Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.19
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni in
contrario, nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Avverto che le comunicazioni di rito di cui all'articolo 83 del
Regolamento interno dell'Assemblea saranno riportate nell'allegato
A al resoconto dell'odierna seduta.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 463-PRE/2025 del 7
marzo 2025 la Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia è stata
autorizzata a riunirsi nella giornata di giovedì 20 marzo 2025
presso la Prefettura di Messina.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza di firma da atti
e di cariche interne a seguito dichiarazione d'ineleggibilità
PRESIDENTE. Comunico che a seguito della dichiarazione di
ineleggibilità dell'onorevole Salvatore Giuffrida dalla carica di
deputato regionale, di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta
n. 151 del 28 gennaio 2025, è decaduta la firma dai seguenti atti
ispettivi e di indirizzo politico:
- interrogazioni nn. 996 e 1063;
- mozioni n. 166 e 185.
E' decaduta altresì l'interrogazione n. 1143.
Per quanto riguarda le cariche precedentemente ricoperte dal
deputato medesimo nelle Commissioni parlamentari, con altrettanti
decreti presidenziali, già comunicati all'Assemblea, si è proceduto
alle relative sostituzioni.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di dimissioni da cariche interne
PRESIDENTE. Comunico che il legale di fiducia dell'on. Giuseppe
Castiglione, con pec del 5 marzo 2025, protocollata in pari data al
n. 6258-DIG/2025, ha trasmesso la lettera con cui il deputato
formalizza le dimissioni dalle Commissioni parlamentari di cui è
componente, ovverosia la I Commissione legislativa permanente
Affari Istituzionali , la III Commissione legislativa permanente
Attività produttive e la Commissione parlamentare speciale
d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione
in Sicilia .
L'Assemblea ne prende atto.
Indirizzo di saluto all'Associazione universitaria Morgana di
Messina
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, ancora prima di
cominciare, intanto, voglio salutare l'Associazione universitaria
Morgana di Messina e mi fa piacere che l'Assemblea abbia come
ospite un'associazione universitaria, anche perché molti di noi, io
compreso, provengono da questo mondo. Vedere, quindi, dei giovani
universitari essere qui presenti non può che essere motivo di
orgoglio, e li ringrazio per essere qui.
Sospendo la seduta per venti minuti e convoco una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per stabilire quello che faremo
nelle prossime giornate.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.22, è ripresa alle ore 16.07)
La seduta è ripresa.
parlamentari
Comunicazione esito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come concordato, oggi e
domani faremo attività legislativa. Nelle giornate del 18 e 19
marzo faremo attività ispettiva ed eventualmente si incardineranno
i disegni di legge che sono stati semmai esitati dalle Commissioni.
Il 25 e il 26 marzo ci sarà attività legislativa, l'1 e il 2 di
aprile e l'8 e il 9 aprile vi sarà attività ispettiva e si darà la
possibilità ai Presidenti delle Commissioni che avranno licenziato
i disegni di legge dalle Commissioni medesime di poter far sì che
quest'Aula possa incardinali e aprire le discussioni generali.
Il 15 e il 16 aprile ci sarà attività legislativa e, pertanto, si
potranno dare eventuali voti finali. Il 29 e il 30 aprile ci sarà
attività ispettiva e il 6 e il 7 di maggio ci sarà attività
legislativa.
Il disegno di legge della IV Commissione che sarebbe il disegno di
legge sui trasporti sarà incardinato domani e daremo termine per
gli emendamenti fino a lunedì 17 marzo alle ore 12.00 e si voterà
nella seduta successiva del 25 marzo.
Onorevoli colleghi, prima di cominciare, aveva chiesto di
intervenire l'onorevole Laccoto.
Ne ha facoltà.
Discussione disegno di legge «Modifiche e integrazioni alla legge
regionale 8 agosto 2022, n. 15 Norme per la tutela degli animali e
la prevenzione del randagismo» (n. 738 Stralcio VI Comm - 323/A)
LACCOTO, presidente della VI Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, assessori, intervengo come Presidente della
Commissione VI sul disegno di legge sul randagismo evidenziando
alcuni refusi, errori materiali, e anche per dare la possibilità
alle associazioni di potere intervenire in audizione e così anche
col Garante degli animali di poter intervenire.
Chiedo di poter fare ritornare in Commissione il disegno di legge
oggi in Aula.
PRESIDENTE. Questo, così come era già stato concordato in
Commissione, con gli interventi che ci saranno successivamente ai
disegni di legge che andremo adesso a votare, ci saranno tre
interventi uno dell'onorevole La Vardera, l'altro dell'onorevole De
Luca ed infine dell'onorevole Burtone. Sarà votato il rinvio in
Aula e sarà data la parola ai deputati per potersi esprimere.
Quindi la ringrazio per il suo intervento e per la sua proposta,
che reputo anche di buon senso.
Discussione del disegno di legge: «Norme in materia di utilizzo di
contributi regionali, consorzi fidi e liquidazione coatta
amministrativa dei consorzi ASI. Modifiche di nome» (n. 738
Stralcio Il Comm/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al disegno di legge 738
Stralcio II Comm/A.
Chiedo al Presidente Daidone di prendere posto.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Proroghe di termini relativi alla realizzazione di iniziative
finanziate
con contributi pubblici
1. I termini di ammissibilità della spesa degli interventi
finanziati dalle leggi regionali 31 gennaio 2024, n. 3 e 4 luglio
2024, n. 23 sono prorogati al 30 giugno 2025.
2. Le iniziative a valere sul fondo di cui all'articolo 128 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modificazioni
finanziate per l'anno 2024 possono essere realizzate entro il 30
giugno 2025 e rendicontate entro sessanta giorni dalla predetta
data».
C'è l'emendamento soppressivo 1.7, dell'onorevole Di Paola ed
altri. E' mantenuto o ritirato? Siamo all'articolo 1.
(Interventi fuori microfono)
Non identificato. Di quale disegno di legge?
PRESIDENTE. 738 Stralcio II. C'è un emendamento soppressivo,
sarebbe l'emendamento 1.7 a firma dell'onorevole Di Paola ed altri.
Chiedo se è mantenuto o ritirato. Immagino ritirato.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Certo, prego onorevole Di Paola. Siamo all'emendamento
soppressivo 1.7.
DI PAOLA. Signor Presidente, intervengo per avere maggiori
spiegazioni riguardo l'articolo 1, comma 1.
Il comma 1, Presidente, dice: "I termini di ammissibilità della
spesa, degli interventi finanziati dalle leggi regionali 31 gennaio
2024 n. 3-4 luglio 2024, sono prorogati al 30 giugno 2025".
Presidente, io su questo gradirei degli approfondimenti o
dell'Assessore o del Presidente di Commissione per capire bene cosa
fa questo comma. Perché leggendolo così, dico ma è una mia
interpretazione vorrei maggiori chiarimenti da parte dell'Assessore
sull'articolo 1 comma 1, sembrerebbe, dico sembrerebbe, perché
voglio proprio un approfondimento da parte dell'Assessore perché
letto così, non riesco a decifrarlo bene, sembrerebbe che per le
norme che abbiamo fatto, di spesa, nelle variazioni di bilancio di
luglio 2024, vengono prorogati i termini della rendicontazione al
30 giugno 2025.
Ora, Presidente, io ho fatto un emendamento modificativo, che è
l'1.6 che poi metterò in votazione, perché se l'interpretazione di
questo comma è quella che noi proroghiamo la rendicontazione, da
parte delle norme finanziarie che abbiamo inserito nelle variazioni
di bilancio e che riguardavano enti ed associazioni, Presidente io
gradirei che (qualora ci fosse) per chi non è riuscito a
rendicontare, le somme vengano recuperate e inserite nella legge di
povertà, fatta dal Presidente Schifani.
Quindi se alla fine, di questi enti, di queste associazioni le
spese non sono state completate entro i limiti di tempo per norma,
non sono assolutamente d'accordo nell'andare a prorogare questo
limite temporale, e chiedo al Governo di specificare meglio questo
comma.
Perché nel caso in cui la mia interpretazione sia corretta,
assolutamente sono per la modifica di questo comma, perché le somme
vanno recuperate e date a chi in questo momento è in difficoltà,
considerando le enormi richieste che sono avvenute, anche
pubblicizzate dal presidente Schifani, sulla norma fatta per quanto
riguarda il reddito di povertà.
A questo punto, recuperiamo le somme e andiamo ad implementare il
fondo di trenta milioni di euro, che riguarda la legge di povertà.
Presidente, io aspetto che l'assessore dia ulteriori spiegazioni
su questo comma, e mi riservo poi di intervenire sull'1.6.
PRESIDENTE. Effettivamente, però, l'intervento verte più sull'1.6
che sul resto.
DI PAOLA. No, l'intervento in questo momento è sul comma 1, per
chiedere ulteriori specifiche.
PRESIDENTE. Sì ma, in tutti i casi, la sua proposta, quello che ha
appena detto, è sostanzialmente quello che ha riportato
nell'emendamento 1.6. Ciò non di meno, se lei volesse riparlare può
farlo, ma il contenuto di ciò che ha detto sta nell'emendamento che
è stato presentato.
DI PAOLA. Magari l'Assessore mi smentirà e dirà tutt'altro e,
quindi, eventualmente poi lo ritiro.
PRESIDENTE. Si, siccome lei è intervenuto sull'emendamento 1.7 che
è il soppressivo...
DI PAOLA. E questo lo ritiro perché è su tutto l'articolo.
PRESIDENTE. Ok e la ringrazio. Però, effettivamente, il suo
intervento è sull'emendamento 1.6, ma va bene uguale.
DI PAOLA. Però può essere che ho interpretato male, assessore,
perché se l'assessore, se il Governo che ha inserito questo comma o
eventualmente se non è il Governo, chiedo comunque specifiche
PRESIDENTE. Intanto, l'emendamento 1.7 lo ha ritirato. Benissimo.
Si passa all'emendamento 1.3, a firma dell'onorevole De Luca
Antonio ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Mantenuto. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Sta chiedendo il soppressivo
sull'intero articolo.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
col primo comma si prendono i termini di ammissibilità della spesa
degli interventi finanziari della legge regionale numero 23 del
2024, rispettivamente del mese di gennaio e del mese di luglio e
vengono prorogati al 30 giugno 2025.
Io attendo un attimo che ci sia, Presidente, perché è una
questione, secondo me, su cui noi dobbiamo porre una certa
attenzione perché con questa proroga noi che cosa facciamo? Andiamo
a creare un'ultrattività della norma finanziaria il cui principio
contabile prevedeva che la stessa venisse impegnata e, dunque,
spesa entro e non oltre il 31 dicembre 2024, termine entro il quale
al netto di quando chiude la Ragioneria, se il denaro non viene
impegnato tecnicamente va in economia e va in automatico a
ripianare il disavanzo.
Nel momento in cui noi, in corso dell'esercizio successivo,
andiamo a prorogare il termine per l'utilizzo e l'impegno di somme
che afferivano all'esercizio finanziario precedente, secondo me,
uno, stiamo violando tutti i principi contabili e qua l'assessore
Dagnino dovrebbe dire qualcosa perché se no sta omettendo di dire
ciò che deve dire, due, ritengo che l'articolo 6 se approvato
avrebbe due effetti, o viene impugnato e, quindi, posto nel nulla
oppure - però i colleghi, gentilmente - nel corso del termine
durante il decorso dei termini per l'impugnazione, e questo è lo
scenario peggiore, l'Assessorato impegna le somme. Quindi, le somme
escono, nasce l'obbligo giuridicamente vincolante di erogarle e la
Regione siciliana si trova con un debito fuori bilancio da dover
poi sanare e, allora, siccome qua dobbiamo decidere se in Aula ci
sono settanta deputati o settanta "caproni", dovremmo capire che
non solo il soppressivo è mantenuto ma potrebbe essere anche
chiesto il voto segreto o il voto palese nominale, a seconda di
quello che mi convincerà maggiormente.
PRESIDENTE. Su tutto l'articolo?
DE LUCA Antonino. A partire intanto dal primo comma
PRESIDENTE. Su tutto o sul primo comma? Perché lei
sull'emendamento 1.3, non so se si è accorto è il soppressivo ma
sull'intero articolo non sul comma.
DE LUCA Antonino. Intanto sto mantenendo l'emendamento 1.3,
quindi, mi riferisco all'emendamento 1.3, poi, preannuncio, andrò a
decidere, però, ripeto in questo momento, il mio problema e vorrei
una risposta da parte dell'assessore Dagnino
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
onorevoli, devo dire che anche in Commissione Bilancio era emerso
il problema del rischio realistico che questa norma potesse essere
impugnata per incostituzionalità, motivo per cui il parere del
Governo in Commissione è stato di rimettersi alla Commissione
medesima, quanto osservato in Commissione lo ribadisco in questa
sede, parrebbe che un articolo così formulato possa porsi in
contrasto col principio di annualità del bilancio di cui
all'articolo 81 della Costituzione; quindi, diciamo, pur
rimettendosi all'Aula in ordine alle valutazioni politiche della
proroga di questi termini, delle perplessità in ordine alla
legittimità costituzionale di questa norma ci sono da parte del
Governo e sono state già formulate in Commissione e qui vengono
ribadite.
In relazione all'emendamento 1.6, proposto dall'onorevole Di
Paola, rilevo che anche questo potrebbe, ove accolto - è un
emendamento sostitutivo -, presentare profili di legittimità
costituzionale, perché non dimentichiamo che la Regione siciliana
si trova ancora in una posizione di ripianamento del disavanzo.
Quindi gli avanzi relativi a spese non eseguite finiscono a
copertura del disavanzo e quindi vengono vincolati. Quindi, non
parrebbe legittimo, ancora una volta sul piano costituzionale,
vincolare le eventuali economie a finalità diverse dal ripianamento
del disavanzo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo
presenta due questioni diverse: il primo aspetto è il secondo comma
che si richiama ai fondi, per capirci, ex "Tabella H", che com'è
noto la legge di bilancio istituisce un fondo, poi la Segreteria
generale produce un bando, poi c'è un'istruttoria da parte dei
singoli dipartimenti rispetto alle istanze ricevute e poi c'è il
decreto di impegno che viene fatto a fine anno. Quindi, si
determina una situazione per cui tra novembre e dicembre un ente sa
quanto riceverà e quella somma che riceverà deve essere spesa entro
il 31 dicembre. Ciò a causa di una responsabilità
dell'amministrazione.
Quindi, io non ci trovo nulla di strano che sul secondo comma
parliamo solo della fattispecie degli enti di cui al fondo ex
"Tabella H", ex articolo 128, proprio perché la fattispecie
gestionale determina un grande e grave ritardo per il quale poi i
decreti di impegno vengono fatti a fine anno dovendo realizzare gli
interventi entro il 31 dicembre, quindi praticamente la maggioranza
non ci riesce.
Altra cosa è il primo comma. Il comma 1 riguarda due fattispecie,
anche esse diverse fra di loro. E' vero che noi in passato abbiamo
già approvato norme che consentono di rendicontare a metà dell'anno
successivo le spese stanziate nel precedente esercizio finanziario;
ma questo lo abbiamo fatto, in particolare, perché fino a quando
noi approvavamo le leggi di bilancio dopo i vari esercizi
provvisori, di fatto a maggio e poi lo pubblicavamo a metà maggio o
inizi di giugno, il bilancio doveva essere "calato" nel sistema
contabile della contabilità regionale; dovevano essere fatti i
decreti di iscrizione delle somme nei capitoli ... insomma, c'era
tutta una procedura farraginosa ed il bilancio operativamente non
partiva mai se non a fine giugno.
Noi l'anno scorso, cioè nel 2024, abbiamo approvato il bilancio a
gennaio, cioè il bilancio operativamente è stato reso operativo
dall'inizio dell'anno finanziario. Ora, una cosa è prevedere lo
spostamento dei termini di rendicontazione per gli interventi che
sono stati finanziati con la legge di variazione a partire dal
luglio 2024; altra cosa è farlo per gli interventi che erano già
previsti il primo gennaio 2024, perché già dal primo gennaio ognuno
sapeva - così come si suol dire - di che "morte doveva morire ":
quindi, la legge di contabilità era chiara e si riferiva all'anno
finanziario che va da gennaio a dicembre.
Ecco perché io chiedo e suggerisco un'ipotesi - diciamo - mediana,
fermo restando che ci possono anche essere requisiti di impugnativa
perché teoricamente diciamo in altri esercizi è già passato il
sistema delle proroghe, però - ripeto - una cosa è giustificare una
proroga di rendicontazione per gli interventi che sono stati
finanziati da metà anno in poi, altra cosa è farlo per gli
interventi che sono stati finanziati a inizio d'anno.
Pertanto, la mia proposta è che nel primo comma si faccia una
netta distinzione, che i termini di ammissibilità della spesa degli
interventi finanziati sono solo quelli relativi alla legge 3 e 4
del 2024, e non alla legge finanziaria del 31 gennaio 2024. No,
scusate, quindi eliminare la legge 3 e mantenere la proroga solo
per la legge 23 del 2024. Credo che sia un atto di equa e logica
attività gestionale, mentre sul secondo comma - ribadisco - è vero
che l'abbiamo inserito con la legge finanziaria ma, per le
procedure in capo all'Amministrazione, i decreti di impegno vengono
fatti tra novembre e dicembre e nessun un ente è in grado di
rendicontare la spesa entro il 31 dicembre. Quindi solo due
fattispecie diverse e separerei la prima, la legge finanziaria, da
quella di variazione.
PRESIDENTE. Intanto chiedo quali sono le intenzioni del Governo.
Lo chieda al microfono, per favore, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Sì. Farebbe anche piacere sapere, per curiosità,
a quanto ammontino i finanziamenti che non sono riusciti a erogare,
nel loro complesso, perché si sta creando - ribadisco - un mega
debito fuori bilancio
PRESIDENTE. Va bene. Prego, Assessore Dagnino.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, io ribadisco
quello che ho detto prima.
I profili di rischio di impugnazione ci sono, a mio giudizio, per
entrambi i commi. È vero che in passato il Mef, su disposizioni
analoghe allora, ribadisco, i profili di rischio di impugnazione ci
sono, a mio giudizio, a giudizio del Governo, per entrambi i commi.
È vero quanto è stato riferito prima dall'onorevole Cracolici che,
in passato, il Mef su disposizioni analoghe a quelle del comma 2,
diciamo, ha lasciato correre, nel senso che non ha formulato
impugnative, nella misura in cui l'impegno, e quindi l'assunzione
dell'obbligazione giuridicamente vincolante, sia stata fatta entro
il termine della chiusura dell'esercizio ancorché poi la
realizzazione delle attività sia avvenuta successivamente.
Sebbene devo dire, laddove l'impegno sia come dire giuridicamente
vincolante, non c'è neanche il rischio di disimpegno perché già è
assunto l'impegno e quindi l'attività può essere svolta, anche
successivamente.
CRACOLICI. La spesa ammissibile è quella dell'anno scorso
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì quella dell'anno precedente
Quindi, diciamo per quanto riguarda il distinguo proposto sul
comma 1, a giudizio del Governo, non vi è una effettiva distinzione
giuridica praticabile perché, anche se si comprende la ragione
pratica per cui certo a gennaio hai tutto l'anno, mentre a luglio
hai metà dell'anno però, comunque, in ogni caso, andrebbe a violare
il principio di annualità del bilancio.
Quindi l'alert è, come dire, maggiore rispetto al comma 1, dove
avevo già espresso delle perplessità e le ribadisco in questa sede.
Sul comma due ancora una volta mi rimetto all'Aula, essendoci già
stati dei precedenti.
CRACOLICI. Il comma 1 lo ritira?
DAGNINO, assessore per l'economia. No, non è proposto dal governo
quindi non lo ritiriamo. E' sottoposto alla votazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha chiesto d'intervenire il presidente Daidone. Ne ha
facoltà.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire un attimino la
genesi del disegno di legge.
In Commissione arrivano, dopo indicazione della Capigruppo, tutta
una serie di emendamenti. La Commissione non ha fatto altro che
prendere tutti gli emendamenti, così com'erano pervenuti quindi di
origine ovviamente parlamentare, perché sono stati presentati nella
prima Commissione e poi suddivisi in disegni di legge stralcio. Li
abbiamo messi all'ordine del giorno, li abbiamo sottoposti
ovviamente ad emendamenti e li abbiamo presentati.
Detto ciò, dico, abbiamo dibattuto, c'erano opinioni contrastanti
anche su questo primo comma, per le ragioni che ha detto l'onore
Cracolici, ragioni sulle quali ci siamo confrontati anche altre
volte perché, per esempio, in ultima variazione di bilancio,
proprio per questo motivo pratico abbiamo inserito una norma di
tale genere per rendere concrete le indicazioni, altrimenti
parleremo del nulla.
Dico, non c'è nessuna posizione del Governo che - onestamente - in
Commissione si è detto assolutamente aperto alle ragioni
dell'Assemblea, quindi, non ha dato un parere né positivo né
negativo, ma si è rimesso all'Assemblea.
Secondo il mio personale parere - e per quello che è emerso dalla
seduta dalla Commissione - proprio le ragioni dette dall'onorevole
Cracolici, che io condivido pienamente, mentre la prima parte non
ha motivo d'essere rispetto a delle concrete difficoltà che si
avrebbero dai decreti fatti dopo la variazione di bilancio, cioè a
settembre-ottobre concluso, mentre il secondo comma tra l'altro
presentato su un emendamento dell'onorevole Catanzaro e
dell'onorevole Giambona, ha una sua motivazione tant'è che
l'abbiamo condiviso perché era onestamente condivisibile,
assolutamente sì.
Detto questo, per quanto - ripeto - riguarda la Commissione, se
c'è una volontà di ritirare il primo comma, nulla osta
Se questo crea difficoltà perché è un fatto più operativo e
concreto per mettere nelle condizioni gli assessorati subissati,
ovviamente soprattutto alla fine dell'anno, di tutta una serie di
attività, di mettere in corsa ovviamente le attività, terrei il
secondo comma che è legato a quelle motivazioni che ho indicato.
Se siamo d'accordo, ritirerei il primo comma, manterrei fermo il
secondo e lo porrei in votazione.
DE LUCA Antonino. Cominciamo a ritirare il primo comma e sul
secondo ci ragioniamo.
PRESIDENTE. Onorevole Daidone, la proposta è quella di sopprimere
il comma 1?
Sopprimere, quindi, solo il comma 1 e votare il resto.
Onorevole Cracolici, onorevole De Luca, onorevole Di Paola;
onorevole Micciché ha chiesto di intervenire?
MICCICHE'. No.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente, sul secondo comma vorrei anche qui
che intervenisse nuovamente l'assessore Dagnino, anche per
rimarcare lo spartiacque e capire quelle che sono le problematiche
sottese all'approvazione di questo comma perché ritengo che,
anch'esso, nelle more di un'eventuale impugnativa andrebbe a
creare, per le stesse motivazioni, un debito fuori bilancio.
E' stato superato il termine per l'impegno di spesa.
Quindi, se c'è l'impegno di spesa fatto e manca solo l'erogazione,
da che mondo e mondo non serve fare alcuna norma di legge e,
quindi, questa norma sarebbe superflua. Ritengo che sia sempre
sbagliato legiferare quando non è necessario.
Se invece serve legiferare perché si vuole offrire un'efficacia
che supera quella dell'esercizio 2024, a una norma la cui efficacia
è già spirata e, quindi, andremmo a violare un principio contabile
che - a prescindere che poi venga o meno impugnata - comunque,
costituirebbe un precedente che quest'Aula non dovrebbe porre in
essere.
Quindi, per ragioni di correttezza, di opportunità e di rispetto
dei principi contabili che hanno sempre regolamentato questi
strumenti, chiedo che anche questo comma sia ritirato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'Assessore Dagnino.
DAGNINO, assessore per l'economia. Presidente, ho già sul punto,
credo, formulato il pensiero del Governo.
E' evidente che il principio contabile contenuto nel 118 impone di
non travalicare l'esercizio, ai fini dell'assunzione dell'impegno.
La norma non esplicita il presupposto che l'impegno debba essere
assunto entro il 31 dicembre 2024, si limita a stabilire che le
iniziative a valere sul fondo, di cui all'articolo 128, possano
essere realizzate entro il 30 giugno 2025.
Interpreterei questa disposizione nel senso che, implicitamente,
si deve ritenere che essa valga per gli impegni assunti entro il 31
dicembre, perché altrimenti si porrebbe in conflitto, come dicevo
prima, col principio di annualità del bilancio.
PRESIDENTE. Andiamo per ordine. Onorevoli colleghi, la proposta da
parte del Presidente Daidone era sostanzialmente la soppressione
del comma 1 e votare il comma 2.
C'è l'emendamento 1.3 che fa riferimento a tutto l'articolo.
Onorevole De Luca, dobbiamo andare avanti. Il soppressivo
dell'articolo per intero è mantenuto tutto? Siamo all'1.3 dove c'è
il soppressivo di tutto l'articolo, tra due emendamenti, ovvero
l'1.2, c'è sempre un suo emendamento che sopprime il comma 1.
DE LUCA Antonino. Ma il comma 1 è stato ritirato?
PRESIDENTE. Ma come può ritirare, non è che lo può ritirare, è
diventato l'organo monocratico del Presidente Daidone? Il
Presidente Daidone, giustamente, ha detto che lui proporrebbe la
soppressione per venire incontro: si mette in votazione e si
boccia, questo è il tema.
DE LUCA Antonino. Allora ritiro quello sull'articolo.
PRESIDENTE. Si boccia e, quindi, si approva la soppressione,
questo è il tema.
CATANZARO. Si approva la soppressione.
PRESIDENTE. Infatti stiamo parlando a uno a uno, sul comma 2 ha
detto il Presidente Daidone che vorrebbe insistere sulla questione.
E' corretto, Presidente?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Sì.
PRESIDENTE. Benissimo. Quindi l'1.3, onorevole De Luca però deve
stare attento
DE LUCA Antonino. Io ce l'ho chiarissimo, sull'articolo 1 è
ritirato.
PRESIDENTE. Ma se siamo all'1.3. Onorevole, l'1.3 è ritirato.
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 1.2, che è quello che
riguarda soltanto il comma 1. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.4, soppressivo del comma 2,
a firma degli onorevoli De Luca ed altri. Onorevole De Luca è
mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie. Chiaramente l'emendamento 1.1 soppressivo
del comma 2 immagino sia ritirato.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, intervengo perché capisco gli interventi da
parte dei colleghi, e ringrazio anche il presidente della
Commissione Bilancio per aver ritirato il comma 1, il collega
Cracolici per aver esplicitato meglio il significato dei commi,
perché il problema sa qual è? E perché ci sono questi interventi?
Perché oggi, su tutti i giornali, abbiamo letto della nota MEF che,
per una guerra della maggioranza attuale, regionale o nazionale,
questo non lo so, è uscita fuori questa fantomatica nota MEF con
l'impugnativa di più articoli per quanto riguarda la legge
finanziaria che è stata fatta a dicembre 2024 e, quindi, Presidente
è ovvio che se c'è l'Assessore che in Aula dichiara che all'interno
di questo articolo ci possano essere commi soggetti a impugnativa,
è normale che l'Aula e i colleghi tutti chiedano maggiori
spiegazioni e si cerca poi di modificare quello che è modificabile.
Assessore, io non so se lei poi farà una dichiarazione in merito,
perché oggi c'era il discorso di questa fantomatica nota MEF su
alcuni articoli della finanziaria. Nota MEF che non so se sia
arrivata al Governo, perché, ad oggi, non è pubblica, quindi non lo
sappiamo. Molto strana questa nota MEF, perché si impugnano, o
comunque si scrivono, dubbi relativi... - l'onorevole La Vardera ha
la nota MEF - perché è strano. Per questo dico che, da parte
dell'Aula, ci sono vari interventi comma per comma, e che questa
nota MEF arrivi sulla finanziaria del 2024, quella che abbiamo
approvato a dicembre 2024, mentre, invece, su documenti finanziari
fatti nei mesi e negli anni scorsi, il MEF non ha detto nulla.
Quindi, è ovvio, Assessore, che si tratta di una guerra. O è una
guerra contro di lei - non lo so, ma non penso, e spero di no -
oppure c'è una guerra interna a questa maggioranza. Tuttavia, per
questa guerra interna, i siciliani non possono esserne le vittime.
Quindi, rappacificatevi in questo modo: Assessore Dagnino telefoni
a Giorgetti, telefoni a Salvini, Fratelli d'Italia e Lega parlatevi
in qualche modo, perché non è possibile, e veramente oggi quando ho
letto le dichiarazioni da parte di alcuni esponenti, pure sui
giornali, non è possibile che comunque si paventi l'impugnativa su
alcuni articoli della finanziaria di dicembre 2024, mentre invece
sui documenti finanziari fatti nei mesi scorsi o negli anni scorsi
il MEF non ha detto nulla e spero che lei condivida che tutto
questo sia paradossale.
Quindi, Assessore, ci scusi se siamo un po' pignoli nei vari
commi, ma se lei paventa dubbi di impugnativa, è normale che noi
interveniamo.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie, Presidente. Anch'io volevo, rispetto a quello
che diceva l'onorevole Di Paola, sottolineare l'anomalia di questo
documento a firma del Ragioniere generale dello Stato, Dario
Perrotta, che mette nero su bianco, - Daria pardon, grazie
Assessore, Daria Perrotta - che mette nero su bianco una serie di
osservazioni che fanno veramente riflettere, perché parlando degli
articoli 4, 5, 6, 7, 8, tantissimi articoli, per 60 milioni di
euro, che prevedono l'attribuzione di contributi, tanto dice il
Ragioniere generale dello Stato, "Di contributi a vari enti
pubblici e privati, a titolo semplificativo, individuati
direttamente dalla legge regionale per interventi a carattere
eterogeneo. In particolare, gli articoli in esame individuano il
beneficiario, la denominazione dell'intervento, il relativo importo
assegnato, senza specificare i criteri ai quali sono ispirate le
scelte operate e le relative modalità di attuazione e senza che sia
previsto il ricorso ad alcuna procedura a evidenza pubblica. Nel
merito si rappresenta che la Corte costituzionale con sentenza n.
137 del 2009 ha sancito che la mancanza di criteri obiettivi e
trasparenti nella scelta dei beneficiari dei contributi o nella
programmazione e pianificazione degli interventi di sostegno,
risulta in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione".
Queste sono le parole granitiche, oserei dire, del Ministero
dell'Economia e c'è dietro, secondo me, onorevole Di Paola, una
interpretazione dei fatti secondo me più semplice forse di quanto
si possa immaginare. Secondo me, dietro a questa impugnativa c'è la
mano di re Schifani
Re Schifani, che evidentemente ha cercato in qualche maniera di
portare a casa un grande risultato, perché se così dovesse essere -
lui si sente re Schifani, incontrastato - anche perché se porta a
casa questo risultato, lei stesso mi spiegava poco fa, io l'ho
chiesto, che potenzialmente questi sessanta milioni di euro vanno
in economia e, quindi, potenzialmente voi avete la possibilità di
portare a casa un ulteriore risultato, quindi sarebbe un colpo da
maestro, perché in questo caso re Schifani fondamentalmente ha
preso in giro tutti i deputati della maggioranza dicendo loro e
facendogli credere che avrebbe dato questi soldi, ed evidentemente
dall'altra parte della faccia della medaglia, Roma - mi dicono che
questo Ragioniere generale dello Stato, addirittura con un
documento abbastanza significativo, è vicino alle idee di Forza
Italia Ci sono più documenti che provano le vicinanze di questa
burocrate fondamentale, che dicono che addirittura è vicino alle
materie di Forza Italia. Quindi, non vorrei che dietro questa
operazione di questa impugnativa ci sia proprio la manina del
presidente Schifani, che da un lato ha cercato di elargire questi
soldi per venir meno a tutte le richieste dei deputati, dall'altra
parte, va dall'altro giro della medaglia e dice: Attenzione,
colpisci dal Ministero dell'Economia questo Parlamento .
La vicenda è veramente tragicomica, Assessore, perché, se così
fosse, il Ministero dell'Economia metterebbe nero su bianco che
quanto fatto - nello specifico nella finanziaria del 2024 e
nell'assestamento - non è possibile, poiché i criteri adottati non
sono oggettivi, ma soggettivi.
Rispetto a questo, Assessore Dagnino, sarebbe opportuno che questo
Parlamento venisse informato su cosa intenda fare il Governo e su
cosa accadrà dal punto di vista pratico. L'Avvocatura apporterà le
modifiche? Presenterete le controdeduzioni? Insomma, come si
muoverà il suo Assessorato?
Dubito che vi muoverete con veemenza, perché Schifani, in questa
faccenda, vede chiaramente anche un'opportunità politica. Diciamo
che è un colpo da maestro, permettetemi di dirlo, proprio da "Re
Schifani", che porta a casa un risultato.
A parte lo scherzo, evidentemente, questo ci deve fare capire che
bisogna cambiare il modus operandi di come questo Parlamento spesso
e volentieri su certi temi si esprime in maniera, diciamo,
scientifica.
Quindi, è importante dare una risposta a questo Parlamento perché
le cose non le dobbiamo sapere dai giornali, ma è opportuno saperle
dall'Assessore competente in materia che, fino a prova contraria,
si chiama Dagnino. Grazie.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi l'onorevole Giambona.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Agostino ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione sul disegno di legge n. 738 Stralcio II
Comm/A
SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, signor
Presidente, io tra quello che ho letto ieri e quello che ho sentito
oggi non so quali siano le cose più assurde sentite nelle ultime 24
ore.
Cerchiamo di fare un po' di chiarezza perché mi sembra veramente
paradossale tutta questa vicenda.
Uno: ho letto velocemente la nota del MEF e la ritrovo
assolutamente ridicola. Ridicola perché andrebbe specificato al MEF
qual è la natura del nostro Parlamento, la legge finanziaria, quali
sono le competenze del nostro Parlamento, come si può legiferare.
Gli andrebbe spiegato e specificato che lo si è fatto nel corso
degli anni senza che nessuno abbia mai mosso un dito e soprattutto
non ricordo contestazioni del MEF nei confronti di finanziamenti
puntuali fatti dalla Camera e dal Senato del Parlamento italiano.
Veramente imbarazzante quello che viene sollevato, e io sono
sicuro che sia l'Assemblea che il Governo difenderanno la legge
finanziaria approvata da questo Parlamento che non è una legge del
Governo, è una legge parlamentare. E il Parlamento l'ha approvata,
l'ha votata, l'ha discussa. Poi con modalità e forme discutibili e
io stesso insieme al Gruppo parlamentare le abbiamo sollevate in
merito ad esempio alle procedure di presentazione degli
emendamenti, alla possibilità di leggere chi deposita gli
emendamenti, ma quell'aspetto è una procedura parlamentare che è
stata contestata più volte.
Poco fa sentivo dall'onorevole La Vardera alcune cose... basta su
questa ipocrisia parlamentare. Tutti i parlamentari all'interno di
questa Assemblea hanno proposto nell'arco degli ultimi anni
emendamenti che vanno a finanziare in modo puntuale comuni e/o
associazioni. Lo stesso La Vardera lo ha fatto in tutti i documenti
finanziari, dalla sua elezione fino all'ultimo, quindi questo velo
ipocrita su chi propone chi, come, cosa, possiamo farlo
tranquillamente crollare
Poi c'è chi propone delle cose che hanno un valore, a mio avviso,
particolarmente importante. C'è chi invece finanzia associazioni di
mariti, mogli, cugini, parenti... ma quello rientra nella
credibilità politica del proponente e proprio su questo nasce la
richiesta, da parlamentare del Movimento Cinque Stelle, di essere a
conoscenza di chi presenta gli emendamenti, prendendosi la
responsabilità politica di quello piuttosto che dell'altro.
Però, la domanda qui sovviene in merito alla richiesta che viene
sollevata sull'emendamento e su quelli successivi. La verità,
signor Presidente, è che molte volte i dipartimenti di questa
Regione, quando devono finanziare l'associazione fanno il decreto
di finanziamento in quindici giorni, quando devono finanziare un
ente pubblico, quale un comune che a distanza dei due anni ancora
non vengono erogate le somme destinate con una finanziaria del
2022.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
Il problema nasce dall'efficienza burocratica della nostra Regione
che pone in modo differente, faccio un esempio, associazioni e
fondazioni ed enti pubblici.
C'è un articolo successivo in questo disegno di legge che
finalmente dà potestà a tutti gli effetti agli enti pubblici
riconosciuti quali Città metropolitane, Liberi Consorzi e Comuni
che finalmente potranno, in quanto enti pubblici, esercitare il
ruolo anche previsto dal D.lgs. n. 118/2011 di ente erogatore delle
risorse senza dover fare i doppi, tripli, quadrupli passaggi, con
Dipartimenti che, ripeto, per assegnare risorse alle associazioni
fanno decreti in 15 giorni, per farlo agli enti pubblici - porto
l'esempio di un Comune che sto seguendo - di una finanziaria del
2022, ancora nel 2025, su 500 mila euro hanno erogato 10 mila euro,
quando invece le associazioni hanno ricevuto 100 mila euro in uno
schiocco di dita
La verità è che tutta la questione non sta nel merito del MEF, o
dei rilievi o dei ritardi. Le norme proposte sono evidentemente
contrarie al principio contabile del D.lgs. n. 118/2011, e
l'Assessore mi pare che, non in maniera eccessivamente esplicita,
lo ha detto, e lo è anche il comma 2, non è che fa differenza.
Molte volte quei ritardi, in quella famosa "Tabella H" - perché è
una tabella del 2010, non è una tabella di oggi - derivano dal
fatto che quei decreti vengono fatti a novembre, quando poi quelle
associazioni non hanno, certamente, la possibilità di realizzare
quegli interventi entro la fine dell'anno, e molte volte si
ritrovano a doverli realizzare nell'anno successivo.
Mettiamo un punto su queste vicende e ripeto, mi auguro ovviamente
che l'Assessore, che poco fa leggevo nel labiale, difenderà il
lavoro portato avanti dall'Assemblea, anche davanti a delle
ridicole contestazioni da parte del MEF, con l'augurio che invece
i prossimi anni, nei prossimi strumenti finanziari, si possa fare
un lavoro certamente diverso, destinando delle risorse ai
Dipartimenti che, a seguito delle indicazioni previste anche sotto
natura parlamentare, possano assegnare le risorse agli enti
pubblici affinché possano realizzare quegli interventi nel più
breve tempo possibile. Grazie.
LA VARDERA. Il collega mi ha citato e intendo parlare per fatto
personale
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, la faccio intervenire dopo
l'onorevole Giambona, lei era già intervenuto.
Prego, onorevole Giambona.
GIAMBONA. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, approfitto della
presenza di autorevoli esponenti del Governo regionale per
intervenire sull'articolo 1 di questo disegno di legge che stiamo
trattando, nello specifico l'articolo 1, comma 2, che,
fondamentalmente, prevede la proroga dei termini...
CRACOLICI. Ma non l'abbiamo già approvato?
GIAMBONA. Assolutamente sì, collega Cracolici, ma è ovvio che dal
punto di vista politico vorrei avere alcuni ragguagli, in
particolar modo dall'assessore Dagnino.
Noi, oggi, intendiamo giustamente prorogare, con questo comma 2,
dell'articolo 1, entro il 30 giugno del 2025, la possibilità per
tutti quegli enti che hanno partecipato ai bandi previsti
dall'articolo 128 della legge del 12 maggio 2010.
L'assessore Dagnino, nella qualità di assessore per l'economia,
come prima di lui l'assessore Falcone, ci hanno sempre detto che
approvare la finanziaria in tempi congrui, entro la fine dell'anno
precedente, in alcuni casi è, sicuramente, una buona modalità per
pianificare al meglio quello che è l'utilizzo delle risorse
regionali, perché naturalmente questo libera risorse e dà anche
ampia possibilità al mercato di poterne beneficiare.
Ricordo a me stesso che proprio l'articolo 128 di questa norma
prevede l'impegno e lo stanziamento di 4,8 milioni di euro. Mi
chiedo, e chiedo all'Assessore: che senso ha se noi puntualmente,
perché per la finanziaria del 2024 abbiamo approvato in tempo
utilissimo la finanziaria regionale, per poi arrivare a una
delibera della Giunta del 3 aprile, e poi la deliberazione
successiva sulla ripartizione delle somme, predisposta
all'assessorato all'economia, è intervenuta solamente il 19
novembre 2024?
È ovvio che a quel punto gli assessorati che sono competenti, in
funzione di quella che è la ripartizione - mi riferisco a quello
dei beni culturali, per fare un esempio - ha potuto fare il decreto
solamente il 4 dicembre, quello dell'istruzione il 19 dicembre,
quello della famiglia il 16 dicembre
È ovvio che gli enti interessati, e sono tantissimi, si sono
trovati e si trovano nell'impossibilità, di fatto, di svolgere
queste attività.
Io penso, assessore Dagnino, che qui non ci troviamo di fronte a
una norma spot, che venga applicata una sola volta e per la quale
possano esserci delle difficoltà. Qui ci troviamo di fronte a una
norma in vigore in Sicilia dal 2010 e, quindi, ci sono, per così
dire, tutte le condizioni. Non c'è, dunque, alcuna attenuante da
questo punto di vista, perché le procedure sono ben chiare;
basterebbe semplicemente attivarsi per tempo.
Motivo per il quale, proprio al fine di evitare che di qui in
avanti, perché questa procedura di proroga lo ricordava poc'anzi
l'assessore Cracolici, oramai è diventato una routine, una routine
tra l'altro inspiegabile, e quindi ho presentato, tra l'altro, da
questo punto di vista, un'interrogazione parlamentare perché gli
enti che hanno partecipato e che partecipano all'articolo 128 della
legge del 2010 hanno diritto a partire con le iniziative per tempo
e non a subire questa mortificazione di un'Amministrazione
regionale che non si muove con i dovuti tempi, tra l'altro con una
procedura, lo ribadisco, che è di routine e non vede nulla di
nuovo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Campo.
Colleghi, io sto seguendo un elenco. Cortesemente, vi faccio
intervenire tutti. Sto seguendo un elenco perché, altrimenti...
prego onorevole Campo.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
CRACOLICI. Abbiamo votato l'articolo 1?
PRESIDENTE. Non lo abbiamo ancora votato. Poi vorrei ascoltare
pure l'Assessore che aveva chiesto di intervenire.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Apprendiamo oggi dai giornali, appunto, di questi rilievi del MEF
sui cinquanta milioni della scorsa finanziaria e ci sembra quasi
una tirata d'orecchio da parte del Governo nazionale a questo
Parlamento, accusato di sprechi, accusato di mancette, quando in
realtà manca, Presidente, il vero tema politico che è quello che
Schifani, per tenere unita questa cosiddetta maggioranza e questo
Parlamento, è costretto a sperperare 50 milioni di euro senza una
reale visione politica e senza poter fare degli interventi
strutturati e importanti per la Sicilia e si va in ordine sparso,
affidando ai deputati ben 50 milioni di euro per fare delle cose
più o meno utili - per carità di Dio - perché nel rilievo del MEF
sono state messe insieme tante cose, anche le infrastrutture, anche
i fondi per i Comuni, anche delle opere importanti per i siciliani.
Ma io adesso vorrei dire al presidente Schifani, che oggi non è in
Aula, che abbia uno scatto d'orgoglio e difenda l'autonomia di
questo Parlamento invece di farsi tirare le orecchie da Roma, che
si è fatto scippare anche un miliardo e passa per un fantomatico
Ponte sullo Stretto che non esiste e ottocento milioni di fondi FSC
per degli inceneritori di cui noi non conosciamo ancora nulla
Quindi, difendesse l'autonomia di questo Parlamento e smetterla,
comunque, con questi fondi regalati al Parlamento senza una visione
politica perché è vero il Parlamento li prende, quindi non dovremmo
essere qua a dire nulla, ma chi è che conduce poi le finanziarie?
Non è il Governo forse? E questi soldi, spesso, mancano per delle
operazioni strutturali e, se ancora fa leva su questi fondi per
tenere unita la maggioranza, quando non potrà più averli si
presenterà a tutto il Parlamento come una grande disfatta di
Waterloo e, quindi, sarà un disastro per il presidente Schifani.
Quindi, trovi altri metodi per tenere la sua maggioranza e faccia
valere quella che è l'autonomia dei siciliani.
PRESIDENTE. Colleghi, ci sono interventi come quello
dell'onorevole De Luca e quello dell'onorevole La Vardera: già
entrambi siete intervenuti sull'articolo e sugli emendamenti.
LA VARDERA. Io chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Non c'è il fatto personale, collega La Vardera: io vi
posso far intervenire di nuovo, però, io ascolterei quanto meno
prima quello che ha da dire l'Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Ringrazio gli interventi perché
mi consentono, sull'argomento del rilievo del MEF, di provare a
mettere un po'di ordine visto che ieri quando è venuta fuori la
notizia del documento, peraltro comunicato proprio ieri mattina,
quindi è una notizia assolutamente recente, c'è stata subito una
immediata attenzione, anche mediatica.
Allora per prima cosa vorrei dire che il Mef, per carità, è un
organo di massima autorevolezza. Il Ragioniere generale è uno dei
massimi vertici dell'Amministrazione dello Stato, però credo che
questo Parlamento non debba avere alcun complesso di inferiorità
nei confronti del Mef.
E' una interlocuzione che viene avviata, annualmente, su tutte le
norme che vengono approvate da questo Parlamento, nell'ambito dei
meccanismi costituzionali di leale collaborazione tra lo Stato e le
Regioni.
Quindi prendere, assumere una nota del Mef come una verità
assoluta credo che sia inappropriato. Il Mef formula un rilievo.
Peraltro, nel caso di specie, il rilievo non è immediatamente
finalizzato all'impugnativa, ma è un rilievo interlocutorio
rivolto... che contiene, che comunque si conclude con un invito al
Dipartimento per gli affari regionali, a valutare, alla luce delle
osservazioni, l'eventuale sussistenza dei presupposti per
l'impugnativa dopo avere naturalmente sentito l'Amministrazione
regionale.
Quindi siamo in una fase assolutamente preliminare e siamo di
fronte, semplicemente, ad una osservazione. Dunque assumere che,
come dire, quasi una forma di complesso di inferiorità, lasciatemi
dire, per cui se il Mef fa un rilievo il Parlamento è stato colto
con le mani nella marmellata, lasciatemi usare un'espressione
informale se mi è consentito, mi pare che non sia un approccio
corretto
Peraltro, nel caso specifico, non è che il Mef ha detto "Beh,
avete fatto una cosa che è palesemente contrastante". Come è stato
anche ricordato, dai deputati che sono intervenuti, questo tipo di
approccio non ha precedenti.
Infatti la sentenza della Corte costituzionale del 2009, non del
2019 ma del 2009 richiamata dal Mef, non è una sentenza pienamente
in termini, nel senso che non riguarda una fattispecie analoga a
quella oggetto di valutazione da parte del Mef, ma la nota riguarda
tutti coloro che abbiano delle, come dire, nozioni minime di
diritto costituzionale e giurisprudenza della Corte costituzionale
secondo cui, attenzione, le leggi provvedimento o leggi fotografia
sono legittime - non sono quindi, di per sé in quanto leggi
fotografia, costituzionalmente illegittime - ma possono essere
esposte alla censura di incostituzionalità, laddove non siano
adeguatamente motivate alla stregua di un provvedimento
amministrativo.
Cioè le leggi provvedimento vanno considerate come dei
provvedimenti - però con atto avente forza di legge - e quindi,
alla stregua dei provvedimenti amministrativi, vanno motivate. Se
non sono motivate, si espongono a possibili censure di
incostituzionalità ove non vengano chiariti i criteri, i metodi
utilizzati per assumere la decisione da parte dell'organo
legislativo.
Quindi siamo ben lontani da una censura, da un errore. Non c'è
nessun errore, devo dire, e tanto meno vorrei sconfessare delle
ricostruzioni che mi paiono, sinceramente, fantasiose secondo cui
vi potrebbe essere, addirittura, un interesse da parte del Governo
a sollecitare questo tipo di rilievi per guadagnare delle cifre.
Voglio subito sgombrare il campo da qualunque ipotesi di questa
natura perché vi renderete conto, credo che tutti quanti con un
minimo di ragionevolezza se ne rendano conto, ove dovesse passare
un'impugnativa di tal fatta, da parte di Palazzo Chigi, lo stesso
tipo di censura andrebbe ripetuto per tutte le regioni italiane,
non essendo certo la Regione siciliana l'unica ad adottare
provvedimenti del tipo di quelli di cui discutiamo.
E questo non può mai essere, lasciatemi dire, un'occasione di
calcolo politico, perché le regioni sono governate da maggioranze
di diverso colore politico. Pertanto, sarebbe comunque una
ricostruzione poco realistica ipotizzare un accordo tra maggioranze
dello stesso colore politico, poiché lo stesso rilievo andrebbe
ripetuto per le altre regioni.
Quindi, innanzitutto, il Governo regionale, sebbene si tratti di
norme - l'ho dichiarato alla stampa, ma è ben noto -
prevalentemente di iniziativa parlamentare, non di iniziativa
governativa - però il Governo regionale ha il dovere di difendere,
perché è titolato a porre in essere questa difesa, le prerogative
del Parlamento, visto che l'interlocuzione viene fatta col Governo
regionale.
E poi devo dire che il rilievo non è formulato in termini
assoluti, non è formalmente... cioè il Mef, in poche parole, non
dice "Non si può fare la legge provvedimento", ma dice "La legge
provvedimento andrebbe specificamente motivata .
Ora, le motivazioni potrebbero essere addotte sul piano
dell'interlocuzione e, quindi, potremmo spiegare, illustrare al
Mef quali sono le ragioni, ad esempio, faccio riferimento a due
delle norme che sono investite che sono quelle sì di iniziativa
governativa, vedi Agrigento Capitale della cultura e Gibellina,
quelle sono norme di iniziativa governativa e la motivazione è
presto illustrabile: si tratta di eventi straordinari e il Governo
regionale chiede al Parlamento di finanziare una norma che sostenga
questi interventi di natura straordinaria; ma anche gli interventi
di natura micro-settoriale, chiamiamoli così, quelli che sono più
specificamente di matrice parlamentare, non dimentichiamo che sono
stati raggruppati per categorie, quindi, ad esempio, faccio un
esempio pratico perché sapete che mi piace entrare nel terreno
della pratica e non solo della teoria, ad esempio, gli interventi
per finanziare i comuni ai fini della organizzazione di
manifestazioni locali possono essere ben giustificabili alla luce
dell'obiettivo di sostenere il turismo nelle aree rurali che,
altrimenti, rischierebbero di essere meno valorizzate, di subire
l'abbandono che, diciamo, è un fenomeno a cui si è assistito,
quindi, delle motivazioni sia sul piano delle interlocuzioni che,
eventualmente, sul piano delle modifiche legislative a sostegno
della giustificazione, io credo che potranno essere addotte e devo
dirvi e, qua assumo l'impegno formale, il Governo non si sottrarrà
ad una difesa specifica, concreta ed effettiva di queste misure
onde evitare che passi un principio per cui la politica perde
qualunque capacità discrezionale. Dico ciò perché insomma se
aboliamo la discrezionalità nelle scelte politiche in fin dei conti
non facciamo altro che abolire anche la politica stessa, la
politica e scelte allocative di risorse finanziarie.
Detto questo va, altresì, detto che questi tipi di interventi
possono essere realizzati con una maggiore ampiezza o con una
maggiore prudenza. L'ultimo intervento è stato particolarmente
ampio, devo dire, sia nel numero delle destinazioni, dei
beneficiari che anche nell'importo assoluto e, quindi, potrebbe
darsi che questo tipo di scelta abbia sollecitato una reazione che
in passato non vi è stata ma che se dovesse essere tradotta in una
impugnativa per esigenze di parità di trattamento e di imparzialità
da parte di Palazzo Chigi dovranno verosimilmente essere ripetute
per tutte le Regioni e non soltanto per la Regione siciliana,
quindi, la questione è assolutamente un elemento di novità. Nessuno
è stato colto con un errore, con le mani nella marmellata, ripeto,
questa espressione è, come dire, pittoresca, provocatoria. Si
tratta di una novità assoluta da parte del Mef alla quale
risponderemo con osservazioni tecniche e di merito.
Dico anche che qualcuno lo ha rilevato, l'importo di cinquanta
milioni di euro è una ricostruzione giornalistica. Io ieri ricevevo
telefonate da parte di alcuni giornalisti e mi dicevano a quanto
ammonta questo importo di somme non dovute? . Io ho detto ma io
ieri ero ad un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo economico,
presso il Mimit, sulla vicenda Versalis , quindi, ho detto domani
vedremo . Naturalmente, saprete che l'approccio giornalistico è
quello di dare subito informazioni ma queste informazioni andranno
verificate dal punto di vista quantitativo, quindi, queste sono le
osservazioni del Governo sulla vicenda della potenziale
impugnativa, anzi diciamo si tratta soltanto del rilievo da parte
del Mef. Grazie.
PRESIDENTE. A me le parole dell'assessore sono sembrate abbastanza
esplicative nel senso che, comunque, ha spiegato tutta la vicenda
in maniera anche specifica, noi abbiamo ritirato gli emendamenti
soppressivi e siamo in votazione per l'articolo 1.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
LA VARDERA. Presidente, io ho chiesto di parlare
PRESIDENTE. Sì, sì, vi do la parola, onorevole De Luca e onorevole
La Vardera. Siamo all'articolo 1, io vi faccio intervenire, siete
già intervenuti sugli emendamenti e sull'articolato.
Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca Antonino.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
le mie parole a questo punto diventano irrinunciabili dopo
l'intervento dell'assessore Dagnino perché io vorrei riportare la
discussione sul tema che, comunque, seppure all'interno di una
votazione è stato aperto riguardo a ciò che è accaduto, che è ben
più grave di quanto appaia. Perché, veda, l'ipotesi
dell'impugnativa del MEF non l'ho mai neanche presa in
considerazione, primo perché fra quattro giorni scade il termine
per impugnare e, se avessero voluto contrapporre qualcosa di serio,
già lo avrebbero dovuto mettere sul tavolo, se non erro, il 15
gennaio.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sulla seconda legge, quindi il
termine scadrà ad aprile.
DE LUCA Antonino. Okay, sulla seconda, il termine ancora c'è, però
di certo, al netto del termine dell'impugnativa, che è un po' più
lungo, è evidente che un Parlamento, oltre a godere di una certa
discrezionalità nello scegliere gli interventi di carattere
generale o particolare che decide di finanziare, deve rivendicare
questo principio come irrinunciabile. Perché o è un potere
autonomo, e quindi legislativo, o è un potere burocratico che
risente di regolamentazioni che vanno persino oltre la legge
nazionale e la legge costituzionale. Quindi, se non c'è una legge
nazionale o una legge costituzionale che impone dei paletti, non
può arrivare il MEF con un dirigente, a fare due rilievi e dire
quello che dobbiamo fare.
Quello che io però non accetto del discorso fatto dall'assessore
Dagnino - e mi auguro che non sia lo stesso ragionamento che farà
il Presidente Schifani - è che, se da un lato questo Parlamento e
questo Governo devono certamente riconoscersi maggiormente in delle
linee programmatiche che poi devono trasferirsi all'interno dei
provvedimenti legislativi, perché, assessore Dagnino, dall'ultimo
testo che avete presentato, dire che siete stati ridicoli a
presentare un testo che non si capiva e che è stato totalmente
stravolto nei vari passaggi, è il minimo che vi possiate aspettare
Perdonatemi, ma è normale che poi esca un mostro con duemila
miliardi di cose aggiunte, perché ogni partito ci mette la sua
parte. Ma questo è fisiologico, soprattutto da parte delle
opposizioni, perché le opposizioni non hanno altri strumenti. Ma
voi, Governo, voi, maggioranza, sì.
Quindi, se da un lato è normale che l'opposizione presenti
proposte che possono essere più o meno scollegate dall'impianto
generale, in nessun caso si può immaginare che Governo e
maggioranza, che sono coloro che portano l'impianto all'Aula e alle
Commissioni, arrivino con un disegno di legge che non è organico
Ma, al netto di questo, io quello che non accetto è che voi
accettiate in maniera supina che qualcuno dal MEF arrivi, scriva,
vi bacchetti e vi dica cosa fare, senza prima guardare quello che
succede alla Camera e al Senato, dove pure avete la maggioranza. Mi
pare che succeda di tutto: leggine, normine... Dopodiché, al netto
del fatto che dovrebbero guardare cosa fanno in tutte le regioni
amministrate, che il centrodestra governa in Italia, non solo
questo, ma io gradirei che, da parte di una Regione che gode di
autonomia speciale, che vive nel Parlamento più antico d'Europa e
che ha una sua storia, voi non aveste lo stesso atteggiamento
supino che avete avuto con l'autonomia differenziata Voi dovete
dire: Caro MEF, fai il tuo lavoro, ma non ti permettere di
scrivere una virgola in più, perché non te lo consentiamo .
Perché è la stessa cosa che è successa con la Cardiochirurgia
pediatrica: arriva il Ministero, poi arriva l'onorevole Ciancitto e
ci viene a dire che il Ministero della Salute ci impone dove
mettere la Cardiochirurgia pediatrica. Il MEF e il Ministero della
Salute possono dire che la Sicilia può averne una, due o tre, che i
saldi finanziari e i posti letto devono corrispondere, ma non può
venire nessun Ministero a dirci, noi come Regione Siciliana, dove
dobbiamo collocare le unità operative della nostra rete sanitaria e
ospedaliera. Quindi, cerchiamo di dare merito ed efficacia alla
nostra autonomia e al regionalismo che tanto vantate, e che non sia
semplicemente una scusa per farci viaggiare a due misure, a due
velocità differenti rispetto al resto del Paese. Cercate di
ricordarvelo cosa rappresentate e da dove venite quando parlate con
gli Organi nazionali. Questo è quello che gradiremmo dal vostro
Governo: un minimo di autorevolezza
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie signor Presidente, grazie assessore, è stato
abbastanza, diciamo, lineare nel suo ragionamento. L'ho seguito,
assessore, vedo che smanetta col telefono, che è successo? Mi dia
un attimo di attenzione perché è fondamentale.
Ho visto anche, come dire, il suo intervento che chiarisce alcuni
punti però, rispetto alla questione iniziale, io ritengo che
bisogna fare alcune precisazioni, perché non mi piace che ci
possano essere dei colleghi di questo Parlamento che la vogliono
buttare in caciara e, siccome non mi sono mai nascosto dietro un
dito e quando faccio le cose le rivendico, ho sempre detto che in
questa legislatura è come se ci fosse stato uno spartiacque, uno
spartiacque preciso, no? E' come quando nella linea temporale della
storia, della suddivisione - come dire - ciclica, ci sia un prima
di Cristo e un dopo Cristo. Noi così definiamo la linea temporale
di spartizione
Allora io definisco questa legislatura in una definizione
temporale precisa e la rivendico. Prima del caso Auteri, dopo il
caso Auteri. Il sottoscritto quando ha dato indicazioni e quindi ha
espresso quelle che erano le indicazioni nelle scorse finanziarie,
lo ha fatto consapevole delle indicazioni che dava e sapendo il
fatto che, certamente, nei propri emendamenti non ha mai finanziato
né carnevali, né feste degli amici, né conti correnti di altri
colleghi. Quindi lo dico in maniera chiara e se qualcuno la vuole
buttare in caciara, io rispondo in modo semplice.
Quando abbiamo scoperto che in questo Parlamento c'era qualcuno
che utilizzava i fondi per darli all'associazione di riferimento,
ai propri familiari, il sottoscritto ha detto "basta", non funziona
più
Il sottoscritto ha rinunciato al milione di euro che mi era stato
messo a disposizione perché ha ritenuto questo un modus operandi
fuori da ogni grazia di Dio
E voglio rassicurare i colleghi. Non vi preoccupate che io il mio
seggio non lo devo andare a prendere in altre liste, non si sentano
scalfiti perché non è un problema, non ho bisogno di andare in
qualche modo a prenderlo a casa di altri; io rivendico le scelte
che ho fatto, le sottolineo e dico che a differenza però di alcuni
colleghi che vogliono fare a me la paternale io non ho finanziato
carnevali Semmai, cose di buon senso, come nello specifico sono
pronto a rivendicarle più volte perché le ho pubblicate ma, dopo
quello che è stato lo scandalo Auteri, ho detto "basta, non si può
pensare di andare avanti a colpi di maxiemendamenti dove ci
mettiamo a dare indicazioni su come, quando e perché ", perché
evidentemente questa cosa non andava.
E per chiunque vuole in qualche modo rimescolare questa faccenda,
sono pronto non a un confronto pubblico, a dieci confronti pubblici
perché le cose che faccio non solo le rivendico, ci metto la faccia
e le racconto senza problemi, io, con grande franchezza
Siccome qualcuno, come dire, vuole in qualche maniera pensare che
noi... la guerra è all'interno delle opposizioni Io non ho mai
fatto questo ragionamento però, se qualcuno lo vuole cominciare a
fare, io lo faccio, non ho problemi, lo faccio e non mi tiro
indietro.
Quindi lo dico senza colpo ferire che siccome, evidentemente,
forse qualcuno si sente minacciato nella propria comfort zone
politica, lo voglio rassicurare Non c'è nessuna minaccia, il
seggio me lo vado... come dire, me lo costruisco da solo attraverso
questo nuovo soggetto politico che si chiama Controcorrente, quindi
voglio rassicurare alcuni colleghi in questa maniera
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Colleghi, pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2.
Ne do lettura:
«Art. 2
Norme in materia di erogazione e mantenimento di contributi
pubblici
1. Al fine di razionalizzare le procedure di rendicontazione
finanziaria tuttora pendenti, di non vanificare gli investimenti
effettuati e le attività svolte e di consentire in condizioni di
certezza la ripresa delle attività produttive, gli enti pubblici e
le imprese, anche individuali, destinatari di contributi pubblici a
qualsiasi titolo, compresi quelli di derivazione europea, che non
hanno potuto completare i lavori o svolgere le attività indicate
nei provvedimenti di concessione dei suddetti contributi per cause
di natura oggettiva loro non imputabili, hanno diritto a mantenere
i contributi ricevuti in proporzione alla quantità dei lavori
realizzati e delle attività compiute, previa verifica
dell'autonomia funzionale dell'opera e della parziale realizzazione
dell'interesse pubblico sotteso all'erogazione finanziaria.
2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, i percettori dei contributi di cui al comma 1 possono
presentare domanda di mantenimento dei contributi al Dipartimento
regionale competente, il quale si pronuncia entro sessanta giorni.
3. Il termine di cui al comma 2 può essere sospeso solo una volta
ai fini di un approfondimento istruttorio per un massimo di trenta
giorni.
4. A seguito dell'istruttoria svolta, il Dipartimento regionale
competente può procedere alla conferma del contributo revocando
eventuali atti di annullamento o revoca oppure può ridurre il
finanziamento nei limiti di quanto realizzato o svolto.
5. Il provvedimento di cui al comma 4 contiene anche la decisione
di sgravio totale o parziale del titolo di recupero eventualmente
adottato dall'Amministrazione ed è trasmesso all'agente incaricato
per la riscossione.».
PRESIDENTE. Prego, Presidente Daidone.
DAIDONE. Le chiedo di accantonarlo momentaneamente per un
approfondimento che è in corso.
PRESIDENTE. Va bene, Presidente Daidone.
Accantoniamo, su richiesta della Commissione Bilancio, l'articolo
2.
Si passa all'articolo 3.
Ne do lettura:
«Art. 3.
Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 22 maggio 2024, n.
20
1. All'articolo 2 della legge regionale 22 maggio 2024, n. 20 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole fino al 31 dicembre 2024 sono sostituite
dalle parole fino al 30 giugno 2025 nelle more della procedura di
riaccertamento ordinario dei residui dell'esercizio finanziario
2024. ;
b) è aggiunto il seguente comma:
2. Il comma 1 trova applicazione per tutte le procedure per le
quali è richiesta la regolarità contributiva.».
Ci sono degli emendamenti soppressivi all'articolo 3.
L'onorevole Cracolici chiede la spiegazione dell'articolo 3,
assessore.
Interviene lei o la Commissione?
Presidente Daidone, sull'articolo 3 vuole dare...
Prego, perché c'è l'onorevole Cracolici che chiede informazioni
aggiuntive.
Prego, onorevole Abbate.
Grazie.
ABBATE. Grazie, signor Presidente.
L'articolo 3 non è altro che lo spostamento in avanti di una norma
che avevamo già approvato due volte con due modifiche, per quanto
riguarda la regolarità contributiva per le aziende agricole.
C'è un problema di fondo sugli aiuti che si stanno erogando per le
aziende che, a causa della siccità, si trovano nell'impossibilità
di erogarle perché le aziende si trovavano in difficoltà, per
quanto riguarda la regolarità contributiva.
Si è deciso di poter fare l'ampliamento fino al 30 giugno per dare
la possibilità di potere erogare tutti questi contributi che, in
questo momento, sono bloccati anche perché quest'anno coincide con
l'anno declarato dal Governo nazionale di stato di crisi.
Per questo motivo è stato aggiunto, anche nelle more di potere
espletare i residui e quindi di mettere a disposizione le risorse
per quanto riguarda le aziende agricole.
Questo è in realtà l'articolo 3 che è un portare in avanti, dal 31
dicembre al 30 giugno, la regolarità contributiva per le aziende
agricole.
Presidenza del Presidente Galvagno
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, prima che intervenga, siccome ho
ascoltato gli interventi dalla stanza perché mi sono assentato un
quarto d'ora, ora presiede nuovamente l'onorevole Di Paola, per
precisazione all'onorevole De Luca, non c'è una dichiarazione da
parte dell'onorevole Ciancitto, o peggio mi sento rispetto all'idea
di voler portare il CCPM in parti differenti da dove si trova in
questo momento.
Anzi, c'è una grandissima volontà tanto da parte mia, tanto da
parte di diverse forze politiche affinché rimanga dov'è.
Chiaramente, non bisogna soltanto dire che una cosa si voglia fare
ma bisogna creare le condizioni affinché si faccia.
Credo che la notizia che sia uscita sia differente e che sia stato
fornito un documento dove all'interno del medesimo c'era una nota
ministeriale che prevedesse quanto è stato detto dalla nota stessa
e non da lui. Quindi, credo che anche lui sia assolutamente
favorevole, ma non lo so, presumo di sì affinché rimanga dov'è. Al
netto di questo, giusto perché è una questione molto importante
quella del CCPM sulla quale tutti ci dovremmo assolutamente
raccordare Ha chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro, dopo
l'intervento dell'onorevole Daidone.
CATANZARO. Presidente, relativamente all'articolo 3 che ha
spiegato il Presidente Abbate della I Commissione nonché componente
della Commissione Bilancio non ho compreso bene qual è il senso di
questo articolo rispetto alla proroga che lui diceva fino al 30
giugno 2025.
Quindi, se era possibile che l'Assessore o il Governo spiegassero
questo articolo.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Presidente, credo sia stato già
l'articolo adeguatamente e chiaramente illustrato dall'onorevole
Abbate.
L'articolo è finalizzato a prorogare il termine per il Durc, per
il rilascio del Durc, da parte delle aziende che si trovino in una
situazione di difficoltà economica e quindi non sono in grado di
avere il Durc regolare e, per questo motivo, non possono - non
potrebbero in assenza di questa proroga - percepire i contributi.
Diciamo che la finalità dell'articolo è quella di consentire alle
aziende di ricevere i contributi nonostante il mancato rilascio del
Durc, per un periodo transitorio, al fine di consentire la
ricezione delle somme.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Io continuo a non comprendere, probabilmente non avendo
il testo coordinato mi sfugge l'insieme, la modifica che qui viene
proposta.
Qui non stiamo parlando del Durc, nel senso che la norma che
derogava al Durc - giusta o sbagliata che sia - è stata approvata
ed è passata al vaglio dello Stato.
La norma è vigente.
Il punto è che i finanziamenti di cui alla legge del 2024 che
consentivano i contributi in deroga al Durc, con questa norma li
stiamo estendendo al 30 giugno 2025, cioè stiamo facendo con questo
articolo 3 quello che volevamo fare con l'articolo 1, al primo
comma, che è stato ritirato, che significa fino al 30 giugno 2025
nelle more del procedimento di riaccertamento. Assessore, si
sposti che c'è l'Assessore - mio compagno di Partito - che mi deve
dare una spiegazione tecnica
PRESIDENTE. Compagni del PD, fate intervenire l'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Abbiamo un punto di vista differenziato sulle
procedure. La connessione delle procedure di riaccertamento dei
residui è una procedura che va di suo ai sensi del decreto
legislativo n. 118, che non ha a che vedere con le modalità di
effettuazione della spesa, cioè il riaccertamento dei residui, che
a fine anno tutto quello che non è stato speso o che è stato
impegnato ed è stato erogato una parte di ciò che è impegnato
vanno liberate le quote impegnate e non effettivamente erogate per
consentire il riaccertamento dei residui e quindi della ... e non
si può fare nel 2025 quello che si doveva fare nel 2024.
ABBATE. Le aziende agricole hanno ricevuto gli aiuti?
CRACOLICI. Ma questo lo deve chiedere all'Assessorato non a me, io
non so qual è la soluzione, se la pezza è peggiore del buco
ABBATE. L'Assessorato ha detto di inserire questa cosa.
CRACOLICI. Chi è l'Assessorato che l'ha detto?
ABBATE. Tozzo
CRACOLICI. Quindi noi dovremmo, nelle more del riaccertamento -
quindi ritardiamo il riaccertamento, cosa che il 118 obbliga a fare
e non ci sono deroghe - per consentire di pagare quello che
l'Assessorato non è riuscito a pagare, anche se il fatto che abbia
assunto l'impegno e ci sono i soggetti individuati, cioè il
creditore certo, il fatto che non sia stato pagato al 31 dicembre
non vuol dire nulla, perché il problema è l'impegno che abbia il
creditore certo al 31 dicembre.
ABBATE. Al momento dell'erogazione deve avere tutto a posto.
CRACOLICI. Io continuo a dire, guardate che così come questa norma
è scritta non risolve niente e mi dispiace che l'Assessore per
l'economia in maniera burocratica abbia liquidato il fatto che è
semplicemente una questione di erogazione.
Noi stiamo scrivendo in una norma che il riaccertamento del
residuo previsto dal 118 nelle more del riaccertamento continuiamo
a effettuare la spesa a prescindere dall'anno di contabilità.
Assessore, se prima ha detto che quella norma all'articolo 1 era a
dubbio di costituzionalità, questa è a dubbio di tirargliela da
qualche parte, quindi io mi chiedo qual è la logica delle norme
Ora, capisco che vogliamo risolvere i problemi ma quando si devono
risolvere i problemi, intanto si cerchi un approfondimento anche in
linea tecnica, perché forse il problema può essere risolto in via
amministrativa e non in via legislativa: perché in questo caso
rischiamo di fare più danni della soluzione che pensiamo di
risolvere facendo una norma. Dico ciò perché se questa norma - e
secondo me questo è vero, che ormai questo Governo a proposito
della letterina del Mef un giorno vede e un giorno non vede, perché
è passato compresa questa del Durc per essere chiari, dove ci sono
tomi di giurisprudenza che non si poteva derogare al Durc,
improvvisamente in nome della siccità si è detto che il Durc non ha
più importanza
Ma questo è il Governo del forse, mi riferisco al Governo
nazionale e quindi le impugnative sono a piacere. Ma qui stiamo
dicendo una cosa che ora io non so se gli uffici l'abbiano
approfondita sul piano tecnico: questa norma a me sembra folle
Cioè, che significa che nelle more... allora tutti i
riaccertamenti, che normalmente già a questa Regione veniva
l'orticaria quando doveva fare i riaccertamenti dei residui, non
era neanche abituata, vi ricordo che ci abbiamo impiegato cinque,
sei anni, per far capire che il 118 era entrato in vigore anche in
Sicilia e per cinque, sei anni, i riaccertamenti si facevano così,
infatti abbiamo considerato residui per tre o quattro finanziarie,
perché ogni finanziaria si scopriva che c'erano dei debiti
ulteriori rispetto a quelli dell'anno prima, proprio perché il
riaccertamento era molto, molto, labile
Allora, credo che il Governo debba dirci se, assessore Dagnino,
addirittura sia stata proposta dal Ragioniere generale, come dice
l'onorevole Presidente della I Commissione, e non ho motivo di
dubitare, però vorrei che ognuno di noi si assumesse la
responsabilità Che poi non si può dire è una norma di iniziativa
parlamentare, perché questa è una norma tecnica, e se lo è, ci
vuole il bollo del tecnico, perché qui stiamo parlando di norme
fondamentali che attengono alla regolarità contabile di qualunque
esercizio finanziario si va ad approvare.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Ad ulteriore chiarimento.
Dunque, non si tratta di consentire di svolgere attività oltre i
confini dell'esercizio 2024, si tratta di somme che sono state date
a titolo di contributi alle imprese colpite dalla crisi idrica, che
sono state impegnate nell'esercizio 2024, quindi il tema del
principio di annualità non viene in gioco nella misura in cui, come
ho detto in relazione al comma 2 dell'articolo 1, l'impegno è stato
assunto entro i confini dell'esercizio, che però non sono state
pagate, pur essendo state impegnate, per questione di ritardi di
natura amministrativa.
Ora, poiché la possibilità di eseguire il pagamento era consentita
dalla norma transitoria per i pagamenti, quindi non gli impegni, ma
per i pagamenti eseguiti entro il 31/12/2024, in mancanza di questa
norma, si verificherebbe una situazione ingiusta, per fatti non
imputabili ai beneficiari, secondo cui chi ha ricevuto il pagamento
entro il 31/12/24 poteva beneficiare dell'esenzione dal rilascio
del Durc, per chi ha eseguito il pagamento dopo il 2024, ma per
somme pur sempre impegnate nel 2024, invece non lo può ricevere
perché non c'è più la proroga per la presentazione del Durc. Questo
perché - do un ulteriore dettaglio di natura tecnica - lo ricordo,
ma molti immagino conoscano il tema, la verifica della regolarità
contributiva non viene fatta al momento dell'impegno, viene fatta
al momento successivo del pagamento, quindi è il pagamento che
gioca ai fini della verifica della regolarità contributiva: senza
questa norma, quindi, si verificherebbe un'ingiustizia, per cui per
un fatto relativo ad un'attività dell'Amministrazione, appunto
consistente nel pagamento oltre l'esercizio legittimo e conforme
col principio di annualità, trattandosi di somme impegnate entro
l'esercizio precedente, ebbene, quelle imprese, per un ritardo
dell'Amministrazione, non beneficerebbero dell'esenzione del
rilascio del Durc.
CRACOLICI. Ma si scriva così. Non mi pare che com'è scritto
significhi quello che dice lei. Se è come dice lei, io non ho
motivo di essere contrario...
PRESIDENTE. Onorevole, io non la sento.
CRACOLICI. Mi spiego meglio. Se quello che ha detto l'Assessore ha
come finalità, se ho capito bene, che è stato fatto un decreto di
impegno nei termini previsti dalla legge entro il 31 dicembre,
alcuni sono stati pagati, però mi dovete ascoltare, scusate Il
decreto di impegno fatto regolarmente entro il 31 dicembre ha
determinato due modalità: 1) è stato pagato entro il 31 dicembre,
quindi il beneficiario ha utilizzato la deroga Durc prevista dalla
legge del 2024; 2) chi invece per motivi amministrativi viene
pagato nel corso dell'esercizio 2025 non beneficerebbe della deroga
del Durc irregolare, chiamiamola così
Allora, siccome la fonte è la stessa, basterebbe scrivere che i
provvedimenti di cui al decreto di impegno relativo alla legge...
sono erogati ai sensi della legge del 2024. Ma scrivere qui "nelle
more del riaccertamento..." cose che non c'entrano, come dire, che
c'entra il riaccertamento col fatto che c'è un decreto di impegno
al quale non si è fatto corrispondere il pagamento?
Ricordo che l'atto contabile fondamentale è il decreto di impegno,
cioè nel momento in cui l'Amministrazione ha impegnato al 31
dicembre le somme per Cracolici, Cracolici è un creditore certo che
nel 2025, se l'Amministrazione non me li ha erogati nel 2024,
rimane creditore, cioè gli faccio causa e me li deve dare
Detto ciò, basta spiegare le cose che si vogliono fare in una
maniera semplice, cioè se ci sono dei beneficiari che a causa dei
ritardi di pagamento non possono godere del beneficio del Durc,
così come previsto dalla legge del 2024, si dice che si estende
anche a quella categoria, di cui al decreto, la possibilità di
erogare e ricevere i pagamenti.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Anche per venire
incontro alle osservazioni e cercare di capire come fare a
riscrivere o emendarlo in modo diverso, lo accantoniamo un
attimino.
Noi provvediamo a riscriverlo e passiamo all'articolo 4.
Ora vediamo come fare e se c'è spazio per farlo.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, apprezzo
l'intento semplificatorio dell'onorevole Cracolici. Se si vuole
riformulare, per carità
La posizione del Governo è che l'effetto giuridico della norma per
come formulata è nei sensi che abbiamo illustrato. Poi se può
apparire poco chiaro, andrebbe rivisto riguardando anche le norme e
i riferimenti normativi, però a giudizio del Governo, l'effetto
prodotto dalla norma così formulata è quello illustrato e voluto
dalla Commissione e ritenuto corretto dal Governo.
PRESIDENTE. L'articolo 3 è accantonato.
Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Norme in materia di erogazione di contributi di competenza
dell'Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo
1. Al comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale 30 gennaio
2025, n. 3 le parole attribuite ai beneficiari sono sostituite
dalle parole trasferite agli enti locali o attribuite agli altri
beneficiari .
2. L'erogazione dei contributi di competenza dell'Assessorato
regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo previsti
dalla legge regionale 3 gennaio 2024, n. 3 e dalla legge regionale
12 agosto 2024, n. 25 è effettuata attraverso il trasferimento
diretto agli enti locali interessati o l'attribuzione agli altri
beneficiari.».
Si passa all'emendamento 4.1 a firma dell'onorevole De Luca A. e
altri. Onorevole De Luca lo ritira?
DE LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. L'emendamento 4.1 è
ritirato.
Si passa all'emendamento 4.3, sempre a firma dell'onorevole De
Luca A. e altri. E' ritirato?
DE LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. La norma prevede altri beneficiari oltre gli enti
locali. Chi sono gli altri beneficiari?
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Onorevole Cracolici, gli enti ecclesiastici.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.2, a firma dell'onorevole
De Luca A. e altri, soppressivo del comma 2. Onorevole De Luca, lo
ritira?
DE LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 21 settembre 2005,
n. 11
in materia di consorzi fidi
1. All'articolo 3, dopo il comma 5 bis della legge regionale 21
settembre 2005, n. 11, è aggiunto il seguente comma:
5 bis.1. A decorrere dall'1 gennaio 2025, per i confidi iscritti
agli elenchi o agli albi di cui agli articoli 106 e 112 del decreto
legislativo l settembre 1993 n. 385 è sufficiente il rispetto di
uno solo dei parametri di cui al comma 5 bis. .
2. All'articolo 3, comma 5 ter della legge regionale n. 11/2005,
dopo le parole fino a un massimo di 24 , è aggiunto il seguente
periodo:
A decorrere dall'l gennaio 2024, ai confidi iscritti agli elenchi
o agli albi di cui agli articoli 106 e 112 del decreto legislativo
l settembre 1993, n. 385 è assegnato un punteggio base di 15
punti. .».
Ci sono gli emendamenti soppressivi dell'onorevole De Luca
Antonino. Onorevole De Luca li ritira?
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, devo avere il tempo di
leggere.
Vorrei qualche chiarimento sull'articolo 5 da parte
dell'Assessore.
PRESIDENTE. Su che cosa nello specifico?
DE LUCA Antonino. Sui consorzi, sui fidi, tutto il resto...
PRESIDENTE. Assessore, sull'articolo 5 vuole dare dei chiarimenti
in merito?
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. In estrema
sintesi, si tratta di allargare le maglie per la concessione dei
contributi ai consorzi fidi, che in Sicilia versano in una
situazione di difficoltà economica e finanziaria. I criteri
attualmente previsti per ricevere contributi sono eccessivamente
restrittivi e pochi consorzi fidi riescono a percepirli.
Questo è il senso, nella sintesi massima, dell'intervento
normativa proposta.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Vorrei che - non trovo neanche nulla col
Servizio studi - in particolare sulla modifica, a decorrere dal 1
gennaio 2025, per i confidi iscritti agli elenchi e agli albi di
cui agli articoli 106 e 112 del decreto legislativo, è sufficiente
il rispetto di uno solo dei parametri di cui al comma 5 bis, quindi
mi sembra che attraverso questo disegno di legge stiamo andando ad
allentare ciò che è il rispetto dei criteri che normalmente vengono
richiesti per la concessione di questi confidi.
E allora su questo starei un attimino attento e non mi limiterei a
dire se il collega Cracolici, anzi io su questo inviterei anche il
collega a intervenire, perché mi sembra che con questo articolo 5
stiamo allargando
Siamo passati all'articolo 5, entriamo nella materia dei fidi e
dei confidi, e stiamo andando a dire che basta il rispetto di un
solo requisito per concederli.
Allora, credo che su questa cosa qui, Assessore, lei dovrebbe
essere un po' più specifico, anche comunicando all'Aula quali sono
i requisiti attualmente richiesti e quindi quali sono i requisiti
cui andiamo, quattro su cinque, a rinunciare. Mi sembra un po'
"pericolosino", diciamo così.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Non ho capito, onorevole,
se ritira gli emendamenti soppressivi.
DE LUCA Antonino. No, non li ritiro
PRESIDENTE. Quindi, mettiamo in votazione l'emendamento 5.1? Per
capire?
DE LUCA Antonino. Io vorrei che l'Assessore chiarisse all'Aula
quali sono i requisiti cui stiamo rinunciando per la concessione
dei confidi, sono i soldi.
PRESIDENTE. Assessore, vuole aggiungere ulteriormente? E poi
mettiamo in votazione gli emendamenti, perché altrimenti...
DAGNINO, assessore per l'economia. Sto recuperando i riferimenti
normativi, un momento. Non posso ricordare a memoria tutte le
norme.
Allora, la legge regionale n. 11 del 2005, al comma 5 bis,
stabilisce alcuni criteri che sono applicabili per la concessione
di benefici finanziari ai consorzi fidi siciliani. Questi requisiti
sono 4, e sono riportati nella tabella al comma 5 bis dell'articolo
3.
Il primo requisito è un'attività finanziaria minima, per gli anni
2008, 2009, 2010 e seguenti, di 10 milioni di euro. Il secondo
requisito è relativo al patrimonio netto, comprensivo dei fondi
rischi indisponibili, e la soglia minima è 250 mila euro. Il terzo
requisito è il rapporto medio di utilizzo del fondo rischi rispetto
alle garanzie in essere che non può superare, a partire dall'anno
2010 e seguenti, l'1,5 per cento. Il quarto requisito è che le
garanzie rilasciate sui finanziamenti a medio e lungo termine, sul
totale, non devono incidere per più del 30 per cento. Attualmente è
necessario il superamento di almeno tre dei sopramenzionati quattro
parametri. Con l'intervento che è all'esame dell'Aula si richiede,
si stabilisce sia sufficiente il rispetto di uno anziché tre dei
parametri predetti. Questi sono i termini tecnici dell'emendamento.
PRESIDENTE. Che facciamo onorevole De Luca, li ritira o li mette
in votazione gli emendamenti?
DE LUCA Antonino. Aspetti, va bene ora vorrei capire
dall'Assessore per il bilancio, perché dobbiamo cercare di capire
che ci sono le cose che il Parlamento regionale vorrebbe fare e poi
ci sono le cose che il Parlamento regionale può fare.
Ora, la mia domanda è: questi requisiti vanno a individuare una
categoria di aziende che è medio grande per la concessione di
quelli che chiamiamo volgarmente prestiti, giusto? Sono delle
immissioni di liquidità. I requisiti sono determinati con norma
nazionale, non con norma regionale e, allora, la domanda che pongo
all'Assessore per il bilancio è: il Parlamento regionale, in questo
caso, pur riferendosi a normativa regionale, può dire a posteriori
va bene noi, anziché erogare i confidi alle aziende che hanno i
requisiti di cui alla norma nazionale, basta che ne rispettino solo
uno su quattro, oppure no perché quei soldi sono direttamente
collegati a normative nazionali? Perché se sono soldi regionali e
noi abbiamo scelto quei criteri perché ci sono piaciuti, allora
possiamo derogare, ma se quei confidi sono, invece, connessi a
normative nazionali non so se il Parlamento regionale possa
derogare oppure no. E questo me lo deve dire l'Assessore regionale.
PRESIDENTE. Assessore, adesso la faccio intervenire però dico,
onorevole De Luca, nel prossimo intervento se farà ulteriore
interventi, le domande, se è possibile, in un unico intervento
perché altrimenti sta diventando un dibattito tra lei e
l'Assessore. Lei ha fatto tre interventi con tre domande
differenti
DAGNINO, assessore per l'economia. O quasi anche un'interrogazione
a saltare, lasciatemi dire, Presidente No, rispondo per allineare
subito il dibattito. Premesso che non è una norma di iniziativa
governativa, ma è di iniziativa parlamentare però la risposta è
secca ed è tecnica: i parametri che ho poc'anzi elencato sono
contenuti nella legge regionale, non nella legge nazionale, quindi
il Governo non ravvisa elementi, in questo specifico caso, di
difficoltà tecnica nell'approvazione di questa norma.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca i soppressivi sono ritirati?
Perfetto, se i soppressivi sono tutti ritirati quelli all'articolo
e quelli ai commi, votiamo l'articolo 5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11
1. Il comma 8 quinquies dell'articolo 128 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 è abrogato.».
Sono stati presentati degli emendamenti soppressivi a firma degli
onorevoli De Luca e Giambona. C'è un sostitutivo. Assessore,
intanto se può dare delucidazioni per quanto riguarda l'articolo 6
DAGNINO, assessore per l'economia. E' una norma che ha una
rilevanza puramente tecnica, anzi diciamo di perfezionamento del
sistema normativo perché il comma 8 quinquies, dell'articolo 128
della legge 11 del 2010 - la legge più volte, prima citata, che
riguarda i contributi - prevede l'obbligo della Giunta regionale di
pubblicare, sul sito ufficiale della Regione, la graduatoria dei
beneficiari dei contributi, con il relativo importo, il giorno
successivo all'approvazione del decreto assessoriale di cui al
comma 8 bis.
Questa norma si sovrappone alla norma di carattere più generale
che già prevede l'obbligo di pubblicazione di tutte le delibere
della Giunta regionale nel sito ufficiale della Regione. Come
sappiamo sono pubblicate tutte le delibere e non solo questa nello
specifico.
Quindi, si tratta di un doppio obbligo di pubblicazione che, devo
dire per quanto forse discutibilmente, ha indotto in passato gli
Uffici della Regione a fare una doppia pubblicazione inutile.
Quindi, si chiedeva di eliminare questo orpello che è stato
interpretato in senso letterale, nel senso di obbligare ad una
doppia pubblicazione. Tutto qua. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Se si tratta di semplificare, ci mancherebbe. La
domanda però è una: mentre gli atti di Giunta vanno pubblicati
entro cinque giorni, questo atto aveva una specialità che deve
essere pubblicato il giorno dopo. Ma per una ragione, Assessore,
cioè la certezza da parte degli enti beneficiari di essere a
conoscenza del contributo concesso. Perché? Perché noi oggi abbiamo
una situazione che è la seguente, ecco perché si potrebbe scrivere,
di converso, che se è pubblicata questa non si pubblica l'altra,
diciamo. Questa norma c'era per una ragione perché la procedura
prevede un fondo; poi la Segreteria generale chiede ai singoli
dipartimenti di fare il bando; gli enti connessi ai singoli
dipartimenti presentano l'istanza; l'istruttoria la fa il singolo
dipartimento; poi va in Giunta per la proposta
Ma mi ascoltate un attimo?
Poi va in la Giunta, per la proposta di finanziamento. Di norma,
la proposta di finanziamento è in percentuale rispetto alle
richieste per le quali sono state fatte le istruttorie.
Quindi la ragione è che, siccome quegli enti poi devono spendere -
e addirittura abbiamo consentito la proroga, con l'articolo 1, di
sei mesi per la rendicontazione -, quindi non basta sapere quanto
hai avuto, ma siccome devo spendere e posso sospendere nei limiti
del finanziamento che tu mi dai e allora la ragione, per cui si
pubblicava il giorno dopo, nasce da questo.
Secondo me era un atto di buona trasparenza amministrativa, perché
quando arriva in Giunta l'atto è già istruito, quindi non è che ci
sono chissà quali grandi sommovimenti. Per cui non ci vuole niente
a pubblicarlo, è un atto meramente di trasposizione dal cartaceo al
digitale, e viene pubblicato nel sito della Regione.
Io non mi strappo i capelli. Però, come dire, vorrei ricordare che
stiamo abrogando una norma di trasparenza, dopo quasi quindici anni
dalla sua attuazione. Non capisco bene il perché, dopodiché...
perché è del 2010 la norma.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Onorevole De Luca, lei
voleva intervenire?
DE LUCA Antonino. No, volevo dire di procedere con il sostitutivo,
l'emendamento 6.4.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, vuole intervenire sul 6.4? Prego.
DE LUCA Antonino. Per chiedere che sia posto in votazione il 6.4,
prima dei soppressivi, essendo un sostitutivo. Allora ritiro il
soppressivo. Così andiamo al 6.4.
PRESIDENTE. Quindi, è ritirato il soppressivo 6.1. Onorevole
Giambona il 6.3 è ritirato?
GIAMBONA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. E' ritirato pure il 6.2.
Si passa all'emendamento 6.4.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Galvagno
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 6.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti........................57
Votanti ........................43
Maggioranza .............. 22
Favorevoli ...................20
Contrari .......................23
Astenuti ....................... 2
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 12
gennaio 2012, n. 8
1. Al comma l dell'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio
2012, n. 8 è aggiunto il seguente comma:
1 bis. Le attività di supporto per lo svolgimento delle attività
dei commissari liquidatori di cui al comma 1 sono svolte anche in
favore dei commissari liquidatori della liquidazione coatta
amministrativa utilizzando le risorse umane, strumentali e
finanziarie già disponibili a legislazione vigente. .».
Comunico che sono stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi, pertanto si vota esclusivamente il mantenimento
dell'articolo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Centro direzionale del Consorzio ASI di Palermo
1. Il comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale 8 maggio
2018, n. 8 è abrogato.».
Comunico che sono stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, è molto
delicata questa vicenda del
Gradirei, Presidente, se è possibile, l'attenzione del Governo,
perché...
PRESIDENTE. Assessore e presidente Daidone, ascoltiamo
l'intervento dell'onorevole Sunseri. Prego, onorevole.
SUNSERI. Grazie, Presidente. La questione in merito agli edifici
ex Asi
Io non riesco, Presidente.
La questione in merito a questi edifici ex Asi, nella zona
Brancaccio di Palermo, è molto delicata e pregherei l'Assessore un
attimo di attenzione perché la proposta, allora, veniva dal Governo
precedente, diciamo, era una proposta governativa.
Ricordo, Presidente, che l'allora assessore Armao presentò una
norma che, di fatto, trasferì questi beni dell'Asi alla Regione
siciliana. Trasferimento che avvenne a zero euro.
Questi beni furono valutati dal Dipartimento tecnico regionale per
3,7 milioni di euro, vado a memoria. A distanza di sette-otto anni,
stiamo proponendo di abrogare quella legge che trasferiva quei beni
di un ente in liquidazione alla Regione e, quindi, di riportare il
bene all'ente in liquidazione.
L'ente in liquidazione, che continua a essere l'ASI, si ritrova un
bene che non solo non è più nelle condizioni per le quali è stato
trasferito nel 2018-2019 - se non ricordo male - alla Regione
Siciliana, ma che addirittura, nell'arco di questi anni, è stato
vandalizzato, distrutto, derubato, chi più ne ha più ne metta.
Anziché essere riqualificato, così come era preventivamente
immaginato dall'allora Governo regionale, è stato completamente
abbandonato.
Quindi, qual è stata l'operazione? Un bene ex ASI in liquidazione
- e la liquidazione dell'ASI significa, Assessore, che lei ben sa
che quel bene aveva un valore e che doveva tutelare i creditori - è
stato trasferito alla Regione Siciliana, che nell'arco di questi
anni lo ha totalmente abbandonato. Nell'ultimo anno, è stato
vandalizzato almeno cinque volte, ha perso completamente valore
rispetto a quello che era stato già quantificato precedentemente
dal Dipartimento tecnico regionale.
E adesso, con un'abrogazione di norma, lo riportiamo all'ASI.
L'operazione politica fallimentare del Governo precedente, mi
permetto di dire, sta causando un danno inimmaginabile a un ente in
liquidazione. Perché? Perché questo ente aveva un bene che prima
aveva un valore certificato da una valutazione del Dipartimento
regionale tecnico della Regione siciliana per un valore vicino ai 4
milioni di euro. Ora, io non so quanto possa valere oggi quel bene
- mi riferisco anche ai parlamentari della provincia di Palermo,
che lo conoscono con maggiore attenzione - ma è stato distrutto,
vandalizzato, abbandonato, depredato di ogni cosa: dai bagni alle
scrivanie, a tutto ciò che era possibile rubare.
E noi glielo stiamo restituendo vandalizzato
Siamo veramente ai paradossi. Io non vorrei essere nei panni del
commissario liquidatore dell'ASI nominato dal Governo, perché il
commissario liquidatore dell'ASI si ritrova un bene che aveva un
valore, che certamente non era in buone condizioni, ma che comunque
aveva un valore.
Oggi, a distanza di anni, se lo ritrova all'interno del proprio
patrimonio vandalizzato, con un valore almeno un quarto rispetto a
quello che aveva quando glielo abbiamo sottratto con una legge
regionale.
Credetemi, davvero, non vorrei essere nei panni del commissario
liquidatore, perché, secondo me, un esposto alla Corte dei Conti va
fatto. Noi abbiamo turbato, a tutti gli effetti, una liquidazione,
abbiamo negato ai creditori la possibilità di aggredire un bene che
aveva un valore e che oggi non ha più.
Ora lo stiamo restituendo vandalizzato, distrutto, senza averlo
riqualificato in alcun modo. Ma non solo: senza neanche aver
vigilato su quel bene, che è stato completamente devastato.
E siccome adesso non sappiamo cosa farcene, ha un valore ridicolo
e non abbiamo né le risorse, né la volontà, né il desiderio di
valorizzarlo, di dargli un'utilità, di metterlo a bando, di
assegnarlo a qualcuno o di stanziare delle risorse per recuperarlo,
glielo ridiamo indietro.
Quindi, lo abbiamo scippato, con una procedura - secondo me -
illegittima, tolto distrutto e glielo ridiamo. Follia totale. Cioè,
mai visto nulla del genere all'interno della nostra Regione
Non credo che esista un precedente per una cosa del genere, tra
l'altro in una procedura di liquidazione. Perché quell'ente è in
liquidazione da tempo immemore, ma è pur sempre un ente in
liquidazione
Noi, di fatto, lo abbiamo sottratto alla liquidazione, non lo
abbiamo più vigilato, lo abbiamo disintegrato, vandalizzato, e ora
lo restituiamo con un valore nettamente inferiore. Ripeto, se fossi
il commissario dell'ASI, presenterei un esposto in Procura e alla
Corte dei Conti. Perché io devo liquidare, e se mi ridate un bene
distrutto completamente, e avete fatto tutto voi senza che io abbia
potuto fare nulla, lo trovo veramente vergognoso. Grazie.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Assessore Dagnino, vuole
rispondere?
DAGNINO, assessore per l'economia. Si.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. In realtà,
a noi pare, al Governo pare che questa norma sia una norma di buona
amministrazione. Spiego subito le ragioni.
Si afferma che il bene sarebbe stato vandalizzato, si tratta di un
bene che la Regione a suo tempo aveva avocato a sé, usiamo
un'espressione atecnica, perché aveva l'intenzione di realizzarvi
delle strutture finalizzate alla funzionalità della Protezione
Civile. È emerso nel tempo che quelle strutture non avevano i
requisiti tecnici per svolgere di questa attività.
Ora, se il bene viene restituito, noi in questa fase, in questo
momento, con la restituzione non facciamo altro che ripristinare il
patrimonio dell'Asi che come è stato correttamente riferito
dall'onorevole Sunseri, sarebbe stato destinato ai creditori
dell'Asi stessa quindi, con questa operazione di restituzione, noi
in primo luogo stiamo ripristinando il patrimonio a beneficio dei
creditori.
Non avremmo nessun motivo di tenerlo in capo alla Regione se la
Regione ha verificato che non ha una utilità per la Regione stessa.
Quindi, è un atto quanto meno doveroso quello della restituzione.
L'obiezione che viene mossa rispetto alla restituzione stessa è che
il bene sarebbe stato vandalizzato e che il valore - è stato detto
- sarebbe addirittura un quarto.
Ebbene, il Governo non ha evidenza che il valore sia ridotto in
termini così rilevanti come è stato riferito. Si parla di
vandalismo però, ricordo a me stesso, che si tratta di un bene che
comunque essendo messo sul mercato per finalità di vendita a
privati richiederebbe ristrutturazione.
Quindi non era un bene che quando è stato assunto dalla proprietà
della Regione era pronto per essere utilizzato per finalità di
terzi, comunque era un bene soggetto a ristrutturazione. Riteniamo
sia un atto doveroso quello di restituire un bene per tutelare il
patrimonio dei creditori e gli interessi dei creditori dell'Asi,
l'Asi stessa probabilmente lo metterà in vendita, chi lo compra
comunque vandalizzato o non vandalizzato lo dovrà ristrutturare per
finalità diverse da quelle cui era originariamente destinato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, visto e considerato che il senso
della norma sarebbe quello di far sì che poi il bene possa in
qualche modo ritornare, ma così come è scritta, riteniamo, si
ritiene dagli Uffici, che non produrrebbe chiaramente questo
effetto perché non basta l'abrogazione.
C'è un invito della Presidenza a riformularlo ora o magari lo
possiamo stralciare e riproporlo nel prossimo disegno di legge che
noi andremo ad approvare.
Faccio decidere all'Assessore quello che ritiene più opportuno.
Eventualmente lo accantono perché lei possa fare degli
approfondimenti o eventualmente riscriverlo.
DAGNINO, assessore per l'economia. Possiamo accantonarlo.
PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo 8
Si passa all'articolo 9. Ne dò lettura:
«Art. 9.
Modifiche alla legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3
1. All'articolo 7 della legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) alla lettera m) dopo le parole settimana santa 2025 sono
aggiunte le parole e per attività culturali relative all'anno
santo ;
b) alla lettera n) dopo le parole settimana santa 2025 sono
aggiunte le parole e per attività culturali relative all'anno
santo .
2. Al punto 255 della tabella I di cui all'articolo 1 della legge
regionale 30 gennaio 2025, n. 3, nella sezione oggetto la parola
del è sostituita con le parole di via .
3. L'articolo 24 della legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3 è
sostituito dal seguente:
1. Per l'adeguamento degli importi delle indennità degli
amministratori e dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali
di cui all'articolo 38 della legge regionale 27 luglio 2023, n. 9,
dei comuni capoluogo delle Città metropolitane in stato di dissesto
finanziario alla data di entrata in vigore della presente legge e
che hanno ancora in corso la relativa procedura di risanamento di
cui all'articolo 265 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, è attribuito, per l'esercizio finanziario 2025, il complessivo
contributo di 1.200 migliaia di euro, da ripartire ai predetti
comuni, proporzionalmente al numero di abitanti, con decreto
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica.
2. L'assegnazione finanziaria attribuita a ciascun comune ai sensi
del comma 1 è volta a supportare l'esercizio delle funzioni
istituzionali proprie dell'ente locale e non costituisce contributo
straordinario da rendicontare ai sensi dell'articolo 158 del
decreto legislativo n. 267/2000.».
Chiedo all'Assessore di potersi attivare per un'eventuale
riscrittura.
All'articolo 9 sono stati presentati degli emendamenti.
Si passa all'emendamento 9.1, a firma dell'onorevole De Luca
Antonio e altri.
Onorevole De Luca è mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 9.4, a firma De Luca.
DE LUCA Antonino. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti 9.3 e 9.2, a firma De Luca,
entrambi soppressivi.
Posso considerarli ritirati?
L'emendamento 9.2 riguarda la soppressione del comma 3.
DE LUCA Antonino. Chiedo che l'Assessore illustri i commi 2 e 3.
PRESIDENTE. Assessore, può illustrare - appena disponibile - il
comma 2 ed il comma 3 dell'articolo 9 perché ci sono due articoli
soppressivi da parte dell'onorevole De Luca e altri.
Presidente della Commissione, c'è qualcuno che li può illustrare?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Il comma 2 è
semplicemente la modifica di una dizione della Tabella 1 dove il
termine "di via" è sostituito con "via".
Cioè, sostanzialmente, nel denominare il soggetto è stato messo
"via" anziché "di via".
Quindi è una modifica meramente letterale, niente di più.
Mentre il comma 3 è legato alla riformulazione dell'articolo 24
che, così come era, era inapplicabile e quindi è stato riformulato
per metterlo in condizione di essere applicato, altrimenti sarebbe
stato, ribadisco, inapplicabile.
Anche questo, quindi, sulla base delle indicazioni che ci sono
state date dal Dipartimento competente sarebbe stato non operativo
da un punto di vista della denominazione, quindi è stato
riformulato in questo senso.
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole De Luca se gli emendamenti 9.3 e
9.2 sono mantenuti o ritirati.
Il 9.2 è mantenuto. Bene. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 9.5, a firma dell'onorevole Abbate.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, gli aggiuntivi no
PRESIDENTE. Intanto lo sto leggendo adesso. Per ricordare quello
che è stato detto in Conferenza dei Capigruppo, tutti gli
emendamenti correttivi rispetto alla manovra finanziaria dovevano
essere portati e inseriti proprio in questo disegno di legge, non
in un altro, proprio in questo disegno di legge perché è attinente
al tema, non è aggiuntivo onorevole De Luca.
Su questo ho memoria, se lei non c'era è un altro conto, si figuri
se avessimo fatto qualcosa che non fosse stato concordato.
DE LUCA Antonino. Ma perché non è stato fatto in Commissione? Mi
fido di lei, però lo sto apprendendo adesso.
PRESIDENTE. Su questi emendamenti, che hanno un carattere
correttivo che doveva essere sottoposto in Seconda Commissione, è
stato concordato - non detto, concordato - che se ci fossero stati
dei refusi, delle problematiche - non con cambio di destinazione di
finalità - potessero essere sottoposti e portati avanti.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, credo a quello che avete
fatto in Conferenza dei Capigruppo il giorno che non c'ero, dopo di
che, al netto di tutto, c'è stato il passaggio in Commissione di
questo come di altri, il 3.7 e 3.8. Ma poi io non comprendo come
possa essere considerato un correttivo passare da campi da tennis
a "Ciccio Scapellato", cioè lo comprendiamo che stiamo cambiando
tutto? Stiamo passando da campi da tennis a "Ciccio Scapellato". A
me questo non sembra un modo di procedere, mi sembra un modo di
fare delle scaltrezze.
PRESIDENTE. No, se fosse così non si può certamente fare, se voi
avete il tempo di confrontarci noi ci confrontiamo e troviamo
sempre una soluzione.
DE LUCA Antonino. Io l'emendamento 9.6 lo comprendo.
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Abbate, così come è stato
concordato se si trattava e si potevano portare avanti degli
emendamenti che avessero dei refusi che durante la manovra
finanziaria potevano essere corretti in questo disegno di legge si
tratta di un refuso oppure noi prima lo stiamo destinando al Comune
di Alcamo e domani mattina lo stiamo destinando al Comune di
Zafferana?
Onorevole Abbate, gentilmente, dovrebbe rispondere al microfono.
ABBATE. Signor Presidente, è un refuso e sul nome del progetto che
deve essere giusto altrimenti il Comune non riesce poi a mandare la
gara, perché si è sbagliato a mettere campi da tennis con "Ciccio
Scapellato" che è la stessa cosa, stessa via, stesso punto, stesso
problema, è soltanto la denominazione del progetto, solo questo.
Altrimenti non possono essere utilizzate le risorse.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, su quella che è stata la
determinazione in Conferenza dei Capigruppo siamo d'accordo, perché
si parlava di correzioni tecniche, però io ritengo, Presidente
Galvagno, onde evitare di aprire una discussione che poi ovviamente
ci viene difficile, il 9.5 e il 9.6 rispetto alle parole "campi di
tennis" sono sostituite con le parole "Ciccio Scapellato", secondo
me è una cosa non tecnica, è una cosa che cambia totalmente la
destinazione rispetto a quello che è stato il contributo. Quindi se
il collega Abbate lo ha voluto ...
PRESIDENTE. Siccome io non ho motivo di dubitare della buona fede
dell'onorevole facciamo la seguente: visto e considerato che noi
comunque abbiamo concordato d'intervenire sui refusi, se
effettivamente il campo da tennis corrisponde a quello che lei sta
dicendo, problemi non ne devono avere, diversamente è chiaro che
questo emendamento viene considerato aggiuntivo e così come al pari
degli altri aggiuntivi non viene trattato, viene trattato insieme
agli altri. Così come nell'emendamento successivo, che è il 9.6, se
il Comune di Modica viene sostituito...
CATANZARO. Ma c'è pure il 9.7, attenzione.
PRESIDENTE. Ascolti onorevole, qua non si fanno cose che non siano
state concordate, se è un cambio di destinazione non può essere
trattato in questo momento se non insieme agli altri ma se è un
refuso perché il comune o l'ente preposto non riesce ad erogare il
servizio, il beneficio, è chiaro che così come è stato concordato,
si va avanti. Quindi eventualmente o rispiega o si confronta uno
per uno e ci spiega il perché, cosicché l'Aula può andare avanti in
maniera serena.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Nessun problema, se sono delle modifiche tecniche, come
noi abbiamo stabilito in Conferenza dei Capigruppo, nessun
problema. Il problema sta nel fatto se eventualmente cambia la
destinazione, perché ce lo siamo detti anche in Conferenza dei
Capigruppo, quindi su questo punto...
PRESIDENTE. Ci mancherebbe che possa essere in maniera differente
Onorevole Abbate, li spieghi tutti e tre, per favore, in maniera
puntuale, perché è importante che tutti i colleghi abbiano certezza
di quello che noi stiamo facendo.
ABBATE. La misura che è stata concordata per l'infrastruttura, per
il comune di Scicli, resta uguale. Il progetto riguarda Ciccio
Scappellato, che l'interezza della struttura e il progetto è
denominato in questo modo. C'è stato un refuso perché
precedentemente si era scritto campi da tennis ed è rimasto il
refuso precedente, è un refuso, ma il progetto è uguale.
Lo stesso per quanto riguarda il secondo emendamento, siccome era
stato scritto preciso come quello dell'anno scorso, che era per
progetti socio educativi, in realtà è per il centro diurno dei
disabili, e la Diliberto ha chiesto di poterlo specificare per
potere erogare le risorse, ma non cambia nulla rispetto a quella
che era la finanziaria.
PRESIDENTE. E questo per quanto riguarda il primo emendamento, sia
il 9.5 che il 9.6, però c'è anche un 9.7, ma non è suo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, colleghi parlamentari, io ho
seguito con attenzione l'intervento che ha fatto l'onorevole Abbate
e voglio tranquillizzare il mio Capogruppo, il Gruppo parlamentare
del Pd, che l'onorevole Abbate ha perfettamente ragione. Purtroppo
dovete capire che essendo a prima legislatura, a volte ha
difficoltà a scrivere gli emendamenti e quindi, purtroppo, gli
emendamenti erano scritti male e dobbiamo correggerli.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, deve parlare vicino al
microfono. Se la prima parte la omette sarei anche più contento.
Allora, c'è il suo collega, che tra l'altro è della stessa
provincia, che conosce abbastanza bene la vicenda, quindi
oggettivamente c'è la buona fede da parte dell'onorevole Abbate,
non avevamo dubbi, però è chiaro che potrebbero insorgere delle
perplessità da parte di chi legge.
Pongo in votazione l'emendamento 9.5. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.6.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.7.
Lo pongo in votazione.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, può sospendere un minuto,
perché il collega Varrica sta preparando un subemendamento per
introdurre una modifica compatibile al testo.
PRESIDENTE. Sul 9.7?
DE LUCA Antonino. Sì
PRESIDENTE. Me lo può preannunciare di che si tratta, onorevole
Varrica?
VARRICA. Signor Presidente, si tratta di una modifica legata ad un
contributo per infrastrutture al comune di Castelbuono, che ha
modificato la denominazione del progetto, avevano dato la stringa
sbagliata.
PRESIDENTE. Ok, e questo è un aggiuntivo rispetto a quello che noi
abbiamo detto. Ora, noi abbiamo specificato, non di presentarli in
questo momento, ma in una fase precedente, proprio per evitare
un'eventuale situazione di imbarazzo, perché immaginiamo che ce ne
possano essere degli altri.
Se effettivamente è un errore materiale, così come lo è stato per
il 9.5, il 9.6 e il 9.7, non ha senso subemendare un qualcosa di
certamente tecnico. Eventualmente lei, eccezionalmente lo
sottopone, lo spiegheremo ma come emendamento aggiuntivo a parte,
solo ed esclusivamente se è tecnico, non se cambia la destinazione
o il beneficiario. Sono stato chiaro?
VARRICA. No, è la stringa sbagliata.
PRESIDENTE. E allora lo porti qui, lo presenti in Presidenza, non
presenti un subemendamento, perché non c'entra con l'emendamento in
questione.
Pongo in votazione l'emendamento 9.7. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Chiedo all'onorevole Varrica di velocizzarsi per portarmi questo
emendamento.
Si passa all'emendamento 9.10, del Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.8 degli onorevoli Lombardo Geremia ed
altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, questo è un emendamento che prevede
una nuova spesa.
Allora, siccome credo che ci siano stati...
PRESIDENTE. E' un cambio di Dipartimento, mi dicono dagli Uffici.
Se vuole, prima lo illustra il proponente, che è l'onorevole
Lombardo, e poi eventualmente lei interviene. Prego, onorevole
Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sostanzialmente l'emendamento si prefigge, a invarianza di spesa,
di destinare l'intervento previsto dalla legge di stabilità n.
3/2025 all'articolo che disciplina gli interventi relativi
all'Assessorato della famiglia in quanto originariamente, cioè
nella legge di stabilità, era stato inserito all'interno della
tabella del Dipartimento delle infrastrutture.
Qui non si tratta di costruire un centro diurno, ma di realizzare
un servizio. Tra l'altro propongo, ho parlato anche con gli Uffici,
un subemendamento dove anziché mettere "realizzazione di un centro
diurno" mettiamo "realizzazione di un servizio di centro diurno per
minori e realizzazione di attività educative e laboratoriali" e,
come leggiamo nel corpo dell'emendamento, vi è una riduzione
corrispondente della somma relativa appunto alla norma che
disciplina la tabella delle infrastrutture e un corrispondente
aumento della somma sempre nella stessa misura per quanto riguarda
appunto l'articolo relativo all'Assessorato della famiglia.
PRESIDENTE. Perfetto, onorevole Lombardo. Chiedo se è ancora
necessario l'intervento dell'onorevole Cracolici o se possiamo
andare avanti.
CRACOLICI. Mi fido
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonio, l'onorevole Varrica sta
presentando l'emendamento in questo momento, nonostante alla
Capigruppo fosse stato detto altro, se lei non c'era, c'era
comunque un altro al suo posto, c'era un vice Presidente.
Onorevole Varrica, noi stiamo verificando se il suo emendamento,
come gli altri, non cambi la destinazione e la finalità
dell'emendamento perché questo era consentito, non altro, ok?
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, si tratta sempre dello stesso
beneficiario che è il Comune Castelbuono.
La stringa che era stata trasmessa era sbagliata. Si tratta sempre
di interventi infrastrutturali legati alla messa in sicurezza di
ponti. Sempre la stessa cosa.
PRESIDENTE. Intanto un minuto, deve essere depositato, deve essere
catalogato, deve essere messo sui tablet.
Stiamo caricando sui tablet, anziché leggerlo, anche il
subemendamento 9.8.1 a firma dell'onorevole Lombardo Geremia.
Chiedo un minuto affinché venga caricato così lo potete leggere.
C'è soltanto il cambio della parola " realizzazione con
funzionamento", non cambia il beneficiario
Intanto, pongo in votazione il subemendamento 9.8.1, disponibile
nei Tablet.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo, dunque, in votazione l'emendamento 9.8, come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Colleghi, c'è l'emendamento A.4, che è stato discusso nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di oggi, che
sostituisce la parola "F24" con "F23".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso, un minuto di orologio di sospensione, che ci confrontiamo
con l'onorevole Varrica e con gli Uffici.
(La seduta, sospesa alle ore 18.31, è ripresa alle ore 18.33)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Colleghi, ci siamo confrontati con l'onorevole Varrica, e in
funzione del fatto che si cambia la finalità e la destinazione, non
è stato consentito neanche agli altri, ma ci sarà un momento, da
qui a breve, per poter fare la sintesi su questi emendamenti.
L'onorevole Varrica non l'ha neanche presentato, pertanto lo
voteremo in una fase successiva.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
solamente per dire che ovviamente verrà inserito nel prossimo
disegno di legge, assieme a quello che l'onorevole Bernardette
Grasso mi aveva segnalato, quindi, verranno inseriti in un
ulteriore disegno di legge che tratteremo in Commissione.
PRESIDENTE. Ma se ci fossero anche altri emendamenti da parte di
altri colleghi...
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Li potremo
prendere in considerazione.
Volevo dire anche, nel frattempo, che per l'articolo 2, così lo
dico, chiedo lo stralcio, in modo che venga rinviato in Commissione
per un approfondimento sulla questione degli stralci funzionali.
PRESIDENTE. L'articolo 2, quello che era stato accantonato, per
intenderci.
SUNSERI. L'articolo 8 che fine ha fatto?
PRESIDENTE. Quello dell'ASI? Ora vediamo se è stata presentata la
riscrittura o meno. Intanto andiamo per ordine.
L'onorevole Daidone ha chiesto lo stralcio dell'articolo 2, e ora
ci arriviamo.
Pongo intanto in votazione l'articolo 9, nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 10, essendoci soltanto soppressivi si vota
il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi,
(E' approvato)
Adesso, sull'articolo dell'assessore Dagnino ha presentato la
riscrittura o la vuole presentare in un secondo momento, Assessore?
DAGNINO, assessore per l'economia. Volevo sottolineare che, da un
approfondimento eseguito, in realtà la norma dovrebbe funzionare
così come è scritta, nella misura in cui non si è ancora completato
l'iter di acquisizione però, vista l'obiezione, preferiremmo un
ulteriore approfondimento. quindi la stralciamo.
PRESIDENTE. No, non la può stralciare. Lei chiede. Comunque,
abbiamo capito. Il tema è uno: questa qui la posso...c'è richiesta
di stralciarla, così come l'articolo 2, quella sull'Asi nella quale
era intervenuto l'onorevole Sunseri ed altri.
Quindi, stralciamo l'articolo 2 e stralciamo altresì l'articolo 8.
Ci sono altri emendamenti? L'articolo 3 era accantonato.
Ritorniamo all'articolo 3. Dove ci eravamo fermati sul 3? Sul DURC,
prego Assessore Dagnino.
Ricordo ai colleghi che, dopo questo disegno di legge, scusi
Assessore, i colleghi devono rimanere perché ci sono ancora i
debiti fuori bilancio, ci sono gli interventi circa il ddl per il
randagismo e hanno chiesto di parlare gli onorevoli Burtone, La
Vardera, e De Luca.
DAGNINO, assessore per l'economia. Se ho ben capito l'ultima
obiezione resta, con riferimento all'inciso Nelle more della
procedura di riaccertamento ordinario dei residui nell'esercizio
finanziario 2024 , infatti si era immaginato una riscrittura
ulteriore o meglio un emendamento che abrogasse questo inciso.
Da un confronto col Ragioniere generale mi conferma che, a suo
giudizio, questo inciso è necessario per evitare rischi di
impugnativa, perché si potrebbe giustificare questa norma nella
misura in cui si proroga il termine per i pagamenti senza il DURC
essendo impossibile seguire i pagamenti nelle more del
riaccertamento.
A giudizio del Ragioniere generale, se si eliminasse questo
inciso, la norma sarebbe a più elevato rischio impugnativa, quindi,
ha una funzione ritenuta tale da parte degli Uffici. Quindi, noi
chiediamo che venga mantenuta onde evitare il rischio di mettere a
repentaglio questi pagamenti che, in fin dei conti, vanno a
beneficio delle imprese che hanno subìto la crisi idrica.
Credo che, di fronte all'obiezione tecnica, possa passare così
com'è.
PRESIDENTE. Se i chiarimenti sono stati sufficienti
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io devo
dire la verità, avevo compreso che al 31/12/2024 i creditori
fossero certi e, quindi, a mio avviso, il riferimento al
riaccertamento dei residui ci poteva stare perché è chiaro che, nel
momento in cui non ho pagati entro il 31/12/2024 quei creditori,
devo riaccertare i residui per poterli pagare.
Però, ora apprendo - chiedo conferma a lei - se è vero che i
creditori siano individuati perché, se i creditori non sono lo sono
stati, in riferimento al riaccertamento, è assolutamente inutile
perché noi abbiamo solo il fondo impegnato e così come è scritto,
potrebbe anzi non venire incontro alle esigenze che l'onorevole
Abbate e, legittimamente, vuole tutelare tutta l'Aula perché noi i
soldi agli agricoltori, abbiamo fatto le battaglie per darglieli, e
abbiamo introdotto una deroga al DURC con le perplessità di alcuni,
perché anche lo stesso MEF ci ha detto Ve lo consentiamo perché
c'è la crisi idrica, perché c'è la siccità, ma in un arco temporale
ristretto : però è un problema tecnico, assessore. Cioè, se non
avete individuato i creditori, il riaccertamento dei residui e il
riferimento ad esso è totalmente inutile. Sarebbe forse meglio,
come avevamo proposto col presidente Daidone, fare riferimento al
DURC di chi ha presentato le istanze delle diverse misure che erano
previste in quella finanziaria. Perché riaccerto i residui, ma
riaccerto i residui, che cosa? Non ho il creditore, il creditore lo
dovrò individuare dopo.
Quindi, rispetto a questa procedura, c'è qualcosa che manca. Io le
chiedo, da questo punto di vista siccome noi siamo favorevoli a che
vengano erogate le elargizioni agli agricoltori, di trovare una
formulazione che consenta di essere più puntuale e di evitare
problemi.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, Assessore.
DAGNINO. Grazie, Presidente. Onorevole Safina, io penso che,
invece, sul piano proprio tecnico - adesso stiamo facendo un
confronto che diventa tecnico, perché mi pare di capire che sul
piano politico c'è il consenso alla norma - aggiungerei, ci
mancherebbe altro, ma proprio a me pare, sul piano tecnico - ma
nel dire questo ribadisco quello che mi è stato riferito poi alla
fine dal Ragioniere generale e, quindi, diciamo la parola sul piano
tecnico credo che debba essere data a lui l'ultima parola - però
il riferimento alla procedura di riaccertamento, proprio presuppone
che l'impegno sia stato fatto. Perché se non ci fosse l'impegno,
non ci sarebbe nemmeno l'esigenza di fare il riaccertamento. Perché
altrimenti non sarebbe necessario riferirsi al riaccertamento.
Cioè, il riaccertamento si deve fare nel presupposto che vi sia
l'impegno. No, ma implicitamente il riferimento alle more della
procedura di riaccertamento conferma che si deve trattare di somme
impegnate, altrimenti non ci sarebbe necessità di riaccertamento su
somme non impegnate.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Presidente, io ho ascoltato. Non entro nel merito
dell'aspetto tecnico, però, si era fatto un attimo di sintesi,
facendo anche un accantonamento facendo, con i due presidenti delle
Commissioni I e II, una rivisitazione e riscrittura, come dire, per
fare in modo che l'articolo avesse un senso compiuto, per quello
che era l'idea del confronto in Aula.
Adesso vedo che l'Assessore ritorna sull'articolo 3, dove noi
abbiamo cercato di fare una sospensione per vedere con
l'accantonamento di formulare una riscrittura. Dico, non capisco su
quella riscrittura, fatta dalla Commissione Bilancio insieme alla
Commissione I, qual è il problema, Assessore?
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Sì, grazie. Ho condiviso il
testo della riscrittura, non essendovi alcuna obiezione
pregiudiziale da parte del Governo a valutare le riscritture, col
Ragioniere generale, il quale mi muove l'obiezione che l'eventuale
mancato riferimento alla pendenza del riaccertamento dei residui
potrebbe generare l'impugnativa da parte del MEF, ritenendo il
Ragioniere generale questa norma giustificabile soltanto se il
periodo transitorio venga concesso nelle more del riaccertamento.
Riferisco l'opinione tecnica. Non è una pregiudiziale a valutare
emendamenti condivisi, è un'obiezione di natura tecnica.
Per cui, rimetto all'Aula la valutazione, riferendo il punto di
vista del Ragione generale che, peraltro devo dire, io
personalmente condivido, perché mi convince sul piano tecnico che
sia più corretto formularla così.
Poi è un confronto, è vero, di natura tecnica perché sul piano
politico, ribadisco, il consenso vi è. Non c'è una obiezione a
valutare riscritture, però non vorrei che la riscrittura possa
peggiorare o rendere più complessa l'applicazione della norma
grazie.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego.
CATANZARO. In merito a quella che è stata l'argomentazione
dell'assessore, fermo restando che c'è come dire il fatto tecnico
che viene posto dal Ragioniere generale, assessore lei si assume la
responsabilità, noi ci fidiamo, perché non è la volontà di fare né,
come dire demagogie, e nemmeno di non volere procedere. C'erano
delle titubanze rispetto a come era presentato l'articolo 3. Però,
dal momento in cui lei ci sta sottoponendo che il Ragioniere
generale ci dice che va inoltrato in questo modo, perché altrimenti
c'è l'impugnativa, dico per carità noi stiamo cercando di
correggere quelli che sono stati gli errori, proprio per
l'impugnativa, quindi ci fermiamo dico, per carità noi stiamo
cercando di correggere quelli che sono stati gli errori proprio per
l'impugnativa, quindi, ci fermiamo, va bene in questo modo.
PRESIDENTE. Va bene. Essendo gli emendamenti ritirati, pongo in
votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.1 che trovate sui tablet, che è una
correzione di un refuso: è necessario sostituire la parola "2024"
con "2025", è predisposto dagli Uffici.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Ricordo che l'articolo 2 è stato stralciato, insieme all'articolo
8, che era quello che riguardava l'ASI, e ritorna in Commissione:
verrà approfondito con altri emendamenti e inserito in sede di
Commissione.
Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Adesso dobbiamo dare il voto finale, pertanto, chiedo di poter
attivare il sistema per poter procedere con la votazione nominale.
Sull'ordine dei lavori
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi
permetto di intervenire sull'ordine dei lavori perché sull'articolo
10 il collega Safina aveva chiesto di intervenire, quindi, io non
vorrei che ci sia un misunderstanding, da questo punto di vista,
perché sull'articolo 10 il collega Safina aveva chiesto di
intervenire, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, solitamente la parola la diamo
anche più di una volta.
GIAMBONA. Non l'ha data, ha chiesto di intervenire sull'articolo
10, che è un articolo importante.
PRESIDENTE. In tutti i casi è stato votato, non si può certamente
tornare indietro, mi dispiace, però non mi pare che sia sovente che
capiti una cosa del genere.
n. 738 Stralcio II Comm/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di utilizzo di contributi regionali, consorzi
fidi e liquidazione coatta amministrativa dei consorzi ASI» (n. 738
Stralcio II Comm/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 738 Stralcio II Comm/A.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti .59
Votanti .........................46
Maggioranza ............. 24
Favorevoli ................ 25
Contrari .................. 21
Astenuti .................. 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di rimanere in Aula, come
concordato, poiché ci sono ancora da votare i debiti fuori
bilancio.
(Mesi di novembre e dicembre)
Discussione del disegno di legge «Riconoscimento della legittimità
dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1,
lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modificazioni. D.F.B. 2023. Mesi di novembre e dicembre»
(700/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2023.
Mesi di novembre e dicembre» (700/A) posto al numero 3) del II
punto all'ordine del giorno.
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Daidone, per svolgere la relazione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Presidente, mi
rimetto agli atti.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
Regione siciliana
ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
legislativo n. 118/2011
1. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni è
riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
derivanti da acquisizioni di beni e servizi in assenza del
preventivo impegno di spesa per il valore complessivo di euro
299.932,77 di cui all'Allegato 1 alla presente legge.».
PRESIDENTE. Non ci sono interventi.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Coperture finanziarie
1. All'onere di cui all'articolo 1, pari a euro 299.932,77, si
provvede nell'esercizio finanziario 2024 mediante:
a) riduzione della Missione 20, Programma 3, capitolo 215780
(Fondo ex art. 73 lettera e) del d. lgs. n. 118/2011 e s.m.i.) per
euro 293.173,24;
b) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
8, Programma 1, capitolo 446503 (Spese per Missioni del personale
in servizio presso il dipartimento) per euro 759,53;
c) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla
Missione5, Programma 2, capitolo 376528 (Spese per iniziative di
carattere culturale, artistico e scientifico di particolare
rilevanza) per euro 6.000,00.».
PRESIDENTE. È stato presentato un emendamento da parte del
Governo, che sostituisce l'articolo 2 e modifica l'articolo 3.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 700/A Gov. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni finanziarie
1. Nello stato di previsione della spesa per l'esercizio
finanziario 2024 sono introdotte le variazioni per competenza e
cassa di cui all'Allegato 1 discendenti dall'articolo 1 e
dall'articolo 2 della presente legge per i capitoli indicati
rispettivamente nelle colonne A e D e gli importi indicati
rispettivamente nelle colonne C ed E, come riepilogato
nell'allegata Tabella B .
2. All'adozione dei provvedimenti di spesa dei debiti fuori
bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
regionali competenti nell'ambito delle specifiche dotazioni
finanziarie iscritte, a valere sull'esercizio finanziario 2024,
nelle rispettive missioni e programmi di spesa, a seguito delle
variazioni di bilancio di cui alla presente legge.»
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione così come emendato dalla
precedente votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
(Mesi di novembre e dicembre)
Votazione finale del disegno di legge «Riconoscimento della
legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73,
comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
e successive modificazioni. D.F.B. 2023. Mesi di novembre e
dicembre» (700/A).
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
«Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2023.
Mesi di novembre e dicembre» (700/A).
PELLEGRINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Mesi di novembre e dicembre)
Votazione per scrutinio segreto del disegno di legge
«Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2023.
Mesi di novembre e dicembre» (700/A).
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede con la votazione per scrutinio segreto.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .35
Votanti .........................20
Maggioranza ............. 11
Favorevoli ................ 18
Contrari .................. 2
Astenuti .................. 0
(L'Assemblea approva)
Discussione del disegno di legge «Riconoscimento della legittimità
dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1,
lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di gennaio» (716/A).
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
Mese di gennaio» (716/A) posto al numero 4) del II punto all'ordine
del giorno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione
e relatore, onorevole Daidone per svolgere la relazione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Presidente, mi
rimetto agli atti.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
Regione siciliana
ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
legislativo n. 118/2011
1. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni è
riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
derivanti da acquisizioni di beni e servizi in assenza del
preventivo impegno di spesa per il valore complessivo di euro
15.003,09 di cui all'Allegato 1 della presente legge.».
PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Coperture finanziarie
1. All'onere di cui all'articolo 1, pari a euro 15.003,09, si
provvede nell'esercizio finanziario 2024 mediante riduzione della
Missione 20, Programma 3, capitolo 215780 (Fondo ex art. 73 lettera
e) del d.lgs. n. 118/2011 e successive modificazioni) per euro
15.003,09.».
PRESIDENTE. C'è un emendamento del Governo che è il 716/A Gov, che
sostituisce l'articolo 2 e modifica l'articolo 3.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
Si passa alla votazione dell'emendamento 716/A Gov. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni finanziarie
1. Nello stato di previsione della spesa per l'esercizio
finanziario 2024 sono introdotte le variazioni per competenza e
cassa di cui all'Allegato 1 discendenti dall'articolo 1 e
dall'articolo 2 della presente legge per i capitoli indicati
rispettivamente nelle colonne A e D e gli importi indicati
rispettivamente nelle colonne C ed E, come riepilogato
nell'allegata Tabella B .
2. All'adozione dei provvedimenti di spesa dei debiti fuori
bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
regionali competenti nell'ambito delle specifiche dotazioni
finanziarie iscritte, a valere sull'esercizio finanziario 2024,
nelle rispettive missioni e programmi di spesa, a seguito delle
variazioni di bilancio di cui alla presente legge.».
Si passa alla votazione dell'articolo 3, come emendamento dalla
precedente votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4.
Ne do lettura:
«Art. 4.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Si passa alla votazione dell'articolo 4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale del disegno di legge «Riconoscimento della
legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73,
comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
e successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di gennaio» (716/A).
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
716/A.
PELLEGRINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. C'è richiesta di voto segreto da parte dell'onorevole
Pellegrino. Vediamo se la richiesta è appoggiata almeno da nove
deputati.
Votazione per scrutinio segreto del disegno di legge
«Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
Mese di gennaio» (716/A).
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del disegno
di legge n. 716/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .37
Votanti .........................19
Maggioranza ............. 10
Favorevoli ................ 17
Contrari .................. 2
Astenuti .................. 0
(L'Assemblea approva)
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Ditemi voi come mi devo comportare. Comunque c'è il
numero legale, siamo trentacinque. C'è il numero legale, se vuole
può fare comunque richiesta, onorevole Sunseri.
Discussione del disegno di legge «Riconoscimento della legittimità
dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1,
lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di febbraio» (n. 737/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del Riconoscimento della
legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73,
comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
e successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di febbraio (n.
737/A), posto al numero 5) del II punto dell'ordine del giorno.
Il relatore ha facoltà di parlare per svolgere la relazione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione.
Si passa all'art. 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
bilancio della Regione siciliana
ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
legislativo n. 118/2011
1. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni è
riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
derivanti da acquisizioni di beni e servizi in assenza del
preventivo impegno di spesa per il valore complessivo di euro
34.575,40 di cui all'Allegato 1 alla presente legge.».
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Coperture finanziarie
1. All'onere di cui all'articolo 1, pari a euro 34.575,40, si
provvede nell'esercizio finanziario 2024 mediante riduzione della
Missione 20, Programma 3, capitolo 215780 (Fondo ex art. 73 lettera
e) del d. lgs. n. 118/2011 e s.m.i.) per euro 34.575,40.».
E' stato presentato dal Governo l'emendamento 737/A Gov che
sostituisce l'articolo 2 e modifica l'articolo 3.
Si passa alla votazione dell'emendamento 737/A Gov. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni finanziarie
1. Nello stato di previsione della spesa per l'esercizio
finanziario 2024 sono introdotte le variazioni per competenza e
cassa di cui all'Allegato 1 discendenti dall'articolo 1 e
dall'articolo 2 della presente legge per i capitoli indicati
rispettivamente nelle colonne A e D e gli importi indicati
rispettivamente nelle colonne C ed E, come riepilogato
nell'allegata Tabella B .
2. All'adozione dei provvedimenti di spesa dei debiti fuori
bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
regionali competenti nell'ambito delle specifiche dotazioni
finanziarie iscritte, a valere sull'esercizio finanziario 2024,
nelle rispettive missioni e programmi di spesa, a seguito delle
variazioni di bilancio di cui alla presente legge.».
Pongo in votazione l'art. 3, come emendato dalla precedente
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale del disegno di legge «Riconoscimento della
legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73,
comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
e successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di febbraio» (n.
737/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione del disegno di legge 737/A.
PELLEGRINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Verifichiamo se la richiesta è appoggiata, servono
sempre nove richiedenti.
n. 737/A
Votazione per scrutinio segreto del disegno di legge
«Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
Mese di febbraio» (n. 737/A)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del disegno
di legge 737/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .36
Votanti .........................19
Maggioranza ............. 10
Favorevoli ................ 17
Contrari .................. 2
Astenuti .................. 0
(L'Assemblea approva)
Discussione del disegno di legge «Riconoscimento della legittimità
dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1,
lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di marzo» (n. 744/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
Mese di marzo (n. 744/A), posto al numero 6) del II punto
dell'ordine del giorno.
Invito il relatore a svolgere la relazione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne dò lettura:
«Art. 1.
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
Regione siciliana
ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
legislativo n. 118/2011
1. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni è
riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
derivanti da acquisizioni di beni e servizi in assenza del
preventivo impegno di spesa per il valore complessivo di euro
145.152,90 di cui all'Allegato 1 alla presente legge».
Non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Coperture finanziarie
1. All'onere di cui all'articolo 1, pari a euro 145.152,90 si
provvede nell'esercizio finanziario 2024 mediante:
a) riduzione della Missione 20, Programma 3, capitolo 215780
(Fondo ex art. 73 lett. e) del d. lgs. n. 118/2011 e s.m.i.) per
euro 142.057,15;
b) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
5 - Programma 2 - capitolo 376597 (Manutenzione ordinaria e
riparazioni per l'attuazione delle disposizioni di cui al decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81 - spese obbligatorie - parte
capitolo 376513) per euro 3.095,75».
C'è l'emendamento del Governo 744/A.Gov.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. L'emendamento sostituisce l'articolo 2 e modifica
l'articolo 3.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi colleghi,
penso di essere abbastanza lento nel condurre le votazioni...
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni finanziarie
1. Nello stato di previsione della spesa per l'esercizio
finanziario 2024 sono introdotte le variazioni per competenza e
cassa di cui all'Allegato 1 discendenti dall'applicazione
dell'articolo 1 e dell'articolo 2 della presente legge per i
capitoli indicati rispettivamente nelle colonne A e D e gli importi
indicati rispettivamente nelle colonne C ed E, come riepilogato per
missioni e programmi nell'allegato 8/1.
2. All'adozione dei provvedimenti di spesa dei debiti fuori
bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
regionali competenti nell'ambito delle specifiche dotazioni
finanziarie iscritte, a valere sull'esercizio finanziario 2024,
nelle rispettive missioni e programmi di spesa, a seguito delle
variazioni di bilancio di cui alla presente legge».
Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il disegno di legge n. 744/A.
TOMARCHIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto del disegno di legge
«Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. Mese di
marzo» (n. 744/A)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione finale per scrutinio segreto del
disegno di legge «Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni.
D.F.B. 2024. Mese di marzo». (744/A)
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .................... 36
Votanti ..................... 18
Maggioranza ............ 10
Favorevoli ................ 16
Contrari .................... 2
Astenuti .................... 0
(L'Assemblea approva)
Discussione del disegno di legge «Riconoscimento della legittimità
dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1,
lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di aprile». (767/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge «Riconoscimento della
legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73,
comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
e successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di aprile». (767/A)
Chiedo al Presidente Daidone di svolgere la relazione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
Regione siciliana
ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
legislativo n. 118/2011
1. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni è
riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
derivanti da acquisizioni di beni e servizi in assenza del
preventivo impegno di spesa per il valore complessivo di euro
72.164,28 di cui all'Allegato 1 della presente legge.».
Non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione articolo l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Coperture finanziarie
1. All'onere di cui all'articolo 1, pari a euro 72.164,28, si
provvede nell'esercizio finanziario 2024 mediante:
a) riduzione della Missione 20, Programma 3, capitolo 215780
(Fondo ex art. 73 lettera e) del d. lgs. n. 118/2011 e s.m.i.) per
euro 20.571,43;
b) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
9, Programma 5, capitolo 150539 (Spese per utenze e canoni diverse
da energia elettrica e telecomunicazioni, condominio e altri
servizi - parte capitolo 150506) per euro 1.172,75;
c) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
8, Programma 2, capitolo 275202 (Spese, poste a carico dei
richiedenti, per l'espletamento di istruttorie, rilievi,
accertamenti e sopralluoghi in materia di utilizzazione di acque e
di impianti elettrici - spese obbligatorie) per euro 771,94;
d) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
8, Programma 2, capitolo 272505 (Spese per liti, arbitraggi,
risarcimenti ed accessori, nonché per l'assistenza legale ai
dipendenti ed ai pubblici amministratori - Spese obbligatorie -
include anche ex capitoli 276505 - 280505 - 476505) per euro
12.669,60;
e) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
8, Programma 2, capitolo 275704 (Spese per il pagamento della tassa
sui rifiuti e per lo smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi
- spese obbligatorie) per euro 12.007,00;
f) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
7, Programma 1, capitolo 475704 (Spese per il pagamento della tassa
sui rifiuti e per lo smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi
- spese obbligatorie) per euro 835,00;
g) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
5, Programma 2, capitolo 376613 (Consulenze per l'attuazione delle
disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 -
spese obbligatorie - parte capitolo 376513) per euro 11.302,47;
h) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
5, Programma 2, capitolo 376511 (Spese per utilizzo beni di terzi)
per euro 12.834,09».
C'è un emendamento del Governo, il 767/A.Gov.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
L'emendamento 767/A.Gov sostituisce l'articolo 2 e modifica
l'articolo 3.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:
«Art. 3.
Disposizioni finanziarie
1. Nello stato di previsione della spesa per l'esercizio
finanziario 2024 sono introdotte le variazioni per competenza e
cassa di cui all'Allegato 1 discendenti dall'articolo 1 e
dall'articolo 2 della presente legge per i capitoli indicati
rispettivamente nelle colonne A e D e gli importi indicati
rispettivamente nelle colonne C ed E, come riepilogato per missioni
e programmi nell'allegato 8/1.
2. All'adozione dei provvedimenti di spesa dei debiti fuori
bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
regionali competenti nell'ambito delle specifiche dotazioni
finanziarie iscritte, a valere sull'esercizio finanziario 2024,
nelle rispettive missioni e programmi di spesa, a seguito delle
variazioni di bilancio di cui alla presente legge.».
Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne dò lettura:
«Art. 4.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
767/A.
TOMARCHIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto del disegno di legge
«Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
Mese di aprile». (767/A)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione finale, per scrutinio segreto del
disegno di legge «Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni.
D.F.B. 2024. Mese di aprile». (767/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Ci sono due tesserini in meno rispetto alla richiesta di voto
segreto
(L'Assemblea non è in numero legale)
Qualcuno ha alzato il tesserino e, siccome non mi prendo nessuna
responsabilità rispetto all'andare avanti, se prima, durante la
richiesta di voto segreto, c'era il numero legale, ora non c'è più
Per quel che mi riguarda, sospendiamo l'Aula e si aggiorna a
domani.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 12
marzo 2025, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 19.05 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato
sul sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è
il seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XV SESSIONE ORDINARIA
163a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 12 marzo 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche e integrazioni alla legge regionale 8 agosto 2022, n.
15 Norme per la tutela degli animali e la prevenzione del
randagismo (n. 738 Stralcio VI Comm - 323/A)
Relatore: on. Laccoto
2) Disposizioni in materia di noleggio con conducente e trasporto
pubblico locale (n. 738 Stralcio IV Comm ter/A)
Relatore: on. Carta
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
Mese di aprile (n. 767/A) (seguito)
Relatore: on. Daidone
4) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
Mese di maggio (n. 773/A)
Relatore: on. Daidone
5) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
Mese di giugno (n. 825/A)
Relatore: on. Daidone
6) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
Mese di luglio (n. 827/A)
Relatore: on. Daidone
7) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
Mese di agosto (n. 829/A)
Relatore: on. Daidone
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella