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Resoconto d'Aula della Seduta n. 181 di mercoledì 28 maggio 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.17

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
  Avverto che il processo verbale della seduta precedente, è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni  in
  contrario, nella presente seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta e-mail del 28  maggio  2025,
  indirizzata  a questa Presidenza e protocollata al n. 3205-ARS/2025
  di  pari data, cui è stata allegata certificazione medica a seguito
  della  quale  l'on.  Intravaia  è da considerarsi  in  congedo  per
  l'odierna seduta.
   Comunico altresì che gli onorevoli Leanza e De Leo sono in congedo
  per l'odierna seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


            Seguito della discussione del disegno di legge
  "Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di soggetti
     inseriti in contesti di criminalità affinché siano 'Liberi di
                        scegliere'" (n. 485/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  all'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di  soggetti
  inseriti  in  contesti  di criminalità affinché  siano  'Liberi  di
  scegliere'» (485/A), posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la VI Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  intervengo  su  un  disegno di legge che come  Commissione  abbiamo
  cercato  in  tutti  i  modi  di  portare  avanti  anche  con  tempi
  relativamente   brevi:  è  stata  una  discussione   significativa,
  importante  e  ci sono stati anche dei miglioramenti rispetto  alla
  struttura  che  aveva avuto il disegno di legge  proprio  quando  è
  stato avviato.
   Il  tema  che pone questo intervento legislativo, che noi speriamo
  di   portare  avanti,  è  un  tema,  purtroppo,  ancora  di  grande
  attualità,  fa riferimento alla lotta alla mafia, alla  criminalità
  organizzata  e  tutto  ciò  credo sia  ulteriormente  emerso  nelle
  discussioni  che  proprio in questi giorni  abbiamo  sentito  nelle
  varie comunità, nei club, all'interno delle nostre scuole, là  dove
  c'è  stato un raduno che ha ricordato la tragica morte di  Falcone,
  della moglie e della scorta.
   Aggiungo  che il tema della mafia continua a preoccupare i  nostri
  territori, anche alla luce di quello che sta emergendo negli ultimi
  anni.  La  Commissione antimafia ha fatto un giro  di  Procure,  ha
  incontrato  Sindaci,  ha  avuto  un'interlocuzione  con  le   Forze
  dell'ordine,  con  le  Prefetture  con  le  Questure  nelle   varie
  province,  per  avere un quadro di quello che sta  cambiando  nella
  nostra  società da ogni punto di vista. Debbo dire che  quello  che
  abbiamo  avuto  modo di verificare è che c'è una mafia  che  appare
  meno, qualcuno dice "tenta di inabissarsi", però è una mafia che si
  è  riorganizzata. In particolare, riprendo quello che è stato detto
  a  Catania:  una mafia che si riorganizza non solo con le  famiglie
  tradizionali   ma  anche  con  qualche  famiglia   aggiuntiva,   ha
  all'interno  un'organizzazione  ancora  più  violenta  rispetto  al
  passato,  continua  a seguire alcuni filoni che certo  sono  vitali
  nella  nostra società, a incidere nell'economia con il racket,  con
  le  estorsioni,  con  l'inserimento nei lavori  pubblici,  incidere
  nelle   istituzioni   abbiamo  avuto  purtroppo  e   con   amarezza
  verificato che c'è ancora oggi una presenza che tenta di  orientare
  anche la vita pubblica delle nostre città.  La struttura mafiosa  è
  quella che organizza maggiormente la diffusione e la vendita  della
  droga, in particolari il crack che abbiamo in quest'Aula cercato di
  affrontare, mettendo al centro le modalità di cura, di prevenzione,
  di  repressione.  Nella  repressione, la  cosa  che  tutti  abbiamo
  ribadito  è  che  la  lotta  alla  mafia  deve  continuare  e  deve
  continuare  avendo  come  riferimento le  giovani  generazioni,  il
  tentativo  di  difenderle  purtroppo in quello  che  è  il  rischio
  continuo della diffusione di dipendenze. Penso, Presidente, che  il
  tema  di  oggi  ci  orienti innanzitutto  nel  ribadire  il  nostro
  ringraziamento  alle  Forze  dell'ordine,  alla  magistratura,  per
  quello  che ha fatto in questi anni e che continua a fare anche  in
  questi  giorni  per  reprimere  il  fenomeno,  perché  il  fenomeno
  innanzitutto  va  contrastato e va contrastato con la  repressione,
  con  le  norme,  con la salvaguardia di alcuni istituti  che  hanno
  frenato  indubbiamente  quello che era  il  galoppare  continuo  di
  crescita della criminalità organizzata. Ma soprattutto la mafia  va
  combattuta  anche  con  la prevenzione e qui gli  interventi  nelle
  scuole, nel miglioramento della vita sociale delle nostre comunità,
  dei   quartieri   più  a  rischio,  quelli  che  si   trovano   con
  problematiche complesse, quei quartieri che negli anni hanno  avuto
  meno  sul  piano dei servizi, sul piano delle strutture, del  tempo
  libero per coinvolgere i nostri giorni, sul piano dell'informazione
  e sul piano della formazione scolastica. Ci sono i quartieri in cui
  la  dispersione scolastica supera il 40%, una cosa drammatica, sono
  dati  che  mettono  la Sicilia in coda rispetto al  fenomeno  della
  formazione necessaria come ascensore sociale delle nostre comunità.
  Ma  quando  parliamo di prevenzione, questa norma  che  stiamo  per
  varare  allarga il fronte, parla della dissociazione e non soltanto
  della  dissociazione di ordine giudiziario, quelli che sono apparsi
  in  questi  anni come fenomeni importanti che hanno dato  un  colpo
  decisivo   anche   in   alcune  cosche  mafiose,   parliamo   della
  dissociazione di chi non vuole più essere coinvolto nella  famiglia
  mafiosa,  di  chi  ha  un genitore mafioso, di  chi  ha  un  marito
  mafioso, di chi ha una moglie mafiosa, e chiede di poter uscire  da
  quel  nucleo  familiare. Quindi, tutto ciò deve essere accompagnato
  da   un   impegno  che  noi  dobbiamo  promuovere  con   iniziative
  significative, pertanto la legge imposta questo piano.
   Debbo  dire che è una legge che ci è stata ampiamente sollecitata,
  sollecitata  dal  presidente  del tribunale  del  Tribunale  per  i
  minorenni di Catania ma anche dall'arcivescovo di Catania, che  ha,
  insieme  alle  Forze dell'ordine, con comunità anche impegnate  dal
  punto di vista ecclesiastico, posto le basi per discutere di questo
  tema  che è fondamentale e che deve vedere impegnate le Istituzioni
  non   soltanto  regionali  e  locali,  deve  vedere  impegnate   le
  Istituzioni  nazionali, Presidente, perché se le norme  che  stiamo
  mettendo  in  campo non trovano una sponda anche nella legislazione
  nazionale,  diventano delle norme sì incisive ma che  poco  possono
  incidere   Invece,  va  completato questo quadro,  e  noi  facciamo
  appello a tutte le forze qui presenti, possiamo dire che il Partito
  Democratico in tal senso, a livello nazionale, dà e darà la propria
  disponibilità  a proseguire questo percorso, a rendere  libero  chi
  vuole  essere  libero dal fenomeno criminale e  garantito  rispetto
  alla persecuzione che le cosche mafiose determinano a questi stessi
  soggetti.
   Ecco  perché  noi,  Presidente, abbiamo  lavorato  con  impegno  e
  continueremo  a farlo, a sostenere questa legge che vuole  incidere
  nelle  nostre comunità e che vuole dare un apporto decisivo per  un
  cambiamento.  Perché è vero, la mafia tiene un profilo  più  basso,
  vediamo  però, da quello che abbiamo constatato insieme ai colleghi
  della Commissione antimafia, che continua ad avere radici, continua
  ad  invadere,  continua  ad  avere  patrimoni  che  debbono  essere
  sequestrati e in tal senso, signor Presidente, non c'è  dubbio  che
  un capitolo significativo è quello dei sequestri, che devono essere
  mantenuti  nei confronti della mafia e dei comportamenti  anche  di
  indirizzo  che  l'Agenzia per i beni confiscati deve  continuare  a
  dare,  con  un percorso che deve essere lineare e che  deve  essere
  eseguito dai comuni, sì, ma anche dalle prefetture.
   Mi   avvio  alla  conclusione,  signor  Presidente.  Noi,  ripeto,
  confermiamo  il nostro impegno, ma diciamo che non abbiamo  bisogno
  di  una  norma manifesto. Abbiamo bisogno di una norma vera  e  che
  possa incidere perché si continui a lavorare per il contrasto e per
  la  repressione,  si  continui a lavorare  per  la  prevenzione  ma
  soprattutto si aiutino coloro i quali vogliono dire fino  in  fondo
  "no  alla  mafia , per poter percorrere una strada nuova, una  vita
  nuova
   Per  fare  tutto  ciò,  ci  deve essere l'impegno,  ripeto,  delle
  Istituzioni, quelle nazionali e regionali ma anche locali,  sapendo
  che  i  comuni  però,  signor Presidente, non hanno  spesso  quelle
  risorse  necessarie per l'accompagnamento di ricoveri  che  vengono
  espressi e vengono richiesti dall'autorità giudiziaria.
   Concludo, signor Presidente, e concludo se mi si permette, con una
  nota   positiva:   io  voglio  completare  questo  mio   intervento
  esprimendo le mie congratulazioni personali, ma anche del Gruppo  e
  di  tanti  parlamentari che ho visto contenti e lieti,  complimenti
  che  voglio  esprimere all'amico Tiziano Spada che è  stato  eletto
  sindaco  di Solarino  È un fatto significativo, voglio fare  queste
  congratulazioni  all'interno di un intervento che mette  al  centro
  anche  il ruolo degli enti locali, che debbono essere di contrasto,
  di  diaframma, rispetto alla criminalità organizzata e  mafiosa,  e
  per  fare  ciò è necessario però incidere con i servizi sociali,  è
  necessario  incidere con la scuola, con la formazione,  creando  le
  condizioni per una nuova capacità di essere cittadini delle  nostre
  comunità.
   All'amico  Tiziano Spada io non debbo fare alcuna raccomandazione,
  so  come  opererà perché lo abbiamo visto qui lavorare con  impegno
  come parlamentare, dico solo che dopo aver verificato le condizioni
  di  cassa  deve avere, nel suo operare, soltanto due tempi  verbali
  nel  vocabolario: il tempo presente e il tempo futuro  Non guardare
  al  passato, a quello che non è stato fatto, ma a quello  che  deve
  essere  fatto  per  il  presente  e,  soprattutto,  per  le  future
  generazioni.

   PRESIDENTE. Grazie. Prego, Presidente Laccoto.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  intanto, ieri abbiamo fatto la relazione generale  che
  ho  letto  in  Aula su questo disegno di legge, a mio avviso  molto
  importante. Mi sia consentito, prima di potere brevissimamente dare
  le  linee  generali  degli  articoli di questo  disegno  di  legge,
  ringraziare  intanto lei, Presidente, perché ha  seguito  sempre  e
  pedissequamente  l'iter di questo disegno di  legge;  naturalmente,
  questo  parte  anche da quella che è la spinta dell'esperienza  del
  Presidente  del Tribunale per i minorenni di Catania,  che  abbiamo
  anche ascoltato in audizione assieme agli altri, e vorrei dire solo
  brevemente  che  qui lo scopo è proprio quello di potere  sganciare
  dal  contesto  familiare e criminale  i minori, ma  anche  tutti  i
  genitori e coloro che volessero  essere aiutati ad uscire fuori dal
  contesto in cui si trovano in una situazione particolare.
   Gli altri articoli importanti sono il 4 e il 5, che riguardano  la
  promozione  di  accordi con le Istituzioni presenti sul  territorio
  per  la  creazione delle équipes multidisciplinari che prendono  in
  carico il soggetto nel suo complesso.
   Tre,  la valorizzazione della scuola come strumento di sottrazione
  dei  ragazzi alla strada, in particolare l'articolo 8, comma 2, per
  il   contrasto  all'abbandono,  all'evasione  e  alla   dispersione
  scolastica   attraverso  il  monitoraggio  e  la  segnalazione   su
  piattaforme informatiche che sono importantissime -  articolo 7 e 8
  -  perché attraverso queste si possono evidenziare, laddove  ve  ne
  siano, sacche di dispersione scolastica.
   E poi la valorizzazione, sicuramente, dei centri di aggregazione e
  dei centri di famiglia, articolo 9.
   Mi  sia,  tra l'altro, consentito ringraziare tutta la Commissione
  per  il  lavoro  svolto, ma soprattutto devo dire  un  grazie  alla
  funzionaria,  dottoressa Marina Salvetti, che ha  dovuto  di  fatto
  riscrivere  assieme agli Uffici tutto il testo di  legge  che,  dal
  punto di vista legislativo, andava sicuramente migliorato e limato.
   Questa  è  un'altra legge che arriva nello spirito dell'unanimità,
  che  abbiamo  avuto in Commissione su alcune leggi importanti,  che
  abbiamo  avuto  sempre come fine, sia "Liberi  di  scegliere",  sia
  "caregiver", sia per quanto riguarda anche la legge sul crack o  le
  patologie  - come si vogliono chiamare - e altre leggi che  abbiamo
  in  un  certo  senso  voluto  dare la possibilità  di  avere  anche
  strumenti concreti  per combattere questa lotta.
   Dal punto di vista economico, noi abbiamo avuto un milione di euro
  dall'Assessorato alla famiglia con i fondi FESR e 915 mila euro dal
  bilancio comunale.
   Il bilancio regionale è uno sforzo che si è fatto proprio per dare
  l'avvio a quelle che possono essere le condizioni e per poter  dare
  veramente un aiuto ai minori o a coloro che vogliono essere  tirati
  fuori da un contesto delinquenziale, criminale o mafioso. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie.
   È  iscritto  a  parlare l'onorevole Cracolici  e  poi  l'onorevole
  Chinnici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, io già sono intervenuto ieri,  quindi  non
  ritorno  sul testo, però ho notato una cosa che mi pare  importante
  che ci sia e lo dico al Presidente della Commissione.
   Una   delle   azioni  fondamentali,  a  proposito   dell'abbandono
  scolastico e del contrasto all'abbandono scolastico, sono le misure
  non  solo di prendersi carico dei ragazzi che abbandonano l'obbligo
  scolastico,   ma  in  qualche  modo  chiamare  alla  responsabilità
  genitoriale, appunto, le famiglie.
     Io  credo  che  sia  utile  prevedere  -  chiedo  al  Presidente
  eventualmente  di  formulare un emendamento  in  tal  senso  -  che
  all'articolo  8,  là  dove  si  parla del  contrasto  all'abbandono
  scolastico,  siano come dire attuabili misure di esclusione,  delle
  famiglie che non garantiscano la presenza e la partecipazione  alle
  attività  didattiche  dei propri figli, l'esclusione  da  qualunque
  beneficio  diretto da parte dei comuni, in termini  di  assistenza,
  altrimenti rimane un principio astratto.
     Voglio,  quindi, proprio citare l'esempio di cui ha  parlato  il
  dottor  Di  Bella, sia quando era Procuratore dei minori  a  Reggio
  Calabria  ma anche a Catania. In particolare, durante le cosiddette
   misure  di  sostegno   che  riguardavano  il  reddito  minimo   di
  cittadinanza, eccetera, si procedeva alla esclusione di quei nuclei
  familiari che godevano di questo benefit, da parte dello Stato,  ma
  che  non  corrispondevano con altrettanto rigore alla  capacità  di
  esercitare una potestà genitoriale nei confronti dei propri figli.
     Ecco  perché  chiedo al Presidente di formulare  un  emendamento
  all'articolo  8  -  vedete in quale comma inserirlo  -  in  cui  si
  prevede  che  l'amministrazione,  come  dire,  l'Assessorato   alla
  Pubblica istruzione provveda a comunicare i dati dell'abbandono sia
  ai   comuni   ove  sono  residenti  i  bambini  sia   alla   stessa
  Amministrazione  regionale,  in  particolare  all'Assessorato  alla
  famiglia,   per   escluderli  dai  potenziali  benefici   ad   essi
  attribuibili. Diversamente, rischiamo di fare una cosa  di  intenti
  senza  una  misura  che, in qualche modo, obblighi  le  famiglie  a
  prendersene carico.
   Non  ci  scordiamo che uno dei fenomeni dell'abbandono  scolastico
  nasce,  spesso, dentro le famiglie e dentro la potestà genitoriale,
  che  non è, come dire, fortemente orientata verso l'istruzione come
  forma di libertà.
     La seconda cosa, l'ho già detta agli Uffici, il dottore Di Bella
  mi  segnalava, a proposito dell'articolo 2, che occorre cancellare,
  e  ho chiesto agli Uffici di predisporre un emendamento tecnico  in
  tal  senso  all'articolo 2, alla lettera b), del comma 1,  dove  si
  dice   "i   minori   interessati   da   procedure   di   volontaria
  giurisdizione",   mi   suggeriva  di  cancellare   "di   volontaria
  giurisdizione",  perché questa tipologia era prevista  prima  della
  Riforma  Cartabia .

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   C'è   un
  emendamento tecnico.

   CRACOLICI.   Perfetto.  Chiedo,  quindi,   alla   Commissione   di
  presentare un emendamento di esclusione per i nuclei familiari  che
  non partecipano alla lotta alla dispersione scolastica per i propri
  figli.

   PRESIDENTE. Grazie.
   È  iscritta  a  parlare l'onorevole Chinnici, poi c'è  l'onorevole
  Lombardo. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Grazie, signor Presidente. Allora, vengo  proprio  agli
  articoli  che hanno a che fare con la scuola, articolo 7 e articolo
  8.  Onestamente,  noto un po' di ripetizioni su  ciò  che  riguarda
  quello  che  le  scuole  devono fare, le  indicazioni  anche  molto
  specifiche   che   vengono   date.  Mi  riferisco,   per   esempio,
  all'articolo 2, lettera b), dove si dice "realizzazione, attraverso
  la  collaborazione  dell'USR  e degli  assessorati  competenti,  di
  specifici progetti e attività anche attraverso la lettura di libri,
  la  proiezione  di  film,  docufilm,  dibattiti",  cosa  che  viene
  ripetuta  di  nuovo all'articolo 8, quando si parla,  appunto,  nel
  comma  h)   'attività di documentazione formazione'  e,  poi,  alla
  lettera  f), scusate, 'di visioni di documentario film che dissacra
  il  mito  mafioso',  lettera  e)  'lettura  di  libri,  visioni  di
  documentario, film che riguardino le storie e le vittime di mafia'.
   Ora,  colleghi,  tutte queste cose la scuola le fa  già  da  molti
  anni.  Abbiamo percorsi di educazione alla legalità, di  educazione
  alla cittadinanza che svolgiamo regolarmente in tutte le scuole  di
  ogni ordine e grado, da Torino a Lampedusa. L'associazione Libera e
  tantissime altre, Addiopizzo, ne possiamo citare moltissime  altre,
  ovviamente,    tutte    le   associazioni    antimafia,    svolgono
  collaborazioni  da  anni  e  integrano i percorsi  curricolari  con
  percorsi  extracurricolari sulla legalità e sulla  mafia.  Non  sto
  dicendo che dobbiamo stralciare questi articoli, per carità, melius
  abundare quam deficere, però il problema non è la questione di fare
  l'incontro in più con il testimone o fare vedere un film in  più  o
  un  cartone  animato  in più. Non credo che  sia  questa,  diciamo,
  l'educazione alla legalità o all'antimafia che si fa, a  parte  che
  già  si  fa  nelle scuole. Quello che manca nella scuola siciliana
  pregherei  gli  assessori  e  il Presidente  di  avere  un  po'  di
  attenzione,  pregherei il Governo di ascoltare   quello  che  manca
  nella scuola siciliana sono gli interventi strutturali. Cioè, non è
  che  ogni volta, in ogni legge che facciamo, dobbiamo dire  che  la
  scuola  adesso deve fare i percorsi tot, il percorso sull'ambiente,
  il  percorso  sul bullismo, il percorso sulla violenza.  La  scuola
  queste cose le fa già.
   Quello  che  manca  alla scuola siciliana sono  le  infrastrutture
  sociali.  Io  ricordo che proprio il giudice Di Bella parla  spesso
  delle  scuole come hub, vere e proprie hub aperte tutto il  giorno,
  dalla   mattina  alla  sera,  per  essere  dei  centri  aggregativi
  giovanili,  ma  non  soltanto proiettando dei film  o  facendo  dei
  percorsi educativi mattutini o pomeridiani, ma si tratta proprio di
  infrastrutturare  le  nostre  scuole,  renderle  realmente  aperte,
  attuando  quel tempo pieno e quel tempo prolungato che  in  Sicilia
  semplicemente   non  sono  mai  decollati,  non  sono   mai   stati
  strutturati  seriamente. E, aggiungo, poiché la prevenzione  si  fa
  ancora  prima del varcare le soglie della scuola primaria,  abbiamo
  un  grande  compito  di  cui  questo  Governo  e  questa  Assemblea
  dovrebbero   veramente  prendersi  carico:  la   creazione   e   la
  strutturazione  del sistema integrato 0-6 anni, come  in  tutte  le
  regioni  d'Italia,  perché è lì da zero a sei anni,  prima  che  si
  entri  a scuola, che si può prevenire e spesso la colpa non  è  dei
  genitori  che  non mandano i figli a scuola, perché  si  tratta,  e
  dovremmo  saperlo tutti, di spirali intergenerazionali  di  povertà
  educativa,  per  cui spesso il genitore che non si  sveglia  e  non
  sveglia  il  figlio per andare a scuola, a sua volta,  è  stato  un
  bambino o una bambina che non andava a scuola, a sua volta è  stato
  un ragazzo o una ragazza in dispersione scolastica, una ragazza che
  magari è rimasta incinta molto presto.
   Cioè,  non facciamo lo scaricabarile sulle competenze genitoriali,
  perché le competenze genitoriali se uno non le ha imparate e non le
  ha  apprese in famiglia, non le ha solo perché è diventato  adulto
  Non  si  diventa  padri e madri perché si partorisce  o  perché  si
  concepisce  un  figlio; lo si diventa con la  responsabilità  e  la
  responsabilità,  se non si è stati educati, non è facendo  multe  o
  sanzioni  che  si può ottenere, appunto, una presa in carico  reale
  dei propri figli.
   Ripeto:  per  spezzare le catene intergenerazionali di  cui  parla
  Save the children ci vogliono infrastrutture sociali, tempo pieno e
  tempo prolungato. Spero che quest'Aula distratta abbia ascoltato.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Lombardo  Giuseppe
  Geremia.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  assessori,  io  credo che oggi quest'Aula, questo Parlamento,  stia
  approvando  questo disegno di legge, compiendo un  atto  di  grande
  maturità  e  di grande responsabilità politica e, se  mi  consente,
  anche  un  atto  di  avanguardia su quello che è la  programmazione
  delle  politiche  sociali e, soprattutto, la  lotta  alla  devianza
  minorile.
   È  stato  un  lavoro lungo, complicato, articolato ma appassionato
  quello  che  ha  svolto  la Commissione VI, di  cui  faccio  parte,
  perché, con il testo originario, che è stato ispirato, come lei ben
  sa, dal presidente del Tribunale per i minorenni, abbiamo apportato
  - credo qualificando ancor di più il testo - una serie di modifiche
  che  mettono  in risalto quella che è la centralità  di  tutti  gli
  attori    istituzionali    che   concorrono    al    raggiungimento
  dell'obiettivo della lotta alla devianza minorile.
   Siamo  riusciti a elaborare un testo che ha, muovendo dalle  buone
  prassi che si sono sviluppate e consolidate negli anni sulla scorta
  del  protocollo "Liberi di scegliere", elevato appunto queste buone
  prassi ad un sistema di norme che prevedono una serie coordinata di
  interventi di protezione, di prevenzione nei riguardi di minori, di
  famiglie,  di  giovani  adulti al fine  di  isolarli  dai  contesti
  criminali  nei quali maturano episodi di rilevanza penale,  episodi
  che  molto  spesso  hanno ricadute fatali sul  destino  dei  minori
  stessi.
   Credo  che  l'intervento che noi abbiamo approntato, che  vede  la
  partecipazione  attiva  della  Prefettura,  del  Tribunale  per   i
  minorenni,  del  Tribunale ordinario, delle Forze  di  polizia,  ma
  soprattutto anche dei servizi sociali del comune, delle ASP,  della
  scuola sia un risultato di straordinaria rilevanza.
   Credo  che,  anche sulla scorta di un'esperienza che  ho  maturato
  quando ero assessore ai servizi sociali del comune di Catania, e ho
  avuto  modo  di apprezzare e conoscere il Presidente Di  Bella,  il
  protocollo  che abbiamo stipulato insieme all'INPS, al comune,  per
  sottrarre  dal beneficio di sussidi di sostegni quelle famiglie  in
  cui   si   verificavano  episodi  di  abbandono  e  di  dispersione
  scolastica,  io  credo che se possiamo oggi  mettere  in  campo  un
  percorso normativo che legittimi quella prassi, riusciremo  a  fare
  un gran lavoro.
   Ho  potuto  constatare, infatti, come sia un importante deterrente
  rispetto al fenomeno di dispersione scolastica una misura di questo
  tipo.
   Ed  un  altro  tema  -  e vado alle conclusioni  -  che  va  anche
  affrontato:  noi abbiamo una norma che è l'articolo  6,  comma  13,
  della  legge n. 1 del 2025, la legge di stabilità, che prevede  uno
  stanziamento importante per i comuni dove si verifica la necessità,
  a  seguito  di  provvedimento del Tribunale per  i  minorenni,  del
  ricovero  dei  minori,  delle loro famiglie, anche  nelle  comunità
  fuori Regione.
   C'è  stato,  in  questi  anni, anche su  impulso  dell'azione  del
  Presidente del Tribunale per i minorenni, una crescita notevole  di
  ricoveri extraregionali con aggravio delle casse comunali.
   Abbiamo  stanziato di nuovo un milione e mezzo di euro e questo  è
  un  tema, per non gravare ulteriormente i comuni di altre spese che
  certamente   aggravano   le  casse  del  bilancio,   che   dobbiamo
  sicuramente attenzionare.
   È un intervento quello che non si può limitare soltanto alla legge
  di  stabilità 2025, ma che, secondo me, deve essere costante  anche
  per dare supporto al percorso normativo che oggi stiamo approvando.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci,  poi  La
  Vardera,  Gilistro e Giambona e sono finiti gli interventi.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Presidente,  intervengo  naturalmente  per   esprimere
  apprezzamento per questa norma che è stata elaborata e ha visto  il
  nucleo centrale svilupparsi già nella scorsa legislatura, quando la
  Commissione  Antimafia  regionale ha  condotto  un'inchiesta  sulla
  condizione dei minori in Sicilia e dove audimmo per la prima  volta
  il  Presidente  del  Tribunale di Catania,  dottor  Di  Bella.  Noi
  avevamo  già fatto propri dei suggerimenti del Presidente e abbiamo
  questo protocollo.
   Ora,  naturalmente, sono contenta che i colleghi ed il  presidente
  della  VI  Commissione hanno dato vita a questo  disegno  di  legge
  importantissimo  in  una  Terra,  come  la  nostra,  che  è   stata
  falcidiata  dalla  criminalità organizzata e  dove  la  dispersione
  scolastica è il tasso di dispersione più alto di tutta Italia.
   Ma siamo ancora molto indietro perché la scuola, caro Presidente e
  cara  Commissione, la scuola c'è, c'è sempre stata  Quello che  non
  c'è stato è tutto il resto
   Anche gli interventi che abbiamo visto nei progetti spot che hanno
  interessato  i  minori in Sicilia sono stati degli  interventi  non
  strutturali,  sono  stati dei progetti a tempo che  hanno,  il  più
  delle  volte, ottenuto dei risultati pessimi con dei boomerang  per
  questi ragazzi.
   Ecco  perché io mi appello alla Commissione, ma anche  a  tutti  i
  colleghi, e soprattutto al Governo regionale, che deve poi  attuare
  questo disegno di legge; non vorrei che facesse la fine del disegno
  di  legge  sulle tossicodipendenze dove ancora siamo in attesa  dei
  decreti attuativi.
   È   importante   avere   inserito  l'articolo   4   con   l'équipe
  multidisciplinare integrata, perché? Perché appunto - negli anni  -
  i  vari  assessorati, istruzione, sanità, famiglia,  hanno  portato
  avanti una serie di progetti, come dicevo, spot, ma senza dialogare
  tra  loro,  per  cui  abbiamo  avuto dei  ragazzi  che  sono  stati
  raggiunti da questi progetti, seppure limitati nel tempo,  e  altri
  ragazzi che non sono stati raggiunti per niente.
   Ecco  perché occorrono degli interventi strutturali e  per  ultima
  cosa,  Presidente, io vorrei anche apporre la firma all'emendamento
  proposto  dal collega Cracolici, perché non è possibile, così  come
  suggerito  dal  Presidente del Tribunale Di Bella, che  poi  questi
  contributi  e questi, diciamo, sostegni alle famiglie,  raggiungano
  famiglie che lasciano fuori i ragazzini che non li portano a scuola
  e che quindi sono soggetti alla dispersione scolastica.
   Voglio ricordare che ancora oggi abbiamo famiglie che utilizzano i
  propri  figli  anche  all'età  di 11  anni  per  lo  spaccio  nelle
  principali piazze delle nostre città, dei nostri comuni principali,
  Palermo,  Catania,  Messina, la maggior parte di  questi  ragazzini
  sono utilizzati come forza lavoro, anche a 11 anni, sottraendoli da
  quello che è un percorso di formazione adeguato. Quindi anch'io  vi
  suggerisco di fare questo emendamento e per questo appongo  la  mia
  firma. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie. È iscritto a parlare l'onorevole La  Vardera.
  Ne ha facoltà.

   LA   VARDERA.   Grazie   Presidente,  anch'io   volevo   esprimere
  soddisfazione  rispetto a questo disegno di  legge  abbondantemente
  condiviso   dall'Aula,   dai   Gruppi   politici,   auspicando    e
  sottoscrivendo  le parole della collega Chinnici,   che  certamente
  sul  tema  di istruzione ha ovviamente anche un'esperienza diretta;
  ritengo  che  noi non dobbiamo dire che cosa debba fare  la  scuola
  perché  la scuola già abbondantemente porta avanti tutta una  serie
  di iniziative dove noi dovremmo soltanto forse imparare a dire alla
  scuola  cosa è giusto, cosa non è giusto fare, però, è comunque  un
  primo  passo importante che è una consecutio anche di quello che  è
  stato  il disegno di legge che abbiamo voluto fortemente come tutti
  i  Gruppi  politici  sulla  lotta alle tossicodipendenze,  sperando
  ovviamente  che anche questo possa in qualche maniera non  rimanere
  al  palo,  come  purtroppo  è in questo momento  il  disegno  sulle
  tossicodipendenze,  sulle dipendenze patologiche,  in  quanto  come
  diceva   bene  l'onorevole  Schillaci,  ancora  mancano  i  decreti
  attuativi   Ed effettivamente, al di là del fare le  leggi,  poi  è
  importante  che  le  stesse  leggi  che  facciamo  possano   essere
  applicate  per  cui  anch'io  volevo  unirmi  al  coro  unanime  di
  soddisfazione rispetto comunque ad una legge importante  che  segna
  un  passo  fondamentale nella nostra Regione, auspicando ovviamente
  assolutamente il voto favorevole ma soprattutto che venga applicata
  in maniera operativa. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO.   Grazie Presidente, grazie colleghi, grazie  assessori,
  volevo  intanto  ringraziare l'onorevole  Schillaci  e  l'onorevole
  Chinnici per aver fatto veramente un intervento ammirevole,  perché
  credo  che siate andati proprio al cuore del problema; il  problema
  non  è  solo  punitivo, il problema non è solo  sopprimere,  oppure
  andare  contro  determinate azioni dei genitori, ma il  problema  è
  molto  più  profondo, il problema è molto più  diverso  rispetto  a
  quello  che  noi  pensiamo,  ancora più  profondo  nelle  famiglie,
  oltretutto  con quello che sta accadendo negli ultimi anni  con  le
  problematiche  legate all'utilizzo smodato e ritorniamo  sempre  al
  mio  disegno  di legge, bambini abbandonati ai loro  cellulari,  ai
  loro social, abbandonati completamente dalla relazione sociale   da
  parte  di  questi genitori che, man mano che scendiamo  di  livello
  culturale,  abbandonano   letteralmente  i  loro  figli  a   queste
  soluzioni di smartphone sitting e addirittura di phubbing,  digital
  phubbing, cioè non si relazionano più con i loro ragazzi.
   Allora quello che diceva l'onorevole Chinnici, la problematica più
  importante è creare spazi nelle scuole, signor Presidente.
   Signor Presidente, le chiedo un attimo di attenzione perché questa
  è  una  cosa importante che riguarda sempre le scuole, creare spazi
  pomeridiani  nelle scuole. Noi abbiamo fatto, come  vogliamo  dire,
  dei  laboratori con i Lego nelle scuole di periferia, nelle  scuole
  marginali  dove  c'è il ritiro scolastico con grandissimo  successo
  nel  momento  in  cui questi ragazzi sono stati richiamati  a  fare
  scuola  nel  pomeriggio insieme a tutti gli  altri.  Quindi  questi
  laboratori sono una di quelle cose fondamentali che dobbiamo dare.
   Ieri  è  uscito un report che mi ha sconvolto, signor  Presidente,
  Assessori,  un report che è uscito da Il Sole 24 Ore  e  qua  siamo
  tutti  coinvolti, è un'Assemblea regionale. La qualità di vita  dei
  bambini,  dei  giovani  e degli anziani tra  le  107  province:  la
  Sicilia  è  agli  ultimissimi posti per  la  qualità  di  vita  dei
  bambini
   Le  faccio,  vi faccio solo un esempio importante,  questo  mi  ha
  sconvolto  veramente.  A  parte i delitti  denunciati  a  danno  di
  minore,  circa  85  per ogni 10 mila minori, a Siracusa,  una  cosa
  gravissima,  ma  la  cosa che mi ha impressionato  a  proposito  di
  quello che dicevano le colleghe per gli spazi fruibili dedicati  ai
  bambini.  Noi  abbiamo 0,2 metri quadrati per  bambino  contro  una
  media nazionale di 36
   Cioè  0,2.  Forse i piedi  Cioè non abbiamo spazi per  i  bambini.
  Spazi, spazi attrezzati
   Come  pensiamo di risolvere il problema in questa maniera  se  non
  andiamo  alla  radice  dei problemi partendo  dalla  genitorialità,
  partendo dagli spazi inclusivi per i bambini, partendo dalla scuola
  a   tempo  pieno,  partendo  da  quei  laboratori  importanti   che
  sottraggono naturalmente i bambini dalla criminalità?
   E  chiudo con una cosa importante, perché l'onorevole Cracolici ha
  detto questo: dobbiamo punire i genitori che non mantengono la loro
  attenzione nei confronti dei loro bambini. Ma c'è una categoria che
  sta  diventando  sempre più diffusa, anzi direi  una  piaga,  e  ne
  abbiamo fatto anche un convegno in questa autorevole Assemblea,  in
  questo  autorevole Palazzo, che riguarda gli hikikomori e la  legge
  Caivano   punisce   i   genitori  di  questi  soggetti   che   sono
  problematici,  che sono totalmente ritirati dalla società  come  se
  fossero figli di delinquenti o figli di criminali.
   Quindi  qui  dovremmo cominciare a dare e ad  avere  un  distinguo
  anche  con  queste categorie di ragazzi che non hanno nulla  a  che
  vedere né con le droghe né con la criminalità e questi ragazzi sono
  totalmente, totalmente ritirati da ogni attività sociale,  compresa
  la scuola.
   E quanti sono in Italia, quanti sono in Italia questi ragazzi?
   Oltre  100  mila   Centomila famiglie che hanno questo  drammatico
  problema dell'hikikomori.
   Ma  non solo. Sono sempre più frequenti e lo vedo perché ci lavoro
  perché nel mio studio bambini di tenerissima età: 7, 8, 9, 10  anni
  che  continuano a fare continue assenze dalla scuola fino al ritiro
  sociale  per problematiche. L'ultimo l'ho visto questa mattina  con
  vomito,   disturbi   somatoformi,  attacchi   di   panico,   ansia,
  depressione e questi sono bambini che non hanno niente a che vedere
  con la criminalità.
   Quindi quando  e ringrazio il Presidente e tutti per questa  legge
  fondamentale  e  importante,  ma non può  essere  questa  legge  la
  risoluzione di tutti questi problemi.
   Dobbiamo  attivarci ancora di più come persone, come uomini,  come
  umani  non  solo  come politici, signor Presidente,  questa  è  una
  richiesta  forte  che io faccio a tutta l'Assemblea  regionale  per
  prestare  particolare attenzione alla crescita  dei  bambini  dalla
  nascita  nei  primi  3  anni di vita, nei primi  anni   di  scuola,
  Presidente,  dobbiamo  batterci per la salute  di  questi  ragazzi,
  batterci veramente.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.

   GILISTRO.  Mi complimento con il collega, onorevole Spada, per  il
  risultato raggiunto come sindaco e gli auguro un buon lavoro perché
  -  veramente un applauso lo merita - perché è un ragazzo in gamba e
  siamo onorati di averlo fra di noi, grazie.

                   (applausi dai banchi di sinistra)

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Giambona,  come
  ultimo intervento.
   Prego, onorevole.

   GIAMBONA.  Presidente,  anche io mi associo  a  quello  che  è  il
  compiacimento  per  l'elezione, avvenuta  qualche  giorno  fa,  del
  collega Tiziano Spada, e anche a tutti coloro che sono stati eletti
  in  questa  tornata elettorale, che ha visto impegnato questo  fine
  settimana.
   Presidente,  colleghi, io entro nel merito di  questo  disegno  di
  legge,  intanto,  volendo rappresentare il  mio  apprezzamento  per
  questo  percorso  normativo che ha visto impegnata  la  Commissione
   Salute   in  questi mesi, un percorso che nasce da  un  protocollo
  importante,  che ha già provato sul campo quella che è  l'emergenza
  di entrare, concretamente, in quelle che sono le esigenze di tutela
  dei   minori,  dei  ragazzi,  che  nascono  in  contesti  familiari
  difficili, in cui c'è criminalità organizzata, in cui c'è la mafia.
   Io  ritengo  che  questa  si  possa annoverare  tra  le  norme  di
  avanguardia di questo Parlamento, una norma di civiltà, della quale
  -  poi  io  dirò alla fine - evidenzio l'esigenza anche di  trovare
  piena attuazione.
   Noi  tutti  parlamentari, ma chiunque sia stato in  questi  giorni
  presente  a tante iniziative, io sono stato ben lieto di  avere  il
  Presidente  Galvagno in un'iniziativa al comune di  Capaci  in  cui
  abbiamo  parlato  di  legalità  e  di  contrasto  alla  criminalità
  organizzata.
   Sappiamo benissimo cosa significa l'impegno in questa nostra Terra
  martoriata da ciò che è stata la tracotanza e il potere mafioso  in
  Sicilia,  per cui sappiamo benissimo qual è l'impegno che  dobbiamo
  mettere  in  questo Parlamento, e non solo, per fare  memoria,  per
  riuscire a decifrare quelli che sono i nuovi modi attraverso cui il
  potere  mafioso  si  insinua nella nostra società,  negli  appalti,
  attraverso  i  colletti bianchi, attraverso il  riciclo  di  danaro
  sporco,  alcune volte - e il collega Cracolici dice bene - come  la
  mafia  riesce  addirittura  ad emettere  fatture  e  rilasciare  lo
  scontrino, come per dire che il riciclaggio del denaro è una  delle
  principali attività della mafia in questo periodo, come  fa  affari
  con  la  vendita  di  droga, seminando morte e terrore  tra  i  più
  giovani, e non solo, e anche nelle famiglie.
   Ebbene,  questa  norma  sicuramente  è  una  norma  che  va  nella
  direzione  di  creare quello che è un altro obiettivo,  ovvero  una
  rete di protezione sociale antimafia.
   Io  ho  visto  che  ci  sono  alcune azioni  importanti  che  sono
  individuate nella protezione sociale dal punto di vista educativo e
  psicologico  che, a nostro parere, risulta essere una  priorità  su
  quelli  che sono i centri di aggregazione ma, permettetemi di  dare
  anche quello che è un tono critico a questa norma la cui finalità è
  sicuramente lodevole.
   Io  ritengo che non ci possano essere risultati dal punto di vista
  della tutela dei nostri ragazzi se non si mette in sicurezza quello
  che  è  tutto il contesto sociale ed economico; l'efficacia di  una
  norma  di questo tipo non può avvenire se prima non c'è un  tessuto
  sociale  ed  economico in grado di mettere in  salvaguardia  queste
  famiglie.
   Diciamocelo chiaro che se non c'è il lavoro, se non ci sono quelle
  opportunità lavorative per togliere manovalanza alla mafia, in quei
  contesti  complicati  e  difficili, ecco, ancor  più  complicato  è
  mettere   in   esecuzione  una  norma  come   questa.   Diciamocelo
  chiaramente che se non abbiamo delle scuole all'avanguardia,  degli
  strumenti  per  contrastare quella che è la dispersione  scolastica
  che  in  alcune  località  della Sicilia assume  delle  percentuali
  allarmanti,  è  ovvio che abbiamo delle difficoltà ulteriori.  Come
  giustamente   diceva   la   collega   Chinnici,   il   tema   delle
  infrastrutture nelle nostre scuole, il sistema scolastico 0/6  anni
  o, comunque, il tempo pieno. Sono tutti strumenti che devono andare
  in  sinergia per dare piena attuazione a quello che è un  obiettivo
  di  sana, e da tutti voluta, protezione sociale dei nostri  ragazzi
  per  migliorare  quelle  che sono le nostre  società  e  la  nostra
  comunità.
   Presidente  -  e  concludo questo mio intervento, augurandomi  che
  questa non sia una norma "manifesto" - purtroppo ultimamente  e non
  solo  in  quest'ultima legislatura, il Parlamento  siciliano  si  è
  adoperato  con norme veramente all'avanguardia, con norme  che  non
  hanno le altre Regioni d'Italia ma che poi si sono impantanate  nei
  meandri  della burocrazia regionale o perché non ci sono le risorse
  per dare attuazione, ricordo la norma per contrastare le dipendenze
  e  il racket, ecco, è necessario che ognuno di noi,  - noi facciamo
  la nostra parte  - ma dobbiamo anche fare pressione affinché queste
  norme   di   altissimo  valore  morale  e  sociale  trovino   piena
  attuazione. Grazie.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, no,  non
  mi   faccio  i  complimenti,  ringrazio  tutti  i  colleghi;  oggi,
  approviamo  una norma davvero importante per la nostra Regione  che
  prova  in  qualche modo a costruire una rete di protezione  sociale
  nei confronti dei contesti di criminalità organizzata.
   All'interno  della norma sono inseriti dei punti  importanti,  non
  c'è  dubbio, però, che questo non basti, i dati emersi evidenziano,
  come purtroppo, oggi, all'interno della nostra Regione, all'interno
  delle  nostre  comunità,  non ci siano quei  cosiddetti  luoghi  di
  aggregazione  che sono presenti anche all'interno  della  norma  ma
  che,  purtroppo  mancano, in dei contesti sociali  e,  soprattutto,
  all'interno dei nostri enti locali.
   Io  da  poco  sono diventato sindaco, e sicuramente mi  scontrerò,
  come  tanti  altri  amministratori  locali,  con  questo  tipo   di
  problematiche,  perché  oggi mancano quei  luoghi  di  aggregazione
  giovanile, mancano quei contesti in cui recuperare i nostri ragazzi
  e,  allora,  noi  ci dovremmo porre oltre all'obiettivo  di  creare
  quella  sinergia tra la scuola, le associazioni e tutto quello  che
  abbiamo  inserito  all'interno di questa norma, ci  dovremmo  porre
  l'obiettivo  di aumentare quella percentuale di suolo  dedicata  ai
  nostri   bambini  che,  rispetto  al  resto  d'Italia,  rappresenta
  solamente forse l'uno per cento.
   Il  collega Gilistro ha detto bene, 0,2% per bambino, rispetto  ad
  una  media  nazionale  di 35 metri, allora  l'obiettivo,  anche  di
  questo  Parlamento, dovrà essere mettere nelle condizioni gli  enti
  locali  e  i  nostri  amministratori di costruire  quei  luoghi  di
  aggregazione, di costruire quegli spazi in cui poter  recuperare  i
  nostri   giovani  e  io  devo  dire  che,  durante  la  mia   prima
  finanziaria,  appena  eletto,  ho  provato,  in  questo  senso,  ad
  incidere e intervenendo in un luogo, un luogo simbolo per Siracusa,
  perché  è la più grossa piazza di spaccio di tutta la provincia,  è
  nel  quartiere Mazzarona, e lì in quell'occasione abbiamo stanziato
  delle  risorse per fare una cosa semplicissima, realizzare un campo
  da calcio in un contesto di degrado, in un contesto di spaccio che,
  purtroppo, in passato non era stato realizzato.
   E,  allora,  se queste iniziative possono portare al  recupero  di
  questi  ragazzi,  insieme alla norma che stiamo per  approvare,  ne
  beneficeranno  non  solo  i nostri territori  ma  l'intera  Regione
  tutta. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Spada  e  congratulazioni  per  il
  risultato raggiunto.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Grasso.
   L'Assemblea ne prende atto.

        Seguito della discussione del disegno di legge n. 485/A

   PRESIDENTE  Ha  chiesto  di intervenire nuovamente  il  Presidente
  della Commissione, onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, assessori,  brevemente,  intanto,
  vorrei precisare che questa non è una misura di prevenzione, se noi
  leggiamo l'articolo 1 ci accorgiamo, infatti, che si tratta di  una
  misura  atta a prevenire e assieme a coordinare quelli che  sono  i
  possibili distacchi da contesti famigliari criminali e, quindi, non
  si tratta di repressione.
   Seconda cosa, noi abbiamo dato molta importanza a quelle che  sono
  le  équipe  multidisciplinari, tant'è  che  abbiamo  messo  insieme
  l'Assessorato   alla   Pubblica  Istruzione,   l'Assessorato   alla
  Famiglia,  l'Assessorato  alla Salute per  potere,  tutti  insieme,
  avere cognizione di quello che è lo spirito di questa norma.
   Ora, per quanto riguarda le strutture, io credo che un'altra parte
  che non compete in questo momento a questa norma che stiamo facendo
  che, secondo me, è una norma di grande civiltà perché, vedete,  non
  è  stato  facile, intanto, mettere insieme tanti attori,  ascoltare
  tutti  coloro che hanno preso parte a questo approssimarsi  ad  una
  situazione che è una situazione anche di grande civiltà.
   Finora abbiamo avuto solo protocolli d'intesa, abbiamo cercato  di
  mettere insieme il protocollo d'intesa e trasformarlo in una  norma
  regionale che ci fa onore.
   Al  di  là  di questo, su ogni norma dobbiamo guardare  alle  cose
  positive, non possiamo sempre gridare "mancano le strutture",  sono
  altri  contesti  e  altri momenti. Questo  è  un  momento  di  alta
  esaltazione di questo Parlamento e dico ancora grazie al Presidente
  Galvagno, che ha voluto sollecitare e seguire sempre con attenzione
  questa  norma  e  che  passo dopo passo abbiamo  dovuto  riscrivere
  totalmente,  perché il protocollo d'intesa era  un  protocollo  che
  doveva essere trasformato in norma.
   Gli   articoli  7  e  8  danno  grande  importanza  alla   scuola,
  all'Assessorato alla Pubblica istruzione e praticamente per  quanto
  riguarda  la  dispersione scolastica si parla  di  piattaforme  che
  segnalano, laddove vi siano, dispersioni scolastiche.
   Accolgo come Commissione la proposta dell'onorevole Cracolici  per
  quanto  riguarda  la  norma che penalizza i  genitori  che  non  si
  occupino  dei loro figli per la dispersione scolastica,  poi  vi  è
  qualche altro emendamento tecnico preparato dagli Uffici.
   Quindi,  con grande soddisfazione e un ringraziamento corale  alla
  Commissione,  all'Assemblea, agli Uffici che  hanno  contribuito  a
  fare  un testo che oggi è un testo accettabile, un testo di  grande
  avanguardia.

   PRESIDENTE.  Grazie, d'avvero, presidente Laccoto anche  per  aver
  voluto  sottolineare l'interesse da parte di questa Presidenza  nei
  confronti  di un disegno di legge che è assolutamente  dignitoso  e
  qualificante  per  tutto il Parlamento e in  maniera  assolutamente
  trasversale.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole Bica.
   L'Assemblea ne prende atto.

        Seguito della discussione del disegno di legge n. 485/A

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione per il  passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                     Finalità e ambito applicativo

   1.  La  presente legge, in aderenza ai principi costituzionali  in
  materia  e  nel rispetto delle competenze statali, disciplina,  nel
  territorio della Regione, un sistema coordinato di interventi  atti
  a  prevenire la devianza minorile e attivare misure di protezione e
  assistenza  da  apprestare  in  favore  dei  minorenni,  dei   loro
  esercenti  la responsabilità genitoriale e dei giovani adulti,  che
  si  trovano in una condizione di grave, concreto e attuale pericolo
  a  causa  della volontà di recidere il legame derivante da rapporti
  di  parentela, di affinità, di coniugio o di stabile convivenza con
  indagati,  imputati o condannati per i delitti di cui  all'articolo
  51  comma 3 bis del codice di procedura penale o per la sussistenza
  del  legame sopra indicato, quando non ricorrano i presupposti  per
  assumere  lo  status  di collaboratore di giustizia  ai  sensi  del
  decreto  legge  15 gennaio 1991, n. 8, convertito con modificazioni
  nella  legge  15 marzo 1991, n. 82 o di testimone di  giustizia  ai
  sensi della legge 21 febbraio 2018, n. 6.».

   Non sono stati presentati emendamenti, pertanto pongo in votazione
  l'articolo  1.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'art. 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                              Destinatari

   1.  Sono  destinatari  delle  misure di  assistenza  e  protezione
  previste dall'articolo 1 di cui alla presente legge:

   a)  i minori inseriti in contesti di criminalità organizzata o  da
  essi  provenienti, per i quali il Tribunale per i  minorenni  abbia
  emesso un provvedimento amministrativo o penale;

   b)  i  minori interessati da procedure di volontaria giurisdizione
  ai  sensi  degli  articoli 330, 333 e 336 ultimo comma  del  codice
  civile,  nell'ambito delle quali sia stato emesso un  provvedimento
  che    incide    sulla   responsabilità   genitoriale    disponendo
  l'allontanamento   dei   minori  dal  contesto   familiare   ovvero
  territoriale di appartenenza;

   c) i figli di soggetti indagati, imputati o condannati per i reati
  di  cui all'articolo 51 comma 3-bis c.p.p. allorquando si ravvisino
  situazioni   pregiudizievoli  e  condizionanti   ricollegabili   al
  degradato  contesto familiare, intraneo o contiguo alla criminalità
  organizzata del territorio;

   d)   i  minori  in  carico  al  Tribunale  per  i  minorenni   per
  procedimenti civili instaurati ai sensi dell'articolo 32, comma  4,
  decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448 o
  ai  sensi dell'articolo 609-decies c.p., nei casi di maltrattamento
  intrafamiliare legato a dinamiche criminali;

   e)  i  minori  e i giovani adulti provenienti da nuclei  familiari
  intranei  o  contigui  alla  criminalità  organizzata,  condannati,
  ammessi alla messa alla prova o collocati presso i servizi minorili
  residenziali anche come misura alternativa alla detenzione;

   f)  i  minori  sottoposti  a protezione e  quelli  compresi  nelle
  speciali  misure  di  protezione secondo le previsioni  di  cui  al
  decreto del Ministero dell'Interno del 13 maggio 2005, n. 138;

   g)  gli  esercenti la responsabilità genitoriale di  figli  minori
  destinatari dei provvedimenti di cui alle lettere a), b), d) ed f),
  nei  casi  in cui sia stata accertata dall'autorità giudiziaria  la
  volontà  di  affrancarsi concretamente dalla cultura mafiosa  e  di
  ricevere  le  misure  di  assistenza e  protezione  della  presente
  legge.».

   All'articolo 2 è stato presentato l'emendamento 2.1,  che  trovate
  all'interno  dei tablet, tra i  fuori sacco , ed è  quello  che  ha
  invocato l'onorevole Cracolici, l'aveva preannunziato ed è a  firma
  della Commissione, del Presidente Laccoto.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 2.1. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'art. 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
               Misure di protezione sociale e assistenza

   1.  Le  misure  di  protezione sociale e assistenza  di  cui  alla
  presente  legge consistono nella creazione di una rete di  supporto
  educativo,  psicologico, sociale, sanitario, logistico, scolastico,
  economico  e lavorativo, in favore dei soggetti di cui all'articolo
  2.

   2.  La  Regione siciliana, per il perseguimento delle finalità  di
  cui  alla  presente legge, destina agli enti locali le risorse  per
  sostenere le azioni e gli interventi riguardanti gli inserimenti in
  comunità  alloggio per minori, affidi familiari e  trasferte  fuori
  Regione dei minori ed eventuali familiari.

   3.  Per  le finalità di cui al comma 1, la Regione pone in  essere
  azioni integrate tendenti, in particolare, a:

   a) realizzare in ogni città metropolitana e capoluogo di provincia
  equipe multidisciplinari integrate, referenti qualificati e unici a
  supporto  delle  autorità giudiziarie operanti  competenti  di  cui
  all'articolo 4;

   b) favorire l'implementazione di azioni finalizzate all'inclusione
  lavorativa dei giovani adulti e degli adulti di cui al comma 1;

   c) creare una rete operativa in grado di accompagnare i minori e i
  familiari che decidono di seguirli, in attuazione dei provvedimenti
  giudiziari,  sino  alla completa integrazione  nella  nuova  realtà
  sociale, con il pieno raggiungimento di un'autonomia esistenziale e
  lavorativa.

   4.  La Regione promuove iniziative rivolte alle famiglie a rischio
  di  condizionamento in ambienti criminali, attraverso  il  sostegno
  del genitore che desidera trasferirsi in altra residenza e non ha i
  mezzi.».

   All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento 3.1, a firma della
  Commissione, è un emendamento tecnico, immagino che lo abbiate  già
  visto, se volete del tempo lo concediamo.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi. Sull'articolo  3,
  al comma che prevede le intese con i capoluoghi di provincia fra le
  altre  strutture,  credo  che  questa  indicazione  sia  abbastanza
  limitativa.  Perché limitarla ai soli capoluoghi di Provincia?  Per
  esempio, per la provincia di Caltanissetta, quando sappiamo che poi
  il  centro più popoloso e quello anche più problematico, anche  dal
  punto  di  vista  della criminalità, è Gela, perché  non  prevedere
  anche  la  possibilità di fare queste intese previste  dalla  norma
  anche con gli altri comuni?

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Qui parla  però,
  per  quanto  riguarda in ogni città metropolitana  e  capoluogo  di
  provincia   di   équipe   multidisciplinari  integrate,   referenti
  qualificati   e  unici,  a  supporto  delle  autorità   giudiziarie
  competenti;  naturalmente  le autorità  giudiziarie  competenti  si
  trovano nei capoluoghi di provincia.

   SAFINA. Basta aggiungere: dove hanno sede i Tribunali.

   LACCOTO,  presidente della Commissione e relatore.  Noi  possiamo,
  scusate,  il  problema  è che l'équipe multidisciplinare...Non  c'è
  nessuna  contrarietà  a fare questo, teniamo conto  che,  però,  le
  équipe  multidisciplinari  non sempre sono  possibili  in  tutti  i
  luoghi, capisco Gela, che è un caso particolare, lo capisco, ma non
  so  se possiamo anche accettarlo questo di mettere "laddove ci sono
  i tribunali", laddove ci sono però le competenze, stiamo attenti.
   "Là  ove  possibile", allora scriviamo; se è possibile  scriviamo:
  "Là  ove possibile con anche sede luoghi dei tribunali", perché non
  è sempre possibile.

   CRACOLICI. A me sembra corretto come è scritto.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Cateno De Luca.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 485/A

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Rileggendolo,  non ci scordiamo  che  l'articolo  3  è
  conseguenza  dell'articolo 2. L'articolo 2 ha dei destinatari,  che
  come giustamente ricordava il presidente Laccoto, questa non è  una
  norma  di  prevenzione, è una norma che in qualche  modo  cerca  di
  mandare  un  messaggio  anche in Sicilia  o  forse  partendo  dalla
  Sicilia: che le famiglie mafiose possono uscire dalla mafia, questo
  è  il succo  Come si può uscire dalla mafia  Aiutando le famiglie a
  uscire  dagli  ambienti nei quali, come dire, o  sono  costretti  a
  vivere o sono subordinati da altre ragioni a vivere.
   L'articolo  3  che  prevede questi organismi multidisciplinari  li
  individua  nelle  città  metropolitane  e  nelle  città  capoluoghi
  ancorché,  giustamente mi faceva notare il mio  collega  Safina,  i
  tribunali  per  i  minorenni,  che - infatti  questa  è  una  norma
  ispirata  da  un presidente del Tribunale per i minorenni  -  hanno
  sede  solo dove ha sede la Corte d'Appello, cioè, Palermo, Messina,
  Catania e Caltanissetta.
   Il punto qual è? Come integrare il rapporto tra i tribunali per  i
  minorenni  che  hanno  sede in queste quattro giurisdizioni  con  i
  sistemi  territoriali che in qualche modo vanno oltre la dimensione
  strettamente connessa al Tribunale per i minorenni?
   Quindi, io non ci trovo nulla di anomalo nel prevedere che in ogni
  città  metropolitana e in ogni capoluogo di provincia -   cioè,  la
  novità è che la estendiamo proprio ai capoluoghi di provincia -  la
  possibilità    di    creare   questo   sistema    integrato    che,
  interfacciandosi con i tribunali per i minorenni, possa in  qualche
  modo dare maggiore efficacia alle azioni finalizzate dalla norma.

   PRESIDENTE. Corretto, onorevole Cracolici. Andiamo avanti  con  la
  discussione  dell'emendamento 3.1. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo dunque in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Colleghi, si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                  Équipe multidisciplinari integrate

   1.   Nel   rispetto   delle   competenze   di   ciascun   soggetto
  istituzionale,  la Regione promuove la stipula di  accordi  tra  le
  Aziende  sanitarie provinciali (ASP), i Servizi sociali degli  Enti
  locali,  le  Prefetture,  le Forze dell'Ordine,  i  Centri  per  la
  Giustizia minorile (CGM) e l'Ufficio scolastico regionale,  con  il
  coinvolgimento  degli  Ambiti  territoriali  scolastici,  volti   a
  istituire  presso  ciascuna ASP équipe multidisciplinari  integrate
  (EMI)  quali  referenti unici qualificati degli  Uffici  giudiziari
  afferenti ai distretti di Corte d'appello regionali.

   2. Le EMI agiscono per conseguire i seguenti obiettivi:

   a)  definire, in aderenza ai principi di cui alla presente  legge,
  una  metodologia di approccio in grado di affrontare la specificità
  del   disagio  giovanile  da  trattare,  considerandolo  nella  sua
  dimensione antropo-culturale, nonché intra familiare;

   b)   elaborare  progetti  di  aiuto  individualizzato  (PAI)   che
  rispondano  ai bisogni psicologici, socio-sanitari e materiali  dei
  minori e dei giovani adulti da tutelare;

   c)  elaborare mirate strategie di intervento psicologico in favore
  dei  genitori,  anche  se  detenuti,  con  l'obiettivo  di  ridurre
  l'impatto  emotivo  dei  provvedimenti de  potestate,  al  fine  di
  inserirli in adeguati processi rieducativi;

   d)  fornire  assistenza e formazione psicologica  a  favore  degli
  operatori delle strutture comunitarie, delle case famiglie e  delle
  famiglie  affidatarie dei minori allontanati dal contesto ai  sensi
  degli  articoli 330 e ss. c.c. o ai sensi dell'articolo 25 R.D.  n.
  1404 del 1934.

   3. Le E.M.I. sono composte dalle seguenti figure:

   a) specialisti in neuropsichiatria infantile;

   b) referenti degli Enti locali (Servizio sociale territoriale);

   c)  referenti  dell'Ufficio di servizio sociale  per  i  minorenni
  (USSM);

   d) referenti dell'Ufficio scolastico regionale (USR);

   e)  un  mediatore  culturale, ovvero un esperto in etnopsichiatria
  ove presente nelle piante organiche degli enti che partecipano agli
  accordi  di  cui  al comma 1, in presenza di minori  stranieri  non
  accompagnati vittime di circuiti criminali;

   f)  specialisti  in  psicologia ovvero in  pedagogia,  sociologia,
  psicoterapia,  criminologia a seconda dei casi e  in  coerenza  con
  quanto  prescritto  dall'Autorità giudiziaria, ove  presenti  nelle
  piante organiche degli enti che partecipano agli accordi di cui  al
  comma 1;

   g) assistenti sociali delle ASP.

   4. Gli accordi di cui al comma 1 disciplinano l'organizzazione, il
  coordinamento e le modalità di azione di ciascuna EMI,  sulla  base
  dei principi di differenziazione e adeguatezza.

   5.  I  responsabili di ciascuna EMI, secondo specifica indicazione
  dell'autorità  giudiziaria competente, curano l'integrazione  degli
  interventi   con  gli  altri  specialisti,  afferenti  ai   servizi
  dell'ASP,   siano  essi  distrettuali  o  appartenenti   ad   altri
  dipartimenti, in relazione alla necessità del singolo caso.».

   All'articolo  è  stato presentato un emendamento,  a  firma  della
  Commissione, recante la numerazione 4.1.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

    Pongo adesso in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
      Disposizioni in materia di formazione dei componenti le EMI

   1.  Gli  accordi  di  cui  al  comma 1 dell'articolo  4  prevedono
  programmi  di  formazione e aggiornamento  specifici  destinati  ai
  componenti  delle  EMI in materia di psichismo  mafioso,  studio  e
  prevenzione della devianza criminale.

   2.  Per  le  finalità di cui al comma 1, la Regione può  stipulare
  apposite  convenzioni  con  le Università  dotate  di  Dipartimenti
  specializzati  nello  studio  della  devianza  e  dello   psichismo
  mafioso,  nonché della prevenzione dei fenomeni criminali  e  della
  ricerca sullo sviluppo dell'età evolutiva.».

   All'articolo  5  non  ci sono emendamenti, pertanto  lo  pongo  in
  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
   Rapporti con le organizzazioni di volontariato e le associazioni
       operanti nel settore dell'educazione alla della legalità

   1.  La  Regione promuove la stipula di accordi di programma  o  di
  altri  accordi  di collaborazione con associazioni di  volontariato
  qualificate per l'impegno antimafia, iscritte nell'apposita sezione
  del Registro unico nazionale degli enti del terzo settore (RUNTS) e
  operanti   nel   settore  dell'educazione  alla   legalità,   della
  cittadinanza  attiva  responsabile  e  del  contrasto  al  fenomeno
  mafioso, idonee per l'accoglienza e l'inserimento lavorativo  delle
  persone   indicate  all'articolo  2,  secondo  criteri  e  modalità
  stabiliti con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro.

   2.  La  Regione siciliana, per il perseguimento delle finalità  di
  cui  alla  presente legge, può stipulare accordi e convenzioni  con
  associazioni,  fondazioni, istituti anche di  carattere  nazionale,
  impegnati sui temi della legalità, della trasparenza, dell'economia
  responsabile e della lotta alla criminalità organizzata.».

   All'articolo  6  non  ci sono emendamenti, pertanto  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
            Interventi di prevenzione primaria e secondaria

   1. Al fine di promuovere e diffondere la cultura della legalità  e
  agevolare  percorsi  di  cittadinanza  attiva  ed  educazione  alla
  legalità  e  di  favorire il coinvolgimento degli  operatori  nelle
  azioni  di  contrasto  ai fenomeni corruttivi e  della  criminalità
  organizzata  e mafiosa, l'Assessorato regionale per l'istruzione  e
  la  formazione  professionale  può  stipulare  convenzioni  con  le
  Scuole, le Università, gli Ordini e i Collegi professionali.

   2.  L'Assessorato  regionale  per  l'istruzione  e  la  formazione
  professionale, in particolare, per stimolare le giovani generazioni
  allo  studio e alla conoscenza critica del fenomeno mafioso  e  per
  concorrere  allo  sviluppo di una coscienza civica  e  democratica,
  promuove le seguenti iniziative:

   a)  realizzazione di attività didattiche integrative,  laboratori,
  indagini  e  ricerche  sui  temi  oggetto  della  presente   legge,
  avvalendosi della collaborazione degli istituti scolastici, di ogni
  ordine e grado, e delle Università;

   b)   realizzazione,  attraverso  la  collaborazione   dell'Ufficio
  scolastico  regionale e degli assessorati regionali competenti,  di
  specifici  progetti e di attività, anche attraverso la  lettura  di
  libri,  la  proiezione  di  film,  docu-film,  l'instaurazione   di
  dibattiti,  finalizzati  allo  sviluppo  della  coscienza   civile,
  costituzionale  e  democratica, al rispetto delle  diversità,  alla
  lotta  contro le mafie e ogni altra attività utile alla  conoscenza
  del   fenomeno  mafioso  e  delle  sue  cause,  nonché  delle   sue
  implicazioni storiche, socioeconomiche, ambientali, politiche e  di
  costume;

   c)  valorizzazione, tramite premi culturali "Liberi di  scegliere"
  attribuiti  dalla Regione, di tesi di laurea e ricerche documentali
  effettuate  da  studenti o laureandi su temi riguardanti  la  lotta
  alle  mafie, la storia delle mafie, i progetti di diffusione  della
  legalità;

   d)  attivazione di accordi con l'Ufficio scolastico regionale  per
  realizzare  iniziative  finalizzate allo sviluppo  della  coscienza
  civica,  costituzionale e democratica, alla lotta contro la cultura
  mafiosa,   alla  diffusione  della  cultura  della   legalità,   al
  mantenimento   della  memoria  delle  vittime  di  mafia   e   alla
  corresponsabilità nella comunità regionale, in particolare,  tra  i
  giovani,  nonché per la realizzazione di iniziative volte  anche  a
  fare  emergere  le situazioni di illegalità eventualmente  presenti
  negli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Regione.».

   Non  essendoci emendamenti all'articolo 7, lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
      Disposizioni in materia di percorsi educativi integrativi e
                        dispersione scolastica

   1.  L'Assessorato  regionale dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale,  d'intesa  con l'Ufficio  scolastico  regionale,  in
  un'ottica  di  prevenzione  dei fenomeni  devianti  e  al  fine  di
  predisporre  validi strumenti di contrasto alla cultura  mafiosa  e
  alla  illegalità diffusa, anche per fronteggiare il fenomeno  della
  dispersione scolastica, in ottemperanza alle disposizioni di cui al
  Decreto  Ministeriale 13 dicembre 2001, n. 489, alla legge  del  28
  marzo  2003, n. 53 e al decreto legislativo del 15 aprile 2005,  n.
  76,  elabora  linee di orientamento finalizzate ad  attivare  nelle
  scuole  secondarie  di  primo e secondo grado,  percorsi  educativi
  volti  allo studio e alla conoscenza critica del fenomeno  mafioso,
  al  fine  di  concorrere allo sviluppo di una  coscienza  civile  e
  democratica degli studenti, attraverso:

   a)  attività  didattiche integrative, laboratoriali e di  ricerca,
  indagini e ricerche sul tema del contrasto alle mafie;

   b)  attività  di  documentazione,  informazione  e  comunicazione,
  comprese  la raccolta e la messa a disposizione di informazioni  di
  carattere  bibliografico, iconografico, audiovisivo, documentale  e
  statistico, da effettuarsi anche nell'ambito delle visite  guidate,
  tematiche   e  formative,  programmate  nell'arco  di   ogni   anno
  scolastico   presso   l'Assemblea  regionale   siciliana   per   il
  coinvolgimento diretto dei giovani nella conoscenza delle storie di
  vittime  di  mafia  negli  specifici  contesti  territoriali  anche
  attraverso incontri con i familiari delle vittime;

   c)  realizzazione  di  attività, in raccordo  con  le  diramazioni
  provinciali,  finalizzate  allo sviluppo  della  coscienza  civile,
  costituzionale  e  democratica, al rispetto delle  diversità,  alla
  lotta  contro  le  mafie e ogni altra attività utile  a  una  reale
  conoscenza del fenomeno mafioso e delle sue cause, nonché delle sue
  implicazioni storiche, socio-economiche, politiche e di costume;

   d)  incontri con le realtà territoriali impegnate nella lotta alla
  criminalità  organizzata, nonché incontri  con  persone  che,  dopo
  percorsi di recupero, hanno scelto la legalità;

   e)  lettura di libri, visione di documentari o film che riguardino
  le  storie  delle vittime di mafia e abbiano finalità  pedagogiche,
  con obiettivo di stimolare riflessioni critiche;

   f) visione di documentari o film che dissacrino il mito mafioso;

   g) promozione di gemellaggi tra diverse scuole al fine di favorire
  l'incontro con studenti di altre regioni e di incentivare  percorsi
  di legalità, cittadinanza attiva e antimafia sociale.

   2.  Al  fine di prevenire e contrastare tempestivamente i fenomeni
  di  abbandono,  evasione  e  dispersione scolastica,  l'Assessorato
  regionale   dell'istruzione   e  della  formazione   professionale,
  d'intesa con l'Ufficio scolastico regionale, adotta linee guida per
  l'adozione  di modelli omogenei di rilevazione di dati  e  raccolta
  delle segnalazioni anche attraverso la realizzazione di piattaforme
  informatiche.».

   All'articolo  8 è stato presentato un emendamento  a  firma  della
  Commissione, l'8.1. Se lo vuole illustrare, presidente Laccoto.

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Questo è  quanto
  praticamente richiesto dall'onorevole Cracolici, che prevede  delle
  sanzioni per i genitori che previamente non fanno andare i figli  a
  scuola, in sintesi è questo.

   PRESIDENTE.  Aspettiamo  che venga caricato  l'emendamento   fuori
  sacco  all'articolo 8.
   È  caricato  sui  vostri tablet. Pongo in votazione  l'emendamento
  8.1, a firma della Commissione.
   Il parere del Governo?

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
               Centri di aggregazione e Centri famiglia

   1.  La  Regione,  nell'ambito delle attività finanziate  a  valere
  sulla  quota regionale del fondo nazionale delle politiche  per  la
  famiglia, favorisce l'implementazione dei Centri di aggregazione  e
  dei  Centri  famiglia  quali luoghi dove i minorenni  e  i  giovani
  adulti  possano  formarsi  a  una coscienza  civica  attraverso  la
  relazione,  lo scambio interculturale, la mediazione dei conflitti,
  l'ascolto,  il  sostegno  scolastico e psicologico,  la  promozione
  delle risorse individuali.».

   Non  essendoci emendamenti all'articolo 9, lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                           Norma finanziaria

   1. Dalle disposizioni di cui all'articolo 3, commi 1, 3 lett. b) e
  4  e  agli  articoli 4, 6, 7, 8 e 9 non derivano nuovi  o  maggiori
  oneri  a  carico  del  bilancio della Regione e le  amministrazioni
  interessate  provvedono agli adempimenti previsti  con  le  risorse
  umane,   finanziarie  e  strumentali  disponibili  a   legislazione
  vigente.

   2.   Dalle   disposizioni  di  cui  all'articolo   3,   comma   2,
  limitatamente all'inserimento nelle comunità alloggio  per  minori,
  non  derivano  nuovi o maggiori oneri a carico del  bilancio  della
  Regione  e  si fa fronte agli adempimenti previsti con  le  risorse
  umane,   finanziarie  e  strumentali  disponibili  a   legislazione
  vigente.  Gli  oneri per l'attuazione delle misure riguardanti  gli
  affidi  familiari e le trasferte fuori Regione dei minori  e  degli
  eventuali   familiari,  sono  quantificati,  in   sede   di   prima
  applicazione, per l'esercizio finanziario 2025, in euro 100.000,00.
  Per  gli  anni  successivi, ai sensi dell'articolo 38  del  decreto
  legislativo   23   giugno  2011,  n.  118,   si   rinvia   per   la
  quantificazione dell'onere annuo alla legge di bilancio regionale.

   3.  Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo 3,
  comma  3,  lett.  c), quantificati in 1.000 migliaia  di  euro,  si
  provvede  con  le risorse del PO FSE+ Sicilia 2021/2027,  a  valere
  sulle  disponibilità dell'Obiettivo specifico ESO 4.11,  codice  di
  intervento 162.

   4.  Gli  oneri derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo  5
  sono  quantificati,  per  l'esercizio  finanziario  2025,  in  euro
  815.330,88.

   5.  Agli  oneri  di cui ai commi 2 e 4 del presente  articolo,  si
  provvede,  per l'esercizio finanziario 2025, mediante riduzione  di
  euro  915.330,88 dell'autorizzazione di spesa di  cui  al  comma  1
  dell'articolo  20  della legge regionale 9 gennaio  2025,  n.  1  -
  Tabella  A  - (Missione 20, Programma 3, capitolo 215704).».

   Non  essendoci emendamenti all'articolo 10, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente legge è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione  Siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della  sua
  pubblicazione.

   2.  È  fatto obbligo a chiunque di osservarla e di farla osservare
  come legge della Regione.».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di  soggetti
  inseriti  in  contesti  di criminalità affinché  siano   Liberi  di
  scegliere » (n. 485/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Interventi di sostegno e protezione  sociale
  in  favore di soggetti inseriti in contesti di criminalità affinché
  siano  Liberi di scegliere » (n. 485/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:

   Presenti  ................. 46
   Votanti ................... 44
   Maggioranza .......... 23
   Favorevoli .............  44
   Contrari ................     0
   Astenuti ................     0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Il  disegno  di legge è stato  votato  favorevolmente
  all'unanimità.
   Ringrazio  tutti  quanti i colleghi che si sono spesi  per  questo
  disegno  di legge, sono certo che ci sarà un proseguo e non rimarrà
  una legge che viene approvata soltanto per approvarla
   Ringrazio  il  Presidente della Commissione, l'onorevole  Laccoto,
  come  il Presidente onorevole Daidone, e tutti coloro i quali hanno
  contribuito   per  portare  avanti  un  disegno   di   legge   così
  qualificante  e  promosso  dal  Presidente  del  Tribunale  per   i
  minorenni, dottor Di Bella.


                   Discussione del disegno di legge
     «Modifica della denominazione del comune di Tripi» (n. 885/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Modifica  della  denominazione del comune di  Tripi»  (n.  885/A),
  posto al numero 4) del II punto all'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.

   CRACOLICI.   Prima  c'era  il  disegno  di  legge  sulla  Giornata
  nazionale dell'antiracket , il n. 861/A).

   PRESIDENTE. È un problema se facciamo prima questo?
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione,  onorevole
  Abbate, per svolgere la relazione.

   ABBATE,  presidente  della Commissione.   Grazie  Presidente,  per
  svolgere  la  relazione  la Commissione ha deciso  di  delegare  il
  collega Pippo Lombardo. Quindi, sarà lui svolgere la relazione  sul
  disegno di legge.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Lombardo.

   LOMBARDO  Giuseppe, relatore. Presidente, onorevoli  colleghi,  il
  presente  disegno  di  legge,  che  si  propone  all'Assemblea  per
  l'approvazione, è finalizzato alla modifica della denominazione del
  comune di Tripi in Tripi-Abakainon.
     Tale proposta nasce dal desiderio di rinnovare la memoria di  un
  territorio  le  cui  le radici affondano in epoche  molto  lontane,
  evidenziando una continuità insediativa che, dall'età protostorica,
  è  proseguita  attraverso  i secoli, passando  dall'epoca  greca  a
  quella romana fino ad arrivare ai nostri giorni.
     L'adozione  dell'antico toponimo promuoverebbe la valorizzazione
  di  un  territorio  straordinariamente ricco  dal  punto  di  vista
  storico  e  archeologico, e potrebbe avere importanti ricadute  non
  solo  dal  punto  di  vista  di  un  maggiore  rafforzamento  della
  coscienza  identitaria, ma anche sul piano economico con l'adozione
  di  strategie  di  marketing finalizzate  alla  valorizzazione  del
  patrimonio storico-archeologico.
     A  seguito  della delibera di Consiglio comunale del  comune  di
  Tripi,  il  9  giugno  2024  si è tenuta  anche  una  consultazione
  referendaria  a  cui hanno partecipato gli elettori  residenti  del
  comune  in questione, che si sono espressi con 390 voti favorevoli,
  e  41  voti  contrari, in favore alla denominazione appunto  Tripi-
  Abakainon.
   Non  c'è  altro nella relazione a supporto del disegno  di  legge,
  Presidente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie. La discussione generale è aperta.

   GALLUZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALLUZZO.   Grazie, Presidente. Questa iniziativa  del  Comune  di
  Tripi  che  ha  scelto,  con  un  referendum,  di  associare,  alla
  denominazione   Tripi,   Abakainon   -   che   è   l'antico    nome
  dell'insediamento  greco di quel comprensorio dove  vi  è  un  sito
  archeologico  nel  Parco  archeologico di  Tindari  di  grandissimo
  interesse  nazionale  e internazionale - credo apra una possibilità
  per  tutti quei siti storici importanti del Mediterraneo, che  sono
  situati  tutti  in  Sicilia, e che possono essere attrattiva  nella
  denominazione  per  un  pubblico  internazionale,  che  ha   grande
  interesse nei confronti della nostra storia antica.
     E,  quindi, non possiamo che essere più che favorevoli, ma anche
  invitare  qualunque comunità che abbia questo genere  di  storia  e
  questo  genere  di  patrimonio culturale a  percorrere  una  strada
  simile.
    Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie  a  lei, onorevole  Galluzzo.  Ci  sono  altri
  interventi? No.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
           Modifica della denominazione del comune di Tripi

   1.  Con la presente legge, al fine di dare attuazione alla volontà
  popolare   espressa   con   referendum  autorizzato   con   decreto
  dell'Assessore  regionale per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica del 18 marzo 2024, la denominazione del Comune di   Tripi
  è modificata con quella di  Tripi - Abakainon .».

   PRESIDENTE.   Non  ci  sono emendamenti,  pertanto,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento A.1 che è il  fuori  sacco ,
  che   gentilmente  ha  consigliato  anche  il  collega   Cracolici,
  l'ennesima  riscrittura rispetto ai Fondi  per  quanto  concerne  i
  comuni in predissesto.
   Il  parere  del governo? Assessore, è la riscrittura da parte  dei
  suoi  uffici.  Assessore, è l'emendamento  dei  comuni  scritto  da
  Taormina, proprio scritto da voi.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Parere favorevole, sì, certo.

   PRESIDENTE.  Grazie, benissimo. Va bene.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.1. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi,

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.
   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi,

                             (È approvato)


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Modifica della denominazione del comune di Tripi» (n. 885/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Modifica della denominazione del  comune  di
  Tripi» (n. 885/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale. Non vogliono rubato il
  lavoro gli uffici, ci penseranno loro
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante  bianco. Ricordo di tenere premuto sino  alla  fine  della
  votazione.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  ................. 46
   Votanti ................... 38
   Maggioranza .......... 20
   Favorevoli .............  38
   Contrari ................     0
   Astenuti ................     4

                         (L'Assemblea approva)


   Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge da
   proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
   dello Statuto della Regione recante:  Istituzione della Giornata
                nazionale dell'antiracket » (n. 861/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al disegno di legge  n.  861/A  «Schema  di
  progetto  di  legge da proporre al Parlamento della  Repubblica  ai
  sensi   dell'articolo  18  dello  Statuto  della  Regione  recante:
   Istituzione della Giornata nazionale dell'antiracket ».
   La I Commissione è già insediata. Prego, onorevole Abbate.

   ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore  f.f.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Questo disegno di legge
  861/A  che  abbiamo  approvato in Commissione Affari  Istituzionali
  proviene   dalla  Commissione  Antimafia,  come  primo   firmatario
  l'onorevole Cracolici e, in particolare, è un disegno di legge  per
  l'istituzione della Giornata nazionale dell'antiracket, un  disegno
  di  legge  che verrà inviato al Governo nazionale per l'istituzione
  della Giornata nazionale.
   Il  presente  disegno  di legge che si propone  all'Assemblea  per
  l'approvazione nasce dell'esigenza di manifestare un forte  segnale
  in   favore   della  legalità,  istituendo  la  Giornata  nazionale
  dell'antiracket.  A  distanza di più di trent'anni  dall'assassinio
  dell'imprenditore Libero Grassi che aveva coraggiosamente deciso di
  non  piegarsi  alle  richieste estorsive provenienti  dalla  mafia,
  vuole  evidenziare  che  il racket delle  estorsioni  è  ben  lungi
  dall'essere  stato estirpato, nonostante le lodevoli iniziative  di
  molti  imprenditori che hanno deciso di seguire l'esempio di Libero
  Grasso e di denunciare le estorsioni.
   Orbene,  la  criminalità organizzata mafiosa,  seppure  indebolita
  dalla  lotta intrapresa dallo Stato, soprattutto negli anni Novanta
  del  secolo  scorso, non è stata purtroppo ancora sconfitta.  Negli
  ultimi tempi, i dati mostrano un certo calo della sensibilità degli
  imprenditori  sul  tema  in questione e le associazioni  antiracket
  sembrano  soffrire conseguenze di questo scemare  dell'interesse  e
  dell'attenzione per un tema che resta centrale nell'importanza.
   Per tali ragioni, onorevoli colleghi, si ritiene che l'istituzione
  della  Giornata  nazionale dell'antiracket sia  oggi  fondamentale.
  L'articolo  1 prevede che la data del 10 gennaio venga riconosciuta
  quale  giornata nazionale dell'antiracket; l'articolo 2 prevede  la
  possibilità  di promuovere da parte degli enti pubblici,  scuole  e
  associazioni,  iniziative  finalizzate  alla  sensibilizzazione  in
  materia  di  lotta al racket estorsivo; l'articolo 3 dà la  facoltà
  alla  società  concessionaria del servizio pubblico  radiofonico  e
  televisivo  di  dedicare  approfondimenti alla  Giornata  nazionale
  dell'antiracket.
   Presidente, questa è la relazione che illustra quelle che sono  le
  finalità dei tre articoli del disegno di legge, fermo restando  che
  ci sarà, per un refuso, un emendamento tecnico sull'articolo 2, una
  parte  che è stata apportata della relazione sull'articolo  2,  che
  verrà tolto con l'emendamento.
   Grazie  Presidente  per avere messo all'ordine del  giorno  subito
  questo  disegno  di legge che può essere approvato  nella  giornata
  odierna.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, solo brevemente, avevo parlato ieri,
  ringrazio  la  I Commissione per aver esitato il ddl e  portato  in
  Aula.
   Presidente,   credo  sia  utile  che  a  seguito  -   speriamo   -
  dell'approvazione dell'Aula di questa legge voto perché è una legge
  che mira a chiedere, visto che non possiamo istituire noi per legge
  una  giornata  nazionale,  a chiedere al  Parlamento  nazionale  di
  istituire una tale Giornata.
   Pertanto, le chiedo che subito dopo l'approvazione, nel momento in
  cui  gli  Uffici  trasmetteranno  il  testo  della  legge  dopo  la
  pubblicazione  al  Parlamento nazionale, come  Assemblea  regionale
  siciliana  e  assieme anche alla Commissione  Antimafia  che  ne  è
  proponente, di incontrare i Presidenti di Camera e Senato  affinché
  venga calendarizzata in questa legislatura.
   Sappiamo  che  molto  spesso le leggi  voto  rimangono  leggi  dei
  desideri  ma  se,  in  questa legislatura, il Parlamento  nazionale
  riuscisse  a calendarizzare e ad approvare - credo all'unanimità  -
  una  legge che istituisce per la prima volta, dopo oltre trent'anni
  dalla  morte di Libero Grassi, in suo nome, una Giornata  nazionale
  antiracket, credo che sarebbe una buona cosa per l'Italia.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  mi  faccio  carico  della  sua
  richiesta e già dalla settimana prossima predisporremo il tutto per
  avere  un incontro con il Presidente del Senato e con il Presidente
  della Camera per soddisfare la sua proposta.
   Non ci sono altri interventi.
   Chiedo all'onorevole Di Paola di sostituirmi.
   Dichiaro  chiusa la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1, ne do lettura:

                               «Art. 1.
         Istituzione della Giornata nazionale dell'antiracket

   1.  La  Repubblica riconosce il giorno 10 gennaio di ciascun anno,
  data  dell'anniversario della denuncia dei suoi estortori da  parte
  dell'imprenditore   Libero   Grassi,  quale    Giornata   nazionale
  dell'antiracket'.

   2.  La  Giornata nazionale dell'antiracket è istituita al fine  di
  conservare  e  rinnovare la memoria di tutte le persone  che  hanno
  pagato  con  la  propria vita la propria ribellione alle  richieste
  estorsive,  di  promuovere consapevolezza  sul  tema  in  tutta  la
  cittadinanza e di incentivare e sostenere le vittime di  estorsione
  a seguire l'esempio di Libero Grassi.

   3. La Giornata nazionale dell'antiracket non determina gli effetti
  civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260.».

   Non   sono   stati  presentati  emendamenti.  Pongo  in  votazione
  l'articolo 1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2, ne dò lettura:

                               «Art. 2.
        Iniziative per la celebrazione della Giornata nazionale

   1. Nella Giornata nazionale dell'antiracket, lo Stato, le regioni,
  le province, le città metropolitane e i comuni possono promuovere e
  sostenere,  nell'ambito  della loro autonomia  e  delle  rispettive
  competenze,   anche   in  coordinamento  con  gli   enti   previsti
  dall'articolo  4 del codice del Terzo settore, di  cui  al  decreto
  legislativo 3 luglio 2017, n. 117, e con le istituzioni scolastiche
  e  le  associazioni  antiracket operanti nei  territori  nonché  su
  proposta   e   in   coordinamento  con  le  organizzazioni   locali
  rappresentative  dei  cittadini, le  associazioni  giovanili  e  le
  associazioni rappresentative di utenti e consumatori,  delle  parti
  sociali   e  delle  categorie  produttive,  iniziative  specifiche,
  manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri e momenti di studio e
  analisi,  volti  alla  sensibilizzazione delle  istituzioni  e  dei
  cittadini  in  materia  di  lotta  al  racket  estorsivo   e   alla
  enucleazione  degli  interventi necessari a contrastare  il  racket
  delle estorsioni.

   2.  Nello svolgimento delle attività di cui al comma 1, lo  Stato,
  le  regioni, le province, le città metropolitane e i comuni curano,
  in  particolare, l'informazione e l'aggiornamento sulle  iniziative
  adottate  al fine di contrastare il racket delle estorsioni  nonché
  di  favorire  la  conoscenza degli strumenti messi  a  tal  fine  a
  disposizione  dalle  forze dell'ordine.  L'articolo  3  prevede  la
  facoltà,   da  parte  della  società  concessionaria  del  servizio
  pubblico   radiofonico   e  televisivo,  di   dedicare   spazi   di
  approfondimento alla giornata nazionale dell'antiracket.».

   È   stato   presentato  l'emendamento  il  2.1,  a   firma   della
  Commissione, immagino lo abbiate letto.
   Pongo in votazione l'emendamento 2.1.
   Il parere del Governo?

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   ABBATE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
   Informazione radiofonica e televisiva in occasione della Giornata
                       nazionale dell'antiracket

   1.  La società concessionaria del servizio pubblico radiofonico  e
  televisivo,  secondo  le  disposizioni previste  dal  contratto  di
  servizio,  può  dedicare  spazi  a  temi  connessi  alla   Giornata
  nazionale    dell'antiracket   nell'ambito   della   programmazione
  televisiva pubblica nazionale e regionale.».

   Non   sono  stati  presentati  emendamenti  e  pertanto  si   vota
  direttamente l'articolo 3.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
   Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
                               recante:
   Istituzione della Giornata nazionale dell'antiracket » (n. 861/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Schema di progetto di legge da proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
  della   Regione  recante:   Istituzione  della  Giornata  nazionale
  dell'antiracket » (861/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  ................. 46
   Votanti ................... 38
   Maggioranza .......... 20
   Favorevoli .............  38
   Contrari ................     0
   Astenuti ................     0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. È votata all'unanimità.
   Grazie a tutti i colleghi.


   Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge da
   proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
                     dello Statuto della Regione,
    recante misure volte al contrasto della violenza nei confronti
   degli ufficiali di gara in occasione di manifestazioni sportive»
                              (n. 943/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Schema  di  progetto  di  legge da proporre  al  Parlamento  della
  Repubblica  ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione,
  recante  misure  volte  al contrasto della violenza  nei  confronti
  degli  ufficiali  di gara in occasione di manifestazioni  sportive»
  (n. 943/A), posto al numero 3).
   Invito  i  componenti la V Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE.  Il Presidente Ferrara ha già svolto la relazione  per
  quanto riguarda il disegno di legge.
   Siamo in discussione generale.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Burtone, ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente, il disegno di  legge  che  tra  poco
  approveremo,  è  anche  un  disegno di legge  che  rappresenta  una
  richiesta allo Stato di fare una norma, una legge voto.
   Noi abbiamo fatto in quest'Aula diverse leggi voto, una riguardava
  il  dimensionamento scolastico, in quell'occasione abbiamo  chiesto
  al  Governo  di  centrodestra  di fare  pressione  con  il  Governo
  nazionale per rendere operative le norme che noi avevamo approvato,
  evitare che la Sicilia avesse un'ulteriore penalizzazione nel mondo
  della scuola.
   Oggi pomeriggio l'onorevole Cracolici ha chiesto e l'abbiamo tutti
  accettato, di modificare la norma che è uscita dalla Commissione su
  una  legge  che  deve  avere la funzione della dissociazione  dalla
  mafia e ha messo a fuoco il tema della difficoltà ad avere presenze
  nelle scuole, la dispersione scolastica, io ho citato dei dati  nei
  quartieri  a  rischio  pesantissimi, ma la dispersione  scolastica,
  Presidente, a volte non solo è determinata dalle famiglie, ma anche
  dal  fatto  che  le nostre scuole soprattutto nelle  aree  interne,
  nelle aree montane, non sono guidate.
   Anche  in città, nelle città metropolitane, avremmo l'esigenza  di
  scuole  efficienti,  efficaci, con la guida del proprio  dirigente,
  quella  legge  che  lo  Stato ha determinato  e  che  noi  volevamo
  contrastare  con  la legge voto, invece in Sicilia  ha  dato  degli
  effetti   devastanti,   quindi  quando  parliamo   di   dispersione
  scolastica, diamo le responsabilità non solo ai genitori, ma  anche
  a chi fa politiche scolastiche sbagliate.
   I  Ministri  dell'ultimo Governo di destra della nazionale,  hanno
  determinato  queste condizioni di difficoltà soprattutto  a  Sud  e
  nelle  aree  interne  e poi abbiamo varato una  norma,  quella  per
  aprire  le università soprattutto nella facoltà di medicina,  primo
  firmatario  l'onorevole Calogero Leanza, io mi sono sempre  battuto
  anche  in  quell'occasione e quella norma è stata seguita, speriamo
  che dia dei frutti.
   Oggi pomeriggio abbiamo varato due leggi, speriamo venga data  una
  risposta  anche perché Presidente io dico questo perché  le  nostre
  leggi voto hanno un percorso che è determinato dal nostro Statuto e
  noi  dobbiamo  avere rispetto quando le facciamo ma anche  dobbiamo
  pretendere  dal  Governo  qui presente  di  dare  conseguenzialità,
  quindi  questa norma che stiamo definendo per lo sport, Presidente,
  è  una  norma  importante,  i colleghi ci  hanno  lavorato,  io  ho
  apprezzato molto, sono degli articoli che guardano al fenomeno  dal
  punto di vista repressivo, necessario perché chi delinque anche nel
  campo sportivo debba essere punito
   Non  ci deve essere un'impunità, debbo dire che in tal senso anche
  negli  anni  '80  c'erano  norme,  io  lo  ricordo  allora  giocavo
  sportivamente,  quindi  nei campionati dilettantistici  negli  anni
  '70,  chi  determinava  atti  che andavano  oltre  la  competizione
  sportiva  e  si  definivano come aggressione nei confronti  di  chi
  arbitrava o di un avversario di altra squadra, quello doveva essere
  perseguito  penalmente  e  veniva  perseguito  anche  con  atti  di
  ufficio.
   Sì, la norma preparata dalla Commissione inasprisce alcune pene ed
  è  giusto,  è  rilevante, però Presidente noi abbiamo  un  percorso
  carsico che si è realizzato purtroppo nella nostra comunità, quando
  parliamo  di  violenza  non  parliamo, non  sottovalutiamo  che  la
  violenza purtroppo sta toccando indici notevoli riguardo le  donne,
  noi  abbiamo  parlato  del ruolo dell'affettività,  dell'educazione
  all'affettività.
   Non sottovalutiamo questi aspetti
   La  violenza sulle donne ma quello che ci colpisce pure  è  vedere
  come scoppino delle risse, si determinino degli omicidi solo perché
  qualcuno  ha sporcato una scarpa, solo perché ha fatto un sorpasso,
  perché non ha dato la precedenza, perché ha guardato una persona in
  una certa maniera. In queste condizioni, pensare che tutto si possa
  definire con l'inasprimento delle norme io credo che sia riduttivo.
   Pur,  ripeto,  condividendo l'impostazione  alla  Commissione,  io
  credo  si debba aggiungere qualcosa e nello specifico per lo sport,
  perché  chi  ha  fatto  sport sa che lo sport innanzitutto  era  un
  gioco.
   Non tutti sapevamo che si potesse diventare un campione ed era  un
  gioco, un divertimento
   Poi  c'era  la  competitività,  ma una  competitività  che  doveva
  comunque mantenere alcune prerogative.
   Ora,  questo  vede  un cambiamento che bisogna invece  tentare  di
  correggere. Lo possono correggere soltanto le associazioni che sono
  dilettantistiche,  che  fanno sacrifici  per  poter  mantenere  una
  propria attività dal punto di vista agonistico.
   Lo debbono fare le istituzioni e quindi io credo che pensare anche
  ad   un'organizzazione   diversa  delle  strutture   sociali,   una
  interconnessione con i nostri servizi nei comuni, sia  fondamentale
  perché chi fa sport deve pensare a stili di vita diversi che  nello
  sport sono fondamentali e deve pensare anche alla correttezza.
   E  le  società  debbono anche avere incentivi nel momento  in  cui
  operano con correttezza.
   Io  ricordo  che,  penso  ancora lo  si  faccia,  chi  aveva  meno
  squalifiche  otteneva  la  coppa  che  era  una  coppa  che  faceva
  riferimento alla condizione anche di... era la coppa disciplina  La
  coppa   disciplina  che  veniva  riconosciuta  a  chi  aveva   meno
  squalifiche, meno ammonizioni.
   Pensare  che  questo  possa  tornare  utile  per  una  squadra   è
  fondamentale
   Così  come  i comportamenti. A volte, io vedo da sindaco  che  gli
  spogliatoi  dagli  avversari  che  arrivano  in  trasferta  vengono
  devastati.  Allora, queste squadre debbono avere  penalizzazione  e
  chi invece lascia lo spogliatoio in maniera adeguata deve avere una
  valorizzazione.
   Dico queste cose, signor Presidente, per portare degli esempi.
   È  necessario  anche nello sport educare di più. Lo dobbiamo  fare
  con  la  scuola. Alla scuola si dà spesso un ruolo e un significato
  superiore.  Io credo che la scuola debba innanzitutto  formare  dal
  punto  di vista culturale perché è vero ascensore sociale,  ma  non
  c'è  dubbio anche un'interconnessione con le autonomie locali,  con
  una  direzione  anche  delle organizzazioni sportive  possa  essere
  utile  per frenare non soltanto con la minaccia di una querela,  ma
  anche  con  la  gratificazione, è un risultato per frenare  chi  fa
  violenza,   una  violenza  immotivata.  Ma  la  violenza  purtroppo
  immotivata   è  crudele,  lo  si  esprime  anche  in  tanti   altri
  comportamenti e noi non lo dobbiamo dimenticare.

   PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
      Lesioni personali nei confronti degli arbitri e degli altri
                                addetti
  che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni sportive

   1.  All'articolo 583-quater del regio decreto 19 ottobre 1930,  n.
  1398,  è aggiunto, in fine, il seguente comma:  Le pene di  cui  al
  primo  comma  si  applicano anche quando il fatto  è  commesso  nei
  confronti  degli arbitri e degli altri soggetti che  assicurano  la
  regolarità tecnica delle manifestazioni sportive.'.

   2.  Il  comma  1-bis  dell'articolo  6-quinquies  della  legge  13
  dicembre 1989, n. 401 è soppresso.».

   Non ci sono emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
             Modifiche all'articolo 582 del codice penale

   1.  All'articolo 582 del regio decreto 19 ottobre 1930,  n.  1398,
  secondo  comma,  dopo le parole  583 quater, secondo  comma,  primo
  periodo' sono inserite le parole  e terzo comma'.».

   Non ci sono emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
       Modifiche all'articolo 380 del codice di procedura penale

   1. All'articolo 380, comma 2, del codice di procedura penale, dopo
  la  lettera  a-ter)  è aggiunta la seguente:  a-ter).1  delitto  di
  lesioni  personali  nei  confronti  degli  arbitri  e  degli  altri
  soggetti  che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni
  sportive previsto dall'articolo 583 quater, terzo comma, del codice
  penale;'».

   Non ci sono emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
       Modifiche all'articolo 382 del codice di procedura penale

   1.  All'articolo 382, comma 1 bis, del codice di procedura penale,
  dopo  le parole  si applicano' sono inserite le parole  ai casi  di
  cui all'articolo 583 quater, terzo comma, ed'.».

   C'è un emendamento tecnico firmato dalla Commissione che andiamo a
  prendere, il 4.1.
   Ovviamente la Commissione dà parere favorevole, il Governo pure.

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 4.1. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
   Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
    recante misure volte al contrasto della violenza nei confronti
   degli ufficiali di gara in occasione di manifestazioni sportive»
                              (n. 943/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge: «Schema di progetto di legge da proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
  della Regione, recante misure volte al contrasto della violenza nei
  confronti  degli  ufficiali di gara in occasione di  manifestazioni
  sportive» (n. 943/A).

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  ................. 44
   Votanti ................... 31
   Maggioranza .......... 16
   Favorevoli .............  31
   Contrari ................     0
   Astenuti ................     0

                         (L'Assemblea approva)

   Favorevoli  31, quindi tutti i votanti favorevoli, il  disegno  di
  legge  è  approvato  con  il voto favorevole  anche  dell'assessore
  Savarino.
   Bene, colleghi. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ferrara.  Ne
  ha facoltà.

   FERRARA,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Grazie
  Presidente.  Come suggerito dal Presidente Cracolici  ci  tenevo  a
  ringraziare  tutti  i colleghi per il voto e ci tenevo  soltanto  a
  precisare un aspetto, non l'ho voluto fare prima, ma il disegno  di
  legge  voto non inasprisce, onorevole Burtone, quelle che  sono  le
  pene   già  previste,  semplicemente  le  rende  certe,   cioè   dà
  possibilità  di  un  chiaro posizionamento all'interno  del  codice
  penale che dà certezza di applicazione e modifica la punibilità che
  diventa  d'ufficio  e  differita in  modo  tale  davvero  da  poter
  permettere l'applicazione di queste norme che sono norme  speciali,
  che in questo modo verrebbero ad essere incardinate all'interno del
  codice penale.
   Ritengo  che  tutto  ciò  possa  davvero  permettere  una   chiara
  applicazione  delle  norme  e  di  conseguenza,  con   una   chiara
  applicazione delle norme, stroncare quello che è il fenomeno  della
  violenza  all'interno dei terreni di gioco e potere permettere  che
  lo sport possa essere soltanto uno strumento di socializzazione, di
  integrazione e di gioia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'Aula è  rinviata  a  martedì  3
  giugno 2025, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 16.53 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         182a SEDUTA PUBBLICA

                   Martedì 3 giugno 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1)  Variazioni urgenti al bilancio della Regione per l'esercizio
         finanziario 2025 e per il triennio 2025-2027" (n. 933/A)

         Relatore: on. Daidone

      2)  Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata  (n.
         832/A Stralcio II/A) (Seguito)

         Relatore: on. Vitrano

      3)  Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio/I COMM
         ter/A)

         Relatore: on. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella