Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.29
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'on. Burtone ha chiesto congedo per le
sedute di oggi e domani per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente, è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 1221-PRE/2025 del 5
giugno 2025 la Commissione parlamentare speciale di inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia è
stata autorizzata a riunirsi nella giornata di venerdì 13 giugno
2025, presso la Prefettura di Caltanissetta, secondo l'ordine del
giorno della Commissione medesima.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che con e-mail del 6 giugno 2025,
protocollata al n. 3392-ARS/2025 di pari data, l'onorevole
Tomarchio, nella sua qualità di unico firmatario, ha dichiarato di
ritirare l'interrogazione n. 1691 Rinnovo delle concessioni per lo
sfruttamento di una mofeta e gestione delle risorse di CO2 in
relazione agli obiettivi del PNIEC .
Poiché l'interrogazione n. 1691 era stata già trasmessa al Governo
in data 16 aprile 2025 e annunciata nella seduta d'Assemblea n. 173
del 29 aprile successivo, dispongo che la presente comunicazione
venga inviata al Presidente della Regione.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione del disegno di legge n. 530 Riordino dei consorzi di
bonifica e di irrigazione della Regione Siciliana
PRESIDENTE. Comunico ai colleghi che il disegno di legge n. 883 è
stato approvato dalla I Commissione, ma ancora gli Uffici non lo
hanno trasmesso, pertanto si passa alla discussione generale del
disegno di legge n. 530 Riordino dei consorzi di bonifica e di
irrigazione della Regione Siciliana .
Invito la III Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
Sull'ordine dei lavori
CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Presidente, desideravo esprimere la mia riflessione.
Essendo che per domani, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, si era determinato di votare il disegno di legge 883,
che sarebbe questo disegno di legge di norme tecniche, e dare il
termine per la presentazione degli emendamenti al 20 giugno sul
disegno di legge sui consorzi di bonifica, le chiedo - essendo
anche, diciamo, in Aula perché la riforma dei consorzi di bonifica
è una riforma abbastanza complessa e importante e che, secondo me,
deve essere affrontata da tutti i colleghi - di incardinare oggi
tutte e due le norme, ma di far sì che la discussione generale sui
Consorzi di bonifica avvenga dopo il termine per la presentazione
degli emendamenti, che è giorno 20 giugno. Oggi facciamo la
discussione sul disegno di legge 883, essendo presente qui in Aula
il presidente Abbate, e almeno dibattiamo sul disegno di legge, e
domani andremo a votare in Aula questi sette, otto articoli.
Questo è quello che mi permetto di chiedere alla Presidenza
dell'Assemblea, perché ritengo che sul disegno di legge sui
consorzi di bonifica - per poi affrontare il 25 e il 26 giugno il
voto - secondo me, andrebbe fatta la discussione dopo la
presentazione degli emendamenti. Grazie.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 530
PRESIDENTE. Invito l'onorevole Vitrano, presidente della III
Commissione e relatore, a svolgere la relazione. Poi sospendiamo
per un'ora e aspettiamo che gli Uffici si organizzino per il
disegno di legge n. 883. Prego, presidente Vitrano.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, dopo anni di tentativi, finalmente,
l'Aula potrà esprimersi sulla tanto attesa riforma sui Consorzi di
bonifica. La relazione è un po' lunga perché abbiamo dovuto
sintetizzare due anni di lavoro in poche righe.
La presente proposta di legge mira a regolare l'esercizio delle
funzioni in materia di bonifica e di irrigazione, finalizzate anche
alla sicurezza idraulica e alla tutela del paesaggio rurale.
L'esigenza e l'urgenza di una riforma del comparto, oggetto da
tempo di dibattito, è largamente condivisa dalla generalità dei
soggetti interessati, attesa la circostanza che l'attuale
condizione dei consorzi ne limita drasticamente la capacità
d'intervento e l'efficienza. La frammentazione, le molteplici
criticità gestionali, l'inefficienza di una rete irrigua ormai
obsoleta e le difficoltà nell'impostare una programmazione a lungo
termine stanno, in concreto, compromettendo la capacità di
erogazione dei servizi d'istituto e, ancor più, impediscono
l'implementazione di quei nuovi interventi di sviluppo ed
efficientamento sempre più indispensabili di fronte alla
prospettiva ormai attuale del cambiamento climatico.
In tal senso, non può non menzionarsi come, sulla scorta dei dati
pluviometrici rilevati nell'ultimo ventennio, gli episodi di
prolungata siccità - contraltare di quelli di piovosità estrema -
determinano un accresciuto rischio di danni, anche molto rilevanti,
alle colture.
Rispetto a tale realtà, peraltro condivisa con il resto del Paese,
il sistema irriguo siciliano sconta tutte le criticità derivanti
dalla vetustà di invasi ed opere di adduzione e distribuzione,
nonché la limitata interconnessione fra schemi irrigui, che ne
compromettono la resilienza.
La gestione degli undici consorzi di bonifica ha, inoltre,
evidenziato alcune criticità essenzialmente legate alle seguenti
problematiche:
a) la delimitazione dei comprensori di bonifica sulla base di
confini amministrativi si è rivelata, come era logico attendersi,
priva di ogni validità;
b) la quasi totale assenza di superfici irrigate in alcuni
comprensori di bonifica ha accentuato le condizioni di difficoltà
della gestione finanziaria, nonostante il notevole contributo
regionale finalizzato al pagamento quasi integrale degli stipendi
del personale;
c) la frammentazione dei comprensori non ha consentito, in molti
casi, di realizzare adeguate economie di scala a causa della
moltiplicazione di servizi che potrebbero essere accentrati e ha
reso difficoltosa la gestione degli impianti idrici e delle reti
collettive spesso a servizio di comprensori gestiti da consorzi
differenti.
Si aggiunga come gli attuali consorzi, pur con differenze anche
significative fra le varie realtà, scontino un'elevata esposizione
debitoria ed uno squilibrio strutturale di ordine economico e
patrimoniale, una cronica difficoltà nel reperimento di risorse,
significative carenze strumentali e di personale in particolare in
relazione ai compiti di progettazione e sviluppo delle reti.
Tali criticità, peraltro, si sono appalesate clamorosamente in
occasione della partecipazione a bandi ed avvisi, determinando
l'impossibilità di accedere a fonti di finanziamento per interventi
infrastrutturali, quanto mai necessari rispetto alle crescenti
esigenze dell'agricoltura siciliana.
Da ultimo, non può non menzionarsi come la riforma dei consorzi di
bonifica costituisca uno dei punti espressamente richiamati
nell'ambito dell'Accordo fra Stato e Regione del 14 gennaio 2021,
da perseguire in un'ottica di leale collaborazione nel quadro del
perseguimento degli obiettivi di razionalizzazione e contenimento
della spesa pubblica.
Con la presente riforma si intende disciplinare un nuovo assetto
del sistema, anche nella considerazione delle palesi criticità
emerse e del mancato completamento del processo di
riorganizzazione, operato con l'articolo 13 della legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5, d'istituzione del consorzio di bonifica
Sicilia occidentale e del consorzio di bonifica Sicilia orientale,
che hanno accorpato i consorzi di bonifica, di cui alla legge
regionale 25 maggio 1995, n. 45 e i loro rispettivi comprensori.
L'obiettivo perseguito con il precedente riordino, non è stato mai
attualizzato, in virtù della continua ed attuale vigenza di una
anomala gestione transitoria .
In particolare, giusto decreto del Presidente della Regione n. 468
del 13 settembre 2017, è stato approvato lo schema tipo di
Regolamento di organizzazione per i due consorzi costituiti, con il
quale, all'articolo 19, si prevede un periodo di avvio durante il
quale gli accorpati consorzi continuavano ad operare secondo i
propri atti e documenti vigenti alla data dell'accorpamento
(bilanci, ruoli, personale, servizi di tesoreria, programmi
triennali, codici identificativi Inps e Inail etc.).
Da ciò è scaturita l'istituzione del menzionato periodo
transitorio, con deliberazione dei commissari straordinari dei
consorzi di bonifica Sicilia occidentale e orientale, che si
sarebbe dovuto concludere il 31 dicembre 2018.
Con lo stesso atto deliberativo è stato, altresì, stabilito che
durante il periodo transitorio gli accorpati consorzi avrebbero
agito mantenendo la propria identità ma in qualità di mandatari
senza rappresentanza , rispettivamente del consorzio di bonifica
Sicilia occidentale e Sicilia orientale secondo le previsioni di
cui all'articolo 1705 del Codice Civile.
L'operatività degli 11 consorzi a fronte, invece del previsto
accorpamento, è stata oggetto di continue proroghe con
deliberazioni di Giunta regionale, in ultimo senza soluzione di
continuità, giusta delibera di Giunta regionale n. 275/2020.
Conseguentemente, i consorzi accorpati hanno continuato a
mantenere la propria identità e ad operare secondo i propri atti e
documenti (bilanci, ruoli, personale, servizi di tesoreria,
programmi triennali, gare di appalto, codici identificativi Inps e
Inail etc.) e relativa programmazione, in qualità, non meglio
definita, di mandatari senza rappresentanza dei consorzi di
bonifica Sicilia occidentale e Sicilia orientale; scatole vuote ,
privi di bilancio, personale, codici identificativi, etc..
Alla luce di quanto rappresentato, la previsione contenuta nel
presente disegno di legge, di costituzione di quattro consorzi di
bonifica, risulta in linea con gli impegni assunti in materia di
coordinamento della finanza pubblica dalla Regione Siciliana, sul
contenimento e riduzione della spesa corrente.
A fronte, infatti di 13 consorzi di bonifica, la riforma proposta
prevede la costituzione di soli quattro consorzi, per ciascun
comprensorio di bonifica e di irrigazione, e la corrispondente
liquidazione e conseguente soppressione dei consorzi esistenti.
Nella considerazione delle insormontabili criticità riscontrate,
si prevede conseguentemente la soppressione e la liquidazione dei
consorzi di bonifica Sicilia occidentale e Sicilia orientale,
costituiti ai sensi dell'articolo 13 della legge regionale n.
5/2014 e dei singoli consorzi accorpati, come costituiti ai sensi
della legge regionale n. 45/1995 (art. 3).
Sulla base di approfonditi studi condotti dal Dipartimento
regionale competente, con la presente proposta di riordino si
propone, pertanto, di delimitare quattro nuovi comprensori di
bonifica omogenei che dovranno essere gestiti da quattro nuovi
consorzi di bonifica denominati: Sicilia nord orientale; Sicilia
nord occidentale; Sicilia sud occidentale; Sicilia sud orientale.
La delimitazione dei nuovi comprensori di bonifica viene proposta
sulla base dei seguenti criteri:
- salvaguardia della integrità dei bacini idrografici;
- unitarietà dei sistemi irrigui collettivi sulla base di una
razionale integrazione fra fonti di approvvigionamento e schemi
distributivi;
- sufficiente ampiezza dei comprensori di bonifica per conseguire
adeguate economie di scala;
- dimensioni tra loro comparabili dei nuovi comprensori di
bonifica;
- presenza in ogni consorzio di aree irrigue con una estensione
significativa;
- superamento di ogni vincolo legato ai confini amministrativi
(provinciali e comunali).
L'istituzione di nuovi consorzi che opereranno su comprensori più
ampi consentirà di:
- accentrare servizi attualmente attivati in ogni consorzio
(progettazione, emissioni ruoli, affari legali, etc.);
- consentire il riequilibrio nella distribuzione del personale di
campagna;
- rendere effettivamente unitaria la gestione delle risorse
idriche nei comprensori di bonifica, con maggiori possibilità di
scambio delle risorse disponibili tra bacini ricadenti nello stesso
comprensorio e con maggiore possibilità di affrontare le emergenze
quali le frequenti siccità;
- perseguimento dell'obiettivo dell'autosufficienza economica dei
consorzi stessi, con la riduzione e riqualificazione
dell'intervento pubblico regionale in direzione dello sviluppo
infrastrutturale e di meccanismi di perequazione fra i beneficiari,
in luogo dell'attuale sovvenzione di funzionamento.
In tale direzione, il disegno di legge riordina gli enti gestori,
attraverso la istituzione, per ogni comprensorio di bonifica e di
irrigazione, di un consorzio di bonifica e di irrigazione (art. 4).
La presente proposta di legge affronta, quindi, nel dettaglio, i
diversi ambiti della complessa disciplina a cui riconoscere una
polivalenza funzionale volta a garantire la sicurezza idraulica, la
difesa del suolo, la manutenzione del territorio, la tutela e
valorizzazione delle attività agricole, del patrimonio idrico,
anche con riferimento alla provvista e alla razionale utilizzazione
delle acque a prevalente uso irriguo, nonché dell'ambiente e delle
sue risorse naturali.
Sono, pertanto, declinati gli interventi finalizzati ad assicurare
la sicurezza ambientale e territoriale che rientrano nel paradigma
di attività di bonifica ed irrigazione (art. 2).
Il disegno di legge è articolato in otto CAPI: I - Oggetto e
finalità; II - Consorzi di bonifica e di irrigazione; III -
Organizzazione dei consorzi; IV - Contribuzione consortile; V -
Funzioni e attività dei consorzi di bonifica e di irrigazione; VI -
Disposizioni transitorie; VII - Liquidazione dei consorzi di
bonifica e irrigazione; VIII - Disposizioni finali.
Oltre alla istituzione di quattro consorzi di bonifica, la
proposta prevede la costituzione di un ufficio interconsortile, con
il quale ci si propone di uniformare i processi amministrativi e
quelli afferenti alla programmazione e all'esecuzione degli
interventi e di strategia sul territorio, attraverso la
centralizzazione dei servizi e l'unificazione di alcune funzioni
quali catasto, uffici amministrativi, ufficio gare, oltre alla
progettazione degli interventi di rilevanza pubblica afferenti i
comprensori di bonifica e di irrigazione (art. 5).
Si introduce il concetto di contribuzione dei consorziati
rapportata ai benefici conseguiti e all'attività di gestione
consortile necessaria allo loro pianificazione, vigilanza,
manutenzione ed esercizio in aderenza al disposto della sentenza
della Corte costituzionale 19 ottobre 2018, n. 188 (art. 21). In
tale contesto si innesta la previsione, in positivo, del beneficio
derivante agli immobili del comprensorio di bonifica come
presupposto dell'assoggettamento alla contribuzione consortile.
Pertanto, il contributo consortile di bonifica, quanto alle spese
afferenti al conseguimento dei fini istituzionali dei consorzi, è
dovuto in presenza del beneficio .
Parallelamente, è stata regolamentata la redazione del catasto
regionale unico, articolato in catasto terreni e fabbricati (CTF) e
catasto regionale irriguo (CI) e del Piano regionale di classifica
unico, nel quale confluiscono i piani di classifica di ciascun
consorzio, che individua, sulla base degli indirizzi deliberati
dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessorato regionale
dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea,
i benefici derivanti dalle opere pubbliche di bonifica e di
irrigazione; stabilisce i parametri per la quantificazione dei
medesimi, determina i relativi indici di contribuenza e definisce,
con cartografia allegata, il perimetro di contribuenza, con
l'individuazione degli immobili soggetti al pagamento dei
contributi consortili in ragione dei benefici conseguenti
all'azione di bonifica e di irrigazione (art. 20).
In aggiunta ai compiti istituzionali propri dei consorzi di
bonifica, si prevede di affidare agli stessi funzioni, in
collaborazione con le Autorità competenti, in relazione agli
interventi mirati:
- alla tutela delle acque utilizzate a scopi irrigui e al
risanamento dei relativi corpi idrici;
- all'espletamento delle funzioni regionali in materia di difesa
del suolo, come previsto dall'articolo 62 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, al fine di realizzare gli interventi di
riqualificazione e di manutenzione straordinaria delle opere di
bonifica e di irrigazione e idrauliche finalizzati alla prevenzione
del rischio di dissesto idrogeologico e del rischio
desertificazione, mediante appositi accordi di programma e
convenzioni con enti locali e altri soggetti pubblici interessati;
- alla realizzazione e cura della manutenzione di percorsi
ecologici di viabilità lenta legati alla rete idraulica
superficiale;
- alle attività dirette al riutilizzo a scopi irrigui delle acque
reflue e di quelle meteoriche;
- all'attività di manutenzione ordinaria e straordinaria delle
reti stradali rurali e interpoderali, la cui titolarità viene
trasferita ai consorzi, della rete di elettrificazione rurale e di
quella degli acquedotti rurali, esclusivamente di natura pubblica.
Per lo svolgimento delle elencate attività viene previsto
l'impiego e la valorizzazione del personale turnista, in servizio,
di cui all'articolo 30 della legge regionale 25 maggio 1995, n. 45;
all'articolo 1, comma 2, della legge regionale 1 febbraio 2006, n.
4 e all'articolo 1, commi 1 e 2 della legge regionale 28 giugno
2010, n. 14, e di quello di cui all'articolo 30 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5. In tal modo, si procede alla
riqualificazione del predetto personale e si garantisce un utilizzo
proficuo e continuativo dello stesso, nell'ambito del quadro
unitario degli interventi di risanamento e prevenzione ambientale
(art. 22).
Nell'ambito della realizzazione e manutenzione delle opere di
bonifica e irrigazione di interesse pubblico, si regolamenta
l'approvazione del Piano generale di bonifica e di irrigazione e di
tutela del territorio rurale, che definisce:
- il quadro generale, le criticità e le prospettive di sviluppo
del sistema di bonifica e di irrigazione del territorio rurale
siciliano;
- l'indicazione dei principali interventi da realizzare,
specificandone tempi ed entità di massima delle risorse occorrenti;
- le modalità di coordinamento con gli altri strumenti di
pianificazione vigenti, con particolare riferimento agli atti di
competenza dell'Autorità di bacino del distretto idrografico della
Sicilia.
Il Piano generale, ingloba i piani comprensoriali di bonifica e di
irrigazione e di tutela del territorio rurale, articolati per
ciascun comprensorio di bonifica e di irrigazione (art. 23).
Vengono individuate le modalità di reperimento dei fondi necessari
per la realizzazione delle funzioni assegnate ai consorzi. Se per
un verso i contributi dei consorziati, così come definiti
dall'articolo 21, sono destinati alla copertura delle spese di
funzionamento del consorzio e delle spese di esercizio e di
manutenzione delle opere di bonifica e all'esecuzione di eventuali
opere ad esse funzionali, in conformità alla legislazione vigente;
per altri aspetti intervengono i finanziamenti previsti nel quadro
delle azioni comunitarie, nazionali e regionali nel cui ambito
rientrano gli interventi affidati ai consorzi (art. 27).
In tale contesto non possono che rientrare gli oneri relativi:
- alla progettazione e realizzazione delle opere pubbliche
destinate all'esercizio dell'attività di bonifica e irrigazione,
necessaria alla realizzazione degli interventi alla stessa
connessi, come definiti all'articolo 2 della presente legge, e alla
progettazione e realizzazione delle opere di completamento,
adeguamento funzionale ed ammodernamento delle stesse, previste nel
Piano regionale di bonifica;
- alle opere di accorpamento e di riordino così come previste dal
piano regionale di bonifica;
- alla manutenzione straordinaria delle opere di bonifica
idraulica;
- al ripristino delle opere pubbliche di bonifica e irrigazione
danneggiate o distrutte da eventi naturali, eventi eccezionali o
avversità atmosferiche, anche da eseguirsi in regime di somma
urgenza, nonché di tutte le rimanenti opere dichiarate urgenti e
indifferibili;
- alle opere di sistemazione dei corsi d'acqua pubblici,
prevalentemente connessi alle esigenze della bonifica e irrigazione
di un determinato comprensorio.
Al contempo, al fine di assicurare un graduale passaggio
all'autosufficienza finanziaria degli istituendi consorzi, è
prevista la continuità nell'erogazione, da parte dell'Assessorato
regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca
mediterranea, del contributo diretto a concorrere all'integrazione
dei bilanci dei consorzi di bonifica e di irrigazione nei limiti
dello stanziamento annualmente già previsto con legge di bilancio
(capitolo 147303), in proporzione alla spesa per il trattamento
fondamentale del personale dipendente di ruolo e con rapporto a
tempo indeterminato in servizio alla data di entrata in vigore
della presente legge, nonché della quota a carico dei consorzi per
le pensioni dovute al personale in quiescenza. (art. 27).
Parimenti, il medesimo Assessorato regionale, anche in vista delle
funzioni aggiuntive assegnate a tale tipologia di personale, è
autorizzato a erogare il contributo per la proroga dei contratti di
lavoro e per le garanzie occupazionali del personale di cui
all'articolo 22, comma 3, della presente legge (capitolo 147320)
(art. 27).
Tale compartecipazione finanziaria, in attuazione delle
disposizioni di cui al comma 5 dell'articolo 34 della presente
legge e fino al completamento del transito del personale nei POV
negli istituendi consorzi, di cui ai commi 3 e 4 del medesimo
articolo, viene versata, dall'Amministrazione regionale, in
apposito conto corrente vincolato alle medesime finalità, acceso,
all'atto dell'insediamento, da ciascun commissario liquidatore dei
singoli consorzi accorpati, ai sensi dell'articolo 13 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n.5, e posti in liquidazione.
Il perseguimento dell'obiettivo dell'autosufficienza finanziaria
dei consorzi, anche al fine del garantire l'obiettivo di
razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica, viene
finalizzato attraverso la previsione di cui al comma 8
dell'articolo 27, che statuisce l'entità dei citati contributi, a
partire dal quinto anno, dall'entrata in vigore della presente
legge, determinata sulla base di criteri che tengano conto dei
risultati conseguiti dai consorzi nel perseguimento delle finalità
proprie, anche in relazione all'entità delle entrate derivante
dalla contribuenza consortile, della riduzione dei costi di
gestione e della capacità di autofinanziamento. All'uopo, i
consorzi allegano al bilancio annuale di previsione una relazione
previsionale e programmatica relativa all'esercizio finanziario che
illustri le caratteristiche dell'ente, del territorio,
dell'economia insediata e dei servizi resi dall'ente, e che precisi
risorse umane e strumenti. La relazione deve indicare, altresì, per
un arco temporale compreso fra tre e cinque anni, l'evoluzione
prevista per le principali grandezze economiche e finanziarie dei
bilanci dell'ente, i risultati conseguibili nel perseguimento dei
fini istituzionali con le risorse disponibili, insieme alle azioni
che il consorzio intende intraprendere per il miglioramento dei
livelli di autosufficienza economica e finanziaria. Al conto
consuntivo deve essere allegata, inoltre, una relazione
illustrativa che spieghi in quale misura siano state raggiunte le
finalità indicate nella relazione previsionale e programmatica e i
motivi degli eventuali scostamenti.
Meritevoli di attenzione, sono:
- il disposto di cui all'articolo 33, con il quale è previsto che,
nei periodi di siccità, a seguito di dichiarazione dello stato di
emergenza, è assicurata, dopo il consumo umano, la priorità
dell'uso agricolo delle acque. La Regione, in tale ipotesi provvede
a erogare ai consorzi le somme eventualmente trasferite dallo Stato
per tali finalità, integrate, se necessario, con propri
stanziamenti. I consorzi di bonifica, che a causa della carenza
idrica hanno dovuto sospendere anche parzialmente l'erogazione
dell'acqua per usi irrigui, possono concedere per il periodo
corrispondente, nei limiti delle risorse assegnate, l'esonero dal
pagamento dei contributi dovuti per la gestione dell'irrigazione e
la eventuale riduzione fino al cinquanta per cento degli oneri
consortili;
- la disciplina di cui all'articolo 34 sull'invarianza idraulica e
all'articolo 35 sui contratti di fiume, di foce e di costa.
Si declina l'operatività delle nuove entità giuridiche, scandendo
i percorsi diretti all'approvazione dello statuto e dei regolamenti
di organizzazione, funzionamento e amministrazione tipo di ciascun
consorzio. Inoltre si prevede la nomina di quattro commissari
straordinari dei consorzi della Regione siciliana, con il compito
di assicurare la gestione ordinaria degli enti fino alla
costituzione degli organi dei consorzi. Questi devono essere
convocati non oltre novanta giorni dall'adozione, da parte dei
commissari, dello statuto e dei regolamenti di organizzazione,
funzionamento e amministrazione.
Si prevede altresì la predisposizione del Piano di organizzazione
variabile (POV), di ciascun consorzio, che tenga conto del
raggiungimento dei limiti di età per il collocamento in quiescenza
per il personale dipendente, determinando il numero dei dipendenti,
distinti per qualifica, necessari per l'assolvimento delle funzioni
istituzionali dei consorzi, in aderenza alla giurisprudenza
costituzionale sul tema (Corte costituzionale n. 267/2010).
Il personale a tempo indeterminato e determinato in servizio, alla
data di entrata in vigore della presente legge, presso i consorzi
di bonifica e irrigazione posti in liquidazione, a seguito
dell'approvazione dei POV, nel rispetto della disciplina speciale
di settore, transita nei nuovi consorzi. Fino all'approvazione dei
POV ed al perfezionamento delle procedure di transito del
personale, i commissari straordinari degli istituendi consorzi,
determinano le modalità di utilizzo del personale, fino al
definitivo inquadramento nei nuovi consorzi.
Si disciplina, infine, la procedura liquidatoria del consorzio di
bonifica Sicilia occidentale, del consorzio di bonifica Sicilia
orientale, e dei singoli consorzi accorpati ai sensi dell'articolo
13, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, attraverso la
nomina di 13 commissari liquidatori, che si avvalgono del supporto
tecnico dell'ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni.
Ciascun commissario liquidatore provvede, all'atto
dell'insediamento, all'apertura di un conto corrente vincolato per
le finalità di cui al comma 7 dell'articolo 27, della presente
legge. Entro 30 giorni, in via preliminare, procede alla
ricognizione:
- dei beni immobili di proprietà della Regione, affidati in
gestione a ciascun consorzio e da concedere in comodato d'uso
esclusivo agli istituendi consorzi;
- dei beni immobili strumentali di proprietà della Regione
affidati in concessione ai consorzi di bonifica posti in
liquidazione, da concedere in concessione a ciascun istituendo
consorzio, sulla base della delimitazione del comprensorio di
bonifica servente;
- dei beni immobili strumentali rientranti nel patrimonio
indisponibile dei singoli consorzi, non destinabili alla
liquidazione, la cui proprietà deve essere trasferita agli
istituendi consorzi, sulla base della delimitazione del
comprensorio di bonifica corrispondente;
- delle procedure di gara in corso per la realizzazione delle
opere pubbliche di bonifica strumentali all'esercizio dei compiti
propri dei consorzi, che devono essere trasferite in capo agli
istituendi consorzi, nello stato e fase in cui si trovino.
Ciascun commissario, inoltre, accerta la dotazione organica di
ciascun consorzio in liquidazione.
L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e
della pesca mediterranea, oltre ad essere titolare di poteri
sostitutivi per le ipotesi di inadempimento a disposizioni previste
dalla presente legge o dallo statuto, svolge le funzioni di
vigilanza e controllo sui consorzi, effettuando il controllo
preventivo di legittimità sulle deliberazioni del consorzio
concernenti:
- regolamenti di amministrazione e di contabilità;
- bilanci preventivi e consuntivi, variazioni di bilancio,
rendiconti;
- assunzione di mutui;
- trasferimento di beni immobili;
- partecipazione a enti, società, associazioni.
Sono, invece, sottoposte al parere vincolante della Giunta
regionale, secondo le modalità di cui all'articolo 4 della legge
regionale 29 dicembre 1962, n. 28, le deliberazioni del consorzio
inerenti l'indirizzo generale dell'ente, e in particolare quelle
concernenti l'assunzione e inquadramento del personale; lo Stato
giuridico ed economico del personale; l'approvazione dello statuto,
dei regolamenti di organizzazione, funzionamento e amministrazione
e dei Piani di organizzazione variabile (art. 18).
Durante il periodo transitorio disciplinato all'articolo 34 e,
comunque, per un periodo massimo di cinque anni dall'entrata in
vigore della presente legge, i consorzi operano sulla base della
pianificazione e programmazione vigente come approvata dai
commissari straordinari dei consorzi di bonifica Sicilia orientale
e occidentale in liquidazione. Fino all'insediamento degli organi
di ordinaria amministrazione, della ultimazione dello stato di
consistenza dei beni strumentali di pertinenza degli istituendi
consorzi, da parte dei commissari liquidatori, di cui all'articolo
38, è fatto divieto di procedere ad assunzioni, sotto qualsiasi
forma, anche a titolo di progressioni di carriera.
Infine, con l'articolo 39 si declinano le abrogazioni espresse
compiute dalla legge in esame, e si procede a garantire la
copertura finanziaria degli oneri dalla stessa derivanti.
Si è tenuto conto degli indirizzi in materia di qualità della
regolazione normativa, attenendosi ai criteri generali sanciti
dalla normativa statale, effettuando, preventivamente, l'analisi
tecnico normativa (ATN) e l'analisi d'impatto di regolazione della
proposta normativa redatta (AIR), le cui relazioni si allegano.
Si rappresenta, all'uopo, come, trattandosi di provvedimento
normativo di prima applicazione, non sussistano i presupposti per
la verifica dell'impatto della regolamentazione (V.I.R.), atteso
che la stessa pone l'amministrazione nella condizione di
verificare, ex post, l'efficacia delle norme analizzate ovvero di
migliorarne il disegno o l'attuazione, di suggerirne il
mantenimento, la modifica o l'abrogazione.
Il presente disegno di legge è stato, altresì corredato, dalla
relazione tecnica finanziaria.
Onorevoli colleghi, sento di ringraziare fortemente la Commissione
che per circa due anni ha lavorato intensamente a prescindere dalle
posizioni, dalle appartenenze partitiche o di colore politico,
credo, facendo un lavoro dopo una cinquantina di audizioni,
infatti, abbiamo ascoltato tutti gli operatori interessati,
sindacati operai, dirigenti.
Grazie all'assessore Barbagallo che, nella prima fase, ci ha
assistito come consulente, poi come Assessore.
Sottoponiamo a questo Parlamento una norma che sicuramente potrà
essere migliorata, ma credo che possa costituire una base di
partenza su cui avviare un ragionamento e porre fine dopo tanti
anni ad un sistema che ormai è obsoleto e che merita sicuramente di
essere riformato.
Io credo che da parte della Commissione e anche da parte del
Governo, se mi posso permettere, ci sia la totale volontà di
ascoltare, assecondare tutte le proposte che possono arrivare dal
Parlamento per andare nella direzione di una norma che finalmente
possa dare all'intero comparto agricolo e al mondo dell'agricoltura
che attende da anni una riforma.
Anticipo che come Commissione presenteremo 2 emendamenti che
abbiamo concordato tutti insieme e che contribuiranno sicuramente a
rendere migliore il disegno di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, la discussione generale sarà alla fine del
termine per la presentazione degli emendamenti. Perciò, come
concordato, sospendo la seduta per un'ora, aspettando che arrivi in
Aula il disegno di legge n. 883.
(La seduta, sospesa alle ore 15.58, è ripresa alle ore 17.24)
La seduta è ripresa.
Discussione del disegno di legge n. 883 Virtualizzazione della
Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima della discussione generale e
prima che il Presidente della Commissione faccia la relazione,
comunico che gli articoli 12 e 17 del disegno di legge 883/A
recante "Virtualizzazione della Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana e modifica di norme" saranno trasmessi alla Commissione
"Bilancio" per la verifica degli effetti finanziari e potranno
essere esaminati dall'Aula solo a seguito del parere favorevole
della medesima Commissione.
A tal fine, la Commissione "Bilancio" è autorizzata a riunirsi
nella giornata di domani, mercoledì 11 giugno 2025.
Se la Commissione dovesse dare parere negativo, questi due
articoli verranno ritirati.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione, onorevole
Abbate, per svolgere la relazione.
ABBATE, presidente della I Commissione e relatore. Signor
Presidente, siccome il disegno di legge è stato assemblato e
completato ora, il lavoro è fatto, è un disegno di legge che parte
dalla riforma della digitalizzazione della Gazzetta Ufficiale
regionale e quindi una riforma che riguarda quella parte, in quelle
sono inserite altri emendamenti di correzione di norme finanziarie
delle scorse finanziarie e delle deroghe, per quanto riguarda
proroghe di scadenze che erano imminenti al 30 giugno, quindi dare
la possibilità - come la proroga del DURC - per le aziende
agricole, la rendicontazione dei comuni sui contributi, così come
per quanto riguarda la proroga per eventi calamitosi.
È stato inserito anche un articolo che riguarda la norma sul
femminicidio, per dare la possibilità per le assunzioni un
completamento di quella norma che era già stata approvata.
Quindi un disegno di legge un po' complesso che riguarda non solo
la riforma della Gazzetta Ufficiale ma anche altri provvedimenti
importanti che provengono da esigenze dai vari deputati e sono
stati inseriti in questa variazione, proprio l'articolo è questo, è
una variazione a norme, non nuovi impegni di spesa, non
stanziamenti variazioni irreali di spese economiche ma variazioni
che riguardano solo esclusivamente la parte ordinamentale
all'interno delle leggi finanziarie approvate negli ultimi due
anni.
Presidente, in linea di massima, questo è il disegno di legge che
speriamo domani di poter esaminare ad approvare definitivamente.
LANTIERI. Onorevoli colleghi, il termine per la presentazione
degli emendamenti è fissato per domani, mercoledì 11 giugno 2025,
alle ore 12.00.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona, penso sul disegno di
legge? Ma la discussione generale inizia domani.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Grazie Presidente, in un'Aula praticamente quasi
deserta, con solo i tre deputati della maggioranza, oggi voglio
portare alla luce di quest'Aula il servizio clamoroso e incredibile
di Report che domenica 8 giugno ha raccontato una vicenda
drammatica dal titolo "Il grande flop", riguardo ai fondi del PNRR.
Su 21 mila progetti, per un valore complessivo che sfiora i 12
miliardi di euro, soltanto il 15 per cento è stato realmente
attuato, il resto è bloccato, in ritardo.
La cosa incredibile, nello specifico è stata presa in
considerazione la città di Palermo, che ha presentato circa 300
progetti per oltre 413 milioni di euro, eppure tantissimi di quei
progetti sono fermi al palo
L'esempio più grave, nitido, è quello degli asili nido dei cui
quindici progetti finanziati solo tre risultano essere completati.
La cosa incredibile che racconta il programma Report è l'ignavia,
la completa imperizia rispetto al sindaco di Palermo, Roberto
Lagalla, che - incalzato dalle telecamere di questo programma,
che svolge un servizio pubblico importante - non è a conoscenza di
quello che accade nella sua stessa città e, addirittura, in qualche
quartiere palermitano, un'impresa si è dovuta fermare, nel
quartiere Sperone, durante la costruzione di quell'asilo nido
perché ha ricevuto minacce e intimidazioni mafiose.
Quindi noi abbiamo i fondi del PNRR, dei progetti che potrebbero
partire e sono pronti per essere attuati, ma che incredibilmente il
comune di Palermo non è in grado di portare avanti da un lato
perché abbiamo intimidazioni mafiose dei cantieri degli asini nido,
da un altro lato perché l'altra scuola in questione è occupata
abusivamente da soggetti che non hanno, appunto, alcuna
autorizzazione e quindi non si è in grado di potere effettuare i
lavori: e incredibilmente il comune di Palermo rischia di perdere
miliardi, milioni e milioni di euro dei fondi del PNRR
Allora, questo è uno spaccato drammatico che quest'Assemblea non
può assolutamente non considerare. Perché? Perché ho letto su
Facebook qualche collega deputato che diceva "ah, ma questa non è
competenza della Regione". Falso, perché al di là della questione
relativa al comune di Palermo, ricordo che il ruolo della Regione
siciliana - è bene ricordarlo - secondo il dl 77 del 2021, è un
ruolo fondamentale nella cabina di regia nazionale del PNRR, come
previsto da questo disegno di legge. È bene ricordare che la
Regione siciliana ha un preciso ufficio di vigilanza e controllo
sull'operato degli enti locali, un dovere esercitabile attraverso
l'Ufficio ispettivo regionale presso il Dipartimento delle
autonomie locali. Non possiamo, quindi, alla luce di questi fatti
restare a guardare, non possiamo permetterci di perdere questi
milioni di euro
Invoco l'assessore Messina affinché possa far lavorare il proprio
ufficio ispettivo, perché rischiamo di perdere dei fondi
fondamentali per la Sicilia e, oltre il danno la beffa, di avere
speso per i fondi FSE e FESR soltanto il 2 per cento, quindi per il
2021-2027, abbiamo speso solo il 2 per cento dei fondi FSE e meno
dell'1 per cento dei fondi FESR Ma qua c'è il capolavoro del
governatore Schifani che non solo non spende i soldi ma nomina
qualcosa come consulenti esterni che ci costano 110 milioni di euro
con parcelle giornaliere, che addirittura superano gli 800 euro al
giorno Cioè noi non abbiamo i soldi, non spendiamo i soldi FESR e
FSE, ma nominiamo i consulenti pagandoli a peso d'oro, oltre 800
euro al giorno, per spendere quei fondi e che dovrebbero di fatto
lavorare affinché non si perdano
E quei consulenti pagati a peso d'oro cosa stanno producendo? Che
la Sicilia rischia di perdere fondi fondamentali che possono
cambiare le sorti di questa Regione e il fatto che in questo
momento non ci sia un solo Assessore del governo Schifani dimostra
l'interesse che questo Governo ha dei siciliani Sto parlando a
delle sedie vuote, non c'è nemmeno un assessore di questo Governo
ad ascoltare i problemi veri
Abbiamo, da un lato, la possibilità di potere risollevare le sorti
di questa Regione perché gli asili nido, la scuola, l'istruzione,
stanno alla base di una società che funziona: non avere asili nido,
non avere scuole permette alla delinquenza di proliferare, permette
ai quartieri difficili di Palermo di continuare a farla da padrone
e in questo caso, è brutto da dire, ma la mafia ha vinto rispetto
allo Stato Se un cantiere che deve costruire un asilo viene
intimorito, viene intimato dalla mafia e questa azienda è costretta
ad abbandonare quel cantiere e nessuno fa nulla, in quel contesto,
come è successo nella scuola Pomara, lo Stato ha perso, lo Stato
non si può permettere di fare passare questi messaggi devastanti
Per questa ragione, ho presentato un'interrogazione, perché di più
non posso fare. È vero, il comune di Palermo dice "aspettiamo,
ancora abbiamo un anno di possibilità per salvare questi fondi"; ma
voi pensate che quello che non hanno fatto in due anni, lo facciano
nell'ultimo anno? Ci sono ancora progetti approvati dove, se
andiamo in questi luoghi in cui devono sorgere gli asili, nemmeno
ci sono ancora le basi delle fondamenta di quegli stessi asili
Questo è vergognoso, grida allo scandalo, dell'incapacità della
politica di spendere i soldi, fiumi e fiumi, miliardi di euro
dedicati al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che
rischia di trasformarsi in piano di distruzione, di annientamento
della Sicilia, altro che ripresa e resilienza, qua siamo
all'opposto del motivo per cui quel Piano nasce
Allora, mi rivolgo a lei Presidente, affinché possa richiamare
all'ordine questo Governo che oggi non è nemmeno presente in Aula
per ascoltare questo Parlamento; è come se parlassimo al vuoto
Invece, questo non può accadere, perché se c'è qualcuno che non è
in grado di spendere i soldi pubblici che riguardano il futuro
della nostra generazione, quel qualcuno se ne deve andare a casa
con rispetto, rispetto al ruolo che determina, che sia il Sindaco
di Palermo in primis e a seguire il Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Ringrazio il collega La Vardera che
ha messo in evidenza questa vergognosa vicenda che ha lasciato,
credo, tutti attoniti con la trasmissione che è andata in onda di
Report.
Signor Presidente, anch'io sono sorpresa, dopo avere visto questa
trasmissione, di vedere oggi un'Aula deserta, senza alcun
rappresentante del Governo regionale.
Ma prendo la parola per dire, perché lo mando a chi ci segue a
casa, che proprio oggi ho chiesto al Presidente della Commissione
Antimafia' di aprire un'inchiesta, un'indagine urgente su questa
vicenda.
Noi come Sicilia, come Palermo, non possiamo permetterci che degli
asili nido non vengano costruiti, non vengano riqualificati, ma
soprattutto che venga lasciato in asso un cantiere perché,
sicuramente, è stata estorta l'impresa, dobbiamo accertarlo perché
non possiamo permettere che la mafia vinca ancora in questo
territorio devastato da anni Basta Non lo possiamo più
permettere, né possiamo stare in silenzio
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. L'Aula è rinviata a
domani, 11 giugno 2025, alle ore 15.00.
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato alle
ore 12.00.
La seduta è tolta alle ore 17.36 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
185a SEDUTA PUBBLICA
Mercoled�� 11 giugno 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Virtualizzazione della Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana e modifica di norme (n. 883/A) (Seguito)
Relatore: on. Abbate
2) Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della
Regione Siciliana (n. 530/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
3) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
4) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio/I COMM
ter/A)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella