Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.02
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente, è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di svolgimento di interrogazione in Commissione
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 876-INT/2025 dell'11
giugno 2025 l'Ufficio di Segreteria della III Commissione
legislativa permanente Attività produttive ha comunicato che
nella seduta n. 114 del 10 giugno 2025 si è svolta l'interrogazione
n. 1770 Chiarimenti circa l'esclusione del comparto vitivinicolo
dalla Misura 23 - PSR Sicilia 2014-2022 - Avviso pubblico del 9
aprile 2025 , prima firmataria on.le Ciminnisi, la quale si è
dichiarata non soddisfatta della risposta fornita dall'Assessore
per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'on. Zitelli ha chiesto congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, convoco una Capigruppo in Sala lettura.
Pertanto, la seduta è rinviata di mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 15.04, è ripresa alle ore 15.56)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, vi invito a prendere
posto.
Dopo la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, abbiamo
stabilito che verranno distribuiti alcuni emendamenti che sono
stati esposti durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, due a firma del Governo, uno a firma della
Commissione e un altro che necessita di un passaggio in Commissione
Bilancio, che pertanto è autorizzata a riunirsi.
Discussione del disegno di legge Virtualizzazione della Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana e modifica di norme (n. 883/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il disegno di legge Virtualizzazione della
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e modifica di norme (n.
883/A), posto al n. 1
Dichiaro aperta la discussione generale.
Chiedo se ci sono interventi. Non ci sono interventi per la
discussione generale o sì?
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Per la discussione. Allora, è iscritto a parlare
l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà. Prego, onorevole.
CATANZARO. Grazie, signor Presidente. Sarò brevissimo rispetto
alla discussione generale. Questo disegno di legge n. 883, che ci
portiamo dalla scorsa settimana in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, signor Presidente, dopo la variazione di
bilancio, voglio fare un attimo il percorso, per avere anche un
momento di chiarezza in Aula Questo disegno di legge, dicevo,
doveva servire a modificare alcune norme che, in finanziaria, sono
state approvate e avevano qualche problematica di natura tecnica e,
quindi, bisognava apportare una correzione. Dopo di che, noi
abbiamo chiesto, sempre in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, il ritorno del testo in Commissione, anche per avere
una più approfondita visione rispetto a quelle che erano le norme
di questo testo.
Ieri, noi abbiamo fatto una seduta in I Commissione in cui si sono
ripresentati, all'incirca, 12/13 emendamenti aggiuntivi, signor
Presidente. All'interno di questi emendamenti aggiuntivi abbiamo
evidenziato, in I Commissione, insieme ai colleghi presenti -
l'assessore lo ricorderà -, che alcuni emendamenti, che sono stati
accantonati e che non avevano l'urgenza per potere, diciamo, essere
corretti rispetto a quella che era l'idea originale di questo
disegno di legge, ebbene, bastava anche approfondirli per portarli
nella variazione di bilancio di luglio.
Noi questa cosa, ieri, l'abbiamo detta, l'abbiamo detta
Ovviamente, qui con i colleghi, con a capo il Presidente della I
Commissione, onorevole Abbate, abbiamo detto anche che serviva
approfondire alcuni emendamenti. Oggi, li ritroviamo nel testo.
Ritroviamo nel testo ancora emendamenti aggiuntivi
Io ritengo, signor Presidente, rispetto a quello che ci eravamo
detti in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che
l'idea originale, di come la scorsa settimana avevamo concordato, è
stata totalmente un'idea messa in soffitta, perché mi sembra che
questo testo non abbia solo ed esclusivamente delle modifiche
tecniche, ma ci sono delle modifiche totalmente diverse dalla
correzione tecnica di una norma approvata in finanziaria.
Le uniche due cose, le voglio dire all'Aula, perché è corretto,
anche rispetto a quello che ci siamo detti, la scorsa settimana, è
che c'era un emendamento sulla rendicontazione che doveva essere
approvato entro il 30 giugno e una riscrittura di una norma
importante, che era quella approvata in finanziaria sul
femminicidio, che bisognava correggere per potere essere una norma
fruibile. Quindi, noi queste cose le abbiamo condivise e
concordate. Inoltre, ieri, se non ricordo male, in Commissione
abbiamo anche affrontato un problema sui consorzi universitari in
Sicilia, dopodiché, Presidente, oggi, tornando a rivedere questo
disegno di legge, vedo che man mano che passano i minuti lievitano
gli emendamenti fuori sacco, tutti aggiuntivi
Presidente, io mi appello a lei che, sicuramente, tiene come
sempre alla garanzia dell'Aula e del rispetto. Ritengo che non sia
corretto che, dopo avere fatto ieri la Commissione, ritornano
alcuni emendamenti avendo detto che non c'è l'urgenza tecnica di
fare una correzione adesso, la si può fare anche a luglio". E
invece no Sono emendamenti che ritornano e insistiamo su questi
emendamenti.
A questo punto, Presidente Galvagno - siccome lei sa benissimo che
il nostro aspetto, sempre di responsabilità all'interno dell'Aula,
su tutti i temi che abbiamo affrontato e che continuiamo ad
affrontare, non è mai mancato - oggi io mi ritrovo a dovere
sottolineare un fatto: che ovviamente di questa idea del testo del
ddl 883 sulle variazioni tecniche correttive che dovevamo mettere
dentro, per alcuni refusi approvati in finanziaria - quindi,
dovevano esserci delle correzioni - mi sembra che il testo sia
totalmente trasformato; approfittando della variazione della scorsa
settimana, adesso c'è un'altra variazione - addirittura, se ho
visto bene, c'è qualche articolo che parla anche di spesa, quindi,
siamo di fronte ad un'altra variazione, ogni settimana - e a luglio
ne abbiamo ancora un'altra
Non è possibile, Presidente Galvagno, io ritengo che questo sia un
modo non corretto di procedere all'interno dell'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Se sulla discussione
generale non ci sono altri interventi, pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1
Oggetto e finalità
1. La Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, di seguito
denominata GURS, è lo strumento legale di conoscenza delle leggi e
dei regolamenti regionali, degli atti amministrativi della Regione
e di tutti gli atti nella stessa pubblicati, in applicazione di
quanto previsto dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello
Stato 25 marzo 1947, n. 204, articoli dal n. 12 al n. 15. Restano
salve le altre forme di conoscenza e di pubblicità riconosciute
dall'ordinamento vigente.
2. Con la pubblicazione di cui al comma 1, la Regione favorisce il
diritto di informazione e di accesso agli atti amministrativi di
cui alla legge regionale 21 maggio 2019, n. 7, nel rispetto delle
norme vigenti a tutela della riservatezza dei terzi.
3. La GURS è redatta in forma digitale e pubblicata online su
apposita sezione del sito internet della Regione siciliana.
4. A far data dal 1 gennaio 2026 la GURS è pubblicata
esclusivamente in forma digitale e diffusa in forma telematica con
modalità volte a garantire l'autenticità, l'integrità e la
conservazione dei documenti digitali ivi contenuti.».
Non sono stati presentati emendamenti. Pertanto, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2
Validità degli atti pubblicati
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 34 della legge
regionale 21 maggio 2019, n. 7, la pubblicazione degli atti sulla
GURS ha valore legale.».
Non sono stati presentati emendamenti. Pertanto, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3
Articolazione della GURS
1. La GURS online si articola in tre serie di fascicoli: Parte I,
Parti 11-111 e Serie Speciale Concorsi.».
Non sono stati presentati emendamenti. Pertanto, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4
Periodicità della pubblicazione
1. La pubblicazione della GURS avviene, di norma, con cadenza
settimanale, nell'ultimo giorno lavorativo della settimana.
2. In deroga a quanto previsto dal comma 1, la Serie Speciale
Concorsi viene, di regola, pubblicata mensilmente, nell'ultimo
giorno lavorativo dell'ultima settimana del mese.
3. In caso di urgenza o di necessità, può essere disposta la
pubblicazione di un fascicolo delle diverse serie in edizione
straordinaria, a discrezione della direzione della GURS.».
Non sono stati presentati emendamenti. Pertanto, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5
Consultazione e diffusione della GURS
1. La consultazione della GURS sul sito internet della Regione
siciliana è libera e gratuita per tutte le serie di fascicoli.
2. A richiesta degli utenti, gli uffici della GURS rilasciano
copia stampata di fascicoli della GURS, previo pagamento di un
contributo stabilito con le modalità di cui all'articolo 6, comma
2.».
Non sono stati presentati emendamenti. Pertanto, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6
Costi di pubblicazione
1. La pubblicazione degli atti della Regione siciliana e
dell'Assemblea Regionale Siciliana è gratuita. Tutte le altre
pubblicazioni avvengono a pagamento, ferme restando le eventuali
gratuità di pubblicazione stabilite da norme dello Stato o della
Regione siciliana.
2. Le tariffe di pubblicazione delle inserzioni ed i diritti per
ottenere copie cartacee dei fascicoli della GURS sono fissati con
provvedimento dell'Avvocato generale dell'Ufficio legislativo e
legale.».
Non sono stati presentati emendamenti. Pertanto, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7
Ordinamento della GURS
1. La pubblicazione della GURS telematica è a cura dell'Ufficio
legislativo e legale della Presidenza della Regione siciliana cui
competono la direzione, la redazione e l'amministrazione della
GURS, secondo quanto disposto dell'articolo 16 del decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 25 marzo 1947, n. 204.
2. Con decreto del Presidente della Regione siciliana sono
disciplinate le modalità per la trasmissione degli atti da
pubblicare, le modalità che garantiscono l'integrità e
l'autenticità dei testi pubblicati, le garanzie da adottare a
tutela della sicurezza delle procedure di formazione e
pubblicazione dei fascicoli, le garanzie di manutenzione ed
aggiornamento del sistema informativo e della sua operatività
continua ed ogni altra cosa occorrente.».
Non sono stati presentati emendamenti. Pertanto, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8
Applicabilità norme Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
1. Per quanto altro non previsto nelle presenti disposizioni sono
applicabili, in quanto possibile, le norme vigenti per la Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana.».
Non sono stati presentati emendamenti. Pertanto, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9
Disposizioni finanziarie
1. Agli oneri di composizione e di conservazione sostitutiva
nonché a ogni altra spesa necessaria per la gestione della GURS
digitale discendenti dalla presente legge, quantificati in 210 mila
euro a decorrere dall'esercizio finanziario 2026, si provvede
mediante le risorse stanziate a legislazione vigente sul capitolo
120512 (Missione 1, Programma 11).
2. La denominazione del capitolo 120512 (Missione 1, Programma 11)
è modificata in: "Spese per la composizione e pubblicazione online
e conservazione sostitutiva della Gazzetta Ufficiale, per la stampa
e rilegatura delle raccolte d'ufficio ai fini di pubblica
consultazione, per la stampa di pubblicazioni speciali. Spese per
la cancelleria, stampati e materiali vari occorrenti per il
servizio della Gazzetta Ufficiale della Regione". Il suddetto
capitolo continua a essere classificato come spesa obbligatoria.
3. Dall'attuazione dell'articolo 7 non derivano nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica e ai relativi adempimenti si
fa fronte mediante le risorse umane, strumentali e finanziarie
previste a legislazione vigente sul bilancio regionale.».
Non ci sono emendamenti. Pertanto pongo in votazione l'articolo
9. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10
Modifiche a norme finanziarie
1. All'articolo 20, comma 2, della legge regionale 18 novembre
2024, n. 27, le parole "30 giugno 2025" sono sostituite dalle
seguenti: "31 dicembre 2025".
2. Il comma 27 dell'articolo 6 della legge regionale 9 gennaio
2025, n. 1 è sostituito dal seguente:
27. Per l'esercizio finanziario 2025, a valere sulle assegnazioni
di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modificazioni, è autorizzata la spesa di 1
milione di euro in favore del comune di Terme Vigliatore per la
gestione del dissesto finanziario e per garantire l'erogazione dei
servizi essenziali e la gestione delle attività ordinarie di
amministrazione (Missione 18, Programma 1) .
3. Alla legge regionale 30 gennaio 2025, n. 3, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all'articolo 5, comma 2, lettera kkk), le seguenti parole sono
soppresse: delle province di Ragusa e Siracusa ;
b) all'articolo 7, comma 3, lettera gg), le parole per
l'organizzazione delle manifestazioni connesse alla settimana santa
e per attività culturali sono sostituite dalle seguenti: per
interventi di manutenzione ordinaria ;
c) all'articolo 7, comma 3, lettera jj), le parole per
l'organizzazione delle manifestazioni connesse alla settimana santa
e per attività culturali sono sostituite dalle seguenti: per
interventi di manutenzione ordinaria ;
d) all'articolo 8, comma 2, le lettere a), d) e i) sono soppresse
e all'articolo 9, comma 2, sono aggiunte le seguenti:
lll ter) 150 mila euro al comune di Campobello di Mazara per le
attività riabilitative, socio-educative destinate all'accoglienza
di giovani ed adulti presso strutture semi residenziali e/o
comunità alloggio per disabili privi del sostegno familiare;
lll quater) 200 mila euro da suddividere tra le nove città
capoluogo per l'attivazione del servizio Culle per la vita ;
lll quinquies) 40 mila euro alla parrocchia Madonna della
Provvidenza di Palermo finalizzate alla predisposizione e
all'attivazione di un poliambulatorio medico con finalità sociali
destinato alle persone meno abbienti. .
e) alla Tabella 1 di cui all'articolo 1, alla riga 241, nella
sezione Oggetto' le parole immobile in' sono soppresse.».
Ci sono degli emendamenti soppressivi.
Sull'ordine dei lavori
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare
sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo dieci
minuti di sospensione per raccordarci.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, sospendo la seduta per
dieci minuti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16:05, è ripresa alle ore 18:00)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 883/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo accantonando l'articolo 10.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11
Modifiche alla legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3
1. All'articolo 118 della legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3,
dopo le parole vittime di femminicidio sono aggiunte le seguenti:
in numero non superiore a uno. Le disposizioni di cui al presente
articolo trovano applicazione per fatti avvenuti entro i confini
del territorio della Regione siciliana anche prima della data di
entrata in vigore della presente legge in danno di cittadini
italiani residenti in Sicilia al momento dell'evento criminoso ed
esclusivamente per le assunzioni presso la Regione siciliana nei
limiti delle risorse assunzionali disponibili ».
C'è un emendamento soppressivo 11.1 dell'onorevole Giambona, che è
ritirato.
Si passa all'emendamento 11.2, che ha avuto il parere favorevole
della Commissione Bilancio.
Chiediamo il parere del Governo sull'11.2. C'è il parere
favorevole della Commissione.
L'emendamento 11.1 non si può trattare perché già la Commissione
ha espresso il parere, a meno che non vogliate ritornare in
Commissione e ci fermiamo un'altra volta
Ritirato.
Grazie, onorevole Safina.
Assessore Dagnino, c'è il parere favorevole della Commissione
Bilancio sull'emendamento 11.2. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.2.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 11.3 è inammissibile quindi... onorevole Tomarchio,
prego.
C'è un invito al ritiro, chiaramente però le do la possibilità di
intervenire.
TOMARCHIO. Grazie signor Presidente.
Confesso che, nel presentare questo emendamento, temevo quello che
sta accadendo, però ciò che più mi interessava e ciò che più credo
dovrebbe interessare l'Aula non è tanto approvare questo
emendamento oggi, quanto iniziare a porre il tema. Perché
nell'articolo che ci apprestiamo ad approvare, nella legge che ci
apprestiamo ad approvare, lo stesso presidente Schifani ha fatto un
giustissimo appello ad una parte di modifica che riguarda la
retroattività della legge già immaginata dall'onorevole La Vardera
ma che credo presenti delle lacune, almeno sulla parte inerente la
definizione di vittime.
E allora, pur non avendo competenza legislativa in materia, credo
che quest'Aula possa - in un certo senso - occuparsi di questa
materia e possa dibattere su questo argomento perché è certo che
non ci siano vittime di serie A e vittime di serie B.
Quindi, Presidente, l'appello che faccio alla sua Presidenza, è di
porre il tema quanto prima e di immaginare un percorso per invitare
chi di competenza - e quindi le Aule romane - ad occuparsi di
questo tema, nelle forme che più saranno opportune.
PRESIDENTE. L'emendamento 11.3, quindi, è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 11.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole La Vardera e poi l'onorevole
Giambona.
Prego, onorevole La Vardera.
LA VARDERA. Signor Presidente, volevo intervenire anche a seguito
delle parole del collega Tomarchio, apprezzando il suo intervento e
il senso anche di questo emendamento. Ritengo che sia una
riflessione che dobbiamo fare, anche da portare avanti, perché al
di là di tutto, questo emendamento che poi ha portato in Aula il
Presidente Schifani, dimostra una cosa che allora il Presidente
Schifani quando vuole ascolta questo Parlamento e ascolta le
iniziative di questo Parlamento.
Oggi noi semplicemente ridiciamo quello che abbiamo detto più
volte in quest'Aula, ma soprattutto aggiungiamo una parola magica,
una parolina magica che impediva le assunzioni di queste donne che
è la retroattività per cui, come dire, voglio concludere
riconoscendo l'intervento del Governo che è stato risolutivo sotto
questo punto di vista e ovviamente apprezzando anche l'iniziativa
del collega Tomarchio che certamente può dare una maggiore -
diciamo - incisività alla norma stessa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Giambona.
Rinuncia?
Ok, parla dopo l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, il mio è un chiarimento perché io
non mi ricordo com'è l'articolo 118 del testo. Bene, acquisiamo un
principio della retroattività. Non ricordo se nell'articolo 118 sia
fissato il soggetto che stabilisce l'autorità che certifica che il
delitto sia di femminicidio. Ecco, dobbiamo avere chiaro, perché
altrimenti noi dalla questione della retroattività passeremo al
fatto che la legge non si può applicare perché non c'è qualcuno che
lo certifichi
Le vittime di mafia hanno un'autorità, che è la Commissione
nazionale per le vittime di mafia nonché la Prefettura, eccetera,
eccetera. In questo caso, occorre stabilire subito il soggetto che
deve certificare la fattispecie giuridica per cui si può avere
questo beneficio.
PRESIDENTE. Questo è un problema che dovrebbe essere disciplinato,
comunque, a livello nazionale.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Questo
tema, devo dire, Presidente, non è di poco conto perché noi oggi
stiamo a discutere di una norma assolutamente impattante e per la
quale c'è il parere e l'opinione favorevolissima da parte del
Partito Democratico, e ci mancherebbe, perché la tematica della
violenza sulle donne è una piaga sociale.
Ogni quattro giorni muore una donna in Italia, noi abbiamo avuto
98 femminicidi nel 2024, 40 ad oggi nel 2025 di cui 4 in Sicilia.
Fenomeni che non possono determinare solamente indignazione
rispetto a quella che è la situazione che, purtroppo, viviamo ma
anche azioni concrete che devono passare a un cambio di passo dal
punto di vista educativo e culturale: dai centri antiviolenza, ad
azioni per svincolarsi da quei nuclei familiari violenti ma anche
attraverso un sistema di protezione vero, sociale e assolutamente
concreto. Noi abbiamo palesato il fatto che siamo assolutamente
favorevoli ma dobbiamo anche stare attenti, caro Presidente e
onorevoli colleghi, al fatto che norme come questa non creino
aspettative circa il fatto della loro concreta applicazione
pratica.
Anche perché non vorremmo creare ulteriore dolore a quello che
hanno già provato le vittime o i figli, appunto, delle vittime.
Tutele vere, ecco io mi chiedo e questo nasce proprio
dall'interrogativo che chi è intervenuto prima di me si è posto
dopo l'approvazione di questa norma: i figli vittime di
femminicidio potranno concretamente avere l'opportunità di avere,
appunto, l'accesso nella Pubblica Amministrazione regionale?
Questo, devo dire, è il tema.
Il Presidente della Regione Schifani, proponendo questo
emendamento, probabilmente, ha pensato che è la soluzione al tema.
Io mi auguro che sia così ma dovremmo assolutamente approfondire
perché mi risulta che, in questo momento, a livello nazionale e
credo che questa norma si rifaccia proprio all'impianto normativo
del codice penale nazionale, ecco, non esiste il reato di
femminicidio che in questo momento è fermo dal mese di marzo al
Senato della Repubblica per ulteriori approfondimenti.
E, allora, poiché noi in questa norma ancoriamo l'obiettivo di
dare possibilità ai figli di vittime di femminicidio di questa
opportunità, non vorremmo che poi andiamo a traslare la tematica
dell'adempimento normativo a un problema burocratico, a ricorsi, a
questioni che poi debbano comportare ulteriori lungaggini e
difficoltà o, addirittura, una inapplicabilità di questa norma che
è una norma di civiltà che noi, naturalmente, non possiamo fare
altro che sostenere.
È ovvio che noi auspichiamo, quanto prima, un percorso nazionale
che permetta di sdoganare questo aspetto e di creare quanto prima
il reato di femminicidio. Un Governo nazionale che si è concentrato
sul DL sicurezza per andare a sanzionare quelli che manifestano,
magari, davanti le fabbriche, davanti le scuole o gli attivisti
ambientali, mentre questo tema sui femminicidi è al palo al
Parlamento nazionale.
Allora, Presidente e onorevoli colleghi, noi siamo assolutamente
favorevoli, e ci mancherebbe, su questa proposta. Voteremo
favorevolmente ma abbiamo anche l'esigenza di capire che questa
norma non dev'essere una norma di facciata, dev'essere una norma
che, concretamente, possa applicarsi a quelle che sono le
fattispecie che qui vengono indicate per dare concretamente
possibilità a coloro che hanno già subito un dolore, di portare
avanti quella che è un'esigenza di un vero riscatto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i congedi
dell'onorevole Cateno De Luca e dell'onorevole Bica.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 883/A
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
innanzitutto per ringraziare i colleghi che mi hanno preceduto,
perché è un tema che per me è stato sempre molto caro e approfitto
di questa occasione per ringraziare l'assessore Albano,
l'Assessorato tutto perché siamo riusciti, dopo un anno veramente
di grande trepidazione, a portare avanti quella norma, sempre
appunto sottoscritta da me e da tutto il Gruppo parlamentare del
Partito Democratico, che ha il riconoscimento degli orfani di
femminicidio.
E' stata una trattativa molto importante, diciamo che oggi -
credo, assessore - abbiamo già dato ristoro, comunque sostegno,
abbiamo ritrovato in Sicilia 22 orfani che non avevano mai ricevuto
alcun tipo di sostegno, andando quindi anche in contrapposizione
con quella che è la legge nazionale e oggi già non so quanti
orfani, questi figli nostri, cioè questa grande responsabilità
collettiva, perché questi soggetti sono rimasti senza madre e quasi
sempre anche senza padre perché in galera, quindi veramente siamo
riusciti come Regione a fare un grande passo avanti.
La proposta del collega La Vardera che naturalmente aveva
all'inizio, è passata più di un anno fa ormai, se non sbaglio, e
oggi - grazie appunto a questo intervento - si è riuscito forse a
dare anche una soluzione.
È vero che a livello nazionale speriamo che il riconoscimento del
femminicidio avvenga e quindi dobbiamo spingere su questo aspetto e
soprattutto credo che sia importante, come diceva bene l'onorevole
Giambona, che non rimanga una norma di facciata ma che veramente
possiamo dare risposta alle tante donne ma anche a tanti figli di
donne che hanno subito violenza. Quindi credo che sia importante e
spero che possa passare e venga riconosciuta all'unanimità in
quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe.
Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Volevo
dare un chiarimento col mio intervento al collega Cracolici perché
chiedeva informazioni sull'articolo 118 e in più volevo
ringraziare, a nome del Gruppo Sud chiama Nord, il presidente
Schifani perché è vero che ha accolto la richiesta fatta dal
collega, però è pur vero che bisogna ricordare a quest'Aula da dove
parte questa norma visto che non è una legge ma è un articolo e,
quindi, una norma di altre inserite appunto nella legge finanziaria
del 2024 che allora, al di là del primo firmatario, fu voluta dal
collega Vasta oggi non più deputato, dal collega Balsamo, dal
collega De Luca Cateno, dal collega Sciotto e dal collega De Leo.
Quindi, a nome anche dei colleghi che in quella occasione
sposarono questa iniziativa, ringraziamo il presidente Schifani per
avere esteso la platea anche ai figli delle vittime di
femminicidio.
E per quanto riguarda l'articolo 118, collega Cracolici,
espressamente recita così: Fino al 31 dicembre 2025 e comunque
nelle more delle definizioni di una disciplina statale, le
disposizioni di cui al comma 1 e 3 dell'articolo 4 della legge
regionale 13 settembre 1999, n. 20 e successive modificazioni, si
applicano sia alle donne vittime di violenza con deformazione o
sfregio permanente del viso di cui all'articolo 583 quinquies del
codice penale sia ai figli delle vittime di femminicidio . Quindi è
questa la classificazione dei beneficiari di questa norma, collega
Cracolici, che adesso con questa ulteriore modifica voluta dal
Presidente Schifani, viene resa anche retroattiva.
Ribadiamo, pertanto, il nostro ringraziamento come Gruppo Sud
chiama Nord al Presidente Schifani e grazie ancora all'Aula nel
momento in cui voterà questa modifica.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Pellegrino. Ne
ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, solamente per fugare dubbi e
perplessità sulla sussistenza e sull'esistenza del reato di
femminicidio. Il delitto di femminicidio è stato introdotto come
reato nel nostro codice penale l'8 marzo del 2025, quindi dall'8
marzo 2025, l'articolo 577 bis, prevede il reato di femminicidio
per il quale è prevista, tra l'altro, la pena dell'ergastolo.
Quindi, al fine di evitare dubbi sulla sussistenza e
sull'esistenza del reato io devo dire, ad onor del vero, che il
reato di femminicidio è già legge nel nostro codice penale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, mentre attendiamo la riscrittura
dell'onorevole Varrica, del comma 10.4, se non ricordo male,
passiamo all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12
Trasferimento fondi
1. Le somme, ancorché impegnate per le quali non è stato definito
l'iter amministrativo ai sensi del DDG n. 2261 del 4 settembre 2024
disciplinante l'allegato 7 dell'articolo 42 della legge regionale
12 agosto 2024 n. 25, assegnate per le finalità di cui alla legge
regionale 4 giugno 1980, n. 55 e per ogni altra finalità
statutaria, sono utilizzate, per le medesime finalità, per
incrementare il capitolo 413726, Missione 12, Programma 2».
PRESIDENTE. L'articolo 12 è improcedibile1.
Si passa, pertanto, all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13
Modifiche alla legge regionale 22 maggio 2024, n. 20
1. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 22 maggio
2024, n. 20 le parole fino al 30 giugno 2025 sono sostituite
dalle seguenti: fino al 31 dicembre 2025 »
Essendo presente soltanto un emendamento soppressivo, pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti;
seduto chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14
Modifiche alle leggi regionali 26 marzo 2002, n. 2 e 20 giugno
2019, n. 10
1. Al comma 1 dell'articolo 66, della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, le parole costituiti in ambito provinciale dalla
Provincia regionale siciliana di riferimento o da altri enti
pubblici o privati sono sostituite dalle seguenti: costituiti in
ambito provinciale dalla Provincia regionale siciliana di
riferimento ovvero da altri soggetti pubblici ovvero da altri enti
di interesse pubblico ovvero da altri enti non aventi finalità di
lucro .
2. All'articolo 35 della legge regionale 20 giugno 2019, n. 10, è
aggiunto il seguente comma:
1bis. La concessione e l'erogazione in favore dei Consorzi
Universitari del contributo di cui all'articolo 66, comma 1, della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è altresì condizionata alla
circostanza che gli stessi siano, già al momento della
presentazione della richiesta, composti esclusivamente da soci
aventi la qualifica di soggetti pubblici ovvero enti di interesse
pubblico ovvero enti non aventi finalità di lucro ».
Sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi, il primo è
il 14.1 dell'onorevole Giambona.
GIAMBONA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie, ritirato. Si passa all'emendamento 14.2 a
firma dell'onorevole Giambona.
GIAMBONA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie. Si passa all'emendamento 14.3 a
firma dell'onorevole Giambona.
GIAMBONA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie. Allora, pongo in votazione
l'articolo 14. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15
Norme in materia di prestito d'onore per studenti universitari
1. All'articolo 20 della legge regionale 18 novembre 2024, n. 28
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3 le parole da è concesso sino a tale iniziativa
sono sostituite dalle seguenti: con applicazione di un tasso pari
a zero, è concesso da IRFIS-FinSicilia s.p.a. ;
b) i commi 4 e 5 sono abrogati;
c) al comma 6 le parole gli istituti bancari valutano sono
sostituite dalle seguenti: l'IRFIS-FinSicilia s.p.a. valuta ;
d) il comma 9 è abrogato;
e) al comma 10 le parole da E' istituito sino a
all'iniziativa. sono soppresse».
Essendo stato presentato soltanto un emendamento soppressivo, si
vota il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16
Proroga termini ex articolo 3 comma 5
della legge regionale 22 gennaio 2023, n. 2
1. I termini per la rendicontazione e la conclusione delle opere
di ristrutturazione autorizzate ai sensi dell'art. 3 comma 5 della
legge regionale 22 gennaio 2023, n. 2 sono prorogati al 31 dicembre
2025.
2. La proroga di cui al comma 1 si applica sia alle attività
economiche e produttive sia al recupero edilizio per civile
abitazione e relativi beni immobili danneggiati dagli eventi meteo
avversi verificatisi nei mesi di ottobre e novembre 2021, di cui ai
DGR n. 444/2021, n. 455/2021 e n. 500/2021».
CATANZARO. Fermiamoci un secondo.
PRESIDENTE. Sì, sì, tranquillo. C'è un emendamento soppressivo, il
16.1 dell'onorevole Giambona e altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. L'Assessore può dare un chiarimento
sull'articolo?
CATANZARO. Possiamo chiedere un chiarimento all'Assessore?
PRESIDENTE. Sì, chiedono un chiarimento, Assessore, sull'articolo
16. Prego, assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, pensavo stesse intervenendo l'assessore per
l'economia. Praticamente è una proroga dei termini di
rendicontazione ai comuni per alcuni contributi che erano stati
assegnati dalla legge finanziaria, che erano previsti inizialmente
al 30 giugno.
Con questo comma si prevede di spostare questo termine al 31
dicembre 2025.
PRESIDENTE. Grazie. Allora chiedo se l'emendamento 16.1 è
mantenuto o ritirato.
GIAMBONA. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato. Passiamo all'emendamento 16.2, che è
ritirato. Grazie.
Si passa all'emendamento 16.3, che è ritirato. Grazie.
Allora pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 17.
Comunico che è stato presentato un emendamento di riscrittura da
parte della Presidente della Commissione Bilancio ed è sui tablet,
tra i fuori sacco, è l'emendamento 17.R.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima dell'articolo 17, c'è la riscrittura
dell'articolo 10, sul 17 ci ritorniamo perché tanto lo dobbiamo
votare.
CRACOLICI. Ma stiamo parlando del 10 o del 17?
PRESIDENTE. Manca soltanto l'articolo 10 e poi c'è, infine,
l'articolo 17. Siccome è pronta la riscrittura dell'articolo 10,
oppure volete andare avanti sul 17, per me è indifferente.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, visto che c'è una riscrittura
dell'articolo 17 a firma della Commissione, poi non so se è della
Commissione effettivamente o solo del Presidente, cioè l'avete
votata in Commissione o è una riscrittura del presidente della
Commissione?
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. È stata votata la
riscrittura in Commissione Bilancio.
DE LUCA Antonino. Allora, se può essere illustrata dal presidente
della Commissione Bilancio la riscrittura, anche perché mi sembra
di capire che c'è copertura finanziaria su questa.
PRESIDENTE. Di quale sta parlando, onorevole De Luca?
DE LUCA Antonino. Dell'articolo 17.
PRESIDENTE. Sì, perché ancora l'onorevole Varrica non ha
depositato la riscrittura.
CAMPO. Prima ascoltiamo il chiarimento dell'assessore sulla
riscrittura?
PRESIDENTE. Assessore, vuole esporre qualcosa sull'articolo 17?
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, al di là della spiegazione
dell'assessore Dagnino sulla riscrittura dell'articolo 17, che poi
ascolteremo, io comunque volevo sottolineare la bontà di questa
proposta perché ad oggi ci sono parecchi enti locali in dissesto
che non riescono a garantire ai propri dipendenti uno stipendio
adeguato.
Sono stati stabilizzati e, nonostante questo, sono arrivati a
prendere degli stipendi inferiori a quando erano precari e quindi
questo darebbe un'importante mano d'aiuto, non solo a tante
famiglie che appunto lavorano all'interno dei nostri enti locali e
che chiaramente con una posizione che aumenti le loro ore
lavorative possono anche aspirare a trattamento pensionistico più
adeguato: ma questo è solo un aspetto, permetterebbe anche di
garantire i servizi essenziali ai Comuni, perché ad oggi, con tutti
questi lavoratori part time, i Comuni comunque non riescono a
tenere aperti degli uffici essenziali a pieno regime.
Inoltre, io spero che questo sia solo l'inizio e che nelle
prossime variazioni di bilancio si possa considerare di fare una
norma simile, anche per quei Comuni non in dissesto, che hanno
comunque dei dipendenti nella stessa situazione che, chiaramente, è
il nostro primo interesse, fare in modo che i lavoratori possano
lavorare in maniera serena e tranquilla ed essere rispettati per
tutto quello che fanno, anzi li ringrazio perché ad oggi hanno
tenuto aperti degli uffici anche senza la retribuzione adeguata
delle ore lavorative, in maniera che si crei e si sani una
situazione incresciosa che si è venuta a creare in questi mesi in
alcuni Comuni siciliani.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io questa la considero una delle
norme "vergogna" di questo provvedimento. E lo dico con cognizione
di causa perché è insopportabile che questo Parlamento rischi di
diventare un Parlamento che dà premialità a coloro che non devono
avere alcuna premialità, anche se i lavoratori sono vittime spesso
delle loro amministrazioni in cui lavorano
Ma vorrei evidenziare che questo emendamento, sostanzialmente,
propone di distribuire circa due milioni e mezzo di euro.
Tra l'altro - mi ascolti, Presidente, e assessore al bilancio -
con questo emendamento troviamo copertura da un Fondo che era
destinato agli stessi comuni, per le stabilizzazioni e per gli LSU,
le cui economie, c'è stato spiegato stamattina, sono oggi nella
disponibilità dell'Assessorato degli enti locali che li
destinerebbe, guarda caso, ai comuni in dissesto che hanno più del
cinquantacinque per cento di personale part time Parliamo di
personale stabilizzato, non precario, part time al pari di tutti i
dipendenti stabilizzati, di tutti i comuni siciliani.
Quindi ci sono in tutti i comuni siciliani migliaia di dipendenti
stabilizzati, che fanno 24 ore. Anche 20 ore Bene. Con questa
norma, stabiliamo di dare un contributo ai comuni che sono in
dissesto, mentre a tutti gli altri che avranno i conti in ordine
non diamo nessun contributo per aumentare le ore
Ma voi vi rendete conto che, con questo sistema, noi creiamo una
disparità insopportabile tra categorie di lavoratori, alcuni dei
quali da oltre vent'anni e anche di più svolgono attività per i
propri comuni, sono stati stabilizzati a tempo parziale e oggi si
ritrovano i loro colleghi che, lavorando in comuni in dissesto,
hanno un beneficio rispetto ad altri?
Ma io dico, da dove viene questa mente diabolica che può pensare
una norma del genere? È insopportabile un modello di disparità, con
cui si prova ad amministrare la cosa pubblica.
Stavo dicendo che la copertura a questa norma la si fa dal Fondo
delle autonomie locali per il personale stabilizzato. Vedi caso,
c'è un emendamento - che arriverà forse dopo, che è l'A.12,
emendamento presentato fuori termine e tutto quello...- che dà
copertura con lo stesso fondo Cioè dalle economie del fondo di
stabilizzazione, in quel caso, si dà copertura ad un'altra
fattispecie prevista, vale a dire il contributo che l'Assessorato
agli enti locali vuole dare ai comuni - per circa ottocentomila, un
milione di euro - e ottocento mila euro del turismo, sempre coperti
dal Fondo autonomie locali, fondo stabilizzazioni. Allora, su
quello interverremo al proposito, quando sarà esaminato quel testo.
Ma questo articolo, è un articolo insopportabile Se la Regione
vuole aumentare le ore ai dipendenti stabilizzati, dei comuni, che
lavorano a tempo parziale, trovi una risorsa e dia a tutti la
possibilità di aumentare le ore Non si consente a nessuno di fare
figli e figliastri, sulla base di una sensibilità che qualche
deputato ha, rispetto a qualche comune, danneggiando la stragrande
maggioranza dei comuni e, aggiungo, la stragrande maggioranza dei
lavoratori che operano in questi comuni Ecco perché, io non solo
voto contro, ma chiedo il voto segreto su questa norma.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ho altri quattro
interventi. È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano, poi De Luca
Antonino, La Rocca Ruvolo e Giambona.
Prego, onorevole Cambiano.
CAMBIANO. Signor Presidente, sull'argomento io contesto il metodo,
al di là della sensibilità politica che può appartenere a tutti,
rispetto a un tema che è stato sollevato più volte in quest'Aula da
due anni a questa parte.
Richieste di audizione in I Commissione da parte di lavoratori,
cosiddetti ex contrattisti, che non sono dieci, venti, trenta,
cinquanta ma sono circa dodici mila in Sicilia. Dodicimila
lavoratori contrattisti che, da anni, attendono risposte da questo
Governo, rispetto a una serenità per la loro condizione lavorativa,
che, ad oggi, sono stati ignorati da questo Governo. Ma aggiungo,
sarebbe un segnale importante anche per gli Enti locali perché
questi lavoratori, molto spesso, svolgono funzioni fondamentali
all'interno degli stessi enti locali. Contesto il metodo, perché
Presidente? Perché in un in un provvedimento normativo che
affrontava tutt'altro, ci ritroviamo dall'oggi al domani, senza
alcuna condivisione, un testo e un emendamento che non è stato per
nulla condiviso, ribadisco, nemmeno nella modalità. Il 55 per
cento; io in Commissione ho chiesto: ma perché questo rapporto del
55 per cento del personale part time rispetto a tutto il personale
previsto in pianta organica? Non si comprende il perché. Io non ho
nulla contro quei comuni che ne beneficerebbero o quelle famiglie o
quei lavoratori che ne beneficerebbero. Però, qua si tratta di una
questione di metodo Ci sono 12.000 contrattisti che attendono
risposte e non si può intervenire in questa maniera; considerato
che avremo fra qualche settimana un altro provvedimento importante,
affrontiamo il tema in maniera strutturale e diamo risposta ai
12.000 lavoratori ex contrattisti, che da anni chiedono audizioni
in I Commissione, che da anni lottano insieme agli ASU, a cui
questo Governo è riuscito a dare, insieme alle opposizioni, una
risposta e lottano per la propria dignità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Prego, ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Io sono veramente
incredulo, perché ho visto la sfilata dei colleghi dei vari partiti
- tutti i partiti - quando i lavoratori contrattisti hanno
organizzato l'ultimo convegno, un paio di settimane fa, qua, in
Sala Gialla, e tutti erano lì a dire: Ci impegniamo insieme al
Governo per offrire una soluzione a tutti i contrattisti di
Sicilia . Poi arriva un sindaco, si siede col Presidente, fa pure
il comunicato stampa ancor prima che la legge venga approvata;
dopodiché noi ci troviamo, a una settimana dalle variazioni di
bilancio, a impegnare due milioni e mezzo di euro per fare dei
figliastri.
Allora, io credo che il precario della gallina bianca non possa
esistere; io credo che esistano i lavoratori precari, che hanno la
necessità di avere un'interlocuzione seria.
Colgo l'occasione per ricordare che ci sono, ancora oggi, a
distanza di otto mesi dall'approvazione della norma, 258 ASU dei
Beni culturali che attendono di essere stabilizzati nei ruoli della
SAS
Quindi, invito questo Parlamento non solo a non portare avanti
azioni simili, ma, quantomeno, che il Governo si impegni a
concludere gli impegni già assunti e a dare attuazione alle norme
già approvate
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
È iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Chiedo all'Aula
di fare meno brusìo. Prego, onorevole La Rocca Ruvolo.
LA ROCCA. Grazie, signor Presidente. Io condivido la posizione di
chi mi ha preceduta negli interventi e sottolineo una cosa:
l'articolo recita "Integrazione prestazione oraria lavorativa in
favore del personale in servizio part time nei comuni in dissesto".
Con questa norma, noi non solo facciamo un torto a quei comuni che
non sono in dissesto, che mantengono bene i loro bilanci - ed è
un'offesa, è un insulto a chi ogni giorno cerca di lavorare in
maniera corretta - ma per giunta parliamo di personale part time,
almeno il 55 per cento e con un orario inferiore alle 25 ore.
Bastava solo che si mettessero i nomi dei comuni e non avevamo
tutta questa discussione Perché i requisiti sono: avere meno di 35
ore, quindi vuol dire che hanno già 35 ore, quando ci sono comuni
che vivono solo di personale precario, ora stabilizzato, tra le 20
e le 24 ore settimanali. È gente che ha più del 55 per cento di
personale in queste condizioni. Lo dico anche da sindaco: io, sia
che ci sia il voto segreto chiesto dall'onorevole Cracolici, sia
che ci sia il voto palese, anzi chiederei il voto palese, voterò
contro questa norma e dico all'assessore Messina, che giustamente
sostiene che dalle economie abbiamo trovato questi 2 milioni di
euro": noi, una settimana fa, in Sala Gialla - e la sfilata dei
deputati è stata unanime - tutti siamo andati in Sala Gialla ad
impegnarci a dire a quel personale che avremmo dato delle ore in
più per dare non solo dignità al loro lavoro, ma dignità alle loro
pensioni, perché questa è gente che da 20-25 anni lavora nei comuni
con questo monte ore
Allora, all'assessore Messina, al Governo regionale e
all'Assessore Dagnino dico: bisogna trovare le risorse,
accantonarle se c'è gente che va in pensione, per cercare di
modificare il monte ore di questo personale che continua a
lavorare, a reggere i comuni, perché reggono i comuni con un monte
ore di 20-24-25 ore settimanali
Quindi, è per questi motivi che voto contro questa norma che lede
la dignità di chi lavora onestamente e non ha portato i comuni in
dissesto e lede la dignità dei lavoratori che continuano ancora a
venire qui, a credere in noi, a fare convegni: promettiamo e poi ci
presentiamo con questa porcheria
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca Ruvolo.
Io ho gli interventi adesso - e poi penso che non ci sia più
nessuno che voglia parlare - dell'onorevole La Vardera, poi
dell'onorevole Abbate e, infine, dell'onorevole Giambona.
È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Sì, Presidente, soltanto per fare una constatazione
rispetto alla discussione e dire semplicemente una cosa: mi chiedo
cosa ci faccia un deputato così preparato, con onestà
intellettuale, con capacità critica, a rimanere in maggioranza
Onorevole La Rocca Ruvolo, con grande coraggio stia dalla parte
giusta della storia, rifiuti la logica di questo Governo, che è
esattamente il contrario delle cose che lei sta dicendo e abbia il
coraggio finalmente di andare contro corrente, perché in questo
momento storico lei in questa maggioranza è sprecata Volevo dire
solo questo Grazie, onorevole La Rocca Ruvolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Penso che l'onorevole La
Rocca Ruvolo sia la benvenuta in qualunque Gruppo politico, la
benvenuta in qualunque Gruppo politico
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Grazie,
Presidente, lasciamo a dopo le conclusioni dell'Aula, anche quella
che sarà la posizione in cui la collega La Rocca Ruvolo deciderà di
andare, in quale posizione andarsi a sedere, già da una parte mi
sembra che è seduta. In ogni caso, vedo già un post di un sindaco
col Presidente della Regione che ringrazia lo stesso Presidente
della Regione che ha dato il via libera per l'approvazione di
questo provvedimento, un sindaco di un comune, forse qualcuno non
lo sa che poi in Aula le cose vere sono altre e ci stiamo rendendo
conto di quello che succede. Succede in un modo, in una direzione e
poi in un'altra direzione. Ma ne prendiamo atto
Il provvedimento nasce per un'esigenza di difficoltà organizzative
di alcuni comuni, significa che ci vanno nel mezzo i cittadini Ci
sono comuni in Sicilia, infatti, che a causa di provvedimenti
economici dati dal dissesto, non possono più erogare servizi ai
cittadini, ci sono comuni in Sicilia dove gli uffici sono chiusi e
i cittadini non trovano nessuno che eroga i servizi Questo era un
contributo straordinario, erogato solo a quei comuni che hanno una
percentuale di personale part-time e quindi non sono in grado di
erogare i servizi e, dunque, vanno ad aiutare i cittadini in quel
preciso istante, in questi sei mesi, in attesa che approvino il
piano stabilmente riequilibrato, quindi aiutare quella specificità,
non è per premiare chi è in dissesto Non esiste completamente
Anche perché poi il principio di dare contributi ai comuni in
dissesto è passato perché l'abbiamo approvato in finanziaria
Questo è esclusivamente dato nella direzione di quei comuni che si
trovino in difficoltà, ma ognuno è libero di fare quello che vuole.
Ne prendiamo atto. Chi è contrario, ok Ma mi faccia parlare, io
non intervengo mai quando ci sono gli altri.
Vi posso garantire, quindi e andate a vedere quali sono i comuni
che poi potranno prendere questo contributo, sicuramente non c'è il
mio comune Sono altri i comuni che possono beneficiare di questo
contributo in ossequio a questo principio.
Su questo è libero, quindi, ci saranno decine di comuni che
potranno utilizzare questo beneficio per dare i servizi ai
cittadini. Questo, infatti, è lo spirito in cui è nato. Lo si è
votato in Commissione ed è stato condiviso in modo trasversale
Oggi, capisco che in Aula ci sono altri interessi che vanno nella
direzione di aiutare i comuni che sono in difficoltà, ma i
cittadini, domani, non avranno la possibilità di potere avere i
servizi perché non ci sarà nessuno che li potrà erogare
Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà. E poi c'è l'onorevole Geraci.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega
Abbate ha parlato di interesse nei confronti dei comuni siciliani,
dei comuni in difficoltà, come se l'interesse, onorevole Abbate,
fosse solamente il suo. Non è assolutamente così
Guardate che questa proposta emendativa è la perla, l'ennesima
perla della I Commissione alla quale noi tutti siamo abituati, così
come siamo abituati ai risultati della I Commissione rispetto a
quanti disegni di legge siamo nelle condizioni di esitare, fino ad
oggi, allo stato di questi lavori d'Aula.
Allora, questa norma, cari colleghi, è assolutamente sbagliata. È
sbagliata nel merito ed è sbagliata anche nel metodo. Nel merito,
cari colleghi, perché si crea un'enorme disparità Fino a ieri
l'altro, siamo stati tutti insieme a fare un convegno, dove abbiamo
ascoltato il grido di dolore degli amministratori, dei sindaci
della Regione siciliana rispetto alle difficoltà che hanno nel non
portare avanti quelli che sono i servizi al cittadino, proprio
perché hanno pochissime ore e vorrebbero che la Regione li
aiutasse.
Quindi, caro collega, io ritengo che questa tua impostazione sia
assolutamente errata. Ma è errata anche nel metodo, signor
Presidente, io mi rivolgo anche a lei che era presente in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, era presente
anche l'assessore per l'economia, quando in quel contesto parlammo
degli emendamenti che si potevano presentare, ovvero la cornice
all'interno della quale questi erano ammissibili.
Questa norma è assolutamente al di fuori, oltre ad essere
assolutamente sbagliata, è al di fuori rispetto a quei criteri che
noi ci eravamo dati.
E, allora, è evidente che, poiché noi dobbiamo creare una
trattazione organica rispetto a quelle che sono le difficoltà dei
comuni siciliani, perché non sono solamente quelle qui indicate,
caro onorevole Abbate, dove probabilmente va ad identificare alcuni
comuni di alcune province, non lo voglio nemmeno sapere. Perché noi
sappiamo che i comuni siciliani sono tutti in difficoltà: un terzo
è in dissesto e predissesto e la quasi totalità è in dissesto
funzionale. Quindi, non cominciamo a dirci delle cose che non sono
la verità.
Noi dobbiamo portare avanti azioni concrete, azioni per tutti i
comuni siciliani, senza fare figli e figliastri. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Geraci. Ne ha
facoltà.
GERACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiaramente
intervengo perché la materia che stiamo affrontando riguarda tutti
i comuni.
Intanto, l'invito dell'onorevole La Vardera per la collega
Margherita La Rocca Ruvolo è firmato... quella è una Commissione...
è trasversale, non è solo della maggioranza piuttosto che
dell'opposizione. Quindi, questo invito così...
Allora, io parlo per quanto riguarda questa problematica, scusate
onorevoli colleghi...
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Geraci. Il microfono non sta
funzionando...
Onorevole Geraci, se può prendere il microfono accanto. Grazie.
GERACI. Sì, mi sentite adesso?
E, allora, stiamo assistendo pure alle sceneggiate del buon La
Vardera. Grazie, così ci allieta Ne abbiamo bisogno. Ora cercherò
per La Vardera di essere serio su questa questione.
Io, in una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
avevo detto una cosa riguardo alla questione degli stabilizzati:
rispetto al contributo che dà la Regione, non sono equiparati.
Il contributo che dà la Regione alla stabilizzazione si divide per
quelli stabilizzati in tre importi: ad alcuni stabilizzati nel 2003-
2004, la Regione ha dato dieci anni di contributi e poi non ha dato
più niente, ad altri dà 9.000 euro, ad altri 18.000 euro
Prima di fare questa norma dell'articolo 17, equipariamo quelli
che già sono stabilizzati, dando un contributo unico a tutti,
perché ci sono comuni che sono stati bravi a stabilizzare nel 2003-
2004 e hanno avuto solo dieci anni. Ci sono altri comuni che hanno
stabilizzato dopo il 2017 e ricevono 18 mila euro Mettiamo equità
fra gli stabilizzati in questo momento. Dopodiché, quello che
dobbiamo fare per tutti i comuni è aumentare il monte ore per tutti
- al di là se siano in dissesto o se non lo siano - perché quel 55
per cento riguarda tutti i comuni
Se dobbiamo fare una cosa seria, invito chi ha presentato questo
emendamento a ritirarlo e ad aprire una discussione seria, un
tavolo fra maggioranza e opposizione, assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica e assessore per l'economia.
Invito a ritirare l'emendamento...
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, fate completare l'intervento
dell'onorevole Geraci, altrimenti sarò costretto a sospendere
l'Aula.
GERACI. Ripeto, invito i firmatari a ritirare la norma
all'articolo 17 e a fare una discussione trasversale seria per
risolvere la questione delle ore, per quanto riguarda gli
articolisti, per portarli almeno a 30 ore
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 17.R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 17.R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti ............. 56
Votanti .. 49
Maggioranza ................. 25
Favorevoli .................... 24
Contrari ....................... 25
Astenuti ....................... 1
(Non è approvato)
Può controllare nella lista della votazione...
Colleghi, torniamo all'articolo 10. Colleghi, un attimo.
CRACOLICI. L'articolo 17?
PRESIDENTE. È stato bocciato, onorevole Cracolici, perché era una
riscrittura.
Colleghi, torniamo all'articolo 10.
Gli emendamenti 10.3, 10.1, e 10.2, che sono gli emendamenti
soppressivi, sono ritirati?
Ok Il 10.3 è ritirato
Ok Il 10.2 è ritirato No Il 10.2 rimane.
Onorevole Catanzaro, il 10.2 sopprime il comma 2, l'intero comma
2...
CATANZARO. No, ma c'è una riscrittura.
PRESIDENTE. È al comma 3 la riscrittura, il comma 2...
CATANZARO. Chiediamo il voto segreto.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Catanzaro, lei sta chiedendo il voto
segreto sul soppressivo al comma 2? Sull'emendamento 10.2.
Vediamo se è appoggiata la richiesta di voto segreto
sull'emendamento 10.2.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.2
PRESIDENTE. Colleghi, ascoltatemi che poi sbagliate a votare.
Ascoltatemi, stiamo votando l'emendamento... colleghi, o c'è
silenzio oppure non posso mettere in votazione l'emendamento e,
quindi, devo... stiamo mettendo in votazione l'emendamento 10.2,
che sopprime il comma 2 dell'articolo.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indìco
la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Pigi, onorevole Assenza, tenga premuto, onorevole Assenza, tenga
premuto. Tenete premuto
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti ............. 56
Votanti .. 51
Maggioranza ................. 26
Favorevoli .................... 33
Contrari ....................... 18
Astenuti ....................... 0
(È approvato)
Si passa all'emendamento 10.4, sul quale c'è una riscrittura.
Colleghi, c'è una riscrittura sull'emendamento 10.4, la trovate
all'interno dei vostri tablet, è il subemendamento 10.4.R.
Pongo in votazione il subemendamento...
ASSENZA. Adesso, il voto segreto lo chiediamo noi
PRESIDENTE. C'è la richiesta di voto segreto da parte
dell'onorevole Assenza sul subemendamento10.4.R.
Verifichiamo se la richiesta di voto segreto è appoggiata sul
subemendamento 10.4.R.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
PRESIDENTE. Che vuoi che faccia? Siamo 40, comunque.
Presidente Abbate, in tutti i casi, serviva un voto in più; in
tutti i casi, serviva un voto in più; in tutti i casi, 25 e 25, lo
stesso sarebbe stato bocciato.
Si passa al subemendamento 10.4.R. C'è richiesta di voto segreto?
Sì o no? Onorevole Assenza? No. Assenza non lo ha richiesto.
Allora, pongo in votazione il subemendamento 10.4.R. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Ci sono gli emendamenti del Governo: A.9, A.10 e A11, che trovate
tra i fuori sacco .
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, è un emendamento che costituisce l'applicazione di alcuni
impegni assunti dal Presidente della Regione a seguito di alcune
leggi, le leggi di fine anno, la n. 1 del 2025, la 3 del 2025 e la
9 del 2025 che, a seguito di esame da parte del MEF, da parte del
Governo nazionale, in relazione a possibili rischi di impugnativa
Per eliminare il rischio d'impugnativa, il Presidente si è
impegnato a fare delle modifiche, delle abrogazioni di alcune norme
che erano state oggetto di esame. Vado velocemente nell'ordine.
L'articolo 18, comma 1, abroga l'articolo 2 della legge n. 1 del
2025, che prevedeva la misura per favorire il versamento alle Casse
regionali dell'imposta di bollo sui conti correnti relativi a
correntisti siciliani.
Si è raggiunta un'intesa con il MEF, in relazione alla quale il
Governo si sarebbe impegnato ad abrogare la norma a fronte
dell'apertura di un tavolo tecnico per trovare una soluzione
condivisa col Governo nazionale per realizzare il principio del
maturato nell'applicazione dell'imposta di bollo sui conti
correnti.
Il comma 2 dell'articolo 18, che modifica il 2, 3, 4,
congiuntamente il 5, è relativo alla misura sui medici, alla
carenza di medici nelle strutture periferiche del Servizio
sanitario. Si tratta di modifiche di natura tecnica, perché il MEF
aveva rilevato che non era prevista una data di fine
dell'intervento e, quindi, ha chiesto la precisazione della durata
finale, quindi fino al 31/12/2026. Poi, al comma 2, ha chiesto
l'abrogazione delle parole "di natura transitoria": vorrei
osservare ai fini della redazione dell'emendamento che mi sono
accorto di un refuso, rileggo l'emendamento, al comma 3, per come
corretto rispetto al refuso dopo le parole: ai medici in manca la
parola servizio , quindi occorre una correzione ai sensi del 117,
non è necessario perché non lo abbiamo ancora approvato, però,
diciamo d'ufficio, da parte della struttura di supporto, nei
medesimi presidi può essere attribuito un incentivo straordinario
fino a 18.000 euro lordi anno, finalizzato ad un indennizzo
forfettario; poi, questa e congiunzione va eliminata perché si
intendeva dire che dopo chiuse le virgolette le parole di natura
transitoria sono abrogate.
Quindi, ci sono due modifiche, due refusi da correggere,
l'eliminazione della parola e congiunzione e l'aggiunta di medici
in servizio al comma 3.
Poi il comma 4 sostituisce le parole "2025, 2026, 2027" con "2025
e 2026"; il comma 5 incrementa di 10 milioni di euro sull'esercizio
2027, perché la durata della misura è prevista appunto fino al
31/12/2026. All'emendamento relativo all'articolo 19, al comma 1
dell'articolo 19, e al comma 2, corregge alcune delle misure
territoriali che usavano come dizione la parola "disabili" con la
parola "persone con disabilità", vi è una nomenclatura diversa
utilizzata, per così dire, dalla normativa nazionale.
Al comma 3 si tratta della misura per l'inserimento delle persone
con disabilità, la misura era commisurata all'abbattimento, era
finalizzata all'abbattimento degli oneri fiscali e previdenziali:
il MEF aveva rilevato che si tratterebbe di una possibile
violazione dell'articolo 117 poiché gli oneri fiscali e
previdenziali sono disciplinati con legge dello Stato, l'art. 117
della Costituzione.
Abbiamo trovato una sintesi per evitare la censura da parte del
MEF per cui chiediamo, con l'emendamento, che non si correli più la
misura agli oneri fiscali e previdenziali ma al costo del personale
che, comunque, alla fine riflette sul piano proporzionale gli
stessi oneri fiscali e previdenziali che, come sappiamo, sono
correlati al costo del personale.
Il comma 4 abroga l'articolo 44 che era la disposizione con la
quale prevedevamo l'impiego di liquidità non necessaria al fine
delle operazioni correnti per l'acquisto di titoli di Stato a
breve: questa norma si pone in contrasto con la previsione
(l'indomani dell'approvazione della legge di bilancio da parte di
quest'Aula, approvata la legge di bilancio dello Stato), la quale
istituisce a regime il meccanismo di tesoreria unica e, quindi,
prevede che la liquidità non venga più gestita direttamente dagli
enti locali ma venga gestita a livello di MEF. Questa norma si
poneva in contrasto nelle more della pubblicazione in Gazzetta,
essendo entrata in vigore la norma nazionale, quindi abbiamo
condiviso l'esigenza di abrogarla.
L'articolo 59 riguarda invece, quindi parlo del comma 5
dell'articolo 19, che concerne le misure relative all'utilizzazione
delle royalties: nei comuni che percepiscono royalties, ci è stato
chiesto di precisare che questa utilizzazione dell'avanzo vincolato
avvenga nei limiti delle norme nazionali che regolano l'utilizzo
dell'avanzo vincolato, trattandosi di norme considerate principi di
coordinamento della finanza pubblica e, quindi, come tali non
derogabili. Abbiamo condiviso l'opportunità di esplicitare - cosa
che a nostro giudizio sarebbe comunque stata implicita - ma il MEF
ci ha chiesto di esplicitare il rispetto delle norme statali
sull'avanzo vincolato.
Infine, l'abrogazione dell'articolo 20 riguarda la misura per
l'agricoltura dove si riduce la possibilità di concedere questi
contributi in mancanza di DURC regolare.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi.
Semplicemente desidererei su questo A.9, nel comma 3 della modifica
dell'articolo 18, comma 3, che credo, assessore
PRESIDENTE. Sta parlando col suo collega di partito, tra l'altro.
Assessore, per favore, non si faccia distrarre dall'onorevole Di
Paola, anche se è il suo compleanno.
DE LUCA Antonino. Un attimino solo, collega.
Assessore Dagnino, secondo me la modifica all'articolo che va a
destinare 18.000 euro lordi annui ai medici di pronto soccorso o
dei reparti con meno del 50 per cento della forza lavoro in
organico è stata scritta male, perché qui scrivete: «all'articolo
5, comma 2, dopo le parole i medici in servizio - quel refuso -
nei medesimi presidi, può essere attribuito un incentivo
straordinario fino a 18.000 euro lordi anni finalizzati ad un
indennizzo forfettario , le parole di natura transitoria sono
abrogate». Ma a leggerlo così voi non abrogate solo la natura
transitoria, ma andate ad abrogare anche la dicitura che va a
individuare i soggetti a cui viene attribuito l'incentivo.
Quindi, io le chiederei, prima di votare l'emendamento A.9, di
verificare che non combiniamo una stupidaggine perché,
probabilmente, o nella formulazione è saltato qualche termine,
qualche parola, o è stato proprio concepito male, cioè corretto
l'intento di non fare impugnare allo Stato la norma - anche se
ormai i termini sono trascorsi, però manteniamo gli impegni che
sono stati assunti - però commettiamo l'errore che poi impugniamo
tutte cose e andiamo a rendere tutto vano.
PRESIDENTE. Grazie. Allora, ci sono altri interventi? No.
Mettiamo in votazione l'emendamento A.9.
SCHILLACI. No
PRESIDENTE. Assessore, per favore, gentilmente, rispetto
all'intervento dell'onorevole De Luca se vuole dare un chiarimento.
DAGNINO, assessore per l'economia. No, io non credo che modifichi
il senso, perché elimina solo le parole di natura transitoria . Ma
sono anche prima
DE LUCA Antonino. No, per come è scritto qui non elimina soltanto
la natura transitoria.
DAGNINO, assessore per l'economia. No, allora forse non sono stato
ascoltato prima, non sono stato correttamente ascoltato. Ho
precisato, durante il mio intervento prima, che vi è un refuso.
DE LUCA Antonino. Non è solo quello.
PRESIDENTE. Assessore, c'è una e in più probabilmente.
DAGNINO, assessore per l'economia. E l'ho detto, l'ho detto prima.
Ho chiesto prima, diciamo d'ufficio, di procedere a due modifiche
di questo comma 3.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonino, un attimo
DAGNINO, assessore per l'economia. Aggiungere dopo le parole ai
medici in la parola servizio ed eliminare dopo la parola
forfettario la lettera e , la congiunzione e .
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.
SCHILLACI. No, così toglie tutta la frase
DE LUCA Antonino. Presidente, siccome su questa questione non si
può sbagliare, scriva il sub emendamento che modifica questo
emendamento, lo trasmettete e lo leggiamo, perché se andiamo ad
abrogare l'articolo, combiniamo un manicomio.
PRESIDENTE. Faccia la proposta lei.
DE LUCA Cateno. No, non devo fare la proposta.
PRESIDENTE. Qual è la proposta emendativa?
DE LUCA Antonino. Devono scriverlo corretto, perché così vanno ad
abrogare l'incentivo, non vanno semplicemente ad abrogare la natura
transitoria, perché loro vogliono abrogare la natura, il triennale,
e devono specificare la natura transitoria eccezionale della norma
e su questo noi non ci opponiamo, ma scritto così si abroga tutto
SCHILLACI. Esatto, è così È così
DAGNINO, assessore per l'economia. Se è così ritenuto, possiamo
preparare un sub emendamento, comunque l'articolo diventa chiaro,
eliminando il refuso costituito dalla parola e , quindi
finalizzato ad un indennizzo forfettario dopo le parole, e tutta la
frase tra virgolette, le parole di natura transitoria sono
abrogate.
La superfetazione è la congiunzione e prima di le parole .
PRESIDENTE. Mi convince. Però, vuole intervenire ugualmente,
onorevole Cracolici?
CRACOLICI. Non su questo.
Sempre sull'A.9, l'Assessore ha fatto riferimento al fatto che il
MEF ha posto osservazioni alla norma sulle royalties dei comuni che
sono, diciamo, soggetti che ricevono appunto le royalties per gli
impianti presenti nelle proprie comunità.
Ora, Assessore, io capisco che il Governo, scusate, stiamo
parlando di una cosa molto delicata che riguarda, in particolare, i
comuni di Melilli, Priolo, Gela e altri territori per i quali
avevamo fatto questa norma che consentiva di utilizzare parte delle
royalties anche al fine di avere quella capacità di investimenti,
superando la fase di difficoltà strutturale, che era appunto il
rischio di dissesto o il dissesto, in alcuni casi. Per cui, gli
eventuali investimenti li puoi fare se tu, comunque, sei in una
condizione di equilibrio finanziario tale da poter fare
investimenti.
Qual è il rischio che oggi corrono alcuni di questi comuni? Che,
malgrado una ingente quantità di risorse che è nelle disponibilità
delle casse di questi comuni, non possono essere di fatto
utilizzati perché i comuni sono strutturalmente in situazione
deficitaria, nel caso specifico il Comune di Gela. E la norma,
assessore, fu fatta partendo da un assunto, che non è la norma
dello Stato che regola la modalità di utilizzo delle royalties da
parte dei comuni, ma è una norma regionale.
Quindi, il fatto che il MEF, oggi, ci dica che l'avanzo deve
essere vincolato secondo la disciplina nazionale, come dire, sul
piano della norma di contabilità generale ha un senso, ma sul piano
specifico, perché stiamo parlando di una norma regionale, tra
l'altro se non ricordo male addirittura fatta prima della norma
stessa dello Stato, consente ai comuni di utilizzare quella parte
di avanzo, quella parte di risorse, di fondi extra tributari da
parte dei comuni, su una disposizione regionale che disciplinava le
modalità di utilizzo. Con la modifica che avevamo apportato nella
legge del 2023-24, credo, noi avevamo esteso alla norma regionale
la possibilità di utilizzare quelle risorse anche al fine di
risanare i conti del proprio comune. Ma mi sta ascoltando,
assessore Dagnino?
Ora, con tutto il rispetto, figuratevi, io sono, non posso dire un
patriota, perché ormai col patriota rischiamo di essere equivoci
- faccio emozionare il collega - ma sono uno rispettoso delle
leggi dello Stato. Ma, in questo caso, stiamo parlando di una legge
della Regione, ecco perché io l'osservazione del MEF non la
comprendo. E le dico di più, se questa è la disciplina con la quale
del rapporto tra noi e lo Stato su una norma e sulle modalità di
utilizzo di risorse che la legge regionale disciplina le modalità
di utilizzo da parte dei comuni siciliani io sono pronto ad andare
avanti alla Corte costituzionale, perché lo Stato non ha alcuna
competenza sulle modalità di utilizzo di risorse provenienti da
royalties di compensazione per i comuni su una materia la cui
competenza esclusiva è della Regione, che c'entra il MEF? Non so se
sono stato chiaro Pertanto, le chiedo eventualmente di specificare
nel caso, anzi annuncio un subemendamento all'A.9, che va a
cancellare la modifica del singolo comma, che è relativa appunto
alla questione delle royalties, perché io credo che lo Stato non
abbia competenze a disciplinare le modalità di utilizzo dell'avanzo
vincolato dei comuni su una disposizione disciplinata dalla stessa
Regione siciliana. Quindi, non capisco perché dovremmo adeguarci,
magari, a un funzionario del Ministero che, per eccesso di zelo,
utilizza parametri che nel caso specifico non sono applicabili.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Il rilievo non mi pare
condivisibile. Nel senso che, se ho ben capito, la posizione
dell'onorevole Cracolici è che lo Stato non avrebbe la possibilità
di regolare le modalità di utilizzazione delle royalties. Ma la
questione
CRACOLICI. Con legge regionale
DAGNINO, assessore per l'economia. Con legge regionale, certo. Che
noi abbiamo disciplinato con legge regionale. Però, qual è il
punto? Che si tratta pur sempre di entrate degli Enti locali e,
come sappiamo, non vi è dubbio che lo Stato regola col 118, e con
le norme collegate al 118, le modalità di utilizzazione delle
entrate e delle spese.
Quindi, non è che va ad entrare in una prerogativa specifica della
legge regionale, si tratta di una precisazione che, probabilmente,
sarebbe anche, come dire, implicita, come dicevo prima, perché il
118 va comunque rispettato.
Però, ci chiedono di esplicitarlo, a scanso di equivoci. Quindi,
non è che non vi sia competenza dello Stato, perché il 118 sappiamo
che è legge statale. Quindi, io credo che sia corretto il punto
posto dal MEF.
Ma poi, alla fine, andando all'atto pratico, quali sono queste
regole? Sono quelle che prevedono, per esempio, che non si possano
destinare se non a spese di investimento, che deve esserci il
rendiconto approvato. Sono le ordinarie regole del 118
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Carta, Di Paola,
Safina e Giambona.
CARTA. Grazie, Presidente. Solo per una precisazione a quanto
detto dall'onorevole Cracolici.
Con dispiacere, purtroppo, i comuni del siracusano non prendono un
euro di royalty, perché non abbiamo estrazione. Con l'occasione,
potrei dire che tra i comuni, in cui ci sono gli impianti, nessun
comune siracusano prende un euro di royalty, perché questa norma
regionale non dice quello che, di solito è nelle norme europee,
oppure anche nelle regioni di altre parti, diciamo della Francia e
dell'Inghilterra, dove le royalties vengono pagate anche ai comuni
dove si lavora il prodotto estratto.
Con questa legge, tutta siciliana, ne subisce una discriminazione
il polo siracusano, che è l'unico dove si lavora ma non si estrae.
A questo aggiungo, sfrutto l'occasione per dirlo, che nella
finanziaria fu fatto un capitolo per i comuni AERCA, ma fu citato
solo il decreto dei comuni della provincia di Messina. I comuni del
gelese e del siracusano non sono stati inseriti nella ripartizione
della ricaduta nei territori, in quanto aree ad elevato rischio
ambientale.
Lo dico perché vorrei dire che tutti i comuni che hanno subìto e
hanno ospitato queste aziende per la lavorazione del petrolio,
hanno avuto un esagerato impatto ambientale affinché queste
royalties non venissero solo distribuite nei comuni del gelese,
oppure in altre parti della Regione, ma anche nei comuni dove si
lavora il prodotto estratto. E che la ripartizione AERCA, avvenga
per tutti i comuni in Sicilia e non soltanto per i comuni della
provincia di Messina. Ho terminato, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie. È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola.
Prego.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Io, poco fa, stavo cercando di
parlare con l'assessore Dagnino perché non vorrei che questo comma
- assessore, se mi ascolta - magari è stato inserito da qualche
manina, perché io ho letto la nota del MEF, e il MEF non chiedeva
questo, Assessore. Cioè il MEF non chiedeva questo tipo di
dicitura, che sta riportando il Governo sul comma 5. La nota del
MEF diceva tutt'altro. Questo comma va completamente ad annullare,
questo è giusto che si sappia, va completamente ad annullare la
norma che è stata fatta in maniera condivisa, voluta anche dal
Governo regionale, pubblicizzata dal Presidente Schifani e dal
Governo regionale. Questo comma la va completamente ad annullare.
Questo è chiaro che ce lo dobbiamo dire. E, assessore, la nota del
MEF non chiedeva questo.
Quindi, io non vorrei che ci sia stata, magari, un'interpretazione
errata, un eccesso di zelo, non lo so, da parte di chi ha scritto
questo comma 5. Perché, Presidente, la ratio della norma, che noi
abbiamo fatto per la legge del 2024, la norma era abbastanza
chiara. Per quei comuni che hanno in possesso royalties e sono in
dissesto, o sono in difficoltà economica, possono usare una parte
di quelle royalties per ripianare il debito. È stata approvata, con
stragrande maggioranza e in maniera trasversale, dall'Assemblea, e
la nota del MEF non dice assolutamente che questo non possa essere
fatto, la norma non è stata impugnata da parte del MEF. Il MEF ha
fatto una nota, ma la nota non dice che non può essere utilizzato
per ripianare il debito di quei comuni che possono essere in
dissesto o in difficoltà economica. Andando ad inserire questo
comma, noi annulliamo la legge che abbiamo fatto. Ma se il MEF non
ci chiede di annullare la norma, perché noi la stiamo totalmente
annullando? Io questa norma non la capisco, Presidente, e sono
pronto a scrivere un soppressivo a questo comma e a metterlo in
votazione, a meno che l'Assessore non ci delucidi sulla nota del
MEF, perché a questo punto chiedo all'assessore Dagnino di leggere
in Aula la nota del MEF relativa alla norma fatta dall'Assemblea
regionale siciliana, perché l'Assemblea regionale siciliana può
legiferare su norme proprie e, sicuramente, lo Stato non ci può
dire, su norme proprie, di stravolgerle, anzi di annullarle
completamente. Grazie.
CRACOLICI. Anche perché i comuni hanno chiuso i bilanci sulla base
di questa norma.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Safina.
Ne ha facoltà.
SAFINA. Grazie Presidente. Assessore, al di là di quello che
diceva l'onorevole Cracolici, che già i comuni hanno chiuso i
bilanci - e un comune come Gela non ha chiuso il bilancio con un
milione di euro di royalties, ma con qualcosa in più, diciamo
decine e decine di milioni, dunque andare per esempio a modificare
quel bilancio, lì, significa condannare totalmente il Comune - poi,
mi permetto di dire che, per quanto condivida l'osservazione
dell'onorevole Carta, però, veda onorevole Carta, le royalties
estrattive le decide lo Stato. Noi su questo non possiamo
intervenire, è pacifico che non possiamo dire di assegnare
royalties a chi lavora. Io comprendo che, soprattutto per la fascia
modificata, sarebbe corretto e sarebbe equo, però quello è,
pacificamente, competenza dello Stato.
Invece, per ciò che concerne il tema, il decreto legislativo 118
non contiene alcuna indicazione su come si debbano spendere le
royalties. Se il decreto legislativo contenesse indicazioni su come
spendere le royalties, allora sarebbe irrilevante il fatto che la
legge regionale è antecedente, perché il decreto legislativo 118 è
un principio generale dell'ordinamento e lo dobbiamo rispettare. Ma
poiché non contiene questa indicazione e poiché è stato il
legislatore regionale a stabilire che potevano essere utilizzate
queste royalties per interventi al Titolo II per investimenti, allo
stesso modo il legislatore può stabilire che le utilizziamo per
interventi al Titolo I o per chiudere i bilanci, come abbiamo fatto
con una norma che, ovviamente, ha il carattere dell'intervento
eccezionale, ma necessario aggiungo, per consentire a quelle
comunità che avevano milioni e milioni di euro di avanzo di
amministrazione vincolato, di poterlo utilizzare, anziché tenerlo
bloccato lì e non avere né investimenti, né servizi ordinari per i
cittadini. Questo è lo scopo della norma
Quindi, io penso che le indicazioni che provengono dal MEF laddove
dovessero chiedere - io non ho letto la nota, ma mi fido di quanto
ha testé affermato l'onorevole Di Paola - siano sbagliate e, in
ogni caso, non penso che possano chiedere l'abrogazione di un
intervento che, invece, reputo necessario e rispettoso, soprattutto
dell'ordinamento giuridico del nostro Paese.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie Presidente. Per
rispondere al timore rappresentato dall'onorevole Di Paola, che mi
invitava a fare riferimento alla nota del MEF, la nota del MEF
Ragioneria generale dello Stato, protocollo n. 47524 del 7 marzo
2025, avente per oggetto: Regione siciliana. Legge 30 gennaio 2025,
n. 3 "Disposizioni finanziarie varie", a pagina 4, riferito
all'articolo 59 - così per rimuovere il dubbio di qualche manina,
come è stato affermato, recita così: «La disposizione dell'articolo
59 - leggo testualmente - risulta in contrasto con il decreto
legislativo 118 del 2011, allegato 4.1, paragrafo 9.11.4 e allegato
4.2 paragrafo 9.2.15, laddove non esplicita la possibilità per i
comuni in dissesto di applicare l'avanzo nei limiti previsti
dall'articolo 1, commi 897 - 900, della legge 145 del 2018.
La disposizione ha effetti negativi sui saldi di finanza pubblica
in termini di indebitamento netto e fabbisogno, salvo che il testo
dell'articolo 59 sia integrato con le seguenti parole: "nel
rispetto dell'articolo 1, commi 897 e 900 della legge 30 dicembre
2018, n. 145". Quindi nessuna manina, è una precisa richiesta del
MEF. Per carità, l'Aula è sovrana ma andiamo incontro a
un'impugnativa, quindi il Presidente, il Governo, naturalmente a
firma del Presidente, ha ritenuto di evitare un'impugnativa certa
che avrebbe impedito l'utilizzazione della norma, inserendo queste
regole che, diciamo, sono state specificamente indicate in modo
testuale.
Ove l'Aula non dovesse accogliere questo emendamento e dovesse
sopprimerlo, andremmo incontro, ovviamente, a contestazioni nella
fase applicativa, perché il fatto che la norma non sia stata
impugnata non impedisce naturalmente le censure dagli organi di
controllo nella fase esecutiva, quindi con conseguenze dirette sui
comuni.
CATANZARO. Quindi abbiamo capito che lo ritira, Assessore?
DAGNINO, assessore per l'economia. No, no.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Presidente, io volevo toccare un altro
tema che ritroviamo nell'emendamento che ha presentato il Governo
rispetto al quale vorrei un chiarimento e rispetto al quale esterno
qualche preoccupazione: riguarda il comma 3 dell'articolo 18, cioè
la misura relativa all'indennità per i medici degli ospedali di
periferia, la cui norma ha una genesi particolare perché è nata, si
è ricordata nel legge di stabilità del 2024 e che poi, a seguito di
rischio di impugnativa, ha trovato una nuova formulazione che è
stata condivisa con il MEF nella legge di stabilità n. 1/2025.
Adesso l'Assessore ci ha spiegato che c'è un ulteriore rilievo del
MEF sulla norma, io credo che l'Assessorato alla salute sia in
dirittura di arrivo nell'emanazione del decreto di attuazione della
norma stessa, stiamo attenti, perché rischiamo di vanificare quelli
che sono gli obiettivi della norma, anche perché, Assessore, la
invito a rileggere il testo perché temo che ci sia un refuso,
perché non si capisce, non si comprende quali siano le parole da
abrogare.
Ripeto, questa formulazione, tecnicamente, è stata suggerita dal
MEF e noi l'abbiamo pedissequamente riproposta nella legge di
stabilità 1/2025, quindi se abbiamo qualche dubbio di troppo,
Assessore, io chiedo di accantonare questa norma, magari per
un'analisi più approfondita.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie, Presidente, io ho una richiesta di chiarimento
che volevo avanzare nei confronti dell'Assessore per l'economia.
Più che altro una domanda, volevo un attimo comprendere se queste,
diciamo, esigenze, per così dire, di andare a rivisitare alcuni
articoli dell'ultima finanziaria ovvero di disposizioni finanziarie
varie, oggetto oggi di richiesta di emendamento di matrice
governativa, siano per così dire pervenute nella giornata odierna o
a ridosso di questa giornata, assessore Dagnino.
Faccio questa domanda, Assessore, perché mi giungono notizie che,
comunque le interlocuzioni tra il MEF e la Regione siciliana siano
oramai datate, ovvero, il Governo nazionale ha deciso di non
impugnare la nostra finanziaria o il collegato alla finanziaria, ma
poi avrebbe, apprendiamo in questo momento, perché il Parlamento
prima di oggi non è stato investito in alcuna maniera in notizie
relative a interlocuzioni su eventuali modifiche di norme che
questo Parlamento ha esitato.
Pertanto, io chiedo all'Assessore per l'economia se ci potesse
dare, appunto, delucidazioni in tal senso perché le note delle
quali io vengo in possesso, ecco, mi riconducono una data di
febbraio, addirittura, del 2025.
E allora io mi chiedo, rispetto a quello che è il principio di
leale collaborazione, adesso ho un'ulteriore nota che mi viene
consegnata e siamo a marzo 2025, come mai, assessore, noi
parlamentari veniamo a conoscenza solamente oggi di questi rilievi.
Io, signor Presidente, a più riprese le ho rappresentato come le
Commissioni di questa Assemblea sono assolutamente operative e
molto spesso vengono mortificate portando poi in Aula all'ultimo
secondo tutta una serie di disposizioni normative che entrano
fortemente nel merito di altre che abbiamo esitato nel corso degli
ultimi tempi. Ne faceva cenno poc'anzi il collega sulla norma che
riguarda incentivi, appunto, ai medici. Una norma già esitata da
questo Parlamento nel 2024, per la quale è stata chiesta una
modifica e che è stata portata per il 2025, ad oggi ci viene
chiesto un'altra modifica. Ma richiedo il motivo per il quale le
Commissioni di merito, signor Presidente e assessore, non siano
state coinvolte
Queste comunicazioni non sono pervenute stamattina. Queste
comunicazioni sono già giacenti negli uffici dell'Assessorato e del
Presidente già da parecchi mesi.
Signor Presidente, noi non possiamo essere coinvolti in maniera
estemporanea en passant.
Noi siamo parlamentari che seguiamo tutto il percorso normativo e
questo modus operandi attraverso cui, ecco, in un disegno di legge
che ha per oggetto virtualizzazione della Gazzetta Ufficiale
mettiamo all'interno norme che sono assolutamente impattanti, che
sono norme importanti che incidono sulla vita dei siciliani, io
credo che sia un modo, per così dire, di operare che mette in
difficoltà tutti noi, perché non abbiamo piena consapevolezza di
quello che è il contenuto delle norme, di che cosa andiamo a
modificare.
Io ritengo che qualora non vi siano delle urgenze, perché se vi
fossero state delle urgenze come tali, sarebbero state trattate,
signor Presidente, coinvolgendo per tempo le Commissioni.
Ritengo che non sia un'urgenza.
Quindi vorrei capire se il modus operandi che noi dobbiamo
riservare ai parlamentari regionali debba essere questo ad ogni
tornata oppure se c'è stato un misunderstanding o qualcosa che ci è
sfuggito.
A me risulta non essere stata convocata, e il Presidente della I
Commissione me ne potrà dare anche conferma, su questi temi, su
questi argomenti che credo siano assolutamente centrali.
Quindi se l'assessore, per cortesia, ci dà chiarimenti da questo
punto di vista, così vediamo di capire come andare avanti.
PRESIDENTE. Assessore, le chiedo se gli emendamenti caricati sui
tablet siano tutti indispensabili.
In secondo luogo: noi abbiamo trattato in Conferenza dei
Capigruppo 2 emendamenti.
Ce ne sono più di due e vorrei capire qual è l'intenzione del
Governo e se invece, per agevolare il percorso d'Aula, noi non
pensassimo che magari questi stessi emendamenti possano essere
trasferiti alle variazioni di bilancio che saranno fatte a luglio,
eccezion fatta per quelli relativi alla riscrittura dell'A.12.
Quindi, qui ci sono un insieme di norme, sono diversi correttivi.
Se c'è una necessità e un'urgenza, è un conto. Ma se questa non ci
dovesse essere, magari andiamo a votare soltanto l'emendamento
A.12, poi l'Aula si esprimerà come meglio ritiene, però non vorrei
ingolfare questo disegno di legge.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, io mi
rimetto anche all'Aula.
Se c'è l'esigenza di un approfondimento... però gli emendamenti
che noi abbiamo presentato sono 2. Sono l'A.9 di cui stiamo
discutendo e abbiamo discusso fino ad ora e l'emendamento A.10 che
è più semplice, perché riguarda una sola misura.
Ora, il testo è quello che il Presidente della Regione si è
impegnato a proporre all'Aula con lettera trasmessa al Governo
nazionale.
Gli emendamenti noi crediamo poi possano essere semplificati.
Qualcuno mi diceva al comma 3 semplicemente abroghiamo le parole
"di natura transitoria".
Questo non cambia il senso e, per me, nessun problema.
Se vogliamo rinviare, però non so se le variazioni di bilancio
siano la sede opportuna perché sono norme ordinamentali.
PRESIDENTE. Assessore, quest'Aula, quando c'è una condivisione, ha
fatto tantissimo e ha molte volte anche derogato.
Il tema che sottopone l'onorevole Giambona ed altri,
sostanzialmente, è se questo percorso - seppur differente come tipo
di emendamento rispetto al testo - avesse avuto un percorso quanto
meno di condivisione in una fase preventiva all'Aula e magari un
passaggio anche in Commissione, non credo che ci sarebbe stato
neanche uno degli interventi che sono stati fatti.
Chiedo all'Assessore, visti e considerati i buoni rapporti d'Aula
e visto che non c'è una necessità ed urgenza per questo, sull'A.12
sappiamo bene che c'è un fondo per quanto riguarda i patrocini che
non sono dell'Assessore Amata, sono a disposizione di tutti i
territori, di tutti i comuni della nostra Regione.
Quello è un conto, se si vuole pensare di poter dare la
possibilità ai comuni di poter accedere a questi fondi, quelli - se
lei ritenesse che non avessero un carattere di necessità e urgenza
- magari li potremo fare, non per forza con le variazioni di
luglio, basta che si fa un passaggio in Commissione nel primo
disegno di legge che approda in Aula, se i colleghi sono d'accordo,
onorevole Giambona, intanto prima devo sapere cosa ne pensa
l'assessore.
Ha facoltà di intervenire l'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Signor Presidente, nell'avvalorare la sua tesi, da parte
nostra, adesso stavamo cercando di approfondire le modifiche che ha
proposto il Governo.
Come diceva l'onorevole Giambona, sono delle modifiche che ci
chiede il Mef ed il Governo si è impegnato, però, siccome sono
modifiche delicate, se è possibile, la richiesta qual è? Che magari
su questo disegno di legge non le approviamo, così approfondiamo
insieme, perché non ce le aspettavamo e le facciamo nel primo
disegno di legge possibile.
Il tempo solo di approfondirle, considerato che sono norme
delicate.
PRESIDENTE. La proposta d'Aula sarebbe quella di non metterle
all'interno del disegno di legge delle variazioni di bilancio ma in
qualsiasi disegno di legge venisse prima all'interno della
discussione che avremo da qui alle prossime variazioni.
DI PAOLA. Relativamente all'impegno preso dal Presidente della
Regione e dal Governo sulla modifica delle norme - quindi
dall'impegno Mef - sì, il tempo che un attimino li verifichiamo
insieme, Presidente, tutto qui
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, Catanzaro, va bene?
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, il Governo
non si oppone ad eventuali richieste, a richieste formulate dal
Parlamento di approfondimenti e credo che non ci siamo mai opposti
Vorrei solo precisare che il senso era proprio quello che è stato
enunciato poc'anzi.
Abbiamo proposto queste modifiche in Conferenza dei Capigruppo e
mi pare che la Conferenza avesse poi accettato di trattarle, a
fronte della distribuzione preventiva.
Detto questo, quindi, senza voler rimarcare che nessuna forzatura
vuole fare il Governo, se l'opinione dell'Aula è quella di
approfondimenti, a noi sta benissimo.
Vorrei soltanto evidenziare che per gli impegni assunti in
relazione alla legge di stabilità dello scorso anno, siamo andati
molto in là sulle abrogazioni, perché siamo andati a novembre.
Sono impegni che assume il Governo, è ovvio che l'Aula poi è
sovrana.
È chiaro, però, che ne va un po', il fatto di osservare questi
impegni il Governo si tiene una discrezionalità. Sono, secondo noi,
modifiche che non cambiano sostanzialmente quelle che sono poi le
finalità perseguite dalle norme.
Se l'Aula però assume una posizione di cautela e ci chiede del
tempo noi non abbiamo nulla in contrario.
PRESIDENTE. Andiamo all'emendamento.
Sono stati ritirati tutti su richiesta vostra.
Siamo all'emendamento A.12, a firma del Governo, anzi a firma
della Commissione.
Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io sono intervenuto in Commissione
"Bilancio", questo emendamento ci è arrivato fuori tempo massimo
considerato che gli emendamenti sono stati esaminati questa mattina
da parte della Commissione Bilancio, per quegli emendamenti che -
depositati nei termini - avevano una refluenza sul bilancio della
Regione e, quindi, la Commissione è stata chiamata a esprimere il
proprio parere.
Questo emendamento arriva di pomeriggio, quindi immagino,
presentato oltre i termini. Ora, l'argomento che qualcuno ha anche
detto che il Presidente della Commissione o la Commissione possa
depositare emendamenti fuori termine, questo non è previsto dal
Regolamento se non per gli emendamenti di riscrittura di norme già
esistenti.
Non mi risulta che nel dispositivo, così come è stato presentato
l'articolato, l'883, né tra gli emendamenti depositati all'883, vi
fosse un emendamento che istituiva o rifinanziava il fondo per le
iniziative a carattere sociale, economico e culturale a favore dei
Comuni e gestito dall'Assessorato agli enti locali. Né, per la
verità, quello relativo al 472539 connesso all'Assessorato al
turismo.
Ora, premesso che ritengo questo emendamento fuori termine e
quindi inammissibile per l'esame dello stesso, questo sul piano
formale, sul piano politico c'è un punto che vorrei sollevare
all'Assemblea e a lei stesso. Noi abbiamo fatto la settimana scorsa
una variazione di bilancio per circa 50 milioni di euro, il Governo
è arrivato con un argomento di emergenze di alcune questioni sulle
quali c'era la necessità - anche di una volontà da parte del
Parlamento - di dare risposte a questioni molto complesse e
delicate, la siccità, insomma le emergenze che sono state votate
tra l'altro con un sostanziale, diciamo, lavoro non ostile da parte
della minoranza di questo Parlamento. Nello stesso tempo
l'Assemblea, cioè la stessa Presidenza, ha comunicato che nel mese
di luglio vi sarebbe stata un ulteriore, anzi per la verità l'ha
comunicato prima il Presidente della Regione che, tra l'altro, è
stato presente per tutto il tempo della discussione del testo della
variazione di bilancio e il Governo ha chiesto, anche rispetto ad
alcune sollecitazioni che via via si sono manifestate su alcune
delle norme in questione, la disponibilità da parte del Parlamento
e quindi anche di chi vi parla, di rinviare alcuni temi alla
variazione di bilancio che sarebbe stata approntata per il mese di
luglio in questo Parlamento.
Abbiamo condiviso e accettato questa impostazione.
Ora, Presidente, tutto può succedere ma che in una norma sulla
digitalizzazione della Gazzetta Ufficiale e con l'aggiunta di
alcuni emendamenti come quelli di cui abbiamo discusso poc'anzi, di
alcune modifiche relative al rapporto con il Mef o la precisazione
e l'interpretazione per quanto riguarda la norma sul femminicidio,
ma che in una norma di quel tipo, appunto norma che ha il titolo
"Virtualizzazione della Gazzetta Ufficiale", si faccia di fatto
un'altra variazione di bilancio con circa un milione e sei, un
milione e otto, che vengono recuperati da un capitolo che era già
stato utilizzato con l'articolo 17 che abbiamo appena bocciato,
cioè le economie del riparto del fondo per la stabilizzazione dei
dipendenti degli enti locali e dei precari, è veramente
insopportabile
Ma questo che governo è se neanche si parlano tra di loro? Cioè,
il Presidente della Regione è venuto in quest'Aula a dire -
scusate, vi chiedo scusa un attimo, Abbate se ti disturbo un
secondo solo, se ti disturbo mi fermo - il Presidente della Regione
è venuto in quest'Aula a chiederci di rinviare a una variazione
diciamo compiuta, questioni alle quali, come dire, come tutte le
questioni si discute, non ci si strappa i capelli se aumentiamo il
fondo per il turismo, piuttosto che quello delle autonomie locali,
anche se su quello delle autonomie locali io mantengo una riserva
di fondo perché è un inedito che si è introdotto in questa
legislatura che le autonomie locali siano un centro di spesa, come
dire, diretto a finanziare interventi micro dei Comuni ma, diciamo,
lo affronteremo quando sarà necessario. Ma che c'entra ora che si
presenta un'ennesima variazione di bilancio, anticipando la
variazione che si dovrà fare nel mese di luglio? Ripeto, con un
emendamento presentato fuori termine, non avendo una ragione tale
da modificare... non essendovi, diciamocelo pure, nessuna urgenza
per modificare la decisione che è stata presa dal Parlamento di
fare a luglio la variazione di bilancio.
Io le chiedo, Presidente, di stralciare questo emendamento e di
rinviarlo, così come le altre questioni ancora aperte, alla manovra
di variazione che lei si è impegnato a far svolgere a questo
Parlamento nel prossimo mese di luglio. Parliamo tra quindici
giorni
Ora, non mi pare che la Sicilia bruci perché qualche festa
patronale non potrà essere, eventualmente, finanziata da parte
dell'Assessorato alle autonomie locali o dal turismo per quindici
giorni Quindi, per la serenità e anche per la serietà, perché un
Parlamento può discutere, dividersi, votare segretamente,
palesemente, fa parte della politica, ma sulle regole c'è la
condizione di rispetto reciproco
Se abbiamo detto che questa era una norma sulla quale anche lei in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha fissato i
parametri e i limiti rispetto ai quali sarebbero stati ammissibili
gli emendamenti, non è tollerabile che con un colpo di mano da
furbetti di periferia si possa produrre un emendamento,
contravvenendo all'impegno che è stato assunto dalla stessa
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Ecco perché,
Presidente, le chiedo di ritirare o di rendere inammissibile questo
emendamento e di trattarlo nell'apposita variazione di bilancio che
esamineremo.
PRESIDENTE. Essendo la responsabilità sempre del Parlamento quando
si fanno le cose brutte , mi ha convinto nel suo ragionamento,
pertanto questa qui, visto che i parlamentari sono quelli brutti,
la norma è stralciata Quindi possiamo levare tutti gli aggiuntivi.
Andiamo a votare soltanto la tabella che è l'emendamento A.15. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(È approvato)
C'è un emendamento ai sensi del 117, il 117.1. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Virtualizzazione della Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
e modifica di norme» (n. 883/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendete posto se volete votare,
se non volete votare continuate a fare quello che fate. Ho chiesto:
è del Governo o del Parlamento? Il Parlamento è il brutto e allora
se siamo brutti, ritiriamo
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge «Virtualizzazione della Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana e modifica di norme» (883/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti ............. 56
Votanti .. 42
Maggioranza ................. 22
Favorevoli .................... 42
Contrari ....................... 0
Astenuti ....................... 4
(L'Assemblea approva)
Se ci sono delle votazioni non registrate le comunicate agli
Uffici.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 17 giugno
2025, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 19.49 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
186a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 17 giugno 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
Economia (v. allegato)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella
1 Intervento corretto dall'oratore.
L'articolo è da intendersi improcedibile ai sensi della nota
prot. n. 001-880-INT/2025 dell'11 giugno 2025, della II Commissione
legislativa permanente Bilancio (n.d.r.).