Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15:16
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pace ha chiesto congedo per i
giorni 30 e 31 luglio e 1 agosto 2025.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che con nota protocollo n. 1302 del 2025 del
16 giugno, la Commissione parlamentare speciale di inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia è
stata autorizzata a riunirsi nella giornata di venerdì, 27 giugno
2025, presso la Prefettura di Enna secondo l'ordine del giorno
della Commissione medesima.
Comunico che l'onorevole Figuccia sarà in missione dal 17 al 18
giugno 2025.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti, documenti e annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di integrazione di risposta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 7608/Gab dell'11
giugno 2025, protocollata al n. 19650-DIG/2025 di pari data,
l'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea ha trasmesso integrazione alla risposta scritta
fornita all'interrogazione n. 1360, a firma dell'on. Gennuso.
Avverto che l'integrazione suddetta sarà pubblicata in allegato al
resoconto stenografico della presente seduta.
Comunicazione di preclusione di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accoglimento come
raccomandazione, da parte del Governo, nella seduta n. 183 del 4
giugno 2025, dell'ordine del giorno nn. 329, 348 e 351, sono
conseguentemente precluse, rispettivamente, le mozioni n. 259, n.
261 e n. 266 in quanto di identico contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
"Economia"
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
"Economia"
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
"Economia".
L'assessore Dagnino è presente.
Si passa all'interrogazione n. 437 "Chiarimenti in merito
all'erogazione dei super minimi nell'ambito della Società degli
Interporti siciliani e sulla determinazione dell'Amministratore
unico n. 21 della S.I.S. del 14.4.2022 recante 'Fornitura di
servizi legali per conferimento di incarico di consulenza mediante
affidamento diretto ai sensi dell'art. 36 comma 2 lettera a) del
D.lgs. 50/2016 in materia di diritto del Lavoro. Determina di
affidamento diretto" a prima firma dell'onorevole Sunseri e altri.
La trasformiamo in interrogazione con risposta scritta, onorevoli
colleghi?
Bene, Assessore, se per lei va bene, la trasformiamo in
interrogazione con risposta scritta.
Si passa alla interrogazione n. 637 "Situazione temporanea e
criticità della Centrale Unica di Committenza" a firma
dell'onorevole Varrica.
Ha facoltà di intervenire l'assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in relazione all'interrogazione parlamentare n. 637 si
rappresenta quanto segue.
In merito al punto 1 nel quale si chiedeva entro quali tempi si
intenda superare la situazione temporanea esistente dal 2019 in
ordine alla Centrale unica di committenza, affinché essa fosse resa
una struttura autonoma e permanente, si specifica che con delibera
di Giunta 245 del 4 luglio 2024 si è confermata la confluenza della
CUC per l'acquisizione dei beni e servizi nella forma dell'Ufficio
speciale, quale struttura autonoma per come già previsto dalla
precedente delibera di Giunta 456 del 2019 che l'aveva istituita;
attualmente la CUC è prorogata fino al 31.12.2027.
La forma di ufficio speciale trova giustificazione negli obiettivi
e nella realizzazione di progetti di rilevante entità e complessità
che necessitano, appunto, di una struttura autonoma dedicata. Il
tempo che si è stabilito di proroga fino al 31.12.2027 consentirà,
nelle intenzioni dell'Amministrazione, un'azione programmatoria di
più ampio respiro nei modi che sono rassegnati di seguito, in
particolare con riguardo alle linee di indirizzo con lo scopo di
superare anche i rilievi dell'ANAC.
In particolare in relazione al punto 2 dell'interrogazione,
inerente il cronoprogramma e le risorse finanziarie finalizzate a
superare le criticità evidenziate da ANAC, con specifico riguardo
allo scarso numero di personale in servizio presso la CUC, la
delibera di Giunta 245 del 4 luglio 2024, su impulso dell'assessore
dell'economia, ha approvato il potenziamento dell'organigramma
della CUC elevando l'organigramma da 14 a 18 unità di personale
previste. A fronte delle 18 unità stabilite nell'organigramma
risultano attualmente incardinati presso la CUC, 10 dipendenti, in
particolare un dirigente responsabile, cinque funzioni direttive
categoria D, con laurea in giurisprudenza (lo sottolineo perché è
importante che la CUC si sia dotata di personale che abbia una
specifica qualificazione); in particolare la qualificazione
necessaria per la maggior parte delle attività della stessa
Centrale unica é la laurea in giurisprudenza o equipollente e tutti
i cinque i posti per queste funzioni direttive sono stati
attualmente coperti. Poi, un funzionario direttivo amministrativo,
categoria D, anche questo posto ricoperto, un istruttore direttivo
di categoria C attualmente ricoperto a fronte dei tre previsti, e
due operatori di categoria A, posti ricoperti. Rimangono, quindi,
da coprire un dirigente servizio beni e servizi regionale
siciliana, tre funzionari direttivi categoria D con laurea
magistrale, due direttivi funzioni tecnici, categoria B, con
competenza in materia di ingegneria o architettura, e due
istruttori categoria C.
Si segnala, comunque, che le altre centrali uniche di committenza
esistenti nelle diverse regioni a livello nazionale hanno un
organigramma di gran lunga superiore a quello della CUC siciliana,
ad esempio la Stazione unica appaltante della Calabria ha
quarantacinque dipendenti, l'Areacom che è l'aggregatore della
regione Abruzzo ha ventotto dipendenti, la stazione unica della
Puglia ne ha sessanta e quella della regione Toscana ne ha
addirittura ben centotrentacinque. Quindi, si segnala anche
l'eterogeneità del numero delle risorse perché, insomma,
centotrentacinque in Toscana, sessanta in Puglia, sebbene l'Abruzzo
sia una regione di minori dimensioni.
Quindi, su questo punto della insufficiente, ancora oggi,
dotazione organica, c'è l'impegno da parte del Governo a
predisporre una proposta di riforma della CUC sul piano strutturale
e amministrativo.
Su questo impegno siamo già in attività e speriamo a breve di
venire con un progetto di ridisegno dell'organismo di cui
discutiamo affinché possa essere pienamente efficiente in relazione
ai fabbisogni regionali.
In merito al quesito sub 3, inerente alle modalità con le quali si
intende dare attuazione all'articolo 9, comma 4, legge regionale
12/2011, che prevede di individuare modalità e risorse per il
rafforzamento della capacità amministrativa e la formazione del
personale, sono in corso interlocuzioni con il dipartimento
regionale tecnico della regione siciliana al fine di completare la
stesura definitiva del decreto interassessoriale da sottoporre al
parere delle commissioni legislative competenti, evidenziando che
l'ufficio speciale in atto comunque risponde ai requisiti di
qualificazione previsti dall'allegato 2, anzi secondo, punto 4 al
decreto legislativo 36/2023.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Varrica per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VARRICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore oramai
si fa opposizione da solo nel senso che, la ringrazio per la
risposta, ricordo che stiamo parlando, come lei ha ricordato già,
della struttura che si occupa delle gare per l'acquisto di beni e
servizi per la Regione quindi una struttura dalla quale passano
gare per centinaia di milioni di euro ogni anno, se non di più.
Lei stesso ha detto che il passo in avanti diciamo dell'attuale
Governo è di ampliare organigramma da 14 a 18 passando dalle, se
non sbaglio, 8 persone che c'erano alle 10 attuali in presenza di
una relazione dell'ANAC che sottolinea il fatto che, purtroppo,
questa struttura fondamentale non è messa nelle condizioni di
operare e lei stesso in maniera assolutamente perfetta ricorda che,
pur facendo paragoni con Regioni che non sono minimamente
paragonabili alle nostre, la Calabria per intenderci, che ne ha 45,
ebbene, questo significa che la nostra struttura è ad oggi un
quinto rispetto alla Calabria che in termini di popolazione è
anch'essa un quinto di noi, quindi praticamente se facciamo la
scala siamo indietro di quasi un centinaio di unità di personale
Non è per fare la critica diciamo, così da oppositore a tutti i
costi, ma oggettivamente è un servizio, anche il tema della
stabilizzazione della CUC, la proroga al 2027, che tra virgolette
si è ritrovato, è una situazione che non va bene perché questa
struttura va resa strutturale e strutturata in tutti i sensi.
Purtroppo lo sforzo fino ad oggi fatto è evidentemente non
sufficiente ed è chiaro che se parliamo di un ufficio di questo
tipo, che gestisce gare per milioni, con pochissimo personale, poi
non ci si può lamentare che le gare vanno lentamente oppure che gli
appalti non vengano aggiudicati per tempo, perché stiamo parlando
di una struttura del tutto sottodimensionata e questo non lo dico
io ma lo dice lei stesso, lo dice l'ANAC, nei suoi rilievi, e
purtroppo questo sforzo è del tutto insufficiente rispetto alle
sfide che noi come Regione abbiamo.
Per cui mi dichiaro del tutto insoddisfatto e le dico: sono
contento che ci sono passi in avanti anche il terzo comma che lei
ha citato è, diciamo, un nostro contributo, è un mio emendamento
che abbiamo fatto approvare in Aula circa un anno e mezzo fa
proprio per stimolare la capacità amministrativa e la formazione
della CUC, però purtroppo vediamo che c'è questo genere di
progressi molto lenti, come da lei testimoniato: su questo, però,
poi facciamo le norme perché il cerimoniale del Presidente Schifani
deve essere spaziale Ci sono delle priorità e mi sa che abbiamo
due modi di interpretare le priorità della Regione, del tutto
differenti
PRESIDENTE. L'onorevole Varrica si dichiara non soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 734 "Notizie circa l'attuazione
dell'articolo 4 della legge regionale n. 16/2022 in merito
all'utilizzo dell'anticipo del risultato di liquidazione dell'Ete
minerario siciliano", a firma dell'onorevole Catanzaro ed altri,
che trasformiamo con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 86 "Intendimenti del Governo
regionale in merito alla riattivazione della sezione speciale
Sicilia nell'ambito del fondo centrale di garanzia allo scopo di
sostenere gli interventi in favore delle PMI siciliane", a firma
dell'onorevole Venezia ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Dagnino.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il tema posto, di rilevante importanza, crediamo possa
ritenersi sostanzialmente superato perché la sezione speciale
Sicilia presso il Fondo di garanzia centrale è rimasta operativa
fino al 2023, successivamente le risorse sono confluite
nell'apposita nuova sezione speciale sud, mantenendo le medesime
percentuali di copertura sino all'80%. Con circolare recente, n. 2
del 3 marzo 2025, il Mediocredito centrale ha comunicato la
riattivazione dell'operatività della sezione speciale Regione
Sicilia con una dotazione finanziaria complessiva pari a 69 milioni
di euro provenienti dalle risorse del PR FESR Sicilia 2021/2027.
Come specificato nella circolare la sezione speciale interviene
finanziando l'incremento della garanzia diretta fino all'80%
dell'importo dell'operazione finanziaria e l'incremento della
copertura fino al 90% della riassicurazione e della connessa misura
della controgaranzia. Ad ogni modo, per completezza, si segnala che
la gestione del Fondo in questione rientra tra le competenze
dell'Assessorato regionale delle attività produttive.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Venezia per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VENEZIA. Mi ritengo parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
Si passa all'interrogazione numero 778 "Chiarimenti urgenti in
merito alla recente ispezione dell'ANAC presso la Centrale Unica di
Committenza della Regione siciliana" che, in accordo con
l'onorevole La Vardera, si intende trasformata in interrogazione
con richiesta di risposta scritta. Così come si intendono
trasformate in interrogazioni con richiesta di risposta scritta
l'interrogazione n. 1440 Notizie urgenti in ordine al
definanziamento ad opera del Cipess dei 79 progetti della Regione
siciliana pari a 338 milioni di euro , e l'interrogazione n. 1678
Notizie sulle operazioni di investimento ad alto rischio
dell'Irfis e sul tentativo di rivendita al Fondo Pensioni di
crediti con rendimento estremamente basso ed infruttuoso , sempre a
firma dell'onorevole La Vardera.
Si passa all'interrogazione n. 1152 "Iniziative urgenti
finalizzate alla risoluzione dei disagi per i residenti del Comune
di Altavilla Milicia (PA) a causa dell'assenza di sportelli
bancari", a firma degli onorevoli La Vardera ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Il tema
posto va letto alla luce anche dell'evoluzione del mercato bancario
e dell'evoluzione dei sistemi di natura telematica sebbene,
naturalmente, anche la presenza nei territori abbia la sua
importanza. Abbiamo sintetizzato dei numeri da riferire all'Aula.
In generale, negli ultimi anni, si assiste alla progressiva
scomparsa di sportelli bancari fisici con conseguenze che impattano
sulla vita quotidiana dei cittadini, soprattutto di quelli
residenti nelle aree rurali e con poca densità abitativa. Secondo
un report di Banca d'Italia, aggiornato al 30 marzo 2005, vi è
comunque tuttora un divario non soltanto tra Nord e Sud del Paese
ma anche tra territori urbani e territori periferici per ovvie
ragioni di efficienza perseguite dal sistema bancario. Infatti, al
31/12/2024, su 391 comuni solo 242 avevano uno sportello bancario
all'interno del loro territorio. Questo numero è ulteriormente
diminuito tra il 2023 e il 2024. Il numero totale è sceso, infatti,
da 1042 a 1024 e i comuni serviti si sono ridotti leggermente, da
244 a 242.
Tra le nove ex province città metropolitana della provincia di
Palermo, i comuni serviti sono 52 su 82 totali. A Messina 38 su
108, nel libero consorzio di Caltanissetta 17 su 22. Unico caso che
fa eccezione in Sicilia è quello di Ragusa che ha, invece, almeno
uno sportello bancario in ogni comune della provincia. Banca
d'Italia calcola anche la disponibilità di sportelli ogni centomila
abitanti. La media siciliana nel 2024 è di 23 sportelli con
penalizzazione delle aree più popolose.
I dati specifici sono: Palermo 21, ad esempio, Catania 20, Enna
26, mi riferisco poi al testo per gli ulteriori dettagli. Sono dati
di poco inferiori a quelli del Lazio e della città metropolitana di
Roma dove il dato è di 28 ogni centomila abitanti. Il dato si
accompagna anche ad una netta diminuzione dei dipendenti di banche
e istituzioni finanziarie che in Sicilia sono passate da 8.594 del
2023 a 8.407 nel 2024.
Ora, le cause di questa desertificazione, come ho accennato
poc'anzi, sono essenzialmente riferibili un po' all'innalzamento
dei tassi di interessi, alla pandemia. Naturalmente, vi sono anche
degli effetti post pandemici, perché le banche con la pandemia
hanno ulteriormente potenziato i meccanismi online e questo
potenziamento, che era legato all'esigenza straordinaria derivante
dalla pandemia, poi ha assunto un carattere strutturale perché
richiesto degli investimenti che vengono ancora oggi portati,
diciamo che spiegano ancora i loro effetti e tendono naturalmente a
stabilizzarsi.
E poi l'affermazione del digital banking sul mercato: il phone
banking, home banking, l'internet banking, anche l'innalzamento dei
tassi di interesse ha pesato sui conti profitti e perdite delle
varie filiali territoriali, disincentivando la creazione di un
maggior numero di filiali come vi era in passato.
Il Governo regionale è consapevole del fatto che la chiusura degli
sportelli è un fenomeno che potrebbe creare difficoltà, soprattutto
alle persone anziane che hanno minore dimestichezza con gli
strumenti telematici e anche a quelli che vivono in aree rurali
dove l'accesso a internet può essere limitato, anche se su questo
la Regione ha fatto una serie di investimenti per la banda ultra
larga, per l'estensione massima anche nei territori rurali della
banda larga e ultra larga.
È un fenomeno che può anche creare problemi alle banche, perché si
rischia naturalmente una perdita di contatto con la clientela e una
diminuzione della fiducia e della soddisfazione per i clienti.
Per contrastare la desertificazione, le soluzioni potrebbero
essere soluzioni che richiedono una collaborazione tra banche, che
sono le prime naturalmente a dovere eseguire le loro scelte sulla
base di logiche di mercato e anche la possibilità - volendo andare
ancora oltre nell'ideazione di misure possibili - di implementare
sportelli bancari mobili, naturalmente tutto questo previo dialogo
con le banche al fine di rappresentare il problema.
Il Governo regionale, in relazione a quanto osservato, si impegna
quindi ad interloquire con i principali istituti bancari e con
Poste Italiane per l'individuazione di possibili soluzioni per
invertire o comunque attenuare il trend negativo della
desertificazione bancaria. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LA VARDERA. Grazie Presidente, grazie Assessore. Il tema posto
alla sua attenzione, Assessore, ritengo essere assolutamente di
primaria importanza in una comunità di quasi 9.000 abitanti, che è
quella del comune di Altavilla Milicia che, chiaramente, ha una
problematica non indifferente che crea notevoli disagi, soprattutto
nella fascia di popolazione anziana, che di tutte le cose che lei
ha detto: phone banking, home banking, share banking , di tutte
queste cose di banking non hanno la più pallida idea.
Giustamente a loro interessa avere, come è giusto che sia, il
contante per potere in qualche maniera pagare le spese dovute e gli
anziani sono costretti a non avere disponibilità fisica e liquida,
perché non esiste un solo sportello in una comunità, ripeto, non di
cinquecento abitanti - con tutto il rispetto per le comunità di
cinquecento abitanti - ma di quasi novemila abitanti che, tra
l'altro, in estate diventa una comunità di quasi ventimila,
trentamila abitanti, data la sua vocazione turistica.
Quindi, l'interrogazione che le ho posto, Assessore, seppure non
è veramente un tema dei massimi sistemi e quindi magari uno
potrebbe dire: "Ma ci sono le alternative, ci sono i servizi
online", è un tema che, secondo me, pone un'attenzione che lei
giustamente dice faremo il possibile, parleremo con Poste.
Io mi auguro che questo impegno che prende in quest'Aula, perché
certamente è un impegno che lei assume qui, in quest'Aula, possa
poi concretamente, appunto, portare una risoluzione al problema che
so perfettamente non essere in capo alla Regione siciliana, perché
non potete obbligare le banche ad aprire gli sportelli e a chiedere
agli istituti bancari che devono necessariamente aprire gli
sportelli, però certamente un'interlocuzione del suo autorevole
ufficio può far sì che questo tema non rimanga carta morta.
Per cui ho voluto portare con gli strumenti che abbiamo - cioè
quelli delle interrogazioni e le prerogative parlamentari - questo
problema alla sua attenzione e vedo dalla sua risposta che c'è una
volontà da parte del Governo, quanto meno, di porsi il problema di
provare a risolverlo.
Sotto questo punto di vista, apprezzando la sua risposta, mi
dichiaro parzialmente soddisfatto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera, che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interpellanza numero 92 "Intendimenti del Governo in
merito ai recenti tagli operati dal Governo nazionale a seguito
della revisione del PNRR e alla programmazione del Fondo sviluppo e
coesione 2021-2027", a firma degli onorevoli Venezia ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie. Sul punto si rassegna
la relazione formulata dal Dipartimento della programmazione. Da
questa relazione è possibile vincere il percorso politico e
amministrativo che ha generato le assegnazioni delle risorse FSC
21/27 e del conseguente accordo stipulato dalla Regione siciliana
con il Ministro per gli affari europei, il Sud e le politiche di
coesione e il PNRR.
Il Cipess, con delibera 25 del 3 agosto 2023, ha approvato la
proposta di imputazione programmatica delle FSC della
programmazione 21/27, diventata operativa dopo la sottoscrizione
dell'accordo per la coesione. In particolare, per la Regione
siciliana è stato imputato programmaticamente un importo pari a
circa 6 miliardi 862 milioni a valere sulle FSC 21/27, comprensivo
dell'anticipazione di cui alla delibera Cipess 79/2021, pari a
circa 237 milioni.
Sempre con riferimento alle risorse FSC 21/27, in data 19
settembre 2023, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto
legge 124/2023 recante Disposizioni urgenti in materia di politica
di coesione', successivamente convertito in legge.
In particolare, con l'articolo 1 di questo decreto legge recante
Disposizioni in materia di programmazione e utilizzazione delle
risorse dell'FSC' è stata introdotta per la prima volta una nuova
disciplina delle modalità di programmazione e di utilizzo delle
risorse del Fondo per il ciclo 21/27; in particolare sono stati
ridefiniti i criteri e le modalità di impiego e di gestione delle
suddette risorse, introducendo come strumento attuativo l'accordo
per la coesione, quindi diciamo una procedura di tipo negoziato e
quindi non più dipendente unicamente dalla Regione beneficiaria
come era in passato.
Tale accordo, infatti, stipulato dal Ministero degli Affari
europei e il Presidente della Regione, sostituisce quelli che in
passato erano i Piani regionali di sviluppo e coesione e
costituisce il nuovo strumento operativo, come detto. Pertanto,
l'impiego delle risorse FSC 21/27 è stato definito in coerenza con
gli obiettivi e le strategie dei fondi strutturali europei e con le
politiche di investimento previsti dal PNRR, secondo principi di
complementarietà e addizionalità e non è più legato agli obiettivi
strategici relativi alle aree tematiche previste dalle missioni del
Piano Sud 2030.
In particolare, l'accordo per la coesione prevede la
specificazione di interventi e linee di azione suscettibili di
finanziamento selezionati all'esito di istruttoria eseguita dal
Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del
Consiglio dei Ministri congiuntamente alla Regione ai fini della
loro coerenza che va quindi verificata d'intesa col Governo statale
con i documenti di programmazione europea e nazionale, nonché con
specificazione delle diverse fonti di finanziamento previste.
Inoltre, viene stabilito nell'accordo di coesione il
cronoprogramma, quindi anche questo oggetto di intesa con lo Stato
e in caso di presenza di città metropolitana, come nel nostro caso,
l'entità delle risorse ad esse destinate.
Ora, su questa base è stato stabilito, tra le altre ipotesi,
l'assegnazione di un miliardo e tre, come sappiamo, con legge
statale, la 213/2023 al fine di consentire l'approvazione da parte
del CIPESS entro il 2024 del progetto definitivo del collegamento
stabile tra la Sicilia e la Calabria, cioè l'opera denominata come
sappiamo Ponte sullo Stretto, opera ritenuta strategica e
funzionale allo sviluppo della Regione.
Altre disposizioni, altre diciamo misure di rilevante importo,
sono quelle relative all'assegnazione di ottocento milioni di euro,
ex articolo 14 quater del dl 181/23 per la realizzazione e
localizzazione di nuovi impianti, termovalorizzazione di rifiuti
che consentono un elevato livello di recupero energetico nonché
altre opere di rilevanza significativa ma comunque queste due sono
quelle più importanti.
Inoltre, con riguardo al PNRR i quesiti posti dagli interpellanti
si basano su un report elaborato dalla CGIL Sicilia il 25/12/2023
nel quale si denuncia una riduzione delle risorse destinate alla
Regione siciliana sia nel PNRR che nel FSC. Secondo questo
documento, la dotazione complessiva del PNRR sarebbe passata da 191
a 194 miliardi di euro mentre la Sicilia avrebbe avuto un taglio di
circa 2.400 milioni di euro su diverse missioni.
Ora, si osserva che la cabina di regia nazionale per il PNRR ha
funzioni di impulso, monitoraggio e coordinamento soltanto sugli
interventi per i quali la Regione siciliana è soggetto attuatore,
quindi occorre distinguere le risorse che sono destinate a enti non
regionali, aventi sede tuttavia nel territorio regionale, e le
risorse che invece sono assegnate alla Regione siciliana intesa
come entità amministrativa col ruolo di soggetto attuatore.
Infatti, il report della Cgil - che secondo quanto ci riferiscono
gli Uffici non fa riferimento a fonti ufficiali e contiene anche
alcune imprecisioni e alcune incompletezze, in particolare ad
esempio alle pagine 8 e 9 - segnala tagli che, per quanto attiene
alla Regione siciliana, intesa come entità amministrativa, quindi
non come territorio regionale, ma come ente Regione in qualità di
soggetto attuatore, in effetti si limitano al solo intervento
denominato M5C3I1.2, avente per oggetto "Valorizzazione dei beni
confiscati alle mafie" per l'importo di circa 9,5 milioni di euro,
che è stato definanziato dal PNRR per essere comunque coperto
tuttavia con altre risorse nazionali.
Per quanto riguarda, invece, gli interventi della Missione 6
"Salute", menzionati a pagina 9 del suddetto rapporto, non si è
trattato in effetti, secondo quanto ci riferiscono gli Uffici, di
tagli alle risorse assegnate, ma piuttosto di una riduzione dei
target a livello nazionale. E all'uopo ci viene trasmessa dagli
Uffici - la troverete allegata al testo scritto - una relazione
informale del referente unico PNRR che illustra lo stato di
attuazione degli interventi e le relative rimodulazioni di target.
Inoltre, in merito ai tagli riportati a pagina 6 del report ci si
riferisce alle ulteriori specificazioni che sono indicate dagli
Uffici, che sono riferite alla Missione 3 "Infrastrutture"; in
particolare tali risorse sono gestite direttamente da soggetti
terzi - RFI, ANAS - e non rientrano nella gestione diretta della
Regione.
Quindi, in sostanza l'importo dei presunti tagli per 2.412 milioni
di euro citato nel report, verosimilmente, riguarda risorse
territorializzate in Sicilia intesa come area geografica, ma non
riferibili alla Regione siciliana come soggetto attuatore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Venezia per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VENEZIA. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, assessore
Dagnino, ci rifacciamo ai dati pubblicati sulla piattaforma
governativa che si occupa di monitorare lo stato di attuazione del
PNRR e da questi dati emerge per la Sicilia un quadro davvero
allarmante.
Il PNRR rischia seriamente di diventare, come già in altre
occasioni abbiamo detto, un'occasione sprecata per la nostra
Regione. I dati relativi alla spesa destano altrettanta
preoccupazione. È stata certificata solo l'8 per cento della spesa
relativa all'intero budget assegnato alla Regione come soggetto
attuatore. I pagamenti alle imprese beneficiarie, bloccati da circa
nove mesi a causa delle lentezze burocratiche e dei ritardi dei
Dipartimenti nel riaccertamento dei residui, stanno mettendo a dura
prova una fetta importante del tessuto produttivo della nostra
Isola, in particolare il comparto edile.
La Regione siciliana - Assessore - nella qualità di soggetto
attuatore gestisce direttamente circa 1.400 interventi, per un
valore finanziario di 1 miliardo e 600 milioni di euro; tra questi,
600 interventi, pari a 980 milioni di euro, solo nell'ambito della
Missione "Salute".
Nei mesi scorsi abbiamo chiesto notizie attraverso atti
parlamentari e interventi in Aula sullo stato di realizzazione dei
43 ospedali di comunità, delle 156 case di comunità e delle 50
centrali operative territoriali previste dal Piano per rafforzare
la rete di assistenza sul territorio ma ad oggi, purtroppo, non
abbiamo ricevuto notizie certe da parte dell'Assessorato della
salute. E tutto questo accade mentre la sanità è al collasso e la
situazione sta peggiorando di giorno in giorno in tutti i
territori.
Stessa cosa per i 37 interventi della missione Rivoluzione verde
e transizione ecologica" per un importo di 240 milioni di euro, non
sappiamo nulla sullo stato di attuazione e stessa cosa anche i 511
progetti finanziati nell'ambito della Missione Protezione e
valorizzazione dell'architettura e del paesaggio" per un importo di
76 milioni rivolti tutti ai privati: in molti casi i lavori sono
bloccati, le imprese sono entrate in sofferenza finanziaria e vi è
un concreto rischio che molti interventi non vengano ultimati a
causa dei ritardi dei pagamenti da parte della Regione.
Ecco, la mancanza di una programmazione seria, l'assenza di
un'attività costante di monitoraggio da parte dei Dipartimenti e il
grave ritardo nei pagamenti ai soggetti beneficiari rischia di far
perdere centinaia di milioni di euro alla Sicilia.
Il Governo attui subito un attento monitoraggio, noi lo chiediamo
da mesi, e spinga il Dipartimento e tutti i soggetti attuatori che
in un modo o nell'altro sono collegati alla Regione ad appaltare
celermente i progetti e a fare immediatamente i pagamenti. È
inammissibile, Assessore, che la Sicilia e i siciliani sprechino
questa grande opportunità e paghino un prezzo così alto
Stessa cosa per il Fondo sviluppo e coesione 2021/2027. Ricordo a
me stesso e a quest'Aula che l'accordo di coesione è stato firmato
già da un anno, eppure sono state impegnate pochissime risorse a
fronte di centinaia di interventi e sulla carta progettazione
esecutiva che potevano essere calati nel territorio realizzando
opere importanti e rimettendo in circolo centinaia di milioni di
euro a supporto dell'economia isolana e mentre Palermo perde
tempo, Roma taglia risorse, è la notizia di qualche settimana fa,
circa 900 milioni di euro inizialmente destinati a infrastrutture e
manutenzione sono stati tagliati alla Regione a vantaggio di altri
progetti nel Nord del Paese.
La misura rientra in una revisione portata avanti dal ministro
Salvini e poche settimane fa abbiamo avuto contezza della notizia
dell'esclusione dal PNRR di due lotti della ferrovia Palermo-
Catania, cioè del lotto Dittaino-Catenanuova per 588 milioni e 13
dei quindici chilometri del lotto Dittaino- Enna e cioè buona
parte dei 594 milioni stanziati, nonché il bypass di Augusta per un
importo di 116 milioni e tutto questo senza specificare alcuno
stanziamento, diciamo, suppletivo rispetto alle risorse iniziali
del PNRR.
Ogni euro sprecato è un'opportunità sottratta ai siciliani, il
PNRR doveva essere il Piano della ripresa e della resilienza e
soprattutto era stato concepito con l'obiettivo di mitigare gli
effetti delle diseguaglianze territoriali tra Sud e Nord del Paese
e invece i risultati che stiamo vedendo sono, appunto, una perdita
di un'occasione storica che, come dire, taglia speranze di futuro
per i siciliani e soprattutto per le giovani generazioni.
Per queste ragioni, non ci reputiamo soddisfatti dalla risposta
che ci è stata fornita dall'assessore Dagnino. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
Si passa all'interpellanza numero 107 "Intendimenti del Governo
regionale in merito allo stanziamento di ulteriori contributi a
fondo perduto per l'abbattimento dell'aumento dei tassi di
interesse su mutui a tasso variabile per l'acquisto della prima
casa , a firma degli onorevoli Venezia ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie Presidente. L'articolo
16 della legge regionale 25 del ventuno novembre 2023, ha
autorizzato il Dipartimento finanze e credito a costituire un fondo
di solidarietà capiente per 50 milioni di euro da assegnare a IRFIS
per la misura finalizzata all'abbattimento dell'aumento degli
interessi sui mutui a tasso variabile nel periodo 2022/2023 in
favore di mutuatari residenti in Sicilia con ISEE inferiore a 30
mila euro anno per l'acquisto della prima casa.
I requisiti dei beneficiari e le modalità per la presentazione
delle domande sono stati fissati con D.A. n. 78 del 2023 e
successivi DD.AA. n. 4 del 2024, n. 10 del 2024, n. 20 del 2024.
A seguito dell'approvazione da parte dell'Assessore per
l'economia, IRFIS, in qualità di gestore all'intervento, ha
pubblicato il 6 febbraio 2024 l'avviso per la concessione dei
contributi in argomento con procedura affidata alla piattaforma
telematica di Infocamere.
Entro il 29 febbraio 2024 andavano presentate le sole istanze e
successivamente nel periodo temporale dal 5 marzo 2024 fino al 26
marzo dello stesso anno, come successivamente prorogato con un
decreto, il n. 20 del 2024, i richiedenti dovevano caricare nella
piattaforma a pena di esclusione la domanda richiesta tra cui il
certificato ISEE. Completata l'istruttoria furono erogati
complessivamente 47.908.604,41 a ben 30.048 beneficiari, a fronte
di 30.063 domande regolari presentate. Tra le domande escluse
perché non completate entro i termini vi sono 344 posizioni, per le
quali i richiedenti non hanno provveduto a confermare l'inoltro
della domanda secondo specifica modalità. Ad oggi, le risorse
originariamente stanziate per il fondo residuano, al netto degli
oneri, ad euro 826.936, oltre interessi attivi maturati per
494.831, per un totale complessivo di 1.321.767. È all'esame del
Governo una valutazione per l'utilizzo delle suddette risorse
residue per il finanziamento di ulteriori istanze a seguito di
nuovo avviso che potrà essere pubblicato da IRFIS nel prosieguo.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore
Ha facoltà di parlare l'onorevole Venezia per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VENEZIA. Ci riteniamo parzialmente soddisfatti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
Si passa all'interpellanza n. 112 "Intendimenti in merito alla
risoluzione delle criticità legate alla desertificazione bancaria
nel territorio siciliano", a firma degli onorevoli Venezia ed
altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. È assorbita
da quello che ho detto, l'ho già trattata, sostanzialmente.
PRESIDENTE. Va bene, va bene, la diamo per assorbita.
Si passa all'interrogazione n. 1016 "Chiarimenti in merito
all'inerzia della Centrale Unica di Committenza nelle procedure di
acquisto dei farmaci", a firma degli onorevoli Di Paola ed altri.
Anche questa, Assessore, si intende trasformata in interrogazione
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 117 "Iniziative urgenti volte a
garantire ai territori del Libero Consorzio comunale di Siracusa
colpiti dagli incendi del luglio 2023 i ristori previsti
dall'articolo 36 della legge regionale n. 3 del 2024", a firma
dell'onorevole Carta. Se non ci sono osservazioni, la trasformiamo
in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1101 "Iniziative urgenti per
l'inserimento, nella prossima variazione di bilancio, della
previsione di 265.000,00 euro indispensabili per il Dipartimento
tecnico regionale per opere di ingegneria utili a rendere esecutivo
il progetto del porto di Valderice/Bonagia (TP)", a firma degli
onorevoli Safina ed altri. Anche questa la trasformiamo in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1130 "Chiarimenti in merito
all'erogazione del contributo straordinario previsto dall'art. 36
della l.r. n. 3 del 2024 per fronteggiare i danni causati dagli
incendi dell'estate 2023 in Sicilia", a firma degli onorevoli Spada
ed altri. Anche questa la trasformiamo in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 134 "Iniziative volte ad
implementare le risorse disponibili a valere sul Fondo Sicilia
destinate a finanziamenti agevolati per investimenti a favore di
imprese operanti in Sicilia", a firma dell'onorevole Carta. Se non
ci sono osservazioni, anche a questa interpellanza verrà fornita
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1336 "Chiarimenti in merito al
puntuale riaccertamento dei residui e all'allineamento temporale
del ciclo di bilancio regionale rispetto ai termini previsti dalla
normativa vigente", a firma degli onorevoli Giambona ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie Presidente, onorevoli
deputati. In via preliminare, appare opportuno rappresentare che
sono intervenuti sul punto oggetto dell'interrogazione i seguenti
atti: con deliberazione di Giunta n. 312 dell'11 ottobre 2024, si è
dato corso al riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi
al 31/12/2023; l'approvazione del rendiconto generale della Regione
per lo stesso esercizio 2023 è avvenuto con deliberazione di Giunta
n. 383 del 19 novembre 2024, successivamente modificato con
deliberazione giuntale n. 15 del 23 gennaio 2025; poi con delibera
di Giunta n. 440 dell'11/12/2024 è stato approvato il bilancio
consolidato della Regione siciliana per l'esercizio finanziario
2023. Si è anche avuta la certificazione della compatibilità
finanziaria ed economica dell'ipotesi di contratto collettivo
nazionale di lavoro del comparto non dirigenziale della Regione
siciliana con delibera della Corte dei conti n. 314 del 2024 e
conseguentemente, nel gennaio 2025, sono state immesse in servizio
delle unità di personale neoassunto di cui alle graduatorie
concorsuali vigenti. Inoltre, con nota del 22 gennaio 2025, la
Ragioneria generale ha definito i processi di lavoro e le relative
soluzioni informatiche per consentire ai dipartimenti regionali di
effettuare sin dall'inizio dell'anno 2025, i pagamenti su tutti i
residui passivi mantenuti sino al 31 dicembre 2023.
In relazione agli impegni assunti nel 2024, con circolare del 17
dicembre dello stesso anno, la Ragioneria generale ha
sensibilizzato le amministrazioni attive a procedere
tempestivamente e correttamente alle liquidazioni della spesa.
Sulle due tipologie di residui sopra riportate, l'attività svolta
produce nell'immediato l'effetto di accelerare i pagamenti e di
ridurre le successive operazioni di riaccertamento ordinario.
A quanto rappresentato nella nota scritta voglio aggiungere che,
quest'anno, proprio grazie all'impegno profuso dalla Ragioneria e
anche da chi vi parla, per la prima volta semplicemente modificando
una prassi che era il frutto di una interpretazione restrittiva
della normativa vigente e in particolare di quella contenuta nel
decreto legislativo n. 118 in materia di bilancio e contabilità
degli enti locali, si è dato corso al pagamento di residui passivi
tra il periodo compreso tra il 1 gennaio e il 28 febbraio
dell'esercizio, in quanto si era ritenuto, proprio a fronte di un
approfondimento fatto dal sottoscritto, insieme agli uffici della
Ragioneria, non condivisibile l'orientamento eccessivamente
restrittivo che sostanzialmente faceva divenire fisiologico ciò che
semmai poteva essere patologico, cioè che con lo scoccare della
mezzanotte del 31 dicembre si bloccasse la spesa. In effetti,
abbiamo ritenuto sussistente uno spazio interpretativo adeguato per
consentire l'applicazione di una norma che consente il pagamento
dei residui passivi entro il 28 febbraio, quindi il secondo mese
dell'esercizio successivo.
Questo è stato possibile, voglio sottolinearlo, anche grazie al
fatto che per la prima volta dopo ventidue anni, lo ricordo ma
siamo tutti ben consapevoli, essendo stati tutti coinvolti nel
relativo processo, abbiamo approvato la legge di stabilità entro la
chiusura dell'esercizio, addirittura anche simbolicamente un giorno
prima del bilancio dello Stato e questo ha consentito di dare
immediata attuazione con la pubblicazione in Gazzetta,
tempestivamente, della legge di stabilità, alla facoltà che era
prevista e contemplata dal decreto legislativo n. 118 di consentire
il pagamento dei residui passivi entro il mese di febbraio, quindi
entro i primi due mesi dell'esercizio.
Questo ci ha consentito di eseguire oltre quattrocento milioni di
euro di pagamenti in soli due mesi, con la conseguenza che già
quest'anno, diciamo, il fenomeno annoso e molto problematico del
blocco della spesa regionale è stato significativamente attenuato.
Ulteriore attenuazione è stata data dal fatto che per il primo
anno, anche questo è un elemento nuovo che va in questa occasione
sottolineato, si è introdotto tra gli obiettivi assegnati dal
Presidente della Regione, sulla base di un'intesa, di un impulso
che era venuto proprio dal mio Assessorato, di indicare tra gli
obiettivi, di indicare gli Assessori, di assegnare tra gli
obiettivi rilevanti per i dirigenti generali della Regione
siciliana, quello di fornire tempestivamente i dati necessari per
il riaccertamento dei residui. Questo, come sappiamo anche dalla
cronaca recente, ha portato ad un significativo impatto, tanto che
oggi siamo molto accelerati rispetto all'anno scorso, ma anche in
generale a tutti gli ultimi anni del ciclo di bilancio regionale,
in cui si è svolto il ciclo di bilancio regionale e quindi speriamo
di completare il processo di riaccertamento dei residui in tempi
molto anticipati rispetto a quelli che sono stati necessari l'anno
scorso.
Quindi, insomma, credo che dei significativi passi avanti si siano
fatti; la mia speranza e, devo dire, il mio sogno nel cassetto,
lasciatemelo esprimere in questi termini così più colloquiali, è
che nel corso del 2026, quindi nell'esercizio 2026, potremo andare
a regime, approvando tutti i documenti contabili finalizzati al
riaccertamento e, quindi, anche il rendiconto in tempo utile per
evitare qualsivoglia blocco della spesa anche soltanto di un giorno
e per fare questo abbiamo approfittato del fatto che l'ARIT è una
entità amministrativa che è collocata proprio all'Assessorato
all'economia e si è assegnato all'ARIT il compito di aggiornare e
perfezionare ulteriormente il nuovo software in dotazione alla
Regione, il software di contabilità cosiddetto SCORE, in modo tale
da superare quelle criticità che fisiologicamente, in fase di prima
implementazione di un nuovo software, sono, appunto, verificabili.
Ricordo a me stesso che il programma SCORE è stato introdotto per
la prima volta appena nel 2024, quindi l'anno scorso abbiamo avuto
un'ulteriore complessità derivante dall'introduzione del nuovo
sistema.
Le modifiche sono in corso di esecuzione e sono state già
appaltate e speriamo, appunto, che per il 2026 potremo andare a
regime in modo pienamente fisiologico, senza alcuna patologia,
senza nessun rallentamento.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ho
ascoltato con grande attenzione la risposta alla mia interrogazione
che, intanto, è dell'ottobre del 2024 - viene trattata oggi - ma è
drammaticamente attuale. Perché, oggi, siamo ormai a giugno
inoltrato, e stiamo anche qui oggi a discutere del riaccertamento
ordinario e straordinario dei residui e di quelle che sono le
tempistiche ad oggi non rispettate per quelli che sono gli
adempimenti contabili.
Ricordo a me stesso, assessore, perché lei lo sa benissimo, che i
tempi previsti dalla normativa per l'approvazione del rendiconto in
Giunta sarebbero del 30 aprile di ogni anno e poi con la ratifica
entro luglio da parte di quest'Assemblea.
È ormai da qualche anno che non si rispettano questi tempi. Del
resto, basta scorgere un attimo quelli che sono stati gli
adempimenti degli ultimi anni e ci rendiamo conto di come vi sia
stato un notevole peggioramento da questo punto di vista nel
rispetto di quelli che sono gli adempimenti previsti dal decreto
legislativo n. 118 e non solo.
Lei, assessore, mi ha rappresentato sicuramente quello che è un
miglioramento dal punto di vista dei pagamenti a seguito di questa
interpretazione della norma, ma io credo che non risolve il
problema a monte, che io rappresento in questa mia interrogazione,
ovvero quello di riallineare complessivamente quelli che sono i
tempi del ciclo di bilancio.
E, giustamente, lei, poc'anzi, mi ha detto che questo Parlamento
si è determinato, negli ultimi anni, in particolare nell'ultimo,
nell'approvare la legge di bilancio in tempo utile, ovvero entro la
fine dell'anno precedente.
Ma quali sono i benefici che ne otteniamo se poi, per approvare il
riaccertamento dei residui o il rendiconto stesso, dobbiamo
arrivare quasi alla fine dell'anno successivo, come è avvenuto tra
l'altro per quanto riguarda l'approvazione del rendiconto del 2023,
che alla fine è stato approvato solamente il 19 novembre del 2024,
quindi ben oltre la scadenza del 30 aprile?
Questo naturalmente ha determinato un impasse per tutti gli
assessorati, i quali si sono trovati nuovamente nella difficoltà di
non potere spendere perché noi sappiamo benissimo, e lei meglio di
me, che ai primi di dicembre la Ragioneria, le Ragionerie dei
nostri assessorati chiudono e, quindi, nei pochissimi giorni, si
deve correre per tentare di portare avanti quelli che sono,
appunto, i pagamenti qualora possibili, a fare le assunzioni
qualora possibili, ad applicare, aggiornare e rinnovare il
contratto collettivo e ci siamo riusciti in una finestra temporale
assolutamente limitata, oppure dare il via libera alle assunzioni,
e noi sappiamo benissimo quale ne sia l'esigenza vitale per la
nostra pubblica amministrazione.
Allora, assessore, io prendo atto di quella che è stata la sua
ricostruzione temporale, che io conosco perfettamente, ma è
altrettanto vero che noi dobbiamo invertire la rotta.
Io mi auguro che, a partire da questo, dalle prossime settimane,
ci siano notizie in ordine all'approvazione dei riaccertamenti dei
residui e del rendiconto.
Io mi auguro che anche alla luce della tempistica dovuta
all'accelerazione dell'approvazione del bilancio e di questa nuova
metodologia incentivante, cui lei stesso ha fatto cenno, si arrivi
quanto prima possibile a riallineare complessivamente quelli che
sono i tempi che non sono dei tempi, per così dire, che noi
possiamo rideterminare a nostro piacimento, ma sono stabiliti dalla
normativa, dal decreto legislativo n. 118, che permettono di
mettere in sicurezza i conti della nostra Regione.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona, che prende atto della
risposta.
Si passa all'interrogazione n. 1387 "Chiarimenti in merito ai
contenuti dell'accordo tra il Ministero dell'economia e delle
finanze e la Regione siciliana in materia di finanza pubblica,
approvato con deliberazione di Giunta n. 331 del 18 ottobre 2024",
a firma dell'onorevole Giambona ed altri.
Prego, assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie.
Anche questo è un tema di significativa importanza sul quale il
mio Assessorato sta impiegando molta energia e molta attenzione.
L'accordo Stato-Regione, di cui alla deliberazione di Giunta n.
331 del 18 ottobre 2024, prevede alcuni punti di significativa
importanza.
Il primo è quello per cui lo Stato riconosce alla Regione, per il
2024, un contributo pari a circa 74 milioni di euro in relazione, e
quindi a titolo di compensazione degli effetti finanziari
conseguenti alla revisione della disciplina dell'Irpef. Inoltre,
tenuto conto della quantificazione proposta dalle autonomie
speciali nell'ambito dei lavori del tavolo tecnico, in relazione al
2021, la Regione versa al bilancio dello Stato l'importo di euro
451 milioni, quantificato in via definitiva a titolo di risorse
ricevute in eccesso rispetto alla perdita di gettito connessa
all'emergenza Covid-19. Si tratta di una restituzione, che è la
conseguenza del fatto che, durante il Covid, sono state trasferite
delle risorse, come dire, sovrabbondanti, salvo poi conguaglio e
verifica degli effettivi fabbisogni, e quindi si è definita questa
doppia partita significativa: da un lato, il parziale ristoro delle
minori entrate derivanti dalla Regione siciliana dalla riforma
Irpef e, dall'altro lato, la definizione degli obblighi restitutori
che sono previsti per tutte le Regioni in relazione a quanto
assegnato nell'ambito delle misure Covid.
In relazione al punto 1 dell'accordo si rappresenta che l'importo
di 74 milioni, per la precisione 418-720 si riferisce al solo
esercizio 2024. Tenuto conto del fatto che dalle disposizioni della
manovra statale per il 2025, che prevede il secondo step della
riduzione dell'Irpef, soprattutto sulle categorie medio-basse, di
redditi medio-bassi, potranno derivare - e di questo sono
consapevoli tutte le Regioni - anche effetti finanziari sul
bilancio regionale per l'anno 2025 e per i successivi esercizi.
In relazione a questo, la Regione e lo Stato hanno aperto un
tavolo finalizzato, insieme a tutte le altre Regioni interessate, a
riconoscere alle Regioni e, in particolare per quello che ci
interessa alla nostra regione, ulteriori ristori in relazione
all'andamento in diminuzione atteso delle entrate derivanti dalla
riforma fiscale. Il tavolo è attualmente in corso.
Il punto 3 dell'accordo, come dicevo, prevede l'obbligo, la
restituzione - sono somme, 451 milioni, dicevo prima - delle
anticipazioni eseguite dallo Stato nell'ambito del Covid e questo
importo è stato anch'esso determinato dall'esito di un tavolo
tecnico tra lo Stato e le diverse autonomie locali interessate da
questi benefici finanziari, tenuto conto del consuntivo in relativo
alle effettive minori entrate registrate nel biennio successivo
all'erogazione delle somme, quindi ha fatto una valutazione
abbondante, salvo poi verificare a consuntivo l'effettivo impatto
sulle minori entrate.
E' importante sottolineare, anche in aggiunta a quanto risulta nel
testo scritto, che l'obbligo restitutorio in questione è stato
oggetto di apposito accantonamento nel bilancio della Regione,
quindi questa restituzione non ha avuto un impatto significativo e
questo punto è oggetto del contenzioso con la Corte dei Conti, è
uno dei capi del contenzioso con la Corte dei Conti, in relazione
all'approvazione del Rendiconto 2021, poiché la Corte dei Conti,
nell'ambito delle sue censure, formulate in seno al giudizio di
parifica, aveva ritenuto queste somme acquisite a titolo definitivo
al bilancio regionale con l'obbligo di destinare le eventuali
eccedenze al ripianamento del disavanzo.
La Regione si è opposta nell'ambito del contenzioso che si è
instaurato verso la delibera di parificazione e, devo dire, col
senno di poi, riteniamo che sia stata utile questa posizione
assunta da parte della Regione, perché se fossero state destinate
al ripiano del disavanzo, oggi, ci saremmo trovati con l'esigenza
di dover individuare risorse per effettuare delle restituzioni che,
invece, essendo state appositamente, prudenzialmente e
prudentemente accantonate ci hanno consentito di regolare questa
partita con un meccanismo meramente contabile, senza il reperimento
di risorse fresche dal bilancio regionale.
In relazione al riferimento contenuto nell'interrogazione
all'esecuzione degli obblighi informativi desumibili dall'articolo
15 della legge regionale n. 26 del 2020, desidero rappresentare che
dall'esame del testo della norma richiamata nell'interrogazione non
emerge che la norma stessa sugli obblighi informativi si riferisca
agli accordi Stato-Regione, quindi la richiesta di sottoporre
preventivamente all'Assemblea regionale gli schemi di accordo prima
che gli stessi siano sottoscritti non trova fondamento nella norma
richiamata, la quale si riferisce unicamente alle norme di
attuazione dello Statuto, quindi agli schemi di norme di attuazione
dello Statuto regionale, quale evidentemente non è l'accordo Stato-
Regione.
Questo naturalmente è un rilievo che non sottrae il Governo dal
riferire volontariamente al Parlamento regionale tutti i passaggi
fondamentali che interessano la finanza pubblica, però, diciamo, mi
sembra utile sottolineare che non si tratta di un obbligo specifico
imposto da una disposizione di legge. Peraltro, devo anche dirvi
che per il modo in cui si svolgono le trattative sugli accordi
Stato-Regione è abbastanza complesso, non sempre è possibile -
almeno sulla base dell'andamento delle trattative - andare a
sottoporre gli schemi perché sono spesso il frutto di trattative e
si svolgono attorno a dei tavoli che hanno una durata
significativa, ma poi si cristallizzano nell'ambito di decisioni
che vengono prese, in fase finale, quando le norme sono
predisposte, nell'arco di poche ore, di pochi giorni. Naturalmente,
quando sono poche ore diventa ancora più complesso e, quindi, non
ci sono sempre i tempi per andare a rappresentare al Parlamento gli
schemi di accordi Stato-Regione. Comunque, non essendo questo uno
specifico obbligo, ma ribadisco che il Governo regionale è sempre,
in particolare per quella che è la materia finanziaria e la persona
di chi vi parla, è sempre disponibile a dare piena informativa al
Parlamento, laddove possibile, in tutti i casi che siano ritenuti
utili dal Parlamento.
In relazione all'altro capo dell'interrogazione, quello relativo
all'attribuzione del gettito derivante dal contributo unificato, il
tema ha assunto rilievo a seguito della sentenza della Corte
Costituzionale, che ha riconosciuto la natura tributaria erariale
del contributo unificato - è una sentenza risalente al 2005 -;
questo comporta che il gettito tributario riscosso nell'ambito del
territorio regionale viene assunto, viene acquisito all'Erario
regionale, essendo, appunto, stata ritenuta un'entrata tributaria,
ai sensi dell'articolo 2 delle Norme di attuazione dello Statuto in
materia finanziaria, che prevedono il cosiddetto principio della
territorialità della riscossione, principio secondo il quale, come
è noto, vanno assegnate alle spettanze delle casse regionali le
entrate riscosse su tributi erariali, riscosse nel territorio
regionale, quindi ha rilevanza il luogo del versamento, il luogo
della riscossione di queste entrate.
Nell'ambito della trattativa che abbiamo recentemente riaperto con
lo Stato, abbiamo ben chiaro il tema per cui questo principio di
territorialità della riscossione, introdotto nel 1965, e quindi un
tempo ormai lontano, spesso, pone problemi applicativi alla luce
dell'evoluzione tecnologica, perché se originariamente le entrate
tributarie venivano de facto ancorché non de iure necessariamente
versate nel luogo di residenza fiscale del soggetto debitore -
peraltro, dal 1999, con il decreto legislativo n. 112, che ha
riformato la riscossione a mezzo ruolo, facendolo diventare il
Sistema unitario nazionale, in realtà, la riscossione può avvenire
in luoghi anche diversi dalla residenza fiscale, ma diciamo de
facto solitamente si va a versare nel luogo in cui si ha la
residenza, quindi gli eventuali scarti non avrebbero una rilevanza
significativa. Tuttavia, l'evoluzione tecnologica fa sì che con gli
ulteriori efficientamenti del sistema tributario vengono introdotti
meccanismi di pagamento telematici. Ad esempio, proprio in maniera
plastica, questo si è visto col sistema pagoPA, che è stato
introdotto come nuovo sistema di versamento del contributo
unificato negli ultimi anni. Il versamento con meccanismi
telematici prescinde, come è evidente, dal luogo di residenza, dal
luogo in cui viene formata la capacità contributiva oggetto di
tassazione e, quindi, il pagoPA determina uno sfavore per la
Regione in relazione all'applicazione, in termini concreti, del
meccanismo di territorialità della riscossione perché, quando si
versa tramite pagoPA, il meccanismo di versamento fa sì che poi il
conto corrente su cui è appoggiato pagoPA solitamente non ha sede o
non è ricollegabile al territorio regionale siciliano e, quindi, la
Regione perde quel gettito.
Cioè, sostanzialmente, il meccanismo della territorialità della
riscossione inizia in molti casi a produrre degli effetti
sfavorevoli per il bilancio regionale e questo è oggetto proprio
del tavolo che abbiamo recentemente riaperto all'esito di un
convegno di significativa, credo, importanza, promosso anche dal
mio Assessorato, che si è svolto proprio qui, al Palazzo dei
Normanni, recentemente.
Il problema non si pone solo per il contributo unificato per gli
atti giudiziari. Ad esempio, si pone anche in riferimento
all'imposta di bollo sui conti correnti su cui, recentemente,
l'Assemblea regionale ha approvato una norma proposta dal Governo,
elaborata proprio presso i miei uffici, finalizzata ad incentivare
le banche e a eseguire dei versamenti nelle more della risoluzione
del problema.
Ora una delle possibili modalità di risoluzione del problema
potrebbe consistere nel passaggio dal meccanismo della
territorialità della riscossione al meccanismo della territorialità
dell'imposta per cui il gettito viene collegato al maturato sulla
base dei dichiarativi e nei dichiarativi, naturalmente, gli
applicativi informatici dovrebbero tenere conto della possibilità
di segnalare la riferibilità dell'entrata maturata al territorio
regionale.
E proprio su questo campo stiamo lavorando. Quindi, ringrazio gli
interroganti per avere sottoposto un tema che è estremamente caldo
e su cui anche qui l'attenzione dell'Assessorato all'economia è
estremamente elevata perché si tratta di un'importante battaglia
anche di giustizia che stiamo cercando di condurre speriamo con
risultati congrui effettivi nell'interesse dei siciliani.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
GIAMBONA. Allora, vado punto per punto, giacché la ringrazio di
essere stato anche lei, assolutamente, attento nel rispondere a
quelli che sono i nostri quesiti.
Allora, il primo, quello che riguarda l'informativa prevista
dall'articolo 15 della legge n. 26 del 2020, assessore, lei mi dice
che non è un adempimento obbligatorio. Vado alla lettura
dell'articolo che, testualmente, recita che la Giunta regionale
assicura una informazione qualificata e tempestiva in ordine ai
negoziati per la stipula di accordi con il Governo nazionale .
Questo è il comma secondo, appunto, dell'articolo che io ho citato.
Per dire che questo Parlamento, onorevoli colleghi, non è qui a
ratificare, non è qui a prendere atto di quelle che sono decisioni
che vengono assunte dal Governo, ma deve essere assolutamente
coinvolto in questo percorso. Analoga questione l'abbiamo
affrontata, qualche giorno fa, quando, a nostra insaputa, rispetto
a quelle che erano le interlocuzioni su alcune norme che erano
state ragionate dal Governo nazionale con quello regionale, si era
pensato di modificarle, atteso che non erano state impugnate dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri.
E, allora, io chiedo all'assessore e al Governo tutto di informare
puntualmente, giacché anche le intenzioni, al di là di quella che è
la normativa, e mi pare chiara, ma le intenzioni dell'assessore
Dagnino sono state alquanto chiare: quelle di procedere poi punto
per punto e pedissequamente ad informare quest'Aula rispetto a
quelli che potranno essere futuri accordi in ordine ai rapporti di
natura economico-finanziaria con lo Stato centrale.
Ma andando, poi, sugli altri punti oggetto di questa
interrogazione, che sono assolutamente importantissimi perché ci
permettono di delineare il quadro entro cui questa Regione si muove
con i rapporti con lo Stato centrale rispetto ad alcune partite di
compensazione per certi versi e di riconoscimenti per altri, oppure
ancora di questioni che sono ataviche e mai risolte, come la
tematica delle accise sulle quali io credo che dovremmo, qualche
volta, fare una seduta ad hoc, io mi chiedo se proprio questo
accordo del 18 ottobre del 2024, abbia portato qualche vantaggio
per la nostra Regione, ovvero quali sono i vantaggi, assessore, di
cui questa Regione ha potuto beneficiare.
Dico ciò perché il motivo per il quale noi rinunciamo a questo
ricorso che avevamo presentato innanzi alla Corte Costituzionale
riguardava fondamentalmente la rivisitazione delle norme che
concernono la rideterminazione dal punto di vista fiscale
dell'IRPEF per la Sicilia, per il gettito siciliano, la quale
avrebbe - secondo le stime di cui noi tutti siamo in possesso -
ridotto, come ha ridotto, le nostre entrate di ben 164 milioni di
euro.
Ebbene, questo accordo ci garantisce una concessione da parte
dello Stato centrale di 74 milioni di euro, quindi una perdita di
oltre 90 milioni di euro, ma vado oltre, cioè questo accordo
stesso, a fronte della nostra rinuncia, prevede un obbligo da parte
della Regione siciliana di assumere un impegno nel pagamento di
oltre 800 milioni di euro fino al 2032, a titolo di contributo per
la finanza pubblica e poi ancora 451 milioni di euro a titolo di
restituzione ai Covid e poi ancora non abbiamo compreso - e mi
auguro che quanto rappresentato poc'anzi dall'Assessore vada a
concretizzarsi - quali saranno gli effetti in termini di perdita
per l'Erario siciliano dovuta, appunto, all'erosione di pagoPA con
contributo unificato e quella possibilità di collegarla nuovamente
al territorio siciliano.
E sono queste tematiche, Assessore, assolutamente centrali e che
non si allontanano nemmeno tanto da quanto abbiamo discusso col suo
predecessore, nemmeno un anno e mezzo fa, sulla tematica delle
accise, che dovrebbero essere riconosciute alla Regione siciliana.
Io mi auguro che da qui in avanti la partita, in ordine a come
deve essere gestito questo rapporto con il Governo centrale, venga
fatta in maniera puntuale, in maniera approfondita e che si informi
quest'Assemblea rispetto a quelli che sono i passaggi che si
faranno, anche perché noi non abbiamo intenzione di soccombere in
maniera arbitraria e senza alcuna interlocuzione, ma che sia
ragionata con il Governo centrale, perché noi, come Regione
siciliana, abbiamo alcune prerogative e abbiamo intenzione di farle
valere fino alla fine.
Quindi, in ordine a quelle che sono state le risposte fornite
dall'Assessore per l'economia, pur comprendendo che ci sono in atto
delle interlocuzioni per le quali chiedo una puntuale informazione,
ritorno al disposto della normativa dell'articolo 15 della legge n.
26 del 2020. Io mi ritengo parzialmente soddisfatto.
Ritengo che, comunque, dovremmo tornare, proprio alla luce di
questa esigenza di puntuale e sistemica informazione con questo
Parlamento, a ragionare qualora e mi auguro vi siano accordi con lo
Stato centrale che permettano di portare benefici alla nostra
Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
Si passa all'interrogazione n. 1428 "Chiarimenti in merito alle
criticità riguardanti i lavoratori interinali che prestano servizio
presso l'Azienda siciliana trasporti AST", a firma dell'onorevole
Giambona ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, signor Presidente. In
relazione alle iniziative poste in essere per garantire il regolare
pagamento del personale interinale, si precisa che l'Azienda
trasporti, a seguito dell'erogazione delle risorse finanziarie a
copertura delle perdite di esercizio al 31.12.2022, alla luce del
piano di risanamento attestato - che è stato presentato da parte
dell'azienda - ha prontamente provveduto a saldare le fatture
scadute dal fornitore Temporary S.p.A., aggiudicatario della gara
della somministrazione di lavoro interinale in AST S.p.A.
Si assicura, pertanto, che ad oggi non risulta alcun inadempimento
contrattuale da parte della società e che le fatture a scadere,
salvo imprevedibili eventi, sono destinate ad essere
tempestivamente onorate.
Con riferimento alle misure e alle tempistiche poste in essere per
garantire il mantenimento dei livelli occupazionali, si osserva che
l'attuale governance, in coerenza con le previsioni contenute nel
piano di risanamento, approvato dall'Assemblea del socio unico il
27.12.2024, nonché dalla Commissione bilancio dell'ARS e dalla
Giunta di Governo, ha espressamente previsto l'assunzione
nell'ambito del piano 2025-2029 di 91 autisti, anche in
assorbimento del personale interinale per la sostituzione di circa
94 pensionamenti fisiologici previsti tra il secondo semestre 2024
e il 2029, come risulta, in particolare, a pagina 74 del piano
menzionato.
In altre parole, la programmazione della riorganizzazione
dell'organico del personale dipendente e interinale prevede la
stabilizzazione, attraverso procedure concorsuali che verranno
indette nel rispetto dei principi di trasparenza ed evidenza
pubblica, ritenendo requisito preferenziale lo svolgimento di
precedente esperienza lavorativa presso aziende di trasporto
pubblico locale, in generale, ovviamente, così come è già
rappresentato dai vertici sindacali pro tempore nei vari tavoli
indetti con le organizzazioni sindacali di settore.
Aggiungo che, questa mattina, si è svolta la Giunta regionale
nell'ambito della quale è stato sottoposto all'apprezzamento da
parte della Giunta il contratto di servizio per l'affidamento in
regime in house delle tratte previste nell'ambito del piano di
risanamento che è stato redatto in applicazione della legge del
luglio dell'anno scorso, con la quale la Regione ha portato avanti
un nuovo paradigma, mi piace sottolinearlo, in relazione al quale
il salvataggio dell'AST non è avvenuto tramite mera erogazione di
risorse, salvo poi verificare che l'azienda magari avrebbe potuto
produrre perdite tali da consumare le risorse pubbliche
assegnatele, ma per la prima volta, a fronte, diciamo, di
un'assunzione, di un obbligo ben più coercitivo per l'azienda
beneficiaria delle risorse pubbliche, è stato previsto il
condizionamento di questa attribuzione all'approvazione di un piano
di risanamento munito di attestazione da parte di un professionista
indipendente; questo ha fatto sì che nell'arco dell'anno trascorso,
si sia svolto un enorme lavoro che dà in qualche modo
rassicurazione al Governo che il denaro pubblico destinato ad AST
sia utilizzato, se l'AST sarà capace di provare di portare avanti e
di applicare il piano, in modo tale da rimettere assolutamente
l'azienda sulle sue gambe, evitando il ripetersi di casi di
salvataggi di aziende pubbliche che, anche a livello nazionale,
specialmente nel settore dei trasporti in questo Paese, purtroppo,
hanno creato non poco dispendio di risorse pubbliche, quindi,
speriamo che questa possa essere una best practice.
E' stato proprio con un secondo punto all'ordine del giorno da
parte della Giunta che si è dato atto del completamento dell'iter,
di talché l'AST potrà, dal primo luglio del corrente anno, passare
a regime in house con attivazione, con verificarsi delle condizioni
sospensive previste dalla riforma statutaria già approvata da parte
dell'Assemblea, la cui efficacia, appunto, era sospensivamente
condizionata al completamento del passaggio in house e, quindi, con
la delibera di Giunta di oggi si è completato l'iter
amministrativo, salvo naturalmente diversi eventuali accordi tra le
infrastrutture e l'Azienda ma, insomma, si è completato un
complessissimo iter amministrativo che metterà dal primo luglio
l'AST nelle condizioni di avviare, passare, effettivamente in house
e avviare così la realizzazione del piano di risanamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Giambona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
Prego.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io ho
ascoltato con grande attenzione, naturalmente prendo atto di quelle
che sono le ultime fasi delle trattative, delle interlocuzioni che
hanno per oggetto la nostra AST, devo dire che la nostra
interrogazione che è datata dicembre 2024, quindi, nemmeno tanto
datata rispetto alle altre, nasceva dalla segnalazione di tanti
lavoratori, molti dei quali devo dire interinali, che lamentavano
il mancato pagamento appunto delle retribuzioni, tra l'altro in
maniera assolutamente ripetuta.
Adesso la questione, come lei giustamente mi sta rappresentando,
sembrerebbe essere superata anche per l'iniezione di liquidità che
questa Assemblea ha voluto garantire anche per una ristrutturazione
complessiva di questo che, per noi è un servizio pubblico
essenziale, dico questo perché le segnalazioni, Assessore, rispetto
a quelle che sono le inefficienze a tutt'oggi registrate da parte
dell'Azienda Siciliana Trasporti e legate sicuramente non alla
disponibilità dei nostri dipendenti dell'AST ma a tematiche diverse
come la carenza di mezzi, una carenza di organizzazione
complessivamente intesa, sono assolutamente drammatiche; basta
andare sul sito dell'Azienda Siciliana Trasporti, quotidianamente,
come per esempio oggi, e vediamo che sono state tagliate ben
venticinque corse, nella giornata di ieri ne sono state tagliate
ventisei, come ancora il giorno 14 e come ancora ogni giorno della
settimana, e questo per la provincia di Palermo ha determinato il
fatto che tantissimi pendolari della zona di San Cipirello, di San
Giuseppe Iato, di Camporeale, di Terrasini, di Cinisi, di Capaci,
di Carini e di Torretta hanno trovato l'impossibilità a muoversi da
questi centri; con l'aggravante che per alcuni di questi - e mi
riferisco a San Cipirello, San Giuseppe Iato, Camporeale e
Terrasini - non ci sono dei mezzi di trasporto pubblico che siano
alternativi a quello che viene fornito dall'Azienda Siciliana
Trasporti. Questo per rappresentare come sia assolutamente centrale
il ruolo e il servizio sociale che viene reso in tutta la Sicilia,
per cui è ovvio che noi dobbiamo attenzionare, assolutamente,
questa fase; dobbiamo attenzionare e garantire i lavoratori,
Assessore.
Mi risulta che in questi giorni sia emersa una questione che
riguarda una parte dei lavoratori che sono impegnati nella
provincia di Messina, ovvero che la gara che si è svolta, appunto,
sulle tratte che interessano questa provincia possano, in certo
qual modo, incidere sulla forza lavoro. Allora, io chiedo che vi
sia un'attenzione mirata e puntuale, a partire da quello che sta
avvenendo nella provincia di Messina e non solo. Noi abbiamo circa
700 dipendenti che con tante difficoltà - lo abbiamo rappresentato
appunto poc'anzi: i ritardi nei pagamenti, le esigenze di carattere
infrastrutturale che molto spesso non vengono assecondate, mezzi
inadeguati - comunque hanno garantito un servizio. Un servizio che,
comunque, dobbiamo continuare a mantenere nello spirito sociale che
questo tipo di attività deve continuare a portare avanti.
Di qui alle prossime settimane mi auguro che ci sia una evoluzione
che complessivamente permetta, intanto, di avere la possibilità di
un parco mezzi che sia idoneo rispetto all'esigenza dell'utenza,
perché abbiamo mezzi assolutamente datati e probabilmente il motivo
per il quale alcune corse vengono cancellate è per l'appunto
questo.
Nel merito dell'interrogazione, considerato appunto gli
intendimenti rappresentati e le trattative che sono a tutt'oggi in
corso, Presidente, mi ritengo parzialmente soddisfatto. Ma quello
che faremo di qui alle prossime settimane, sarà attenzionare
ulteriormente la condizione dell'AST e tutta la fase di
ristrutturazione che la sta riguardando, nel percorso che la vedrà
dal primo di luglio diventare società in house per garantire
migliori servizi ai nostri Siciliani e per garantire appieno i
livelli occupazionali dei 700 dipendenti a tutt'oggi in forza alla
società AST e in forza presso le società interinali. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. Si passa
all'interrogazione n. 1553 "Chiarimenti sul ritardato e mancato
trasferimento all'AST delle risorse stanziate per il risanamento da
destinare al pagamento delle retribuzioni dei lavoratori e del
carburante per i pullman e sulla questione sollevata dall'ANCI",
che è trasformata in interrogazione con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1570 "Chiarimenti in merito allo
stato dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza
nella Regione siciliana", a prima firma dell'onorevole Di Paola.
Anche questa è trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1632 "Chiarimenti sull'acquisto di
titoli potenzialmente inesistenti ceduti alla società regionale
IRFIS", a prima firma dell'onorevole Di Paola. Anche questa è
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1675 "Chiarimenti sul taglio dei
fondi destinati alla salute e al sociale per destinarli
all'assistenza tecnica per la spesa dei fondi per lo sviluppo e la
coesione (FSC)", a prima firma dell'onorevole Giambona. Ha facoltà
di intervenire l'assessore per fornire la risposta.
DAGNINO, assessore per l'economia. Un momento Presidente, perché
non me la ritrovo tra le mie carte.
PRESIDENTE. È la n. 1675.
DAGNINO, assessore per l'economia. Presidente, ho un appunto sulla
rubrica secondo il quale a questa interrogazione risponderebbe
direttamente il Presidente della Regione, in successiva seduta.
È pervenuta la nota stamattina dalla Presidenza della Regione.
PRESIDENTE. Va bene, Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie.
PRESIDENTE. Risponderà, successivamente, il Presidente della
Regione. Assessore vedo in Aula l'onorevole Sunseri, c'era
l'interrogazione n. 437 che avevamo trasformato con richiesta di
risposta scritta e che caso mai possiamo dare all'onorevole
Sunseri, ove possibile, se può intervenire anche in Aula, visto che
l'onorevole Sunseri è presente. Prego, Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente, la n. 437
quella che riguarda i super minimi di S.I.S.
La risposta è piuttosto articolata, però, diciamo sintetizzo i
passaggi essenziali, si tratta appunto della tematica ormai
risalente ma tuttora attuale, devo dire, nonostante sia risalente,
dell'erogazione dei superminimi da parte della S.I.S., ora i
passaggi fondamentali sono i seguenti: con nota dell'8 luglio 2022
l'Amministratore unico pro tempore della S.I.S., avvocato Salonia,
comunicava al Servizio partecipate dell'Assessorato Economia di
avere acquisito un parere redatto dal professore Antonio Lo Faro,
ordinario di diritto del lavoro dell'Università di Catania, dal
quale sembrava emergere che i superminimi individuali riconosciuti
dalla società tra il 2007 e il 2011 alla quasi totalità dei
dipendenti, fossero nella maggior pare dei casi sprovvisti di
adeguata motivazione, requisito che la giurisprudenza costante
riteneva, invece, necessario per l'attribuzione di tali trattamenti
da parte di società partecipate da socio pubblico.
Le attribuzioni successive, invece, all'anno menzionato si
ponevano in contrasto con le legislazioni vincolistiche adottate,
sia in ambito nazionale che regionale, nel periodo della spending
review, a tale riguardo venivano richiamate alcune sentenze
pronunciate dai tribunali siciliani all'esito di giudizi avviati
proprio da dipendenti della S.I.S. nei confronti dell'azienda.
Nel parere del professor Lo Faro veniva anche evidenziato
l'ulteriore problema riguardante le somme erogate ai dipendenti a
titolo di incentivo tecnico ai sensi della normativa sugli appalti.
Dette somme, astrattamente legittime, tuttavia erano state erogate
in taluni casi in misura superiore rispetto al massimo consentito
dalla legge.
A fronte di quanto rilevato dal professionista incaricato,
l'amministratore unico si impegnava ad assumere le iniziative
finalizzate al recupero di quanto illegittimamente erogato,
apparendo ciò inevitabile anche alla luce del principio secondo cui
risponde non solo chi ha adottato gli atti suscettibili di
determinare un danno, uno spreco di risorse pubbliche, ma anche in
capo a chi ha posto in essere condotte omissive in ordine alla
necessità di rimuovere tali atti pregiudizievoli.
L'amministratore unico della S.I.S., Società Interporti Siciliani,
concludeva la nota comunicando sin da ora la sua intenzione di
avviare, quindi, le azioni di recupero dell'indebito che verranno
giudicate necessarie, adottando modalità tali da non pregiudicare
oltremodo i dipendenti della società.
Con nota del 23 agosto del 2022, il Servizio partecipazioni, tra
l'altro, dava l'indirizzo o meglio il suggerimento, la
raccomandazione, nel rispetto dei principi di trasparenza e
partecipazione, di notificare le comunicazioni di avvio dei
procedimenti di restituzione dei contributi, finalizzate anche
all'interruzione del termine di prescrizione e ad acquisire
eventuali controdeduzioni da parte degli interessati da esaminare,
naturalmente, prima dell'adozione del provvedimento finale.
In data 14 novembre 2022, l'Amministratore, ancora avvocato
Salonia, trasmetteva una nota al Servizio partecipazioni,
rappresentando che in linea con l'orientamento espresso sulla
vicenda, in forza del parere scritto dal professionista professor
Lo Faro, aveva avviato l'iter quindi per giungere alla definizione
della questione in ottemperanza alle prescrizioni di legge.
Allegava in particolare la determina n. 46 del 15 settembre 2022,
con la quale attivava le procedure di ripetizione dei superminimi e
dell'elargizione a titolo di incentivo per funzioni tecniche a
partire dal 2007, previa verifica della conformità nell'ambito dei
limiti di legge.
Nel 2023, in particolare il 3 febbraio, la carica di
amministratore unico veniva assunta dal dottor Salvatore Foresta.
Con nota del 6 marzo 2023, trasmessa dal collegio sindacale pro
tempore della S.I.S., il nuovo amministratore manifestava, invece,
la volontà di sospendere precauzionalmente l'erogazione di ogni
emolumento necessario alla retribuzione tabellare e di riavviare le
trattative con i sindacati.
Infatti, da questa nota emergeva che il professor Lo Faro, stesso
professionista incaricato dal precedente amministratore,
trasmetteva al collegio sindacale varie sentenze che confermavano
la non spettanza dei superminimi, da ultimo, ad esempio, una
sentenza del tribunale di Catania all'esito del giudizio
incardinato con ricorso dal dipendente Antonio Gnolfo.
Si avvicendava, ulteriormente, il vertice societario, questa volta
nella persona dell'avvocato Brigida Alaimo, che restava in carica
dal 18 maggio 2023 al 28 febbraio 2024. Sul punto interveniva
ancora una volta il Servizio Partecipazioni con nota dell'8 giugno
2023, avente per oggetto "sollecito adempimenti interporti", con
cui veniva rappresentata, al nuovo amministratore unico, l'urgenza
del recupero dei superminimi e dei buoni pasto, onde evitare
effetti pregiudizievoli derivanti allo spirare dei termini
prescrizionali anche connessi all'esperimento dell'azione di
responsabilità nei confronti dell'amministratore in carica al tempo
dei fatti che avrebbe potuto dare causa all'erogazione indebita
avendo così danneggiato il patrimonio societario.
Ricordo, infatti - ma lo aggiungo io -, che la giurisprudenza
della Corte di Cassazione a Sezioni Unite ritiene responsabile, in
sede civile, l'amministratore nell'ambito dell'esercizio
dell'azione di responsabilità, mentre il socio può essere
responsabile, questa volta in sede contabile, per l'omesso
l'esercizio dell'azione di responsabilità da adottarsi in sede
civile, così ripartita la giurisdizione.
Con nota del 30 giugno 2023, l'avvocato Brigida Alaimo
rappresentava di avere provveduto alla quantificazione delle somme
oggetto della procedura di recupero, modificando a ciascuno dei
dipendenti la relativa richiesta restitutoria al fine di
interrompere ancora una volta i termini prescrizionali. Riteneva,
tuttavia, opportuno procedere ad un ulteriore approfondimento
attraverso l'acquisizione di un nuovo parere legale pro veritate
presso autorevole professionista.
Infatti, il parere reso dal professor Lo Faso pareva superato,
comunque parzialmente smentito, dallo stesso professionista il
quale, chiamato in precedenza ad esprimere il suo avviso sul tema,
aveva in prima battuta concluso per la legittimità dei superminimi,
considerandoli patrimonio fino a quella data e acquisito alla sfera
giuridica ed economica di ciascuno dei lavoratori.
Il nuovo parere veniva assegnato con determina del 12 luglio 2023
all'avvocato Ferdinando Caronia del foro di Palermo. Il
professionista, il nuovo incaricato, formulava un parere più
articolato distinguendo, a seconda che i superminimi fossero stati
erogati prima o dopo la data, questa volta identificata con
precisione nel 31 maggio del 2010.
Infatti, secondo il nuovo professionista, l'erogazione effettuata
post 31 maggio 2010 sarebbe stata da considerarsi nulla addirittura
per violazione di legge, in particolare in relazione all'articolo
9, comma 1, del decreto legge n. 78 del 2010, e dell'articolo 18
della legge regionale n. 11/2010.
I superminimi erogati, dunque, in questo periodo erano da
considerarsi nulli per violazione del principio di ordine pubblico
in tema di trattamenti retributivi dei dipendenti pubblici ai
quali, nel parere del professionista, il personale della S.I.S.
sarebbe stato assimilato.
Le erogazioni effettuate ante 31 maggio 2010, invece, andavano
supportate da idonea motivazione giustificativa. Nel caso di
specie, fatta eccezione per tre posizioni, veniva rilevato che la
gran parte dei superminimi erogati erano stati pagati in assenza di
motivazione aziendale di base, quindi il trattamento retributivo
veniva ritenuto ripetibile nei limiti della prescrizione decennale,
trattandosi di rapporto di lavoro, fatti salvi gli effetti
dell'eventuale assorbimento negli aumenti contrattuali
sopravvenuti. Aspetto, quest'ultimo, da valutare caso per caso in
sede di recupero del dovuto.
Ad ogni modo, per prudenza, l'amministratore unico interrompeva i
termini prescrizionali attraverso un avviso bonario con invito alla
ripetizione dell'indebito rivolto a ciascun dipendente;
l'amministratore unico a questo punto comunicava che avrebbe
provveduto, immediatamente, alla revoca definitiva dei superminimi
ante 31 maggio 2010, che erano stati sospesi con ordine di servizio
del 27 maggio del 2013, con decorrenza 1 giugno 2013, nelle more
della definizione dei giudizi pendenti.
Con nota del 7 agosto 2023 l'amministratore unico inviava al
Servizio di Partecipazione la determina con la quale revocava i
superminimi concessi al personale dipendente nel 2013 e già sospesi
con l'ordine di servizio del 27 maggio dello stesso anno.
La determina 39 era l'atto successivo del parere legale pro
veritate dell'avvocato Caronia. Dette conclusioni erano anche
confortate da sentenze del Tribunale di Catania, Sezione Lavoro, e
del Tribunale di Palermo, Sezione Lavoro, che avevano rigettato in
parte qua i ricorsi proposti dai dipendenti volti al riconoscimento
dei superminimi concessi nel 2013.
A questo punto, l'amministratore unico revocava definitivamente i
superminimi concessi nel 2013, dando atto che avrebbe proceduto al
recupero anche delle somme indebitamente erogate a titolo di
superminimi individuali. Comunicava, anche, di avere inviato a
tutti i dipendenti interessati una nota di recupero credito con un
piano di rientro annesso e di essere in attesa di preventivi di
legali specializzati in materia di diritto societario per valutare
l'opportunità di esercitare l'azione di responsabilità nei
confronti dei precedenti amministratori.
Con nota del 25 ottobre 2023 l'amministratore trasmetteva
ricorso...
PRESIDENTE. Assessore, riusciamo...
DAGNINO, assessore per l'economia. Ho quasi finito, l'ultima mezza
pagina... trasmetteva ricorso promosso da alcuni dipendenti con cui
si chiedeva l'accertamento della legittimità dei superminimi,
precisando che l'azione giudiziaria aveva ad oggetto anche i
superminimi del 2013. A questo punto l'amministratore comunicava di
avere provveduto alla nomina di un legale che avrebbe assistito la
S.I.S. nel contenzioso.
Alla data odierna l'annosa vicenda risulta ancora sub iudice con
giudizio pendente innanzi al Tribunale di Catania, dottoressa
Concetta Ruggeri, il giudice relatore, innanzi al quale la S.I.S. è
difesa dall'avvocato Caronia.
Negli ultimi anni, la S.I.S. si avvalse della collaborazione di
altri professionisti, come si evince dalla tabella allegata alla
nota che verrà prodotta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Sunseri per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
SUNSERI. Grazie, Presidente, ho preferito ascoltare la risposta da
parte dell'Assessore perché su questa vicenda ci ho lavorato tanti
anni e sembra non concludersi mai.
Siccome credo che ancora tutti gli atti volti a fare chiarezza su
questi benedetti superminimi della S.I.S., una società che
onestamente non capisco ancora a cosa serva, perché sono anni
che... è una società di scopo che doveva servire a realizzare
l'interporto di Catania e l'interporto di Termini Imerese.
L'interporto di Catania, in qualche modo, è stato realizzato,
quello di Termini Imerese ancora non è stata messa nemmeno la prima
pietra, si susseguono pareri, progetti, finanziamenti su un
progetto che dovrebbe valere qualcosa come cento milioni di euro e
che il Governo regionale ha finanziato solamente per trenta milioni
e per il quale ancora, onestamente, non comprendiamo quando e se
mai partiranno questi lavori, perché ci hanno fatto un cinque, sei
campagne elettorali, io non ero nemmeno nato e se ne parlava, e
ancora ad oggi, diciamo, non l'abbiamo visto
Detto ciò, siccome su questa vicenda dei superminimi, mi pare di
capire, ancora un attimo di chiarezza non è stata fatta e gli
amministratori si rimpallano un po' la responsabilità, non so
quanti pareri siano stati richiesti per valutare se fossero più o
meno legittimi.
Siccome io un'idea me la sono fatta e credo anche la Ragioneria
generale e credo anche il servizio responsabile al controllo e alla
vigilanza delle società della Regione, annuncio - con molta
serenità - che entro questa settimana vado in Procura alla Corte
dei conti, metto insieme tutti gli atti che sono a mia
disposizione, aggiungo le risposte che mi sono state fornite oggi e
quelle degli anni precedenti, perché c'è una sfilza infinita di
risposte del dipartimento, sia infrastrutture, sia dei precedenti
Assessori, ho le risposte dell'Assessore Falcone, insomma tutta una
serie di atti che ho raccolto in questi tanti anni in cui ho
affrontato questa vicenda, e consegno tutto a loro e poi saranno
loro a valutare se qualcuno abbia omesso di fare il proprio lavoro
e il proprio dovere e se queste somme, finalmente, verranno o meno
recuperate, se siano state assegnate in maniera corretta o meno.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, quindi reputo che si dichiara non
soddisfatto.
SUNSERI. No, la risposta era soddisfacente.
PRESIDENTE. Parzialmente soddisfatto?
SUNSERI. Soddisfatto.
PRESIDENTE. Soddisfatto, va bene.
Abbiamo finito con la Rubrica atti ispettivi riguardo
all'economia.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LA VARDERA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, le
chiedo anticipatamente una deroga di qualche minuto perché
l'argomento che devo affrontare merita l'attenzione di quest'Aula e
ho bisogno di qualche minuto in più e soprattutto del Governo,
perché ritengo opportuno notiziare questo Parlamento, seppure in
pochi, ma poi arriverà a chi di dovere, ovviamente terrò tutti gli
atti parlamentari del caso, rispetto a quello che succede al Parco
archeologico Himera.
Nei giorni scorsi, mi sono recato più volte sia ad Ustica per
raccontare lo stato di degrado dei beni archeologici della Regione
siciliana e successivamente mi sono recato a Termini Imerese su
input di diversi cittadini. Himera e Termini Imerese hanno qualcosa
in comune, scusate Ustica e Termini Imerese hanno qualcosa in
comune: hanno lo stesso direttore del Parco archeologico, cui fa
nome un certo Domenico Targia, un architetto che, non si capisce
bene come è possibile che sia architetto, dovrebbe gestire i beni
culturali, ma questa è un'altra storia.
Quello che mi raccontano all'interno di questo Parco archeologico,
signor Presidente, chiedo all'assessore di prendere nota, perché
sono convinto che dovrà chiedere quanto meno al Presidente della
Regione e all'assessore Scarpinato di fare qualcosa dopo questa
notizia che porterò in quest'Aula, mi dicono che all'interno di
questo Parco archeologico nella parte alta della città, in quella
che è la necropoli della città di Termini Imerese, pascolano a
custodia di quello stesso Parco archeologico, quindi nei beni
culturali della Regione siciliana - questo è come i beni culturali
vengono trattati, lo stimolo culturale che abbiamo nella Regione -
, ebbene, pascolano delle vacche. Vacche all'interno del Parco
archeologico della Regione siciliana, per brulicare
fondamentalmente, perché l'obiettivo delle vacche è quello di
pulire.
Io pensavo che queste vacche fossero abusive ed erano lì perché
evidentemente avessero scavalcato i recinti e ovviamente chiedo
spiegazioni al direttore del Parco. Rimango perplesso, perché non
solo vengo a conoscenza che quelle vacche erano autorizzate a
pascolare sopra i reperti dell'archeologia siciliana, ma che
addirittura è stato lo stesso direttore del Parco a dare
autorizzazione, proprio a una signora, una ragazza, per farle
pascolare all'interno, questa potrebbe essere una versione
tragicomica, ma adesso viene il bello.
Purtroppo, signor Presidente, scopro che la famiglia a cui è stata
data la concessione delle vacche , quindi abbiamo la Regione
siciliana, il direttore del Parco, che dà l'autorizzazione alle
vacche ad entrare, peccato, però, che la famiglia a cui è stata
data questa concessione, e in particolare i parenti di questa donna
a cui è stata data l'autorizzazione, sono i parenti di un signore
che si chiama Antonino Baratta che a Termini Imerese solo il nome
fa paura, perché una sentenza di Palermo dice che: "questo soggetto
è stato dichiarato socialmente pericoloso in quanto imprenditore in
affari fin dagli anni '80 con i maggiori esponenti della mafia di
Termini Imerese". Ma cosa ancora più grave, uno dei motivi per cui
è stato sciolto il comune di Termini Imerese, nel 1990, è a causa
della famiglia Baratta, e in particolar modo un soggetto che si
chiamava Filippo Baratta, consigliere comunale di Termini Imerese,
motivo per il quale l'allora Ministro Mancini decise di far
sciogliere il consiglio.
Noi abbiamo una situazione incredibile: un direttore di un Parco
che autorizza il pascolo delle vacche di una famiglia, che mi
dicono esse una famiglia che a Termini Imerese ha un certo
spessore.
Ma adesso viene il bello: perché il direttore Targia fa un
miracolo, all'interno di questo Parco archeologico, abbiamo il
parcheggio del Parco archeologico Il parcheggio del Parco
archeologico è stato sequestrato alla mafia ed era proprio di
proprietà di Antonino Baratta. Lo Stato da una parte sequestra i
beni e il direttore del Parco archeologico dà i beni ai parenti
della famiglia Baratta
Una vicenda incredibile che fa assolutamente paura e che mette
nelle condizioni questo Governo di dovere prendere una immediata
posizione, perché un direttore di un Parco che decide in modo
inopinato, senza nessun tipo di condizione, di dare la concessione
a delle vacche per pascolare sopra i beni archeologici, questo
sarebbe già motivo per farlo dimettere: invece che fa, ancora di
più, lo dà ai parenti di questo soggetto, tale Antonino Baratta,
che a Termini Imerese... i termitani potranno conoscere la storia
di questa famiglia, è una vicenda che fa accapponare la pelle
Due settimane fa mi sono recato al Parco archeologico dal
Direttore Targia a notiziare questa notizia, a dire "ma lei lo sa,
direttore, che ha dato questa roba", mi ha guardato scioccato, dice
"ma non ero tenuto a sapere questa cosa". Glielo dico io. Cosa
farà? Adesso vediamo. Sono passate due settimane, ancora questa
concessione non è stata tolta.
Concludo nel dire che per far foraggiare, mi dice chi fa questo
lavoro - non è il mio lavoro - ho dovuto prendere ovviamente delle
indicazioni, per far mangiare una vacca al giorno, se questa
famiglia dovesse pagare e quindi non utilizzare i beni della
Regione e quindi il terreno della Regione, dovrebbe pagare 8 euro
al giorno per vacca. Allora, anche qui, tenetevi forte, siccome ci
sono circa 50 vacche che pascolano - e qui si profila l'eventuale
danno erariale - 50 vacche che pascolano costano qualcosa,
dovrebbero costare circa 150 mila euro a quella famiglia per
foraggiare, all'anno. Sapete il direttore Targia quanto fa pagare a
questa famiglia? 200 euro all'anno 200 euro all'anno a fronte dei
costi che sono pazzeschi
Allora, io uso questo Parlamento - perché questo è il nostro
compito - farò tutti gli atti parlamentari del caso perché, prima
di ogni cosa, è giusto fare così, ma ovviamente chiederò le
dimissioni repentine delle direttore Targia, mi auguro che
Scarpinato, uomo dell'istituzione, uomo con la divisa, non aspetti
l'onorevole La Vardera perché questa cosa possa accadere, perché i
beni archeologici della Regione non possono fare questa fine e non
possono essere vicini a soggetti che hanno avuto un passato quanto
meno scabroso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Onorevoli colleghi, se non ci sono altri interventi, riconvoco
l'Aula per domani, mercoledì 18 giugno 2025, alle ore 15.00 con
all'ordine del giorno la discussione unificata di atti di indirizzo
politico ed atti ispettivi concernenti la questione della Striscia
di Gaza, così come è stabilito dalla Capigruppo.
La seduta è tolta alle ore 17.03 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
187a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 18 giugno 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 267 - Iniziative a livello centrale in sostegno del
popolo palestinese e per il riconoscimento dello Stato di
Palestina . (V. allegato)
(6 giugno 2025)
CATANZARO - CRACOLICI - BURTONE
- DIPASQUALE -
SAFINA - SPADA - VENEZIA -
CHINNICI - GIAMBONA - LEANZA -
SAVERINO
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella