Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 16.38
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è aperta.
Oggi è all'ordine del giorno la discussione del DEFR. Invito i
componenti la II Commissione a prendere posto al banco delle
Commissioni per svolgere la relazione.
Plauso alla Magistratura, alle forze dell'ordine e a tutti gli
uomini dello Stato per la cattura di Matteo Messina Denaro
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, permettetemi di fare un plauso a
nome di tutta l'Aula, alla Magistratura, alle forze dell'ordine e a
tutti gli uomini dello Stato che hanno permesso la cattura di
Matteo Messina Denaro.
(Applausi)
Cordoglio per la scomparsa di fratel Biagio Conte
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al Presidente della
Commissione Bilancio ci tenevo pure, considerando che oggi
abbiamo partecipato ai funerali di Frate Biagio Conte, funerali che
sono stati molto partecipati da parte della cittadinanza, ci tenevo
a ricordare con un minuto di silenzio tutto quello che è stato
fatto da Frate Biagio Conte per tutte le persone che vivono ai
margini della società e quindi vi invito, onorevoli colleghi, a
fare un minuto di silenzio per Frate Biagio Conte. Grazie.
(Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie, colleghi.
Discussione del Documento di economia e finanza regionale (DEFR)
per gli anni 2023 - 2025 e della relativa nota di aggiornamento
PRESIDENTE. Prego, Presidente Daidone, ha facoltà di parlare per
svolgere la relazione.
DAIDONE, Presidente della Commissione e relatore. Grazie,
Presidente. Onorevoli colleghi, il Documento di economia e finanza
regionale (DEFR) degli anni 2023-2025 è stato approvato dalla
Giunta regionale con delibera n. 337 del 28 giugno 2022 ed è stato
successivamente rivisto con la Nota di aggiornamento al DEFR,
approvata con delibera di Giunta n. 41 dell'11 gennaio 2023.
Il Documento di economia e finanza regionale rappresenta, nel
quadro normativo vigente, il principale strumento della
programmazione della politica economica e di bilancio di medio
termine. Con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e
finanza regionale il Governo regionale ha aggiornato le previsioni
per il triennio tenendo conto dell'ultima NADEFR presentata a
novembre dal Governo nazionale e delle più recenti proiezioni sullo
stato dell'economia.
Il DEFR e la relativa NADEFR sono stati assegnati alla Presidenza
dell'Assemblea il 12 gennaio 2023 e, quindi, esaminati dalle
competenti Commissioni di merito per il parere di competenza nel
rispetto del calendario dei lavori determinato dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Si segnala che, a conclusione dei lavori, la Commissione 'Affari
istituzionali' ha espresso parere favorevole, mentre la Commissione
'Salute servizi sociali e sanitari' si è espressa favorevolmente
formulando le seguenti osservazioni:
- necessità di provvedere alla correzione di alcuni errori
materiali;
- opportunità di rimodulare le previsioni riguardanti il 'bonus
bebè';
- esigenza di maggiori interventi di programmazione, con
particolare riguardo agli ospedali del territorio e ai presidi per
le persone con disabilità.
Circa la prima sezione dei documenti, l'elaborazione delle
previsioni di finanza pubblica e la conseguente determinazione
delle politiche di programmazione, tanto a livello nazionale che
regionale, tengono conto di un quadro macro-economico
internazionale che si è deteriorato in primo luogo per la guerra in
Ucraina e, altresì, per la strategia zero Covid' adottata dalla
Cina e per il tono generalmente restrittivo delle politiche
monetarie.
Con riferimento al prodotto interno lordo (PIL), il Governo,
grazie all'intervento pubblico che si prevede di effettuare nei
prossimi anni, stima un miglioramento dei dati, con una maggiore
crescita rispetto a quei tendenziali. In particolare, le stime dei
dati tendenziali nel giugno 2022 sono state aggiornate al ribasso
nel triennio 2023-2025 in conseguenza di vari fattori, tra i quali
in primo luogo l'elevata inflazione, maggiore che nel resto
d'Italia, e ai minori consumi delle famiglie.
L'inflazione più alta che nel resto del Paese è indubbiamente
connessa anche alla crisi energetica e, al riguardo, la NADEFR
richiama alcuni recenti interventi posti in essere dal Governo
regionale.
La stima dei dati programmatici, con la correzione al rialzo dei
dati tendenziali, ha avuto luogo tenendo conto l'intervento
pubblico regionale che si prevede di finanziare con fondi
extraregionali, che non includono la spesa connessa al PNRR. In
specie, le risorse riconducibili a tali fondi, costituenti la
politica unitaria di coesione, sono indicati nella tabella 1.6
della NADEFR e la relativa spesa per il triennio 2023-2025 è stata
stimata complessivamente in 10 miliardi 926 milioni.
In attuazione dei programmi finanziati con fondi extra regionali,
il Governo in audizione si è impegnato ad un maggior raccordo con
la Commissione 'Bilancio' e le Commissioni competenti per materia,
con particolare riferimento agli interventi di rimodulazione.
La seconda parte del DEFR e della nota di aggiornamento,
riguardano le politiche di settore, declinate per missioni, che
troverete elencate nella relazione.
L'ultima parte della nota di aggiornamento al DEFR contiene
l'analisi della situazione finanziaria della Regione la costruzione
del quadro tendenziale della finanza politica regionale, con
particolare riguardo all'andamento delle entrate.
Dopo una breve ricostruzione dell'evoluzione dei rapporti
finanziari tra Stato e Regione, anche alla luce dei più recenti
accordi, la Nota ribadisce la necessità di assicurare un quadro
stabile di attribuzione delle entrate spettanti alla Regione al
fine di garantire il finanziamento delle funzioni.
Le tabelle successive riportano l'andamento dei principali
tributi del quadro di finanza pubblica regionale per il periodo
2023-2025.
In conclusione, va sottolineato come nell'ambito di discussioni
svoltasi in Commissione Bilancio è stata condivisa l'esigenza di
rivalutare il ruolo degli enti intermedi e, in particolare, delle
ex province, anche sulla scorta del dibattito in corso a livello
nazionale per il ripristino dell'elezione diretta degli organi
provinciali. Si ritiene, quindi, che il Governo debba assumere le
necessarie iniziative per riformare il sistema degli enti
intermedi, ridando autonomia e rappresentatività ai relativi organi
e ripristinandone la funzionalità.
Grazie, Presidente; grazie, onorevoli colleghi.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, io procederei
in questo modo: invito al momento l'onorevole Cateno De Luca per la
relazione di minoranza; dopodiché darò la parola al Governo e
successivamente aprirò gli interventi dei colleghi d'Aula. Chi
vuole iscriversi nel frattempo può chiederlo così vi registriamo.
Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie Presidente, voglio
ringraziare anche i colleghi della Commissione Bilancio per avermi
designato relatore della minoranza, desideravo anche avere un po'
di certezza sui tempi, signor Presidente, perché credo che in
quattro minuti non riuscirei a fare la relazione che abbiamo
articolato.
PRESIDENTE. Fino a 15 minuti. Aggiorniamo in diretta il tempo.
DE LUCA CATENO, relatore di minoranza. Perfetto, ora ci siamo.
Grazie.
Partiamo da quelli che sono le questioni procedurali che con
l'assessore Falcone abbiamo avuto modo di affrontare in una in una
apposita Conferenza dei Capigruppo ed ho avuto modo di ringraziare
sia il Presidente del Parlamento che il Governo per aver accettato
la nostra richiesta, che non è altro che mettere in ordine quelle
che è la filiera della programmazione economico finanziaria,
partendo da quello che è la valenza del documento che noi stiamo
affrontando oggi. E questo per noi è stato fondamentale, in quanto
il Documento di economia e finanza regionale risaliva al 28 di
giugno scorso, apparteneva a un Governo precedente; non solo, ma il
Governo nazionale aveva a sua volta proceduto all'aggiornamento del
proprio Documento di economia e finanza e il 118' impone che venga
entro 30 giorni approvata la NADEFR, la nota di aggiornamento del
DEFR.
Tutto questo non si era verificato, hanno iniziato un percorso
senza testa sostanzialmente, e il Governo aveva comprendo, ripeto,
quella che in ogni caso è l'ansia da prestazione, come ho avuto
modo di definirla, ma in questo caso non solo era non rispettosa
delle norme, ma violava anche il nostro Regolamento, perché
sappiamo benissimo che addirittura su quello che è proprio la
disciplina, lo dice l'articolo 73 bis del nostro Regolamento, si dà
addirittura un mese per esaminare il Documento di economia e
finanza.
Noi abbiamo apprezzato quello che è stata la marcia indietro del
Governo e nello stesso tempo abbiamo anche messo in evidenza che il
nostro non era un pretesto per perder tempo, tanto è vero che ci
siamo accontentati di cinque giorni piuttosto che trenta giorni -
questo credo che il Governo ce ne possa dare atto - abbiamo chiesto
nel frattempo che venisse sospesa, ovviamente, la procedura di
approvazione della legge di stabilità e di bilancio, ma abbiamo
anche detto chiaramente in base alla discussione che ci sarà sul
DEFR, perché noi non abbiamo posto una questione formale, abbiamo
detto che volevamo contribuire concretamente in ogni caso a dare
una strategia a un documento che strategia non ha dal nostro punto
di vista.
Quindi, abbiamo lavorato in questi giorni e abbiamo presentato
oggi in Commissione Bilancio quello che è il documento che
sottoponiamo all'Aula e che già abbiamo predisposto come nostro
ordine del giorno nella speranza che il Governo lo faccia proprio.
Sono 23 punti e il lavoro che è stato fatto è ben articolato e sono
23 punti che non trovano riscontro comunque nel DEFR predisposto
dal Governo e neanche nella NADEFR. Quindi, significa che sono
degli elementi che possono concretamente porre quelli che sono gli
elementi strategici per poi procedere a che cosa? Alla legge di
stabilità sulla quale, ovviamente, a seguito di quella che sarà
l'approvazione del Documento di economia e regionale, noi
procederemo con gli opportuni emendamenti attuativi del DEFR,
perché questa è la logica. E di conseguenza, da domani riprenderemo
quello che è la discussione generale. Anzi, Presidente, le dico
anche che se in qualche Commissione c'è stata un'accelerata
addirittura qualcuno ha posto domani scadenza dei termini degli
emendamenti alla legge di stabilità, ovviamente lo chiariamo, ma ci
siamo chiariti poco fa anche col Presidente della Commissione, non
è ovviamente da questo punto di vista fattibile perché dobbiamo
riprendere dalla discussione generale e poi procedere alle singole
Commissioni a quello che è comunque l'apposizione del termine per
gli emendamenti.
Chiarito questo, volevo fare un riferimento a un punto che
comunque è preoccupante, e lo dico all'assessore Falcone, in
relazione a quella che è la NADEFR e che è stato anche un punto
messo in evidenza dagli Uffici della Commissione Bilancio , mi
fermo solo a quello per poi entrare invece nel concreto delle
nostre proposte.
Sotto il profilo del quadro macro-economico, abbiamo notato un
elemento che varia, sostanzialmente, rispetto a quella che era la
previsione contenuta già nel DEFR approvato dalla Giunta di
Musumeci ed è stato citato poco fa dal Presidente della Commissione
Bilancio . Esattamente facciamo riferimento a quella che è la
crescita del prodotto interno lordo in ambito regionale che, per
quanto riguarda il 2022, è stato stimato in una crescita del 3,3
per cento e questo è un elemento che rispetto alla previsione di
crescita che aveva fatto il Governo Musumeci è aumentato di 1 un
punto in percentuale.
Lasciando stare il resto dei dati che non voglio annoiare l'Aula,
ma perché è importante questo elemento? Perché sappiamo bene che
poi il tendenziale anche delle entrate si calcola su questo indice.
E allora, assessore Falcone, qui dobbiamo essere chiari. Non
abbiamo capito sulla scorta di quale elemento il Governo, oggi,
possa ipotizzare una crescita così sproporzionata del Pil, in
considerazione di quella che è stato l'andamento degli ultimi dieci
anni e che viene riportato anche da parte dell'Ufficio Bilancio.
Addirittura noi abbiamo un Pil che tendenzialmente cresce di meno,
non solo nel resto dell'Italia ma anche rispetto al Mezzogiorno e
negli ultimi anni il tendenziale in negativo non giustifica neanche
una previsione stabile dell'anno 2022 rispetto al triennio
precedente.
Quindi, qui invito il Governo a chiarire questo punto e tralascio
gli altri punti che fanno riferimento afferiscono al quadro macro-
economico, perché quello che è in ogni caso il principio della
prudenza della certezza delle entrate si basa su una previsione di
quella che è la nostra ricchezza e quindi la capacità impositiva
che, ovviamente, ci porta poi a prevedere le entrate del 2023, 2024
e 2025. Non vorrei trovarmi, assessore Falcone, di fronte
all'ennesima azione di finanza creativa, per la quale ormai questo
Parlamento, ovviamente, ha avuto già ampie lezioni da parte
dell'assessore Armao meravigliao , quindi non ci meravigli con
questi numeri.
Andiamo invece al dettaglio della nostra proposta che sottoponiamo
anche all'autorevole attenzione del Parlamento e del Governo.
Noi abbiamo previsto queste integrazioni: intanto, che il Governo
si impegni a finanziare nella programmazione 2021-2027, tutti gli
interventi che questo Parlamento ha votato sulla programmazione con
delle apposite leggi.
Lei sa Presidente, ma lo sanno anche molti colleghi della
precedente Legislatura, che nel 2018 si è aperto allora il fronte
dell'utilizzo dei fondi extraregionali per finanziare interventi
mirati. Fui io allora con l'articolo 99 ad aprire questo fronte in
accordo allora con tutti i colleghi. Non c'è una sola di quelle
leggi che ha trovato attuazione anche negli anni successivi. Ci
sono stati anche interventi da parte delle opposizioni finanziate
allora che hanno trovato copertura ai fondi extraregionali e il
sorriso, allora mi dicevano, era un emendamento con copertura
extraregionale non si rifiuta a nessuno tanto poi non lo portiamo
avanti . E questo non significa mortificare il Parlamento
E allora, il primo punto che noi abbiamo previsto è che il Governo
si impegni a ribaltare, coerentemente ovviamente con quelle che
sono le finalità dei relativi programmi, tutti gli impegni assunti
per legge, con legge di questo Parlamento nella programmazione 2021-
2027 e che non riguarda una parte. Sono leggi votate dal Parlamento
e proposti da tanti colleghi di maggioranza e di opposizione. E'
una questione di civiltà perché questo Governo deve anche entrare
nell'ottica che il Parlamento va rispettato E lo dico anche a lei,
Assessore, che era nel precedente Governo e non c'è stato alcun
provvedimento di questo Parlamento che ha trovato attuazione poi
per quanto riguarda gli interventi finanziati con i fondi extra
regionali. Che finisca questa mortificazione Questo, Presidente,
lo dico al rispetto di questo Parlamento e della volontà di tutti i
nostri colleghi.
Poi abbiamo anche previsto che per quanto riguarda il rapporto con
le autonomie locali finisca la logica del bancomat e di conseguenza
su quella che è la programmazione dei trasferimenti del fondo delle
autonomie locali che ci sia un principio di intangibilità; e cioè,
noi oggi programmiamo il 2023-2024 e 2025 che sia previsto intanto
lo stanziamento chiaro perché qua il principio della pluriennalità
del bilancio a quanto pare ancora a questo Governo sfugge. Se
andate a guardare quelle che sono le previsioni, troverete quello
che il 2023 sostanzialmente quadrato poi 2024 e 2025 viene lasciato
così al caso. No, non si fanno così i bilanci. Sappiamo che i
bilanci pluriennali oggi hanno una valenza autorizzatoria e che
significa che gli enti locali sulla scorta del bilancio approvato
dalla Regione, dal Parlamento possono procedere anche ad impegni
pluriennali. Ma gli impegni pluriennali non possono essere cambiati
e poi nel 2024 io vado a cambiare ciò che avevo previsto nel 2023
per il 2024 Ed ecco qual è il principio che noi consegniamo a
questo Governo. La previsione che viene effettuata con questa legge
deve essere un principio di intangibilità. Cioè, tu nel 2024 se
vuoi cambiare le previsioni mi cambi le previsioni dal 2026 perché
bisogna consentire a chi dà i servizi al cittadino e sono i comuni,
di poter fare le proprie programmazioni e soprattutto di non
trovarsi in attesa di fare il proprio bilancio, di sapere quanto la
Regione gli taglia. Questo non è giusto.
Allora, il principio che abbiamo previsto è ciò che intanto in
sede di programmazione pluriennale, triennale viene prevista non
può essere ridotta nel triennio successivo e soprattutto va
prevista integralmente così ognuno può governare in un quadro di
certezza perché anche questo è una violazione del principio delle
certezze dei trasferimenti.
Un altro importante principio che noi abbiamo messo è quello di
avere, ma qui il PD ha presentato un apposito disegno di legge,
istituiamo una volta per tutte riportiamo le province alla propria
funzionalità e cominciamo a prevedere, qui non si parla neanche di
questo, le opportune risorse perché abbiamo capito tutti quanti che
uno strumento di area vasta sul territorio è indispensabile.
Poi ci siamo anche occupati di quelle che sono le risorse da dare
ai comuni per compensare quello che è anche l'aumento del servizio
di smaltimento dei rifiuti e altri servizi essenziali. Lo sappiamo
che non possiamo dare soldi direttamente, però possiamo prevedere
delle risorse e destinarle per tutta una serie di servizi
importanti che i comuni non fanno. Le caditoie non li pulisce più
nessun comune perché non ha le risorse. E allora, risanamento
ambientale piuttosto che non spendere le risorse del dipartimento
ambiente. Risanamento ambientale quello è il termine magico;
risanamento ambientale significa pulire le caditoie perché? Perché
c'è munnizza nelle caditoie. Io ho trovato una bottiglia che risale
alla gazzosa del 1978 quando ho cominciato a pulire le caditoie a
Messina quando ero Sindaco. Ve lo dico veramente Quindi,
significa era 40 anni che non si pulivano le caditoie perché i
comuni non hanno più soldi. Io lo dico qui anche all'Assessore per
le autonomie locali: ma vogliamo prenderle delle risorse e
vincolarle per queste cose, che quando piove ogni volta succede il
cataclisma, e alla fine per che cosa? Per interventi banali. Questo
hanno bisogno i Comuni per poter cominciare a non essere poi prese
da questo punto di vista di mira dai propri cittadini.
Vado a fare qualche altro esempio, perché il tempo è breve
nell'elencare tutti i punti. Altro elemento, per esempio, che
abbiamo voluto mettere in evidenza, è quello di arrivare, per
quanto riguarda e zone franche montane, un impegno ben preciso. C'è
stato un grande dibattito, ci sono state delle proposte, degli
ordini del giorno, è possibile che l'entroterra da parte di questo
Governo non viene preso in nessuna considerazione?
Poi abbiamo previsto, per esempio, che il Governo si impegni a
finanziare le graduatorie dei bandi che già sono lì, che non sono
state completate per carenza di risorse, questo parliamo per i
Comuni, parliamo per le imprese, perché dobbiamo continuare a fare
bandi? Ogni Governo che arriva, la prima cosa che fa è sfascia la
programmazione precedente, e poi cominciamo con i bandi. La
velocizzazione della spesa passa anche attraverso questo principio,
d'altronde se sono state valutate meritevoli di accoglimento,
perché piuttosto che fare progetti sponda, o peggio ancora
restituire risorse, non mettiamo risorse invece su queste
graduatorie? Perché non si può esercitare l'arte della
raccomandazione? E allora è ovvio che anche su questo aspetto noi
vogliamo che il Governo prenda i suoi impegni.
Concludo, perché il mio tempo è finito Presidente, dicendo
chiaramente al Governo sono questi punti di buon senso. Sono 23
punti dello stesso tenore di cui ho avuto modo di accennarvene
quattro o cinque. Spero che il Governo li faccia propri, perché noi
vogliamo comunque collaborare a migliorare lo strumento
finanziario, e lo vogliamo fare non semplicemente criticando,
perché noi l'arte dell'amministrazione l'abbiamo esercitata, siamo
uomini di Governo e abbiamo dimostrato che dove abbiamo governato
abbiamo anche governato bene, quindi la nostra modesta esperienza,
se questo Governo vuole uscire all'autosufficienza, dalla
supponenza, dalle prove muscolari che non servono a nulla, noi
siamo pronti al confronto.
Ovviamente, per potersi confrontare bisogna essere in due, abbiamo
iniziato facendo il nostro lavoro, e quindi abbiamo dimostrato che
non era strumentale la nostra presa di posizione rispetto al DEFR,
abbiamo consegnato un documento che ha una logica ben precisa, se
questo Governo ritiene che l'opposizione possa, anche in modo
costruttivo, collaborare comunque al Governo della Regione nelle
rispettive posizioni e allora lo deve fare anche aprendosi a quelle
che sono idee strategiche che magari non ha avuto la capacità di
individuare. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole De Luca, se vuole consegnare il
documento a questa Presidenza.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Zitelli.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del Documento di economia e finanza
regionale (DEFR) per gli anni 2023 - 2025 e della relativa nota di
aggiornamento
PRESIDENTE. Assessore Falcone vuole intervenire o facciamo
intervenire prima i colleghi e poi interviene alla fine? O vuole
rispondere diciamo alla relazione? Alla fine, ok.
È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie onorevoli, assessori, Presidente. Il mio
intervento è soprattutto dedicato a tentare, tentare di migliorare
gli investimenti per quello che riguarda la prevenzione. In
quest'ultimo periodo io sono in prima linea, lavoro come pediatra,
e lavoro molto sul sociale, la situazione dei ragazzi, dei giovani
è veramente drammatica, drammatica.
La mia idea, il mio invito - io parlavo ieri in Commissione sanità
con l'assessore Giovanna Volo e anche con l'assessore alla famiglia
- noi dobbiamo lavorare in maniera intensa cercando di
rivoluzionare il modo di vedere la sanità in questo momento, in
maniera territorio-centrica e non ospedalocentrica, perché se no
questa è una rivoluzione copernicana importantissima affinché
possiamo capire che, investendo sul territorio, investendo in
prevenzione, per ogni punto percentuale che noi investiamo in
prevenzione, possiamo risparmiare un 10 per cento poi in quello che
riguarda la terapia, tutto quello che riguarda gli ospedali, le
terapie intensive e tutto il resto.
Siamo in un momento in cui, secondo me, la medicina territoriale
va deburocratizzata. È fondamentale questo concetto, perché in
questo momento il medico di famiglia si ritrova invischiato in una
serie di progetti e di prodotti burocratizzanti che gli impediscono
di fare il medico, gli impediscono di fare il clinico.
Non ci sono più medici che visitano, perché sono impegnati solo
nel ruolo di prescrizione di ricette e di tantissime altre cose che
sono veramente una immensa burocratizzazione, ecco perché ci
ritroviamo con gli ospedali e i Pronto soccorsi pieni di visite,
che non hanno nulla a che vedere col pronto soccorso, che non hanno
nulla a che vedere con l'emergenza, che non hanno nulla a che
vedere con i codici rossi e neanche gialli. Il novanta per cento di
questi, chiamiamoli interventi di pronto soccorso, sono interventi
di ambulatorio medico, quindi, se non ci concentriamo e non
investiamo soprattutto in questo che è la sanità di territorio, vi
ricordate i famosi consultori? Per chi è più anziano si ricorderà
cosa significa consultorio, cosa significa prevenzione, veramente,
a tutti i livelli, oggi entrati in un ospedale il novanta per cento
delle persone che arrivano là sono persone che aspettano otto,
dieci ore per nulla, per nulla, per malattie spesso inesistenti.
Un'altra cosa importante che vorrei mettere in evidenza è quello
dell'investimento che andrebbe fatto. È partita l'idea in
Commissione sanità, addirittura vogliamo togliere il bonus bebè
cioè siamo in una fase di denatalità, in una fase di denatalità
pazzesca, in tutto il Nord Europa al terzo bambino che si fa c'è la
defiscalizzazione totale della famiglia, e noi vogliamo togliere il
bonus bebè, che parliamo di un esempio, invece, di incentivare la
famiglia attorno alla procreazione, attorno alla difesa del nucleo
familiare.
Questo è gravissimo Dovremmo sostenere, ci vogliono fondi
importanti per sostenere la natalità e non toglierli, e toglierli
per cosa, per tornare sul bullismo, ma sapete tutti che cos'è il
bullismo? Allora vi parlo di altro, vi parlo di bullismo, ma vi
parlo anche di autismo, vi parlo anche di DHD, vi parlo anche di
hikikomori, sapete che cosa sono gli hikikomori? Persone che non
escono dalla camera da letto h24, perché sono attaccati al computer
tutta la giornata, sono più di centocinquanta mila in Italia in
questo momento, con un costo sociale elevatissimo. Sapete cosa vuol
dire un suicidio ogni 24 minuti? Bene, la prima causa di morte nei
ragazzi oggi da diciotto a ventiquattro anni è suicidio ed
incidenti stradali, neanche malattie, e la maggior parte di questi
incidenti stradali sono dovuti all'alcol, alle droghe, ma anche
alla stanchezza.
Ancora oggi stiamo a guardare ai Rave, a cercare di vietare Rave,
ma ancora le discoteche aprono alle due di notte, all'una di notte,
e nessuno ci pensa, questi ragazzi alle sei quando una famiglia si
sente arrivare la notizia che cinque ragazzi sono morti perché si
sono schiantati contro un albero, a questo non ci pensiamo, non ci
pensiamo nessuno e non facciamo nulla, non ci sono investimenti per
questo?
Bene, io sto preparando una serie di progetti, lo dico qua a tutti
i nostri cari onorevoli, e sono certo che saranno progetti che
staranno a cuore a qualunque colore, perché non c'è colore politico
in quello che sto facendo io in questo momento, perché si tratta
della salute dei ragazzi, oltre a questo ci saranno costi sociali
inaccettabili. È impossibile se questi ragazzi continueranno ad
avere queste problematiche dei disturbi del comportamento e del
neuro sviluppo. Neuro sviluppo riguarda a ideazione suicidaria,
disturbi di ansia, depressione. Avete destinato, o c'è stato forse
il pensiero di destinare 10 milioni per portare gli psicologi sul
territorio.
Ho parlato con gli esperti, non serviranno a niente quei 10
milioni per gli psicologi, perché prima dobbiamo capire chi sono
gli psicologi, da dove arrivano, che cosa è il loro compito, a chi
sono rivolti. Prima di parlare e destiniamo cifre agli psicologi,
cerchiamo di incidere molto più, cerchiamo di incidere in maniera
molto più pesante sulla famiglia, sulle scuole, sull'istruzione,
sull'arte, su tutto quello che significa prevenzione dei disturbi
del neuro sviluppo.
Il 50 percento dei disturbi che io vedo nel mio ambulatorio giorno
per giorno sono disturbi psicosomatici. Una ragazzina, vi faccio un
esempio, ieri, di otto anni, ha fatto quattro giorni per ricovero,
costando alla società un mare di soldi per un disturbo urinario che
non era altro che un disturbo psicologico. Si è fatta una Tac, si è
fatta una radiografia si è fatta antibiotici, cortisoni, senza
nessun effetto. È arrivata da me, ho visto un solo esame di urina,
e dall'esame di urina si poteva risparmiare già tutto questo
percorso, perché? Perché le famiglie oggi hanno confusione, i
medici spesso non arrivano a contenere i disagi psicologici di
questi ragazzi.
È lì che dobbiamo intervenire se vogliamo risparmiare, sennò
continuiamo a crescere sull'emergenza, continuiamo ad essere sempre
dietro, a correre dietro l'emergenza a tappare buchi. Dove li
volete i medici? Ma se i medici non ce ne sono. Li reperiremo dove?
In Iraq, a Cuba? Dobbiamo ottimizzare quello che abbiamo. Ecco
perché le liste d'attesa sono enormi. Questa ragazzina ha impegnato
ecografisti, Tac, risonanze, ospedali per cosa? Per niente. È lì
che possiamo accorciare.
Quindi entrare prepotentemente sul territorio, dare ai ragazzi e
ai medici, ai giovani medici, gli strumenti per poter fare
prevenzione, entrare nelle scuole, entrare nelle famiglie e cercare
di essere rassicuranti. Questo è quello che è la mia visione
copernicana del problema sanità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, il Documento Economico Finanziario non
è un fastidio, non è un atto superfluo e non è soltanto una serie
di indicazioni tecniche su cui ragionare. È la base su cui dar vita
ad un bilancio che non ha soltanto l'obiettivo di coprire servizi,
ma nella nostra Sicilia di indicare le strade dello sviluppo della
ripresa.
Io voglio mettere in rilievo alcuni dati, sono quelli
macroeconomici che sono stati indicati su che base l'economia del
nostro Paese Italia oggi si muove, e quali sono stati i
condizionamenti determinati nei mesi scorsi.
Intanto non dobbiamo dimenticare che per due anni la nostra
economia è stata sostanzialmente ferma, perché abbiamo avuto una
pandemia che ha bloccato, non soltanto servizi, ma anche attività
produttive. Alla pandemia si è aggiunta poi una guerra ingiusta,
un'invasione, che ha collateralmente, oltre che determinato morti
innocenti, distruzioni, anche influito economicamente nella scala
mondiale, perché abbiamo visto tutti il rialzo energetico, la
carenza di alcune attività agro alimenti importanti, non soltanto
per alcuni territori, ma anche per la nostra comunità nazionale.
Ed infine l'inflazione che si è determinata, tutte le banche
mondiali hanno aumentato i tassi di interesse e oggi anche in
Italia chi ha contratto un mutuo si trova a pagare dei tassi
notevolmente superiori rispetto a quelli contrattati.
Questa situazione ha portato un Paese ancora una volta più diviso,
lo diceva l'onorevole De Luca, io convengo con tante considerazioni
fatte nella relazione di minoranza. Abbiamo un'Italia che è
ripartita in parte, è un'Italia quella del Sud che presenta
difficoltà, arranca, io non credo che le previsioni fatte dal
precedente Governo possano essere considerate in questo contesto,
tutt'altro.
Noi abbiamo una situazione per cui al di là di alcuni settori,
quelli dell'edilizia col 110 per cento, la ripresa delle attività
di ristorazione, in gran parte le attività produttive sono
sostanzialmente ferme, e quindi noi dobbiamo prendere atto di
questo, soprattutto se si tiene conto che non soltanto è diviso il
Paese, tra il Nord e Sud, ma anche nel Sud ci sono condizioni
differenziate tra regioni, e nelle regioni chi soffre di più sono
le aree interne per il declino demografico e per la insufficienza
infrastrutturale.
Allora, rispetto a questo, io non indico 23 punti, credo che noi
dobbiamo selezionare la strada su cui percorrere la nostra
formulazione del bilancio, e ci sono alcuni temi che sono
fondamentali a partire dal lavoro. Noi abbiamo letto una norma che
in parte è stata già annunciata, enfatizzata da parte del Governo,
quella del sostegno alle imprese per poter fare assunzioni. Nessuno
di noi credo possa oggi dire 'No, è una norma che non va varata',
certo è che pesa quello che sarà il giudizio finale su questa norma
dell'Europa, ma sostanzialmente il problema delle nostre imprese
non è soltanto quello di avere l'incentivo per assumere, quanto la
possibilità di creare nuovi investimenti e nella nostra Sicilia non
è vero - lo dico da amministratore comunale - che ci siano
possibilità per favorire l'investimento produttivo, tutt'altro, noi
ci troviamo davanti a situazioni per cui non c'è convenienza a
scendere al Sud se i prezzi, i costi delle aree, sono uguali a
quelli del Nord.
E allora io credo che questo debba essere un punto di partenza,
c'è da non considerare un fatto che veniva richiamato nella
relazione di minoranza, noi abbiamo delle norme che sono state
varate nei precedenti Governi, nelle precedenti legislature, che
non vengono attuate.
Io mi sono permesso di indicare alcune questioni, quelle dei
consorzi di bonifica, il problema relativo ai forestali che debbono
tentare di superare quelli che sono stati gli scalini insuperabili
del passato, delle fasce, per cui debbano aumentare le ore
lavorative, le giornate lavorative. E infine alcune questioni
aperte, io ho posto più volte il tema della difficile, che è
presente nella comunità catanese, nell'area metropolitana, la
Publiservizi, 330 famiglie che oggi sono lì ad attendere una
risposta da parte del Governo che non viene, tutt'altro, anzi pare
che il Governo si muova per creare altri problemi nell'area
metropolitana, la sostituzione del commissario, per cui la città
potrebbe di nuovo avere una condizione di dover ripartire, di non
conoscere con un amministratore i problemi della comunità.
Quindi il tema dell'occupazione, e accanto al tema
dell'occupazione ci sono altri due assi fondamentali che
afferiscono ai diritti delle nostre comunità, quello
dell'istruzione, sappiamo che il covid soprattutto ha creato una
difficoltà, la pubblica istruzione è l'elemento vero di ascensore
sociale nelle nostre comunità eppure è frenata. C'è tutto un tema
determinato dalla regolamentazione delle classi, e quindi abbiamo
visto il nascere di istituti tutti assembrati che però non hanno
dirigenza, non hanno una guida, e quindi l'opportunità che si ponga
il tema al Governo nazionale per avere dirigenze che guidino il
processo formativo, anche perché la scuola presenta delle
difficoltà vere nella dispersione. Abbiamo il 21 per cento di
dispersione scolastica, così come l'orientamento è un orientamento
che va potenziato visto che un sondaggio dell'Istituto Toniolo
afferma che dopo 5 anni, il 40% dei ragazzi dice di essere pentito
di aver scelto un certo tipo di scuola superiore.
Sono questi temi che mi permetto di indicare, Presidente, aggiungo
quello sanitario, ne ha parlato il collega Gilistro, io condivido
tante delle questioni poste. Il tema è quello della mancanza di
medici nella nostra sanità, soprattutto negli ospedali di
territorio. E' vero, si stanno approntando delle modifiche, l'atto
inter-aziendale per poter dare personale nell'emergenza,
nell'urgenza, ma va posto il tema del superamento del numero
chiuso, e accanto a questo tutta una serie di questioni, la ripresa
delle attività dei consultori, il numero del Cup che non funziona
in Sicilia, la necessità di digitalizzare, l'opportunità che ci sia
un qualcosa che incida sulle lunghe liste d'attesa, tutti i temi
che, se non affrontati nel presente, non nel futuro, potrebbero
compromettere seriamente il diritto costituzionale alla salute.
Io concludo, Presidente, il tempo è un tempo che non permette
altre considerazioni, e dico soltanto al Governo... ci sono alcune
questioni aperte col Governo nazionale, vanno affrontate, ad agosto
se dovesse andare avanti la decisione del Governo nazionale, tanti
che hanno avuto finora un ombrello di protezione, che è
rappresentato dal reddito di cittadinanza, si troveranno
sprovvisti, non avranno alcuna copertura.
Il Governo tratti col Governo nazionale, si capisca che questi
individui che non arriveranno all'occupazione, troveranno un
elemento di difficoltà vera, così come sul PNRR abbiamo avuto un
periodo straordinario durante il Governo Draghi, di bandi che
uscivano continuamente, per cui c'era la corsa da parte degli
amministratori a preparare progetti, ad allinearsi rispetto a delle
scadenze. Ora non abbiamo notizie, vorremmo capire da parte del
Governo se c'è un'attenzione rispetto a questi temi che sono
importanti, fondamentali.
E infine, il regionalismo differenziato. Sappiamo che è venuto un
ministro, in Sicilia non abbiamo notizie dell'opposizione
manifestata da parte della Regione siciliana rispetto ad un
processo di riforma che colpirebbe le regioni più deboli
economicamente, ecco perché, Presidente, noi abbiamo presentato
alcune considerazioni nelle varie Commissioni, riteniamo che questo
documento indichi una strada che non è quella che il Governo ha
finora intrapreso. Ci sia un'inversione di marcia e si guardi
seriamente i problemi della nostra comunità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
È iscritto a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie Presidente, Governo, colleghi. Presidente, in
perfetta continuità col Governo precedente, ci ritroviamo oggi a
discutere, chiaramente con estremo ritardo, di strumenti di
programmazione regionale che hanno una valenza strategica nella
gestione economica di questa Regione, poiché dovrebbero contenere
le linee programmatiche dell'azione del Governo regionale,
orientare le deliberazioni della Giunta e costituire chiaramente il
presupposto del controllo strategico dell'Assemblea.
Se dovessi dare un titolo a questi due documenti, il DEFR e la
nota di aggiornamento al DEFR, al DEFR, Presidente, darei come
titolo "L'elogio della follia", l'elogio della follia proprio in
onore di Erasmo da Rotterdam, perché questo documento ha la
stoltezza e l'irragionevolezza come caratteristiche principali.
Darei invece alla nota di aggiornamento al DEFR come titolo "il
copia incolla, istruzioni per l'uso" perché ci sono tante parti
copiate e incollate, pure in malo modo, quindi consiglierei magari
di rivedere i testi nel prossimo DEFR, magari di aggiornare i file
dei pc del Governo...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, silenzio in Aula.
MARANO. Chiaramente, è sorprendente come all'interno del DEFR le
azioni sono in contraddizione - l'azione del Governo è in
contraddizione con i contenuti - perché è sorprendente leggere come
nel DEFR di Agenda 2030 e di sviluppo sostenibile, per esempio,
perché il Governo sa che deve parlare di questi temi, di Agenda
2030, di sviluppo sostenibile, di riciclo, di riuso, ma chiaramente
poi le azioni sono volte a fare interventi diversi rispetto a
queste parole belle scritte all'interno del DEFR. Perché poi, altro
che Agenda 2030, il Governo vuole fare gli inceneritori.
Ricordo che entro il 2030 bisogna ridurre in modo sostanziale la
produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione,
riciclaggio e riutilizzo.
Sempre entro il 2030 la Commissione europea ha posto l'obiettivo
di riciclare il 70 per cento dei rifiuti urbani e l'ottanta per
cento degli imballaggi, mentre entro il 2025 i rifiuti alimentari
devono essere ridotti del 30%. L'alterazione della ragione e della
realtà, signor Presidente, ci dice però che la raccolta
differenziata a Catania, ovviamente secondo l'ultima indagine
Istat, è passata dal 14,5% al 9,7% per cento a Palermo e sotto il
20%. Altro che il 2030, nemmeno nel 2130 noi raggiungeremo gli
obiettivi che ci danno come indicazione dall'Unione Europea.
Non si può pensare di governare, signor Presidente, la quinta
Regione d'Italia, senza un minimo di pianificazione nel medio e nel
lungo termine.
I dati Istat ci dicono che la Sicilia si sta spopolando. Siamo
passati da 5 milioni di abitanti negli ultimi cinque anni a 4,7
milioni, e nessuna misura per contrastare lo spopolamento io ho
letto all'interno del Documento di economia e finanza della
Regione.
La situazione economica è in generale molto preoccupante, e lo
testimonia e lo dice anche la Nota di aggiornamento perché rivede
al ribasso le stime di crescita rispetto appunto al DEFR di ben 2,9
punti percentuali nel 2023 e di 0,9 % per il 2024 e di 0,5 % per il
2025.
Questa riduzione è chiaramente data anche, ed è attribuibile anche
ai minori consumi delle famiglie, e non tiene conto di due
importanti provvedimenti del Governo nazionale che avranno
ripercussioni sull'economia siciliana.
Il primo chiaramente è il reddito di cittadinanza che, insieme
alla pensione di cittadinanza, portavano un indotto di 2 miliardi
di euro all'anno in Sicilia, e il secondo, che andrà a incidere
pure sulle entrate della Regione, riguarda l'ampliamento fino a
ottantacinquemila euro della flat tax, cioè il regime forfettario
Irpef di imprese e lavoratori autonomi. Misura che, chiaramente,
comporta effetti distorsivi sul gettito del tributo con una minore
entrata Irpef per le casse della Regione.
Quindi, diciamo, in perfetta linea Governo regionale di centro
destra col Governo nazionale di centro destra non attenzionano
quelle che sono le tematiche fondamentali per la Sicilia, i poveri
rimarranno poveri, come sono rimasti poveri cinque anni fa, e
continueremo a perdere giovani siciliani, perché decideranno sempre
di andare via e non potranno costruire il proprio futuro.
Purtroppo tante parole sono state dette nella scorsa legislatura
dal Governo del centro destra, questa legislatura continuiamo a
sentire belle parole, ma che poi si contraddicono sui testi, sul
documento di economia e finanza e in legge di stabilità.
Siamo solamente in queste settimane protagonisti sempre di
scandali, di soldi mal spesi, per esempio come la questione del
Festival del cinema di Canne che sta riempendo i titoli di giornali
in queste settimane, 3,7 milioni per fare la mostra del cinema a
Cannes che si aggiungevano ai 2 milioni e duecentomila euro nella
precedente legislatura. Nello stesso anno, comunque. Perché,
ovviamente, quando bisogna fare le cose belle, in grande, i soldi
ci sono, per fare le cose per aiutare i più deboli non ci sono.
Ci vorrebbe solamente, e concludo, un po' di responsabilità. Un
po' di responsabilità nel fare politica, un po' di responsabilità
nel ricoprire questo ruolo di governo, dei parlamentari e degli
assessori, perché non possiamo avere la responsabilità di non fare
delle azioni che possano rendere questo futuro della Sicilia
sostenibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire la
verità, sono rimasto molto deluso da questo Documento di economia e
finanza, e anche dalla Nota di aggiornamento, perché manca una
visione. Non c'è, in questo documento, tratteggiato un percorso che
questo Governo vorrà compiere nei prossimi tre anni a fronte di una
Regione, di un territorio che è dilaniato dalla crisi. Che cresce
meno, nonostante i grandi aiuti che sono arrivati a seguito del
Covid, rispetto al Paese. Che non riesce a superare le sue ataviche
difficoltà in materia di sanità, in materia di spesa degli
investimenti.
E su questo vorrei far notare come tutti noi - diciamo che, a
vario titolo, molti di noi hanno anche fatto gli amministratori in
diverse città, anche grandi - avevano visto, nel PNRR, una grande
occasione di sviluppo e una grande occasione per rilanciare
l'infrastrutturazione delle nostre città, delle nostre province.
Ebbene è chiaro che, a fronte del PNRR, però non si era fatto il
conto con la crisi, da parte degli enti locali, di incassare i
tributi.
Assessore, la maggior parte dei comuni siciliani non chiude il
bilancio. La maggior parte dei comuni siciliani sta, attualmente,
finanziando la TARI con le risorse del bilancio e non con le
entrate che dovrebbero provenire dalle tasse, perché molti
siciliani hanno dovuto scegliere se pagare la TARI, se pagare il
canone idrico o se pagare la pasta e il latte per i loro figli. E
hanno fatto la seconda scelta. Probabilmente anche noi, in quelle
condizioni, avremmo fatto lo stesso.
E allora, rispetto a questo, oggi, si assiste alla totale paralisi
della spesa degli enti locali. Spesa non corrente, non per pagare
gli stipendi, per pagare gli interessi sui mutui già contratti, ma
la spesa che avrebbe dovuto portare sviluppo. I comuni siciliani
del PNRR, caro assessore Falcone, non stanno spendendo, ad oggi, un
centesimo e non sono nelle condizioni di spendere un centesimo
perché non hanno le risorse A) per cofinanziare gli interventi
laddove richiesto, B) per farsi carico del caro materiali, perché
nonostante alcune norme abbiano sbloccato una parte caro materiali,
queste non sono sufficienti e quindi, non stanno consentendo agli
uffici di appaltare alcun lavoro. Non appaltare lavori vuol dire
privare di questa capacità di spesa i territori, vuol dire privare
di occasioni di lavoro i nostri cittadini, vuol dire perdere la più
grande occasione di ripresa, se i calcoli che aveva fatto la Banca
d'Italia sono giusti, di almeno dieci volte l'investimento
programmato.
E allora, rispetto a questo ci saremmo aspettati che ci fosse una
visione da parte del Governo. Invece, nulla Questo Governo ha
dichiarato di essere in continuità col precedente, il precedente si
è contraddistinto per avere tagliato i fondi per gli enti locali,
per gli enti locali siciliani.
E questo è solo un aspetto. Non sicuramente, diciamo, l'unico e
grave al pari di tanti altri, perché in questo, per esempio,
documento e anche nel successivo mi manca un tema che è quello
della protezione del reddito dei cittadini, che viene eroso
dall'inflazione. L'inflazione è calcolata al 10 per cento ma, come
tutti sappiamo, per le fasce medio basse l'inflazione relativa
supera ben oltre il 10 per cento e rispetto a ciò il Governo non ha
speso una parola, un rigo, un intervento, un euro.
C'è una norma nel bilancio che prevede il sostegno per la
trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo
indeterminato e per le assunzioni a tempo indeterminato di 30 mila
erano nel triennio. Il Governo ha dimenticato di dire, però, che
questa norma non si può applicare d'emblée ai siciliani perché a)
necessita dell'approvazione da parte della Commissione europea, b)
perché è soggetta al regime dei minimiVuol dire che, per esempio,
scrivere 30 mila euro non ha alcun valore perché il regime dei
minimi in agricoltura è 15 mila euro, e quindi diciamo che in
agricoltura non saranno 30 mila euro nel triennio ma saranno molti,
molti meno; così come per i trasporti dove saranno solo 100 mila
euro nel triennio.
Allora, rispetto a questo sarebbe necessario, è chiaro io non sono
contrario ad una norma che aiuti le assunzioni, sono però perché la
norma sia scritta in maniera trasparente, sia spiegata bene alle
imprese siciliane, perché altrimenti si rischia di creare un corto
circuito e penso che, comunque, al di là di tutto ciò, ci vuole un
sostegno anche agli incapienti, che in questo bilancio, in questo
DEFR non è minimamente previsto, perché la fascia di povertà
assoluta e quella relativa, purtroppo ci dicono tutti i dati
statistici si sta allargando e nel nostro territorio si allarga
ancor di più. Dinanzi a ciò c'è bisogno di uno scatto d'orgoglio,
c'è bisogno di uno scatto d'orgoglio del Governo - e aggiungo anche
del Parlamento - che deve realmente mettere al centro quelli che
sono i problemi reali della Regione siciliana, perché siamo un
popolo e se siamo popolo lo dobbiamo affrontare insieme il tema
dello sviluppo e non chiusi dentro una stanza sperando che i
siciliani non aprano mai gli occhi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, colleghi parlamentari, è
dal 7 dicembre che il Presidente Schifani non viene in Aula, mi
dispiace perché durante il suo esordio, il primo intervento lui
ebbe a dire - ve lo ricordate colleghi - "La mia è una sensibilità
parlamentare, io sono per il Parlamento, sono stato Presidente del
Senato". Io, dopo, sono intervenuto e ho detto: "Sono contento,
finalmente abbiamo risolto quel vuoto che c'era con Musumeci".
Per davvero ci state facendo rimpiangere Crocetta, perché se lei
per un attimo fa un salto indietro al 2012-2013 si ricorderà che il
Presidente Crocetta partecipava agli strumenti finanziari, quindi
bisogna ricordare al Presidente Schifani che deve mantenere
l'impegno che ha assunto in Aula quando si è insediato e l'impegno
è quello di venire in Aula, in particolar modo quando ci sono gli
strumenti finanziari.
Gli strumenti finanziari sono gli strumenti politici più
importanti della Regione siciliana, così come il bilancio degli
enti locali lo è per il Comune e per la Provincia, per la Regione
lo è la finanziaria e il bilancio, per lo Stato lo è la finanziaria
regionale.
Quindi vi prego di metterci in condizione di ricordare al
Presidente l'impegno che ha assunto quando si è insediato.
Stiamo discutendo del DEFR con il suo aggiornamento. Il DEFR,
inizialmente era approdato in Aula, io parlo della delibera
originaria, che era stata approvata il 28 di giugno, e ora poi è
stato fatto l'aggiornamento.
Il nostro amico Cateno De Luca ha ricordato quello che avremmo
dovuto fare insieme, Sicilia Vera e Partito Democratico, per
ricordare che prima di approvare, perché in Parlamento era partito
l'iter di adozione per gli strumenti finanziari in Commissione a
tal punto che erano stati individuati anche i termini per la
presentazione degli emendamenti. E noi, in maniera costruttiva,
abbiamo detto in Conferenza dei Capigruppo, Sicilia Vera e Partito
Democratico, che non era possibile avviare quel percorso perché il
DEFR è uno strumento, ed è uno strumento, propedeutico allo
strumento finanziario, ma perché al di là del 118 che lo prevede,
della prassi parlamentare del Regolamento, il DEFR raccoglie quella
che è la programmazione finanziaria, quali sono le cose, le linee
generali che un Governo vuole portare avanti, le cose che vuole
realizzare e poi queste vengono calate nei numeri con lo strumento
finanziario.
Questa era la motivazione, abbiamo ricordato in Conferenza dei
Capigruppo che, comunque, per una questione di correttezza,
l'avevamo fatto anche nel 2013, perché poi i periodi erano simili.
Eravamo proprio all'inizio della legislatura, con l'inizio del
momento dell'approvazione degli strumenti finanziari, però noi
abbiamo posto una questione che era fondamentale. Dopo di che,
entrando nel merito, io ricordo che lo strumento presentato nella
scorsa legislatura del 2018 iniziava parlando di insularità, un
tema importantissimo, era proprio il primo rigo, chi lo ha visto lo
ricorda e facendo riferimento a un momento importante, dicendo
questo 2022 è l'anno dell'insularità facendo riferimento alla
modifica dell'articolo 119 della Costituzione, che ha inserito il
concetto di insularità, l'importanza c'è nel nostro Paese, una
questione meridionale, una questione sud ma c'è una questione delle
isole che è ancora che ancora peggiore e più difficile rispetto
alla stessa questione meridionale.
Avete iniziato, e io lo ricordo bene, la discussione sul DEFR, con
questo riferimento, fatto a proposito della modifica dell'articolo
119, purtroppo oggi questo tema è un tema centrale irrisolto; il
problema dell'insularità lo paghiamo tutti i giorni, lo pagano
tutti i giorni i nostri figli e diventa sempre più pesante, perché
siamo completamente scollegati dal resto del Paese e la questione è
totalmente aperta, lo abbiamo visto con i biglietti aerei per
poterci trasferire, per potere andare avanti indietro dal resto del
Paese, lo vediamo con il caro benzina.
Per quanto riguarda le nostre imprese, noi abbiamo una questione
centrale che è questa insularità che è la questione dell'insularità
accennata, discussa e non risolta che è centrale e chiediamo che il
Governo se ne faccia carico veramente, che non diventi uno slogan,
che voi portate avanti dal giugno del 2022, perché voi siete in
continuità, non è che perché l'avete dichiarato, come ha detto il
mio collega, voi siete in continuità, siete anche quasi le stesse
persone, gli stessi parlamentari, in parte gli stessi assessori,
voi siete la continuità del Governo precedente.
Queste cose continuate a dircele da tempo, abbiamo bisogno di
trasformare le parole in fatti perché i cinque anni purtroppo sono
trascorsi e siamo stanchi e questo è un tema che voi dovevate
iniziare. La discussione sull'aggiornamento al DEFR che questo è
l'ultimo documento dicendo che finalmente voi farete le riforme. Le
riforme che per cinque anni, Assessore, ci avete promesso e non
avete portato avanti. Voi, la vostra maggioranza, il vostro
Governo, avevate detto che dovevate portare avanti la riforma sulla
casa, avete commissariato gli IACP con amici iscritti e parenti.
Io mi auguro che voi riprendiate la riforma. Ci sono disegni di
legge, ce n'è uno del Partito Democratico ma ce ne possono essere
mille che prevedono una vera e propria riforma. Aspettiamo la
riforma per i consorzi di bonifica che interessa i lavoratori della
bonifica ma interessa anche gli agricoltori, e fino a quando non ci
sarà una riforma, e i cinque anni che sono passati ci siete stati
voi, purtroppo continueremo noi ad avere vuoto in mezzo che tocca
non solo i lavoratori ma tocca le imprese agricole. Abbiamo bisogno
della riforma della forestazione, che per cinque anni non avete
fatto, e i forestali la stanno aspettando. Noi abbiamo bisogno di
una riforma seria che riguardi l'agricoltura nel suo complesso.
Abbiamo bisogno una riforma che riguardi anche il mondo
dell'artigianato, del commercio.
Noi siamo ad un punto di partenza Zero . Abbiamo il libro dei
sogni che ha fatto l'esperienza degli enti locali, c'è stato anche
Cracolici che è arrivato a fare anche l'Assessore a Palermo. Ti
ricorderai bene che arrivava il piano triennale delle opere
pubbliche ed era il libro dei sogni, specialmente nella prima
parte, negli anni 80, inizio 90, dove c'era tutto, ed era il libro
dei sogni. Questo è veramente stato, perché ci siete stati voi e lo
continuate a rappresentare, un libro dei sogni.
Noi vi preghiamo, noi vi preghiamo veramente - dopo cinque anni di
letargo e di non risposte - di iniziare a mettere mani su tutte
queste questioni che sono questioni aperte.
Io sull'aggiornamento ho visto che c'è un riferimento anche sui
centri storici. Abbiamo fatto la legge 13 del 2015, che riguardava
la riqualificazione dei centri storici. Si fa un riferimento che lo
devo approfondire che c'è una parte relativa al piano di settore
che va rivista in base a una normativa nazionale. Ora, questo
merita un'attenzione, lo andremo a fare perché quella norma
l'abbiamo voluta profondamente. Ma i centri storici ci stanno
cadendo addosso perché non abbiamo il coraggio di intervenire.
Quella norma ce lo permetteva e voi non avete fatto i commissari
nei comuni, che eravate obbligati a fare dalla legge 13 e non li
avete fatti e i centri storici stanno cadendo addosso.
Purtroppo cinque anni voi ci siete stati. Quindi è il primo
strumento di programmazione e seguirà ora il bilancio e la
finanziaria. Ovviamente io lo vedo povero di cose concrete, non mi
aspetto chi sa cosa, quale collegamento con la finanziaria, ma io
spero di poter essere smentito, e concludo, dalle azioni concrete
da questo Governo.
Io mi auguro che nell'arco di un anno tutte le questioni in
sospeso importanti, come quella dell'insularità e la battaglia per
la difesa dell'insularità, come quella relativa alle riforme
relative alle cose che ho detto, finalmente vedano la conclusione
perché credetemi, anche per noi dall'opposizione diventa
mortificante, specialmente per chi c'è ormai da qualche anno
diventa mortificante assistere a quello che è un galleggiamento, ed
è un galleggiamento veramente indecoroso per la Sicilia e i
siciliani che soffrono e hanno bisogno di risposte concrete.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe.
Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare altri quattro
colleghi. Se non c'è nessun altro che vuole intervenire chiuderei
le registrazioni qui.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Geraci. Ne ha fa facoltà.
GERACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, oggi ci
troviamo a parlare del DEFR, come ricordava il collega Dipasquale.
Il DEFR approda in Aula perché in una Conferenza dei Capigruppo
l'onorevole De Luca lo ha chiesto, lo ha chiesto perché il DEFR
rappresenta quella che può essere la visione, la strategia di
questo Governo. Noi oggi registriamo che questo DEFR dal Governo,
come le altre cose, viene visto solo ed esclusivamente come un
adempimento, un adempimento senza contenuti, cioè il problema del
Governo è approvare il DEFR, non approvare quello che può essere i
contenuti, la visione, la strategia.
Ma questo lo vediamo pure nelle Commissioni di merito, dove
vengono gli assessori e dove sarebbe opportuno farli rodare tre,
quattro mesi, questa ansia che abbiamo per arrivare
all'approvazione del bilancio, che cosa sta creando? Sta creando
che ogni volta noi riavvolgiamo il nastro per parlare del nulla, di
situazioni che si portano avanti solo per adempiere, per adempiere,
non per fare, non per vedere, e questo praticamente è l'andazzo che
c'è nell'ultimo periodo, in questi ultimi due mesi. Mentre io oggi
mi sarei aspettato che si parlasse, così per magia, degli 8
miliardi di euro che sono scomparsi dal DEFR approvato a giugno.
Ebbene, come tutti noi sappiamo, c'è stato un accordo fra Schifani
e Giorgetti e sono spariti in un colpo 8 miliardi di euro, 8
miliardi di euro, e questo ragionamento di 8 miliardi di euro è
fuori dalla stampa, è fuori dai mass media, come se noi
praticamente, la Regione può indebitarsi mentre la Regione potrebbe
chiudere molte partite a credito.
La Regione che sta facendo? Questo Governo sta investendo a debito
e la situazione è più preoccupante, perché? Perché da un lato
Giorgetti, dall'altro lato Calderoli, stanno decidendo le sorti
della Sicilia. Cioè, colleghi, è come dare l'asilo nido, farlo
gestire a Erode, noi stiamo consegnando le sorti della Sicilia a
Calderoli e Giorgetti, che sicuramente hanno interessi per la Lega
Nord, per il Nord. In questo momento la Lega ha dei Ministeri che
non ha avuto mai, è più forte al Nord, più che mai, e quindi noi
stiamo dando le sorti a queste persone. Con trionfalismi vari, con
vari self e non risolviamo il problema degli 8 miliardi.
E poi tutti i Comuni e l'Anci siamo costretti a fare i viaggi
della speranza per farci riconoscere quello che ci spetta, mente il
Governo degli 8 miliardi nemmeno ne parla, nemmeno ne parla. In
questo, in questa NADEFR scompaiono per magia gli 8 miliardi -
Assessore, vedo che sta prendendo appunti - però la partita
importante, sono questi 8 miliardi. Noi vogliamo sapere come mai di
questi 8 miliardi non se ne parla più.
Mi ricordo in una Commissione sanità lei è venuto e ha annunciato
- c'è il sommario - che c'erano questi 8 miliardi, che possono
risolvere i nostri problemi, perché nel momento in cui noi non
riusciamo a finanziare, e quindi a non sterilizzare la spesa, ci
ritroveremo con bilanci, poco fa l'ha detto Cateno De Luca,
ventiquattro e venticinque a zero. L'operazione che avete fatto voi
prima della NADEFR è stata quella, è stata quella di usare un
algoritmo, tagliare tutto al cinquanta per cento, non stiamo
parlando delle cose che sono necessarie e delle cose che sono
essenziali, avete tagliato in maniera orizzontale la spesa senza
entrare nel merito. Ma come ho detto poco fa bastava fare
l'esercizio finanziario al 30 aprile e discutere, andare nel merito
della spesa, questo non l'avete voluto fare, vi state prendendo una
responsabilità sia nei confronti del Parlamento ma, comunque, vi
state prendendo una responsabilità nei confronti dei siciliani.
Perché mi vedo con il sindaco Lagalla, che ha approvato il piano di
riequilibrio, ebbene deve andare a Roma a trattare il piano di
riequilibrio, mentre noi stiamo regalando otto miliardi allo Stato.
I comuni, la Regione facciamo la fame, facciamo i viaggi della
speranza e di questi otto miliardi non se ne parla, non se ne
parla, cioè questo è il problema, se noi non mettiamo a posto i
conti, praticamente andremo dietro a viaggi della speranza,
Commissioni paritetiche dove andremo a chiedere l'elemosina.
Quegli otto miliardi, Governo, assessore Falcone, quegli otto
miliardi sono dei siciliani, su quegli otto miliardi noi vogliamo
vederci chiaro, non potete liquidare gli otto miliardi come se
fosse un adempimento, è questo il grave errore che state facendo,
strategico, di visione e questo dimostra che ancora una volta non
avete a cuore le sorti della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, già de
DEFR, per quello che serve poi questa Assemblea, il Governo ne ha
sempre fatto carta straccia, poi se diciamo, valutiamo il documento
che c'è stato inviato dalla Giunta di Governo in fretta e furia,
possiamo dire che c'è scritto veramente ben poco, ben poco sulle
strategie, sul futuro di questa Terra, ben poco soprattutto sulle
risorse e sugli impegni che intendono fare nell'arco dei prossimi
anni.
Il primo rilievo che ho sollevato già in Commissione Bilancio,
intanto, diamo da economista l'unico indicatore che viene indicato
all'interno del DEFR è il PIL, neanche più lo Stato lo fa, ci
dovrebbero essere degli indicatori alternativi che riguardino il
benessere in generale dei siciliani, che riguarda la sanità, le
infrastrutture, la viabilità, tutto quello che può essere e tornare
utile al sistema Regione in questo caso non al sistema Paese,
eppure tutto si concentra esclusivamente sul prodotto interno
lordo, sulle risorse extra-comunitarie, nulla sul bilancio della
nostra Regione.
Però, proverei un attimino a fare un quadro velocissimo sulle
risorse extra-regionali, quindi, sui fondi che vengono dallo Stato
e dall'Unione Europea, considerate che della programmazione 2014-
2020 dei quattro, oltre quattro miliardi del FESR che sono stati
stanziati per la nostra Regione, solamente due miliardi sono stati
spesi e due miliardi devono essere spesi quest'anno entro il
31.12.2023. Se a questi ci aggiungiamo il miliardo di euro che
probabilmente rischiamo di perdere con le FSC 2021 - 2027, perché
gli impegni giuridicamente vincolanti al 31 dicembre non ci sono,
noi rischiamo oggi, come Regione, di mettere circa tre miliardi di
euro a rischio per la nostra Sicilia e nulla, invece, nel DEFR,
nella nota di aggiornamento che ci è stata inviata dal Governo c'è
in merito alle società, agli enti, alle partecipate, alle
controllate, alle vigilate alla nostra Regione, che sono un poco
quel lato oscuro della nostra Sicilia, dove la vigilanza non viene
fatta bene, non c'è nessun riferimento sull'accordo Stato-Regione
che fa riferimento proprio a un'opera di razionalizzazione delle
società degli enti.
Ci giunge rassicurazione dall'assessore Falcone che verrà
consegnato un rapporto specifico sulle società e gli enti però
sulle note e sul DEFR di fatto non c'è nulla e oggi, giusto per
raccontarvi una chicca, un fatto particolare che non avevo mai
visto, devo dire, nell'arco di questi anni, assessore Falcone,
magari questo le può interessare, mi spiace che non c'è l'assessore
Sammartino, spulciando il sito del Consorzio di bonifica di
Palermo, ho scoperto che a fine anno sono stati liquidati come
rimborso lordo forfettario, circa 13 mila euro, cinquemila,
cinquemila, mille, due mila ad alcuni dipendenti del consorzio di
bonifica di Palermo - leggo testualmente la determinazione del
direttore generale - "per un lavoro straordinario dell'attività di
trasloco dal piano ammezzato al primo piano". Mai avevo visto una
determina del genere Quindi, un direttore di un consorzio di
bonifica che ogni anno finanziamo in finanziaria perché non hanno
più soldi per pagare i dipendenti, per portare avanti le attività
dei consorzi di bonifica, quei consorzi di bonifica che ci hanno
fatto perdere 600 milioni di euro del PNRR, no? Vedo una determina
del direttore generale che affida 13 mila euro ai suoi dipendenti
per aver fatto un trasloco dal piano ammezzato al primo piano.
Allora, se questo Governo ci spiega o ci spiegherà quali sono le
intenzioni sui consorzi di bonifica, sulla società, sulla SIS, sul
consorzio, sui consorzi di ricerca, sugli enti che finanzia
annualmente, allora potremo capire qual è l'indicazione e l'atto di
indirizzo che questo Governo vuole dare a differenza del Governo
precedente che non ha fatto alcuna opera di razionalizzazione,
altrimenti saremo nuovamente, come dire, a certificare l'ennesimo
fallimento di una politica che in campagna elettorale promette una
cosa e poi nei fatti fa tutt'altro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
E' iscritto a parlare l'onorevole Catania Giuseppe. Ne ha facoltà.
CATANIA GIUSEPPE SEBASTIANO. Grazie Presidente, grazie colleghi.
Vede io ho letto invece con grande attenzione il documento, il
DEFR, prima approvato a giugno dell'anno precedente dal precedente
Governo e poi la nota di aggiornamento predisposta dal Governo.
Certo, si potrebbe dire sul piano formale si poteva utilizzare un
format diverso ma mi pare che l'Assessore, da questo punto di
vista, sia stato alquanto chiaro e abbia preso anche un impegno, a
mio avviso, importante per il prossimo DEFR.
Ma io credo che occorra fare un ragionamento non
decontestualizzando il DEFR. Se noi andiamo a vedere gli ultimi due
rapporti che sono stati predisposti, uno dal Sole 24 Ore, l'altro
da Italia Oggi, possiamo leggere da questi rapporti, possiamo
registrare da questi rapporti, la grave difficoltà, il grave
divario che sempre più aumenta tra le zone del Nord Italia e le
zone del Sud Italia. Quindi, senza distinzione alcuna per le
Regioni meridionali e ovviamente questa fotografia che ci viene
data dai due rapporti è una fotografia che riguarda la politica
economica e finanziaria che è stata messa in campo dal Governo
nazionale negli ultimi anni. Quindi, è ovvio che dobbiamo leggere
il Documento di economia e finanza in un quadro, in un contesto che
è internazionale e in un contesto che è nazionale.
Vedete, la nota di aggiornamento del DEFR, peraltro, a mio avviso,
fotografa bene quella che è la situazione di grande criticità e
soprattutto quella che è la situazione che negli ultimi mesi si è
venuta a creare nel nostro bel Paese e anche nella nostra Isola,
evidentemente, perché ha messo in evidenza quelle che sono le
criticità che dapprima la guerra in Ucraina ha determinato con
conseguenze legate all'aumento del costo dell'energia, con
conseguenze legate all'aumento del costo delle materie prime che ha
inciso fortemente sui margini di redditività delle nostre piccole e
medie imprese e sulle conseguenze legate all'aumento del tasso di
inflazione.
Io facendo una lettura attenta del Documento ho registrato tutti
questi elementi che sono stati presi in carico dalla nota di
aggiornamento e che anche nel disegno di legge che andremo a
discutere prossimamente sono stati rilevati.
Ebbene, ho sentito anche di mancanza di strategia, invece ritengo
che sia importante nella lettura del Documento, della nota di
aggiornamento del Documento vedere il rimando che il Documento
stesso fa al nuovo Piano operativo 2021/2027 perché, vedete, la
strategia di sviluppo dell'Isola è lì contestualizzata, non
possiamo pensare che vi siano due strategie di sviluppo della
nostra Terra, una legata all'utilizzo dei fondi comunitari ed extra
regionali e un'altra invece con i fondi del bilancio regionale,
perché allora sì che saremmo sulla cattiva strada. Dobbiamo avere
chiara qual è la strategia di sviluppo del nostro territorio.
Ebbene, dalla lettura del Piano operativo FESR 2021/2027 è
evidente qual è il piano di strategia nazionale. E' evidente che si
punta ad una riqualificazione energetica degli edifici pubblici e
ad una riduzione dei consumi energetici della nostra piccola e
media impresa e questo lo si fa anche attraverso delle misure
pratiche che sono state introdotte anche nel recente, penso ad
esempio alle comunità energetiche, alle misure messe in campo per
sviluppare le comunità energetiche in ognuno dei 391 comuni a
beneficio degli enti territoriali, a beneficio delle piccole e
medie imprese, a beneficio delle famiglie.
Ebbene, nella strategia si parla anche di contrasto al rischio
idrogeologico che è un elemento di criticità su cui dobbiamo porre
l'accento come territorio, soprattutto nelle aree interne; si parla
di mobilità delle aree urbane; si parla ad esempio di protezione
sociale. E' vero c'è stato un deterioramento del contesto
internazionale e nazionale, è rallentata l'economia, non solo
l'economia isolana, è rallentata tutta l'economia europea, è
rallentata l'economia italiana. Ebbene, i fondi inseriti
all'interno della programmazione 2021/2027 che viene richiamata
puntualmente dalla Nota di aggiornamento del DEFR indicano appunto
le misure di contrasto alla povertà come misure importanti.
Ovviamente, contrasto alla povertà che è inserita anche nel
Documento e nella nota di aggiornamento nazionale. Non è vero che
si vogliono tagliare i fondi del contrasto alla povertà, semmai si
vogliono differenziare i fondi facendo due percorsi paralleli, uno
sulle politiche attive del lavoro che il reddito di cittadinanza ha
visto assolutamente non funzionare e l'altro sul contrasto alla
povertà per dare supporto a quelle persone che non sono nelle
condizioni di poter svolgere un'attività lavorativa per condizioni
fisiche, per condizioni anagrafiche o per altro genere di
condizione.
Si parla anche e soprattutto di competitività delle aree urbane e
delle aree interne e penso ad esempio alle aree Snai che sono state
inserite nella programmazione e che vedranno tanti comuni delle
aree interne cimentarsi in una logica di programmazione.
Pero è vera una cosa: abbiamo tante risorse da utilizzare, i 5,9
miliardi della nuova programmazione comunitaria, abbiamo le risorse
del PNRR da utilizzare. Non sono d'accordo con chi dice che sono
state utilizzate le risorse finora del PNRR mentre da qualche mese
questo non è avvenuto perché basta dare una lettura attenta al
documento nazionale per vedere che la spesa del PNRR non è mai
partita, cioè sono stati raggiunti tutti gli obiettivi in termini
di riforme previste temporalmente, ma non gli obiettivi in termini
di spesa, tant'è vero che la spesa relativa all'anno 2022 è stata
trasferita e spostata all'anno 2022.
Ebbene, condivido l'approccio del collega De Luca, un approccio
collaborativo tant'è vero che questa mattina in Commissione
Bilancio' tutti insieme, l'Assessore per l'economia per primo e
poi tutti i colleghi di maggioranza ed opposizione, abbiamo
apprezzato la relazione che è stata presentata che ha alcuni spunti
importanti, a mio avviso, soprattutto alcuni spunti che vanno a
beneficio dei comuni, degli enti territoriali, perché se vogliamo
far partire il nostro territorio, se vogliamo far partire la nostra
Isola, dobbiamo aiutare i nostri comuni a progettare.
Abbiamo una classe impiegatizia mediamente avanzata in termini di
età e forse in alcuni casi, probabilmente, non adeguata in termini
di competenze, anche tecnologiche, per rispondere alle sfide che
abbiamo davanti e, allora, nel disegno di legge della finanziaria
che andremo a discutere trovo estremamente importante la misura che
prevede il fondo progettazione per i comuni perché solo così
potremo avere progetti esecutivi, solo così potremo finalmente
intercettare le risorse comunitarie, e anche il PNRR, che molto
spesso non vengono utilizzate.
Chiudo Presidente con una sola chiosa dal punto di vista
sanitario. E' stato detto da più parti, ed io condivido, che
bisogna accendere un focus sulla sanità in Sicilia, soprattutto
sulla sanità degli ospedali periferici, bisogna riconoscere e
ricordare che all'interno del DEFR sono già indicati alcuni passi
che bisogna fare, a partire dalla revisione della rete ospedaliera
che, a mio avviso, diventa assolutamente importante e quindi questo
è già contenuto. Così come bisogna fare un plauso, lo faccio
pubblicamente, all'assessore Volo per aver avuto il coraggio di
firmare un decreto che prevede la possibilità anche a medici
stranieri di poter venire a lavorare nelle nostre Asp perché, vede
Presidente, tutti i rapporti delle Associazioni nazionali dei
medici ospedalieri ci dicono che da qui al 2025 mancheranno circa
30 mila medici ospedalieri. Ebbene, questo è il tema su cui abbiamo
la necessità di confrontarci, questo il tema su cui dobbiamo
scommettere. Ovviamente, bisogna lavorare per abbattere il numero
chiuso nelle facoltà, bisogna lavorare per aumentare il numero
delle borse di specializzazione per i nostri giovani ragazzi ma, al
tempo stesso, dobbiamo investire in questo percorso temporaneo che
ci consente di non chiudere i reparti degli ospedali. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catania.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Leo. Ne ha facoltà.
DE LEO. Grazie, Presidente. Io vorrei partire dal ragionamento
procedurale che ha visto i nostri Gruppi di Sud chiama Nord e di
Sicilia Vera evidenziare l'anomalia di fondo sulla discussione del
DEFR perché si stava indirizzando questo Parlamento a discutere
direttamente del bilancio di previsione, questo chiaramente in
violazione dell'articolo 118, motivo per cui l'attuale bilancio di
previsione che è stato approvato dalla Giunta già contiene,
nonostante ancora debba essere discusso da quest'Aula,
integralmente questo documento programmatico.
Da questo documento però, Presidente, emerge chiaramente un
problema per la Regione siciliana che è l'amministrazione della
Regione stessa, cioè l'incapacità di spesa della Regione è evidente
come l'incapacità di pagamento, quindi di sostegno alle imprese, i
problemi dei crediti delle imprese sono enormi, i problemi dei
lavoratori e dei cittadini, l'esempio, l'avviso 22 sui tirocinanti
bloccato. Io ho fatto un'interrogazione in merito a questo e ancor
più sulla popolazione inattiva, su chi non lavora e su chi non
cerca lavoro.
Un altro esempio l'ha citato anche qualche altro collega e
riguarda il PO FESR 2014-2020 dove si parte da una dotazione di 4
milioni e si certifica una spesa solo per poco più di 2 milioni di
euro. C'è la necessità quindi di armonizzare i processi, c'è la
necessità di intervenire per risolvere e sbloccare un sistema
bloccato da anni.
Vorrei ricordare appunto anche al Governo, all'Assessore che i
famosi, decantati rapporti con lo Stato di questo Governo regionale
ci hanno dimostrato invece che lo Stato ha avuto un approccio
conservativo e impositivo nei confronti della Regione siciliana e
la questione degli 8 miliardi lo dimostra, lo dimostra perché su
quei crediti c'erano degli elementi di contrattazione e a me hanno
insegnato che se perdi gli elementi di contrattazione perdi la
contrattazione, infatti si è arrivati a ricevere solo 200 milioni
rispetto agli 8 miliardi che la Regione siciliana doveva invece
mettere sul tavolo e contrattare con lo Stato.
Ma sento anche dire che la contrattazione è aperta, che c'è ancora
modo di poter recuperare alcuni fondi, alcune risorse, però vedo
anche da questo Documento programmatico che queste risorse
eventualmente andrebbero recuperate qualora la Regione si
addossasse delle funzioni e se si addossasse delle funzioni si
addosserebbe anche gli oneri di queste funzioni eventualmente.
Io credo che non sia questa la soluzione per la Sicilia, ma credo
che nel nostro Documento che ha illustrato l'onorevole De Luca e di
cui voglio prendere spunto per esempio sulla necessità di stilare
un protocollo d'intesa insieme allo Stato con le aziende
petrolifere che utilizzano la nostra Terra e per dare la
possibilità ai siciliani di avere uno sconto sul carburante. Questo
è fondamentale. Come fa la nostra Regione a non impegnarsi su
questo tema?
E, allora, siccome abbiamo dimostrato nei fatti di essere
un'opposizione costruttiva, di non dire solo no, ma di fare anche
delle proposte, mi auguro che oggi sia l'occasione per questo
Governo di prendere il nostro documento con i nostri punti
programmatici e dare il cambio di passo e dimostrare, come ha detto
ma non ha fatto, di non essere in piena continuità col Governo
precedente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Leo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO GIUSEPPE. Signor Presidente, Assessori, onorevoli
colleghi, ho preso un impegno con lei che sarò breve, però voglio
consegnare qualche altra riflessione su questi punti che abbiamo
all'ordine del giorno e in particolare mi voglio riallacciare
all'intervento che ha fatto l'onorevole Dipasquale che parla del
libro dei sogni.
Io dico che invece non dobbiamo parlare del libro dei sogni. Io
parlo adesso e le faccio una riflessione, ma faccio un ragionamento
anche all'Aula: noi grazie alla richiesta che abbiamo fatto alla
Presidenza dell'Aula siamo riusciti a rimettere quello che era il
procedimento su questo documento in funzione di un documento
propedeutico all'approvazione della legge di stabilità e al
bilancio.
E perché dico che è fondamentale fare questo ragionamento? Perché
questo, caro onorevole Dipasquale, non è il libro dei sogni. Questo
è un documento, se è fatto con serenità, questo è un documento, se
è fatto con coscienza, mette il Governo nelle condizioni di fare
una buona legge di stabilità.
Ora, siccome il Governo ha scoperto le carte, ha scoperto le carte
perché ha fatto prima la legge di stabilità e poi il documento
propedeutico.
E ora una riflessione su questo passaggio la faccio. Perché, caro
onorevole Falcone, devo fare questa riflessione? Perché bello tutto
quello che abbiamo scritto, bella la strategia che abbiamo
prospettato, ma se poi tutto questo si trasforma in una semplice
legge di stabilità di 16 articoli e le faccio l'esempio specifico:
quello per esempio sui beni culturali dove la Regione siciliana in
questo momento rappresenta il centro di quelli che sono i beni
culturali a livello nazionale, solo per darle qualche dato la
Sicilia da sola rappresenta circa il 25 per cento dell'intero
patrimonio culturale che possiede l'Italia che è fra il 60 e il 70
per cento del patrimonio culturale del mondo e questo Governo mi
propone nella legge di stabilità, come strategia per valorizzare
tutto quello che abbiamo, un semplice articolo che prevede solo
l'incremento delle ore degli ASU dei beni culturali?
Cioè se questa è la strategia, questo è il libro dei sogni e la
finanziaria è un incubo
Quindi, un altro passaggio, per esempio, sempre a titolo
esemplificativo, caro assessore Falcone, riguarda la gestione dei
rifiuti in Sicilia.
Io ho visto che sia sul DEFR e sia sulla NADEFR non c'è dedicato
un solo rigo di strategia. Ho visto che nel Governo precedente, e
con il DEFR precedente, invece, vi eravate sforzati - lei era pure
componente della Giunta precedente - vi eravate sforzati a fare,
anche, un'analisi del contesto, vi eravate sforato a fare anche
un'ipotesi di strategia e di obiettivi da raggiungere. Non solo non
c'è scritto nulla su questi documenti per il 2023-2025, il nulla si
trasforma nella legge finanziaria in un semplice articolo in cui si
prevede lo stanziamento di 100 mila euro all'Assessorato
Dipartimento acqua e rifiuti per fare progetti. Cioè, ma voi
pensate di risolvere il problema, in Sicilia, dei rifiuti e siamo
l'ultima Regione d'Italia in termini di obiettivi da raggiungere,
con 100 mila euro di maggiori stanziamenti per fare progetti al
Dipartimento acque e rifiuti? Ma perché, hanno bisogno di 100 mila
euro per fare altri progetti? Dobbiamo mettere in atto strategie,
caro Assessore. Dobbiamo cercare non solo di metterle in atto, ma
anche di provvedere poi, con le norme finanziarie, a realizzare
quelle strategie. Tutto questo, purtroppo, non c'è e io spero che
oggi l'Aula, io spero che oggi il Governo possa accogliere quelle
che sono le nostre integrazioni, che già stamattina abbiamo
depositato in Commissione, affinché la strategia del Governo - che
non dà alcuna prospettiva a questa Terra - possa essere migliorata
e che la strategia poi, con la collaborazione, dell'Aula diventi
un'ottima legge di stabilità, non una sempre legge di stabilità
solo per adempiere a una scadenza. Caro Assessore, pensiamo di meno
alle scadenze e pensiamo di più agli obiettivi da raggiungere.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
Assessore, se vuole replicare, ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, stasera arriviamo al dibattito e alla discussione sulla
NADEFR, che è la Nota di aggiornamento del Documento di economia e
finanza regionale che era stato già approvato dal Governo scorso e
depositato a quest'Assemblea regionale già nel luglio scorso.
E' una nota che oggi adottiamo e approviamo in ragione
dell'evoluzione del quadro macro economico nazionale che segue il
tendenziale, oltre che quello programmatico, a seguito degli eventi
che si sono succeduti, verificati appunto, in questi mesi. E ci
accorgiamo come, in effetti, malgrado fosse stata programmata una
strategia di insieme e di contesto nazionale, il Ministero
dell'economia e delle finanze è dovuto reintervenire, nel settembre
scorso, approvando poi, nei primi giorni dello scorso novembre, una
nota di aggiornamento che dà dei dati. E noi, oggi, non stiamo
facendo altro che aggiornare la nota, prima regionale, in linea con
il dato tendenziale nazionale. Quindi, prima nazionale e in
subordine regionale.
Cosa è successo sostanzialmente? Io ho seguito i vari interventi
che si sono succeduti, a iniziare dal relatore di minoranza,
l'onorevole Cateno De Luca, che aveva già depositato stamani un
corposo documento, appunto, di 23 punti in Commissione Bilancio',
che abbiamo letto e che abbiamo anche apprezzato e a cui abbiamo
anche dato un parere favorevole perché quello che riporta, in parte
anche riportato dal nostro documento in parte no, guarda agli enti
locali, al rapporto del caro energia, del caro materiali, dei
costi, al sistema appunto dei rifiuti, guarda anche - e una cosa
l'ho detta oggi - alla regolarità dei documenti contabili, così
come ci ha indicato la Corte dei Conti ed alla quale indicazione
della Corte dei Conti, caro Presidente Daidone, abbiamo detto che
vorremo nelle prossime settimane essere ligi osservatori.
Venerdì o al massimo martedì il Governo approverà il rendiconto
del 2021, in contemporanea all'approvazione della legge di
stabilità ed alla legge di bilancio il Governo approverà il
bilancio consolidato e quindi anche il rendiconto consolidato del
Gap, del Gruppo Amministrazioni Pubbliche, cioè di quella
amministrazione pubblica allargata, onorevole De Luca, a cui lei
già nel lontano 2008 faceva riferimento ed alla quale ha fatto
riferimento nel suo intervento introduttivo di inizio legislatura
invocando, appunto, che l'Amministrazione pubblica regionale non è
soltanto la Regione siciliana, onorevole Spada.
E allora, oggi, abbiamo il dovere e lo vogliamo fare appunto con
questa NADEFR, ma lo vogliamo fare nel momento in cui il Governo
Schifani dice in maniera chiara vogliamo guardare, non come ha
detto giustamente l'onorevole Burtone, il Documento di economia e
finanze non è un fastidio, non è un semplice impegno di
enucleazione di dati tecnici, assolutamente E' la strategia che il
Governo si vuole dare e che vuole poi tradurre nella legge di
bilancio e di stabilità.
Quali sono allora le strategie che ci stiamo dando? Certamente,
voi troverete alcuni dati che sono diversamente dalla - e lo ha
detto anche l'onorevole Giuseppe Catania - che sono anche
l'evoluzione di quello che era stato detto ed era stato anche
declinato nel documento di giugno, di luglio, perché ci sono dei
dati che sono cambiati.
Voi, ad esempio, vedrete che se andate a leggere appunto a pagina
15 vi accorgerete che rispetto alla previsione di crescita che
c'era stata di 3.3 nel 2022 c'è stato un aggiornamento
migliorativo per il 2022, rispetto invece a quello che era la
proiezione del 2.6 per il 2023 nel momento in cui c'è stata la nota
di aggiornamento ci accorgeremo che la Sicilia non crescerà di 2,6
per cento ma addirittura avrà una decrescita dello 0,3 per cento,
onorevole Marano - e lei l'ha detto - ma, attenzione, rispetto a
questi dati che sono di decrescita il Governo della Regione in
questa NADEFR sta mettendo in campo e sta indicando qual è la
strategia. Le strategie sono state l'aiuto alle imprese che abbiamo
messo in campo nel dicembre scorso, la strategia è stata quella
dell'aiuto alle famiglie, che abbiamo messo in campo qualche
settimana fa utilizzando appunto le risorse del FSC 14/20, la
strategia è stata quella della moratoria delle rate dei prestiti e
dei mutui con l'IRFIS, sia con i fondi propri che col fondo
regionale, la strategia è quella di fronteggiare questa tendenziale
decrescita del 2023 con un'imponente immissione di denaro nel
mercato siciliano, quasi con una logica keynesiana che vorrà
vedere da un lato l'impegno di somme col PO-FESR appunto perché
dobbiamo fare anche certificazione di spesa e dobbiamo chiudere il
programma del 14/20 più n), più 3, quindi nel 2023 ma anche con
l'utilizzo dei fondi FSC oltre che di tutti gli altri fondi
strutturali, ad iniziare dal fondo POC.
E, allora, in questo senso riteniamo che se da un lato il dato
tendenziale è un dato di decrescita, dall'altro lato con queste
iniziative, che noi riteniamo di poter mettere in campo, possiamo
non soltanto attutire un dato un dato negativo ma addirittura lo
possiamo tradurre e convertire in dato positivo e tra l'altro se
andate voi a vedere, malgrado oggi ci sia stata una fortissima
inflazione che in Sicilia ha, come dire, ha marcato dei termini e
dei numeri, maggiori rispetto al resto d'Italia, possiamo anche
dire che comunque grazie all'Export abbiamo avuto nel 2022, una
esportazione, assolutamente favorevole, che ha toccato addirittura
in certi settori anche un più 66 per cento, un più in agricoltura e
nell'agroalimentare, un più quindi, in tutto ciò che riguarda la
chimica, in tutto ciò che riguarda, anche alcune materie, come i
prodotti non oil, ma se vogliamo anche il turismo nel 2022 ha dato
un grande valore positivo.
E' chiaro tutto questo non ci deve fare cullare sugli allori,
assolutamente, ma dobbiamo essere consapevoli; allora se voi andate
a vedere, per un attimo alcuni dati, i dati del Pil: nel 2022
abbiamo avuto un Pil che è pari, lo troverete a pagina 25, un Pil
che è pari a 84 miliardi e 900, quasi 85 miliardi e nel Pil però,
tendenziali, voi vedrete, appunto per meno zero 3 il Pil diminuirà
ma se invece guardiamo al Pil programmatico, cioè quello che sarà a
seguito di tutte le iniziative che il Governo metterà in campo e
anche con un fenomeno che non è favorevole per il costo delle
imprese, delle famiglie cioè l'inflazione, ci accorgeremo che il
Pil potrà aumentare di diversi miliardi di euro e stamattina in
Commissione dicevamo proprio questo, se un bene che ieri costava
10, domani costerà 12. E' vero che da un lato è un costo per
imprese-famiglie, ma dall'altro lato però quel 2 in più rappresenta
un maggiore gettito erariale per le casse della Regione, perché
l'inflazione aumenta la spesa e quella spesa aumenta l'Iva e se
l'Iva aumenta del 3, 67 decimi è nelle casse della Regione,
affluisce alle casse della Regione.
Ecco allora perché voi vi troverete, sfogliando poi un po' la
Nadefr vi troverete dei dati e sono quelli che riguardano gli
introiti, vedrete che rispetto alla Nota di aggiornamento e al
testo del disegno di legge di bilancio, vi troverete delle
discrasie ad esempio l'Iva, nella Nadefr l'Iva è indicata in due
miliardi centocinque milioni, nel bilancio invece è indicata in 2
miliardi e 510 milioni.
Qualcuno potrebbe dire: ma come mai c'è questa discrepanza? .
Ebbene, la discrepanza è che tendenzialmente. nel 2023, noi
immaginiamo di poter introitare due miliardi e cento milioni di
Iva ma poiché, nel 2023, ci saranno dei professionisti e delle
imprese che dovranno pagare gli arretrati e pagheranno gli
arretrati oggi ho fatto un esempio: l'avvocato Falcone, se non ha
pagato l'Iva negli anni pregressi, può anche darsi che pagherà
l'Iva nel 2023, quindi oltre all'Iva a regime ci sono recupero di
altra Iva e in questo senso portiamo in aumento nel testo in
entrata nel disegno di legge di bilancio due miliardi e cinquecento
milioni così come invece diversamente per l'Irpef nel bilancio
abbiamo previsto cinque miliardi e settecento milioni di euro in
entrata, ma abbiamo previsto invece, nella Nadefr 6 miliardi e 100
milioni, cioè 400 milioni in meno.
Perché lo prevediamo? Perché secondo noi tendenzialmente dovremmo
avere un gettito Irpef maggiore ma se ci sarà una decrescita,
un'inflazione, se il costo della vita aumenterà, e vado verso la
conclusione, avremo una contrazione del gettito erariale. Alla fine
comunque tra DEFR aggiornato e bilancio possiamo dire comunque che
i dati sono assolutamente equiparati: 10 miliardi 830 milioni
prevede il Documento di economia e finanza, 10 miliardi 830 milioni
lo potrete ritrovare appunto nel testo di bilancio.
Ancora tre argomenti importanti. L'onorevole Geraci ha detto che
fine hanno fatto gli 8 miliardi di euro? . La fine degli 8
miliardi, che erano previsti nel DEFR del giugno scorso quando
c'era in campo una trattativa con Roma, vengono appunto declinati,
vengono declinati oggi nella nota di aggiornamento nella quale si
dice che abbiamo chiuso, avviato tra il Presidente Schifani e il
Ministro Giorgetti una trattativa, che vede la trattativa definita
per il 2022 con 200 milioni di euro, a iniziare dal 2023 la
riduzione, la compressione di quella compartecipazione sanitaria
della nostra Isola verso il Fondo sanitario nazionale, che dal
49,11 scenderà gradualmente con dei vantaggi notevoli per i saldi
di amministrazione finali del nostro bilancio regionale. Così come,
quando abbiamo messo in campo e abbiamo detto tutto ciò che
riguarda alcuni colleghi hanno parlato dello spopolamento, hanno
parlato dei centri storici, delle leggi di riforma. L'onorevole
Dipasquale ad esempio ha parlato delle leggi di riforma. Attenzione
noi oggi abbiamo tenuto la dilazione, il ripiano in dieci anni del
debito, del disavanzo in ragione di un impegno che abbiamo preso.
E' quello che dobbiamo mantenere con lo Stato. Determinati
parametri che furono stabiliti nel 2021 e che abbiamo come dire
dato accesso, uno per tutti, sono le leggi di riforma sui
forestali, le leggi di riforma dei consorzi di bonifica.
L'Assessore vicepresidente Sammartino in questo senso è
assolutamente impegnato. Ma io vi devo dire che troverete nel
disegno di legge di bilancio e di stabilità il contratto il
recupero dei vecchi contratti per i forestali. Non si era fatto, si
aspettava da tanto tempo e metteremo, lo troveremo anche in questo
nostro disegno di legge, così come quando si parla
dell'indebitamento, riduzione dell'indebitamento. Guardate è
proprio di oggi un incontro, un ulteriore incontro di monitoraggio
nel rendiconto del 2021. Il Presidente dei revisori dei conti oggi
che sta guardando e stanno monitorando il rendiconto oggi è salito
al terzo piano dicendoci quasi meravigliato, lui, noi no, che
abbiamo un miglioramento del saldo di indebitamento di 670 milioni
di euro. Se andate a vedere... nel disegno di legge di bilancio ci
accorgeremo che c'è un miglioramento di oltre 1 miliardo e 200
milioni di euro, di minore indebitamento. Si passa da 6 miliardi e
6, da 6 miliardi e 7 a 5 miliardi e 4. Allora tutti questi dati
che sembrano una enucleazione, una declinazione di dati, di numeri,
sono dei dati che mettono in campo un sistema di tenuta contabile
della nostra Regione che sicuramente è di gran lunga migliorato
rispetto agli anni precedenti e questo grazie a un lavoro che si è
fatto anche in precedenza, attenzione, perché se nel 2023 aumenterà
di 300 milioni di euro il gettito erariale delle casse regionali
significa che nel 2022 e anche nel 2021 c'è stata maggiore spesa,
un maggiore investimento c'è stato, questi soldi non cadono, non
sono dei trasferimenti. Sono soldi che pagano imprese e famiglie e
se le imprese, le famiglie pagano significa che da qualche parte
hanno ricevuto e quindi hanno fatto reddito. Vado verso la
conclusione e dico che - attenzione, l'onorevole Sunseri ha parlato
delle società partecipate - noi anche in finanziaria metteremo
qualcosa e abbiamo un impegno con lo Stato, la riduzione e la
chiusura materiale delle società in liquidazione.
Noi inizieremo già in questo primo trimestre a chiudere
materialmente alcune società in liquidazione da diversi lustri
perché intanto è giusto e poi anche perché abbiamo un obbligo con
Roma e in questo senso lo vogliamo assolutamente rispettare.
Chiudiamo dicendo una cosa, alla fine della NADEFR a pagina 109
troverete quello che poi è il succo, il sunto di tutta la nostra
manovra finanziaria, quella manovra finanziaria che, così come deve
attutire alcuni effetti sfavorevoli della nostra economia, diciamo
così segnata, ferita, da alcune tendenze o contingenze
internazionali negative, prima di tutte la guerra in Ucraina. Bene,
lo facciamo con due misure, un fondo di progettazione per i comuni,
200 milioni di euro che sono fondi aggiuntivi ai Comuni, non sono
fondi di rotazione.
Seconda cosa, l'altra: i 300 milioni che mettiamo per l'aiuto alle
imprese come aiuto all'occupazione, aggiuntive alle misure
nazionali, aggiuntive, e proprio oggi il Ministro Giorgetti
negoziando con la Commissione europea gli aiuti di Stato, i
principi cardini degli aiuti di Stato, il Ministro Giorgetti ha
detto appunto attenzione gli aiuti di Stato, devono avere
parametri meno stringenti . Ed è questo, perché ogni cosa che
facciamo si dice aiuto di Stato. E allora, chi è stato, l'onorevole
Dipasquale a invocare l'insularità? E allora, se insularità c'è in
Sicilia e se l'insularità, nel precedente Governo, come dire nel
rapporto con lo Stato, nel rapporto fra i due Governi regionale e
nazionale è stato stabilito un principio di insularità, cioè di
costi che il Governo nazionale deve abbattere, bene allora anche in
questo senso il Governo e la Commissione europea non può essere
cieca, non può bendarsi gli occhi rispetto ad alcune misure che non
sono tese all'alterazione della libera concorrenza del mercato, ma
sono tesi a rimuove gli ostacoli e a rimuovere un gap - e abbiamo
concluso veramente - della nostra Isola.
Quindi, a pagina 109 vi troverete - e concludiamo veramente - vi
troverete come nella, già domani, nella discussione generale in
Commissione Bilancio illustreremo la manovra, l'emendamento del
Governo per poter, come dire, intanto, scongelare, diciamo così,
tutti quei 740 milioni che erano stati congelati e ci troveremo un
bilancio che è simile, analogo che non ha un euro in meno rispetto
al 2022 con diverse misure invece aggiuntive.
Quindi, signor Presidente, concludo apprezzando favorevolmente la
relazione di minoranza presentata, esposta da parte dell'onorevole
Cateno De Luca, appunto relatore di minoranza, che può diventare un
tutt'uno col nostro Documento di Economia e Finanza Regionale con
la Nota di Aggiornamento, appunto perché diverse di queste misure
che vedremo declinate in tutt'uno con questo documento potranno poi
confluire nella legge di stabilità e nella legge di bilancio che da
qui a qualche giorno questo Parlamento sarà chiamato ad approvare.
Votazione dell'ordine del giorno n. 18
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'ordine del
giorno n. 18, che è stato accettato dal Governo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Il Governo, da quello che ho capito dalle parole dell'assessore
Falcone, tiene conto dell'ordine del giorno che è stato presentato
e della relazione che è stata presentata dopo l'illustrazione di
minoranza dell'onorevole De Luca, ne terrà conto in sede di
finanziaria.
(Conseguentemente, ai sensi dell'art. 73 bis.1 del Regolamento
interno dell'Assemblea regionale siciliana, l'ordine del giorno n.
19 degli onorevoli De Luca Cateno ed altri è da intendersi
precluso.)
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 18 gennaio 2023, alle ore
12.00.
(Il Presidente, su segnalazione del Capogruppo di Sicilia Vera
onorevole Balsamo, precisa che ii Gruppi parlamentari Sicilia Vera
e Sud chiama Nord si sono astenuti nella votazione dell'ordine del
giorno n. 18.)
La seduta è tolta alle ore 18.45 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
II SESSIONE ORDINARIA
18a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 18 gennaio 2023 - ore 12.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato
- Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per gli anni
2023-2025 e relativa Nota di aggiornamento.