  quindi  lei non viene dall'iperuranio, lei viene da un  contesto
  che diamo per scontato ha vissuto, ha saputo dirigere, e quindi  da
  lei  noi  ci  aspettiamo  molto su quelle  che  sono  le  soluzioni
  pratiche e di buona amministrazione.
   Perché quello che è il male della sanità in Sicilia, probabilmente
  non  è  la  stessa sanità in sé, spesso è la politica che ha  fatto
  male  alla  sanità.  D'altronde, certe statistiche  che  portano  e
  asseverano  quello  che è l'intervento becero  di  certa  politica,
  anche  nei  trasferimenti dei cosiddetti infermieri che  hanno  una
  concentrazione  in ospedali e hanno la carenza in  altri,  dimostra
  che  la  politica a gamba tesa fa male alla sanità e fa  male  alla
  salute dei siciliani
   E  in  questo voglio rappresentare un dossier che è aperto con  il
  presidente  Schifani, e che riguarda il centro  di  cardiochirurgia
  pediatrica  dell'ospedale di Taormina, un'eccellenza nazionale  che
  va avanti con i precari. Li abbiamo stabilizzati tutti i precari in
  Sicilia,  ormai  quanto meno la politica ha  chiuso  questa  pagina
  vergognosa, ma nello stesso tempo proprio quello che è il centro di
  cardiochirurgia pediatrica continua ad essere precario
   Riceve,  assessore, proroghe di anno in anno, e nonostante  questa
  situazione di precarietà gli indici di qualità dell'attività svolta
  dal  centro  di cardiochirurgia pediatrica di Taormina,  ovviamente
  dimostrano  che  ci sono eroi che lavorano in quel  centro,  e  che
  nonostante la precarietà della politica continuano a svolgere  fino
  in fondo la loro missione, perché di questo si tratta.
   E  questo  ovviamente  glielo  voglio attenzionare,  anche  perché
  questa  proroga  ulteriore  è  stata  concessa  fino  a  giugno,  e
  soprattutto  perché non è pensabile che quello che potrebbe  essere
  un  antagonismo  territoriale,  e che  riguarda  anche  la  Regione
  Calabria  rispetto alla Sicilia, proprio per ottenere una eventuale
  deroga  alla  Balduzzi, e quindi a quelli che sono  i  veri  ambiti
  nazionali,  non  si  possa  arrivare  a  una  sintesi  proprio  per
  salvaguardare uno degli elementi di eccellenza che caratterizza  la
  sanità siciliana, noi non ci possiamo permettere che di quelli  che
  sono   elementi   di  eccellenza  non  operiamo  affinché   possano
  consolidare la loro attività.
   Naturalmente,  e  concludo Presidente, il nostro  atteggiamento  è
  quello di essere propositivi - non la cercheremo mai noi per  darle
  un  pizzino  per qualche trasferimento, guardi glielo dico  già  in
  partenza,  non fa parte della nostra cultura - e di conseguenza  ci
  potremo  permettere  in  quest'Aula di poter  parlare  chiaramente,
  guardandoci negli occhi, proprio perché pretendiamo che questo bene
  primario  assoluto, che è la salute, da parte  sua,  visto  che  ha
  deciso  coraggiosamente di prendersi questo carico  -  e  ribadisco
  ancora  non ho capito perché - do per scontato che una donna  della
  sua posizione, per il ruolo che già ricopre, lo fa realmente perché
  ama la propria Terra.
   Perché non ne ha altri vantaggi, lei oggi da quello che è il ruolo
  di  un tecnico al vertice di un Asp si espone al mondo politico,  a
  questa  Assemblea, ovviamente a questi deputati che  sono  qui  per
  svolgere  il  proprio ruolo e per garantire quello che  è  il  buon
  funzionamento della macchina amministrativa. Su questo noi  staremo
  molto  attenti, assessore, perché essendo lei molto  preparata  sui
  meccanismi amministrativi, su questo sconti non ne avrà. Magari  li
  avrà  su qualche défaillance politica, perché oggi che si incammina
  su  questo  percorso,  d'altronde abbiamo visto  anche  l'assessore
  Dagnino,  il  suo debutto e la sua evoluzione, e ha  dimostrato  in
  pochi mesi di essere oggi un gigante in quest'Aula, pronto a questa
  tana dei leoni.
   Vedremo  lei  anche  da  questo punto di vista,  e  ci  auguriamo,
  assessore,   che  la  sua  evoluzione  sia  simile  a  quella   che
  l'assessore Dagnino ha dimostrato nell'ultima legge di stabilità in
  quest'Aula. Grazie e benvenuta.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De Luca. Io  ho  le  richieste  di
  intervento   dell'onorevole  Catanzaro  e  del   Presidente   della
  Commissione "Salute, servizi sociali e sanitari". Prego  gli  altri
  Gruppi di non fare ulteriori interventi. Do la parola all'onorevole
  Catanzaro,  in  qualità di capogruppo del PD, e poi due  minuti  al
  presidente Laccoto. Prego, onorevole.

   CATANZARO.  Sì,  intanto la ringrazio, Presidente, purtroppo  sono
  arrivato  con  qualche  minuto di ritardo  all'apertura  dell'Aula,
  volevo fare il mio in bocca al lupo al nuovo assessore alla sanità,
  alla  dottoressa Faraoni, che conosco e che ovviamente so  come  ha
  lavorato in questi anni all'Asp di Palermo.
   Io  ci  tengo,  assessore  Faraoni, ci tengo  proprio  perché  noi
  martedì  della  scorsa  settimana, io  da  capogruppo  del  Partito
  Democratico,  su  questo  pulpito,  per  l'ennesima   volta,   sono
  intervenuto su un tema che noi - e poc'anzi so che è intervenuto il
  mio collega Giovanni Burtone, componente della Commissione sanità -
  abbiamo  posto come punto e primo punto nell'agenda di  opposizione
  su questo Governo regionale.
   Lo  abbiamo  detto  a  più voci e più volte  al  Presidente  della
  Regione    Schifani,   perché   nel   suo   intervento    iniziale,
  nell'insediamento,  aveva parlato proprio sul  tema  della  sanità,
  però  ci  siamo  resi conto che su questo tema non  c'è  stata  una
  visione  ed  una programmazione, Assessore, c'è stato  soltanto  un
  approssimarsi  di  emergenze, e lo abbiamo visto  in  questi  mesi,
  perché  dei problemi che abbiamo posto ogni volta sulla  sanità  ad
  oggi  non  abbiamo soluzione, e lo abbiamo detto a tutti i livelli.
  Quindi,  Assessore,  il  mio intervento di  oggi  vuole  essere  un
  intervento di buon auspicio, augurandole un buon lavoro.
   Noi  come  Gruppo  di  opposizione non indietreggeremo  un  attimo
  rispetto  a  quello  che è il nostro controllo, perché  abbiamo  da
  guardare  quello  che si farà nelle prossime settimane  sulle  reti
  ospedaliere,  a cui bisogna dare grande attenzione, e  lo  dobbiamo
  fare  con  una  visione completa che deve avvenire  attraverso  una
  buona programmazione, perché non è più possibile assistere a quello
  a   cui   assistiamo,  con  quello  che  accade   nelle   strutture
  ospedaliere,  e  noi  lo  stiamo facendo come  Partito  Democratico
  girando  per le strutture, e ci stiamo rendendo conto che  c'è  una
  grande emergenza sulla sanità dalle liste di attesa, alle strutture
  fatiscenti,  alla carenza dei medici, che non spetta  a  noi  dirlo
  come  soluzione, ma dovete essere voi a portare una  soluzione  che
  oggi  manca,  perché  è assurdo quello che accade  dalle  strutture
  pubbliche verso le strutture private.
   Quindi,  Assessore,  io ci tenevo proprio oggi  a  parlare  questi
  pochi  minuti,  perché  noi  come Gruppo parlamentare  del  Partito
  Democratico  le auguriamo un buon lavoro, ma saremo  qui  in  forma
  costante e con attenzione a guardare il lavoro del Governo Schifani
  nella  sua  persona, perché quello che fino ad ora  è  stato  fatto
  sulla sanità è davvero, davvero, davvero, nullo e negativo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Assessore, io credo che come Presidente della Commissione
  Salute  non possa esimermi, intanto nell'augurarle buon lavoro,  ma
  lo  facciamo in uno spirito positivo non negativo, non  può  essere
  che tutto quello che oggi c'è è negativo, ci sono delle emergenze.
   Oggi la sanità ha una grave disfunzione dovuta anche a una mancata
  programmazione  nel tempo, la mancanza di medici,  l'emergenza  dei
  Pronto  Soccorso, quello che è avvenuto negli anni passati  che  ci
  porta   oggi  a  dovere  assistere  sicuramente  a  una  situazione
  particolare della sanità mi impone, così come abbiamo fatto  sempre
  in  Commissione, intanto di poter auspicarle, dato che lei  conosce
  molto  bene  -  abbiamo  avuto  modo di  ascoltarla  più  volte  in
  Commissione sanità - i problemi della sanità con un dibattito molto
  sereno,  ma le posso dire che in Commissione lei troverà  tutta  la
  massima   disponibilità  per  un  confronto   serio,   sereno,   ma
  soprattutto di programmazione.
   Veda,  la  Commissione sanità, che io mi onoro di  presiedere,  ha
  sempre  dibattuto  al di là delle posizioni ideologiche,  destra  o
  sinistra, maggioranza o minoranza, in uno spirito di collaborazione
  col  Governo,  per  questo  saluto anche l'ex  Assessore  Volo,  ma
  soprattutto abbiamo voluto dare e imprimere alcune delle  questioni
  che più attengono al territorio.
   Abbiamo,  praticamente, udito molte volte  su  tutti  i  territori
  della  Regione siciliana quali sono le disfunzioni e quali  possono
  essere  le  soluzioni. Noi confidiamo che, dato la  sua  conoscenza
  approfondita  nella  sanità per essere  stato  un  tecnico  che  ha
  portato avanti alcune questioni in una delle Asp più difficili, che
  h  quella  dell'Asp  di  Palermo, possa nel  contempo,  con  questo
  passaggio, avere la possibilità, assieme a noi, di potere dare  una
  svolta  alla  sanità pubblica e, per quel che serve,  anche  quella
  privata.
   Noi,  sicuramente,  avremo  la  possibilità,  attraverso  il   suo
  intervento  di  programmazione che, come prevede lo Statuto,  verrà
  fatto   in  Commissione,  concordando  naturalmente  la  data,   di
  confrontarci su quelle che sono le sue linee programmatiche e,  nel
  contempo, di potere approfondire alcuni temi.
   Intanto  buon  lavoro a Lei, e noi saremo tutti collaborativi  per
  una sanità migliore in questa Regione.

   PACE. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Colleghi, mi state chiedendo ulteriori interventi.  Io
  posso  capire  gli  interventi  da  parte  delle  minoranze  e  dei
  Capigruppo  di minoranza. Io credo che i Capigruppo di  maggioranza
  abbiano  già fatto i complimenti all'Assessore prima della  nomina,
  se  volete  reiterare le congratulazioni per motivi che  a  me  non
  riguardano, vi do la parola.
   Al  Capogruppo  della Dc, se deve reiterare le sue congratulazioni
  in Aula, ne ha facoltà.

   PACE.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessori.
  Presidente, lei oltre ad essere bravo è anche simpatico e furbo,  e
  io   le   chiedo  scusa  ma,  intanto,  la  ringrazio   perché   le
  congratulazioni...

   PRESIDENTE.  Colleghi, onorevole Sammartino la prego,  capisco  la
  felicità però, onorevole Sammartino, sta parlando l'onorevole Pace.

   PACE.  Presidente, lei continua ad infierire.  Dicevo,  al  di  là
  delle   congratulazioni   in  privato,   ritengo   che   il   ruolo
  istituzionale  sia questo, non soltanto per ringraziare,  comunque,
  Giovanna Volo, l'assessore Volo per il lavoro che ha svolto durante
  il  suo mandato, devo dire con disponibilità ed eleganza, e lo dico
  anche  come  Vicepresidente della Commissione sanità, non  soltanto
  come  Capogruppo  della  Democrazia  Cristiana,  all'interno  della
  Commissione sanità in Aula.
   Quindi,  veramente, grazie all'assessore Volo ma, soprattutto,  un
  benvenuto e un buon lavoro alla neo assessora Daniela Faraoni.
   Abbiamo  avuto modo di incontrarci, di conoscerci nella  veste  di
  direttore  generale  dell'Asp  6. Quello  che  aspetta  l'assessore
  Faraoni,  forse, lo ha racchiuso benissimo Cateno De  Luca  dicendo
  "ma  cu  ci  la  porta". In realtà, penso che  le  sfide  più  sono
  difficili più diventano avvincenti, e all'Assessore Faraoni  voglio
  dire  che  in questa sfida difficile, avvincente, che  è  il  mondo
  della  sanità  siciliana, non sarà sola, non soltanto  perché  avrà
  accanto a sé il Presidente Schifani e tutto il Governo, perché avrà
  i partiti della maggioranza a sostegno.
   Io  posso parlare a nome del gruppo della Democrazia Cristiana, ma
  penso che avrà tutto il Parlamento a fianco dell'assessore Faraoni,
  al  di  là  di  quello che noi leggiamo sui giornali e  che,  molto
  spesso, le cose vengono anche enfatizzate e, come diciamo a Ribera,
  c'è il rischio che "paga lo giusto pu peccatore".
   Però,  nella vicenda della sanità dobbiamo accettare anche questo.
  Dobbiamo  sapere, assessore, che il compito per  cui  lei  è  stata
  chiamata,  è  un compito complicato, difficile, ma non impossibile.
  Siamo  alle prese della rimodulazione della nuova rete ospedaliera,
  quello sarà il banco di prova per dire il Governo, la Commissione e
  il  Parlamento  quale  sanità vogliono per  i  nostri  concittadini
  siciliani.
   La  sanità che tutti vorremmo non ha un colore politico, non è  né
  di  maggioranza,  né  di opposizione, è una sanità  dove  qualsiasi
  cittadino,  sia  delle  grandi città,  e  anche  soprattutto  delle
  piccole  città di periferia, possono usufruire degli stessi servizi
  e avere le stesse opportunità di aver salva la vita.
   Noi le staremo a fianco, saremo come l'opposizione da pungolo,  ma
  saremo  soprattutto a proteggerla e a condividere  le  sue  scelte.
  Qualora lei dovesse decidere di coinvolgerci, ma conoscendo il  suo
  temperamento  e la sua fama che la precede, siamo certi  che  vorrà
  coinvolgere  non soltanto la Democrazia Cristiana, o  le  forze  di
  maggioranza, ma l'intero Parlamento, e noi ci saremo

   PRESIDENTE.  Colleghi, intanto ringrazio l'onorevole Pace,  io  ho
  ulteriori  interventi,  che ripeto posso far fare  tranquillamente,
  però  capisco gli interventi dei Gruppi di minoranza, capisco  meno
  quelli  dei Gruppi di maggioranza, perché stiamo utilizzando  tempo
  utile  per  l'approvazione dei disegni di  legge.  Però  se  me  lo
  chiedete ovviamente una volta che abbiamo iniziato a dare la parola
  ai  Capigruppo,  quindi  do  la parola  all'onorevole  Lombardo  in
  rappresentanza dell'MPA.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Grazie, Presidente. La maggioranza  ha
  la  stessa  dignità  della  minoranza,  quindi  mi  sembra  normale
  assicurare  anche  uno  spazio  di  intervento  ai  colleghi  della
  maggioranza per testimoniare, assessore neo insediata Faraoni,  per
  testimoniare il nostro augurio e di buon lavoro come Movimento  Per
  l'Autonomia,  che oggi rappresento soltanto perché sono  componente
  della  Commissione Sanità, sono Vicepresidente del Gruppo,  abbiamo
  capogruppo, l'onorevole Castiglione, che mi delega oggi a  porgerle
  il saluto di benvenuto.
   Siamo in una fase delicatissima della sanità siciliana, siamo alla
  vigilia,  nel  pieno anzi della definizione della rete ospedaliera,
  come  ha  ricordato  il  Presidente Laccoto  siamo  disponibili  al
  dialogo,  al confronto costruttivo su quella che sarà la  redigenda
  rete  ospedaliera, che mi auguro - ma ne sono sicuro  data  la  sua
  esperienza  e la sua professionalità - sia ispirata a  principi  di
  efficienza, di razionalizzazione delle risorse umane ed economiche,
  che  sia  una  rete ospedaliera che tenga conto delle distanze  dei
  presidi ospedalieri di periferia rispetto al centro cittadino,  che
  elimini  i  reparti   doppioni  e che sia  appunto  razionalizzata,
  ovviamente  nel quadro di uno sviluppo più efficiente della  nostra
  sanità  e  che  sia  anche ispirata la lotta alla mobilità  passiva
  sanitaria,  che  tanto  danno produce alla nostra  terra  anche  in
  termini economici.
   Quindi  siamo  qui,  ed esaudisco il desiderio del  Presidente  di
  attenermi  a  tempi  sintetici  e  brevissimi  di  intervento,  per
  augurarle  buon lavoro, rinnovarle un augurio di buon  lavoro,  nel
  pieno rispetto di quelle che sono le parti oggi qui presenti.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Lombardo anche per la celerità.  Ho
  gli interventi dell'onorevole Caronia, Assenza e Pellegrino, prego.
   Prego,   onorevole  Caronia,  che  interviene  come  Gruppo    Noi
  Moderati .

   CARONIA.  Grazie  Presidente, sarò  anch'io  molto  breve.  Do  il
  benvenuto  all'assessore, sono contenta perché  abbiamo  anche  una
  donna,  e  devo dire che questa norma che la scorsa legislatura  ha
  visto  modificare  lo  Statuto, che fa sì che  oggi  quattro  donne
  debbano  sedere dentro questa Giunta, mi fa piacere  e  lo  rimarco
  ancora una volta, perché questo ruolo viene ricoperto da una donna,
  ma anche da una donna molto competente.
   Io  credo  che  quando  una persona è intelligente,  in  qualunque
  tavolo   e   in   qualunque  occasione  abbia  la  possibilità   di
  confrontarsi,  e confrontandosi avendo competenza ed  intelligenza,
  difficilmente  si  possono fare degli errori, per  carità  tutto  è
  perfettibile,  però è pur vero che se ci si confronta  tra  persone
  corrette e intelligenti, secondo me si arriva sempre a un punto.
   Non  posso  non  ricordare  le attività  importanti  svolte  dalla
  dottoressa  Faraoni,  oggi  assessore Faraoni,  durante  il  Covid,
  gliene  ne  do  merito, ho apprezzato la sua capacità  di  prendere
  decisioni,  cosa  che purtroppo non abbiamo riscontrato  sempre,  e
  questo  devo dirlo anche con dispiacere, sono certa che ci sarà  un
  cambio  di  passo,  ne sono sicura, come "Noi moderati"  saremo  al
  fianco  delle  scelte che l'Assessore vorrà fare per  il  bene  dei
  siciliani e per l'interesse alla salute dei cittadini che, come  ho
  sempre  detto  e ho sempre portato avanti nelle mie azioni,  è  una
  cosa che mi sta particolarmente a cuore.
   Perché  credo  che  sia un diritto inalienabile,  e  che  oggi  la
  politica  debba diventare il terminale dell'esigenza dei  cittadini
  certamente  non è accettabile, e che invece la politica  si  faccia
  carico  di  alcune soluzioni credo che sia veramente importante,  e
  sono  certa  che ci riusciremo: credo che il confronto  con  questo
  Parlamento  non  mancherà,  ne  sono  sicura  e  che  le  forze  di
  maggioranza,  così  come quelle di opposizione, verranno  ascoltate
  per  le  istanze,  non per le appartenenze, perché le  appartenenze
  possono  fluttuare,  ci si può trovare anche in  posizioni  diverse
  però  se si dialoga tra persone intelligenti, sono convinta che  si
  raggiunge sempre un obiettivo positivo. Buon lavoro, grazie.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Giuffrida.

   L'Assemblea ne prende atto.

          Sulla nomina dell'Assessore regionale per la salute

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Credo sia doveroso
  da  parte  mia a livello personale, e a nome dell'intero Gruppo  di
  Fratelli    d'Italia,   esprimere   il   più   caloroso   benvenuto
  all'assessore  Faraoni nel suo nuovo ruolo, ad  augurare  di  cuore
  buon  lavoro, a rappresentare la nostra leale collaborazione  nelle
  attività che riterrà di intraprendere.
   I nostri componenti della Commissione sanità, l'onorevole Galluzzo
  e  l'onorevole Zitelli, sono a sua disposizione per quanto riguarda
  i  lavori nell'ambito, appunto, delle varie Commissioni e il Gruppo
  evidentemente  che  è  assolutamente  coerente  con  l'azione   del
  presidente  Schifani e di questo Governo, sarà al suo  fianco,  non
  mancando  evidentemente  di  far, ove  occorra,  anche  evidenziare
  eventuali suggerimenti o richieste di correzione di rotta,  che  mi
  auguro  non  siano  necessarie. Buon lavoro ancora,  non  avevo  la
  fortuna  di conoscerla, pur essendo ormai in quest'Aula da  più  di
  dodici anni, però non era capitato, quindi veramente buon lavoro.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Pellegrino.

   PELLEGRINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore.
  Abbiamo  già  avuto modo di potere ringraziare intanto  sicuramente
  per  la fattiva collaborazione per il futuro che ci sarà con  tutto
  il Parlamento, e non solo con il nostro Partito.
   Il  nostro  Governo,  in questo momento, è molto  impegnato  nella
  riduzione delle liste d'attesa, è impegnato nelle strutture,  nelle
  infrastrutture  per  la  medicina,  dobbiamo  ricordare  che  entro
  febbraio   inizierà   col   nuovo   polo   pediatrico   che    sono
  settecentocinquanta milioni di euro a seguito di una interlocuzione
  col  ministro  Schillaci,  e quindi abbiamo  una  certezza  che  la
  sanità, anche per i piccoli, possa essere assolutamente efficiente,
  che possa essere adeguata, possa essere congrua.
   E   certamente   in   questo  progetto,  in  questo   momento   di
  riqualificazione della sanità, il punto centrale, la  protagonista,
  sarà  lei  dottoressa Faraoni, e noi ovviamente puntiamo sulla  sua
  figura,  sulla  sua  esperienza, sulla sua  competenza,  sulla  sua
  capacità che ha già dimostrato, per cui non deve dimostrare  nulla,
  in  questo  momento,  ha già dimostrato quello  che  vale,  ha  già
  dimostrato la sua adeguatezza a quelle che sono le sue funzioni,  a
  quello che è il suo nuovo incarico, non possiamo che augurare  come
  Forza Italia buon lavoro e buona collaborazione.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Pellegrino.  Onorevoli   colleghi
  iniziamo,  ovviamente, anche da parte di questa Presidenza,  auguri
  di buon lavoro all'Assessore, ne ha bisogno vista la situazione.


                   Discussione del disegno di legge
   «Disciplina delle strutture turistico-ricettive» (n. 604-125-251-
                              324-338/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  la discussione del disegno di legge  «Disciplina
  delle  strutture  turistico-ricettive»  (n.  604-125-251-324-338/A)
  posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la V Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Ferrara per svolgere la relazione.

   FERRARA,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il disegno di legge mira a
  riordinare in modo organico la disciplina e le strutture  turistico
  -  ricettive in Sicilia per migliorare, valorizzare e meglio fruire
  i   beni  naturalistici,  ambientali  e  culturali  del  territorio
  regionale  nonché  per  accrescere  la  competitività  nel  settore
  turistico  regionale mediante un'offerta differenziata e  garantire
  un livello qualitativo, ottimale dei servizi offerti.
   Per  tali  ragioni, durante l'istruttoria in Commissione  è  stato
  dato  ampio  spazio ai contributi provenienti dagli  operatori  del
  settore, dalle associazioni di categoria, così da ascoltare e  dare
  risposta alle diverse esigenze emerse dai territori.
   L'articolo 1 individua l'ambito di applicazione, mentre l'articolo
  2  fornisce  una  definizione di attività  turistico  -  ricettiva,
  l'articolo 3 elenca poi le diverse tipologie di strutture turistico
  -  ricettive  distinguendo tra quelle alberghiere, da quelle  extra
  alberghiere,  l'articolo  4  distingue  le  strutture  in  funzione
  dell'apertura annuale o stagionale, l'articolo 5 delinea  la  nuova
  procedura   volta   all'ottenimento  delle  classificazioni   delle
  strutture,   mentre  l'articolo  6  prevede  che  il   Dipartimento
  regionale del Turismo, dello sport e dello spettacolo verifichi  in
  ogni  momento  la correttezza delle classificazioni,  l'articolo  7
  precisa   i  requisiti  soggettivi  per  l'esercizio  dell'attività
  ricettiva,  mentre  l'articolo 8 individua gli ulteriori  requisiti
  per  l'esercizio,  rimandando per alcuni aspetti ad  un  successivo
  decreto assessoriale, con l'articolo 9 viene sancito in armonia con
  le  più  recenti normative statali l'obbligo di dotarsi del  codice
  identificativo nazionale, il CIN, da esporre fuori dalla  struttura
  e  da indicare in tutte le forme di pubblicità, l'articolo 10 detta
  sulla  determinazione delle strutture, mentre l'articolo 11 prevede
  obblighi di comunicazione a fini statistici e l'articolo 12  regole
  sulla  pubblicità  dei  prezzi,  con  l'articolo  13,  invece,   si
  stabilisce i casi in cui è obbligatoria la copertura assicurativa.
   Vengono  poi  delineate  le  diverse  tipologie  di  strutture   a
  cominciare   da  quelle  alberghiere,  ovvero,  gli   alberghi,   i
  Condhotel, le residenze turistico-alberghiere, le residenze d'epoca
  alberghiere,   vengono   poi  indicate  le  caratteristiche   delle
  strutture extra-alberghiere e cioè affittacamere, alberghi diffusi,
  alloggi agrituristici, bed and breakfast, campeggi, aree di  sosta,
  case  e  appartamenti per vacanze, case per ferie, ostelli,  rifugi
  escursionistici  montani e vivacchi, dimore  destinate  al  turismo
  rurale, villaggi turistici.
   Vengono  poi  considerate nuove tipologie di  strutture,  quali  i
  Marina  Resort, gli alloggi nautici diffusi, i Boat and  breakfast,
  per  i  quali  sono  dettate alcune disposizioni comuni  nonché  le
  locazioni   turistiche   quali  forma  di  ospitalità   integrativa
  caratterizzata dalla non imprenditorialità.
   Vengono,  infine,  introdotte nuove regole in tema  di  vigilanza,
  poteri  interdittivi  e  sanzionatori e si  provvede,  in  coerenza
  all'articolo  38, all'abrogazione e alla modifica di  alcune  norme
  superate dal quadro normativo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale  sul  disegno di legge. C'è qualche collega che  si  vuole
  iscrivere a parlare per la discussione generale, altrimenti  chiudo
  la discussione.

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Oltre   all'onorevole  De  Luca,  c'è  qualcun  altro  che   vuole
  intervenire sulla discussione generale? Prego, onorevole De Luca.

   DE  LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
  della  Commissione, la voglio ringraziare per  il  lavoro  che,  da
  tutta  la  Commissione,  è  stato svolto per  quanto  riguarda  una
  visione  organica  di quello che è, sicuramente, uno  dei  pilastri
  dell'economia siciliana.
   Ma  devo  osservare  che, su alcuni aspetti, Presidente,  lo  dico
  anche  all'Assessore,  bisogna fare qualche aggiornamento,  tenendo
  conto  di  quelle che sono le dinamiche nei territori. E lo  voglio
  anche  dire  all'Assessore  al  Territorio,  riguardo  a  un  altro
  elemento che è la stagionalità di quelle concessioni balneari  che,
  paradossalmente,  sono sintetizzabili in tre  mesi.  E  questo  non
  funziona.
   E'  come  se  due assessorati, che puntano allo stesso  principio,
  allo stesso bene - l'assessore Turano, se si mette da parte sarebbe
  anche cosa gradita. Grazie, assessore Turano, che sto parlando alla
  Presidenza ma anche agli assessori...

   PRESIDENTE. Assessore Turano, la prego

   DE  LUCA  Cateno. Assessore Turano, è simpatico ma poi diventa  un
  po'  pesante.  Le  chiedo scusa. Bisogna che i due  assessorati  si
  parlino   Perché se noi puntiamo a valorizzare naturalmente  quello
  che  è uno dei pilastri principali della nostra economia, non è che
  possiamo  pensare che la stagionalità per avere il famoso 351,  per
  avere  la concessione per mettere quattro ombrelloni, possa  durare
  solo  tre  mesi   Deve  cambiare questa storia,  anche  perché  noi
  spieghiamo  a delinquere. Perché cosa succede, nei fatti?  Che  per
  avere,  poi, una prosecuzione reale... perché se la nostra stagione
  balneare apre a maggio e chiude a settembre, mi volete spiegare che
  senso  ha prevedere una concessione, solo di tre mesi, per  mettere
  gli  ombrelloni e per potenziare quella che è l'offerta  turistica?
  Lo  dico  anche  al Presidente, perché da questo  punto  di  vista,
  bisogna avere anche una visione trasversale delle cose.
   Ed  ecco che c'è una necessità. Oggi, che si sta guardando in modo
  organico  a  quello che è uno dei pilastri principali dell'economia
  siciliana,  accordiamoci su quelli che sono, poi,  alcuni  elementi
  che rafforzano questa visione. E quindi, primo suggerimento che  mi
  permetto  di  dare,  in  relazione  a  quelle  che  sono  anche  le
  competenze.
   Un  altro  aspetto che, onestamente, non ho capito, e lo dico  sia
  all'assessore che al Presidente della Commissione, la modifica  dei
  parametri per l'affittacamere. Voi avete esitato un testo  che,  da
  questo punto di vista, fa una modifica da sei camere a quattro, non
  tenendo  conto di quelle che ormai sono le attività esistenti.  Non
  comprendo  la ratio di questa modifica. Quindi vedremo,  da  questo
  punto  di  vista, quando si arriverà all'articolo  18,  qual  è  il
  motivo,  considerato il fatto che la normativa attuale  prevede  un
  parametro diverso.
   Poi assessore, la cosa sulla quale sono rimasto un po' sorpreso  è
  il  mancato approfondimento di quella che oggi è la dinamica  degli
  alberghi  diffusi  all'articolo 19. Qui  avete  fatto  un  semplice
  rinvio alla legge quadro, che definisce e istituisce in Sicilia  la
  logica degli alberghi diffusi.
   E  questo,  Presidente,  non rispecchia le dinamiche  attuali  dei
  piccoli  centri. Perché? Perché il primo problema, che oggi  limita
  gli alberghi diffusi, è la impossibilità di creare, all'interno  di
  questi  centri  -  che sono la maggior parte in zona  A,  e  quindi
  immobili  a  più piani piccoli - a fare quelli che  sono  i  centri
  attrattori come, magari, un centro benessere, un centro congressi e
  spazi   adeguati   per   l'ospitalità,   come   servizio   connesso
  all'elemento camere.
   E allora qui va fatta una valutazione diversa. Va riscritta questa
  norma.  In  tal senso ho presentato un emendamento che tiene  conto
  esattamente   di  questo.  Se  vogliamo  realmente  utilizzare   il
  patrimonio  immobiliare  che viene rappresentato,  soprattutto  dai
  piccoli  centri interni, o diamo la possibilità, nella  definizione
  di  albergo diffuso, che questi servizi possano essere svolti anche
  all'esterno del classico centro abitato, dove c'è la possibilità di
  realizzarli e quindi fare la rete a tutti gli effetti, la hall  del
  centro diffuso può essere anche immaginata in una zona limitrofa e,
  ovviamente,  la rete dell'ospitalità può essere considerata  quella
  che  è  tipica  del centro dell'albergo diffuso.  Ecco  quale  deve
  essere la logica.
   Se noi facciamo questo, effettivamente risolviamo il vero problema
  che  non  ha  fatto  decollare questa strategia,  che  è  anche  di
  riqualificazione  e  di messa in sicurezza dei centri  abitati.  Il
  sistema non ha trovato un reale decollo, perché? Perché non ci sono
  quegli  spazi  necessari  anche per potere  essere  qualificati  in
  termini  di qualità con quelli che sono i servizi che vengono  resi
  da un quattro stelle o da un cinque stelle.
   Allora,  la  domanda  è  semplice:  se  io  ho  una  rete,  voglio
  riqualificare all'interno dei centri abitati e, quindi,  vi  faccio
  l'ospitalità,  perché quelli che sono i servizi che  devono  essere
  resi,  anche per dare una certa qualità, non posso farli in un'area
  esterna  al  centro  abitato,  ma che  ovviamente  mi  permette  di
  valorizzare,  di investire su quella che è la rete all'interno  del
  centro  abitato?  Quindi è un emendamento che consente,  da  questo
  punto  di vista, di risolvere questo problema e di mantenere quella
  che  è  la caratteristica, attenzione, dell'albergo diffuso, che  è
  quella  di un'ospitalità all'interno dei piccoli centri, che  punta
  anche a valorizzare l'attuale patrimonio immobiliare, nella maggior
  parte   dei  casi  fatiscente  e  nella  maggior  parte  dei   casi
  intoccabile,  perché essendo in zona A tu non  puoi  modificare  la
  parte   esterna,   le   facciate  e,  di  conseguenza,   non   puoi
  assolutamente  riuscire  a  creare quei servizi  comuni,  che  sono
  indispensabili per poter avere un'ospitalità di qualità. In  questo
  consentire  anche  -  e  chiudo  Presidente  -  che  sia  data   la
  possibilità,  nell'ambito di un ragionamento  del  genere,  di  una
  ospitalità   mista  che  consenta,  quindi,  di  poter   realizzare
  l'investimento   all'interno  del   centro   abitato,   i   servizi
  all'esterno e, quindi, dare la possibilità anche all'Assessorato di
  qualificare  questi alberghi diffusi con la cosiddetta attribuzione
  di  stelle  di qualità, perché allo stato attuale è impossibile;  è
  tecnicamente impossibile, perché sappiamo bene che, già dai quattro
  stelle in su, vengono richiesti dei servizi comuni che, nell'ambito
  di  quella che è la strutturazione dei centri abitati, naturalmente
  sono inimmaginabili.
   Quindi questi sono intanto i suggerimenti che do all'Assessore per
  il  turismo e che mi sono permesso di dare anche all'Assessore  per
  il  territorio su un aspetto che è fondamentale, proprio per quello
  che  è comunque un turismo balneare e, quindi, collegare quella che
  è  la  potenzialità con una modifica successiva intanto  di  queste
  piccole  autorizzazioni; e dare anche una risposta a quello  che  è
  stato  un  elemento  che  finora ha frenato  una  grande  strategia
  intuitiva, che io posso dire realmente e concretamente l'unica  che
  può  consentire  di  poter salvaguardare  e  valorizzare  i  centri
  storici  di tutti gli oltre trecento comuni che sono all'interno  e
  che  sono  comuni  di  mille,  di  duemila  abitanti,  che  l'unica
  possibilità  che  oggi  hanno è quella di  valorizzare  il  proprio
  patrimonio, dando però gli adeguati servizi: perché non c'è motivo,
  diversamente,  di  andare a vivere, di passare una  vacanza  in  un
  albergo  diffuso,  se io non ho comunque certi  servizi  che  certi
  alberghi  mi possono fornire. Quindi vivere all'interno del  centro
  abitato  e avere la possibilità nel raggio di qualche centinaio  di
  metri...E  anche qui è stata fatta una statistica sulle definizioni
  dell'albergo diffuso: i centri abitati, per quelle che sono le zone
  A,  la maggior parte si trovano a una media di cinquecento metri e,
  di   conseguenza,  anche  lì,  la  dinamica,  anzi  l'elemento  che
  caratterizza  l'albergo diffuso dei 300 metri, va esteso  almeno  a
  500 metri come raggio, proprio per entrare e comprendere quella che
  è la maggior parte dei centri abitati, soprattutto delimitati dalle
  zone A.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, noi apprezziamo il fatto che  si  sia
  messo  al centro un tema che riguarda le attività produttive  delle
  nostre comunità. Ogni inizio d'anno noi assistiamo alla lettura  di
  dati   che   vengono   forniti  dai  vari  enti   istituzionalmente
  individuati per dare indici di crescita di sviluppo e c'è la  corsa
  a definire di quanto aumenterà il Pil nelle nostre realtà.
   Io  personalmente guardo sempre con diffidenza e mi  fido  di  più
  delle  cose  che  mi  dice il panificatore; mi fido  di  più  delle
  considerazioni  che  fanno  alla cassa,  quelli  che  lavorano  nei
  supermercati. Il panificatore mi dice che in questa  Sicilia  e  in
  questa  Italia,  che qualcuno vorrebbe vedere in una  posizione  di
  grande  crescita e in tal senso alcuni si spendono nel dire questo,
  c'è  gente  che  ormai il pane non lo compra al  chilo,  lo  compra
  indicando il numero di panini da utilizzare.
   Nella cassa dei supermercati, mi si dice che i cittadini fanno  la
  considerazione  che prima con una determinata somma  portavano  via
  alcuni prodotti ora ne portano molto di meno
     Allora,  avviare  un  discorso su un  settore  produttivo  -  io
  ringrazio l'Assessore ma soprattutto la Commissione per aver  posto
  il  tema  -  è un fatto positivo, perché finalmente si  centrano  i
  problemi.  Io  più volte insistito su queste tematiche  e  torno  a
  confermare che i problemi sono quelli dell'agricoltura, attualmente
  abbiamo  una  fase di ulteriore difficoltà legate  alle  alluvioni,
  però  non  c'è  dubbio  che la siccità ha preoccupato  e  preoccupa
  ancora,  soprattutto nelle aree interne, anche perché le acque  non
  sono state raccolte.
   Così come sulle attività produttive legate all'utilizzo della ZES.
  Qualcuno  comincia,  a ragione, sull'opportunità  di  tornare  alla
  vecchia  organizzazione della ZES e non alla ZES unica,  così  come
  l'aveva predisposto l'onorevole Fitto.
   Oggi  pomeriggio noi poniamo il tema invece del turismo, e  lo  si
  pone  con  interesse, ha fatto bene il collega De Luca  a  indicare
  alcune  questioni ma partendo da una realtà che lui amministra  che
  ha un pregio, quello di avere lo sbocco a mare, di avere quella che
  è  un'attrattiva turistica notevole. Però non c'è dubbio che questo
  disegno di legge insiste anche come opportunità nelle aree interne.
   L'altro giorno il mio paese, Militello in Val di Catania, ha avuto
  l'onore   di  ospitare  il  Presidente  della  Repubblica,   Sergio
  Mattarella.  E'  stato un grande onore perché è venuto  il  Garante
  della  Costituzione  nata dalla Resistenza. Ha posto  anche  alcuni
  temi  importanti che riguardano la speranza operosa: queste  realtà
  delle aree interne che hanno problemi legati allo spopolamento e al
  declino demografico devono reagire e devono lavorare.
   Il  turismo, Presidente, è un settore su cui si può incanalare una
  risposta  di tipo occupazionale e il lavoro fatto dall'Assessore  e
  dalla  Commissione  ha  alcuni effetti che  potrebbero  determinare
  questo  cambiamento, perché strutturare la residenzialità,  tenendo
  conto  che  parliamo di piccole realtà, di realtà  che  non  devono
  vedere  questo settore come un settore depotenziato ma  un  settore
  che  può ulteriormente svilupparsi. E' una cosa assai importante  e
  noi  insisteremo  su  questo. Riteniamo che il turismo  di  qualità
  nelle  aree in cui c'è il patrimonio dell'Unesco, in cui ci sono  i
  borghi  più  belli  d'Italia, in queste realtà  bisogna  insistere,
  insistere con i cambiamenti che sono stati determinati, con  questa
  indicazione di organizzare al meglio.
   Io  ho  seguito  -  ripeto - gli interventi del  Presidente  della
  Commissione  ma anche dell'onorevole De Luca e debbo  dire  che  si
  deve  trovare un modo per evitare che il settore continui ad essere
  compresso. Tra l'altro, si può collegare con un agro-alimentare  di
  qualità  che  noi  abbiamo perché le aree interne  esprimono  anche
  questo: prodotti di nicchia che possono interessare coloro i  quali
  vengono oggi da visitatori, perché noi abbiamo cresciuto il  numero
  di  visitatori che vengono nelle nostre realtà però, non c'è dubbio
  che  la  residenzialità va meglio organizzata e questo  disegno  di
  legge  risponde  a  questi criteri, noi per quel  che  ci  riguarda
  contribuiremo.  Le nostre parlamentari hanno già  lavorato  in  tal
  senso e continueranno lungo questo solco: potenziare un settore che
  soprattutto  guarda alle aree che sono maggiormente  in  difficoltà
  nella nostra comunità regionale.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.
   Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, colleghi deputati, nell'iniziare  i
  lavori  su questo disegno di legge non possiamo, a mio avviso,  non
  ricordare  il  già Presidente di Federalberghi di  Palermo,  Nicola
  Farruggio,  che  ci ha lasciato mesi fa in maniera  prematura  -  e
  quindi  anche mandiamo un abbraccio alla famiglia - ma  soprattutto
  perché Nicola Farruggio è stato molto presente in Commissione e  ha
  dato dei contributi importanti all'estensione di questo disegno  di
  legge.
   Quindi,  ci  tenevo a ricordarlo e soprattutto  vorrei  dire,  nel
  merito,  questo  disegno di legge cerca di fare  ordine  su  questa
  importante  materia,  non sono passati tutti  gli  emendamenti  che
  avevamo presentato al testo e che, a mio avviso, meritano di essere
  attenzionati  da  quest'Aula  anche  perché  concordo  con   alcuni
  colleghi  che  mi hanno preceduta, non solo nel definire  meglio  e
  soprattutto  rendere  determinati ambiti più  vantaggiosi  per  gli
  imprenditori che hanno investito in questo settore ma, soprattutto,
  per  rendere  più  semplice, più snella anche da un  punto  divista
  burocratico, l'attività degli imprenditori sul territorio.
   Durante l'articolato prenderò nuovamente la parola per esporre  la
  discussione su eventuali emendamenti al testo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.
   Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io premetto che non ho approfondito
  con dovizia di approfondimenti necessari questo testo.
   Parto  da una considerazione, stiamo normando ciò che in  parte  è
  già  normato  e  ciò  che in parte si è determinato  nel  corso  di
  questi, soprattutto ultimi, anni in cui c'è anche stato un processo
  di trasformazione delle attività ricettive delle nostre città.
   Dando  una lettura sommaria - e chiedo all'assessore di ascoltarmi
  -  in  questo  testo  non vedo tratteggiato uno degli  aspetti  più
  innovativi,  per  certi versi, che la modalità di  ricezione  delle
  nostre  città  oggi presenta. Una cosa sono le grandi città,  altra
  cosa sono i piccoli centri.
   Quando fu varata la legge sul turismo non esistevano i borghi  più
  belli  d'Italia, oggi esistono i borghi più belli d'Italia,  esiste
  una  capacità  attrattiva anche di aree che non  erano  considerate
  aree  a  vocazione  turistica, mi riferisco alle aree  interne,  mi
  riferisco ad alcuni luoghi che il mondo sta riscoprendo.
   E  quindi  io  credo che sia necessario, ed è una riflessione  che
  pongo  al  Governo,  avere  una capacità  di  lettura  anche  delle
  modalità  con  cui  si  organizza l'attività  ricettivo-  turistica
  differenziata,  secondo  proprio  la  caratteristica   dei   nostri
  territori,  perché  una cosa è realizzare un alloggio  per  affitti
  brevi in un comune dove l'attrattività turistica va in qualche modo
  incentivata, anche con forme più o meno incentivanti, altra cosa  è
  assistere  a  questa  modalità innovativa che è  intervenuta  negli
  ultimi anni nelle nostre città grandi, sedi universitarie, sedi  di
  grandi  servizi  sovracomunali, Palermo, Catania, Messina,  che  in
  qualche  modo presentano una caratteristica dell'attività ricettiva
  spesso anche in forma assolutamente abusiva.
   Non  mi  pare  che questo disegno di legge si interroghi  su  come
  affrontare  questo  nodo, e in ogni caso  dobbiamo  sapere  che  la
  proliferazione  di  questo sistema, la modalità di  gestione  degli
  affitti  brevi,  stanno  mettendo  ad  esempio  in  grande  disagio
  soprattutto  le grandi città, perché è evidente che la  scorciatoia
  dell'affitto   breve  è  un  modo  per  ridurre  la   quantità   di
  appartamenti  disponibili,  invece,  alle  locazioni  lunghe,   che
  riguardano poi chi una casa non ce l'ha, o comunque non ce l'ha  di
  proprietà, e sono ancora tanti
   Riguarda,  ad  esempio,  una  difficoltà  sempre  più  grande   di
  tantissimi ragazzi universitari, che pur non potendo accedere  alle
  case  o  agli  alloggi previsti dagli Ersu per garantire  loro  una
  residenza nelle sedi universitarie, c'è una difficoltà crescente, e
  oltre  alla difficoltà c'è un costo crescente per questa  tipologia
  di domanda.
   Allora io mi chiedo, Assessore, in una Terra come la Sicilia, come
  ci   poniamo  il  problema  di  normare,  non  secondo  i   criteri
  burocratici  di classificazione delle attività turistico-ricettive,
  ma  come  ci  poniamo il problema di governare un processo  che  in
  parte  è già scappato via, cioè in parte i buoi sono scappati dalla
  stalla  Ripeto, larghissimo e diffusissimo sistema che non riguarda
  solo  gli  affitti  brevi,  ma per certi versi  riguarda  anche  le
  attività  turistico-ricettive tipo bed and breakfast,  ormai  si  è
  diffuso al punto che è fuori controllo.
   La  domanda è: questo disegno di legge risponde a questa  esigenza
  di  provare a introdurre correttivi e a disciplinare in maniera più
  ordinata un sistema che altrimenti è il Far West?
   Aggiungo, ci sono alcune questioni che mi sono state segnalate, in
  particolare  dalle associazioni di categoria, ho letto  ad  esempio
  l'articolo  che  disciplina i campeggi, che per la verità  era  già
  disciplinata  da  precedente legge, però ho visto  una  novità:  si
  introduce un comma, 7 bis, che prevede la possibilità dei  sindaci,
  per eventi straordinari, di istituire per un periodo massimo di  60
  giorni dei campeggi temporanei.
   Signori, i campeggi hanno una disciplina anche molto rigida: avere
  i  bagni,  avere una serie di servizi. Che vuol dire  disciplinare?
  Che  poi  sappiamo  che  cosa  vuol dire  la  temporaneità  di  una
  concessione   Non riusciamo a uscire dalla questione,  ad  esempio,
  dei  servizi turistici, quelli a stagionalità, dove la stagionalità
  in  terra  di Sicilia è diventata stagionalità che inizia il  primo
  gennaio  e  finisce  il  31 dicembre, quindi  è  annualità,  mentre
  introduciamo questo principio dei campeggi temporanei
   Io  la  considero  una cosa fuori dal mondo, che  non  può  essere
  giustificata  neanche  dalla eccezionalità  di  eventi,  perché  ci
  vogliono  dei  requisiti sanitari, urbanistici. E' una  concessione
  intuitu  personae la possibilità di fare un campeggio in una  città
  dove magari c'è pure già un campeggio?
   Allora,  chiedo  che  si  approfondiscano alcune  questioni  e  si
  facciano  in  maniera  tale  che  si  disciplini  il  turismo   non
  immaginando il turismo che vogliamo soltanto, ma avendo la capacità
  di  leggere  quello che è avvenuto nel frattempo e provare  a  dare
  ordine ad un sistema.
   Noi  consideriamo il turismo una grande possibilità economica  per
  la nostra Terra, ma non può essere assegnato al fai da te, questo è
  un problema che abbiamo in questo momento in Sicilia, il fai da te,
  il Far West per certi versi

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   CRACOLICI.  Io  non so se l'approfondimento del  testo  nella  sua
  interezza  contiene  questa riflessione,  devo  dire,  ripeto,  pur
  avendo  fatto  una  lettura sommaria al testo  stesso,  che  ho  la
  sensazione che ci sia tutta un'aspirazione, questo testo ha più  il
  problema  della  formale  autorizzazione  alle  attività   e   alla
  classificazione  delle stesse, piuttosto che quello  di  provare  a
  dare  ordine a un sistema che, in gran parte, è uscito dalle regole
  sostanziali oltre che da quelle formali,  con danni enormi  che  si
  stanno  producendo, ripeto, nelle grandi città dove  oggi  per  una
  giovane  coppia,  per un ragazzo o una ragazza che  ha  bisogno  di
  andare  a vivere in una sede universitaria o per ragioni di lavoro,
  trovare  un appartamento, trovare una casa libera, è diventata  una
  missione  quasi  impossibile,  con dei  costi  sproporzionati,  sol
  perché  si aggira il sistema delle locazioni attraverso gli affitti
  brevi  e, quindi si riduce la disponibilità degli affitti lunghi  e
  nel  contempo  c'è il cosiddetto affitto breve non regolarizzato  e
  neanche autorizzato da nessuno
   Assessore,  le  chiedo,  se vogliamo fare  una  legge  che  serve,
  occupiamoci  dei  problemi e non dei sogni,  perché  credo  che  il
  compito  delle  istituzioni  sia governare  i  problemi  e  trovare
  soluzioni ai problemi che nel tempo, via via, si manifestano.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   Dichiaro  chiusa la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                          Oggetto e finalità

   1.  La  presente legge disciplina le strutture turistico-ricettive
  alberghiere,  extralberghiere  e  le  altre  strutture   turistico-
  ricettive  della  Regione  al  fine  di  valorizzare  la  fruizione
  turistica  dei  beni  naturalistici,  ambientali  e  culturali  del
  territorio,  accrescere  la  competitività  del  settore  turistico
  regionale mediante un'offerta differenziata e garantire un  livello
  qualitativo ottimale dei servizi offerti al turista.».

   All'articolo   1  è  stato  presentato  soltanto  un   emendamento
  soppressivo,  l'1.1, a firma degli onorevoli  De  Luca  Antonio  ed
  altri.

   CRACOLICI.  Presidente,  ho fatto delle osservazioni  e  mi  sarei
  aspettato una risposta

   PRESIDENTE. Assessore, vuole rispondere alle osservazioni  che  ha
  fatto l'onorevole Cracolici?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Rispondo.  Grazie, onorevole Cracolici, anzi lei  mi  dà  modo,  lo
  spunto per poter adeguatamente presentare un disegno di legge  che,
  assolutamente, vuole fare quello che lei ha detto.
   E' vero, oggi c'è il far west. Questo disegno di legge mette delle
  regole, pone degli obiettivi che sono quelli, appunto, di poter non
  solo   classificare  esattamente  quelle  che  sono  le   strutture
  ricettive  alberghiere ed extra alberghiere.  Vengono  chiarite  le
  tipologie  delle  strutture, viene passato  il  monitoraggio  e  il
  controllo  rispetto anche alla classificazione, alla  richiesta  di
  classificazione e al fatto che vengono mantenuti i requisiti  della
  classificazione, dalla provincia al Dipartimento del turismo, sport
  e spettacolo, perché in questi anni abbiamo potuto anche verificare
  che  ci  sono stati problemi sia per le imprese, quindi i  titolari
  delle  strutture ricettive che avevano determinate  difficoltà,  ma
  anche  non  avere  un  controllo effettivo su  quella  che  era  la
  situazione.
   E' chiaro che se vogliamo approfittare di questo momento d'oro per
  la Sicilia, dove abbiamo un numero di presenze sicuramente maggiore
  di  quella degli anni scorsi, dove la Sicilia viene vista come  una
  destinazione  prescelta  per  le  proprie  vacanze,  è  chiaro  che
  dobbiamo  dare  dei  servizi adeguati. E  la  prima  cosa  e  sono,
  sicuramente, le strutture ricettive. Quindi un riordino di questo.
   E'  chiaro  che il problema degli affitti brevi è un problema  che
  esiste,  ma  è un problema che esiste nel mondo, è un problema  che
  esiste in Sicilia, un problema che esiste in Italia, un problema di
  cui  si  è  occupato in qualche modo il Ministero  del  Turismo  e,
  certamente, con questo disegno di legge andremo a poter controllare
  e verificare meglio ciò che accade. Per esempio, l'obbligo del CIN,
  di  avere  il  CIN  e,  quindi, di poterli monitorare,  di  poterli
  controllare,  di poter sapere chi fa impresa in questa  maniera,  è
  chiaro  che, sicuramente, serve a sistemare, a riorganizzare questo
  sistema.
   Vengono  previsti  non  solo i controlli  ma  anche  le  sanzioni.
  Stabilite  delle sanzioni per chi, obiettivamente, o  non  risponde
  effettivamente  ai  requisiti della  classifica  per  cui  è  stato
  classificato  e,  quindi, per la tipologia  che  ha  e  anche  per,
  insomma, tante altre questioni perché, chiaramente, se si offre  un
  servizio ad un viaggiatore, il viaggiatore non può arrivare  e  non
  trovare quel tipo di servizio che si è pubblicizzato.
   Quindi,  credo che un riordino, obiettivamente, sia  stato  fatto.
  Certo  è un mondo abbastanza, come dire, importante. E' chiaro  che
  il  monitoraggio  deve  essere  fatto  comunque  costantemente  ma,
  certamente, rispetto a quello che ho trovato, con questo disegno di
  legge riusciamo a fare quel riordino di cui lei parlava.

   CRACOLICI. Me lo auguro

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Siamo all'articolo 1, c'è  soltanto
  un   emendamento  soppressivo  dell'onorevole  De  Luca   Antonino,
  pertanto si vota il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                     Attività turistico-ricettiva

   1.   Si  definisce  turistico-ricettiva  l'attività  diretta  alla
  produzione  e  all'offerta al pubblico di  ospitalità  intesa  come
  prestazione,  dietro  corrispettivo, di  alloggio  e  di  eventuali
  servizi accessori e connessi.».

   Sono stati presentati due emendamenti, uno a firma degli onorevoli
  De   Luca   Antonino  ed  altri.  E'  mantenuto  o   ritirato?   E'
  l'emendamento 2.1, il soppressivo.

   DE  LUCA  A.   Anche  a  nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2.2, a firma della Commissione. Il parere
  del Governo? Immagino sia favorevole. O contrario?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 2,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
              Tipologie di strutture turistico-ricettive

   1. Le strutture turistico-ricettive si distinguono in:

   strutture turistico-ricettive alberghiere:

   1) alberghi;
   2) condhotel;
   3) residenze turistico-alberghiere;
   4) residenze d'epoca alberghiere;

   strutture turistico-ricettive extralberghiere:

   1) affittacamere;
   2) alberghi diffusi;
   3) alloggi agrituristici;
   4) bed & breakfast;
   5) campeggi;
   6) case e appartamenti per vacanze;
   7) case per ferie;
   8) ostelli;
   9) rifugi escursionistici, rifugi montani e bivacchi;
   10) dimore destinate in tutto o in parte a turismo rurale;
   11) villaggi turistici;

   altre strutture turistico-ricettive:

   1) marina resort;
   2) alloggi nautici diffusi;
   3) boat & breakfast;
   4) dimore destinate in tutto o in parte a locazioni turistiche.».

   Sono stati presentati degli emendamenti soppressivi, a firma degli
  onorevoli De Luca Antonino ed altri.

   DE LUCA Antonino.  Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Grazie.  Quindi,  gli
  emendamenti  3.7  e  3.10 sono ritirati. Si  passa  all'emendamento
  3.13, a firma della Commissione. Il parere del Governo?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  3.13.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.9, a firma degli  onorevoli  De  Luca
  Antonino ed altri. E' precluso.
   Si  passa all'emendamento 3.5, a firma degli onorevoli Caronia  ed
  altri.  E'  mantenuto  o  ritirato? Non  c'è  l'onorevole  Caronia,
  l'onorevole Micciché neanche, pertanto si intende ritirato.
   Si  passa all'emendamento 3.1, a firma degli onorevoli Saverino ed
  altri. E' mantenuto o ritirato?

   SAVERINO. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 3.1?

   SAVERINO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO. Grazie, Presidente. All'articolo 3, al comma 1,  lettera
  b),   dove  appunto  viene  descritta  la  tipologia  di  strutture
  turistico-ricettive  extra alberghiere, al 12  aggiungerei  appunto
  "residenza d'epoca extra alberghiera". Questo inserimento è proprio
  perché  potrebbe, chi vuole operare nel mercato turistico anche  di
  nicchia,  per evitare il cambio di destinazione d'uso, proprio  per
  le   dimore   storiche  alberghiere  che  richiedono  la  categoria
  catastale D2, siccome per le dimore storiche extra alberghiere  che
  hanno  già  il  requisito  di cui al decreto  legislativo  42/2004,
  trovandosi  in  categoria  catastale A, non  dovrebbero  mutare  la
  destinazione d'uso catastale, quindi diciamo che facilitiamo un po'
  questo   per   le   residenze.  Questo  è,  poi  naturalmente   c'è
  l'aggiuntivo se questo dovesse mai

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FERRARA,  presidente  della Commissione e  relatore.  Lo  possiamo
  accantonare un attimo?

   PRESIDENTE. Allora, accantoniamo l'emendamento 3.1.
   Si passa all'emendamento al 3.2, a firma degli onorevoli Giuffrida
  ed altri. E' uguale al 3.1.
   Si  passa  all'emendamento 3.6, a firma degli onorevoli  Grasso  e
  altri. E' mantenuto o ritirato? L'onorevole Grasso non c'è.
   Si  passa  quindi  all'emendamento 3.11, a firma  degli  onorevoli
  Giambona ed altri, è uguale. E' mantenuto o ritirato? E' mantenuto.
   Il parere della Commissione sull'emendamento 3.11?

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 3.11?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.11, con  il  parere
  contrario  della  Commissione e del Governo. Chi  è  favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.8, a firma degli  onorevoli  De  Luca
  Antonino ed altri. E' mantenuto o ritirato?

   DE  LUCA  Antonino.  I  soppressivi a questo articolo  sono  tutti
  ritirati.

   PRESIDENTE. I soppressivi sono quindi tutti ritirati. Grazie.
   Si  passa  all'emendamento 3.3, a firma degli onorevoli  Carta  ed
  altri. E' mantenuto o ritirato?

   CARTA. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMATA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA,  assessore  per il turismo, lo sport e lo spettacolo.  Sono
  state   classificate  le  residenze  d'epoca  alberghiere,   quindi
  risultano strutture ricettive alberghiere, non extra alberghiere, e
  quindi  ricadono chiaramente nell'elenco - aspettate  -  quindi  al
  comma   1,   lettera  a).  Sono  quelle  alberghiere,   non   extra
  alberghiere.

   PRESIDENTE.  Quindi, il parere del Governo mi pare di  capire  che
  sia contrario sull'emendamento 3.1.
   Il parere della Commissione?

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1.

   CRACOLICI. Qual è il 3.1?

   PRESIDENTE.  E'  l'emendamento  a firma  dell'onorevole  Saverino.
  Siamo ritornati sull'emendamento a firma dell'onorevole Saverino.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   E' favorevole il Partito Democratico.
   Si  passa  all'emendamento 3.3, a firma degli onorevoli  Carta  ed
  altri. Il parere del Governo?

   AMATA,  assessore  per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.  Il
  parere è contrario perché sono già inserite al comma 1, lettera a).

   CARTA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA.  Scusate, per chiarire, questo emendamento deve  collegarsi
  ad  un  altro aggiuntivo che è stato presentato nel testo di  legge
  che  è  un'altra cosa, totalmente separata da quello che è  scritto
  nel testo e comunque non va a complicare l'esito normativo. Quindi,
  dire che c'è pure la dimora d'epoca invece di dire dimora turistico-
  alberghiera  che  è  un'altra  cosa, se  guardiamo  l'aggiuntivo  è
  totalmente diverso da quello che abbiamo discusso.

   PRESIDENTE.  Dopo  questa  spiegazione  dell'onorevole  Carta,  il
  parere del Governo è contrario o favorevole all'emendamento 3.3?

   AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Se devo
  esprimermi su questo emendamento non mi posso esprimere in  maniera
  favorevole,  nella  considerazione  che  le  strutture  alberghiere
  d'epoca le abbiamo classificate al comma 1, lettera a); se  c'è  un
  emendamento che i colleghi hanno presentato con una nuova tipologia
  lo vorrei vedere prima.

   PRESIDENTE.  Allora,  il  parere  del  Governo  sostanzialmente  è
  contrario sull'emendamento 3.3. Il parere della Commissione?

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.3. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.12, a firma dell'onorevole  Bica.  E'
  mantenuto o ritirato?

   BICA. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 3.12?

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   SUNSERI. Possiamo capire cosa sono?

   BICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BICA.  Le  aziende ittiche e soprattutto quelle che  possono  fare
  ittiturismo  e  il  pescaturismo  sono  già  definite  nella  legge
  regionale n. 9 del 20 giugno 2019  e consentono esattamente, un po'
  come  l'agriturismo, cioè che l'attività agricola  può  fare  anche
  ospitalità,  le aziende ittiche legate però a chi rigorosamente  ha
  la  licenza  di  pesca,  quindi dei pescatori,  possono  realizzare
  ospitalità o all'interno delle strutture a terra oppure in barca  e
  queste  cose  sono  già definite dalla legge regionale,  quindi  le
  inseriamo solo per la disciplina e poi per avere il...

   DIPASQUALE. Me lo fa un esempio?

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, credo che sarebbe il  caso,
  semplicemente,   anche  per  non  suscitare  facile   ilarità,   di
  specificare un po' meglio la questione perché sembra, quasi  quasi,
  che  si  dorme  sottocoperta ma nel senso proprio nella  barca;  la
  struttura  ittica  mi lascia più pensare che si dorme  accanto  uno
  sgombro   e   immagino  che  non  sia  questo  l'intendimento   del
  legislatore,  quindi  magari specificarlo un  po'  meglio  potrebbe
  aiutare ad applicarlo.

   PRESIDENTE. Vuole rispondere, onorevole Bica?

   BICA.  Il  settore  pescaturismo soprattutto è già  definito  come
  dicevo da una legge e prevede che chi esercita la licenza di  pesca
  e  ha  la barca ovviamente adeguata anche per l'ospitalità,  quindi
  con le cabine che sappiamo delle imbarcazioni...

   DIPASQUALE. La barca non ha bisogno di licenza di pesca

   BICA.  Chi ha l'attività della licenza di pesca e, scusa,  tu  per
  avere

   DIPASQUALE.  La  licenza  di  pesca  serve  soltanto  nelle  acque
  interne, nei fiumi, nei laghi; a mare in Italia non c'è bisogno  di
  licenza di pesca. Stai parlando con un professionista

   BICA.  E'  diverso, l'ittiturismo e il pescaturismo  sono  diversi
  dall'altra  definizione che c'è, è una legge regionale  che  li  ha
  definiti,  adesso nel mese di gennaio è stato individuato  pure  il
  codice  Ateco  per  queste categorie che sono  l'ittiturismo  e  il
  pescaturismo,  possiamo vedere un attimo con  precisione  che  cosa
  prevede la legge d'origine e definirle, quindi

   SCHILLACI. E' meglio accantonare l'articolo.

   PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo 3.
   Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                          Periodi di apertura

   1.  I  periodi di apertura delle strutture turistico-ricettive  si
  distinguono  in  annuali  e stagionali.  Per  apertura  annuale  si
  intende un periodo di apertura superiore a duecentosettanta  giorni
  complessivi nell'arco dell'anno solare. Per apertura stagionale  si
  intende  un  periodo  di apertura non superiore a  duecentosettanta
  giorni complessivi nell'arco dell'anno solare di cui almeno novanta
  consecutivi.

   2.  Il  titolare dell'attività comunica al dipartimento  regionale
  del   turismo,  dello  sport  e  dello  spettacolo,  tramite  posta
  elettronica  certificata,  le date di  apertura  e  chiusura  della
  struttura turistico-ricettiva.».

   Si  passa  all'emendamento 4.3, a firma degli  onorevoli  De  Luca
  Antonino  ed altri. Sono ritirati tutti i soppressivi di  tutto  il
  testo o soltanto dell'articolo?

   DE LUCA Antonino. Procediamo articolo per articolo.

   PRESIDENTE. Va bene. L'emendamento 4.3 è mantenuto o ritirato.

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Gli emendamenti 4.3 e  4.5
  sono ritirati.
   Si passa all'emendamento 4.2, a firma degli onorevoli Giuffrida ed
  altri.  E'  mantenuto o ritirato. L'onorevole  Giuffrida  non  c'è.
  Onorevole Pace, è mantenuto o ritirato?

   PACE. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Sopprime  l'individuazione dei  periodi  di  apertura
  annuale e stagionale.
   Il parere della Commissione?

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CRACOLICI. Non ho capito nulla

   AMATA,  assessore  per il turismo, per lo sport e  lo  spettacolo.
  Inverte  semplicemente la consecutio delle parole ma il significato
  sostanzialmente resta identico.

   PRESIDENTE. No, no, no, la definisce nel testo, Assessore,  quindi
  in teoria sopprime l'individuazione dei periodi di apertura annuale
  e stagionale.

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Contrario.

   SAFINA. Inammissibile

   PRESIDENTE.  Va  bene.  Aspetta,  prima  vediamo  se  lo   ritira.
  Onorevole Pace, lo mantiene o lo ritira?

   PACE. Ritirato.

   PRESIDENTE. Benissimo. Si passa all'emendamento 4.4, a firma degli
  onorevoli De Luca Antonino ed altri. E' mantenuto o ritirato?

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.1, a firma degli onorevoli Giuffrida ed
  altri. L'onorevole Giuffrida non c'è. Chiedo all'onorevole Pace.

   PACE. Un attimo.

   PRESIDENTE. Sì, qua siamo in maniera molto  a rilento.   Sul  4.1,
  mantenuto o ritirato?

   PACE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                            Classificazione

   1. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, lo sport e
  lo  spettacolo,  da  emanarsi entro novanta giorni  dalla  data  di
  entrata  in vigore della presente legge, sono stabiliti i requisiti
  minimi   obbligatori,   i  criteri  per  la   classificazione,   le
  caratteristiche  tecniche,  il  codice  ATECO  di  riferimento,  la
  categoria  catastale e le specifiche modalità  di  esercizio  delle
  strutture turistico-ricettive.

   2.  La  classificazione  delle  strutture  turistico-ricettive  ha
  validità  per  un periodo di sette anni decorrente  dalla  data  di
  scadenza  della  validità delle classificazioni  come  disciplinate
  dalla  normativa  già vigente. Per le strutture turistico-ricettive
  attivate,  classificate  o riclassificate  durante  il  periodo  di
  validità  la classificazione ha valore per la frazione residua  del
  periodo stesso. Gli adempimenti relativi alle classificazioni  sono
  espletati nel semestre precedente la scadenza.

   3.  La  classificazione  delle  strutture  turistico-ricettive   è
  determinata in base ad autocertificazione dell'interessato  tramite
  SCIA da presentarsi al SUAP del comune territorialmente competente.
  Il  SUAP,  effettuate le verifiche di competenza,  trasmette  copia
  della  SCIA  al  dipartimento  del turismo,  dello  sport  e  dello
  spettacolo.

   4.   Le   variazioni  della  classificazione   sono   soggette   a
  comunicazione da effettuarsi al dipartimento regionale del turismo,
  dello sport e dello spettacolo.

   5.  Per  tutte  le  istanze di classificazione, riclassificazione,
  variazione   e  modifica  delle  strutture  turistico-ricettive   è
  previsto il versamento di diritti di segreteria pari a 75 euro  per
  ciascuna   istanza  su  apposito  conto  corrente   della   Regione
  siciliana.   Il   mancato   versamento   comporta   l'archiviazione
  dell'istanza.  In  caso  di  variazioni o integrazioni  all'istanza
  presentata  il  versamento va nuovamente eseguito. I  proventi  dei
  diritti  di segreteria sono incamerati, mediante apposito  capitolo
  di  entrata  da istituire nella rubrica del dipartimento  regionale
  del turismo, dello sport e dello spettacolo.

   6. Alle strutture turistico-ricettive già esistenti e classificate
  alla data di entrata in vigore della presente legge e a quelle  per
  cui  i  rappresentanti  legali abbiano  presentato,  alla  data  di
  entrata   in  vigore  della  presente  legge,  istanze  finalizzate
  all'ottenimento  di  finanziamenti per progetti inerenti  strutture
  turistico-ricettive a valere su fondi extraregionali, si  applicano
  i  requisiti  minimi obbligatori di cui al comma  1,  ad  eccezione
  delle   superfici  minime  e  delle  cubature  delle   camere   già
  autorizzate   ai  fini  della  classificazione  o  previste   dalle
  normative vigenti alla data di presentazione delle citate  istanze.
  Dette  strutture  sono  in  ogni  caso  tenute  al  rispetto  delle
  prescrizioni   tecniche  necessarie  a  garantire  l'accessibilità,
  l'adattabilità e la visitabilità di cui al decreto del Ministro dei
  Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236.

   7.  Le  strutture  che,  all'atto  di  presentazione  della  SCIA,
  dimostrino  di  disporre di servizi idonei all'ospitalità  gratuita
  degli   animali   da  compagnia  dei  propri  ospiti   usufruiscono
  dell'esenzione dal pagamento dei diritti di segreteria  di  cui  al
  comma 5.».

   Sono stati presentati degli emendamenti soppressivi. L'emendamento
  5.16, a firma degli onorevoli De Luca Antonino ed altri è mantenuto
  o ritirato?

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 5.1, a firma degli onorevoli Saverino ed
  altri. C'è un invito al ritiro.

   SAVERINO. No, lo mantengo e chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  praticamente
  all'articolo 5, il comma 5.

   PRESIDENTE. Siamo al comma 1  Emendamento 5.1.

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Ritirato.

   PRESIDENTE. Ritirato, benissimo. Si passa all'emendamento 5.15,  a
  firma degli onorevoli De Luca Antonino ed altri.

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  5.21, a firma della Commissione. Il parere del Governo?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.

   CATANZARO. Un momento.

   PRESIDENTE. Prego. Pensavo l'avesse visto. Lo guardi. Lo legga. E'
  un emendamento tecnico, comunque.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Ma se noi abroghiamo il comma 1, il Decreto come  fa  a
  classificare...

   SAFINA.  Non è comma 1. Non lo abbiamo abrogato. Sono inserite  le
  parole...

   CRACOLICI.  ...il  codice  Ateco, in  riferimento  alla  categoria
  catastale" sono soppresse.

   SAFINA. Le parole "presente legge" sono inserite previo parere...e
  le parole "il codice Ateco, in riferimento..." sono soppresse. Solo
  queste parole.

   CRACOLICI. Il codice Ateco perché lo sopprimete?

   FERRARA,  presidente della Commissione e relatore. I codici  Ateco
  li dà in automatico.

   CRACOLICI. Hai ragione.

   PRESIDENTE.  Va  bene. Possiamo andare avanti,  allora?  Pongo  in
  votazione l'emendamento 5.21. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 5.6, a firma degli onorevoli Giuffrida ed
  altri, che è precluso. L'emendamento 5.4, a firma Ferrara ed  altri
  è  precluso. Si passa all'emendamento 5.14, a firma degli onorevoli
  De Luca Antonino ed altri.

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende atto.  Colleghi,  sui  tablet
  trovate un emendamento fuori sacco, il 5.22, che leggo, ma comunque
  lo trovate sui tablet... C'è scritto... lo stanno caricando. E' già
  sui  tablet. In tutti i casi, aspetto che voi lo leggiate. Lo leggo
  nel   frattempo.  Il  ddl  è  il  604.  L'emendamento  è  il  5.22.
  L'emendamento  dice che all'articolo 5, comma 2,  le  parole  sette
  anni sono sostituite dalle parole cinque anni. Quindi, quando avete
  la serenità e lo avete letto...

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Grazie, Presidente. Vorrei capire perché c'è  stato  un
  cambio  di  passo,  rispetto  a  quello  che  c'eravamo  detti   in
  Commissione, dal momento che inserire cinque anni anziché sette non
  fa  altro  che  aggravare, burocraticamente, le attività  ricettive
  che,  allo  scadere  dei  cinque anni,  devono  rifare  nuovamente,
  diciamo,  la procedura per la classificazione, che vuol dire  anche
  mettere  i soldi in tasca perché, come sappiamo, per rifare  questa
  procedura si va incontro a delle spese per le attività, soprattutto
  per le attività piccole.
   Per   questo,   faccio  anche  l'intervento  per  un   emendamento
  successivo.  Ci  eravamo  detti  di agevolare  le  strutture  extra
  alberghiere,  chiedendo  loro un versamento  inferiore  rispetto  a
  strutture  che, sicuramente, sono molto più, diciamo, si sostengono
  economicamente come gli alberghi.
   Per  cui  volevo capire perché c'è stato questo cambio  di  passo.
  Grazie.

   AMATA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, Assessore.

   AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Grazie,
  Presidente. Da sette a cinque perché, effettivamente, i sette anni,
  per  quanto  mi riguarda, li vedo un periodo troppo lungo  per  non
  avere la possibilità di un controllo più attento. Secondo me cinque
  anni, per com'è adesso in questo momento - sono cinque anni - è  un
  tempo abbastanza corretto per prevedere, poi insomma, la successiva
  classificazione. Sette anni mi sembra un periodo troppo lungo. Ecco
  perché.
   Poi  alla  fine la tassa, sono 75,00 euro che vanno  pagati,  però
  penso   che   verificare   i  requisiti  e   verificare,   insomma,
  effettivamente  se la classificazione fatta risponde  ai  requisiti
  prescritti  credo che vada mantenuto in cinque anni.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Grazie, Presidente. Pur condividendo la riflessione  fatta
  dall'Assessore,  però  la invito ad analizzare  le  concessioni  in
  essere. Oggi le concessioni in essere prevedono un periodo di sette
  anni per la classificazione; significa che se noi li riduciamo  ...
  no, oggi è sette, se noi li riduciamo a cinque ... io ricordavo che
  era  sette, quindi se è cinque, allora non cambia niente. Io sapevo
  che  invece fossero sette, quindi riducendo a cinque significa  che
  qualcuno si troverà tra un anno, eventualmente, a dover fare...

   AMATA,  assessore  per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.  È
  cinque.

   SPADA. Va bene.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.22. Il parere della
  Commissione?

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 5.5 è precluso.
   L'emendamento 5.13 è precluso.
   L'emendamento 5.12 è precluso.
   Si  passa all'emendamento 5.11, a firma dell'onorevole De  Luca  e
  altri. Elimina i diritti di segreteria. È mantenuto o ritirato?  Il
  5.11 è la soppressione del comma 5.

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.3, soppressivo. L'onorevole
  Giuffrida non è in Aula. Onorevole Pace?

   PACE. È ritirato.

   PRESIDENTE.   Si passa all'emendamento 5.8, a firma dell'onorevole
  Dipasquale ed altri.

   DIPASQUALE.   Credo  è  una  valutazione  che  possa   interessare
  all'Aula,  perché inseriamo una possibilità di dare delle  risorse,
  per giunta da utilizzare per il trasporto urbano, ai comuni; quindi
  non solo il fondo alle regioni, a cui andrebbe il 50 per cento. Non
  so   se   l'avete   attenzionato  questo  emendamento,   dategliela
  un'occhiata,  perché  penso che possa essere  positivo,  Assessore,
  perché mettiamo a disposizione il 50 per cento delle risorse per  i
  piccoli  comuni;  cioè  cosa ci togliamo? Alla  fine  è  una  nuova
  entrata,  dove il 50 per cento lo destiniamo ai piccoli comuni;  ha
  questo significato.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Il parere della  Commissione?
  Prego, Assessore.

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Effettivamente l'emendamento mira a migliorare l'accessibilità e la
  viabilità;  quindi sono fondi che sono mirati ad un  qualcosa  che,
  comunque,  cammina in parallelo con il turismo. Quindi  può  essere
  accoglibile.

   PRESIDENTE. Va bene, il parere del Governo è favorevole, il parere
  della Commissione è favorevole.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 5.8. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 5.17, a firma dell'onorevole
  Schillaci.

   SCHILLACI.  Grazie,  Presidente.  È  quell'emendamento  che  avevo
  preannunciato.  Chiedevamo di ridurre a 50 euro  per  le  strutture
  extra  alberghiere, che non hanno la stessa sostenibilità economica
  degli alberghi.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario, il parere del
  Governo è contrario.
   Pongo  in votazione l'emendamento 5.17. Chi è favorevole si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

     Si  passa all'emendamento 5.2, a firma degli onorevoli Giuffrida
  ed altri.

   GIUFFRIDA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 5.19, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino ed altri.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 5.20, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino ed altri.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 5.9, a firma dell'onorevole
  Assenza.  C'è  un  emendamento  fuori  sacco  del  Governo.  E'  il
  soppressivo del comma 7. Controllatelo nei tablet.
   Si  passa all'emendamento 5.23 del Governo. Lo pongo in votazione.
  Il parere della Commissione?

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  5.9, a firma  dell'onorevole  Assenza.
  L'emendamento è assorbito dai precedenti.
   Si passa all'emendamento 5.10, che è anch'esso assorbito.
   Si  passa all'emendamento 5.18, a firma dell'onorevole Chinnici ed
  altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                    Verifica della classificazione

   1.  Il  dipartimento regionale del turismo, dello  sport  e  dello
  spettacolo, in ogni momento e comunque a seguito della trasmissione
  della SCIA di cui all'articolo 5, verifica d'ufficio la sussistenza
  dei  requisiti  della struttura turistico-ricettiva  corrispondenti
  alla  classificazione  autocertificata e  qualora  accerti  che  la
  struttura   turistico-ricettiva  possiede  i  requisiti   per   una
  classificazione inferiore a quella in essere procede alla rettifica
  della  classificazione  con provvedimento  motivato  da  notificare
  all'interessato».

   Si  passa  all'emendamento  6.1, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Antonino ed altri.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  6.2,   a   firma   della
  Commissione.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   SAVERINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO.  Vorrei  segnalare  che  all'articolo  5  c'era  un  mio
  emendamento che non è stato incluso durante la votazione. Ora siamo
  passati all'articolo 6, ma quell'emendamento era importante  perché
  in  Commissione, Assessore, avevamo discusso una proposta simile  a
  quella  avanzata  dalla collega Schillaci, ovvero di  aumentare  il
  periodo  di  sette  anni,  proprio  per  cercare  di  gravare  meno
  possibile,  soprattutto  sui  piccoli.  Siamo  ritornati  indietro,
  quindi, se non sbaglio, mi ricordo bene che l'accordo con lei fosse
  sui  sette  anni giusto per agevolarli, siamo tornati indietro,  io
  avevo chiesto addirittura di agevolare, eliminando questa tassa  di
  75   euro.   Certo,  oggi  che  questi  75  euro  in  parte   vanno
  all'emendamento  di  Dipasquale posso  fare  di  più,  giustamente.
  L'unica  cosa che comunque non trovo nel testo, quindi  qualcosa  è
  stata  spostata,  quindi giusto per segnalare  che  mancano  alcuni
  emendamenti

   PRESIDENTE. Onorevole Saverino, siamo all'articolo 6. Va bene.
   Si passa all'emendamento 6.2 della Commissione.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Benissimo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
    Requisiti morali degli esercenti l'attività turistico-ricettiva

   1.  Il  titolare delle strutture di cui alla presente  legge  deve
  essere  in possesso dei requisiti previsti dagli articoli 11  e  92
  del   Regio   decreto  18  giugno  1931,  n.   773   e   successive
  modificazioni.

   2.  Nel  caso in cui il titolare dell'attività turistico-ricettiva
  sia  una persona giuridica occorre designare un gestore in possesso
  dei requisiti di cui al comma 1.

   3.  I  titolari  o  gestori  delle  strutture  turistico-ricettive
  possono  nominare  loro  rappresentanti purché  in  possesso  degli
  stessi  requisiti personali richiesti per il titolare o gestore.  I
  titolari,   i  gestori  o  i  loro  rappresentanti  sono   soggetti
  all'accertamento antimafia ai sensi dell'articolo  83  del  decreto
  legislativo  6  settembre 2011, n. 159. In caso  di  società  o  di
  organismo collettivo i requisiti personali debbono essere posseduti
  da tutti i soggetti per i quali è previsto l'accertamento antimafia
  di cui sopra».

   Ci  sono solo emendamenti soppressivi, pertanto pongo in votazione
  il mantenimento dell'articolo, in questo caso.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
              Esercizio dell'attività turistico-ricettive

   1.  L'esercizio  delle attività turistico-ricettive  di  cui  alla
  presente  legge è soggetto a SCIA ai sensi dell'articolo  27  della
  legge  regionale 21 maggio 2019, n. 7, da presentarsi al  SUAP  del
  comune  territorialmente competente e successivamente trasmessa  al
  dipartimento regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo,
  ad  eccezione degli alloggi agrituristici, dei marina resort, degli
  alloggi  nautici  diffusi, dei boat & breakfast e  delle  locazioni
  turistiche, disciplinati rispettivamente dagli articoli 20, 30, 31,
  32 e 34.

   2.   La  SCIA  attesta  l'esistenza  dei  requisiti  previsti  per
  l'esercizio   dell'attività  dal  decreto   assessoriale   di   cui
  all'articolo 5 e il rispetto della disciplina vigente in materia di
  sicurezza,  igiene  e  sanità, urbanistica ed  edilizia,  ambiente,
  prevenzione degli incendi, nonché delle disposizioni in materia  di
  efficienza energetica e di quelle di cui al decreto legislativo  22
  gennaio 2004, n. 42.

   3.  La  SCIA,  ove  previsto, ricomprende  anche  le  attività  di
  erogazione di servizi complementari.

   4. Con circolare da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata
  in  vigore  della  presente  legge, il dipartimento  regionale  del
  turismo, dello sport e dello spettacolo fornisce le indicazioni per
  la trasmissione della documentazione di cui ai commi 2 e 3.

   5.  Il  trasferimento  della titolarità  o  della  gestione  delle
  strutture  turistico-ricettive, per atto tra vivi o  mortis  causa,
  comporta  il  trasferimento  al subentrante  della  titolarità  del
  titolo abilitativo all'esercizio dell'attività. La comunicazione  è
  effettuata  dal subentrante al dipartimento regionale del  turismo,
  dello   sport   e  dello  spettacolo  prima  dell'effettivo   avvio
  dell'attività  e comunque entro trenta giorni dalla data  dell'atto
  di  trasferimento  della titolarità o della gestione  dell'attività
  ovvero entro sessanta giorni dalla morte del titolare.

   6.  Il  subentrante dichiara il trasferimento dell'attività  e  il
  possesso  dei  requisiti previsti dal decreto assessoriale  di  cui
  all'articolo 5 e dei requisiti morali di cui all'articolo 7.

   7.  La  sospensione  delle  attività  turistico-ricettive  per  un
  periodo superiore a 15 giorni è soggetta a comunicazione preventiva
  al   dipartimento  regionale  del  turismo,  dello  sport  e  dello
  spettacolo.

   8.  L'attività  può  essere  sospesa per  un  periodo  massimo  di
  centoventi  giorni  anche  non consecutivi  nell'arco  di  un  anno
  solare,  pena  la  decadenza  del titolo abilitativo  all'esercizio
  dell'attività.

   9.  In  deroga a quanto previsto dal comma 8, l'attività di bed  &
  breakfast  gestito in forma non imprenditoriale di cui all'articolo
  21,  comma  1,  può  essere  sospesa  senza  decadenza  dal  titolo
  abilitativo  per la durata massima di sei mesi nell'arco  dell'anno
  solare qualora i locali siano oggetto di contratto di locazione  ad
  uso  transitorio  ai sensi dell'articolo 5 della legge  9  dicembre
  1998, n. 431 e successive modificazioni.

   10. La cessazione delle attività turistico-ricettive è soggetta  a
  comunicazione  da effettuarsi entro cinque giorni  al  dipartimento
  regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo.».

   Si  passa  all'emendamento 8.16, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Antonino.

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Benissimo. Direttamente, live.
   Si passa all'emendamento 8.14, dell'onorevole De Luca.

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.3 dell'onorevole Ferrara.
   Mantenuto, ritirato?

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Il parere della del Governo sull'emendamento  8.3?  I
  parte, scusate.

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Benissimo.  Chi  è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 8.13, dell'onorevole De Luca.
   Onorevole De Luca, mantenuto o ritirato?

   DE LUCA ANTONINO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Si passa all'emendamento 8.12. Mantenuto o ritirato?
   Vabbè, ritirati i soppressivi. Quindi, l'8.12 è ritirato, l'8.11 è
  ritirato, si passa all'8.17, a firma della Commissione.
   Il parere del Governo?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Allora,  accantoniamo  l'8.17,  l'8.17   lo   stiamo
  accantonando, se deve parlare sull'8.17 no.

        (Interruzione fuori microfono dell'onorevole Schillaci)

   PRESIDENTE:  Su  cosa? Ma lo abbiamo accantonato.  Sì,  quando  ne
  riparliamo.
   Si passa all'emendamento 8.3 II parte

        (Interruzione fuori microfono dell'onorevole Schillaci)

   Allora, si passa all'emendamento 8.10, dell'onorevole De Luca.

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 8.9 è ritirato.

                    (Interruzioni fuori microfono)

   PRESIDENTE.  E' accantonato.
   L'emendamento 8.8 dell'onorevole De Luca è ritirato.
   Ora siamo all'emendamento 8.3 III parte che si potrebbe votare.
   Intanto chiedo se c'è il mantenimento dell'emendamento.
   Onorevole Ferrara, sull'8.3 III parte? Il parere del Governo?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Allora,  rispetto  alla  soppressione del comma  8...  sull'8.3  il
  parere è favorevole.

   PRESIDENTE.  Assessore Amata, siamo all'8.3, però III  parte,  che
  estende  sostanzialmente  il periodo di  sospensione  dell'attività
  soggetta a comunicazione da 15 a 30 giorni.

   AMATA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Parere
  favorevole.

   PRESIDENTE. Benissimo, allora lo mettiamo in votazione...

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Mi hanno convinto a non parlare

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Io,   semplicemente,   signor   Presidente,    volevo
  evidenziare  le  richieste  di  Assoturismo  in  merito  a   questa
  sospensione,  che  insisteva per i 90 giorni anziché  120,  quindi,
  Assessore, non so se lei lo ricorda, ma in Commissione, Assoturismo
  faceva proprio questa richiesta specifica.

   PRESIDENTE.  Allora, col parere favorevole del Governo,  pongo  in
  votazione l'emendamento 8.3 III parte.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

         (Interruzione fuori microfono dell'onorevole Ferrara)

   PRESIDENTE.   Onorevole   Schillaci,  stiamo   tornando   indietro
  all'emendamento  8.17;  c'è  un subemendamento  della  Commissione,
  caricato nei tablet.

   FERRARA,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, escludiamo dalla soppressione il comma 8, quindi rimane
  tutto invariato ad esclusione del comma 8.

   PRESIDENTE.  Non ce l'abbiamo formalmente, però manteniamo  l'8.17
  con  un  subemendamento  che  preveda  l'esclusione  del  comma  8,
  corretto?
   Hanno   chiesto  di  intervenire  l'onorevole  Schillaci,   quindi
  l'onorevole Spada.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.   Grazie,   signor  Presidente,   io   non   mi   trovo
  assolutamente  d'accordo  sulla soppressione  del  comma  4,  dove,
  praticamente,  diciamo,  si  prevede  da  parte  del   Dipartimento
  regionale  del  turismo,  lo sport e lo spettacolo  di  fornire  le
  indicazioni   per  la  trasmissione  della  documentazione.   Cioè,
  lasciamo gli imprenditori così... Perché state sopprimendo... È  il
  Comune che lo stabilisce? Va bene.

          (Interruzione fuori microfono dell'onorevole Spada)

   PRESIDENTE. L'onorevole Spada ha rinunciato all'intervento.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 8.17.1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 8.17, così come modificato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso, c'è un emendamento del Governo, un  fuorisacco .

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Avendo abrogato il comma 9, siccome si abrogano i commi
  8  e  9, ora il comma 8 lo abbiamo ripristinato col subemendamento,
  ma  il  comma  9  stabiliva un tempo entro  il  quale  un  bed  and
  breakfast  poteva  essere  sospeso  per  centottanta  giorni  a  un
  contratto di locazione; bene, l'abbiamo abrogato e ora che succede?
  Qual è ora la disciplina che interviene per i bed and breakfast che
  hanno contemporaneamente un contratto di locazione?
   Non  lo  può  avere,  quindi  stiamo stabilendo  che  il  bed  and
  breakfast deve fare solo questo, giusto?

   FERRARA,  presidente della Commissione e relatore. Deve  scegliere
  se fare bed and breakfast o ...

   SCHILLACI.  Non  è  così. Questo argomento  era  stato  largamente
  dibattuto in Commissione...

   CRACOLICI. Stavo parlando io.

   SCHILLACI. Scusami, pensavo avessi finito.

   PRESIDENTE. Si applica il comma 8. Prego, onorevole, intervenga.

   CRACOLICI.  Mentre  Il  comma  8  disciplina  il  presupposto  che
  un'attività ricettiva, nel caso in specie un bed and breakfast, può
  sospendere  per centoventi giorni anche non consecutivi l'attività,
  il comma 9...

   CATANZARO. E' in deroga, per questi era un periodo più  lungo,  il
  comma  8  vale  per tutti, in deroga era fino a  sei  mesi,  ora  è
  centoventi giorni.

   CRACOLICI. Ma parlava di contratto di locazione...

   CATANZARO. E questi possono fare fino a centoventi giorni.

   CRACOLICI. Ma non può fare altri contratti di locazione.

   CATANZARO. Non può fare altri contratti di locazione.

   CRACOLICI. Quindi dobbiamo avere chiaro cosa stiamo facendo,  cioè
  si applica il comma 8, ma il comma 9 consentiva non solo una deroga
  più   lunga,  temporanea,  da  centoventi  a  centottanta   ma   la
  possibilità di far coesistere anche contratti di locazione di altra
  natura. Quindi significa che non ci saranno più possibilità di fare
  contratti di locazione per locali adibiti a bed and breakfast.

   SPADA. Ma questa è una cavolata.

   CRACOLICI. L'avete votato. Il comma 9 che abbiamo abrogato  diceva
  "In  deroga  a  quanto  previsto dal  comma  8  l'attività  di  bed
  breakfast, gestita in forma non imprenditoriale di cui all'articolo
  21, può essere sospesa senza decadenza dal titolo abitativo per  la
  durata  massima  di sei mesi nell'arco dell'anno solare  qualora  i
  locali  siano oggetto di contratto di locazione ad uso  transitorio
  ai  sensi dell'articolo 3 della 431", se lo abbiamo abrogato, io ho
  fatto  una domanda e quindi che disciplina si applica? Il  comma  8
  non prevede contratti di locazione di altro tipo.

   DE LUCA Antonino. Se non si sistema questa cosa ci fermiamo qui.

   PRESIDENTE.   Va  bene, andiamo avanti, ha chiesto di  intervenire
  l'onorevole Schillaci e poi l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie, Presidente, su questo comma 9 io  non  mi  ero
  accorta  che era stato soppresso con l'8.17, ma avevamo  largamente
  dibattuto  in  Commissione con questo...  no,  Assessore,  diciamo,
  abbiamo collaborato in maniera carina per questo disegno di  legge,
  ma  non  possiamo  certo  tollerare  che poi  arrivino  emendamenti
  all'ultimo  momento  che non conosciamo, dove viene,  praticamente,
  disatteso tutto il lavoro della Commissione
   Ora  questo  articolo  prevedeva e dava la  possibilità  a  quelle
  persone che hanno locazioni turistiche nell'arco dell'anno  e  che,
  in  mancanza di turismo, hanno la possibilità di locare  lo  stesso
  immobile,  magari avevano la possibilità di locarlo  per  due,  tre
  mesi...  Su  questo  eravamo tutti concordi a  portarlo  avanti  in
  questo  modo, ora non capisco perché si sono cambiate le  carte  in
  regola.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessori.  Al  netto  del fatto che l'Aula è sovrana,  però  trovo
  alquanto  stucchevole sia la tecnica legislativa che quello  che  è
  appena  accaduto, perché in Commissione, su questo articolo,  si  è
  raggiunto  un  equilibrio, perché si è dibattuto e  si  è  discusso
  tanto,  anche  col  parere  favorevole dell'Assessore  e  col  voto
  all'unanimità  da parte della Commissione: non comprendo  come  ora
  quella stessa Commissione che ha votato a favore, per esempio,  del
  comma 9 col parere favorevole degli Uffici e dell'Assessore, adesso
  arrivi  in  Aula scrivendo un articolo confuso che  prende  e  dice
   questo, quello e quell'altro sono tagliati'.
   Allora,  io  dico:  se  si ragiona così, stacchiamo  i  tesserini,
  chiediamo  il  numero  legale e ci vediamo la  settimana  prossima,
  perché così non si può andare avanti.

   FERRARA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   FERRARA,  presidente  della Commissione e relatore.  Onorevole  De
  Luca, ci troviamo assolutamente sulla stessa posizione, motivo  per
  il  quale ritengo che proprio il testo - con le modifiche - vada in
  questa direzione, cioè andando a sopprimere l'articolo 8, andando a
  sopprimere  l'articolo  9,  che  dava  dei  limiti,  si  lascia  la
  normativa assolutamente invariata
   Pertanto,  all'esclusione dei quattro mesi  nei  quali  si  svolge
  l'attività di bed and breakfast, nella restante parte dell'anno  si
  dà  la  possibilità  di poter procedere con le locazioni,  diciamo,
  normali, per cui...

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessori,  mi  spiace  contestare in maniera  assoluta  quanto  ha
  riferito  adesso il presidente Ferrara perché non  è  così.  Quanto
  detto   non   risponde   al  vero.  Il  bed   and   breakfast   non
  imprenditoriale  con  la  legislazione attuale  ha  un  determinato
  periodo  oltre  il  quale non può andare neppure nei  contratti  di
  natura  transitoria.  Ora, per quella che è la  stagionalità  delle
  città  siciliane,  tranne quelle ad altissima vocazione  turistica,
  questo  comporta la chiusura, proprio la chiusura, e la perdita  di
  posti  letto in tutte quelle località dove, al di fuori del periodo
  estivo e natalizio, non c'è alcun tipo di commerciabilità dei posti
  letto.
   Ed  era  stata  fatta questa norma proprio dopo  avere  ascoltato,
  discusso,  dibattuto,  preso i pareri, e  abbiamo,  ripeto,  votato
  all'unanimità, c'ero io presente, perché conosco questo emendamento
  perché  l'ho presentato io e a mia firma in Commissione, quindi  lo
  conosco a memoria, non devo rileggerlo.
   In  questo  momento, voi l'avete abrogato quando  questo,  invece,
  aumentava  il periodo a cui al bed and breakfast non avente  natura
  imprenditoriale,  per essere più chiari quelli col  codice  fiscale
  non  quelli con la partita iva, il codice ATECO, potevano allungare
  il periodo di affitto transitorio.
   Faccio  un  esempio  per  renderla  più  masticabile  ancora:   io
  l'immobile  d'estate  lo  afflitto a  bed  and  breakfast,  durante
  l'inverno   faccio  un  contratto  a  nove  mesi  a  uno   studente
  universitario, a quel punto riesco a gestire l'immobile; viceversa,
  se  io  devo campare con 40, 30, 45 giorni di locazione all'anno  e
  devo  pagarci le tasse, a quel punto sai che ti dico? Me lo affitto
  a nero e buonanotte ai santi

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca se volesse salire qui, onorevole  De
  Luca salga, per favore.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io chiedo all'assessore  perché  io
  capisco  che - scusate colleghi - non tutti possiamo sapere  tutto,
  perché sono anche norme tecniche che hanno una loro specificità, di
  cui  ognuno  di  noi non è titolare di un sapere, come  dire,  così
  approfondito e specifico. Però, quando viene un testo in Aula,  con
  gli  emendamenti, mi ricordo, avendo fatto anch'io l'assessore, che
  prima  di  arrivare in Aula, appunto, gli Uffici fanno una  legenda
  all'assessore,  emendamento  per emendamento,  e  dice  questo  sì,
  questo no, per gli effetti che produce.
   Io  ho fatto una domanda, avendo abrogato il comma 9, cosa rimane,
  visto che l'articolo 21 stabilisce che si può fare l'attività  b&b,
  stiamo  parlando degli autorizzati, non di quelli che  lavorano  in
  nero,  è  giusto?  Cosa  succede a  quelli  che  hanno  un  b  &  b
  autorizzato, con comunicazione, con codice, eccetera,  nel  momento
  in cui abbiamo abrogato la possibilità che anche i b&b possano fare
  contratti transitori fuori dall'attività di b&b?
   E  ancora  non mi avete risposto. Perché non è il comma 8  che  si
  applica, perché il comma 8 è un comma di applicazione generale. Tra
  l'altro,  l'emendamento prevedeva anche l'abrogazione del comma  8.
  Vi  vorrei ricordare, quindi la mia domanda non è se sono d'accordo
  o sono contrario, può darsi che avete ragione, ma voglio sapere - e
  siccome non posso saperlo, né io, né Ferrara - ma gli Uffici  hanno
  fatto  un approfondimento in via tecnica per capire gli effetti  di
  una  norma,  visto che l'emendamento era conosciuto?  Tra  l'altro,
  essendo stato presentato dal Presidente della Commissione  è questa
  la domanda.

   FERRARA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRARA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Presidente
  Cracolici, è intendimento della Commissione, così come confrontati,
  come  dal  confronto con l'onorevole De Luca, avvenuto  proprio  in
  Commissione,  dare  la possibilità a coloro i quali  utilizzano  la
  struttura  di  b&b soltanto nella fase stagionale,  di  potere  poi
  estendere  l'utilizzo dell'immobile anche ad una  locazione  breve,
  non  turistico-  ricettiva. Quindi adesso  con  gli  Uffici  stiamo
  concordando  come  affinare il testo per potere arrivare  a  questo
  obiettivo.

   CRACOLICI. È quello che abbiamo fatto.

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. No, non è detto,
  a  mio avviso no, però se il testo si può migliorare per arrivare a
  questa finalità, lo facciamo insieme e credo che sia proprio quello
  che   si  sta  facendo  nei  banchi  della  Presidenza.  Questo   è
  l'intendimento della Commissione, d'accordo con alcuni colleghi che
  sono  intervenuti  in  Commissione anche delle  opposizioni  e  del
  Governo,  per  cui ritengo che arriveremo adesso a perfezionare  il
  testo per arrivare a questa finalità.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.   Signor   Presidente,  volevo   intervenire   perché   per
  raggiungere  l'obiettivo che si era prefissato anche il Presidente,
  dobbiamo stare attenti che l'emendamento dell'onorevole De Luca  in
  questo  caso, che richiama, il comma 9 prevede - non c'è più,  però
  lo  stanno provando a riprendere da quello che ho capito io  -  che
  "per  la  durata  massima di sei mesi, nell'arco dell'anno  solare,
  qualora  i  locali siano oggetto di contratto di locazione  ad  uso
  transitorio, ai sensi dell'articolo 5, della legge 9 dicembre 1998,
  n. 431".
   Questo  riferimento normativo specifico riguarda  la  locazione  a
  studenti  universitari, giusto? Quindi se la vogliamo  estendere  a
  tutti, troviamo una modalità per cui non sia limitata eventualmente
  solo  agli  studenti universitari, fermo restando che personalmente
  trovo  l'abrogazione  del  comma 9 sbagliata  perché  anche  quando
  rimanesse  solo  da  destinare ad uso per residenza  universitaria,
  sarebbe comunque un vantaggio in una Regione e in un territorio  in
  cui  ci  sono sempre meno posti letto e in cui il caro affitti  sta
  aumentando sempre più.

   SAVERINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Abbiamo fatto  un
  lavoro di collaborazione in Commissione, ora vediamo stravolgere un
  testo  e tante cose su cui avevamo trovato una condivisione non  ci
  sono più, arrivano altri emendamenti che non conosciamo, non si può
  dire  che sono emendamenti della Commissione, perché qui siamo  tra
  l'altro  quattro componenti della Commissione che non ci ricordiamo
  questi  stessi  emendamenti, quindi può scappare a  uno  ma  non  a
  tutti   Quindi questi emendamenti come sono venuti fuori e  firmati
  da  chi? Andiamo poi con velocità, quindi Presidente, le chiedo  da
  questo  momento  in poi di andare anche con molta  lentezza  perché
  dobbiamo   rivedere   articolo  per   articolo,   emendamento   per
  emendamento.  Non avevamo neanche i tablet all'inizio della  seduta
  quindi  veramente le evidenzio che questo modo di procedere non  mi
  sembra corretto e soprattutto vanifica un lavoro che abbiamo  fatto
  in Commissione.

   PRESIDENTE.   Assolutamente  onorevole,   andiamo   a   verificare
  emendamento   per  emendamento,  articolo  per  articolo.   Allora,
  colleghi, facciamo in questo modo: nel frattempo che la Commissione
  fa   un   approfondimento   insieme   all'Assessore,   accantoniamo
  l'articolo 8 e andiamo all'articolo 9.
   Ne do lettura:

                               «Art. 9.
       Codice identificativo delle strutture turistico-ricettive

   1. I gestori, i titolari e i legali rappresentanti delle strutture
  di  cui  alla  presente  legge espongono il  Codice  identificativo
  nazionale  (CIN)  di cui all'articolo 13-ter del decreto  legge  18
  ottobre  2023, n. 145, convertito con modificazioni dalla legge  15
  dicembre  2023,  n.  191  all'esterno  delle  strutture  turistico-
  ricettive, integrandolo direttamente nell'insegna o ponendolo nelle
  sue immediate vicinanze nonché sui siti web e in tutte le forme  di
  pubblicità.».

   E'  stato  presentato solamente l'emendamento  soppressivo  9.1  a
  firma  dell'onorevole De Luca. Pongo in votazione  il  mantenimento
  dell'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 10.
   Ne do lettura:
                               «Art. 10.
           Denominazione delle strutture turistico-ricettive

   1.   La   denominazione  della  struttura  turistico-ricettiva   è
  chiaramente   riportata  nell'insegna   ed   in   ogni   forma   di
  comunicazione  pubblicitaria unitamente al CIN di cui  all'articolo
  9.».

   All'articolo 10 è stato presentato un solo emendamento soppressivo
  a  firma  dell'onorevole De Luca. Pongo in votazione, pertanto,  il
  mantenimento dell'articolo 10.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11.
   Ne do lettura:

                               «Art. 11.
         Obblighi di comunicazione dei dati ai fini statistici

   1.  I  titolari o i gestori delle strutture turistico-ricettive  e
  coloro  che  esercitano la locazione per finalità  turistiche  sono
  tenuti   alla  comunicazione  dei  flussi  turistici  per  finalità
  statistiche  al dipartimento regionale del turismo, dello  sport  e
  dello spettacolo tramite il sistema turist  .
   2. I soggetti di cui al comma 1 registrano giornalmente l'arrivo e
  la  partenza  di  ciascun ospite e, con riferimento alle  strutture
  ricettive  turistiche,  anche  il  numero  delle  camere  occupate,
  mediante   apposita  procedura  telematica,  nel   rispetto   della
  normativa vigente in materia di protezione e trattamento  dei  dati
  personali.
   3.  La  comunicazione telematica dei dati, obbligatoria  anche  in
  assenza di movimento, è effettuata con cadenza giornaliera, secondo
  le  prescrizioni impartite dall'ISTAT ai sensi dell'articolo 7  del
  decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.
   4.  I  soggetti  di  cui  al comma 1 hanno  inoltre  l'obbligo  di
  registrare  le  presenze e di comunicarle alla  Questura  ai  sensi
  dell'articolo 109 del regio decreto 18 giugno 1931, n.  773.  5.  È
  responsabilità  del conduttore comunicare immediatamente  eventuali
  variazioni   nelle   presenze  al  gestore,   che   provvede   alla
  trasmissione telematica.».

   All'articolo  11 è stato presentato l'emendamento  11.4,  a  firma
  dell'onorevole De Luca.


                        Sull'ordine dei lavori

   CHINNICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Siamo un  po'  in
  imbarazzo,  devo  dire, perché su questo disegno di  legge  abbiamo
  lavorato penso con armonia, coerenza ed edizione credo da più di un
  anno.  Abbiamo  fatto  audizioni, c'è stato un percorso  condiviso,
  ampio  devo dire, con la grande disponibilità dell'assessore, degli
  uffici.  Ora  non  capisco perché veramente,  proprio  nel  momento
  delicato dell'approvazione, tra l'altro dico qua abbiamo davanti 39
  articoli, cioè il disegno di legge si compone di 39 articoli, siamo
  appena  al tredicesimo, direi siccome non ci corre dietro  nessuno,
  prendiamoci   un   supplemento  di  tranquillità,  chiaramente   il
  Presidente  della  Commissione è liberissimo  in  quanto  onorevole
  deputato, di presentare i suoi emendamenti a nome suo, che però non
  sono quelli della Commissione. Chiediamo un supplemento non solo di
  tranquillità ma anche eventualmente che la Commissione si riunisca,
  domani mattina per esempio, e prenda atto di tutto quello che è  il
  nuovo  testo,  le  nuove aggiunzioni, perché non  ci  sta  piacendo
  questa  conduzione,  non  sua  nella  fattispecie,  dei  lavori  in
  generale.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Chinnici,  sa  benissimo  che  le
  osservazioni  della minoranza da parte mia sono  sempre  accolte  e
  tenute  molto in considerazione. Abbiamo approvato finora solamente
  due  articoli  che non avevano emendamenti per questo  sono  andato
  leggermente più veloce.
   Adesso   dall'articolo  11  che  vede  più  emendamenti   andremo,
  ovviamente, con tranquillità.
   Si passa all'emendamento 11.4, soppressivo all'articolo.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare per poterlo illustrare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  stavo facendo una riflessione, perché io poc'anzi ho dichiarato una
  cosa  che  forse è sfuggita. Ho detto, vediamo come  vogliamo  fare
  l'articolo  8,  diversamente non è detto che le  opposizioni  siano
  disponibili a mantenere il numero legale. Se invece lo riscrivete e
  andate avanti, io poi che cosa faccio?
   Allora  chiedo  di  fermarvi perché altrimenti  mi  costringete  a
  togliere adesso i tesserini.

   PRESIDENTE. Presidente Ferrara, non ho ben capito la richiesta. Se
  il  Presidente  della  Commissione con  l'Assessore,  magari  vuole
  qualche  minuto  per la riscrittura o per vedere, per  approfondire
  l'articolo 8, io posso concederlo e nel frattempo andiamo avanti.

   FERRARA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRARA,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  avevo  comunicato   al
  collega  De Luca che gli intendimenti erano esattamente gli stessi,
  per cui gli Uffici stavano definendo il testo per arrivare a questo
  obiettivo, per questo avevamo chiesto di potere procedere.
   Poi, se vogliamo fermarci e provare a lavorarci un attimo assieme,
  magari  sospendiamo  proprio  per  qualche  minuto,  cinque,  dieci
  minuti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  io  accolgo  assolutamente   la
  richiesta  anche  del  Presidente Ferrara,  sospendiamo  per  dieci
  minuti,  onorevole Ferrara? Sospendiamo per dieci minuti in maniera
  tale da scrivere al meglio l'articolo 8 e la parte interessata  dei
  colleghi. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.42, è ripresa alle ore 17.55)

   La seduta è ripresa.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi facciamo in questo modo  anche  su
  richiesta   sia   dei  Gruppi  parlamentari  ma  anche   da   parte
  dell'Assessore e del Presidente della Commissione per permettere un
  maggiore  approfondimento alla Commissione stessa, noi rinviamo  la
  discussione e quindi la votazione del seguito del disegno di  legge
  a martedì prossimo, alle ore 15.00, mentre domani

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Presidente, siccome domani ci sarà il Presidente
  Mattarella  a  inaugurare  l'anno  accademico  a  Messina,   quindi
  l'intera  deputazione  messinese,  ma  credo  anche  l'Assessore  e
  qualcun altro, prenderà parte alla cerimonia, volevamo chiedere  la
  cortesia di rinviare alla settimana prossima il momento del voto.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, ha fatto bene anche ad anticipare.
  Faremo  in  questo modo. Domani comunque l'Aula la  convocheremo  e
  verrà  convocata  con la Rubrica relativa agli  atti  ispettivi  di
  competenza   dell'assessore   Barbagallo,   quindi   in   tema   di
   agricoltura .


           Ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento interno

   LA  VARDERA.  Chiedo  di  parlare ai sensi  dell'articolo  83  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor Presidente, solo per ricordare  a  quest'Aula
  l'annosa vicenda degli articoli della storia, degli ex articoli 22,
  capitanati da Oreste Lauria che in questi giorni ha manifestato più
  volte, anche davanti al Palazzo, per questa vicenda allucinante che
  li   ha  visti  protagonisti.  Fondamentalmente,  l'Assessore  alla
  famiglia  più volte è stata anche intervistata da note  televisioni
  nazionali,  si  ritrovano questi lavoratori ad  avere  lavorato  in
  qualche  maniera  per  la  Regione e non  avere  mai  ricevuto  gli
  emolumenti loro spettanti.
   Allora, io dico, onestamente che questo  Avviso 22 , che più volte
  viene  reiterato  dalla Regione deve essere  serio,  perché  non  è
  possibile  utilizzare questi lavoratori e poi non  dare  seguito  a
  quello  che fanno. Allora, siccome è una battaglia di buonsenso  ed
  anche  di rispetto nei confronti del sacrosanto diritto del lavoro,
  io  mi  auguro  che questo Parlamento possa ovviamente  organizzare
  anche  un  dibattito d'Aula specifico sul tema delle interrogazioni
  della  famiglia  e  che  ovviamente  si  discute  anche  di  questa
  interrogazione che ho presentato.
   Quindi,  io  sono  vicino  a questi lavoratori,  al  portavoce  di
  "Avviso  22", di Oreste Lauria, che ogni giorno cercano di  portare
  avanti  questa prerogativa sacrosanta al diritto al  lavoro  e  che
  spesso e volentieri non viene garantita, e mi auguro che oltre alla
  Rubrica  Agricoltura  venga calendarizzata, quanto prima, anche  la
  Rubrica  Famiglia  e soprattutto la Rubrica  Salute .

   BURTONE.  Chiedo  di  parlare  ai  sensi  dell'articolo   83   del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   BURTONE. Signor Presidente, nei giorni scorsi in Sicilia c'è stata
  una  pesante  ondata  di  maltempo. Ad essere  colpite  sono  state
  innanzitutto  le isole minori, però anche la Sicilia  orientale  ha
  avuto una situazione veramente molto difficile.
   Sono  stati  creati, dalla copiosa caduta di acqua,  dei  danni  a
  strutture pubbliche ma anche a strutture private. Sento intanto  il
  dovere,   Presidente,  di  ringraziare  i  vigili  del   fuoco,   i
  carabinieri, i vigili urbani e soprattutto il volontariato,  perché
  ci  sono  stati  tantissimi volontari della protezione  civile  che
  hanno dato una mano d'aiuto alle amministrazioni comunali.
   Io sono sindaco di Militello in Val di Catania, dove abbiamo avuto
  molti,  molti  problemi  alla  viabilità,  ma  anche  alcune  frane
  importantissime,  una  che ha danneggiato il  campo  sportivo  dove
  gioca  la  squadra locale e tanti, tanti bambini  e  ragazzi  fanno
  attività sportiva.
   L'intervento che io faccio è soltanto di ringraziamento  ma  anche
  di sollecitazione perché, Presidente, ora la palla passa al Governo
  nazionale e al Governo regionale.
   Noi  chiediamo che non si perda tempo, per la dichiarazione  dello
  stato di calamità, perché ci sono tante cittadine e tanti cittadini
  che  aspettano,  aspettano un ristoro per i danni che  hanno  avuto
  nelle  proprie  case ma aspettano anche l'intervento  tempestivo  e
  significativo da parte delle amministrazioni comunali.
   Lei  sa  che noi non abbiamo le risorse necessarie, che attendiamo
  che il Governo nazionale faccia la propria parte, faccia la propria
  parte, e poi operativamente il Governo regionale applichi in  tempi
  brevi  le  varie  ordinanze  che saranno  promosse,  ordinanze  che
  speriamo  abbiano una copertura finanziaria concreta e  sufficiente
  per dare risposte alle nostre comunità.

   CIMINNISI.  Chiedo  di  parlare  ai  sensi  dell'articolo  83  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CIMINNISI.  Signor Presidente, intervengo perché  è  accaduta  una
  cosa  molto  grave  che  riguarda la provincia  di  Trapani  e,  in
  particolare, il comprensorio agricolo del Belice.
   Con  un provvedimento del 14 gennaio, ché è passato sotto silenzio
  e  in  sordina  fino  a  quando  non  è  arrivato  l'allarme  degli
  agricoltori, l'Ufficio dighe del Ministero delle infrastrutture  ha
  chiuso,  messo fuori esercizio definitivamente la diga Trinità,  la
  diga  quindi  sul  fiume  Delia,  in territorio  di  Castelvetrano,
  lasciando senza parole e soprattutto nello sconforto, centinaia  di
  famiglie di agricoltori che in quel territorio vivono, producono le
  eccellenze che arrivano sulla nostra tavola. Un'agricoltura che  si
  basa  sulla  viticoltura,  che  è già  stata  provata  prima  dalla
  peronospora,  poi  da un anno pesantissimo di  crisi  idrica  e  lo
  stesso vale per l'olivocoltura.
   Eppure,  sì per caso - scusate colleghi, magari sulla diga Trinità
  un  po'di  attenzione - dicevo, un territorio,  seimila  ettari  di
  territorio  votato  all'agricoltura da  sempre,  che  oggi  non  ha
  risposte, si ritrova con un provvedimento di chiusura di  una  diga
  che  da  sempre serve quel comprensorio con grandissime difficoltà,
  una  diga  mai  collaudata in sessant'anni,  una  diga  di  cui  si
  conoscono  le condizioni almeno dai tempi dell'alluvione  del  2021
  rispetto alla quale, in questi quattro anni, e mi dispiace che  non
  ci  sia nessuno del Governo ad ascoltare questo appello, ma nessuno
  dal  2021  a oggi, pur sapendo le condizioni di gravissime  carenze
  infrastrutturali  dal punto di vista statico  di  quella  diga,  ha
  mosso  un  dito.  Nessuno, salvo qualcuno che ovviamente  anche  su
  nostra  sollecitazione nel 2023, si è adoperato per poter  invasare
  un  po'di  acqua  in  più  per garantire la campagna  irrigua  agli
  agricoltori,   nessuno  di  tutte  queste   persone,   nessuno,   e
  l'assessore  Sammartino quando veniva a fare passarelle  alla  diga
  Trinità diceva che era tutto risolto
   Oggi  l'assessorato alle infrastrutture, senza  dare  neanche  una
  comunicazione,  tenendosi  una  comunicazione  riservata  per   gli
  uffici,  dà delle risposte a questi agricoltori, non ha  un   piano
  B , il Governo non ci dice da dove i nostri agricoltori prenderanno
  l'acqua per la prossima campagna irrigua
   Siamo  a gennaio, a marzo inizia la campagna, ma oggi abbiamo  una
  dichiarazione del Presidente Schifani, oggi, di qualche minuto  fa,
  che  dice  che  la  Regione vive un momento di apparente  serenità.
  Ecco, appunto, apparente serenità, perché le copiose precipitazioni
  hanno  riempito gli invasi in quantità pari a quelle  dello  stesso
  periodo  dello scorso anno. "Sono sereno", ma qualcuno glielo  dica
  che   hanno  chiuso  la  diga,  e  c'è  mezza  provincia   in   cui
  l'agricoltura   è  completamente  a  secco   Diteglielo   che   gli
  agricoltori  della provincia di Trapani aspettano una  risposta  da
  questo  Governo, almeno da cinque anni  Ditegli qual è la soluzione
  alternativa, da dove prenderanno l'acqua per la prossima stagione
   È  una  situazione che non si può più sostenere, è una  situazione
  incresciosa  e  vergognosa per un settore, quello  dell'agricoltura
  del Belice, che oggi davanti a sé vede un'unica prospettiva, quella
  di prendere i terreni e consegnarli nelle mani delle multinazionali
  che,  in  assenza di una legge che individui le aree idonee  e  non
  idonee per l'installazione delle energie rinnovabili, aspettano che
  gli  agricoltori si consegnino per creare e cambiare un  territorio
  che  ha fatto dell'agricoltura il suo punto di forza, per diventare
  l'hub energetico di non si sa chi. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Ciminnisi. La seduta  è  convocata
  per domani, alle ore 15:00, con la Rubrica "Agricoltura".

                 La seduta è tolta alle ore 18.07 (*)


       (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva,  pubblicato
   sul  sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è
   il seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XIV SESSIONE ORDINARIA


                         150a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 22 gennaio 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,   DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea  (V.
       allegato)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Disciplina delle strutture turistico-ricettive . (n. 604-125-
         251-324-338/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ferrara

       2)  Modifiche alla legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 in materia di
         tributo per il deposito in discarica di rifiuti solidi . (n. 780/A)

           Relatore: on. Daidone

       3)   Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
         recante:  Disposizioni in materia di        impiego di dispositivi
         digitali funzionanti tramite onde a radiofrequenza e di videogiochi
         da parte di minori di anni dodici . (n. 649/A)

           Relatore: on. Gilistro

       4)  Modifiche alle leggi regionali 16 gennaio 2024, n. 1, 31
         gennaio 2023, n. 3 e 20 novembre 2015, n. 29 . (n. 738/A Stralcio
         II/A)

           Relatore: on. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella

   1  Copia  integrale dei citati decreti è riportata in allegato  al
  presente Resoconto.