Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.27
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni in
contrario, nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Adorno e Leanza sono in
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Amari" di Giarre
Indirizzo di saluto alla comunità scolastica del Liceo Michele
Amari di Giarre
PRESIDENTE. Intanto, permettetemi di salutare i ragazzi e le
ragazze del Liceo Michele Amari di Giarre, che oggi sono qui
presenti.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 584-PRE/2025 del 19
marzo 2025 la Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia è stata
autorizzata a riunirsi nella giornata di giovedì 3 aprile 2025
presso la Prefettura di Ragusa.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
parlamentare e alla sua decorrenza
Sulla comunicazione relativa alla missione della Commissione
parlamentare
e alla sua decorrenza
CRACOLICI, presidente della Commissione d'inchiesta e vigilanza
sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione d'inchiesta e vigilanza
sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia. Niente di
particolare, Presidente. La ringrazio per la comunicazione. Volevo
chiederle, e faremo nota in tal senso, vista la particolare
complessità di arrivare la mattina, come Commissione Antimafia',
chiederemo di essere autorizzati ad arrivare nella città di Ragusa
la sera precedente, perché non riusciamo a fare tutto nella stessa
giornata. I componenti che vorranno venire la sera prima potranno
eventualmente farlo. Questa è una modifica dell'autorizzazione.
PRESIDENTE. Ci faccia pervenire una richiesta scritta.
CRACOLICI, presidente della Commissione d'inchiesta e vigilanza
sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia.. La farò
pervenire direttamente adesso.
PRESIDENTE. La ringrazio.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Comunico che comunque i deputati che volessero
intervenire sono liberi di farlo, ma al termine dei loro interventi
convocherò una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
per decidere l'iter dei lavori.
Hanno chiesto di intervenire prima l'onorevole Burtone, subito
dopo l'onorevole De Luca Antonio. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il 17 di marzo
scorso sulla strada nei pressi di Carlentini c'è stato un tragico
incidente stradale e sono morti tre cittadini di Adrano, uno molto
giovane.
Erano dei braccianti che avevano lavorato tutta la giornata, sono
dei lavoratori che spesso diventano fantasmi perché non hanno
garanzie, tutele, sono operai che lavorano tante tante ore nella
giornata, in questi casi però, in questi casi tragici assumono una
notorietà che deve responsabilizzare il mondo politico.
Intervengo intanto per esprimere le condoglianze alle famiglie, la
solidarietà per dire che le parole del sindaco sono state
impegnative e ha dato la notizia che cercherà di assistere le
famiglie in questo momento così difficile, però credo che le
istituzioni regionali debbano assumere un atto di impegno, quello
di fare un'indagine conoscitiva, anche perché sui braccianti ancora
opera pesantemente il caporalato, sono situazioni che pensavamo in
gran parte sconfitte invece ritornano.
Lei sa che anche a Paternò c'è stata una vicenda che ha fatto
emergere questo quadro così preoccupante nella mancata tutela di
alcuni lavoratori. Intervengo quindi per sollecitare la Commissione
lavoro a fare anche qualche iniziativa importante, un'indagine
conoscitiva in modo da poter assumere delle iniziative che possano
affrontare chiaramente e con determinazione un problema che ancora
è drammatico nella nostra Sicilia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca
Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini che ci seguono, speravo di non dover essere costretto a
questo intervento ma lei sa bene perché ha ricevuto da parte mia a
nome dell'intero Gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle
diverse richieste sia orali, sia in seno alla Conferenza dei
Capigruppo, sia per iscritto, l'ultima missiva gliel'ho mandata
appena stamane, per richiedere la convocazione di una seduta d'Aula
speciale alla presenza del Presidente Schifani, dedicata
all'argomento sanità. Aula che ritengo, anche alla luce dei recenti
fatti accaduti a Trapani, non sia ulteriormente rinviabile.
Ragion per cui, Presidente, oggi le notifico qui in Aula e alla
luce del sole che il Movimento Cinque Stelle e spero anche gli
altri partiti di opposizione oggi non manterranno i tesserini in
Aula se non abbiamo garanzie per la prossima settimana della
presenza del Presidente Schifani e dell'assessore alla Sanità e
della realizzazione, della convocazione di una seduta d'Aula
dedicata alla sanità, perché i fatti di Trapani non riguardano solo
Trapani, perché ci sono fatti che riguardano la cardiochirurgia
pediatrica, perché ci sono questioni che attengono alle liste
d'attesa e alla medicina territoriale, perché ci sono delle mancate
risposte per quanto riguarda i pronto soccorso e non è possibile
proseguire nel silenzio assoluto nella ricerca di capri espiatori o
nella deviazione della verità.
Occorre affrontare l'Aula, occorre dibattere alla luce del sole
perché quando non c'è nulla da nascondere non ci si nasconde dietro
a nulla. E allora, Presidente, o convocate una seduta d'Aula
dedicata alla sanità, alla presenza del Presidente Schifani e
dell'Assessore alla sanità o questo Parlamento non ha ragione di
proseguire con lavori cui il Popolo siciliano non ha alcun
interesse reale.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, come ricorderà nella scorsa
settimana abbiamo stilato un calendario dove abbiamo deciso,
insieme, quale dovesse essere l'iter di un calendario che abbiamo
formalmente redatto insieme. Però è, certamente, accettabile la
proposta che lei fa, può riproporla in quella che sarà la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari alla quale noi ci
stiamo accingendo ad andare anche perché, a mia memoria, nella
settimana prossima ci saranno due sedute che saranno rivolte ad
atti ispettivi ed interrogazioni.
Bisogna chiaramente, però, capire quali sono gli impegni del
Governo. Quindi ci auguriamo che ci possa essere all'interno della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari un rappresentante
che, eventualmente, possa trovare insieme una data per andare,
eventualmente, ad affrontare una di quelle sedute, la settimana
prossima o tra due settimane, per quello che lei ritiene.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, era
più che altro su sollecitazione dell'onorevole Burtone. Poco fa ha
parlato di incidenti sul lavoro e di queste giovani vite, questi
giovani ragazzi, che spesso muoiono nelle nostre strade. Vorrei
ricordare a tutti quanti in questo momento, e voglio approfittare
della presenza di tanti ragazzi, di tante giovani persone che sono
qui oggi presenti in quest'Aula di come non ci dobbiamo stancare,
Presidente le chiedo ascolto un attimo perché non solo ci sono
state delle vittime sul lavoro, ma di ragazzi, di giovani ragazzi.
Ricordo che sulla strada di Siracusa, sull'autostrada di Siracusa,
per lavori in corso è morta anche una ragazza di ventuno anni
schiacciata da due camion, uno davanti e uno dietro, con una morte
raccapricciante e voglio dire una cosa: se noi dobbiamo rendere le
strade più sicure per poi farne con lavori così poco curati anche e
poco visualizzati o poco resi efficienti per fare del bene,
perdiamo delle vite e questa è una cosa che non possiamo accettare,
Presidente.
Io chiedo a quest'Aula, alla Regione, di essere molto più
efficienti quando si fanno lavori autostradali e nel cercare di
essere al massimo della responsabilità per evitare che poi si
perdano delle vite umane. Ma dico una cosa importante anche,
Presidente: la prima causa di morte dei ragazzi da 18 a 24 anni, e
lo dico a quest'Aula, la prima causa di morte sono gli incidenti
stradali e i suicidi.
Questo per far capire ai giovani di quanto sia importante la
sicurezza stradale, quanto sia importante un attimo di distrazione
con i cellulari, un attimo di distrazione che può costare una vita.
Quindi questo è un appello che facciamo anche alla Regione, come
intervenire con pubblicità progresso per cercare di far capire ai
nostri ragazzi, ai nostri giovani, di quanto sia importante anche
l'educazione stradale.
E chiudo, Presidente, con una importante richiesta che faccio ogni
settimana in quest'Aula, sono presenti dei ragazzi, mi riferisco
anche a ciò che riguarda l'edilizia scolastica: nella nostra
regione solo il 6% degli istituti scolastici sono climatizzati.
Significa cioè che quasi tutti gli istituti sono privi di
riscaldamento e di aria condizionata in una isola in cui questo è
un problema ormai che si porta dietro da trent'anni, da
quarant'anni, e dove esistono delle leggi per la riqualificazione
energetica degli edifici e per la riqualificazione di queste
strutture scolastiche poi andare a vedere che in Albania sono
stati spesi un miliardo, Presidente, un miliardo, un miliardo di
euro per dare in Albania agli extracomunitari servizi e anche
climatizzazione e i nostri figli, i nostri ragazzi non hanno
diritto a questa cosa?
Io credo che i ragazzi siano i nostri figli, che i ragazzi abbiano
dignità di avere ogni confort per quello che è la scuola, ho
giurato che ogni settimana sarò presente su questo tema, quello di
avere un'edilizia scolastica sicura e che i nostri ragazzi possano
essere in un ambiente confortevole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per venti minuti e chiedo ai
Presidenti dei Gruppi parlamentari di raggiungermi in Sala Lettura.
Chiedo a un membro del Governo di poter presenziare.
(La seduta, sospesa alle ore 15.41, è ripresa alle ore 16.57)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Figuccia, D'Agostino, La Rocca Ruvolo,
Mancuso, Galluzzo e Gallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
Comunicazione delle determinazioni della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Colleghi, durante la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, abbiamo stabilito che il termine per la
presentazione degli emendamenti per i disegni di legge
Disposizioni varie in materia di politiche abitative (n. 738
Stralcio IV Comm quater/A), Norme in materia di sanità (n. 738
Stralcio VI Comm bis/A), Disposizioni varie in materia di edilizia
(n. 738 Stralcio IV Comm quinquies/A), sarà martedì 1 aprile 2025
alle ore 12.00.
Domani 26 marzo 2025 ci sarà la discussione generale dei disegni
di legge che ho appena citato.
Comunico, inoltre, che l'articolo 2 del disegno di legge n. 738
Stralcio VI Comm bis/A Norme in materia di sanità , concernente
l'estensione dell'indennità per i titolari di farmacie rurali ai
soggetti costituiti in forme societarie è stralciato e rinviato
alla VI Commissione Servizi sociali e sanitari' per la verifica
degli effetti finanziari della disposizione.
Discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio IV Comm ter/A)
Disposizioni in materia di noleggio con conducente e trasporto
pubblico locale
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge n. 738 Stralcio IV Comm
ter/A) Disposizioni in materia di noleggio con conducente e
trasporto pubblico locale , sul quale sono stati presentati gli
emendamenti che troverete sui tablet.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1
Modifiche alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 29
1. Alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 29 sono apportate le
seguenti modifiche:
a) all'articolo 4, dopo il comma 3 è inserito il seguente:
«3-bis. L'articolo 11, comma 4, della legge 15 gennaio 1992, n. 21
è sostituito dal seguente:
Le prenotazioni di trasporto per il servizio di noleggio con
conducente sono effettuate presso la rimessa o la sede o mediante
l'utilizzo di strumenti tecnologici. Il prelevamento e l'arrivo a
destinazione dell'utente possono avvenire anche al di fuori della
provincia o dell'area metropolitana in cui ricade il territorio del
comune che ha rilasciato l'autorizzazione. Nel servizio di noleggio
con conducente è previsto l'obbligo di compilazione e tenuta da
parte del conducente di un foglio di servizio in formato cartaceo o
elettronico che deve riportare: a) targa del veicolo; b) nome del
conducente; c) data luogo e chilometri di partenza e arrivo; d)
orario di inizio servizio, destinazione e orario di fine servizio;
e) dati del fruitore del servizio. »;
b) dopo l'articolo 4 è inserito il seguente:
«Art. 4 bis
Disposizioni per il rilascio di titoli autorizzatori per il
servizio di noleggio con conducente
1. Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
e dei trasporti, mediante procedura ad evidenza pubblica, è
autorizzato al rilascio di titoli autorizzatori non cedibili,
nell'ambito del territorio della Regione Siciliana, per lo
svolgimento del servizio di noleggio con conducente di cui alla
legge 15 gennaio 1992, n. 21.
2. I titoli autorizzatori di cui al comma 1 sono rilasciati nel
limite massimo di cinquecento autovetture, previa verifica del
possesso dei requisiti di cui all'articolo 6 della legge n.
21/1992. Conformemente alla normativa statale, le autorizzazioni di
noleggio con conducente, comunali e regionali, sono valide
sull'intero territorio regionale.
3. È istituito, presso l'Assessorato regionale delle
infrastrutture e della mobilità, il registro regionale delle
autorizzazioni di noleggio con conducente rilasciate dai comuni e
dalla Regione ai sensi del comma 1. I comuni, entro 60 giorni
dall'entrata in vigore del presente articolo, trasmettono
all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità i
dati delle autorizzazioni già rilasciate e i dati sull'ambito di
esercizio.
4. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente articolo,
con decreto dell'Assessore alle infrastrutture e alla mobilità, da
adottare previo parere della Commissione legislativa competente,
sono disciplinate le modalità di rilascio e di esercizio delle
autorizzazioni di cui al comma 1. Con il medesimo decreto è
adottato uno schema di regolamento tipo per la disciplina, da parte
dei comuni, delle autorizzazioni rilasciate da questi ultimi
prevedendo, tra l'altro, che per l'esercizio dell'attività di
noleggio con conducente non possono essere introdotte misure
limitative dei tempi di attesa per l'erogazione dei detti servizi e
consentendo il rapporto di intermediazione con committenti terzi.
Nel decreto sono, altresì, definiti i criteri e i parametri cui i
Comuni si devono attenere per fissare il numero massimo di
autorizzazioni che ciascun Comune può rilasciare.
5. I comuni adeguano i propri regolamenti allo schema di
regolamento tipo, di cui al comma 4, decorsi 90 giorni dalla sua
adozione con decreto assessoriale.
6. Trascorsi tre anni dall'entrata in vigore del decreto di cui al
comma 4, l'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità
presenta alla Commissione legislativa competente una relazione
sull'attuazione del presente articolo e sui risultati ottenuti,
anche al fine di valutare la congruità del numero di autorizzazioni
complessivamente rilasciate e gli effetti sul mercato.».
Ricordo all'onorevole De Luca che, fino a quando non si è in
votazione, fra qualche minuto, non si può chiedere la verifica del
numero legale. Intanto andiamo avanti.
Ha facoltà di parlare frattanto il Presidente della Commissione e
relatore, onorevole Carta, per svolgere la relazione.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
Colleghi, il presente disegno di legge nasce dall'esame di alcuni
degli emendamenti presentati al disegno di legge n. 738 che - su
indicazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
- sono stati trasmessi dalla Presidenza dell'Assemblea alle
Commissioni, sulla base delle rispettive competenze. Esaminati gli
emendamenti in materia di trasporto pubblico locale e attività di
noleggio con conducente (NCC), la IV Commissione, Ambiente,
territorio e mobilità, ai sensi dell'articolo 64, comma 1, del
Regolamento interno, ha deliberato di formulare un autonomo disegno
di legge.
Nel corso dell'istruttoria, il disegno di legge originariamente
deliberato ha subito numerose modifiche, frutto anzitutto di una
interlocuzione tra i Gruppi parlamentari e tra questi ultimi e il
Governo, ma anche di un confronto con l'Associazione Nazionale
Comuni Italiani (ANCI) e con le associazioni di categoria. Le
disposizioni approvate rappresentano, dunque, l'esito di un
percorso di approfondimento e di una condivisione trasversale.
Il disegno di legge si compone di quattro articoli. Il primo
interviene sulla disciplina del noleggio con conducente, gli altri
su aspetti puntuali del trasporto pubblico.
Sotto il profilo delle competenze costituzionali, la materia del
trasporto pubblico locale viene fatta rientrare nell'ambito delle
competenze residuali delle regioni, di cui al quarto comma
dell'articolo 117 della Costituzione. Per la Regione siciliana,
l'articolo 17, comma 1, lett. a) dello Statuto speciale pone i
trasporti regionali di qualsiasi genere tra le materie di potestà
legislativa concorrente, per le quali l'Assemblea regionale può
adottare leggi entro i limiti dei principi e interessi generali cui
si informa la legislazione dello Stato.
Tuttavia, la materia in oggetto è uno dei casi di applicazione
della c.d. clausola di maggior favore (art. 10 della l. cost. n.
3/2001), in cui si prevede che sino all'adeguamento dei rispettivi
statuti, le disposizioni della presente legge costituzionale si
applicano anche alle Regioni a statuto speciale ed alle province
autonome di Trento e di Bolzano per le parti in cui prevedono forme
di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite , così
estendendo anche alle autonomie speciali i maggiori poteri
riconosciuti alle regioni ordinarie. Dunque, la materia dei
trasporti regionali va ricondotta anche per la Regione siciliana
tra le materie in cui si può esercitare la potestà legislativa
regionale residuale.
A livello nazionale, la materia è stata disciplinata con la legge
15 gennaio 1992, n. 21, Legge quadro per il trasporto di persone
mediante autoservizi pubblici non di linea, che nel corso degli
anni ha subito diverse novelle.
Tale legge statale (n. 21/1992) è stata, alcuni anni dopo la sua
entrata in vigore, recepita nel territorio della Regione siciliana
con le modifiche e integrazioni disposte dalla legge regionale 6
aprile 1996, n. 29, Norme in materia di autoservizi pubblici non di
linea in servizio in piazza.
L'articolo 1 disciplina il rilascio di titoli autorizzatori per il
servizio di noleggio con conducente in Sicilia. Le modifiche si
inseriscono nell'ambito della legge regionale del 1996, di
recepimento di quella nazionale.
Una prima modifica attiene alle modalità di noleggio con
conducente (lettera a), comma 1, articolo 1). Viene eliminato
l'obbligo di ritorno alla rimessa, già dichiarato illegittimo dalla
Corte costituzionale (sent. n. 56/2020), perché ritenuto un
irragionevole aggravio organizzativo e gestionale per il vettore
NCC. Si introducono, inoltre, alcune modifiche rispetto alla
normativa nazionale, con riguardo alla tenuta del foglio di
servizio.
Di più ampio respiro è la modifica contenuta alla lettera b), del
comma 1, dell'articolo 1, che introduce un nuovo articolo,
all'interno della legge regionale n. 29/1996, volto a disciplinare
il rilascio di titoli autorizzatori per il servizio di noleggio con
conducente, anche con l'obiettivo di ampliare l'offerta del
servizio, tenuto conto tra le altre cose del maggiore flusso
turistico che si registra a livello regionale.
Più nel dettaglio, si autorizza il Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti a rilasciare,
mediante procedura ad evidenza pubblica, titoli autorizzatori, non
cedibili e per un massimo di cinquecento autovetture, validi
sull'intero territorio regionale. Inoltre, viene istituito, presso
l'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità, il
registro regionale delle autorizzazioni di noleggio con conducente
rilasciate sia dai comuni sia dalla Regione.
Si pone in capo all'Assessore alle infrastrutture e alla mobilità
la competenza ad adottare, previo parere della Commissione
legislativa competente, un decreto volto a disciplinate le modalità
di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni regionali; nonché
uno schema di regolamento tipo per la disciplina, da parte dei
comuni, delle autorizzazioni NCC rilasciate da questi ultimi.
Infine, con lo stesso articolo, si introduce una clausola
valutativa, prevedendo che, trascorsi tre anni dall'entrata in
vigore del decreto assessoriale, l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità presenti alla Commissione legislativa
competente una relazione sull'attuazione delle modifiche introdotte
e sui risultati ottenuti, anche al fine di valutare la congruità
del numero di autorizzazioni complessivamente rilasciate e degli
effetti sul mercato a seguito dell'entrata in vigore delle novelle
legislative.
Con l'articolo 2 si stabilisce che i contributi per il trasporto
pubblico locale (già previsti all'articolo 27, comma 6, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19), a valere sulle risorse già
stanziate per l'annualità 2025, sono garantiti per l'intero
esercizio finanziario ai Comuni beneficiari che hanno avviato le
procedure di affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale
entro la fine dell'anno.
Inoltre, da un lato, si stabilisce il 31 marzo 2025 quale data
entro la quale i comuni devono avviare le procedure ad evidenza
pubblica per l'affidamento del servizio di trasporto pubblico
locale urbano. Dall'altro, in considerazione della condizione di
grave difficoltà sul piano della capacità amministrativa e della
carenza di figure professionali, nelle more dell'avvio e del
definitivo espletamento di tali procedure, si consente alla regione
e agli enti locali di prorogare i contratti vigenti.
L'articolo 3, al fine di destagionalizzare i flussi e l'incoming
turistico, in particolare verso i principali siti di interesse
artistico e culturale della Sicilia, estende a nove mesi la
possibilità di utilizzo da parte dei Comuni di bus scoperti.
Infine, l'articolo 4 reca la norma finale di entrata in vigore.
Presidente, io ho terminato.
PRESIDENTE. Benissimo.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'emendamento
1.1, della Commissione.
C'è una richiesta di verifica di numero legale da parte
dell'onorevole De Luca Antonino.
Verifichiamo se è appoggiata la richiesta di numero legale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, invito
gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la scheda
di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti: 33.
L'Assemblea è in numero legale. Possiamo andare avanti.
Si passa all'emendamento 1.1 a firma della Commissione.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Varrica. Ne ha facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, questo emendamento, Presidente Carta,
è un po' improvviso nel senso che noi abbiamo lavorato bene con le
associazioni di categoria, avevamo stabilito un numero - era
presente anche l'assessore Aricò - che era stato definito congruo e
ora improvvisamente questo numero passa da 500 a 1000.
Diciamo, secondo me, questo va a sporcare un po' il lavoro anche
che è stato fatto, Presidente, e consideriamo che abbiamo
inserito... Presidente, però diciamo sono tre emendamenti, c'è un
intervento su un fuori sacco che va ascoltato, quanto meno
dall'Assessore e dal Presidente...
PRESIDENTE. Ci mancherebbe, onorevole.
VARRICA....anche perché appunto, come dicevo, con le associazioni
di categoria abbiamo fatto un lavoro serio, è stata stabilita una
quota di 509 autovetture come autorizzazioni regionali - grande
passo in avanti - abbiamo messo, cosa più unica che rara - Antonio,
scusa - una clausola di valutazione a tre anni, cioè fra tre anni
l'Assemblea valuta la congruità delle autorizzazioni emesse, ancora
oggi non sappiamo quanti buchi e quante quote ci sono da dare ai
comuni - questo lo farà il registro e l'assessorato dopo aver avuto
il registro - per cui dovreste spiegarci com'è che improvvisamente
dopo un lavoro serio fatto in Commissione spunta un emendamento in
cui si passa da 500 a 1000 autovetture.
Questa cosa va spiegata, va spiegata
E vorrei anche sapere, Presidente Galvagno, dal punto di vista
procedurale se un fuori sacco può essere presentato dalla
Commissione, peraltro la Commissione non era informata, almeno non
erano stati informati tutti i componenti, o se va presentato dal
Governo.
Questa è una cosa procedurale che le chiedo.
PRESIDENTE. Credo che sia stato firmato dalla Commissione.
Corretto o no?
La Commissione non è stata informata, può essere? Mi pare strano.
Presidente Carta, risponda all'onorevole Varrica.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'emendamento è stato presentato dai componenti
della Commissione presenti al banco delle Commissioni. La
Commissione si siede qui, si venga a sedere qui... Mi rifaccio a
quello che è il voto dell'Assemblea sulla determinazione dei 500 o
1000 che possono servire oppure no.
E' chiaro che da quando abbiamo stilato la legge in Commissione ad
oggi è chiaro che sono arrivate altre richieste da parte delle
parti interessate, i portatori di interesse, gli stakeholders e
tutte le persone che gravitano attorno al turismo, al trasporto
pubblico locale, hanno chiesto l'ampliamento delle autorizzazioni
periodiche in Sicilia. Quindi, mi rifaccio al voto dell'Assemblea e
al parere del Governo.
PRESIDENTE. Va bene, però giusto per chiarezza, quando si firmano
a nome della Commissione di deve essere una condivisione della
Commissione nella sua interezza, poi non so se questo sia avvenuto
meno.
Ha chiesto di intervenire prima l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo al
collega Carta di ritirare questo emendamento per due ragioni. La
prima perché gli interessi si sono credo manifestati nei termini di
sollecitare i componenti della Commissione a modificare il testo
che la stessa Commissione aveva approvato e che, così come tutti
gli altri colleghi, avevano un tempo per presentare gli
emendamenti. Perché un emendamento del genere che non è di
riscrittura, è di modifica sostanziale della quantità, andrebbe
studiato, valutato, per gli effetti che esso ha.
Passare da 500 in più a 1000 non è una cosa semplice. Ecco perché
ritengo che non trattasi di un emendamento diciamo impropriamente
fuori sacco, né è una riscrittura perché è una profonda
trasformazione dell'articolo 1
Quindi invito il collega Carta a ritirare questo emendamento,
fermo restando eventuali approfondimenti per gli effetti che può
produrre in Sicilia l'aumento delle autorizzazioni sul sistema
complessivamente, perché onorevole Carta così come ci sono gli NCC,
ci sono i taxi, ci sono tutta una serie di categorie che in qualche
modo il cui equilibrio deve garantire il sistema pubblico
complessivo, evitare di operare per strappi lo ritengo cosa buona e
giusta.
Quindi chiedo al collega Carta di soprassedere in questa fase con
questo aumento importante per fare ulteriori verifiche sugli
effetti che questo potrebbe determinare sul sistema autorizzativo
in Sicilia. Se non fosse così pongo un problema che non è un
emendamento di riscrittura, quindi come tale non poteva essere
presentato se non già nei termini di presentazione degli
emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare che l'invito al ritiro da
parte dell'onorevole Cracolici dell'emendamento 1.1, sia stato
accolto. Il presentatore mi deve fare un segno rispetto al ritiro.
Onorevole Varrica, un istante. Presidente Carta, sull'1.1?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì, dopo
l'interlocuzione col Governo, abbiamo deciso di ritirarlo.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento 1.1 è ritirato. Su invito, anche
richiesta da parte dell'onorevole Cracolici, c'è il ritiro
dell'emendamento 1.1.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura
«Art. 2
Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale
1. I contributi di cui al comma 6, dell'articolo 27, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19 e successive modificazioni, a
valere sulle risorse già stanziate per l'annualità 2025, sono
garantiti per l'intero esercizio finanziario ai Comuni beneficiari
che hanno avviato le procedure di affidamento dei servizi di
trasporto pubblico locale entro il 31 dicembre 2025.
2. I comuni della Regione Siciliana, entro il 31 marzo 2025,
avviano le procedure di gara ad evidenza pubblica per l'affidamento
del servizio di trasporto pubblico locale urbano che devono essere
concluse entro i termini di cui alla normativa vigente. In
considerazione della condizione di grave difficoltà sul piano della
capacità amministrativa e della carenza di figure professionali,
nelle more dell'avvio e del definitivo espletamento di tali
procedure, la regione e gli enti locali possono prorogare i
contratti vigenti.».
Si passa all'emendamento 2.1, a prima firma dell'onorevole
Lombardo ed altri. Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 2.2. C'è un sub emendamento, è
già stato caricato nel tablet.
CRACOLICI. Prima di votare, Presidente, questo emendamento 2.2, è
ammissibile?
PRESIDENTE. Sì, se è nel tablet sì
CRACOLICI. Secondo me, è inammissibile
PRESIDENTE. Se lo sa perché me lo chiede
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, le
concessioni in house di un comune per il proprio servizio
all'interno del proprio territorio è una cosa, la estensione a
comuni facenti parte del cosiddetto GAL su competenze che sono
territoriali e non del Gal è un'altra cosa, per cui in quel caso i
comuni dovrebbero fare a loro volta una gara per eventualmente
affidare, qualora lo volessero, il servizio all'interno dei propri
territori.
Aggiungo: immagino che siccome è stata fatta una gara sulle tratte
messe a gara per la concessione del trasporto pubblico locale,
penso che alcune di queste tratte, visto che si parla di comuni
turistici, siano, facciano parte delle cosiddette tratte oggetto
della gara che è stata fatta qualche settimana fa, ecco perché è
inammissibile Perché interviene su competenze per cui i comuni del
Gal non possono estendere, diciamo, la concessione del servizio a
comuni fuori dal proprio territorio perché il Gal non dà questa
competenza, in più, qualora venisse approvata questa norma,
inciderebbe sulla gara per la quale sono state fissate le tratte
chilometriche rispetto ai servizi, quanti sono? Quattro, cinque,
quattro comparti complessivi, ecco perché lo ritengo inammissibile.
PRESIDENTE. Intanto è stato caricato il sub emendamento che è il
2.2.1, lo trovate sui tablet, che, sostanzialmente, aggiunge le
parole "previa autorizzazione del Dipartimento regionale
infrastrutture e trasporti".
Intanto chiedo il parere della Commissione su questo emendamento,
il sub 2.2.1.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì, Presidente,
l'emendamento chiarisce che nel caso in cui ci fosse una
sovrapposizione delle tratte per quelle già bandite e quelle da
poter poi autorizzare i Comuni, visto il parere dell'Assessorato io
non penso che l'Assessorato autorizzasse mai una tratta che è già
affidata o messa a gara per altre motivazioni di trasporto locale.
Quindi io sono favorevole.
PRESIDENTE. Intanto chiedo il parere del Governo, anche in virtù
del fatto che il sub emendamento va incontro a quelle che sono
state le osservazioni dell'onorevole Cracolici.
Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
il parere del Governo nella completezza col sub emendamento, è
favorevole, senza il sub emendamento sarebbe stato contrario
proprio per le motivazioni esposte dall'onorevole Cracolici.
Proprio ieri si sono firmati quattro contratti con i quattro
consorzi aggiudicatari, un evento storico per la Sicilia che si
aspettava da oltre quindici anni e qualora le linee fossero
inserite all'interno dell'aggiudicazione di uno dei quattro lotti
sarebbe impossibile poter dare l'autorizzazione nell'espletamento
dei servizi, seppur turistici.
Quindi, il fatto che possano essere autorizzati, una volta
richiesti dai Comuni, i servizi extraurbani turistici, solo dopo
preventivo parere del Dipartimento regionale ai trasporti che
verificherà la sussistenza delle incompatibilità delle attuali
linee aggiudicatarie, allora possiamo esprimere parere favorevole.
Grazie.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Grazie Presidente, colleghi io vedo l'assessore Amata,
perché ho un dubbio, se non ricordo male e quindi la norma avrebbe
una portata abnorme anche con le precisazioni dell'Assessore Aricò,
è stato fatto che tutti i Comuni siciliani adesso sono inseriti tra
i comuni turistici, cioè non c'è più la distinzione.
L'ultimo decreto - se non ricordo male - prevede che tutti i
comuni siciliani siano comuni turistici e come tali noi stiamo
facendo una norma che non è più un'eccezione ma stiamo
generalizzando l'effetto di questa norma.
Io starei attento perché, al netto della precisazione
dell'Assessore Aricò, la Regione ha bandito delle gare, con delle
regole, stabilendo che chi partecipa per quelle tratte ovviamente
realizzerà degli investimenti e dovrà assicurare dei servizi, poi
possiamo essere più o meno d'accordo su questa idea, io sono
sostenitore della liberalizzazione, però nel momento in cui abbiamo
stabilito le regole del gioco non si possono cambiare queste stesse
in corso d'opera, perché non è corretto e in più questo diventa
ancora più grave laddove tutti i Comuni siciliani sono turistici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Io capisco che l'Assessore ha correttamente in qualche
modo messo il ferro dietro la porta, dicendo "qualora dovesse
passare nella norma il fatto che l'Assessorato debba autorizzare ci
consente di verificare se ... " e lo comprendo dal suo punto di
vista, ma io avevo fatto un'altra domanda: i GAL - Gruppi Azione
Locale - istituiti per le politiche comuni in materia agricola,
possono estendere i servizi che i singoli Comuni che fanno parte
del GAL, qualora gestissero in house il proprio servizio
all'interno del proprio comune, ma possono estendere ad altri
comuni pur facenti parte del GAL l'estensione del servizio in
house?
Ricordo che il principio dell'house è il controllo da parte del
committente rispetto al soggetto esecutore. Che c'entrano i comuni
facenti parte del GAL, se non hanno il controllo analogo sulla
società che gestisce il servizio, così come invece ce l'hanno
quelli che hanno una propria società o un affidamento proprio,
diretto, diciamo, eventualmente con gara per il servizio turistico
municipale?
Il punto è che non può essere l'estensione ai comuni del GAL, tra
l'altro, ripeto, per competenze che non c'entrano nulla con il
turismo, perché secondo questa disciplina potremmo anche estenderla
ai distretti turistici, che sono forse anche più estesi degli
stessi GAL. Non ricordo quanti siano i GAL in Sicilia, saranno 9 o
11, adesso qualche numero mi può sfuggire, ma stiamo parlando di
aree specifiche che, comunque, non può un comune che ha un servizio
in house estenderlo al comune accanto, perché dovrebbe essere o il
comune accanto che fa la gara, oppure per affidarlo in house
dovrebbe essere a sua volta controllore, nella quota della società
che gestisce il servizio.
Io avevo detto che era inammissibile per i profili giuridici della
questione, quindi, non capisco perché si stia portando avanti
questo emendamento.
Attenzione, questo è un emendamento che incasina l'attività
amministrativa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola e, infine,
l'onorevole Lombardo Giuseppe.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Grazie, signor Presidente, io mi accodo alla richiesta
del collega Cracolici del ritiro di questo emendamento, perché più
lo leggo e più i dubbi aumentano; non capisco perché questa cosa la
si stia facendo solo per i GAL, perché, almeno da come la sto
interpretando io, signor Presidente, se un comune ha una
municipalizzata in house che gestisce il trasporto pubblico locale,
se faccio parte di un GAL con altri comuni, ad un certo punto, la
municipalizzata, l'azienda in house di quel comune può gestire il
trasporto pubblico degli altri comuni, i maggiori oneri vanno ai
comuni che accettano all'interno di questo GAL, allora, a questo
punto, perché farla solo con il GAL e non la estendiamo a tutta la
Regione una situazione di questo tipo? Faccio l'esempio, signor
Presidente, non so, il Comune di Messina ha una municipalizzata in
house che gestisce il trasporto pubblico? Non lo so, faccio
l'esempio di un altro Comune, Caltanissetta ha una municipalizzata
che gestisce il trasporto pubblico in house? Ad un certo punto,
Caltanissetta, che ha, ipotizziamo, un'azienda in house che
gestisce il trasporto pubblico, dice alla vicina Mussomeli che,
magari, amministrata da un comune, da un sindaco che fa un accordo
col sindaco di Caltanissetta, gestiamo insieme in house il
trasporto pubblico a Caltanissetta e a Mussomeli .
Signor Presidente, secondo me, questa norma oltre ad essere
approfondita, perché, a mio modo di vedere, deve essere
maggiormente approfondita in Commissione, genera un
ingarbugliamento amministrativo non indifferente.
In Commissione, mi dice il collega Varrica, Presidente, che questo
emendamento è stato bocciato, quindi vuol dire che sono emerse in
Commissione Ambiente delle criticità.
Io, ripeto, invito al ritiro dell'emendamento; in caso contrario,
Presidente, dovremmo chiedere il voto segreto, perché è ovvio che è
una norma molto critica ed è una norma che sembra quasi ad hoc e
capisco che l'assessore col subemendamento, in qualche modo alza le
braccia, però, Presidente, l'invito è al ritiro, altrimenti andremo
poi a votazione.
PRESIDENTE. Allora, ha chiesto di parlare, infine, l'onorevole
Lombardo, così magari il presentatore può eventualmente dirimere
quelle che sono le questioni emerse.
Prego, onorevole.
LOMBARDO Giuseppe. Grazie. Signor Presidente, Governo, colleghi
deputati Presidente, se può richiamare un attimo l'attenzione
dell'Aula, perché disturbano anche parlando alle spalle.
Allora, siccome capisco bene e questo a beneficio del collega Di
Paola e del collega Cracolici che naturalmente non tutti possono
seguire i lavori delle Commissioni, allora, lo spiego anche in
Aula, perché la bontà di questo emendamento va spiegata e va
spiegato anche quali, eventualmente, sarebbero i comuni beneficiari
e qual è la finalità di chi poi potrebbe beneficiare di questa
norma. Intanto, norma ad hoc, collega Di Paola, non glielo
consento; è una norma di carattere generale e che interessa in
questo momento esattamente i comuni di Palermo, Messina, Catania,
Taormina, Marsala e Trapani, che sono le uniche città in Sicilia
che gestiscono il servizio di trasporto pubblico, collega
Pellegrino, visto che riguarda due comuni della sua provincia,
Marsala e Trapani, che gestiscono il servizio di trasporto pubblico
locale in house collega Di Paola, si parla, infatti, di estendere
questo servizio, che già come principio è passato con l'articolo 99
della legge di stabilità 2024, che prevede a chi gestisce il
servizio in house di poter estendere ai comuni contigui. Quindi,
già il principio è passato per i comuni contigui.
Con questo emendamento si vuole estendere questo principio a
quelle aree che hanno delle strategie di sviluppo locale
Presidente, però così francamente è difficile già l'argomento
capisco che non è stato approfondito da tutti quelli che sono
intervenuti e sono intervenuti a prescindere, poi spiegarlo anche a
chi non ha approfondito l'argomento diventa ancora più difficile.
Quindi, stavo dicendo, e l'ho spiegato anche in Commissione, e in
Commissione abbiamo anche detto di aggiungere quelle che potevano
essere altre aree, altre strategie di sviluppo locale che fossero
oltre i GAL, i FUA e SIRU, per quale motivo? Perché alla fine
abbiamo scelto delle aggregazioni, ma potevano essere anche altre
tipologie di aggregazione, che hanno un'idea di sviluppo locale,
perché l'esempio e la finalità di questo emendamento è quello di
dare la possibilità a chi gestisce, ed è comune turistico, un
servizio in house di poter fare delle corse aggiuntive rispetto a
quelle che già sono state affidate con l'appalto che ha visto
protagonista la Regione siciliana, dividendo la Sicilia in quattro
lotti, e ieri è stato presentato anche dall'assessore Aricò. Questo
è in aggiunta, non è in competizione. Chi ha partecipato a quella
gara e ha fatto dei piani economici finanziari a sostegno
dell'offerta di quella gara, non ha fatto l'offerta sulla singola
tratta, ma l'ha fatta per il lotto, complessivamente, quindi,
questa è una scusa banale di chi sostiene che chi ha partecipato ha
fatto un PEF e potrebbe essere pregiudicato dalle corse aggiuntive,
altrimenti lo stesso principio dovrebbe valere anche per aggiungere
nuove concessioni, nuove autorizzazioni per noleggio di conducenti,
che si va a compromettere con nuove autorizzazioni chi già ha una
licenza di noleggio con conducente. Qui ci preoccupiamo tutti come
offrire maggiori servizi al maggiore afflusso di turisti che si
aspetta in Sicilia e, poi, quando c'è la possibilità di aggiungere
i servizi, ci trinceriamo dietro a che cosa? Dietro a che cosa ci
stiamo trincerando? Questo è il motivo che non capisco. Quindi la
finalità e la bontà, e apprezzo anche il Governo che ha voluto
aggiungere questo passaggio previa autorizzazione, vuol dire che il
Governo vuole mantenersi la governance del trasporto pubblico
locale.
Ci mancherebbe, gli compete per Statuto.
E, quindi, noi difendiamo la bontà di questo emendamento per
aggiungere servizi e non per fare concorrenza sleale a chi già si è
aggiudicato un servizio. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, in sintesi, però, così concludo.
Onorevole Cracolici
C'è un invito al ritiro. Lei lo mantiene? Perché il Movimento 5
Stelle, con il collega Di Paola, ha dichiarato che, nel caso in cui
non lo ritirasse, farà richiesta di voto segreto.
Lei lo mantiene.
Onorevole Cracolici, l'ultimo intervento e poi andiamo a votare.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, una
precisazione. Vorrei che il collega Lombardo valutasse quello che
ha detto. Cioè, i comuni che gestiscono in house il servizio,
quindi, che hanno le aziende municipalizzate, praticamente, faccio
l'esempio di Palermo, cioè il comune di Palermo con la sua azienda
AMAT potrebbe istituire una corsa per andare a Cefalù perché comune
turistico, perché rientrante nel GAL del territorio, credo, delle
Madonie... voi capite l'assurdità del provvedimento?
Altra cosa è l'articolo 99 che citava il collega.
Il fatto che si possa estendere per i comuni limitrofi l'attività
di scarico e carico passeggeri era già una procedura, di fatto, di
prassi autorizzata.
Faccio sempre un altro esempio: Palermo aveva un servizio con il
Comune di Monreale che essendo un comune diverso, però aveva
bisogno di una convenzione tra le due parti per il carico e scarico
di passeggeri, perché tanti turisti che vanno a Palermo, vanno pure
a vedere la Cattedrale di Monreale. Ma una cosa è la contiguità
territoriale, altra cosa è l'utilizzo di un sistema di trasporto
pubblico, addirittura ho fatto l'esempio Palermo-Cefalù, parliamo
di 60-70 chilometri di distanza, in cui nessuna continuità esiste
dal punto di vista territoriale.
Quindi, questa è una norma totalmente diversa rispetto
all'articolo 99.
Ecco perché io non so perché lo voglia, io considero questa una
norma, scusate l'espressione, di incasinamento amministrativo, al
di là degli aspetti che riguardano poi la gara, dove è prevista,
dove non è prevista, immagino che siano previste in tutte quelle
tratte non gestite direttamente o dalle aziende in house o dall'AST
nel caso dell'Azienda Siciliana Trasporti.
Per cui, il collega lo vuole mantenere. Io esprimo il mio voto
contrario segreto, a sorteggio, decida lei come si vota, io voto
sempre contrario.
DI PAOLA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo fare un
ultimo appello al collega Lombardo.
Perché, Presidente? Tra l'altro l'emendamento è pure un
aggiuntivo, cioè non è un emendamento che va a modificare
l'articolo importante sul TPL, su cui tutti siamo d'accordo, ma è
un aggiuntivo. Un aggiuntivo all'articolo del TPL. Siccome la
tematica, ed è emerso pure nell'intervento dell'onorevole Lombardo,
riguarda 6 comuni, dico 6 comuni, su 391 comuni siciliani, tutti
stiamo esprimendo delle criticità riguardo ora io non vorrei che
poi dobbiamo per forza votare un emendamento aggiuntivo, perché è
un emendamento aggiuntivo, c'è pure scritto che è un emendamento
aggiuntivo e non modificativo, quando invece questa norma che, in
base a quello che ha detto l'onorevole Lombardo, può essere
esplicitata meglio, può essere nuovamente rivista in Commissione
Ambiente e magari essere inserita in un testo che va a modificare
il trasporto pubblico locale nella sua complessità.
Quindi, l'invito è sempre al ritiro, altrimenti anch'io annuncio
il voto contrario.
PRESIDENTE. Allora, chiedo per l'ultima volta e poi eventualmente
andiamo in votazione. Dinanzi a una reiterata richiesta da parte
dell'onorevole Cracolici e dell'onorevole Di Paola, chiedo
all'onorevole Lombardo, anche in funzione del fatto che immagino ci
sia richiesta di voto segreto, se intende o far sì che ci possa
essere una maggiore riflessione in Commissione sull'emendamento, al
netto del fatto che i sei comuni non sono indicati, però, così a
caso, sono comunque disciplinati all'interno dei comuni turistici;
ma al netto di questo, delle due l'una, o lo mantiene, o
diversamente lo rimandiamo in Commissione. Chiedo all'onorevole
Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe. Presidente, lo ribadisco qua dal posto: lo
mantengo e, indipendentemente dalla scelta della modalità del voto,
chiedo che venga messo in votazione. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene. Credo che ci sia richiesta di voto segreto
comunque.
Allora sul subemendamento 2.2.1 abbiamo detto che c'era il parere
favorevole di Commissione e Governo...No, no non è stato votato, è
stato bloccato dall'intervento dell'onorevole Safina prima che lo
mettessi in votazione.
Pongo, quindi, in votazione il subemendamento 2.2.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso si passa all'emendamento 2.2, così come emendato. C'è una
richiesta di voto segreto da parte dell'onorevole Di Paola.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 53
Votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 15
Contrari 26
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:
«Art. 3.
Modifica all'articolo 27 della legge regionale n. 19/2005
1. Al comma 6, dell'articolo 27, della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19, e successive modificazioni, le parole «con carattere
di stagionalità» sono sostituite dalle seguenti «per un periodo di
nove mesi all'anno.».
Non ci sono emendamenti, pertanto, pongo in votazione l'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
alla sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Dobbiamo dare il voto finale, quindi, chiedo ai colleghi più che
altro se volessero rimanere in Aula per dare il voto finale.
Per dichiarazioni di voto
PRESIDENTE. Chiede di intervenire per dichiarazioni di voto
l'onorevole Di Paola. Prima l'onorevole Lombardo Giuseppe.
Prego, onorevole Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe. Allora, Presidente... allora, onorevole
Presidente della Commissione Antimafia, mi rivolgo direttamente a
lei, se mi presta cinque minuti di attenzione.
PRESIDENTE. No, no, no, no
LOMBARDO Giuseppe. Non si può fare, chiedo scusa. E, siccome
disturbava... Mi rivolgo a lei, Presidente.
PRESIDENTE. Sempre alla Presidenza, sempre alla Presidenza
LOMBARDO Giuseppe. Allora, Presidente, visto come sono andate le
cose su questo disegno di legge, e già l'abbiamo anche capito come
sarebbero andate le cose in Commissione, con la partecipazione del
Presidente dell'ANAV, che ieri ha festeggiato insieme
all'assessore, giustamente, per un risultato storico raggiunto. Il
Presidente dell'ANAV in Commissione si era permesso, e non era mai
successo dalla mia piccola esperienza in Commissione, che un
soggetto esterno, rappresentante di una lobby di trasporto pubblico
locale, si fosse mai messo a scrivere addirittura gli emendamenti
Noi lo sapevamo che sarebbe finita così, Presidente. Sapevamo che
c'era anche una pressione trasversale su questo emendamento e i
numeri, oggi, ci danno ragione
Io chiedo a chi di competenza - e non mi rivolgo direttamente a
nessuno, Presidente, raccolgo il suo invito - che su questo, non
solo emendamento, ma su tutto quello che riguarda il trasporto
pubblico locale, per come abbiamo denunciato già in Commissione e
in quest'Aula, che gli organi competenti facciano i dovuti
controlli, perché non esiste che un'Assemblea sia sotto ricatto o
che un'Assemblea non dia spazio a quella che è la possibilità di
estendere i servizi essenziali, che riguardano non solo il
trasporto pubblico locale, ma anche il trasporto pubblico locale a
finalità turistiche.
Lo abbiamo capito qual è il messaggio e, Presidente, lo
annunciamo: noi non siamo contrari, lasciamo il voto, lasciamo
l'Aula e non votiamo su questo disegno di legge, perché non è un
disegno di legge che porta fino in fondo quelle che erano le
motivazioni che abbiamo sostenuto in Commissione. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, c'è un detto popolare che recita: "U
nivuru ru carbuni si nun tingi mascarìa". Glielo traduco: "Il nero
del carbone se non tinge, sporca ". Io non so chi sia il Presidente
o il direttore dell'ANAV, non me ne frega assolutamente nulla. Ho
ribadito un principio che ritengo sbagliato e mi assumo la
responsabilità, ANAV o non ANAV, di esercitare il mio diritto di
parlamentare di dire quello che penso rispetto alle norme proposte.
Ritengo che quella norma fosse sbagliata e non credo che questo
disegno di legge risolva i problemi che, purtroppo, abbiamo con
tanti comuni che non hanno avviato le procedure previste dalla
norma comunitaria e dalle scadenze comunitarie.
Mi auguro che questa deroga dei termini, oltre alla vicenda NCC,
possa passare, al fine di dare il tempo necessario ai comuni
siciliani per adeguarsi ai regolamenti comunitari, che fissavano
una certa data e precisa procedura.
Di fatto, con questa norma, stiamo estendendo quei termini. Mi
auguro che non ci siano incidenti di costituzionalità e, pertanto,
voto a favore della norma, perché consentirebbe anche ai comuni
ritardatari di adeguarsi alle norme per poter gestire il servizio
direttamente. Grazie.
Riprende il seguito del disegno di legge 738 Stralcio IV Comm
ter/A
PRESIDENTE. Nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari era stato annunciato un emendamento. Io, come sempre,
evito qualsiasi genere di forzatura rispetto all'emendamento
dell'onorevole, dell'assessore Amata, circa degli accorgimenti che
ha fatto il Ministero del Turismo, se non ho capito male.
Ho chiesto ai colleghi Capigruppo se potevano parlarne all'interno
del Gruppo, perché si tratterebbe di modifiche. Se, però, c'è
l'unanimità, si va avanti; diversamente, se non c'è unanimità... va
bene, allora, è inutile che intervenite.
Benissimo, se non c'è unanimità, non possiamo andare avanti.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, lei ha detto bene, proprio in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari: non era quello
il problema, il problema era potere almeno, o quantomeno, leggere
l'emendamento tecnico di correzione.
Siccome nessuno è arrivato all'interno dei Gruppi per poterne
parlare oppure prenderne visione, io ritengo che, se lei volesse,
potremmo riprendere domani, per carità.
Però, in questo preciso istante, in questo modo, l'emendamento
tecnico, anche se di correzione, non può essere inserito senza che
ci sia stata una lettura rispetto al disegno di legge approvato.
PRESIDENTE. Va bene. In tutti i casi, credo che sia corretto,
quantomeno, che l'assessore lo spieghi. Poi, ognuno si determina
come meglio ritiene.
Certamente, così come è stato in passato anche per proposte che
provenivano dai Gruppi di opposizione, quando c'è stata la
condivisione di tutta l'Aula, si è andati avanti. Se così non
fosse, questo non sarà permesso, indistintamente, sia che si tratti
di maggioranza sia di opposizione.
Chiedo all'assessore Amata, gentilmente, di intervenire e poi
interverrà lei, onorevole De Luca.
Prego, assessore.
AMATA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Grazie,
signor Presidente.
Gentili colleghi, allora, abbiamo ricevuto, l'Assessorato ha
ricevuto da parte di due Ministeri, il Ministero del Turismo ed il
Ministro Territorio e Ambiente, delle osservazioni.
Quella che riguarda il Ministero del Territorio e Ambiente,
premesso che non si ravvisano profili di incostituzionalità della
legge regionale per quanto di competenza di questa Amministrazione,
si rappresenta di partecipare alla Regione siciliana una
osservazione e l'osservazione è la seguente: "si suggerisce, a
titolo collaborativo, di valutare e di prevedere anche per le
imbarcazioni da pesca professionale nei quali è dato alloggio ai
turisti, che queste siano dotate di contenitori di raccolta delle
acque reflue con adeguate strutture di collegamento atte a
permettere lo scarico nei serbatoi del porto".
Noi questa previsione l'abbiamo fatta parlando di Marina Resort,
di Boat and breakfast e degli alloggi nautici diffusi, non
l'abbiamo prevista quando abbiamo parlato delle imbarcazioni da
pesca professionista, cioè dell'ittiturismo per intenderci, quindi
vorrebbero che aggiungessimo questa parte. Pertanto, è prettamente
tecnico.
Per quanto riguarda il Ministero del Turismo, ci chiede di fare il
distinguo tra locazioni turistiche, che se ricordate è l'articolo
35, l'ultimo articolo che abbiamo approvato, rispetto alle
locazioni turistiche brevi, sarebbero gli affitti brevi. Per
entrambi abbiamo previsto un massimo di 30 giorni allo stesso
ospite, che loro possono ospitare la stessa persona per un massimo
di 30 giorni. Ma questo vale per gli affitti brevi, cioè per le
locazioni brevi, non può valere per le locazioni turistiche, perché
la differenza tra i due è proprio sulla variabilità del soggiorno
di un ospite e dovremmo rettificare anche questo.
L'ultimo comma di questo emendamento, invece, lascia in capo alle
province, ai liberi Consorzi, le richieste di classificazione o
riclassificazione che sono arrivate prima dell'approvazione della
legge, tutto il resto, invece, che è arrivato dal 15 marzo in
avanti, sarà in capo, come previsto da questa norma, al
Dipartimento del Turismo.
No, questo, ad onor del vero, lo abbiamo aggiunto per evitare che
ci sia confusione perché, obiettivamente, riportare tutto quello
che è arrivato, portarlo in Dipartimento creerebbe un caos, quindi,
bene che le domande che ormai hanno avviato loro, concludano l'iter
amministrativo, quindi, in capo alle province, liberi Consorzi e,
poi, dal 15 marzo, invece, tutto quello che arriva sarà valutato
dal Dipartimento.
Quindi, era semplicemente un emendamento, veramente prettamente
tecnico, quindi, chiederei all'Aula se si potesse approvare,
altrimenti lo rimandiamo ad altra seduta.
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi dell'opposizione.
Prego, onorevole.
CATANZARO. Signor Presidente, io ringrazio l'assessore per
l'esposizione dell'emendamento e reitero quello che ho detto.
Ovviamente, noi abbiamo l'esigenza di poter leggere l'emendamento
tecnico, come già ho preannunciato in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, perché quando ci sono delle correzioni
tecniche, comunque, è corretto che i colleghi abbiano la
possibilità di poter visualizzare.
Sta a lei decidere se vuole prendere l'emendamento, riprendere
l'Aula domani, questo sta a lei.
Noi stiamo dicendo, e pongo un tema sull'emendamento tecnico...
PRESIDENTE. Al netto del fatto che nessuno voglia fare votare
qualcosa che non si legga, questo per essere abbastanza chiari
CATANZARO. Okay, e io sto ponendo questo tema.
PRESIDENTE. Il tema è: per leggere un emendamento se ha bisogno di
un minuto, di un'ora o di un giorno?
CATANZARO. Presidente, abbiamo bisogno di leggere l'emendamento e
comprendere...
PRESIDENTE. Quanto tempo ha bisogno per poterlo leggere?
CATANZARO. Noi possiamo anche sospendere l'Aula, però è chiaro che
nella sospensione dell'Aula dobbiamo avere la possibilità oppure,
se lei vuole, possiamo anche diciamo riprendere l'Aula.
PRESIDENTE. Io credo che il tema legato al trasporto pubblico
locale, che non interessa tanto a me ma interessa tutti i
siciliani, abbia un carattere di urgenza...
CATANZARO. E l'ho capito, ma infatti l'emendamento non c'entra
niente con il trasporto pubblico locale.
PRESIDENTE. Ma infatti il tema è: se lei ha bisogno di mezz'ora
per poterlo leggere si sospende l'Aula per mezz'ora e si legge,
diversamente se lei già dice che la posizione è ferma perché ha
bisogno di un giorno di tempo, noi immagino, anche l'Assessore
stessa ha detto che lo presenterebbe
CATANZARO. Votare adesso il trasporto pubblico locale che è
interesse dei siciliani e che tutti i comuni da tre settimane
attendono, nulla toglie all'aspetto tecnico dell'emendamento...
PRESIDENTE. Siete per la prima volta d'accordo anche con le forze
di maggioranza che chiedono di votarlo oggi. Assessore Amata, le
chiedo: visto e considerando che il trasporto pubblico locale ha
una certa emergenza, andiamo avanti e questi emendamenti si
presenteranno successivamente? Bene.
Votazione finale del disegno di legge n. 738 Stralcio IV Comm
ter/A
Disposizioni in materia di noleggio con conducente e trasporto
pubblico locale
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
738 Stralcio IV Comm ter/A Disposizioni in materia di noleggio con
conducente e trasporto pubblico locale .
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 52
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 46
Contrari 00
Astenuti 00
(L'Assemblea approva)
L'Aula sarà rinviata a domani, 26 marzo 2025, alle ore 15.00 per
la discussione generale dei disegni di legge che abbiamo indicato
prima.
C'è una dichiarazione di voto da parte dell'onorevole Grasso,
favorevole.
Presidenza della Vicepresidente LANTIERI
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LA VARDERA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
intervento volevo semplicemente esprimere solidarietà alle
lavoratrici, ex collaboratrici parlamentari dell'onorevole Pisano,
che hanno raccontato una storia assolutamente drammatica che
coinvolgerebbe un deputato della Camera dei deputati, appunto.
Anche se non è proprio di questo Parlamento, non ho potuto non
raccogliere le dichiarazioni di queste donne e ovviamente ho
chiesto, compatibilmente al ruolo che rappresento in quanto non
abbiamo competenze, non possiamo interrogare i Ministri non è nelle
nostre competenze, un incontro formale col Presidente della Camera,
Fontana, che ribadisco in quest'Aula perché ritengo che i fatti
raccontati da queste donne, acclarati già sulla parte economica
attenzione, perché la storia raccontatami da queste due donne
sicuramente ha una verità granitica, cioè queste collaboratrici
parlamentari non sono state pagate dall'onorevole Pisano e solo
dopo l'aspetto della denuncia e, quindi, solo dopo avere presentato
un decreto ingiuntivo hanno ricevuto parte del pagamento dello
stipendio.
Quindi, per la parte afferente all'aspetto economico, intanto
spero che il Presidente della Camera voglia incontrarmi anche per
mettere a disposizione la documentazione che queste donne mi hanno
consegnato e ritengo grave che il partito di riferimento di cui fa
parte l'onorevole Pisano che non si capisce bene se sia Fratelli
d'Italia, o Noi moderati, se stia rientrando o meno, stia in
silenzio davanti una denuncia circoscritta, puntuale, di due
persone che raccontano un fatto, ripeto, grave e che io mi sono
limitato a raccontare e a diffondere perché è giusto che episodi di
questo tipo non possano rimanere impuniti.
L'onorevole Pisano in queste ore, sulla sua pagina Facebook
minaccia di portarmi in tribunale. Bene, onorevole Pisano, non
vedevo l'ora Mi auguro che lei lo faccia perché in quella sede
potremmo anche raccontare le altre ragazze che non hanno avuto il
coraggio di metterci la faccia e che, certamente, mi hanno
raccontato le colleghe, le assistenti parlamentari, ci sono altri
casi di questo tipo e quindi anche ora ho letto un comunicato
stampa delle associazioni femministe, nella fattispecie alcune
associazioni a tutela delle lavoratrici, che hanno fatto un
comunicato per rivendicare la vicinanza a queste due assistenti
parlamentari.
Mi auguro che la politica davanti a questo fatto non rimanga a
guardare, perché al di là degli accertamenti giudiziari che poi ci
saranno, e me lo auguro, c'è un fatto morale che chi rappresenta il
titolo di onorevole deve essere, come dire, degno di potersi
chiamare con questo appellativo: onorevole Allora, l'atteggiamento
dell'onorevole Pisano per quanto mi riguarda non ha nulla di
onorevole, semmai dovremmo riappellarlo disonorevole
Allora, non mi fermo, non mi lascerò intimidire, andrò fino in
fondo in questa faccenda perché se l'onorevole Pisano pensa che
portandomi in tribunale, evidentemente in qualche modo pensa io
possa essere preoccupato si sbaglia di grosso, anzi quasi lo
auspico anche da questo pulpito dal quale rappresento i siciliani,
fieramente sono contento di svolgere ovviamente la mia attività
parlamentare nelle interrogazioni, nella presenza costante in Aula,
e anche - se il caso - di denunciare i fatti. Qual è il problema?
Qualcuno dice ma La Vardera cos'è giornalista, deputato? Ma qual è
il problema se La Vardera continua anche nella sua attività di
denuncia e quindi ovviamente non si ha nulla da nascondere, qual è
il problema di chi si lamenta di questa doppia veste? L'importante
è che svolgo il mio ruolo di deputato e lo faccio con costanza e
come si può evincere anche dal sito del Parlamento con numeri
ragguardevoli che riguardano la mia attività parlamentare.
Da questa seduta voglio rivolgere un pensiero alle lavoratrici che
in queste ore ovviamente stanno al centro di questa polemica e che
certamente se lo sarebbero pure risparmiate solo se un onorevole
che si chiama onorevole non si fosse comportato da disonorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Presidente, sabato scorso 15 marzo ad Acireale si è
tenuto un interessante incontro, era presente il cardinale Zuppi,
il Presidente della Regione onorevole Schifani, il sindaco di
Acireale, un rappresentante della comunità di Sant'Egidio, il
professore Emiliano, l'onorevole D'Agostino, il sindaco Roberto
Barbagallo e anche il vescovo di Acireale, Monsignor Raspanti. In
quella riunione che si è svolta in Cattedrale si è discusso dello
ius scholae, è stato veramente un momento di approfondimento
notevole, il Cardinale Zuppi da tempo insiste su questi temi della
cittadinanza.
Noi abbiamo presentato anche una richiesta di referendum e si
voterà a giugno su questo tema per ridurre i tempi per dare la
cittadinanza agli stranieri che arrivano nel nostro Paese, ma lo
ius scholae per noi ha un grande significato perché riteniamo che i
bambini che vivono nelle nostre scuole, gli studenti che studiano
nelle nostre sedi scolastiche abbiano il titolo, dopo cinque anni,
per diventare cittadini italiani
Debbo dire che noi siamo per ius soli, vorremmo che chi nasce in
Italia diventasse subito cittadino, questo non c'è, diciamo
evidentemente manca la disponibilità da parte dell'attuale Governo,
dell'attuale maggioranza nel Parlamento nazionale però, ecco, sullo
ius scholae noi abbiamo avvertito prima, Presidente, una posizione
chiara, netta dell'onorevole Tajani e poi questo, ripeto,
appuntamento acese che, di fatto, ha posto all'attenzione l'impegno
della Regione, la disponibilità a dar vita ad una legge voto, così
come abbiamo richiesto a settembre, per agevolare questo percorso
che pare possa vedere l'onorevole Tajani e quindi Forza Italia,
impegnata sul fronte nazionale ad associarsi a quelli che hanno
sempre creduto nella realizzazione di questa norma, una norma che
dovrebbe essere scontata.
Presidente, io sono sindaco, lei lo sa, di Militello in Val di
Catania, vado spesso a trovare i bambini, c'è qualche ragazzo anche
straniero, vado a scuola dalle mie nipotine a Catania e vedo come
giocano i bambini tutti insieme, il legame che c'è tra bambini, e
trovo assurdo che non si vada avanti su una norma che, di fatto,
darebbe un minimo di diritto a dei bambini che già sono italiani,
alcuni conoscono il dialetto meglio dei bambini che sono nati in
Italia e che hanno la cittadinanza italiana, basta girare nelle
piazze per vedere questi ragazzi che poi vanno a scuola, nelle
nostre scuole, a giocare a calcio, a giocare con gli altri.
Allora credo, Presidente, che la disponibilità data in maniera
netta, ho ascoltato attentamente, ho ascoltato il Cardinale, ho
ascoltato il Vescovo, il Parlamento, ho ascoltato, soprattutto, il
Presidente della Regione che ha fatto alcuni passaggi molto
significativi, molto significativi, allora questa disponibilità va
da noi raccolta, noi abbiamo presentato il disegno di legge a
settembre, io sono il primo firmatario, come Partito Democratico,
chiediamo che venga calendarizzato, le chiedo, Presidente, di
esporre ai Presidenti dei Gruppi parlamentari questa richiesta da
me fatta perché le cose sono sembrate molto chiare, non è stato un
esponente qualsiasi di Forza Italia a dire che sono pronti a dar
vita a questa legge voto per appoggiare il progetto di Tajani a
livello nazionale.
Noi non vogliamo fare strumentalizzazione, è stato il Presidente
della Regione, noi ne prendiamo atto con consapevolezza che è un
percorso anche complesso, però si sono dette parole chiare e queste
parole chiare debbono avere una conseguenzialità perché c'è la
credibilità delle Istituzioni, a parlare è stato il Presidente
della Regione, noi abbiamo raccolto questo messaggio, il nostro
disegno di legge è a disposizione, però siamo disponibili a
discutere con tutti affinché si possa dar vita ad una norma che
possa sollecitare finalmente il Parlamento nazionale a fare una
norma di civiltà.
Ecco perché, Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola e
la sollecito a portare nella riunione dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari anche questa richiesta del Partito Democratico di
calendarizzare la legge voto per la definizione dello ius scholae
in modo da incidere anche nelle dinamiche nazionali. La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Lei sa benissimo che questo
è un argomento di cui in prima persona si è occupato il Presidente
Tajani, tutta Forza Italia siciliana è d'accordo su questo fenomeno
perché è un atto di diritto e di civiltà, perciò avrà la nostra
solidarietà, il nostro impegno per portarlo in Aula, il prima
possibile.
Non avendo altri deputati chiesto di parlare, rinvio la seduta a
domani, mercoledì 26 marzo 2025, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 18.13 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato
sul sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è
il seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XV SESSIONE ORDINARIA
166a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 26 marzo 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni varie in materia di politiche abitative (n. 738
Stralcio IV Comm quater/A)
Relatore: on. Carta
2) Norme in materia di sanità (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
Relatore: on. Laccoto
3) Disposizioni varie in materia di edilizia (n. 738 Stralcio IV
Comm quinquies/A)
Relatore: on. Carta
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella