Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.17
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente, è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato, in assenza di osservazioni in
contrario, nella presente seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta e-mail del 28 maggio 2025,
indirizzata a questa Presidenza e protocollata al n. 3205-ARS/2025
di pari data, cui è stata allegata certificazione medica a seguito
della quale l'on. Intravaia è da considerarsi in congedo per
l'odierna seduta.
Comunico altresì che gli onorevoli Leanza e De Leo sono in congedo
per l'odierna seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Seguito della discussione del disegno di legge
"Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di soggetti
inseriti in contesti di criminalità affinché siano 'Liberi di
scegliere'" (n. 485/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di soggetti
inseriti in contesti di criminalità affinché siano 'Liberi di
scegliere'» (485/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
intervengo su un disegno di legge che come Commissione abbiamo
cercato in tutti i modi di portare avanti anche con tempi
relativamente brevi: è stata una discussione significativa,
importante e ci sono stati anche dei miglioramenti rispetto alla
struttura che aveva avuto il disegno di legge proprio quando è
stato avviato.
Il tema che pone questo intervento legislativo, che noi speriamo
di portare avanti, è un tema, purtroppo, ancora di grande
attualità, fa riferimento alla lotta alla mafia, alla criminalità
organizzata e tutto ciò credo sia ulteriormente emerso nelle
discussioni che proprio in questi giorni abbiamo sentito nelle
varie comunità, nei club, all'interno delle nostre scuole, là dove
c'è stato un raduno che ha ricordato la tragica morte di Falcone,
della moglie e della scorta.
Aggiungo che il tema della mafia continua a preoccupare i nostri
territori, anche alla luce di quello che sta emergendo negli ultimi
anni. La Commissione antimafia ha fatto un giro di Procure, ha
incontrato Sindaci, ha avuto un'interlocuzione con le Forze
dell'ordine, con le Prefetture con le Questure nelle varie
province, per avere un quadro di quello che sta cambiando nella
nostra società da ogni punto di vista. Debbo dire che quello che
abbiamo avuto modo di verificare è che c'è una mafia che appare
meno, qualcuno dice "tenta di inabissarsi", però è una mafia che si
è riorganizzata. In particolare, riprendo quello che è stato detto
a Catania: una mafia che si riorganizza non solo con le famiglie
tradizionali ma anche con qualche famiglia aggiuntiva, ha
all'interno un'organizzazione ancora più violenta rispetto al
passato, continua a seguire alcuni filoni che certo sono vitali
nella nostra società, a incidere nell'economia con il racket, con
le estorsioni, con l'inserimento nei lavori pubblici, incidere
nelle istituzioni abbiamo avuto purtroppo e con amarezza
verificato che c'è ancora oggi una presenza che tenta di orientare
anche la vita pubblica delle nostre città. La struttura mafiosa è
quella che organizza maggiormente la diffusione e la vendita della
droga, in particolari il crack che abbiamo in quest'Aula cercato di
affrontare, mettendo al centro le modalità di cura, di prevenzione,
di repressione. Nella repressione, la cosa che tutti abbiamo
ribadito è che la lotta alla mafia deve continuare e deve
continuare avendo come riferimento le giovani generazioni, il
tentativo di difenderle purtroppo in quello che è il rischio
continuo della diffusione di dipendenze. Penso, Presidente, che il
tema di oggi ci orienti innanzitutto nel ribadire il nostro
ringraziamento alle Forze dell'ordine, alla magistratura, per
quello che ha fatto in questi anni e che continua a fare anche in
questi giorni per reprimere il fenomeno, perché il fenomeno
innanzitutto va contrastato e va contrastato con la repressione,
con le norme, con la salvaguardia di alcuni istituti che hanno
frenato indubbiamente quello che era il galoppare continuo di
crescita della criminalità organizzata. Ma soprattutto la mafia va
combattuta anche con la prevenzione e qui gli interventi nelle
scuole, nel miglioramento della vita sociale delle nostre comunità,
dei quartieri più a rischio, quelli che si trovano con
problematiche complesse, quei quartieri che negli anni hanno avuto
meno sul piano dei servizi, sul piano delle strutture, del tempo
libero per coinvolgere i nostri giorni, sul piano dell'informazione
e sul piano della formazione scolastica. Ci sono i quartieri in cui
la dispersione scolastica supera il 40%, una cosa drammatica, sono
dati che mettono la Sicilia in coda rispetto al fenomeno della
formazione necessaria come ascensore sociale delle nostre comunità.
Ma quando parliamo di prevenzione, questa norma che stiamo per
varare allarga il fronte, parla della dissociazione e non soltanto
della dissociazione di ordine giudiziario, quelli che sono apparsi
in questi anni come fenomeni importanti che hanno dato un colpo
decisivo anche in alcune cosche mafiose, parliamo della
dissociazione di chi non vuole più essere coinvolto nella famiglia
mafiosa, di chi ha un genitore mafioso, di chi ha un marito
mafioso, di chi ha una moglie mafiosa, e chiede di poter uscire da
quel nucleo familiare. Quindi, tutto ciò deve essere accompagnato
da un impegno che noi dobbiamo promuovere con iniziative
significative, pertanto la legge imposta questo piano.
Debbo dire che è una legge che ci è stata ampiamente sollecitata,
sollecitata dal presidente del tribunale del Tribunale per i
minorenni di Catania ma anche dall'arcivescovo di Catania, che ha,
insieme alle Forze dell'ordine, con comunità anche impegnate dal
punto di vista ecclesiastico, posto le basi per discutere di questo
tema che è fondamentale e che deve vedere impegnate le Istituzioni
non soltanto regionali e locali, deve vedere impegnate le
Istituzioni nazionali, Presidente, perché se le norme che stiamo
mettendo in campo non trovano una sponda anche nella legislazione
nazionale, diventano delle norme sì incisive ma che poco possono
incidere Invece, va completato questo quadro, e noi facciamo
appello a tutte le forze qui presenti, possiamo dire che il Partito
Democratico in tal senso, a livello nazionale, dà e darà la propria
disponibilità a proseguire questo percorso, a rendere libero chi
vuole essere libero dal fenomeno criminale e garantito rispetto
alla persecuzione che le cosche mafiose determinano a questi stessi
soggetti.
Ecco perché noi, Presidente, abbiamo lavorato con impegno e
continueremo a farlo, a sostenere questa legge che vuole incidere
nelle nostre comunità e che vuole dare un apporto decisivo per un
cambiamento. Perché è vero, la mafia tiene un profilo più basso,
vediamo però, da quello che abbiamo constatato insieme ai colleghi
della Commissione antimafia, che continua ad avere radici, continua
ad invadere, continua ad avere patrimoni che debbono essere
sequestrati e in tal senso, signor Presidente, non c'è dubbio che
un capitolo significativo è quello dei sequestri, che devono essere
mantenuti nei confronti della mafia e dei comportamenti anche di
indirizzo che l'Agenzia per i beni confiscati deve continuare a
dare, con un percorso che deve essere lineare e che deve essere
eseguito dai comuni, sì, ma anche dalle prefetture.
Mi avvio alla conclusione, signor Presidente. Noi, ripeto,
confermiamo il nostro impegno, ma diciamo che non abbiamo bisogno
di una norma manifesto. Abbiamo bisogno di una norma vera e che
possa incidere perché si continui a lavorare per il contrasto e per
la repressione, si continui a lavorare per la prevenzione ma
soprattutto si aiutino coloro i quali vogliono dire fino in fondo
"no alla mafia , per poter percorrere una strada nuova, una vita
nuova
Per fare tutto ciò, ci deve essere l'impegno, ripeto, delle
Istituzioni, quelle nazionali e regionali ma anche locali, sapendo
che i comuni però, signor Presidente, non hanno spesso quelle
risorse necessarie per l'accompagnamento di ricoveri che vengono
espressi e vengono richiesti dall'autorità giudiziaria.
Concludo, signor Presidente, e concludo se mi si permette, con una
nota positiva: io voglio completare questo mio intervento
esprimendo le mie congratulazioni personali, ma anche del Gruppo e
di tanti parlamentari che ho visto contenti e lieti, complimenti
che voglio esprimere all'amico Tiziano Spada che è stato eletto
sindaco di Solarino È un fatto significativo, voglio fare queste
congratulazioni all'interno di un intervento che mette al centro
anche il ruolo degli enti locali, che debbono essere di contrasto,
di diaframma, rispetto alla criminalità organizzata e mafiosa, e
per fare ciò è necessario però incidere con i servizi sociali, è
necessario incidere con la scuola, con la formazione, creando le
condizioni per una nuova capacità di essere cittadini delle nostre
comunità.
All'amico Tiziano Spada io non debbo fare alcuna raccomandazione,
so come opererà perché lo abbiamo visto qui lavorare con impegno
come parlamentare, dico solo che dopo aver verificato le condizioni
di cassa deve avere, nel suo operare, soltanto due tempi verbali
nel vocabolario: il tempo presente e il tempo futuro Non guardare
al passato, a quello che non è stato fatto, ma a quello che deve
essere fatto per il presente e, soprattutto, per le future
generazioni.
PRESIDENTE. Grazie. Prego, Presidente Laccoto.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, intanto, ieri abbiamo fatto la relazione generale che
ho letto in Aula su questo disegno di legge, a mio avviso molto
importante. Mi sia consentito, prima di potere brevissimamente dare
le linee generali degli articoli di questo disegno di legge,
ringraziare intanto lei, Presidente, perché ha seguito sempre e
pedissequamente l'iter di questo disegno di legge; naturalmente,
questo parte anche da quella che è la spinta dell'esperienza del
Presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, che abbiamo
anche ascoltato in audizione assieme agli altri, e vorrei dire solo
brevemente che qui lo scopo è proprio quello di potere sganciare
dal contesto familiare e criminale i minori, ma anche tutti i
genitori e coloro che volessero essere aiutati ad uscire fuori dal
contesto in cui si trovano in una situazione particolare.
Gli altri articoli importanti sono il 4 e il 5, che riguardano la
promozione di accordi con le Istituzioni presenti sul territorio
per la creazione delle équipes multidisciplinari che prendono in
carico il soggetto nel suo complesso.
Tre, la valorizzazione della scuola come strumento di sottrazione
dei ragazzi alla strada, in particolare l'articolo 8, comma 2, per
il contrasto all'abbandono, all'evasione e alla dispersione
scolastica attraverso il monitoraggio e la segnalazione su
piattaforme informatiche che sono importantissime - articolo 7 e 8
- perché attraverso queste si possono evidenziare, laddove ve ne
siano, sacche di dispersione scolastica.
E poi la valorizzazione, sicuramente, dei centri di aggregazione e
dei centri di famiglia, articolo 9.
Mi sia, tra l'altro, consentito ringraziare tutta la Commissione
per il lavoro svolto, ma soprattutto devo dire un grazie alla
funzionaria, dottoressa Marina Salvetti, che ha dovuto di fatto
riscrivere assieme agli Uffici tutto il testo di legge che, dal
punto di vista legislativo, andava sicuramente migliorato e limato.
Questa è un'altra legge che arriva nello spirito dell'unanimità,
che abbiamo avuto in Commissione su alcune leggi importanti, che
abbiamo avuto sempre come fine, sia "Liberi di scegliere", sia
"caregiver", sia per quanto riguarda anche la legge sul crack o le
patologie - come si vogliono chiamare - e altre leggi che abbiamo
in un certo senso voluto dare la possibilità di avere anche
strumenti concreti per combattere questa lotta.
Dal punto di vista economico, noi abbiamo avuto un milione di euro
dall'Assessorato alla famiglia con i fondi FESR e 915 mila euro dal
bilancio comunale.
Il bilancio regionale è uno sforzo che si è fatto proprio per dare
l'avvio a quelle che possono essere le condizioni e per poter dare
veramente un aiuto ai minori o a coloro che vogliono essere tirati
fuori da un contesto delinquenziale, criminale o mafioso. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie.
È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici e poi l'onorevole
Chinnici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io già sono intervenuto ieri, quindi non
ritorno sul testo, però ho notato una cosa che mi pare importante
che ci sia e lo dico al Presidente della Commissione.
Una delle azioni fondamentali, a proposito dell'abbandono
scolastico e del contrasto all'abbandono scolastico, sono le misure
non solo di prendersi carico dei ragazzi che abbandonano l'obbligo
scolastico, ma in qualche modo chiamare alla responsabilità
genitoriale, appunto, le famiglie.
Io credo che sia utile prevedere - chiedo al Presidente
eventualmente di formulare un emendamento in tal senso - che
all'articolo 8, là dove si parla del contrasto all'abbandono
scolastico, siano come dire attuabili misure di esclusione, delle
famiglie che non garantiscano la presenza e la partecipazione alle
attività didattiche dei propri figli, l'esclusione da qualunque
beneficio diretto da parte dei comuni, in termini di assistenza,
altrimenti rimane un principio astratto.
Voglio, quindi, proprio citare l'esempio di cui ha parlato il
dottor Di Bella, sia quando era Procuratore dei minori a Reggio
Calabria ma anche a Catania. In particolare, durante le cosiddette
misure di sostegno che riguardavano il reddito minimo di
cittadinanza, eccetera, si procedeva alla esclusione di quei nuclei
familiari che godevano di questo benefit, da parte dello Stato, ma
che non corrispondevano con altrettanto rigore alla capacità di
esercitare una potestà genitoriale nei confronti dei propri figli.
Ecco perché chiedo al Presidente di formulare un emendamento
all'articolo 8 - vedete in quale comma inserirlo - in cui si
prevede che l'amministrazione, come dire, l'Assessorato alla
Pubblica istruzione provveda a comunicare i dati dell'abbandono sia
ai comuni ove sono residenti i bambini sia alla stessa
Amministrazione regionale, in particolare all'Assessorato alla
famiglia, per escluderli dai potenziali benefici ad essi
attribuibili. Diversamente, rischiamo di fare una cosa di intenti
senza una misura che, in qualche modo, obblighi le famiglie a
prendersene carico.
Non ci scordiamo che uno dei fenomeni dell'abbandono scolastico
nasce, spesso, dentro le famiglie e dentro la potestà genitoriale,
che non è, come dire, fortemente orientata verso l'istruzione come
forma di libertà.
La seconda cosa, l'ho già detta agli Uffici, il dottore Di Bella
mi segnalava, a proposito dell'articolo 2, che occorre cancellare,
e ho chiesto agli Uffici di predisporre un emendamento tecnico in
tal senso all'articolo 2, alla lettera b), del comma 1, dove si
dice "i minori interessati da procedure di volontaria
giurisdizione", mi suggeriva di cancellare "di volontaria
giurisdizione", perché questa tipologia era prevista prima della
Riforma Cartabia .
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. C'è un
emendamento tecnico.
CRACOLICI. Perfetto. Chiedo, quindi, alla Commissione di
presentare un emendamento di esclusione per i nuclei familiari che
non partecipano alla lotta alla dispersione scolastica per i propri
figli.
PRESIDENTE. Grazie.
È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici, poi c'è l'onorevole
Lombardo. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Grazie, signor Presidente. Allora, vengo proprio agli
articoli che hanno a che fare con la scuola, articolo 7 e articolo
8. Onestamente, noto un po' di ripetizioni su ciò che riguarda
quello che le scuole devono fare, le indicazioni anche molto
specifiche che vengono date. Mi riferisco, per esempio,
all'articolo 2, lettera b), dove si dice "realizzazione, attraverso
la collaborazione dell'USR e degli assessorati competenti, di
specifici progetti e attività anche attraverso la lettura di libri,
la proiezione di film, docufilm, dibattiti", cosa che viene
ripetuta di nuovo all'articolo 8, quando si parla, appunto, nel
comma h) 'attività di documentazione formazione' e, poi, alla
lettera f), scusate, 'di visioni di documentario film che dissacra
il mito mafioso', lettera e) 'lettura di libri, visioni di
documentario, film che riguardino le storie e le vittime di mafia'.
Ora, colleghi, tutte queste cose la scuola le fa già da molti
anni. Abbiamo percorsi di educazione alla legalità, di educazione
alla cittadinanza che svolgiamo regolarmente in tutte le scuole di
ogni ordine e grado, da Torino a Lampedusa. L'associazione Libera e
tantissime altre, Addiopizzo, ne possiamo citare moltissime altre,
ovviamente, tutte le associazioni antimafia, svolgono
collaborazioni da anni e integrano i percorsi curricolari con
percorsi extracurricolari sulla legalità e sulla mafia. Non sto
dicendo che dobbiamo stralciare questi articoli, per carità, melius
abundare quam deficere, però il problema non è la questione di fare
l'incontro in più con il testimone o fare vedere un film in più o
un cartone animato in più. Non credo che sia questa, diciamo,
l'educazione alla legalità o all'antimafia che si fa, a parte che
già si fa nelle scuole. Quello che manca nella scuola siciliana
pregherei gli assessori e il Presidente di avere un po' di
attenzione, pregherei il Governo di ascoltare quello che manca
nella scuola siciliana sono gli interventi strutturali. Cioè, non è
che ogni volta, in ogni legge che facciamo, dobbiamo dire che la
scuola adesso deve fare i percorsi tot, il percorso sull'ambiente,
il percorso sul bullismo, il percorso sulla violenza. La scuola
queste cose le fa già.
Quello che manca alla scuola siciliana sono le infrastrutture
sociali. Io ricordo che proprio il giudice Di Bella parla spesso
delle scuole come hub, vere e proprie hub aperte tutto il giorno,
dalla mattina alla sera, per essere dei centri aggregativi
giovanili, ma non soltanto proiettando dei film o facendo dei
percorsi educativi mattutini o pomeridiani, ma si tratta proprio di
infrastrutturare le nostre scuole, renderle realmente aperte,
attuando quel tempo pieno e quel tempo prolungato che in Sicilia
semplicemente non sono mai decollati, non sono mai stati
strutturati seriamente. E, aggiungo, poiché la prevenzione si fa
ancora prima del varcare le soglie della scuola primaria, abbiamo
un grande compito di cui questo Governo e questa Assemblea
dovrebbero veramente prendersi carico: la creazione e la
strutturazione del sistema integrato 0-6 anni, come in tutte le
regioni d'Italia, perché è lì da zero a sei anni, prima che si
entri a scuola, che si può prevenire e spesso la colpa non è dei
genitori che non mandano i figli a scuola, perché si tratta, e
dovremmo saperlo tutti, di spirali intergenerazionali di povertà
educativa, per cui spesso il genitore che non si sveglia e non
sveglia il figlio per andare a scuola, a sua volta, è stato un
bambino o una bambina che non andava a scuola, a sua volta è stato
un ragazzo o una ragazza in dispersione scolastica, una ragazza che
magari è rimasta incinta molto presto.
Cioè, non facciamo lo scaricabarile sulle competenze genitoriali,
perché le competenze genitoriali se uno non le ha imparate e non le
ha apprese in famiglia, non le ha solo perché è diventato adulto
Non si diventa padri e madri perché si partorisce o perché si
concepisce un figlio; lo si diventa con la responsabilità e la
responsabilità, se non si è stati educati, non è facendo multe o
sanzioni che si può ottenere, appunto, una presa in carico reale
dei propri figli.
Ripeto: per spezzare le catene intergenerazionali di cui parla
Save the children ci vogliono infrastrutture sociali, tempo pieno e
tempo prolungato. Spero che quest'Aula distratta abbia ascoltato.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe
Geremia.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, io credo che oggi quest'Aula, questo Parlamento, stia
approvando questo disegno di legge, compiendo un atto di grande
maturità e di grande responsabilità politica e, se mi consente,
anche un atto di avanguardia su quello che è la programmazione
delle politiche sociali e, soprattutto, la lotta alla devianza
minorile.
È stato un lavoro lungo, complicato, articolato ma appassionato
quello che ha svolto la Commissione VI, di cui faccio parte,
perché, con il testo originario, che è stato ispirato, come lei ben
sa, dal presidente del Tribunale per i minorenni, abbiamo apportato
- credo qualificando ancor di più il testo - una serie di modifiche
che mettono in risalto quella che è la centralità di tutti gli
attori istituzionali che concorrono al raggiungimento
dell'obiettivo della lotta alla devianza minorile.
Siamo riusciti a elaborare un testo che ha, muovendo dalle buone
prassi che si sono sviluppate e consolidate negli anni sulla scorta
del protocollo "Liberi di scegliere", elevato appunto queste buone
prassi ad un sistema di norme che prevedono una serie coordinata di
interventi di protezione, di prevenzione nei riguardi di minori, di
famiglie, di giovani adulti al fine di isolarli dai contesti
criminali nei quali maturano episodi di rilevanza penale, episodi
che molto spesso hanno ricadute fatali sul destino dei minori
stessi.
Credo che l'intervento che noi abbiamo approntato, che vede la
partecipazione attiva della Prefettura, del Tribunale per i
minorenni, del Tribunale ordinario, delle Forze di polizia, ma
soprattutto anche dei servizi sociali del comune, delle ASP, della
scuola sia un risultato di straordinaria rilevanza.
Credo che, anche sulla scorta di un'esperienza che ho maturato
quando ero assessore ai servizi sociali del comune di Catania, e ho
avuto modo di apprezzare e conoscere il Presidente Di Bella, il
protocollo che abbiamo stipulato insieme all'INPS, al comune, per
sottrarre dal beneficio di sussidi di sostegni quelle famiglie in
cui si verificavano episodi di abbandono e di dispersione
scolastica, io credo che se possiamo oggi mettere in campo un
percorso normativo che legittimi quella prassi, riusciremo a fare
un gran lavoro.
Ho potuto constatare, infatti, come sia un importante deterrente
rispetto al fenomeno di dispersione scolastica una misura di questo
tipo.
Ed un altro tema - e vado alle conclusioni - che va anche
affrontato: noi abbiamo una norma che è l'articolo 6, comma 13,
della legge n. 1 del 2025, la legge di stabilità, che prevede uno
stanziamento importante per i comuni dove si verifica la necessità,
a seguito di provvedimento del Tribunale per i minorenni, del
ricovero dei minori, delle loro famiglie, anche nelle comunità
fuori Regione.
C'è stato, in questi anni, anche su impulso dell'azione del
Presidente del Tribunale per i minorenni, una crescita notevole di
ricoveri extraregionali con aggravio delle casse comunali.
Abbiamo stanziato di nuovo un milione e mezzo di euro e questo è
un tema, per non gravare ulteriormente i comuni di altre spese che
certamente aggravano le casse del bilancio, che dobbiamo
sicuramente attenzionare.
È un intervento quello che non si può limitare soltanto alla legge
di stabilità 2025, ma che, secondo me, deve essere costante anche
per dare supporto al percorso normativo che oggi stiamo approvando.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci, poi La
Vardera, Gilistro e Giambona e sono finiti gli interventi. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Presidente, intervengo naturalmente per esprimere
apprezzamento per questa norma che è stata elaborata e ha visto il
nucleo centrale svilupparsi già nella scorsa legislatura, quando la
Commissione Antimafia regionale ha condotto un'inchiesta sulla
condizione dei minori in Sicilia e dove audimmo per la prima volta
il Presidente del Tribunale di Catania, dottor Di Bella. Noi
avevamo già fatto propri dei suggerimenti del Presidente e abbiamo
questo protocollo.
Ora, naturalmente, sono contenta che i colleghi ed il presidente
della VI Commissione hanno dato vita a questo disegno di legge
importantissimo in una Terra, come la nostra, che è stata
falcidiata dalla criminalità organizzata e dove la dispersione
scolastica è il tasso di dispersione più alto di tutta Italia.
Ma siamo ancora molto indietro perché la scuola, caro Presidente e
cara Commissione, la scuola c'è, c'è sempre stata Quello che non
c'è stato è tutto il resto
Anche gli interventi che abbiamo visto nei progetti spot che hanno
interessato i minori in Sicilia sono stati degli interventi non
strutturali, sono stati dei progetti a tempo che hanno, il più
delle volte, ottenuto dei risultati pessimi con dei boomerang per
questi ragazzi.
Ecco perché io mi appello alla Commissione, ma anche a tutti i
colleghi, e soprattutto al Governo regionale, che deve poi attuare
questo disegno di legge; non vorrei che facesse la fine del disegno
di legge sulle tossicodipendenze dove ancora siamo in attesa dei
decreti attuativi.
È importante avere inserito l'articolo 4 con l'équipe
multidisciplinare integrata, perché? Perché appunto - negli anni -
i vari assessorati, istruzione, sanità, famiglia, hanno portato
avanti una serie di progetti, come dicevo, spot, ma senza dialogare
tra loro, per cui abbiamo avuto dei ragazzi che sono stati
raggiunti da questi progetti, seppure limitati nel tempo, e altri
ragazzi che non sono stati raggiunti per niente.
Ecco perché occorrono degli interventi strutturali e per ultima
cosa, Presidente, io vorrei anche apporre la firma all'emendamento
proposto dal collega Cracolici, perché non è possibile, così come
suggerito dal Presidente del Tribunale Di Bella, che poi questi
contributi e questi, diciamo, sostegni alle famiglie, raggiungano
famiglie che lasciano fuori i ragazzini che non li portano a scuola
e che quindi sono soggetti alla dispersione scolastica.
Voglio ricordare che ancora oggi abbiamo famiglie che utilizzano i
propri figli anche all'età di 11 anni per lo spaccio nelle
principali piazze delle nostre città, dei nostri comuni principali,
Palermo, Catania, Messina, la maggior parte di questi ragazzini
sono utilizzati come forza lavoro, anche a 11 anni, sottraendoli da
quello che è un percorso di formazione adeguato. Quindi anch'io vi
suggerisco di fare questo emendamento e per questo appongo la mia
firma. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera.
Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie Presidente, anch'io volevo esprimere
soddisfazione rispetto a questo disegno di legge abbondantemente
condiviso dall'Aula, dai Gruppi politici, auspicando e
sottoscrivendo le parole della collega Chinnici, che certamente
sul tema di istruzione ha ovviamente anche un'esperienza diretta;
ritengo che noi non dobbiamo dire che cosa debba fare la scuola
perché la scuola già abbondantemente porta avanti tutta una serie
di iniziative dove noi dovremmo soltanto forse imparare a dire alla
scuola cosa è giusto, cosa non è giusto fare, però, è comunque un
primo passo importante che è una consecutio anche di quello che è
stato il disegno di legge che abbiamo voluto fortemente come tutti
i Gruppi politici sulla lotta alle tossicodipendenze, sperando
ovviamente che anche questo possa in qualche maniera non rimanere
al palo, come purtroppo è in questo momento il disegno sulle
tossicodipendenze, sulle dipendenze patologiche, in quanto come
diceva bene l'onorevole Schillaci, ancora mancano i decreti
attuativi Ed effettivamente, al di là del fare le leggi, poi è
importante che le stesse leggi che facciamo possano essere
applicate per cui anch'io volevo unirmi al coro unanime di
soddisfazione rispetto comunque ad una legge importante che segna
un passo fondamentale nella nostra Regione, auspicando ovviamente
assolutamente il voto favorevole ma soprattutto che venga applicata
in maniera operativa. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Grazie Presidente, grazie colleghi, grazie assessori,
volevo intanto ringraziare l'onorevole Schillaci e l'onorevole
Chinnici per aver fatto veramente un intervento ammirevole, perché
credo che siate andati proprio al cuore del problema; il problema
non è solo punitivo, il problema non è solo sopprimere, oppure
andare contro determinate azioni dei genitori, ma il problema è
molto più profondo, il problema è molto più diverso rispetto a
quello che noi pensiamo, ancora più profondo nelle famiglie,
oltretutto con quello che sta accadendo negli ultimi anni con le
problematiche legate all'utilizzo smodato e ritorniamo sempre al
mio disegno di legge, bambini abbandonati ai loro cellulari, ai
loro social, abbandonati completamente dalla relazione sociale da
parte di questi genitori che, man mano che scendiamo di livello
culturale, abbandonano letteralmente i loro figli a queste
soluzioni di smartphone sitting e addirittura di phubbing, digital
phubbing, cioè non si relazionano più con i loro ragazzi.
Allora quello che diceva l'onorevole Chinnici, la problematica più
importante è creare spazi nelle scuole, signor Presidente.
Signor Presidente, le chiedo un attimo di attenzione perché questa
è una cosa importante che riguarda sempre le scuole, creare spazi
pomeridiani nelle scuole. Noi abbiamo fatto, come vogliamo dire,
dei laboratori con i Lego nelle scuole di periferia, nelle scuole
marginali dove c'è il ritiro scolastico con grandissimo successo
nel momento in cui questi ragazzi sono stati richiamati a fare
scuola nel pomeriggio insieme a tutti gli altri. Quindi questi
laboratori sono una di quelle cose fondamentali che dobbiamo dare.
Ieri è uscito un report che mi ha sconvolto, signor Presidente,
Assessori, un report che è uscito da Il Sole 24 Ore e qua siamo
tutti coinvolti, è un'Assemblea regionale. La qualità di vita dei
bambini, dei giovani e degli anziani tra le 107 province: la
Sicilia è agli ultimissimi posti per la qualità di vita dei
bambini
Le faccio, vi faccio solo un esempio importante, questo mi ha
sconvolto veramente. A parte i delitti denunciati a danno di
minore, circa 85 per ogni 10 mila minori, a Siracusa, una cosa
gravissima, ma la cosa che mi ha impressionato a proposito di
quello che dicevano le colleghe per gli spazi fruibili dedicati ai
bambini. Noi abbiamo 0,2 metri quadrati per bambino contro una
media nazionale di 36
Cioè 0,2. Forse i piedi Cioè non abbiamo spazi per i bambini.
Spazi, spazi attrezzati
Come pensiamo di risolvere il problema in questa maniera se non
andiamo alla radice dei problemi partendo dalla genitorialità,
partendo dagli spazi inclusivi per i bambini, partendo dalla scuola
a tempo pieno, partendo da quei laboratori importanti che
sottraggono naturalmente i bambini dalla criminalità?
E chiudo con una cosa importante, perché l'onorevole Cracolici ha
detto questo: dobbiamo punire i genitori che non mantengono la loro
attenzione nei confronti dei loro bambini. Ma c'è una categoria che
sta diventando sempre più diffusa, anzi direi una piaga, e ne
abbiamo fatto anche un convegno in questa autorevole Assemblea, in
questo autorevole Palazzo, che riguarda gli hikikomori e la legge
Caivano punisce i genitori di questi soggetti che sono
problematici, che sono totalmente ritirati dalla società come se
fossero figli di delinquenti o figli di criminali.
Quindi qui dovremmo cominciare a dare e ad avere un distinguo
anche con queste categorie di ragazzi che non hanno nulla a che
vedere né con le droghe né con la criminalità e questi ragazzi sono
totalmente, totalmente ritirati da ogni attività sociale, compresa
la scuola.
E quanti sono in Italia, quanti sono in Italia questi ragazzi?
Oltre 100 mila Centomila famiglie che hanno questo drammatico
problema dell'hikikomori.
Ma non solo. Sono sempre più frequenti e lo vedo perché ci lavoro
perché nel mio studio bambini di tenerissima età: 7, 8, 9, 10 anni
che continuano a fare continue assenze dalla scuola fino al ritiro
sociale per problematiche. L'ultimo l'ho visto questa mattina con
vomito, disturbi somatoformi, attacchi di panico, ansia,
depressione e questi sono bambini che non hanno niente a che vedere
con la criminalità.
Quindi quando e ringrazio il Presidente e tutti per questa legge
fondamentale e importante, ma non può essere questa legge la
risoluzione di tutti questi problemi.
Dobbiamo attivarci ancora di più come persone, come uomini, come
umani non solo come politici, signor Presidente, questa è una
richiesta forte che io faccio a tutta l'Assemblea regionale per
prestare particolare attenzione alla crescita dei bambini dalla
nascita nei primi 3 anni di vita, nei primi anni di scuola,
Presidente, dobbiamo batterci per la salute di questi ragazzi,
batterci veramente.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
GILISTRO. Mi complimento con il collega, onorevole Spada, per il
risultato raggiunto come sindaco e gli auguro un buon lavoro perché
- veramente un applauso lo merita - perché è un ragazzo in gamba e
siamo onorati di averlo fra di noi, grazie.
(applausi dai banchi di sinistra)
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Giambona, come
ultimo intervento.
Prego, onorevole.
GIAMBONA. Presidente, anche io mi associo a quello che è il
compiacimento per l'elezione, avvenuta qualche giorno fa, del
collega Tiziano Spada, e anche a tutti coloro che sono stati eletti
in questa tornata elettorale, che ha visto impegnato questo fine
settimana.
Presidente, colleghi, io entro nel merito di questo disegno di
legge, intanto, volendo rappresentare il mio apprezzamento per
questo percorso normativo che ha visto impegnata la Commissione
Salute in questi mesi, un percorso che nasce da un protocollo
importante, che ha già provato sul campo quella che è l'emergenza
di entrare, concretamente, in quelle che sono le esigenze di tutela
dei minori, dei ragazzi, che nascono in contesti familiari
difficili, in cui c'è criminalità organizzata, in cui c'è la mafia.
Io ritengo che questa si possa annoverare tra le norme di
avanguardia di questo Parlamento, una norma di civiltà, della quale
- poi io dirò alla fine - evidenzio l'esigenza anche di trovare
piena attuazione.
Noi tutti parlamentari, ma chiunque sia stato in questi giorni
presente a tante iniziative, io sono stato ben lieto di avere il
Presidente Galvagno in un'iniziativa al comune di Capaci in cui
abbiamo parlato di legalità e di contrasto alla criminalità
organizzata.
Sappiamo benissimo cosa significa l'impegno in questa nostra Terra
martoriata da ciò che è stata la tracotanza e il potere mafioso in
Sicilia, per cui sappiamo benissimo qual è l'impegno che dobbiamo
mettere in questo Parlamento, e non solo, per fare memoria, per
riuscire a decifrare quelli che sono i nuovi modi attraverso cui il
potere mafioso si insinua nella nostra società, negli appalti,
attraverso i colletti bianchi, attraverso il riciclo di danaro
sporco, alcune volte - e il collega Cracolici dice bene - come la
mafia riesce addirittura ad emettere fatture e rilasciare lo
scontrino, come per dire che il riciclaggio del denaro è una delle
principali attività della mafia in questo periodo, come fa affari
con la vendita di droga, seminando morte e terrore tra i più
giovani, e non solo, e anche nelle famiglie.
Ebbene, questa norma sicuramente è una norma che va nella
direzione di creare quello che è un altro obiettivo, ovvero una
rete di protezione sociale antimafia.
Io ho visto che ci sono alcune azioni importanti che sono
individuate nella protezione sociale dal punto di vista educativo e
psicologico che, a nostro parere, risulta essere una priorità su
quelli che sono i centri di aggregazione ma, permettetemi di dare
anche quello che è un tono critico a questa norma la cui finalità è
sicuramente lodevole.
Io ritengo che non ci possano essere risultati dal punto di vista
della tutela dei nostri ragazzi se non si mette in sicurezza quello
che è tutto il contesto sociale ed economico; l'efficacia di una
norma di questo tipo non può avvenire se prima non c'è un tessuto
sociale ed economico in grado di mettere in salvaguardia queste
famiglie.
Diciamocelo chiaro che se non c'è il lavoro, se non ci sono quelle
opportunità lavorative per togliere manovalanza alla mafia, in quei
contesti complicati e difficili, ecco, ancor più complicato è
mettere in esecuzione una norma come questa. Diciamocelo
chiaramente che se non abbiamo delle scuole all'avanguardia, degli
strumenti per contrastare quella che è la dispersione scolastica
che in alcune località della Sicilia assume delle percentuali
allarmanti, è ovvio che abbiamo delle difficoltà ulteriori. Come
giustamente diceva la collega Chinnici, il tema delle
infrastrutture nelle nostre scuole, il sistema scolastico 0/6 anni
o, comunque, il tempo pieno. Sono tutti strumenti che devono andare
in sinergia per dare piena attuazione a quello che è un obiettivo
di sana, e da tutti voluta, protezione sociale dei nostri ragazzi
per migliorare quelle che sono le nostre società e la nostra
comunità.
Presidente - e concludo questo mio intervento, augurandomi che
questa non sia una norma "manifesto" - purtroppo ultimamente e non
solo in quest'ultima legislatura, il Parlamento siciliano si è
adoperato con norme veramente all'avanguardia, con norme che non
hanno le altre Regioni d'Italia ma che poi si sono impantanate nei
meandri della burocrazia regionale o perché non ci sono le risorse
per dare attuazione, ricordo la norma per contrastare le dipendenze
e il racket, ecco, è necessario che ognuno di noi, - noi facciamo
la nostra parte - ma dobbiamo anche fare pressione affinché queste
norme di altissimo valore morale e sociale trovino piena
attuazione. Grazie.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, no, non
mi faccio i complimenti, ringrazio tutti i colleghi; oggi,
approviamo una norma davvero importante per la nostra Regione che
prova in qualche modo a costruire una rete di protezione sociale
nei confronti dei contesti di criminalità organizzata.
All'interno della norma sono inseriti dei punti importanti, non
c'è dubbio, però, che questo non basti, i dati emersi evidenziano,
come purtroppo, oggi, all'interno della nostra Regione, all'interno
delle nostre comunità, non ci siano quei cosiddetti luoghi di
aggregazione che sono presenti anche all'interno della norma ma
che, purtroppo mancano, in dei contesti sociali e, soprattutto,
all'interno dei nostri enti locali.
Io da poco sono diventato sindaco, e sicuramente mi scontrerò,
come tanti altri amministratori locali, con questo tipo di
problematiche, perché oggi mancano quei luoghi di aggregazione
giovanile, mancano quei contesti in cui recuperare i nostri ragazzi
e, allora, noi ci dovremmo porre oltre all'obiettivo di creare
quella sinergia tra la scuola, le associazioni e tutto quello che
abbiamo inserito all'interno di questa norma, ci dovremmo porre
l'obiettivo di aumentare quella percentuale di suolo dedicata ai
nostri bambini che, rispetto al resto d'Italia, rappresenta
solamente forse l'uno per cento.
Il collega Gilistro ha detto bene, 0,2% per bambino, rispetto ad
una media nazionale di 35 metri, allora l'obiettivo, anche di
questo Parlamento, dovrà essere mettere nelle condizioni gli enti
locali e i nostri amministratori di costruire quei luoghi di
aggregazione, di costruire quegli spazi in cui poter recuperare i
nostri giovani e io devo dire che, durante la mia prima
finanziaria, appena eletto, ho provato, in questo senso, ad
incidere e intervenendo in un luogo, un luogo simbolo per Siracusa,
perché è la più grossa piazza di spaccio di tutta la provincia, è
nel quartiere Mazzarona, e lì in quell'occasione abbiamo stanziato
delle risorse per fare una cosa semplicissima, realizzare un campo
da calcio in un contesto di degrado, in un contesto di spaccio che,
purtroppo, in passato non era stato realizzato.
E, allora, se queste iniziative possono portare al recupero di
questi ragazzi, insieme alla norma che stiamo per approvare, ne
beneficeranno non solo i nostri territori ma l'intera Regione
tutta. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada e congratulazioni per il
risultato raggiunto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Grasso.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 485/A
PRESIDENTE Ha chiesto di intervenire nuovamente il Presidente
della Commissione, onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori, brevemente, intanto,
vorrei precisare che questa non è una misura di prevenzione, se noi
leggiamo l'articolo 1 ci accorgiamo, infatti, che si tratta di una
misura atta a prevenire e assieme a coordinare quelli che sono i
possibili distacchi da contesti famigliari criminali e, quindi, non
si tratta di repressione.
Seconda cosa, noi abbiamo dato molta importanza a quelle che sono
le équipe multidisciplinari, tant'è che abbiamo messo insieme
l'Assessorato alla Pubblica Istruzione, l'Assessorato alla
Famiglia, l'Assessorato alla Salute per potere, tutti insieme,
avere cognizione di quello che è lo spirito di questa norma.
Ora, per quanto riguarda le strutture, io credo che un'altra parte
che non compete in questo momento a questa norma che stiamo facendo
che, secondo me, è una norma di grande civiltà perché, vedete, non
è stato facile, intanto, mettere insieme tanti attori, ascoltare
tutti coloro che hanno preso parte a questo approssimarsi ad una
situazione che è una situazione anche di grande civiltà.
Finora abbiamo avuto solo protocolli d'intesa, abbiamo cercato di
mettere insieme il protocollo d'intesa e trasformarlo in una norma
regionale che ci fa onore.
Al di là di questo, su ogni norma dobbiamo guardare alle cose
positive, non possiamo sempre gridare "mancano le strutture", sono
altri contesti e altri momenti. Questo è un momento di alta
esaltazione di questo Parlamento e dico ancora grazie al Presidente
Galvagno, che ha voluto sollecitare e seguire sempre con attenzione
questa norma e che passo dopo passo abbiamo dovuto riscrivere
totalmente, perché il protocollo d'intesa era un protocollo che
doveva essere trasformato in norma.
Gli articoli 7 e 8 danno grande importanza alla scuola,
all'Assessorato alla Pubblica istruzione e praticamente per quanto
riguarda la dispersione scolastica si parla di piattaforme che
segnalano, laddove vi siano, dispersioni scolastiche.
Accolgo come Commissione la proposta dell'onorevole Cracolici per
quanto riguarda la norma che penalizza i genitori che non si
occupino dei loro figli per la dispersione scolastica, poi vi è
qualche altro emendamento tecnico preparato dagli Uffici.
Quindi, con grande soddisfazione e un ringraziamento corale alla
Commissione, all'Assemblea, agli Uffici che hanno contribuito a
fare un testo che oggi è un testo accettabile, un testo di grande
avanguardia.
PRESIDENTE. Grazie, d'avvero, presidente Laccoto anche per aver
voluto sottolineare l'interesse da parte di questa Presidenza nei
confronti di un disegno di legge che è assolutamente dignitoso e
qualificante per tutto il Parlamento e in maniera assolutamente
trasversale.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole Bica.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 485/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione per il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Finalità e ambito applicativo
1. La presente legge, in aderenza ai principi costituzionali in
materia e nel rispetto delle competenze statali, disciplina, nel
territorio della Regione, un sistema coordinato di interventi atti
a prevenire la devianza minorile e attivare misure di protezione e
assistenza da apprestare in favore dei minorenni, dei loro
esercenti la responsabilità genitoriale e dei giovani adulti, che
si trovano in una condizione di grave, concreto e attuale pericolo
a causa della volontà di recidere il legame derivante da rapporti
di parentela, di affinità, di coniugio o di stabile convivenza con
indagati, imputati o condannati per i delitti di cui all'articolo
51 comma 3 bis del codice di procedura penale o per la sussistenza
del legame sopra indicato, quando non ricorrano i presupposti per
assumere lo status di collaboratore di giustizia ai sensi del
decreto legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito con modificazioni
nella legge 15 marzo 1991, n. 82 o di testimone di giustizia ai
sensi della legge 21 febbraio 2018, n. 6.».
Non sono stati presentati emendamenti, pertanto pongo in votazione
l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'art. 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Destinatari
1. Sono destinatari delle misure di assistenza e protezione
previste dall'articolo 1 di cui alla presente legge:
a) i minori inseriti in contesti di criminalità organizzata o da
essi provenienti, per i quali il Tribunale per i minorenni abbia
emesso un provvedimento amministrativo o penale;
b) i minori interessati da procedure di volontaria giurisdizione
ai sensi degli articoli 330, 333 e 336 ultimo comma del codice
civile, nell'ambito delle quali sia stato emesso un provvedimento
che incide sulla responsabilità genitoriale disponendo
l'allontanamento dei minori dal contesto familiare ovvero
territoriale di appartenenza;
c) i figli di soggetti indagati, imputati o condannati per i reati
di cui all'articolo 51 comma 3-bis c.p.p. allorquando si ravvisino
situazioni pregiudizievoli e condizionanti ricollegabili al
degradato contesto familiare, intraneo o contiguo alla criminalità
organizzata del territorio;
d) i minori in carico al Tribunale per i minorenni per
procedimenti civili instaurati ai sensi dell'articolo 32, comma 4,
decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448 o
ai sensi dell'articolo 609-decies c.p., nei casi di maltrattamento
intrafamiliare legato a dinamiche criminali;
e) i minori e i giovani adulti provenienti da nuclei familiari
intranei o contigui alla criminalità organizzata, condannati,
ammessi alla messa alla prova o collocati presso i servizi minorili
residenziali anche come misura alternativa alla detenzione;
f) i minori sottoposti a protezione e quelli compresi nelle
speciali misure di protezione secondo le previsioni di cui al
decreto del Ministero dell'Interno del 13 maggio 2005, n. 138;
g) gli esercenti la responsabilità genitoriale di figli minori
destinatari dei provvedimenti di cui alle lettere a), b), d) ed f),
nei casi in cui sia stata accertata dall'autorità giudiziaria la
volontà di affrancarsi concretamente dalla cultura mafiosa e di
ricevere le misure di assistenza e protezione della presente
legge.».
All'articolo 2 è stato presentato l'emendamento 2.1, che trovate
all'interno dei tablet, tra i fuori sacco , ed è quello che ha
invocato l'onorevole Cracolici, l'aveva preannunziato ed è a firma
della Commissione, del Presidente Laccoto.
Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'art. 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Misure di protezione sociale e assistenza
1. Le misure di protezione sociale e assistenza di cui alla
presente legge consistono nella creazione di una rete di supporto
educativo, psicologico, sociale, sanitario, logistico, scolastico,
economico e lavorativo, in favore dei soggetti di cui all'articolo
2.
2. La Regione siciliana, per il perseguimento delle finalità di
cui alla presente legge, destina agli enti locali le risorse per
sostenere le azioni e gli interventi riguardanti gli inserimenti in
comunità alloggio per minori, affidi familiari e trasferte fuori
Regione dei minori ed eventuali familiari.
3. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione pone in essere
azioni integrate tendenti, in particolare, a:
a) realizzare in ogni città metropolitana e capoluogo di provincia
equipe multidisciplinari integrate, referenti qualificati e unici a
supporto delle autorità giudiziarie operanti competenti di cui
all'articolo 4;
b) favorire l'implementazione di azioni finalizzate all'inclusione
lavorativa dei giovani adulti e degli adulti di cui al comma 1;
c) creare una rete operativa in grado di accompagnare i minori e i
familiari che decidono di seguirli, in attuazione dei provvedimenti
giudiziari, sino alla completa integrazione nella nuova realtà
sociale, con il pieno raggiungimento di un'autonomia esistenziale e
lavorativa.
4. La Regione promuove iniziative rivolte alle famiglie a rischio
di condizionamento in ambienti criminali, attraverso il sostegno
del genitore che desidera trasferirsi in altra residenza e non ha i
mezzi.».
All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento 3.1, a firma della
Commissione, è un emendamento tecnico, immagino che lo abbiate già
visto, se volete del tempo lo concediamo.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Sull'articolo 3,
al comma che prevede le intese con i capoluoghi di provincia fra le
altre strutture, credo che questa indicazione sia abbastanza
limitativa. Perché limitarla ai soli capoluoghi di Provincia? Per
esempio, per la provincia di Caltanissetta, quando sappiamo che poi
il centro più popoloso e quello anche più problematico, anche dal
punto di vista della criminalità, è Gela, perché non prevedere
anche la possibilità di fare queste intese previste dalla norma
anche con gli altri comuni?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Qui parla però,
per quanto riguarda in ogni città metropolitana e capoluogo di
provincia di équipe multidisciplinari integrate, referenti
qualificati e unici, a supporto delle autorità giudiziarie
competenti; naturalmente le autorità giudiziarie competenti si
trovano nei capoluoghi di provincia.
SAFINA. Basta aggiungere: dove hanno sede i Tribunali.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Noi possiamo,
scusate, il problema è che l'équipe multidisciplinare...Non c'è
nessuna contrarietà a fare questo, teniamo conto che, però, le
équipe multidisciplinari non sempre sono possibili in tutti i
luoghi, capisco Gela, che è un caso particolare, lo capisco, ma non
so se possiamo anche accettarlo questo di mettere "laddove ci sono
i tribunali", laddove ci sono però le competenze, stiamo attenti.
"Là ove possibile", allora scriviamo; se è possibile scriviamo:
"Là ove possibile con anche sede luoghi dei tribunali", perché non
è sempre possibile.
CRACOLICI. A me sembra corretto come è scritto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Cateno De Luca.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
485/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Rileggendolo, non ci scordiamo che l'articolo 3 è
conseguenza dell'articolo 2. L'articolo 2 ha dei destinatari, che
come giustamente ricordava il presidente Laccoto, questa non è una
norma di prevenzione, è una norma che in qualche modo cerca di
mandare un messaggio anche in Sicilia o forse partendo dalla
Sicilia: che le famiglie mafiose possono uscire dalla mafia, questo
è il succo Come si può uscire dalla mafia Aiutando le famiglie a
uscire dagli ambienti nei quali, come dire, o sono costretti a
vivere o sono subordinati da altre ragioni a vivere.
L'articolo 3 che prevede questi organismi multidisciplinari li
individua nelle città metropolitane e nelle città capoluoghi
ancorché, giustamente mi faceva notare il mio collega Safina, i
tribunali per i minorenni, che - infatti questa è una norma
ispirata da un presidente del Tribunale per i minorenni - hanno
sede solo dove ha sede la Corte d'Appello, cioè, Palermo, Messina,
Catania e Caltanissetta.
Il punto qual è? Come integrare il rapporto tra i tribunali per i
minorenni che hanno sede in queste quattro giurisdizioni con i
sistemi territoriali che in qualche modo vanno oltre la dimensione
strettamente connessa al Tribunale per i minorenni?
Quindi, io non ci trovo nulla di anomalo nel prevedere che in ogni
città metropolitana e in ogni capoluogo di provincia - cioè, la
novità è che la estendiamo proprio ai capoluoghi di provincia - la
possibilità di creare questo sistema integrato che,
interfacciandosi con i tribunali per i minorenni, possa in qualche
modo dare maggiore efficacia alle azioni finalizzate dalla norma.
PRESIDENTE. Corretto, onorevole Cracolici. Andiamo avanti con la
discussione dell'emendamento 3.1. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo dunque in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Colleghi, si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Équipe multidisciplinari integrate
1. Nel rispetto delle competenze di ciascun soggetto
istituzionale, la Regione promuove la stipula di accordi tra le
Aziende sanitarie provinciali (ASP), i Servizi sociali degli Enti
locali, le Prefetture, le Forze dell'Ordine, i Centri per la
Giustizia minorile (CGM) e l'Ufficio scolastico regionale, con il
coinvolgimento degli Ambiti territoriali scolastici, volti a
istituire presso ciascuna ASP équipe multidisciplinari integrate
(EMI) quali referenti unici qualificati degli Uffici giudiziari
afferenti ai distretti di Corte d'appello regionali.
2. Le EMI agiscono per conseguire i seguenti obiettivi:
a) definire, in aderenza ai principi di cui alla presente legge,
una metodologia di approccio in grado di affrontare la specificità
del disagio giovanile da trattare, considerandolo nella sua
dimensione antropo-culturale, nonché intra familiare;
b) elaborare progetti di aiuto individualizzato (PAI) che
rispondano ai bisogni psicologici, socio-sanitari e materiali dei
minori e dei giovani adulti da tutelare;
c) elaborare mirate strategie di intervento psicologico in favore
dei genitori, anche se detenuti, con l'obiettivo di ridurre
l'impatto emotivo dei provvedimenti de potestate, al fine di
inserirli in adeguati processi rieducativi;
d) fornire assistenza e formazione psicologica a favore degli
operatori delle strutture comunitarie, delle case famiglie e delle
famiglie affidatarie dei minori allontanati dal contesto ai sensi
degli articoli 330 e ss. c.c. o ai sensi dell'articolo 25 R.D. n.
1404 del 1934.
3. Le E.M.I. sono composte dalle seguenti figure:
a) specialisti in neuropsichiatria infantile;
b) referenti degli Enti locali (Servizio sociale territoriale);
c) referenti dell'Ufficio di servizio sociale per i minorenni
(USSM);
d) referenti dell'Ufficio scolastico regionale (USR);
e) un mediatore culturale, ovvero un esperto in etnopsichiatria
ove presente nelle piante organiche degli enti che partecipano agli
accordi di cui al comma 1, in presenza di minori stranieri non
accompagnati vittime di circuiti criminali;
f) specialisti in psicologia ovvero in pedagogia, sociologia,
psicoterapia, criminologia a seconda dei casi e in coerenza con
quanto prescritto dall'Autorità giudiziaria, ove presenti nelle
piante organiche degli enti che partecipano agli accordi di cui al
comma 1;
g) assistenti sociali delle ASP.
4. Gli accordi di cui al comma 1 disciplinano l'organizzazione, il
coordinamento e le modalità di azione di ciascuna EMI, sulla base
dei principi di differenziazione e adeguatezza.
5. I responsabili di ciascuna EMI, secondo specifica indicazione
dell'autorità giudiziaria competente, curano l'integrazione degli
interventi con gli altri specialisti, afferenti ai servizi
dell'ASP, siano essi distrettuali o appartenenti ad altri
dipartimenti, in relazione alla necessità del singolo caso.».
All'articolo è stato presentato un emendamento, a firma della
Commissione, recante la numerazione 4.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo adesso in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Disposizioni in materia di formazione dei componenti le EMI
1. Gli accordi di cui al comma 1 dell'articolo 4 prevedono
programmi di formazione e aggiornamento specifici destinati ai
componenti delle EMI in materia di psichismo mafioso, studio e
prevenzione della devianza criminale.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione può stipulare
apposite convenzioni con le Università dotate di Dipartimenti
specializzati nello studio della devianza e dello psichismo
mafioso, nonché della prevenzione dei fenomeni criminali e della
ricerca sullo sviluppo dell'età evolutiva.».
All'articolo 5 non ci sono emendamenti, pertanto lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Rapporti con le organizzazioni di volontariato e le associazioni
operanti nel settore dell'educazione alla della legalità
1. La Regione promuove la stipula di accordi di programma o di
altri accordi di collaborazione con associazioni di volontariato
qualificate per l'impegno antimafia, iscritte nell'apposita sezione
del Registro unico nazionale degli enti del terzo settore (RUNTS) e
operanti nel settore dell'educazione alla legalità, della
cittadinanza attiva responsabile e del contrasto al fenomeno
mafioso, idonee per l'accoglienza e l'inserimento lavorativo delle
persone indicate all'articolo 2, secondo criteri e modalità
stabiliti con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro.
2. La Regione siciliana, per il perseguimento delle finalità di
cui alla presente legge, può stipulare accordi e convenzioni con
associazioni, fondazioni, istituti anche di carattere nazionale,
impegnati sui temi della legalità, della trasparenza, dell'economia
responsabile e della lotta alla criminalità organizzata.».
All'articolo 6 non ci sono emendamenti, pertanto lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Interventi di prevenzione primaria e secondaria
1. Al fine di promuovere e diffondere la cultura della legalità e
agevolare percorsi di cittadinanza attiva ed educazione alla
legalità e di favorire il coinvolgimento degli operatori nelle
azioni di contrasto ai fenomeni corruttivi e della criminalità
organizzata e mafiosa, l'Assessorato regionale per l'istruzione e
la formazione professionale può stipulare convenzioni con le
Scuole, le Università, gli Ordini e i Collegi professionali.
2. L'Assessorato regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, in particolare, per stimolare le giovani generazioni
allo studio e alla conoscenza critica del fenomeno mafioso e per
concorrere allo sviluppo di una coscienza civica e democratica,
promuove le seguenti iniziative:
a) realizzazione di attività didattiche integrative, laboratori,
indagini e ricerche sui temi oggetto della presente legge,
avvalendosi della collaborazione degli istituti scolastici, di ogni
ordine e grado, e delle Università;
b) realizzazione, attraverso la collaborazione dell'Ufficio
scolastico regionale e degli assessorati regionali competenti, di
specifici progetti e di attività, anche attraverso la lettura di
libri, la proiezione di film, docu-film, l'instaurazione di
dibattiti, finalizzati allo sviluppo della coscienza civile,
costituzionale e democratica, al rispetto delle diversità, alla
lotta contro le mafie e ogni altra attività utile alla conoscenza
del fenomeno mafioso e delle sue cause, nonché delle sue
implicazioni storiche, socioeconomiche, ambientali, politiche e di
costume;
c) valorizzazione, tramite premi culturali "Liberi di scegliere"
attribuiti dalla Regione, di tesi di laurea e ricerche documentali
effettuate da studenti o laureandi su temi riguardanti la lotta
alle mafie, la storia delle mafie, i progetti di diffusione della
legalità;
d) attivazione di accordi con l'Ufficio scolastico regionale per
realizzare iniziative finalizzate allo sviluppo della coscienza
civica, costituzionale e democratica, alla lotta contro la cultura
mafiosa, alla diffusione della cultura della legalità, al
mantenimento della memoria delle vittime di mafia e alla
corresponsabilità nella comunità regionale, in particolare, tra i
giovani, nonché per la realizzazione di iniziative volte anche a
fare emergere le situazioni di illegalità eventualmente presenti
negli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Regione.».
Non essendoci emendamenti all'articolo 7, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Disposizioni in materia di percorsi educativi integrativi e
dispersione scolastica
1. L'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale, d'intesa con l'Ufficio scolastico regionale, in
un'ottica di prevenzione dei fenomeni devianti e al fine di
predisporre validi strumenti di contrasto alla cultura mafiosa e
alla illegalità diffusa, anche per fronteggiare il fenomeno della
dispersione scolastica, in ottemperanza alle disposizioni di cui al
Decreto Ministeriale 13 dicembre 2001, n. 489, alla legge del 28
marzo 2003, n. 53 e al decreto legislativo del 15 aprile 2005, n.
76, elabora linee di orientamento finalizzate ad attivare nelle
scuole secondarie di primo e secondo grado, percorsi educativi
volti allo studio e alla conoscenza critica del fenomeno mafioso,
al fine di concorrere allo sviluppo di una coscienza civile e
democratica degli studenti, attraverso:
a) attività didattiche integrative, laboratoriali e di ricerca,
indagini e ricerche sul tema del contrasto alle mafie;
b) attività di documentazione, informazione e comunicazione,
comprese la raccolta e la messa a disposizione di informazioni di
carattere bibliografico, iconografico, audiovisivo, documentale e
statistico, da effettuarsi anche nell'ambito delle visite guidate,
tematiche e formative, programmate nell'arco di ogni anno
scolastico presso l'Assemblea regionale siciliana per il
coinvolgimento diretto dei giovani nella conoscenza delle storie di
vittime di mafia negli specifici contesti territoriali anche
attraverso incontri con i familiari delle vittime;
c) realizzazione di attività, in raccordo con le diramazioni
provinciali, finalizzate allo sviluppo della coscienza civile,
costituzionale e democratica, al rispetto delle diversità, alla
lotta contro le mafie e ogni altra attività utile a una reale
conoscenza del fenomeno mafioso e delle sue cause, nonché delle sue
implicazioni storiche, socio-economiche, politiche e di costume;
d) incontri con le realtà territoriali impegnate nella lotta alla
criminalità organizzata, nonché incontri con persone che, dopo
percorsi di recupero, hanno scelto la legalità;
e) lettura di libri, visione di documentari o film che riguardino
le storie delle vittime di mafia e abbiano finalità pedagogiche,
con obiettivo di stimolare riflessioni critiche;
f) visione di documentari o film che dissacrino il mito mafioso;
g) promozione di gemellaggi tra diverse scuole al fine di favorire
l'incontro con studenti di altre regioni e di incentivare percorsi
di legalità, cittadinanza attiva e antimafia sociale.
2. Al fine di prevenire e contrastare tempestivamente i fenomeni
di abbandono, evasione e dispersione scolastica, l'Assessorato
regionale dell'istruzione e della formazione professionale,
d'intesa con l'Ufficio scolastico regionale, adotta linee guida per
l'adozione di modelli omogenei di rilevazione di dati e raccolta
delle segnalazioni anche attraverso la realizzazione di piattaforme
informatiche.».
All'articolo 8 è stato presentato un emendamento a firma della
Commissione, l'8.1. Se lo vuole illustrare, presidente Laccoto.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Questo è quanto
praticamente richiesto dall'onorevole Cracolici, che prevede delle
sanzioni per i genitori che previamente non fanno andare i figli a
scuola, in sintesi è questo.
PRESIDENTE. Aspettiamo che venga caricato l'emendamento fuori
sacco all'articolo 8.
È caricato sui vostri tablet. Pongo in votazione l'emendamento
8.1, a firma della Commissione.
Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Centri di aggregazione e Centri famiglia
1. La Regione, nell'ambito delle attività finanziate a valere
sulla quota regionale del fondo nazionale delle politiche per la
famiglia, favorisce l'implementazione dei Centri di aggregazione e
dei Centri famiglia quali luoghi dove i minorenni e i giovani
adulti possano formarsi a una coscienza civica attraverso la
relazione, lo scambio interculturale, la mediazione dei conflitti,
l'ascolto, il sostegno scolastico e psicologico, la promozione
delle risorse individuali.».
Non essendoci emendamenti all'articolo 9, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Norma finanziaria
1. Dalle disposizioni di cui all'articolo 3, commi 1, 3 lett. b) e
4 e agli articoli 4, 6, 7, 8 e 9 non derivano nuovi o maggiori
oneri a carico del bilancio della Regione e le amministrazioni
interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse
umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione
vigente.
2. Dalle disposizioni di cui all'articolo 3, comma 2,
limitatamente all'inserimento nelle comunità alloggio per minori,
non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della
Regione e si fa fronte agli adempimenti previsti con le risorse
umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione
vigente. Gli oneri per l'attuazione delle misure riguardanti gli
affidi familiari e le trasferte fuori Regione dei minori e degli
eventuali familiari, sono quantificati, in sede di prima
applicazione, per l'esercizio finanziario 2025, in euro 100.000,00.
Per gli anni successivi, ai sensi dell'articolo 38 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, si rinvia per la
quantificazione dell'onere annuo alla legge di bilancio regionale.
3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo 3,
comma 3, lett. c), quantificati in 1.000 migliaia di euro, si
provvede con le risorse del PO FSE+ Sicilia 2021/2027, a valere
sulle disponibilità dell'Obiettivo specifico ESO 4.11, codice di
intervento 162.
4. Gli oneri derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo 5
sono quantificati, per l'esercizio finanziario 2025, in euro
815.330,88.
5. Agli oneri di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo, si
provvede, per l'esercizio finanziario 2025, mediante riduzione di
euro 915.330,88 dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1
dell'articolo 20 della legge regionale 9 gennaio 2025, n. 1 -
Tabella A - (Missione 20, Programma 3, capitolo 215704).».
Non essendoci emendamenti all'articolo 10, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Entrata in vigore
1. La presente legge è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque di osservarla e di farla osservare
come legge della Regione.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Interventi di sostegno e protezione sociale in favore di soggetti
inseriti in contesti di criminalità affinché siano Liberi di
scegliere » (n. 485/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Interventi di sostegno e protezione sociale
in favore di soggetti inseriti in contesti di criminalità affinché
siano Liberi di scegliere » (n. 485/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio nominale:
Presenti ................. 46
Votanti ................... 44
Maggioranza .......... 23
Favorevoli ............. 44
Contrari ................ 0
Astenuti ................ 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Il disegno di legge è stato votato favorevolmente
all'unanimità.
Ringrazio tutti quanti i colleghi che si sono spesi per questo
disegno di legge, sono certo che ci sarà un proseguo e non rimarrà
una legge che viene approvata soltanto per approvarla
Ringrazio il Presidente della Commissione, l'onorevole Laccoto,
come il Presidente onorevole Daidone, e tutti coloro i quali hanno
contribuito per portare avanti un disegno di legge così
qualificante e promosso dal Presidente del Tribunale per i
minorenni, dottor Di Bella.
Discussione del disegno di legge
«Modifica della denominazione del comune di Tripi» (n. 885/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Modifica della denominazione del comune di Tripi» (n. 885/A),
posto al numero 4) del II punto all'ordine del giorno.
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
CRACOLICI. Prima c'era il disegno di legge sulla Giornata
nazionale dell'antiracket , il n. 861/A).
PRESIDENTE. È un problema se facciamo prima questo?
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione, onorevole
Abbate, per svolgere la relazione.
ABBATE, presidente della Commissione. Grazie Presidente, per
svolgere la relazione la Commissione ha deciso di delegare il
collega Pippo Lombardo. Quindi, sarà lui svolgere la relazione sul
disegno di legge.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe, relatore. Presidente, onorevoli colleghi, il
presente disegno di legge, che si propone all'Assemblea per
l'approvazione, è finalizzato alla modifica della denominazione del
comune di Tripi in Tripi-Abakainon.
Tale proposta nasce dal desiderio di rinnovare la memoria di un
territorio le cui le radici affondano in epoche molto lontane,
evidenziando una continuità insediativa che, dall'età protostorica,
è proseguita attraverso i secoli, passando dall'epoca greca a
quella romana fino ad arrivare ai nostri giorni.
L'adozione dell'antico toponimo promuoverebbe la valorizzazione
di un territorio straordinariamente ricco dal punto di vista
storico e archeologico, e potrebbe avere importanti ricadute non
solo dal punto di vista di un maggiore rafforzamento della
coscienza identitaria, ma anche sul piano economico con l'adozione
di strategie di marketing finalizzate alla valorizzazione del
patrimonio storico-archeologico.
A seguito della delibera di Consiglio comunale del comune di
Tripi, il 9 giugno 2024 si è tenuta anche una consultazione
referendaria a cui hanno partecipato gli elettori residenti del
comune in questione, che si sono espressi con 390 voti favorevoli,
e 41 voti contrari, in favore alla denominazione appunto Tripi-
Abakainon.
Non c'è altro nella relazione a supporto del disegno di legge,
Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. La discussione generale è aperta.
GALLUZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLUZZO. Grazie, Presidente. Questa iniziativa del Comune di
Tripi che ha scelto, con un referendum, di associare, alla
denominazione Tripi, Abakainon - che è l'antico nome
dell'insediamento greco di quel comprensorio dove vi è un sito
archeologico nel Parco archeologico di Tindari di grandissimo
interesse nazionale e internazionale - credo apra una possibilità
per tutti quei siti storici importanti del Mediterraneo, che sono
situati tutti in Sicilia, e che possono essere attrattiva nella
denominazione per un pubblico internazionale, che ha grande
interesse nei confronti della nostra storia antica.
E, quindi, non possiamo che essere più che favorevoli, ma anche
invitare qualunque comunità che abbia questo genere di storia e
questo genere di patrimonio culturale a percorrere una strada
simile.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Galluzzo. Ci sono altri
interventi? No.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Modifica della denominazione del comune di Tripi
1. Con la presente legge, al fine di dare attuazione alla volontà
popolare espressa con referendum autorizzato con decreto
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica del 18 marzo 2024, la denominazione del Comune di Tripi
è modificata con quella di Tripi - Abakainon .».
PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti, pertanto, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.1 che è il fuori sacco ,
che gentilmente ha consigliato anche il collega Cracolici,
l'ennesima riscrittura rispetto ai Fondi per quanto concerne i
comuni in predissesto.
Il parere del governo? Assessore, è la riscrittura da parte dei
suoi uffici. Assessore, è l'emendamento dei comuni scritto da
Taormina, proprio scritto da voi.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Parere favorevole, sì, certo.
PRESIDENTE. Grazie, benissimo. Va bene.
Pongo in votazione l'emendamento A.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Modifica della denominazione del comune di Tripi» (n. 885/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Modifica della denominazione del comune di
Tripi» (n. 885/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale. Non vogliono rubato il
lavoro gli uffici, ci penseranno loro
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Ricordo di tenere premuto sino alla fine della
votazione.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti ................. 46
Votanti ................... 38
Maggioranza .......... 20
Favorevoli ............. 38
Contrari ................ 0
Astenuti ................ 4
(L'Assemblea approva)
Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
dello Statuto della Regione recante: Istituzione della Giornata
nazionale dell'antiracket » (n. 861/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge n. 861/A «Schema di
progetto di legge da proporre al Parlamento della Repubblica ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione recante:
Istituzione della Giornata nazionale dell'antiracket ».
La I Commissione è già insediata. Prego, onorevole Abbate.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore f.f. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Questo disegno di legge
861/A che abbiamo approvato in Commissione Affari Istituzionali
proviene dalla Commissione Antimafia, come primo firmatario
l'onorevole Cracolici e, in particolare, è un disegno di legge per
l'istituzione della Giornata nazionale dell'antiracket, un disegno
di legge che verrà inviato al Governo nazionale per l'istituzione
della Giornata nazionale.
Il presente disegno di legge che si propone all'Assemblea per
l'approvazione nasce dell'esigenza di manifestare un forte segnale
in favore della legalità, istituendo la Giornata nazionale
dell'antiracket. A distanza di più di trent'anni dall'assassinio
dell'imprenditore Libero Grassi che aveva coraggiosamente deciso di
non piegarsi alle richieste estorsive provenienti dalla mafia,
vuole evidenziare che il racket delle estorsioni è ben lungi
dall'essere stato estirpato, nonostante le lodevoli iniziative di
molti imprenditori che hanno deciso di seguire l'esempio di Libero
Grasso e di denunciare le estorsioni.
Orbene, la criminalità organizzata mafiosa, seppure indebolita
dalla lotta intrapresa dallo Stato, soprattutto negli anni Novanta
del secolo scorso, non è stata purtroppo ancora sconfitta. Negli
ultimi tempi, i dati mostrano un certo calo della sensibilità degli
imprenditori sul tema in questione e le associazioni antiracket
sembrano soffrire conseguenze di questo scemare dell'interesse e
dell'attenzione per un tema che resta centrale nell'importanza.
Per tali ragioni, onorevoli colleghi, si ritiene che l'istituzione
della Giornata nazionale dell'antiracket sia oggi fondamentale.
L'articolo 1 prevede che la data del 10 gennaio venga riconosciuta
quale giornata nazionale dell'antiracket; l'articolo 2 prevede la
possibilità di promuovere da parte degli enti pubblici, scuole e
associazioni, iniziative finalizzate alla sensibilizzazione in
materia di lotta al racket estorsivo; l'articolo 3 dà la facoltà
alla società concessionaria del servizio pubblico radiofonico e
televisivo di dedicare approfondimenti alla Giornata nazionale
dell'antiracket.
Presidente, questa è la relazione che illustra quelle che sono le
finalità dei tre articoli del disegno di legge, fermo restando che
ci sarà, per un refuso, un emendamento tecnico sull'articolo 2, una
parte che è stata apportata della relazione sull'articolo 2, che
verrà tolto con l'emendamento.
Grazie Presidente per avere messo all'ordine del giorno subito
questo disegno di legge che può essere approvato nella giornata
odierna.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, solo brevemente, avevo parlato ieri,
ringrazio la I Commissione per aver esitato il ddl e portato in
Aula.
Presidente, credo sia utile che a seguito - speriamo -
dell'approvazione dell'Aula di questa legge voto perché è una legge
che mira a chiedere, visto che non possiamo istituire noi per legge
una giornata nazionale, a chiedere al Parlamento nazionale di
istituire una tale Giornata.
Pertanto, le chiedo che subito dopo l'approvazione, nel momento in
cui gli Uffici trasmetteranno il testo della legge dopo la
pubblicazione al Parlamento nazionale, come Assemblea regionale
siciliana e assieme anche alla Commissione Antimafia che ne è
proponente, di incontrare i Presidenti di Camera e Senato affinché
venga calendarizzata in questa legislatura.
Sappiamo che molto spesso le leggi voto rimangono leggi dei
desideri ma se, in questa legislatura, il Parlamento nazionale
riuscisse a calendarizzare e ad approvare - credo all'unanimità -
una legge che istituisce per la prima volta, dopo oltre trent'anni
dalla morte di Libero Grassi, in suo nome, una Giornata nazionale
antiracket, credo che sarebbe una buona cosa per l'Italia.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi faccio carico della sua
richiesta e già dalla settimana prossima predisporremo il tutto per
avere un incontro con il Presidente del Senato e con il Presidente
della Camera per soddisfare la sua proposta.
Non ci sono altri interventi.
Chiedo all'onorevole Di Paola di sostituirmi.
Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1, ne do lettura:
«Art. 1.
Istituzione della Giornata nazionale dell'antiracket
1. La Repubblica riconosce il giorno 10 gennaio di ciascun anno,
data dell'anniversario della denuncia dei suoi estortori da parte
dell'imprenditore Libero Grassi, quale Giornata nazionale
dell'antiracket'.
2. La Giornata nazionale dell'antiracket è istituita al fine di
conservare e rinnovare la memoria di tutte le persone che hanno
pagato con la propria vita la propria ribellione alle richieste
estorsive, di promuovere consapevolezza sul tema in tutta la
cittadinanza e di incentivare e sostenere le vittime di estorsione
a seguire l'esempio di Libero Grassi.
3. La Giornata nazionale dell'antiracket non determina gli effetti
civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260.».
Non sono stati presentati emendamenti. Pongo in votazione
l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2, ne dò lettura:
«Art. 2.
Iniziative per la celebrazione della Giornata nazionale
1. Nella Giornata nazionale dell'antiracket, lo Stato, le regioni,
le province, le città metropolitane e i comuni possono promuovere e
sostenere, nell'ambito della loro autonomia e delle rispettive
competenze, anche in coordinamento con gli enti previsti
dall'articolo 4 del codice del Terzo settore, di cui al decreto
legislativo 3 luglio 2017, n. 117, e con le istituzioni scolastiche
e le associazioni antiracket operanti nei territori nonché su
proposta e in coordinamento con le organizzazioni locali
rappresentative dei cittadini, le associazioni giovanili e le
associazioni rappresentative di utenti e consumatori, delle parti
sociali e delle categorie produttive, iniziative specifiche,
manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri e momenti di studio e
analisi, volti alla sensibilizzazione delle istituzioni e dei
cittadini in materia di lotta al racket estorsivo e alla
enucleazione degli interventi necessari a contrastare il racket
delle estorsioni.
2. Nello svolgimento delle attività di cui al comma 1, lo Stato,
le regioni, le province, le città metropolitane e i comuni curano,
in particolare, l'informazione e l'aggiornamento sulle iniziative
adottate al fine di contrastare il racket delle estorsioni nonché
di favorire la conoscenza degli strumenti messi a tal fine a
disposizione dalle forze dell'ordine. L'articolo 3 prevede la
facoltà, da parte della società concessionaria del servizio
pubblico radiofonico e televisivo, di dedicare spazi di
approfondimento alla giornata nazionale dell'antiracket.».
È stato presentato l'emendamento il 2.1, a firma della
Commissione, immagino lo abbiate letto.
Pongo in votazione l'emendamento 2.1.
Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ABBATE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Informazione radiofonica e televisiva in occasione della Giornata
nazionale dell'antiracket
1. La società concessionaria del servizio pubblico radiofonico e
televisivo, secondo le disposizioni previste dal contratto di
servizio, può dedicare spazi a temi connessi alla Giornata
nazionale dell'antiracket nell'ambito della programmazione
televisiva pubblica nazionale e regionale.».
Non sono stati presentati emendamenti e pertanto si vota
direttamente l'articolo 3.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante:
Istituzione della Giornata nazionale dell'antiracket » (n. 861/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Schema di progetto di legge da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione recante: Istituzione della Giornata nazionale
dell'antiracket » (861/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti ................. 46
Votanti ................... 38
Maggioranza .......... 20
Favorevoli ............. 38
Contrari ................ 0
Astenuti ................ 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. È votata all'unanimità.
Grazie a tutti i colleghi.
Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
dello Statuto della Regione,
recante misure volte al contrasto della violenza nei confronti
degli ufficiali di gara in occasione di manifestazioni sportive»
(n. 943/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante misure volte al contrasto della violenza nei confronti
degli ufficiali di gara in occasione di manifestazioni sportive»
(n. 943/A), posto al numero 3).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Il Presidente Ferrara ha già svolto la relazione per
quanto riguarda il disegno di legge.
Siamo in discussione generale.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Burtone, ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, il disegno di legge che tra poco
approveremo, è anche un disegno di legge che rappresenta una
richiesta allo Stato di fare una norma, una legge voto.
Noi abbiamo fatto in quest'Aula diverse leggi voto, una riguardava
il dimensionamento scolastico, in quell'occasione abbiamo chiesto
al Governo di centrodestra di fare pressione con il Governo
nazionale per rendere operative le norme che noi avevamo approvato,
evitare che la Sicilia avesse un'ulteriore penalizzazione nel mondo
della scuola.
Oggi pomeriggio l'onorevole Cracolici ha chiesto e l'abbiamo tutti
accettato, di modificare la norma che è uscita dalla Commissione su
una legge che deve avere la funzione della dissociazione dalla
mafia e ha messo a fuoco il tema della difficoltà ad avere presenze
nelle scuole, la dispersione scolastica, io ho citato dei dati nei
quartieri a rischio pesantissimi, ma la dispersione scolastica,
Presidente, a volte non solo è determinata dalle famiglie, ma anche
dal fatto che le nostre scuole soprattutto nelle aree interne,
nelle aree montane, non sono guidate.
Anche in città, nelle città metropolitane, avremmo l'esigenza di
scuole efficienti, efficaci, con la guida del proprio dirigente,
quella legge che lo Stato ha determinato e che noi volevamo
contrastare con la legge voto, invece in Sicilia ha dato degli
effetti devastanti, quindi quando parliamo di dispersione
scolastica, diamo le responsabilità non solo ai genitori, ma anche
a chi fa politiche scolastiche sbagliate.
I Ministri dell'ultimo Governo di destra della nazionale, hanno
determinato queste condizioni di difficoltà soprattutto a Sud e
nelle aree interne e poi abbiamo varato una norma, quella per
aprire le università soprattutto nella facoltà di medicina, primo
firmatario l'onorevole Calogero Leanza, io mi sono sempre battuto
anche in quell'occasione e quella norma è stata seguita, speriamo
che dia dei frutti.
Oggi pomeriggio abbiamo varato due leggi, speriamo venga data una
risposta anche perché Presidente io dico questo perché le nostre
leggi voto hanno un percorso che è determinato dal nostro Statuto e
noi dobbiamo avere rispetto quando le facciamo ma anche dobbiamo
pretendere dal Governo qui presente di dare conseguenzialità,
quindi questa norma che stiamo definendo per lo sport, Presidente,
è una norma importante, i colleghi ci hanno lavorato, io ho
apprezzato molto, sono degli articoli che guardano al fenomeno dal
punto di vista repressivo, necessario perché chi delinque anche nel
campo sportivo debba essere punito
Non ci deve essere un'impunità, debbo dire che in tal senso anche
negli anni '80 c'erano norme, io lo ricordo allora giocavo
sportivamente, quindi nei campionati dilettantistici negli anni
'70, chi determinava atti che andavano oltre la competizione
sportiva e si definivano come aggressione nei confronti di chi
arbitrava o di un avversario di altra squadra, quello doveva essere
perseguito penalmente e veniva perseguito anche con atti di
ufficio.
Sì, la norma preparata dalla Commissione inasprisce alcune pene ed
è giusto, è rilevante, però Presidente noi abbiamo un percorso
carsico che si è realizzato purtroppo nella nostra comunità, quando
parliamo di violenza non parliamo, non sottovalutiamo che la
violenza purtroppo sta toccando indici notevoli riguardo le donne,
noi abbiamo parlato del ruolo dell'affettività, dell'educazione
all'affettività.
Non sottovalutiamo questi aspetti
La violenza sulle donne ma quello che ci colpisce pure è vedere
come scoppino delle risse, si determinino degli omicidi solo perché
qualcuno ha sporcato una scarpa, solo perché ha fatto un sorpasso,
perché non ha dato la precedenza, perché ha guardato una persona in
una certa maniera. In queste condizioni, pensare che tutto si possa
definire con l'inasprimento delle norme io credo che sia riduttivo.
Pur, ripeto, condividendo l'impostazione alla Commissione, io
credo si debba aggiungere qualcosa e nello specifico per lo sport,
perché chi ha fatto sport sa che lo sport innanzitutto era un
gioco.
Non tutti sapevamo che si potesse diventare un campione ed era un
gioco, un divertimento
Poi c'era la competitività, ma una competitività che doveva
comunque mantenere alcune prerogative.
Ora, questo vede un cambiamento che bisogna invece tentare di
correggere. Lo possono correggere soltanto le associazioni che sono
dilettantistiche, che fanno sacrifici per poter mantenere una
propria attività dal punto di vista agonistico.
Lo debbono fare le istituzioni e quindi io credo che pensare anche
ad un'organizzazione diversa delle strutture sociali, una
interconnessione con i nostri servizi nei comuni, sia fondamentale
perché chi fa sport deve pensare a stili di vita diversi che nello
sport sono fondamentali e deve pensare anche alla correttezza.
E le società debbono anche avere incentivi nel momento in cui
operano con correttezza.
Io ricordo che, penso ancora lo si faccia, chi aveva meno
squalifiche otteneva la coppa che era una coppa che faceva
riferimento alla condizione anche di... era la coppa disciplina La
coppa disciplina che veniva riconosciuta a chi aveva meno
squalifiche, meno ammonizioni.
Pensare che questo possa tornare utile per una squadra è
fondamentale
Così come i comportamenti. A volte, io vedo da sindaco che gli
spogliatoi dagli avversari che arrivano in trasferta vengono
devastati. Allora, queste squadre debbono avere penalizzazione e
chi invece lascia lo spogliatoio in maniera adeguata deve avere una
valorizzazione.
Dico queste cose, signor Presidente, per portare degli esempi.
È necessario anche nello sport educare di più. Lo dobbiamo fare
con la scuola. Alla scuola si dà spesso un ruolo e un significato
superiore. Io credo che la scuola debba innanzitutto formare dal
punto di vista culturale perché è vero ascensore sociale, ma non
c'è dubbio anche un'interconnessione con le autonomie locali, con
una direzione anche delle organizzazioni sportive possa essere
utile per frenare non soltanto con la minaccia di una querela, ma
anche con la gratificazione, è un risultato per frenare chi fa
violenza, una violenza immotivata. Ma la violenza purtroppo
immotivata è crudele, lo si esprime anche in tanti altri
comportamenti e noi non lo dobbiamo dimenticare.
PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Lesioni personali nei confronti degli arbitri e degli altri
addetti
che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni sportive
1. All'articolo 583-quater del regio decreto 19 ottobre 1930, n.
1398, è aggiunto, in fine, il seguente comma: Le pene di cui al
primo comma si applicano anche quando il fatto è commesso nei
confronti degli arbitri e degli altri soggetti che assicurano la
regolarità tecnica delle manifestazioni sportive.'.
2. Il comma 1-bis dell'articolo 6-quinquies della legge 13
dicembre 1989, n. 401 è soppresso.».
Non ci sono emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Modifiche all'articolo 582 del codice penale
1. All'articolo 582 del regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398,
secondo comma, dopo le parole 583 quater, secondo comma, primo
periodo' sono inserite le parole e terzo comma'.».
Non ci sono emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Modifiche all'articolo 380 del codice di procedura penale
1. All'articolo 380, comma 2, del codice di procedura penale, dopo
la lettera a-ter) è aggiunta la seguente: a-ter).1 delitto di
lesioni personali nei confronti degli arbitri e degli altri
soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni
sportive previsto dall'articolo 583 quater, terzo comma, del codice
penale;'».
Non ci sono emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Modifiche all'articolo 382 del codice di procedura penale
1. All'articolo 382, comma 1 bis, del codice di procedura penale,
dopo le parole si applicano' sono inserite le parole ai casi di
cui all'articolo 583 quater, terzo comma, ed'.».
C'è un emendamento tecnico firmato dalla Commissione che andiamo a
prendere, il 4.1.
Ovviamente la Commissione dà parere favorevole, il Governo pure.
Pongo in votazione l'emendamento 4.1. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante misure volte al contrasto della violenza nei confronti
degli ufficiali di gara in occasione di manifestazioni sportive»
(n. 943/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge: «Schema di progetto di legge da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione, recante misure volte al contrasto della violenza nei
confronti degli ufficiali di gara in occasione di manifestazioni
sportive» (n. 943/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti ................. 44
Votanti ................... 31
Maggioranza .......... 16
Favorevoli ............. 31
Contrari ................ 0
Astenuti ................ 0
(L'Assemblea approva)
Favorevoli 31, quindi tutti i votanti favorevoli, il disegno di
legge è approvato con il voto favorevole anche dell'assessore
Savarino.
Bene, colleghi. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ferrara. Ne
ha facoltà.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Grazie
Presidente. Come suggerito dal Presidente Cracolici ci tenevo a
ringraziare tutti i colleghi per il voto e ci tenevo soltanto a
precisare un aspetto, non l'ho voluto fare prima, ma il disegno di
legge voto non inasprisce, onorevole Burtone, quelle che sono le
pene già previste, semplicemente le rende certe, cioè dà
possibilità di un chiaro posizionamento all'interno del codice
penale che dà certezza di applicazione e modifica la punibilità che
diventa d'ufficio e differita in modo tale davvero da poter
permettere l'applicazione di queste norme che sono norme speciali,
che in questo modo verrebbero ad essere incardinate all'interno del
codice penale.
Ritengo che tutto ciò possa davvero permettere una chiara
applicazione delle norme e di conseguenza, con una chiara
applicazione delle norme, stroncare quello che è il fenomeno della
violenza all'interno dei terreni di gioco e potere permettere che
lo sport possa essere soltanto uno strumento di socializzazione, di
integrazione e di gioia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula è rinviata a martedì 3
giugno 2025, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 16.53 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
182a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 3 giugno 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Variazioni urgenti al bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2025 e per il triennio 2025-2027" (n. 933/A)
Relatore: on. Daidone
2) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
3) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio/I COMM
ter/A)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella