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Resoconto d'Aula della Seduta n. 166 di mercoledì 26 marzo 2025
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.12

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni  in
  contrario, nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


                         Sull'ordine di lavori

   VENEZIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Nel frattempo, chiedo alla Commissione
  VI  di  prendere posto e, dopo l'intervento dell'onorevole Venezia,
  chiedo al Presidente Laccoto di svolgere la relazione.

   VENEZIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei   dire
  rappresentanti della Giunta ma non vedo nessuno del Governo. Quello
  che  sta  accadendo  in  queste  ore davanti  Palazzo  d'Orleans  è
  alquanto scandaloso.
   Da  mesi  il  comparto forestale siciliano guidato  dai  sindacati
  chiede  maggiori attenzioni e maggiori tutele per i lavoratori  che
  non   sono  solo  dei  lavoratori  che  hanno  bisogno  di   avere,
  ovviamente,  dignità  ma svolgono un lavoro prezioso  e  importante
  rispetto a ciò che sta accadendo in Sicilia in questi ultimi  anni,
  mi  riferisco  ai  cambiamenti climatici, mi riferisco  all'aumento
  degli  eventi estremi che colpiscono i territori, le aree rurali  e
  che creano devastazioni.
   E  dunque  la manutenzione del territorio, attraverso il  prezioso
  lavoro  che svolgono questi lavoratori, diventa sempre più preziosa
  e  anziché aiutarli, sostenerli, dare dignità, il Governo ormai  da
  mesi  prende  in  giro questa categoria. Prima l'accordo  sindacale
  sottoscritto da tutte le parti che prevedeva lo stanziamento di  14
  milioni  di euro per avviare la prima fase della riforma forestale,
  ormai attesa da molti anni.
   Poi l'emendamento fantasma proposto dalla Lega in sede di legge di
  stabilità  nazionale che con annunci vari prevedeva lo stanziamento
  di  50  milioni  di  euro  per  dare supporto  a  questa  categoria
  attraverso  l'aumento  delle  giornate  lavorative,  attraverso  la
  stabilizzazione, e poi l'impegno del Governo in sede  di  legge  di
  stabilità per approvare un'apposita norma per consentire appunto di
  dare dignità a questi lavoratori.
   Rispetto agli annunci, rispetto alle promesse, rispetto ai  tavoli
  tecnici ricchi di parole ma vuoti di fatti non è seguito niente  ad
  oggi.  E  anziché avviare un'interlocuzione seria  e  concreta  del
  Governo  e  del Presidente Schifani con i lavoratori e con  i  loro
  rappresentanti sindacali, oggi il Presidente Schifani ha deciso  di
  non  incontrarli, questo è veramente scandaloso e  noi  condanniamo
  questa  scarsa  sensibilità istituzionale da parte  del  Presidente
  Schifani   nei   confronti  di  questi  lavoratori.   Loro   stanno
  continuando  la loro protesta nella piazza e il Gruppo parlamentare
  del  Partito Democratico esprime solidarietà e vicinanza  ed  è  al
  loro  fianco  e  sarà  al loro fianco fino a quando  il  Presidente
  Schifani  si libererà dagli impegni presi, e sapeva lui  di  questa
  manifestazione  ormai  da  giorni, e  incontrerà  i  rappresentanti
  sindacali per prendere impegni seri e concreti.
   Continueremo a vigilare, continueremo a fare sentire  la  protesta
  di  questi  lavoratori in quest'Aula e continueremo a sostenere  la
  dignità  di questi lavoratori che il Governo non si deve permettere
  di calpestare.


     Discussione del disegno di legge  Norme in materia di sanità
                    (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge   Norme
  in materia di sanità  (n. 738 stralcio VI Comm bis/A).
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione,  onorevole
  Laccoto.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il presente disegno di legge  nasce
  dalla deliberazione della Sesta Commissione salute, servizi sociali
  e  sanitari,  di formulare un testo proprio ai sensi  dell'articolo
  64,  comma  1,  del  Regolamento  interno,  ciò  sulla  base  degli
  emendamenti  presentati  al disegno di legge  738  trasmessi  dalla
  Presidenza  dell'Assemblea  su  indicazione  della  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Tra i detti emendamenti, la Commissione ha prelevato quelli che  a
  seguito di approfondita istruttoria sono esitati nel testo  che  si
  illustra.   L'articolo   1   adotta  prescrizioni   per   garantire
  l'erogazione  di  cure palliative domiciliari e  assistenziali,  in
  particolare  stabilisce  che  nelle  more  della  disponibilità  di
  personale  dotato  di titoli previsti dai decreti interministeriali
  di  cui  all'articolo 8, della legge 15 marzo 2010, n. 38, le  cure
  possano  essere presentate da altro personale medico  adeguatamente
  formato  fino ad un massimo del 40% di quello presente in organico.
  Questo naturalmente per dare la possibilità di erogare queste  cure
  palliative che molte volte sono carenti sui territori.
   L'articolo  3 istituisce, ove non già previste, le aree funzionali
  dedicate all'interruzione volontaria di gravidanza presso le  unità
  operative  complesse di ostetricia e ginecologia delle aziende  del
  servizio  sanitario. Prevede inoltre il reclutamento  di  personale
  non obiettore di coscienza. L'articolo 4 integra la disposizione di
  cui all'articolo 1, comma 5, della legge regionale 20 ottobre 2023,
  numero  18,  relativo  alle competenze dello psicologo  delle  cure
  primarie, aggiungendovi anche quelle specifiche di elaborazione del
  lutto di un familiare.
   L'articolo  5  aumenta  il  cosiddetto "budget  di  salute"  delle
  aziende del Servizio sanitario regionale, portandolo dallo 0,2 allo
  0,22  della riserva prevista dall'articolo 24 della legge regionale
  16 ottobre 2019, numero 17.
   L'articolo  6  prevede  che  il Governo regionale  trasmetta  alla
  competente   Commissione   legislativa  permanente   dell'Assemblea
  regionale   siciliana  una  relazione  annuale   sullo   stato   di
  applicazione  dell'articolo  24 della legge  regionale  16  ottobre
  2019,  numero  17, relativo al cosiddetto "budget di salute"  delle
  aziende di Servizio sanitario regionale.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.


                        Sull'ordine dei lavori

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, io sul disegno  di  legge  non  ho
  nulla  da  dire, poi lo farò in base all'articolato. Del resto,  do
  atto  al Presidente e alla Commissione che durante i lavori  alcune
  cose  le abbiamo condivise, e lui ha rappresentato anche un momento
  di sintesi sull'articolo 2 insieme ai colleghi Burtone e Leanza, ma
  tutta  la  Commissione,  devo dire, con una  riscrittura  positiva.
  Penso che vada attenzionato un ragionamento, che poi lo faremo  nel
  corso  della  discussione dell'articolo 2, che se  dovesse  vederci
  concordi, lo potremmo calare.
   Detto  questo,  Presidente, io volevo intervenire  perché  il  mio
  collega  Fabio  Venezia  ha detto una cosa  molto  importante  che,
  capisco, tocca tutti.
   Là  fuori  ci sono i lavoratori forestali: tutte le proteste  sono
  complicate  e  sono importanti, questa è diventata  particolarmente
  appesantita  perché essi non hanno avuto interlocuzioni  da  tempo,
  fino  al  punto  che siamo arrivati all'occupazione  della  piazza,
  queste sono cose che non vedevamo ormai da tempo qui da noi
   Quindi  la ringrazio che lei mi sta facendo intervenire su questo,
  ma  poi considerata la delicatezza del momento, perché vedete io  -
  gradisco  un attimo l'attenzione, lei è sempre sfortunato,  che  ha
  questo  brutto vizio di essere presente in Aula, assessore Aricò  -
  l'apprezzo,  le riconosco serietà istituzionale, e  quindi  ci  può
  aiutare.
   I  lavoratori  della  forestale, di tutte le tre  categorie,  sono
  fuori e hanno occupato la piazza. Non solo, noi finiamo - almeno io
  i miei colleghi, non so chi - e ci trasferiamo là insieme a loro, e
  non  ce  ne andiamo dalla piazza  Ma non perché si pretende che  si
  debba  risolvere  subito la questione, ma almeno un'interlocuzione
  Non  può  essere che il Presidente della Regione non li ascolti,  e
  non sempre è possibile delegare un assessore.
   Lei  lo  capisce  bene che su una problematica  come  questa  loro
  chiedono  solo  una cosa, che ci sia un incontro - siccome  le  non
  risposte derivano da molto tempo - con il Presidente della Regione,
  in  modo  che  egli possa dire loro quello che è possibile  fare  e
  quello che non è possibile fare
   Siccome  ad  oggi  tutto  questo non  è  accaduto,  loro  si  sono
  incatenati  e hanno occupato la piazza, la stessa cosa  faremo  noi
  come parlamentari, ci accompagneremo a loro e non ce ne andremo  né
  stasera né domani, quindi rischiamo, i lavoratori in primis insieme
  ai  parlamentari, di occupare la piazza per avere un diritto che  è
  quello dell'interlocuzione con il Presidente della Regione
   Quindi,   io   mi  affido  al  Presidente  dell'Assemblea   perché
  rappresenta  tutti noi in questo momento, all'onorevole  Di  Paola,
  affinché  possa mandare anche lei un messaggio al Presidente  della
  Regione  per  sollecitare questo incontro, per  sollecitare  questo
  incontro anche fra un'ora, fra due ore, stanotte; siamo là  che  lo
  aspettiamo  per  avere questo incontro  Così come lo  chiedo  anche
  all'assessore  Aricò - e già lo vedo lavorare al cellulare  e  sono
  sicuro  che  lo sta facendo - in modo di fargli capire che  non  si
  aspettano miracoli, ma l'interlocuzione e il rispetto di quelle che
  sono problematiche serie dei lavoratori.

   bis/A

   Riprende la discussione del disegno di legge  Norme in materia di
                                sanità
                    (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Safina, siamo in discussione  generale  del
  disegno  di  legge. Poi c'è l'onorevole Chinnici e se non  ci  sono
  altri iscritti a parlare, chiudo la discussione generale.
   Prego, onorevole Safina.

   SAFINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo
  -  anzi  assessore  Aricò, va dato atto che lei è sempre  presente,
  quindi  piuttosto che membri del Governo la chiamo  utilizzando  il
  suo prenome - veda Presidente, io innanzitutto voglio ringraziare -
  e  non  lo faccio per piaggeria, ma lo faccio perché ha condotto  i
  lavori  con  uno  spirito  laico in  Commissione  -  il  Presidente
  Laccoto.
   Ha  consentito  a  tutti  di esprimere la  propria  posizione,  ha
  cercato di mediare anche su posizioni diverse ed è venuto fuori  un
  disegno  di legge che sicuramente non è, ovviamente, un disegno  di
  legge che può cambiare le sorti della sanità siciliana, ma ci  sono
  alcune  norme  che  in  materia di salute mentale,  in  materia  di
  rispetto dei diritti della donna possono comunque rappresentare, in
  un  momento  che per la sanità siciliana tocca il punto  più  basso
  della  sua  storia  -  al di là e al netto  della  vicenda  che  ha
  coinvolto  la mia provincia, i tremila esami istologici  -  che  ha
  espresso un modello di governo o anzi - mi permetto di dire, perché
  Governo è parola troppo nobile - di esercizio del potere che  nulla
  ha  a  che  vedere con quello che dovrebbe rappresentare il  nostro
  modo di approcciarci al rapporto con i cittadini.
   Un modello che fa perdere sempre più fiducia nella sanità pubblica
  e che sempre più mette in evidenza una scelta non espressa - perché
  il  coraggio di esprimerla compiutamente non c'è - ma la volontà  è
  quella di mettere in crisi il sistema di sanità pubblica, per  dire
  che  l'unica alternativa possibile è quella privata. Ma noi  questo
  non possiamo consentirlo e non lo consentiremo.
   Dinanzi  a  tutto questo oggi e nei prossimi giorni il Parlamento,
  questo  Parlamento,  avrà un'occasione: quella di  approcciarsi  al
  tema dell'interruzione volontaria della gravidanza, norma che io ho
  fatto  inserire grazie a quanto testé ricordavo, ossia  intanto  al
  voto  trasversale di quella Commissione - ringrazio i colleghi  dei
  Cinque  Stelle, di Forza Italia, il presidente Laccoto, che l'hanno
  sostenuta,  i miei colleghi di gruppo Burtone e Leanza che  l'hanno
  votata  in  Commissione - una norma che, in questo mare oscuro  che
  sta  avvolgendo la sanità siciliana, può rappresentare un punto  di
  eccellenza rispetto al resto del Paese.
   E, vedete, mi richiamo allo spirito laico perché nella discussione
  che  abbiamo affrontato - e ringrazio vivamente il collega Burtone,
  perché  da  cattolico democratico qual è, ha saputo dare il  taglio
  corretto  a  quella  norma  - noi non abbiamo  avuto  un  approccio
  ideologico,  ma  ci siamo posti un tema: noi dobbiamo  tutelare  la
  libertà di scelta e dobbiamo tutelare la salute delle donne.  E  in
  Italia, nel nostro Paese, una legge che tutela la libertà di scelta
  e  il diritto alla salute della donna c'è: è la 194 del 1978, ma in
  Sicilia questo diritto, questi diritti sono negati, perché i medici
  obiettori  e il personale sanitario obiettore supera l'ottanta  per
  cento: in provincia di Messina non c'è più un medico che è in grado
  di   praticare  l'interruzione  volontaria  della  gravidanza,   in
  provincia di Trapani uno, in altre province uno o due al massimo
   Ebbene, non si tratta di esprimere un giudizio morale su una donna
  che,  in  un momento complicatissimo della propria vita, decide  di
  praticare l'interruzione volontaria di gravidanza, ma si tratta del
  diritto,  anzi del dovere di uno Stato moderno di essere al  fianco
  di quella donna nel momento più difficile, probabilmente, della sua
  vita:   scegliere   se   continuare  una   gravidanza   oppure   se
  interromperla.
   Qui non si è pro o contro, io non saprei cosa dire a mia moglie se
  mi  dicesse  voglio abortire , perché non mi ci sono mai trovato in
  questa  situazione,  bisognerebbe viverla per poter  dire  cosa  le
  direi; o cosa direi a mia figlia che ha 16 anni e potrebbe trovarsi
  in  quella condizione. Non lo so perché quelle situazioni si vivono
  in   quel   momento,   in   quelle   circostanze,   non   le   puoi
  decontestualizzare.
   Allora, un Parlamento maturo, il Parlamento più antico d'Europa se
  vuole  essere maturo deve approcciarsi con questo spirito all'esame
  di  questa  norma  e  deve farlo sapendo che non stiamo  giudicando
  nessuno,  ma che stiamo rendendo effettivo qualcosa che  in  Italia
  già c'è e che è giusto che operi anche in Sicilia.
   Io,  per  questo, veramente, in sede di discussione  generale,  mi
  appello a ciascuno di voi, alle vostre coscienze, al vostro  essere
  uomini e donne che mettono di lato le loro convinzioni personali  e
  che,  invece, sanno che il nostro dovere è fare rispettare le norme
  e  mettere  tutti  in condizione di godere dei diritti  che  quelle
  norme ci hanno concesso.
   Per  il  resto, una chiosa, signor Presidente, sulla  vicenda  dei
  forestali. La cosa che più irrita in questo dibattito è che si vuol
  far  passare l'idea che quella riforma non la si deve fare  perché,
  alla  fine,  riguarda  un numero di persone  che  non  ha  reso  un
  servizio  ai  cittadini, un numero di persone che ha goduto,  negli
  anni, di alcuni privilegi.
   Io  ritengo, invece, che le parole giuste le hanno usate coloro  i
  quali hanno messo in evidenza come la riforma della forestale serva
  a  tutelare il territorio siciliano, serva a tutelare il territorio
  maggiormente percorso da incendi rispetto a tutto il Paese e che ha
  il più alto rischio idrogeologico del Paese: allora, si possono, in
  una   riforma,  affrontare  questi  temi?  E  può  questa   riforma
  affrontarla   tenendo  conto  di  quelle  che  sono  le   legittime
  aspettative  del personale che, in questi anni, ha  pure  perso  la
  vita per tutelare il nostro territorio e i nostri concittadini?
   E  non  ricevere le organizzazioni sindacali - e concludo,  signor
  Presidente  -,  la  CGIL, la CISL e la UIL non sono  organizzazioni
  eversive  che  non  vanno ricevute, sono organizzazioni  che  hanno
  rappresentato in qualità di corpi intermedi, presidio di democrazia
  nel  nostro Paese. E, quando un Presidente della Regione non riceve
  le  forze  sindacali  che  stanno  manifestando,  legittimamente  e
  pacificamente, fa un torto alla nostra democrazia
   Ed  è  per  questo  che  hanno ragione i  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto: chi ha a cuore la democrazia di questo Paese deve  stare
  al  fianco  di quelle organizzazioni sindacali e di quei lavoratori
  che  non  stanno  chiedendo  prebende, ma  stanno  rivendicando  un
  diritto. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
   È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI. Sì, grazie, signor Presidente, mi scuso per la voce.
   A  proposito  dell'articolo 5 del disegno  di  legge,  quello  che
  riguarda,  appunto, l'incremento della riserva dallo 0,2 per  cento
  allo 0,22 per cento per i budget di salute, questo è sicuramente un
  articolo  molto  importante, però noi dobbiamo  fare  in  modo  che
  all'aumento  delle  risorse corrisponda anche l'utilizzo  effettivo
  delle   risorse,  perché,  al  momento,  neanche  lo  0,2  %  viene
  utilizzato  per  i  famosi   progetti che vengono  realizzati,  che
  dovrebbero    essere    realizzati,    i    progetti    terapeutici
  individualizzati per le persone con disabilità psichica.
   Quindi,     oggi,    abbiamo    avuto    un'importante    riunione
  dell'Intergruppo  sulla  salute mentale, coordinata  dalla  collega
  Saverino  con tutta la rete delle famiglie, delle associazioni  che
  si  occupano  di salute mentale in Sicilia. Quello che lamentano  è
  sempre  questo:  ormai,  da tanti anni,  la  norma  c'è,  ma  viene
  disattesa,  non  viene applicata per vari motivi, primo  fra  tutti
  sicuramente manca un controllo da parte dell'Assessorato.
   Già  all'assessore Volo, adesso all'assessore Faraoni  sono  state
  reiterate delle richieste più volte perché la Regione controlli che
  le  ASP utilizzino e spendano questi soldi, questa percentuale  che
  viene assolutamente, purtroppo, disattesa.
   E,  ancora, che quello che manca, ovviamente lo sappiamo, è sempre
  una  carenza  relativa  alla pianta organica  dei  dipartimenti  di
  salute  mentale.  Ormai,  diciamo,  la  mancanza  di  personale   è
  diventata  veramente al limite, gli operatori sono  allo  stremo  e
  fronteggiare il disturbo mentale quando a questo si aggiunge  anche
  il  problema  della  doppia  diagnosi  legata  alle  dipendenze  da
  sostanze, che è la vera emergenza che, oggi, attraversa l'Italia  e
  la  Sicilia  in particolare, noi non possiamo essere impreparati  e
  neanche gloriarci di avere approvato il disegno di legge contro  le
  dipendenze  di  cui  aspettiamo ancora i famosi decreti  attuativi,
  però,  come  Gruppo  del Partito Democratico, ribadiamo  una  cosa:
  nessuna  legge potrà mai servire se non si mette mano  alla  pianta
  organica  e alle figure, che non sono soltanto gli psichiatri,  non
  sono  soltanto  gli  infermieri, ma  ci  sono  tante  figure  anche
  intermedie che permettono la gestione a casa, a casa delle  persone
  con  disagio  mentale.  Ci  sono i terapisti  della  riabilitazione
  psichiatrica che, in questo momento, sono pagati, per chi se lo può
  permettere,  dalle famiglie che possono mettere mano al portafoglio
  e sostenere il pagamento di queste figure che sono essenziali.
   Ricordiamoci    che   la    Legge   Basaglia     ha    mirato    a
  deistituzionalizzare  la  malattia  mentale,   a   potere   rendere
  l'inserimento  nella società dei disabili mentali e a  non  gravare
  tutto sulle famiglie, ma se noi non azioniamo tutte queste misure e
  non   incrementiamo  la  pianta  organica  avremo  fatto  un   buco
  nell'acqua,  per  cui  ottimo l'aumento, ma  insieme  ci  vuole  la
  vigilanza e ci vuole l'incremento dei piani personalizzati.
   Io   preannuncio  che,  come  Intergruppo  sulla  salute  mentale,
  presenteremo degli emendamenti al testo in Aula, appena  sarà  data
  la scadenza, che andranno sempre in quest'ottica, perché quello che
  ci  preme realmente è il fatto che queste persone non devono subire
  un  doppio  stigma,  una  doppia emarginazione,  quindi,  punteremo
  ancora  sull'inserimento lavorativo delle  persone  con  disabilità
  mentale    e    sulla    realizzazione   dei   piani    terapeutici
  individualizzati  e sull'utilizzo serio e soprattutto  omogeneo  in
  tutta  la Sicilia. Le ASP, infatti, vanno ognuna un po' per i fatti
  suoi:  ce  ne sono alcune molto virtuose e ce ne sono alcune  molto
  indietro.  E,  quindi,  ringrazio chi ha  pensato  questa  norma  e
  preannuncio  che l'Intergruppo, che è trasversale e transpartitico,
  si impegnerà per questo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
   Prima dell'onorevole Saverino, Presidente Laccoto, lei vuole  fare
  un ulteriore appunto?

   LACCOTO,  presidente della Commissione e relatore. Solo  per  dire
  alla  collega  che, intanto, l'articolo 6 prevede che  vi  sia  una
  relazione annuale da parte dell'Assessorato sul budget salute delle
  diverse aziende che deve essere trasmesso in Commissione. Questo  è
  per venire incontro proprio a quello che chiedeva, che tutti devono
  ottemperare alla riserva del 2,22 % che stiamo mettendo.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Saverino.  Ne  ha
  facoltà.  E,  poi,  ho  chiuso gli interventi  per  la  discussione
  generale  con  l'intervento dell'onorevole De Luca e dell'onorevole
  Schillaci.

   SAVERINO.   Grazie.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  innanzitutto,  vorrei ringraziare il Presidente  Laccoto,  partendo
  proprio dalla discussione su questo disegno di legge.
   All'articolo 4 è stato accettato, e ringrazio così anche tutta  la
  Commissione,  un  mio  emendamento che riconosce  la  necessità  di
  realizzare percorsi di assistenza psicoterapeutica volti a favorire
  l'elaborazione  del  lutto  da parte dei  genitori  e  degli  altri
  familiari del defunto, con particolare riguardo ai fratelli e  alle
  sorelle.  Questo  per dare anche lì un sostegno a  chi   purtroppo,
  ultimamente,  ne stiamo leggendo anche troppi, sia di  giovani  che
  perdono  la vita  e, quindi, cercare di essere vicini alle famiglie
  e  ai  genitori e dare loro la possibilità di avere, quindi, questo
  aiuto anche psicologico.
   Ringrazio,   quindi,   per  questo  la  Commissione,   perché   ha
  riconosciuto   e  spero  che possa passare  nel  disegno  di  legge
  all'unanimità.
   Per  quanto  riguarda, naturalmente  sulla salute mentale  ha  già
  detto   tutto  la  collega  Chinnici  e,  oggi,  ascoltando  queste
  associazioni,  non solo le associazioni ma anche  le  famiglie,  la
  cosa  che  più chiedono è questa multifunzionalità, che è  prevista
  per  legge ma, purtroppo, soprattutto in alcune ASP - io parlo  per
  quella, ad esempio, di Catania - non è sempre presente questo  tipo
  di  specializzazioni,  che  dovrebbero essere,  invece,  d'aiuto  e
  sostegno proprio ai disabili psichici.
   E,  poi, giusto per concludere, non voglio anche io... siamo stati
  in  piazza col partito, siamo stati in piazza, mi dispiace non aver
  visto nessuno dei colleghi della maggioranza e non si può far finta
  di non vedere quello che sta succedendo qui sotto, perché, fuori da
  queste  mura,  ci sono persone, ci sono famiglie,  ci  sono  madri,
  padri,  persone che lavorano, ci sono lavoratori, ci sono  13  mila
  precari  che  hanno  un'età media di 58 anni ed  è  una  categoria,
  questa dei forestali, che è stremata da tantissime promesse che non
  sono  mai state mantenute da un immobilismo che, di fatto,  offende
  la dignità del lavoro e il diritto anche di salvaguardia del nostro
  territorio.  Lo  dicevano bene, prima, i colleghi: noi,  purtroppo,
  abbiamo   assistito  ad  alluvioni,  ad  incendi,  sappiamo   della
  desertificazione e tutto questo, la prevenzione che serve anche per
  la  protezione dei nostri boschi  quindi, abbiamo veramente bisogno
  di  questi lavoratori. Ma senza stabilità, è ovvio, e senza futuro,
  tutto questo resta lettera morta.
   Così come resta lettera morta un disegno di legge che esiste, così
  ci  dicono  i sindacati, ma che non è mai, mai arrivato in  Giunta,
  negando  così  anche  a  tutti  noi la  possibilità,  comunque,  di
  leggerlo,  discuterlo, migliorarlo e trovare anche una sintesi  che
  possa essere, invece, d'aiuto a questa categoria.
   Quindi,  veramente è anche poco dignitoso il fatto che  non  siano
  stati ricevuti, perché penso sempre che, comunque, il confronto non
  si nega mai a nessuno.
   E,  quindi, noi politica, noi Istituzione abbiamo il dovere morale
  di  ascoltare le loro esigenze, anche se, a un certo punto,  saremo
  costretti  ad  allargare le braccia, questo lo  dovrà  decidere  il
  presidente Schifani, però non possiamo, assessore, non possiamo non
  riceverli, non possiamo non ascoltarli e ignorare quelle  che  sono
  le loro proteste e le loro esigenze.
   Quindi,  signor  Presidente, le chiedo ancora una volta  di  farsi
  tramite, anche col presidente Schifani, e noi dalla piazza  non  ci
  muoveremo, perché è giusto che questi lavoratori vengano ascoltati.
   Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, Governo, i  pochi  colleghi
  presenti in Aula, sul disegno di legge che ci vedrà, nelle prossime
  settimane, impegnati, confido in una sua rapida approvazione; credo
  che  si  sia  fatto  sommariamente  un  buon  lavoro  in  quanto  -
  orgogliosamente rivendico a nome del Gruppo Movimento 5 Stelle - la
  proposizione e l'approvazione all'unanimità in Commissione  Sanità
  delle  norme  che, appunto, portano, aumentano del 10 per  cento  i
  budget,  le  quote  di  bilancio che ogni ASP  dovrà  destinare  ai
  cosiddetti budget  salute .
   L'impegno per l'assessore è di dover rendicontare l'attività delle
  nove  ASP,  ogni  anno,  per il quinquennio precedente,  in  merito
  all'utilizzo effettivo dei fondi.
   Sul  budget   salute ,  il  Movimento 5 Stelle  ha  presentato  un
  disegno di legge molto impegnativo perché fissa degli obiettivi  di
  natura europea, di natura di un Paese civile.
   E'   evidente   che   la   Sicilia,  pur  avendo   una   normativa
  all'avanguardia, che ancora può essere notevolmente migliorata,  da
  un punto di vista dell'applicazione, è un po' indietro.
   Le  ASP  stentano,  le ASP non hanno ancora compreso  e  scommesso
  appieno su questo strumento, l'integrazione socio-sanitaria  ancora
  è distante dalla sua effettiva concretizzazione.
   Nel  frattempo,  questi  ragazzi, questi uomini,  queste  donne  e
  queste  famiglie  soffrono e si sentono  sempre  più  impotenti  di
  fronte a un sistema che - sinora - è stato sordo a quelle che  sono
  le  esigenze  di persone che hanno diritto a stare  bene  a  questo
  mondo.
   Nelle  prossime  settimane, mi auguro - come  da  impegno  che  ha
  assunto con me l'assessore Faraoni - che ci sia in Assessorato  una
  riunione che le associazioni di famiglie hanno richiesto già da tre
  settimane.
   Comprendo,  infatti  ho giustificato, da questo  punto  di  vista,
  l'Assessorato,  che  in  questo  momento  si  è  trovato,  a  poche
  settimane  dal suo insediamento, a dovere affrontare  la  questione
  che riguarda l'ASP di Trapani.
   Ho  chiesto  quindi alle famiglie un po' di pazienza, ma  è  anche
  vero che queste famiglie pazientano ormai da una vita ed è arrivato
  il momento di dar loro delle risposte
   Non  è  la  settimana in più o la settimana  in  meno  a  fare  la
  differenza, però quello che deve essere il nuovo atteggiamento  nei
  confronti  di queste patologie, di questi disagi, assessore  Aricò,
  deve  essere  una  priorità  tanto per il  Governo  quanto  per  il
  Parlamento,  ma  anche  per  tutte  le  persone  che  poi  lavorano
  materialmente nel DSM e nelle ASP.
   Lo  abbiamo inserito anche come obiettivo della dirigenza,  quindi
  oggi  l'utilizzo  del  budget  salute  è  obiettivo  dei  dirigenti
  generali  delle  ASP,  anche questo grazie a una  norma  fortemente
  voluta dal Movimento 5 Stelle.
   In  più  in  questo momento c'è grande attenzione  e  la  dobbiamo
  sfruttare.
   Relativamente  alla  PMA, in passato è stato fatto  poco  e  male,
  adesso  è  un  LEA  e bisogna riequilibrare, bisogna  riequilibrare
  l'offerta  pubblica  che finora è stata appannaggio  esclusivo  del
  privato   convenzionato   e   poi  bisogna   affrontare   il   tema
  dell'obiezione  di  coscienza  e di come  questo  viene  affrontato
  all'interno delle strutture sanitarie pubbliche.
   Io,  in Commissione "Sanità", ho detto che avrei voluto presentare
  un emendamento che vietasse alle cosiddette associazioni "pro vita"
  di  fare proselitismo all'interno delle strutture pubbliche, perché
  non  è tollerabile in uno Stato laico - pur essendo io cattolico  -
  che  una  donna che affronta un percorso psicologicamente provante,
  qualunque siano le cause, le motivazioni che l'hanno portata a fare
  una  determinata scelta, che la persona venga a volte aggredita con
  manipolazioni psicologiche, scientificamente infondate, all'interno
  di un luogo in cui si dovrebbe fare solo ed  esclusivamente scienza
  e sanità.
   Non   voglio   inquinare   il  dibattito,   non   voglio   nuocere
  all'approvazione della norma, ma anche questo è un tema che dovremo
  affrontare  e  che  il  Governo, se è laico, con  delle  circolari,
  dovrebbe quanto meno affrontare  Presidente Di Paola, mi conceda un
  paio  di  minuti  in  più, come ha fatto con  qualcuno  che  mi  ha
  preceduto, perché devo concludere con l'ultima delle questioni.
   Stiamo  per  affrontare un tema, un testo  di  legge  in  tema  di
  sanità.
   E' ridicolo, nella situazione in cui in questo momento si trova la
  Sicilia, pur essendo un buon testo, è ridicolo che, ancora oggi, il
  Presidente  Schifani  non abbia comunicato   l'assessore  Aricò  ha
  preso ieri l'impegno, ora sono certo vorrà riferire all'Aula se  il
  Presidente  Schifani ha comunicato in quale data è  disponibile  ad
  incontrare  le forze parlamentari per discutere dello  stato  della
  sanità siciliana.
   Vogliamo  fare  delle domande, vogliamo ottenere  delle  risposte,
  vogliamo  dibattere,  vogliamo discutere, la funzione  propria  del
  Parlamento  è questa, alla luce del sole, davanti ai siciliani,  in
  maniera  franca, di quelle che sono le problematiche  della  sanità
  siciliana.
   Io  spero veramente che lei, oggi, abbia ottenuto la risposta che,
  ieri, non ci ha potuto offrire, la comunichi all'Aula, perché credo
  che  veramente  nella situazione in cui la Sicilia  si  trova,  pur
  essendo  un  buon testo, è quasi ridicolo discutere di  altre  cose
  quando veramente manca tutto. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   E' iscritta a parlare l 'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie, signor Presidente, intervengo a mio  nome,  ma
  anche  dell'intero  Gruppo del Movimento 5  Stelle,  per  esprimere
  indignazione  per la situazione in cui davvero ci troviamo  con  il
  tema  della  sanità,  che  è  il tema di  tutti  i  temi,  per  cui
  aspettiamo,  assessore,  con ansia, un dibattito  serio,  sul  tema
  della  sanità  siciliana, ma soprattutto alla  luce  di  tutti  gli
  interventi  a cui stiamo assistendo, in questi giorni,  nelle  Aule
  che  si  sono susseguite, perché davvero manca tutto ed  è  compito
  della  politica partire dalle basi, piuttosto che sperperare  soldi
  della  sanità. E mi riferisco  in particolare, volevo citare alcune
  cifre: 5 mila  euro per  rilanciare l'immagine di un'ASP, ancora 16
  mila euro per una campagna sui servizi così generici, perché non  è
  specificato,  24  mila euro per disincentivare l'uso  delle  droghe
  quando  invece mancano, per esempio, i centri di prima accoglienza,
  12  mila  euro all'Associazione delle piccole isole per patrocinare
  un congresso, 25 mila euro di spesa per una campagna informativa  e
  anche  11 mila euro per uno stand presso il Cous Cous Fest  di  San
  Vito Lo Capo, 6.200 per l'ex Medicina di Catania e l'ASP di Trapani
  dovrebbe  invece occuparsi principalmente dei servizi alla persona,
  che   francamente,  abbiamo  dalle notizie di cronaca  mancano  del
  tutto
   Questo  è  solo  l'inizio di un'interrogazione  che  annuncio  che
  depositerò,  perché io mi chiedo se non c'è solo l'ASP di  Trapani,
  caro   assessore,   per  cui  vogliamo  un  monitoraggio   sull'uso
  consapevole  delle  risorse  che devono  essere  utilizzate  per  i
  cittadini siciliani in tema di salute. Quindi, annuncio il deposito
  di quest'interrogazione. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE.   Signor  Presidente,  nei  giorni  scorsi,   il   nostro
  Presidente  di  Gruppo parlamentare, onorevole  Michele  Catanzaro,
  insieme  al  Presidente  del Gruppo parlamentare  del  Movimento  5
  Stelle,  ha  fatto  una  esplicita richiesta  di  un  dibattito  in
  generale sulla sanità, sul momento che vive la Sicilia di fronte ai
  problemi di garanzia della salute.
   Il  problema  è stato posto all'assessore che ha rapporti  con  il
  Parlamento.  Attendiamo  una  risposta.  Non  è  un  capriccio,   è
  un'esigenza  avvertita  dalla comunità.  La  salute,  e  quindi  la
  garanzia  di interventi da parte delle Istituzioni in tal senso,  è
  uno dei temi, dei problemi più avvertiti dai siciliani: dal lavoro,
  ai  problemi  legati alla pace... la salute, centrale. Ecco  perché
  noi  abbiamo fatto questa richiesta. È una richiesta che non  vuole
  mettere soltanto il dito nella piaga per sottolineare tutto ciò che
  di  negativo non va in Sicilia. C'è la consapevolezza che c'è anche
  una  Sicilia  che ha una sanità d'avanguardia. Noi,  spesso,  anche
  nelle  comunità locali, apprezziamo alcuni interventi  che  vengono
  fatti  con tecnologie nuove. C'è una stagione - devo dire  -  anche
  nella  nostra Sicilia, che vede un protagonismo, dal punto di vista
  scientifico, nel campo della salute.
   Ecco perché noi ringraziamo chi si muove nell'ambito della sanità:
  i medici, gli infermieri, quelli che lavorano nell'ambito sanitario
  complessivamente,  sanitari e non sanitari, per quello  che  fanno,
  spesso  messi in condizioni di difficoltà. E tutto ciò, quindi,  ci
  porta  anche ad un senso di responsabilità. Noi abbiamo contribuito
  con  impegno a dar vita a questa legge. Certo, non è una legge  che
  risolve  problemi  strutturali, però interviene  in  alcuni  ambiti
  importanti. Primo, quello delle cure palliative. Il cancro era,  un
  tempo,  una  malattia incurabile, incurabile.  C'erano  soltanto  i
  tempi  che rimanevano della vita rispetto alla diagnosi. Ora è  una
  cura   che   può   anche  diventare  cronica,  può  permettere   un
  allungamento della vita. E c'è una fase, però, delicatissima  della
  malattia,  in cui possono subentrare dolori, momenti di  difficoltà
  piena nella continuità di vita, nella qualità della vita. E le cure
  palliative  hanno  dato buoni risultati. Sono  quelle  che  vengono
  fatte nei ricoveri ospedalieri, anche in altre strutture, e ci sono
  quelle  domiciliari, perché è un effetto di natura  psicologica,  è
  quello  di rimanere in casa, di avere l'assistenza anche dei propri
  familiari, di poter continuare a vivere la vita giorno dopo giorno,
  minuto  dopo minuto. E quindi le cure palliative sono fondamentali.
  Noi  abbiamo  colto una richiesta, in modo particolare  il  collega
  Nello  Dipasquale  ha insistito su questa. È una  richiesta  che  è
  venuta  dal mondo di chi è specializzato in questo settore e  opera
  nelle  nostre  comunità,  nelle varie province.  La  richiesta  era
  quella di potenziare, dal punto di vista professionale, il settore.
  Mancano  specializzati  nelle  cure  palliative.  Ecco  perché  noi
  abbiamo  fatto  una  legge  che ha autorizzato,  che  ha  acquisito
  professionalità,  al di là della specializzazione,  e  deve  essere
  utilizzata, perché è fondamentale.
   Signor Presidente, lei conosce la mia posizione da tempo. Io  sono
  stato  sempre  dell'avviso  che, in Sicilia,  come  in  Italia,  ci
  fossero problemi del numero dei medici, e quindi questa carenza  si
  è  riversata  anche  in questo settore. Noi speriamo  che  ci  sia,
  quindi,  un  arruolamento di medici che, pur non specializzati  nel
  settore,  possano  dare  continuità  ad  una  terapia  -  ripeto  -
  importantissima  in  una  patologia  importante  quale   è   quella
  soprattutto oncologica e non soltanto oncologica. Poi,  ne  parlava
  il collega Safina, una norma che riguarda le assunzioni dei medici,
  dei  ginecologi non obiettori. Lo dico con chiarezza: noi siamo uno
  Stato democratico, libero e laico, e dobbiamo garantire i diritti a
  tutti,  dobbiamo sollecitare i doveri, ma i diritti vanno garantiti
  a  tutti.  La  legge  n. 194 stabilisce che c'è  per  la  donna  la
  possibilità, in un ambito sanitario pubblico, di poter decidere  di
  interrompere  la  gravidanza e questo  deve  essere  garantito  dal
  Trentino alla Sicilia.
   In  Sicilia  non  è garantito, Presidente. Purtroppo,  il  collega
  Safina  ha  dato una serie di dati che fanno emergere la questione.
  Ora  ognuno  è  libero di presentarsi e dire io sono  obiettore  e,
  quindi, non partecipare ad un concorso però che è finalizzato  alla
  interruzione  della gravidanza e non può nascere poi  dopo  qualche
  mese, dopo che il concorso viene realizzato.
   Con  tutto il rispetto ognuno può, nel percorso di vita,  cambiare
  idea  soprattutto quando parliamo di fede, quando parliamo di  cose
  che  hanno  grandi valori di riferimento, l'obiezione  però  sembra
  strumentale se questo avviene quasi con scadenze precise, dopo  che
  il  concorso  sia  terminato, dopo qualche mese. Quindi  chi  vuole
  partecipare  deve partecipare ad un concorso finalizzato.  Ecco  la
  finalizzazione del concorso, sapendo che deve avere, deve praticare
  un  atto medico e lo deve praticare perché questo è garantito dalla
  Costituzione.
   Noi  abbiamo, tra l'altro, come Partito Democratico dato  voce  ad
  una  richiesta che è venuta dal mondo delle donne in un  territorio
  della  provincia di Catania, a partire da Giarre. Delle donne hanno
  raccolto   migliaia  di  firme  perché  venissero  ripristinati   i
  consultori   che   in  Sicilia,  debbo  dire,  in  Italia   avevano
  un'importanza fondamentale dal punto di vista sociale, dal punto di
  vista  dell'assistenza psicologica delle donne  soprattutto,  ma  i
  consultori  avevano  anche  un orizzonte  quando  sono  nati  anche
  diverso,  più  ampio.  Le  donne che hanno raccolto  queste  firme,
  ripeto,  che partono dall'esperienza di Giarre chiedono che vengano
  rimessi in moto queste strutture.
   Noi abbiamo in Commissione Affari sociali una legge che prevede di
  nuovo  il  ripristino, il potenziamento, in modo da avere strutture
  non  per  incanalare un certo tipo di idea ma per dare con rispetto
  assoluto  sostegno a chi fa delle scelte, a chi  ha  dei  problemi.
  Perché la donna si deve recare in un consultorio non soltanto se ha
  una   gravidanza  non  desiderata  ma  per  avere  anche  ulteriori
  indicazioni,  alcuni  consigli fondamentali  nella  gestione  della
  famiglia.
   E'  stato  detto anche che c'è un aspetto che riguarda le malattie
  psichiatriche,   noi  abbiamo  sostenuto  queste   iniziative   per
  potenziare  il  campo. Sono sempre ricollegate alle  difficoltà  di
  alcuni   settori  di  vedere  una  riorganizzazione  necessaria   e
  fondamentale, per incidere nella salute delle nostre comunità  così
  come  l'emendamento proposto dalla collega Saverino ha  una  grande
  importanza  perché  l'intervento che finalizza  la  presenza  dello
  psicologo  nelle  situazioni  drammatiche  che,  a  volte,   alcune
  famiglie vivono.
   Io  concludo,  Presidente, noi presenteremo  questa  sera  stessa,
  oppure   nei   prossimi  giorni,  degli  ordini  del   giorno   che
  accompagneranno questo disegno di legge. Uno riguarda la  questione
  che  volevamo proporre all'interno della legge sul randagismo e  ha
  come  punto  centrale la necessità che in Sicilia si ripristini  il
  tema  del  patentino  per  chi  ha  degli  animali  che  presentano
  condizioni  anche  particolari, alcuni con  un'accentuazione  della
  ferocia anche in alcuni momenti. Animali che non debbono essere per
  nulla   allevati  come  spesso  vengono  allevati  e,  quindi,   la
  responsabilizzazione  di  chi  li ha,  li  tiene,  e  se  li  vuole
  continuare  ad avere dovrà avere alcune condizioni fondamentali  di
  controllo  e  dovrà rispondere alle istituzioni. Così come  abbiamo
  presentato   un  ordine  del  giorno  che  guarda  alle  esenzioni,
  Presidente.
   In  Sicilia,  come  nel  resto del paese, ci  sono  una  serie  di
  categorie che vengono esentate al pagamento dei ticket. Parlo degli
  anziani,  di  chi  presentano disabilità, c'è un aspetto  però  che
  ancora  ribalta  nell'opinione  pubblica  ed  è  quello  di  alcune
  categorie   di   disoccupati  che  ad  aprile   debbono   rinnovare
  necessariamente il ticket.
   Se  mantengono  la  loro  condizione dell'anno  precedente  perché
  debbono  presentare una serie di documenti che, alla fine,  portano
  loro  a  non avere l'esenzione per un paio di mesi, per  tre  mesi?
  perché  non  prendere atto come è stato fatto in Puglia,  in  altre
  regioni, del fatto che non essendoci cambiamenti dal punto di vista
  del  reddito, che è basso in quanto disoccupati, possano continuare
  ad  avere  un'assistenza fondamentale per alcune famiglie, qualcosa
  Presidente che io ho posto, i colleghi sono stati d'accordo, perché
  ci  sono  fasce sociali che sono in grandi difficoltà  e  attendono
  anche  su  questo  tema  una risposta da  parte  delle  istituzioni
  regionali.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Campo,  poi  gli
  onorevoli  Giambona e Catanzaro e non ho più interventi.  Colleghi,
  però,  quando vi comunico che sto chiudendo la discussione generale
  o vi registrate prima o la discussione generale poi viene chiusa.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.

   CAMPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intervengo
  in  merito all'articolo 3 e in particolare, appunto, al diritto  di
  poter  attuare la legge 194 sull'interruzione di gravidanza. Spesso
  quando  ho  affrontato questo argomento, anche in sedute precedenti
  tramite  interrogazioni e interpellanze a questo Governo, ho  letto
  nei  vari  commenti  che alcuni cittadini ne  fanno  una  questione
  morale.
   Veda, Presidente, non può essere così perché questo è uno Stato di
  diritto,   stiamo  semplicemente  chiedendo  che  una   legge   sia
  costituzionalmente  garantita, quindi  non  ne  possiamo  fare  una
  questione  morale  ne  dobbiamo fare  piuttosto  una  questione  di
  diritti  delle  donne. Parlo soprattutto per un  territorio  che  è
  quello  della cosiddetta fascia trasformata, nell'area appunto  tra
  Vittoria ed Acate, dove si verificano tanti e tanti casi di giovani
  donne che spesso non hanno neanche i mezzi per arrivare in ospedale
  a  praticare  appunto un'interruzione, spesso lo  fanno  anche  per
  delle  condizioni difficili e disagiate in cui si vengono a trovare
  e  sono costrette, a causa dei tanti medici obiettori, a vagare  da
  una  struttura ospedaliera ad un'altra cercando appunto di  trovare
  chi  poi  faccia questa pratica. Spesso si rivolgono anche a  delle
  strutture che operano in nero mettendo a rischio la loro salute.
   Oltre  a questo c'è da dire, e questo purtroppo, lo possiamo  dire
  perché  sono arrivate anche delle denunce a tal proposito,  che  ci
  sono  medici  obiettori per le strutture pubbliche  che  poi  nelle
  strutture private non sono più obiettori
   Allora è chiaro che bisogna correre ai ripari, bisogna mettere  un
  limite a questa situazione, un tetto massimo di figure obiettori  e
  dopodiché si vada a scorrimento nelle graduatorie, assumendo medici
  che  non sono obiettori e che non ci sia più la possibilità appunto
  di  essere  assunti da non obiettori e dopo pochi giorni  diventare
  obiettori e possibilmente nelle strutture private continuare a  non
  esserlo.
   Queste sono delle denunce molto gravi che adesso sto facendo  così
  come ho fatto anche in passato con gli extra costi della sanità per
  tutte  quelle  aziende che sono convenzionate con l'ASP  e  che  ti
  fanno   pagare   comunque   un  extracosto   per   chi   ha   delle
  apparecchiature  di  ultima generazione, quando  invece  dovrebbero
  essere garantite già nelle convenzioni stesse. Ci sono diverse cose
  che  noi abbiamo sempre denunciato e che in questa raccolta appunto
  di  articoli  cerchiamo  anche  di correre  ripari  anche  se  come
  sappiamo  i problemi legati alla sanità sono di ben altra natura  e
  molto più gravi.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Giambona.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  su
  questo  disegno  di  legge che ha l'intenzione di  trattare  alcune
  questioni che riguardano la sanità in Sicilia e come rappresentante
  di  questo  Parlamento, sapete benissimo quale  è  stato  l'impegno
  nelle  ultime  settimane per monitorare e tentare di migliorare  la
  qualità  dell'offerta sanitaria in Sicilia, sanità  che  intendiamo
  essere  un diritto, che come è costituzionalmente appunto previsto,
  garantito  a  tutti  in  maniera gratuita, in  maniera  efficiente,
  secondo    quel    principio   universalistico    che    ci    deve
  contraddistinguere.
   E  quindi  dibattiamo oggi su questo disegno di legge che presenta
  degli   importanti spunti di riflessione, sul quale noi del Partito
  Democratico  abbiamo lavorato sia in Commissione che  al  di  fuori
  delle  Commissioni,  anche presentando dei  disegni  di  legge  che
  vediamo   oggi  essere  ripresi  "pari  pari"  in  questa  proposta
  normativa,  come  la  questione delle  cure  palliative,  argomento
  assolutamente centrale quando si tratta, tra l'altro, di affrontare
  quelle che sono patologie croniche di natura tumorale.
   O  come  il  tema del "budget della salute", specialmente  per  la
  questione  delle cure della salute mentale - tra l'altro da  questo
  punto  di vista, Presidente, noi abbiamo un nostro disegno di legge
  -  come  anche  la  questione proposta  dai  colleghi  del  Partito
  Democratico sull'esigenza di ampliare ulteriormente quelle che sono
  le  competenze  degli  psicologi di  base.  Per  cui  nelle  ultime
  settimane  stiamo  vedendo,  non ne  vedevamo  appunto  l'ombra  e,
  finalmente, si comincia a concretizzare, la concreta attuazione  di
  questa  ulteriore  figura per la quale noi ci  siamo  impegnati  in
  questo Parlamento.
   Sono sicuramente argomenti centrali, sono argomenti importanti, ma
  ritengo  che  questa discussione su questo disegno di  legge  sulla
  sanità,  Presidente e colleghi, permetta finalmente  di  aprire  un
  tavolo  ben più grande, ben più analitico e ben più concreto  sulle
  questioni importanti della sanità siciliana che, ahimè, ad oggi non
  sono  assolutamente affrontate: io mi riferisco a  quello  che  sta
  avvenendo  sull'enorme  falla  che  si  è  evidenziata  all'Asp  di
  Trapani,  che  è  solamente, per così dire, il primo  segnale  così
  eclatante  di  un  sistema che assolutamente non  funziona,  perché
  avere  l'esito  di  esami istologici a distanza di  mesi  significa
  pregiudicare  seriamente  quello che è il  diritto  alla  vita  dei
  siciliani
   Ma  vi  è  di più: da questo punto di vista, non otteniamo  alcuna
  risposta,  come  nessuna  risposta  sulla  questione  delle   liste
  d'attesa che continuano ad aumentare, sulla carenza dei medici  nei
  reparti dei nostri ospedali, sulla carenza, Presidente, dei  medici
  di  medicina  generale e dei pediatri, che drammaticamente,  giorno
  dopo  giorno, sono sempre meno nei nostri Comuni, specialmente  nei
  Comuni dell'entroterra siciliano.
   E  allora,  da  questo  punto di vista,  le  risposte  tardano  ad
  arrivare.   Come  quella  risposta  che  dovrebbero   ottenerla   i
  cosiddetti  medici  convenzionati,  coloro  che  fanno  le  analisi
  cliniche,  che dall'inizio di quest'anno, da quando  è  entrato  in
  vigore  il decreto sul nomenclatore che ha riformulato le  tariffe,
  chiedono al Governo Schifani di intervenire, perché non ci arrivano
  più  a  coprire i costi per fornire quelle prestazioni che  fino  a
  qualche  mese  fa  venivano pagate al triplo di quanto  oggi  viene
  proposto. Schifani ci propone una soluzione oramai da mesi, ma  una
  soluzione che tarda concretamente ad arrivare, e si mette a rischio
  tutto quello che è l'intero sistema.
   Allora,  sulla  tematica della sanità complessivamente  intesa,  e
  sulla questione di come questa viene gestita, noi ci aspettiamo, lo
  abbiamo  chiesto come Partito Democratico oramai da oltre un  anno,
  la  presenza del Presidente della Regione qui insieme all'assessore
  alla  salute, ci deve venire a raccontare quali sono ecco  le  idee
  per migliorare la condizione drammatica in cui questa Regione vive,
  e che evidentemente è sotto agli occhi di tutti, e non possiamo che
  confrontarci su questo tema così centrale
   Risposte  ai  siciliani, questo è quello  che  noi  chiediamo.  Le
  stesse  risposte,  Presidente,  che chiedevano  oggi  centinaia  di
  lavoratori  che sono venuti qui davanti alla Presidenza a  chiedere
  di  essere sentiti, a chiedere di essere ascoltati: mi riferisco ai
  lavoratori della forestale, che sono venuti da più parti  da  tutta
  la  Sicilia,  sono venuti da Messina, da Ragusa,  da  Siracusa,  da
  Trapani, da tutte le province della Regione siciliana, e chiedevano
  di  essere  ascoltati rispetto a promesse che sono  state  avanzate
  prima dal Governo Musumeci, poi ancora dal Governo Schifani, su una
  proposta della riforma della forestazione, che è essenziale  perché
  mette  al  centro l'esigenza di garantire il nostro territorio,  di
  portare avanti l'azione di prevenzione, di garantire quello  che  è
  un turnover all'interno della forza lavoro.
   Io   ritengo,  Presidente,  che  il  precariato  può  essere   una
  condizione di una fase di vita di ognuno di noi, dei lavoratori; ma
  non   si  può,  come  in  questo  caso  avviene  nel  mondo   della
  forestazione, nascere nei rapporti di lavoro precari e terminare la
  carriera lavorativa come precari.
   E,   allora,  da  questo  punto  di  vista  io  ritengo  che   sia
  inqualificabile  l'atteggiamento  del  Presidente  della   Regione,
  Renato   Schifani,  che  oggi  ha  deciso  di  non   ascoltare   le
  rappresentanze  sindacali. Allora noi, da questo  punto  di  vista,
  credo  che  non  possiamo tollerare ulteriormente. Personalmente  e
  assieme  ai  colleghi del Gruppo parlamentare non solo presenteremo
  un'interrogazione  sul tema, ma presenterò anche  una  mia  lettera
  firmata,  da  me sottoscritta, al Presidente della Regione,  perché
  abbiamo  l'intenzione  di  sapere in  questo  caso  quali  sono  le
  modalità con le quali lui vuole agire, in maniera chiara: se  vuole
  valorizzare  i forestali o se vuole che continui ad esserci  questa
  situazione di limbo in cui non c'è chiarezza.
   Credo  che a questo punto della legislatura - siamo a metà mandato
  della  legislatura  Schifani - ci siano  tutte  le  condizioni  per
  capire  quale  percorso  loro  vogliono  intraprendere.  Noi  siamo
  perfettamente  convinti,  invece, che vogliamo  valorizzare  questa
  importante risorsa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro.  E  poi
  chiedo  all'Assessore  se  voglia fare una  replica  riguardo  agli
  interventi  che ci sono stati dei colleghi, soprattutto  in  merito
  all'argomento forestali. Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO.   Signor   Presidente,  assessore   Aricò,   pochissimi
  onorevoli  colleghi  presenti  in  Aula.  Dico  pochissimi,  signor
  Presidente   dell'Assemblea,  perché  è  davvero   assurdo   potere
  certificare  attraverso l'aspetto visivo,  come  siamo  ridotti  in
  Aula,  al di là della discussione generale di un importante disegno
  di   legge  che  è  stato  esitato  dalla  Commissione  VI,   dalla
  Commissione  'Sanità'.  Lo diceva bene il collega  Burtone,  che  è
  componente della Commissione, il Gruppo parlamentare del PD  con  i
  due  componenti  in  Commissione, hanno  dato  un  loro  contributo
  attraverso alcune norme che sono dentro questo disegno di legge che
  ci   accingiamo  discutere  e,  quindi,  a  votare,  con  due   tre
  argomentazioni importanti e che, quindi, dobbiamo affrontare  nelle
  prossime giornate.
   Ieri  in Conferenza dei Capigruppo, Presidente, proprio su  questo
  tema  le  opposizioni hanno posto un interrogativo, una domanda  in
  quella  Conferenza - l'assessore Aricò era presente - e  chiedevamo
  in  forma  molto  esplicita di potere sapere quando  il  Presidente
  della  Regione avesse qualche giornata o mezza giornata  o  qualche
  ora   di   disponibilità  da  dedicare  all'Aula,   e   quindi   ai
  parlamentari, per potere affrontare un tema, che non è un tema  che
  dal  nostro  punto di vista è un tema, diciamo così, di  secondo  o
  terzo piano nelle argomentazioni di questa Terra, ma è un tema  che
  ormai  da  diversi anni e in continuità di un Governo regionale  di
  centro-destra  e ormai da diversi mesi abbiamo chiesto  più  volte,
  abbiamo  chiesto in più occasioni, che si affrontasse il  tema  sul
  diritto alla salute.
   Non  capiamo  e  non  comprendiamo  il  motivo  per  il  quale  il
  Presidente   della   Regione  abbia  la  necessità   di   dialogare
  all'esterno  e  sui  giornali, parlando e cercando  di  parlare  di
  sanità,  di  salute. All'esterno però, non avendo  la  sensibilità,
  invece,  di essere colui il quale viene dentro il Parlamento  e  si
  confronta sul tema della sanità, perché non è che c'è l'opposizione
  a  governare, c'è lui  E quindi non ha la sensibilità di venire  in
  Aula e assumersi lui la responsabilità
   Perché  la responsabilità su quello che è il disastro della sanità
  in  Sicilia sicuramente non può essere di un manager, due  manager,
  tre  manager,  perché  i manager li mette  lì  la  politica   E  la
  politica  è  interpretata  dalla  massima  espressione  che  è   il
  Presidente  della  Regione, quindi questa  manfrina  di  raccontare
  all'esterno  che  lui  non ha nessuna responsabilità,  cercando  di
  darla agli altri, è davvero una cosa ormai divenuta insopportabile
   E allora per questo, signor Presidente, proprio in questo momento,
  su  una  discussione che riguarda un disegno di legge di quattro  o
  cinque  articoli  sulla sanità, noi reiteriamo  una  richiesta  che
  ovviamente  è  una  richiesta che da ieri abbiamo  consegnato  alla
  Conferenza   dei  Capigruppo  e  all'Assessore  delegato   con   il
  Parlamento,  Aricò, per comprendere e capire quando la  sensibilità
  del  Presidente della Regione, che ha questa grande  dimensione  di
  parlare  ogni  giorno sui giornali, verrà in Aula  e  rispetterà  i
  parlamentari per potersi confrontare con noi sul tema della sanità.
   È  la  stessa  identica  cosa della non  sensibilità  che,  mentre
  parliamo  di  sanità,  che  tutto va bene  in  Sicilia,  che  viene
  rappresentato  con grandissimi articoli da parte di  un  Presidente
  della Regione, da stamattina non riceve una categoria che da anni è
  bistrattata  e  maltrattata, che è quella dei forestali;  e  ancora
  continua  a  non  riceverli  e non si  comprende  il  motivo,  sono
  tantissimi  lavoratori  lì a manifestare  e  non  riceverli  e  poi
  discutiamo di altro, fino a ieri abbiamo parlato di altro che  sono
  le riforme ferme al palo, ferma al palo come quella dei consorzi di
  bonifica.
   E  allora, signor Presidente dell'Assemblea, al di là che oggi noi
  stiamo  dibattendo su una discussione generale  su  un  disegno  di
  legge  sulla  sanità, chiediamo con forza di comprendere  e  capire
  quando la sensibilità di un Presidente della Regione, che parla  di
  essere ricandidato per la sua seconda legislatura, venga in Aula  e
  si  confronti  con il Parlamento e con i deputati per  parlare  del
  primo punto che si chiama diritto alla salute.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Assessore  Aricò,  se  vuole  fare una  replica  riguardo  le  due
  questioni:  una che riguarda i forestali e l'altra che riguarda  la
  richiesta  che  altri  colleghi hanno  fatto  alla  Conferenza  dei
  Capigruppo  di  ieri - visto che il disegno di  legge  riguarda  la
  materia della sanità - se abbia avuto risposta o meno da parte  del
  Presidente della Regione. Prego, Assessore.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, nessuna  replica  naturalmente  a
  quanto  è  stato  dichiarato oggi, ma mi corre  l'obbligo  di  fare
  alcune  comunicazioni proprio per la rappresentazione che  si  deve
  dare all'esterno della verità dei fatti.
   Ieri  è  stata  posta  la  questione di  avere,  naturalmente,  il
  Presidente  della Regione che non si è mai sottratto  al  dibattito
  d'Aula,  e  voglio  ricordare proprio ai  colleghi  che  nel  corso
  dell'ultima   approvazione  e  trattazione  della  finanziaria   il
  Presidente della Regione è stato costantemente in Aula ad ascoltare
  il dibattito dei colleghi onorevoli.
   Dopodiché,   proprio   questa  mattina  ho   avuto   la   naturale
  disponibilità  del  Presidente a far sì  che  ci  possa  essere  il
  Governo  presente  per il dibattito sulla sanità,  richiesto  nella
  Conferenza  dei Capigruppo di ieri, e già dalla terza settimana  ad
  aprile  in  poi, nella Conferenza prossima dei Capigruppo  è  stata
  data la possibilità di potere calendarizzare.

   DE LUCA Antonino. Non ho capito

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Dalla  terza
  settimana di aprile.

   DE LUCA Antonino. Di quest'anno?

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e la  mobilità.  Capisco
  l'ilarità di alcuni colleghi, però rispetto a quanto sta succedendo
  ci  sono  delle  procedure  aperte,  delle  relazioni,  sono  state
  richieste  alcune  specificità di cui  sarebbe  opportuno,  anziché
  parlare   diciamo  dei  fatti  accaduti,  ma  soprattutto   poterli
  sostanziare rispetto alle relazioni e alle ricerche dei  fatti  che
  si stanno succedendo proprio in questi giorni.
   Quindi,  così come è stato richiesto da alcuni Capigruppo  proprio
  nella Conferenza di ieri, sarebbe opportuno aspettare l'esito delle
  relazioni  che gli ispettori stanno portando avanti per  aprire  un
  dibattito  che so per certo che non sarà soltanto sugli accadimenti
  di una ASP in particolare, ma sarà di carattere generale.
   Quindi  a totale disposizione e al totale rispetto del Parlamento,
  il  Governo  sarà presente già dalla terza settimana di  aprile  in
  poi,   poi   deciderà  naturalmente  la  Presidenza  in  Conferenza
  Capigruppo.
   Per  quanto  riguarda  la categoria dei forestali,  una  categoria
  assolutamente che è nel cuore del Governo regionale, ho avvisato la
  Presidenza della richiesta di alcuni colleghi dell'opposizione  per
  l'incontro con i delegati del Governo e mi è stato riferito che già
  l'Assessore,  gli  Assessori  al ramo,  con  i  direttori  generali
  competenti   per   materia  dei  rispettivi   dipartimenti,   hanno
  incontrato una delegazione dei forestali.
   Quindi, diciamo, poteva passare un messaggio diverso rispetto alla
  realtà  ma  il  Governo  regionale, la  Presidenza  si  è  attivata
  affinché  una  delegazione  potesse  incontrare  nell'immediatezza,
  attraverso  gli  Assessori  al ramo  e  i  direttori  generali  dei
  dipartimenti interessati, la delegazione dei forestali.
   Quindi  sotto questo punto di vista, Presidente, nulla diciamo  di
  replica,  mi  viene soltanto da dire che rispetto ad una  serie  di
  risultati  avviati  da  questo Governo gli indicatori,  soprattutto
  quelli  economici, parlano chiaro e vedono la Sicilia per la  prima
  volta,  forse non è accaduto mai, in termini di sviluppo  economico
  come la prima Regione per crescita d'Italia. Dopodiché c'è tanto da
  migliorare,  ci  stiamo sbracciando affinché i  servizi,  i  lavori
  pubblici,  lo  sviluppo economico, gli indicatori  economici  e  di
  bilancio  possano essere ancor di più migliorati, però questi  sono
  dati che sono ormai stati certificati.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore, colleghi non c'è  la  replica  per
  quanto riguarda l'intervento dell'Assessore.

   DE LUCA Antonino. No, non è una replica

   PRESIDENTE. Quindi per capire bene io, io ho controllato Assessore
  il calendario, dalla terza settimana di aprile in poi significa dal
  15 aprile
   Colleghi,  un  attimo, prima di prima chiudere  l'Aula  perché  le
  discussioni  generali degli altri due disegni di legge li  rinviamo
  alla  prossima seduta, alla prossima seduta legislativa, così  come
  stabilito dalla Conferenza Capigruppo, martedì e mercoledì prossimi
  vi  ricordo ci saranno atti ispettivi, così come è stato  stabilito
  sempre dalla Conferenza dei Capigruppo.
   Prima  di  chiudere  l'Aula,  ci sono degli  interventi  ai  sensi
  dell'ex  articolo 83: gli onorevoli Marano, Campo, De Luca Antonino
  e Burtone.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   DE  LUCA  Antonino.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo  83,
  comma 2 del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Allora, intanto notiziona: Aricò come  "Ei  fu
  Berlusconi",  vede in Sicilia i ristoranti pieni e si convince  che
  l'economia funzioni  Guarda quei poveri disgraziati a cui gli avete
  tolto  anche  il  reddito di cittadinanza,  sono  sicuro  che  sono
  d'accordo  con  te  quando  vanno  a  mangiare  nei  vostri  stessi
  ristoranti,  guarda  il  Popolo siciliano  sta  godendo  di  questa
  ricchezza, di questi dati, ogni giorno mangiano pasta e  dati,  per
  non dire pasta e altre cose.
   Detto  ciò, sapete benissimo che la terza settimana di aprile  non
  ci  sarà  Aula,  perché  già lo sapete,  perché  lo  ha  deciso  la
  Conferenza  dei Capigruppo, quindi prendiamo atto che il Presidente
  Schifani  si  sta nascondendo e sta prendendo tempo in  attesa  che
  arrivino le relazioni degli ispettori ministeriali, quindi  voi  mi
  state dicendo che siccome forse c'è un procedimento disciplinare  o
  un procedimento amministrativo, perché di questo si tratta...

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, però sono sue deduzioni.

   DE LUCA Antonino. Di cui mi prendo la responsabilità.

   PRESIDENTE.   L'Assessore   Aricò  ha  solamente   comunicato   la
  disponibilità,  il  periodo di disponibilità.  Il  resto  sono  sue
  deduzioni.

   DE  LUCA Antonino. E io sto rispondendo con le mie deduzioni,  che
  sono  corrette  e  sono oggettive, perché anche quando  ci  sono  i
  processi  penali,  la  parte politica può  venire  e  rendicontare,
  altrimenti,  quando  fanno  il processo  Open  Arms ,  Salvini  non
  dovrebbe andare al question time o a riferire in Parlamento. Quando
  c'è  un  procedimento, la Meloni non dovrebbe andare a riferire  al
  Parlamento.
   Questo è l'unico Parlamento in cui il Presidente della Regione, se
  c'è un procedimento amministrativo, un procedimento disciplinare  o
  un'ispezione in corso, non può venire a riferire?
   Uno:  la richiesta è fatta sulla sanità, quindi non mi può opporre
  un rinvio perché state aspettando la relazione del Ministero.
   Due:  la  relazione  del  Ministero dice il  punto  di  vista  del
  Ministero. Non è Cassazione
   No,  no,  no  quella regionale è finita, tant'è  che  avete  fatto
  uscire sui giornali la seconda.
   Tre:  anche quando - mica stiamo parlando di atti secretati  o  di
  un'istruttoria  del  Pubblico Ministero -  dice   non  ne  parliamo
  perché stiamo violando un segreto istruttorio . Qui dovete venire a
  rendere  conto politicamente dello schifo della gestione  sanitaria
  che  avete attuato da quando siete al Governo. Qui dovete venire  a
  dare  delle risposte, non a maggio, le avreste già dovute dare ieri
  e state continuando a nascondervi dietro al nulla.

   PRESIDENTE.  Andiamo all'intervento dell'onorevole  Marano  e  poi
  dell'onorevole Campo.
   Questo  è  un intervento ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   ARICÒ,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Allora,  la
  presenza del Governo non è richiesta.

   PRESIDENTE. Assolutamente

   MARANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
  brevemente  perché anche da questo luogo, il Parlamento  siciliano,
  che  rappresenta  il  luogo  della democrazia,  voglio  dimostrare,
  voglio  comunicare la mia solidarietà all'ARCIGAY di  Catania  e  a
  tutta la comunità LGBT, non solo di Catania ma della Sicilia  e  di
  tutto il nostro Paese, perché, l'ho già fatto a mezzo stampa, ma ci
  tenevo particolarmente a farlo qui, in questo luogo sacrosanto  per
  la nostra democrazia, perché, qualche giorno fa, nella sede ARCIGAY
  di Catania, in via Verona, sono apparse delle scritte fasciste, che
  io ho definito rigurgiti fascisti.
   Bene,   io   vorrei  ricordare  a  questa  gente  che  la   nostra
  Costituzione, la nostra Carta costituzionale tutela quei diritti di
  libertà, contro la discriminazione, e di uguaglianza che il  regime
  nazifascista non ha tutelato al nostro Paese. E vorrei ricordare  a
  questa  gente,  visto  che  in questo  periodo  questa  parola  sta
  diventando un po' troppo frequente nei dibattiti, ovunque,  che  la
  lotta  continua dal periodo della Liberazione, di quel  25  aprile,
  continua anche oggi
   Nonostante  tutto e nonostante questo periodo che stiamo  vivendo,
  la  tutela del nostro Stato di diritto c'è sempre e lotteremo  ogni
  giorno  contro  ogni  forma di violenza e di discriminazione,  così
  come è avvenuto in questi giorni a Catania.

   PRESIDENTE.  L'ultimo  intervento  dell'onorevole  Campo.  Ne   ha
  facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che  non
  c'è  nessuno del Governo. Io dovevo intervenire su altra questione,
  ma  dopo  le  comunicazioni dell'assessore  Aricò,  non  posso  non
  intervenire   su   questo.  Dopo  un  caso  così   grave,   ricordo
  all'assessore, e spero che qualcuno possa riferire, non è  un  caso
  isolato  che riguarda soltanto la provincia di Trapani, è  un  caso
  che  ha riguardato tutta la Nazione, tutta l'Italia e che ha creato
  anche un grande allarme sociale.
   In  una  Regione dove le liste d'attesa sono infinite, sapere  che
  3.300  referti,  che  potrebbero salvare  la  vita  ad  altrettante
  persone, non arrivano in tempo e che nessuno lo denuncia e ne  pone
  una  questione  importantissima, chiaramente,  coinvolge  anche  le
  altre  province  siciliane, coinvolge le persone che  sono  in  uno
  stato di allarmismo.
   Ci  sono  rimaste  tante, tante richieste di  esami  istologici  e
  referti  che ancora non sono stati esitati anche in altre province,
  anche se non con questi tempi così dilatati.
   Adesso,  vorrei  dire all'assessore Aricò che  è  assurdo  che  il
  Presidente Schifani agisca con lo stesso modus operandi  di  questi
  referti,  che  sono  arrivati con questi tempi dilatati,  e  riceva
  questo  Parlamento  dopo più di un mese - fra l'altro  non  ha  mai
  nominato  il Presidente Schifani -, ha sempre detto questo  Governo
  vi riceverà dopo la terza settimana di aprile.
   Ma,  quindi,  il  Presidente ci sarà o non  ci  sarà?  Perché  non
  l'abbiamo capito
   In  ogni caso, dopo che ieri è andata in onda una puntata  de  "Le
  Iene"  su  questo argomento, il Presidente Schifani  era  tenuto  a
  venire  qui  immediatamente, a rivolgersi a questo  Parlamento  per
  trovare  delle  soluzioni, perché ricordiamo bene che  quando  sono
  state  fatte  le  nomine  per i dirigenti generali  delle  ASP,  lo
  avevamo  segnalato tutti, tutte le forze politiche, non  c'erano  i
  requisiti  del  dirigente  Croce, perché  veniva  dalla  segreteria
  tecnica  dell'assessore Razza, che già era  indagato  per  i  morti
  "spalmati"  e  che non poteva essere equiparato a un dirigente  che
  aveva retto un'azienda con un certo numero di personale.
   E' stata fatta una forzatura
   Queste sono delle nomine politiche e, quando si vuole nominare una
  determinata persona, si fanno anche delle grandi forzature. Adesso,
  di queste forzature bisogna risponderne e bisogna risponderne anche
  nella  misura  in cui questo stesso dirigente non ha denunciato  in
  tempo  quello  che stava succedendo, è stato coperto,  tante  altre
  persone hanno responsabilità.
   Tutto  questo è sempre legato allo stesso fattore, al fattore  che
  le nomine sono politiche e quindi il controllore ed il controllato,
  spesso  e  volentieri,  coincidono e quindi si  guardano  bene  dal
  denunciare.
   E' una cosa che non può funzionare più
   Lo diciamo da una vita ma adesso oltre a prendere provvedimenti  -
  perché vogliamo che vengano presi provvedimenti - quanto meno,  chi
  è  responsabile  vada a casa, si cambi la norma e  si  facciano  le
  nomine  per  merito  Non si facciano più delle nomine  legate  alla
  politica perché poi questi sono i risultati  Il risultato è che non
  si hanno le mani libere, Presidente, non si hanno le mani libere di
  denunciare  le  cose e le persone ci lasciano la pelle   E  non  lo
  possiamo permettere
   E' gravissimo quello che è successo, è una cosa gravissima
   Ed  è  altrettanto  grave che l'assessore Aricò riferisce  che  il
  Presidente Schifani ha bisogno di prendersi i suoi tempi comodi per
  venire a riferire a quest'Aula quello che sta succedendo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.
   Dopo, l'onorevole Gilistro.

   BURTONE.  Signor Presidente, esprimo delusione, amarezza  rispetto
  alla  risposta che ha dato l'assessore Aricò riguardo  all'incontro
  con i forestali.
   Noi  sappiamo  che  l'assessore per l'agricoltura  ha  ricevuto  i
  sindacati,  ma  il  problema è un po' diverso. Quando  parliamo  di
  forestali  parliamo  di  lavoratori che hanno  una  complessità  di
  problematiche  che  non  possono  non  vedere  la  presenza   nella
  discussione   del  Presidente  della  Regione,   perché   è   nella
  complessità che si devono cercare delle soluzioni.
   Il  tema è quello delle giornate lavorative, del superamento della
  precarietà,  ma anche quell'impegno che i forestali  possono  avere
  negli incendi e quindi nella prevenzione degli incendi.
   Infine,  il  sostegno che danno alle Amministrazioni comunali,  io
  sono  sindaco  di  Militello in Val di Catania  e  quando  mi  sono
  insediato, dopo la vittoria elettorale di sette anni fa,  ho  fatto
  una  convenzione con la Forestale e, durante il periodo  estivo,  i
  lavoratori si impegnano nella città a fare delle attività che  sono
  socialmente  di grande utilità, perché mantengono una  qualità  del
  verde in maniera straordinaria.
   C'è  stato, qualche volta, qualcuno che ha lavorato per  denigrare
  questa  categoria di lavoratori, ha cercato di dire che  non  erano
  lavoratori  impegnati seriamente. Io constato, verifico che  invece
  sono  lavoratori che partono prestissimo per lavorare,  soprattutto
  in  estate,  con  condizioni ambientali difficilissime  e  lavorano
  secondo  le  giornate  e  gli orari che  vengono  indicati  e  sono
  straordinariamente efficaci, soprattutto per quel che  colgo  nella
  città per mantenere una qualità del verde che sia all'altezza anche
  della presentazione dignitosa delle nostre comunità.
   Io  credo  che,  signor Presidente, abbia dovuto  cogliere  questa
  richiesta,  noi  non lo abbiamo voluto mettere in  difficoltà,  non
  vogliamo  allargare  la  protesta più  di  quanto  abbia  fatto  il
  sindacato, abbiamo recepito una richiesta che veniva dal mondo  del
  lavoro  per  incontrare il Presidente e io credo che avrebbe  fatto
  bene  il  Presidente ad ascoltare quello che veniva dal Parlamento;
  creare  tensioni  in  questo momento non  serve  credo  a  nessuno,
  innanzitutto alle Istituzioni regionali.
   E  poi  l'altra questione, signor Presidente, e concludo:  abbiamo
  capito  che,  a maggio, ne riparleremo, perché ci sarà  Pasqua,  ci
  sarà il 25 aprile.
   Signor Presidente, io più volte sono intervenuto per richiamare la
  necessità  di  avere  rigore  nelle  nostre  Istituzioni,  in  modo
  particolare  nel  Parlamento.  Noi  non  abbiamo  parlato  di   una
  questione  qualsiasi, parliamo della gravità  della  condizione  in
  alcune  province, e non soltanto in alcune province, della garanzia
  della salute per le nostre comunità.
   C'è  questo  caso straordinario di Trapani, ma il problema  non  è
  soltanto Trapani, perché le lunghe liste di attesa sono in tutta la
  Sicilia, i problemi legati alla mancanza, alla carenza di medici di
  Medicina   Generale,  nelle  varie  branche  specialistiche,   sono
  presenti  in tutte le ASP, in tutte le Aziende Ospedaliere,  quindi
  tornare  a  discutere di sanità non significa voler utilizzare  una
  polemica per mettere in difficoltà il Governo, significa venire qui
  e  ragionare attorno ai problemi, cosa che il Governo non ha fatto;
  credo  che indirettamente ammettano una colpa che avrebbero  potuto
  respingere  se  solo  fosse venuto il Governo a  discutere  con  il
  Parlamento, anche perché il Parlamento attende, signor   Presidente
  - e concludo -, attende la discussione di alcuni temi, quello della
  Rete  Ospedaliera,  perché già in giro ci sono diverse  ipotesi  di
  trasformazione del nostro territorio, reparti che potrebbero essere
  rimodulati  e  tante  altre questioni, che vanno  oltre  la  legge,
  perché  la  Rete  Ospedaliera  la  deve  approvare  la  Commissione
   Sanità , la VI Commissione, quindi, sappia il Governo che noi  non
  permetteremo la realizzazione di iniziative che aggirino la legge.
   Ed  infine un altro tema - e concludo -, signor Presidente:  oggi,
  io  ho  posto  con  forza, in Commissione era presente  il  collega
  Gilistro,  che ha appoggiato questa richiesta di calendarizzare  al
  più presto il nostro disegno di legge, del Partito Democratico, del
  Movimento 5 Stelle, che riguarda il  fine vita . C'era un  impegno,
  questo  impegno era stato disatteso, nei mesi scorsi;  la  proposta
  era  quella di averlo in Commissione oggi, ma non è stato  fatto  e
  abbiamo  messo a verbale che la prossima riunione della Commissione
  inizi  con al primo punto all'ordine del giorno i disegni di  legge
  del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle sul  fine vita .
   È  un disegno di legge atteso da gran parte della popolazione, una
  legge  di  civiltà, che riguarda problemi di natura morale rispetto
  ai quali ognuno deve poter fare le proprie scelte.
   Ecco perché noi ci siamo battuti e ci batteremo, ancora una volta,
  per dare questo diritto ai cittadini siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   C'è  l'ultimo  intervento dell'onorevole Gilistro. Ha  facoltà  di
  parlare.

   GILISTRO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  difficile
  parlare  dopo l'onorevole Burtone, difficile perché è  una  persona
  sempre presente, con una grande competenza e una grande dignità  di
  politico vero. Quindi, veramente, mi fa onore parlare dopo di  lui,
  anche  se  non sarò certamente alla sua altezza. È sempre puntuale,
  oltretutto, nei suoi interventi.
   Al di là di questo, volevo dire, cari colleghi, signor Presidente,
  tutti insieme vorrei che ci concentrassimo un attimo su un fenomeno
  inquietante che è accaduto, sempre in ambito sanitario.
   Questo  fenomeno  inquietante  fa capire  quanto  questo  Governo,
  questa Regione, questo Parlamento siano responsabili di ciò  che  è
  accaduto  ultimamente  e  che ha portato la  Sicilia  e  la  sanità
  siciliana  sotto i riflettori dei media. Giornali e televisioni  si
  stanno  occupando tutti della Sicilia e del problema  della  sanità
  siciliana.
   Vorrei  che vi concentraste: come può un esame istologico - signor
  Presidente, mi ascolti - come può un esame istologico, dicevo,  che
  è  il mezzo più importante per salvare una vita umana, trasformarsi
  in un esame autoptico?
   L'esame  istologico, per alcuni pazienti oncologici,  permette  la
  prevenzione  e, in molti casi, la soluzione. Spesso,  però,  arriva
  con  un  ritardo  tale  da  rendere  inutile   Come  può  un  esame
  istologico arrivare mesi dopo la morte del paziente? Abbiamo  fatto
  un  esame  istologico per salvare una vita, per  fare  prevenzione,
  invece il risultato arriva nove, quattro, tre, due mesi dopo che il
  paziente  è  morto. Abbiamo trasformato un esame istologico  in  un
  esame autoptico
   Questa è la  barzelletta , signor Presidente. E questo è solo  uno
  dei tanti problemi.
   Qui  non  dobbiamo  cercare la responsabilità a livello  locale  o
  nazionale: la responsabilità è di tutti
   Chiudo,  signor  Presidente. Stiamo cercando in tutti  i  modi,  a
  livello  nazionale e regionale, di abbattere le liste d'attesa,  di
  risolvere tanti problemi della sanità. E poi vengo a sapere che  il
  Ministero, a livello nazionale, taglia fondi per la prevenzione del
  tumore  della mammella. Qualche milione di euro viene tagliato  per
  la  prevenzione  oncologica, mentre spendiamo 800-900  milioni  per
  aprire  case in Albania per persone che non arriveranno  mai,  case
  che ospitano cani. Ottocento, novecento milioni
   Con  quei  soldi  avremmo potuto risolvere tutti i problemi  della
  nostra  Regione, avremmo potuto sistemare le scuole,  affrontare  i
  disastri  che  stiamo  combinando. E,  invece,  cosa  facciamo?  Li
  buttiamo via così. Signor Presidente, non è corretto. Questa non  è
  un'Italia che può affacciarsi dignitosamente ai cittadini.
   E  chiudo  dicendo  un'altra  cosa, signor  Presidente,  perché  è
  importante,  cari  colleghi: questa è una  sanità  che,  in  questo
  momento, permette di curarsi non alle persone normali ma ai ricchi
  Solo  ai  ricchi, solo i ricchi possono permettersi di aggirare  le
  liste  d'attesa,  solo i ricchi possono permettersi  di  andare  ad
  operarsi  -  dove? -, nei migliori centri e i poveri  e  la  classe
  media, che non arriva neanche alla fine del mese, cosa fa? Muore

   ADORNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, però, al solito, vi
  ribadisco che le iscrizioni, sia per la discussione generale che ai
  sensi  dell'articolo  83, vanno fatte prima  che  ne  chiudiamo  la
  discussione.

   ADORNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissima, ma
  certamente le parole appena ascoltate dall'assessore Aricò, seppure
  l'unico  assessore presente, ambasciator non porta  pena,  però  ci
  lasciano  tutti esterrefatti, perché comprendere che oggi si  potrà
  parlare  di  questioni che riguardano non solo l'ASP di Trapani  ma
  tutta  la  sanità siciliana soltanto alla presenza  del  Presidente
  alla terza settimana, quando, probabilmente, la terza settimana  di
  aprile coinciderà con la Pasqua e la Pasquetta, poi ci sarà  il  25
  aprile, quindi dire ai siciliani che soffrono di una malattia della
  sanità, perché la sanità siciliana è malata
   Allora,  vedere  questo Parlamento  io sono da poco  arrivata,  ma
  noto sempre che questo Parlamento, in questo Parlamento, il Governo
  è  spesso  assente, talvolta rappresentato da un solo  assessore  e
  questo  non va bene perché le risposte che i siciliani ci chiedono,
  perché  noi  siamo  il  front  office con  i  cittadini  siciliani,
  rimangono senza riscontro
   Le domande che loro ci fanno quotidianamente restano assolutamente
  prive di risposte e, allora, i 3.300 referti istologici del 2024  e
  2025,  che  si  sono  conclusi in pochi  giorni  quando  c'è  stata
  veramente la volontà di dare le risposte mediche, sapere che 206 di
  questi  referti  dati  in ritardo fossero purtroppo  di  malati  di
  tumore,  sapere  che qualcuno di questi lo ha ricevuto  addirittura
  dopo  che  è  passato a miglior vita, non potere  dare  risposte  a
  queste famiglie che non sono numeri sono, appunto, persone, storie,
  sogni, figli, madri, genitori
   Io  non  comprendo  come questo Governo, questo presidente  Renato
  Schifani,  riesca  a  non  dare risposte a tutt'oggi,  a  esentarsi
  rispetto a quelle che sono le problematiche oggi della sanità, come
  oggi  anche  a dei lavoratori che sono qui fuori. Ieri,  erano  dei
  lavoratori  della STM, della PFIZER, anche i lavoratori  forestali.
  Non  comprendo perché questo  Senato siciliano  non venga del tutto
  chiuso, a questo punto, perché la sua utilità è pari a zero,  è  un
  luogo  privo di contenuti, un luogo dove non si danno risposte,  un
  luogo  pieno  solo di persone che, come me, hanno il privilegio  di
  essere  qui  in  quest'Aula,  ma  non  possono  dare  risposta   ai
  cittadini. Io me ne vergogno

   PRESIDENTE.  Colleghi, l'Aula è rinviata a martedì 1 aprile  2025,
  alle  ore  15.00,  con gli atti ispettivi della Rubrica   Famiglia,
  politiche sociali e lavoro  (*).

                  La seduta è tolta alle ore 16.54 ()


   ()  L'ordine  del giorno della seduta successiva,  pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         XV SESSIONE ORDINARIA


                         167a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 1  aprile 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,   DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Infrastrutture e mobilità  (V. allegato) (*)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1) Norme in materia di sanità (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Laccoto

      2) Disposizioni varie in materia di politiche abitative (n. 738
         Stralcio IV Comm quater/A)

         Relatore: on. Carta

      3) Disposizioni varie in materia di edilizia (n. 738 Stralcio IV
         Comm quinquies/A)

         Relatore: on. Carta



  (*)  La  rubrica  ispettiva  annunziata  al  termine  della  seduta
  precedente  è  stata  così riformulata a  seguito  della  nota  pec
  (protocollata  al  n.  1004-DIG/2025 del 28.3.2025)  dell'Assessore
  delegato ai rapporti tra il Governo e l'Assemblea regionale.

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella