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Resoconto d'Aula della Seduta n. 171 di martedì 15 aprile 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.06

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni  in
  contrario, nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Schillaci sarà in missione il
  17 maggio 2025.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


                   Giuramento di Assessore regionale

   PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno, che  reca:
   Giuramento di Assessore regionale .

   Comunico che, con PEC del 14 aprile 2025 protocollata al n. 11819-
  DIG/2025  di  pari  data, la Segreteria generale  della  Presidenza
  della  Regione,  ai  sensi dell'art. 13 della  legge  regionale  28
  ottobre  2020,  n.  26 (legge statutaria), ha trasmesso  copia  del
  decreto  presidenziale n.  69/Area 1/S.G.  del  14  aprile  2025  e
  copia  della  nota  prot. n. 2068/Gab del 9  aprile  2025  recanti,
  rispettivamente,  la  nomina  del  dott.  Francesco   Colianni   ad
  Assessore  regionale, con preposizione all'Assessorato dell'energia
  e  dei  servizi  di pubblica utilità, e le dimissioni  irrevocabili
  dell'on. Giovanni Di Mauro dalla predetta carica.

        (Si dà lettura di stralcio del decreto presidenziale)1

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Ricordo  altresì  che, ai sensi dell'articolo 3,  comma  3,  della
  citata  legge  regionale  n. 26 del 2020, gli  Assessori  regionali
  nominati  dal  Presidente  della  Regione,  prima  di  assumere  le
  funzioni   giurano  dinanzi  a  lui,  al  cospetto   dell'Assemblea
  regionale  siciliana in seduta pubblica, di esercitare  le  proprie
  funzioni al fine di perseguire il bene inseparabile dello  Stato  e
   della Regione.

     (L'Assessore regionale fa ingresso in Aula prendendo posto al
                          banco del Governo)

   Do  pertanto  lettura della formula del giuramento, desunta  dalla
  citata legge statutaria n. 26 del 2020:  Giuro di esercitare le mie
  funzioni  di  Assessore  regionale al fine di  perseguire  il  bene
  inseparabile dello Stato e della Regione .

   Invito l'Assessore Colianni ad alzarsi in piedi, rispondendo:   Lo
  giuro .

                 (Segue il giuramento dell'Assessore)

   Sono  stati  così espletati gli adempimenti previsti  dalla  legge
  statutaria  per  l'assunzione delle funzioni  da  parte  del  nuovo
  Assessore regionale.
   Allora, faccio gli auguri al neo assessore Francesco Colianni  col
  quale ho condiviso tanti anni di esperienza politico-universitaria,
  insieme anche ad altri amici e a un collega, Giuseppe Lombardo, gli
  faccio  un  grande  in  bocca  al  lupo  per  questi  anni  che  ci
  accompagneranno fino alla fine di questo mandato e permettetemi  di
  ringraziare l'onorevole Di Mauro per il lavoro svolto sino a questo
  momento. Auguri


                              (Applausi)

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Adorno.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Prima  di  qualsiasi genere di intervento che tanto non penso  sia
  sull'ordine dei lavori, c'è la scusa dell'ordine dei lavori per poi
  fare un altro intervento, cosa che non si potrà più fare, onorevole
  De Luca, sospendiamo l'Aula un quarto d'ora per fare una Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari e decidere il  percorso  da
  seguire. Potrà dire in "Capigruppo"...
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.13, è ripresa alle ore 15.39)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Allora,  colleghi, siamo al disegno di legge n. 738  Stralcio  III
  Comm bis/A.
   Invito  il Presidente Vitrano a prendere posto tra i banchi  della
  Commissione.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Balsamo e Zitelli.

   L'Assemblea ne prende atto.

   parlamentare

      Comunicazione di nomina alla carica di Presidente di Gruppo
                             parlamentare

   PRESIDENTE. Con la presente si comunica la cessazione della carica
  di  Presidente  del  Gruppo  parlamentare  Popolari  e  Autonomisti
  dell'onorevole   Giuseppe  Castiglione  e  la  contestuale   nomina
  dell'onorevole Giovanni Di Mauro a Presidente del Gruppo medesimo.

   L'Assemblea ne prende atto.


    Discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio III Comm bis/A

   PRESIDENTE. L'onorevole Vitrano? Si passa all'articolo  1.  Ne  do
  lettura:

                               «Art. 1.
   Modifiche di norme finalizzate all'accelerazione delle procedure
                          di liquidazione dei
                      Consorzi ASI della Sicilia

   1.  All'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8  e
  successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  secondo  periodo  del comma 9, le  parole:   I  commissari
  liquidatori, espletate le dovute procedure finalizzate alla vendita
  dell'attivo  patrimoniale, subordinano i preliminari e i  contratti
  di  vendita  alla  condizione sospensiva che la Regione,  entro  il
  termine di 30 giorni dalla comunicazione dei commissari liquidatori
  all'Assessore  regionale  per l'economia e all'Assessore  regionale
  per  le  attività produttive, non deliberi l'acquisto alle medesime
  condizioni. , sono soppresse;

   b) il comma 9-bis è sostituito dal seguente:
    9-bis.  Tutti i beni del patrimonio consortile di cui al comma  9
  devono essere venduti, salvo quanto previsto dal successivo comma 9-
  ter,  ricorrendo  a  procedure  di  evidenza  pubblica  secondo  le
  previsioni  del  presente  articolo. Il provvedimento  con  cui  si
  dispone  la vendita è pubblicato sul sito internet di ogni  singolo
  Consorzio  ASI  in  liquidazione  e  dell'Irsap,  nonché  sul  sito
  istituzionale   di  Unioncamere.  Successivamente   alla   vendita,
  l'autorizzazione  all'insediamento e la sua gestione  è  attribuita
  alla  competenza dell'Irsap nell'ambito delle funzioni al  medesimo
  Istituto ascritte. ;

   c) il comma 9-ter è sostituito come segue:
    9-ter.  Alle imprese insediate nei beni immobili di cui al  comma
  9,  preliminarmente all'avvio delle procedure di evidenza pubblica,
  è  attribuito  il diritto di acquisto degli immobili  in  cui  sono
  insediate,  previa  regolarizzazione,  prima  della  cessione,  del
  debito  per  canoni locativi o di concessione o di occupazione,  al
  prezzo di vendita stimato secondo le previsioni di cui al comma  9.
  Il  trasferimento dovrà avvenire entro e non oltre 120 giorni,  non
  prorogabili, dall'esercizio del diritto. ;

   d) il comma 9-quater è sostituito dal seguente:
    9-quater. Le procedure di evidenza pubblica, nonché le  procedure
  di   cui   al   comma  9-ter,  sono  precedute  dalla  compilazione
  dell'elenco   dei  beni  da  alienare,  trasmesso  dal  commissario
  liquidatore    all'Assessorato   alle   Attività    Produttive    e
  all'Assessorato  all'Economia. Tali  Assessorati  possono  proporre
  alla  Giunta  regionale di deliberare l'acquisto  in  favore  della
  Regione, al prezzo determinato ai sensi del comma 9. ;

   e) il comma 9-quinquies è sostituito dal seguente:
    9-quinquies.  Nelle  procedure ad evidenza  pubblica  di  cui  al
  presente articolo, alle imprese regolarmente insediate è attribuito
  il  diritto  di prelazione su immobili limitrofi, che potrà  essere
  esercitato  entro  60  giorni dalla comunicazione  del  commissario
  liquidatore   dell'aggiudicazione  del  bene,  pena  la   decadenza
  dall'esercizio del diritto stesso. Durante tale termine  è  sospesa
  la  stipula del contratto in favore dell'aggiudicatario, a meno che
  lo stesso sia il soggetto titolare del diritto di prelazione. ;

   f) dopo il comma 9-quinquies è aggiunto il seguente comma:
    9-sexies.  Nell'ambito  delle procedure  di  vendita  di  cui  al
  presente articolo, è ammessa la decurtazione dal prezzo di  vendita
  dei  canoni  già  versati  in esecuzione del  contratto,  solo  ove
  legittimamente  prevista  nel contratto medesimo,  e  comunque  nel
  limite del prezzo di vendita. .

   2.  L'articolo  79  della legge regionale 7 maggio  2015  n.  9  è
  abrogato.».

   Ci  sono due soppressivi, l'1.1 e l'1.3, a firma dell'onorevole De
  Luca Antonino.
   Sono mantenuti o ritirati?
   Sono  due  soppressivi, se vuole aprire il file lo può fare,  però
  sono   due  emendamenti  soppressivi:  uno  che  riguarda  l'intero
  articolo e uno che riguarda il comma 1.
   Sì,  stiamo parlando dell'articolo 1 del disegno di legge  n.  738
  Stralcio III Comm bis/A.

                                Congedi

   PRESIDENTE. L'onorevole Balsamo è considerato in congedo anche per
  domani.

  Seguito della discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio III
                              Comm bis/A

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  semplicemente  una  questione, prima di  ritirare  gli  abrogativi,
  anche  affinché questa maggioranza e questo Governo si assumano  la
  responsabilità  di  ciò  che quest'Aula deciderà.  Sappiamo  tutti,
  infatti,  che  questa  legge  non può  funzionare  in  alcun  modo,
  soprattutto se si ha riguardo alla fase liquidatoria che, in questo
  momento,  le  ASI stanno vivendo, perché l'applicazione  di  questa
  legge,  che  cerca  di accelerare su alcuni provvedimenti,  servirà
  semplicemente  a  ingarbugliare ancora di  più  i  procedimenti  di
  liquidazione   che  così  procedendo  saranno   anche   quasi   una
  liquidazione  in  frode ai creditori, visto che  stiamo  andando  a
  spogliare  le ASI di quel patrimonio che invece dovrebbe servire  a
  soddisfare i creditori.
   Sarebbe  stato probabilmente più lungimirante andare a  realizzare
  un sistema simile a quello che fu realizzato quando nacquero le ASP
  e  si  misero  in liquidazione le ASL, quindi lasciando  le  ASL  a
  ripianare  i  debiti che avevano creato e nacquero le ASP,  invece,
  che  erano degli enti con dei bilanci in regola. Probabilmente,  si
  sarebbe potuto studiare un meccanismo simile utilizzando le  IRSAP,
  quindi facendo transitare il patrimonio senza per questo lasciare i
  creditori senza alcun tipo di garanzia.
   In  questo caso, io credo che con legge si stanno sottraendo  beni
  alle garanzie dei creditori delle ASI
   Non  vedo  futuro  per  questo  disegno  di  legge,  però  se   la
  maggioranza e il Governo preferiscono continuare prendendo in  giro
  le  aziende che attendono soldi, le aziende siciliane che attendono
  soldi  da  una vita dalle ASI, continuate così perché evidentemente
  questa è la politica di questo Governo, di questa maggioranza.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Quindi  sono  ritirati gli  emendamenti  soppressivi,
  onorevole?

   DE LUCA Antonino. Sì.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 1.4, che è  a  firma  della
  Commissione. E' un emendamento tecnico.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
   Assessore, c'è l'emendamento 1.4, a firma della Commissione.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  intervengo
  anche  per chiedere come intendiamo procedere, perché, al  pari  di
  quanto  ha  rappresentato l'onorevole De  Luca,  sulla  portata  di
  questa normativa che noi stiamo adesso ragionando, giacché ci  sono
  norme anche impattanti sulle IRSAP, aree industriali, su quello che
  è  un  po' l'apparato complessivo a livello regionale dal punto  di
  vista  economico, avremmo necessità, io ritengo,  di  un  confronto
  oltre   che   con  l'autorevole  Commissione  preposta  anche   con
  l'assessore per l'economia.
   Ritengo  che  sia  necessario in questa  fase  capire  qual  è  la
  posizione  dell'assessore per l'economia Dagnino, così  da  poterci
  anche interfacciare con lui e avere un quadro più completo rispetto
  a  quelli che possono essere gli effetti degli articoli che  adesso
  andiamo ad esaminare.
   Quindi,  Presidente, io ritengo, se è possibile, magari capire  se
  l'assessore  è disponibile perché su qualche argomento  oggetto  di
  discussione un chiarimento sarebbe utile da parte del Governo,  non
  vedo  altri assessori che possano dare conforto da questo punto  di
  vista,  quindi mi sembra il minimo avere la presenza dell'assessore
  in Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole Giambona, in teoria la  competenza  sarebbe
  delle attività produttive...

   SUNSERI. E' dell'assessore Dagnino

   PRESIDENTE.  In  tutti  i  casi facciamo un  passaggio,  chiedendo
  all'assessore  Aricò  se può richiedere la  presenza  in  Aula  dei
  colleghi.
   Onorevole  Giambona,  mi  rivolgo a lei, l'Assessore  Dagnino  sta
  arrivando;  nel  frattempo,  passiamo  all'articolo  2?  Intanto  è
  arrivato l'assessore Dagnino.
   Assessore,  siamo  all'articolo 1 del  disegno  di  legge  n.  738
  Stralcio III Comm bis/A.
   L'onorevole  De  Luca Antonio intanto ha ritirato gli  emendamenti
  soppressivi.

   DE  LUCA  Antonino.  Presidente, adesso  che  c'è  l'assessore  di
  competenza, volevo porre un quesito.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.

   DE  LUCA  Antonino. Grazie. Assessore Dagnino, mai come in  questo
  caso  la  sua  funzione di assessore al bilancio, ma anche  la  sua
  professione  di avvocato che tante volte ha difeso  la  Regione  in
  tanti  contenziosi, può offrire un contributo all'Assemblea, perché
  leggendo questo testo mi è sembrato quasi che stessimo cercando - e
  di   questo   se   andrete  avanti  dovrete  anche   assumervi   la
  responsabilità - di codificare in un testo normativo quello che  mi
  sembra essere una cessione di beni che non potranno più garantire i
  creditori delle ASI, sembra quasi  di voler codificare un danno  ai
  creditori
   Allora, mi chiedo, se invece di scegliere questa strada che  cerca
  solo  di velocizzare e probabilmente neppure riuscirà a raggiungere
  questo obiettivo, la liquidazione, la svendita dei beni delle  ASI,
  se  non  sarebbe  stato più fruttuoso trasferire questi  beni  alle
  IRSAP  e creare quindi una sorta di bad company, poi per continuare
  a  garantire  i creditori nella fase liquidatoria, un  procedimento
  simile  a  quello che fu realizzato quando con legge  nazionale  si
  decise  di mandare in soffitta le vecchie ASL e di fare nascere  le
  nuove ASP.
   Nei procedimenti di liquidazione delle vecchie ASL si incontrarono
  gli  stessi problemi che state incontrando nel liquidare le  ASI  e
  allora  fu fatta questa scelta, di cui continuano ancora le ASL  in
  liquidazione a soddisfare i creditori man mano che questi si  fanno
  avanti e i procedimenti si concludono. Così facendo, invece, sembra
  che  stiate soltanto cercando di velocizzare quello che è un grande
  ingarbuglio  da cui resteranno strozzate le aziende  siciliane  che
  già  da  anni  tentano  invano di recuperare i  propri  crediti.  E
  allora,  io mi chiedo se sia volontà di questo Governo e di  questa
  maggioranza, anziché riconoscere il diritto di creditori a ottenere
  una  giusta  liquidazione delle proprie prestazioni, se la  volontà
  sia  proprio quella di metterle in crisi, rendendo il soggetto  non
  in  grado  di  soddisfare le legittime pretese, per  poi  andare  a
  realizzare  altre  norme di sostegno alle imprese attraverso  leggi
  regionali o attraverso gli istituti regionali, attraverso  i  quali
  poi  lanciare  la  provvidenziale ciambella che salva  tutti,  dopo
  averle messe a mollo in mezzo all'oceano

   PRESIDENTE.  Siamo arrivati all'articolo 1 e siamo all'emendamento
  1.4.
   La domanda che aveva fatto l'onorevole Giambona, la vuole ripetere
  all'assessore, cosicché possa eventualmente risponderle? Prego.

   GIAMBONA.  Presidente,  io  ribadisco  quella  che  è   stata   la
  ricostruzione dell'onorevole De Luca. Vorremmo capire la  posizione
  del Governo rispetto a quello che è l'impianto normativo, circa  le
  garanzie  nei  confronti  delle aziende  che  devono  recuperare  i
  crediti  dei consorzi stessi. Semplicemente avere una delucidazione
  se  questa  impostazione  della  norma,  così  come  esitata  dalla
  Commissione,  permette  in  un certo qual  modo,  non  permette  di
  evitare  agli  enti stessi di recuperare quelli  che  sono  crediti
  importanti. Per cui, da parte dell'assessore ci aspettiamo una  sua
  risposta  in tal senso, perché riteniamo sia fondamentale,  giacché
  lui  segue  per  larga scala quelle che sono le  attività  volte  a
  procedere alla liquidazione delle aree di sviluppo industriale,  se
  questa norma, così complessivamente intesa, risponde effettivamente
  alle  esigenze, non solo appunto di procedere alle procedure  testé
  previste ma anche di dare garanzia ai creditori che ruotano attorno
  alle Aree di sviluppo industriali siciliane.

   PRESIDENTE.  Vuole intervenire, assessore Dagnino? Ah,  interviene
  il Presidente?

   VITRANO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che sia  l'impostazione  dei
  colleghi  un  po'  fuorviante, nel senso che le aziende  non  hanno
  crediti  nei confronti delle ASI, casomai è al contrario. La  norma
  prova  a  far  recuperare alle ASI somme per crediti  mai  esigiti,
  quindi è esattamente il contrario. Si tenta di dare l'ultima chance
  ai  proprietari, agli assegnatari di immobili o di terreni che  per
  anni  non  hanno  pagato, in modo che le si recuperi,  cercando  di
  pagare  poi i creditori, ma sono molto limitati rispetto ai  debiti
  che sono a carico delle aziende.

   PRESIDENTE.  Siamo  all'emendamento 1.4.  Il  parere  del  Governo
  sull'1.4, assessore?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.4. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 1.5, a firma dell'onorevole Di Paola. Il
  parere  della Commissione? Intanto è mantenuto, ritirato, onorevole
  Di  Paola? E' precluso, scusi, l'1.5, con quell'emendamento e l'1.7
  sono preclusi.
   Si  passa all'emendamento 1.8, a firma dell'onorevole Di Paola. E'
  mantenuto dall'onorevole Di Paola o ritirato?

   DI  PAOLA. No, Presidente, è mantenuto, è un emendamento  di  buon
  senso.

   PRESIDENTE. Chiediamo il parere della Commissione.

   VITRANO,  presidente  della Commissione e relatore.  Onorevole  Di
  Paola,   questo  aspetto  è  stato  abbondantemente   chiarito   in
  Commissione.  La  norma lo consente, onorevole Di  Paola,  è  stato
  chiarito  in  questo  senso, che già è nella  norma  quello  che  è
  scritto  nell'emendamento.  Quindi il parere  della  Commissione  è
  contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.8.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.8

   DI   PAOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi.  Su  questo
  emendamento,  al di là che la legge lo consenta o  meno  chiedo  il
  voto palese.

   PRESIDENTE.  Verifichiamo  se  la  richiesta  di  voto  palese   è
  appoggiata. Apriamo la verifica dei richiedenti. Sì, è appoggiata.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   per   scrutinio    palese    nominale
  dell'emendamento 1.8, con il parere contrario del Governo  e  della
  Commissione.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio  palese
  nominale:

   Presenti                 60
   Votanti                  52
   Maggioranza              27
   Favorevoli               20
   Contrari                 32
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.9, a firma dell'onorevole  Scuvera  e
  Assenza,  a cui chiedo di ritirare l'emendamento. C'è un invito  al
  ritiro.

   SCUVERA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Benissimo.
   Si  passa  all'emendamento 1.10, a firma dell'onorevole  Carta  ed
  altri.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un  quesito
  che  voglio fare, non ho capito a quale assessore, perché ho capito
  che  forse  l'unico  che  sa  di che  parlo  in  questo  momento  è
  l'onorevole  Vitrano.  La lettera e) sostituisce  il  9  quinquies,
  introducendo un diritto di prelazione per le imprese che esercitano
  su  immobili  limitrofi. Premesso che il limitrofo  è  un  concetto
  generale, astratto, perché c'è il limitrofo perché confinante e c'è
  il  limitrofo  all'interno dell'area, tutto  è  limitrofo   Quindi,
  stabiliamo   che   eventualmente  il  limitrofo   deve   intendersi
  confinante  C'è un problema in più  Perché un diritto di prelazione
  al  confinante? Nel momento in cui c'è un diritto di prelazione, il
  diritto  di  prelazione   solo  uno può  essere  del  titolare  che
  eventualmente  non  lo  ha esercitato nel riscatto,  nell'acquisto.
  Quindi,  stiamo trasferendo un diritto di prelazione a un  soggetto
  che  non ha titolo ad averlo perché se colui che ne ha titolo, cioè
  l'affittuario, quello che esercita il possesso diciamo di fatto non
  lo  esercita  e  il bene deve andare a evidenza pubblica,  non  può
  esercitarsi un diritto di prelazione del confinante. Per cui chiedo
  di spiegare bene cosa vuol dire, perché il diritto di prelazione  è
  un  diritto riservato a una fattispecie giuridica, ma il confinante
  o limitrofo che fattispecie giuridica è?

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vitrano.

   VITRANO,  presidente  della  III Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi. La previsione nasce dall'esigenza, sollecitata
  più  volte  dai titolari di aziende di capannoni, dell'ampliamento.
  Il  terreno  confinante anziché essere assegnato  agli  altri  alle
  medesime  condizioni verrà assegnato ai titolari di insediamenti  o
  di  stabilimenti proprio per favorire l'ampliamento delle  aziende.
  Va in questa direzione e per agevolare i processi di aggregazione e
  di  ampliamento  delle  aziende delle  aree  industriali,  tutti  i
  titolari, in tutte le ASI della Sicilia.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole. Siamo all'esame  dell'emendamento
  1.10 dell'onorevole Carta e altri. È mantenuto, onorevole Carta?

   CARTA. Sì, è mantenuto.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  io
  ritengo  che, fermo restando il principio di mettere in  condizione
  l'azienda di potersi espandere e, quindi, di potersi ingrandire, di
  poter  pensare  ad un ampliamento ed a una logica e può  avere  una
  logica  quello del diritto di prelazione ma quello che ha  rilevato
  il  collega  Cracolici  è  fondamentale  definirlo,  cioè  dobbiamo
  scrivere bene che deve essere "confinante", cioè dobbiamo scriverla
  meglio perché così non è scritta bene la norma.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale. Intanto  però  dobbiamo
  andare avanti.

   VITRANO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VITRANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, facciamo
  l'emendamento  e  specifichiamo anziché "limitrofi",  "confinante",
  non è un problema.

   CARTA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Sull'emendamento 1.10?  E'  a  parte?  Prego,  ne  ha
  facoltà.

   CARTA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  solo  per
  differenziarmi  da  quello che è stato detto finora  dai  colleghi.
  L'emendamento 1.10 prevede la prelazione pubblica dell'ente locale,
  nel caso di specie potrei fare un esempio, nel caso in cui l'ASI  è
  possessore  di un terreno, di un immobile o di una strada  dove  il
  comune, per via della composizione giuridica dell'ente locale,  non
  può   partecipare  alle  aste  pubbliche  è  chiaro  che  se  vuole
  recuperare   un   bene   per  renderlo  pubblico   e   manifestarlo
  all'interesse generale della comunità, l'unica strada  possibile  è
  quella   della   prelazione  pubblica,  questo  è  il   significato
  dell'emendamento 1.10.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente  grazie,
  signori onorevoli, a me pare che questo emendamento, però, vada  un
  po' contro lo spirito della riforma, lo spirito della riforma è nel
  senso di favorire il transito delle aree di cui discutiamo a favore
  di  coloro  che stanno già oggi occupando, tanto è vero  che  si  è
  previsto,  addirittura, la prelazione a favore degli  occupanti  le
  aree  limitrofe e non soltanto del singolo occupante: se noi  diamo
  spazio ai comuni, per quanto possa essere ragionevole assegnare  la
  relazione  pubblicistica,  però  andiamo  contro  la  direzione  di
  assegnare, di far confluire le aree a favore delle imprese.
   Ad ogni modo, mi rimetto alla votazione dell'Aula. Grazie.

   PRESIDENTE.  Si  rimette all'Aula, benissimo. Pongo  in  votazione
  l'emendamento 1.10. Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'esame dell'emendamento 1.11, dell'onorevole De  Luca
  Antonino, è un soppressivo.  Mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa  adesso  all'emendamento   dell'onorevole
  Cracolici,  è  un  semplice sostitutivo che sostituisce  la  parola
  "limitrofe" con "confinante", benissimo.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.12. Chi è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1, nel testo  risultante.   Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
          Modifiche di norme in materia di Consorzi ASI della
                                Sicilia

   1.  All'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio 2012 n.  8  e
  successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1  quinto periodo le parole:  a  fornire  a  titolo
  gratuito  il  supporto tecnico, amministrativo  e  logistico   sono
  sostituite  dalle seguenti:  a stipulare con i predetti  Commissari
  liquidatori  appositi  accordi per assegnare proprio  personale  in
  posizione di distacco temporaneo, a titolo gratuito ;

   b) alla lettera c) del comma 2 le parole:  in comodato d'uso  sono
  sostituite  dalle  parole  a titolo gratuito e  previa  intesa  con
  l'IRSAP ;

   3. la lettera c-bis) del comma 2 è sostituita come segue:
    c-bis)  Trasferire  ai  gestori del  Servizio  Idrico  Integrato,
  competenti   per  territorio,  la  proprietà  degli   impianti   di
  acquedotto,   fognatura   e   depurazione.   Trasferire,   altresì,
  all'importo quantificato da Irsap ai sensi della presente legge, la
  proprietà  dei  beni  di  interesse  pubblico  all'ente  locale   o
  territoriale  nel  cui territorio ricadono. Ai  fini  del  presente
  articolo  per  beni  di  interesse pubblico si  intendono  impianti
  sportivi,  elisuperfici,  centri  fieristici,  scuole,  centri   di
  addestramento  e  ogni altro bene immediatamente non  riconducibile
  allo  sviluppo industriale che può richiesto dall'ente locale entro
  60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge .»

   Si  passa all'emendamento soppressivo 2.1, dell'onorevole De  Luca
  Antonino. Mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'esame dell'emendamento 2.2  della
  Commissione, emendamento tecnico. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Non  ci sono più emendamenti perché il 2.4 e il 2.3 sono preclusi,
  pertanto votiamo l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
          Modifiche alla legge regionale 27 luglio 2023, n. 9

   1.  All'art 6, comma 1, della legge regionale 27 luglio 2023 n. 9,
  dopo la parola  IRCA , aggiungere le parole  e CRIAS .
   2. Alla fine del periodo aggiungere le parole  i termini temporali
  di  ammortamento  per i crediti di esercizio  sono  fissati  in  60
  mesi .
   3.  Al  comma 1 dell'articolo 55 della Legge Regionale 23 dicembre
  2000, n. 32 dopo la lettera c) è aggiunta la seguente:
      d)  contributo  in conto capitale calcolato  sulla  base  degli
  investimenti  realizzati dalle imprese con i finanziamenti  di  cui
  alla  lettera  c) dell'articolo 16 della legge regionale  6  agosto
  2009,  n. 9. La somma del finanziamento concedibile con il  contri-
  buto  in  conto  capitale non potrà superare  il  75%  della  spesa
  ammessa. ».

   C'è un emendamento soppressivo, è il 3.1 a firma dell'onorevole De
  Luca Antonino e altri. E' mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.3 dell'onorevole  Schillaci
  ed altri. E' mantenuto o ritirato?

   SCHILLACI. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Chiedo  il parere della Commissione  sull'emendamento
  3.3. Ha chiesto di intervenire o no?

   SCHILLACI.  Intervengo perché è un emendamento di buon  senso  che
  può solo agevolare la condivisione nell'attuare delle misure in tal
  senso. Semplicemente per quello.

   PRESIDENTE. Onorevole Vitrano, il parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.3. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.5, sempre dell'onorevole Schillaci  e
  altri.  Mantenuto o ritirato? L'emendamento è dichiarato assorbito,
  andiamo  all'emendamento 3.6 a firma della Commissione.  Il  parere
  del Governo?

    DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.6. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   L'emendamento  3.4 è precluso dall'approvazione del 3.6.  Votiamo,
  pertanto, l'articolo 3 nel testo risultante. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si passa adesso all'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art. 4
           Monitoraggio sull'utilizzo dei rottami metallici

   1.  L'Assessore regionale per le attività produttive, di  concerto
  con   l'Assessore  regionale  per  il  territorio   e   l'ambiente,
  istituisce  un  tavolo  di  monitoraggio  sull'utilizzo   e   sullo
  smaltimento dei rottami metallici.
   2.   I  controlli  ambientali  su  ogni  esportazione  di  rottami
  metallici, ancorché quali-ficati come rifiuti, dal territorio della
  Regione siciliana anche ai fini del monitoraggio di cui al comma 1,
  sono  effettuati  all'interno dei porti commerciali  siciliani,  da
  unità   operative  dell'ARPA  Sicilia,  sulla  base  di   procedure
  stabilite  in appositi protocolli d'intesa stipulati dal Presidente
  della  Regione con le Autorità di sistema portuale e le Capitanerie
  di  Porto.  Rimangono  ferme  le  competenze  dei  Liberi  consorzi
  comunali  e  delle  Città  metropolitane in  materia  di  controlli
  amministrativi sulle esportazioni.».

      Sono   stati  presentati  i  soppressivi  4.1  e  4.2  a  firma
  dell'onorevole De Luca Antonino. Sono mantenuti o ritirati?

   DE LUCA Antonino. Ritirati.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  4.3,   a   firma   della
  Commissione. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.3. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 4.4 dell'onorevole De Luca Antonino.  E'
  mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 4.5 dell'onorevole  Scuvera,
  che  è  inammissibile.  Pertanto votiamo  l'articolo  4  nel  testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Si passa adesso all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
     Misure a sostegno delle imprese che valorizzano le competenze
                               femminili

   1.   L'Assessorato regionale per le attività produttive valorizza,
  ai sensi del comma 2, le imprese che:
   a)  ristrutturano i propri processi produttivi ed organizzativi al
  fine  di  valorizzare le competenze femminili e pongono  in  essere
  azioni  sistemiche rivolte ad accrescere il personale femminile  in
  azienda e la loro presenza in posizioni apicali;
   b) attivano servizi di cura come nidi aziendali, doposcuola e baby-
  sitting;
   c)  implementano  modalità innovative di welfare  aziendale  e  di
  lavoro  flessibile,  nel  rispetto  delle  esigenze  produttive  ed
  operative;
   d)  realizzano  percorsi di aggiornamento professionale  sui  temi
  dell'inclusività di genere rivolti al management e ai  responsabili
  delle risorse umane.
   2.  Nel rispetto della normativa vigente e previo avviso pubblico,
  alle  imprese  di  cui  al  comma  l,  la  Regione  riconosce   una
  premialità,  nella  forma di punteggio aggiuntivo,  ai  fini  della
  valutazione dei progetti presentati nell'ambito di avvisi  e  bandi
  regionali.
   3.  L'Assessore  regionale delle Attività produttive,  sentita  la
  competente  Commissione legislativa dell'ARS, con apposito  decreto
  individua  le  modalità  e  i criteri per il  riconoscimento  delle
  premialità di cui al precedente comma 2.».

   Ci  sono i soppressivi dell'onorevole De Luca Antonino, il  5.1  e
  5.2. Mantenuti o ritirati?

   DE LUCA Antonino. Ritirati.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.5 dell'onorevole  Schillaci
  che  si potrebbe votare senza le parole 'e dei lavoratori'. Intanto
  chiedo se è mantenuto o ritirato? Onorevole Schillaci è mantenuto o
  ritirato?

   DE  LUCA Antonino. Presidente, lo subemendiamo togliendo le parole
  'e dei lavoratori', così diamo il parere favorevole.

   PRESIDENTE.  Mica lo dico io il parere, il parere lo esprimono  la
  Commissione  e  il  Governo.  Pertanto,  se  l'onorevole  Schillaci
  dichiara che è d'accordo a togliere 'dei lavoratori'.

   SCHILLACI. Favorevole.

   PRESIDENTE. Benissimo. Il parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Benissimo.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  5.5,
  cassando  le  parole  "e dei lavoratori". Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.3 che è precluso  dal  5.1.
  Si passa al 5.4 a firma della Commissione. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.4. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.7, che è precluso. Si passa
  all'emendamento 5.8 degli onorevoli Scuvera e Assenza. E' mantenuto
  o ritirato?

   ASSENZA. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Ritirato,  benissimo.  Si   passa   alla   votazione
  dell'articolo 5 nel testo risultante.

   SAVERINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. C'è la dichiarazione di voto dell'onorevole Saverino.

   SAVERINO.  Sì, grazie. Grazie Presidente, onorevoli  colleghi,  io
  intervengo  sull'articolo  5 proprio perché,  innanzitutto,  vorrei
  ringraziare il Presidente Vitrano, e tutti i componenti  della  III
  Commissione, per aver condiviso con noi questa proposta del Partito
  Democratico,  che prevede appunto misure a sostegno  delle  imprese
  che valorizzano le competenze femminili.
   Questo sicuramente rappresenta un passo avanti, concreto, per  una
  Sicilia  più  equa,  più  giusta, capace  anche  di  riconoscere  e
  valorizzare  il  lavoro delle donne. E quindi, per una  volta,  noi
  riusciamo ad essere, forse ad anticipare, e non essere sempre lì  a
  rincorrere delle leggi nazionali, e recepire quindi leggi nazionali
  a  favore delle donne. Perché quando si parla di parità di  genere,
  bisogna veramente praticarla con azioni concrete.
   Questo emendamento prevede, appunto, delle agevolazioni per  tutte
  quelle attività produttive, per quelle imprese che ristrutturano  i
  propri  processi produttivi e organizzativi proprio per valorizzare
  le  competenze  femminili  e mettono in atto  azioni  che  servono,
  proprio,  ad  accrescere anche il personale femminile  in  azienda,
  aiutandolo con tutti quelli che sono i servizi necessari per andare
  in  aiuto  al lavoro femminile, quindi doposcuola, nidi  aziendali,
  baby-sitting,  così come implementano anche modalità innovative  di
  welfare aziendale e di lavoro flessibile.
   Naturalmente   si   prevedono  anche  percorsi  di   aggiornamento
  professionale,  rivolti  anche  all'inclusività   di   genere,   al
  management, ai responsabili delle risorse umane.
   Quindi,  oggi, noi abbiamo la possibilità, come dicevo  prima,  di
  premiare  comunque quelle aziende che riescono veramente a  mettere
  in  atto  azioni concrete sulla parità di genere. Quindi, grazie  e
  immagino,  e  spero,  che tutte le colleghe e i colleghi  dell'Aula
  possano  condividere  con  noi,  col  Partito  Democratico,  questo
  articolo. Grazie.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri.
  Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie,  Presidente. Non le nascondo  che  comprendo  le
  finalità della norma, e l'importanza della norma, ma secondo  me  è
  scritta  maluccio perché già solo dal titolo, dove  si  evince  che
  sono   delle  misure  a  sostegno  che  valorizzano  le  competenze
  femminili, suona male.
   Perché  noi già stiamo dicendo che il baby-sitting o i servizi  di
  cura,  sono delle competenze che vanno ad esclusività delle  donne,
  femminili,  e  non dell'essere umano. Perché nessuno può  dire  che
  queste  competenze  non  possano essere sviluppate,  incentivate  e
  sottoposte  eventualmente a un genere che non è  quello  femminile,
  cioè a quello maschile
   Comprendo  la  finalità della norma, ma mi permetto di  dire  che,
  oggettivamente, se modificassimo leggermente il testo, il messaggio
  sarebbe certamente più opportuno. Perché leggendolo si intende  che
  bisogna  attivare  processi  produttivi  e  organizzativi  al  fine
  valorizzare le competenze femminili, quindi nuovamente a  rimarcare
  il  fatto  che  queste attività vengano e devono essere  svolte  da
  donne.
   E non solo facendo riferimento a varie competenze ma, addirittura,
  poco  fa  leggevo  servizi quali nidi aziendali, doposcuola,  baby-
  sitting.  E  quindi,  siccome  credo che  questo  genere  di  norme
  certamente lanciano dei messaggi importanti alla nostra società e a
  chi  poi  le  deve  applicare,  io  mi  permetto  di  suggerire  di
  modificarla leggermente, senza modificare la finalità della  norma,
  ma  non lasciando, come dire, immaginare al mondo fuori che leggerà
  e  dovrà  applicare questa norma che questo genere  di  attività  è
  esclusivamente  indirizzato alle donne, ma  al  genere  umano,  che
  potrebbe fortunatamente prevedere - mi auguro - anche la parità  di
  genere  da questo punto di vista e che anche un uomo possa svolgere
  un'attività di servizi di cura, baby-sitting, nido e quant'altro.
   Quindi,   andando  oltre  e  accogliendo  assolutamente  in   modo
  favorevole  la norma proposta dai colleghi nella sua  finalità,  la
  scriverei  certamente  meglio, proprio per  lanciare  un  messaggio
  importante  da parte di quest'Aula, che più volte si  confronta  su
  parità  di  genere, numero delle donne nelle giunte,  nei  consigli
  comunali,  doppie preferenze,  però,  quando poi propone una  norma
  che va verso un'attività di formazione, soprattutto di rilancio del
  settore  del  lavoro,  relega  sostanzialmente  questo  genere   di
  attività solo alle donne e non agli uomini.
   Quindi,  se mi posso permettere - ma è una questione probabilmente
  più   di  immagine  normativa,  ma  un  messaggio  culturale  molto
  importante  che  viene lanciato dall'Assemblea regionale  -  se  ci
  fermassimo e la riscrivessimo, modificando veramente questi termini
  e  togliendo  il  riferimento alla locuzione femminili,  credo  che
  faremmo  certamente un lavoro che ci proietta probabilmente  in  un
  futuro certamente migliore. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.

   VITRANO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VITRANO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Onorevole
  Sunseri,  sicuramente  la possiamo scrivere meglio  come  vogliamo,
  però  lo spirito non era quello. Non era destinare lavori di  asilo
  nido,  di  baby-sitting alle donne, era istituire quei servizi  per
  agevolare  il  percorso  di  inserimento  delle  donne  nel   mondo
  produttivo, che è sostanzialmente diverso.

   SUNSERI. Si, ma perché sono solo le donne a usufruire dei  servizi
  di asilo nido?

   VITRANO.  Possiamo  modificare il titolo, ma è  l'articolo  che  è
  proprio in questa direzione di agevolare i percorsi delle donne. Se
  c'è  un  ragazzo-padre usufruirà dei servizi di asilo nido,  non  è
  vietato

   PRESIDENTE.   Va   bene,   questa  era  la   proposta   da   parte
  dell'onorevole Sunseri.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI. Grazie, Presidente, intervengo per chiarire  meglio  il
  senso della riflessione che ha posto il collega.
   Il  presupposto della norma parte dallo stereotipo culturale,  che
  veramente  non riusciamo a superare, che le attività di  cura  come
  nidi aziendali, doposcuola, baby-sitting siano di supporto soltanto
  alle  donne;  quando  da donna che lavora e fa  politica  le  posso
  garantire che le attività di supporto di questo tipo, come  i  nidi
  aziendali,  le  attività  di  baby-sitting  e  similari,  farebbero
  altrettanto  comodo a molti uomini che portano avanti,  in  maniera
  paritaria  questo  tipo  di attività. E quindi  il  messaggio  era:
  facciamo uno sforzo per lanciare un messaggio, anche culturale, che
  vada  oltre uno stereotipo di genere, che vede servizi come i  nidi
  aziendali,  il  doposcuola  e  baby-sitting  come  attività  legate
  meramente alla cura che viene attribuita in maniera esclusiva  alle
  donne;  quindi non il nido aziendale che serve alla donna,  ma  che
  serve alla genitorialità nel complesso.
   Quindi,  se  riusciamo  a  fare  anche  questo  piccolo  passaggio
  culturale sarebbe anche un bel segnale da parte di un'Assemblea che
  ancora  tarda  a legiferare su alcune normative importanti.  Grazie
  Presidente.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Non ci sono altri iscritti  a  parlare,
  lei era già intervenuta per dichiarazioni di voto. Prego.

   SCHILLACI.  Sì,  grazie Presidente. Io intervengo perché  tra  gli
  emendamenti  non  mi  sono  ritrovata  un  emendamento  che   avevo
  depositato,  che sicuramente magari non è stato considerato  perché
  c'è  un  refuso di cui mi rendo conto e che prevede  anche  che  la
  Regione  valorizza le imprese che assumono le disoccupate  con  età
  superiore  ai cinquant'anni, perché è una categoria particolare  di
  nostre concittadine per le quali, se perdono il lavoro a quell'età,
  è  molto più difficile essere reintegrate nel mondo del lavoro.  Ci
  tengo a questo emendamento e, quindi, lo deposito nuovamente.

   PRESIDENTE. Lo porti al banco della Presidenza, per piacere.

   VITRANO.  presidente della Commissione e relatore. Possiamo  anche
  cambiare  il  titolo, trasformandolo in:  Norme  a  supporto  della
  genitorialità , però, credo che poi la norma vada bene in  tutti  i
  suoi  aspetti.  Modifichiamo il titolo:  "Norme  a  supporto  della
  genitorialità".

   PRESIDENTE. Va bene, ma scrivete un emendamento.

   SAVERINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO. Grazie, Presidente. Per me l'importante è che si  arrivi
  sempre  all'obiettivo.  Però, vorrei  rispondere  ai  colleghi  del
  Movimento  Cinque Stelle: naturalmente, io sono una che  tutt'altro
  pensa  di dover avere dei privilegi in quanto donna, però, noi,  in
  quest'Aula, ancora stiamo discutendo se recepire o meno  una  legge
  nazionale  che  prevede  il 40% di presenza  femminile.  Noi  siamo
  ancora qui a discutere. Oggi, abbiamo saputo che in Puglia è  stata
  votata  la  preferenza di genere, e noi ancora qui in  Sicilia  non
  abbiamo la preferenza di genere
   Quindi, se io faccio una proposta al femminile non è perché voglio
  escludere  gli  uomini,  ma è soltanto perché,  ancora  una  volta,
  potremmo  agevolare e diventare la prima Regione  d'Italia  a  fare
  qualcosa  a  favore delle donne. Non perché non mi interessino  gli
  uomini che sono anche genitori.
   Diciamo  che l'idea dell'articolo era nata in questo senso.  Però,
  mi  sta  benissimo  cambiare il titolo. Ecco,  non  era  perché  si
  volessero  escludere  gli altri. Ma, come diceva  bene  l'onorevole
  Vitrano,   creare   dei  percorsi.  Ribadisco,  quindi,   l'intento
  dell'articolo era proprio questo. E ringrazio la Commissione perché
  lo ha condiviso.

   VITRANO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Se   siamo
  d'accordo,  sostituiamo  il titolo con: "Misure  a  sostegno  della
  genitorialità e dell'inclusività".

   PRESIDENTE.  Se l'Aula è d'accordo e non ci sono osservazioni,  lo
  pongo  in  votazione. Chi è favorevole alla proposta dell'onorevole
  Vitrano resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Posso vedere l'emendamento dell'onorevole  Schillaci?
  Onorevole   Vitrano,   ha   letto  l'emendamento   5.6,   a   firma
  dell'onorevole Schillaci?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. No.

   PRESIDENTE.  Per  piacere,  facciamolo  arrivare  al  banco  delle
  Commissioni.
   Il parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in  in  votazione  l'articolo  5   nel   testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
          Modifiche alla legge regionale 2 aprile 2024, n. 6

   1.  All'articolo 18 della legge regionale 2 aprile 2024, n. 6 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1 le parole  entro i successivi dodici  mesi   sono
  sostituite dalle parole  entro i successivi sessanta mesi ;

   b)  al  comma  2 le parole  il cui valore, in ogni caso,  non  può
  essere  inferiore  a 10 euro per metro quadrato  di  superficie  di
  coltivazione   sono sostituite dalle seguenti:   il  cui  valore  è
  determinato  con  decreto del dirigente generale  del  Dipartimento
  regionale dell'energia entro sessanta giorni dalla data di  entrata
  in vigore della presente legge, sentite le organizzazioni sindacali
  di categoria maggiormente rappresentative .».

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 6.1, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 6.2, a firma dell'onorevole
  Scuvera.

   SCUVERA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6.

   VITRANO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VITRANO.  Un  subemendamento: la lettera a), anziché  "nei  cinque
  anni  successivi" diciamo "nei diciotto mesi successivi", riduciamo
  il termine per evitare il rischio di impugnativa.
   La lettera b) resta invariata.

   PRESIDENTE. L'importante è che sia concordato perché  se  poi  noi
  dobbiamo rifare un'Aula...

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. No.

   PRESIDENTE.  No, no, concordato non soltanto con  l'Aula,  con  le
  categorie  dei lavoratori che hanno fatto sì che noi  oggi  fossimo
  qui  in  Aula,  per  un impegno preso da questa  Presidenza,  dalla
  Presidenza della Commissione, dal Governo...

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Con le categorie
  non  è  concordato,  non  c'è stato il  tempo,  ma  il  rischio  di
  impugnativa è paventato.

   PRESIDENTE. Nel caso, allora, si potrebbe ipotizzare che  potremmo
  fare una proroga dei diciotto mesi...

   VITRANO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Facciamo
  diciotto  mesi  e  così abbiamo ulteriore tempo  per  approfondire.
  Questo è lo spirito. Cioè, dodici più sei.

   PRESIDENTE. Però, sono soltanto sei mesi di residuo.

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Dodici più sei.

   PRESIDENTE. Quindi solo sei mesi rimangono di residuo.

   VITRANO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Per  me  lo
  possiamo lasciare a cinque anni, però, siccome...

   PRESIDENTE. Ma perché non arriviamo quanto meno a 24 mesi affinché
  ci possano essere, in un anno, magari riusciamo a capire quello che
  si deve più correttamente fare.

   VITRANO,  presidente della Commissione e relatore. Nei  successivi
  ventiquattro mesi

   PRESIDENTE.  Onorevole Safina, che ne dice lei?  Se  facciamo  due
  anni arriviamo, secondo me, a un compromesso che può...

   SAFINA. Presidente, il problema è il rischio impugnativa.

   PRESIDENTE.  Ma  il rischio impugnativa c'è o nei diciotto  o  nei
  ventiquattro o nei dodici.

   SAFINA. Sessanta mesi...

   PRESIDENTE. Non è sessanta, ventiquattro non è sessanta

   VITRANO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Facciamone
  ventiquattro.

   SAFINA. Con la Commissione ci eravamo impegnati a chiuderlo  anche
  in sei mesi il percorso.

   PRESIDENTE. Esattamente.
   Facciamo   la   seguente,   mettiamo  in   votazione...   facciamo
  l'emendamento,  la parola "diciotto" la fa diventare "ventiquattro"
  intanto, e poi, vedendo quello che accade magari ci comporteremo di
  conseguenza.

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Abbiamo un  anno
  per capire.

   PRESIDENTE.  Benissimo. Lo leggo così come abbiamo fatto  per  gli
  altri.
    All'articolo  18  comma  1 della legge regionale  2  aprile  2024
  numero 6 sono apportate le  seguenti modifiche:  le parole "entro i
  successivi  dodici  mesi" sono sostituite con le  parole  "entro  i
  successivi ventiquattro mesi".
   Si passa alla votazione dell'emendamento, che è il 6.3.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa alla votazione dell'articolo 6, nel testo risultante.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
             Misure a sostegno delle imprese siciliane che
               contribuiscono alla tutela dell'ambiente.

   1.  Le aziende siciliane soggette al Regolamento 2023/956 CBAM che
  partecipano  a bandi pubblici regionali, qualora in possesso  delle
  sotto  indicate  certificazioni, ottengono punteggi premiali  sulla
  base  di  criteri  adottati con successivo decreto  del  Presidente
  della Regione:

   a)  Certificazione EPD (environmental product declaration) secondo
  le norme UNI EN ISO 14025, 14001 e 45001;

   b)  certificazione del contenuto minimo riciclato non inferiore al
  99 per cento secondo la norma UNI/PdR 88:2020;

   d)  certificazione  della carbon footprint di  organizzazione  CFO
  secondo  la  norma  ISO  14064-1;  certificazione  energetica   ISO
  50001.».

   Votiamo   il  mantenimento  del  testo  perché  c'è  soltanto   un
  emendamento  soppressivo.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 8, che è stato stralciato.

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
          Modifiche alla legge regionale 30 gennaio 2025, n.3

   1.  All'articolo 9, lettera nn), della legge regionale 30  gennaio
  2025,   n.  3,  le  parole   evento  mondiale  dell'autismo    sono
  sostituite con  evento sull'autismo .»

   C'è  un emendamento ma è ritirato dall'onorevole Scuvera. Pertanto
  si  vota  l'articolo  9.  Chi  è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'articolo 10 e all'emendamento  10.1  che
  recita  che  "La legge entra in vigore lo stesso giorno  della  sua
  pubblicazione".
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 10 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Adesso  votiamo la legge, pertanto chiedo ai colleghi di  prendere
  posto  e  chiedo  all'onorevole Di Paola non appena finisce  questa
  votazione se gentilmente mi può sostituire per quelli successivi.
   L'Assessore  Faraoni  arriverà in  Aula  alle  ore  18.00,  quindi
  eventualmente  in questa fase, in quest'ora e mezza, si  potrebbero
  trattare  gli  altri disegni di legge già iscritti  all'ordine  del
  giorno.

   n. 738 Stralcio III Comm bis/A

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  Disposizioni in materia di attività produttive e sviluppo economico
                   (n. 738 Stralcio III Comm bis/A)

   PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale  del
  disegno di legge  Disposizioni in materia di attività produttive  e
  sviluppo economico  (n. 738 Stralcio III Comm bis/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 61
   Votanti                  27
   Maggioranza              14
   Favorevoli               27
   Contrari                  0
   Astenuti                 19

                         (L'Assemblea approva)

   Chiedo  all'onorevole Di Paola gentilmente di sostituirmi,  non  è
  finita  l'Aula,  è  inutile che vi alziate. Ci  sono  altri  cinque
  disegni di legge. Non c'è pausa
   L'onorevole  Primavera dichiara di aver dato  voto  favorevole  al
  disegno di legge appena votato.
   L'onorevole  Lombardo  Giuseppe Geremia dichiara  analogamente  di
  avere votato favorevolmente al disegno di legge.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA


        Discussione del disegno di legge n. 832/A Stralcio II/A
       «Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata»

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata» (n. 832/A
  Stralcio  II/A)  posto  al numero 6), del II punto  all'ordine  del
  giorno.
   Invito   i   componenti  la  III  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Vitrano, per svolgere la relazione.

   VITRANO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Onorevoli
  colleghi,  con  le  disposizioni di cui  al  presente  articolo  la
  Regione siciliana si propone al comma 1 di individuare, nel  quadro
  normativo  delineato  dalla  c.d. ZES  Unica  nazionale,  ulteriori
  procedure semplificate e regimi procedimentali speciali applicabili
  a  determinate  aree all'interno del proprio territorio  denominate
   Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata .
   Tale  facoltà è specificamente prevista dalla normativa  nazionale
  che disciplina la citata ZES Unica e, in particolare, dall'articolo
  14,  comma  4,  del  decreto  legge  19  settembre  2023,  n.  124,
  convertito con modificazioni dalla legge 13 novembre 2023, n.  162,
  la  quale  prevede che  Ciascuna Regione interessata può presentare
  al Ministro per gli affari europei, Sud, le politiche di coesione e
  il  PNRR, al Ministro per la pubblica amministrazione e al Ministro
  per  le riforme istituzionali e la semplificazione normativa una  o
  più proposte di protocollo o di convenzione per l'individuazione di
  ulteriori  procedure semplificate e regimi procedimentali speciali.
  La  proposta  individua dettagliatamente le  procedure  oggetto  di
  semplificazione,  le  norme  di riferimento  e  le  amministrazioni
  locali e statali competenti ed è approvata dalla Cabina di regia di
  cui  all'articolo  10, comma 1. Sono parti del protocollo  o  della
  convenzione  la  Regione proponente e le amministrazioni  locali  o
  statali competenti per ogni procedimento individuato. Sono in  ogni
  caso  fatti  salvi i livelli ulteriori di semplificazione  rispetto
  alla normativa nazionale previsti dalle Regioni e dagli enti locali
  nella disciplina dei regimi amministrativi di propria competenza. .
   La  disposizione  regionale ai commi 2  e  3  regola  le  modalità
  applicative  della  citata  norma  nazionale.  In  particolare,  si
  prevede  che  gli  obiettivi  di semplificazione  e  legalità  sono
  perseguiti attraverso la stipula di protocolli e convenzioni  volti
  a individuare misure specifiche di semplificazione e legalità nelle
  aree interessate con supporto delle Forze dell'Ordine.
   Gli schemi dei protocolli sono approvati dalla Giunta regionale su
  proposta  dell'Assessore  regionale  per  le  attività  produttive,
  sentiti   l'Assessore  regionale  per  l'economia   e   l'Assessore
  regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, entro  90
  giorni dall'entrata in vigore della legge regionale.
   Il  Presidente della Regione presenta le proposte entro 60  giorni
  dall'approvazione della Giunta regionale al Ministro per gli affari
  europei,  il  Sud, le politiche di coesione e il PNRR, al  Ministro
  per  la  pubblica  amministrazione e al  Ministro  per  le  riforme
  istituzionali  e la semplificazione normativa, per  la  stipula  di
  protocolli  o  convenzioni  ai  sensi  del  già  citato   comma   4
  dell'articolo 14.
   Il  comma  4  prevede che le aree a burocrazia  semplificata  e  a
  legalità  controllata, anche allo scopo di evitare che un'eccessiva
  estensione delle aree medesime possa pregiudicare l'attuabilità dei
  presidi  di  legalità  necessari  per  bilanciare  le  agevolazioni
  burocratiche, anche avuto riguardo alle peculiarità del  territorio
  regionale,   sono   circoscritte   a   determinati   territori   e,
  segnatamente,  alle  aree  della  fascia  di  seicento  metri,  con
  inclusione  degli  edifici  cui sedime  collocato  sulla  linea  in
  confine  delle  predetta  fascia, ai  territori  delle  aree  delle
  piattaforme   logistiche   e   degli   interporti.   La    puntuale
  perimetrazione  di  dette  aree sarà  approvata  dalla  Giunta,  su
  proposta degli Assessori regionali per le attività produttive e per
  le infrastrutture e la mobilità.
   Ai  sensi  del  comma  5 è, inoltre, consentito  alla  Giunta,  su
  proposta  dei  medesimi Assessori, individuare aree  ulteriori  che
  abbiano  almeno  una  delle seguenti caratteristiche:  presenza  di
  infrastrutture  logistiche e di trasporto; potenziale  di  sviluppo
  industriale e commerciale; esistenza di aree produttive dismesse  o
  sottoutilizzate;   presenza  di  spazi  ampi  e   omogenei   idonei
  all'implementazione   di   progetti   di   sviluppo   economico   e
  territoriale.
   Al fine di rendere più efficace la semplificazione amministrativa,
  il  comma  6 consente al Presidente della Regione, d'ufficio  o  su
  istanza di parte, qualora ravvisi la sussistenza di casi di inerzia
  procedimentale   imputabili   all'Amministrazione   regionale,   di
  esercitare  poteri di impulso al fine di assicurare  la  tempestiva
  esecuzione,  assegnando  agli  uffici  competenti  un  termine  per
  provvedere  non  superiore a venti giorni. Nel  caso  di  ulteriore
  ingiustificata  inerzia, può esercitare poteri  sostitutivi,  anche
  attraverso la nomina di commissari ad acta.
   Il  comma  7,  infine,  mira  a determinare  un  collegamento  tra
  l'attività  di  promozione e attrazione  degli  investimenti  e  la
  promozione  delle  aree  a  burocrazia semplificata  e  a  legalità
  controllata, attraverso l'individuazione di appositi enti regionali
  o  società  dalla stessa partecipate appositamente individuate  con
  decreto del Presidente della Regione.
   Il comma 8 stanzia una copertura di duecentomila euro annui per il
  funzionamento delle attività connesse alla promozione e  attuazione
  delle aree.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Presidente, ho seguito attentamente la  relazione  fatta
  dal  presidente  Vitrano  e desidero fare  qualche  considerazione.
  Chiaramente,  il  testo  è  stato  seguito  dai  componenti   della
  Commissione del Partito Democratico e quindi interloquirò con loro.
   A me pare, però, subito di dover sottolineare in maniera ferma che
  ci  troviamo  davanti a un argomento che negli  anni  scorsi  aveva
  aperto una speranza nella nostra comunità. Io penso alla ZES,  così
  come  fu  concepita e realizzata, si individuarono le aree  in  cui
  c'erano  presidi imprenditoriali, le aree artigianali,  le  piccole
  imprese,  erano  aree che erano comunque collegate  con  le  realtà
  produttive  e  con  i porti, in modo particolare, attraverso  degli
  assi  stradali che dovevano essere centrali. Devo dire  che  quella
  ZES  aprì  un  orizzonte, diede alcune possibilità  anche  a  delle
  imprese   che  operano  e  che  operavano  nella  nostra  comunità,
  dopodiché  è arrivato il governo Meloni e abbiamo visto come  Fitto
  abbia creato dei cambiamenti che devo dire hanno messo in ombra  la
  possibilità attuativa della ZES. Venne presentata l'operazione come
  un'operazione espansiva, si disse tutto il Sud deve essere coperto,
  addirittura si deve allargare al Paese, perché lo strumento che  si
  mette in campo è uno strumento importante.
   La  verità  è  che l'allargamento ha coinciso con il blocco  delle
  iniziative  della ZES, quindi quello che stasera si  propone  credo
  debba fare riflettere, non possiamo lanciare messaggi di ripresa di
  un'attività  che  poi concretamente, al di là dei  cambiamenti  dal
  punto di vista burocratico, procedurale, che le imprese avranno nel
  poter  attingere a dei finanziamenti, alla definizione di  pratiche
  burocratiche,  una  semplificazione, in verità la  Zes  finisce  di
  avere  altre funzioni. Allora, sono messaggi che credo non  possano
  passare dal nostro Parlamento, è chiaro che noi tra l'altro viviamo
  in  una stagione in cui alcune aziende sono in grande crisi,  parto
  dalla realtà produttiva catanese, penso alla ST, penso alla Pfizer,
  che  ha annunciato la possibilità di licenziamenti. Ritengo che ciò
  che   si  è  determinato  a  livello  mondiale  con  queste   nuove
  indicazioni, che sono state date dall'amministrazione americana, in
  particolare   da   Trump,  ci  dicono  che   l'agroalimentare,   il
  manifatturiero, entreranno fortemente in crisi, quindi  parlare  di
  una super Zes che significato ha?
   Ecco  perché  Presidente il mio approccio è un approccio  critico,
  ripeto  credo che ci sia stato un confronto in Aula, non c'è dubbio
  che  dal  punto di vista procedurale qualcosa potrebbe cambiare  in
  meglio  ma  non parliamo di enfatizzare un qualcosa  che  non  darà
  concretamente   delle  risposte  alle  nostre   comunità.   Quindi,
  Presidente seguirò con attenzione, spero che ci siano elementi  che
  possano  portare  a  dei  miglioramenti, anche  perché  così  com'è
  presentata crea in me tanti dubbi e tante incertezze.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Burtone.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire la verità
  rispetto a questo disegno di legge, in particolare all'articolo  1,
  ho  espresso anche in Commissione diverse perplessità perché,  veda
  Presidente,  questo  disegno di legge applica  sostanzialmente  una
  facoltà che è prevista dall'articolo 14, comma 4, del decreto legge
  124 del 2023 che è quello sostanzialmente istitutivo delle Zes.
   Ebbene  questa norma, il testo base sulle Zes sulle quali  poi  in
  aggiunta   a  quanto  già  espresso  dall'onorevole  Burtone   dirò
  qualcosa,  prevede  che  le Regioni possano  determinare  ulteriori
  procedure,  cioè  possano  semplificare le  procedure,  invece  con
  questa  norma - e più volte l'ho segnalato all'assessore Dagnino  -
  si intende allargare le aree dove si applicano misure di vantaggio,
  aree  rispetto  alle quali si possono creare anche  dei  conflitti.
  Faccio  un esempio: nel momento in cui si dice che oltre 300 metri,
  nella  norma base era 600 e si è arrivati a 300 per effetto  di  un
  accordo  in  Commissione ma il problema permane, dire che  in  aree
  oltre  300  metri  dai  confini tracciati  si  applicano  norme  di
  vantaggio,  vuol  dire che per esempio in una  città  come  Trapani
  l'area  industriale confina perfettamente con una riserva naturale,
  significa  che  all'interno di un'area sottoposta  a  dei  vincoli,
  vincoli  che hanno portato ricchezza a quel territorio, non  limiti
  ma  ricchezza,  si  possono bypassare tutta  una  serie  di  norme.
  Avevamo  chiesto  che  si  esplicitasse  nella  norma  che   alcune
  discipline  non  potessero essere derogate, quelle  in  particolare
  ambientali, quelle paesaggistiche, il Governo ha inteso non seguire
  questo  indirizzo e dunque questa norma rischia di creare  problemi
  e,  aggiungo,  rischia di essere illegittima  perché  prevalica  le
  prerogative previste dalla legge istitutiva delle Zes.
   Per  questo, prima di passare al voto dell'articolo 1, chiedo  che
  questo disegno di legge, ancora una volta, venga accantonato per un
  approfondimento, per evitare che si voglia fare una cosa  buona  ma
  alla  fine  se  ne faccia una cattiva, perché nel  momento  in  cui
  questa  legge dovesse essere approvata con una forzatura in  questi
  termini  il  rischio dell'impugnativa è fortissimo, il  rischio  di
  cortocircuiti applicativi è ancora più forte
   Mi permetto di chiedere al Governo di accantonare questa norma per
  un  ulteriore approfondimento perché il nostro intento  non  è  non
  farla ma tra farla male e farla bene, perdendo qualche settimana in
  più,  penso  che  la  scelta di un Parlamento debba  essere  sempre
  quella  di perdere qualche settimana in più per farla bene:  perché
  rammento che l'errore sulle Zes è già stato commesso, non da questo
  Parlamento,  non  da  questo  Governo, semmai  questo  Governo,  ad
  eccezione  di  qualche voce sparuta, ha commesso  l'errore  di  non
  alzare i toni della battaglia politica perché l'errore sulle Zes  è
  stato  commesso dal governo Meloni che sostanzialmente con  la  Zes
  unica  ha  sottratto risorse che avremmo potuto spendere meglio  in
  territori  che  necessitano  di  reali  investimenti;  e   con   la
  sottrazione delle Zes che erano già state tracciate, che erano  già
  state mappate con la Zes unica, abbiamo prodotto un effetto, quello
  che   moltissime   imprese  hanno  rinunciato  all'investimento   e
  rinunziando    all'investimento    abbiamo    perso    investimenti
  fondamentali  per  l'innovazione del  nostro  processo  produttivo,
  quindi, penso che non ci sia fretta.
   Questa è una norma che va ragionata bene se vogliamo dare sostegno
  alle  nostre  imprese, ai nostri lavoratori e,  probabilmente,  può
  anche  ragionarsi  su questa norma anche all'interno  di  aiuti  di
  carattere  finanziario  e,  dunque, non  così  con  una  norma  tra
  virgolette di principio solo ordinamentale, ma con una norma che ha
  una  sua  parte  ordinamentale e una sua parte  economica;  dunque,
  veramente   chiedo  al  Governo  di  apprezzare  lo  sforzo   delle
  opposizioni,  in  questo  caso del Partito  Democratico,  di  voler
  portare  a  casa questa norma ma di volerla portare  a  casa  bene,
  quindi, mi appello al senso di responsabilità del Governo.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Safina.  È  iscritto  a   parlare
  l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  abbiamo
  seguito sin dalle prime battute l'iter di questo disegno di  legge,
  come  di  tutti  i  disegni  di  legge  che  nascono  dal  738   e,
  obiettivamente,  abbiamo rappresentato a più  riprese,  Presidente,
  lei   lo  rammenterà,  quelli  che  sono  i  dubbi  sulle  modalità
  attraverso  cui questo Parlamento sta andando avanti nel legiferare
  argomenti che sono assolutamente centrali, che riguardano  la  vita
  dei siciliani, che riguardano il sociale, che riguardano la sanità,
  in  questo  caso  stiamo a trattare delle imprese siciliane,  dello
  sviluppo   degli  elementi  utili  a  creare  crescita,  a   creare
  occupazione.
   Ebbene,   le  perplessità  che  sono  state  rappresentate   dagli
  interventi  che mi hanno preceduto le faccio tutte mie, Presidente,
  perché è evidente come il Governo nazionale abbia di fatto troncato
  le gambe a tantissime aziende siciliane che precedentemente avevano
  potuto  usufruire  dei vantaggi delle Zes che  erano  assolutamente
  centrali  nello sviluppo del nostro territorio, si  sono  venute  a
  creare  moltissime  aziende, incubatrici  di  aziende,  rapporti  e
  interlocuzioni  con  Sicindustria e con chi rappresenta  il  nostro
  tessuto economico e sociale.
   Ebbene,  da  quando il governo Meloni ha deciso di  creare  questa
  modalità,  per  così dire, di vantaggio, definita  da  Fitto  e  da
  Meloni,  è evidente che si è determinato l'effetto opposto, ovvero,
  in sostanza mi sembra chiaro che quando tutti i territori diventano
  speciali, è evidente che alla fine non lo è più nulla, per  cui  le
  perplessità  da  parte  mia e da parte del Partito  Democratico  su
  questo argomento sono delle perplessità assolutamente fondate.
   Guardi,  Presidente  e  colleghi,  quello  che  ci  chiedono   gli
  industriali in Sicilia sono alcune cose chiare, intanto, quello  di
  avere  delle  regole certe. Ritengo che se portiamo  avanti  questo
  lavoro di questo disegno di legge così come articolato, sicuramente
  non    semplifichiamo   quello   che   è   il   quadro    normativo
  complessivamente  inteso, abbiamo bisogno di  capire,  intanto,  se
  questa  norma  è  nelle  competenze  della  Regione  siciliana   e,
  sinceramente,  ho dei dubbi, perché è probabile che  l'impostazione
  di questa normativa possa cozzare con quelle che sono le competenze
  del  legislatore  regionale, per cui ritengo che, dando  seguito  a
  quelle   che  sono  le  interlocuzioni  portate  avanti   con   gli
  industriali  siciliani  e  anche  con  gli  imprenditori,   occorra
  evidentemente fare un'operazione chiarezza, capire: 1) se, intanto,
  la  Regione  siciliana,  se  questo  Parlamento  è  competente  nel
  legiferare  da  questo punto di vista su quelli che sono,  appunto,
  gli  elementi di burocrazia semplificata e 2) se poi questa  norma,
  così com'è complessivamente intesa, effettivamente sia in grado  di
  risolvere  le problematiche che dobbiamo affrontare per valorizzare
  al meglio il nostro tessuto economico e sociale.
   Per  cui l'invito che rappresento è quello di fare degli ulteriori
  approfondimenti  sul tema al fine, appunto, di evitare  che  questa
  norma,   anziché  portare  quei  risultati  che  era   in   ipotesi
  raggiungere,  alla fine possano evidentemente avere  degli  effetti
  controproducenti  in  quelle  che sono,  appunto,  le  esigenze  di
  sviluppo e crescita della nostra Regione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Giambona. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.

   TOMARCHIO. Signor Presidente, solo per dire che, invece, la  norma
  che  ci  accingiamo a votare, che l'Aula spero si accinga a votare,
  va  esattamente nella direzione opposta rispetto alle richieste che
  sono  state fatte finora. C'è una norma che ha delle parole chiave,
  delle  parole che abbiamo condiviso con il Governo e che ho  voluto
  appuntarmi.  Le  parole  chiave sono quelle della  semplificazione,
  della  legalità,  della  certezza  degli  iter  amministrativi   e,
  soprattutto, della velocità.
   Questo  è  il  senso  della  norma e, pertanto,  le  richieste  di
  rallentare,  approfondire, in un certo senso  perdere  tempo  vanno
  proprio  nello spirito opposto a quello che è lo spirito di  questa
  norma. Noi abbiamo strutturato in Commissione con un lavoro egregio
  del  presidente Vitrano e di tutti i componenti della  Commissione,
  una  norma  voluta fortemente dal Governo che individua delle  aree
  precise  in cui semplificare ancor di più quelli che sono gli  iter
  burocratici  per  creare sviluppo e investimenti, che  prevede  dei
  presidi  di  legalità,  che  prevede,  soprattutto,  una  cosa   di
  straordinaria importanza, vale a dire che se l'iter si dovesse  mai
  interrompere  è  previsto, addirittura,  che  il  Presidente  della
  Regione possa agire in via sostitutiva e che per ultimo, ma non per
  importanza,   velocizzi  tutto  quello  che  è   il   mondo   degli
  investimenti.
   E'  una  misura  che  le imprese vogliono, è  una  misura  che  le
  associazioni  di categoria vogliono, è una misura di  cui,  secondo
  me, la Sicilia ha forte necessità. Quindi l'appello è, esattamente,
  contrario:  è  quello  di  approvare  questa  legge  e  di   andare
  speditamente verso l'approvazione in Aula.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro e poi  non
  ho più iscritti a parlare. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  su
  questo  argomento della Zes, ricordo all'Aula che già dalla  scorsa
  legislatura  in  Commissione   Attività  produttive'  dove  io  ero
  componente  e  Vicepresidente  della  Commissione,  ebbene,  è   un
  argomento che abbiamo trattato.
   Poi  l'assessore Dagnino ricorderà che questo argomento lo abbiamo
  ripreso dopo gli interventi autorevoli dei miei colleghi del Gruppo
  parlamentare, Burtone, Giambona, Safina, che lo hanno  ricordato  e
  lo  ricordava ancora di più che il governo Meloni, arrivato  ad  un
  certo  punto, con un colpo di spugna, ha immaginato dopo un  lavoro
  espletato dalla Regione siciliana, di immaginare una Zes unica  con
  il ministro Fitto.
   Qualche   mese  fa,  l'assessore  Dagnino  lo  ricorderà,   questo
  argomento  era  un  argomento che l'assessore Dagnino,  insieme  al
  Presidente della Regione, avevano immaginato di licenziare  con  un
  articolo  dentro  un testo come norma di carattere ordinamentale  e
  noi,  come  Gruppo parlamentare del Partito Democratico,  ci  siamo
  fortemente opposti e ci siamo opposti perché abbiamo detto  che  un
  argomento  così importante, che ha un rilievo sociale ed  economico
  nel  territorio  regionale, aveva bisogno di  essere  affrontato  e
  discusso in Commissione.
   Immaginavo, presidente Di Paola, che in queste settimane ci  fosse
  stata,   ringraziando   il  lavoro  della   Commissione    Attività
  produttive'  perché so che i colleghi Dipasquale  e  Safina,  hanno
  cercato  di  inserire alcuni elementi per migliorare  due  articoli
  della Zes, però mi rendo conto, ascoltando gli interventi, che  non
  sono stati bastevoli gli accorgimenti che abbiamo portato alla luce
  della  Commissione. E lo dico perché, presidente Di Paola? Lo  dico
  perché  su  un  argomento così importante, l'assessore  Dagnino  lo
  ricorderà,  ci  siamo  non  opposti ma  abbiamo  detto  che  su  un
  argomento  di  questa  importanza bisognava  dibattere,  discutere,
  cercare  di comprendere quali fossero le ragioni e come cercare  di
  inserirlo nel territorio regionale apportando delle migliorie.
   Oggi mi rendo conto, presidente Di Paola, e me ne rendo conto  con
  più forza, lo hanno detto già i miei colleghi negli interventi, che
  su  questo disegno di legge abbiamo fatto un buco nell'acqua perché
  immaginavamo  che potesse davvero essere un disegno  di  legge  che
  dava  un'idea, una soluzione, un immaginario diverso:  invece,  con
  questi due articoli, ci siamo resi conto che non facciamo altro che
  ingarbugliare e, sicuramente, non aiutare quello che è lo  sviluppo
  sociale.
   Allora,  Presidente Di Paola, io le rinnovo l'appello cercando  di
  essere,  come  dire,  di  fare comprendere alla  maggioranza  e  al
  Governo che su questo tema, che è molto importante e delicato,  non
  possiamo  andare  allo  scontro muro  contro  muro,  maggioranza  e
  opposizione, perché mi sembra che ovviamente rispetto agli  appelli
  che  ci  sono da parte dei colleghi deputati delle opposizioni,  la
  maggioranza  stia  andando  verso  questa  direzione.  Allora,   io
  ritengo,  Presidente Di Paola, o c'è quello che è  stato  l'appello
  dell'onorevole   Safina  di  fermarsi,   per   mettere   su   altri
  accorgimenti che potrebbero migliorare questi due articoli,  oppure
  io  ritengo  che  così, per come viene presentato  in  Aula,  è  un
  disegno di legge che, sicuramente, non è migliore rispetto a quella
  norma  inserita, in un momento di finanziaria, quando abbiamo detto
  di trattarlo in maniera autonoma, come disegno di legge.
   Quindi,  Presidente Di Paola, io le chiedo di  comprendere  o  c'è
  questa volontà, oppure il muro contro muro non va bene

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Catanzaro.  Io  avevo  chiuso  gli
  interventi  della  discussione generale,  però  mi  ha  chiesto  di
  intervenire l'onorevole Campo.
   Onorevole  Campo,  prego,  e poi l'onorevole  Vitrano.  Ovviamente
  condivido  le  parole del collega Catanzaro. Qui non dobbiamo  fare
  muro contro muro.
   Prego, onorevole Campo.

   CAMPO.  Grazie, Presidente, Governo e colleghi deputati, di  fatto
  noi  abbiamo lavorato a questa norma, nelle Commissioni, ma  io,  a
  tutt'oggi,  non  capisco ancora veramente che  senso  abbia  questa
  proposta, visto che dopo l'enorme lavoro che era stato fatto  sulle
  ZES,   nella  precedente  legislatura,  il  Governo  ci  ha  calato
  dall'alto un'altra proposta, centralizzando appunto tutto su  Roma,
  e  annullando di fatto tutto il lavoro precedente, e adesso si apre
  questa  finestra.  Una finestra che, però, è  poco  chiara,  perché
  demanda tutto all'Assessorato con un decreto.
   Quindi   noi,  di  fatto,  vorremmo  approfondire  questa   norma.
  Pertanto,  mi  associo  alla  proposta  dell'onorevole  Safina   di
  accantonarla,  perché,  ad  oggi,  dovrebbe  essere  il  Presidente
  Schifani  a  interagire  con Roma, e aprire  una  finestra  per  la
  Regione  siciliana,  creando appunto degli  ulteriori  vantaggi,  e
  delle  ulteriori misure, che possano snellire tutte le procedure  a
  vantaggio delle Zone Economiche Speciali.
   Questa  norma  non mette niente di più, niente di  meno  perché  è
  molto aleatoria e noi ancora subiamo lo scippo che ci è stato fatto
  dal  Governo nazionale, dove non è stata detta una sola  parola,  e
  adesso  cerchiamo  di votare una cosa, quasi a  voler  mettere  una
  toppa.  Una sorta di specchietto per le allodole, che poi di  fatto
  non risolve nessuna delle problematiche esistenti. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. Prego, onorevole Vitrano.

   VITRANO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Presidente,
  condivido, ovviamente, il pensiero dei colleghi che il muro  contro
  muro  non  serve, e credo che in Commissione abbiamo dimostrato  di
  condividere  tutto ciò che fosse condivisibile, e di  accettare  le
  proposte, a prescindere da quale lato provenissero.
   Però  io  credo che, lo spiegherà sicuramente molto meglio  di  me
  l'assessore Dagnino, dovremmo intenderci sul significato di  questo
  disegno  di legge. Noi, con questo disegno di legge, non  regoliamo
  proprio  niente.  E'  un  supporto che vogliamo  dare  al  Governo,
  all'assessore, nella trattativa con Roma, che poi nella convenzione
  stabilirà  ciò  che possiamo fare e ciò che non possiamo  fare.  Se
  saranno trecento o seicento metri, sarà Roma a dircelo. Se possiamo
  ampliare,  se possiamo portare modifiche, restrittive o ampliative,
  sicuramente sarà frutto di una convenzione successiva, che si andrà
  a stipulare.
   Questa  legge,  di fatto, serve solo per questo.  Per  cui,  oggi,
  arrovellarci  su cento metri in più e in meno, su una  prospettiva,
  secondo  me  non  serve   Oggi è importante  dare  al  Governo  uno
  strumento  che è a supporto di una posizione politica che  andrà  a
  rappresentare  a  favore  della  Sicilia,  anche  condividendo   il
  pensiero dei colleghi rispetto allo scippo che ci è stato fatto.
   Io  credo  che  questo è lo spirito di questa  norma,  per  cui  i
  dettagli particolari sicuramente non li decideremo noi, ma  saranno
  frutto di una convenzione successiva. Grazie.

   PRESIDENTE. Colleghi, nello spirito di procedere  non muro  contro
  muro ,  completiamo le discussioni generali degli altri due disegni
  di  legge  che  ancora  non  abbiamo fatto,  in  maniera  tale  che
  completiamo  le discussioni generali che, se vi ricordate,  abbiamo
  rinviato tutte a quest'Aula.
   Quindi  io  chiedo  alla III Commissione di  dare  posto  alla  IV
  Commissione,  quindi  al  Presidente  Carta  e  ai  componenti   la
  Commissione.

   DE  LUCA  Antonino. Presidente, per quale motivo?  Noi  non  siamo
  d'accordo  con questa conduzione, in Conferenza dei Capigruppo  non
  abbiamo stabilito nulla in tal senso.

   PRESIDENTE.  E  quindi  tutto ciò che  non  è  stato  definito  in
  Capigruppo lo decide il Presidente


                   Discussione del disegno di legge
        «Disposizioni varie in materia di politiche abitative»
                   (n. 738 Stralcio IV Comm quater/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al disegno di legge  Disposizioni  varie  in
  materia di politiche abitative  (n. 738 Stralcio IV Comm quater/A),
  posto al n. 3.
   Chiedo  al  Presidente Carta di prendere posto per la  discussione
  generale  dei  disegni  di  legge della IV Commissione.  Presidente
  Carta, invito la IV Commissione a prendere posto.
   Si  passa  pertanto al disegno di legge n. 738  Stralcio  IV  Comm
  quater/A.
   Ha  facoltà  di  parlare  il  Presidente  Carta  per  svolgere  la
  relazione.

   CARTA,   presidente   della  Commissione  e  relatore.   Onorevoli
  colleghi,  il presente disegno di legge nasce dall'esame di  alcuni
  degli  emendamenti presentati al disegno di legge n.  738  che,  su
  indicazione  della Conferenza dei Capigruppo, sono stati  trasmessi
  dalla  Presidenza dell'Assemblea alle Commissioni sulla base  delle
  rispettive  competenze.  Esaminati gli emendamenti  in  materia  di
  politiche  abitative,  la  IV Commissione 'Ambiente,  territorio  e
  mobilità',  ai  sensi dell'articolo 64, comma  1,  del  Regolamento
  interno, ha deliberato di formulare un autonomo disegno di legge.
   All'esito dell'istruttoria delle Commissioni, il disegno di  legge
  si compone in articolo 1, 2, 3 e 4. L'articolo 1, che estende al 30
  giugno 2025 il termine entro il quale i soggetti che alla data  del
  31  dicembre  2017 occupavano un alloggio di edilizia  residenziale
  pubblica    senza    titolo   possono   presentare    istanza    di
  regolarizzazione dell'occupazione, nel caso in cui gli  stessi  non
  abbiano  provveduto  a  seguito dell'invito  a  suo  tempo  rivolto
  dall'ente proprietario.
   All'articolo  2  si  specificano  che  gli  alloggi  di   edilizia
  residenziale  pubblica  gestiti  e  di  proprietà  degli   Istituti
  Autonomi  Case  Popolari  sono  da considerare  "alloggi  sociali",
  secondo  la  definizione  di  cui  al  decreto  ministeriale  delle
  Infrastrutture  del 22 aprile del 2008, ai sensi  del  quale  è  da
  considerare  alloggio sociale l'unità immobiliare  adibita  ad  uso
  residenziale  e  locazione permanente che  svolge  la  funzione  di
  interesse  generale, nella salvaguardia della coesione  sociale  di
  ridurre  il  disagio  abitativo  di individui  e  nuclei  familiari
  svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla  locazione  di
  alloggi  del  libero mercato nonché che tali tipologie di  alloggio
  godono delle agevolazioni previste dalla legge normativa al momento
  della loro assegnazione.
   All'articolo  3  si  prevede che i comuni della Regione  siciliana
  entro il 31 marzo di ogni anno adottino una delibera consiliare  al
  fine  di  individuare gli immobili abusivi acquisiti al  patrimonio
  comunale  e  suscettibili di alienazione. Inoltre i  comuni  devono
  altresì  approvare un regolamento per la gestione  e  l'alienazione
  degli  immobili  acquisiti per abuso edilizio,  stabilendo  criteri
  oggettivi  per  la  vendita,  le  modalità  di  alienazione  e   la
  destinazione  degli  eventuali  proventi,  garantendo  la   massima
  trasparenza e pubblicità dell'operazione. Infine, si stabilisce che
  i proventi delle alienazioni vengano, in via prioritaria, destinati
  dai  Comuni  a  un  fondo  rotativo  per  la  riqualificazione  del
  patrimonio  immobiliare  o  ad  interventi  di  edilizia   sociale,
  garantendo  il  reinvestimento delle  risorse  nella  rigenerazione
  urbana e nel contrasto al disagio abitativo.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione generale.


                   Discussione del disegno di legge
    «Disposizioni varie in materia di edilizia» (n. 738 Stralcio IV
                           Comm quinquies/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al disegno di legge «Disposizioni  varie  in
  materia  di edilizia» (n. 738 Stralcio IV Comm quinquies/A),  posto
  al n. 4.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Carta, per svolgere la relazione.

   CARTA,   presidente   della  Commissione  e  relatore.   Onorevoli
  colleghi,  il presente disegno di legge nasce dall'esame di  alcuni
  degli  emendamenti presentati al disegno di legge n. 738 che  -  su
  indicazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  -   sono  stati  trasmessi  dalla  Presidenza  dell'Assemblea  alle
  Commissioni, sulla base delle rispettive competenze. Esaminati  gli
  emendamenti  in  materia di edilizia, la IV Commissione   Ambiente,
  territorio  e  mobilità , ai sensi dell'articolo 64, comma  1,  del
  Regolamento interno, ha deliberato di formulare un autonomo disegno
  di legge.
   Nel  corso  dell'istruttoria, il disegno di legge  originariamente
  deliberato  ha subito numerose modifiche, frutto anzitutto  di  una
  interlocuzione  con  il Governo, ma anche di  un  confronto  tra  i
  Gruppi.  All'esito dell'istruttoria in Commissione, il  disegno  di
  legge si compone di sei articoli.
   L'articolo  1  amplia le categorie di interventi  realizzabili,  a
  determinate  condizioni,  nelle aree a  pericolosità  idraulica  P4
  (molto  elevata) e P3 (elevata) individuate dal Piano  stralcio  di
  bacino  per  l'assetto  idrogeologico della Regione  siciliana.  In
  particolare,   si  prevede  la  possibilità  di  realizzare   nuovi
  interventi  di pubblica utilità, oltre a quelli infrastrutturali  e
  alle  opere  pubbliche, già consentite dalla normativa  in  vigore,
  previa   valutazione  delle  compatibilità  degli  stessi  con   le
  caratteristiche delle aree.
   L'articolo  2  introduce  una modifica  alla  legge  regionale  n.
  27/2024,  con la quale è stato recepito il decreto-legge 29  maggio
  2024,  n.  69 (c.d. Salva-casa), convertito in legge con  modifiche
  dalla  legge 24 luglio 2024, n. 105. In particolare si  prevede  il
  recepimento, senza modifiche, del comma 4-bis dell'articolo  3  del
  decreto-legge,  ai  sensi  del quale le previsioni  in  materia  di
  accertamento  di conformità nelle ipotesi di parziali difformità  e
  di   variazioni  essenziali  si  applicano  anche  agli  interventi
  realizzati entro l'11 maggio 2006, per i quali il titolo che ne  ha
  previsto  la  realizzazione sia stato rilasciato dagli enti  locali
  senza previo accertamento della compatibilità paesaggistica.
   L'articolo 3 novella l'articolo 16 della legge regionale n. 78 del
  1976.  Tale modifica si ritiene, anzitutto, necessaria tenuto conto
  dell'abrogazione della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71  che
  prevedeva  la costituzione del Consiglio regionale dell'urbanistica
  (C.R.U.).  Con la modifica si prevede che il parere in merito  alle
  richieste  di  deroga relativamente agli indici di densità  fissati
  con  riguardo alla formazione degli strumenti urbanistici generali,
  avanzati  dai  consigli comunali, venga reso dal  Comitato  tecnico
  scientifico dell'urbanistica (C.T.S.).
   L'articolo   4  detta  disposizioni  in  materia  di   concessioni
  demaniali nelle aree portuali.
   L'articolo  5  dispone l'abrogazione dell'articolo 4  della  legge
  regionale 16 dicembre 2020, n. 32, con la finalità di centralizzare
  il  rilascio  dei provvedimenti di autorizzazione e di  concessione
  demaniale, finora assegnati alle strutture territoriali ambientali.
   Infine, l'articolo 6 reca la norma di entrata in vigore.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione generale


    Discussione del disegno di legge «Norme in materia di società a
  partecipazione pubblica. Modifiche alla legge regionale 30 gennaio
              2025, n. 3» (n. 738 Stralcio II Comm bis/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al disegno di legge «Norme  in  materia  di
  società  a  partecipazione pubblica. Modifiche alla legge regionale
  30  gennaio  2025, n. 3» (n. 738 Stralcio II Comm bis/A) (Seguito),
  posto al n. 5).
   Invito  i  componenti della II Commissione 'Bilancio'  a  prendere
  posto al banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Daidone, per svolgere la relazione.

   DAIDONE,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Onorevoli
  colleghi, il disegno di legge di iniziativa parlamentare n.  738  -
  Stralcio  II Comm bis è stato formulato dalla Commissione  Bilancio
  ai  sensi dell'articolo 64, comma 1, del Regolamento interno, sulla
  base  degli emendamenti al disegno di legge n. 738 trasmessi  dalla
  Presidenza  dell'Assemblea  a seguito di  quanto  comunicato  nella
  seduta d'Aula n. 152 del 29 gennaio 2025.
   L'articolo  1  interviene in materia di società controllate  della
  Regione.
   I  commi  da  1  a 10 riguardano, in particolare, i  compensi  dei
  componenti degli organi di amministrazione e i criteri di selezione
  degli  amministratori investiti di particolari cariche. Al comma  1
  si  stabilisce un tetto massimo ai suddetti compensi  in  relazione
  alla fascia di appartenenza della società; sono previste a tal fine
  tre  fasce  la  cui  individuazione è demandata  ad  un  successivo
  decreto del Presidente della Regione.
   I successivi commi 2, 3 e 4 prevedono i tetti massimi dei compensi
  aggiuntivi,   rispettivamente  per   le   seguenti   categorie   di
  amministratori:
   -  amministratori investiti di particolari cariche  in  conformità
  dello statuto;
   -  amministratori investiti di particolari cariche  in  conformità
  dello statuto che debbano raggiungere determinati obiettivi;
   -  amministratore delegato o unico che ricopra anche la carica  di
  direttore generale.
   Il  comma  5  chiarisce che i compensi di cui ai commi  precedenti
  debbono intendersi come annuali e onnicomprensivi.
   Il  comma  6  demanda ad un decreto del Presidente della  Regione,
  previo   parere   della   Commissione   Bilancio,   l'adozione   di
  disposizioni attuative concernenti la ripartizione in  fasce  delle
  società  partecipate dalla Regione, fasce cui fa riferimento,  come
  già evidenziato, il comma 1 per la determinazione dei compensi.
   Il  comma 7 individua i requisiti soggettivi che debbono possedere
  gli amministratori investiti di particolari cariche.
   Il  comma  8  abroga i commi 3 e 4 dell'articolo  33  della  legge
  regionale  7  maggio  2015, n. 9 i quali prevedono  che  il  limite
  massimo    del    trattamento   economico   annuo   omnicomprensivo
  dell'amministratore  delegato che ricopra la  carica  di  direttore
  generale è pari a euro novantamila, ridotto a settantamila  per  le
  società con un numero di dipendenti inferiore a quattrocento o  con
  un valore della produzione inferiore a quindici milioni di euro.
   Viene  altresì modificato il comma 4 dell'articolo 20 della  legge
  regionale  12  maggio  2010, n. 11, in modo  che  gli  obblighi  di
  riduzione  dei compensi ivi previsti per gli amministratori  e  gli
  organi  di  controllo delle società interamente  partecipate  dalla
  Regione,  ridotti  dalla  disposizione in  parola   ad  un  importo
  massimo onnicomprensivo, ivi compresi eventuali benefit, di  50.000
  euro  per ciascun componente degli organi di amministrazione  e  di
  25.000  euro  per ciascun componente degli organi  di  vigilanza  e
  controllo e dei comitati di sorveglianza , rimangano in vigore  con
  esclusivo  riferimento agli organi di controllo e dei  comitati  di
  sorveglianza delle stesse società.
   Il   comma  10  prevede  che  le  superiori  disposizioni  trovano
  applicazione  a decorrere dal primo rinnovo degli organi  societari
  successivo all'entrata in vigore della legge in esame.
   I  commi  11  e  12  intervengono su  disposizioni  di  attuazione
  dell'Accordo   Stato-Regione  sottoscritto  il  16   gennaio   2021
  finalizzate  al contenimento della spesa delle società partecipate.
  Si  evidenzia come detto Accordo sia da più parti ritenuto superato
  (si  veda Corte dei conti, Relazione sul Rendiconto generale  della
  Regione  Siciliana,  esercizio 2021, sintesi, pag.  29)  da  quello
  successivo  del  16  ottobre  2023, che  non  fa  riferimento  alla
  riduzione  della spesa corrente sostenuta dalle società partecipate
  della Regione.
   Nel  dettaglio, al comma 11 si prevede che l'obbligo di riduzione,
  non  inferiore al 3 per cento, della pianta organica delle  società
  partecipate  della  Regione  possa essere  ridotto  o  azzerato  su
  motivata proposta dell'organo amministrativo della società;  mentre
  con  il  comma  12  si  stabilisce che  l'introduzione  di  deroghe
  all'obbligo  di riduzione delle spese avvenga non più con  delibera
  di  Giunta ma su autorizzazione del Dirigente dell'Ufficio  per  la
  gestione  e liquidazione delle partecipate, attraverso un iter  che
  preveda un obbligo motivazionale sul punto.
   L'articolo 2 estende le disposizioni dell'articolo 1 sui  compensi
  e  sui  requisiti  degli amministratori alle  società  a  controllo
  pubblico  degli  enti  locali, prevedendo che ciò  sia  subordinato
  all'adozione  di una disciplina regolamentare adottata  da  ciascun
  organo consiliare e fermo restando che i compensi siano parametrati
  a  quelli fissati per le società a controllo pubblico regionale con
  una  riduzione  in misura non inferiore al 10 per cento  dei  tetti
  massimi.
   L'articolo  3  novella alcune previsioni della legge regionale  30
  gennaio 2025, n.3 al fine di ridefinire taluni interventi.
   L'articolo  4  reca  la clausola di invarianza  finanziaria  della
  legge.

   Signor Presidente, io ho finito.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Bene, colleghi, io...
   Prego, onorevole La Vardera.

   LA VARDERA. Sì.
   No,  Presidente, soltanto un rilievo, diciamo operativo e pratico,
  rispetto a questa legge.
   Ritengo che nel ragionamento complessivo ci sono tanti disegni  di
  legge  che  hanno  una valenza di priorità rispetto  a  questo  che
  stiamo  esaminando  e  ritengo  che,  rispetto  alle  priorità  dei
  siciliani,  sia inopportuno portare in quest'Aula come priorità  un
  disegno  di  legge  che parla di aumentare i fondi  e  i  soldi  ai
  dirigenti  delle  partecipate. Spesso e  volentieri  quelle  stesse
  partecipate di cui stiamo parlando hanno creato dei carrozzoni veri
  e  propri,  parte di quelle partecipate, e noi le premiamo  con  un
  aumento, come dire, sulla base di poi non si capisce che cosa.
   Allora   la  questione  è  molto  semplice,  cioè  disquisire   in
  quest'Aula di un disegno di legge che parla di aumentare i fondi  è
  veramente anacronistico oggettivamente, non è prioritario, è fuori,
  come dire, i criteri di buon senso anche rispetto a tutta una serie
  di disegni di legge che, ripeto, sono in cassetto nelle Commissioni
  di  competenza  e  che  spesso e volentieri non  vengono  esaminati
  perché   evidentemente   non   hanno   come   ordine   del   giorno
  prioritariamente quello di aumentare il budget  e  i  soldi  a  dei
  soggetti  che  spesso  e  volentieri fanno  un  lavoro,  con  tutto
  rispetto - mi assumo la responsabilità di quello che dico -  spesso
  e  volentieri non proprio diciamo limpido. E quindi lo definisco un
  disegno  di legge anacronistico, non in linea con quella che  è  la
  priorità dei problemi reali dei siciliani.
   E  mi  permetto  di dire, lo dirò anche alla fine come  intervento
  finale,  che  anche  questa ennesima volta  in  cui  il  presidente
  Schifani viene in quest'Aula, l'ho cronometrato, è rimasto in  Aula
  3   minuti   e   44   secondi,  giusto  il  tempo  del   giuramento
  dell'assessore, quindi, fondamentalmente, è arrivato non perché  ci
  ha  fatto  una cortesia, ma perché la legge impone che  l'assessore
  giuri  alla  presenza del presidente Schifani, quindi  quanto  alla
  presenza non è nemmeno un qualcosa che poteva esimersi dal farlo
   E', infatti, proprio l'atteggiamento di questa priorità, di questi
  ragionamenti  politici  che non comprendiamo  e  ovviamente  questo
  disegno  di  legge  non  ha  nessuna priorità  nella  realtà  delle
  priorità dei siciliani. Per cui, chiaramente, già anticipo il  voto
  contrario  e  mi  auguro che possano votare così anche  i  colleghi
  dell'opposizione,  perché  ritengo che  sia  un  disegno  di  legge
  assolutamente  anacronistico, fuori dai bisogni dei  siciliani,  ma
  soprattutto di una visione non reale con i problemi che ci sono  in
  quest'Aula  rispetto  ai  problemi dei  siciliani.  In  quest'Aula,
  infatti, si discute di cose che non riguardano i veri problemi  dei
  siciliani  e abbiamo per l'ennesima volta  Re Schifani   che  viene
  qui  due  minuti,  c'è la nomina del nuovo assessore,  da  mesi   e
  ribadisco la richiesta anche del Capogruppo del Movimento 5 Stelle,
  che  ha  chiesto  più volte al Presidente di potere disquisire  sul
  tema  della  sanità,  ma  anche  questa  non  è  una  priorità  dei
  siciliani;  la  proprietà  è quella di aumentare  i  compensi  agli
  organi delle partecipate
   E'  veramente  incredibile, ma purtroppo è  la  dimostrazione,  la
  fotografia  plastica  che è un Governo assolutamente  cieco,  senza
  visione, senza strategia e che pensa soltanto a rimpinguare i soldi
  dei pochi, degli amici degli amici
   Grazie.

   PRESIDENTE. Ho iscritti a parlare gli onorevoli De Luca  Antonino,
  Schillaci e Giambona.
   Prego, onorevole De Luca, ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inizierò
  il  mio  intervento  non appena si saranno liberati  i  banchi  del
  Governo e magari sarà ripristinato un minimo d'ordine in Aula.
   Ed  è  importante  anche  che l'assessore D'Agnino,  dato  che  mi
  rivolgo a lui, stia seduto al suo posto.
   Dopodiché, se il collega Pellegrino smettesse di disturbare  e  si
  sedesse anche lui al suo posto ad ascoltare, come faccio sempre  io
  quando interviene lui, sarebbe cosa gradita.
   Signor  Presidente,  questo disegno di  legge  in  questo  momento
  storico,  è  uno dei testi più aberranti che a mia memoria  ricordo
  essersi  affacciato a quest'Aula. Dico ciò perché mentre  la  gente
  non  riesce a pagare le bollette della luce, mentre hanno tolto  il
  reddito  di cittadinanza e le persone hanno difficoltà a  unire  il
  pranzo  con la cena, mentre ci apprestiamo ad affrontare, anche  se
  la  negano,  una  siccità persino peggiore di quella  dello  scorso
  anno,  quest'Aula  viene  impegnata per discutere  di  aumentare  i
  compensi  degli  amministratori  delle  società  partecipate   che,
  diciamocelo  chiaramente, finora hanno brillato  per  incapacità  e
  inefficienza,  diversamente non saremmo  nelle  condizioni  in  cui
  siamo.
   Allora,  io mi chiedo con quale coraggio il Governo si presenta  a
  motivare,   a   giustificare  queste  norme  che  prevedono   anche
  l'eliminazione della riduzione delle spese nella misura del  3  per
  cento che sempre quest'Aula aveva deliberato negli scorsi anni.
   Quindi, non solo ci sono delle norme che ci fanno tornare indietro
  nel tempo e per le quali dico a questo Governo  vergognatevi  ,  ma
  avete pure il coraggio, mentre la gente muore di fame, di aumentare
  i compensi a gente che si è distinta per incapacità, inettitudine e
  inefficienza
   Io credo che questo sia un fatto gravissimo di cui vi sarà chiesto
  conto, perché in un'epoca in cui state andando anche a rivedere  le
  vostre  scelte, perché fate saltare i direttori che avete nominato,
  perché vi rendete conto che sono inadatti e incapaci, arrivate pure
  qui  in  Aula e ci proponete di aumentare ancora un po' i  compensi
  alle partecipate
   E,  allora, assessore Dagnino, se avete un minimo, un briciolo  di
  sensibilità  nei  confronti  di quelle  persone  che  non  riescono
  neppure a cenare serenamente, ritiratelo.
   Io, Presidente, annuncio che su questo chiedo il voto segreto, sia
  chiaro,  cioè  senza discussioni, su questo noi faremo opposizione,
  comma  per  comma,  su ogni comma consideri una richiesta  di  voto
  segreto, di voto palese, di interventi, perché è una cosa veramente
  vergognosa

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie,  Presidente, in linea con gli  interventi  dei
  colleghi  desidero anche evidenziare come non c'è  relazione  della
  Corte  dei  Conti  annuale che non dedichi dei  paragrafi  e  degli
  articoli relativamente alle partecipate.
   Ecco   perché   io  mi  aspettavo  da  questo  Governo   regionale
  un'attenzione  particolare  proprio  sulle  partecipate,  ma  nella
  direzione  di  una  razionalizzazione  delle  partecipate  con   la
  chiusura  di  quelle partecipate che non funzionano, ma soprattutto
  mi rivolgo agli interventi sulle partecipate nella direzione di una
  maggiore  vigilanza e controllo, che è quello che è  mancato  negli
  anni a questa Amministrazione regionale.
   Tutte  quelle norme che sarebbero andate in quella direzione,  sul
  potenziamento,  sulla  vigilanza e sulla razionalizzazione,  questa
  forza politica, il Movimento 5 Stelle, le avrebbe abbracciate senza
  ombra  di dubbio. Quindi, su questo tipo di intervento non possiamo
  trovarci d'accordo. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   E'  iscritto  a parlare l'onorevole Giambona e poi c'è l'onorevole
  Campo.
   Prego, onorevole Giambona, ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo su  questa
  disposizione  normativa, perché obiettivamente  al  pari  di  altri
  colleghi  che sono intervenuti prima di me ho sinceramente  qualche
  dubbio.  Qui l'assessore Dagnino ci potrà dare conforto  su  quella
  che è stata l'azione di questo Governo e del Governo precedente  in
  ordine,  appunto,  alla razionalizzazione delle partecipate,  sulla
  quale  abbiamo  bisogno  di capire in che fase  siamo,  atteso  che
  abbiamo   un  gran  numero  di  aziende  partecipate  alla  Regione
  siciliana  che  molto  spesso non fanno  nulla  di  ciò  che  erano
  demandate  a  fare; le procedure di liquidazione si  dilungano  nel
  tempo e noi siamo costretti a pagare questi eterni commissari.
   Ma  detto  questo io non so, non credo che questa sia una priorità
  per  la  Regione siciliana, quella di prevedere ciò che  stabilisce
  questa norma, ovvero l'aumento delle indennità degli amministratori
  e  dei componenti dei consigli di amministrazione delle partecipate
  stesse. E' necessario, invece, procedere ad una razionalizzazione.
   Ma  quello  che mi fa specie, Presidente, è proprio l'impostazione
  dell'articolo  1,  ovvero dove si dice che al  fine  di  potenziare
  l'efficienza e l'efficacia delle partecipate si prevede un  aumento
  dell'indennità,   come   se  i  risultati  nella   gestione   delle
  partecipate  siano  in funzione delle indennità  previste  per  gli
  amministratori; credo che l'impostazione sia assolutamente errata
   Detto  questo mi soffermo anche su quello che è l'articolo 2 della
  norma,  perché questa impostazione normativa, guardate, che prevede
  l'aumento  dei  componenti  degli organi di  amministrazione  delle
  società  controllate e collegate, si applicherebbe anche agli  enti
  locali   siciliani.  Enti  locali  siciliani  che   abbiamo   tutti
  perfettamente  contezza  di quale è la loro  situazione:  un  terzo
  degli  enti  locali si trova in dissesto e predissesto,  oltre  150
  comuni  non  sono riusciti ad approvare i bilanci consultivi,  sono
  stati   mandati   i   commissari;  ebbene,  per   loro   prevediamo
  l'adeguamento  della  normativa con  la  reintroduzione  di  queste
  tabelle, con l'aumento delle indennità. Ma l'articolo 4 prevede  la
  clausola  di invarianza finanziaria e, quindi, noi a quegli  stessi
  comuni  che  sono  in dissesto e predissesto, e molti  altri  della
  Regione  siciliana che si trovano in situazioni dal punto di  vista
  economico-finanziario drammaticamente non in grado di  garantire  i
  servizi  essenziali  ai cittadini, non sono  nemmeno  in  grado  di
  coprire  e  riparare le buche, ecco, prevediamo a  loro  carico  un
  ulteriore balzello senza garantire copertura finanziaria
   Io  credo  che  questo, nell'impianto complessivo, rappresenti  un
  ulteriore vulnus, motivo per il quale noi chiediamo di rivedere  la
  norma  e,  se del caso, si deve prevedere un adeguamento anche  per
  gli  enti  locali siciliani, almeno per loro che sono in situazioni
  di  crisi  e  di  grande  disagio economico, garantire  le  risorse
  economiche per poterlo fare.

   PRESIDENTE.E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie, Presidente. Questa norma ha il sapore di  qualcosa
  che  è  uscita  dalla porta ed è entrata dalla finestra  e  con  la
  velocità  della  luce, Assessore, perché ci sono ben  altre  norme,
  molto più importanti per i siciliani, che sono ancora ferme al palo
  delle  Commissioni  nonostante  da  anni  siano  state  discusse  e
  ridiscusse e, invece, questa ce la ritroviamo immediatamente qui in
  Aula
   Non vorrei che questa velocità fosse legata al fatto che presto ci
  saranno nuove nomine per le partecipate, spero di no, comunque,  di
  fatto  da  un  risparmio che si ha da un primo articolo  di  questa
  norma,  poi  abbiamo una ridistribuzione delle  somme  soltanto  ad
  alcuni   che   riceveranno   particolari  premialità,   particolari
  indennizzi. Sinceramente, al di là del fatto che ci sta, che ci può
  essere  chi  è più meritevole di altri, non vorremmo che  fosse  la
  solita  politica clientelare che premi alcuni a discapito di altri,
  perché  i siciliani sono veramente stanchi, stanchi di assistere  a
  queste tristi vicende che ci hanno veramente sottratto tanto  tempo
  per tanti altri articoli e norme più utili che si potevano fare.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo  Giuseppe.
  Ne ha facoltà.

   LOMBARDO Giuseppe. Presidente, io chiedo a lei, avevo bisogno solo
  di  un'informazione, Presidente, perché non so se ho capito male  o
  meno.  Siccome  si sta criticando il Governo su questo  disegno  di
  legge,  ma  mi sembra che questo disegno di legge sia di iniziativa
  parlamentare, quindi penso che la riflessione la dovremmo fare  noi
  stessi su quello che stiamo portando avanti e non al Governo.
   Quindi, che sia l'Aula a fare una riflessione sul disegno di legge
  iscritto  all'ordine del giorno e capire se rimandarlo o meno  alla
  Commissione  o se sopprimere tutti quelli che sono gli articoli  di
  questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Non  c'è nessun altro iscritto a parlare.  Chiudo  la
  discussione generale e, quindi, abbiamo concluso, anzi do la parola
  all'Assessore che voleva fare un intervento come chiosa finale alla
  discussione generale.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Presidente, onorevoli deputati.
  Solo  brevemente perché mi pare che proprio in punto  di  fatto  vi
  siano degli aspetti da precisare.
   Questo  disegno  di legge che, peraltro, come è stato  giustamente
  osservato,  è  voluto certamente dal Governo, ma  è  di  iniziativa
  parlamentare  a  riprova, diciamo, della condivisione  con  l'Aula,
  naturalmente con la maggioranza in questa fase, è stato oggetto  di
  discussione   nelle   Commissioni  e  di  adeguato   -    credo   -
  approfondimento.  Peraltro, risultano  sostanzialmente  solo  -  al
  netto   di  alcune  piccole  eccezioni  -  emendamenti  di   natura
  soppressiva.
   Il  disegno di legge non è, dal punto di vista del Governo, che ha
  intenzione  di  difenderlo,  un  disegno  di  legge  che  determina
  maggiori costi della politica o maggiori sprechi, è al contrario un
  disegno  di  legge  ispirato ad una logica di  tipo  meritocratico.
  Cioè,  si  tratta non di un aumento, come è stato detto  in  alcuni
  interventi,  ma  di  una rimodulazione dei compensi  delle  società
  partecipate  ispirati  a  criteri  meritocratici,  addirittura,   e
  quindi,  non a logiche clientelari che noi riteniamo che siano  del
  tutto  avulse  dal  contenuto di questo  disegno  di  legge,  anche
  perché,  a  titolo  di esempio. i compensi dei consiglieri  vengono
  mediamente  ridotti  rispetto allo status  quo,  quello  che  viene
  aumentato  è  il compenso, con possibili premialità, delle  cariche
  apicali,  in  particolare coloro che ricoprono  deleghe  operative,
  quindi, non si tratta di un aumento dei costi, non si tratta di  un
  aumento dei compensi, si tratta di una rimodulazione finalizzata ad
  efficientare, e questa parola è stata meditata ed è coerente con la
  finalità   del   disegno  di  legge,  la  gestione  della   società
  partecipate.
   Al  contrario un appiattimento, a fronte di una media più alta dei
  compensi, potrebbe, quello sì, dare adito ad una logica per cui una
  carica  di  consigliere può essere, tutto sommato, molto  simile  a
  quella  di  Presidente, invece al contrario, per i  consiglieri  si
  pensa in questo disegno di legge di ridurre ulteriormente.
   Il  tema  è  legato  all'efficienza perché è evidente  che  se  le
  società  partecipate debbano operare correttamente,  occorre  poter
  reperire sul mercato professionalità adeguate che non si può  certo
  pensare  di remunerare con dei compensi bassi come sono quelli  che
  sono  stati previsti che sono probabilmente altri per i consiglieri
  semplici, cioè, coloro che non svolgono cariche esecutive,  cariche
  operative,  ma vengono convocati, esprimono il loro giudizio  negli
  organi collegiali e invece dei compensi certamente troppo bassi per
  coloro che invece ricoprono cariche operative.
   Quindi, se si vuole davvero premiare il merito, senza aumentare  i
  costi,   la   soluzione   avrebbe  potuto  essere   una   soluzione
  alternativa, quella di aumentare per tutti; in realtà si è  ridotto
  per  i  meri  i  consiglieri o per coloro  che  non  hanno  cariche
  operative,  persino  i Presidenti, a fronte di una  premialità  per
  coloro che svolgono cariche con deleghe operative e, quindi,  anche
  con maggiori responsabilità.
   Inoltre, vi è anche la facoltà introdurre ulteriori premialità per
  coloro  che  raggiungono obiettivi, recita  la  norma,  misurabili,
  quindi,  non  premi  basati su una logica  di  tipo  potenzialmente
  clientelare  come sarebbe se il premio fosse non misurabile  perché
  diventa  discrezionale ad libitum. Al contrario, la norma parla  di
  premi  a  fronte  del  raggiungimento di  obiettivi  oggettivamente
  misurabili, la matematica non è un'opinione.
   Quindi,  crediamo  che sia un disegno di legge  meritevole  perché
  volto  a  premiare il merito e non volto ad aumentare  i  compensi.
  Rispetto  all'obiezione  dell'onorevole  Giambona,  ai  comuni  che
  possono  applicare  lo stesso criterio non si  danno  le  coperture
  finanziarie,  c'è  un  vizio probabilmente  nella  comprensione  di
  natura cognitiva in ordine all'effetto di questa norma.
   I  compensi  dei  componenti  degli  organi  amministrativi  delle
  partecipate, siano esse regionali o comunali, non gravano né  sulla
  Regione   né  sui  comuni,  gravano  sui  bilanci  delle   medesime
  partecipate,  ecco perché i comuni hanno facoltà  di  avvalersi  di
  questa  norma  ma non occorre alcuna copertura, ovviamente,  se  la
  partecipata  non si potrà permettere di adeguare i compensi  è  una
  facoltà,   quella   prevista  dalla  norma,  non   è   un   aumento
  standardizzato  e  soprattutto la parte premiale è  una  componente
  veramente occasionale e non è obbligatorio concederla.
   Quindi,  se  la  partecipata non avesse un  bilancio  sufficiente,
  allora  non  si  riconoscerà nessuna premialità, nessun  vantaggio,
  nessun  bonus  aggiuntivo,  ma in ogni  caso  il  costo  di  quegli
  eventuali   bonus,   essendo  solo  quelli  un  eventuale   esborso
  aggiuntivo, graverebbero sui bilanci delle partecipate e, quindi, a
  condizione  che  le partecipate medesime se li possano  permettere.
  Questo è il senso del disegno di legge.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Quindi,  abbiamo concluso con la discussione generale dei  disegni
  di  legge  e adesso iniziamo con la votazione degli articolati  dei
  disegni di legge all'ordine del giorno.


  Discussione del disegno di legge «Disposizioni varie in materia di
                               edilizia
                n. 738/A Stralcio IV Comm quinquies/A»

   PRESIDENTE.  Si  passa al quarto disegno di legge  all'ordine  del
  giorno: "Disposizioni varie in materia di edilizia (n. 738 Stralcio
  IV  Comm  quinquies/A)", quindi, chiedo alla IV  Commissione  e  al
  Presidente  Carta,  di prendere posto al banco  delle  Commissioni,
  l'Assessore è in Aula, iniziamo con il disegno di legge.

   CATANZARO. Come si sta procedendo?

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sto seguendo l'ordine del  giorno,
  colleghi un attimo.

   CATANZARO.  O  sospende l'Aula o procediamo secondo  l'ordine  del
  giorno

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi  un  attimo,  io  sto  procedendo
  seguendo l'ordine del giorno, il disegno di legge sulle ZES è al 6
  punto  dell'ordine del giorno che avete nei vostri Tablet,  quindi,
  io  sto  precedendo  in ordine e in base agli  Assessori  presenti.
  Siamo  al  4   punto dell'ordine del giorno, visto che  l'Assessore
  Savarino  è  presente, io chiedo al presidente  Carta  di  prendere
  posto  come pure alla IV Commissione per iniziare con la  votazione
  del disegno di legge n. 738/A Stralcio IV Comm quinquies.
   Colleghi,  io  procedo in base all'ordine del giorno  e  a  quanto
  stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Dichiaro  chiusa la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                                «Art. 1
  Interventi di pubblica utilità nelle aree a pericolosità idraulica

   1.  Nelle aree a pericolosità idraulica P4 e P3 di cui al comma 3,
  lettera  i)  dell'articolo  26  dell'allegato  a)  al  decreto  del
  Presidente  della  Regione  n. 9 del 6 maggio  202l,  è  consentita
  altresì la realizzazione di nuovi interventi di pubblica utilità.».

   All'articolo  1  abbiamo  solo  due emendamenti  soppressivi,  gli
  emendamenti 1.1 e 1.2. Onorevole Ciminnisi e onorevole Safina, sono
  mantenuti i soppressivi? Mi avete chiesto celerità.

   VARRICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VARRICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, già è  un
  tema  che  è stato affrontato in Commissione, a parte l'irritualità
  di  modificare  un  decreto del Presidente della  Regione  con  una
  norma,  l'Autorità  di  bacino  ci ha  detto  che  questo  tipo  di
  emendamento rischia di mettere a repentaglio la sicurezza perché si
  tratta di interventi in area di pericolosità idraulica, quindi,  il
  rischio forte è che noi ci ritroviamo ad autorizzare delle opere di
  pubblica  utilità  che sono opere pubbliche già  previste  in  area
  estremamente pericolose.
   L'Autorità di bacino ci ha precisato -  durante le audizioni - che
  la  norma  così  per come è scritta presenta delle gravi  lacune  e
  criticità  e  ci espone alla possibilità che delle opere  rischiose
  possono  essere realizzate in questi spazi, purtroppo, poi  diciamo
  in qualche maniera c'era un accordo per non presentare questo testo
  in  Aula  ma,  piuttosto, per scrivere una norma  migliore  facendo
  recepire  nell'ambito  del  decreto del Presidente  della  Regione,
  purtroppo poi c'è stato un colpo di maggioranza su questo tema  che
  è  un  po'  strano perché generalmente in Commissione IV  lavoriamo
  sempre  in maniera molto concorde e, quindi, noi siamo estremamente
  preoccupati  per  questa  norma,  parimenti  a  quello   che   dice
  l'Autorità  di bacino, per cui chiediamo il ritiro, lo stralcio  di
  questa norma.

   PRESIDENTE. Ci sono altri interventi in merito all'articolo 1?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, Governo, non per contraddire il collega Varrica
  ma  l'Autorità di bacino ha detto che pensavano loro di intervenire
  presso la Presidenza della Regione per sistemare il decreto che poi
  dava  la  possibilità alle opere strategiche anche dove ci  sono  i
  vincoli   idraulici   di   essere,   poi,   costruite   le    opere
  infrastrutturali, possono essere manutenzionate  e  realizzate,  ad
  esempio,  i  canali di raccolta d'acqua, i depuratori e quant'altro
  si voglia mettere all'interno dell'emergenza.
   Poi,  siccome questo argomento è un argomento che, secondo me,  si
  deve discutere chiedo al Presidente, se è possibile, a questo punto
  sospendere un attimo l'Aula.

   PRESIDENTE. Possiamo accantonare l'articolo 1

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Oppure sospendere,
  decida  lei.  Per me possiamo accantonare, però, se sospendiamo  un
  minuto

   PRESIDENTE.  Se è per ulteriori approfondimenti, su richiesta  del
  presidente Carta che accolgo, sospendo l'Aula per cinque minuti.

      (L'Aula, sospesa alle ore 17.45, è ripresa alle ore 17.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo dall'articolo 1. A questo  punto
  votiamo - visto che ci sono solamente soppressivi - il mantenimento
  dell'articolo.

   CATANZARO. Perché i soppressivi non si possono votare?

   PRESIDENTE. Sì, votiamo direttamente l'articolo.

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 1. Colleghi, prendete posto. Votiamo il  mantenimento
  dell'articolo.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 60
   Votanti                  42
   Maggioranza              22
   Favorevoli               19
   Contrari                 23
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Quindi anche se ci fosse stato...

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                «Art. 2
   Modifiche all'articolo 18 della legge regionale 18 novembre 2024,
                                 n. 27

   1.  All'articolo  18, comma 1, della legge regionale  18  novembre
  2024,  n.  27, Disposizioni in materia di urbanistica ed  edilizia.
  Modifiche  di  norme, le parole «commi 1, 2 e  4»  sono  sostituite
  dalle seguenti «commi 1, 2, 4 e 4 bis».

   PRESIDENTE.  Anche  sull'articolo  2,  sono  stati  presentati   2
  emendamenti  soppressivi,  uno  dell'onorevole  Ciminnisi   e   uno
  dell'onorevole Safina. Anche qui...

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. L' assessore vuole intervenire. Prego, Assessore.

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Presidente
  guardi io, sull'articolo precedente, non sono intervenuta perché  è
  di  competenza  dell'Autorità di bacino, quindi non  potevo  essere
  esauriente  rispetto  ai temi che i colleghi  hanno  posto,  perché
  appunto ripeto è di competenza dell'Autorità di bacino.
   Questi  sono  temi  più  delicati perché, come  sapete,  c'era  un
  impegno  di  questa  Assemblea  - lo  dico  anche  ai  colleghi  di
  opposizione  - perché quando abbiamo recepito la c.d. "Legge  salva
  casa",  per  un  mero  errore degli Uffici,  è  stato  recepito  il
  "Decreto salva casa" e non la legge che aveva anche il 4 bis. Ce lo
  chiedono tutti gli ordini professionali  Io capisco il clima che si
  è  creato,  però  c'era un impegno anche delle opposizioni,  se  vi
  ricordate,  in  piena  finanziaria.  Poi,  se  volete  un'ulteriore
  riflessione, rinviamo a domani e così si fa un approfondimento  sul
  tema.  Tanto,  domani siamo pure qui, impegnati  su  questi  stessi
  disegni  di legge. Io sarò, ovviamente, presente e quindi  vi  fate
  una riflessione su questo tema su cui c'era...

   PRESIDENTE. Grazie. Bene, colleghi. Allora, a questo punto,  pongo
  in  votazione  l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                «Art. 3
         Modifiche alla legge regionale 12 giugno 1976, n. 78

   1.  Al  secondo comma, dell'articolo 16, della legge regionale  12
  giugno   1976,   n.   78   le   parole  da   «Consiglio   regionale
  dell'urbanistica»   fino  a  «richiesta»  sono   sostituite   dalle
  seguenti:  «Comitato Tecnico Scientifico dell'urbanistica  (C.T.S.)
  all'interno del quale è presente anche il Soprintendente per i beni
  culturali   e  ambientali  competente  per  territorio   ai   sensi
  dell'articolo 52, comma 4, lett. f) della legge regionale 13 agosto
  2020, n. 19 e successive modificazioni».».

   PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   DE LUCA Antonino. Avevo chiesto

   PRESIDENTE.    Ma    non    ci   sono   emendamenti    soppressivi
  all'emendamento.   Onorevole,  lo  doveva  chiedere   prima   della
  votazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art. 4
      Disposizioni in materia di concessioni demaniali nelle aree
                               portuali

   1.  Piani  regolatori  dei  porti adottati  dai  Comuni  ai  sensi
  dell'articolo  30  della legge regionale  29  aprile  1985,  n.  21
  disciplinano  l'individuazione delle aree  per  il  rilascio  delle
  concessioni demaniali portuali e sono adottati entro diciotto  mesi
  dall'entrata in vigore della presente legge.

   2.  Le  concessioni  di  cui al comma 1  possono  comunque  essere
  rilasciate  con  l'adozione  da parte del  Consiglio  comunale  del
  Documento preliminare al Piano Regolatore previsto all'articolo  26
  della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19.

   3.  Il  mancato  rispetto dei termini di cui al comma  1  comporta
  l'immediata  nomina  di  un  Commissario  straordinario  da   parte
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.

   4.  Le  disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano  anche  ai
  porti  di  competenza delle rispettive Autorità di Sistema Portuale
  della Sicilia Occidentale o Orientale.

   5.  Restano vigenti fino all'adozione dei piani regolatori di  cui
  al  comma  1 le concessioni demaniali esistenti nelle aree portuali
  alla data di pubblicazione de1la presente legge."».

   C'è  un  emendamento tecnico da parte del Governo, che è  già  sui
  tablet. È l'emendamento 4.7.

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. prego

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Grazie,
  Presidente.
   L'articolo  che  avevo  già illustrato in  Commissione  serve  per
  mettere  ordine in una materia. Cioè, noi diciamo che  non  possono
  essere date più concessioni di bracci dentro i porti siciliani,  di
  competenza  siciliana, senza che a monte ci sia una pianificazione.
  Cioè  noi  mettiamo ordine in una disciplina che, fino ad oggi,  ha
  trovato un po' il caos.
   Fa il parallelo con quello che abbiamo già fatto sui balneari e  i
  PUDM.   Adesso   che  cosa  stiamo  facendo?  Prima  facciamo   una
  pianificazione  dell'utilizzo del demanio marittimo,  dopodiché  si
  danno  le  nuove  concessioni demaniali con un PUDM  adottato;  qua
  facciamo  la stessa cosa sui Porti, prima di dare nuove concessioni
  di  bracci,  di  pontili e quant'altro, vogliamo  che  ci  sia  una
  pianificazione.
   È  una  norma  di  ordine  in  un  sistema  in  cui  non  c'è  una
  pianificazione a monte. Poi mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevoli colleghi allora a  questo
  punto  dobbiamo votare prima l'emendamento 4.7. I soppressivi  sono
  mantenuti?

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Presidente, li mantengo perché ci sono  delle  ragioni
  tecniche che ci inducono ...

   PRESIDENTE. Tutti quanti, onorevole Ciminnisi?

   CIMINNISI.  Si, li mantengo tutti, per l'articolo e per  i  commi.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo punto pongo in  votazione
  l'emendamento  4.5, che è il soppressivo dell'articolo.  Il  parere
  del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione è pure contrario.

   DE  LUCA  Antonino.  Chiedo  la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 4.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 60
   Votanti                  46
   Maggioranza              24
   Favorevoli               25
   Contrari                 21
   Astenuti                 1

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5.  Ne do lettura:

                                «Art. 5
                         Abrogazione di norme

   1.  L'articolo 4 della legge regionale 16 dicembre 2020, n.  32  è
  abrogato.».

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Questo  è  un
  articolo...allora  su quello dei porti possiamo ragionare;  porterò
  una  legge  di  sistema e ci ragioniamo insieme in IV  Commissione.
  Questa è una cosa che mi avete segnalato un po' tutti i deputati.
   Cosa  succede? In pieno Covid è stato deliberato, con questa norma
  di  cui io chiedo l'abrogazione, di demandare alle STA provinciali,
  cioè  agli  uffici  provinciali del  demanio  marittimo,  non  solo
  l'istruttoria  delle  pratiche,  ma  anche  la  conclusione   delle
  pratiche.  Quindi, maggiore potere alle STA provinciali. Oggi  cosa
  succede?  Che  le  STA sono a corto di dirigenti,  per  cui  io  ho
  quattro  dirigenti  per nove STA. Ovviamente la funzionalità  viene
  meno.   In   più   oggi...va  bene,  vi  ho   convinto,   non   c'è
  bisogno concludo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore.  L'emendamento  5.1  lo   ritengo
  ritirato.  Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.

                                «Art. 6
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della  Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno  successivo
  alla sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Bene, colleghi. Rimandiamo il voto finale del presente disegno  di
  legge.

    Comm bis/A

   Seguito della discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio  VI
  Comm bis/A  Norme in materia di sanità

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno  di legge «Norme in materia di sanità» (n. 738 Stralcio  VI
  Comm  bis/A),  posto  al  numero 2) del II  punto  dell'ordine  del
  giorno.
   Invito   i   componenti  la  VI  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Presidente, una cosa, allora adesso faremo solo
  la  discussione generale, immagino, e poi riprenderemo a  discutere
  secondo  l'ordine  dei  lavori, perché avevamo  detto  che  avremmo
  seguito l'ordine del giorno, no?

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la discussione generale  su  questo
  disegno di legge è già stata fatta.

   DE  LUCA  Antonino.  E questo nell'ordine del  giorno  viene  dopo
  l'edilizia?

   PRESIDENTE. C'era stata una richiesta da parte dell'Assessore  per
  la sanità.

   DE  LUCA  Antonino. Ma la modifica dell'ordine del giorno la  deve
  votare l'Aula, se non ricordo male.

   PRESIDENTE. Nella Capigruppo avevate dato l'okay.

   DE  LUCA Antonino. No, io sono Capogruppo e non ho dato l'okay   A
  noi  in  Conferenza  dei  Capigruppo è  stato  comunicato  che  non
  potevamo discutere della sanità prima delle ore 18.00, perché prima
  l'Assessore  aveva  degli  impegni. Ci è stato  comunicato  che  lo
  dovevamo  esitare  oggi, perché domani ci sono  degli  impegni  che
  richiedono  la  presenza dell'Assessore,  e  su  questo  ci  siamo.
  Dopodiché,  lo  possiamo discutere anche alle ore 20.00.  Lei  deve
  seguire  l'ordine del giorno. l'Assessore è arrivato e  continuiamo
  con l'ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, sto seguendo l'ordine del  giorno.
   Norme  in  materia di sanità  è posto al II punto dell'ordine  del
  giorno.  In  Conferenza  dei  Capigruppo  si  era  convenuto  sulla
  presenza dell'Assessore per le ore 18.00.

   DE LUCA Antonino. Se è il punto subito dopo, allora va bene

    Comm bis/A

   Seguito della discussione del disegno di legge n. 738 Stralcio  VI
  Comm bis/A  Norme in materia di sanità

   PRESIDENTE.  Sto  seguendo,  quindi,  precisamente  l'ordine   del
  giorno, in maniera puntuale, così come da voi richiesto.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.

                               «Art. 1.
    Norme in materia di cure palliative domiciliari e residenziali

   1.  Considerato  il preminente interesse pubblico a  garantire  la
  continuità  nell'erogazione di servizi a  soggetti  in  particolare
  stato  di  bisogno assistenziale, fino al conseguimento dei  titoli
  previsti  dai  decreti interministeriali di cui  all'art.  8  della
  legge  15  marzo  2010, n. 38 e successive modificazioni,  relativi
  all'attivazione  dei  percorsi  formativi  accademici  ovvero   per
  all'aggiornamento  dei  programmi  didattici  in  materia  di  cure
  palliative,  l'erogazione  delle  cure  palliative  domiciliari   e
  residenziali   da  parte  delle  Aziende  del  Servizio   sanitario
  regionale   e   degli  enti  erogatori  accreditati  potrà   essere
  assicurata   da  medici  che,  pur  non  in  possesso   di   idonea
  specializzazione o di certificazione regionale ai sensi della legge
  27  dicembre  2013, n. 147, abbiano conseguito adeguata formazione,
  ivi  compresi i medici specializzandi iscritti al secondo  anno  di
  specializzazione.

   2.  Il  numero  massimo  di  medici privi  di  specializzazione  o
  certificazione regionale ai sensi della legge n. 147 del  2013  che
  potranno  erogare prestazioni di cure palliative  è  fissato  nella
  misura  del  40% del personale medico in organico negli  Hospice  e
  nelle Unità di cure palliative domiciliari, sia per le aziende  del
  Servizio  sanitario  regionale sia per  gli  enti  accreditati  per
  l'erogazione di cure palliative.».

   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  1.1,  a  firma
  dell'onorevole Dipasquale.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Presidente,  non  trovo  caricato  all'articolo   1   un
  emendamento  da me presentato per tempo, che esattamente  recitava:
   Dopo il comma 2 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente comma  . Io
  ho  la  copia qui, era a firma mia e anche dell'onorevole  Sunseri,
  però  non  lo  trovo caricato all'articolo 1. Quindi,  chiedo  agli
  Uffici di controllare, perché chiedo che venga esaminato.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, verifichiamo subito.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto do
  il benvenuto al neo assessore e ne approfitto anche per ringraziare
  l'assessore Di Mauro per il lavoro che ha fatto e per l'impegno che
  ha  messo.  Forse oggi non è stata detta questa cosa, ci  tenevo  a
  dirla io.
   Presidente,  ci tenevo a ringraziare per questo stralcio,  per  il
  lavoro  che  hanno  svolto innanzitutto i  componenti  del  Partito
  Democratico, l'onorevole Burtone e l'onorevole Leanza, in merito  a
  questo  disegno di legge perché penso che questo disegno  di  legge
  già  abbia trovato una buona sintesi all'interno della Commissione.
  Ne  approfitto anche per ringraziare il Presidente - perché  mi  ci
  sono  trovato durante i lavori della Commissione - e devo dire  che
  si  è trovata una buona sintesi, il lavoro svolto dai colleghi  che
  poi  ha  trovato  l'impegno  e  la  sintesi  del  Presidente  e  la
  collaborazione dell'Assessore, che saluto, ha messo  in  condizione
  di fare arrivare un testo per lo più condiviso.
   Sul  primo  articolo  c'è  un nostro emendamento  che  prevede  la
  riapertura  per le cure palliative. Ora, ho bisogno di un  conforto
  su questo da parte - capisco che tutto l'articolo è delicato perché
  andiamo a toccare la normativa nazionale - però penso, e su  questo
  ho  bisogno  del conforto degli Uffici dell'Assemblea  -  cioè  noi
  dobbiamo  capire se non tocchiamo l'impostazione - mi dispiace  che
  non  mi segue... onorevole Assenza per favore, la prego, ho bisogno
  del   Presidente.  Dovete  trovare  questo  emendamento,   non   vi
  permettete  a  rubare gli emendamenti del mio collega  Assenza  che
  sono particolari  Allora, ora faranno di tutto per trovarlo
   Quindi,  ci  tenevo ad essere seguito dal Presidente.  Ho  chiesto
  agli  Uffici  dell'Assemblea di verificare  la  compatibilità,  dal
  punto  di  vista  normativo,  dell'emendamento  perché  se  dovesse
  compromettere l'impianto dell'articolo e dell'articolato ovviamente
  non  abbiamo  interesse a portarlo avanti, anche perché  c'è  stata
  veramente un grande sintesi e si è fatto un buon lavoro: se  questo
  rischio  non  dovesse esserci, per noi la riapertura è  importante,
  abbiamo bisogno di medici, abbiamo bisogno di apertura, ritengo che
  sia  importante,  quindi  ho  bisogno, abbiamo  bisogno  di  questo
  conforto  da  parte  degli Uffici, in modo da capire  se  ritirarlo
  oppure andare avanti. Quindi, facciamo questa verifica e vediamo di
  andare avanti.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  E  allora,
  rispetto   a   quello   che  ha  chiesto  l'onorevole   Dipasquale,
  giustamente concordo con lui. Penso che, siccome quella è una norma
  nazionale,  se riapriamo i termini sulla norma nazionale rischiamo,
  ma  io mi affido anche agli Uffici in modo che possano esprimere il
  loro parere.

   PRESIDENTE.  Una  norma  regionale  non  può  aprire   i   termini
  nazionali.
   A  me  sembrerebbe che l'emendamento miri a questo, cioè ad andare
  ad aprire...

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'emendamento nel frattempo è ritirato.
  Ringrazio l'onorevole Dipasquale.

   BURTONE.  Debbo  dire che l'emendamento aveva un  suo  significato
  perché  abbiamo  dato  vita ad una norma che cerca  di  coprire  un
  settore  che,  in questo momento, è veramente in difficoltà  perché
  non  ci sono medici specializzati in cure palliative e alcuni hanno
  fatto   dei   corsi   di  formazioni  promossi  nei   territori   e
  nell'Assessorato e pertanto si voleva dare la possibilità a  medici
  non  specializzati di seguire questo percorso in  modo  d'avere  un
  numero  adeguato  di medici che possano intervenire,  veda,  in  un
  settore  molto  delicato, perché è quello dei soggetti  affetti  da
  patologie tumorali che hanno bisogno nella fase terminale di essere
  accompagnati con cure che evitino delle sofferenze.
   Quindi,  Presidente, apprezzo quanto fatto dal collega  Dipasquale
  perché  l'onorevole  Dipasquale l'ha ritirato per  evitare  che  ci
  potesse essere un intervento da parte del Commissario dello  Stato,
  da   parte  del  Governo  nazionale  per  cassare  complessivamente
  l'articolo, però non c'è dubbio che rispondeva ad un bisogno  vero,
  presente nelle nostre comunità.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 2 è stato stralciato.

   ASSENZA.  Avevo chiesto di inserire il mio emendamento  che  trovo
  invece aggiuntivo al testo finale.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Assenza,  l'emendamento   non   è   stato
  presentato  in  Commissione ed è di natura  aggiuntiva  perché  non
  riguarda materia inerente all'articolato, quindi per questo è stato
  considerato come emendamento aggiuntivo.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
      Aree funzionali per l'interruzione volontaria di gravidanza

   1.  Ai fini dell'applicazione della legge 22 maggio 1978, n.  194,
  le  aziende del Servizio sanitario regionale istituiscono,  laddove
  non    siano   già   previste,   le   aree   funzionali    dedicate
  all'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in seno alle  Unità
  operative complesse di Ginecologia e Ostetricia.

   2.  L'Assessore  regionale per la salute, con proprio  decreto  da
  emanarsi  entro  90  giorni dall'entrata in vigore  della  presente
  legge,  definisce  gli indirizzi relativi al funzionamento  e  alla
  organizzazione delle aree funzionali dedicate all'IVG.

   3. Le Aziende sanitarie e ospedaliere, nell'ambito delle ordinarie
  procedure   selettive  di  reclutamento  già  previste  nei   piani
  triennali  dei fabbisogni di personale delle Aziende  del  Servizio
  sanitario regionale, dotano le aree funzionali di cui al comma 1 di
  idoneo  personale non obiettore di coscienza. I bandi di  concorso,
  in  tali  casi,  prevedono apposita condizione di  risoluzione  del
  contratto di lavoro, qualora il personale non obiettore assunto  si
  dichiari  successivamente obiettore, secondo  le  modalità  di  cui
  all'articolo 9 della legge n. 194 del 1978.».

   Sull'articolo 3 non sono stati presentati emendamenti.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  innanzitutto   intervengo  per  anticipare   ovviamente   un   voto
  assolutamente favorevole del Movimento Cinque Stelle su un articolo
  che  intende  intervenire, per quanto possibile per  le  competenze
  regionali, sul tema dell'interruzione volontaria di gravidanza.
   L'interruzione  volontaria  di  gravidanza,  Presidente,  ormai  è
  diventato   un   fatto  eccezionale  all'interno  delle   strutture
  pubbliche  perché  non c'è più un medico che non sia  obiettore  di
  coscienza e questo credo che dia una pessima immagine della  sanità
  siciliana,  della  sanità  ospedaliera pubblica,  ma  probabilmente
  credo  che sia un problema che si estende anche alle altre  Regioni
  italiane.
   Non  è  certamente un fatto che dipende dalla Regione, dal Governo
  regionale o dal Parlamento regionale, però probabilmente è qualcosa
  su cui dobbiamo aprire una riflessione.
   Io  avrei voluto, con l'occasione, presentare anche un emendamento
  provocatorio  perché  credo  che sia  assolutamente  inconcepibile,
  oltre che indecente, che all'interno di un ospedale pubblico non si
  possa  abortire, però in compenso ci sono le associazioni pro  vita
  che  vanno  a  disturbare quelle donne che già hanno affrontato  un
  percorso  complesso  andando a parlargli di questioni  che  con  la
  scienza  e con la sanità non hanno nulla a che vedere. Io  sono  di
  professione  assolutamente  aderente alla  religione  cattolica  ma
  ritengo  che  questo  all'interno degli  ospedali  sia  un  fattore
  assolutamente inquinante.
   Quindi,  avrei  voluto presentare un emendamento per  vietare  con
  legge  regionale, a prescindere da quello che sarebbe poi stata  la
  risposta  del  Consiglio dei ministri sul  tema,  ma  avrei  voluto
  proprio  vietare  e  io  credo,  Assessore,  che  con  degli   atti
  amministrativi  dovremmo cercare di regolamentare le  attività  che
  queste  associazioni svolgono in maniera assolutamente, a mio  modo
  di  vedere  personale, inopportuna, perché credo che chi decide  di
  abortire  abbia  già  affrontato un percorso abbastanza  carico  di
  stress,  abbastanza  carico di riflessione,  abbastanza  carico  di
  dispiacere  e di dolore, non credo che nessuno lo faccia volentieri
  e  allora  trovarsi  lì delle persone che ti vengono  a  disturbare
  credo che sia una cosa veramente inaccettabile.
   Per  cui  spero che l'Assessorato da questo punto di vista  mostri
  sensibilità, quanto meno per regolamentare un po' meglio e  rendere
  queste attività un po' meno invadenti. Grazie.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Safina  e  poi
  l'onorevole Caronia e il Presidente Laccoto. Prego, onorevole.

   SAFINA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, ho avuto
  già modo di affrontare questa discussione e l'esame di questa norma
  durante, appunto, la discussione generale.
   Ho  già  ringraziato il presidente Laccoto per la  sensibilità,  i
  colleghi   della  Commissione,  onorevoli  Burtone  e  Leanza,   il
  Presidente del Gruppo di Forza Italia che hanno consentito  che  il
  mio emendamento divenisse parte integrante di questo stralcio.
   Ho  visto  il  fascicolo degli emendamenti e ho visto  che  alcuni
  colleghi legittimamente - perché è una loro prerogativa, su un tema
  peraltro  sicuramente  complesso, hanno chiesto  di  sopprimere  il
  secondo periodo del terzo comma dell'articolo 3 nella parte in  cui
  si   prevede  sostanzialmente  che  un  medico  assunto  come   non
  obiettore,   nel   caso  in  cui  si  dichiarasse   successivamente
  obiettore, farebbe scattare una clausola risolutiva espressa.
   Ebbene,  nella discussione generale - e non mi pento  di  ciò  che
  dissi  -  ebbi modo di dire che questo è un argomento che  dobbiamo
  affrontare con spirito laico per rendere un servizio alle donne che
  in   Sicilia  vedono  negato  un  diritto  previsto  da  una  norma
  nazionale,  qui non si sta come ebbi a dire valutando e  giudicando
  chi pratica l'aborto rispetto a chi non lo vuole praticare, qua non
  si sta dicendo che c'è una scala di valori: se chi non lo pratica è
  migliore  di  chi  lo pratica o viceversa; qui si sta  dicendo  che
  dobbiamo   assicurare  i  livelli  essenziali   delle   prestazioni
  dell'assistenza,   perché  i  livelli  essenziali   di   assistenza
  prevedono  che  le  nostre strutture o per il  tramite  dell'aborto
  farmacologico  o  per  il  tramite dell'aborto  chirurgico  debbono
  assicurare tale diritto alle donne.
   Ora,   so  che  la  norma  che  avevamo  proposto  -  per  qualche
  reminiscenza di diritto, ogni tanto mi ricordo che vengo  dall'Aula
  di  un  Tribunale - può porre dei problemi di legittimità ed è  per
  questa ragione, proprio perché voglio affrontare questa discussione
  con spirito laico e ringrazio il Presidente della Commissione e  la
  Commissione che mi hanno consentito per tramite della loro firma di
  presentare  un  emendamento che chiedo all'Aula di rimanere  fedele
  allo spirito laico che deve guidare la nostra azione e di approvare
  questo   articolo  3  con  un  subemendamento,  o  meglio  con   un
  emendamento della Commissione, che preveda sostanzialmente che  non
  ci   sia  più  la  clausola  risolutiva  espressa,  Assessore,   ma
  disciplini  al  contempo che le aziende nel  momento  in  cui,  per
  effetto della cessazione del rapporto di lavoro di un non obiettore
  o  per  effetto  del cambio di scelta da parte  di  un  medico  del
  personale  sanitario da non obiettore a obiettore, debbano  avviare
  le  procedure entro sessanta giorni per reintegrare le aziende  con
  personale  che  possa venire incontro a quelli che sono  i  livelli
  essenziali d'assistenza.
   In questo modo viene preservata e si viene incontro alla richiesta
  dei  colleghi,  onorevole  Lombardo, onorevole  Geraci,  che  hanno
  considerato  un'eccessiva forzatura l'introduzione  della  clausola
  risolutiva espressa ma al contempo si evita che le aziende  possano
  fare orecchie da mercante e invece debbano avviare con le forme che
  decideranno, o scorrendo le graduatorie o facendo un nuovo concorso
  o  con forme di prestazioni libero professionali, comunque dovranno
  assicurare la presenza di personale non obiettore.
   In  questo modo si garantiscono tutte le posizioni in campo  e  si
  consente  di  rispettare un diritto delle  donne,  ed  aggiungo,  a
  questa discussione noi abbiamo aggiunto - scusate la ripetizione  -
  alcuni ordini del giorno. In particolare uno, col quale ci rendiamo
  conto,  non  potevamo affrontarlo in questa discussione,  ringrazio
  anche le militanti del Partito Democratico, del coordinamento delle
  donne che hanno fornito questi spunti di riflessione, ci siamo resi
  conto  che  ovviamente il lavoro che dovrebbero fare  i  consultori
  familiari,  è  un  lavoro  che va via via  scemando  perché  questi
  consultori vanno disperdendo realmente la relazione sul territorio.
  Non  abbiamo più un censimento aggiornato, ma sappiamo  che  stanno
  diminuendo quelli che sono realmente operativi, e sappiamo  che  la
  loro operatività è limitata.
   C'è  per  esempio  un tema, Assessore. Noi per quanto  in  ritardo
  stiamo spendendo in Sicilia decine e decine di milioni di euro  per
  le  case di comunità, all'interno delle case di comunità è previsto
  che  venga  a  istituirsi,  se si vorrà, quindi  come  facoltà,  il
  consultorio  familiare.  Ebbene,  noi  pensiamo  che   sia   invece
  necessario trasformare questa facoltà in un obbligo, sia necessario
  che  questo servizio sia realmente presente sul territorio,  perché
  le  donne  che  dopo avere praticato l'interruzione  volontaria  di
  gravidanza,  per  esempio,  si  rivolgono  alle  strutture  per   i
  successivi   colloqui,  sono  troppo  poche.  Abbiamo  bisogno   di
  aumentare questo servizio di assistenza e abbiamo bisogno anche  di
  fare   la  fase  di  screening  per  consentire  -  mi  avvio  alle
  conclusioni  Presidente  - di arrivare a  una  scelta  consapevole,
  qualunque essa sia.
   Su  questo chiediamo a quest'Aula di approvare anche l'ordine  del
  giorno  che ovviamente non abbiamo voluto introdurre come modifica,
  perché  consapevoli che può avere un impatto sulla spesa e sappiamo
  che questo disegno di legge non doveva produrre spesa.
   Ora,  noi  chiediamo all'Aula di essere matura, chiediamo all'Aula
  di  rispettare  lo spirito repubblicano e voglio veramente,  ancora
  una  volta,  e concludo, ringraziare la Commissione per  il  lavoro
  svolto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA. Grazie Presidente. Io devo invece immediatamente smentire
  per  certi  aspetti quello che ha detto l'onorevole Safina,  poiché
  come tutti noi sappiamo questi disegni di legge sono di provenienza
  parlamentare,  e  poiché la contemporaneità  della  trattazione  di
  alcuni  temi  ci ha visto impegnati, alcuni di essi per  giorni  in
  alcune  Commissioni  ed altri in altre, non  tutti  abbiamo  potuto
  partecipare  al  dibattito  che  si  è  svolto  all'interno   delle
  Commissioni parlamentari e personalmente, poiché questo era un tema
  che  a  me  interessava molto, confesso che essendo in  Commissione
   Bilancio' e in Commissione Quinta, non ho non ho potuto seguire il
  dibattito che è stato fatto in Commissione  Salute'.
   Pertanto,  io  credo che un tema così delicato e così  importante,
  del  quale noi oggi ci stiamo occupando, non si possa risolvere  in
  maniera  così  rapida, perché lo trovo non esaustivo, anche  perché
  ritengo che la 194 vada applicata così com'è
   Oggi  la  legge  194 ci indica in maniera molto chiara,  ho  preso
  anche  degli  appunti,  quello che è il significato,  non  si  basa
  sull'affermazione positiva all'aborto, ma regolamenta i casi in cui
  l'aborto non è considerato un reato.
   La  legge, infatti, si intitola "Norme per la tutela sociale della
  maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza",  quindi
  l'articolo  1  sostiene,  ovviamente, che lo  Stato  garantisce  il
  diritto  alla  procreazione cosciente e responsabile, riconosce  il
  valore sociale della maternità e la tutela della vita umana.
   Quindi,  ovviamente, si parte da un presupposto, che la  maternità
  non  possa  essere  portata  avanti  per  motivi  di  impossibilità
  oggettive  e  che  comunque la presenza di  condizioni  sfavorevoli
  economiche,   sociali,  dovute  a  traumi,  a  tantissime   ragioni
  dolorosissime che le donne devono affrontare, comunque  vedano  che
  questi  fattori  possano  e debbano essere anche  fatti  affrontare
  dalle  strutture socio-sanitarie, quindi che possono  far  superare
  quelle  cause  che potrebbero indurre la donna all'interruzione  di
  gravidanza  perché non avendo altre soluzioni, si  ricorre  a  tale
  procedura  e,  quindi,  possono anche avvalersi  di  collaborazioni
  volontarie  di  formazioni sociali e di base e di  associazioni  di
  volontariato  che  possono aiutare la maternità difficile  dopo  la
  nascita.
   Questa  è la legge 194, non mi sto inventando nulla colleghi,  sto
  semplicemente citando quello che è il dettato della norma, pertanto
  al  di  là  del  fatto che oggi stiamo guardando un aspetto  che  è
  quello  legato  all'attività dei concorsi, penso che l'applicazione
  della  194  sia  il  tema  più importante  perché  quando  oggi,  e
  purtroppo  lo  sappiamo, abbiamo fatto come  Parlamento,  ci  siamo
  intestati un'importante battaglia che abbiamo portato tutti a casa,
  lo  psicologo  di base, oggi c'è una carenza enorme in  termini  di
  sostegno all'aspetto psichico, all'aspetto più profondo legato alle
  necessità   di una società che è in forte difficoltà,  dove  spesso
  non  sa  neanche  il valore giusto anche alla propria  capacità  di
  relazionarsi a 360 gradi.
   C'è  un  mondo  di  giovani che, purtroppo, non  ha  un'educazione
  sessuale  adeguata,  c'è  un  livello  di  violenza  inaudita   che
  purtroppo  porta a un numero enorme di codici rossi,  quindi  anche
  con tantissimi ricoveri presso le strutture di soggetti che vengono
  a volte anche impropriamente ricoverati in alcune strutture ma che,
  in  realtà,  avrebbero bisogno di una continuazione di attività  di
  sostegno  psicologico che, purtroppo, oggi la sanità non  riesce  a
  garantire perché i numeri sono ancora troppo bassi.
   Allora, di queste strutture credo che se ne sia parlato fin troppo
  poco perché ovviamente sono a favore della legge 194 e la considero
  una  grande conquista ma, dall'altra parte, poiché non è una  legge
  che  favorisce  l'aborto  ma sostiene le donne  che  affrontano  un
  dolore profondissimo che segna la vita di tutte le donne che  hanno
  purtroppo subito questo evento, credo che vada valutata in  maniera
  più  responsabile, anche quello di attenzionare  un  altro  aspetto
  della  194,  di aiutare la Regione siciliana affinché  si  doti  di
  quelle strutture che ad oggi non sono sufficienti perché, a fronte,
  di  chi  ovviamente  ha  la difficoltà di  trovare  chi  la  faccia
  abortire in ospedale, di contro non c'è una struttura che la  possa
  prendere in carico prima e dopo
   Abbiamo  varato una norma, l'ho personalmente portata  avanti  sul
  perinatale  dove si affrontava l'aiuto alle donne che  partoriscono
  il bambino morto piuttosto che hanno un'interruzione violenta della
  gravidanza  e  che  venivano messe nello stesso reparto  insieme  a
  coloro che partorivano un bambino vivo.
   Allora  l'attenzione  al  mondo della  maternità,  ovviamente  qui
  stiamo  parlando dell'interruzione, ma al mondo della  maternità  a
  trecentosessanta gradi, a mio modesto parere è quello di avere  una
  visione che dia non soltanto una prescrizione relativa al fatto che
  si   debbano  implementare  le  strutture  ma  anche  che  ci   sia
  un'attività  a  supporto  perché mi sembra  riduttivo  sinceramente
  guardare soltanto un aspetto.
   La  legge  194 è una legge importante che ha varie declinazioni  e
  credo che sulle declinazioni siamo carenti non solo sull'aspetto di
  cui ci stiamo occupando ma anche di altri. Sento il dovere di dirlo
  in  quanto donna, in quanto appartenente a un partito che si chiama
  SNoi  moderati   che condivide questa linea e che comunque  ha  una
  visione  molto chiara rispetto al fatto che la 194 è una legge  che
  non va modificata. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Saverino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  è  ovvio  che
  stiamo  affrontando  una  questione  che  è  molto  delicata,  però
  sicuramente  è  una  battaglia di civiltà, di dignità,  di  equità,
  l'applicazione della legge 194 del '78. Questa legge  è  una  legge
  che  tutela  la  maternità  e regola l'interruzione  volontaria  di
  gravidanza  nel nostro Paese, una legge che nasce da battaglie  che
  si  sono  fatte da periodi di grandi conquiste civili e per  questo
  siamo  ancora qui a distanza di cinquant'anni a chiedere  la  piena
  attuazione di questa legge, la piena attuazione dei diritti.
   Ecco,  parliamo di diritti che sono stati sanciti da questa  legge
  che  forse  troppo spesso vengono disattesi a causa di una  cattiva
  organizzazione di servizio oppure forse anche per l'assenza di  una
  adeguata volontà politica.
   Abbiamo  visto  i  dati  che sono stati  segnalati  già  da  altri
  colleghi,  anche  nella  scorsa  settimana,  i  dati  forniti   dal
  Ministero  della  Salute  sono chiari ed anche  allarmanti,  perché
  soltanto il 54,4% delle strutture siciliane è dotato di reparto  di
  ostetricia  e  ginecologia,  pratica l'interruzione  volontaria  di
  gravidanza  contro una media nazionale del 63,8 per cento,  quindi,
  ben  lontano  anche da quei livelli di alcune Regioni virtuose  che
  superano  addirittura il 70 per cento; ma il dato più  sconvolgente
  che  possiamo evidenziare è proprio quello che riguarda l'obiezione
  di  coscienza:  in  Sicilia  l'81,6 per  cento  dei  ginecologi  si
  dichiara obiettore, così come il 73,1 per cento degli anestesisti e
  l'86,1  per cento del personale non medico e questi numeri  parlano
  chiaramente,  parlano  da  soli, cioè  oggi  in  Sicilia  l'accesso
  all'IVG, all'interruzione volontaria di gravidanza, è una corsa  ad
  ostacoli che pesa esclusivamente sulle donne in un momento  già  di
  per  sé  delicato  e  difficile perché, credo,  che  nessuna  donna
  affronti questo momento in maniera leggera e questo cosa vuol dire?
  Questi  dati, però, ci danno anche un altro aspetto: sono  pochi  i
  medici non obiettori oggi e questi pochi medici sono lasciati  soli
  anche  con  un  peso  insostenibile, con  una  media  da  1,2,  1,3
  interruzioni  volontarie  di gravidanza  a  settimana  per  ciascun
  professionista, quindi, sicuramente superiore alla media  nazionale
  e  con  picchi  impressionanti che raggiungono anche  oltre  sedici
  procedure  a  settimana,  come avviene in  alcune  strutture  della
  nostra Regione, quindi, questo  e mi chiedo e chiedo alle colleghe,
  questa  è  l'idea di sanità pubblica che noi vogliamo offrire  alle
  donne  siciliane? Questa è la nostra idea di diritto? La legge  194
  non  è  una legge sull'aborto, anche se è la narrazione che si  sta
  forse  mettendo più in campo, questa è una legge che tutela, che  è
  per  la  tutela  sociale della maternità, difende la libertà  delle
  donne  ma  anche  la  loro  salute, la loro  sicurezza  e  la  loro
  autodeterminazione e noi come Istituzioni abbiamo  il  dovere  non,
  quindi,  la  facoltà ma abbiamo il dovere di garantire  che  questa
  legge  venga  rispettata, che venga applicata in ogni angolo  della
  Sicilia,  da  Trapani  a  Ragusa,  da  Palermo  a  Catania,   senza
  discriminazioni,  senza  differenze  territoriali  e,  soprattutto,
  senza silenzi complici.
   Io  lo comprendo, io sono una donna e parlo qui da donna e non  da
  Istituzione  o da politica, io non ho avuto figli, quindi,  non  mi
  sono  mai  ritrovata  a  dovere affrontare un  problema  di  questo
  genere,   quindi,  comprendo  anche  l'importanza  di   avere   una
  gravidanza o di non poter avere una gravidanza, però questo non può
  andare  a  determinare  o  a togliere un diritto  alle  donne  che,
  invece,  devono avere la possibilità di accedere a dei servizi  con
  sicurezza e con coscienza, quindi, io comprendo, ripeto ancora  una
  volta,  la  delicatezza del momento e della  questione  che  stiamo
  affrontando, però forse noi abbiamo bisogno di una regia  regionale
  forte, cioè bisogna avere coraggio, mettere anche mano a un sistema
  che  forse ha bisogno di alcuni cambiamenti e cercare veramente  di
  portare  avanti  quei diritti delle donne che giorno  dopo  giorno,
  purtroppo,  in  questo periodo storico stiamo  vedendo  sempre  più
  erosi e la Sicilia non può restare indietro.
   Io,  quindi, veramente spero  ringrazio il collega Safina e  tutta
  la Commissione, il collega Burtone, il collega Leanza per l'impegno
  che hanno messo in Commissione Sanità e anche il Presidente Laccoto
  e  spero  veramente  che questa possa essere una  norma  che  possa
  trovare una condivisione da parte di tutta l'Aula. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, soprattutto rivolgendomi  a  lei  e
  all'assessore  per  la  salute, che è  in  Aula,  vorrei,  insomma,
  affrontare  la  questione senza parlare di  altro,  ma  proprio  di
  questo specifico comma.
   Nella   prima   parte  io  non  credo  che  ci  siano   norme   in
  contraddizione rispetto alla dotazione o all'esistenza  attualmente
  di  aree funzionali di cui al comma 1 di personale non obiettore di
  coscienza.  Cioè,  non credo che l'assessore per  la  salute  abbia
  fatto  una  circolare,  una  lettera di  indirizzo  alle  direzioni
  generali  delle Asp in cui ha stabilito un quantum o  ha  stabilito
  che,  ormai, quelle che ci sono bastano o se c'è qualche  cosa  che
  impedisce la costituzione di queste aree funzionali.
   La  seconda, Presidente, è relativa ai bandi di concorso. Ora,  mi
  permetto  di farle osservare che quello che c'è scritto  in  questa
  norma,  nella  seconda  parte, quando  comincia  con   i  bandi  di
  concorso   in   tali  casi  prevedono  un'apposita  condizione   di
  risoluzione  del  contratto di lavoro , io credo che  debba  essere
  dichiarata  da  lei  inammissibile, perché, Presidente,  parliamoci
  chiaro:  di  che  cosa  stiamo parlando?  Stiamo  parlando  di  una
  risoluzione di contratto che la Regione siciliana pretenderebbe  di
  approvare  oggi  in  Aula, quando sappiamo benissimo  che  noi  non
  possiamo  legiferare e che, comunque, nel decreto  legislativo  sul
  pubblico impiego questo particolare non è previsto.
   A   sua  volta,  il  comma  3.3,  cioè  l'emendamento,  mi  sembra
  un'ovvietà. Cioè, un direttore generale si trova in Ginecologia con
  un  numero  scoperto di medici, cosa fa? Fa il bando nell'interesse
  del servizio e lo fa nei tempi consentiti. Questa norma è ultronea.
  Semmai ci può essere, se vogliamo ragionare in maniera più coerente
  con  quello  che  possiamo fare, una circolare,  una  lettera,  una
  comunicazione,  dell'assessore per la salute in cui  chiarisce,  se
  c'è  bisogno,  di  quest'azione  responsabile  che  deve  fare   il
  direttore generale. Ma i direttori generali noi sappiamo  che  sono
  stati  nominati  e hanno ampio spazio e margine di manovra  e  sono
  autonomi nella loro decisione.
   Nessuna legge, in questo senso, credo che abbia alcun valore.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,  noi
  viviamo  in uno Stato che non fonda le proprie leggi su un  sistema
  etico-morale  ma  in  uno  Stato di diritto  e  nessuno  vuole  qui
  modificare  la legge n. 194. Tutti riconosciamo che è  un  servizio
  essenziale  per i cittadini, è un servizio sanitario  che  è  stato
  acquisito  con  tanta fatica a norma di legge e vogliamo  soltanto,
  dopo  tanti anni, perché vorrei dire ai colleghi che questa  legge,
  queste  problematiche, legate alla non applicazione della legge  n.
  194 in Sicilia sono discusse già da anni.
   E'  dalla  scorsa legislatura che ne parliamo, perché a causa  dei
  tanti  obiettori  in molte strutture sanitarie,  non  si  riesce  a
  garantire  il  servizio e ad accedere a questo  servizio  spesso  e
  volentieri  sono persone fragili, persone in difficoltà  economica,
  persone  che  non hanno neanche il mezzo per spostarsi  e,  invece,
  sono  costrette  ad  andare di comune in comune  a  trovare  quella
  struttura  che  possa  garantire il  servizio,  oppure  rivolgersi,
  purtroppo, anche al mercato nero.
   Quindi,  io  dico che questa norma non può essere  più  rimandata;
  stiamo  semplicemente chiedendo che si vada a scorrimento,  laddove
  tutti  quei  medici che sono obiettori non riescono a garantire  il
  servizio,   si  proceda  con  un'assunzione  di  chi   invece   può
  garantirlo.  Quindi nessuna modifica alla legge n.  194,  solamente
  una  piccola  strategia per permettere a tutte quelle  persone  che
  devono ricorrere ad un'interruzione di avere le strutture sanitarie
  pronte  per poterlo fare. Mi sembra una norma di buon senso e  anzi
  c'è  urgenza che venga applicata al più presto perché non  possiamo
  più aspettare.
   Io sono un deputato della cosiddetta  fascia trasformata , ci sono
  tantissime persone nel mio territorio, extracomunitari che lavorano
  in  zone periferiche, nelle campagne, che purtroppo non hanno tutti
  questi  grandi  mezzi  per  spostarsi da una  città  all'altra  per
  cercare la struttura che effettui il servizio.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Io credo che si debba parlare con semplicità, con  parole
  di   verità.   Noi  non  stiamo  modificando  la  legge   n.   194.
  Assolutamente   Non  c'è  stato  dibattito,  vorrei,   soprattutto,
  tranquillizzare la collega Caronia.
   Noi  abbiamo  messo  al centro, in questo disegno  di  legge,  due
  questioni  centrali:  la  carenza di  personale  medico,  per  dare
  assistenza agli ammalati di tumore - e quindi le cure palliative da
  far  fare anche a quelli che non sono specializzati; l'altro  tema,
  posto  con  emergenza, è stato quello relativo  ai  ginecologi  che
  devono fare, anche, la loro attività di abortisti.
   La carenza è evidente. Qui sono stati riportati dati, anche veri e
  puntuali. Non credo che ci sia bisogno... basta girare nei reparti,
  per  vedere  che il numero dei ginecologi abortisti è  notevolmente
  basso,  inadeguato. Viene meno un diritto, che  è  sancito  da  una
  legge  nel nostro Stato. Qui non c'è nessun abuso, non c'è  nessuna
  modifica.
   Certo,  è stato detto, io sono d'accordo, che c'è la necessità  di
  riprendere  un  lavoro di assistenza, di sostegno  psicologico.  Va
  fatto  tutto  ciò,  però non c'è dubbio che  il  punto  centrale  è
  quello.
   Ora,  la  norma che era stata scritta, era, devo dire, perentoria.
  Tu diventi  fai il concorso per medico abortista, devi poi rimanere
  nella struttura ospedaliera solo con queste caratteristiche.
   I  colleghi hanno ripensato, giustamente, e in particolare chi  ha
  sollecitato questa norma perché c'è un meccanismo anomalo  si entra
  come  abortista  e  dopo qualche anno, dopo  qualche  mese,  si  fa
  l'obiezione di coscienza. Quindi, qualcosa, proprio, che si  ripete
  in  continuazione  che non vada nel percorso, credo,  debba  essere
  individuata.
   Allora  i colleghi hanno, giustamente, detto  vediamo di porre  un
  vincolo,   tu   fai   un  concorso  per  questa   specializzazione,
  mantienila .
   Qualcuno  ha  segnalato  alla Commissione  e  la  Commissione  ha,
  Presidente,  un emendamento modificativo della norma,  in  modo  da
  evitare  che  ci  sia  questa  perentorietà,  che  ci  sia   questa
  perentorietà.
   Però  io  credo  vada  detta un'altra questione,  mi  permetto  di
  segnalarla  all'assessore - vedo che è anche  sta discutendo  della
  norma  -  credo che il problema sia proprio questo. Dare  indirizzo
  alle aziende ospedaliere, alle strutture territoriali che chi opera
  nel  campo della ginecologia e si è dichiarato disponibile  a  fare
  gli aborti possa fare anche altro.
   Il  problema è che per un professionista, un ginecologo,  che  sia
  indirizzato solo a fare aborti, arriva un momento in cui dice   ora
  basta, mi voglio fermare, voglio fare altro . Allora, assessore, il
  tema fondamentale è proprio questo, quello di dire tu vieni assunto
  come  ginecologo, hai una priorità di svolgere un  qualcosa  che  è
  garantito dalla legge, però sarai utilizzato nel reparto anche  per
  altro;  diversamente,  sono  tutti  i  medici  che  si  pronunciano
  abortisti  e,  successivamente, dichiarano  la  propria  obiezione.
  Anche  perché  quel  tipo  di attività,  finalizzata  solo  a  quel
  settore, non soddisfa, rende arida la professione
   Allora  io  credo,  Presidente, che  la  norma,  così  come  viene
  proposta  nella modifica da parte della Commissione,  possa  essere
  accettata  e riprende le questioni che sono state poste.  Però  noi
  chiediamo  all'assessore,  e  lo potremmo  fare  anche  aggiungendo
  qualcosa  negli ordini del giorno oppure con un ordine  del  giorno
  specifico  in cui si chiede, proprio, che l'attività del ginecologo
  sia  onnicomprensiva, anche degli altri aspetti che sono importanti
  e che devono tutelare la professione del medico.

   CHINNICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Sì,  Presidente, grazie. Intervengo  semplicemente  per
  ribadire  - ringrazio l'onorevole Burtone per l'intervento puntuale
  -  che  qua stiamo semplicemente cercando di trovare una soluzione.
  Ma  io  ero  convinta,  devo dire, che ormai fosse  pacifico;  sono
  rimasta   molto   sorpresa  dalle  obiezioni  dei  colleghi   della
  maggioranza.
   Questa  norma  è stata discussa ampiamente in Commissione  Sanità,
  sono  stati  trovati dei correttivi, si è arrivati a una  forma  di
  mediazione,  appunto, che mi sembra assolutamente  plausibile.  Tra
  l'altro,  laddove  si dice che "se le aziende  rimangono  prive  di
  personale sanitario non obiettore, devono avviare procedure  idonee
  a  reintegrare il personale sanitario non obiettore carente entro e
  non  oltre  60 giorni dalla data di obiezione o di cessazione",  mi
  sembra una mediazione, un compromesso assolutamente ragionevole.
   Qui  si  sta cercando semplicemente di adeguare, ancora una volta,
  la Sicilia alla garanzia di diritti che sono garantiti, appunto, in
  tutto  il  resto  d'Italia. Non c'è nessuna forzatura,  è  anzi  un
  cercare  di trovare una soluzione ragionevole, perché di  fatto  il
  diritto  che è garantito dai LEA, quindi è comunque una prestazione
  essenziale  riconosciuta  in tutta Italia,  in  Sicilia  non  viene
  garantita.  E anche i pochi ginecologi che praticano l'aborto  sono
  poi  costretti, veramente, a un lavoro che diventa anche per  loro,
  dal  punto  di vista immagino anche psicologico, perché  credo  che
  praticare  un  aborto non sia una cosa indolore  né  per  la  donna
  ovviamente che lo riceve, né per il ginecologo che lo pratica, però
  ecco  costringere pochi professionisti a fare questo lavoro, perché
  l'80 per cento di fatto è obiettore, è qualcosa che veramente non è
  dignitoso per nessuno
   Quindi,  noi chiediamo semplicemente davvero che la Sicilia  colmi
  un  ritardo grave e garantisca un diritto fondamentale che la legge
  n.  194  garantisce in tutta Italia, ma qui viene ancora una  volta
  disattesa.  Quindi ci aspettiamo che veramente l'Aula dimostri  una
  responsabilità,  come  accaduto già altre volte,  perché  da  parte
  nostra c'è soltanto questo impegno volto a garantire i diritti alle
  donne fin troppo negati. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
   È iscritto a parlare l'onorevole Ferrara. Ne ha facoltà.

   FERRARA. Grazie, Presidente, il tema è assolutamente delicato,  ma
  ciò  deve  portarci  ad  un  supplemento  -  a  mio  avviso  -   di
  riflessione.   Pensare   di  risolvere   una   questione   che   va
  indubbiamente ad incidere nella vita delle donne, nella vita  delle
  famiglie, andando a violare altri diritti, a mio avviso, non  è  un
  modo  serio di affrontare la questione. Pensare di condizionare  un
  contratto  di  lavoro  alle  scelte  che  il  professionista  possa
  compiere nel corso della sua carriera professionale è assolutamente
  un  errore  che  esporrebbe  in ogni  caso,  anche  qualora  questo
  Parlamento  decidesse di approvarlo, inevitabilmente  le  direzioni
  sanitarie,  le ASP e la Regione tutta a dei contenziosi,  perché  è
  inevitabile che un eventuale ricorso darebbe certamente ragione  al
  professionista.
   Condizionare  un contratto di lavoro ad una scelta è assolutamente
  fuori  strada   Quindi  su questo ritengo che  in  maniera  unanime
  dobbiamo  prendere una posizione, andare incontro  all'emendamento.
  Mi  fa  piacere  che  dai  banchi della Commissione,  anche  tra  i
  colleghi  dell'opposizione, ci sia, rispetto a  questo,  unanimità.
  Sarebbe  un  errore grossolano e non lo possiamo e non lo  dobbiamo
  commettere. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
   È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Grazie,  Presidente, nel ribadire surreale la  discussione
  che  stiamo affrontando, considerando proprio che la Sicilia è agli
  ultimi  posti  in Italia rispetto alla possibilità  di  abortire  e
  quindi  con un tasso del quasi 100 per cento, oggi nove  medici  su
  dieci  si  dichiarano  obiettori di  coscienza   A  Catania  non  è
  possibile   eseguire  l'interruzione  volontaria  della  gravidanza
  attraverso l'assunzione di un farmaco. E devo dire che la  proposta
  che  ha fatto l'onorevole Safina e che abbiamo condiviso insieme  è
  una  proposta  che parte da lontano. Questo Parlamento,  già  nella
  scorsa  legislatura, si è trovato ad affrontare questo dibattito  e
  soprattutto ha provato in qualche modo a proporre delle  soluzioni,
  salvo  poi  vedere terminata la legislatura e non avere  portato  a
  casa il risultato.
   La  proposta  che  facciamo oggi, che è del  Partito  Democratico,
  accolta  dalla  VI  Commissione e dai colleghi  Burtone,  Leanza  e
  Safina,  mira  a  regolamentare un aspetto  e  soprattutto  mira  a
  regolamentare quello che è un diritto che purtroppo i  siciliani  e
  le  donne  siciliane  non hanno. E allora, fermo  restando  che  la
  modifica del testo con un subemendamento che è pronto e che è stato
  già  depositato, non so se sia stato caricato dagli Uffici,  supera
  l'osservazione  fatta dall'onorevole Ferrara e anche dall'onorevole
  Caronia,  però  ritengo  che  se fino  ad  oggi  l'Assessorato,  il
  Governo,  la  Regione, non sono riusciti a raggiungere  l'obiettivo
  attraverso   le   sollecitazioni  o  attraverso,   appunto,   delle
  circolari, una norma in questo senso debba essere fatta   Dico  ciò
  perché  dobbiamo  parlare anche con dati alla mano.  Abbiamo  avuto
  negli  ultimi trent'anni una riduzione anche del numero  di  aborti
  che  sono stati praticati in Italia, vuoi da un lato perché nascono
  sempre  meno  bambini, vuoi anche perché comunque c'è  stata  anche
  tutta  un'attività di informazione rispetto al tema  e  rispetto  a
  quello  che può essere l'aspetto che ha interessato e che interessa
  ancora  oggi  non  solo le donne che abortiscono, perché  legate  a
  problematiche  specifiche, ma anche alla  fase  degli  adolescenti.
  Quindi se trent'anni fa il numero di aborti che veniva praticato in
  Italia erano più di trecentomila, oggi si sono ridotti notevolmente
  abbassandosi di più del 70 per cento.
   E  allora,  se da un lato in alcune Regioni d'Italia i medici  che
  effettuano  l'aborto  ne  praticano uno  a  settimana,  in  Sicilia
  arriviamo a raggiungere picchi di 13, 14 aborti a settimana.  E  il
  punto  è  quello  che  ha sottoposto all'Aula l'onorevole  Burtone,
  ovvero che i medici abortisti sono inquadrati in quello, come dire,
  specifico ruolo e non possono fare altro
   Allora  se  l'Assessorato, se i direttori   se  noi  riusciamo  ad
  inquadrare  i  medici abortisti all'interno del  Sistema  sanitario
  regionale,  consentendo  loro  di  potere  effettuare  anche  altre
  mansioni,  magari  riusciremo a superare questo  aspetto  che  oggi
  limita  l'azione che tanti medici non vogliono continuare a portare
  avanti  perché,  appunto, limitante rispetto al profilo  lavorativo
  che hanno scelto di fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà. E poi l'ultimo intervento dell'onorevole Laccoto.

   ASSENZA.  Grazie, Presidente, io ho ascoltato con grande interesse
  e   in  alcuni  momenti  anche  con  notevole  preoccupazione   gli
  interventi dei colleghi.
   Devo  dire  che  gli  ultimi  sono  stati  ispirati  a  una  certa
  ragionevolezza, mentre qualcuno all'inizio onestamente ha usato dei
  toni  di presupponenza tale per cui chi non la pensasse come lui  o
  come loro sarebbe immaturo.
   Quindi,  c'è  stato l'invito a una maturità del Parlamento  perché
  votare  contro  questo  articolo  sarebbe  segnale  di  immaturità.
  Allora,  io  mi  iscrivo  sin  da ora  al  club  degli  immaturi  e
  preannuncio il voto assolutamente contrario a un articolo di questo
  tipo
   Noi  abbiamo una legge che è vigente in Italia, la 194, in Sicilia
  siamo  più  realisti  del  re perché questa  legge  pretendiamo  di
  modificarla a nostro piacimento, con una norma - il terzo  comma  -
  di  un'assurdità  e  di una prevaricazione della volontà  veramente
  oltre ogni ragionevolezza.
   Qui  si  fa  perdere  il  posto  di  lavoro  a  una  persona  che,
  liberamente, decide ad un certo punto di non poter più operare  nel
  campo  abortistico. Siamo arrivati a questo, alla coartazione della
  volontà.
   Cioè,  abbiamo  la  risoluzione di un rapporto di  lavoro  perché,
  liberamente, un professionista decide di non poter più operare,  di
  non  essere...  perché la sua coscienza non  gli  consente  più  di
  continuare a operare in quel campo. Siamo arrivati a questo  punto
  E grazie per la concessione  Oggi venite qui con un emendamento che
  dice "no, no, attenzione facciamo invece, rimettiamo in discussione
  che  entro  60 giorni l'Azienda deve sostituire il medico .  E  c'è
  bisogno   di  una  norma  per  questo?  Ma  siamo  all'impazzimento
  veramente
   E  allora  io  chiedo che questo Parlamento abbia un  sussulto  di
  dignità  se ritiene che questo articolo 3 di un testo che,  per  la
  verità,  ha degli aspetti positivi, a partire da quello che abbiamo
  approvato,  dall'articolo 1, anche se riteniamo  che  possa  essere
  aggiustato  e modificato successivamente o con qualche  emendamento
  aggiuntivo, abbia un senso. Ma aggravare questa norma che parte con
  intento  nobilissimo, quello delle cure palliative  in  un  settore
  delicatissimo qual è quello dei malati terminali, con una norma che
  interviene  a  gamba  tesa su una norma nazionale  che  ha  la  sua
  efficacia  e  poi,  se  siamo  tra le regioni  che  praticano  meno
  l'aborto,  io  non  credo che questo ci debba  tacciare  di  essere
  inferiori alle altre regioni d'Italia.
   Cerchiamo invece, semmai, di intervenire su quelle che sono  tutte
  le  opere,  tutte  le azioni per supportare le donne  che  in  quel
  momento  sono  in grandissima difficoltà e il cui potere  interiore
  merita il massimo rispetto da parte di ciascuno di noi. Ma questo è
  un  discorso, altro è dire "interveniamo e obblighiamo comunque  il
  medico  a  praticare  l'aborto", coartando le coscienze,  influendo
  sulla  libera decisione di un professionista, ma stiamo  scherzando
  veramente?
   Io  chiedo  davvero  che  il Parlamento  abbia  una  resipiscenza,
  accantoniamo  questo articolo 3 e lo discutiamo, lo  rimandiamo  in
  Commissione, lo approfondiamo in maniera diversa supportandolo  con
  tutte  le  azioni  necessarie  per  sostenere  il  grave  travaglio
  psicologico  che le donne affrontano in quei momenti terribili  per
  loro  e terribili per la famiglia in cui questo dramma si pone come
  scelta doverosa e, in alcuni casi, addirittura tragica. Ma una cosa
  è fare un'opera di questo tipo, altra è addirittura intervenire per
  dire  "o  tu  pratichi  l'aborto o  perdi  il  lavoro".  Ma  stiamo
  scherzando veramente?
   Grazie, Presidente.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
   Hanno  chiesto  di  parlare l'onorevole  De  Luca  e,  infine,  il
  Presidente  Laccoto.  Ha  facoltà di parlare  l'onorevole  De  Luca
  Antonino.

   DE  LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Semplicemente, io credo che
  dobbiamo  riportare un attimino la discussione anche a  quelli  che
  sono i canoni che regolarmente adottiamo in questo Parlamento.
   Qua  non  c'è  la  pretesa né di modificare la legge  nazionale  -
  almeno  io  non vedo questo intento nell'articolo 3 - né quello  di
  punire  nessuno.  Qui c'è semplicemente un'esigenza  delle  Aziende
  sanitarie  pubbliche  siciliane che si  ritrovano  carenti  non  di
  ginecologi bensì di ginecologhi abortisti, ragion per cui si chiede
  -  nei  limiti  della  legge - di predisporre  dei  bandi  e  delle
  contrattualizzazioni  che prevedano che  tale  figura  svolga  tale
  ruolo  senza  cambiare idea, per almeno un determinato  periodo  di
  tempo. Quindi, io non è che ti licenzio perché tu cambi idea, io ti
  assumo  perché hai questa idea  E' diverso, perché io ho  necessità
  di avere quella funzione
   Se io domani assumo un ortopedico e a un certo punto non vuole più
  ingessare  i  pazienti  perché si è  annoiato,  non  mi  serve  più
  l'ortopedico,  collega  Assenza, conseguentemente  procediamo  alla
  votazione  serenamente che poi si faranno tutte le valutazioni  del
  caso.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi io sono un credente  e  nessuno  ha
  voluto stravolgere quella che era la legge n. 194.
   C'è  stato un problema in alcune aziende dove praticamente non c'è
  stata  la  possibilità di avere il servizio per quello  che  doveva
  essere  un  servizio  che  garantiva  a  chi  ne  aveva  bisogno  e
  necessità,  a volte con situazioni particolari, di poter  praticare
  l'aborto,  ma  questo non vuol dire che noi qui  con  questa  norma
  stiamo incentivando l'aborto, me ne guarderei bene
   Il  discorso è che, come previsto dalla legge n. 194, si è  voluto
  dare  un'importanza  nel  senso di dare la possibilità,  anche  con
  quello  che diceva l'onorevole Burtone, di potere avere dei  medici
  che  se  necessitati e se richiesti possano praticamente  praticare
  l'aborto nell'ambito della legge n. 194.
   Per  quanto  riguarda l'articolo 3 e la parte ultima dell'articolo
  3,   già   in  Commissione  io  avevo  sollevato  un  problema   di
  costituzionalità e avevo detto che non era possibile.  E'  scappata
  probabilmente  per  errore materiale per  cui  vi  sono  stati  due
  emendamenti oggi uno soppressivo e uno modificativo.
   A  questi  due  emendamenti, l'onorevole Safina d'accordo  con  la
  Commissione, ma ora anche con gli Uffici perché l'abbiamo visto, ha
  presentato un subemendamento, fatto proprio dalla Commissione,  che
  mette  anche riparo a quella che era una norma che sicuramente  era
  incostituzionale perché non si può licenziare un medico se dichiara
  di essere obiettore di coscienza.
   Questo per chiarire questo aspetto.
   E  allora, il subemendamento che toglie quella parte recita così -
  sostitutivo  degli emendamenti 3.1 e 3.2: "Qualora le  aziende  del
  Servizio  sanitario  regionale  per effetto  della  cessazione  dei
  rapporti di lavoro o di successiva obiezione da parte del personale
  reclutato  ai  sensi  del  comma  precedente  rimangano  prive   di
  personale sanitario non obiettore devono avviare procedure idonee a
  reintegrare  le aree funzionali del personale medico non  obiettore
  carente nei limiti delle disponibilità delle piante organiche entro
  120 giorni dalla data di obiezione o di cessazione".
   Con  questo  emendamento  si supera  la  parte  in  cui  c'era  il
  licenziamento  ma nel contempo si tenta di dare un  messaggio  alle
  aziende  per  potere  dare almeno questo servizio.   E'  questo  lo
  spirito di questa norma.
   Quindi,  se siamo d'accordo, con questo subemendamento si  risolve
  quella   problematica  che  giustamente  mi  ha  visto   anche   in
  Commissione...

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Poi gli onorevoli Caronia e Gilistro.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli  colleghi
  sarò  brevissimo  io  credo che lo spirito di condivisione  che  ha
  caratterizzato i lavori odierni dell'Aula ci impone una riflessione
  ulteriore  su  questa  norma perché dagli interventi  dei  colleghi
  emerge  una  divisione profonda sulla norma così come la ritroviamo
  nel  testo,  quindi, chiedo al Presidente di accantonare l'articolo
  in   questione  e  in  discussione  per  consentire,  appunto,  una
  trattazione  più condivisa dalle varie forze politiche presenti  in
  Aula.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Caronia.  Prego
  onorevole.

   CARONIA.  Grazie, Presidente, anch'io sarò brevissima, mi  associo
  alla richiesta fatta dall'onorevole Lombardo poiché io ritengo  che
  sia  importante  che in questo dibattito, che non  è  una  cosa  da
  prendere  sottogamba  perché stiamo parlando  di  un  tema  di  una
  delicatezza enorme e così, quando si parla di temi così importanti,
  io  credo  che  necessita anche approfondire,  se  del  caso  anche
  rimandare,  piuttosto  che  fare  qualcosa  che  magari  non  possa
  raccogliere   il sentimento di tutti coloro i quali  in  quest'Aula
  stanno esprimendo anche un personale convincimento.
   Io  credo  che  sia  assolutamente ineludibile  l'aspetto  che  io
  poc'anzi  ho  anche  citato,  cioè l'applicazione  della  194  deve
  guardare  anche  alla  prevenzione delle  gravidanze  indesiderate,
  perché  parte  del  disegno di legge, cioè della legge,  perché  si
  parla   di   educazione  sessuale  nelle   scuole,   che   i   dati
  dell'Organizzazione  mondiale della sanità  confermano  che  è  uno
  degli   strumenti  più  efficaci  per  ridurre  l'incidenza   delle
  gravidanze   precoci  e  indesiderate,  di  aborti,  ma  anche   di
  infezioni  sessualmente trasmissibili o di  episodi  di  abusi  e/o
  discriminazioni legate proprio all'aspetto sessuale.
   Ora, io sinceramente, ripeto, la legge 194 ha segnato un punto per
  l'Italia  ma  noi non possiamo oggi guardare soltanto  un  aspetto,
  abbiamo  delle  carenze legate a quello che  è  il  mondo  che  sta
  attorno  all'evento dell'interruzione di gravidanza che noi  stiamo
  in qualche modo mettendo da parte.
   Io  non  credo che sia un metodo di lavoro efficace per  dare  una
  risposta   ai  siciliani,  io  dico  confrontiamoci  ulteriormente,
  mettiamo  un  attimo da parte la norma, vediamo  di  trovare  delle
  risorse  che  ci consentano anche di accompagnare la  donna  a  una
  scelta  che  sia veramente una scelta, perché a volte,  quando  una
  donna si riduce in quelle condizioni, non è detto che sia veramente
  convinta,  non  è  detto che  si ritiene di non avere  nessun'altra
  possibilità, ma se ci sono le istituzioni accanto a una  donna  che
  l'aiutano nel percorso, sia che precede o che arrivi dopo, io credo
  che  abbiamo  fatto  davvero  un  buon  lavoro,  perché  affrontare
  soltanto un aspetto, mi sembra oggettivamente molto restrittivo.
   Scusatemi, colleghi, non me ne voglia il collega De Luca,  ma  non
  possiamo dire che un obiettore può essere messo al pari di colui il
  quale  non si sente più di fare i gessi, perché è chiaro che  è  un
  argomento  troppo delicato, chi è obiettore può anche obiettare  di
  decidere, anche quella è una libertà
   Io  sono  per la libertà, ma in questo senso anche chi sceglie  di
  non  farlo non possiamo metterlo alla pubblica gogna, quindi  è  un
  argomento talmente delicato che merita grande rispetto da tutti noi
  e  io  ritengo  che  sia  necessario un approfondimento  ulteriore.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli  Gilistro,
  Dipasquale  e  Safina.  L'onorevole  Safina  rinuncia,  quindi  gli
  onorevoli Gilistro, Dipasquale e Grasso. Prego, onorevole.

   GILISTRO. Presidente non voglio entrare nel merito, si è dibattuto
  già  abbastanza  e credo che ci siano determinati equilibri  e  non
  voglio discutere su questo, però, mi viene in mente, essendo io  un
  medico  e  mi immedesimo nello specialista medico che ha  impiegato
  sei  anni  per  laurearsi,  cinque anni per  diventare  specialista
  ginecologo, e allora io mi chiedo - secondo me il problema  sta  in
  questo  fattore determinante, a mio avviso -  se ci sono pochissimi
  medici  abortisti e noi obblighiamo quei pochi che ci sono  a  fare
  solamente aborti e come abbiamo detto prima è lì che sta il  punto,
  mettetevi  anche  dalla  parte  di chi  sta  facendo  solo  aborti,
  dall'altra  parte,  dalla  parte della coscienza  di  chi  fa  solo
  aborti,  come se fosse un addetto.
   Io  credo che l'equilibrio in questo momento vada trovato lì,  non
  solo  quelli che fanno aborti e nient'altro ma ginecologi che nella
  loro  professione  possono espletare tutta la loro professionalità,
  questo è il punto su cui dobbiamo discutere. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie.   Ha  chiesto  di  intervenire   l'onorevole
  Dipasquale, prego onorevole.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, va bene, io rinuncio ad interviene
  l'onorevole Burtone.
   Comunque,  noi  abbiamo avuto una discussione  seria,  attenta,  è
  stata fatta prima in Commissione dove c'è stato un ruolo importante
  e,  guardate, io per primo, mi sono sentito rappresentato non  solo
  dalle  donne  del mio partito ma dalle donne di tutta  l'Assemblea,
  perché è un argomento così importante, così delicato, così profondo
  che veramente noi che abbiamo la fortuna di averne alcune, poche, e
  ci  auguriamo  di averne sempre di più, sono state loro  che  hanno
  trainato  il dibattito e il confronto all'interno dell'Aula  e  poi
  c'è  stato  anche  il supporto dei medici, ovviamente  noi  abbiamo
  avuto la fortuna di avere l'onorevole Burtone, che ci ha dato anche
  questo  contributo  professionale e ci ha messo  in  condizione  di
  esercitare  un  ruolo.  E  abbiamo avuto la  fortuna  di  avere  un
  Presidente di Commissione, con il resto della Commissione,  che  ha
  fatto prevalere il buon senso e ha messo tutti in condizione finora
  di raggiungere sintesi.
   Quindi, io la prego Presidente di non mortificare tutto quello che
  c'è  stato con un rinvio, questo non è per i discorsi che  ci  sono
  stati, per gli sforzi che sono stati fatti, non è un argomento  che
  può  essere rinviato, significherebbe mortificare tutto quello  che
  c'è stato in questi giorni, quello che c'è stato nella Commissione,
  la discussione che c'è stata oggi in Aula
   E'  un  momento  in  cui  va fatta una scelta,  è  stata  trovata,
  Presidente, una sintesi, la sintesi è stata trovata in Commissione,
  che  l'Aula  si  esprima,  ma  la non  espressione,  il  non  voto,
  rimandare  con  la  sensazione non di voler far meglio  ma  con  la
  sensazione  che  rimandare serva solamente a non discutere,  a  non
  affrontare l'argomento, questo è brutto. E' brutto per il confronto
  che  c'è stato, per la serietà con cui sono stati affrontati questi
  temi, quindi, io mi affido veramente a lei Presidente, mi affido  a
  lei  affinché l'Aula continui su questo percorso, che  voti  questa
  sera  e  che  chiuda questa prima parentesi. Poi ci  saranno  altri
  momenti  per  riempirla di contenuti, di contenuti  finanziari,  di
  contenuti  economici, di contributi etici e  di  tutto  quello  che
  vogliamo metterci ma, intanto, oggi dobbiamo dare seguito a  quello
  che  è  stato  questo grande lavoro, che è stato  primo  lavoro  di
  sintesi politica e poi anche nei contenuti.

   PRESIDENTE. Come in ogni cosa cerchiamo comunque di trovare sempre
  delle sintesi, vediamo intanto di completare gli interventi con  le
  persone che si sono iscritte a parlare.
   Onorevole Gilistro, io l'ho vista, la farò riparlare quando avremo
  completato il giro degli interventi di tutti i colleghi,  al  netto
  del fatto che già neanche si potrebbe fare.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Semplicemente,  Presidente, io  mi  trovo  d'accordo  con
  quanto  poc'anzi affermato dall'onorevole Caronia e  dall'onorevole
  Lombardo, perché è vero nel rispetto di tutte le posizioni,  perché
  qui  c'è,  nonostante si possa pensare di essere distaccati  da  un
  tema,  che è un tema etico, un tema morale, è un tema che  riguarda
  la  libertà di scelta di ogni singola donna, però la modifica della
  194,  la  legge 194 come bene si diceva prima, ha segnato un  passo
  importante, però prima di procedere ad una modifica, a mio  avviso,
  la  norma  dovrebbe contemperare altro e, quindi, dei percorsi  che
  possano aiutare la donna a scegliere liberamente anche di abortire;
  abbiamo  rinviato tante altre norme in Commissione,  posticipare  e
  votare  la prossima settimana non credo che precluda niente, perché
  si può semplicemente migliorare l'articolo, prevedendo tutto quello
  che  comunque  deve essere prioritario prima della scelta  come  il
  supporto  alla  maternità, il consultorio, un  aiuto,  un  supporto
  psicologico, perché molte volte una donna si ritrova da sola  anche
  a  dovere  fare delle scelte, senza nessun supporto ed emotivamente
  pensa  di  non  potercela  fare: siccome si  tratta  di  sopprimere
  comunque  una vita, quella scelta va fatta con consapevolezza.  Non
  siamo  qui  per  dire no assolutamente, no, perché significa  anche
  violare la libertà di una donna che non si senta di portare  avanti
  la  gravidanza, però di dare tutte quelle forme di tutela prima  di
  arrivare alla scelta e penso che sia di dovere di ogni legislatore,
  è solo questo il mio pensiero.

   PRESIDENTE. Il tema non è soltanto questo, il tema è un intervento
  da  parte di un deputato di maggioranza e uno di opposizione  circa
  il  voler  andare avanti o meno sulla questione relativa  a  questo
  emendamento.
   Quest'Aula più volte ha fatto delle sintesi e non mancherà neanche
  stavolta  un  momento  di  confronto  per  fare  qualcosa  che  sia
  quantomeno condivisa, mi pare, però, strano che dopo che questo ddl
  è  stato in Commissione, diverso tempo, ancora si chieda, comunque,
  del tempo.
   Cionondimeno,  prima  completiamo gli interventi.  E'  iscritto  a
  parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi.  In  effetti  mi
  sembra  che  questo dibattito sia utile al di là  degli  esiti  dei
  lavori  della  Commissione di merito, è  utile  perché  in  effetti
  chiama  in  causa una dimensione di scelte etiche, morali  che  poi
  rinviano  d'altra parte, come già ricordato da altri  colleghi,  ad
  una  dimensione che è quella delle libertà. Lo ha detto prima  bene
  anche  la collega Caronia e mi fa davvero specie che proprio  dalle
  parti  del  Partito  Democratico  che  si  contraddistingue  sempre
  certamente per un approccio progressista a tutela delle libertà, si
  ponga il tema che possa persino essere revocato il contratto ad  un
  professionista  che  sceglie  di  cambiare  idea.  Agli  amici,  ai
  colleghi  del  Partito Democratico, ricordo San Paolo  che  ebbe  a
  cambiare  idea sulla via di Damasco, lo si può fare, in  quel  caso
  l'idea, quella di perseguitare i cristiani, ebbene San Paolo decise
  di  cambiare  opinione. Ma fu una scelta d'arroganza?  No,  fu  una
  riflessione,  in quel caso ci fu persino una luce, allora  dico  da
  cristiano, Presidente, che effettivamente questo dibattito è  utile
  e  non me ne voglia la Commissione se su un tema così importante si
  può arrivare a fare delle scelte.
     Dico  agli amici del PD che quello della libertà è un  principio
  importante  e che è legittimo pensare di poter cambiare idea  anche
  per  un  medico e allora, siccome so che voi la pensate alla stessa
  maniera,  questo deve valere sempre, anche quando c'è qualcuno  che
  la pensa diversamente da voi
   Quindi,  Presidente,  credo che sia utile pensare  di  accantonare
  questo  articolo  altrimenti penso che  ci  troveremo  costretti  a
  chiedere  il numero legale ma confidiamo nei lavori sempre  attenti
  di  questa  Presidenza  e auspichiamo che si  possa  creare  questo
  ulteriore momento di approfondimento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi. Abbiamo fatto  un
  lungo  dibattito  in  Commissione. La  Commissione  poi  ha  votato
  all'unanimità,  ha votato all'unanimità ed erano presenti  tutti  i
  Gruppi  parlamentari,  quindi non c'è stata -  forse  qualcuno  era
  assente,  però l'onorevole Lombardo dice che il proprio Gruppo  non
  era  rappresentato - però rispetto, e c'era chi era  assente,  dico
  soltanto  che la Commissione si è espressa all'unanimità  ma  si  è
  espressa  all'unanimità perché non ha fatto un discorso  ideologico
  che questa sera si sta facendo. Gli unici a non essere presenti qui
  sono   quelli  che  non  possono,  che  non  hanno  le  possibilità
  economiche,  che si rivolgono al servizio pubblico e non  hanno  un
  servizio,  perché chi è in condizione di abortire  in  una  clinica
  privata  lo fa senza problemi. Abbiamo cercato di dare una risposta
  ad  un  problema,  lo  abbiamo fatto per  chi  deve  fare  le  cure
  palliative,  mancano  i  medici  specialisti,  bene,  chi  ha   una
  certificazione, un'esperienza può fare il medico che si  occupa  di
  cure palliative, dopo di che abbiamo detto: ma può essere che negli
  ospedali  non ci siano medici non abortisti? Ci sono tutti  che  si
  dichiarano  non abortisti, c'è qualcuno che può fare l'attività  di
  aborto,   legittimamente,  previsto  dalla  legge,  qui,  onorevole
  Caronia,  non c'è nessuna modifica della legge 194, qui non  stiamo
  discutendo nuovamente del sostegno psicologico, c'è gente che ormai
  dopo  tanti anni, con la legge matura, farmacologicamente -  perché
  l'aborto  si può fare anche farmacologicamente - o chirurgicamente,
  chiede  di essere sostenuta in questo atto medico, atto medico  che
  viene fatto con scelta consapevole di chi ha un autodeterminazione,
  qui non c'è imposizione per nessuno.
   Bene,  era  stato fatto forse un eccesso, si era detto siccome  si
  entra  come  medici abortisti e dopo qualche mese  si  diventa  non
  abortista,  vediamo di dare un percorso quasi lineare di  mantenere
  questo  ruolo,  è  stato  fatto  un  dibattito  e  noi  lo  abbiamo
  ascoltato, caro onorevole Caronia, abbiamo ascoltato tutti, abbiamo
  cercato di prendere quello che emergeva, quindi, noi non intendiamo
  obbligare,  stia  tranquillo  l'onorevole  Figuccia,  che  noi  non
  intendiamo  obbligare nessuno, l'emendamento  che  ha  espresso  il
  Presidente   della   Commissione,   all'unanimità   composta    dai
  componenti,  dice  proprio questo, si entra come medici  abortisti?
  Non lo si vuole più fare? Però l'Asp, l'Assessorato, promuove altri
  concorsi, che cosa c'è di obbligatorio in tutto ciò?
   La  verità  è  che dopo aver assunto una posizione non  la  volete
  cambiare,  pur avendo consapevolezza che la norma ora è  una  norma
  che  risponde a quelle che costituiscono un'esigenza presente nella
  nostra  comunità di strutture ospedaliere che non hanno medici  che
  praticano  in  maniera legale l'aborto  Vogliamo tornare  ai  tempi
  antichi  quando l'aborto si faceva illegalmente? Chi non  aveva  la
  possibilità  di  entrare in una clinica, in un certo  modo,  doveva
  ricorrere,  tra virgolette, all'ostetrica o a chi lo faceva  perché
  pratica di queste attività?
   Io  credo  che, legittimamente, qui il dibattito noi  non  abbiamo
  avuto  una  posizione, guardate la posizione è questa,  prendere  o
  lasciare. Abbiamo detto, abbiamo ascoltato e l'emendamento  che  il
  Presidente  ha  letto  è un emendamento che riprende  le  cose  che
  abbiamo  detto e le riprende tutte, se poi lei, onorevole  Caronia,
  dice  che dobbiamo ridiscutere la 194 la faccia ridiscutere a   Noi
  Moderati   a livello nazionale, questa è una Regione che deve  dare
  diritti  a tutti, anche a quelli che non sono qui rappresentati,  a
  chi  ha  un'esigenza  di un atto medico, qui non  c'è  il  discorso
  religioso,  ognuno ha le proprie credenze, ha le proprie attitudini
  religiose, fa una scelta di fede, chi è contrario all'aborto non va
  in ospedale ad abortire, chi è a favore dell'aborto, chi per motivi
  vari decide di abortire per motivazioni profonde, professionali, va
  rispettato  e  la  Regione,  che deve dare  un  servizio  a  queste
  comunità,  a questi soggetti, a questi cittadini, quindi,  qui  non
  c'è  nulla,  volete rimandare, volete prendere tempo, votiamo,  c'è
  una  proposta di eventuale rinvio, Presidente, ognuno si assuma  la
  propria  responsabilità, qui noi non obblighiamo nessuno,  chi  può
  obbligare casomai in alcuni momenti è la maggioranza, l'opposizione
  qui dialoga, ha dialogato riprendendo le cose che voi avete detto e
  abbiamo  rispettato il dibattito che c'è stato in  Aula,  dopodiché
  abbiamo  prodotto  un  emendamento  che  fosse  riassuntivo   delle
  posizioni  di  tutti  e  mi pare che c'è  stata  una  posizione  di
  principio,  le posizioni di principio le potete far valere,  certo,
  non rappresentano tutti i siciliani e chi è Governo ha il dovere di
  rappresentare tutti i siciliani

                   (applausi dai banchi di sinistra)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.
   Chiedo all'onorevole Burtone se può salire in Presidenza.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori.
  Diciamo  che  l'onorevole Burtone ha un po' esautorato l'intervento
  perché  qua  c'è un equivoco di fondo. Dal tenore degli  interventi
  che  ci  sono  stati, qui infatti non è che stiamo  modificando  la
  legge  194,  anche  perché non ne avremmo  le  competenze,  sarebbe
  illegittimo  Per cui quello che si chiede è garantire un diritto  e
  garantire  un servizio, semplicemente questo, che lo si faccia  nel
  migliore  dei modi  Con quell'emendamento io credo, proposto  dalla
  Commissione,  che  si siano superate le criticità  di  cui  abbiamo
  parlato per cui si voti perché le donne che hanno fatto una  scelta
  consapevole  hanno  il  diritto di avere un  servizio  e  di  avere
  garantito un diritto.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro. Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  Era
  solo  per cercare, scusate, sono completamente afono. Era solo  per
  chiarire quello che era l'aspetto che avevo messo in evidenza  poco
  fa.  La  mia  domanda,  Assessore,  colleghi:  questa  penuria   di
  ginecologi  abortisti  è dovuta al fatto che poi  vengono  relegati
  solo  a fare aborti e, quindi, mi perdoni, il 90% di quelli che  si
  ritengono,  si dichiarano obiettori di coscienza, alla fine,  siano
  obiettori di coscienza perché non vogliono fare solo quello? Questa
  era la domanda, e lì che dovremmo dipanare perché se riuscissimo  a
  dare,  a  tutti  quanti, chi si è laureato, si è specializzato,  di
  poter  continuare  la  propria professione,  non  si  dichiarerebbe
  probabilmente  obiettore  di coscienza per  non  finire  in  quella
  lista.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  visto e considerato  che  io  ho  seguito,
  purtroppo,  la  metà degli interventi perché mi sono alternato  con
  l'onorevole  Di Paola, visto e considerato che il tema  è  un  tema
  assolutamente  importante e che, comunque, una volta che  prendiamo
  una  decisione  è  una  decisione che si  riflette  su  milioni  di
  persone, non c'è volontà da parte della Presidenza di posticipare o
  stralciare  un  tema  perché le posizioni prima  o  poi  si  devono
  prendere, quanto meno così come si è fatto in passato e cercare  di
  capire,  anche  con  una  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari, se c'è un ragionamento condiviso, credo che  sia  una
  strada assolutamente percorribile.
   Quindi,  noi  sospendiamo l'Aula per un quarto  d'ora,  chiedo  ai
  Presidenti dei Gruppi parlamentari di poter venire in Sala lettura.
  La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.28, è ripresa alle ore 20.04)

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Colleghi,   vorrei   un  secondo,  onorevole  Giambona,   che   mi
  ascoltassero l'onorevole Burtone rispetto anche all'intervento  che
  ha  fatto,  e tutti gli altri colleghi, visto e considerato  che  i
  componenti di quest'Assemblea non devono scappare e comunque devono
  prendere delle decisioni. Visto e considerato, inoltre, che  domani
  l'assessore per la salute non potrà essere presente in Aula  perché
  ha  un  incontro  importante  a  Roma  e  certamente  non  possiamo
  chiederle  di rinunciare a un confronto con la Commissione  Salute,
  ricordo che il calendario dei lavori prevedeva che il 15 e il 16 di
  questo  mese  si  sarebbero votati i disegni di  legge  incardinati
  all'ordine del giorno e la settimana prossima, come ben ricorderete
  non c'è Aula e il 29 il 30 aprile ci sarà attività ispettiva. Dalla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, l'accordo che si
  è  trovato è che domani si andrà avanti con tutti gli altri disegni
  di  legge ma nessun altro disegno di legge potrà essere incardinato
  in  Aula  intanto che non chiuderemo questo disegno di  legge,  che
  sarà rimandato alla seduta del 6 maggio 2025.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  16
  aprile 2025, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 20.05 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         XV SESSIONE ORDINARIA


                         172a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 16 aprile 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      - Disposizioni  varie  in  materia  di  edilizia   (n.   738
         Stralcio IV Comm quinquies/A)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1) Norme in materia di sanità (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
         (Seguito)

           Relatore: on. Laccoto

      2) Disposizioni varie in materia di politiche abitative (n. 738
         Stralcio IV Comm quater/A) (Seguito)

           Relatore: on. Carta

      3) Norme in materia di società a partecipazione pubblica. Modifiche
         alla legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3 (n. 738 Stralcio II Comm
         bis/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

      4) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
         832/A Stralcio II/A) (Seguito)

           Relatore: on. Vitrano

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella

   1  Copia  del  citato decreto presidenziale, in  uno  all'inerente
  documentazione, sono acclusi in allegato al Resoconto stenografico.