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Resoconto d'Aula della Seduta n. 186 di martedì 17 giugno 2025
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15:16

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pace ha chiesto congedo per i
  giorni 30 e 31 luglio e 1  agosto 2025.
   L'Assemblea ne prende atto.


                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che con nota protocollo n. 1302 del 2025  del
  16  giugno,  la  Commissione parlamentare speciale di  inchiesta  e
  vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia  è
  stata  autorizzata a riunirsi nella giornata di venerdì, 27  giugno
  2025,  presso  la  Prefettura di Enna secondo l'ordine  del  giorno
  della Commissione medesima.

   Comunico  che l'onorevole Figuccia sarà in missione dal 17  al  18
  giugno 2025.
   L'Assemblea ne prende atto.


                      Atti, documenti e annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

      Comunicazione di integrazione di risposta ad interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota prot.  n.  7608/Gab  dell'11
  giugno  2025,  protocollata  al  n. 19650-DIG/2025  di  pari  data,
  l'Assessore  per  l'agricoltura, lo  sviluppo  rurale  e  la  pesca
  mediterranea  ha  trasmesso  integrazione  alla  risposta   scritta
  fornita all'interrogazione n. 1360, a firma dell'on. Gennuso.
   Avverto che l'integrazione suddetta sarà pubblicata in allegato al
  resoconto stenografico della presente seduta.

                Comunicazione di preclusione di mozioni

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  a  seguito  dell'accoglimento   come
  raccomandazione, da parte del Governo, nella seduta n.  183  del  4
  giugno  2025,  dell'ordine del giorno nn.  329,  348  e  351,  sono
  conseguentemente precluse, rispettivamente, le mozioni n.  259,  n.
  261 e n. 266 in quanto di identico contenuto.
   L'Assemblea ne prende atto.

   "Economia"

    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                              "Economia"

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della  rubrica
  "Economia".
   L'assessore Dagnino è presente.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  437  "Chiarimenti  in   merito
  all'erogazione  dei  super minimi nell'ambito della  Società  degli
  Interporti  siciliani  e  sulla determinazione  dell'Amministratore
  unico  n.  21  della  S.I.S. del 14.4.2022  recante  'Fornitura  di
  servizi  legali per conferimento di incarico di consulenza mediante
  affidamento  diretto ai sensi dell'art. 36 comma 2 lettera  a)  del
  D.lgs.  50/2016  in  materia di diritto del  Lavoro.  Determina  di
  affidamento diretto" a prima firma dell'onorevole Sunseri e altri.
   La  trasformiamo in interrogazione con risposta scritta, onorevoli
  colleghi?
   Bene,   Assessore,  se  per  lei  va  bene,  la  trasformiamo   in
  interrogazione con risposta scritta.
   Si  passa  alla  interrogazione n. 637  "Situazione  temporanea  e
  criticità   della   Centrale  Unica   di   Committenza"   a   firma
  dell'onorevole Varrica.
   Ha facoltà di intervenire l'assessore.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  in relazione all'interrogazione parlamentare n.  637  si
  rappresenta quanto segue.
   In  merito al punto 1 nel quale si chiedeva entro quali  tempi  si
  intenda  superare la situazione temporanea esistente  dal  2019  in
  ordine alla Centrale unica di committenza, affinché essa fosse resa
  una  struttura autonoma e permanente, si specifica che con delibera
  di Giunta 245 del 4 luglio 2024 si è confermata la confluenza della
  CUC  per l'acquisizione dei beni e servizi nella forma dell'Ufficio
  speciale,  quale  struttura autonoma per come  già  previsto  dalla
  precedente  delibera di Giunta 456 del 2019 che l'aveva  istituita;
  attualmente la CUC è prorogata fino al 31.12.2027.
   La forma di ufficio speciale trova giustificazione negli obiettivi
  e nella realizzazione di progetti di rilevante entità e complessità
  che  necessitano, appunto, di una struttura autonoma  dedicata.  Il
  tempo  che si è stabilito di proroga fino al 31.12.2027 consentirà,
  nelle intenzioni dell'Amministrazione, un'azione programmatoria  di
  più  ampio  respiro  nei modi che sono rassegnati  di  seguito,  in
  particolare  con riguardo alle linee di indirizzo con lo  scopo  di
  superare anche i rilievi dell'ANAC.
   In  particolare  in  relazione  al  punto  2  dell'interrogazione,
  inerente  il cronoprogramma e le risorse finanziarie finalizzate  a
  superare  le criticità evidenziate da ANAC, con specifico  riguardo
  allo  scarso  numero di personale in servizio  presso  la  CUC,  la
  delibera di Giunta 245 del 4 luglio 2024, su impulso dell'assessore
  dell'economia,  ha  approvato  il  potenziamento  dell'organigramma
  della  CUC  elevando l'organigramma da 14 a 18 unità  di  personale
  previste.  A  fronte  delle  18  unità stabilite  nell'organigramma
  risultano attualmente incardinati presso la CUC, 10 dipendenti,  in
  particolare  un  dirigente responsabile, cinque funzioni  direttive
  categoria D, con laurea in giurisprudenza (lo sottolineo  perché  è
  importante  che  la CUC si sia dotata di personale  che  abbia  una
  specifica   qualificazione);  in  particolare   la   qualificazione
  necessaria  per  la  maggior  parte  delle  attività  della  stessa
  Centrale unica é la laurea in giurisprudenza o equipollente e tutti
  i   cinque  i  posti  per  queste  funzioni  direttive  sono  stati
  attualmente  coperti. Poi, un funzionario direttivo amministrativo,
  categoria  D, anche questo posto ricoperto, un istruttore direttivo
  di  categoria C attualmente ricoperto a fronte dei tre previsti,  e
  due  operatori di categoria A, posti ricoperti. Rimangono,  quindi,
  da   coprire  un  dirigente  servizio  beni  e  servizi   regionale
  siciliana,   tre  funzionari  direttivi  categoria  D  con   laurea
  magistrale,  due  direttivi  funzioni  tecnici,  categoria  B,  con
  competenza  in  materia  di  ingegneria  o  architettura,   e   due
  istruttori categoria C.
   Si  segnala, comunque, che le altre centrali uniche di committenza
  esistenti  nelle  diverse  regioni a  livello  nazionale  hanno  un
  organigramma di gran lunga superiore a quello della CUC  siciliana,
  ad   esempio  la  Stazione  unica  appaltante  della  Calabria   ha
  quarantacinque  dipendenti, l'Areacom  che  è  l'aggregatore  della
  regione  Abruzzo  ha ventotto dipendenti, la stazione  unica  della
  Puglia  ne  ha  sessanta  e  quella della  regione  Toscana  ne  ha
  addirittura   ben  centotrentacinque.  Quindi,  si  segnala   anche
  l'eterogeneità   del   numero  delle   risorse   perché,   insomma,
  centotrentacinque in Toscana, sessanta in Puglia, sebbene l'Abruzzo
  sia una regione di minori dimensioni.
   Quindi,   su  questo  punto  della  insufficiente,  ancora   oggi,
  dotazione   organica,  c'è  l'impegno  da  parte  del   Governo   a
  predisporre una proposta di riforma della CUC sul piano strutturale
  e amministrativo.
   Su  questo  impegno siamo già in attività e speriamo  a  breve  di
  venire   con  un  progetto  di  ridisegno  dell'organismo  di   cui
  discutiamo affinché possa essere pienamente efficiente in relazione
  ai fabbisogni regionali.
   In merito al quesito sub 3, inerente alle modalità con le quali si
  intende  dare  attuazione all'articolo 9, comma 4, legge  regionale
  12/2011,  che  prevede di individuare modalità  e  risorse  per  il
  rafforzamento  della capacità amministrativa e  la  formazione  del
  personale,   sono  in  corso  interlocuzioni  con  il  dipartimento
  regionale tecnico della regione siciliana al fine di completare  la
  stesura  definitiva del decreto interassessoriale da sottoporre  al
  parere  delle commissioni legislative competenti, evidenziando  che
  l'ufficio  speciale  in  atto comunque  risponde  ai  requisiti  di
  qualificazione previsti dall'allegato 2, anzi secondo, punto  4  al
  decreto legislativo 36/2023.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Varrica   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VARRICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore  oramai
  si  fa  opposizione  da solo nel senso che,  la  ringrazio  per  la
  risposta,  ricordo che stiamo parlando, come lei ha ricordato  già,
  della  struttura che si occupa delle gare per l'acquisto di beni  e
  servizi  per  la Regione quindi una struttura dalla  quale  passano
  gare per centinaia di milioni di euro ogni anno, se non di più.
   Lei  stesso  ha detto che il passo in avanti diciamo  dell'attuale
  Governo  è  di ampliare organigramma da 14 a 18 passando dalle,  se
  non  sbaglio, 8 persone che c'erano alle 10 attuali in presenza  di
  una  relazione  dell'ANAC che sottolinea il fatto  che,  purtroppo,
  questa  struttura  fondamentale non è  messa  nelle  condizioni  di
  operare e lei stesso in maniera assolutamente perfetta ricorda che,
  pur   facendo   paragoni  con  Regioni  che  non  sono  minimamente
  paragonabili alle nostre, la Calabria per intenderci, che ne ha 45,
  ebbene,  questo  significa che la nostra struttura  è  ad  oggi  un
  quinto  rispetto  alla  Calabria che in termini  di  popolazione  è
  anch'essa  un  quinto di noi, quindi praticamente  se  facciamo  la
  scala siamo indietro di quasi un centinaio di unità di personale
   Non  è  per fare la critica diciamo, così da oppositore a tutti  i
  costi,  ma  oggettivamente  è  un servizio,  anche  il  tema  della
  stabilizzazione della CUC, la proroga al 2027, che  tra  virgolette
  si  è  ritrovato,  è una situazione che non va bene  perché  questa
  struttura  va  resa  strutturale e strutturata in  tutti  i  sensi.
  Purtroppo  lo  sforzo  fino  ad  oggi  fatto  è  evidentemente  non
  sufficiente  ed  è chiaro che se parliamo di un ufficio  di  questo
  tipo, che gestisce gare per milioni, con pochissimo personale,  poi
  non ci si può lamentare che le gare vanno lentamente oppure che gli
  appalti  non vengano aggiudicati per tempo, perché stiamo  parlando
  di  una struttura del tutto sottodimensionata e questo non lo  dico
  io  ma  lo  dice  lei stesso, lo dice l'ANAC, nei suoi  rilievi,  e
  purtroppo  questo  sforzo è del tutto insufficiente  rispetto  alle
  sfide che noi come Regione abbiamo.
   Per  cui  mi  dichiaro del tutto insoddisfatto  e  le  dico:  sono
  contento che ci sono passi in avanti anche il terzo comma  che  lei
  ha  citato  è, diciamo, un nostro contributo, è un mio  emendamento
  che  abbiamo  fatto  approvare in Aula circa un  anno  e  mezzo  fa
  proprio  per  stimolare la capacità amministrativa e la  formazione
  della  CUC,  però  purtroppo  vediamo  che  c'è  questo  genere  di
  progressi  molto lenti, come da lei testimoniato: su questo,  però,
  poi facciamo le norme perché il cerimoniale del Presidente Schifani
  deve  essere  spaziale  Ci sono delle priorità e mi sa che  abbiamo
  due  modi  di  interpretare le priorità della  Regione,  del  tutto
  differenti

   PRESIDENTE. L'onorevole Varrica si dichiara non soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 734 "Notizie  circa  l'attuazione
  dell'articolo  4  della  legge  regionale  n.  16/2022  in   merito
  all'utilizzo  dell'anticipo del risultato di liquidazione  dell'Ete
  minerario  siciliano", a firma dell'onorevole Catanzaro  ed  altri,
  che trasformiamo con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interpellanza  n.  86  "Intendimenti  del  Governo
  regionale  in  merito  alla riattivazione  della  sezione  speciale
  Sicilia  nell'ambito del fondo centrale di garanzia allo  scopo  di
  sostenere  gli interventi in favore delle PMI siciliane",  a  firma
  dell'onorevole Venezia ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Dagnino.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  il  tema posto, di rilevante importanza, crediamo  possa
  ritenersi  sostanzialmente  superato  perché  la  sezione  speciale
  Sicilia  presso  il Fondo di garanzia centrale è rimasta  operativa
  fino   al   2023,   successivamente  le  risorse   sono   confluite
  nell'apposita  nuova sezione speciale sud, mantenendo  le  medesime
  percentuali di copertura sino all'80%. Con circolare recente, n.  2
  del  3  marzo  2025,  il  Mediocredito centrale  ha  comunicato  la
  riattivazione  dell'operatività  della  sezione  speciale   Regione
  Sicilia con una dotazione finanziaria complessiva pari a 69 milioni
  di euro provenienti dalle risorse del PR FESR Sicilia 2021/2027.
   Come  specificato  nella circolare la sezione speciale  interviene
  finanziando  l'incremento  della  garanzia  diretta  fino   all'80%
  dell'importo  dell'operazione  finanziaria  e  l'incremento   della
  copertura fino al 90% della riassicurazione e della connessa misura
  della controgaranzia. Ad ogni modo, per completezza, si segnala che
  la  gestione  del  Fondo  in questione rientra  tra  le  competenze
  dell'Assessorato regionale delle attività produttive.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Venezia   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VENEZIA.  Mi ritengo parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Venezia.
   Si  passa  all'interrogazione numero 778 "Chiarimenti  urgenti  in
  merito alla recente ispezione dell'ANAC presso la Centrale Unica di
  Committenza   della  Regione  siciliana"  che,   in   accordo   con
  l'onorevole  La  Vardera, si intende trasformata in  interrogazione
  con   richiesta  di  risposta  scritta.  Così  come  si   intendono
  trasformate  in  interrogazioni con richiesta di  risposta  scritta
  l'interrogazione   n.   1440   Notizie   urgenti   in   ordine   al
  definanziamento ad opera del Cipess dei 79 progetti  della  Regione
  siciliana pari a 338 milioni di euro , e l'interrogazione  n.  1678
   Notizie   sulle  operazioni  di  investimento  ad   alto   rischio
  dell'Irfis  e  sul  tentativo di rivendita  al  Fondo  Pensioni  di
  crediti con rendimento estremamente basso ed infruttuoso , sempre a
  firma dell'onorevole La Vardera.
   Si   passa   all'interrogazione  n.   1152   "Iniziative   urgenti
  finalizzate alla risoluzione dei disagi per i residenti del  Comune
  di  Altavilla  Milicia  (PA)  a  causa  dell'assenza  di  sportelli
  bancari", a firma degli onorevoli La Vardera ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Grazie, Presidente.  Il  tema
  posto va letto alla luce anche dell'evoluzione del mercato bancario
  e   dell'evoluzione  dei  sistemi  di  natura  telematica  sebbene,
  naturalmente,  anche  la  presenza  nei  territori  abbia  la   sua
  importanza. Abbiamo sintetizzato dei numeri da riferire all'Aula.
   In  generale,  negli  ultimi  anni, si  assiste  alla  progressiva
  scomparsa di sportelli bancari fisici con conseguenze che impattano
  sulla   vita  quotidiana  dei  cittadini,  soprattutto  di   quelli
  residenti  nelle aree rurali e con poca densità abitativa.  Secondo
  un  report  di Banca d'Italia, aggiornato al 30 marzo  2005,  vi  è
  comunque  tuttora un divario non soltanto tra Nord e Sud del  Paese
  ma  anche  tra  territori urbani e territori periferici  per  ovvie
  ragioni di efficienza perseguite dal sistema bancario. Infatti,  al
  31/12/2024,  su 391 comuni solo 242 avevano uno sportello  bancario
  all'interno  del  loro  territorio. Questo numero  è  ulteriormente
  diminuito tra il 2023 e il 2024. Il numero totale è sceso, infatti,
  da  1042 a 1024 e i comuni serviti si sono ridotti leggermente,  da
  244 a 242.
   Tra  le  nove  ex province città metropolitana della provincia  di
  Palermo,  i  comuni serviti sono 52 su 82 totali. A Messina  38  su
  108, nel libero consorzio di Caltanissetta 17 su 22. Unico caso che
  fa  eccezione in Sicilia è quello di Ragusa che ha, invece,  almeno
  uno  sportello  bancario  in  ogni comune  della  provincia.  Banca
  d'Italia calcola anche la disponibilità di sportelli ogni centomila
  abitanti.  La  media  siciliana nel 2024  è  di  23  sportelli  con
  penalizzazione delle aree più popolose.
   I  dati  specifici sono: Palermo 21, ad esempio, Catania 20,  Enna
  26, mi riferisco poi al testo per gli ulteriori dettagli. Sono dati
  di poco inferiori a quelli del Lazio e della città metropolitana di
  Roma  dove  il  dato è di 28 ogni centomila abitanti.  Il  dato  si
  accompagna anche ad una netta diminuzione dei dipendenti di  banche
  e  istituzioni finanziarie che in Sicilia sono passate da 8.594 del
  2023 a 8.407 nel 2024.
   Ora,  le  cause  di  questa desertificazione,  come  ho  accennato
  poc'anzi,  sono  essenzialmente riferibili un po'  all'innalzamento
  dei  tassi di interessi, alla pandemia. Naturalmente, vi sono anche
  degli  effetti  post pandemici, perché le banche  con  la  pandemia
  hanno   ulteriormente  potenziato  i  meccanismi  online  e  questo
  potenziamento, che era legato all'esigenza straordinaria  derivante
  dalla  pandemia,  poi  ha assunto un carattere  strutturale  perché
  richiesto  degli  investimenti  che vengono  ancora  oggi  portati,
  diciamo che spiegano ancora i loro effetti e tendono naturalmente a
  stabilizzarsi.
   E  poi  l'affermazione del digital banking sul mercato:  il  phone
  banking, home banking, l'internet banking, anche l'innalzamento dei
  tassi  di  interesse ha pesato sui conti profitti e  perdite  delle
  varie  filiali  territoriali, disincentivando la  creazione  di  un
  maggior numero di filiali come vi era in passato.
   Il Governo regionale è consapevole del fatto che la chiusura degli
  sportelli è un fenomeno che potrebbe creare difficoltà, soprattutto
  alle  persone  anziane  che  hanno  minore  dimestichezza  con  gli
  strumenti  telematici e anche a quelli che vivono  in  aree  rurali
  dove  l'accesso a internet può essere limitato, anche se su  questo
  la  Regione  ha fatto una serie di investimenti per la banda  ultra
  larga,  per  l'estensione massima anche nei territori rurali  della
  banda larga e ultra larga.
   È un fenomeno che può anche creare problemi alle banche, perché si
  rischia naturalmente una perdita di contatto con la clientela e una
  diminuzione della fiducia e della soddisfazione per i clienti.
   Per  contrastare  la  desertificazione,  le  soluzioni  potrebbero
  essere soluzioni che richiedono una collaborazione tra banche,  che
  sono  le prime naturalmente a dovere eseguire le loro scelte  sulla
  base  di logiche di mercato e anche la possibilità - volendo andare
  ancora  oltre nell'ideazione di misure possibili -  di implementare
  sportelli bancari mobili, naturalmente tutto questo previo  dialogo
  con le banche al fine di rappresentare il problema.
   Il  Governo regionale, in relazione a quanto osservato, si impegna
  quindi  ad  interloquire con i principali istituti  bancari  e  con
  Poste  Italiane  per  l'individuazione di possibili  soluzioni  per
  invertire   o   comunque   attenuare  il   trend   negativo   della
  desertificazione bancaria. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  La  Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LA  VARDERA.  Grazie Presidente, grazie Assessore. Il  tema  posto
  alla  sua  attenzione, Assessore, ritengo essere  assolutamente  di
  primaria importanza in una comunità di quasi 9.000 abitanti, che  è
  quella  del  comune di Altavilla Milicia che, chiaramente,  ha  una
  problematica non indifferente che crea notevoli disagi, soprattutto
  nella  fascia di popolazione anziana, che di tutte le cose che  lei
  ha  detto:  phone banking, home banking, share banking ,  di  tutte
  queste cose di banking non hanno la più pallida idea.
     Giustamente a loro interessa avere, come è giusto  che  sia,  il
  contante per potere in qualche maniera pagare le spese dovute e gli
  anziani  sono costretti a non avere disponibilità fisica e liquida,
  perché non esiste un solo sportello in una comunità, ripeto, non di
  cinquecento  abitanti - con tutto il rispetto per  le  comunità  di
  cinquecento  abitanti  -  ma di quasi novemila  abitanti  che,  tra
  l'altro,  in  estate  diventa  una  comunità  di  quasi  ventimila,
  trentamila abitanti, data la sua vocazione turistica.
     Quindi, l'interrogazione che le ho posto, Assessore, seppure non
  è  veramente  un  tema  dei massimi sistemi  e  quindi  magari  uno
  potrebbe  dire:  "Ma  ci sono le alternative,  ci  sono  i  servizi
  online",  è  un  tema che, secondo me, pone un'attenzione  che  lei
  giustamente dice faremo il possibile, parleremo con Poste.
   Io  mi  auguro che questo impegno che prende in quest'Aula, perché
  certamente  è  un impegno che lei assume qui, in quest'Aula,  possa
  poi concretamente, appunto, portare una risoluzione al problema che
  so  perfettamente non essere in capo alla Regione siciliana, perché
  non potete obbligare le banche ad aprire gli sportelli e a chiedere
  agli  istituti  bancari  che  devono  necessariamente  aprire   gli
  sportelli,  però certamente  un'interlocuzione del  suo  autorevole
  ufficio può far sì che questo tema non rimanga carta morta.
   Per  cui  ho voluto portare con gli strumenti che abbiamo  -  cioè
  quelli  delle interrogazioni e le prerogative parlamentari - questo
  problema alla sua attenzione e vedo dalla sua risposta che c'è  una
  volontà da parte del Governo, quanto meno, di porsi il problema  di
  provare a risolverlo.
   Sotto  questo  punto  di vista, apprezzando la  sua  risposta,  mi
  dichiaro parzialmente soddisfatto. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  La  Vardera,  che  si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si  passa all'interpellanza numero 92 "Intendimenti del Governo in
  merito  ai  recenti tagli operati dal Governo nazionale  a  seguito
  della revisione del PNRR e alla programmazione del Fondo sviluppo e
  coesione 2021-2027", a firma degli onorevoli Venezia ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Grazie. Sul punto si  rassegna
  la  relazione  formulata dal Dipartimento della programmazione.  Da
  questa  relazione  è  possibile  vincere  il  percorso  politico  e
  amministrativo  che ha generato le assegnazioni delle  risorse  FSC
  21/27  e  del conseguente accordo stipulato dalla Regione siciliana
  con  il  Ministro per gli affari europei, il Sud e le politiche  di
  coesione e il PNRR.
   Il  Cipess,  con  delibera 25 del 3 agosto 2023, ha  approvato  la
  proposta    di   imputazione   programmatica   delle   FSC    della
  programmazione  21/27, diventata operativa dopo  la  sottoscrizione
  dell'accordo  per  la  coesione. In  particolare,  per  la  Regione
  siciliana  è  stato imputato programmaticamente un importo  pari  a
  circa  6 miliardi 862 milioni a valere sulle FSC 21/27, comprensivo
  dell'anticipazione  di  cui alla delibera Cipess  79/2021,  pari  a
  circa 237 milioni.
   Sempre  con  riferimento  alle  risorse  FSC  21/27,  in  data  19
  settembre 2023, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto
  legge 124/2023 recante  Disposizioni urgenti in materia di politica
  di coesione', successivamente convertito in legge.
   In  particolare, con l'articolo 1 di questo decreto legge  recante
   Disposizioni  in  materia di programmazione e utilizzazione  delle
  risorse  dell'FSC' è stata introdotta per la prima volta una  nuova
  disciplina  delle  modalità di programmazione e di  utilizzo  delle
  risorse  del  Fondo per il ciclo 21/27; in particolare  sono  stati
  ridefiniti  i criteri e le modalità di impiego e di gestione  delle
  suddette  risorse, introducendo come strumento attuativo  l'accordo
  per  la coesione, quindi diciamo una procedura di tipo negoziato  e
  quindi  non  più  dipendente unicamente dalla Regione  beneficiaria
  come era in passato.
   Tale  accordo,  infatti,  stipulato  dal  Ministero  degli  Affari
  europei  e il Presidente della Regione, sostituisce quelli  che  in
  passato   erano  i  Piani  regionali  di  sviluppo  e  coesione   e
  costituisce  il  nuovo strumento operativo, come  detto.  Pertanto,
  l'impiego delle risorse FSC 21/27 è stato definito in coerenza  con
  gli obiettivi e le strategie dei fondi strutturali europei e con le
  politiche  di investimento previsti dal PNRR, secondo  principi  di
  complementarietà e addizionalità e non è più legato agli  obiettivi
  strategici relativi alle aree tematiche previste dalle missioni del
  Piano Sud 2030.
   In   particolare,   l'accordo   per   la   coesione   prevede   la
  specificazione  di  interventi e linee di  azione  suscettibili  di
  finanziamento  selezionati all'esito di  istruttoria  eseguita  dal
  Dipartimento  per  le  politiche di coesione della  Presidenza  del
  Consiglio  dei Ministri congiuntamente alla Regione ai  fini  della
  loro coerenza che va quindi verificata d'intesa col Governo statale
  con  i documenti di programmazione europea e nazionale, nonché  con
  specificazione delle diverse fonti di finanziamento previste.
   Inoltre,    viene   stabilito   nell'accordo   di   coesione    il
  cronoprogramma, quindi anche questo oggetto di intesa con lo  Stato
  e in caso di presenza di città metropolitana, come nel nostro caso,
  l'entità delle risorse ad esse destinate.
   Ora,  su  questa  base è stato stabilito, tra  le  altre  ipotesi,
  l'assegnazione  di  un  miliardo e tre, come  sappiamo,  con  legge
  statale, la 213/2023 al fine di consentire l'approvazione da  parte
  del  CIPESS  entro il 2024 del progetto definitivo del collegamento
  stabile tra la Sicilia e la Calabria, cioè l'opera denominata  come
  sappiamo   Ponte  sullo  Stretto,  opera  ritenuta   strategica   e
  funzionale allo sviluppo della Regione.
   Altre  disposizioni,  altre diciamo misure di  rilevante  importo,
  sono quelle relative all'assegnazione di ottocento milioni di euro,
  ex  articolo  14  quater  del  dl 181/23  per  la  realizzazione  e
  localizzazione  di nuovi impianti, termovalorizzazione  di  rifiuti
  che  consentono  un  elevato livello di recupero energetico  nonché
  altre opere di rilevanza significativa ma comunque queste due  sono
  quelle più importanti.
   Inoltre,  con riguardo al PNRR i quesiti posti dagli interpellanti
  si  basano  su un report elaborato dalla CGIL Sicilia il 25/12/2023
  nel  quale  si denuncia una riduzione delle risorse destinate  alla
  Regione  siciliana  sia  nel  PNRR  che  nel  FSC.  Secondo  questo
  documento, la dotazione complessiva del PNRR sarebbe passata da 191
  a 194 miliardi di euro mentre la Sicilia avrebbe avuto un taglio di
  circa 2.400 milioni di euro su diverse missioni.
   Ora,  si  osserva che la cabina di regia nazionale per il PNRR  ha
  funzioni  di  impulso, monitoraggio e coordinamento soltanto  sugli
  interventi  per i quali la Regione siciliana è soggetto  attuatore,
  quindi occorre distinguere le risorse che sono destinate a enti non
  regionali,  aventi  sede tuttavia nel territorio  regionale,  e  le
  risorse  che  invece sono assegnate alla Regione  siciliana  intesa
  come entità amministrativa col ruolo di soggetto attuatore.
   Infatti,  il report della Cgil - che secondo quanto ci riferiscono
  gli  Uffici  non fa riferimento a fonti ufficiali e contiene  anche
  alcune  imprecisioni  e  alcune incompletezze,  in  particolare  ad
  esempio  alle pagine 8 e 9 - segnala tagli che, per quanto  attiene
  alla  Regione siciliana, intesa come entità amministrativa,  quindi
  non  come territorio regionale, ma come ente Regione in qualità  di
  soggetto  attuatore,  in  effetti si limitano  al  solo  intervento
  denominato  M5C3I1.2, avente per oggetto "Valorizzazione  dei  beni
  confiscati alle mafie" per l'importo di circa 9,5 milioni di  euro,
  che  è  stato  definanziato dal PNRR per  essere  comunque  coperto
  tuttavia con altre risorse nazionali.
   Per  quanto  riguarda,  invece, gli interventi  della  Missione  6
  "Salute",  menzionati a pagina 9 del suddetto rapporto,  non  si  è
  trattato  in effetti, secondo quanto ci riferiscono gli Uffici,  di
  tagli  alle  risorse assegnate, ma piuttosto di una  riduzione  dei
  target  a  livello nazionale. E all'uopo ci viene  trasmessa  dagli
  Uffici  -  la  troverete allegata al testo scritto - una  relazione
  informale  del  referente  unico PNRR  che  illustra  lo  stato  di
  attuazione degli interventi e le relative rimodulazioni di target.
   Inoltre, in merito ai tagli riportati a pagina 6 del report ci  si
  riferisce  alle  ulteriori specificazioni che sono  indicate  dagli
  Uffici,  che  sono  riferite alla Missione 3  "Infrastrutture";  in
  particolare  tali  risorse  sono gestite direttamente  da  soggetti
  terzi  -  RFI, ANAS - e non rientrano nella gestione diretta  della
  Regione.
   Quindi, in sostanza l'importo dei presunti tagli per 2.412 milioni
  di   euro  citato  nel  report,  verosimilmente,  riguarda  risorse
  territorializzate  in Sicilia intesa come area geografica,  ma  non
  riferibili alla Regione siciliana come soggetto attuatore. Grazie.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Venezia   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VENEZIA.   Grazie,   Presidente.  Onorevoli  colleghi,   assessore
  Dagnino,   ci  rifacciamo  ai  dati  pubblicati  sulla  piattaforma
  governativa che si occupa di monitorare lo stato di attuazione  del
  PNRR  e  da  questi  dati emerge per la Sicilia un  quadro  davvero
  allarmante.
   Il  PNRR  rischia  seriamente  di diventare,  come  già  in  altre
  occasioni  abbiamo  detto,  un'occasione  sprecata  per  la  nostra
  Regione.   I   dati   relativi  alla  spesa   destano   altrettanta
  preoccupazione. È stata certificata solo l'8 per cento della  spesa
  relativa  all'intero  budget assegnato alla Regione  come  soggetto
  attuatore. I pagamenti alle imprese beneficiarie, bloccati da circa
  nove  mesi  a  causa delle lentezze burocratiche e dei ritardi  dei
  Dipartimenti nel riaccertamento dei residui, stanno mettendo a dura
  prova  una  fetta  importante del tessuto produttivo  della  nostra
  Isola, in particolare il comparto edile.
   La  Regione  siciliana  - Assessore - nella  qualità  di  soggetto
  attuatore  gestisce  direttamente circa 1.400  interventi,  per  un
  valore finanziario di 1 miliardo e 600 milioni di euro; tra questi,
  600  interventi, pari a 980 milioni di euro, solo nell'ambito della
  Missione "Salute".
   Nei   mesi   scorsi   abbiamo  chiesto  notizie  attraverso   atti
  parlamentari e interventi in Aula sullo stato di realizzazione  dei
  43  ospedali  di comunità, delle 156 case di comunità  e  delle  50
  centrali  operative territoriali previste dal Piano per  rafforzare
  la  rete  di  assistenza sul territorio ma ad oggi, purtroppo,  non
  abbiamo  ricevuto  notizie  certe da parte  dell'Assessorato  della
  salute. E tutto questo accade mentre la sanità è al collasso  e  la
  situazione  sta  peggiorando  di  giorno  in  giorno  in  tutti   i
  territori.
   Stessa cosa per i 37 interventi della missione  Rivoluzione  verde
  e transizione ecologica" per un importo di 240 milioni di euro, non
  sappiamo nulla sullo stato di attuazione e stessa cosa anche i  511
  progetti  finanziati  nell'ambito  della  Missione   Protezione   e
  valorizzazione dell'architettura e del paesaggio" per un importo di
  76  milioni  rivolti tutti ai privati: in molti casi i lavori  sono
  bloccati, le imprese sono entrate in sofferenza finanziaria e vi  è
  un  concreto  rischio che molti interventi non vengano  ultimati  a
  causa dei ritardi dei pagamenti da parte della Regione.
   Ecco,  la  mancanza  di  una programmazione  seria,  l'assenza  di
  un'attività costante di monitoraggio da parte dei Dipartimenti e il
  grave ritardo nei pagamenti ai soggetti beneficiari rischia di  far
  perdere centinaia di milioni di euro alla Sicilia.
   Il  Governo attui subito un attento monitoraggio, noi lo chiediamo
  da  mesi, e spinga il Dipartimento e tutti i soggetti attuatori che
  in  un  modo o nell'altro sono collegati alla Regione ad  appaltare
  celermente  i  progetti  e  a fare immediatamente  i  pagamenti.  È
  inammissibile,  Assessore, che la Sicilia e i  siciliani  sprechino
  questa grande opportunità e paghino un prezzo così alto
   Stessa cosa per il Fondo sviluppo e coesione 2021/2027. Ricordo  a
  me  stesso e a quest'Aula che l'accordo di coesione è stato firmato
  già  da  un anno, eppure sono state impegnate pochissime risorse  a
  fronte  di  centinaia  di  interventi e sulla  carta  progettazione
  esecutiva  che  potevano  essere calati nel territorio  realizzando
  opere  importanti e rimettendo in circolo centinaia di  milioni  di
  euro  a  supporto  dell'economia isolana  e  mentre  Palermo  perde
  tempo,  Roma taglia risorse, è la notizia di qualche settimana  fa,
  circa 900 milioni di euro inizialmente destinati a infrastrutture e
  manutenzione sono stati tagliati alla Regione a vantaggio di  altri
  progetti nel Nord del Paese.
   La  misura  rientra in una revisione portata avanti  dal  ministro
  Salvini  e poche settimane fa  abbiamo avuto contezza della notizia
  dell'esclusione  dal  PNRR  di due lotti  della  ferrovia  Palermo-
  Catania, cioè del lotto Dittaino-Catenanuova per 588 milioni  e  13
  dei   quindici  chilometri del lotto Dittaino- Enna  e  cioè  buona
  parte dei 594 milioni stanziati, nonché il bypass di Augusta per un
  importo  di  116  milioni e tutto questo senza  specificare  alcuno
  stanziamento,  diciamo, suppletivo rispetto alle  risorse  iniziali
  del PNRR.
   Ogni  euro  sprecato è un'opportunità sottratta ai  siciliani,  il
  PNRR  doveva  essere  il Piano della ripresa e della  resilienza  e
  soprattutto  era  stato concepito con l'obiettivo di  mitigare  gli
  effetti delle diseguaglianze territoriali tra Sud e Nord del  Paese
  e  invece i risultati che stiamo vedendo sono, appunto, una perdita
  di  un'occasione storica che, come dire, taglia speranze di  futuro
  per i siciliani e soprattutto per le giovani generazioni.
   Per  queste  ragioni, non ci reputiamo soddisfatti dalla  risposta
  che ci è stata fornita dall'assessore Dagnino. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
   Si  passa  all'interpellanza numero 107 "Intendimenti del  Governo
  regionale  in  merito allo stanziamento di ulteriori  contributi  a
  fondo   perduto  per  l'abbattimento  dell'aumento  dei  tassi   di
  interesse  su  mutui a tasso variabile per l'acquisto  della  prima
  casa , a firma degli onorevoli Venezia ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   DAGNINO,  assessore per l'economia.  Grazie Presidente. L'articolo
  16   della  legge  regionale  25  del  ventuno  novembre  2023,  ha
  autorizzato il Dipartimento finanze e credito a costituire un fondo
  di solidarietà capiente per 50 milioni di euro da assegnare a IRFIS
  per  la  misura  finalizzata  all'abbattimento  dell'aumento  degli
  interessi  sui  mutui  a tasso variabile nel periodo  2022/2023  in
  favore  di mutuatari residenti in Sicilia con ISEE inferiore  a  30
  mila euro anno per l'acquisto della prima casa.
   I  requisiti  dei  beneficiari e le modalità per la  presentazione
  delle  domande  sono  stati fissati con  D.A.  n.  78  del  2023  e
  successivi DD.AA. n. 4 del 2024, n. 10 del 2024, n. 20 del 2024.
   A   seguito   dell'approvazione  da   parte   dell'Assessore   per
  l'economia,  IRFIS,  in  qualità  di  gestore  all'intervento,   ha
  pubblicato  il  6  febbraio 2024 l'avviso per  la  concessione  dei
  contributi  in  argomento con procedura affidata  alla  piattaforma
  telematica di Infocamere.
   Entro  il  29 febbraio 2024 andavano presentate le sole istanze  e
  successivamente nel periodo temporale dal 5 marzo 2024 fino  al  26
  marzo  dello  stesso anno, come successivamente  prorogato  con  un
  decreto,  il n. 20 del 2024, i richiedenti dovevano caricare  nella
  piattaforma a pena di esclusione la domanda richiesta  tra  cui  il
  certificato   ISEE.   Completata   l'istruttoria   furono   erogati
  complessivamente 47.908.604,41 a ben 30.048 beneficiari,  a  fronte
  di  30.063  domande  regolari presentate. Tra  le  domande  escluse
  perché non completate entro i termini vi sono 344 posizioni, per le
  quali  i  richiedenti  non hanno provveduto a confermare  l'inoltro
  della  domanda  secondo specifica modalità.  Ad  oggi,  le  risorse
  originariamente stanziate per il fondo residuano,  al  netto  degli
  oneri,  ad  euro  826.936,  oltre  interessi  attivi  maturati  per
  494.831,  per  un totale complessivo di 1.321.767. È all'esame  del
  Governo  una  valutazione  per l'utilizzo  delle  suddette  risorse
  residue  per  il finanziamento di ulteriori istanze  a  seguito  di
  nuovo  avviso  che potrà essere pubblicato da IRFIS nel  prosieguo.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore
   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Venezia  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VENEZIA. Ci riteniamo parzialmente soddisfatti.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
   Si  passa  all'interpellanza n. 112 "Intendimenti in  merito  alla
  risoluzione  delle criticità legate alla desertificazione  bancaria
  nel  territorio  siciliano",  a firma degli  onorevoli  Venezia  ed
  altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. È assorbita
  da quello che ho detto, l'ho già trattata, sostanzialmente.

   PRESIDENTE. Va bene, va bene, la diamo per assorbita.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1016  "Chiarimenti  in  merito
  all'inerzia della Centrale Unica di Committenza nelle procedure  di
  acquisto  dei farmaci", a firma degli onorevoli Di Paola ed  altri.
  Anche  questa,  Assessore, si intende trasformata in interrogazione
  con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 117 "Iniziative  urgenti  volte  a
  garantire  ai territori del Libero Consorzio comunale  di  Siracusa
  colpiti   dagli   incendi  del  luglio  2023  i  ristori   previsti
  dall'articolo  36  della legge regionale n. 3 del  2024",  a  firma
  dell'onorevole Carta. Se non ci sono osservazioni, la  trasformiamo
  in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n.  1101  "Iniziative  urgenti  per
  l'inserimento,   nella  prossima  variazione  di  bilancio,   della
  previsione  di  265.000,00 euro indispensabili per il  Dipartimento
  tecnico regionale per opere di ingegneria utili a rendere esecutivo
  il  progetto  del porto di Valderice/Bonagia (TP)", a  firma  degli
  onorevoli  Safina  ed  altri.  Anche  questa  la  trasformiamo   in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1130  "Chiarimenti  in  merito
  all'erogazione del contributo straordinario previsto  dall'art.  36
  della  l.r.  n.  3 del 2024 per fronteggiare i danni causati  dagli
  incendi dell'estate 2023 in Sicilia", a firma degli onorevoli Spada
  ed  altri.  Anche  questa  la trasformiamo  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si   passa   all'interpellanza  n.  134   "Iniziative   volte   ad
  implementare  le  risorse disponibili a valere  sul  Fondo  Sicilia
  destinate  a finanziamenti agevolati per investimenti a  favore  di
  imprese operanti in Sicilia", a firma dell'onorevole Carta. Se  non
  ci  sono  osservazioni, anche a questa interpellanza verrà  fornita
  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1336 "Chiarimenti  in  merito  al
  puntuale  riaccertamento  dei residui e all'allineamento  temporale
  del  ciclo di bilancio regionale rispetto ai termini previsti dalla
  normativa vigente", a firma degli onorevoli Giambona ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Grazie Presidente,  onorevoli
  deputati.  In  via preliminare, appare opportuno rappresentare  che
  sono  intervenuti sul punto oggetto dell'interrogazione i  seguenti
  atti: con deliberazione di Giunta n. 312 dell'11 ottobre 2024, si è
  dato corso al riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi
  al 31/12/2023; l'approvazione del rendiconto generale della Regione
  per lo stesso esercizio 2023 è avvenuto con deliberazione di Giunta
  n.  383  del  19  novembre  2024,  successivamente  modificato  con
  deliberazione giuntale n. 15 del 23 gennaio 2025; poi con  delibera
  di  Giunta  n.  440 dell'11/12/2024 è stato approvato  il  bilancio
  consolidato  della  Regione siciliana per  l'esercizio  finanziario
  2023.  Si  è  anche  avuta  la certificazione  della  compatibilità
  finanziaria  ed  economica  dell'ipotesi  di  contratto  collettivo
  nazionale  di  lavoro del comparto non dirigenziale  della  Regione
  siciliana  con  delibera della Corte dei conti n. 314  del  2024  e
  conseguentemente, nel gennaio 2025, sono state immesse in  servizio
  delle  unità  di  personale  neoassunto  di  cui  alle  graduatorie
  concorsuali  vigenti. Inoltre, con nota del  22  gennaio  2025,  la
  Ragioneria generale ha definito i processi di lavoro e le  relative
  soluzioni informatiche per consentire ai dipartimenti regionali  di
  effettuare sin dall'inizio dell'anno 2025, i pagamenti su  tutti  i
  residui passivi mantenuti sino al 31 dicembre 2023.
   In  relazione agli impegni assunti nel 2024, con circolare del  17
  dicembre   dello   stesso   anno,   la   Ragioneria   generale   ha
  sensibilizzato    le    amministrazioni    attive    a    procedere
  tempestivamente  e  correttamente alle  liquidazioni  della  spesa.
  Sulle  due tipologie di residui sopra riportate, l'attività  svolta
  produce  nell'immediato l'effetto di accelerare i  pagamenti  e  di
  ridurre le successive operazioni di riaccertamento ordinario.
   A  quanto rappresentato nella nota scritta voglio aggiungere  che,
  quest'anno,  proprio grazie all'impegno profuso dalla Ragioneria  e
  anche da chi vi parla, per la prima volta semplicemente modificando
  una  prassi  che  era il frutto di una interpretazione  restrittiva
  della  normativa vigente e in particolare di quella  contenuta  nel
  decreto  legislativo  n. 118 in materia di bilancio  e  contabilità
  degli  enti locali, si è dato corso al pagamento di residui passivi
  tra  il  periodo  compreso  tra il 1   gennaio  e  il  28  febbraio
  dell'esercizio, in quanto si era ritenuto, proprio a fronte  di  un
  approfondimento fatto dal sottoscritto, insieme agli  uffici  della
  Ragioneria,   non   condivisibile   l'orientamento   eccessivamente
  restrittivo che sostanzialmente faceva divenire fisiologico ciò che
  semmai  poteva  essere patologico, cioè che con lo  scoccare  della
  mezzanotte  del  31  dicembre si bloccasse la  spesa.  In  effetti,
  abbiamo ritenuto sussistente uno spazio interpretativo adeguato per
  consentire  l'applicazione di una norma che consente  il  pagamento
  dei  residui  passivi entro il 28 febbraio, quindi il secondo  mese
  dell'esercizio successivo.
   Questo  è  stato possibile, voglio sottolinearlo, anche grazie  al
  fatto  che  per  la prima volta dopo ventidue anni, lo  ricordo  ma
  siamo  tutti  ben  consapevoli, essendo stati tutti  coinvolti  nel
  relativo processo, abbiamo approvato la legge di stabilità entro la
  chiusura dell'esercizio, addirittura anche simbolicamente un giorno
  prima  del  bilancio  dello Stato e questo ha  consentito  di  dare
  immediata    attuazione   con   la   pubblicazione   in   Gazzetta,
  tempestivamente,  della legge di stabilità, alla  facoltà  che  era
  prevista e contemplata dal decreto legislativo n. 118 di consentire
  il  pagamento dei residui passivi entro il mese di febbraio, quindi
  entro i primi due mesi dell'esercizio.
   Questo ci ha consentito di eseguire oltre quattrocento milioni  di
  euro  di  pagamenti  in soli due mesi, con la conseguenza  che  già
  quest'anno,  diciamo, il fenomeno annoso e molto  problematico  del
  blocco  della spesa regionale è stato significativamente attenuato.
  Ulteriore  attenuazione è stata data dal fatto  che  per  il  primo
  anno,  anche questo è un elemento nuovo che va in questa  occasione
  sottolineato,  si  è  introdotto tra gli  obiettivi  assegnati  dal
  Presidente  della Regione, sulla base di un'intesa, di  un  impulso
  che  era  venuto proprio dal mio Assessorato, di indicare  tra  gli
  obiettivi,  di  indicare  gli  Assessori,  di  assegnare  tra   gli
  obiettivi   rilevanti  per  i  dirigenti  generali  della   Regione
  siciliana,  quello di fornire tempestivamente i dati necessari  per
  il  riaccertamento dei residui. Questo, come sappiamo  anche  dalla
  cronaca recente, ha portato ad un significativo impatto, tanto  che
  oggi  siamo molto accelerati rispetto all'anno scorso, ma anche  in
  generale  a  tutti gli ultimi anni del ciclo di bilancio regionale,
  in cui si è svolto il ciclo di bilancio regionale e quindi speriamo
  di  completare il processo di riaccertamento dei residui  in  tempi
  molto  anticipati rispetto a quelli che sono stati necessari l'anno
  scorso.
   Quindi, insomma, credo che dei significativi passi avanti si siano
  fatti;  la  mia  speranza e, devo dire, il mio sogno nel  cassetto,
  lasciatemelo  esprimere in questi termini così più  colloquiali,  è
  che  nel corso del 2026, quindi nell'esercizio 2026, potremo andare
  a  regime,  approvando tutti i documenti contabili  finalizzati  al
  riaccertamento  e, quindi, anche il rendiconto in tempo  utile  per
  evitare qualsivoglia blocco della spesa anche soltanto di un giorno
  e  per fare questo abbiamo approfittato del fatto che l'ARIT è  una
  entità  amministrativa  che  è  collocata  proprio  all'Assessorato
  all'economia  e si è assegnato all'ARIT il compito di aggiornare  e
  perfezionare  ulteriormente  il nuovo software  in  dotazione  alla
  Regione, il software di contabilità cosiddetto SCORE, in modo  tale
  da superare quelle criticità che fisiologicamente, in fase di prima
  implementazione di un nuovo software, sono, appunto, verificabili.
   Ricordo a me stesso che il programma SCORE è stato introdotto  per
  la  prima volta appena nel 2024, quindi l'anno scorso abbiamo avuto
  un'ulteriore  complessità  derivante  dall'introduzione  del  nuovo
  sistema.
   Le  modifiche  sono  in  corso  di esecuzione  e  sono  state  già
  appaltate  e  speriamo, appunto, che per il 2026 potremo  andare  a
  regime  in  modo  pienamente fisiologico, senza  alcuna  patologia,
  senza nessun rallentamento.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Giambona   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  ho
  ascoltato con grande attenzione la risposta alla mia interrogazione
  che, intanto, è dell'ottobre del 2024 - viene trattata oggi - ma  è
  drammaticamente  attuale.  Perché,  oggi,  siamo  ormai  a   giugno
  inoltrato,  e  stiamo anche qui oggi a discutere del riaccertamento
  ordinario  e  straordinario dei residui e di  quelle  che  sono  le
  tempistiche  ad  oggi  non  rispettate  per  quelli  che  sono  gli
  adempimenti contabili.
   Ricordo a me stesso, assessore, perché lei lo sa benissimo, che  i
  tempi previsti dalla normativa per l'approvazione del rendiconto in
  Giunta  sarebbero del 30 aprile di ogni anno e poi con la  ratifica
  entro luglio da parte di quest'Assemblea.
   È  ormai  da qualche anno che non si rispettano questi tempi.  Del
  resto,  basta  scorgere  un  attimo  quelli  che  sono  stati   gli
  adempimenti  degli ultimi anni e ci rendiamo conto di come  vi  sia
  stato  un  notevole  peggioramento da questo  punto  di  vista  nel
  rispetto  di  quelli che sono gli adempimenti previsti dal  decreto
  legislativo n. 118 e non solo.
   Lei,  assessore, mi ha rappresentato sicuramente quello che  è  un
  miglioramento dal punto di vista dei pagamenti a seguito di  questa
  interpretazione  della  norma, ma  io  credo  che  non  risolve  il
  problema  a monte, che io rappresento in questa mia interrogazione,
  ovvero  quello di riallineare complessivamente quelli  che  sono  i
  tempi del ciclo di bilancio.
   E,  giustamente, lei, poc'anzi, mi ha detto che questo  Parlamento
  si  è  determinato, negli ultimi anni, in particolare  nell'ultimo,
  nell'approvare la legge di bilancio in tempo utile, ovvero entro la
  fine dell'anno precedente.
   Ma quali sono i benefici che ne otteniamo se poi, per approvare il
  riaccertamento  dei  residui  o  il  rendiconto  stesso,   dobbiamo
  arrivare quasi alla fine dell'anno successivo, come è avvenuto  tra
  l'altro per quanto riguarda l'approvazione del rendiconto del 2023,
  che  alla fine è stato approvato solamente il 19 novembre del 2024,
  quindi ben oltre la scadenza del 30 aprile?
   Questo  naturalmente  ha  determinato un  impasse  per  tutti  gli
  assessorati, i quali si sono trovati nuovamente nella difficoltà di
  non potere spendere  perché noi sappiamo benissimo, e lei meglio di
  me,  che  ai  primi  di dicembre la Ragioneria, le  Ragionerie  dei
  nostri  assessorati chiudono e, quindi, nei pochissimi  giorni,  si
  deve  correre  per  tentare  di portare  avanti  quelli  che  sono,
  appunto,  i  pagamenti  qualora possibili,  a  fare  le  assunzioni
  qualora   possibili,  ad  applicare,  aggiornare  e  rinnovare   il
  contratto  collettivo e ci siamo riusciti in una finestra temporale
  assolutamente limitata, oppure dare il via libera alle  assunzioni,
  e  noi  sappiamo benissimo quale ne sia l'esigenza  vitale  per  la
  nostra pubblica amministrazione.
   Allora,  assessore, io prendo atto di quella che è  stata  la  sua
  ricostruzione  temporale,  che  io  conosco  perfettamente,  ma   è
  altrettanto vero che noi dobbiamo invertire la rotta.
   Io  mi  auguro che, a partire da questo, dalle prossime settimane,
  ci  siano notizie in ordine all'approvazione dei riaccertamenti dei
  residui e del rendiconto.
   Io   mi  auguro  che  anche  alla  luce  della  tempistica  dovuta
  all'accelerazione dell'approvazione del bilancio e di questa  nuova
  metodologia incentivante, cui lei stesso ha fatto cenno, si  arrivi
  quanto  prima possibile a riallineare complessivamente  quelli  che
  sono  i  tempi  che  non sono dei tempi, per  così  dire,  che  noi
  possiamo rideterminare a nostro piacimento, ma sono stabiliti dalla
  normativa,  dal  decreto  legislativo n.  118,  che  permettono  di
  mettere in sicurezza i conti della nostra Regione.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Giambona, che  prende  atto  della
  risposta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1387 "Chiarimenti  in  merito  ai
  contenuti  dell'accordo  tra  il Ministero  dell'economia  e  delle
  finanze  e  la  Regione siciliana in materia di  finanza  pubblica,
  approvato con deliberazione di Giunta n. 331 del 18 ottobre  2024",
  a firma dell'onorevole Giambona ed altri.
   Prego, assessore.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie.
   Anche  questo è un tema di significativa importanza sul  quale  il
  mio Assessorato sta impiegando molta energia e molta attenzione.
   L'accordo  Stato-Regione, di cui alla deliberazione di  Giunta  n.
  331  del  18  ottobre 2024, prevede alcuni punti  di  significativa
  importanza.
   Il  primo è quello per cui lo Stato riconosce alla Regione, per il
  2024, un contributo pari a circa 74 milioni di euro in relazione, e
  quindi   a   titolo  di  compensazione  degli  effetti   finanziari
  conseguenti  alla  revisione della disciplina dell'Irpef.  Inoltre,
  tenuto   conto  della  quantificazione  proposta  dalle   autonomie
  speciali nell'ambito dei lavori del tavolo tecnico, in relazione al
  2021,  la Regione versa al bilancio dello Stato l'importo  di  euro
  451  milioni,  quantificato in via definitiva a titolo  di  risorse
  ricevute  in  eccesso  rispetto alla perdita  di  gettito  connessa
  all'emergenza  Covid-19. Si tratta di una restituzione,  che  è  la
  conseguenza del fatto che, durante il Covid, sono state  trasferite
  delle  risorse, come dire, sovrabbondanti, salvo poi  conguaglio  e
  verifica degli effettivi fabbisogni, e quindi si è  definita questa
  doppia partita significativa: da un lato, il parziale ristoro delle
  minori  entrate  derivanti dalla Regione  siciliana  dalla  riforma
  Irpef e, dall'altro lato, la definizione degli obblighi restitutori
  che  sono  previsti  per  tutte le Regioni in  relazione  a  quanto
  assegnato nell'ambito delle misure Covid.
   In  relazione al punto 1 dell'accordo si rappresenta che l'importo
  di  74  milioni,  per la precisione 418-720 si  riferisce  al  solo
  esercizio 2024. Tenuto conto del fatto che dalle disposizioni della
  manovra  statale  per il 2025, che prevede il  secondo  step  della
  riduzione  dell'Irpef, soprattutto sulle categorie medio-basse,  di
  redditi   medio-bassi,  potranno  derivare  -  e  di  questo   sono
  consapevoli  tutte  le  Regioni  -  anche  effetti  finanziari  sul
  bilancio regionale per l'anno 2025 e per i successivi esercizi.
   In  relazione  a  questo, la Regione e lo Stato  hanno  aperto  un
  tavolo finalizzato, insieme a tutte le altre Regioni interessate, a
  riconoscere  alle  Regioni  e, in particolare  per  quello  che  ci
  interessa  alla  nostra  regione, ulteriori  ristori  in  relazione
  all'andamento  in diminuzione atteso delle entrate derivanti  dalla
  riforma fiscale. Il tavolo è attualmente in corso.
   Il  punto  3  dell'accordo,  come dicevo,  prevede  l'obbligo,  la
  restituzione  -  sono  somme, 451 milioni,  dicevo  prima  -  delle
  anticipazioni eseguite dallo Stato nell'ambito del Covid  e  questo
  importo  è  stato  anch'esso determinato dall'esito  di  un  tavolo
  tecnico  tra lo Stato e le diverse autonomie locali interessate  da
  questi benefici finanziari, tenuto conto del consuntivo in relativo
  alle  effettive  minori entrate registrate nel  biennio  successivo
  all'erogazione  delle  somme,  quindi  ha  fatto  una   valutazione
  abbondante,  salvo poi verificare a consuntivo l'effettivo  impatto
  sulle minori entrate.
   E' importante sottolineare, anche in aggiunta a quanto risulta nel
  testo  scritto,  che l'obbligo restitutorio in  questione  è  stato
  oggetto  di  apposito  accantonamento nel bilancio  della  Regione,
  quindi questa restituzione non ha avuto un impatto significativo  e
  questo  punto è oggetto del contenzioso con la Corte dei  Conti,  è
  uno  dei  capi del contenzioso con la Corte dei Conti, in relazione
  all'approvazione  del Rendiconto 2021, poiché la Corte  dei  Conti,
  nell'ambito  delle sue censure,  formulate in seno al  giudizio  di
  parifica, aveva ritenuto queste somme acquisite a titolo definitivo
  al  bilancio  regionale  con l'obbligo di  destinare  le  eventuali
  eccedenze al ripianamento del disavanzo.
   La  Regione  si  è opposta nell'ambito del contenzioso  che  si  è
  instaurato  verso la delibera di parificazione e,  devo  dire,  col
  senno  di  poi,  riteniamo  che sia stata  utile  questa  posizione
  assunta  da parte della Regione, perché se fossero state  destinate
  al  ripiano  del disavanzo, oggi, ci saremmo trovati con l'esigenza
  di dover individuare risorse per effettuare delle restituzioni che,
  invece,    essendo    state   appositamente,   prudenzialmente    e
  prudentemente  accantonate ci hanno consentito di  regolare  questa
  partita con un meccanismo meramente contabile, senza il reperimento
  di risorse fresche dal bilancio regionale.
   In   relazione   al   riferimento  contenuto   nell'interrogazione
  all'esecuzione degli obblighi informativi desumibili  dall'articolo
  15 della legge regionale n. 26 del 2020, desidero rappresentare che
  dall'esame del testo della norma richiamata nell'interrogazione non
  emerge  che la norma stessa sugli obblighi informativi si riferisca
  agli  accordi  Stato-Regione, quindi  la  richiesta  di  sottoporre
  preventivamente all'Assemblea regionale gli schemi di accordo prima
  che  gli stessi siano sottoscritti non trova fondamento nella norma
  richiamata,  la  quale  si  riferisce  unicamente  alle  norme   di
  attuazione dello Statuto, quindi agli schemi di norme di attuazione
  dello Statuto regionale, quale evidentemente non è l'accordo Stato-
  Regione.
   Questo  naturalmente è un rilievo che non sottrae il  Governo  dal
  riferire  volontariamente al Parlamento regionale tutti i  passaggi
  fondamentali che interessano la finanza pubblica, però, diciamo, mi
  sembra utile sottolineare che non si tratta di un obbligo specifico
  imposto  da  una disposizione di legge. Peraltro, devo anche  dirvi
  che  per  il  modo in cui si svolgono le trattative  sugli  accordi
  Stato-Regione  è  abbastanza complesso, non sempre  è  possibile  -
  almeno  sulla  base  dell'andamento delle  trattative  -  andare  a
  sottoporre gli schemi perché sono spesso il frutto di trattative  e
  si   svolgono   attorno  a  dei  tavoli  che   hanno   una   durata
  significativa,  ma poi si cristallizzano nell'ambito  di  decisioni
  che   vengono  prese,  in  fase  finale,  quando  le   norme   sono
  predisposte, nell'arco di poche ore, di pochi giorni. Naturalmente,
  quando  sono poche ore diventa ancora più complesso e, quindi,  non
  ci sono sempre i tempi per andare a rappresentare al Parlamento gli
  schemi  di accordi Stato-Regione. Comunque, non essendo questo  uno
  specifico obbligo, ma ribadisco che il Governo regionale è  sempre,
  in particolare per quella che è la materia finanziaria e la persona
  di  chi vi parla, è sempre disponibile a dare piena informativa  al
  Parlamento,  laddove possibile, in tutti i casi che siano  ritenuti
  utili dal Parlamento.
   In  relazione all'altro capo dell'interrogazione, quello  relativo
  all'attribuzione del gettito derivante dal contributo unificato, il
  tema  ha  assunto  rilievo  a seguito della  sentenza  della  Corte
  Costituzionale,  che ha riconosciuto la natura tributaria  erariale
  del  contributo  unificato - è una sentenza risalente  al  2005  -;
  questo comporta che il gettito tributario riscosso nell'ambito  del
  territorio  regionale  viene  assunto, viene  acquisito  all'Erario
  regionale,  essendo, appunto, stata ritenuta un'entrata tributaria,
  ai sensi dell'articolo 2 delle Norme di attuazione dello Statuto in
  materia  finanziaria, che prevedono il cosiddetto  principio  della
  territorialità della riscossione, principio secondo il quale,  come
  è  noto,  vanno assegnate alle spettanze delle casse  regionali  le
  entrate  riscosse  su  tributi erariali,  riscosse  nel  territorio
  regionale,  quindi ha rilevanza il luogo del versamento,  il  luogo
  della riscossione di queste entrate.
   Nell'ambito della trattativa che abbiamo recentemente riaperto con
  lo  Stato,  abbiamo ben chiaro il tema per cui questo principio  di
  territorialità della riscossione, introdotto nel 1965, e quindi  un
  tempo  ormai lontano, spesso, pone problemi applicativi  alla  luce
  dell'evoluzione tecnologica, perché se originariamente  le  entrate
  tributarie  venivano de facto ancorché non de iure  necessariamente
  versate  nel  luogo  di residenza fiscale del soggetto  debitore  -
  peraltro,  dal  1999, con il decreto legislativo  n.  112,  che  ha
  riformato  la  riscossione a mezzo ruolo,  facendolo  diventare  il
  Sistema  unitario nazionale, in realtà, la riscossione può avvenire
  in  luoghi  anche diversi dalla residenza fiscale,  ma  diciamo  de
  facto  solitamente  si  va a versare nel luogo  in  cui  si  ha  la
  residenza, quindi gli eventuali scarti non avrebbero una  rilevanza
  significativa. Tuttavia, l'evoluzione tecnologica fa sì che con gli
  ulteriori efficientamenti del sistema tributario vengono introdotti
  meccanismi di pagamento telematici. Ad esempio, proprio in  maniera
  plastica,  questo  si  è  visto col sistema  pagoPA,  che  è  stato
  introdotto   come  nuovo  sistema  di  versamento  del   contributo
  unificato   negli  ultimi  anni.  Il  versamento   con   meccanismi
  telematici prescinde, come è evidente, dal luogo di residenza,  dal
  luogo  in  cui  viene formata la capacità contributiva  oggetto  di
  tassazione  e,  quindi,  il pagoPA determina  uno  sfavore  per  la
  Regione  in  relazione all'applicazione, in termini  concreti,  del
  meccanismo  di territorialità della riscossione perché,  quando  si
  versa tramite pagoPA, il meccanismo di versamento fa sì che poi  il
  conto corrente su cui è appoggiato pagoPA solitamente non ha sede o
  non è ricollegabile al territorio regionale siciliano e, quindi, la
  Regione perde quel gettito.
   Cioè,  sostanzialmente, il meccanismo della  territorialità  della
  riscossione   inizia  in  molti  casi  a  produrre  degli   effetti
  sfavorevoli  per  il bilancio regionale e questo è oggetto  proprio
  del  tavolo  che  abbiamo  recentemente riaperto  all'esito  di  un
  convegno  di significativa, credo, importanza, promosso  anche  dal
  mio  Assessorato,  che  si è svolto proprio  qui,  al  Palazzo  dei
  Normanni, recentemente.
   Il  problema non si pone solo per il contributo unificato per  gli
  atti   giudiziari.  Ad  esempio,  si  pone  anche  in   riferimento
  all'imposta  di  bollo  sui conti correnti  su  cui,  recentemente,
  l'Assemblea regionale ha approvato una norma proposta dal  Governo,
  elaborata  proprio presso i miei uffici, finalizzata ad incentivare
  le  banche e a eseguire dei versamenti nelle more della risoluzione
  del problema.
   Ora  una  delle  possibili  modalità di risoluzione  del  problema
  potrebbe   consistere   nel   passaggio   dal   meccanismo    della
  territorialità della riscossione al meccanismo della territorialità
  dell'imposta  per cui il gettito viene collegato al maturato  sulla
  base  dei  dichiarativi  e  nei  dichiarativi,  naturalmente,   gli
  applicativi  informatici dovrebbero tenere conto della  possibilità
  di  segnalare  la riferibilità dell'entrata maturata al  territorio
  regionale.
   E  proprio su questo campo stiamo lavorando. Quindi, ringrazio gli
  interroganti per avere sottoposto un tema che è estremamente  caldo
  e  su  cui  anche qui l'attenzione dell'Assessorato all'economia  è
  estremamente  elevata  perché si tratta di un'importante  battaglia
  anche  di  giustizia che stiamo cercando di condurre  speriamo  con
  risultati congrui effettivi nell'interesse dei siciliani.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Giambona   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   GIAMBONA.  Allora, vado punto per punto, giacché la  ringrazio  di
  essere  stato  anche lei, assolutamente, attento nel  rispondere  a
  quelli che sono i nostri quesiti.
   Allora,  il  primo,  quello  che riguarda  l'informativa  prevista
  dall'articolo 15 della legge n. 26 del 2020, assessore, lei mi dice
  che   non   è  un  adempimento  obbligatorio.  Vado  alla   lettura
  dell'articolo  che, testualmente, recita che  la  Giunta  regionale
  assicura  una  informazione qualificata e tempestiva in  ordine  ai
  negoziati  per  la  stipula di accordi con il  Governo  nazionale .
  Questo è il comma secondo, appunto, dell'articolo che io ho citato.
   Per  dire che questo Parlamento, onorevoli colleghi, non è  qui  a
  ratificare, non è qui a prendere atto di quelle che sono  decisioni
  che  vengono  assunte  dal  Governo, ma deve  essere  assolutamente
  coinvolto   in   questo   percorso.  Analoga  questione   l'abbiamo
  affrontata, qualche giorno fa, quando, a nostra insaputa,  rispetto
  a  quelle  che  erano le interlocuzioni su alcune norme  che  erano
  state ragionate dal Governo nazionale con quello regionale, si  era
  pensato di modificarle, atteso che non erano state impugnate  dalla
  Presidenza del Consiglio dei Ministri.
   E, allora, io chiedo all'assessore e al Governo tutto di informare
  puntualmente, giacché anche le intenzioni, al di là di quella che è
  la  normativa,  e  mi pare chiara, ma le intenzioni  dell'assessore
  Dagnino  sono state alquanto chiare: quelle di procedere poi  punto
  per  punto  e  pedissequamente ad informare quest'Aula  rispetto  a
  quelli che potranno essere futuri accordi in ordine ai rapporti  di
  natura economico-finanziaria con lo Stato centrale.
   Ma   andando,   poi,   sugli  altri  punti   oggetto   di   questa
  interrogazione,  che sono assolutamente importantissimi  perché  ci
  permettono di delineare il quadro entro cui questa Regione si muove
  con i rapporti con lo Stato centrale rispetto ad alcune partite  di
  compensazione per certi versi e di riconoscimenti per altri, oppure
  ancora  di  questioni  che sono ataviche e  mai  risolte,  come  la
  tematica  delle  accise sulle quali io credo che dovremmo,  qualche
  volta,   fare  una  seduta ad hoc, io mi chiedo se  proprio  questo
  accordo  del  18 ottobre del 2024, abbia portato qualche  vantaggio
  per la nostra Regione, ovvero quali sono i vantaggi, assessore,  di
  cui questa Regione ha potuto beneficiare.
   Dico  ciò  perché il motivo per il quale noi rinunciamo  a  questo
  ricorso  che  avevamo presentato innanzi alla Corte  Costituzionale
  riguardava  fondamentalmente  la  rivisitazione  delle  norme   che
  concernono   la   rideterminazione  dal  punto  di  vista   fiscale
  dell'IRPEF  per  la  Sicilia, per il gettito  siciliano,  la  quale
  avrebbe  -  secondo le stime di cui noi tutti siamo in  possesso  -
  ridotto,  come ha ridotto, le nostre entrate di ben 164 milioni  di
  euro.
   Ebbene,  questo  accordo ci garantisce una  concessione  da  parte
  dello  Stato centrale di 74 milioni di euro, quindi una perdita  di
  oltre  90  milioni  di  euro, ma vado oltre,  cioè  questo  accordo
  stesso, a fronte della nostra rinuncia, prevede un obbligo da parte
  della  Regione  siciliana di assumere un impegno nel  pagamento  di
  oltre 800 milioni di euro fino al 2032, a titolo di contributo  per
  la  finanza pubblica e poi ancora 451 milioni di euro a  titolo  di
  restituzione ai  Covid  e poi ancora non abbiamo compreso  -  e  mi
  auguro  che  quanto  rappresentato poc'anzi dall'Assessore  vada  a
  concretizzarsi  - quali saranno gli effetti in termini  di  perdita
  per  l'Erario siciliano dovuta, appunto, all'erosione di pagoPA con
  contributo  unificato e quella possibilità di collegarla nuovamente
  al territorio siciliano.
   E  sono queste tematiche, Assessore, assolutamente centrali e  che
  non si allontanano nemmeno tanto da quanto abbiamo discusso col suo
  predecessore,  nemmeno  un anno e mezzo fa,  sulla  tematica  delle
  accise, che dovrebbero essere riconosciute alla Regione siciliana.
   Io  mi  auguro che da qui in avanti la partita, in ordine  a  come
  deve essere gestito questo rapporto con il Governo centrale,  venga
  fatta in maniera puntuale, in maniera approfondita e che si informi
  quest'Assemblea  rispetto  a quelli che  sono  i  passaggi  che  si
  faranno, anche perché noi non abbiamo intenzione di soccombere   in
  maniera  arbitraria  e  senza  alcuna interlocuzione,  ma  che  sia
  ragionata  con  il  Governo  centrale,  perché  noi,  come  Regione
  siciliana, abbiamo alcune prerogative e abbiamo intenzione di farle
  valere fino alla fine.
   Quindi,  in  ordine  a quelle che sono state le  risposte  fornite
  dall'Assessore per l'economia, pur comprendendo che ci sono in atto
  delle interlocuzioni per le quali chiedo una puntuale informazione,
  ritorno al disposto della normativa dell'articolo 15 della legge n.
  26 del 2020. Io mi ritengo parzialmente soddisfatto.
   Ritengo  che,  comunque, dovremmo tornare, proprio  alla  luce  di
  questa  esigenza  di puntuale e sistemica informazione  con  questo
  Parlamento, a ragionare qualora e mi auguro vi siano accordi con lo
  Stato  centrale  che  permettano di portare  benefici  alla  nostra
  Regione. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1428 "Chiarimenti in merito  alle
  criticità riguardanti i lavoratori interinali che prestano servizio
  presso  l'Azienda siciliana trasporti AST", a firma  dell'onorevole
  Giambona ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Grazie, signor Presidente.  In
  relazione alle iniziative poste in essere per garantire il regolare
  pagamento  del  personale  interinale,  si  precisa  che  l'Azienda
  trasporti,  a  seguito dell'erogazione delle risorse finanziarie  a
  copertura delle perdite di esercizio al 31.12.2022, alla  luce  del
  piano  di  risanamento attestato - che è stato presentato da  parte
  dell'azienda  -  ha  prontamente provveduto a  saldare  le  fatture
  scadute dal fornitore Temporary  S.p.A., aggiudicatario della  gara
  della somministrazione di lavoro interinale in AST S.p.A.
   Si assicura, pertanto, che ad oggi non risulta alcun inadempimento
  contrattuale  da  parte della società e che le fatture  a  scadere,
  salvo    imprevedibili   eventi,   sono   destinate    ad    essere
  tempestivamente onorate.
   Con riferimento alle misure e alle tempistiche poste in essere per
  garantire il mantenimento dei livelli occupazionali, si osserva che
  l'attuale  governance, in coerenza con le previsioni contenute  nel
  piano  di risanamento, approvato dall'Assemblea del socio unico  il
  27.12.2024,  nonché  dalla Commissione bilancio  dell'ARS  e  dalla
  Giunta   di   Governo,   ha  espressamente  previsto   l'assunzione
  nell'ambito   del   piano  2025-2029  di  91  autisti,   anche   in
  assorbimento del personale interinale per la sostituzione di  circa
  94  pensionamenti fisiologici previsti tra il secondo semestre 2024
  e  il  2029,  come risulta, in particolare, a pagina 74  del  piano
  menzionato.
   In   altre   parole,   la  programmazione  della  riorganizzazione
  dell'organico  del  personale dipendente e  interinale  prevede  la
  stabilizzazione,  attraverso  procedure  concorsuali  che  verranno
  indette  nel  rispetto  dei  principi di  trasparenza  ed  evidenza
  pubblica,  ritenendo  requisito  preferenziale  lo  svolgimento  di
  precedente  esperienza  lavorativa  presso  aziende  di   trasporto
  pubblico  locale,  in  generale,  ovviamente,  così  come   è   già
  rappresentato  dai vertici sindacali pro tempore  nei  vari  tavoli
  indetti con le organizzazioni sindacali di settore.
   Aggiungo  che,  questa mattina, si è svolta  la  Giunta  regionale
  nell'ambito  della  quale è stato sottoposto  all'apprezzamento  da
  parte  della  Giunta il contratto di servizio per l'affidamento  in
  regime  in  house delle tratte previste nell'ambito  del  piano  di
  risanamento  che  è stato redatto in applicazione della  legge  del
  luglio  dell'anno scorso, con la quale la Regione ha portato avanti
  un  nuovo paradigma, mi piace sottolinearlo, in relazione al  quale
  il  salvataggio dell'AST non è avvenuto tramite mera erogazione  di
  risorse,  salvo poi verificare che l'azienda magari avrebbe  potuto
  produrre   perdite   tali  da  consumare   le   risorse   pubbliche
  assegnatele,  ma  per  la  prima  volta,  a  fronte,  diciamo,   di
  un'assunzione,  di  un  obbligo ben più  coercitivo  per  l'azienda
  beneficiaria   delle  risorse  pubbliche,  è  stato   previsto   il
  condizionamento di questa attribuzione all'approvazione di un piano
  di risanamento munito di attestazione da parte di un professionista
  indipendente; questo ha fatto sì che nell'arco dell'anno trascorso,
  si   sia   svolto  un  enorme  lavoro  che  dà  in   qualche   modo
  rassicurazione al Governo che il denaro pubblico destinato  ad  AST
  sia utilizzato, se l'AST sarà capace di provare di portare avanti e
  di  applicare  il  piano,  in modo tale da rimettere  assolutamente
  l'azienda  sulle  sue  gambe, evitando  il  ripetersi  di  casi  di
  salvataggi  di  aziende pubbliche che, anche a  livello  nazionale,
  specialmente nel settore dei trasporti in questo Paese,  purtroppo,
  hanno  creato  non  poco  dispendio di risorse  pubbliche,  quindi,
  speriamo che questa possa essere una best practice.
   E'  stato  proprio con un secondo punto all'ordine del  giorno  da
  parte della Giunta  che si è dato atto del completamento dell'iter,
  di  talché l'AST potrà, dal primo luglio del corrente anno, passare
  a regime in house con attivazione, con verificarsi delle condizioni
  sospensive previste dalla riforma statutaria già approvata da parte
  dell'Assemblea,  la  cui  efficacia, appunto,  era  sospensivamente
  condizionata al completamento del passaggio in house e, quindi, con
  la   delibera   di   Giunta  di  oggi  si   è   completato   l'iter
  amministrativo, salvo naturalmente diversi eventuali accordi tra le
  infrastrutture  e  l'Azienda  ma,  insomma,  si  è  completato   un
  complessissimo  iter amministrativo che metterà  dal  primo  luglio
  l'AST nelle condizioni di avviare, passare, effettivamente in house
  e avviare così la realizzazione del piano di risanamento.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di intervenire l'onorevole  Giambona  per
  dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della  risposta  dell'Assessore.
  Prego.

   GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io  ho
  ascoltato con grande attenzione, naturalmente prendo atto di quelle
  che  sono le ultime fasi delle trattative, delle interlocuzioni che
  hanno   per  oggetto  la  nostra  AST,  devo  dire  che  la  nostra
  interrogazione  che è datata dicembre 2024, quindi,  nemmeno  tanto
  datata  rispetto  alle altre, nasceva dalla segnalazione  di  tanti
  lavoratori,  molti dei quali devo dire interinali, che  lamentavano
  il  mancato  pagamento appunto delle retribuzioni, tra  l'altro  in
  maniera assolutamente ripetuta.
   Adesso  la  questione, come lei giustamente mi sta rappresentando,
  sembrerebbe essere superata anche per l'iniezione di liquidità  che
  questa Assemblea ha voluto garantire anche per una ristrutturazione
  complessiva  di  questo  che,  per  noi  è  un  servizio   pubblico
  essenziale, dico questo perché le segnalazioni, Assessore, rispetto
  a  quelle che sono le inefficienze a tutt'oggi registrate da  parte
  dell'Azienda  Siciliana  Trasporti e legate  sicuramente  non  alla
  disponibilità dei nostri dipendenti dell'AST ma a tematiche diverse
  come   la   carenza   di  mezzi,  una  carenza  di   organizzazione
  complessivamente  intesa,  sono  assolutamente  drammatiche;  basta
  andare  sul sito dell'Azienda Siciliana Trasporti, quotidianamente,
  come  per  esempio  oggi,  e vediamo che sono  state  tagliate  ben
  venticinque  corse, nella giornata di ieri ne sono  state  tagliate
  ventisei, come ancora il giorno 14 e come ancora ogni giorno  della
  settimana,  e questo per la provincia di Palermo ha determinato  il
  fatto che tantissimi pendolari della zona di San Cipirello, di  San
  Giuseppe  Iato, di Camporeale, di Terrasini, di Cinisi, di  Capaci,
  di Carini e di Torretta hanno trovato l'impossibilità a muoversi da
  questi  centri; con l'aggravante che per alcuni di questi  -  e  mi
  riferisco  a  San  Cipirello,  San  Giuseppe  Iato,  Camporeale   e
  Terrasini  - non ci sono dei mezzi di trasporto pubblico che  siano
  alternativi  a  quello  che  viene fornito  dall'Azienda  Siciliana
  Trasporti. Questo per rappresentare come sia assolutamente centrale
  il  ruolo e il servizio sociale che viene reso in tutta la Sicilia,
  per  cui  è  ovvio  che  noi dobbiamo attenzionare,  assolutamente,
  questa  fase;  dobbiamo  attenzionare  e  garantire  i  lavoratori,
  Assessore.
   Mi  risulta  che  in  questi giorni sia emersa una  questione  che
  riguarda  una  parte  dei  lavoratori  che  sono  impegnati   nella
  provincia di Messina, ovvero che la gara che si è svolta,  appunto,
  sulle  tratte  che interessano questa provincia possano,  in  certo
  qual  modo, incidere sulla forza lavoro. Allora, io chiedo  che  vi
  sia  un'attenzione mirata e puntuale, a partire da quello  che  sta
  avvenendo nella provincia di Messina e non solo. Noi abbiamo  circa
  700  dipendenti che con tante difficoltà - lo abbiamo rappresentato
  appunto poc'anzi: i ritardi nei pagamenti, le esigenze di carattere
  infrastrutturale  che molto spesso non vengono  assecondate,  mezzi
  inadeguati - comunque hanno garantito un servizio. Un servizio che,
  comunque, dobbiamo continuare a mantenere nello spirito sociale che
  questo tipo di attività deve continuare a portare avanti.
   Di qui alle prossime settimane mi auguro che ci sia una evoluzione
  che complessivamente permetta, intanto, di avere la possibilità  di
  un  parco  mezzi che sia idoneo rispetto all'esigenza  dell'utenza,
  perché abbiamo mezzi assolutamente datati e probabilmente il motivo
  per  il  quale  alcune  corse vengono cancellate  è  per  l'appunto
  questo.
   Nel    merito   dell'interrogazione,   considerato   appunto   gli
  intendimenti rappresentati e le trattative che sono a tutt'oggi  in
  corso,  Presidente, mi ritengo parzialmente soddisfatto. Ma  quello
  che  faremo  di  qui  alle  prossime settimane,  sarà  attenzionare
  ulteriormente   la  condizione  dell'AST  e  tutta   la   fase   di
  ristrutturazione che la sta riguardando, nel percorso che la  vedrà
  dal  primo  di  luglio  diventare società in  house  per  garantire
  migliori  servizi  ai  nostri Siciliani e per garantire  appieno  i
  livelli occupazionali dei 700 dipendenti a tutt'oggi in forza  alla
  società AST e in forza presso le società interinali. Grazie.

   PRESIDENTE.     Grazie,    onorevole    Giambona.     Si     passa
  all'interrogazione  n. 1553 "Chiarimenti sul  ritardato  e  mancato
  trasferimento all'AST delle risorse stanziate per il risanamento da
  destinare  al  pagamento delle retribuzioni dei  lavoratori  e  del
  carburante  per  i pullman e sulla questione sollevata  dall'ANCI",
  che  è  trasformata  in  interrogazione con richiesta  di  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1570 "Chiarimenti in merito  allo
  stato  dei  progetti  del Piano nazionale di ripresa  e  resilienza
  nella  Regione siciliana", a prima firma dell'onorevole  Di  Paola.
  Anche  questa  è  trasformata in interrogazione  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 1632 "Chiarimenti sull'acquisto di
  titoli  potenzialmente  inesistenti ceduti alla  società  regionale
  IRFIS",  a  prima  firma dell'onorevole Di Paola.  Anche  questa  è
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1675 "Chiarimenti sul taglio  dei
  fondi   destinati   alla  salute  e  al  sociale   per   destinarli
  all'assistenza tecnica per la spesa dei fondi per lo sviluppo e  la
  coesione (FSC)", a prima firma dell'onorevole Giambona. Ha  facoltà
  di intervenire l'assessore per fornire la risposta.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Un momento Presidente,  perché
  non me la ritrovo tra le mie carte.

   PRESIDENTE. È la n. 1675.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Presidente, ho un appunto sulla
  rubrica  secondo  il  quale  a questa interrogazione  risponderebbe
  direttamente il Presidente della Regione, in successiva seduta.
   È pervenuta la nota stamattina dalla Presidenza della Regione.

   PRESIDENTE. Va bene, Assessore.

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Grazie.

   PRESIDENTE.  Risponderà,  successivamente,  il  Presidente   della
  Regione.   Assessore  vedo  in  Aula  l'onorevole  Sunseri,   c'era
  l'interrogazione  n. 437 che avevamo trasformato con  richiesta  di
  risposta  scritta  e  che  caso  mai  possiamo  dare  all'onorevole
  Sunseri, ove possibile, se può intervenire anche in Aula, visto che
  l'onorevole Sunseri è presente. Prego, Assessore.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente, la  n.  437
  quella che riguarda i super minimi di S.I.S.
   La  risposta  è piuttosto articolata, però, diciamo  sintetizzo  i
  passaggi  essenziali,  si  tratta  appunto  della  tematica   ormai
  risalente  ma tuttora attuale, devo dire, nonostante sia risalente,
  dell'erogazione  dei  superminimi da  parte  della  S.I.S.,  ora  i
  passaggi fondamentali sono i seguenti: con nota dell'8 luglio  2022
  l'Amministratore unico pro tempore della S.I.S., avvocato  Salonia,
  comunicava  al  Servizio partecipate dell'Assessorato  Economia  di
  avere  acquisito un parere redatto dal professore Antonio Lo  Faro,
  ordinario  di  diritto del lavoro dell'Università di  Catania,  dal
  quale  sembrava emergere che i superminimi individuali riconosciuti
  dalla  società  tra  il  2007 e il 2011  alla  quasi  totalità  dei
  dipendenti,  fossero  nella maggior pare  dei  casi  sprovvisti  di
  adeguata  motivazione,  requisito che  la  giurisprudenza  costante
  riteneva, invece, necessario per l'attribuzione di tali trattamenti
  da parte di società partecipate da socio pubblico.
   Le   attribuzioni  successive,  invece,  all'anno  menzionato   si
  ponevano  in contrasto con le legislazioni vincolistiche  adottate,
  sia  in  ambito nazionale che regionale, nel periodo della spending
  review,   a  tale  riguardo  venivano  richiamate  alcune  sentenze
  pronunciate  dai  tribunali siciliani all'esito di giudizi  avviati
  proprio da dipendenti della S.I.S. nei confronti dell'azienda.
   Nel   parere  del  professor  Lo  Faro  veniva  anche  evidenziato
  l'ulteriore  problema riguardante le somme erogate ai dipendenti  a
  titolo di incentivo tecnico ai sensi della normativa sugli appalti.
  Dette  somme, astrattamente legittime, tuttavia erano state erogate
  in  taluni  casi in misura superiore rispetto al massimo consentito
  dalla legge.
   A   fronte  di  quanto  rilevato  dal  professionista  incaricato,
  l'amministratore  unico  si  impegnava ad  assumere  le  iniziative
  finalizzate   al  recupero  di  quanto  illegittimamente   erogato,
  apparendo ciò inevitabile anche alla luce del principio secondo cui
  risponde  non  solo  chi  ha  adottato  gli  atti  suscettibili  di
  determinare un danno, uno spreco di risorse pubbliche, ma anche  in
  capo  a  chi  ha posto in essere condotte omissive in  ordine  alla
  necessità di rimuovere tali atti pregiudizievoli.
   L'amministratore unico della S.I.S., Società Interporti Siciliani,
  concludeva  la  nota comunicando sin da ora la  sua  intenzione  di
  avviare,  quindi, le azioni di recupero dell'indebito che  verranno
  giudicate  necessarie, adottando modalità tali da non  pregiudicare
  oltremodo i dipendenti della società.
   Con  nota del 23 agosto del 2022, il Servizio partecipazioni,  tra
  l'altro,   dava   l'indirizzo   o  meglio   il   suggerimento,   la
  raccomandazione,  nel  rispetto  dei  principi  di  trasparenza   e
  partecipazione,  di  notificare  le  comunicazioni  di  avvio   dei
  procedimenti  di  restituzione  dei contributi,  finalizzate  anche
  all'interruzione  del  termine  di  prescrizione  e  ad   acquisire
  eventuali  controdeduzioni da parte degli interessati da esaminare,
  naturalmente, prima dell'adozione del provvedimento finale.
   In  data  14  novembre  2022,  l'Amministratore,  ancora  avvocato
  Salonia,   trasmetteva   una   nota  al  Servizio   partecipazioni,
  rappresentando  che  in  linea  con l'orientamento  espresso  sulla
  vicenda,  in  forza del parere scritto dal professionista professor
  Lo  Faro, aveva avviato l'iter quindi per giungere alla definizione
  della questione in ottemperanza alle prescrizioni di legge.
   Allegava in particolare la determina n. 46 del 15 settembre  2022,
  con la quale attivava le procedure di ripetizione dei superminimi e
  dell'elargizione  a  titolo di incentivo per  funzioni  tecniche  a
  partire dal 2007, previa verifica della conformità nell'ambito  dei
  limiti di legge.
   Nel   2023,   in   particolare  il  3  febbraio,  la   carica   di
  amministratore  unico veniva assunta dal dottor Salvatore  Foresta.
  Con  nota  del  6 marzo 2023, trasmessa dal collegio sindacale  pro
  tempore  della S.I.S., il nuovo amministratore manifestava, invece,
  la  volontà  di sospendere precauzionalmente l'erogazione  di  ogni
  emolumento necessario alla retribuzione tabellare e di riavviare le
  trattative con i sindacati.
   Infatti, da questa nota emergeva che il professor Lo Faro,  stesso
  professionista    incaricato    dal   precedente    amministratore,
  trasmetteva  al collegio sindacale varie sentenze che  confermavano
  la  non  spettanza  dei  superminimi, da ultimo,  ad  esempio,  una
  sentenza   del   tribunale  di  Catania  all'esito   del   giudizio
  incardinato con ricorso dal dipendente Antonio Gnolfo.
   Si avvicendava, ulteriormente, il vertice societario, questa volta
  nella  persona dell'avvocato Brigida Alaimo, che restava in  carica
  dal  18  maggio  2023  al 28 febbraio 2024. Sul  punto  interveniva
  ancora  una volta il Servizio Partecipazioni con nota dell'8 giugno
  2023,  avente  per oggetto "sollecito adempimenti interporti",  con
  cui  veniva rappresentata, al nuovo amministratore unico, l'urgenza
  del  recupero  dei  superminimi e dei  buoni  pasto,  onde  evitare
  effetti   pregiudizievoli  derivanti  allo  spirare   dei   termini
  prescrizionali   anche  connessi  all'esperimento  dell'azione   di
  responsabilità nei confronti dell'amministratore in carica al tempo
  dei  fatti  che  avrebbe potuto dare causa all'erogazione  indebita
  avendo così danneggiato il patrimonio societario.
   Ricordo,  infatti  -  ma lo aggiungo io -, che  la  giurisprudenza
  della Corte di Cassazione a Sezioni Unite ritiene responsabile,  in
  sede    civile,    l'amministratore   nell'ambito    dell'esercizio
  dell'azione   di  responsabilità,  mentre  il  socio   può   essere
  responsabile,  questa  volta  in  sede  contabile,   per   l'omesso
  l'esercizio  dell'azione di responsabilità  da  adottarsi  in  sede
  civile, così ripartita la giurisdizione.
   Con   nota   del   30  giugno  2023,  l'avvocato  Brigida   Alaimo
  rappresentava di avere provveduto alla quantificazione delle  somme
  oggetto  della  procedura di recupero, modificando a  ciascuno  dei
  dipendenti   la  relativa  richiesta  restitutoria   al   fine   di
  interrompere  ancora una volta i termini prescrizionali.  Riteneva,
  tuttavia,  opportuno  procedere  ad  un  ulteriore  approfondimento
  attraverso  l'acquisizione di un nuovo parere legale  pro  veritate
  presso autorevole professionista.
   Infatti,  il  parere reso dal professor Lo Faso  pareva  superato,
  comunque  parzialmente  smentito, dallo  stesso  professionista  il
  quale, chiamato in precedenza ad esprimere il suo avviso sul  tema,
  aveva in prima battuta concluso per la legittimità dei superminimi,
  considerandoli patrimonio fino a quella data e acquisito alla sfera
  giuridica ed economica di ciascuno dei lavoratori.
   Il  nuovo parere veniva assegnato con determina del 12 luglio 2023
  all'avvocato   Ferdinando  Caronia  del   foro   di   Palermo.   Il
  professionista,  il  nuovo  incaricato,  formulava  un  parere  più
  articolato distinguendo, a seconda che i superminimi fossero  stati
  erogati  prima  o  dopo  la  data, questa  volta  identificata  con
  precisione nel 31 maggio del 2010.
   Infatti,  secondo il nuovo professionista, l'erogazione effettuata
  post 31 maggio 2010 sarebbe stata da considerarsi nulla addirittura
  per  violazione di legge, in particolare in relazione  all'articolo
  9,  comma  1, del decreto legge n. 78 del 2010, e dell'articolo  18
  della legge regionale n. 11/2010.
   I   superminimi  erogati,  dunque,  in  questo  periodo  erano  da
  considerarsi nulli per violazione del principio di ordine  pubblico
  in  tema  di  trattamenti  retributivi dei dipendenti  pubblici  ai
  quali,  nel  parere del professionista, il personale  della  S.I.S.
  sarebbe stato assimilato.
   Le  erogazioni  effettuate ante 31 maggio 2010,  invece,  andavano
  supportate  da  idonea  motivazione  giustificativa.  Nel  caso  di
  specie, fatta eccezione per tre posizioni, veniva rilevato  che  la
  gran parte dei superminimi erogati erano stati pagati in assenza di
  motivazione  aziendale  di base, quindi il trattamento  retributivo
  veniva ritenuto ripetibile nei limiti della prescrizione decennale,
  trattandosi  di  rapporto  di  lavoro,  fatti  salvi  gli   effetti
  dell'eventuale    assorbimento    negli    aumenti     contrattuali
  sopravvenuti. Aspetto, quest'ultimo, da valutare caso per  caso  in
  sede di recupero del dovuto.
   Ad ogni modo, per prudenza, l'amministratore unico interrompeva  i
  termini prescrizionali attraverso un avviso bonario con invito alla
  ripetizione    dell'indebito   rivolto   a   ciascun    dipendente;
  l'amministratore  unico  a  questo  punto  comunicava  che  avrebbe
  provveduto,  immediatamente, alla revoca definitiva dei superminimi
  ante 31 maggio 2010, che erano stati sospesi con ordine di servizio
  del  27  maggio del 2013, con decorrenza 1 giugno 2013, nelle  more
  della definizione dei giudizi pendenti.
   Con  nota  del  7  agosto 2023 l'amministratore unico  inviava  al
  Servizio  di  Partecipazione la determina con la quale  revocava  i
  superminimi concessi al personale dipendente nel 2013 e già sospesi
  con l'ordine di servizio del 27 maggio dello stesso anno.
   La  determina  39  era  l'atto successivo del  parere  legale  pro
  veritate  dell'avvocato  Caronia.  Dette  conclusioni  erano  anche
  confortate da sentenze del Tribunale di Catania, Sezione Lavoro,  e
  del Tribunale di Palermo, Sezione Lavoro, che avevano rigettato  in
  parte qua i ricorsi proposti dai dipendenti volti al riconoscimento
  dei superminimi concessi nel 2013.
   A  questo punto, l'amministratore unico revocava definitivamente i
  superminimi concessi nel 2013, dando atto che avrebbe proceduto  al
  recupero  anche  delle  somme indebitamente  erogate  a  titolo  di
  superminimi  individuali. Comunicava, anche,  di  avere  inviato  a
  tutti i dipendenti interessati una nota di recupero credito con  un
  piano  di  rientro annesso e di essere in attesa di  preventivi  di
  legali  specializzati in materia di diritto societario per valutare
  l'opportunità   di   esercitare  l'azione  di  responsabilità   nei
  confronti dei precedenti amministratori.
   Con   nota   del  25  ottobre  2023  l'amministratore  trasmetteva
  ricorso...

   PRESIDENTE. Assessore, riusciamo...

   DAGNINO, assessore per l'economia. Ho quasi finito, l'ultima mezza
  pagina... trasmetteva ricorso promosso da alcuni dipendenti con cui
  si  chiedeva  l'accertamento  della  legittimità  dei  superminimi,
  precisando  che  l'azione  giudiziaria aveva  ad  oggetto  anche  i
  superminimi del 2013. A questo punto l'amministratore comunicava di
  avere provveduto alla nomina di un legale che avrebbe assistito  la
  S.I.S. nel contenzioso.
   Alla  data odierna l'annosa vicenda risulta ancora sub iudice  con
  giudizio  pendente  innanzi  al Tribunale  di  Catania,  dottoressa
  Concetta Ruggeri, il giudice relatore, innanzi al quale la S.I.S. è
  difesa dall'avvocato Caronia.
   Negli  ultimi  anni, la S.I.S. si avvalse della collaborazione  di
  altri  professionisti, come si evince dalla tabella  allegata  alla
  nota che verrà prodotta.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di intervenire l'onorevole  Sunseri  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   SUNSERI. Grazie, Presidente, ho preferito ascoltare la risposta da
  parte  dell'Assessore perché su questa vicenda ci ho lavorato tanti
  anni e sembra non concludersi mai.
   Siccome credo che ancora tutti gli atti volti a fare chiarezza  su
  questi   benedetti  superminimi  della  S.I.S.,  una  società   che
  onestamente  non  capisco  ancora a cosa serva,  perché  sono  anni
  che...  è  una  società  di scopo che doveva servire  a  realizzare
  l'interporto   di  Catania  e  l'interporto  di  Termini   Imerese.
  L'interporto  di  Catania,  in qualche modo,  è  stato  realizzato,
  quello di Termini Imerese ancora non è stata messa nemmeno la prima
  pietra,  si  susseguono  pareri,  progetti,  finanziamenti  su   un
  progetto che dovrebbe valere qualcosa come cento milioni di euro  e
  che il Governo regionale ha finanziato solamente per trenta milioni
  e  per il quale ancora, onestamente, non comprendiamo quando  e  se
  mai  partiranno questi lavori, perché ci hanno fatto un cinque, sei
  campagne  elettorali, io non ero nemmeno nato e se  ne  parlava,  e
  ancora ad oggi, diciamo, non l'abbiamo visto
   Detto  ciò, siccome su questa vicenda dei superminimi, mi pare  di
  capire,  ancora  un  attimo di chiarezza non è stata  fatta  e  gli
  amministratori  si  rimpallano un po'  la  responsabilità,  non  so
  quanti pareri siano stati richiesti per valutare se fossero  più  o
  meno legittimi.
   Siccome  io  un'idea me la sono fatta e credo anche la  Ragioneria
  generale e credo anche il servizio responsabile al controllo e alla
  vigilanza  delle  società  della Regione,  annuncio  -   con  molta
  serenità  -  che entro questa settimana vado in Procura alla  Corte
  dei   conti,  metto  insieme  tutti  gli  atti  che  sono   a   mia
  disposizione, aggiungo le risposte che mi sono state fornite oggi e
  quelle  degli  anni precedenti, perché c'è una sfilza  infinita  di
  risposte  del dipartimento, sia infrastrutture, sia dei  precedenti
  Assessori, ho le risposte dell'Assessore Falcone, insomma tutta una
  serie  di  atti  che ho raccolto in questi tanti  anni  in  cui  ho
  affrontato  questa vicenda, e consegno tutto a loro e  poi  saranno
  loro  a valutare se qualcuno abbia omesso di fare il proprio lavoro
  e  il proprio dovere e se queste somme, finalmente, verranno o meno
  recuperate, se siano state assegnate in maniera corretta o meno.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Sunseri, quindi reputo che si dichiara  non
  soddisfatto.

   SUNSERI. No, la risposta era soddisfacente.

   PRESIDENTE. Parzialmente soddisfatto?

   SUNSERI. Soddisfatto.

   PRESIDENTE. Soddisfatto, va bene.

   Abbiamo   finito   con   la   Rubrica  atti   ispettivi   riguardo
  all'economia.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   LA  VARDERA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  le
  chiedo   anticipatamente  una  deroga  di  qualche  minuto   perché
  l'argomento che devo affrontare merita l'attenzione di quest'Aula e
  ho  bisogno  di  qualche minuto in più e soprattutto  del  Governo,
  perché  ritengo opportuno notiziare questo Parlamento,  seppure  in
  pochi, ma poi arriverà a chi di dovere, ovviamente terrò tutti  gli
  atti  parlamentari del caso, rispetto a quello che succede al Parco
  archeologico Himera.
   Nei  giorni  scorsi, mi sono recato più volte sia  ad  Ustica  per
  raccontare lo stato di degrado dei beni archeologici della  Regione
  siciliana  e  successivamente mi sono recato a Termini  Imerese  su
  input di diversi cittadini. Himera e Termini Imerese hanno qualcosa
  in  comune,  scusate  Ustica e Termini Imerese  hanno  qualcosa  in
  comune:  hanno lo stesso direttore del Parco archeologico,  cui  fa
  nome  un  certo Domenico Targia, un architetto che, non si  capisce
  bene  come è possibile che sia architetto, dovrebbe gestire i  beni
  culturali, ma questa è un'altra storia.
   Quello che mi raccontano all'interno di questo Parco archeologico,
  signor  Presidente, chiedo all'assessore di prendere  nota,  perché
  sono  convinto  che dovrà chiedere quanto meno al Presidente  della
  Regione  e  all'assessore Scarpinato di fare qualcosa  dopo  questa
  notizia  che  porterò in quest'Aula, mi dicono che  all'interno  di
  questo  Parco archeologico nella parte alta della città, in  quella
  che  è  la  necropoli della città di Termini Imerese,  pascolano  a
  custodia  di  quello  stesso Parco archeologico,  quindi  nei  beni
  culturali della Regione siciliana -  questo è come i beni culturali
  vengono trattati,  lo stimolo culturale che abbiamo nella Regione -
  ,  ebbene,  pascolano  delle vacche. Vacche all'interno  del  Parco
  archeologico    della    Regione    siciliana,    per     brulicare
  fondamentalmente,  perché  l'obiettivo delle  vacche  è  quello  di
  pulire.
   Io  pensavo che queste vacche fossero abusive ed erano  lì  perché
  evidentemente  avessero scavalcato i recinti  e  ovviamente  chiedo
  spiegazioni al direttore del Parco. Rimango perplesso,  perché  non
  solo  vengo  a  conoscenza che quelle vacche  erano  autorizzate  a
  pascolare  sopra  i  reperti  dell'archeologia  siciliana,  ma  che
  addirittura  è  stato  lo  stesso  direttore  del  Parco   a   dare
  autorizzazione,  proprio  a una signora,  una  ragazza,  per  farle
  pascolare   all'interno,  questa  potrebbe  essere   una   versione
  tragicomica, ma adesso viene il bello.
   Purtroppo, signor Presidente, scopro che la famiglia a cui è stata
  data  la  concessione   delle vacche , quindi  abbiamo  la  Regione
  siciliana,  il  direttore del Parco, che dà  l'autorizzazione  alle
  vacche  ad  entrare, peccato, però, che la famiglia a cui  è  stata
  data questa concessione, e in particolare i parenti di questa donna
  a  cui  è stata data l'autorizzazione, sono i parenti di un signore
  che  si chiama Antonino Baratta che a Termini Imerese solo il  nome
  fa paura, perché una sentenza di Palermo dice che: "questo soggetto
  è stato dichiarato socialmente pericoloso in quanto imprenditore in
  affari  fin dagli anni '80 con i maggiori esponenti della mafia  di
  Termini Imerese". Ma cosa ancora più grave, uno dei motivi per  cui
  è  stato sciolto il comune di Termini Imerese, nel 1990, è a  causa
  della  famiglia  Baratta, e in particolar modo un soggetto  che  si
  chiamava  Filippo Baratta, consigliere comunale di Termini Imerese,
  motivo  per  il  quale  l'allora Ministro  Mancini  decise  di  far
  sciogliere il consiglio.
   Noi  abbiamo una situazione incredibile: un direttore di un  Parco
  che  autorizza  il  pascolo delle vacche di una  famiglia,  che  mi
  dicono  esse  una  famiglia  che a  Termini  Imerese  ha  un  certo
  spessore.
   Ma  adesso  viene  il  bello: perché il  direttore  Targia  fa  un
  miracolo,  all'interno  di  questo Parco archeologico,  abbiamo  il
  parcheggio  del  Parco  archeologico   Il  parcheggio   del   Parco
  archeologico  è  stato sequestrato alla mafia  ed  era  proprio  di
  proprietà  di Antonino Baratta. Lo Stato da una parte  sequestra  i
  beni  e  il  direttore del Parco archeologico dà i beni ai  parenti
  della famiglia Baratta
   Una  vicenda  incredibile che fa assolutamente paura e  che  mette
  nelle  condizioni questo Governo di dovere prendere  una  immediata
  posizione,  perché  un direttore di un Parco  che  decide  in  modo
  inopinato,  senza nessun tipo di condizione, di dare la concessione
  a  delle  vacche  per  pascolare sopra i beni archeologici,  questo
  sarebbe  già motivo per farlo dimettere: invece che fa,  ancora  di
  più,  lo  dà ai parenti di questo soggetto, tale Antonino  Baratta,
  che  a  Termini Imerese... i termitani potranno conoscere la storia
  di questa famiglia, è una vicenda che fa accapponare la pelle
   Due  settimane  fa  mi  sono  recato  al  Parco  archeologico  dal
  Direttore Targia a notiziare questa notizia, a dire "ma lei lo  sa,
  direttore, che ha dato questa roba", mi ha guardato scioccato, dice
  "ma  non  ero  tenuto a sapere questa cosa". Glielo dico  io.  Cosa
  farà?  Adesso  vediamo. Sono passate due settimane,  ancora  questa
  concessione non è stata tolta.
   Concludo  nel dire che per far foraggiare, mi dice chi  fa  questo
  lavoro - non è il mio lavoro - ho dovuto prendere ovviamente  delle
  indicazioni,  per  far  mangiare una vacca  al  giorno,  se  questa
  famiglia  dovesse  pagare  e quindi non  utilizzare  i  beni  della
  Regione e quindi il terreno della Regione, dovrebbe pagare  8  euro
  al  giorno per vacca. Allora, anche qui, tenetevi forte, siccome ci
  sono  circa  50 vacche che pascolano - e qui si profila l'eventuale
  danno   erariale  -  50  vacche  che  pascolano  costano  qualcosa,
  dovrebbero  costare  circa  150 mila euro  a  quella  famiglia  per
  foraggiare, all'anno. Sapete il direttore Targia quanto fa pagare a
  questa famiglia? 200 euro all'anno  200 euro all'anno a fronte  dei
  costi che sono pazzeschi
   Allora,  io   uso  questo Parlamento - perché questo è  il  nostro
  compito  - farò tutti gli atti parlamentari del caso perché,  prima
  di  ogni  cosa,  è  giusto  fare così, ma  ovviamente  chiederò  le
  dimissioni   repentine  delle  direttore  Targia,  mi  auguro   che
  Scarpinato, uomo dell'istituzione, uomo con la divisa, non  aspetti
  l'onorevole La Vardera perché questa cosa possa accadere, perché  i
  beni archeologici della Regione non possono fare questa fine e  non
  possono essere vicini a soggetti che hanno avuto un passato  quanto
  meno scabroso.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   Onorevoli  colleghi,  se non ci sono altri  interventi,  riconvoco
  l'Aula  per  domani, mercoledì 18 giugno 2025, alle ore  15.00  con
  all'ordine del giorno la discussione unificata di atti di indirizzo
  politico  ed atti ispettivi concernenti la questione della Striscia
  di Gaza, così come è stabilito dalla Capigruppo.

                 La seduta è tolta alle ore 17.03 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         187a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 18 giugno 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 267 -  Iniziative a livello centrale in sostegno del
      popolo palestinese e per il riconoscimento dello Stato di
      Palestina . (V. allegato)

      (6 giugno 2025)

                               CATANZARO -  CRACOLICI   -   BURTONE
                               -                       DIPASQUALE -
                               SAFINA - SPADA -  VENEZIA -
                               CHINNICI - GIAMBONA - LEANZA -
                               SAVERINO

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella