Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.16.
Giuramento di deputato
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno che reca:
Giuramento di deputato .
Comunico che il legale di fiducia di Santo Orazio Primavera, con
pec del 23 gennaio 2025, protocollata in pari data al n. 1544-
DIG/2025, ha trasmesso copia della sentenza della Corte d'Appello
di Palermo, I Sezione civile, n. 89/2025, pubblicata il 22 gennaio
2025, con la quale, in riforma della sentenza n. 3323/2024 del
Tribunale civile di Palermo, è stata dichiarata l'ineleggibilità
dell'on. Salvatore Giuffrida alla carica di deputato regionale e,
per l'effetto, la sua decadenza dalla carica.
Ricordo preliminarmente che nella seduta d'Assemblea n. 95 del 28
febbraio 2024 era stato acclarato che l'on. Giuffrida era primo dei
non eletti della lista provinciale De Luca Sindaco di Sicilia -
Sud chiama Nord nel collegio circoscrizionale di Catania e che,
per tale sua condizione, si era proceduto al relativo insediamento
nella carica, in quanto da considerarsi proclamato eletto per via
giudiziale.
Comunico, poi, che nella summenzionata sentenza n. 89/2025 della
Corte d'Appello di Palermo, si legge espressamente che:
a) l'appellante Primavera Santo Orazio - dopo aver premesso che
era risultato il secondo dei non eletti all'elezione dei Deputati
dell'Assemblea Regionale Siciliana del 25/09/2022 nel Collegio
Circoscrizionale Provinciale di Catania, lista n. 1 DE LUCA
SINDACO DI SICILIA - SUD CHIAMA NORD', e che il candidato
Giuffrida Salvatore, primo dei non eletti, era subentrato nella
carica di deputato regionale a Vasta Davide Maria, dichiarato
ineleggibile con pronuncia del Tribunale di Palermo confermata
dalla Corte di Appello di Palermo - chiedeva accertarsi e
dichiararsi la ineleggibilità e/o incandidabilità del predetto
Giuffrida, con decadenza dello stesso da tale carica, e, per
l'effetto, correggersi il risultato delle elezioni, con
sostituzione del ricorrente al Giuffrida e proclamazione del primo
a consigliere e/o deputato nella XVIII legislatura della Regione
Siciliana (punto 1, in fatto e in diritto);
b) deve pertanto dichiararsi l'ineleggibilità di Giuffrida
Salvatore alla carica di deputato dell'Assemblea Regionale, con
conseguente declaratoria di decadenza dello stesso. (punto 29, in
fatto e in diritto);
c) nelle conclusioni, la Corte Accoglie l'appello avverso la
sentenza del Tribunale di Palermo n. 3323/2024 pubblicata il
7.6.2024 proposto da Primavera Santo Orazio nei confronti di
Giuffrida Salvatore, e, per l'effetto, dichiara che Giuffrida
Salvatore è ineleggibile alla carica di deputato dell'Assemblea
Regionale Siciliana in relazione alle elezioni svoltesi in data
25.9.2022 e lo dichiara decaduto. .
Tutto ciò premesso, ne deriva che Primavera Santo Orazio, per la
sua condizione di primo dei non eletti della sopra citata lista
provinciale nel collegio circoscrizionale di Catania, è da
considerarsi proclamato eletto deputato regionale per via
giudiziale a seguito dell'accoglimento dell'appello da lui proposto
nei confronti di Giuffrida Salvatore.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto che dalla data della pubblicazione della superiore
sentenza della Corte d'Appello di Palermo decorre il termine di
venti giorni per la presentazione di eventuali proteste o
reclami ai sensi dell'articolo 61, comma 3, della legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29.
(L'onorevole Primavera entra in Aula)
PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Santo Orazio Primavera è presente
in Aula, lo invito a prestare il giuramento prescritto
dall'articolo 5 dello Statuto siciliano.
Do lettura della formula di giuramento stabilita dall'articolo 6
delle Norme di attuazione dello Statuto siciliano, Decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 25 marzo 1947, n. 204:
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione, di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana».
(L'onorevole Primavera pronunzia a voce alta le parole: Lo
giuro )
PRESIDENTE. Dichiaro immesso l'onorevole Primavera nelle funzioni
di deputato all'Assemblea regionale siciliana.
(Applausi)
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione relativa a interrogazione n. 769
PRESIDENTE. Comunico che, con riferimento all'interrogazione a
risposta scritta n. 769 dell'on. Catanzaro, l'Assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, con nota
prot. n. 982/GAB del 9 gennaio 2025, protocollata al n. 266-
DIG/2025 di pari data, ha eccepito la propria incompetenza.
Seguito della discussione del disegno di legge nn. 604-125-251-
324-338/A
«Disciplina delle strutture turistico-ricettive»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 604-125-251-324-338/A «Disciplina delle strutture turistico-
ricettive», posto al n. 1).
Aspettiamo l'assessore Amata che stava per entrare.
Il Presidente Ferrara se vuole frattanto riferire rispetto alle
riunioni o a quanto fatto, ne ha facoltà.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Sì. Grazie,
Presidente. Onorevoli colleghi, rispetto ai lavori della scorsa
settimana, con gli onorevoli colleghi abbiamo provveduto a
riorganizzare, riassemblare quelle che erano le incongruenze nate
da qualche modifica che l'Aula aveva determinato, pertanto dovremmo
avere riordinato tutto per potere adesso procedere con le
votazioni.
L'Assessore intanto è arrivata, pertanto immagino, Presidente, che
possiamo riprendere con le votazioni.
PRESIDENTE. Allora, eravamo all'articolo 8. Abbiamo una
riscrittura che stiamo caricando sui tablet cosicché la possiate
leggere e successivamente valutare.
DE LUCA Antonino. E' una riscrittura dell'intero articolo?
PRESIDENTE. Solo del comma 8, onorevole De Luca.
CRACOLICI. Non è stato caricato nulla.
PRESIDENTE. La stanno caricando, un minuto di bontà.
DE LUCA Antonino. E il comma 9?
PRESIDENTE. E il comma 9? Chiedo al presidente Ferrara. C'è stata
una riscrittura, onorevole Ferrara?
Onorevole Cracolici, l'emendamento è stato caricato. Lo trova sui
tablet.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie Presidente. Presidente, se c'è un attimo
l'attenzione dell'Aula, perché l'intervento è sull'ordine dei
lavori.
Noi la scorsa settimana abbiamo sospeso i lavori perché era stato
approvato un emendamento, scritturazione un po' atipica, perché nel
modificativo di un comma fondamentalmente si andava ad abrogare il
comma 8, il comma 9, il comma 4, si modificava il comma 5; era
quasi una riscrittura che cassava il 50 per cento dell'articolo
Questo modificativo era a firma della Commissione, però non era
stato discusso e approvato in Commissione per cui, dopo un po' di
dibattimento, avevamo chiesto di fermarci un attimo, affinché la
Commissione fosse riconvocata per andare a riguardare questo, come
pure altri articoli modificativi che erano presenti al testo
depositati a nome della Commissione, senza che la Commissione li
avesse trattati e deliberati.
Adesso vengono presentati - non so quali decisioni siano state
assunte, ma so che la Commissione non si è riunita - anche sugli
altri articoli - quindi lo dico adesso, perché il problema si
potrebbe ripresentare - e vengono offerte all'esame dell'Assemblea
due riscritture: una del comma 8 e una del comma 9. Mi riferisce il
presidente Ferrara che il comma 8 riscritto viene riagganciato
all'articolo 8; il comma 9 riscritto, invece, viene riagganciato
all'articolo futuro, in quanto questo era stato cassato con il
modificativo. Però, questa regola deve valere per entrambi i commi
che stanno riproponendo, o non vale per nessuno dei due, perché
come con quel modificativo è stato votato il comma 9, è stato
abrogato anche il comma 8, quindi nel momento in cui li
riscriviamo, o li rimettiamo tutti e due dentro l'articolo
originario o devono andare tutti e due al di fuori, altrimenti
stiamo adottando due regole diverse per due casi identici.
PRESIDENTE. La differenza tra quelli e questi...
DE LUCA Antonino. Io non la sento da qua
PRESIDENTE. Se vuole avvicinare, glielo dico all'orecchio
DE LUCA Antonino. No, potrebbero pensare male.
PRESIDENTE. Parlando con gli Uffici, la differenza tra quello che
lei sta dicendo - che è corretto, attenzione - ma, rispetto agli
emendamenti votati prima, non si può ritornare su un emendamento
già votato.
DE LUCA Antonino. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Noi stiamo modificando
DE LUCA Antonino. Noi, nell'emendamento che abbiamo modificato,
abrogavamo sia il comma 8 che il comma 9. Quindi non mi si può dire
che il comma 9 lo possiamo reinserire e il comma 8 no o viceversa.
O nessuno dei due, o tutti e due
PRESIDENTE. Infatti, se fosse così, le do ragione.
DE LUCA Antonino. No, è così. Non ho dubbi che è così
PRESIDENTE. Stiamo controllando.
Onorevole De Luca, mentre è qui ed è attento, l'emendamento 8.18.R
si può mettere in votazione perché è differente dal comma 8 di cui
lei ha posto la questione in maniera corretta, perché non si
potrebbe, giustamente, votare uno stesso emendamento che è già
stato votato, ma questo qui differisce da quello che c'era scritto
prima.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi io intervengo
sull'ordine dei lavori perché, come già avevo preannunciato, chiedo
di esaminare la procedura che stiamo adottando in questo iter di
questo disegno di legge, perché nella scorsa seduta d'Aula eravamo
rimasti che avremmo esaminato con attenzione questo disegno di
legge nella Commissione di merito, cioè in V Commissione.
Non c'è stata una convocazione, ma anche una riunione con tutti i
componenti della Commissione, e poiché nella scorsa seduta d'Aula
c'erano stati degli emendamenti a nome della Commissione, quindi
anche a nome mio, che io non conosco, non mi sono stati sottoposti,
non sono stati condivisi.
Quindi, sinceramente, signor Presidente, io le chiedo di fermarci,
anche perché non è un disegno di legge che merita di essere
trattato con questa velocità.
PRESIDENTE. Fermarci per cosa?
SCHILLACI. Mi scusi, signor Presidente, finisco e poi lei potrà
replicare.
PRESIDENTE. Non voglio replicare, voglio capire qual è la
richiesta.
Fermarsi per cosa?
SCHILLACI. Non abbiamo premura di esitare questo disegno di legge,
anche perché è un disegno di legge che poi andrà a ricadere sulla
pelle di tantissimi operatori. Io credo che anche l'assessore Amata
voglia fare un buon lavoro, e tra l'altro in Commissione noi
avevamo assolutamente creato un'armonia, creato un iter molto
armonico tra tutti i componenti. Quello che sta venendo oggi non
sembrerebbe andare nel senso di questo iter e di questa procedura.
Quindi io le chiedo di rinviare il testo in Commissione, perché
noi dobbiamo assolutamente essere certi di quello che stiamo
approvando.
PRESIDENTE. Premetto che la richiesta formale la possa fare
soltanto il Capogruppo, ma non volendo entrare nel discorso di chi
sia Capogruppo e chi non lo è, io credo che il lavoro su questo
disegno di legge non sia stato fatto in un quarto d'ora, e neanche
in un giorno. Credo che giace in Commissione da quando? Sei mesi?
Addirittura un anno
Ogni volta arrivare in Aula e ritornare in Commissione per perdere
ancora del tempo, non so se sia la procedura più giusta.
In tutti i casi, c'è una richiesta, io chiedo al Presidente della
Commissione di potere rispondere rispetto a quello che è stato il
suo intervento.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, come ha bene sottolineato lei, questo disegno di legge
giace in Commissione da oltre un anno, e ha visto la partecipazione
di tutte le categorie e di tantissimi colleghi, al di là anche
dell'apporto dei componenti della V Commissione che ringrazio
ancora una volta per il lavoro che hanno svolto.
Alla luce di ciò che è accaduto la scorsa settimana, come era
stato stabilito al termine dei lavori, stamattina si è svolta la
riunione con i componenti della Commissione.
Tra gli altri, preciso che proprio l'onorevole Schillaci è stata
contattata personalmente per essere nuovamente coinvolta in questo
momento di approfondimento organizzato stamane, ma ha preferito,
correttamente, andare in altre riunioni, in altri luoghi, credo in
Commissione Antimafia per svolgere il suo ruolo istituzionale.
Quindi, anche lei era stata avvertita stamattina, con i colleghi
che erano presenti abbiamo rivisto tutti gli articoli, ma ritengo
ad ogni modo che tutti gli emendamenti tecnici che hanno la firma
della Commissione sono stati suggeriti solo e soltanto per meglio
armonizzare il testo, e che non entrano nel merito, mai, di quelle
che sono le decisioni che la Commissione ha preso, sono soltanto
piccoli aggiustamenti, ne abbiamo già visti alcuni, ne vedremo
altri, che servono a meglio armonizzare il testo.
PRESIDENTE. Rispondo all'onorevole De Luca che nell'emendamento
21.4, se non ricordo male, troverà la risposta alle domande che ha
posto prima durante il proprio intervento.
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Grazie, Presidente. Io naturalmente ascolto quello che
ha detto il nostro Presidente della Commissione, devo un po'
comunque andare contro, nel senso che io non ho ricevuto nessuna
chiamata, non sono stata contattata, quindi ho saputo solo alla
fine della riunione o di questa pseudo riunione di questa analisi,
questo approfondimento, che ho chiesto devo dire in Aula la
settimana scorsa.
Quindi, per quanto mi riguarda, proprio per evitare di farlo
puntualmente, io ritiro e comunque mi dissocio da tutti gli
emendamenti che sono a firma della Commissione, visto e considerato
che non sono stata chiamata in causa.
PRESIDENTE. Ora, però, un secondo per fare chiarezza nei confronti
di chi comunque ascolta e può non capire a fondo quello che stiamo
dicendo.
La convocazione non è una convocazione formale, non c'è stata una
Commissione, c'è stata - vista l'intesa che si è sempre trovata fra
i deputati della Commissione e il Presidente della V Commissione,
onorevole Ferrara - una riunione diciamo informale per cercare di
condividere un testo, così come accade spesse volte anche in altre
circostanze, in altre occasioni e in altre Commissioni.
Ora, quello che è accaduto tra i vari componenti in maniera
informale non può essere certamente responsabilità, né di questa
Presidenza, né di questo Parlamento, se poi vi siete potuti
riunire, così come ho capito che alcuni hanno potuto partecipare
altri meno, e mi permetto di dire che se l'onorevole Schillaci era
convocata in Commissione Antimafia ha fatto bene andare in
Commissione Antimafia, perché c'è una convocazione scritta, una
convocazione regolare e quindi doveva partecipare alla Commissione
come ha ben fatto.
In tutti i casi l'Aula, a seconda di quello c'è scritto, si
determina in un senso o nell'altro, c'è una maggioranza e c'è
un'opposizione e c'è una condivisione di un'idea, questa è l'idea a
firma da parte del Presidente della V Commissione, poi l'Aula si
può determinare se bocciarlo, se approvarlo, ma non possiamo
impantanarci certamente per un emendamento.
Quindi se lei conferma di volere intervenire io la faccio parlare,
diversamente prego, onorevole.
SCHILLACI. Semplicemente per dire, più che altro perché il
Presidente mi ha chiamata in causa, esattamente io lo so che il
Presidente, magari in buona fede, vuole raggiungere i risultati in
tempi ottimali, però se ho una convocazione ufficiale è evidente...
PRESIDENTE. L'ho appena detto io.
SCHILLACI. Però quello che vorrei sottolineare è che non tutti i
componenti sono stati raggiunti dalla telefonata del Presidente,
per cui io ritengo che non è, chiedo agli Uffici...
PRESIDENTE. Gli Uffici non possono assolutamente fare nulla,
perché questa è una riunione informale, quindi non è investito né
l'Ufficio né la Presidenza di riunioni che intende fare...
SCHILLACI. Perfetto, allora io ritengo che non sia un modo
opportuno di procedere, perché secondo me...
PRESIDENTE. È stata una scelta vostra.
SCHILLACI. Secondo me, se erano state sollevate obiezioni sul modo
già di procedere su quegli emendamenti, a questo punto devo
ritenere intanto di ritirare la mia firma su alcuni emendamenti che
sinceramente non conosco bene.
PRESIDENTE. Di dissociarsi.
SCHILLACI. Io in questo momento non sono nelle condizioni di dire
che la direzione che stiamo proseguendo è quella corretta, perché
non sono in grado di stabilire se si tratta di un emendamento
tecnico o entra nel merito.
PRESIDENTE. Comunque si è anche risolta la questione perché gli
emendamenti sono a firma del Governo.
SCHILLACI. Io penso che non ci sia bisogno di dovere correre in
questo disegno di legge perché, ripeto, stiamo agendo sulla pelle
di tantissimi operatori e il comparto del turismo è uno degli
ambiti fondamentali di questa Regione. Quindi, io ripristino la mia
richiesta di decelerare.
PRESIDENTE. Per me ci possiamo prendere anche altri tre anni, lo
facciamo nella prossima legislatura, non ho difficoltà, io cerco di
dirigere i lavori di questa Assemblea, però se ogni volta per un
emendamento ci dobbiamo fermare, mi sembra anche eccessivo forse.
Lei, onorevole Cracolici, dà sempre una mano.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Colleghi, noi ci siamo fermati per un incidente. Perché
erroneamente era stato votato l'abrogazione del comma 9, che
determinava una condizione di cui ho chiesto e ora? Abrogato il
comma 9, che succede? E lì si è scoperto che si era aperta una
voragine di un vuoto normativo. Ora, che il comma 8 sia stato
riscritto e il comma 9, forzando con la procedura, è evidente che
stiamo forzando, ma nel senso di dare compiutezza a una norma - tra
l'altro parliamo più di aspetti procedurali - è stata presentata
una riscrittura ad un altro articolo, dove si ripristina di fatto
il comma 9. Ora, sappiamo bene che è una forzatura dal punto di
vista regolamentare, però rispetto ad un incidente che si è fatto,
e invito il Presidente della Commissione, nel prosieguo di questo
esame, di fare attenzione agli effetti degli emendamenti
presentati, in maniera tale da non determinare condizioni tali per
cui non si capisce bene che succede. Per cui chiedo alla collega di
consentire intanto di chiudere questo articolo 8, nelle modalità io
chiedo invece di arrivare all'esito sull'articolo 8, quando
arriveremo al 17, o 18, questo emendamento, lo affronteremo, ma
chiudiamo l'articolo 8 perché, ripeto, ci siamo fermati su un
incidente d'Aula, non su fatti politici rilevanti.
604-125-251-324-338/A
Riprende il seguito della discussione del disegno n. 604-125-251-
324-338/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.18.R, a firma del Governo,
pertanto chiedo il parere della Commissione.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo, allora pongo in votazione l'emendamento
8.18.R. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.3 IV parte, a firma degli
onorevoli Ferrara e Assenza, è ritirato? Sì, è ritirato, benissimo
ritirato.
Si passa all'emendamento 8.4, a firma dell'onorevole Dipasquale.
E' mantenuto o ritirato? Onorevole Catanzaro, se mi sentisse un
minuto sull'8.4, vorrei solo sapere se lo mantiene o se lo ritira.
Mantenuto, benissimo.
Il parere del Governo?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Obblighi di comunicazione dei dati ai fini statistici
1. I titolari o i gestori delle strutture turistico-ricettive e
coloro che esercitano la locazione per finalità turistiche sono
tenuti alla comunicazione dei flussi turistici per finalità
statistiche al dipartimento regionale del turismo, dello sport e
dello spettacolo tramite il sistema turist .
2. I soggetti di cui al comma 1 registrano giornalmente l'arrivo e
la partenza di ciascun ospite e, con riferimento alle strutture
ricettive turistiche, anche il numero delle camere occupate,
mediante apposita procedura telematica, nel rispetto della
normativa vigente in materia di protezione e trattamento dei dati
personali.
3. La comunicazione telematica dei dati, obbligatoria anche in
assenza di movimento, è effettuata con cadenza giornaliera, secondo
le prescrizioni impartite dall'ISTAT ai sensi dell'articolo 7 del
decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.
4. I soggetti di cui al comma 1 hanno inoltre l'obbligo di
registrare le presenze e di comunicarle alla Questura ai sensi
dell'articolo 109 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. 5. È
responsabilità del conduttore comunicare immediatamente eventuali
variazioni nelle presenze al gestore, che provvede alla
trasmissione telematica.».
PRESIDENTE. C'è un emendamento soppressivo, l'11.4 a firma degli
onorevoli De Luca, Di Paola e altri. Mantenuto o ritirato?
Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 11.3, a firma degli onorevoli Ferrara e
Assenza. Ritirato? Ritirato, benissimo.
Si passa all'emendamento 11.9, a firma dell'onorevole De Luca e
altri. E' precluso.
L'emendamento 11.8 è precluso. Prima dell'emendamento 11.10 a
firma della Commissione, tratteremo l'emendamento 11.11. Troverete
un emendamento tecnico a firma del Governo, fuori sacco,
classificato 11.11, do il tempo di poterlo leggere. Assessore
Amata, vuole illustrare brevemente l'emendamento 11.11?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 11.11 va a cassare,
diciamo nel titolo abbiamo obblighi di comunicazione dei dati ai
fini statistici, nella considerazione che si parla anche
dell'obbligo di mandare i dati in Questura, quindi non è solo per
fini statistici, ma è un obbligo in generale. E poi al comma 5 "è
responsabilità" è sostituita con "è obbligo" del conduttore di
inviare questi dati sia al Dipartimento che in Questura.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FERRARA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.11. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 11.10 a firma della Commissione. Abbiamo
già detto che l'onorevole Schillaci si dissocia insieme
all'onorevole Saverino dagli emendamenti a firma della Commissione.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Vorrei
capire una cosa a norma di Regolamento, per il futuro soprattutto,
non tanto per questo disegno di legge. Quando viene presentato un
emendamento senza la firma di nessun deputato a nome della
Commissione credo che quell'emendamento debba essere precluso,
tolto dal testo, perché non è firmato da nessun deputato, e non
possono essere depositati emendamenti senza firma dei deputati.
Cioè è una domanda, perché se no, qualunque Presidente firma a nome
della Commissione?
PRESIDENTE. Il tema è uno, gli emendamenti della Commissione non
si intendono all'unanimità, si intendono a maggioranza, vorrà dire
vorrà dire che il Presidente della Commissione si è assunto la
responsabilità.
DE LUCA Antonino. La consideri una pregiudiziale prima di andare
avanti.
PRESIDENTE. Facciamo un esempio, lo leva alla Commissione lo fa
suo un Presidente di un Gruppo parlamentare con altri quatto
deputati...
DE LUCA Antonino. Una domanda le faccio, facciamo finta che io
presento un emendamento a nome mio, viene presentato un emendamento
che in realtà io non ho mai firmato, facciamo finta,
quell'emendamento è senza firma, non lo può fare suo qualcuno,
perché non è mai stato presentato, qualcuno può fare suo un
emendamento che è stato validamente depositato, ma un emendamento
che non è stato validamente depositato, non è di nessuno, cioè è
inesistente
PRESIDENTE. Credo che il Presidente Ferrara, che ora interverrà,
abbia coinvolto la Commissione, poi ci può essere chi condivide,
onorevole De Luca però se mi fa una domanda poi deve ascoltare la
risposta, se no le serviva soltanto fare l'intervento. No Mi deve
anche ascoltare nella risposta.
Il Presidente Ferrara sono abbastanza convinto che abbia coinvolto
anche gli altri deputati, diversamente dovrebbe spiegarci il perché
firma a nome della Commissione se non ha coinvolto quanto meno la
maggioranza dei membri della V Commissione.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Sarò breve, c'è
un tema, il tema Presidente Galvagno è nulla nei confronti del
Presidente Ferrara, perché diciamo ci sono i componenti della
Commissione, loro si confrontano.
Noi la scorsa settimana ci siamo lasciati dentro quest'Aula con la
giornata di oggi che bisognava avere la condivisione di alcuni
emendamenti che abbiamo riscontrato che non erano stati condivisi
dalla Commissione, e che serviva una condivisione su questi
emendamenti.
Dopo di che la giornata di oggi pare, io dico così ascoltando
quello che sono anche le voci da parte dei colleghi che fanno parte
della Commissione, che alcuni emendamenti continuano ad insistere,
Presidente Galvagno, la prego Presidente Galvagno insieme al
Segretario un attimo, proprio un attimo, così poi parlate.
PRESIDENTE. La stiamo ascoltando, stiamo cercando di capire...
CATANZARO. L'ho capito, infatti finisco e poi sarà chiaro C'è
una supposizione che ovviamente è una non condivisione di questi
emendamenti che sono avvenuti dentro la Commissione.
Ora, è chiaro che se alcuni deputati che fanno parte della
Commissione sono all'interno dei Gruppi parlamentari, tirano fuori
un'argomentazione di non condivisione di questi emendamenti, non è
che non si vuole andare avanti sul disegno di legge, ma c'era la
possibilità di questa condivisione che la settimana scorsa abbiamo
immaginato di fare proprio su questi stessi emendamenti.
Quindi, Presidente Galvagno, basterebbe soltanto più condivisione
rispetto agli emendamenti che si portano in Aula da parte della
Commissione, cosa che pare...
PRESIDENTE. Sta parlando con il deputato più ecumenico forse di
questo...
CATANZARO. Sì... l'ho capito Presidente Galvagno
PRESIDENTE. Io posso esortare il Presidente della Commissione a
essere assolutamente più coinvolgente nei confronti di tutte le
forze politiche all'interno della Commissione.
CATANZARO. Le sto dicendo che ovviamente se ci sono delle
riflessioni in merito ad emendamenti che non sono stati condivisi
in Commissione, basterebbe soltanto, come dire, o capire se è
reale, e quindi eventualmente estrapolarli dal testo per andare
avanti, oppure c'è qualcosa che non ha funzionato in Commissione.
PRESIDENTE. Corretto quello che dice, al netto del coinvolgimento
del Presidente che ora spiegherà e darà il suo punto di vista, il
tema è che comunque poi c'è un emendamento, se il Presidente o
alcuni deputati che fanno parte della Commissione V si dissociano,
non è che preclude il fatto che questo emendamento possa essere
presentato.
CATANZARO. No, non è che si parla... si parla di quello che è
stato fatto la scorsa settimana, noi ci siamo fermati sulla
condivisione degli emendamenti, stop, non è il problema di non
poterlo presentare.
PRESIDENTE. Ok. Ora chiedo al Presidente Ferrara lumi rispetto a
questo intervento.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Grazie
Presidente, Presidente Catanzaro, lei litiga con Cracolici, io
riporto quello che dice lei, non aggiungo nulla e non tolgo nulla,
non preciso chi oggi ha partecipato alla riunione per evitare di
entrare in beghe altrui, però rappresento che questi emendamenti
che sono, ribadisco, solo emendamenti tecnici, sono stati
chiaramente sostenuti e concordati con la maggioranza della
Commissione.
Ma volendo entrare nello specifico, e premettendo che sono pronto
a ritirarlo..
PRESIDENTE. No no, è un tema dirimente il suo. Il tema è uno, se
questo emendamento al netto di quello che ci sia scritto può essere
tecnico, come può essere un emendamento non tecnico, la domanda è
una: lei ha coinvolto la maggior parte della Commissione?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Assolutamente
sì
PRESIDENTE. Secondo me dovrebbe coinvolgerla tutta.
Ma se si stanno alzando in due della Commissione e gli altri no.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Assolutamente
sì, perdonatemi.
PRESIDENTE. Prima facciamo completare l'onorevole Ferrara.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Se mi permette
(brusio in Aula)
PRESIDENTE. No, prima deve completare il Presidente.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Stiamo
analizzando l'articolo nel suo complesso, ma il comma modificato
11.10.
Nell'articolo 11 sono apportate le seguenti modifiche: si
sostituisce quindi con riferimento alle strutture ricettive, salta
la parola "anche" cioè stiamo discutendo della parola "anche" che
meglio specifica un concetto.
Dico questo, lo preciso a me stesso, magari può essere che
qualcuno ne può trarre beneficio, successivamente con riferimento
alle strutture si precisa che sono tutte le strutture.
Cioè, quindi, l'Aula si sta fermando per una parola 'anche' che
armonizza meglio il concetto e, per la precisazione, che si tratta
di tutte le strutture. Cioè stiamo discutendo di questo. Tutte le
modifiche dove c'è scritto la parola Commissione sono modifiche
tecniche e, ribadisco, che sono state apprezzate dalla maggioranza
della Commissione
Fermo restando tutto ciò, Presidente, sono pronto a ritirare
questo emendamento se l'Aula rimane soddisfatta. Alla fine tutto il
documento, probabilmente, sarà un po' meno chiaro, ma l'Aula sarà
più contenta. Quindi diciamo massima disponibilità.
PRESIDENTE. È stato molto esaustivo il Presidente Ferrara.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Mi
sento chiamato anche io in causa in quanto componente della V
Commissione.
Presidente, semplicemente forse il senso di questa nostra protesta
- diciamo propositiva - vuole essere un appello che lanciamo al
Presidente della V Commissione perché, ad esempio, anche in maniera
pratica e concreta, spesso e volentieri, non avere anche banalmente
un gruppo whatsapp come in tante altre Commissioni dove si comunica
in maniera anche semplice l'attività che si fa, questo potrebbe
essere utile.
Cioè, Presidente Ferrara, il nostro intervento vuole essere un
intervento propositivo, anche per migliorare i lavori della
Commissione. Io ero uno di quei deputati che non sapevo che lei,
formalmente, stamattina avesse convocato dei colleghi per mettersi
un attimo d'accordo sulle eventuali modifiche. Io non lo sapevo,
nonostante non avessi nessun'altra Commissione in corso.
Quindi il senso dell'intervento dell'onorevole Saverino e
Schillaci, non voglio fare il sindacalista dei miei colleghi, che
si sanno bene esprimere da soli, è cercare una maggiore
collaborazione affinché, ovviamente, i lavori di questa Commissione
possano essere un po' più concertati tra la maggioranza e
l'opposizione.
In questo caso, purtroppo, c'è uno scollamento evidente tra i
colleghi della maggioranza all'interno della Commissione e quelli
dell'opposizione. Il mio intervento, Presidente Ferrara, è un
intervento come dire di distensione e rispetto ai lavori futuri che
possiamo fare.
604-125-251-324-338/A
Riprende il seguito della discussione del disegno n. 604-125-251-
324-338/A
PRESIDENTE. Mi pare che ci siamo sugli anche' e sul tutte', io
andrei avanti però...
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori. Anche a chiarimento, sennò chi ci segue in Aula o da
casa ci prende pure per pazzi, e pazzi non siamo, all'articolo 14,
c'è un emendamento della Commissione che sopprime il comma 3. È
tecnico? non è tecnico, come non era tecnico quello
PRESIDENTE. Siamo sull'11 però, onorevole De Luca...
DE LUCA Antonino. No, no, allora Presidente ci dobbiamo chiarire,
sennò le devo chiedere di convocare una Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, perché è una questione di metodo e di
regolamento.
Ripeto: non è possibile, se un emendamento è della Commissione ci
deve essere un verbale in cui la Commissione con 7 presenti, 4 voti
di maggioranza e 3 di opposizione, nell'ipotesi più denegata,
approvano o bocciano un articolo.
E, allora, dobbiamo deciderci. Cioè non può uscire Commissione .
Io chiedo che gli emendamenti a firma La Commissione siano
espunti dal testo, questo chiedo, una cosa semplicissima.
...attacco nè al Presidente sia chiaro però per chiarire, perché
sennò uno dice ma questo perché interviene? perché batte a coppe, e
uno dice ma è così o non è così? è tecnico o è politico?
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei è alla seconda legislatura,
quindi determinate dinamiche le sa: lui fra un secondo lo ritira,
dopo un altro secondo c'è un deputato che lo fa proprio.
L'emendamento rimane in Aula
DE LUCA Antonino. Si hanno per non presentati
PRESIDENTE. In che senso?
DE LUCA Antonino. Perché non sono firmati da nessuno
PRESIDENTE. Ma il Presidente ha dichiarato al microfono che ha,
comunque, condiviso l'emendamento, e ci sono tre deputati che si
stanno alzando e stanno dicendo...
DE LUCA Antonino. Io le sto dicendo che, se è stato approvato
dalla Commissione, c'è il verbale. Sennò quanto asserito non
risponde al vero.
PRESIDENTE. Onorevole Ferrara, visto che si vuole utilizzare
questo principio, si utilizzerà per il futuro. Voglio vedere
cos'altro spunterà
Allora l'emendamento è ritirato. Si passa all'emendamento 11.7 a
firma di De Luca Antonino. E' mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 11.2 e 11.1 sono decaduti.
Si passa all'emendamento 11.6 a firma dell'onorevole De Luca
Antonino. E' mantenuto o ritirato? L'emendamento è soppressivo
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.5. E' mantenuto o
ritirato? Ritirato, va bene
Si passa all'esame dell'emendamento 11.3 II parte, che è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Pubblicità dei prezzi e informazioni all'interno delle strutture
turistico-ricettive
1. Nella zona di ricevimento degli ospiti delle strutture
turistico-ricettive è esposta, in modo che sia perfettamente
visibile, una tabella riepilogativa dei prezzi massimi dei servizi
praticati nell'anno in corso nonché delle caratteristiche della
struttura».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 12. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Obblighi assicurativi
1. I titolari delle strutture turistico-ricettive, ad esclusione
delle locazioni turistiche nonché degli affittacamere, delle case
vacanze e dei bed &breakfast qualora gestiti in modo non
imprenditoriale, stipulano, per i periodi di esercizio, una polizza
per i rischi da responsabilità civile nei confronti dei clienti.
2. Per gli alloggi nautici diffusi l'assicurazione è estesa in
favore del locatario e dei passeggeri per gli infortuni e i danni
subiti in occasione o in dipendenza del contratto di locazione, in
conformità alle disposizioni e ai massimali previsti per la
responsabilità civile».
Ci sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto, si vota il
mantenimento dell'articolo.
Mi informano gli Uffici che è stato presentato un emendamento last
minute del Governo, quindi, dobbiamo aspettare, un paio di minuti,
perché non è ancora caricato.
L'emendamento è recante la numerazione 13.4. Onorevoli colleghi,
sul tablet troverete nel fascicolo degli emendamenti fuori sacco
del Governo l'emendamento 13.4.
Avete letto l'emendamento 13.4? Benissimo, possiamo andare avanti.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole La Rocca Ruvolo,
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno n. 604-125-251-
324-338/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, era una richiesta di chiarimento.
Poiché dall'emendamento 13.4 viene abrogata, al primo comma, la
dizione "nonché agli affittacamere eccetera" e rimane soltanto "le
locazioni turistiche", ebbene, nella classificazione all'articolo
3, non si evince che cosa siano le locazioni turistiche. Per cui
noi citiamo, nell'articolo 13 le locazioni turistiche e non sono
definite, in quanto locazioni turistiche, dalla classificazione che
abbiamo fatto all'articolo 3. Come si tiene insieme il tutto?
PRESIDENTE. Sono definite dall'articolo 34.
CRACOLICI. Le locazioni turistiche? A sorteggio, quindi Cioè
andiamo avanti... è scritto con un po' con i piedi Cioè se tu
definisci una cosa, la scrivi prima. Poi una norma che fa
riferimento ad una cosa che hai definito, si capisce di cosa
parliamo. Ma tu lasci locazioni turistiche, e poi rinvii, ad un
articolo che è 20 articoli dopo, cosa sia la locazione turistica...
Cioè, come dire, come me e chi sa quanti faranno questo... Della
serie "Ma che cosa sono le locazioni turistiche"? O almeno
specificate "di cui all'articolo 34". Quanto meno. Le leggi devono
avere un ordine di lettura. Chiaro?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, gli Uffici mi dicono che se ne
occuperanno loro in sede di coordinamento formale.
Pongo in votazione l'emendamento 13.4. Il parere della
Commissione?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione...
CRACOLICI. Un minuto
PRESIDENTE. Benissimo. Grazie, tutto il tempo che le serve. Pongo
in votazione l'emendamento 13.4. Chi è favorevole resti seduto, chi
è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo, 13 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Alberghi
1. Sono alberghi le strutture turistico-ricettive a gestione
unitaria e aperte al pubblico che, ubicate in uno o più edifici o
parti di edifici, forniscono alloggio e altri servizi accessori e
possono somministrare alimenti e bevande anche alle persone non
alloggiate.
2. Possono assumere la denominazione di motel gli alberghi
attrezzati per la sosta e l'assistenza delle autovetture che
assicurano servizi di autorimessa, rifornimento carburanti e
riparazione delle autovetture.
3. Possono assumere la denominazione di villaggio albergo gli
alberghi caratterizzati dalla centralizzazione dei principali
servizi in funzione di più edifici facenti parte di un unico
complesso adeguatamente delimitato e dotato di un'area attrezzata
per il soggiorno e lo svago della clientela.
4. Negli alberghi sono consentite, previa indicazione nella SCIA
di cui all'articolo 5:
a) l'attività di vendita al dettaglio al pubblico, nel
rispetto delle normative vigenti;
b) l'attività di centro benessere, ivi comprese saune, bagni
turchi e bagni a vapore, sia per le persone alloggiate sia per il
pubblico, da intendersi come prestazione di servizi riguardanti la
cura del corpo, nel rispetto dei requisiti strutturali,
professionali e organizzativi previsti dalle normative di settore».
Ci sono degli emendamenti soppressivi, a firma dell'onorevole De
Luca Antonio. Il 14.1. Sono mantenuti o ritirati?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie. Le chiedo per tutti, onorevole. Sono
il 14.1, 14.5, 14.4.
DE LUCA Antonino. I primi tre, sì.
PRESIDENTE. I primi tre, sì. Quindi 14.5 e 14.4 analogamente
ritirati. Bene.
Si passa all'emendamento 14.7 della Commissione.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Ha una sua
logica. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato. Benissimo.
Sul 14.3 e 14.2 devo chiedere prima all'onorevole De Luca se sono
mantenuti o ritirati. Onorevole De Luca?
DE LUCA Antonino. Un attimo solo che sto vedendo ma nel frattempo,
Presidente, volevo riflettere un attimino sul comma 3 e sul comma
4.
Nel frattempo, l'Assessore sul comma 4 potrebbe fornire un
chiarimento all'Aula?
Cioè, le attività che noi vorremmo consentire, previa trasmissione
della Scia, ma non sono regolamentate già da normative nazionali?
Come che vuol dire? Quello che vi ho detto voi consentite agli
alberghi di svolgere determinate attività che sono regolamentate,
la vendita al dettaglio, altre cose, dalla normativa nazionale, non
è che possiamo dire noi cosa devono fare...
Vorrei un chiarimento perché io non l'ho capito.
PRESIDENTE. Assessore, riesce a dare chiarimento?
Intanto il 14.3 e il 14.2 sono mantenuti o ritirati? Onorevole De
Luca?
DE LUCA Antonino. Ritirati. Attendo la risposta dell'Assessore.
PRESIDENTE. Sì, sì, gliela dà la risposta.
DE LUCA Antonino. Da quello dipende se ritiro o meno il 14.2.
PRESIDENTE. Assessore Amata, prego.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Collega
De Luca, allora, rispetto ovviamente alla normativa nazionale,
quindi alle normative vigenti, però hanno l'obbligo quando
presentano la Scia di dettagliare che cosa pensino di vendere o le
attività che intendano fare, esse vanno comunque relazionate e
documentate nella Scia.
Poi intervengo sull'emendamento della collega Schillaci.
PRESIDENTE. Va bene.
Possiamo andare avanti sull'emendamento?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Benissimo, grazie.
Andiamo al 14.6 che è degli onorevoli Schillaci e De Luca.
Mantenuto?
SCHILLACI. Presidente, lo ritiro perché è restrittivo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
Si passa allora all'emendamento 14.8 del Governo, che trovate nel
blocco degli emendamenti del Governo, fuori sacco; quindi
prendetevi tutto il tempo che vi serve e poi lo mettiamo in
votazione.
Se eventualmente il Governo lo volesse illustrare, così da poter
agevolare l'Aula.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Stiamo
aggiungendo al comma 4 la lettera c), che consente il trasporto
gratuito degli ospiti con mezzi propri, cioè della struttura
ricettiva, però se è incluso nella tariffa della camera; cioè è un
servizio che offre direttamente, quindi incluso nel prezzo della
camera, l'albergatore.
PRESIDENTE. Intanto chiedo ai colleghi se hanno avuto la
possibilità di leggere l'emendamento 14.8. Benissimo, allora pongo
in votazione l'emendamento 14.8.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, volevo intervenire su questa lettera
c) che è stata inserita, perché volevo capire una cosa. Cioè noi
stiamo impedendo agli albergatori di includere un servizio di
trasporto per gli ospiti, purché sia a titolo gratuito. Cioè noi
stiamo dicendo questo, stiamo dicendo che si può fare, gli
albergatori lo possono fare, di dare un servizio di trasporto,
purché sia a titolo gratuito. Cioè non lo possono fare non a titolo
gratuito? Sembrerebbe così con questo emendamento. Lo vorrei
capire.
PRESIDENTE. Prego, assessore Amata.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Allora,
collega Schillaci, questi emendamenti sono stati ovviamente
discussi con le associazioni di categoria. Diciamo che è gratuito,
perché altrimenti ci sarebbe una sorta di concorrenza sleale con
chi invece fa questo mestiere.
SCHILLACI. Io non sono d'accordo
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. È stato
discusso e concordato con le associazioni di categoria, che hanno
chiesto esattamente questa dicitura e cioè che gli albergatori
offrissero all'interno del costo totale della camera anche il
servizio di trasporto.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, io non concordo su questo
emendamento. Perché? Perché in tutto il mondo gli albergatori
possono organizzare trasporto a pagamento dei propri ospiti, le
famose navette aeroportuali, ad esempio, che sono a pagamento.
Quindi noi in Sicilia ci stiamo discostando dall'intero mondo.
Allora mi spieghi qual è questo trasporto, cioè io in qualsiasi
albergo al mondo io vada, se voglio che sia l'albergo a
organizzarmi il trasporto dall'aeroporto lo pago e lo pago
all'albergatore, non lo pago ad altri all'esterno. Perché dobbiamo
favorire determinate categorie che si occupano di trasposto
all'esterno degli alberghi? Invece si faccia una sana concorrenza
di trasporto che sicuramente si abbasseranno le tariffe.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Assessore Aricò, assessore Amata, rispetto a questo
articolo - e mi piace anche il fatto che sia presente l'assessore
Aricò, credo che rischiamo, anche alla luce delle sollecitazioni
che abbiamo ricevuto dalle categorie, di alimentare ancora di più
questo decreto che ha fatto Salvini, che dovrà essere recepito
entro il mese di gennaio, e che ha creato non poco fermento e
fibrillazione tra i trasportatori siciliani, tutti coloro i quali
hanno una licenza di Ncc e tutti coloro i quali oggi offrono un
servizio ai turisti e a chi svolge attività ricettive.
Allora, io spero, Assessore, che il fatto di inserire all'interno
di questa legge la possibilità di trasporto gratuito per le
strutture non danneggi ulteriormente la categoria dei trasportatori
perché non vorrei che la dicitura, lo dico non come attacco,
Assessore, lo dico proprio come valutazione che deve fare questo
Governo, non vorrei che all'interno del costo complessivo venga
inserito il costo del trasporto e alla fine a subirne i danni e le
conseguenze sia questa categoria di lavoratori.
Le dico questo, assessore Aricò, perché insieme a lei avevamo
concordato una strategia per provare in qualche modo ad evitare che
il recepimento di questo decreto Salvini, che rischia di
danneggiare questi operatori, possa in qualche modo avvenire in
maniera istantanea e quindi consentire alla nostra Regione e al
Governo di fare magari un decreto per o rallentare o modificare
quello che è stato stabilito a Roma.
E allora io penso che questa richiesta che è stata fatta si
inserisca all'interno di questo contesto. Se così non dovesse
essere che anche lei ci dia rassicurazioni in questo senso.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. E
allora, l'albergatore, la struttura ricettiva, l'azienda se offre
due servizi già diventano un pacchetto.
Il pacchetto turistico lo può offrire, adesso sto ricordando il
ragionamento che è stato fatto con le associazioni di categoria,
solamente l'agenzia di viaggi, per cui è evidente che dovendo
normare per consentire all'albergatore di offrire questo servizio,
deve essere incluso nel costo della camera.
Quindi è un obbligo di legge.
SCHILLACI. Così schizzano i prezzi delle camere
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, velocemente, è intervenuta una circolare del Ministero
del 2015 che è successiva rispetto ad una sentenza del Consiglio di
Stato, la n. 4898 del 4 agosto 2008, che prevede che i soggetti che
corrispondono con mezzi propri di trasporto dei servizi di navetta,
lo possono fare esclusivamente a titolo gratuito perché per tutto
il resto a pagamento intervengono o i taxi o nolo con conducente.
Quindi il fatto che...
SCHILLACI. In tutto il mondo è diverso
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Allora, mi
sono permesso, signor Presidente, di poter citare anche la sentenza
del Consiglio di Stato del 2008 per dare la possibilità a tutti i
colleghi e al Parlamento intero di poterla andare a visionare per
rendersi conto nella lettura di quanto ho esposto nei secondi
precedenti.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
celermente avendo compreso che si tratta di una circolare
ministeriale non intervenuta negli ultimi giorni, io direi, se
l'assessore è d'accordo, di stralciare questo emendamento
aggiuntivo.
Come si è andati avanti sinora, io credo che il settore continuerà
ad andare avanti serenamente e non ragionerei in termini di
concorrenza sleale, perché diversamente, allora, dovremmo dire che
nei ristoranti degli alberghi ci devono mangiare soltanto gli
ospiti dell'albergo e non chi venga da fuori
Quindi vorrei dire, Assessore, io questo qui lo toglierei, magari
poi ci sarà occasione di approfondire in Commissione, però questa
cosa delle navette, al netto della richiesta della categoria,
perché è normale che la categoria se diamo 100 ci chiederà 110, le
categorie fanno gli interessi delle categorie noi dobbiamo fare,
invece, gli interessi di chi viene in Sicilia a portare il proprio
denaro per spenderlo qui, quindi al netto di quello che poi
vogliono le categorie, dobbiamo capire cosa è giusto fare.
Assessore io le pregherei il garbo, visto anche i toni miti che
quest'Aula ha assunto, di non creare frizioni e di ritirare
l'emendamento.
PRESIDENTE. Chiedo all'Assessore se lo mantiene o la ritira.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Io
posso ritirarlo nella considerazione che, comunque, immagino che il
trasporto gratuito dei loro ospiti possano continuare a farlo,
quindi non credo che quest'Aula danneggi il comparto.
Evidentemente, magari in altro momento, si può approfondire la
questione.
PRESIDENTE. Quindi è ritirato, benissimo. Pongo in votazione
l'articolo 14. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15
Condhotel
1. Sono condhotel gli esercizi alberghieri che presentano le
caratteristiche di cui all'articolo 31 del decreto legge 12
settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla legge 11
novembre 2014, n. 164 e successive modificazioni.
2. La superficie complessiva dei compendi immobiliari interessati
da condhotel, per la parte residenziale, non può in alcun modo
beneficiare degli aumenti delle cubature riservate dagli strumenti
urbanistici alle superfici destinate a funzioni turistico-
ricettive.».
All'articolo 15 ci sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto
si vota il mantenimento. Lo pongo in votazione, chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Residenze turistico-alberghiere
1. Sono residenze turistico-alberghiere le strutture turistico-
ricettive a gestione unitaria, aperte al pubblico, ubicate in uno o
più edifici o parti di edifici, che offrono alloggio e servizi
accessori in unità abitative arredate, costituite da uno o più
locali e dotate di servizio autonomo di cucina.
2. Le residenze turistico-alberghiere non possono somministrare
alimenti e bevande alle persone alloggiate e ai loro ospiti se non
attraverso distributori automatici.».
All'articolo 16 c'è un emendamento fuori sacco, il 16.6 a firma
del Governo.
SCHILLACI. Dove si trova questo emendamento?
PRESIDENTE. Lo trova nello stesso file dove ha trovato gli altri
emendamenti fuori sacco del Governo. In tutti i casi, l'Assessore
Amata sta per intervenire per illustralo.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Illustro immediatamente questo emendamento. Purtroppo c'è stato un
errore assolutamente di battitura, quindi il senso dell'articolo
era il contrario di quello che si voleva andare a dire e a
definire e quindi lo abbiamo corretto con l'emendamento, cioè: "le
residenze turistico alberghiere possono somministrare alimenti e
bevande alle persone alloggiate e ai loro ospiti anche attraverso
distributori automatici": invece si diceva l'esatto contrario che
potevano solo attraverso i distributori automatici e francamente
limitavamo un servizio per errore.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 16.6. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Residenze d'epoca alberghiere
1. Sono residenze d'epoca alberghiere le strutture turistico-
ricettive, gestite in forma imprenditoriale, ubicate in complessi
immobiliari di particolare pregio storico-architettonico
assoggettati ai vincoli previsti dal decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 42, che offrono alloggio in camere e unità abitative con o
senza servizio autonomo di cucina, con il limite di venticinque
posti letto.
2. Gli alberghi e le residenze turistico-alberghiere che
rispondono ai requisiti di cui al comma 1 relativamente al pregio
storico-architettonico possono assumere la denominazione di
"residenze d'epoca" mantenendo gli obblighi amministrativi previsti
rispettivamente per gli alberghi e le residenze turistico-
alberghiere.».
All'articolo 17 ci sono diversi soppressivi, chiedo all'onorevole
De Luca se gli emendamenti 17.3 e 17.5 sono ritirati.
DE LUCA Antonino. Ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17.6, a firma della
Commissione. E' mantenuto o ritirato?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Mantenuto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 17.6. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti sono preclusi. Pertanto pongo in votazione
l'articolo 17, nel testo risultante. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Affittacamere
1. Sono esercizi di affittacamere gestiti in forma non
imprenditoriale le strutture turistico-ricettive composte da non
più di quattro camere per i clienti ubicate nella stessa unità
immobiliare per un totale massimo di sedici posti letto e con un
massimo di quattro posti letto non sovrapponibili per camera, nelle
quali sono forniti alloggio e servizi minimi oltre ad eventuali
servizi complementari.
2. Gli esercizi di affittacamere possono essere gestiti anche in
forma imprenditoriale con una capacità ricettiva non superiore a
sei camere con un massimo di ventiquattro posti letto, con un
massimo di quattro posti letto per camera non sovrapponibili.
3. L'attività di affittacamere di nuova costituzione comporta che
uno stesso soggetto non può gestire più di due appartamenti ubicati
nello stesso edificio.».
All'articolo 18 c'è un soppressivo, il 18.3, a firma
dell'onorevole De Luca ed altri. Onorevole De Luca è mantenuto o
ritirato?
DE LUCA Antonino. Un attimo, perché lo volevo approfondire.
Io lo ritiro, l'unica cosa che volevo era un chiarimento sul comma
3.
PRESIDENTE. Prego assessore, se vuole darlo.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Se,
collega De Luca, l'attività di affittacamere è di nuova
costruzione, quindi non uno evidentemente già esistente, comporta
che questo soggetto non possa gestire più di due appartamenti
ubicati nello stesso edificio.
DE LUCA Antonino. Questo lo avevo capito.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Perché
evidentemente stiamo normando le varie tipologie di strutture
ricettive a seconda di come si classificano. L'affittacamere,
altrimenti, potrebbe diventare , se va a gestire più appartamenti,
si potrebbe andare a classificare in un'altra tipologia.
DE LUCA Antonino. Se sono più appartamenti dentro un unico
edificio, con le caratteristiche dell'affittacamere, che sono
diverse per qualità e caratteristiche da alberghi, b&b e case
vacanze, per quale motivo noi dobbiamo limitarlo, perché devono
essere due e non tre? Cioè mi sembra come se questo fosse costruito
per limitare, e io credo che al netto di quello che desiderano le
categorie degli albergatori, noi dobbiamo promuovere la semplicità
con cui i turisti stranieri vengono in Sicilia a spendere i loro
soldi, non necessariamente indirizzare questi flussi di denaro solo
verso gli alberghi, perché è anche il concetto di creare ricchezza
diffusa e moneta circolante, non concentrarla esclusivamente nelle
grandi strutture alberghiere.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Veramente non registro in Sicilia questo tipo di situazione,
assolutamente. Ci sono gli affittacamere, come ci sono le locazioni
turistiche e tutto il resto, e credo che sia abbastanza equilibrato
il mercato.
Sono d'accordo con lei, servono gli affittacamere, assolutamente,
perché soprattutto se andiamo a parlare di quella
destagionalizzazione o delocalizzazione di turismo, è ovvio che per
avere questo effetto, raggiungere questo obiettivo, abbiamo
necessità di questo tipo di strutture ricettive nei piccoli borghi
dove chiaramente i grandi alberghi non è possibile averli. Però, a
mio modo di vedere, e secondo - ripeto - il lavoro che è stato
fatto, il grande lavoro che è stato fatto in un anno in
Commissione, e la concertazione che abbiamo avuto con le
associazioni di categoria, abbiamo definito un testo che,
obiettivamente, sarebbe preferibile mantenere per come è uscito
dalla Commissione, perché qua non c'è un emendamento, ma il testo
effettivamente uscito fuori dalla Commissione che abbiamo lavorato
insieme.
DE LUCA Antonino. Sul comma 3, il soppressivo, lo mantengo e io
sarei più contento se il Governo desse parere favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole, non c'è sul comma 3 il soppressivo, c'è il
18.3 che è il soppressivo dell'articolo, per intero. Voleva dire il
comma 3, giusto?
DE LUCA Antonino. Devo darle ragione, Presidente.
PRESIDENTE. Ogni tanto Speriamo che l'abbiano registrata Va
bene, allora intanto il 18.
DE LUCA Antonino. Chiedo il voto per parti separate.
PRESIDENTE. Ma nel caso subemenda il 18.3
DE LUCA Antonino. Ma secondo me il Governo potrebbe accogliere la
gentile richiesta dell'opposizione e provvedere da sé.
PRESIDENTE. L'emendamento 18.3 è mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Sto attendendo risposta dall'Assessore, almeno
portali a 4 o 5, 2 sono pochi.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Potremmo sospendere l'esame?
PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo 18. Si passa all'articolo 19.
Ne do lettura:
«Art. 19.
Alberghi diffusi
1. Per la disciplina dell'albergo diffuso rimane fermo quanto
previsto dalla legge regionale 2 agosto 2013, n. 11.
2. I servizi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d) della
legge regionale 2 agosto 2013, n. 11, possono essere gestiti dallo
stesso soggetto titolare dell'attività di albergo diffuso, in
possesso di regolare titolo ai sensi delle vigenti normative di
settore, o da un suo delegato.».
E' stato presentato l'emendamento 19.2, onorevole De Luca, stia
attento lei che presenta sempre tanti soppressivi, che dobbiamo
fare? Lo mantiene o lo ritira?
DE LUCA Antonino. Ci può spiegare l'Assessore l'articolo 19?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
L'articolo 19 riguarda la dicitura "albergo diffuso", l'aveva ben
spiegato in Aula l'onorevole Cateno De Luca che, peraltro, ha
presentato degli emendamenti che mi trovano assolutamente
d'accordo.
E' quel tipo di albergo che consente ai piccoli borghi di poter
avere queste strutture ricettive non potendo avere i grandi
alberghi, quindi, quello che ha un edificio centrale dove ci sono i
vari servizi comuni e poi delle altre strutture che sono ubicate
secondo, però, un emendamento che è stato presentato cambia un po',
si ampliano, non saranno più ubicati solo nel centro storico ma
anche in altre zone del comune e la distanza dal plesso centrale
può essere invece che di 300 metri, come prevedeva la normativa
fino ad oggi, anche ad una distanza di 500 metri e, ovviamente,
sempre nel senso della delocalizzazione, destagionalizzazione, ed
evitare la desertificazione soprattutto dei nostri piccoli borghi.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Volevo capire
l'ultima parte del comma 2 dell'articolo 19, dove riporta le parole
"o da un suo delegato".
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. I
servizi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera e) possono essere
gestiti o dallo stesso soggetto che è titolare dell'attività di
albergo diffuso o altrimenti un delegato, cioè una persona delegata
dal titolare.
SCHILLACI. La norma così rimane vaga, dovrebbe essere così come lo
abbiamo specificato per altre tipologie di strutture.
PRESIDENTE. L'emendamento 19.1 è precluso. Si passa
all'emendamento 19.4 a firma dell'onorevole De Luca Cateno. E'
mantenuto?
DE LUCA Cateno. Sì.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Sull'emendamento
19.4 che mi vede d'accordo nell'ultima parte c'è scritto "e/o
distanti oltre 500 metri". "E" è congiunzione e indica che dovrebbe
avere... "o" è oppositivo quindi dobbiamo scegliere se "e" oppure
"o", quindi "o" è distacco, va corretto, va tolta la "o".
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 19.4, con il
subemendamento 19.4.1?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è favorevole. Il subemendamento
19.4.1 sostituire "o" con "e", così abbiamo pure risolto. Votiamo,
intanto, il subemendamento 19.4.1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19.4, con il parere favorevole sia del
Governo che della Commissione. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19.5 che è assorbito; il 19.6 è della
Commissione.
SCHILLACI. Invito a ritirarlo, è firmato dalla Commissione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Presidente Ferrara. Ne ha
facoltà.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Grazie
Presidente, questo è in realtà l'unico emendamento che non è
esattamente tecnico ma provo a spiegarlo e mi rimetto all'Aula.
La legge 11 del 2013 vieta l'albergo diffuso nei comuni o nei
borghi abbandonati o disabitati; a me appare più logico proprio la
funzione dell'albergo diffuso in quelle località - sono emozionato
- possa sorgere anche e soprattutto nelle zone che sono
disabitate.
SCHILLACI. Sono d'accordo.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Trovando il
favore anche dell'onorevole Schillaci
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, i miracoli possono anche
avvenire. Quindi, a questo punto, visto che c'è l'ok da parte
dell'intera Commissione, chiedo il parere del Governo.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è favorevole. Mettiamo in
votazione a questo punto il 19.6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Si passa all'emendamento fuori sacco 19.7, devo prendere però i
fuori sacco, andiamo all'emendamento 19.7 tra gli emendamenti fuori
sacco a firma del Governo, Assessore lo mantiene?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Questo
è un emendamento che ha presentato l'Assessore Savarino, ovviamente
controfirmato anche da me. Qual è l'obiettivo dell'emendamento?
Nelle aree demaniali nelle quali si applica la disciplina della
legge regionale numero 15 del 2015, possono essere rilasciate
concessioni anche per l'esercizio di attività legate alla
ricettività
CATANZARO. E' tema di urbanistica
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Ritirato.
PRESIDENTE. Anche perché dobbiamo continuare con un clima d'Aula
quindi l'emendamento 19.7 viene ritirato da parte dell'Assessore. A
questo punto, possiamo mettere in votazione l'articolo 19, nel
testo risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Alloggi agrituristici
1. Sono alloggi agrituristici i locali siti in fabbricati rurali
nei quali viene dato alloggio a turisti da imprenditori agricoli ai
sensi della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 3 e successive
modificazioni.
2. Le competenti strutture dell'assessorato regionale
dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
trasmettono al dipartimento regionale del turismo, dello sport e
dello spettacolo la denominazione della struttura e la relativa
autorizzazione all'esercizio.».
Abbiamo solo l'emendamento soppressivo. Anche qui, due
emendamenti fuori sacco. Abbiamo l'emendamento 20.2 e l'emendamento
20.3, a firma dell'Assessore. Assessore, li mantiene?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Non so
se ricordiate la discussione che c'è stata sugli alloggi in aziende
ittiche e c'era un emendamento del collega Bica e che abbiamo
chiesto, dopo il dibattito d'Aula, di verificare.
L'emendamento che presento serve, appunto, a identificare, come
per gli alloggi agrituristici, anche gli alloggi in aziende ittiche
perché, effettivamente, ho approfondito la questione ed esistono,
sono regolamentate come gli alloggi agrituristici dell'agricoltura
e pesca, ovviamente, per cui li stiamo identificando nella rubrica
agriturismi: chiaramente, la normativa sarà approfondita
dall'Assessore all'agricoltura, però esistono.
PRESIDENTE. A questo punto torniamo all'articolo 3. Però, dobbiamo
prima definire, se non la definiamo, non possiamo approvare...
Quindi dobbiamo ritornare all'articolo 3, la definiamo e poi...
c'era da votare, quindi, l'emendamento 3.12 dell'onorevole Bica.
C'era già il parere favorevole del Governo. Il parere della
Commissione?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.12. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Possiamo votare l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'articolo 20 e l'emendamento 20.2. e, quindi, lo
rafforziamo, onorevole Safina... Andiamo all'articolo 20. Quindi
mettiamo in votazione l'emendamento 20.2, con il parere favorevole
del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.3. Lo pongo in votazione, con il
parere favorevole del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto possiamo votare l'articolo nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Bed & breakfast
1. Sono bed & breakfast gestiti in forma non imprenditoriale le
strutture turistico-ricettive composte da non più di quattro camere
per i clienti, con una capacità ricettiva complessiva non superiore
a sedici posti letto con un massimo di quattro posti letto per
camera non sovrapponibili, ubicate nella stessa unità immobiliare,
in cui sono forniti alloggio e servizi minimi e viene somministrata
la prima colazione.
2. I bed & breakfast possono essere gestiti anche in forma
imprenditoriale con una capacità ricettiva non superiore a cinque
camere con un massimo di venti posti letto, con un massimo di
quattro posti letto per camera non sovrapponibili.
3. L'attività di bed & breakfast è esercitata esclusivamente
nell'abitazione dove la persona fisica che ne ha la titolarità ha
la residenza e il domicilio e risiede stabilmente. Inoltre
nell'abitazione adibita a bed & breakfast devono essere presenti la
stanza del titolare e la sala soggiorno.».
C'è un emendamento, iniziamo col soppressivo. Quindi c'è il
soppressivo dell'onorevole De Luca Antonino. E' ritirato onorevole?
DE LUCA Antonino. Sì, tutti ritirati.
PRESIDENTE. Perfetto. Passiamo all'emendamento 21.1, a prima firma
onorevole Saverino ed altri. Il parere del Governo?
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Lo vuole illustrare, onorevole? Ne ha facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Effettivamente, questa distinzione tra la forma imprenditoriale e
non imprenditoriale crea, appunto, veramente...
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è favorevole. Pongo in
votazione l'emendamento 21.1.
SCHILLACI. Appongo pure la mia firma.
PRESIDENTE. Con la firma dell'onorevole Schillaci, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 21.3, a questo punto, è assorbito.
Si passa all'emendamento "fuori sacco" del Governo recante
numerazione 21.4. Dobbiamo modificarlo, Assessore, se fa un
subemendamento, "in forma non imprenditoriale" dobbiamo toglierlo,
non c'è più, se prepara un subemendamento. Perfetto, allora
l'Assessore sta firmando il subemendamento che va a togliere la
frase "in forma non imprenditoriale".
Pongo in votazione il subemendamento 21.4.1. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 21.4, così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 21, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22.
Campeggi
1. L'articolo 1 della legge regionale 13 marzo 1982, n. 14 e
successive modificazioni è sostituito dal seguente:
Art. 1.
Campeggi
1. I campeggi sono strutture turistico-ricettive all'aria aperta,
aperte al pubblico, a gestione unitaria, che in aree recintate
forniscono di norma alloggio ai turisti provvisti di tende o altri
mezzi autonomi di pernottamento, purché trasportabili dal turista
per via ordinaria e senza ricorrere a trasporto eccezionale, nonché
ai relativi mezzi di trasporto.
2. I campeggi possono disporre di ristorante, bar, spaccio
alimentare e generi vari, tabacchi e altri servizi accessori.
3. Nei campeggi è consentita la presenza di tende, roulotte,
camper e case mobili installate a cura della gestione, purché
conservino i meccanismi di rotazione in funzione, non possiedano
alcun collegamento permanente al terreno e gli allacciamenti alle
reti tecnologiche siano rimovibili in ogni momento. Fatte salve le
opere già realizzate e autorizzate è consentita inoltre la presenza
di strutture temporaneamente ancorate al suolo realizzate senza
l'ausilio di conglomerati cementizi o simili per il pernottamento
purché non occupino una superficie complessiva superiore al 35 per
cento della superficie totale delle piazzole. Tali manufatti non
possono avere superficie coperta inferiore a 5 e superiore a 8
metri quadrati per persona da alloggiare. Nell'area autorizzata a
campeggio non possono essere presenti altre tipologie ricettive. .
2. Il comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 13 marzo 1982,
n. 14 e successive modificazioni è sostituito dal seguente:
1. I campeggi sono realizzati nel rispetto delle norme di cui
alla presente legge, nelle aree appositamente indicate dagli
strumenti urbanistici generali comunali .
3. Il comma 7-bis dell'articolo 2 della legge regionale 13 marzo
1982, n. 14 e successive modificazioni è sostituito dal seguente:
7 bis. Il Comune può autorizzare, in aree pubbliche o private ove
sono assicurati i servizi generali indispensabili per garantire il
rispetto delle norme igienico-sanitarie, la salvaguardia della
pubblica salute e dell'ambiente, campeggi della durata massima di
60 giorni nell'arco dell'anno solare, previo nulla osta del
dipartimento regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo,
per rispondere ad avvenimenti di carattere straordinario ovvero per
le finalità educative, ricreative, sportive, culturali, sociali,
religiose delle associazioni e degli enti senza scopo di lucro. .
4. Su tutto il territorio regionale è vietato il campeggio con
tende, caravan, autocaravan, camper o altri simili mezzi mobili di
pernottamento al di fuori delle strutture turistico-ricettive
all'aria aperta, delle aree attrezzate di sosta temporanea, delle
aree di sosta temporanea approntate presso altre attività di
servizio ai viaggiatori, quali stazioni di servizio, strutture
agrituristiche e di ristorazione, e delle altre aree eventualmente
individuate dai comuni interessati.
5. Gli articoli 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14 della legge
regionale 13 marzo 1982, n. 14 e successive modificazioni sono
abrogati.».
Si passa all'emendamento 22.5 a firma dell'onorevole De Luca
Antonino, soppressivo dell'articolo. E' mantenuto o ritirato,
onorevole De Luca?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo anche
l'articolo 18 che abbiamo messo da parte, accantonato, ha lo stesso
problema di "imprenditore non in forma imprenditoriale".
PRESIDENTE. Su quello poi ci torniamo.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, volevo
sapere se il Governo mantiene l'emendamento 22.7.R o l'emendamento
22.7 perché sono due emendamenti che tra loro sono confliggenti, e
capire perché scegliere l'uno piuttosto che l'altro.
PRESIDENTE. Onorevole Varrica, andiamo per ordine, intanto
l'emendamento soppressivo, onorevole De Luca, è ritirato? Onorevole
De Luca, l'emendamento soppressivo 22.5 è ritirato? È il
soppressivo dell'articolo 22. Io non credo che lei voglia
sopprimere l'intero articolo.
DE LUCA Antonino. Abbiamo delle presunzioni semplici (sorride).
Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 22.5 è ritirato. La ringrazio, onorevole
De Luca.
Si passa all'emendamento 22.6 a firma della Commissione.
Presidente Ferrara, lo vuole illustrare?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Guardi c'è poco
da illustrare, non ci convincevano le parole "per via ordinaria" e
"senza ricorrere al trasporto eccezionale" che non erano, diciamo,
esplicative al massimo, per cui...
PRESIDENTE. Un emendamento tecnico, quasi.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Signor
Presidente, c'è un mio emendamento che praticamente, insieme ad
altre cose, sopprime anche queste parole, quindi potremmo votare o
discutere l'emendamento 22.6.R che comprende un po' tutto.
PACE. Sono nel tablet questi emendamenti? Non li trovo
PRESIDENTE. Onorevole Pace, lei sa benissimo che il Governo ha
presentato emendamenti fuori sacco, l'abbiamo detto a inizio
seduta, emendamenti concordati, ovviamente, con la maggioranza
perché sono presentati dal Governo. Non li trova perché ha già
concordato l'emendamento. E' il 22.6.R. Lo trova tra gli
emendamenti fuori sacco.
PACE. E quelli dentro il sacco?
PRESIDENTE. Li tratteremo pure, se non sono in contrasto con gli
emendamenti presentati dal Governo.
ABBATE. Presidente, ha stralciato tutti quelli fuori sacco?
PRESIDENTE. No, in questo momento stiamo trattando il 22.6.R che
va a migliorare l'emendamento presentato a prima firma della
Commissione, che va a migliorare il 22.6.
DE LUCA Antonino. C'era una richiesta dell'onorevole Varrica.
PRESIDENTE. Appena arriviamo all'emendamento indicato
dall'onorevole Varrica.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Io prima ancora, insomma, di arrivare agli emendamenti
fuori sacco, volevo dei chiarimenti sugli emendamenti al testo,
Presidente, perché volevo capire con l'Assessore, visto e
considerato che abbiamo degli emendamenti che consentono delle
deroghe sui manufatti che utilizzano, cioè appunto manufatti
cementizi all'interno dei campeggi, con percentuali che si
attestano tra il 35 per cento il 40 per cento Io desidero sapere
dall'Assessore qual è la norma a livello nazionale, perché non
vorrei che al solito, in Regione siciliana, ci discostiamo sempre
dall'intero mondo. Grazie.
PRESIDENTE. Colleghi, io andrei sempre per ordine, in maniera...
DE LUCA Antonino. Mi sono accorto che abbiamo fatto più danno
della grandine
PRESIDENTE. Come?
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Certe volte, soprattutto quando i disegni di
legge sono lunghi quanto un testo biblico, dovremmo avere un attimo
di calma e non correre.
Con l'articolo 21, comma 3, noi abbiamo preso e abbiamo scritto
che l'attività di b&b è esercitata, esclusivamente, nell'abitazione
della persona fisica che ne ha titolarità, dove ha la residenza, il
domicilio e risiede stabilmente. Inoltre, nell'abitazione adibita a
b&b devono essere presenti la stanza del titolare e la sala
soggiorno. Ma sono tutti così già adesso? Tutti?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. E' la
natura del b&b.
CRACOLICI. Quale emendamento è?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, stiamo mettendo in votazione
l'emendamento fuori sacco, presentato dal Governo, il 22.6.R.
Quindi stiamo discutendo questo emendamento. Gli altri, quelli
prossimi, li discuteremo appena arriveremo agli emendamenti e
indicati dai colleghi. Il passato lo abbiamo già approvato, quindi
il passato è passato, onorevole De Luca. Col parere favorevole del
Governo e della Commissione, metto in votazione l'emendamento
22.6.R a firma del Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Questo emendamento incide sul primo e sul secondo
comma. Assessore, ascolti. L'emendamento che propone il Governo, in
particolare al primo comma, toglie il trasporto per via ordinaria
che, normalmente è la roulotte, il carrello tenda, eccetera. Quindi
rimarrebbe, purché trasportabili dal turista senza ricorrere al
trasporto eccezionale. Stiamo parlando, al comma 1, dell'articolo
22, cioè la riscrittura della legge 14/82, giusto? Stiamo parlando
di questo? Nel momento in cui scriviamo "purché trasportabili dal
turista" cancelliamo per via ordinaria, e senza ricorrere al
trasporto eccezionale nonché i relativi mezzi di trasporto, non si
capisce che cosa voglia dire. E' chiara la questione? Togliendo
per via del trasporto "per via ordinaria " e si riprende dalla
"e", prova a leggerlo e mi dici cosa significa
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la "e" non c'è più.
CRACOLICI. Perché non c'è più?
PRESIDENTE. Perché l'emendamento del Governo la sopprime,
onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Ha ragione. Va bene, allora funziona
"Senza ricorrere al trasporto eccezionale" rimane. "Nonché ai
relativi mezzi di trasporto" che cosa vuol dire? Assessore, siccome
poi lei dovrà applicare questa legge... Forse sono stanco, non lo
capisco.
"Purché trasportabili dal turista", abbiamo tolto "per via
ordinaria" e anche la "e" e rimane "senza ricorrere al trasporto
eccezionale, nonché ai relativi mezzi di trasporto".
Che cosa è questo "nonché ai mezzi relativi di trasporto"? Voi lo
avete capito, così com'è scritto?
Ve lo chiedo, può essere che sono io in un momento di...
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Va
sistemato.
PRESIDENTE. Assessore, non ho capito.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Allora,
si deve effettivamente subemendare, perché c'è un'altra parte che
va cassata, altrimenti non si comprende.
Quindi, presento un subemendamento e cassiamo...
PRESIDENTE. Prepariamo il subemendamento così andiamo a
modificare...
Colleghi, è stato caricato il subemendamento 22.6.R.1, che era la
richiesta fatta dall'onorevole Cracolici.
Pongo in votazione, col parere favorevole del Governo e della
Commissione, l'emendamento 22.6.R.1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 22.6.R, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Ritorniamo adesso al fascicolo degli emendamenti.
L'emendamento 22.6 è assorbito. L'emendamento 22.1, a firma
dell'onorevole Assenza che non vedo in Aula, è quindi decaduto.
DIPASQUALE. No, un attimo, il 22.1 riguarda il comma 3?
PRESIDENTE. Sì riguarda il comma 3, onorevole, ma comunque decade,
perché non c'è...
DIPASQUALE. Ho capito, ma l'Assessore fa segnali e vorrei capire
se i segnali sono quello che penso io.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Sì, è
quello che pensa lei.
PRESIDENTE. Un attimo colleghi. Noi al comma 3 - le do subito la
parola, onorevole Dipasquale - però vi ricordo solamente che al
comma 3 c'è l'emendamento fuori sacco del Governo, il 22.7.R, che
mettiamo in trattazione adesso. C'erano le richieste dell'onorevole
Varrica, che mi aveva chiesto la parola, dell'onorevole Dipasquale
e dell'onorevole Cracolici.
Faccio intervenire prima l'onorevole Dipasquale, poi l'onorevole
Varrica e l'onorevole Cracolici.
Onorevole Dipasquale, prego.
DIPASQUALE. Un attimo, l'Assessore sul comma 3, articolo 22, comma
3
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, in questo momento stiamo
trattando l'emendamento 22.7.R, che sostituisce il comma 3
dell'articolo 22.
DIPASQUALE. Perfetto. Chi ha presentato questo emendamento? A
firma di chi è?
PRESIDENTE. Del Governo.
SCHILLACI. E allora ci deve dare delucidazioni.
DIPASQUALE. Allora, aspetto che l'Assessore un attimo completa e
poi...
PRESIDENTE. Perfetto. Prima dell'Assessore, onorevole Varrica, lei
voleva intervenire?
DIPASQUALE. No, ma io non voglio lasciare, non do vantaggi a
nessuno.
PRESIDENTE. Prego, Assessore.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
L'onorevole Dipasquale si riferiva al comma 3 di questo articolo e
noi il comma 3 lo abbiamo sostituito in questa maniera, con
l'emendamento 22.7.R: "Il comma 7 bis dell'articolo 2 della legge
regionale 13 marzo 1982, n. 14 e successive modificazioni, è
abrogato".
SCHILLACI. Sì, ma cosa stiamo abrogando?
DIPASQUALE. Quindi viene abrogato il comma 3.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. No,
viene sostituito da questo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego onorevole, ha la parola; anche prima ce l'aveva.
Prego.
DIPASQUALE. Grazie, lei è sempre generoso. Allora, l'Assessore
durante il suo intervento ha fatto riferimento a un confronto che
ha avuto con le organizzazioni di categoria e si è caricato di una
serie di emendamenti, all'articolo 5, all'articolo 8, all'articolo
13, all'articolo 14. Lo so perché ce li ho anche io. Io non ho
presentato gli emendamenti, perché quando mi è stato detto che li
stava presentando l'Assessore, ho detto va bene, allora è inutile
fare confusione, li valuteremo e daremo il nostro appoggio. E
l'Assessore è stata seria, nel senso che gli emendamenti che ha
presentato sono coincisi; tranne questo. Eh Qui cade l'asino,
perché all'articolo 22, comma 3, la proposta che gli è stata fatta
è di abrogare, non riscrivere.
CRACOLICI. Dobbiamo abrogare il 7 bis.
DIPASQUALE. No, non si capisce. Dobbiamo abrogare, non riscrivere.
Quindi dobbiamo scrivere una cosa sola: viene abrogato il comma 3.
CRACOLICI. No il comma 7 bis.
DIPASQUALE. No, sto parlando del comma 3.
CRACOLICI. E' il 7 bis del comma 3.
DIPASQUALE. Ma non è il 7 bis. In poche parole, si prevede di
realizzare i campeggi temporanei.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, non la sento.
DIPASQUALE. Si prevede di..., purtroppo il mio collega ce l'ha un
po' non funzionante.
PRESIDENTE. Forse, onorevole Dipasquale, dovrebbe cliccare il
pulsante del suo microfono.
DIPASQUALE. Va bene, io preferisco il mio. Quindi, Presidente, la
prego di seguirmi. Noi dobbiamo abrogare totalmente, niente, mi
deve scrivere, Assessore, un emendamento dove si dice: viene
abrogato il comma 3 dell'articolo... Così come è scritto, no
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Resta
in piedi il 7 bis.
PRESIDENTE. Un attimo, perché altrimenti diventa un botta e
risposta e non ce ne usciamo più.
Io volevo sentire l'onorevole Varrica e poi l'onorevole Cracolici,
in ordine di richiesta. Prego, onorevole Varrica.
VARRICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora reitero la
richiesta che in realtà è in continuità con quello ha detto
l'onorevole Dipasquale.
Assessore, se ha un momento di pazienza, ci sono due emendamenti a
sua firma di cui uno è quello che dice l'onorevole Dipasquale, che
è quello richiesto dalle categorie e un altro, il punto R , di
riscrittura, che è quello che lei sta provando a mettere in
votazione che dice un'altra cosa, che abroga la norma dell'82 e
quindi è una deregulation. Non c'entra niente con quello di cui
hanno parlato le categorie.
C'è nel fascicolo il suo emendamento 22.7 che abroga il comma 3,
che è quello che vogliono le categorie e che è ragionevole fare.
DIPASQUALE. Se non lo modifica noi presentiamo un subemendamento.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora siccome
mi pare che siamo in una fase della discussione in cui tutti
abbiamo ragione perché, mi ascolti Assessore, chi le ha scritto gli
emendamenti dovrebbe imparare a scrivere. Assessore, svegli un po'
il suo Gabinetto perché, probabilmente, ha qualche difficoltà di
scrittura.
Premesso che questo articolo parte da una modifica all'articolo 1
della legge dell'82 n. 14, ed è l'articolo 1 che contiene tre
commi, poi, dopo il terzo comma, ritorna un secondo comma, poi c'è
un terzo comma. Obiettivamente, se è illeggibile per chi come noi
fa questa attività in Parlamento, chiariamoci e chiediamoci come lo
possa intendere uno che per la prima volta si approccia a questa
legge. Persino la numerazione è complessa
Mi pare che siamo tutti d'accordo, avevo capito anche l'Assessore,
che dal testo vuole abrogare non l'articolo 2 della legge n. 14
dell'82, ma vuole abrogare la modifica che qui si era proposta.
Quindi, vuole abrogare il famoso terzo comma che introduce il 7
bis. Siamo d'accordo?
Allora, Assessore, piuttosto che fare tutto il comma 1, il
comma... è abrogato il comma 3 che modifica la legge e l'articolo 2
e quindi si elimina il 7 bis.
Se questo è l'intendimento, scriviamo questo che basta ad abrogare
l'introduzione del 7 bis.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'emendamento 22.7.R è scritto in
base a quello che sta dicendo lei.
CRACOLICI. La legge n. 14 dell'82, l'articolo 2. Chiaro?
PRESIDENTE. Il comma 7 bis dell'articolo 2.
CRACOLICI. Il comma 7 bis non esiste, lo si introduce con questa
legge.
SAFINA. Esiste nella legge il comma 7 bis.
CRACOLICI. Allora, dobbiamo abrogare il 7 bis che è contenuto nel
disegno di legge, poi scrivetelo come volete, l'importante è che ci
capiamo.
PRESIDENTE. Ve bene, lo stiamo scrivendo.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Ha ragione l'onorevole Varrica che aveva chiesto la
spiegazione del perché ci fosse l'emendamento 22.7 e poi
l'emendamento 22.7.R. Il .R è un errore, perché sostanzialmente
abrogherebbe totalmente la normativa vigente, invece lo scopo è
quello di mantenere la normativa vigente che è nella legge dell'82,
nell'articolo 2, comma 7 bis, per evitare la sostituzione bisogna
abrogare il comma 3 del disegno di legge che stiamo trattando e
quindi bisogna votare favorevolmente - eventualmente, qualora
l'Aula lo volesse - l'emendamento 22.7 del Governo.
Ci stiamo complicando la vita per nulla.
PRESIDENTE. Colleghi, a questo punto, dopo attento
approfondimento, pongo in votazione l'emendamento 22.7.R, a firma
del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Torniamo al fascicolo. Si passa all'emendamento 22.2, a firma
degli onorevoli Giuffrida e Pace. Onorevole Pace lo ritira? E' a
firma dell'onorevole Giuffrida. Sia l'emendamento 22.2 che
l'emendamento 22.3, se è possibile li ritiriamo entrambi.
PACE. Perché, Presidente?
PRESIDENTE. Onorevole Pace, guardi le do un'ulteriore
informazione, siccome abbiamo approvato l'emendamento 22.7.R, i due
emendamenti sono preclusi. Nel frattempo che lei approfondiva, ho
approfondito pure io. Sono entrambi preclusi. L'emendamento 22.4 è
parimenti precluso.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 22, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Come lo abbiamo approvato?
PRESIDENTE. L'articolo è stato approvato, così come emendato.
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Aree di sosta temporanea a fini turistici
1. Sono aree di sosta di autocaravan e caravan, omologati a norma
delle disposizioni vigenti, le aree destinate esclusivamente al
parcheggio dei predetti mezzi per un periodo massimo di 72 ore
consecutive.
2. Sono aree attrezzate di sosta temporanea le aree riservate
esclusivamente alla sosta occasionale di caravan e autocaravan per
un massimo di 48 ore consecutive.
3. Le aree attrezzate per la sosta temporanea sono realizzate nel
rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 185 del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e dell'articolo 378 del decreto
del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 e sono
fornite delle seguenti dotazioni minime e delle ulteriori dotazioni
individuate ai sensi dell'articolo 24, comma 1, lettera i):
a) pozzetto di scarico autopulente;
b) erogatore di acqua potabile;
c) adeguato sistema di illuminazione;
d) contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti
effettuata nel territorio comunale;
e) toponomastica della città contenente le informazioni turistiche
aggiornate redatte nelle lingue locali e in altre lingue.
4. I comuni, singolarmente o in forma aggregata, provvedono ad
integrare i propri strumenti urbanistici individuando, con
riferimento ai rispettivi ambiti territoriali, il fabbisogno e il
dimensionamento delle aree di sosta e definendo le modalità per la
realizzazione di tali strutture privilegiando, nell'ordine:
a) la realizzazione e la gestione diretta;
b) la possibilità di reperire piazzole destinate ad aree di sosta
nell'ambito delle strutture turistico-ricettive all'aria aperta in
esercizio nei rispettivi ambiti territoriali, anche mediante
ampliamenti delle stesse.
5. La realizzazione e la gestione di aree di sosta da parte di
privati sono consentite solo qualora non sia realizzabile quanto
previsto al comma 4, lettere a) e b).
6. Nelle strutture turistico-ricettive all'aria aperta è possibile
attrezzare piazzole destinate ad aree di sosta la cui capacità
ricettiva complessiva, anche ai fini della definizione degli
standard, non superi i quattro posti letto per ogni piazzola. Le
piazzole delle strutture turistico-ricettive all'aria aperta sono
attrezzabili con mezzi di pernottamento nel rispetto della capacità
massima complessiva per ogni piazzola.
7. È consentita la suddivisione della piazzola in più settori
limitatamente al caso di tende, nel rispetto della capacità
complessiva della struttura. È consentito ospitare nelle piazzole
di tipo stanziale, nei periodi non utilizzati a tale fine, turisti
dotati degli allestimenti di tipo campeggio.».
Si passa all'emendamento 23.3, a firma degli onorevoli De Luca
Antonino ed altri. E' ritirato? Onorevole Schillaci, lo ritiri. Non
penso che si voglia sopprimere tutto l'articolo 23.
SCHILLACI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 23.5, a firma degli onorevoli Giambona ed
altri, che è mantenuto. Il parere del Governo? Assessore, mi sembra
un emendamento di buon senso.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole, probabilmente c'era pure un emendamento mio dello
stesso stile.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 23.1 è decaduto.
Ci sono dei fuori sacco da parte del Governo.
Siamo all'emendamento 23.10, che trovate all'interno degli
emendamenti fuori sacco presentati dal Governo. Lo pongo in
votazione, con il parere favorevole della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 23.11, del Governo, che trovate tra gli
emendamenti fuori sacco.
CATANZARO. Assessore, lo può spiegare?
PRESIDENTE. Prego Assessore.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Per
accogliere due emendamenti che sono il 23.8 e il 23.9 che ho
trovato condivisibili, dovevo andare a modificare il comma 3 perché
altrimenti sarebbero andati in contrapposizione, quindi per poter
accogliere gli emendamenti che sono tecnici, il 23.8 primo
firmatario l'onorevole Gambona e lo stesso il 23.9, bisogna
modificare e, tra l'altro, sono delle richieste delle associazioni
anche di categoria per cui la modifica è necessaria se devo
integrare con questi emendamenti, altrimenti il testo resta, ritiro
l'emendamento e resta quello che è.
CATANZARO. Ci sono delle resistenze sul 23.11.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, con il parere favorevole della
Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 23.12, del Governo. Assessore lo vuole
illustrare?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Lo
illustro subito. L'emendamento incide sul comma 4, dove andiamo a
cassare la lettera b) per cui diventa, chiaramente, senza la
lettera b). Però, ascolta, ascoltami collega Schillaci, stiamo
sopprimendo la lettera b) che dava la possibilità di reperire
piazzuole destinate ad aree di sosta nell'ambito delle strutture
turistico ricettive all'aria aperta, in esercizio la dava ai
Comuni.
Cioè è come se, appunto, un Comune possa individuare delle
piazzuole adiacenti a delle strutture ricettive in esercizio. Cioè,
secondo me, considerato che il testo peraltro lo abbiamo modificato
e sono aree di sosta per camper e caravan questo devono essere,
devono essere l'aria di sosta o parcheggio o aree di sosta
attrezzate.
Permettere ai Comuni di individuare delle piazzuole adiacenti o
vicino le strutture ricettive esistenti non mi sembrava il caso. E,
quindi, ho cassato per questa ragione il punto b). Ho cassato il
comma 6 e il comma 7 per la stessa motivazione. Per cui il comma 4
diventa, semplicemente, si integra sotto il comma a), rientra nel
comma 4, cioè la realizzazione e la gestione diretta da parte dei
Comuni di piazzuole adibite a questo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 23.12, col parere
favorevole della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 23.8, a prima firma dell'onorevole
Giambona. Il parere del Governo?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole. Sì, avevo già dato nell'approvazione dell'altro
emendamento da me presentato parere favorevole per questo e per
quello a seguire.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 23.8. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 23.9, sempre a prima firma dell'onorevole
Giambona. Il Governo ha già detto che dà parere favorevole. Il
parere della Commissione?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 23.9. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
L'emendamento 23.1 decade. A questo punto, se non ci sono altri
emendamenti, pongo in votazione l'articolo 23, così emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24.
Case e appartamenti per vacanze
1. Sono case e appartamenti per vacanze le unità immobiliari ad
uso residenziale composte da uno o più locali arredati e dotate di
servizi igienici e di cucina autonoma, gestite unitariamente in
forma imprenditoriale per il soggiorno dei turisti con contratti
non superiori a tre mesi consecutivi con il medesimo soggetto.
2. Nella gestione delle case e appartamenti per vacanze sono
assicurati i servizi essenziali per il soggiorno degli ospiti.
3. La gestione di case e appartamenti per vacanze non comprende la
somministrazione di alimenti e bevande».
Non ci sono emendamenti fuori sacco, quindi posso mettere in
votazione direttamente...
CATANZARO. C'è l'emendamento 24.2, è della Commissione.
PRESIDENTE. Un attimo, c'è il 24.2 che è la soppressione del comma
2 dell'articolo 24 a firma della Commissione.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.
CRACOLICI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, un attimo. C'era prima
l'onorevole Laccoto.
LACCOTO. Signor Presidente, sul comma 3 dove dice 'non sono
comprese bevande e alimenti', voglio dire all'assessore: se nelle
case vacanze, qualcuno volesse dare un caffè o cos'altro, perché
non si dice non comprende né alimenti né bevande. E' una cosa
ultronea questa, la togliamo, chiunque lo voglia fare lo fa, chi
non lo vuole fare non lo fa, così escludiamo la possibilità di
farlo, solo questo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, capisco
che per educazione legislativa il collega ha ritirato la
soppressione ma la domanda che io faccio, quali sono i servizi
essenziali per le case vacanza? La legge lo deve disciplinare, deve
dire i bagni...
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Lo
spiega il primo comma.
CRACOLICI. Il primo comma dice un'altra cosa, i tre mesi, la
durata, i servizi essenziali quali sono? Ma se è scritto, il primo
comma non c'è, appunto, la domanda la faccio, bagni, docce...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, allora, Presidente Ferrara,
l'emendamento è ritirato, quello soppressivo? Un attimo, un attimo.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Sì Presidente,
Presidente Cracolici, allora l'emendamento è ritirato e l'Assessore
poi predisporrà un decreto che passerà dalla Commissione e adesso
sistemiamo il tutto. Cioè ritiriamo l'emendamento al fine di
permettere poi al Governo di precisare.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e spettacolo. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ci sarà poi la redazione di un
decreto che prevedrà quanto da lei, cioè lei si è interrogato su un
punto che, effettivamente, va chiarito, andrà chiarito con un
decreto che passerà anche dalla Commissione, quindi questo
emendamento si può sopprimere.
PRESIDENTE. Perfetto Ci siamo chiariti, abbiamo fatto sintesi,
quindi, a questo punto l'emendamento 24.2 è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 24.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
volevo un chiarimento perché la norma nazionale, parlando di case
vacanze, parla di una struttura intanto che non è scritto che è in
forma imprenditoriale, seconda cosa, con non più di sei camere,
cita, ubicata al massimo su due appartamenti ammobiliati in uno
stesso stabile nel quale vengono forniti alloggio e alcuni servizi
complementari, senza specificare, quindi, io vorrei capire perché
ci stiamo completamente discostando dalla norma nazionale, io
vorrei un chiarimento su questo.
Sull'ordine dei lavori
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro. Onorevole De Luca, io
cerco di alternare gli interventi tra le varie forze politiche.
Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Signor Presidente, ruberò all'Aula soltanto un minuto
con un mio intervento.
Allora questo disegno di legge, immagino che ci sia stato un
lavoro dentro la V Commissione, lo stiamo come dire apprezzando, un
lavoro di Commissione, però trovo davvero irricevibile un fatto,
che noi siamo dentro quest'Aula, a disquisire di un disegno di
legge che presenta la V Commissione dove tutti hanno lavorato, e io
ritengo che quando diciamo - volgo lo sguardo verso la maggioranza
- ebbene, non ci sono tra i banchi d'Aula i miei colleghi di
maggioranza, ognuno magari avrà da fare le proprie cose. Non può
continuare un lavoro rispetto a quello che è un disegno di legge,
dove le opposizioni devono interloquire con il Governo, presentare
e ricevere gli emendamenti, dove possibilmente se loro hanno...
(intervento fuori microfono dell'onorevole Pellegrino)
CATANZARO. Pellegrino, tu che sei il Capogruppo e devi essere
responsabile di Forza Italia Lo sto dicendo per una questione,
Presidente Di Paola.
PRESIDENTE. Si rivolga verso di me.
CATANZARO. L'ho capito, Presidente Di Paola, però a tutto c'è un
limite. Lo sto dicendo perché trovo irrispettoso che con un disegno
di legge, importante per il lavoro svolto dalla Commissione, non ci
sia la presenza dei deputati di maggioranza. Per quanto mi
riguarda, Presidente, se non c'è la presenza nella condivisione dei
lavori, per quanto mi riguarda possiamo anche rinviare il testo
alla giornata di domani. Non intendiamo, almeno per me, per quanto
mi riguarda, se non ci sono i numeri lo rinviamo alla giornata di
domani, e quindi tutte le osservazioni che ci sono, essendoci i
numeri della maggioranza, possono passare. Questo è quello che io
sto chiedendo alla Presidenza
PRESIDENTE. Onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, premesso che le la prego, per
il futuro, di rispettare l'ordine per come ci prenotiamo, il mio
intervento ricalca quello del collega Catanzaro. Noi non siamo più
disponibili ad andare avanti. Se la maggioranza ha i numeri bene,
se no ci troveremo a chiedere il voto palese ed eventualmente a
bocciare l'articolo e a far rimanere le cose per come sono, tanto
non è che chiudono le case vacanza Non è una questione nei
confronti del testo di legge, o una mancanza rispetto verso la
Commissione e l'Assessore, ma è una questione di rispetto per
l'argomento, per l'Aula e per tutti i siciliani.
PRESIDENTE. Colleghi, l'iter del disegno di legge, al momento,
impone la votazione dell'articolo 24.
Io ho ascoltato le osservazioni sia del capogruppo del PD che del
capogruppo del Movimento Cinque Stelle. Dico che ci sono dei
capigruppo anche di maggioranza in Aula. Credo che per il buon
andamento del disegno di legge, perché io finora penso che abbiamo
fatto sintesi su ogni articolo e su ogni emendamento, però non
vorrei che poi ci fossero delle richieste di voto palese, e andiamo
poi ad inficiare un disegno di legge che, in questo momento, sta
proseguendo in maniera, devo dire, quanto più opportuna possibile.
Riprende il seguito della discussione del disegno n. 604-125-251-
324-338/A
PRESIDENTE. Allora colleghi, dopo la sintesi fatta sull'articolo
24, metterei in votazione l'articolo 24.
DE LUCA Antonino. Chiedo la votazione palese.
Presidenza del Presidente Galvagno
SCHILLACI. Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, volevo presentare un subemendamento
all'articolo 24 perché le case vacanza, c'è scritto nell'articolo
che sono in forma unitaria, in forma imprenditoriale quindi non
possiamo scrivere in questo modo l'articolo 24 sulle case vacanza.
Solo questo.
Quindi volevo presentare il subemendamento per eliminare le parole
"in forma imprenditoriale".
PRESIDENTE. Intanto chiedo se c'è la richiesta di voto palese
sull'articolo 24.
CRACOLICI. Le case vacanze, abbiamo stabilito che i bed and
breakfast, tutta una serie di attività, possano essere fatte anche
in forma non imprenditoriale.
Le case vacanze perché devono essere in forma imprenditoriale?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Perché
dal lavoro fatto dalla Commissione, fatemi completare, abbiate la
pazienza dell'ascolto.
In Commissione noi abbiamo fatto un percorso tutti insieme ed
eravamo arrivati a questo testo, dopo le modifiche che abbiamo
apportato insieme all'Aula, quindi comunque sempre in maniera
sinergica, posso cogliere l'emendamento richiesto dalla collega.
PRESIDENTE. Mentre stanno caricando il subemendamento
dell'onorevole Schillaci, ritorniamo all'articolo 18
precedentemente accantonato.
Onorevole Schillaci, mentre stiamo caricando l'emendamento che lei
ha suggerito, a firma dell'assessore Amata, stiamo ritornando
all'articolo 18. C'era l'emendamento 18.5, se non ricordo male.
Onorevole De Luca Cateno, siamo ritornati al 18; c'è l'emendamento
del Governo 18.5, è mantenuto o ritirato? Allora Assessore, mi dica
rispetto all'emendamento 18.5.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Abbiamo
ripreso la discussione sull'articolo 18, dove qualche collega
faceva notare che il comma 3 poteva interferire negativamente sulla
risposta ricettiva che può dare la nostra Isola. Quindi,
presenterei un emendamento che cassa il comma 3.
SCHILLACI. Allora va ritirato l'emendamento 18.5.
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, assessore le volevo ricordare non
solo che abbiamo accantonato il 18, ma c'è il modificativo dei
commi 1 e 2, che è uguale al 21, dove noi togliamo la distinzione
tra forma imprenditoriale e non imprenditoriale.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi io credo
che si stiano realizzando quelle condizioni che in apertura d'Aula
speravo che si potessero evitare, cioè un clima di confusione che
poi ci porta ad approvare delle norme che. anziché risolvere i
problemi, l'ingarbugliano peggio.
Io inviterei l'Assessore a fermarsi un attimino, mettersi tutte le
carte sistemate, dopo di che, se questa legge la dobbiamo
approvare, anche magari con il contributo dei colleghi di
maggioranza, l'approviamo domani con calma, o fra un po'.
Perché, per esempio, l'emendamento 18.5 presentato dal Governo va
esattamente nella direzione opposta da quella appena dichiarata
dall'Assessore. Quindi è evidente che si sta perdendo un po'il filo
del discorso, e questo credo che non giova né alla legge, né al
Parlamento.
Quindi fermiamoci un attimino, guardatevi bene le carte, gli
emendamenti.
Ma guarda, se avete presentato gli emendamenti che vanno al
contrario... ma guardateveli un attimo e poi ci rivediamo.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Non è che la
partecipazione è confusione.
DE LUCA Antonino. Rischiamo e conseguentemente rischiamo di creare
un problema.
Ora, ripeto, io comprendo che soprattutto il settore alberghiero
ha grandi aspettative da questo disegno di legge, però non esistono
solo gli alberghi, esistono tante altre realtà che meritano di
vivere in uno Stato, diritto di essere tutelate e,
conseguentemente, dobbiamo dare a loro la stessa attenzione che
diamo a grandi plessi alberghieri.
Non dobbiamo pensare solo a chi è grosso, dobbiamo stare attenti a
tutto, anche a quella parte di mondo che non è imprenditoriale e
che, grazie a queste attività, a volte anche solo estive, non solo
forniscono un servizio a chi viene a trascorrere le vacanze più o
meno lunghe in Sicilia, ma hanno anche così la possibilità di
realizzare un piccolo reddito, che tra l'altro giova, e anche
tanto, all'economia isolana.
Quindi non li dobbiamo trattare come delle serie B, delle serie C
o delle serie D. Come diamo l'attenzione ai grandi plessi
imprenditoriali, dobbiamo dare attenzione a tutto il settore e a
tutto il comparto. Pertanto, chiedo semplicemente un po'di
attenzione.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi io sulla scorta
dell'intervento del mio Capogruppo, vorrei evidenziare a quest'Aula
che nel prossimo anno sono previsti 8 milioni di turisti nella sola
città di Palermo. Voi pensate davvero che solo con le grandi
strutture ricettive noi riusciremo ad accogliere questo flusso di
turismo?
Noi rischiamo con queste norme che si ingarbugliano, noi rischiamo
che molte case vacanze, molti affittacamere chiuderanno, perché non
potranno gestire i costi che saranno previsti nel tenere aperte
queste strutture.
Per cui io, signor Presidente, invito tutta l'Aula a stare attenta
a cosa approviamo, perché il settore del turismo è uno dei settori
trainanti della nostra Regione.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Un
attimo fa, qualche articolo fa avevamo già discusso questa
questione dei grandi alberghi, delle piccole e medie imprese, e ho
riconosciuto e confermo che questo disegno di legge crea
assolutamente un equilibrio, fa semplicemente classifiche e crea le
tipologie delle strutture ricettive con chiarezza quelle che
esistono in Sicilia, con un equilibrio tra i grandi alberghi e le
strutture extra alberghiere delle quali, ovviamente, la nostra
Terra ha non bisogno, di più, nella considerazione che noi abbiamo.
I piccoli borghi - torno a ripetere - che possono vivere se noi
alimentiamo il turismo, e quindi se riusciamo a mettere nelle
condizioni le nostre piccole e medie imprese di lavorare in questo
settore, e le posso assicurare, ma lei lo sa collega Schillaci,
perché questo disegno di legge, ribadisco, nasce da un confronto,
come dire intenso, non serrato, perché sembrerebbe assolutamente
sereno, che c'è stato in Commissione tra l'Assessore e i colleghi
parlamentari, e in più con il confronto delle associazioni di
categoria.
Quindi non rischia assolutamente di chiudere nessuno, stiamo
solamente cercando di eliminare quel far west di cui parlava
giustamente il collega Cracolici, dobbiamo dare una
regolamentazione e un ordine.
Stiamo facendo solamente questo, lungi da me voler arrecare danno
a chi sostengo e so siano i primi ad alimentare un settore
importante come il turismo, e a dare risposte a quei tanti
viaggiatori, soprattutto stranieri, che giungono fortunatamente e
vogliosamente nella nostra bellissima Terra.
Ritiro l'emendamento 18.5 e andiamo ad accogliere il 18.4.
SCHILLACI. Deve ritirare il 18.5.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Lo
ritiro, l'ho detto lo ritiro.
PRESIDENTE. Allora c'è il ritiro del 18.5. Si passa
all'emendamento 18.2 a firma dell'onorevole Saverino ed altri, e il
18.4 dell'onorevole De Luca Cateno.
Colleghi, sui tablet trovate caricato l'emendamento 18.5.R del
Governo, che mette insieme gli emendamenti appena annunciati. Do
qualche minuto per poterlo leggere e poi lo mettiamo in votazione.
Pongo in votazione l'emendamento 18.5.R. Il parere della
Commissione?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Riprendiamo l'esame dell'articolo 24. Sono stati presentati solo
emendamenti soppressivi, ma c'è una riscrittura che è l'emendamento
24.3, suggerito dall'onorevole Schillaci, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 24.3. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 24 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Art. 25.
Case per ferie
1. Sono case per ferie le strutture turistico-ricettive attrezzate
per il soggiorno di persone o gruppi, gestite al di fuori dei
normali canali commerciali da soggetti pubblici, associazioni, enti
religiosi operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di
finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose, sportive e
ricreative nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri
dipendenti e loro familiari.
2. Le case per ferie non possono effettuare la vendita o la
locazione delle unità abitative tramite le strutture presenti sul
web per la prenotazione di strutture turistico-ricettive e le
agenzie di viaggio e soggiorno.
3. Le case per ferie possono accogliere nelle proprie strutture
solo soggetti registrati ed associati.
4. Le case per ferie ospitano esclusivamente le categorie di
persone indicate nella SCIA.».
È stato presentato l'emendamento il 25.2 a firma dell'onorevole De
Luca.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento il 25.3 a firma della
Commissione. C'è una riscrittura del Governo che è il 25.3.R che
trovate sempre all'interno del file degli emendamenti fuori sacco.
Do qualche minuto per poterlo leggere.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Queste
che vengono definite "case per ferie" sono delle strutture
turistico-ricettive ma solo ed esclusivamente utilizzate ed
utilizzabili dagli associati, non so, tipo i Cral, dagli associati
o appunto da imprese e quindi dai dipendenti di quella impresa,
cioè non possono essere infatti pubblicizzate o comunicate con
sistemi commerciali come Booking, proprio perché sono ristrette a
gruppi, ad associati, a dipendenti di imprese.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Grazie Presidente. Vede Assessore, questa norma,
soprattutto quando aggiunge alcune categorie quali quelle sportive
e ricreative, si presta evidentemente ad un rischio di elusione,
perché, dico, le pagine dei giornali sono piene di associazioni che
sono state scoperte non essere tali, e sono state sottoposte quindi
a verifica fiscale, ma la cosa grave in questo senso qual è?
E' che chiunque potrà associarsi nel momento in cui si serve della
struttura, e dunque si rischia di mettere in campo, poiché per
esempio le associazioni sportive iscritte al registro Coni, si
giovano di benefici fiscali non irrilevanti, e glielo dico per
esperienza, perché ho fatto anche questo, nel momento in cui si
dice gli associati di una struttura sportiva che gestisce... no
questo è... il 25.3 è questo, dopo le parole sportive e ricreative,
quindi sportive e ricreative rimangono, queste strutture possono
fare attività, noi rischiamo di mettere in campo attraverso forme
di elusione evidentemente fiscale, il 25.3 è lo stesso...
Io inviterei il Governo a una riflessione sul punto, perché si sta
cercando di fare un testo di legge per agevolare chi vuole fare
attività turistico ricettiva in maniera seria, ma al contempo
inseriamo meccanismi che possono ingenerare una concorrenza sleale,
solo questo.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Dico, parliamoci chiaro, all'interno dei
complessi aziendali quelle aziende che hanno necessità di avere
strutture per ospitare i propri dipendenti, le proprie squadre,
eccetera, eccetera, già ce le hanno, e lo possono fare serenamente
all'interno della loro attività d'impresa.
Non hanno bisogno di alcun tipo di autorizzazione da parte della
Regione siciliana, quindi questo è un articolo che nasconde più
insidie che benefici, e consiglierei all'Assessore di procedere
all'eliminazione di questo articolo, che è veramente,
giuridicamente parlando, un pasticciaccio.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, le case per ferie non sono state diciamo inventate
dall'Assessore con questo testo, esistono e prevedono che siano
delle strutture che vengono gestite senza fine di lucro, quindi
esistono già anche in altre Regioni, esistono dappertutto.
Qui non si fa altro che specificare ed elencare tutte quelle che
sono le possibilità di servizi ricettivi che la Regione ha in seno
al nostro territorio, quindi non si fa nulla di più né di meno di
quello che è già previsto che si fa anche in altre Regioni.
PRESIDENTE. Presidente Ferrara, intanto facciamo una cosa, visto e
considerato che l'Assessore sta chiedendo approfondimenti agli
Uffici, accantoniamo l'articolo 25 e si passa all'articolo 26. Ne
do lettura:
«Art. 26.
Ostelli
1. Sono ostelli le strutture turistico-ricettive attrezzate
prevalentemente per il soggiorno e il pernottamento dei giovani e
dei loro accompagnatori, gestite da soggetti pubblici,
associazioni, enti per il conseguimento di finalità sociali,
culturali, assistenziali, religiose, sportive e ricreative e da
soggetti privati in forma imprenditoriale.
2. Nel caso di gestione da parte di associazioni l'attività può
essere esercitata solo nei confronti degli associati.».
Si passa all'emendamento 26.5 dell'onorevole De Luca A. È
mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 26.4 dell'onorevole
Dipasquale. È mantenuto o ritirato?
DIPASQUALE. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 26.4?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Ma io
chiederei al collega Dipasquale dico non avrei motivo di non
accogliere un emendamento che "ostello della gioventù", però
considerato che...
DIPASQUALE. Dichiaro di ritirarlo.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Grazie.
PRESIDENTE. L'ha ritirato. Allora siamo all'emendamento 26.3, è
sempre dell'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 26.1 è decaduto. Si passa
all'emendamento soppressivo 26.2 dell'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Ritirato.
PRESIDENTE. Pongo quindi in votazione l'articolo 26. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura.
«Art. 27.
Rifugi escursionistici, rifugi montani e bivacchi
1. Sono rifugi escursionistici le strutture turistico-ricettive
idonee a offrire ospitalità e ristoro a escursionisti, site lungo
percorsi escursionistici riconosciuti di valenza turistico-
culturale e adeguatamente segnalati e situate a un'altezza non
superiore ai 1000 metri sul livello del mare.
2. Sono rifugi montani i locali idonei a offrire ospitalità e
ristoro a escursionisti oltre i 1000 metri sul livello del mare.
3. I rifugi montani possono essere custoditi o incustoditi.
4. Sono bivacchi fissi i locali di alta montagna e di difficile
accesso, allestiti con un minimo di attrezzature per il riparo
degli alpinisti.
5. I bivacchi fissi sono incustoditi e aperti in permanenza.».
Si passa all'emendamento 27.1, soppressivo, dell'onorevole De Luca
e altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Diciamo che il comma non aggiunge e non toglie.
Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 27.2 della Commissione è mantenuto o
ritirato?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Ritirato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28.
Turismo rurale
1. Per la disciplina del turismo rurale rimane fermo quanto
previsto dall'articolo 30 della legge regionale 10 dicembre 2001,
n. 21.
2. All'articolo 30, comma 4, lettera a) della legge regionale 10
dicembre 2001, n. 21, le parole ospitalità e/o ristorazione sono
sostituite dalle parole ospitalità e ristorazione .».
Non essendoci emendamenti aggiuntivi, oltre quello soppressivo,
mettiamo in votazione il mantenimento dell'articolo 28. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(È approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Art. 29.
Villaggi turistici
1. Sono villaggi turistici le strutture turistico-ricettive a
gestione unitaria, aperte al pubblico, attrezzate su aree recintate
con strutture allestite dal titolare o gestore, nel rispetto delle
prescrizioni urbanistico-edilizie e, ove previsto, paesaggistiche,
e messe a disposizione per la sosta ed il soggiorno dei turisti
sprovvisti, di norma, di mezzi autonomi di pernottamento.
2. Nei villaggi turistici sono consentite, con la SCIA di cui
all'articolo 5:
a) l'attività di somministrazione di alimenti e bevande nel
rispetto della normativa vigente;
b) l'attività di vendita al dettaglio nel rispetto delle
disposizioni di legge e a condizione che la superficie di vendita
complessivamente realizzata non sia superiore a quella di un
esercizio di vicinato;
c) l'attività di centro benessere, sia alle persone alloggiate,
sia al pubblico, da intendersi come prestazione di servizi
riguardanti la cura del corpo, nel rispetto dei requisiti
strutturali, professionali ed organizzativi previsti dalle
normative di settore;
d) la messa a disposizione di saune, bagni turchi e bagni a
vapore, ad uso esclusivo degli ospiti, che comporta l'obbligo, in
capo al titolare o gestore della struttura turistico-ricettiva, di
fornire al cliente le necessarie informazioni sulle modalità di
corretta fruizione delle predette attrezzature, sulle
controindicazioni al loro utilizzo, sulle precauzioni da adottare,
anche attraverso l'esposizione di cartelli nei locali dove sono
collocate le attrezzature stesse e assicurando la presenza di
personale addetto che esercita la vigilanza.».
Si passa all'emendamento soppressivo 29.2 dell'onorevole De Luca e
altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 29.3 della Commissione. È
mantenuto o ritirato?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 29.3?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 29.3. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 29.1 è precluso. Pertanto votiamo l'articolo 29. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Art. 30.
Marina resort
1. Per la disciplina dei marina resort rimane fermo quanto
previsto dagli articoli 2 e 3 della legge regionale 7 giugno 2019,
n. 8.».
C'è soltanto un emendamento soppressivo, pertanto si vota il
mantenimento. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si ritorna all'articolo 25, in precedenza accantonato.
Sull'articolo 25 ha fatto quegli approfondimenti, onorevole
Assessore Amata?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Sì,
allora, per quanto riguarda le case per ferie e gestite, appunto,
dai Cral, per cui per gruppi, per associazioni, eccetera, esistono,
quindi abbiamo la necessità di identificarli bene, classificarli,
però esistono. Sono delle strutture che funzionano.
PRESIDENTE. Allora, l'articolo 25 è mantenuto. Siamo all'articolo
25, mettiamo in votazione...
SCHILLACI. Un attimo, Presidente, c'è da fare questa correzione
PRESIDENTE. Dovete fare una correzione? Allora controllate
Si passa all'esame dell'emendamento 25.3.R del Governo. Il parere
della Commissione?
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 25.3.R. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 25, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 34. Ne do lettura:
«Art. 34.
Locazioni turistiche
1. Si definiscono locazioni turistiche le locazioni di unità
immobiliari non soggette a classificazione, situate in immobili o
parti di immobile all'interno dei quali è offerta ospitalità e/o
soggiorno senza prestazione di servizi accessori e/o turistici,
esercitate in modo occasionale, non organizzato e non
imprenditoriale per un periodo pari o inferiori a 30 giorni
consecutivi. Esse concorrono alla regolazione di nuove forme di
ospitalità alternativa e, ad integrazione dell'offerta turistica
regionale, rilevano ai fini informativi, di monitoraggio statistico
e di promozione turistica.
2. Alle locazioni turistiche si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 53 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79,
all'articolo 1, comma 2, lettera c) della legge 9 dicembre 1998, n.
431, all'articolo 4, comma 1 del decreto legge 24 aprile 2017, n.
50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n.
96 e all'articolo 13-quater del decreto legge 30 aprile 2019, n.
34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n.
58.
3. Le locazioni turistiche possono essere gestite in forma
diretta o in forma indiretta, tramite agenzie immobiliari o società
di gestione di intermediazione immobiliare.
4. La locazione turistica è resa in unità abitative private
dotate di un solo codice catastale e di abitabilità, senza alcuna
prestazione di servizi accessori e complementari ad eccezione della
sola fornitura di biancheria all'inizio del soggiorno.
5. A fini di rilevazione statistica i proprietari, gli
usufruttuari o chiunque abbia la disponibilità di unità abitative
per locazioni turistiche brevi, nonché i soggetti di cui al comma
3, ottemperano, in regime amministrativo semplificato, ai seguenti
adempimenti:
a) trasmissione di apposito modello di offerta di ospitalità,
riscossione e versamento dell'imposta di soggiorno secondo le
modalità previste dalle amministrazioni comunali territorialmente
competenti;
b) trasmissione giornaliera telematica dei dati, obbligatoria
anche in assenza di movimento, nel rispetto delle
disposizioni impartite ai sensi dell'art. 7 del decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322;
6. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, lo sport e
lo spettacolo, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono stabiliti, nel rispetto delle
disposizioni di cui al comma 2, i requisiti minimi obbligatori per
l'attività di locazione turistica.».
C'è soltanto un emendamento soppressivo, pertanto, votiamo
semplicemente il mantenimento dell'articolo.
E' sulle locazioni turistiche, onorevole Safina, c'è solo il
soppressivo.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Scusate, scusate, c'è stato un errore, non siamo
all'articolo 34, fermiamoci.
Si passa all'esame dell'articolo 35. Ne do lettura:
«Art. 35.
Funzioni di vigilanza e controllo
1. Ferme restando le attribuzioni degli organi statali e delle
Forze di Polizia per gli aspetti di rispettiva competenza, le
funzioni di vigilanza e controllo sull'osservanza delle
disposizioni di cui alla presente legge, ad eccezione degli alloggi
agrituristici, degli alloggi nautici diffusi, dei boat & breakfast
e dei marina resort, sono esercitate dal dipartimento regionale del
turismo dello sport e dello spettacolo e dai comuni competenti per
territorio.
2. Ferme restando le attribuzioni degli organi statali e delle
Forze di Polizia per gli aspetti di rispettiva competenza, le
funzioni di vigilanza e controllo per gli alloggi nautici diffusi,
per i boat & breakfast e per i marina resort sono esercitate dal
dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei
trasporti.
3. L'autorità competente a ricevere il rapporto di cui
dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è il comune
territorialmente competente, che esercita anche le funzioni di
controllo ai sensi della presente legge e al quale spetta il
gettito derivante dalle sanzioni riscosse.».
L'unico emendamento soppressivo è sull'articolo 35, il resto lo
affronteremo domani, nella seduta di domani. Siamo all'articolo 35,
essendoci soltanto il soppressivo, si vota il mantenimento
dell'articolo.
Pongo in votazione l'articolo 35. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 36. Ne do lettura:
«Art. 36.
Diffida, sospensione e divieto dell'esercizio di attività
turistico-ricettiva
1. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui
all'articolo 37, comma 6, qualora venga accertata la gestione di
una delle attività turistico-ricettive disciplinate dalla presente
legge in mancanza della SCIA ovvero in mancanza di uno o più
requisiti previsti per il titolare e per il gestore, i dipartimenti
regionali competenti alle funzioni di vigilanza e controllo
dispongono la chiusura dell'attività dandone comunicazione alle
autorità competenti.
2. Qualora sia accertata la mancanza di uno o più requisiti
strutturali o dei requisiti obbligatori della struttura turistico-
ricettiva per il livello minimo di classificazione previsto dai
relativi decreti assessoriali, il dipartimento regionale competente
sospende temporaneamente l'attività assegnando un termine, non
superiore a novanta giorni entro il quale il gestore o il titolare
della struttura turistico-ricettiva provvedono a conformare la
struttura alle disposizioni vigenti. Decorso inutilmente il termine
il dipartimento competente dispone la chiusura dell'attività.
3. I provvedimenti di cui ai commi precedenti, o l'adozione di un
provvedimento di sospensione per un periodo limitato, si applica
anche nel caso in cui il titolare o il gestore di una delle
strutture turistico-ricettive di cui alla presente legge non abbia
consentito agli uffici competenti gli accertamenti ai fini della
verifica della sussistenza dei requisiti.
4. In caso di inottemperanza al provvedimento di chiusura o di
sospensione dell'attività, il dipartimento regionale competente,
previa diffida ad ottemperare entro un termine non superiore a
cinque giorni, trasmette gli atti al comune territorialmente
competente entro e non oltre i dieci giorni successivi alla
scadenza del predetto termine ai fini dell'esecuzione coattiva del
provvedimento, con le modalità di apposizione dei sigilli,
nell'ipotesi di mancato adempimento della suddetta diffida.».
C'è soltanto un emendamento soppressivo, pertanto, votiamo il
mantenimento dell'articolo.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, stiamo
votando le funzioni di vigilanza sui marina resort, diciamo su
strutture che ancora non abbiamo approvato e stiamo , cioè, non
capisco perché stiamo andando all'articolo 35, se dobbiamo chiudere
domani ha un senso logico, diciamo, approvare questi articoli che
riguardano strutture che ancora non abbiamo approvato in questa
sede.
PRESIDENTE. Chiedo al Governo, visto e considerato che mancano
pochi articoli e che, comunque, si possono affrontare serenamente
nella seduta di domani, che noi potremmo rinviare a domani alle ore
15.00 e, quindi, chiedo ai Presidenti dei Gruppi parlamentari di
rimanere, appena io sospendo l'Aula per stabilire il calendario
delle prossime settimane; quindi, ci rivediamo domani per
completare questo disegno di legge e per gli altri due che dovremmo
votare domani.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 29 gennaio 2025, alle ore
15.00.
La seduta è tolta alle ore 18.34 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato
sul sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è
il seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XIV SESSIONE ORDINARIA
152a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 29 gennaio 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disciplina delle strutture turistico-ricettive . (n. 604-125-
251-324-338/A) (Seguito)
Relatore: on. Ferrara
2) Modifiche alla legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 in materia di
tributo per il deposito in discarica di rifiuti solidi . (n. 780/A)
Relatore: on. Daidone
3) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante: Disposizioni in materia di impiego di dispositivi
digitali funzionanti tramite onde a radiofrequenza e di videogiochi
da parte di minori di anni dodici . (n. 649/A)
Relatore: on. Gilistro
4) Modifiche alle leggi regionali 16 gennaio 2024, n. 1, 31
gennaio 2023, n. 3 e 20 novembre 2015, n. 29 . (n. 738/A Stralcio
II/A)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella