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Resoconto d'Aula della Seduta n. 152 di mercoledì 29 gennaio 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno


                  La seduta è aperta alle ore 15.31.

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Sunseri sarà in missione  il
  12 febbraio 2025.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che, con nota  datata  29  gennaio  2025  e
  protocollata  al  n. 129-PRE/2025 di pari data,  l'onorevole  Santo
  Orazio  Primavera  ha dichiarato di aderire al Gruppo  parlamentare
   Misto .
   L'Assemblea ne prende atto.

   604-125-251-324-338/A

   Riprende il seguito della discussione del disegno n. 604-125-251-
                               324-338/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, chiedo  alla  V  Commissione  di
  prendere posto al banco assegnato. Vedo il Presidente.
   Si passa, quindi, all'articolo 31. Ne do lettura:

                               «Art. 31.
                        Alloggi nautici diffusi

   1. Per alloggio nautico diffuso si intende la struttura turistico-
  ricettiva  composta da un'unità produttiva ubicata  nello  specchio
  d'acqua  appositamente  attrezzato  e  autorizzato  nel  territorio
  regionale,  che offre servizi comuni e unità da diporto  attrezzate
  per  la  sistemazione e il pernottamento a bordo. Il  gestore  deve
  avere   legittimamente,  a  qualsiasi  titolo,   la   disponibilità
  organizzata  e non occasionale delle unità da diporto complete  dei
  mezzi di salvataggio, delle dotazioni di sicurezza a norma di legge
  e  dotate  di  sistema  di  tracking e di sistema  certificato  del
  tracciamento  storico  volto a documentare il posizionamento  delle
  singole  unità, anche al fine di poter corrispondere  le  eventuali
  tasse  di  soggiorno  a  carico del conduttore  stesso,  fermi  gli
  obblighi  di  natura  sussidiaria e  strumentale  all'esazione  del
  tributo in capo al gestore della struttura. Il numero minimo  delle
  unità  da  diporto  deve essere almeno pari a sette.  Le  unità  da
  diporto devono essere idonee per il pernottamento, arredate, dotate
  di cucina, servizi igienici di bordo con acqua calda comprensivi di
  doccia e di contenitori di raccolta delle acque reflue con adeguate
  strutture di collegamento atte a permettere lo scarico nei serbatoi
  del  porto. Nell'unità centralizzata sono offerti almeno i  servizi
  di  accoglienza,  registrazione  e comunicazione  telematica  delle
  presenze a bordo e recapito del cliente e assistenza 24 ore su  24.
  La  pulizia  delle unità da diporto e il cambio di biancheria  sono
  effettuati  almeno  ad ogni cambio di cliente,  oltre  ai  consueti
  servizi  accessori  forniti  da una struttura  turistico-ricettiva.
  L'attività è in forma imprenditoriale e le unità da diporto possono
  essere  concesse  in  uso  ai clienti con contratti  di  locazione.
  L'imbarco  e  lo sbarco dei clienti avvengono nell'approdo  dove  è
  ubicata  l'unità  produttiva che offre i servizi comuni  ovvero  in
  altre unità delocalizzate comunque organizzate.

   2. L'avvio delle attività di cui al presente articolo è soggetto a
  SCIA,  ai  sensi dell'articolo 27 della legge regionale  21  maggio
  2019,  n. 7, da presentarsi al Comune presso cui le strutture  sono
  ubicate.
   3.  La  segnalazione certificata di inizio attività è  redatta  su
  modulo  predisposto  dal comune sulla base  del  modello  regionale
  predisposto dal dipartimento regionale delle infrastrutture,  della
  mobilità  e  dei  trasporti. Nella dichiarazione sono  indicati  la
  denominazione,  la  capacità  ricettiva,  il  periodo  di  apertura
  stagionale o annuale, l'ubicazione.
   4.  Il  comune  può in ogni momento verificare la sussistenza  dei
  requisiti  dichiarati, la veridicità delle certificazioni  e  delle
  dichiarazioni   prodotte  e  le  condizioni  di   esercizio   delle
  strutture.
   5.  Presso il dipartimento delle infrastrutture, della mobilità  e
  dei  trasporti  è  istituita  l'anagrafe  regionale  degli  alloggi
  nautici diffusi.
   6.  L'elenco degli alloggi nautici diffusi viene reso  pubblico  e
  fruibile  sul  web a cura del dipartimento regionale  del  turismo,
  dello sport e dello spettacolo.».

   Ci   sono  alcuni  emendamenti,  però  aspettiamo  che  arrivi  il
  Capogruppo  del  Movimento Cinque Stelle,  perché  ci  sono  alcuni
  emendamenti soppressivi a firma sua.

            (breve interruzione durante la seduta in corso)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 31.3 a firma dell'onorevole
  De Luca.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Caronia ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna. L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il seguito della discussione del disegno n. 604-125-251-
                               324-338/A

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 31.4 della Commissione,  ma
  prima  c'è un emendamento fuori sacco. Nel file dei  fuori  sacco ,
  troverete l'emendamento 31.5.R a firma del Governo. Vi do tutto  il
  tempo che serve per poterlo leggere ed eventualmente apprezzarlo.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Volevo capire la ratio di questo emendamento, quindi se
  l'Assessore può esporlo.

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  L'emendamento  va  a  sostituire la parola "unità  produttiva"  con
  "unità centralizzata", che è quell'unità dove si fanno accomodare i
  turisti  per  fornire le informazioni del caso. Quindi, quell'unità
  che dà i servizi iniziali.
   Mentre, siccome l'unità centralizzata era messa nell'articolo  che
  dovesse  essere ubicata nello specchio d'acqua, effettivamente  può
  pure trovarsi sulla terraferma. Quindi, stiamo eliminando le parole
  "ubicata   nello  specchio  d'acqua  appositamente   attrezzato   e
  autorizzato  nel  territorio regionale" perché  effettivamente  può
  essere l'unità centralizzata anche ubicata nella terraferma.
   Inoltre, abbiamo anche sostituito la parola "sette" con la  parola
  "cinque"  perché così c'è continuità. Siccome i boat and  breakfast
  possono essere fino a quattro, queste invece saranno almeno pari  a
  cinque,  perché altrimenti da quattro a sette ci sarebbe stata  una
  vacatio.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Con questa modifica non capisco, allora, che differenza
  ci  sarebbe  tra  un  alloggio  "normale",  diciamo  una  locazione
  turistica  che  sta  sulla terraferma con  un'attività  da  diporto
  complementare,   quindi  che  viene  a  supporto  della   locazione
  turistica.
   Se noi parliamo di albergo diffuso nautico, secondo me, non lo so,
  non mi convince questa cosa.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  State  riuscendo a confondermi le idee,  gli  alloggi
  sono a terra ferma e sono i bed and breakfast, gli alberghi, a mare
  ci  sono i posti letto nelle barche, che sono i charter, che  hanno
  la  possibilità  di affittare una cabina di una  barca,  ma  questi
  alloggi a mare che sono palafitte? Dove si fanno?
   Non se ne possono fare a mare, non è che ci dobbiamo inventare  le
  cose, noi abbiamo due tipi di interventi: a terra abbiamo tutta una
  tipologia  di interventi e li stiamo normando, a mare non  ci  sono
  case  che si possono fare nautiche, cioè ci sono le barche, e nelle
  barche si affittano le cabine, e le cabine sono già normate.
   Quindi  io  vi prego di togliere tutta questa materia  che  stiamo
  inserendo, perché create confusione, che sono palafitte?

   AMATA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Colleghi, evidentemente non sono riuscita ad esprimere il concetto.
   Ha  ragione il collega Dipasquale, non avrebbe senso; le unità  da
  diporto  sono  ovviamente a mare, e possono essere fino  a  cinque,
  l'unità centralizzata è quella dove viene accolto il turista,  dove
  si chiedono i documenti, si danno le informazioni, è questa che può
  essere  sia a mare che su terraferma, ma non è quella che  ospiterà
  il  turista,  quelle  sono a mare, per questo  si  chiama  alloggio
  nautico diffuso.
   Quindi  le  unità  da diporto ovviamente sono  in  acqua,  l'unità
  centralizzata è quella dell'accoglienza.

   SCHILLACI. Specifichiamolo, parliamo di unità di accoglienza.

   AMATA,  assessore  per il turismo, lo sport e lo  spettacolo.  Sì,
  unità  centralizzata di accoglienza, possiamo aggiungere la  parola
  accoglienza, così si chiarisce meglio, sono d'accordo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Stiamo  attenti  a quello  che  scriviamo,  unità  da
  diporto,  cinque significa nulla, le unità da diporto  che  possono
  essere in un porto turistico possono essere decine e centinaia.
   Guardate che non siete chiari, noi dobbiamo normare cose che  sono
  ... queste case a mare sono altre cose, le unità da diporto sono le
  imbarcazioni;  le  unità  da  diporto  non  hanno  un  limite.  C'è
  confusione,  un  attimo,  fermiamoci  Presidente  e  vediamo   come
  svilupparla.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole La Rocca Ruvolo  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 604-
                           125-251-324-338/A

   PRESIDENTE.  Chiedo  se il Governo volesse  fare  una  riscrittura
  dell'emendamento. Assessore vuole fare una riscrittura?
   Bene,  tempo  scaduto.  Abbiamo  finito.  Cioè  il  tema  è   uno,
  Assessore,  colleghi.  Assessore  Amata   Allora  l'emendamento   è
  mantenuto? È mantenuto, benissimo. Il parere della Commissione?

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  31.5.R.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,

                             (È approvato)

   L'emendamento  31.4 è precluso. L'emendamento 31.1 è  mantenuto  o
  ritirato, onorevole Saverino?

   SAVERINO.  Mantenuto. Tra l'altro, ne ho parlato adesso  perché  è
  quello  di  cui parlavamo anche con l'assessore Aricò,  perché  c'è
  l'impresa  per  un giorno. Per cui, Assessore, stiamo  parlando  di
  quell'emendamento.  Praticamente la Scia, cioè la  richiesta  anche
  dell'autorizzazione al Suap perché, di fatto, viene  comunicata  al
  Suap  che  entra, così, nel portale ministeriale e viene registrato
  come impresa per un giorno.

   PRESIDENTE. No, no, lei sta parlando della soppressione del  comma
  3.  Quindi sopprime la norma che prevede il modulo Scia predisposto
  dal Dipartimento regionale delle infrastrutture.

   SAVERINO.  Perché c'è un emendamento presentato, sta  controllando
  credo con gli Uffici.

   PRESIDENTE.  Noi  non  abbiamo nulla,  noi  abbiamo  solo  un  suo
  emendamento  soppressivo, ed è il soppressivo del comma  3,  e  gli
  effetti sono quelli che le ho detto io.

   SAVERINO. Aspetti un attimo, vediamo che...

   PRESIDENTE. Ma non c'è. Eh, ma dopo. È precluso, certo. Onorevole,
  onorevole  Saverino,  se  passasse il suo  emendamento  è  precluso
  l'emendamento  che  lei  dice  che è a firma  dell'onorevole  Pace.
  Quindi  o lo ritira o... No, la sento male da qua. Allora?  Allora,
  che avete deciso?
   Onorevole  Pace  credo  che sia utile che lei  salga  su,  c'è  un
  problema  col  suo emendamento. Sì, cioè suo, se lo fa  suo.  È  di
  Giuffrida. No, lo so che lei è la soluzione, però se domani mattina
  dovesse  chiudere il portale del Ministero del Made in Italy,  SUAP
  che  si  fa? Che ne sappiamo? Dobbiamo prevederlo. Questa norma  ha
  degli effetti importanti.
   Sono ritirati gli emendamenti 31 1 e 31.2.
   Pongo quindi in votazione l'articolo 31, nel testo risultante. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

                               «Art. 32.
                           Boat & breakfast

   1. Si intende per boat & breakfast l'attività di ospitalità svolta
  a  bordo  di unità da diporto ormeggiate in porto, comprendente  il
  pernottamento e la prima colazione.
   2. All'attività di boat & breakfast non possono essere adibite più
  di quattro unità da diporto.
   3.  Le disposizioni relative ai procedimenti amministrativi di cui
  agli   articoli   29   e  30  trovano  altresì  applicazione,   ove
  compatibili, per le attività di boat & breakfast.
   4.  L'articolo  5 della legge regionale 7 giugno  2019,  n.  8,  è
  abrogato.».

   C'è l'emendamento soppressivo 32.1, a firma dell'onorevole De Luca
  Antonino. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 32.4, che è un fuori sacco.
   Vi  do  il tempo di poterlo leggere, è a firma del Governo, e  non
  appena lo avrete letto lo metteremo in votazione.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, non mi convince questo  emendamento
  perché  ci  siamo dati un percorso e abbiamo detto che gli  alloggi
  nautici diffusi sono in forma imprenditoriale perché prevedono  una
  quantità  di imbarcazioni da 5 in su, mentre per i boat & breakfast
  siamo  rimasti che la forma rimane, tutt'al più possiamo aggiungere
   anche  in forma imprenditoriale , così come abbiamo tenuto per  le
  locazioni turistiche.

   AMATA,  assessore  per il turismo, lo sport e lo spettacolo.  L'ho
  ritirato questo emendamento.

   SCHILLACI.   Infatti,  mi  sembrava  strano   che   lei   l'avesse
  presentato. Grazie.

   PRESIDENTE. Però, per favore, un secondo di attenzione, vi  prego.
  L'emendamento 32.4 allora è ritirato.
   Si   passa  all'emendamento  32.3  della  Commissione,  che  è  un
  emendamento  tecnico che individua i corretti riferimenti  interni.
  Il parere del Governo sul 32.3?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  32.3.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 32.2 è precluso.
   Pertanto pongo in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                               «Art. 33.
        Classificazione ed esercizio delle attività turistico-
                     ricettive di cui al Capo III

   1.  L'esercizio delle strutture turistico-ricettive di cui al capo
  III,  ad  eccezione  delle locazioni turistiche,  è  soggetto  alla
  presentazione della SCIA di cui all'articolo 5, in cui va attestato
  anche il rispetto della disciplina vigente in materia di sicurezza,
  igiene e sanità, urbanistica e edilizia.
   2.  La  presentazione della SCIA di cui al comma 1  va  comunicata
  anche   al  dipartimento  regionale  delle  infrastrutture,   della
  mobilità e dei trasporti.».

   Si  passa all'emendamento soppressivo 33.1, a firma dell'onorevole
  De Luca. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Ritirato,  benissimo. Si passa all'emendamento  33.2,
  della Commissione. è mantenuto o ritirato?

   FERRARA, presidente della Commissione e relatore. È ritirato.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 32.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sammartino ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 604-
                           125-251-324-338/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:

                               «Art. 34.
                         Locazioni turistiche

   1.  Si  definiscono  locazioni turistiche le  locazioni  di  unità
  immobiliari non soggette a classificazione, situate in  immobili  o
  parti  di  immobile all'interno dei quali è offerta ospitalità  e/o
  soggiorno  senza  prestazione di servizi accessori  e/o  turistici,
  esercitate   in   modo   occasionale,   non   organizzato   e   non
  imprenditoriale  per  un  periodo pari  o  inferiori  a  30  giorni
  consecutivi.  Esse concorrono alla regolazione di  nuove  forme  di
  ospitalità  alternativa  e, ad integrazione dell'offerta  turistica
  regionale, rilevano ai fini informativi, di monitoraggio statistico
  e di promozione turistica.
   2.  Alle locazioni turistiche si applicano le disposizioni di  cui
  all'articolo  53  del decreto legislativo 23 maggio  2011,  n.  79,
  all'articolo 1, comma 2, lettera c) della legge 9 dicembre 1998, n.
  431,  all'articolo 4, comma 1 del decreto legge 24 aprile 2017,  n.
  50,  convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017,  n.
  96  e  all'articolo 13-quater del decreto legge 30 aprile 2019,  n.
  34,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019,  n.
  58.
   3. Le locazioni turistiche possono essere gestite in forma diretta
  o  in  forma  indiretta, tramite agenzie immobiliari o  società  di
  gestione di intermediazione immobiliare.
   4. La locazione turistica è resa in unità abitative private dotate
  di  un  solo  codice  catastale  e  di  abitabilità,  senza  alcuna
  prestazione di servizi accessori e complementari ad eccezione della
  sola fornitura di biancheria all'inizio del soggiorno.
   5.   A   fini   di  rilevazione  statistica  i  proprietari,   gli
  usufruttuari  o chiunque abbia la disponibilità di unità  abitative
  per  locazioni turistiche brevi, nonché i soggetti di cui al  comma
  3,  ottemperano, in regime amministrativo semplificato, ai seguenti
  adempimenti:

   a) trasmissione  di  apposito modello di  offerta  di  ospitalità,
      riscossione e versamento dell'imposta di soggiorno  secondo  le
      modalità previste dalle amministrazioni comunali territorialmente
      competenti;
  b) trasmissione giornaliera telematica dei dati, obbligatoria anche
  in assenza di movimento, nel rispetto delle disposizioni impartite
  ai sensi dell'art. 7 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n.
  322.

   6. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, lo sport e
  lo spettacolo, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in
  vigore  della  presente legge, sono stabiliti, nel  rispetto  delle
  disposizioni di cui al comma 2, i requisiti minimi obbligatori  per
  l'attività di locazione turistica».

   All'articolo 34 ci sono molti emendamenti.
   Si  passa all'emendamento soppressivo 34.5 dell'onorevole De Luca.
  E' mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 34.2, degli onorevoli Ferrara
  e Assenza.
   All'emendamento  34.2  è  stata  presentata  una  riscrittura  del
  Governo,  il  34.2.1, che troverete nei tablet, quindi prendete  il
  tempo che vi serve per poterlo leggere e poi valutare.
   L'Assessore vuole illustrare questo emendamento?

   AMATA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Questo
  emendamento va ad aggiungere al comma 3 "solo se è amministrato  in
  forma  imprenditoriale",  nel  senso  che  non  si  applica  quanto
  previsto   dal   comma  3  se  sono  amministrate  in   forma   non
  imprenditoriale. E poi, abbiamo aggiunto il punto 7  "le  locazioni
  turistiche  di unità abitative ubicate in complessi immobiliari  di
  particolare pregio storico-architettonico assoggettati  ai  vincoli
  previsti  dal  decreto  legislativo 22  gennaio  2004,  numero  42,
  possono assumere la denominazione di locazioni turistiche in dimore
  d'epoca",  accogliendo un emendamento che era stato  presentato  da
  alcuni   colleghi   parlamentari  e  l'abbiamo   voluto   inserire,
  ritenendolo di merito.
   E poi, ovviamente, che con decreto dell'Assessore regionale per il
  turismo,  lo  sport e lo spettacolo, che emaneremo dopo  90  giorni
  dall'entrata  in  vigore  di questa legge,  saranno  stabiliti  nel
  rispetto delle disposizioni, di cui al comma 2, i requisiti  minimi
  obbligatori per l'attività di locazione turistica che, diciamo,  si
  parla  del  decreto che ieri è stato più di una volta  chiamato  in
  causa in Aula dicendo "quali sono i requisiti minimi previsti"?
   Saranno previsti da un decreto dell'Assessore.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto intervenire l'onorevole Schillaci  e  poi
  l'onorevole Ciminnisi.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, nulla quaestio sul  discorso  delle
  dimore,   Assessore,   ma   non  mi   convince   la   prima   parte
  dell'emendamento.
   Cioè,  noi  stiamo  dicendo  a  chi  ha  un'unità  immobiliare  di
  qualsiasi tipo, locazione turistica, che l'ha affittata in maniera,
  in  forma  non imprenditoriale, noi stiamo dicendo...  cioè  se  si
  scoccia  di  gestirla  in  maniera diretta,  non  la  può  dare  ad
  un'agenzia immobiliare, noi stiamo dicendo questo con l'emendamento
  in discussione.
   Io  credo  che  bisogna  lasciare  libere  le  persone  che  hanno
  un'attività, anche in forma non imprenditoriale, a un  certo  punto
  della  loro  vita,  di  farla gestire ad  agenzie  immobiliari  che
  nascono con questo scopo.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
  facoltà.

   CIMINNISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  intervengo
  solo per chiedere un chiarimento perché ho qualche dubbio sul fatto
  che  noi  possiamo  regolamentare con un  decreto  assessoriale  la
  locazione  breve perché questa è una disciplina del  Codice  civile
  che  è regolamentata a livello nazionale e lo stesso vale non  solo
  per  questa riscrittura, ma anche per il comma 6 che attualmente  è
  previsto   dall'articolo   34  che  prevede   sempre   un   decreto
  dell'Assessore.  Non penso che basti scrivere "nel  rispetto  delle
  disposizioni di cui al comma 2" perché semplicemente  io  ho  dubbi
  sul  fatto  che  noi  come Regione possiamo  legiferare  in  questa
  materia.
   Vorrei dei chiarimenti su questo perché non vorrei ritrovarmi  con
  un'impugnativa.

   VARRICA.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi diciamo che  avevo
  chiesto  una  spiegazione all'Assessore non per  farmi  leggere  il
  testo, però va bene.
   Proverò a riformulare meglio la domanda.
   Il  comma 3 sul quale si interviene aggiungendo le parole "solo se
  amministrate in forma imprenditoriale" fa un'affermazione generica,
  cioè dice: "le locazioni turistiche possono essere gestite in forma
  diretta  o in forma indiretta tramite agenzie immobiliari o società
  di  gestione a intermediazione immobiliare". E poi noi aggiungiamo:
  "solo se gestita in maniera imprenditoriale".
   E  quindi  per le altre cosa fanno? Sono gestite in forma diretta,
  indiretta?
   E' scritta malissimo.
   Io  ho  intravisto la ratio in quello che lei ha detto, Assessore,
  ma  questa  norma è scritta in maniera molto maldestra. Rischia  di
  creare confusione.
   O   si   fa   riferimento   esclusivamente   a   qualsiasi   forma
  imprenditoriale e quindi quelle non imprenditoriali possono  essere
  gestite in qualsiasi maniera, oppure non funziona questa cosa.
   Cioè si rischia di creare un caos enorme da questo punto di vista.
   Quindi la prego di fermarci e di riscriverla meglio.

   DE LUCA Antonino.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA  Antonino.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  io
  desidero porre solo due questioni.
   Premesso  che  qua  rischiamo, tra le altre  cose,  anche  di  non
  consentire  in  Sicilia una pratica che è consentita  in  tutto  il
  resto  d'Italia, incidendo quindi sulla capacità di queste  società
  di  reperire  immobili  sul  mercato e  quindi  anche  falsando  la
  concorrenza,  perché  poi  mi chiedo nel  momento  in  cui  noi  ci
  rapportiamo  al  mercato nazionale, una società può prendere  degli
  immobili  destinati ad ospitalità non imprenditoriale in  Calabria,
  ma  non  li  può prendere a Messina, e quindi questa mi sembra  una
  cosa assolutamente assurda.
   Poi  io  credo  che  quando il Parlamento chiede all'Assessore  di
  illustrare una norma, la prima cosa che vorrebbe capire è qual è la
  finalità che si vuole raggiungere nell'interesse generale. E io qua
  non ne vedo nessuna.
   Quindi  io chiedo, non di correggere, non di accantonare,  proprio
  di  ritirare  questa norma perché non vedo alcun tipo di  interesse
  generale all'approvazione di questa norma.

   PRESIDENTE. Chiedo all'assessore.

   AMATA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Signor
  Presidente le locazioni turistiche possono essere gestite in  forma
  diretta, quindi direttamente dal proprietario, o in forma indiretta
  tramite le agenzie immobiliari o le società di gestione.
   Allora,  la locuzione "in forma diretta" significa che il titolare
  della struttura affitta direttamente al turista l'immobile.
   Fino a qua ci siamo  Mentre "in forma di indiretta" significa  che
  la  locazione  avviene tramite l'agenzia immobiliare o  la  società
  intermediaria, quindi il contratto lo fa l'agenzia immobiliare e ne
  cura insomma tutta la gestione.
   Nel  primo  caso,  cioè  quello della forma diretta,  l'intervento
  dell'agenzia può avvenire solo limitandosi all'incontro tra domanda
  e  offerta  perché,  ripeto,  il  l'affitto,  il  contratto  lo  fa
  direttamente il proprietario.
   Il senso dell'imprenditoriale, cioè le forme imprenditoriali e non
  imprenditoriali,  se  questo è il punto,  dipendono  pure  e  anche
  quante locazioni, cioè da quanti... a parte che è una fiscalità che
  può   decidere  l'imprenditore  stesso  se  preferisce   la   forma
  imprenditoriale  che magari può essere più conveniente  rispetto  a
  quella  non  imprenditoriale e ieri in molti casi  infatti  abbiamo
  messo  quella locuzione "anche in forma imprenditoriale", lasciando
  libertà di azione.
   Quindi  vorrei capire meglio qual è il punto della domanda  perché
  non riesco a comprendere.

   DE LUCA Antonino. Assessore, credo che non ci dobbiamo arrampicare
  sugli  specchi  e soprattutto non dobbiamo prendere per  stupidi  i
  parlamentari. Non è questa la domanda, perché sappiamo  leggere  da
  soli  e  soprattutto  sappiamo benissimo cosa significhi  affittare
  privatamente un immobile o farlo attraverso una società di gestione
  o  attraverso l'agenzia immobiliare. Le abbiamo chiesto qual  è  lo
  scopo  che  si  intende raggiungere con questa  norma.  Qual  è  la
  finalità  di interesse generale cui l'approvazione di questa  norma
  mira.  Diversamente  questo  scritto, al  netto  delle  spiegazioni
  letterali,  non ha ragione di essere approvato. Ragion per  cui  le
  chiediamo,  nel rispetto del buon clima, non ho voglia di  chiedere
  neanche il voto segreto, di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'ha ritirato intanto l'emendamento soppressivo?

   DE LUCA Antonino. No.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   provo   a
  riformulare:  se  passasse l'emendamento,  Assessore,  avremmo  una
  norma  in  cui  si  dice  che  le  locazioni  turistiche  in  forma
  imprenditoriale  possono  essere  gestite  in  maniera  diretta   o
  indiretta mentre non sapremmo nulla sulle locazioni turistiche  non
  gestite  in maniera imprenditoriale, quindi praticamente ci sarebbe
  un caos interpretativo.
   Oggi  questa  norma,  diciamo  così, seppure  secondo  me  diciamo
  superflua ha un senso, ha un senso perché dice comunque è una  cosa
  superflua  ma la dice, in quella maniera andiamo a specificare  che
  quella norma sembra valere solo per quelle forme imprenditoriali  e
  quelle non imprenditoriali che fanno, non possono essere gestite in
  maniera  diretta? Non possono essere gestite in maniera  indiretta?
  Cioè  non  si spiega così, quindi o si cassa l'emendamento,  questa
  parte  che  secondo  me non ha senso, oppure addirittura  tutta  la
  norma.

   PRESIDENTE.  Assessore, però se spiega quello che sta  riscrivendo
  all'Aula, così saremmo anche più celeri.

   AMATA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Stiamo
  cassando  "solo  se  amministrate in  forma  imprenditoriale"  così
  lasciamo il settore libero di stabilire se gestirli personalmente o
  se gestirli attraverso le agenzie immobiliari.

   PRESIDENTE.  Allora, l'emendamento caricato: è il 34.2.1  bis.  Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 34.2, così come modificato. Lo pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura.

                               «Art. 36.
       Diffida, sospensione e divieto dell'esercizio di attività
                          turistico-ricettiva

   1.   Ferma   restando  l'applicazione  delle   sanzioni   di   cui
  all'articolo  37, comma 6, qualora venga accertata la  gestione  di
  una  delle attività turistico-ricettive disciplinate dalla presente
  legge  in  mancanza  della SCIA ovvero in mancanza  di  uno  o  più
  requisiti previsti per il titolare e per il gestore, i dipartimenti
  regionali   competenti  alle  funzioni  di  vigilanza  e  controllo
  dispongono  la  chiusura dell'attività dandone  comunicazione  alle
  autorità competenti.
   2.  Qualora  sia  accertata la mancanza di  uno  o  più  requisiti
  strutturali o dei requisiti obbligatori della struttura  turistico-
  ricettiva  per  il livello minimo di classificazione  previsto  dai
  relativi decreti assessoriali, il dipartimento regionale competente
  sospende  temporaneamente  l'attività assegnando  un  termine,  non
  superiore a novanta giorni entro il quale il gestore o il  titolare
  della  struttura  turistico-ricettiva provvedono  a  conformare  la
  struttura alle disposizioni vigenti. Decorso inutilmente il termine
  il dipartimento competente dispone la chiusura dell'attività.
   3.  I provvedimenti di cui ai commi precedenti, o l'adozione di un
  provvedimento  di sospensione per un periodo limitato,  si  applica
  anche  nel  caso  in  cui il titolare o il  gestore  di  una  delle
  strutture turistico-ricettive di cui alla presente legge non  abbia
  consentito  agli uffici competenti gli accertamenti ai  fini  della
  verifica della sussistenza dei requisiti.
   4.  In  caso di inottemperanza al provvedimento di chiusura  o  di
  sospensione  dell'attività, il dipartimento  regionale  competente,
  previa  diffida  ad ottemperare entro un termine  non  superiore  a
  cinque  giorni,  trasmette  gli  atti  al  comune  territorialmente
  competente  entro  e  non  oltre  i dieci  giorni  successivi  alla
  scadenza del predetto termine ai fini dell'esecuzione coattiva  del
  provvedimento,  con  le  modalità  di  apposizione   dei   sigilli,
  nell'ipotesi di mancato adempimento della suddetta diffida.?.

   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 36, poiché c'è un
  solo emendamento soppressivo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura.

                               «Art. 37.
                        Sanzioni amministrative

   1.  I  titolari o gestori delle strutture turistico-ricettive  che
  omettono le comunicazioni di cui all'articolo 32 o le effettuano in
  maniera  incompleta  sono  soggetti  alla  sanzione  amministrativa
  pecuniaria da euro 250,00 a euro 2.500,00.
   2.  I  titolari o gestori delle strutture turistico-ricettive  che
  nel  corso  dell'anno  solare per più  di  tre  volte  omettono  di
  trasmettere  la  comunicazione  di  cui  all'articolo  32,   o   la
  trasmettono parzialmente o totalmente non compilata, sono  soggetti
  alla  sanzione  amministrativa pecuniaria da  euro  100,00  a  euro
  600,00  per ogni omissione o trasmissione parzialmente o totalmente
  non compilata.
   3.  Coloro che esercitano la locazione per finalità turistiche  in
  forma  non  imprenditoriale, qualora incorrano nelle violazioni  di
  cui al comma 2, sono soggetti alla medesima sanzione amministrativa
  pecuniaria prevista dal comma 2.
   4.  I  titolari o gestori delle strutture turistico-ricettive  che
  non  espongono  la tabella di cui all'articolo 33,  comma  1  o  la
  espongono  in  modo non perfettamente visibile sono  soggetti  alla
  sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250,00 a euro 2.500,00.
   5.  Il  titolare,  il  gestore  e il legale  rappresentante  delle
  strutture   di   cui  alla  presente  legge  che  non   ottemperano
  all'obbligo   di  indicare  il  CIN  nell'insegna  e   di   esporlo
  all'esterno  delle strutture turistico-ricettive in  modo  tale  da
  garantirne  la visibilità ed un facile accesso da parte dell'utenza
  sono  soggetti  alla  sanzione amministrativa  pecuniaria  da  euro
  500,00 a euro 2,500,00.
   6.   Chi   gestisce   una   delle  strutture   turistico-ricettive
  disciplinate  dalla  presente legge, ad eccezione  delle  locazioni
  turistiche di cui all'articolo 34, senza aver presentato la SCIA  è
  soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.032,00 a
  euro 6.000,00.
   7.  È  soggetto  alla sanzione amministrativa pecuniaria  da  euro
  250,00  a euro 2.500,00 chi non fornisce i servizi previsti per  il
  tipo di classificazione assegnato.
   8.  È  soggetto  alla sanzione amministrativa pecuniaria  da  euro
  300,00 a euro 3.000,00:

   a)  chi  pubblicizza,  mediante qualsiasi  mezzo,  un  livello  di
  classificazione   della  propria  struttura   diverso   da   quello
  autorizzato;

   b) chi, essendosi verificate le condizioni per una classificazione
  a  livelli  inferiori della propria struttura, omette di comunicare
  tale  circostanza  ai  dipartimenti regionali competenti  entro  30
  giorni dal verificarsi delle variazioni;

   c)  chi  dota  i  locali  e gli spazi destinati  all'alloggio  dei
  clienti  con un numero di posti superiore a quello autorizzato  con
  la classificazione.

   9. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni già previste dalla
  normativa   vigente,   è  soggetto  alla  sanzione   amministrativa
  pecuniaria  da euro 100,00 a euro 600,00 chi viola gli obblighi  di
  cui all'articolo 32, comma 3 della presente legge.
   10.  In  caso di reiterazione di una delle violazioni  di  cui  al
  presente  articolo  nei due anni successivi, le  relative  sanzioni
  pecuniarie sono raddoppiate.».

   SCHILLACI. Signor Presidente, va troppo veloce

   PRESIDENTE.  Penso  invece  di essere  un  bradipo   Vi  invito  a
  guardarvi anche le registrazioni.
   All'articolo   37   c'è   l'emendamento   soppressivo,   a   firma
  dell'onorevole De Luca Antonino.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  C'è  l'emendamento 37.7  fuori sacco ,  a  firma  del
  Governo. Invito l'Assessore Amata ad illustrarlo.

   AMATA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Questo
  emendamento 37.7 corregge l'indicazione di alcuni articoli.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 37.7,  a  firma  del
  Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 37, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura.

                               «Art. 38.
                           Modifica di norme

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 15 settembre
  2005,  n.  10, le parole  alle province regionali  sono  sostituite
  con le parole  al dipartimento regionale del turismo, dello sport e
  dello spettacolo .
   2. Al comma 5 dell'articolo 3 della legge regionale 2 agosto 2013,
  n.  11,  dopo  le  parole   delle strutture  extra-alberghiere.   è
  aggiunto  il  seguente periodo:  Alla classificazione  provvede  il
  dipartimento   regionale  del  turismo,   dello   sport   e   dello
  spettacolo .

   3.  Al  comma  9 dell'articolo 5 del decreto del Presidente  della
  Regione  2  febbraio 2015, n. 7 dopo le parole   è  il  comune.   è
  aggiunto  il seguente periodo  Competente per la classificazione  è
  il   dipartimento  regionale  del  turismo,  dello  sport  e  dello
  spettacolo .
   4. Gli articoli da 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8 della legge regionale 6
  aprile 1996, n. 27, sono abrogati.».

   Si  passa  all'emendamento 38.1, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Antonino.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 38.2  del  Governo,   fuori
  sacco , di soppressione del comma 3.
   L'emendamento 38.3 è frattanto ritirato.
   Assessore  Amata, stavo mettendo in votazione l'emendamento  38.2,
  poi   i   colleghi  del  Partito  Democratico  hanno   chiesto   un
  chiarimento,  ho  sospeso la votazione per far sì che  andassimo  a
  votare  non  alla  cieca ma qualcosa  di  cui   si   avesse   piena
  consapevolezza  e  contezza per evitare che  si  potesse  agire  in
  maniera sbagliata, gentilmente potrebbe spiegare l'emendamento  del
  Governo, l'emendamento 38.2, che sarebbe la soppressione del  comma
  3?

   AMATA,  assessore  per il turismo, lo sport e lo  spettacolo.   La
  soppressione  del  comma  3  è dettata  dal  fatto  che  non  posso
  modificare un decreto del Presidente della Regione.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Giambona?

   GIAMBONA. Sì.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  38.2.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Benissimo. Pongo in votazione l'articolo 38.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'esame di due emendamenti del Governo, "fuori sacco",
  sono  gli  emendamenti  A.1 e A.2, li trovate  nei  vostri  tablet,
  prendetevi  tutto  il  tempo che vi serve,  li  leggete  e  poi  li
  mettiamo in votazione.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonio. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
  anche  per  impegnare utilmente questo tempo,  l'Assessore  ci  può
  spiegare l'emendamento A.2?

   SCHILLACI. L'emendamento A.1, in particolare

   PRESIDENTE. Prego, Assessore, sui due emendamenti presentati.

   AMATA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'emendamento A.2 è stato  dettato
  dalla  necessità, avendo noi votato ieri un altro  emendamento  che
  riguardava  sempre  una modifica per quanto concerne  gli  alberghi
  diffusi,   cioè  la  possibilità  che  la  distanza   tra   l'unità
  centralizzata e gli alberghi fosse oltre i trecento metri: ora, per
  rendere   effettivamente   utilizzabile   questa   norma,    stiamo
  modificando l'articolo 4, comma 1, lettera a) della legge regionale
  2  agosto  2013,  consentendo a nuove  strutture  di  poter  essere
  realizzate  come unità, però, centrali, cioè quelle  centralizzate,
  al  di  fuori del centro storico rispetto a come, invece, prevedeva
  la  legge,  in maniera tale che rendiamo uniforme ciò  che  abbiamo
  approvato ieri rispetto a quello che stiamo dicendo adesso e  possa
  essere utilizzabile realmente questa norma e dare la possibilità di
  creare  gli  alberghi  diffusi nei piccoli borghi,  secondo  quella
  motivazione che ci ha portato ieri ad approvare l'emendamento.
   Per  quanto  riguarda  l'emendamento  A.1  invece  si  celebra  il
  settantesimo anniversario della Conferenza europea a Messina.
   E'  un  evento molto importante, ci sarà la presenza  di  tutti  i
  Paesi  facenti  parti dell'Europa, è un momento  culturale  davvero
  importante  e,  quindi,  chiaramente  voi  potete  immaginare   per
  l'organizzazione di una cerimonia di questa portata,  è  ovvio  che
  bisogna avere una certezza di risorse.
   Considerato  che  in finanziaria non è stato inserito,  ma  faceva
  parte  della  prima stesura della finanziaria, si era stabilito  di
  inserirlo  poi  in  un collegato, visto che i tempi  del  collegato
  comunque sono abbastanza lunghi, la richiesta è quella di inserirlo
  in  questo  disegno  di legge -  ripeto - nella considerazione  che
  essendo  un momento veramente importante non solo per la  città  di
  Messina  ma  per  la Sicilia tutta, la necessità delle  risorse  si
  rende  necessaria poterla confermare ed avere in questo disegno  di
  legge. Grazie.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Grazie  Presidente,  Governo,  colleghi.  Intervengo
  sull'emendamento aggiuntivo A.1, pur apprezzando le parole da parte
  dell'Assessore  per  quanto  riguarda  l'importanza  dell'evento  e
  considerando  che  io vedevo che l'evento, almeno  per  quanto  c'è
  scritto nell'emendamento si terrà dal 18 al 22 giugno, consiglierei
  se  possibile all'Assessore, visto che comunque è un emendamento di
  spesa  e  visto  che, comunque, la data è fine  giugno,  magari  di
  spostarlo  in un documento prossimo dove inseriamo altre  possibili
  variazioni finanziarie, perché è un emendamento che dà fondi ad una
  Fondazione;    colleghi,  attenzione,  per  un  evento  sicuramente
  meritevole  di  cui  io non metto in dubbio l'importanza,  però  la
  finanziaria    l'abbiamo   completata   qualche    settimana    fa:
  all'Assessorato  al  turismo abbiamo dato comunque  dei  fondi  per
  grandi eventi, se mancano ulteriori fondi possiamo, in un ulteriore
  disegno  di  legge, fare un'eventuale variazione e lì  inserire  le
  somme,  tanto vedevo che la data, comunque, è distante al  momento,
  se  per  il Governo va bene questa cosa potrebbe essere ritirata  e
  presentata  in  un altro disegno di legge, magari nel ddl  n.  738,
  che   andremo  a  trattare  a  fine  febbraio,  se  l'Assessore   è
  disponibile,  considerando le tempistiche dell'evento, è  una  cosa
  che potrebbe essere fatta. Grazie.

   PRESIDENTE.  C'è  un  problema, credo, relativo  agli  impegni  di
  spesa, Assessore vuole dire qualcosa?

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Rispetto  a  quello  che ho detto prima, c'è un problema  relativo,
  ovviamente, agli impegni di spesa per l'organizzazione di un evento
  che,   come  dicevo,  ha  una  portata  non  indifferente,  diventa
  veramente  per  la  Sicilia un momento di alta attenzione,  quindi,
  ovviamente  se  avessimo avuto la possibilità di  procrastinare  la
  richiesta di queste risorse, lo avremmo fatto.
   Averlo  inserito  in  questo disegno di legge  non  fa  altro  che
  confermare quanto vi dico, cioè, per l'organizzazione di un  evento
  di questa portata non possiamo andare oltre una tempistica.
   Ricordo  a  tutti  il ruolo strategico che la  Sicilia  ha  in  un
  momento come questo.

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
   Questo  emendamento nasce per una ricorrenza importante:  70  anni
  dalla nascita del primo nucleo che oggi è l'Europa ma, allora,  era
  la CECA.
   Si  parla  del 2 e 3 giugno del 1955 con un incontro  informale  a
  Taormina  e  con  la firma della Conferenza di Messina,  quindi  la
  Carta  di  Messina,  del 3 di giugno, allora  voluta  dal  Ministro
  Martino. E' un evento importante che -  questo lo voglio dire anche
  ai  colleghi parlamentari che hanno espresso qualche perplessità  -
  doveva  essere  inserito  nella legge di  stabilità  ma,  per  vari
  motivi, non è stato inserito.
   Io  posso  solo dirvi da sindaco di Taormina che ho  avuto  questa
  idea,  ne  ho parlato col Presidente della Regione e c'è  stata  la
  conferma della partecipazione dei ventisette Ministri degli esteri,
  più  gli  otto  degli  Stati che hanno fatto richiesta  di  entrare
  nell'Unione Europea.
   E' stata anche chiesta la presenza del Presidente della Repubblica
  e  l'evento  si  svolgerà il 18 e il 19 giugno, con  un'apertura  a
  Taormina e una conclusione a Messina. Rispetto a quelli che sono  i
  percorsi  logici  e canonici che un provvedimento  legislativo  del
  genere  deve fare, è ovvio che qui lo dico da sindaco di  Taormina,
  più  che  da collega parlamentare, c'è la necessità di bloccare  le
  locations  in modo particolare dove si è anche tenuta la Conferenza
  nel 1955, che è il San Domenico, e tutto deve essere fatto entro le
  prime due settimane di febbraio.
   Queste  sono le questioni, per cui si è discusso con il Presidente
  della Regione di agganciare a questo provvedimento l'emendamento e,
  quindi,  chiedo ai colleghi, considerata l'importanza  dell'evento,
  di  poter  soprassedere a quelli che sono gli aspetti  procedurali,
  condivisibili,  e  di  guardare  all'importanza  dell'evento  anche
  perché,   quello   che  è  stato  messo  in  moto   come   macchina
  organizzativa ora richiede degli impegni che devono essere assunti.
   Preciso  anche  che  lo strumento che è stato scelto  riguarda  la
  Fondazione Taormina Arte attraverso l'organizzazione Taobuk per  un
  motivo molto semplice: perché in quell'arco temporale, c'è l'evento
  annuale di Taobuk e, quindi, anche per semplificare, da un punto di
  vista  organizzativo,  è stata fatta questa scelta  di  individuare
  come  soggetto organizzatore, ed ecco perché la destinazione  delle
  risorse, lo voglio precisare, è alla Fondazione TaoArte e,  quindi,
  alla Fondazione Taobuk.
   Di conseguenza, è stata fatta anche questa scelta per semplificare
  tutte   le   procedure  del  caso.  Quindi,   invito   i   colleghi
  parlamentari,  al  di  là ora delle posizioni politiche,  di  poter
  esprimere  il  loro  positivo  riscontro  considerato  l'evento   e
  mettendo da parte quelle che sono le procedure che, in questo caso,
  ci  siamo  trovati  costretti così a usare in modo,  diciamo,  poco
  ortodosso.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Noi abbiamo, per due giorni, seguito questo disegno di
  legge  sul  turismo e che riguarda la regolamentazione dell'offerta
  turistica  della nostra Isola, nelle più svariate forme, e  abbiamo
  dimostrato  un grande senso di responsabilità e maturità.  Ci  sono
  stati momenti dove non era presente neanche tutta la maggioranza, e
  noi  siamo  stati qui in Aula, abbiamo svolto il nostro dovere.  Il
  ruolo  serio di minoranza, insieme agli altri partiti di minoranza,
  siamo arrivati alla fine, Presidente.
   Ora, fermo restando le motivazioni che sono tutte legittime, tutte
  giuste  -  il  collega  De Luca, che per giunta  è  il  sindaco  di
  Taormina,  le  ha espresse in maniera eccellente -   Presidente  mi
  segua anche lei - le ha espresse in maniera eccellente.
   C'è  l'esigenza  di finanziare questa iniziativa che  si  tiene  a
  giugno,  però  c'è la necessità di impegnare gli alberghi.  Ora  io
  dico,  ci  sta tutto e siamo d'accordo e non abbiamo noi difficoltà
  ad  assumere  impegni, a sostenere l'iniziativa, però  è  un  fatto
  profondamente procedurale. E io non ci sto a superare le procedure,
  assolutamente,  cioè  questo  è un  intervento  di  spesa  che  non
  riguarda la norma su cui stiamo discutendo, cioè noi abbiamo  fatto
  una norma, dove ci sono stati impegni di spesa, ma che riguardavano
  la norma.
   Questa  è  un'altra cosa, con un altro impegno di spesa. Questa  è
  materia di strumento finanziario, questa è materia di variazioni di
  bilancio, di norma ad hoc di spesa, di altre cose.

   FERRARA,  presidente  della Commissione e relatore.  Infatti,  c'è
  l'assessore Dagnino presente

   DIPASQUALE.  No,  assolutamente. Cioè questo è un emendamento  che
  può  essere  approvato  solamente se c'è la condivisione  di  tutta
  l'Aula. Cioè, per essere chiari, allora e questo non c'è. Lo ha già
  espresso  Di  Paola in maniera chiara. Lo esprimiamo  noi  non  con
  altrettanta chiarezza.
   E siccome non possiamo mettere con un voto segreto, io ritengo che
  dopo  il  lavoro che abbiamo fatto non ci possiamo perdere  su  una
  forzatura  regolamentare. Assolutamente, non ci  possiamo  perdere.
  Noi  dobbiamo  votare quest'atto tutti insieme.  Noi  non  voteremo
  contrari,  già  ve  lo anticipiamo. Non voteremo contrari  all'atto
  tutto complessivo.
   Quindi,  dobbiamo cercare di risolvere la questione. La  questione
  si  può risolvere. E come si può risolvere? Noi abbiamo, a seguire,
  il  disegno  di  legge  n.  738, dove  ci  assumiamo  l'impegno  di
  sostenerla. Già lo diciamo noi, da qui, da questo podio,  l'impegno
  a sostenerla.
   Agli albergatori, Presidente, glielo può dire lei. Glielo può dire
  lei,  insieme al sindaco di Taormina, l'onorevole Cateno  De  Luca,
  che  possono impegnare le stanze perché il Parlamento ha la volontà
  di   farlo,  ha  la  volontà.  Quindi,  noi  lo  possiamo  superare
  benissimo,  perché  ci  assumiamo la  responsabilità  di  sostenere
  questo   intervento,   ce  ne  assumiamo  la   responsabilità.   E,
  Presidente,  lei, insieme al sindaco di Taormina, può  dare  queste
  rassicurazioni,  però forzature di questo genere  non  ne  dobbiamo
  fare.  Non  ci  stanno. Una volta c'è un'emergenza  che  si  chiama
  Taormina, un'altra volta si chiamerà Ragusa. Non faremo più neanche
  le  variazioni di bilancio e le finanziarie. Ogni disegno di  legge
  che  arriva,  gli  metteremo  dieci, venti  norme  anche  di  spesa
  generale.
   Non è possibile

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Grazie  Presidente, ma sa cosa mi  preoccupa  di  questo
  emendamento  che  abbiamo  appena ricevuto?  L'improvvisazione  del
  Governo regionale e dell'Assessore per il turismo
   È  incredibile  come davanti a un evento - così ha detto  oggi  in
  Aula - importante, cruciale per la nostra Sicilia, addirittura alla
  presenza di Ministri e del Presidente della Repubblica, lo si pensa
  di inserire con un emendamento aggiuntivo a un disegno di legge sui
  B&B e sugli affitta camere, cioè l'improvvisazione con la quale  il
  Governo  sta  trattando  un evento così importante  è  imbarazzante
  Assessore.
   Abbiamo  approvato  la finanziaria un mese fa, abbiamo  finanziato
  non  so quanti micro eventi all'interno della nostra Regione  e  un
  evento,  invece, così importante, viene trattato con un emendamento
  aggiuntivo  a  un disegno di legge che poteva terminare  la  scorsa
  settimana,  che  forse terminerà la prossima, che forse  approviamo
  oggi   e   viene  semplicemente  presentato  come  un   emendamento
  aggiuntivo
   Ora,  premesso che io non penso che il Presidente della Repubblica
  se  non  mettiamo questo mezzo milione di euro si vergogni a venire
  in  Sicilia,  penso  che  comunque l'evento  si  terrà  ugualmente,
  riusciremo  ad  organizzarlo nel migliore  dei  modi,  anche  senza
  questo mezzo milione di euro; premesso che penso che, comunque,  la
  Fondazione organizzerà lo stesso l'evento, potremmo anche  votarlo,
  non è questo, come dire, l'oggetto del contendere, a me la cosa che
  veramente  imbarazza è il modo con il quale il  Governo  regionale,
  oggi, in Aula affronta un evento così importante, così cruciale - a
  detta  dal  Governo stesso, quindi meno da parte  dei  deputati  di
  maggioranza  e  di  opposizione  -  e  che  si  lasci  alla   quasi
  discrezionalità  addirittura di un possibile voto palese,  segreto,
  un evento del genere.
   Dunque,  Presidente, mi creda io stentavo a crederci: noi  abbiamo
  approvato  la  finanziaria un mese fa, ancora il  collegato  non  è
  nemmeno  andato in Gazzetta Ufficiale, quindi perché  trattarlo  in
  questo modo? Cioè, vorrei capire il responsabile di un evento  così
  importante  perché  ci ha pensato a febbraio ad  inserire,  con  un
  emendamento  aggiuntivo  a  un  disegno  di  legge   sui   B&B?   È
  inaccettabile  È veramente incomprensibile  E non credo  che  fosse
  il  mezzo milione di euro il problema in finanziaria, perché  credo
  che  nel  miliardo di euro che abbiamo approvato i  500  mila  euro
  avrebbero avuto largo spazio.

   PRESIDENTE. Al netto del fatto che la penso esattamente come  lei,
  perché non era il problema ormai per i 500 mila euro.
   Credo  -  non ne sono certo, perché è un emendamento, chiaramente,
  del  Governo - che questo emendamento facesse parte di  tutto  quel
  faldone degli emendamenti che è stato detto sarebbero dovuti essere
  trattati  in  una  fase  successiva, ovvero quello  del  collegato;
  sembrerebbe,  da  parte dell'Assessore - ma lo ribadirà  magari  ai
  microfoni  -  che, rispetto a determinati impegni di spesa  che  si
  devono  prendere  per  la realizzazione di  questo  evento,  si  ha
  bisogno di queste cifre.
   Per quel che mi riguarda sono laico rispetto al ragionamento

   SUNSERI. No, ma si figuri

   PRESIDENTE   sto cercando, sostanzialmente, di andare  incontro  a
  un'esigenza ed è estremamente corretto che si possa fare, come dice
  l'onorevole Dipasquale, questo insieme a tutti gli altri interventi
  di natura economica.
   Il  tema è, se effettivamente c'è l'urgenza, si sospende un minuto
  e  si  cerca di capire il perché c'è questa urgenza, e se  si  deve
  derogare rispetto agli altri; diversamente, se non c'è l'urgenza  e
  questa  cosa si può fare anche fra un mese, si potrebbe pensare  di
  agganciarla ad un'altra norma.
   Però,  voglio  che  tutto si faccia nella massima  tranquillità  e
  trasparenza, specie quando si parla di contributi a  cos'è?

   SUNSERI. Una fondazione.

   PRESIDENTE  una fondazione.

   SUNSERI. Chiarissimo.

   PRESIDENTE.   Quindi,  procediamo  in  questi  termini.   Siccome,
  fortunatamente, non abbiamo nulla tra di noi, quanto  meno  di  cui
  doverci preoccupare o vergognare, perché quanto meno concordiamo le
  cose prima, io, così come ho fatto in passato, sospendo l'Aula  per
  dieci  minuti,  facciamo  una riunione dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, capiamo con l'Assessore se effettivamente c'è  questa
  urgenza;  diversamente, chiederò io stesso, così come ho  fatto  in
  passato,  un  eventuale  ritiro per approvarlo,  discuterlo  in  un
  momento  successivo, perché qui non si deve...  si deve cercare  di
  fare meno danno possibile, diciamo così.
   Quindi,  onorevole Sunseri, accetto l'invito che hanno fatto  vari
  deputati,  sospendiamo l'Aula per dieci minuti, capiamo le  ragioni
  da  parte  dell'Assessore ed eventualmente  andiamo  avanti.  Anche
  perché  questo  clima d'Aula, rispetto a un disegno di  legge  che,
  probabilmente,   sarà  votato  all'unanimità,   non   deve   essere
  assolutamente minato da altre questioni.
   La seduta è sospesa per dieci minuti.
   Chiedo  frattanto  ai  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari  o  ai
  Vicepresidenti,  perché non vedo molti Capigruppo, di  raggiungerci
  in Sala Lettura Deputati.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.01, è ripresa alle ore 17.49)

   La seduta è ripresa.


  Discussione del disegno di legge  Modifiche alla legge regionale 7
                           marzo 1997, n. 6
     in materia di tributo per il deposito in discarica di rifiuti
                          solidi . (n. 780/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, mentre  ci  sono  alcuni  Gruppi
  parlamentari  che  hanno chiesto qualche minuto  per  la  questione
  relativa  all'emendamento  di cui abbiamo  parlato  fino  a  questo
  momento  chiedo  di passare, prima del voto finale del  disegno  di
  legge dell'Assessore Amata, al disegno di legge n. 780/A  Modifiche
  alla  legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 in materia di tributo  per
  il deposito in discarica di rifiuti solidi .
   Pertanto, invito l'onorevole Lombardo, visto e considerato che non
  c'è   il   Presidente  della  Commissione,  onorevole  Daidone,   a
  relazionare rispetto a questo testo.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, mi rimetto al  testo
  della relazione scritta.

   PRESIDENTE. Va bene, grazie.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Carta. Ne ha facoltà.

   CARTA.  Signor Presidente, questo è un disegno di legge che  va  a
  modificare la normativa esistente, non è che va modificare,  va  di
  inserire nella legge 545 del 1995 la possibilità di dare ai  comuni
  siciliani  una parte del tributo speciale versato dalle discariche,
  per il tramite delle ex province regionali, ora liberi consorzi che
  vengono  titolati dalla Regione per riscuotere i soldi del  tributo
  speciale che pagano i proprietari delle discariche in Sicilia  come
  ricaduta al territorio siciliano.
   Con  questa norma, diamo la possibilità alla Regione siciliana  di
  individuare  la  percentuale del 25 per cento della parte  riscossa
  dalla  Regione, da parte delle discariche, e distribuirla ai comuni
  sede  di discarica e ai comuni limitrofi alla discarica. In  questo
  caso il testo è stato già vagliato in Commissione Bilancio, che  ha
  avuto  il  voto unanime di tutti i Gruppi parlamentari, e  vede  la
  parte del 25 per cento del tributo speciale, oggi in gestione  alla
  Regione siciliana, distribuito ai comuni siciliani che sono sede di
  discarica e i comuni limitrofi.
   Questo è il contenuto del testo.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Dipasquale.  Ne
  ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  noi  sul  disegno   di   legge,
  presentato  così con le motivazioni che sono state evidenziate  dal
  Presidente Carta, ne comprendiamo le ragioni e ora decideremo  come
  sviluppare  la nostra posizione però, anche su questo,  siccome  mi
  dicono  che ci sono emendamenti di spesa per altri milioni di  euro
  da  inserire  nel  disegno di legge, io le dico, le  ribadisco  che
  queste procedure non sono condivisibili e quindi noi su questo  non
  transigeremo  in tutti i modi. Cioè noi rischiamo  questa  sera  di
  prolungare  il  dibattito,  lo  scontro,  chiamatelo  come  volete,
  inutilmente.
   Io  le  chiederei di lasciare i disegni di legge nell'impostazione
  originale così come abbiamo fatto, signor Presidente, e di non fare
  forzature  al Regolamento perché sulle forzature al Regolamento  il
  responsabile è lei.

   PRESIDENTE.  Sì,  ma  io  mi  prendo la responsabilità  dinanzi  a
  bloccare  un  bilancio regionale per un emendamento che l'assessore
  Dagnino vuole illustrare in Aula, ci mancherebbe che non mi  assumo
  la responsabilità.

   DIPASQUALE.    E    noi    ci    assumiamo    la    responsabilità
  dell'ostruzionismo in Aula, non ci sono dubbi.

   PRESIDENTE.  Secondo  me,  onorevole Dipasquale,  a  lungo  corso,
  quando  sentirà le motivazioni dell'emendamento, ritornerà indietro
  dicendo che probabilmente è necessario.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati  in relazione all'emendamento cui faceva cenno un  momento
  fa  l'onorevole Dipasquale, desidero precisare che non si tratta di
  un  emendamento  di  spesa. E' un emendamento  che  ha  un  effetto
  puramente tecnico che vorrei illustrare prima che possa nascere  un
  pregiudizio,  perché  crediamo che le obiezioni  siano  agevolmente
  superabili  se  l'approccio, come sono sicuro  che  sarà,  sarà  un
  approccio ragionevole, come siamo abituati a vedere in quest'Aula.
   In  particolare, si tratta di una questione che è sorta al momento
  del  caricamento  della legge di bilancio nella  banca  dati  delle
  amministrazioni  pubbliche tenuta dal MEF. La  nuova  versione  del
  software della banca dati del MEF determina degli errori bloccanti,
  non  superabili  per  via  amministrativa. L'errore  bloccante,  in
  questo  caso, è consistito nel fatto che è stato assunto un impegno
  di  spesa  fuori  tempo massimo su un capitolo,  quindi  alla  fine
  dell'anno, nel mese di dicembre 2024, su un capitolo che per  legge
  non  poteva  ricevere  impegni di spesa. Si tratta  infatti  di  un
  capitolo  contenente  delle  somme che, essendo  vincolate,  devono
  essere  spostate sui capitoli attraverso i quali poi verrà  erogata
  la  spesa. Quindi l'impegno di spesa, anziché essere assunto su  un
  capitolo  attraverso  il  quale si può effettivamente  eseguire  la
  spesa,  è stato assunto su un capitolo destinato a contenere  delle
  somme   che  vanno  trasferite  sui  relativi  capitoli  di   spesa
  vincolata.
   Il  provvedimento di impegno, onorevole Dipasquale,  è  stato  già
  annullato  in  autotutela per via amministrativa, quindi  vi  è  un
  provvedimento  illegittimo che è stato annullato per  illegittimità
  in  via  di  autotutela, tuttavia questo non consente  di  superare
  l'errore  bloccante della nuova versione del software  della  banca
  dati  del MEF perché l'impegno dei 3 milioni è stato recepito nelle
  tabelle approvate come allegato alla legge di bilancio per il 2025.
   Quindi,  qua  non  stiamo parlando di maggiore  spesa,  di  minore
  entrata,  di maggiore entrata. E' soltanto un errore materiale  dal
  punto  di  vista  giuridico, superato in via amministrativa  perché
  l'errore era amministrativo, ma questo errore amministrativo  si  è
  cristallizzato  nella tabella allegata alla legge di  bilancio  che
  non può essere modificata se non per via legislativa.
   Quindi,  poiché la conseguenza di questo errore sarebbe  incorrere
  nella sanzione prevista dal decreto n. 118 in base al quale se  non
  viene caricata nei trenta giorni dal 31 dicembre dell'esercizio  la
  legge di bilancio corretta e non la si può caricare perché l'errore
  è  bloccante, si determina il blocco delle assunzioni fino a quando
  non verrà fatta questa modifica.
   Quindi è necessario transitare per via legislativa.
   Poiché la prima norma finanziaria utile sarebbero le variazioni di
  bilancio  che  certamente  sarebbero a  maggio,  giugno  secondo  i
  criteri   ordinariamente  seguiti,  abbiamo   ritenuto   necessario
  proporre nel primo intervento finanziario, nella prima legge  utile
  che  è quella di cui adesso stiamo discutendo che, peraltro, avendo
  per  oggetto  il  tributo speciale per il deposito  ini  discarica,
  comunque, ha una natura tributaria, una natura finanziaria,  quindi
  ricade comunque nel novero delle leggi finanziarie.
   Quindi  non  vi è un cambiamento rispetto all'oggetto della  legge
  però, attenzione, perché le norme finanziarie hanno un oggetto  per
  così dire trasversale.
   Se fossimo nell'ambito dei lavori d'Aula della legge di stabilità,
  sarebbe  un  semplice articolo 117. Poiché abbiamo  ovviamente  già
  approvato   la  legge  di  stabilità,  chiediamo  questa   modifica
  nell'interesse   certamente  della   Regione,   del   Governo,   ma
  nell'interesse anche dell'Assemblea.
   Viceversa incorreremmo peraltro nel rischio, nella quasi  certezza
  direi,  che  la legge di bilancio sarebbe impugnata dal MEF  perché
  contiene  una  somma  indicata derivante  da  un  provvedimento  di
  impegno  illegittima,  peraltro ripeto in  via  amministrativa  già
  revocato in autotutela.
   Quindi  mi  pare  che vi siano elementi di assoluta ragionevolezza
  per  chiedere  l'introduzione  di  questa  norma  che  è  una  mera
  correzione tecnica che non ha impatto sui saldi di bilancio  e  non
  ha  impatto né in termini maggiori entrate, né in termini di minori
  spese.

   PRESIDENTE. Grazie Assessore.
   Sono  iscritti  a parlare gli onorevoli Di Paola e Safina.  Prego,
  onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  nel
  merito del disegno di legge che stiamo per trattare. Il disegno  di
  legge che sento mio insieme al Presidente Carta.
   E'  un  disegno di legge importante e mi dispiace che  il  Governo
  venga in Aula, come dire, non solo per elogiare, magari entrare nel
  merito  del  disegno  di  legge ma ho capito  che  l'interesse  del
  Governo è solo poi sull'emendamento aggiuntivo, seppure importante,
  poi dico mi riserverò eventualmente di intervenire sull'emendamento
  aggiuntivo  presentato  dall'assessore Dagnino.  Presidente  questo
  disegno  di  legge  va  a colmare un vuoto.  Colleghi,  non  stiamo
  facendo altro che andare a recepire una norma nazionale, una  norma
  nazionale che stabilisce che cosa?
   E'  una cosa semplice ma ahimè in questa Regione non era mai stata
  fatta,  cioè  una  norma  nazionale che  dice  che  chi  costruisce
  discariche,  chi  ha  discariche  di  rifiuti  pubblica  e  privata
  all'interno  del  territorio regionale,  deve  dare  una  somma  di
  compensazione,  chiamiamola  somma,  di  royalties,  alla  Regione.
  Quindi  chi  ha  discariche che insistono sul territorio  regionale
  paga ad oggi delle somme alla Regione.
   Questo  disegno  di legge, Presidente, cosa va a introdurre?  Dice
  una  cosa sacrosanta che già esiste in moltissime Regioni d'Italia,
  dice  che una quota parte di queste somme deve essere redistribuita
  ai  Comuni e questo, Presidente, poteva essere fatto benissimo anni
  fa,  non  riesco  a capire perché non è stato fatto,  anche  perché
  l'ANCI (Associazione nazionale Comuni italiani) da anni denuncia  -
  l'onorevole   Dipasquale   sta  parlando  ancora   dell'emendamento
  aggiuntivo che è giusto che approfondiremo più là - che non abbiamo
  più  somme  per  quanto  riguarda il conferimento  dei  rifiuti  in
  discarica. Perché, ahimè, i siciliani non riescono a pagare più  la
  cosiddetta   TARI,  che  oramai  è  arrivata  alle  stelle   e   di
  conseguenza, per via dell'immobilismo a cui abbiamo assistito negli
  anni  di  questo  Governo della Regione, i rifiuti vengono  inviati
  all'estero,   quindi  fanno  il  viaggio  all'estero   la   vacanza
  all'estero,  crociere  su crociere. I fondi ai  Comuni  mancano,  i
  soldi  aumentano  per quanto riguarda la TARI, e  la  soluzione  di
  questo  Governo  sono i fantomatici inceneritori che  probabilmente
  vedranno la luce forse fra sette/otto anni.
   Nel  frattempo, il Presidente Schifani si fa le foto con Invitalia
  che  va  a  firmare accordi su accordi, però non si  è  pensato  in
  questa  Regione  a  una cosa banalissima, cioè da  anni  non  si  è
  pensato minimamente a dire che una quota parte dei fondi che  vanno
  alla  Regione  in  termini di royalties per  legge  su  chi  ha  le
  discariche  che insistono nei territori, una parte di queste  somme
  può   essere   redistribuita  nei  Comuni  dove  insistono   queste
  discariche.
   Questo  disegno di legge, Presidente Carta ovviamente  le  do  una
  buona  parte del merito, lo sposo anche io. Finalmente, si  fa  una
  legge  che  attenzione  una legge che c'è già  in  tutte  le  altre
  Regioni,  però  qui in Sicilia, nonostante i Governi  che  si  sono
  succeduti,  il  Governo Musumeci e adesso il Governo  Schifani,  si
  dice che fondamentalmente trovano una soluzione per i rifiuti, però
  non  si  danno  i soldi ai comuni per cercare di andare  a  colmare
  quelle  risorse che oggi non riescono più recepire dai cittadini  e
  noi  diamo  poi  nelle finanziarie, ci capita anche  nei  documenti
  finanziari,  milioni  e  milioni di euro per  coprire  i  costi  ai
  comuni
   Quindi,  Presidente, ci sono poi in questo caso degli  emendamenti
  inerenti  al  testo, perché è giusto che si presentino  emendamenti
  inerenti  al testo, per cercare di migliorare il testo  stesso,  ma
  c'è  un  discorso  solamente di quote percentuali,  quindi  abbiamo
  portato  degli  emendamenti  che poi  il  Governo  valuterà.  Sugli
  emendamenti  aggiuntivi,  Presidente, quando  poi  si  deciderà  se
  metterli  in  votazione all'Aula mi riserverò di  intervenire,  sia
  sull'emendamento, che può essere anche un emendamento assolutamente
  pertinente, se è un emendamento tecnico che serve diciamo a trovare
  una soluzione successivamente.

   PRESIDENTE.  Intanto  parliamo del testo.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Signor Presidente, vorrei solo un chiarimento rispetto  a
  ciò che ha detto - se mi ascolta - l'assessore Dagnino.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Safina,  siccome  quell'emendamento   sarà
  comunque   un   emendamento  aggiuntivo,  le  chiedo  eventualmente
  d'intervenire se lo apprezziamo.

   SAFINA. Va bene, Presidente.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun altro deputato chiesto  di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.

                               «Art. 1.
        Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 7 marzo
                              1997, n. 6

   1.  Dopo il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 7  marzo
  1997, n. 6 e successive modificazioni sono inseriti i seguenti:

    2 bis. A decorrere dall'1 gennaio 2025 le risorse di cui al comma
  2  sono assegnate ai comuni di cui al secondo periodo del comma  27
  dell'articolo  3  della legge 28 dicembre  1995,  n.  549,  per  le
  finalità  ivi  indicate,  per  una  quota  pari  al  25  per  cento
  dell'ammontare  del  tributo  riscosso  nell'esercizio  finanziario
  precedente.

   2   ter.   Con   delibera   di  Giunta  regionale,   su   proposta
  dell'Assessore  regionale per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità,   sono  stabilite  le  modalità  di  ripartizione   e   di
  attribuzione fra i comuni interessati della quota di cui al comma 2
  bis   nell'esercizio  finanziario  di  riscossione  e   del   saldo
  nell'esercizio  finanziario  successivo,  sulla  base  dei  criteri
  generali  definiti  dal comma 30 dell'articolo  3  della  legge  28
  dicembre 1995, n. 549. .

   2.  Il  decreto di cui al comma 2 ter dell'articolo 2 della  legge
  regionale 7 marzo 1997, n. 6, come introdotto dalla presente legge,
  è  adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata  in  vigore
  della presente legge.».

   Gli emendamenti 1.3 e 1.4 sono inammissibili.
   Si  passa  all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole  Di  Paola.
  Onorevole, lo mantiene?

   DI   PAOLA.  Sì,  Presidente,  è  mantenuto.  Noi  aumentiamo   la
  percentuale  dal  25 per cento al 35. Cioè, in questo  momento,  il
  recepimento della legge dice di ridare di dare ai comuni il 25  per
  cento.  Noi  aumentiamo questa percentuale dal 25 al 35 per  cento.
  Quindi lo mantengo, Presidente.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Signor Presidente, nello sposare l'emendamento del collega
  Di Paola, voglio spiegare anche le ragioni del perché lo condivido.
  Questo recepimento, Assessore, si sta facendo dopo vent'anni che  è
  presente  la legge nazionale. Quindi noi, ai comuni che riceveranno
  questo  contributo,  non stiamo dando anche l'arretrato,  e  quindi
  tutto  quello che spettava loro negli ultimi vent'anni,  ma  stiamo
  dando  un contributo del 25 per cento a partire dalla pubblicazione
  in Gazzetta Ufficiale di questa legge.
   Quindi  aumentare  la  percentuale  consentirebbe  ai  comuni   di
  incrementare  non solo il contributo, ma di dare  anche  dignità  a
  quelle realtà in cui insistono le discariche e che purtroppo  negli
  ultimi  vent'anni, per la negligenza di questa Regione,  non  hanno
  avuto  nessun  tipo di contributo, visto e considerato  che  non  è
  stato mai fatto questo recepimento.

   CARTA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA.  Signor  Presidente, sulla questione della percentuale  che
  aumenta  dal  25 al 35 per cento, vorrei precisare che  siccome  ho
  messo   io  la  percentuale  in  questa  proposta,  sostanzialmente
  copiando  la  Regione Lombardia, vorrei dire che se  il  Parlamento
  volesse aumentare la percentuale a 35 per cento ne avrebbe facoltà,
  perché la legge nazionale di venti anni fa lascia le regioni libere
  di  inserire  la  percentuale di condividere nei  territori  con  i
  comuni limitrofi alle discariche e i comuni sede di discarica.
   Aggiungo  a  quello che ha detto l'onorevole Spada che quello  che
  può  succedere  con  il  pregresso non è e non  sta  al  Parlamento
  deciderlo  e  non  sta  a  questa  sede  definirlo.  Noi   possiamo
  legiferare  da  qui  in  avanti, ma  saranno  poi  altre  sedi  che
  decideranno se i comuni hanno avuto un torto oppure no. Ma è chiaro
  che   questa   legge  dà  dignità  ai  territori,  e   soprattutto,
  Presidente,  ringrazio la Commissione Bilancio  -  di  cui  io  non
  faccio parte -  perché ha dato il voto unanime a questa norma prima
  che arrivasse in Parlamento.
   Voglio  inoltre  dire che il contributo non è un contributo  così,
  tanto  per,  i comuni sede di discariche e i comuni limitrofi  dove
  insistono  le strade, ricevono i brutti odori, tutta la  percezione
  negativa  che pone la discarica e l'indotto della discarica  dà  al
  contesto  limitrofo, oltre al consumo delle strade e all'usura  che
  si  ha  nelle  aree  vicine, un contesto  così  invasivo  nel  lato
  dell'aspetto   ambientale  e  anche  della   mitigazione.   Quindi,
  Presidente,  se si aumentasse la percentuale non sarebbe  una  cosa
  sbagliata.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione è favorevole.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.5 che è assorbito.
   Si  passa all'emendamento 1.6, a firma dell'onorevole Di Paola  ed
  altri. Onorevole Di Paola è mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA. E' mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LOMBARDO   Giuseppe   Geremia,   componente   della   Commissione.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.6. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento 1.1 è assorbito dall'emendamento 1.6.
   Si  passa all'emendamento 1.7, a firma dell'onorevole Di Paola  ed
  altri. E' mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA. E' mantenuto.

   CARTA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA.  Signor Presidente, per chiarire, questo emendamento vorrei
  che  l'onorevole  Di  Paola  lo  spiegasse  meglio  perché  dà   la
  sensazione che sia un aumento delle tasse per i contribuenti  e  di
  chi gestisce le discariche, quindi se è un aumento della tassazione
  al  privato, lo scopo della norma è quello di dare soldi ai  comuni
  non  di  aumentare  le  tasse  a  chi  produce  i  rifiuti,  perché
  altrimenti  aumenterebbero  poi la Tari  ai  cittadini,  ne  è  una
  conseguenza.
   Come ben sa lei, onorevole Di Paola, il costo del conferimento  in
  discarica  è  all'interno  del  piano  Tari  e  il  piano  Tari   è
  all'interno del servizio a chiamata per i cittadini.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, l'intervento dell'onorevole Carta mi
  ha convinto, dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.1.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, Assessore Dagnino, io ho esigenza di un
  chiarimento:  lei ha parlato di un impegno a fine  anno,  quindi  a
  valere  sul bilancio 2024, un impegno di fine anno, a meno che  non
  si  tratti di un impegno sul bilancio pluriennale vincolato.  Se  è
  sul  bilancio pluriennale vincolato quello che lei ha detto  ha  un
  senso, mi conferma che è così?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Confermo.

   SAFINA. Va bene.

   PRESIDENTE.  C'è  stato  un lapsus e ha detto  magari  in  maniera
  sbagliata...

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, io ho appreso da qualche  minuto  di
  questa proposta emendativa, comprendo che cambia anche il risultato
  di amministrazione, da quello che vedo nella proposta stessa ma non
  vedo   alcun  allegato,  cioè,  noi  stiamo  con  questa   proposta
  emendativa entrando nel merito della nostra legge di stabilità e ai
  punti  da a) fino ad f) vengono individuate una serie di modifiche:
  allora, io vorrei capire quali sono le tabelle e tutti gli allegati
  che  in  ordine a questo emendamento verrebbero modificati?  Perché
  diversamente mi sembra che andiamo alla cieca.

   PRESIDENTE. No, no, è corretta la sua la sua riflessione, potremmo
  essere  anche  nelle condizioni di caricarle, servirebbe  un'oretta
  circa  perché sono all'incirca un centinaio di pagine, però  se  lo
  ritiene  indispensabile noi, intanto, accantoniamo tutto il disegno
  di  legge, passiamo al disegno di legge dell'onorevole Gilistro, un
  disegno di legge voto, se non ricordo male, e poi il voto finale lo
  diamo tutti una volta su entrambi i disegni di legge.
   Allora,  onorevole Giambona, stanno caricando tutti gli  allegati,
  successivamente  verrà dato il voto finale sia all'emendamento  che
  al disegno di legge in questione.
   Intanto, adesso accantoniamo questo disegno di legge.


   Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge da
   proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
   dello Statuto della Regione recante: "Disposizioni in materia di
      impiego di dispositivi digitali funzionanti tramite onde a
  radiofrequenza e di videogiochi da parte di minori di anni dodici"»
                                (649/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Schema  di  progetto  di  legge da proporre  al  Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  recante:   "Disposizioni  in  materia  di  impiego  di  dispositivi
  digitali funzionanti tramite onde a radiofrequenza e di videogiochi
  da parte di minori di anni dodici"» (649/A) posto al numero 3).
   Invito  i  componenti la VI Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione,  onorevole
  Laccoto, per svolgere la relazione.

   LACCOTO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, Governo, è brevissimo ed è chiaro, questo è  un
  disegno di legge proposto dall'onorevole Gilistro, componente della
  Commissione,  praticamente  riguarda  una  legge  voto  per  quanto
  concerne,  in  generale, i videogiochi, io credo che  debba  essere
  approvato  perché è una legge, sempre legge voto, quindi,  noi  non
  facciamo altro che tentare di potere modificare delle norme  perché
  sempre più vi è una dipendenza da questi videogiochi e ciò provoca,
  sicuramente,  delle  situazioni anche  molto,  molto  gravi  per  i
  giovani, per i ragazzi e anche per i bambini.
   Questa  è  la  norma  per cui, credo, che  si  può  passare  anche
  all'esame di questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Dichiaro  aperta la discussione  generale.Non  avendo
  alcun  deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la  discussione
  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio  all'esame   degli
  articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
    Definizione di dispositivo digitale funzionante tramite onde a
                     radiofrequenza e di videogame

   1.   Ai  fini  della  presente  legge,  per  dispositivo  digitale
  funzionante  tramite  onde a radiofrequenza  si  intende  qualsiasi
  apparecchiatura  elettronica palmare dotata di schermo  tattile  ad
  alta  risoluzione che consente, oltre alla telefonia mobile,  l'uso
  di  servizi  di  calcolo,  di memoria e di  connessione  alla  rete
  internet,  nonché di riproduzione di brani musicali e di produzione
  di fotografie e di video.

   2.  Per videogame si intende qualsiasi dispositivo elettronico che
  consente di giocare interagendo con le immagini di uno schermo.».

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, per me
  questo,  Presidente, è un momento importante, un momento  veramente
  importante  perché questo disegno di legge quando è  stato  scritto
  aveva un senso, oggi ha un senso ancora maggiore, perché quello che
  sta accadendo ai nostri ragazzi, a livello mondiale, per l'utilizzo
  sconsiderato, soprattutto, di questi ausili digitali,  sta  creando
  delle  problematiche non indifferenti alla loro salute  sia  fisica
  che psicologica, per cui oggi questo traguardo,  l'approvazione  di
  questo disegno di legge voto che arriverà alla Camera dei deputati,
  è  un momento per me importante, perché significa dare veramente un
  significato  a  quello che io sto facendo in  questo  mio  percorso
  politico. E siccome giornalmente, tutti i giorni, continuo a vedere
  disastri  per quello che riguarda questa problematica dei  disturbi
  mentali  dei ragazzi, spesso associati appunto all'utilizzo smodato
  di  queste  apparecchiature  digitali  dei  social  network,  ecco,
  allora,  ben  venga che questa Commissione, che questo  Parlamento,
  possa  dare esito positivo a questa legge che per me e per tutti  i
  nostri  ragazzi  e  per  le  nostre famiglie  sarà  di  grandissima
  importanza.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
   Siamo  all'articolo 1, non ci sono emendamenti,  quindi  pongo  in
  votazione  l'articolo  1.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.

                               «Art. 2.
                         Finalità e obiettivi

   1.  La  presente  legge reca disposizioni a tutela della  crescita
  psicofisica  dei  minori di anni dodici, attraverso  la  disciplina
  dell'utilizzo,  da  parte  degli stessi,  di  dispositivi  digitali
  funzionanti   tramite  onde  a  radiofrequenza  e  dei   videogame,
  proponendosi come obiettivo finale anche la riduzione  della  spesa
  sanitaria.».

   C'è   soltanto   un  emendamento  sostitutivo   che   è   il   2.1
  dell'onorevole Giambona e altri. E' mantenuto o ritirato?

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, intervengo per rappresentare la bontà
  di  questa proposta normativa e associarmi a quanto detto  poc'anzi
  dall'onorevole  Gilistro  e  un po' da  tutti  i  componenti  della
  Commissione  Sanità  che hanno lavorato su  questo  importante  ddl
  voto,  che  ha  l'obiettivo di portare avanti una serie  di  misure
  anche di natura di prevenzione, volte appunto a ridurre quelli  che
  sono  i  danni all'utilizzo smodato molto spesso di videogames,  di
  dispositivi   digitali,  di  devices,  ma   anche   videogiochi   e
  nell'obiettivo  anche di dare, per così dire,  un  quadro  che  noi
  ritenevamo anche essere più completo rispetto a quelle che sono  le
  finalità della norma.
   Noi manteniamo l'emendamento e, del resto, mi sembra che sia anche
  concordata la finalità stessa per cui, ribadisco, lo manteniamo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Così  abbiamo approvato chiaramente l'articolo 2, nel testo  della
  riscrittura.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
             Modalità di utilizzo dei dispositivi digitali
       funzionanti tramite onde a radiofrequenza e dei videogame

   1. L'utilizzo dei dispositivi digitali funzionanti tramite onde  a
  radiofrequenza e dei videogame da parte dei minori di anni dodici è
  consentito con le seguenti modalità:

   a) divieto di utilizzo nei primi tre anni di vita;

   b)  utilizzo  graduale  e per non più di un'ora  al  giorno  nella
  fascia di età da quattro a sei anni;

   c)  utilizzo non superiore a tre ore al giorno nella fascia di età
  da sei a otto anni;

   d)  utilizzo non superiore a quattro ore giornaliere nella  fascia
  di età da nove a dodici anni.

   2. L'utilizzo dei dispositivi di cui al comma 1, lettere b), c)  e
  d)  è consentito esclusivamente sotto la supervisione di un adulto,
  di un genitore o di chi ne fa le veci.».

   C'è   soltanto   l'emendamento  il  3.1,  a  firma  dell'onorevole
  Schillaci.  La  invito  al ritiro in quanto non  è  coordinato  col
  testo.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor   Presidente,   intanto   volevo   ringraziare
  l'onorevole  Gilistro,  il mio collega, che  ha  pensato  a  questo
  disegno di legge che è molto importante e che farà discutere  anche
  a  livello nazionale; credo che sia arrivato il momento appunto  di
  presentarlo  e  che  lo  presenti una persona  autorevole  come  il
  collega Gilistro che ha un'esperienza veramente di diversi anni nel
  settore della pediatria.
   Sì,   tuttavia,   io   preferirei  sistemare  l'emendamento,   non
  ritirarlo,  perché ritengo che sia opportuno che ci sia un  divieto
  fino  almeno  ai  quattro anni e quindi vorrei  modificare  con  un
  subemendamento,  perché è importante, in quanto i bambini da quando
  sono,   diciamo,  lasciati  liberi  nell'utilizzo  da  parte  degli
  genitori, maldestramente, di questi dispositivi, finiscono poi  con
  avere dei ritardi incredibili nell'alfabetizzazione, per cui io non
  lo  ritiro  Presidente, lo subemendo e chiedo all'Aula  di  portare
  questo divieto assoluto ai quattro anni.

   PRESIDENTE.  Sei  anni  non quattro, va  bene,  allora  attendiamo
  questo subemendamento.

             (pausa durante la prosecuzione della seduta)

   PRESIDENTE.  Siamo  pronti con la riscrittura.   Prego,  onorevole
  Laccoto.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione.  È  stata   fatta   una
  riscrittura, naturalmente d'accordo con il presentatore del disegno
  di  legge,  partendo  col  divieto da uno  a  cinque  anni,  totale
  divieto, di uso di giochi, videogiochi, eccetera; dai sei anni  con
  un'ora e poi così a salire, mentre dal punto di vista tecnico c'era
  qualcosa di superfluo che è stato cancellato.
   Quindi, nel disegno di legge, il divieto invece di partire da  tre
  anni,  parte da sei anni, naturalmente divieto fino a cinque  anni.
  Tutto qui.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  allora pongo  in  votazione  l'emendamento
  3.COMM. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
        Modifiche al Testo unico delle disposizioni legislative
       vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di
         ogni ordine e grado di cui al decreto legislativo 16
                          aprile 1994, n. 297

   1.  Al  Testo  unico  delle disposizioni  legislative  vigenti  in
  materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado,
  di  cui  al  decreto  legislativo 16  aprile  1994,  n.  297,  sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  all'articolo  284,  dopo il comma 2 è  inserito  il  seguente:
   comma 2-bis. All'interno delle iniziative in materia di educazione
  alla  salute  rientrano  espressamente  anche  appositi  corsi   di
  formazione relativi ai possibili danni alla salute psicofisica  del
  bambino  derivanti dall'utilizzo smodato o distorto dei  videogame,
  dei  telefoni  mobili  e  di  altri  dispositivi  di  comunicazione
  elettronica funzionanti tramite onde a radiofrequenza. ;

   b) dopo l'articolo 328 è aggiunto il seguente articolo:

    Art. 328-bis.
   Divieto  di utilizzo di videogame, di telefoni mobili e  di  altri
  dispositivi di comunicazione elettronica

   1.  Fatti  salvi i casi previsti dal presente articolo, è  vietato
  l'utilizzo di videogame, telefoni mobili e di altri dispositivi  di
  comunicazione  elettronica da parte degli alunni all'interno  delle
  scuole  primarie e delle scuole secondarie di primo grado  e  negli
  altri luoghi in cui si svolge l'attività didattica.

   2.  Nel  rispetto  dell'autonomia scolastica, i regolamenti  delle
  istituzioni  scolastiche possono prevedere  eccezioni  all'utilizzo
  dei  telefoni mobili e altri dispositivi di comunicazione legati  a
  finalità didattiche e pedagogiche o ad esigenze indifferibili degli
  alunni.

   3.  Il  divieto  di cui al comma 1 non si applica all'utilizzo  di
  telefoni mobili e di altri dispositivi di comunicazione elettronica
  consentito  agli  alunni  disabili  nel  rispetto  della  normativa
  vigente.

   4.  I  regolamenti delle istituzioni scolastiche  stabiliscono  le
  sanzioni disciplinari per la violazione del divieto di cui al comma
  1. .».

   PRESIDENTE.  C'è  soltanto un emendamento, il  4.1  dell'onorevole
  Giambona. È mantenuto o ritirato?

   GIAMBONA.  E' mantenuto. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie,  Presidente, sempre nel tentativo  di  dare  un
  contributo  al  miglioramento della norma (e ottengo  un  cenno  da
  parte della Commissione, la Commissione Salute).
   Il  tema,  secondo  me, è chiaro, cioè non si vuole  prevedere  in
  questo  articolo  il divieto all'interno delle  scuole  -   che  si
  intendono   come  luogo  fisico  -,  se  non  quando  si  svolgono,
  naturalmente,  le attività didattiche; quindi, lo scopo  di  questo
  emendamento  è,  in  primo  luogo,  estendere  anche  alle   scuole
  superiori  dove  anche  lì  c'è una questione  cogente  di  evitare
  l'abuso di questi dispositivi, ed il secondo obiettivo, durante  lo
  svolgimento   delle  attività  didattiche.  Ed   ecco   il   motivo
  dell'emendamento che vado qui a proporre. Grazie.
   Quindi l'emendamento è mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Va bene. Pongo in votazione l'emendamento 4.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo, adesso, in votazione l'articolo 4,  nel  testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
            Campagne di sensibilizzazione e di informazione

   1.  Le  Regioni,  la  Presidenza del Consiglio  dei  ministri,  il
  Ministero della salute e il Ministero dell'istruzione e del  merito
  promuovono  la  realizzazione di campagne  di  sensibilizzazione  e
  informazione, rivolte innanzi tutto agli insegnanti e ai  genitori,
  finalizzate  alla  corretta informazione sui possibili  danni  alla
  salute  psicofisica  del  bambino  derivanti  dall'uso  smodato   o
  distorto dei dispositivi di cui alla presente legge.».

   PRESIDENTE.   È   presente  solo  l'emendamento   5.1,   a   firma
  dell'onorevole Giambona e altri. È mantenuto o ritirato?

   GIAMBONA. È mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Favorevole il parere della Commissione. Il parere  del
  Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Abbiamo  approvato  l'articolo  5,  pertanto   adesso
  andiamo all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                               Obblighi

   1.  I genitori o chi ne fa le veci e, in generale, gli adulti  che
  hanno la supervisione del minore di anni dodici hanno l'obbligo  di
  far  osservare  le disposizioni di cui alla presente  legge,  fermo
  restando  l'esclusivo e preminente interesse alla salvaguardia  del
  processo di crescita psicofisica dei medesimi minori.

   2. Chiunque venga a conoscenza di violazioni delle disposizioni di
  cui  alla  presente  legge  è tenuto a segnalarlo  alla  competente
  autorità giudiziaria.».

   PRESIDENTE.  Non ci sono emendamenti, pertanto pongo in  votazione
  l'articolo  6.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                               Sanzioni

   1. La violazione delle disposizioni di cui all'articolo 3 è punita
  con  l'ammenda  da 150 euro a 500 euro, determinata  in  base  alla
  gravità della violazione.

   2.  All'accertamento  delle  violazioni  di  cui  al  comma  1   e
  all'irrogazione  delle  relative sanzioni  provvede  la  competente
  autorità giudiziaria.

   3.  L'importo delle sanzioni di cui al comma 1 è destinato per una
  quota   pari   al   60%  al  Fondo  nazionale  per   l'infanzia   e
  l'adolescenza.».

   PRESIDENTE.  Non ci sono emendamenti all'articolo 7,  pertanto  lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
                         Copertura finanziaria

   1. Per le finalità di cui all'articolo 5 è autorizzata la spesa di
  300.000  euro  annui  a decorrere dall'anno 2024,  a  valere  sulle
  risorse del Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza  di  cui
  all'articolo 1 della legge 28 agosto 1997, n. 285.».

   PRESIDENTE.  C'è  un emendamento fuori sacco,  è  un  fuori  sacco
  tecnico, è l'8.1 che trovate nei vostri tablet. Prendetevi il tempo
  che  occorre. Sostanzialmente, c'è scritto che la decorrenza è  dal
  2025.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  otto  8.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Allora, abbiamo finito tutti e tre i disegni di legge,
  manca  il  voto  finale  e l'emendamento in  discussione.  Sospendo
  l'Aula  per  cinque  minuti, cosicché possiamo confrontarci  con  i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.39, è ripresa alle ore 19.17)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Allora,  onorevoli  colleghi, due minuti di  attenzione.  Intanto,
  chiedo  al  Presidente della Commissione Bilancio  c'è  l'onorevole
  Lombardo... onorevole Lombardo, se può insediare la Commissione.
   Dopo  varie  interlocuzioni con i Gruppi di  opposizione,  andiamo
  adesso  a  votare  l'emendamento,  del  Governo,  A1.780,  che  era
  quell'emendamento  che  andava ad agire sul  bilancio  e  andava  a
  sostituire gli allegati.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   LOMBARDO Giuseppe Geremia.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi,

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare  il voto finale,  su  proposta  delle
  opposizioni,  l'emendamento dei 500 mila euro, per  intenderci,  di
  cui  abbiamo discusso, aggiuntivo, che era collegato al disegno  di
  legge del turismo viene trasferito, come aggiuntivo, al disegno  di
  legge n. 738 Stralcio II. Quindi, nei giorni 11 e 12 febbraio  2025
  verranno discussi prima il disegno di legge n. 738 Stralcio II, con
  questo  aggiuntivo e, una volta finito questo disegno di legge,  si
  darà  il  voto  finale sia al disegno di legge sul turismo  che  al
  disegno di legge voto dell'onorevole Gilistro.
   Pongo  in votazione l'articolo 2 del disegno di legge n. 780.  Non
  ci sono emendamenti. E' la norma finale.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Modifiche alla legge regionale 7 marzo 1997,
  n. 6, in materia di tributo per il deposito in discarica di rifiuti
  solidi». (780/A)
   Chiedo  ai colleghi di prendere posto. Allora, onorevoli colleghi,
  scusate   onorevole Schillaci, assessore Amata, poi  non  mi  avete
  fatto  sapere  le  rubriche  io ricordo  che,  come  da  calendario
  condiviso   durante  la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari, nei giorni 4, 5, 18 e 19 febbraio 2025,  ci  sarà  lo
  svolgimento  di  Rubriche,  dunque  risposta  alle  interrogazioni.
  Pertanto,  chiedo  al Governo di farci sapere,  non  oltre  domani,
  quali possano essere le Rubriche per i giorni, ripeto, 4, 5,  18  e
  19  febbraio. E, nella seduta di giorno 11 e di giorno 12  febbraio
  2025,  tratteremo quello che ho appena detto, ovvero il voto finale
  ai  disegni di legge rimanenti e il 738 Stralcio II, con l'aggiunta
  dell'emendamento dei cinquecentomila euro.
   Dal  25  febbraio 2025 in poi, nei giorni 25 e 26,  cominceremo  a
  trattare  i  disegni di legge, che ci auguriamo possano  uscire  in
  maniera quanto più celere relativi al disegno di legge n. 738,  che
  verrà  spacchettato  per competenze, così da  provare  a  fare  dei
  disegni di legge un tantino più ordinati.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Modifiche alla legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 in materia di
   tributo per il deposito in discarica di rifiuti solidi». (780/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Modifiche alla legge regionale 7 marzo 1997,
  n.  6 in materia di tributo per il deposito in discarica di rifiuti
  solidi». (780/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
   Ricordo  di  tenere premuto. E' la prima volta che la vedo  votare
  verde in maniera palese, onorevole Dipasquale.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti    .........  51
   Votanti ......................   47
   Maggioranza .............   24
   Favorevoli .................   47
   Contrari .....................     0
   Astenuti ......................   0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Si  è  votato all'unanimità,  47  favorevoli,  nessun
  contrario. Grazie.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì  4  febbraio
  2025, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.21 (*)

   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva sarà  pubblicato
  sul  sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana  non
  appena   conosciuta   la  Rubrica  del  ramo   di   Amministrazione
  individuato.

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella