Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.17
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente, è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni in
contrario, nella presente seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Leanza ha chiesto congedo per
la seduta odierna e l'onorevole Dipasquale per oggi e domani.
Comunico che con e-mail del 27 maggio 2025, indirizzata a questa
Presidenza e protocollata al n. 1131-Pre/2025 di pari data, l'on.
Margherita La Rocca Ruvolo, ha allegato certificazione medica a
seguito della quale lo stesso deputato è da considerarsi in congedo
per l'odierna seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazioni di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota datata 21 maggio 2025 e
protocollata al n. 3096-ARS/2025 di pari data, l'onorevole
Salvatore Giuffrida ha dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare
Democrazia Cristiana .
Comunico che, con nota trasmessa con e-mail del 27 maggio 2025 e
protocollata al n. 3168-ARS/2025 di pari data, l'onorevole
Alessandro Porto ha dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare
Fratelli d'Italia XVIII Legislatura .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza di firma da atti ispettivi e di
indirizzo politico
PRESIDENTE. A seguito della sospensione di diritto dalla carica di
deputato regionale dell'on.le Giuseppe Castiglione, di cui
l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 177 del 13 maggio 2025,
decade la relativa firma dai seguenti atti ispettivi e di indirizzo
politico:
Interrogazioni nn. 920, 1126, 1170, 1171, 1359, 1407, 1468, 1481;
Mozione n. 176.
Decadono, altresì, i seguenti atti ispettivi:
Interrogazione n. 1574;
Interpellanza n. 201;
Decadono infine, per il venir meno del prescritto numero di
firmatari, i seguenti atti di indirizzo politico:
Mozioni nn. 4, 46, 60, 133.
Per quanto riguarda le cariche precedentemente ricoperte dal
deputato medesimo nelle Commissioni parlamentari, con altrettanti
decreti presidenziali, già comunicati all'Assemblea, si è proceduto
alle relative sostituzioni.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza di atti ispettivi
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della riassunzione delle
funzioni di deputato regionale dell'on. Giuffrida in luogo dell'on.
Primavera, di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 179 del
20 maggio 2025, sono decaduti i seguenti atti ispettivi dell'on.
Primavera:
Interrogazioni nn. 1582, 1583, 1619, 1631, 1635 e 1695, 1729,
1737, 1797, 1823.
Decade altresì, per il venir meno del prescritto numero di firme
la mozione n. 251.
L'Assemblea ne prende atto.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala lettura.
(La seduta, sospesa alle ore 15.21, è ripresa alle ore 16.00)
Presidenza della Vicepresidente LANTIERI
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 27 maggio 2025, ha
approvato all'unanimità il seguente programma-calendario dei lavori
parlamentari:
AULA
L'Aula terrà seduta in data odierna per il voto finale sul disegno
di legge in materia di sanità e per incardinare i disegni di legge
concernenti le seguenti tematiche:
-Liberi di scegliere;
-Giornata antiracket (DDL voto)
-Contrasto alla violenza nei confronti degli arbitri (DDL voto)
-Modifica della denominazione del Comune di Tripi.
Il termine per la presentazione dei relativi emendamenti è fissato
a domani 28 maggio 2025, ore 12:00.
Nella seduta pomeridiana del 28 maggio 2025 l'Aula avvierà altresì
la discussione dei citati disegni di legge, con successiva
votazione finale.
Le sedute del 3 e 4 giugno 2025 saranno dedicate alla discussione
dei disegni di legge in materia di variazioni di bilancio e in
materia di ZES. Successivamente, l'Assemblea avvierà la discussione
del disegno di legge in materia di enti locali.
L'Assemblea ne prende atto.
Pertanto, onorevoli, incardiniamo i disegni di legge che ho citato
e diamo il termine per la presentazione degli emendamenti al 28
maggio 2025, alle ore 12.00.
Onorevole Laccoto, vuole iniziare la relazione?
CRACOLICI. Il voto finale
PRESIDENTE. Diamo il voto finale, va bene.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire e ringraziare l'Assemblea regionale siciliana per aver
esposto i sudari nel Cortile Maqueda di Palazzo dei Normanni, come
grido di dolore e come solidarietà nei confronti del popolo
palestinese e delle oltre cinquantamila vittime; naturalmente
questo gesto è poca cosa.
Quello che noi chiediamo è un intervento preciso e adeguato da
parte del Governo nazionale nei confronti di un popolo che si sta
macchiando di sangue.
Ecco perché chiedo che il Governo regionale intervenga anche nei
confronti del Governo Meloni e per questo diciamo stop al genocidio
a Gaza.
Basta col genocidio a Gaza
(L'onorevole Schillaci mostra un manifesto con la scritta Stop al
genocidio a Gaza )
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Burtone?
Onorevole Burtone, prima votiamo e poi procediamo ai sensi
dell'articolo 83
n. 738 Stralcio VI Comm bis/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di sanità» (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme in materia di sanità» (n. 738 Stralcio
VI Comm bis/A).
Onorevole collega, le dichiarazioni di voto le abbiamo fatte,
siamo al voto finale perciò è impossibile.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
PACE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
n. 738 Stralcio VI Comm bis/A
Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
«Norme in materia di sanità» (n. 738 Stralcio VI Comm bis/A)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del disegno
di legge n. 738 Stralcio VI Comm bis/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti.....................55
Votanti .................... 48
Maggioranza ............25
Favorevoli ................27
Contrari .................. 21
Astenuti .................. 0
(L'Assemblea approva)
Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di
soggetti inseriti in contesti di criminalità affinché siano
Liberi di scegliere (n. 485/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge Interventi di sostegno e
protezione sociale in favore di soggetti inseriti in contesti di
criminalità affinché siano 'Liberi di scegliere ' (n. 485/A).
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Laccoto, per svolgere
la relazione.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, le mafie in Italia
violano sistematicamente i diritti dei minori indottrinandoli ad
una cultura criminosa. Questa schiaccia l'individualità dei bambini
e ne perpetua il coinvolgimento in attività illecite, ipotecando il
futuro del Paese; ciò è tanto più vero in una Terra come la nostra
che sconta il prezzo di una presenza capillare del fenomeno
mafioso. La criminalità organizzata siciliana ha radici nella
povertà educativa e nella dispersione scolastica che alimentano
lavoro nero e delinquenza.
Il presente disegno di legge si pone, dunque, l'obiettivo di
affrontare in maniera organica e coordinata il contrasto al
complesso fenomeno della devianza minorile, con particolare
attenzione ai contesti di criminalità organizzata al fine di
assicurare una concreta alternativa di vita ai soggetti minorenni
provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità
organizzata o che siano vittime della violenza mafiosa e ai
familiari che rifiutano le logiche criminali.
La genesi del testo prende senz'altro le mosse dalla virtuosa
esperienza del protocollo "Liberi di scegliere" siglato nel 2017 e
rinnovato per ben tre volte dal Tribunale dei minorenni di Catania
con il Ministero della Giustizia, il Ministero dell'Interno, la
Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero per la Famiglia
e le pari opportunità, il Ministero dell'Istruzione, il Ministero
dell'Università e della ricerca, la Direzione nazionale antimafia e
antiterrorismo, l'Associazione Libera e la Conferenza episcopale
italiana.
Nel solco delle modalità operative di quella che era un'intesa
plurilaterale, si è inteso istituire a livello regionale un sistema
di interventi di prevenzione, protezione e assistenza rivolto ai
minorenni, ai loro genitori e ai giovani adulti che si trovano in
una situazione di grave pericolo a causa della volontà di recidere
i legami familiari con persone coinvolte in reati di stampo
mafioso.
La platea dei destinatari degli interventi è, invero, molto ampia
poiché include non solo i minori direttamente coinvolti in contesti
criminali o con provvedimenti giudiziari, ma anche figli di persone
indagate, imputate o condannate per reati di mafia, nonché i
genitori che manifestano la volontà di affrancarsi dalla cultura
mafiosa e questa attenzione all'intero nucleo familiare rappresenta
un elemento significativo dello spirito dell'intervento
legislativo.
Caratteristica principale delle misure adottate è la loro
sussidiarietà poiché si rivolgono a coloro che non rientrano nelle
tutele per collaboratori o testimoni di giustizia, colmando così un
vuoto normativo e operativo per situazioni specifiche di distacco
da contesti mafiosi. Sono previste azioni integrate con altri
soggetti istituzionali, quali le Aziende sanitarie provinciali, i
servizi sociali degli enti locali, le Prefetture, le Forze
dell'ordine, i Centri per la giustizia minorile e l'Ufficio
scolastico regionale, finalizzate alla creazione di équipe
multidisciplinari che coinvolgono figure professionali diverse,
rappresentano un elemento chiave per una presa in carico efficace e
globale dei soggetti criminali.
Vi è, inoltre, una forte focalizzazione sulla predizione,
sull'inclusione lavorativa e sull'accompagnamento verso
l'autonomia. Numerosi sono, infatti, gli interventi nelle scuole e
nei centri di aggregazione nell'intento di agire a monte del
problema, promuovendo la cultura della legalità e la coscienza
civica. Molto rilevante è l'impegno finanziario che viene messo in
campo per l'attuazione delle misure così descritte. È, infatti,
previsto lo stanziamento di complessivi 915.330,88 euro a valere
sul bilancio della Regione e altre 1.000 migliaia di euro, gravanti
sulle risorse del PO PERS Sicilia 2021/27, a garanzia
dell'effettività delle azioni che si intendono porre in essere per
le finalità del presente intervento legislativo.
Mi sia consentito dire che questo, dopo le leggi che abbiamo
fatto, l'antiracket e altro, rappresenta anche un importante
tassello per quanto riguarda la possibilità di incidere in maniera
seria su quello che è lo Stato e alcune indicazioni che possono
portare, naturalmente, ai giovani e ancora alla criminalità.
Questo disegno di legge intende proprio recidere quello che è il
collegamento fra la criminalità e coloro che vogliono allontanarsi
da quella cultura mafiosa che, purtroppo, in alcuni ambienti ancora
c'è.
Mi rimetto, quindi, alla relazione per l'illustrazione dettagliata
dell'articolato che sarà fatto, credo, in altra seduta.
PRESIDENTE. La discussione generale si sposta a domani, alle ore
15.00.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Presidente, io esprimo il plauso per il fatto che sia, finalmente,
arrivato in Aula questo testo che da mesi ha attraversato un iter
diciamo complesso, investendo anche la Commissione che ho l'onore
di presiedere, avendo esaminato, pur non avendo competenza in
ragione dell'attribuzione alla Commissione Salute, servizi sociali
e sanitari, visto che questa legge prevalentemente ha un impatto,
oltre che sulla materia dell'istruzione, di una forma concreta di
sostegno a questa strategia di intervento, di cui dobbiamo dare
atto e ringraziare innanzitutto il magistrato Presidente del
Tribunale dei minori di Catania, il dottor Roberto Di Bella, che è
stato in qualche modo il precursore, avendo sperimentato questa
modalità di contrasto alla mafia aiutando le famiglie, le donne, le
mamme e i figli degli ambienti mafiosi a poter tentare di cambiare
vita.
Questa è una legge che ha una finalità importante; nessuno nasce
con un destino segnato Lo Stato, per la parte che ci riguarda, ha
il dovere di dare e di contribuire a cambiare i destini che spesso
sono segnati dalla storia familiare dove si nasce o dove si cresce.
Dalla mafia si può uscire, non è vero che si esce soltanto da morti
o con anni di galera; dalla mafia si può uscire anche come contesto
sociale. Questa è una sfida istituzionale, amministrativa, ma
innanzitutto culturale
Ecco perché è importante che finalmente il Parlamento siciliano, e
mi auguro assieme al Parlamento nazionale, perché per tutta una
serie di misure, sono necessarie azioni del Parlamento nazionale,
anche se in quella sede so che si sta, come dire, correndo affinché
anche le leggi dello Stato abbiano questa denominazione "liberi di
scegliere" Quindi, non posso che esprimere il mio plauso rispetto
al testo che è stato presentato, elaborato e prodotto per l'esame
di quest'Aula.
Per quanto attiene alla legge che si incardina e che domani sarà -
mi auguro - esitata, la Commissione Antimafia ha proposto questo
disegno di legge voto, nel senso dell'istituzione di una Giornata
nazionale dell'antiracket, competenza che - è evidente - è dello
Stato, è di competenza del Parlamento nazionale, ma ritengo
importante che l'Assemblea regionale siciliana, con una propria
iniziativa legislativa, sia a supporto dell'iniziativa che possa
vedere il Parlamento nazionale approvare una legge che riconosce il
10 gennaio "Giornata universale della denuncia da parte delle
vittime di estorsione".
Perché il 10 gennaio? Il 10 gennaio è la data in cui Libero
Grassi, imprenditore di Palermo, scrisse un articolo e pubblicò,
attraverso il Giornale di Sicilia, una lettera agli estortori,
parlando direttamente agli estortori e chiamandoli "cari
estortori", sfidando le forze del male , le forze che in qualche
modo hanno condizionato e continuano a condizionare il nostro
sistema economico attraverso il fenomeno estorsivo, sfidando quegli
estortori e aprendo una sfida, oltre che diretta e personale,
culturale, che ha aperto una nuova stagione della lotta al racket
nel nostro Paese.
Ed è importante, allora, che quella sia la giornata che diventi
memoria di questo Paese, memoria nei confronti di uno degli eroi
moderni, un imprenditore che non aveva deciso di fare l'eroe,
semplicemente voleva fare l'imprenditore Libero e non condizionato
da nessuno, se non dalla propria strategia di impresa a garanzia
del lavoro che faceva e dei lavoratori che lavoravano con lui.
Ecco perché il 10 gennaio ci auguriamo che non sia solo una
giornata in cui si fissi una data nel calendario, ma diventi, in
tutta Italia, l'occasione per ribadire l'impegno civile ed
istituzionale nei confronti della criminalità organizzata - anche
se io chiamo, amo chiamarla delle cosche mafiose che sono fatte da
persone, e non solo da ideologie -, perché, appunto, il 10 gennaio
in tutta Italia ci sia un moto di risveglio contro il fenomeno del
racket delle estorsioni, e possa, attraverso una mobilitazione
della società civile, crearsi un argine e determinare un muro di
contrapposizione tra chi pensa di succhiare il sangue di persone
libere, che fanno del proprio lavoro la ragione di vita, e chi,
invece, vuole avere non solo il coraggio ma lo Stato al suo fianco
nella lotta alle estorsioni.
Quindi, è importante che il Parlamento siciliano, assieme alla
legge che abbiamo appena incardinato "Liberi di scegliere", possa,
come dire, qualificare questa legislatura per queste due, assieme
ad altre che se ne sono fatte, importanti iniziative.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Per i colleghi che vogliono intervenire, in base ai disegni di
legge, la discussione è rinviata a domani. Perciò se avete
qualcos'altro...
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'art. 83? Mi faccia incardinare il
disegno di legge sul contrasto alla violenza nei confronti degli
arbitri, e subito dopo le darò la parola, onorevole La Vardera.
Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante misure volte al contrasto della violenza nei confronti
degli ufficiali di gara in occasione di manifestazioni sportive
(n. 943/A)
PRESIDENTE. Invito il Presidente della V Commissione, onorevole
Ferrara, a prendere posto al banco delle Commissioni.
Incardiniamo il disegno di legge Schema di progetto di legge da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
dello Statuto della Regione, recante misure volte al contrasto
della violenza nei confronti degli ufficiali di gara in occasione
di manifestazioni sportive (n. 943/A).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferrara, relatore, per svolgere
la relazione.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Grazie.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la presente iniziativa mira
a promuovere misure efficaci per il contrasto al fenomeno,
purtroppo spesso riscontrato in molte parti d'Italia, della
violenza ai danni degli ufficiali di gara, in occasione di
manifestazioni sportive.
Episodi di violenza come la recente aggressione ad un arbitro di
calcio, di appena 19 anni, in occasione di una partita valida per i
campionati under 17, a Riposto, in provincia di Catania, non sono
assolutamente accettabili e rendono quanto mai necessaria una
risposta adeguata da parte dello Stato.
In tal senso, si confida che la modifica di alcune disposizioni
del Codice penale e del Codice di procedura penale possano
esercitare un effetto deterrente, nonché consentire una risposta
più certa ed immediata da parte degli apparati di sicurezza e della
giustizia.
Per far fronte a fenomeni di questa entità, l'ordinamento statale
si è già dotato di un impianto normativo penale speciale. In
particolare, la legge n. 3 del 13 dicembre 1989, la n. 401, e
successive modificazioni, finalizzate al contrasto alla violenza in
occasione delle manifestazioni sportive e alla tutela della
correttezza del relativo svolgimento, attraverso il quale sono
state introdotte fattispecie di reato specifiche, quali gli
articoli 6 bis e seguenti della citata legge, per reprimere le
lesioni personali gravi o gravissime nei confronti degli addetti ai
controlli dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive. E poi
con il decreto legge del 14 giugno 2019, n. 53, convertito con
modificazioni dalla legge dell'8 agosto 2019, n. 77, si è
introdotto l'1 bis, dello stesso articolo, che prevede
espressamente che sia punito, con le stesse pene previste
all'articolo 583 quater del codice penale, ovvero le lesioni ai
danni di un pubblico ufficiale, ai danni del personale esercente
una professione sanitaria, chiunque realizzi la condotta ivi
prevista nei confronti degli arbitri e degli altri soggetti che
assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni sportive.
L'articolo 1 del presente disegno di legge ha dunque lo scopo di
inserire all'interno del Codice penale la disposizione già prevista
a legislazione vigente dal citato articolo 1 bis dell'articolo 6
quinquies della legge 401/1989, rispondendo a esigenze sistematiche
di maggiore conoscibilità della norma già vigente, senza incidere
sul trattamento sanzionatorio oggi previsto. Lo stesso articolo 1,
al comma 2, prevede conseguentemente la soppressione delle
disposizioni di cui al comma 1 bis dell'articolo 6 quinquies della
legge dell'89, la n. 401.
Al fine dunque di fornire una più elevata tutela degli arbitri
dagli episodi di violenza sui campi sportivi e dare un'efficace
attuazione alle norme proposte, l'articolo 2 introduce la
procedibilità d'ufficio anche per la fattispecie di cui
all'articolo 1, mentre l'articolo 3 prevede l'arresto in flagranza
nei casi di cui all'articolo 1; l'articolo 4 prevede, invece, per
gli stessi casi la possibilità di procedere con arresto in
flagranza differita.
Si precisa che tali interventi proposti, avendo carattere
puramente ordinamentale, non comportano nuovi o maggiori oneri per
la finanza pubblica.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Anche per questo disegno di legge voto la discussione
si terrà domani.
"Modifica della denominazione del comune di Tripi" (n. 885/A)
PRESIDENTE. Si procede con il disegno di legge "Modifica della
denominazione del comune di Tripi" (n. 885/A).
L'onorevole Abbate non c'è. Anche per questo disegno di legge la
discussione viene rinviata a domani.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LA VARDERA. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma
2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie, signor Presidente. Io volevo fare un plauso
all'onorevole Schillaci, che poco fa ha fatto un intervento che
dovrebbe essere sicuramente condiviso da tanti colleghi, mostrando
anche un manifesto. Nella sua buona intenzione, l'onorevole
Schillaci diceva che c'erano dei sudari appesi qui, nel Chiostro;
solo che purtroppo la devo smentire, onorevole Schillaci, i sudari
di Gaza non c'entrano proprio nulla, perché domani c'è una
manifestazione per inaugurare una mostra Quindi, lei giustamente
pensava che questo Parlamento avesse preso posizione su un tema
così importante, ma la devo deludere: si tratta solo della mostra
che domani inaugureremo qui, in questo Parlamento
Io invece ritengo che sarebbe opportuno e auspicabile che questo
Parlamento, anche in maniera forte e veemente, dicesse la sua su
quanto sta accadendo a Gaza. La scorsa settimana, ho fatto un
intervento su questo, su questo tema, e sono sicuro che sia i
colleghi del Partito Democratico che i colleghi del Movimento 5
Stelle hanno intrapreso una serie di iniziative, anche a livello
nazionale, con una manifestazione pro pace e ritengo che noi non
possiamo esimerci dal dire la nostra rispetto a un tema così
importante Magari mettessimo dei sudari per ricordare quello che
sta accadendo Ma forse, onorevole Schillaci, lei sogna troppo; e,
infatti, ero un attimo spaesato, ho detto sogno o son desto? . Non
c'entrano nulla, purtroppo, i sudari, ma domani c'è una
manifestazione
Ribadito questo, a parte questa parentesi, io ritengo invece che
il tema sia veramente delicato e ritengo che questo Parlamento, pur
non avendo competenze in materia di politica estera, possa
approvare repentinamente anche diverse mozioni che sono state
presentate, mozioni che abbiamo anche condiviso. Perché quello che
sta accadendo a Gaza è assolutamente un genocidio e la posizione
della nostra Europa è assolutamente debole; anche il Governo
nazionale ieri ha fatto qualche sussulto, come dire, ma nulla di
più dal ministro Tajani rispetto a questo tema, ma è soltanto pura
ipocrisia. Noi anzi auspichiamo che questo Parlamento, che questo
Governo, possano in qualche modo dire la sua su quello che sta
accadendo a Gaza.
Fatta questa parentesi, volevo anche portare alla luce di
quest'Aula quello che ha riportato questa mattina un noto
quotidiano, che riguarda la perdita di tre miliardi di euro,
inizialmente destinati alla Regione siciliana attraverso fondi
statali e PNRR, successivamente dirottati verso altre regioni del
centro nord, in particolare Liguria e Veneto
Questa notizia è veramente clamorosa: fondi destinati alla nostra
Regione, che non siamo in grado di spendere, quasi tre miliardi di
euro per infrastrutture fondamentali per la nostra Regione, persi
Si fa riferimento, infatti, al taglio del 70 per cento dei fondi
destinati a province e comuni siciliani per la manutenzione delle
strade, tanto noi bisogno non ne abbiamo, diamo agli altri i soldi
588 milioni per il lotto Dittaino-Enna; 594 milioni per il bypass
di Augusta; 116 milioni senza indicazioni su quanto e su quando
verranno finanziati - noi perdiamo quasi tre miliardi di euro nel
silenzio più totale di questo Governo di incapaci a spendere i
fondi che abbiamo a disposizione - e guardiamo in queste ore non
soltanto l'incapacità di essere quasi rapinati dei soldi che
spettano ai siciliani e che vanno in altre regioni, non perché non
ce li danno ma, per assurdo, per imperizia, per incapacità di
spesa Questo è gravissimo
Assistiamo in queste ore, onorevoli colleghi e Presidente, non
solo alla perdita di questi fondi ma alla guerra fratricida in
Forza Italia, delle dichiarazioni di Falcone che, quasi quasi, se
la prende con sé stesso, cioè i suoi parenti e compagni di merenda,
nonché con l'assessore Aricò - che vedevo qua in Aula, poco fa,
vagare - ma mettetevi d'accordo tra di voi
Fondamentalmente all'interno di Forza Italia ci sono sette Forza
Italia ma Pellegrino si ostina a dire "siamo tutti uniti e
compatti" - va capito se Pellegrino ha parlato, prima di fare i
comunicati stampa, con i colleghi di Forza Italia perché secondo me
neanche si parlano tra di loro
Abbiamo l'area che fa riferimento a Mulè, l'altra area che fa
riferimento a Matilde Siracusano, un altro pezzo che qua fa
riferimento a De Leo, che non si capisce che cosa ci stia fare
ancora lì ma è abbastanza arrabbiato con questo Governo, e non
comprendo come mai continuiamo a prenderci in giro rispetto al
fatto che i colpevoli di questo sfacelo sono da individuare negli
stessi compagni di merenda, però, vediamo fare comunicati stampa di
Falcone che grida allo scandalo contro sé stesso, perché, anche
lui, c'era a sua volta e contro il Ministro delle Infrastrutture
che è appannaggio del suo stesso Governo. Un capolavoro Un circo
mediatico meraviglioso
Menomale che in questo c'è l'onorevole La Rocca Ruvolo che, prima
o poi, si sveglierà e cambierà partito perché è sprecata per stare
in Forza Italia - glielo dico sempre: onorevole La Rocca Ruvolo sei
sprecata per stare in Forza Italia
Ma, purtroppo, ancora ad oggi, il messaggio è assolutamente
scandaloso e anche lei, Aricò, è sprecato a fare parte di questo
Governo perché meriterebbe di più ma, purtroppo, si imbriglia
all'interno di questo stesso Governo che - evidentemente - è la
dimostrazione plastica che siete capaci di fare solo una cosa:
perdere i soldi pubblici Vergognatevi
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Avevo chiesto di parlare sull'ordine dei lavori, però, mi
sono reso conto che la votazione che interessava il disegno di
legge sulla sanità era troppo importante e, quindi, era giusto che
si votasse, tra l'altro si coprono due settori significativi,
quelle delle cure palliative con la possibilità di favorire
l'ingresso di nuovi medici - seppur non specializzati - ma anche il
settore dei ginecologi non obiettori. Non vedo più l'Assessore.
Volevo raccomandare all'Assessore di fare un dispositivo
d'Assessorato in cui indicare che questi ginecologi possano fare
anche altre attività perché sarebbe mortificante per loro - e poi è
anche il motivo per cui scelgono di fare gli obiettori - limitare
la propria azione medica soltanto ad un atto, seppur importante,
perché, lo abbiamo ribadito, l'aborto legale è una conquista delle
donne innanzitutto anche garanzia di salute, pur nel rispetto delle
diverse opinioni.
Riguardo, invece, al mio intervento, Presidente, avevo intenzione
di intervenire all'inizio perché volevo esprimere la mia amarezza.
La settimana scorsa sono intervenuto a sostegno della mozione del
collega, Mario Giambona, che ha presentato un atto per chiedere una
discussione in Aula sulla strage continua presente a Gaza e sulla
guerra in Ucraina.
Ho sentito che i Capigruppo in maggioranza, e quindi col voto
contrario, per quel che ci riguarda il Partito Democratico e -
immagino - anche dei Cinque Stelle abbiamo preso atto che il
punto all'ordine del giorno dell'eventuale discussione sulla
situazione tragica che vive Gaza e che vive l'Ucraina su questo
punto sarà discusso chissà quando, perché si dice che dobbiamo
fare, oggi abbiamo votato, dopo di che domani avremo la discussione
di tre disegni di legge, ci sarà anche l'avvio della discussione
sull'operazione finanziaria che interesserà la nostra Assemblea.
Veda, Presidente, è un atto che i siciliani debbono sapere perché
la maggioranza ha scelto di seguire un percorso che disvalorizza
questa Assemblea regionale, questo è un Parlamento, ho insistito,
spesso molte volte, su questo tema e la questione della pace non è
vero che non interessa un Parlamento, il Parlamento siciliano ha
deliberato su questo un ordine del giorno perché lo abbiamo imposto
come minoranza qualche mese fa, ma ora la situazione si è aggravata
e prima di parlare col pensiero politico, dobbiamo parlare con la
nostra coscienza, quando vediamo le immagini televisive e vediamo
questa strage continua di bambini che vengono uccisi, quando
vediamo che sulla ipotesi di pace tra Ucraina e Russia c'è soltanto
un ping-pong tra diversi Stati, la nostra coscienza deve rispondere
e deve rispondere non dicendo "sono contrario" e mi metto la
coscienza a posto ma manifestando
Qualcuno potrà dire: «ma la pace la può ripristinare l'Assemblea
regionale siciliana?» No Veda, Presidente, ho fatto politica da
giovanissimo, da studente liceale, ricordo che c'era una guerra che
era al centro dell'attenzione ed era quella nel Vietnam e quella
guerra venne sconfitta, venne bloccata dalle manifestazioni di
piazza che si fecero in tutta Europa per chiedere che si chiudesse
un capitolo criminale che si realizzava in quei territori Ora che
cosa è cambiato? Sono altri protagonisti? Non sentiamo questo
dovere di dire la nostra rispetto a quello che sta accadendo in
questi anni, in questi mesi, in questi giorni? Credo che il nostro
dovere sia quello di intervenire, di allargare anzi la discussione;
domenica ho partecipato ad una manifestazione a Catania, c'erano
tanti giovani, tante donne, tanti anziani, tutti a chiedere pace e
questa Assemblea sorda perché la maggioranza ha deciso di renderla
sorda.
Ecco perché, Presidente - concludo - continueremo, e in ogni
seduta chiederemo la parola, fino a quando non ci sarà la
discussione sul percorso che dobbiamo portare avanti perché noi non
ci rassegniamo alle guerre che iniziano e non finiscono.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il
collega La Vardera che ha naturalmente evidenziato che quei drappi
che sono esposti al cortile Maqueda non sono riferiti alla
solidarietà che questo Palazzo dei Normanni sta facendo nei
confronti del popolo di Gaza, quindi, Presidente rinnovo la
richiesta, a questo punto, per esporre dei sudari e, quindi,
aderire alla solidarietà nei confronti del popolo di Gaza, del
popolo palestinese che vede, ancora oggi, ragazzini rimanere orfani
o vedere dei genitori perdere i loro figli o, addirittura, vedere
sterminare intere famiglie
Proprio stanotte 36 altre vittime di cui il 70% sono minori e sono
donne Quindi, rinnovo la richiesta a questo Parlamento e a questa
Assemblea regionale di esporre un sudario, un grido di dolore e di
solidarietà nei confronti del popolo palestinese.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
ovviamente, unendomi agli appelli di chi mi ha preceduto in merito
alla necessità che questo Parlamento, così come qualsiasi altra
Istituzione pubblica italiana, si schieri a favore della pace e
contro quello che è, a tutti gli effetti, un genocidio, che si sta
sviluppando in una striscia di terreno da sempre oggetto di
scontri, fermo restando qualsiasi ferma condanna a ogni forma di
terrorismo, però, dobbiamo anche capire che in quel luogo si
sviluppano dinamiche dove nessun futuro è garantito ai propri
figli, nessuna prospettiva è garantita a nessun soggetto che nasce
in quel territorio, e questo è terreno fertile proprio per i
movimenti terroristici che formalmente tutti i Governi dicono di
voler contrastare, ma poi nulla fanno per contrastare, se non
buttandoci sopra bombe che spesso però ammazzano civili e non i
generali.
Detto ciò, Presidente, quello che spinge il mio intervento, anche
alla luce dei disegni di legge che stiamo incardinando e che ci
vedranno affrontare l'importante tematica della regolamentazione
delle aggressioni agli arbitri, che effettivamente il Parlamento
regionale è importante che in questo momento se ne occupi, o di
cambiare il nome al comune di Tripi, per la mia provincia, una cosa
importantissima che cambierà le sorti della Sicilia insieme alle
violenze sugli arbitri, nel frattempo il presidente Schifani si
finge sordo nell'accogliere la richiesta di venire in Aula a
parlare di sanità
E, allora, io mi chiedo e mi domando, ma parlare di sanità per
questo Parlamento e per il presidente Schifani è così difficile? È
veramente così complicato? Anche alla luce di quello che ha detto
il manager Croce, che si è dimesso appena la settimana scorsa, e
che all'atto di presentare le sue dimissioni, davanti a mezzo
Parlamento che si è seduto in Commissione Salute , ha anche
spiegato il suo punto di vista, ponendo l'accento su un sistema
sanitario che non funziona, quindi, un soggetto che è stato
nominato dal presidente Schifani per guidare una Asp, è venuto qui
a dirci: «Signori, io mi dimetto, però, vedete che la colpa non è
tutta mia e non è che mandando via me avete risolto il problema,
perché il problema è del sistema e se il sistema non interviene per
autoripararsi, si continueranno a produrre disfunzioni che avranno
come conseguenza la morte dei siciliani, avranno come conseguenza
l'aggravarsi delle condizioni sanitarie della Sicilia».
E allora io mi chiedo, di fronte ad un'accusa così grave, così
tagliente, come ci si possa esimere dal presentarsi davanti al
Parlamento a spiegare cosa è successo, cosa non ha funzionato e
soprattutto cosa si vuole fare per farlo funzionare
E ancora, davanti a una deroga, che a sentire il Ministero della
Salute dovrebbe essere l'ultima, che riguarda la cardiochirurgia
pediatrica di Taormina, che sono convinto che continuerà a
sopravvivere, ma perché il presidente Schifani non viene in Aula a
dirci cosa ha intenzione di fare a fronte di milioni di euro mal
spesi per una cardiochirurgia pediatrica di Palermo che esiste
sulla carta, ma non cura un solo bambino? Queste risposte sono
dovute ai siciliani, sono dovute a questo Palamento, il presidente
Schifani non può continuare a nascondersi, io non me lo pongo il
problema, ogni seduta d'Aula salirò su questo scranno e lo ripeterò
fino a quando non finisce la legislatura, ma tutti i siciliani
devono sapere che il presidente della Regione siciliana si rifiuta
di venire in Parlamento a parlare di sanità, perché, evidentemente,
non c'è il coraggio di affrontare apertamente l'argomento e questa
è una vergogna, l'ennesima per questo Governo
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, grazie. Comunque, non penso che il
presidente Schifani si vergogni ad affrontare l'argomento, penso
che sia un momento particolare, sta facendo tanto per la sanità.
DE LUCA Antonino. Ma perché non ce lo racconta?
PRESIDENTE. Anche perché quest'ultima settimana, come ha visto
pure lei, ha avuto delle minacce proprio per i cambiamenti che sta
facendo in Sicilia.
DE LUCA Antonino. Ma siamo anche felici di accostarci a lui se lo
sta facendo, ma perché non ce lo racconta?
ADORNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADORNO. Grazie, Presidente. Non posso esimermi dal non denunciare
ancora una volta l'assenza in Aula del presidente Schifani.
Tutti noi apprendiamo dai giornali, in questi giorni, della
sottrazione di ben 3 miliardi alla nostra Regione, quindi verranno
a mancare strade, verranno a mancare manutenzione per queste
strade, verranno a mancare fondi per le ex province
Voglio ricordare a tutti noi che, solo lo scorso mese, abbiamo
ripristinato un organo, tra l'altro elettivo, di secondo livello,
ripristinando dei costi per la politica, eppure non facciamo nulla
e non gridiamo allo scandalo e non presenziamo nemmeno in Aula,
oggi, quando vengono definanziate quelle che poi saranno le opere
che questo organo dovrà fornire
Per non parlare di quello che riguarda il mio territorio, Catania,
che si collega con Palermo. Voglio parlare dell'alta velocità,
della possibilità per i siciliani che viene ancora una volta
negata, fondi che vengono distratti dal nostro Meridione per essere
dirottati al Nord, da quel Governo leghista, sostenuto dalla Meloni
e da Forza Italia, che ancora non ha trovato la sua identità e che
ancora qui, in Sicilia, non riesce a scrollarsi di dosso e a
battere un colpo forte a Roma per questa continua sottrazione dei
fondi. E questo perché? Ce lo chiediamo, ce lo chiediamo
fortemente. Forse la grande difficoltà del Presidente Schifani è
proprio questa, appartenere a quello stesso colore politico che
così tanto sta facendo male alla nostra Terra. Noi pretendiamo
risposta e lo chiediamo per i siciliani.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, Governo.
Io intervengo riprendendo un po' l'argomento che alcuni colleghi
prima di me hanno discusso.
La situazione su Gaza è una situazione drammatica, decine di
migliaia di morti, l'ultima notizia - per un papà come me di due
figlie - assolutamente inquietante, bombardamenti su una scuola,
sono morte 36 persone di cui 18 bambini, bambini che vengono
utilizzati come scudi umani dall'esercito israeliano. Una vera e
propria spirale di violenza che è assolutamente inaccettabile, una
violenza che è sistemica, sistematica e assolutamente
ingiustificata e senza alcuna proporzione
Da tantissimi Governi c'è semplicemente una solidarietà di
facciata, nessun intervento concreto verso quella che è una azione
del Governo israeliano che, di fatto, sta determinando morte e
terrore. Negli scorsi giorni sono state diverse, e continuano ad
esservi importanti e imponenti iniziative, volte a portare avanti
azioni di sensibilizzazione nei confronti del popolo palestinese,
di quello che sta avvenendo in Medio Oriente.
Io, insieme alla collega Chinnici che ringrazio, ho partecipato a
diverse iniziative, una proprio qui in Sala Mattarella dove abbiamo
ascoltato il grido di dolore della comunità palestinese qui a
Palermo, della comunità palestinese in Sicilia, c'è stata anche una
manifestazione di piazza nei giorni scorsi. Motivo per il quale
abbiamo presentato una mozione, una mozione affinché questo
Parlamento prendesse parola su quella che è un'azione necessaria e
indispensabile a tutti i livelli istituzionali per manifestare la
piena vicinanza al popolo palestinese, e la piena solidarietà.
E proprio per questo abbiamo presentato una mozione - dice bene il
collega Burtone - l'azione della maggioranza di questo Parlamento a
non accogliere l'inserimento nella discussione della mozione che ha
proprio l'oggetto: "Iniziativa a sostegno del popolo palestinese
per la pace in Medio Oriente", è assolutamente inqualificabile. Io
credo che i siciliani tutti debbano oggi sapere che c'è un
Parlamento che si è espresso in questa maniera.
È da oltre un mese che non si fa attività parlamentare, da oltre
un mese che non si fanno norme, da oltre un mese che si fa melina
perché c'è un accordo politico che su tutti i livelli manca e non
si vogliono affrontare tematiche concrete che noi parlamentari
riteniamo che siano essenziali.
Motivo per il quale, signor Presidente, io mi prenderò, se lei me
lo concede, un minuto in più perché, giacché i parlamentari della
maggioranza di questo Governo hanno deciso di non farci discutere
di questa mozione e per la quale noi chiederemo nelle prossime
sedute una discussione concreta - lo chiederemo ad ogni ad ogni
Aula - io sono qui a leggere i punti essenziali di questa mozione.
Signor Presidente, siciliani, il genocidio in corso nella Striscia
di Gaza sta determinando oltre 60 mila vittime, 115 mila sono i
feriti ed oltre 2 milioni sono gli sfollati. Secondo alcune stime
degli organismi internazionali questo dato viene addirittura
raddoppiato.
Considerato che a quanto rappresentato si aggiungono le migliaia
di vittime innocenti in Cisgiordania, la destabilizzazione del
Libano, della Siria e dello Yemen a seguito dell'offensiva
israeliana e di una vasta area del Medio Oriente che conta altri
morti, nonché sovranità nazionali e territoriali che vengono
infrante.
Dietro a questi numeri, siciliane e siciliani, ci sono volti, ci
sono storie, ci sono famiglie, uomini e donne, bambini e bambine,
vite spezzate da una brutalità dell'occupazione, da un sistema
coloniale che ha assunto negli anni forme sempre più estreme.
Sposando pienamente le parole della comunità palestinese di
Palermo noi rifiutiamo considerare queste vittime come semplici
numeri. Per noi sono martiri, persone la cui memoria esige rispetto
e giustizia.
Il motivo della nostra mozione, che chiediamo fortemente venga
discussa, è chiedere: la cessazione immediata del genocidio in atto
in Palestina; l'apertura dei valichi per consentire l'ingresso
degli aiuti umanitari che in questo momento non sono ammessi nella
Striscia di Gaza; lo smantellamento dell'entità sionista come
progetto coloniale basato sulla pulizia etnica; il riconoscimento
della resistenza palestinese; l'attuazione del ritorno dei profughi
palestinesi, sancito dalla risoluzione n. 194 del 1948 delle
Nazioni Unite; per chiedere la liberazione immediata dei
prigionieri e delle prigioniere politiche palestinesi, a partire
dai minori; per chiedere l'istituzione urgente di elezioni
politiche libere e democratiche nei territori palestinesi occupati;
per chiedere la pressione politica presso le istituzioni locali,
nazionali e per l'attuazione del boicottaggio commerciale,
militare, tecnologico e accademico delle aziende e delle
istituzioni complici delle occupazioni; per chiedere la sospensione
di accordi diplomatici con il regime israeliano e avvio di un
percorso concreto di sanzione; per chiedere concretamente, signor
Presidente, e chiudo, che questa discussione abbia senso e
compiutezza in questa Assemblea affinché si avvii un percorso
serio, concreto, a tutti i livelli istituzionali, affinché siano
coinvolti in questo percorso.
Noi chiederemo - e bene ha detto il collega Burtone, e bene hanno
detto gli altri colleghi e colleghe intervenute - di qui in avanti
ad ogni seduta d'Aula non ci sarà altro che un coro unanime
tendente ad inserire la discussione della mozione di Gaza perché il
percorso di pace in questo momento storico per noi è assolutamente
essenziale.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole, grazie, ma la Presidenza non ha negato la
discussione della mozione.
Si farà subito dopo i disegni di legge anche perché è una cosa
importantissima.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Sicilia è
un'isola sempre più isolata.
Apprendiamo di uno scippo ai siciliani da parte di questo Governo
nazionale di fondi pubblici destinati alle infrastrutture e alle
manutenzioni e dirottati al Nord.
Sappiamo già da mesi che l'assessore Aricò è venuto a Scicli a
fare false promesse per completare la Siracusa-Gela e, invece, non
solo sono stati sottratti 350 milioni che erano già stati appostati
dal Governo precedente per fare la bretella fino a Scicli, ma non è
stato messo un solo centesimo per completare quella strada e
l'assessore Aricò era venuto in Consiglio comunale a parlare col
sindaco, con tutte le parti politiche e con i consiglieri. Ancora
aspettiamo dal Governo nazionale e dal Governo regionale delle
somme che sono state cancellate, erano già state appostate con gli
FSC, in parte sono state utilizzate per gli inceneritori, in parte
per il fantomatico Ponte sullo Stretto e non crediamo che venga mai
realizzato, eppure ci sono state scippate queste risorse per la
Siracusa-Gela e adesso io le voglio dire, Presidente, una cosa,
capisco questo disegno e sa perché? Perché il Sud-Est siciliano, la
parte che afferisce a Ragusa e a Siracusa deve essere tagliata
fuori, la Sicilia è una losanga senza infrastrutture e senza
collegamenti
Sa quanti passeggeri ha fatto l'aeroporto di Comiso quest'anno?
Appena 18.000, consideriamo che nei tempi d'oro volavano anche
seicentomila passeggeri: abbiamo una riduzione annua del 31% dei
passeggeri a fronte di mie interrogazioni non ci è mai stato
spiegato perché si è fatto scappare il vettore Ryanair, il più
importante vettore siciliano, il più importante vettore che abbiamo
in Sicilia, si è fatta scappare anche Aeroitalia, abbiamo soltanto
due voli settimanali e, allora, abbiamo un aeroporto totalmente in
coma, con un presidente della Regione felice che sa che sta
vendendo delle quote azionarie, tanto di questo aeroporto non
importa niente a nessuno e, quindi, non abbiamo una Summer, abbiamo
registrato praticamente che è saltata la stagione estiva di tutto
il Sud-Est siciliano, non ci sarà neanche la Winter. Vogliamo
capire quali sono le reali intenzioni per l'aeroporto di Comiso
perché siamo stanchi, noi ragusani, di vedere un aeroporto che
potrebbe essere un'infrastruttura essenziale e fondamentale per i
siciliani, tenuto in coma solo per non fare concorrenza a
Fontanarossa che si accaparra tutti i turisti e tutti i voli È
inaudito questo comportamento, la Sicilia deve fare rete perché è
un territorio unico e deve fare sistema, non ci possono essere zone
di serie A e zone di serie B, Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 28 maggio 2025, alle ore
15.00.
La seduta è tolta alle ore 16.57 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
181a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 28 maggio 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di
soggetti inseriti in contesti di criminalità affinché siano 'Liberi
di scegliere'" (n. 485/A) (Seguito)
Relatore: on. Laccoto
2) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante: 'Istituzione della Giornata nazionale dell'antiracket (n.
861/A)
Relatore: on. Intravaia
3) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante misure volte al contrasto della violenza nei confronti
degli ufficiali di gara in occasione di manifestazioni sportive
(n. 943/A) (Seguito)
Relatore: on. Ferrara
4) Modifica della denominazione del comune di Tripi (n. 885/A)
Relatore: on Lombardo Giuseppe
5) Variazioni urgenti al bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2025 e per il triennio 2025-2027" (n. 933/A)
Relatore: on. Daidone
6) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
7) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio/I COMM
ter/A)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella