Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.34.
PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali delle sedute numero 173
del 29 aprile 2025 e numero 174 del 30 aprile 2025 sono posti a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione e si considerano approvati, in assenza di osservazioni in
contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
alla seduta d'Aula
Comunicazione relativa alla partecipazione di Assessori regionali
alla seduta d'Aula
PRESIDENTE. Comunico che con note pec, rispettivamente
protocollate ai nn. 14053-DIG/2025 del 6 maggio 2025, 14056-
DIG/2025 del 6 maggio 2025 e 14027-DIG/2025 del 6 maggio 2025,
l'Assessore per la salute, l'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e l'Assessore per le attività produttive
hanno rappresentato la propria impossibilità a partecipare agli
odierni lavori d'Aula a causa di improcrastinabili impegni
istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Pertanto, in funzione anche di queste comunicazioni che ci sono
giunte dagli Assessori, convoco una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari per decidere la trattazione dei punti di oggi.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.36, è ripresa alle ore 15.59)
La seduta è ripresa.
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Allora, colleghi, così come deciso durante la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, nella giornata
di oggi, tratteremo il disegno di legge relativo alle politiche
abitative, mentre per la giornata di domani, visto e considerato
che l'assessore Faraoni ha dato disponibilità per domani,
completeremo il disegno di legge n.738 Norme in materia di
sanità .
Oltre a questo disegno di legge, c'è la discussione generale per
quanto concerne il disegno di legge in tema di enti locali.
Iscriveremo all'ordine del giorno anche altri due disegni di
legge, che riguardano l'istituzione della Giornata nazionale per
l'antiracket e la denominazione del Comune di Tripi.
Inoltre, rispetto al disegno di legge n. 993 "Variazioni urgenti
al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2025",
abbiamo deciso il calendario insieme ed entro venerdì 9 maggio 2025
si dovranno concludere...
Colleghi, non ho ancora neanche finito di parlare. Onorevole Pace,
stiamo leggendo il calendario dei lavori, perché poi, molte volte,
qualcuno non sa neanche quello che stiamo facendo. Onorevole
Figuccia
Entro venerdì 9 maggio 2025, bisogna concludere l'esame da parte
della Commissione di merito; entro venerdì 16 maggio 2025, l'esame
della Commissione Bilancio; giorno 20 maggio 2025, iscriveremo
all'ordine del giorno il disegno di legge e fisso il termine per la
presentazione degli emendamenti a giovedì 22 maggio 2025, alle ore
18.00; il disegno di legge sarà trattato in Aula nella giornata di
martedì 27 maggio 2025.
Discussione del disegno di legge Disposizioni varie in materia di
politiche abitative
(n. 738 Stralcio IV Comm quater/A)
PRESIDENTE. Andiamo avanti con il disegno di legge Disposizioni
varie in materia di politiche abitative (n. 738 Stralcio IV Comm
quater/A).
Chiedo al Presidente della IV Commissione, l'onorevole Carta, di
prendere posto al banco delle Commissioni.
In ricordo di Papa Francesco
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, io intervengo perché doverosamente
ritengo, personalmente, ma anche a nome del mio Gruppo
parlamentare, di rivolgere il pensiero ad un Papa scomparso nei
giorni scorsi. Questa è la prima seduta d'Aula che facciamo con una
presenza di colleghi, quindi desidero esprimere pochissime
considerazioni.
Io non mi voglio piegare a strumentalizzazioni, però un Papa che
ha avuto un plebiscito da parte dei cittadini come riconoscimento
di una presenza straordinaria nella comunità mondiale, non può
essere non ricordato in questo nostro Parlamento. E' un Papa che ha
toccato profondamente il cuore, non soltanto dei credenti, ma anche
di tanti non credenti, e noi lo vogliamo ricordare innanzitutto
perché è uscito fuori dalle mura, è riuscito ad evangelizzare, ma
anche a pensare alla promozione umana e, per quel che riguarda la
Sicilia, ha spesso messo l'accento sui più deboli, su quelli che
sono in difficoltà, su chi ha bisogno del sostegno, dell'aiuto.
E' un Papa che è andato a Lampedusa per parlare, per chiedere
l'aiuto nei confronti degli ultimi, dei disperati, di chi lascia il
proprio Paese per motivi di guerra, di persecuzione ed infine,
Presidente, noi lo vogliamo ricordare perché è stato un Pontefice
che ha surrogato l'assenza delle Istituzioni internazionali. Le
guerre nel nostro mondo contemporaneo iniziano e non finiscono, e
non abbiamo avuto autorevoli...
PRESIDENTE. Colleghi, scusate, l'intervento dell'onorevole Burtone
ha dei connotati assolutamente differenti che credo meritino
attenzione da parte di tutti. Prego i colleghi che non vogliono
stare qui ad ascoltare possono anche uscire, non è obbligatorio
rimanere qui dentro.
BURTONE. La ringrazio, Presidente. Vado alla conclusione. Mi sono
soffermato su questi aspetti della dottrina sociale espressa dal
Papa, e che ha avuto come riferimento centrale il tema della pace
di fronte all'indifferenza e alla insufficienza, da parte delle
Istituzioni internazionali. Ecco perché mancherà alla comunità
mondiale.
L'auspicio che noi possiamo fare è che la Chiesa possa continuare
lungo un solco, ma soprattutto rispetto alle difficoltà, che vive
in questa fase storica tutta la comunità mondiale, non trascurando
quello che è stato l'elemento centrale del pontificato di Papa
Francesco: cercare sempre e comunque la Pace
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone, per il suo intervento.
Monreale
Sui fatti di cronaca nera recentemente avvenuti nel Comune di
Monreale
PRESIDENTE. Mi sento di aggiungere, rispetto a quello che ha
detto, anche di voler rivolgere un pensiero ai fatti accaduti,
purtroppo, a Monreale. Una tragedia, nella tragedia Un evento che,
forse, dovrebbe veramente fare riflettere tutto il Parlamento, le
Istituzioni. Probabilmente, bisogna intervenire in maniera,
assolutamente, tempestiva. Quello che è accaduto non può,
certamente, non far sì che questo Parlamento non si possa esprimere
in un'azione concreta che deve fare.
La Fondazione Federico II cerca, quotidianamente e vedo qui molti
colleghi che fanno parte del Consiglio di amministrazione, di
contrastare quella cinematografia che, purtroppo, talvolta, non fa
altro che esaltare dei miti, che noi riteniamo non siano miti da
seguire.
Allora, mi auguro che questo Parlamento possa fare qualcosa per
contrastare questo genere di fenomeni che segnano veramente,
soprattutto quelle famiglie che colpe probabilmente ne hanno
veramente poche.
Discussione del disegno di legge Disposizioni varie in materia di
politiche abitative
(n. 738 Stralcio IV Comm quater/A)
PRESIDENTE. Allora, chiedo al Presidente Carta di prendere posto.
Presidente Carta, Presidente Carta. C'è l'assessore Aricò.
Perfetto.
Io, prima di cominciare la discussione sul disegno di legge,
desideravo puntualizzare che, nelle giornate del 13 e del 14, del
20 e del 21 maggio 2025, quest'Aula farà attività ispettiva.
Quindi, anche per dare la possibilità ai colleghi di potersi
organizzare, le prossime votazioni, a meno che non ci siano
comunicazioni differenti, saranno nelle giornate del 27 e del 28
maggio 2025, dove mi auguro che ci possa essere la partecipazione
di tutto il Parlamento.
Dichiaro aperta la discussione generale del disegno di legge. Se
c'è qualcuno che deve intervenire. Non ci sono iscritti a parlare.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. C'è l'astensione da parte del... no, no, no, era il
passaggio agli articoli, non era votazione.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1
Modifiche alla legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3 in materia di
riapertura termini per occupazione senza titolo di alloggio
popolare
1. All'articolo 68 della legge regionale 3l gennaio 2024, n. 3, le
parole «31 marzo 2024» sono sostituite dalle seguenti «30 giugno
2025» .
PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti. Chiedo, pertanto, il parere
della Commissione.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chiedo il parere del Governo.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Benissimo, il Governo si rimette all'Aula.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto
PRESIDENTE. C'è richiesta di voto segreto sull'articolo 1. Vediamo
se la richiesta di voto segreto è appoggiata o meno. Bisogna rifare
la procedura, quindi, credo... onorevole De Luca, levi il dito per
favore Vediamo se la richiesta di voto segreto è appoggiata, se
non è appoggiata neanche stavolta per me non si può procedere alla
votazione per scrutinio segreto. La interrompa, interrompa, chiuda.
Benissimo.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 1, con il parere favorevole della Commissione e con
il Governo che si rimette all'Aula.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Un istante, c'è un problema tecnico
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione. Un istante, c'è un problema tecnico
con il display.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, non possiamo fare
dichiarazioni.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 52
Votanti . 43
Maggioranza . 22
Favorevoli 12
Contrari 31
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2
Disposizione in materia di alloggi sociali
1. Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, gestiti e di
proprietà degli Istituti Autonomi Case Popolari, sono da
considerare alloggi sociali ai sensi del decreto del Ministero
delle Infrastrutture del 22 aprile 2008 e godono di tutte le
agevolazioni previste dalla vigente normativa dal momento della
loro assegnazione con le modalità previste dal decreto del
Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035 e
dall'articolo 17 della legge regionale 2 gennaio 1979, n. 1 a
favore di categorie sociali svantaggiate .
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cambiano ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
n. 738 Stralcio IV Comm quater/A
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni varie in materia di politiche abitative (n. 738
Stralcio IV Comm quater/A)
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. L'articolo 2 è
semplicemente il termine della denominazione dell'alloggio...
Presidente, se posso spiegare l'articolo 2, perché è una
formalità...
PRESIDENTE. Si, sto cercando di fare in modo... onorevole De Luca,
si lamenta sempre degli altri È il primo chiacchierone di
quest'Aula Si sieda.
DE LUCA Antonino. Devo chiedere il voto segreto.
PRESIDENTE. E lo chieda al momento opportuno Ha fatto un accordo
con la maggioranza, onorevole De Luca Antonino.
Prego, Presidente Carta.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. L'articolo 2, che
h stato votato all'unanimità in Commissione, è la sostituzione per
i comuni della denominazione da alloggio, da abitazioni di fatto
popolari ad alloggi sociali. Di fatto, è una denominazione che
permette ai cittadini... Presidente, non riesco a comunicare con
l'Aula.
PRESIDENTE. Lei si ricordi di questo atteggiamento da parte dei
colleghi quando gli stessi interverranno. Onorevole De Luca Ma sta
parlando e sta entrando nel merito della questione; se la segue non
parli
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Scusate, il cambio
della denominazione in "alloggi sociali" per gli immobili comunali
che sono destinati alle famiglie che sono in difficoltà, permette
alle famiglie e ai comuni stessi di essere denominati come oggi
sono denominati gli alloggi delle case degli Istituti Autonomi Case
Popolari. Quindi, in questo modo, facciamo risparmiare l'IMU ai
cittadini e ai comuni stessi che non devono autopagarsi , appunto,
l'IMU; e c'è un problema di bilancio in tutti i comuni siciliani.
Quindi, questo è un articolo di chiara riforma sociale nei
confronti delle difficoltà che hanno sia i cittadini che i comuni.
L'eventuale bocciatura vuol dire tassare i cittadini siciliani.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente. Questo articolo è già qualcosa, ma non
abbastanza, perché ricordo che c'è una categoria sempre
dimenticata, che sono tutte quelle persone a cui viene fatto un
pignoramento, sia della prima casa che dell'attività lavorativa, e
spesso i bandi regionali o i bandi comunali non riescono a far
fronte a questa problematica. Quindi, proprio in questo articolo, a
mio avviso, dovrebbe essere inserita questa categoria; non sono
persone che sono evasori, ma sono persone che si trovano in
profonda difficoltà per problemi lavorativi e quant'altro. Quindi,
secondo me, è indispensabile che in questo articolo venga fatta una
modifica e siano inserite anche le persone che hanno perso la prima
casa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
CAMPO. Facciamo un subemendamento
PRESIDENTE. La Commissione condivide questa riflessione? Allora,
eventualmente, dovrebbe presentarlo lei o il Governo.
CAMPO. Signor Presidente, allora, consultandomi con gli Uffici,
non siamo riusciti ad inserire questo emendamento all'articolo 2,
perché di fatto non si tratta di ampliare il plafond delle persone
che possono avere l'agevolazione per l'assegnazione di alloggi
sociali, ma è uno sgravio fiscale che va più a vantaggio degli IACP
piuttosto che dei comuni, ecco.
Quindi, ripeto quello che avevo detto prima: è un aiuto abbastanza
debole, seppure è qualcosa, per tutte le categorie svantaggiate a
cui, appunto, mi piacerebbe poi aggiungere questa, di tutte quelle
persone che perdono la prima casa a seguito di pignoramento.
Quindi, al di là che la norma non dà poi quell'aiuto sperato, mi
riservo di presentare la questione in Commissione per
approfondirla.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:
Art. 3
Interventi di sostegno alle politiche abitative
1. Ai sensi dell'articolo 31, comma 5, del decreto del Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, i Comuni della Regione
siciliana adottano, entro il 31 marzo di ogni anno, una delibera
del Consiglio comunale con cui individuano gli immobili abusivi
acquisiti al patrimonio comunale ai sensi della normativa vigente e
suscettibili di alienazione nel rispetto delle disposizioni
nazionali e regionali in materia di edilizia.
2. Entro il 30 giugno, i Comuni approvano un regolamento per la
gestione e l'alienazione degli immobili acquisiti per abuso
edilizio, che stabilisce criteri oggettivi per la vendita, le
modalità di alienazione e la destinazione degli eventuali proventi,
garantendo la massima trasparenza e pubblicità dell'operazione.
3. I Comuni destinano prioritariamente i proventi delle
alienazioni a un fondo rotativo per la riqualificazione del
patrimonio immobiliare o a interventi di edilizia sociale,
garantendo il reinvestimento delle risorse nella rigenerazione
urbana e nel contrasto al disagio abitativo .
Si passa all'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole Sunseri ed
altri. Mantenuto o ritirato?
SUNSERI. Mantenuto.
PRESIDENTE. Chiedo al Presidente della Commissione il parere
sull'emendamento 3.3.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Scusi, può
relazionare il presentatore sull'emendamento, per favore?
PRESIDENTE. Chiediamo all'onorevole Sunseri di poterlo illustrare.
SUNSERI. Semplicemente modifica, come può ben leggere
dall'emendamento, i riferimenti normativi a cui si fa riferimento
nel disegno di legge. Quindi, è un emendamento meramente tecnico
che non modifica in alcun modo il testo.
PRESIDENTE. Confermano dagli Uffici.
Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE... Frattanto, c'è da registrare all'articolo 2 del
disegno di legge appena votato, il voto contrario da parte
dell'onorevole La Vardera.
Si riprende l'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole Sunseri. Il
parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.1, a firma dell'onorevole
Sunseri. Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sostanzialmente,
Presidente, cambiamo la parola "il 30 giugno" con "90 giorni
dall'entrata in vigore della norma", a mio modo di vedere, su
questo aspetto, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Si rimette all'Aula. Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, con il parere favorevole del
Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.2, a firma dell'onorevole
Sunseri e De Luca.
E' mantenuto o ritirato, onorevole Sunseri?
SUNSERI. E' mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Adesso votiamo l'articolo 3.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Mi dispiace dovere evidenziare, Presidente, onorevoli
colleghi, Governo, che l'articolo 3 riguardante il comma 1 - io
vorrei che i colleghi fossero attenti - praticamente dà la
possibilità e la responsabilità ai comuni che hanno acquisito degli
immobili, faccio un esempio anche in zone tutelate o in zone entro
150 metri, di fare dei regolamenti e alienarli verso altri.
Credo che questo abbia elementi di incostituzionalità - e non solo
- mette i consigli comunali, i sindaci, in condizioni proprio di
essere oggetto, non solo da parte dei cittadini che naturalmente
hanno avuto il bene acquisito ma anche delle varie Procure
Quindi, io penso che questo articolo non possa essere votato, in
maniera molto chiara
Dobbiamo avere anche dei limiti come Parlamento rispetto a quello
che deliberiamo, altrimenti restiamo sempre lì ad essere oggetto di
situazioni che sicuramente non sono situazioni confacenti al nostro
consesso.
Lo dico da sindaco ma lo dico anche rispetto a tanti altri sindaci
che sono presenti in Aula.
Questo emendamento è incostituzionale e presenta non solo limiti
di costituzionalità ma crea grossi problemi agli enti locali.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Presidente, probabilmente l'onorevole Laccoto non ha
letto con molta attenzione l'articolo.
E' scritto proprio nel comma 1 che i beni alienabili sono proprio
quelli previsti dalla normativa nazionale.
Chiaramente, i beni che ricadono entro 150 metri o all'interno di
riserve o quant'altro non possono essere alienabili e, quindi,
evidentemente non ricadono in questa fattispecie.
Mi pare abbastanza palese che sia così.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. L'onorevole
Laccoto ha espresso le perplessità che erano nate in Commissione -
e che già erano state affrontate - motivo per cui non si era
scritto chiaramente che le parti che non si potevano alienare,
perché non erano o autorizzate o vincolate, non potevano entrare
nel contesto di alienazione da parte dei municipi: poi abbiamo
scoperto che lo prevedeva la legge citata e non è stato
espressamente, quindi, indicato.
E' stato più volte discusso in Commissione.
PRESIDENTE. Corretto.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Nella norma nazionale non esiste la legge dei
centocinquanta metri, è una legge della Regione siciliana e,
quindi, noi dobbiamo specificarlo molto bene.
CARTA, presidente e relatore della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente e relatore della Commissione. Onorevole, a
chiarimento: per quanto mi riguarda, si può anche specificare, non
ho nulla in contrario. Tuttavia, sarebbe addirittura peggiorativo,
perché la legge nazionale prevede un limite di trecento metri;
quindi, nemmeno le aree oltre i centocinquanta metri possono essere
alienate.
Vorrei aggiungere - se può essere utile per chiudere la questione,
onorevole Laccoto - che la legge nazionale, rispettando i vincoli
imposti, non consente l'alienazione nemmeno di quelle aree poste a
299 metri Pertanto, se riteniamo opportuno scriverlo, proprio in
ragione dell'esistenza di una legge nazionale, io sono disponibile:
venga al tavolo della Commissione e predisponiamo un emendamento.
Chiedo al Presidente di avere un attimo di pazienza.
PRESIDENTE. Se volete presentare un emendamento a maggiore
chiarimento che ben venga. Il tema è che se fosse previsto nella
norma non ci sarebbe il motivo di scriverlo
SUNSERI. Ma non c'è motivo di scriverlo
PRESIDENTE. Non era più semplice controllare la norma nazionale?
Va bene. Lo deposita per favore?
Colleghi, per provare a dare un senso alle cose ed evitare di
scrivere qualcosa che potrebbe già essere stata prevista e fare
qualcosa di inutile, la cosa, probabilmente più opportuna da fare,
è confrontarci con gli Uffici, rimandare questo voto dell'articolo
3 a domani, insieme agli altri disegni di legge, anziché scrivere
qualcosa che magari non è opportuno proviamo a fare qualcosa di
più sensato.
C'è anche un emendamento che aveva annunciato il Governo, se lo
vuole illustrare nel frattempo oppure lo facciamo domani, come
preferisce.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Possiamo
lavorarci domani.
Ai sensi dell'Art. 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto di intervenire
l'onorevole Marchetta ai sensi all'articolo 83, e poi l'onorevole
De Luca.
Chiedo frattanto all'onorevole Lantieri di sostituirmi, per
favore.
Domani tratteremo quest'ultimo articolo e poi il ddl sulla sanità
e, infine, la discussione generale sugli enti locali.
Presidenza della Vicepresidente LANTIERI
MARCHETTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Alla
luce dei gravi fatti di cronaca che continuano a contraddistinguere
il nostro territorio e che coinvolgono ragazzi sempre più giovani,
spesso con episodi legati alla vita scolastica, voglio rivolgermi
alla sensibilità di questa Assemblea affinché si possa trattare un
argomento sensibile e fondamentale che riguarda le unità
pedagogiche e scolastiche.
Ho presentato un disegno di legge, n. 316 "Unità di pedagogia
scolastica per lo sviluppo della comunità educante e per la
promozione del diritto all'educazione, all'istruzione nella Regione
Sicilia", già in data 8 marzo 2023. Il DDL è stato licenziato dalla
V Commissione Cultura formazione e lavoro il 3 marzo del 2024 ed
ha ottenuto approvazione anche durante l'audizione in Commissione
Bilancio per lo stanziamento dei fondi necessari. Dopo di ciò ho
inviato una nota ufficiale al Presidente ed a tutti i Capigruppo
affinché si calendarizzasse questo DDL ma, ancora oggi, voglio
esortare chi di dovere a portare in discussione un tema che sta
diventando socialmente rilevante ed è fondamentale per i nostri
giovani.
Ancora oggi assistiamo ad episodi di cronaca incresciosi: dalla
ragazzina che accoltella il compagno di scuola per futili motivi,
agli ultimi episodi di Monreale, dagli episodi di bullismo e quelli
di razzismo sempre più frequenti nelle nostre scuole siciliane e
che necessitano un pronto intervento delle istituzioni. I ragazzi
vanno educati e per far ciò servono i professionisti
dell'educazione.
Deve nascere questa comunità educante che possa indirizzare al
meglio i nostri ragazzi.
Il DDL che ho presentato nel 2023 è di fondamentale importanza,
sia sotto l'aspetto sociale che quello umano. Tale provvedimento
rappresenta un passo fondamentale per rafforzare il sistema
educativo regionale
(Brusìo)
PRESIDENTE. Colleghi, sta completando la vostra collega, un po'di
silenzio
MARCHETTA. Promuovendo l'inclusione, la qualità della formazione e
il pieno sviluppo delle potenzialità degli studenti, attraverso
l'istituzione di figure pedagogiche specializzate all'interno delle
scuole.
Considerata la rilevanza sociale e culturale del DDL e
l'importanza di garantire tempestivamente il diritto
all'educazione, all'istruzione nella nostra regione, sollecito un
rapido iter parlamentare per l'approvazione del testo.
Confido, ancora una volta, nella sensibilità e nella
responsabilità di tutta l'Assemblea, lo dobbiamo ai giovani, alle
famiglie e alla società che richiedono sempre di più interventi
legislativi mirati per far sì che le istituzioni arrivino a
garantire una maggiore educazione e un diffuso rispetto sociale.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori.
Rivolgo un appello importante in questo momento. Dopo le parole del
collega, onorevole Burtone, che riguarda l'operato...presidente,
onorevole Laccoto
PRESIDENTE. Colleghi, un attimo L'onorevole Gilistro deve
completare di parlare
GILISTRO. Se mi lasciate completare Stavo dicendo, intanto grazie
per la parola, Presidente, siamo in un momento direi di emergenza
non più di urgenza sociale ma di emergenza
Sulla scia di quello che ha dichiarato l'onorevole Burtone, qui
presente, su quello che è stato l'operato del Papa, del Pontefice
Papa Francesco, che ha dichiarato tantissime volte questa frase che
mi ha sempre toccato "chi fa del male a un bambino, fa male al
mondo intero ".
Il problema, caro Presidente, cari colleghi, non è chi fa male a
un bambino fa male al mondo, il problema è che adesso stiamo
assistendo a qualche cosa che va oltre questa frase Ci sono
bambini che fanno male agli altri bambini e questo è il problema
serio che dovremo affrontare nei prossimi anni. In questo momento,
i nostri ragazzi, che vanno per strada, che vanno a socializzare,
non sono più al sicuro I nostri ragazzi non sono più al sicuro e
qui non è il problema dell'appoggio della famiglia, l'appoggio
dell'Assessorato dell'istruzione, qui dobbiamo essere e dobbiamo
istituire, con urgenza Presidente - con urgenza - un tavolo
tecnico per studiare il fenomeno, perché questo fenomeno è talmente
grave ed esponenziale che non ci permette di andare oltre che
all'emergenza. Dobbiamo trovare quali sono le modalità per cercare
di arginare questo fenomeno che sta diventando qualcosa di
estremamente serio e importante, non possiamo pensare che il futuro
dei nostri ragazzi o delle nostre nuove generazioni possa avvenire
con le scorte delle camionette della Polizia o dei Carabinieri
Ho parlato con gli Assessori già più volte, ho chiesto un tavolo
condiviso con l'Assessorato della famiglia, per parlare di
genitorialità, che è questa la prima cosa più importante,
educazione genitoriale, parlare con l'Assessorato dell'istruzione,
affinché la scuola non lasci soltanto il suo compito di scuola
istruttiva ma anche di scuola educativa La scuola non può essere
solo istruzione, la scuola deve essere anche e soprattutto
educazione, rispetto degli altri
Ho proposto questo tavolo, questo protocollo d'intesa fra
Assessorato all'istruzione, Assessorato alla famiglia, Assessorato
alla sanità e un'altra importante categoria, quella dei pediatri. A
questo tavolo dobbiamo introdurre le associazioni nazionali, le
categorie nazionali dei pediatri, le associazioni nazionali dei
pediatri, perché nei primi mille giorni, prima ancora della scuola,
i genitori possano ricevere un'educazione genitoriale dai pediatri
che sono le uniche figure che arrivano prima di chiunque altro al
genitore durante questa crescita importante.
Presidente, concludo in questo momento con un'azione forte,
fortissima, non possiamo più perdere vite umane, ragazzi che
ammazzano altri ragazzi, perché ciò significa un fallimento non
della politica ma della società, quindi mi auguro che questo
Governo si impegni fortemente ad arginare questi fenomeni con tutti
i mezzi possibili e immaginabili, solo così potremo dire che avremo
fatto qualcosa di più.
CRACOLICI. Di che stiamo parlando?
PRESIDENTE. Di quanto è accaduto a Monreale.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie Presidente. A me dispiace fare questo
intervento, però mi corre l'obbligo. Mi corre l'obbligo,
Presidente, perché oggi è il 6 maggio e per questo, proprio oggi o
comunque per questa settimana, ci aspettavamo di vedere il
presidente Schifani presentarsi davanti al Parlamento per la seduta
sulla sanità. Una seduta che richiede la presenza del presidente
Schifani direttamente e non quella dell'assessore Faraoni, che
invece si è insediata da poco, perché la scelta di nominare, così
come di sospendere, eventualmente di revocare, il manager dell'ASP
di Trapani è stata una scelta del presidente Schifani nominarlo, ed
è una scelta del presidente Schifani sospenderlo come sarà una
scelta del Presidente Schifani revocarlo
La scelta di sottoscrivere una convenzione capestro con il San
Donato, per la cardiochirurgia pediatrica di Palermo, è stata una
scelta del presidente Schifani poiché è stata fatta quando ancora
l'assessore Volo non era stato nominato. Perché la scelta di
continuare di deroga in deroga, l'ultima - stando a quello che ha
scritto il Ministro della Salute, con cui ha interloquito di
persona il presidente Schifani - che scadrà adesso, il 30 giugno,
con la cardiochirurgia pediatrica di Taormina, che ancora non ho
avuto risposte, è una scelta politica del presidente Schifani
Così come la scelta di non nominare, ancora, il Direttore generale
dell'Asp di Palermo, in sostituzione dell'assessore Faraoni, è una
scelta del presidente Schifani
E così anche la situazione tragica, se fosse finta sarebbe comica
ma nella realtà purtroppo è tragica, in cui versano i Pronto
soccorso siciliani, che sono stati oggetto di un'ispezione da parte
di una task force nominata dall'Assessorato, e che è tenuta
nascosta. E' tenuta nascosta alla Commissione sanità, è tenuta
nascosta all'Aula, è tenuta nascosta a tutti, perché nessuno deve
sapere in quali condizioni pietose, strutturalmente e a livello di
personale, versano i Pronto soccorso siciliani
E queste non sono risposte che possono essere delegate a un
Assessore, ma devono essere offerte dal titolare di queste deleghe
che poi le conferisca alla Volo, alla Faraoni, a chi vuole lui ma
è lui che deve rispondere
Presidente, a me dispiace perché il Governo aveva lasciato
intendere... il Presidente aveva lasciato intendere che avesse dato
disponibilità, l'ultima settimana di aprile o la prima di maggio, a
venire in Aula e a confrontarsi, con la sua maggioranza e con
l'opposizione, ma soprattutto per dovere di trasparenza nei
confronti dei cittadini siciliani, e invece non solo non è venuto,
ma in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, poc'anzi,
mi è stato riferito dall'assessore Aricò che, eventualmente,
verrebbe la Faraoni, quando noi abbiamo richiesto la presenza del
presidente Schifani che è il titolare delle deleghe e che è
responsabile della situazione che c'è Perché se chi ha gestito
l'Assessorato, sino ad oggi, non è riuscito a risolvere i problemi
che, anzi si sono acuiti, non è che ne può rispondere il delegato
Ne risponde chi delega, ne risponde chi si è presentato ai
cittadini con un programma elettorale. Non l'assessore tecnico, ne
risponde il Presidente che ha la responsabilità politica della sua
Giunta, dei manager che nomina e della sua maggioranza che li
propone. Perché così è
Presidente, a me dispiace ma io non smetterò. Continuerò ad
intervenire in ogni seduta, continuerò a fare tutto quello che mi è
consentito fare da opposizione, continuerò a ripeterlo in ogni
Capigruppo , farò un comunicato stampa a settimana Prima poi mi
metterò sotto Palazzo d'Orleans, ma deve venire a riferire il
Presidente Schifani perché non ci si può nascondere quando abbiamo
davanti un disastro come quello che vive oggi la sanità siciliana.
Presidente, oggi c'erano i titolari degli studi radiodiagnostici
per venire a conoscenza di quale budget potranno contare. Per
legge, i budget dovrebbero essere comunicati entro febbraio. E'
finito aprile, hanno esaurito già i budget, e la gente ha bisogno
di fare le analisi, le analisi del sangue, le radiografie, hanno
bisogno di farle in regime di esenzione E invece non riescono più
a farle, perché il sistema si è rotto
Se ci sono delle soluzioni, se questo Governo ha qualche proposta
da portare avanti onde evitare lo sfascio definitivo, il Presidente
della Regione - che è quello che parla con i Ministri, che è quello
che parla col capo del Governo nazionale - dovrebbe venire in Aula
a dirci se ha una mezza idea di cosa fare, di come farlo e di
quando farlo Perché, nel frattempo, la gente non ha più fiducia né
in lui e nella sanità siciliana Nel frattempo, la gente va al
Pronto soccorso e non trova risposte, continuamente Le ambulanze
non arrivano, e quando arrivano sono senza il medico ed è un
problema che viene in faccia a tutti E c'è solo una persona che
non ha il coraggio di venire qui a parlarne, o che quanto meno
finora non l'ha fatto, ed è il Presidente Schifani e questo non è
giustificabile Questo Parlamento non lo può giustificare
E allora la prego, Presidente Lantieri, anche lei si faccia
portavoce nei confronti del Presidente Schifani, affinché venga
Non è necessariamente un atto d'accusa, ognuno dirà quello che
ritiene opportuno dire; però, evitare il confronto, evitare il
dibattito parlamentare, questa è la più grave forma di contrasto
alla democrazia che un Presidente della Regione eletto possa
perpetrare
Questo è il Parlamento, quella poltrona spetta al Presidente
Schifani ed è sempre vuota in un momento in cui c'è una richiesta
precisa.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei porta sempre avanti un
argomento importantissimo. Ma, come ha detto lei, il presidente
Schifani si occupa direttamente delle problematiche della sanità,
anche se da poco c'è un altro Assessore, la Faraoni, per questo
sicuramente non avrà avuto il tempo di intervenire in Aula. Anche
perché lei sa benissimo che il Presidente Schifani ha un rapporto
particolare con i Ministeri a Roma e sta risolvendo tantissime
problematiche; non ha nessun motivo di nascondere quello che sta
facendo e io penso che, appena avrà la possibilità, verrà in Aula
con piacere a riferire quello che sta facendo per cercare di
risolvere quelli che sono i moltissimi problemi.
È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
approfitto della presenza dell'assessore Aricò per segnalare una
questione che mi è stata sottoposta in questi giorni, ovvero i
disagi che si vengono a creare con l'autobus Etna Trasporti nella
tratta Ragusa-Catania. Gli autobus non arrivano in orario. Ricordo
che nella nostra zona, in particolare nel ragusano, ci spostiamo
obbligatoriamente a Catania per motivi di studio, di lavoro e di
salute quotidianamente e si sono creati disagi che sono stati
segnalati dai pendolari con svariate e svariate denunce e lettere e
richieste. Gli autobus non arrivano in orario, si fermano,
ripartono anche tardi; molte volte non segnalano neanche la
partenza e quindi i pendolari sono costretti a noleggiare l'NCC.
Insomma, fra l'altro, autobus fatiscenti, vecchi, sporchi
La Regione siciliana, lo ricordo, dà un contributo a questi
autobus privati - anche un contributo abbastanza importante -
quindi dovrebbe vigilare. Per questo motivo io sto preparando
un'interrogazione, ma chiederò anche un'audizione, Assessore,
affinché si possa risolvere tale questione, perché chiaramente il
collegamento tra Ragusa e Catania è una di quelle tratte redditizie
fondamentali, che è utilizzata tantissimo.
Fra l'altro, tutti questi pendolari che si spostano con i mezzi,
svolgono anche in maniera indiretta un servizio per la nostra
comunità, perché chiaramente meno auto significano minori
possibilità di incidenti, meno inquinamento E quindi è giusto che
il diritto alla mobilità e che i servizi e i trasporti funzionino
bene e correttamente Non possiamo accettare che un'azienda
sovvenzionata dalla Regione svolga il servizio malamente, sfrutti
gli stessi autisti con dei nastri lavorativi pesantissimi, mettendo
a rischio anche l'incolumità delle persone; perché se un autobus
parte alle 5 del mattino, arriva a Catania, sta fermo qualche ora
con l'autista che chiaramente sta là, in giro, senza fare niente e
poi rientra in serata a Ragusa, è un nastro lavorativo lunghissimo,
che crea anche un disagio al lavoratore stesso. Quindi è una
questione da attenzionare sotto tanti punti di vista, sia per il
disagio ai fruitori del servizio, che gli stessi autisti, sia per
la pubblica incolumità.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, proprio ieri ho letto una nota emanata
dal Governo regionale sulla necessità di un impegno nuovo per
affrontare la possibilità di una nuova stagione di siccità in
Sicilia.
Io convengo sul fatto che dopo anni di siccità abbiamo avuto
qualche periodo con piogge, però ampiamente insufficienti e,
quindi, questa discussione avviata ora mi pare necessaria; non
opportuna perché avremmo dovuto fare prima una discussione su
questo tema, considerato che nell'ultima stagione estiva ci sono
state questioni veramente pesanti nel campo agricolo e zootecnico,
abbiamo visto come gli operatori zootecnici hanno dovuto macellare
tanti capi di bestiame per evitare che morissero di sete, abbiamo
avuto la percezione di un netto calo di produzione, di alcune
produzioni importanti per le nostre comunità, perché non c'è stata
la possibilità di una irrigazione sufficiente.
Alcuni interventi sono stati approntati già nella scorsa stagione
e c'era stato, però, un impegno generale da parte del Governo, a
partire dal Presidente, sull'opportunità-necessità di avviare
alcune infrastrutture: prima tra tutte le canalizzazioni.
Noi non abbiamo notizie degli interventi fatti dai consorzi di
bonifica, tra l'altro abbiamo visto pure che su alcune tematiche
che riguardano i lavoratori non mi pare che ci sia stato un
atteggiamento univoco e giusto nei confronti di tutti, invece si
sono fatte alcune scelte molto discutibili. Purtuttavia, il dato
centrale è che il sistema irriguo basato sui laghi artificiali,
sulle dighe e sulle canalizzazioni, questo sistema non è stato
messo a regime, non è stato fatto un solo passo avanti e quello che
più preoccupa è anche il dato: si era parlato di 90 milioni di euro
pronti, presenti nelle casse regionali per fare una serie di
interventi e per realizzare dissalatori - un sistema tra l'altro
anche veloce di creare un'infrastruttura capace di dare acqua
potabile per i cittadini, ma anche acqua per l'irrigazione delle
nostre produzioni - e non c'è notizia alcuna, Presidente
Noi sappiamo che forse non è stata avviata nessuna iniziativa per
i dissalatori, se n'è parlato, si chiacchiera tanto però, poi,
concretamente non è stato fatto nulla, tra l'altro a Gela c'era un
dissalatore che, con un intervento parziale di 8 milioni di euro,
avrebbe potuto riprendere la propria attività: anche su questo il
fermo
Eppure c'è un commissario nazionale, un tale Dell'Acqua, che si
dovrebbe occupare di questi temi, forse è sceso in Sicilia una sola
volta, sarà tornato per motivi turistici non certamente per
operare, eppure il Governo nazionale lo tiene ancora in carica
È cambiato il Commissario regionale per l'emergenza idrica, pare
che ora debba essere il nuovo direttore; nulla di personale però,
certamente, il tema non è quello di cambiare il commissario, il
tema è che il Governo è stato inoperoso e per quel che ci riguarda
non ci sono ora attenuanti
Quindi, vedo l'assessore Aricò che è sempre attento e presente
nelle nostre sedute e io lo ringrazio, faccia in modo che il
Governo si muova, Assessore, perché oggi non ci sarebbero più alibi
perché è passato un anno, proprio in questo periodo abbiamo parlato
della preoccupazione che si determinasse, l'anno scorso, un periodo
di siccità; purtroppo, da quello che abbiamo appreso proprio dal
Governo, pare che soprattutto nella Sicilia occidentale ci debbano
essere problemi ancora significativi: temo che questi problemi ci
potrebbero essere anche in Sicilia orientale e la questione è di
natura ambientale ma è anche, soprattutto, di natura produttiva,
perché i nostri agricoltori, in particolare io parlo
dell'agrumicultura alla quale siamo interessati come territorio,
hanno avuto forti penalizzazioni e temiamo che possano continuare
ad avere difficoltà che inciderebbero sicuramente nella vita delle
nostre comunità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo perché la giornata di oggi, il 6 maggio, è una giornata
parecchio dolorosa per quello che è il mondo del lavoro italiano e
siciliano.
Giusto l'anno scorso, il 6 maggio del 2024 purtroppo accadeva la
strage di Casteldaccia in cui morirono cinque operai: Raneri
Roberto, Giuseppe La Barbera, Ignazio Giordano, Giuseppe Miraglia
ed Epifanio Alsazia. Una strage che doveva essere evitata, nella
quale - ecco - ancora non si è fatta luce, c'è un'apposita
Commissione di inchiesta per capire che cosa è successo in quella
tragica giornata in cui uno appresso all'altro, sono morti questi
cinque operai, ognuno nel tentativo di mettere in salvo i propri
compagni di lavoro.
Io credo che questa sia una giornata significativa e proprio nel
segno di come questa giornata è stata significativa per la Sicilia
e per il mondo del lavoro, il primo maggio del 2025 ha visto la
protagonista, la Sicilia, sui temi appunto delle problematiche
legate al mondo del lavoro, delle tematiche relative alla salute e
sicurezza dei lavoratori. Abbiamo avuto due importanti ed imponenti
manifestazioni, una a Casteldaccia dove CGIL, CISL e UIL si sono
confrontate sulle misure da mettere in campo per portare avanti,
appunto, misure che siano nelle condizioni di salvaguardare al
meglio le condizioni e la messa in sicurezza dei lavoratori, a
tutti i livelli, come la canonica e ormai tradizionale iniziativa
a Portella della Ginestra.
Io credo che i dati del bollettino, un bollettino di guerra, che
commentiamo oramai quasi giornalmente rispetto a quelli che sono i
morti sul lavoro, sono assolutamente impietosi. Nel 2024 sono stati
oltre mille i morti sul lavoro, è assolutamente inaccettabile che
un uomo o una donna, lavoratori e lavoratrici, vadano sul luogo di
lavoro e che non tornino più perché, appunto, perdono la vita o
perché ci siano incidenti mortali che poi ne pregiudicano la
possibilità nella propria vita quotidiana, in quelli che sono i
rapporti e gli affetti di ognuno di noi.
Allora, io ritengo che questa giornata del 6 maggio, che è una
giornata significativa, oggi ci sono state tante iniziative portate
avanti dalle organizzazioni sindacali proprio per rinnovare la
memoria, deve essere anche un monito per questo Parlamento. La
Regione siciliana deve fare di più da questo punto di vista,
Presidente, devono fare di più le Asp sulle attività di prevenzione
e sulle attività di monitoraggio, sulle attività di controllo, deve
fare di più l'Assessorato alla famiglia attraverso gli ispettori
del lavoro, che sono sempre ancora troppo pochi, qualcosa si è
fatto con la convenzione, con l'Ispettorato nazionale del lavoro,
ma ancora sono pochi gli ispettori del lavoro e non servono
solamente per fare i controlli ma servono, principalmente, per fare
quella prevenzione che serve a evitare proprio che ci possano
essere ulteriori morti sul lavoro, come nel rispetto dei contratti
collettivi nazionali, evitare il dumping contrattuale, oppure
ancora eliminare la piaga del lavoro nero che ancora è esistente in
Sicilia.
E, allora, questo Parlamento si deve determinare Noi porteremo
avanti delle iniziative concrete anche sul tema dei subappalti e
delle garanzie che vengono negate ai lavoratori appunto di questa
di questa categoria. E come Partito Democratico abbiamo presentato
una nostra proposta normativa, proprio per elevare il livello
dell'attenzione sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
Io ritengo che sia essenziale che il 6 maggio diventi per tutti i
livelli istituzionali di questa Regione, per tutto il mondo del
lavoro, un momento di raccoglimento, motivo per il quale annuncio
di avere presentato - insieme ai colleghi del Partito Democratico -
un disegno di legge sull'introduzione in Sicilia della giornata in
memoria delle vittime di coloro che hanno perso la vita andando a
lavorare affinché si porti avanti una concreta azione di
sensibilizzazione su quello che è un tema così centrale del mondo
del lavoro e che per noi è una priorità.
PRESIDENTE. Mi dispiace che non c'è l'assessore Albano perché,
come diceva lei onorevole, bisogna istituire un tavolo regionale
dove bisogna pensare principalmente alla prevenzione, perché ha
detto bene lei, sulla convenzione con gli ispettori del lavoro,
però a volte gli ispettori del lavoro - tra parentesi i miei
colleghi - vanno un po' oltre, perciò bisogna dire che bisogna
prevenire prima di curare.
Penso, quindi, che sia utile e dobbiamo dirlo all'Assessore, non
so perché è andata via, di fare un tavolo tecnico su questo, il che
diventa importantissimo anche per ricordare questa giornata.
Assessore Aricò, ha chiesto di parlare?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, soltanto per dei chiarimenti rispetto all'impegno
assunto qualche settimana fa in Conferenza Capigruppo sulla
presenza del Governo già dai primi di maggio per parlare della
salute dei cittadini e della salute dei siciliani. E proprio per
questo l'assessore Faraoni sarà domani in Aula e non escludo
neanche altre presenze dei membri e del Governo, quindi soltanto
per ribadire che c'era un impegno da parte del Governo che ha
manifestato durante la Conferenza dei Capigruppo che il Governo
sarebbe stato presente.
Dopo di che voglio ricordare, e mi dispiace che non ci sia
l'onorevole De Luca dopo il suo intervento, che gli assessori non
sono delegati, ma sono preposti con deleghe previste per legge.
Non siamo delegati, ma siamo preposti al ruolo assessoriale
Per quanto riguarda invece i collegamenti della tratta Ragusa-
Catania, volevo riferire all'Aula e all'onorevole Campo rispetto a
quanto segnalato negli scorsi minuti, che dal primo luglio scatterà
il collegamento extraurbano dei nuovi quattro consorzi che
gestiranno appunto il trasporto extraurbano, ma prima del primo
luglio, già da oggi pomeriggio, verificheremo quanto riportato in
Aula dall'onorevole Campo.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Auteri ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, l'Aula è rinviata a domani, mercoledì 7 maggio
2025, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 17.17 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
176a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 7 maggio 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme in materia di sanità (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
(Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) Disposizioni varie in materia di politiche abitative (n. 738
Stralcio IV Comm quater/A) (Seguito)
Relatore: on. Carta
3) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
4) Norme riguardanti gli enti locali" (n. 738 Stralcio/I COMM
ter/A)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella