Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 14.10
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Carta sarà in missione dal 4
al 5 luglio 2025.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti, documenti e annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Commissione
Comunicazione di svolgimento di interrogazione a risposta in
Commissione
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 956-INT/2025 del 25
giugno 2025 l'Ufficio di Segreteria della V Commissione legislativa
permanente Cultura, formazione e lavoro ha comunicato che nella
seduta n. 151 del 25 giugno 2025 si è svolta l'interrogazione n.
1757 Ampliamento della base dei beneficiari del contributo a fondo
perduto delle imprese turistiche , a firma dell'on.le Varrica, il
quale si è dichiarato soddisfatto della risposta fornita
dall'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea
PRESIDENTE. Allora colleghi, come sapete, ho convocato una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari prima dell'Aula
che è stata anticipata di un'ora ed è stata anticipata in virtù del
fatto che più tardi partirò per Bruxelles con il Comitato delle
Regioni e ho voluto in maniera tempestiva far sì che ci potesse
essere la seduta odierna, ma lo dirò semmai successivamente. Ho
voluto rispondere sostanzialmente, presente a quello che è stato un
invito fatto sia dal Presidente della Commissione Antimafia che
dall'onorevole La Vardera che da altri colleghi.
All'interno della Capigruppo, in funzione di quelli che sono i
limiti di quello che oggi potrò comunicare, ho chiesto ai
Capigruppo, che abbiamo sempre utilizzato come stella polare
rispetto a delle decisioni importanti, o di limitarsi alla
comunicazione o eventualmente io stesso - e credo che me ne daranno
atto dopo i colleghi che interverranno - io stesso ho aperto ad un
eventuale dibattito che apre agli interventi a tutti i Capigruppo o
delegati di ogni singolo Gruppo parlamentare.
Ho altresì detto che questa decisione non prevedesse la
maggioranza dei Capigruppo, che sarebbe stato anche sin troppo
conveniente per il Presidente dell'Assemblea che probabilmente
potrebbe godere della maggioranza dei Capigruppo all'interno della
Capigruppo stessa, ma anche se soltanto uno dei deputati presenti
all'interno della Capigruppo avesse deciso di voler aprire al
dibattito. Si è optato per questa opzione e, nel rispetto assoluto
del ruolo che devo avere come garante di questo Parlamento e come
soggetto terzo rispetto agli interventi, non mi sembra corretto che
io possa condurre un dibattito d'Aula che mi vede personalmente
coinvolto. Pertanto, in funzione del fatto che c'è il
Vicepresidente Di Paola in Aula, che tra l'altro è del Gruppo del
Movimento Cinque Stelle e quindi un Vicepresidente di una forza di
opposizione, credo che sia la cosa, il gesto più rassicurante nei
confronti dell'intero Parlamento, che si potrà contraddistinguere
negli interventi che faranno, non avendo chi in qualche modo
potrebbe abusare della propria posizione e pertanto indirizzare gli
interventi, interromperli o fare chissà che cosa.
Pertanto, io chiedo all'onorevole Di Paola di potermi sostituire
affinché sia l'onorevole Cracolici - che ha fatto richiesta,
seppure una richiesta informale - che l'onorevole La Vardera e
tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari possano intervenire
circa quelli che sono i fatti che mi stanno coinvolgendo come
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana.
Chiaramente, alla fine degli interventi, mi riserverò di poter
rispondere e non uscirò dall'Aula, ascoltando ogni singolo
intervento ma mettendomi nei banchi dei deputati.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo la parola sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, capisco che siamo tutti in una
situazione quasi inedita, nel senso che è un dibattito che, in
realtà, non riguarda il Presidente dell'Assemblea ma è stato
chiesto che il Presidente dell'Assemblea desse comunicazioni - se
lo riteneva opportuno - di questioni, in qualche modo, di cui si
parla sui giornali da una decina di giorni.
È evidente, Presidente, che se lei non dà comunicazioni, così come
io e altri, ma anche lei nel momento in cui ha accolto questa
richiesta, intende fare all'Assemblea, io non saprei di cosa
dobbiamo parlare a partire dal sottoscritto ma immagino anche gli
altri Presidenti dei gruppi parlamentari, cioè di cosa dobbiamo
discutere se non c'è una comunicazione preventiva del Presidente
dell'Assemblea a questo Parlamento? Attenzione, stiamo parlando di
comunicazione di un fatto che è pubblico e quindi io, tra l'altro è
inutile ricordare a me stesso, ritengo come dire più trasparente
piuttosto che discutere attraverso più o meno notizie centellinate,
giorno dopo giorno, che - fermo restando che stiamo dinanzi a
un'indagine giudiziaria, quindi nel rispetto anche della
riservatezza sia dell'indagine, sia delle attività proprie
eventuali della difesa, qualora e quando sarà eventualmente se
dovesse essere chiesto il rinvio a giudizio - ma siamo ancora in
una fase in cui fortunatamente non ci siamo ancora arrivati, almeno
da quello che leggiamo sui giornali.
Quindi, io quello che le ho chiesto personalmente è che lei,
proprio per evitare qualunque gigantografia mediatica, secondo me
lo avrebbe dovuto fare sin dal primo momento in cui ha avuto
notizia dell'indagine stessa, ne desse comunicazione all'Aula. Se
la dà e vuole che ne parliamo ne parliamo, se lei non la dà io,
personalmente, non so a cosa dovrei... a quale dibattito dovrei
partecipare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea
PRESIDENTE. Allora, spiego anche durante quella che è una bozza
che avevo preparato in queste ultime ore, determinate motivazioni
rispetto alla scelta di non intervenire subito.
Io intanto ho deciso, in maniera tempestiva, di dare alcune
comunicazioni all'Aula dopo aver appreso - solo attraverso i social
media - che alcuni colleghi legittimamente ritenessero necessario
che io riferissi al Parlamento sulle indagini che sta svolgendo la
Procura di Palermo e che mi vedono coinvolto.
Non ho ritenuto di farlo nella sede della seduta precedente,
onorevole, in quanto pensavo di dover rispettare il mio ruolo,
anzitutto non abusando di questa posizione mentre si svolge
comunque un'attività investigativa che non è né conclusa, né
formalmente, né sostanzialmente.
Ognuno poi rispetta la propria funzione con la sensibilità
istituzionale cui ritiene di doversi uniformare. Io ho ritenuto
che, in assenza di elementi conclusivi sull'attività di indagine,
anche il mio intervento pubblico in Aula potesse costituire una
distorsione del sistema perché nessun altro cittadino ha la mia
stessa possibilità di rivendicare la correttezza dei propri
comportamenti, utilizzando come palcoscenico il Parlamento,
specialmente dallo scranno più alto. Io non voglio sentirmi e non
mi sento minimamente differente dagli altri: cionondimeno, poiché
come tanti anche io, ogni tanto, leggo i giornali, direi quasi per
fortuna, apprendo ciò che non è neanche ancora nelle mie
disponibilità di indagato e, sempre attraverso i social, ho anche
compreso che non solo la stampa - che, per carità, fa il proprio
lavoro - ha più informazioni di me, ma in tanti hanno contezza di
atti che dovrebbero ad ora essere sottoposti al segreto istruttorio
e, invece, circolano liberamente.
Per quanto, chiaramente, questa modalità mi rammarichi e non è
certamente né la prima e non sarà l'ultima volta, però soltanto
adesso io sento di potermi rivolgere ad ognuno di voi, raccontando
nei limiti delle mie possibilità ciò che è accaduto sino a questo
momento.
Nel gennaio di quest'anno ho ricevuto una proroga dei termini
delle indagini preliminari in ordine a ipotesi di reato che, come è
previsto, in quella fase non vedevano contestato alcun capo di
imputazione provvisorio. In buona sostanza, io non sapevo di cosa
si trattasse e non avevo avuto accesso a nessun atto; ma ho
pensato, soprattutto nel rispetto del ruolo che io ricopro in
questo momento, di volere comunque mettermi a disposizione dei
magistrati per collaborare e ho chiesto di essere immediatamente
interrogato per cercare di dare tutti i chiarimenti possibili. Io
sinceramente non so, al buio, quanti l'avrebbero fatto, ma mi
sentivo di fare quello che ho fatto.
A questa mia richiesta è stato dato seguito il 24 maggio scorso
con la notifica dell'invito e il 7 giugno sono stato ascoltato,
potendo evidenziare - sempre senza conoscere gli atti di indagine -
la liceità e la legittimità dei miei comportamenti su tutto ciò che
è stato richiesto di chiarire. Non mi sono sottratto ad alcuna
domanda, neanche a quelle che non facevano parte del capo d'accusa.
Come vi ho detto, non voglio avere più diritti di qualsiasi altro
cittadino sottoposto a indagini, anzi sento di avere maggiori
doveri.
Insieme agli avvocati Ninni Reina e Antonio Lo Presti, che mi
assistono e dai quali ho ricevuto consigli, conforto e sostegno,
andrò serenamente avanti e senza esitazioni nella difesa tecnica
della mia posizione.
Ricordo che questo non è un tribunale e questa seduta non ritengo
possa essere un processo, ma è semmai, forse, l'occasione per
ribadire ancora una volta e con fermezza che la funzione del
Presidente del Parlamento e del Parlamento stesso in questi due
anni e mezzo non è mai stata messa a disposizione di un interesse
personale, perché ispirata alla tutela del bene comune.
Questo Parlamento ha approvato numerose leggi a contenuto
finanziario, che hanno il complessivo valore di oltre 13 miliardi
di euro, grazie alle quali per due volte di fila - nell'assenza del
ricorso all'esercizio provvisorio - si è garantita la crescita
economica della nostra Regione, il diritto delle imprese a
interloquire con un'Amministrazione capace di programmare i
pagamenti, il diritto dei cittadini, anche i più fragili, a
ricevere assistenza e sostegno.
Siamo stati aperti al confronto anche quando si è trattato di
capire cosa non andasse. Lo abbiamo fatto nell'ultima legge di
bilancio, escludendo interventi economici a beneficio di
associazioni e limitandoli agli enti pubblici, i quali soggiacciono
alle regole dell'evidenza pubblica per l'impiego delle risorse.
Vi ricorderete - immagino - che ho proposto, anche insieme ad
altri colleghi, nella redazione del maxiemendamento di fare in
modo, per garantire la massima trasparenza, che ciascun intervento
fosse accompagnato dalla sottoscrizione del deputato proponente. Ho
fatto l'esempio della legge a contenuto economico e finanziario, ma
lo stesso principio così potrebbe valere per ogni norma.
Potenzialmente, ogni scelta parlamentare potrebbe determinare dei
beneficiari, ma ciascun parlamentare - ritengo - che abbia diritto
e dovere di rispondere ad interessi diffusi, senza mai creare
situazioni di conflitto o vantaggi personali.
Sull'indagine, onorevole, a parte quanto già detto e le dimissioni
pervenute dalla mia portavoce, a cui auguro di poter dimostrare di
avere agito sempre all'interno dei confini della legalità, io non
posso aggiungere altro, ma esclusivamente per il mio doveroso
rispetto verso gli uffici giudiziari che stanno proseguendo la loro
attività.
Preciso anche che la seduta odierna sia abbastanza irrituale,
priva di qualsiasi formale richiesta di inserimento del punto
all'ordine del giorno, ma fortemente voluta anche da me per cercare
di mettermi quanto più a nudo possibile nei confronti dei colleghi
parlamentari.
E non solo mi sono sottratto a questa richiesta ma, se mi
consentite, rispetto anche alla Capigruppo che abbiamo appena
fatto, ho proposto e deciso di trasformarla in un dibattito aperto,
cioè non limitarmi a una semplice comunicazione affinché nessuno si
sentisse privato della possibilità di poter dire la propria.
Io ho grande rispetto del Parlamento che è sintesi del principio
democratico e del principio di rappresentatività e ho letto, perché
non ho potuto ancora ascoltare, ma ho letto moltissime
dichiarazioni sia da una parte che dall'altra.
Non credo di essere una persona che possa essere attaccata alla
poltrona e prendo atto di chi comunque c'è che mi chiede di fare un
passo indietro e c'è chi mi chiede di fare due passi in avanti.
Però rifletto: e se domani decidessi, perché ricordo che non
esiste una mozione di sfiducia al Presidente dell'Assemblea, ma se
domani decidessi di dare seguito a questa richiesta, finirei per
affermare un principio, a mio parere, chiaramente, abbastanza
discutibile che un messaggio veicolato tramite canali digitali
possa avere più peso della nostra Costituzione.
Io rispetto il pensiero di tutti. Ricordo, però, e sottolineo che
stiamo parlando di un'indagine che ancora non è conclusa e che, in
ogni caso, semmai, dovrà passare da uno o più gradi di giudizio.
Io non credo che si possano invocare le leggi secondo determinate
convenienze del momento e concludo, onorevoli colleghi, semmai
riservandomi di intervenire qualora ci dovessero essere degli
interventi e non fosse bastevole quanto finora ho detto, ribadisco
nei limiti delle mie possibilità e nel rispetto di coloro i quali
ancora oggi stanno indagando e non so neanche se potrebbero avere
una visione di provocazione rispetto a questa disponibilità che
io ho dato all'Aula, quindi io sto molto prudente rispetto a
qualsiasi genere di atteggiamento oggi io personalmente devo avere
all'interno di questo Parlamento: io dico che non credo che possa
esistere il rispetto di una Istituzione senza il rispetto della
nostra Costituzione che conosce i diritti ed i doveri di ogni
cittadino e di chiunque svolga una funzione pubblica.
Io a quei principi mi richiamo, rivendicando sia i doveri del
ruolo sia i diritti di ogni cittadino, non sottraendo mai al
confronto e certamente alle eventuali responsabilità.
Questo è quello che io posso dire ai miei colleghi. Purtroppo non
credo neanche, perché non mi sono mai trovato in una situazione del
genere, e devo molto misurare in questa fase specialmente qualsiasi
genere di intervento di natura differente Cionondimeno, io
comunque ho dato ampia disponibilità di poter far sì che i colleghi
Capigruppo e l'onorevole Presidente della Commissione, l'onorevole
La Vardera, qualora volessero, possano intervenire e per ancor più
rispetto che ho nei confronti delle opposizioni, ho dato la
possibilità all'onorevole Di Paola di potere eventualmente - no,
non lo posso fare onorevole Cracolici - ho dato la disponibilità
all'onorevole Di Paola di sostituirmi per far sì che ogni deputato
possa fare il proprio intervento senza la soggezione o non so
quale elemento distorsivo ci possa essere qualora fossi io a
presiedere.
Quindi se ci sono interventi, chiedo che i colleghi si scrivano ad
intervenire.
Ha chiesto intervenire lei, le chiedo di aspettare un minuto, il
tempo che l'onorevole Di Paola raggiunga i banchi della Presidenza.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
Sulle comunicazioni della Presidenza dell'Assemblea
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Mi rivolgo al Presidente vero, rispetto all'attuale
sostituto e dico subito che capisco, e ha la mia umana
comprensione, l'imbarazzo di una situazione, come avevo annunciato
poc'anzi assolutamente inedita, almeno a mia memoria, per il
Parlamento, di fare un dibattito su una questione che attiene al
Presidente dell'Assemblea o almeno che sembrerebbe attenere al
Presidente dell'Assemblea, diciamo col Presidente che si alza dal
podio per sedersi tra i banchi del Parlamento. Non lo so; è giusto,
non giusto, poco importa. L'ha fatto
Mi pare che sia più importante andare al merito della questione.
Non perché io voglia parlare di questioni che, così come ha detto
di non conoscere il Presidente dell'Assemblea, figuratevi chi sta
parlando, cioè nel senso che le cose di cui parliamo sono le cose
che abbiamo letto sui giornali, per la verità non in tutti i
giornali siciliani, perché alcuni giornali praticamente fino a ieri
non hanno mai dato notizia di quello che stava succedendo, non
all'onorevole Galvagno, ecco, facciamo una prima netta distinzione,
che stava succedendo al Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana, che è una questione che, sì attiene alla persona ma che
attiene, in questo caso, anche a una funzione istituzionale ed è la
ragione per la quale, pur nel rispetto massimo della tutela dei
diritti che ognuno di noi ha nel potersi difendere, nelle modalità
con cui ci si difende da una ipotesi, ancora ipotesi, di accusa,
quindi figuratevi se è in discussione il diritto alla difesa di
ognuno di noi nelle forme che ognuno di noi ritiene.
Ma nel momento in cui una persona come lui e come noi svolge una
funzione pubblica di rappresentanza, dobbiamo anche tenere conto e
dare conto all'opinione pubblica di quello che avviene su di noi e
dei comportamenti per i quali veniamo chiamati a rispondere.
Faccio una premessa: non mi appartiene, l'ho sempre dichiarato,
nessuna cultura dell'automatismo tra un'indagine giudiziaria, nel
caso in specie un avviso di garanzia, e una conseguenza politica
come le dimissioni di una figura istituzionale. Quindi, se può
essere utile sgombrare il campo da una discussione su queste
questioni, chi vi parla non chiederà mai le dimissioni perché una
persona ha ricevuto un avviso di garanzia.
L'avviso di garanzia è uno strumento, per chi indaga di mettere a
conoscenza dell'indagato, per chi è indagato di capire che è
indagato e, quindi, adeguarsi e attrezzarsi per potersi difendere.
Quando? Intanto dal momento in cui quell'avviso si conclude con una
ipotesi di chiusura indagini che poi dovrà seguire un iter
giurisdizionale con tutto quello che ne consegue.
Quindi, se può, come dire, da questo punto di vista evitiamo
equivoci, dimissioni; per me l'avviso di garanzia è un elemento di
reciproca tutela dell'autorità investigativa e del soggetto
indagato.
È evidente che chi come noi, appunto, svolge funzioni pubbliche,
non può soltanto richiamarsi ai diritti individuali ma deve anche
tenere conto del sistema complessivo delle regole che tutelano
qualunque cittadino ma che devono tutelare anche l'Istituzione.
Ed è per questo che dico con franchezza - io mi auguro e gli
auguro che questa vicenda possa avere un esito, come tante indagini
hanno, di richiesta di archiviazione...
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici
CRACOLICI. Ma ho già finito? Ero solo all'inizio
PRESIDENTE. E lo so, collega Cracolici, però sono cinque minuti
ad intervento.
CRACOLICI. Me lo doveva dire prima, sa che sono uno...
PRESIDENTE. Glielo doveva comunicare il suo Capogruppo, onorevole.
CRACOLICI. Il mio Capogruppo è vastasello Non me l'ha detto
PRESIDENTE. Le do qualche minuto in più. Prego.
CRACOLICI. Quindi, dicevo, diversa è la situazione qualora dovesse
essere disposto un formale rinvio a giudizio perché in quel caso,
chiunque di noi da imputato e non più da indagato, esercitare una
funzione pubblica come quella di dirigere, varrebbe per chi vi
parla, qualora mi dovesse capitare nella vita di ricevere una cosa
che sia un rinvio a giudizio - tra l'altro c'è un Regolamento
proprio della Commissione Antimafia - non esiterei un istante a
dare le dimissioni dalla carica di Presidente.
Ma non mi pare che siamo, in questo momento, a quella questione.
Qui oggi abbiamo una questione che è di altra natura, è una
questione politica.
Questa vicenda fa emergere un contesto di degrado, al di là delle
responsabilità eventuali penali che attengono alle persone.
Di degrado in che senso? Se siamo in un contesto in cui anche -
ripeto tutto da provare - gli eventuali collaboratori di un
Presidente, di un Assessore, diciamo del sistema politico, usiamo
questa espressione, possano ritenersi addirittura al di sopra della
legge con sistemi di scambio, in alcuni casi, di avere proprio
attività corruttiva, beh, la politica deve interrogarsi Non è che
si può girare la faccia Non è che può dire non è successo nulla
Questa vicenda è paradigmatica di un contesto nel quale,
probabilmente, tutti noi abbiamo bisogno di alzare il livello di
responsabilità e di rigore.
Qui il tema non sono le leggi che fa il Parlamento, Presidente, su
questo sappia che sono uno di quelli che rivendica il principio che
ogni parlamentare e questo Parlamento rappresenta interessi della
Sicilia, rappresenta categorie sociali, rappresenta blocchi di una
società complessa, come quella siciliana e il Parlamento è il luogo
della rappresentanza e la rappresentanza deve esprimersi anche con
l'attività legislativa a supporto di quelle categorie che noi tutti
riteniamo di rappresentare.
Non è che qualcuno voglia far passare l'idea che il Parlamento sia
un luogo criminogeno per cui si fanno le leggi con la finalità
criminale. Questo è inaccettabile ed è un insulto alla funzione
propria di un Parlamento
Qui è in discussione però un'altra cosa Se qualcuno, tradendo le
funzioni e le ragioni per le quali la democrazia funziona, può
pensare di utilizzare singoli provvedimenti o attività, più o meno
di natura amministrativa o legislativa, per averne un tornaconto
personale, di tipo monetario o un beneficio, così come prevede il
Codice di qualunque utilità.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, vada a concludere, siamo oltre i
minuti.
CRACOLICI. Se questa è la questione di cui stiamo oggi parlando
dobbiamo, sì, dobbiamo interrogarci.
Ripeto, non è in discussione la funzione del Presidente
dell'Assemblea in quanto tale ma è in discussione cosa è la
politica. E se in Sicilia sta emergendo, purtroppo da più tempo,
Presidente della Regione, lei non può continuare a nascondersi
dietro a un dato che è diventato un dato strutturale.
Il tema di Fratelli d'Italia e la corrente turistica che governa
non solo in Sicilia ma governa in Italia. Se, ripetutamente, prima
che iniziasse questa legislatura addirittura col "caso Cannes" si è
aperta una voragine su quel settore delicato della rappresentanza e
della funzione amministrativa che pone interrogativi, compresa la
notizia di ieri dell'avviso di garanzia all'assessore Amata, di cui
come dire leggiamo sui giornali anche lì un avviso notificato
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non mi faccia chiudere il
microfono, perché siamo già a dieci minuti altrimenti il Capogruppo
del PD non parla: perché se abbiamo stabilito una tempistica,
onorevole...
CRACOLICI. Mi pare necessario aver sentito il Presidente. Detto
questo, poi, ognuno si farà la valutazione delle cose, ma credo che
i temi che abbiamo davanti, purtroppo, non si chiuderanno con
questo dibattito.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Vi chiedo, colleghi,
siccome ho iscritti a parlare dieci deputati, vi toglierò la parola
ai cinque minuti, perché così abbiamo stabilito. Quindi vi chiedo,
cortesemente, di attenervi ai cinque minuti e di rivolgervi alla
Presidenza. È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, ho ascoltato con grande attenzione le parole
del presidente Galvagno e parto da una premessa: ho apprezzato la
volontà del Presidente del Parlamento di venire subito in Aula e
non lasciare questo stillicidio fino alla data dell'8 luglio, come
ho apprezzato l'apertura del presidente Galvagno di dare la
disponibilità di far parlare in questo dibattito anche i non
Capogruppo e quindi il sottoscritto.
Posto questa premessa, entro nel merito della vicenda e dico che,
per quanto mi riguarda, i fatti sono i seguenti: o noi rispettiamo
la funzione pubblica di quello che è costituzionalmente garantito,
ossia la stampa, o cambiamo Paese e ci trasferiamo in Uzbekistan e
ricordiamo a tutti che, quando esprimiamo un ruolo pubblico, siamo
nelle condizioni di dovere dare conto e ragione a quel pubblico,
anche se quelle eventuali intercettazioni vengono pubblicate dalla
stampa e, quindi, non possiamo semplicemente dire: 'ah allora la
colpa è della stampa. Come ha avuto queste carte?'; anche perché,
velocemente, la V sezione della Cassazione penale, con sentenza del
13 ottobre 2015, numero 44174, dice che "l'atto di indagine non è
più segreto allorché ne sia stata data comunicazione alle parti o
esse ne abbiano comunque conoscenza". E, quindi, non ci poniamo più
in questa questione, perché gli atti ormai sono assolutamente nelle
disponibilità degli indagati.
Detto ciò, apprendo dalla stampa i fatti e, quindi, dalla stampa o
diciamo che la stampa dice corbellerie e quindi quello che abbiamo
letto è fumo, è semplicemente inventato e, quindi, invito il
presidente Galvagno a querelare qualora quei giornalisti si siano
inventati fatti o abbiano avuto quelle carte non potendole avere...
Lei deve perseguire fino in fondo l'attività di risarcimento del
danno qualora sia stata lesa la sua onorabilità e, quindi, se quei
giornalisti si siano inventati tutto.
Ma io a quei giornalisti, da questo scranno, voglio esprimere la
mia solidarietà, perché quei giornalisti dalla sua ex portavoce
erano quasi infastiditi del perché questo dottore Barresi si
ficcava in delle faccende che non gli competevano. E perché non
bisogna guardare le faccende
Allora, presidente Galvagno, al di là dei principi di
colpevolezza, la Costituzione le dice che, fino a sentenza passata
in giudicata, lei è innocente e qua nessuno le vuole dire che lei è
colpevole, però c'è una questione morale, etica che viene prima a
volte della politica perché non ci possiamo semplicemente dire: 'ah
siamo tutti innocenti '.
Per carità di Dio Io sposto l'attenzione sulla questione
meramente politica dell'opportunità o meno di quei fatti che ho
letto sulla stampa e i fatti che ho letto sulla stampa denotano un
sistema politicamente pericoloso in cui soldi pubblici sono stati
dati a soggetti che poi, a loro volta, le avrebbero dato delle
utilità e questo è un fatto che, politicamente parlando, di per sé
rappresenta un elemento dirimente non secondario, perché mentre
stiamo parlando, presidente Schifani, il suo Assessore
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera...
LA VARDERA. Lei non mi deve interrompere, io devo parlare di
quello che voglio, non mi interrompa, ho i miei minuti, non mi
interrompa, Presidente...
PRESIDENTE. Non la sto interrompendo.
LA VARDERA. Non mi interrompa
PRESIDENTE. Le sto solo dicendo...
LA VARDERA. Non mi interrompa. Non mi deve interrompere perché io
sto parlando...
PRESIDENTE. Da Regolamento si deve rivolgere a me
LA VARDERA. Al Presidente. E allora, amico del presidente
Schifani, lo dico a lei, Di Paola - a questo punto le dico questo -
le dico semplicemente che nel momento in cui c'è un Assessore
indagata per fatti gravi, anche questi di corruzione, mi sarei
aspettato un sussulto di dignità da parte del presidente Schifani,
perché quello che dice la stampa è gravissimo, parrebbe che ci
siano state addirittura delle assunzioni di parenti dell'Assessore
e, addirittura, delle assunzioni di soggetti vicini a quel Capo di
Gabinetto.
Allora, se vale tutto e se dobbiamo stare in silenzio, invocando
il principio di innocenza, a questo punto vale tutto, qua nessuno
parla di colpevolezza, qua si parla di opportunità politica nello
svolgimento del proprio ruolo in maniera tale che nessuno possa
essere ricattabile, perché un passaggio che fa paura è di una donna
indagata, anche lei che dice: "Qui sono tutti ricattabili"; chi
sono quelli ricattabili - e lo dico pubblicamente - e chi sono i
soggetti che in questa faccenda avrebbero avuto pubblica utilità?
Per questa ragione, non per una questione penale, non siamo in
un'Aula di Tribunale, non sono né un magistrato, né un PM e nemmeno
posso dire che il presidente Galvagno sia colpevole o meno, però
quelle intercettazioni sono pesanti e denotano un clima pericoloso.
Per cui, a mio modesto avviso, si sono perse le condizioni di
lucidità per svolgere il ruolo di Presidente di un'Assemblea e
quindi in attesa di un eventuale o meno rinvio a giudizio, che mi
auguro per lei non ci sarà - perché non è che voglio augurare il
male agli altri -, lei dovrebbe autosospendersi e qualora dovesse
arrivare un rinvio a giudizio rassegnare le proprie dimissioni,
perché per quanto mi riguarda si è persa la serenità di
amministrare il proprio ruolo e di questo i siciliani ce ne
renderanno conto pubblicamente, grazie a Dio, perché non siamo -
come pensa il presidente Schifani - in una dittatura: ognuno di noi
risponderà pubblicamente di quello che succederà e mi auguro che il
presidente Schifani chieda le dimissioni dell'assessore Amata
perché i fatti contestati ad oggi sono inopportuni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Colleghi, al solito vi
chiedo di rivolgervi alla Presidenza come da Regolamento. È
iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Presidente, oggi è una giornata
surreale, surreale perché mai avremmo immaginato, a inizio della
legislatura, che una seduta d'Aula fosse dedicata ad un dibattito
su una vicenda che vede coinvolto quello che è il massimo livello
della rappresentanza parlamentare siciliana, quindi è fortemente
meritevole l'iniziativa voluta dal presidente Galvagno di riferire
all'Aula sulla vicenda che lo vede coinvolto, dando prova di una
grande sensibilità istituzionale, così come è apprezzabile, come ha
detto lui nel suo intervento, la prudenza rispetto appunto a
un'indagine che ancora non si è chiusa e su cui si alimentano
sospetti non indifferenti perché, vedete, credo che lo stillicidio
mediatico che lo ha interessato in questi giorni e che ormai si
registra da settimane, sia qualcosa che non ha precedenti o ha
pochissimi precedenti, ne sappiamo qualcosa noi in questa in questa
Regione.
Una pressione mediatica che ha superato, a nostro avviso, quelli
che sono i confini della libera informazione e per la tutela del
diritto alla difesa dell'indagato in questo caso e per
salvaguardare anche la reputazione e la dignità dell'indagato,
perché qui prima del Presidente dell'Assemblea, prima del politico,
prima del deputato c'è la persona, la cui dignità va tutelata nella
sua interezza, a maggior ragione se si tratta, come in questo
caso, di un indagato su un'indagine che ancora non è chiusa e non
parliamo appunto di un imputato o ancor peggio di un condannato.
Credo, quindi, che questa vicenda tutta e tutti noi che siamo
classe politica, classe dirigente di questa Regione e abbiamo
giurato sulla nostra Costituzione, abbiamo l'obbligo di riportarla
nella cornice dello Stato di diritto, non solo per il rispetto nei
confronti dell'indagato, ma per rispetto nei riguardi della
Magistratura inquirente, nel cui operato riponiamo la massima
fiducia come baluardo massimo della legalità di questo Paese.
Il Presidente ha detto nel suo discorso introduttivo, che qualcuno
gli ha chiesto un passo indietro, qualcuno gli ha chiesto due passi
in avanti, noi presidente Galvagno siamo tra coloro che chiediamo
e, non siamo certamente in pochi, due passi in avanti, per
incoraggiarla ad andare avanti su questa strada, perché tutti noi
molto spesso ci richiamiamo alla Costituzione e il richiamo alla
Costituzione non può essere a convenienza, non esiste sulla
Costituzione una valutazione a due pesi e a due misure, c'è la
presunzione di innocenza, comunque all'esito ovviamente delle
indagini qualora ci fosse un rinvio a giudizio, che è un baluardo
del nostro Stato di diritto e rispetto a cui dobbiamo richiamarci
tutti.
Quindi, la invitiamo ad andare avanti e a continuare questo ruolo
col grande senso di responsabilità che lo ha caratterizzato in
questa prima metà della legislatura, il quale Presidente ha dato
prova di grande equilibrio, a proposito di Costituzione, il governo
della maggioranza nel rispetto dei diritti delle minoranze.
Io credo che, su questo fronte, il presidente dell'Assemblea,
Galvagno, abbia dato una prova fortemente esemplare, quindi lo
invitiamo ad andare avanti e noi saremo tra coloro che lo
sosterranno nella sua azione di Presidente dell'Assemblea. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie all'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia per
essersi attenuto anche ai tempi. È iscritto a parlare l'onorevole
De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie Presidente, buongiorno Governo, colleghi
siciliani. Presidente, non posso nascondere il disagio che ho
vissuto in questi giorni nel leggere i giornali, perché per quella
che è la mia esperienza in quest'Aula, non riconoscevo il politico
che ho conosciuto qui in Assemblea con la descrizione che viene
data sui giornali.
Ora non so, se in questa inchiesta ci siano ancora delle
contestazioni che dovranno essere consacrate in quello che poi sarà
l'atto conclusivo delle indagini che, ovviamente, si concluderà o
con una richiesta di archiviazione o con un rinvio a giudizio, dico
delle due l'una, la terza strada non c'è.
Di certo, occorre fare una valutazione sulle opportunità dei
comportamenti che ognuno di noi pone in essere soprattutto quando
rivestiamo ruoli gestionali quali ruoli esecutivi di chi fa
l'Assessore o di chi compone un Ufficio di Presidenza o di chi
occupa lo scranno più alto dell'Assemblea regionale siciliana che
ha il dovere anche di preservare, nella sua integrità morale, nella
sua autorevolezza, nei confronti del Popolo siciliano, perché oggi
quella che sicuramente esce malmenata è proprio la figura -
secondo me - dell'Istituzione parlamentare, perché in questo
momento aleggia il dubbio o la convinzione, ancor peggio, che
determinati ruoli vengano utilizzati per giungere a dei
favoritismi che sono anche squilibrati rispetto al ruolo, perché
sui giornali si parla del biglietto del concerto, dell'auto a
noleggio
Ora, non posso credere che siano queste le ipotesi corruttive,
perché mi sembrano tra l'altro di una banalità assurda, quindi o
c'è dell'altro che potrà esse addebitabile all'uno, all'altro, oggi
c'è stata, o ieri, la notizia che anche l'assessore Amata sia
coinvolta in questa inchiesta, oppure tutto si risolverà con dei
capi di imputazione che riguarderanno altre figure.
Allora, credo che quest'Aula, dovendo lavorare a dei disegni di
legge e alle prossime variazioni di bilancio, comunque tutto vada
fatto con serenità, ritengo che si debbano affrontare questi
appuntamenti con la serenità che è dovuta a un'Aula parlamentare e,
quindi non voglio fare giri di parole particolari e dico al collega
Galvagno che, da questo punto di vista, lui una riflessione
comunque la deve fare sulle prossime settimane, su come, se
affrontare o meno, nel ruolo di Presidente - non sto parlando di
dimissioni, sia chiaro - questo momento.
Non credo che il Regolamento preveda l'istituto della sospensione,
che è stato aleggiato, a meno che non abbiate aggiunto un articolo
questa notte di cui non mi sono accorto, però sicuramente occorre
trovare un criterio per dare serenità a questi lavori.
Probabilmente, questo parte anche dal rivedere la procedura con
cui affrontiamo gli strumenti finanziari e, quindi, probabilmente,
quest'Aula deve prendere la decisione anche di abbandonare le
logiche del maxiemendamento, deve iniziare a stabilire quali sono
le linee programmatiche che si vogliono dare agli strumenti
finanziari e, probabilmente, cominciare a dare un segnale da questo
punto di vista all'istituzione Parlamento, perché diversamente
sarebbe troppo semplice anche andare ad inquisire e indagare la
singola norma, la singola questione, per poi mettere in discussione
tutto il sistema legislativo, e questo non lo possiamo consentire
perché, probabilmente, equivarrebbe a rinunciare al ruolo
parlamentare.
Ci sono le valutazioni di opportunità, presidente Di Paola, perché
io, come Movimento Cinque Stelle, anche come Capogruppo del
Movimento Cinque Stelle, sono da due anni e mezzo che chiedo la
convocazione di un'Aula per trattare la questione See Sicily, per
trattare la questione Cannes, perché avrei voluto discutere con il
presidente Schifani e con l'assessore Amata di quelle che sono
state delle vicende che comunque hanno già avuto l'attenzione della
cronaca, della Corte dei Conti e della cronaca giudiziaria anche
nazionale.
PRESIDENTE. Vada alle conclusioni.
DE LUCA Antonino. Mi trattengo ancora un minuto.
Però, di certo, delle inopportunità sono ravvisabili. Allora,
probabilmente, un cambio di rotta immediato è richiesto, perché
l'unica differenza vera che c'è tra noi e i cittadini che non
siedono in questo Parlamento, non è di fronte alla Magistratura, ma
è nel rapporto con l'elettorato. Noi abbiamo il dovere di rendere
conto e di mostrarci più sereni possibili, perché se i cittadini
non hanno fiducia in noi, non possono avere fiducia nella politica
e nelle Istituzioni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. È iscritto a parlare
l'onorevole Micciché. Ne ha facoltà.
MICCICHÈ. Grazie, Presidente. Io stamattina in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari ho spiegato come - secondo me -
questa giornata d'Aula fosse un po' surreale, perché nessuno di noi
credo abbia il potere o il diritto di dire se il presidente
Galvagno sia innocente, colpevole, perché non si sa nemmeno di che
cosa potrebbe essere innocente o colpevole Quindi, ritenevo che il
presidente Galvagno fosse obbligato, come ha fatto, a venire a
riferire in Aula, a comunicare in Aula quello che gli era successo
e cioè se ha ricevuto, perché ancora non so cosa abbia ricevuto, se
avviso di garanzia o altre cose, non ho idea di niente, non mi è
stato comunicato, e da quel momento iniziare, aspettare, che la
giustizia faccia il suo corso, se dovesse succedere qualche cosa di
diverso ci rivedremo per capire che cosa bisognerà fare.
Ma oggi veramente non capisco se, ammesso che volessi fare il
teatrino del processo, non potrei neanche sapere chi è il Pubblico
Ministero, chi è l'avvocato difensore, chi è il giudicante, chi è
il popolo che vota, non lo riesco ad individuare, perché non so di
che cosa stiamo parlando, non so di che cosa è accusato il
presidente Galvagno. Vedo che tutti i giorni esce sui giornali in
prima pagina, mi mandano tanti articoli quelli dei social, che per
fortuna non posso leggere perché non ho neanche un social e auguro
a tutti, prima o poi, di toglierli, perché vi garantisco che
vivreste certamente meglio Ma allora questa giornata - prendo a
prestito quello che ha detto l'onorevole De Luca - può avere solo
un senso, se diamo dei suggerimenti su quello che, fatta questa
esperienza dei primi due anni, riteniamo sbagliato e su quello che
riteniamo giusto o su qualche consiglio che possiamo dare. Io do
ragione all'onorevole De Luca, negli anni precedenti a questa
legislatura, in tutti, non soltanto negli ultimi cinque, potrei
averne, come dire, una voglia di parlarne in più degli altri, tutte
le finanziarie si facevano, in Commissione Bilancio , all'aperto,
tutti potevano partecipare. Io ricordo all'onorevole Cracolici che
negli ultimi anni la Commissione Bilancio nelle finanziarie,
l'esame si svolgeva, in Sala gialla per quanti erano i deputati che
partecipavano e potevano partecipare tutti, quanto meno a sentire
quello che si diceva, quindi qualsiasi emendamento aveva,
ovviamente, un nome e un cognome, si discuteva e se ne dibatteva.
Se posso fare, come dire, un mea culpa perché sono stato il primo
ad avere accettato in questa legislatura questo sistema, è quello
che se hai un emendamento e lo devi portare, non so dove,
l'emendamento deve essere valutato in Commissione Bilancio , come
per tutte le altre leggi che si fanno in Parlamento e, secondo me,
questo può essere stato oggettivamente un errore, ma che non ha
fatto Galvagno, che abbiamo fatto tutti, questo vorrei che fosse
chiaro, perché abbiamo, quanto meno, accettato questo sistema che
non è il miglior sistema che c'è.
Io al Presidente Galvagno non solo faccio gli auguri di potersi
difendere e liberarsi da questi pesi, perché so che significa avere
questi pesi, significa stare male, non dormire, pensare a chissà
che complotti ti stanno facendo dietro le spalle Per cui spero che
tu te ne possa uscire al più presto, come io dai miei, e che ci sia
una velocità da parte della giustizia, perché non tutti si rendono
conto di quanto siano pesanti delle accuse, specialmente se uno non
le sente proprie, come dire, se sono accuse di cui uno non crede di
doverne rispondere.
Per cui questa giornata parlamentare ritengo che non si sarebbe
dovuta fare, avremmo dovuto aspettare le comunicazioni del
Presidente Galvagno, si è fatta, per fortuna ognuno di noi sta -
tranne Cracolici che ne aveva anche diritto - rispettando i tempi
in modo che la possiamo concludere velocemente e, ripeto, non posso
che fare a Gaetano Galvagno gli auguri di sapersi dichiarare
innocente davanti a tutto il mondo e a questo Parlamento, perché
lui sta svolgendo in questo momento il ruolo più bello che esiste
in Italia, secondo me, Presidente del Parlamento siciliano, e lo si
deve fare in maniera limpida, senza potere destare nessun tipo di
dubbi a chi ci guarda da casa.
Ultima cosa, e ho concluso: non possiamo fare un dibattito,
onorevole La Vardera, sui collaboratori, non ce l'abbia a male, già
io dubito che lo possiamo fare su Galvagno, si figuri se ci
mettiamo a fare un dibattito parlamentare sui collaboratori Ognuno
risponde di sé stesso, se poi c'è un collaboratore che è disonesto,
se ne andrà in galera o il suo Assessore lo butterà fuori, ma certo
non può essere oggetto di dibattito d'Aula, pure quello che hanno
fatto collaboratori o amici di collaboratori dei nostri Assessori.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, complessa è la
giornata odierna, è complessa per diversi aspetti, abbiamo fatto
una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che non è
stata per nulla semplice, ci siamo dibattuti anche con i colleghi
di maggioranza, con i Capigruppo di maggioranza, su come affrontare
la seduta odierna.
Presidente Galvagno, rivolgendomi a lei, intanto la ringrazio per
la solerzia dopo queste giornate di informazione sui giornali e sui
media che sicuramente sono state giornate non belle, giornate che
avremmo anche potuto comprendere come non fossero giornate che
accadevano con l'informazione perché, lo sa, io nella schiettezza
su una vicenda di questo tipo, è chiaro, io l'ho detto in
Conferenza dei Capigruppo, il Parlamento siciliano non può essere
scambiato per un tribunale Io ho grande rispetto dei giudici, dei
magistrati e dei tribunali dove avvengono i processi, chi
ovviamente si deve difendere e chi è l'accusato. Qua siamo in un
Parlamento e c'è, però, da affrontare una discussione politica.
Lei, nella sua introduzione, Presidente Galvagno, ha detto che già
da qualche mese si sapeva di questa indagine, sappiamo che si sono
protratti mesi, sappiamo che ovviamente... per carità, io non
voglio sostituirmi ed entrare nel merito rispetto alle cose che
anche lei, in Conferenza dei Capigruppo, ha voluto esternare
dicendo che non è in possesso di tante cose che legge sui giornali
e io, per carità, non entro nel merito, però, oggi noi siamo
chiamati ad un senso di responsabilità, il senso delle
responsabilità delle Istituzioni, le istituzioni, perché
rappresentiamo tutti, maggioranza e opposizioni, il Popolo
siciliano: e quando, ovviamente, però chi ci legge, legge che tutto
è nello stesso modo, nell'affrontare allo stesso modo, io da questo
pulpito, da Capogruppo del Partito Democratico, devo dire, avendo
la presenza anche del Presidente della Regione e di tutto il
Governo che noi, proprio in queste ore, abbiamo nel 2023, il 5
gennaio, proposto una interrogazione, ancora prima l'avevamo fatta
nel Governo Musumeci, su un tema che è stato affrontato da qualcuno
dei colleghi, da qualcuno che oggi sta uscendo che è quello del
tema del turismo, Presidente Schifani, ed è un tema di cui, noi, da
più parti, le avevamo detto di prendersene carico....
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, si rivolga a me.
CATANZARO. ...prendersene carico.
Lei, ricordo, ha fatto un cambio di assessori per lo stesso
Assessorato però, di fatto, alla fine rimane sempre lo stesso
partito politico.
Su questo, io non voglio oggi fare demagogia, attaccando il
partito politico di Fratelli d'Italia però è chiaro - e lo dico con
grande naturalezza - che queste giornate sono giornate abbastanza
particolari, sono giornate che ci impongono una riflessione, una
riflessione per quello che é anche il modo di affrontare nelle
prossime giornate e nei prossimi mesi questa fine di Governo
regionale.
Io non accetto, e lo dico ai colleghi, perché per quanto ci
riguarda e per quanto mi riguarda non possiamo noi immaginare che
siamo tutti nello stesso calderone; anche noi, nei mesi passati -
lo dico al collega De Luca che ha fatto un intervento - e anche a
Micciché sulla finanziaria -, lo abbiamo detto, in alcuni momenti,
in alcune occasioni, quando ci si accingeva a fare la finanziaria,
che bisognava stare attenti e che bisognava avere molto oculatezza,
tralasciando quella che era l'idea di associazioni o altro e
guardando - e questo io lo rivendico - gli enti locali, i comuni
dove ovviamente non mi vergogno - ho completato - non mi vergogno a
dire, nessun problema, noi come Gruppo del Partito Democratico
abbiamo portato avanti degli emendamenti: però, la giornata di oggi
è una giornata importante, una giornata che ci deve consentire di
fare questo dibattito d'Aula, dobbiamo capire le prossime giornate
come saranno. È chiaro che non possiamo emettere noi giudizi fino a
quando non sappiamo quello che avviene.
PRESIDENTE. Vada a conclusione, onorevole.
CATANZARO. Però, è ovvio, che come Parlamento e come deputati
tutti di questo Parlamento dobbiamo anche dare una risposta a
quelli che sono ogni giorno gli articoli che vedono e che ci vedono
su tutti sui giornali. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Grazie, Presidente. Voglio ringraziare il Presidente
Galvagno, perché avevo comunicato anche nella chat, quando aveva
espresso il desiderio di riferire in Aula in così poco tempo, l'ho
detto pubblicamente, probabilmente il suggerimento era quello di
soprassedere, aspettare un po' gli eventi.
E lo devo altresì ringraziare perché poco fa, nella riunione dei
Capigruppo - non so se lo hanno detto i miei colleghi - il
Presidente Galvagno poteva decidere di riferire in Aula, così come
gli era stato chiesto anche informalmente da alcuni colleghi, e di
non aprire il dibattito. Ed è stata, invece, una scelta del
presidente Galvagno oltre che riferire, per quello che si può, in
Aula, circa gli ultimi avvenimenti e, soprattutto, di aprire il
dibattito a maggioranza e opposizione. E questo credo non sia
assolutamente un atto di incoscienza, ma è l'ennesimo atto di
rispetto nei confronti di tutto il Parlamento, perché io sono
testimone che, dall'inizio del mandato del Presidente Galvagno,
l'Ufficio di Presidenza nelle manovre finanziarie ha sempre avuto
un occhio di riguardo più per le opposizioni che per la maggioranza
e, quindi, davvero un ruolo super partes.
Il 19 giugno, subito dopo le notizie, assieme al segretario
nazionale Cuffaro, al segretario regionale Cirillo, al sottoscritto
e ai Gruppi parlamentari, abbiamo fatto un comunicato stampa che è
il caso che io ribadisca in Aula. Dicevamo: integrità, trasparenza
amministrativa e sensibilità istituzionale sono i capisaldi che sin
dalla sua elezione alla Presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana hanno ispirato e caratterizzato l'iniziativa politica e
l'azione pubblica del Presidente Galvagno, il quale, siamo sicuri,
riuscirà a chiarire ogni aspetto relativo ai fatti oggetto di
indagine, allontanando in modo netto e inequivocabile ombre
inappropriate sulla sua condotta di uomo politico .
Bene, Presidente, oggi in Aula noi confermiamo, ribadiamo e
sottoscriviamo quelle parole. Il Presidente Galvagno gode ancora
oggi della nostra stima, della nostra fiducia e del nostro
sostegno. E vogliamo sottolineare, quando parliamo di uomo
politico, che l'uomo - e, oggi, lo ha dimostrato ancora una volta
il Presidente Galvagno - viene prima del politico. Personalmente,
conosco Galvagno come una persona onesta, perbene, scrupolosa. In
questo modo, conosco Galvagno e non può essere uno o più articoli
di giornale su ipotetici regali per entrare ad un concerto o ad
altro, a farmi cambiare idea o a farci cambiare idea
Ribadiamo la fiducia e il massimo rispetto della Magistratura, ma
riteniamo altresì che una parte della Stampa abbia anche esagerato.
Una cosa è il diritto sacrosanto, caro collega La Vardera, di
cronaca.
PRESIDENTE. Onorevole Pace, si rivolga sempre alla Presidenza.
PACE. Un'altra cosa è orchestrare un vero e proprio massacro
mediatico. Per questo, e noi più che altri ci ispiriamo al
garantismo, noi ci dimentichiamo che il garantismo e la presunzione
di innocenza sono uno dei pilastri della nostra Repubblica ed
essere garantisti vuol dire anche altre cose. È dire no alla gogna
mediatica, no ai processi sui giornali e nemmeno ai processi in
Parlamento.
Il garantismo è un valore e, come tale, non può essere subordinato
o condizionato dalle convenienze. Nessuno di noi conosce le carte,
ma per questo riteniamo che a giudicare debbano essere solo ed
esclusivamente i giudici.
E voglio ricordare, e chiudo, signor Presidente, una frase di
Pietro Nenni che democristiano non era. Diceva: "A fare a gara a
fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura ".
Pertanto, Presidente Galvagno, ti auguriamo presto di dimostrare
la tua innocenza nelle sedi opportune e ti invitiamo a continuare
nel tuo ruolo istituzionale.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Geraci. Ne ha
facoltà.
GERACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente ci
troviamo di fronte, per quanto ci riguarda, ad una seduta surreale
come altri colleghi hanno già detto. In questa vicenda, non ci sono
molte parole da aggiungere rispetto a quelle già dette.
Ritengo che l'unica cosa importante è che la richiesta di
convocazione appare del tutto irrituale, poiché certamente non si
può discutere in questo Parlamento in ordine alla sussistenza o
meno di presunti reati ipotizzati in un procedimento penale i cui
atti sono riservati.
Pertanto, in considerazione che nel nostro ordinamento giuridico
vige il principio costituzionale della presunzione di innocenza,
articolo 27, comma 2, della Costituzione, oltre che del diritto di
difesa, articolo 24 della Costituzione, e del giusto processo
innanzi ad un giudice terzo ed imparziale, articolo 111 della
Costituzione, e che tali diritti, essendo inviolabili, potrebbero
essere lesi se trattati in una sede diversa da quella competente.
Pertanto, noi come Gruppo Lega non riteniamo opportuno entrare nel
merito delle notizie apprese dai giornali.
Siamo vicini umanamente al nostro Presidente Galvagno e ribadiamo
la fiducia nell'operato della Magistratura.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha
facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, Presidente Galvagno, lei ha il diritto di rimanere in
silenzio. Qualsiasi cosa dirà potrà essere utilizzata contro di
lei. Comunque il procedimento farà il suo corso.
Noi ancora siamo in una situazione nella quale l'avviso di
conclusione delle indagini non risulta essere notificato, quindi, è
ovvio che lei non ha la disponibilità delle carte che lo
riguardano, a differenza di come erroneamente è stato indicato da
qualcuno.
Veda, io stanotte non ho dormito, perché ho dovuto guardare
qualche titolo di giornale, proprio in vista di questa sua
decisione e non ho dormito perché ho rivissuto il mio calvario
giudiziario che è durato ben 14 anni; mi è venuto in mente come mio
figlio ha scoperto del mio primo arresto, mi sono tornate in mente
tutte le pietre che mi sono state scagliate dai leader dei partiti
politici e mi è venuto in mente il processo che abbiamo subito, io
e la mia famiglia, i titoli e anche quelle che sono spesso carte
che non erano nella mia disponibilità ma erano pubblicate sui
giornali
Veda, questa è una fase molto delicata per la quale bisogna avere
fede e soprattutto anche quella che è la convinzione della funzione
che si svolge.
Quando sono stato assolto, mi sono stati riservati dei necrologi
nei giornali, in un piccolo spazio. Io mi permetto di dirle che
lei, oggi, non deve dare conto a questo Parlamento per un motivo
molto semplice e lo ha detto bene nel suo intervento: lei di fronte
alla legge è un cittadino come gli altri e, quindi, è in quel
contesto nel quale lei già ha chiesto di essere sentito che deve
dare conto a chi ha aperto dei procedimenti nei suoi confronti.
Io sono stato oggetto, per anni, di pedinamenti, di
intercettazioni e ho subìto anche la decontestualizzazione delle
intercettazioni, sbattute sui giornali e quindi più di me nessuno
le può dire in questo Parlamento cosa significa
Sto sempre attento agli sciacalli, gente senza arte né parte che
non è in grado di svolgere la funzione per la quale è stata eletta
che approfitta di queste dinamiche per potersi mettere in mostra,
perché non ha altre dinamiche per le quali si può mettere in
mostra; e ho sempre sfidato chiunque su questo fronte. Ancora, io e
la mia famiglia, aspettiamo le scuse di tanti leader di partito che
hanno svolto quel ruolo di sciacallo nel momento in cui io mi sono
trovato in quel contesto.
Concludo, Presidente, con un invito: quest'Aula non si può
trasformare in un'aula di tribunale e il dibattito politico e il
confronto che riguarda la nostra funzione non può essere avvelenata
da questi atteggiamenti che minano la democrazia. È un'invasione di
campo è un mancato rispetto nei confronti della Magistratura la
quale mi ha sottoposto, e concludo, a due arresti, 17 processi ma
mi ha assolto
Quindi, vuol dire, Presidente Galvagno, che comunque alla fine, la
giustizia giusta arriva ma ci vuole tempo, ci vuole pazienza
Io mi permetto di dirle umanamente che la terrò presente nelle mie
preghiere perché questi sono i momenti nei quali l'uomo e la sua
famiglia, comunque, ha la necessità di avere fede nel buon Dio e
nella vera giustizia.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha
facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Governo, consiglieri e deputati, si sa, conoscono bene i miei
colleghi, soprattutto, e anche chi ha partecipato alla Capigruppo,
del mio risentimento rispetto a questo momento perché, come
dicevano altri miei colleghi, quest'Aula non può essere un'Aula di
giustizia
Non si comprende il motivo del dibattito, sarebbe bastata la mera
comunicazione e ognuno avrebbe fatto le proprie riflessioni e le
proprie considerazioni, al di là di quelle che sono le influenze,
di quelli che sono gli eventuali propositi, dal punto di vista
politico e solo politico.
Il Presidente Cracolici, che non vedo più in Aula, ha predicato
bene - erano giuste le premesse del suo intervento - ma ha
razzolato male Ha razzolato male perché il suo intervento è poi
trasceso in un processo mediatico, che lui stesso voleva evitare.
E così anche il collega La Vardera, La Vardera il quale mi
ricordava il buon Razzi, il Presidente Schifani sicuramente
ricorderà Razzi, il mitico politico. Io direi che è quanto meno
disinformato, disinformato Vorrei dire che ignora ciò che è nel
Codice
Non è assolutamente vero, non è assolutamente vero e
decontestualizza, così come decontestualizza i fatti che sono
riportati nella stampa...
PRESIDENTE. Onorevole Pellegrino, sull'argomento, non parliamo
degli interventi dei colleghi.
PELLEGRINO. Nella chiarezza non esiste l'interpretazione.
L'articolo 114 del nostro Codice di procedura penale recita "E'
vietata la pubblicazione anche parziale, o per riassunto, con il
mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione degli atti
coperti dal segreto - ex articolo 329, dico io, del nostro Codice
di procedura penale - o anche solo del loro contenuto ed è vietata
la pubblicazione anche parziale degli atti non più coperti dal
segreto istruttorio fino a che non siano concluse le indagini
preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare".
Sicuramente, la sentenza a cui faceva riferimento, in maniera
disinformata, il nostro collega La Vardera riguardava le ordinanze
di custodia cautelare che poi vengono pubblicate, che vengono date
a cascata, ma quello è un altro caso
Qui l'imputato non può conoscere, l'imputato non può conoscere e
avere conoscenza degli atti - se lui prima non ne ha avuto
conoscenza e non li può apprendere dai giornali
Lo dico come deputato, lo dico come componente dell'Unione
nazionale delle Camere Penali.
Il processo penale mediatico che si sta svolgendo è veramente un
circuito pericoloso, parallelo al processo penale ordinario che
determina - lo dicevo nella Capigruppo - delle situazioni veramente
imbarazzanti per noi, per noi che in questo dibattito stiamo
svolgendo proprio un dibattito qualificato, perché noi siamo in
questo momento, il nostro dibattito è qualificato. Rischiamo il
condizionamento in questo momento e di influenzare in maniera
negativa o positiva chi deve giudicare. Non si può in quest'Aula
andare a ritenere se una persona è colpevole.
Chi sono i giudici? È il popolo, sono i giornalisti. Chi sono gli
accusatori? L'opposizione. Chi sono i difensori? La maggioranza,
assolutamente
In questo momento non esiste un dibattito che possa prevedere la
posizione. E allora, nel mio cinquantennio di ministero forense, io
ho sempre pensato che al centro di ogni processo esiste la persona,
esiste un soggetto, un soggetto con le sue preoccupazioni, un
soggetto con la propria famiglia, un soggetto con le sue necessità,
un soggetto con le sue sofferenze, un soggetto con le proprie
speranze, con le proprie speranze
E ricordiamocelo, ricordiamocelo al di là delle cicatrici sociali
indelebili che lascia lo stigma sociale della colpevolezza,
ricordiamocelo nei dibattiti fuori dalle aule di giustizia: non c'è
difesa e non c'è appello
PRESIDENTE. L'ultimo intervento. È iscritto a parlare l'onorevole
Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, mi si consenta, preliminarmente, di ringraziare il
presidente Galvagno, l'amico Gaetano, per avere voluto prontamente
questo momento comunicativo in Aula di riflessione collettiva da
parte di questo Parlamento. Non era scontato ma era inevitabile,
secondo me, per cercare di porre fine, non avverrà già lo so, a
questo stillicidio continuo, studiato a tavolino, in cui le
notizie, o pseudo tali, si accavallano giorno dopo giorno, in cui
si fa ogni giorno il riassunto delle puntate precedenti,
affastellando argomenti che non meritano di essere così
affastellati in questo racconto da buttare ad una opinione pubblica
sempre più famelica di sangue, di cattiveria nei confronti dei
potenti, tra virgolette.
Mi si consenta di ringraziare il Governo, oggi qui presente, a
partire dal suo Presidente. Grazie, presidente Schifani, la sua
presenza oggi in Aula è importante e significativa, io gliene sono
personalmente grato e il mio Gruppo le è profondamente grato E
ringrazio tutti i colleghi di maggioranza e opposizione presenti in
Aula, ma consentitemi soprattutto di ringraziare il mio Gruppo che
è presente in toto oggi in Aula, tranne un'eccezione che
comprenderete bene giustificata dall'essere entrata anch'essa,
secondo me, in maniera assolutamente spropositata in questo
tritacarne mediatico che viviamo quotidianamente.
Ringrazio i colleghi che sono intervenuti, perché al di là di
qualche svarione che si poteva anche evitare, il tono del dibattito
è rimasto sempre entro le righe e non ci si è lasciati andare ad un
processo mediatico assolutamente ingiustificato.
Di che cosa parliamo? Parliamo di una richiesta di proroga delle
indagini che chi vive un po' il mondo dei processi sa che il più
delle volte è un atto dovuto, poi magari viene da chiedermi una
richiesta di proroga delle indagini avvenuta a gennaio, credo, il
Presidente Galvagno lo ha affermato in questo senso quando poi si
parla di intercettazioni che risalgono a due anni prima, forse
anche di più. C'è qualcosa in questo meccanismo che non quadra,
però siccome, giustamente, è stato evidenziato che quest'Aula non
può trasformarsi in un giudizio nemmeno di primo grado e men che
meno di appello, il prosieguo delle indagini si dovrà concludere
con un avviso che può preludere a una richiesta di rinvio a
giudizio oppure con una richiesta di archiviazione, come tutti ci
auguriamo.
E mi veniva un'altra riflessione: legge bavaglio , ne avete
sentito parlare? La legge bavaglio: e poi assistiamo a queste
pubblicazioni abnormi, a queste intercettazioni magari con una
ricerca di cogliere fior da fiore per affastellare un quadro, che
poi nella sostanza non ha magari nessun fondamento giuridico, altro
che legge bavaglio L'unico bavaglio qual è Che abbiamo instaurato
una specie di battaglia navale del 2025, abbiamo l'indagato o il
non indagato D6 o A4, è questa la legge bavaglio di cui
l'opposizione tanto parla?
Questo è un problema che riguarda tutti, è un problema di civiltà,
non è un problema di destra, di sinistra, ve lo dice una persona
che esercita la professione di avvocato da 46 anni
Guardate che la tutela dei diritti, la tutela vera della
presunzione di innocenza, non quella così conclamata sui giornali,
è un qualcosa che chi non la vive sulla propria pelle o chi non è a
contatto giorno dopo giorno con questo mondo non può capire
Allora, Presidente Galvagno, io la ringrazio per questo suo
atteggiamento, per questo suo senso di responsabilità che ha avuto
non solo nel dire al Parlamento quelle poche cose di cui lei stesso
ha notizia ma soprattutto anche, io non sono d'accordo con gli
altri, per aver permesso che ciascun Gruppo formulasse il suo
intervento.
Le posso dire grazie, Presidente, le posso dire che il mio non è
un intervento dovuto solo all'affetto e alla stima che proclamo in
questo momento assolutamente immutata nei suoi confronti e nel suo
operato ma è un intervento dovuto per richiamare tutto il
Parlamento a una assunzione di responsabilità.
Noi non possiamo cadere nel circo mediatico e buttare in pasto il
Presidente e tutti noi e tutte le istituzioni di una opinione
pubblica che è sempre più affamata, quasi in maniera belluina, del
colpevole di turno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. Non ci sono più iscritti a
parlare. Chiedo al Presidente Galvagno se vuole fare le conclusioni
finali.
Presidenza del Presidente Galvagno
PRESIDENTE. Colleghi, io non ho molto da aggiungere, così come
avevo anticipato in premessa, però in maniera molto sentita, ci
tengo a ringraziare veramente tutti i deputati che oggi hanno
voluto partecipare a questa seduta e sono voluti intervenire: e li
ringrazio, anche perché non è scontato, specialmente quando si
riveste il posto dell'opposizione, non è scontato che ci sia un
riconoscimento della disponibilità data da questa Presidenza nel
voler affrontare l'argomento e quindi vi ringrazio perché neanche
me lo aspettavo.
Ringrazio tutte le persone che sono intervenute e ringrazio il
Presidente della Regione che ha voluto partecipare a questa seduta
e, per me, la sua presenza è certamente significativa.
Ora, chiaramente, immaginate comunque l'emozione, è un'emozione
forte quella che ho dentro di me, ma che comunque mi deve tenere
sempre a bada da qualsiasi genere di affermazione in questo momento
io volessi in qualche modo esternare.
L'Assemblea regionale siciliana deve comunque andare avanti, io
adesso richiederò al Presidente Di Paola di poter continuare i
lavori, perché nella seduta di oggi ci sono altri atti ispettivi
che devono essere sottoposti sia al Governo e ai colleghi
parlamentari, pertanto non so neanche se sospendere l'Aula, se c'è
l'onorevole Di Paola nelle vicinanze, io passo la Presidenza
all'onorevole Di Paola e ringrazio tutti i colleghi per aver
partecipato alla seduta di oggi. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
PRESIDENTE. Colleghi, un attimo onorevole Chinnici, ora le do la
parola; l'Assessore all'istruzione e alla formazione professionale
è in Aula e adesso inizieremo. L'assessore chiede cinque minuti di
sospensione per fare arrivare le risposte.
Onorevole Chinnici, prego.
CHINNICI. Devo approfittare, visto che c'è il Presidente Schifani
in Aula, se voleva dirci qualcosa anche lui riguardo la
questione...
PRESIDENTE. Non era previsto, Onorevole Chinnici.
CHINNICI. Capisco che non era previsto, però visto che è venuto,
noi abbiamo apprezzato la sua presenza, ci aspettavamo che ne
parlasse...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15.42, è ripresa alle ore 16.08)
La seduta è ripresa.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni
e di interpellanze della Rubrica: Istruzione e formazione
professionale
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, si passa al II punto
dell'ordine del giorno che reca: Svolgimento, ai sensi
dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento interno, di
interrogazioni e interpellanze della Rubrica "Istruzione e
formazione professionale".
L'Assessore è presente in Aula.
Sull'ordine dei lavori
BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le concedo qualche minuto, così da
passare poi allo svolgimento della Rubrica.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione è
abbastanza importante perché noi la settimana scorsa abbiamo
avviato il dibattito sul precariato nell'ambito dei consorzi di
bonifica.
Speriamo che man mano che andrà avanti la modifica di questo
settore, ci possa essere una risposta ai lavoratori che da anni
aspettano di potere essere normalizzati.
Però, accanto a questi lavoratori, c'è anche un altro settore
sempre legato all'ambiente, all'agricoltura ed è quello dei
lavoratori della Forestale.
L'anno scorso è stato fatto un atto importante: quello di passare
i settantottisti in centunisti, quest'anno, ancora, quest'azione
non è stata portata avanti, debbo dire che avremmo voluto che fosse
stata posta la condizione per questo ampliamento delle giornate
lavorative, così come speriamo che i centunisti possano avere più
giornate lavorative e diventino centocinquantunisti.
Perché diciamo questo? Perché i forestali fanno un lavoro
straordinario, non soltanto per la protezione dei nostri demani -
noi abbiamo tante aree che sono state nel tempo poste nelle
condizioni di crescere dal punto di vista della forestazione,
grazie all'attività di questi lavoratori -, però, la Forestale ha
fatto anche un'opera significativa di servizi ai comuni. Quando
sono stato eletto sindaco del comune di Militello ho stipulato una
convenzione con la Forestale per avere la presenza dei lavoratori
forestali e per poter gestire bene il verde, perché le nostre aree
sono circondate da sterpaglie; spesso, nei nostri comuni, quindi
abbiamo bisogno di promuovere un'azione anche di prevenzione degli
incendi che, purtroppo, in questa fase, con l'aumento del calore,
ma soprattutto dei vandali, dei delinquenti che appiccano il fuoco,
la presenza dei lavoratori è indubbiamente significativa, così come
è significativa per l'abbellimento delle nostre città, la cura che
hanno i forestali del verde, negli anni scorsi hanno lavorato molto
e hanno avuto l'apprezzamento dei cittadini.
Quest'anno, Presidente, è accaduto qualcosa che non siamo riusciti
ad interpretare. Stavano lavorando alcuni lavoratori, senonché è
arrivata una chiamata, non formale, con lettera, in cui hanno detto
i lavoratori che sono presenti nei comuni debbono rientrare nei
demani.
Ora, Presidente, abbiamo delle convenzioni, la Forestale non ci fa
un regalo, non è una concessione del Governo regionale o di qualche
burocrate, è una convenzione e le convenzioni vanno rispettate; tra
l'altro, Presidente, mi si dice che qualche comune ancora ha la
presenza di alcuni lavoratori forestali.
Io, nulla da dover censurare da questo punto di vista, tranne
questa differenza di trattamento. Intervengo, però, Presidente,
senza voler polemizzare, senza voler sottolineare qualche beneficio
di qualche altro comune che ancora riesce ad avere la presenza dei
forestali nel proprio territorio, intervengo, Presidente, e le
chiedo di fare avere questa nostra valutazione, come Partito
Democratico innanzitutto, affinché l'Assessore si adoperi subito
per ripristinare un rapporto di lealtà con i comuni.
I comuni hanno bisogno della presenza dei forestali, hanno bisogno
per curare il verde e per fare un'opera antincendio, quindi
invitiamo il Governo o qualcuno che opera per conto del Governo,
qualche direttore, ad attivarsi affinché si ripristini la legalità
anche in questo settore.
Quindi, Presidente, la prego di informare il Governo, in
particolare l'Assessorato all'agricoltura ma anche la Presidenza,
perché eventualmente andremo avanti, non solo con atti ispettivi,
ma anche con atti dimostrativi in Assemblea perché non possiamo
accettare questo abuso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
professionale
Riprende il seguito dello svolgimento ai sensi dell'articolo 159,
comma 3, del Regolamento interno, di interrogazioni e di
interpellanze
della Rubrica Istruzione e formazione professionale
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1529 Intendimenti
circa la questione degli idonei non vincitori del concorso
ordinario PNRR 2023/2024 bandito con DDG 2575 del 6 dicembre 2023 ,
a firma degli onorevoli Giambona ed altri. La trasformiamo in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1530 Iniziative per arginare le
disparità di trattamento determinatesi tra i vincitori del concorso
ordinario PNRR 2023/2024 bandito con DDG 2575 del 6 dicembre 2023 ,
a firma degli onorevoli Giambona ed altri. Anche questa, la
trasformiamo in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1658 "Chiarimenti in merito ai
disservizi relativi allo svolgimento di alcune lezioni
universitarie nel quartiere Brancaccio", a firma degli onorevoli
Giambona ed altri. Anche questa la trasformiamo in interrogazione
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1668 "Chiarimenti sulla questione
della revoca dei fondi destinati all'edilizia scolastica nel Comune
di Palermo", a firma degli onorevoli Giambona ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
In risposta all'interrogazione parlamentare n. 1668, dell'onorevole
Mario Giambona, avente ad oggetto "Chiarimenti sulla questione
della revoca dei fondi destinati all'edilizia scolastica nel Comune
di Palermo", sulla scorta delle informazioni all'uopo pervenute
dall'Ufficio speciale per l'edilizia scolastica universitaria e per
lo stralcio degli interventi a valere sul PROF e OIF si espone
quanto segue:
la legge n. 23 del 1996 attribuisce ai comuni la competenza per
gli edifici scolastici e il diritto allo studio per la scuola
dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado, mentre le
province hanno competenza per gli istituti di istruzione secondaria
di secondo grado.
In particolare l'articolo 3, comma 1, della suddetta legge
statuisce che in attuazione dell'articolo 14, comma 1, lettera i)
della legge n. 142 del 1990, provvedono alla realizzazione, alla
fornitura e alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli
edifici:
a) i comuni, per quelli da destinare alle scuole materne,
elementari e medie;
b) le province per quelli da destinare a sede di istituti e scuole
di istruzione secondaria superiore, compresi licei artistici, gli
istituti d'arte, i conservatori di musica, le accademie, gli
istituti superiori per le industrie artistiche nonché i convitti e
le istituzioni educative e statali. .
Ciò premesso, si riferisce che i progetti oggetto
dell'interrogazione, finanziati originariamente a valere sul FSC
2007/2013 rispettivamente nel costo pari a 24.042.125,00 per il
polo Area nord, destinato all'accoglienza dei 705 alunni, e
22.731.000 per il polo Area sud destinato all'accoglienza ai 715
alunni, risultano entrambi censiti sulla piattaforma Caronte,
codici 34010 e 34035.
Ora, le due operazioni risultano definanziate sulla fonte
originaria per il mancato rispetto del conseguimento
dell'obbligazione giuridicamente vincolante entro la scadenza
inderogabile del 31 dicembre 2022.
Gli uffici dell'Assessorato sono in possesso delle schede relative
alla richiesta del Comune per l'imputazione dei suddetti progetti
sul PO FESR 2014/2020. Tuttavia, tale richiesta non poteva avere
riscontro positivo per l'impossibilità di utilizzare funzionalmente
le operazioni entro la data del 30 giugno 2026, così come previsto
regolarmente dai fondi europei.
Al fine di reperire adeguata copertura agli interventi in esame,
con nota n. 3491 del 30 aprile 2025, è stata inoltrata al
Dipartimento alla programmazione, nella qualità di autorità di
gestione dei fondi per le politiche di coesione, apposita richiesta
di inserimento sul ciclo programmatorio, anche attraverso la
presentazione da parte del comune degli appositi stralci
funzionali.
Ciò posto, la valutazione di compatibilità finanziaria e
procedurale circa il progetto dell'iter è tuttora in fase di
approfondimento e istruttoria.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Giambona per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
GIAMBONA. Presidente, onorevoli colleghi, assessore Turano, questa
mia interrogazione, sentita la sua risposta, era assolutamente
fondata.
Da quello che se ne evince, purtroppo il pregiudizio nei confronti
degli studenti siciliani e del sistema di istruzione della nostra
Regione è stato pregiudicato dalla mancanza di pianificazione, di
progettazione e anche di esecuzione di due importanti interventi
che dovevano insistere nel comune di Palermo.
Come Ella sa, siamo particolarmente attenti a quelle che sono le
esigenze del mondo della scuola e delle nostre infrastrutture
scolastiche che necessitano di un'importante azione di
ammodernamento.
Noi abbiamo scuole in Sicilia, Assessore, che risalgono agli anni
Cinquanta, agli anni Sessanta, agli anni Settanta che hanno
notevoli e importanti problemi dal punto di vista strutturale,
molto spesso sono carenti delle barriere architettoniche disposte
dalla normativa vigente, ci sono aule e locali angusti, molto
spesso mancano i locali mensa per non parlare poi delle palestre.
Molti, tantissimi, troppi studenti siciliani, fanno lezioni e non
hanno possibilità di fare l'educazione fisica, oppure di fare
attività extra scolastica, quella stessa attività extra scolastica
che oggi è finanziata con milioni e milioni di euro dei fondi extra
regionali o anche dei fondi regionali, per cui riteniamo che una
delle azioni come quella di riqualificare le nostre infrastrutture
scolastiche per dare nella disponibilità dei nostri studenti luoghi
in cui poter svolgere le elezioni che siano adeguati, per noi deve
essere una priorità.
La conferma che lei mi dice che su Palermo siano state perse due
opportunità importanti che prevedevano due poli didattici, uno
nella zona nord e uno nella zona sud della nostra città per
complessivi 14,5 milioni di euro per uno e 16,5 milioni per
l'altro, credo che sia qualcosa di assolutamente inaudito.
Assessore è assolutamente inaudito
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
La colpa non è imputabile all'Amministrazione regionale.
GIAMBONA. Lei mi dice che non è imputabile al ruolo suo di
Assessore, ma ricordo a me stesso e ricordo anche a lei - e il sito
istituzionale dell'Assessorato all'istruzione viene in aiuto ad
entrambi - che la Regione siciliana deve fare azione di controllo,
azione di monitoraggio oltre che azione di pianificazione politica,
per cui quando ci sono di queste anomalie così importanti che
arrecano pregiudizio alla comunità siciliana, lei si deve, insieme
al suo Assessorato, sostituire a quelli che sono i Comuni
inadempienti da questo punto di vista.
È ovvio che il comune di Palermo abbia delle enormi responsabilità
a non avere ottemperato a quelle che sono le tempistiche previste
nella realizzazione di queste opere e infrastrutture scolastiche
ma, purtroppo, dobbiamo cogliere il dato politico che oramai è una
costante sull'utilizzo di tutti i fondi extraregionali che sono in
capo alla Regione siciliana.
Allora mi auguro, Assessore, e concludo, per come lei ha detto
nelle sue conclusioni, che di qui in avanti ci sia la possibilità
di recuperare anche attraverso altre forme di finanziamento
extraregionale per dare la possibilità alla nostra comunità
scolastica siciliana di avere, almeno per la provincia di Palermo,
almeno per il comune di Palermo, due importanti poli scolastici che
siano all'altezza del tempo in cui noi stiamo vivendo. Grazie.
PRESIDENTE. L'onorevole Giambona, quindi, si dichiara
insoddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1685 "Notizie urgenti in ordine ai
disservizi e alle carenze infrastrutturali presso il Polo
universitario di Agrigento e sulle problematiche legate ai servizi
per gli studenti", a firma dell'onorevole La Vardera. La stessa,
s'intende trasformata in interrogazione con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1778 "Interventi in ordine alla
rinuncia da parte del Comune di Palermo ai finanziamenti PNRR per
la costruzione di asili nido", a firma degli onorevoli Giambona ed
altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
In risposta all'interrogazione n. 1778 dell'onorevole Giambona
avente ad oggetto "Interventi in ordine alla rinuncia da parte del
Comune di Palermo ai finanziamenti PNRR per la costruzione di asili
nido", sulla scorta delle informazioni pervenute dall'ufficio
preposto si significa quanto segue.
Questa amministrazione ha avuto conoscenza della notizia sulla
rinuncia tramite gli organi di stampa, atteso che le risorse del
PNRR sono di norma attribuite direttamente agli Enti locali e,
pertanto, non transitano dal bilancio della Regione.
Ora, tenuto conto che la specifica materia degli asili nido, anche
per quanto riguarda le risorse finanziarie apposte nel bilancio
della Regione è ascritta alle dirette competenze dell'Assessorato
per la famiglia, le politiche sociali, e il lavoro, gli uffici di
questo Assessorato hanno rivolto un espresso invito al Comune di
Palermo affinché lo stesso si rivolga al suddetto ramo
dell'Amministrazione per essere supportato e per ottenere
informazioni ed ove occorra chiarimenti anche in ordine alla
possibile attuazione delle misure complementari di protezione e/o
di imputazione degli interventi.
Abbiamo letto sulla stampa che hanno rinunciato a questi
interventi e li stiamo sollecitando, l'amministrazione in senso
lato, a cercare di capire il perché di questa decisione e offrire
il nostro, come dire, collaborativo supporto.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Giambona per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
GIAMBONA. Io annuncio la mia insoddisfazione rispetto a quella che
è la risposta alla mia interrogazione nella quale chiedevo quali
fossero le ragioni per cui la Città di Palermo ha così platealmente
rinunciato a 7,7 milioni di euro, dicasi 7,7 milioni di euro, per
la costruzione di asili nido.
È qualcosa di assolutamente inqualificabile in una Terra come la
nostra che ha bisogno di sistemi importanti per garantire
l'obiettivo della tutela del sistema complessivo zero-sei anni per
i più piccoli, abbiamo l'incidenza più bassa a livello italiano di
asili nido nella nostra Sicilia e apprendiamo la notizia e la cosa
che mi preoccupa ulteriormente è che pure l'Assessorato è venuto a
conoscenza di questa notizia attraverso i mezzi di stampa e di
cronaca.
È evidente, quindi, che non c'è una regia che permette, per così
dire, di governare questo processo sulla gestione dei fondi
extraregionali, non c'è nessuno che controlli e solamente
attraverso fonti giornalistiche riusciamo a scoprire come si
perdono queste importanti risorse: 7,7 milioni di euro che
sarebbero serviti per creare nuovi asili nido a Palermo.
E allora questo apre un'altra questione, assessore Turano. Vero è
che lei mi dirà che non c'è la responsabilità da parte del suo
Assessorato, ma ritorno nuovamente sulla questione che ho
rappresentato in una mia interrogazione precedente, voi dovete
intervenire e sostituitevi...
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Datemi le competenze per legge che io le assolvo.
GIAMBONA. quando ci sono amministrazioni comunali che sono
inadempienti, portate avanti delle cabine di regia, monitorate
quello che stanno facendo i comuni affinché si possa effettivamente
traguardare l'utilizzo di queste risorse.
Aggiungo solo una cosa, giorno 18 giugno il Parlamento europeo ha
approvato una risoluzione che prevede la possibilità di posticipare
la scadenza di 18 mesi per l'esecuzione dei lavori del Piano
nazionale di ripresa e resilienza.
Il commissario Fitto si è dichiarato contrario a questa eventuale
proroga, una proroga che creerebbe enorme danno alla Sicilia, alle
comunità tutte e anche alle scuole, per cui la invito a farsi
interprete di questa necessità attraverso il presidente Schifani
affinché questa risoluzione, che prevede la possibilità di una
proroga, diventi realtà e dia la possibilità alla Sicilia di
traguardare queste opere che, nell'ambito dell'edilizia scolastica
per dare la possibilità di creare asili nido alle nostre comunità,
è assolutamente fondamentale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona che si dichiara non
soddisfatto.
Colleghi, abbiamo concluso con lo svolgimento di interrogazioni e
interpellanze della Rubrica istruzione e formazione professionale.
Per la seduta di domani 2 luglio 2025, leggo la nota che
l'assessore Barbagallo ha fatto pervenire all'Assemblea regionale:
"Con rammarico sono a significare l'impossibilità di assicurare la
mia presenza per la seduta d'Aula in programma per mercoledì 2
luglio 2025, limitatamente alla sola giornata in questione, in
relazione alla prevista trattazione di atti ispettivi. Sono perciò
a chiedere di volere eventualmente riprogrammare per altra seduta
il punto in questione".
Pertanto, colleghi, la Rubrica atti ispettivi che riguarda
l'assessore Barbagallo verrà riprogrammata successivamente. Prima
di riconvocare l'Aula, ci sono due interventi ai sensi
dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno.
Prego, onorevole Schillaci.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
SCHILLACI. Grazie Presidente, approfitto della presenza in Aula
dell'assessore Turano, Assessore, un attimo di attenzione
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, gli interventi vanno rivolti alla
Presidenza.
CRACOLICI. Oggi lei è troppo egocentrico
SCHILLACI. Scusi, intervengo, Presidente, su una vicenda che sta
destando non poche preoccupazioni.
Con un D.P.C.M. di giugno 2025, è stato introdotta, a livello
nazionale, una nuova figura professionale che si chiama
"L'assistente infermiere", è una figura professionale che è una
via di mezzo tra un O.S.S. e un infermiere, sappiamo le esigenze
del sistema sanitario che è carente di figure professionali ma noi
siamo alquanto preoccupati; la preoccupazione ci è stata
evidenziata anche dall'Associazione nazionale degli OO.SS.SS.,
perché queste altre figure stanno prendendo piede, soprattutto
attraverso l'istituzionalizzazione di corsi di formazione fatti a
livello regionale senza avere, l'Assessorato, previste delle linee
guida che siano improntate ai criteri non solo nazionali, ma
soprattutto, seguono le direttive europee: ed io, quando dico
questo, mi riferisco non solo alla gestione, all'organizzazione dei
corsi, soprattutto in termini di qualità e di quantità della
formazione.
Per questo, Assessore, le chiedo, avendo accolto le preoccupazioni
dell'associazione M.I.G.E.P. che è l'associazione degli OO.SS.SS.,
di verificare perché già sono partite le pubblicità da parte degli
enti di formazione per la realizzazione di questi corsi, quindi,
per questo motivo le annuncio che ho fatto una richiesta di
audizione urgente in V Commissione, in collaborazione con la VI, in
condivisione, proprio per sopperire. Ciò perché, caro Assessore,
non è la prima volta che la Sicilia si trova ad organizzare dei
corsi di formazione che sono abilitanti di determinate figure
professionali o di qualifiche che poi non vengono riconosciute nel
resto d'Italia perché non sono organizzati e realizzati questi
corsi di formazione in maniera adeguata, quindi è alto l'allarme.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie, Presidente, grazie colleghi, Assessore,
approfitto della sua presenza, lei sa quanto mi stia a cuore il
problema scuola, essendo io un pediatra ed essendo a conoscenza di
quello che sta accadendo ai nostri ragazzi, nei nostri giovani e
quando parliamo di benessere, Assessore, dobbiamo pensare al
benessere non solo fisico ma, soprattutto, al benessere anche
mentale.
Lei conosce bene la situazione di Siracusa, la conosce bene,
perché è l'unica città, l'unica provincia in cui il libero
Consorzio è stato in dissesto ed è ancora in dissesto.
Questo ha impedito al libero Consorzio di poter operare sulle
scuole con gravi deficit strutturali. Assessore, la mia richiesta,
è un'attenzione particolare e interverrò su questo problema ogni
settimana, ogni mese, in questo Parlamento, sarò qui a cercare di
ottenere per i nostri ragazzi il meglio per la loro salute, per la
loro incolumità, per la loro salute fisica e mentale e le chiedo
una cosa in particolare, sono a conoscenza, mi dicono i genitori,
che tantissimi bambini, anche quelli più piccoli, spesso fanno la
ricreazione seduti nel proprio banco Questa è una cosa
estremamente grave, mettere un bambino dalla mattina fino alla fine
delle ore scolastiche senza che possa alzarsi dal proprio banco, è
qualcosa di veramente inascoltabile e inaccettabile Non solo, lei
sa meglio di me che moltissime scuole non hanno spazi per questo,
né spazi per attività fisica, l'attività fisica, lo sport, le
palestre scolastiche sono un momento indifferibile per la crescita
di questi ragazzi.
Quindi, Assessore, glielo chiedo ancora per l'ennesima volta, mi
guardi negli occhi Assessore, mi deve guardare veramente negli
occhi, perché è importante. Tutte le scuole, tutti i ragazzi devono
avere diritto allo sport, agli spazi vitali per poter utilizzare il
tempo di ricreazione. I nostri figli sono la cosa più importante
che abbiamo e salvaguardare la loro salute fisica e mentale per noi
è fondamentale.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, però era intervenuto prima, e non
era proprio sull'ordine dei lavori.
BURTONE. Sarò brevissimo.
PRESIDENTE. Se è breve, onorevole Burtone, perché l'intervento
precedente non era sull'ordine dei lavori.
BURTONE. Signor Presidente, intervengo perché un mese fa circa,
noi abbiamo posto da questo banco la questione relativa ad una
proposta del Commissario del porto di Catania di realizzare un
insediamento, una trasformazione della parte significativa, quella
più vicina alla città, quella della scogliera d'Armisi, con una
cementificazione che abbiamo ritenuto assolutamente sbagliata.
Sbagliata perché quell'area marina è prossima alla città, una parte
della città che presenta anche alcuni elementi significativi dal
punto di vista urbanistico.
C'è stata una mobilitazione importante da parte del mondo
dell'associazionismo, giovani, donne che hanno evidenziato l'errore
che qualcuno vorrebbe fare. C'è la necessità di fare una parte del
porto dedicata al turismo, ma si scelga allora di spostare
l'attuale parte commerciale ad Augusta e quella che è attualmente
utilizzata per il commercio, la si passi come area turistica, ma
mettere ulteriore cemento nella parte significativa del porto, che
è proprio vicinissima alla città, significherebbe veramente uno
stravolgimento dell'habitat marino ma anche dal punto di vista
della presenza impropria di cemento in quell'area così suggestiva.
Quindi, Presidente, io le dico che noi siamo rimasti un po'
sorpresi dal fatto che l'Assessorato all'ambiente non si sia mosso.
Sappiamo che c'è stata una Valutazione di impatto ambientale del
Ministero, così in maniera del tutto indiretta l'abbiamo saputo,
così come si dice che pare che la Regione abbia dato il proprio
parere positivo; il Comune di Catania, insensibile alle indicazioni
che sono venute dalla città, è andato avanti. Noi, Presidente,
chiediamo all'Assessorato all'ambiente di muoversi, noi abbiamo
ricordi di un Assessorato all'ambiente che non aspettava, se aveva
qualche segnalazione diretta, soprattutto dall'Aula, muoveva i
propri atti ispettivi per cercare di capire e poi di decidere,
sempre in difesa dell'ambiente. In questa occasione, non abbiamo
visto questa attività, ecco perché interveniamo per richiedere,
ripeto, all'Assessore di muoversi, di fare l'assessore per
l'ambiente, non alla devastazione dell'ambiente.
PRESIDENTE. Io avevo l'ultimo intervento dell'onorevole Giambona e
poi la faccio intervenire alla fine, Assessore. L'ultimo intervento
ex articolo 83 e poi, se l'Assessore vuole intervenire alla fine,
le do la parola.
Ha la facoltà di parlare l'onorevole Giambona.
GIAMBONA. Signor Presidente, prima di fare il mio intervento,
intanto la ringrazio per avermi concesso la parola, ho capito male
o domani non c'è Aula, me lo conferma?
PRESIDENTE. Sì, onorevole Giambona, non ci sarà Aula perché
l'Assessore è impossibilitato ad essere presente in Aula; ho letto
la comunicazione e, quindi, verrà riprogrammata l'Aula per gli atti
ispettivi sulla Rubrica Agricoltura e rinvieremo, quindi, l'Aula a
martedì.
CRACOLICI. Mi suggeriscono che domani si farà un ripasso e non ci
saranno interrogazioni
GIAMBONA. Presidente, avevo ben intuito quali fossero le
intenzioni e per come mi suggeriscono i colleghi del Partito
Democratico, probabilmente, abbiamo bisogno di fare un ripasso di
quello che è stato fatto fino a questo momento da questo
Parlamento, a dire la verità ben poco.
Io credo che sia qualcosa di inqualificabile dire ai siciliani,
che ci stanno seguendo, che i lavori d'Aula di questo Parlamento,
dei settanta parlamentari siciliani, del Governo, ecco, si ridurrà
questa settimana ad un giorno solamente, alla giornata di oggi
Domani mancherà l'Assessore per l'agricoltura, ma si sarebbe
tranquillamente potuto programmare dell'altro, una Rubrica diversa,
oppure continuare con i lavori che già prevedono i disegni di legge
che sono incardinati, quello dei consorzi di bonifica, se per
esempio lo riteniamo essere una priorità, oppure parlare di quello
che noi abbiamo chiesto a più riprese come Partito Democratico, di
un'Aula dedicata alla sanità siciliana.
Presidente dell'Assemblea, lei è stato fino a un paio di settimane
fa a partecipare ad un corteo nel quale ha denunciato le mancanze
importanti nella garanzia del diritto alla salute dei siciliani. È
da mesi che chiediamo di intervenire, perché purtroppo, sulla
tematica delle liste d'attesa, non riusciamo più a venirne a capo,
perché mancano i medici, mancano gli infermieri, mancano
addirittura i medici di medicina generale, e noi questa settimana
non faremo Aula?
Ci sono i precari della Regione che attendono risposte, perché non
riescono a sbarcare il lunario con 900 euro al mese e vogliono che
vengano aumentate le ore. I comuni che sono in dissesto e
predissesto.
Ieri ho avuto un incontro con i dipendenti delle IPAB siciliane:
ci sono 400 dipendenti delle IPAB siciliane che non prendono
stipendio da anni e ai quali non viene versato un contributo,
questo per accennare solamente alcuni dei temi, pochi temi, di
quelle che sono delle emergenze per la Regione siciliana e noi,
oggi, parlamentari di questa assise riduciamo la discussione ad un
giorno a settimana Noi siamo lautamente pagati per rappresentare i
siciliani e per portare avanti quelli che sono gli interessi e le
esigenze e le emergenze dei siciliani
Io chiedo, in maniera chiara, che i lavori d'Aula di qui in avanti
siano completi e che vi sia la possibilità non solamente di parlare
di interrogazioni ma di portare avanti quei disegni di legge di cui
ha bisogno, in maniera centrale, e in maniera importante la nostra
Regione per tentare di migliorare, una volta tanto, le condizioni
dei nostri corregionali.
PRESIDENTE. Ovviamente, onorevole Giambona, noi portiamo avanti i
lavori in base alla definizione della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari dove si era definito che nella giornata di oggi
e nella giornata di domani dovevano aver luogo lo svolgimento delle
Rubriche atti ispettivi per quanto riguarda Istruzione e
Agricoltura.
L'Assessore ha comunicato la sua impossibilità ad essere presente
domani, per quanto riguarda il primo aspetto, il prossimo martedì
c'è all'ordine del giorno il disegno di legge sui consorzi di
bonifica e, quindi, dal prossimo martedì si procederà così come
stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Poi è chiaro, onorevole Giambona, che se fosse necessario si farà
un'ulteriore Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e si
farà un programma dei lavori differente.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Visto che i colleghi sono intervenuti ai sensi dell'articolo 83 per
evidenziare una serie di tematiche, su alcune sono pronto a dare
delle risposte, altre non le conosco, volevo informare l'Aula.
All'onorevole Burtone posso dire poco, perché non ho seguito
l'iter autorizzativo sulle infrastrutture da realizzare al porto di
Catania, alla collega del Movimento Cinque Stelle posso dire che mi
faccio carico, seppure non sia una competenza che riguarda il mio
Assessorato, di intervenire presso il D.A.S.O.E....
CRACOLICI. Ma è per la Lega?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
...certo, onorevole... la smetta, di intervenire presso il
D.A.S.O.E. per sapere se hanno autorizzato dei corsi.
All'onorevole Gilistro, invece, voglio dire, lo dico con
franchezza, che la Regione non è responsabile di tutte le
inefficienze dei comuni o delle province, vale anche per
l'onorevole Giambona, perché? Perché se il comune di Palermo perde
le risorse, io non ho nessuna responsabilità, se la provincia di
Siracusa - e ricordo alla Presidenza che oramai ha una certa
esperienza parlamentare quante leggi abbiamo fatto nella precedente
legislatura - e, addirittura nella precedente ancora, per
ripianare i debiti del libero Consorzio. Mi chiederei chi ha
gestito questo libero Consorzio perché, se a distanza di dieci
anni, esiste ancora un dissesto, è veramente scandaloso
Detto questo, pur tuttavia, lei ha rappresentato il disagio che in
alcuni istituti scolastici vi è sulle attività sportive, deve
sapere che questo Governo, personalmente io con il Presidente della
Regione, abbiamo finanziato 207 interventi su 705 autonomie
scolastiche, 207 autonomie scolastiche hanno ricevuto i
finanziamenti perché hanno chiesto di realizzare palestre, spazi
comuni, laboratori, auditorium e biblioteche. Le abbiamo finanziate
quasi tutte, siamo pronti per pubblicare un nuovo bando, abbiamo
già impegnato 53 milioni di euro con la scadenza della
realizzazione delle opere, tutte entro il 31 dicembre 2025.
Quindi, posso dire fieramente che, dal prossimo anno scolastico,
buona parte di questi interventi saranno realizzati e altri saranno
completati entro il corrente anno.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
La seduta è riconvocata martedì, 8 luglio 2025, alle ore 15.00,
con il seguito dell'ordine del giorno.
La seduta è tolta alle ore 16.47 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVII SESSIONE ORDINARIA
191a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 8 luglio 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della
Regione Siciliana (n. 530/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
2) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
3) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio/I COMM
ter/A)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella