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Resoconto d'Aula della Seduta n. 185 di mercoledì 11 giugno 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.02

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente,  è  posto a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

     Comunicazione di svolgimento di interrogazione in Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  che con nota prot. n. 876-INT/2025  dell'11
  giugno   2025   l'Ufficio  di  Segreteria  della  III   Commissione
  legislativa  permanente   Attività produttive   ha  comunicato  che
  nella seduta n. 114 del 10 giugno 2025 si è svolta l'interrogazione
  n.  1770   Chiarimenti circa l'esclusione del comparto vitivinicolo
  dalla  Misura  23 - PSR Sicilia 2014-2022 - Avviso pubblico  del  9
  aprile  2025 ,  prima firmataria on.le Ciminnisi, la  quale   si  è
  dichiarata  non  soddisfatta della risposta fornita  dall'Assessore
  per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'on. Zitelli ha chiesto congedo  per  la
  seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  convoco  una  Capigruppo  in  Sala  lettura.
  Pertanto, la seduta è rinviata di mezz'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.04, è ripresa alle ore 15.56)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   parlamentari

       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Allora,  onorevoli colleghi,  vi  invito  a  prendere
  posto.
   Dopo la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, abbiamo
  stabilito  che  verranno distribuiti alcuni  emendamenti  che  sono
  stati  esposti  durante  la Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  due  a  firma  del  Governo,  uno  a   firma   della
  Commissione e un altro che necessita di un passaggio in Commissione
  Bilancio, che pertanto è autorizzata a riunirsi.


   Discussione del disegno di legge  Virtualizzazione della Gazzetta
   Ufficiale della Regione siciliana e modifica di norme  (n. 883/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede  con  il  disegno  di  legge   Virtualizzazione  della
  Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e modifica di norme  (n.
  883/A), posto al n. 1
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Chiedo  se  ci  sono  interventi. Non ci sono  interventi  per  la
  discussione generale o sì?

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Per  la  discussione. Allora, è  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà. Prego, onorevole.

   CATANZARO.  Grazie,  signor Presidente. Sarò  brevissimo  rispetto
  alla discussione generale.  Questo disegno di legge n. 883, che  ci
  portiamo  dalla  scorsa settimana in Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  signor Presidente,  dopo  la  variazione  di
  bilancio,  voglio fare un attimo il percorso, per  avere  anche  un
  momento  di  chiarezza in Aula  Questo disegno  di  legge,  dicevo,
  doveva servire a modificare alcune norme che, in finanziaria,  sono
  state approvate e avevano qualche problematica di natura tecnica e,
  quindi,  bisognava  apportare  una correzione.  Dopo  di  che,  noi
  abbiamo  chiesto,  sempre in Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, il ritorno del testo in Commissione, anche per  avere
  una  più approfondita visione rispetto a quelle che erano le  norme
  di questo testo.
   Ieri, noi abbiamo fatto una seduta in I Commissione in cui si sono
  ripresentati,  all'incirca,  12/13 emendamenti  aggiuntivi,  signor
  Presidente.  All'interno di questi emendamenti  aggiuntivi  abbiamo
  evidenziato,  in  I  Commissione, insieme ai  colleghi  presenti  -
  l'assessore lo ricorderà -, che alcuni emendamenti, che sono  stati
  accantonati e che non avevano l'urgenza per potere, diciamo, essere
  corretti  rispetto  a  quella che era l'idea  originale  di  questo
  disegno  di legge, ebbene, bastava anche approfondirli per portarli
  nella variazione di bilancio di luglio.
   Noi   questa   cosa,  ieri,  l'abbiamo  detta,  l'abbiamo   detta
  Ovviamente,  qui con i colleghi, con a capo il Presidente  della  I
  Commissione,  onorevole  Abbate, abbiamo detto  anche  che  serviva
  approfondire  alcuni  emendamenti. Oggi, li ritroviamo  nel  testo.
  Ritroviamo nel testo ancora emendamenti aggiuntivi
   Io  ritengo, signor Presidente, rispetto a quello che  ci  eravamo
  detti  in  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  che
  l'idea originale, di come la scorsa settimana avevamo concordato, è
  stata  totalmente  un'idea messa in soffitta, perché mi sembra  che
  questo  testo  non  abbia  solo ed esclusivamente  delle  modifiche
  tecniche,  ma  ci  sono  delle modifiche totalmente  diverse  dalla
  correzione tecnica di una norma approvata in finanziaria.
   Le  uniche  due cose, le voglio dire all'Aula, perché è  corretto,
  anche rispetto a quello che ci siamo detti, la scorsa settimana,  è
  che  c'era  un emendamento sulla rendicontazione che doveva  essere
  approvato  entro  il  30  giugno e una  riscrittura  di  una  norma
  importante,   che   era  quella  approvata   in   finanziaria   sul
  femminicidio, che bisognava correggere per potere essere una  norma
  fruibile.   Quindi,  noi  queste  cose  le  abbiamo   condivise   e
  concordate.  Inoltre,  ieri, se non ricordo  male,  in  Commissione
  abbiamo  anche affrontato un problema sui consorzi universitari  in
  Sicilia,  dopodiché, Presidente, oggi, tornando a  rivedere  questo
  disegno  di legge, vedo che man mano che passano i minuti lievitano
  gli emendamenti fuori sacco, tutti aggiuntivi
   Presidente,  io  mi  appello a lei che,  sicuramente,  tiene  come
  sempre alla garanzia dell'Aula e del rispetto. Ritengo che non  sia
  corretto  che,  dopo  avere  fatto ieri la  Commissione,  ritornano
  alcuni  emendamenti avendo detto che non c'è l'urgenza  tecnica  di
  fare  una  correzione adesso,  la si può fare anche  a  luglio".  E
  invece  no  Sono emendamenti che ritornano e insistiamo  su  questi
  emendamenti.
   A questo punto, Presidente Galvagno - siccome lei sa benissimo che
  il  nostro aspetto, sempre di responsabilità all'interno dell'Aula,
  su  tutti  i  temi  che  abbiamo affrontato e  che  continuiamo  ad
  affrontare,  non  è  mai  mancato - oggi io  mi  ritrovo  a  dovere
  sottolineare un fatto: che ovviamente di questa idea del testo  del
  ddl  883  sulle variazioni tecniche correttive che dovevamo mettere
  dentro,  per  alcuni  refusi approvati  in  finanziaria  -  quindi,
  dovevano  esserci  delle correzioni - mi sembra che  il  testo  sia
  totalmente trasformato; approfittando della variazione della scorsa
  settimana,  adesso  c'è un'altra variazione -  addirittura,  se  ho
  visto  bene, c'è qualche articolo che parla anche di spesa, quindi,
  siamo di fronte ad un'altra variazione, ogni settimana - e a luglio
  ne abbiamo ancora un'altra
   Non è possibile, Presidente Galvagno, io ritengo che questo sia un
  modo non corretto di procedere all'interno dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Catanzaro.  Se  sulla  discussione
  generale  non  ci  sono  altri interventi, pongo  in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                «Art. 1
                          Oggetto e finalità

   1.  La  Gazzetta  Ufficiale della Regione  siciliana,  di  seguito
  denominata GURS, è lo strumento legale di conoscenza delle leggi  e
  dei  regolamenti regionali, degli atti amministrativi della Regione
  e  di  tutti  gli atti nella stessa pubblicati, in applicazione  di
  quanto previsto dal decreto legislativo del Capo provvisorio  dello
  Stato  25 marzo 1947, n. 204, articoli dal n. 12 al n. 15.  Restano
  salve  le  altre  forme di conoscenza e di pubblicità  riconosciute
  dall'ordinamento vigente.

   2. Con la pubblicazione di cui al comma 1, la Regione favorisce il
  diritto  di  informazione e di accesso agli atti amministrativi  di
  cui  alla legge regionale 21 maggio 2019, n. 7, nel rispetto  delle
  norme vigenti a tutela della riservatezza dei terzi.

   3.  La  GURS  è redatta in forma digitale e pubblicata  online  su
  apposita sezione del sito internet della Regione siciliana.

   4.   A  far  data  dal  1   gennaio  2026  la  GURS  è  pubblicata
  esclusivamente in forma digitale e diffusa in forma telematica  con
  modalità  volte  a  garantire  l'autenticità,  l'integrità   e   la
  conservazione dei documenti digitali ivi contenuti.».

   Non  sono  stati presentati emendamenti.  Pertanto,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                «Art. 2
                    Validità degli atti pubblicati

   1.  Fermo  restando quanto previsto dall'articolo 34  della  legge
  regionale  21 maggio 2019, n. 7, la pubblicazione degli atti  sulla
  GURS ha valore legale.».

   Non  sono  stati presentati emendamenti.  Pertanto,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                «Art. 3
                       Articolazione della GURS

   1.  La GURS online si articola in tre serie di fascicoli: Parte I,
  Parti 11-111 e Serie Speciale Concorsi.».

   Non  sono  stati presentati emendamenti.  Pertanto,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art. 4
                    Periodicità della pubblicazione

   1.  La  pubblicazione della GURS avviene, di  norma,  con  cadenza
  settimanale, nell'ultimo giorno lavorativo della settimana.

   2.  In  deroga  a  quanto previsto dal comma 1, la Serie  Speciale
  Concorsi  viene,  di  regola, pubblicata  mensilmente,  nell'ultimo
  giorno lavorativo dell'ultima settimana del mese.

   3.  In  caso  di  urgenza o di necessità, può essere  disposta  la
  pubblicazione  di  un  fascicolo delle diverse  serie  in  edizione
  straordinaria, a discrezione della direzione della GURS.».

   Non  sono  stati presentati emendamenti.  Pertanto,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                «Art. 5
                 Consultazione e diffusione della GURS

   1.  La  consultazione della GURS sul sito internet  della  Regione
  siciliana è libera e gratuita per tutte le serie di fascicoli.

   2.  A  richiesta  degli utenti, gli uffici della  GURS  rilasciano
  copia  stampata  di fascicoli della GURS, previo  pagamento  di  un
  contributo stabilito con le modalità di cui all'articolo  6,  comma
  2.».

   Non  sono  stati presentati emendamenti.  Pertanto,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                «Art. 6
                        Costi di pubblicazione

   1.   La  pubblicazione  degli  atti  della  Regione  siciliana   e
  dell'Assemblea  Regionale  Siciliana è  gratuita.  Tutte  le  altre
  pubblicazioni  avvengono a pagamento, ferme restando  le  eventuali
  gratuità  di pubblicazione stabilite da norme dello Stato  o  della
  Regione siciliana.
   2.  Le tariffe di pubblicazione delle inserzioni ed i diritti  per
  ottenere  copie cartacee dei fascicoli della GURS sono fissati  con
  provvedimento  dell'Avvocato generale  dell'Ufficio  legislativo  e
  legale.».

   Non  sono  stati presentati emendamenti.  Pertanto,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                «Art. 7
                        Ordinamento della GURS

   1.  La  pubblicazione della GURS telematica è a cura  dell'Ufficio
  legislativo  e legale della Presidenza della Regione siciliana  cui
  competono  la  direzione,  la redazione e  l'amministrazione  della
  GURS,   secondo  quanto  disposto  dell'articolo  16  del   decreto
  legislativo del Capo provvisorio dello Stato 25 marzo 1947, n. 204.
   2.  Con  decreto  del  Presidente  della  Regione  siciliana  sono
  disciplinate  le  modalità  per  la  trasmissione  degli  atti   da
  pubblicare,   le   modalità   che   garantiscono   l'integrità    e
  l'autenticità  dei  testi pubblicati, le  garanzie  da  adottare  a
  tutela   della   sicurezza   delle  procedure   di   formazione   e
  pubblicazione  dei  fascicoli,  le  garanzie  di  manutenzione   ed
  aggiornamento  del  sistema informativo  e  della  sua  operatività
  continua ed ogni altra cosa occorrente.».

   Non  sono  stati presentati emendamenti.  Pertanto,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                «Art. 8
   Applicabilità norme Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

   1.  Per quanto altro non previsto nelle presenti disposizioni sono
  applicabili, in quanto possibile, le norme vigenti per la  Gazzetta
  Ufficiale della Repubblica Italiana.».

   Non  sono  stati presentati emendamenti.  Pertanto,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 9. Ne do lettura:

                                «Art. 9
                       Disposizioni finanziarie

   1.  Agli  oneri  di  composizione e di  conservazione  sostitutiva
  nonché  a  ogni altra spesa necessaria per la gestione  della  GURS
  digitale discendenti dalla presente legge, quantificati in 210 mila
  euro  a  decorrere  dall'esercizio finanziario  2026,  si  provvede
  mediante  le risorse stanziate a legislazione vigente sul  capitolo
  120512 (Missione 1, Programma 11).

   2. La denominazione del capitolo 120512 (Missione 1, Programma 11)
  è  modificata in: "Spese per la composizione e pubblicazione online
  e conservazione sostitutiva della Gazzetta Ufficiale, per la stampa
  e   rilegatura  delle  raccolte  d'ufficio  ai  fini  di   pubblica
  consultazione, per la stampa di pubblicazioni speciali.  Spese  per
  la  cancelleria,  stampati  e  materiali  vari  occorrenti  per  il
  servizio  della  Gazzetta  Ufficiale della  Regione".  Il  suddetto
  capitolo continua a essere classificato come spesa obbligatoria.

   3.  Dall'attuazione dell'articolo 7 non derivano nuovi o  maggiori
  oneri a carico della finanza pubblica e ai relativi adempimenti  si
  fa  fronte  mediante  le risorse umane, strumentali  e  finanziarie
  previste a legislazione vigente sul bilancio regionale.».

     Non  ci sono emendamenti. Pertanto pongo in votazione l'articolo
  9. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10
                     Modifiche a norme finanziarie

   1.  All'articolo  20, comma 2, della legge regionale  18  novembre
  2024,  n.  27,  le  parole "30 giugno 2025" sono  sostituite  dalle
  seguenti: "31 dicembre 2025".

   2.  Il  comma 27 dell'articolo 6 della legge regionale  9  gennaio
  2025, n. 1 è sostituito dal seguente:

    27. Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
  di  cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
  2014, n. 5 e successive modificazioni, è autorizzata la spesa di  1
  milione  di  euro in favore del comune di Terme Vigliatore  per  la
  gestione del dissesto finanziario e per garantire l'erogazione  dei
  servizi  essenziali  e  la  gestione delle  attività  ordinarie  di
  amministrazione (Missione 18, Programma 1) .

   3.  Alla legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3, sono apportate  le
  seguenti modificazioni:

   a)  all'articolo 5, comma 2, lettera kkk), le seguenti parole sono
  soppresse:  delle province di Ragusa e Siracusa ;

   b)   all'articolo  7,  comma  3,  lettera  gg),  le  parole    per
  l'organizzazione delle manifestazioni connesse alla settimana santa
  e  per  attività  culturali  sono sostituite dalle  seguenti:   per
  interventi di manutenzione ordinaria ;

   c)   all'articolo  7,  comma  3,  lettera  jj),  le  parole    per
  l'organizzazione delle manifestazioni connesse alla settimana santa
  e  per  attività  culturali  sono sostituite dalle  seguenti:   per
  interventi di manutenzione ordinaria ;

   d)  all'articolo 8, comma 2, le lettere a), d) e i) sono soppresse
  e all'articolo 9, comma 2, sono aggiunte le seguenti:

    lll  ter) 150 mila euro al comune di Campobello di Mazara per  le
  attività  riabilitative, socio-educative destinate  all'accoglienza
  di  giovani  ed  adulti  presso  strutture  semi  residenziali  e/o
  comunità alloggio per disabili privi del sostegno familiare;

   lll  quater)  200  mila  euro da suddividere  tra  le  nove  città
  capoluogo per l'attivazione del servizio  Culle per la vita ;

   lll   quinquies)  40  mila  euro  alla  parrocchia  Madonna  della
  Provvidenza   di   Palermo  finalizzate  alla   predisposizione   e
  all'attivazione  di un poliambulatorio medico con finalità  sociali
  destinato alle persone meno abbienti. .

   e)  alla  Tabella  1 di cui all'articolo 1, alla riga  241,  nella
  sezione  Oggetto' le parole  immobile in' sono soppresse.».

   Ci sono degli emendamenti soppressivi.


                        Sull'ordine dei lavori

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare
  sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ABBATE,  presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  dieci
  minuti di sospensione per raccordarci.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni, sospendo  la  seduta  per
  dieci minuti.

   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16:05, è ripresa alle ore 18:00)

   La seduta è ripresa.


        Seguito della discussione del disegno di legge n. 883/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo accantonando l'articolo 10.
   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11
         Modifiche alla legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3

     1. All'articolo 118 della legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3,
  dopo le parole  vittime di femminicidio  sono aggiunte le seguenti:
   in  numero non superiore a uno. Le disposizioni di cui al presente
  articolo  trovano applicazione per fatti avvenuti entro  i  confini
  del  territorio della Regione siciliana anche prima della  data  di
  entrata  in  vigore  della presente legge  in  danno  di  cittadini
  italiani  residenti in Sicilia al momento dell'evento criminoso  ed
  esclusivamente  per le assunzioni presso la Regione  siciliana  nei
  limiti delle risorse assunzionali disponibili ».

   C'è un emendamento soppressivo 11.1 dell'onorevole Giambona, che è
  ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 11.2, che ha avuto il parere favorevole
  della Commissione Bilancio.
   Chiediamo   il  parere  del  Governo  sull'11.2.  C'è  il   parere
  favorevole della Commissione.
   L'emendamento  11.1 non si può trattare perché già la  Commissione
  ha  espresso  il  parere,  a  meno che non  vogliate  ritornare  in
  Commissione e ci fermiamo un'altra volta
   Ritirato.
   Grazie, onorevole Safina.
   Assessore  Dagnino,  c'è  il parere favorevole  della  Commissione
  Bilancio sull'emendamento 11.2. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.2.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 11.3 è inammissibile quindi... onorevole  Tomarchio,
  prego.
   C'è un invito al ritiro, chiaramente però le do la possibilità  di
  intervenire.

   TOMARCHIO.  Grazie signor Presidente.
   Confesso che, nel presentare questo emendamento, temevo quello che
  sta  accadendo, però ciò che più mi interessava e ciò che più credo
  dovrebbe   interessare   l'Aula  non  è  tanto   approvare   questo
  emendamento   oggi,  quanto  iniziare  a  porre  il  tema.   Perché
  nell'articolo che ci apprestiamo ad approvare, nella legge  che  ci
  apprestiamo ad approvare, lo stesso presidente Schifani ha fatto un
  giustissimo  appello  ad  una parte di  modifica  che  riguarda  la
  retroattività della legge già immaginata dall'onorevole La  Vardera
  ma  che credo presenti delle lacune, almeno sulla parte inerente la
  definizione di vittime.
   E  allora, pur non avendo competenza legislativa in materia, credo
  che  quest'Aula  possa - in un certo senso -  occuparsi  di  questa
  materia  e  possa dibattere su questo argomento perché è certo  che
  non ci siano vittime di serie A e vittime di serie B.
   Quindi, Presidente, l'appello che faccio alla sua Presidenza, è di
  porre il tema quanto prima e di immaginare un percorso per invitare
  chi  di  competenza  - e quindi le Aule romane -  ad  occuparsi  di
  questo tema, nelle forme che più saranno opportune.

   PRESIDENTE. L'emendamento 11.3, quindi, è ritirato.
   Pongo in votazione l'articolo 11.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole La Vardera e poi l'onorevole
  Giambona.
   Prego, onorevole La Vardera.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, volevo intervenire anche a seguito
  delle parole del collega Tomarchio, apprezzando il suo intervento e
  il   senso  anche  di  questo  emendamento.  Ritengo  che  sia  una
  riflessione che dobbiamo fare, anche da portare avanti,  perché  al
  di  là  di tutto, questo emendamento che poi ha portato in Aula  il
  Presidente  Schifani,  dimostra una cosa che allora  il  Presidente
  Schifani  quando  vuole  ascolta questo  Parlamento  e  ascolta  le
  iniziative di questo Parlamento.
   Oggi  noi  semplicemente ridiciamo quello che  abbiamo  detto  più
  volte  in quest'Aula, ma soprattutto aggiungiamo una parola magica,
  una  parolina magica che impediva le assunzioni di queste donne che
  è   la   retroattività  per  cui,  come  dire,  voglio   concludere
  riconoscendo l'intervento del Governo che è stato risolutivo  sotto
  questo  punto  di vista e ovviamente apprezzando anche l'iniziativa
  del  collega  Tomarchio  che certamente può  dare  una  maggiore  -
  diciamo - incisività alla norma stessa.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  intervenire  l'onorevole   Giambona.
  Rinuncia?
   Ok, parla dopo l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, il mio è un chiarimento  perché  io
  non mi ricordo com'è l'articolo 118 del testo. Bene, acquisiamo  un
  principio della retroattività. Non ricordo se nell'articolo 118 sia
  fissato il soggetto che stabilisce l'autorità che certifica che  il
  delitto  sia  di femminicidio. Ecco, dobbiamo avere chiaro,  perché
  altrimenti  noi  dalla questione della retroattività  passeremo  al
  fatto che la legge non si può applicare perché non c'è qualcuno che
  lo certifichi
   Le  vittime  di  mafia  hanno un'autorità, che  è  la  Commissione
  nazionale  per le vittime di mafia nonché la Prefettura,  eccetera,
  eccetera. In questo caso, occorre stabilire subito il soggetto  che
  deve  certificare  la fattispecie giuridica per cui  si  può  avere
  questo beneficio.

   PRESIDENTE. Questo è un problema che dovrebbe essere disciplinato,
  comunque, a livello nazionale.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Questo
  tema,  devo dire, Presidente, non è di poco conto perché  noi  oggi
  stiamo  a discutere di una norma assolutamente impattante e per  la
  quale  c'è  il  parere e l'opinione favorevolissima  da  parte  del
  Partito  Democratico, e ci mancherebbe, perché  la  tematica  della
  violenza sulle donne è una piaga sociale.
   Ogni  quattro giorni muore una donna in Italia, noi abbiamo  avuto
  98  femminicidi nel 2024, 40 ad oggi nel 2025 di cui 4 in  Sicilia.
  Fenomeni   che   non  possono  determinare  solamente  indignazione
  rispetto  a  quella che è la situazione che, purtroppo, viviamo  ma
  anche  azioni concrete che devono passare a un cambio di passo  dal
  punto  di vista educativo e culturale: dai centri antiviolenza,  ad
  azioni  per svincolarsi da quei nuclei familiari violenti ma  anche
  attraverso  un  sistema di protezione vero, sociale e assolutamente
  concreto.  Noi  abbiamo palesato il fatto che  siamo  assolutamente
  favorevoli  ma  dobbiamo  anche stare attenti,  caro  Presidente  e
  onorevoli  colleghi,  al  fatto che norme come  questa  non  creino
  aspettative   circa  il  fatto  della  loro  concreta  applicazione
  pratica.
   Anche  perché  non vorremmo creare ulteriore dolore a  quello  che
  hanno  già  provato le vittime o i figli, appunto,  delle  vittime.
  Tutele   vere,   ecco   io  mi  chiedo  e  questo   nasce   proprio
  dall'interrogativo che chi è intervenuto prima di  me  si  è  posto
  dopo   l'approvazione  di  questa  norma:  i   figli   vittime   di
  femminicidio potranno concretamente avere l'opportunità  di  avere,
  appunto,   l'accesso  nella  Pubblica  Amministrazione   regionale?
  Questo, devo dire, è il tema.
   Il   Presidente   della   Regione  Schifani,   proponendo   questo
  emendamento, probabilmente, ha pensato che è la soluzione al  tema.
  Io  mi  auguro  che sia così ma dovremmo assolutamente approfondire
  perché  mi  risulta che, in questo momento, a livello  nazionale  e
  credo  che  questa norma si rifaccia proprio all'impianto normativo
  del  codice  penale  nazionale,  ecco,  non  esiste  il  reato   di
  femminicidio  che in questo momento è fermo dal mese  di  marzo  al
  Senato della Repubblica per ulteriori approfondimenti.
   E,  allora,  poiché noi in questa norma ancoriamo  l'obiettivo  di
  dare  possibilità  ai  figli di vittime di femminicidio  di  questa
  opportunità,  non vorremmo che poi andiamo a traslare  la  tematica
  dell'adempimento normativo a un problema burocratico, a ricorsi,  a
  questioni  che  poi  debbano  comportare  ulteriori  lungaggini   e
  difficoltà o, addirittura, una inapplicabilità di questa norma  che
  è  una  norma  di civiltà che noi, naturalmente, non possiamo  fare
  altro che sostenere.
   È  ovvio  che noi auspichiamo, quanto prima, un percorso nazionale
  che  permetta di sdoganare questo aspetto e di creare quanto  prima
  il reato di femminicidio. Un Governo nazionale che si è concentrato
  sul  DL  sicurezza per andare a sanzionare quelli che  manifestano,
  magari,  davanti  le fabbriche, davanti le scuole o  gli  attivisti
  ambientali,  mentre  questo  tema sui  femminicidi  è  al  palo  al
  Parlamento nazionale.
   Allora,  Presidente e onorevoli colleghi, noi siamo  assolutamente
  favorevoli,   e  ci  mancherebbe,  su  questa  proposta.   Voteremo
  favorevolmente  ma  abbiamo anche l'esigenza di capire  che  questa
  norma  non  dev'essere una norma di facciata, dev'essere una  norma
  che,   concretamente,  possa  applicarsi  a  quelle  che  sono   le
  fattispecie   che  qui  vengono  indicate  per  dare  concretamente
  possibilità  a  coloro che hanno già subito un dolore,  di  portare
  avanti quella che è un'esigenza di un vero riscatto.


                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  stati  presentati   i   congedi
  dell'onorevole Cateno De Luca e dell'onorevole Bica.


        Seguito della discussione del disegno di legge n. 883/A

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Saverino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  innanzitutto  per  ringraziare i colleghi che mi  hanno  preceduto,
  perché  è un tema che per me è stato sempre molto caro e approfitto
  di   questa   occasione   per   ringraziare   l'assessore   Albano,
  l'Assessorato  tutto perché siamo riusciti, dopo un anno  veramente
  di  grande  trepidazione,  a portare avanti  quella  norma,  sempre
  appunto  sottoscritta da me e da tutto il Gruppo  parlamentare  del
  Partito  Democratico,  che  ha il riconoscimento  degli  orfani  di
  femminicidio.
   E'  stata  una  trattativa molto importante, diciamo  che  oggi  -
  credo,  assessore  -  abbiamo già dato ristoro, comunque  sostegno,
  abbiamo ritrovato in Sicilia 22 orfani che non avevano mai ricevuto
  alcun  tipo  di  sostegno, andando quindi anche in contrapposizione
  con  quella  che  è  la legge nazionale e oggi già  non  so  quanti
  orfani,  questi  figli  nostri, cioè questa  grande  responsabilità
  collettiva, perché questi soggetti sono rimasti senza madre e quasi
  sempre  anche senza padre perché in galera, quindi veramente  siamo
  riusciti come Regione a fare un grande passo avanti.
   La   proposta  del  collega  La  Vardera  che  naturalmente  aveva
  all'inizio,  è passata più di un anno fa ormai, se non  sbaglio,  e
  oggi  - grazie appunto a questo intervento - si è riuscito forse  a
  dare anche una soluzione.
   È  vero che a livello nazionale speriamo che il riconoscimento del
  femminicidio avvenga e quindi dobbiamo spingere su questo aspetto e
  soprattutto  credo che sia importante, come diceva bene l'onorevole
  Giambona,  che  non rimanga una norma di facciata ma che  veramente
  possiamo  dare risposta alle tante donne ma anche a tanti figli  di
  donne che hanno subito violenza. Quindi credo che sia importante  e
  spero  che  possa  passare  e venga riconosciuta  all'unanimità  in
  quest'Aula.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Lombardo  Giuseppe.
  Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi.  Volevo
  dare  un chiarimento col mio intervento al collega Cracolici perché
  chiedeva   informazioni  sull'articolo  118   e   in   più   volevo
  ringraziare,  a  nome  del Gruppo Sud chiama  Nord,  il  presidente
  Schifani  perché  è  vero  che ha accolto la  richiesta  fatta  dal
  collega, però è pur vero che bisogna ricordare a quest'Aula da dove
  parte  questa norma visto che non è una legge ma è un  articolo  e,
  quindi, una norma di altre inserite appunto nella legge finanziaria
  del  2024 che allora, al di là del primo firmatario, fu voluta  dal
  collega  Vasta  oggi  non più deputato, dal  collega  Balsamo,  dal
  collega De Luca Cateno, dal collega Sciotto e dal collega De Leo.
   Quindi,  a  nome  anche  dei  colleghi  che  in  quella  occasione
  sposarono questa iniziativa, ringraziamo il presidente Schifani per
  avere   esteso   la  platea  anche  ai  figli  delle   vittime   di
  femminicidio.
   E   per   quanto  riguarda  l'articolo  118,  collega   Cracolici,
  espressamente  recita così:  Fino al 31 dicembre  2025  e  comunque
  nelle  more  delle  definizioni  di  una  disciplina  statale,   le
  disposizioni  di  cui al comma 1 e 3 dell'articolo  4  della  legge
  regionale  13 settembre 1999, n. 20 e successive modificazioni,  si
  applicano  sia  alle donne vittime di violenza con  deformazione  o
  sfregio  permanente del viso di cui all'articolo 583 quinquies  del
  codice penale sia ai figli delle vittime di femminicidio . Quindi è
  questa  la classificazione dei beneficiari di questa norma, collega
  Cracolici,  che  adesso con questa ulteriore  modifica  voluta  dal
  Presidente Schifani, viene resa anche retroattiva.
   Ribadiamo,  pertanto, il nostro ringraziamento  come  Gruppo   Sud
  chiama  Nord   al Presidente Schifani e grazie ancora all'Aula  nel
  momento in cui voterà questa modifica.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Pellegrino.  Ne
  ha facoltà.

   PELLEGRINO.  Signor  Presidente,  solamente  per  fugare  dubbi  e
  perplessità  sulla  sussistenza  e  sull'esistenza  del  reato   di
  femminicidio.  Il delitto di femminicidio è stato  introdotto  come
  reato  nel  nostro codice penale l'8 marzo del 2025, quindi  dall'8
  marzo  2025,  l'articolo 577 bis, prevede il reato di  femminicidio
  per il quale è prevista, tra l'altro, la pena dell'ergastolo.
   Quindi,   al   fine   di   evitare  dubbi  sulla   sussistenza   e
  sull'esistenza  del reato io devo dire, ad onor del  vero,  che  il
  reato di femminicidio è già legge nel nostro codice penale.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 11.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli    colleghi,    mentre   attendiamo    la    riscrittura
  dell'onorevole  Varrica,  del comma  10.4,  se  non  ricordo  male,
  passiamo all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12
                          Trasferimento fondi

   1.  Le somme, ancorché impegnate per le quali non è stato definito
  l'iter amministrativo ai sensi del DDG n. 2261 del 4 settembre 2024
  disciplinante  l'allegato 7 dell'articolo 42 della legge  regionale
  12  agosto 2024 n. 25, assegnate per le finalità di cui alla  legge
  regionale  4  giugno  1980,  n.  55  e  per  ogni  altra   finalità
  statutaria,   sono  utilizzate,  per  le  medesime  finalità,   per
  incrementare il capitolo 413726, Missione 12, Programma 2».

   PRESIDENTE. L'articolo 12 è improcedibile1.
   Si passa, pertanto, all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13
         Modifiche alla legge regionale 22 maggio 2024, n. 20

   1.  Al  comma  1 dell'articolo 2 della legge regionale  22  maggio
  2024,  n.  20  le  parole  fino al 30 giugno 2025  sono  sostituite
  dalle seguenti:  fino al 31 dicembre 2025 »

   Essendo  presente  soltanto un emendamento soppressivo,  pongo  in
  votazione  il  mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole  resti;
  seduto chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14
    Modifiche alle leggi regionali 26 marzo 2002, n. 2 e 20 giugno
                              2019, n. 10

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 66, della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2,  le  parole  costituiti in ambito  provinciale  dalla
  Provincia  regionale  siciliana di  riferimento  o  da  altri  enti
  pubblici o privati  sono sostituite dalle seguenti:  costituiti  in
  ambito   provinciale   dalla  Provincia  regionale   siciliana   di
  riferimento ovvero da altri soggetti pubblici ovvero da altri  enti
  di  interesse pubblico ovvero da altri enti non aventi finalità  di
  lucro .

   2. All'articolo 35 della legge regionale 20 giugno 2019, n. 10,  è
  aggiunto il seguente comma:

    1bis.  La  concessione  e l'erogazione  in  favore  dei  Consorzi
  Universitari del contributo di cui all'articolo 66, comma 1,  della
  legge  regionale  26 marzo 2002, n. 2, è altresì condizionata  alla
  circostanza   che   gli  stessi  siano,  già   al   momento   della
  presentazione  della  richiesta, composti  esclusivamente  da  soci
  aventi  la  qualifica di soggetti pubblici ovvero enti di interesse
  pubblico ovvero enti non aventi finalità di lucro ».

   Sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi, il primo è
  il 14.1 dell'onorevole Giambona.

   GIAMBONA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Grazie,  ritirato. Si passa  all'emendamento  14.2  a
  firma dell'onorevole Giambona.

   GIAMBONA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Ritirato,  grazie. Si passa  all'emendamento  14.3  a
  firma dell'onorevole Giambona.

   GIAMBONA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   Ritirato,  grazie.  Allora,   pongo   in   votazione
  l'articolo  14. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15
    Norme in materia di prestito d'onore per studenti universitari

   1.  All'articolo 20 della legge regionale 18 novembre 2024, n.  28
  sono apportate le seguenti modificazioni:

   a)  al  comma 3 le parole da  è concesso  sino a  tale iniziativa
  sono  sostituite dalle seguenti:  con applicazione di un tasso pari
  a zero, è concesso da IRFIS-FinSicilia s.p.a. ;

   b) i commi 4 e 5 sono abrogati;

   c)  al  comma  6  le parole  gli istituti bancari  valutano   sono
  sostituite dalle seguenti:  l'IRFIS-FinSicilia s.p.a. valuta ;

   d) il comma 9 è abrogato;

   e)   al   comma   10   le   parole  da   E'  istituito    sino   a
   all'iniziativa.  sono soppresse».

   Essendo  stato presentato soltanto un emendamento soppressivo,  si
  vota  il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16
                 Proroga termini ex articolo 3 comma 5
              della legge regionale 22 gennaio 2023, n. 2

   1.  I  termini per la rendicontazione e la conclusione delle opere
  di  ristrutturazione autorizzate ai sensi dell'art. 3 comma 5 della
  legge regionale 22 gennaio 2023, n. 2 sono prorogati al 31 dicembre
  2025.

   2.  La  proroga  di  cui al comma 1 si applica sia  alle  attività
  economiche  e  produttive  sia  al  recupero  edilizio  per  civile
  abitazione e relativi beni immobili danneggiati dagli eventi  meteo
  avversi verificatisi nei mesi di ottobre e novembre 2021, di cui ai
  DGR n. 444/2021, n. 455/2021 e n. 500/2021».

   CATANZARO. Fermiamoci un secondo.

   PRESIDENTE. Sì, sì, tranquillo. C'è un emendamento soppressivo, il
  16.1 dell'onorevole Giambona e altri. È mantenuto o ritirato?

   DE   LUCA   Antonino.   L'Assessore  può   dare   un   chiarimento
  sull'articolo?

   CATANZARO. Possiamo chiedere un chiarimento all'Assessore?

   PRESIDENTE.  Sì, chiedono un chiarimento, Assessore, sull'articolo
  16. Prego, assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  pensavo  stesse intervenendo  l'assessore  per
  l'economia.   Praticamente   è   una   proroga   dei   termini   di
  rendicontazione  ai comuni per alcuni contributi  che  erano  stati
  assegnati  dalla legge finanziaria, che erano previsti inizialmente
  al 30 giugno.
   Con  questo  comma  si prevede di spostare questo  termine  al  31
  dicembre 2025.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Allora  chiedo  se  l'emendamento   16.1   è
  mantenuto o ritirato.

   GIAMBONA. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Ritirato.  Passiamo  all'emendamento  16.2,   che   è
  ritirato. Grazie.
   Si passa all'emendamento 16.3, che è ritirato. Grazie.
   Allora  pongo  in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 17.
   Comunico  che è stato presentato un emendamento di riscrittura  da
  parte  della Presidente della Commissione Bilancio ed è sui tablet,
  tra i fuori sacco, è l'emendamento 17.R.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Prima   dell'articolo   17,   c'è   la   riscrittura
  dell'articolo  10,  sul 17 ci ritorniamo perché tanto  lo  dobbiamo
  votare.

   CRACOLICI. Ma stiamo parlando del 10 o del 17?

   PRESIDENTE.  Manca  soltanto l'articolo  10  e  poi  c'è,  infine,
  l'articolo  17.  Siccome è pronta la riscrittura dell'articolo  10,
  oppure volete andare avanti sul 17, per me è indifferente.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, visto che c'è una riscrittura
  dell'articolo 17 a firma della Commissione, poi non so se  è  della
  Commissione  effettivamente  o solo del  Presidente,  cioè  l'avete
  votata  in  Commissione o è una riscrittura  del  presidente  della
  Commissione?

   ABBATE, presidente della Commissione e relatore. È stata votata la
  riscrittura in Commissione Bilancio.

   DE  LUCA Antonino. Allora, se può essere illustrata dal presidente
  della  Commissione Bilancio la riscrittura, anche perché mi  sembra
  di capire che c'è copertura finanziaria su questa.

   PRESIDENTE. Di quale sta parlando, onorevole De Luca?

   DE LUCA Antonino. Dell'articolo 17.

   PRESIDENTE.   Sì,  perché  ancora  l'onorevole  Varrica   non   ha
  depositato la riscrittura.

   CAMPO.  Prima  ascoltiamo  il  chiarimento  dell'assessore   sulla
  riscrittura?

   PRESIDENTE. Assessore, vuole esporre qualcosa sull'articolo 17?

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.   Signor   Presidente,   al   di   là   della   spiegazione
  dell'assessore Dagnino sulla riscrittura dell'articolo 17, che  poi
  ascolteremo,  io  comunque volevo sottolineare la bontà  di  questa
  proposta  perché ad oggi ci sono parecchi enti locali  in  dissesto
  che  non  riescono a garantire ai propri dipendenti  uno  stipendio
  adeguato.
   Sono  stati  stabilizzati e, nonostante questo,  sono  arrivati  a
  prendere  degli stipendi inferiori a quando erano precari e  quindi
  questo  darebbe  un'importante  mano  d'aiuto,  non  solo  a  tante
  famiglie che appunto lavorano all'interno dei nostri enti locali  e
  che   chiaramente  con  una  posizione  che  aumenti  le  loro  ore
  lavorative  possono anche aspirare a trattamento pensionistico  più
  adeguato:  ma  questo  è  solo un aspetto, permetterebbe  anche  di
  garantire i servizi essenziali ai Comuni, perché ad oggi, con tutti
  questi  lavoratori  part  time, i Comuni comunque  non  riescono  a
  tenere aperti degli uffici essenziali a pieno regime.
   Inoltre,  io  spero  che  questo sia solo  l'inizio  e  che  nelle
  prossime  variazioni di bilancio si possa considerare di  fare  una
  norma  simile,  anche  per quei Comuni non in dissesto,  che  hanno
  comunque dei dipendenti nella stessa situazione che, chiaramente, è
  il  nostro  primo interesse, fare in modo che i lavoratori  possano
  lavorare  in  maniera serena e tranquilla ed essere rispettati  per
  tutto  quello  che fanno, anzi li ringrazio perché  ad  oggi  hanno
  tenuto  aperti  degli  uffici anche senza la retribuzione  adeguata
  delle  ore  lavorative,  in maniera che  si  crei  e  si  sani  una
  situazione incresciosa che si è venuta a creare in questi  mesi  in
  alcuni Comuni siciliani.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io questa la considero  una  delle
  norme  "vergogna" di questo provvedimento. E lo dico con cognizione
  di  causa  perché è insopportabile che questo Parlamento rischi  di
  diventare  un Parlamento che dà premialità a coloro che non  devono
  avere  alcuna premialità, anche se i lavoratori sono vittime spesso
  delle loro amministrazioni in cui lavorano
   Ma  vorrei  evidenziare  che questo emendamento,  sostanzialmente,
  propone di distribuire circa due milioni e mezzo di euro.
   Tra  l'altro - mi ascolti, Presidente, e assessore al  bilancio  -
  con  questo  emendamento troviamo copertura da  un  Fondo  che  era
  destinato agli stessi comuni, per le stabilizzazioni e per gli LSU,
  le  cui  economie, c'è stato spiegato stamattina, sono  oggi  nella
  disponibilità   dell'Assessorato   degli   enti   locali   che   li
  destinerebbe, guarda caso, ai comuni in dissesto che hanno più  del
  cinquantacinque  per  cento di personale  part  time   Parliamo  di
  personale stabilizzato, non precario, part time al pari di tutti  i
  dipendenti stabilizzati, di tutti i comuni siciliani.
   Quindi  ci sono in tutti i comuni siciliani migliaia di dipendenti
  stabilizzati,  che  fanno 24 ore. Anche 20 ore   Bene.  Con  questa
  norma,  stabiliamo  di dare un contributo ai  comuni  che  sono  in
  dissesto,  mentre a tutti gli altri che avranno i conti  in  ordine
  non diamo nessun contributo per aumentare le ore
   Ma  voi vi rendete conto che, con questo sistema, noi creiamo  una
  disparità  insopportabile tra categorie di lavoratori,  alcuni  dei
  quali  da  oltre vent'anni e anche di più svolgono attività  per  i
  propri  comuni, sono stati stabilizzati a tempo parziale e oggi  si
  ritrovano  i  loro colleghi che, lavorando in comuni  in  dissesto,
  hanno un beneficio rispetto ad altri?
   Ma  io  dico, da dove viene questa mente diabolica che può pensare
  una norma del genere? È insopportabile un modello di disparità, con
  cui si prova ad amministrare la cosa pubblica.
   Stavo  dicendo che la copertura a questa norma la si fa dal  Fondo
  delle  autonomie locali per il personale stabilizzato.  Vedi  caso,
  c'è  un  emendamento  -  che arriverà forse  dopo,  che  è  l'A.12,
  emendamento  presentato  fuori termine e tutto  quello...-  che  dà
  copertura  con lo stesso fondo  Cioè dalle economie  del  fondo  di
  stabilizzazione,  in  quel  caso,  si  dà  copertura  ad   un'altra
  fattispecie  prevista, vale a dire il contributo che  l'Assessorato
  agli enti locali vuole dare ai comuni - per circa ottocentomila, un
  milione di euro - e ottocento mila euro del turismo, sempre coperti
  dal  Fondo  autonomie  locali,  fondo stabilizzazioni.  Allora,  su
  quello interverremo al proposito, quando sarà esaminato quel testo.
   Ma  questo  articolo, è un articolo insopportabile  Se la  Regione
  vuole aumentare le ore ai dipendenti stabilizzati, dei comuni,  che
  lavorano  a  tempo parziale, trovi una risorsa e  dia  a  tutti  la
  possibilità di aumentare le ore  Non si consente a nessuno di  fare
  figli  e  figliastri,  sulla base di una  sensibilità  che  qualche
  deputato  ha, rispetto a qualche comune, danneggiando la stragrande
  maggioranza  dei comuni e, aggiungo, la stragrande maggioranza  dei
  lavoratori che operano in questi comuni  Ecco perché, io  non  solo
  voto contro, ma chiedo il voto segreto su questa norma.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Cracolici.  Ho   altri   quattro
  interventi. È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano, poi De  Luca
  Antonino, La Rocca Ruvolo e Giambona.
   Prego, onorevole Cambiano.

   CAMBIANO. Signor Presidente, sull'argomento io contesto il metodo,
  al  di  là della sensibilità politica che può appartenere a  tutti,
  rispetto a un tema che è stato sollevato più volte in quest'Aula da
  due anni a questa parte.
   Richieste  di  audizione in I Commissione da parte di  lavoratori,
  cosiddetti  ex  contrattisti, che non sono  dieci,  venti,  trenta,
  cinquanta   ma  sono  circa  dodici  mila  in  Sicilia.  Dodicimila
  lavoratori contrattisti che, da anni, attendono risposte da  questo
  Governo, rispetto a una serenità per la loro condizione lavorativa,
  che,  ad  oggi, sono stati ignorati da questo Governo. Ma aggiungo,
  sarebbe  un  segnale  importante anche per gli Enti  locali  perché
  questi  lavoratori,  molto spesso, svolgono  funzioni  fondamentali
  all'interno  degli stessi enti locali. Contesto il  metodo,  perché
  Presidente?  Perché  in  un  in  un  provvedimento  normativo   che
  affrontava  tutt'altro, ci ritroviamo dall'oggi  al  domani,  senza
  alcuna condivisione, un testo e un emendamento che non è stato  per
  nulla  condiviso,  ribadisco, nemmeno nella  modalità.  Il  55  per
  cento; io in Commissione ho chiesto: ma perché questo rapporto  del
  55  per cento del personale part time rispetto a tutto il personale
  previsto in pianta organica? Non si comprende il perché. Io non  ho
  nulla contro quei comuni che ne beneficerebbero o quelle famiglie o
  quei lavoratori che ne beneficerebbero. Però, qua si tratta di  una
  questione  di  metodo   Ci sono 12.000 contrattisti  che  attendono
  risposte  e  non si può intervenire in questa maniera;  considerato
  che avremo fra qualche settimana un altro provvedimento importante,
  affrontiamo  il  tema in maniera strutturale e  diamo  risposta  ai
  12.000  lavoratori ex contrattisti, che da anni chiedono  audizioni
  in  I  Commissione, che da anni lottano insieme  agli  ASU,  a  cui
  questo  Governo  è  riuscito a dare, insieme alle opposizioni,  una
  risposta e lottano per la propria dignità.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cambiano.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Prego, ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Grazie,  Presidente.  Io  sono   veramente
  incredulo, perché ho visto la sfilata dei colleghi dei vari partiti
  -  tutti  i  partiti  -  quando  i  lavoratori  contrattisti  hanno
  organizzato  l'ultimo convegno, un paio di settimane  fa,  qua,  in
  Sala  Gialla,  e tutti erano lì a dire:  Ci impegniamo  insieme  al
  Governo  per  offrire  una  soluzione a  tutti  i  contrattisti  di
  Sicilia . Poi arriva un sindaco, si siede col Presidente,  fa  pure
  il  comunicato  stampa  ancor prima che la legge  venga  approvata;
  dopodiché  noi  ci  troviamo, a una settimana dalle  variazioni  di
  bilancio,  a  impegnare due milioni e mezzo di euro  per  fare  dei
  figliastri.
   Allora,  io credo che il precario della gallina bianca  non  possa
  esistere; io credo che esistano i lavoratori precari, che hanno  la
  necessità di avere un'interlocuzione seria.
   Colgo  l'occasione  per  ricordare che ci  sono,  ancora  oggi,  a
  distanza  di otto mesi dall'approvazione della norma, 258  ASU  dei
  Beni culturali che attendono di essere stabilizzati nei ruoli della
  SAS
   Quindi,  invito  questo Parlamento non solo a non  portare  avanti
  azioni  simili,  ma,  quantomeno,  che  il  Governo  si  impegni  a
  concludere  gli impegni già assunti e a dare attuazione alle  norme
  già approvate

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   È  iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Chiedo all'Aula
  di fare meno brusìo. Prego, onorevole La Rocca Ruvolo.

   LA ROCCA.  Grazie, signor Presidente. Io condivido la posizione di
  chi  mi  ha  preceduta  negli interventi  e  sottolineo  una  cosa:
  l'articolo  recita "Integrazione prestazione oraria  lavorativa  in
  favore del personale in servizio part time nei comuni in dissesto".
  Con  questa norma, noi non solo facciamo un torto a quei comuni che
  non  sono in dissesto, che mantengono bene i loro bilanci  -  ed  è
  un'offesa,  è  un insulto a chi ogni giorno cerca  di  lavorare  in
  maniera  corretta - ma per giunta parliamo di personale part  time,
  almeno  il  55  per cento e con un orario inferiore  alle  25  ore.
  Bastava  solo  che si mettessero i nomi dei comuni  e  non  avevamo
  tutta questa discussione  Perché i requisiti sono: avere meno di 35
  ore,  quindi vuol dire che hanno già 35 ore, quando ci sono  comuni
  che vivono solo di personale precario, ora stabilizzato, tra le  20
  e  le  24  ore settimanali. È gente che ha più del 55 per cento  di
  personale in queste condizioni. Lo dico anche da sindaco: io,   sia
  che  ci  sia il voto segreto chiesto dall'onorevole Cracolici,  sia
  che  ci  sia il voto palese, anzi chiederei il voto palese,  voterò
  contro  questa norma e dico all'assessore Messina, che  giustamente
  sostiene  che  dalle economie abbiamo trovato questi 2  milioni  di
  euro":  noi,  una settimana fa, in Sala Gialla - e la  sfilata  dei
  deputati  è  stata unanime - tutti siamo andati in Sala  Gialla  ad
  impegnarci  a dire a quel personale che avremmo dato delle  ore  in
  più  per dare non solo dignità al loro lavoro, ma dignità alle loro
  pensioni, perché questa è gente che da 20-25 anni lavora nei comuni
  con questo monte ore
   Allora,   all'assessore   Messina,   al   Governo   regionale    e
  all'Assessore   Dagnino   dico:   bisogna   trovare   le   risorse,
  accantonarle  se  c'è  gente che va in  pensione,  per  cercare  di
  modificare  il  monte  ore  di  questo  personale  che  continua  a
  lavorare, a reggere i comuni, perché reggono i comuni con un  monte
  ore di 20-24-25 ore settimanali
   Quindi, è per questi motivi che voto contro questa norma che  lede
  la  dignità di chi lavora onestamente e non ha portato i comuni  in
  dissesto  e lede la dignità dei lavoratori che continuano ancora  a
  venire qui, a credere in noi, a fare convegni: promettiamo e poi ci
  presentiamo con questa porcheria

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca Ruvolo.
   Io  ho  gli  interventi adesso -  e poi penso che non ci  sia  più
  nessuno  che  voglia  parlare  -  dell'onorevole  La  Vardera,  poi
  dell'onorevole Abbate e, infine, dell'onorevole Giambona.
   È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Sì, Presidente, soltanto per fare una  constatazione
  rispetto alla discussione e dire semplicemente una cosa: mi  chiedo
  cosa   ci   faccia   un   deputato  così  preparato,   con   onestà
  intellettuale, con capacità critica, a rimanere in maggioranza
   Onorevole  La Rocca Ruvolo, con grande coraggio stia  dalla  parte
  giusta  della  storia, rifiuti la logica di questo Governo,  che  è
  esattamente il contrario delle cose che lei sta dicendo e abbia  il
  coraggio  finalmente di andare contro corrente,  perché  in  questo
  momento  storico lei in questa maggioranza è sprecata  Volevo  dire
  solo questo  Grazie, onorevole La Rocca Ruvolo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Penso che l'onorevole La
  Rocca  Ruvolo  sia  la benvenuta in qualunque Gruppo  politico,  la
  benvenuta in qualunque Gruppo politico

   ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      ABBATE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Grazie,
  Presidente, lasciamo a dopo le conclusioni dell'Aula, anche  quella
  che sarà la posizione in cui la collega La Rocca Ruvolo deciderà di
  andare,  in quale posizione andarsi a sedere, già da una  parte  mi
  sembra  che è seduta. In ogni caso, vedo già un post di un  sindaco
  col  Presidente  della Regione che ringrazia lo  stesso  Presidente
  della  Regione  che  ha  dato il via libera per  l'approvazione  di
  questo  provvedimento, un sindaco di un comune, forse qualcuno  non
  lo  sa che poi in Aula le cose vere sono altre e ci stiamo rendendo
  conto di quello che succede. Succede in un modo, in una direzione e
  poi in un'altra direzione. Ma ne prendiamo atto
   Il provvedimento nasce per un'esigenza di difficoltà organizzative
  di  alcuni comuni, significa che ci vanno nel mezzo i cittadini  Ci
  sono  comuni  in  Sicilia, infatti, che a  causa  di  provvedimenti
  economici  dati  dal dissesto, non possono più erogare  servizi  ai
  cittadini, ci sono comuni in Sicilia dove gli uffici sono chiusi  e
  i  cittadini non trovano nessuno che eroga i servizi  Questo era un
  contributo straordinario, erogato solo a quei comuni che hanno  una
  percentuale  di personale part-time e quindi non sono in  grado  di
  erogare  i servizi e, dunque, vanno ad aiutare i cittadini in  quel
  preciso  istante,  in questi sei mesi, in attesa che  approvino  il
  piano stabilmente riequilibrato, quindi aiutare quella specificità,
  non è per premiare chi è in dissesto  Non esiste completamente
   Anche  perché  poi il principio di dare contributi  ai  comuni  in
  dissesto è passato perché l'abbiamo approvato in finanziaria
   Questo è esclusivamente dato nella direzione di quei comuni che si
  trovino in difficoltà, ma ognuno è libero di fare quello che vuole.
  Ne  prendiamo atto. Chi è contrario, ok  Ma mi faccia  parlare,  io
  non intervengo mai quando ci sono gli altri.
   Vi  posso garantire, quindi  e andate a vedere quali sono i comuni
  che poi potranno prendere questo contributo, sicuramente non c'è il
  mio  comune  Sono altri i comuni che possono beneficiare di  questo
  contributo in ossequio a questo principio.
   Su  questo  è  libero,  quindi, ci saranno decine  di  comuni  che
  potranno  utilizzare  questo  beneficio  per  dare  i  servizi   ai
  cittadini.  Questo, infatti, è lo spirito in cui è nato.  Lo  si  è
  votato in Commissione ed è stato condiviso in modo trasversale
   Oggi,  capisco che in Aula ci sono altri interessi che vanno nella
  direzione  di  aiutare  i  comuni che  sono  in  difficoltà,  ma  i
  cittadini,  domani, non avranno la possibilità di  potere  avere  i
  servizi perché non ci sarà nessuno che li potrà erogare
   Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà. E poi c'è l'onorevole Geraci.

   GIAMBONA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  collega
  Abbate  ha parlato di interesse nei confronti dei comuni siciliani,
  dei  comuni  in difficoltà, come se l'interesse, onorevole  Abbate,
  fosse solamente il suo. Non è assolutamente così
   Guardate  che  questa proposta emendativa è la  perla,  l'ennesima
  perla della I Commissione alla quale noi tutti siamo abituati, così
  come  siamo  abituati ai risultati della I Commissione  rispetto  a
  quanti disegni di legge siamo nelle condizioni di esitare, fino  ad
  oggi, allo stato di questi lavori d'Aula.
   Allora, questa norma, cari colleghi, è assolutamente sbagliata.  È
  sbagliata  nel merito ed è sbagliata anche nel metodo. Nel  merito,
  cari  colleghi,  perché si crea un'enorme disparità   Fino  a  ieri
  l'altro, siamo stati tutti insieme a fare un convegno, dove abbiamo
  ascoltato  il  grido  di dolore degli amministratori,  dei  sindaci
  della Regione siciliana rispetto alle difficoltà che hanno nel  non
  portare  avanti  quelli  che sono i servizi al  cittadino,  proprio
  perché  hanno  pochissime  ore  e  vorrebbero  che  la  Regione  li
  aiutasse.
   Quindi,  caro collega, io ritengo che questa tua impostazione  sia
  assolutamente  errata.  Ma  è  errata  anche  nel  metodo,   signor
  Presidente,  io  mi  rivolgo  anche  a  lei  che  era  presente  in
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari,  era  presente
  anche  l'assessore per l'economia, quando in quel contesto parlammo
  degli  emendamenti  che si potevano presentare, ovvero  la  cornice
  all'interno della quale questi erano ammissibili.
   Questa  norma  è  assolutamente  al  di  fuori,  oltre  ad  essere
  assolutamente sbagliata, è al di fuori rispetto a quei criteri  che
  noi ci eravamo dati.
   E,  allora,  è  evidente  che,  poiché  noi  dobbiamo  creare  una
  trattazione  organica rispetto a quelle che sono le difficoltà  dei
  comuni  siciliani, perché non sono solamente quelle  qui  indicate,
  caro onorevole Abbate, dove probabilmente va ad identificare alcuni
  comuni di alcune province, non lo voglio nemmeno sapere. Perché noi
  sappiamo che i comuni siciliani sono tutti in difficoltà: un  terzo
  è  in  dissesto  e predissesto e la quasi totalità  è  in  dissesto
  funzionale. Quindi, non cominciamo a dirci delle cose che non  sono
  la verità.
   Noi  dobbiamo portare avanti azioni concrete, azioni per  tutti  i
  comuni siciliani, senza fare figli e figliastri. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Geraci.  Ne  ha
  facoltà.

   GERACI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   chiaramente
  intervengo perché la materia che stiamo affrontando riguarda  tutti
  i comuni.
   Intanto,  l'invito  dell'onorevole  La  Vardera  per  la   collega
  Margherita La Rocca Ruvolo è firmato... quella è una Commissione...
  è   trasversale,  non  è  solo  della  maggioranza  piuttosto   che
  dell'opposizione. Quindi, questo invito così...
   Allora,  io parlo per quanto riguarda questa problematica, scusate
  onorevoli colleghi...

   PRESIDENTE.   Un  attimo, onorevole Geraci. Il microfono  non  sta
  funzionando...
   Onorevole Geraci, se può prendere il microfono accanto. Grazie.

   GERACI. Sì, mi sentite adesso?
   E,  allora,  stiamo assistendo pure alle sceneggiate del  buon  La
  Vardera.  Grazie, così ci allieta  Ne abbiamo bisogno. Ora cercherò
  per La Vardera di essere serio su questa questione.
   Io,  in  una  Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari,
  avevo  detto  una cosa riguardo alla questione degli  stabilizzati:
  rispetto al contributo che dà la Regione, non sono equiparati.
   Il contributo che dà la Regione alla stabilizzazione si divide per
  quelli stabilizzati in tre importi: ad alcuni stabilizzati nel 2003-
  2004, la Regione ha dato dieci anni di contributi e poi non ha dato
  più niente, ad altri dà 9.000 euro, ad altri 18.000 euro
   Prima  di  fare questa norma dell'articolo 17, equipariamo  quelli
  che  già  sono  stabilizzati, dando un contributo  unico  a  tutti,
  perché ci sono comuni che sono stati bravi a stabilizzare nel 2003-
  2004  e hanno avuto solo dieci anni. Ci sono altri comuni che hanno
  stabilizzato dopo il 2017 e ricevono 18 mila euro  Mettiamo  equità
  fra  gli  stabilizzati  in questo momento.  Dopodiché,  quello  che
  dobbiamo fare per tutti i comuni è aumentare il monte ore per tutti
  -  al di là se siano in dissesto o se non lo siano - perché quel 55
  per cento riguarda tutti i comuni
   Se  dobbiamo fare una cosa seria, invito chi ha presentato  questo
  emendamento  a  ritirarlo  e ad aprire una  discussione  seria,  un
  tavolo  fra  maggioranza e opposizione, assessore per le  autonomie
  locali e la funzione pubblica e assessore per l'economia.
   Invito a ritirare l'emendamento...

   PRESIDENTE.  Colleghi,  per favore, fate  completare  l'intervento
  dell'onorevole  Geraci,  altrimenti  sarò  costretto  a  sospendere
  l'Aula.

   GERACI.   Ripeto,   invito  i  firmatari  a  ritirare   la   norma
  all'articolo  17  e  a fare una discussione trasversale  seria  per
  risolvere   la  questione  delle  ore,  per  quanto  riguarda   gli
  articolisti, per portarli almeno a 30 ore

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 17.R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 17.R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti    .............  56
   Votanti       ..  49
   Maggioranza .................  25
   Favorevoli ....................   24
   Contrari .......................    25
   Astenuti .......................      1

                           (Non è approvato)

   Può controllare nella lista della votazione...
   Colleghi, torniamo all'articolo 10. Colleghi, un attimo.

   CRACOLICI. L'articolo 17?

   PRESIDENTE. È stato bocciato, onorevole Cracolici, perché era  una
  riscrittura.
   Colleghi, torniamo all'articolo 10.
   Gli  emendamenti  10.3,  10.1, e 10.2, che  sono  gli  emendamenti
  soppressivi, sono ritirati?
   Ok  Il 10.3 è ritirato
   Ok  Il 10.2 è ritirato  No  Il 10.2 rimane.
   Onorevole  Catanzaro, il 10.2 sopprime il comma 2, l'intero  comma
  2...

   CATANZARO. No, ma c'è una riscrittura.

   PRESIDENTE. È al comma 3 la riscrittura, il comma 2...

   CATANZARO. Chiediamo il voto segreto.

   PRESIDENTE. Quindi, onorevole Catanzaro, lei sta chiedendo il voto
  segreto sul soppressivo al comma 2? Sull'emendamento 10.2.
   Vediamo   se   è   appoggiata  la  richiesta   di   voto   segreto
  sull'emendamento 10.2.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.2

   PRESIDENTE. Colleghi, ascoltatemi che poi sbagliate a votare.
   Ascoltatemi,  stiamo  votando  l'emendamento...  colleghi,  o  c'è
  silenzio  oppure  non posso mettere in votazione  l'emendamento  e,
  quindi,  devo...  stiamo mettendo in votazione l'emendamento  10.2,
  che sopprime il comma 2 dell'articolo.
   Essendo  la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indìco
  la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
   Pigi,  onorevole Assenza, tenga premuto, onorevole Assenza,  tenga
  premuto. Tenete premuto

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti    .............  56
   Votanti       ..  51
   Maggioranza .................  26
   Favorevoli ....................   33
   Contrari .......................    18
   Astenuti .......................      0

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 10.4, sul quale  c'è  una  riscrittura.
  Colleghi,  c'è  una riscrittura sull'emendamento 10.4,  la  trovate
  all'interno dei vostri tablet, è il subemendamento 10.4.R.
   Pongo in votazione il subemendamento...

   ASSENZA. Adesso, il voto segreto lo chiediamo noi

   PRESIDENTE.   C'è   la  richiesta  di  voto   segreto   da   parte
  dell'onorevole Assenza sul subemendamento10.4.R.
   Verifichiamo  se  la richiesta di voto segreto  è  appoggiata  sul
  subemendamento 10.4.R.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   PRESIDENTE. Che vuoi che faccia? Siamo 40, comunque.
   Presidente  Abbate, in tutti i casi, serviva un voto  in  più;  in
  tutti i casi, serviva un voto in più; in tutti i casi, 25 e 25,  lo
  stesso sarebbe stato bocciato.
   Si  passa al subemendamento 10.4.R. C'è richiesta di voto segreto?
  Sì o no? Onorevole Assenza? No. Assenza non lo ha richiesto.
   Allora,  pongo  in  votazione  il  subemendamento  10.4.R.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 10, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Ci  sono gli emendamenti del Governo: A.9, A.10 e A11, che trovate
  tra i  fuori sacco .

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, è un emendamento che costituisce l'applicazione di alcuni
  impegni  assunti dal Presidente della Regione a seguito  di  alcune
  leggi, le leggi di fine anno, la n. 1 del 2025, la 3 del 2025 e  la
  9  del 2025 che, a seguito di esame da parte del MEF, da parte  del
  Governo nazionale, in relazione a possibili rischi di impugnativa
   Per  eliminare  il  rischio  d'impugnativa,  il  Presidente  si  è
  impegnato a fare delle modifiche, delle abrogazioni di alcune norme
  che  erano  state  oggetto di esame. Vado velocemente  nell'ordine.
  L'articolo 18, comma 1, abroga l'articolo 2 della legge  n.  1  del
  2025, che prevedeva la misura per favorire il versamento alle Casse
  regionali  dell'imposta  di  bollo sui conti  correnti  relativi  a
  correntisti siciliani.
   Si  è  raggiunta un'intesa con il MEF, in relazione alla quale  il
  Governo  si  sarebbe  impegnato  ad  abrogare  la  norma  a  fronte
  dell'apertura  di  un  tavolo tecnico  per  trovare  una  soluzione
  condivisa  col  Governo nazionale per realizzare il  principio  del
  maturato   nell'applicazione  dell'imposta  di  bollo   sui   conti
  correnti.
   Il   comma  2  dell'articolo  18,  che  modifica  il  2,   3,   4,
  congiuntamente  il  5,  è  relativo alla misura  sui  medici,  alla
  carenza   di  medici  nelle  strutture  periferiche  del   Servizio
  sanitario. Si tratta di modifiche di natura tecnica, perché il  MEF
  aveva   rilevato   che  non  era  prevista   una   data   di   fine
  dell'intervento e, quindi, ha chiesto la precisazione della  durata
  finale,  quindi  fino al 31/12/2026. Poi, al comma  2,  ha  chiesto
  l'abrogazione   delle   parole  "di  natura  transitoria":   vorrei
  osservare  ai  fini della redazione dell'emendamento  che  mi  sono
  accorto  di un refuso, rileggo l'emendamento, al comma 3, per  come
  corretto rispetto al refuso dopo le parole:  ai medici in  manca la
  parola  servizio , quindi occorre una correzione ai sensi del  117,
  non  è  necessario  perché non lo abbiamo ancora  approvato,  però,
  diciamo  d'ufficio,  da  parte della  struttura  di  supporto,  nei
  medesimi  presidi può essere attribuito un incentivo  straordinario
  fino  a  18.000  euro  lordi  anno, finalizzato  ad  un  indennizzo
  forfettario;  poi, questa  e  congiunzione va eliminata  perché  si
  intendeva  dire che dopo chiuse le virgolette le parole  di  natura
  transitoria  sono abrogate.
     Quindi,  ci  sono  due  modifiche,  due  refusi  da  correggere,
  l'eliminazione della parola  e  congiunzione e l'aggiunta di medici
  in  servizio  al comma 3.
   Poi  il comma 4 sostituisce le parole "2025, 2026, 2027" con "2025
  e 2026"; il comma 5 incrementa di 10 milioni di euro sull'esercizio
  2027,  perché  la  durata della misura è prevista appunto  fino  al
  31/12/2026. All'emendamento relativo all'articolo 19,  al  comma  1
  dell'articolo  19,  e  al  comma 2, corregge  alcune  delle  misure
  territoriali che usavano come dizione la parola "disabili"  con  la
  parola  "persone  con  disabilità", vi è una  nomenclatura  diversa
  utilizzata, per così dire, dalla normativa nazionale.
   Al  comma 3 si tratta della misura per l'inserimento delle persone
  con  disabilità,  la  misura era commisurata all'abbattimento,  era
  finalizzata  all'abbattimento degli oneri fiscali e  previdenziali:
  il   MEF  aveva  rilevato  che  si  tratterebbe  di  una  possibile
  violazione   dell'articolo  117  poiché   gli   oneri   fiscali   e
  previdenziali sono disciplinati con legge dello Stato,  l'art.  117
  della Costituzione.
   Abbiamo  trovato una sintesi per evitare la censura da  parte  del
  MEF per cui chiediamo, con l'emendamento, che non si correli più la
  misura agli oneri fiscali e previdenziali ma al costo del personale
  che,  comunque,  alla  fine riflette sul  piano  proporzionale  gli
  stessi  oneri  fiscali  e previdenziali che,  come  sappiamo,  sono
  correlati al costo del personale.
   Il  comma  4 abroga l'articolo 44 che era la disposizione  con  la
  quale  prevedevamo  l'impiego di liquidità non necessaria  al  fine
  delle  operazioni  correnti per l'acquisto di  titoli  di  Stato  a
  breve:  questa  norma  si  pone  in  contrasto  con  la  previsione
  (l'indomani dell'approvazione della legge di bilancio da  parte  di
  quest'Aula, approvata la legge di bilancio dello Stato),  la  quale
  istituisce  a  regime il meccanismo di tesoreria unica  e,  quindi,
  prevede  che la liquidità non venga più gestita direttamente  dagli
  enti  locali  ma  venga gestita a livello di MEF. Questa  norma  si
  poneva  in  contrasto nelle more della pubblicazione  in  Gazzetta,
  essendo  entrata  in  vigore  la norma  nazionale,  quindi  abbiamo
  condiviso l'esigenza di abrogarla.
   L'articolo   59  riguarda  invece,  quindi  parlo  del   comma   5
  dell'articolo 19, che concerne le misure relative all'utilizzazione
  delle  royalties: nei comuni che percepiscono royalties, ci è stato
  chiesto di precisare che questa utilizzazione dell'avanzo vincolato
  avvenga  nei  limiti delle norme nazionali che regolano  l'utilizzo
  dell'avanzo vincolato, trattandosi di norme considerate principi di
  coordinamento  della  finanza pubblica e,  quindi,  come  tali  non
  derogabili. Abbiamo condiviso l'opportunità di esplicitare -   cosa
  che  a nostro giudizio sarebbe comunque stata implicita - ma il MEF
  ci  ha  chiesto  di  esplicitare il rispetto  delle  norme  statali
  sull'avanzo vincolato.
   Infine,  l'abrogazione  dell'articolo 20 riguarda  la  misura  per
  l'agricoltura  dove  si riduce la possibilità di  concedere  questi
  contributi in mancanza di DURC regolare.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi.
  Semplicemente desidererei su questo A.9, nel comma 3 della modifica
  dell'articolo 18, comma 3, che credo, assessore

   PRESIDENTE.  Sta parlando col suo collega di partito, tra l'altro.
   Assessore,  per favore, non si faccia distrarre dall'onorevole  Di
  Paola, anche se è il suo compleanno.

   DE LUCA Antonino. Un attimino solo, collega.
   Assessore Dagnino, secondo me la modifica all'articolo  che  va  a
  destinare  18.000 euro lordi annui ai medici di pronto  soccorso  o
  dei  reparti  con  meno  del 50 per cento  della  forza  lavoro  in
  organico  è  stata scritta male, perché qui scrivete: «all'articolo
  5,  comma 2, dopo le parole  i medici in servizio  - quel refuso  -
   nei   medesimi  presidi,  può  essere  attribuito   un   incentivo
  straordinario  fino  a  18.000 euro lordi anni  finalizzati  ad  un
  indennizzo  forfettario  , le parole  di natura  transitoria   sono
  abrogate».  Ma  a  leggerlo così voi non abrogate  solo  la  natura
  transitoria,  ma  andate ad abrogare anche la  dicitura  che  va  a
  individuare i soggetti a cui viene attribuito l'incentivo.
   Quindi,  io  le chiederei, prima di votare l'emendamento  A.9,  di
  verificare   che   non   combiniamo   una   stupidaggine    perché,
  probabilmente,  o  nella  formulazione è saltato  qualche  termine,
  qualche  parola,  o è stato proprio concepito male,  cioè  corretto
  l'intento  di  non fare impugnare allo Stato la norma  -  anche  se
  ormai  i  termini sono trascorsi, però manteniamo gli  impegni  che
  sono  stati  assunti - però commettiamo l'errore che poi impugniamo
  tutte cose e andiamo a rendere tutto vano.

   PRESIDENTE. Grazie. Allora, ci sono altri interventi? No.
   Mettiamo in votazione l'emendamento A.9.

   SCHILLACI. No

   PRESIDENTE.   Assessore,   per   favore,   gentilmente,   rispetto
  all'intervento dell'onorevole De Luca se vuole dare un chiarimento.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. No, io non credo che modifichi
  il senso, perché elimina solo le parole  di natura transitoria . Ma
  sono anche prima

   DE  LUCA Antonino. No, per come è scritto qui non elimina soltanto
  la natura transitoria.

   DAGNINO, assessore per l'economia. No, allora forse non sono stato
  ascoltato  prima,  non  sono  stato  correttamente  ascoltato.   Ho
  precisato, durante il mio intervento prima, che vi è un refuso.

   DE LUCA Antonino. Non è solo quello.

   PRESIDENTE. Assessore, c'è una  e  in più probabilmente.

   DAGNINO, assessore per l'economia. E l'ho detto, l'ho detto prima.
  Ho  chiesto prima, diciamo d'ufficio, di procedere a due  modifiche
  di questo comma 3.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino, un attimo

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Aggiungere dopo le parole   ai
  medici  in   la  parola   servizio  ed  eliminare  dopo  la  parola
   forfettario  la lettera  e , la congiunzione  e .

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.

   SCHILLACI. No, così toglie tutta la frase

   DE  LUCA Antonino. Presidente, siccome su questa questione non  si
  può  sbagliare,  scriva  il  sub emendamento  che  modifica  questo
  emendamento,  lo trasmettete e lo leggiamo, perché  se  andiamo  ad
  abrogare l'articolo, combiniamo un manicomio.

   PRESIDENTE. Faccia la proposta lei.

   DE LUCA Cateno. No, non devo fare la proposta.

   PRESIDENTE. Qual è la proposta emendativa?

   DE  LUCA Antonino. Devono scriverlo corretto, perché così vanno ad
  abrogare l'incentivo, non vanno semplicemente ad abrogare la natura
  transitoria, perché loro vogliono abrogare la natura, il triennale,
  e  devono specificare la natura transitoria eccezionale della norma
  e su questo noi non ci opponiamo, ma scritto così si abroga tutto

   SCHILLACI. Esatto, è così  È così

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Se è così ritenuto,  possiamo
  preparare  un sub emendamento, comunque l'articolo diventa  chiaro,
  eliminando   il   refuso  costituito  dalla  parola    e ,   quindi
  finalizzato ad un indennizzo forfettario dopo le parole, e tutta la
  frase  tra  virgolette,  le  parole  di  natura  transitoria   sono
  abrogate.
   La superfetazione è la congiunzione  e  prima di  le parole .

   PRESIDENTE.  Mi  convince.  Però,  vuole  intervenire  ugualmente,
  onorevole Cracolici?

   CRACOLICI. Non su questo.
   Sempre sull'A.9, l'Assessore ha fatto riferimento al fatto che  il
  MEF ha posto osservazioni alla norma sulle royalties dei comuni che
  sono,  diciamo, soggetti che ricevono appunto le royalties per  gli
  impianti presenti nelle proprie comunità.
   Ora,  Assessore,  io  capisco  che  il  Governo,  scusate,  stiamo
  parlando di una cosa molto delicata che riguarda, in particolare, i
  comuni  di  Melilli,  Priolo, Gela e altri territori  per  i  quali
  avevamo fatto questa norma che consentiva di utilizzare parte delle
  royalties  anche al fine di avere quella capacità di  investimenti,
  superando  la  fase di difficoltà strutturale, che era  appunto  il
  rischio  di  dissesto o il dissesto, in alcuni casi. Per  cui,  gli
  eventuali  investimenti li puoi fare se tu, comunque,  sei  in  una
  condizione   di   equilibrio  finanziario  tale   da   poter   fare
  investimenti.
   Qual  è il rischio che oggi corrono alcuni di questi comuni?  Che,
  malgrado  una ingente quantità di risorse che è nelle disponibilità
  delle   casse  di  questi  comuni,  non  possono  essere  di  fatto
  utilizzati  perché  i  comuni  sono strutturalmente  in  situazione
  deficitaria,  nel  caso specifico il Comune di Gela.  E  la  norma,
  assessore,  fu  fatta partendo da un assunto, che non  è  la  norma
  dello  Stato che regola la modalità di utilizzo delle royalties  da
  parte dei comuni, ma è una norma regionale.
   Quindi,  il  fatto  che il MEF, oggi, ci dica  che  l'avanzo  deve
  essere  vincolato secondo la disciplina nazionale, come  dire,  sul
  piano della norma di contabilità generale ha un senso, ma sul piano
  specifico,  perché  stiamo  parlando di una  norma  regionale,  tra
  l'altro  se  non ricordo male addirittura fatta prima  della  norma
  stessa  dello Stato, consente ai comuni di utilizzare quella  parte
  di  avanzo,  quella parte di risorse, di fondi extra  tributari  da
  parte dei comuni, su una disposizione regionale che disciplinava le
  modalità  di utilizzo. Con la modifica che avevamo apportato  nella
  legge  del  2023-24, credo, noi avevamo esteso alla norma regionale
  la  possibilità  di  utilizzare quelle risorse  anche  al  fine  di
  risanare  i  conti  del  proprio  comune.  Ma  mi  sta  ascoltando,
  assessore Dagnino?
   Ora, con tutto il rispetto, figuratevi, io sono, non posso dire un
  patriota, perché ormai col  patriota  rischiamo di essere  equivoci
  -   faccio  emozionare il collega -  ma sono uno  rispettoso  delle
  leggi dello Stato. Ma, in questo caso, stiamo parlando di una legge
  della  Regione,  ecco  perché  io l'osservazione  del  MEF  non  la
  comprendo. E le dico di più, se questa è la disciplina con la quale
  del  rapporto tra noi e lo Stato su una norma e sulle  modalità  di
  utilizzo  di risorse che la legge regionale disciplina le  modalità
  di utilizzo da parte dei comuni siciliani  io sono pronto ad andare
  avanti  alla  Corte costituzionale, perché lo Stato non  ha  alcuna
  competenza  sulle  modalità di utilizzo di risorse  provenienti  da
  royalties  di  compensazione per i comuni su  una  materia  la  cui
  competenza esclusiva è della Regione, che c'entra il MEF? Non so se
  sono stato chiaro  Pertanto, le chiedo eventualmente di specificare
  nel  caso,  anzi  annuncio  un subemendamento  all'A.9,  che  va  a
  cancellare  la  modifica del singolo comma, che è relativa  appunto
  alla  questione delle royalties, perché io credo che lo  Stato  non
  abbia competenze a disciplinare le modalità di utilizzo dell'avanzo
  vincolato dei comuni su una disposizione disciplinata dalla  stessa
  Regione  siciliana. Quindi, non capisco perché dovremmo  adeguarci,
  magari,  a un funzionario del Ministero che, per eccesso  di  zelo,
  utilizza parametri che nel caso specifico non sono applicabili.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Il  rilievo  non  mi   pare
  condivisibile.  Nel  senso  che, se ho  ben  capito,  la  posizione
  dell'onorevole Cracolici è che lo Stato non avrebbe la  possibilità
  di  regolare  le modalità di utilizzazione delle royalties.  Ma  la
  questione

   CRACOLICI. Con legge regionale

   DAGNINO, assessore per l'economia. Con legge regionale, certo. Che
  noi  abbiamo  disciplinato con legge regionale.  Però,  qual  è  il
  punto?  Che  si tratta pur sempre di entrate degli Enti  locali  e,
  come  sappiamo, non vi è dubbio che lo Stato regola col 118, e  con
  le  norme  collegate  al  118, le modalità di  utilizzazione  delle
  entrate e delle spese.
   Quindi, non è che va ad entrare in una prerogativa specifica della
  legge  regionale, si tratta di una precisazione che, probabilmente,
  sarebbe  anche, come dire, implicita, come dicevo prima, perché  il
  118 va comunque rispettato.
   Però,  ci chiedono di esplicitarlo, a scanso di equivoci.  Quindi,
  non è che non vi sia competenza dello Stato, perché il 118 sappiamo
  che  è  legge statale. Quindi, io credo che sia corretto  il  punto
  posto dal MEF.
   Ma  poi,  alla fine, andando all'atto pratico, quali  sono  queste
  regole?  Sono quelle che prevedono, per esempio, che non si possano
  destinare  se  non  a spese di investimento, che  deve  esserci  il
  rendiconto approvato. Sono le ordinarie regole del 118

   PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Carta, Di Paola,
  Safina e Giambona.

   CARTA.   Grazie,  Presidente. Solo per una precisazione  a  quanto
  detto dall'onorevole Cracolici.
   Con dispiacere, purtroppo, i comuni del siracusano non prendono un
  euro  di  royalty, perché non abbiamo estrazione. Con  l'occasione,
  potrei  dire che tra i comuni, in cui ci sono gli impianti,  nessun
  comune  siracusano prende un euro di royalty, perché  questa  norma
  regionale  non  dice quello che, di solito è nelle  norme  europee,
  oppure anche nelle regioni di altre parti, diciamo della Francia  e
  dell'Inghilterra, dove le royalties vengono pagate anche ai  comuni
  dove si lavora il prodotto estratto.
   Con  questa legge, tutta siciliana, ne subisce una discriminazione
  il  polo siracusano, che è l'unico dove si lavora ma non si estrae.
  A  questo  aggiungo,  sfrutto  l'occasione  per  dirlo,  che  nella
  finanziaria fu fatto un capitolo per i comuni AERCA, ma  fu  citato
  solo il decreto dei comuni della provincia di Messina. I comuni del
  gelese  e del siracusano non sono stati inseriti nella ripartizione
  della  ricaduta  nei territori, in quanto aree ad  elevato  rischio
  ambientale.
   Lo  dico perché vorrei dire che tutti i comuni che hanno subìto  e
  hanno  ospitato  queste  aziende per la lavorazione  del  petrolio,
  hanno   avuto  un  esagerato  impatto  ambientale  affinché  queste
  royalties  non  venissero solo distribuite nei comuni  del  gelese,
  oppure  in altre parti della Regione, ma anche nei comuni  dove  si
  lavora  il prodotto estratto. E che la ripartizione AERCA,  avvenga
  per  tutti  i  comuni in Sicilia e non soltanto per i comuni  della
  provincia di Messina. Ho terminato, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie.  È iscritto a parlare l'onorevole  Di  Paola.
  Prego.

   DI  PAOLA.  Grazie,  Presidente. Io, poco fa,  stavo  cercando  di
  parlare con l'assessore Dagnino perché non vorrei che questo  comma
  -  assessore,  se mi ascolta - magari è stato inserito  da  qualche
  manina,  perché io ho letto la nota del MEF, e il MEF non  chiedeva
  questo,  Assessore.  Cioè  il  MEF  non  chiedeva  questo  tipo  di
  dicitura,  che sta riportando il Governo sul comma 5. La  nota  del
  MEF  diceva tutt'altro. Questo comma va completamente ad annullare,
  questo  è  giusto che si sappia, va completamente ad  annullare  la
  norma  che  è  stata fatta in maniera condivisa, voluta  anche  dal
  Governo  regionale,  pubblicizzata dal Presidente  Schifani  e  dal
  Governo  regionale. Questo comma la va completamente ad  annullare.
  Questo è chiaro che ce lo dobbiamo dire. E, assessore, la nota  del
  MEF non chiedeva questo.
   Quindi, io non vorrei che ci sia stata, magari, un'interpretazione
  errata,  un eccesso di zelo, non lo so, da parte di chi ha  scritto
  questo  comma 5. Perché, Presidente, la ratio della norma, che  noi
  abbiamo  fatto  per  la  legge del 2024, la  norma  era  abbastanza
  chiara.  Per quei comuni che hanno in possesso royalties e sono  in
  dissesto,  o sono in difficoltà economica, possono usare una  parte
  di quelle royalties per ripianare il debito. È stata approvata, con
  stragrande maggioranza e in maniera trasversale, dall'Assemblea,  e
  la  nota del MEF non dice assolutamente che questo non possa essere
  fatto,  la norma non è stata impugnata da parte del MEF. Il MEF  ha
  fatto  una  nota, ma la nota non dice che non può essere utilizzato
  per  ripianare  il  debito di quei comuni  che  possono  essere  in
  dissesto  o  in  difficoltà economica. Andando ad  inserire  questo
  comma, noi annulliamo la legge che abbiamo fatto. Ma se il MEF  non
  ci  chiede  di annullare la norma, perché noi la stiamo  totalmente
  annullando?  Io  questa norma non la capisco,  Presidente,  e  sono
  pronto  a  scrivere un soppressivo a questo comma e a  metterlo  in
  votazione,  a meno che l'Assessore non ci delucidi sulla  nota  del
  MEF,  perché a questo punto chiedo all'assessore Dagnino di leggere
  in  Aula  la  nota del MEF relativa alla norma fatta dall'Assemblea
  regionale  siciliana,  perché l'Assemblea regionale  siciliana  può
  legiferare  su norme proprie e, sicuramente, lo Stato  non  ci  può
  dire,  su  norme  proprie,  di  stravolgerle,  anzi  di  annullarle
  completamente. Grazie.

   CRACOLICI. Anche perché i comuni hanno chiuso i bilanci sulla base
  di questa norma.

   PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole  Safina.
  Ne ha facoltà.

   SAFINA.   Grazie Presidente. Assessore,  al di là  di  quello  che
  diceva  l'onorevole  Cracolici, che già i  comuni  hanno  chiuso  i
  bilanci  - e un comune come Gela non ha chiuso il bilancio  con  un
  milione  di  euro  di royalties, ma con qualcosa  in  più,  diciamo
  decine  e decine di milioni, dunque andare per esempio a modificare
  quel bilancio, lì, significa condannare totalmente il Comune - poi,
  mi  permetto  di  dire  che,  per quanto  condivida  l'osservazione
  dell'onorevole  Carta,  però, veda onorevole  Carta,  le  royalties
  estrattive  le  decide  lo  Stato.  Noi  su  questo  non   possiamo
  intervenire,  è  pacifico  che  non  possiamo  dire  di   assegnare
  royalties a chi lavora. Io comprendo che, soprattutto per la fascia
  modificata,  sarebbe  corretto  e  sarebbe  equo,  però  quello  è,
  pacificamente, competenza dello Stato.
   Invece,  per ciò che concerne il tema, il decreto legislativo  118
  non  contiene  alcuna  indicazione su come si debbano  spendere  le
  royalties. Se il decreto legislativo contenesse indicazioni su come
  spendere le royalties, allora sarebbe irrilevante il fatto  che  la
  legge regionale è antecedente, perché il decreto legislativo 118  è
  un principio generale dell'ordinamento e lo dobbiamo rispettare. Ma
  poiché  non  contiene  questa  indicazione  e  poiché  è  stato  il
  legislatore  regionale a stabilire che potevano  essere  utilizzate
  queste royalties per interventi al Titolo II per investimenti, allo
  stesso  modo  il  legislatore può stabilire che le utilizziamo  per
  interventi al Titolo I o per chiudere i bilanci, come abbiamo fatto
  con  una  norma  che,  ovviamente, ha il carattere  dell'intervento
  eccezionale,  ma  necessario  aggiungo,  per  consentire  a  quelle
  comunità  che  avevano  milioni e milioni  di  euro  di  avanzo  di
  amministrazione  vincolato, di poterlo utilizzare, anziché  tenerlo
  bloccato lì e non avere né investimenti, né servizi ordinari per  i
  cittadini. Questo è lo scopo della norma
   Quindi, io penso che le indicazioni che provengono dal MEF laddove
  dovessero chiedere - io non ho letto la nota, ma mi fido di  quanto
  ha  testé  affermato l'onorevole Di Paola - siano sbagliate  e,  in
  ogni  caso,  non  penso che possano chiedere  l'abrogazione  di  un
  intervento che, invece, reputo necessario e rispettoso, soprattutto
  dell'ordinamento giuridico del nostro Paese.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DAGNINO,   assessore  per  l'economia.  Grazie   Presidente.   Per
  rispondere al timore rappresentato dall'onorevole Di Paola, che  mi
  invitava  a  fare riferimento alla nota del MEF, la  nota  del  MEF
  Ragioneria  generale dello Stato, protocollo n. 47524 del  7  marzo
  2025, avente per oggetto: Regione siciliana. Legge 30 gennaio 2025,
  n.  3  "Disposizioni  finanziarie  varie",  a  pagina  4,  riferito
  all'articolo  59 - così per rimuovere il dubbio di qualche  manina,
  come è stato affermato, recita così: «La disposizione dell'articolo
  59  -  leggo  testualmente - risulta in contrasto  con  il  decreto
  legislativo 118 del 2011, allegato 4.1, paragrafo 9.11.4 e allegato
  4.2  paragrafo 9.2.15, laddove non esplicita la possibilità  per  i
  comuni  in  dissesto  di  applicare l'avanzo  nei  limiti  previsti
  dall'articolo 1, commi 897 - 900, della legge 145 del 2018.
   La  disposizione ha effetti negativi sui saldi di finanza pubblica
  in  termini di indebitamento netto e fabbisogno, salvo che il testo
  dell'articolo  59  sia  integrato  con  le  seguenti  parole:  "nel
  rispetto  dell'articolo 1, commi 897 e 900 della legge 30  dicembre
  2018,  n. 145". Quindi nessuna manina, è una precisa richiesta  del
  MEF.   Per   carità,  l'Aula  è  sovrana  ma  andiamo  incontro   a
  un'impugnativa,  quindi il Presidente, il Governo,  naturalmente  a
  firma  del Presidente, ha ritenuto di evitare un'impugnativa  certa
  che  avrebbe impedito l'utilizzazione della norma, inserendo queste
  regole  che,  diciamo, sono state specificamente indicate  in  modo
  testuale.
   Ove  l'Aula  non dovesse accogliere questo emendamento  e  dovesse
  sopprimerlo,  andremmo incontro, ovviamente, a contestazioni  nella
  fase  applicativa,  perché il fatto che  la  norma  non  sia  stata
  impugnata  non  impedisce naturalmente le censure dagli  organi  di
  controllo nella fase esecutiva, quindi con conseguenze dirette  sui
  comuni.

   CATANZARO. Quindi abbiamo capito che lo ritira, Assessore?

   DAGNINO, assessore per l'economia. No, no.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Presidente, io volevo toccare un  altro
  tema  che ritroviamo nell'emendamento che ha presentato il  Governo
  rispetto al quale vorrei un chiarimento e rispetto al quale esterno
  qualche preoccupazione: riguarda il comma 3 dell'articolo 18,  cioè
  la  misura  relativa all'indennità per i medici degli  ospedali  di
  periferia, la cui norma ha una genesi particolare perché è nata, si
  è ricordata nel legge di stabilità del 2024 e che poi, a seguito di
  rischio  di  impugnativa, ha trovato una nuova formulazione  che  è
  stata condivisa con il MEF nella legge di stabilità n. 1/2025.
   Adesso l'Assessore ci ha spiegato che c'è un ulteriore rilievo del
  MEF  sulla  norma, io credo che l'Assessorato alla  salute  sia  in
  dirittura di arrivo nell'emanazione del decreto di attuazione della
  norma stessa, stiamo attenti, perché rischiamo di vanificare quelli
  che  sono  gli  obiettivi della norma, anche perché, Assessore,  la
  invito  a  rileggere il testo perché temo che  ci  sia  un  refuso,
  perché  non si capisce, non si comprende quali siano le  parole  da
  abrogare.
   Ripeto,  questa formulazione, tecnicamente, è stata suggerita  dal
  MEF  e  noi  l'abbiamo pedissequamente riproposta  nella  legge  di
  stabilità  1/2025,  quindi  se abbiamo qualche  dubbio  di  troppo,
  Assessore,  io  chiedo  di  accantonare questa  norma,  magari  per
  un'analisi più approfondita.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie, Presidente, io ho una richiesta di  chiarimento
  che  volevo  avanzare nei confronti dell'Assessore per  l'economia.
  Più  che altro una domanda, volevo un attimo comprendere se queste,
  diciamo,  esigenze,  per così dire, di andare a  rivisitare  alcuni
  articoli dell'ultima finanziaria ovvero di disposizioni finanziarie
  varie,   oggetto  oggi  di  richiesta  di  emendamento  di  matrice
  governativa, siano per così dire pervenute nella giornata odierna o
  a ridosso di questa giornata, assessore Dagnino.
   Faccio questa domanda, Assessore, perché mi giungono notizie  che,
  comunque le interlocuzioni tra il MEF e la Regione siciliana  siano
  oramai  datate,  ovvero,  il Governo nazionale  ha  deciso  di  non
  impugnare la nostra finanziaria o il collegato alla finanziaria, ma
  poi  avrebbe,  apprendiamo in questo momento, perché il  Parlamento
  prima  di  oggi non è stato investito in alcuna maniera in  notizie
  relative  a  interlocuzioni su eventuali  modifiche  di  norme  che
  questo Parlamento ha esitato.
   Pertanto,  io  chiedo all'Assessore per l'economia se  ci  potesse
  dare,  appunto,  delucidazioni in tal senso perché  le  note  delle
  quali  io  vengo  in  possesso, ecco, mi riconducono  una  data  di
  febbraio, addirittura, del 2025.
   E  allora  io  mi chiedo, rispetto a quello che è il principio  di
  leale  collaborazione, adesso ho un'ulteriore  nota  che  mi  viene
  consegnata  e  siamo  a  marzo  2025,  come  mai,  assessore,   noi
  parlamentari veniamo a conoscenza solamente oggi di questi rilievi.
   Io,  signor Presidente, a più riprese le ho rappresentato come  le
  Commissioni  di  questa  Assemblea sono assolutamente  operative  e
  molto  spesso  vengono mortificate portando poi in Aula  all'ultimo
  secondo  tutta  una  serie di disposizioni  normative  che  entrano
  fortemente nel merito di altre che abbiamo esitato nel corso  degli
  ultimi  tempi. Ne faceva cenno poc'anzi il collega sulla norma  che
  riguarda  incentivi, appunto, ai medici. Una norma già  esitata  da
  questo  Parlamento  nel  2024, per la quale  è  stata  chiesta  una
  modifica  e  che  è  stata portata per il 2025, ad  oggi  ci  viene
  chiesto  un'altra modifica. Ma richiedo il motivo per il  quale  le
  Commissioni  di  merito, signor Presidente e assessore,  non  siano
  state coinvolte
   Queste   comunicazioni  non  sono  pervenute  stamattina.   Queste
  comunicazioni sono già giacenti negli uffici dell'Assessorato e del
  Presidente già da parecchi mesi.
   Signor  Presidente, noi non possiamo essere coinvolti  in  maniera
  estemporanea en passant.
   Noi siamo parlamentari che seguiamo tutto il percorso normativo  e
  questo modus operandi attraverso cui, ecco, in un disegno di  legge
  che  ha  per  oggetto  virtualizzazione  della  Gazzetta  Ufficiale
  mettiamo  all'interno norme che sono assolutamente impattanti,  che
  sono  norme  importanti che incidono sulla vita dei  siciliani,  io
  credo  che  sia  un modo, per così dire, di operare  che  mette  in
  difficoltà   tutti noi, perché non abbiamo piena consapevolezza  di
  quello  che  è  il  contenuto delle norme, di che  cosa  andiamo  a
  modificare.
   Io  ritengo che qualora non vi siano delle urgenze, perché  se  vi
  fossero  state  delle urgenze come tali, sarebbero state  trattate,
  signor Presidente, coinvolgendo per tempo le Commissioni.
   Ritengo che non sia un'urgenza.
   Quindi  vorrei  capire  se  il modus  operandi  che  noi  dobbiamo
  riservare  ai  parlamentari regionali debba essere questo  ad  ogni
  tornata oppure se c'è stato un misunderstanding o qualcosa che ci è
  sfuggito.
   A  me risulta non essere stata convocata, e il Presidente della  I
  Commissione  me  ne potrà dare anche conferma, su questi  temi,  su
  questi argomenti che credo siano assolutamente centrali.
   Quindi  se l'assessore, per cortesia, ci dà chiarimenti da  questo
  punto di vista, così vediamo di capire come andare avanti.

   PRESIDENTE.  Assessore, le chiedo se gli emendamenti caricati  sui
  tablet siano tutti indispensabili.
   In   secondo  luogo:  noi  abbiamo  trattato  in  Conferenza   dei
  Capigruppo 2 emendamenti.
   Ce  ne  sono  più  di due e vorrei capire qual è l'intenzione  del
  Governo  e  se  invece, per agevolare il percorso d'Aula,  noi  non
  pensassimo  che  magari  questi stessi emendamenti  possano  essere
  trasferiti alle variazioni di bilancio che saranno fatte a  luglio,
  eccezion fatta per quelli relativi alla riscrittura dell'A.12.
   Quindi, qui ci sono un insieme di norme, sono diversi correttivi.
   Se c'è una necessità e un'urgenza, è un conto. Ma se questa non ci
  dovesse  essere,  magari  andiamo a votare  soltanto  l'emendamento
  A.12,  poi l'Aula si esprimerà come meglio ritiene, però non vorrei
  ingolfare questo disegno di legge.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  io  mi
  rimetto anche all'Aula.
   Se  c'è  l'esigenza di un approfondimento... però gli  emendamenti
  che  noi  abbiamo  presentato sono 2.  Sono  l'A.9  di  cui  stiamo
  discutendo e abbiamo discusso fino ad ora e l'emendamento A.10  che
  è più semplice, perché riguarda una sola misura.
   Ora,  il  testo  è  quello che il Presidente della  Regione  si  è
  impegnato  a  proporre  all'Aula con lettera trasmessa  al  Governo
  nazionale.
   Gli emendamenti noi crediamo poi possano essere semplificati.
   Qualcuno  mi diceva al comma 3 semplicemente abroghiamo le  parole
  "di natura transitoria".
   Questo non cambia il senso e, per me, nessun problema.
   Se  vogliamo  rinviare, però non so se le variazioni  di  bilancio
  siano la sede opportuna perché sono norme ordinamentali.

   PRESIDENTE. Assessore, quest'Aula, quando c'è una condivisione, ha
  fatto tantissimo e ha molte volte anche derogato.
   Il   tema   che   sottopone   l'onorevole   Giambona   ed   altri,
  sostanzialmente, è se questo percorso - seppur differente come tipo
  di  emendamento rispetto al testo - avesse avuto un percorso quanto
  meno  di  condivisione in una fase preventiva all'Aula e magari  un
  passaggio  anche  in Commissione, non credo che  ci  sarebbe  stato
  neanche uno degli interventi che sono stati fatti.
   Chiedo  all'Assessore, visti e considerati i buoni rapporti d'Aula
  e  visto che non c'è una necessità ed urgenza per questo, sull'A.12
  sappiamo bene che c'è un fondo per quanto riguarda i patrocini  che
  non  sono  dell'Assessore  Amata, sono a disposizione  di  tutti  i
  territori, di tutti i comuni della nostra Regione.
   Quello  è  un  conto,  se  si  vuole  pensare  di  poter  dare  la
  possibilità ai comuni di poter accedere a questi fondi, quelli - se
  lei  ritenesse che non avessero un carattere di necessità e urgenza
  -  magari  li  potremo  fare, non per forza con  le  variazioni  di
  luglio,  basta  che  si  fa un passaggio in Commissione  nel  primo
  disegno di legge che approda in Aula, se i colleghi sono d'accordo,
  onorevole  Giambona,  intanto  prima  devo  sapere  cosa  ne  pensa
  l'assessore.
   Ha facoltà di intervenire l'onorevole Di Paola.

   DI PAOLA. Signor Presidente, nell'avvalorare la sua tesi, da parte
  nostra, adesso stavamo cercando di approfondire le modifiche che ha
  proposto il Governo.
   Come  diceva  l'onorevole Giambona, sono delle  modifiche  che  ci
  chiede  il  Mef  ed il Governo si è impegnato, però,  siccome  sono
  modifiche delicate, se è possibile, la richiesta qual è? Che magari
  su  questo  disegno di legge non le approviamo, così  approfondiamo
  insieme,  perché  non  ce le aspettavamo e le  facciamo  nel  primo
  disegno di legge possibile.
   Il  tempo  solo  di  approfondirle,  considerato  che  sono  norme
  delicate.

   PRESIDENTE.  La  proposta d'Aula sarebbe quella  di  non  metterle
  all'interno del disegno di legge delle variazioni di bilancio ma in
  qualsiasi   disegno  di  legge  venisse  prima  all'interno   della
  discussione che avremo da qui alle prossime variazioni.

   DI  PAOLA.  Relativamente all'impegno preso dal  Presidente  della
  Regione  e  dal  Governo  sulla  modifica  delle  norme  -   quindi
  dall'impegno  Mef  - sì, il tempo che un attimino  li  verifichiamo
  insieme, Presidente, tutto qui

   PRESIDENTE. Onorevole Giambona, Catanzaro, va bene?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, il  Governo
  non  si  oppone  ad eventuali richieste, a richieste formulate  dal
  Parlamento di approfondimenti e credo che non ci siamo mai opposti
   Vorrei solo precisare che il senso era proprio quello che è  stato
  enunciato poc'anzi.
   Abbiamo  proposto queste modifiche in Conferenza dei Capigruppo  e
  mi  pare  che  la Conferenza avesse poi accettato di  trattarle,  a
  fronte della distribuzione preventiva.
   Detto  questo, quindi, senza voler rimarcare che nessuna forzatura
  vuole  fare  il  Governo,  se  l'opinione  dell'Aula  è  quella  di
  approfondimenti, a noi sta benissimo.
   Vorrei  soltanto  evidenziare  che  per  gli  impegni  assunti  in
  relazione  alla legge di stabilità dello scorso anno, siamo  andati
  molto in là sulle abrogazioni, perché siamo andati a novembre.
   Sono  impegni  che  assume il Governo, è ovvio che  l'Aula  poi  è
  sovrana.
   È  chiaro,  però,  che ne va un po', il fatto di osservare  questi
  impegni il Governo si tiene una discrezionalità. Sono, secondo noi,
  modifiche che non cambiano sostanzialmente quelle che sono  poi  le
  finalità perseguite dalle norme.
   Se  l'Aula  però assume una posizione di cautela e ci  chiede  del
  tempo noi non abbiamo nulla in contrario.

   PRESIDENTE. Andiamo all'emendamento.
   Sono stati ritirati tutti su richiesta vostra.
   Siamo  all'emendamento  A.12, a firma del Governo,  anzi  a  firma
  della Commissione.
   Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io sono intervenuto in  Commissione
  "Bilancio",  questo emendamento ci è arrivato fuori  tempo  massimo
  considerato che gli emendamenti sono stati esaminati questa mattina
  da  parte della Commissione Bilancio, per quegli emendamenti che  -
  depositati  nei termini - avevano una refluenza sul bilancio  della
  Regione  e, quindi, la Commissione è stata chiamata a esprimere  il
  proprio parere.
   Questo   emendamento  arriva  di  pomeriggio,   quindi   immagino,
  presentato oltre i termini. Ora, l'argomento che qualcuno ha  anche
  detto  che  il Presidente della Commissione o la Commissione  possa
  depositare  emendamenti fuori termine, questo non  è  previsto  dal
  Regolamento se non per gli emendamenti di riscrittura di norme  già
  esistenti.
   Non  mi  risulta che nel dispositivo, così come è stato presentato
  l'articolato, l'883, né tra gli emendamenti depositati all'883,  vi
  fosse  un emendamento che istituiva o rifinanziava il fondo per  le
  iniziative a carattere sociale, economico e culturale a favore  dei
  Comuni  e  gestito dall'Assessorato agli enti locali.  Né,  per  la
  verità,  quello  relativo  al  472539 connesso  all'Assessorato  al
  turismo.
   Ora,  premesso  che  ritengo questo emendamento  fuori  termine  e
  quindi  inammissibile per l'esame dello stesso,  questo  sul  piano
  formale,  sul  piano  politico c'è un punto  che  vorrei  sollevare
  all'Assemblea e a lei stesso. Noi abbiamo fatto la settimana scorsa
  una variazione di bilancio per circa 50 milioni di euro, il Governo
  è  arrivato con un argomento di emergenze di alcune questioni sulle
  quali  c'era  la  necessità - anche di una  volontà  da  parte  del
  Parlamento  -  di  dare  risposte a  questioni  molto  complesse  e
  delicate,  la  siccità, insomma le emergenze che sono state  votate
  tra l'altro con un sostanziale, diciamo, lavoro non ostile da parte
  della   minoranza   di  questo  Parlamento.  Nello   stesso   tempo
  l'Assemblea, cioè la stessa Presidenza, ha comunicato che nel  mese
  di  luglio  vi sarebbe stata un ulteriore, anzi per la verità  l'ha
  comunicato  prima il Presidente della Regione che, tra  l'altro,  è
  stato presente per tutto il tempo della discussione del testo della
  variazione  di bilancio e il Governo ha chiesto, anche rispetto  ad
  alcune  sollecitazioni  che via via si sono manifestate  su  alcune
  delle  norme in questione, la disponibilità da parte del Parlamento
  e  quindi  anche  di  chi vi parla, di rinviare  alcuni  temi  alla
  variazione di bilancio che sarebbe stata approntata per il mese  di
  luglio in questo Parlamento.
   Abbiamo condiviso e accettato questa impostazione.
   Ora,  Presidente, tutto può succedere ma che in  una  norma  sulla
  digitalizzazione  della  Gazzetta Ufficiale  e  con  l'aggiunta  di
  alcuni emendamenti come quelli di cui abbiamo discusso poc'anzi, di
  alcune  modifiche relative al rapporto con il Mef o la precisazione
  e  l'interpretazione per quanto riguarda la norma sul femminicidio,
  ma  che  in una norma di quel tipo, appunto norma che ha il  titolo
  "Virtualizzazione  della Gazzetta Ufficiale", si  faccia  di  fatto
  un'altra  variazione di bilancio con circa un  milione  e  sei,  un
  milione  e otto, che vengono recuperati da un capitolo che era  già
  stato  utilizzato  con l'articolo 17 che abbiamo  appena  bocciato,
  cioè  le economie del riparto del fondo per la stabilizzazione  dei
  dipendenti   degli   enti  locali  e  dei  precari,   è   veramente
  insopportabile
   Ma  questo che governo è se neanche si parlano tra di loro?  Cioè,
  il  Presidente  della  Regione è venuto  in  quest'Aula  a  dire  -
  scusate,  vi  chiedo  scusa un attimo, Abbate  se  ti  disturbo  un
  secondo solo, se ti disturbo mi fermo - il Presidente della Regione
  è  venuto  in  quest'Aula a chiederci di rinviare a una  variazione
  diciamo  compiuta, questioni alle quali, come dire, come  tutte  le
  questioni si discute, non ci si strappa i capelli se aumentiamo  il
  fondo  per il turismo, piuttosto che quello delle autonomie locali,
  anche  se su quello delle autonomie locali io mantengo una  riserva
  di  fondo  perché  è  un  inedito che si  è  introdotto  in  questa
  legislatura che le autonomie locali siano un centro di spesa,  come
  dire, diretto a finanziare interventi micro dei Comuni ma, diciamo,
  lo  affronteremo quando sarà necessario. Ma che c'entra ora che  si
  presenta   un'ennesima  variazione  di  bilancio,  anticipando   la
  variazione  che  si dovrà fare nel mese di luglio? Ripeto,  con  un
  emendamento  presentato fuori termine, non avendo una ragione  tale
  da  modificare... non essendovi, diciamocelo pure, nessuna  urgenza
  per  modificare  la decisione che è stata presa dal  Parlamento  di
  fare a luglio la variazione di bilancio.
   Io  le chiedo, Presidente, di stralciare questo emendamento  e  di
  rinviarlo, così come le altre questioni ancora aperte, alla manovra
  di  variazione  che  lei  si è impegnato a far  svolgere  a  questo
  Parlamento  nel  prossimo  mese di luglio.  Parliamo  tra  quindici
  giorni
   Ora,  non  mi  pare  che  la Sicilia bruci  perché  qualche  festa
  patronale  non  potrà  essere, eventualmente, finanziata  da  parte
  dell'Assessorato alle autonomie locali o dal turismo  per  quindici
  giorni   Quindi, per la serenità e anche per la serietà, perché  un
  Parlamento   può   discutere,   dividersi,   votare   segretamente,
  palesemente,  fa  parte  della politica, ma  sulle  regole  c'è  la
  condizione di rispetto reciproco
   Se abbiamo detto che questa era una norma sulla quale anche lei in
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari  ha  fissato  i
  parametri  e i limiti rispetto ai quali sarebbero stati ammissibili
  gli  emendamenti,  non è tollerabile che con un colpo  di  mano  da
  furbetti   di   periferia   si  possa  produrre   un   emendamento,
  contravvenendo  all'impegno  che  è  stato  assunto  dalla   stessa
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari.  Ecco  perché,
  Presidente, le chiedo di ritirare o di rendere inammissibile questo
  emendamento e di trattarlo nell'apposita variazione di bilancio che
  esamineremo.

   PRESIDENTE. Essendo la responsabilità sempre del Parlamento quando
  si  fanno  le  cose  brutte , mi ha convinto nel suo  ragionamento,
  pertanto  questa qui, visto che i parlamentari sono quelli  brutti,
  la norma è stralciata  Quindi possiamo levare tutti gli aggiuntivi.
   Andiamo a votare soltanto la tabella che è l'emendamento A.15. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,

                             (È approvato)

   C'è  un  emendamento  ai  sensi del 117, il  117.1.  Lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,

                             (È approvato)


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Virtualizzazione della Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
                    e modifica di norme» (n. 883/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prendete posto se volete  votare,
  se non volete votare continuate a fare quello che fate. Ho chiesto:
  è  del Governo o del Parlamento? Il Parlamento è il brutto e allora
  se siamo brutti, ritiriamo
   Si  passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
  di  legge «Virtualizzazione della Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana e modifica di norme» (883/A)

   Indìco la votazione per scrutinio nominale.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti    .............  56
   Votanti       ..  42
   Maggioranza .................  22
   Favorevoli ....................   42
   Contrari .......................      0
   Astenuti .......................      4

                         (L'Assemblea approva)

   Se  ci  sono  delle  votazioni non registrate le  comunicate  agli
  Uffici.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  17  giugno
  2025, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.49 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         186a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 17 giugno 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
        Economia  (v. allegato)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella

   1 Intervento corretto dall'oratore.
     L'articolo  è  da intendersi improcedibile ai sensi  della  nota
  prot. n. 001-880-INT/2025 dell'11 giugno 2025, della II Commissione
  legislativa permanente  Bilancio  (n.d.r.).