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Resoconto d'Aula della Seduta n. 162 di martedì 11 marzo 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.19

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni  in
  contrario, nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Avverto  che le comunicazioni di rito di cui all'articolo  83  del
  Regolamento  interno dell'Assemblea saranno riportate nell'allegato
  A al resoconto dell'odierna seduta.

                               Missione
   PRESIDENTE.  Comunico  che con nota prot. n.  463-PRE/2025  del  7
  marzo 2025 la Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul
  fenomeno  della  mafia  e  della  corruzione  in  Sicilia  è  stata
  autorizzata  a  riunirsi nella giornata di giovedì  20  marzo  2025
  presso la Prefettura di Messina.
   L'Assemblea ne prende atto.

              Comunicazione di decadenza di firma da atti
     e di cariche interne a seguito dichiarazione d'ineleggibilità

   PRESIDENTE.   Comunico  che  a  seguito  della  dichiarazione   di
  ineleggibilità dell'onorevole Salvatore Giuffrida dalla  carica  di
  deputato  regionale, di cui l'Assemblea ha preso atto nella  seduta
  n.  151 del 28 gennaio 2025, è decaduta la firma dai seguenti  atti
  ispettivi e di indirizzo politico:

   - interrogazioni nn. 996 e 1063;
   - mozioni n. 166 e 185.
   E' decaduta altresì l'interrogazione n. 1143.

   Per  quanto  riguarda  le  cariche precedentemente  ricoperte  dal
  deputato  medesimo nelle Commissioni parlamentari, con  altrettanti
  decreti presidenziali, già comunicati all'Assemblea, si è proceduto
  alle relative sostituzioni.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di dimissioni da cariche interne
   PRESIDENTE.  Comunico che il legale di fiducia  dell'on.  Giuseppe
  Castiglione, con pec del 5 marzo 2025, protocollata in pari data al
  n.  6258-DIG/2025,  ha trasmesso la lettera  con  cui  il  deputato
  formalizza le dimissioni dalle Commissioni parlamentari  di  cui  è
  componente,  ovverosia  la  I  Commissione  legislativa  permanente
   Affari  Istituzionali , la III Commissione legislativa  permanente
   Attività  produttive   e  la   Commissione  parlamentare  speciale
  d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione
  in Sicilia .
   L'Assemblea ne prende atto.


     Indirizzo di saluto all'Associazione universitaria Morgana di
                                Messina
   PRESIDENTE.   Allora,   onorevoli  colleghi,   ancora   prima   di
  cominciare,  intanto, voglio salutare l'Associazione  universitaria
  Morgana  di  Messina  e  mi fa piacere che l'Assemblea  abbia  come
  ospite un'associazione universitaria, anche perché molti di noi, io
  compreso,  provengono da questo mondo. Vedere, quindi, dei  giovani
  universitari  essere  qui presenti non può  che  essere  motivo  di
  orgoglio, e li ringrazio per essere qui.
   Sospendo  la seduta per venti minuti e convoco una Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari per stabilire quello che  faremo
  nelle prossime giornate.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.22, è ripresa alle ore 16.07)

   La seduta è ripresa.

   parlamentari

    Comunicazione esito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, così  come  concordato,  oggi  e
  domani  faremo attività legislativa. Nelle giornate  del  18  e  19
  marzo  faremo attività ispettiva ed eventualmente si incardineranno
  i disegni di legge che sono stati semmai esitati dalle Commissioni.
   Il  25 e il 26 marzo ci sarà attività legislativa, l'1 e il  2  di
  aprile e l'8 e il 9 aprile vi sarà attività ispettiva e si darà  la
  possibilità ai Presidenti delle Commissioni che avranno  licenziato
  i  disegni di legge dalle Commissioni medesime di poter far sì  che
  quest'Aula possa incardinali e aprire le discussioni generali.
   Il  15 e il 16 aprile ci sarà attività legislativa e, pertanto, si
  potranno dare eventuali voti finali. Il 29 e il 30 aprile  ci  sarà
  attività  ispettiva  e  il  6 e il 7 di  maggio  ci  sarà  attività
  legislativa.
   Il disegno di legge della IV Commissione che sarebbe il disegno di
  legge  sui  trasporti sarà incardinato domani e daremo termine  per
  gli  emendamenti fino a lunedì 17 marzo alle ore 12.00 e si  voterà
  nella seduta successiva del 25 marzo.
   Onorevoli   colleghi,  prima  di  cominciare,  aveva  chiesto   di
  intervenire l'onorevole Laccoto.
   Ne ha facoltà.


   Discussione disegno di legge «Modifiche e integrazioni alla  legge
  regionale 8 agosto 2022, n. 15  Norme per la tutela degli animali e
  la prevenzione del randagismo» (n. 738 Stralcio VI Comm - 323/A)

   LACCOTO,  presidente  della  VI  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  assessori, intervengo come  Presidente  della
  Commissione  VI  sul  disegno di legge sul randagismo  evidenziando
  alcuni  refusi,  errori materiali, e anche per dare la  possibilità
  alle  associazioni di potere intervenire in audizione e così  anche
  col Garante degli animali di poter intervenire.
   Chiedo di poter fare ritornare in Commissione il disegno di  legge
  oggi in Aula.

   PRESIDENTE.  Questo,  così  come  era  già  stato  concordato   in
  Commissione,  con gli interventi che ci saranno successivamente  ai
  disegni  di  legge  che  andremo adesso a votare,  ci  saranno  tre
  interventi uno dell'onorevole La Vardera, l'altro dell'onorevole De
  Luca  ed  infine dell'onorevole Burtone. Sarà votato il  rinvio  in
  Aula e sarà data la parola ai deputati per potersi esprimere.
   Quindi  la  ringrazio per il suo intervento e per la sua proposta,
  che reputo anche di buon senso.


   Discussione del disegno di legge: «Norme in materia di utilizzo di
  contributi   regionali,   consorzi  fidi  e   liquidazione   coatta
  amministrativa  dei  consorzi  ASI.  Modifiche  di  nome»  (n.  738
  Stralcio Il Comm/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al disegno di  legge  738
  Stralcio II Comm/A.
   Chiedo al Presidente Daidone di prendere posto.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
     Proroghe di termini relativi alla realizzazione di iniziative
                              finanziate
                        con contributi pubblici

   1.  I  termini  di  ammissibilità  della  spesa  degli  interventi
  finanziati dalle leggi regionali 31 gennaio 2024, n. 3 e  4  luglio
  2024, n. 23 sono prorogati al 30 giugno 2025.

   2.  Le iniziative a valere sul fondo di cui all'articolo 128 della
  legge  regionale  12 maggio 2010, n. 11 e successive  modificazioni
  finanziate  per l'anno 2024 possono essere realizzate entro  il  30
  giugno  2025  e  rendicontate entro sessanta giorni dalla  predetta
  data».

   C'è  l'emendamento  soppressivo 1.7, dell'onorevole  Di  Paola  ed
  altri. E' mantenuto o ritirato? Siamo all'articolo 1.

                     (Interventi fuori microfono)

   Non identificato. Di quale disegno di legge?

   PRESIDENTE.  738  Stralcio  II. C'è  un  emendamento  soppressivo,
  sarebbe l'emendamento 1.7 a firma dell'onorevole Di Paola ed altri.
  Chiedo se è mantenuto o ritirato. Immagino ritirato.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Certo, prego onorevole Di Paola. Siamo all'emendamento
  soppressivo 1.7.

   DI   PAOLA.  Signor  Presidente,  intervengo  per  avere  maggiori
  spiegazioni riguardo l'articolo 1, comma 1.
   Il  comma  1, Presidente, dice: "I termini di ammissibilità  della
  spesa, degli interventi finanziati dalle leggi regionali 31 gennaio
  2024 n. 3-4 luglio 2024, sono prorogati al 30 giugno 2025".
   Presidente,   io  su  questo  gradirei  degli  approfondimenti   o
  dell'Assessore o del Presidente di Commissione per capire bene cosa
  fa  questo  comma.  Perché  leggendolo così,  dico  ma  è  una  mia
  interpretazione vorrei maggiori chiarimenti da parte dell'Assessore
  sull'articolo  1  comma  1, sembrerebbe, dico  sembrerebbe,  perché
  voglio  proprio un approfondimento da parte dell'Assessore   perché
  letto  così, non riesco a decifrarlo bene, sembrerebbe che  per  le
  norme che abbiamo fatto, di spesa, nelle variazioni di bilancio  di
  luglio  2024, vengono prorogati i termini della rendicontazione  al
  30 giugno 2025.
   Ora,  Presidente, io ho fatto un emendamento modificativo,  che  è
  l'1.6 che poi metterò in votazione, perché se l'interpretazione  di
  questo  comma  è quella che noi proroghiamo la rendicontazione,  da
  parte delle norme finanziarie che abbiamo inserito nelle variazioni
  di  bilancio e che riguardavano enti ed associazioni, Presidente io
  gradirei  che  (qualora  ci  fosse)  per  chi  non  è  riuscito   a
  rendicontare, le somme vengano recuperate e inserite nella legge di
  povertà, fatta dal Presidente Schifani.
   Quindi  se  alla  fine, di questi enti, di queste associazioni  le
  spese  non sono state completate entro i limiti di tempo per norma,
  non  sono  assolutamente d'accordo nell'andare a  prorogare  questo
  limite  temporale, e chiedo al Governo di specificare meglio questo
  comma.
   Perché  nel  caso  in  cui  la mia interpretazione  sia  corretta,
  assolutamente sono per la modifica di questo comma, perché le somme
  vanno  recuperate e date a chi in questo momento è  in  difficoltà,
  considerando   le   enormi  richieste  che  sono  avvenute,   anche
  pubblicizzate dal presidente Schifani, sulla norma fatta per quanto
  riguarda il reddito di povertà.
   A  questo punto, recuperiamo le somme e andiamo ad implementare il
  fondo di trenta milioni di euro, che riguarda la legge di povertà.
   Presidente,  io aspetto che l'assessore dia ulteriori  spiegazioni
  su questo comma, e mi riservo poi di intervenire sull'1.6.

   PRESIDENTE. Effettivamente, però, l'intervento verte più  sull'1.6
  che sul resto.

   DI  PAOLA. No, l'intervento in questo momento è sul comma  1,  per
  chiedere ulteriori specifiche.

   PRESIDENTE. Sì ma, in tutti i casi, la sua proposta, quello che ha
  appena   detto,   è   sostanzialmente  quello  che   ha   riportato
  nell'emendamento 1.6. Ciò non di meno, se lei volesse riparlare può
  farlo, ma il contenuto di ciò che ha detto sta nell'emendamento che
  è stato presentato.

   DI  PAOLA.  Magari  l'Assessore mi smentirà e dirà  tutt'altro  e,
  quindi, eventualmente poi lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si, siccome lei è intervenuto sull'emendamento 1.7 che
  è il soppressivo...

   DI PAOLA. E questo lo ritiro perché è su tutto l'articolo.

   PRESIDENTE.  Ok  e  la  ringrazio. Però,  effettivamente,  il  suo
  intervento è sull'emendamento 1.6, ma va bene uguale.

   DI  PAOLA.  Però  può essere che ho interpretato male,  assessore,
  perché se l'assessore, se il Governo che ha inserito questo comma o
  eventualmente se non è il Governo, chiedo comunque specifiche

   PRESIDENTE. Intanto, l'emendamento 1.7 lo ha ritirato. Benissimo.
   Si  passa  all'emendamento  1.3, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Antonio ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Mantenuto. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  Sta  chiedendo   il   soppressivo
  sull'intero articolo.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  col  primo comma si prendono i termini di ammissibilità della spesa
  degli  interventi finanziari della legge regionale  numero  23  del
  2024,  rispettivamente del mese di gennaio e del mese di  luglio  e
  vengono prorogati al 30 giugno 2025.
   Io  attendo  un  attimo  che  ci sia,  Presidente,  perché  è  una
  questione,  secondo  me,  su  cui  noi  dobbiamo  porre  una  certa
  attenzione perché con questa proroga noi che cosa facciamo? Andiamo
  a  creare  un'ultrattività della norma finanziaria il cui principio
  contabile  prevedeva  che la stessa venisse  impegnata  e,  dunque,
  spesa entro e non oltre il 31 dicembre 2024, termine entro il quale
  al  netto  di quando chiude la Ragioneria, se il denaro  non  viene
  impegnato  tecnicamente  va  in  economia  e  va  in  automatico  a
  ripianare il disavanzo.
   Nel  momento  in  cui  noi,  in  corso dell'esercizio  successivo,
  andiamo a prorogare il termine per l'utilizzo e l'impegno di  somme
  che  afferivano all'esercizio finanziario precedente,  secondo  me,
  uno,  stiamo  violando tutti i principi contabili e qua l'assessore
  Dagnino  dovrebbe dire qualcosa perché se no sta omettendo di  dire
  ciò  che  deve  dire, due, ritengo che l'articolo  6  se  approvato
  avrebbe  due effetti, o viene impugnato e, quindi, posto nel  nulla
  oppure  -  però  i colleghi, gentilmente  - nel corso  del  termine
  durante  il decorso dei termini per l'impugnazione, e questo  è  lo
  scenario peggiore, l'Assessorato impegna le somme. Quindi, le somme
  escono, nasce l'obbligo giuridicamente vincolante di erogarle e  la
  Regione  siciliana si trova con un debito fuori bilancio  da  dover
  poi  sanare e, allora, siccome qua dobbiamo decidere se in Aula  ci
  sono  settanta deputati o settanta "caproni", dovremmo  capire  che
  non  solo  il  soppressivo  è mantenuto ma  potrebbe  essere  anche
  chiesto  il  voto segreto o il voto palese nominale, a  seconda  di
  quello che mi convincerà maggiormente.

   PRESIDENTE. Su tutto l'articolo?

   DE LUCA Antonino. A partire intanto dal primo comma

   PRESIDENTE.   Su   tutto   o   sul   primo   comma?   Perché   lei
  sull'emendamento 1.3, non so se si è accorto  è il  soppressivo  ma
  sull'intero articolo non sul comma.

   DE  LUCA  Antonino.  Intanto  sto  mantenendo  l'emendamento  1.3,
  quindi, mi riferisco all'emendamento 1.3, poi, preannuncio, andrò a
  decidere, però, ripeto in questo momento, il mio problema e  vorrei
  una risposta da parte dell'assessore Dagnino

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  signori
  onorevoli,  devo dire che anche in Commissione Bilancio era  emerso
  il  problema del rischio realistico che questa norma potesse essere
  impugnata  per  incostituzionalità, motivo per cui  il  parere  del
  Governo  in  Commissione  è  stato di rimettersi  alla  Commissione
  medesima,  quanto osservato in Commissione lo ribadisco  in  questa
  sede,  parrebbe  che  un  articolo così formulato  possa  porsi  in
  contrasto   col  principio  di  annualità  del  bilancio   di   cui
  all'articolo   81   della  Costituzione;   quindi,   diciamo,   pur
  rimettendosi  all'Aula in ordine alle valutazioni  politiche  della
  proroga  di  questi  termini,  delle  perplessità  in  ordine  alla
  legittimità  costituzionale di questa norma ci sono  da  parte  del
  Governo  e  sono state già formulate in Commissione e  qui  vengono
  ribadite.
   In  relazione  all'emendamento  1.6,  proposto  dall'onorevole  Di
  Paola,  rilevo  che  anche questo potrebbe,  ove  accolto  -  è  un
  emendamento   sostitutivo  -,  presentare  profili  di  legittimità
  costituzionale,  perché non dimentichiamo che la Regione  siciliana
  si  trova  ancora in una posizione di ripianamento  del  disavanzo.
  Quindi  gli  avanzi  relativi  a spese  non  eseguite  finiscono  a
  copertura  del  disavanzo e quindi vengono vincolati.  Quindi,  non
  parrebbe  legittimo,  ancora una volta  sul  piano  costituzionale,
  vincolare le eventuali economie a finalità diverse dal ripianamento
  del disavanzo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  articolo
  presenta due questioni diverse: il primo aspetto è il secondo comma
  che  si  richiama ai fondi, per capirci, ex "Tabella H", che  com'è
  noto  la  legge di bilancio istituisce un fondo, poi la  Segreteria
  generale  produce  un bando, poi c'è un'istruttoria  da  parte  dei
  singoli  dipartimenti rispetto alle istanze ricevute e poi  c'è  il
  decreto  di  impegno  che  viene fatto  a  fine  anno.  Quindi,  si
  determina una situazione per cui tra novembre e dicembre un ente sa
  quanto riceverà e quella somma che riceverà deve essere spesa entro
  il    31    dicembre.   Ciò   a   causa   di   una   responsabilità
  dell'amministrazione.
   Quindi,  io  non  ci trovo nulla di strano che sul  secondo  comma
  parliamo  solo  della fattispecie degli enti di  cui  al  fondo  ex
  "Tabella  H",  ex  articolo  128,  proprio  perché  la  fattispecie
  gestionale determina un grande e grave ritardo per il quale  poi  i
  decreti di impegno vengono fatti a fine anno dovendo realizzare gli
  interventi entro il 31 dicembre, quindi praticamente la maggioranza
  non ci riesce.
   Altra  cosa è il primo comma. Il comma 1 riguarda due fattispecie,
  anche  esse diverse fra di loro. E' vero che noi in passato abbiamo
  già approvato norme che consentono di rendicontare a metà dell'anno
  successivo le spese stanziate nel precedente esercizio finanziario;
  ma  questo lo abbiamo fatto, in particolare, perché fino  a  quando
  noi   approvavamo  le  leggi  di  bilancio  dopo  i  vari  esercizi
  provvisori, di fatto a maggio e poi lo pubblicavamo a metà maggio o
  inizi  di  giugno, il bilancio doveva essere "calato"  nel  sistema
  contabile  della  contabilità regionale; dovevano  essere  fatti  i
  decreti  di iscrizione delle somme nei capitoli ... insomma,  c'era
  tutta  una procedura farraginosa ed il bilancio operativamente  non
  partiva mai se non a fine giugno.
   Noi l'anno scorso, cioè nel 2024, abbiamo approvato il bilancio  a
  gennaio,  cioè  il bilancio operativamente è stato  reso  operativo
  dall'inizio  dell'anno finanziario. Ora, una cosa  è  prevedere  lo
  spostamento  dei termini di rendicontazione per gli interventi  che
  sono  stati  finanziati con la legge di variazione  a  partire  dal
  luglio  2024; altra cosa è farlo per gli interventi che  erano  già
  previsti il primo gennaio 2024, perché già dal primo gennaio ognuno
  sapeva  -  così come si suol dire - di che "morte doveva  morire ":
  quindi,  la legge di contabilità era chiara e si riferiva  all'anno
  finanziario che va da gennaio a dicembre.
   Ecco perché io chiedo e suggerisco un'ipotesi - diciamo - mediana,
  fermo restando che ci possono anche essere requisiti di impugnativa
  perché  teoricamente diciamo in altri esercizi  è  già  passato  il
  sistema delle proroghe, però - ripeto - una cosa è giustificare una
  proroga  di  rendicontazione  per gli  interventi  che  sono  stati
  finanziati  da  metà  anno  in poi, altra  cosa  è  farlo  per  gli
  interventi che sono stati finanziati a inizio d'anno.
   Pertanto,  la  mia proposta è che nel primo comma  si  faccia  una
  netta distinzione, che i termini di ammissibilità della spesa degli
  interventi finanziati sono solo quelli relativi alla legge  3  e  4
  del  2024,  e non alla legge finanziaria del 31 gennaio  2024.  No,
  scusate,  quindi eliminare la legge 3 e mantenere la  proroga  solo
  per  la  legge 23 del 2024. Credo che sia un atto di equa e  logica
  attività gestionale, mentre sul secondo comma - ribadisco - è  vero
  che  l'abbiamo  inserito  con  la  legge  finanziaria  ma,  per  le
  procedure in capo all'Amministrazione, i decreti di impegno vengono
  fatti  tra  novembre  e dicembre e nessun un ente  è  in  grado  di
  rendicontare  la  spesa  entro  il 31  dicembre.  Quindi  solo  due
  fattispecie diverse e separerei la prima, la legge finanziaria,  da
  quella di variazione.

   PRESIDENTE. Intanto chiedo quali sono le intenzioni del Governo.
   Lo chieda al microfono, per favore, onorevole De Luca.

   DE LUCA Antonino. Sì. Farebbe anche piacere sapere, per curiosità,
  a quanto ammontino i finanziamenti che non sono riusciti a erogare,
  nel  loro  complesso, perché si sta creando - ribadisco -  un  mega
  debito fuori bilancio

   PRESIDENTE. Va bene. Prego, Assessore Dagnino.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, io ribadisco
  quello che ho detto prima.
   I  profili di rischio di impugnazione ci sono, a mio giudizio, per
  entrambi  i  commi. È vero che in passato il Mef,  su  disposizioni
  analoghe allora, ribadisco, i profili di rischio di impugnazione ci
  sono, a mio giudizio, a giudizio del Governo, per entrambi i commi.
   È vero quanto è stato riferito prima dall'onorevole Cracolici che,
  in  passato, il Mef su disposizioni analoghe a quelle del comma  2,
  diciamo,  ha  lasciato  correre, nel senso  che  non  ha  formulato
  impugnative,  nella misura in cui l'impegno, e quindi  l'assunzione
  dell'obbligazione giuridicamente vincolante, sia stata fatta  entro
  il   termine   della  chiusura  dell'esercizio  ancorché   poi   la
  realizzazione delle attività sia avvenuta successivamente.
   Sebbene  devo dire, laddove l'impegno sia come dire giuridicamente
  vincolante, non c'è neanche il rischio di disimpegno perché  già  è
  assunto  l'impegno  e  quindi l'attività può essere  svolta,  anche
  successivamente.

   CRACOLICI. La spesa ammissibile è quella dell'anno scorso

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sì quella dell'anno precedente
   Quindi,  diciamo  per  quanto riguarda il distinguo  proposto  sul
  comma 1, a giudizio del Governo, non vi è una effettiva distinzione
  giuridica  praticabile  perché, anche se si  comprende  la  ragione
  pratica  per cui certo a gennaio hai tutto l'anno, mentre a  luglio
  hai metà dell'anno però, comunque, in ogni caso, andrebbe a violare
  il principio di annualità del bilancio.
   Quindi  l'alert è, come dire, maggiore rispetto al comma  1,  dove
  avevo già espresso delle perplessità e le ribadisco in questa sede.
  Sul  comma due ancora una volta mi rimetto all'Aula, essendoci  già
  stati dei precedenti.

   CRACOLICI. Il comma 1 lo ritira?

   DAGNINO, assessore per l'economia. No, non è proposto dal  governo
  quindi non lo ritiriamo. E' sottoposto alla votazione dell'Aula.

   PRESIDENTE. Ha chiesto d'intervenire il presidente Daidone. Ne  ha
  facoltà.

   DAIDONE,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, vorrei chiarire  un  attimino  la
  genesi del disegno di legge.
   In  Commissione arrivano, dopo indicazione della Capigruppo, tutta
  una  serie  di emendamenti. La Commissione non ha fatto  altro  che
  prendere tutti gli emendamenti, così com'erano pervenuti quindi  di
  origine ovviamente parlamentare, perché sono stati presentati nella
  prima Commissione e poi suddivisi in disegni di legge stralcio.  Li
  abbiamo   messi  all'ordine  del  giorno,  li  abbiamo   sottoposti
  ovviamente ad emendamenti e li abbiamo presentati.
   Detto  ciò, dico, abbiamo dibattuto, c'erano opinioni contrastanti
  anche  su  questo primo comma, per le ragioni che ha detto  l'onore
  Cracolici,  ragioni  sulle quali ci siamo confrontati  anche  altre
  volte  perché,  per  esempio,  in ultima  variazione  di  bilancio,
  proprio  per  questo motivo pratico abbiamo inserito una  norma  di
  tale   genere  per  rendere  concrete  le  indicazioni,  altrimenti
  parleremo del nulla.
   Dico, non c'è nessuna posizione del Governo che - onestamente - in
  Commissione   si   è  detto  assolutamente  aperto   alle   ragioni
  dell'Assemblea,  quindi,  non ha dato  un  parere  né  positivo  né
  negativo, ma si è rimesso all'Assemblea.
   Secondo il mio personale parere -  e per quello che è emerso dalla
  seduta  dalla Commissione - proprio le ragioni dette dall'onorevole
  Cracolici, che io condivido pienamente, mentre la prima  parte  non
  ha  motivo  d'essere rispetto a delle concrete  difficoltà  che  si
  avrebbero dai decreti fatti dopo la variazione di bilancio, cioè  a
  settembre-ottobre  concluso, mentre il secondo  comma  tra  l'altro
  presentato   su   un   emendamento   dell'onorevole   Catanzaro   e
  dell'onorevole  Giambona,  ha  una  sua  motivazione   tant'è   che
  l'abbiamo   condiviso   perché   era   onestamente   condivisibile,
  assolutamente sì.
   Detto questo, per quanto -  ripeto -  riguarda la Commissione,  se
  c'è una volontà di ritirare il primo comma, nulla osta
   Se  questo  crea  difficoltà perché è un  fatto  più  operativo  e
  concreto  per  mettere nelle condizioni gli assessorati  subissati,
  ovviamente soprattutto alla fine dell'anno, di tutta una  serie  di
  attività,  di  mettere in corsa ovviamente le attività,  terrei  il
  secondo comma che è legato a quelle motivazioni che ho indicato.
   Se  siamo d'accordo, ritirerei il primo comma, manterrei fermo  il
  secondo e lo porrei in votazione.

   DE  LUCA  Antonino.  Cominciamo a ritirare il primo  comma  e  sul
  secondo ci ragioniamo.

    PRESIDENTE. Onorevole Daidone, la proposta è quella di sopprimere
  il comma 1?
    Sopprimere, quindi, solo il comma 1 e votare il resto.
     Onorevole  Cracolici,  onorevole De Luca,  onorevole  Di  Paola;
  onorevole Micciché ha chiesto di intervenire?

   MICCICHE'. No.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Presidente, sul secondo comma vorrei anche  qui
  che   intervenisse  nuovamente  l'assessore  Dagnino,   anche   per
  rimarcare  lo spartiacque e capire quelle che sono le problematiche
  sottese  all'approvazione  di  questo  comma  perché  ritengo  che,
  anch'esso,  nelle  more  di  un'eventuale  impugnativa  andrebbe  a
  creare, per le stesse motivazioni, un debito fuori bilancio.
   E' stato superato il termine per l'impegno di spesa.
   Quindi, se c'è l'impegno di spesa fatto e manca solo l'erogazione,
  da  che  mondo  e  mondo non serve fare alcuna norma  di  legge  e,
  quindi,  questa  norma sarebbe superflua. Ritengo  che  sia  sempre
  sbagliato legiferare quando non è necessario.
   Se  invece  serve legiferare perché si vuole offrire  un'efficacia
  che supera quella dell'esercizio 2024, a una norma la cui efficacia
  è  già spirata e, quindi, andremmo a violare un principio contabile
  che  -  a  prescindere che poi venga o meno impugnata  -  comunque,
  costituirebbe  un precedente che quest'Aula non dovrebbe  porre  in
  essere.
   Quindi,  per ragioni di correttezza, di opportunità e di  rispetto
  dei  principi  contabili  che  hanno  sempre  regolamentato  questi
  strumenti, chiedo che anche questo comma sia ritirato.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'Assessore Dagnino.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Presidente, ho già sul  punto,
  credo, formulato il pensiero del Governo.
   E' evidente che il principio contabile contenuto nel 118 impone di
  non travalicare l'esercizio, ai fini dell'assunzione dell'impegno.
   La  norma non esplicita il presupposto che l'impegno debba  essere
  assunto  entro  il 31 dicembre 2024, si limita a stabilire  che  le
  iniziative  a  valere sul fondo, di cui all'articolo  128,  possano
  essere realizzate entro il 30 giugno 2025.
   Interpreterei  questa disposizione nel senso che,  implicitamente,
  si deve ritenere che essa valga per gli impegni assunti entro il 31
  dicembre,  perché altrimenti si porrebbe in conflitto, come  dicevo
  prima, col principio di annualità del bilancio.

   PRESIDENTE. Andiamo per ordine. Onorevoli colleghi, la proposta da
  parte  del  Presidente Daidone era sostanzialmente la  soppressione
  del comma 1 e votare il comma 2.
   C'è l'emendamento 1.3 che fa riferimento a tutto l'articolo.
   Onorevole   De  Luca,  dobbiamo  andare  avanti.  Il   soppressivo
  dell'articolo per intero è mantenuto tutto?  Siamo all'1.3 dove c'è
  il  soppressivo  di  tutto l'articolo, tra due emendamenti,  ovvero
  l'1.2, c'è sempre un suo emendamento che sopprime il comma 1.

   DE LUCA Antonino. Ma il comma 1 è stato ritirato?

   PRESIDENTE.  Ma  come può ritirare, non è che lo può  ritirare,  è
  diventato   l'organo   monocratico  del  Presidente   Daidone?   Il
  Presidente  Daidone, giustamente, ha detto che lui  proporrebbe  la
  soppressione  per  venire  incontro: si mette  in  votazione  e  si
  boccia, questo è il tema.

   DE LUCA Antonino.  Allora ritiro quello sull'articolo.

   PRESIDENTE.  Si  boccia  e,  quindi, si approva  la  soppressione,
  questo è il tema.

   CATANZARO. Si approva la soppressione.

   PRESIDENTE. Infatti stiamo parlando a uno a uno, sul  comma  2  ha
  detto il Presidente Daidone che vorrebbe insistere sulla questione.
  E' corretto, Presidente?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Sì.

   PRESIDENTE. Benissimo. Quindi l'1.3, onorevole De Luca  però  deve
  stare attento

   DE  LUCA  Antonino.  Io  ce l'ho chiarissimo,  sull'articolo  1  è
  ritirato.

   PRESIDENTE. Ma se siamo all'1.3. Onorevole, l'1.3 è ritirato.
   Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 1.2, che è quello che
  riguarda soltanto il comma 1. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.4, soppressivo del comma 2,
  a  firma  degli  onorevoli De Luca ed altri. Onorevole  De  Luca  è
  mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Grazie.  Chiaramente l'emendamento  1.1  soppressivo
  del comma 2 immagino sia ritirato.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Presidente, intervengo perché capisco gli interventi da
  parte   dei  colleghi,  e  ringrazio  anche  il  presidente   della
  Commissione   Bilancio  per aver ritirato il comma  1,  il  collega
  Cracolici  per  aver esplicitato meglio il significato  dei  commi,
  perché  il  problema sa qual è? E perché ci sono questi interventi?
  Perché oggi, su tutti i giornali, abbiamo letto della nota MEF che,
  per  una  guerra della maggioranza attuale, regionale o  nazionale,
  questo  non lo so, è uscita fuori questa fantomatica nota  MEF  con
  l'impugnativa  di  più  articoli  per  quanto  riguarda  la   legge
  finanziaria che è stata fatta a dicembre 2024 e, quindi, Presidente
  è ovvio che se c'è l'Assessore che in Aula dichiara che all'interno
  di  questo articolo ci possano essere commi soggetti a impugnativa,
  è   normale  che  l'Aula  e  i  colleghi  tutti  chiedano  maggiori
  spiegazioni e si cerca poi di modificare quello che è modificabile.
   Assessore, io non so se lei poi farà una dichiarazione in  merito,
  perché  oggi  c'era il discorso di questa fantomatica nota  MEF  su
  alcuni  articoli  della finanziaria. Nota MEF che  non  so  se  sia
  arrivata al Governo, perché, ad oggi, non è pubblica, quindi non lo
  sappiamo.  Molto  strana questa nota MEF, perché  si  impugnano,  o
  comunque si scrivono, dubbi relativi... - l'onorevole La Vardera ha
  la  nota  MEF  -  perché è strano. Per questo dico  che,  da  parte
  dell'Aula,  ci sono vari interventi comma per comma, e  che  questa
  nota  MEF  arrivi  sulla finanziaria del 2024, quella  che  abbiamo
  approvato  a dicembre 2024, mentre, invece, su documenti finanziari
  fatti nei mesi e negli anni scorsi, il MEF non ha detto nulla.
   Quindi, è ovvio, Assessore, che si tratta di una guerra. O  è  una
  guerra  contro di lei - non lo so, ma non penso, e spero  di  no  -
  oppure  c'è una guerra interna a questa maggioranza. Tuttavia,  per
  questa guerra interna, i siciliani non possono esserne le vittime.
   Quindi, rappacificatevi in questo modo: Assessore Dagnino telefoni
  a Giorgetti, telefoni a Salvini, Fratelli d'Italia e Lega parlatevi
  in qualche modo, perché non è possibile, e veramente oggi quando ho
  letto  le  dichiarazioni  da parte di alcuni  esponenti,  pure  sui
  giornali, non è possibile che comunque si paventi l'impugnativa  su
  alcuni  articoli della finanziaria di dicembre 2024, mentre  invece
  sui  documenti finanziari fatti nei mesi scorsi o negli anni scorsi
  il  MEF  non  ha  detto nulla e spero che lei condivida  che  tutto
  questo sia paradossale.
   Quindi,  Assessore,  ci scusi se siamo un  po'  pignoli  nei  vari
  commi,  ma se lei paventa dubbi di impugnativa, è normale  che  noi
  interveniamo.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Grazie, Presidente. Anch'io volevo, rispetto a quello
  che  diceva l'onorevole Di Paola, sottolineare l'anomalia di questo
  documento  a  firma  del  Ragioniere generale  dello  Stato,  Dario
  Perrotta,  che  mette  nero  su bianco,   -  Daria  pardon,  grazie
  Assessore, Daria Perrotta -  che mette nero su bianco una serie  di
  osservazioni che fanno veramente riflettere, perché parlando  degli
  articoli   4, 5, 6, 7, 8,  tantissimi articoli, per 60  milioni  di
  euro,  che  prevedono l'attribuzione di contributi, tanto  dice  il
  Ragioniere  generale  dello  Stato,  "Di  contributi  a  vari  enti
  pubblici   e   privati,   a   titolo  semplificativo,   individuati
  direttamente  dalla  legge  regionale per  interventi  a  carattere
  eterogeneo.  In  particolare, gli articoli in esame individuano  il
  beneficiario, la denominazione dell'intervento, il relativo importo
  assegnato,  senza specificare i criteri ai quali sono  ispirate  le
  scelte operate e le relative modalità di attuazione e senza che sia
  previsto  il  ricorso ad alcuna procedura a evidenza pubblica.  Nel
  merito  si rappresenta che la Corte costituzionale con sentenza  n.
  137  del  2009  ha sancito che la mancanza di criteri  obiettivi  e
  trasparenti  nella  scelta dei beneficiari dei contributi  o  nella
  programmazione  e  pianificazione  degli  interventi  di  sostegno,
  risulta in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione".
   Queste  sono  le  parole granitiche, oserei  dire,  del  Ministero
  dell'Economia  e c'è dietro, secondo me, onorevole  Di  Paola,  una
  interpretazione dei fatti secondo me più semplice forse  di  quanto
  si possa immaginare. Secondo me, dietro a questa impugnativa c'è la
  mano di re Schifani
   Re  Schifani, che evidentemente ha cercato in qualche  maniera  di
  portare a casa un grande risultato, perché se così dovesse essere -
  lui  si sente re Schifani, incontrastato - anche perché se porta  a
  casa  questo  risultato, lei stesso mi spiegava poco  fa,  io  l'ho
  chiesto,  che potenzialmente questi sessanta milioni di euro  vanno
  in  economia e, quindi, potenzialmente voi avete la possibilità  di
  portare  a casa un ulteriore risultato, quindi sarebbe un colpo  da
  maestro,  perché  in  questo caso re Schifani  fondamentalmente  ha
  preso  in  giro tutti i deputati della maggioranza dicendo  loro  e
  facendogli  credere che avrebbe dato questi soldi, ed evidentemente
  dall'altra parte della faccia della medaglia, Roma - mi dicono  che
  questo   Ragioniere  generale  dello  Stato,  addirittura  con   un
  documento  abbastanza significativo, è vicino alle  idee  di  Forza
  Italia   Ci sono più documenti che provano le vicinanze  di  questa
  burocrate  fondamentale, che dicono che addirittura è  vicino  alle
  materie  di  Forza  Italia.  Quindi, non vorrei che  dietro  questa
  operazione  di  questa  impugnativa ci sia proprio  la  manina  del
  presidente  Schifani, che da un lato ha cercato di elargire  questi
  soldi  per venir meno a tutte le richieste dei deputati, dall'altra
  parte,  va  dall'altro  giro della medaglia  e  dice:   Attenzione,
  colpisci dal Ministero dell'Economia questo Parlamento .
   La  vicenda  è veramente tragicomica, Assessore, perché,  se  così
  fosse,  il  Ministero dell'Economia metterebbe nero su  bianco  che
  quanto  fatto  -  nello  specifico nella  finanziaria  del  2024  e
  nell'assestamento - non è possibile, poiché i criteri adottati  non
  sono oggettivi, ma soggettivi.
   Rispetto a questo, Assessore Dagnino, sarebbe opportuno che questo
  Parlamento venisse informato su cosa intenda fare il Governo  e  su
  cosa accadrà dal punto di vista pratico. L'Avvocatura apporterà  le
  modifiche?  Presenterete  le  controdeduzioni?  Insomma,  come   si
  muoverà il suo Assessorato?
   Dubito  che vi muoverete con veemenza, perché Schifani, in  questa
  faccenda,  vede chiaramente anche un'opportunità politica.  Diciamo
  che  è  un colpo da maestro, permettetemi di dirlo, proprio da  "Re
  Schifani", che porta a casa un risultato.
   A  parte lo scherzo, evidentemente, questo ci deve fare capire che
  bisogna cambiare il modus operandi di come questo Parlamento spesso
  e  volentieri  su  certi  temi  si  esprime  in  maniera,  diciamo,
  scientifica.
   Quindi, è importante dare una risposta a questo Parlamento  perché
  le cose non le dobbiamo sapere dai giornali, ma è opportuno saperle
  dall'Assessore  competente in materia che, fino a prova  contraria,
  si chiama Dagnino. Grazie.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi l'onorevole Giambona.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Agostino ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

    Riprende la discussione sul disegno di legge n. 738 Stralcio II
                                Comm/A

   SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  signor
  Presidente, io tra quello che ho letto ieri e quello che ho sentito
  oggi non so quali siano le cose più assurde sentite nelle ultime 24
  ore.
   Cerchiamo  di fare un po' di chiarezza perché mi sembra  veramente
  paradossale tutta questa vicenda.
   Uno:   ho   letto  velocemente  la  nota  del  MEF  e  la  ritrovo
  assolutamente ridicola. Ridicola perché andrebbe specificato al MEF
  qual è la natura del nostro Parlamento, la legge finanziaria, quali
  sono  le  competenze del nostro Parlamento, come si può legiferare.
  Gli  andrebbe  spiegato e specificato che lo si è fatto  nel  corso
  degli  anni senza che nessuno abbia mai mosso un dito e soprattutto
  non  ricordo  contestazioni del MEF nei confronti di  finanziamenti
  puntuali fatti dalla Camera e dal Senato del Parlamento italiano.
   Veramente  imbarazzante  quello che viene  sollevato,  e  io  sono
  sicuro  che  sia l'Assemblea che il Governo difenderanno  la  legge
  finanziaria approvata da questo Parlamento che non è una legge  del
  Governo,  è una legge parlamentare. E il Parlamento l'ha approvata,
  l'ha votata, l'ha discussa. Poi con modalità e forme discutibili  e
  io  stesso  insieme al Gruppo parlamentare le abbiamo sollevate  in
  merito   ad   esempio   alle  procedure  di   presentazione   degli
  emendamenti,   alla  possibilità  di  leggere  chi   deposita   gli
  emendamenti,  ma quell'aspetto è una procedura parlamentare  che  è
  stata contestata più volte.
   Poco fa sentivo dall'onorevole La Vardera alcune cose... basta  su
  questa ipocrisia parlamentare. Tutti i parlamentari all'interno  di
  questa  Assemblea  hanno  proposto  nell'arco  degli  ultimi   anni
  emendamenti  che  vanno a finanziare in modo  puntuale  comuni  e/o
  associazioni. Lo stesso La Vardera lo ha fatto in tutti i documenti
  finanziari, dalla sua elezione fino all'ultimo, quindi questo  velo
  ipocrita   su   chi  propone  chi,  come,  cosa,   possiamo   farlo
  tranquillamente crollare
   Poi  c'è chi propone delle cose che hanno un valore, a mio avviso,
  particolarmente importante. C'è chi invece finanzia associazioni di
  mariti,   mogli,  cugini,  parenti...  ma  quello   rientra   nella
  credibilità  politica del proponente e proprio su questo  nasce  la
  richiesta, da parlamentare del Movimento Cinque Stelle, di essere a
  conoscenza   di  chi  presenta  gli  emendamenti,  prendendosi   la
  responsabilità politica di quello piuttosto che dell'altro.
   Però,  la domanda qui sovviene in merito alla richiesta che  viene
  sollevata  sull'emendamento  e  su quelli  successivi.  La  verità,
  signor  Presidente,  è  che molte volte i  dipartimenti  di  questa
  Regione,  quando devono finanziare l'associazione fanno il  decreto
  di  finanziamento in quindici giorni, quando devono  finanziare  un
  ente  pubblico, quale un comune che a distanza dei due anni  ancora
  non  vengono  erogate  le somme destinate con una  finanziaria  del
  2022.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   Il problema nasce dall'efficienza burocratica della nostra Regione
  che  pone  in  modo differente, faccio un esempio,  associazioni  e
  fondazioni ed enti pubblici.
   C'è  un  articolo  successivo  in  questo  disegno  di  legge  che
  finalmente  dà  potestà  a  tutti gli effetti  agli  enti  pubblici
  riconosciuti  quali Città metropolitane, Liberi Consorzi  e  Comuni
  che  finalmente  potranno, in quanto enti pubblici,  esercitare  il
  ruolo anche previsto dal D.lgs. n. 118/2011 di ente erogatore delle
  risorse  senza dover fare i doppi, tripli, quadrupli passaggi,  con
  Dipartimenti  che, ripeto, per assegnare risorse alle  associazioni
  fanno  decreti in 15 giorni, per farlo agli enti pubblici  -  porto
  l'esempio  di  un Comune che sto seguendo - di una finanziaria  del
  2022, ancora nel 2025, su 500 mila euro hanno erogato 10 mila euro,
  quando  invece le associazioni hanno ricevuto 100 mila euro in  uno
  schiocco di dita
   La  verità è che tutta la questione non sta nel merito del MEF,  o
  dei  rilievi  o  dei ritardi. Le norme proposte sono  evidentemente
  contrarie  al  principio  contabile  del  D.lgs.  n.  118/2011,   e
  l'Assessore  mi pare che, non in maniera eccessivamente  esplicita,
  lo  ha  detto,  e  lo è anche il comma 2, non è che fa  differenza.
  Molte  volte quei ritardi, in quella famosa "Tabella H" - perché  è
  una  tabella  del 2010, non è una tabella di oggi  -  derivano  dal
  fatto  che quei decreti vengono fatti a novembre, quando poi quelle
  associazioni  non hanno, certamente, la possibilità  di  realizzare
  quegli  interventi  entro  la  fine dell'anno,  e  molte  volte  si
  ritrovano a doverli realizzare nell'anno successivo.
   Mettiamo un punto su queste vicende e ripeto, mi auguro ovviamente
  che  l'Assessore,  che  poco fa leggevo nel labiale,  difenderà  il
  lavoro  portato  avanti  dall'Assemblea,  anche  davanti  a   delle
  ridicole contestazioni  da parte del MEF, con l'augurio che  invece
  i  prossimi anni, nei prossimi strumenti finanziari, si possa  fare
  un   lavoro   certamente  diverso,  destinando  delle  risorse   ai
  Dipartimenti che, a seguito delle indicazioni previste anche  sotto
  natura  parlamentare,  possano  assegnare  le  risorse  agli   enti
  pubblici  affinché  possano realizzare quegli  interventi  nel  più
  breve tempo possibile. Grazie.

   LA  VARDERA. Il collega mi ha citato e intendo parlare  per  fatto
  personale

   PRESIDENTE.  Onorevole  La  Vardera, la  faccio  intervenire  dopo
  l'onorevole Giambona, lei era già intervenuto.
   Prego, onorevole Giambona.

   GIAMBONA. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, approfitto della
  presenza   di  autorevoli  esponenti  del  Governo  regionale   per
  intervenire sull'articolo 1 di questo disegno di legge  che  stiamo
  trattando,   nello   specifico  l'articolo   1,   comma   2,   che,
  fondamentalmente, prevede la proroga dei termini...

   CRACOLICI. Ma non l'abbiamo già approvato?

   GIAMBONA. Assolutamente sì, collega Cracolici, ma è ovvio che  dal
  punto   di  vista  politico  vorrei  avere  alcuni  ragguagli,   in
  particolar modo dall'assessore Dagnino.
   Noi,  oggi, intendiamo giustamente prorogare, con questo comma  2,
  dell'articolo  1, entro il 30 giugno del 2025, la  possibilità  per
  tutti   quegli  enti  che  hanno  partecipato  ai  bandi   previsti
  dall'articolo 128 della legge del 12 maggio 2010.
   L'assessore  Dagnino, nella qualità di assessore  per  l'economia,
  come  prima di lui l'assessore Falcone, ci hanno sempre  detto  che
  approvare  la finanziaria in tempi congrui, entro la fine dell'anno
  precedente,  in alcuni casi è, sicuramente, una buona modalità  per
  pianificare  al  meglio  quello  che  è  l'utilizzo  delle  risorse
  regionali,  perché naturalmente questo libera risorse  e  dà  anche
  ampia possibilità al mercato di poterne beneficiare.
   Ricordo  a  me  stesso che proprio l'articolo 128 di questa  norma
  prevede  l'impegno  e lo stanziamento di 4,8 milioni  di  euro.  Mi
  chiedo,  e  chiedo all'Assessore: che senso ha se noi puntualmente,
  perché  per  la  finanziaria del 2024 abbiamo  approvato  in  tempo
  utilissimo  la  finanziaria  regionale,  per  poi  arrivare  a  una
  delibera  della  Giunta  del  3  aprile,  e  poi  la  deliberazione
  successiva    sulla    ripartizione   delle   somme,    predisposta
  all'assessorato  all'economia,  è  intervenuta  solamente   il   19
  novembre 2024?
   È  ovvio che a quel punto gli assessorati che sono competenti,  in
  funzione  di quella che è la ripartizione - mi riferisco  a  quello
  dei beni culturali, per fare un esempio - ha potuto fare il decreto
  solamente  il  4 dicembre, quello dell'istruzione il  19  dicembre,
  quello della famiglia il 16 dicembre
   È  ovvio  che  gli  enti interessati, e sono tantissimi,  si  sono
  trovati  e  si  trovano nell'impossibilità, di fatto,  di  svolgere
  queste attività.
   Io  penso, assessore Dagnino, che qui non ci troviamo di fronte  a
  una  norma spot, che venga applicata una sola volta e per la  quale
  possano esserci delle difficoltà. Qui ci troviamo di fronte  a  una
  norma  in  vigore in Sicilia dal 2010 e, quindi, ci sono, per  così
  dire,  tutte  le condizioni. Non c'è, dunque, alcuna attenuante  da
  questo  punto  di  vista,  perché le  procedure  sono  ben  chiare;
  basterebbe semplicemente attivarsi per tempo.
   Motivo  per  il quale, proprio al fine di evitare che  di  qui  in
  avanti,  perché  questa procedura di proroga lo ricordava  poc'anzi
  l'assessore Cracolici, oramai è diventato una routine, una  routine
  tra  l'altro inspiegabile, e quindi ho presentato, tra l'altro,  da
  questo  punto di vista, un'interrogazione parlamentare  perché  gli
  enti che hanno partecipato e che partecipano all'articolo 128 della
  legge  del 2010 hanno diritto a partire con le iniziative per tempo
  e   non   a  subire  questa  mortificazione  di  un'Amministrazione
  regionale che non si muove con i dovuti tempi, tra l'altro con  una
  procedura,  lo  ribadisco, che è di routine e  non  vede  nulla  di
  nuovo.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Campo.
   Colleghi,  io  sto  seguendo un elenco.  Cortesemente,  vi  faccio
  intervenire  tutti.  Sto seguendo un elenco  perché,  altrimenti...
  prego onorevole Campo.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   CRACOLICI. Abbiamo votato l'articolo 1?

   PRESIDENTE.   Non  lo abbiamo ancora votato. Poi vorrei  ascoltare
  pure l'Assessore che aveva chiesto di intervenire.

   CAMPO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessori.
  Apprendiamo oggi dai giornali, appunto, di questi rilievi  del  MEF
  sui  cinquanta milioni della scorsa finanziaria e ci  sembra  quasi
  una  tirata  d'orecchio  da parte del Governo  nazionale  a  questo
  Parlamento,  accusato di sprechi, accusato di mancette,  quando  in
  realtà  manca, Presidente, il vero tema politico che è  quello  che
  Schifani, per tenere unita questa cosiddetta maggioranza  e  questo
  Parlamento, è costretto a sperperare 50 milioni di euro  senza  una
  reale   visione  politica  e  senza  poter  fare  degli  interventi
  strutturati  e importanti per la Sicilia e si va in ordine  sparso,
  affidando  ai deputati ben 50 milioni di euro per fare  delle  cose
  più  o meno utili - per carità di Dio  - perché nel rilievo del MEF
  sono state messe insieme tante cose, anche le infrastrutture, anche
  i fondi per i Comuni, anche delle opere importanti per i siciliani.
   Ma io adesso vorrei dire al presidente Schifani, che oggi non è in
  Aula,  che  abbia  uno scatto d'orgoglio e difenda  l'autonomia  di
  questo  Parlamento invece di farsi tirare le orecchie da Roma,  che
  si  è  fatto  scippare anche un miliardo e passa per un fantomatico
  Ponte sullo Stretto che non esiste e ottocento milioni di fondi FSC
  per degli inceneritori di cui noi non conosciamo ancora nulla
   Quindi,  difendesse l'autonomia di questo Parlamento e  smetterla,
  comunque, con questi fondi regalati al Parlamento senza una visione
  politica perché è vero il Parlamento li prende, quindi non dovremmo
  essere  qua  a dire nulla, ma chi è che conduce poi le finanziarie?
  Non  è  il Governo forse? E questi soldi, spesso, mancano per delle
  operazioni  strutturali e, se ancora fa leva su  questi  fondi  per
  tenere  unita  la  maggioranza, quando  non  potrà  più  averli  si
  presenterà  a  tutto  il  Parlamento come una  grande  disfatta  di
  Waterloo e, quindi, sarà un disastro per il presidente Schifani.
   Quindi, trovi altri metodi per tenere la sua maggioranza e  faccia
  valere quella che è l'autonomia dei siciliani.

   PRESIDENTE.    Colleghi,   ci   sono   interventi   come    quello
  dell'onorevole  De  Luca e quello dell'onorevole  La  Vardera:  già
  entrambi siete intervenuti sull'articolo e sugli emendamenti.

   LA VARDERA. Io chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Non c'è il fatto personale, collega La Vardera: io  vi
  posso  far  intervenire di nuovo, però, io ascolterei  quanto  meno
  prima quello che ha da dire l'Assessore.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Ringrazio gli interventi perché
  mi  consentono, sull'argomento del rilievo del MEF,  di  provare  a
  mettere  un  po'di ordine visto che ieri quando è venuta  fuori  la
  notizia  del  documento, peraltro comunicato proprio ieri  mattina,
  quindi  è  una notizia assolutamente recente, c'è stata subito  una
  immediata attenzione, anche mediatica.
   Allora  per  prima cosa vorrei dire che il Mef, per carità,  è  un
  organo  di massima autorevolezza. Il Ragioniere generale è uno  dei
  massimi  vertici dell'Amministrazione dello Stato, però  credo  che
  questo  Parlamento non debba avere alcun complesso  di  inferiorità
  nei confronti del Mef.
   E'  una interlocuzione che viene avviata, annualmente, su tutte le
  norme  che vengono approvate da questo Parlamento, nell'ambito  dei
  meccanismi costituzionali di leale collaborazione tra lo Stato e le
  Regioni.
   Quindi  prendere,  assumere  una nota  del  Mef  come  una  verità
  assoluta  credo che sia inappropriato. Il Mef formula  un  rilievo.
  Peraltro,  nel  caso  di specie, il rilievo  non  è  immediatamente
  finalizzato   all'impugnativa,  ma  è  un  rilievo   interlocutorio
  rivolto... che contiene, che comunque si conclude con un invito  al
  Dipartimento per gli affari regionali, a valutare, alla luce  delle
  osservazioni,   l'eventuale   sussistenza   dei   presupposti   per
  l'impugnativa  dopo  avere  naturalmente sentito  l'Amministrazione
  regionale.
   Quindi  siamo  in una fase assolutamente preliminare  e  siamo  di
  fronte,  semplicemente, ad una osservazione. Dunque  assumere  che,
  come  dire, quasi una forma di complesso di inferiorità, lasciatemi
  dire,  per cui se il Mef fa un rilievo il Parlamento è stato  colto
  con  le  mani  nella  marmellata, lasciatemi  usare  un'espressione
  informale  se  mi  è consentito, mi pare che non sia  un  approccio
  corretto
   Peraltro,  nel  caso specifico, non è che il Mef  ha  detto  "Beh,
  avete  fatto una cosa che è palesemente contrastante". Come è stato
  anche ricordato, dai deputati che sono intervenuti, questo tipo  di
  approccio non ha precedenti.
   Infatti  la sentenza della Corte costituzionale del 2009, non  del
  2019  ma del 2009 richiamata dal Mef, non è una sentenza pienamente
  in  termini, nel senso che non riguarda una fattispecie  analoga  a
  quella oggetto di valutazione da parte del Mef, ma la nota riguarda
  tutti  coloro  che  abbiano delle, come  dire,  nozioni  minime  di
  diritto  costituzionale e giurisprudenza della Corte costituzionale
  secondo  cui, attenzione, le leggi provvedimento o leggi fotografia
  sono  legittime  -  non  sono quindi, di per  sé  in  quanto  leggi
  fotografia,  costituzionalmente illegittime  -  ma  possono  essere
  esposte  alla  censura  di incostituzionalità,  laddove  non  siano
  adeguatamente   motivate   alla   stregua   di   un   provvedimento
  amministrativo.
   Cioè   le   leggi   provvedimento  vanno  considerate   come   dei
  provvedimenti  - però con atto avente forza di legge  -  e  quindi,
  alla  stregua dei provvedimenti amministrativi, vanno motivate.  Se
  non   sono   motivate,   si  espongono  a  possibili   censure   di
  incostituzionalità  ove non vengano chiariti i  criteri,  i  metodi
  utilizzati   per   assumere  la  decisione  da  parte   dell'organo
  legislativo.
   Quindi  siamo  ben lontani da una censura, da un errore.  Non  c'è
  nessun  errore,  devo dire, e tanto meno vorrei  sconfessare  delle
  ricostruzioni che mi paiono, sinceramente, fantasiose  secondo  cui
  vi  potrebbe essere, addirittura, un interesse da parte del Governo
  a  sollecitare questo tipo di rilievi per guadagnare  delle  cifre.
  Voglio  subito  sgombrare il campo da qualunque ipotesi  di  questa
  natura  perché  vi renderete conto, credo che tutti quanti  con  un
  minimo  di ragionevolezza se ne rendano conto, ove dovesse  passare
  un'impugnativa di tal fatta, da parte di Palazzo Chigi,  lo  stesso
  tipo  di  censura andrebbe ripetuto per tutte le regioni  italiane,
  non   essendo  certo  la  Regione  siciliana  l'unica  ad  adottare
  provvedimenti del tipo di quelli di cui discutiamo.
   E  questo  non  può mai essere, lasciatemi dire,  un'occasione  di
  calcolo  politico, perché le regioni sono governate da  maggioranze
  di   diverso  colore  politico.  Pertanto,  sarebbe  comunque   una
  ricostruzione poco realistica ipotizzare un accordo tra maggioranze
  dello  stesso  colore politico, poiché lo stesso  rilievo  andrebbe
  ripetuto per le altre regioni.
   Quindi,  innanzitutto, il Governo regionale, sebbene si tratti  di
  norme   -   l'ho  dichiarato  alla  stampa,  ma  è   ben   noto   -
  prevalentemente  di  iniziativa  parlamentare,  non  di  iniziativa
  governativa - però il Governo regionale ha il dovere di  difendere,
  perché  è  titolato a porre in essere questa difesa, le prerogative
  del  Parlamento, visto che l'interlocuzione viene fatta col Governo
  regionale.
   E  poi  devo  dire  che  il  rilievo non è  formulato  in  termini
  assoluti,  non è formalmente... cioè il Mef, in poche  parole,  non
  dice  "Non  si può fare la legge provvedimento", ma dice "La  legge
  provvedimento andrebbe specificamente motivata .
   Ora,   le   motivazioni  potrebbero  essere  addotte   sul   piano
  dell'interlocuzione  e, quindi, potremmo  spiegare,  illustrare  al
  Mef  quali  sono le ragioni, ad esempio, faccio riferimento  a  due
  delle  norme  che sono investite  che sono quelle sì di  iniziativa
  governativa,  vedi  Agrigento Capitale della cultura  e  Gibellina,
  quelle  sono  norme di iniziativa governativa e  la  motivazione  è
  presto  illustrabile: si tratta di eventi straordinari e il Governo
  regionale chiede al Parlamento di finanziare una norma che sostenga
  questi  interventi di natura straordinaria; ma anche gli interventi
  di  natura micro-settoriale, chiamiamoli così, quelli che sono  più
  specificamente di matrice parlamentare, non dimentichiamo che  sono
  stati  raggruppati  per categorie, quindi, ad  esempio,  faccio  un
  esempio  pratico  perché sapete che mi piace  entrare  nel  terreno
  della  pratica e non solo della teoria, ad esempio, gli  interventi
  per   finanziare   i   comuni  ai  fini  della  organizzazione   di
  manifestazioni locali possono essere ben giustificabili  alla  luce
  dell'obiettivo  di  sostenere il turismo  nelle  aree  rurali  che,
  altrimenti,  rischierebbero di essere meno valorizzate,  di  subire
  l'abbandono  che,  diciamo, è un fenomeno a  cui  si  è  assistito,
  quindi,  delle motivazioni sia sul piano delle interlocuzioni  che,
  eventualmente,  sul  piano delle modifiche legislative  a  sostegno
  della giustificazione, io credo che potranno essere addotte e  devo
  dirvi  e, qua assumo l'impegno formale, il Governo non si sottrarrà
  ad  una  difesa  specifica, concreta ed effettiva di queste  misure
  onde  evitare  che  passi un principio per cui  la  politica  perde
  qualunque  capacità  discrezionale.  Dico  ciò  perché  insomma  se
  aboliamo la discrezionalità nelle scelte politiche in fin dei conti
  non  facciamo  altro  che  abolire anche  la  politica  stessa,  la
  politica e scelte allocative di risorse finanziarie.
   Detto  questo  va,  altresì, detto che questi tipi  di  interventi
  possono  essere  realizzati con una maggiore  ampiezza  o  con  una
  maggiore  prudenza.  L'ultimo intervento  è  stato  particolarmente
  ampio,   devo   dire,  sia  nel  numero  delle  destinazioni,   dei
  beneficiari  che  anche nell'importo assoluto e,  quindi,  potrebbe
  darsi che questo tipo di scelta abbia sollecitato una reazione  che
  in  passato non vi è stata ma che se dovesse essere tradotta in una
  impugnativa per esigenze di parità di trattamento e di imparzialità
  da  parte  di Palazzo Chigi dovranno verosimilmente essere ripetute
  per  tutte  le  Regioni  e non soltanto per la  Regione  siciliana,
  quindi, la questione è assolutamente un elemento di novità. Nessuno
  è  stato colto con un errore, con le mani nella marmellata, ripeto,
  questa  espressione  è,  come  dire, pittoresca,  provocatoria.  Si
  tratta  di  una  novità  assoluta  da  parte  del  Mef  alla  quale
  risponderemo con osservazioni tecniche e di merito.
   Dico  anche  che qualcuno lo ha rilevato, l'importo  di  cinquanta
  milioni di euro è una ricostruzione giornalistica. Io ieri ricevevo
  telefonate da parte di alcuni giornalisti e mi dicevano   a  quanto
  ammonta  questo importo di somme non dovute? . Io ho detto   ma  io
  ieri ero ad un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo economico,
  presso  il Mimit, sulla vicenda Versalis , quindi, ho detto  domani
  vedremo .  Naturalmente,  saprete che l'approccio  giornalistico  è
  quello  di dare subito informazioni ma queste informazioni andranno
  verificate dal punto di vista quantitativo, quindi, queste sono  le
  osservazioni   del   Governo   sulla   vicenda   della   potenziale
  impugnativa, anzi diciamo si tratta soltanto del rilievo  da  parte
  del Mef. Grazie.

   PRESIDENTE. A me le parole dell'assessore sono sembrate abbastanza
  esplicative nel senso che, comunque, ha spiegato tutta  la  vicenda
  in  maniera  anche specifica, noi abbiamo ritirato gli  emendamenti
  soppressivi e siamo in votazione per l'articolo 1.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   LA VARDERA. Presidente, io ho chiesto di parlare

   PRESIDENTE. Sì, sì, vi do la parola, onorevole De Luca e onorevole
  La  Vardera. Siamo all'articolo 1, io vi faccio intervenire,  siete
  già intervenuti sugli emendamenti e sull'articolato.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca Antonino.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  le   mie  parole  a  questo  punto  diventano  irrinunciabili  dopo
  l'intervento  dell'assessore Dagnino perché io vorrei riportare  la
  discussione  sul  tema che, comunque, seppure  all'interno  di  una
  votazione è stato aperto riguardo a ciò che è accaduto, che  è  ben
  più    grave    di   quanto   appaia.   Perché,   veda,   l'ipotesi
  dell'impugnativa   del   MEF  non  l'ho  mai   neanche   presa   in
  considerazione,  primo perché fra quattro giorni scade  il  termine
  per impugnare e, se avessero voluto contrapporre qualcosa di serio,
  già  lo  avrebbero dovuto mettere sul tavolo, se non  erro,  il  15
  gennaio.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sulla seconda legge, quindi  il
  termine scadrà ad aprile.

   DE LUCA Antonino. Okay, sulla seconda, il termine ancora c'è, però
  di  certo, al netto del termine dell'impugnativa, che è un po'  più
  lungo,  è  evidente che un Parlamento, oltre a godere di una  certa
  discrezionalità  nello  scegliere  gli  interventi   di   carattere
  generale  o  particolare che decide di finanziare, deve rivendicare
  questo   principio  come  irrinunciabile.  Perché  o  è  un  potere
  autonomo,  e  quindi  legislativo, o è un  potere  burocratico  che
  risente  di  regolamentazioni  che vanno  persino  oltre  la  legge
  nazionale  e la legge costituzionale. Quindi, se non c'è una  legge
  nazionale  o  una legge costituzionale che impone dei paletti,  non
  può  arrivare  il MEF con un dirigente, a fare due rilievi  e  dire
  quello che dobbiamo fare.
   Quello  che  io però non accetto del discorso fatto dall'assessore
  Dagnino  - e mi auguro che non sia lo stesso ragionamento che  farà
  il  Presidente Schifani - è che, se da un lato questo Parlamento  e
  questo Governo devono certamente riconoscersi maggiormente in delle
  linee  programmatiche  che poi devono trasferirsi  all'interno  dei
  provvedimenti  legislativi, perché, assessore Dagnino,  dall'ultimo
  testo  che  avete  presentato, dire  che  siete  stati  ridicoli  a
  presentare  un  testo che non si capiva e che  è  stato  totalmente
  stravolto nei vari passaggi, è il minimo che vi possiate aspettare
   Perdonatemi,  ma  è  normale che poi esca un  mostro  con  duemila
  miliardi  di  cose aggiunte, perché ogni partito ci  mette  la  sua
  parte.  Ma  questo  è  fisiologico,  soprattutto  da  parte   delle
  opposizioni,  perché le opposizioni non hanno altri  strumenti.  Ma
  voi, Governo, voi, maggioranza, sì.
   Quindi,  se  da  un  lato  è  normale che  l'opposizione  presenti
  proposte  che  possono  essere più o meno scollegate  dall'impianto
  generale,   in  nessun  caso  si  può  immaginare  che  Governo   e
  maggioranza, che sono coloro che portano l'impianto all'Aula e alle
  Commissioni, arrivino con un disegno di legge che non è organico
   Ma,  al  netto  di  questo, io quello che non accetto  è  che  voi
  accettiate  in maniera supina che qualcuno dal MEF arrivi,  scriva,
  vi  bacchetti e vi dica cosa fare, senza prima guardare quello  che
  succede alla Camera e al Senato, dove pure avete la maggioranza. Mi
  pare  che succeda di tutto: leggine, normine... Dopodiché, al netto
  del  fatto  che dovrebbero guardare cosa fanno in tutte le  regioni
  amministrate,  che  il centrodestra governa  in  Italia,  non  solo
  questo,  ma  io gradirei che, da parte di una Regione che  gode  di
  autonomia  speciale, che vive nel Parlamento più antico d'Europa  e
  che  ha  una  sua  storia, voi non aveste lo  stesso  atteggiamento
  supino  che  avete avuto con l'autonomia differenziata  Voi  dovete
  dire:   Caro  MEF,  fai  il tuo lavoro, ma  non  ti  permettere  di
  scrivere una virgola in più, perché non te lo consentiamo  .
   Perché  è  la  stessa  cosa che è successa con la  Cardiochirurgia
  pediatrica: arriva il Ministero, poi arriva l'onorevole Ciancitto e
  ci  viene  a  dire  che il Ministero della Salute  ci  impone  dove
  mettere la Cardiochirurgia pediatrica. Il MEF e il Ministero  della
  Salute possono dire che la Sicilia può averne una, due o tre, che i
  saldi  finanziari e i posti letto devono corrispondere, ma non  può
  venire  nessun Ministero a dirci, noi come Regione Siciliana,  dove
  dobbiamo collocare le unità operative della nostra rete sanitaria e
  ospedaliera.  Quindi, cerchiamo di dare merito  ed  efficacia  alla
  nostra autonomia e al regionalismo che tanto vantate, e che non sia
  semplicemente  una scusa per farci viaggiare a due  misure,  a  due
  velocità  differenti  rispetto  al  resto  del  Paese.  Cercate  di
  ricordarvelo cosa rappresentate e da dove venite quando parlate con
  gli  Organi  nazionali. Questo è quello che gradiremmo  dal  vostro
  Governo: un minimo di autorevolezza

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Grazie signor Presidente, grazie assessore,  è  stato
  abbastanza,  diciamo, lineare nel suo ragionamento.  L'ho  seguito,
  assessore, vedo che smanetta col telefono, che è successo?  Mi  dia
  un attimo di attenzione perché è fondamentale.
   Ho  visto anche, come dire, il suo intervento che chiarisce alcuni
  punti  però,  rispetto  alla questione  iniziale,  io  ritengo  che
  bisogna  fare  alcune  precisazioni, perché non  mi  piace  che  ci
  possano  essere dei colleghi di questo Parlamento che  la  vogliono
  buttare  in caciara e, siccome non mi sono mai nascosto  dietro  un
  dito  e quando faccio le cose le rivendico, ho sempre detto che  in
  questa  legislatura è come se ci fosse stato uno  spartiacque,  uno
  spartiacque preciso, no? E' come quando nella linea temporale della
  storia,  della suddivisione - come dire - ciclica, ci sia un  prima
  di  Cristo  e un dopo Cristo. Noi così definiamo la linea temporale
  di spartizione
   Allora   io   definisco  questa  legislatura  in  una  definizione
  temporale  precisa e la rivendico. Prima del caso Auteri,  dopo  il
  caso Auteri. Il sottoscritto quando ha dato indicazioni e quindi ha
  espresso  quelle che erano le indicazioni nelle scorse finanziarie,
  lo  ha  fatto consapevole delle indicazioni che dava e  sapendo  il
  fatto che, certamente, nei propri emendamenti non ha mai finanziato
  né  carnevali,  né  feste degli amici, né conti correnti  di  altri
  colleghi. Quindi lo dico in maniera chiara e se qualcuno  la  vuole
  buttare in caciara, io rispondo in modo semplice.
   Quando  abbiamo  scoperto che in questo Parlamento c'era  qualcuno
  che  utilizzava i fondi per darli all'associazione di  riferimento,
  ai propri familiari, il sottoscritto ha detto "basta", non funziona
  più
   Il  sottoscritto ha rinunciato al milione di euro che mi era stato
  messo  a  disposizione perché ha ritenuto questo un modus  operandi
  fuori da ogni grazia di Dio
   E  voglio rassicurare i colleghi. Non vi preoccupate che io il mio
  seggio non lo devo andare a prendere in altre liste, non si sentano
  scalfiti  perché  non è un problema, non ho bisogno  di  andare  in
  qualche  modo a prenderlo a casa di altri; io rivendico  le  scelte
  che  ho fatto, le sottolineo e dico che a differenza però di alcuni
  colleghi  che vogliono fare a me la paternale io non ho  finanziato
  carnevali    Semmai, cose di buon senso, come nello specifico  sono
  pronto  a  rivendicarle più volte perché le ho pubblicate ma,  dopo
  quello che è stato lo scandalo Auteri, ho detto "basta, non si  può
  pensare  di  andare  avanti  a  colpi di  maxiemendamenti  dove  ci
  mettiamo  a  dare  indicazioni su come, quando e  perché ",  perché
  evidentemente questa cosa non andava.
   E  per chiunque vuole in qualche modo rimescolare questa faccenda,
  sono pronto non a un confronto pubblico, a dieci confronti pubblici
  perché le cose che faccio non solo le rivendico, ci metto la faccia
  e le racconto senza problemi, io, con grande franchezza
   Siccome qualcuno, come dire, vuole in qualche maniera pensare  che
  noi...  la  guerra è all'interno delle opposizioni  Io non  ho  mai
  fatto  questo ragionamento però, se qualcuno lo vuole cominciare  a
  fare,  io  lo  faccio, non ho problemi, lo faccio  e  non  mi  tiro
  indietro.
   Quindi  lo  dico  senza  colpo ferire che siccome,  evidentemente,
  forse  qualcuno  si  sente minacciato nella  propria  comfort  zone
  politica,  lo  voglio  rassicurare  Non c'è  nessuna  minaccia,  il
  seggio me lo vado... come dire, me lo costruisco da solo attraverso
  questo nuovo soggetto politico che si chiama Controcorrente, quindi
  voglio rassicurare alcuni colleghi in questa maniera
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   Colleghi, pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2.
   Ne do lettura:
                                «Art. 2
      Norme in materia di erogazione e mantenimento di contributi
                               pubblici

   1.  Al  fine  di  razionalizzare le procedure  di  rendicontazione
  finanziaria  tuttora pendenti, di non vanificare  gli  investimenti
  effettuati  e  le attività svolte e di consentire in condizioni  di
  certezza la ripresa delle attività produttive, gli enti pubblici  e
  le imprese, anche individuali, destinatari di contributi pubblici a
  qualsiasi titolo, compresi quelli di derivazione europea,  che  non
  hanno  potuto  completare i lavori o svolgere le attività  indicate
  nei  provvedimenti di concessione dei suddetti contributi per cause
  di  natura oggettiva loro non imputabili, hanno diritto a mantenere
  i  contributi  ricevuti  in proporzione alla  quantità  dei  lavori
  realizzati    e   delle   attività   compiute,   previa    verifica
  dell'autonomia funzionale dell'opera e della parziale realizzazione
  dell'interesse pubblico sotteso all'erogazione finanziaria.

   2.  Entro  sessanta giorni dall'entrata in vigore  della  presente
  legge,  i  percettori  dei contributi di cui  al  comma  1  possono
  presentare  domanda di mantenimento dei contributi al  Dipartimento
  regionale competente, il quale si pronuncia entro sessanta giorni.

   3.  Il termine di cui al comma 2 può essere sospeso solo una volta
  ai  fini di un approfondimento istruttorio per un massimo di trenta
  giorni.

   4.  A  seguito dell'istruttoria svolta, il Dipartimento  regionale
  competente  può  procedere alla conferma del  contributo  revocando
  eventuali  atti  di  annullamento o revoca oppure  può  ridurre  il
  finanziamento nei limiti di quanto realizzato o svolto.

   5.  Il provvedimento di cui al comma 4 contiene anche la decisione
  di  sgravio  totale o parziale del titolo di recupero eventualmente
  adottato  dall'Amministrazione ed è trasmesso all'agente incaricato
  per la riscossione.».

   PRESIDENTE. Prego, Presidente Daidone.

   DAIDONE.  Le  chiedo  di  accantonarlo  momentaneamente   per   un
  approfondimento che è in corso.

   PRESIDENTE. Va bene, Presidente Daidone.
   Accantoniamo, su richiesta della Commissione Bilancio,  l'articolo
  2.
   Si passa all'articolo 3.
   Ne do lettura:

                               «Art. 3.
   Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 22 maggio 2024, n.
                                  20

   1. All'articolo 2 della legge regionale 22 maggio 2024, n. 20 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a) al comma 1 le parole  fino al 31 dicembre 2024  sono sostituite
  dalle parole  fino al 30 giugno 2025 nelle more della procedura  di
  riaccertamento  ordinario  dei residui  dell'esercizio  finanziario
  2024. ;

   b) è aggiunto il seguente comma:

    2.  Il  comma 1 trova applicazione per tutte le procedure per  le
  quali è richiesta la regolarità contributiva.».

   Ci sono degli emendamenti soppressivi all'articolo 3.
   L'onorevole  Cracolici  chiede  la  spiegazione  dell'articolo  3,
  assessore.
   Interviene lei o la Commissione?
   Presidente Daidone, sull'articolo 3 vuole dare...
   Prego,  perché  c'è l'onorevole Cracolici che chiede  informazioni
  aggiuntive.
   Prego, onorevole Abbate.
   Grazie.

   ABBATE. Grazie, signor Presidente.
   L'articolo 3 non è altro che lo spostamento in avanti di una norma
  che  avevamo già approvato due volte con due modifiche, per  quanto
  riguarda la regolarità contributiva per le aziende agricole.
   C'è un problema di fondo sugli aiuti che si stanno erogando per le
  aziende  che, a causa della siccità,  si trovano nell'impossibilità
  di  erogarle  perché  le aziende si trovavano  in  difficoltà,  per
  quanto riguarda la regolarità contributiva.
   Si è deciso di poter fare l'ampliamento fino al 30 giugno per dare
  la  possibilità di potere erogare tutti questi contributi  che,  in
  questo momento, sono bloccati anche perché quest'anno coincide  con
  l'anno declarato dal Governo nazionale di stato di crisi.
   Per  questo  motivo è stato aggiunto, anche nelle more  di  potere
  espletare  i residui e quindi di mettere a disposizione le  risorse
  per quanto riguarda le aziende agricole.
   Questo è in realtà l'articolo 3 che è un portare in avanti, dal 31
  dicembre  al 30 giugno, la regolarità contributiva per  le  aziende
  agricole.

                  Presidenza del Presidente Galvagno

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, prima che intervenga, siccome  ho
  ascoltato  gli interventi dalla stanza perché mi sono assentato  un
  quarto  d'ora,  ora presiede nuovamente l'onorevole Di  Paola,  per
  precisazione  all'onorevole De Luca, non c'è una  dichiarazione  da
  parte dell'onorevole Ciancitto, o peggio mi sento rispetto all'idea
  di  voler  portare il CCPM in parti differenti da dove si trova  in
  questo momento.
   Anzi,  c'è  una grandissima volontà tanto da parte mia,  tanto  da
  parte di diverse forze politiche affinché rimanga dov'è.
   Chiaramente, non bisogna soltanto dire che una cosa si voglia fare
  ma bisogna creare le condizioni affinché si faccia.
   Credo che la notizia che sia uscita sia differente e che sia stato
  fornito  un documento dove all'interno del medesimo c'era una  nota
  ministeriale che prevedesse quanto è stato detto dalla nota  stessa
  e  non  da  lui.  Quindi,  credo che anche  lui  sia  assolutamente
  favorevole, ma non lo so, presumo di sì affinché rimanga dov'è.  Al
  netto  di  questo,  giusto perché è una questione molto  importante
  quella  del  CCPM  sulla  quale  tutti  ci  dovremmo  assolutamente
  raccordare   Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Catanzaro,  dopo
  l'intervento dell'onorevole Daidone.

   CATANZARO.  Presidente,  relativamente  all'articolo  3   che   ha
  spiegato il Presidente Abbate della I Commissione nonché componente
  della Commissione Bilancio non ho compreso bene qual è il senso  di
  questo  articolo rispetto alla proroga che lui diceva  fino  al  30
  giugno 2025.
   Quindi,  se era possibile che l'Assessore o il Governo spiegassero
  questo articolo.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Presidente, credo sia stato già
  l'articolo  adeguatamente  e chiaramente illustrato  dall'onorevole
  Abbate.
   L'articolo è finalizzato a prorogare il termine per il  Durc,  per
  il  rilascio del Durc, da parte delle aziende che si trovino in una
  situazione  di difficoltà economica e quindi non sono in  grado  di
  avere  il  Durc  regolare e, per questo motivo, non possono  -  non
  potrebbero in assenza di questa proroga - percepire i contributi.
   Diciamo che la finalità dell'articolo è quella di consentire  alle
  aziende di ricevere i contributi nonostante il mancato rilascio del
  Durc,  per  un  periodo  transitorio,  al  fine  di  consentire  la
  ricezione delle somme.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Io continuo a non comprendere, probabilmente non avendo
  il  testo coordinato mi sfugge l'insieme, la modifica che qui viene
  proposta.
   Qui  non  stiamo  parlando del Durc, nel senso che  la  norma  che
  derogava  al Durc - giusta o sbagliata che sia - è stata  approvata
  ed è passata al vaglio dello Stato.
   La norma è vigente.
   Il  punto  è  che i finanziamenti di cui alla legge del  2024  che
  consentivano  i contributi in deroga al Durc, con questa  norma  li
  stiamo estendendo al 30 giugno 2025, cioè stiamo facendo con questo
  articolo  3  quello che volevamo fare con l'articolo  1,  al  primo
  comma,  che è stato ritirato, che significa fino al 30 giugno  2025
  nelle  more  del  procedimento  di riaccertamento.   Assessore,  si
  sposti che c'è l'Assessore - mio compagno di Partito - che mi  deve
  dare una spiegazione tecnica

   PRESIDENTE.   Compagni   del  PD,  fate  intervenire   l'onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI.   Abbiamo   un  punto  di  vista  differenziato   sulle
  procedure.  La  connessione delle procedure di  riaccertamento  dei
  residui  è  una  procedura  che va di  suo  ai  sensi  del  decreto
  legislativo  n.  118, che non ha a che vedere con  le  modalità  di
  effettuazione della spesa, cioè il riaccertamento dei residui,  che
  a  fine  anno  tutto quello che non è stato speso  o  che  è  stato
  impegnato  ed  è  stato erogato una parte di ciò che  è  impegnato
  vanno liberate le quote impegnate e non effettivamente erogate  per
  consentire il riaccertamento dei residui e quindi della ...  e  non
  si può fare nel 2025 quello che si doveva fare nel 2024.

   ABBATE. Le aziende agricole hanno ricevuto gli aiuti?

   CRACOLICI. Ma questo lo deve chiedere all'Assessorato non a me, io
  non so qual è la soluzione, se la pezza è peggiore del buco

   ABBATE. L'Assessorato ha detto di inserire questa cosa.

   CRACOLICI. Chi è l'Assessorato che l'ha detto?

   ABBATE. Tozzo

   CRACOLICI.  Quindi noi dovremmo, nelle more del  riaccertamento  -
  quindi ritardiamo il riaccertamento, cosa che il 118 obbliga a fare
  e  non  ci  sono  deroghe - per consentire  di  pagare  quello  che
  l'Assessorato non è riuscito a pagare, anche se il fatto che  abbia
  assunto  l'impegno  e  ci  sono  i soggetti  individuati,  cioè  il
  creditore  certo, il fatto che non sia stato pagato al 31  dicembre
  non  vuol  dire nulla, perché il problema è l'impegno che abbia  il
  creditore certo al 31 dicembre.

   ABBATE. Al momento dell'erogazione deve avere tutto a posto.

   CRACOLICI. Io continuo a dire, guardate che così come questa norma
  è  scritta  non  risolve niente e mi dispiace che  l'Assessore  per
  l'economia  in maniera burocratica abbia liquidato il fatto  che  è
  semplicemente una questione di erogazione.
   Noi  stiamo  scrivendo  in  una norma che  il  riaccertamento  del
  residuo previsto dal 118  nelle more del riaccertamento continuiamo
  a effettuare la spesa a prescindere dall'anno di contabilità.
   Assessore, se prima ha detto che quella norma all'articolo 1 era a
  dubbio  di  costituzionalità, questa è a dubbio di  tirargliela  da
  qualche  parte, quindi io mi chiedo qual è la logica  delle  norme
  Ora,  capisco che vogliamo risolvere i problemi ma quando si devono
  risolvere i problemi, intanto si cerchi un approfondimento anche in
  linea  tecnica, perché forse il problema può essere risolto in  via
  amministrativa  e  non in via legislativa: perché  in  questo  caso
  rischiamo  di  fare  più  danni della  soluzione  che  pensiamo  di
  risolvere  facendo una norma. Dico ciò perché se questa norma  -  e
  secondo  me  questo  è vero, che ormai questo Governo  a  proposito
  della letterina del Mef un giorno vede e un giorno non vede, perché
  è  passato compresa questa del Durc per essere chiari, dove ci sono
  tomi  di  giurisprudenza  che  non  si  poteva  derogare  al  Durc,
  improvvisamente in nome della siccità si è detto che il Durc non ha
  più importanza
   Ma  questo  è  il  Governo  del forse,  mi  riferisco  al  Governo
  nazionale  e  quindi le impugnative sono a piacere. Ma  qui  stiamo
  dicendo  una  cosa  che  ora  io non so  se  gli  uffici  l'abbiano
  approfondita  sul  piano tecnico: questa norma a me  sembra  folle
  Cioè,   che   significa   che  nelle   more...   allora   tutti   i
  riaccertamenti,  che  normalmente  già  a  questa  Regione   veniva
  l'orticaria  quando doveva fare i riaccertamenti dei  residui,  non
  era  neanche abituata, vi ricordo che ci abbiamo impiegato  cinque,
  sei anni, per far capire che il 118 era entrato in vigore anche  in
  Sicilia e per cinque, sei anni, i riaccertamenti si facevano  così,
  infatti  abbiamo considerato residui per tre o quattro finanziarie,
  perché   ogni  finanziaria  si  scopriva  che  c'erano  dei  debiti
  ulteriori  rispetto  a quelli dell'anno prima,  proprio  perché  il
  riaccertamento era molto, molto, labile
   Allora,  credo  che il Governo debba dirci se, assessore  Dagnino,
  addirittura sia stata proposta dal Ragioniere generale,  come  dice
  l'onorevole  Presidente della I Commissione, e  non  ho  motivo  di
  dubitare,   però  vorrei  che  ognuno  di  noi  si   assumesse   la
  responsabilità  Che poi non si può dire è una norma  di  iniziativa
  parlamentare,  perché questa è una norma tecnica, e  se  lo  è,  ci
  vuole  il  bollo  del tecnico, perché qui stiamo parlando di  norme
  fondamentali  che attengono alla regolarità contabile di  qualunque
  esercizio finanziario si va ad approvare.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Ad  ulteriore  chiarimento.
  Dunque,  non si tratta di consentire di svolgere attività  oltre  i
  confini dell'esercizio 2024, si tratta di somme che sono state date
  a titolo di contributi alle imprese colpite dalla crisi idrica, che
  sono  state  impegnate  nell'esercizio 2024,  quindi  il  tema  del
  principio di annualità non viene in gioco nella misura in cui, come
  ho detto in relazione al comma 2 dell'articolo 1, l'impegno è stato
  assunto  entro  i confini dell'esercizio, che però non  sono  state
  pagate,  pur essendo state impegnate, per questione di  ritardi  di
  natura amministrativa.
   Ora, poiché la possibilità di eseguire il pagamento era consentita
  dalla norma transitoria per i pagamenti, quindi non gli impegni, ma
  per i pagamenti eseguiti entro il 31/12/2024, in mancanza di questa
  norma,  si  verificherebbe una situazione ingiusta, per  fatti  non
  imputabili ai beneficiari, secondo cui chi ha ricevuto il pagamento
  entro  il  31/12/24 poteva beneficiare dell'esenzione dal  rilascio
  del  Durc,  per chi ha eseguito il pagamento dopo il 2024,  ma  per
  somme  pur  sempre impegnate nel 2024, invece non lo  può  ricevere
  perché non c'è più la proroga per la presentazione del Durc. Questo
  perché  - do un ulteriore dettaglio di natura tecnica - lo ricordo,
  ma  molti  immagino conoscano il tema, la verifica della regolarità
  contributiva non viene fatta al momento dell'impegno,  viene  fatta
  al  momento  successivo del pagamento, quindi è  il  pagamento  che
  gioca  ai fini della verifica della regolarità contributiva:  senza
  questa norma, quindi, si verificherebbe un'ingiustizia, per cui per
  un  fatto  relativo  ad  un'attività dell'Amministrazione,  appunto
  consistente  nel pagamento oltre l'esercizio legittimo  e  conforme
  col  principio  di annualità, trattandosi di somme impegnate  entro
  l'esercizio  precedente,  ebbene, quelle imprese,  per  un  ritardo
  dell'Amministrazione,   non  beneficerebbero   dell'esenzione   del
  rilascio del Durc.

   CRACOLICI.  Ma  si  scriva così. Non mi  pare  che  com'è  scritto
  significhi  quello  che dice lei. Se è come dice  lei,  io  non  ho
  motivo di essere contrario...

   PRESIDENTE. Onorevole, io non la sento.

   CRACOLICI. Mi spiego meglio. Se quello che ha detto l'Assessore ha
  come  finalità, se ho capito bene, che è stato fatto un decreto  di
  impegno  nei  termini previsti dalla legge entro  il  31  dicembre,
  alcuni  sono  stati pagati, però mi dovete ascoltare,  scusate   Il
  decreto  di  impegno fatto regolarmente entro  il  31  dicembre  ha
  determinato  due modalità: 1) è stato pagato entro il 31  dicembre,
  quindi il beneficiario ha utilizzato la deroga Durc prevista  dalla
  legge  del  2024;  2)  chi invece per motivi  amministrativi  viene
  pagato nel corso dell'esercizio 2025 non beneficerebbe della deroga
  del Durc irregolare, chiamiamola così
   Allora,  siccome la fonte è la stessa, basterebbe scrivere  che  i
  provvedimenti  di cui al decreto di impegno relativo alla  legge...
  sono  erogati ai sensi della legge del 2024. Ma scrivere qui "nelle
  more del riaccertamento..." cose che non c'entrano, come dire,  che
  c'entra  il riaccertamento col fatto che c'è un decreto di  impegno
  al quale non si è fatto corrispondere il pagamento?
   Ricordo che l'atto contabile fondamentale è il decreto di impegno,
  cioè  nel  momento  in cui l'Amministrazione  ha  impegnato  al  31
  dicembre le somme per Cracolici, Cracolici è un creditore certo che
  nel  2025,  se  l'Amministrazione non me li ha  erogati  nel  2024,
  rimane creditore, cioè gli faccio causa e me li deve dare
   Detto  ciò,  basta spiegare le cose che si vogliono  fare  in  una
  maniera  semplice, cioè se ci sono dei beneficiari che a causa  dei
  ritardi  di  pagamento non possono godere del beneficio  del  Durc,
  così  come  previsto dalla legge del 2024, si dice che  si  estende
  anche  a  quella  categoria, di cui al decreto, la  possibilità  di
  erogare e ricevere i pagamenti.

   DAIDONE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Anche per venire
  incontro  alle  osservazioni  e  cercare  di  capire  come  fare  a
  riscrivere  o  emendarlo  in  modo  diverso,  lo  accantoniamo   un
  attimino.
   Noi provvediamo a riscriverlo e passiamo all'articolo 4.
   Ora vediamo come fare e se c'è spazio per farlo.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor  Presidente,  apprezzo
  l'intento  semplificatorio dell'onorevole Cracolici.  Se  si  vuole
  riformulare, per carità
   La posizione del Governo è che l'effetto giuridico della norma per
  come  formulata  è  nei sensi che abbiamo illustrato.  Poi  se  può
  apparire poco chiaro, andrebbe rivisto riguardando anche le norme e
  i  riferimenti  normativi, però a giudizio del  Governo,  l'effetto
  prodotto  dalla norma così formulata è quello illustrato  e  voluto
  dalla Commissione e ritenuto corretto dal Governo.

   PRESIDENTE.  L'articolo 3 è accantonato.
   Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
      Norme in materia di erogazione di contributi di competenza
      dell'Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
                              spettacolo

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale 30  gennaio
  2025,  n.  3  le parole  attribuite ai beneficiari  sono sostituite
  dalle  parole  trasferite agli enti locali o attribuite agli  altri
  beneficiari .

   2.  L'erogazione  dei  contributi di  competenza  dell'Assessorato
  regionale  del  turismo,  dello sport e dello  spettacolo  previsti
  dalla  legge regionale 3 gennaio 2024, n. 3 e dalla legge regionale
  12  agosto  2024,  n. 25 è effettuata attraverso  il  trasferimento
  diretto  agli enti locali interessati o l'attribuzione  agli  altri
  beneficiari.».

   Si  passa all'emendamento 4.1 a firma dell'onorevole De Luca A.  e
  altri. Onorevole De Luca lo ritira?

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  L'emendamento  4.1  è
  ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 4.3, sempre a firma  dell'onorevole  De
  Luca A. e altri. E' ritirato?

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI.  La  norma  prevede altri beneficiari  oltre  gli  enti
  locali. Chi sono gli altri beneficiari?

   AMATA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA,  assessore  per  il  turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Onorevole Cracolici, gli enti ecclesiastici.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.2, a firma dell'onorevole
  De  Luca A. e altri, soppressivo del comma 2. Onorevole De Luca, lo
  ritira?

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 4.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
   Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 21 settembre 2005,
                                 n. 11
                      in materia di consorzi fidi

   1.  All'articolo 3, dopo il comma 5 bis della legge  regionale  21
  settembre 2005, n. 11, è aggiunto il seguente comma:

    5  bis.1. A decorrere dall'1 gennaio 2025, per i confidi iscritti
  agli elenchi o agli albi di cui agli articoli 106 e 112 del decreto
  legislativo  l settembre 1993 n. 385 è sufficiente il  rispetto  di
  uno solo dei parametri di cui al comma 5 bis. .

   2.  All'articolo 3, comma 5 ter della legge regionale n.  11/2005,
  dopo  le  parole  fino a un massimo di 24 , è aggiunto il  seguente
  periodo:

    A decorrere dall'l gennaio 2024, ai confidi iscritti agli elenchi
  o  agli albi di cui agli articoli 106 e 112 del decreto legislativo
  l  settembre  1993,  n.  385 è assegnato un punteggio  base  di  15
  punti. .».

   Ci   sono  gli  emendamenti  soppressivi  dell'onorevole  De  Luca
  Antonino. Onorevole De Luca li ritira?

   DE  LUCA  Antonino.  Signor Presidente, devo  avere  il  tempo  di
  leggere.
   Vorrei    qualche   chiarimento   sull'articolo   5    da    parte
  dell'Assessore.

   PRESIDENTE. Su che cosa nello specifico?

   DE LUCA Antonino. Sui consorzi, sui fidi, tutto il resto...

   PRESIDENTE.  Assessore, sull'articolo 5 vuole dare dei chiarimenti
  in merito?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. In  estrema
  sintesi,  si  tratta di allargare le maglie per la concessione  dei
  contributi  ai  consorzi  fidi,  che  in  Sicilia  versano  in  una
  situazione  di  difficoltà  economica  e  finanziaria.  I   criteri
  attualmente  previsti per ricevere contributi  sono  eccessivamente
  restrittivi e pochi consorzi fidi riescono a percepirli.
   Questo   è   il  senso,  nella  sintesi  massima,  dell'intervento
  normativa proposta.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Vorrei  che - non  trovo  neanche  nulla  col
  Servizio studi - in particolare sulla modifica, a decorrere dal  1
  gennaio  2025, per i confidi iscritti agli elenchi e agli  albi  di
  cui  agli articoli 106 e 112 del decreto legislativo, è sufficiente
  il rispetto di uno solo dei parametri di cui al comma 5 bis, quindi
  mi  sembra che attraverso questo disegno di legge stiamo andando ad
  allentare ciò che è il rispetto dei criteri che normalmente vengono
  richiesti per la concessione di questi confidi.
   E allora su questo starei un attimino attento e non mi limiterei a
  dire se il collega Cracolici, anzi io su questo inviterei anche  il
  collega  a intervenire, perché mi sembra che con questo articolo  5
  stiamo allargando
   Siamo  passati all'articolo 5, entriamo nella materia dei  fidi  e
  dei  confidi, e stiamo andando a dire che basta il rispetto  di  un
  solo requisito per concederli.
   Allora,  credo  che  su questa cosa qui, Assessore,  lei  dovrebbe
  essere un po' più specifico, anche comunicando all'Aula quali  sono
  i  requisiti attualmente richiesti e quindi quali sono i  requisiti
  cui  andiamo,  quattro su cinque, a rinunciare. Mi  sembra  un  po'
  "pericolosino", diciamo così.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca. Non ho capito,  onorevole,
  se ritira gli emendamenti soppressivi.

   DE LUCA Antonino. No, non li ritiro

   PRESIDENTE. Quindi, mettiamo in votazione l'emendamento  5.1?  Per
  capire?

   DE  LUCA  Antonino.  Io vorrei che l'Assessore chiarisse  all'Aula
  quali  sono  i requisiti cui stiamo rinunciando per la  concessione
  dei confidi, sono i soldi.

   PRESIDENTE.  Assessore,  vuole  aggiungere  ulteriormente?  E  poi
  mettiamo in votazione gli emendamenti, perché altrimenti...

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Sto recuperando i  riferimenti
  normativi,  un  momento. Non posso ricordare  a  memoria  tutte  le
  norme.
   Allora,  la  legge  regionale n. 11 del  2005,  al  comma  5  bis,
  stabilisce  alcuni criteri che sono applicabili per la  concessione
  di benefici finanziari ai consorzi fidi siciliani. Questi requisiti
  sono 4, e sono riportati nella tabella al comma 5 bis dell'articolo
  3.
   Il  primo requisito è un'attività finanziaria minima, per gli anni
  2008,  2009,  2010  e seguenti, di 10 milioni di euro.  Il  secondo
  requisito  è  relativo al patrimonio netto, comprensivo  dei  fondi
  rischi indisponibili, e la soglia minima è 250 mila euro. Il  terzo
  requisito è il rapporto medio di utilizzo del fondo rischi rispetto
  alle  garanzie in essere che non può superare, a partire  dall'anno
  2010  e  seguenti, l'1,5 per cento. Il quarto requisito  è  che  le
  garanzie rilasciate sui finanziamenti a medio e lungo termine,  sul
  totale, non devono incidere per più del 30 per cento. Attualmente è
  necessario il superamento di almeno tre dei sopramenzionati quattro
  parametri. Con l'intervento che è all'esame dell'Aula si  richiede,
  si  stabilisce sia sufficiente il rispetto di uno anziché  tre  dei
  parametri predetti. Questi sono i termini tecnici dell'emendamento.

   PRESIDENTE. Che facciamo onorevole De Luca, li ritira o  li  mette
  in votazione gli emendamenti?

   DE   LUCA   Antonino.   Aspetti,  va  bene   ora   vorrei   capire
  dall'Assessore per il bilancio, perché dobbiamo cercare  di  capire
  che ci sono le cose che il Parlamento regionale vorrebbe fare e poi
  ci sono le cose che il Parlamento regionale può fare.
   Ora,  la  mia domanda è: questi requisiti vanno a individuare  una
  categoria  di  aziende  che è medio grande per  la  concessione  di
  quelli  che  chiamiamo  volgarmente prestiti,  giusto?  Sono  delle
  immissioni  di  liquidità. I requisiti sono determinati  con  norma
  nazionale, non con norma regionale e, allora, la domanda che  pongo
  all'Assessore per il bilancio è: il Parlamento regionale, in questo
  caso,  pur riferendosi a normativa regionale, può dire a posteriori
  va  bene  noi, anziché erogare i confidi alle aziende che  hanno  i
  requisiti di cui alla norma nazionale, basta che ne rispettino solo
  uno  su  quattro,  oppure  no perché quei soldi  sono  direttamente
  collegati  a normative nazionali? Perché se sono soldi regionali  e
  noi  abbiamo  scelto quei criteri perché ci sono  piaciuti,  allora
  possiamo  derogare,  ma se quei confidi sono,  invece,  connessi  a
  normative  nazionali  non  so  se  il  Parlamento  regionale  possa
  derogare oppure no. E questo me lo deve dire l'Assessore regionale.

   PRESIDENTE.  Assessore,  adesso la faccio intervenire  però  dico,
  onorevole  De  Luca,  nel  prossimo intervento  se  farà  ulteriore
  interventi,  le  domande, se è possibile, in  un  unico  intervento
  perché   altrimenti  sta  diventando  un  dibattito   tra   lei   e
  l'Assessore.   Lei  ha  fatto  tre  interventi  con   tre   domande
  differenti

   DAGNINO, assessore per l'economia. O quasi anche un'interrogazione
  a  saltare, lasciatemi dire, Presidente  No, rispondo per allineare
  subito  il  dibattito. Premesso che non è una norma  di  iniziativa
  governativa,  ma è di iniziativa parlamentare però  la  risposta  è
  secca  ed  è  tecnica:  i parametri che ho poc'anzi  elencato  sono
  contenuti nella legge regionale, non nella legge nazionale,  quindi
  il  Governo  non  ravvisa elementi, in questo  specifico  caso,  di
  difficoltà tecnica nell'approvazione di questa norma.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca  i  soppressivi  sono   ritirati?
  Perfetto,  se i soppressivi sono tutti ritirati quelli all'articolo
  e  quelli  ai  commi, votiamo l'articolo 5. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
          Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12
                          maggio 2010, n. 11

   1. Il comma 8 quinquies dell'articolo 128 della legge regionale 12
  maggio 2010, n. 11 è abrogato.».

   Sono  stati presentati degli emendamenti soppressivi a firma degli
  onorevoli  De  Luca  e  Giambona. C'è  un  sostitutivo.  Assessore,
  intanto se può dare delucidazioni per quanto riguarda l'articolo 6

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia. E'  una  norma  che  ha  una
  rilevanza  puramente  tecnica, anzi diciamo di perfezionamento  del
  sistema  normativo  perché il comma 8 quinquies, dell'articolo  128
  della  legge  11 del 2010 - la legge più volte, prima  citata,  che
  riguarda i contributi - prevede l'obbligo della Giunta regionale di
  pubblicare,  sul  sito ufficiale della Regione, la graduatoria  dei
  beneficiari  dei  contributi, con il relativo  importo,  il  giorno
  successivo  all'approvazione del decreto  assessoriale  di  cui  al
  comma 8 bis.
   Questa  norma  si sovrappone alla norma di carattere più  generale
  che  già  prevede l'obbligo di pubblicazione di tutte  le  delibere
  della  Giunta  regionale  nel sito ufficiale  della  Regione.  Come
  sappiamo sono pubblicate tutte le delibere e non solo questa  nello
  specifico.
   Quindi, si tratta di un doppio obbligo di pubblicazione che,  devo
  dire  per  quanto forse discutibilmente, ha indotto in passato  gli
  Uffici  della  Regione  a  fare una doppia  pubblicazione  inutile.
  Quindi,  si  chiedeva  di  eliminare questo  orpello  che  è  stato
  interpretato  in  senso letterale, nel senso di  obbligare  ad  una
  doppia pubblicazione. Tutto qua. Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Se  si  tratta  di semplificare,  ci  mancherebbe.  La
  domanda  però  è  una: mentre gli atti di Giunta  vanno  pubblicati
  entro  cinque  giorni, questo atto aveva una  specialità  che  deve
  essere  pubblicato  il giorno dopo. Ma per una ragione,  Assessore,
  cioè  la  certezza  da  parte degli enti beneficiari  di  essere  a
  conoscenza del contributo concesso. Perché? Perché noi oggi abbiamo
  una situazione che è la seguente, ecco perché si potrebbe scrivere,
  di  converso,  che se è pubblicata questa non si pubblica  l'altra,
  diciamo.  Questa  norma c'era per una ragione perché  la  procedura
  prevede  un  fondo;  poi la Segreteria generale chiede  ai  singoli
  dipartimenti  di  fare  il  bando; gli  enti  connessi  ai  singoli
  dipartimenti presentano l'istanza; l'istruttoria la fa  il  singolo
  dipartimento; poi va in Giunta per la proposta
   Ma mi ascoltate un attimo?
   Poi  va  in la Giunta, per la proposta di finanziamento. Di norma,
  la  proposta  di  finanziamento  è  in  percentuale  rispetto  alle
  richieste per le quali sono state fatte le istruttorie.
   Quindi la ragione è che, siccome quegli enti poi devono spendere -
  e  addirittura abbiamo consentito la proroga, con l'articolo 1,  di
  sei  mesi per la rendicontazione -, quindi non basta sapere  quanto
  hai  avuto, ma siccome devo spendere e posso sospendere nei  limiti
  del  finanziamento che tu mi dai e allora la ragione,  per  cui  si
  pubblicava il giorno dopo, nasce da questo.
   Secondo me era un atto di buona trasparenza amministrativa, perché
  quando arriva in Giunta l'atto è già istruito, quindi non è che  ci
  sono  chissà quali grandi sommovimenti. Per cui non ci vuole niente
  a pubblicarlo, è un atto meramente di trasposizione dal cartaceo al
  digitale, e viene pubblicato nel sito della Regione.
   Io non mi strappo i capelli. Però, come dire, vorrei ricordare che
  stiamo abrogando una norma di trasparenza, dopo quasi quindici anni
  dalla  sua  attuazione.  Non capisco bene il  perché,  dopodiché...
  perché è del 2010 la norma.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici. Onorevole De  Luca,  lei
  voleva intervenire?

   DE LUCA Antonino. No, volevo dire di procedere con il sostitutivo,
  l'emendamento 6.4.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, vuole intervenire sul 6.4? Prego.

   DE  LUCA Antonino. Per chiedere che sia posto in votazione il 6.4,
  prima  dei  soppressivi, essendo un sostitutivo. Allora  ritiro  il
  soppressivo. Così andiamo al 6.4.

   PRESIDENTE.  Quindi,  è  ritirato il  soppressivo  6.1.  Onorevole
  Giambona il 6.3 è ritirato?

   GIAMBONA.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. E' ritirato pure  il  6.2.
  Si passa all'emendamento 6.4.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

                  Presidenza del Presidente Galvagno


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 6.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti........................57
   Votanti ........................43
   Maggioranza .............. 22
   Favorevoli ...................20
   Contrari .......................23
   Astenuti ....................... 2

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 7. Ne do lettura:

                                «Art. 7.
          Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 12
                          gennaio 2012, n. 8

   1.  Al  comma l dell'articolo 19 della legge regionale 12  gennaio
  2012, n. 8 è aggiunto il seguente comma:

    1  bis. Le attività di supporto per lo svolgimento delle attività
  dei  commissari liquidatori di cui al comma 1 sono svolte anche  in
  favore   dei  commissari  liquidatori  della  liquidazione   coatta
  amministrativa   utilizzando  le  risorse  umane,   strumentali   e
  finanziarie già disponibili a legislazione vigente. .».

   Comunico   che   sono   stati  presentati   soltanto   emendamenti
  soppressivi,   pertanto  si  vota  esclusivamente  il  mantenimento
  dell'articolo.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
            Centro direzionale del Consorzio ASI di Palermo

   1.  Il  comma  1 dell'articolo 13 della legge regionale  8  maggio
  2018, n. 8 è abrogato.».

   Comunico   che   sono   stati  presentati   soltanto   emendamenti
  soppressivi.

   SUNSERI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, è molto
  delicata questa vicenda del
   Gradirei,  Presidente, se è possibile, l'attenzione  del  Governo,
  perché...

   PRESIDENTE.    Assessore   e   presidente   Daidone,    ascoltiamo
  l'intervento dell'onorevole Sunseri. Prego, onorevole.

   SUNSERI.  Grazie, Presidente. La questione in merito agli  edifici
  ex Asi
   Io non riesco, Presidente.
   La  questione  in  merito  a questi edifici  ex  Asi,  nella  zona
  Brancaccio di Palermo, è molto delicata e pregherei l'Assessore  un
  attimo di attenzione perché la proposta, allora, veniva dal Governo
  precedente, diciamo, era una proposta governativa.
   Ricordo,  Presidente, che l'allora assessore  Armao  presentò  una
  norma  che,  di fatto, trasferì questi beni dell'Asi  alla  Regione
  siciliana. Trasferimento che avvenne a zero euro.
   Questi beni furono valutati dal Dipartimento tecnico regionale per
  3,7 milioni di euro, vado a memoria. A distanza di sette-otto anni,
  stiamo proponendo di abrogare quella legge che trasferiva quei beni
  di  un ente in liquidazione alla Regione e, quindi, di riportare il
  bene all'ente in liquidazione.
   L'ente in liquidazione, che continua a essere l'ASI, si ritrova un
  bene  che non solo non è più nelle condizioni per le quali è  stato
  trasferito  nel  2018-2019 - se non ricordo  male  -  alla  Regione
  Siciliana,  ma che addirittura, nell'arco di questi anni,  è  stato
  vandalizzato,  distrutto, derubato, chi più ne  ha  più  ne  metta.
  Anziché   essere   riqualificato,  così  come  era  preventivamente
  immaginato  dall'allora Governo regionale,  è  stato  completamente
  abbandonato.
   Quindi,  qual è stata l'operazione? Un bene ex ASI in liquidazione
  -  e la liquidazione dell'ASI significa, Assessore, che lei ben  sa
  che quel bene aveva un valore e che doveva tutelare i creditori - è
  stato  trasferito alla Regione Siciliana, che nell'arco  di  questi
  anni  lo  ha  totalmente  abbandonato. Nell'ultimo  anno,  è  stato
  vandalizzato  almeno  cinque volte, ha perso  completamente  valore
  rispetto  a  quello che era stato già quantificato  precedentemente
  dal Dipartimento tecnico regionale.
   E  adesso,  con  un'abrogazione di norma, lo  riportiamo  all'ASI.
  L'operazione  politica  fallimentare  del  Governo  precedente,  mi
  permetto di dire, sta causando un danno inimmaginabile a un ente in
  liquidazione.  Perché? Perché questo ente aveva un bene  che  prima
  aveva  un  valore  certificato da una valutazione del  Dipartimento
  regionale tecnico della Regione siciliana per un valore vicino ai 4
  milioni di euro. Ora, io non so quanto possa valere oggi quel  bene
  -  mi  riferisco anche ai parlamentari della provincia di  Palermo,
  che  lo  conoscono con maggiore attenzione - ma è stato  distrutto,
  vandalizzato, abbandonato, depredato di ogni cosa: dai  bagni  alle
  scrivanie, a tutto ciò che era possibile rubare.
   E noi glielo stiamo restituendo vandalizzato
   Siamo  veramente ai paradossi. Io non vorrei essere nei panni  del
  commissario  liquidatore dell'ASI nominato dal Governo,  perché  il
  commissario  liquidatore dell'ASI si ritrova un bene che  aveva  un
  valore, che certamente non era in buone condizioni, ma che comunque
  aveva un valore.
   Oggi,  a  distanza di anni, se lo ritrova all'interno del  proprio
  patrimonio vandalizzato, con un valore almeno un quarto rispetto  a
  quello  che  aveva quando glielo abbiamo sottratto  con  una  legge
  regionale.
   Credetemi,  davvero, non vorrei essere nei panni  del  commissario
  liquidatore, perché, secondo me, un esposto alla Corte dei Conti va
  fatto.  Noi abbiamo turbato, a tutti gli effetti, una liquidazione,
  abbiamo negato ai creditori la possibilità di aggredire un bene che
  aveva un valore e che oggi non ha più.
   Ora  lo  stiamo restituendo vandalizzato, distrutto, senza  averlo
  riqualificato  in  alcun  modo. Ma non  solo:  senza  neanche  aver
  vigilato su quel bene, che è stato completamente devastato.
   E  siccome adesso non sappiamo cosa farcene, ha un valore ridicolo
  e  non  abbiamo  né le risorse, né la volontà, né il  desiderio  di
  valorizzarlo,  di  dargli  un'utilità,  di  metterlo  a  bando,  di
  assegnarlo a qualcuno o di stanziare delle risorse per recuperarlo,
  glielo ridiamo indietro.
   Quindi,  lo  abbiamo scippato, con una procedura -  secondo  me  -
  illegittima, tolto distrutto e glielo ridiamo. Follia totale. Cioè,
  mai visto nulla del genere all'interno della nostra Regione
   Non  credo  che esista un precedente per una cosa del genere,  tra
  l'altro  in una procedura di liquidazione. Perché quell'ente  è  in
  liquidazione  da  tempo  immemore, ma  è  pur  sempre  un  ente  in
  liquidazione
   Noi,  di  fatto,  lo abbiamo sottratto alla liquidazione,  non  lo
  abbiamo più vigilato, lo abbiamo disintegrato, vandalizzato, e  ora
  lo restituiamo con un valore nettamente inferiore. Ripeto, se fossi
  il  commissario dell'ASI, presenterei un esposto in Procura e  alla
  Corte  dei Conti. Perché io devo liquidare, e se mi ridate un  bene
  distrutto completamente, e avete fatto tutto voi senza che io abbia
  potuto fare nulla, lo trovo veramente vergognoso. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ci  sono altri interventi? Assessore  Dagnino,  vuole
  rispondere?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Si.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. In  realtà,
  a noi pare, al Governo pare che questa norma sia una norma di buona
  amministrazione. Spiego subito le ragioni.
   Si afferma che il bene sarebbe stato vandalizzato, si tratta di un
  bene  che  la  Regione  a  suo tempo aveva  avocato  a  sé,  usiamo
  un'espressione  atecnica, perché aveva l'intenzione di  realizzarvi
  delle  strutture  finalizzate  alla funzionalità  della  Protezione
  Civile.  È  emerso  nel tempo che quelle strutture  non  avevano  i
  requisiti tecnici per svolgere di questa attività.
   Ora,  se  il bene viene restituito, noi in questa fase, in  questo
  momento, con la restituzione non facciamo altro che ripristinare il
  patrimonio  dell'Asi  che  come  è  stato  correttamente   riferito
  dall'onorevole  Sunseri,  sarebbe  stato  destinato  ai   creditori
  dell'Asi stessa quindi, con questa operazione di restituzione,  noi
  in  primo luogo stiamo ripristinando il patrimonio a beneficio  dei
  creditori.
   Non  avremmo nessun motivo di tenerlo in capo alla Regione  se  la
  Regione ha verificato che non ha una utilità per la Regione stessa.
  Quindi,  è  un atto quanto meno doveroso quello della restituzione.
  L'obiezione che viene mossa rispetto alla restituzione stessa è che
  il  bene sarebbe stato vandalizzato e che il valore - è stato detto
  - sarebbe addirittura un quarto.
   Ebbene,  il  Governo non ha evidenza che il valore sia ridotto  in
  termini  così  rilevanti  come  è  stato  riferito.  Si  parla   di
  vandalismo però, ricordo a me stesso, che si tratta di un bene  che
  comunque  essendo  messo  sul mercato per  finalità  di  vendita  a
  privati richiederebbe ristrutturazione.
   Quindi  non era un bene che quando è stato assunto dalla proprietà
  della  Regione  era pronto per essere utilizzato  per  finalità  di
  terzi,  comunque era un bene soggetto a ristrutturazione. Riteniamo
  sia  un atto doveroso quello di restituire un bene per tutelare  il
  patrimonio  dei  creditori e gli interessi dei creditori  dell'Asi,
  l'Asi  stessa  probabilmente lo metterà in vendita, chi  lo  compra
  comunque vandalizzato o non vandalizzato lo dovrà ristrutturare per
  finalità diverse da quelle cui era originariamente destinato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, visto e considerato che  il  senso
  della  norma  sarebbe quello di far sì che poi  il  bene  possa  in
  qualche  modo  ritornare,  ma così come è  scritta,  riteniamo,  si
  ritiene  dagli  Uffici,  che  non  produrrebbe  chiaramente  questo
  effetto perché non basta l'abrogazione.
   C'è  un  invito della Presidenza a riformularlo ora  o  magari  lo
  possiamo stralciare e riproporlo nel prossimo disegno di legge  che
  noi andremo ad approvare.
   Faccio decidere all'Assessore quello che ritiene più opportuno.
   Eventualmente   lo   accantono  perché  lei   possa   fare   degli
  approfondimenti o eventualmente riscriverlo.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Possiamo accantonarlo.

   PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo 8
   Si passa all'articolo 9. Ne dò lettura:

                               «Art. 9.
         Modifiche alla legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3

   1. All'articolo 7 della legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  alla  lettera  m) dopo le parole  settimana santa  2025   sono
  aggiunte  le  parole   e per attività culturali  relative  all'anno
  santo ;

   b)  alla  lettera  n) dopo le parole  settimana santa  2025   sono
  aggiunte  le  parole   e per attività culturali  relative  all'anno
  santo .

   2.  Al punto 255 della tabella I di cui all'articolo 1 della legge
  regionale 30 gennaio 2025, n. 3, nella sezione  oggetto  la  parola
   del  è sostituita con le parole  di via .

   3.  L'articolo 24 della legge regionale 30 gennaio 2025,  n.  3  è
  sostituito dal seguente:

    1.   Per  l'adeguamento  degli  importi  delle  indennità   degli
  amministratori  e dei gettoni di presenza dei consiglieri  comunali
  di  cui all'articolo 38 della legge regionale 27 luglio 2023, n. 9,
  dei comuni capoluogo delle Città metropolitane in stato di dissesto
  finanziario alla data di entrata in vigore della presente  legge  e
  che  hanno ancora in corso la relativa procedura di risanamento  di
  cui  all'articolo 265 del decreto legislativo 18  agosto  2000,  n.
  267, è attribuito, per l'esercizio finanziario 2025, il complessivo
  contributo  di  1.200  migliaia di euro, da ripartire  ai  predetti
  comuni,  proporzionalmente  al  numero  di  abitanti,  con  decreto
  dell'Assessore  regionale per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.

   2. L'assegnazione finanziaria attribuita a ciascun comune ai sensi
  del  comma  1  è  volta  a  supportare l'esercizio  delle  funzioni
  istituzionali proprie dell'ente locale e non costituisce contributo
  straordinario  da  rendicontare  ai  sensi  dell'articolo  158  del
  decreto legislativo n. 267/2000.».

   Chiedo   all'Assessore  di  potersi  attivare   per   un'eventuale
  riscrittura.
   All'articolo 9 sono stati presentati degli emendamenti.
   Si  passa  all'emendamento  9.1, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Antonio e altri.
   Onorevole De Luca è mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 9.4, a firma De Luca.

   DE LUCA Antonino. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti 9.3 e 9.2, a firma De  Luca,
  entrambi soppressivi.
   Posso considerarli ritirati?
   L'emendamento 9.2 riguarda la soppressione del comma 3.

   DE LUCA Antonino. Chiedo che l'Assessore illustri i commi 2 e 3.

   PRESIDENTE.  Assessore, può illustrare - appena disponibile  -  il
  comma  2  ed il comma 3 dell'articolo 9 perché ci sono due articoli
  soppressivi da parte dell'onorevole De Luca e altri.
   Presidente della Commissione, c'è qualcuno che li può illustrare?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore. Il  comma  2  è
  semplicemente la modifica di una dizione della Tabella  1  dove  il
  termine "di via" è sostituito con "via".
   Cioè,  sostanzialmente, nel denominare il soggetto è  stato  messo
  "via" anziché "di via".
   Quindi è una modifica meramente letterale, niente di più.
   Mentre  il  comma 3 è legato alla riformulazione dell'articolo  24
  che,  così come era, era inapplicabile e quindi è stato riformulato
  per  metterlo in condizione di essere applicato, altrimenti sarebbe
  stato, ribadisco, inapplicabile.
   Anche  questo, quindi, sulla base delle indicazioni  che  ci  sono
  state  date dal Dipartimento competente sarebbe stato non operativo
  da   un   punto  di  vista  della  denominazione,  quindi  è  stato
  riformulato in questo senso.

   PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole De Luca se gli emendamenti 9.3  e
  9.2 sono mantenuti o ritirati.
   Il 9.2 è mantenuto. Bene. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 9.5, a firma dell'onorevole Abbate.

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, gli aggiuntivi no

   PRESIDENTE.  Intanto lo sto leggendo adesso. Per ricordare  quello
  che   è  stato  detto  in  Conferenza  dei  Capigruppo,  tutti  gli
  emendamenti  correttivi rispetto alla manovra finanziaria  dovevano
  essere  portati e inseriti proprio in questo disegno di legge,  non
  in  un altro, proprio in questo disegno di legge perché è attinente
  al tema, non è aggiuntivo onorevole De Luca.
   Su questo ho memoria, se lei non c'era è un altro conto, si figuri
  se avessimo fatto qualcosa che non fosse stato concordato.

   DE  LUCA Antonino. Ma perché non è stato fatto in Commissione?  Mi
  fido di lei, però lo sto apprendendo adesso.

   PRESIDENTE.   Su  questi  emendamenti,  che  hanno  un   carattere
  correttivo  che doveva essere sottoposto in Seconda Commissione,  è
  stato  concordato - non detto, concordato - che se ci fossero stati
  dei refusi, delle problematiche - non con cambio di destinazione di
  finalità - potessero essere sottoposti e portati avanti.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, credo a  quello  che  avete
  fatto in Conferenza dei Capigruppo il giorno che non c'ero, dopo di
  che,  al  netto di tutto, c'è stato il passaggio in Commissione  di
  questo  come  di altri, il 3.7 e 3.8. Ma poi io non comprendo  come
  possa essere considerato un correttivo passare da  campi da tennis
  a  "Ciccio  Scapellato", cioè lo comprendiamo che stiamo  cambiando
  tutto? Stiamo passando da campi da tennis a "Ciccio Scapellato".  A
  me  questo  non sembra un modo di procedere, mi sembra un  modo  di
  fare delle scaltrezze.

   PRESIDENTE. No, se fosse così non si può certamente fare,  se  voi
  avete  il  tempo  di  confrontarci noi ci confrontiamo  e  troviamo
  sempre una soluzione.

   DE LUCA Antonino. Io l'emendamento 9.6 lo comprendo.

   PRESIDENTE.  Chiedo  all'onorevole  Abbate,  così  come  è   stato
  concordato   se  si  trattava e si potevano  portare  avanti  degli
  emendamenti  che  avessero  dei  refusi  che  durante  la   manovra
  finanziaria potevano essere corretti in questo disegno di legge  si
  tratta di un refuso oppure noi prima lo stiamo destinando al Comune
  di  Alcamo  e  domani  mattina lo stiamo destinando  al  Comune  di
  Zafferana?
   Onorevole Abbate, gentilmente, dovrebbe rispondere al microfono.

   ABBATE. Signor Presidente, è un refuso e sul nome del progetto che
  deve essere giusto altrimenti il Comune non riesce poi a mandare la
  gara, perché si è sbagliato a mettere  campi da tennis  con "Ciccio
  Scapellato" che è la stessa cosa, stessa via, stesso punto,  stesso
  problema,  è  soltanto la denominazione del progetto, solo  questo.
  Altrimenti non possono essere utilizzate le risorse.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  su  quella  che   è   stata   la
  determinazione in Conferenza dei Capigruppo siamo d'accordo, perché
  si  parlava  di  correzioni tecniche, però io  ritengo,  Presidente
  Galvagno, onde evitare di aprire una discussione che poi ovviamente
  ci  viene difficile, il 9.5 e il 9.6 rispetto alle parole "campi di
  tennis"  sono sostituite con le parole "Ciccio Scapellato", secondo
  me  è  una  cosa  non tecnica, è una cosa che cambia totalmente  la
  destinazione rispetto a quello che è stato il contributo. Quindi se
  il collega Abbate lo ha voluto ...

   PRESIDENTE. Siccome io non ho motivo di dubitare della buona  fede
  dell'onorevole  facciamo la seguente: visto e considerato  che  noi
  comunque   abbiamo   concordato  d'intervenire   sui   refusi,   se
  effettivamente il campo da tennis corrisponde a quello che lei  sta
  dicendo,  problemi non ne devono avere, diversamente è  chiaro  che
  questo emendamento viene considerato aggiuntivo e così come al pari
  degli  altri aggiuntivi non viene trattato, viene trattato  insieme
  agli altri. Così come nell'emendamento successivo, che è il 9.6, se
  il Comune di Modica viene sostituito...

   CATANZARO. Ma c'è pure il 9.7, attenzione.

   PRESIDENTE. Ascolti onorevole, qua non si fanno cose che non siano
  state  concordate, se è un cambio di destinazione  non  può  essere
  trattato  in questo momento se non insieme agli altri ma  se  è  un
  refuso perché il comune o l'ente preposto non riesce ad erogare  il
  servizio,  il beneficio, è chiaro che così come è stato concordato,
  si  va  avanti. Quindi eventualmente o rispiega o si confronta  uno
  per uno e ci spiega il perché, cosicché l'Aula può andare avanti in
  maniera serena.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Nessun problema, se sono delle modifiche tecniche, come
  noi   abbiamo  stabilito  in  Conferenza  dei  Capigruppo,   nessun
  problema.  Il  problema  sta nel fatto se eventualmente  cambia  la
  destinazione,  perché  ce lo siamo detti anche  in  Conferenza  dei
  Capigruppo, quindi su questo punto...

   PRESIDENTE. Ci mancherebbe che possa essere in maniera differente
   Onorevole  Abbate, li spieghi tutti e tre, per favore, in  maniera
  puntuale, perché è importante che tutti i colleghi abbiano certezza
  di quello che noi stiamo facendo.

   ABBATE. La misura che è stata concordata per l'infrastruttura, per
  il  comune  di  Scicli, resta uguale. Il progetto  riguarda  Ciccio
  Scappellato,  che  l'interezza della  struttura  e  il  progetto  è
  denominato   in   questo   modo.  C'è  stato   un   refuso   perché
  precedentemente si era scritto  campi da tennis  ed  è  rimasto  il
  refuso precedente, è un refuso, ma il progetto è uguale.
   Lo  stesso per quanto riguarda il secondo emendamento, siccome era
  stato  scritto preciso come quello dell'anno scorso,  che  era  per
  progetti  socio  educativi, in realtà è per il  centro  diurno  dei
  disabili,  e  la  Diliberto ha chiesto di poterlo  specificare  per
  potere  erogare le risorse, ma non cambia nulla rispetto  a  quella
  che era la finanziaria.

   PRESIDENTE. E questo per quanto riguarda il primo emendamento, sia
  il 9.5 che il 9.6, però c'è anche un 9.7, ma non è suo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  colleghi  parlamentari,  io   ho
  seguito con attenzione l'intervento che ha fatto l'onorevole Abbate
  e  voglio tranquillizzare il mio Capogruppo, il Gruppo parlamentare
  del  Pd, che l'onorevole Abbate ha perfettamente ragione. Purtroppo
  dovete  capire  che  essendo  a  prima  legislatura,  a  volte   ha
  difficoltà  a  scrivere  gli emendamenti e quindi,  purtroppo,  gli
  emendamenti erano scritti male e dobbiamo correggerli.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Dipasquale,  deve   parlare   vicino   al
  microfono. Se la prima parte la omette sarei anche più contento.
   Allora,  c'è  il  suo  collega, che tra  l'altro  è  della  stessa
  provincia,   che   conosce  abbastanza  bene  la  vicenda,   quindi
  oggettivamente  c'è  la buona fede da parte dell'onorevole  Abbate,
  non  avevamo  dubbi, però è chiaro che potrebbero  insorgere  delle
  perplessità da parte di chi legge.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 9.5. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 9.6.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 9.7.
   Lo pongo in votazione.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, può sospendere  un  minuto,
  perché  il  collega  Varrica sta preparando un  subemendamento  per
  introdurre una modifica compatibile al testo.

   PRESIDENTE. Sul 9.7?

   DE LUCA Antonino. Sì

   PRESIDENTE.  Me  lo può preannunciare di che si tratta,  onorevole
  Varrica?

   VARRICA. Signor Presidente, si tratta di una modifica legata ad un
  contributo  per  infrastrutture al comune di  Castelbuono,  che  ha
  modificato  la denominazione del progetto, avevano dato la  stringa
  sbagliata.

   PRESIDENTE. Ok, e questo è un aggiuntivo rispetto a quello che noi
  abbiamo detto. Ora, noi abbiamo specificato, non di presentarli  in
  questo  momento,  ma  in una fase precedente, proprio  per  evitare
  un'eventuale situazione di imbarazzo, perché immaginiamo che ce  ne
  possano essere degli altri.
   Se  effettivamente è un errore materiale, così come lo è stato per
  il  9.5,  il 9.6 e il 9.7, non ha senso subemendare un qualcosa  di
  certamente   tecnico.   Eventualmente   lei,   eccezionalmente   lo
  sottopone, lo spiegheremo ma come emendamento aggiuntivo  a  parte,
  solo  ed esclusivamente se è tecnico, non se cambia la destinazione
  o il beneficiario. Sono stato chiaro?

   VARRICA. No, è la stringa sbagliata.

   PRESIDENTE. E allora lo porti qui, lo presenti in Presidenza,  non
  presenti un subemendamento, perché non c'entra con l'emendamento in
  questione.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 9.7. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Chiedo  all'onorevole Varrica di velocizzarsi per portarmi  questo
  emendamento.
   Si passa all'emendamento 9.10, del Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 9.8 degli onorevoli Lombardo Geremia  ed
  altri.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, questo è un emendamento che  prevede
  una nuova spesa.
   Allora, siccome credo che ci siano stati...

   PRESIDENTE. E' un cambio di Dipartimento, mi dicono dagli Uffici.
   Se  vuole,  prima  lo illustra il proponente,  che  è  l'onorevole
  Lombardo,  e  poi  eventualmente lei interviene.  Prego,  onorevole
  Lombardo.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  sostanzialmente l'emendamento si prefigge, a invarianza  di  spesa,
  di  destinare  l'intervento previsto dalla legge  di  stabilità  n.
  3/2025   all'articolo   che  disciplina  gli  interventi   relativi
  all'Assessorato  della  famiglia in  quanto  originariamente,  cioè
  nella  legge  di  stabilità, era stato inserito  all'interno  della
  tabella del Dipartimento delle infrastrutture.
   Qui  non si tratta di costruire un centro diurno, ma di realizzare
  un servizio. Tra l'altro propongo, ho parlato anche con gli Uffici,
  un  subemendamento dove anziché mettere "realizzazione di un centro
  diurno" mettiamo "realizzazione di un servizio di centro diurno per
  minori  e  realizzazione di attività educative e laboratoriali"  e,
  come  leggiamo  nel  corpo dell'emendamento,  vi  è  una  riduzione
  corrispondente  della  somma  relativa  appunto  alla   norma   che
  disciplina  la  tabella delle infrastrutture  e  un  corrispondente
  aumento  della somma sempre nella stessa misura per quanto riguarda
  appunto l'articolo relativo all'Assessorato della famiglia.

   PRESIDENTE.  Perfetto,  onorevole Lombardo.  Chiedo  se  è  ancora
  necessario  l'intervento  dell'onorevole Cracolici  o  se  possiamo
  andare avanti.

   CRACOLICI. Mi fido

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Luca Antonio, l'onorevole  Varrica  sta
  presentando  l'emendamento  in  questo  momento,  nonostante   alla
  Capigruppo  fosse  stato  detto altro,  se  lei  non  c'era,  c'era
  comunque un altro al suo posto, c'era un vice Presidente.
   Onorevole  Varrica, noi stiamo verificando se il suo  emendamento,
  come   gli   altri,  non  cambi  la  destinazione  e  la   finalità
  dell'emendamento perché questo era consentito, non altro, ok?

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA.   Signor  Presidente,  si  tratta  sempre  dello   stesso
  beneficiario che è il Comune Castelbuono.
   La stringa che era stata trasmessa era sbagliata. Si tratta sempre
  di  interventi infrastrutturali legati alla messa in  sicurezza  di
  ponti. Sempre la stessa cosa.

   PRESIDENTE. Intanto un minuto, deve essere depositato, deve essere
  catalogato, deve essere messo sui tablet.
   Stiamo   caricando   sui  tablet,  anziché  leggerlo,   anche   il
  subemendamento 9.8.1 a firma dell'onorevole Lombardo Geremia.
   Chiedo un minuto affinché venga caricato così lo potete leggere.
   C'è   soltanto  il  cambio  della  parola  "  realizzazione    con
   funzionamento", non cambia il beneficiario
   Intanto,  pongo in votazione il subemendamento 9.8.1,  disponibile
  nei Tablet.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo,  dunque,  in votazione l'emendamento 9.8, come  modificato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Colleghi,  c'è  l'emendamento A.4,  che  è  stato  discusso  nella
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari  di  oggi,  che
  sostituisce la parola "F24" con "F23".
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso,  un minuto di orologio di sospensione, che ci confrontiamo
  con l'onorevole Varrica e con gli Uffici.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.31, è ripresa alle ore 18.33)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Colleghi,  ci  siamo  confrontati con l'onorevole  Varrica,  e  in
  funzione del fatto che si cambia la finalità e la destinazione, non
  è  stato  consentito neanche agli altri, ma ci sarà un momento,  da
  qui a breve, per poter fare la sintesi su questi emendamenti.
   L'onorevole  Varrica  non  l'ha neanche  presentato,  pertanto  lo
  voteremo in una fase successiva.

   DAIDONE,  presidente  della Commissione  e  relatore.   Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAIDONE,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Presidente,
  solamente  per  dire  che ovviamente verrà  inserito  nel  prossimo
  disegno  di  legge,  assieme a quello che  l'onorevole  Bernardette
  Grasso  mi  aveva  segnalato,  quindi,  verranno  inseriti  in   un
  ulteriore disegno di legge che tratteremo in Commissione.

   PRESIDENTE. Ma se ci fossero anche altri emendamenti da  parte  di
  altri colleghi...

   DAIDONE,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Li  potremo
  prendere in considerazione.
   Volevo  dire anche, nel frattempo, che per l'articolo 2,  così  lo
  dico, chiedo lo stralcio, in modo che venga rinviato in Commissione
  per un approfondimento sulla questione degli stralci funzionali.

   PRESIDENTE.  L'articolo 2, quello che era stato  accantonato,  per
  intenderci.

   SUNSERI. L'articolo 8 che fine ha fatto?

   PRESIDENTE. Quello dell'ASI? Ora vediamo se è stata presentata  la
  riscrittura o meno. Intanto andiamo per ordine.
   L'onorevole Daidone ha chiesto lo stralcio dell'articolo 2, e  ora
  ci arriviamo.
   Pongo intanto in votazione l'articolo 9, nel testo risultante. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'articolo 10, essendoci soltanto soppressivi si  vota
  il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi,

                            (E' approvato)

     Adesso,  sull'articolo dell'assessore Dagnino  ha presentato  la
  riscrittura o la vuole presentare in un secondo momento, Assessore?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Volevo sottolineare che, da  un
  approfondimento  eseguito, in realtà la norma  dovrebbe  funzionare
  così come è scritta, nella misura in cui non si è ancora completato
  l'iter  di  acquisizione però, vista l'obiezione,  preferiremmo  un
  ulteriore approfondimento. quindi la stralciamo.

   PRESIDENTE.  No,  non  la può stralciare.  Lei  chiede.  Comunque,
  abbiamo  capito. Il tema è uno: questa qui la posso...c'è richiesta
  di stralciarla, così come l'articolo 2, quella sull'Asi nella quale
  era intervenuto l'onorevole Sunseri ed altri.
   Quindi, stralciamo l'articolo 2 e stralciamo altresì l'articolo 8.
   Ci   sono   altri  emendamenti?  L'articolo  3  era   accantonato.
  Ritorniamo all'articolo 3. Dove ci eravamo fermati sul 3? Sul DURC,
  prego Assessore Dagnino.
   Ricordo  ai  colleghi  che, dopo questo disegno  di  legge,  scusi
  Assessore,  i  colleghi devono rimanere perché  ci  sono  ancora  i
  debiti  fuori bilancio, ci sono gli interventi circa il ddl per  il
  randagismo  e  hanno chiesto di parlare gli onorevoli  Burtone,  La
  Vardera, e De Luca.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia.  Se ho  ben  capito  l'ultima
  obiezione  resta,  con  riferimento all'inciso   Nelle  more  della
  procedura  di  riaccertamento ordinario dei residui  nell'esercizio
  finanziario  2024 ,  infatti  si  era  immaginato  una  riscrittura
  ulteriore o meglio un emendamento che abrogasse questo inciso.
   Da  un  confronto col Ragioniere generale mi conferma che,  a  suo
  giudizio,  questo  inciso  è  necessario  per  evitare  rischi   di
  impugnativa,  perché si potrebbe giustificare  questa  norma  nella
  misura  in cui si proroga il termine per i pagamenti senza il  DURC
  essendo   impossibile   seguire  i   pagamenti   nelle   more   del
  riaccertamento.
   A  giudizio  del  Ragioniere generale,  se  si  eliminasse  questo
  inciso, la norma sarebbe a più elevato rischio impugnativa, quindi,
  ha  una  funzione ritenuta tale da parte degli Uffici. Quindi,  noi
  chiediamo che venga mantenuta onde evitare il rischio di mettere  a
  repentaglio  questi  pagamenti che,  in  fin  dei  conti,  vanno  a
  beneficio delle imprese che hanno subìto la crisi idrica.
   Credo  che,  di fronte all'obiezione tecnica, possa  passare  così
  com'è.

   PRESIDENTE. Se i chiarimenti sono stati sufficienti

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io  devo
  dire  la  verità,  avevo  compreso che al  31/12/2024  i  creditori
  fossero   certi  e,  quindi,  a  mio  avviso,  il  riferimento   al
  riaccertamento dei residui ci poteva stare perché è chiaro che, nel
  momento  in  cui non ho pagati entro il 31/12/2024 quei  creditori,
  devo riaccertare i residui per poterli pagare.
   Però,  ora  apprendo -  chiedo conferma a lei -  se è vero  che  i
  creditori siano individuati perché, se i creditori non sono lo sono
  stati,  in  riferimento al riaccertamento, è assolutamente  inutile
  perché  noi abbiamo solo il fondo impegnato e così come è  scritto,
  potrebbe  anzi  non venire incontro alle esigenze  che  l'onorevole
  Abbate e, legittimamente, vuole tutelare tutta l'Aula perché noi  i
  soldi agli agricoltori, abbiamo fatto le battaglie per darglieli, e
  abbiamo introdotto una deroga al DURC con le perplessità di alcuni,
  perché  anche  lo stesso MEF ci ha detto  Ve lo consentiamo  perché
  c'è la crisi idrica, perché c'è la siccità, ma in un arco temporale
  ristretto :  però è un problema tecnico, assessore.  Cioè,  se  non
  avete individuato i creditori, il riaccertamento dei residui  e  il
  riferimento  ad  esso è totalmente inutile. Sarebbe  forse  meglio,
  come  avevamo proposto col presidente Daidone, fare riferimento  al
  DURC di chi ha presentato le istanze delle diverse misure che erano
  previste  in  quella finanziaria. Perché riaccerto  i  residui,  ma
  riaccerto i residui, che cosa? Non ho il creditore, il creditore lo
  dovrò individuare dopo.
   Quindi, rispetto a questa procedura, c'è qualcosa che manca. Io le
  chiedo, da questo punto di vista siccome noi siamo favorevoli a che
  vengano  erogate le elargizioni agli agricoltori,  di  trovare  una
  formulazione  che  consenta di essere più  puntuale  e  di  evitare
  problemi.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, Assessore.

   DAGNINO.  Grazie,  Presidente. Onorevole  Safina,  io  penso  che,
  invece,  sul  piano  proprio tecnico -  adesso  stiamo  facendo  un
  confronto  che  diventa tecnico, perché mi pare di capire  che  sul
  piano  politico  c'è  il  consenso alla norma  -   aggiungerei,  ci
  mancherebbe  altro,  ma proprio a me pare, sul piano tecnico  -  ma
  nel  dire questo ribadisco quello che mi è stato riferito poi  alla
  fine dal Ragioniere generale e, quindi, diciamo la parola sul piano
  tecnico  credo che debba essere data a lui l'ultima parola  -  però
  il riferimento alla procedura di riaccertamento, proprio presuppone
  che  l'impegno  sia stato fatto. Perché se non ci fosse  l'impegno,
  non ci sarebbe nemmeno l'esigenza di fare il riaccertamento. Perché
  altrimenti  non  sarebbe  necessario riferirsi  al  riaccertamento.
  Cioè,  il  riaccertamento si deve fare nel presupposto che  vi  sia
  l'impegno.  No,  ma implicitamente il riferimento alle  more  della
  procedura di riaccertamento conferma che si deve trattare di  somme
  impegnate, altrimenti non ci sarebbe necessità di riaccertamento su
  somme non impegnate.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO.  Presidente,  io ho ascoltato.  Non  entro  nel  merito
  dell'aspetto  tecnico,  però, si era fatto un  attimo  di  sintesi,
  facendo anche un accantonamento facendo, con i due presidenti delle
  Commissioni I e II, una rivisitazione e riscrittura, come dire, per
  fare  in  modo che l'articolo avesse un senso compiuto, per  quello
  che era l'idea del confronto in Aula.
   Adesso  vedo  che l'Assessore ritorna sull'articolo  3,  dove  noi
  abbiamo   cercato   di  fare  una  sospensione   per   vedere   con
  l'accantonamento di formulare una riscrittura. Dico, non capisco su
  quella riscrittura, fatta dalla Commissione  Bilancio  insieme alla
  Commissione I, qual è il problema, Assessore?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, Assessore.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Sì, grazie.  Ho  condiviso  il
  testo   della   riscrittura,   non   essendovi   alcuna   obiezione
  pregiudiziale  da parte del Governo a valutare le riscritture,  col
  Ragioniere  generale, il quale mi muove l'obiezione che l'eventuale
  mancato  riferimento alla pendenza del riaccertamento  dei  residui
  potrebbe  generare  l'impugnativa da parte del  MEF,  ritenendo  il
  Ragioniere  generale  questa norma giustificabile  soltanto  se  il
  periodo transitorio venga concesso nelle more del riaccertamento.
   Riferisco  l'opinione tecnica. Non è una pregiudiziale a  valutare
  emendamenti condivisi, è un'obiezione di natura tecnica.
   Per  cui,  rimetto all'Aula la valutazione, riferendo il punto  di
  vista   del   Ragione  generale  che,  peraltro   devo   dire,   io
  personalmente condivido, perché mi convince sul piano  tecnico  che
  sia più corretto formularla così.
   Poi  è  un  confronto, è vero, di natura tecnica perché sul  piano
  politico,  ribadisco, il consenso vi è. Non  c'è  una  obiezione  a
  valutare  riscritture,  però non vorrei che  la  riscrittura  possa
  peggiorare  o  rendere  più  complessa l'applicazione  della  norma
  grazie.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego.

   CATANZARO.  In  merito  a  quella  che  è  stata  l'argomentazione
  dell'assessore, fermo restando che c'è come dire il  fatto  tecnico
  che viene posto dal Ragioniere generale, assessore lei si assume la
  responsabilità, noi ci fidiamo, perché non è la volontà di fare né,
  come  dire  demagogie, e nemmeno di non volere  procedere.  C'erano
  delle  titubanze rispetto a come era presentato l'articolo 3. Però,
  dal  momento  in  cui  lei ci sta sottoponendo  che  il  Ragioniere
  generale ci dice che va inoltrato in questo modo, perché altrimenti
  c'è   l'impugnativa,  dico  per  carità  noi  stiamo  cercando   di
  correggere   quelli  che  sono  stati  gli  errori,   proprio   per
  l'impugnativa,  quindi  ci fermiamo dico,  per  carità  noi  stiamo
  cercando di correggere quelli che sono stati gli errori proprio per
  l'impugnativa, quindi, ci fermiamo, va bene in questo modo.

   PRESIDENTE.  Va bene. Essendo gli emendamenti ritirati,  pongo  in
  votazione  l'articolo  3.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 117.1 che trovate sui tablet, che è  una
  correzione  di un refuso: è necessario sostituire la parola  "2024"
  con "2025", è predisposto dagli Uffici.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Ricordo  che l'articolo 2 è stato stralciato, insieme all'articolo
  8,  che  era quello che riguardava l'ASI, e ritorna in Commissione:
  verrà  approfondito  con altri emendamenti e inserito  in  sede  di
  Commissione.

   Pongo  in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Adesso  dobbiamo  dare il voto finale, pertanto, chiedo  di  poter
  attivare il sistema per poter procedere con  la votazione nominale.


                        Sull'ordine dei lavori

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  mi
  permetto di intervenire sull'ordine dei lavori perché sull'articolo
  10  il collega Safina aveva chiesto di intervenire, quindi, io  non
  vorrei  che ci sia un misunderstanding, da questo punto  di  vista,
  perché  sull'articolo  10  il  collega  Safina  aveva  chiesto   di
  intervenire, Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Giambona, solitamente la  parola  la  diamo
  anche più di una volta.

   GIAMBONA.  Non  l'ha data, ha chiesto di intervenire sull'articolo
  10, che è un articolo importante.

   PRESIDENTE. In tutti i casi è stato votato, non si può  certamente
  tornare indietro, mi dispiace, però non mi pare che sia sovente che
  capiti una cosa del genere.

   n. 738 Stralcio II Comm/A

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Norme in materia di utilizzo di contributi regionali, consorzi
  fidi e liquidazione coatta amministrativa dei consorzi ASI» (n. 738
                          Stralcio II Comm/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge n. 738 Stralcio II Comm/A.

   Indìco la votazione per scrutinio nominale.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti      .59
   Votanti .........................46
   Maggioranza .............   24
   Favorevoli ................    25
   Contrari ..................      21
   Astenuti ..................       0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Chiedo  ai  colleghi  di  rimanere  in   Aula,   come
  concordato,  poiché  ci  sono  ancora  da  votare  i  debiti  fuori
  bilancio.

   (Mesi di novembre e dicembre)

   Discussione del disegno di legge «Riconoscimento della legittimità
  dei  debiti  fuori  bilancio ai sensi dell'articolo  73,  comma  1,
  lettera  e)  del  decreto legislativo 23  giugno  2011,  n.  118  e
  successive modificazioni. D.F.B. 2023. Mesi di novembre e dicembre»
  (700/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Riconoscimento  della  legittimità dei debiti  fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modificazioni.  D.F.B.  2023.
  Mesi  di  novembre e dicembre» (700/A) posto al numero  3)  del  II
  punto all'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Daidone, per svolgere la relazione.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore. Presidente,  mi
  rimetto agli atti.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
                           Regione siciliana
       ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
                        legislativo n. 118/2011

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e)  del  decreto
  legislativo  23  giugno 2011, n. 118 e successive  modificazioni  è
  riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
  derivanti  da  acquisizioni  di  beni  e  servizi  in  assenza  del
  preventivo  impegno  di  spesa per il valore  complessivo  di  euro
  299.932,77 di cui all'Allegato 1 alla presente legge.».

   PRESIDENTE. Non ci sono interventi.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                         Coperture finanziarie

   1.  All'onere  di cui all'articolo 1, pari a euro  299.932,77,  si
  provvede nell'esercizio finanziario 2024 mediante:

   a)  riduzione  della  Missione 20, Programma  3,  capitolo  215780
  (Fondo ex art. 73 lettera e) del d. lgs. n. 118/2011 e s.m.i.)  per
  euro 293.173,24;

   b) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
  8,  Programma 1, capitolo 446503 (Spese per Missioni del  personale
  in servizio presso il dipartimento) per euro 759,53;

   c)  utilizzo  delle  risorse  di  competenza  2024,  di  cui  alla
  Missione5,  Programma 2, capitolo 376528 (Spese per  iniziative  di
  carattere   culturale,  artistico  e  scientifico  di   particolare
  rilevanza) per euro 6.000,00.».

   PRESIDENTE.  È  stato  presentato  un  emendamento  da  parte  del
  Governo, che sostituisce l'articolo 2 e modifica l'articolo 3.

   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento  700/A  Gov.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                       Disposizioni finanziarie

   1.   Nello   stato  di  previsione  della  spesa  per  l'esercizio
  finanziario  2024  sono introdotte le variazioni per  competenza  e
  cassa  di  cui  all'Allegato  1  discendenti  dall'articolo   1   e
  dall'articolo  2  della  presente legge  per  i  capitoli  indicati
  rispettivamente  nelle  colonne  A  e  D  e  gli  importi  indicati
  rispettivamente   nelle   colonne  C   ed   E,   come   riepilogato
  nell'allegata  Tabella B .

   2.  All'adozione  dei  provvedimenti di  spesa  dei  debiti  fuori
  bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
  regionali   competenti   nell'ambito  delle  specifiche   dotazioni
  finanziarie  iscritte,  a valere sull'esercizio  finanziario  2024,
  nelle  rispettive missioni e programmi di spesa,  a  seguito  delle
  variazioni di bilancio di cui alla presente legge.»

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione  così  come  emendato  dalla
  precedente  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi   è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   (Mesi di novembre e dicembre)

   Votazione  finale  del  disegno  di  legge  «Riconoscimento  della
  legittimità  dei  debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo  73,
  comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118
  e  successive  modificazioni.  D.F.B.  2023.  Mesi  di  novembre  e
  dicembre» (700/A).

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  «Riconoscimento  della  legittimità dei debiti  fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modificazioni.  D.F.B.  2023.
  Mesi di novembre e dicembre» (700/A).

   PELLEGRINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   (Mesi di novembre e dicembre)

   Votazione   per   scrutinio   segreto   del   disegno   di   legge
  «Riconoscimento  della  legittimità dei debiti  fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modificazioni.  D.F.B.  2023.
  Mesi di novembre e dicembre» (700/A).

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, si procede con la votazione per scrutinio segreto.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti      .35
   Votanti .........................20
   Maggioranza .............   11
   Favorevoli ................    18
   Contrari ..................       2
   Astenuti ..................       0

                         (L'Assemblea approva)


   Discussione del disegno di legge «Riconoscimento della legittimità
  dei  debiti  fuori  bilancio ai sensi dell'articolo  73,  comma  1,
  lettera  e)  del  decreto legislativo 23  giugno  2011,  n.  118  e
  successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di gennaio» (716/A).

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Riconoscimento  della  legittimità dei debiti  fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modificazioni.  D.F.B.  2024.
  Mese di gennaio» (716/A) posto al numero 4) del II punto all'ordine
  del giorno.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione
  e relatore, onorevole Daidone per svolgere la relazione.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore. Presidente,  mi
  rimetto agli atti.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
                           Regione siciliana
       ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
                        legislativo n. 118/2011

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e)  del  decreto
  legislativo  23  giugno 2011, n. 118 e successive  modificazioni  è
  riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
  derivanti  da  acquisizioni  di  beni  e  servizi  in  assenza  del
  preventivo  impegno  di  spesa per il valore  complessivo  di  euro
  15.003,09 di cui all'Allegato 1 della presente legge.».

   PRESIDENTE. Non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                         Coperture finanziarie

   1.  All'onere  di  cui all'articolo 1, pari a euro  15.003,09,  si
  provvede  nell'esercizio finanziario 2024 mediante riduzione  della
  Missione 20, Programma 3, capitolo 215780 (Fondo ex art. 73 lettera
  e)  del  d.lgs.  n. 118/2011 e successive modificazioni)  per  euro
  15.003,09.».

   PRESIDENTE. C'è un emendamento del Governo che è il 716/A Gov, che
  sostituisce l'articolo 2 e modifica l'articolo 3.

   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

   Si  passa  alla  votazione  dell'emendamento  716/A  Gov.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3.  Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                       Disposizioni finanziarie

   1.   Nello   stato  di  previsione  della  spesa  per  l'esercizio
  finanziario  2024  sono introdotte le variazioni per  competenza  e
  cassa  di  cui  all'Allegato  1  discendenti  dall'articolo   1   e
  dall'articolo  2  della  presente legge  per  i  capitoli  indicati
  rispettivamente  nelle  colonne  A  e  D  e  gli  importi  indicati
  rispettivamente   nelle   colonne  C   ed   E,   come   riepilogato
  nell'allegata  Tabella B .

   2.  All'adozione  dei  provvedimenti di  spesa  dei  debiti  fuori
  bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
  regionali   competenti   nell'ambito  delle  specifiche   dotazioni
  finanziarie  iscritte,  a valere sull'esercizio  finanziario  2024,
  nelle  rispettive missioni e programmi di spesa,  a  seguito  delle
  variazioni di bilancio di cui alla presente legge.».

   Si  passa  alla votazione dell'articolo 3, come emendamento  dalla
  precedente  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi   è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4.
   Ne do lettura:
                               «Art. 4.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Si  passa  alla votazione dell'articolo 4. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Votazione  finale  del  disegno  di  legge  «Riconoscimento  della
  legittimità  dei  debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo  73,
  comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118
  e successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di gennaio» (716/A).

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
  716/A.

   PELLEGRINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  C'è richiesta di voto segreto da parte dell'onorevole
  Pellegrino.  Vediamo se la richiesta è appoggiata  almeno  da  nove
  deputati.


   Votazione   per   scrutinio   segreto   del   disegno   di   legge
  «Riconoscimento  della  legittimità dei debiti  fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modificazioni.  D.F.B.  2024.
  Mese di gennaio» (716/A).

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del  disegno
  di legge n. 716/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti      .37
   Votanti .........................19
   Maggioranza .............   10
   Favorevoli ................    17
   Contrari ..................       2
   Astenuti ..................       0

                         (L'Assemblea approva)

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Ditemi voi come mi devo comportare. Comunque  c'è  il
  numero  legale, siamo trentacinque. C'è il numero legale, se  vuole
  può fare comunque richiesta, onorevole Sunseri.


   Discussione del disegno di legge «Riconoscimento della legittimità
  dei  debiti  fuori  bilancio ai sensi dell'articolo  73,  comma  1,
  lettera  e)  del  decreto legislativo 23  giugno  2011,  n.  118  e
  successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di febbraio» (n. 737/A)

   PRESIDENTE. Si procede con la discussione del Riconoscimento della
  legittimità  dei  debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo  73,
  comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118
  e  successive  modificazioni. D.F.B. 2024.  Mese  di  febbraio  (n.
  737/A), posto al numero 5) del II punto dell'ordine del giorno.
   Il relatore ha facoltà di parlare per svolgere la relazione.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore. Mi  rimetto  al
  testo della relazione.

   Si passa all'art. 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
           Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
                   bilancio della Regione siciliana
       ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
                        legislativo n. 118/2011

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e)  del  decreto
  legislativo  23  giugno 2011, n. 118 e successive  modificazioni  è
  riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
  derivanti  da  acquisizioni  di  beni  e  servizi  in  assenza  del
  preventivo  impegno  di  spesa per il valore  complessivo  di  euro
  34.575,40 di cui all'Allegato 1 alla presente legge.».

     Pongo  in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                         Coperture finanziarie

   1.  All'onere  di  cui all'articolo 1, pari a euro  34.575,40,  si
  provvede  nell'esercizio finanziario 2024 mediante riduzione  della
  Missione 20, Programma 3, capitolo 215780 (Fondo ex art. 73 lettera
  e) del d. lgs. n. 118/2011 e s.m.i.) per euro 34.575,40.».

   E'  stato  presentato  dal  Governo l'emendamento  737/A  Gov  che
  sostituisce l'articolo 2 e modifica l'articolo 3.

   Si  passa  alla  votazione  dell'emendamento  737/A  Gov.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                       Disposizioni finanziarie

   1.   Nello   stato  di  previsione  della  spesa  per  l'esercizio
  finanziario  2024  sono introdotte le variazioni per  competenza  e
  cassa  di  cui  all'Allegato  1  discendenti  dall'articolo   1   e
  dall'articolo  2  della  presente legge  per  i  capitoli  indicati
  rispettivamente  nelle  colonne  A  e  D  e  gli  importi  indicati
  rispettivamente   nelle   colonne  C   ed   E,   come   riepilogato
  nell'allegata  Tabella B .

   2.  All'adozione  dei  provvedimenti di  spesa  dei  debiti  fuori
  bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
  regionali   competenti   nell'ambito  delle  specifiche   dotazioni
  finanziarie  iscritte,  a valere sull'esercizio  finanziario  2024,
  nelle  rispettive missioni e programmi di spesa,  a  seguito  delle
  variazioni di bilancio di cui alla presente legge.».

   Pongo  in  votazione  l'art.  3, come  emendato  dalla  precedente
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla votazione dell'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Votazione  finale  del  disegno  di  legge  «Riconoscimento  della
  legittimità  dei  debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo  73,
  comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118
  e  successive  modificazioni. D.F.B. 2024. Mese  di  febbraio»  (n.
  737/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione del disegno di legge 737/A.

   PELLEGRINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Verifichiamo se la richiesta  è  appoggiata,  servono
  sempre nove richiedenti.

   n. 737/A

   Votazione   per   scrutinio   segreto   del   disegno   di   legge
  «Riconoscimento  della  legittimità dei debiti  fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modificazioni.  D.F.B.  2024.
  Mese di febbraio» (n. 737/A)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del  disegno
  di legge 737/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti      .36
   Votanti .........................19
   Maggioranza .............   10
   Favorevoli ................    17
   Contrari ..................       2
   Astenuti ..................       0

                         (L'Assemblea approva)


   Discussione del disegno di legge «Riconoscimento della legittimità
  dei  debiti  fuori  bilancio ai sensi dell'articolo  73,  comma  1,
  lettera  e)  del  decreto legislativo 23  giugno  2011,  n.  118  e
  successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di marzo» (n. 744/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione  del  disegno  di  legge
   Riconoscimento  della  legittimità dei debiti  fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modificazioni.  D.F.B.  2024.
  Mese  di  marzo  (n.  744/A),  posto al  numero  6)  del  II  punto
  dell'ordine del giorno.
   Invito il relatore a svolgere la relazione.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore. Mi  rimetto  al
  testo.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne dò lettura:

                               «Art. 1.
   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
                           Regione siciliana
       ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
                        legislativo n. 118/2011

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e)  del  decreto
  legislativo  23  giugno 2011, n. 118 e successive  modificazioni  è
  riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
  derivanti  da  acquisizioni  di  beni  e  servizi  in  assenza  del
  preventivo  impegno  di  spesa per il valore  complessivo  di  euro
  145.152,90 di cui all'Allegato 1 alla presente legge».

   Non ci sono emendamenti.
   Pongo in votazione l'articolo 1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                         Coperture finanziarie

   1.  All'onere  di  cui all'articolo 1, pari a euro  145.152,90  si
  provvede nell'esercizio finanziario 2024 mediante:

   a)  riduzione  della  Missione 20, Programma  3,  capitolo  215780
  (Fondo  ex  art. 73 lett. e) del d. lgs. n. 118/2011 e s.m.i.)  per
  euro 142.057,15;

   b) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
  5  -  Programma  2  -  capitolo 376597  (Manutenzione  ordinaria  e
  riparazioni per l'attuazione delle disposizioni di cui  al  decreto
  legislativo  9  aprile  2008, n. 81 - spese  obbligatorie  -  parte
  capitolo 376513) per euro 3.095,75».

   C'è l'emendamento del Governo 744/A.Gov.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.   L'emendamento sostituisce l'articolo  2  e  modifica
  l'articolo 3.
   Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi  colleghi,
  penso di essere abbastanza lento nel condurre le votazioni...

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                       Disposizioni finanziarie

   1.   Nello   stato  di  previsione  della  spesa  per  l'esercizio
  finanziario  2024  sono introdotte le variazioni per  competenza  e
  cassa   di   cui   all'Allegato  1  discendenti   dall'applicazione
  dell'articolo  1  e  dell'articolo 2 della  presente  legge  per  i
  capitoli indicati rispettivamente nelle colonne A e D e gli importi
  indicati rispettivamente nelle colonne C ed E, come riepilogato per
  missioni e programmi nell'allegato 8/1.

   2.  All'adozione  dei  provvedimenti di  spesa  dei  debiti  fuori
  bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
  regionali   competenti   nell'ambito  delle  specifiche   dotazioni
  finanziarie  iscritte,  a valere sull'esercizio  finanziario  2024,
  nelle  rispettive missioni e programmi di spesa,  a  seguito  delle
  variazioni di bilancio di cui alla presente legge».

   Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il disegno di legge n. 744/A.

   TOMARCHIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


   Votazione   per   scrutinio   segreto   del   disegno   di   legge
  «Riconoscimento  della  legittimità dei debiti  fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. Mese  di
  marzo» (n. 744/A)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione finale per scrutinio  segreto  del
  disegno di legge «Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
  bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118 e  successive  modificazioni.
  D.F.B. 2024. Mese di marzo». (744/A)
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti .................... 36
   Votanti ..................... 18
   Maggioranza ............ 10
   Favorevoli ................ 16
   Contrari ....................   2
   Astenuti ....................   0

                         (L'Assemblea approva)


   Discussione del disegno di legge «Riconoscimento della legittimità
  dei  debiti  fuori  bilancio ai sensi dell'articolo  73,  comma  1,
  lettera  e)  del  decreto legislativo 23  giugno  2011,  n.  118  e
  successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di aprile». (767/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al disegno di legge «Riconoscimento  della
  legittimità  dei  debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo  73,
  comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118
  e successive modificazioni. D.F.B. 2024. Mese di aprile». (767/A)
   Chiedo al Presidente Daidone di svolgere la relazione.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore. Mi  rimetto  al
  testo.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
                           Regione siciliana
       ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
                        legislativo n. 118/2011

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e)  del  decreto
  legislativo  23  giugno 2011, n. 118 e successive  modificazioni  è
  riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
  derivanti  da  acquisizioni  di  beni  e  servizi  in  assenza  del
  preventivo  impegno  di  spesa per il valore  complessivo  di  euro
  72.164,28 di cui all'Allegato 1 della presente legge.».

   Non ci sono emendamenti.
   Pongo in votazione articolo l'articolo 1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                         Coperture finanziarie

   1.  All'onere  di  cui all'articolo 1, pari a euro  72.164,28,  si
  provvede nell'esercizio finanziario 2024 mediante:

   a)  riduzione  della  Missione 20, Programma  3,  capitolo  215780
  (Fondo ex art. 73 lettera e) del d. lgs. n. 118/2011 e s.m.i.)  per
  euro 20.571,43;

   b) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
  9,  Programma 5, capitolo 150539 (Spese per utenze e canoni diverse
  da  energia  elettrica  e  telecomunicazioni,  condominio  e  altri
  servizi - parte capitolo 150506) per euro 1.172,75;

   c) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
  8,  Programma  2,  capitolo  275202  (Spese,  poste  a  carico  dei
  richiedenti,   per   l'espletamento   di   istruttorie,    rilievi,
  accertamenti e sopralluoghi in materia di utilizzazione di acque  e
  di impianti elettrici - spese obbligatorie) per euro 771,94;

   d) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
  8,  Programma  2,  capitolo  272505 (Spese  per  liti,  arbitraggi,
  risarcimenti  ed  accessori,  nonché  per  l'assistenza  legale  ai
  dipendenti  ed  ai pubblici amministratori - Spese  obbligatorie  -
  include  anche  ex  capitoli 276505 - 280505  -  476505)  per  euro
  12.669,60;

   e) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
  8, Programma 2, capitolo 275704 (Spese per il pagamento della tassa
  sui  rifiuti e per lo smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi
  - spese obbligatorie) per euro 12.007,00;

   f) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
  7, Programma 1, capitolo 475704 (Spese per il pagamento della tassa
  sui  rifiuti e per lo smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi
  - spese obbligatorie) per euro 835,00;

   g) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
  5,  Programma 2, capitolo 376613 (Consulenze per l'attuazione delle
  disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n.  81  -
  spese obbligatorie - parte capitolo 376513) per euro 11.302,47;

   h) utilizzo delle risorse di competenza 2024, di cui alla Missione
  5,  Programma 2, capitolo 376511 (Spese per utilizzo beni di terzi)
  per euro 12.834,09».

   C'è un emendamento del Governo, il 767/A.Gov.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   L'emendamento  767/A.Gov  sostituisce  l'articolo  2  e   modifica
  l'articolo 3.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:

                               «Art. 3.
                       Disposizioni finanziarie

   1.   Nello   stato  di  previsione  della  spesa  per  l'esercizio
  finanziario  2024  sono introdotte le variazioni per  competenza  e
  cassa  di  cui  all'Allegato  1  discendenti  dall'articolo   1   e
  dall'articolo  2  della  presente legge  per  i  capitoli  indicati
  rispettivamente  nelle  colonne  A  e  D  e  gli  importi  indicati
  rispettivamente nelle colonne C ed E, come riepilogato per missioni
  e programmi nell'allegato 8/1.

   2.  All'adozione  dei  provvedimenti di  spesa  dei  debiti  fuori
  bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
  regionali   competenti   nell'ambito  delle  specifiche   dotazioni
  finanziarie  iscritte,  a valere sull'esercizio  finanziario  2024,
  nelle  rispettive missioni e programmi di spesa,  a  seguito  delle
  variazioni di bilancio di cui alla presente legge.».

   Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne dò lettura:

                               «Art. 4.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
  767/A.

   TOMARCHIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


   Votazione   per   scrutinio   segreto   del   disegno   di   legge
  «Riconoscimento  della  legittimità dei debiti  fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modificazioni.  D.F.B.  2024.
  Mese di aprile». (767/A)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione finale, per scrutinio segreto  del
  disegno di legge «Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
  bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118 e  successive  modificazioni.
  D.F.B. 2024. Mese di aprile». (767/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
   Ci  sono  due  tesserini in meno rispetto alla richiesta  di  voto
  segreto

                 (L'Assemblea non è in numero legale)

   Qualcuno  ha alzato il tesserino e, siccome non mi prendo  nessuna
  responsabilità  rispetto all'andare avanti, se  prima,  durante  la
  richiesta di voto segreto, c'era il numero legale, ora non c'è più
   Per  quel  che  mi riguarda, sospendiamo l'Aula e  si  aggiorna  a
  domani.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  12
  marzo 2025, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.05 (*)


       (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva,  pubblicato
   sul  sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è
   il seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         XV SESSIONE ORDINARIA


                         163a SEDUTA PUBBLICA

                  Mercoledì 12 marzo 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) Modifiche e integrazioni alla legge regionale 8 agosto 2022, n.
         15  Norme per la tutela degli animali e la prevenzione del
         randagismo  (n. 738 Stralcio VI Comm - 323/A)

           Relatore: on. Laccoto

       2) Disposizioni in materia di noleggio con conducente e trasporto
         pubblico locale (n. 738 Stralcio IV Comm ter/A)

           Relatore: on. Carta

       3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
         Mese di aprile (n. 767/A) (seguito)

           Relatore: on. Daidone

       4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
         Mese di maggio (n. 773/A)

           Relatore: on. Daidone

       5)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
         Mese di giugno (n. 825/A)

           Relatore: on. Daidone

       6)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
         Mese di luglio (n. 827/A)

           Relatore: on. Daidone

       7) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni. D.F.B. 2024.
         Mese di agosto (n. 829/A)

           Relatore: on. Daidone

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella