Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.16
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni in
contrario, nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di svolgimento di interrogazioni a risposta in
Commissione
PRESIDENTE. Comunico che:
- con nota prot. n. 664-INT/2025 del 6 maggio 2025, l'Ufficio di
Segreteria della IV Commissione legislativa permanente Ambiente,
territorio e mobilità , ha comunicato che, nella seduta n. 146 del
6 maggio 2025 si è svolta l'interrogazione n. 1621 Stato di
avanzamento della realizzazione della Piazza Primo Carnera'
(Palermo, quartiere Zen - S. Filippo Neri, fondi ex Gescal) a
firma dell'on.le Varrica, il quale si è dichiarato non soddisfatto
della risposta fornita dall'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità;
- con nota prot. n. 672-INT/2025 del 7 maggio 2025, l'Ufficio di
Segreteria della V Commissione legislativa permanente Cultura,
formazione e lavoro , ha comunicato che, nella seduta n. 138 del 6
maggio 2025 si è svolta l'interrogazione n. 1612 Rischio di
perdita di 73 milioni PNRR (M1C3, Misura 2, Investimento 2.2
'Protezione e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio
rurale') a firma dell'on.le Varrica, il quale si è dichiarato
non soddisfatto della risposta fornita dall'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole Spada per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione del disegno di legge: "Disposizioni varie in materia
di politiche abitative"
(n. 738 Stralcio IV Comm quater/A) (Seguito)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo al Presidente della IV
Commissione, onorevole Carta, di prendere posto. Completiamo il
disegno di legge di ieri, onorevole Laccoto, dove tra l'altro
immagino abbiate avuto la possibilità di confrontarvi circa
l'emendamento sull'articolo 3, cioè al punto in cui eravamo, e
decidiamo poi come andare avanti.
Sull'ordine dei lavori
DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, colleghi parlamentari, è
veramente desolante pensare di iniziare i lavori d'Aula guardando i
banchi della maggioranza che sono completamente vuoti Siamo più i
deputati di minoranza, che i deputati di maggioranza
Noi non vogliamo utilizzare l'istituto della richiesta di numero
legale. Io penso che dovremmo sospendere, mettere in condizioni, se
ci sono le condizioni, di far riempire i banchi della maggioranza.
Altrimenti noi siamo costretti a chiedere il numero legale. Cioè
noi ci siamo, non vogliamo fare ostruzionismo, vogliamo andare
avanti
Ieri abbiamo avuto una Conferenza dei Capigruppo dove abbiamo
preso atto di quello che la maggioranza vuole fare e noi, essendo
minoranza, ne abbiamo preso solo atto. Però, almeno in Aula si deve
essere presenti I deputati di maggioranza devono capire che non
hanno solamente il privilegio di sostenere un Governo e di
partecipare alle spartizioni della politica della maggioranza,
hanno l'obbligo di essere presenti in Parlamento, come lei. Anche
lei ieri era qui presente, lo so; parlo con lei che è presente come
lo sono io, però o si ripristina un pochino o saremmo costretti a
chiedere il numero legale
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, semplicemente colgo
l'occasione per rassegnare il mio disappunto, in quanto oggi la
Commissione 'Salute, servizi sociali e sanitari' non ha potuto
rendere il parere sul testo che riguardava la famiglia per
l'assenza dell'Assessorato, in quanto non è venuto né l'Assessore
né il direttore generale a rappresentare l'Assessorato, per cui non
abbiamo potuto rendere il parere.
La prego, Presidente, da questo punto di vista, di farsi portavoce
affinché i lavori d'esame nelle Commissioni di merito procedano in
maniera regolare, convocandole con i giusti tempi. Tra l'altro mi
informano che in V Commissione è stato dato un termine per
emendamenti di appena quindici minuti. Non conosco le motivazioni,
ma mi sembra ridicolo già solo il doverlo leggere, figuriamoci
doverlo rassegnare alla sua persona. Se i lavori in Commissione
devono essere fatti, devono essere sostanziali e non formali
Il Regolamento è una cosa seria, non deve essere applicato, tanto
perché lo si deve applicare, ma perché quelle norme sono state
studiate e scritte perché c'era qualcosa da tutelare attraverso
quel lavoro e quei tempi. Un quarto d'ora per depositare gli
emendamenti non è una cosa che si può leggere, indipendentemente da
quali siano le motivazioni
Comm quater/A
Seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni varie in materia di politiche abitative» (738
Stralcio IV Comm quater/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Disposizioni
varie in materia di politiche abitative» (n. 738 Stralcio IV Comm
quater/A) posto al numero 2).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Presidente Carta, tra gli interventi di prima, l'onorevole
Dipasquale ha dichiarato, qualora l'Aula non avesse il numero
legale, di fare una formale richiesta di verifica del numero
legale, ma lo potrà fare chiaramente solo in sede di votazione.
Ancora non siamo in sede di votazione e le chiedo, pertanto,
rispetto al punto in cui ci siamo lasciati ieri, ovvero il
possibile emendamento che voleva presentare l'onorevole Laccoto,
che formalmente avrebbe potuto presentare lei o l'Assessore, se
fosse utile, se fosse corretto o se, invece, possa essere
considerato superfluo rispetto alla normativa nazionale. L'Aula è
stata lasciata con la possibilità di far sì che vi poteste
confrontare, quindi le chiedo se aveste risolto la questione
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì, Presidente,
grazie. Diciamo che per gli Uffici è ininfluente, si può lasciare
la norma com'è. Però, se vogliamo aggiungere le parole che ha
chiesto l'onorevole Laccoto, facciamo un tentativo, per la
Commissione va bene pure.
PRESIDENTE. E allora siccome camminano le carte, bisogna
subemendare Presentiamo l'emendamento, lo distribuiamo, così c'è
maggiore chiarezza.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
l'emendamento è già sul tavolo
PRESIDENTE. Bisogna firmarlo, salga tra i banchi della Presidenza,
grazie.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà di
parlare.
BURTONE. Signor Presidente, noi avremmo voluto avere più
spiegazioni, in particolare dall'Assessore, perché parliamo di
questioni relative al territorio, all'ambiente, e quindi su questo
tema avremmo chiesto più spiegazioni prima, ma lo facciamo anche
ora, visto che l'Assessore, nella precedente seduta, non ha detto
nulla, ma era presente, quindi avrebbe potuto consultare gli Uffici
e dare un contributo a questa Assemblea, cosa che finora non è
avvenuto.
Però possiamo anche attendere, se l'Assessore cortesemente ci
spiega anche i contenuti che il collega Laccoto sta proponendo e
che conseguenze potrebbero avere nel territorio: noi saremmo grati
Mi permetto di dire, però, che così come è stato posto
l'emendamento del Presidente Laccoto, pur non avendo un
approfondimento tecnico necessario che l'Assessore dovrebbe dare,
noi siamo d'accordo, perché mette al centro un fatto fondamentale:
quello di non includere gli edifici che sono nei territori di
inedificabilità assoluta.
Quindi io annuncio il voto favorevole del Partito Democratico,
perché ci sembra che la proposta di Laccoto sia rigorosa e che vada
apprezzata. Però, Presidente, chiediamo che l'Assessore dia una
spiegazione dovuta, chiediamo al nostro Parlamento.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, intanto un momento di chiarezza su
questi emendamenti, che forse non è stata fatta in maniera
esaustiva ieri.
La norma nazionale esiste già: l'abbiamo recepita con la norma
salva-casa , punto. Questo articolo, semplicemente aggiunge due
fattori semplicissimi: uno, il Regolamento; due, la destinazione.
Ci siamo resi conto, con gli Uffici, che il comma 3 risulta
addirittura essere superfluo, perché la norma nazionale già prevede
la destinazione. Quindi, Presidente, al di là del fatto che
l'emendamento proposto dall'onorevole Laccoto è addirittura - come
dire - restrittivo rispetto a quanto già previsto dalla norma
nazionale, perché i limiti dei 150 (metri) nella norma nazionale
diventano 300 metri, ebbene, non esiste più neanche il problema
paventato dall'onorevole Laccoto. Ci siamo già confrontati con gli
Uffici, e siamo tutti d'accordo in questo modo. Se vogliamo
aggiungere questa opzione, la possiamo anche aggiungere: è
un'aggiunta ultronea, è inutile in ordine al raggiungimento
dell'obiettivo, a mio modesto parere.
Però, le chiedo, Presidente, di sopprimere comunque il comma 3,
che è già previsto dalla norma nazionale. E quindi evitiamo anche
di creare - come dire - quella possibilità di confusione per il
legislatore, o per chi deve applicare la norma nei Comuni, rispetto
appunto alla norma nazionale. Per il resto, per me, se vogliamo
scrivere quanto proposto dall'onorevole Laccoto, lo possiamo fare.
Ma ripeto: addirittura, si riduce il campo di azione della norma
nazionale che abbiamo approvato recependo il "salva-casa" con la
norma che abbiamo già votato in questa Assemblea.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Al netto del fatto che io
non lo possa sopprimere da solo, è sempre l'Aula che,
eventualmente, lo sopprime Si presenti un eventuale emendamento,
specialmente se è condiviso con la Commissione e anche sul fatto -
come dicevo prima, onorevole Sunseri - che ci eravamo presi questa
pausa proprio per capire se l'emendamento fosse utile o meno.
L'Aula mi sembra divisa su questo genere di idea.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Laccoto.
LACCOTO. Signor Presidente, sto parlando sull'emendamento
PRESIDENTE. Sulla richiesta dell'onorevole Sunseri, perché
l'onorevole Sunseri sostanzialmente chiede la soppressione del
comma 3, nonostante però già sia stato trattato
SUNSERI. Non votato
PRESIDENTE. Non votato, se non si poteva fare, ma trattato. Se non
ci sono osservazioni da parte dell'Aula, si può andare avanti in
tal senso; diversamente, chiaramente, no.
Faccio completare l'intervento, anzi faccio cominciare
l'intervento all'onorevole Laccoto. Prego, onorevole.
LACCOTO. Intanto, grazie anche agli altri colleghi e all'onorevole
Sunseri. Voglio dire solo questo: la norma nazionale è vero che
prevede la non edificabilità nei 300 metri, ma in Sicilia voi
sapete che nei 300 metri, quando la Soprintendenza dà il parere, si
può anche edificare. Il problema dei 150 metri, lo ripeto, esiste
solo nella norma regionale, che è una norma di inedificabilità
assoluta, tranne che nelle pregresse "zone B".
Quindi, al fine di evitare qualsiasi problema anche ai sindaci e
ai consigli comunali, io ritengo, a maggiore garanzia dei comuni,
siccome non toglie niente, che quell'emendamento possa essere
fatto. Per quanto riguarda il comma 3, personalmente non ho
problemi. Io credo di insistere sulle vicende di questo emendamento
che ho presentato e che sicuramente non scalfisce assolutamente
l'impostazione della norma. Grazie.
PRESIDENTE. Intanto pongo in votazione l'emendamento 3.4, a firma
della Commissione, col parere favorevole del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso andiamo alla richiesta che ha fatto l'onorevole Sunseri. Se
non ci sono osservazioni in contrario da parte dei colleghi, pongo
in votazione l'emendamento 3.5, di soppressione del comma 3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa alla discussione dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
alla sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto: chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Possiamo dare il voto finale al disegno di legge. Intanto dobbiamo
votare l'articolo 3 così come emendato, perché abbiamo votato
l'emendamento soppressivo.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
CARTA, presidente della commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
prima del voto finale, posso chiedere un attimino la sospensione
dell'Aula, per favore? Sta arrivando l'assessore Aricò, e siccome
c'era un emendamento aggiuntivo
PRESIDENTE. Va bene, allora sospendo l'Aula per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15.34, è ripresa alle ore 15.39)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
L'Assessore è in Aula.
Possiamo dare il voto finale alla legge.
C'è richiesta di voto segreto da parte dell'onorevole Dipasquale.
Ricordo all'onorevole Dipasquale che i richiedenti per il voto
finale non sono sette ma diventano nove. La richiesta di voto
segreto per il voto finale non è di sette deputati, ma sono
diventati nove. Vediamo se la richiesta è appoggiata o meno.
Dichiaro aperta la verifica.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
n. 738 Stralcio IV Comm quater/A
Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
«Disposizioni varie in materia di politiche abitative» (n. 738
Stralcio IV Comm quater/A)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione finale per scrutinio segreto del
disegno di legge «Disposizioni varie in materia di politiche
abitative» (n. 738 Stralcio IV Comm quater/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 51
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 18
Contrari 31
Astenuti 0
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE. Potevate dirlo prima, non avremmo perso questo tempo.
Va bene.
Discussione del disegno di legge "Norme in materia di sanità"
(n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge n. 738 Stralcio IV Comm
bis/A "Norme in materia di sanità".
Dove siamo arrivati? Ora siamo all'articolo 3. C'era un'ipotesi di
emendamento dell'onorevole Safina, se non ricordo male, circa la
questione relativa agli abortisti. Non so se l'idea è mantenuta, se
l'emendamento è ritirato, se è stato... è a firma della VI
Commissione.
Allora, intanto, chiedo all'onorevole Carta di lasciare il banco
della Commissione al Presidente Laccoto.
Invito i componenti della Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Qual è l'emendamento?
Ha chiesto di intervenire l'assessore Savarino. Ne ha facoltà.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, nel ribadire che il disegno di legge che è stato appena
bocciato dall'Aula era un disegno di legge parlamentare e non del
Governo su cui, peraltro, il Governo comunque condivideva alcune
scelte, volevo però rassicurare l'onorevole Sunseri, che ha
emendato l'articolo che riguarda i beni confiscati, che provvederò
insieme al mio dirigente, il Dipartimento urbanistico, a vedere se
è possibile, come io immagino, essendoci già una norma a monte che
è quella del salva-casa che abbiamo già recepito e, quindi, già è
assolutamente organica al nostro ordinamento giuridico, di potere
operare attraverso un decreto e, quindi, volevo dirle che cercherò
di andare incontro alle legittime esigenze che aveva sottolineato
il collega e la Commissione Quarta attraverso un decreto insieme al
mio dirigente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Savarino, adesso trattiamo
l'emendamento che stanno caricando sui tablet a firma
dell'onorevole Safina.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
assessore, colleghi, se possibile, un attimo di attenzione al fine
di chiarire alcune questioni. Questa norma, con l'emendamento
presentato, non è assolutamente difforme da quella nazionale, nel
senso che nessun obiettore di coscienza può essere licenziato, si
sta facendo solamente rafforzare l'idea che coloro che decidessero,
per i motivi previsti dalla norma nazionale, di dovere ricorrere ad
un aborto, per quelle condizioni che sono già previste nella norma
nazionale, possono avere la facoltà di poterlo fare anche nelle
aree funzionali, dove non ci sono obiettori di coscienza. Per cui
l'emendamento presentato la volta scorsa viene così modificato,
quindi niente licenziamento, nient'altro
All'articolo 3, se mi volete seguire un attimino, il secondo
periodo del comma 3 è sostituito dal seguente: "Qualora le aziende
del servizio sanitario regionale, per effetto della cessazione dei
rapporti di lavoro o di successiva obiezione da parte del personale
reclutato ai sensi del presente comma, rimangano prive di personale
non obiettore, le stesse avviano procedure idonee a reintegrare le
aree funzionali del personale non obiettore nei limiti delle
disponibilità delle piante organiche, entro 120 giorni dalla data
della presentazione della dichiarazione di obiezione o della
cessazione del rapporto di lavoro".
PACE. Cosa significa?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Significa che se
tu non hai più obiettori di coscienza, puoi indire nuovi bandi nei
limiti della pianta organica. Se tu cessi dal lavoro o non hai più
obiettori, perché nel frattempo quello si è dichiarato obiettore di
coscienza, non obiettore, si è dichiarato, fai un nuovo bando.
Tutto qua.
PACE. Sempre per i non obiettori.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. No, certo, lo
fai per non obiettori, ma è la norma nazionale, non cambia niente.
Noi diciamo nell'ambito della norma nazionale, si sta facendo
questo.
PRESIDENTE. Presidente Laccoto, se lei non lo firma e non ce lo
consegna
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. E' firmato già,
comunque lo firmo in questo.
PRESIDENTE. No, non l'ha firmato.
PACE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi le chiedo, siccome la
mia è anche una dichiarazione di voto non soltanto sul comma, sul
subemendamento, ma sull'intera impalcatura dell'articolo, nei
limiti del possibile, le chiederei di far fare silenzio all'Aula,
qualora fosse possibile, perché sto cercando di fare un
ragionamento che sicuramente sarà ai più impopolare e che tocca
temi etici che riguardano la coscienza di ognuno di noi.
Io faccio parte anche della Commissione Sanità, ma quando si è
trattato questo articolo evidentemente non ero presente, ho visto
che si è trattato il tema della vita, perché comunque stiamo
parlando di un diritto naturale fondamentale per l'uomo, che
nessuno concede, ma che bisogna soltanto rispettare, che è il
diritto alla vita, e ho visto trattare questo articolo e questo
tema dei ginecologi non obiettori o obiettori come se stessimo
parlando di un qualsiasi emendamento alla legge finanziaria o come
poco fa abbiamo fatto sul disegno di legge sulle unità abitative.
In realtà, caro assessore Faraoni, stiamo parlando di un tema che
riguarda la coscienza di ogni individuo e francamente, al di là
della legge n. 194, al di là del referendum sull'aborto,
francamente faccio ancora fatica, pur rispettando la Costituzione e
le leggi italiane, ad accettare che ci possa essere uno Stato che
consideri un organo entro il novantesimo giorno come qualcosa che
può essere eliminato, novantesimo giorno dal concepimento, e invece
dal novantunesimo giorno dal concepimento no
Anche Papa Francesco ha condannato apertamente l'aborto e lo ha
definito un crimine Lo ha definito un attacco alla dignità umana
Noi oggi, con questo articolo, vorremmo dare la possibilità alle
nostre strutture sanitarie, caro Assessore, di assumere soltanto
medici, fare bandi soltanto per medici non obiettori. Mi è sembrato
di capire che l'articolo 3 dica questo
E ora c'è, l'ho letto poco fa, il subemendamento, dell'onorevole
Safina che ho ascoltato adesso e che francamente ho fatto fatica
anche a comprendere, perché l'ho ascoltato anche adesso da parte
del Presidente Laccoto.
Siccome siamo qui per esprimere i nostri convincimenti anche
quando risultano essere di difficile comprensione e impopolari, se
uno crede in qualcosa lo deve, nel ruolo che riveste, poter
manifestare. L'ho fatto all'interno della Commissione Sanità quando
abbiamo discusso sul disegno di legge del suicidio assistito, sul
fine vita. Sono stato l'unico parlamentare a dire apertamente la
mia convinzione e con la stessa schiettezza ma con la stessa, e mi
sforzo, coerenza - mi sforzo di essere coerente - dico che tutto
quello che è contrario al diritto naturale alla vita, dal suo
concepimento fino alla morte naturale, non potrà vedere il mio voto
favorevole.
Credo che sulla sanità dobbiamo invece interrogarci. Giorni fa
siamo andati a finire, giustamente o ingiustamente lo vedremo, sui
canali nazionali per alcuni temi gravi che sono emersi sulla sanità
siciliana, sulla veridicità è tutto da constatare ma siamo andati a
finire sui canali nazionali, così come prima poi affronteremo in
quest'Aula, come certe ASP amministrino le aziende e in alcuni casi
in modo abbastanza libertario.
Su questi temi siamo pronti a confrontarci. Sul tema del diritto
alla vita, ritengo che né io né nessun altro possa mettere
articoli, commi o leggi che possano impedire il diritto naturale
alla vita, dal suo concepimento in avanti. Non vorrei dilungarmi ma
vale sia come dichiarazione di voto sul comma stesso, sia
soprattutto come dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Marchetta, De
Luca Antonino, Safina, La Rocca. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Marchetta.
MARCHETTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Credo che la
vita umana debba essere tutelata fin dal suo inizio poiché ogni
essere umano, anche nel grembo materno, ha diritto alla protezione,
al rispetto. L'aborto infatti interrompe un processo di sviluppo
unico e irripetibile privando una nuova vita della possibilità di
nascere e di esprimere il proprio potenziale.
Ritengo importante promuovere alternative come il sostegno alle
madri in difficoltà, l'adozione e l'educazione alla responsabilità
in modo da valorizzare la vita e offrire soluzioni concrete senza
ricorrere all'interruzione volontaria della gravidanza. La tutela
della vita è un valore fondamentale che dovrebbe guidare le nostre
scelte e le politiche sociali.
La Corte costituzionale italiana ha riconosciuto la libertà di
coscienza come un valore costituzionale di primaria importanza
strettamente connesso alla dignità della persona umana, ai diritti
inviolabili come la libertà di manifestare le proprie convinzioni
morali o religiosi, articoli 19 e 21 della Costituzione. Tale
libertà può giustificare anche l'obiezione di coscienza cioè
l'esenzione da doveri pubblici che confliggono con il nucleo
essenziale delle convinzioni personali. La libertà di coscienza è
un diritto laico universale che tutela l'autodeterminazione
dell'individuo, la sua dignità e la parità delle convinzioni
rappresentando un fondamento essenziale per la convivenza
democratica e il rispetto ai diritti umani. Alla luce di tali
considerazioni esprimo voto contrario.
Presidenza della Vicepresidente LANTIERI
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Safina.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Come sempre ho
ascoltato con molta attenzione gli interventi di coloro i quali mi
hanno preceduto e ovviamente rispetto il loro punto di vista perché
la mia cultura è quella che si fonda sul rispetto delle idee e sul
dibattito democratico. Però, devo dire una cosa, al di là delle
polemiche, il tenore degli interventi che ho ascoltato mi sembra
fermo al 1981 perché nel 1981 si celebrarono sette referendum
abrogativi, uno di essi riguardava proprio la 194/78 e gli
italiani, non qualcuno a caso, gli italiani si sono pronunziati a
favore del mantenimento in vigore di quella legge. La questione,
come voi l'affrontate, è fuori luogo perché quel diritto nel nostro
ordinamento, esiste, è immanente, non è in discussione E questa
Assemblea regionale, nonostante i vostri interventi, non ha la
competenza per abrogare quel diritto. E' inutile impostare la
discussione, per come voi volete fare. Noi abbiamo provato, e io
ringrazio ancora una volta il presidente Laccoto e i colleghi della
Commissione Sanità , abbiamo provato ad impostare un dibattito non
ideologico, che guarda a una circostanza, veda è talmente arretrato
il suo modo, il suo intervento, che non tiene conto di una cosa,
che l'aborto è previsto nei LEA, nei livelli essenziali di
assistenza e come si fa in un'Assemblea legislativa a dire che non
ci deve essere? C'è perché è un livello essenziale di assistenza,
perché è un diritto delle donne per tutelare la loro salute
Avevamo fatto una prima versione della norma. Sapevamo che quella
norma potesse avere qualche elemento però volevamo aprire il
dibattito e, probabilmente, ci siamo riusciti. Adesso, per arrivare
a un'approvazione che possa consentire ai cittadini e alle
cittadine siciliane di godere un diritto - come ne godono in
Piemonte, come ne godono in Lombardia, come ne godono nel Lazio -
stiamo dicendo: "Guardate, nessuno perderà il lavoro. Nessuno avrà
l'obbligo di non dichiararsi obiettore, altrimenti perderà il posto
di lavoro. Nessuno ", collega Pace, nessuno Nessuno sta minando la
libertà dei medici, nonostante presti in un servizio pubblico.
Stiamo dicendo, però, che le aziende sanitarie devono rispettare i
LEA, che le aziende sanitarie devono dotarsi di quel personale e
devono averlo necessariamente in servizio, e laddove non l'avessero
devono attivare le procedure per recuperarlo. Questo è il tema Si
vuole rafforzare, in Sicilia, un diritto che è negato, e si vuole
dire che in Sicilia l'aborto non si pratica perché me lo posso
permettere e, invece, tante famiglie non hanno questa possibilità
Perché diventa un tema del censo e quando il censo si impadronisce
dei servizi sanitari, vuol dire che il nostro servizio sanitario
sta fallendo la sua missione che è quella di essere universale.
E allora noi ribadiamo, ancora una volta, per una volta, invece di
far parlare del servizio sanitario regionale per i suoi scandali,
per le sue inefficienze, facciamo parlare di questa Assemblea e del
servizio sanitario regionale come un servizio che si pone
all'avanguardia su una questione che riguarda la vita di ciascuno
di noi e che, rispetto al quale, veda consigliere, chiedo scusa
onorevole Pace, non è una questione di giudicare moralmente chi
pratica l'aborto o chi no, perché nessuno di noi sa cosa farebbe se
si venisse a trovare in quella condizione
Io non so - l'ho già detto la prima volta - io non so cosa
consiglierei a mia figlia che a sedici anni rimanesse incinta, non
lo so Non lo so, bisogna ammetterlo candidamente, perché poi ci si
trova dinanzi alle debolezze umane, alle difficoltà di affrontare
una questione così complessa. Che futuro avrà quel minore, quel
nascituro? Che futuro avrà quella ragazza? Chi lo sa che forza avrò
io di sostenere questa ragazza? Io non lo so, ma questo non attiene
all'ideologia, attiene alle nostre sensibilità, e le sensibilità
non c'entrano niente con i diritti, non c'entrano niente con la
capacità di un ordinamento di mettersi al servizio dei cittadini.
Oggi i cittadini non hanno più fiducia nel servizio sanitario
regionale, lo dicono tutte le indagini demoscopiche. Ma proviamo a
fare una cosa che ci può consentire di riavvicinarli. E' un piccolo
passo.
Lo so che non è decisivo ma se non cominciamo mai a fare qualcosa
che riavvicina i cittadini alle istituzioni, che ci stiamo a fare
qui dentro? Ma a che serve? Serve per l'esercizio del potere o
perché dobbiamo dare risposte ai siciliani e alle siciliane?
Io penso che questo sia l'approccio, e vi chiedo uno scatto di
orgoglio e non voglio...presidente Assenza, io non sono un
moralista e quindi non giudico nessuno
Concludo, Presidente. Qui, torno a dire, non stiamo mettendo su
una bilancia i buoni e i cattivi; e non stiamo, però, parlando
della legge 194, non facciamo confusione
Quindi, invito quest'Aula a passare al voto di questo articolo e
di questi emendamenti, affinché si possano dare risposte a un tema
che è reale, perché la situazione, rispetto alla relazione - e
concludo - che abbiamo allegato, è ancora peggiorata. Abbiamo
chiesto alle ASP siciliane, a tutte le ASP siciliane, di dirci qual
è la situazione rispetto a quella che abbiamo trattato qualche mese
fa; la situazione è ulteriormente peggiorata e noi stiamo
continuando a non dare risposte. Grazie.
PRESIDENTE. Io concordo pienamente col suo discorso e il mio
favore e il mio voto sarà per sostenere e mantenere i diritti delle
donne.
PACE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PACE. Ringrazio la Presidenza perché, visto che sono stato citato,
mi sta dando la possibilità - e poi mi taccio - di replicare. La
differenza l'ha detta proprio l'onorevole Safina: il diritto di
scelta delle donne. Io ho difficoltà ad accettare che ci possa
essere un diritto di una donna e che io possa agevolare questo
diritto della donna - che per alcuni è giudicato sacrosanto - a
impedire il nascere di una nuova vita. E questa è una mia idea di
cui sono estremamente convinto. Nel 1981 io avevo dieci anni e
forse...
PRESIDENTE. Non dobbiamo rifare tutta la storia, già l'ha fatta
l'onorevole Safina. Lei ha parlato poc'anzi, ha spiegato
PACE. e in ogni caso avere la mia condivisione... ho apprezzato
anche l'intervento coraggioso della mia collega, onorevole
Marchetta. Probabilmente saremo minoritari anche in quest'Aula, non
abbiamo la presunzione di far valere a tutti i costi le nostre
ragioni; abbiamo invece la velleità di far rispettare le idee di
chi non la pensa come la maggioranza E ancora una volta, onorevole
Safina, questo Parlamento deve interrogarsi invece su come aiutare
quelle mamme che avrebbero difficoltà a portare avanti una
gravidanza con delle misure di sostegno, a farle arrivare al
nono...
DIPASQUALE. Lo dovete fare voi come Assessorato alla famiglia
PACE. Come Assessorato alla famiglia, per carità
PRESIDENTE. Onorevole Pace, completi.
PACE. Ha detto bene l'onorevole Dipasquale: a iniziare
dall'Assessorato alla famiglia dobbiamo interrogarci su come
aiutare quelle mamme che avrebbero l'idea di interrompere la vita e
aiutarle in qualsiasi modo, con sostegni tangibili. Sull'aiutare le
aziende sanitarie con percorsi parlamentari di legge per
interrompere la vita, non mi troveranno mai d'accordo e non avranno
mai il mio voto di supporto.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente, Governo, colleghi, Siciliani e, a
questo punto mi tocca aggiungere, anche, donne siciliane che ci
seguono, perché a momenti torniamo ai tempi degli intrugli di
prezzemolo e degli aborti casalinghi, stando ad ascoltare alcune
dichiarazioni.
E vorrei ricordare a me stesso e a chi ci segue che quello di cui
stiamo trattando - Presidente - è una prestazione sanitaria che
l'ordinamento sanitario siciliano deve rendere attraverso le sue
aziende ospedaliere pubbliche e attraverso quelle private
convenzionate.
Il mondo delle aziende sanitarie pubbliche, da un punto di vista
dell'esecuzione degli aborti, diversamente, non funziona. Non
funziona per il semplice motivo che non sono più presenti medici
abortisti. Non perché l'aborto sia diventato illegale, non perché
qui non si tratta di riconoscere o meno un diritto alle donne. Io
non capisco come si possa arrivare al 2025, in un'Aula di
Parlamento, dicendo che non bisogna - o che ci viene difficile -
riconoscere il diritto di una donna che può avere un rischio per la
propria vita, che può essere stata vittima di uno stupro, che può
non essere nelle condizioni fisiche o psicologiche - magari a causa
di una disabilità - di sopportare una gravidanza Possono esserci
tanti motivi, che noi non abbiamo il diritto di discutere o di
passare al vaglio Ma abbiamo il dovere, questo sì, di attuare ciò
che la legge ha già stabilito. E cioè che chi ritiene, dopo aver
fatto le proprie valutazioni - intellettuali, morali, etiche, e
soprattutto sanitarie - di affrontare il percorso dell'aborto, deve
potersi recare nelle nostre strutture sanitarie pubbliche per
avviare questo percorso. Percorso che, oggi, oggettivamente, non
trova soluzione.
In provincia di Messina non esiste un solo medico abortista in
tutta l'ASP. L'ultimo era il professore D'Anna, che è andato in
pensione. Ad oggi, negli ospedali della provincia di Messina non
mi risulta esserci un solo medico abortista Diventa necessario,
per questo Parlamento e per questo Assessorato - che hanno il
dovere di legge di rendere le prestazioni sanitarie, perché, a
prescindere da ciò che ne pensa ognuno di noi, o da come si
vogliono interpretare le parole di Papa Francesco che adesso che è
morto ognuno interpreta a modo proprio - non possiamo consentire
che il servizio sanitario regionale siciliano rinunci a svolgere il
proprio compito in questo delicatissimo settore.
Il Movimento Cinque Stelle sosterrà questa norma, la voterà
favorevolmente. Ma non possiamo esimerci dal definire stucchevoli
determinate affermazioni, che ci riportano - ripeto - a un'epoca in
cui si abortiva con infusi di prezzemolo, con il rischio della vita
e delle infezioni di tante donne che hanno perso la vita, proprio a
causa di norme ignoranti e bigotte, di uno Stato che ha tardato a
riconoscere un diritto che le donne hanno conquistato con il
sacrificio. E che non deve più essere negato. Grazie.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Grazie, Presidente. Allora, io intanto volevo fare una
precisazione rispetto a quanto detto dall'onorevole Pace, partendo
dalla Commissione.
Lui, in quella sede, era assente, ma voglio ricordare a me stessa
e a quest'Aula che in Commissione noi abbiamo votato con un voto
unico articoli diversi. C'era un articolo che riguardava le cure
palliative, c'era l'articolo che riguardava l'aumento del budget di
salute, c'era l'articolo sulla relazione annuale dell'Assessore
circa l'utilizzo del budget di salute, e poi c'era l'articolo 3,
che riguardava i non obiettori.
Il voto è stato dato come voto unico, quindi qui non si può
puntare il dito contro una Commissione che ha fatto il proprio
dovere, votando - dico tra virgolette - un pacchetto di norme
contenute in un'unica norma suprema. Qui c'è il Presidente Laccoto,
che fa sì con la testa, perché la gente che sta a casa deve
capire cosa ha votato la Commissione Salute, e quali erano le
proposte che da quella Commissione sono uscite.
In quell'occasione è stata paradossale la proposta che veniva da
alcuni colleghi, i quali dicevano che, nel momento in cui un medico
diventava obiettore, allora doveva essere licenziato Questa
proposta, già in Commissione, è apparsa incostituzionale. Si è
forzata la mano, volendo portare necessariamente in Aula un testo
in quel modo.
Oggi - secondo quello che sto capendo, perché certe volte qui
sembra di non capire nulla - in discussione c'è una norma, e quella
norma va rispettata perché le leggi dello Stato vanno rispettate,
poi ci può essere una dicotomia tra quelle che sono le leggi dello
Stato e quella che è la mia coscienza, e allora nel momento in cui
voto io mi interrogo, e dico già in anticipo che al primo posto
metterò la coscienza e poi le norme dello Stato, che rispetto.
Quindi io avrò massimo rispetto per quello che voterà il
Parlamento, ma dovrò tener conto anche di quello che dice la mia
coscienza.
Se ho capito bene, noi oggi qui dobbiamo votare un "LEA", perché
ha detto bene il collega Safina, l'interruzione volontaria di
gravidanza rientra nei "LEA", e vanno garantiti. Allora cosa
dobbiamo votare? Nelle aziende dove è previsto questo noi dobbiamo
dire, nel momento in cui un non obiettore diventi obiettore, rimane
un posto vacante e vanno banditi dei posti, perché quella unità
operativa possa continuare a svolgere quel servizio Questo oggi il
Parlamento regionale è chiamato a votare, quindi su questo io mi
devo pronunciare E, ripeto e ribadisco, tutta la confusione che è
stata fatta va secondo me stigmatizzata, perché altrimenti diamo
una pessima informazione a casa, per la gente che non sa di che
cosa stiamo parlando, perché sembriamo dicotomici in tutte le cose
che facciamo
Quindi, personalmente voglio ribadire il mio voto contrario
secondo la mia coscienza, ma alla base di tutto ciò c'è un diritto,
e il diritto va salvaguardato Poi non è nelle corsie dove si
pratica l'aborto che si deve lavorare per la salvaguardia della
vita, si deve lavorare per la salvaguardia della vita in tantissimi
altri contesti, e sono tantissime le agenzie che sono chiamate a
promuovere la vita. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca. È stata speciale, perché
ha spiegato benissimo quello che sta accadendo, grazie.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Grazie, Presidente. Io ho già espresso nella seduta
precedente la mia ferma opposizione a qualsiasi percorso che
agevoli il fenomeno abortivo, che è un diritto e rimane tale e
nessuno può metterlo in discussione. Apprezzo il tentativo di
correggere il tiro, perché era veramente abnorme licenziare il
medico che diventava obiettore di coscienza, era veramente un'idea
che non vedo come possa essere stata concepita e peraltro approvata
in Commissione.
Detto questo, oggi l'emendamento sostitutivo proposto dalla stessa
Commissione indubbiamente migliora il testo, purtuttavia secondo me
anch'esso è da respingere, perché in pratica creiamo una corsia
preferenziale al medico non obiettore rispetto al medico obiettore.
Se non ho capito male, nel momento in cui si libera o viene meno un
rapporto di lavoro di un medico obiettore, si riserva quella
posizione lavorativa in via esclusiva o comunque privilegiata al
medico non obiettore: è un percorso che io personalmente non posso
condividere.
Saremo in minoranza, ma io continuo a sostenere la mia tesi che
qualsiasi percorso agevolativo di una pratica che è distruttiva,
sono il primo a riconoscerlo, in primo luogo per chi la pratica, ed
è sempre un motivo di grandissimo travaglio interiore, di disagio
psicologico e di vero e proprio dramma decisionale, ma non per
questo le istituzioni devono agevolare questo percorso. Invece si
dovrebbe investire quanto più possibile nell'offrire delle
soluzioni alternative alle donne in momenti di così grande
difficoltà.
Quindi, annuncio il mio voto personale contrario in toto,
all'emendamento, e ritengo di poter parlare in questo campo -
tranne qualcuno che per motivi personali ritenga di agire in
dissenso - per il Gruppo di Fratelli d'Italia.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Presidente, questo dibattito l'ho già affrontato quando
ne abbiamo parlato la prima volta, quando questo disegno di legge è
stato incardinato e discusso. Oggi, siamo davanti ad una
riscrittura.
Mi pongo un quesito e dico, colleghi, davvero c'è bisogno di una
legge per fare un atto amministrativo all'interno delle aziende
sanitarie e all'interno delle ASP? Io credo di no
Se siamo legislatori, che utilizziamo una grammatica legislativa,
non credo sia necessario dovere legiferare su cose che sono atti
amministrativi che possono essere adottati in maniera assolutamente
autonoma da parte delle aziende sanitarie. Si può fare un ordine
del giorno
Ma io credo che non ci sia necessità di ingolfare l'attività
legislativa con una norma ultronea rispetto all'attività
legislativa stessa.
Sul tema possiamo dibattere, stiamo dibattendo, ciascuno esprime
in libertà la propria opinione ma - ripeto - non credo che ci sia
la necessità di una norma che, in nessun modo, possa evitare che lo
si possa fare già da oggi.
Credo che se si fa un atto di interpello, e oggi qualunque azienda
ospedaliera può farlo, non vedo per quale motivo oggi stiamo
dibattendo su un tema che abbiamo ottenuto quando la legge 194 è
stata approvata. Cosa diversa è capire il convincimento di ciascuno
di noi e se qui dobbiamo dire ciò che pensiamo, io dico la mia
Ma rispetto a quella che è l'attività legislativa, non credo sia
necessaria questa legge.
E poiché noi abbiamo tantissime leggi - vorrei ricordare a
quest'Aula e a me stessa - che noi nella scorsa legislatura abbiamo
dato vita ad una Commissione che si chiamava Verifica delle norme
approvate dentro il Parlamento quante norme sono approvate e non
vengono applicate?
Quante iniziative lodevoli poi rimangono lettera morta perché non
diventano realtà?
Per quale ragione oggi dobbiamo fare questo?
Perché dobbiamo fare emergere qual è la volontà di ciascuno? Non
ho alcuna difficoltà a dire ciò che penso L'ho sempre fatto e lo
farò sempre
Credo che la legge n. 194 abbia segnato un passo importante per la
nostra Repubblica italiana ma che dall'altra non è stato applicato
tutto l'intero dettato normativo, ossia l'attività di sostegno
psicologico alle donne che decidono - o meglio che hanno scelto di
fare questa interruzione volontaria di gravidanza, che è un
percorso dolorosissimo per ciascuna delle donne che lo affronti,
non è supportato dal punto di vista dei numeri, per quanto riguarda
gli operatori che sono i non obiettori ma anche quello che riguarda
l'attività di supporto
Spesso le donne che arrivavano ad un'interruzione volontaria di
gravidanza non hanno la facoltà di scegliere un'alternativa perché,
purtroppo, il nostro sistema sanitario nonché la nostra società, lo
Stato, il Pubblico, che dovrebbe sostenere una donna in difficoltà,
a volte non riesce ad essere l'adeguato supporto e quindi la scelta
diventa una scelta obbligata, non una scelta per convinzione
Siccome parliamo di una cosa importantissima - cioè la vita -
credo che sia doveroso, da parte di ciascuno di noi, affrontare,
come stiamo facendo, in maniera intellettualmente onesta un tema
delicatissimo. Qui nessuno ha la ricetta esatta per ciò che è
giusto e sbagliato
Certamente, penso che ognuno debba esprimere in maniera libera,
senza avere la preoccupazione di essere giudicato, rispetto a un
tema così delicato.
Credo, altresì, che la legge 194, se noi la guardiamo soltanto da
questo punto di vista, cioè il fatto di imporre, attraverso una
norma, che ci siano dei non obiettori che diventino poi primari di
una un'unità complessa, credo che sia anche necessario approntare
delle cure psicologiche a sostegno della donna affinché la scelta
sia veramente una scelta consapevole e l'ultima scelta che viene
data a una donna.
Così come abbiamo previsto per le cure palliative, per l'articolo
che verrà a seguire, che ci sia un'attività di sostegno psicologico
per una scelta consapevole, io credo che vada integrato.
Ho presentato un emendamento a mia prima firma e insieme ad altri
colleghi, l'onorevole Intravaia, l'onorevole La Vardera,
l'onorevole Abbate, affinché si possa predisporre all'interno di
ciascuna unità ospedaliera e di ciascuna ASP un servizio dedicato
affinché accanto all'interruzione volontaria di gravidanza ci sia
uno sportello dedicato alla cura psicologica di una donna che
affronta una tragedia quale quella della decisione di abortire.
Credo sia un atto che - se dobbiamo proprio normarlo - è
indispensabile che si predisponga in tal senso una disciplina che
guardi alla salute mentale e anche al sostegno della donna dopo
l'aborto, perché va seguita
La cronaca ci restituisce anche la grande difficoltà nella quale
le donne oggi vivono. C'è un bisogno di salute mentale incredibile,
abbiamo fatto un Intergruppo dentro questo Parlamento sulla salute
mentale, abbiamo approvato il disegno di legge sullo psicologo di
base, come possiamo pensare di poter affrontare questo tema senza
sostenere, anche da un punto di vista psicologico, così come la 194
oggi impone e non sempre, assessore, viene fatto in tutte le
aziende sanitarie, in tutte le aziende ospedaliere?
Quindi, siccome il sistema sanitario dal punto di vista della
salute mentale, secondo il mio punto di vista, va potenziato e lo
dirò in tutte le occasioni da qui a fine legislatura, perché noi
non possiamo affrontare una manovra finanziaria pensando di
approcciare delle somme soltanto guardando le partite iva che sono
importantissime ma non possiamo pensare che non ci sia un problema
di salute mentale importantissimo dentro la Regione, enorme, che
porta ad uno stato di violenza, di distruzione dei nostri giovani
Non possiamo mostrarlo e, quindi, io chiedo accoratamente a
quest'Aula che tutti noi ci prendiamo veramente un impegno nel
sostenere la salute mentale della nostra Regione, dei nostri
giovani che vivono una difficoltà incredibile Scusate un attimo.
PRESIDENTE. Onorevole, un po' d'acqua, si calmi.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
PRESIDENTE. Onorevole, ha cambiato Gruppo? E' passata con il PD,
per dare il sostegno a chi?
CAMPO. Sono ospite perché con l'onorevole Safina abbiamo condiviso
questa battaglia
PRESIDENTE. Brava
CAMPO. Del rispetto della 194 e io capisco che questo è un
Parlamento e, quindi, siamo qui anche per parlare, però non posso
accettare che un collega dica ha difficoltà ad accettare un diritto
costituzionalmente garantito alle donne.
Io qui, veda Presidente, ho difficoltà ad accettare che non
vengano refertati in tempo le schede per dei pazienti gravi e viene
messa a rischio la loro salute Non ho difficoltà ad accettare un
diritto garantito, tra l'altro da una norma dello Stato e questa
Regione lo ricorda a tutti, siamo in una Regione, non possiamo di
certo rimettere in discussione e superare una legge dello Stato.
Adesso si sta buttando questo discorso in caciara, cercando di
trasferire la questione verso una questione etica e morale, ma noi
viviamo in uno Stato di diritto, in uno stato che rispetta le leggi
e, quindi, tutta questa discussione che è stata posta dai colleghi
non ha assolutamente ragione di essere e di esistere perché non
possiamo assolutamente superare una legge, non possiamo andare a
dire che questa legge deve essere prima affrontata con dei supporti
psicologici, eccetera, perché quella è un'altra questione ancora
Non è che una donna che decide di abortire deve essere
necessariamente sottoposta a TSO, onorevole Caronia, quindi noi a
questo punto stiamo semplicemente garantendo un diritto, e questo
diritto deve essere superiore alle stesse necessità dei medici. Non
è che adesso se io assumo dei medici in qualità di professionisti
che possono praticare una interruzione di gravidanza, questi medici
dopo un po' si dichiarano obiettori e a me viene a mancare un
servizio che tutela la salute dei pazienti
Quindi stiamo parlando di un'altra questione che è ben più seria e
ben più importante di quello che si sta cercando di far credere,
cercando di spostare il dibattito in caciara, cercando di andare a
minare una norma che è stata fatta nel 1978
Non andiamo indietro di decenni, siamo nel 2025, colleghi, andiamo
avanti piuttosto e cerchiamo di migliorare il sistema sanitario di
questa Regione che sta cadendo a pezzi
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
pensavo che con la nuova formulazione dell'emendamento che, in
parte, ha ripreso il dibattito che si è svolto l'ultima volta
quando abbiamo parlato di questo tema, che quest'emendamento avesse
convinto un po' tutti perché, credo che abbia veramente raccolto le
indicazioni che provenivano dall'Aula.
Invece abbiamo rivisto, risentito alcune considerazioni che noi
rispettiamo ma che non ci sembrano
legate alle questioni che stiamo discutendo: non è che il
Parlamento siciliano sta rivisitando la legge n. 194, questo è il
punto centrale Se vogliamo ascoltare le cose poi possiamo anche
decidere, però noi abbiamo davanti una situazione che è limitata ad
una questione presente nelle problematiche legate all'interruzione
di volontaria di gravidanza: innanzitutto i colleghi espressione
della Democrazia Cristiana tra virgolette indicano una questione
etica, la questione etica, io credo, che la si debba affrontare,
non c'è dubbio, noi rispettiamo
Voglio qui, però, ricordare che quella legge è stata varata nel
'78, e nel '78 a guidare il Paese era la Democrazia Cristiana, era
la Democrazia Cristiana, io ero un giovane studente universitario
di medicina e ci fu un dibattito interno alla Democrazia Cristiana,
interno agli altri partiti, se andiamo a rileggere il titolo della
legge, il titolo della legge dice che, innanzitutto, va visto il
valore sociale della maternità e che il primo impegno dello Stato
deve essere la tutela della vita; nel contempo, però, tiene conto
che la società è una società complessa in cui dal punto di vista
laico bisogna tener conto anche di chi non crede ad alcuna
indicazione di tipo etico-religioso e, quindi, la legge garantisce
anche il diritto di interrompere, per motivi gravi, la gravidanza.
Ora qualcuno dice che ci vorrebbe sostegno, ci sono stati sempre i
consultori, anche i consultori andrebbero potenziati, però, è
quello il luogo dove le donne nei quartieri vanno per consultarsi,
per parlare e per trovare conforto, io qui voglio aggiungere, però
lo dico, perché in quegli anni seguimmo questo dibattito che ci fu
nel Paese, che ad abortire c'erano anche le persone prima della
legge - e lo dico alle donne presenti nel Parlamento - le donne che
abortivano, abortivano nel sottoscala quando erano povere, quando
non avevano le risorse per andare in una clinica, abusivamente, una
clinica abusiva, abortivano nel sottoscala E la praticona che
determinava l'aborto, utilizzava i mezzi che normalmente servivano
per fare le maglie, i maglioni, e i dati che emergono da quegli
anni, c'è l'Assessore che può confermare o meno, c'erano tanti che
arrivavano negli ospedali con le emorragie, alcuni arrivavano
cadavere, alcuni arrivavano con la setticemia dopo alcuni giorni
aver praticato questo tipo di aborto
L'aborto è un dramma, lo sappiamo tutti, non abbiamo bisogno di
insegnanti e di professori, però c'è chi lo pratica, chi con dolore
può affrontare, per scelta può affrontare questo tema, un fatto
traumatico senza dubbio anche se si fa col conforto medico, voglio
qui ricordare che anche farmacologicamente oggi è possibile
praticare l'aborto, se permette Presidente volevo completare, io la
ringrazio
PRESIDENTE. Era per avvertirla che il tempo a sua disposizione è
scaduto.
BURTONE. La ringrazio per avermelo segnalato.
Noi abbiamo davanti una situazione particolare, noi abbiamo fatto
quella legge, modificando, costruendo con il Parlamento
l'emendamento, partendo da un dato, ci sono due medici, ci sono
tanti medici che mancano nel sistema sanitario regionale.
Chi mi conosce, chi ha sentito i miei interventi, sa quante volte
mi sono battuto per dire che il numero chiuso è sbagliato, non l'ho
detto solo qui, l'ho detto da sempre, però noi abbiamo affrontato
due emergenze, l'assessore lo dovrebbe qui ribadire, quella delle
cure palliative. Chi ha un tumore e si trova nella fase terminale e
ha bisogno di cure che attenuino i dolori, mancavano, abbiamo
avviato un percorso veloce, alternativo, quello di non utilizzare
la specializzazione, ma gli specializzandi, anzi quelli che avevano
il certificato, che avevano svolto un corso di formazione per poter
praticare le cure palliative. E questo tema dei medici che
praticano l'aborto. Ora, c'è un dato in Sicilia, lo dico alle
colleghe che sono intervenute e lo dico con rispetto, il numero di
medici abortisti è molto basso, insufficiente. Lo dico sapendo
l'esperienza di una donna che l'ha raccontata, l'ha scritta, che è
dovuta andare in un'altra provincia per poter praticare l'aborto,
perché il ginecologo abortista era in ferie in quel giorno, in cui
gli era stato fissato poi l'aborto, si è dovuta spostare perché
stava arrivando a 90 giorni e non credo che sia una cosa semplice
Quindi io credo che noi stiamo intervenendo per dire soltanto,
bene teniamo conto di un fatto, Presidente, sto arrivando alla
conclusione, la prego, parlo anche a nome degli altri colleghi.
PRESIDENTE. Gli altri colleghi hanno chiesto di parlare loro
DIPASQUALE. Io rinunzio
PRESIDENTE. Ah, rinunzia? Perfetto. Veramente non era iscritto
BURTONE. Signor Presidente, l'indicazione era proprio questa,
quella di dare la possibilità di utilizzare un numero congruo,
anche perché poi ci sono anche gli anestetisti che debbono
dichiararsi che possono praticare, perché anche loro possono
pronunciare l'obiezione di coscienza.
Io credo che su questo tema noi dobbiamo tener conto del numero,
di un ridotto numero di persone che possono fare questa attività.
Io mi sono permesso l'ultima volta di dire e l'ho detto
all'Assessore, non era presente qui, forse sì, io ho detto diamo un
orientamento secondo il quale il medico che pratica l'aborto possa
rientrare anche in altre attività, perché chi pratica solo l'aborto
non lo vuole più fare e ha anche ragione, anche ragione, perché
specializzati a fermarsi sotto solo una pratica medica quindi si
vorrebbe fare anche altro e invece, proprio perché è solo, a volte
deve continuamente ogni giorno praticare un qualcosa per cui è
obbligatorio che sia là a lavorare su questo, perché altri non lo
possono sostituire.
Si dice ma pratichiamo le pratiche di sostegno, io sono sindaco,
vedo come opera l'ufficio sociale, l'Assessore devo dire
personalmente ha cercato più volte, anche in Commissione, di
chiedere fondi per sostenere la famiglia ma Assessore, lo possiamo
dire che il Governo non l'ha mai aiutata, non abbiamo visto in
questi anni nessun intervento a sostegno della famiglia, di chi è
in difficoltà
Quando si parla, vedo i colleghi agitarsi e aiutiamo la famiglia
in modo che non abortiscano, ma quale, ma quale, qual è? Quante
volte siamo stati in Commissione a presentare col collega Leanza ed
altri gli emendamenti per dire sosteniamo chi è in difficoltà e
invece, alternativamente all'aborto, possa sostenere un impegno di
famiglia? Mai fatto un intervento di questo genere
Eppure l'Assessore era disponibile di fronte ai nostri
emendamenti. Allora, io credo che su questo si debba con grande
umiltà dire che noi non vogliamo cambiare la legge, non la vogliamo
peggiorare, stiano tranquilli colleghi e le colleghe, qui si tratta
soltanto di confermare un diritto, un fatto pratico.
Non abbiamo la pretesa di essere legislatori che stanno
sconvolgendo tutto, noi siamo dei deputati che in un Parlamento
vorrebbero che in Sicilia, anche su questo tema, si fornisse un
diritto, un diritto. Perché lo ricordo, prima di questo diritto le
donne morivano in gran parte, in tanti rimanevano mutilati nella
loro attività di procreazione, in tanti avevano problemi di natura
settica...
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, anche il tempo dell'onorevole
Dipasquale, che non aveva, sta utilizzando...
BURTONE. Ho completato Presidente, la ringrazio lei ha ragione,
però mi pare che i colleghi abbiano voluto forzare anche il
dibattito che c'è stato, mi pare che noi siamo stati comprensivi
delle cose che hanno indicato e l'emendamento, francamente, può
essere accettato.
Credo che il Governo debba chiarire che c'è necessità di dare una
risposta proprio per il livello essenziale di assistenza anche a
questo tema.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori io sarò
brevissimo perché ormai credo che si sia detto tutto su quello che
c'era da dire.
Ringrazio i colleghi l'onorevole Marchetta, l'onorevole Pace, per
la loro convinzione, per la loro etica, per la loro morale, il
collega Safina, il collega Burtone, tutti quelli che hanno parlato
perché sono punti di vista. Dobbiamo anche essere fieri ogni tanto
che questo Parlamento dibatta su argomenti così importanti che non
sono argomenti, come abbiamo detto prima, da discutere tanto per
discuterli Quindi, dobbiamo essere anche fieri che questo
dibattito, un dibattito forte su un tema così importante.
Quindi di questo sono grato a tutti: chi vota sì e chi vota no
La premessa, al di là del dibattito, è secondo me Assessore,
Assessori perché stiamo dibattendo su questo articolo?
Io voglio andare più nel profondo, nell'origine di quello che
stiamo andando a votare che è semplice. Come ha detto l'onorevole
Burtone, Assessore, io che mi laureo in medicina e che poi faccio
una specialità e impiego dieci anni della mia vita per diventare un
medico, un dottore e faccio il ginecologo, posso essere messo a
cavare denti o a fare tamponi tonsillari per tutta la vita perché
non c'è altro? Io credo che gli obiettori, in questo momento,
diventino obiettori non solo perché credono di essere obiettori o
perché non vogliono fare questo lavoro ma perché, a mio avviso,
queste persone non ce la fanno a fare questo lavoro E' un lavoro
mortificante da tutti i punti di vista, mortificante per un
professionista
Quindi credo che la prima cosa che dovrebbe fare lei, Assessore, e
lo chiedo proprio con fermezza, è capire come risolvere questo
problema di non poter delegare a un solo ginecologo che non è
obiettore di fare solo quel lavoro Non è così perché non è
professionale, non è morale, non etico nei confronti di questa
persona
Chiudo dicendo che era questo il motivo del mio intervento, ma
voglio dire una cosa che è importante e che riguarda tutti noi,
quando facciamo una scelta del genere, la premessa è che io sono
non un religioso fedele, oltre. Io sono un credente, quindi non
sono un fedele cioè religioso, cattolico per fede, ma per credo,
perché ci credo, convintamente
Ma non è questo il problema della morale, perché io come pediatra
nel mio studio bambini indesiderati ne ho visti tanti, famiglie
distrutte per aver avuto un bambino indesiderato, distrutte da
tutti i punti di vista ne ho viste tante
I bambini che mi hanno toccato nella mia vita sono i bambini che
hanno ritrovato nei cassonetti E quando trovano un bambino nei
cassonetti quel bambino significa che è stato ritrovato in un
cassonetto e ce ne sono 50 nei cassonetti non trovati
Questa è la meditazione, questo è ciò che dobbiamo meditare
E' una cosa sconvolgente
Abbiamo dovuto aprire posti di accoglienza dove consegnare il
bambino
Lo capiamo che quando limitiamo la libertà di determinate cose
dobbiamo pensare anche al futuro, al futuro di quello che succede a
quella famiglia, a quella ragazza che ha avuto quel problema a
qualunque età?
Allora, l'ultimo punto, e chiudo, signor Presidente, con fermezza
lo dico, credo che più che agevolare e l'abbiamo detto prima,
consacrare, dobbiamo batterci per la prevenzione della gravidanza
indesiderata con campagne di sensibilizzazione, informando, come
abbiamo fatto quando è stato il problema dall'Aids, cioè la
prevenzione comunque che deve vincere su tutto, non su quello che è
la foce, dobbiamo andare alla sorgente, è lì che dobbiamo impedire
e cercare di formare le giovani ragazze a prevenire le gravidanze
indesiderate, non tanto che domani abortisco, ma ci mancherebbe
Questo è quello che dobbiamo fare, dobbiamo investire le nostre
risorse sulla prevenzione, su tutto quello che facciamo, assessore
alla famiglia, assessore alla sanità, le campagne di
sensibilizzazione le abbiamo utilizzate e hanno funzionato, non
dimentichiamocelo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici, ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Avevo capito che
dovevamo approvare o comunque esaminare un testo che aiutasse il
sistema sanitario pubblico a garantire ciò che la legge prevede,
cioè di garantire il servizio per chi lo chiede e che il sistema
sanitario pubblico, in alcuni casi, ha la difficoltà di garantirlo
perché mancano i medici che possano consentire l'erogazione di quel
servizio. Quindi il tema che abbiamo è questo, tutto il resto è una
bella filosofia, diciamo del dibattito culturale, ma il tema è: le
donne che si rivolgono in un'azienda sanitaria, che in alcune aree
della Sicilia, non in tutte fortunatamente ma rischiamo in tutte,
non riescono ad avere quel servizio, perché mancano i medici che
possono garantire quel servizio a queste donne che diciamo?
Andatevene nella sanità privata? Questo è il nodo, i fatti morali,
etici, rispettabili, ma il quesito è questo: se il sistema
sanitario, lo dico al collega capogruppo di Fratelli d'Italia, se
il sistema pubblico non è in grado di garantire il servizio,
dobbiamo sapere che l'alternativa è solo quello privato dove
stranamente, stranamente gran parte dei servizi di ginecologia e
ostetricia, non prevedono, non presentano una quantità di medici
obiettori nella stessa dimensione che c'è nel sistema pubblico
Qualche domanda ce la dovremmo fare: possibile mai che tutti gli
obiettori sono solo quelli che vincono un concorso nel sistema
sanitario pubblico e quelli che esercitano nelle aziende diciamo
private non si pongono questo tema o comunque in maniera molto più
ridotta? Se c'è un problema, dobbiamo capire come affrontarlo. La
soluzione che è stata proposta con un emendamento, come dire, di
mediazione rispetto al licenziamento, mi pare una soluzione
ragionevole, per il resto di cosa stiamo parlando? Ho sentito
dichiarazioni, lo dico alla collega che voglio molto bene, la
collega Marchetta, per la sua gentilezza e per la sua modalità con
cui si rapporta ai colleghi e lo dico anche all'onorevole Pace:
attenzione alle cose che si dicono perché vorrei ricordarvi che, al
di là delle vostre convinzioni etiche rispettabilissime, quando
siete entrati in quest'Aula avete detto lo giuro per poter
esercitare la funzione di parlamentare e quel "lo giuro" era la
risposta a una domanda anzi ad un impegno più che una domanda, a
rispettare la Costituzione della Repubblica, lo Statuto della
Regione siciliana e le leggi della Repubblica e della Regione.
Sapete cosa vuol dire "mi impegno" e poi dire come ha detto Pace
ho difficoltà ad accettare il diritto : si chiama spergiuro che
negli Stati Uniti viene trattato in un certo modo
Da noi, diciamo, è un dato che, comunque, pesa anche nel giudizio
della politica. Perché se uno giura, e poi spergiura beh...la
credibilità è pari a zero Allora eviterei dibattiti, diciamo,
etici che questo Paese ha, inevitabilmente, e attraversa da decine
di anni
Qui stiamo affrontando una questione, come rispondiamo ad un
problema che nel sistema sanitario pubblico si è via via creato a
causa dell'assenza di medici che svolgono, in ragione di una
libertà - che deve essere garantita - di scelta se essere obiettore
o meno - garantita dalla legge dello Stato - ma come altrettanto
garantiamo non il fatto che il medico non possa essere obiettore,
ma come il Servizio sanitario pubblico sia in grado di garantire il
servizio
A questa domanda - lo dico alla collega Marchetta, Pace non lo
vedo più perché è alle prese...ah scusami eri messo là, cambi
posizione - a questa domanda dobbiamo rispondere. Non se l'aborto è
legale, illegale, se moralmente accettabile, non moralmente
accettabile. Stiamo parlando al pari di qualunque cittadino che si
reca in un ospedale, e deve avere la possibilità di essere trattato
- come dice il giuramento di Ippocrate - secondo i crismi della
possibilità che la cura abbia una capacità di dare una speranza di
vita, e migliore rispetto a quando entra in una struttura
sanitaria.
Allora, vogliamo impedire che questo si eserciti in Sicilia? Beh,
nascondendoci sui valori morali? Perché qui ci si nasconde sui
valori morali: non è vero che qua stiamo parlando di valori morali
Stiamo parlando che se una donna si reca a Villa Sofia, e non trova
il medico obiettore, fa qualche centinaia di metri e va in una
clinica privata, e con 1.500 euro si fa l'aborto Questa è la
questione Tutto il resto è fuffa Allora, facciamo le persone
serie.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei è un mito
E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, i colleghi mi hanno solo spianato,
ovviamente, la strada perché qua il problema è proprio questo. Qui
non ci sono, da questa parte, i comunisti o le comuniste che
mangiano i bambini, e non hanno il senso sacro della vita - sacro
in senso laico - della vita. Qua ci siamo tutti i parlamentari.
Ammantare la discussione di significati, e coprirla con significati
ideologici, moralistici, etici non è semplicemente il nostro
compito. Lo dico, veramente, anch'io con affetto alle colleghe,
soprattutto alle colleghe donne. Dei colleghi uomini che parlano,
diciamo, di quelle che sono le sofferenze delle donne...
PRESIDENTE. Scusate colleghi, sta parlando l'onorevole Chinnici.
Grazie.
CHINNICI. Grazie, Presidente. Dicevo, dei colleghi uomini che a
volte parlano delle sofferenze delle donne e poi si arrogano il
diritto di dire 'questo non è un diritto che noi ci sentiamo di
concedere', cioè veramente nemmeno commento questo Noi siamo un
Parlamento, e come Parlamento siamo laico. Qui non c'è chi ama di
più la vita, chi ama di più i bambini, chi ha più affetto per i
neonati. Qua ci siamo persone che sono chiamate a fare rispettare
un diritto, che in Sicilia è negato. E' semplicemente questo. Né
siamo chiamati a parlare della legge 194, perché è già una legge
dello Stato e chi ne ha dovuto discutere ha dovuto affrontare
problemi etici allora. Non si può adesso, dopo oltre quasi
cinquant'anni, ritornare indietro in nome di una morale che viene
riscritta
Questo, Presidente, è un trend purtroppo che va avanti ormai a
livello anche nazionale sotto il profilo legislativo. Qua si sta
rischiando di riscrivere le coordinate laiche della Repubblica e
della Costituzione italiana, perché adesso ci sono, dico tra
virgolette, è come se ci fossero valori nuovi. Lo vediamo in molti
altri campi, compresa la scuola Sa che mi sta a cuore
particolarmente l'istruzione. Si stanno riscrivendo, in nome di
morali nuove, le coordinate minime democratiche. Noi siamo un
Parlamento laico, quindi non tutte le discussioni su chi è pro o
contro l'aborto semplicemente sono fuori tema, sono fuori contesto.
Non ci sono qua donne e uomini che sono felici se una donna
abortisce o che non hanno a cuore la vita umana. Non è questo il
tema. Siamo qui per garantire - come dicevano i miei colleghi
Burtone e Cracolici, che ringrazio - che la Sicilia non sia una
regione diversa dalle altre e che qui il 1978 non sia arrivato. Le
conquiste degli anni Settanta valgono anche in Sicilia e per le
donne siciliane, che hanno già troppi diritti negati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. Infatti dopo l'onorevole
Safina io ho detto due parole: bisogna garantire un diritto; il
diritto si garantisce avendo i servizi, perché se non ci sono i
servizi non si mantiene il diritto. Lei è un mito e basta
Gli emendamenti 3.1 e 3.2 sono ritirati perché mancano i
proponenti.
Si passa quindi all'emendamento 3.3R.bis, è quello della
Commissione, che ha illustrato l'onorevole Safina.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
FARAONI, assessore per la salute. Allora, premesso che non spetta
al Governo entrare nel merito delle leggi che sono state emanate,
se giuste o non giuste. Si accettano le leggi ed operano per la
valenza che hanno all'interno del nostro Paese. La norma, che non è
di iniziativa del Governo, voleva essere un elemento di
introduzione di un rigore, perché le ASP potessero realizzare delle
aree di sicurezza, per garantire a tutte le donne che vi volessero
accedere un intervento terapeutico, che oggi per fortuna è sempre
più distante, perché la farmacologia sta trovando soluzioni che
potranno evitare, da qui a breve, l'utilizzo di modalità
meccaniche, sempre troppo invasive e sempre troppo dolorose sotto
tutti i punti di vista.
Ciò posto, si ritiene che si possa anche provvedere con un atto
regolamentare amministrativo interno, che dia ad ogni azienda
l'obbligo di ricognire, nell'ossequio della legge che è vigente, le
modalità più adeguate per creare un'organizzazione che possa far
fronte anche alle donne che hanno deciso di intraprendere questo
percorso. E nel merito di questo non spetta a noi entrare dentro,
perché le discussioni sono state tutte valenti e tutte da prendere
in considerazione. Attiene poi alla morale, alla fede, ai principi
etici che nutrono la vita quotidiana di ciascuno di noi, anche in
maniera diversa e non per questo valutabili o contestabili. Quindi
il Governo si esprime nel senso di prendere atto di questa
richiesta che è pervenuta dalla VI Commissione.
Ha suggerito degli elementi e si dichiara disponibile anche a
governare al di fuori della norma il processo all'interno delle
organizzazioni sanitarie.
PRESIDENTE. Assessore, si rimette all'Aula?
FARAONI, assessore per la salute. Sì, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Con il voto contrario degli onorevoli del Gruppo parlamentare
"Democrazia Cristiana".
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente.
Io avevo presentato, insieme ai colleghi, l'emendamento 3.4,
perché si potesse venire incontro all'esigenza di uno sportello di
psicoterapia volto a favorire l'elaborazione di una scelta
consapevole.
PRESIDENTE. Il Regolamento prevede che in questa fase può essere
presentato solo dalla Commissione o dal Governo.
Lei è semplice deputato. Ormai non si può fare. Grazie.
Pongo in votazione l'articolo 3.
SAFINA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PACE. Voto palese
PRESIDENTE. Il voto segreto prevale; non è una regola di adesso, è
una regola prevista dal Regolamento.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 53
Votanti 35
Maggioranza 18
Favorevoli 24
Contrari 11
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne dò lettura:
«Art. 4.
Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 20 ottobre 2023, n.
18
1. All'art. 1, comma 5, della legge regionale 20 ottobre 2023, n.
18 è aggiunta la seguente lettera:
f) realizzare specifici percorsi di assistenza psicoterapeutica
volti a favorire l'elaborazione del lutto da parte dei genitori e
degli altri familiari del defunto, con particolare riguardo ai
fratelli e alle sorelle ».
Si passa all'emendamento 4.1. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
SAFINA. Presidente, l'emendamento è ritirato
LANTIERI. Grazie, onorevole. L'emendamento 4.1 è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne dò lettura:
«Art. 5.
Modifiche all'art. 24 della legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17
1. All'articolo 24 della legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole almeno lo 0,2 per cento sono sostituite
con le parole almeno lo 0,22 per cento ;
b) al comma 1 bis le parole La riserva dello 0,2 per cento sono
sostituite con le parole La riserva dello 0,22 per cento ».
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne dò lettura:
«Art. 6.
Modifiche all'articolo 24 della legge regionale 16 ottobre 2019,
n. 17
1. All'articolo 24 della legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17 è
aggiunto il seguente comma:
1. quater. L'Assessore regionale per la salute, entro il 31 marzo
di ciascun anno, trasmette alla competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana, una relazione scritta
sull'attuazione del presente articolo nel quinquennio precedente,
specificando l'impiego delle somme da parte di ogni Azienda
sanitaria provinciale per ciascuna annualità del quinquennio ».
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Colleghi, abbiamo adesso tre emendamenti aggiuntivi.
CRACOLICI. Sono emendamenti "fuori sacco"?
PRESIDENTE. Sì. L'emendamento A.1, onorevole, è un emendamento
tecnico di correzione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.4, a firma degli onorevoli Assenza e
Galluzzo.
Onorevole Assenza, lo vuole illustrare?
ASSENZA. Signor Presidente, credo che sia abbastanza chiaro:
l'emendamento è finalizzato a cercare di porre fine al contenzioso
esistente fra le ASP e alcune strutture specialistiche accreditate
senza aggravare di ulteriori spese il fondo sanitario, agevolando
dei percorsi conciliativi che già sono in corso e che questo
Parlamento, secondo noi, avrebbe la necessità di favorire e portare
finalmente a compimento. Rimaniamo sempre nei limiti degli
stanziamenti già erogati nell'ambito delle regole già esistenti,
con la clausola finale che evidentemente il raggiungimento di
questi accordi comporta l'automatica rinuncia ai contenziosi in
corso da parte delle strutture accreditate.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
Pongo in votazione l'emendamento. Il parere della Commissione?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Scusate, io non riesco a capire il senso di questo
emendamento, nel senso che le aziende possono, laddove c'è un
contenzioso, promuovere delle transazioni. E le transazioni, tra
l'altro, devono essere autorizzate da organi che la legge prevede,
per l'amministrazione pubblica ci sono i pareri vincolanti
dell'Avvocatura dello Stato, nelle aziende invece no.
Quindi cosa stiamo chiedendo alle aziende? Di fare quello che già
possono fare? Cioè, che cosa si vuole dire con questo emendamento?
Le aziende possono, laddove ci sono dei contenziosi, promuovere
delle transazioni. Bene Questo già la norma lo prevede In più
cosa prevediamo? E' evidente che se ci sono delle transazioni, si
presuppone che c'è qualcuno che rinuncia a qualcosa e qualcun altro
rinuncia a qualche altra cosa. In genere, le spese legali si
compensano, in genere nelle transazioni non si fa fronte agli
interessi maturati
Non ho capito il senso di questo emendamento perché è quello che
già è previsto dalle disposizioni vigenti.
Lo chiedo anche all'Assessore; essendo stata lei anche direttore
di un'azienda e quindi conosce i compiti e le responsabilità
connesse alla direzione delle aziende sanitarie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'Assessore.
FARAONI, assessore per la salute. Richiamo un principio che è
l'autonomia imprenditoriale riconosciuta ad ogni direttore
generale, nell'ambito della propria azienda, di valutare
l'opportunità di poter procedere ad accordi con qualunque posizione
nella quale è caduta in una contrapposizione di interesse.
Obbligare le aziende...
PRESIDENTE. Colleghi, scusate, sta parlando l'Assessore
FARAONI, assessore per la salute... ad una transazione, a
prescindere dal principio dell'economicità e al principio
dell'opportunità, significa esporre il direttore generale anche poi
ad una responsabilità che comunque è solo e soltanto sua perché la
transazione è nelle sue responsabilità e nei suoi poteri,
rispondendone anche alla Corte dei Conti.
E' ovvio che quando c'è una transazione, la stessa comporta
l'accettazione della rinuncia a qualunque altra azione di
contenzioso.
Generalmente, dico anche che le direzioni generali quando fanno
una transazione su un argomento tendono a portare dentro anche
accordi tombali su tutte le altre questioni che possono portare,
che possono essere presenti.
Ma sono queste regole, ritengo poi che se l'ASP possa essere
obbligata a concludere accordi transattivi, all'accordo transattivo
bisogna essere comunque con la rappresentanza di una bilateralità.
Si può dare l'obbligatorietà all'ASP perché è un ente che viene
governato anche dalla Regione ma non si può obbligare il soggetto
privato accreditato ad accettare la transazione. Quindi anche in
questo saremo un po' claudicanti. Ritengo che sia nelle modalità in
cui è stata espressa una norma che è difficile da rispettare.
Dovremmo, forse, per potere tutelare gli interessi dei soggetti
che sono caduti in qualche maniera in una controversia con le
aziende, poter regolamentarla nei contenuti in maniera diversa.
PRESIDENTE. Assessore, è favorevole o contraria?
FARAONI, assessore per la salute. Contraria.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, dopo il parere contrario
dell'Assessore, lo ritira?
ASSENZA. Se mi consente, perché io inviterei l'Assessore a leggere
meglio la norma. Nessuno parla di obbligo per le aziende. Si dice
espressamente che le aziende "sono autorizzate a" e non "sono
obbligate a" o a fare le cose Qual è il problema?
Voi sapete che, in molti casi, gli enti accreditati hanno
effettuato, per far fronte ad esigenze che sono anche di sanità
pubblica, a prestazioni extra budget. Queste prestazioni extra
budget non vengono assolutamente pagate e si instaura un
contenzioso che è tuttora vigente, che attanaglia molte delle ASP
siciliane, col paradosso che invece sul capitolo, comunque esistono
nelle varie aziende o almeno in gran parte delle aziende, dei
residui con i quali si potrebbe far fronte, in via transattiva, a
molte di queste contestazioni.
Questa norma non vuole fare altro che dire alle aziende se tu hai
le risorse disponibili - perché nessuno sta incrementando
ulteriori spese, ulteriori fondi - e vi è fondato motivo che dal
contenzioso tu puoi anche uscire perdente - ti autorizzo a cercare
di transigere anche se parte di queste risorse vanno a retribuire
prestazioni espletate extra budget . Questo è il fine della norma.
Nessun obbligo, nessuna imposizione, solo un'autorizzazione ad
intavolare queste trattative qualora le aziende siano già in
possesso delle risorse disponibili. Non vedo quale sia la stranezza
di una impostazione di questo tipo.
FARAONI, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONI, assessore per la salute. Anche le distribuzioni delle
economie rispettano, nell'ambito della specialistica convenzionata,
delle regole specifiche. Se io utilizzo le economie per soddisfare
un soggetto piuttosto che un altro, posso creare delle
diseguaglianze nell'ambito delle mie scelte di ridistribuzione. Le
economie vanno ridistribuite secondo quelli che sono dei criteri
rispettosi della proporzionalità, della qualità, della quantità
delle prestazioni. Non possiamo certo procedere in maniera
disorganizzata per cui andiamo con un salto in avanti a soddisfare
le esigenze dell'uno e di tutti gli altri, magari con una
transazione, e tutti gli altri soggetti che pure hanno fatto un
extra budget rimangono al palo
Quindi anche l'extra budget va gestito con grande senso di
ridistribuzione equa delle risorse che abbiamo a disposizione.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, io, oltre a invitare il collega Assenza al ritiro della
norma, vorrei anche che la Presidenza valutasse di stralciarla dal
testo perché, a parte che questa norma non ha ricevuto il vaglio
della Commissione Sanità, pur avendone la possibilità, perché certo
non risponde a delle esigenze di urgenza sopravvenute rispetto al
percorso che il resto del disegno di legge ha attraversato, ma la
ritengo totalmente ultronea e ingiustificata per un semplice
motivo. Qualunque azienda sanitaria provinciale ha la possibilità
di transigere qualsiasi causa laddove abbia un parere o di
soccombenza o di probabile soccombenza o di opportunità da parte
dell'Avvocatura, da parte dei propri organismi interni e, laddove
da controparte ci sia una concorde volontà di regolamentare in
maniera transattiva la diatriba legale. Però, io non comprendo
quale dovrebbe essere il punto di appoggio di una norma che
autorizza il direttore generale a fare ciò che già è nei suoi
poteri fare, laddove ne ricorrano i presupposti, che sarebbe un
parere quanto meno di probabile soccombenza o di inopportunità a
sostenere la causa.
Diversamente, il direttore generale avrà sempre la necessità di
attendere una sentenza che gli ordina di pagare laddove ci sia la
soccombenza, anzi spesso e volentieri le aziende, addirittura,
vogliono pure il giudizio di appello che confermi il giudizio di
primo grado per non assumersi responsabilità. E, allora, se da un
lato il problema che pone il collega Assenza è corretto, però, di
sicuro, la soluzione non può essere trovata utilizzando le riserve
dei bilanci ASP oppure addirittura... quale fondo utilizzava qui?
Adesso non lo sto rinvenendo, ma le rinunce a un contenzioso devono
essere giustificate da ragioni giuridiche che vedano, intravedano o
la soccombenza o la non convenienza, inopportunità a portare avanti
un giudizio ma non perché c'è una norma autorizzativa
Questa norma, addirittura, non solo non serve a niente ma rischia
di produrre degli effetti contorti sul territorio perché ci
potremmo trovare un direttore dell'ASP che la utilizza in una
determinata maniera, un direttore di un'altra ASP che la utilizza
in un'altra e un direttore dell'ASP che, addirittura, non la
applica per il semplice motivo che è solo una norma autorizzatoria.
E allora ci troveremo poi che, all'interno dello stesso Sistema
sanitario regionale, tre direttori su nove utilizzano la norma e la
applicano in maniera diversa. Quindi questa norma non solo non
risolve perché non aggiunge ma rischia per giunta di confondere,
Presidente Lantieri, quindi secondo me, questa proprio dovrebbe
essere ritirata e poi si fa un approfondimento in Commissione
Sanità oppure l'Ufficio di Presidenza dovrebbe dire di no a questa
norma che non può trovare ingresso perché...
PRESIDENTE. E' passata in Commissione
DE LUCA Antonino. Perché è un emendamento aggiuntivo, non è stato
presentato e discusso in Commissione, non ha delle ragioni di
urgenza per cui, quanto meno, dovrebbe esserne valutato anche lo
stralcio.
PRESIDENTE. E' stato riscritto in Commissione ed è ammissibile.
Grazie, onorevole.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. E' stato presentato in Commissione
DE LUCA Antonino. Allora, io faccio parte della Commissione, per
questo sono seduto qui e qui stesso c'è il Presidente, in due le
stiamo dicendo di no
PRESIDENTE. Scusi, me lo dicono gli Uffici, basta, non è che io
racconto barzellette Me l'hanno detto gli Uffici, vuol dire che
lei era assente o era distratto. Prego, onorevole Cracolici, ha
facoltà di parlare.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io
volevo solo ribadire un concetto, ora non vorrei che diventi anche
questo tema ideologico, politico, eccetera eccetera. Collega
Assenza, questa norma rischia di complicare il procedimento
transattivo tra le aziende sanitarie e le aziende che svolgono
servizio per conto del sistema sanitario regionale: fare una
transazione sull'extra budget tra l'altro è molto pericoloso perché
o l'extra budget è autorizzato o è regolamentato nell'ambito del
forfettario già previsto per l'extra budget o è attività fuori da
qualunque attività contrattuale che, se non è autorizzata, non può
essere riconosciuta, quindi, non c'è transazione che tiene, nel
senso che se tu hai fatto prestazioni che non ti sono state né
autorizzate né sono previste le modalità di remunerazione con una
riduzione percentuale del budget, previsto per la singola
prestazione, puoi fare tutti i contenziosi che vuoi ma non può
essere riconosciuta
Ripeto, credo che questo emendamento, che può avere un obiettivo
come dire nobile, ma così rischia di complicare il sistema del
rapporto tra la pubblica amministrazione e i soggetti che svolgono
per conto della pubblica amministrazione servizi del Servizio
sanitario nazionale, ebbene, io la invito ancora a ritirare questo
emendamento anche per le cose che ha detto l'Assessore, che l'ha
detto col linguaggio del tecnico ma sostanzialmente ha detto che a
questa norma non si può dare applicazione perché si mette in capo
al Direttore di un'azienda ospedaliera o sanitaria, la
responsabilità erariale della procedura di transazione stessa,
quindi, ripeto, credo che sia più saggio fare un ritiro di questo
emendamento.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io devo
dire la verità, in questi mesi raramente mi sono trovato d'accordo
con l'assessore alla sanità, però devo dire che questa volta
concordo con l'impostazione che ella ha voluto dare e aggiungo una
cosa, assessore, il primo comma, il primo capoverso, come
correttamente diceva l'onorevole Assenza, è semplicemente
autorizzatorio, non vincola nessuno: a me quello che preoccupa di
più è il secondo capoverso, perché realmente lì interviene
sull'autonomia contrattuale delle Direzioni generali perché indica
il contenuto delle transazioni. Cioè si sta dicendo che le
transazioni dovranno espressamente prevedere, per avere questa
copertura normativa, dovranno prevedere esclusivamente la rinunzia
alle spese legali e la rinunzia agli interessi: ciò significa che,
per esempio, un manager dell'azienda non potrà in alcun modo
trattare sul capitale, al netto delle cose che diceva l'assessore.
Questo, a mio avviso, non è assolutamente possibile perché vìola le
prerogative dei manager e delle direzioni generali, quindi io -
come hanno fatto già i colleghi - anche per questa ragione,
inviterei al ritiro.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, io ritengo che questo pomeriggio
stiamo affrontando alcune tematiche che, per certi versi, siano
assolutamente ultronee rispetto alcuni percorsi di natura normativa
e amministrativa che sono già ben delineati all'interno delle
nostre amministrazioni, all'interno delle ASP. Ho ascoltato con
attenzione quella che è stata la motivazione dell'onorevole Assenza
rispetto a quella che potrebbe essere l'area di applicazione di
questo emendamento che, del resto, è un emendamento aggiuntivo,
Presidente.
Per cui, ritengo che qui stiamo andando un po' oltre quelle che
sono le prerogative di questa Assemblea e pregiudicando quelle che
sono le condotte che dal punto amministrativo le singole ASP
possono mettere in piedi, abbiamo qui la dottoressa Faraoni, che è
competente su questo ambito avendo diretto l'ASP 6.
La procedura che vuole ipotizzare questa formula emendativa
sicuramente irrigidisce quelle che sono già le possibilità che, dal
punto di vista amministrativo, sono già in campo, sinceramente non
ne comprendiamo quelle che sono le motivazioni, per cui mi sembra
abbastanza chiaro che la volontà del Partito Democratico, che
abbiamo già rappresentato attraverso gli interventi dei colleghi
che mi hanno preceduto, sia quella di chiedere il ritiro di questo
emendamento, anche perché al netto di quelli che sono stati i
ragionamenti adesso rappresentati, obiettivamente si rischia di
irrigidire in maniera importante quella che è la questione della
risoluzione dei contenziosi, limitando anche la possibilità di chi
rappresenta le ASP di intervenire in tal senso.
Ma detto questo, comunque, io mi riservo, considerato che c'è un
interesse e mi rendo conto che su questo tema, sul tema delle
prestazioni che vengono rese per così dire fuori budget e ne
abbiamo tutti consapevolezza, Presidente, dell'importanza che la
sanità tutta rappresenta in termini di bilancio su quelle che sono
le totali disponibilità della Regione siciliana, il tema vero è
riuscire a capire attraverso l'Assessore, qui vedo presente
l'assessore Faraoni, quant'è l'entità di questi contenziosi che
abbiamo in giro per la Sicilia attraverso le ASP siciliane.
Vorremmo entrare nel merito e questo magari sarà oggetto di futuro
approfondimento.
Io anticipo che da questo punto di vista sarei interessato a
capire di che numeri stiamo parlando, qual è la mole, la misura, la
cifra del contenzioso che noi abbiamo con le società che sono
accreditate col sistema sanitario regionale, così da capire se
siamo nelle condizioni, sì il Parlamento siciliano da questo punto
di vista, di intervenire per eventualmente risolvere in termini di
dotazioni finanziarie quelle che sono appunto le criticità che
mettono anche a rischio il sistema della sanità privata, e lo
stiamo vedendo con quello che riguarda la rivisitazione del
"decreto tariffa", il cosiddetto "nomenclatore": è quello che
naturalmente sta emergendo in queste ultime settimane con le
proteste degli operatori del nel settore. Ma questo per dire che
sicuramente bisogna fare chiarezza.
Nel merito, Presidente, ritorno all'argomento nel merito e chiudo.
PRESIDENTE. Colleghi, gentilmente, non si sente niente, grazie.
GIAMBONA. La posizione che ho espresso, come i colleghi, è quella
di propendere verso un ritiro di questo emendamento.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Purtroppo devo chiedere scusa all'Aula. La norma, mi
suggeriscono gli uffici, perché poi io come Capogruppo devo firmare
un po' le varie cose, non ci riferiamo con questa norma agli extra
budget, come avevo erroneamente detto, anche se il problema
sussiste e su questo siamo in perfetto accordo e si deve
intervenire perché altrimenti, come già si è rischiato in passato
la serrata dei vari enti accreditati, la si rischierà da qui a
poco, nuovamente, anche per tutti gli istituti convenzionati.
Detto questo, ci riferiamo espressamente all'indennità di funzione
durante il periodo COVID. L'Assessorato alla salute ha imposto agli
enti di rimanere aperti durante il periodo COVID e di continuare a
prestare la loro attività, riconoscendo un indennizzo previsto
dalla Direttiva n. 34.
Questo indennizzo non è stato mai corrisposto, si sono avviati
tutta una serie di contenziosi e molti di questi contenziosi già
sono arrivati al secondo grado di giudizio e con condanna nei
confronti dell'Assessorato sia dell'indennizzo previsto sia delle
spese del giudizio. Questa obbligatorietà, tra l'altro è stata
imposta dall'Assessorato in ossequio a una direttiva statale, e
quindi a fronte del mantenimento dello svolgimento dell'attività
durante il periodo COVID era prevista questa indennità che di
fatto, si ribadisce, non è stata mai corrisposta.
Con questa norma cercheremo di fare fronte a un contenzioso che si
rivela sempre più pericoloso per le casse della Regione invogliando
o, comunque, indirizzando le varie ASP ad intervenire sul punto.
Ritengo che forse sia meglio un passaggio in Commissione di una
norma di questo tipo per approfondirla, dettagliarla meglio e,
quindi, annuncio il ritiro dell'emendamento.
Però, chiedo che venga trasmesso nuovamente in Commissione per un
ulteriore approfondimento
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato. Si passa all'emendamento A.8
a firma dell'onorevole Assenza.
LACCOTO, presidente di commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi se è possibile, io credo che anche
l'Assessore avesse dato la disponibilità a vedere dal suo punto di
vista la norma e, quindi, sono d'accordo per poterla rivedere in
Commissione, con l'ausilio anche dell'Assessorato, in modo da
trovare una soluzione.
Sull'ultimo emendamento, A.8, era stato già espresso il parere
contrario della Commissione e anche del Governo per motivi
nazionali e, quindi, io credo che anche questo possa essere
ritirato e poi rivisto in una formulazione diversa in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, lo ritira?
ASSENZA. Sì.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. Pongo in votazione
l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Su che cosa?
CRACOLICI. La faccia parlare, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non è che perché ho detto che è
un mito lei è autorizzato a dire quello che vuole Solo per
dichiarazione di voto sul disegno di legge.
SCHILLACI. Su un emendamento che abbiamo appena approvato...
PRESIDENTE. E' stato ritirato, è inutile fare commenti.
SCHILLACI. Signor Presidente, mi faccia parlare.
Volevo intervenire per un chiarimento su un emendamento che
abbiamo votato con estrema rapidità, che è l'emendamento A.1, ed è
un emendamento a firma degli onorevoli Laccoto e Geraci che
introduce un obbligo della presenza di un chinesiologo nelle
palestre della salute.
Volevo capire la ratio di questo emendamento perché andiamo ad
intervenire su delle palestre della salute, sull'attività fisica
motoria, ciò significa che da ora in poi le palestre della salute
non potranno erogare il loro servizio se non in presenza di un
chinesiologo quando invece già le palestre della salute devono
avere cardiologi e altre figure mediche, quindi, vorrei capire qual
è la ratio di avere introdotto l'obbligo di questa figura perché
potremmo creare dei danni e dei disagi alle palestre della salute
che già operano sul territorio regionale. Nelle altre regioni non è
previsto l'obbligo, quindi, volevo capire la ratio di questo
emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento è stato approvato.
Comunico gli ordini del giorno numeri 308, 311, 313, 318, 323,
326, 328.
(sono depositati gli ordini del giorno recanti la seguente
numerazione:
308, 309, 310, 311, 313, 314, 315, 316, 317, 318, 323, 326,
327, 328)
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore per
la salute.
Sul disegno di legge, avendo grande rispetto anche di questo
dibattito che si è venuto a creare, ritengo anche opportuno, vista
la presenza dell'Assessore alla salute, ringraziare pubblicamente
un uomo coraggioso, un medico coraggioso il cui nome è Francesco
Caronia, medico dell'ospedale di Palermo, reparto di chirurgia
toracica, che ha avuto il coraggio, con grande forza, di denunciare
un sistema marcio, malato, che si trova all'interno del suo stesso
ospedale.
Oggi mi aspettavo che su questo tema si potesse anche dire
qualcosa alla presenza dell'Assessore per la salute, che ringrazio
perché stamattina ci siamo comunque incontrati, e ha voluto
incontrare il medico. Ma al di là di tutto è un tema che riguarda
tutti noi perché il racconto del dottore Caronia è un racconto
dettagliato, particolareggiato su quello che accade all'interno del
suo reparto e, addirittura, il dottore Caronia racconta di morti
che si potevano evitare, una denuncia cruda, nuda, devastante che
dà uno spaccato del sistema sanitario che, onestamente, crea
qualche preoccupazione. Mi auguro che questo medico non venga
lasciato da solo, perché un medico che decide di metterci la
faccia, di raccontare un sistema malato è ovviamente un medico da
tutelare.
Mi sarei aspettato, al di là dell'incontro con l'assessore
Faraoni, che il Presidente della Regione su questo tema battesse un
colpo, perché va bene incontrare l'Assessore delegato al tema ma
davanti a un fatto del genere, caro Presidente Lantieri, un fatto
devastante come quello denunciato da questo medico mi sarei
aspettato che il Presidente Schifani battesse un colpo e dicesse
almeno "bravo " a un medico che ha avuto il coraggio di raccontare
un sistema che è assolutamente deprecabile
Per cui da questi scranni, in questa seduta che mi sembra essere
una seduta certamente importante ma davanti a dei temi che là fuori
sono di estrema attualità alla presenza dell'assessore alla salute,
Faraoni, un tema e un passaggio sul dottore Caronia va fatto e
abbiamo chiesto anche al Presidente della Commissione sanità, e
voglio ringraziare pubblicamente anche il Movimento Cinque Stelle
che ha fatto una nota a sostegno del dottore Caronia, il Capogruppo
De Luca.
Voglio che questo Parlamento, al di là dei colori politici, possa
schierarsi accanto a questo medico. Presidente Laccoto, convochiamo
questo medico in Commissione Salute, diamo la possibilità di potere
raccontare anche all'interno di quella Commissione quanto ha
denunciato il dottore Caronia.
Quindi, sotto questo punto di vista, non volevo che quest'Aula non
potesse citare questo medico che per quanto mi riguarda definisco
un medico-coraggio .
Per cui Presidente, ancora una volta, su questa tematica così
importante, l'assente si chiama Renato Schifani, ed è allucinante
che davanti a una denuncia di questo tipo ai maggiori giornali
nazionali non abbia detto una sola parola per dire "bravo dottore"
o anche soltanto: «verificherò, andremo, capiremo»: il silenzio del
Presidente Schifani su questa vicenda, è vergognoso e noi non
tollereremo assolutamente che questo silenzio si possa protrarre
nel tempo. Vogliamo che possa dire qualcosa, anche a sostegno di
questo medico coraggioso. Grazie.
PRESIDENTE. Ma la sua dichiarazione di voto com'è, favorevole o
contraria?
LA VARDERA. Come ho detto, largamente
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole, non era un attacco. Il Presidente
Schifani, per non essere in Aula, avrà sicuramente cose importanti
da fare.
Quello del dottore Caronia è una cosa importantissima, dove siamo
tutti solidali per il coraggio che ha avuto di denunciare, lo
faccio io, penso che l'abbiano fatto tutti i colleghi. Quando verrà
il Presidente Schifani, penso che anche lui darà la sua...
LA VARDERA. Ma perché non è venuto?
PRESIDENTE. Non lo so, non ho avuto il piacere di sentirlo. Per
non essere qua, avrà situazioni importantissime. Anche questo è un
argomento molto importante.
n. 738 Stralcio VI Comm bis/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
"Norme in materia di sanità" (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme in materia di sanità» (n. 738 Stralcio
VI Comm bis/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione. Prego i colleghi di prendere posto.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea non è in numero legale. A questo punto,
rinviamo la seduta alla prossima settimana.
La prossima settimana ci sarà, nelle giornate di martedì e
mercoledì, attività ispettiva. Perciò viene rinviato alla settimana
successiva.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, a prescindere che se manca il numero
legale, la seduta si rinvia dopo un'ora da Regolamento, ma io
acconsento al rinvio della seduta non so quale a una condizione:
che non si approverà nessun' altra legge, fino a quando non si
voterà la legge - prima di tutto - che abbiamo esitato. Perché
siamo al voto finale, quindi, prima di procedere all'esame di
qualunque altro disegno di legge, si vota prima il disegno di legge
che è stato esaminato dall'Aula
PRESIDENTE. Questo è il Regolamento, e noi lo applicheremo
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, prego.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente Lantieri.
Mi premeva evidenziare come i rapporti di quest'Aula siano stati
sovvertiti. Si sono invertiti. Adesso la maggioranza toglie i
tesserini, per fare mancare il numero legale, quando l'opposizione,
finora durante tutta la legislatura, a volte ha dovuto persino
tenerle il numero legale perché la maggioranza non c'era
Una maggioranza che si è sbriciolata in queste settimane, più
volte ad ogni richiesta di voto segreto, perché ormai questa
maggioranza non esiste più Il Presidente Schifani non ha più la
maggioranza nel Parlamento regionale, e ancora non ha trovato il
coraggio di confrontarsi con noi sul tema della sanità, dove
l'ultima questione - denunciata dal collega La Vardera - è solo
l'ultima delle tante cose di cui questo Parlamento ha necessità di
discutere con il responsabile politico di questa Giunta, di questo
Governo e di questa maggioranza sbriciolata Siete diventati una
poltiglia
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente.
Mi dispiace che, poc'anzi, non sia riuscita a parlare per
dichiarazione di voto. Ma, poiché avremo la possibilità di rivotare
nuovamente, lo farò in quell'occasione, però ci tengo a dire che a
me dispiace molto che in questa seduta d'Aula - io sono stata qui
presente - e rimarrò qui fino all'ultimo perché bisogna anche avere
il coraggio di sostenere le proprie idee. Il mio tesserino è
lì...assolutamente sì, sono qui in Aula.
Questa legge contiene delle cose che condivido, altre che
condivido meno. Voglio limitarmi soltanto a dire che noi ci stiamo
accalorando e quest'Aula si sta, come dire, confrontando in maniera
civile e talvolta mi scuso anche dei toni abbastanza appassionati
utilizzati anche nel mio intervento, perché sono temi che vanno a
intaccare alcuni aspetti molto delicati della vita di ciascuno di
noi, degli esseri umani, di tutti i Siciliani di cui noi ci
occupiamo.
E allora devo dire che avere impiegato tante ore per questo
dibattito - e quando si discute è sempre positivo, sono d'accordo
con l'onorevole Gilistro - però, per un tema che l'Assessore ha
detto può essere oggetto, oggi, di un provvedimento che le aziende
ospedaliere possono adoperare anche in questo momento a me sembra
oggettivamente riduttivo. E non posso non dire che, ovviamente,
l'accorato appello del collega La Vardera non può non essere
ascoltato, perché è chiaro che se abbiamo un problema rispetto a
delle forti défaillances, rispetto al nostro sistema sanitario, è
giusto che ne approfondiamo i temi e ne guardiamo anche i dettagli.
Abbiamo un problema di sanità mentale importante, che viene
rinvenuto in tantissime tragedie che la cronaca ci restituisce.
Credo che un dibattito sulla sanità, di cui oggi noi ci siamo
occupati, deve guardare altro. Per cui se un argomento può essere
affrontato in via amministrativa, questo Parlamento magari potrebbe
legiferare su argomenti che, invece, sono di nostra stretta
competenza, norme senza le quali non potremmo adoperare dei
cambiamenti.
Quindi, credo che il dibattito, che è sempre utile, debba essere
anche proficuo. Se noi parliamo soltanto perché dobbiamo iscriverci
al partito siamo a favore o siamo contro , io credo che rispetto
ai diritti non si torna mai indietro, bisogna contemperare una
legge ben fatta, quella che è la 194, non si torna neanche indietro
su ciò che dispone
E continuo a dire che a me dispiace molto che poc'anzi
l'emendamento che abbiamo presentato in diversi non sia stato
accolto, ma sarà oggetto da parte mia di una riproposizione -
ovviamente in un'altra finestra legislativa - perché è necessario
approntare un sistema di salute mentale a sostegno delle donne,
cosa che nella 194 ora è prevista; perché quando si arriva a fare
un'interruzione volontaria di gravidanza, talvolta, non si ha
alcun'altra scelta. E che la donna abbia questa percezione diventa
grave se non vengono approntati una serie di servizi a sostegno.
Poi è una libera scelta della donna ed è una conquista fatta da
questa Nazione. Ma da qui a dire che noi abbiamo delle strutture
che ci consentano di venire incontro alle necessità psicologiche
del prima e del dopo, io credo che sia assolutamente non vero
Sarebbe più edificante, a mio avviso, spenderci per trovare le
risorse e, soprattutto, volerlo fare con legge per rendere
obbligatorio un servizio di salute mentale che sia capillare e che
guardi alle esigenze di una società che si sta evolvendo in maniera
drammatica, perché non posso non dire che quello che è successo
nelle ultime vicende legate a eventi di violenza, anche di
minorenni, non può non essere allarmante Se parliamo di salute
dobbiamo parlare anche di salute mentale
Io continuo a ribadire questo argomento, perché credo che sia più
importante la prevenzione che la repressione. Se non approntiamo un
sistema di cure di salute mentale nella nostra Regione, noi non
saremo in grado di dare un futuro ai nostri giovani E, quindi, io
ritornerò su questo argomento in maniera determinata - e mi auguro
determinante - perché si possa davvero spenderci per raggiungere un
obiettivo possibile: appostare somme importanti perché si provveda
a dare sostegno psicologico alle donne che abbiano la libera scelta
di poter abortire, ai giovani che versino in una situazione di
forte difficoltà, a coloro i quali si trovino oggi in difficoltà
non soltanto legate alla droga, ma anche proprio allo sbandamento
complessivo. E' necessario, quindi, affrontare questo tema con
coraggio e con determinazione, appostando somme, cosa non semplice.
Ma lì sì che il Parlamento deve decidere, perché quando si
appostano somme ingenti la scelta del Parlamento deve essere
assolutamente coerente con le dichiarazioni che oggi ho sentito in
quest'Aula È lì che ci si confronta quando bisogna mettere le
risorse
Scusatemi per l'accorato appello, ma credo che sia necessario, in
un momento di grave crisi che viviamo in questi giorni. E ripeto,
le cronache ci restituiscono dei panorami davvero preoccupanti.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
La seduta è rinviata a martedì, 13 maggio 2025, alle ore 15.00 per
l'attività ispettiva.
La seduta è tolta alle ore 17.55 ()
() L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
177a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 13 maggio 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO(*)
I -AFFIDAMENTO TEMPORANEO DELLE FUNZIONI DI DEPUTATO REGIONALE
SUPPLENTE A SEGUITO DELLA SOSPENSIONE DI DIRITTO DELL'ONOREVOLE
GIUSEPPE CASTIGLIONE DALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE (ART. 3
LEGGE N. 30/94).
II -COMUNICAZIONI
III - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Territorio e ambiente (V. allegato)
IV -VOTAZIONE FINALE DI DISEGNO DI LEGGE
-Norme in materia di sanità (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
V -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
2) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio/I COMM
ter/A)
Relatore: on. Abbate
(*) D'ordine del Presidente, con e-mail del 9 maggio 2025
notificata a tutti i deputati, è stato inserito e premesso il punto
I dell'ordine del giorno.
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella