Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.06
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni in
contrario, nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Schillaci sarà in missione il
17 maggio 2025.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Giuramento di Assessore regionale
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno, che reca:
Giuramento di Assessore regionale .
Comunico che, con PEC del 14 aprile 2025 protocollata al n. 11819-
DIG/2025 di pari data, la Segreteria generale della Presidenza
della Regione, ai sensi dell'art. 13 della legge regionale 28
ottobre 2020, n. 26 (legge statutaria), ha trasmesso copia del
decreto presidenziale n. 69/Area 1/S.G. del 14 aprile 2025 e
copia della nota prot. n. 2068/Gab del 9 aprile 2025 recanti,
rispettivamente, la nomina del dott. Francesco Colianni ad
Assessore regionale, con preposizione all'Assessorato dell'energia
e dei servizi di pubblica utilità, e le dimissioni irrevocabili
dell'on. Giovanni Di Mauro dalla predetta carica.
(Si dà lettura di stralcio del decreto presidenziale)1
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Ricordo altresì che, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della
citata legge regionale n. 26 del 2020, gli Assessori regionali
nominati dal Presidente della Regione, prima di assumere le
funzioni giurano dinanzi a lui, al cospetto dell'Assemblea
regionale siciliana in seduta pubblica, di esercitare le proprie
funzioni al fine di perseguire il bene inseparabile dello Stato e
della Regione.
(L'Assessore regionale fa ingresso in Aula prendendo posto al
banco del Governo)
Do pertanto lettura della formula del giuramento, desunta dalla
citata legge statutaria n. 26 del 2020: Giuro di esercitare le mie
funzioni di Assessore regionale al fine di perseguire il bene
inseparabile dello Stato e della Regione .
Invito l'Assessore Colianni ad alzarsi in piedi, rispondendo: Lo
giuro .
(Segue il giuramento dell'Assessore)
Sono stati così espletati gli adempimenti previsti dalla legge
statutaria per l'assunzione delle funzioni da parte del nuovo
Assessore regionale.
Allora, faccio gli auguri al neo assessore Francesco Colianni col
quale ho condiviso tanti anni di esperienza politico-universitaria,
insieme anche ad altri amici e a un collega, Giuseppe Lombardo, gli
faccio un grande in bocca al lupo per questi anni che ci
accompagneranno fino alla fine di questo mandato e permettetemi di
ringraziare l'onorevole Di Mauro per il lavoro svolto sino a questo
momento. Auguri
(Applausi)
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Adorno.
L'Assemblea ne prende atto.
Prima di qualsiasi genere di intervento che tanto non penso sia
sull'ordine dei lavori, c'è la scusa dell'ordine dei lavori per poi
fare un altro intervento, cosa che non si potrà più fare, onorevole
De Luca, sospendiamo l'Aula un quarto d'ora per fare una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e decidere il percorso da
seguire. Potrà dire in "Capigruppo"...
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.13, è ripresa alle ore 15.39)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Allora, colleghi, siamo al disegno di legge n. 738 Stralcio III
Comm bis/A.
Invito il Presidente Vitrano a prendere posto tra i banchi della
Commissione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Balsamo e Zitelli.
L'Assemblea ne prende atto.
parlamentare
Comunicazione di nomina alla carica di Presidente di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Con la presente si comunica la cessazione della carica
di Presidente del Gruppo parlamentare Popolari e Autonomisti
dell'onorevole Giuseppe Castiglione e la contestuale nomina
dell'onorevole Giovanni Di Mauro a Presidente del Gruppo medesimo.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio III Comm bis/A
PRESIDENTE. L'onorevole Vitrano? Si passa all'articolo 1. Ne do
lettura:
«Art. 1.
Modifiche di norme finalizzate all'accelerazione delle procedure
di liquidazione dei
Consorzi ASI della Sicilia
1. All'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8 e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al secondo periodo del comma 9, le parole: I commissari
liquidatori, espletate le dovute procedure finalizzate alla vendita
dell'attivo patrimoniale, subordinano i preliminari e i contratti
di vendita alla condizione sospensiva che la Regione, entro il
termine di 30 giorni dalla comunicazione dei commissari liquidatori
all'Assessore regionale per l'economia e all'Assessore regionale
per le attività produttive, non deliberi l'acquisto alle medesime
condizioni. , sono soppresse;
b) il comma 9-bis è sostituito dal seguente:
9-bis. Tutti i beni del patrimonio consortile di cui al comma 9
devono essere venduti, salvo quanto previsto dal successivo comma 9-
ter, ricorrendo a procedure di evidenza pubblica secondo le
previsioni del presente articolo. Il provvedimento con cui si
dispone la vendita è pubblicato sul sito internet di ogni singolo
Consorzio ASI in liquidazione e dell'Irsap, nonché sul sito
istituzionale di Unioncamere. Successivamente alla vendita,
l'autorizzazione all'insediamento e la sua gestione è attribuita
alla competenza dell'Irsap nell'ambito delle funzioni al medesimo
Istituto ascritte. ;
c) il comma 9-ter è sostituito come segue:
9-ter. Alle imprese insediate nei beni immobili di cui al comma
9, preliminarmente all'avvio delle procedure di evidenza pubblica,
è attribuito il diritto di acquisto degli immobili in cui sono
insediate, previa regolarizzazione, prima della cessione, del
debito per canoni locativi o di concessione o di occupazione, al
prezzo di vendita stimato secondo le previsioni di cui al comma 9.
Il trasferimento dovrà avvenire entro e non oltre 120 giorni, non
prorogabili, dall'esercizio del diritto. ;
d) il comma 9-quater è sostituito dal seguente:
9-quater. Le procedure di evidenza pubblica, nonché le procedure
di cui al comma 9-ter, sono precedute dalla compilazione
dell'elenco dei beni da alienare, trasmesso dal commissario
liquidatore all'Assessorato alle Attività Produttive e
all'Assessorato all'Economia. Tali Assessorati possono proporre
alla Giunta regionale di deliberare l'acquisto in favore della
Regione, al prezzo determinato ai sensi del comma 9. ;
e) il comma 9-quinquies è sostituito dal seguente:
9-quinquies. Nelle procedure ad evidenza pubblica di cui al
presente articolo, alle imprese regolarmente insediate è attribuito
il diritto di prelazione su immobili limitrofi, che potrà essere
esercitato entro 60 giorni dalla comunicazione del commissario
liquidatore dell'aggiudicazione del bene, pena la decadenza
dall'esercizio del diritto stesso. Durante tale termine è sospesa
la stipula del contratto in favore dell'aggiudicatario, a meno che
lo stesso sia il soggetto titolare del diritto di prelazione. ;
f) dopo il comma 9-quinquies è aggiunto il seguente comma:
9-sexies. Nell'ambito delle procedure di vendita di cui al
presente articolo, è ammessa la decurtazione dal prezzo di vendita
dei canoni già versati in esecuzione del contratto, solo ove
legittimamente prevista nel contratto medesimo, e comunque nel
limite del prezzo di vendita. .
2. L'articolo 79 della legge regionale 7 maggio 2015 n. 9 è
abrogato.».
Ci sono due soppressivi, l'1.1 e l'1.3, a firma dell'onorevole De
Luca Antonino.
Sono mantenuti o ritirati?
Sono due soppressivi, se vuole aprire il file lo può fare, però
sono due emendamenti soppressivi: uno che riguarda l'intero
articolo e uno che riguarda il comma 1.
Sì, stiamo parlando dell'articolo 1 del disegno di legge n. 738
Stralcio III Comm bis/A.
Congedi
PRESIDENTE. L'onorevole Balsamo è considerato in congedo anche per
domani.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio III
Comm bis/A
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
semplicemente una questione, prima di ritirare gli abrogativi,
anche affinché questa maggioranza e questo Governo si assumano la
responsabilità di ciò che quest'Aula deciderà. Sappiamo tutti,
infatti, che questa legge non può funzionare in alcun modo,
soprattutto se si ha riguardo alla fase liquidatoria che, in questo
momento, le ASI stanno vivendo, perché l'applicazione di questa
legge, che cerca di accelerare su alcuni provvedimenti, servirà
semplicemente a ingarbugliare ancora di più i procedimenti di
liquidazione che così procedendo saranno anche quasi una
liquidazione in frode ai creditori, visto che stiamo andando a
spogliare le ASI di quel patrimonio che invece dovrebbe servire a
soddisfare i creditori.
Sarebbe stato probabilmente più lungimirante andare a realizzare
un sistema simile a quello che fu realizzato quando nacquero le ASP
e si misero in liquidazione le ASL, quindi lasciando le ASL a
ripianare i debiti che avevano creato e nacquero le ASP, invece,
che erano degli enti con dei bilanci in regola. Probabilmente, si
sarebbe potuto studiare un meccanismo simile utilizzando le IRSAP,
quindi facendo transitare il patrimonio senza per questo lasciare i
creditori senza alcun tipo di garanzia.
In questo caso, io credo che con legge si stanno sottraendo beni
alle garanzie dei creditori delle ASI
Non vedo futuro per questo disegno di legge, però se la
maggioranza e il Governo preferiscono continuare prendendo in giro
le aziende che attendono soldi, le aziende siciliane che attendono
soldi da una vita dalle ASI, continuate così perché evidentemente
questa è la politica di questo Governo, di questa maggioranza.
Grazie.
PRESIDENTE. Quindi sono ritirati gli emendamenti soppressivi,
onorevole?
DE LUCA Antonino. Sì.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.4, che è a firma della
Commissione. E' un emendamento tecnico.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
Assessore, c'è l'emendamento 1.4, a firma della Commissione.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
anche per chiedere come intendiamo procedere, perché, al pari di
quanto ha rappresentato l'onorevole De Luca, sulla portata di
questa normativa che noi stiamo adesso ragionando, giacché ci sono
norme anche impattanti sulle IRSAP, aree industriali, su quello che
è un po' l'apparato complessivo a livello regionale dal punto di
vista economico, avremmo necessità, io ritengo, di un confronto
oltre che con l'autorevole Commissione preposta anche con
l'assessore per l'economia.
Ritengo che sia necessario in questa fase capire qual è la
posizione dell'assessore per l'economia Dagnino, così da poterci
anche interfacciare con lui e avere un quadro più completo rispetto
a quelli che possono essere gli effetti degli articoli che adesso
andiamo ad esaminare.
Quindi, Presidente, io ritengo, se è possibile, magari capire se
l'assessore è disponibile perché su qualche argomento oggetto di
discussione un chiarimento sarebbe utile da parte del Governo, non
vedo altri assessori che possano dare conforto da questo punto di
vista, quindi mi sembra il minimo avere la presenza dell'assessore
in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, in teoria la competenza sarebbe
delle attività produttive...
SUNSERI. E' dell'assessore Dagnino
PRESIDENTE. In tutti i casi facciamo un passaggio, chiedendo
all'assessore Aricò se può richiedere la presenza in Aula dei
colleghi.
Onorevole Giambona, mi rivolgo a lei, l'Assessore Dagnino sta
arrivando; nel frattempo, passiamo all'articolo 2? Intanto è
arrivato l'assessore Dagnino.
Assessore, siamo all'articolo 1 del disegno di legge n. 738
Stralcio III Comm bis/A.
L'onorevole De Luca Antonio intanto ha ritirato gli emendamenti
soppressivi.
DE LUCA Antonino. Presidente, adesso che c'è l'assessore di
competenza, volevo porre un quesito.
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Grazie. Assessore Dagnino, mai come in questo
caso la sua funzione di assessore al bilancio, ma anche la sua
professione di avvocato che tante volte ha difeso la Regione in
tanti contenziosi, può offrire un contributo all'Assemblea, perché
leggendo questo testo mi è sembrato quasi che stessimo cercando - e
di questo se andrete avanti dovrete anche assumervi la
responsabilità - di codificare in un testo normativo quello che mi
sembra essere una cessione di beni che non potranno più garantire i
creditori delle ASI, sembra quasi di voler codificare un danno ai
creditori
Allora, mi chiedo, se invece di scegliere questa strada che cerca
solo di velocizzare e probabilmente neppure riuscirà a raggiungere
questo obiettivo, la liquidazione, la svendita dei beni delle ASI,
se non sarebbe stato più fruttuoso trasferire questi beni alle
IRSAP e creare quindi una sorta di bad company, poi per continuare
a garantire i creditori nella fase liquidatoria, un procedimento
simile a quello che fu realizzato quando con legge nazionale si
decise di mandare in soffitta le vecchie ASL e di fare nascere le
nuove ASP.
Nei procedimenti di liquidazione delle vecchie ASL si incontrarono
gli stessi problemi che state incontrando nel liquidare le ASI e
allora fu fatta questa scelta, di cui continuano ancora le ASL in
liquidazione a soddisfare i creditori man mano che questi si fanno
avanti e i procedimenti si concludono. Così facendo, invece, sembra
che stiate soltanto cercando di velocizzare quello che è un grande
ingarbuglio da cui resteranno strozzate le aziende siciliane che
già da anni tentano invano di recuperare i propri crediti. E
allora, io mi chiedo se sia volontà di questo Governo e di questa
maggioranza, anziché riconoscere il diritto di creditori a ottenere
una giusta liquidazione delle proprie prestazioni, se la volontà
sia proprio quella di metterle in crisi, rendendo il soggetto non
in grado di soddisfare le legittime pretese, per poi andare a
realizzare altre norme di sostegno alle imprese attraverso leggi
regionali o attraverso gli istituti regionali, attraverso i quali
poi lanciare la provvidenziale ciambella che salva tutti, dopo
averle messe a mollo in mezzo all'oceano
PRESIDENTE. Siamo arrivati all'articolo 1 e siamo all'emendamento
1.4.
La domanda che aveva fatto l'onorevole Giambona, la vuole ripetere
all'assessore, cosicché possa eventualmente risponderle? Prego.
GIAMBONA. Presidente, io ribadisco quella che è stata la
ricostruzione dell'onorevole De Luca. Vorremmo capire la posizione
del Governo rispetto a quello che è l'impianto normativo, circa le
garanzie nei confronti delle aziende che devono recuperare i
crediti dei consorzi stessi. Semplicemente avere una delucidazione
se questa impostazione della norma, così come esitata dalla
Commissione, permette in un certo qual modo, non permette di
evitare agli enti stessi di recuperare quelli che sono crediti
importanti. Per cui, da parte dell'assessore ci aspettiamo una sua
risposta in tal senso, perché riteniamo sia fondamentale, giacché
lui segue per larga scala quelle che sono le attività volte a
procedere alla liquidazione delle aree di sviluppo industriale, se
questa norma, così complessivamente intesa, risponde effettivamente
alle esigenze, non solo appunto di procedere alle procedure testé
previste ma anche di dare garanzia ai creditori che ruotano attorno
alle Aree di sviluppo industriali siciliane.
PRESIDENTE. Vuole intervenire, assessore Dagnino? Ah, interviene
il Presidente?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia l'impostazione dei
colleghi un po' fuorviante, nel senso che le aziende non hanno
crediti nei confronti delle ASI, casomai è al contrario. La norma
prova a far recuperare alle ASI somme per crediti mai esigiti,
quindi è esattamente il contrario. Si tenta di dare l'ultima chance
ai proprietari, agli assegnatari di immobili o di terreni che per
anni non hanno pagato, in modo che le si recuperi, cercando di
pagare poi i creditori, ma sono molto limitati rispetto ai debiti
che sono a carico delle aziende.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 1.4. Il parere del Governo
sull'1.4, assessore?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.5, a firma dell'onorevole Di Paola. Il
parere della Commissione? Intanto è mantenuto, ritirato, onorevole
Di Paola? E' precluso, scusi, l'1.5, con quell'emendamento e l'1.7
sono preclusi.
Si passa all'emendamento 1.8, a firma dell'onorevole Di Paola. E'
mantenuto dall'onorevole Di Paola o ritirato?
DI PAOLA. No, Presidente, è mantenuto, è un emendamento di buon
senso.
PRESIDENTE. Chiediamo il parere della Commissione.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Onorevole Di
Paola, questo aspetto è stato abbondantemente chiarito in
Commissione. La norma lo consente, onorevole Di Paola, è stato
chiarito in questo senso, che già è nella norma quello che è
scritto nell'emendamento. Quindi il parere della Commissione è
contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.8.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.8
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Su questo
emendamento, al di là che la legge lo consenta o meno chiedo il
voto palese.
PRESIDENTE. Verifichiamo se la richiesta di voto palese è
appoggiata. Apriamo la verifica dei richiedenti. Sì, è appoggiata.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 1.8, con il parere contrario del Governo e della
Commissione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti 60
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 20
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.9, a firma dell'onorevole Scuvera e
Assenza, a cui chiedo di ritirare l'emendamento. C'è un invito al
ritiro.
SCUVERA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Benissimo.
Si passa all'emendamento 1.10, a firma dell'onorevole Carta ed
altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un quesito
che voglio fare, non ho capito a quale assessore, perché ho capito
che forse l'unico che sa di che parlo in questo momento è
l'onorevole Vitrano. La lettera e) sostituisce il 9 quinquies,
introducendo un diritto di prelazione per le imprese che esercitano
su immobili limitrofi. Premesso che il limitrofo è un concetto
generale, astratto, perché c'è il limitrofo perché confinante e c'è
il limitrofo all'interno dell'area, tutto è limitrofo Quindi,
stabiliamo che eventualmente il limitrofo deve intendersi
confinante C'è un problema in più Perché un diritto di prelazione
al confinante? Nel momento in cui c'è un diritto di prelazione, il
diritto di prelazione solo uno può essere del titolare che
eventualmente non lo ha esercitato nel riscatto, nell'acquisto.
Quindi, stiamo trasferendo un diritto di prelazione a un soggetto
che non ha titolo ad averlo perché se colui che ne ha titolo, cioè
l'affittuario, quello che esercita il possesso diciamo di fatto non
lo esercita e il bene deve andare a evidenza pubblica, non può
esercitarsi un diritto di prelazione del confinante. Per cui chiedo
di spiegare bene cosa vuol dire, perché il diritto di prelazione è
un diritto riservato a una fattispecie giuridica, ma il confinante
o limitrofo che fattispecie giuridica è?
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vitrano.
VITRANO, presidente della III Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi. La previsione nasce dall'esigenza, sollecitata
più volte dai titolari di aziende di capannoni, dell'ampliamento.
Il terreno confinante anziché essere assegnato agli altri alle
medesime condizioni verrà assegnato ai titolari di insediamenti o
di stabilimenti proprio per favorire l'ampliamento delle aziende.
Va in questa direzione e per agevolare i processi di aggregazione e
di ampliamento delle aziende delle aree industriali, tutti i
titolari, in tutte le ASI della Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Siamo all'esame dell'emendamento
1.10 dell'onorevole Carta e altri. È mantenuto, onorevole Carta?
CARTA. Sì, è mantenuto.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
ritengo che, fermo restando il principio di mettere in condizione
l'azienda di potersi espandere e, quindi, di potersi ingrandire, di
poter pensare ad un ampliamento ed a una logica e può avere una
logica quello del diritto di prelazione ma quello che ha rilevato
il collega Cracolici è fondamentale definirlo, cioè dobbiamo
scrivere bene che deve essere "confinante", cioè dobbiamo scriverla
meglio perché così non è scritta bene la norma.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. Intanto però dobbiamo
andare avanti.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITRANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, facciamo
l'emendamento e specifichiamo anziché "limitrofi", "confinante",
non è un problema.
CARTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 1.10? E' a parte? Prego, ne ha
facoltà.
CARTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo per
differenziarmi da quello che è stato detto finora dai colleghi.
L'emendamento 1.10 prevede la prelazione pubblica dell'ente locale,
nel caso di specie potrei fare un esempio, nel caso in cui l'ASI è
possessore di un terreno, di un immobile o di una strada dove il
comune, per via della composizione giuridica dell'ente locale, non
può partecipare alle aste pubbliche è chiaro che se vuole
recuperare un bene per renderlo pubblico e manifestarlo
all'interesse generale della comunità, l'unica strada possibile è
quella della prelazione pubblica, questo è il significato
dell'emendamento 1.10.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente grazie,
signori onorevoli, a me pare che questo emendamento, però, vada un
po' contro lo spirito della riforma, lo spirito della riforma è nel
senso di favorire il transito delle aree di cui discutiamo a favore
di coloro che stanno già oggi occupando, tanto è vero che si è
previsto, addirittura, la prelazione a favore degli occupanti le
aree limitrofe e non soltanto del singolo occupante: se noi diamo
spazio ai comuni, per quanto possa essere ragionevole assegnare la
relazione pubblicistica, però andiamo contro la direzione di
assegnare, di far confluire le aree a favore delle imprese.
Ad ogni modo, mi rimetto alla votazione dell'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Si rimette all'Aula, benissimo. Pongo in votazione
l'emendamento 1.10. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 1.11, dell'onorevole De Luca
Antonino, è un soppressivo. Mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa adesso all'emendamento dell'onorevole
Cracolici, è un semplice sostitutivo che sostituisce la parola
"limitrofe" con "confinante", benissimo.
Pongo in votazione l'emendamento 1.12. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Modifiche di norme in materia di Consorzi ASI della
Sicilia
1. All'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 quinto periodo le parole: a fornire a titolo
gratuito il supporto tecnico, amministrativo e logistico sono
sostituite dalle seguenti: a stipulare con i predetti Commissari
liquidatori appositi accordi per assegnare proprio personale in
posizione di distacco temporaneo, a titolo gratuito ;
b) alla lettera c) del comma 2 le parole: in comodato d'uso sono
sostituite dalle parole a titolo gratuito e previa intesa con
l'IRSAP ;
3. la lettera c-bis) del comma 2 è sostituita come segue:
c-bis) Trasferire ai gestori del Servizio Idrico Integrato,
competenti per territorio, la proprietà degli impianti di
acquedotto, fognatura e depurazione. Trasferire, altresì,
all'importo quantificato da Irsap ai sensi della presente legge, la
proprietà dei beni di interesse pubblico all'ente locale o
territoriale nel cui territorio ricadono. Ai fini del presente
articolo per beni di interesse pubblico si intendono impianti
sportivi, elisuperfici, centri fieristici, scuole, centri di
addestramento e ogni altro bene immediatamente non riconducibile
allo sviluppo industriale che può richiesto dall'ente locale entro
60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge .»
Si passa all'emendamento soppressivo 2.1, dell'onorevole De Luca
Antonino. Mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'esame dell'emendamento 2.2 della
Commissione, emendamento tecnico. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Non ci sono più emendamenti perché il 2.4 e il 2.3 sono preclusi,
pertanto votiamo l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Modifiche alla legge regionale 27 luglio 2023, n. 9
1. All'art 6, comma 1, della legge regionale 27 luglio 2023 n. 9,
dopo la parola IRCA , aggiungere le parole e CRIAS .
2. Alla fine del periodo aggiungere le parole i termini temporali
di ammortamento per i crediti di esercizio sono fissati in 60
mesi .
3. Al comma 1 dell'articolo 55 della Legge Regionale 23 dicembre
2000, n. 32 dopo la lettera c) è aggiunta la seguente:
d) contributo in conto capitale calcolato sulla base degli
investimenti realizzati dalle imprese con i finanziamenti di cui
alla lettera c) dell'articolo 16 della legge regionale 6 agosto
2009, n. 9. La somma del finanziamento concedibile con il contri-
buto in conto capitale non potrà superare il 75% della spesa
ammessa. ».
C'è un emendamento soppressivo, è il 3.1 a firma dell'onorevole De
Luca Antonino e altri. E' mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.3 dell'onorevole Schillaci
ed altri. E' mantenuto o ritirato?
SCHILLACI. Mantenuto.
PRESIDENTE. Chiedo il parere della Commissione sull'emendamento
3.3. Ha chiesto di intervenire o no?
SCHILLACI. Intervengo perché è un emendamento di buon senso che
può solo agevolare la condivisione nell'attuare delle misure in tal
senso. Semplicemente per quello.
PRESIDENTE. Onorevole Vitrano, il parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.3. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.5, sempre dell'onorevole Schillaci e
altri. Mantenuto o ritirato? L'emendamento è dichiarato assorbito,
andiamo all'emendamento 3.6 a firma della Commissione. Il parere
del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.6. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
L'emendamento 3.4 è precluso dall'approvazione del 3.6. Votiamo,
pertanto, l'articolo 3 nel testo risultante. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa adesso all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4
Monitoraggio sull'utilizzo dei rottami metallici
1. L'Assessore regionale per le attività produttive, di concerto
con l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente,
istituisce un tavolo di monitoraggio sull'utilizzo e sullo
smaltimento dei rottami metallici.
2. I controlli ambientali su ogni esportazione di rottami
metallici, ancorché quali-ficati come rifiuti, dal territorio della
Regione siciliana anche ai fini del monitoraggio di cui al comma 1,
sono effettuati all'interno dei porti commerciali siciliani, da
unità operative dell'ARPA Sicilia, sulla base di procedure
stabilite in appositi protocolli d'intesa stipulati dal Presidente
della Regione con le Autorità di sistema portuale e le Capitanerie
di Porto. Rimangono ferme le competenze dei Liberi consorzi
comunali e delle Città metropolitane in materia di controlli
amministrativi sulle esportazioni.».
Sono stati presentati i soppressivi 4.1 e 4.2 a firma
dell'onorevole De Luca Antonino. Sono mantenuti o ritirati?
DE LUCA Antonino. Ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.3, a firma della
Commissione. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.4 dell'onorevole De Luca Antonino. E'
mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.5 dell'onorevole Scuvera,
che è inammissibile. Pertanto votiamo l'articolo 4 nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa adesso all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Misure a sostegno delle imprese che valorizzano le competenze
femminili
1. L'Assessorato regionale per le attività produttive valorizza,
ai sensi del comma 2, le imprese che:
a) ristrutturano i propri processi produttivi ed organizzativi al
fine di valorizzare le competenze femminili e pongono in essere
azioni sistemiche rivolte ad accrescere il personale femminile in
azienda e la loro presenza in posizioni apicali;
b) attivano servizi di cura come nidi aziendali, doposcuola e baby-
sitting;
c) implementano modalità innovative di welfare aziendale e di
lavoro flessibile, nel rispetto delle esigenze produttive ed
operative;
d) realizzano percorsi di aggiornamento professionale sui temi
dell'inclusività di genere rivolti al management e ai responsabili
delle risorse umane.
2. Nel rispetto della normativa vigente e previo avviso pubblico,
alle imprese di cui al comma l, la Regione riconosce una
premialità, nella forma di punteggio aggiuntivo, ai fini della
valutazione dei progetti presentati nell'ambito di avvisi e bandi
regionali.
3. L'Assessore regionale delle Attività produttive, sentita la
competente Commissione legislativa dell'ARS, con apposito decreto
individua le modalità e i criteri per il riconoscimento delle
premialità di cui al precedente comma 2.».
Ci sono i soppressivi dell'onorevole De Luca Antonino, il 5.1 e
5.2. Mantenuti o ritirati?
DE LUCA Antonino. Ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.5 dell'onorevole Schillaci
che si potrebbe votare senza le parole 'e dei lavoratori'. Intanto
chiedo se è mantenuto o ritirato? Onorevole Schillaci è mantenuto o
ritirato?
DE LUCA Antonino. Presidente, lo subemendiamo togliendo le parole
'e dei lavoratori', così diamo il parere favorevole.
PRESIDENTE. Mica lo dico io il parere, il parere lo esprimono la
Commissione e il Governo. Pertanto, se l'onorevole Schillaci
dichiara che è d'accordo a togliere 'dei lavoratori'.
SCHILLACI. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo. Il parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo. Pongo in votazione l'emendamento 5.5,
cassando le parole "e dei lavoratori". Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.3 che è precluso dal 5.1.
Si passa al 5.4 a firma della Commissione. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.7, che è precluso. Si passa
all'emendamento 5.8 degli onorevoli Scuvera e Assenza. E' mantenuto
o ritirato?
ASSENZA. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, benissimo. Si passa alla votazione
dell'articolo 5 nel testo risultante.
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. C'è la dichiarazione di voto dell'onorevole Saverino.
SAVERINO. Sì, grazie. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo sull'articolo 5 proprio perché, innanzitutto, vorrei
ringraziare il Presidente Vitrano, e tutti i componenti della III
Commissione, per aver condiviso con noi questa proposta del Partito
Democratico, che prevede appunto misure a sostegno delle imprese
che valorizzano le competenze femminili.
Questo sicuramente rappresenta un passo avanti, concreto, per una
Sicilia più equa, più giusta, capace anche di riconoscere e
valorizzare il lavoro delle donne. E quindi, per una volta, noi
riusciamo ad essere, forse ad anticipare, e non essere sempre lì a
rincorrere delle leggi nazionali, e recepire quindi leggi nazionali
a favore delle donne. Perché quando si parla di parità di genere,
bisogna veramente praticarla con azioni concrete.
Questo emendamento prevede, appunto, delle agevolazioni per tutte
quelle attività produttive, per quelle imprese che ristrutturano i
propri processi produttivi e organizzativi proprio per valorizzare
le competenze femminili e mettono in atto azioni che servono,
proprio, ad accrescere anche il personale femminile in azienda,
aiutandolo con tutti quelli che sono i servizi necessari per andare
in aiuto al lavoro femminile, quindi doposcuola, nidi aziendali,
baby-sitting, così come implementano anche modalità innovative di
welfare aziendale e di lavoro flessibile.
Naturalmente si prevedono anche percorsi di aggiornamento
professionale, rivolti anche all'inclusività di genere, al
management, ai responsabili delle risorse umane.
Quindi, oggi, noi abbiamo la possibilità, come dicevo prima, di
premiare comunque quelle aziende che riescono veramente a mettere
in atto azioni concrete sulla parità di genere. Quindi, grazie e
immagino, e spero, che tutte le colleghe e i colleghi dell'Aula
possano condividere con noi, col Partito Democratico, questo
articolo. Grazie.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri.
Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Non le nascondo che comprendo le
finalità della norma, e l'importanza della norma, ma secondo me è
scritta maluccio perché già solo dal titolo, dove si evince che
sono delle misure a sostegno che valorizzano le competenze
femminili, suona male.
Perché noi già stiamo dicendo che il baby-sitting o i servizi di
cura, sono delle competenze che vanno ad esclusività delle donne,
femminili, e non dell'essere umano. Perché nessuno può dire che
queste competenze non possano essere sviluppate, incentivate e
sottoposte eventualmente a un genere che non è quello femminile,
cioè a quello maschile
Comprendo la finalità della norma, ma mi permetto di dire che,
oggettivamente, se modificassimo leggermente il testo, il messaggio
sarebbe certamente più opportuno. Perché leggendolo si intende che
bisogna attivare processi produttivi e organizzativi al fine
valorizzare le competenze femminili, quindi nuovamente a rimarcare
il fatto che queste attività vengano e devono essere svolte da
donne.
E non solo facendo riferimento a varie competenze ma, addirittura,
poco fa leggevo servizi quali nidi aziendali, doposcuola, baby-
sitting. E quindi, siccome credo che questo genere di norme
certamente lanciano dei messaggi importanti alla nostra società e a
chi poi le deve applicare, io mi permetto di suggerire di
modificarla leggermente, senza modificare la finalità della norma,
ma non lasciando, come dire, immaginare al mondo fuori che leggerà
e dovrà applicare questa norma che questo genere di attività è
esclusivamente indirizzato alle donne, ma al genere umano, che
potrebbe fortunatamente prevedere - mi auguro - anche la parità di
genere da questo punto di vista e che anche un uomo possa svolgere
un'attività di servizi di cura, baby-sitting, nido e quant'altro.
Quindi, andando oltre e accogliendo assolutamente in modo
favorevole la norma proposta dai colleghi nella sua finalità, la
scriverei certamente meglio, proprio per lanciare un messaggio
importante da parte di quest'Aula, che più volte si confronta su
parità di genere, numero delle donne nelle giunte, nei consigli
comunali, doppie preferenze, però, quando poi propone una norma
che va verso un'attività di formazione, soprattutto di rilancio del
settore del lavoro, relega sostanzialmente questo genere di
attività solo alle donne e non agli uomini.
Quindi, se mi posso permettere - ma è una questione probabilmente
più di immagine normativa, ma un messaggio culturale molto
importante che viene lanciato dall'Assemblea regionale - se ci
fermassimo e la riscrivessimo, modificando veramente questi termini
e togliendo il riferimento alla locuzione femminili, credo che
faremmo certamente un lavoro che ci proietta probabilmente in un
futuro certamente migliore. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Onorevole
Sunseri, sicuramente la possiamo scrivere meglio come vogliamo,
però lo spirito non era quello. Non era destinare lavori di asilo
nido, di baby-sitting alle donne, era istituire quei servizi per
agevolare il percorso di inserimento delle donne nel mondo
produttivo, che è sostanzialmente diverso.
SUNSERI. Si, ma perché sono solo le donne a usufruire dei servizi
di asilo nido?
VITRANO. Possiamo modificare il titolo, ma è l'articolo che è
proprio in questa direzione di agevolare i percorsi delle donne. Se
c'è un ragazzo-padre usufruirà dei servizi di asilo nido, non è
vietato
PRESIDENTE. Va bene, questa era la proposta da parte
dell'onorevole Sunseri.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie, Presidente, intervengo per chiarire meglio il
senso della riflessione che ha posto il collega.
Il presupposto della norma parte dallo stereotipo culturale, che
veramente non riusciamo a superare, che le attività di cura come
nidi aziendali, doposcuola, baby-sitting siano di supporto soltanto
alle donne; quando da donna che lavora e fa politica le posso
garantire che le attività di supporto di questo tipo, come i nidi
aziendali, le attività di baby-sitting e similari, farebbero
altrettanto comodo a molti uomini che portano avanti, in maniera
paritaria questo tipo di attività. E quindi il messaggio era:
facciamo uno sforzo per lanciare un messaggio, anche culturale, che
vada oltre uno stereotipo di genere, che vede servizi come i nidi
aziendali, il doposcuola e baby-sitting come attività legate
meramente alla cura che viene attribuita in maniera esclusiva alle
donne; quindi non il nido aziendale che serve alla donna, ma che
serve alla genitorialità nel complesso.
Quindi, se riusciamo a fare anche questo piccolo passaggio
culturale sarebbe anche un bel segnale da parte di un'Assemblea che
ancora tarda a legiferare su alcune normative importanti. Grazie
Presidente.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Non ci sono altri iscritti a parlare,
lei era già intervenuta per dichiarazioni di voto. Prego.
SCHILLACI. Sì, grazie Presidente. Io intervengo perché tra gli
emendamenti non mi sono ritrovata un emendamento che avevo
depositato, che sicuramente magari non è stato considerato perché
c'è un refuso di cui mi rendo conto e che prevede anche che la
Regione valorizza le imprese che assumono le disoccupate con età
superiore ai cinquant'anni, perché è una categoria particolare di
nostre concittadine per le quali, se perdono il lavoro a quell'età,
è molto più difficile essere reintegrate nel mondo del lavoro. Ci
tengo a questo emendamento e, quindi, lo deposito nuovamente.
PRESIDENTE. Lo porti al banco della Presidenza, per piacere.
VITRANO. presidente della Commissione e relatore. Possiamo anche
cambiare il titolo, trasformandolo in: Norme a supporto della
genitorialità , però, credo che poi la norma vada bene in tutti i
suoi aspetti. Modifichiamo il titolo: "Norme a supporto della
genitorialità".
PRESIDENTE. Va bene, ma scrivete un emendamento.
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Grazie, Presidente. Per me l'importante è che si arrivi
sempre all'obiettivo. Però, vorrei rispondere ai colleghi del
Movimento Cinque Stelle: naturalmente, io sono una che tutt'altro
pensa di dover avere dei privilegi in quanto donna, però, noi, in
quest'Aula, ancora stiamo discutendo se recepire o meno una legge
nazionale che prevede il 40% di presenza femminile. Noi siamo
ancora qui a discutere. Oggi, abbiamo saputo che in Puglia è stata
votata la preferenza di genere, e noi ancora qui in Sicilia non
abbiamo la preferenza di genere
Quindi, se io faccio una proposta al femminile non è perché voglio
escludere gli uomini, ma è soltanto perché, ancora una volta,
potremmo agevolare e diventare la prima Regione d'Italia a fare
qualcosa a favore delle donne. Non perché non mi interessino gli
uomini che sono anche genitori.
Diciamo che l'idea dell'articolo era nata in questo senso. Però,
mi sta benissimo cambiare il titolo. Ecco, non era perché si
volessero escludere gli altri. Ma, come diceva bene l'onorevole
Vitrano, creare dei percorsi. Ribadisco, quindi, l'intento
dell'articolo era proprio questo. E ringrazio la Commissione perché
lo ha condiviso.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Se siamo
d'accordo, sostituiamo il titolo con: "Misure a sostegno della
genitorialità e dell'inclusività".
PRESIDENTE. Se l'Aula è d'accordo e non ci sono osservazioni, lo
pongo in votazione. Chi è favorevole alla proposta dell'onorevole
Vitrano resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Posso vedere l'emendamento dell'onorevole Schillaci?
Onorevole Vitrano, ha letto l'emendamento 5.6, a firma
dell'onorevole Schillaci?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. No.
PRESIDENTE. Per piacere, facciamolo arrivare al banco delle
Commissioni.
Il parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in in votazione l'articolo 5 nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Modifiche alla legge regionale 2 aprile 2024, n. 6
1. All'articolo 18 della legge regionale 2 aprile 2024, n. 6 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole entro i successivi dodici mesi sono
sostituite dalle parole entro i successivi sessanta mesi ;
b) al comma 2 le parole il cui valore, in ogni caso, non può
essere inferiore a 10 euro per metro quadrato di superficie di
coltivazione sono sostituite dalle seguenti: il cui valore è
determinato con decreto del dirigente generale del Dipartimento
regionale dell'energia entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, sentite le organizzazioni sindacali
di categoria maggiormente rappresentative .».
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.1, a firma dell'onorevole
De Luca Antonino.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.2, a firma dell'onorevole
Scuvera.
SCUVERA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITRANO. Un subemendamento: la lettera a), anziché "nei cinque
anni successivi" diciamo "nei diciotto mesi successivi", riduciamo
il termine per evitare il rischio di impugnativa.
La lettera b) resta invariata.
PRESIDENTE. L'importante è che sia concordato perché se poi noi
dobbiamo rifare un'Aula...
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. No.
PRESIDENTE. No, no, concordato non soltanto con l'Aula, con le
categorie dei lavoratori che hanno fatto sì che noi oggi fossimo
qui in Aula, per un impegno preso da questa Presidenza, dalla
Presidenza della Commissione, dal Governo...
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Con le categorie
non è concordato, non c'è stato il tempo, ma il rischio di
impugnativa è paventato.
PRESIDENTE. Nel caso, allora, si potrebbe ipotizzare che potremmo
fare una proroga dei diciotto mesi...
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Facciamo
diciotto mesi e così abbiamo ulteriore tempo per approfondire.
Questo è lo spirito. Cioè, dodici più sei.
PRESIDENTE. Però, sono soltanto sei mesi di residuo.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Dodici più sei.
PRESIDENTE. Quindi solo sei mesi rimangono di residuo.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Per me lo
possiamo lasciare a cinque anni, però, siccome...
PRESIDENTE. Ma perché non arriviamo quanto meno a 24 mesi affinché
ci possano essere, in un anno, magari riusciamo a capire quello che
si deve più correttamente fare.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Nei successivi
ventiquattro mesi
PRESIDENTE. Onorevole Safina, che ne dice lei? Se facciamo due
anni arriviamo, secondo me, a un compromesso che può...
SAFINA. Presidente, il problema è il rischio impugnativa.
PRESIDENTE. Ma il rischio impugnativa c'è o nei diciotto o nei
ventiquattro o nei dodici.
SAFINA. Sessanta mesi...
PRESIDENTE. Non è sessanta, ventiquattro non è sessanta
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Facciamone
ventiquattro.
SAFINA. Con la Commissione ci eravamo impegnati a chiuderlo anche
in sei mesi il percorso.
PRESIDENTE. Esattamente.
Facciamo la seguente, mettiamo in votazione... facciamo
l'emendamento, la parola "diciotto" la fa diventare "ventiquattro"
intanto, e poi, vedendo quello che accade magari ci comporteremo di
conseguenza.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Abbiamo un anno
per capire.
PRESIDENTE. Benissimo. Lo leggo così come abbiamo fatto per gli
altri.
All'articolo 18 comma 1 della legge regionale 2 aprile 2024
numero 6 sono apportate le seguenti modifiche: le parole "entro i
successivi dodici mesi" sono sostituite con le parole "entro i
successivi ventiquattro mesi".
Si passa alla votazione dell'emendamento, che è il 6.3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 6, nel testo risultante.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Misure a sostegno delle imprese siciliane che
contribuiscono alla tutela dell'ambiente.
1. Le aziende siciliane soggette al Regolamento 2023/956 CBAM che
partecipano a bandi pubblici regionali, qualora in possesso delle
sotto indicate certificazioni, ottengono punteggi premiali sulla
base di criteri adottati con successivo decreto del Presidente
della Regione:
a) Certificazione EPD (environmental product declaration) secondo
le norme UNI EN ISO 14025, 14001 e 45001;
b) certificazione del contenuto minimo riciclato non inferiore al
99 per cento secondo la norma UNI/PdR 88:2020;
d) certificazione della carbon footprint di organizzazione CFO
secondo la norma ISO 14064-1; certificazione energetica ISO
50001.».
Votiamo il mantenimento del testo perché c'è soltanto un
emendamento soppressivo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 8, che è stato stralciato.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Modifiche alla legge regionale 30 gennaio 2025, n.3
1. All'articolo 9, lettera nn), della legge regionale 30 gennaio
2025, n. 3, le parole evento mondiale dell'autismo sono
sostituite con evento sull'autismo .»
C'è un emendamento ma è ritirato dall'onorevole Scuvera. Pertanto
si vota l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 10 e all'emendamento 10.1 che
recita che "La legge entra in vigore lo stesso giorno della sua
pubblicazione".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Adesso votiamo la legge, pertanto chiedo ai colleghi di prendere
posto e chiedo all'onorevole Di Paola non appena finisce questa
votazione se gentilmente mi può sostituire per quelli successivi.
L'Assessore Faraoni arriverà in Aula alle ore 18.00, quindi
eventualmente in questa fase, in quest'ora e mezza, si potrebbero
trattare gli altri disegni di legge già iscritti all'ordine del
giorno.
n. 738 Stralcio III Comm bis/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Disposizioni in materia di attività produttive e sviluppo economico
(n. 738 Stralcio III Comm bis/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge Disposizioni in materia di attività produttive e
sviluppo economico (n. 738 Stralcio III Comm bis/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 27
Maggioranza 14
Favorevoli 27
Contrari 0
Astenuti 19
(L'Assemblea approva)
Chiedo all'onorevole Di Paola gentilmente di sostituirmi, non è
finita l'Aula, è inutile che vi alziate. Ci sono altri cinque
disegni di legge. Non c'è pausa
L'onorevole Primavera dichiara di aver dato voto favorevole al
disegno di legge appena votato.
L'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia dichiara analogamente di
avere votato favorevolmente al disegno di legge.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
Discussione del disegno di legge n. 832/A Stralcio II/A
«Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata»
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata» (n. 832/A
Stralcio II/A) posto al numero 6), del II punto all'ordine del
giorno.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Vitrano, per svolgere la relazione.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, con le disposizioni di cui al presente articolo la
Regione siciliana si propone al comma 1 di individuare, nel quadro
normativo delineato dalla c.d. ZES Unica nazionale, ulteriori
procedure semplificate e regimi procedimentali speciali applicabili
a determinate aree all'interno del proprio territorio denominate
Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata .
Tale facoltà è specificamente prevista dalla normativa nazionale
che disciplina la citata ZES Unica e, in particolare, dall'articolo
14, comma 4, del decreto legge 19 settembre 2023, n. 124,
convertito con modificazioni dalla legge 13 novembre 2023, n. 162,
la quale prevede che Ciascuna Regione interessata può presentare
al Ministro per gli affari europei, Sud, le politiche di coesione e
il PNRR, al Ministro per la pubblica amministrazione e al Ministro
per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa una o
più proposte di protocollo o di convenzione per l'individuazione di
ulteriori procedure semplificate e regimi procedimentali speciali.
La proposta individua dettagliatamente le procedure oggetto di
semplificazione, le norme di riferimento e le amministrazioni
locali e statali competenti ed è approvata dalla Cabina di regia di
cui all'articolo 10, comma 1. Sono parti del protocollo o della
convenzione la Regione proponente e le amministrazioni locali o
statali competenti per ogni procedimento individuato. Sono in ogni
caso fatti salvi i livelli ulteriori di semplificazione rispetto
alla normativa nazionale previsti dalle Regioni e dagli enti locali
nella disciplina dei regimi amministrativi di propria competenza. .
La disposizione regionale ai commi 2 e 3 regola le modalità
applicative della citata norma nazionale. In particolare, si
prevede che gli obiettivi di semplificazione e legalità sono
perseguiti attraverso la stipula di protocolli e convenzioni volti
a individuare misure specifiche di semplificazione e legalità nelle
aree interessate con supporto delle Forze dell'Ordine.
Gli schemi dei protocolli sono approvati dalla Giunta regionale su
proposta dell'Assessore regionale per le attività produttive,
sentiti l'Assessore regionale per l'economia e l'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, entro 90
giorni dall'entrata in vigore della legge regionale.
Il Presidente della Regione presenta le proposte entro 60 giorni
dall'approvazione della Giunta regionale al Ministro per gli affari
europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, al Ministro
per la pubblica amministrazione e al Ministro per le riforme
istituzionali e la semplificazione normativa, per la stipula di
protocolli o convenzioni ai sensi del già citato comma 4
dell'articolo 14.
Il comma 4 prevede che le aree a burocrazia semplificata e a
legalità controllata, anche allo scopo di evitare che un'eccessiva
estensione delle aree medesime possa pregiudicare l'attuabilità dei
presidi di legalità necessari per bilanciare le agevolazioni
burocratiche, anche avuto riguardo alle peculiarità del territorio
regionale, sono circoscritte a determinati territori e,
segnatamente, alle aree della fascia di seicento metri, con
inclusione degli edifici cui sedime collocato sulla linea in
confine delle predetta fascia, ai territori delle aree delle
piattaforme logistiche e degli interporti. La puntuale
perimetrazione di dette aree sarà approvata dalla Giunta, su
proposta degli Assessori regionali per le attività produttive e per
le infrastrutture e la mobilità.
Ai sensi del comma 5 è, inoltre, consentito alla Giunta, su
proposta dei medesimi Assessori, individuare aree ulteriori che
abbiano almeno una delle seguenti caratteristiche: presenza di
infrastrutture logistiche e di trasporto; potenziale di sviluppo
industriale e commerciale; esistenza di aree produttive dismesse o
sottoutilizzate; presenza di spazi ampi e omogenei idonei
all'implementazione di progetti di sviluppo economico e
territoriale.
Al fine di rendere più efficace la semplificazione amministrativa,
il comma 6 consente al Presidente della Regione, d'ufficio o su
istanza di parte, qualora ravvisi la sussistenza di casi di inerzia
procedimentale imputabili all'Amministrazione regionale, di
esercitare poteri di impulso al fine di assicurare la tempestiva
esecuzione, assegnando agli uffici competenti un termine per
provvedere non superiore a venti giorni. Nel caso di ulteriore
ingiustificata inerzia, può esercitare poteri sostitutivi, anche
attraverso la nomina di commissari ad acta.
Il comma 7, infine, mira a determinare un collegamento tra
l'attività di promozione e attrazione degli investimenti e la
promozione delle aree a burocrazia semplificata e a legalità
controllata, attraverso l'individuazione di appositi enti regionali
o società dalla stessa partecipate appositamente individuate con
decreto del Presidente della Regione.
Il comma 8 stanzia una copertura di duecentomila euro annui per il
funzionamento delle attività connesse alla promozione e attuazione
delle aree.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, ho seguito attentamente la relazione fatta
dal presidente Vitrano e desidero fare qualche considerazione.
Chiaramente, il testo è stato seguito dai componenti della
Commissione del Partito Democratico e quindi interloquirò con loro.
A me pare, però, subito di dover sottolineare in maniera ferma che
ci troviamo davanti a un argomento che negli anni scorsi aveva
aperto una speranza nella nostra comunità. Io penso alla ZES, così
come fu concepita e realizzata, si individuarono le aree in cui
c'erano presidi imprenditoriali, le aree artigianali, le piccole
imprese, erano aree che erano comunque collegate con le realtà
produttive e con i porti, in modo particolare, attraverso degli
assi stradali che dovevano essere centrali. Devo dire che quella
ZES aprì un orizzonte, diede alcune possibilità anche a delle
imprese che operano e che operavano nella nostra comunità,
dopodiché è arrivato il governo Meloni e abbiamo visto come Fitto
abbia creato dei cambiamenti che devo dire hanno messo in ombra la
possibilità attuativa della ZES. Venne presentata l'operazione come
un'operazione espansiva, si disse tutto il Sud deve essere coperto,
addirittura si deve allargare al Paese, perché lo strumento che si
mette in campo è uno strumento importante.
La verità è che l'allargamento ha coinciso con il blocco delle
iniziative della ZES, quindi quello che stasera si propone credo
debba fare riflettere, non possiamo lanciare messaggi di ripresa di
un'attività che poi concretamente, al di là dei cambiamenti dal
punto di vista burocratico, procedurale, che le imprese avranno nel
poter attingere a dei finanziamenti, alla definizione di pratiche
burocratiche, una semplificazione, in verità la Zes finisce di
avere altre funzioni. Allora, sono messaggi che credo non possano
passare dal nostro Parlamento, è chiaro che noi tra l'altro viviamo
in una stagione in cui alcune aziende sono in grande crisi, parto
dalla realtà produttiva catanese, penso alla ST, penso alla Pfizer,
che ha annunciato la possibilità di licenziamenti. Ritengo che ciò
che si è determinato a livello mondiale con queste nuove
indicazioni, che sono state date dall'amministrazione americana, in
particolare da Trump, ci dicono che l'agroalimentare, il
manifatturiero, entreranno fortemente in crisi, quindi parlare di
una super Zes che significato ha?
Ecco perché Presidente il mio approccio è un approccio critico,
ripeto credo che ci sia stato un confronto in Aula, non c'è dubbio
che dal punto di vista procedurale qualcosa potrebbe cambiare in
meglio ma non parliamo di enfatizzare un qualcosa che non darà
concretamente delle risposte alle nostre comunità. Quindi,
Presidente seguirò con attenzione, spero che ci siano elementi che
possano portare a dei miglioramenti, anche perché così com'è
presentata crea in me tanti dubbi e tante incertezze.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. E' iscritto a parlare
l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire la verità
rispetto a questo disegno di legge, in particolare all'articolo 1,
ho espresso anche in Commissione diverse perplessità perché, veda
Presidente, questo disegno di legge applica sostanzialmente una
facoltà che è prevista dall'articolo 14, comma 4, del decreto legge
124 del 2023 che è quello sostanzialmente istitutivo delle Zes.
Ebbene questa norma, il testo base sulle Zes sulle quali poi in
aggiunta a quanto già espresso dall'onorevole Burtone dirò
qualcosa, prevede che le Regioni possano determinare ulteriori
procedure, cioè possano semplificare le procedure, invece con
questa norma - e più volte l'ho segnalato all'assessore Dagnino -
si intende allargare le aree dove si applicano misure di vantaggio,
aree rispetto alle quali si possono creare anche dei conflitti.
Faccio un esempio: nel momento in cui si dice che oltre 300 metri,
nella norma base era 600 e si è arrivati a 300 per effetto di un
accordo in Commissione ma il problema permane, dire che in aree
oltre 300 metri dai confini tracciati si applicano norme di
vantaggio, vuol dire che per esempio in una città come Trapani
l'area industriale confina perfettamente con una riserva naturale,
significa che all'interno di un'area sottoposta a dei vincoli,
vincoli che hanno portato ricchezza a quel territorio, non limiti
ma ricchezza, si possono bypassare tutta una serie di norme.
Avevamo chiesto che si esplicitasse nella norma che alcune
discipline non potessero essere derogate, quelle in particolare
ambientali, quelle paesaggistiche, il Governo ha inteso non seguire
questo indirizzo e dunque questa norma rischia di creare problemi
e, aggiungo, rischia di essere illegittima perché prevalica le
prerogative previste dalla legge istitutiva delle Zes.
Per questo, prima di passare al voto dell'articolo 1, chiedo che
questo disegno di legge, ancora una volta, venga accantonato per un
approfondimento, per evitare che si voglia fare una cosa buona ma
alla fine se ne faccia una cattiva, perché nel momento in cui
questa legge dovesse essere approvata con una forzatura in questi
termini il rischio dell'impugnativa è fortissimo, il rischio di
cortocircuiti applicativi è ancora più forte
Mi permetto di chiedere al Governo di accantonare questa norma per
un ulteriore approfondimento perché il nostro intento non è non
farla ma tra farla male e farla bene, perdendo qualche settimana in
più, penso che la scelta di un Parlamento debba essere sempre
quella di perdere qualche settimana in più per farla bene: perché
rammento che l'errore sulle Zes è già stato commesso, non da questo
Parlamento, non da questo Governo, semmai questo Governo, ad
eccezione di qualche voce sparuta, ha commesso l'errore di non
alzare i toni della battaglia politica perché l'errore sulle Zes è
stato commesso dal governo Meloni che sostanzialmente con la Zes
unica ha sottratto risorse che avremmo potuto spendere meglio in
territori che necessitano di reali investimenti; e con la
sottrazione delle Zes che erano già state tracciate, che erano già
state mappate con la Zes unica, abbiamo prodotto un effetto, quello
che moltissime imprese hanno rinunciato all'investimento e
rinunziando all'investimento abbiamo perso investimenti
fondamentali per l'innovazione del nostro processo produttivo,
quindi, penso che non ci sia fretta.
Questa è una norma che va ragionata bene se vogliamo dare sostegno
alle nostre imprese, ai nostri lavoratori e, probabilmente, può
anche ragionarsi su questa norma anche all'interno di aiuti di
carattere finanziario e, dunque, non così con una norma tra
virgolette di principio solo ordinamentale, ma con una norma che ha
una sua parte ordinamentale e una sua parte economica; dunque,
veramente chiedo al Governo di apprezzare lo sforzo delle
opposizioni, in questo caso del Partito Democratico, di voler
portare a casa questa norma ma di volerla portare a casa bene,
quindi, mi appello al senso di responsabilità del Governo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. È iscritto a parlare
l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, abbiamo
seguito sin dalle prime battute l'iter di questo disegno di legge,
come di tutti i disegni di legge che nascono dal 738 e,
obiettivamente, abbiamo rappresentato a più riprese, Presidente,
lei lo rammenterà, quelli che sono i dubbi sulle modalità
attraverso cui questo Parlamento sta andando avanti nel legiferare
argomenti che sono assolutamente centrali, che riguardano la vita
dei siciliani, che riguardano il sociale, che riguardano la sanità,
in questo caso stiamo a trattare delle imprese siciliane, dello
sviluppo degli elementi utili a creare crescita, a creare
occupazione.
Ebbene, le perplessità che sono state rappresentate dagli
interventi che mi hanno preceduto le faccio tutte mie, Presidente,
perché è evidente come il Governo nazionale abbia di fatto troncato
le gambe a tantissime aziende siciliane che precedentemente avevano
potuto usufruire dei vantaggi delle Zes che erano assolutamente
centrali nello sviluppo del nostro territorio, si sono venute a
creare moltissime aziende, incubatrici di aziende, rapporti e
interlocuzioni con Sicindustria e con chi rappresenta il nostro
tessuto economico e sociale.
Ebbene, da quando il governo Meloni ha deciso di creare questa
modalità, per così dire, di vantaggio, definita da Fitto e da
Meloni, è evidente che si è determinato l'effetto opposto, ovvero,
in sostanza mi sembra chiaro che quando tutti i territori diventano
speciali, è evidente che alla fine non lo è più nulla, per cui le
perplessità da parte mia e da parte del Partito Democratico su
questo argomento sono delle perplessità assolutamente fondate.
Guardi, Presidente e colleghi, quello che ci chiedono gli
industriali in Sicilia sono alcune cose chiare, intanto, quello di
avere delle regole certe. Ritengo che se portiamo avanti questo
lavoro di questo disegno di legge così come articolato, sicuramente
non semplifichiamo quello che è il quadro normativo
complessivamente inteso, abbiamo bisogno di capire, intanto, se
questa norma è nelle competenze della Regione siciliana e,
sinceramente, ho dei dubbi, perché è probabile che l'impostazione
di questa normativa possa cozzare con quelle che sono le competenze
del legislatore regionale, per cui ritengo che, dando seguito a
quelle che sono le interlocuzioni portate avanti con gli
industriali siciliani e anche con gli imprenditori, occorra
evidentemente fare un'operazione chiarezza, capire: 1) se, intanto,
la Regione siciliana, se questo Parlamento è competente nel
legiferare da questo punto di vista su quelli che sono, appunto,
gli elementi di burocrazia semplificata e 2) se poi questa norma,
così com'è complessivamente intesa, effettivamente sia in grado di
risolvere le problematiche che dobbiamo affrontare per valorizzare
al meglio il nostro tessuto economico e sociale.
Per cui l'invito che rappresento è quello di fare degli ulteriori
approfondimenti sul tema al fine, appunto, di evitare che questa
norma, anziché portare quei risultati che era in ipotesi
raggiungere, alla fine possano evidentemente avere degli effetti
controproducenti in quelle che sono, appunto, le esigenze di
sviluppo e crescita della nostra Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. E' iscritto a parlare
l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.
TOMARCHIO. Signor Presidente, solo per dire che, invece, la norma
che ci accingiamo a votare, che l'Aula spero si accinga a votare,
va esattamente nella direzione opposta rispetto alle richieste che
sono state fatte finora. C'è una norma che ha delle parole chiave,
delle parole che abbiamo condiviso con il Governo e che ho voluto
appuntarmi. Le parole chiave sono quelle della semplificazione,
della legalità, della certezza degli iter amministrativi e,
soprattutto, della velocità.
Questo è il senso della norma e, pertanto, le richieste di
rallentare, approfondire, in un certo senso perdere tempo vanno
proprio nello spirito opposto a quello che è lo spirito di questa
norma. Noi abbiamo strutturato in Commissione con un lavoro egregio
del presidente Vitrano e di tutti i componenti della Commissione,
una norma voluta fortemente dal Governo che individua delle aree
precise in cui semplificare ancor di più quelli che sono gli iter
burocratici per creare sviluppo e investimenti, che prevede dei
presidi di legalità, che prevede, soprattutto, una cosa di
straordinaria importanza, vale a dire che se l'iter si dovesse mai
interrompere è previsto, addirittura, che il Presidente della
Regione possa agire in via sostitutiva e che per ultimo, ma non per
importanza, velocizzi tutto quello che è il mondo degli
investimenti.
E' una misura che le imprese vogliono, è una misura che le
associazioni di categoria vogliono, è una misura di cui, secondo
me, la Sicilia ha forte necessità. Quindi l'appello è, esattamente,
contrario: è quello di approvare questa legge e di andare
speditamente verso l'approvazione in Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro e poi non
ho più iscritti a parlare. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, su
questo argomento della Zes, ricordo all'Aula che già dalla scorsa
legislatura in Commissione Attività produttive' dove io ero
componente e Vicepresidente della Commissione, ebbene, è un
argomento che abbiamo trattato.
Poi l'assessore Dagnino ricorderà che questo argomento lo abbiamo
ripreso dopo gli interventi autorevoli dei miei colleghi del Gruppo
parlamentare, Burtone, Giambona, Safina, che lo hanno ricordato e
lo ricordava ancora di più che il governo Meloni, arrivato ad un
certo punto, con un colpo di spugna, ha immaginato dopo un lavoro
espletato dalla Regione siciliana, di immaginare una Zes unica con
il ministro Fitto.
Qualche mese fa, l'assessore Dagnino lo ricorderà, questo
argomento era un argomento che l'assessore Dagnino, insieme al
Presidente della Regione, avevano immaginato di licenziare con un
articolo dentro un testo come norma di carattere ordinamentale e
noi, come Gruppo parlamentare del Partito Democratico, ci siamo
fortemente opposti e ci siamo opposti perché abbiamo detto che un
argomento così importante, che ha un rilievo sociale ed economico
nel territorio regionale, aveva bisogno di essere affrontato e
discusso in Commissione.
Immaginavo, presidente Di Paola, che in queste settimane ci fosse
stata, ringraziando il lavoro della Commissione Attività
produttive' perché so che i colleghi Dipasquale e Safina, hanno
cercato di inserire alcuni elementi per migliorare due articoli
della Zes, però mi rendo conto, ascoltando gli interventi, che non
sono stati bastevoli gli accorgimenti che abbiamo portato alla luce
della Commissione. E lo dico perché, presidente Di Paola? Lo dico
perché su un argomento così importante, l'assessore Dagnino lo
ricorderà, ci siamo non opposti ma abbiamo detto che su un
argomento di questa importanza bisognava dibattere, discutere,
cercare di comprendere quali fossero le ragioni e come cercare di
inserirlo nel territorio regionale apportando delle migliorie.
Oggi mi rendo conto, presidente Di Paola, e me ne rendo conto con
più forza, lo hanno detto già i miei colleghi negli interventi, che
su questo disegno di legge abbiamo fatto un buco nell'acqua perché
immaginavamo che potesse davvero essere un disegno di legge che
dava un'idea, una soluzione, un immaginario diverso: invece, con
questi due articoli, ci siamo resi conto che non facciamo altro che
ingarbugliare e, sicuramente, non aiutare quello che è lo sviluppo
sociale.
Allora, Presidente Di Paola, io le rinnovo l'appello cercando di
essere, come dire, di fare comprendere alla maggioranza e al
Governo che su questo tema, che è molto importante e delicato, non
possiamo andare allo scontro muro contro muro, maggioranza e
opposizione, perché mi sembra che ovviamente rispetto agli appelli
che ci sono da parte dei colleghi deputati delle opposizioni, la
maggioranza stia andando verso questa direzione. Allora, io
ritengo, Presidente Di Paola, o c'è quello che è stato l'appello
dell'onorevole Safina di fermarsi, per mettere su altri
accorgimenti che potrebbero migliorare questi due articoli, oppure
io ritengo che così, per come viene presentato in Aula, è un
disegno di legge che, sicuramente, non è migliore rispetto a quella
norma inserita, in un momento di finanziaria, quando abbiamo detto
di trattarlo in maniera autonoma, come disegno di legge.
Quindi, Presidente Di Paola, io le chiedo di comprendere o c'è
questa volontà, oppure il muro contro muro non va bene
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Io avevo chiuso gli
interventi della discussione generale, però mi ha chiesto di
intervenire l'onorevole Campo.
Onorevole Campo, prego, e poi l'onorevole Vitrano. Ovviamente
condivido le parole del collega Catanzaro. Qui non dobbiamo fare
muro contro muro.
Prego, onorevole Campo.
CAMPO. Grazie, Presidente, Governo e colleghi deputati, di fatto
noi abbiamo lavorato a questa norma, nelle Commissioni, ma io, a
tutt'oggi, non capisco ancora veramente che senso abbia questa
proposta, visto che dopo l'enorme lavoro che era stato fatto sulle
ZES, nella precedente legislatura, il Governo ci ha calato
dall'alto un'altra proposta, centralizzando appunto tutto su Roma,
e annullando di fatto tutto il lavoro precedente, e adesso si apre
questa finestra. Una finestra che, però, è poco chiara, perché
demanda tutto all'Assessorato con un decreto.
Quindi noi, di fatto, vorremmo approfondire questa norma.
Pertanto, mi associo alla proposta dell'onorevole Safina di
accantonarla, perché, ad oggi, dovrebbe essere il Presidente
Schifani a interagire con Roma, e aprire una finestra per la
Regione siciliana, creando appunto degli ulteriori vantaggi, e
delle ulteriori misure, che possano snellire tutte le procedure a
vantaggio delle Zone Economiche Speciali.
Questa norma non mette niente di più, niente di meno perché è
molto aleatoria e noi ancora subiamo lo scippo che ci è stato fatto
dal Governo nazionale, dove non è stata detta una sola parola, e
adesso cerchiamo di votare una cosa, quasi a voler mettere una
toppa. Una sorta di specchietto per le allodole, che poi di fatto
non risolve nessuna delle problematiche esistenti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. Prego, onorevole Vitrano.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
condivido, ovviamente, il pensiero dei colleghi che il muro contro
muro non serve, e credo che in Commissione abbiamo dimostrato di
condividere tutto ciò che fosse condivisibile, e di accettare le
proposte, a prescindere da quale lato provenissero.
Però io credo che, lo spiegherà sicuramente molto meglio di me
l'assessore Dagnino, dovremmo intenderci sul significato di questo
disegno di legge. Noi, con questo disegno di legge, non regoliamo
proprio niente. E' un supporto che vogliamo dare al Governo,
all'assessore, nella trattativa con Roma, che poi nella convenzione
stabilirà ciò che possiamo fare e ciò che non possiamo fare. Se
saranno trecento o seicento metri, sarà Roma a dircelo. Se possiamo
ampliare, se possiamo portare modifiche, restrittive o ampliative,
sicuramente sarà frutto di una convenzione successiva, che si andrà
a stipulare.
Questa legge, di fatto, serve solo per questo. Per cui, oggi,
arrovellarci su cento metri in più e in meno, su una prospettiva,
secondo me non serve Oggi è importante dare al Governo uno
strumento che è a supporto di una posizione politica che andrà a
rappresentare a favore della Sicilia, anche condividendo il
pensiero dei colleghi rispetto allo scippo che ci è stato fatto.
Io credo che questo è lo spirito di questa norma, per cui i
dettagli particolari sicuramente non li decideremo noi, ma saranno
frutto di una convenzione successiva. Grazie.
PRESIDENTE. Colleghi, nello spirito di procedere non muro contro
muro , completiamo le discussioni generali degli altri due disegni
di legge che ancora non abbiamo fatto, in maniera tale che
completiamo le discussioni generali che, se vi ricordate, abbiamo
rinviato tutte a quest'Aula.
Quindi io chiedo alla III Commissione di dare posto alla IV
Commissione, quindi al Presidente Carta e ai componenti la
Commissione.
DE LUCA Antonino. Presidente, per quale motivo? Noi non siamo
d'accordo con questa conduzione, in Conferenza dei Capigruppo non
abbiamo stabilito nulla in tal senso.
PRESIDENTE. E quindi tutto ciò che non è stato definito in
Capigruppo lo decide il Presidente
Discussione del disegno di legge
«Disposizioni varie in materia di politiche abitative»
(n. 738 Stralcio IV Comm quater/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge Disposizioni varie in
materia di politiche abitative (n. 738 Stralcio IV Comm quater/A),
posto al n. 3.
Chiedo al Presidente Carta di prendere posto per la discussione
generale dei disegni di legge della IV Commissione. Presidente
Carta, invito la IV Commissione a prendere posto.
Si passa pertanto al disegno di legge n. 738 Stralcio IV Comm
quater/A.
Ha facoltà di parlare il Presidente Carta per svolgere la
relazione.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il presente disegno di legge nasce dall'esame di alcuni
degli emendamenti presentati al disegno di legge n. 738 che, su
indicazione della Conferenza dei Capigruppo, sono stati trasmessi
dalla Presidenza dell'Assemblea alle Commissioni sulla base delle
rispettive competenze. Esaminati gli emendamenti in materia di
politiche abitative, la IV Commissione 'Ambiente, territorio e
mobilità', ai sensi dell'articolo 64, comma 1, del Regolamento
interno, ha deliberato di formulare un autonomo disegno di legge.
All'esito dell'istruttoria delle Commissioni, il disegno di legge
si compone in articolo 1, 2, 3 e 4. L'articolo 1, che estende al 30
giugno 2025 il termine entro il quale i soggetti che alla data del
31 dicembre 2017 occupavano un alloggio di edilizia residenziale
pubblica senza titolo possono presentare istanza di
regolarizzazione dell'occupazione, nel caso in cui gli stessi non
abbiano provveduto a seguito dell'invito a suo tempo rivolto
dall'ente proprietario.
All'articolo 2 si specificano che gli alloggi di edilizia
residenziale pubblica gestiti e di proprietà degli Istituti
Autonomi Case Popolari sono da considerare "alloggi sociali",
secondo la definizione di cui al decreto ministeriale delle
Infrastrutture del 22 aprile del 2008, ai sensi del quale è da
considerare alloggio sociale l'unità immobiliare adibita ad uso
residenziale e locazione permanente che svolge la funzione di
interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale di
ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari
svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di
alloggi del libero mercato nonché che tali tipologie di alloggio
godono delle agevolazioni previste dalla legge normativa al momento
della loro assegnazione.
All'articolo 3 si prevede che i comuni della Regione siciliana
entro il 31 marzo di ogni anno adottino una delibera consiliare al
fine di individuare gli immobili abusivi acquisiti al patrimonio
comunale e suscettibili di alienazione. Inoltre i comuni devono
altresì approvare un regolamento per la gestione e l'alienazione
degli immobili acquisiti per abuso edilizio, stabilendo criteri
oggettivi per la vendita, le modalità di alienazione e la
destinazione degli eventuali proventi, garantendo la massima
trasparenza e pubblicità dell'operazione. Infine, si stabilisce che
i proventi delle alienazioni vengano, in via prioritaria, destinati
dai Comuni a un fondo rotativo per la riqualificazione del
patrimonio immobiliare o ad interventi di edilizia sociale,
garantendo il reinvestimento delle risorse nella rigenerazione
urbana e nel contrasto al disagio abitativo.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale.
Discussione del disegno di legge
«Disposizioni varie in materia di edilizia» (n. 738 Stralcio IV
Comm quinquies/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge «Disposizioni varie in
materia di edilizia» (n. 738 Stralcio IV Comm quinquies/A), posto
al n. 4.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Carta, per svolgere la relazione.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il presente disegno di legge nasce dall'esame di alcuni
degli emendamenti presentati al disegno di legge n. 738 che - su
indicazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
- sono stati trasmessi dalla Presidenza dell'Assemblea alle
Commissioni, sulla base delle rispettive competenze. Esaminati gli
emendamenti in materia di edilizia, la IV Commissione Ambiente,
territorio e mobilità , ai sensi dell'articolo 64, comma 1, del
Regolamento interno, ha deliberato di formulare un autonomo disegno
di legge.
Nel corso dell'istruttoria, il disegno di legge originariamente
deliberato ha subito numerose modifiche, frutto anzitutto di una
interlocuzione con il Governo, ma anche di un confronto tra i
Gruppi. All'esito dell'istruttoria in Commissione, il disegno di
legge si compone di sei articoli.
L'articolo 1 amplia le categorie di interventi realizzabili, a
determinate condizioni, nelle aree a pericolosità idraulica P4
(molto elevata) e P3 (elevata) individuate dal Piano stralcio di
bacino per l'assetto idrogeologico della Regione siciliana. In
particolare, si prevede la possibilità di realizzare nuovi
interventi di pubblica utilità, oltre a quelli infrastrutturali e
alle opere pubbliche, già consentite dalla normativa in vigore,
previa valutazione delle compatibilità degli stessi con le
caratteristiche delle aree.
L'articolo 2 introduce una modifica alla legge regionale n.
27/2024, con la quale è stato recepito il decreto-legge 29 maggio
2024, n. 69 (c.d. Salva-casa), convertito in legge con modifiche
dalla legge 24 luglio 2024, n. 105. In particolare si prevede il
recepimento, senza modifiche, del comma 4-bis dell'articolo 3 del
decreto-legge, ai sensi del quale le previsioni in materia di
accertamento di conformità nelle ipotesi di parziali difformità e
di variazioni essenziali si applicano anche agli interventi
realizzati entro l'11 maggio 2006, per i quali il titolo che ne ha
previsto la realizzazione sia stato rilasciato dagli enti locali
senza previo accertamento della compatibilità paesaggistica.
L'articolo 3 novella l'articolo 16 della legge regionale n. 78 del
1976. Tale modifica si ritiene, anzitutto, necessaria tenuto conto
dell'abrogazione della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 che
prevedeva la costituzione del Consiglio regionale dell'urbanistica
(C.R.U.). Con la modifica si prevede che il parere in merito alle
richieste di deroga relativamente agli indici di densità fissati
con riguardo alla formazione degli strumenti urbanistici generali,
avanzati dai consigli comunali, venga reso dal Comitato tecnico
scientifico dell'urbanistica (C.T.S.).
L'articolo 4 detta disposizioni in materia di concessioni
demaniali nelle aree portuali.
L'articolo 5 dispone l'abrogazione dell'articolo 4 della legge
regionale 16 dicembre 2020, n. 32, con la finalità di centralizzare
il rilascio dei provvedimenti di autorizzazione e di concessione
demaniale, finora assegnati alle strutture territoriali ambientali.
Infine, l'articolo 6 reca la norma di entrata in vigore.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di società a
partecipazione pubblica. Modifiche alla legge regionale 30 gennaio
2025, n. 3» (n. 738 Stralcio II Comm bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge «Norme in materia di
società a partecipazione pubblica. Modifiche alla legge regionale
30 gennaio 2025, n. 3» (n. 738 Stralcio II Comm bis/A) (Seguito),
posto al n. 5).
Invito i componenti della II Commissione 'Bilancio' a prendere
posto al banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Daidone, per svolgere la relazione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il disegno di legge di iniziativa parlamentare n. 738 -
Stralcio II Comm bis è stato formulato dalla Commissione Bilancio
ai sensi dell'articolo 64, comma 1, del Regolamento interno, sulla
base degli emendamenti al disegno di legge n. 738 trasmessi dalla
Presidenza dell'Assemblea a seguito di quanto comunicato nella
seduta d'Aula n. 152 del 29 gennaio 2025.
L'articolo 1 interviene in materia di società controllate della
Regione.
I commi da 1 a 10 riguardano, in particolare, i compensi dei
componenti degli organi di amministrazione e i criteri di selezione
degli amministratori investiti di particolari cariche. Al comma 1
si stabilisce un tetto massimo ai suddetti compensi in relazione
alla fascia di appartenenza della società; sono previste a tal fine
tre fasce la cui individuazione è demandata ad un successivo
decreto del Presidente della Regione.
I successivi commi 2, 3 e 4 prevedono i tetti massimi dei compensi
aggiuntivi, rispettivamente per le seguenti categorie di
amministratori:
- amministratori investiti di particolari cariche in conformità
dello statuto;
- amministratori investiti di particolari cariche in conformità
dello statuto che debbano raggiungere determinati obiettivi;
- amministratore delegato o unico che ricopra anche la carica di
direttore generale.
Il comma 5 chiarisce che i compensi di cui ai commi precedenti
debbono intendersi come annuali e onnicomprensivi.
Il comma 6 demanda ad un decreto del Presidente della Regione,
previo parere della Commissione Bilancio, l'adozione di
disposizioni attuative concernenti la ripartizione in fasce delle
società partecipate dalla Regione, fasce cui fa riferimento, come
già evidenziato, il comma 1 per la determinazione dei compensi.
Il comma 7 individua i requisiti soggettivi che debbono possedere
gli amministratori investiti di particolari cariche.
Il comma 8 abroga i commi 3 e 4 dell'articolo 33 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 i quali prevedono che il limite
massimo del trattamento economico annuo omnicomprensivo
dell'amministratore delegato che ricopra la carica di direttore
generale è pari a euro novantamila, ridotto a settantamila per le
società con un numero di dipendenti inferiore a quattrocento o con
un valore della produzione inferiore a quindici milioni di euro.
Viene altresì modificato il comma 4 dell'articolo 20 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, in modo che gli obblighi di
riduzione dei compensi ivi previsti per gli amministratori e gli
organi di controllo delle società interamente partecipate dalla
Regione, ridotti dalla disposizione in parola ad un importo
massimo onnicomprensivo, ivi compresi eventuali benefit, di 50.000
euro per ciascun componente degli organi di amministrazione e di
25.000 euro per ciascun componente degli organi di vigilanza e
controllo e dei comitati di sorveglianza , rimangano in vigore con
esclusivo riferimento agli organi di controllo e dei comitati di
sorveglianza delle stesse società.
Il comma 10 prevede che le superiori disposizioni trovano
applicazione a decorrere dal primo rinnovo degli organi societari
successivo all'entrata in vigore della legge in esame.
I commi 11 e 12 intervengono su disposizioni di attuazione
dell'Accordo Stato-Regione sottoscritto il 16 gennaio 2021
finalizzate al contenimento della spesa delle società partecipate.
Si evidenzia come detto Accordo sia da più parti ritenuto superato
(si veda Corte dei conti, Relazione sul Rendiconto generale della
Regione Siciliana, esercizio 2021, sintesi, pag. 29) da quello
successivo del 16 ottobre 2023, che non fa riferimento alla
riduzione della spesa corrente sostenuta dalle società partecipate
della Regione.
Nel dettaglio, al comma 11 si prevede che l'obbligo di riduzione,
non inferiore al 3 per cento, della pianta organica delle società
partecipate della Regione possa essere ridotto o azzerato su
motivata proposta dell'organo amministrativo della società; mentre
con il comma 12 si stabilisce che l'introduzione di deroghe
all'obbligo di riduzione delle spese avvenga non più con delibera
di Giunta ma su autorizzazione del Dirigente dell'Ufficio per la
gestione e liquidazione delle partecipate, attraverso un iter che
preveda un obbligo motivazionale sul punto.
L'articolo 2 estende le disposizioni dell'articolo 1 sui compensi
e sui requisiti degli amministratori alle società a controllo
pubblico degli enti locali, prevedendo che ciò sia subordinato
all'adozione di una disciplina regolamentare adottata da ciascun
organo consiliare e fermo restando che i compensi siano parametrati
a quelli fissati per le società a controllo pubblico regionale con
una riduzione in misura non inferiore al 10 per cento dei tetti
massimi.
L'articolo 3 novella alcune previsioni della legge regionale 30
gennaio 2025, n.3 al fine di ridefinire taluni interventi.
L'articolo 4 reca la clausola di invarianza finanziaria della
legge.
Signor Presidente, io ho finito.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Bene, colleghi, io...
Prego, onorevole La Vardera.
LA VARDERA. Sì.
No, Presidente, soltanto un rilievo, diciamo operativo e pratico,
rispetto a questa legge.
Ritengo che nel ragionamento complessivo ci sono tanti disegni di
legge che hanno una valenza di priorità rispetto a questo che
stiamo esaminando e ritengo che, rispetto alle priorità dei
siciliani, sia inopportuno portare in quest'Aula come priorità un
disegno di legge che parla di aumentare i fondi e i soldi ai
dirigenti delle partecipate. Spesso e volentieri quelle stesse
partecipate di cui stiamo parlando hanno creato dei carrozzoni veri
e propri, parte di quelle partecipate, e noi le premiamo con un
aumento, come dire, sulla base di poi non si capisce che cosa.
Allora la questione è molto semplice, cioè disquisire in
quest'Aula di un disegno di legge che parla di aumentare i fondi è
veramente anacronistico oggettivamente, non è prioritario, è fuori,
come dire, i criteri di buon senso anche rispetto a tutta una serie
di disegni di legge che, ripeto, sono in cassetto nelle Commissioni
di competenza e che spesso e volentieri non vengono esaminati
perché evidentemente non hanno come ordine del giorno
prioritariamente quello di aumentare il budget e i soldi a dei
soggetti che spesso e volentieri fanno un lavoro, con tutto
rispetto - mi assumo la responsabilità di quello che dico - spesso
e volentieri non proprio diciamo limpido. E quindi lo definisco un
disegno di legge anacronistico, non in linea con quella che è la
priorità dei problemi reali dei siciliani.
E mi permetto di dire, lo dirò anche alla fine come intervento
finale, che anche questa ennesima volta in cui il presidente
Schifani viene in quest'Aula, l'ho cronometrato, è rimasto in Aula
3 minuti e 44 secondi, giusto il tempo del giuramento
dell'assessore, quindi, fondamentalmente, è arrivato non perché ci
ha fatto una cortesia, ma perché la legge impone che l'assessore
giuri alla presenza del presidente Schifani, quindi quanto alla
presenza non è nemmeno un qualcosa che poteva esimersi dal farlo
E', infatti, proprio l'atteggiamento di questa priorità, di questi
ragionamenti politici che non comprendiamo e ovviamente questo
disegno di legge non ha nessuna priorità nella realtà delle
priorità dei siciliani. Per cui, chiaramente, già anticipo il voto
contrario e mi auguro che possano votare così anche i colleghi
dell'opposizione, perché ritengo che sia un disegno di legge
assolutamente anacronistico, fuori dai bisogni dei siciliani, ma
soprattutto di una visione non reale con i problemi che ci sono in
quest'Aula rispetto ai problemi dei siciliani. In quest'Aula,
infatti, si discute di cose che non riguardano i veri problemi dei
siciliani e abbiamo per l'ennesima volta Re Schifani che viene
qui due minuti, c'è la nomina del nuovo assessore, da mesi e
ribadisco la richiesta anche del Capogruppo del Movimento 5 Stelle,
che ha chiesto più volte al Presidente di potere disquisire sul
tema della sanità, ma anche questa non è una priorità dei
siciliani; la proprietà è quella di aumentare i compensi agli
organi delle partecipate
E' veramente incredibile, ma purtroppo è la dimostrazione, la
fotografia plastica che è un Governo assolutamente cieco, senza
visione, senza strategia e che pensa soltanto a rimpinguare i soldi
dei pochi, degli amici degli amici
Grazie.
PRESIDENTE. Ho iscritti a parlare gli onorevoli De Luca Antonino,
Schillaci e Giambona.
Prego, onorevole De Luca, ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inizierò
il mio intervento non appena si saranno liberati i banchi del
Governo e magari sarà ripristinato un minimo d'ordine in Aula.
Ed è importante anche che l'assessore D'Agnino, dato che mi
rivolgo a lui, stia seduto al suo posto.
Dopodiché, se il collega Pellegrino smettesse di disturbare e si
sedesse anche lui al suo posto ad ascoltare, come faccio sempre io
quando interviene lui, sarebbe cosa gradita.
Signor Presidente, questo disegno di legge in questo momento
storico, è uno dei testi più aberranti che a mia memoria ricordo
essersi affacciato a quest'Aula. Dico ciò perché mentre la gente
non riesce a pagare le bollette della luce, mentre hanno tolto il
reddito di cittadinanza e le persone hanno difficoltà a unire il
pranzo con la cena, mentre ci apprestiamo ad affrontare, anche se
la negano, una siccità persino peggiore di quella dello scorso
anno, quest'Aula viene impegnata per discutere di aumentare i
compensi degli amministratori delle società partecipate che,
diciamocelo chiaramente, finora hanno brillato per incapacità e
inefficienza, diversamente non saremmo nelle condizioni in cui
siamo.
Allora, io mi chiedo con quale coraggio il Governo si presenta a
motivare, a giustificare queste norme che prevedono anche
l'eliminazione della riduzione delle spese nella misura del 3 per
cento che sempre quest'Aula aveva deliberato negli scorsi anni.
Quindi, non solo ci sono delle norme che ci fanno tornare indietro
nel tempo e per le quali dico a questo Governo vergognatevi , ma
avete pure il coraggio, mentre la gente muore di fame, di aumentare
i compensi a gente che si è distinta per incapacità, inettitudine e
inefficienza
Io credo che questo sia un fatto gravissimo di cui vi sarà chiesto
conto, perché in un'epoca in cui state andando anche a rivedere le
vostre scelte, perché fate saltare i direttori che avete nominato,
perché vi rendete conto che sono inadatti e incapaci, arrivate pure
qui in Aula e ci proponete di aumentare ancora un po' i compensi
alle partecipate
E, allora, assessore Dagnino, se avete un minimo, un briciolo di
sensibilità nei confronti di quelle persone che non riescono
neppure a cenare serenamente, ritiratelo.
Io, Presidente, annuncio che su questo chiedo il voto segreto, sia
chiaro, cioè senza discussioni, su questo noi faremo opposizione,
comma per comma, su ogni comma consideri una richiesta di voto
segreto, di voto palese, di interventi, perché è una cosa veramente
vergognosa
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente, in linea con gli interventi dei
colleghi desidero anche evidenziare come non c'è relazione della
Corte dei Conti annuale che non dedichi dei paragrafi e degli
articoli relativamente alle partecipate.
Ecco perché io mi aspettavo da questo Governo regionale
un'attenzione particolare proprio sulle partecipate, ma nella
direzione di una razionalizzazione delle partecipate con la
chiusura di quelle partecipate che non funzionano, ma soprattutto
mi rivolgo agli interventi sulle partecipate nella direzione di una
maggiore vigilanza e controllo, che è quello che è mancato negli
anni a questa Amministrazione regionale.
Tutte quelle norme che sarebbero andate in quella direzione, sul
potenziamento, sulla vigilanza e sulla razionalizzazione, questa
forza politica, il Movimento 5 Stelle, le avrebbe abbracciate senza
ombra di dubbio. Quindi, su questo tipo di intervento non possiamo
trovarci d'accordo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
E' iscritto a parlare l'onorevole Giambona e poi c'è l'onorevole
Campo.
Prego, onorevole Giambona, ne ha facoltà.
GIAMBONA. Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo su questa
disposizione normativa, perché obiettivamente al pari di altri
colleghi che sono intervenuti prima di me ho sinceramente qualche
dubbio. Qui l'assessore Dagnino ci potrà dare conforto su quella
che è stata l'azione di questo Governo e del Governo precedente in
ordine, appunto, alla razionalizzazione delle partecipate, sulla
quale abbiamo bisogno di capire in che fase siamo, atteso che
abbiamo un gran numero di aziende partecipate alla Regione
siciliana che molto spesso non fanno nulla di ciò che erano
demandate a fare; le procedure di liquidazione si dilungano nel
tempo e noi siamo costretti a pagare questi eterni commissari.
Ma detto questo io non so, non credo che questa sia una priorità
per la Regione siciliana, quella di prevedere ciò che stabilisce
questa norma, ovvero l'aumento delle indennità degli amministratori
e dei componenti dei consigli di amministrazione delle partecipate
stesse. E' necessario, invece, procedere ad una razionalizzazione.
Ma quello che mi fa specie, Presidente, è proprio l'impostazione
dell'articolo 1, ovvero dove si dice che al fine di potenziare
l'efficienza e l'efficacia delle partecipate si prevede un aumento
dell'indennità, come se i risultati nella gestione delle
partecipate siano in funzione delle indennità previste per gli
amministratori; credo che l'impostazione sia assolutamente errata
Detto questo mi soffermo anche su quello che è l'articolo 2 della
norma, perché questa impostazione normativa, guardate, che prevede
l'aumento dei componenti degli organi di amministrazione delle
società controllate e collegate, si applicherebbe anche agli enti
locali siciliani. Enti locali siciliani che abbiamo tutti
perfettamente contezza di quale è la loro situazione: un terzo
degli enti locali si trova in dissesto e predissesto, oltre 150
comuni non sono riusciti ad approvare i bilanci consultivi, sono
stati mandati i commissari; ebbene, per loro prevediamo
l'adeguamento della normativa con la reintroduzione di queste
tabelle, con l'aumento delle indennità. Ma l'articolo 4 prevede la
clausola di invarianza finanziaria e, quindi, noi a quegli stessi
comuni che sono in dissesto e predissesto, e molti altri della
Regione siciliana che si trovano in situazioni dal punto di vista
economico-finanziario drammaticamente non in grado di garantire i
servizi essenziali ai cittadini, non sono nemmeno in grado di
coprire e riparare le buche, ecco, prevediamo a loro carico un
ulteriore balzello senza garantire copertura finanziaria
Io credo che questo, nell'impianto complessivo, rappresenti un
ulteriore vulnus, motivo per il quale noi chiediamo di rivedere la
norma e, se del caso, si deve prevedere un adeguamento anche per
gli enti locali siciliani, almeno per loro che sono in situazioni
di crisi e di grande disagio economico, garantire le risorse
economiche per poterlo fare.
PRESIDENTE.E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente. Questa norma ha il sapore di qualcosa
che è uscita dalla porta ed è entrata dalla finestra e con la
velocità della luce, Assessore, perché ci sono ben altre norme,
molto più importanti per i siciliani, che sono ancora ferme al palo
delle Commissioni nonostante da anni siano state discusse e
ridiscusse e, invece, questa ce la ritroviamo immediatamente qui in
Aula
Non vorrei che questa velocità fosse legata al fatto che presto ci
saranno nuove nomine per le partecipate, spero di no, comunque, di
fatto da un risparmio che si ha da un primo articolo di questa
norma, poi abbiamo una ridistribuzione delle somme soltanto ad
alcuni che riceveranno particolari premialità, particolari
indennizzi. Sinceramente, al di là del fatto che ci sta, che ci può
essere chi è più meritevole di altri, non vorremmo che fosse la
solita politica clientelare che premi alcuni a discapito di altri,
perché i siciliani sono veramente stanchi, stanchi di assistere a
queste tristi vicende che ci hanno veramente sottratto tanto tempo
per tanti altri articoli e norme più utili che si potevano fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe.
Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Presidente, io chiedo a lei, avevo bisogno solo
di un'informazione, Presidente, perché non so se ho capito male o
meno. Siccome si sta criticando il Governo su questo disegno di
legge, ma mi sembra che questo disegno di legge sia di iniziativa
parlamentare, quindi penso che la riflessione la dovremmo fare noi
stessi su quello che stiamo portando avanti e non al Governo.
Quindi, che sia l'Aula a fare una riflessione sul disegno di legge
iscritto all'ordine del giorno e capire se rimandarlo o meno alla
Commissione o se sopprimere tutti quelli che sono gli articoli di
questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Non c'è nessun altro iscritto a parlare. Chiudo la
discussione generale e, quindi, abbiamo concluso, anzi do la parola
all'Assessore che voleva fare un intervento come chiosa finale alla
discussione generale.
DAGNINO, assessore per l'economia. Presidente, onorevoli deputati.
Solo brevemente perché mi pare che proprio in punto di fatto vi
siano degli aspetti da precisare.
Questo disegno di legge che, peraltro, come è stato giustamente
osservato, è voluto certamente dal Governo, ma è di iniziativa
parlamentare a riprova, diciamo, della condivisione con l'Aula,
naturalmente con la maggioranza in questa fase, è stato oggetto di
discussione nelle Commissioni e di adeguato - credo -
approfondimento. Peraltro, risultano sostanzialmente solo - al
netto di alcune piccole eccezioni - emendamenti di natura
soppressiva.
Il disegno di legge non è, dal punto di vista del Governo, che ha
intenzione di difenderlo, un disegno di legge che determina
maggiori costi della politica o maggiori sprechi, è al contrario un
disegno di legge ispirato ad una logica di tipo meritocratico.
Cioè, si tratta non di un aumento, come è stato detto in alcuni
interventi, ma di una rimodulazione dei compensi delle società
partecipate ispirati a criteri meritocratici, addirittura, e
quindi, non a logiche clientelari che noi riteniamo che siano del
tutto avulse dal contenuto di questo disegno di legge, anche
perché, a titolo di esempio. i compensi dei consiglieri vengono
mediamente ridotti rispetto allo status quo, quello che viene
aumentato è il compenso, con possibili premialità, delle cariche
apicali, in particolare coloro che ricoprono deleghe operative,
quindi, non si tratta di un aumento dei costi, non si tratta di un
aumento dei compensi, si tratta di una rimodulazione finalizzata ad
efficientare, e questa parola è stata meditata ed è coerente con la
finalità del disegno di legge, la gestione della società
partecipate.
Al contrario un appiattimento, a fronte di una media più alta dei
compensi, potrebbe, quello sì, dare adito ad una logica per cui una
carica di consigliere può essere, tutto sommato, molto simile a
quella di Presidente, invece al contrario, per i consiglieri si
pensa in questo disegno di legge di ridurre ulteriormente.
Il tema è legato all'efficienza perché è evidente che se le
società partecipate debbano operare correttamente, occorre poter
reperire sul mercato professionalità adeguate che non si può certo
pensare di remunerare con dei compensi bassi come sono quelli che
sono stati previsti che sono probabilmente altri per i consiglieri
semplici, cioè, coloro che non svolgono cariche esecutive, cariche
operative, ma vengono convocati, esprimono il loro giudizio negli
organi collegiali e invece dei compensi certamente troppo bassi per
coloro che invece ricoprono cariche operative.
Quindi, se si vuole davvero premiare il merito, senza aumentare i
costi, la soluzione avrebbe potuto essere una soluzione
alternativa, quella di aumentare per tutti; in realtà si è ridotto
per i meri i consiglieri o per coloro che non hanno cariche
operative, persino i Presidenti, a fronte di una premialità per
coloro che svolgono cariche con deleghe operative e, quindi, anche
con maggiori responsabilità.
Inoltre, vi è anche la facoltà introdurre ulteriori premialità per
coloro che raggiungono obiettivi, recita la norma, misurabili,
quindi, non premi basati su una logica di tipo potenzialmente
clientelare come sarebbe se il premio fosse non misurabile perché
diventa discrezionale ad libitum. Al contrario, la norma parla di
premi a fronte del raggiungimento di obiettivi oggettivamente
misurabili, la matematica non è un'opinione.
Quindi, crediamo che sia un disegno di legge meritevole perché
volto a premiare il merito e non volto ad aumentare i compensi.
Rispetto all'obiezione dell'onorevole Giambona, ai comuni che
possono applicare lo stesso criterio non si danno le coperture
finanziarie, c'è un vizio probabilmente nella comprensione di
natura cognitiva in ordine all'effetto di questa norma.
I compensi dei componenti degli organi amministrativi delle
partecipate, siano esse regionali o comunali, non gravano né sulla
Regione né sui comuni, gravano sui bilanci delle medesime
partecipate, ecco perché i comuni hanno facoltà di avvalersi di
questa norma ma non occorre alcuna copertura, ovviamente, se la
partecipata non si potrà permettere di adeguare i compensi è una
facoltà, quella prevista dalla norma, non è un aumento
standardizzato e soprattutto la parte premiale è una componente
veramente occasionale e non è obbligatorio concederla.
Quindi, se la partecipata non avesse un bilancio sufficiente,
allora non si riconoscerà nessuna premialità, nessun vantaggio,
nessun bonus aggiuntivo, ma in ogni caso il costo di quegli
eventuali bonus, essendo solo quelli un eventuale esborso
aggiuntivo, graverebbero sui bilanci delle partecipate e, quindi, a
condizione che le partecipate medesime se li possano permettere.
Questo è il senso del disegno di legge.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Quindi, abbiamo concluso con la discussione generale dei disegni
di legge e adesso iniziamo con la votazione degli articolati dei
disegni di legge all'ordine del giorno.
Discussione del disegno di legge «Disposizioni varie in materia di
edilizia
n. 738/A Stralcio IV Comm quinquies/A»
PRESIDENTE. Si passa al quarto disegno di legge all'ordine del
giorno: "Disposizioni varie in materia di edilizia (n. 738 Stralcio
IV Comm quinquies/A)", quindi, chiedo alla IV Commissione e al
Presidente Carta, di prendere posto al banco delle Commissioni,
l'Assessore è in Aula, iniziamo con il disegno di legge.
CATANZARO. Come si sta procedendo?
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sto seguendo l'ordine del giorno,
colleghi un attimo.
CATANZARO. O sospende l'Aula o procediamo secondo l'ordine del
giorno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi un attimo, io sto procedendo
seguendo l'ordine del giorno, il disegno di legge sulle ZES è al 6
punto dell'ordine del giorno che avete nei vostri Tablet, quindi,
io sto precedendo in ordine e in base agli Assessori presenti.
Siamo al 4 punto dell'ordine del giorno, visto che l'Assessore
Savarino è presente, io chiedo al presidente Carta di prendere
posto come pure alla IV Commissione per iniziare con la votazione
del disegno di legge n. 738/A Stralcio IV Comm quinquies.
Colleghi, io procedo in base all'ordine del giorno e a quanto
stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1
Interventi di pubblica utilità nelle aree a pericolosità idraulica
1. Nelle aree a pericolosità idraulica P4 e P3 di cui al comma 3,
lettera i) dell'articolo 26 dell'allegato a) al decreto del
Presidente della Regione n. 9 del 6 maggio 202l, è consentita
altresì la realizzazione di nuovi interventi di pubblica utilità.».
All'articolo 1 abbiamo solo due emendamenti soppressivi, gli
emendamenti 1.1 e 1.2. Onorevole Ciminnisi e onorevole Safina, sono
mantenuti i soppressivi? Mi avete chiesto celerità.
VARRICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, già è un
tema che è stato affrontato in Commissione, a parte l'irritualità
di modificare un decreto del Presidente della Regione con una
norma, l'Autorità di bacino ci ha detto che questo tipo di
emendamento rischia di mettere a repentaglio la sicurezza perché si
tratta di interventi in area di pericolosità idraulica, quindi, il
rischio forte è che noi ci ritroviamo ad autorizzare delle opere di
pubblica utilità che sono opere pubbliche già previste in area
estremamente pericolose.
L'Autorità di bacino ci ha precisato - durante le audizioni - che
la norma così per come è scritta presenta delle gravi lacune e
criticità e ci espone alla possibilità che delle opere rischiose
possono essere realizzate in questi spazi, purtroppo, poi diciamo
in qualche maniera c'era un accordo per non presentare questo testo
in Aula ma, piuttosto, per scrivere una norma migliore facendo
recepire nell'ambito del decreto del Presidente della Regione,
purtroppo poi c'è stato un colpo di maggioranza su questo tema che
è un po' strano perché generalmente in Commissione IV lavoriamo
sempre in maniera molto concorde e, quindi, noi siamo estremamente
preoccupati per questa norma, parimenti a quello che dice
l'Autorità di bacino, per cui chiediamo il ritiro, lo stralcio di
questa norma.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi in merito all'articolo 1?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, Governo, non per contraddire il collega Varrica
ma l'Autorità di bacino ha detto che pensavano loro di intervenire
presso la Presidenza della Regione per sistemare il decreto che poi
dava la possibilità alle opere strategiche anche dove ci sono i
vincoli idraulici di essere, poi, costruite le opere
infrastrutturali, possono essere manutenzionate e realizzate, ad
esempio, i canali di raccolta d'acqua, i depuratori e quant'altro
si voglia mettere all'interno dell'emergenza.
Poi, siccome questo argomento è un argomento che, secondo me, si
deve discutere chiedo al Presidente, se è possibile, a questo punto
sospendere un attimo l'Aula.
PRESIDENTE. Possiamo accantonare l'articolo 1
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Oppure sospendere,
decida lei. Per me possiamo accantonare, però, se sospendiamo un
minuto
PRESIDENTE. Se è per ulteriori approfondimenti, su richiesta del
presidente Carta che accolgo, sospendo l'Aula per cinque minuti.
(L'Aula, sospesa alle ore 17.45, è ripresa alle ore 17.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo dall'articolo 1. A questo punto
votiamo - visto che ci sono solamente soppressivi - il mantenimento
dell'articolo.
CATANZARO. Perché i soppressivi non si possono votare?
PRESIDENTE. Sì, votiamo direttamente l'articolo.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 1. Colleghi, prendete posto. Votiamo il mantenimento
dell'articolo.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 19
Contrari 23
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Quindi anche se ci fosse stato...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2
Modifiche all'articolo 18 della legge regionale 18 novembre 2024,
n. 27
1. All'articolo 18, comma 1, della legge regionale 18 novembre
2024, n. 27, Disposizioni in materia di urbanistica ed edilizia.
Modifiche di norme, le parole «commi 1, 2 e 4» sono sostituite
dalle seguenti «commi 1, 2, 4 e 4 bis».
PRESIDENTE. Anche sull'articolo 2, sono stati presentati 2
emendamenti soppressivi, uno dell'onorevole Ciminnisi e uno
dell'onorevole Safina. Anche qui...
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. L' assessore vuole intervenire. Prego, Assessore.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente
guardi io, sull'articolo precedente, non sono intervenuta perché è
di competenza dell'Autorità di bacino, quindi non potevo essere
esauriente rispetto ai temi che i colleghi hanno posto, perché
appunto ripeto è di competenza dell'Autorità di bacino.
Questi sono temi più delicati perché, come sapete, c'era un
impegno di questa Assemblea - lo dico anche ai colleghi di
opposizione - perché quando abbiamo recepito la c.d. "Legge salva
casa", per un mero errore degli Uffici, è stato recepito il
"Decreto salva casa" e non la legge che aveva anche il 4 bis. Ce lo
chiedono tutti gli ordini professionali Io capisco il clima che si
è creato, però c'era un impegno anche delle opposizioni, se vi
ricordate, in piena finanziaria. Poi, se volete un'ulteriore
riflessione, rinviamo a domani e così si fa un approfondimento sul
tema. Tanto, domani siamo pure qui, impegnati su questi stessi
disegni di legge. Io sarò, ovviamente, presente e quindi vi fate
una riflessione su questo tema su cui c'era...
PRESIDENTE. Grazie. Bene, colleghi. Allora, a questo punto, pongo
in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3
Modifiche alla legge regionale 12 giugno 1976, n. 78
1. Al secondo comma, dell'articolo 16, della legge regionale 12
giugno 1976, n. 78 le parole da «Consiglio regionale
dell'urbanistica» fino a «richiesta» sono sostituite dalle
seguenti: «Comitato Tecnico Scientifico dell'urbanistica (C.T.S.)
all'interno del quale è presente anche il Soprintendente per i beni
culturali e ambientali competente per territorio ai sensi
dell'articolo 52, comma 4, lett. f) della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 e successive modificazioni».».
PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
DE LUCA Antonino. Avevo chiesto
PRESIDENTE. Ma non ci sono emendamenti soppressivi
all'emendamento. Onorevole, lo doveva chiedere prima della
votazione.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4
Disposizioni in materia di concessioni demaniali nelle aree
portuali
1. Piani regolatori dei porti adottati dai Comuni ai sensi
dell'articolo 30 della legge regionale 29 aprile 1985, n. 21
disciplinano l'individuazione delle aree per il rilascio delle
concessioni demaniali portuali e sono adottati entro diciotto mesi
dall'entrata in vigore della presente legge.
2. Le concessioni di cui al comma 1 possono comunque essere
rilasciate con l'adozione da parte del Consiglio comunale del
Documento preliminare al Piano Regolatore previsto all'articolo 26
della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19.
3. Il mancato rispetto dei termini di cui al comma 1 comporta
l'immediata nomina di un Commissario straordinario da parte
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche ai
porti di competenza delle rispettive Autorità di Sistema Portuale
della Sicilia Occidentale o Orientale.
5. Restano vigenti fino all'adozione dei piani regolatori di cui
al comma 1 le concessioni demaniali esistenti nelle aree portuali
alla data di pubblicazione de1la presente legge."».
C'è un emendamento tecnico da parte del Governo, che è già sui
tablet. È l'emendamento 4.7.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. prego
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente.
L'articolo che avevo già illustrato in Commissione serve per
mettere ordine in una materia. Cioè, noi diciamo che non possono
essere date più concessioni di bracci dentro i porti siciliani, di
competenza siciliana, senza che a monte ci sia una pianificazione.
Cioè noi mettiamo ordine in una disciplina che, fino ad oggi, ha
trovato un po' il caos.
Fa il parallelo con quello che abbiamo già fatto sui balneari e i
PUDM. Adesso che cosa stiamo facendo? Prima facciamo una
pianificazione dell'utilizzo del demanio marittimo, dopodiché si
danno le nuove concessioni demaniali con un PUDM adottato; qua
facciamo la stessa cosa sui Porti, prima di dare nuove concessioni
di bracci, di pontili e quant'altro, vogliamo che ci sia una
pianificazione.
È una norma di ordine in un sistema in cui non c'è una
pianificazione a monte. Poi mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevoli colleghi allora a questo
punto dobbiamo votare prima l'emendamento 4.7. I soppressivi sono
mantenuti?
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Presidente, li mantengo perché ci sono delle ragioni
tecniche che ci inducono ...
PRESIDENTE. Tutti quanti, onorevole Ciminnisi?
CIMINNISI. Si, li mantengo tutti, per l'articolo e per i commi.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo punto pongo in votazione
l'emendamento 4.5, che è il soppressivo dell'articolo. Il parere
del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è pure contrario.
DE LUCA Antonino. Chiedo la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 4.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 25
Contrari 21
Astenuti 1
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5
Abrogazione di norme
1. L'articolo 4 della legge regionale 16 dicembre 2020, n. 32 è
abrogato.».
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Questo è un
articolo...allora su quello dei porti possiamo ragionare; porterò
una legge di sistema e ci ragioniamo insieme in IV Commissione.
Questa è una cosa che mi avete segnalato un po' tutti i deputati.
Cosa succede? In pieno Covid è stato deliberato, con questa norma
di cui io chiedo l'abrogazione, di demandare alle STA provinciali,
cioè agli uffici provinciali del demanio marittimo, non solo
l'istruttoria delle pratiche, ma anche la conclusione delle
pratiche. Quindi, maggiore potere alle STA provinciali. Oggi cosa
succede? Che le STA sono a corto di dirigenti, per cui io ho
quattro dirigenti per nove STA. Ovviamente la funzionalità viene
meno. In più oggi...va bene, vi ho convinto, non c'è
bisogno concludo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. L'emendamento 5.1 lo ritengo
ritirato. Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.
«Art. 6
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
alla sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Bene, colleghi. Rimandiamo il voto finale del presente disegno di
legge.
Comm bis/A
Seguito della discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio VI
Comm bis/A Norme in materia di sanità
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge «Norme in materia di sanità» (n. 738 Stralcio VI
Comm bis/A), posto al numero 2) del II punto dell'ordine del
giorno.
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente, una cosa, allora adesso faremo solo
la discussione generale, immagino, e poi riprenderemo a discutere
secondo l'ordine dei lavori, perché avevamo detto che avremmo
seguito l'ordine del giorno, no?
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la discussione generale su questo
disegno di legge è già stata fatta.
DE LUCA Antonino. E questo nell'ordine del giorno viene dopo
l'edilizia?
PRESIDENTE. C'era stata una richiesta da parte dell'Assessore per
la sanità.
DE LUCA Antonino. Ma la modifica dell'ordine del giorno la deve
votare l'Aula, se non ricordo male.
PRESIDENTE. Nella Capigruppo avevate dato l'okay.
DE LUCA Antonino. No, io sono Capogruppo e non ho dato l'okay A
noi in Conferenza dei Capigruppo è stato comunicato che non
potevamo discutere della sanità prima delle ore 18.00, perché prima
l'Assessore aveva degli impegni. Ci è stato comunicato che lo
dovevamo esitare oggi, perché domani ci sono degli impegni che
richiedono la presenza dell'Assessore, e su questo ci siamo.
Dopodiché, lo possiamo discutere anche alle ore 20.00. Lei deve
seguire l'ordine del giorno. l'Assessore è arrivato e continuiamo
con l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, sto seguendo l'ordine del giorno.
Norme in materia di sanità è posto al II punto dell'ordine del
giorno. In Conferenza dei Capigruppo si era convenuto sulla
presenza dell'Assessore per le ore 18.00.
DE LUCA Antonino. Se è il punto subito dopo, allora va bene
Comm bis/A
Seguito della discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio VI
Comm bis/A Norme in materia di sanità
PRESIDENTE. Sto seguendo, quindi, precisamente l'ordine del
giorno, in maniera puntuale, così come da voi richiesto.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.
«Art. 1.
Norme in materia di cure palliative domiciliari e residenziali
1. Considerato il preminente interesse pubblico a garantire la
continuità nell'erogazione di servizi a soggetti in particolare
stato di bisogno assistenziale, fino al conseguimento dei titoli
previsti dai decreti interministeriali di cui all'art. 8 della
legge 15 marzo 2010, n. 38 e successive modificazioni, relativi
all'attivazione dei percorsi formativi accademici ovvero per
all'aggiornamento dei programmi didattici in materia di cure
palliative, l'erogazione delle cure palliative domiciliari e
residenziali da parte delle Aziende del Servizio sanitario
regionale e degli enti erogatori accreditati potrà essere
assicurata da medici che, pur non in possesso di idonea
specializzazione o di certificazione regionale ai sensi della legge
27 dicembre 2013, n. 147, abbiano conseguito adeguata formazione,
ivi compresi i medici specializzandi iscritti al secondo anno di
specializzazione.
2. Il numero massimo di medici privi di specializzazione o
certificazione regionale ai sensi della legge n. 147 del 2013 che
potranno erogare prestazioni di cure palliative è fissato nella
misura del 40% del personale medico in organico negli Hospice e
nelle Unità di cure palliative domiciliari, sia per le aziende del
Servizio sanitario regionale sia per gli enti accreditati per
l'erogazione di cure palliative.».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1, a firma
dell'onorevole Dipasquale.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Presidente, non trovo caricato all'articolo 1 un
emendamento da me presentato per tempo, che esattamente recitava:
Dopo il comma 2 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente comma . Io
ho la copia qui, era a firma mia e anche dell'onorevole Sunseri,
però non lo trovo caricato all'articolo 1. Quindi, chiedo agli
Uffici di controllare, perché chiedo che venga esaminato.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, verifichiamo subito.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto do
il benvenuto al neo assessore e ne approfitto anche per ringraziare
l'assessore Di Mauro per il lavoro che ha fatto e per l'impegno che
ha messo. Forse oggi non è stata detta questa cosa, ci tenevo a
dirla io.
Presidente, ci tenevo a ringraziare per questo stralcio, per il
lavoro che hanno svolto innanzitutto i componenti del Partito
Democratico, l'onorevole Burtone e l'onorevole Leanza, in merito a
questo disegno di legge perché penso che questo disegno di legge
già abbia trovato una buona sintesi all'interno della Commissione.
Ne approfitto anche per ringraziare il Presidente - perché mi ci
sono trovato durante i lavori della Commissione - e devo dire che
si è trovata una buona sintesi, il lavoro svolto dai colleghi che
poi ha trovato l'impegno e la sintesi del Presidente e la
collaborazione dell'Assessore, che saluto, ha messo in condizione
di fare arrivare un testo per lo più condiviso.
Sul primo articolo c'è un nostro emendamento che prevede la
riapertura per le cure palliative. Ora, ho bisogno di un conforto
su questo da parte - capisco che tutto l'articolo è delicato perché
andiamo a toccare la normativa nazionale - però penso, e su questo
ho bisogno del conforto degli Uffici dell'Assemblea - cioè noi
dobbiamo capire se non tocchiamo l'impostazione - mi dispiace che
non mi segue... onorevole Assenza per favore, la prego, ho bisogno
del Presidente. Dovete trovare questo emendamento, non vi
permettete a rubare gli emendamenti del mio collega Assenza che
sono particolari Allora, ora faranno di tutto per trovarlo
Quindi, ci tenevo ad essere seguito dal Presidente. Ho chiesto
agli Uffici dell'Assemblea di verificare la compatibilità, dal
punto di vista normativo, dell'emendamento perché se dovesse
compromettere l'impianto dell'articolo e dell'articolato ovviamente
non abbiamo interesse a portarlo avanti, anche perché c'è stata
veramente un grande sintesi e si è fatto un buon lavoro: se questo
rischio non dovesse esserci, per noi la riapertura è importante,
abbiamo bisogno di medici, abbiamo bisogno di apertura, ritengo che
sia importante, quindi ho bisogno, abbiamo bisogno di questo
conforto da parte degli Uffici, in modo da capire se ritirarlo
oppure andare avanti. Quindi, facciamo questa verifica e vediamo di
andare avanti.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. E allora,
rispetto a quello che ha chiesto l'onorevole Dipasquale,
giustamente concordo con lui. Penso che, siccome quella è una norma
nazionale, se riapriamo i termini sulla norma nazionale rischiamo,
ma io mi affido anche agli Uffici in modo che possano esprimere il
loro parere.
PRESIDENTE. Una norma regionale non può aprire i termini
nazionali.
A me sembrerebbe che l'emendamento miri a questo, cioè ad andare
ad aprire...
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'emendamento nel frattempo è ritirato.
Ringrazio l'onorevole Dipasquale.
BURTONE. Debbo dire che l'emendamento aveva un suo significato
perché abbiamo dato vita ad una norma che cerca di coprire un
settore che, in questo momento, è veramente in difficoltà perché
non ci sono medici specializzati in cure palliative e alcuni hanno
fatto dei corsi di formazioni promossi nei territori e
nell'Assessorato e pertanto si voleva dare la possibilità a medici
non specializzati di seguire questo percorso in modo d'avere un
numero adeguato di medici che possano intervenire, veda, in un
settore molto delicato, perché è quello dei soggetti affetti da
patologie tumorali che hanno bisogno nella fase terminale di essere
accompagnati con cure che evitino delle sofferenze.
Quindi, Presidente, apprezzo quanto fatto dal collega Dipasquale
perché l'onorevole Dipasquale l'ha ritirato per evitare che ci
potesse essere un intervento da parte del Commissario dello Stato,
da parte del Governo nazionale per cassare complessivamente
l'articolo, però non c'è dubbio che rispondeva ad un bisogno vero,
presente nelle nostre comunità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 2 è stato stralciato.
ASSENZA. Avevo chiesto di inserire il mio emendamento che trovo
invece aggiuntivo al testo finale.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, l'emendamento non è stato
presentato in Commissione ed è di natura aggiuntiva perché non
riguarda materia inerente all'articolato, quindi per questo è stato
considerato come emendamento aggiuntivo.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Aree funzionali per l'interruzione volontaria di gravidanza
1. Ai fini dell'applicazione della legge 22 maggio 1978, n. 194,
le aziende del Servizio sanitario regionale istituiscono, laddove
non siano già previste, le aree funzionali dedicate
all'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in seno alle Unità
operative complesse di Ginecologia e Ostetricia.
2. L'Assessore regionale per la salute, con proprio decreto da
emanarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, definisce gli indirizzi relativi al funzionamento e alla
organizzazione delle aree funzionali dedicate all'IVG.
3. Le Aziende sanitarie e ospedaliere, nell'ambito delle ordinarie
procedure selettive di reclutamento già previste nei piani
triennali dei fabbisogni di personale delle Aziende del Servizio
sanitario regionale, dotano le aree funzionali di cui al comma 1 di
idoneo personale non obiettore di coscienza. I bandi di concorso,
in tali casi, prevedono apposita condizione di risoluzione del
contratto di lavoro, qualora il personale non obiettore assunto si
dichiari successivamente obiettore, secondo le modalità di cui
all'articolo 9 della legge n. 194 del 1978.».
Sull'articolo 3 non sono stati presentati emendamenti.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
innanzitutto intervengo per anticipare ovviamente un voto
assolutamente favorevole del Movimento Cinque Stelle su un articolo
che intende intervenire, per quanto possibile per le competenze
regionali, sul tema dell'interruzione volontaria di gravidanza.
L'interruzione volontaria di gravidanza, Presidente, ormai è
diventato un fatto eccezionale all'interno delle strutture
pubbliche perché non c'è più un medico che non sia obiettore di
coscienza e questo credo che dia una pessima immagine della sanità
siciliana, della sanità ospedaliera pubblica, ma probabilmente
credo che sia un problema che si estende anche alle altre Regioni
italiane.
Non è certamente un fatto che dipende dalla Regione, dal Governo
regionale o dal Parlamento regionale, però probabilmente è qualcosa
su cui dobbiamo aprire una riflessione.
Io avrei voluto, con l'occasione, presentare anche un emendamento
provocatorio perché credo che sia assolutamente inconcepibile,
oltre che indecente, che all'interno di un ospedale pubblico non si
possa abortire, però in compenso ci sono le associazioni pro vita
che vanno a disturbare quelle donne che già hanno affrontato un
percorso complesso andando a parlargli di questioni che con la
scienza e con la sanità non hanno nulla a che vedere. Io sono di
professione assolutamente aderente alla religione cattolica ma
ritengo che questo all'interno degli ospedali sia un fattore
assolutamente inquinante.
Quindi, avrei voluto presentare un emendamento per vietare con
legge regionale, a prescindere da quello che sarebbe poi stata la
risposta del Consiglio dei ministri sul tema, ma avrei voluto
proprio vietare e io credo, Assessore, che con degli atti
amministrativi dovremmo cercare di regolamentare le attività che
queste associazioni svolgono in maniera assolutamente, a mio modo
di vedere personale, inopportuna, perché credo che chi decide di
abortire abbia già affrontato un percorso abbastanza carico di
stress, abbastanza carico di riflessione, abbastanza carico di
dispiacere e di dolore, non credo che nessuno lo faccia volentieri
e allora trovarsi lì delle persone che ti vengono a disturbare
credo che sia una cosa veramente inaccettabile.
Per cui spero che l'Assessorato da questo punto di vista mostri
sensibilità, quanto meno per regolamentare un po' meglio e rendere
queste attività un po' meno invadenti. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Safina e poi
l'onorevole Caronia e il Presidente Laccoto. Prego, onorevole.
SAFINA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, ho avuto
già modo di affrontare questa discussione e l'esame di questa norma
durante, appunto, la discussione generale.
Ho già ringraziato il presidente Laccoto per la sensibilità, i
colleghi della Commissione, onorevoli Burtone e Leanza, il
Presidente del Gruppo di Forza Italia che hanno consentito che il
mio emendamento divenisse parte integrante di questo stralcio.
Ho visto il fascicolo degli emendamenti e ho visto che alcuni
colleghi legittimamente - perché è una loro prerogativa, su un tema
peraltro sicuramente complesso, hanno chiesto di sopprimere il
secondo periodo del terzo comma dell'articolo 3 nella parte in cui
si prevede sostanzialmente che un medico assunto come non
obiettore, nel caso in cui si dichiarasse successivamente
obiettore, farebbe scattare una clausola risolutiva espressa.
Ebbene, nella discussione generale - e non mi pento di ciò che
dissi - ebbi modo di dire che questo è un argomento che dobbiamo
affrontare con spirito laico per rendere un servizio alle donne che
in Sicilia vedono negato un diritto previsto da una norma
nazionale, qui non si sta come ebbi a dire valutando e giudicando
chi pratica l'aborto rispetto a chi non lo vuole praticare, qua non
si sta dicendo che c'è una scala di valori: se chi non lo pratica è
migliore di chi lo pratica o viceversa; qui si sta dicendo che
dobbiamo assicurare i livelli essenziali delle prestazioni
dell'assistenza, perché i livelli essenziali di assistenza
prevedono che le nostre strutture o per il tramite dell'aborto
farmacologico o per il tramite dell'aborto chirurgico debbono
assicurare tale diritto alle donne.
Ora, so che la norma che avevamo proposto - per qualche
reminiscenza di diritto, ogni tanto mi ricordo che vengo dall'Aula
di un Tribunale - può porre dei problemi di legittimità ed è per
questa ragione, proprio perché voglio affrontare questa discussione
con spirito laico e ringrazio il Presidente della Commissione e la
Commissione che mi hanno consentito per tramite della loro firma di
presentare un emendamento che chiedo all'Aula di rimanere fedele
allo spirito laico che deve guidare la nostra azione e di approvare
questo articolo 3 con un subemendamento, o meglio con un
emendamento della Commissione, che preveda sostanzialmente che non
ci sia più la clausola risolutiva espressa, Assessore, ma
disciplini al contempo che le aziende nel momento in cui, per
effetto della cessazione del rapporto di lavoro di un non obiettore
o per effetto del cambio di scelta da parte di un medico del
personale sanitario da non obiettore a obiettore, debbano avviare
le procedure entro sessanta giorni per reintegrare le aziende con
personale che possa venire incontro a quelli che sono i livelli
essenziali d'assistenza.
In questo modo viene preservata e si viene incontro alla richiesta
dei colleghi, onorevole Lombardo, onorevole Geraci, che hanno
considerato un'eccessiva forzatura l'introduzione della clausola
risolutiva espressa ma al contempo si evita che le aziende possano
fare orecchie da mercante e invece debbano avviare con le forme che
decideranno, o scorrendo le graduatorie o facendo un nuovo concorso
o con forme di prestazioni libero professionali, comunque dovranno
assicurare la presenza di personale non obiettore.
In questo modo si garantiscono tutte le posizioni in campo e si
consente di rispettare un diritto delle donne, ed aggiungo, a
questa discussione noi abbiamo aggiunto - scusate la ripetizione -
alcuni ordini del giorno. In particolare uno, col quale ci rendiamo
conto, non potevamo affrontarlo in questa discussione, ringrazio
anche le militanti del Partito Democratico, del coordinamento delle
donne che hanno fornito questi spunti di riflessione, ci siamo resi
conto che ovviamente il lavoro che dovrebbero fare i consultori
familiari, è un lavoro che va via via scemando perché questi
consultori vanno disperdendo realmente la relazione sul territorio.
Non abbiamo più un censimento aggiornato, ma sappiamo che stanno
diminuendo quelli che sono realmente operativi, e sappiamo che la
loro operatività è limitata.
C'è per esempio un tema, Assessore. Noi per quanto in ritardo
stiamo spendendo in Sicilia decine e decine di milioni di euro per
le case di comunità, all'interno delle case di comunità è previsto
che venga a istituirsi, se si vorrà, quindi come facoltà, il
consultorio familiare. Ebbene, noi pensiamo che sia invece
necessario trasformare questa facoltà in un obbligo, sia necessario
che questo servizio sia realmente presente sul territorio, perché
le donne che dopo avere praticato l'interruzione volontaria di
gravidanza, per esempio, si rivolgono alle strutture per i
successivi colloqui, sono troppo poche. Abbiamo bisogno di
aumentare questo servizio di assistenza e abbiamo bisogno anche di
fare la fase di screening per consentire - mi avvio alle
conclusioni Presidente - di arrivare a una scelta consapevole,
qualunque essa sia.
Su questo chiediamo a quest'Aula di approvare anche l'ordine del
giorno che ovviamente non abbiamo voluto introdurre come modifica,
perché consapevoli che può avere un impatto sulla spesa e sappiamo
che questo disegno di legge non doveva produrre spesa.
Ora, noi chiediamo all'Aula di essere matura, chiediamo all'Aula
di rispettare lo spirito repubblicano e voglio veramente, ancora
una volta, e concludo, ringraziare la Commissione per il lavoro
svolto.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Grazie Presidente. Io devo invece immediatamente smentire
per certi aspetti quello che ha detto l'onorevole Safina, poiché
come tutti noi sappiamo questi disegni di legge sono di provenienza
parlamentare, e poiché la contemporaneità della trattazione di
alcuni temi ci ha visto impegnati, alcuni di essi per giorni in
alcune Commissioni ed altri in altre, non tutti abbiamo potuto
partecipare al dibattito che si è svolto all'interno delle
Commissioni parlamentari e personalmente, poiché questo era un tema
che a me interessava molto, confesso che essendo in Commissione
Bilancio' e in Commissione Quinta, non ho non ho potuto seguire il
dibattito che è stato fatto in Commissione Salute'.
Pertanto, io credo che un tema così delicato e così importante,
del quale noi oggi ci stiamo occupando, non si possa risolvere in
maniera così rapida, perché lo trovo non esaustivo, anche perché
ritengo che la 194 vada applicata così com'è
Oggi la legge 194 ci indica in maniera molto chiara, ho preso
anche degli appunti, quello che è il significato, non si basa
sull'affermazione positiva all'aborto, ma regolamenta i casi in cui
l'aborto non è considerato un reato.
La legge, infatti, si intitola "Norme per la tutela sociale della
maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza", quindi
l'articolo 1 sostiene, ovviamente, che lo Stato garantisce il
diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il
valore sociale della maternità e la tutela della vita umana.
Quindi, ovviamente, si parte da un presupposto, che la maternità
non possa essere portata avanti per motivi di impossibilità
oggettive e che comunque la presenza di condizioni sfavorevoli
economiche, sociali, dovute a traumi, a tantissime ragioni
dolorosissime che le donne devono affrontare, comunque vedano che
questi fattori possano e debbano essere anche fatti affrontare
dalle strutture socio-sanitarie, quindi che possono far superare
quelle cause che potrebbero indurre la donna all'interruzione di
gravidanza perché non avendo altre soluzioni, si ricorre a tale
procedura e, quindi, possono anche avvalersi di collaborazioni
volontarie di formazioni sociali e di base e di associazioni di
volontariato che possono aiutare la maternità difficile dopo la
nascita.
Questa è la legge 194, non mi sto inventando nulla colleghi, sto
semplicemente citando quello che è il dettato della norma, pertanto
al di là del fatto che oggi stiamo guardando un aspetto che è
quello legato all'attività dei concorsi, penso che l'applicazione
della 194 sia il tema più importante perché quando oggi, e
purtroppo lo sappiamo, abbiamo fatto come Parlamento, ci siamo
intestati un'importante battaglia che abbiamo portato tutti a casa,
lo psicologo di base, oggi c'è una carenza enorme in termini di
sostegno all'aspetto psichico, all'aspetto più profondo legato alle
necessità di una società che è in forte difficoltà, dove spesso
non sa neanche il valore giusto anche alla propria capacità di
relazionarsi a 360 gradi.
C'è un mondo di giovani che, purtroppo, non ha un'educazione
sessuale adeguata, c'è un livello di violenza inaudita che
purtroppo porta a un numero enorme di codici rossi, quindi anche
con tantissimi ricoveri presso le strutture di soggetti che vengono
a volte anche impropriamente ricoverati in alcune strutture ma che,
in realtà, avrebbero bisogno di una continuazione di attività di
sostegno psicologico che, purtroppo, oggi la sanità non riesce a
garantire perché i numeri sono ancora troppo bassi.
Allora, di queste strutture credo che se ne sia parlato fin troppo
poco perché ovviamente sono a favore della legge 194 e la considero
una grande conquista ma, dall'altra parte, poiché non è una legge
che favorisce l'aborto ma sostiene le donne che affrontano un
dolore profondissimo che segna la vita di tutte le donne che hanno
purtroppo subito questo evento, credo che vada valutata in maniera
più responsabile, anche quello di attenzionare un altro aspetto
della 194, di aiutare la Regione siciliana affinché si doti di
quelle strutture che ad oggi non sono sufficienti perché, a fronte,
di chi ovviamente ha la difficoltà di trovare chi la faccia
abortire in ospedale, di contro non c'è una struttura che la possa
prendere in carico prima e dopo
Abbiamo varato una norma, l'ho personalmente portata avanti sul
perinatale dove si affrontava l'aiuto alle donne che partoriscono
il bambino morto piuttosto che hanno un'interruzione violenta della
gravidanza e che venivano messe nello stesso reparto insieme a
coloro che partorivano un bambino vivo.
Allora l'attenzione al mondo della maternità, ovviamente qui
stiamo parlando dell'interruzione, ma al mondo della maternità a
trecentosessanta gradi, a mio modesto parere è quello di avere una
visione che dia non soltanto una prescrizione relativa al fatto che
si debbano implementare le strutture ma anche che ci sia
un'attività a supporto perché mi sembra riduttivo sinceramente
guardare soltanto un aspetto.
La legge 194 è una legge importante che ha varie declinazioni e
credo che sulle declinazioni siamo carenti non solo sull'aspetto di
cui ci stiamo occupando ma anche di altri. Sento il dovere di dirlo
in quanto donna, in quanto appartenente a un partito che si chiama
SNoi moderati che condivide questa linea e che comunque ha una
visione molto chiara rispetto al fatto che la 194 è una legge che
non va modificata. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è ovvio che
stiamo affrontando una questione che è molto delicata, però
sicuramente è una battaglia di civiltà, di dignità, di equità,
l'applicazione della legge 194 del '78. Questa legge è una legge
che tutela la maternità e regola l'interruzione volontaria di
gravidanza nel nostro Paese, una legge che nasce da battaglie che
si sono fatte da periodi di grandi conquiste civili e per questo
siamo ancora qui a distanza di cinquant'anni a chiedere la piena
attuazione di questa legge, la piena attuazione dei diritti.
Ecco, parliamo di diritti che sono stati sanciti da questa legge
che forse troppo spesso vengono disattesi a causa di una cattiva
organizzazione di servizio oppure forse anche per l'assenza di una
adeguata volontà politica.
Abbiamo visto i dati che sono stati segnalati già da altri
colleghi, anche nella scorsa settimana, i dati forniti dal
Ministero della Salute sono chiari ed anche allarmanti, perché
soltanto il 54,4% delle strutture siciliane è dotato di reparto di
ostetricia e ginecologia, pratica l'interruzione volontaria di
gravidanza contro una media nazionale del 63,8 per cento, quindi,
ben lontano anche da quei livelli di alcune Regioni virtuose che
superano addirittura il 70 per cento; ma il dato più sconvolgente
che possiamo evidenziare è proprio quello che riguarda l'obiezione
di coscienza: in Sicilia l'81,6 per cento dei ginecologi si
dichiara obiettore, così come il 73,1 per cento degli anestesisti e
l'86,1 per cento del personale non medico e questi numeri parlano
chiaramente, parlano da soli, cioè oggi in Sicilia l'accesso
all'IVG, all'interruzione volontaria di gravidanza, è una corsa ad
ostacoli che pesa esclusivamente sulle donne in un momento già di
per sé delicato e difficile perché, credo, che nessuna donna
affronti questo momento in maniera leggera e questo cosa vuol dire?
Questi dati, però, ci danno anche un altro aspetto: sono pochi i
medici non obiettori oggi e questi pochi medici sono lasciati soli
anche con un peso insostenibile, con una media da 1,2, 1,3
interruzioni volontarie di gravidanza a settimana per ciascun
professionista, quindi, sicuramente superiore alla media nazionale
e con picchi impressionanti che raggiungono anche oltre sedici
procedure a settimana, come avviene in alcune strutture della
nostra Regione, quindi, questo e mi chiedo e chiedo alle colleghe,
questa è l'idea di sanità pubblica che noi vogliamo offrire alle
donne siciliane? Questa è la nostra idea di diritto? La legge 194
non è una legge sull'aborto, anche se è la narrazione che si sta
forse mettendo più in campo, questa è una legge che tutela, che è
per la tutela sociale della maternità, difende la libertà delle
donne ma anche la loro salute, la loro sicurezza e la loro
autodeterminazione e noi come Istituzioni abbiamo il dovere non,
quindi, la facoltà ma abbiamo il dovere di garantire che questa
legge venga rispettata, che venga applicata in ogni angolo della
Sicilia, da Trapani a Ragusa, da Palermo a Catania, senza
discriminazioni, senza differenze territoriali e, soprattutto,
senza silenzi complici.
Io lo comprendo, io sono una donna e parlo qui da donna e non da
Istituzione o da politica, io non ho avuto figli, quindi, non mi
sono mai ritrovata a dovere affrontare un problema di questo
genere, quindi, comprendo anche l'importanza di avere una
gravidanza o di non poter avere una gravidanza, però questo non può
andare a determinare o a togliere un diritto alle donne che,
invece, devono avere la possibilità di accedere a dei servizi con
sicurezza e con coscienza, quindi, io comprendo, ripeto ancora una
volta, la delicatezza del momento e della questione che stiamo
affrontando, però forse noi abbiamo bisogno di una regia regionale
forte, cioè bisogna avere coraggio, mettere anche mano a un sistema
che forse ha bisogno di alcuni cambiamenti e cercare veramente di
portare avanti quei diritti delle donne che giorno dopo giorno,
purtroppo, in questo periodo storico stiamo vedendo sempre più
erosi e la Sicilia non può restare indietro.
Io, quindi, veramente spero ringrazio il collega Safina e tutta
la Commissione, il collega Burtone, il collega Leanza per l'impegno
che hanno messo in Commissione Sanità e anche il Presidente Laccoto
e spero veramente che questa possa essere una norma che possa
trovare una condivisione da parte di tutta l'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, soprattutto rivolgendomi a lei e
all'assessore per la salute, che è in Aula, vorrei, insomma,
affrontare la questione senza parlare di altro, ma proprio di
questo specifico comma.
Nella prima parte io non credo che ci siano norme in
contraddizione rispetto alla dotazione o all'esistenza attualmente
di aree funzionali di cui al comma 1 di personale non obiettore di
coscienza. Cioè, non credo che l'assessore per la salute abbia
fatto una circolare, una lettera di indirizzo alle direzioni
generali delle Asp in cui ha stabilito un quantum o ha stabilito
che, ormai, quelle che ci sono bastano o se c'è qualche cosa che
impedisce la costituzione di queste aree funzionali.
La seconda, Presidente, è relativa ai bandi di concorso. Ora, mi
permetto di farle osservare che quello che c'è scritto in questa
norma, nella seconda parte, quando comincia con i bandi di
concorso in tali casi prevedono un'apposita condizione di
risoluzione del contratto di lavoro , io credo che debba essere
dichiarata da lei inammissibile, perché, Presidente, parliamoci
chiaro: di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di una
risoluzione di contratto che la Regione siciliana pretenderebbe di
approvare oggi in Aula, quando sappiamo benissimo che noi non
possiamo legiferare e che, comunque, nel decreto legislativo sul
pubblico impiego questo particolare non è previsto.
A sua volta, il comma 3.3, cioè l'emendamento, mi sembra
un'ovvietà. Cioè, un direttore generale si trova in Ginecologia con
un numero scoperto di medici, cosa fa? Fa il bando nell'interesse
del servizio e lo fa nei tempi consentiti. Questa norma è ultronea.
Semmai ci può essere, se vogliamo ragionare in maniera più coerente
con quello che possiamo fare, una circolare, una lettera, una
comunicazione, dell'assessore per la salute in cui chiarisce, se
c'è bisogno, di quest'azione responsabile che deve fare il
direttore generale. Ma i direttori generali noi sappiamo che sono
stati nominati e hanno ampio spazio e margine di manovra e sono
autonomi nella loro decisione.
Nessuna legge, in questo senso, credo che abbia alcun valore.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, noi
viviamo in uno Stato che non fonda le proprie leggi su un sistema
etico-morale ma in uno Stato di diritto e nessuno vuole qui
modificare la legge n. 194. Tutti riconosciamo che è un servizio
essenziale per i cittadini, è un servizio sanitario che è stato
acquisito con tanta fatica a norma di legge e vogliamo soltanto,
dopo tanti anni, perché vorrei dire ai colleghi che questa legge,
queste problematiche, legate alla non applicazione della legge n.
194 in Sicilia sono discusse già da anni.
E' dalla scorsa legislatura che ne parliamo, perché a causa dei
tanti obiettori in molte strutture sanitarie, non si riesce a
garantire il servizio e ad accedere a questo servizio spesso e
volentieri sono persone fragili, persone in difficoltà economica,
persone che non hanno neanche il mezzo per spostarsi e, invece,
sono costrette ad andare di comune in comune a trovare quella
struttura che possa garantire il servizio, oppure rivolgersi,
purtroppo, anche al mercato nero.
Quindi, io dico che questa norma non può essere più rimandata;
stiamo semplicemente chiedendo che si vada a scorrimento, laddove
tutti quei medici che sono obiettori non riescono a garantire il
servizio, si proceda con un'assunzione di chi invece può
garantirlo. Quindi nessuna modifica alla legge n. 194, solamente
una piccola strategia per permettere a tutte quelle persone che
devono ricorrere ad un'interruzione di avere le strutture sanitarie
pronte per poterlo fare. Mi sembra una norma di buon senso e anzi
c'è urgenza che venga applicata al più presto perché non possiamo
più aspettare.
Io sono un deputato della cosiddetta fascia trasformata , ci sono
tantissime persone nel mio territorio, extracomunitari che lavorano
in zone periferiche, nelle campagne, che purtroppo non hanno tutti
questi grandi mezzi per spostarsi da una città all'altra per
cercare la struttura che effettui il servizio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Io credo che si debba parlare con semplicità, con parole
di verità. Noi non stiamo modificando la legge n. 194.
Assolutamente Non c'è stato dibattito, vorrei, soprattutto,
tranquillizzare la collega Caronia.
Noi abbiamo messo al centro, in questo disegno di legge, due
questioni centrali: la carenza di personale medico, per dare
assistenza agli ammalati di tumore - e quindi le cure palliative da
far fare anche a quelli che non sono specializzati; l'altro tema,
posto con emergenza, è stato quello relativo ai ginecologi che
devono fare, anche, la loro attività di abortisti.
La carenza è evidente. Qui sono stati riportati dati, anche veri e
puntuali. Non credo che ci sia bisogno... basta girare nei reparti,
per vedere che il numero dei ginecologi abortisti è notevolmente
basso, inadeguato. Viene meno un diritto, che è sancito da una
legge nel nostro Stato. Qui non c'è nessun abuso, non c'è nessuna
modifica.
Certo, è stato detto, io sono d'accordo, che c'è la necessità di
riprendere un lavoro di assistenza, di sostegno psicologico. Va
fatto tutto ciò, però non c'è dubbio che il punto centrale è
quello.
Ora, la norma che era stata scritta, era, devo dire, perentoria.
Tu diventi fai il concorso per medico abortista, devi poi rimanere
nella struttura ospedaliera solo con queste caratteristiche.
I colleghi hanno ripensato, giustamente, e in particolare chi ha
sollecitato questa norma perché c'è un meccanismo anomalo si entra
come abortista e dopo qualche anno, dopo qualche mese, si fa
l'obiezione di coscienza. Quindi, qualcosa, proprio, che si ripete
in continuazione che non vada nel percorso, credo, debba essere
individuata.
Allora i colleghi hanno, giustamente, detto vediamo di porre un
vincolo, tu fai un concorso per questa specializzazione,
mantienila .
Qualcuno ha segnalato alla Commissione e la Commissione ha,
Presidente, un emendamento modificativo della norma, in modo da
evitare che ci sia questa perentorietà, che ci sia questa
perentorietà.
Però io credo vada detta un'altra questione, mi permetto di
segnalarla all'assessore - vedo che è anche sta discutendo della
norma - credo che il problema sia proprio questo. Dare indirizzo
alle aziende ospedaliere, alle strutture territoriali che chi opera
nel campo della ginecologia e si è dichiarato disponibile a fare
gli aborti possa fare anche altro.
Il problema è che per un professionista, un ginecologo, che sia
indirizzato solo a fare aborti, arriva un momento in cui dice ora
basta, mi voglio fermare, voglio fare altro . Allora, assessore, il
tema fondamentale è proprio questo, quello di dire tu vieni assunto
come ginecologo, hai una priorità di svolgere un qualcosa che è
garantito dalla legge, però sarai utilizzato nel reparto anche per
altro; diversamente, sono tutti i medici che si pronunciano
abortisti e, successivamente, dichiarano la propria obiezione.
Anche perché quel tipo di attività, finalizzata solo a quel
settore, non soddisfa, rende arida la professione
Allora io credo, Presidente, che la norma, così come viene
proposta nella modifica da parte della Commissione, possa essere
accettata e riprende le questioni che sono state poste. Però noi
chiediamo all'assessore, e lo potremmo fare anche aggiungendo
qualcosa negli ordini del giorno oppure con un ordine del giorno
specifico in cui si chiede, proprio, che l'attività del ginecologo
sia onnicomprensiva, anche degli altri aspetti che sono importanti
e che devono tutelare la professione del medico.
CHINNICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Sì, Presidente, grazie. Intervengo semplicemente per
ribadire - ringrazio l'onorevole Burtone per l'intervento puntuale
- che qua stiamo semplicemente cercando di trovare una soluzione.
Ma io ero convinta, devo dire, che ormai fosse pacifico; sono
rimasta molto sorpresa dalle obiezioni dei colleghi della
maggioranza.
Questa norma è stata discussa ampiamente in Commissione Sanità,
sono stati trovati dei correttivi, si è arrivati a una forma di
mediazione, appunto, che mi sembra assolutamente plausibile. Tra
l'altro, laddove si dice che "se le aziende rimangono prive di
personale sanitario non obiettore, devono avviare procedure idonee
a reintegrare il personale sanitario non obiettore carente entro e
non oltre 60 giorni dalla data di obiezione o di cessazione", mi
sembra una mediazione, un compromesso assolutamente ragionevole.
Qui si sta cercando semplicemente di adeguare, ancora una volta,
la Sicilia alla garanzia di diritti che sono garantiti, appunto, in
tutto il resto d'Italia. Non c'è nessuna forzatura, è anzi un
cercare di trovare una soluzione ragionevole, perché di fatto il
diritto che è garantito dai LEA, quindi è comunque una prestazione
essenziale riconosciuta in tutta Italia, in Sicilia non viene
garantita. E anche i pochi ginecologi che praticano l'aborto sono
poi costretti, veramente, a un lavoro che diventa anche per loro,
dal punto di vista immagino anche psicologico, perché credo che
praticare un aborto non sia una cosa indolore né per la donna
ovviamente che lo riceve, né per il ginecologo che lo pratica, però
ecco costringere pochi professionisti a fare questo lavoro, perché
l'80 per cento di fatto è obiettore, è qualcosa che veramente non è
dignitoso per nessuno
Quindi, noi chiediamo semplicemente davvero che la Sicilia colmi
un ritardo grave e garantisca un diritto fondamentale che la legge
n. 194 garantisce in tutta Italia, ma qui viene ancora una volta
disattesa. Quindi ci aspettiamo che veramente l'Aula dimostri una
responsabilità, come accaduto già altre volte, perché da parte
nostra c'è soltanto questo impegno volto a garantire i diritti alle
donne fin troppo negati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
È iscritto a parlare l'onorevole Ferrara. Ne ha facoltà.
FERRARA. Grazie, Presidente, il tema è assolutamente delicato, ma
ciò deve portarci ad un supplemento - a mio avviso - di
riflessione. Pensare di risolvere una questione che va
indubbiamente ad incidere nella vita delle donne, nella vita delle
famiglie, andando a violare altri diritti, a mio avviso, non è un
modo serio di affrontare la questione. Pensare di condizionare un
contratto di lavoro alle scelte che il professionista possa
compiere nel corso della sua carriera professionale è assolutamente
un errore che esporrebbe in ogni caso, anche qualora questo
Parlamento decidesse di approvarlo, inevitabilmente le direzioni
sanitarie, le ASP e la Regione tutta a dei contenziosi, perché è
inevitabile che un eventuale ricorso darebbe certamente ragione al
professionista.
Condizionare un contratto di lavoro ad una scelta è assolutamente
fuori strada Quindi su questo ritengo che in maniera unanime
dobbiamo prendere una posizione, andare incontro all'emendamento.
Mi fa piacere che dai banchi della Commissione, anche tra i
colleghi dell'opposizione, ci sia, rispetto a questo, unanimità.
Sarebbe un errore grossolano e non lo possiamo e non lo dobbiamo
commettere. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie, Presidente, nel ribadire surreale la discussione
che stiamo affrontando, considerando proprio che la Sicilia è agli
ultimi posti in Italia rispetto alla possibilità di abortire e
quindi con un tasso del quasi 100 per cento, oggi nove medici su
dieci si dichiarano obiettori di coscienza A Catania non è
possibile eseguire l'interruzione volontaria della gravidanza
attraverso l'assunzione di un farmaco. E devo dire che la proposta
che ha fatto l'onorevole Safina e che abbiamo condiviso insieme è
una proposta che parte da lontano. Questo Parlamento, già nella
scorsa legislatura, si è trovato ad affrontare questo dibattito e
soprattutto ha provato in qualche modo a proporre delle soluzioni,
salvo poi vedere terminata la legislatura e non avere portato a
casa il risultato.
La proposta che facciamo oggi, che è del Partito Democratico,
accolta dalla VI Commissione e dai colleghi Burtone, Leanza e
Safina, mira a regolamentare un aspetto e soprattutto mira a
regolamentare quello che è un diritto che purtroppo i siciliani e
le donne siciliane non hanno. E allora, fermo restando che la
modifica del testo con un subemendamento che è pronto e che è stato
già depositato, non so se sia stato caricato dagli Uffici, supera
l'osservazione fatta dall'onorevole Ferrara e anche dall'onorevole
Caronia, però ritengo che se fino ad oggi l'Assessorato, il
Governo, la Regione, non sono riusciti a raggiungere l'obiettivo
attraverso le sollecitazioni o attraverso, appunto, delle
circolari, una norma in questo senso debba essere fatta Dico ciò
perché dobbiamo parlare anche con dati alla mano. Abbiamo avuto
negli ultimi trent'anni una riduzione anche del numero di aborti
che sono stati praticati in Italia, vuoi da un lato perché nascono
sempre meno bambini, vuoi anche perché comunque c'è stata anche
tutta un'attività di informazione rispetto al tema e rispetto a
quello che può essere l'aspetto che ha interessato e che interessa
ancora oggi non solo le donne che abortiscono, perché legate a
problematiche specifiche, ma anche alla fase degli adolescenti.
Quindi se trent'anni fa il numero di aborti che veniva praticato in
Italia erano più di trecentomila, oggi si sono ridotti notevolmente
abbassandosi di più del 70 per cento.
E allora, se da un lato in alcune Regioni d'Italia i medici che
effettuano l'aborto ne praticano uno a settimana, in Sicilia
arriviamo a raggiungere picchi di 13, 14 aborti a settimana. E il
punto è quello che ha sottoposto all'Aula l'onorevole Burtone,
ovvero che i medici abortisti sono inquadrati in quello, come dire,
specifico ruolo e non possono fare altro
Allora se l'Assessorato, se i direttori se noi riusciamo ad
inquadrare i medici abortisti all'interno del Sistema sanitario
regionale, consentendo loro di potere effettuare anche altre
mansioni, magari riusciremo a superare questo aspetto che oggi
limita l'azione che tanti medici non vogliono continuare a portare
avanti perché, appunto, limitante rispetto al profilo lavorativo
che hanno scelto di fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà. E poi l'ultimo intervento dell'onorevole Laccoto.
ASSENZA. Grazie, Presidente, io ho ascoltato con grande interesse
e in alcuni momenti anche con notevole preoccupazione gli
interventi dei colleghi.
Devo dire che gli ultimi sono stati ispirati a una certa
ragionevolezza, mentre qualcuno all'inizio onestamente ha usato dei
toni di presupponenza tale per cui chi non la pensasse come lui o
come loro sarebbe immaturo.
Quindi, c'è stato l'invito a una maturità del Parlamento perché
votare contro questo articolo sarebbe segnale di immaturità.
Allora, io mi iscrivo sin da ora al club degli immaturi e
preannuncio il voto assolutamente contrario a un articolo di questo
tipo
Noi abbiamo una legge che è vigente in Italia, la 194, in Sicilia
siamo più realisti del re perché questa legge pretendiamo di
modificarla a nostro piacimento, con una norma - il terzo comma -
di un'assurdità e di una prevaricazione della volontà veramente
oltre ogni ragionevolezza.
Qui si fa perdere il posto di lavoro a una persona che,
liberamente, decide ad un certo punto di non poter più operare nel
campo abortistico. Siamo arrivati a questo, alla coartazione della
volontà.
Cioè, abbiamo la risoluzione di un rapporto di lavoro perché,
liberamente, un professionista decide di non poter più operare, di
non essere... perché la sua coscienza non gli consente più di
continuare a operare in quel campo. Siamo arrivati a questo punto
E grazie per la concessione Oggi venite qui con un emendamento che
dice "no, no, attenzione facciamo invece, rimettiamo in discussione
che entro 60 giorni l'Azienda deve sostituire il medico . E c'è
bisogno di una norma per questo? Ma siamo all'impazzimento
veramente
E allora io chiedo che questo Parlamento abbia un sussulto di
dignità se ritiene che questo articolo 3 di un testo che, per la
verità, ha degli aspetti positivi, a partire da quello che abbiamo
approvato, dall'articolo 1, anche se riteniamo che possa essere
aggiustato e modificato successivamente o con qualche emendamento
aggiuntivo, abbia un senso. Ma aggravare questa norma che parte con
intento nobilissimo, quello delle cure palliative in un settore
delicatissimo qual è quello dei malati terminali, con una norma che
interviene a gamba tesa su una norma nazionale che ha la sua
efficacia e poi, se siamo tra le regioni che praticano meno
l'aborto, io non credo che questo ci debba tacciare di essere
inferiori alle altre regioni d'Italia.
Cerchiamo invece, semmai, di intervenire su quelle che sono tutte
le opere, tutte le azioni per supportare le donne che in quel
momento sono in grandissima difficoltà e il cui potere interiore
merita il massimo rispetto da parte di ciascuno di noi. Ma questo è
un discorso, altro è dire "interveniamo e obblighiamo comunque il
medico a praticare l'aborto", coartando le coscienze, influendo
sulla libera decisione di un professionista, ma stiamo scherzando
veramente?
Io chiedo davvero che il Parlamento abbia una resipiscenza,
accantoniamo questo articolo 3 e lo discutiamo, lo rimandiamo in
Commissione, lo approfondiamo in maniera diversa supportandolo con
tutte le azioni necessarie per sostenere il grave travaglio
psicologico che le donne affrontano in quei momenti terribili per
loro e terribili per la famiglia in cui questo dramma si pone come
scelta doverosa e, in alcuni casi, addirittura tragica. Ma una cosa
è fare un'opera di questo tipo, altra è addirittura intervenire per
dire "o tu pratichi l'aborto o perdi il lavoro". Ma stiamo
scherzando veramente?
Grazie, Presidente.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
Hanno chiesto di parlare l'onorevole De Luca e, infine, il
Presidente Laccoto. Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca
Antonino.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Semplicemente, io credo che
dobbiamo riportare un attimino la discussione anche a quelli che
sono i canoni che regolarmente adottiamo in questo Parlamento.
Qua non c'è la pretesa né di modificare la legge nazionale -
almeno io non vedo questo intento nell'articolo 3 - né quello di
punire nessuno. Qui c'è semplicemente un'esigenza delle Aziende
sanitarie pubbliche siciliane che si ritrovano carenti non di
ginecologi bensì di ginecologhi abortisti, ragion per cui si chiede
- nei limiti della legge - di predisporre dei bandi e delle
contrattualizzazioni che prevedano che tale figura svolga tale
ruolo senza cambiare idea, per almeno un determinato periodo di
tempo. Quindi, io non è che ti licenzio perché tu cambi idea, io ti
assumo perché hai questa idea E' diverso, perché io ho necessità
di avere quella funzione
Se io domani assumo un ortopedico e a un certo punto non vuole più
ingessare i pazienti perché si è annoiato, non mi serve più
l'ortopedico, collega Assenza, conseguentemente procediamo alla
votazione serenamente che poi si faranno tutte le valutazioni del
caso.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi io sono un credente e nessuno ha
voluto stravolgere quella che era la legge n. 194.
C'è stato un problema in alcune aziende dove praticamente non c'è
stata la possibilità di avere il servizio per quello che doveva
essere un servizio che garantiva a chi ne aveva bisogno e
necessità, a volte con situazioni particolari, di poter praticare
l'aborto, ma questo non vuol dire che noi qui con questa norma
stiamo incentivando l'aborto, me ne guarderei bene
Il discorso è che, come previsto dalla legge n. 194, si è voluto
dare un'importanza nel senso di dare la possibilità, anche con
quello che diceva l'onorevole Burtone, di potere avere dei medici
che se necessitati e se richiesti possano praticamente praticare
l'aborto nell'ambito della legge n. 194.
Per quanto riguarda l'articolo 3 e la parte ultima dell'articolo
3, già in Commissione io avevo sollevato un problema di
costituzionalità e avevo detto che non era possibile. E' scappata
probabilmente per errore materiale per cui vi sono stati due
emendamenti oggi uno soppressivo e uno modificativo.
A questi due emendamenti, l'onorevole Safina d'accordo con la
Commissione, ma ora anche con gli Uffici perché l'abbiamo visto, ha
presentato un subemendamento, fatto proprio dalla Commissione, che
mette anche riparo a quella che era una norma che sicuramente era
incostituzionale perché non si può licenziare un medico se dichiara
di essere obiettore di coscienza.
Questo per chiarire questo aspetto.
E allora, il subemendamento che toglie quella parte recita così -
sostitutivo degli emendamenti 3.1 e 3.2: "Qualora le aziende del
Servizio sanitario regionale per effetto della cessazione dei
rapporti di lavoro o di successiva obiezione da parte del personale
reclutato ai sensi del comma precedente rimangano prive di
personale sanitario non obiettore devono avviare procedure idonee a
reintegrare le aree funzionali del personale medico non obiettore
carente nei limiti delle disponibilità delle piante organiche entro
120 giorni dalla data di obiezione o di cessazione".
Con questo emendamento si supera la parte in cui c'era il
licenziamento ma nel contempo si tenta di dare un messaggio alle
aziende per potere dare almeno questo servizio. E' questo lo
spirito di questa norma.
Quindi, se siamo d'accordo, con questo subemendamento si risolve
quella problematica che giustamente mi ha visto anche in
Commissione...
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Poi gli onorevoli Caronia e Gilistro.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi
sarò brevissimo io credo che lo spirito di condivisione che ha
caratterizzato i lavori odierni dell'Aula ci impone una riflessione
ulteriore su questa norma perché dagli interventi dei colleghi
emerge una divisione profonda sulla norma così come la ritroviamo
nel testo, quindi, chiedo al Presidente di accantonare l'articolo
in questione e in discussione per consentire, appunto, una
trattazione più condivisa dalle varie forze politiche presenti in
Aula.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Caronia. Prego
onorevole.
CARONIA. Grazie, Presidente, anch'io sarò brevissima, mi associo
alla richiesta fatta dall'onorevole Lombardo poiché io ritengo che
sia importante che in questo dibattito, che non è una cosa da
prendere sottogamba perché stiamo parlando di un tema di una
delicatezza enorme e così, quando si parla di temi così importanti,
io credo che necessita anche approfondire, se del caso anche
rimandare, piuttosto che fare qualcosa che magari non possa
raccogliere il sentimento di tutti coloro i quali in quest'Aula
stanno esprimendo anche un personale convincimento.
Io credo che sia assolutamente ineludibile l'aspetto che io
poc'anzi ho anche citato, cioè l'applicazione della 194 deve
guardare anche alla prevenzione delle gravidanze indesiderate,
perché parte del disegno di legge, cioè della legge, perché si
parla di educazione sessuale nelle scuole, che i dati
dell'Organizzazione mondiale della sanità confermano che è uno
degli strumenti più efficaci per ridurre l'incidenza delle
gravidanze precoci e indesiderate, di aborti, ma anche di
infezioni sessualmente trasmissibili o di episodi di abusi e/o
discriminazioni legate proprio all'aspetto sessuale.
Ora, io sinceramente, ripeto, la legge 194 ha segnato un punto per
l'Italia ma noi non possiamo oggi guardare soltanto un aspetto,
abbiamo delle carenze legate a quello che è il mondo che sta
attorno all'evento dell'interruzione di gravidanza che noi stiamo
in qualche modo mettendo da parte.
Io non credo che sia un metodo di lavoro efficace per dare una
risposta ai siciliani, io dico confrontiamoci ulteriormente,
mettiamo un attimo da parte la norma, vediamo di trovare delle
risorse che ci consentano anche di accompagnare la donna a una
scelta che sia veramente una scelta, perché a volte, quando una
donna si riduce in quelle condizioni, non è detto che sia veramente
convinta, non è detto che si ritiene di non avere nessun'altra
possibilità, ma se ci sono le istituzioni accanto a una donna che
l'aiutano nel percorso, sia che precede o che arrivi dopo, io credo
che abbiamo fatto davvero un buon lavoro, perché affrontare
soltanto un aspetto, mi sembra oggettivamente molto restrittivo.
Scusatemi, colleghi, non me ne voglia il collega De Luca, ma non
possiamo dire che un obiettore può essere messo al pari di colui il
quale non si sente più di fare i gessi, perché è chiaro che è un
argomento troppo delicato, chi è obiettore può anche obiettare di
decidere, anche quella è una libertà
Io sono per la libertà, ma in questo senso anche chi sceglie di
non farlo non possiamo metterlo alla pubblica gogna, quindi è un
argomento talmente delicato che merita grande rispetto da tutti noi
e io ritengo che sia necessario un approfondimento ulteriore.
Grazie.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Gilistro,
Dipasquale e Safina. L'onorevole Safina rinuncia, quindi gli
onorevoli Gilistro, Dipasquale e Grasso. Prego, onorevole.
GILISTRO. Presidente non voglio entrare nel merito, si è dibattuto
già abbastanza e credo che ci siano determinati equilibri e non
voglio discutere su questo, però, mi viene in mente, essendo io un
medico e mi immedesimo nello specialista medico che ha impiegato
sei anni per laurearsi, cinque anni per diventare specialista
ginecologo, e allora io mi chiedo - secondo me il problema sta in
questo fattore determinante, a mio avviso - se ci sono pochissimi
medici abortisti e noi obblighiamo quei pochi che ci sono a fare
solamente aborti e come abbiamo detto prima è lì che sta il punto,
mettetevi anche dalla parte di chi sta facendo solo aborti,
dall'altra parte, dalla parte della coscienza di chi fa solo
aborti, come se fosse un addetto.
Io credo che l'equilibrio in questo momento vada trovato lì, non
solo quelli che fanno aborti e nient'altro ma ginecologi che nella
loro professione possono espletare tutta la loro professionalità,
questo è il punto su cui dobbiamo discutere. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole
Dipasquale, prego onorevole.
DIPASQUALE. Signor Presidente, va bene, io rinuncio ad interviene
l'onorevole Burtone.
Comunque, noi abbiamo avuto una discussione seria, attenta, è
stata fatta prima in Commissione dove c'è stato un ruolo importante
e, guardate, io per primo, mi sono sentito rappresentato non solo
dalle donne del mio partito ma dalle donne di tutta l'Assemblea,
perché è un argomento così importante, così delicato, così profondo
che veramente noi che abbiamo la fortuna di averne alcune, poche, e
ci auguriamo di averne sempre di più, sono state loro che hanno
trainato il dibattito e il confronto all'interno dell'Aula e poi
c'è stato anche il supporto dei medici, ovviamente noi abbiamo
avuto la fortuna di avere l'onorevole Burtone, che ci ha dato anche
questo contributo professionale e ci ha messo in condizione di
esercitare un ruolo. E abbiamo avuto la fortuna di avere un
Presidente di Commissione, con il resto della Commissione, che ha
fatto prevalere il buon senso e ha messo tutti in condizione finora
di raggiungere sintesi.
Quindi, io la prego Presidente di non mortificare tutto quello che
c'è stato con un rinvio, questo non è per i discorsi che ci sono
stati, per gli sforzi che sono stati fatti, non è un argomento che
può essere rinviato, significherebbe mortificare tutto quello che
c'è stato in questi giorni, quello che c'è stato nella Commissione,
la discussione che c'è stata oggi in Aula
E' un momento in cui va fatta una scelta, è stata trovata,
Presidente, una sintesi, la sintesi è stata trovata in Commissione,
che l'Aula si esprima, ma la non espressione, il non voto,
rimandare con la sensazione non di voler far meglio ma con la
sensazione che rimandare serva solamente a non discutere, a non
affrontare l'argomento, questo è brutto. E' brutto per il confronto
che c'è stato, per la serietà con cui sono stati affrontati questi
temi, quindi, io mi affido veramente a lei Presidente, mi affido a
lei affinché l'Aula continui su questo percorso, che voti questa
sera e che chiuda questa prima parentesi. Poi ci saranno altri
momenti per riempirla di contenuti, di contenuti finanziari, di
contenuti economici, di contributi etici e di tutto quello che
vogliamo metterci ma, intanto, oggi dobbiamo dare seguito a quello
che è stato questo grande lavoro, che è stato primo lavoro di
sintesi politica e poi anche nei contenuti.
PRESIDENTE. Come in ogni cosa cerchiamo comunque di trovare sempre
delle sintesi, vediamo intanto di completare gli interventi con le
persone che si sono iscritte a parlare.
Onorevole Gilistro, io l'ho vista, la farò riparlare quando avremo
completato il giro degli interventi di tutti i colleghi, al netto
del fatto che già neanche si potrebbe fare.
E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.
GRASSO. Semplicemente, Presidente, io mi trovo d'accordo con
quanto poc'anzi affermato dall'onorevole Caronia e dall'onorevole
Lombardo, perché è vero nel rispetto di tutte le posizioni, perché
qui c'è, nonostante si possa pensare di essere distaccati da un
tema, che è un tema etico, un tema morale, è un tema che riguarda
la libertà di scelta di ogni singola donna, però la modifica della
194, la legge 194 come bene si diceva prima, ha segnato un passo
importante, però prima di procedere ad una modifica, a mio avviso,
la norma dovrebbe contemperare altro e, quindi, dei percorsi che
possano aiutare la donna a scegliere liberamente anche di abortire;
abbiamo rinviato tante altre norme in Commissione, posticipare e
votare la prossima settimana non credo che precluda niente, perché
si può semplicemente migliorare l'articolo, prevedendo tutto quello
che comunque deve essere prioritario prima della scelta come il
supporto alla maternità, il consultorio, un aiuto, un supporto
psicologico, perché molte volte una donna si ritrova da sola anche
a dovere fare delle scelte, senza nessun supporto ed emotivamente
pensa di non potercela fare: siccome si tratta di sopprimere
comunque una vita, quella scelta va fatta con consapevolezza. Non
siamo qui per dire no assolutamente, no, perché significa anche
violare la libertà di una donna che non si senta di portare avanti
la gravidanza, però di dare tutte quelle forme di tutela prima di
arrivare alla scelta e penso che sia di dovere di ogni legislatore,
è solo questo il mio pensiero.
PRESIDENTE. Il tema non è soltanto questo, il tema è un intervento
da parte di un deputato di maggioranza e uno di opposizione circa
il voler andare avanti o meno sulla questione relativa a questo
emendamento.
Quest'Aula più volte ha fatto delle sintesi e non mancherà neanche
stavolta un momento di confronto per fare qualcosa che sia
quantomeno condivisa, mi pare, però, strano che dopo che questo ddl
è stato in Commissione, diverso tempo, ancora si chieda, comunque,
del tempo.
Cionondimeno, prima completiamo gli interventi. E' iscritto a
parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. In effetti mi
sembra che questo dibattito sia utile al di là degli esiti dei
lavori della Commissione di merito, è utile perché in effetti
chiama in causa una dimensione di scelte etiche, morali che poi
rinviano d'altra parte, come già ricordato da altri colleghi, ad
una dimensione che è quella delle libertà. Lo ha detto prima bene
anche la collega Caronia e mi fa davvero specie che proprio dalle
parti del Partito Democratico che si contraddistingue sempre
certamente per un approccio progressista a tutela delle libertà, si
ponga il tema che possa persino essere revocato il contratto ad un
professionista che sceglie di cambiare idea. Agli amici, ai
colleghi del Partito Democratico, ricordo San Paolo che ebbe a
cambiare idea sulla via di Damasco, lo si può fare, in quel caso
l'idea, quella di perseguitare i cristiani, ebbene San Paolo decise
di cambiare opinione. Ma fu una scelta d'arroganza? No, fu una
riflessione, in quel caso ci fu persino una luce, allora dico da
cristiano, Presidente, che effettivamente questo dibattito è utile
e non me ne voglia la Commissione se su un tema così importante si
può arrivare a fare delle scelte.
Dico agli amici del PD che quello della libertà è un principio
importante e che è legittimo pensare di poter cambiare idea anche
per un medico e allora, siccome so che voi la pensate alla stessa
maniera, questo deve valere sempre, anche quando c'è qualcuno che
la pensa diversamente da voi
Quindi, Presidente, credo che sia utile pensare di accantonare
questo articolo altrimenti penso che ci troveremo costretti a
chiedere il numero legale ma confidiamo nei lavori sempre attenti
di questa Presidenza e auspichiamo che si possa creare questo
ulteriore momento di approfondimento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Abbiamo fatto un
lungo dibattito in Commissione. La Commissione poi ha votato
all'unanimità, ha votato all'unanimità ed erano presenti tutti i
Gruppi parlamentari, quindi non c'è stata - forse qualcuno era
assente, però l'onorevole Lombardo dice che il proprio Gruppo non
era rappresentato - però rispetto, e c'era chi era assente, dico
soltanto che la Commissione si è espressa all'unanimità ma si è
espressa all'unanimità perché non ha fatto un discorso ideologico
che questa sera si sta facendo. Gli unici a non essere presenti qui
sono quelli che non possono, che non hanno le possibilità
economiche, che si rivolgono al servizio pubblico e non hanno un
servizio, perché chi è in condizione di abortire in una clinica
privata lo fa senza problemi. Abbiamo cercato di dare una risposta
ad un problema, lo abbiamo fatto per chi deve fare le cure
palliative, mancano i medici specialisti, bene, chi ha una
certificazione, un'esperienza può fare il medico che si occupa di
cure palliative, dopo di che abbiamo detto: ma può essere che negli
ospedali non ci siano medici non abortisti? Ci sono tutti che si
dichiarano non abortisti, c'è qualcuno che può fare l'attività di
aborto, legittimamente, previsto dalla legge, qui, onorevole
Caronia, non c'è nessuna modifica della legge 194, qui non stiamo
discutendo nuovamente del sostegno psicologico, c'è gente che ormai
dopo tanti anni, con la legge matura, farmacologicamente - perché
l'aborto si può fare anche farmacologicamente - o chirurgicamente,
chiede di essere sostenuta in questo atto medico, atto medico che
viene fatto con scelta consapevole di chi ha un autodeterminazione,
qui non c'è imposizione per nessuno.
Bene, era stato fatto forse un eccesso, si era detto siccome si
entra come medici abortisti e dopo qualche mese si diventa non
abortista, vediamo di dare un percorso quasi lineare di mantenere
questo ruolo, è stato fatto un dibattito e noi lo abbiamo
ascoltato, caro onorevole Caronia, abbiamo ascoltato tutti, abbiamo
cercato di prendere quello che emergeva, quindi, noi non intendiamo
obbligare, stia tranquillo l'onorevole Figuccia, che noi non
intendiamo obbligare nessuno, l'emendamento che ha espresso il
Presidente della Commissione, all'unanimità composta dai
componenti, dice proprio questo, si entra come medici abortisti?
Non lo si vuole più fare? Però l'Asp, l'Assessorato, promuove altri
concorsi, che cosa c'è di obbligatorio in tutto ciò?
La verità è che dopo aver assunto una posizione non la volete
cambiare, pur avendo consapevolezza che la norma ora è una norma
che risponde a quelle che costituiscono un'esigenza presente nella
nostra comunità di strutture ospedaliere che non hanno medici che
praticano in maniera legale l'aborto Vogliamo tornare ai tempi
antichi quando l'aborto si faceva illegalmente? Chi non aveva la
possibilità di entrare in una clinica, in un certo modo, doveva
ricorrere, tra virgolette, all'ostetrica o a chi lo faceva perché
pratica di queste attività?
Io credo che, legittimamente, qui il dibattito noi non abbiamo
avuto una posizione, guardate la posizione è questa, prendere o
lasciare. Abbiamo detto, abbiamo ascoltato e l'emendamento che il
Presidente ha letto è un emendamento che riprende le cose che
abbiamo detto e le riprende tutte, se poi lei, onorevole Caronia,
dice che dobbiamo ridiscutere la 194 la faccia ridiscutere a Noi
Moderati a livello nazionale, questa è una Regione che deve dare
diritti a tutti, anche a quelli che non sono qui rappresentati, a
chi ha un'esigenza di un atto medico, qui non c'è il discorso
religioso, ognuno ha le proprie credenze, ha le proprie attitudini
religiose, fa una scelta di fede, chi è contrario all'aborto non va
in ospedale ad abortire, chi è a favore dell'aborto, chi per motivi
vari decide di abortire per motivazioni profonde, professionali, va
rispettato e la Regione, che deve dare un servizio a queste
comunità, a questi soggetti, a questi cittadini, quindi, qui non
c'è nulla, volete rimandare, volete prendere tempo, votiamo, c'è
una proposta di eventuale rinvio, Presidente, ognuno si assuma la
propria responsabilità, qui noi non obblighiamo nessuno, chi può
obbligare casomai in alcuni momenti è la maggioranza, l'opposizione
qui dialoga, ha dialogato riprendendo le cose che voi avete detto e
abbiamo rispettato il dibattito che c'è stato in Aula, dopodiché
abbiamo prodotto un emendamento che fosse riassuntivo delle
posizioni di tutti e mi pare che c'è stata una posizione di
principio, le posizioni di principio le potete far valere, certo,
non rappresentano tutti i siciliani e chi è Governo ha il dovere di
rappresentare tutti i siciliani
(applausi dai banchi di sinistra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
Chiedo all'onorevole Burtone se può salire in Presidenza.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Diciamo che l'onorevole Burtone ha un po' esautorato l'intervento
perché qua c'è un equivoco di fondo. Dal tenore degli interventi
che ci sono stati, qui infatti non è che stiamo modificando la
legge 194, anche perché non ne avremmo le competenze, sarebbe
illegittimo Per cui quello che si chiede è garantire un diritto e
garantire un servizio, semplicemente questo, che lo si faccia nel
migliore dei modi Con quell'emendamento io credo, proposto dalla
Commissione, che si siano superate le criticità di cui abbiamo
parlato per cui si voti perché le donne che hanno fatto una scelta
consapevole hanno il diritto di avere un servizio e di avere
garantito un diritto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Era
solo per cercare, scusate, sono completamente afono. Era solo per
chiarire quello che era l'aspetto che avevo messo in evidenza poco
fa. La mia domanda, Assessore, colleghi: questa penuria di
ginecologi abortisti è dovuta al fatto che poi vengono relegati
solo a fare aborti e, quindi, mi perdoni, il 90% di quelli che si
ritengono, si dichiarano obiettori di coscienza, alla fine, siano
obiettori di coscienza perché non vogliono fare solo quello? Questa
era la domanda, e lì che dovremmo dipanare perché se riuscissimo a
dare, a tutti quanti, chi si è laureato, si è specializzato, di
poter continuare la propria professione, non si dichiarerebbe
probabilmente obiettore di coscienza per non finire in quella
lista.
PRESIDENTE. Colleghi, visto e considerato che io ho seguito,
purtroppo, la metà degli interventi perché mi sono alternato con
l'onorevole Di Paola, visto e considerato che il tema è un tema
assolutamente importante e che, comunque, una volta che prendiamo
una decisione è una decisione che si riflette su milioni di
persone, non c'è volontà da parte della Presidenza di posticipare o
stralciare un tema perché le posizioni prima o poi si devono
prendere, quanto meno così come si è fatto in passato e cercare di
capire, anche con una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, se c'è un ragionamento condiviso, credo che sia una
strada assolutamente percorribile.
Quindi, noi sospendiamo l'Aula per un quarto d'ora, chiedo ai
Presidenti dei Gruppi parlamentari di poter venire in Sala lettura.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.28, è ripresa alle ore 20.04)
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Colleghi, vorrei un secondo, onorevole Giambona, che mi
ascoltassero l'onorevole Burtone rispetto anche all'intervento che
ha fatto, e tutti gli altri colleghi, visto e considerato che i
componenti di quest'Assemblea non devono scappare e comunque devono
prendere delle decisioni. Visto e considerato, inoltre, che domani
l'assessore per la salute non potrà essere presente in Aula perché
ha un incontro importante a Roma e certamente non possiamo
chiederle di rinunciare a un confronto con la Commissione Salute,
ricordo che il calendario dei lavori prevedeva che il 15 e il 16 di
questo mese si sarebbero votati i disegni di legge incardinati
all'ordine del giorno e la settimana prossima, come ben ricorderete
non c'è Aula e il 29 il 30 aprile ci sarà attività ispettiva. Dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, l'accordo che si
è trovato è che domani si andrà avanti con tutti gli altri disegni
di legge ma nessun altro disegno di legge potrà essere incardinato
in Aula intanto che non chiuderemo questo disegno di legge, che
sarà rimandato alla seduta del 6 maggio 2025.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 16
aprile 2025, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 20.05 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XV SESSIONE ORDINARIA
172a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 16 aprile 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disposizioni varie in materia di edilizia (n. 738
Stralcio IV Comm quinquies/A)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme in materia di sanità (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) Disposizioni varie in materia di politiche abitative (n. 738
Stralcio IV Comm quater/A) (Seguito)
Relatore: on. Carta
3) Norme in materia di società a partecipazione pubblica. Modifiche
alla legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3 (n. 738 Stralcio II Comm
bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
4) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella
1 Copia del citato decreto presidenziale, in uno all'inerente
documentazione, sono acclusi in allegato al Resoconto stenografico.