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Resoconto d'Aula della Seduta n. 189 di mercoledì 25 giugno 2025
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15:28

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli De Luca Cateno, Giuffrida e Porto.
   L'Assemblea ne prende atto.


  Seguito della discussione della discussione della mozione n. 267 -
                     Iniziative a livello centrale
   in sostegno del popolo palestinese e per il riconoscimento dello
                          Stato di Palestina

   PRESIDENTE.  Colleghi,  prima di dare  la  parola,  penso  per  un
  appello  - la discussione generale l'abbiamo chiusa ieri e, quindi,
  non  ci possono essere ulteriori interventi - rispetto a quello che
  andremo  a  fare  io,  ad oggi, non ho, ad  ora,  non  ho  ricevuto
  riscritture  o  proposte di riscritture di emendamenti  per  quanto
  riguarda  la  mozione n. 267. Ho solo l'emendamento,  che  era  già
  stato  presentato ieri e che troverete nei tablet.  Se  non  ricevo
  nessun  altro  emendamento, io porrò in votazione l'emendamento  di
  riscrittura presentato dai Capigruppo di maggioranza.
   Quindi, do la parola all'onorevole Catanzaro. Onorevole Catanzaro,
  solo  per un appello, perché la discussione generale è stata chiusa
  ieri e non intendo riaprirla. Prego, onorevole.

   CATANZARO.  Grazie, Presidente. No, io desideravo anche perché...

   PRESIDENTE.  Colleghi,  se ascoltiamo un  attimino  l'appello  del
  Capogruppo del Pd. Colleghi  Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO.  No,  Presidente, più che è un  appello,  la  mia  vuol
  essere una riflessione su un tema così importante che il gruppo del
  Partito  Democratico, ma penso tutti i presenti in  quest'Aula,  ha
  richiesto  settimane  fa in Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, e ieri, nel dibattito sulla mozione, è emerso ciò che
  sono  i  numeri sulle morti dei bambini, dei civili, su quello  che
  sta avvenendo.
   È  chiaro  che,  dopo  che abbiamo completato il  dibattito  sulla
  mozione di ieri - poiché ci sono stati degli emendamenti presentati
  alla  nostra mozione, ma ci sono anche altre mozioni - ebbene,  sia
  ieri  che anche nella giornata di oggi, abbiamo cercato di  trovare
  un  momento  di  sintesi  che possa accomunare,  Presidente,  anche
  grazie  alla  Presidenza dell'Assemblea, alcuni punti  che  possono
  accomunare  l'Aula  nel  voto unanime  su  una  mozione  che  deve,
  sicuramente,  lanciare  un messaggio dal Parlamento  siciliano  nei
  confronti del Governo centrale su un punto che è dirimente,  che  è
  quello  della  pace,  che è un appello che  noi  vorremmo  che,  da
  quest'Aula,  partisse  con grande forza per  il  cessate  il  fuoco
  immediato, sia in Iran che in Palestina, ma mi permetto di dire per
  tutte le altre guerre che ci sono.
   Perché  è assurdo che, mentre noi discutiamo e parliamo,  ci  sono
  bambini  morti, ci sono civili morti, militari morti. Ed  è  questo
  l'appello che deve partire.
   Quindi  il  mio  appello,  Presidente,  a  tutti  i  colleghi   di
  quest'Aula,  ai  Capigruppo, è cercare di trovare,  nel  più  breve
  tempo  possibile,  una  sintesi che, mi  pare,  possa  avere  anche
  immaginato e riconosciuto dal dibattito di ieri, di uscire con  due
  popoli  e due Stati, con il riconoscimento di due Stati, di Israele
  e  della  Palestina, nel loro rispetto. Poi, è ovvio  che  ci  sono
  delle  limature,  ma  io l'appello adesso  che  faccio  a  tutti  i
  colleghi è lo sforzo, lo sforzo di poter immaginare un voto unanime
  su  una mozione che possa davvero dare un segnale di pace, partendo
  dalla Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. No colleghi, un attimo.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico il congedo dell'onorevole Cambiano,  per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.   Colleghi, la discussione generale  l'abbiamo  chiusa
  ieri.


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Sull'ordine  dei  lavori.  Vi  dico  che  c'è  questa
  riscrittura  da  parte  dei Capigruppo di  maggioranza.  Se  volete
  subemendare   la  riscrittura,  potete  benissimo  presentare   dei
  subemendamenti alla Presidenza. Non c'è discussione.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca. La riscrittura è sul tablet.
  È da ieri che è sul tablet.

   DE  LUCA  Antonino.  Grazie, Presidente. Sull'ordine  dei  lavori,
  volevo  chiedere la sospensione della seduta d'Aula per consentire,
  magari  anche convocando una Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  per capire se ci siano le condizioni di  arrivare  a
  una mozione condivisa, perché se da un lato -  per certi versi -  è
  importante  che  questo Parlamento si esprima all'unanimità,  però,
  visto  l'argomento è anche importante cosa diciamo, perché  se  una
  mozione  deve avere un valore politico, questo valore politico  non
  può ridursi a un articolo di giornale su un contesto locale ma deve
  contenere  una  precisa  indicazione di ciò che  questo  Parlamento
  suggerisce, anche soprattutto all'attenzione del Governo nazionale,
  vedi  la  questione, per noi importante, che è stata già sottoposta
  da alcune regioni quale l'interruzione dei rapporti commerciali con
  Israele.
   A  ciò si aggiunga che in Sicilia, in questo momento, le aree come
  Sigonella in cui il livello di allerta è il secondo più importante,
  stanno  anche subendo importanti ripercussioni di natura economica,
  perché  di  certo  un  turista non viene  a  farsi  le  vacanze  in
  prossimità di un'installazione americana dove, appunto, il  livello
  di  allerta è passato al secondo più grave in assoluto:  e  dunque,
  probabilmente,   questa  mozione  deve  anche  contemplare   questi
  aspetti,  perché  il  Governo regionale deve anche  sostenere  quei
  territori  e  quegli operatori commerciali che, in questo  momento,
  stanno vedendo i turisti disdire le proprie prenotazioni.

   PRESIDENTE.  L'Aula  è sospesa da ieri per  cercare  di  fare  una
  sintesi,  non  dovete  convincere me sulle  argomentazioni.  Se  la
  Presidenza  ha sospeso l'Aula ieri, vuol dire che si è provato,  si
  sta  provando  a raggiungere una sintesi. Se la sintesi  non  viene
  raggiunta si va al voto.

   BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola
  perché in queste settimane sono stato tra i parlamentari che più ha
  richiesto alla Presidenza questo dibattito. Ieri abbiamo fatto  una
  discussione  ampia, ognuno ha posto le proprie posizioni,  non  c'è
  convergenza  perché  stiamo parlando di un tema talmente  delicato,
  difficile,  che  trovare un'intesa in questo momento  sembra  molto
  difficile.
   Debbo  dire,  però, che i cittadini siciliani credo,  lo  dico  in
  punta  di  piedi,  credo  che si aspettino un  documento  unitario.
  Ognuno  deve  cercare  di fare un passo indietro,  mi  permetto  di
  formulare da questo podio una proposta, al di là di come sono state
  scritte  le  mozioni, avendole lette e sapendo che ognuno  tiene  a
  qualche  cosa, però, i temi che ci trovano convergenti credo  siano
  tre.  Il  primo, "due popoli e due Stati", mi pare infatti  che  su
  questo  convergiamo; il secondo tema, quello degli aiuti umanitari,
  ci  sono  bambini che muoiono di fame; il terzo punto, che potremmo
  mettere come punto centrale, è che c'è stato un messaggio del  Papa
  Francesco,  poi  ripreso  da Papa Leone  XIV:  "no  alla  guerra  a
  pezzi ": si fermino le armi e si vada alla diplomazia e basta
   Questi  possono  essere i temi che possono  unire  un'Assemblea  e
  votare all'unanimità.

                              (applausi)

   PRESIDENTE.  A me sembra una proposta che può essere  accolta,  se
  viene  fatta  la riscrittura, possiamo mettere in votazione  questi
  tre punti cardine. La discussione è chiusa.
   Onorevole  Catanzaro,  rispetto  a  quanto  detto  dallo   scranno
  dall'onorevole Burtone, se queste cose le mettete nero  su  bianco,
  presentiamo  un subemendamento, lo mettiamo in votazione,  però  le
  proposte devono essere sottoscritte dai presidenti dei Gruppi.
   Nel   frattempo   che  i  Presidenti  di  Gruppo   procedono   con
  l'emendamento di riscrittura, sospendo l'Aula, esattamente  per  15
  minuti. Dopodiché, alla ripresa dei lavori, quello che potrà essere
  votato sarà posto in votazione.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.42, è ripresa alle ore 16.10)


  Seguito della discussione della discussione della mozione n. 267 -
                     Iniziative a livello centrale
   in sostegno del popolo palestinese e per il riconoscimento dello
                          Stato di Palestina

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   L'onorevole Assenza sta consegnando l'emendamento sottoscritto  da
  tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari. Prendete posto perché a
  breve si voterà.
   Stiamo caricando sui vostri tablet l'emendamento 267.3, che  va  a
  sostituire  quelli  che  già  sono  stati  presentati,  quindi,   i
  documenti  esistenti,  sia  la mozione  che  la  riscrittura  della
  mozione.
   A breve, avrete il 267.3 tramite i vostri tablet.
   Onorevoli  colleghi,  sul  tablet troverete  l'emendamento  267.3,
  firmato  da tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari, al quale  è
  stato  presentato  un  emendamento, dell'onorevole  Adorno,  che  è
  numerato  come  267.4 ed anche questo lo troverete all'interno  dei
  vostri tablet.
   Onorevoli colleghi, sui tablet avete adesso i due emendamenti; uno
  è  il  267.4, con prima firmataria l'onorevole Adorno,  che  va  ad
  emendare  il  267.3,  firmato  da tutti  i  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.
   Voteremo per prima il 267.4 dell'onorevole Adorno.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 267.4,  con  prima  firmataria
  l'onorevole Adorno.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  palese.


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 267.4

   PRESIDENTE.  Vediamo se ci sono i richiedenti per il voto  palese.
  Vediamo se il voto palese è appoggiato.
   Onorevoli  colleghi, fermi colleghi, prendete  posto,  con  calma
  colleghi, se mi ascoltate anziché parlare tra di voi, che  poi  non
  viene registrato il voto e mi dite  con calma, con calma

   ASSENZA. Pensavo che fossimo in votazione. Ho premuto il tasto per
  questo.

   PRESIDENTE. Va bene, tanto il numero c'era, onorevole Assenza, per
  la richiesta del voto palese. Allora, stiamo mettendo, ascoltatemi,
  stiamo  mettendo  in  votazione  l'emendamento  267.4,  con   prima
  firmataria l'onorevole Adorno.
   Essendo  la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indìco
  la votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 267.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 49
   Votanti                  44
   Maggioranza              23
   Favorevoli               19
   Contrari                 25
   Astenuti                   0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 267.3, che è quello condiviso con tutti i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Tutti gli altri emendamenti, ovviamente, sono preclusi.


      Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
                               bonifica
    e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine   del   giorno
  "Discussione di disegni di legge".
   Comunico  che  il  voto dell'onorevole Gilistro  lo  mettiamo,  lo
  inseriamo pure che ha votato favorevolmente.
   Si  procede con la discussione del disegno di legge  Riordino  dei
  consorzi di bonifica e di irrigazione della Regione Siciliana   (n.
  530/A), posto al n. 1).
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   In  questa  seduta,  all'ordine  del  giorno  c'è  la  discussione
  generale  sul disegno di legge, colleghi; la relazione sul  disegno
  di   legge  era  già  stata  fatta,  quindi,  dichiaro  aperta   la
  discussione generale sul disegno di legge n. 530/A.
   Chi si iscrive a parlare?

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  iniziamo  la  discussione generale, però io  le  chiederei  di  non
  chiudere oggi la discussione generale perché manca l'assessore  per
  l'economia, mancano diversi parlamentari che su questo  disegno  di
  legge sono importanti, quindi, almeno partiamo, c'è l'assessore, se
  vuole  relazionare  l'assessore, il Presidente  della  Commissione,
  però non chiudiamo oggi la discussione generale.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, solitamente questa è una  richiesta
  dei  Gruppi di opposizione, a maggior ragione, se me lo  chiede  la
  maggioranza,    la    continueremo   sicuramente    successivamente
  sull'articolo  1;  quindi, apriamo adesso la discussione  generale,
  dopodiché,  visto  che  c'è la richiesta da parte  del  Capogruppo,
  onorevole,  non  chiudiamo, non chiudiamo la  discussione  generale
  oggi, va bene

   CATANZARO. Che c'entra l'articolo 1?

   PRESIDENTE. Onorevole, non chiudiamo la discussione generale oggi.
  Va  bene,  va bene, va bene. Non chiudiamo la discussione  generale
  oggi,  su  richiesta  dei  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari  di
  maggioranza.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Prego, colleghi, chi si vuole iscrivere a parlare
   È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io  penso  che  -
  siccome  si  sta per discutere una di quelle che è stata  definita,
  anche  dal  Governo,  riforma chiave per la  Sicilia  e,  peraltro,
  questa  è una proposta legislativa del Governo, non è un'iniziativa
  parlamentare - ebbene, ritengo che prima di sentire i parlamentari,
  sarebbe  il  caso  di  audire l'assessore in quest'Aula.  Dico  ciò
  perché noi, in Commissione, abbiamo avuto più volte l'occasione, ma
  in  Aula  assolutamente  no. Quindi, penso  che  sia  corretto  che
  l'assessore illustri il contenuto della riforma, dopodiché si  apre
  la discussione generale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Safina, solitamente  l'assessore  parla  a
  chiusura  della  discussione generale. Poi,  se  l'assessore  vuole
  intervenire prima...
   Io ho iscritti a parlare, in questo momento, l'onorevole Marano  e
  l'onorevole Campo.
   Prego, onorevole Marano, ha facoltà di parlare.

   MARANO.  Grazie, signor Presidente. Sì, signor Presidente,  questo
  punto  all'ordine del giorno, la riforma dei consorzi di  bonifica,
  si inserisce all'interno di quella che è chiaramente l'agricoltura.
  La  nostra  agricoltura in Sicilia che, come  ben  sappiamo,  è  al
  collasso e tutto ciò, abbiamo visto come, negli anni, viene gestito
  malamente.
   Con  questo  disegno  di legge, il Governo  della  Regione,  senza
  soluzione  di  continuità, vuol continuare un'azione  riformatrice,
  che  il precedente Governo aveva messo nero su bianco nel Piano  di
  rientro  del disavanzo finanziario, alle spalle dei lavoratori  dei
  consorzi di bonifica.
   Il  testo  che  oggi,  infatti,  ci  apprestiamo  a  discutere  è,
  sostanzialmente,  il  figlio del disegno della scorsa  legislatura,
  disegno  di  legge  sul quale avevamo lavorato  -  io  ero  in  III
  Commissione,  e abbiamo lavorato praticamente per anni  durante  il
  corso della legislatura - per poi non avere nessuna riforma a  fine
  legislatura
   Questo disegno di legge, appunto, era stato approfondito e si  era
  trovata  una  quadra, soprattutto sul transito, senza soluzione  di
  continuità,  dei lavoratori nei nascenti consorzi,  che  nel  testo
  attuale è stato eliminato.
   E  nel  piano di rientro del disavanzo finanziario, infatti, viene
  riportato  che, per avere una significativa ricaduta in termini  di
  risparmio di spesa, è necessario mantenere inalterato il blocco  di
  nuovi   ingressi  di  lavoratori  e  limitare  il   meccanismo   di
  sostituzione  dei posti residui disponibili. E non  avere  inserito
  nel testo del disegno di legge il transito dei lavoratori nei nuovi
  consorzi,  senza  soluzione  di continuità,  sinceramente,  qualche
  sospetto  lo  lascia. E su questo punto chiedo che venga  fatta  la
  massima  chiarezza, a difesa e a tutela dei lavoratori dei consorzi
  di  bonifica  che,  in  questi anni e  ancora  oggi,  continuano  a
  lavorare su reti idriche vetuste e inefficienti.
   E,  allora,  signor  Presidente, questo testo  rischia  di  essere
  superato, se consideriamo che l'acqua viene erogata solo in  alcuni
  periodi  dell'anno,  impedendo la coltura  di  diverse  varietà  di
  prodotti  agricoli.  E  questo testo di legge,  signor  Presidente,
  inoltre,  non prevede un'azione riformatrice e un solo  euro  sulla
  manutenzione straordinaria delle nuove opere.
   Ricordo come i fondi siano stati clamorosamente persi in occasione
  della  partecipazione  dei  bandi del PNRR  in  cui,  nella  scorsa
  legislatura,  il  Governo Musumeci è riuscito a farsi  bocciare  31
  progetti  su  31  Sono diverse le criticità che oggi si registrano,
  ma  si  registravano anche negli anni precedenti,  all'interno  dei
  consorzi  di  bonifica e questo testo di riforma  non  le  affronta
  minimamente
   I  consorzi di bonifica oggi hanno debiti di milioni di  euro;  il
  precedente  Governo  aveva  deciso di farsene  carico  mediante  il
  finanziamento di somme volte a coprire in otto anni  il  passivo  e
  nell'attuale  previsione non è tanto chiaro,  a  mio  avviso,  come
  avverrà questo passaggio o se i nuovi consorzi si ritroveranno  sul
  groppone  questo enorme debito che non consentirebbe  una  gestione
  ordinaria  con le entrate proprie. E, oltre, chiaramente,  al  tema
  della  manutenzione,  sappiamo  benissimo  come  i  consorzi  siano
  carenti  anche  dal  punto di vista dei beni  strumentali  e  delle
  infrastrutture. Inoltre, in questi anni, gli agricoltori sono stati
  costretti  a pagare canoni irrigui onerosi di fronte a un  servizio
  pessimo  e  inesistente, li abbiamo ascoltati per anni e  anni  gli
  agricoltori  in  Commissione e con la riduzione degli  stanziamenti
  regionali,  in  presenza di costi gestionali, che chiaramente  sono
  cresciuti  per  via  anche dei tanti contenziosi,  è  aumentata  la
  differenza  tra  entrate e uscite degli enti di  bonifica,  con  la
  conseguente  limitazione  degli oneri  consortili  a  carico  degli
  agricoltori. Gli agricoltori che abbiamo ascoltato, in questi anni,
  hanno  lamentato  l'emissione di cartelle esattoriali  spropositate
  che  non  possono pagare, con la conseguenza che, con il  perdurare
  della   situazione,  sono  costretti  a  rinunciare  alla   propria
  produzione  per l'impossibilità di sostenere i costi. E  a  ciò  si
  aggiunge  la  triste  considerazione che il  terreno  così  gravato
  risulta anche difficile da porre sul mercato per la vendita, perché
  onerato da costi insostenibili.
   In  conclusione,  senza  i  dovuti  aggiustamenti  questa  riforma
  rischia di essere superata prima che già entri in vigore  Da quando
  è  stata  presentata  la riforma, il mondo è  totalmente  cambiato:
  siccità,  transizione  ecologica, energie  rinnovabili,  sono  temi
  imprescindibili per lo sviluppo della nostra agricoltura.

   PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    Governo,
  innanzitutto,  mi voglio complimentare con la mia  Commissione,  la
  III,  in particolare con il Presidente Vitrano, per essere riuscito
  in un'operazione che i suoi predecessori non erano riusciti a fare,
  ovvero  quella di portare questa riforma dei consorzi  di  bonifica
  finalmente  in Aula e, ovviamente, anche con l'assessore Barbagallo
  per lo stesso motivo.
   Abbiamo  discusso in Commissione a lungo di questa riforma,  direi
  per  anni, tuttavia molti dubbi mi sono rimasti. Andremo a  creare,
  abbiamo  fatto  una  sorta  di maquillage  di  questi  consorzi  di
  bonifica, andremo a creare dei nuovi enti puliti, senza debiti, con
  un patrimonio stabile e una nuova governance, però è anche vero che
  tutto  quello  che di brutto ci lasciano i consorzi,  ovvero  degli
  enti  con  innumerevoli  debiti resterà in  capo  alla  Regione  in
  liquidazione  che  senza  patrimonio  non  capisco  in  quale  modo
  verranno  mai liquidati e, quindi, avremo anni e anni,  decenni  di
  liquidazione,  esattamente come tanti altri enti,  le  ASI,  l'ESA,
  l'IRSAP,  le  zone industriali  Chi ci garantisce che questi  nuovi
  enti  non  accumuleranno nuovo debito e non ritorneremo punto  e  a
  capo,  nuovamente  con  personale che farà decreti  ingiuntivi  per
  cercare  di  essere pagato? Perché, di fatto, poi,  non  andiamo  a
  risolvere  i problemi principali dei consorzi, che sono i  problemi
  dei territori
   Una  riforma  che  mette di fronte una Sicilia molto  sbilanciata,
  dove  avremo  delle  zone che sicuramente si gioveranno  di  questa
  riforma,  e  altre che verranno penalizzate; è stata  definita  una
  riforma  "Cataniacentrica" e "Palermocentrica", non viene presa  in
  considerazione tutta la zona della fascia trasformata, per esempio.
   E  anche  qua  voglio  segnalare  un'altra  cosa,  che  già  hanno
  segnalato  i  sindacati,  la  FLAI  CGIL,  la  UILA,  riguardo   ai
  lavoratori:  non  c'è  nessuna garanzia per  questi  lavoratori  in
  questa  riforma,  non  vediamo  scritta  una  sola  parola.   Leggo
  testualmente  la  segnalazione: "Oltre 1500 lavoratori,  molti  dei
  quali  da  anni  stagionali, con contratti  precari  e  interrotti,
  vivono  oggi  nell'incertezza  più totale.  Non  basta  parlare  di
  valorizzazione  del  personale  tecnico-turnista,  se  poi  non  si
  garantisce  nero  su  bianco  la stabilizzazione  di  chi  da  anni
  garantisce  il  servizio idrico ai nostri campi  e  alle  comunità,
  anche in emergenza".
   Assessore  Barbagallo, a proposito di emergenza, questo mi  sembra
  il  periodo  veramente peggiore per portare una riforma  di  questo
  tipo  in  Aula,  perché  noi l'anno scorso abbiamo  dato  a  questi
  consorzi  una  serie  di  competenze  relative  al  problema  della
  siccità, quindi la gestione delle condotte, delle dighe, tutta  una
  serie  di progetti da portare avanti, e noi adesso andiamo a votare
  una  riforma  di  questo  tipo, a ridosso  dell'estate,  che  mette
  nuovamente in gioco tutti i problemi legati alla siccità - che  per
  gli  agricoltori  sono problemi importanti e  sostanziali  -  senza
  sapere chi dovrà poi gestirli, se il vecchio ente o il nuovo  ente.
  Perché in questa riforma non c'è scritto
   E allora che cosa succederà? Che nuovamente avremo difficoltà? Che
  nuovamente avremo agricoltori e allevatori senza certezza  e  senza
  acqua,  senza  nessuno che gestisce progetti e condotte?  Ecco,  ci
  sono  una  serie di strafalcioni in questa riforma  che  non  danno
  nessuna certezza e nessuna sicurezza per il futuro.
   Quindi,  io reputo che si debba ancora lavorare tanto per  rendere
  la riforma uno strumento utile per i siciliani.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente, anch'io do un  contributo  a  questa
  discussione  generale,  sapendo  che  è  stato  fatto   un   lavoro
  significativo  e  profondo, con una serie di  audizioni,  e  quindi
  penso  che  sia  necessario,  man  mano  che  si  discuteranno  gli
  articoli,  arrivare  ai dovuti approfondimenti.  Però  mi  sembrava
  giusto  e mi sembra giusto dire qualcosa in ordine generale,  anche
  perché,  signor Presidente, basta parlare con i nostri  agricoltori
  per  capire che il tema dei consorzi di bonifica è messo al  centro
  dei loro pensieri, delle loro azioni.
   Io  incontro  frequentemente nel mio paese, di cui  sono  sindaco,
  Militello in Val di Catania, tanti produttori, e anche recentemente
  abbiamo parlato della situazione dei nostri consorzi di bonifica, e
  debbo  dire che tanti hanno sempre considerato l'attività  promossa
  da queste strutture come un'attività che abbia avuto la funzione di
  fare andare avanti e di far crescere la nostra agricoltura.
   Prima  della  realizzazione  dei consorzi,  i  nostri  agricoltori
  utilizzavano i pozzi artesiani, non c'era proprietà che non  avesse
  un   pozzo,  che  poi  a  volte  veniva  condiviso  con  altri,  in
  associazione. I consorzi di bonifica hanno fatto fare un  passo  in
  avanti  all'agricoltura,  e l'hanno fatto fare  soprattutto  quando
  nell'attività iniziale erano i produttori stessi ad autogestirsi.
   Io  ricordo,  addirittura, alcuni momenti elettorali:  c'erano  le
  elezioni ponderate, in base al letteraggio ognuno aveva un voto  da
  potere  esprimere.  Erano attività oculate, poi  i  consorzi  hanno
  avuto  un  avanzamento  anche  in termini  di  risorse  economiche,
  l'impegno della Regione e i produttori sono stati sostituiti da una
  serie di organi che hanno cercato di gestire le attività.
   E  c'è stato un momento in cui, accanto ai consorzi, la Regione ha
  sostenuto  l'impegno a realizzare i laghetti collinari in  modo  da
  poter  canalizzare nel tempo la presenza di risorse idriche  e  poi
  ridistribuirle  nel territorio secondo le esigenze.  Quei  laghetti
  collinari  avevano  una funzionalità importante perché  davano  una
  riserva,   comunque,   rispetto  alle   esigenze   delle   attività
  produttive. Debbo dire che, recentemente, invece, hanno segnato  il
  passo e lo segnano ancora oggi.
   Quindi  io  mi rendo conto che c'è la necessità di fare  un  passo
  avanti.  Abbiamo visto tante riforme; riforme che hanno determinato
  dei  cambiamenti,  altri  che  si sono  fermate,  altre  che  hanno
  determinato dei peggioramenti, non nello specifico sui consorzi  di
  bonifica  ma  in  generale.  Quindi io credo  che  si  debba  porre
  attenzione. Attenzione su un primo tema, che è quello del fatto che
  quello che serve è qualcosa che, in questo momento, non c'è
   Io ho seguito una discussione abbastanza corretta, dialettica, tra
  l'assessore  e la Confagricoltura. La Confagricoltura ha  sostenuto
  che avremo delle risorse idriche se continuerà questo caldo, se  si
  ripeterà  un  aumento  della  temperatura  e,  quindi,  avremo  dei
  problemi  tra  un  mese.  Io non lo so se tra  un  mese  saremo  in
  condizioni di difficoltà, però non c'è dubbio che la canalizzazione
  che  è stata realizzata dell'acqua è insufficiente. È insufficiente
  perché gli operai, lo diceva la collega Campo, non sono stati messi
  nelle  condizioni di lavorare subito e bene. E questo  è  il  primo
  tema, cioè noi bisogna che affrontiamo la questione dei lavoratori.
   Io  ricordo  che, nella passata legislatura, ci fu una  legge  che
  prevedeva  il  turnover. Non si capisce perché, in alcuni  momenti,
  sia  stata applicata e in altri no, perché avrebbe potuto  dare  un
  passaggio  decisivo:  spero che la legge  affronti  definitivamente
  questo  tema. Noi non ci possiamo portare avanti un precariato  che
  non  agevola  l'attività produttiva delle nostre  aziende  agricole
  che,  ripeto,  si trovano di fronte a problematiche  che  non  sono
  soltanto  legate  all'attingimento  dell'acqua,  perché  io  l'anno
  scorso  ho fatto la battaglia per la realizzazione delle due  pompe
  di  sollevamento  del lago di Lentini, perché quell'acqua  che  era
  significativa  in quel territorio, che avrebbe dato  risposta  alla
  piana  di  Catania nella zona di Palagonia, Mineo, Scordia  e  alla
  zona  del lentinese (Lentini, Carlentini, Francofonte). Quell'acqua
  non veniva utilizzata  Invece sono state realizzate le due pompe.
   Mi  si  dice, assessore, io lo dico con beneficio dell'inventario,
  della  verifica:  forse  una pompa avrebbe bisogno  di  un'attività
  manutentiva  perché  non  solleva così  come  dovrebbe  essere.  E,
  quindi, io credo che su questo tema si debba tornare, anche  perché
  il  fatto  dell'insuccesso del precedente governo di non realizzare
  quei  progetti,  quei  trenta  progetti  che  dovevano  determinare
  manutenzione   nell'ambito  delle  nostre   risorse   idriche,   le
  canalizzazioni sono obsolete. Sono canalizzazioni che perdono acqua
  e, quindi, ci troviamo davanti a difficoltà significative.
   Ecco  perché,  Presidente, credo che il tema delle infrastrutture,
  il  tema  del  superamento  del  precariato  siano  centrali  nelle
  attività  che stiamo promuovendo. La gestione: ecco sulla gestione,
  mi  pare,  che  alcune perplessità sono state avanzate.  Spero,  mi
  auguro, che ci sia un confronto.
   Bene  ha fatto, debbo dire, chi ha detto che il dibattito non  può
  non esserci senza la presenza dell'assessore al bilancio, perché in
  termini  economici noi ci troviamo davanti a problemi notevoli  non
  solo per il pregresso, assessore, ma anche per il futuro, perché un
  tema  che si sottovaluta nella nostra comunità è quello energetico.
  Basta passare in un distributore di benzina per verificare che  nel
  giro  di  una  settimana la benzina, il gasolio è aumentato  di  15
  centesimi, di 15 centesimi
   Se  si  pensa che fino a due settimane fa la benzina e il  gasolio
  erano  ad  un prezzo 15 centesimi meno e che l'aumento  era  di  un
  centesimo  e  una  diminuzione era di un centesimo,  io  credo  che
  questo debba fare riflettere.
   Quindi  in  termini energetici siamo davanti a problemi  notevoli.
  Notevoli, signor Presidente, io lo dico con franchezza
   Questa questione l'ho posta anche sui comuni.
   Ci sono delle società che forniscono l'energia, che quando un ente
  si trova in difficoltà applicano degli interessi usurai, usurai
   E  quindi  non  è accettabile, perché questo frena la produttività
  della nostra terra, frena la produttività della nostra terra
   Quindi  la  necessità di dare risposte. Io spero,  mi  auguro  che
  questo disegno di legge sia all'altezza.
   Riguardo  alle risorse idriche potabili abbiamo letto  e  speriamo
  che  sia  un  fatto  concreto  che ai  dissalatori,  quelli  fermi,
  bloccati, costruiti nel territorio, si sono sostituite le  attività
  dei dissalatori mobili.
   Mi  auguro  che questo possa essere utile per dare una risposta  a
  quelle   comunità  che  si  sono  trovate  negli  anni  scorsi   in
  difficoltà.
   Sono tutti temi, signor Presidente, che continueremo a verificare,
  perché  noi  abbiamo  finora posto tante  tematiche  riguardo  alle
  attività  idriche  e potabili per l'agricoltura  ma  anche  per  le
  civili abitazioni.
   Continueremo a seguire questo tema, convinti, però, che il fattore
  energetico  non sia di secondo piano, anche perché se non  c'è  una
  risposta  su questo - e concludo, signor Presidente -  i  costi,  i
  costi  per i produttori aumenteranno in maniera assai alta e quindi
  non  sarà  possibile per un produttore svolgere la propria attività
  agricola  in  maniera seria. Dovranno diminuire  approvvigionamento
  dell'acqua oppure, come più volte accaduto, non pagheranno e quindi
  condizioni di difficoltà
   Una  difficoltà e concludo, spero venga superata in questo disegno
  di  legge,  in questa legge che si vuole promuovere,  che  è  anche
  legata  alla  quota  fissa, signor Presidente. È inaccettabile  che
  produttori che non attingono alla utilizzazione dell'acqua  abbiano
  delle quote fisse assai alte per mantenersi consorziati
   E  quindi  su questi temi torneremo man mano che andrà  avanti  la
  discussione sui singoli articoli.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà

   SPADA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  quest'Aula  per
  l'ennesima volta si ritrova ad affrontare un tema e un argomento di
  cui si discute in ogni Legislatura.
   Purtroppo, ho la preoccupazione che anche in questa non riusciremo
  a  raggiungere  l'obiettivo,  perché la  riforma  dei  consorzi  di
  bonifica  è  una riforma che presuppone l'impegno anche di  risorse
  economiche  per mettere un punto a quello che è il passato,  che  è
  stato il passato.
   Come   sottolineato  più  volte  dai  colleghi,   quello   che   è
  inaccettabile e che rende surreale, quello che accade ancora  oggi,
  è  che  molti agricoltori oggi si trovano, appunto, a dover  pagare
  una  quota  senza  concretamente ricevere il bene  primario  che  è
  l'acqua  all'interno  dei propri terreni, con  una  quota  fissa  o
  addirittura, come nel caso del consorzio di bonifica di Lentini,  a
  non  avere nemmeno la rete idrica che porti l'acqua in quei terreni
  che oggi pagano concretamente la quota al consorzio di bonifica
   Quindi  o  noi riusciamo a mettere in campo anche un'azione,  come
  dire,  di equità rispetto a chi materialmente paga queste  quote  o
  noi  non  ne  usciremo più, perché si continuerà  ad  aumentare  il
  debito,  continuerà ad arrivare, appunto, la bollettazione a  degli
  agricoltori  che non si sentono nemmeno in dovere di  dover  pagare
  quelle quote e quindi noi non ne usciremo più
   Spero e mi auguro che finalmente questo Parlamento e il Governo in
  questa  legislatura  riescano  a mettere  la  parola  fine  ad  una
  situazione che è diventata, a mio avviso, ingestibile.
   La  continua nomina dei commissari, che poi di fatto corrispondono
  ad  una  nomina politica, senza che materialmente questi commissari
  riescano  a  porre in essere delle soluzioni concrete al  problema,
  rimane solo ed esclusivamente uno spreco di denaro pubblico
   Come  nelle  aziende private, chi viene nominato  ha  l'obbligo  e
  comunque  si  pone degli obiettivi di risanamento della  struttura,
  così anche nel pubblico si dovrebbe fare la stessa cosa; purtroppo,
  a  livello regionale, questo non accade all'interno della  pubblica
  amministrazione e quindi, ripeto, l'auspicio è quello di mettere la
  parola  fine a questa ingiustizia che tanti agricoltori si  trovano
  ad affrontare.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Tomarchio.  Ne  ha
  facoltà.

   TOMARCHIO.  Signor  Presidente, sarò  brevissimo,  so  che  ci  si
  rivolge  alla Presidenza ma mi sia concesso di rivolgermi anche  al
  Governo qui presente.
   Signor Assessore, come diremmo a Catania, si sta capendo l'andazzo
  di  questa  di  questa  legge, io ho sentito  quasi  la  necessità,
  ascoltando gli interventi dei colleghi intervenuti poc'anzi, invece
  di rilevare quanto di buono questa riforma contiene, perché di cose
  buone ne contiene, eccome, e anche perché da quando ho memoria,  mi
  ricordo e si parla di consorzi di bonifica commissariati, si  parla
  di  riforma dei consorzi ma non si arriva mai, un po' come tutte le
  cose  che,  signor Presidente, pare che capitano in quest'Aula:  si
  lavora, si lavora nelle Commissioni, si lavora duramente e si vota,
  poi  si  arriva  in Aula e non si sa bene che cosa succede,  perché
  poi tutto diventa una  Caporetto
   E,  allora, io mi appello e mi appello anche ad  un collega che  è
  intervenuto  poc'anzi, io utilizzerei per questa riforma,  affinché
  vada  in  porto,  il lodo Burtone,  perché l'onorevole  Burtone  ha
  dimostrato  di trovare i punti di mediazione e di saper  portare  i
  risultati a casa, perché questa riforma - veda, signor Presidente -
  contiene,  come  dicevo, più elementi positivi,  certamente  quello
  della  riduzione  dei consorzi, si passa da  13  a  4  consorzi  e,
  quindi,   significa  una  razionalizzazione  delle  spese   e   una
  razionalizzazione  delle risorse; consorzi che vengono  ridisegnati
  attorno  alle fonti irrigue, quindi il criterio per il disegno  dei
  confini  dei  consorzi diventa appunto quella che è  la  ratio  che
  dovrebbe  essere  utile agli agricoltori, cioè quella  delle  fonti
  irrigue.
   E proprio parlando di fonti irrigue, supera una grande ingiustizia
  -  che  è  stata  rilevata  anche poc'anzi  -  e  cioè  quella  del
  superamento  di  un'ingiustizia nei  confronti  degli  agricoltori,
  perché  non  è  possibile che ancora oggi venga  pagato  un  canone
  dell'acqua a forfait che non rispecchia, invece, quelli che sono  i
  reali consumi
   E  ultimo,  ma  non  per  importanza,  è  una  riforma  che  ridà,
  riconsegna  il  governo  a chi ne ha davvero  diritto  e  cioè  gli
  agricoltori  E allora la domanda, l'appello, la riflessione  è:  ma
  possibile che in quest'Aula anche cose buone e sacrosante,  di  cui
  si parla da vent'anni, debbano cadere nel dimenticatoio, tornare in
  Commissione, poi tornare in Aula, in questo gioco dell'oca che  non
  giova ai siciliani?
   Questa è una riforma che deve essere approvata, se c'è qualcosa da
  correggere si correggerà in Aula, ma è una riforma che supporta  il
  settore  agricolo, è una riforma che dà certezza degli investimenti
  sulla  rete  idrica,  è  una riforma che sicuramente  consegna  una
  gestione  più  razionale dell'acqua e, quindi, noi  la  difenderemo
  come  è  giusto che sia e ci auguriamo che quest'Aula giunga presto
  alla sua approvazione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, chiedo scusa ma avevo bisogno di alcuni
  appunti.   Presidente,  assessore,  sicuramente  -  Presidente   le
  chiederò  qualche  minuto in più, glielo dico  prima  così  non  mi
  strimpella la campanella - sicuramente, dicevo, va dato atto che il
  lavoro  che è stato svolto in Commissione è stato un lavoro  basato
  su  un  principio: quello dell'onestà intellettuale. Non c'è  stato
  uno scontro a prescindere, perché i cittadini non ci hanno dato  il
  mandato  di essere alla loro opposizione, ci hanno dato il  mandato
  di  opporci  alle cose che questo Governo propone  e  che  noi  non
  condividiamo. E, dunque, l'atteggiamento è stato quello di guardare
  all'interesse della Sicilia e dei Siciliani e dei produttori e  dei
  lavoratori dei consorzi.
   E  onestamente,  devo  dire, il Presidente con  una  battuta  dice
  "questa è anche la tua riforma", perché non posso disconoscere  che
  molte delle cose che ci sono scritte sono frutto di emendamenti  da
  me  proposti  insieme al Gruppo del Partito Democratico,  che  sono
  stati  approvati; però è chiaro che ci sono ancora delle  cose  che
  non vanno.
   E  per  narrare di queste cose che non vanno, vorrei  partire  dai
  numeri.  Parto  dai  ruoli,  perché uno  dei  grandi  problemi  dei
  consorzi  che  questa  Assemblea vorrebbe liquidare  è  quello  dei
  debiti,  che nascono anche dalla incapacità di riscuotere  i  ruoli
  che vengono emessi  Perché noi troppo spesso in politica, a partire
  diciamo dagli anni Novanta, da quando si è posta per la prima volta
  la questione del debito pubblico, parliamo di uscite, parliamo solo
  di  come tagliare la spesa e non ci occupiamo mai delle entrate, di
  come  migliorare le nostre performance, le performance  degli  enti
  pubblici,  della Regione sotto il profilo delle entrate,  sotto  la
  nostra  capacità  di riscuotere, per rendere equo  il  tributo  che
  facciamo pagare, in questo caso agli agricoltori.
   Ebbene,  vi dico solo alcuni numeri. Trapani emette ruoli al  2023
  per un 1.419.000 euro, ne riscuote 519.547; quindi più di un terzo.
  Ma in ragione dell'area irrigua - assessore, lei lo sa meglio di me
  -  il  peso  per ettaro di quel milione e 400 mila è  di  71  euro,
  quindi un peso che per un agricoltore che produce, sostanzialmente,
  è  poca  cosa.  Dopodiché la capacità di recupero  è  di  26  euro,
  ovviamente a ettaro.
   Enna: emette ruoli per 4.914.515 euro, con un carico per ettaro  -
  per avere chiaro, la dimensione delle aree irrigue di Trapani non è
  nemmeno confrontabile con quella di Enna - e il carico per ettaro è
  3.375  euro a ettaro. Enna incassa 256.672 euro, ossia 176  euro  a
  ettaro.  E  voglio fare una prima analisi: perché a Trapani  è  più
  facile   riscuotere?  Perché  il  carico  fiscale   è   un   carico
  sostanzialmente equo; il carico fiscale di Enna, della provincia di
  Enna,  in  questo  caso  del  consorzio  di  bonifica  di  Enna,  è
  assolutamente  improponibile   Ci sono  produzioni  agricole  -  il
  presidente della Commissione può correggermi che sbaglio - che  non
  riescono a produrre un reddito di 3.300 euro a ettaro
   Allora,  quello  che  mi  preoccupa di questa  riforma,  e  potrei
  leggere  altri  dati, potrei leggerne assolutamente altri,  poi  ne
  leggerò altri che riguardano un'altra cosa, è che obiettivamente  è
  vero   quello  che diceva l'onorevole Tomarchio -  ed  è  una  cosa
  rispetto  alla  quale soprattutto con i colleghi del  PD  ci  siamo
  battuti,  abbiamo trovato poi l'accordo di tutti -  questa  riforma
  introduce  un  principio sacrosanto, che è quello che il  beneficio
  irriguo  per  potersi dare luogo al carico tributario  deve  essere
  effettivo,  concreto, reale: quindi non basta più per  semplificare
  che ci sia il passaggio della conduttura per dire che l'agricoltore
  debba pagare, perché se l'agricoltore nonostante il passaggio della
  conduttura non prende un metro cubo d'acqua, non pagherà
   Però,  badate,  badate che questo elemento rischia  di  essere  un
  limite  per  quanti  l'acqua  la  prendono  davvero,  perché   oggi
  quell'agricoltore  che paga il beneficio irriguo  -  anche  se  non
  fruisce  dell'acqua - sta sostanzialmente contribuendo al pagamento
  delle spese del consorzio ma le spese rimarranno uguali, perché  se
  andiamo  a  vedere  il carico di personale di  alcuni  consorzi  di
  bonifica scopriamo che, per esempio, un consorzio di bonifica  come
  quello di Trapani che tra tutti, non lo cito perché sono trapanese,
  lo  cito perché obiettivamente è quello più virtuoso tra quelli che
  oggi  operano,  tanto  è vero che questa Assemblea  non  ha  dovuto
  stanziare alcun centesimo per ripianare perdite o per consentire il
  pagamento  degli stipendi. È un dato di fatto: da quando  ci  siamo
  insediati, abbiamo stanziato milioni e milioni di euro,  penso  che
  siamo  arrivati a 30 milioni di euro circa, per ripianare Siracusa,
  Ragusa,  Palermo, Agrigento. A Trapani non lo abbiamo fatto  perché
  nel  passato  -  bisogna riconoscere - non ci sono  state  pratiche
  assurde  nella gestione del consorzio e il consorzio di  Trapani  è
  uno  di  quelli che, per esempio, oggi è più attivo  a  livello  di
  progettazione  e  di messa in opera di cantieri per  migliorare  le
  condutture.
   Ma,  cionondimeno, quello che dicevo prima è che chi  non  pagherà
  farà  sì  che gli altri dovranno pagare di più e questo è  un  tema
  che,  obiettivamente, la riforma non affronta, è il nodo sul  quale
  io  penso  che  quest'Aula dovrà concentrarsi, senza avere  fretta,
  perché  tra una buona riforma fatta nei giusti tempi e una  riforma
  raffazzonata  fatta  entro  il mese di luglio,  io  preferirei  che
  quest'Aula avesse il tempo di ragionare anche sulle decine e decine
  di  emendamenti  che sono stati presentati, peraltro  alcuni  anche
  dalla  maggioranza,  e anche su alcuni che ancora  magari  dobbiamo
  costruire  insieme per potere risolvere uno dei temi  fondamentali;
  perché  vero è che questa riforma ci consentirebbe di ripartire  da
  zero,  quindi i nuovi consorzi partiranno senza alcuna  esposizione
  debitoria,  ma  se  i canoni e i tributi che noi porremo  a  carico
  degli agricoltori saranno ingiusti e faranno sì che l'acqua diventi
  un  bene accessibile solo per censo, i nuovi consorzi si troveranno
  tra qualche anno con la stessa situazione dei vecchi
   Perché se non c'è capacità di riscossione, perché lo ricordo a  me
  stesso,  assessore, stiamo ragionando in termini che è  un  tributo
  che   funziona  come  una  tariffa,  però,  se  spendo  dieci  devo
  recuperare dieci dai consorziati e se quel tributo viene  percepito
  come  ingiusto - perché tale è come vi ho dimostrato dalla  lettura
  dei   numeri  -  la  situazione  non  cambierà   Non  è   l'aspetto
  burocratico  che risolverà il tema dei consorzi di  bonifica  ma  è
  l'aspetto  politico  che mette in campo un'iniziativa  affinché  il
  carico sia giusto  Probabilmente, sarebbe più corretto dire  che  a
  Trapani si possono pagare novanta euro ma che non si possono pagare
  tre mila euro nel consorzio di bonifica di Enna
   È  questo, cioè, il vero tema che noi onestamente - ma quando dico
  noi,  parto da me, non sto accollando una responsabilità a qualcuno
  -   noi  ancora  non  abbiamo  affrontato  e  non  abbiamo  risolto
  adeguatamente.
   È  su  questo  che io chiedo un ragionamento perché, Assessore,  e
  concludo, io poi vorrei capire perché, diceva bene il Presidente, è
  strano  che  la  richiesta  di prolungare la  discussione  generale
  provenga  dalla maggioranza e probabilmente aveva pure  ragione  il
  mio   collega   Giambona  che  io   provocavo ,   chiedendogli   di
  intervenire per primo.
   Ma questa maggioranza è convinta della bontà di questa riforma?
   Perché  è  un  tema  - perché devo dire la verità  -  per  cui  in
  Commissione  questa  convinzione  non  l'ho  percepita,  non   l'ho
  percepita  Tante volte ci siamo trovati insieme al Presidente della
  Commissione,  che  penso me ne possa dare atto e insieme  anche  ai
  colleghi dei Cinque Stelle, a essere quelli che più spingevano  sul
  ragionamento  su  certi  emendamenti  per  far  sì  che   venissero
  approvati  e calati nel testo base dinanzi a uno scetticismo  della
  maggioranza di Governo che sembrava quasi essere disinteressata  ma
  non  perché disinteressata al tema ma perché preferisce che le cose
  vadano  così   E  così però non possono andare   Così  non  possono
  andare
   Vi  invito  a  una  riflessione sul tema che  non  vuol  dire  far
  ritornare la riforma, il disegno di legge, in Commissione, ma  vuol
  dire  prendersi tutto il tempo che serve perché ho  il  timore  che
  alla  prima curva a gomito questa stessa riforma cadrà e  se  cadrà
  non cadrà per mano nostra, ma per mano vostra

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Poi  abbiamo
  detto  che  la  discussione generale può  continuare,  ci  sarà  un
  continuo con la presenza dell'assessore Dagnino e del Governo.

   SUNSERI.  Presidente, Assessore, colleghi, come si dice in  questi
  casi, ad altri livelli, Nuntio vobis gaudiun magnum, dopo otto anni
  abbiamo la riforma dei consorzi di bonifica in Aula
   Sembra  finalmente  una cosa inaspettata,  incredibile  e  non  le
  nascondo,  Presidente,  che  l'introduzione  della  relazione   del
  disegno   di  legge  è  da  brividi,  non  il  disegno  di   legge,
  l'introduzione
   Di  fatto viene certificato quella che è stata una totale  assenza
  sia di gestione sia di controllo perché si pensa che gli enti, come
  quello  dei  consorzi  di  bonifica ma in genere  tutti  gli  enti,
  potessero,  in  qualche modo, funzionare per  legge  e  non  perché
  governati.
   Forse qualcuno lo sta dimenticando ma i consorzi di bonifica  sono
  commissariati  da quando io avevo il pannolino - che  non  è  ieri,
  visto che mi accingo a festeggiare i miei quarant'anni
   Quello che si legge nella relazione - di fatto - è un'autodenuncia
  incredibile da parte del Governo regionale in cui dice,  non  siamo
  riusciti ad applicare la norma vigente
   I  consorzi  di bonifica sono stati riformati con una riforma  del
  2014 e, ad oggi mai, mai applicata.
   Probabilmente  servirebbe che qualcuno istituisse una  commissione
  ispettiva  per verificare chi non ha applicato una legge  perché  i
  consorzi di bonifica sono stati oggetto di riforma e mai nessuno ha
  applicato la legge di riforma dei consorzi di bonifica.
   La  cosa più paradossale che riguarda i consorzi di bonifica è che
  il  quadro poi ricade sugli agricoltori e su tutti i cittadini  non
  so se chi ci ascolta è interessato a questo tema e ha ben chiara in
  questo momento la situazione.
   Noi  abbiamo undici consorzi di bonifica, con la prima legge,  due
  consorzi  di  bonifica  istituiti nel  2014,  Sicilia  orientale  e
  Sicilia  occidentale e oggi, se dovessimo approvare - oggi o  nelle
  prossime  settimane  - questa ennesima legge  di  riforma,  avremmo
  altri  quattro  consorzi di bonifica, quindi,  avremmo  diciassette
  enti,  undici  più due, tredici, più quattro, diciassette,  perché,
  diciamolo,  le liquidazioni degli undici non le vedrà  nemmeno  mia
  figlia,   non  so  quando  mai  verranno  liquidati,  a  meno   che
  l'assessore non ci dica che la liquidazione degli undici avverrà in
  liquidazione coatta e diamo la notizia a chi aspetta risorse e  non
  le  vedrà, probabilmente mai, ma ora su questo entriamo nel merito
  ai  due consorzi che non sono mai entrati in reale funzione,  salvo
  aver  nominato  due  Commissari perché hanno  due  Commissari  e  i
  quattro  che, non so se la maggioranza voterà mai questa  legge  di
  riforma, perché come diceva bene il collega che mi ha preceduto, se
  dovessero  affossare questa riforma sarà certamente la  maggioranza
  di  questo  Governo che si prenderà la responsabilità e  l'ennesimo
  fallimento di una legge di riforma portata dal Governo stesso
   Quindi,  il  quadro oggi vede undici consorzi che dovranno  essere
  liquidati, di questi consorzi non si conosce il debito, aumenta  di
  giorno  dopo  giorno, si è fatta una stima, siamo ben oltre  i  100
  milioni  di  euro,  la  cosa  più  bella  è  che  per  mettere   in
  liquidazione  un  ente immagino che quest'ente,  in  qualche  modo,
  debba  avere non so qualcosa a bilancio, qualcosa da poter  vendere
  in  una possibile liquidazione, niente, niente, hanno i tubi  sotto
  terra,   tra   l'altro   tubi,  diciamo,  che   disperdono   acqua,
  abbondantemente, della nostra Regione, abbiamo gli altri due  enti,
  i  consorzi Sicilia Occidentale e Orientale che nel frattempo,  nel
  corso  degli anni, probabilmente, hanno maturato altri  debiti,  ad
  ogni  variazione di bilancio il Governo si presenta con risorse  da
  mettere  per questo consorzio, piuttosto, che per l'altro,  con  la
  solita scusa che, altrimenti, non si pagano gli stipendi e in tutto
  questo  lasso di tempo la notizia che abbiamo dimenticato è che  il
  PNRR  aveva stanziato qualcosa come 500 milioni di euro per  rifare
  le  reti  idriche della nostra Regione e le dighe, risorse che  non
  siamo  stati  in  grado di ottenere: qualcuno  diceva  31  progetti
  bocciati, no, i progetti erano 62, 62 sono stati bocciati,  31  non
  hanno  neanche superato la prima fase di valutazione e, per coprire
  le  risorse mancanti dal PNNR, abbiamo investito ulteriori  risorse
  del  Fondo  di  sviluppo  e  coesione dei  quali  ancora  oggi  non
  conosciamo lo stato di attuazione, stanziati un anno fa
   Se  a questo ci aggiungiamo che, di fatto, non conosciamo lo stato
  debitorio,  non abbiamo la possibilità di conoscere se  mai  questi
  enti  verranno  messi realmente in liquidazione, degli  undici  che
  dovranno  essere messi in liquidazione dovremo, immagino, suppongo,
  nominare undici commissari che si aggiungono ai due dei consorzi di
  bonifica Sicilia Orientale e in più dovremmo nominare Presidenti  e
  Cda,  così  come  previsto dalla norma. Non dico  i  numeri  perché
  possibilmente,   con   gli  emendamenti,  verranno   anche   questi
  modificati, di altri quattro consorzi di bonifica; stiamo  parlando
  di una cosa che è già nata morta, cioè di una cosa che così come  è
  impostata,  non  vedrà  mai la luce come si deve:  a  tutto  questo
  abbiamo  le  associazioni di categoria che non si  vedono  tutelate
  soprattutto,  dal  punto di vista dei lavoratori che  non  vedranno
  garantite  le  posizioni  previste; ma io non  voglio  entrare  nel
  merito   di  questo,  perché  lo  faremo  successivamente,   quando
  entreremo  negli emendamenti. E non le nascondo che nutro parecchie
  perplessità  su questo disegno di legge, sulla reale attuazione  di
  questo disegno di legge anche perché, come vede, oggi dico,  si  sa
  da  settimane,  che  si  dovrà  discutere  del  disegno  di  legge,
  probabilmente il più importante, presentato dal Governo, di riforma
  di  uno  degli enti fondamentali e centrali che gestisce in  questo
  momento una risorsa essenziale per la Sicilia e la maggioranza  non
  c'è, c'è un Capogruppo di Forza Italia e poi pochi altri
   Presidente, l'ultima analisi in merito ai consorzi di bonifica: ad
  oggi,  quello che sappiamo certamente è che abbiamo solamente messo
  risorse per tappare dei buchi a qualcosa che è stato creato da  chi
  li ha gestiti, quindi non dal legislatore, ma da chi effettivamente
  ha messo i commissari, che ha nominato i dirigenti, e ci sono state
  tutta  una  serie  di vicissitudini che sono state denunciate,  più
  volte, alla Corte dei conti.
   Ma quello di cui non si conosce è quante risorse la Regione voglia
  continuare a destinare ai consorzi di bonifica. Perché, ad oggi, lo
  stanziamento  previsto dal bilancio è uguale, già da diversi  anni.
  Siamo  intorno  ai  50 milioni di euro, annualmente.  Ma  s'intende
  incrementarli?  Intende  modificarli?  Intende,  in  qualche  modo,
  aggiungere attività che, in questo momento, non svolgono? Non si  è
  mai  discusso, ad esempio, dalla gestione delle dighe. Noi  abbiamo
  un  paradosso  in Sicilia, in cui le dighe vengono  gestite  da  un
  "Dipartimento  acque",  della Regione siciliana,  e  le  condutture
  vengono  gestite da un ente della nostra Regione.  Mai  nessuno  ha
  messo in discussione questa assurdità, e sarebbe veramente la prima
  cosa  da  affrontare. Cioè, perché lasciare le due cose distinte  e
  separate, quando si sa benissimo che l'acqua poi viene dalla diga e
  altrettanto la conduttura, se non funziona la diga, ha un problema?
   Concludo Presidente, ma l'argomento meritava un intervento un  po'
  più  lungo  e  mi  scuso  con la Presidenza  per  averlo  fatto,  e
  affronteremo  articolo  per articolo questo importante  disegno  di
  legge,  con  l'augurio  che, in Aula, non sarà  presente  solamente
  l'assessore  per l'agricoltura, ma l'assessore  per  l'energia  che
  gestisce le dighe, il Presidente della Regione che ha presentato un
  disegno di legge, così importante, di riforma - il primo disegno di
  legge  di riforma reale da quando governa questa Regione - e avremo
  modo  di affrontare, punto dopo punto, quello che, secondo  me,  si
  rivelerà,  purtroppo ahinoi, l'ennesimo flop di una legge  riforma,
  che non solo non modifica nulla ma creerà l'istituzione, se dovesse
  passare,  di  nuovi  enti e di nuovi carrozzoni  che  manderanno  i
  consorzi  di bonifica a una fine che, purtroppo -  e mi auguro  non
  accadrà - non farà certamente del bene a questa Terra.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Sunseri.
   L'onorevole  Giambona ha chiesto di intervenire  per  la  prossima
  seduta  d'Aula,  nel  prosieguo della discussione  generale.  Vuole
  intervenire  adesso,  onorevole Giambona? Non  si  era  registrato,
  però,  se  ha  questa  esigenza, la invito a  rispettare  i  cinque
  minuti.

   GIAMBONA.  Guardi, Presidente, io la ringrazio per avermi concesso
  la  parola,  però,  io  le  dico che l'andazzo  della  discussione,
  obiettivamente, mi fa venire qualche dubbio che il prosieguo  della
  discussione  sui  consorzi  di bonifica possa  anche  non  esserci.
  Quindi,  prevengo  quella che è una eventualità e  volevo  lasciare
  quanto  meno  qualche breve considerazione rispetto a questo  tema,
  che è così centrale.
   Io  ritengo  che qui siamo in un contesto assolutamente  surreale.
  Siamo  qui  a  discutere  di  una riforma,  la  prima  riforma  per
  eccellenza che è rimasta incompiuta a livello regionale, annunciata
  a  più  riprese.  Mi  ricordo,  al  momento  dell'insediamento,  il
  Presidente della Regione Schifani - seduto dietro, solo l'assessore
  Barbagallo che vedo qui oggi - e lanciò quella che era una  volontà
  ben  precisa  di  portare  avanti questa riforma  sui  consorzi  di
  bonifica.  Che,  tra  l'altro, vedo da notizie  di  stampa,  il  19
  febbraio,   ecco,  ha  rilanciato  il  Presidente  della   Regione,
  descrivendo quelle che sarebbero state le evoluzioni a cui  avrebbe
  portato  questo disegno di legge, la cui discussione, oggi,  prende
  il via: e vedere, obiettivamente,  assessore Barbagallo, quest'Aula
  semivuota,  con  pochissimi  esponenti  delle  forze  politiche  di
  maggioranza  che sostengono il governo Schifani, ci fa  ben  capire
  qual  è lo stato d'animo in cui evidentemente, versa la Sala  nella
  discussione  di questo disegno di legge, per il quale  comunque  mi
  corre  l'obbligo  di  ringraziare tutti i colleghi,  in  primis  il
  Presidente Vitrano, tutti i componenti della Commissione   Attività
  produttive  che, giustamente, rispetto a quelli che sono stati  gli
  stimoli,  gli  input  portati avanti a  più  riprese  da  tutte  le
  categorie  che  sono  interessate, tutti gli  stakeholders  ebbene,
  credo,  che fosse indispensabile portare avanti comunque  i  lavori
  della  Commissione che ha puntualmente onorato quelle che erano  le
  volontà lanciate dal Governo e dal Presidente della Regione.
   Presidente  dell'Assemblea,  oggi è uscito  il  dato  della  Banca
  d'Italia dal quale si evincono quali sono i risultati della  nostra
  economia   del   2024  e  c'è  un  focus  proprio  sulla   tematica
  dell'agricoltura. L'agricoltura registra un calo,  specialmente  in
  alcune   particolari  coltivazioni,  quella  dei   cereali,   sulle
  coltivazioni   arboree,  nel  settore  olivicolo  e   nel   settore
  vitivinicolo.
   L'assessore  qui  presente, Barbagallo, conosce  perfettamente  il
  settore,  è un esperto di come un ettaro a vite, faccio un esempio,
  che  sia  correttamente irrigato, ha una produzione, un  ettaro  di
  vite  che  non sia irrigato ha un altro tipo di produzione.  Quello
  che  non  è  irrigato produce 50 quintali per ogni  ettaro,  quello
  irrigato   300   quintali  ad  ettaro   Ecco,   parto   da   questa
  considerazione, Assessore, per rappresentare come in una  economia,
  quella  siciliana, nella quale l'agricoltura è il primo  datore  di
  lavoro, il primo a contribuire al PIL siciliano, se non mettiamo  a
  disposizione quella che è la risorsa fondamentale per aumentare  la
  produzione,  è  evidente che tutto questo che è l'apparato  di  cui
  oggi stiamo discutendo è in assoluto fallimento  Ce lo dicono anche
  i  dati  a  confronto delle altre regioni d'Italia  nelle  quali  i
  consorzi  di  bonifica  non solo erogano un servizio  puntuale,  un
  servizio  al  quale  gli  agricoltori sono  ben  lieti  di  pagare,
  appunto,  perché  viene fornito, ma è un servizio  che  addirittura
  riesce ad ammodernarsi, a fornire una rete infrastrutturale che sia
  adeguata,  che  sia  anche  nelle condizioni  di  produrre  energia
  elettrica attraverso i bacini, in alcuni casi appunto dei  consorzi
  di bonifica che sono in attivo
   La   situazione  siciliana  è  assolutamente  tutt'altra,  abbiamo
  discusso proprio in questa Assemblea, a più riprese, con variazioni
  di  bilancio  concedendo decine e decine di milioni  di  euro  agli
  attuali  consorzi di bonifica, questi 11 consorzi a cui aggiungiamo
  i  2  che a tutt'oggi sono ancora in liquidazione, aggiungiamo  gli
  11,  in  sostanza,  un  eterno  commissariamento  che  naturalmente
  sottrae  risorse  a  quella  che  è  un'esigenza  di  rigenerazione
  complessiva  di  questo importante aspetto che riguarda  la  nostra
  economia   A  ciò si aggiunge il fatto che la situazione  debitoria
  dei consorzi di bonifica, i continui atti di pignoramento che hanno
  subìto, ha reso di fatto impossibile agli stessi procedere  a  fare
  attività di programmazione.
   Qualcuno  prima  di  me  ha  fatto cenno ai  programmi  comunitari
  previsti  attraverso azioni di riqualificazione delle condotte  che
  sono  stati perduti nel tempo, anche perché i consorzi di  bonifica
  potrebbero essere, dovrebbero essere, soggetti attuatori,  appunto,
  per  portare  avanti  quelle che sono iniziative  nell'utilizzo  di
  risorse extraregionali. Ebbene, nulla di tutto questo, non solo non
  utilizziamo  le risorse extraregionali ma, per colmare  quelli  che
  sono  i  debiti,  abbiamo dovuto mettere risorse fresche  che  sono
  state distolte da altre attività e da altre iniziative.
   Questa  riforma dei consorzi di bonifica alla quale la Commissione
  ha   lavorato,  alla  quale  il  Partito  Democratico  ha  dato  un
  contributo  sicuramente a degli elementi in cui è  necessario  fare
  degli  ulteriori  approfondimenti  sull'aspetto,   in  primis,   la
  tutela  dei  lavoratori,  che è argomento che  è  stato  ampiamente
  discusso  nei  mesi  scorsi,  anche  attraverso  le  organizzazioni
  sindacali,  che ringrazio per il contributo che hanno dato,  è  una
  riforma  che  deve dare risposta alle esigenze di dare protagonismo
  ai  produttori  agricoli che fino ad oggi sono  stati  relegati  al
  margine,  ma  aggiungo:  questa  riforma  deve  dare  una  risposta
  complessiva al sistema.
   Guardi,  signor Presidente, Assessore, noi abbiamo  un  importante
  ruolo  istituzionale e, in questa fase storica,  in  cui  stiamo  a
  discutere  della  riforma dei consorzi di  bonifica,  non  dobbiamo
  dimenticarci  di  quelli  che sono tutti  gli  attori  che  ruotano
  attorno  anche  agli  attuali consorzi di  bonifica.  Non  possiamo
  pensare  di lasciare a mare decine e decine di milioni di  euro  di
  crediti, che a tutt'oggi, appunto, sono incagliati nei consorzi  di
  bonifica  attraverso una "bad company" che non ha alcun  credito  o
  crediti difficilmente esigibili, oppure, che non abbia risorse tali
  da  potere mettere in liquidazione e soddisfare quelli che  sono  i
  creditori, perché ricordo a me stesso che i creditori sono  chi  ha
  fornito  mezzi, chi ha fornito manodopera, e quindi dietro ci  sono
  anche  delle  aziende,  ci  sono dei padri  di  famiglia,  ci  sono
  centinaia e centinaia di persone che attendono che questa  fase  di
  liquidazione,  e  quindi  le risorse che mettiamo  a  disposizione,
  permettano loro di essere messi in sicurezza.
   Per cui, il ruolo istituzionale che noi ricopriamo ci impone senso
  di  responsabilità.  Non possiamo pensare  di  portare  avanti  una
  riforma  per  la quale è indispensabile approntare risorse  fresche
  per  la  fase di progettazione, per la fase, appunto, di  messa  in
  opera  iniziale, perché altrimenti tra qualche mese ci  ritroveremo
  punto e a capo; ma, allo stesso tempo, non possiamo dimenticare  le
  notevoli  esposizioni debitorie in cui versano le attuali  gestioni
  commissariali,  per  cui  noi,  come  Partito  Democratico,  saremo
  particolarmente attenti a questo percorso normativo che oggi inizia
  in Aula.
   Io  mi  auguro  che  ci  sia,  permettetemi  di  dirlo,  una  vera
  partecipazione  di  tutte le forze politiche  -  e  chiudo,  signor
  Presidente  -  perché  è inaccettabile che  su  un  argomento  così
  centrale  non  ci  sia il pieno coinvolgimento di  tutte  le  forze
  politiche e non ci sia il pieno coinvolgimento del Presidente della
  Regione,  Schifani,  e  di tutti gli Assessori  che,  di  concerto,
  possono  dare  un  contributo per migliorare  sensibilmente  questa
  norma. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   Colleghi, se non ci sono altri richieste di intervenire, riconvoco
  l'Aula per martedì 1 luglio 2025...


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   GIAMBONA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'art. 83,  comma  2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi,  Governo,
  il  18  giugno, quindi esattamente una settimana, fa il  Parlamento
  europeo  ha approvato a larga maggioranza - 412 votanti -  tra  cui
  diverse formazioni politiche, Partito Popolare Europeo, SD ed altre
  formazioni   del  Parlamento  europeo,  un'importante  risoluzione.
  Questa  risoluzione, in estrema sintesi, prevede la possibilità  di
  posticipare la scadenza per la realizzazione delle opere del  Piano
  Nazionale di Ripresa e Resilienza.
   Come  voi tutti sapete, come sa il Governo, la Sicilia ha ottenuto
  il  riconoscimento di 15,9 miliardi di euro, la  cifra  più  grande
  all'interno della distribuzione a livello italiano, con 21  mila  e
  500   progetti,   che   spaziano   appunto   dalle   infrastrutture
  all'attrattività delle nostre imprese, asili nido, strade,  scuole,
  sanità...  ebbene, come da tutti risaputo, da recenti  indagini  ma
  anche da azioni di natura ispettiva - anche del Partito Democratico
  -  purtroppo la situazione sulla realizzazione del Piano  Nazionale
  di Ripresa e Resilienza in Sicilia è allo stato, siamo al 15% nella
  realizzazione  delle opere rispetto a una media  di  oltre  il  30%
  delle  altre regioni d'Italia: e, allora, questa risoluzione votata
  dal Parlamento europeo, va nella esigenza di tentare di riuscire  a
  traguardare queste importanti opere che renderebbero questa  nostra
  Sicilia  più  attrattiva, sicuramente più moderna,  un  insieme  di
  opere  di  natura  infrastrutturale che la renderebbero  anche  più
  adeguata in quelli che sono gli spostamenti tra le varie province.
   Ma  quello  che è stucchevole, e vedo qui il Capogruppo  di  Forza
  Italia,  che in questo percorso a livello europeo ha dato anche  il
  suo  contributo,  è  che  all'indomani della  votazione  di  questa
  risoluzione, il Commissario europeo, Fitto, ha dichiarato,  avrebbe
  dichiarato,  la  sua contrarietà circa la possibilità  di  ottenere
  questa proroga.
   Noi   riteniamo,  Presidente  e  colleghi,  che  tutto   ciò   sia
  assolutamente  inaccettabile,  sia  inqualificabile,   perché   non
  riuscire  a  portare  avanti  queste  importanti  opere  e   misure
  infrastrutturali   nella  nostra  Terra,  nella   nostra   Sicilia,
  comporterebbe innumerevoli danni giacché noi ci troviamo, oggi,  ad
  avere  una disponibilità di risorse che mai nella storia  si  erano
  registrate  e  per  le quali sarebbe un sacrilegio  perderle.  Ecco
  perché,  negli scorsi giorni, io, insieme ai colleghi  del  Partito
  Democratico,  ho presentato una mozione indirizzata  al  Presidente
  della regione, Renato Schifani.
   Il  presidente Schifani si deve fare promotore di un'azione  forte
  nei confronti e del Governo Meloni e della Commissione europea. Noi
  dobbiamo fare in modo che questa risoluzione, che è stata approvata
  a  Bruxelles, diventi concretezza che vi sia la possibilità, per la
  Regione  siciliana  come  per tutta l'Italia,  perché  il  tema  lo
  estenderei a tutta l'Italia, di poter avere questi diciotto mesi in
  più  che per noi sarebbero vitali per traguardare queste importanti
  opere di natura infrastrutturale, per rendere la nostra Sicilia più
  attrattiva,  per  avere  più asili nido,  scuole,  per  essere  più
  digitalizzati  ovvero portare avanti tutto quanto è  necessario  in
  tutte  le  misure,  appunto,  del  Piano  Nazionale  di  Ripresa  e
  Resilienza.
   Questa  è  un'operazione che qualificherebbe il Governo siciliano.
  Da  questo punto di vista, non abbiamo ancora ascoltato una  parola
  da  parte  del  presidente  Schifani, da parte  delle  altre  forze
  politiche e io mi auguro che, di qui ai prossimi giorni,  non  solo
  il  Partito  Democratico ma anche tutte le altre  forze  di  questo
  Parlamento, chiedano a gran voce l'intervento del Presidente  della
  regione Schifani affinché si interfacci, quanto prima possibile,  e
  si  dia  piena  concretezza a questa esigenza  perché,  e  concludo
  Presidente   dell'Assemblea,   dalla   realizzazione   e   concreta
  attuazione  delle opere del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
  non  significa, semplicemente, ridurre i gap tra la  Sicilia  e  le
  altre  regioni  d'Italia  e  d'Europa  ma  significa  anche  creare
  crescita,  sviluppo, posti di lavoro, che è quello  di  cui  questa
  nostra terra ha bisogno fondamentale.

   PRESIDENTE. L'Assemblea terrà seduta martedì, 1 luglio 2025,  alle
  ore 15.00, con all'ordine del giorno  attività ispettiva .

                 La seduta è tolta alle ore 17.29 (*)


     (*)  L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
   sito  web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
   seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                       190a SEDUTA PUBBLICA (*)

                  Martedì 1  luglio 2025 - ore 14:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,   DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Istruzione e formazione professionale  (V. allegato)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1)  Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della
         Regione Siciliana  (n. 530/A) (Seguito)

           Relatore: on. Vitrano

      2)  Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata  (n.
         832/A Stralcio II/A) (Seguito)

           Relatore: on. Vitrano

      3)  Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio/I COMM
         ter/A)

           Relatore: on. Abbate


  (*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
  con e-mail del 30 giugno 2025, la seduta n. 190, già
  convocata per martedì 1  luglio 2025 alle ore 15:00, è stata
  anticipata alle ore 14:00 della medesima giornata con lo stesso
  ordine del giorno.
              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella