Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15:28
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli De Luca Cateno, Giuffrida e Porto.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione della discussione della mozione n. 267 -
Iniziative a livello centrale
in sostegno del popolo palestinese e per il riconoscimento dello
Stato di Palestina
PRESIDENTE. Colleghi, prima di dare la parola, penso per un
appello - la discussione generale l'abbiamo chiusa ieri e, quindi,
non ci possono essere ulteriori interventi - rispetto a quello che
andremo a fare io, ad oggi, non ho, ad ora, non ho ricevuto
riscritture o proposte di riscritture di emendamenti per quanto
riguarda la mozione n. 267. Ho solo l'emendamento, che era già
stato presentato ieri e che troverete nei tablet. Se non ricevo
nessun altro emendamento, io porrò in votazione l'emendamento di
riscrittura presentato dai Capigruppo di maggioranza.
Quindi, do la parola all'onorevole Catanzaro. Onorevole Catanzaro,
solo per un appello, perché la discussione generale è stata chiusa
ieri e non intendo riaprirla. Prego, onorevole.
CATANZARO. Grazie, Presidente. No, io desideravo anche perché...
PRESIDENTE. Colleghi, se ascoltiamo un attimino l'appello del
Capogruppo del Pd. Colleghi Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. No, Presidente, più che è un appello, la mia vuol
essere una riflessione su un tema così importante che il gruppo del
Partito Democratico, ma penso tutti i presenti in quest'Aula, ha
richiesto settimane fa in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, e ieri, nel dibattito sulla mozione, è emerso ciò che
sono i numeri sulle morti dei bambini, dei civili, su quello che
sta avvenendo.
È chiaro che, dopo che abbiamo completato il dibattito sulla
mozione di ieri - poiché ci sono stati degli emendamenti presentati
alla nostra mozione, ma ci sono anche altre mozioni - ebbene, sia
ieri che anche nella giornata di oggi, abbiamo cercato di trovare
un momento di sintesi che possa accomunare, Presidente, anche
grazie alla Presidenza dell'Assemblea, alcuni punti che possono
accomunare l'Aula nel voto unanime su una mozione che deve,
sicuramente, lanciare un messaggio dal Parlamento siciliano nei
confronti del Governo centrale su un punto che è dirimente, che è
quello della pace, che è un appello che noi vorremmo che, da
quest'Aula, partisse con grande forza per il cessate il fuoco
immediato, sia in Iran che in Palestina, ma mi permetto di dire per
tutte le altre guerre che ci sono.
Perché è assurdo che, mentre noi discutiamo e parliamo, ci sono
bambini morti, ci sono civili morti, militari morti. Ed è questo
l'appello che deve partire.
Quindi il mio appello, Presidente, a tutti i colleghi di
quest'Aula, ai Capigruppo, è cercare di trovare, nel più breve
tempo possibile, una sintesi che, mi pare, possa avere anche
immaginato e riconosciuto dal dibattito di ieri, di uscire con due
popoli e due Stati, con il riconoscimento di due Stati, di Israele
e della Palestina, nel loro rispetto. Poi, è ovvio che ci sono
delle limature, ma io l'appello adesso che faccio a tutti i
colleghi è lo sforzo, lo sforzo di poter immaginare un voto unanime
su una mozione che possa davvero dare un segnale di pace, partendo
dalla Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. No colleghi, un attimo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole Cambiano, per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Colleghi, la discussione generale l'abbiamo chiusa
ieri.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori. Vi dico che c'è questa
riscrittura da parte dei Capigruppo di maggioranza. Se volete
subemendare la riscrittura, potete benissimo presentare dei
subemendamenti alla Presidenza. Non c'è discussione.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca. La riscrittura è sul tablet.
È da ieri che è sul tablet.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Sull'ordine dei lavori,
volevo chiedere la sospensione della seduta d'Aula per consentire,
magari anche convocando una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, per capire se ci siano le condizioni di arrivare a
una mozione condivisa, perché se da un lato - per certi versi - è
importante che questo Parlamento si esprima all'unanimità, però,
visto l'argomento è anche importante cosa diciamo, perché se una
mozione deve avere un valore politico, questo valore politico non
può ridursi a un articolo di giornale su un contesto locale ma deve
contenere una precisa indicazione di ciò che questo Parlamento
suggerisce, anche soprattutto all'attenzione del Governo nazionale,
vedi la questione, per noi importante, che è stata già sottoposta
da alcune regioni quale l'interruzione dei rapporti commerciali con
Israele.
A ciò si aggiunga che in Sicilia, in questo momento, le aree come
Sigonella in cui il livello di allerta è il secondo più importante,
stanno anche subendo importanti ripercussioni di natura economica,
perché di certo un turista non viene a farsi le vacanze in
prossimità di un'installazione americana dove, appunto, il livello
di allerta è passato al secondo più grave in assoluto: e dunque,
probabilmente, questa mozione deve anche contemplare questi
aspetti, perché il Governo regionale deve anche sostenere quei
territori e quegli operatori commerciali che, in questo momento,
stanno vedendo i turisti disdire le proprie prenotazioni.
PRESIDENTE. L'Aula è sospesa da ieri per cercare di fare una
sintesi, non dovete convincere me sulle argomentazioni. Se la
Presidenza ha sospeso l'Aula ieri, vuol dire che si è provato, si
sta provando a raggiungere una sintesi. Se la sintesi non viene
raggiunta si va al voto.
BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
perché in queste settimane sono stato tra i parlamentari che più ha
richiesto alla Presidenza questo dibattito. Ieri abbiamo fatto una
discussione ampia, ognuno ha posto le proprie posizioni, non c'è
convergenza perché stiamo parlando di un tema talmente delicato,
difficile, che trovare un'intesa in questo momento sembra molto
difficile.
Debbo dire, però, che i cittadini siciliani credo, lo dico in
punta di piedi, credo che si aspettino un documento unitario.
Ognuno deve cercare di fare un passo indietro, mi permetto di
formulare da questo podio una proposta, al di là di come sono state
scritte le mozioni, avendole lette e sapendo che ognuno tiene a
qualche cosa, però, i temi che ci trovano convergenti credo siano
tre. Il primo, "due popoli e due Stati", mi pare infatti che su
questo convergiamo; il secondo tema, quello degli aiuti umanitari,
ci sono bambini che muoiono di fame; il terzo punto, che potremmo
mettere come punto centrale, è che c'è stato un messaggio del Papa
Francesco, poi ripreso da Papa Leone XIV: "no alla guerra a
pezzi ": si fermino le armi e si vada alla diplomazia e basta
Questi possono essere i temi che possono unire un'Assemblea e
votare all'unanimità.
(applausi)
PRESIDENTE. A me sembra una proposta che può essere accolta, se
viene fatta la riscrittura, possiamo mettere in votazione questi
tre punti cardine. La discussione è chiusa.
Onorevole Catanzaro, rispetto a quanto detto dallo scranno
dall'onorevole Burtone, se queste cose le mettete nero su bianco,
presentiamo un subemendamento, lo mettiamo in votazione, però le
proposte devono essere sottoscritte dai presidenti dei Gruppi.
Nel frattempo che i Presidenti di Gruppo procedono con
l'emendamento di riscrittura, sospendo l'Aula, esattamente per 15
minuti. Dopodiché, alla ripresa dei lavori, quello che potrà essere
votato sarà posto in votazione.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.42, è ripresa alle ore 16.10)
Seguito della discussione della discussione della mozione n. 267 -
Iniziative a livello centrale
in sostegno del popolo palestinese e per il riconoscimento dello
Stato di Palestina
PRESIDENTE. La seduta riprende.
L'onorevole Assenza sta consegnando l'emendamento sottoscritto da
tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari. Prendete posto perché a
breve si voterà.
Stiamo caricando sui vostri tablet l'emendamento 267.3, che va a
sostituire quelli che già sono stati presentati, quindi, i
documenti esistenti, sia la mozione che la riscrittura della
mozione.
A breve, avrete il 267.3 tramite i vostri tablet.
Onorevoli colleghi, sul tablet troverete l'emendamento 267.3,
firmato da tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari, al quale è
stato presentato un emendamento, dell'onorevole Adorno, che è
numerato come 267.4 ed anche questo lo troverete all'interno dei
vostri tablet.
Onorevoli colleghi, sui tablet avete adesso i due emendamenti; uno
è il 267.4, con prima firmataria l'onorevole Adorno, che va ad
emendare il 267.3, firmato da tutti i Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Voteremo per prima il 267.4 dell'onorevole Adorno.
Pongo in votazione l'emendamento 267.4, con prima firmataria
l'onorevole Adorno.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
palese.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 267.4
PRESIDENTE. Vediamo se ci sono i richiedenti per il voto palese.
Vediamo se il voto palese è appoggiato.
Onorevoli colleghi, fermi colleghi, prendete posto, con calma
colleghi, se mi ascoltate anziché parlare tra di voi, che poi non
viene registrato il voto e mi dite con calma, con calma
ASSENZA. Pensavo che fossimo in votazione. Ho premuto il tasto per
questo.
PRESIDENTE. Va bene, tanto il numero c'era, onorevole Assenza, per
la richiesta del voto palese. Allora, stiamo mettendo, ascoltatemi,
stiamo mettendo in votazione l'emendamento 267.4, con prima
firmataria l'onorevole Adorno.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indìco
la votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 267.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 49
Votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 19
Contrari 25
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 267.3, che è quello condiviso con tutti i
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Tutti gli altri emendamenti, ovviamente, sono preclusi.
Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
bonifica
e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno
"Discussione di disegni di legge".
Comunico che il voto dell'onorevole Gilistro lo mettiamo, lo
inseriamo pure che ha votato favorevolmente.
Si procede con la discussione del disegno di legge Riordino dei
consorzi di bonifica e di irrigazione della Regione Siciliana (n.
530/A), posto al n. 1).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Dichiaro aperta la discussione generale.
In questa seduta, all'ordine del giorno c'è la discussione
generale sul disegno di legge, colleghi; la relazione sul disegno
di legge era già stata fatta, quindi, dichiaro aperta la
discussione generale sul disegno di legge n. 530/A.
Chi si iscrive a parlare?
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
iniziamo la discussione generale, però io le chiederei di non
chiudere oggi la discussione generale perché manca l'assessore per
l'economia, mancano diversi parlamentari che su questo disegno di
legge sono importanti, quindi, almeno partiamo, c'è l'assessore, se
vuole relazionare l'assessore, il Presidente della Commissione,
però non chiudiamo oggi la discussione generale.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, solitamente questa è una richiesta
dei Gruppi di opposizione, a maggior ragione, se me lo chiede la
maggioranza, la continueremo sicuramente successivamente
sull'articolo 1; quindi, apriamo adesso la discussione generale,
dopodiché, visto che c'è la richiesta da parte del Capogruppo,
onorevole, non chiudiamo, non chiudiamo la discussione generale
oggi, va bene
CATANZARO. Che c'entra l'articolo 1?
PRESIDENTE. Onorevole, non chiudiamo la discussione generale oggi.
Va bene, va bene, va bene. Non chiudiamo la discussione generale
oggi, su richiesta dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di
maggioranza.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Prego, colleghi, chi si vuole iscrivere a parlare
È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che -
siccome si sta per discutere una di quelle che è stata definita,
anche dal Governo, riforma chiave per la Sicilia e, peraltro,
questa è una proposta legislativa del Governo, non è un'iniziativa
parlamentare - ebbene, ritengo che prima di sentire i parlamentari,
sarebbe il caso di audire l'assessore in quest'Aula. Dico ciò
perché noi, in Commissione, abbiamo avuto più volte l'occasione, ma
in Aula assolutamente no. Quindi, penso che sia corretto che
l'assessore illustri il contenuto della riforma, dopodiché si apre
la discussione generale.
PRESIDENTE. Onorevole Safina, solitamente l'assessore parla a
chiusura della discussione generale. Poi, se l'assessore vuole
intervenire prima...
Io ho iscritti a parlare, in questo momento, l'onorevole Marano e
l'onorevole Campo.
Prego, onorevole Marano, ha facoltà di parlare.
MARANO. Grazie, signor Presidente. Sì, signor Presidente, questo
punto all'ordine del giorno, la riforma dei consorzi di bonifica,
si inserisce all'interno di quella che è chiaramente l'agricoltura.
La nostra agricoltura in Sicilia che, come ben sappiamo, è al
collasso e tutto ciò, abbiamo visto come, negli anni, viene gestito
malamente.
Con questo disegno di legge, il Governo della Regione, senza
soluzione di continuità, vuol continuare un'azione riformatrice,
che il precedente Governo aveva messo nero su bianco nel Piano di
rientro del disavanzo finanziario, alle spalle dei lavoratori dei
consorzi di bonifica.
Il testo che oggi, infatti, ci apprestiamo a discutere è,
sostanzialmente, il figlio del disegno della scorsa legislatura,
disegno di legge sul quale avevamo lavorato - io ero in III
Commissione, e abbiamo lavorato praticamente per anni durante il
corso della legislatura - per poi non avere nessuna riforma a fine
legislatura
Questo disegno di legge, appunto, era stato approfondito e si era
trovata una quadra, soprattutto sul transito, senza soluzione di
continuità, dei lavoratori nei nascenti consorzi, che nel testo
attuale è stato eliminato.
E nel piano di rientro del disavanzo finanziario, infatti, viene
riportato che, per avere una significativa ricaduta in termini di
risparmio di spesa, è necessario mantenere inalterato il blocco di
nuovi ingressi di lavoratori e limitare il meccanismo di
sostituzione dei posti residui disponibili. E non avere inserito
nel testo del disegno di legge il transito dei lavoratori nei nuovi
consorzi, senza soluzione di continuità, sinceramente, qualche
sospetto lo lascia. E su questo punto chiedo che venga fatta la
massima chiarezza, a difesa e a tutela dei lavoratori dei consorzi
di bonifica che, in questi anni e ancora oggi, continuano a
lavorare su reti idriche vetuste e inefficienti.
E, allora, signor Presidente, questo testo rischia di essere
superato, se consideriamo che l'acqua viene erogata solo in alcuni
periodi dell'anno, impedendo la coltura di diverse varietà di
prodotti agricoli. E questo testo di legge, signor Presidente,
inoltre, non prevede un'azione riformatrice e un solo euro sulla
manutenzione straordinaria delle nuove opere.
Ricordo come i fondi siano stati clamorosamente persi in occasione
della partecipazione dei bandi del PNRR in cui, nella scorsa
legislatura, il Governo Musumeci è riuscito a farsi bocciare 31
progetti su 31 Sono diverse le criticità che oggi si registrano,
ma si registravano anche negli anni precedenti, all'interno dei
consorzi di bonifica e questo testo di riforma non le affronta
minimamente
I consorzi di bonifica oggi hanno debiti di milioni di euro; il
precedente Governo aveva deciso di farsene carico mediante il
finanziamento di somme volte a coprire in otto anni il passivo e
nell'attuale previsione non è tanto chiaro, a mio avviso, come
avverrà questo passaggio o se i nuovi consorzi si ritroveranno sul
groppone questo enorme debito che non consentirebbe una gestione
ordinaria con le entrate proprie. E, oltre, chiaramente, al tema
della manutenzione, sappiamo benissimo come i consorzi siano
carenti anche dal punto di vista dei beni strumentali e delle
infrastrutture. Inoltre, in questi anni, gli agricoltori sono stati
costretti a pagare canoni irrigui onerosi di fronte a un servizio
pessimo e inesistente, li abbiamo ascoltati per anni e anni gli
agricoltori in Commissione e con la riduzione degli stanziamenti
regionali, in presenza di costi gestionali, che chiaramente sono
cresciuti per via anche dei tanti contenziosi, è aumentata la
differenza tra entrate e uscite degli enti di bonifica, con la
conseguente limitazione degli oneri consortili a carico degli
agricoltori. Gli agricoltori che abbiamo ascoltato, in questi anni,
hanno lamentato l'emissione di cartelle esattoriali spropositate
che non possono pagare, con la conseguenza che, con il perdurare
della situazione, sono costretti a rinunciare alla propria
produzione per l'impossibilità di sostenere i costi. E a ciò si
aggiunge la triste considerazione che il terreno così gravato
risulta anche difficile da porre sul mercato per la vendita, perché
onerato da costi insostenibili.
In conclusione, senza i dovuti aggiustamenti questa riforma
rischia di essere superata prima che già entri in vigore Da quando
è stata presentata la riforma, il mondo è totalmente cambiato:
siccità, transizione ecologica, energie rinnovabili, sono temi
imprescindibili per lo sviluppo della nostra agricoltura.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
innanzitutto, mi voglio complimentare con la mia Commissione, la
III, in particolare con il Presidente Vitrano, per essere riuscito
in un'operazione che i suoi predecessori non erano riusciti a fare,
ovvero quella di portare questa riforma dei consorzi di bonifica
finalmente in Aula e, ovviamente, anche con l'assessore Barbagallo
per lo stesso motivo.
Abbiamo discusso in Commissione a lungo di questa riforma, direi
per anni, tuttavia molti dubbi mi sono rimasti. Andremo a creare,
abbiamo fatto una sorta di maquillage di questi consorzi di
bonifica, andremo a creare dei nuovi enti puliti, senza debiti, con
un patrimonio stabile e una nuova governance, però è anche vero che
tutto quello che di brutto ci lasciano i consorzi, ovvero degli
enti con innumerevoli debiti resterà in capo alla Regione in
liquidazione che senza patrimonio non capisco in quale modo
verranno mai liquidati e, quindi, avremo anni e anni, decenni di
liquidazione, esattamente come tanti altri enti, le ASI, l'ESA,
l'IRSAP, le zone industriali Chi ci garantisce che questi nuovi
enti non accumuleranno nuovo debito e non ritorneremo punto e a
capo, nuovamente con personale che farà decreti ingiuntivi per
cercare di essere pagato? Perché, di fatto, poi, non andiamo a
risolvere i problemi principali dei consorzi, che sono i problemi
dei territori
Una riforma che mette di fronte una Sicilia molto sbilanciata,
dove avremo delle zone che sicuramente si gioveranno di questa
riforma, e altre che verranno penalizzate; è stata definita una
riforma "Cataniacentrica" e "Palermocentrica", non viene presa in
considerazione tutta la zona della fascia trasformata, per esempio.
E anche qua voglio segnalare un'altra cosa, che già hanno
segnalato i sindacati, la FLAI CGIL, la UILA, riguardo ai
lavoratori: non c'è nessuna garanzia per questi lavoratori in
questa riforma, non vediamo scritta una sola parola. Leggo
testualmente la segnalazione: "Oltre 1500 lavoratori, molti dei
quali da anni stagionali, con contratti precari e interrotti,
vivono oggi nell'incertezza più totale. Non basta parlare di
valorizzazione del personale tecnico-turnista, se poi non si
garantisce nero su bianco la stabilizzazione di chi da anni
garantisce il servizio idrico ai nostri campi e alle comunità,
anche in emergenza".
Assessore Barbagallo, a proposito di emergenza, questo mi sembra
il periodo veramente peggiore per portare una riforma di questo
tipo in Aula, perché noi l'anno scorso abbiamo dato a questi
consorzi una serie di competenze relative al problema della
siccità, quindi la gestione delle condotte, delle dighe, tutta una
serie di progetti da portare avanti, e noi adesso andiamo a votare
una riforma di questo tipo, a ridosso dell'estate, che mette
nuovamente in gioco tutti i problemi legati alla siccità - che per
gli agricoltori sono problemi importanti e sostanziali - senza
sapere chi dovrà poi gestirli, se il vecchio ente o il nuovo ente.
Perché in questa riforma non c'è scritto
E allora che cosa succederà? Che nuovamente avremo difficoltà? Che
nuovamente avremo agricoltori e allevatori senza certezza e senza
acqua, senza nessuno che gestisce progetti e condotte? Ecco, ci
sono una serie di strafalcioni in questa riforma che non danno
nessuna certezza e nessuna sicurezza per il futuro.
Quindi, io reputo che si debba ancora lavorare tanto per rendere
la riforma uno strumento utile per i siciliani.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, anch'io do un contributo a questa
discussione generale, sapendo che è stato fatto un lavoro
significativo e profondo, con una serie di audizioni, e quindi
penso che sia necessario, man mano che si discuteranno gli
articoli, arrivare ai dovuti approfondimenti. Però mi sembrava
giusto e mi sembra giusto dire qualcosa in ordine generale, anche
perché, signor Presidente, basta parlare con i nostri agricoltori
per capire che il tema dei consorzi di bonifica è messo al centro
dei loro pensieri, delle loro azioni.
Io incontro frequentemente nel mio paese, di cui sono sindaco,
Militello in Val di Catania, tanti produttori, e anche recentemente
abbiamo parlato della situazione dei nostri consorzi di bonifica, e
debbo dire che tanti hanno sempre considerato l'attività promossa
da queste strutture come un'attività che abbia avuto la funzione di
fare andare avanti e di far crescere la nostra agricoltura.
Prima della realizzazione dei consorzi, i nostri agricoltori
utilizzavano i pozzi artesiani, non c'era proprietà che non avesse
un pozzo, che poi a volte veniva condiviso con altri, in
associazione. I consorzi di bonifica hanno fatto fare un passo in
avanti all'agricoltura, e l'hanno fatto fare soprattutto quando
nell'attività iniziale erano i produttori stessi ad autogestirsi.
Io ricordo, addirittura, alcuni momenti elettorali: c'erano le
elezioni ponderate, in base al letteraggio ognuno aveva un voto da
potere esprimere. Erano attività oculate, poi i consorzi hanno
avuto un avanzamento anche in termini di risorse economiche,
l'impegno della Regione e i produttori sono stati sostituiti da una
serie di organi che hanno cercato di gestire le attività.
E c'è stato un momento in cui, accanto ai consorzi, la Regione ha
sostenuto l'impegno a realizzare i laghetti collinari in modo da
poter canalizzare nel tempo la presenza di risorse idriche e poi
ridistribuirle nel territorio secondo le esigenze. Quei laghetti
collinari avevano una funzionalità importante perché davano una
riserva, comunque, rispetto alle esigenze delle attività
produttive. Debbo dire che, recentemente, invece, hanno segnato il
passo e lo segnano ancora oggi.
Quindi io mi rendo conto che c'è la necessità di fare un passo
avanti. Abbiamo visto tante riforme; riforme che hanno determinato
dei cambiamenti, altri che si sono fermate, altre che hanno
determinato dei peggioramenti, non nello specifico sui consorzi di
bonifica ma in generale. Quindi io credo che si debba porre
attenzione. Attenzione su un primo tema, che è quello del fatto che
quello che serve è qualcosa che, in questo momento, non c'è
Io ho seguito una discussione abbastanza corretta, dialettica, tra
l'assessore e la Confagricoltura. La Confagricoltura ha sostenuto
che avremo delle risorse idriche se continuerà questo caldo, se si
ripeterà un aumento della temperatura e, quindi, avremo dei
problemi tra un mese. Io non lo so se tra un mese saremo in
condizioni di difficoltà, però non c'è dubbio che la canalizzazione
che è stata realizzata dell'acqua è insufficiente. È insufficiente
perché gli operai, lo diceva la collega Campo, non sono stati messi
nelle condizioni di lavorare subito e bene. E questo è il primo
tema, cioè noi bisogna che affrontiamo la questione dei lavoratori.
Io ricordo che, nella passata legislatura, ci fu una legge che
prevedeva il turnover. Non si capisce perché, in alcuni momenti,
sia stata applicata e in altri no, perché avrebbe potuto dare un
passaggio decisivo: spero che la legge affronti definitivamente
questo tema. Noi non ci possiamo portare avanti un precariato che
non agevola l'attività produttiva delle nostre aziende agricole
che, ripeto, si trovano di fronte a problematiche che non sono
soltanto legate all'attingimento dell'acqua, perché io l'anno
scorso ho fatto la battaglia per la realizzazione delle due pompe
di sollevamento del lago di Lentini, perché quell'acqua che era
significativa in quel territorio, che avrebbe dato risposta alla
piana di Catania nella zona di Palagonia, Mineo, Scordia e alla
zona del lentinese (Lentini, Carlentini, Francofonte). Quell'acqua
non veniva utilizzata Invece sono state realizzate le due pompe.
Mi si dice, assessore, io lo dico con beneficio dell'inventario,
della verifica: forse una pompa avrebbe bisogno di un'attività
manutentiva perché non solleva così come dovrebbe essere. E,
quindi, io credo che su questo tema si debba tornare, anche perché
il fatto dell'insuccesso del precedente governo di non realizzare
quei progetti, quei trenta progetti che dovevano determinare
manutenzione nell'ambito delle nostre risorse idriche, le
canalizzazioni sono obsolete. Sono canalizzazioni che perdono acqua
e, quindi, ci troviamo davanti a difficoltà significative.
Ecco perché, Presidente, credo che il tema delle infrastrutture,
il tema del superamento del precariato siano centrali nelle
attività che stiamo promuovendo. La gestione: ecco sulla gestione,
mi pare, che alcune perplessità sono state avanzate. Spero, mi
auguro, che ci sia un confronto.
Bene ha fatto, debbo dire, chi ha detto che il dibattito non può
non esserci senza la presenza dell'assessore al bilancio, perché in
termini economici noi ci troviamo davanti a problemi notevoli non
solo per il pregresso, assessore, ma anche per il futuro, perché un
tema che si sottovaluta nella nostra comunità è quello energetico.
Basta passare in un distributore di benzina per verificare che nel
giro di una settimana la benzina, il gasolio è aumentato di 15
centesimi, di 15 centesimi
Se si pensa che fino a due settimane fa la benzina e il gasolio
erano ad un prezzo 15 centesimi meno e che l'aumento era di un
centesimo e una diminuzione era di un centesimo, io credo che
questo debba fare riflettere.
Quindi in termini energetici siamo davanti a problemi notevoli.
Notevoli, signor Presidente, io lo dico con franchezza
Questa questione l'ho posta anche sui comuni.
Ci sono delle società che forniscono l'energia, che quando un ente
si trova in difficoltà applicano degli interessi usurai, usurai
E quindi non è accettabile, perché questo frena la produttività
della nostra terra, frena la produttività della nostra terra
Quindi la necessità di dare risposte. Io spero, mi auguro che
questo disegno di legge sia all'altezza.
Riguardo alle risorse idriche potabili abbiamo letto e speriamo
che sia un fatto concreto che ai dissalatori, quelli fermi,
bloccati, costruiti nel territorio, si sono sostituite le attività
dei dissalatori mobili.
Mi auguro che questo possa essere utile per dare una risposta a
quelle comunità che si sono trovate negli anni scorsi in
difficoltà.
Sono tutti temi, signor Presidente, che continueremo a verificare,
perché noi abbiamo finora posto tante tematiche riguardo alle
attività idriche e potabili per l'agricoltura ma anche per le
civili abitazioni.
Continueremo a seguire questo tema, convinti, però, che il fattore
energetico non sia di secondo piano, anche perché se non c'è una
risposta su questo - e concludo, signor Presidente - i costi, i
costi per i produttori aumenteranno in maniera assai alta e quindi
non sarà possibile per un produttore svolgere la propria attività
agricola in maniera seria. Dovranno diminuire approvvigionamento
dell'acqua oppure, come più volte accaduto, non pagheranno e quindi
condizioni di difficoltà
Una difficoltà e concludo, spero venga superata in questo disegno
di legge, in questa legge che si vuole promuovere, che è anche
legata alla quota fissa, signor Presidente. È inaccettabile che
produttori che non attingono alla utilizzazione dell'acqua abbiano
delle quote fisse assai alte per mantenersi consorziati
E quindi su questi temi torneremo man mano che andrà avanti la
discussione sui singoli articoli.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quest'Aula per
l'ennesima volta si ritrova ad affrontare un tema e un argomento di
cui si discute in ogni Legislatura.
Purtroppo, ho la preoccupazione che anche in questa non riusciremo
a raggiungere l'obiettivo, perché la riforma dei consorzi di
bonifica è una riforma che presuppone l'impegno anche di risorse
economiche per mettere un punto a quello che è il passato, che è
stato il passato.
Come sottolineato più volte dai colleghi, quello che è
inaccettabile e che rende surreale, quello che accade ancora oggi,
è che molti agricoltori oggi si trovano, appunto, a dover pagare
una quota senza concretamente ricevere il bene primario che è
l'acqua all'interno dei propri terreni, con una quota fissa o
addirittura, come nel caso del consorzio di bonifica di Lentini, a
non avere nemmeno la rete idrica che porti l'acqua in quei terreni
che oggi pagano concretamente la quota al consorzio di bonifica
Quindi o noi riusciamo a mettere in campo anche un'azione, come
dire, di equità rispetto a chi materialmente paga queste quote o
noi non ne usciremo più, perché si continuerà ad aumentare il
debito, continuerà ad arrivare, appunto, la bollettazione a degli
agricoltori che non si sentono nemmeno in dovere di dover pagare
quelle quote e quindi noi non ne usciremo più
Spero e mi auguro che finalmente questo Parlamento e il Governo in
questa legislatura riescano a mettere la parola fine ad una
situazione che è diventata, a mio avviso, ingestibile.
La continua nomina dei commissari, che poi di fatto corrispondono
ad una nomina politica, senza che materialmente questi commissari
riescano a porre in essere delle soluzioni concrete al problema,
rimane solo ed esclusivamente uno spreco di denaro pubblico
Come nelle aziende private, chi viene nominato ha l'obbligo e
comunque si pone degli obiettivi di risanamento della struttura,
così anche nel pubblico si dovrebbe fare la stessa cosa; purtroppo,
a livello regionale, questo non accade all'interno della pubblica
amministrazione e quindi, ripeto, l'auspicio è quello di mettere la
parola fine a questa ingiustizia che tanti agricoltori si trovano
ad affrontare.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Tomarchio. Ne ha
facoltà.
TOMARCHIO. Signor Presidente, sarò brevissimo, so che ci si
rivolge alla Presidenza ma mi sia concesso di rivolgermi anche al
Governo qui presente.
Signor Assessore, come diremmo a Catania, si sta capendo l'andazzo
di questa di questa legge, io ho sentito quasi la necessità,
ascoltando gli interventi dei colleghi intervenuti poc'anzi, invece
di rilevare quanto di buono questa riforma contiene, perché di cose
buone ne contiene, eccome, e anche perché da quando ho memoria, mi
ricordo e si parla di consorzi di bonifica commissariati, si parla
di riforma dei consorzi ma non si arriva mai, un po' come tutte le
cose che, signor Presidente, pare che capitano in quest'Aula: si
lavora, si lavora nelle Commissioni, si lavora duramente e si vota,
poi si arriva in Aula e non si sa bene che cosa succede, perché
poi tutto diventa una Caporetto
E, allora, io mi appello e mi appello anche ad un collega che è
intervenuto poc'anzi, io utilizzerei per questa riforma, affinché
vada in porto, il lodo Burtone, perché l'onorevole Burtone ha
dimostrato di trovare i punti di mediazione e di saper portare i
risultati a casa, perché questa riforma - veda, signor Presidente -
contiene, come dicevo, più elementi positivi, certamente quello
della riduzione dei consorzi, si passa da 13 a 4 consorzi e,
quindi, significa una razionalizzazione delle spese e una
razionalizzazione delle risorse; consorzi che vengono ridisegnati
attorno alle fonti irrigue, quindi il criterio per il disegno dei
confini dei consorzi diventa appunto quella che è la ratio che
dovrebbe essere utile agli agricoltori, cioè quella delle fonti
irrigue.
E proprio parlando di fonti irrigue, supera una grande ingiustizia
- che è stata rilevata anche poc'anzi - e cioè quella del
superamento di un'ingiustizia nei confronti degli agricoltori,
perché non è possibile che ancora oggi venga pagato un canone
dell'acqua a forfait che non rispecchia, invece, quelli che sono i
reali consumi
E ultimo, ma non per importanza, è una riforma che ridà,
riconsegna il governo a chi ne ha davvero diritto e cioè gli
agricoltori E allora la domanda, l'appello, la riflessione è: ma
possibile che in quest'Aula anche cose buone e sacrosante, di cui
si parla da vent'anni, debbano cadere nel dimenticatoio, tornare in
Commissione, poi tornare in Aula, in questo gioco dell'oca che non
giova ai siciliani?
Questa è una riforma che deve essere approvata, se c'è qualcosa da
correggere si correggerà in Aula, ma è una riforma che supporta il
settore agricolo, è una riforma che dà certezza degli investimenti
sulla rete idrica, è una riforma che sicuramente consegna una
gestione più razionale dell'acqua e, quindi, noi la difenderemo
come è giusto che sia e ci auguriamo che quest'Aula giunga presto
alla sua approvazione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, chiedo scusa ma avevo bisogno di alcuni
appunti. Presidente, assessore, sicuramente - Presidente le
chiederò qualche minuto in più, glielo dico prima così non mi
strimpella la campanella - sicuramente, dicevo, va dato atto che il
lavoro che è stato svolto in Commissione è stato un lavoro basato
su un principio: quello dell'onestà intellettuale. Non c'è stato
uno scontro a prescindere, perché i cittadini non ci hanno dato il
mandato di essere alla loro opposizione, ci hanno dato il mandato
di opporci alle cose che questo Governo propone e che noi non
condividiamo. E, dunque, l'atteggiamento è stato quello di guardare
all'interesse della Sicilia e dei Siciliani e dei produttori e dei
lavoratori dei consorzi.
E onestamente, devo dire, il Presidente con una battuta dice
"questa è anche la tua riforma", perché non posso disconoscere che
molte delle cose che ci sono scritte sono frutto di emendamenti da
me proposti insieme al Gruppo del Partito Democratico, che sono
stati approvati; però è chiaro che ci sono ancora delle cose che
non vanno.
E per narrare di queste cose che non vanno, vorrei partire dai
numeri. Parto dai ruoli, perché uno dei grandi problemi dei
consorzi che questa Assemblea vorrebbe liquidare è quello dei
debiti, che nascono anche dalla incapacità di riscuotere i ruoli
che vengono emessi Perché noi troppo spesso in politica, a partire
diciamo dagli anni Novanta, da quando si è posta per la prima volta
la questione del debito pubblico, parliamo di uscite, parliamo solo
di come tagliare la spesa e non ci occupiamo mai delle entrate, di
come migliorare le nostre performance, le performance degli enti
pubblici, della Regione sotto il profilo delle entrate, sotto la
nostra capacità di riscuotere, per rendere equo il tributo che
facciamo pagare, in questo caso agli agricoltori.
Ebbene, vi dico solo alcuni numeri. Trapani emette ruoli al 2023
per un 1.419.000 euro, ne riscuote 519.547; quindi più di un terzo.
Ma in ragione dell'area irrigua - assessore, lei lo sa meglio di me
- il peso per ettaro di quel milione e 400 mila è di 71 euro,
quindi un peso che per un agricoltore che produce, sostanzialmente,
è poca cosa. Dopodiché la capacità di recupero è di 26 euro,
ovviamente a ettaro.
Enna: emette ruoli per 4.914.515 euro, con un carico per ettaro -
per avere chiaro, la dimensione delle aree irrigue di Trapani non è
nemmeno confrontabile con quella di Enna - e il carico per ettaro è
3.375 euro a ettaro. Enna incassa 256.672 euro, ossia 176 euro a
ettaro. E voglio fare una prima analisi: perché a Trapani è più
facile riscuotere? Perché il carico fiscale è un carico
sostanzialmente equo; il carico fiscale di Enna, della provincia di
Enna, in questo caso del consorzio di bonifica di Enna, è
assolutamente improponibile Ci sono produzioni agricole - il
presidente della Commissione può correggermi che sbaglio - che non
riescono a produrre un reddito di 3.300 euro a ettaro
Allora, quello che mi preoccupa di questa riforma, e potrei
leggere altri dati, potrei leggerne assolutamente altri, poi ne
leggerò altri che riguardano un'altra cosa, è che obiettivamente è
vero quello che diceva l'onorevole Tomarchio - ed è una cosa
rispetto alla quale soprattutto con i colleghi del PD ci siamo
battuti, abbiamo trovato poi l'accordo di tutti - questa riforma
introduce un principio sacrosanto, che è quello che il beneficio
irriguo per potersi dare luogo al carico tributario deve essere
effettivo, concreto, reale: quindi non basta più per semplificare
che ci sia il passaggio della conduttura per dire che l'agricoltore
debba pagare, perché se l'agricoltore nonostante il passaggio della
conduttura non prende un metro cubo d'acqua, non pagherà
Però, badate, badate che questo elemento rischia di essere un
limite per quanti l'acqua la prendono davvero, perché oggi
quell'agricoltore che paga il beneficio irriguo - anche se non
fruisce dell'acqua - sta sostanzialmente contribuendo al pagamento
delle spese del consorzio ma le spese rimarranno uguali, perché se
andiamo a vedere il carico di personale di alcuni consorzi di
bonifica scopriamo che, per esempio, un consorzio di bonifica come
quello di Trapani che tra tutti, non lo cito perché sono trapanese,
lo cito perché obiettivamente è quello più virtuoso tra quelli che
oggi operano, tanto è vero che questa Assemblea non ha dovuto
stanziare alcun centesimo per ripianare perdite o per consentire il
pagamento degli stipendi. È un dato di fatto: da quando ci siamo
insediati, abbiamo stanziato milioni e milioni di euro, penso che
siamo arrivati a 30 milioni di euro circa, per ripianare Siracusa,
Ragusa, Palermo, Agrigento. A Trapani non lo abbiamo fatto perché
nel passato - bisogna riconoscere - non ci sono state pratiche
assurde nella gestione del consorzio e il consorzio di Trapani è
uno di quelli che, per esempio, oggi è più attivo a livello di
progettazione e di messa in opera di cantieri per migliorare le
condutture.
Ma, cionondimeno, quello che dicevo prima è che chi non pagherà
farà sì che gli altri dovranno pagare di più e questo è un tema
che, obiettivamente, la riforma non affronta, è il nodo sul quale
io penso che quest'Aula dovrà concentrarsi, senza avere fretta,
perché tra una buona riforma fatta nei giusti tempi e una riforma
raffazzonata fatta entro il mese di luglio, io preferirei che
quest'Aula avesse il tempo di ragionare anche sulle decine e decine
di emendamenti che sono stati presentati, peraltro alcuni anche
dalla maggioranza, e anche su alcuni che ancora magari dobbiamo
costruire insieme per potere risolvere uno dei temi fondamentali;
perché vero è che questa riforma ci consentirebbe di ripartire da
zero, quindi i nuovi consorzi partiranno senza alcuna esposizione
debitoria, ma se i canoni e i tributi che noi porremo a carico
degli agricoltori saranno ingiusti e faranno sì che l'acqua diventi
un bene accessibile solo per censo, i nuovi consorzi si troveranno
tra qualche anno con la stessa situazione dei vecchi
Perché se non c'è capacità di riscossione, perché lo ricordo a me
stesso, assessore, stiamo ragionando in termini che è un tributo
che funziona come una tariffa, però, se spendo dieci devo
recuperare dieci dai consorziati e se quel tributo viene percepito
come ingiusto - perché tale è come vi ho dimostrato dalla lettura
dei numeri - la situazione non cambierà Non è l'aspetto
burocratico che risolverà il tema dei consorzi di bonifica ma è
l'aspetto politico che mette in campo un'iniziativa affinché il
carico sia giusto Probabilmente, sarebbe più corretto dire che a
Trapani si possono pagare novanta euro ma che non si possono pagare
tre mila euro nel consorzio di bonifica di Enna
È questo, cioè, il vero tema che noi onestamente - ma quando dico
noi, parto da me, non sto accollando una responsabilità a qualcuno
- noi ancora non abbiamo affrontato e non abbiamo risolto
adeguatamente.
È su questo che io chiedo un ragionamento perché, Assessore, e
concludo, io poi vorrei capire perché, diceva bene il Presidente, è
strano che la richiesta di prolungare la discussione generale
provenga dalla maggioranza e probabilmente aveva pure ragione il
mio collega Giambona che io provocavo , chiedendogli di
intervenire per primo.
Ma questa maggioranza è convinta della bontà di questa riforma?
Perché è un tema - perché devo dire la verità - per cui in
Commissione questa convinzione non l'ho percepita, non l'ho
percepita Tante volte ci siamo trovati insieme al Presidente della
Commissione, che penso me ne possa dare atto e insieme anche ai
colleghi dei Cinque Stelle, a essere quelli che più spingevano sul
ragionamento su certi emendamenti per far sì che venissero
approvati e calati nel testo base dinanzi a uno scetticismo della
maggioranza di Governo che sembrava quasi essere disinteressata ma
non perché disinteressata al tema ma perché preferisce che le cose
vadano così E così però non possono andare Così non possono
andare
Vi invito a una riflessione sul tema che non vuol dire far
ritornare la riforma, il disegno di legge, in Commissione, ma vuol
dire prendersi tutto il tempo che serve perché ho il timore che
alla prima curva a gomito questa stessa riforma cadrà e se cadrà
non cadrà per mano nostra, ma per mano vostra
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Poi abbiamo
detto che la discussione generale può continuare, ci sarà un
continuo con la presenza dell'assessore Dagnino e del Governo.
SUNSERI. Presidente, Assessore, colleghi, come si dice in questi
casi, ad altri livelli, Nuntio vobis gaudiun magnum, dopo otto anni
abbiamo la riforma dei consorzi di bonifica in Aula
Sembra finalmente una cosa inaspettata, incredibile e non le
nascondo, Presidente, che l'introduzione della relazione del
disegno di legge è da brividi, non il disegno di legge,
l'introduzione
Di fatto viene certificato quella che è stata una totale assenza
sia di gestione sia di controllo perché si pensa che gli enti, come
quello dei consorzi di bonifica ma in genere tutti gli enti,
potessero, in qualche modo, funzionare per legge e non perché
governati.
Forse qualcuno lo sta dimenticando ma i consorzi di bonifica sono
commissariati da quando io avevo il pannolino - che non è ieri,
visto che mi accingo a festeggiare i miei quarant'anni
Quello che si legge nella relazione - di fatto - è un'autodenuncia
incredibile da parte del Governo regionale in cui dice, non siamo
riusciti ad applicare la norma vigente
I consorzi di bonifica sono stati riformati con una riforma del
2014 e, ad oggi mai, mai applicata.
Probabilmente servirebbe che qualcuno istituisse una commissione
ispettiva per verificare chi non ha applicato una legge perché i
consorzi di bonifica sono stati oggetto di riforma e mai nessuno ha
applicato la legge di riforma dei consorzi di bonifica.
La cosa più paradossale che riguarda i consorzi di bonifica è che
il quadro poi ricade sugli agricoltori e su tutti i cittadini non
so se chi ci ascolta è interessato a questo tema e ha ben chiara in
questo momento la situazione.
Noi abbiamo undici consorzi di bonifica, con la prima legge, due
consorzi di bonifica istituiti nel 2014, Sicilia orientale e
Sicilia occidentale e oggi, se dovessimo approvare - oggi o nelle
prossime settimane - questa ennesima legge di riforma, avremmo
altri quattro consorzi di bonifica, quindi, avremmo diciassette
enti, undici più due, tredici, più quattro, diciassette, perché,
diciamolo, le liquidazioni degli undici non le vedrà nemmeno mia
figlia, non so quando mai verranno liquidati, a meno che
l'assessore non ci dica che la liquidazione degli undici avverrà in
liquidazione coatta e diamo la notizia a chi aspetta risorse e non
le vedrà, probabilmente mai, ma ora su questo entriamo nel merito
ai due consorzi che non sono mai entrati in reale funzione, salvo
aver nominato due Commissari perché hanno due Commissari e i
quattro che, non so se la maggioranza voterà mai questa legge di
riforma, perché come diceva bene il collega che mi ha preceduto, se
dovessero affossare questa riforma sarà certamente la maggioranza
di questo Governo che si prenderà la responsabilità e l'ennesimo
fallimento di una legge di riforma portata dal Governo stesso
Quindi, il quadro oggi vede undici consorzi che dovranno essere
liquidati, di questi consorzi non si conosce il debito, aumenta di
giorno dopo giorno, si è fatta una stima, siamo ben oltre i 100
milioni di euro, la cosa più bella è che per mettere in
liquidazione un ente immagino che quest'ente, in qualche modo,
debba avere non so qualcosa a bilancio, qualcosa da poter vendere
in una possibile liquidazione, niente, niente, hanno i tubi sotto
terra, tra l'altro tubi, diciamo, che disperdono acqua,
abbondantemente, della nostra Regione, abbiamo gli altri due enti,
i consorzi Sicilia Occidentale e Orientale che nel frattempo, nel
corso degli anni, probabilmente, hanno maturato altri debiti, ad
ogni variazione di bilancio il Governo si presenta con risorse da
mettere per questo consorzio, piuttosto, che per l'altro, con la
solita scusa che, altrimenti, non si pagano gli stipendi e in tutto
questo lasso di tempo la notizia che abbiamo dimenticato è che il
PNRR aveva stanziato qualcosa come 500 milioni di euro per rifare
le reti idriche della nostra Regione e le dighe, risorse che non
siamo stati in grado di ottenere: qualcuno diceva 31 progetti
bocciati, no, i progetti erano 62, 62 sono stati bocciati, 31 non
hanno neanche superato la prima fase di valutazione e, per coprire
le risorse mancanti dal PNNR, abbiamo investito ulteriori risorse
del Fondo di sviluppo e coesione dei quali ancora oggi non
conosciamo lo stato di attuazione, stanziati un anno fa
Se a questo ci aggiungiamo che, di fatto, non conosciamo lo stato
debitorio, non abbiamo la possibilità di conoscere se mai questi
enti verranno messi realmente in liquidazione, degli undici che
dovranno essere messi in liquidazione dovremo, immagino, suppongo,
nominare undici commissari che si aggiungono ai due dei consorzi di
bonifica Sicilia Orientale e in più dovremmo nominare Presidenti e
Cda, così come previsto dalla norma. Non dico i numeri perché
possibilmente, con gli emendamenti, verranno anche questi
modificati, di altri quattro consorzi di bonifica; stiamo parlando
di una cosa che è già nata morta, cioè di una cosa che così come è
impostata, non vedrà mai la luce come si deve: a tutto questo
abbiamo le associazioni di categoria che non si vedono tutelate
soprattutto, dal punto di vista dei lavoratori che non vedranno
garantite le posizioni previste; ma io non voglio entrare nel
merito di questo, perché lo faremo successivamente, quando
entreremo negli emendamenti. E non le nascondo che nutro parecchie
perplessità su questo disegno di legge, sulla reale attuazione di
questo disegno di legge anche perché, come vede, oggi dico, si sa
da settimane, che si dovrà discutere del disegno di legge,
probabilmente il più importante, presentato dal Governo, di riforma
di uno degli enti fondamentali e centrali che gestisce in questo
momento una risorsa essenziale per la Sicilia e la maggioranza non
c'è, c'è un Capogruppo di Forza Italia e poi pochi altri
Presidente, l'ultima analisi in merito ai consorzi di bonifica: ad
oggi, quello che sappiamo certamente è che abbiamo solamente messo
risorse per tappare dei buchi a qualcosa che è stato creato da chi
li ha gestiti, quindi non dal legislatore, ma da chi effettivamente
ha messo i commissari, che ha nominato i dirigenti, e ci sono state
tutta una serie di vicissitudini che sono state denunciate, più
volte, alla Corte dei conti.
Ma quello di cui non si conosce è quante risorse la Regione voglia
continuare a destinare ai consorzi di bonifica. Perché, ad oggi, lo
stanziamento previsto dal bilancio è uguale, già da diversi anni.
Siamo intorno ai 50 milioni di euro, annualmente. Ma s'intende
incrementarli? Intende modificarli? Intende, in qualche modo,
aggiungere attività che, in questo momento, non svolgono? Non si è
mai discusso, ad esempio, dalla gestione delle dighe. Noi abbiamo
un paradosso in Sicilia, in cui le dighe vengono gestite da un
"Dipartimento acque", della Regione siciliana, e le condutture
vengono gestite da un ente della nostra Regione. Mai nessuno ha
messo in discussione questa assurdità, e sarebbe veramente la prima
cosa da affrontare. Cioè, perché lasciare le due cose distinte e
separate, quando si sa benissimo che l'acqua poi viene dalla diga e
altrettanto la conduttura, se non funziona la diga, ha un problema?
Concludo Presidente, ma l'argomento meritava un intervento un po'
più lungo e mi scuso con la Presidenza per averlo fatto, e
affronteremo articolo per articolo questo importante disegno di
legge, con l'augurio che, in Aula, non sarà presente solamente
l'assessore per l'agricoltura, ma l'assessore per l'energia che
gestisce le dighe, il Presidente della Regione che ha presentato un
disegno di legge, così importante, di riforma - il primo disegno di
legge di riforma reale da quando governa questa Regione - e avremo
modo di affrontare, punto dopo punto, quello che, secondo me, si
rivelerà, purtroppo ahinoi, l'ennesimo flop di una legge riforma,
che non solo non modifica nulla ma creerà l'istituzione, se dovesse
passare, di nuovi enti e di nuovi carrozzoni che manderanno i
consorzi di bonifica a una fine che, purtroppo - e mi auguro non
accadrà - non farà certamente del bene a questa Terra.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
L'onorevole Giambona ha chiesto di intervenire per la prossima
seduta d'Aula, nel prosieguo della discussione generale. Vuole
intervenire adesso, onorevole Giambona? Non si era registrato,
però, se ha questa esigenza, la invito a rispettare i cinque
minuti.
GIAMBONA. Guardi, Presidente, io la ringrazio per avermi concesso
la parola, però, io le dico che l'andazzo della discussione,
obiettivamente, mi fa venire qualche dubbio che il prosieguo della
discussione sui consorzi di bonifica possa anche non esserci.
Quindi, prevengo quella che è una eventualità e volevo lasciare
quanto meno qualche breve considerazione rispetto a questo tema,
che è così centrale.
Io ritengo che qui siamo in un contesto assolutamente surreale.
Siamo qui a discutere di una riforma, la prima riforma per
eccellenza che è rimasta incompiuta a livello regionale, annunciata
a più riprese. Mi ricordo, al momento dell'insediamento, il
Presidente della Regione Schifani - seduto dietro, solo l'assessore
Barbagallo che vedo qui oggi - e lanciò quella che era una volontà
ben precisa di portare avanti questa riforma sui consorzi di
bonifica. Che, tra l'altro, vedo da notizie di stampa, il 19
febbraio, ecco, ha rilanciato il Presidente della Regione,
descrivendo quelle che sarebbero state le evoluzioni a cui avrebbe
portato questo disegno di legge, la cui discussione, oggi, prende
il via: e vedere, obiettivamente, assessore Barbagallo, quest'Aula
semivuota, con pochissimi esponenti delle forze politiche di
maggioranza che sostengono il governo Schifani, ci fa ben capire
qual è lo stato d'animo in cui evidentemente, versa la Sala nella
discussione di questo disegno di legge, per il quale comunque mi
corre l'obbligo di ringraziare tutti i colleghi, in primis il
Presidente Vitrano, tutti i componenti della Commissione Attività
produttive che, giustamente, rispetto a quelli che sono stati gli
stimoli, gli input portati avanti a più riprese da tutte le
categorie che sono interessate, tutti gli stakeholders ebbene,
credo, che fosse indispensabile portare avanti comunque i lavori
della Commissione che ha puntualmente onorato quelle che erano le
volontà lanciate dal Governo e dal Presidente della Regione.
Presidente dell'Assemblea, oggi è uscito il dato della Banca
d'Italia dal quale si evincono quali sono i risultati della nostra
economia del 2024 e c'è un focus proprio sulla tematica
dell'agricoltura. L'agricoltura registra un calo, specialmente in
alcune particolari coltivazioni, quella dei cereali, sulle
coltivazioni arboree, nel settore olivicolo e nel settore
vitivinicolo.
L'assessore qui presente, Barbagallo, conosce perfettamente il
settore, è un esperto di come un ettaro a vite, faccio un esempio,
che sia correttamente irrigato, ha una produzione, un ettaro di
vite che non sia irrigato ha un altro tipo di produzione. Quello
che non è irrigato produce 50 quintali per ogni ettaro, quello
irrigato 300 quintali ad ettaro Ecco, parto da questa
considerazione, Assessore, per rappresentare come in una economia,
quella siciliana, nella quale l'agricoltura è il primo datore di
lavoro, il primo a contribuire al PIL siciliano, se non mettiamo a
disposizione quella che è la risorsa fondamentale per aumentare la
produzione, è evidente che tutto questo che è l'apparato di cui
oggi stiamo discutendo è in assoluto fallimento Ce lo dicono anche
i dati a confronto delle altre regioni d'Italia nelle quali i
consorzi di bonifica non solo erogano un servizio puntuale, un
servizio al quale gli agricoltori sono ben lieti di pagare,
appunto, perché viene fornito, ma è un servizio che addirittura
riesce ad ammodernarsi, a fornire una rete infrastrutturale che sia
adeguata, che sia anche nelle condizioni di produrre energia
elettrica attraverso i bacini, in alcuni casi appunto dei consorzi
di bonifica che sono in attivo
La situazione siciliana è assolutamente tutt'altra, abbiamo
discusso proprio in questa Assemblea, a più riprese, con variazioni
di bilancio concedendo decine e decine di milioni di euro agli
attuali consorzi di bonifica, questi 11 consorzi a cui aggiungiamo
i 2 che a tutt'oggi sono ancora in liquidazione, aggiungiamo gli
11, in sostanza, un eterno commissariamento che naturalmente
sottrae risorse a quella che è un'esigenza di rigenerazione
complessiva di questo importante aspetto che riguarda la nostra
economia A ciò si aggiunge il fatto che la situazione debitoria
dei consorzi di bonifica, i continui atti di pignoramento che hanno
subìto, ha reso di fatto impossibile agli stessi procedere a fare
attività di programmazione.
Qualcuno prima di me ha fatto cenno ai programmi comunitari
previsti attraverso azioni di riqualificazione delle condotte che
sono stati perduti nel tempo, anche perché i consorzi di bonifica
potrebbero essere, dovrebbero essere, soggetti attuatori, appunto,
per portare avanti quelle che sono iniziative nell'utilizzo di
risorse extraregionali. Ebbene, nulla di tutto questo, non solo non
utilizziamo le risorse extraregionali ma, per colmare quelli che
sono i debiti, abbiamo dovuto mettere risorse fresche che sono
state distolte da altre attività e da altre iniziative.
Questa riforma dei consorzi di bonifica alla quale la Commissione
ha lavorato, alla quale il Partito Democratico ha dato un
contributo sicuramente a degli elementi in cui è necessario fare
degli ulteriori approfondimenti sull'aspetto, in primis, la
tutela dei lavoratori, che è argomento che è stato ampiamente
discusso nei mesi scorsi, anche attraverso le organizzazioni
sindacali, che ringrazio per il contributo che hanno dato, è una
riforma che deve dare risposta alle esigenze di dare protagonismo
ai produttori agricoli che fino ad oggi sono stati relegati al
margine, ma aggiungo: questa riforma deve dare una risposta
complessiva al sistema.
Guardi, signor Presidente, Assessore, noi abbiamo un importante
ruolo istituzionale e, in questa fase storica, in cui stiamo a
discutere della riforma dei consorzi di bonifica, non dobbiamo
dimenticarci di quelli che sono tutti gli attori che ruotano
attorno anche agli attuali consorzi di bonifica. Non possiamo
pensare di lasciare a mare decine e decine di milioni di euro di
crediti, che a tutt'oggi, appunto, sono incagliati nei consorzi di
bonifica attraverso una "bad company" che non ha alcun credito o
crediti difficilmente esigibili, oppure, che non abbia risorse tali
da potere mettere in liquidazione e soddisfare quelli che sono i
creditori, perché ricordo a me stesso che i creditori sono chi ha
fornito mezzi, chi ha fornito manodopera, e quindi dietro ci sono
anche delle aziende, ci sono dei padri di famiglia, ci sono
centinaia e centinaia di persone che attendono che questa fase di
liquidazione, e quindi le risorse che mettiamo a disposizione,
permettano loro di essere messi in sicurezza.
Per cui, il ruolo istituzionale che noi ricopriamo ci impone senso
di responsabilità. Non possiamo pensare di portare avanti una
riforma per la quale è indispensabile approntare risorse fresche
per la fase di progettazione, per la fase, appunto, di messa in
opera iniziale, perché altrimenti tra qualche mese ci ritroveremo
punto e a capo; ma, allo stesso tempo, non possiamo dimenticare le
notevoli esposizioni debitorie in cui versano le attuali gestioni
commissariali, per cui noi, come Partito Democratico, saremo
particolarmente attenti a questo percorso normativo che oggi inizia
in Aula.
Io mi auguro che ci sia, permettetemi di dirlo, una vera
partecipazione di tutte le forze politiche - e chiudo, signor
Presidente - perché è inaccettabile che su un argomento così
centrale non ci sia il pieno coinvolgimento di tutte le forze
politiche e non ci sia il pieno coinvolgimento del Presidente della
Regione, Schifani, e di tutti gli Assessori che, di concerto,
possono dare un contributo per migliorare sensibilmente questa
norma. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
Colleghi, se non ci sono altri richieste di intervenire, riconvoco
l'Aula per martedì 1 luglio 2025...
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
GIAMBONA. Chiedo di parlare ai sensi dell'art. 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, Governo,
il 18 giugno, quindi esattamente una settimana, fa il Parlamento
europeo ha approvato a larga maggioranza - 412 votanti - tra cui
diverse formazioni politiche, Partito Popolare Europeo, SD ed altre
formazioni del Parlamento europeo, un'importante risoluzione.
Questa risoluzione, in estrema sintesi, prevede la possibilità di
posticipare la scadenza per la realizzazione delle opere del Piano
Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Come voi tutti sapete, come sa il Governo, la Sicilia ha ottenuto
il riconoscimento di 15,9 miliardi di euro, la cifra più grande
all'interno della distribuzione a livello italiano, con 21 mila e
500 progetti, che spaziano appunto dalle infrastrutture
all'attrattività delle nostre imprese, asili nido, strade, scuole,
sanità... ebbene, come da tutti risaputo, da recenti indagini ma
anche da azioni di natura ispettiva - anche del Partito Democratico
- purtroppo la situazione sulla realizzazione del Piano Nazionale
di Ripresa e Resilienza in Sicilia è allo stato, siamo al 15% nella
realizzazione delle opere rispetto a una media di oltre il 30%
delle altre regioni d'Italia: e, allora, questa risoluzione votata
dal Parlamento europeo, va nella esigenza di tentare di riuscire a
traguardare queste importanti opere che renderebbero questa nostra
Sicilia più attrattiva, sicuramente più moderna, un insieme di
opere di natura infrastrutturale che la renderebbero anche più
adeguata in quelli che sono gli spostamenti tra le varie province.
Ma quello che è stucchevole, e vedo qui il Capogruppo di Forza
Italia, che in questo percorso a livello europeo ha dato anche il
suo contributo, è che all'indomani della votazione di questa
risoluzione, il Commissario europeo, Fitto, ha dichiarato, avrebbe
dichiarato, la sua contrarietà circa la possibilità di ottenere
questa proroga.
Noi riteniamo, Presidente e colleghi, che tutto ciò sia
assolutamente inaccettabile, sia inqualificabile, perché non
riuscire a portare avanti queste importanti opere e misure
infrastrutturali nella nostra Terra, nella nostra Sicilia,
comporterebbe innumerevoli danni giacché noi ci troviamo, oggi, ad
avere una disponibilità di risorse che mai nella storia si erano
registrate e per le quali sarebbe un sacrilegio perderle. Ecco
perché, negli scorsi giorni, io, insieme ai colleghi del Partito
Democratico, ho presentato una mozione indirizzata al Presidente
della regione, Renato Schifani.
Il presidente Schifani si deve fare promotore di un'azione forte
nei confronti e del Governo Meloni e della Commissione europea. Noi
dobbiamo fare in modo che questa risoluzione, che è stata approvata
a Bruxelles, diventi concretezza che vi sia la possibilità, per la
Regione siciliana come per tutta l'Italia, perché il tema lo
estenderei a tutta l'Italia, di poter avere questi diciotto mesi in
più che per noi sarebbero vitali per traguardare queste importanti
opere di natura infrastrutturale, per rendere la nostra Sicilia più
attrattiva, per avere più asili nido, scuole, per essere più
digitalizzati ovvero portare avanti tutto quanto è necessario in
tutte le misure, appunto, del Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza.
Questa è un'operazione che qualificherebbe il Governo siciliano.
Da questo punto di vista, non abbiamo ancora ascoltato una parola
da parte del presidente Schifani, da parte delle altre forze
politiche e io mi auguro che, di qui ai prossimi giorni, non solo
il Partito Democratico ma anche tutte le altre forze di questo
Parlamento, chiedano a gran voce l'intervento del Presidente della
regione Schifani affinché si interfacci, quanto prima possibile, e
si dia piena concretezza a questa esigenza perché, e concludo
Presidente dell'Assemblea, dalla realizzazione e concreta
attuazione delle opere del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
non significa, semplicemente, ridurre i gap tra la Sicilia e le
altre regioni d'Italia e d'Europa ma significa anche creare
crescita, sviluppo, posti di lavoro, che è quello di cui questa
nostra terra ha bisogno fondamentale.
PRESIDENTE. L'Assemblea terrà seduta martedì, 1 luglio 2025, alle
ore 15.00, con all'ordine del giorno attività ispettiva .
La seduta è tolta alle ore 17.29 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVII SESSIONE ORDINARIA
190a SEDUTA PUBBLICA (*)
Martedì 1 luglio 2025 - ore 14:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Istruzione e formazione professionale (V. allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della
Regione Siciliana (n. 530/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
2) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
3) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio/I COMM
ter/A)
Relatore: on. Abbate
(*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
con e-mail del 30 giugno 2025, la seduta n. 190, già
convocata per martedì 1 luglio 2025 alle ore 15:00, è stata
anticipata alle ore 14:00 della medesima giornata con lo stesso
ordine del giorno.
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella