Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 17 di martedì 17 gennaio 2023
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 16.38

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è aperta.
   Oggi  è  all'ordine del giorno la discussione del DEFR.  Invito  i
  componenti  la  II  Commissione a prendere  posto  al  banco  delle
  Commissioni per svolgere la relazione.

   Plauso  alla  Magistratura, alle forze dell'ordine e a  tutti  gli
  uomini dello Stato per la cattura di Matteo Messina Denaro

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, permettetemi di fare un  plauso  a
  nome di tutta l'Aula, alla Magistratura, alle forze dell'ordine e a
  tutti  gli  uomini  dello Stato che hanno permesso  la  cattura  di
  Matteo Messina Denaro.

                              (Applausi)


           Cordoglio per la scomparsa di fratel Biagio Conte

   PRESIDENTE.   Prima  di  dare  la  parola  al   Presidente   della
  Commissione   Bilancio   ci  tenevo  pure,  considerando  che  oggi
  abbiamo partecipato ai funerali di Frate Biagio Conte, funerali che
  sono stati molto partecipati da parte della cittadinanza, ci tenevo
  a  ricordare  con un minuto di silenzio tutto quello  che  è  stato
  fatto  da  Frate Biagio Conte per tutte le persone  che  vivono  ai
  margini  della  società e quindi vi invito, onorevoli  colleghi,  a
  fare un minuto di silenzio per Frate Biagio Conte. Grazie.

     (Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

                               (Applausi)

    PRESIDENTE. Grazie, colleghi.


   Discussione del Documento di economia e finanza regionale (DEFR)
    per gli anni 2023 - 2025 e della relativa nota di aggiornamento

   PRESIDENTE.  Prego, Presidente Daidone, ha facoltà di parlare  per
  svolgere la relazione.

   DAIDONE,   Presidente  della  Commissione  e  relatore.    Grazie,
  Presidente. Onorevoli colleghi, il Documento di economia e  finanza
  regionale  (DEFR)  degli  anni 2023-2025 è  stato  approvato  dalla
  Giunta regionale con delibera n. 337 del 28 giugno 2022 ed è  stato
  successivamente  rivisto  con la Nota  di  aggiornamento  al  DEFR,
  approvata con delibera di Giunta n. 41 dell'11 gennaio 2023.
     Il  Documento  di economia e finanza regionale rappresenta,  nel
  quadro   normativo   vigente,   il   principale   strumento   della
  programmazione  della  politica economica e di  bilancio  di  medio
  termine.  Con la Nota di aggiornamento al Documento di  economia  e
  finanza  regionale il Governo regionale ha aggiornato le previsioni
  per  il  triennio  tenendo conto dell'ultima  NADEFR  presentata  a
  novembre dal Governo nazionale e delle più recenti proiezioni sullo
  stato dell'economia.
    Il DEFR e la relativa NADEFR sono stati assegnati alla Presidenza
  dell'Assemblea  il  12  gennaio 2023  e,  quindi,  esaminati  dalle
  competenti  Commissioni di merito per il parere di  competenza  nel
  rispetto del calendario dei lavori determinato dalla Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
     Si segnala che, a conclusione dei lavori, la Commissione 'Affari
  istituzionali' ha espresso parere favorevole, mentre la Commissione
  'Salute  servizi  sociali e sanitari' si è espressa  favorevolmente
  formulando le seguenti osservazioni:
   -  necessità  di  provvedere  alla  correzione  di  alcuni  errori
  materiali;
   -  opportunità di rimodulare le previsioni riguardanti  il  'bonus
  bebè';
   -    esigenza  di  maggiori  interventi  di  programmazione,   con
  particolare riguardo agli ospedali del territorio e ai presidi  per
  le persone con disabilità.
     Circa  la  prima  sezione  dei documenti,  l'elaborazione  delle
  previsioni  di  finanza  pubblica e la  conseguente  determinazione
  delle  politiche di programmazione, tanto a livello  nazionale  che
  regionale,    tengono   conto   di   un   quadro    macro-economico
  internazionale che si è deteriorato in primo luogo per la guerra in
  Ucraina  e,  altresì, per la strategia  zero Covid' adottata  dalla
  Cina  e  per  il  tono  generalmente  restrittivo  delle  politiche
  monetarie.
     Con  riferimento  al prodotto interno lordo (PIL),  il  Governo,
  grazie  all'intervento pubblico che si prevede  di  effettuare  nei
  prossimi  anni, stima un miglioramento dei dati, con  una  maggiore
  crescita rispetto a quei tendenziali. In particolare, le stime  dei
  dati  tendenziali nel giugno 2022 sono state aggiornate al  ribasso
  nel  triennio 2023-2025 in conseguenza di vari fattori, tra i quali
  in  primo  luogo  l'elevata  inflazione,  maggiore  che  nel  resto
  d'Italia, e ai minori consumi delle famiglie.
     L'inflazione  più alta che nel resto del Paese  è  indubbiamente
  connessa  anche  alla  crisi energetica e, al riguardo,  la  NADEFR
  richiama  alcuni  recenti interventi posti in  essere  dal  Governo
  regionale.
     La stima dei dati programmatici, con la correzione al rialzo dei
  dati   tendenziali,  ha  avuto  luogo  tenendo  conto  l'intervento
  pubblico   regionale  che  si  prevede  di  finanziare  con   fondi
  extraregionali,  che non includono la spesa connessa  al  PNRR.  In
  specie,  le  risorse  riconducibili a tali  fondi,  costituenti  la
  politica  unitaria  di coesione, sono indicati  nella  tabella  1.6
  della  NADEFR e la relativa spesa per il triennio 2023-2025 è stata
  stimata complessivamente in 10 miliardi 926 milioni.
   In  attuazione dei programmi finanziati con fondi extra regionali,
  il  Governo in audizione si è impegnato ad un maggior raccordo  con
  la  Commissione 'Bilancio' e le Commissioni competenti per materia,
  con particolare riferimento agli interventi di rimodulazione.
   La   seconda  parte  del  DEFR  e  della  nota  di  aggiornamento,
  riguardano  le  politiche di settore, declinate per  missioni,  che
  troverete elencate nella relazione.
     L'ultima  parte  della nota di aggiornamento  al  DEFR  contiene
  l'analisi della situazione finanziaria della Regione la costruzione
  del  quadro  tendenziale  della  finanza  politica  regionale,  con
  particolare riguardo all'andamento delle entrate.
      Dopo  una  breve  ricostruzione  dell'evoluzione  dei  rapporti
  finanziari  tra  Stato e Regione, anche alla luce dei  più  recenti
  accordi,  la  Nota ribadisce la necessità di assicurare  un  quadro
  stabile  di  attribuzione delle entrate spettanti alla  Regione  al
  fine di garantire il finanziamento delle funzioni.
     Le  tabelle  successive  riportano  l'andamento  dei  principali
  tributi  del  quadro di finanza pubblica regionale per  il  periodo
  2023-2025.
   In  conclusione, va sottolineato come nell'ambito  di  discussioni
  svoltasi in Commissione  Bilancio  è stata condivisa l'esigenza  di
  rivalutare  il ruolo degli enti intermedi e, in particolare,  delle
  ex  province, anche sulla scorta del dibattito in corso  a  livello
  nazionale  per  il  ripristino dell'elezione diretta  degli  organi
  provinciali. Si ritiene, quindi, che il Governo debba  assumere  le
  necessarie   iniziative  per  riformare  il  sistema   degli   enti
  intermedi, ridando autonomia e rappresentatività ai relativi organi
  e ripristinandone la funzionalità.
    Grazie, Presidente; grazie, onorevoli colleghi.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, io  procederei
  in questo modo: invito al momento l'onorevole Cateno De Luca per la
  relazione  di  minoranza; dopodiché darò la  parola  al  Governo  e
  successivamente  aprirò  gli interventi dei  colleghi  d'Aula.  Chi
  vuole iscriversi nel frattempo può chiederlo così vi registriamo.
   Prego, onorevole De Luca.

   DE  LUCA CATENO, relatore di minoranza. Grazie Presidente,  voglio
  ringraziare anche i colleghi della Commissione Bilancio per  avermi
  designato relatore della minoranza, desideravo anche avere  un  po'
  di  certezza  sui  tempi, signor Presidente, perché  credo  che  in
  quattro  minuti  non  riuscirei a fare  la  relazione  che  abbiamo
  articolato.

   PRESIDENTE. Fino a 15 minuti. Aggiorniamo in diretta il tempo.

   DE  LUCA  CATENO, relatore di minoranza.  Perfetto, ora ci  siamo.
  Grazie.
   Partiamo  da  quelli  che sono le questioni  procedurali  che  con
  l'assessore Falcone abbiamo avuto modo di affrontare in una in  una
  apposita  Conferenza dei Capigruppo ed ho avuto modo di ringraziare
  sia  il Presidente del Parlamento che il Governo per aver accettato
  la  nostra richiesta, che non è altro che mettere in ordine  quelle
  che  è  la  filiera  della  programmazione  economico  finanziaria,
  partendo  da quello che è la valenza del documento che  noi  stiamo
  affrontando oggi. E questo per noi è stato fondamentale, in  quanto
  il  Documento  di economia e finanza regionale risaliva  al  28  di
  giugno scorso, apparteneva a un Governo precedente; non solo, ma il
  Governo nazionale aveva a sua volta proceduto all'aggiornamento del
  proprio Documento di economia e finanza e il  118' impone che venga
  entro  30 giorni approvata la NADEFR, la nota di aggiornamento  del
  DEFR.
   Tutto  questo  non si era verificato, hanno iniziato  un  percorso
  senza  testa sostanzialmente, e il Governo aveva comprendo, ripeto,
  quella  che  in ogni caso è l'ansia da prestazione, come  ho  avuto
  modo  di  definirla, ma in questo caso non solo era non  rispettosa
  delle  norme,  ma  violava  anche  il  nostro  Regolamento,  perché
  sappiamo  benissimo  che addirittura su quello  che  è  proprio  la
  disciplina, lo dice l'articolo 73 bis del nostro Regolamento, si dà
  addirittura  un  mese  per  esaminare il Documento  di  economia  e
  finanza.
   Noi  abbiamo apprezzato quello che è stata la marcia indietro  del
  Governo e nello stesso tempo abbiamo anche messo in evidenza che il
  nostro  non era un pretesto per perder tempo, tanto è vero  che  ci
  siamo  accontentati di cinque giorni piuttosto che trenta giorni  -
  questo credo che il Governo ce ne possa dare atto - abbiamo chiesto
  nel  frattempo  che venisse sospesa, ovviamente,  la  procedura  di
  approvazione  della  legge di stabilità e di bilancio,  ma  abbiamo
  anche  detto chiaramente in base alla discussione che ci  sarà  sul
  DEFR,  perché noi non abbiamo posto una questione formale,  abbiamo
  detto  che volevamo contribuire concretamente in ogni caso  a  dare
  una  strategia a un documento che strategia non ha dal nostro punto
  di vista.
   Quindi,  abbiamo  lavorato in questi giorni e  abbiamo  presentato
  oggi  in  Commissione   Bilancio  quello che  è  il  documento  che
  sottoponiamo  all'Aula  e che già abbiamo predisposto  come  nostro
  ordine  del giorno nella speranza che il Governo lo faccia proprio.
  Sono 23 punti e il lavoro che è stato fatto è ben articolato e sono
  23  punti  che non trovano riscontro comunque nel DEFR  predisposto
  dal  Governo  e  neanche nella NADEFR. Quindi, significa  che  sono
  degli elementi che possono concretamente porre quelli che sono  gli
  elementi  strategici per poi procedere a che cosa?  Alla  legge  di
  stabilità  sulla  quale, ovviamente, a seguito di quella  che  sarà
  l'approvazione   del  Documento  di  economia  e   regionale,   noi
  procederemo  con  gli  opportuni emendamenti  attuativi  del  DEFR,
  perché questa è la logica. E di conseguenza, da domani riprenderemo
  quello  che  è la discussione generale. Anzi, Presidente,  le  dico
  anche  che  se  in  qualche  Commissione  c'è  stata  un'accelerata
  addirittura  qualcuno ha posto domani scadenza  dei  termini  degli
  emendamenti alla legge di stabilità, ovviamente lo chiariamo, ma ci
  siamo chiariti poco fa anche col Presidente della Commissione,  non
  è  ovviamente  da  questo punto di vista fattibile perché  dobbiamo
  riprendere dalla discussione generale e poi procedere alle  singole
  Commissioni  a quello che è comunque l'apposizione del termine  per
  gli emendamenti.
   Chiarito  questo,  volevo  fare un  riferimento  a  un  punto  che
  comunque  è  preoccupante,  e  lo dico  all'assessore  Falcone,  in
  relazione  a  quella che è la NADEFR e che è stato anche  un  punto
  messo  in  evidenza dagli Uffici della Commissione   Bilancio ,  mi
  fermo  solo  a  quello per poi entrare invece  nel  concreto  delle
  nostre proposte.
   Sotto  il  profilo del quadro macro-economico, abbiamo  notato  un
  elemento che varia, sostanzialmente, rispetto a quella che  era  la
  previsione  contenuta  già  nel  DEFR  approvato  dalla  Giunta  di
  Musumeci ed è stato citato poco fa dal Presidente della Commissione
   Bilancio .  Esattamente facciamo riferimento a  quella  che  è  la
  crescita  del prodotto interno lordo in ambito regionale  che,  per
  quanto  riguarda il 2022, è stato stimato in una crescita  del  3,3
  per  cento  e questo è un elemento che rispetto alla previsione  di
  crescita che aveva fatto il Governo Musumeci è aumentato  di  1  un
  punto in percentuale.
   Lasciando stare il resto dei dati che non voglio annoiare  l'Aula,
  ma  perché è importante questo elemento? Perché sappiamo  bene  che
  poi il tendenziale anche delle entrate si calcola su questo indice.
  E  allora,  assessore  Falcone, qui  dobbiamo  essere  chiari.  Non
  abbiamo  capito  sulla scorta di quale elemento il  Governo,  oggi,
  possa  ipotizzare  una  crescita così sproporzionata  del  Pil,  in
  considerazione di quella che è stato l'andamento degli ultimi dieci
  anni  e  che viene riportato anche da parte dell'Ufficio  Bilancio.
  Addirittura noi abbiamo un Pil che tendenzialmente cresce di  meno,
  non  solo nel resto dell'Italia ma anche rispetto al Mezzogiorno  e
  negli ultimi anni il tendenziale in negativo non giustifica neanche
  una   previsione  stabile  dell'anno  2022  rispetto  al   triennio
  precedente.
   Quindi,  qui invito il Governo a chiarire questo punto e tralascio
  gli  altri punti che fanno riferimento afferiscono al quadro macro-
  economico,  perché  quello che è in ogni caso  il  principio  della
  prudenza della certezza delle entrate si basa su una previsione  di
  quella  che  è la nostra ricchezza e quindi la capacità  impositiva
  che, ovviamente, ci porta poi a prevedere le entrate del 2023, 2024
  e   2025.  Non  vorrei  trovarmi,  assessore  Falcone,  di   fronte
  all'ennesima azione di finanza creativa, per la quale ormai  questo
  Parlamento,  ovviamente,  ha  avuto  già  ampie  lezioni  da  parte
  dell'assessore  Armao  meravigliao , quindi non  ci  meravigli  con
  questi numeri.
   Andiamo invece al dettaglio della nostra proposta che sottoponiamo
  anche all'autorevole attenzione del Parlamento e del Governo.
   Noi  abbiamo previsto queste integrazioni: intanto, che il Governo
  si  impegni a finanziare nella programmazione 2021-2027, tutti  gli
  interventi che questo Parlamento ha votato sulla programmazione con
  delle apposite leggi.
   Lei  sa  Presidente,  ma  lo  sanno  anche  molti  colleghi  della
  precedente Legislatura, che nel 2018 si è aperto allora  il  fronte
  dell'utilizzo  dei  fondi extraregionali per finanziare  interventi
  mirati. Fui io allora con l'articolo 99 ad aprire questo fronte  in
  accordo  allora  con tutti i colleghi. Non c'è una sola  di  quelle
  leggi  che  ha  trovato attuazione anche negli anni successivi.  Ci
  sono  stati  anche interventi da parte delle opposizioni finanziate
  allora  che  hanno trovato copertura ai fondi extraregionali  e  il
  sorriso,  allora  mi  dicevano, era  un emendamento  con  copertura
  extraregionale non si rifiuta a nessuno tanto poi non  lo  portiamo
  avanti  . E questo non significa mortificare il Parlamento
   E allora, il primo punto che noi abbiamo previsto è che il Governo
  si  impegni  a ribaltare, coerentemente ovviamente con  quelle  che
  sono  le finalità dei relativi programmi, tutti gli impegni assunti
  per legge, con legge di questo Parlamento nella programmazione 2021-
  2027 e che non riguarda una parte. Sono leggi votate dal Parlamento
  e  proposti  da tanti colleghi di maggioranza e di opposizione.  E'
  una  questione di civiltà perché questo Governo deve anche  entrare
  nell'ottica che il Parlamento va rispettato  E lo dico anche a lei,
  Assessore,  che  era nel precedente Governo e non c'è  stato  alcun
  provvedimento  di questo Parlamento che ha trovato  attuazione  poi
  per  quanto  riguarda gli interventi finanziati con i  fondi  extra
  regionali.  Che finisca questa mortificazione   Questo, Presidente,
  lo dico al rispetto di questo Parlamento e della volontà di tutti i
  nostri colleghi.
   Poi abbiamo anche previsto che per quanto riguarda il rapporto con
  le autonomie locali finisca la logica del bancomat e di conseguenza
  su quella che è la programmazione dei trasferimenti del fondo delle
  autonomie locali che ci sia un principio di intangibilità; e  cioè,
  noi  oggi programmiamo il 2023-2024 e 2025 che sia previsto intanto
  lo  stanziamento chiaro perché qua il principio della pluriennalità
  del  bilancio  a  quanto pare ancora a questo  Governo  sfugge.  Se
  andate  a guardare quelle che sono le previsioni, troverete  quello
  che il 2023 sostanzialmente quadrato poi 2024 e 2025 viene lasciato
  così  al  caso.  No, non si fanno così i bilanci.  Sappiamo  che  i
  bilanci  pluriennali  oggi hanno una valenza autorizzatoria  e  che
  significa  che gli enti locali sulla scorta del bilancio  approvato
  dalla  Regione, dal Parlamento possono procedere anche  ad  impegni
  pluriennali. Ma gli impegni pluriennali non possono essere cambiati
  e  poi nel 2024 io vado a cambiare ciò che avevo previsto nel  2023
  per  il  2024   Ed ecco qual è il principio che noi  consegniamo  a
  questo Governo. La previsione che viene effettuata con questa legge
  deve  essere  un principio di intangibilità. Cioè, tu nel  2024  se
  vuoi  cambiare le previsioni mi cambi le previsioni dal 2026 perché
  bisogna consentire a chi dà i servizi al cittadino e sono i comuni,
  di  poter  fare  le  proprie programmazioni e  soprattutto  di  non
  trovarsi in attesa di fare il proprio bilancio, di sapere quanto la
  Regione gli taglia. Questo non è giusto.
   Allora,  il  principio che abbiamo previsto è ciò che  intanto  in
  sede  di  programmazione pluriennale, triennale viene prevista  non
  può  essere  ridotta  nel  triennio  successivo  e  soprattutto  va
  prevista  integralmente così ognuno può governare in un  quadro  di
  certezza  perché anche questo è una violazione del principio  delle
  certezze dei trasferimenti.
   Un  altro  importante principio che noi abbiamo messo è quello  di
  avere,  ma  qui il PD ha presentato un apposito disegno  di  legge,
  istituiamo una volta per tutte riportiamo le province alla  propria
  funzionalità e cominciamo a prevedere, qui non si parla neanche  di
  questo, le opportune risorse perché abbiamo capito tutti quanti che
  uno strumento di area vasta sul territorio è indispensabile.
   Poi  ci siamo anche occupati di quelle che sono le risorse da dare
  ai  comuni per compensare quello che è anche l'aumento del servizio
  di  smaltimento dei rifiuti e altri servizi essenziali. Lo sappiamo
  che  non  possiamo dare soldi direttamente, però possiamo prevedere
  delle   risorse  e  destinarle  per  tutta  una  serie  di  servizi
  importanti  che i comuni non fanno. Le caditoie non li pulisce  più
  nessun  comune  perché  non ha le risorse.  E  allora,  risanamento
  ambientale  piuttosto che non spendere le risorse del  dipartimento
  ambiente.  Risanamento  ambientale  quello  è  il  termine  magico;
  risanamento ambientale significa pulire le caditoie perché?  Perché
  c'è munnizza nelle caditoie. Io ho trovato una bottiglia che risale
  alla  gazzosa del 1978 quando ho cominciato a pulire le caditoie  a
  Messina   quando  ero  Sindaco.   Ve  lo  dico  veramente   Quindi,
  significa  era  40  anni che non si pulivano le caditoie  perché  i
  comuni non hanno più soldi. Io lo dico qui anche all'Assessore  per
  le  autonomie  locali:  ma  vogliamo  prenderle  delle  risorse   e
  vincolarle per queste cose, che quando piove ogni volta succede  il
  cataclisma, e alla fine per che cosa? Per interventi banali. Questo
  hanno  bisogno i Comuni per poter cominciare a non essere poi prese
  da questo punto di vista di mira dai propri cittadini.
   Vado  a  fare  qualche  altro esempio, perché  il  tempo  è  breve
  nell'elencare  tutti  i  punti. Altro elemento,  per  esempio,  che
  abbiamo  voluto  mettere  in evidenza, è quello  di  arrivare,  per
  quanto riguarda e zone franche montane, un impegno ben preciso. C'è
  stato  un  grande  dibattito, ci sono state delle  proposte,  degli
  ordini  del giorno, è possibile che l'entroterra da parte di questo
  Governo non viene preso in nessuna considerazione?
   Poi  abbiamo  previsto, per esempio, che il Governo si  impegni  a
  finanziare le graduatorie dei bandi che già sono lì, che  non  sono
  state  completate  per carenza di risorse, questo  parliamo  per  i
  Comuni, parliamo per le imprese, perché dobbiamo continuare a  fare
  bandi?  Ogni Governo che arriva, la prima cosa che fa è sfascia  la
  programmazione  precedente,  e  poi  cominciamo  con  i  bandi.  La
  velocizzazione della spesa passa anche attraverso questo principio,
  d'altronde  se  sono  state  valutate meritevoli  di  accoglimento,
  perché   piuttosto  che  fare  progetti  sponda,  o  peggio  ancora
  restituire   risorse,  non  mettiamo  risorse  invece   su   queste
  graduatorie?   Perché   non   si  può   esercitare   l'arte   della
  raccomandazione? E allora è ovvio che anche su questo  aspetto  noi
  vogliamo che il Governo prenda i suoi impegni.
   Concludo,  perché  il  mio  tempo  è  finito  Presidente,  dicendo
  chiaramente  al  Governo sono questi punti di buon senso.  Sono  23
  punti  dello  stesso  tenore di cui ho avuto modo  di  accennarvene
  quattro o cinque. Spero che il Governo li faccia propri, perché noi
  vogliamo   comunque   collaborare   a   migliorare   lo   strumento
  finanziario,  e  lo  vogliamo  fare non  semplicemente  criticando,
  perché noi l'arte dell'amministrazione l'abbiamo esercitata,  siamo
  uomini  di  Governo e abbiamo dimostrato che dove abbiamo governato
  abbiamo  anche governato bene, quindi la nostra modesta esperienza,
  se   questo   Governo   vuole  uscire  all'autosufficienza,   dalla
  supponenza,  dalle  prove muscolari che non servono  a  nulla,  noi
  siamo pronti al confronto.
   Ovviamente, per potersi confrontare bisogna essere in due, abbiamo
  iniziato facendo il nostro lavoro, e quindi abbiamo dimostrato  che
  non  era strumentale la nostra presa di posizione rispetto al DEFR,
  abbiamo  consegnato un documento che ha una logica ben precisa,  se
  questo  Governo  ritiene che l'opposizione  possa,  anche  in  modo
  costruttivo,  collaborare comunque al Governo della  Regione  nelle
  rispettive posizioni e allora lo deve fare anche aprendosi a quelle
  che  sono  idee strategiche che magari non ha avuto la capacità  di
  individuare. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole De Luca,  se  vuole  consegnare  il
  documento a questa Presidenza.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Zitelli.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Riprende la discussione del Documento di economia e finanza
  regionale (DEFR) per gli anni 2023 - 2025 e della relativa nota di
                             aggiornamento

   PRESIDENTE.  Assessore  Falcone  vuole  intervenire   o   facciamo
  intervenire  prima i colleghi e poi interviene alla fine?  O  vuole
  rispondere diciamo alla relazione? Alla fine, ok.
   È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.   Grazie  onorevoli,  assessori,  Presidente.   Il   mio
  intervento  è soprattutto dedicato a tentare, tentare di migliorare
  gli  investimenti  per  quello  che  riguarda  la  prevenzione.  In
  quest'ultimo periodo io sono in prima linea, lavoro come  pediatra,
  e  lavoro molto sul sociale, la situazione dei ragazzi, dei giovani
  è veramente drammatica, drammatica.
   La mia idea, il mio invito - io parlavo ieri in Commissione sanità
  con l'assessore Giovanna Volo e anche con l'assessore alla famiglia
  -   noi   dobbiamo   lavorare  in  maniera  intensa   cercando   di
  rivoluzionare  il  modo di vedere la sanità in questo  momento,  in
  maniera  territorio-centrica e non ospedalocentrica, perché  se  no
  questa  è  una  rivoluzione  copernicana  importantissima  affinché
  possiamo  capire  che,  investendo sul  territorio,  investendo  in
  prevenzione,  per  ogni  punto percentuale che  noi  investiamo  in
  prevenzione, possiamo risparmiare un 10 per cento poi in quello che
  riguarda  la  terapia, tutto quello che riguarda gli  ospedali,  le
  terapie intensive e tutto il resto.
   Siamo  in  un momento in cui, secondo me, la medicina territoriale
  va  deburocratizzata.  È fondamentale questo  concetto,  perché  in
  questo momento il medico di famiglia si ritrova invischiato in  una
  serie di progetti e di prodotti burocratizzanti che gli impediscono
  di fare il medico, gli impediscono di fare il clinico.
   Non  ci  sono più medici che visitano, perché sono impegnati  solo
  nel ruolo di prescrizione di ricette e di tantissime altre cose che
  sono  veramente  una  immensa  burocratizzazione,  ecco  perché  ci
  ritroviamo  con gli ospedali e i Pronto soccorsi pieni  di  visite,
  che non hanno nulla a che vedere col pronto soccorso, che non hanno
  nulla  a  che  vedere con l'emergenza, che non hanno  nulla  a  che
  vedere con i codici rossi e neanche gialli. Il novanta per cento di
  questi,  chiamiamoli interventi di pronto soccorso, sono interventi
  di  ambulatorio  medico,  quindi, se  non  ci  concentriamo  e  non
  investiamo soprattutto in questo che è la sanità di territorio,  vi
  ricordate  i famosi consultori? Per chi è più anziano si  ricorderà
  cosa  significa consultorio, cosa significa prevenzione, veramente,
  a tutti i livelli, oggi entrati in un ospedale il novanta per cento
  delle  persone  che  arrivano là sono persone che  aspettano  otto,
  dieci ore per nulla, per nulla, per malattie spesso inesistenti.
   Un'altra  cosa importante che vorrei mettere in evidenza è  quello
  dell'investimento   che  andrebbe  fatto.  È  partita   l'idea   in
  Commissione  sanità, addirittura vogliamo togliere il  bonus  bebè
  cioè  siamo  in  una fase di denatalità, in una fase di  denatalità
  pazzesca, in tutto il Nord Europa al terzo bambino che si fa c'è la
  defiscalizzazione totale della famiglia, e noi vogliamo togliere il
  bonus  bebè, che parliamo di un esempio, invece, di incentivare  la
  famiglia attorno alla procreazione, attorno alla difesa del  nucleo
  familiare.
   Questo  è  gravissimo   Dovremmo  sostenere,  ci  vogliono   fondi
  importanti  per sostenere la natalità e non toglierli, e  toglierli
  per  cosa, per tornare sul bullismo, ma sapete tutti che  cos'è  il
  bullismo?  Allora vi parlo di altro, vi parlo di  bullismo,  ma  vi
  parlo  anche di autismo, vi parlo anche di DHD, vi parlo  anche  di
  hikikomori,  sapete che cosa sono gli hikikomori? Persone  che  non
  escono dalla camera da letto h24, perché sono attaccati al computer
  tutta  la  giornata, sono più di centocinquanta mila in  Italia  in
  questo momento, con un costo sociale elevatissimo. Sapete cosa vuol
  dire un suicidio ogni 24 minuti? Bene, la prima causa di morte  nei
  ragazzi  oggi  da  diciotto  a  ventiquattro  anni  è  suicidio  ed
  incidenti stradali, neanche malattie, e la maggior parte di  questi
  incidenti  stradali sono dovuti all'alcol, alle  droghe,  ma  anche
  alla stanchezza.
   Ancora oggi stiamo a guardare ai Rave, a cercare di vietare  Rave,
  ma ancora le discoteche aprono alle due di notte, all'una di notte,
  e  nessuno ci pensa, questi ragazzi alle sei quando una famiglia si
  sente  arrivare la notizia che cinque ragazzi sono morti perché  si
  sono schiantati contro un albero, a questo non ci pensiamo, non  ci
  pensiamo nessuno e non facciamo nulla, non ci sono investimenti per
  questo?
   Bene, io sto preparando una serie di progetti, lo dico qua a tutti
  i  nostri  cari  onorevoli, e sono certo che saranno  progetti  che
  staranno a cuore a qualunque colore, perché non c'è colore politico
  in  quello  che sto facendo io in questo momento, perché si  tratta
  della  salute dei ragazzi, oltre a questo ci saranno costi  sociali
  inaccettabili.  È  impossibile se questi ragazzi  continueranno  ad
  avere  queste  problematiche dei disturbi del comportamento  e  del
  neuro  sviluppo.  Neuro  sviluppo riguarda a ideazione  suicidaria,
  disturbi di ansia, depressione. Avete destinato, o c'è stato  forse
  il  pensiero di destinare 10 milioni per portare gli psicologi  sul
  territorio.
   Ho  parlato  con  gli esperti, non serviranno  a  niente  quei  10
  milioni  per gli psicologi, perché prima dobbiamo capire  chi  sono
  gli  psicologi, da dove arrivano, che cosa è il loro compito, a chi
  sono  rivolti. Prima di parlare e destiniamo cifre agli  psicologi,
  cerchiamo  di incidere molto più, cerchiamo di incidere in  maniera
  molto  più  pesante sulla famiglia, sulle scuole,  sull'istruzione,
  sull'arte,  su tutto quello che significa prevenzione dei  disturbi
  del neuro sviluppo.
   Il 50 percento dei disturbi che io vedo nel mio ambulatorio giorno
  per giorno sono disturbi psicosomatici. Una ragazzina, vi faccio un
  esempio,  ieri, di otto anni, ha fatto quattro giorni per ricovero,
  costando alla società un mare di soldi per un disturbo urinario che
  non era altro che un disturbo psicologico. Si è fatta una Tac, si è
  fatta  una  radiografia  si è fatta antibiotici,  cortisoni,  senza
  nessun  effetto. È arrivata da me, ho visto un solo esame di urina,
  e  dall'esame  di  urina  si poteva risparmiare  già  tutto  questo
  percorso,  perché?  Perché  le famiglie oggi  hanno  confusione,  i
  medici  spesso  non  arrivano a contenere i disagi  psicologici  di
  questi ragazzi.
   È  lì  che  dobbiamo  intervenire se vogliamo  risparmiare,  sennò
  continuiamo a crescere sull'emergenza, continuiamo ad essere sempre
  dietro,  a  correre  dietro l'emergenza a tappare  buchi.  Dove  li
  volete i medici? Ma se i medici non ce ne sono. Li reperiremo dove?
  In  Iraq,  a  Cuba? Dobbiamo ottimizzare quello che  abbiamo.  Ecco
  perché le liste d'attesa sono enormi. Questa ragazzina ha impegnato
  ecografisti,  Tac, risonanze, ospedali per cosa? Per niente.  È  lì
  che possiamo accorciare.
   Quindi  entrare prepotentemente sul territorio, dare ai ragazzi  e
  ai  medici,  ai  giovani  medici,  gli  strumenti  per  poter  fare
  prevenzione, entrare nelle scuole, entrare nelle famiglie e cercare
  di  essere  rassicuranti. Questo è quello  che  è  la  mia  visione
  copernicana del problema sanità. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
   È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, il Documento Economico Finanziario non
  è  un  fastidio, non è un atto superfluo e non è soltanto una serie
  di indicazioni tecniche su cui ragionare. È la base su cui dar vita
  ad  un bilancio che non ha soltanto l'obiettivo di coprire servizi,
  ma  nella nostra Sicilia di indicare le strade dello sviluppo della
  ripresa.
   Io   voglio   mettere   in  rilievo  alcuni  dati,   sono   quelli
  macroeconomici  che sono stati indicati su che base l'economia  del
  nostro   Paese  Italia  oggi  si  muove,  e  quali  sono  stati   i
  condizionamenti determinati nei mesi scorsi.
   Intanto  non  dobbiamo  dimenticare che per  due  anni  la  nostra
  economia  è stata sostanzialmente ferma, perché abbiamo  avuto  una
  pandemia  che ha bloccato, non soltanto servizi, ma anche  attività
  produttive.  Alla  pandemia si è aggiunta poi una guerra  ingiusta,
  un'invasione,  che ha collateralmente, oltre che determinato  morti
  innocenti,  distruzioni, anche influito economicamente nella  scala
  mondiale,  perché  abbiamo  visto tutti il  rialzo  energetico,  la
  carenza  di alcune attività agro alimenti importanti, non  soltanto
  per alcuni territori, ma anche per la nostra comunità nazionale.
   Ed  infine  l'inflazione  che si è determinata,  tutte  le  banche
  mondiali  hanno  aumentato i tassi di interesse  e  oggi  anche  in
  Italia  chi  ha  contratto un mutuo si trova  a  pagare  dei  tassi
  notevolmente superiori rispetto a quelli contrattati.
   Questa situazione ha portato un Paese ancora una volta più diviso,
  lo diceva l'onorevole De Luca, io convengo con tante considerazioni
  fatte  nella  relazione  di  minoranza.  Abbiamo  un'Italia  che  è
  ripartita  in  parte,  è  un'Italia quella  del  Sud  che  presenta
  difficoltà,  arranca,  io  non credo che le  previsioni  fatte  dal
  precedente  Governo possano essere considerate in questo  contesto,
  tutt'altro.
   Noi  abbiamo  una  situazione per cui al di là di alcuni  settori,
  quelli  dell'edilizia col 110 per cento, la ripresa delle  attività
  di   ristorazione,  in  gran  parte  le  attività  produttive  sono
  sostanzialmente  ferme,  e  quindi noi dobbiamo  prendere  atto  di
  questo, soprattutto se si tiene conto che non soltanto è diviso  il
  Paese,  tra  il  Nord  e Sud, ma anche nel Sud ci  sono  condizioni
  differenziate tra regioni, e nelle regioni chi soffre di  più  sono
  le  aree  interne per il declino demografico e per la insufficienza
  infrastrutturale.
   Allora,  rispetto a questo, io non indico 23 punti, credo che  noi
  dobbiamo  selezionare  la  strada  su  cui  percorrere  la   nostra
  formulazione  del  bilancio,  e  ci  sono  alcuni  temi  che   sono
  fondamentali a partire dal lavoro. Noi abbiamo letto una norma  che
  in  parte è stata già annunciata, enfatizzata da parte del Governo,
  quella del sostegno alle imprese per poter fare assunzioni. Nessuno
  di  noi  credo possa oggi dire 'No, è una norma che non va varata',
  certo è che pesa quello che sarà il giudizio finale su questa norma
  dell'Europa,  ma sostanzialmente il problema delle  nostre  imprese
  non è soltanto quello di avere l'incentivo per assumere, quanto  la
  possibilità di creare nuovi investimenti e nella nostra Sicilia non
  è  vero  -  lo  dico  da amministratore comunale  -  che  ci  siano
  possibilità per favorire l'investimento produttivo, tutt'altro, noi
  ci  troviamo  davanti a situazioni per cui non  c'è  convenienza  a
  scendere  al  Sud se i prezzi, i costi delle aree,  sono  uguali  a
  quelli del Nord.
   E  allora  io credo che questo debba essere un punto di  partenza,
  c'è  da  non  considerare  un  fatto che  veniva  richiamato  nella
  relazione  di  minoranza, noi abbiamo delle norme  che  sono  state
  varate  nei  precedenti Governi, nelle precedenti legislature,  che
  non vengono attuate.
   Io  mi  sono  permesso  di indicare alcune questioni,  quelle  dei
  consorzi di bonifica, il problema relativo ai forestali che debbono
  tentare  di superare quelli che sono stati gli scalini insuperabili
  del  passato,  delle  fasce,  per  cui  debbano  aumentare  le  ore
  lavorative,  le  giornate  lavorative. E  infine  alcune  questioni
  aperte,  io  ho  posto  più volte il tema della  difficile,  che  è
  presente  nella  comunità  catanese,  nell'area  metropolitana,  la
  Publiservizi,  330  famiglie che oggi  sono  lì  ad  attendere  una
  risposta da parte del Governo che non viene, tutt'altro, anzi  pare
  che  il  Governo  si  muova  per creare  altri  problemi  nell'area
  metropolitana, la sostituzione del commissario, per  cui  la  città
  potrebbe di nuovo avere una condizione di dover ripartire,  di  non
  conoscere con un amministratore i problemi della comunità.
   Quindi    il   tema   dell'occupazione,   e   accanto   al    tema
  dell'occupazione   ci   sono  altri  due  assi   fondamentali   che
  afferiscono    ai    diritti   delle   nostre   comunità,    quello
  dell'istruzione, sappiamo che il covid soprattutto  ha  creato  una
  difficoltà,  la pubblica istruzione è l'elemento vero di  ascensore
  sociale  nelle nostre comunità eppure è frenata. C'è tutto un  tema
  determinato  dalla regolamentazione delle classi, e quindi  abbiamo
  visto  il  nascere di istituti tutti assembrati che però non  hanno
  dirigenza, non hanno una guida, e quindi l'opportunità che si ponga
  il  tema  al  Governo nazionale per avere dirigenze che guidino  il
  processo   formativo,  anche  perché  la  scuola   presenta   delle
  difficoltà  vere  nella dispersione. Abbiamo il  21  per  cento  di
  dispersione  scolastica, così come l'orientamento è un orientamento
  che  va  potenziato  visto che un sondaggio  dell'Istituto  Toniolo
  afferma  che dopo 5 anni, il 40% dei ragazzi dice di essere pentito
  di aver scelto un certo tipo di scuola superiore.
   Sono questi temi che mi permetto di indicare, Presidente, aggiungo
  quello  sanitario, ne ha parlato il collega Gilistro, io  condivido
  tante  delle  questioni poste. Il tema è quello della  mancanza  di
  medici   nella  nostra  sanità,  soprattutto  negli   ospedali   di
  territorio. E' vero, si stanno approntando delle modifiche,  l'atto
  inter-aziendale    per   poter   dare   personale   nell'emergenza,
  nell'urgenza,  ma  va  posto  il tema del  superamento  del  numero
  chiuso, e accanto a questo tutta una serie di questioni, la ripresa
  delle  attività dei consultori, il numero del Cup che non  funziona
  in Sicilia, la necessità di digitalizzare, l'opportunità che ci sia
  un  qualcosa che incida sulle lunghe liste d'attesa, tutti  i  temi
  che,  se  non  affrontati nel presente, non nel futuro,  potrebbero
  compromettere seriamente il diritto costituzionale alla salute.
   Io  concludo,  Presidente, il tempo è un tempo  che  non  permette
  altre  considerazioni, e dico soltanto al Governo... ci sono alcune
  questioni aperte col Governo nazionale, vanno affrontate, ad agosto
  se  dovesse andare avanti la decisione del Governo nazionale, tanti
  che   hanno  avuto  finora  un  ombrello  di  protezione,   che   è
  rappresentato   dal   reddito   di  cittadinanza,   si   troveranno
  sprovvisti, non avranno alcuna copertura.
   Il  Governo  tratti col Governo nazionale, si capisca  che  questi
  individui  che  non  arriveranno  all'occupazione,  troveranno   un
  elemento  di difficoltà vera, così come sul PNRR abbiamo  avuto  un
  periodo  straordinario  durante il Governo  Draghi,  di  bandi  che
  uscivano  continuamente,  per cui c'era la  corsa  da  parte  degli
  amministratori a preparare progetti, ad allinearsi rispetto a delle
  scadenze.  Ora non abbiamo notizie, vorremmo capire  da  parte  del
  Governo  se  c'è  un'attenzione rispetto a  questi  temi  che  sono
  importanti, fondamentali.
   E  infine, il regionalismo differenziato. Sappiamo che è venuto un
  ministro,   in   Sicilia   non  abbiamo  notizie   dell'opposizione
  manifestata  da  parte  della  Regione  siciliana  rispetto  ad  un
  processo   di  riforma  che  colpirebbe  le  regioni   più   deboli
  economicamente,  ecco  perché, Presidente, noi  abbiamo  presentato
  alcune considerazioni nelle varie Commissioni, riteniamo che questo
  documento  indichi una strada che non è quella che  il  Governo  ha
  finora  intrapreso.  Ci sia un'inversione di  marcia  e  si  guardi
  seriamente i problemi della nostra comunità.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   È iscritto a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Grazie  Presidente,  Governo,  colleghi.  Presidente,  in
  perfetta  continuità col Governo precedente, ci ritroviamo  oggi  a
  discutere,  chiaramente  con  estremo  ritardo,  di  strumenti   di
  programmazione  regionale  che hanno una valenza  strategica  nella
  gestione  economica di questa Regione, poiché dovrebbero  contenere
  le   linee   programmatiche  dell'azione  del  Governo   regionale,
  orientare le deliberazioni della Giunta e costituire chiaramente il
  presupposto del controllo strategico dell'Assemblea.
   Se  dovessi dare un titolo a questi due documenti, il  DEFR  e  la
  nota  di  aggiornamento  al DEFR, al DEFR, Presidente,  darei  come
  titolo  "L'elogio della follia", l'elogio della follia  proprio  in
  onore  di  Erasmo  da  Rotterdam, perché  questo  documento  ha  la
  stoltezza  e  l'irragionevolezza come  caratteristiche  principali.
  Darei  invece  alla nota di aggiornamento al DEFR come  titolo  "il
  copia  incolla,  istruzioni per l'uso" perché ci sono  tante  parti
  copiate e incollate, pure in malo modo, quindi consiglierei  magari
  di  rivedere i testi nel prossimo DEFR, magari di aggiornare i file
  dei pc del Governo...

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, silenzio in Aula.

   MARANO.  Chiaramente, è sorprendente come all'interno del DEFR  le
  azioni  sono  in  contraddizione  -  l'azione  del  Governo  è   in
  contraddizione con i contenuti - perché è sorprendente leggere come
  nel  DEFR  di  Agenda 2030 e di sviluppo sostenibile, per  esempio,
  perché  il  Governo sa che deve parlare di questi temi,  di  Agenda
  2030, di sviluppo sostenibile, di riciclo, di riuso, ma chiaramente
  poi  le  azioni  sono  volte a fare interventi diversi  rispetto  a
  queste parole belle scritte all'interno del DEFR. Perché poi, altro
  che Agenda 2030, il Governo vuole fare gli inceneritori.
   Ricordo  che entro il 2030 bisogna ridurre in modo sostanziale  la
  produzione  di  rifiuti  attraverso la prevenzione,  la  riduzione,
  riciclaggio e riutilizzo.
   Sempre  entro il 2030 la Commissione europea ha posto  l'obiettivo
  di  riciclare  il 70 per cento dei rifiuti urbani e  l'ottanta  per
  cento  degli imballaggi, mentre entro il 2025 i rifiuti  alimentari
  devono essere ridotti del 30%. L'alterazione della ragione e  della
  realtà,   signor   Presidente,  ci  dice  però  che   la   raccolta
  differenziata  a  Catania,  ovviamente  secondo  l'ultima  indagine
  Istat,  è passata dal 14,5% al 9,7% per cento a Palermo e sotto  il
  20%.  Altro  che  il  2030, nemmeno nel 2130 noi raggiungeremo  gli
  obiettivi che ci danno come indicazione dall'Unione Europea.
   Non  si  può  pensare di governare, signor Presidente,  la  quinta
  Regione d'Italia, senza un minimo di pianificazione nel medio e nel
  lungo termine.
   I  dati  Istat  ci dicono che la Sicilia si sta spopolando.  Siamo
  passati  da  5 milioni di abitanti negli ultimi cinque anni  a  4,7
  milioni,  e  nessuna misura per contrastare lo spopolamento  io  ho
  letto  all'interno  del  Documento  di  economia  e  finanza  della
  Regione.
   La  situazione  economica è in generale molto preoccupante,  e  lo
  testimonia  e lo dice anche la Nota di aggiornamento perché  rivede
  al ribasso le stime di crescita rispetto appunto al DEFR di ben 2,9
  punti percentuali nel 2023 e di 0,9 % per il 2024 e di 0,5 % per il
  2025.
   Questa riduzione è chiaramente data anche, ed è attribuibile anche
  ai  minori  consumi  delle  famiglie, e  non  tiene  conto  di  due
  importanti   provvedimenti  del  Governo  nazionale   che   avranno
  ripercussioni sull'economia siciliana.
   Il  primo  chiaramente è il reddito di cittadinanza  che,  insieme
  alla  pensione di cittadinanza, portavano un indotto di 2  miliardi
  di  euro  all'anno in Sicilia, e il secondo, che andrà  a  incidere
  pure  sulle  entrate della Regione, riguarda l'ampliamento  fino  a
  ottantacinquemila  euro della flat tax, cioè il regime  forfettario
  Irpef  di  imprese e lavoratori autonomi. Misura che,  chiaramente,
  comporta effetti distorsivi sul gettito del tributo con una  minore
  entrata Irpef per le casse della Regione.
   Quindi,  diciamo,  in perfetta linea Governo regionale  di  centro
  destra  col  Governo  nazionale di centro destra  non  attenzionano
  quelle  che sono le tematiche fondamentali per la Sicilia, i poveri
  rimarranno  poveri,  come sono rimasti poveri  cinque  anni  fa,  e
  continueremo a perdere giovani siciliani, perché decideranno sempre
  di andare via e non potranno costruire il proprio futuro.
   Purtroppo  tante parole sono state dette nella scorsa  legislatura
  dal  Governo  del centro destra, questa legislatura  continuiamo  a
  sentire  belle parole, ma che poi si contraddicono sui  testi,  sul
  documento di economia e finanza e in legge di stabilità.
   Siamo  solamente  in  queste  settimane  protagonisti  sempre   di
  scandali,  di  soldi mal spesi, per esempio come la  questione  del
  Festival del cinema di Canne che sta riempendo i titoli di giornali
  in  queste settimane, 3,7 milioni per fare la mostra del  cinema  a
  Cannes  che si aggiungevano ai 2 milioni e duecentomila euro  nella
  precedente  legislatura.  Nello  stesso  anno,  comunque.   Perché,
  ovviamente, quando bisogna fare le cose belle, in grande,  i  soldi
  ci sono, per fare le cose per aiutare i più deboli non ci sono.
   Ci  vorrebbe  solamente, e concludo, un po' di responsabilità.  Un
  po'  di  responsabilità nel fare politica, un po' di responsabilità
  nel  ricoprire  questo ruolo di governo, dei parlamentari  e  degli
  assessori, perché non possiamo avere la responsabilità di non  fare
  delle  azioni  che  possano  rendere questo  futuro  della  Sicilia
  sostenibile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  devo  dire  la
  verità, sono rimasto molto deluso da questo Documento di economia e
  finanza,  e  anche  dalla Nota di aggiornamento, perché  manca  una
  visione. Non c'è, in questo documento, tratteggiato un percorso che
  questo Governo vorrà compiere nei prossimi tre anni a fronte di una
  Regione,  di un territorio che è dilaniato dalla crisi. Che  cresce
  meno,  nonostante i grandi aiuti che sono arrivati  a  seguito  del
  Covid, rispetto al Paese. Che non riesce a superare le sue ataviche
  difficoltà  in  materia  di  sanità,  in  materia  di  spesa  degli
  investimenti.
   E  su  questo  vorrei far notare come tutti noi - diciamo  che,  a
  vario titolo, molti di noi hanno anche fatto gli amministratori  in
  diverse  città, anche grandi - avevano visto, nel PNRR, una  grande
  occasione  di  sviluppo  e  una  grande  occasione  per  rilanciare
  l'infrastrutturazione  delle nostre città, delle  nostre  province.
  Ebbene  è  chiaro che, a fronte del PNRR, però non si era fatto  il
  conto  con  la  crisi, da parte degli enti locali, di  incassare  i
  tributi.
   Assessore,  la  maggior parte dei comuni siciliani non  chiude  il
  bilancio.  La  maggior parte dei comuni siciliani sta, attualmente,
  finanziando  la  TARI  con le risorse del bilancio  e  non  con  le
  entrate   che  dovrebbero  provenire  dalle  tasse,  perché   molti
  siciliani  hanno dovuto scegliere se pagare la TARI, se  pagare  il
  canone  idrico o se pagare la pasta e il latte per i loro figli.  E
  hanno  fatto la seconda scelta. Probabilmente anche noi, in  quelle
  condizioni, avremmo fatto lo stesso.
   E allora, rispetto a questo, oggi, si assiste alla totale paralisi
  della  spesa degli enti locali. Spesa non corrente, non per  pagare
  gli stipendi, per pagare gli interessi sui mutui già contratti,  ma
  la  spesa  che avrebbe dovuto portare sviluppo. I comuni  siciliani
  del PNRR, caro assessore Falcone, non stanno spendendo, ad oggi, un
  centesimo  e  non  sono nelle condizioni di spendere  un  centesimo
  perché  non  hanno  le risorse A) per cofinanziare  gli  interventi
  laddove  richiesto, B) per farsi carico del caro materiali,  perché
  nonostante alcune norme abbiano sbloccato una parte caro materiali,
  queste  non sono sufficienti e quindi, non stanno consentendo  agli
  uffici  di  appaltare alcun lavoro. Non appaltare lavori vuol  dire
  privare  di questa capacità di spesa i territori, vuol dire privare
  di occasioni di lavoro i nostri cittadini, vuol dire perdere la più
  grande occasione di ripresa, se i calcoli che aveva fatto la  Banca
  d'Italia   sono   giusti,  di  almeno  dieci  volte  l'investimento
  programmato.
   E  allora, rispetto a questo ci saremmo aspettati che ci fosse una
  visione  da  parte  del Governo. Invece, nulla  Questo  Governo  ha
  dichiarato di essere in continuità col precedente, il precedente si
  è  contraddistinto per avere tagliato i fondi per gli enti  locali,
  per gli enti locali siciliani.
   E  questo  è solo un aspetto. Non sicuramente, diciamo, l'unico  e
  grave  al  pari  di  tanti altri, perché in  questo,  per  esempio,
  documento  e  anche nel successivo mi manca un tema  che  è  quello
  della  protezione  del  reddito  dei  cittadini,  che  viene  eroso
  dall'inflazione. L'inflazione è calcolata al 10 per cento ma,  come
  tutti  sappiamo,  per  le fasce medio basse  l'inflazione  relativa
  supera ben oltre il 10 per cento e rispetto a ciò il Governo non ha
  speso una parola, un rigo, un intervento, un euro.
   C'è  una  norma  nel  bilancio  che prevede  il  sostegno  per  la
  trasformazione   dei  contratti  da  tempo  determinato   a   tempo
  indeterminato e per le assunzioni a tempo indeterminato di 30  mila
  erano  nel  triennio. Il Governo ha dimenticato di dire, però,  che
  questa  norma non si può applicare d'emblée ai siciliani perché  a)
  necessita dell'approvazione da parte della Commissione europea,  b)
  perché  è  soggetta al regime dei minimiVuol dire che, per esempio,
  scrivere  30  mila euro non ha alcun valore perché  il  regime  dei
  minimi  in  agricoltura  è 15 mila euro, e quindi  diciamo  che  in
  agricoltura non saranno 30 mila euro nel triennio ma saranno molti,
  molti  meno; così come per i trasporti dove saranno solo  100  mila
  euro nel triennio.
   Allora, rispetto a questo sarebbe necessario, è chiaro io non sono
  contrario ad una norma che aiuti le assunzioni, sono però perché la
  norma  sia  scritta in maniera trasparente, sia spiegata bene  alle
  imprese siciliane, perché altrimenti si rischia di creare un  corto
  circuito e penso che, comunque, al di là di tutto ciò, ci vuole  un
  sostegno  anche agli incapienti, che in questo bilancio, in  questo
  DEFR  non  è  minimamente previsto, perché  la  fascia  di  povertà
  assoluta  e  quella  relativa, purtroppo ci  dicono  tutti  i  dati
  statistici  si  sta allargando e nel nostro territorio  si  allarga
  ancor  di  più. Dinanzi a ciò c'è bisogno di uno scatto d'orgoglio,
  c'è bisogno di uno scatto d'orgoglio del Governo - e aggiungo anche
  del  Parlamento - che deve realmente mettere al centro  quelli  che
  sono  i  problemi  reali della Regione siciliana, perché  siamo  un
  popolo  e  se siamo popolo lo dobbiamo affrontare insieme  il  tema
  dello  sviluppo  e  non  chiusi dentro una stanza  sperando  che  i
  siciliani non aprano mai gli occhi.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, colleghi parlamentari, è
  dal  7  dicembre che il Presidente Schifani non viene in  Aula,  mi
  dispiace  perché  durante il suo esordio, il primo  intervento  lui
  ebbe a dire - ve lo ricordate colleghi -  "La mia è una sensibilità
  parlamentare, io sono per il Parlamento, sono stato Presidente  del
  Senato".  Io,  dopo, sono intervenuto e ho detto:  "Sono  contento,
  finalmente abbiamo risolto quel vuoto che c'era con Musumeci".
   Per  davvero ci state facendo rimpiangere Crocetta, perché se  lei
  per un attimo fa un salto indietro al 2012-2013 si ricorderà che il
  Presidente  Crocetta partecipava agli strumenti finanziari,  quindi
  bisogna   ricordare  al  Presidente  Schifani  che  deve  mantenere
  l'impegno  che ha assunto in Aula quando si è insediato e l'impegno
  è  quello di venire in Aula, in particolar modo quando ci sono  gli
  strumenti finanziari.
   Gli   strumenti  finanziari  sono  gli  strumenti   politici   più
  importanti  della  Regione siciliana, così come il  bilancio  degli
  enti  locali lo è per il Comune e per la Provincia, per la  Regione
  lo è la finanziaria e il bilancio, per lo Stato lo è la finanziaria
  regionale.
   Quindi  vi  prego  di  metterci  in  condizione  di  ricordare  al
  Presidente l'impegno che ha assunto quando si è insediato.
   Stiamo  discutendo  del  DEFR con il suo aggiornamento.  Il  DEFR,
  inizialmente  era  approdato  in  Aula,  io  parlo  della  delibera
  originaria, che era stata approvata il 28 di giugno, e  ora  poi  è
  stato fatto l'aggiornamento.
   Il  nostro  amico Cateno De Luca ha ricordato quello  che  avremmo
  dovuto  fare  insieme,  Sicilia Vera  e  Partito  Democratico,  per
  ricordare che prima di approvare, perché in Parlamento era  partito
  l'iter  di  adozione per gli strumenti finanziari in Commissione  a
  tal  punto  che  erano stati individuati anche  i  termini  per  la
  presentazione  degli  emendamenti. E noi, in  maniera  costruttiva,
  abbiamo  detto in Conferenza dei Capigruppo, Sicilia Vera e Partito
  Democratico, che non era possibile avviare quel percorso perché  il
  DEFR  è  uno  strumento,  ed  è  uno strumento,  propedeutico  allo
  strumento  finanziario, ma perché al di là del 118 che lo  prevede,
  della prassi parlamentare del Regolamento, il DEFR raccoglie quella
  che  è  la programmazione finanziaria, quali sono le cose, le linee
  generali  che  un Governo vuole portare avanti, le cose  che  vuole
  realizzare e poi queste vengono calate nei numeri con lo  strumento
  finanziario.
   Questa  era  la  motivazione, abbiamo ricordato in Conferenza  dei
  Capigruppo   che,  comunque,  per  una  questione  di  correttezza,
  l'avevamo fatto anche nel 2013, perché poi i periodi erano  simili.
  Eravamo  proprio  all'inizio della legislatura,  con  l'inizio  del
  momento  dell'approvazione  degli strumenti  finanziari,  però  noi
  abbiamo  posto  una questione che era fondamentale.  Dopo  di  che,
  entrando  nel merito, io ricordo che lo strumento presentato  nella
  scorsa  legislatura del 2018 iniziava parlando  di  insularità,  un
  tema importantissimo, era proprio il primo rigo, chi lo ha visto lo
  ricorda  e  facendo  riferimento a un momento  importante,  dicendo
  questo  2022  è  l'anno  dell'insularità facendo  riferimento  alla
  modifica  dell'articolo 119 della Costituzione, che ha inserito  il
  concetto  di  insularità, l'importanza c'è nel  nostro  Paese,  una
  questione meridionale, una questione sud ma c'è una questione delle
  isole  che  è  ancora che ancora peggiore e più difficile  rispetto
  alla stessa questione meridionale.
   Avete iniziato, e io lo ricordo bene, la discussione sul DEFR, con
  questo  riferimento, fatto a proposito della modifica dell'articolo
  119,  purtroppo oggi questo tema è un tema centrale  irrisolto;  il
  problema  dell'insularità lo paghiamo tutti  i  giorni,  lo  pagano
  tutti  i giorni i nostri figli e diventa sempre più pesante, perché
  siamo completamente scollegati dal resto del Paese e la questione è
  totalmente  aperta,  lo  abbiamo visto con i  biglietti  aerei  per
  poterci trasferire, per potere andare avanti indietro dal resto del
  Paese, lo vediamo con il caro benzina.
   Per  quanto riguarda le nostre imprese, noi abbiamo una  questione
  centrale che è questa insularità che è la questione dell'insularità
  accennata, discussa e non risolta che è centrale e chiediamo che il
  Governo  se ne faccia carico veramente, che non diventi uno slogan,
  che  voi  portate avanti dal giugno del 2022, perché voi  siete  in
  continuità, non è che perché l'avete dichiarato, come ha  detto  il
  mio  collega, voi siete in continuità, siete anche quasi le  stesse
  persone,  gli  stessi parlamentari, in parte gli stessi  assessori,
  voi siete la continuità del Governo precedente.
   Queste  cose  continuate a dircele da tempo,  abbiamo  bisogno  di
  trasformare le parole in fatti perché i cinque anni purtroppo  sono
  trascorsi  e  siamo  stanchi e questo è un tema  che  voi  dovevate
  iniziare.  La discussione sull'aggiornamento al DEFR che  questo  è
  l'ultimo documento dicendo che finalmente voi farete le riforme. Le
  riforme  che  per cinque anni, Assessore, ci avete promesso  e  non
  avete  portato  avanti.  Voi,  la  vostra  maggioranza,  il  vostro
  Governo, avevate detto che dovevate portare avanti la riforma sulla
  casa, avete commissariato gli IACP con amici iscritti e parenti.
   Io  mi  auguro che voi riprendiate la riforma. Ci sono disegni  di
  legge,  ce n'è uno del Partito Democratico ma ce ne possono  essere
  mille  che  prevedono  una vera e propria  riforma.  Aspettiamo  la
  riforma per i consorzi di bonifica che interessa i lavoratori della
  bonifica ma interessa anche gli agricoltori, e fino a quando non ci
  sarà  una riforma, e i cinque anni che sono passati ci siete  stati
  voi,  purtroppo continueremo noi ad avere vuoto in mezzo che  tocca
  non solo i lavoratori ma tocca le imprese agricole. Abbiamo bisogno
  della  riforma  della forestazione, che per cinque anni  non  avete
  fatto,  e i forestali la stanno aspettando. Noi abbiamo bisogno  di
  una  riforma  seria che riguardi l'agricoltura nel  suo  complesso.
  Abbiamo   bisogno  una  riforma  che  riguardi   anche   il   mondo
  dell'artigianato, del commercio.
   Noi  siamo  ad un punto di partenza  Zero . Abbiamo il  libro  dei
  sogni  che ha fatto l'esperienza degli enti locali, c'è stato anche
  Cracolici  che  è arrivato a fare anche l'Assessore a  Palermo.  Ti
  ricorderai  bene  che  arrivava  il  piano  triennale  delle  opere
  pubbliche  ed  era  il  libro dei sogni, specialmente  nella  prima
  parte, negli anni 80, inizio 90, dove c'era tutto, ed era il  libro
  dei sogni. Questo è veramente stato, perché ci siete stati voi e lo
  continuate a rappresentare, un libro dei sogni.
   Noi vi preghiamo, noi vi preghiamo veramente - dopo cinque anni di
  letargo  e  di non risposte - di iniziare a mettere mani  su  tutte
  queste questioni che sono questioni aperte.
   Io  sull'aggiornamento ho visto che c'è un riferimento  anche  sui
  centri  storici. Abbiamo fatto la legge 13 del 2015, che riguardava
  la riqualificazione dei centri storici. Si fa un riferimento che lo
  devo  approfondire che c'è una parte relativa al piano  di  settore
  che  va  rivista  in  base a una normativa nazionale.  Ora,  questo
  merita  un'attenzione,  lo  andremo  a  fare  perché  quella  norma
  l'abbiamo  voluta  profondamente. Ma i  centri  storici  ci  stanno
  cadendo  addosso  perché  non abbiamo il coraggio  di  intervenire.
  Quella  norma  ce lo permetteva e voi non avete fatto i  commissari
  nei  comuni, che eravate obbligati a fare dalla legge 13 e  non  li
  avete fatti e i centri storici stanno cadendo addosso.
   Purtroppo  cinque  anni  voi ci siete stati.  Quindi  è  il  primo
  strumento  di  programmazione  e  seguirà  ora  il  bilancio  e  la
  finanziaria. Ovviamente io lo vedo povero di cose concrete, non  mi
  aspetto chi sa cosa, quale collegamento con la finanziaria,  ma  io
  spero  di  poter essere smentito, e concludo, dalle azioni concrete
  da questo Governo.
   Io  mi  auguro  che  nell'arco di un anno tutte  le  questioni  in
  sospeso importanti, come quella dell'insularità e la battaglia  per
  la  difesa  dell'insularità,  come  quella  relativa  alle  riforme
  relative  alle cose che ho detto, finalmente vedano la  conclusione
  perché   credetemi,   anche   per  noi   dall'opposizione   diventa
  mortificante,  specialmente  per chi  c'è  ormai  da  qualche  anno
  diventa mortificante assistere a quello che è un galleggiamento, ed
  è  un  galleggiamento  veramente indecoroso  per  la  Sicilia  e  i
  siciliani che soffrono e hanno bisogno di risposte concrete.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe.
   Onorevoli   colleghi,  sono  iscritti  a  parlare  altri   quattro
  colleghi.  Se non c'è nessun altro che vuole intervenire  chiuderei
  le registrazioni qui.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Geraci. Ne ha fa facoltà.

   GERACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  oggi  ci
  troviamo a parlare del DEFR, come ricordava il collega Dipasquale.
   Il  DEFR  approda in Aula perché in una Conferenza dei  Capigruppo
  l'onorevole  De  Luca lo ha chiesto, lo ha chiesto perché  il  DEFR
  rappresenta  quella  che  può essere la visione,  la  strategia  di
  questo  Governo. Noi oggi registriamo che questo DEFR dal  Governo,
  come  le  altre  cose, viene visto solo ed esclusivamente  come  un
  adempimento,  un adempimento senza contenuti, cioè il problema  del
  Governo è approvare il DEFR, non approvare quello che può essere  i
  contenuti, la visione, la strategia.
   Ma  questo  lo  vediamo  pure nelle Commissioni  di  merito,  dove
  vengono  gli  assessori e dove sarebbe opportuno farli rodare  tre,
  quattro    mesi,   questa   ansia   che   abbiamo   per    arrivare
  all'approvazione  del bilancio, che cosa sta creando?  Sta  creando
  che ogni volta noi riavvolgiamo il nastro per parlare del nulla, di
  situazioni che si portano avanti solo per adempiere, per adempiere,
  non per fare, non per vedere, e questo praticamente è l'andazzo che
  c'è  nell'ultimo periodo, in questi ultimi due mesi. Mentre io oggi
  mi  sarei  aspettato  che  si parlasse, così  per  magia,  degli  8
  miliardi di euro che sono scomparsi dal DEFR approvato a giugno.
   Ebbene, come tutti noi sappiamo, c'è stato un accordo fra Schifani
  e  Giorgetti  e  sono  spariti in un colpo 8 miliardi  di  euro,  8
  miliardi  di euro, e questo ragionamento di 8 miliardi  di  euro  è
  fuori   dalla  stampa,  è  fuori  dai  mass  media,  come  se   noi
  praticamente, la Regione può indebitarsi mentre la Regione potrebbe
  chiudere molte partite a credito.
   La Regione che sta facendo? Questo Governo sta investendo a debito
  e  la  situazione  è più preoccupante, perché? Perché  da  un  lato
  Giorgetti,  dall'altro lato Calderoli, stanno  decidendo  le  sorti
  della  Sicilia.  Cioè, colleghi, è come dare  l'asilo  nido,  farlo
  gestire  a  Erode, noi stiamo consegnando le sorti della Sicilia  a
  Calderoli e Giorgetti, che sicuramente hanno interessi per la  Lega
  Nord,  per il Nord. In questo momento la Lega ha dei Ministeri  che
  non  ha  avuto mai, è più forte al Nord, più che mai, e quindi  noi
  stiamo dando le sorti a queste persone. Con trionfalismi vari,  con
  vari self e non risolviamo il problema degli 8 miliardi.
   E  poi  tutti  i Comuni e l'Anci siamo costretti a fare  i  viaggi
  della speranza per farci riconoscere quello che ci spetta, mente il
  Governo  degli 8 miliardi nemmeno ne parla, nemmeno  ne  parla.  In
  questo,  in  questa NADEFR scompaiono per magia gli  8  miliardi  -
  Assessore,  vedo  che  sta  prendendo appunti  -  però  la  partita
  importante, sono questi 8 miliardi. Noi vogliamo sapere come mai di
  questi 8 miliardi non se ne parla più.
   Mi  ricordo in una Commissione sanità lei è venuto e ha annunciato
  -  c'è  il  sommario - che c'erano questi 8 miliardi,  che  possono
  risolvere  i  nostri problemi, perché nel momento in  cui  noi  non
  riusciamo  a finanziare, e quindi a non sterilizzare la  spesa,  ci
  ritroveremo  con  bilanci,  poco fa  l'ha  detto  Cateno  De  Luca,
  ventiquattro e venticinque a zero. L'operazione che avete fatto voi
  prima  della  NADEFR  è stata quella, è stata quella  di  usare  un
  algoritmo,  tagliare  tutto  al cinquanta  per  cento,  non  stiamo
  parlando  delle  cose  che sono necessarie e delle  cose  che  sono
  essenziali,  avete tagliato in maniera orizzontale la  spesa  senza
  entrare  nel  merito.  Ma  come  ho  detto  poco  fa  bastava  fare
  l'esercizio finanziario al 30 aprile e discutere, andare nel merito
  della spesa, questo non l'avete voluto fare, vi state prendendo una
  responsabilità  sia nei confronti del Parlamento ma,  comunque,  vi
  state  prendendo  una responsabilità nei confronti  dei  siciliani.
  Perché mi vedo con il sindaco Lagalla, che ha approvato il piano di
  riequilibrio,  ebbene  deve andare a Roma a trattare  il  piano  di
  riequilibrio, mentre noi stiamo regalando otto miliardi allo Stato.
  I  comuni,  la  Regione facciamo la fame, facciamo i  viaggi  della
  speranza  e  di  questi otto miliardi non se ne parla,  non  se  ne
  parla,  cioè questo è il problema, se noi non mettiamo  a  posto  i
  conti,   praticamente  andremo  dietro  a  viaggi  della  speranza,
  Commissioni paritetiche dove andremo a chiedere l'elemosina.
   Quegli  otto  miliardi, Governo, assessore  Falcone,  quegli  otto
  miliardi  sono dei siciliani, su quegli otto miliardi noi  vogliamo
  vederci  chiaro,  non potete liquidare gli otto  miliardi  come  se
  fosse  un  adempimento, è questo il grave errore che state facendo,
  strategico, di visione e questo dimostra che ancora una  volta  non
  avete a cuore le sorti della Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, già  de
  DEFR,  per quello che serve poi questa Assemblea, il Governo ne  ha
  sempre fatto carta straccia, poi se diciamo, valutiamo il documento
  che  c'è  stato inviato dalla Giunta di Governo in fretta e  furia,
  possiamo  dire che c'è scritto veramente ben poco, ben  poco  sulle
  strategie,  sul futuro di questa Terra, ben poco soprattutto  sulle
  risorse  e sugli impegni che intendono fare nell'arco dei  prossimi
  anni.
   Il  primo  rilievo  che ho sollevato già in Commissione  Bilancio,
  intanto,  diamo da economista l'unico indicatore che viene indicato
  all'interno  del  DEFR è il PIL, neanche più lo  Stato  lo  fa,  ci
  dovrebbero  essere degli indicatori alternativi che  riguardino  il
  benessere  in  generale dei siciliani, che riguarda la  sanità,  le
  infrastrutture, la viabilità, tutto quello che può essere e tornare
  utile  al  sistema  Regione in questo caso non  al  sistema  Paese,
  eppure  tutto  si  concentra esclusivamente  sul  prodotto  interno
  lordo,  sulle  risorse extra-comunitarie, nulla sul bilancio  della
  nostra Regione.
   Però,  proverei  un  attimino a fare un quadro  velocissimo  sulle
  risorse extra-regionali, quindi, sui fondi che vengono dallo  Stato
  e  dall'Unione Europea, considerate che della programmazione  2014-
  2020  dei  quattro, oltre quattro miliardi del FESR che sono  stati
  stanziati per la nostra Regione, solamente due miliardi sono  stati
  spesi  e  due  miliardi  devono essere spesi  quest'anno  entro  il
  31.12.2023.  Se  a questi ci aggiungiamo il miliardo  di  euro  che
  probabilmente rischiamo di perdere con le FSC 2021 -  2027,  perché
  gli  impegni giuridicamente vincolanti al 31 dicembre non ci  sono,
  noi rischiamo oggi, come Regione, di mettere circa tre miliardi  di
  euro  a  rischio per la nostra Sicilia e nulla, invece,  nel  DEFR,
  nella nota di aggiornamento che ci è stata inviata dal Governo  c'è
  in   merito  alle  società,  agli  enti,  alle  partecipate,   alle
  controllate,  alle vigilate alla nostra Regione, che sono  un  poco
  quel  lato oscuro della nostra Sicilia, dove la vigilanza non viene
  fatta  bene,  non c'è nessun riferimento sull'accordo Stato-Regione
  che  fa  riferimento proprio a un'opera di razionalizzazione  delle
  società degli enti.
   Ci   giunge   rassicurazione  dall'assessore  Falcone  che   verrà
  consegnato  un  rapporto specifico sulle società e  gli  enti  però
  sulle  note  e sul DEFR di fatto non c'è nulla e oggi,  giusto  per
  raccontarvi  una  chicca, un fatto particolare che  non  avevo  mai
  visto,  devo  dire,  nell'arco di questi anni,  assessore  Falcone,
  magari questo le può interessare, mi spiace che non c'è l'assessore
  Sammartino,  spulciando  il  sito  del  Consorzio  di  bonifica  di
  Palermo,  ho  scoperto  che a fine anno sono stati  liquidati  come
  rimborso   lordo  forfettario,  circa  13  mila  euro,  cinquemila,
  cinquemila,  mille, due mila ad alcuni dipendenti del consorzio  di
  bonifica  di  Palermo  - leggo testualmente la  determinazione  del
  direttore generale - "per un lavoro straordinario dell'attività  di
  trasloco  dal piano ammezzato al primo piano". Mai avevo visto  una
  determina  del  genere  Quindi, un direttore  di  un  consorzio  di
  bonifica  che ogni anno finanziamo in finanziaria perché non  hanno
  più  soldi per pagare i dipendenti, per portare avanti le  attività
  dei  consorzi di bonifica, quei consorzi di bonifica che  ci  hanno
  fatto  perdere 600 milioni di euro del PNRR, no? Vedo una determina
  del  direttore generale che affida 13 mila euro ai suoi  dipendenti
  per aver fatto un trasloco dal piano ammezzato al primo piano.
   Allora,  se questo Governo ci spiega o ci spiegherà quali sono  le
  intenzioni sui consorzi di bonifica, sulla società, sulla SIS,  sul
  consorzio,  sui  consorzi  di  ricerca,  sugli  enti  che  finanzia
  annualmente, allora potremo capire qual è l'indicazione e l'atto di
  indirizzo  che questo Governo vuole dare a differenza  del  Governo
  precedente  che  non  ha  fatto alcuna opera di  razionalizzazione,
  altrimenti  saremo nuovamente, come dire, a certificare  l'ennesimo
  fallimento di una politica che in campagna elettorale promette  una
  cosa e poi nei fatti fa tutt'altro. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Catania Giuseppe. Ne ha facoltà.

   CATANIA  GIUSEPPE SEBASTIANO. Grazie Presidente, grazie  colleghi.
  Vede  io  ho  letto invece con grande attenzione il  documento,  il
  DEFR,  prima approvato a giugno dell'anno precedente dal precedente
  Governo  e  poi la nota di aggiornamento predisposta  dal  Governo.
  Certo,  si potrebbe dire sul piano formale si poteva utilizzare  un
  format  diverso  ma  mi pare che l'Assessore, da  questo  punto  di
  vista, sia stato alquanto chiaro e abbia preso anche un impegno,  a
  mio avviso, importante per il prossimo DEFR.
   Ma    io   credo   che   occorra   fare   un   ragionamento    non
  decontestualizzando il DEFR. Se noi andiamo a vedere gli ultimi due
  rapporti  che sono stati predisposti, uno dal Sole 24 Ore,  l'altro
  da  Italia  Oggi,  possiamo  leggere da questi  rapporti,  possiamo
  registrare  da  questi  rapporti, la  grave  difficoltà,  il  grave
  divario  che  sempre più aumenta tra le zone del Nord Italia  e  le
  zone  del  Sud  Italia.  Quindi, senza distinzione  alcuna  per  le
  Regioni  meridionali e ovviamente questa fotografia  che  ci  viene
  data  dai  due rapporti è una fotografia che riguarda  la  politica
  economica  e  finanziaria che è stata messa in  campo  dal  Governo
  nazionale  negli ultimi anni. Quindi, è ovvio che dobbiamo  leggere
  il Documento di economia e finanza in un quadro, in un contesto che
  è internazionale e in un contesto che è nazionale.
   Vedete, la nota di aggiornamento del DEFR, peraltro, a mio avviso,
  fotografa  bene  quella che è la situazione di grande  criticità  e
  soprattutto quella che è la situazione che negli ultimi mesi  si  è
  venuta  a  creare nel nostro bel Paese e anche nella nostra  Isola,
  evidentemente,  perché  ha messo in evidenza  quelle  che  sono  le
  criticità  che  dapprima la guerra in Ucraina  ha  determinato  con
  conseguenze   legate  all'aumento  del  costo   dell'energia,   con
  conseguenze legate all'aumento del costo delle materie prime che ha
  inciso fortemente sui margini di redditività delle nostre piccole e
  medie  imprese e sulle conseguenze legate all'aumento del tasso  di
  inflazione.
   Io  facendo una lettura attenta del Documento ho registrato  tutti
  questi  elementi  che  sono stati presi in  carico  dalla  nota  di
  aggiornamento  e  che  anche nel disegno di  legge  che  andremo  a
  discutere prossimamente sono stati rilevati.
   Ebbene,  ho sentito anche di mancanza di strategia, invece ritengo
  che  sia  importante  nella lettura del Documento,  della  nota  di
  aggiornamento  del  Documento vedere il rimando  che  il  Documento
  stesso  fa  al nuovo Piano operativo 2021/2027 perché,  vedete,  la
  strategia  di  sviluppo  dell'Isola  è  lì  contestualizzata,   non
  possiamo  pensare  che  vi siano due strategie  di  sviluppo  della
  nostra Terra, una legata all'utilizzo dei fondi comunitari ed extra
  regionali  e  un'altra invece con i fondi del  bilancio  regionale,
  perché  allora sì che saremmo sulla cattiva strada. Dobbiamo  avere
  chiara qual è la strategia di sviluppo del nostro territorio.
   Ebbene,  dalla  lettura  del  Piano  operativo  FESR  2021/2027  è
  evidente qual è il piano di strategia nazionale. E' evidente che si
  punta  ad una riqualificazione energetica degli edifici pubblici  e
  ad  una  riduzione  dei consumi energetici della nostra  piccola  e
  media  impresa  e  questo  lo si fa anche attraverso  delle  misure
  pratiche  che  sono  state introdotte anche nel recente,  penso  ad
  esempio  alle comunità energetiche, alle misure messe in campo  per
  sviluppare  le  comunità energetiche in ognuno  dei  391  comuni  a
  beneficio  degli  enti territoriali, a beneficio  delle  piccole  e
  medie imprese, a beneficio delle famiglie.
   Ebbene,  nella  strategia si parla anche di contrasto  al  rischio
  idrogeologico che è un elemento di criticità su cui dobbiamo  porre
  l'accento come territorio, soprattutto nelle aree interne; si parla
  di  mobilità  delle aree urbane; si parla ad esempio di  protezione
  sociale.   E'  vero  c'è  stato  un  deterioramento  del   contesto
  internazionale  e  nazionale,  è rallentata  l'economia,  non  solo
  l'economia  isolana,  è  rallentata  tutta  l'economia  europea,  è
  rallentata   l'economia   italiana.  Ebbene,   i   fondi   inseriti
  all'interno  della  programmazione 2021/2027 che  viene  richiamata
  puntualmente dalla Nota di aggiornamento del DEFR indicano  appunto
  le  misure  di  contrasto  alla  povertà  come  misure  importanti.
  Ovviamente,  contrasto  alla  povertà  che  è  inserita  anche  nel
  Documento e nella nota di aggiornamento nazionale. Non è  vero  che
  si  vogliono tagliare i fondi del contrasto alla povertà, semmai si
  vogliono differenziare i fondi facendo due percorsi paralleli,  uno
  sulle politiche attive del lavoro che il reddito di cittadinanza ha
  visto  assolutamente non funzionare e l'altro  sul  contrasto  alla
  povertà  per  dare  supporto a quelle persone che  non  sono  nelle
  condizioni  di poter svolgere un'attività lavorativa per condizioni
  fisiche,   per  condizioni  anagrafiche  o  per  altro  genere   di
  condizione.
   Si parla anche e soprattutto di competitività delle aree urbane  e
  delle aree interne e penso ad esempio alle aree Snai che sono state
  inserite  nella  programmazione e che vedranno tanti  comuni  delle
  aree interne cimentarsi in una logica di programmazione.
   Pero  è vera una cosa: abbiamo tante risorse da utilizzare, i  5,9
  miliardi della nuova programmazione comunitaria, abbiamo le risorse
  del  PNRR  da utilizzare. Non sono d'accordo con chi dice che  sono
  state utilizzate le risorse finora del PNRR mentre da qualche  mese
  questo  non  è  avvenuto perché basta dare una lettura  attenta  al
  documento  nazionale per vedere che la spesa del  PNRR  non  è  mai
  partita,  cioè sono stati raggiunti tutti gli obiettivi in  termini
  di  riforme previste temporalmente, ma non gli obiettivi in termini
  di  spesa, tant'è vero che la spesa relativa all'anno 2022 è  stata
  trasferita e spostata all'anno 2022.
   Ebbene,  condivido l'approccio del collega De Luca,  un  approccio
  collaborativo  tant'è  vero  che  questa  mattina  in   Commissione
   Bilancio'  tutti insieme, l'Assessore per l'economia per  primo  e
  poi  tutti  i  colleghi  di  maggioranza  ed  opposizione,  abbiamo
  apprezzato la relazione che è stata presentata che ha alcuni spunti
  importanti,  a mio avviso, soprattutto alcuni spunti  che  vanno  a
  beneficio  dei comuni, degli enti territoriali, perché se  vogliamo
  far partire il nostro territorio, se vogliamo far partire la nostra
  Isola, dobbiamo aiutare i nostri comuni a progettare.
   Abbiamo una classe impiegatizia mediamente avanzata in termini  di
  età  e forse in alcuni casi, probabilmente, non adeguata in termini
  di  competenze, anche tecnologiche, per rispondere alle  sfide  che
  abbiamo  davanti e, allora, nel disegno di legge della  finanziaria
  che andremo a discutere trovo estremamente importante la misura che
  prevede  il  fondo  progettazione per i  comuni  perché  solo  così
  potremo  avere  progetti  esecutivi, solo così  potremo  finalmente
  intercettare  le  risorse comunitarie, e anche il PNRR,  che  molto
  spesso non vengono utilizzate.
   Chiudo  Presidente  con  una  sola  chiosa  dal  punto  di   vista
  sanitario.  E'  stato  detto da più parti,  ed  io  condivido,  che
  bisogna  accendere  un  focus sulla sanità in Sicilia,  soprattutto
  sulla  sanità  degli  ospedali periferici,  bisogna  riconoscere  e
  ricordare  che all'interno del DEFR sono già indicati alcuni  passi
  che  bisogna fare, a partire dalla revisione della rete ospedaliera
  che, a mio avviso, diventa assolutamente importante e quindi questo
  è  già  contenuto.  Così come bisogna fare  un  plauso,  lo  faccio
  pubblicamente,  all'assessore Volo per aver avuto  il  coraggio  di
  firmare  un  decreto  che  prevede la possibilità  anche  a  medici
  stranieri di poter venire a lavorare nelle nostre Asp perché,  vede
  Presidente,  tutti  i  rapporti delle  Associazioni  nazionali  dei
  medici  ospedalieri ci dicono che da qui al 2025 mancheranno  circa
  30 mila medici ospedalieri. Ebbene, questo è il tema su cui abbiamo
  la  necessità  di  confrontarci, questo il  tema  su  cui  dobbiamo
  scommettere. Ovviamente, bisogna lavorare per abbattere  il  numero
  chiuso  nelle  facoltà, bisogna lavorare per  aumentare  il  numero
  delle borse di specializzazione per i nostri giovani ragazzi ma, al
  tempo stesso, dobbiamo investire in questo percorso temporaneo  che
  ci  consente  di  non  chiudere i reparti degli  ospedali.  Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catania.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Leo. Ne ha facoltà.

   DE  LEO.  Grazie,  Presidente. Io vorrei partire dal  ragionamento
  procedurale che ha visto i nostri Gruppi di Sud chiama  Nord  e  di
  Sicilia Vera evidenziare l'anomalia di fondo sulla discussione  del
  DEFR  perché  si stava indirizzando questo Parlamento  a  discutere
  direttamente  del  bilancio di previsione,  questo  chiaramente  in
  violazione dell'articolo 118, motivo per cui l'attuale bilancio  di
  previsione  che  è  stato  approvato  dalla  Giunta  già  contiene,
  nonostante    ancora   debba   essere   discusso   da   quest'Aula,
  integralmente questo documento programmatico.
   Da  questo  documento  però,  Presidente,  emerge  chiaramente  un
  problema  per  la  Regione siciliana che è l'amministrazione  della
  Regione stessa, cioè l'incapacità di spesa della Regione è evidente
  come l'incapacità di pagamento, quindi di sostegno alle imprese,  i
  problemi  dei  crediti delle imprese sono enormi,  i  problemi  dei
  lavoratori  e dei cittadini, l'esempio, l'avviso 22 sui tirocinanti
  bloccato. Io ho fatto un'interrogazione in merito a questo e  ancor
  più  sulla  popolazione inattiva, su chi non lavora e  su  chi  non
  cerca lavoro.
   Un  altro  esempio  l'ha  citato anche  qualche  altro  collega  e
  riguarda il PO FESR 2014-2020 dove si parte da una dotazione  di  4
  milioni e si certifica una spesa solo per poco più di 2 milioni  di
  euro.  C'è  la necessità quindi di armonizzare i processi,  c'è  la
  necessità  di  intervenire per risolvere  e  sbloccare  un  sistema
  bloccato da anni.
   Vorrei  ricordare  appunto anche al Governo, all'Assessore  che  i
  famosi, decantati rapporti con lo Stato di questo Governo regionale
  ci  hanno  dimostrato  invece che lo Stato ha  avuto  un  approccio
  conservativo e impositivo nei confronti della Regione  siciliana  e
  la  questione degli 8 miliardi lo dimostra, lo dimostra  perché  su
  quei  crediti c'erano degli elementi di contrattazione e a me hanno
  insegnato  che  se  perdi gli elementi di contrattazione  perdi  la
  contrattazione, infatti si è arrivati a ricevere solo  200  milioni
  rispetto  agli  8 miliardi che la Regione siciliana  doveva  invece
  mettere sul tavolo e contrattare con lo Stato.
   Ma sento anche dire che la contrattazione è aperta, che c'è ancora
  modo  di  poter recuperare alcuni fondi, alcune risorse, però  vedo
  anche   da  questo  Documento  programmatico  che  queste   risorse
  eventualmente   andrebbero  recuperate  qualora   la   Regione   si
  addossasse  delle  funzioni e se si addossasse  delle  funzioni  si
  addosserebbe anche gli oneri di queste funzioni eventualmente.
   Io  credo che non sia questa la soluzione per la Sicilia, ma credo
  che nel nostro Documento che ha illustrato l'onorevole De Luca e di
  cui  voglio prendere spunto per esempio sulla necessità di  stilare
  un   protocollo  d'intesa  insieme  allo  Stato  con   le   aziende
  petrolifere  che  utilizzano  la  nostra  Terra  e  per   dare   la
  possibilità ai siciliani di avere uno sconto sul carburante. Questo
  è  fondamentale.  Come fa la nostra Regione  a  non  impegnarsi  su
  questo tema?
   E,   allora,  siccome  abbiamo  dimostrato  nei  fatti  di  essere
  un'opposizione costruttiva, di non dire solo no, ma di  fare  anche
  delle  proposte,  mi  auguro che oggi sia  l'occasione  per  questo
  Governo  di  prendere  il  nostro  documento  con  i  nostri  punti
  programmatici e dare il cambio di passo e dimostrare, come ha detto
  ma  non  ha  fatto, di non essere in piena continuità  col  Governo
  precedente. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Leo.
   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Lombardo  Giuseppe.  Ne  ha
  facoltà.

   LOMBARDO   GIUSEPPE.   Signor  Presidente,  Assessori,   onorevoli
  colleghi,  ho preso un impegno con lei che sarò breve, però  voglio
  consegnare  qualche altra riflessione su questi punti  che  abbiamo
  all'ordine  del  giorno  e in particolare  mi  voglio  riallacciare
  all'intervento che ha fatto l'onorevole Dipasquale  che  parla  del
  libro dei sogni.
   Io  dico  che invece non dobbiamo parlare del libro dei sogni.  Io
  parlo adesso e le faccio una riflessione, ma faccio un ragionamento
  anche  all'Aula: noi grazie alla richiesta che abbiamo  fatto  alla
  Presidenza dell'Aula siamo riusciti a rimettere quello che  era  il
  procedimento  su  questo  documento in  funzione  di  un  documento
  propedeutico  all'approvazione  della  legge  di  stabilità  e   al
  bilancio.
   E  perché dico che è fondamentale fare questo ragionamento? Perché
  questo, caro onorevole Dipasquale, non è il libro dei sogni. Questo
  è  un documento, se è fatto con serenità, questo è un documento, se
  è  fatto  con coscienza, mette il Governo nelle condizioni di  fare
  una buona legge di stabilità.
   Ora, siccome il Governo ha scoperto le carte, ha scoperto le carte
  perché  ha  fatto  prima la legge di stabilità e poi  il  documento
  propedeutico.
   E  ora una riflessione su questo passaggio la faccio. Perché, caro
  onorevole Falcone, devo fare questa riflessione? Perché bello tutto
  quello   che  abbiamo  scritto,  bella  la  strategia  che  abbiamo
  prospettato,  ma se poi tutto questo si trasforma in  una  semplice
  legge  di stabilità di 16 articoli e le faccio l'esempio specifico:
  quello per esempio sui beni culturali dove la Regione siciliana  in
  questo  momento  rappresenta il centro di quelli che  sono  i  beni
  culturali  a  livello  nazionale, solo per darle  qualche  dato  la
  Sicilia  da  sola  rappresenta circa il 25  per  cento  dell'intero
  patrimonio culturale che possiede l'Italia che è fra il 60 e il  70
  per  cento  del patrimonio culturale del mondo e questo Governo  mi
  propone  nella  legge di stabilità, come strategia per  valorizzare
  tutto  quello  che abbiamo, un semplice articolo che  prevede  solo
  l'incremento delle ore degli ASU dei beni culturali?
   Cioè  se questa è la strategia, questo è il libro dei sogni  e  la
  finanziaria è un incubo
   Quindi,   un  altro  passaggio,  per  esempio,  sempre  a   titolo
  esemplificativo, caro assessore Falcone, riguarda la  gestione  dei
  rifiuti in Sicilia.
   Io  ho  visto che sia sul DEFR e sia sulla NADEFR non c'è dedicato
  un  solo rigo di strategia. Ho visto che nel Governo precedente,  e
  con  il DEFR precedente, invece, vi eravate sforzati - lei era pure
  componente  della Giunta precedente - vi eravate sforzati  a  fare,
  anche,  un'analisi del contesto, vi eravate sforato  a  fare  anche
  un'ipotesi di strategia e di obiettivi da raggiungere. Non solo non
  c'è scritto nulla su questi documenti per il 2023-2025, il nulla si
  trasforma nella legge finanziaria in un semplice articolo in cui si
  prevede   lo   stanziamento  di  100  mila   euro   all'Assessorato
  Dipartimento  acqua  e  rifiuti per fare  progetti.  Cioè,  ma  voi
  pensate  di risolvere il problema, in Sicilia, dei rifiuti e  siamo
  l'ultima  Regione d'Italia in termini di obiettivi da  raggiungere,
  con  100  mila euro di maggiori stanziamenti per fare  progetti  al
  Dipartimento acque e rifiuti? Ma perché, hanno bisogno di 100  mila
  euro  per  fare altri progetti? Dobbiamo mettere in atto strategie,
  caro  Assessore. Dobbiamo cercare non solo di metterle in atto,  ma
  anche  di  provvedere poi, con le norme finanziarie,  a  realizzare
  quelle  strategie. Tutto questo, purtroppo, non c'è e io spero  che
  oggi  l'Aula, io spero che oggi il Governo possa accogliere  quelle
  che  sono  le  nostre  integrazioni,  che  già  stamattina  abbiamo
  depositato in Commissione, affinché la strategia del Governo -  che
  non  dà alcuna prospettiva a questa Terra - possa essere migliorata
  e  che  la strategia poi, con la collaborazione, dell'Aula  diventi
  un'ottima  legge  di stabilità, non una sempre legge  di  stabilità
  solo per adempiere a una scadenza. Caro Assessore, pensiamo di meno
  alle  scadenze  e  pensiamo di più agli obiettivi  da  raggiungere.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Lombardo.
   Assessore, se vuole replicare, ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  stasera arriviamo al dibattito e alla discussione  sulla
  NADEFR, che è la Nota di aggiornamento del Documento di economia  e
  finanza regionale che era stato già approvato dal Governo scorso  e
  depositato a quest'Assemblea regionale già nel luglio scorso.
   E'   una   nota  che  oggi  adottiamo  e  approviamo  in   ragione
  dell'evoluzione del quadro macro economico nazionale che  segue  il
  tendenziale, oltre che quello programmatico, a seguito degli eventi
  che  si  sono succeduti, verificati appunto, in questi mesi.  E  ci
  accorgiamo  come, in effetti, malgrado fosse stata programmata  una
  strategia   di  insieme  e  di  contesto  nazionale,  il  Ministero
  dell'economia e delle finanze è dovuto reintervenire, nel settembre
  scorso, approvando poi, nei primi giorni dello scorso novembre, una
  nota  di  aggiornamento che dà dei dati. E noi,  oggi,  non  stiamo
  facendo altro che aggiornare la nota, prima regionale, in linea con
  il  dato  tendenziale  nazionale.  Quindi,  prima  nazionale  e  in
  subordine regionale.
   Cosa  è  successo sostanzialmente? Io ho seguito i vari interventi
  che  si  sono  succeduti,  a iniziare dal  relatore  di  minoranza,
  l'onorevole  Cateno  De Luca, che aveva già depositato  stamani  un
  corposo  documento, appunto, di 23 punti in Commissione  Bilancio',
  che  abbiamo  letto e che abbiamo anche apprezzato e a cui  abbiamo
  anche dato un parere favorevole perché quello che riporta, in parte
  anche riportato dal nostro documento in parte no, guarda agli  enti
  locali,  al  rapporto  del caro energia, del  caro  materiali,  dei
  costi,  al sistema appunto dei rifiuti, guarda anche - e  una  cosa
  l'ho  detta  oggi  - alla regolarità dei documenti contabili,  così
  come  ci  ha  indicato la Corte dei Conti ed alla quale indicazione
  della  Corte dei Conti, caro Presidente Daidone, abbiamo detto  che
  vorremo nelle prossime settimane essere ligi osservatori.
   Venerdì  o  al massimo martedì il Governo approverà il  rendiconto
  del   2021,  in  contemporanea  all'approvazione  della  legge   di
  stabilità  ed  alla  legge  di bilancio  il  Governo  approverà  il
  bilancio  consolidato e quindi anche il rendiconto consolidato  del
  Gap,   del   Gruppo  Amministrazioni  Pubbliche,  cioè  di   quella
  amministrazione pubblica allargata, onorevole De Luca,  a  cui  lei
  già  nel  lontano 2008 faceva riferimento ed alla  quale  ha  fatto
  riferimento  nel suo  intervento introduttivo di inizio legislatura
  invocando, appunto, che l'Amministrazione pubblica regionale non  è
  soltanto la Regione siciliana, onorevole Spada.
   E  allora, oggi, abbiamo il dovere e lo vogliamo fare appunto  con
  questa  NADEFR, ma lo vogliamo fare nel momento in cui  il  Governo
  Schifani  dice  in maniera chiara vogliamo guardare,  non  come  ha
  detto  giustamente l'onorevole Burtone, il Documento di economia  e
  finanze   non  è  un  fastidio,  non  è  un  semplice  impegno   di
  enucleazione di dati tecnici, assolutamente  E' la strategia che il
  Governo  si  vuole  dare e che vuole poi tradurre  nella  legge  di
  bilancio e di stabilità.
   Quali  sono  allora le strategie che ci stiamo dando?  Certamente,
  voi  troverete alcuni dati che sono diversamente dalla -  e  lo  ha
  detto   anche  l'onorevole  Giuseppe  Catania  -  che  sono   anche
  l'evoluzione  di  quello che era stato detto  ed  era  stato  anche
  declinato  nel documento di giugno, di luglio, perché ci  sono  dei
  dati che sono cambiati.
   Voi,  ad esempio, vedrete che se andate a leggere appunto a pagina
  15  vi  accorgerete che rispetto alla previsione  di  crescita  che
  c'era   stata   di  3.3  nel   2022  c'è  stato  un   aggiornamento
  migliorativo  per  il 2022, rispetto invece a  quello  che  era  la
  proiezione del 2.6 per il 2023 nel momento in cui c'è stata la nota
  di  aggiornamento ci accorgeremo che la Sicilia non crescerà di 2,6
  per  cento ma addirittura avrà una decrescita dello 0,3 per  cento,
  onorevole  Marano - e lei l'ha detto - ma, attenzione,  rispetto  a
  questi  dati  che  sono di decrescita il Governo della  Regione  in
  questa  NADEFR  sta  mettendo in campo e sta indicando  qual  è  la
  strategia. Le strategie sono state l'aiuto alle imprese che abbiamo
  messo  in  campo nel dicembre scorso, la strategia è  stata  quella
  dell'aiuto  alle  famiglie,  che abbiamo  messo  in  campo  qualche
  settimana  fa  utilizzando appunto le risorse  del  FSC  14/20,  la
  strategia è stata quella  della moratoria delle rate dei prestiti e
  dei  mutui  con  l'IRFIS, sia  con i fondi  propri  che  col  fondo
  regionale, la strategia è quella di fronteggiare questa tendenziale
  decrescita  del  2023  con un'imponente immissione  di  denaro  nel
  mercato  siciliano,  quasi  con una logica  keynesiana   che  vorrà
  vedere  da  un  lato l'impegno di somme col PO-FESR appunto  perché
  dobbiamo fare anche certificazione di spesa e dobbiamo chiudere  il
  programma  del 14/20 più  n), più 3, quindi nel 2023 ma  anche  con
  l'utilizzo  dei  fondi  FSC  oltre che di  tutti  gli  altri  fondi
  strutturali, ad iniziare dal fondo POC.
   E,  allora,  in questo senso riteniamo che se da un lato  il  dato
  tendenziale  è  un dato di decrescita, dall'altro lato  con  queste
  iniziative,  che noi riteniamo di poter mettere in campo,  possiamo
  non  soltanto  attutire un dato un dato negativo ma addirittura  lo
  possiamo  tradurre e convertire in dato positivo e tra  l'altro  se
  andate  voi  a  vedere, malgrado oggi ci sia stata  una  fortissima
  inflazione che in Sicilia ha, come dire, ha marcato dei  termini  e
  dei  numeri,  maggiori rispetto al resto d'Italia,  possiamo  anche
  dire  che  comunque grazie all'Export abbiamo avuto nel  2022,  una
  esportazione, assolutamente favorevole, che ha toccato  addirittura
  in certi settori anche un più 66 per cento, un più in agricoltura e
  nell'agroalimentare, un più quindi, in tutto ciò  che  riguarda  la
  chimica,  in tutto ciò che riguarda, anche alcune materie,  come  i
  prodotti non oil, ma se vogliamo anche il turismo nel 2022 ha  dato
  un grande valore positivo.
   E'   chiaro  tutto questo non ci deve fare cullare  sugli  allori,
  assolutamente, ma dobbiamo essere consapevoli; allora se voi andate
  a  vedere,  per  un attimo alcuni dati, i dati del  Pil:  nel  2022
  abbiamo avuto un Pil che è pari, lo troverete a pagina 25,  un  Pil
  che  è  pari a 84 miliardi e 900, quasi 85 miliardi e nel Pil però,
  tendenziali, voi vedrete, appunto per meno zero 3 il Pil  diminuirà
  ma se invece guardiamo al Pil programmatico, cioè quello che sarà a
  seguito  di tutte le iniziative che il Governo metterà in  campo  e
  anche  con  un  fenomeno che non è favorevole per  il  costo  delle
  imprese,  delle famiglie cioè l'inflazione, ci accorgeremo  che  il
  Pil  potrà  aumentare di diversi miliardi di euro e  stamattina  in
  Commissione  dicevamo proprio questo,  se un bene che ieri  costava
  10,  domani  costerà  12. E' vero che da un lato  è  un  costo  per
  imprese-famiglie, ma dall'altro lato però quel 2 in più rappresenta
  un  maggiore  gettito erariale per le casse della  Regione,  perché
  l'inflazione  aumenta la spesa e quella spesa aumenta  l'Iva  e  se
  l'Iva  aumenta  del  3,  67  decimi è nelle  casse  della  Regione,
  affluisce alle casse della Regione.
   Ecco  allora  perché voi vi troverete, sfogliando poi  un  po'  la
  Nadefr  vi  troverete  dei dati e sono quelli  che  riguardano  gli
  introiti,  vedrete  che rispetto alla Nota di  aggiornamento  e  al
  testo  del  disegno  di  legge  di  bilancio,  vi  troverete  delle
  discrasie  ad esempio l'Iva, nella Nadefr l'Iva è indicata  in  due
  miliardi centocinque milioni, nel bilancio invece è indicata  in  2
  miliardi e 510 milioni.
   Qualcuno  potrebbe  dire:  ma come mai c'è  questa  discrepanza? .
  Ebbene,  la  discrepanza  è  che  tendenzialmente.  nel  2023,  noi
  immaginiamo  di poter introitare  due miliardi e cento  milioni  di
  Iva  ma  poiché,  nel 2023, ci saranno dei professionisti  e  delle
  imprese  che  dovranno  pagare  gli  arretrati  e  pagheranno   gli
  arretrati  oggi ho fatto un esempio: l'avvocato Falcone, se non  ha
  pagato  l'Iva  negli anni pregressi, può anche  darsi  che  pagherà
  l'Iva  nel 2023, quindi oltre all'Iva a regime ci sono recupero  di
  altra  Iva  e  in  questo senso portiamo in aumento  nel  testo  in
  entrata nel disegno di legge di bilancio due miliardi e cinquecento
  milioni  così  come  invece diversamente per l'Irpef  nel  bilancio
  abbiamo  previsto cinque miliardi e settecento milioni di  euro  in
  entrata, ma abbiamo previsto invece, nella Nadefr 6 miliardi e  100
  milioni,  cioè 400 milioni in meno.
   Perché  lo prevediamo? Perché secondo noi tendenzialmente dovremmo
  avere  un  gettito  Irpef maggiore ma se ci  sarà  una  decrescita,
  un'inflazione, se il costo della vita aumenterà, e  vado  verso  la
  conclusione, avremo una contrazione del gettito erariale. Alla fine
  comunque tra DEFR aggiornato e bilancio possiamo dire comunque  che
  i  dati  sono  assolutamente equiparati: 10  miliardi  830  milioni
  prevede il Documento di economia e finanza, 10 miliardi 830 milioni
  lo potrete ritrovare appunto nel testo di bilancio.
   Ancora tre argomenti importanti. L'onorevole Geraci ha detto   che
  fine  hanno  fatto  gli  8  miliardi di euro? .  La  fine  degli  8
  miliardi,  che  erano  previsti nel DEFR del giugno  scorso  quando
  c'era  in campo una trattativa con Roma, vengono appunto declinati,
  vengono  declinati oggi nella nota di aggiornamento nella quale  si
  dice  che abbiamo chiuso, avviato tra il Presidente Schifani  e  il
  Ministro  Giorgetti una trattativa, che vede la trattativa definita
  per  il  2022  con  200 milioni di euro,  a iniziare  dal  2023  la
  riduzione,   la compressione di quella compartecipazione  sanitaria
  della  nostra  Isola  verso il Fondo sanitario nazionale,  che  dal
  49,11  scenderà gradualmente con dei vantaggi notevoli per i  saldi
  di amministrazione finali del nostro bilancio regionale. Così come,
  quando  abbiamo  messo  in  campo e abbiamo  detto  tutto  ciò  che
  riguarda   alcuni colleghi hanno parlato dello spopolamento,  hanno
  parlato  dei  centri  storici, delle leggi di riforma.  L'onorevole
  Dipasquale ad esempio ha parlato delle leggi di riforma. Attenzione
  noi  oggi abbiamo tenuto la dilazione, il ripiano in dieci anni del
  debito,  del disavanzo in ragione di un impegno che abbiamo  preso.
  E'   quello  che  dobbiamo  mantenere  con  lo  Stato.  Determinati
  parametri  che  furono stabiliti nel 2021 e che abbiamo  come  dire
  dato  accesso,  uno  per  tutti,  sono  le  leggi  di  riforma  sui
  forestali, le leggi di riforma dei consorzi di bonifica.
   L'Assessore   vicepresidente  Sammartino   in   questo   senso   è
  assolutamente  impegnato.  Ma io vi devo  dire  che  troverete  nel
  disegno  di  legge  di  bilancio e di  stabilità  il  contratto  il
  recupero dei vecchi contratti per i forestali. Non si era fatto, si
  aspettava da tanto tempo e metteremo, lo troveremo anche in  questo
  nostro   disegno   di   legge,   così   come   quando   si    parla
  dell'indebitamento,  riduzione  dell'indebitamento.    Guardate   è
  proprio  di oggi un incontro, un ulteriore incontro di monitoraggio
  nel  rendiconto del 2021. Il Presidente dei revisori dei conti oggi
  che  sta guardando e stanno monitorando il rendiconto oggi è salito
  al  terzo  piano  dicendoci quasi meravigliato, lui,  noi  no,  che
  abbiamo  un miglioramento del saldo di indebitamento di 670 milioni
  di  euro. Se andate a vedere... nel disegno di legge di bilancio ci
  accorgeremo  che  c'è un miglioramento di oltre 1  miliardo  e  200
  milioni di euro, di minore indebitamento. Si passa da 6 miliardi  e
  6,  da  6 miliardi e 7 a 5 miliardi e 4.  Allora tutti questi  dati
  che sembrano una enucleazione, una declinazione di dati, di numeri,
  sono  dei  dati che mettono in campo un sistema di tenuta contabile
  della  nostra  Regione che sicuramente è di gran  lunga  migliorato
  rispetto agli anni precedenti e questo grazie a un lavoro che si  è
  fatto anche in precedenza, attenzione, perché se nel 2023 aumenterà
  di  300  milioni di euro il gettito erariale delle casse  regionali
  significa  che nel 2022 e anche nel 2021 c'è stata maggiore  spesa,
  un  maggiore investimento c'è stato,  questi soldi non cadono,  non
  sono dei trasferimenti. Sono soldi che pagano imprese e famiglie  e
  se  le  imprese, le famiglie pagano significa che da qualche  parte
  hanno  ricevuto  e  quindi  hanno  fatto  reddito.  Vado  verso  la
  conclusione e dico che - attenzione, l'onorevole Sunseri ha parlato
  delle  società  partecipate - noi anche  in  finanziaria  metteremo
  qualcosa  e  abbiamo un impegno con lo Stato,  la  riduzione  e  la
  chiusura materiale delle società in liquidazione.
   Noi   inizieremo  già  in  questo  primo  trimestre   a   chiudere
  materialmente  alcune  società in liquidazione  da  diversi  lustri
  perché  intanto è giusto e poi anche perché abbiamo un obbligo  con
  Roma e in questo senso lo vogliamo assolutamente rispettare.
   Chiudiamo  dicendo una cosa, alla fine della NADEFR a  pagina  109
  troverete  quello che poi è il succo, il sunto di tutta  la  nostra
  manovra finanziaria, quella manovra finanziaria che, così come deve
  attutire alcuni effetti sfavorevoli della nostra economia,  diciamo
  così   segnata,   ferita,   da  alcune   tendenze   o   contingenze
  internazionali negative, prima di tutte la guerra in Ucraina. Bene,
  lo facciamo con due misure, un fondo di progettazione per i comuni,
  200  milioni di euro che sono fondi aggiuntivi ai Comuni, non  sono
  fondi di rotazione.
   Seconda cosa, l'altra: i 300 milioni che mettiamo per l'aiuto alle
  imprese   come  aiuto  all'occupazione,  aggiuntive   alle   misure
  nazionali,  aggiuntive,  e  proprio  oggi  il  Ministro   Giorgetti
  negoziando  con  la  Commissione europea  gli  aiuti  di  Stato,  i
  principi  cardini  degli aiuti di Stato, il Ministro  Giorgetti  ha
  detto   appunto   attenzione  gli  aiuti  di  Stato,  devono  avere
  parametri  meno  stringenti . Ed è questo,  perché  ogni  cosa  che
  facciamo si dice aiuto di Stato. E allora, chi è stato, l'onorevole
  Dipasquale a invocare l'insularità? E allora, se insularità c'è  in
  Sicilia  e se l'insularità, nel precedente Governo, come  dire  nel
  rapporto  con lo Stato, nel rapporto fra i due Governi regionale  e
  nazionale  è  stato stabilito un principio di insularità,  cioè  di
  costi che il Governo nazionale deve abbattere, bene allora anche in
  questo  senso  il Governo e la Commissione europea non  può  essere
  cieca, non può bendarsi gli occhi rispetto ad alcune misure che non
  sono tese all'alterazione della libera concorrenza del mercato,  ma
  sono  tesi a rimuove gli ostacoli e a rimuovere un gap - e  abbiamo
  concluso veramente - della nostra Isola.
   Quindi, a pagina 109 vi troverete - e concludiamo veramente  -  vi
  troverete  come  nella, già domani, nella discussione  generale  in
  Commissione  Bilancio  illustreremo la manovra,  l'emendamento  del
  Governo  per  poter, come dire, intanto, scongelare, diciamo  così,
  tutti quei 740 milioni che erano stati congelati e ci troveremo  un
  bilancio  che è simile, analogo che non ha un euro in meno rispetto
  al 2022 con diverse misure invece aggiuntive.
   Quindi, signor Presidente, concludo apprezzando favorevolmente  la
  relazione  di minoranza presentata, esposta da parte dell'onorevole
  Cateno De Luca, appunto relatore di minoranza, che può diventare un
  tutt'uno  col nostro Documento di Economia e Finanza Regionale  con
  la  Nota di Aggiornamento, appunto perché diverse di queste  misure
  che vedremo declinate in tutt'uno con questo documento potranno poi
  confluire nella legge di stabilità e nella legge di bilancio che da
  qui a qualche giorno questo Parlamento sarà chiamato ad approvare.


                Votazione dell'ordine del giorno n. 18

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'ordine  del
  giorno  n.  18, che è stato accettato dal Governo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Il  Governo,  da  quello che ho capito dalle parole dell'assessore
  Falcone,  tiene conto dell'ordine del giorno che è stato presentato
  e  della  relazione che è stata presentata dopo l'illustrazione  di
  minoranza  dell'onorevole  De Luca,  ne  terrà  conto  in  sede  di
  finanziaria.

   (Conseguentemente,  ai  sensi dell'art. 73 bis.1  del  Regolamento
  interno dell'Assemblea regionale siciliana, l'ordine del giorno  n.
  19  degli  onorevoli  De  Luca Cateno  ed  altri  è  da  intendersi
  precluso.)

   La seduta è rinviata a domani, mercoledì 18 gennaio 2023, alle ore
  12.00.

   (Il  Presidente,  su segnalazione del Capogruppo di  Sicilia  Vera
  onorevole Balsamo, precisa che ii Gruppi parlamentari Sicilia  Vera
  e  Sud chiama Nord si sono astenuti nella votazione dell'ordine del
  giorno n. 18.)

                 La seduta è tolta alle ore 18.45 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         II SESSIONE ORDINARIA


                          18a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 18 gennaio 2023 - ore 12.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato

  -  Documento  di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per  gli  anni
  2023-2025 e relativa Nota di aggiornamento.