Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 175 di martedì 06 maggio 2025
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                  La seduta è aperta alle ore 15.34.

   PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali delle sedute numero 173
  del  29  aprile 2025 e numero 174 del 30 aprile 2025 sono  posti  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  e si considerano approvati, in assenza di osservazioni  in
  contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   alla seduta d'Aula

   Comunicazione relativa alla partecipazione di Assessori regionali
                          alla seduta d'Aula

   PRESIDENTE.   Comunico   che   con   note   pec,   rispettivamente
  protocollate  ai  nn.  14053-DIG/2025 del  6  maggio  2025,  14056-
  DIG/2025  del  6  maggio 2025 e 14027-DIG/2025 del 6  maggio  2025,
  l'Assessore  per  la  salute, l'Assessore  per  l'istruzione  e  la
  formazione  professionale e l'Assessore per le attività  produttive
  hanno  rappresentato la propria impossibilità  a  partecipare  agli
  odierni   lavori  d'Aula  a  causa  di  improcrastinabili   impegni
  istituzionali.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Pertanto,  in funzione anche di queste comunicazioni che  ci  sono
  giunte  dagli Assessori, convoco una Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari per decidere la trattazione dei punti di oggi.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.36, è ripresa alle ore 15.59)

   La seduta è ripresa.

   parlamentari

       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Allora,  colleghi,  così  come  deciso   durante   la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, nella  giornata
  di  oggi,  tratteremo il disegno di legge relativo  alle  politiche
  abitative,  mentre per la giornata di domani, visto  e  considerato
  che   l'assessore  Faraoni  ha  dato  disponibilità   per   domani,
  completeremo  il  disegno  di  legge n.738   Norme  in  materia  di
  sanità .
   Oltre  a questo disegno di legge, c'è la discussione generale  per
  quanto concerne il disegno di legge in tema di enti locali.
   Iscriveremo  all'ordine  del giorno anche  altri  due  disegni  di
  legge,  che  riguardano l'istituzione della Giornata nazionale  per
  l'antiracket e la denominazione del Comune di Tripi.
   Inoltre,  rispetto al disegno di legge n. 993 "Variazioni  urgenti
  al  bilancio  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2025",
  abbiamo deciso il calendario insieme ed entro venerdì 9 maggio 2025
  si dovranno concludere...
   Colleghi, non ho ancora neanche finito di parlare. Onorevole Pace,
  stiamo  leggendo il calendario dei lavori, perché poi, molte volte,
  qualcuno  non  sa  neanche  quello che  stiamo  facendo.  Onorevole
  Figuccia
   Entro  venerdì 9 maggio 2025, bisogna concludere l'esame da  parte
  della  Commissione di merito; entro venerdì 16 maggio 2025, l'esame
  della  Commissione  Bilancio; giorno 20  maggio  2025,  iscriveremo
  all'ordine del giorno il disegno di legge e fisso il termine per la
  presentazione degli emendamenti a giovedì 22 maggio 2025, alle  ore
  18.00; il disegno di legge sarà trattato in Aula nella giornata  di
  martedì 27 maggio 2025.


  Discussione del disegno di legge  Disposizioni varie in materia di
                         politiche abitative
                  (n. 738 Stralcio IV Comm quater/A)

   PRESIDENTE.  Andiamo avanti con il disegno di legge   Disposizioni
  varie  in materia di politiche abitative  (n. 738 Stralcio IV  Comm
  quater/A).
   Chiedo  al Presidente della IV Commissione, l'onorevole Carta,  di
  prendere posto al banco delle Commissioni.


                     In ricordo di Papa Francesco

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente, io intervengo  perché  doverosamente
  ritengo,   personalmente,  ma  anche  a   nome   del   mio   Gruppo
  parlamentare,  di  rivolgere il pensiero ad un Papa  scomparso  nei
  giorni scorsi. Questa è la prima seduta d'Aula che facciamo con una
  presenza   di   colleghi,  quindi  desidero  esprimere   pochissime
  considerazioni.
   Io  non mi voglio piegare a strumentalizzazioni, però un Papa  che
  ha  avuto  un plebiscito da parte dei cittadini come riconoscimento
  di  una  presenza  straordinaria nella comunità mondiale,  non  può
  essere non ricordato in questo nostro Parlamento. E' un Papa che ha
  toccato profondamente il cuore, non soltanto dei credenti, ma anche
  di  tanti  non  credenti, e noi lo vogliamo ricordare  innanzitutto
  perché  è uscito fuori dalle mura, è riuscito ad evangelizzare,  ma
  anche  a pensare alla promozione umana e, per quel che riguarda  la
  Sicilia,  ha spesso messo l'accento sui più deboli, su  quelli  che
  sono in difficoltà, su chi ha bisogno del sostegno, dell'aiuto.
   E'  un  Papa  che è andato a Lampedusa per parlare,  per  chiedere
  l'aiuto nei confronti degli ultimi, dei disperati, di chi lascia il
  proprio  Paese  per  motivi di guerra, di persecuzione  ed  infine,
  Presidente,  noi lo vogliamo ricordare perché è stato un  Pontefice
  che  ha  surrogato  l'assenza delle Istituzioni internazionali.  Le
  guerre  nel nostro mondo contemporaneo iniziano e non finiscono,  e
  non abbiamo avuto autorevoli...

   PRESIDENTE. Colleghi, scusate, l'intervento dell'onorevole Burtone
  ha  dei  connotati  assolutamente  differenti  che  credo  meritino
  attenzione  da  parte di tutti. Prego i colleghi che  non  vogliono
  stare  qui  ad  ascoltare  possono anche uscire, non è obbligatorio
  rimanere qui dentro.

   BURTONE. La ringrazio, Presidente. Vado alla conclusione. Mi  sono
  soffermato  su questi aspetti della dottrina sociale  espressa  dal
  Papa,  e che ha avuto come riferimento centrale il tema della  pace
  di  fronte  all'indifferenza e alla insufficienza, da  parte  delle
  Istituzioni  internazionali.  Ecco perché  mancherà  alla  comunità
  mondiale.
   L'auspicio  che noi possiamo fare è che la Chiesa possa continuare
  lungo  un solco, ma soprattutto rispetto alle difficoltà, che  vive
  in  questa fase storica tutta la comunità mondiale, non trascurando
  quello  che  è  stato l'elemento centrale del pontificato  di  Papa
  Francesco: cercare sempre e comunque la Pace

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone, per il suo intervento.

   Monreale

     Sui fatti di cronaca nera recentemente avvenuti nel Comune di
                               Monreale

   PRESIDENTE.  Mi  sento di aggiungere, rispetto  a  quello  che  ha
  detto,  anche  di  voler rivolgere un pensiero ai  fatti  accaduti,
  purtroppo, a Monreale. Una tragedia, nella tragedia  Un evento che,
  forse,  dovrebbe veramente fare riflettere tutto il Parlamento,  le
  Istituzioni.   Probabilmente,  bisogna  intervenire   in   maniera,
  assolutamente,   tempestiva.  Quello  che  è  accaduto   non   può,
  certamente, non far sì che questo Parlamento non si possa esprimere
  in un'azione concreta che deve fare.
   La  Fondazione Federico II cerca, quotidianamente e vedo qui molti
  colleghi  che  fanno  parte del Consiglio  di  amministrazione,  di
  contrastare quella cinematografia che, purtroppo, talvolta, non  fa
  altro  che esaltare dei miti, che noi riteniamo non siano  miti  da
  seguire.
   Allora,  mi  auguro che questo Parlamento possa fare qualcosa  per
  contrastare  questo  genere  di  fenomeni  che  segnano  veramente,
  soprattutto  quelle  famiglie  che  colpe  probabilmente  ne  hanno
  veramente poche.


  Discussione del disegno di legge  Disposizioni varie in materia di
                         politiche abitative
                  (n. 738 Stralcio IV Comm quater/A)

   PRESIDENTE. Allora, chiedo al Presidente Carta di prendere  posto.
  Presidente   Carta,   Presidente  Carta.  C'è  l'assessore   Aricò.
  Perfetto.
   Io,  prima  di  cominciare la discussione sul  disegno  di  legge,
  desideravo puntualizzare che, nelle giornate del 13 e del  14,  del
  20 e del 21 maggio 2025, quest'Aula farà attività ispettiva.
   Quindi,  anche  per  dare la possibilità ai  colleghi  di  potersi
  organizzare,  le  prossime votazioni,  a  meno  che  non  ci  siano
  comunicazioni differenti, saranno nelle giornate del 27  e  del  28
  maggio  2025,  dove mi auguro che ci possa essere la partecipazione
  di tutto il Parlamento.
   Dichiaro  aperta la discussione generale del disegno di legge.  Se
  c'è qualcuno che deve intervenire. Non ci sono iscritti a parlare.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)

   PRESIDENTE. C'è l'astensione da parte del... no, no,  no,  era  il
  passaggio agli articoli, non era votazione.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                 Art. 1
  Modifiche alla legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3 in materia di
      riapertura termini per occupazione senza titolo di alloggio
                               popolare

   1. All'articolo 68 della legge regionale 3l gennaio 2024, n. 3, le
  parole  «31  marzo 2024» sono sostituite dalle seguenti «30  giugno
  2025» .

   PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti. Chiedo, pertanto,  il  parere
  della Commissione.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chiedo il parere del Governo.

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente, mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Benissimo, il Governo si rimette all'Aula.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  segreto

   PRESIDENTE. C'è richiesta di voto segreto sull'articolo 1. Vediamo
  se la richiesta di voto segreto è appoggiata o meno. Bisogna rifare
  la  procedura, quindi, credo... onorevole De Luca, levi il dito per
  favore   Vediamo se la richiesta di voto segreto è  appoggiata,  se
  non  è appoggiata neanche stavolta per me non si può procedere alla
  votazione per scrutinio segreto. La interrompa, interrompa, chiuda.
  Benissimo.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 1, con il parere favorevole della Commissione  e  con
  il Governo che si rimette all'Aula.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Un istante, c'è un problema tecnico

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione. Un istante, c'è un problema  tecnico
  con il display.

   CARTA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Siamo  in  fase  di  votazione,  non  possiamo   fare
  dichiarazioni.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti       52
   Votanti     .  43
   Maggioranza   . 22
   Favorevoli      12
   Contrari       31
   Astenuti         1

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                 Art. 2
              Disposizione in materia di alloggi sociali

   1.  Gli  alloggi di edilizia residenziale pubblica, gestiti  e  di
  proprietà   degli   Istituti  Autonomi  Case  Popolari,   sono   da
  considerare   alloggi sociali  ai sensi del decreto  del  Ministero
  delle  Infrastrutture  del 22 aprile 2008  e  godono  di  tutte  le
  agevolazioni  previste dalla vigente normativa  dal  momento  della
  loro  assegnazione  con  le  modalità  previste  dal  decreto   del
  Presidente   della  Repubblica  30  dicembre  1972,   n.   1035   e
  dall'articolo  17  della legge regionale 2 gennaio  1979,  n.  1  a
  favore di categorie sociali svantaggiate .


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cambiano ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

    n. 738 Stralcio IV Comm quater/A

      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
     Disposizioni varie in materia di politiche abitative  (n. 738
                      Stralcio IV Comm quater/A)

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore.  L'articolo  2  è
  semplicemente   il  termine  della  denominazione  dell'alloggio...
  Presidente,   se  posso  spiegare  l'articolo  2,  perché   è   una
  formalità...

   PRESIDENTE. Si, sto cercando di fare in modo... onorevole De Luca,
  si  lamenta  sempre  degli  altri   È  il  primo  chiacchierone  di
  quest'Aula  Si sieda.

   DE LUCA Antonino. Devo chiedere il voto segreto.

   PRESIDENTE. E lo chieda al momento opportuno  Ha fatto un  accordo
  con la maggioranza, onorevole De Luca Antonino.
   Prego, Presidente Carta.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. L'articolo 2,  che
  h  stato votato all'unanimità in Commissione, è la sostituzione per
  i  comuni  della denominazione da alloggio, da abitazioni di  fatto
  popolari  ad  alloggi  sociali. Di fatto, è una  denominazione  che
  permette  ai  cittadini... Presidente, non riesco a comunicare  con
  l'Aula.

   PRESIDENTE.  Lei si ricordi di questo atteggiamento da  parte  dei
  colleghi quando gli stessi interverranno. Onorevole De Luca  Ma sta
  parlando e sta entrando nel merito della questione; se la segue non
  parli

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Scusate, il cambio
  della  denominazione in "alloggi sociali" per gli immobili comunali
  che  sono  destinati alle famiglie che sono in difficoltà, permette
  alle  famiglie  e ai comuni stessi di essere denominati  come  oggi
  sono denominati gli alloggi delle case degli Istituti Autonomi Case
  Popolari.  Quindi,  in questo modo, facciamo risparmiare  l'IMU  ai
  cittadini e ai comuni stessi che non devono  autopagarsi , appunto,
  l'IMU; e c'è un problema di bilancio in tutti i comuni siciliani.
   Quindi,  questo  è  un  articolo di  chiara  riforma  sociale  nei
  confronti delle difficoltà che hanno sia i cittadini che i  comuni.
  L'eventuale bocciatura vuol dire tassare i cittadini siciliani.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CAMPO. Grazie, Presidente. Questo articolo è già qualcosa, ma  non
  abbastanza,   perché   ricordo  che  c'è   una   categoria   sempre
  dimenticata,  che sono tutte quelle persone a cui  viene  fatto  un
  pignoramento, sia della prima casa che dell'attività lavorativa,  e
  spesso  i  bandi  regionali o i bandi comunali non riescono  a  far
  fronte a questa problematica. Quindi, proprio in questo articolo, a
  mio  avviso,  dovrebbe essere inserita questa categoria;  non  sono
  persone  che  sono  evasori,  ma sono persone  che  si  trovano  in
  profonda difficoltà per problemi lavorativi e quant'altro.  Quindi,
  secondo me, è indispensabile che in questo articolo venga fatta una
  modifica e siano inserite anche le persone che hanno perso la prima
  casa.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole.

   CAMPO. Facciamo un subemendamento

   PRESIDENTE.  La Commissione condivide questa riflessione?  Allora,
  eventualmente, dovrebbe presentarlo lei o il Governo.

   CAMPO.  Signor Presidente, allora, consultandomi con  gli  Uffici,
  non  siamo riusciti ad inserire questo emendamento all'articolo  2,
  perché  di fatto non si tratta di ampliare il plafond delle persone
  che  possono  avere  l'agevolazione per l'assegnazione  di  alloggi
  sociali, ma è uno sgravio fiscale che va più a vantaggio degli IACP
  piuttosto che dei comuni, ecco.
   Quindi, ripeto quello che avevo detto prima: è un aiuto abbastanza
  debole,  seppure è qualcosa, per tutte le categorie svantaggiate  a
  cui,  appunto, mi piacerebbe poi aggiungere questa, di tutte quelle
  persone che perdono la prima casa a seguito di pignoramento.
   Quindi,  al di là che la norma non dà poi quell'aiuto sperato,  mi
  riservo   di   presentare   la   questione   in   Commissione   per
  approfondirla.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 2.  Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:

                                 Art. 3
            Interventi di sostegno alle politiche abitative

   1.  Ai sensi dell'articolo 31, comma 5, del decreto del Presidente
  della  Repubblica  6  giugno 2001, n. 380, i Comuni  della  Regione
  siciliana  adottano, entro il 31 marzo di ogni anno,  una  delibera
  del  Consiglio  comunale con cui individuano gli  immobili  abusivi
  acquisiti al patrimonio comunale ai sensi della normativa vigente e
  suscettibili   di  alienazione  nel  rispetto  delle   disposizioni
  nazionali e regionali in materia di edilizia.

   2.  Entro il 30 giugno, i Comuni approvano un regolamento  per  la
  gestione  e  l'alienazione  degli  immobili  acquisiti  per   abuso
  edilizio,  che  stabilisce criteri oggettivi  per  la  vendita,  le
  modalità di alienazione e la destinazione degli eventuali proventi,
  garantendo la massima trasparenza e pubblicità dell'operazione.

   3.   I   Comuni   destinano  prioritariamente  i  proventi   delle
  alienazioni  a  un  fondo  rotativo  per  la  riqualificazione  del
  patrimonio   immobiliare  o  a  interventi  di  edilizia   sociale,
  garantendo  il  reinvestimento delle  risorse  nella  rigenerazione
  urbana e nel contrasto al disagio abitativo .

   Si  passa  all'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole Sunseri  ed
  altri. Mantenuto o ritirato?

   SUNSERI. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Chiedo  al  Presidente della  Commissione  il  parere
  sull'emendamento 3.3.

   CARTA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Scusi,   può
  relazionare il presentatore sull'emendamento, per favore?

   PRESIDENTE. Chiediamo all'onorevole Sunseri di poterlo illustrare.

   SUNSERI.   Semplicemente   modifica,   come   può   ben    leggere
  dall'emendamento, i riferimenti normativi a cui si  fa  riferimento
  nel  disegno  di legge. Quindi, è un emendamento meramente  tecnico
  che non modifica in alcun modo il testo.

   PRESIDENTE. Confermano dagli Uffici.
   Il parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE...  Frattanto,  c'è da registrare  all'articolo  2  del
  disegno  di  legge  appena  votato,  il  voto  contrario  da  parte
  dell'onorevole La Vardera.
   Si  riprende l'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole Sunseri. Il
  parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 3.1, a firma dell'onorevole
  Sunseri. Il parere della Commissione?

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore.  Sostanzialmente,
  Presidente,  cambiamo  la  parola "il 30  giugno"  con  "90  giorni
  dall'entrata  in  vigore della norma", a mio  modo  di  vedere,  su
  questo aspetto, mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Si rimette all'Aula. Il parere del Governo?

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione, con il parere favorevole  del
  Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 3.2, a firma dell'onorevole
  Sunseri e De Luca.
   E' mantenuto o ritirato, onorevole Sunseri?

   SUNSERI. E' mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Adesso votiamo l'articolo 3.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Mi  dispiace  dovere evidenziare, Presidente,  onorevoli
  colleghi,  Governo, che l'articolo 3 riguardante il comma  1  -  io
  vorrei  che  i  colleghi  fossero  attenti  -  praticamente  dà  la
  possibilità e la responsabilità ai comuni che hanno acquisito degli
  immobili, faccio un esempio anche in zone tutelate o in zone  entro
  150 metri, di fare dei regolamenti e alienarli verso altri.
   Credo che questo abbia elementi di incostituzionalità - e non solo
  -  mette  i consigli comunali, i sindaci, in condizioni proprio  di
  essere  oggetto,  non solo da parte dei cittadini che  naturalmente
  hanno avuto il bene acquisito ma anche delle varie Procure
   Quindi,  io penso che questo articolo non possa essere votato,  in
  maniera molto chiara
   Dobbiamo avere anche dei limiti come Parlamento rispetto a  quello
  che deliberiamo, altrimenti restiamo sempre lì ad essere oggetto di
  situazioni che sicuramente non sono situazioni confacenti al nostro
  consesso.
   Lo dico da sindaco ma lo dico anche rispetto a tanti altri sindaci
  che sono presenti in Aula.
   Questo  emendamento è incostituzionale e presenta non solo  limiti
  di costituzionalità ma crea grossi problemi agli enti locali.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Presidente,  probabilmente l'onorevole  Laccoto  non  ha
  letto con molta attenzione l'articolo.
   E'  scritto proprio nel comma 1 che i beni alienabili sono proprio
  quelli previsti dalla normativa nazionale.
   Chiaramente, i beni che ricadono entro 150 metri o all'interno  di
  riserve  o  quant'altro  non possono essere alienabili  e,  quindi,
  evidentemente non ricadono in questa fattispecie.
   Mi pare abbastanza palese che sia così.

   CARTA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  L'onorevole
  Laccoto ha espresso le perplessità che erano nate in Commissione  -
  e  che  già  erano state affrontate - motivo per  cui  non  si  era
  scritto  chiaramente  che le parti che non  si  potevano  alienare,
  perché  non  erano o autorizzate o vincolate, non potevano  entrare
  nel  contesto  di  alienazione da parte dei municipi:  poi  abbiamo
  scoperto  che  lo  prevedeva  la  legge  citata  e  non   è   stato
  espressamente, quindi, indicato.
   E' stato più volte discusso in Commissione.

   PRESIDENTE. Corretto.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Nella  norma  nazionale  non  esiste   la   legge   dei
  centocinquanta  metri,  è  una legge  della  Regione  siciliana  e,
  quindi, noi dobbiamo specificarlo molto bene.

   CARTA, presidente e relatore della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA,  presidente  e  relatore della  Commissione.  Onorevole,  a
  chiarimento: per quanto mi riguarda, si può anche specificare,  non
  ho  nulla in contrario. Tuttavia, sarebbe addirittura peggiorativo,
  perché  la  legge  nazionale prevede un limite di  trecento  metri;
  quindi, nemmeno le aree oltre i centocinquanta metri possono essere
  alienate.
   Vorrei aggiungere - se può essere utile per chiudere la questione,
  onorevole  Laccoto - che la legge nazionale, rispettando i  vincoli
  imposti, non consente l'alienazione nemmeno di quelle aree poste  a
  299  metri  Pertanto, se riteniamo opportuno scriverlo, proprio  in
  ragione dell'esistenza di una legge nazionale, io sono disponibile:
  venga al tavolo della Commissione e predisponiamo un emendamento.
   Chiedo al Presidente di avere un attimo di pazienza.

   PRESIDENTE.  Se  volete  presentare  un  emendamento  a   maggiore
  chiarimento  che ben venga.  Il tema è che se fosse previsto  nella
  norma non ci sarebbe il motivo di scriverlo

   SUNSERI. Ma non c'è motivo di scriverlo
   PRESIDENTE.  Non era più semplice controllare la norma  nazionale?
  Va bene. Lo deposita per favore?
   Colleghi,  per  provare a dare un senso alle cose  ed  evitare  di
  scrivere  qualcosa che potrebbe già essere stata  prevista  e  fare
  qualcosa di inutile, la cosa, probabilmente più opportuna da  fare,
  è  confrontarci con gli Uffici, rimandare questo voto dell'articolo
  3  a  domani, insieme agli altri disegni di legge, anziché scrivere
  qualcosa  che magari non è opportuno  proviamo a fare  qualcosa  di
  più sensato.
   C'è  anche un emendamento che aveva annunciato il Governo,  se  lo
  vuole  illustrare  nel  frattempo oppure lo facciamo  domani,  come
  preferisce.

   ARICÒ,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Possiamo
  lavorarci domani.


        Ai sensi dell'Art. 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ha  chiesto   di   intervenire
  l'onorevole  Marchetta ai sensi all'articolo 83, e poi  l'onorevole
  De Luca.
   Chiedo  frattanto  all'onorevole  Lantieri  di  sostituirmi,   per
  favore.
   Domani  tratteremo quest'ultimo articolo e poi il ddl sulla sanità
  e, infine, la discussione generale sugli enti locali.

               Presidenza della Vicepresidente LANTIERI

   MARCHETTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Alla
  luce dei gravi fatti di cronaca che continuano a contraddistinguere
  il  nostro territorio e che coinvolgono ragazzi sempre più giovani,
  spesso  con  episodi legati alla vita scolastica, voglio rivolgermi
  alla sensibilità di questa Assemblea affinché si possa trattare  un
  argomento   sensibile  e  fondamentale  che   riguarda   le   unità
  pedagogiche e scolastiche.
   Ho  presentato  un  disegno di legge, n. 316 "Unità  di  pedagogia
  scolastica  per  lo  sviluppo  della comunità  educante  e  per  la
  promozione del diritto all'educazione, all'istruzione nella Regione
  Sicilia", già in data 8 marzo 2023. Il DDL è stato licenziato dalla
  V  Commissione  Cultura formazione e lavoro  il 3 marzo del 2024 ed
  ha  ottenuto  approvazione anche durante l'audizione in Commissione
   Bilancio  per lo stanziamento dei fondi necessari. Dopo di ciò  ho
  inviato  una  nota ufficiale al Presidente ed a tutti i  Capigruppo
  affinché  si  calendarizzasse questo DDL ma,  ancora  oggi,  voglio
  esortare  chi  di dovere a portare in discussione un tema  che  sta
  diventando  socialmente rilevante ed è fondamentale  per  i  nostri
  giovani.
   Ancora  oggi  assistiamo ad episodi di cronaca incresciosi:  dalla
  ragazzina  che accoltella il compagno di scuola per futili  motivi,
  agli ultimi episodi di Monreale, dagli episodi di bullismo e quelli
  di  razzismo  sempre più frequenti nelle nostre scuole siciliane  e
  che  necessitano un pronto intervento delle istituzioni. I  ragazzi
  vanno   educati   e   per   far   ciò  servono   i   professionisti
  dell'educazione.
   Deve  nascere  questa comunità educante che possa  indirizzare  al
  meglio i nostri ragazzi.
   Il  DDL  che  ho presentato nel 2023 è di fondamentale importanza,
  sia  sotto  l'aspetto sociale che quello umano. Tale  provvedimento
  rappresenta  un  passo  fondamentale  per  rafforzare  il   sistema
  educativo regionale

                               (Brusìo)

   PRESIDENTE. Colleghi, sta completando la vostra collega, un  po'di
  silenzio

   MARCHETTA. Promuovendo l'inclusione, la qualità della formazione e
  il  pieno  sviluppo  delle potenzialità degli studenti,  attraverso
  l'istituzione di figure pedagogiche specializzate all'interno delle
  scuole.
   Considerata   la  rilevanza  sociale  e  culturale   del   DDL   e
  l'importanza    di    garantire    tempestivamente    il    diritto
  all'educazione, all'istruzione nella nostra regione,  sollecito  un
  rapido iter parlamentare per l'approvazione del testo.
   Confido,   ancora   una   volta,   nella   sensibilità   e   nella
  responsabilità di tutta l'Assemblea, lo dobbiamo ai  giovani,  alle
  famiglie  e  alla società che richiedono sempre di  più  interventi
  legislativi  mirati  per  far  sì che  le  istituzioni  arrivino  a
  garantire una maggiore educazione e un diffuso rispetto sociale.

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori.
  Rivolgo un appello importante in questo momento. Dopo le parole del
  collega,  onorevole  Burtone, che riguarda  l'operato...presidente,
  onorevole Laccoto

   PRESIDENTE.   Colleghi,  un  attimo   L'onorevole  Gilistro   deve
  completare di parlare

   GILISTRO. Se mi lasciate completare  Stavo dicendo, intanto grazie
  per  la  parola, Presidente, siamo in un momento direi di emergenza
  non più di urgenza sociale ma di emergenza
   Sulla  scia  di quello che ha dichiarato l'onorevole Burtone,  qui
  presente,  su quello che è stato l'operato del Papa, del  Pontefice
  Papa Francesco, che ha dichiarato tantissime volte questa frase che
  mi  ha  sempre toccato "chi fa del male a un bambino,  fa  male  al
  mondo intero ".
   Il  problema, caro Presidente, cari colleghi, non è chi fa male  a
  un  bambino  fa  male  al mondo, il problema è  che  adesso  stiamo
  assistendo  a  qualche  cosa che va oltre  questa  frase   Ci  sono
  bambini  che  fanno male agli altri bambini e questo è il  problema
  serio  che dovremo affrontare nei prossimi anni. In questo momento,
  i  nostri  ragazzi, che vanno per strada, che vanno a socializzare,
  non  sono più al sicuro  I nostri ragazzi non sono più al sicuro  e
  qui  non  è  il  problema dell'appoggio della famiglia,  l'appoggio
  dell'Assessorato  dell'istruzione, qui dobbiamo essere  e  dobbiamo
  istituire,  con  urgenza Presidente -  con urgenza   -   un  tavolo
  tecnico per studiare il fenomeno, perché questo fenomeno è talmente
  grave  ed  esponenziale che non ci permette  di  andare  oltre  che
  all'emergenza. Dobbiamo trovare quali sono le modalità per  cercare
  di   arginare  questo  fenomeno  che  sta  diventando  qualcosa  di
  estremamente serio e importante, non possiamo pensare che il futuro
  dei  nostri ragazzi o delle nostre nuove generazioni possa avvenire
  con le scorte delle camionette della Polizia o dei Carabinieri
   Ho  parlato con gli Assessori già più volte, ho chiesto un  tavolo
  condiviso   con  l'Assessorato  della  famiglia,  per  parlare   di
  genitorialità,   che  è  questa  la  prima  cosa  più   importante,
  educazione  genitoriale, parlare con l'Assessorato dell'istruzione,
  affinché  la  scuola non lasci soltanto il suo  compito  di  scuola
  istruttiva  ma anche di scuola educativa  La scuola non può  essere
  solo   istruzione,  la  scuola  deve  essere  anche  e  soprattutto
  educazione, rispetto degli altri
   Ho   proposto  questo  tavolo,  questo  protocollo  d'intesa   fra
  Assessorato  all'istruzione, Assessorato alla famiglia, Assessorato
  alla sanità e un'altra importante categoria, quella dei pediatri. A
  questo  tavolo  dobbiamo introdurre le associazioni  nazionali,  le
  categorie  nazionali  dei pediatri, le associazioni  nazionali  dei
  pediatri, perché nei primi mille giorni, prima ancora della scuola,
  i  genitori possano ricevere un'educazione genitoriale dai pediatri
  che  sono le uniche figure che arrivano prima di chiunque altro  al
  genitore durante questa crescita importante.
   Presidente,  concludo  in  questo  momento  con  un'azione  forte,
  fortissima,  non  possiamo  più perdere  vite  umane,  ragazzi  che
  ammazzano  altri  ragazzi, perché ciò significa un  fallimento  non
  della  politica  ma  della società, quindi  mi  auguro  che  questo
  Governo si impegni fortemente ad arginare questi fenomeni con tutti
  i mezzi possibili e immaginabili, solo così potremo dire che avremo
  fatto qualcosa di più.

   CRACOLICI. Di che stiamo parlando?

   PRESIDENTE. Di quanto è accaduto a Monreale.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Grazie Presidente. A me dispiace  fare  questo
  intervento,   però   mi  corre  l'obbligo.  Mi   corre   l'obbligo,
  Presidente, perché oggi è il 6 maggio e per questo, proprio oggi  o
  comunque  per  questa  settimana,  ci  aspettavamo  di  vedere   il
  presidente Schifani presentarsi davanti al Parlamento per la seduta
  sulla  sanità.  Una seduta che richiede la presenza del  presidente
  Schifani  direttamente  e  non quella dell'assessore  Faraoni,  che
  invece  si è insediata da poco, perché la scelta di nominare,  così
  come  di sospendere, eventualmente di revocare, il manager dell'ASP
  di Trapani è stata una scelta del presidente Schifani nominarlo, ed
  è  una  scelta  del presidente Schifani sospenderlo come  sarà  una
  scelta del Presidente Schifani revocarlo
   La  scelta  di sottoscrivere una convenzione capestro con  il  San
  Donato,  per la cardiochirurgia pediatrica di Palermo, è stata  una
  scelta  del presidente Schifani poiché è stata fatta quando  ancora
  l'assessore  Volo  non  era stato nominato.  Perché  la  scelta  di
  continuare di deroga in deroga, l'ultima - stando a quello  che  ha
  scritto  il  Ministro  della Salute, con  cui  ha  interloquito  di
  persona  il presidente Schifani - che scadrà adesso, il 30  giugno,
  con  la  cardiochirurgia pediatrica di Taormina, che ancora non  ho
  avuto risposte, è una scelta politica del presidente Schifani
   Così come la scelta di non nominare, ancora, il Direttore generale
  dell'Asp di Palermo, in sostituzione dell'assessore Faraoni, è  una
  scelta del presidente Schifani
   E  così anche la situazione tragica, se fosse finta sarebbe comica
  ma  nella  realtà  purtroppo è tragica, in  cui  versano  i  Pronto
  soccorso siciliani, che sono stati oggetto di un'ispezione da parte
  di  una  task  force  nominata dall'Assessorato,  e  che  è  tenuta
  nascosta.  E'  tenuta nascosta alla Commissione  sanità,  è  tenuta
  nascosta  all'Aula, è tenuta nascosta a tutti, perché nessuno  deve
  sapere in quali condizioni pietose, strutturalmente e a livello  di
  personale, versano i Pronto soccorso siciliani
   E  queste  non  sono  risposte che possono essere  delegate  a  un
  Assessore, ma devono essere offerte dal titolare di queste deleghe
  che poi le conferisca alla Volo, alla Faraoni, a chi vuole lui   ma
  è lui che deve rispondere
   Presidente,  a  me  dispiace  perché  il  Governo  aveva  lasciato
  intendere... il Presidente aveva lasciato intendere che avesse dato
  disponibilità, l'ultima settimana di aprile o la prima di maggio, a
  venire  in  Aula  e  a confrontarsi, con la sua maggioranza  e  con
  l'opposizione,  ma  soprattutto  per  dovere  di  trasparenza   nei
  confronti dei cittadini siciliani, e invece non solo non è  venuto,
  ma  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, poc'anzi,
  mi  è  stato  riferito  dall'assessore  Aricò  che,  eventualmente,
  verrebbe  la Faraoni, quando noi abbiamo richiesto la presenza  del
  presidente  Schifani  che  è il titolare  delle  deleghe  e  che  è
  responsabile  della situazione che c'è  Perché se  chi  ha  gestito
  l'Assessorato, sino ad oggi, non è riuscito a risolvere i  problemi
  che,  anzi si sono acuiti, non è che ne può rispondere il delegato
  Ne  risponde  chi  delega,  ne risponde  chi  si  è  presentato  ai
  cittadini con un programma elettorale. Non l'assessore tecnico,  ne
  risponde il Presidente che ha la responsabilità politica della  sua
  Giunta,  dei  manager  che nomina e della sua  maggioranza  che  li
  propone. Perché così è
   Presidente,  a  me  dispiace  ma io non  smetterò.  Continuerò  ad
  intervenire in ogni seduta, continuerò a fare tutto quello che mi è
  consentito  fare  da opposizione, continuerò a  ripeterlo  in  ogni
   Capigruppo , farò un comunicato stampa a settimana  Prima  poi  mi
  metterò  sotto  Palazzo d'Orleans, ma deve  venire  a  riferire  il
  Presidente Schifani perché non ci si può nascondere quando  abbiamo
  davanti un disastro come quello che vive oggi la sanità siciliana.
   Presidente,  oggi  c'erano i titolari degli studi radiodiagnostici
  per  venire  a  conoscenza di quale budget  potranno  contare.  Per
  legge,  i  budget dovrebbero essere comunicati entro  febbraio.  E'
  finito  aprile, hanno esaurito già i budget, e la gente ha  bisogno
  di  fare  le analisi, le analisi del sangue, le radiografie,  hanno
  bisogno di farle in regime di esenzione  E invece non riescono  più
  a farle, perché il sistema si è rotto
   Se  ci sono delle soluzioni, se questo Governo ha qualche proposta
  da portare avanti onde evitare lo sfascio definitivo, il Presidente
  della Regione - che è quello che parla con i Ministri, che è quello
  che  parla col capo del Governo nazionale - dovrebbe venire in Aula
  a  dirci  se  ha una mezza idea di cosa fare, di come  farlo  e  di
  quando farlo  Perché, nel frattempo, la gente non ha più fiducia né
  in  lui  e  nella sanità siciliana  Nel frattempo, la gente  va  al
  Pronto  soccorso e non trova risposte, continuamente  Le  ambulanze
  non  arrivano,  e  quando arrivano sono senza il  medico  ed  è  un
  problema  che viene in faccia a tutti  E c'è solo una  persona  che
  non  ha  il  coraggio di venire qui a parlarne, o che  quanto  meno
  finora non l'ha fatto, ed è il Presidente Schifani e questo  non  è
  giustificabile  Questo Parlamento non lo può giustificare
   E  allora  la  prego,  Presidente Lantieri, anche  lei  si  faccia
  portavoce  nei  confronti del Presidente Schifani, affinché  venga
  Non  è  necessariamente un atto d'accusa, ognuno  dirà  quello  che
  ritiene  opportuno  dire; però, evitare il  confronto,  evitare  il
  dibattito  parlamentare, questa è la più grave forma  di  contrasto
  alla  democrazia  che  un  Presidente della  Regione  eletto  possa
  perpetrare
   Questo  è  il  Parlamento, quella poltrona  spetta  al  Presidente
  Schifani  ed è sempre vuota in un momento in cui c'è una  richiesta
  precisa.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca,  lei  porta  sempre  avanti   un
  argomento  importantissimo. Ma, come ha detto  lei,  il  presidente
  Schifani  si occupa direttamente delle problematiche della  sanità,
  anche  se  da poco c'è un altro Assessore, la Faraoni,  per  questo
  sicuramente  non avrà avuto il tempo di intervenire in Aula.  Anche
  perché  lei sa benissimo che il Presidente Schifani ha un  rapporto
  particolare  con  i  Ministeri a Roma e sta  risolvendo  tantissime
  problematiche;  non ha nessun motivo di nascondere quello  che  sta
  facendo  e io penso che, appena avrà la possibilità, verrà in  Aula
  con  piacere  a  riferire  quello che sta facendo  per  cercare  di
  risolvere quelli che sono i moltissimi problemi.
   È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.   Signor   Presidente,   assessore,   onorevoli   colleghi,
  approfitto  della presenza dell'assessore Aricò per  segnalare  una
  questione  che  mi  è stata sottoposta in questi giorni,  ovvero  i
  disagi  che si vengono a creare con l'autobus Etna Trasporti  nella
  tratta  Ragusa-Catania. Gli autobus non arrivano in orario. Ricordo
  che  nella  nostra zona, in particolare nel ragusano, ci  spostiamo
  obbligatoriamente a Catania per motivi di studio, di  lavoro  e  di
  salute  quotidianamente  e si sono creati  disagi  che  sono  stati
  segnalati dai pendolari con svariate e svariate denunce e lettere e
  richieste.  Gli  autobus  non  arrivano  in  orario,  si   fermano,
  ripartono  anche  tardi;  molte  volte  non  segnalano  neanche  la
  partenza  e  quindi i pendolari sono costretti a noleggiare  l'NCC.
  Insomma, fra l'altro, autobus fatiscenti, vecchi, sporchi
   La  Regione  siciliana,  lo ricordo, dà  un  contributo  a  questi
  autobus  privati  -  anche  un contributo abbastanza  importante  -
  quindi  dovrebbe  vigilare. Per questo  motivo  io  sto  preparando
  un'interrogazione,  ma  chiederò  anche  un'audizione,   Assessore,
  affinché  si possa risolvere tale questione, perché chiaramente  il
  collegamento tra Ragusa e Catania è una di quelle tratte redditizie
  fondamentali, che è utilizzata tantissimo.
   Fra  l'altro, tutti questi pendolari che si spostano con i  mezzi,
  svolgono  anche  in  maniera indiretta un servizio  per  la  nostra
  comunità,   perché   chiaramente  meno  auto   significano   minori
  possibilità di incidenti, meno inquinamento  E quindi è giusto  che
  il  diritto  alla mobilità e che i servizi e i trasporti funzionino
  bene   e  correttamente   Non  possiamo  accettare  che  un'azienda
  sovvenzionata  dalla Regione svolga il servizio malamente,  sfrutti
  gli stessi autisti con dei nastri lavorativi pesantissimi, mettendo
  a  rischio  anche l'incolumità delle persone; perché se un  autobus
  parte  alle 5 del mattino, arriva a Catania, sta fermo qualche  ora
  con l'autista che chiaramente sta là, in giro, senza fare niente  e
  poi rientra in serata a Ragusa, è un nastro lavorativo lunghissimo,
  che  crea  anche  un  disagio al lavoratore stesso.  Quindi  è  una
  questione  da attenzionare sotto tanti punti di vista, sia  per  il
  disagio  ai fruitori del servizio, che gli stessi autisti, sia  per
  la pubblica incolumità.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, proprio ieri ho letto una nota emanata
  dal  Governo  regionale sulla necessità di  un  impegno  nuovo  per
  affrontare  la  possibilità di una nuova  stagione  di  siccità  in
  Sicilia.
   Io  convengo  sul  fatto  che dopo anni di siccità  abbiamo  avuto
  qualche  periodo  con  piogge,  però  ampiamente  insufficienti  e,
  quindi,  questa  discussione avviata ora mi  pare  necessaria;  non
  opportuna  perché  avremmo  dovuto fare prima  una  discussione  su
  questo  tema, considerato che nell'ultima stagione estiva  ci  sono
  state  questioni veramente pesanti nel campo agricolo e zootecnico,
  abbiamo  visto come gli operatori zootecnici hanno dovuto macellare
  tanti  capi di bestiame per evitare che morissero di sete,  abbiamo
  avuto  la  percezione  di un netto calo di  produzione,  di  alcune
  produzioni importanti per le nostre comunità, perché non c'è  stata
  la possibilità di una irrigazione sufficiente.
   Alcuni  interventi sono stati approntati già nella scorsa stagione
  e  c'era  stato, però, un impegno generale da parte del Governo,  a
  partire   dal  Presidente,  sull'opportunità-necessità  di  avviare
  alcune infrastrutture: prima tra tutte le canalizzazioni.
   Noi  non  abbiamo notizie degli interventi fatti dai  consorzi  di
  bonifica,  tra  l'altro abbiamo visto pure che su alcune  tematiche
  che  riguardano  i  lavoratori non mi pare  che  ci  sia  stato  un
  atteggiamento  univoco e giusto nei confronti di tutti,  invece  si
  sono  fatte alcune scelte molto discutibili. Purtuttavia,  il  dato
  centrale  è  che  il sistema irriguo basato sui laghi  artificiali,
  sulle  dighe  e sulle canalizzazioni, questo sistema  non  è  stato
  messo a regime, non è stato fatto un solo passo avanti e quello che
  più preoccupa è anche il dato: si era parlato di 90 milioni di euro
  pronti,  presenti  nelle casse regionali  per  fare  una  serie  di
  interventi  e per realizzare dissalatori - un sistema  tra  l'altro
  anche  veloce  di  creare un'infrastruttura capace  di  dare  acqua
  potabile  per  i cittadini, ma anche acqua per l'irrigazione  delle
  nostre produzioni - e non c'è notizia alcuna, Presidente
   Noi  sappiamo che forse non è stata avviata nessuna iniziativa per
  i  dissalatori,  se n'è parlato, si chiacchiera  tanto  però,  poi,
  concretamente non è stato fatto nulla, tra l'altro a Gela c'era  un
  dissalatore che, con un intervento parziale di 8 milioni  di  euro,
  avrebbe  potuto riprendere la propria attività: anche su questo  il
  fermo
   Eppure  c'è un commissario nazionale, un tale Dell'Acqua,  che  si
  dovrebbe occupare di questi temi, forse è sceso in Sicilia una sola
  volta,  sarà  tornato  per  motivi  turistici  non  certamente  per
  operare, eppure il Governo nazionale lo tiene ancora in carica
   È  cambiato il Commissario regionale per l'emergenza idrica,  pare
  che  ora debba essere il nuovo direttore; nulla di personale  però,
  certamente,  il  tema non è quello di cambiare il  commissario,  il
  tema  è che il Governo è stato inoperoso e per quel che ci riguarda
  non ci sono ora attenuanti
   Quindi,  vedo  l'assessore Aricò che è sempre attento  e  presente
  nelle  nostre  sedute  e io lo ringrazio, faccia  in  modo  che  il
  Governo si muova, Assessore, perché oggi non ci sarebbero più alibi
  perché è passato un anno, proprio in questo periodo abbiamo parlato
  della preoccupazione che si determinasse, l'anno scorso, un periodo
  di  siccità;  purtroppo, da quello che abbiamo appreso proprio  dal
  Governo, pare che soprattutto nella Sicilia occidentale ci  debbano
  essere  problemi ancora significativi: temo che questi problemi  ci
  potrebbero  essere anche in Sicilia orientale e la questione  è  di
  natura  ambientale  ma è anche, soprattutto, di natura  produttiva,
  perché   i   nostri   agricoltori,   in   particolare   io    parlo
  dell'agrumicultura  alla quale siamo interessati  come  territorio,
  hanno  avuto forti penalizzazioni e temiamo che possano  continuare
  ad  avere difficoltà che inciderebbero sicuramente nella vita delle
  nostre comunità.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo perché la giornata di oggi, il 6 maggio, è una  giornata
  parecchio dolorosa per quello che è il mondo del lavoro italiano  e
  siciliano.
   Giusto  l'anno scorso, il 6 maggio del 2024 purtroppo accadeva  la
  strage  di  Casteldaccia  in  cui morirono  cinque  operai:  Raneri
  Roberto,  Giuseppe La Barbera, Ignazio Giordano, Giuseppe  Miraglia
  ed  Epifanio  Alsazia. Una strage che doveva essere evitata,  nella
  quale  -  ecco  -  ancora  non  si è fatta  luce,  c'è  un'apposita
  Commissione di inchiesta per capire che cosa è successo  in  quella
  tragica  giornata in cui uno appresso all'altro, sono morti  questi
  cinque  operai, ognuno nel tentativo di mettere in salvo  i  propri
  compagni di lavoro.
   Io  credo che questa sia una giornata significativa e proprio  nel
  segno  di come questa giornata è stata significativa per la Sicilia
  e  per  il  mondo del lavoro, il primo maggio del 2025 ha visto  la
  protagonista,  la  Sicilia,  sui temi appunto  delle  problematiche
  legate al mondo del lavoro, delle tematiche relative alla salute  e
  sicurezza dei lavoratori. Abbiamo avuto due importanti ed imponenti
  manifestazioni, una a Casteldaccia dove CGIL, CISL e  UIL  si  sono
  confrontate  sulle misure da mettere in campo per  portare  avanti,
  appunto,  misure  che  siano nelle condizioni di  salvaguardare  al
  meglio  le  condizioni e la messa in sicurezza  dei  lavoratori,  a
  tutti i livelli, come la  canonica  e ormai tradizionale iniziativa
  a Portella della Ginestra.
   Io  credo che i dati del bollettino, un bollettino di guerra,  che
  commentiamo oramai quasi giornalmente rispetto a quelli che sono  i
  morti sul lavoro, sono assolutamente impietosi. Nel 2024 sono stati
  oltre  mille i morti sul lavoro, è assolutamente inaccettabile  che
  un  uomo o una donna, lavoratori e lavoratrici, vadano sul luogo di
  lavoro  e  che non tornino più perché, appunto, perdono la  vita  o
  perché  ci  siano  incidenti mortali che  poi  ne  pregiudicano  la
  possibilità  nella propria vita quotidiana, in quelli  che  sono  i
  rapporti e gli affetti di ognuno di noi.
   Allora,  io ritengo che questa giornata del 6 maggio,  che  è  una
  giornata significativa, oggi ci sono state tante iniziative portate
  avanti  dalle  organizzazioni sindacali proprio  per  rinnovare  la
  memoria,  deve  essere  anche un monito per questo  Parlamento.  La
  Regione  siciliana  deve  fare di più da  questo  punto  di  vista,
  Presidente, devono fare di più le Asp sulle attività di prevenzione
  e sulle attività di monitoraggio, sulle attività di controllo, deve
  fare  di  più l'Assessorato alla famiglia attraverso gli  ispettori
  del  lavoro,  che sono sempre ancora troppo pochi,  qualcosa  si  è
  fatto  con la convenzione, con l'Ispettorato nazionale del  lavoro,
  ma  ancora  sono  pochi  gli ispettori del  lavoro  e  non  servono
  solamente per fare i controlli ma servono, principalmente, per fare
  quella  prevenzione  che  serve a evitare proprio  che  ci  possano
  essere  ulteriori morti sul lavoro, come nel rispetto dei contratti
  collettivi  nazionali,  evitare  il  dumping  contrattuale,  oppure
  ancora eliminare la piaga del lavoro nero che ancora è esistente in
  Sicilia.
   E,  allora,  questo Parlamento si deve determinare  Noi  porteremo
  avanti  delle  iniziative concrete anche sul tema dei subappalti  e
  delle  garanzie che vengono negate ai lavoratori appunto di  questa
  di  questa categoria. E come Partito Democratico abbiamo presentato
  una  nostra  proposta  normativa, proprio per  elevare  il  livello
  dell'attenzione sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
   Io ritengo che sia essenziale che il 6 maggio diventi per tutti  i
  livelli  istituzionali di questa Regione, per tutto  il  mondo  del
  lavoro,  un momento di raccoglimento, motivo per il quale  annuncio
  di avere presentato - insieme ai colleghi del Partito Democratico -
  un  disegno di legge sull'introduzione in Sicilia della giornata in
  memoria  delle vittime di coloro che hanno perso la vita andando  a
  lavorare   affinché  si  porti  avanti  una  concreta   azione   di
  sensibilizzazione su quello che è un tema così centrale  del  mondo
  del lavoro e che per noi è una priorità.

   PRESIDENTE.  Mi  dispiace che non c'è l'assessore  Albano  perché,
  come  diceva  lei onorevole, bisogna istituire un tavolo  regionale
  dove  bisogna  pensare principalmente alla prevenzione,  perché  ha
  detto  bene  lei, sulla convenzione con gli ispettori  del  lavoro,
  però  a  volte  gli  ispettori del lavoro - tra  parentesi  i  miei
  colleghi  -  vanno  un po' oltre, perciò bisogna dire  che  bisogna
  prevenire prima di curare.
   Penso,  quindi, che sia utile e dobbiamo dirlo all'Assessore,  non
  so perché è andata via, di fare un tavolo tecnico su questo, il che
  diventa importantissimo anche per ricordare questa giornata.
   Assessore Aricò, ha chiesto di parlare?

   ARICÒ,  assessore  per  le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,  soltanto  per  dei  chiarimenti  rispetto  all'impegno
  assunto  qualche  settimana  fa  in  Conferenza  Capigruppo   sulla
  presenza  del  Governo già dai primi di maggio  per  parlare  della
  salute  dei  cittadini e della salute dei siciliani. E proprio  per
  questo  l'assessore  Faraoni sarà domani  in  Aula  e  non  escludo
  neanche  altre  presenze dei membri e del Governo, quindi  soltanto
  per  ribadire  che  c'era un impegno da parte del  Governo  che  ha
  manifestato  durante la Conferenza dei Capigruppo  che  il  Governo
  sarebbe stato presente.
   Dopo  di  che  voglio  ricordare, e mi dispiace  che  non  ci  sia
  l'onorevole  De Luca dopo il suo intervento, che gli assessori  non
  sono  delegati,  ma sono preposti con deleghe previste  per  legge.
  Non siamo delegati, ma siamo preposti al ruolo assessoriale
   Per  quanto  riguarda invece i collegamenti della  tratta  Ragusa-
  Catania, volevo riferire all'Aula e all'onorevole Campo rispetto  a
  quanto segnalato negli scorsi minuti, che dal primo luglio scatterà
  il   collegamento  extraurbano  dei  nuovi  quattro  consorzi   che
  gestiranno  appunto il trasporto extraurbano, ma  prima  del  primo
  luglio,  già da oggi pomeriggio, verificheremo quanto riportato  in
  Aula dall'onorevole Campo.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Auteri ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, l'Aula è rinviata a domani, mercoledì 7 maggio
  2025, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 17.17 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         176a SEDUTA PUBBLICA

                  Mercoledì 7 maggio 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1) Norme in materia di sanità (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Laccoto

      2) Disposizioni varie in materia di politiche abitative (n. 738
         Stralcio IV Comm quater/A) (Seguito)

         Relatore: on. Carta

      3) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
         832/A Stralcio II/A) (Seguito)

         Relatore: on. Vitrano

      4) Norme riguardanti gli enti locali" (n. 738 Stralcio/I COMM
         ter/A)

         Relatore: on. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella