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Resoconto d'Aula della Seduta n. 153 di martedì 04 febbraio 2025
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.24

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
                               interno,
      di interrogazioni e interpellanze della Rubrica:  Energia e
                     servizi di pubblica utilità"

   PRESIDENTE. Bene, colleghi, l'Assessore è presente. Si passa al II
  punto  dell'ordine  del  giorno,  recante:  Svolgimento,  ai  sensi
  dell'articolo   159,   comma  3,  del   Regolamento   interno,   di
  interrogazioni e di interpellanze della Rubrica: "Energia e servizi
  di pubblica utilità".

   Si  passa  all'interrogazione numero 436  "Chiarimenti  in  merito
  all'area  dei  fanghi di Vulcano (ME)", a prima firma Schillaci  ed
  altri.  Ha  facoltà  di  intervenire  l'Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  La risposta, Presidente, è abbastanza articolata e la leggo per poi
  consegnarla anche agli atti della Segreteria generale.
   Con  il  documento  in  esame gli onorevoli interroganti  chiedono
  taluni  chiarimenti in merito all'area dei fanghi  di  Vulcano,  in
  particolare quali azioni si intendano porre in essere  al  fine  di
  poter restituire alla comunità quella che rappresenta un'attrazione
  turistica  e  del  perché  l'Assessorato Energia  abbia  omesso  di
  effettuare  le  necessarie  verifiche e  non  abbia  esercitato  la
  necessaria    vigilanza   sull'andamento   generale   dell'attività
  mineraria,   effettuando  le  necessarie  ispezioni,   del   perché
  l'Assessorato  abbia  ritenuto  di archiviare  il  procedimento  di
  decadenza della concessione accordata alla Geoterme, nonostante  le
  risultanze  e le analisi effettuate dall'Università di Messina;  se
  si intenda adottare un provvedimento di decadenza della concessione
  e  porre in essere le necessarie azioni al fine di addivenire a  un
  diverso affidamento dell'area.
   Al  riguardo,  compulsati  gli Uffici, emerge  quanto  segue.  Con
  decreto regionale n. 934/II-29 del 21 giugno 2004, ai sensi  e  per
  gli effetti dell'articolo 23 della legge regionale 54/1956, è stata
  accordata  alla  Geoterme  Vulcano Srl  la  concessione  mineraria,
  convenzionalmente   denominata   Pandora ,  per   lo   sfruttamento
  trentennale,   a   decorrere  dalla  data  di   pubblicazione   del
  provvedimento  nella Gurs, del giacimento di acque termali  per  il
  tramite di un pozzo, denominato convenzionalmente  Istmo ,  da  cui
  emerge la portata accordata di 0,62 litri/secondo.
   Ai  sensi  e per gli effetti dell'articolo 4 del suddetto  decreto
  934/2004, il Distretto minerario competente per territorio, è stato
  incaricato  di attivare le procedure per la consegna, alla  società
  concessionaria  Geoterme Vulcano, della miniera e delle  pertinenze
  della  cessata  concessione mineraria, denominata convenzionalmente
   Vulcano  Castrogiovanni , già accordata con  decreto  assessoriale
  numero 14 del 57 alla ditta individuale Castrogiovanni Attilio, per
  lo  sfruttamento  di elementi mineralizzatori, localmente  chiamate
   fumarole , che termalizzano l'acqua marina adiacente alla spiaggia
  del cosiddetto Porto di Levante dell'isola di Vulcano del Comune di
  Lipari, Messina.
   Con il verbale di consegna e accertamento delle pertinenze del  30
  luglio  2007, l'ingegnere capo del Distretto minerario di  Catania,
  unitamente  a  funzionari del medesimo Ufficio e ai  rappresentanti
  della società Geoterme Vulcano Srl, procedevano alla consegna delle
  pertinenze   della  cessata  concessione  mineraria   citata   alla
  concessione  Geoterme  Vulcano Srl,  come  da  elenco  allegato  al
  verbale di consegna, che qui sinteticamente si riporta.
   1.  Una  vasca, altrimenti detta fossa, ricadente nelle particelle
  108  e  162  del Foglio di mappa n. 3 Sezione Vulcano,  con  pareti
  naturali   profonde  30  centimetri,  contenente   fango   sulfureo
  mineralizzato usato dai turisti per infangatura come da tradizione.
   2. Rudere di piscina ricadente nella particella n. 10 del medesimo
  Foglio di mappa n. 3.
   3.  Scogliera  artificiale  costituita da  grossi  massi  naturali
  proposti in prossimità del lato nord della piscina ricadente  nella
  particella n. 828 del Foglio di mappa n. 3 Sezione Vulcano.
   4.  Serie  di stufe naturali, fumarole, ricadenti nella particella
  162 del Foglio di mappa n. 3 Sezione Vulcano.
   5. Fumarola ricadente nella particella n. 5 del Foglio di mappa n.
  2   Sezione  Vulcano,  adibita  a  prelievo  di  fanghi;  basamento
  dell'impianto  di  un  precedente  sondaggio  eseguito   in   epoca
  precedente al periodo di vigenza della cessata concessione  Vulcano
  Castrogiovanni;  serie di canali in cemento in  passato  utilizzati
  per  la  captazione dei gas finalizzanti; stufa in  terra  demolita
  dall'azione erosiva delle prospicienti acque marine.
   Gli   elementi  sopra  elencati,  avendo  carattere   e   finalità
  minerarie,  sono  stati  annessi  alle  pertinenze  della   vigente
  concessione Pandora.
   Essendo  stata  quindi  consegnata come pertinenza  della  società
  concessionaria   Geoterme  Vulcano,  la  vasca  risulta   anch'essa
  affidata  in  concessione, e non può essere  pertanto  diversamente
  oggi riaffidata in quanto tornerà in possesso dell'assessorato alla
  scadenza della concessione in argomento.
   Il  resto  delle  pertinenze della cessata  concessione   Vulcano-
  Castrogiovanni ,  quelle indicate sopra, non  costituendo  elementi
  utili  né potenzialmente utilizzabili nelle attività connesse  alla
  vigente  concessione   Pandora   non  sono  state  annesse  tra  le
  pertinenze   di  quest'ultimo.  Successivamente,  nel   2018,   con
  protocollo  n. 38708 del 17 ottobre, il Dipartimento energia  aveva
  avviato, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 7 della legge  n.
  241/1990,  il  procedimento di decadenza ex articolo 48,  comma  1,
  della  legge  n.  54 del 1956 della concessione  in  argomento,  in
  quanto  la  società concessionaria non avrebbe dato  esecuzione  al
  programma  del  lavoro  proposto, avrebbe  utilizzato  una  risorsa
  mineraria   fossa di fango sulfurea  in assenza di un provvedimento
  specifico   di   concessione,   avrebbe   svolto   l'attività    di
  commercializzazione   dei  prodotti  cosmetici   contenenti   fango
  sulfureo   in   assenza  dell'avviamento  della  conduzione   dello
  stabilimento termale.
   In  riscontro alla sopra menzionata nota dipartimentale  n.  38708
  del 2018, Geoterme Vulcano s.r.l., come previsto dalla legge n.  10
  del  1991,  con  lettera  del  27/10/2018,  assunta  al  protocollo
  dipartimentale in data 29 ottobre 2018, al n. 40057, ha  presentato
  le  proprie  osservazioni, precisando: primo, di non  avere  potuto
  dare  seguito  a  quanto indicato nel programma  dei  lavori  della
  concessione   in  argomento  causa  il  nuovo  regime  vincolistico
  dell'isola  di  volere realizzare lo stabilimento termale  con  una
  tipologia   costruttiva,  relativamente  alle  opere  previste   in
  elevazione,  di  tipo  precario e prefabbricato  che  consenta  una
  procedura  autorizzativa ordinaria, riservandosi di produrre  entro
  quindici  giorni un nuovo progetto definitivo e rimodulato  in  tal
  senso; che la fossa di fango sulfurea è stata realizzata alla  fine
  degli anni Cinquanta e alimentata da una mescolanza di acqua marina
  e  acqua  meteorica che a contatto con le fumarole si termalizza  e
  gli   avventori  si  immergono  nella  pozza  a  scopo  ludico   ed
  esperienziale per poi andare a fare il bagno a mare; terzo, che con
  riferimento  alla  commercializzazione dei  prodotti  cosmetici  si
  attiverà  al  fine  di  inserire la giusta  tipologia  di  attività
  necessaria allo sfruttamento della concessione.
   Con  lettera del dicembre del 2018, introitata agli atti di questo
  Dipartimento  in data 12 dicembre 2018, Geoterme ha  presentato  il
  progetto   di  recupero  della  piscina  ex  concessione   Vulcano-
  Castrogiovanni   con  sfruttamento della risorsa  termo  mineraria,
  precisando  di  aver  trasmesso  al  Comune  di  Lipari   ed   alla
  Soprintendenza dei Beni Culturali istanza di permesso di costruire;
  successivamente,  con lettera del 24 gennaio  2019,  ha  presentato
  ulteriore documentazione.
   Questo  Dipartimento Energia, con nota n. 47290  del  18  dicembre
  2018, ha chiesto al Servizio VI  Distretto minerario di Catania  di
  comunicare  gli esiti dell'attività istruttoria sul progetto  sopra
  menzionato   per   le  opportune  e  conseguenziali  determinazioni
  riguardo al prosieguo della concessione.
   Il  Servizio del  Distretto minerario di Catania , con  protocollo
  n.  17513  dell'aprile 2019, ha rappresentato di aver  chiesto  con
  nota  n.  9415  del 27 febbraio 2019 documentazione  integrativa  a
  corredo  del  progetto  presentato e  che  Geoterme  Vulcano  aveva
  relazionato, nonché trasmesso parziale documentazione, riservandosi
  di inviare ulteriore integrazione.
   Il Servizio VI  Distretto minerario di Catania , con protocollo n.
  28357  del  settembre  2019  e n. 29678  dell'11  luglio  2019,  ha
  trasmesso  i  rapporti  sulle  visite esperite  da  funzionari  del
  Distretto minerario di Caltanissetta nell'area della concessione in
  parola, all'esito del quale è emerso quanto segue: la mancanza  del
  contatore  del pozzo istmo utile a determinare il volume  di  acqua
  emunta, la cui installazione è una condizione dettata dall'articolo
  3,  lettera  c),  del decreto di concessione;  la  presenza  di  un
  rubinetto  posizionato all'esterno della recinzione collegato  alla
  tubazione principale tramite un tubo di polietilene lungo circa  un
  metro  che,  di  fatto, rappresenta una deviazione  dalla  condotta
  principale;  la vasca ora viene trattata quale attività  marginale,
  la  bentonite  di provenienza non locale con l'aggiunta  dell'acqua
  termale ubicata all'interno del rudere della piscina Castrogiovanni
  è stata realizzata dalla società ma non autorizzata; la presenza di
  fumarole  con  esalazione  di vapore, il  cui  sfruttamento  non  è
  compreso dal decreto concessorio ubicato all'interno della  piscina
  Castrogiovanni;  la fossa dei fanghi sulfurei, il cui  sfruttamento
  non è compreso nel decreto della concessione in l'argomento, in cui
  la  società  ha  circoscritto l'area prossima  alla  fossa  e  alle
  fumarole,  creando le condizioni per cui, per accedere  ai  luoghi,
  bisogna  necessariamente passare accanto a un chioschetto in  legno
  ubicato all'ingresso principale, ove ai clienti viene fatto  pagare
  il biglietto d'ingresso.
   Inoltre,  è stata prodotta dal rappresentante della società  copia
  della  reazione sugli esami chimico-batteriologici di  un  campione
  d'acqua  prelevato dalla polla lato sx ed uno dalla polla  lato  dx
  della   fossa  in  questione,  effettuati  in  data  14/05/2018   e
  13/05/2019  dalla  sezione di Biotecnologie e  Medicina  preventiva
  dell'Azienda   Policlinico  Universitario  -  Torre  biologica   di
  Messina,  dalle  quali risulta che  l'acqua  in  esame  può  essere
  qualificata,  secondo  Marotta  e  Sica,  tra  le  acque  minerali,
  termali,  sulfuree, arsenicati, salso, bromo, iodiche   e  che   il
  campione  di  acqua in esame è conforme alla circolare  n.  61  del
  09.08.1976 .
   Con   mail   certificata  del  10  settembre   2019   la   Società
  concessionaria  inoltrava  comunicazione  di  inizio   dei   lavori
  afferenti  il progetto per  Il recupero del rustico di  piscina  ex
  concessione   Castrogiovanni,  con   sfruttamento   della   risorsa
  mineraria  corredata dalla documentazione che segue:
   Richiesta di permesso di costruire introitato al Comune di  Lipari
  in data 21/11/2018, giusta istanza prot. n. 24764 del 23/11/2018;
   Richiesta  deroga  al  protocollo  per  istruttoria  permesso   di
  costruire Prot. N. 4490 del 13/03/2019;
   Autorizzazione paesaggistica della SS.BB.CC.AA. di  Messina  prot.
  n. 253 del 16/01/2019;
   Autorizzazione ex art. 19 del D.lgs. n. 374/90 dell'Ufficio Dogane
  di Messina prot. N. 9176 del 26/04/2019;
   Nulla   osta   prot.   N.   18505  del   27/02/2019   dell'Ufficio
  Ripartimentale   delle  Foreste  di  Messina  per  l'autorizzazione
  inerente il vincolo Idrogeologico;
   Nulla  osta prot. n. 12195 del 24/06/2019, all'istanza di verifica
  screening  per  l'esclusione  della  procedura  di  valutazione  di
  incidenza  ai  sensi  e  per gli effetti dell'art.  4  del  Decreto
  30/03/2007 inerente i siti di  Natura 2000 ;
   Parere igienico sanitario prot. n. 78/ISP del 12/02/2019;
   Copia  della  comunicazione di silenzio  assenso  all'istanza  del
  04/01/2019 di richiesta di autorizzazione ai sensi dell'art. 55 del
  Codice della Navigazione in data 27/08/2019.
   Con  istanza  del 7 ottobre 2019, introitata agli atti  di  questo
  Dipartimento  Energia  al prot. n. 41760 dell'8  ottobre  2019,  la
  Società   concessionaria   inoltrava  istanza   per   l'ottenimento
  dell'autorizzazione per l'effettuazione di una campagna di indagini
  e  campionamento  sulle acque della  Fossa   dei  fanghi  sulfurei,
  finalizzata  all'accertamento  delle caratteristiche  termominerali
  proprie delle risorse termali.
   Alle  risultanze  di  quanto  sopra  esposto  il  dipartimento  ha
  ritenuto  di archiviare il procedimento di decadenza in quanto  non
  si   configura  alcuna  delle  violazioni  tassativamente  elencate
  nell'art.  48 della L.R. 54 del 1956. In particolare,  ha  ritenuto
   che  l'azione della Società concessionaria è senz'altro  orientata
  alla  definitiva realizzazione di tutte quelle opere indispensabili
  per  un  esercizio  della concessione appropriato all'importanza  e
  alla natura del giacimento, nonostante le tante vicissitudini,  che
  hanno  avuto  come  diretta conseguenza  il  mancato  rispetto  dei
  termini  per il completamento delle opere anzidette. In primis,  il
  rigido e immutabile regime vincolistico cui è soggetta l'area della
  concessione che, nel corso degli anni, ha condizionato l'iniziativa
  della  concessionaria volta alla realizzazione delle opere previste
  nel decreto di concessione, in quanto ritenute, dagli Enti preposti
  alla   tutela   dei  vincoli  imposti,  con  conformi   al   regime
  vincolistico  vigente.  La  scelta di nuove  e  più  avveniristiche
  soluzioni edilizie e l'impiego di materiali innovativi come l'abete
  maschiato,  legno lamellare e il compensato marino hanno  di  certo
  contribuito  a  mitigare l'impatto con il peculiare l'ambiente  che
  circonda l'area della concessione mineraria, al punto che, oggi, il
  progetto  è  stato ritenuto compatibile con il regime  dei  vincoli
  insistenti nell'area di concessione .
   Inoltre  non  è  sussistente la violazione  secondo  la  quale  la
  Società  concessionaria  ha sfruttato una  risorsa  mineraria,  più
  correttamente,    un   giacimento   minerario    suscettibile    di
  sfruttamento, senza la preventiva e prevista concessione ex art. 23
  della L.R. n. 54/56, per il semplice fatto che non si è in presenza
  di un giacimento minerario. Tale dirimente circostanza emerge dalle
  conclusioni  della verificazione disposta con Ordinanza  collegiale
  istruttoria  n. 6/91 dal TAR Sicilia - Sezione Catania  nell'ambito
  del   ricorso   n.  78/91  proposto  dalla  concessionaria   contro
  l'assessorato  Reg.le Industria. L'ing. Ignazio Sansone,  all'epoca
  dei  fatti Ing. Capo del Distretto minerario di Catania, al termine
  dell'approfondito    studio   sulle   manifestazioni    geotermiche
  denominate  Fumarole  già oggetto di sfruttamento nell'ambito della
  sopraccitata    concessione    mineraria    denominata     Vulcano-
  Castrogiovanni   ha,  infatti, concluso la  sua  relazione  con  le
  considerazioni che seguono:
    Nel  caso in specie non si può ancora parlare di giacimento  (nel
  senso di corpo mineralizzato suscettibile di sfruttamento) ma  solo
  di  corpo  mineralizzato,  ancora da  definire  con  operazioni  di
  prospezione  mineraria indiretta e diretta che non sono  mai  state
  eseguite  essendocisi limitati solo all'esame delle  manifestazioni
  naturali,  e, quel che più deve preoccupare, con tentativi  falliti
  di capitazione ;
    Non  si  può  ritenere  accettabile  la  semplicistica  aberrante
  soluzione   di   utilizzare  tout  court  le  acque   della   fossa
  mineralizzata con le fumarole, in quanto, come detto, si avrebbe un
  apporto  mineralizzatore incontrollabile nel tempo,  contaminato  e
  contaminabile dalle acque di cinta, dai percorsi ignoti e quindi in
  condizioni  di  assoluta  incontrollabilità  delle  possibilità  di
  inquinamento .
   E  continua  ancora,  del corpo mineralizzato si può  definire  la
  natura  (è di tipo idrotermale) ma non la consistenza, non è  stata
  fatta né è possibile fare oggi senza una lunga campagna di ricerca,
  alcuna  indagine sulla consistenza che presuppone una delimitazione
  né  nella  potenzialità ossia nella quantità di acque  termalizzate
  che è possibile ottenere .
   Dalle   considerazioni  conclusive  discende,   dunque,   la   non
  classificabilità della risorsa in questione comunemente  denominata
  "fumarole", come giacimento termale suscettibile di sfruttamento.
   Alla  luce  dei  sopraggiunti presupposti di  fatto  emersi  dalle
  considerazioni  suesposte,  la  presunta  commercializzazione   dei
  prodotti   cosmetici  non  sembra  integrare   la   violazione   di
  sfruttamento di una risorsa mineraria in assenza della preventiva e
  prevista  concessione  mineraria ex  articolo  23  legge  regionale
  54/56.
   Conclusivamente  è da evidenziare che è in corso  un  procedimento
  dell'Autorità  giudiziaria che ha disposto il sequestro  preventivo
  dell'area   sottraendo,   di  fatto,  alla   proprietà   la   piena
  disponibilità.  Indisponibilità che permane  anche  alla  luce  del
  provvedimento di dissequestro temporaneo dell'area emesso  dal  Gip
  del  tribunale  di  Barcellona Pozzo di Gotto in data  19  febbraio
  2024,  finalizzata  esclusivamente agli interventi  di  demolizione
  delle opere abusive.
   Pertanto  non  si  ritiene di potere autorizzare  la  ricerca  per
  individuare questo potenziale giacimento minerario, fintantoché non
  si definisca il procedimento.
   Alla luce degli ultimi accadimenti si è provveduto a richiedere al
  Dipartimento  Energia  di  valutare  l'opportunità  di  avviare  la
  procedura  sottesa  alla decadenza della concessione  ex  art.  48,
  legge regionale 54 del 1956.

   PRESIDENTE.   Assessore  Di  Mauro,  prima  di  dare   la   parola
  all'onorevole  Schillaci, una cortesia -  se  è  possibile  -  fare
  sempre  una  sintesi, perché le interrogazioni e  le  interpellanze
  sono un bel po'
   Capisco che questa bisognava esplicitarla tutta.
   Prego, onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, premetto che dai banchi è  arrivato
  poco, probabilmente i microfoni non sono forse ben calibrati.
   Tuttavia,  chiederò  all'Assessore  di  fare  avere  copia   della
  risposta.
   Mi devo dichiarare insoddisfatta, signor Presidente, perché questa
  è  una  vicenda molto complessa che ha visto la luce a partire  dal
  luglio  2023 e ci sono volute ben due interrogazioni: una a  luglio
  2023 e una a febbraio 2024.
   A distanza di anni stiamo avendo una risposta dal dipartimento che
  non   riteniamo  soddisfacente  soprattutto  perché,  essendo   una
  situazione molto complessa quella della pozza dei fanghi  dove  c'è
  stato anche un sequestro da parte del Tribunale di Barcellona Pozzo
  di    Gotto,   avevamo   chiesto   al   dipartimento,   e    quindi
  all'Assessorato, avevamo fatto delle richieste ben  specifiche  che
  io,  oggi,  non  ritrovo - almeno da quello che ho capito  -  nella
  delucidazione del dipartimento.
   In  particolare,  noi ci chiediamo come mai per  ben  14  anni  di
  questa  concessione, pur essendo arrivate una serie di segnalazioni
  da  parte  di  cittadini  e  di turisti, che  erano  privati  della
  possibilità  di  accedere alla Pozza dei Fanghi, che  tutti  quanti
  ricorderanno essere un bene comune insistente sul demanio e  che  è
  una  grande  attrazione per l'Isola di Vulcano, ma  non  solo,  per
  l'intero Arcipelago e quindi è vero e proprio volano economico  per
  quella realtà turistica, ebbene, noi ci chiediamo come mai per  ben
  quattordici  anni il Dipartimento non abbia fatto delle  verifiche,
  non  abbia  fatto verifiche e sopralluoghi, neanche il distretto  6
  dell'Ente Minerario e da questo tipo di risposta all'interrogazione
  non mi risulta che io abbia, oggi, queste risposte.
   Quindi, io le chiedo, Assessore, di fare delle verifiche opportune
  su  questi tipi di  uffici, perché non mi pare che abbiano lavorato
  bene;  inoltre,  l'intento mio e del mio Gruppo  non  è  quello  di
  segnalare  delle violazioni, che ci sono state, tant'è che  abbiamo
  delle  condanne  da parte del Tribunale per abuso d'ufficio  e  per
  violazioni varie sulla concorrenza e su tanto altro, ma la cosa che
  a  noi preme è restituire, riaprire la Pozza dei Fanghi, che  è  un
  bene  pubblico,  quindi,   l'intento era  quello  di  risolvere  le
  criticità.
   Io  mi  riservo  di  presentare ulteriori chiarimenti  e,  quindi,
  speriamo  che le risposte che io ho chiesto siano nella  sua  lunga
  relazione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Schillaci,  che  si  dichiara  non
  soddisfatta.
   Si  passa  all'interpellanza  n. 44  "Intendimenti  in  merito  al
  rispetto  delle  procedure per la realizzazione degli  impianti  di
  gestione  dei  rifiuti  urbani in Sicilia,  in  applicazione  della
  normativa  vigente in materia", a firma degli onorevoli Venezia  ed
  altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Grazie, signor Presidente. L'interrogazione è abbastanza articolata
  ma  la  possiamo racchiudere in tre punti, che poi sono le  domande
  che il Gruppo del PD -  primo firmatario l'onorevole Venezia -   ha
  fatto,  cioè  procedere alla verifica del fabbisogno  impiantistico
  per  ogni fase di gestione e sulla conseguente determinazione delle
  necessità minime impiantistiche ed è una domanda che è stata  fatta
  correttamente dall'onorevole Venezia nel luglio 2023.
   Noi  abbiamo cercato per la prima volta come Regione di  dare  una
  risposta  complessiva attraverso uno strumento, che è il cosiddetto
  Piano dei rifiuti, attraverso il quale abbiamo indicato non solo le
  discariche  dei  rifiuti  solidi urbani  che  ritenevamo  necessari
  insistere nella loro realtà - alcune pubbliche, altre private - che
  del   resto,   a   nostro  parere,  non  solo  non  potevamo   fare
  diversamente, ma in una condizione in cui è in itinere un  percorso
  importante,   quello   che  vedeva  la  finalizzazione   attraverso
  l'individuazione  di  siti  come  è  stato  fatto,   peraltro,   di
  piattaforme  integrate che potessero consentire un trattamento  dei
  rifiuti  in maniera più particolare per poi sfociare nel cosiddetto
  CSS/C,  cioè  combustibile solido secondario,  finalizzato  poi  ai
  termovalorizzatori  e  abbiamo  immaginato  di  realizzare   queste
  infrastrutture in quattro realtà, che sono le realtà di Trapani, la
  realtà  della  provincia di Agrigento, quella di  Ragusa  e  infine
  quella della SRR di Siracusa.
   Immaginiamo,  altresì,  di proseguire questo  percorso  attraverso
  l'individuazione  di due piattaforme integrate  nel  territorio  di
  Catania e nel territorio di Messina.
   Ricordo  a  me stesso le difficoltà operative che ci sono  proprio
  nella  Sicilia orientale laddove, tolta la provincia di  Enna  dove
  c'è  una  discarica e un TMB, abbiamo una serie di  difficoltà  che
  sono  legate  praticamente allo smaltimento  dei  rifiuti.  L'unica
  realtà presente è un impianto di TMB a Lentini e sappiamo tutti  le
  difficoltà  che ci sono state recentemente, quindi la risposta  noi
  l'abbiamo  data con uno strumento regolatorio che è  il  cosiddetto
  Piano rifiuti.
   La  seconda domanda che poneva l'onorevole Venezia è garantire che
  siano  le SRR a provvedere alla realizzazione e alla gestione degli
  impianti.  Nulla osta su questo, però voglio precisare che  per  la
  realizzazione  noi abbiamo previsto questi strumenti,  come  dicevo
  poco  fa,  dopo di che c'è un commissario che è stato nominato,  il
  quale  procederà secondo le attività che riterrà necessario mettere
  in  campo, perché secondo il decreto che è stato firmato  o  meglio
  ancora la legge che è stata approvata in favore della Sicilia,  che
  è   stata  equiparata  a  Roma  capitale,  il  commissario   decide
  l'attività  che  deve essere fatta. Nulla osta  a  mio  parere  per
  quanto  riguarda l'azione dell'SRR che già è stata compiuta, tant'è
  che  sono state previste le indicazioni che hanno l'SRR di Trapani,
  di  Agrigento,  di  Siracusa e di Ragusa  che  erano  le  zone  più
  svantaggiate   proprio  in  ordine  al  trattamento  dei   rifiuti,
  un'obiezione   dobbiamo  fare  in  ordine  alla   gestione   perché
  certamente   sfugge   all'attenzione  dei   colleghi   il   decreto
  legislativo  201  che fa una netta distinzione  tra  quella  che  è
  l'infrastruttura e quella che è la gestione, cioè non ci può essere
  una  commistione tra infrastruttura pubblica e gestione, questo  lo
  dice  il decreto legislativo 201, all'articolo 6, che proprio tiene
  a  ribadire  e nel frattempo all'ultimo comma, credo  che  sia   il
  comma  8,  ribadisce invece la possibilità di potere  continuare  a
  svolgere la gestione anche per le SRR qualora  si adeguino ai commi
  3,  4,  6 e 7 dell'articolo 6 del decreto legislativo 201 del 2022.
  Infine, in relazione alla protezione degli impianti gestionali  dei
  rifiuti  urbani,  ricorre alle procedure di evidenza  pubblica  nel
  rispetto  all'articolo 202, comma 5, 152 del 2006. Non  c'è  nessun
  problema,  non si può procedere diversamente, l'SRR è una struttura
  pubblica  se  la  gestione sarà fatta dall'SRR o sarà  fatta  dalla
  Regione  comunque  il  percorso  non  può  che  essere  quello   di
  affidamento  con  bandi  di evidenza pubblica.  Stessa  cosa  è  la
  domanda  che  pone  praticamente  l'interrogante  al  punto  d)  in
  riferimento  all'affidamento delle fasi  di  gestione  dei  rifiuti
  operate  con  gare  di affidamento di servizi, questo  viene  fatto
  certamente  per  la  raccolta,  viene  fatto  naturalmente  per  la
  collocazione  del  rifiuto nell'impianto di  compostaggio  o  nella
  discarica  oppure  nei  trattamenti del secco,  tutto  viene  fatto
  secondo procedure di gara.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Onorevole Venezia, come si dichiara?

   VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Venezia.
   Si  passa  all'interpellanza n. 47 "Intendimenti  in  merito  alla
  realizzazione delle misure previste nei piani di prevenzione  e  di
  promozione per la diffusione di pratiche di compostaggio  domestico
  e di comunità , a firma degli onorevoli Venezia ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interpellanza.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. E' un'interpellanza, ricordo un po' i punti, per conoscere
  se il Governo, al fine di non far perdere ai Comuni i finanziamenti
  ottenuti  nell'ambito  dell'avviso di cui  sopra  e  di  permettere
  altresì  agli stessi l'effettiva realizzazione di progetti relativi
  ad  ambienti  di compostaggio ovvero della fusione  di  pratica  di
  compostaggio  domestico di comunità utile al  corretto  trattamento
  della  rotazione  organica  in attuazione  di  economia  circolare,
  intenda  porre  in  essere in salvaguardia i  progetti  presentati,
  dando  ulteriori risorse necessarie nell'ambito del  Fondo  europeo
  sviluppo e coesione.
   Lei sa, onorevole Venezia, che tutto questo percorso doveva essere
  concluso  entro il 31 dicembre 2023, quegli impianti che  non  sono
  stati  conclusi  entro  il 31 dicembre 2023 potevamo  fasizzarli  e
  inserirli  praticamente nella prospettazione e  recuperarli  con  i
  fondi  POC e non con i fondi FESR, quindi quello che doveva  essere
  fatto  è  stato  fatto a tappeto per tutti gli interventi,  in  più
  nella nostra programmazione dei fondi FESR abbiamo individuato  una
  somma   di   17.823.814   che   sarà  di  prossima   pubblicazione,
  auspichiamo, riteniamo entro il mese di febbraio.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Venezia  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta fornita dall'Assessore.

   VENEZIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore  per
  l'energia, il ciclo di programmazione 14/20, come diceva lei, si  è
  chiuso il 31 dicembre 2023 e alcuni avvisi pubblici che sono  stati
  emanati  dal  Dipartimento acque e rifiuti hanno  avuto  tutta  una
  serie  di vicissitudini relative alla formazione delle graduatorie,
  all'impegno giuridicamente vincolante attraverso i decreti e questi
  rallentamenti,   ricordo  per  esempio,  che  il   bando   per   il
  compostaggio  di  comunità  per  avere  l'esecutività   ha   dovuto
  attendere  due  anni  e  mezzo fra ricorsi, lentezze  burocratiche,
  impegni  di spesa e tutto questo ha portato ad una serie di ritardi
  che  a  cascata, diciamo, hanno dovuto subire i comuni i  quali  in
  alcuni  casi, sono riusciti ad effettuare la gara, sono riusciti  a
  portare avanti gran parte dei progetti, solo che in alcuni casi  ci
  risulta  che  alcuni  comuni  non hanno  potuto  completare,  hanno
  completato,  per meglio dire, ma non sono riusciti  a  rendicontare
  una parte del finanziamento entro il 31 dicembre.
   Nel  complesso,  dalle rilevazioni che noi abbiamo effettuato,  si
  tratta  di sette, otto comuni, per un importo complessivo  che  non
  supera  i  tre  milioni di euro. Ora, Assessore, lei sa  che,  come
  dire,  questi comuni che si sono impegnati, nonostante i ritardi  a
  spendere le risorse, rischiano di avere delle criticità finanziarie
  notevoli  se  la  Regione  non interviene  per  l'ultima  parte  di
  rendicontazione, per cui riteniamo che sia opportuno  non  lasciare
  sulle spalle dei comuni questa ultima tranche di rendicontazione  e
  trovare  una  formula  attraverso fondi extraregionali  dedicati  a
  questa tipologia di interventi per recuperare questi progetti e non
  consentire  ai  comuni  medesimi di andare  in  una  condizione  di
  sofferenza  e  di  criticità  finanziaria  se  non  condannarli  al
  dissesto, perché molto spesso si tratta di piccoli comuni che hanno
  cercato  di  adempiere a quanto previsto dal bando  per  realizzare
  compostaggi di comunità nei propri territori. E, quindi,  assessore
  Di  Mauro, noi chiediamo un impegno serio da parte del Governo  per
  consentire  a questi sette, otto comuni di non andare  in  dissesto
  nel  tentativo  di  realizzare  un impianto  importante  finanziato
  attraverso  i  fondi  regionali; non  parliamo,  ripeto,  di  cifre
  irraggiungibili,  parliamo nel complesso di circa  tre  milioni  di
  euro  e,  quindi, credo che l'Assessorato possa trovare il modo  di
  farsi  carico sia sotto il profilo finanziario sia sotto il profilo
  tecnico   per  venire  incontro  a  queste  esigenze  non   dovute,
  ovviamente, alle volontà delle amministrazioni civiche.
   Per  queste  ragioni, noi ci riteniamo parzialmente soddisfatti  e
  rinnoviamo  l'invito  all'assessore Di Mauro ad  affrontare  questa
  fattispecie di casistiche e di risolverla positivamente. Grazie.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione 478 "Chiarimenti in merito
  ai  casi di emissione diretta di metano dal terminal di ricevimento
  del  gasdotto Greenstream, nel comune di Gela (CL) e dagli impianti
  REMI presenti sul territorio della Regione", a firma dell'onorevole
  Di  Paola  ed  altri, che si considera presentata con richiesta  di
  risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 496 "Interventi urgenti per la
  sistemazione  della banchina numero due del porto di  Siracusa",  a
  firma  dell'onorevole Gennuso. Anche questa si considera presentata
  con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione 532 "Notizie  in  merito  all'avviso
  pubblico   rivolto  ai  comuni  per  la  realizzazione   di   opere
  finanziate,  ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale  numero
  14 del 2000", firma dell'onorevole Venezia ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  potrei  leggere
  tutta  la  risposta,  comunque, andando  in  sintesi,  noi  avevamo
  firmato  nel  dicembre  del  2024 i relativi  decreti  regolarmente
  vistati  dalla Ragioneria dei singoli comuni che avevano completato
  l'iter tecno-amministrativo - mi riferisco ai comuni di Agira,  per
  esempio, ci sono anche altri comuni come Cesarò, diversi comuni  -,
  abbiamo firmato i decreti, dicevo.
   Nel  gennaio  2025,  a  seguito della richiesta  della  Ragioneria
  generale  centrale  pervenuta con protocollo 1776  del  17  gennaio
  2025, si è dovuto procedere all'annullamento dei citati decreti  in
  quanto il capitolo 353904 non poteva essere direttamente utilizzato
  per imputazione spesa, essendo qualificato quale fondo.
   A  seguito dell'interrogazione, dalla Ragioneria centrale, è stato
  assicurato  che  entro questo mese di febbraio  sarà  istituito  un
  capitolo   apposito,  a  seguito  della  richiesta  da  parte   del
  Dipartimento   della  Ragioneria  e  sarà  operata  la   variazione
  permutativa  che  consentirà l'emissione dei  decreti  dei  singoli
  Comuni.
   Ricordo  anche  all'onorevole Venezia che  nell'ultima  legge  noi
  abbiamo  inserito una manovra di carattere tecnico  che  riguardava
  anche questo tipo di situazione, quindi noi contiamo, entro il mese
  di febbraio, di fare i decreti e inviarli ai comuni competenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Venezia, come si dichiara?

   VENEZIA. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione n. 539  Notizie circa  il
  potenziale  rischio  sanitario ed ambientale  dovuto  all'abbandono
  illegale di rifiuti sul territorio di competenza del Comune e della
  Città  metropolitana di Catania", a prima firma onorevole  Lombardo
  Giuseppe. Io direi di trasformarla in risposta scritta, Assessore.
   Si  passa  all'interrogazione n. 564  Iniziative  urgenti  per  il
  recupero e la valorizzazione dell'ex miniera di zolfo di Gessolungo
  (CL)" a prima firma onorevole La Vardera.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. La risposta è molto breve, nel senso che questo sito non è
  in  nostra gestione, sarebbe il sito minerario di Gessolungo che  è
  il  Servizio  26  del Parco archeologico di Gela,  tra  l'altro  il
  direttore è stato nominato anche custode giudiziario.
   Voglio dire questo, l'interrogazione in ordine alla valorizzazione
  dell'ex   miniera   di  zolfo  di  Gessolungo   è   di   competenza
  dell'Assessorato dei beni culturali.

   PRESIDENTE.  Quindi,  verrà  trattata  poi  nella  Rubrica    Beni
  culturali .
   Si passa alla interpellanza n. 70  Chiarimenti sulle misure per la
  rimozione dell'amianto" a prima firma onorevole Safina.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.   Nell'ultimo  bando,  diciamo,  che  l'argomento   è   di
  pertinenza della Protezione civile che ci ha dato alcune  risposte.
  Io  posso  assicurare  che sono rimasti dal vecchio  bando,  perché
  inutilizzati, onorevole Safina, la somma di... dunque,  per  quanto
  riguarda  l'atto  ispettivo,  dalla  chiusura  dell'operazione   di
  rendicontazione  finale  dell'Avviso di cui  al  decreto  direttore
  generale 6922, si sono determinate economie per un totale  di  Euro
  1.375.000,00  per cui si è ritenuto opportuno dare  indicazione  al
  Dipartimento  dell'acqua e rifiuti di procedere alla  pubblicazione
  del nuovo bando.
   Il  contributo  regionale  sarà concesso,  per  il  2025  a  fondo
  perduto, gestito da un avviso pubblico che riguarda la rimozione  e
  lo  smaltimento  di  manufatti e materiali contenenti  amianto;  il
  finanziamento  fa  parte del programma operativo POC  complementare
  14/20 Azione 2.4.4.
   E'  stato, pertanto, elaborato un nuovo schema di bando aggiornato
  affinché  si  possa  procedere alla definizione  del  progetto  dei
  fabbisogni;   è  stato  trasmesso  all'  ARIT  per  la  conseguente
  predisposizione  della piattaforma per la gestione  dell'avviso  in
  oggetto,  rappresentando principalmente che la pubblicazione  dovrà
  avvenire entro il primo trimestre 2025.
   L'interlocuzione  con  ARIT è continua e procede  giornalmente  al
  fine di completare in tempi brevi la pubblicazione dell'avviso.
   E'   un   ordine  di  priorità  senza...  non  c'è   un   criterio
  discrezionale,  chi  arriva  prima e   quindi  per  questo  abbiamo
  dovuto

   PRESIDENTE. Onorevole Safina, come si dichiara?

   SAFINA.  Presidente, io mi dichiaro soddisfatto della volontà  del
  Governo di procedere all'emanazione di un nuovo bando.
   Mi  permetto solo di suggerire, Assessore, poiché uno dei temi che
  abbiamo  riscontrato  è  che, ovviamente, il  numero  dei  siti  da
  bonificare  attualmente mappato è sicuramente  inferiore  a  quello
  reale  proprio perché mancano questi progetti perché  molti  comuni
  non si sono dotati di alcun piano. Al 2023 erano 100... esatto
   Quindi io penso che, innanzitutto, sarebbe necessario implementare
  il  fondo  perché  penso  che un 1,3 milioni  sia  sufficiente  ma,
  comunque,  utilizzare  le  economie è già  una  cosa  assolutamente
  condivisibile,  ma  penso  che  bisognerà  dare  priorità   a   chi
  ovviamente  quel piano non lo deve aggiornare, ma lo deve  fare  ex
  novo, lo deve ancora realizzare perché altrimenti rimarranno  tutta
  una  serie  di  aree non mappate e non riusciremo in alcun  modo  a
  risolvere compiutamente il problema, che è un problema che  attiene
  non soltanto al recupero dei siti ma anche alla tutela della salute
  dei cittadini.
   Quindi,  mi permetto di indicare un criterio che il bando dovrebbe
  eseguire  che  è quello di partire dai comuni che, ovviamente,  non
  hanno alcuna mappatura del territorio.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Safina si dichiara soddisfatto.
   Si  passa  all'interpellanza n. 72 "Chiarimenti  sul  progetto  di
  realizzazione  di  nuove  vasche in ampliamento  per  la  discarica
  Timpazzo  a  Gela (CL)" a prima firma dell'onorevole Di Paola  che,
  per  accordo tra le parti, Assessore, la trasformiamo con  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 75 "Misure idonee  a  fronteggiare
  l'abbandono  indiscriminato  dei rifiuti  nelle  strade  urbane  ed
  extraurbane"  a  firma  dell'onorevole  Carta.  Anche   questa   la
  trasformiamo in risposta scritta1.
   Si   passa  all'interpellanza  n.  80  "Intendimenti  del  Governo
  regionale  in  merito  alla rideterminazione della  quota  capitale
  prelevata dalla tariffa e destinata all'attuazione degli interventi
  infrastrutturali del Servizio Idrico Integrato dell'ATI di Enna"  a
  prima firma dell'onorevole Venezia.
   Assessore, ha facoltà di rispondere all'interpellanza.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Signor Presidente, onorevoli colleghi il tema  che  viene
  sottoposto  all'interrogazione è un tema molto  importante  per  il
  quale  già  c'erano  stati dei confronti con  alcuni  colleghi  per
  Trapani  -  a  proposito, come voi sapete,  è  stato  nominato  per
  Trapani il commissariamento da parte di Invitalia -  e comincia  ad
  esserci  un  confronto  proprio perché sia Trapani  che  Enna  sono
  realtà  che  hanno  bisogno di un sostegno  finalizzato  proprio  a
  cercare   di  recuperare  una  serie  di  iniziative  che   possono
   consentire la riduzione dei costi.
   L'onorevole  Venezia propone addirittura una riduzione  dell'onere
  che  è  a  carico del gestore e, quindi, dei cittadini;  parliamoci
  chiaro,  poi  significa questo, dal 31% a una cifra di circa  l'uno
  virgola  qualche  cosa.  Ovviamente,  questo  è  un  auspicio   che
  l'onorevole Venezia indica proprio nel tentativo di venire incontro
  ai  cittadini che stanno pagando un costo eccessivo. Vero è che  la
  ristrutturazione di tutta l'impiantistica è stata fatta, ma è anche
  vero che c'è un costo abbastanza eccessivo su quello che è il costo
  reale per i cittadini.
   E'  una  norma  di  carattere europea che  è  stata  recepita  dal
  Parlamento  nazionale anche, in fondo, dalla  direttiva  europea  e
  l'ultima  legislazione,  quella del 2022,  è  molto  chiara,  molto
  esplicita,  tant'è  che siamo andati avanti in  questo  versante  e
  abbiamo  di  già  aggiudicato  Siracusa.  Su  Messina  e  ci   sarà
  nuovamente  il  bando;  su  Trapani,  ho  detto  poc'anzi,  che   è
  intervenuta Invitalia proprio perché non si riusciva a  creare  una
  condizione tecnica presso l'ATI di Trapani per realizzare...
   E'  chiaro,  onorevole Venezia, che questo non  lo  può  risolvere
  immediatamente  il Governo. E' un'iniziativa che si può  sottoporre
  in  sede  di finanziaria al Parlamento, indicando una strategia  di
  carattere  finanziario  perché  si possano  trovare  le  risorse  e
  cercare di tamponare.
   Più  che,  io mi permetterei di dire, la riduzione della quota  di
  partecipazione   del  soggetto  gestore,  occorrerebbe   immaginare
  finanziamenti  che  possano venire incontro ad eventuali  ulteriori
  innalzamenti della tariffa. Perché il tema è molto chiaro:  bisogna
  fare  in  modo  di venire incontro ai cittadini. La legislazione  è
  quella  che è, solo in Parlamento, a mio parere, su un impulso,  un
  po'  condiviso, si può trovare un'attività così come è stata  fatta
  per  Caltanissetta, per Agrigento - di finanziare qualche opera che
  possa sgravare sui costi dei cittadini.

   PRESIDENTE.   Grazie,   Assessore.  Ha  facoltà   di   intervenire
  l'onorevole  Venezia  per  dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della
  risposta.

   VENEZIA.  Grazie,  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore  Di
  Mauro.
   Attraverso questa interrogazione parlamentare, noi abbiamo  voluto
  accendere  i  riflettori sulla questione che  riguarda  le  tariffe
  idriche  nel  comprensorio ennese. E lo abbiamo fatto  mettendo  in
  evidenza una delle ingiustizie, che il nostro territorio ha subito.
   Nel  2005,  quando si calcolò, sulla base di alcuni parametri,  la
  determinazione  della  quota  capitale  prelevata  dalla   tariffa,
  destinata  all'attuazione degli investimenti, per ogni  milione  di
  euro che è stato speso per l'ammodernamento della rete idrica,  per
  la sistemazione degli impianti di depurazione e per tutta una serie
  di  interventi di natura infrastrutturale, il 69% è stato  posto  a
  carico  di finanziamenti pubblici, mentre il 31 per cento  è  stato
  posto  a  carico delle tariffe, e cioè degli utenti  e  quindi  dei
  cittadini. E tutto questo ha generato, negli anni, un aumento delle
  tariffe,  perché  laddove occorreva intervenire -  per  ridurre  le
  perdite  idriche, per adeguare gli impianti di depurazione e  tutto
  il  resto  - per ogni iniziativa finanziaria, tendente a  risolvere
  queste  problematiche  il 31 per cento di  queste  risorse  gravava
  sulle  tariffe.  E abbiamo, come dire, un quadro  che  è  veramente
  allarmante.
   La  provincia  più  povera d'Italia - con un  margine  demografico
  negativo,  con  un  impoverimento del tessuto  produttivo,  con  un
  impoverimento  dell'economia,  con  una  diminuzione  significativa
  della popolazione - si trova a pagare la tariffa più alta d'Italia
   E,  alla luce di quanto accaduto con questa vicenda - mentre,  per
  esempio, a Caltanissetta o ad Agrigento il margine lordo è di  meno
  del  2  per  cento - noi reputiamo che ci sia, da questo  punto  di
  vista,  un'ingiustizia. Un'ingiustizia che non è stata colmata,  né
  attraverso  un  apposito  provvedimento normativo  e,  non  ultimo,
  durante l'emergenza idrica.
   Lei  sa,  assessore  Di  Mauro,  che  le  province  più  coinvolte
  dall'emergenza   idrica,  in  Sicilia,  sono  state  Caltanissetta,
  Agrigento ed Enna. Il Governo Schifani è intervenuto, con  appositi
  finanziamenti:  nell'agrigentino anticipando le risorse  del  Fondo
  sviluppo  e  coesione.  E' intervenuto, con  appositi  stanziamenti
  sulla  rete  idrica, nella provincia di Caltanissetta.  Nemmeno  un
  euro è stato stanziato per la provincia di Enna, che è la provincia
  dei  laghi  e,  attraverso l'acqua che dall'Ancipa  e  dagli  altri
  bacini arriva in molte parti della Sicilia, ma tutto questo non  ha
  generato  nessuna attenzione da parte del Governo regionale  e  del
  presidente Schifani.
   Noi avevamo presentato, insieme anche alla collega Luisa Lantieri,
  degli emendamenti in ambito...nel corso della finanziaria per  dare
  un  sostegno,  per esempio, all'ATI idrico per quanto riguarda  gli
  investimenti  sulla rete idrica e quindi diminuire le perdite,  per
  l'abbattimento  degli aumenti della tariffa, che stanno  diventando
  sempre più insostenibili.
   Purtroppo,  ad  oggi,  il Governo non ha fatto  nulla  per  questo
  territorio  e  ci auguriamo che queste dimenticanze possano  essere
  presto  colmate, attraverso anche un provvedimento legislativo  che
  vada in una direzione ben precisa, e non un intervento tampone  per
  un singolo anno che, per carità, è sempre bene che ci sia.
   In  alcuni contesti regionali si parla di tariffa unica regionale,
  perché  un  metro cubo di gas ha lo stesso costo  in  un  paese  di
  montagna  quanto  in  un paese sulle coste, e  un  Kwh  di  energia
  elettrica  ha  lo  stesso costo, sia che venga  utilizzato  in  una
  grande città o in un piccolo comune, perché questa ingiustizia  sul
  calcolo  delle  tariffe dell'acqua e una zona  montana,  interna  e
  marginale  sia  costretta  a pagare tariffe  che  sono  sempre  più
  inaccessibili per molte famiglie e, soprattutto, per chi  vive  una
  condizione di difficoltà economica?
   Per  cui, assessore Di Mauro, noi non ci riteniamo soddisfatti  da
  questa risposta alla nostra interpellanza. Chiediamo che il Governo
  intervenga attraverso azioni legislative che vadano nella direzione
  di  eliminare queste ingiustizie che, ormai da troppi anni, vengono
  perpetrate ai danni del territorio ennese. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
   Onorevoli colleghi, noi abbiamo completato le interrogazioni e  le
  interpellanze  che erano presenti oggi in Aula.  Ringrazio  per  la
  disponibilità l'Assessore.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, lei ha chiesto di intervenire ai
  sensi  dell'articolo  83, comma 2 del Regolamento  interno?  Ne  ha
  facoltà.

   LA  VARDERA. Grazie, onorevole Presidente, colleghi, assessore  Di
  Mauro,  se mi dà qualche secondo, è una cosa che, in qualche  modo,
  la riguarda.
   Nei  giorni  scorsi  -  tra l'altro è la sua provincia,  quindi  è
  interessante sapere un suo parere - abbiamo assistito alla vittoria
  di  Davide  contro  Golia;  un piccolo comune,  che  lei  conoscerà
  benissimo, che è Montallegro è riuscito a vincere, a fare valere  i
  propri  diritti  dinanzi  al TAR, rispetto  ad  una  discarica  che
  volevano in qualche modo costruire vicino al centro abitato.
   Il  sindaco per tanti anni si è battuto, la comunità si è  battuta
  affinché, in qualche maniera, non venisse adeguato quello  che  era
  uno  scempio. Ricordiamo che Montallegro è un paese che, purtroppo,
  ha  al proprio interno un elevatissimo numero di abitanti con gravi
  problematiche e patologie e malattie legate anche a quella che è la
  situazione  di  questa  discarica  che,  ovviamente,  ha  prodotto,
  purtroppo,  anche diversi cittadini con patologie  gravi,  quali  i
  tumori.
   La  comunità si è unita, ha cercato di battagliare, ha cercato  di
  fare  valere le proprie ragioni, contro chi? Non contro un esterno,
  contro  un  privato, contro un nemico dei cittadini, ma  contro  la
  Regione   siciliana  che,  paradossalmente,  dovrebbe   essere   la
  principale salvaguardia dei diritti dei Siciliani. Cioè  il  comune
  di  Montallegro diceva: noi questa discarica non la vogliamo vicino
  al centro abitato  La Regione siciliana si è opposta, quando invece
  doveva dire: avete ragione, cittadini Siciliani  Hanno vinto, hanno
  vinto al TAR. Davide, contro Golia, vince al TAR e Montallegro  non
  avrà la discarica all'interno di quel centro abitato
   Cosa  succede? Non una parola del Governo Schifani, non una parola
  dell'assessore  Di  Mauro, non una parola dell'assessore  Savarino,
  tutti  quanti  deputati eletti nella provincia  di  Agrigento   Una
  parola  per dire bravi ai cittadini di Montallegro, una parola  per
  dire è stata fatta giustizia
   Ora  questa  storia grida vendetta. Io ringrazio anche l'onorevole
  Sodano, che nei giorni scorsi ha attenzionato anche questa vicenda,
  ha fatto un video su questa storia. E ritengo che su questa vicenda
  avreste dovuto spendere una parola di solidarietà nei confronti dei
  cittadini  di Montallegro, perché noi dobbiamo tutelare i cittadini
  delle  nostre  comunità, dobbiamo tutelare  i  cittadini  Siciliani
  dall'uso  anche  abusivo  di  certe  discariche,  perché  spesso  e
  volentieri sappiamo cosa si nasconde dentro quel mondo.
   Quindi,  io  da  parlamentare di questa Regione, pur  non  essendo
  eletto   nella  provincia  di  Agrigento,  esprimo  solidarietà   e
  compiacimento rispetto alla battaglia portata avanti dal sindaco di
  Montallegro e mi auguro, caro Assessore, che anche lei  possa  fare
  lo  stesso,  perché  non ha vinto il comune di  Montallegro,  hanno
  vinto i cittadini Siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole La  Vardera.  Colleghi,  l'Aula  è
  rinviata a domani, mercoledì 5 febbraio 2025, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 16.19 (*)


       (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva,  pubblicato
   sul  sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è
   il seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XIV SESSIONE ORDINARIA


                       154a SEDUTA PUBBLICA (*)

                 Mercoledì 5 febbraio 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,   DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Istruzione e formazione professionale  (v. allegato)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Disciplina delle strutture turistico-ricettive . (n. 604-125-
         251-324-338/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ferrara

       2)   Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
         recante:  Disposizioni in materia di        impiego di dispositivi
         digitali funzionanti tramite onde a radiofrequenza e di videogiochi
         da parte di minori di anni dodici . (n. 649/A) (Seguito)

           Relatore: on. Gilistro

       3)  Modifiche alle leggi regionali 16 gennaio 2024, n. 1, 31
         gennaio 2023, n. 3 e 20 novembre 2015, n. 29 . (n. 738/A Stralcio
         II/A)

           Relatore: on. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella

   1 Capoverso corretto dall'oratore.