Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.24
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno,
di interrogazioni e interpellanze della Rubrica: Energia e
servizi di pubblica utilità"
PRESIDENTE. Bene, colleghi, l'Assessore è presente. Si passa al II
punto dell'ordine del giorno, recante: Svolgimento, ai sensi
dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento interno, di
interrogazioni e di interpellanze della Rubrica: "Energia e servizi
di pubblica utilità".
Si passa all'interrogazione numero 436 "Chiarimenti in merito
all'area dei fanghi di Vulcano (ME)", a prima firma Schillaci ed
altri. Ha facoltà di intervenire l'Assessore per fornire la
risposta.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
La risposta, Presidente, è abbastanza articolata e la leggo per poi
consegnarla anche agli atti della Segreteria generale.
Con il documento in esame gli onorevoli interroganti chiedono
taluni chiarimenti in merito all'area dei fanghi di Vulcano, in
particolare quali azioni si intendano porre in essere al fine di
poter restituire alla comunità quella che rappresenta un'attrazione
turistica e del perché l'Assessorato Energia abbia omesso di
effettuare le necessarie verifiche e non abbia esercitato la
necessaria vigilanza sull'andamento generale dell'attività
mineraria, effettuando le necessarie ispezioni, del perché
l'Assessorato abbia ritenuto di archiviare il procedimento di
decadenza della concessione accordata alla Geoterme, nonostante le
risultanze e le analisi effettuate dall'Università di Messina; se
si intenda adottare un provvedimento di decadenza della concessione
e porre in essere le necessarie azioni al fine di addivenire a un
diverso affidamento dell'area.
Al riguardo, compulsati gli Uffici, emerge quanto segue. Con
decreto regionale n. 934/II-29 del 21 giugno 2004, ai sensi e per
gli effetti dell'articolo 23 della legge regionale 54/1956, è stata
accordata alla Geoterme Vulcano Srl la concessione mineraria,
convenzionalmente denominata Pandora , per lo sfruttamento
trentennale, a decorrere dalla data di pubblicazione del
provvedimento nella Gurs, del giacimento di acque termali per il
tramite di un pozzo, denominato convenzionalmente Istmo , da cui
emerge la portata accordata di 0,62 litri/secondo.
Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 4 del suddetto decreto
934/2004, il Distretto minerario competente per territorio, è stato
incaricato di attivare le procedure per la consegna, alla società
concessionaria Geoterme Vulcano, della miniera e delle pertinenze
della cessata concessione mineraria, denominata convenzionalmente
Vulcano Castrogiovanni , già accordata con decreto assessoriale
numero 14 del 57 alla ditta individuale Castrogiovanni Attilio, per
lo sfruttamento di elementi mineralizzatori, localmente chiamate
fumarole , che termalizzano l'acqua marina adiacente alla spiaggia
del cosiddetto Porto di Levante dell'isola di Vulcano del Comune di
Lipari, Messina.
Con il verbale di consegna e accertamento delle pertinenze del 30
luglio 2007, l'ingegnere capo del Distretto minerario di Catania,
unitamente a funzionari del medesimo Ufficio e ai rappresentanti
della società Geoterme Vulcano Srl, procedevano alla consegna delle
pertinenze della cessata concessione mineraria citata alla
concessione Geoterme Vulcano Srl, come da elenco allegato al
verbale di consegna, che qui sinteticamente si riporta.
1. Una vasca, altrimenti detta fossa, ricadente nelle particelle
108 e 162 del Foglio di mappa n. 3 Sezione Vulcano, con pareti
naturali profonde 30 centimetri, contenente fango sulfureo
mineralizzato usato dai turisti per infangatura come da tradizione.
2. Rudere di piscina ricadente nella particella n. 10 del medesimo
Foglio di mappa n. 3.
3. Scogliera artificiale costituita da grossi massi naturali
proposti in prossimità del lato nord della piscina ricadente nella
particella n. 828 del Foglio di mappa n. 3 Sezione Vulcano.
4. Serie di stufe naturali, fumarole, ricadenti nella particella
162 del Foglio di mappa n. 3 Sezione Vulcano.
5. Fumarola ricadente nella particella n. 5 del Foglio di mappa n.
2 Sezione Vulcano, adibita a prelievo di fanghi; basamento
dell'impianto di un precedente sondaggio eseguito in epoca
precedente al periodo di vigenza della cessata concessione Vulcano
Castrogiovanni; serie di canali in cemento in passato utilizzati
per la captazione dei gas finalizzanti; stufa in terra demolita
dall'azione erosiva delle prospicienti acque marine.
Gli elementi sopra elencati, avendo carattere e finalità
minerarie, sono stati annessi alle pertinenze della vigente
concessione Pandora.
Essendo stata quindi consegnata come pertinenza della società
concessionaria Geoterme Vulcano, la vasca risulta anch'essa
affidata in concessione, e non può essere pertanto diversamente
oggi riaffidata in quanto tornerà in possesso dell'assessorato alla
scadenza della concessione in argomento.
Il resto delle pertinenze della cessata concessione Vulcano-
Castrogiovanni , quelle indicate sopra, non costituendo elementi
utili né potenzialmente utilizzabili nelle attività connesse alla
vigente concessione Pandora non sono state annesse tra le
pertinenze di quest'ultimo. Successivamente, nel 2018, con
protocollo n. 38708 del 17 ottobre, il Dipartimento energia aveva
avviato, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 7 della legge n.
241/1990, il procedimento di decadenza ex articolo 48, comma 1,
della legge n. 54 del 1956 della concessione in argomento, in
quanto la società concessionaria non avrebbe dato esecuzione al
programma del lavoro proposto, avrebbe utilizzato una risorsa
mineraria fossa di fango sulfurea in assenza di un provvedimento
specifico di concessione, avrebbe svolto l'attività di
commercializzazione dei prodotti cosmetici contenenti fango
sulfureo in assenza dell'avviamento della conduzione dello
stabilimento termale.
In riscontro alla sopra menzionata nota dipartimentale n. 38708
del 2018, Geoterme Vulcano s.r.l., come previsto dalla legge n. 10
del 1991, con lettera del 27/10/2018, assunta al protocollo
dipartimentale in data 29 ottobre 2018, al n. 40057, ha presentato
le proprie osservazioni, precisando: primo, di non avere potuto
dare seguito a quanto indicato nel programma dei lavori della
concessione in argomento causa il nuovo regime vincolistico
dell'isola di volere realizzare lo stabilimento termale con una
tipologia costruttiva, relativamente alle opere previste in
elevazione, di tipo precario e prefabbricato che consenta una
procedura autorizzativa ordinaria, riservandosi di produrre entro
quindici giorni un nuovo progetto definitivo e rimodulato in tal
senso; che la fossa di fango sulfurea è stata realizzata alla fine
degli anni Cinquanta e alimentata da una mescolanza di acqua marina
e acqua meteorica che a contatto con le fumarole si termalizza e
gli avventori si immergono nella pozza a scopo ludico ed
esperienziale per poi andare a fare il bagno a mare; terzo, che con
riferimento alla commercializzazione dei prodotti cosmetici si
attiverà al fine di inserire la giusta tipologia di attività
necessaria allo sfruttamento della concessione.
Con lettera del dicembre del 2018, introitata agli atti di questo
Dipartimento in data 12 dicembre 2018, Geoterme ha presentato il
progetto di recupero della piscina ex concessione Vulcano-
Castrogiovanni con sfruttamento della risorsa termo mineraria,
precisando di aver trasmesso al Comune di Lipari ed alla
Soprintendenza dei Beni Culturali istanza di permesso di costruire;
successivamente, con lettera del 24 gennaio 2019, ha presentato
ulteriore documentazione.
Questo Dipartimento Energia, con nota n. 47290 del 18 dicembre
2018, ha chiesto al Servizio VI Distretto minerario di Catania di
comunicare gli esiti dell'attività istruttoria sul progetto sopra
menzionato per le opportune e conseguenziali determinazioni
riguardo al prosieguo della concessione.
Il Servizio del Distretto minerario di Catania , con protocollo
n. 17513 dell'aprile 2019, ha rappresentato di aver chiesto con
nota n. 9415 del 27 febbraio 2019 documentazione integrativa a
corredo del progetto presentato e che Geoterme Vulcano aveva
relazionato, nonché trasmesso parziale documentazione, riservandosi
di inviare ulteriore integrazione.
Il Servizio VI Distretto minerario di Catania , con protocollo n.
28357 del settembre 2019 e n. 29678 dell'11 luglio 2019, ha
trasmesso i rapporti sulle visite esperite da funzionari del
Distretto minerario di Caltanissetta nell'area della concessione in
parola, all'esito del quale è emerso quanto segue: la mancanza del
contatore del pozzo istmo utile a determinare il volume di acqua
emunta, la cui installazione è una condizione dettata dall'articolo
3, lettera c), del decreto di concessione; la presenza di un
rubinetto posizionato all'esterno della recinzione collegato alla
tubazione principale tramite un tubo di polietilene lungo circa un
metro che, di fatto, rappresenta una deviazione dalla condotta
principale; la vasca ora viene trattata quale attività marginale,
la bentonite di provenienza non locale con l'aggiunta dell'acqua
termale ubicata all'interno del rudere della piscina Castrogiovanni
è stata realizzata dalla società ma non autorizzata; la presenza di
fumarole con esalazione di vapore, il cui sfruttamento non è
compreso dal decreto concessorio ubicato all'interno della piscina
Castrogiovanni; la fossa dei fanghi sulfurei, il cui sfruttamento
non è compreso nel decreto della concessione in l'argomento, in cui
la società ha circoscritto l'area prossima alla fossa e alle
fumarole, creando le condizioni per cui, per accedere ai luoghi,
bisogna necessariamente passare accanto a un chioschetto in legno
ubicato all'ingresso principale, ove ai clienti viene fatto pagare
il biglietto d'ingresso.
Inoltre, è stata prodotta dal rappresentante della società copia
della reazione sugli esami chimico-batteriologici di un campione
d'acqua prelevato dalla polla lato sx ed uno dalla polla lato dx
della fossa in questione, effettuati in data 14/05/2018 e
13/05/2019 dalla sezione di Biotecnologie e Medicina preventiva
dell'Azienda Policlinico Universitario - Torre biologica di
Messina, dalle quali risulta che l'acqua in esame può essere
qualificata, secondo Marotta e Sica, tra le acque minerali,
termali, sulfuree, arsenicati, salso, bromo, iodiche e che il
campione di acqua in esame è conforme alla circolare n. 61 del
09.08.1976 .
Con mail certificata del 10 settembre 2019 la Società
concessionaria inoltrava comunicazione di inizio dei lavori
afferenti il progetto per Il recupero del rustico di piscina ex
concessione Castrogiovanni, con sfruttamento della risorsa
mineraria corredata dalla documentazione che segue:
Richiesta di permesso di costruire introitato al Comune di Lipari
in data 21/11/2018, giusta istanza prot. n. 24764 del 23/11/2018;
Richiesta deroga al protocollo per istruttoria permesso di
costruire Prot. N. 4490 del 13/03/2019;
Autorizzazione paesaggistica della SS.BB.CC.AA. di Messina prot.
n. 253 del 16/01/2019;
Autorizzazione ex art. 19 del D.lgs. n. 374/90 dell'Ufficio Dogane
di Messina prot. N. 9176 del 26/04/2019;
Nulla osta prot. N. 18505 del 27/02/2019 dell'Ufficio
Ripartimentale delle Foreste di Messina per l'autorizzazione
inerente il vincolo Idrogeologico;
Nulla osta prot. n. 12195 del 24/06/2019, all'istanza di verifica
screening per l'esclusione della procedura di valutazione di
incidenza ai sensi e per gli effetti dell'art. 4 del Decreto
30/03/2007 inerente i siti di Natura 2000 ;
Parere igienico sanitario prot. n. 78/ISP del 12/02/2019;
Copia della comunicazione di silenzio assenso all'istanza del
04/01/2019 di richiesta di autorizzazione ai sensi dell'art. 55 del
Codice della Navigazione in data 27/08/2019.
Con istanza del 7 ottobre 2019, introitata agli atti di questo
Dipartimento Energia al prot. n. 41760 dell'8 ottobre 2019, la
Società concessionaria inoltrava istanza per l'ottenimento
dell'autorizzazione per l'effettuazione di una campagna di indagini
e campionamento sulle acque della Fossa dei fanghi sulfurei,
finalizzata all'accertamento delle caratteristiche termominerali
proprie delle risorse termali.
Alle risultanze di quanto sopra esposto il dipartimento ha
ritenuto di archiviare il procedimento di decadenza in quanto non
si configura alcuna delle violazioni tassativamente elencate
nell'art. 48 della L.R. 54 del 1956. In particolare, ha ritenuto
che l'azione della Società concessionaria è senz'altro orientata
alla definitiva realizzazione di tutte quelle opere indispensabili
per un esercizio della concessione appropriato all'importanza e
alla natura del giacimento, nonostante le tante vicissitudini, che
hanno avuto come diretta conseguenza il mancato rispetto dei
termini per il completamento delle opere anzidette. In primis, il
rigido e immutabile regime vincolistico cui è soggetta l'area della
concessione che, nel corso degli anni, ha condizionato l'iniziativa
della concessionaria volta alla realizzazione delle opere previste
nel decreto di concessione, in quanto ritenute, dagli Enti preposti
alla tutela dei vincoli imposti, con conformi al regime
vincolistico vigente. La scelta di nuove e più avveniristiche
soluzioni edilizie e l'impiego di materiali innovativi come l'abete
maschiato, legno lamellare e il compensato marino hanno di certo
contribuito a mitigare l'impatto con il peculiare l'ambiente che
circonda l'area della concessione mineraria, al punto che, oggi, il
progetto è stato ritenuto compatibile con il regime dei vincoli
insistenti nell'area di concessione .
Inoltre non è sussistente la violazione secondo la quale la
Società concessionaria ha sfruttato una risorsa mineraria, più
correttamente, un giacimento minerario suscettibile di
sfruttamento, senza la preventiva e prevista concessione ex art. 23
della L.R. n. 54/56, per il semplice fatto che non si è in presenza
di un giacimento minerario. Tale dirimente circostanza emerge dalle
conclusioni della verificazione disposta con Ordinanza collegiale
istruttoria n. 6/91 dal TAR Sicilia - Sezione Catania nell'ambito
del ricorso n. 78/91 proposto dalla concessionaria contro
l'assessorato Reg.le Industria. L'ing. Ignazio Sansone, all'epoca
dei fatti Ing. Capo del Distretto minerario di Catania, al termine
dell'approfondito studio sulle manifestazioni geotermiche
denominate Fumarole già oggetto di sfruttamento nell'ambito della
sopraccitata concessione mineraria denominata Vulcano-
Castrogiovanni ha, infatti, concluso la sua relazione con le
considerazioni che seguono:
Nel caso in specie non si può ancora parlare di giacimento (nel
senso di corpo mineralizzato suscettibile di sfruttamento) ma solo
di corpo mineralizzato, ancora da definire con operazioni di
prospezione mineraria indiretta e diretta che non sono mai state
eseguite essendocisi limitati solo all'esame delle manifestazioni
naturali, e, quel che più deve preoccupare, con tentativi falliti
di capitazione ;
Non si può ritenere accettabile la semplicistica aberrante
soluzione di utilizzare tout court le acque della fossa
mineralizzata con le fumarole, in quanto, come detto, si avrebbe un
apporto mineralizzatore incontrollabile nel tempo, contaminato e
contaminabile dalle acque di cinta, dai percorsi ignoti e quindi in
condizioni di assoluta incontrollabilità delle possibilità di
inquinamento .
E continua ancora, del corpo mineralizzato si può definire la
natura (è di tipo idrotermale) ma non la consistenza, non è stata
fatta né è possibile fare oggi senza una lunga campagna di ricerca,
alcuna indagine sulla consistenza che presuppone una delimitazione
né nella potenzialità ossia nella quantità di acque termalizzate
che è possibile ottenere .
Dalle considerazioni conclusive discende, dunque, la non
classificabilità della risorsa in questione comunemente denominata
"fumarole", come giacimento termale suscettibile di sfruttamento.
Alla luce dei sopraggiunti presupposti di fatto emersi dalle
considerazioni suesposte, la presunta commercializzazione dei
prodotti cosmetici non sembra integrare la violazione di
sfruttamento di una risorsa mineraria in assenza della preventiva e
prevista concessione mineraria ex articolo 23 legge regionale
54/56.
Conclusivamente è da evidenziare che è in corso un procedimento
dell'Autorità giudiziaria che ha disposto il sequestro preventivo
dell'area sottraendo, di fatto, alla proprietà la piena
disponibilità. Indisponibilità che permane anche alla luce del
provvedimento di dissequestro temporaneo dell'area emesso dal Gip
del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto in data 19 febbraio
2024, finalizzata esclusivamente agli interventi di demolizione
delle opere abusive.
Pertanto non si ritiene di potere autorizzare la ricerca per
individuare questo potenziale giacimento minerario, fintantoché non
si definisca il procedimento.
Alla luce degli ultimi accadimenti si è provveduto a richiedere al
Dipartimento Energia di valutare l'opportunità di avviare la
procedura sottesa alla decadenza della concessione ex art. 48,
legge regionale 54 del 1956.
PRESIDENTE. Assessore Di Mauro, prima di dare la parola
all'onorevole Schillaci, una cortesia - se è possibile - fare
sempre una sintesi, perché le interrogazioni e le interpellanze
sono un bel po'
Capisco che questa bisognava esplicitarla tutta.
Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, premetto che dai banchi è arrivato
poco, probabilmente i microfoni non sono forse ben calibrati.
Tuttavia, chiederò all'Assessore di fare avere copia della
risposta.
Mi devo dichiarare insoddisfatta, signor Presidente, perché questa
è una vicenda molto complessa che ha visto la luce a partire dal
luglio 2023 e ci sono volute ben due interrogazioni: una a luglio
2023 e una a febbraio 2024.
A distanza di anni stiamo avendo una risposta dal dipartimento che
non riteniamo soddisfacente soprattutto perché, essendo una
situazione molto complessa quella della pozza dei fanghi dove c'è
stato anche un sequestro da parte del Tribunale di Barcellona Pozzo
di Gotto, avevamo chiesto al dipartimento, e quindi
all'Assessorato, avevamo fatto delle richieste ben specifiche che
io, oggi, non ritrovo - almeno da quello che ho capito - nella
delucidazione del dipartimento.
In particolare, noi ci chiediamo come mai per ben 14 anni di
questa concessione, pur essendo arrivate una serie di segnalazioni
da parte di cittadini e di turisti, che erano privati della
possibilità di accedere alla Pozza dei Fanghi, che tutti quanti
ricorderanno essere un bene comune insistente sul demanio e che è
una grande attrazione per l'Isola di Vulcano, ma non solo, per
l'intero Arcipelago e quindi è vero e proprio volano economico per
quella realtà turistica, ebbene, noi ci chiediamo come mai per ben
quattordici anni il Dipartimento non abbia fatto delle verifiche,
non abbia fatto verifiche e sopralluoghi, neanche il distretto 6
dell'Ente Minerario e da questo tipo di risposta all'interrogazione
non mi risulta che io abbia, oggi, queste risposte.
Quindi, io le chiedo, Assessore, di fare delle verifiche opportune
su questi tipi di uffici, perché non mi pare che abbiano lavorato
bene; inoltre, l'intento mio e del mio Gruppo non è quello di
segnalare delle violazioni, che ci sono state, tant'è che abbiamo
delle condanne da parte del Tribunale per abuso d'ufficio e per
violazioni varie sulla concorrenza e su tanto altro, ma la cosa che
a noi preme è restituire, riaprire la Pozza dei Fanghi, che è un
bene pubblico, quindi, l'intento era quello di risolvere le
criticità.
Io mi riservo di presentare ulteriori chiarimenti e, quindi,
speriamo che le risposte che io ho chiesto siano nella sua lunga
relazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci, che si dichiara non
soddisfatta.
Si passa all'interpellanza n. 44 "Intendimenti in merito al
rispetto delle procedure per la realizzazione degli impianti di
gestione dei rifiuti urbani in Sicilia, in applicazione della
normativa vigente in materia", a firma degli onorevoli Venezia ed
altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Grazie, signor Presidente. L'interrogazione è abbastanza articolata
ma la possiamo racchiudere in tre punti, che poi sono le domande
che il Gruppo del PD - primo firmatario l'onorevole Venezia - ha
fatto, cioè procedere alla verifica del fabbisogno impiantistico
per ogni fase di gestione e sulla conseguente determinazione delle
necessità minime impiantistiche ed è una domanda che è stata fatta
correttamente dall'onorevole Venezia nel luglio 2023.
Noi abbiamo cercato per la prima volta come Regione di dare una
risposta complessiva attraverso uno strumento, che è il cosiddetto
Piano dei rifiuti, attraverso il quale abbiamo indicato non solo le
discariche dei rifiuti solidi urbani che ritenevamo necessari
insistere nella loro realtà - alcune pubbliche, altre private - che
del resto, a nostro parere, non solo non potevamo fare
diversamente, ma in una condizione in cui è in itinere un percorso
importante, quello che vedeva la finalizzazione attraverso
l'individuazione di siti come è stato fatto, peraltro, di
piattaforme integrate che potessero consentire un trattamento dei
rifiuti in maniera più particolare per poi sfociare nel cosiddetto
CSS/C, cioè combustibile solido secondario, finalizzato poi ai
termovalorizzatori e abbiamo immaginato di realizzare queste
infrastrutture in quattro realtà, che sono le realtà di Trapani, la
realtà della provincia di Agrigento, quella di Ragusa e infine
quella della SRR di Siracusa.
Immaginiamo, altresì, di proseguire questo percorso attraverso
l'individuazione di due piattaforme integrate nel territorio di
Catania e nel territorio di Messina.
Ricordo a me stesso le difficoltà operative che ci sono proprio
nella Sicilia orientale laddove, tolta la provincia di Enna dove
c'è una discarica e un TMB, abbiamo una serie di difficoltà che
sono legate praticamente allo smaltimento dei rifiuti. L'unica
realtà presente è un impianto di TMB a Lentini e sappiamo tutti le
difficoltà che ci sono state recentemente, quindi la risposta noi
l'abbiamo data con uno strumento regolatorio che è il cosiddetto
Piano rifiuti.
La seconda domanda che poneva l'onorevole Venezia è garantire che
siano le SRR a provvedere alla realizzazione e alla gestione degli
impianti. Nulla osta su questo, però voglio precisare che per la
realizzazione noi abbiamo previsto questi strumenti, come dicevo
poco fa, dopo di che c'è un commissario che è stato nominato, il
quale procederà secondo le attività che riterrà necessario mettere
in campo, perché secondo il decreto che è stato firmato o meglio
ancora la legge che è stata approvata in favore della Sicilia, che
è stata equiparata a Roma capitale, il commissario decide
l'attività che deve essere fatta. Nulla osta a mio parere per
quanto riguarda l'azione dell'SRR che già è stata compiuta, tant'è
che sono state previste le indicazioni che hanno l'SRR di Trapani,
di Agrigento, di Siracusa e di Ragusa che erano le zone più
svantaggiate proprio in ordine al trattamento dei rifiuti,
un'obiezione dobbiamo fare in ordine alla gestione perché
certamente sfugge all'attenzione dei colleghi il decreto
legislativo 201 che fa una netta distinzione tra quella che è
l'infrastruttura e quella che è la gestione, cioè non ci può essere
una commistione tra infrastruttura pubblica e gestione, questo lo
dice il decreto legislativo 201, all'articolo 6, che proprio tiene
a ribadire e nel frattempo all'ultimo comma, credo che sia il
comma 8, ribadisce invece la possibilità di potere continuare a
svolgere la gestione anche per le SRR qualora si adeguino ai commi
3, 4, 6 e 7 dell'articolo 6 del decreto legislativo 201 del 2022.
Infine, in relazione alla protezione degli impianti gestionali dei
rifiuti urbani, ricorre alle procedure di evidenza pubblica nel
rispetto all'articolo 202, comma 5, 152 del 2006. Non c'è nessun
problema, non si può procedere diversamente, l'SRR è una struttura
pubblica se la gestione sarà fatta dall'SRR o sarà fatta dalla
Regione comunque il percorso non può che essere quello di
affidamento con bandi di evidenza pubblica. Stessa cosa è la
domanda che pone praticamente l'interrogante al punto d) in
riferimento all'affidamento delle fasi di gestione dei rifiuti
operate con gare di affidamento di servizi, questo viene fatto
certamente per la raccolta, viene fatto naturalmente per la
collocazione del rifiuto nell'impianto di compostaggio o nella
discarica oppure nei trattamenti del secco, tutto viene fatto
secondo procedure di gara.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Onorevole Venezia, come si dichiara?
VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
Si passa all'interpellanza n. 47 "Intendimenti in merito alla
realizzazione delle misure previste nei piani di prevenzione e di
promozione per la diffusione di pratiche di compostaggio domestico
e di comunità , a firma degli onorevoli Venezia ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interpellanza.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. E' un'interpellanza, ricordo un po' i punti, per conoscere
se il Governo, al fine di non far perdere ai Comuni i finanziamenti
ottenuti nell'ambito dell'avviso di cui sopra e di permettere
altresì agli stessi l'effettiva realizzazione di progetti relativi
ad ambienti di compostaggio ovvero della fusione di pratica di
compostaggio domestico di comunità utile al corretto trattamento
della rotazione organica in attuazione di economia circolare,
intenda porre in essere in salvaguardia i progetti presentati,
dando ulteriori risorse necessarie nell'ambito del Fondo europeo
sviluppo e coesione.
Lei sa, onorevole Venezia, che tutto questo percorso doveva essere
concluso entro il 31 dicembre 2023, quegli impianti che non sono
stati conclusi entro il 31 dicembre 2023 potevamo fasizzarli e
inserirli praticamente nella prospettazione e recuperarli con i
fondi POC e non con i fondi FESR, quindi quello che doveva essere
fatto è stato fatto a tappeto per tutti gli interventi, in più
nella nostra programmazione dei fondi FESR abbiamo individuato una
somma di 17.823.814 che sarà di prossima pubblicazione,
auspichiamo, riteniamo entro il mese di febbraio.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Venezia per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta fornita dall'Assessore.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore per
l'energia, il ciclo di programmazione 14/20, come diceva lei, si è
chiuso il 31 dicembre 2023 e alcuni avvisi pubblici che sono stati
emanati dal Dipartimento acque e rifiuti hanno avuto tutta una
serie di vicissitudini relative alla formazione delle graduatorie,
all'impegno giuridicamente vincolante attraverso i decreti e questi
rallentamenti, ricordo per esempio, che il bando per il
compostaggio di comunità per avere l'esecutività ha dovuto
attendere due anni e mezzo fra ricorsi, lentezze burocratiche,
impegni di spesa e tutto questo ha portato ad una serie di ritardi
che a cascata, diciamo, hanno dovuto subire i comuni i quali in
alcuni casi, sono riusciti ad effettuare la gara, sono riusciti a
portare avanti gran parte dei progetti, solo che in alcuni casi ci
risulta che alcuni comuni non hanno potuto completare, hanno
completato, per meglio dire, ma non sono riusciti a rendicontare
una parte del finanziamento entro il 31 dicembre.
Nel complesso, dalle rilevazioni che noi abbiamo effettuato, si
tratta di sette, otto comuni, per un importo complessivo che non
supera i tre milioni di euro. Ora, Assessore, lei sa che, come
dire, questi comuni che si sono impegnati, nonostante i ritardi a
spendere le risorse, rischiano di avere delle criticità finanziarie
notevoli se la Regione non interviene per l'ultima parte di
rendicontazione, per cui riteniamo che sia opportuno non lasciare
sulle spalle dei comuni questa ultima tranche di rendicontazione e
trovare una formula attraverso fondi extraregionali dedicati a
questa tipologia di interventi per recuperare questi progetti e non
consentire ai comuni medesimi di andare in una condizione di
sofferenza e di criticità finanziaria se non condannarli al
dissesto, perché molto spesso si tratta di piccoli comuni che hanno
cercato di adempiere a quanto previsto dal bando per realizzare
compostaggi di comunità nei propri territori. E, quindi, assessore
Di Mauro, noi chiediamo un impegno serio da parte del Governo per
consentire a questi sette, otto comuni di non andare in dissesto
nel tentativo di realizzare un impianto importante finanziato
attraverso i fondi regionali; non parliamo, ripeto, di cifre
irraggiungibili, parliamo nel complesso di circa tre milioni di
euro e, quindi, credo che l'Assessorato possa trovare il modo di
farsi carico sia sotto il profilo finanziario sia sotto il profilo
tecnico per venire incontro a queste esigenze non dovute,
ovviamente, alle volontà delle amministrazioni civiche.
Per queste ragioni, noi ci riteniamo parzialmente soddisfatti e
rinnoviamo l'invito all'assessore Di Mauro ad affrontare questa
fattispecie di casistiche e di risolverla positivamente. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione 478 "Chiarimenti in merito
ai casi di emissione diretta di metano dal terminal di ricevimento
del gasdotto Greenstream, nel comune di Gela (CL) e dagli impianti
REMI presenti sul territorio della Regione", a firma dell'onorevole
Di Paola ed altri, che si considera presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 496 "Interventi urgenti per la
sistemazione della banchina numero due del porto di Siracusa", a
firma dell'onorevole Gennuso. Anche questa si considera presentata
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione 532 "Notizie in merito all'avviso
pubblico rivolto ai comuni per la realizzazione di opere
finanziate, ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale numero
14 del 2000", firma dell'onorevole Venezia ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, potrei leggere
tutta la risposta, comunque, andando in sintesi, noi avevamo
firmato nel dicembre del 2024 i relativi decreti regolarmente
vistati dalla Ragioneria dei singoli comuni che avevano completato
l'iter tecno-amministrativo - mi riferisco ai comuni di Agira, per
esempio, ci sono anche altri comuni come Cesarò, diversi comuni -,
abbiamo firmato i decreti, dicevo.
Nel gennaio 2025, a seguito della richiesta della Ragioneria
generale centrale pervenuta con protocollo 1776 del 17 gennaio
2025, si è dovuto procedere all'annullamento dei citati decreti in
quanto il capitolo 353904 non poteva essere direttamente utilizzato
per imputazione spesa, essendo qualificato quale fondo.
A seguito dell'interrogazione, dalla Ragioneria centrale, è stato
assicurato che entro questo mese di febbraio sarà istituito un
capitolo apposito, a seguito della richiesta da parte del
Dipartimento della Ragioneria e sarà operata la variazione
permutativa che consentirà l'emissione dei decreti dei singoli
Comuni.
Ricordo anche all'onorevole Venezia che nell'ultima legge noi
abbiamo inserito una manovra di carattere tecnico che riguardava
anche questo tipo di situazione, quindi noi contiamo, entro il mese
di febbraio, di fare i decreti e inviarli ai comuni competenti.
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, come si dichiara?
VENEZIA. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 539 Notizie circa il
potenziale rischio sanitario ed ambientale dovuto all'abbandono
illegale di rifiuti sul territorio di competenza del Comune e della
Città metropolitana di Catania", a prima firma onorevole Lombardo
Giuseppe. Io direi di trasformarla in risposta scritta, Assessore.
Si passa all'interrogazione n. 564 Iniziative urgenti per il
recupero e la valorizzazione dell'ex miniera di zolfo di Gessolungo
(CL)" a prima firma onorevole La Vardera.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. La risposta è molto breve, nel senso che questo sito non è
in nostra gestione, sarebbe il sito minerario di Gessolungo che è
il Servizio 26 del Parco archeologico di Gela, tra l'altro il
direttore è stato nominato anche custode giudiziario.
Voglio dire questo, l'interrogazione in ordine alla valorizzazione
dell'ex miniera di zolfo di Gessolungo è di competenza
dell'Assessorato dei beni culturali.
PRESIDENTE. Quindi, verrà trattata poi nella Rubrica Beni
culturali .
Si passa alla interpellanza n. 70 Chiarimenti sulle misure per la
rimozione dell'amianto" a prima firma onorevole Safina.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Nell'ultimo bando, diciamo, che l'argomento è di
pertinenza della Protezione civile che ci ha dato alcune risposte.
Io posso assicurare che sono rimasti dal vecchio bando, perché
inutilizzati, onorevole Safina, la somma di... dunque, per quanto
riguarda l'atto ispettivo, dalla chiusura dell'operazione di
rendicontazione finale dell'Avviso di cui al decreto direttore
generale 6922, si sono determinate economie per un totale di Euro
1.375.000,00 per cui si è ritenuto opportuno dare indicazione al
Dipartimento dell'acqua e rifiuti di procedere alla pubblicazione
del nuovo bando.
Il contributo regionale sarà concesso, per il 2025 a fondo
perduto, gestito da un avviso pubblico che riguarda la rimozione e
lo smaltimento di manufatti e materiali contenenti amianto; il
finanziamento fa parte del programma operativo POC complementare
14/20 Azione 2.4.4.
E' stato, pertanto, elaborato un nuovo schema di bando aggiornato
affinché si possa procedere alla definizione del progetto dei
fabbisogni; è stato trasmesso all' ARIT per la conseguente
predisposizione della piattaforma per la gestione dell'avviso in
oggetto, rappresentando principalmente che la pubblicazione dovrà
avvenire entro il primo trimestre 2025.
L'interlocuzione con ARIT è continua e procede giornalmente al
fine di completare in tempi brevi la pubblicazione dell'avviso.
E' un ordine di priorità senza... non c'è un criterio
discrezionale, chi arriva prima e quindi per questo abbiamo
dovuto
PRESIDENTE. Onorevole Safina, come si dichiara?
SAFINA. Presidente, io mi dichiaro soddisfatto della volontà del
Governo di procedere all'emanazione di un nuovo bando.
Mi permetto solo di suggerire, Assessore, poiché uno dei temi che
abbiamo riscontrato è che, ovviamente, il numero dei siti da
bonificare attualmente mappato è sicuramente inferiore a quello
reale proprio perché mancano questi progetti perché molti comuni
non si sono dotati di alcun piano. Al 2023 erano 100... esatto
Quindi io penso che, innanzitutto, sarebbe necessario implementare
il fondo perché penso che un 1,3 milioni sia sufficiente ma,
comunque, utilizzare le economie è già una cosa assolutamente
condivisibile, ma penso che bisognerà dare priorità a chi
ovviamente quel piano non lo deve aggiornare, ma lo deve fare ex
novo, lo deve ancora realizzare perché altrimenti rimarranno tutta
una serie di aree non mappate e non riusciremo in alcun modo a
risolvere compiutamente il problema, che è un problema che attiene
non soltanto al recupero dei siti ma anche alla tutela della salute
dei cittadini.
Quindi, mi permetto di indicare un criterio che il bando dovrebbe
eseguire che è quello di partire dai comuni che, ovviamente, non
hanno alcuna mappatura del territorio.
PRESIDENTE. L'onorevole Safina si dichiara soddisfatto.
Si passa all'interpellanza n. 72 "Chiarimenti sul progetto di
realizzazione di nuove vasche in ampliamento per la discarica
Timpazzo a Gela (CL)" a prima firma dell'onorevole Di Paola che,
per accordo tra le parti, Assessore, la trasformiamo con risposta
scritta.
Si passa all'interpellanza n. 75 "Misure idonee a fronteggiare
l'abbandono indiscriminato dei rifiuti nelle strade urbane ed
extraurbane" a firma dell'onorevole Carta. Anche questa la
trasformiamo in risposta scritta1.
Si passa all'interpellanza n. 80 "Intendimenti del Governo
regionale in merito alla rideterminazione della quota capitale
prelevata dalla tariffa e destinata all'attuazione degli interventi
infrastrutturali del Servizio Idrico Integrato dell'ATI di Enna" a
prima firma dell'onorevole Venezia.
Assessore, ha facoltà di rispondere all'interpellanza.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi il tema che viene
sottoposto all'interrogazione è un tema molto importante per il
quale già c'erano stati dei confronti con alcuni colleghi per
Trapani - a proposito, come voi sapete, è stato nominato per
Trapani il commissariamento da parte di Invitalia - e comincia ad
esserci un confronto proprio perché sia Trapani che Enna sono
realtà che hanno bisogno di un sostegno finalizzato proprio a
cercare di recuperare una serie di iniziative che possono
consentire la riduzione dei costi.
L'onorevole Venezia propone addirittura una riduzione dell'onere
che è a carico del gestore e, quindi, dei cittadini; parliamoci
chiaro, poi significa questo, dal 31% a una cifra di circa l'uno
virgola qualche cosa. Ovviamente, questo è un auspicio che
l'onorevole Venezia indica proprio nel tentativo di venire incontro
ai cittadini che stanno pagando un costo eccessivo. Vero è che la
ristrutturazione di tutta l'impiantistica è stata fatta, ma è anche
vero che c'è un costo abbastanza eccessivo su quello che è il costo
reale per i cittadini.
E' una norma di carattere europea che è stata recepita dal
Parlamento nazionale anche, in fondo, dalla direttiva europea e
l'ultima legislazione, quella del 2022, è molto chiara, molto
esplicita, tant'è che siamo andati avanti in questo versante e
abbiamo di già aggiudicato Siracusa. Su Messina e ci sarà
nuovamente il bando; su Trapani, ho detto poc'anzi, che è
intervenuta Invitalia proprio perché non si riusciva a creare una
condizione tecnica presso l'ATI di Trapani per realizzare...
E' chiaro, onorevole Venezia, che questo non lo può risolvere
immediatamente il Governo. E' un'iniziativa che si può sottoporre
in sede di finanziaria al Parlamento, indicando una strategia di
carattere finanziario perché si possano trovare le risorse e
cercare di tamponare.
Più che, io mi permetterei di dire, la riduzione della quota di
partecipazione del soggetto gestore, occorrerebbe immaginare
finanziamenti che possano venire incontro ad eventuali ulteriori
innalzamenti della tariffa. Perché il tema è molto chiaro: bisogna
fare in modo di venire incontro ai cittadini. La legislazione è
quella che è, solo in Parlamento, a mio parere, su un impulso, un
po' condiviso, si può trovare un'attività così come è stata fatta
per Caltanissetta, per Agrigento - di finanziare qualche opera che
possa sgravare sui costi dei cittadini.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di intervenire
l'onorevole Venezia per dichiararsi soddisfatto o meno della
risposta.
VENEZIA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, assessore Di
Mauro.
Attraverso questa interrogazione parlamentare, noi abbiamo voluto
accendere i riflettori sulla questione che riguarda le tariffe
idriche nel comprensorio ennese. E lo abbiamo fatto mettendo in
evidenza una delle ingiustizie, che il nostro territorio ha subito.
Nel 2005, quando si calcolò, sulla base di alcuni parametri, la
determinazione della quota capitale prelevata dalla tariffa,
destinata all'attuazione degli investimenti, per ogni milione di
euro che è stato speso per l'ammodernamento della rete idrica, per
la sistemazione degli impianti di depurazione e per tutta una serie
di interventi di natura infrastrutturale, il 69% è stato posto a
carico di finanziamenti pubblici, mentre il 31 per cento è stato
posto a carico delle tariffe, e cioè degli utenti e quindi dei
cittadini. E tutto questo ha generato, negli anni, un aumento delle
tariffe, perché laddove occorreva intervenire - per ridurre le
perdite idriche, per adeguare gli impianti di depurazione e tutto
il resto - per ogni iniziativa finanziaria, tendente a risolvere
queste problematiche il 31 per cento di queste risorse gravava
sulle tariffe. E abbiamo, come dire, un quadro che è veramente
allarmante.
La provincia più povera d'Italia - con un margine demografico
negativo, con un impoverimento del tessuto produttivo, con un
impoverimento dell'economia, con una diminuzione significativa
della popolazione - si trova a pagare la tariffa più alta d'Italia
E, alla luce di quanto accaduto con questa vicenda - mentre, per
esempio, a Caltanissetta o ad Agrigento il margine lordo è di meno
del 2 per cento - noi reputiamo che ci sia, da questo punto di
vista, un'ingiustizia. Un'ingiustizia che non è stata colmata, né
attraverso un apposito provvedimento normativo e, non ultimo,
durante l'emergenza idrica.
Lei sa, assessore Di Mauro, che le province più coinvolte
dall'emergenza idrica, in Sicilia, sono state Caltanissetta,
Agrigento ed Enna. Il Governo Schifani è intervenuto, con appositi
finanziamenti: nell'agrigentino anticipando le risorse del Fondo
sviluppo e coesione. E' intervenuto, con appositi stanziamenti
sulla rete idrica, nella provincia di Caltanissetta. Nemmeno un
euro è stato stanziato per la provincia di Enna, che è la provincia
dei laghi e, attraverso l'acqua che dall'Ancipa e dagli altri
bacini arriva in molte parti della Sicilia, ma tutto questo non ha
generato nessuna attenzione da parte del Governo regionale e del
presidente Schifani.
Noi avevamo presentato, insieme anche alla collega Luisa Lantieri,
degli emendamenti in ambito...nel corso della finanziaria per dare
un sostegno, per esempio, all'ATI idrico per quanto riguarda gli
investimenti sulla rete idrica e quindi diminuire le perdite, per
l'abbattimento degli aumenti della tariffa, che stanno diventando
sempre più insostenibili.
Purtroppo, ad oggi, il Governo non ha fatto nulla per questo
territorio e ci auguriamo che queste dimenticanze possano essere
presto colmate, attraverso anche un provvedimento legislativo che
vada in una direzione ben precisa, e non un intervento tampone per
un singolo anno che, per carità, è sempre bene che ci sia.
In alcuni contesti regionali si parla di tariffa unica regionale,
perché un metro cubo di gas ha lo stesso costo in un paese di
montagna quanto in un paese sulle coste, e un Kwh di energia
elettrica ha lo stesso costo, sia che venga utilizzato in una
grande città o in un piccolo comune, perché questa ingiustizia sul
calcolo delle tariffe dell'acqua e una zona montana, interna e
marginale sia costretta a pagare tariffe che sono sempre più
inaccessibili per molte famiglie e, soprattutto, per chi vive una
condizione di difficoltà economica?
Per cui, assessore Di Mauro, noi non ci riteniamo soddisfatti da
questa risposta alla nostra interpellanza. Chiediamo che il Governo
intervenga attraverso azioni legislative che vadano nella direzione
di eliminare queste ingiustizie che, ormai da troppi anni, vengono
perpetrate ai danni del territorio ennese. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
Onorevoli colleghi, noi abbiamo completato le interrogazioni e le
interpellanze che erano presenti oggi in Aula. Ringrazio per la
disponibilità l'Assessore.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, lei ha chiesto di intervenire ai
sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno? Ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Grazie, onorevole Presidente, colleghi, assessore Di
Mauro, se mi dà qualche secondo, è una cosa che, in qualche modo,
la riguarda.
Nei giorni scorsi - tra l'altro è la sua provincia, quindi è
interessante sapere un suo parere - abbiamo assistito alla vittoria
di Davide contro Golia; un piccolo comune, che lei conoscerà
benissimo, che è Montallegro è riuscito a vincere, a fare valere i
propri diritti dinanzi al TAR, rispetto ad una discarica che
volevano in qualche modo costruire vicino al centro abitato.
Il sindaco per tanti anni si è battuto, la comunità si è battuta
affinché, in qualche maniera, non venisse adeguato quello che era
uno scempio. Ricordiamo che Montallegro è un paese che, purtroppo,
ha al proprio interno un elevatissimo numero di abitanti con gravi
problematiche e patologie e malattie legate anche a quella che è la
situazione di questa discarica che, ovviamente, ha prodotto,
purtroppo, anche diversi cittadini con patologie gravi, quali i
tumori.
La comunità si è unita, ha cercato di battagliare, ha cercato di
fare valere le proprie ragioni, contro chi? Non contro un esterno,
contro un privato, contro un nemico dei cittadini, ma contro la
Regione siciliana che, paradossalmente, dovrebbe essere la
principale salvaguardia dei diritti dei Siciliani. Cioè il comune
di Montallegro diceva: noi questa discarica non la vogliamo vicino
al centro abitato La Regione siciliana si è opposta, quando invece
doveva dire: avete ragione, cittadini Siciliani Hanno vinto, hanno
vinto al TAR. Davide, contro Golia, vince al TAR e Montallegro non
avrà la discarica all'interno di quel centro abitato
Cosa succede? Non una parola del Governo Schifani, non una parola
dell'assessore Di Mauro, non una parola dell'assessore Savarino,
tutti quanti deputati eletti nella provincia di Agrigento Una
parola per dire bravi ai cittadini di Montallegro, una parola per
dire è stata fatta giustizia
Ora questa storia grida vendetta. Io ringrazio anche l'onorevole
Sodano, che nei giorni scorsi ha attenzionato anche questa vicenda,
ha fatto un video su questa storia. E ritengo che su questa vicenda
avreste dovuto spendere una parola di solidarietà nei confronti dei
cittadini di Montallegro, perché noi dobbiamo tutelare i cittadini
delle nostre comunità, dobbiamo tutelare i cittadini Siciliani
dall'uso anche abusivo di certe discariche, perché spesso e
volentieri sappiamo cosa si nasconde dentro quel mondo.
Quindi, io da parlamentare di questa Regione, pur non essendo
eletto nella provincia di Agrigento, esprimo solidarietà e
compiacimento rispetto alla battaglia portata avanti dal sindaco di
Montallegro e mi auguro, caro Assessore, che anche lei possa fare
lo stesso, perché non ha vinto il comune di Montallegro, hanno
vinto i cittadini Siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Colleghi, l'Aula è
rinviata a domani, mercoledì 5 febbraio 2025, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 16.19 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato
sul sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è
il seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XIV SESSIONE ORDINARIA
154a SEDUTA PUBBLICA (*)
Mercoledì 5 febbraio 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Istruzione e formazione professionale (v. allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disciplina delle strutture turistico-ricettive . (n. 604-125-
251-324-338/A) (Seguito)
Relatore: on. Ferrara
2) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante: Disposizioni in materia di impiego di dispositivi
digitali funzionanti tramite onde a radiofrequenza e di videogiochi
da parte di minori di anni dodici . (n. 649/A) (Seguito)
Relatore: on. Gilistro
3) Modifiche alle leggi regionali 16 gennaio 2024, n. 1, 31
gennaio 2023, n. 3 e 20 novembre 2015, n. 29 . (n. 738/A Stralcio
II/A)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella
1 Capoverso corretto dall'oratore.