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Resoconto d'Aula della Seduta n. 176 di mercoledì 07 maggio 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15.16

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni  in
  contrario, nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

     Comunicazione di svolgimento di interrogazioni a risposta in
                              Commissione

   PRESIDENTE. Comunico che:
   -  con nota prot. n. 664-INT/2025 del 6 maggio 2025, l'Ufficio  di
  Segreteria  della IV Commissione legislativa permanente   Ambiente,
  territorio e mobilità , ha comunicato che, nella seduta n. 146  del
  6  maggio  2025  si  è svolta l'interrogazione n.  1621   Stato  di
  avanzamento  della  realizzazione  della  Piazza   Primo   Carnera'
  (Palermo,  quartiere Zen - S. Filippo Neri, fondi  ex  Gescal)    a
  firma dell'on.le Varrica, il quale  si è dichiarato non soddisfatto
  della  risposta fornita dall'Assessore per le infrastrutture  e  la
  mobilità;
   -  con nota prot. n. 672-INT/2025 del 7 maggio 2025, l'Ufficio  di
  Segreteria  della  V  Commissione legislativa permanente   Cultura,
  formazione e lavoro , ha comunicato che, nella seduta n. 138 del  6
  maggio  2025  si  è  svolta l'interrogazione n.  1612   Rischio  di
  perdita  di  73  milioni PNRR  (M1C3, Misura 2,  Investimento   2.2
  'Protezione   e   valorizzazione dell'architettura e del  paesaggio
  rurale')    a  firma dell'on.le Varrica, il quale  si è  dichiarato
  non  soddisfatto della risposta fornita dall'Assessore per  i  beni
  culturali e l'identità siciliana.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole Spada per la seduta
  odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Discussione del disegno di legge: "Disposizioni varie in materia
                        di politiche abitative"
             (n. 738 Stralcio IV Comm quater/A) (Seguito)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, chiedo al  Presidente  della  IV
  Commissione,  onorevole Carta, di prendere  posto.  Completiamo  il
  disegno  di  legge  di ieri, onorevole Laccoto,  dove  tra  l'altro
  immagino  abbiate  avuto  la  possibilità  di  confrontarvi   circa
  l'emendamento  sull'articolo 3, cioè al punto  in  cui  eravamo,  e
  decidiamo poi come andare avanti.


                        Sull'ordine dei lavori

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, colleghi parlamentari, è
  veramente desolante pensare di iniziare i lavori d'Aula guardando i
  banchi della maggioranza che sono completamente vuoti  Siamo più  i
  deputati di minoranza, che i deputati di maggioranza
   Noi  non vogliamo utilizzare l'istituto della richiesta di  numero
  legale. Io penso che dovremmo sospendere, mettere in condizioni, se
  ci  sono le condizioni, di far riempire i banchi della maggioranza.
  Altrimenti  noi siamo costretti a chiedere il numero  legale.  Cioè
  noi  ci  siamo,  non vogliamo fare ostruzionismo,  vogliamo  andare
  avanti
   Ieri  abbiamo  avuto  una Conferenza dei Capigruppo  dove  abbiamo
  preso  atto di quello che la maggioranza vuole fare e noi,  essendo
  minoranza, ne abbiamo preso solo atto. Però, almeno in Aula si deve
  essere  presenti  I deputati di maggioranza devono capire  che  non
  hanno  solamente  il  privilegio  di  sostenere  un  Governo  e  di
  partecipare  alle  spartizioni della  politica  della  maggioranza,
  hanno  l'obbligo di essere presenti in Parlamento, come lei.  Anche
  lei ieri era qui presente, lo so; parlo con lei che è presente come
  lo sono io, però o si ripristina un pochino  o saremmo costretti  a
  chiedere il numero legale

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  semplicemente   colgo
  l'occasione  per rassegnare il mio disappunto, in  quanto  oggi  la
  Commissione  'Salute,  servizi sociali e sanitari'  non  ha  potuto
  rendere  il  parere  sul  testo  che  riguardava  la  famiglia  per
  l'assenza  dell'Assessorato, in quanto non è venuto né  l'Assessore
  né il direttore generale a rappresentare l'Assessorato, per cui non
  abbiamo potuto rendere il parere.
   La prego, Presidente, da questo punto di vista, di farsi portavoce
  affinché i lavori d'esame nelle Commissioni di merito procedano  in
  maniera  regolare, convocandole con i giusti tempi. Tra l'altro  mi
  informano  che  in  V  Commissione è  stato  dato  un  termine  per
  emendamenti  di appena quindici minuti. Non conosco le motivazioni,
  ma  mi  sembra  ridicolo già solo il doverlo  leggere,  figuriamoci
  doverlo  rassegnare  alla sua persona. Se i lavori  in  Commissione
  devono essere fatti, devono essere sostanziali e non formali
   Il  Regolamento è una cosa seria, non deve essere applicato, tanto
  perché  lo  si  deve applicare, ma perché quelle norme  sono  state
  studiate  e  scritte  perché c'era qualcosa da tutelare  attraverso
  quel  lavoro  e  quei  tempi. Un quarto d'ora  per  depositare  gli
  emendamenti non è una cosa che si può leggere, indipendentemente da
  quali siano le motivazioni

   Comm quater/A

            Seguito della discussione del disegno di legge
      «Disposizioni varie in materia di politiche abitative» (738
                      Stralcio IV Comm quater/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede  con la discussione del disegno di legge «Disposizioni
  varie  in materia di politiche abitative» (n. 738 Stralcio IV  Comm
  quater/A) posto al numero 2).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Presidente   Carta,  tra  gli  interventi  di  prima,  l'onorevole
  Dipasquale  ha  dichiarato, qualora l'Aula  non  avesse  il  numero
  legale,  di  fare  una  formale richiesta di  verifica  del  numero
  legale,  ma  lo  potrà fare chiaramente solo in sede di  votazione.
  Ancora  non  siamo  in  sede di votazione e  le  chiedo,  pertanto,
  rispetto  al  punto  in  cui  ci siamo  lasciati  ieri,  ovvero  il
  possibile  emendamento che voleva presentare  l'onorevole  Laccoto,
  che  formalmente  avrebbe potuto presentare lei o  l'Assessore,  se
  fosse   utile,  se  fosse  corretto  o  se,  invece,  possa  essere
  considerato superfluo rispetto alla normativa nazionale.  L'Aula  è
  stata  lasciata  con  la  possibilità di  far  sì  che  vi  poteste
  confrontare, quindi le chiedo se aveste risolto la questione

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore.  Sì,  Presidente,
  grazie.  Diciamo che per gli Uffici è ininfluente, si può  lasciare
  la  norma  com'è.  Però, se vogliamo aggiungere le  parole  che  ha
  chiesto  l'onorevole  Laccoto,  facciamo  un  tentativo,   per   la
  Commissione va bene pure.

   PRESIDENTE.   E   allora  siccome  camminano  le  carte,   bisogna
  subemendare  Presentiamo l'emendamento, lo distribuiamo,  così  c'è
  maggiore chiarezza.

   CARTA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Presidente,
  l'emendamento è già sul tavolo

   PRESIDENTE. Bisogna firmarlo, salga tra i banchi della Presidenza,
  grazie.
   Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole Burtone.  Ne  ha  facoltà  di
  parlare.

   BURTONE.   Signor  Presidente,  noi  avremmo  voluto   avere   più
  spiegazioni,  in  particolare dall'Assessore,  perché  parliamo  di
  questioni relative al territorio, all'ambiente, e quindi su  questo
  tema  avremmo  chiesto più spiegazioni prima, ma lo facciamo  anche
  ora,  visto che l'Assessore, nella precedente seduta, non ha  detto
  nulla, ma era presente, quindi avrebbe potuto consultare gli Uffici
  e  dare  un  contributo a questa Assemblea, cosa che finora  non  è
  avvenuto.
   Però  possiamo  anche  attendere, se l'Assessore  cortesemente  ci
  spiega  anche  i contenuti che il collega Laccoto sta proponendo  e
  che conseguenze potrebbero avere nel territorio: noi saremmo grati
   Mi   permetto  di  dire,  però,  che  così  come  è  stato   posto
  l'emendamento   del   Presidente  Laccoto,  pur   non   avendo   un
  approfondimento tecnico necessario che l'Assessore  dovrebbe  dare,
  noi  siamo d'accordo, perché mette al centro un fatto fondamentale:
  quello  di  non  includere gli edifici che sono  nei  territori  di
  inedificabilità assoluta.
   Quindi  io  annuncio  il voto favorevole del Partito  Democratico,
  perché ci sembra che la proposta di Laccoto sia rigorosa e che vada
  apprezzata.  Però,  Presidente, chiediamo che l'Assessore  dia  una
  spiegazione dovuta, chiediamo al nostro Parlamento.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, intanto un momento di  chiarezza  su
  questi  emendamenti,  che  forse  non  è  stata  fatta  in  maniera
  esaustiva ieri.
   La  norma  nazionale esiste già: l'abbiamo recepita con  la  norma
   salva-casa ,  punto. Questo articolo, semplicemente  aggiunge  due
  fattori  semplicissimi: uno, il Regolamento; due, la  destinazione.
  Ci  siamo  resi  conto,  con gli Uffici, che  il  comma  3  risulta
  addirittura essere superfluo, perché la norma nazionale già prevede
  la  destinazione.  Quindi, Presidente,  al  di  là  del  fatto  che
  l'emendamento proposto dall'onorevole Laccoto è addirittura -  come
  dire  -  restrittivo  rispetto a quanto già  previsto  dalla  norma
  nazionale,  perché i limiti dei 150 (metri) nella  norma  nazionale
  diventano  300  metri, ebbene, non esiste più neanche  il  problema
  paventato dall'onorevole Laccoto. Ci siamo già confrontati con  gli
  Uffici,  e  siamo  tutti  d'accordo in  questo  modo.  Se  vogliamo
  aggiungere   questa  opzione,  la  possiamo  anche  aggiungere:   è
  un'aggiunta   ultronea,  è  inutile  in  ordine  al  raggiungimento
  dell'obiettivo, a mio modesto parere.
   Però,  le  chiedo, Presidente, di sopprimere comunque il comma  3,
  che  è già previsto dalla norma nazionale.  E quindi evitiamo anche
  di  creare  - come dire - quella possibilità di confusione  per  il
  legislatore, o per chi deve applicare la norma nei Comuni, rispetto
  appunto  alla  norma nazionale. Per il resto, per me,  se  vogliamo
  scrivere quanto proposto dall'onorevole Laccoto, lo possiamo  fare.
  Ma  ripeto:  addirittura, si riduce il campo di azione della  norma
  nazionale  che abbiamo approvato recependo il "salva-casa"  con  la
  norma che abbiamo già votato in questa Assemblea.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Al netto del fatto  che  io
  non   lo   possa   sopprimere  da  solo,  è  sempre   l'Aula   che,
  eventualmente,  lo sopprime  Si presenti un eventuale  emendamento,
  specialmente se è condiviso con la Commissione e anche sul fatto  -
  come  dicevo prima, onorevole Sunseri - che ci eravamo presi questa
  pausa proprio per capire se l'emendamento fosse utile o meno.
   L'Aula mi sembra divisa su questo genere di idea.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Laccoto.

   LACCOTO. Signor Presidente, sto parlando sull'emendamento

   PRESIDENTE.   Sulla  richiesta  dell'onorevole   Sunseri,   perché
  l'onorevole  Sunseri  sostanzialmente chiede  la  soppressione  del
  comma 3, nonostante però già sia stato trattato

   SUNSERI. Non votato

   PRESIDENTE. Non votato, se non si poteva fare, ma trattato. Se non
  ci  sono  osservazioni da parte dell'Aula, si può andare avanti  in
  tal senso; diversamente, chiaramente, no.
   Faccio    completare   l'intervento,   anzi   faccio    cominciare
  l'intervento all'onorevole Laccoto. Prego, onorevole.

   LACCOTO. Intanto, grazie anche agli altri colleghi e all'onorevole
  Sunseri.  Voglio dire solo questo: la norma nazionale  è  vero  che
  prevede  la  non  edificabilità nei 300 metri, ma  in  Sicilia  voi
  sapete che nei 300 metri, quando la Soprintendenza dà il parere, si
  può  anche edificare. Il problema dei 150 metri, lo ripeto,  esiste
  solo  nella  norma  regionale, che è una norma  di  inedificabilità
  assoluta, tranne che nelle pregresse "zone B".
   Quindi,  al fine di evitare qualsiasi problema anche ai sindaci  e
  ai  consigli comunali, io ritengo, a maggiore garanzia dei  comuni,
  siccome  non  toglie  niente,  che quell'emendamento  possa  essere
  fatto.  Per  quanto  riguarda  il comma  3,  personalmente  non  ho
  problemi. Io credo di insistere sulle vicende di questo emendamento
  che  ho  presentato  e che sicuramente non scalfisce  assolutamente
  l'impostazione della norma. Grazie.

   PRESIDENTE. Intanto pongo in votazione l'emendamento 3.4, a  firma
  della Commissione, col parere favorevole del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso andiamo alla richiesta che ha fatto l'onorevole Sunseri. Se
  non  ci sono osservazioni in contrario da parte dei colleghi, pongo
  in votazione l'emendamento 3.5, di soppressione del comma 3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa alla discussione dell'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art. 4
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della  Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno  successivo
  alla sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto:  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Possiamo dare il voto finale al disegno di legge. Intanto dobbiamo
  votare  l'articolo  3  così come emendato,  perché  abbiamo  votato
  l'emendamento soppressivo.
   Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   CARTA, presidente della commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
  prima  del  voto finale, posso chiedere un attimino la  sospensione
  dell'Aula, per favore? Sta arrivando l'assessore Aricò,  e  siccome
  c'era un emendamento aggiuntivo

   PRESIDENTE. Va bene, allora sospendo l'Aula per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.34, è ripresa alle ore 15.39)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   L'Assessore è in Aula.
   Possiamo dare il voto finale alla legge.
   C'è richiesta di voto segreto da parte dell'onorevole Dipasquale.
   Ricordo  all'onorevole Dipasquale che i richiedenti  per  il  voto
  finale  non  sono  sette ma diventano nove. La  richiesta  di  voto
  segreto  per  il  voto  finale non è di  sette  deputati,  ma  sono
  diventati nove. Vediamo se la richiesta è appoggiata o meno.
   Dichiaro aperta la verifica.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   n. 738 Stralcio IV Comm quater/A

      Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
    «Disposizioni varie in materia di politiche abitative» (n. 738
                      Stralcio IV Comm quater/A)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indico la votazione finale per scrutinio  segreto  del
  disegno  di  legge  «Disposizioni varie  in  materia  di  politiche
  abitative» (n. 738 Stralcio IV Comm quater/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti  .        51
   Votanti            49
   Maggioranza        25
   Favorevoli         18
   Contrari           31
   Astenuti            0

                       (L'Assemblea non approva)

   PRESIDENTE. Potevate dirlo prima, non avremmo perso questo  tempo.
  Va bene.


     Discussione del disegno di legge "Norme in materia di sanità"
                    (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)

   PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge n. 738 Stralcio  IV  Comm
  bis/A "Norme in materia di sanità".
   Dove siamo arrivati? Ora siamo all'articolo 3. C'era un'ipotesi di
  emendamento  dell'onorevole Safina, se non ricordo male,  circa  la
  questione relativa agli abortisti. Non so se l'idea è mantenuta, se
  l'emendamento  è  ritirato,  se è  stato...  è  a  firma  della  VI
  Commissione.
   Allora,  intanto, chiedo all'onorevole Carta di lasciare il  banco
  della Commissione al Presidente Laccoto.
   Invito  i  componenti della Commissione a prendere posto al  banco
  alla medesima assegnato.
   Qual è l'emendamento?
   Ha chiesto di intervenire l'assessore Savarino. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, nel ribadire che il disegno di legge che è stato appena
  bocciato dall'Aula era un disegno di legge parlamentare e  non  del
  Governo  su  cui, peraltro, il Governo comunque condivideva  alcune
  scelte,  volevo  però  rassicurare  l'onorevole  Sunseri,  che   ha
  emendato  l'articolo che riguarda i beni confiscati, che provvederò
  insieme al mio dirigente, il Dipartimento urbanistico, a vedere  se
  è  possibile, come io immagino, essendoci già una norma a monte che
  è quella del  salva-casa  che abbiamo già recepito e, quindi, già è
  assolutamente organica al nostro ordinamento giuridico,  di  potere
  operare  attraverso un decreto e, quindi, volevo dirle che cercherò
  di  andare  incontro alle legittime esigenze che aveva sottolineato
  il collega e la Commissione Quarta attraverso un decreto insieme al
  mio dirigente. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,   assessore   Savarino,   adesso   trattiamo
  l'emendamento   che   stanno   caricando   sui   tablet   a   firma
  dell'onorevole Safina.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Presidente,
  assessore, colleghi, se possibile, un attimo di attenzione al  fine
  di  chiarire  alcune  questioni. Questa  norma,  con  l'emendamento
  presentato,  non è assolutamente difforme da quella nazionale,  nel
  senso  che nessun obiettore di coscienza può essere licenziato,  si
  sta facendo solamente rafforzare l'idea che coloro che decidessero,
  per i motivi previsti dalla norma nazionale, di dovere ricorrere ad
  un  aborto, per quelle condizioni che sono già previste nella norma
  nazionale,  possono avere la facoltà di poterlo  fare  anche  nelle
  aree  funzionali, dove non ci sono obiettori di coscienza. Per  cui
  l'emendamento  presentato la volta scorsa  viene  così  modificato,
  quindi niente licenziamento, nient'altro
   All'articolo  3,  se  mi volete seguire un  attimino,  il  secondo
  periodo  del comma 3 è sostituito dal seguente: "Qualora le aziende
  del  servizio sanitario regionale, per effetto della cessazione dei
  rapporti di lavoro o di successiva obiezione da parte del personale
  reclutato ai sensi del presente comma, rimangano prive di personale
  non obiettore, le stesse avviano procedure idonee a reintegrare  le
  aree  funzionali  del  personale non  obiettore  nei  limiti  delle
  disponibilità delle piante organiche, entro 120 giorni  dalla  data
  della  presentazione  della  dichiarazione  di  obiezione  o  della
  cessazione del rapporto di lavoro".

   PACE. Cosa significa?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Significa che se
  tu  non hai più obiettori di coscienza, puoi indire nuovi bandi nei
  limiti della pianta organica. Se tu cessi dal lavoro o non hai  più
  obiettori, perché nel frattempo quello si è dichiarato obiettore di
  coscienza,  non  obiettore, si è dichiarato, fai  un  nuovo  bando.
  Tutto qua.

   PACE. Sempre per i non obiettori.

   LACCOTO,  presidente della Commissione e relatore.  No, certo,  lo
  fai  per non obiettori, ma è la norma nazionale, non cambia niente.
  Noi  diciamo  nell'ambito  della norma nazionale,  si  sta  facendo
  questo.

   PRESIDENTE. Presidente Laccoto, se lei non lo firma e  non  ce  lo
  consegna

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. E' firmato  già,
  comunque lo firmo in questo.

   PRESIDENTE. No, non l'ha firmato.

   PACE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi le chiedo, siccome  la
  mia  è anche una dichiarazione di voto non soltanto sul comma,  sul
  subemendamento,  ma  sull'intera  impalcatura  dell'articolo,   nei
  limiti  del possibile, le chiederei di far fare silenzio  all'Aula,
  qualora   fosse  possibile,  perché  sto  cercando   di   fare   un
  ragionamento  che sicuramente sarà ai più impopolare  e  che  tocca
  temi etici che riguardano la coscienza di ognuno di noi.
   Io  faccio  parte anche della Commissione Sanità, ma quando  si  è
  trattato  questo articolo evidentemente non ero presente, ho  visto
  che  si  è  trattato  il  tema della vita, perché  comunque  stiamo
  parlando  di  un  diritto  naturale fondamentale  per  l'uomo,  che
  nessuno  concede,  ma  che bisogna soltanto rispettare,  che  è  il
  diritto  alla  vita, e ho visto trattare questo articolo  e  questo
  tema  dei  ginecologi non obiettori o obiettori  come  se  stessimo
  parlando di un qualsiasi emendamento alla legge finanziaria o  come
  poco fa abbiamo fatto sul disegno di legge sulle unità abitative.
   In  realtà, caro assessore Faraoni, stiamo parlando di un tema che
  riguarda  la coscienza di ogni individuo e francamente,  al  di  là
  della   legge   n.  194,  al  di  là  del  referendum  sull'aborto,
  francamente faccio ancora fatica, pur rispettando la Costituzione e
  le  leggi italiane, ad accettare che ci possa essere uno Stato  che
  consideri  un organo entro il novantesimo giorno come qualcosa  che
  può essere eliminato, novantesimo giorno dal concepimento, e invece
  dal novantunesimo giorno dal concepimento no
   Anche  Papa Francesco ha condannato apertamente l'aborto e  lo  ha
  definito un crimine  Lo ha definito un attacco alla dignità umana
   Noi  oggi, con questo articolo, vorremmo dare la possibilità  alle
  nostre  strutture  sanitarie, caro Assessore, di assumere  soltanto
  medici, fare bandi soltanto per medici non obiettori. Mi è sembrato
  di capire che l'articolo 3 dica questo
   E  ora  c'è, l'ho letto poco fa, il subemendamento, dell'onorevole
  Safina  che  ho ascoltato adesso e che francamente ho fatto  fatica
  anche  a  comprendere, perché l'ho ascoltato anche adesso da  parte
  del Presidente Laccoto.
   Siccome  siamo  qui  per  esprimere i nostri  convincimenti  anche
  quando risultano essere di difficile comprensione e impopolari,  se
  uno  crede  in  qualcosa  lo  deve, nel ruolo  che  riveste,  poter
  manifestare. L'ho fatto all'interno della Commissione Sanità quando
  abbiamo  discusso sul disegno di legge del suicidio assistito,  sul
  fine  vita.  Sono stato l'unico parlamentare a dire apertamente  la
  mia convinzione e con la stessa schiettezza ma con la stessa, e  mi
  sforzo,  coerenza - mi sforzo di essere coerente - dico  che  tutto
  quello  che  è  contrario al diritto naturale alla  vita,  dal  suo
  concepimento fino alla morte naturale, non potrà vedere il mio voto
  favorevole.
     Credo  che sulla sanità dobbiamo invece interrogarci. Giorni  fa
  siamo andati a finire, giustamente o ingiustamente lo vedremo,  sui
  canali nazionali per alcuni temi gravi che sono emersi sulla sanità
  siciliana, sulla veridicità è tutto da constatare ma siamo andati a
  finire  sui  canali nazionali, così come prima poi affronteremo  in
  quest'Aula, come certe ASP amministrino le aziende e in alcuni casi
  in modo abbastanza libertario.
   Su  questi temi siamo pronti a confrontarci. Sul tema del  diritto
  alla  vita,  ritengo  che  né  io né  nessun  altro  possa  mettere
  articoli,  commi  o leggi che possano impedire il diritto  naturale
  alla vita, dal suo concepimento in avanti. Non vorrei dilungarmi ma
  vale  sia  come  dichiarazione  di  voto  sul  comma  stesso,   sia
  soprattutto come dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Sono iscritti a parlare gli onorevoli  Marchetta,  De
  Luca  Antonino, Safina, La Rocca. Ha facoltà di parlare l'onorevole
  Marchetta.

   MARCHETTA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi.  Credo  che  la
  vita  umana  debba essere tutelata fin dal suo inizio  poiché  ogni
  essere umano, anche nel grembo materno, ha diritto alla protezione,
  al  rispetto. L'aborto infatti interrompe un processo  di  sviluppo
  unico  e irripetibile privando una nuova vita della possibilità  di
  nascere e di esprimere il proprio potenziale.
   Ritengo  importante promuovere alternative come il  sostegno  alle
  madri  in difficoltà, l'adozione e l'educazione alla responsabilità
  in  modo da valorizzare la vita e offrire soluzioni concrete  senza
  ricorrere  all'interruzione volontaria della gravidanza. La  tutela
  della  vita è un valore fondamentale che dovrebbe guidare le nostre
  scelte e le politiche sociali.
     La  Corte costituzionale italiana ha riconosciuto la libertà  di
  coscienza  come  un  valore costituzionale di  primaria  importanza
  strettamente connesso alla dignità della persona umana, ai  diritti
  inviolabili  come la libertà di manifestare le proprie  convinzioni
  morali  o  religiosi,  articoli 19 e 21  della  Costituzione.  Tale
  libertà  può  giustificare  anche  l'obiezione  di  coscienza  cioè
  l'esenzione  da  doveri  pubblici che  confliggono  con  il  nucleo
  essenziale  delle convinzioni personali. La libertà di coscienza  è
  un   diritto   laico  universale  che  tutela  l'autodeterminazione
  dell'individuo,  la  sua  dignità e  la  parità  delle  convinzioni
  rappresentando   un   fondamento  essenziale  per   la   convivenza
  democratica  e  il  rispetto ai diritti umani. Alla  luce  di  tali
  considerazioni esprimo voto contrario.

               Presidenza della Vicepresidente LANTIERI

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Safina.

   SAFINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi.  Come  sempre  ho
  ascoltato con molta attenzione gli interventi di coloro i quali  mi
  hanno preceduto e ovviamente rispetto il loro punto di vista perché
  la  mia cultura è quella che si fonda sul rispetto delle idee e sul
  dibattito  democratico. Però, devo dire una cosa, al  di  là  delle
  polemiche,  il tenore degli interventi che ho ascoltato  mi  sembra
  fermo  al  1981  perché  nel 1981 si celebrarono  sette  referendum
  abrogativi,  uno  di  essi  riguardava  proprio  la  194/78  e  gli
  italiani,  non qualcuno a caso, gli italiani si sono pronunziati  a
  favore  del  mantenimento in vigore di quella legge. La  questione,
  come voi l'affrontate, è fuori luogo perché quel diritto nel nostro
  ordinamento,  esiste, è immanente, non è in discussione   E  questa
  Assemblea  regionale,  nonostante i vostri interventi,  non  ha  la
  competenza  per  abrogare  quel diritto. E'  inutile  impostare  la
  discussione,  per come voi volete fare. Noi abbiamo provato,  e  io
  ringrazio ancora una volta il presidente Laccoto e i colleghi della
  Commissione  Sanità , abbiamo provato ad impostare un dibattito non
  ideologico, che guarda a una circostanza, veda è talmente arretrato
  il  suo  modo, il suo intervento, che non tiene conto di una  cosa,
  che  l'aborto  è  previsto  nei  LEA,  nei  livelli  essenziali  di
  assistenza e come si fa in un'Assemblea legislativa a dire che  non
  ci  deve  essere? C'è perché è un livello essenziale di assistenza,
  perché è un diritto delle donne per tutelare la loro salute
   Avevamo fatto una prima versione della norma. Sapevamo che  quella
  norma  potesse  avere  qualche elemento  però  volevamo  aprire  il
  dibattito e, probabilmente, ci siamo riusciti. Adesso, per arrivare
  a   un'approvazione  che  possa  consentire  ai  cittadini  e  alle
  cittadine  siciliane  di godere un diritto  -  come  ne  godono  in
  Piemonte, come ne godono in Lombardia, come ne godono nel  Lazio  -
  stiamo dicendo: "Guardate, nessuno perderà il lavoro. Nessuno  avrà
  l'obbligo di non dichiararsi obiettore, altrimenti perderà il posto
  di lavoro. Nessuno ", collega Pace, nessuno  Nessuno sta minando la
  libertà  dei  medici,  nonostante presti in un  servizio  pubblico.
  Stiamo dicendo, però, che le aziende sanitarie devono rispettare  i
  LEA,  che  le aziende sanitarie devono dotarsi di quel personale  e
  devono averlo necessariamente in servizio, e laddove non l'avessero
  devono attivare le procedure per recuperarlo. Questo è il tema   Si
  vuole  rafforzare, in Sicilia, un diritto che è negato, e si  vuole
  dire  che  in  Sicilia l'aborto non si pratica perché me  lo  posso
  permettere e, invece, tante famiglie non hanno questa possibilità
   Perché diventa un tema del censo e quando il censo si impadronisce
  dei  servizi  sanitari, vuol dire che il nostro servizio  sanitario
  sta fallendo la sua missione che è quella di essere universale.
   E allora noi ribadiamo, ancora una volta, per una volta, invece di
  far  parlare del servizio sanitario regionale per i suoi  scandali,
  per le sue inefficienze, facciamo parlare di questa Assemblea e del
  servizio  sanitario  regionale  come  un  servizio  che   si   pone
  all'avanguardia su una questione che riguarda la vita  di  ciascuno
  di  noi  e  che, rispetto al quale, veda consigliere, chiedo  scusa
  onorevole  Pace,  non è una questione di giudicare  moralmente  chi
  pratica l'aborto o chi no, perché nessuno di noi sa cosa farebbe se
  si venisse a trovare in quella condizione
     Io  non  so  - l'ho già detto la prima volta - io  non  so  cosa
  consiglierei a mia figlia che a sedici anni rimanesse incinta,  non
  lo so  Non lo so, bisogna ammetterlo candidamente, perché poi ci si
  trova  dinanzi alle debolezze umane, alle difficoltà di  affrontare
  una  questione  così complessa. Che futuro avrà quel  minore,  quel
  nascituro? Che futuro avrà quella ragazza? Chi lo sa che forza avrò
  io di sostenere questa ragazza? Io non lo so, ma questo non attiene
  all'ideologia,  attiene alle nostre sensibilità, e  le  sensibilità
  non  c'entrano  niente con i diritti, non c'entrano niente  con  la
  capacità di un ordinamento di mettersi al servizio dei cittadini.
   Oggi  i  cittadini  non hanno più fiducia nel  servizio  sanitario
  regionale, lo dicono tutte le indagini demoscopiche. Ma proviamo  a
  fare una cosa che ci può consentire di riavvicinarli. E' un piccolo
  passo.
  Lo  so  che non è decisivo ma se non cominciamo mai a fare qualcosa
  che  riavvicina i cittadini alle istituzioni, che ci stiamo a  fare
  qui  dentro?  Ma a che serve? Serve per l'esercizio  del  potere  o
  perché dobbiamo dare risposte ai siciliani e alle siciliane?
     Io  penso che questo sia l'approccio, e vi chiedo uno scatto  di
  orgoglio  e  non  voglio...presidente  Assenza,  io  non  sono   un
  moralista e quindi non giudico nessuno
   Concludo,  Presidente. Qui, torno a dire, non stiamo  mettendo  su
  una  bilancia  i  buoni e i cattivi; e non stiamo,  però,  parlando
  della legge 194, non facciamo confusione
   Quindi,  invito quest'Aula a passare al voto di questo articolo  e
  di  questi emendamenti, affinché si possano dare risposte a un tema
  che  è  reale,  perché la situazione, rispetto alla relazione  -  e
  concludo  -  che  abbiamo  allegato, è ancora  peggiorata.  Abbiamo
  chiesto alle ASP siciliane, a tutte le ASP siciliane, di dirci qual
  è la situazione rispetto a quella che abbiamo trattato qualche mese
  fa;   la   situazione  è  ulteriormente  peggiorata  e  noi  stiamo
  continuando a non dare risposte. Grazie.

   PRESIDENTE.  Io  concordo pienamente col suo  discorso  e  il  mio
  favore e il mio voto sarà per sostenere e mantenere i diritti delle
  donne.

   PACE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PACE. Ringrazio la Presidenza perché, visto che sono stato citato,
  mi  sta  dando la possibilità - e poi mi taccio - di replicare.  La
  differenza  l'ha detta proprio l'onorevole Safina:  il  diritto  di
  scelta  delle  donne. Io ho difficoltà ad accettare  che  ci  possa
  essere  un  diritto  di una donna e che io possa  agevolare  questo
  diritto  della  donna - che per alcuni è giudicato sacrosanto  -  a
  impedire il nascere di una nuova vita. E questa è una mia  idea  di
  cui  sono  estremamente convinto. Nel 1981 io avevo  dieci  anni  e
  forse...

   PRESIDENTE.  Non dobbiamo rifare tutta la storia, già  l'ha  fatta
  l'onorevole Safina. Lei ha parlato poc'anzi, ha spiegato

   PACE.   e  in ogni caso avere la mia condivisione... ho apprezzato
  anche   l'intervento   coraggioso  della  mia  collega,   onorevole
  Marchetta. Probabilmente saremo minoritari anche in quest'Aula, non
  abbiamo  la  presunzione di far valere a tutti i  costi  le  nostre
  ragioni;  abbiamo invece la velleità di far rispettare le  idee  di
  chi non la pensa come la maggioranza  E ancora una volta, onorevole
  Safina,  questo Parlamento deve interrogarsi invece su come aiutare
  quelle  mamme  che  avrebbero  difficoltà  a  portare  avanti   una
  gravidanza  con  delle  misure di sostegno,  a  farle  arrivare  al
  nono...

   DIPASQUALE. Lo dovete fare voi come Assessorato alla famiglia

   PACE. Come Assessorato alla famiglia, per carità

   PRESIDENTE. Onorevole Pace, completi.

   PACE.   Ha   detto   bene  l'onorevole  Dipasquale:   a   iniziare
  dall'Assessorato  alla  famiglia  dobbiamo  interrogarci  su   come
  aiutare quelle mamme che avrebbero l'idea di interrompere la vita e
  aiutarle in qualsiasi modo, con sostegni tangibili. Sull'aiutare le
  aziende   sanitarie  con  percorsi  parlamentari   di   legge   per
  interrompere la vita, non mi troveranno mai d'accordo e non avranno
  mai il mio voto di supporto.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Presidente, Governo, colleghi, Siciliani  e,  a
  questo  punto  mi tocca aggiungere, anche, donne siciliane  che  ci
  seguono,  perché  a  momenti torniamo ai tempi  degli  intrugli  di
  prezzemolo  e  degli aborti casalinghi, stando ad ascoltare  alcune
  dichiarazioni.
   E  vorrei ricordare a me stesso e a chi ci segue che quello di cui
  stiamo  trattando  - Presidente - è una prestazione  sanitaria  che
  l'ordinamento  sanitario siciliano deve rendere attraverso  le  sue
  aziende   ospedaliere   pubbliche  e  attraverso   quelle   private
  convenzionate.
   Il  mondo delle aziende sanitarie pubbliche, da un punto di  vista
  dell'esecuzione  degli  aborti,  diversamente,  non  funziona.  Non
  funziona  per  il semplice motivo che non sono più presenti  medici
  abortisti.  Non perché l'aborto sia diventato illegale, non  perché
  qui  non si tratta di riconoscere o meno un diritto alle donne.  Io
  non  capisco  come  si  possa  arrivare  al  2025,  in  un'Aula  di
  Parlamento,  dicendo che non bisogna - o che ci viene  difficile  -
  riconoscere il diritto di una donna che può avere un rischio per la
  propria  vita, che può essere stata vittima di uno stupro, che  può
  non essere nelle condizioni fisiche o psicologiche - magari a causa
  di  una  disabilità - di sopportare una gravidanza  Possono esserci
  tanti  motivi,  che noi non abbiamo il diritto di  discutere  o  di
  passare al vaglio  Ma abbiamo il dovere, questo sì, di attuare  ciò
  che  la legge ha già stabilito.  E cioè che chi ritiene, dopo  aver
  fatto  le  proprie valutazioni - intellettuali, morali,  etiche,  e
  soprattutto sanitarie - di affrontare il percorso dell'aborto, deve
  potersi  recare  nelle  nostre strutture  sanitarie  pubbliche  per
  avviare  questo  percorso. Percorso che, oggi, oggettivamente,  non
  trova soluzione.
   In  provincia  di Messina non esiste un solo medico  abortista  in
  tutta  l'ASP. L'ultimo era il professore D'Anna, che  è  andato  in
  pensione.   Ad oggi, negli ospedali della provincia di Messina  non
  mi  risulta  esserci un solo medico abortista  Diventa  necessario,
  per  questo  Parlamento e per questo Assessorato  -  che  hanno  il
  dovere  di  legge  di rendere le prestazioni sanitarie,  perché,  a
  prescindere  da  ciò  che ne pensa ognuno di  noi,  o  da  come  si
  vogliono interpretare le parole di Papa Francesco che adesso che  è
  morto  ognuno  interpreta a modo proprio - non possiamo  consentire
  che il servizio sanitario regionale siciliano rinunci a svolgere il
  proprio compito in questo delicatissimo settore.
   Il  Movimento  Cinque  Stelle sosterrà  questa  norma,  la  voterà
  favorevolmente.  Ma non possiamo esimerci dal definire  stucchevoli
  determinate affermazioni, che ci riportano - ripeto - a un'epoca in
  cui si abortiva con infusi di prezzemolo, con il rischio della vita
  e delle infezioni di tante donne che hanno perso la vita, proprio a
  causa  di norme ignoranti e bigotte, di uno Stato che ha tardato  a
  riconoscere  un  diritto  che le donne  hanno  conquistato  con  il
  sacrificio. E che non deve più essere negato. Grazie.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA. Grazie, Presidente. Allora, io intanto volevo fare  una
  precisazione rispetto a quanto detto dall'onorevole Pace,  partendo
  dalla Commissione.
    Lui, in quella sede, era assente, ma voglio ricordare a me stessa
  e  a  quest'Aula che in Commissione noi abbiamo votato con un  voto
  unico  articoli diversi. C'era un articolo che riguardava  le  cure
  palliative, c'era l'articolo che riguardava l'aumento del budget di
  salute,  c'era  l'articolo sulla relazione  annuale  dell'Assessore
  circa  l'utilizzo del budget di salute, e poi c'era  l'articolo  3,
  che riguardava i non obiettori.
   Il  voto  è  stato dato come voto unico, quindi  qui  non  si  può
  puntare  il  dito  contro una Commissione che ha fatto  il  proprio
  dovere,  votando  -  dico tra virgolette - un  pacchetto  di  norme
  contenute in un'unica norma suprema. Qui c'è il Presidente Laccoto,
  che  fa   sì   con la testa, perché la gente che sta  a  casa  deve
  capire  cosa  ha  votato la Commissione Salute, e  quali  erano  le
  proposte che da quella Commissione sono uscite.
   In  quell'occasione è stata paradossale la proposta che veniva  da
  alcuni colleghi, i quali dicevano che, nel momento in cui un medico
  diventava  obiettore,  allora  doveva  essere  licenziato    Questa
  proposta,  già  in  Commissione, è apparsa incostituzionale.  Si  è
  forzata  la mano, volendo portare necessariamente in Aula un  testo
  in quel modo.
   Oggi  -  secondo  quello che sto capendo, perché certe  volte  qui
  sembra di non capire nulla - in discussione c'è una norma, e quella
  norma  va  rispettata perché le leggi dello Stato vanno rispettate,
  poi  ci può essere una dicotomia tra quelle che sono le leggi dello
  Stato e quella che è la mia coscienza, e allora nel momento in  cui
  voto  io  mi  interrogo, e dico già in anticipo che al primo  posto
  metterò la coscienza e poi le norme dello Stato, che rispetto.
   Quindi  io  avrò  massimo  rispetto  per  quello  che  voterà   il
  Parlamento,  ma dovrò tener conto anche di quello che dice  la  mia
  coscienza.
   Se  ho  capito bene, noi oggi qui dobbiamo votare un "LEA", perché
  ha  detto  bene  il  collega Safina, l'interruzione  volontaria  di
  gravidanza  rientra  nei  "LEA", e  vanno  garantiti.  Allora  cosa
  dobbiamo  votare? Nelle aziende dove è previsto questo noi dobbiamo
  dire, nel momento in cui un non obiettore diventi obiettore, rimane
  un  posto  vacante e vanno banditi dei posti, perché  quella  unità
  operativa possa continuare a svolgere quel servizio  Questo oggi il
  Parlamento  regionale è chiamato a votare, quindi su questo  io  mi
  devo pronunciare  E, ripeto e ribadisco, tutta la confusione che  è
  stata  fatta  va secondo me stigmatizzata, perché altrimenti  diamo
  una  pessima informazione a casa, per la gente che non  sa  di  che
  cosa  stiamo parlando, perché sembriamo dicotomici in tutte le cose
  che facciamo
   Quindi,  personalmente  voglio  ribadire  il  mio  voto  contrario
  secondo la mia coscienza, ma alla base di tutto ciò c'è un diritto,
  e  il  diritto  va salvaguardato  Poi non è nelle  corsie  dove  si
  pratica  l'aborto  che si deve lavorare per la  salvaguardia  della
  vita, si deve lavorare per la salvaguardia della vita in tantissimi
  altri  contesti, e sono tantissime le agenzie che sono  chiamate  a
  promuovere la vita. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole La Rocca. È stata speciale,  perché
  ha spiegato benissimo quello che sta accadendo, grazie.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Grazie,  Presidente. Io ho  già  espresso  nella  seduta
  precedente  la  mia  ferma  opposizione a  qualsiasi  percorso  che
  agevoli  il  fenomeno abortivo, che è un diritto e  rimane  tale  e
  nessuno  può  metterlo  in discussione. Apprezzo  il  tentativo  di
  correggere  il  tiro,  perché era veramente abnorme  licenziare  il
  medico  che diventava obiettore di coscienza, era veramente un'idea
  che non vedo come possa essere stata concepita e peraltro approvata
  in Commissione.
   Detto questo, oggi l'emendamento sostitutivo proposto dalla stessa
  Commissione indubbiamente migliora il testo, purtuttavia secondo me
  anch'esso  è  da respingere, perché in pratica creiamo  una  corsia
  preferenziale al medico non obiettore rispetto al medico obiettore.
  Se non ho capito male, nel momento in cui si libera o viene meno un
  rapporto  di  lavoro  di  un medico obiettore,  si  riserva  quella
  posizione  lavorativa in via esclusiva o comunque  privilegiata  al
  medico non obiettore: è un percorso che io personalmente non  posso
  condividere.
   Saremo  in minoranza, ma io continuo a sostenere la mia  tesi  che
  qualsiasi  percorso agevolativo di una pratica che  è  distruttiva,
  sono il primo a riconoscerlo, in primo luogo per chi la pratica, ed
  è  sempre un motivo di grandissimo travaglio interiore, di  disagio
  psicologico  e  di vero e proprio dramma decisionale,  ma  non  per
  questo  le istituzioni devono agevolare questo percorso. Invece  si
  dovrebbe   investire   quanto  più  possibile  nell'offrire   delle
  soluzioni  alternative  alle  donne  in  momenti  di  così   grande
  difficoltà.
   Quindi,  annuncio  il  mio  voto  personale  contrario  in   toto,
  all'emendamento,  e  ritengo di poter parlare  in  questo  campo  -
  tranne  qualcuno  che  per motivi personali  ritenga  di  agire  in
  dissenso - per il Gruppo di Fratelli d'Italia.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Presidente, questo dibattito l'ho già affrontato  quando
  ne abbiamo parlato la prima volta, quando questo disegno di legge è
  stato   incardinato  e  discusso.  Oggi,  siamo  davanti   ad   una
  riscrittura.
   Mi  pongo un quesito e dico, colleghi, davvero c'è bisogno di  una
  legge  per  fare un atto amministrativo all'interno  delle  aziende
  sanitarie e all'interno delle ASP? Io credo di no
   Se  siamo legislatori, che utilizziamo una grammatica legislativa,
  non  credo  sia necessario dovere legiferare su cose che sono  atti
  amministrativi che possono essere adottati in maniera assolutamente
  autonoma  da parte delle aziende sanitarie. Si può fare  un  ordine
  del giorno
   Ma  io  credo  che  non  ci sia necessità di ingolfare  l'attività
  legislativa   con   una   norma  ultronea   rispetto   all'attività
  legislativa stessa.
   Sul  tema possiamo dibattere, stiamo dibattendo, ciascuno  esprime
  in  libertà la propria opinione ma - ripeto - non credo che ci  sia
  la necessità di una norma che, in nessun modo, possa evitare che lo
  si possa fare già da oggi.
   Credo che se si fa un atto di interpello, e oggi qualunque azienda
  ospedaliera  può  farlo,  non vedo per  quale  motivo  oggi  stiamo
  dibattendo  su un tema che abbiamo ottenuto quando la legge  194  è
  stata approvata. Cosa diversa è capire il convincimento di ciascuno
  di noi e se qui dobbiamo dire ciò che pensiamo, io dico la mia
   Ma  rispetto a quella che è l'attività legislativa, non credo  sia
  necessaria questa legge.
   E  poiché  noi  abbiamo  tantissime leggi  -  vorrei  ricordare  a
  quest'Aula e a me stessa - che noi nella scorsa legislatura abbiamo
  dato  vita ad una Commissione che si chiamava  Verifica delle norme
  approvate dentro il Parlamento   quante norme sono approvate e  non
  vengono applicate?
   Quante iniziative lodevoli poi rimangono lettera morta perché  non
  diventano realtà?
   Per quale ragione oggi dobbiamo fare questo?
   Perché  dobbiamo fare emergere qual è la volontà di ciascuno?  Non
  ho  alcuna difficoltà a dire ciò che penso  L'ho sempre fatto e  lo
  farò sempre
   Credo che la legge n. 194 abbia segnato un passo importante per la
  nostra  Repubblica italiana ma che dall'altra non è stato applicato
  tutto  l'intero  dettato  normativo, ossia l'attività  di  sostegno
  psicologico alle donne che decidono - o meglio che hanno scelto  di
  fare  questa  interruzione  volontaria  di  gravidanza,  che  è  un
  percorso  dolorosissimo per ciascuna delle donne che  lo  affronti,
  non è supportato dal punto di vista dei numeri, per quanto riguarda
  gli operatori che sono i non obiettori ma anche quello che riguarda
  l'attività di supporto
   Spesso  le  donne che arrivavano ad un'interruzione volontaria  di
  gravidanza non hanno la facoltà di scegliere un'alternativa perché,
  purtroppo, il nostro sistema sanitario nonché la nostra società, lo
  Stato, il Pubblico, che dovrebbe sostenere una donna in difficoltà,
  a volte non riesce ad essere l'adeguato supporto e quindi la scelta
  diventa una scelta obbligata, non una scelta per convinzione
   Siccome  parliamo di una cosa importantissima -  cioè  la  vita  -
  credo  che  sia doveroso, da parte di ciascuno di noi,  affrontare,
  come  stiamo facendo, in maniera intellettualmente onesta  un  tema
  delicatissimo.  Qui  nessuno ha la ricetta esatta  per  ciò  che  è
  giusto e sbagliato
   Certamente,  penso che ognuno debba esprimere in  maniera  libera,
  senza  avere la preoccupazione di essere giudicato, rispetto  a  un
  tema così delicato.
   Credo, altresì, che la legge 194, se noi la guardiamo soltanto  da
  questo  punto  di vista, cioè il fatto di imporre,  attraverso  una
  norma, che ci siano dei non obiettori che diventino poi primari  di
  una  un'unità complessa, credo che sia anche necessario  approntare
  delle  cure psicologiche a sostegno della donna affinché la  scelta
  sia  veramente una scelta consapevole e l'ultima scelta  che  viene
  data a una donna.
   Così  come abbiamo previsto per le cure palliative, per l'articolo
  che verrà a seguire, che ci sia un'attività di sostegno psicologico
  per una scelta consapevole, io credo che vada integrato.
   Ho  presentato un emendamento a mia prima firma e insieme ad altri
  colleghi,   l'onorevole   Intravaia,   l'onorevole   La    Vardera,
  l'onorevole  Abbate, affinché si possa predisporre  all'interno  di
  ciascuna  unità ospedaliera e di ciascuna ASP un servizio  dedicato
  affinché accanto all'interruzione volontaria di gravidanza  ci  sia
  uno  sportello  dedicato alla cura psicologica  di  una  donna  che
  affronta una tragedia quale quella della decisione di abortire.
   Credo  sia  un  atto  che  -  se dobbiamo  proprio  normarlo  -  è
  indispensabile  che si predisponga in tal senso una disciplina  che
  guardi  alla  salute mentale e anche al sostegno della  donna  dopo
  l'aborto, perché va seguita
   La  cronaca ci restituisce anche la grande difficoltà nella  quale
  le donne oggi vivono. C'è un bisogno di salute mentale incredibile,
  abbiamo fatto un Intergruppo dentro questo Parlamento sulla  salute
  mentale,  abbiamo approvato il disegno di legge sullo psicologo  di
  base,  come possiamo pensare di poter affrontare questo tema  senza
  sostenere, anche da un punto di vista psicologico, così come la 194
  oggi  impone  e  non  sempre, assessore, viene fatto  in  tutte  le
  aziende sanitarie, in tutte le aziende ospedaliere?
   Quindi,  siccome  il sistema sanitario dal punto  di  vista  della
  salute mentale, secondo il mio punto di vista, va potenziato  e  lo
  dirò  in  tutte le occasioni da qui a fine legislatura, perché  noi
  non  possiamo  affrontare  una  manovra  finanziaria  pensando   di
  approcciare delle somme soltanto guardando le partite iva che  sono
  importantissime ma non possiamo pensare che non ci sia un  problema
  di  salute  mentale importantissimo dentro la Regione, enorme,  che
  porta  ad uno stato di violenza, di distruzione dei nostri giovani
  Non  possiamo  mostrarlo  e,  quindi,  io  chiedo  accoratamente  a
  quest'Aula  che  tutti noi ci prendiamo veramente  un  impegno  nel
  sostenere  la  salute  mentale della  nostra  Regione,  dei  nostri
  giovani che vivono una difficoltà incredibile  Scusate un attimo.

   PRESIDENTE. Onorevole, un po' d'acqua, si calmi.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.

   PRESIDENTE. Onorevole, ha cambiato Gruppo? E' passata con  il  PD,
  per dare il sostegno a chi?

   CAMPO. Sono ospite perché con l'onorevole Safina abbiamo condiviso
  questa battaglia

   PRESIDENTE. Brava

   CAMPO.  Del  rispetto  della 194 e io  capisco  che  questo  è  un
  Parlamento e, quindi, siamo qui anche per parlare, però  non  posso
  accettare che un collega dica ha difficoltà ad accettare un diritto
  costituzionalmente garantito alle donne.
   Io  qui,  veda  Presidente, ho difficoltà  ad  accettare  che  non
  vengano refertati in tempo le schede per dei pazienti gravi e viene
  messa  a rischio la loro salute  Non ho difficoltà ad accettare  un
  diritto  garantito, tra l'altro da una norma dello Stato  e  questa
  Regione  lo ricorda a tutti, siamo in una Regione, non possiamo  di
  certo rimettere in discussione e superare una legge dello Stato.
   Adesso  si  sta buttando questo discorso in caciara,  cercando  di
  trasferire la questione verso una questione etica e morale, ma  noi
  viviamo in uno Stato di diritto, in uno stato che rispetta le leggi
  e,  quindi, tutta questa discussione che è stata posta dai colleghi
  non  ha  assolutamente ragione di essere e di esistere  perché  non
  possiamo  assolutamente superare una legge, non possiamo  andare  a
  dire che questa legge deve essere prima affrontata con dei supporti
  psicologici, eccetera, perché quella è un'altra questione ancora
   Non   è   che  una  donna  che  decide  di  abortire  deve  essere
  necessariamente sottoposta a TSO, onorevole Caronia, quindi  noi  a
  questo  punto stiamo semplicemente garantendo un diritto, e  questo
  diritto deve essere superiore alle stesse necessità dei medici. Non
  è  che  adesso se io assumo dei medici in qualità di professionisti
  che possono praticare una interruzione di gravidanza, questi medici
  dopo  un  po'  si dichiarano obiettori e a me viene  a  mancare  un
  servizio che tutela la salute dei pazienti
   Quindi stiamo parlando di un'altra questione che è ben più seria e
  ben  più  importante di quello che si sta cercando di far  credere,
  cercando di spostare il dibattito in caciara, cercando di andare  a
  minare una norma che è stata fatta nel 1978
   Non andiamo indietro di decenni, siamo nel 2025, colleghi, andiamo
  avanti piuttosto e cerchiamo di migliorare il sistema sanitario  di
  questa Regione che sta cadendo a pezzi

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori.  Io
  pensavo  che  con  la nuova formulazione dell'emendamento  che,  in
  parte,  ha  ripreso  il  dibattito che si è svolto  l'ultima  volta
  quando abbiamo parlato di questo tema, che quest'emendamento avesse
  convinto un po' tutti perché, credo che abbia veramente raccolto le
  indicazioni che provenivano dall'Aula.
   Invece  abbiamo rivisto, risentito alcune considerazioni  che  noi
  rispettiamo ma che non ci sembrano
  legate  alle  questioni  che  stiamo  discutendo:  non  è  che   il
  Parlamento siciliano sta rivisitando la legge n. 194, questo  è  il
  punto  centrale  Se vogliamo ascoltare le cose poi  possiamo  anche
  decidere, però noi abbiamo davanti una situazione che è limitata ad
  una  questione presente nelle problematiche legate all'interruzione
  di  volontaria  di gravidanza: innanzitutto i colleghi  espressione
  della  Democrazia Cristiana tra virgolette indicano  una  questione
  etica,  la  questione etica, io credo, che la si debba  affrontare,
  non c'è dubbio, noi rispettiamo
   Voglio  qui, però, ricordare che quella legge è stata  varata  nel
  '78, e nel '78 a guidare il Paese era la Democrazia Cristiana,  era
  la  Democrazia  Cristiana, io ero un giovane studente universitario
  di medicina e ci fu un dibattito interno alla Democrazia Cristiana,
  interno agli altri partiti, se andiamo a rileggere il titolo  della
  legge,  il titolo della legge dice che, innanzitutto, va  visto  il
  valore  sociale della maternità e che il primo impegno dello  Stato
  deve  essere la tutela della vita; nel contempo, però, tiene  conto
  che  la  società è una società complessa in cui dal punto di  vista
  laico  bisogna  tener  conto  anche di  chi  non  crede  ad  alcuna
  indicazione di tipo etico-religioso e, quindi, la legge  garantisce
  anche il diritto di interrompere, per motivi gravi, la gravidanza.
   Ora qualcuno dice che ci vorrebbe sostegno, ci sono stati sempre i
  consultori,  anche  i  consultori andrebbero  potenziati,  però,  è
  quello  il luogo dove le donne nei quartieri vanno per consultarsi,
  per  parlare e per trovare conforto, io qui voglio aggiungere, però
  lo  dico, perché in quegli anni seguimmo questo dibattito che ci fu
  nel  Paese,  che ad abortire c'erano anche le persone  prima  della
  legge - e lo dico alle donne presenti nel Parlamento - le donne che
  abortivano,  abortivano nel sottoscala quando erano povere,  quando
  non avevano le risorse per andare in una clinica, abusivamente, una
  clinica  abusiva, abortivano nel sottoscala  E la   praticona   che
  determinava l'aborto, utilizzava i mezzi che normalmente  servivano
  per  fare  le maglie, i maglioni, e i dati che emergono  da  quegli
  anni, c'è l'Assessore che può confermare o meno, c'erano tanti  che
  arrivavano  negli  ospedali  con le  emorragie,  alcuni  arrivavano
  cadavere,  alcuni arrivavano con la setticemia dopo  alcuni  giorni
  aver praticato questo tipo di aborto
   L'aborto  è  un dramma, lo sappiamo tutti, non abbiamo bisogno  di
  insegnanti e di professori, però c'è chi lo pratica, chi con dolore
  può  affrontare, per scelta può affrontare questo  tema,  un  fatto
  traumatico senza dubbio anche se si fa col conforto medico,  voglio
  qui   ricordare  che  anche  farmacologicamente  oggi  è  possibile
  praticare l'aborto, se permette Presidente volevo completare, io la
  ringrazio

   PRESIDENTE.  Era per avvertirla che il tempo a sua disposizione  è
  scaduto.

   BURTONE. La ringrazio per avermelo segnalato.
   Noi  abbiamo davanti una situazione particolare, noi abbiamo fatto
  quella   legge,   modificando,   costruendo   con   il   Parlamento
  l'emendamento,  partendo da un dato, ci sono due  medici,  ci  sono
  tanti medici che mancano nel sistema sanitario regionale.
   Chi  mi conosce, chi ha sentito i miei interventi, sa quante volte
  mi sono battuto per dire che il numero chiuso è sbagliato, non l'ho
  detto  solo  qui, l'ho detto da sempre, però noi abbiamo affrontato
  due  emergenze, l'assessore lo dovrebbe qui ribadire, quella  delle
  cure palliative. Chi ha un tumore e si trova nella fase terminale e
  ha  bisogno  di  cure  che attenuino i dolori,  mancavano,  abbiamo
  avviato  un  percorso veloce, alternativo, quello di non utilizzare
  la specializzazione, ma gli specializzandi, anzi quelli che avevano
  il certificato, che avevano svolto un corso di formazione per poter
  praticare  le  cure  palliative.  E  questo  tema  dei  medici  che
  praticano  l'aborto.  Ora, c'è un dato in  Sicilia,  lo  dico  alle
  colleghe che sono intervenute e lo dico con rispetto, il numero  di
  medici  abortisti  è molto basso, insufficiente.  Lo  dico  sapendo
  l'esperienza di una donna che l'ha raccontata, l'ha scritta, che  è
  dovuta  andare in un'altra provincia per poter praticare  l'aborto,
  perché il ginecologo abortista era in ferie in quel giorno, in  cui
  gli  era  stato  fissato poi l'aborto, si è dovuta spostare  perché
  stava arrivando a 90 giorni e non credo che sia una cosa semplice
   Quindi  io  credo che noi stiamo intervenendo per  dire  soltanto,
  bene  teniamo  conto  di un fatto, Presidente, sto  arrivando  alla
  conclusione, la prego, parlo anche a nome degli altri colleghi.

   PRESIDENTE. Gli altri colleghi hanno chiesto di parlare loro

   DIPASQUALE. Io rinunzio

   PRESIDENTE. Ah, rinunzia? Perfetto. Veramente non era iscritto

   BURTONE.  Signor  Presidente, l'indicazione  era  proprio  questa,
  quella  di  dare  la possibilità di utilizzare un  numero  congruo,
  anche  perché  poi  ci  sono  anche  gli  anestetisti  che  debbono
  dichiararsi  che  possono  praticare,  perché  anche  loro  possono
  pronunciare l'obiezione di coscienza.
   Io  credo che su questo tema noi dobbiamo tener conto del  numero,
  di un ridotto numero di persone che possono fare questa attività.
   Io   mi  sono  permesso  l'ultima  volta  di  dire  e  l'ho  detto
  all'Assessore, non era presente qui, forse sì, io ho detto diamo un
  orientamento secondo il quale il medico che pratica l'aborto  possa
  rientrare anche in altre attività, perché chi pratica solo l'aborto
  non  lo  vuole  più fare e ha anche ragione, anche ragione,  perché
  specializzati a fermarsi sotto solo una pratica medica   quindi  si
  vorrebbe fare anche altro e invece, proprio perché è solo, a  volte
  deve  continuamente  ogni giorno praticare un qualcosa  per  cui  è
  obbligatorio che sia là a lavorare su questo, perché altri  non  lo
  possono sostituire.
   Si  dice  ma pratichiamo le pratiche di sostegno, io sono sindaco,
  vedo   come   opera  l'ufficio  sociale,  l'Assessore   devo   dire
  personalmente  ha  cercato  più volte,  anche  in  Commissione,  di
  chiedere  fondi per sostenere la famiglia ma Assessore, lo possiamo
  dire  che  il  Governo non l'ha mai aiutata, non abbiamo  visto  in
  questi anni nessun intervento a sostegno della famiglia, di  chi  è
  in difficoltà
   Quando  si parla, vedo i colleghi agitarsi e aiutiamo la  famiglia
  in  modo  che non abortiscano, ma quale, ma quale, qual  è?  Quante
  volte siamo stati in Commissione a presentare col collega Leanza ed
  altri  gli  emendamenti per dire sosteniamo chi è in  difficoltà  e
  invece, alternativamente all'aborto, possa sostenere un impegno  di
  famiglia? Mai fatto un intervento di questo genere
   Eppure   l'Assessore   era  disponibile  di   fronte   ai   nostri
  emendamenti.  Allora, io credo che su questo si  debba  con  grande
  umiltà dire che noi non vogliamo cambiare la legge, non la vogliamo
  peggiorare, stiano tranquilli colleghi e le colleghe, qui si tratta
  soltanto di confermare un diritto, un fatto pratico.
   Non   abbiamo  la  pretesa  di  essere  legislatori   che   stanno
  sconvolgendo  tutto, noi siamo dei deputati che  in  un  Parlamento
  vorrebbero  che  in Sicilia, anche su questo tema, si  fornisse  un
  diritto, un diritto. Perché lo ricordo, prima di questo diritto  le
  donne  morivano  in gran parte, in tanti rimanevano mutilati  nella
  loro  attività di procreazione, in tanti avevano problemi di natura
  settica...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Burtone,  anche  il  tempo  dell'onorevole
  Dipasquale, che non aveva, sta utilizzando...

   BURTONE.  Ho  completato Presidente, la ringrazio lei ha  ragione,
  però  mi  pare  che  i  colleghi abbiano voluto  forzare  anche  il
  dibattito  che  c'è stato, mi pare che noi siamo stati  comprensivi
  delle  cose  che  hanno indicato e l'emendamento, francamente,  può
  essere accettato.
   Credo che il Governo debba chiarire che c'è necessità di dare  una
  risposta  proprio per il livello essenziale di assistenza  anche  a
  questo tema.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori io sarò
  brevissimo perché ormai credo che si sia detto tutto su quello  che
  c'era da dire.
   Ringrazio i colleghi l'onorevole Marchetta, l'onorevole Pace,  per
  la  loro  convinzione, per la loro etica, per la  loro  morale,  il
  collega  Safina, il collega Burtone, tutti quelli che hanno parlato
  perché sono punti di vista. Dobbiamo anche essere fieri ogni  tanto
  che  questo Parlamento dibatta su argomenti così importanti che non
  sono  argomenti, come abbiamo detto prima, da discutere  tanto  per
  discuterli   Quindi,  dobbiamo  essere  anche  fieri   che   questo
  dibattito, un dibattito forte su un tema così importante.
   Quindi di questo sono grato a tutti: chi vota sì e chi vota no
   La  premessa,  al  di  là del dibattito, è secondo  me  Assessore,
  Assessori perché stiamo dibattendo su questo articolo?
   Io  voglio  andare più nel profondo, nell'origine  di  quello  che
  stiamo  andando a votare che è semplice. Come ha detto  l'onorevole
  Burtone,  Assessore, io che mi laureo in medicina e che poi  faccio
  una specialità e impiego dieci anni della mia vita per diventare un
  medico,  un  dottore e faccio il ginecologo, posso essere  messo  a
  cavare  denti o a fare tamponi tonsillari per tutta la vita  perché
  non  c'è  altro?  Io  credo che gli obiettori, in  questo  momento,
  diventino  obiettori non solo perché credono di essere obiettori  o
  perché  non  vogliono fare questo lavoro ma perché, a  mio  avviso,
  queste  persone non ce la fanno a fare questo lavoro  E' un  lavoro
  mortificante  da  tutti  i  punti di  vista,  mortificante  per  un
  professionista
   Quindi credo che la prima cosa che dovrebbe fare lei, Assessore, e
  lo  chiedo  proprio  con fermezza, è capire come  risolvere  questo
  problema  di  non  poter delegare a un solo ginecologo  che  non  è
  obiettore  di  fare  solo quel lavoro  Non  è  così  perché  non  è
  professionale,  non  è morale, non etico nei  confronti  di  questa
  persona
   Chiudo  dicendo  che era questo il motivo del mio  intervento,  ma
  voglio  dire  una cosa che è importante e che riguarda  tutti  noi,
  quando  facciamo una scelta del genere, la premessa è che  io  sono
  non  un  religioso fedele, oltre. Io sono un credente,  quindi  non
  sono  un  fedele cioè religioso, cattolico per fede, ma per  credo,
  perché ci credo, convintamente
   Ma  non è questo il problema della morale, perché io come pediatra
  nel  mio  studio  bambini indesiderati ne ho visti tanti,  famiglie
  distrutte  per  aver  avuto un bambino indesiderato,  distrutte  da
  tutti i punti di vista ne ho viste tante
   I  bambini che mi hanno toccato nella mia vita sono i bambini  che
  hanno  ritrovato nei cassonetti  E quando trovano  un  bambino  nei
  cassonetti  quel  bambino significa che è  stato  ritrovato  in  un
  cassonetto e ce ne sono 50 nei cassonetti non trovati
   Questa è la meditazione, questo è ciò che dobbiamo meditare
   E' una cosa sconvolgente
   Abbiamo  dovuto  aprire posti di accoglienza  dove  consegnare  il
  bambino
   Lo  capiamo  che  quando limitiamo la libertà di determinate  cose
  dobbiamo pensare anche al futuro, al futuro di quello che succede a
  quella  famiglia,  a quella ragazza che ha avuto  quel  problema  a
  qualunque età?
   Allora,  l'ultimo punto, e chiudo, signor Presidente, con fermezza
  lo  dico,  credo  che  più che agevolare e l'abbiamo  detto  prima,
  consacrare,  dobbiamo batterci per la prevenzione della  gravidanza
  indesiderata  con  campagne di sensibilizzazione, informando,  come
  abbiamo  fatto  quando  è  stato il  problema  dall'Aids,  cioè  la
  prevenzione comunque che deve vincere su tutto, non su quello che è
  la  foce, dobbiamo andare alla sorgente, è lì che dobbiamo impedire
  e  cercare  di formare le giovani ragazze a prevenire le gravidanze
  indesiderate,  non tanto che domani abortisco, ma  ci  mancherebbe
  Questo  è  quello che dobbiamo fare, dobbiamo investire  le  nostre
  risorse  sulla prevenzione, su tutto quello che facciamo, assessore
  alla   famiglia,   assessore   alla   sanità,   le   campagne    di
  sensibilizzazione  le  abbiamo utilizzate e hanno  funzionato,  non
  dimentichiamocelo

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici,  ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Avevo capito che
  dovevamo  approvare o comunque esaminare un testo che  aiutasse  il
  sistema  sanitario pubblico a garantire ciò che la  legge  prevede,
  cioè  di  garantire il servizio per chi lo chiede e che il  sistema
  sanitario  pubblico, in alcuni casi, ha la difficoltà di garantirlo
  perché mancano i medici che possano consentire l'erogazione di quel
  servizio. Quindi il tema che abbiamo è questo, tutto il resto è una
  bella filosofia, diciamo del dibattito culturale, ma il tema è:  le
  donne che si rivolgono in un'azienda sanitaria, che in alcune  aree
  della  Sicilia, non in tutte fortunatamente ma rischiamo in  tutte,
  non  riescono ad avere quel servizio, perché mancano i  medici  che
  possono  garantire  quel  servizio  a  queste  donne  che  diciamo?
  Andatevene nella sanità privata? Questo è il nodo, i fatti  morali,
  etici,  rispettabili,  ma  il  quesito  è  questo:  se  il  sistema
  sanitario,  lo dico al collega capogruppo di Fratelli d'Italia,  se
  il  sistema  pubblico  non  è in grado di  garantire  il  servizio,
  dobbiamo  sapere  che  l'alternativa è  solo  quello  privato  dove
  stranamente,  stranamente gran parte dei servizi di  ginecologia  e
  ostetricia,  non prevedono, non presentano una quantità  di  medici
  obiettori  nella  stessa dimensione che c'è nel  sistema  pubblico
  Qualche  domanda ce la dovremmo fare: possibile mai che  tutti  gli
  obiettori  sono  solo  quelli che vincono un concorso  nel  sistema
  sanitario  pubblico e quelli che esercitano nelle  aziende  diciamo
  private non si pongono questo tema o comunque in maniera molto  più
  ridotta?  Se c'è un problema, dobbiamo capire come affrontarlo.  La
  soluzione  che è stata proposta con un emendamento, come  dire,  di
  mediazione  rispetto  al  licenziamento,  mi  pare  una   soluzione
  ragionevole,  per  il  resto di cosa stiamo  parlando?  Ho  sentito
  dichiarazioni,  lo  dico alla collega che  voglio  molto  bene,  la
  collega Marchetta, per la sua gentilezza e per la sua  modalità con
  cui  si  rapporta  ai colleghi e lo dico anche all'onorevole  Pace:
  attenzione alle cose che si dicono perché vorrei ricordarvi che, al
  di  là  delle  vostre convinzioni etiche rispettabilissime,  quando
  siete  entrati  in  quest'Aula avete detto   lo  giuro   per  poter
  esercitare  la  funzione di parlamentare e quel "lo giuro"  era  la
  risposta  a  una domanda anzi ad un impegno più che una domanda,  a
  rispettare  la  Costituzione  della Repubblica,  lo  Statuto  della
  Regione  siciliana  e le leggi della Repubblica  e  della  Regione.
  Sapete  cosa vuol dire "mi impegno" e poi dire come ha  detto  Pace
   ho  difficoltà ad accettare il diritto  : si chiama spergiuro  che
  negli Stati Uniti viene trattato in un certo modo
   Da  noi, diciamo, è un dato che, comunque, pesa anche nel giudizio
  della  politica.  Perché  se uno giura, e  poi  spergiura  beh...la
  credibilità  è  pari  a zero  Allora eviterei  dibattiti,  diciamo,
  etici  che questo Paese ha, inevitabilmente, e attraversa da decine
  di anni
   Qui  stiamo  affrontando  una questione, come  rispondiamo  ad  un
  problema  che nel sistema sanitario pubblico si è via via creato  a
  causa  dell'assenza  di  medici che svolgono,  in  ragione  di  una
  libertà - che deve essere garantita - di scelta se essere obiettore
  o  meno  -  garantita dalla legge dello Stato - ma come altrettanto
  garantiamo  non il fatto che il medico non possa essere  obiettore,
  ma come il Servizio sanitario pubblico sia in grado di garantire il
  servizio
   A  questa  domanda - lo dico alla collega Marchetta, Pace  non  lo
  vedo  più  perché  è alle prese...ah scusami eri  messo  là,  cambi
  posizione - a questa domanda dobbiamo rispondere. Non se l'aborto è
  legale,   illegale,  se  moralmente  accettabile,  non   moralmente
  accettabile. Stiamo parlando al pari di qualunque cittadino che  si
  reca in un ospedale, e deve avere la possibilità di essere trattato
  -  come  dice  il giuramento di Ippocrate - secondo i crismi  della
  possibilità che la cura abbia una capacità di dare una speranza  di
  vita,   e  migliore  rispetto  a  quando  entra  in  una  struttura
  sanitaria.
   Allora, vogliamo impedire che questo si eserciti in Sicilia?  Beh,
  nascondendoci  sui  valori morali? Perché qui ci  si  nasconde  sui
  valori morali: non è vero che qua stiamo parlando di valori morali
  Stiamo parlando che se una donna si reca a Villa Sofia, e non trova
  il  medico  obiettore, fa qualche centinaia di metri e  va  in  una
  clinica  privata,  e  con 1.500 euro si fa l'aborto   Questa  è  la
  questione   Tutto il resto è  fuffa   Allora, facciamo  le  persone
  serie.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei è un mito
   E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Signor Presidente, i colleghi mi hanno  solo  spianato,
  ovviamente, la strada perché qua il problema è proprio questo.  Qui
  non  ci  sono,  da  questa parte, i comunisti o  le  comuniste  che
  mangiano i bambini, e non hanno il senso sacro della vita  -  sacro
  in  senso  laico  - della vita. Qua ci siamo tutti i  parlamentari.
  Ammantare la discussione di significati, e coprirla con significati
  ideologici,  moralistici,  etici  non  è  semplicemente  il  nostro
  compito.  Lo  dico, veramente, anch'io con affetto  alle  colleghe,
  soprattutto  alle colleghe donne. Dei colleghi uomini che  parlano,
  diciamo, di quelle che sono le sofferenze delle donne...

   PRESIDENTE.  Scusate colleghi, sta parlando l'onorevole  Chinnici.
  Grazie.

   CHINNICI.  Grazie, Presidente. Dicevo, dei colleghi uomini  che  a
  volte  parlano  delle sofferenze delle donne e poi si  arrogano  il
  diritto  di  dire 'questo non è un diritto che noi ci  sentiamo  di
  concedere',  cioè veramente nemmeno commento questo  Noi  siamo  un
  Parlamento, e come Parlamento siamo laico. Qui non c'è chi  ama  di
  più  la  vita, chi ama di più i bambini, chi ha più affetto  per  i
  neonati.  Qua ci siamo persone che sono chiamate a fare  rispettare
  un  diritto, che in Sicilia è negato. E' semplicemente  questo.  Né
  siamo  chiamati a parlare della legge 194, perché è già  una  legge
  dello  Stato  e  chi  ne ha dovuto discutere ha  dovuto  affrontare
  problemi  etici  allora.  Non  si  può  adesso,  dopo  oltre  quasi
  cinquant'anni, ritornare indietro in nome di una morale  che  viene
  riscritta
   Questo,  Presidente, è un trend purtroppo che va  avanti  ormai  a
  livello  anche nazionale sotto il profilo legislativo. Qua  si  sta
  rischiando  di riscrivere le coordinate laiche della  Repubblica  e
  della  Costituzione  italiana, perché  adesso  ci  sono,  dico  tra
  virgolette, è come se ci fossero valori nuovi. Lo vediamo in  molti
  altri   campi,  compresa  la  scuola   Sa  che  mi  sta   a   cuore
  particolarmente  l'istruzione. Si stanno riscrivendo,  in  nome  di
  morali  nuove,  le  coordinate minime democratiche.  Noi  siamo  un
  Parlamento laico, quindi non tutte le discussioni su chi  è  pro  o
  contro l'aborto semplicemente sono fuori tema, sono fuori contesto.
  Non  ci  sono  qua  donne e uomini che sono  felici  se  una  donna
  abortisce  o che non hanno a cuore la vita umana. Non è  questo  il
  tema.  Siamo  qui  per garantire - come dicevano  i  miei  colleghi
  Burtone  e  Cracolici, che ringrazio - che la Sicilia non  sia  una
  regione diversa dalle altre e che qui il 1978 non sia arrivato.  Le
  conquiste  degli anni Settanta valgono anche in Sicilia  e  per  le
  donne siciliane, che hanno già troppi diritti negati. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Chinnici. Infatti dopo  l'onorevole
  Safina  io  ho detto due parole: bisogna garantire un  diritto;  il
  diritto  si garantisce avendo i servizi, perché se non  ci  sono  i
  servizi non si mantiene il diritto. Lei è un mito e basta
   Gli  emendamenti  3.1  e  3.2  sono  ritirati  perché  mancano   i
  proponenti.
   Si   passa   quindi  all'emendamento  3.3R.bis,  è  quello   della
  Commissione, che ha illustrato l'onorevole Safina.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   FARAONI, assessore per la salute. Allora, premesso che non  spetta
  al  Governo entrare nel merito delle leggi che sono state  emanate,
  se  giuste  o non giuste. Si accettano le leggi ed operano  per  la
  valenza che hanno all'interno del nostro Paese. La norma, che non è
  di   iniziativa   del  Governo,  voleva  essere  un   elemento   di
  introduzione di un rigore, perché le ASP potessero realizzare delle
  aree  di sicurezza, per garantire a tutte le donne che vi volessero
  accedere  un intervento terapeutico, che oggi per fortuna è  sempre
  più  distante,  perché la farmacologia sta trovando  soluzioni  che
  potranno   evitare,  da  qui  a  breve,  l'utilizzo   di   modalità
  meccaniche,  sempre troppo invasive e sempre troppo dolorose  sotto
  tutti i punti di vista.
   Ciò  posto, si ritiene che si possa anche provvedere con  un  atto
  regolamentare  amministrativo interno,  che  dia  ad  ogni  azienda
  l'obbligo di ricognire, nell'ossequio della legge che è vigente, le
  modalità  più adeguate per creare un'organizzazione che  possa  far
  fronte  anche  alle donne che hanno deciso di intraprendere  questo
  percorso.  E nel merito di questo non spetta a noi entrare  dentro,
  perché  le discussioni sono state tutte valenti e tutte da prendere
  in  considerazione. Attiene poi alla morale, alla fede, ai principi
  etici  che nutrono la vita quotidiana di ciascuno di noi, anche  in
  maniera diversa e non per questo valutabili o contestabili.  Quindi
  il  Governo  si  esprime  nel  senso di  prendere  atto  di  questa
  richiesta che è pervenuta dalla VI Commissione.
   Ha  suggerito  degli  elementi e si dichiara disponibile  anche  a
  governare  al  di  fuori della norma il processo all'interno  delle
  organizzazioni sanitarie.

   PRESIDENTE. Assessore, si rimette all'Aula?

   FARAONI, assessore per la salute. Sì, mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Con  il  voto  contrario degli onorevoli del  Gruppo  parlamentare
  "Democrazia Cristiana".

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Grazie, Presidente.
   Io  avevo  presentato,  insieme  ai colleghi,  l'emendamento  3.4,
  perché si potesse venire incontro all'esigenza di uno sportello  di
  psicoterapia  volto  a  favorire  l'elaborazione  di   una   scelta
  consapevole.

   PRESIDENTE. Il Regolamento prevede che in questa fase  può  essere
  presentato solo dalla Commissione o dal Governo.
   Lei è semplice deputato. Ormai non si può fare. Grazie.
   Pongo in votazione l'articolo 3.

   SAFINA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PACE. Voto palese

   PRESIDENTE. Il voto segreto prevale; non è una regola di adesso, è
  una regola prevista dal Regolamento.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 53
   Votanti                  35
   Maggioranza              18
   Favorevoli               24
   Contrari                 11
   Astenuti                 0

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne dò lettura:

                               «Art. 4.
  Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 20 ottobre 2023, n.
                                  18

   1.  All'art. 1, comma 5, della legge regionale 20 ottobre 2023, n.
  18 è aggiunta la seguente lettera:

    f)  realizzare  specifici percorsi di assistenza psicoterapeutica
  volti  a favorire l'elaborazione del lutto da parte dei genitori  e
  degli  altri  familiari  del defunto, con particolare  riguardo  ai
  fratelli e alle sorelle ».

   Si  passa  all'emendamento 4.1. Lo pongo in votazione.  Il  parere
  della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   SAFINA. Presidente, l'emendamento è ritirato

   LANTIERI. Grazie, onorevole. L'emendamento 4.1 è ritirato.
   Pongo  in votazione l'articolo 4.  Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne dò lettura:

                               «Art. 5.
  Modifiche all'art. 24 della legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17

   1.  All'articolo 24 della legge regionale 16 ottobre 2019,  n.  17
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al comma 1 le parole  almeno lo 0,2 per cento  sono sostituite
  con le parole  almeno lo 0,22 per cento ;

   b)  al comma 1 bis le parole  La riserva dello 0,2 per cento  sono
  sostituite con le parole  La riserva dello 0,22 per cento ».

   Non  essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne dò lettura:

                               «Art. 6.
   Modifiche all'articolo 24 della legge regionale 16 ottobre 2019,
                                 n. 17

   1. All'articolo 24 della legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17  è
  aggiunto il seguente comma:
    1. quater. L'Assessore regionale per la salute, entro il 31 marzo
  di  ciascun anno, trasmette alla competente Commissione legislativa
  dell'Assemblea   regionale   siciliana,   una   relazione   scritta
  sull'attuazione  del presente articolo nel quinquennio  precedente,
  specificando  l'impiego  delle  somme  da  parte  di  ogni  Azienda
  sanitaria provinciale per ciascuna annualità del quinquennio ».

   Non  essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Colleghi, abbiamo adesso tre emendamenti aggiuntivi.

   CRACOLICI. Sono emendamenti "fuori sacco"?

   PRESIDENTE.  Sì.  L'emendamento A.1, onorevole, è  un  emendamento
  tecnico di correzione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.4, a firma degli onorevoli Assenza  e
  Galluzzo.
   Onorevole Assenza, lo vuole illustrare?

   ASSENZA.  Signor  Presidente, credo  che  sia  abbastanza  chiaro:
  l'emendamento è finalizzato a cercare di porre fine al  contenzioso
  esistente  fra le ASP e alcune strutture specialistiche accreditate
  senza  aggravare di ulteriori spese il fondo sanitario,  agevolando
  dei  percorsi  conciliativi che già sono  in  corso  e  che  questo
  Parlamento, secondo noi, avrebbe la necessità di favorire e portare
  finalmente   a  compimento.  Rimaniamo  sempre  nei  limiti   degli
  stanziamenti  già erogati nell'ambito delle regole  già  esistenti,
  con  la  clausola  finale che evidentemente  il  raggiungimento  di
  questi  accordi  comporta l'automatica rinuncia ai  contenziosi  in
  corso da parte delle strutture accreditate.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
   Pongo in votazione l'emendamento. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Scusate, io non riesco a capire  il  senso  di  questo
  emendamento,  nel  senso  che le aziende possono,  laddove  c'è  un
  contenzioso,  promuovere delle transazioni. E le  transazioni,  tra
  l'altro,  devono essere autorizzate da organi che la legge prevede,
  per   l'amministrazione  pubblica  ci  sono  i  pareri   vincolanti
  dell'Avvocatura dello Stato, nelle aziende invece no.
   Quindi cosa stiamo chiedendo alle aziende? Di fare quello che  già
  possono  fare? Cioè, che cosa si vuole dire con questo emendamento?
  Le  aziende  possono,  laddove ci sono dei contenziosi,  promuovere
  delle  transazioni. Bene  Questo già la norma lo  prevede   In  più
  cosa  prevediamo? E' evidente che se ci sono delle transazioni,  si
  presuppone che c'è qualcuno che rinuncia a qualcosa e qualcun altro
  rinuncia  a  qualche  altra cosa. In genere,  le  spese  legali  si
  compensano,  in  genere nelle transazioni non  si  fa  fronte  agli
  interessi maturati
   Non  ho capito il senso di questo emendamento perché è quello  che
  già è previsto dalle disposizioni vigenti.
   Lo  chiedo  anche all'Assessore; essendo stata lei anche direttore
  di  un'azienda  e  quindi  conosce i compiti  e  le  responsabilità
  connesse alla direzione delle aziende sanitarie.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'Assessore.

   FARAONI,  assessore  per la salute. Richiamo un  principio  che  è
  l'autonomia   imprenditoriale  riconosciuta   ad   ogni   direttore
  generale,   nell'ambito   della  propria   azienda,   di   valutare
  l'opportunità di poter procedere ad accordi con qualunque posizione
  nella quale è caduta in una contrapposizione di interesse.
   Obbligare le aziende...

   PRESIDENTE. Colleghi, scusate, sta parlando l'Assessore

   FARAONI,  assessore  per  la  salute...  ad  una  transazione,   a
  prescindere   dal  principio  dell'economicità   e   al   principio
  dell'opportunità, significa esporre il direttore generale anche poi
  ad  una responsabilità che comunque è solo e soltanto sua perché la
  transazione   è  nelle  sue  responsabilità  e  nei  suoi   poteri,
  rispondendone anche alla Corte dei Conti.
   E'  ovvio  che  quando  c'è una transazione,  la  stessa  comporta
  l'accettazione   della  rinuncia  a  qualunque  altra   azione   di
  contenzioso.
   Generalmente,  dico anche che le direzioni generali  quando  fanno
  una  transazione  su  un argomento tendono a portare  dentro  anche
  accordi  tombali  su tutte le altre questioni che possono  portare,
  che possono essere presenti.
   Ma  sono  queste  regole, ritengo poi che se  l'ASP  possa  essere
  obbligata a concludere accordi transattivi, all'accordo transattivo
  bisogna essere comunque con la rappresentanza di una bilateralità.
   Si  può  dare l'obbligatorietà all'ASP perché è un ente che  viene
  governato  anche dalla Regione ma non si può obbligare il  soggetto
  privato  accreditato ad accettare la transazione. Quindi  anche  in
  questo saremo un po' claudicanti. Ritengo che sia nelle modalità in
  cui è stata espressa una norma che è difficile da rispettare.
   Dovremmo,  forse, per potere tutelare gli interessi  dei  soggetti
  che  sono  caduti  in  qualche maniera in una controversia  con  le
  aziende, poter regolamentarla nei contenuti in maniera diversa.

   PRESIDENTE. Assessore, è favorevole o contraria?

   FARAONI, assessore per la salute. Contraria.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Assenza,  dopo   il   parere   contrario
  dell'Assessore, lo ritira?

   ASSENZA. Se mi consente, perché io inviterei l'Assessore a leggere
  meglio  la norma. Nessuno parla di obbligo per le aziende. Si  dice
  espressamente  che  le aziende "sono autorizzate  a"  e  non  "sono
  obbligate a" o a fare le cose Qual è il problema?
   Voi  sapete  che,  in  molti  casi,  gli  enti  accreditati  hanno
  effettuato,  per  far fronte ad esigenze che sono anche  di  sanità
  pubblica,  a  prestazioni  extra budget. Queste  prestazioni  extra
  budget   non   vengono  assolutamente  pagate  e  si  instaura   un
  contenzioso che è tuttora vigente, che attanaglia molte  delle  ASP
  siciliane, col paradosso che invece sul capitolo, comunque esistono
  nelle  varie  aziende  o almeno in gran parte  delle  aziende,  dei
  residui  con i quali si potrebbe far fronte, in via transattiva,  a
  molte di queste contestazioni.
   Questa norma non vuole fare altro che dire alle aziende  se tu hai
  le   risorse   disponibili   -  perché  nessuno  sta  incrementando
  ulteriori  spese, ulteriori fondi - e vi è fondato motivo  che  dal
  contenzioso tu puoi anche uscire perdente -  ti autorizzo a cercare
  di  transigere anche se parte di queste risorse vanno a  retribuire
  prestazioni espletate extra budget . Questo è il fine della  norma.
  Nessun  obbligo,  nessuna  imposizione, solo  un'autorizzazione  ad
  intavolare  queste  trattative qualora  le  aziende  siano  già  in
  possesso delle risorse disponibili. Non vedo quale sia la stranezza
  di una impostazione di questo tipo.

   FARAONI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONI,  assessore  per la salute. Anche le  distribuzioni  delle
  economie rispettano, nell'ambito della specialistica convenzionata,
  delle  regole specifiche. Se io utilizzo le economie per soddisfare
  un   soggetto   piuttosto  che  un  altro,   posso   creare   delle
  diseguaglianze nell'ambito delle mie scelte di ridistribuzione.  Le
  economie  vanno ridistribuite secondo quelli che sono  dei  criteri
  rispettosi  della  proporzionalità, della qualità,  della  quantità
  delle   prestazioni.  Non  possiamo  certo  procedere  in   maniera
  disorganizzata per cui andiamo con un salto in avanti a  soddisfare
  le  esigenze  dell'uno  e  di  tutti  gli  altri,  magari  con  una
  transazione,  e  tutti gli altri soggetti che pure hanno  fatto  un
  extra budget rimangono al palo
   Quindi  anche  l'extra  budget  va gestito  con  grande  senso  di
  ridistribuzione equa delle risorse che abbiamo a disposizione.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessori, io, oltre a invitare il collega Assenza al ritiro  della
  norma, vorrei anche che la Presidenza valutasse di stralciarla  dal
  testo  perché, a parte che questa norma non ha ricevuto  il  vaglio
  della Commissione Sanità, pur avendone la possibilità, perché certo
  non  risponde a delle esigenze di urgenza sopravvenute rispetto  al
  percorso che il resto del disegno di legge ha attraversato,  ma  la
  ritengo  totalmente  ultronea  e  ingiustificata  per  un  semplice
  motivo.  Qualunque azienda sanitaria provinciale ha la  possibilità
  di  transigere  qualsiasi  causa  laddove  abbia  un  parere  o  di
  soccombenza  o di probabile soccombenza o di opportunità  da  parte
  dell'Avvocatura, da parte dei propri organismi interni  e,  laddove
  da  controparte  ci  sia una concorde volontà di  regolamentare  in
  maniera  transattiva  la diatriba legale. Però,  io  non  comprendo
  quale  dovrebbe  essere  il  punto di appoggio  di  una  norma  che
  autorizza  il  direttore generale a fare ciò che  già  è  nei  suoi
  poteri  fare,  laddove ne ricorrano i presupposti, che  sarebbe  un
  parere  quanto  meno di probabile soccombenza o di inopportunità  a
  sostenere la causa.
   Diversamente,  il direttore generale avrà sempre la  necessità  di
  attendere una sentenza che gli ordina di pagare laddove ci  sia  la
  soccombenza,  anzi  spesso  e volentieri le  aziende,  addirittura,
  vogliono  pure il giudizio di appello che confermi il  giudizio  di
  primo  grado per non assumersi responsabilità. E, allora, se da  un
  lato  il problema che pone il collega Assenza è corretto, però,  di
  sicuro,  la soluzione non può essere trovata utilizzando le riserve
  dei  bilanci ASP oppure addirittura... quale fondo utilizzava  qui?
  Adesso non lo sto rinvenendo, ma le rinunce a un contenzioso devono
  essere giustificate da ragioni giuridiche che vedano, intravedano o
  la soccombenza o la non convenienza, inopportunità a portare avanti
  un giudizio ma non perché c'è una norma autorizzativa
   Questa  norma, addirittura, non solo non serve a niente ma rischia
  di  produrre  degli  effetti  contorti  sul  territorio  perché  ci
  potremmo  trovare  un direttore dell'ASP che  la  utilizza  in  una
  determinata  maniera, un direttore di un'altra ASP che la  utilizza
  in  un'altra  e  un  direttore dell'ASP che,  addirittura,  non  la
  applica per il semplice motivo che è solo una norma autorizzatoria.
   E  allora  ci troveremo poi che, all'interno dello stesso  Sistema
  sanitario regionale, tre direttori su nove utilizzano la norma e la
  applicano  in  maniera diversa. Quindi questa norma  non  solo  non
  risolve  perché  non aggiunge ma rischia per giunta di  confondere,
  Presidente  Lantieri,  quindi secondo me, questa  proprio  dovrebbe
  essere  ritirata  e  poi  si fa un approfondimento  in  Commissione
  Sanità  oppure l'Ufficio di Presidenza dovrebbe dire di no a questa
  norma che non può trovare ingresso perché...

   PRESIDENTE. E' passata in Commissione

   DE  LUCA Antonino. Perché è un emendamento aggiuntivo, non è stato
  presentato  e  discusso in Commissione, non  ha  delle  ragioni  di
  urgenza  per cui, quanto meno, dovrebbe esserne valutato  anche  lo
  stralcio.

   PRESIDENTE.  E'  stato riscritto in Commissione ed è  ammissibile.
  Grazie, onorevole.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. E' stato presentato in Commissione

   DE  LUCA Antonino. Allora, io faccio parte della Commissione,  per
  questo  sono seduto qui e qui stesso c'è il Presidente, in  due  le
  stiamo dicendo di no

   PRESIDENTE. Scusi, me lo dicono gli Uffici, basta, non  è  che  io
  racconto  barzellette  Me l'hanno detto gli Uffici, vuol  dire  che
  lei  era  assente o era distratto. Prego, onorevole  Cracolici,  ha
  facoltà di parlare.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  io
  volevo solo ribadire un concetto, ora non vorrei che diventi  anche
  questo   tema  ideologico,  politico,  eccetera  eccetera.  Collega
  Assenza,   questa  norma  rischia  di  complicare  il  procedimento
  transattivo  tra  le  aziende sanitarie e le aziende  che  svolgono
  servizio  per  conto  del  sistema sanitario  regionale:  fare  una
  transazione sull'extra budget tra l'altro è molto pericoloso perché
  o  l'extra  budget è autorizzato o è regolamentato nell'ambito  del
  forfettario già previsto per l'extra budget o è attività  fuori  da
  qualunque attività contrattuale che, se non è autorizzata, non  può
  essere  riconosciuta, quindi, non c'è transazione  che  tiene,  nel
  senso  che  se  tu hai fatto prestazioni che non ti sono  state  né
  autorizzate né sono previste le modalità di remunerazione  con  una
  riduzione   percentuale  del  budget,  previsto  per   la   singola
  prestazione,  puoi fare tutti i contenziosi che  vuoi  ma  non  può
  essere riconosciuta
   Ripeto,  credo che questo emendamento, che può avere un  obiettivo
  come  dire  nobile, ma così rischia di complicare  il  sistema  del
  rapporto  tra la pubblica amministrazione e i soggetti che svolgono
  per  conto  della  pubblica amministrazione  servizi  del  Servizio
  sanitario nazionale, ebbene, io la invito ancora a ritirare  questo
  emendamento  anche per le cose che ha detto l'Assessore,  che  l'ha
  detto col linguaggio del tecnico ma sostanzialmente ha detto che  a
  questa  norma non si può dare applicazione perché si mette in  capo
  al   Direttore   di   un'azienda  ospedaliera   o   sanitaria,   la
  responsabilità  erariale  della procedura  di  transazione  stessa,
  quindi,  ripeto, credo che sia più saggio fare un ritiro di  questo
  emendamento.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io  devo
  dire  la verità, in questi mesi raramente mi sono trovato d'accordo
  con  l'assessore  alla  sanità, però devo  dire  che  questa  volta
  concordo con l'impostazione che ella ha voluto dare e aggiungo  una
  cosa,   assessore,  il  primo  comma,  il  primo  capoverso,   come
  correttamente   diceva   l'onorevole   Assenza,   è   semplicemente
  autorizzatorio, non vincola nessuno: a me quello che  preoccupa  di
  più   è  il  secondo  capoverso,  perché  realmente  lì  interviene
  sull'autonomia contrattuale delle Direzioni generali perché  indica
  il  contenuto  delle  transazioni.  Cioè  si  sta  dicendo  che  le
  transazioni  dovranno  espressamente prevedere,  per  avere  questa
  copertura normativa, dovranno prevedere esclusivamente la  rinunzia
  alle  spese legali e la rinunzia agli interessi: ciò significa che,
  per  esempio,  un  manager dell'azienda non  potrà  in  alcun  modo
  trattare  sul capitale, al netto delle cose che diceva l'assessore.
  Questo, a mio avviso, non è assolutamente possibile perché vìola le
  prerogative  dei manager e delle direzioni generali,  quindi  io  -
  come  hanno  fatto  già  i colleghi -  anche  per  questa  ragione,
  inviterei al ritiro.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie  Presidente, io ritengo  che  questo  pomeriggio
  stiamo  affrontando  alcune tematiche che, per certi  versi,  siano
  assolutamente ultronee rispetto alcuni percorsi di natura normativa
  e  amministrativa  che  sono  già ben delineati  all'interno  delle
  nostre  amministrazioni, all'interno delle ASP.  Ho  ascoltato  con
  attenzione quella che è stata la motivazione dell'onorevole Assenza
  rispetto  a  quella che potrebbe essere l'area di  applicazione  di
  questo  emendamento  che,  del resto, è un emendamento  aggiuntivo,
  Presidente.
   Per  cui,  ritengo che qui stiamo andando un po' oltre quelle  che
  sono le prerogative di questa Assemblea e pregiudicando quelle  che
  sono  le  condotte  che  dal punto amministrativo  le  singole  ASP
  possono mettere in piedi, abbiamo qui la dottoressa Faraoni, che  è
  competente su questo ambito avendo diretto l'ASP 6.
   La  procedura  che  vuole  ipotizzare  questa  formula  emendativa
  sicuramente irrigidisce quelle che sono già le possibilità che, dal
  punto di vista amministrativo, sono già in campo, sinceramente  non
  ne  comprendiamo quelle che sono le motivazioni, per cui mi  sembra
  abbastanza  chiaro  che  la  volontà del Partito  Democratico,  che
  abbiamo  già  rappresentato attraverso gli interventi dei  colleghi
  che  mi hanno preceduto, sia quella di chiedere il ritiro di questo
  emendamento,  anche  perché al netto di quelli  che  sono  stati  i
  ragionamenti  adesso rappresentati, obiettivamente  si  rischia  di
  irrigidire  in  maniera importante quella che è la questione  della
  risoluzione dei contenziosi, limitando anche la possibilità di  chi
  rappresenta le ASP di intervenire in tal senso.
   Ma  detto questo, comunque, io mi riservo, considerato che c'è  un
  interesse  e  mi  rendo conto che su questo tema,  sul  tema  delle
  prestazioni  che  vengono rese per così  dire  fuori  budget  e  ne
  abbiamo  tutti consapevolezza, Presidente, dell'importanza  che  la
  sanità tutta rappresenta in termini di bilancio su quelle che  sono
  le  totali  disponibilità della Regione siciliana, il tema  vero  è
  riuscire   a  capire  attraverso  l'Assessore,  qui  vedo  presente
  l'assessore  Faraoni,  quant'è l'entità di questi  contenziosi  che
  abbiamo  in  giro  per  la  Sicilia attraverso  le  ASP  siciliane.
  Vorremmo entrare nel merito e questo magari sarà oggetto di  futuro
  approfondimento.
     Io  anticipo  che da questo punto di vista sarei  interessato  a
  capire di che numeri stiamo parlando, qual è la mole, la misura, la
  cifra  del  contenzioso che noi abbiamo con  le  società  che  sono
  accreditate  col  sistema sanitario regionale, così  da  capire  se
  siamo  nelle condizioni, sì il Parlamento siciliano da questo punto
  di  vista, di intervenire per eventualmente risolvere in termini di
  dotazioni  finanziarie  quelle che sono appunto  le  criticità  che
  mettono  anche  a  rischio il sistema della sanità  privata,  e  lo
  stiamo  vedendo  con  quello  che  riguarda  la  rivisitazione  del
  "decreto  tariffa",  il  cosiddetto "nomenclatore":  è  quello  che
  naturalmente  sta  emergendo  in queste  ultime  settimane  con  le
  proteste  degli operatori del nel settore. Ma questo per  dire  che
  sicuramente bisogna fare chiarezza.
   Nel merito, Presidente, ritorno all'argomento nel merito e chiudo.

   PRESIDENTE. Colleghi, gentilmente, non si sente niente, grazie.

   GIAMBONA. La posizione che ho espresso, come i colleghi, è  quella
  di propendere verso un ritiro di questo emendamento.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Purtroppo  devo chiedere scusa all'Aula.  La  norma,  mi
  suggeriscono gli uffici, perché poi io come Capogruppo devo firmare
  un  po' le varie cose, non ci riferiamo con questa norma agli extra
  budget,  come  avevo  erroneamente  detto,  anche  se  il  problema
  sussiste  e  su  questo  siamo  in  perfetto  accordo  e  si   deve
  intervenire perché altrimenti, come già si è rischiato  in  passato
  la  serrata  dei vari enti accreditati, la si rischierà  da  qui  a
  poco, nuovamente, anche per tutti gli istituti convenzionati.
   Detto questo, ci riferiamo espressamente all'indennità di funzione
  durante il periodo COVID. L'Assessorato alla salute ha imposto agli
  enti di rimanere aperti durante il periodo COVID e di continuare  a
  prestare  la  loro  attività, riconoscendo un  indennizzo  previsto
  dalla Direttiva n. 34.
   Questo  indennizzo non è stato mai corrisposto,  si  sono  avviati
  tutta  una  serie di contenziosi e molti di questi contenziosi  già
  sono  arrivati  al  secondo grado di giudizio e  con  condanna  nei
  confronti  dell'Assessorato sia dell'indennizzo previsto sia  delle
  spese  del  giudizio. Questa obbligatorietà, tra  l'altro  è  stata
  imposta  dall'Assessorato in ossequio a una  direttiva  statale,  e
  quindi  a  fronte del mantenimento dello svolgimento  dell'attività
  durante  il  periodo  COVID era prevista questa  indennità  che  di
  fatto, si ribadisce, non è stata mai corrisposta.
   Con questa norma cercheremo di fare fronte a un contenzioso che si
  rivela sempre più pericoloso per le casse della Regione invogliando
  o, comunque, indirizzando le varie ASP ad intervenire sul punto.
   Ritengo  che forse sia meglio un passaggio in Commissione  di  una
  norma  di  questo  tipo per approfondirla, dettagliarla  meglio  e,
  quindi, annuncio il ritiro dell'emendamento.
   Però, chiedo che venga trasmesso nuovamente in Commissione per  un
  ulteriore approfondimento

   PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato. Si passa all'emendamento A.8
  a firma dell'onorevole Assenza.

   LACCOTO, presidente di commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi se è possibile, io credo  che  anche
  l'Assessore avesse dato la disponibilità a vedere dal suo punto  di
  vista  la  norma e, quindi, sono d'accordo per poterla rivedere  in
  Commissione,  con  l'ausilio  anche dell'Assessorato,  in  modo  da
  trovare una soluzione.
   Sull'ultimo  emendamento, A.8, era stato già  espresso  il  parere
  contrario  della  Commissione  e  anche  del  Governo  per   motivi
   nazionali   e,  quindi,  io credo che anche  questo  possa  essere
  ritirato e poi rivisto in una formulazione diversa in Commissione.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, lo ritira?

   ASSENZA. Sì.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Assenza.  Pongo   in   votazione
  l'articolo  7.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Su che cosa?

   CRACOLICI. La faccia parlare, Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non è che perché ho detto  che  è
  un  mito  lei  è  autorizzato a dire quello  che  vuole   Solo  per
  dichiarazione di voto sul disegno di legge.

   SCHILLACI. Su un emendamento che abbiamo appena approvato...

   PRESIDENTE. E' stato ritirato, è inutile fare commenti.

   SCHILLACI. Signor Presidente, mi faccia parlare.
   Volevo  intervenire  per  un chiarimento  su  un  emendamento  che
  abbiamo votato con estrema rapidità, che è l'emendamento A.1, ed  è
  un  emendamento  a  firma  degli onorevoli  Laccoto  e  Geraci  che
  introduce  un  obbligo  della presenza  di  un  chinesiologo  nelle
  palestre della salute.
   Volevo  capire  la ratio di questo emendamento perché  andiamo  ad
  intervenire  su  delle palestre della salute, sull'attività  fisica
  motoria,  ciò significa che da ora in poi le palestre della  salute
  non  potranno  erogare il loro servizio se non in  presenza  di  un
  chinesiologo  quando  invece già le palestre  della  salute  devono
  avere cardiologi e altre figure mediche, quindi, vorrei capire qual
  è  la  ratio di avere introdotto l'obbligo di questa figura  perché
  potremmo  creare dei danni e dei disagi alle palestre della  salute
  che già operano sul territorio regionale. Nelle altre regioni non è
  previsto  l'obbligo,  quindi, volevo  capire  la  ratio  di  questo
  emendamento.

   PRESIDENTE. L'emendamento è stato approvato.
   Comunico  gli  ordini del giorno numeri 308, 311, 313,  318,  323,
  326, 328.

      (sono depositati gli ordini del giorno recanti la seguente
                             numerazione:
      308, 309, 310, 311, 313, 314, 315, 316, 317, 318, 323, 326,
                               327, 328)

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore  per
  la salute.
   Sul  disegno  di  legge, avendo grande rispetto  anche  di  questo
  dibattito che si è venuto a creare, ritengo anche opportuno,  vista
  la  presenza  dell'Assessore alla salute, ringraziare pubblicamente
  un  uomo  coraggioso, un medico coraggioso il cui nome è  Francesco
  Caronia,  medico  dell'ospedale di Palermo,  reparto  di  chirurgia
  toracica, che ha avuto il coraggio, con grande forza, di denunciare
  un  sistema marcio, malato, che si trova all'interno del suo stesso
  ospedale.
   Oggi  mi  aspettavo  che  su questo tema  si  potesse  anche  dire
  qualcosa  alla presenza dell'Assessore per la salute, che ringrazio
  perché  stamattina  ci  siamo  comunque  incontrati,  e  ha  voluto
  incontrare  il medico. Ma al di là di tutto è un tema che  riguarda
  tutti  noi  perché il racconto del dottore Caronia  è  un  racconto
  dettagliato, particolareggiato su quello che accade all'interno del
  suo  reparto e, addirittura, il dottore Caronia racconta  di  morti
  che  si potevano evitare, una denuncia cruda, nuda, devastante  che
  dà  uno  spaccato  del  sistema sanitario  che,  onestamente,  crea
  qualche  preoccupazione.  Mi auguro che  questo  medico  non  venga
  lasciato  da  solo,  perché un medico che  decide  di  metterci  la
  faccia,  di raccontare un sistema malato è ovviamente un medico  da
  tutelare.
   Mi  sarei  aspettato,  al  di  là  dell'incontro  con  l'assessore
  Faraoni, che il Presidente della Regione su questo tema battesse un
  colpo,  perché va bene incontrare l'Assessore delegato al  tema  ma
  davanti  a un fatto del genere, caro Presidente Lantieri, un  fatto
  devastante  come  quello  denunciato  da  questo  medico  mi  sarei
  aspettato  che il Presidente Schifani battesse un colpo  e  dicesse
  almeno  "bravo " a un medico che ha avuto il coraggio di raccontare
  un sistema che è assolutamente deprecabile
   Per  cui da questi scranni, in questa seduta che mi sembra  essere
  una seduta certamente importante ma davanti a dei temi che là fuori
  sono di estrema attualità alla presenza dell'assessore alla salute,
  Faraoni,  un  tema e un passaggio sul dottore Caronia  va  fatto  e
  abbiamo  chiesto  anche al Presidente della Commissione  sanità,  e
  voglio  ringraziare pubblicamente anche il Movimento Cinque  Stelle
  che ha fatto una nota a sostegno del dottore Caronia, il Capogruppo
  De Luca.
   Voglio che questo Parlamento, al di là dei colori politici,  possa
  schierarsi accanto a questo medico. Presidente Laccoto, convochiamo
  questo medico in Commissione Salute, diamo la possibilità di potere
  raccontare  anche  all'interno  di  quella  Commissione  quanto  ha
  denunciato il dottore Caronia.
   Quindi, sotto questo punto di vista, non volevo che quest'Aula non
  potesse  citare questo medico che per quanto mi riguarda  definisco
  un  medico-coraggio .
   Per  cui  Presidente,  ancora una volta, su questa  tematica  così
  importante,  l'assente si chiama Renato Schifani, ed è  allucinante
  che  davanti  a  una  denuncia di questo tipo ai maggiori  giornali
  nazionali non abbia detto una sola parola per dire "bravo  dottore"
  o anche soltanto: «verificherò, andremo, capiremo»: il silenzio del
  Presidente  Schifani  su questa vicenda, è  vergognoso  e  noi  non
  tollereremo  assolutamente che questo silenzio si  possa  protrarre
  nel  tempo.  Vogliamo che possa dire qualcosa, anche a sostegno  di
  questo medico coraggioso. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ma la sua dichiarazione di voto com'è,  favorevole  o
  contraria?

   LA VARDERA. Come ho detto, largamente

   PRESIDENTE. Mi scusi onorevole, non era un attacco. Il  Presidente
  Schifani,  per non essere in Aula, avrà sicuramente cose importanti
  da fare.
   Quello del dottore Caronia è una cosa importantissima, dove  siamo
  tutti  solidali  per  il coraggio che ha avuto  di  denunciare,  lo
  faccio io, penso che l'abbiano fatto tutti i colleghi. Quando verrà
  il Presidente Schifani, penso che anche lui darà la sua...

   LA VARDERA. Ma perché non è venuto?

   PRESIDENTE.  Non lo so, non ho avuto il piacere di sentirlo.   Per
  non essere qua, avrà situazioni importantissime. Anche questo è  un
  argomento molto importante.

   n. 738 Stralcio VI Comm bis/A

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     "Norme in materia di sanità" (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Norme in materia di sanità» (n. 738 Stralcio
  VI Comm bis/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione. Prego i colleghi di prendere posto.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea non è in numero legale. A  questo  punto,
  rinviamo la seduta alla prossima settimana.
   La  prossima  settimana  ci  sarà, nelle  giornate  di  martedì  e
  mercoledì, attività ispettiva. Perciò viene rinviato alla settimana
  successiva.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente,  a prescindere  che  se  manca  il  numero
  legale,  la  seduta  si rinvia dopo un'ora da  Regolamento,  ma  io
  acconsento  al  rinvio della seduta non so quale a una  condizione:
  che  non  si  approverà nessun' altra legge, fino a quando  non  si
  voterà  la  legge -  prima di tutto -  che abbiamo esitato.  Perché
  siamo  al  voto  finale,  quindi, prima di procedere  all'esame  di
  qualunque altro disegno di legge, si vota prima il disegno di legge
  che è stato esaminato dall'Aula

   PRESIDENTE.  Questo è il Regolamento, e noi lo applicheremo

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, prego.

   DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente Lantieri.
   Mi  premeva evidenziare come i rapporti di quest'Aula siano  stati
  sovvertiti.  Si  sono  invertiti. Adesso la  maggioranza  toglie  i
  tesserini, per fare mancare il numero legale, quando l'opposizione,
  finora  durante  tutta la legislatura, a volte  ha  dovuto  persino
  tenerle il numero legale perché la maggioranza non c'era
   Una  maggioranza  che  si è sbriciolata in queste  settimane,  più
  volte  ad  ogni  richiesta  di voto segreto,  perché  ormai  questa
  maggioranza non esiste più  Il Presidente Schifani non  ha  più  la
  maggioranza  nel Parlamento regionale, e ancora non ha  trovato  il
  coraggio  di  confrontarsi  con noi sul  tema  della  sanità,  dove
  l'ultima  questione - denunciata dal collega La Vardera  -  è  solo
  l'ultima delle tante cose di cui questo Parlamento ha necessità  di
  discutere con il responsabile politico di questa Giunta, di  questo
  Governo  e  di questa maggioranza sbriciolata  Siete diventati  una
  poltiglia

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Grazie, Presidente.
   Mi  dispiace  che,  poc'anzi,  non  sia  riuscita  a  parlare  per
  dichiarazione di voto. Ma, poiché avremo la possibilità di rivotare
  nuovamente, lo farò in quell'occasione, però ci tengo a dire che  a
  me  dispiace molto che in questa seduta d'Aula -  io sono stata qui
  presente - e rimarrò qui fino all'ultimo perché bisogna anche avere
  il  coraggio  di  sostenere le proprie idee.  Il  mio  tesserino  è
  lì...assolutamente sì, sono qui in Aula.
   Questa  legge  contiene  delle  cose  che  condivido,  altre   che
  condivido meno. Voglio limitarmi soltanto a dire che noi ci  stiamo
  accalorando e quest'Aula si sta, come dire, confrontando in maniera
  civile  e talvolta  mi scuso anche dei toni abbastanza appassionati
  utilizzati anche nel mio intervento, perché sono temi che  vanno  a
  intaccare  alcuni aspetti molto delicati della vita di ciascuno  di
  noi,  degli  esseri  umani, di tutti i  Siciliani  di  cui  noi  ci
  occupiamo.
   E  allora  devo  dire  che avere impiegato tante  ore  per  questo
  dibattito  - e quando si discute è sempre positivo, sono  d'accordo
  con  l'onorevole  Gilistro - però, per un tema che  l'Assessore  ha
  detto  può essere oggetto, oggi, di un provvedimento che le aziende
  ospedaliere possono adoperare anche in questo momento a  me  sembra
  oggettivamente  riduttivo. E non posso non  dire  che,  ovviamente,
  l'accorato  appello  del  collega La Vardera  non  può  non  essere
  ascoltato,  perché è chiaro che se abbiamo un problema  rispetto  a
  delle  forti défaillances, rispetto al nostro sistema sanitario,  è
  giusto che ne approfondiamo i temi e ne guardiamo anche i dettagli.
  Abbiamo  un  problema  di  sanità  mentale  importante,  che  viene
  rinvenuto in tantissime tragedie che la cronaca ci restituisce.
   Credo  che  un  dibattito sulla sanità, di cui oggi noi  ci  siamo
  occupati,  deve guardare altro. Per cui se un argomento può  essere
  affrontato in via amministrativa, questo Parlamento magari potrebbe
  legiferare  su  argomenti  che,  invece,  sono  di  nostra  stretta
  competenza,  norme  senza  le  quali  non  potremmo  adoperare  dei
  cambiamenti.
   Quindi,  credo che il dibattito, che è sempre utile, debba  essere
  anche proficuo. Se noi parliamo soltanto perché dobbiamo iscriverci
  al partito  siamo a favore  o  siamo contro , io credo che rispetto
  ai  diritti  non  si torna mai indietro, bisogna  contemperare  una
  legge ben fatta, quella che è la 194, non si torna neanche indietro
  su ciò che dispone
   E   continuo  a  dire  che  a  me  dispiace  molto  che   poc'anzi
  l'emendamento  che  abbiamo presentato in  diversi  non  sia  stato
  accolto,  ma  sarà  oggetto da parte mia di  una  riproposizione  -
  ovviamente  in un'altra finestra legislativa - perché è  necessario
  approntare  un  sistema di salute mentale a sostegno  delle  donne,
  cosa  che nella 194 ora è prevista; perché quando si arriva a  fare
  un'interruzione  volontaria  di gravidanza,  talvolta,  non  si  ha
  alcun'altra scelta. E che la donna abbia questa percezione  diventa
  grave  se  non vengono approntati una serie di servizi a  sostegno.
  Poi  è  una libera scelta della donna ed è una conquista  fatta  da
  questa  Nazione.  Ma da qui a dire che noi abbiamo delle  strutture
  che  ci  consentano di venire incontro alle necessità  psicologiche
  del  prima  e  del dopo, io credo che sia assolutamente  non  vero
  Sarebbe  più  edificante, a mio avviso, spenderci  per  trovare  le
  risorse   e,  soprattutto,  volerlo  fare  con  legge  per  rendere
  obbligatorio un servizio di salute mentale che sia capillare e  che
  guardi alle esigenze di una società che si sta evolvendo in maniera
  drammatica,  perché non posso non dire che quello  che  è  successo
  nelle  ultime  vicende  legate  a  eventi  di  violenza,  anche  di
  minorenni,  non  può non essere allarmante  Se parliamo  di  salute
  dobbiamo parlare anche di salute mentale
   Io  continuo a ribadire questo argomento, perché credo che sia più
  importante la prevenzione che la repressione. Se non approntiamo un
  sistema  di  cure di salute mentale nella nostra Regione,  noi  non
  saremo in grado di dare un futuro ai nostri giovani  E, quindi,  io
  ritornerò su questo argomento in maniera determinata - e mi  auguro
  determinante - perché si possa davvero spenderci per raggiungere un
  obiettivo possibile: appostare somme importanti perché si  provveda
  a dare sostegno psicologico alle donne che abbiano la libera scelta
  di  poter  abortire, ai giovani che versino in  una  situazione  di
  forte  difficoltà, a coloro i quali si trovino oggi  in  difficoltà
  non  soltanto legate alla droga, ma anche proprio allo  sbandamento
  complessivo.  E'  necessario, quindi, affrontare  questo  tema  con
  coraggio e con determinazione, appostando somme, cosa non semplice.
  Ma  lì  sì  che  il  Parlamento  deve decidere,  perché  quando  si
  appostano  somme  ingenti  la  scelta del  Parlamento  deve  essere
  assolutamente coerente con le dichiarazioni che oggi ho sentito  in
  quest'Aula   È  lì  che ci si confronta quando bisogna  mettere  le
  risorse
   Scusatemi per l'accorato appello, ma credo che sia necessario,  in
  un  momento di grave crisi che viviamo in questi giorni. E  ripeto,
  le  cronache  ci  restituiscono dei panorami davvero  preoccupanti.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
   La seduta è rinviata a martedì, 13 maggio 2025, alle ore 15.00 per
  l'attività ispettiva.

                  La seduta è tolta alle ore 17.55 ()


   ()  L'ordine  del giorno della seduta successiva,  pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         177a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 13 maggio 2025 - ore 15:00

                         ORDINE DEL GIORNO(*)

    I -AFFIDAMENTO  TEMPORANEO DELLE FUNZIONI DI  DEPUTATO  REGIONALE
       SUPPLENTE A SEGUITO DELLA SOSPENSIONE DI DIRITTO DELL'ONOREVOLE
       GIUSEPPE CASTIGLIONE DALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE (ART. 3
       LEGGE N. 30/94).

    II -COMUNICAZIONI

    III  -  SVOLGIMENTO,  AI SENSI DELL'ARTICOLO 159,  COMMA  3,  DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Territorio e ambiente  (V. allegato)

    IV -VOTAZIONE FINALE DI DISEGNO DI LEGGE

      -Norme in materia di sanità (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)

    V -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1)  Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata  (n.
         832/A Stralcio II/A) (Seguito)

         Relatore: on. Vitrano

      2)  Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio/I COMM
         ter/A)

         Relatore: on. Abbate



  (*)   D'ordine  del  Presidente,  con  e-mail  del  9  maggio  2025
  notificata a tutti i deputati, è stato inserito e premesso il punto
  I dell'ordine del giorno.

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella