Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.12
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni in
contrario, nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Sull'ordine di lavori
VENEZIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Nel frattempo, chiedo alla Commissione
VI di prendere posto e, dopo l'intervento dell'onorevole Venezia,
chiedo al Presidente Laccoto di svolgere la relazione.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire
rappresentanti della Giunta ma non vedo nessuno del Governo. Quello
che sta accadendo in queste ore davanti Palazzo d'Orleans è
alquanto scandaloso.
Da mesi il comparto forestale siciliano guidato dai sindacati
chiede maggiori attenzioni e maggiori tutele per i lavoratori che
non sono solo dei lavoratori che hanno bisogno di avere,
ovviamente, dignità ma svolgono un lavoro prezioso e importante
rispetto a ciò che sta accadendo in Sicilia in questi ultimi anni,
mi riferisco ai cambiamenti climatici, mi riferisco all'aumento
degli eventi estremi che colpiscono i territori, le aree rurali e
che creano devastazioni.
E dunque la manutenzione del territorio, attraverso il prezioso
lavoro che svolgono questi lavoratori, diventa sempre più preziosa
e anziché aiutarli, sostenerli, dare dignità, il Governo ormai da
mesi prende in giro questa categoria. Prima l'accordo sindacale
sottoscritto da tutte le parti che prevedeva lo stanziamento di 14
milioni di euro per avviare la prima fase della riforma forestale,
ormai attesa da molti anni.
Poi l'emendamento fantasma proposto dalla Lega in sede di legge di
stabilità nazionale che con annunci vari prevedeva lo stanziamento
di 50 milioni di euro per dare supporto a questa categoria
attraverso l'aumento delle giornate lavorative, attraverso la
stabilizzazione, e poi l'impegno del Governo in sede di legge di
stabilità per approvare un'apposita norma per consentire appunto di
dare dignità a questi lavoratori.
Rispetto agli annunci, rispetto alle promesse, rispetto ai tavoli
tecnici ricchi di parole ma vuoti di fatti non è seguito niente ad
oggi. E anziché avviare un'interlocuzione seria e concreta del
Governo e del Presidente Schifani con i lavoratori e con i loro
rappresentanti sindacali, oggi il Presidente Schifani ha deciso di
non incontrarli, questo è veramente scandaloso e noi condanniamo
questa scarsa sensibilità istituzionale da parte del Presidente
Schifani nei confronti di questi lavoratori. Loro stanno
continuando la loro protesta nella piazza e il Gruppo parlamentare
del Partito Democratico esprime solidarietà e vicinanza ed è al
loro fianco e sarà al loro fianco fino a quando il Presidente
Schifani si libererà dagli impegni presi, e sapeva lui di questa
manifestazione ormai da giorni, e incontrerà i rappresentanti
sindacali per prendere impegni seri e concreti.
Continueremo a vigilare, continueremo a fare sentire la protesta
di questi lavoratori in quest'Aula e continueremo a sostenere la
dignità di questi lavoratori che il Governo non si deve permettere
di calpestare.
Discussione del disegno di legge Norme in materia di sanità
(n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge Norme
in materia di sanità (n. 738 stralcio VI Comm bis/A).
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione, onorevole
Laccoto.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il presente disegno di legge nasce
dalla deliberazione della Sesta Commissione salute, servizi sociali
e sanitari, di formulare un testo proprio ai sensi dell'articolo
64, comma 1, del Regolamento interno, ciò sulla base degli
emendamenti presentati al disegno di legge 738 trasmessi dalla
Presidenza dell'Assemblea su indicazione della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Tra i detti emendamenti, la Commissione ha prelevato quelli che a
seguito di approfondita istruttoria sono esitati nel testo che si
illustra. L'articolo 1 adotta prescrizioni per garantire
l'erogazione di cure palliative domiciliari e assistenziali, in
particolare stabilisce che nelle more della disponibilità di
personale dotato di titoli previsti dai decreti interministeriali
di cui all'articolo 8, della legge 15 marzo 2010, n. 38, le cure
possano essere presentate da altro personale medico adeguatamente
formato fino ad un massimo del 40% di quello presente in organico.
Questo naturalmente per dare la possibilità di erogare queste cure
palliative che molte volte sono carenti sui territori.
L'articolo 3 istituisce, ove non già previste, le aree funzionali
dedicate all'interruzione volontaria di gravidanza presso le unità
operative complesse di ostetricia e ginecologia delle aziende del
servizio sanitario. Prevede inoltre il reclutamento di personale
non obiettore di coscienza. L'articolo 4 integra la disposizione di
cui all'articolo 1, comma 5, della legge regionale 20 ottobre 2023,
numero 18, relativo alle competenze dello psicologo delle cure
primarie, aggiungendovi anche quelle specifiche di elaborazione del
lutto di un familiare.
L'articolo 5 aumenta il cosiddetto "budget di salute" delle
aziende del Servizio sanitario regionale, portandolo dallo 0,2 allo
0,22 della riserva prevista dall'articolo 24 della legge regionale
16 ottobre 2019, numero 17.
L'articolo 6 prevede che il Governo regionale trasmetta alla
competente Commissione legislativa permanente dell'Assemblea
regionale siciliana una relazione annuale sullo stato di
applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 16 ottobre
2019, numero 17, relativo al cosiddetto "budget di salute" delle
aziende di Servizio sanitario regionale.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Sull'ordine dei lavori
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, io sul disegno di legge non ho
nulla da dire, poi lo farò in base all'articolato. Del resto, do
atto al Presidente e alla Commissione che durante i lavori alcune
cose le abbiamo condivise, e lui ha rappresentato anche un momento
di sintesi sull'articolo 2 insieme ai colleghi Burtone e Leanza, ma
tutta la Commissione, devo dire, con una riscrittura positiva.
Penso che vada attenzionato un ragionamento, che poi lo faremo nel
corso della discussione dell'articolo 2, che se dovesse vederci
concordi, lo potremmo calare.
Detto questo, Presidente, io volevo intervenire perché il mio
collega Fabio Venezia ha detto una cosa molto importante che,
capisco, tocca tutti.
Là fuori ci sono i lavoratori forestali: tutte le proteste sono
complicate e sono importanti, questa è diventata particolarmente
appesantita perché essi non hanno avuto interlocuzioni da tempo,
fino al punto che siamo arrivati all'occupazione della piazza,
queste sono cose che non vedevamo ormai da tempo qui da noi
Quindi la ringrazio che lei mi sta facendo intervenire su questo,
ma poi considerata la delicatezza del momento, perché vedete io -
gradisco un attimo l'attenzione, lei è sempre sfortunato, che ha
questo brutto vizio di essere presente in Aula, assessore Aricò -
l'apprezzo, le riconosco serietà istituzionale, e quindi ci può
aiutare.
I lavoratori della forestale, di tutte le tre categorie, sono
fuori e hanno occupato la piazza. Non solo, noi finiamo - almeno io
i miei colleghi, non so chi - e ci trasferiamo là insieme a loro, e
non ce ne andiamo dalla piazza Ma non perché si pretende che si
debba risolvere subito la questione, ma almeno un'interlocuzione
Non può essere che il Presidente della Regione non li ascolti, e
non sempre è possibile delegare un assessore.
Lei lo capisce bene che su una problematica come questa loro
chiedono solo una cosa, che ci sia un incontro - siccome le non
risposte derivano da molto tempo - con il Presidente della Regione,
in modo che egli possa dire loro quello che è possibile fare e
quello che non è possibile fare
Siccome ad oggi tutto questo non è accaduto, loro si sono
incatenati e hanno occupato la piazza, la stessa cosa faremo noi
come parlamentari, ci accompagneremo a loro e non ce ne andremo né
stasera né domani, quindi rischiamo, i lavoratori in primis insieme
ai parlamentari, di occupare la piazza per avere un diritto che è
quello dell'interlocuzione con il Presidente della Regione
Quindi, io mi affido al Presidente dell'Assemblea perché
rappresenta tutti noi in questo momento, all'onorevole Di Paola,
affinché possa mandare anche lei un messaggio al Presidente della
Regione per sollecitare questo incontro, per sollecitare questo
incontro anche fra un'ora, fra due ore, stanotte; siamo là che lo
aspettiamo per avere questo incontro Così come lo chiedo anche
all'assessore Aricò - e già lo vedo lavorare al cellulare e sono
sicuro che lo sta facendo - in modo di fargli capire che non si
aspettano miracoli, ma l'interlocuzione e il rispetto di quelle che
sono problematiche serie dei lavoratori.
bis/A
Riprende la discussione del disegno di legge Norme in materia di
sanità
(n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Safina, siamo in discussione generale del
disegno di legge. Poi c'è l'onorevole Chinnici e se non ci sono
altri iscritti a parlare, chiudo la discussione generale.
Prego, onorevole Safina.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo
- anzi assessore Aricò, va dato atto che lei è sempre presente,
quindi piuttosto che membri del Governo la chiamo utilizzando il
suo prenome - veda Presidente, io innanzitutto voglio ringraziare -
e non lo faccio per piaggeria, ma lo faccio perché ha condotto i
lavori con uno spirito laico in Commissione - il Presidente
Laccoto.
Ha consentito a tutti di esprimere la propria posizione, ha
cercato di mediare anche su posizioni diverse ed è venuto fuori un
disegno di legge che sicuramente non è, ovviamente, un disegno di
legge che può cambiare le sorti della sanità siciliana, ma ci sono
alcune norme che in materia di salute mentale, in materia di
rispetto dei diritti della donna possono comunque rappresentare, in
un momento che per la sanità siciliana tocca il punto più basso
della sua storia - al di là e al netto della vicenda che ha
coinvolto la mia provincia, i tremila esami istologici - che ha
espresso un modello di governo o anzi - mi permetto di dire, perché
Governo è parola troppo nobile - di esercizio del potere che nulla
ha a che vedere con quello che dovrebbe rappresentare il nostro
modo di approcciarci al rapporto con i cittadini.
Un modello che fa perdere sempre più fiducia nella sanità pubblica
e che sempre più mette in evidenza una scelta non espressa - perché
il coraggio di esprimerla compiutamente non c'è - ma la volontà è
quella di mettere in crisi il sistema di sanità pubblica, per dire
che l'unica alternativa possibile è quella privata. Ma noi questo
non possiamo consentirlo e non lo consentiremo.
Dinanzi a tutto questo oggi e nei prossimi giorni il Parlamento,
questo Parlamento, avrà un'occasione: quella di approcciarsi al
tema dell'interruzione volontaria della gravidanza, norma che io ho
fatto inserire grazie a quanto testé ricordavo, ossia intanto al
voto trasversale di quella Commissione - ringrazio i colleghi dei
Cinque Stelle, di Forza Italia, il presidente Laccoto, che l'hanno
sostenuta, i miei colleghi di gruppo Burtone e Leanza che l'hanno
votata in Commissione - una norma che, in questo mare oscuro che
sta avvolgendo la sanità siciliana, può rappresentare un punto di
eccellenza rispetto al resto del Paese.
E, vedete, mi richiamo allo spirito laico perché nella discussione
che abbiamo affrontato - e ringrazio vivamente il collega Burtone,
perché da cattolico democratico qual è, ha saputo dare il taglio
corretto a quella norma - noi non abbiamo avuto un approccio
ideologico, ma ci siamo posti un tema: noi dobbiamo tutelare la
libertà di scelta e dobbiamo tutelare la salute delle donne. E in
Italia, nel nostro Paese, una legge che tutela la libertà di scelta
e il diritto alla salute della donna c'è: è la 194 del 1978, ma in
Sicilia questo diritto, questi diritti sono negati, perché i medici
obiettori e il personale sanitario obiettore supera l'ottanta per
cento: in provincia di Messina non c'è più un medico che è in grado
di praticare l'interruzione volontaria della gravidanza, in
provincia di Trapani uno, in altre province uno o due al massimo
Ebbene, non si tratta di esprimere un giudizio morale su una donna
che, in un momento complicatissimo della propria vita, decide di
praticare l'interruzione volontaria di gravidanza, ma si tratta del
diritto, anzi del dovere di uno Stato moderno di essere al fianco
di quella donna nel momento più difficile, probabilmente, della sua
vita: scegliere se continuare una gravidanza oppure se
interromperla.
Qui non si è pro o contro, io non saprei cosa dire a mia moglie se
mi dicesse voglio abortire , perché non mi ci sono mai trovato in
questa situazione, bisognerebbe viverla per poter dire cosa le
direi; o cosa direi a mia figlia che ha 16 anni e potrebbe trovarsi
in quella condizione. Non lo so perché quelle situazioni si vivono
in quel momento, in quelle circostanze, non le puoi
decontestualizzare.
Allora, un Parlamento maturo, il Parlamento più antico d'Europa se
vuole essere maturo deve approcciarsi con questo spirito all'esame
di questa norma e deve farlo sapendo che non stiamo giudicando
nessuno, ma che stiamo rendendo effettivo qualcosa che in Italia
già c'è e che è giusto che operi anche in Sicilia.
Io, per questo, veramente, in sede di discussione generale, mi
appello a ciascuno di voi, alle vostre coscienze, al vostro essere
uomini e donne che mettono di lato le loro convinzioni personali e
che, invece, sanno che il nostro dovere è fare rispettare le norme
e mettere tutti in condizione di godere dei diritti che quelle
norme ci hanno concesso.
Per il resto, una chiosa, signor Presidente, sulla vicenda dei
forestali. La cosa che più irrita in questo dibattito è che si vuol
far passare l'idea che quella riforma non la si deve fare perché,
alla fine, riguarda un numero di persone che non ha reso un
servizio ai cittadini, un numero di persone che ha goduto, negli
anni, di alcuni privilegi.
Io ritengo, invece, che le parole giuste le hanno usate coloro i
quali hanno messo in evidenza come la riforma della forestale serva
a tutelare il territorio siciliano, serva a tutelare il territorio
maggiormente percorso da incendi rispetto a tutto il Paese e che ha
il più alto rischio idrogeologico del Paese: allora, si possono, in
una riforma, affrontare questi temi? E può questa riforma
affrontarla tenendo conto di quelle che sono le legittime
aspettative del personale che, in questi anni, ha pure perso la
vita per tutelare il nostro territorio e i nostri concittadini?
E non ricevere le organizzazioni sindacali - e concludo, signor
Presidente -, la CGIL, la CISL e la UIL non sono organizzazioni
eversive che non vanno ricevute, sono organizzazioni che hanno
rappresentato in qualità di corpi intermedi, presidio di democrazia
nel nostro Paese. E, quando un Presidente della Regione non riceve
le forze sindacali che stanno manifestando, legittimamente e
pacificamente, fa un torto alla nostra democrazia
Ed è per questo che hanno ragione i colleghi che mi hanno
preceduto: chi ha a cuore la democrazia di questo Paese deve stare
al fianco di quelle organizzazioni sindacali e di quei lavoratori
che non stanno chiedendo prebende, ma stanno rivendicando un
diritto. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Sì, grazie, signor Presidente, mi scuso per la voce.
A proposito dell'articolo 5 del disegno di legge, quello che
riguarda, appunto, l'incremento della riserva dallo 0,2 per cento
allo 0,22 per cento per i budget di salute, questo è sicuramente un
articolo molto importante, però noi dobbiamo fare in modo che
all'aumento delle risorse corrisponda anche l'utilizzo effettivo
delle risorse, perché, al momento, neanche lo 0,2 % viene
utilizzato per i famosi progetti che vengono realizzati, che
dovrebbero essere realizzati, i progetti terapeutici
individualizzati per le persone con disabilità psichica.
Quindi, oggi, abbiamo avuto un'importante riunione
dell'Intergruppo sulla salute mentale, coordinata dalla collega
Saverino con tutta la rete delle famiglie, delle associazioni che
si occupano di salute mentale in Sicilia. Quello che lamentano è
sempre questo: ormai, da tanti anni, la norma c'è, ma viene
disattesa, non viene applicata per vari motivi, primo fra tutti
sicuramente manca un controllo da parte dell'Assessorato.
Già all'assessore Volo, adesso all'assessore Faraoni sono state
reiterate delle richieste più volte perché la Regione controlli che
le ASP utilizzino e spendano questi soldi, questa percentuale che
viene assolutamente, purtroppo, disattesa.
E, ancora, che quello che manca, ovviamente lo sappiamo, è sempre
una carenza relativa alla pianta organica dei dipartimenti di
salute mentale. Ormai, diciamo, la mancanza di personale è
diventata veramente al limite, gli operatori sono allo stremo e
fronteggiare il disturbo mentale quando a questo si aggiunge anche
il problema della doppia diagnosi legata alle dipendenze da
sostanze, che è la vera emergenza che, oggi, attraversa l'Italia e
la Sicilia in particolare, noi non possiamo essere impreparati e
neanche gloriarci di avere approvato il disegno di legge contro le
dipendenze di cui aspettiamo ancora i famosi decreti attuativi,
però, come Gruppo del Partito Democratico, ribadiamo una cosa:
nessuna legge potrà mai servire se non si mette mano alla pianta
organica e alle figure, che non sono soltanto gli psichiatri, non
sono soltanto gli infermieri, ma ci sono tante figure anche
intermedie che permettono la gestione a casa, a casa delle persone
con disagio mentale. Ci sono i terapisti della riabilitazione
psichiatrica che, in questo momento, sono pagati, per chi se lo può
permettere, dalle famiglie che possono mettere mano al portafoglio
e sostenere il pagamento di queste figure che sono essenziali.
Ricordiamoci che la Legge Basaglia ha mirato a
deistituzionalizzare la malattia mentale, a potere rendere
l'inserimento nella società dei disabili mentali e a non gravare
tutto sulle famiglie, ma se noi non azioniamo tutte queste misure e
non incrementiamo la pianta organica avremo fatto un buco
nell'acqua, per cui ottimo l'aumento, ma insieme ci vuole la
vigilanza e ci vuole l'incremento dei piani personalizzati.
Io preannuncio che, come Intergruppo sulla salute mentale,
presenteremo degli emendamenti al testo in Aula, appena sarà data
la scadenza, che andranno sempre in quest'ottica, perché quello che
ci preme realmente è il fatto che queste persone non devono subire
un doppio stigma, una doppia emarginazione, quindi, punteremo
ancora sull'inserimento lavorativo delle persone con disabilità
mentale e sulla realizzazione dei piani terapeutici
individualizzati e sull'utilizzo serio e soprattutto omogeneo in
tutta la Sicilia. Le ASP, infatti, vanno ognuna un po' per i fatti
suoi: ce ne sono alcune molto virtuose e ce ne sono alcune molto
indietro. E, quindi, ringrazio chi ha pensato questa norma e
preannuncio che l'Intergruppo, che è trasversale e transpartitico,
si impegnerà per questo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
Prima dell'onorevole Saverino, Presidente Laccoto, lei vuole fare
un ulteriore appunto?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Solo per dire
alla collega che, intanto, l'articolo 6 prevede che vi sia una
relazione annuale da parte dell'Assessorato sul budget salute delle
diverse aziende che deve essere trasmesso in Commissione. Questo è
per venire incontro proprio a quello che chiedeva, che tutti devono
ottemperare alla riserva del 2,22 % che stiamo mettendo.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà. E, poi, ho chiuso gli interventi per la discussione
generale con l'intervento dell'onorevole De Luca e dell'onorevole
Schillaci.
SAVERINO. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
innanzitutto, vorrei ringraziare il Presidente Laccoto, partendo
proprio dalla discussione su questo disegno di legge.
All'articolo 4 è stato accettato, e ringrazio così anche tutta la
Commissione, un mio emendamento che riconosce la necessità di
realizzare percorsi di assistenza psicoterapeutica volti a favorire
l'elaborazione del lutto da parte dei genitori e degli altri
familiari del defunto, con particolare riguardo ai fratelli e alle
sorelle. Questo per dare anche lì un sostegno a chi purtroppo,
ultimamente, ne stiamo leggendo anche troppi, sia di giovani che
perdono la vita e, quindi, cercare di essere vicini alle famiglie
e ai genitori e dare loro la possibilità di avere, quindi, questo
aiuto anche psicologico.
Ringrazio, quindi, per questo la Commissione, perché ha
riconosciuto e spero che possa passare nel disegno di legge
all'unanimità.
Per quanto riguarda, naturalmente sulla salute mentale ha già
detto tutto la collega Chinnici e, oggi, ascoltando queste
associazioni, non solo le associazioni ma anche le famiglie, la
cosa che più chiedono è questa multifunzionalità, che è prevista
per legge ma, purtroppo, soprattutto in alcune ASP - io parlo per
quella, ad esempio, di Catania - non è sempre presente questo tipo
di specializzazioni, che dovrebbero essere, invece, d'aiuto e
sostegno proprio ai disabili psichici.
E, poi, giusto per concludere, non voglio anche io... siamo stati
in piazza col partito, siamo stati in piazza, mi dispiace non aver
visto nessuno dei colleghi della maggioranza e non si può far finta
di non vedere quello che sta succedendo qui sotto, perché, fuori da
queste mura, ci sono persone, ci sono famiglie, ci sono madri,
padri, persone che lavorano, ci sono lavoratori, ci sono 13 mila
precari che hanno un'età media di 58 anni ed è una categoria,
questa dei forestali, che è stremata da tantissime promesse che non
sono mai state mantenute da un immobilismo che, di fatto, offende
la dignità del lavoro e il diritto anche di salvaguardia del nostro
territorio. Lo dicevano bene, prima, i colleghi: noi, purtroppo,
abbiamo assistito ad alluvioni, ad incendi, sappiamo della
desertificazione e tutto questo, la prevenzione che serve anche per
la protezione dei nostri boschi quindi, abbiamo veramente bisogno
di questi lavoratori. Ma senza stabilità, è ovvio, e senza futuro,
tutto questo resta lettera morta.
Così come resta lettera morta un disegno di legge che esiste, così
ci dicono i sindacati, ma che non è mai, mai arrivato in Giunta,
negando così anche a tutti noi la possibilità, comunque, di
leggerlo, discuterlo, migliorarlo e trovare anche una sintesi che
possa essere, invece, d'aiuto a questa categoria.
Quindi, veramente è anche poco dignitoso il fatto che non siano
stati ricevuti, perché penso sempre che, comunque, il confronto non
si nega mai a nessuno.
E, quindi, noi politica, noi Istituzione abbiamo il dovere morale
di ascoltare le loro esigenze, anche se, a un certo punto, saremo
costretti ad allargare le braccia, questo lo dovrà decidere il
presidente Schifani, però non possiamo, assessore, non possiamo non
riceverli, non possiamo non ascoltarli e ignorare quelle che sono
le loro proteste e le loro esigenze.
Quindi, signor Presidente, le chiedo ancora una volta di farsi
tramite, anche col presidente Schifani, e noi dalla piazza non ci
muoveremo, perché è giusto che questi lavoratori vengano ascoltati.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, Governo, i pochi colleghi
presenti in Aula, sul disegno di legge che ci vedrà, nelle prossime
settimane, impegnati, confido in una sua rapida approvazione; credo
che si sia fatto sommariamente un buon lavoro in quanto -
orgogliosamente rivendico a nome del Gruppo Movimento 5 Stelle - la
proposizione e l'approvazione all'unanimità in Commissione Sanità
delle norme che, appunto, portano, aumentano del 10 per cento i
budget, le quote di bilancio che ogni ASP dovrà destinare ai
cosiddetti budget salute .
L'impegno per l'assessore è di dover rendicontare l'attività delle
nove ASP, ogni anno, per il quinquennio precedente, in merito
all'utilizzo effettivo dei fondi.
Sul budget salute , il Movimento 5 Stelle ha presentato un
disegno di legge molto impegnativo perché fissa degli obiettivi di
natura europea, di natura di un Paese civile.
E' evidente che la Sicilia, pur avendo una normativa
all'avanguardia, che ancora può essere notevolmente migliorata, da
un punto di vista dell'applicazione, è un po' indietro.
Le ASP stentano, le ASP non hanno ancora compreso e scommesso
appieno su questo strumento, l'integrazione socio-sanitaria ancora
è distante dalla sua effettiva concretizzazione.
Nel frattempo, questi ragazzi, questi uomini, queste donne e
queste famiglie soffrono e si sentono sempre più impotenti di
fronte a un sistema che - sinora - è stato sordo a quelle che sono
le esigenze di persone che hanno diritto a stare bene a questo
mondo.
Nelle prossime settimane, mi auguro - come da impegno che ha
assunto con me l'assessore Faraoni - che ci sia in Assessorato una
riunione che le associazioni di famiglie hanno richiesto già da tre
settimane.
Comprendo, infatti ho giustificato, da questo punto di vista,
l'Assessorato, che in questo momento si è trovato, a poche
settimane dal suo insediamento, a dovere affrontare la questione
che riguarda l'ASP di Trapani.
Ho chiesto quindi alle famiglie un po' di pazienza, ma è anche
vero che queste famiglie pazientano ormai da una vita ed è arrivato
il momento di dar loro delle risposte
Non è la settimana in più o la settimana in meno a fare la
differenza, però quello che deve essere il nuovo atteggiamento nei
confronti di queste patologie, di questi disagi, assessore Aricò,
deve essere una priorità tanto per il Governo quanto per il
Parlamento, ma anche per tutte le persone che poi lavorano
materialmente nel DSM e nelle ASP.
Lo abbiamo inserito anche come obiettivo della dirigenza, quindi
oggi l'utilizzo del budget salute è obiettivo dei dirigenti
generali delle ASP, anche questo grazie a una norma fortemente
voluta dal Movimento 5 Stelle.
In più in questo momento c'è grande attenzione e la dobbiamo
sfruttare.
Relativamente alla PMA, in passato è stato fatto poco e male,
adesso è un LEA e bisogna riequilibrare, bisogna riequilibrare
l'offerta pubblica che finora è stata appannaggio esclusivo del
privato convenzionato e poi bisogna affrontare il tema
dell'obiezione di coscienza e di come questo viene affrontato
all'interno delle strutture sanitarie pubbliche.
Io, in Commissione "Sanità", ho detto che avrei voluto presentare
un emendamento che vietasse alle cosiddette associazioni "pro vita"
di fare proselitismo all'interno delle strutture pubbliche, perché
non è tollerabile in uno Stato laico - pur essendo io cattolico -
che una donna che affronta un percorso psicologicamente provante,
qualunque siano le cause, le motivazioni che l'hanno portata a fare
una determinata scelta, che la persona venga a volte aggredita con
manipolazioni psicologiche, scientificamente infondate, all'interno
di un luogo in cui si dovrebbe fare solo ed esclusivamente scienza
e sanità.
Non voglio inquinare il dibattito, non voglio nuocere
all'approvazione della norma, ma anche questo è un tema che dovremo
affrontare e che il Governo, se è laico, con delle circolari,
dovrebbe quanto meno affrontare Presidente Di Paola, mi conceda un
paio di minuti in più, come ha fatto con qualcuno che mi ha
preceduto, perché devo concludere con l'ultima delle questioni.
Stiamo per affrontare un tema, un testo di legge in tema di
sanità.
E' ridicolo, nella situazione in cui in questo momento si trova la
Sicilia, pur essendo un buon testo, è ridicolo che, ancora oggi, il
Presidente Schifani non abbia comunicato l'assessore Aricò ha
preso ieri l'impegno, ora sono certo vorrà riferire all'Aula se il
Presidente Schifani ha comunicato in quale data è disponibile ad
incontrare le forze parlamentari per discutere dello stato della
sanità siciliana.
Vogliamo fare delle domande, vogliamo ottenere delle risposte,
vogliamo dibattere, vogliamo discutere, la funzione propria del
Parlamento è questa, alla luce del sole, davanti ai siciliani, in
maniera franca, di quelle che sono le problematiche della sanità
siciliana.
Io spero veramente che lei, oggi, abbia ottenuto la risposta che,
ieri, non ci ha potuto offrire, la comunichi all'Aula, perché credo
che veramente nella situazione in cui la Sicilia si trova, pur
essendo un buon testo, è quasi ridicolo discutere di altre cose
quando veramente manca tutto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
E' iscritta a parlare l 'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, signor Presidente, intervengo a mio nome, ma
anche dell'intero Gruppo del Movimento 5 Stelle, per esprimere
indignazione per la situazione in cui davvero ci troviamo con il
tema della sanità, che è il tema di tutti i temi, per cui
aspettiamo, assessore, con ansia, un dibattito serio, sul tema
della sanità siciliana, ma soprattutto alla luce di tutti gli
interventi a cui stiamo assistendo, in questi giorni, nelle Aule
che si sono susseguite, perché davvero manca tutto ed è compito
della politica partire dalle basi, piuttosto che sperperare soldi
della sanità. E mi riferisco in particolare, volevo citare alcune
cifre: 5 mila euro per rilanciare l'immagine di un'ASP, ancora 16
mila euro per una campagna sui servizi così generici, perché non è
specificato, 24 mila euro per disincentivare l'uso delle droghe
quando invece mancano, per esempio, i centri di prima accoglienza,
12 mila euro all'Associazione delle piccole isole per patrocinare
un congresso, 25 mila euro di spesa per una campagna informativa e
anche 11 mila euro per uno stand presso il Cous Cous Fest di San
Vito Lo Capo, 6.200 per l'ex Medicina di Catania e l'ASP di Trapani
dovrebbe invece occuparsi principalmente dei servizi alla persona,
che francamente, abbiamo dalle notizie di cronaca mancano del
tutto
Questo è solo l'inizio di un'interrogazione che annuncio che
depositerò, perché io mi chiedo se non c'è solo l'ASP di Trapani,
caro assessore, per cui vogliamo un monitoraggio sull'uso
consapevole delle risorse che devono essere utilizzate per i
cittadini siciliani in tema di salute. Quindi, annuncio il deposito
di quest'interrogazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, nei giorni scorsi, il nostro
Presidente di Gruppo parlamentare, onorevole Michele Catanzaro,
insieme al Presidente del Gruppo parlamentare del Movimento 5
Stelle, ha fatto una esplicita richiesta di un dibattito in
generale sulla sanità, sul momento che vive la Sicilia di fronte ai
problemi di garanzia della salute.
Il problema è stato posto all'assessore che ha rapporti con il
Parlamento. Attendiamo una risposta. Non è un capriccio, è
un'esigenza avvertita dalla comunità. La salute, e quindi la
garanzia di interventi da parte delle Istituzioni in tal senso, è
uno dei temi, dei problemi più avvertiti dai siciliani: dal lavoro,
ai problemi legati alla pace... la salute, centrale. Ecco perché
noi abbiamo fatto questa richiesta. È una richiesta che non vuole
mettere soltanto il dito nella piaga per sottolineare tutto ciò che
di negativo non va in Sicilia. C'è la consapevolezza che c'è anche
una Sicilia che ha una sanità d'avanguardia. Noi, spesso, anche
nelle comunità locali, apprezziamo alcuni interventi che vengono
fatti con tecnologie nuove. C'è una stagione - devo dire - anche
nella nostra Sicilia, che vede un protagonismo, dal punto di vista
scientifico, nel campo della salute.
Ecco perché noi ringraziamo chi si muove nell'ambito della sanità:
i medici, gli infermieri, quelli che lavorano nell'ambito sanitario
complessivamente, sanitari e non sanitari, per quello che fanno,
spesso messi in condizioni di difficoltà. E tutto ciò, quindi, ci
porta anche ad un senso di responsabilità. Noi abbiamo contribuito
con impegno a dar vita a questa legge. Certo, non è una legge che
risolve problemi strutturali, però interviene in alcuni ambiti
importanti. Primo, quello delle cure palliative. Il cancro era, un
tempo, una malattia incurabile, incurabile. C'erano soltanto i
tempi che rimanevano della vita rispetto alla diagnosi. Ora è una
cura che può anche diventare cronica, può permettere un
allungamento della vita. E c'è una fase, però, delicatissima della
malattia, in cui possono subentrare dolori, momenti di difficoltà
piena nella continuità di vita, nella qualità della vita. E le cure
palliative hanno dato buoni risultati. Sono quelle che vengono
fatte nei ricoveri ospedalieri, anche in altre strutture, e ci sono
quelle domiciliari, perché è un effetto di natura psicologica, è
quello di rimanere in casa, di avere l'assistenza anche dei propri
familiari, di poter continuare a vivere la vita giorno dopo giorno,
minuto dopo minuto. E quindi le cure palliative sono fondamentali.
Noi abbiamo colto una richiesta, in modo particolare il collega
Nello Dipasquale ha insistito su questa. È una richiesta che è
venuta dal mondo di chi è specializzato in questo settore e opera
nelle nostre comunità, nelle varie province. La richiesta era
quella di potenziare, dal punto di vista professionale, il settore.
Mancano specializzati nelle cure palliative. Ecco perché noi
abbiamo fatto una legge che ha autorizzato, che ha acquisito
professionalità, al di là della specializzazione, e deve essere
utilizzata, perché è fondamentale.
Signor Presidente, lei conosce la mia posizione da tempo. Io sono
stato sempre dell'avviso che, in Sicilia, come in Italia, ci
fossero problemi del numero dei medici, e quindi questa carenza si
è riversata anche in questo settore. Noi speriamo che ci sia,
quindi, un arruolamento di medici che, pur non specializzati nel
settore, possano dare continuità ad una terapia - ripeto -
importantissima in una patologia importante quale è quella
soprattutto oncologica e non soltanto oncologica. Poi, ne parlava
il collega Safina, una norma che riguarda le assunzioni dei medici,
dei ginecologi non obiettori. Lo dico con chiarezza: noi siamo uno
Stato democratico, libero e laico, e dobbiamo garantire i diritti a
tutti, dobbiamo sollecitare i doveri, ma i diritti vanno garantiti
a tutti. La legge n. 194 stabilisce che c'è per la donna la
possibilità, in un ambito sanitario pubblico, di poter decidere di
interrompere la gravidanza e questo deve essere garantito dal
Trentino alla Sicilia.
In Sicilia non è garantito, Presidente. Purtroppo, il collega
Safina ha dato una serie di dati che fanno emergere la questione.
Ora ognuno è libero di presentarsi e dire io sono obiettore e,
quindi, non partecipare ad un concorso però che è finalizzato alla
interruzione della gravidanza e non può nascere poi dopo qualche
mese, dopo che il concorso viene realizzato.
Con tutto il rispetto ognuno può, nel percorso di vita, cambiare
idea soprattutto quando parliamo di fede, quando parliamo di cose
che hanno grandi valori di riferimento, l'obiezione però sembra
strumentale se questo avviene quasi con scadenze precise, dopo che
il concorso sia terminato, dopo qualche mese. Quindi chi vuole
partecipare deve partecipare ad un concorso finalizzato. Ecco la
finalizzazione del concorso, sapendo che deve avere, deve praticare
un atto medico e lo deve praticare perché questo è garantito dalla
Costituzione.
Noi abbiamo, tra l'altro, come Partito Democratico dato voce ad
una richiesta che è venuta dal mondo delle donne in un territorio
della provincia di Catania, a partire da Giarre. Delle donne hanno
raccolto migliaia di firme perché venissero ripristinati i
consultori che in Sicilia, debbo dire, in Italia avevano
un'importanza fondamentale dal punto di vista sociale, dal punto di
vista dell'assistenza psicologica delle donne soprattutto, ma i
consultori avevano anche un orizzonte quando sono nati anche
diverso, più ampio. Le donne che hanno raccolto queste firme,
ripeto, che partono dall'esperienza di Giarre chiedono che vengano
rimessi in moto queste strutture.
Noi abbiamo in Commissione Affari sociali una legge che prevede di
nuovo il ripristino, il potenziamento, in modo da avere strutture
non per incanalare un certo tipo di idea ma per dare con rispetto
assoluto sostegno a chi fa delle scelte, a chi ha dei problemi.
Perché la donna si deve recare in un consultorio non soltanto se ha
una gravidanza non desiderata ma per avere anche ulteriori
indicazioni, alcuni consigli fondamentali nella gestione della
famiglia.
E' stato detto anche che c'è un aspetto che riguarda le malattie
psichiatriche, noi abbiamo sostenuto queste iniziative per
potenziare il campo. Sono sempre ricollegate alle difficoltà di
alcuni settori di vedere una riorganizzazione necessaria e
fondamentale, per incidere nella salute delle nostre comunità così
come l'emendamento proposto dalla collega Saverino ha una grande
importanza perché l'intervento che finalizza la presenza dello
psicologo nelle situazioni drammatiche che, a volte, alcune
famiglie vivono.
Io concludo, Presidente, noi presenteremo questa sera stessa,
oppure nei prossimi giorni, degli ordini del giorno che
accompagneranno questo disegno di legge. Uno riguarda la questione
che volevamo proporre all'interno della legge sul randagismo e ha
come punto centrale la necessità che in Sicilia si ripristini il
tema del patentino per chi ha degli animali che presentano
condizioni anche particolari, alcuni con un'accentuazione della
ferocia anche in alcuni momenti. Animali che non debbono essere per
nulla allevati come spesso vengono allevati e, quindi, la
responsabilizzazione di chi li ha, li tiene, e se li vuole
continuare ad avere dovrà avere alcune condizioni fondamentali di
controllo e dovrà rispondere alle istituzioni. Così come abbiamo
presentato un ordine del giorno che guarda alle esenzioni,
Presidente.
In Sicilia, come nel resto del paese, ci sono una serie di
categorie che vengono esentate al pagamento dei ticket. Parlo degli
anziani, di chi presentano disabilità, c'è un aspetto però che
ancora ribalta nell'opinione pubblica ed è quello di alcune
categorie di disoccupati che ad aprile debbono rinnovare
necessariamente il ticket.
Se mantengono la loro condizione dell'anno precedente perché
debbono presentare una serie di documenti che, alla fine, portano
loro a non avere l'esenzione per un paio di mesi, per tre mesi?
perché non prendere atto come è stato fatto in Puglia, in altre
regioni, del fatto che non essendoci cambiamenti dal punto di vista
del reddito, che è basso in quanto disoccupati, possano continuare
ad avere un'assistenza fondamentale per alcune famiglie, qualcosa
Presidente che io ho posto, i colleghi sono stati d'accordo, perché
ci sono fasce sociali che sono in grandi difficoltà e attendono
anche su questo tema una risposta da parte delle istituzioni
regionali.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Campo, poi gli
onorevoli Giambona e Catanzaro e non ho più interventi. Colleghi,
però, quando vi comunico che sto chiudendo la discussione generale
o vi registrate prima o la discussione generale poi viene chiusa.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intervengo
in merito all'articolo 3 e in particolare, appunto, al diritto di
poter attuare la legge 194 sull'interruzione di gravidanza. Spesso
quando ho affrontato questo argomento, anche in sedute precedenti
tramite interrogazioni e interpellanze a questo Governo, ho letto
nei vari commenti che alcuni cittadini ne fanno una questione
morale.
Veda, Presidente, non può essere così perché questo è uno Stato di
diritto, stiamo semplicemente chiedendo che una legge sia
costituzionalmente garantita, quindi non ne possiamo fare una
questione morale ne dobbiamo fare piuttosto una questione di
diritti delle donne. Parlo soprattutto per un territorio che è
quello della cosiddetta fascia trasformata, nell'area appunto tra
Vittoria ed Acate, dove si verificano tanti e tanti casi di giovani
donne che spesso non hanno neanche i mezzi per arrivare in ospedale
a praticare appunto un'interruzione, spesso lo fanno anche per
delle condizioni difficili e disagiate in cui si vengono a trovare
e sono costrette, a causa dei tanti medici obiettori, a vagare da
una struttura ospedaliera ad un'altra cercando appunto di trovare
chi poi faccia questa pratica. Spesso si rivolgono anche a delle
strutture che operano in nero mettendo a rischio la loro salute.
Oltre a questo c'è da dire, e questo purtroppo, lo possiamo dire
perché sono arrivate anche delle denunce a tal proposito, che ci
sono medici obiettori per le strutture pubbliche che poi nelle
strutture private non sono più obiettori
Allora è chiaro che bisogna correre ai ripari, bisogna mettere un
limite a questa situazione, un tetto massimo di figure obiettori e
dopodiché si vada a scorrimento nelle graduatorie, assumendo medici
che non sono obiettori e che non ci sia più la possibilità appunto
di essere assunti da non obiettori e dopo pochi giorni diventare
obiettori e possibilmente nelle strutture private continuare a non
esserlo.
Queste sono delle denunce molto gravi che adesso sto facendo così
come ho fatto anche in passato con gli extra costi della sanità per
tutte quelle aziende che sono convenzionate con l'ASP e che ti
fanno pagare comunque un extracosto per chi ha delle
apparecchiature di ultima generazione, quando invece dovrebbero
essere garantite già nelle convenzioni stesse. Ci sono diverse cose
che noi abbiamo sempre denunciato e che in questa raccolta appunto
di articoli cerchiamo anche di correre ripari anche se come
sappiamo i problemi legati alla sanità sono di ben altra natura e
molto più gravi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Giambona.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questo disegno di legge che ha l'intenzione di trattare alcune
questioni che riguardano la sanità in Sicilia e come rappresentante
di questo Parlamento, sapete benissimo quale è stato l'impegno
nelle ultime settimane per monitorare e tentare di migliorare la
qualità dell'offerta sanitaria in Sicilia, sanità che intendiamo
essere un diritto, che come è costituzionalmente appunto previsto,
garantito a tutti in maniera gratuita, in maniera efficiente,
secondo quel principio universalistico che ci deve
contraddistinguere.
E quindi dibattiamo oggi su questo disegno di legge che presenta
degli importanti spunti di riflessione, sul quale noi del Partito
Democratico abbiamo lavorato sia in Commissione che al di fuori
delle Commissioni, anche presentando dei disegni di legge che
vediamo oggi essere ripresi "pari pari" in questa proposta
normativa, come la questione delle cure palliative, argomento
assolutamente centrale quando si tratta, tra l'altro, di affrontare
quelle che sono patologie croniche di natura tumorale.
O come il tema del "budget della salute", specialmente per la
questione delle cure della salute mentale - tra l'altro da questo
punto di vista, Presidente, noi abbiamo un nostro disegno di legge
- come anche la questione proposta dai colleghi del Partito
Democratico sull'esigenza di ampliare ulteriormente quelle che sono
le competenze degli psicologi di base. Per cui nelle ultime
settimane stiamo vedendo, non ne vedevamo appunto l'ombra e,
finalmente, si comincia a concretizzare, la concreta attuazione di
questa ulteriore figura per la quale noi ci siamo impegnati in
questo Parlamento.
Sono sicuramente argomenti centrali, sono argomenti importanti, ma
ritengo che questa discussione su questo disegno di legge sulla
sanità, Presidente e colleghi, permetta finalmente di aprire un
tavolo ben più grande, ben più analitico e ben più concreto sulle
questioni importanti della sanità siciliana che, ahimè, ad oggi non
sono assolutamente affrontate: io mi riferisco a quello che sta
avvenendo sull'enorme falla che si è evidenziata all'Asp di
Trapani, che è solamente, per così dire, il primo segnale così
eclatante di un sistema che assolutamente non funziona, perché
avere l'esito di esami istologici a distanza di mesi significa
pregiudicare seriamente quello che è il diritto alla vita dei
siciliani
Ma vi è di più: da questo punto di vista, non otteniamo alcuna
risposta, come nessuna risposta sulla questione delle liste
d'attesa che continuano ad aumentare, sulla carenza dei medici nei
reparti dei nostri ospedali, sulla carenza, Presidente, dei medici
di medicina generale e dei pediatri, che drammaticamente, giorno
dopo giorno, sono sempre meno nei nostri Comuni, specialmente nei
Comuni dell'entroterra siciliano.
E allora, da questo punto di vista, le risposte tardano ad
arrivare. Come quella risposta che dovrebbero ottenerla i
cosiddetti medici convenzionati, coloro che fanno le analisi
cliniche, che dall'inizio di quest'anno, da quando è entrato in
vigore il decreto sul nomenclatore che ha riformulato le tariffe,
chiedono al Governo Schifani di intervenire, perché non ci arrivano
più a coprire i costi per fornire quelle prestazioni che fino a
qualche mese fa venivano pagate al triplo di quanto oggi viene
proposto. Schifani ci propone una soluzione oramai da mesi, ma una
soluzione che tarda concretamente ad arrivare, e si mette a rischio
tutto quello che è l'intero sistema.
Allora, sulla tematica della sanità complessivamente intesa, e
sulla questione di come questa viene gestita, noi ci aspettiamo, lo
abbiamo chiesto come Partito Democratico oramai da oltre un anno,
la presenza del Presidente della Regione qui insieme all'assessore
alla salute, ci deve venire a raccontare quali sono ecco le idee
per migliorare la condizione drammatica in cui questa Regione vive,
e che evidentemente è sotto agli occhi di tutti, e non possiamo che
confrontarci su questo tema così centrale
Risposte ai siciliani, questo è quello che noi chiediamo. Le
stesse risposte, Presidente, che chiedevano oggi centinaia di
lavoratori che sono venuti qui davanti alla Presidenza a chiedere
di essere sentiti, a chiedere di essere ascoltati: mi riferisco ai
lavoratori della forestale, che sono venuti da più parti da tutta
la Sicilia, sono venuti da Messina, da Ragusa, da Siracusa, da
Trapani, da tutte le province della Regione siciliana, e chiedevano
di essere ascoltati rispetto a promesse che sono state avanzate
prima dal Governo Musumeci, poi ancora dal Governo Schifani, su una
proposta della riforma della forestazione, che è essenziale perché
mette al centro l'esigenza di garantire il nostro territorio, di
portare avanti l'azione di prevenzione, di garantire quello che è
un turnover all'interno della forza lavoro.
Io ritengo, Presidente, che il precariato può essere una
condizione di una fase di vita di ognuno di noi, dei lavoratori; ma
non si può, come in questo caso avviene nel mondo della
forestazione, nascere nei rapporti di lavoro precari e terminare la
carriera lavorativa come precari.
E, allora, da questo punto di vista io ritengo che sia
inqualificabile l'atteggiamento del Presidente della Regione,
Renato Schifani, che oggi ha deciso di non ascoltare le
rappresentanze sindacali. Allora noi, da questo punto di vista,
credo che non possiamo tollerare ulteriormente. Personalmente e
assieme ai colleghi del Gruppo parlamentare non solo presenteremo
un'interrogazione sul tema, ma presenterò anche una mia lettera
firmata, da me sottoscritta, al Presidente della Regione, perché
abbiamo l'intenzione di sapere in questo caso quali sono le
modalità con le quali lui vuole agire, in maniera chiara: se vuole
valorizzare i forestali o se vuole che continui ad esserci questa
situazione di limbo in cui non c'è chiarezza.
Credo che a questo punto della legislatura - siamo a metà mandato
della legislatura Schifani - ci siano tutte le condizioni per
capire quale percorso loro vogliono intraprendere. Noi siamo
perfettamente convinti, invece, che vogliamo valorizzare questa
importante risorsa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. E poi
chiedo all'Assessore se voglia fare una replica riguardo agli
interventi che ci sono stati dei colleghi, soprattutto in merito
all'argomento forestali. Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Signor Presidente, assessore Aricò, pochissimi
onorevoli colleghi presenti in Aula. Dico pochissimi, signor
Presidente dell'Assemblea, perché è davvero assurdo potere
certificare attraverso l'aspetto visivo, come siamo ridotti in
Aula, al di là della discussione generale di un importante disegno
di legge che è stato esitato dalla Commissione VI, dalla
Commissione 'Sanità'. Lo diceva bene il collega Burtone, che è
componente della Commissione, il Gruppo parlamentare del PD con i
due componenti in Commissione, hanno dato un loro contributo
attraverso alcune norme che sono dentro questo disegno di legge che
ci accingiamo discutere e, quindi, a votare, con due tre
argomentazioni importanti e che, quindi, dobbiamo affrontare nelle
prossime giornate.
Ieri in Conferenza dei Capigruppo, Presidente, proprio su questo
tema le opposizioni hanno posto un interrogativo, una domanda in
quella Conferenza - l'assessore Aricò era presente - e chiedevamo
in forma molto esplicita di potere sapere quando il Presidente
della Regione avesse qualche giornata o mezza giornata o qualche
ora di disponibilità da dedicare all'Aula, e quindi ai
parlamentari, per potere affrontare un tema, che non è un tema che
dal nostro punto di vista è un tema, diciamo così, di secondo o
terzo piano nelle argomentazioni di questa Terra, ma è un tema che
ormai da diversi anni e in continuità di un Governo regionale di
centro-destra e ormai da diversi mesi abbiamo chiesto più volte,
abbiamo chiesto in più occasioni, che si affrontasse il tema sul
diritto alla salute.
Non capiamo e non comprendiamo il motivo per il quale il
Presidente della Regione abbia la necessità di dialogare
all'esterno e sui giornali, parlando e cercando di parlare di
sanità, di salute. All'esterno però, non avendo la sensibilità,
invece, di essere colui il quale viene dentro il Parlamento e si
confronta sul tema della sanità, perché non è che c'è l'opposizione
a governare, c'è lui E quindi non ha la sensibilità di venire in
Aula e assumersi lui la responsabilità
Perché la responsabilità su quello che è il disastro della sanità
in Sicilia sicuramente non può essere di un manager, due manager,
tre manager, perché i manager li mette lì la politica E la
politica è interpretata dalla massima espressione che è il
Presidente della Regione, quindi questa manfrina di raccontare
all'esterno che lui non ha nessuna responsabilità, cercando di
darla agli altri, è davvero una cosa ormai divenuta insopportabile
E allora per questo, signor Presidente, proprio in questo momento,
su una discussione che riguarda un disegno di legge di quattro o
cinque articoli sulla sanità, noi reiteriamo una richiesta che
ovviamente è una richiesta che da ieri abbiamo consegnato alla
Conferenza dei Capigruppo e all'Assessore delegato con il
Parlamento, Aricò, per comprendere e capire quando la sensibilità
del Presidente della Regione, che ha questa grande dimensione di
parlare ogni giorno sui giornali, verrà in Aula e rispetterà i
parlamentari per potersi confrontare con noi sul tema della sanità.
È la stessa identica cosa della non sensibilità che, mentre
parliamo di sanità, che tutto va bene in Sicilia, che viene
rappresentato con grandissimi articoli da parte di un Presidente
della Regione, da stamattina non riceve una categoria che da anni è
bistrattata e maltrattata, che è quella dei forestali; e ancora
continua a non riceverli e non si comprende il motivo, sono
tantissimi lavoratori lì a manifestare e non riceverli e poi
discutiamo di altro, fino a ieri abbiamo parlato di altro che sono
le riforme ferme al palo, ferma al palo come quella dei consorzi di
bonifica.
E allora, signor Presidente dell'Assemblea, al di là che oggi noi
stiamo dibattendo su una discussione generale su un disegno di
legge sulla sanità, chiediamo con forza di comprendere e capire
quando la sensibilità di un Presidente della Regione, che parla di
essere ricandidato per la sua seconda legislatura, venga in Aula e
si confronti con il Parlamento e con i deputati per parlare del
primo punto che si chiama diritto alla salute.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Assessore Aricò, se vuole fare una replica riguardo le due
questioni: una che riguarda i forestali e l'altra che riguarda la
richiesta che altri colleghi hanno fatto alla Conferenza dei
Capigruppo di ieri - visto che il disegno di legge riguarda la
materia della sanità - se abbia avuto risposta o meno da parte del
Presidente della Regione. Prego, Assessore.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, nessuna replica naturalmente a
quanto è stato dichiarato oggi, ma mi corre l'obbligo di fare
alcune comunicazioni proprio per la rappresentazione che si deve
dare all'esterno della verità dei fatti.
Ieri è stata posta la questione di avere, naturalmente, il
Presidente della Regione che non si è mai sottratto al dibattito
d'Aula, e voglio ricordare proprio ai colleghi che nel corso
dell'ultima approvazione e trattazione della finanziaria il
Presidente della Regione è stato costantemente in Aula ad ascoltare
il dibattito dei colleghi onorevoli.
Dopodiché, proprio questa mattina ho avuto la naturale
disponibilità del Presidente a far sì che ci possa essere il
Governo presente per il dibattito sulla sanità, richiesto nella
Conferenza dei Capigruppo di ieri, e già dalla terza settimana ad
aprile in poi, nella Conferenza prossima dei Capigruppo è stata
data la possibilità di potere calendarizzare.
DE LUCA Antonino. Non ho capito
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Dalla terza
settimana di aprile.
DE LUCA Antonino. Di quest'anno?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Capisco
l'ilarità di alcuni colleghi, però rispetto a quanto sta succedendo
ci sono delle procedure aperte, delle relazioni, sono state
richieste alcune specificità di cui sarebbe opportuno, anziché
parlare diciamo dei fatti accaduti, ma soprattutto poterli
sostanziare rispetto alle relazioni e alle ricerche dei fatti che
si stanno succedendo proprio in questi giorni.
Quindi, così come è stato richiesto da alcuni Capigruppo proprio
nella Conferenza di ieri, sarebbe opportuno aspettare l'esito delle
relazioni che gli ispettori stanno portando avanti per aprire un
dibattito che so per certo che non sarà soltanto sugli accadimenti
di una ASP in particolare, ma sarà di carattere generale.
Quindi a totale disposizione e al totale rispetto del Parlamento,
il Governo sarà presente già dalla terza settimana di aprile in
poi, poi deciderà naturalmente la Presidenza in Conferenza
Capigruppo.
Per quanto riguarda la categoria dei forestali, una categoria
assolutamente che è nel cuore del Governo regionale, ho avvisato la
Presidenza della richiesta di alcuni colleghi dell'opposizione per
l'incontro con i delegati del Governo e mi è stato riferito che già
l'Assessore, gli Assessori al ramo, con i direttori generali
competenti per materia dei rispettivi dipartimenti, hanno
incontrato una delegazione dei forestali.
Quindi, diciamo, poteva passare un messaggio diverso rispetto alla
realtà ma il Governo regionale, la Presidenza si è attivata
affinché una delegazione potesse incontrare nell'immediatezza,
attraverso gli Assessori al ramo e i direttori generali dei
dipartimenti interessati, la delegazione dei forestali.
Quindi sotto questo punto di vista, Presidente, nulla diciamo di
replica, mi viene soltanto da dire che rispetto ad una serie di
risultati avviati da questo Governo gli indicatori, soprattutto
quelli economici, parlano chiaro e vedono la Sicilia per la prima
volta, forse non è accaduto mai, in termini di sviluppo economico
come la prima Regione per crescita d'Italia. Dopodiché c'è tanto da
migliorare, ci stiamo sbracciando affinché i servizi, i lavori
pubblici, lo sviluppo economico, gli indicatori economici e di
bilancio possano essere ancor di più migliorati, però questi sono
dati che sono ormai stati certificati.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore, colleghi non c'è la replica per
quanto riguarda l'intervento dell'Assessore.
DE LUCA Antonino. No, non è una replica
PRESIDENTE. Quindi per capire bene io, io ho controllato Assessore
il calendario, dalla terza settimana di aprile in poi significa dal
15 aprile
Colleghi, un attimo, prima di prima chiudere l'Aula perché le
discussioni generali degli altri due disegni di legge li rinviamo
alla prossima seduta, alla prossima seduta legislativa, così come
stabilito dalla Conferenza Capigruppo, martedì e mercoledì prossimi
vi ricordo ci saranno atti ispettivi, così come è stato stabilito
sempre dalla Conferenza dei Capigruppo.
Prima di chiudere l'Aula, ci sono degli interventi ai sensi
dell'ex articolo 83: gli onorevoli Marano, Campo, De Luca Antonino
e Burtone.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,
comma 2 del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Allora, intanto notiziona: Aricò come "Ei fu
Berlusconi", vede in Sicilia i ristoranti pieni e si convince che
l'economia funzioni Guarda quei poveri disgraziati a cui gli avete
tolto anche il reddito di cittadinanza, sono sicuro che sono
d'accordo con te quando vanno a mangiare nei vostri stessi
ristoranti, guarda il Popolo siciliano sta godendo di questa
ricchezza, di questi dati, ogni giorno mangiano pasta e dati, per
non dire pasta e altre cose.
Detto ciò, sapete benissimo che la terza settimana di aprile non
ci sarà Aula, perché già lo sapete, perché lo ha deciso la
Conferenza dei Capigruppo, quindi prendiamo atto che il Presidente
Schifani si sta nascondendo e sta prendendo tempo in attesa che
arrivino le relazioni degli ispettori ministeriali, quindi voi mi
state dicendo che siccome forse c'è un procedimento disciplinare o
un procedimento amministrativo, perché di questo si tratta...
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, però sono sue deduzioni.
DE LUCA Antonino. Di cui mi prendo la responsabilità.
PRESIDENTE. L'Assessore Aricò ha solamente comunicato la
disponibilità, il periodo di disponibilità. Il resto sono sue
deduzioni.
DE LUCA Antonino. E io sto rispondendo con le mie deduzioni, che
sono corrette e sono oggettive, perché anche quando ci sono i
processi penali, la parte politica può venire e rendicontare,
altrimenti, quando fanno il processo Open Arms , Salvini non
dovrebbe andare al question time o a riferire in Parlamento. Quando
c'è un procedimento, la Meloni non dovrebbe andare a riferire al
Parlamento.
Questo è l'unico Parlamento in cui il Presidente della Regione, se
c'è un procedimento amministrativo, un procedimento disciplinare o
un'ispezione in corso, non può venire a riferire?
Uno: la richiesta è fatta sulla sanità, quindi non mi può opporre
un rinvio perché state aspettando la relazione del Ministero.
Due: la relazione del Ministero dice il punto di vista del
Ministero. Non è Cassazione
No, no, no quella regionale è finita, tant'è che avete fatto
uscire sui giornali la seconda.
Tre: anche quando - mica stiamo parlando di atti secretati o di
un'istruttoria del Pubblico Ministero - dice non ne parliamo
perché stiamo violando un segreto istruttorio . Qui dovete venire a
rendere conto politicamente dello schifo della gestione sanitaria
che avete attuato da quando siete al Governo. Qui dovete venire a
dare delle risposte, non a maggio, le avreste già dovute dare ieri
e state continuando a nascondervi dietro al nulla.
PRESIDENTE. Andiamo all'intervento dell'onorevole Marano e poi
dell'onorevole Campo.
Questo è un intervento ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Allora, la
presenza del Governo non è richiesta.
PRESIDENTE. Assolutamente
MARANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente perché anche da questo luogo, il Parlamento siciliano,
che rappresenta il luogo della democrazia, voglio dimostrare,
voglio comunicare la mia solidarietà all'ARCIGAY di Catania e a
tutta la comunità LGBT, non solo di Catania ma della Sicilia e di
tutto il nostro Paese, perché, l'ho già fatto a mezzo stampa, ma ci
tenevo particolarmente a farlo qui, in questo luogo sacrosanto per
la nostra democrazia, perché, qualche giorno fa, nella sede ARCIGAY
di Catania, in via Verona, sono apparse delle scritte fasciste, che
io ho definito rigurgiti fascisti.
Bene, io vorrei ricordare a questa gente che la nostra
Costituzione, la nostra Carta costituzionale tutela quei diritti di
libertà, contro la discriminazione, e di uguaglianza che il regime
nazifascista non ha tutelato al nostro Paese. E vorrei ricordare a
questa gente, visto che in questo periodo questa parola sta
diventando un po' troppo frequente nei dibattiti, ovunque, che la
lotta continua dal periodo della Liberazione, di quel 25 aprile,
continua anche oggi
Nonostante tutto e nonostante questo periodo che stiamo vivendo,
la tutela del nostro Stato di diritto c'è sempre e lotteremo ogni
giorno contro ogni forma di violenza e di discriminazione, così
come è avvenuto in questi giorni a Catania.
PRESIDENTE. L'ultimo intervento dell'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che non
c'è nessuno del Governo. Io dovevo intervenire su altra questione,
ma dopo le comunicazioni dell'assessore Aricò, non posso non
intervenire su questo. Dopo un caso così grave, ricordo
all'assessore, e spero che qualcuno possa riferire, non è un caso
isolato che riguarda soltanto la provincia di Trapani, è un caso
che ha riguardato tutta la Nazione, tutta l'Italia e che ha creato
anche un grande allarme sociale.
In una Regione dove le liste d'attesa sono infinite, sapere che
3.300 referti, che potrebbero salvare la vita ad altrettante
persone, non arrivano in tempo e che nessuno lo denuncia e ne pone
una questione importantissima, chiaramente, coinvolge anche le
altre province siciliane, coinvolge le persone che sono in uno
stato di allarmismo.
Ci sono rimaste tante, tante richieste di esami istologici e
referti che ancora non sono stati esitati anche in altre province,
anche se non con questi tempi così dilatati.
Adesso, vorrei dire all'assessore Aricò che è assurdo che il
Presidente Schifani agisca con lo stesso modus operandi di questi
referti, che sono arrivati con questi tempi dilatati, e riceva
questo Parlamento dopo più di un mese - fra l'altro non ha mai
nominato il Presidente Schifani -, ha sempre detto questo Governo
vi riceverà dopo la terza settimana di aprile.
Ma, quindi, il Presidente ci sarà o non ci sarà? Perché non
l'abbiamo capito
In ogni caso, dopo che ieri è andata in onda una puntata de "Le
Iene" su questo argomento, il Presidente Schifani era tenuto a
venire qui immediatamente, a rivolgersi a questo Parlamento per
trovare delle soluzioni, perché ricordiamo bene che quando sono
state fatte le nomine per i dirigenti generali delle ASP, lo
avevamo segnalato tutti, tutte le forze politiche, non c'erano i
requisiti del dirigente Croce, perché veniva dalla segreteria
tecnica dell'assessore Razza, che già era indagato per i morti
"spalmati" e che non poteva essere equiparato a un dirigente che
aveva retto un'azienda con un certo numero di personale.
E' stata fatta una forzatura
Queste sono delle nomine politiche e, quando si vuole nominare una
determinata persona, si fanno anche delle grandi forzature. Adesso,
di queste forzature bisogna risponderne e bisogna risponderne anche
nella misura in cui questo stesso dirigente non ha denunciato in
tempo quello che stava succedendo, è stato coperto, tante altre
persone hanno responsabilità.
Tutto questo è sempre legato allo stesso fattore, al fattore che
le nomine sono politiche e quindi il controllore ed il controllato,
spesso e volentieri, coincidono e quindi si guardano bene dal
denunciare.
E' una cosa che non può funzionare più
Lo diciamo da una vita ma adesso oltre a prendere provvedimenti -
perché vogliamo che vengano presi provvedimenti - quanto meno, chi
è responsabile vada a casa, si cambi la norma e si facciano le
nomine per merito Non si facciano più delle nomine legate alla
politica perché poi questi sono i risultati Il risultato è che non
si hanno le mani libere, Presidente, non si hanno le mani libere di
denunciare le cose e le persone ci lasciano la pelle E non lo
possiamo permettere
E' gravissimo quello che è successo, è una cosa gravissima
Ed è altrettanto grave che l'assessore Aricò riferisce che il
Presidente Schifani ha bisogno di prendersi i suoi tempi comodi per
venire a riferire a quest'Aula quello che sta succedendo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
Dopo, l'onorevole Gilistro.
BURTONE. Signor Presidente, esprimo delusione, amarezza rispetto
alla risposta che ha dato l'assessore Aricò riguardo all'incontro
con i forestali.
Noi sappiamo che l'assessore per l'agricoltura ha ricevuto i
sindacati, ma il problema è un po' diverso. Quando parliamo di
forestali parliamo di lavoratori che hanno una complessità di
problematiche che non possono non vedere la presenza nella
discussione del Presidente della Regione, perché è nella
complessità che si devono cercare delle soluzioni.
Il tema è quello delle giornate lavorative, del superamento della
precarietà, ma anche quell'impegno che i forestali possono avere
negli incendi e quindi nella prevenzione degli incendi.
Infine, il sostegno che danno alle Amministrazioni comunali, io
sono sindaco di Militello in Val di Catania e quando mi sono
insediato, dopo la vittoria elettorale di sette anni fa, ho fatto
una convenzione con la Forestale e, durante il periodo estivo, i
lavoratori si impegnano nella città a fare delle attività che sono
socialmente di grande utilità, perché mantengono una qualità del
verde in maniera straordinaria.
C'è stato, qualche volta, qualcuno che ha lavorato per denigrare
questa categoria di lavoratori, ha cercato di dire che non erano
lavoratori impegnati seriamente. Io constato, verifico che invece
sono lavoratori che partono prestissimo per lavorare, soprattutto
in estate, con condizioni ambientali difficilissime e lavorano
secondo le giornate e gli orari che vengono indicati e sono
straordinariamente efficaci, soprattutto per quel che colgo nella
città per mantenere una qualità del verde che sia all'altezza anche
della presentazione dignitosa delle nostre comunità.
Io credo che, signor Presidente, abbia dovuto cogliere questa
richiesta, noi non lo abbiamo voluto mettere in difficoltà, non
vogliamo allargare la protesta più di quanto abbia fatto il
sindacato, abbiamo recepito una richiesta che veniva dal mondo del
lavoro per incontrare il Presidente e io credo che avrebbe fatto
bene il Presidente ad ascoltare quello che veniva dal Parlamento;
creare tensioni in questo momento non serve credo a nessuno,
innanzitutto alle Istituzioni regionali.
E poi l'altra questione, signor Presidente, e concludo: abbiamo
capito che, a maggio, ne riparleremo, perché ci sarà Pasqua, ci
sarà il 25 aprile.
Signor Presidente, io più volte sono intervenuto per richiamare la
necessità di avere rigore nelle nostre Istituzioni, in modo
particolare nel Parlamento. Noi non abbiamo parlato di una
questione qualsiasi, parliamo della gravità della condizione in
alcune province, e non soltanto in alcune province, della garanzia
della salute per le nostre comunità.
C'è questo caso straordinario di Trapani, ma il problema non è
soltanto Trapani, perché le lunghe liste di attesa sono in tutta la
Sicilia, i problemi legati alla mancanza, alla carenza di medici di
Medicina Generale, nelle varie branche specialistiche, sono
presenti in tutte le ASP, in tutte le Aziende Ospedaliere, quindi
tornare a discutere di sanità non significa voler utilizzare una
polemica per mettere in difficoltà il Governo, significa venire qui
e ragionare attorno ai problemi, cosa che il Governo non ha fatto;
credo che indirettamente ammettano una colpa che avrebbero potuto
respingere se solo fosse venuto il Governo a discutere con il
Parlamento, anche perché il Parlamento attende, signor Presidente
- e concludo -, attende la discussione di alcuni temi, quello della
Rete Ospedaliera, perché già in giro ci sono diverse ipotesi di
trasformazione del nostro territorio, reparti che potrebbero essere
rimodulati e tante altre questioni, che vanno oltre la legge,
perché la Rete Ospedaliera la deve approvare la Commissione
Sanità , la VI Commissione, quindi, sappia il Governo che noi non
permetteremo la realizzazione di iniziative che aggirino la legge.
Ed infine un altro tema - e concludo -, signor Presidente: oggi,
io ho posto con forza, in Commissione era presente il collega
Gilistro, che ha appoggiato questa richiesta di calendarizzare al
più presto il nostro disegno di legge, del Partito Democratico, del
Movimento 5 Stelle, che riguarda il fine vita . C'era un impegno,
questo impegno era stato disatteso, nei mesi scorsi; la proposta
era quella di averlo in Commissione oggi, ma non è stato fatto e
abbiamo messo a verbale che la prossima riunione della Commissione
inizi con al primo punto all'ordine del giorno i disegni di legge
del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle sul fine vita .
È un disegno di legge atteso da gran parte della popolazione, una
legge di civiltà, che riguarda problemi di natura morale rispetto
ai quali ognuno deve poter fare le proprie scelte.
Ecco perché noi ci siamo battuti e ci batteremo, ancora una volta,
per dare questo diritto ai cittadini siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
C'è l'ultimo intervento dell'onorevole Gilistro. Ha facoltà di
parlare.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è difficile
parlare dopo l'onorevole Burtone, difficile perché è una persona
sempre presente, con una grande competenza e una grande dignità di
politico vero. Quindi, veramente, mi fa onore parlare dopo di lui,
anche se non sarò certamente alla sua altezza. È sempre puntuale,
oltretutto, nei suoi interventi.
Al di là di questo, volevo dire, cari colleghi, signor Presidente,
tutti insieme vorrei che ci concentrassimo un attimo su un fenomeno
inquietante che è accaduto, sempre in ambito sanitario.
Questo fenomeno inquietante fa capire quanto questo Governo,
questa Regione, questo Parlamento siano responsabili di ciò che è
accaduto ultimamente e che ha portato la Sicilia e la sanità
siciliana sotto i riflettori dei media. Giornali e televisioni si
stanno occupando tutti della Sicilia e del problema della sanità
siciliana.
Vorrei che vi concentraste: come può un esame istologico - signor
Presidente, mi ascolti - come può un esame istologico, dicevo, che
è il mezzo più importante per salvare una vita umana, trasformarsi
in un esame autoptico?
L'esame istologico, per alcuni pazienti oncologici, permette la
prevenzione e, in molti casi, la soluzione. Spesso, però, arriva
con un ritardo tale da rendere inutile Come può un esame
istologico arrivare mesi dopo la morte del paziente? Abbiamo fatto
un esame istologico per salvare una vita, per fare prevenzione,
invece il risultato arriva nove, quattro, tre, due mesi dopo che il
paziente è morto. Abbiamo trasformato un esame istologico in un
esame autoptico
Questa è la barzelletta , signor Presidente. E questo è solo uno
dei tanti problemi.
Qui non dobbiamo cercare la responsabilità a livello locale o
nazionale: la responsabilità è di tutti
Chiudo, signor Presidente. Stiamo cercando in tutti i modi, a
livello nazionale e regionale, di abbattere le liste d'attesa, di
risolvere tanti problemi della sanità. E poi vengo a sapere che il
Ministero, a livello nazionale, taglia fondi per la prevenzione del
tumore della mammella. Qualche milione di euro viene tagliato per
la prevenzione oncologica, mentre spendiamo 800-900 milioni per
aprire case in Albania per persone che non arriveranno mai, case
che ospitano cani. Ottocento, novecento milioni
Con quei soldi avremmo potuto risolvere tutti i problemi della
nostra Regione, avremmo potuto sistemare le scuole, affrontare i
disastri che stiamo combinando. E, invece, cosa facciamo? Li
buttiamo via così. Signor Presidente, non è corretto. Questa non è
un'Italia che può affacciarsi dignitosamente ai cittadini.
E chiudo dicendo un'altra cosa, signor Presidente, perché è
importante, cari colleghi: questa è una sanità che, in questo
momento, permette di curarsi non alle persone normali ma ai ricchi
Solo ai ricchi, solo i ricchi possono permettersi di aggirare le
liste d'attesa, solo i ricchi possono permettersi di andare ad
operarsi - dove? -, nei migliori centri e i poveri e la classe
media, che non arriva neanche alla fine del mese, cosa fa? Muore
ADORNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, però, al solito, vi
ribadisco che le iscrizioni, sia per la discussione generale che ai
sensi dell'articolo 83, vanno fatte prima che ne chiudiamo la
discussione.
ADORNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissima, ma
certamente le parole appena ascoltate dall'assessore Aricò, seppure
l'unico assessore presente, ambasciator non porta pena, però ci
lasciano tutti esterrefatti, perché comprendere che oggi si potrà
parlare di questioni che riguardano non solo l'ASP di Trapani ma
tutta la sanità siciliana soltanto alla presenza del Presidente
alla terza settimana, quando, probabilmente, la terza settimana di
aprile coinciderà con la Pasqua e la Pasquetta, poi ci sarà il 25
aprile, quindi dire ai siciliani che soffrono di una malattia della
sanità, perché la sanità siciliana è malata
Allora, vedere questo Parlamento io sono da poco arrivata, ma
noto sempre che questo Parlamento, in questo Parlamento, il Governo
è spesso assente, talvolta rappresentato da un solo assessore e
questo non va bene perché le risposte che i siciliani ci chiedono,
perché noi siamo il front office con i cittadini siciliani,
rimangono senza riscontro
Le domande che loro ci fanno quotidianamente restano assolutamente
prive di risposte e, allora, i 3.300 referti istologici del 2024 e
2025, che si sono conclusi in pochi giorni quando c'è stata
veramente la volontà di dare le risposte mediche, sapere che 206 di
questi referti dati in ritardo fossero purtroppo di malati di
tumore, sapere che qualcuno di questi lo ha ricevuto addirittura
dopo che è passato a miglior vita, non potere dare risposte a
queste famiglie che non sono numeri sono, appunto, persone, storie,
sogni, figli, madri, genitori
Io non comprendo come questo Governo, questo presidente Renato
Schifani, riesca a non dare risposte a tutt'oggi, a esentarsi
rispetto a quelle che sono le problematiche oggi della sanità, come
oggi anche a dei lavoratori che sono qui fuori. Ieri, erano dei
lavoratori della STM, della PFIZER, anche i lavoratori forestali.
Non comprendo perché questo Senato siciliano non venga del tutto
chiuso, a questo punto, perché la sua utilità è pari a zero, è un
luogo privo di contenuti, un luogo dove non si danno risposte, un
luogo pieno solo di persone che, come me, hanno il privilegio di
essere qui in quest'Aula, ma non possono dare risposta ai
cittadini. Io me ne vergogno
PRESIDENTE. Colleghi, l'Aula è rinviata a martedì 1 aprile 2025,
alle ore 15.00, con gli atti ispettivi della Rubrica Famiglia,
politiche sociali e lavoro (*).
La seduta è tolta alle ore 16.54 ()
() L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XV SESSIONE ORDINARIA
167a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 1 aprile 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Infrastrutture e mobilità (V. allegato) (*)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme in materia di sanità (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) Disposizioni varie in materia di politiche abitative (n. 738
Stralcio IV Comm quater/A)
Relatore: on. Carta
3) Disposizioni varie in materia di edilizia (n. 738 Stralcio IV
Comm quinquies/A)
Relatore: on. Carta
(*) La rubrica ispettiva annunziata al termine della seduta
precedente è stata così riformulata a seguito della nota pec
(protocollata al n. 1004-DIG/2025 del 28.3.2025) dell'Assessore
delegato ai rapporti tra il Governo e l'Assemblea regionale.
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella