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Resoconto d'Aula della Seduta n. 190 di martedì 01 luglio 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 14.10

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.


               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.


                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Carta sarà in missione dal  4
  al 5 luglio 2025.
   L'Assemblea ne prende atto.


                      Atti, documenti e annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Commissione

     Comunicazione di svolgimento di interrogazione a risposta in
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che con nota prot. n.  956-INT/2025  del  25
  giugno 2025 l'Ufficio di Segreteria della V Commissione legislativa
  permanente  Cultura, formazione e lavoro  ha comunicato  che  nella
  seduta  n.  151 del 25 giugno 2025 si è svolta l'interrogazione  n.
  1757  Ampliamento della base dei beneficiari del contributo a fondo
  perduto  delle imprese turistiche , a firma dell'on.le Varrica,  il
  quale   si   è   dichiarato  soddisfatto  della  risposta   fornita
  dall'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.


              Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea

   PRESIDENTE.  Allora  colleghi,  come  sapete,  ho  convocato   una
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari prima  dell'Aula
  che è stata anticipata di un'ora ed è stata anticipata in virtù del
  fatto  che  più  tardi partirò per Bruxelles con il Comitato  delle
  Regioni  e  ho voluto in maniera tempestiva far sì che  ci  potesse
  essere  la  seduta  odierna, ma lo dirò semmai successivamente.  Ho
  voluto rispondere sostanzialmente, presente a quello che è stato un
  invito  fatto  sia dal Presidente della Commissione  Antimafia  che
  dall'onorevole La Vardera che da altri colleghi.
   All'interno  della Capigruppo, in funzione di quelli  che  sono  i
  limiti  di  quello  che  oggi  potrò  comunicare,  ho  chiesto   ai
  Capigruppo,  che  abbiamo  sempre  utilizzato  come  stella  polare
  rispetto  a  delle  decisioni  importanti,  o  di  limitarsi   alla
  comunicazione o eventualmente io stesso - e credo che me ne daranno
  atto dopo i colleghi che interverranno - io stesso ho aperto ad  un
  eventuale dibattito che apre agli interventi a tutti i Capigruppo o
  delegati di ogni singolo Gruppo parlamentare.
   Ho   altresì   detto  che  questa  decisione  non  prevedesse   la
  maggioranza  dei  Capigruppo, che sarebbe stato  anche  sin  troppo
  conveniente  per  il  Presidente dell'Assemblea  che  probabilmente
  potrebbe godere della maggioranza dei Capigruppo all'interno  della
  Capigruppo  stessa, ma anche se soltanto uno dei deputati  presenti
  all'interno  della  Capigruppo avesse deciso  di  voler  aprire  al
  dibattito. Si è optato per questa opzione e, nel rispetto  assoluto
  del  ruolo che devo avere come garante di questo Parlamento e  come
  soggetto terzo rispetto agli interventi, non mi sembra corretto che
  io  possa  condurre  un dibattito d'Aula che mi vede  personalmente
  coinvolto.   Pertanto,   in  funzione  del   fatto   che   c'è   il
  Vicepresidente Di Paola in Aula, che tra l'altro è del  Gruppo  del
  Movimento Cinque Stelle e quindi un Vicepresidente di una forza  di
  opposizione,  credo che sia la cosa, il gesto più rassicurante  nei
  confronti  dell'intero Parlamento, che si potrà  contraddistinguere
  negli  interventi  che  faranno, non avendo  chi  in  qualche  modo
  potrebbe abusare della propria posizione e pertanto indirizzare gli
  interventi, interromperli o fare chissà che cosa.
   Pertanto,  io chiedo all'onorevole Di Paola di potermi  sostituire
  affinché  sia  l'onorevole  Cracolici -  che  ha  fatto  richiesta,
  seppure  una  richiesta informale - che l'onorevole  La  Vardera  e
  tutti  i  Presidenti  dei Gruppi parlamentari  possano  intervenire
  circa  quelli  che  sono  i fatti che mi stanno  coinvolgendo  come
  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana.
   Chiaramente,  alla  fine degli interventi, mi riserverò  di  poter
  rispondere   e  non  uscirò  dall'Aula,  ascoltando  ogni   singolo
  intervento ma mettendomi nei banchi dei deputati.


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo la parola sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, capisco che  siamo  tutti  in  una
  situazione  quasi  inedita, nel senso che è un  dibattito  che,  in
  realtà,  non  riguarda  il  Presidente dell'Assemblea  ma  è  stato
  chiesto che il Presidente dell'Assemblea desse comunicazioni  -  se
  lo  riteneva opportuno - di questioni, in qualche modo, di  cui  si
  parla sui giornali da una decina di giorni.
   È evidente, Presidente, che se lei non dà comunicazioni, così come
  io  e  altri,  ma  anche lei nel momento in cui ha  accolto  questa
  richiesta,  intende  fare all'Assemblea,  io  non  saprei  di  cosa
  dobbiamo  parlare a partire dal sottoscritto ma immagino anche  gli
  altri  Presidenti  dei gruppi parlamentari, cioè di  cosa  dobbiamo
  discutere  se  non c'è una comunicazione preventiva del  Presidente
  dell'Assemblea a questo Parlamento? Attenzione, stiamo parlando  di
  comunicazione di un fatto che è pubblico e quindi io, tra l'altro è
  inutile  ricordare a me stesso, ritengo come dire  più  trasparente
  piuttosto che discutere attraverso più o meno notizie centellinate,
  giorno  dopo  giorno,  che - fermo restando che  stiamo  dinanzi  a
  un'indagine   giudiziaria,   quindi  nel   rispetto   anche   della
  riservatezza   sia   dell'indagine,  sia  delle  attività   proprie
  eventuali  della  difesa, qualora e quando  sarà  eventualmente  se
  dovesse  essere chiesto il rinvio a giudizio - ma siamo  ancora  in
  una fase in cui fortunatamente non ci siamo ancora arrivati, almeno
  da quello che leggiamo sui giornali.
   Quindi,  io  quello  che le ho chiesto personalmente  è  che  lei,
  proprio  per evitare qualunque gigantografia mediatica, secondo  me
  lo  avrebbe  dovuto  fare sin dal primo momento  in  cui  ha  avuto
  notizia  dell'indagine stessa, ne desse comunicazione all'Aula.  Se
  la  dà  e vuole che ne parliamo ne parliamo, se lei non la  dà  io,
  personalmente,  non  so a cosa dovrei... a quale  dibattito  dovrei
  partecipare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.


              Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea

   PRESIDENTE.  Allora, spiego anche durante quella che è  una  bozza
  che  avevo  preparato in queste ultime ore, determinate motivazioni
  rispetto alla scelta di non intervenire subito.
   Io  intanto  ho  deciso,  in maniera tempestiva,  di  dare  alcune
  comunicazioni all'Aula dopo aver appreso - solo attraverso i social
  media  -  che alcuni colleghi legittimamente ritenessero necessario
  che io riferissi al Parlamento sulle indagini che sta svolgendo  la
  Procura di Palermo e che mi vedono coinvolto.
   Non  ho  ritenuto  di  farlo nella sede della  seduta  precedente,
  onorevole,  in  quanto pensavo di dover rispettare  il  mio  ruolo,
  anzitutto  non  abusando  di  questa  posizione  mentre  si  svolge
  comunque  un'attività  investigativa che  non  è  né  conclusa,  né
  formalmente, né sostanzialmente.
   Ognuno  poi  rispetta  la  propria  funzione  con  la  sensibilità
  istituzionale  cui ritiene di doversi uniformare.  Io  ho  ritenuto
  che,  in  assenza di elementi conclusivi sull'attività di indagine,
  anche  il  mio  intervento pubblico in Aula potesse costituire  una
  distorsione  del sistema perché nessun altro cittadino  ha  la  mia
  stessa   possibilità  di  rivendicare  la  correttezza  dei  propri
  comportamenti,  utilizzando  come   palcoscenico   il   Parlamento,
  specialmente dallo scranno più alto. Io non voglio sentirmi  e  non
  mi  sento minimamente differente dagli altri: cionondimeno,  poiché
  come tanti anche io, ogni tanto, leggo i giornali, direi quasi  per
  fortuna,   apprendo  ciò  che  non  è  neanche  ancora  nelle   mie
  disponibilità di indagato e, sempre attraverso i social,  ho  anche
  compreso  che non solo la stampa - che, per carità, fa  il  proprio
  lavoro  - ha più informazioni di me, ma in tanti hanno contezza  di
  atti che dovrebbero ad ora essere sottoposti al segreto istruttorio
  e, invece, circolano liberamente.
   Per  quanto, chiaramente, questa modalità mi rammarichi  e  non  è
  certamente  né  la prima e non sarà l'ultima volta,  però  soltanto
  adesso  io sento di potermi rivolgere ad ognuno di voi, raccontando
  nei  limiti delle mie possibilità ciò che è accaduto sino a  questo
  momento.
   Nel  gennaio  di  quest'anno ho ricevuto una proroga  dei  termini
  delle indagini preliminari in ordine a ipotesi di reato che, come è
  previsto,  in  quella fase non vedevano contestato  alcun  capo  di
  imputazione provvisorio. In buona sostanza, io non sapevo  di  cosa
  si  trattasse  e  non  avevo avuto accesso a  nessun  atto;  ma  ho
  pensato,  soprattutto  nel rispetto del ruolo  che  io  ricopro  in
  questo  momento,  di  volere comunque mettermi a  disposizione  dei
  magistrati  per  collaborare e ho chiesto di essere  immediatamente
  interrogato  per cercare di dare tutti i chiarimenti possibili.  Io
  sinceramente  non  so,  al buio, quanti l'avrebbero  fatto,  ma  mi
  sentivo di fare quello che ho fatto.
   A  questa  mia richiesta è stato dato seguito il 24 maggio  scorso
  con  la  notifica  dell'invito e il 7 giugno sono stato  ascoltato,
  potendo evidenziare - sempre senza conoscere gli atti di indagine -
  la liceità e la legittimità dei miei comportamenti su tutto ciò che
  è  stato  richiesto  di chiarire. Non mi sono sottratto  ad  alcuna
  domanda, neanche a quelle che non facevano parte del capo d'accusa.
   Come  vi ho detto, non voglio avere più diritti di qualsiasi altro
  cittadino  sottoposto  a  indagini, anzi sento  di  avere  maggiori
  doveri.
   Insieme  agli  avvocati Ninni Reina e Antonio Lo  Presti,  che  mi
  assistono  e  dai quali ho ricevuto consigli, conforto e  sostegno,
  andrò  serenamente avanti e senza esitazioni nella  difesa  tecnica
  della mia posizione.
   Ricordo  che questo non è un tribunale e questa seduta non ritengo
  possa  essere  un  processo, ma è semmai,  forse,  l'occasione  per
  ribadire  ancora  una  volta e con fermezza  che  la  funzione  del
  Presidente  del Parlamento e del Parlamento stesso  in  questi  due
  anni  e  mezzo non è mai stata messa a disposizione di un interesse
  personale, perché ispirata alla tutela del bene comune.
   Questo   Parlamento  ha  approvato  numerose  leggi  a   contenuto
  finanziario, che hanno il complessivo valore di oltre  13  miliardi
  di euro, grazie alle quali per due volte di fila - nell'assenza del
  ricorso  all'esercizio  provvisorio - si è  garantita  la  crescita
  economica  della  nostra  Regione,  il  diritto  delle  imprese   a
  interloquire   con  un'Amministrazione  capace  di  programmare   i
  pagamenti,  il  diritto  dei cittadini,  anche  i  più  fragili,  a
  ricevere assistenza e sostegno.
   Siamo  stati  aperti al confronto anche quando si  è  trattato  di
  capire  cosa  non  andasse. Lo abbiamo fatto nell'ultima  legge  di
  bilancio,   escludendo   interventi  economici   a   beneficio   di
  associazioni e limitandoli agli enti pubblici, i quali soggiacciono
  alle regole dell'evidenza pubblica per l'impiego delle risorse.
   Vi  ricorderete  -  immagino - che ho proposto, anche  insieme  ad
  altri  colleghi,  nella redazione del maxiemendamento  di  fare  in
  modo,  per garantire la massima trasparenza, che ciascun intervento
  fosse accompagnato dalla sottoscrizione del deputato proponente. Ho
  fatto l'esempio della legge a contenuto economico e finanziario, ma
  lo   stesso   principio  così  potrebbe  valere  per  ogni   norma.
  Potenzialmente,  ogni scelta parlamentare potrebbe determinare  dei
  beneficiari, ma ciascun parlamentare - ritengo - che abbia  diritto
  e  dovere  di  rispondere ad interessi diffusi,  senza  mai  creare
  situazioni di conflitto o vantaggi personali.
   Sull'indagine, onorevole, a parte quanto già detto e le dimissioni
  pervenute dalla mia portavoce, a cui auguro di poter dimostrare  di
  avere  agito sempre all'interno dei confini della legalità, io  non
  posso  aggiungere  altro, ma esclusivamente  per  il  mio  doveroso
  rispetto verso gli uffici giudiziari che stanno proseguendo la loro
  attività.
   Preciso  anche  che  la  seduta odierna sia abbastanza  irrituale,
  priva  di  qualsiasi  formale richiesta di  inserimento  del  punto
  all'ordine del giorno, ma fortemente voluta anche da me per cercare
  di  mettermi quanto più a nudo possibile nei confronti dei colleghi
  parlamentari.
   E  non  solo  mi  sono  sottratto a questa  richiesta  ma,  se  mi
  consentite,  rispetto anche alla  Capigruppo   che  abbiamo  appena
  fatto, ho proposto e deciso di trasformarla in un dibattito aperto,
  cioè non limitarmi a una semplice comunicazione affinché nessuno si
  sentisse privato della possibilità di poter dire la propria.
   Io  ho  grande rispetto del Parlamento che è sintesi del principio
  democratico e del principio di rappresentatività e ho letto, perché
  non   ho   potuto   ancora  ascoltare,  ma  ho   letto   moltissime
  dichiarazioni sia da una parte che dall'altra.
   Non  credo  di essere una persona che possa essere attaccata  alla
  poltrona e prendo atto di chi comunque c'è che mi chiede di fare un
  passo indietro e c'è chi mi chiede di fare due passi in avanti.
   Però  rifletto:  e  se domani decidessi, perché  ricordo  che  non
  esiste una mozione di sfiducia al Presidente dell'Assemblea, ma  se
  domani  decidessi di dare seguito a questa richiesta,  finirei  per
  affermare  un  principio,  a  mio parere,  chiaramente,  abbastanza
  discutibile  che  un  messaggio veicolato tramite  canali  digitali
  possa avere più peso della nostra Costituzione.
   Io  rispetto il pensiero di tutti. Ricordo, però, e sottolineo che
  stiamo parlando di un'indagine che ancora non è conclusa e che,  in
  ogni caso, semmai, dovrà passare da uno o più gradi di giudizio.
   Io  non credo che si possano invocare le leggi secondo determinate
  convenienze  del  momento  e concludo, onorevoli  colleghi,  semmai
  riservandomi  di  intervenire qualora  ci  dovessero  essere  degli
  interventi e non fosse bastevole quanto finora ho detto,  ribadisco
  nei  limiti delle mie possibilità e nel rispetto di coloro i  quali
  ancora  oggi stanno indagando e non so neanche se potrebbero  avere
  una  visione di  provocazione  rispetto a questa disponibilità  che
  io  ho  dato  all'Aula,  quindi io sto molto  prudente  rispetto  a
  qualsiasi genere di atteggiamento oggi io personalmente devo  avere
  all'interno di questo Parlamento: io dico che non credo  che  possa
  esistere  il  rispetto di una Istituzione senza il  rispetto  della
  nostra  Costituzione  che conosce i diritti ed  i  doveri  di  ogni
  cittadino e di chiunque svolga una funzione pubblica.
   Io  a  quei  principi mi richiamo, rivendicando sia i  doveri  del
  ruolo  sia  i  diritti  di ogni cittadino, non  sottraendo  mai  al
  confronto e certamente alle eventuali responsabilità.
   Questo è quello che io posso dire ai miei colleghi. Purtroppo  non
  credo neanche, perché non mi sono mai trovato in una situazione del
  genere, e devo molto misurare in questa fase specialmente qualsiasi
  genere  di  intervento  di  natura  differente    Cionondimeno,  io
  comunque ho dato ampia disponibilità di poter far sì che i colleghi
  Capigruppo  e l'onorevole Presidente della Commissione, l'onorevole
  La  Vardera, qualora volessero, possano intervenire e per ancor più
  rispetto  che  ho  nei  confronti delle  opposizioni,  ho  dato  la
  possibilità  all'onorevole Di Paola di potere eventualmente  -  no,
  non  lo  posso  fare onorevole Cracolici - ho dato la disponibilità
  all'onorevole Di Paola di sostituirmi per far sì che ogni  deputato
  possa  fare il proprio intervento senza la  soggezione   o  non  so
  quale  elemento  distorsivo  ci possa essere  qualora  fossi  io  a
  presiedere.
   Quindi se ci sono interventi, chiedo che i colleghi si scrivano ad
  intervenire.
   Ha  chiesto intervenire lei, le chiedo di aspettare un minuto,  il
  tempo che l'onorevole Di Paola raggiunga i banchi della Presidenza.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

          Sulle comunicazioni della Presidenza dell'Assemblea

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Mi  rivolgo al Presidente vero,  rispetto  all'attuale
  sostituto   e  dico  subito  che  capisco,  e  ha  la   mia   umana
  comprensione, l'imbarazzo di una situazione, come avevo  annunciato
  poc'anzi  assolutamente  inedita, almeno  a  mia  memoria,  per  il
  Parlamento,  di fare un dibattito su una questione che  attiene  al
  Presidente  dell'Assemblea  o almeno che  sembrerebbe  attenere  al
  Presidente dell'Assemblea, diciamo col Presidente che si  alza  dal
  podio per sedersi tra i banchi del Parlamento. Non lo so; è giusto,
  non giusto, poco importa. L'ha fatto
   Mi  pare  che sia più importante andare al merito della questione.
  Non  perché io voglia parlare di questioni che, così come ha  detto
  di  non conoscere il Presidente dell'Assemblea, figuratevi chi  sta
  parlando, cioè nel senso che le cose di cui parliamo sono  le  cose
  che  abbiamo  letto  sui giornali, per la verità  non  in  tutti  i
  giornali siciliani, perché alcuni giornali praticamente fino a ieri
  non  hanno  mai  dato notizia di quello che stava  succedendo,  non
  all'onorevole Galvagno, ecco, facciamo una prima netta distinzione,
  che   stava   succedendo  al  Presidente  dell'Assemblea  regionale
  siciliana, che è una questione che, sì attiene alla persona ma  che
  attiene, in questo caso, anche a una funzione istituzionale ed è la
  ragione  per  la quale, pur nel rispetto massimo della  tutela  dei
  diritti  che ognuno di noi ha nel potersi difendere, nelle modalità
  con  cui  ci si difende da una ipotesi, ancora ipotesi, di  accusa,
  quindi  figuratevi se è in discussione il diritto  alla  difesa  di
  ognuno di noi nelle forme che ognuno di noi ritiene.
   Ma  nel momento in cui una persona come lui e come noi svolge  una
  funzione pubblica di rappresentanza, dobbiamo anche tenere conto  e
  dare conto all'opinione pubblica di quello che avviene su di noi  e
  dei comportamenti per i quali veniamo chiamati a rispondere.
   Faccio  una  premessa: non mi appartiene, l'ho sempre  dichiarato,
  nessuna  cultura dell'automatismo tra un'indagine giudiziaria,  nel
  caso  in  specie un avviso di garanzia, e una conseguenza  politica
  come  le  dimissioni di una figura istituzionale.  Quindi,  se  può
  essere  utile  sgombrare  il  campo da una  discussione  su  queste
  questioni,  chi vi parla non chiederà mai le dimissioni perché  una
  persona ha ricevuto un avviso di garanzia.
   L'avviso di garanzia è uno strumento, per chi indaga di mettere  a
  conoscenza  dell'indagato,  per chi è  indagato  di  capire  che  è
  indagato  e, quindi, adeguarsi e attrezzarsi per potersi difendere.
  Quando? Intanto dal momento in cui quell'avviso si conclude con una
  ipotesi  di  chiusura  indagini  che  poi  dovrà  seguire  un  iter
  giurisdizionale con tutto quello che ne consegue.
   Quindi,  se  può,  come dire, da questo punto  di  vista  evitiamo
  equivoci, dimissioni; per me l'avviso di garanzia è un elemento  di
  reciproca   tutela  dell'autorità  investigativa  e  del   soggetto
  indagato.
   È  evidente  che chi come noi, appunto, svolge funzioni pubbliche,
  non  può soltanto richiamarsi ai diritti individuali ma deve  anche
  tenere  conto  del  sistema complessivo delle regole  che  tutelano
  qualunque cittadino ma che devono tutelare anche l'Istituzione.
   Ed  è  per  questo che dico con franchezza - io mi  auguro  e  gli
  auguro che questa vicenda possa avere un esito, come tante indagini
  hanno, di richiesta di archiviazione...

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici

   CRACOLICI. Ma ho già finito? Ero solo all'inizio

   PRESIDENTE.   E lo so, collega Cracolici, però sono cinque  minuti
  ad intervento.

   CRACOLICI.  Me lo doveva dire prima, sa che sono uno...

   PRESIDENTE. Glielo doveva comunicare il suo Capogruppo, onorevole.

   CRACOLICI. Il mio Capogruppo è vastasello  Non me l'ha detto

   PRESIDENTE. Le do qualche minuto in più. Prego.

   CRACOLICI. Quindi, dicevo, diversa è la situazione qualora dovesse
  essere  disposto un formale rinvio a giudizio perché in quel  caso,
  chiunque  di noi da imputato e non più da indagato, esercitare  una
  funzione  pubblica  come quella di dirigere, varrebbe  per  chi  vi
  parla, qualora mi dovesse capitare nella vita di ricevere una  cosa
  che  sia  un  rinvio  a giudizio - tra l'altro c'è  un  Regolamento
  proprio  della Commissione Antimafia - non esiterei  un  istante  a
  dare le dimissioni dalla carica di Presidente.
   Ma non mi pare che siamo, in questo momento, a quella questione.
   Qui  oggi  abbiamo  una questione che è di  altra  natura,  è  una
  questione politica.
   Questa vicenda fa emergere un contesto di degrado, al di là  delle
  responsabilità eventuali penali che attengono alle persone.
   Di  degrado in che senso? Se siamo in un contesto in cui  anche  -
  ripeto  tutto  da  provare  -  gli eventuali  collaboratori  di  un
  Presidente,  di un Assessore, diciamo del sistema politico,  usiamo
  questa espressione, possano ritenersi addirittura al di sopra della
  legge  con  sistemi di scambio, in alcuni casi,  di  avere  proprio
  attività corruttiva, beh, la politica deve interrogarsi  Non è  che
  si può girare la faccia  Non è che può dire non è successo nulla
   Questa   vicenda  è  paradigmatica  di  un  contesto  nel   quale,
  probabilmente, tutti noi abbiamo bisogno di alzare  il  livello  di
  responsabilità e di rigore.
   Qui il tema non sono le leggi che fa il Parlamento, Presidente, su
  questo sappia che sono uno di quelli che rivendica il principio che
  ogni  parlamentare e questo Parlamento rappresenta interessi  della
  Sicilia, rappresenta categorie sociali, rappresenta blocchi di  una
  società complessa, come quella siciliana e il Parlamento è il luogo
  della rappresentanza e la rappresentanza deve esprimersi anche  con
  l'attività legislativa a supporto di quelle categorie che noi tutti
  riteniamo di rappresentare.
   Non è che qualcuno voglia far passare l'idea che il Parlamento sia
  un  luogo  criminogeno per cui si fanno le leggi  con  la  finalità
  criminale.  Questo  è inaccettabile ed è un insulto  alla  funzione
  propria di un Parlamento
   Qui è in discussione però un'altra cosa  Se qualcuno, tradendo  le
  funzioni  e  le  ragioni per le quali la democrazia  funziona,  può
  pensare di utilizzare singoli provvedimenti o attività, più o  meno
  di  natura  amministrativa o legislativa, per averne un  tornaconto
  personale,  di tipo monetario o un beneficio, così come prevede  il
  Codice di qualunque utilità.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, vada a concludere, siamo oltre  i
  minuti.

   CRACOLICI.  Se  questa è la questione di cui stiamo oggi  parlando
  dobbiamo, sì, dobbiamo interrogarci.
   Ripeto,   non   è  in  discussione  la  funzione  del   Presidente
  dell'Assemblea  in  quanto  tale ma è  in  discussione  cosa  è  la
  politica.  E se in Sicilia sta emergendo, purtroppo da  più  tempo,
  Presidente  della  Regione, lei non può  continuare  a  nascondersi
  dietro a un dato che è diventato un dato strutturale.
   Il  tema  di Fratelli d'Italia e la corrente turistica che governa
  non  solo in Sicilia ma governa in Italia. Se, ripetutamente, prima
  che iniziasse questa legislatura addirittura col "caso Cannes" si è
  aperta una voragine su quel settore delicato della rappresentanza e
  della  funzione amministrativa che pone interrogativi, compresa  la
  notizia di ieri dell'avviso di garanzia all'assessore Amata, di cui
  come dire leggiamo sui giornali anche lì un avviso notificato

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  non  mi  faccia  chiudere   il
  microfono, perché siamo già a dieci minuti altrimenti il Capogruppo
  del  PD  non  parla:  perché se abbiamo stabilito  una  tempistica,
  onorevole...

   CRACOLICI.  Mi  pare necessario aver sentito il Presidente.  Detto
  questo, poi, ognuno si farà la valutazione delle cose, ma credo che
  i  temi  che  abbiamo  davanti, purtroppo, non si  chiuderanno  con
  questo dibattito.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Cracolici.  Vi  chiedo,  colleghi,
  siccome ho iscritti a parlare dieci deputati, vi toglierò la parola
  ai  cinque minuti, perché così abbiamo stabilito. Quindi vi chiedo,
  cortesemente,  di attenervi ai cinque minuti e di  rivolgervi  alla
  Presidenza.  È  iscritto a parlare l'onorevole La  Vardera.  Ne  ha
  facoltà.

   LA VARDERA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli  colleghi, ho ascoltato con grande attenzione  le  parole
  del  presidente Galvagno e parto da una premessa: ho apprezzato  la
  volontà  del Presidente del Parlamento di venire subito in  Aula  e
  non  lasciare questo stillicidio fino alla data dell'8 luglio, come
  ho  apprezzato  l'apertura  del  presidente  Galvagno  di  dare  la
  disponibilità  di  far  parlare in questo  dibattito  anche  i  non
  Capogruppo e quindi il sottoscritto.
   Posto questa premessa, entro nel merito della vicenda e dico  che,
  per  quanto mi riguarda, i fatti sono i seguenti: o noi rispettiamo
  la  funzione pubblica di quello che è costituzionalmente garantito,
  ossia la stampa, o cambiamo Paese e ci trasferiamo in Uzbekistan  e
  ricordiamo a tutti che, quando esprimiamo un ruolo pubblico,  siamo
  nelle  condizioni di dovere dare conto e ragione a  quel  pubblico,
  anche  se quelle eventuali intercettazioni vengono pubblicate dalla
  stampa  e,  quindi, non possiamo semplicemente dire: 'ah allora  la
  colpa  è  della stampa. Come ha avuto queste carte?'; anche perché,
  velocemente, la V sezione della Cassazione penale, con sentenza del
  13  ottobre 2015, numero 44174, dice che "l'atto di indagine non  è
  più  segreto allorché ne sia stata data comunicazione alle parti  o
  esse ne abbiano comunque conoscenza". E, quindi, non ci poniamo più
  in questa questione, perché gli atti ormai sono assolutamente nelle
  disponibilità degli indagati.
   Detto ciò, apprendo dalla stampa i fatti e, quindi, dalla stampa o
  diciamo  che la stampa dice corbellerie e quindi quello che abbiamo
  letto  è  fumo,  è  semplicemente inventato e,  quindi,  invito  il
  presidente Galvagno a querelare qualora quei giornalisti  si  siano
  inventati fatti o abbiano avuto quelle carte non potendole avere...
  Lei  deve  perseguire fino in fondo l'attività di risarcimento  del
  danno qualora sia stata lesa la sua onorabilità e, quindi, se  quei
  giornalisti si siano inventati tutto.
   Ma  io a quei giornalisti, da questo scranno, voglio esprimere  la
  mia  solidarietà,  perché quei giornalisti dalla sua  ex  portavoce
  erano  quasi  infastiditi  del perché  questo  dottore  Barresi  si
  ficcava  in  delle faccende che non gli competevano. E  perché  non
  bisogna guardare le faccende
   Allora,   presidente   Galvagno,  al  di  là   dei   principi   di
  colpevolezza, la Costituzione le dice che, fino a sentenza  passata
  in giudicata, lei è innocente e qua nessuno le vuole dire che lei è
  colpevole, però c'è una questione morale, etica che viene  prima  a
  volte della politica perché non ci possiamo semplicemente dire: 'ah
  siamo tutti innocenti '.
   Per   carità  di  Dio   Io  sposto  l'attenzione  sulla  questione
  meramente  politica dell'opportunità o meno di quei  fatti  che  ho
  letto sulla stampa e i fatti che ho letto sulla stampa denotano  un
  sistema  politicamente pericoloso in cui soldi pubblici sono  stati
  dati  a  soggetti  che poi, a loro volta, le avrebbero  dato  delle
  utilità e questo è un fatto che, politicamente parlando, di per  sé
  rappresenta  un  elemento dirimente non secondario,  perché  mentre
  stiamo parlando, presidente Schifani, il suo Assessore

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera...

   LA  VARDERA.  Lei  non mi deve interrompere, io  devo  parlare  di
  quello  che  voglio, non mi interrompa, ho i miei  minuti,  non  mi
  interrompa, Presidente...

   PRESIDENTE. Non la sto interrompendo.

   LA VARDERA. Non mi interrompa

   PRESIDENTE. Le sto solo dicendo...

   LA  VARDERA. Non mi interrompa. Non mi deve interrompere perché io
  sto parlando...

   PRESIDENTE. Da Regolamento si deve rivolgere a me

   LA   VARDERA.  Al  Presidente.  E  allora,  amico  del  presidente
  Schifani, lo dico a lei, Di Paola - a questo punto le dico questo -
  le  dico  semplicemente che nel momento in  cui  c'è  un  Assessore
  indagata  per  fatti  gravi, anche questi di corruzione,  mi  sarei
  aspettato  un sussulto di dignità da parte del presidente Schifani,
  perché  quello  che dice la stampa è gravissimo,  parrebbe  che  ci
  siano  state addirittura delle assunzioni di parenti dell'Assessore
  e,  addirittura, delle assunzioni di soggetti vicini a quel Capo di
  Gabinetto.
   Allora,  se vale tutto e se dobbiamo stare in silenzio,  invocando
  il  principio di innocenza, a questo punto vale tutto, qua  nessuno
  parla  di colpevolezza, qua si parla di opportunità politica  nello
  svolgimento  del  proprio ruolo in maniera tale che  nessuno  possa
  essere ricattabile, perché un passaggio che fa paura è di una donna
  indagata,  anche  lei che dice: "Qui sono tutti  ricattabili";  chi
  sono  quelli ricattabili - e lo dico pubblicamente - e chi  sono  i
  soggetti che in questa faccenda avrebbero avuto pubblica utilità?
   Per  questa  ragione, non per una questione penale, non  siamo  in
  un'Aula di Tribunale, non sono né un magistrato, né un PM e nemmeno
  posso  dire  che il presidente Galvagno sia colpevole o meno,  però
  quelle intercettazioni sono pesanti e denotano un clima pericoloso.
   Per  cui,  a  mio modesto avviso, si sono perse le  condizioni  di
  lucidità  per  svolgere il ruolo di Presidente  di  un'Assemblea  e
  quindi  in attesa di un eventuale o meno rinvio a giudizio, che  mi
  auguro  per lei non ci sarà -  perché non è che voglio augurare  il
  male  agli altri -, lei dovrebbe autosospendersi e qualora  dovesse
  arrivare  un  rinvio  a giudizio rassegnare le proprie  dimissioni,
  perché   per  quanto  mi  riguarda  si  è  persa  la  serenità   di
  amministrare  il  proprio  ruolo e di  questo  i  siciliani  ce  ne
  renderanno  conto pubblicamente, grazie a Dio, perché non  siamo  -
  come pensa il presidente Schifani - in una dittatura: ognuno di noi
  risponderà pubblicamente di quello che succederà e mi auguro che il
  presidente  Schifani  chieda  le  dimissioni  dell'assessore  Amata
  perché i fatti contestati ad oggi sono inopportuni. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Colleghi, al  solito  vi
  chiedo  di  rivolgervi  alla  Presidenza  come  da  Regolamento.  È
  iscritto  a  parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia.  Ne  ha
  facoltà.

   LOMBARDO   Giuseppe  Geremia.  Presidente,  oggi  è  una  giornata
  surreale,  surreale perché mai avremmo immaginato, a  inizio  della
  legislatura,  che una seduta d'Aula fosse dedicata ad un  dibattito
  su  una  vicenda che vede coinvolto quello che è il massimo livello
  della  rappresentanza parlamentare siciliana, quindi  è  fortemente
  meritevole l'iniziativa voluta dal presidente Galvagno di  riferire
  all'Aula  sulla vicenda che lo vede coinvolto, dando prova  di  una
  grande sensibilità istituzionale, così come è apprezzabile, come ha
  detto  lui  nel  suo  intervento, la prudenza  rispetto  appunto  a
  un'indagine  che  ancora non si è chiusa e su  cui   si  alimentano
  sospetti  non indifferenti perché, vedete, credo che lo stillicidio
  mediatico  che lo ha interessato in questi giorni e  che  ormai  si
  registra  da  settimane, sia qualcosa che non ha  precedenti  o  ha
  pochissimi precedenti, ne sappiamo qualcosa noi in questa in questa
  Regione.
   Una  pressione mediatica che ha superato, a nostro avviso,  quelli
  che  sono  i confini della libera informazione e per la tutela  del
  diritto   alla   difesa  dell'indagato  in  questo   caso   e   per
  salvaguardare  anche  la  reputazione e la  dignità  dell'indagato,
  perché qui prima del Presidente dell'Assemblea, prima del politico,
  prima del deputato c'è la persona, la cui dignità va tutelata nella
  sua   interezza,  a maggior ragione se si tratta,  come  in  questo
  caso,  di un indagato su un'indagine che ancora non è chiusa e  non
  parliamo  appunto di un imputato o ancor peggio di  un  condannato.
  Credo,  quindi,  che  questa vicenda tutta e tutti  noi  che  siamo
  classe  politica,  classe  dirigente di questa  Regione  e  abbiamo
  giurato  sulla nostra Costituzione, abbiamo l'obbligo di riportarla
  nella cornice dello Stato di diritto, non solo per il rispetto  nei
  confronti  dell'indagato,  ma  per  rispetto  nei  riguardi   della
  Magistratura  inquirente,  nel  cui operato  riponiamo  la  massima
  fiducia come baluardo massimo della legalità di questo Paese.
   Il Presidente ha detto nel suo discorso introduttivo, che qualcuno
  gli ha chiesto un passo indietro, qualcuno gli ha chiesto due passi
  in  avanti, noi presidente Galvagno siamo tra coloro che  chiediamo
  e,  non  siamo  certamente  in pochi,  due  passi  in  avanti,  per
  incoraggiarla ad andare avanti su questa strada, perché  tutti  noi
  molto  spesso  ci richiamiamo alla Costituzione e il richiamo  alla
  Costituzione  non  può  essere  a  convenienza,  non  esiste  sulla
  Costituzione  una  valutazione a due pesi e a due  misure,  c'è  la
  presunzione  di  innocenza,  comunque  all'esito  ovviamente  delle
  indagini  qualora ci fosse un rinvio a giudizio, che è un  baluardo
  del  nostro  Stato di diritto e rispetto a cui dobbiamo richiamarci
  tutti.
   Quindi, la invitiamo ad andare avanti e a continuare questo  ruolo
  col  grande  senso  di responsabilità che lo ha  caratterizzato  in
  questa  prima metà della legislatura, il quale Presidente  ha  dato
  prova di grande equilibrio, a proposito di Costituzione, il governo
  della maggioranza nel rispetto dei diritti delle minoranze.
   Io  credo  che,  su  questo fronte, il presidente  dell'Assemblea,
  Galvagno,  abbia  dato  una prova fortemente esemplare,  quindi  lo
  invitiamo  ad  andare  avanti  e  noi  saremo  tra  coloro  che  lo
  sosterranno nella sua azione di Presidente dell'Assemblea. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie all'onorevole Lombardo Giuseppe  Geremia  per
  essersi  attenuto anche ai tempi. È iscritto a parlare  l'onorevole
  De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Grazie Presidente, buongiorno Governo, colleghi
  siciliani.  Presidente,  non posso nascondere  il  disagio  che  ho
  vissuto in questi giorni nel leggere i giornali, perché per  quella
  che  è la mia esperienza in quest'Aula, non riconoscevo il politico
  che  ho  conosciuto qui in Assemblea con la descrizione  che  viene
  data sui giornali.
   Ora  non  so,  se  in  questa  inchiesta  ci  siano  ancora  delle
  contestazioni che dovranno essere consacrate in quello che poi sarà
  l'atto  conclusivo delle indagini che, ovviamente, si concluderà  o
  con una richiesta di archiviazione o con un rinvio a giudizio, dico
  delle due l'una, la terza strada non c'è.
     Di  certo,  occorre fare una valutazione sulle  opportunità  dei
  comportamenti  che ognuno di noi pone in essere soprattutto  quando
  rivestiamo  ruoli  gestionali  quali  ruoli  esecutivi  di  chi  fa
  l'Assessore  o  di chi compone un Ufficio di Presidenza  o  di  chi
  occupa  lo scranno più alto dell'Assemblea regionale siciliana  che
  ha il dovere anche di preservare, nella sua integrità morale, nella
  sua  autorevolezza, nei confronti del Popolo siciliano, perché oggi
  quella  che  sicuramente esce malmenata  è   proprio  la  figura  -
  secondo  me  -  dell'Istituzione  parlamentare,  perché  in  questo
  momento  aleggia  il  dubbio o la convinzione,  ancor  peggio,  che
  determinati   ruoli  vengano  utilizzati  per   giungere   a    dei
  favoritismi  che sono anche squilibrati rispetto al  ruolo,  perché
  sui  giornali  si  parla  del biglietto del concerto,  dell'auto  a
  noleggio
   Ora,  non  posso  credere che siano queste le ipotesi  corruttive,
  perché  mi sembrano tra l'altro di una banalità assurda,  quindi  o
  c'è dell'altro che potrà esse addebitabile all'uno, all'altro, oggi
  c'è  stata,  o  ieri,  la notizia che anche l'assessore  Amata  sia
  coinvolta  in questa inchiesta, oppure tutto si risolverà  con  dei
  capi di imputazione che riguarderanno altre figure.
   Allora,  credo che quest'Aula, dovendo  lavorare a dei disegni  di
  legge  e alle prossime variazioni di bilancio, comunque tutto  vada
  fatto  con  serenità,  ritengo  che si  debbano  affrontare  questi
  appuntamenti con la serenità che è dovuta a un'Aula parlamentare e,
  quindi non voglio fare giri di parole particolari e dico al collega
  Galvagno  che,  da  questo  punto di  vista,  lui  una  riflessione
  comunque  la  deve  fare  sulle prossime  settimane,  su  come,  se
  affrontare  o meno, nel ruolo di Presidente - non sto  parlando  di
  dimissioni, sia chiaro - questo momento.
   Non credo che il Regolamento preveda l'istituto della sospensione,
  che  è stato aleggiato, a meno che non abbiate aggiunto un articolo
  questa  notte di cui non mi sono accorto, però sicuramente  occorre
  trovare un criterio per dare serenità a questi lavori.
   Probabilmente,  questo parte anche dal rivedere la  procedura  con
  cui  affrontiamo gli strumenti finanziari e, quindi, probabilmente,
  quest'Aula  deve  prendere la decisione  anche  di  abbandonare  le
  logiche  del maxiemendamento, deve iniziare a stabilire quali  sono
  le  linee  programmatiche  che  si  vogliono  dare  agli  strumenti
  finanziari e, probabilmente, cominciare a dare un segnale da questo
  punto  di  vista  all'istituzione Parlamento,  perché  diversamente
  sarebbe  troppo semplice anche andare ad inquisire  e  indagare  la
  singola norma, la singola questione, per poi mettere in discussione
  tutto  il  sistema legislativo, e questo non lo possiamo consentire
  perché,   probabilmente,  equivarrebbe  a   rinunciare   al   ruolo
  parlamentare.
   Ci sono le valutazioni di opportunità, presidente Di Paola, perché
  io,  come  Movimento  Cinque  Stelle,  anche  come  Capogruppo  del
  Movimento  Cinque Stelle, sono da due anni e mezzo  che  chiedo  la
  convocazione di un'Aula per trattare la questione See  Sicily,  per
  trattare la questione Cannes, perché avrei voluto discutere con  il
  presidente  Schifani e con l'assessore Amata  di  quelle  che  sono
  state delle vicende che comunque hanno già avuto l'attenzione della
  cronaca,  della  Corte dei Conti e della cronaca giudiziaria  anche
  nazionale.

   PRESIDENTE. Vada alle conclusioni.

   DE LUCA Antonino. Mi trattengo ancora un minuto.
   Però,  di  certo,  delle inopportunità sono  ravvisabili.  Allora,
  probabilmente,  un  cambio di rotta immediato è  richiesto,  perché
  l'unica  differenza  vera che c'è tra noi e  i  cittadini  che  non
  siedono in questo Parlamento, non è di fronte alla Magistratura, ma
  è  nel  rapporto con l'elettorato. Noi abbiamo il dovere di rendere
  conto  e  di mostrarci più sereni possibili, perché se i  cittadini
  non  hanno fiducia in noi, non possono avere fiducia nella politica
  e nelle Istituzioni. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De  Luca.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Micciché. Ne ha facoltà.

   MICCICHÈ.  Grazie,  Presidente. Io stamattina  in  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari ho spiegato come - secondo me  -
  questa giornata d'Aula fosse un po' surreale, perché nessuno di noi
  credo  abbia  il  potere  o il diritto di  dire  se  il  presidente
  Galvagno sia innocente, colpevole, perché non si sa nemmeno di  che
  cosa potrebbe essere innocente o colpevole  Quindi, ritenevo che il
  presidente  Galvagno fosse obbligato, come ha  fatto,  a  venire  a
  riferire  in Aula, a comunicare in Aula quello che gli era successo
  e cioè se ha ricevuto, perché ancora non so cosa abbia ricevuto, se
  avviso  di garanzia o altre cose, non ho idea di niente, non  mi  è
  stato  comunicato,  e da quel momento iniziare, aspettare,  che  la
  giustizia faccia il suo corso, se dovesse succedere qualche cosa di
  diverso ci rivedremo per capire che cosa bisognerà fare.
   Ma  oggi  veramente non capisco se, ammesso che  volessi  fare  il
  teatrino  del processo, non potrei neanche sapere chi è il Pubblico
  Ministero, chi è l'avvocato difensore, chi è il giudicante,  chi  è
  il  popolo che vota, non lo riesco ad individuare, perché non so di
  che  cosa  stiamo  parlando,  non so di  che  cosa  è  accusato  il
  presidente  Galvagno. Vedo che tutti i giorni esce sui giornali  in
  prima pagina, mi mandano tanti articoli quelli dei social, che  per
  fortuna non posso leggere perché non ho neanche un social e  auguro
  a  tutti,  prima  o  poi, di toglierli, perché  vi  garantisco  che
  vivreste  certamente meglio  Ma allora questa giornata -  prendo  a
  prestito quello che ha detto l'onorevole De Luca -  può avere  solo
  un  senso,  se  diamo dei suggerimenti su quello che, fatta  questa
  esperienza dei primi due anni, riteniamo sbagliato e su quello  che
  riteniamo  giusto o su qualche consiglio che possiamo dare.  Io  do
  ragione  all'onorevole  De  Luca, negli anni  precedenti  a  questa
  legislatura,  in  tutti, non soltanto negli ultimi  cinque,  potrei
  averne, come dire, una voglia di parlarne in più degli altri, tutte
  le  finanziarie si facevano, in Commissione  Bilancio , all'aperto,
  tutti potevano partecipare. Io ricordo all'onorevole Cracolici  che
  negli  ultimi  anni  la Commissione  Bilancio   nelle  finanziarie,
  l'esame si svolgeva, in Sala gialla per quanti erano i deputati che
  partecipavano e potevano partecipare tutti, quanto meno  a  sentire
  quello   che   si  diceva,  quindi  qualsiasi  emendamento   aveva,
  ovviamente, un nome e un cognome, si discuteva e se ne dibatteva.
   Se  posso fare, come dire, un mea culpa perché sono stato il primo
  ad  avere accettato in questa legislatura questo sistema, è  quello
  che  se  hai  un  emendamento  e lo  devi  portare,  non  so  dove,
  l'emendamento deve essere valutato in Commissione  Bilancio ,  come
  per  tutte le altre leggi che si fanno in Parlamento e, secondo me,
  questo  può  essere stato oggettivamente un errore, ma che  non  ha
  fatto  Galvagno, che abbiamo fatto tutti, questo vorrei  che  fosse
  chiaro,  perché abbiamo, quanto meno, accettato questo sistema  che
  non è il miglior sistema che c'è.
   Io  al  Presidente Galvagno non solo faccio gli auguri di  potersi
  difendere e liberarsi da questi pesi, perché so che significa avere
  questi  pesi, significa stare male, non dormire, pensare  a  chissà
  che complotti ti stanno facendo dietro le spalle  Per cui spero che
  tu te ne possa uscire al più presto, come io dai miei, e che ci sia
  una  velocità da parte della giustizia, perché non tutti si rendono
  conto di quanto siano pesanti delle accuse, specialmente se uno non
  le sente proprie, come dire, se sono accuse di cui uno non crede di
  doverne rispondere.
   Per  cui  questa giornata parlamentare ritengo che non si  sarebbe
  dovuta   fare,  avremmo  dovuto  aspettare  le  comunicazioni   del
  Presidente Galvagno, si è fatta, per fortuna ognuno di  noi  sta  -
  tranne  Cracolici che ne aveva anche diritto - rispettando i  tempi
  in modo che la possiamo concludere velocemente e, ripeto, non posso
  che  fare  a  Gaetano  Galvagno gli auguri  di  sapersi  dichiarare
  innocente  davanti  a tutto il mondo e a questo Parlamento,  perché
  lui  sta svolgendo in questo momento il ruolo più bello che  esiste
  in Italia, secondo me, Presidente del Parlamento siciliano, e lo si
  deve  fare in maniera limpida, senza potere destare nessun tipo  di
  dubbi a chi ci guarda da casa.
   Ultima  cosa,  e  ho  concluso: non possiamo  fare  un  dibattito,
  onorevole La Vardera, sui collaboratori, non ce l'abbia a male, già
  io  dubito  che  lo  possiamo fare su Galvagno,  si  figuri  se  ci
  mettiamo a fare un dibattito parlamentare sui collaboratori  Ognuno
  risponde di sé stesso, se poi c'è un collaboratore che è disonesto,
  se ne andrà in galera o il suo Assessore lo butterà fuori, ma certo
  non  può essere oggetto di dibattito d'Aula, pure quello che  hanno
  fatto collaboratori o amici di collaboratori dei nostri Assessori.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, complessa  è  la
  giornata  odierna, è complessa per diversi aspetti,  abbiamo  fatto
  una  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  che  non  è
  stata  per nulla semplice, ci siamo dibattuti anche con i  colleghi
  di maggioranza, con i Capigruppo di maggioranza, su come affrontare
  la seduta odierna.
   Presidente Galvagno, rivolgendomi a lei, intanto la ringrazio  per
  la solerzia dopo queste giornate di informazione sui giornali e sui
  media  che sicuramente sono state giornate non belle, giornate  che
  avremmo  anche  potuto  comprendere come non fossero  giornate  che
  accadevano  con l'informazione perché, lo sa, io nella  schiettezza
  su  una  vicenda  di  questo  tipo, è  chiaro,  io  l'ho  detto  in
  Conferenza  dei Capigruppo, il Parlamento siciliano non può  essere
  scambiato per un tribunale  Io ho grande rispetto dei giudici,  dei
  magistrati   e  dei  tribunali  dove  avvengono  i  processi,   chi
  ovviamente  si deve difendere e chi è l'accusato. Qua siamo  in  un
  Parlamento  e  c'è,  però, da affrontare una discussione  politica.
  Lei, nella sua introduzione, Presidente Galvagno, ha detto che  già
  da  qualche mese si sapeva di questa indagine, sappiamo che si sono
  protratti  mesi,  sappiamo che ovviamente...  per  carità,  io  non
  voglio  sostituirmi ed entrare nel merito rispetto  alle  cose  che
  anche  lei,  in  Conferenza  dei Capigruppo,  ha  voluto  esternare
  dicendo  che non è in possesso di tante cose che legge sui giornali
  e  io,  per  carità,  non entro nel merito, però,  oggi  noi  siamo
  chiamati   ad   un   senso  di  responsabilità,  il   senso   delle
  responsabilità   delle   Istituzioni,   le   istituzioni,    perché
  rappresentiamo   tutti,  maggioranza  e  opposizioni,   il   Popolo
  siciliano: e quando, ovviamente, però chi ci legge, legge che tutto
  è nello stesso modo, nell'affrontare allo stesso modo, io da questo
  pulpito,  da Capogruppo del Partito Democratico, devo dire,  avendo
  la  presenza  anche  del Presidente della Regione  e  di  tutto  il
  Governo  che  noi, proprio in queste ore, abbiamo nel  2023,  il  5
  gennaio, proposto una interrogazione, ancora prima l'avevamo  fatta
  nel Governo Musumeci, su un tema che è stato affrontato da qualcuno
  dei  colleghi, da qualcuno che oggi sta uscendo che  è  quello  del
  tema del turismo, Presidente Schifani, ed è un tema di cui, noi, da
  più parti, le avevamo detto di prendersene carico....

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, si rivolga a me.

   CATANZARO. ...prendersene carico.
   Lei,  ricordo,  ha  fatto  un cambio di assessori  per  lo  stesso
  Assessorato  però,  di  fatto, alla fine rimane  sempre  lo  stesso
  partito politico.
   Su  questo,  io  non  voglio  oggi fare demagogia,  attaccando  il
  partito politico di Fratelli d'Italia però è chiaro - e lo dico con
  grande  naturalezza - che queste giornate sono giornate  abbastanza
  particolari,  sono giornate che ci impongono una  riflessione,  una
  riflessione  per  quello che é anche il modo  di  affrontare  nelle
  prossime  giornate  e  nei prossimi mesi  questa  fine  di  Governo
  regionale.
   Io  non  accetto,  e  lo dico ai colleghi, perché  per  quanto  ci
  riguarda  e per quanto mi riguarda non possiamo noi immaginare  che
  siamo  tutti nello stesso calderone; anche noi, nei mesi passati  -
  lo dico al collega De Luca che ha fatto un intervento -  e anche  a
  Micciché  sulla finanziaria -, lo abbiamo detto, in alcuni momenti,
  in  alcune occasioni, quando ci si accingeva a fare la finanziaria,
  che bisognava stare attenti e che bisognava avere molto oculatezza,
  tralasciando  quella  che  era l'idea di  associazioni  o  altro  e
  guardando  - e questo io lo rivendico - gli enti locali,  i  comuni
  dove ovviamente non mi vergogno - ho completato - non mi vergogno a
  dire,  nessun  problema,  noi come Gruppo del  Partito  Democratico
  abbiamo portato avanti degli emendamenti: però, la giornata di oggi
  è  una giornata importante, una giornata che ci deve consentire  di
  fare questo dibattito d'Aula, dobbiamo  capire le prossime giornate
  come saranno. È chiaro che non possiamo emettere noi giudizi fino a
  quando non sappiamo quello che avviene.

   PRESIDENTE. Vada a conclusione, onorevole.

   CATANZARO.  Però,  è ovvio, che come Parlamento  e  come  deputati
  tutti  di  questo  Parlamento dobbiamo anche dare  una  risposta  a
  quelli che sono ogni giorno gli articoli che vedono e che ci vedono
  su tutti sui giornali. Grazie.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE.   Grazie,  Presidente.  Voglio  ringraziare  il   Presidente
  Galvagno,  perché avevo comunicato anche nella chat,  quando  aveva
  espresso il desiderio di riferire in Aula in così poco tempo,  l'ho
  detto  pubblicamente, probabilmente il suggerimento era  quello  di
  soprassedere, aspettare un po' gli eventi.
   E  lo devo altresì ringraziare perché poco fa, nella riunione  dei
  Capigruppo  -  non  so  se lo hanno detto  i  miei  colleghi  -  il
  Presidente Galvagno poteva decidere di riferire in Aula, così  come
  gli era stato chiesto anche informalmente da alcuni colleghi, e  di
  non  aprire  il  dibattito.  Ed è stata,  invece,  una  scelta  del
  presidente Galvagno oltre che riferire, per quello che si  può,  in
  Aula,  circa  gli ultimi avvenimenti e, soprattutto, di  aprire  il
  dibattito  a  maggioranza e opposizione. E  questo  credo  non  sia
  assolutamente  un  atto di incoscienza, ma  è  l'ennesimo  atto  di
  rispetto  nei  confronti  di tutto il Parlamento,  perché  io  sono
  testimone  che,  dall'inizio del mandato del  Presidente  Galvagno,
  l'Ufficio  di Presidenza nelle manovre finanziarie ha sempre  avuto
  un occhio di riguardo più per le opposizioni che per la maggioranza
  e, quindi, davvero un ruolo super partes.
   Il  19  giugno,  subito  dopo le notizie,  assieme  al  segretario
  nazionale Cuffaro, al segretario regionale Cirillo, al sottoscritto
  e  ai Gruppi parlamentari, abbiamo fatto un comunicato stampa che è
  il caso che io ribadisca in Aula. Dicevamo:  integrità, trasparenza
  amministrativa e sensibilità istituzionale sono i capisaldi che sin
  dalla   sua   elezione  alla  Presidenza  dell'Assemblea  regionale
  siciliana  hanno ispirato e caratterizzato l'iniziativa politica  e
  l'azione pubblica del Presidente Galvagno, il quale, siamo  sicuri,
  riuscirà  a  chiarire  ogni aspetto relativo ai  fatti  oggetto  di
  indagine,  allontanando  in  modo  netto  e  inequivocabile   ombre
  inappropriate sulla sua condotta di uomo politico .
   Bene,  Presidente,  oggi  in  Aula noi  confermiamo,  ribadiamo  e
  sottoscriviamo  quelle parole. Il Presidente Galvagno  gode  ancora
  oggi  della  nostra  stima,  della  nostra  fiducia  e  del  nostro
  sostegno.  E  vogliamo  sottolineare,  quando  parliamo   di   uomo
  politico,  che l'uomo - e, oggi, lo ha dimostrato ancora una  volta
  il  Presidente  Galvagno - viene prima del politico. Personalmente,
  conosco  Galvagno come una persona onesta, perbene, scrupolosa.  In
  questo  modo, conosco Galvagno e non può essere uno o più  articoli
  di  giornale  su ipotetici regali per entrare ad un concerto  o  ad
  altro, a farmi cambiare idea o a farci cambiare idea
   Ribadiamo la fiducia e il massimo rispetto della Magistratura,  ma
  riteniamo altresì che una parte della Stampa abbia anche esagerato.
  Una  cosa  è  il  diritto sacrosanto, caro collega La  Vardera,  di
  cronaca.

   PRESIDENTE. Onorevole Pace, si rivolga sempre alla Presidenza.

   PACE.  Un'altra  cosa  è orchestrare un vero  e  proprio  massacro
  mediatico.  Per  questo,  e  noi più  che  altri  ci  ispiriamo  al
  garantismo, noi ci dimentichiamo che il garantismo e la presunzione
  di  innocenza  sono  uno dei pilastri della  nostra  Repubblica  ed
  essere garantisti vuol dire anche altre cose. È dire no alla  gogna
  mediatica,  no  ai processi sui giornali e nemmeno ai  processi  in
  Parlamento.
   Il garantismo è un valore e, come tale, non può essere subordinato
  o  condizionato dalle convenienze. Nessuno di noi conosce le carte,
  ma  per  questo  riteniamo che a giudicare debbano essere  solo  ed
  esclusivamente i giudici.
   E  voglio  ricordare, e chiudo, signor Presidente,  una  frase  di
  Pietro  Nenni che democristiano non era. Diceva: "A fare a  gara  a
  fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura ".
   Pertanto,  Presidente Galvagno, ti auguriamo presto di  dimostrare
  la  tua  innocenza nelle sedi opportune e ti invitiamo a continuare
  nel tuo ruolo istituzionale.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Geraci.  Ne  ha
  facoltà.

   GERACI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sicuramente  ci
  troviamo  di fronte, per quanto ci riguarda, ad una seduta surreale
  come altri colleghi hanno già detto. In questa vicenda, non ci sono
  molte parole da aggiungere rispetto a quelle già dette.
   Ritengo  che  l'unica  cosa  importante  è  che  la  richiesta  di
  convocazione appare del tutto irrituale, poiché certamente  non  si
  può  discutere  in questo Parlamento in ordine alla  sussistenza  o
  meno  di presunti reati ipotizzati in un procedimento penale i  cui
  atti sono riservati.
   Pertanto,  in considerazione che nel nostro ordinamento  giuridico
  vige  il  principio costituzionale della presunzione di  innocenza,
  articolo 27, comma 2, della Costituzione, oltre che del diritto  di
  difesa,  articolo  24  della Costituzione, e  del  giusto  processo
  innanzi  ad  un  giudice terzo ed imparziale,  articolo  111  della
  Costituzione,  e che tali diritti, essendo inviolabili,  potrebbero
  essere lesi se trattati in una sede diversa da quella competente.
   Pertanto, noi come Gruppo Lega non riteniamo opportuno entrare nel
  merito delle notizie apprese dai giornali.
   Siamo  vicini umanamente al nostro Presidente Galvagno e ribadiamo
  la fiducia nell'operato della Magistratura.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha
  facoltà.

   DE  LUCA  Cateno.  Signor Presidente, onorevole  Presidente  della
  Regione,  Presidente  Galvagno, lei ha il diritto  di  rimanere  in
  silenzio.  Qualsiasi  cosa dirà potrà essere utilizzata  contro  di
  lei. Comunque il procedimento farà il suo corso.
   Noi  ancora  siamo  in  una  situazione nella  quale  l'avviso  di
  conclusione delle indagini non risulta essere notificato, quindi, è
  ovvio  che  lei  non  ha  la  disponibilità  delle  carte  che   lo
  riguardano,  a differenza di come erroneamente è stato indicato  da
  qualcuno.
   Veda,  io  stanotte  non  ho dormito, perché  ho  dovuto  guardare
  qualche  titolo  di  giornale,  proprio  in  vista  di  questa  sua
  decisione  e  non  ho dormito perché ho rivissuto il  mio  calvario
  giudiziario che è durato ben 14 anni; mi è venuto in mente come mio
  figlio ha scoperto del mio primo arresto, mi sono tornate in  mente
  tutte  le pietre che mi sono state scagliate dai leader dei partiti
  politici e mi è venuto in mente il processo che abbiamo subito,  io
  e  la  mia famiglia, i titoli e anche quelle che sono spesso  carte
  che  non  erano  nella  mia disponibilità ma erano  pubblicate  sui
  giornali
   Veda,  questa è una fase molto delicata per la quale bisogna avere
  fede e soprattutto anche quella che è la convinzione della funzione
  che si svolge.
   Quando  sono stato assolto, mi sono stati riservati dei  necrologi
  nei  giornali, in un piccolo spazio. Io mi permetto  di  dirle  che
  lei,  oggi, non deve dare conto a questo Parlamento per  un  motivo
  molto semplice e lo ha detto bene nel suo intervento: lei di fronte
  alla  legge  è  un cittadino come gli altri e, quindi,  è  in  quel
  contesto  nel quale lei già ha chiesto di essere sentito  che  deve
  dare conto a chi ha aperto dei procedimenti nei suoi confronti.
   Io   sono   stato   oggetto,   per  anni,   di   pedinamenti,   di
  intercettazioni  e  ho subìto anche la decontestualizzazione  delle
  intercettazioni, sbattute sui giornali e quindi più di  me  nessuno
  le può dire in questo Parlamento cosa significa
   Sto  sempre attento agli sciacalli, gente senza arte né parte  che
  non  è in grado di svolgere la funzione per la quale è stata eletta
  che  approfitta di queste dinamiche per potersi mettere in  mostra,
  perché  non  ha  altre dinamiche per le quali  si  può  mettere  in
  mostra; e ho sempre sfidato chiunque su questo fronte. Ancora, io e
  la mia famiglia, aspettiamo le scuse di tanti leader di partito che
  hanno svolto quel ruolo di sciacallo nel momento in cui io mi  sono
  trovato in quel contesto.
   Concludo,  Presidente,  con  un  invito:  quest'Aula  non  si  può
  trasformare  in un'aula di tribunale e il dibattito politico  e  il
  confronto che riguarda la nostra funzione non può essere avvelenata
  da questi atteggiamenti che minano la democrazia. È un'invasione di
  campo  è  un  mancato rispetto nei confronti della Magistratura  la
  quale  mi ha sottoposto, e concludo, a due arresti, 17 processi  ma
  mi ha assolto
   Quindi, vuol dire, Presidente Galvagno, che comunque alla fine, la
  giustizia giusta arriva ma ci vuole tempo, ci vuole pazienza
   Io mi permetto di dirle umanamente che la terrò presente nelle mie
  preghiere perché questi sono i momenti nei quali l'uomo  e  la  sua
  famiglia,  comunque, ha la necessità di avere fede nel buon  Dio  e
  nella vera giustizia.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino.  Ne  ha
  facoltà.

   PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  Governo,  consiglieri  e deputati, si sa,  conoscono  bene  i  miei
  colleghi,  soprattutto, e anche chi ha partecipato alla Capigruppo,
  del  mio  risentimento  rispetto  a  questo  momento  perché,  come
  dicevano altri miei colleghi, quest'Aula non può essere un'Aula  di
  giustizia
   Non  si comprende il motivo del dibattito, sarebbe bastata la mera
  comunicazione  e ognuno avrebbe fatto le proprie riflessioni  e  le
  proprie  considerazioni, al di là di quelle che sono le  influenze,
  di  quelli  che  sono gli eventuali propositi, dal punto  di  vista
  politico e solo politico.
   Il  Presidente Cracolici, che non vedo più in Aula,  ha  predicato
  bene  -  erano  giuste  le  premesse del suo  intervento  -  ma  ha
  razzolato  male  Ha razzolato male perché il suo intervento  è  poi
  trasceso in un processo mediatico, che lui stesso voleva evitare.
   E  così  anche  il  collega La Vardera, La  Vardera  il  quale  mi
  ricordava   il  buon  Razzi,  il  Presidente  Schifani  sicuramente
  ricorderà  Razzi, il mitico politico. Io direi che  è  quanto  meno
  disinformato, disinformato  Vorrei dire che ignora ciò  che  è  nel
  Codice
   Non   è   assolutamente   vero,  non  è   assolutamente   vero   e
  decontestualizza,  così  come decontestualizza  i  fatti  che  sono
  riportati nella stampa...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Pellegrino, sull'argomento,  non  parliamo
  degli interventi dei colleghi.

   PELLEGRINO. Nella chiarezza non esiste l'interpretazione.
   L'articolo  114 del nostro Codice di procedura penale  recita  "E'
  vietata  la pubblicazione anche parziale, o per riassunto,  con  il
  mezzo  della  stampa  o  con altro mezzo di diffusione  degli  atti
  coperti  dal segreto - ex articolo 329, dico io, del nostro  Codice
  di  procedura penale - o anche solo del loro contenuto ed è vietata
  la  pubblicazione  anche parziale degli atti non  più  coperti  dal
  segreto  istruttorio  fino  a che non siano  concluse  le  indagini
  preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare".
   Sicuramente,  la  sentenza a cui faceva  riferimento,  in  maniera
  disinformata, il nostro collega La Vardera riguardava le  ordinanze
  di  custodia cautelare che poi vengono pubblicate, che vengono date
  a cascata, ma quello è un altro caso
   Qui  l'imputato non può conoscere, l'imputato non può conoscere  e
  avere  conoscenza  degli  atti - se  lui  prima  non  ne  ha  avuto
  conoscenza e non li può apprendere dai giornali
   Lo  dico  come  deputato,  lo  dico  come  componente  dell'Unione
  nazionale delle Camere Penali.
   Il  processo penale mediatico che si sta svolgendo è veramente  un
  circuito  pericoloso,  parallelo al processo penale  ordinario  che
  determina - lo dicevo nella Capigruppo - delle situazioni veramente
  imbarazzanti  per  noi,  per  noi che in  questo  dibattito  stiamo
  svolgendo  proprio un dibattito qualificato, perché  noi  siamo  in
  questo  momento,  il nostro dibattito è qualificato.  Rischiamo  il
  condizionamento  in  questo  momento e di  influenzare  in  maniera
  negativa  o  positiva chi deve giudicare. Non si può in  quest'Aula
  andare a ritenere se una persona è colpevole.
   Chi  sono i giudici? È il popolo, sono i giornalisti. Chi sono gli
  accusatori?  L'opposizione. Chi sono i difensori?  La  maggioranza,
  assolutamente
   In  questo momento non esiste un dibattito che possa prevedere  la
  posizione. E allora, nel mio cinquantennio di ministero forense, io
  ho sempre pensato che al centro di ogni processo esiste la persona,
  esiste  un  soggetto,  un  soggetto con le sue  preoccupazioni,  un
  soggetto con la propria famiglia, un soggetto con le sue necessità,
  un  soggetto  con  le sue sofferenze, un soggetto  con  le  proprie
  speranze, con le proprie speranze
   E  ricordiamocelo, ricordiamocelo al di là delle cicatrici sociali
  indelebili   che  lascia  lo  stigma  sociale  della  colpevolezza,
  ricordiamocelo nei dibattiti fuori dalle aule di giustizia: non c'è
  difesa e non c'è appello

   PRESIDENTE.  L'ultimo intervento. È iscritto a parlare l'onorevole
  Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della  Regione, mi si consenta, preliminarmente, di ringraziare  il
  presidente  Galvagno, l'amico Gaetano, per avere voluto prontamente
  questo  momento comunicativo in Aula di riflessione  collettiva  da
  parte  di  questo Parlamento. Non era scontato ma era  inevitabile,
  secondo  me, per cercare di porre fine, non avverrà già  lo  so,  a
  questo  stillicidio  continuo,  studiato  a  tavolino,  in  cui  le
  notizie, o pseudo tali, si accavallano giorno dopo giorno,  in  cui
  si   fa   ogni   giorno  il  riassunto  delle  puntate  precedenti,
  affastellando   argomenti   che  non  meritano   di   essere   così
  affastellati in questo racconto da buttare ad una opinione pubblica
  sempre  più  famelica di sangue, di cattiveria  nei  confronti  dei
  potenti, tra virgolette.
   Mi  si  consenta di ringraziare il Governo, oggi qui  presente,  a
  partire  dal  suo Presidente. Grazie, presidente Schifani,  la  sua
  presenza oggi in Aula è importante e significativa, io gliene  sono
  personalmente  grato  e il mio Gruppo le è profondamente  grato   E
  ringrazio tutti i colleghi di maggioranza e opposizione presenti in
  Aula, ma consentitemi soprattutto di ringraziare il mio Gruppo  che
  è   presente  in  toto  oggi  in  Aula,  tranne  un'eccezione   che
  comprenderete  bene  giustificata  dall'essere  entrata  anch'essa,
  secondo  me,  in  maniera  assolutamente  spropositata  in   questo
  tritacarne mediatico che viviamo quotidianamente.
   Ringrazio  i  colleghi che sono intervenuti, perché al  di  là  di
  qualche svarione che si poteva anche evitare, il tono del dibattito
  è rimasto sempre entro le righe e non ci si è lasciati andare ad un
  processo mediatico assolutamente ingiustificato.
   Di  che cosa parliamo? Parliamo di una richiesta di proroga  delle
  indagini  che chi vive un po' il mondo dei processi sa che  il  più
  delle  volte  è  un atto dovuto, poi magari viene da chiedermi  una
  richiesta  di proroga delle indagini avvenuta a gennaio, credo,  il
  Presidente Galvagno lo ha affermato in questo senso quando  poi  si
  parla  di  intercettazioni che risalgono a due  anni  prima,  forse
  anche  di  più. C'è qualcosa in questo meccanismo che  non  quadra,
  però  siccome, giustamente, è stato evidenziato che quest'Aula  non
  può  trasformarsi in un giudizio nemmeno di primo grado e  men  che
  meno  di  appello, il prosieguo delle indagini si dovrà  concludere
  con  un  avviso  che  può  preludere a una richiesta  di  rinvio  a
  giudizio  oppure con una richiesta di archiviazione, come tutti  ci
  auguriamo.
   E  mi  veniva  un'altra riflessione:  legge  bavaglio ,  ne  avete
  sentito  parlare?  La  legge bavaglio: e poi  assistiamo  a  queste
  pubblicazioni  abnormi,  a queste intercettazioni  magari  con  una
  ricerca  di cogliere fior da fiore per affastellare un quadro,  che
  poi nella sostanza non ha magari nessun fondamento giuridico, altro
  che legge bavaglio  L'unico bavaglio qual è  Che abbiamo instaurato
  una  specie di battaglia navale del 2025, abbiamo l'indagato  o  il
  non   indagato  D6  o  A4,  è  questa  la  legge  bavaglio  di  cui
  l'opposizione tanto parla?
   Questo è un problema che riguarda tutti, è un problema di civiltà,
  non  è  un problema di destra, di sinistra, ve lo dice una  persona
  che esercita la professione di avvocato da 46 anni
   Guardate  che  la  tutela  dei  diritti,  la  tutela  vera   della
  presunzione di innocenza, non quella così conclamata sui  giornali,
  è un qualcosa che chi non la vive sulla propria pelle o chi non è a
  contatto giorno dopo giorno con questo mondo non può capire
   Allora,  Presidente  Galvagno, io  la  ringrazio  per  questo  suo
  atteggiamento, per questo suo senso di responsabilità che ha  avuto
  non solo nel dire al Parlamento quelle poche cose di cui lei stesso
  ha  notizia  ma  soprattutto anche, io non sono d'accordo  con  gli
  altri,  per  aver  permesso che ciascun Gruppo  formulasse  il  suo
  intervento.
   Le  posso dire grazie, Presidente, le posso dire che il mio non  è
  un  intervento dovuto solo all'affetto e alla stima che proclamo in
  questo momento assolutamente immutata nei suoi confronti e nel  suo
  operato  ma  è  un  intervento  dovuto  per  richiamare  tutto   il
  Parlamento a una assunzione di responsabilità.
   Noi non possiamo cadere nel circo mediatico e buttare in pasto  il
  Presidente  e  tutti  noi e tutte le istituzioni  di  una  opinione
  pubblica che è sempre più affamata, quasi in maniera belluina,  del
  colpevole di turno.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. Non ci sono più iscritti  a
  parlare. Chiedo al Presidente Galvagno se vuole fare le conclusioni
  finali.

                  Presidenza del Presidente Galvagno

   PRESIDENTE.  Colleghi,  io non ho molto da aggiungere,  così  come
  avevo  anticipato  in premessa, però in maniera molto  sentita,  ci
  tengo  a  ringraziare  veramente tutti i deputati  che  oggi  hanno
  voluto partecipare a questa seduta e sono voluti intervenire: e  li
  ringrazio,  anche  perché non è scontato,  specialmente  quando  si
  riveste  il posto dell'opposizione, non è scontato che  ci  sia  un
  riconoscimento  della disponibilità data da questa  Presidenza  nel
  voler  affrontare l'argomento e quindi vi ringrazio perché  neanche
  me lo aspettavo.
   Ringrazio  tutte le persone che sono intervenute  e  ringrazio  il
  Presidente della Regione che ha voluto partecipare a questa  seduta
  e, per me, la sua presenza è certamente significativa.
   Ora,  chiaramente, immaginate comunque l'emozione,  è  un'emozione
  forte  quella che ho dentro di me, ma che comunque mi  deve  tenere
  sempre a bada da qualsiasi genere di affermazione in questo momento
  io volessi in qualche modo esternare.
   L'Assemblea  regionale siciliana deve comunque andare  avanti,  io
  adesso  richiederò  al Presidente Di Paola di  poter  continuare  i
  lavori,  perché  nella seduta di oggi ci sono altri atti  ispettivi
  che   devono  essere  sottoposti  sia  al  Governo  e  ai  colleghi
  parlamentari, pertanto non so neanche se sospendere l'Aula, se  c'è
  l'onorevole  Di  Paola  nelle vicinanze,  io  passo  la  Presidenza
  all'onorevole  Di  Paola  e ringrazio tutti  i  colleghi  per  aver
  partecipato alla seduta di oggi. Grazie.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

   PRESIDENTE. Colleghi, un attimo onorevole Chinnici, ora le  do  la
  parola;  l'Assessore all'istruzione e alla formazione professionale
  è  in Aula e adesso inizieremo. L'assessore chiede cinque minuti di
  sospensione per fare arrivare le risposte.
   Onorevole Chinnici, prego.

   CHINNICI. Devo approfittare, visto che c'è il Presidente  Schifani
  in   Aula,   se  voleva  dirci  qualcosa  anche  lui  riguardo   la
  questione...

   PRESIDENTE. Non era previsto, Onorevole Chinnici.

   CHINNICI.  Capisco che non era previsto, però visto che è  venuto,
  noi  abbiamo  apprezzato la sua presenza,  ci  aspettavamo  che  ne
  parlasse...

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.42, è ripresa alle ore 16.08)

   La seduta è ripresa.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
  interno, di interrogazioni
      e di interpellanze della Rubrica:  Istruzione e formazione
                            professionale

   PRESIDENTE.  Allora,  onorevoli colleghi, si  passa  al  II  punto
  dell'ordine   del   giorno   che  reca:   Svolgimento,   ai   sensi
  dell'articolo   159,   comma  3,  del   Regolamento   interno,   di
  interrogazioni   e  interpellanze  della  Rubrica   "Istruzione   e
  formazione professionale".
   L'Assessore è presente in Aula.


                        Sull'ordine dei lavori

   BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Le concedo qualche  minuto,  così  da
  passare poi allo svolgimento della Rubrica.

   BURTONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  questione  è
  abbastanza  importante  perché  noi  la  settimana  scorsa  abbiamo
  avviato  il  dibattito sul precariato nell'ambito dei  consorzi  di
  bonifica.
   Speriamo  che  man  mano che andrà avanti la  modifica  di  questo
  settore,  ci  possa essere una risposta ai lavoratori che  da  anni
  aspettano di potere essere normalizzati.
   Però,  accanto  a  questi lavoratori, c'è anche un  altro  settore
  sempre  legato  all'ambiente,  all'agricoltura  ed  è  quello   dei
  lavoratori della Forestale.
   L'anno  scorso è stato fatto un atto importante: quello di passare
  i  settantottisti  in centunisti, quest'anno, ancora,  quest'azione
  non è stata portata avanti, debbo dire che avremmo voluto che fosse
  stata  posta  la  condizione per questo ampliamento delle  giornate
  lavorative, così come speriamo che i centunisti possano  avere  più
  giornate lavorative e diventino centocinquantunisti.
   Perché   diciamo  questo?  Perché  i  forestali  fanno  un  lavoro
  straordinario, non soltanto per la protezione dei nostri  demani  -
  noi  abbiamo  tante  aree  che sono state  nel  tempo  poste  nelle
  condizioni  di  crescere  dal punto di  vista  della  forestazione,
  grazie  all'attività di questi lavoratori -, però, la Forestale  ha
  fatto  anche  un'opera significativa di servizi ai  comuni.  Quando
  sono stato eletto sindaco del comune di Militello ho stipulato  una
  convenzione  con la Forestale per avere la presenza dei  lavoratori
  forestali e per poter gestire bene il verde, perché le nostre  aree
  sono  circondate da sterpaglie; spesso, nei nostri  comuni,  quindi
  abbiamo bisogno di promuovere un'azione anche di prevenzione  degli
  incendi  che, purtroppo, in questa fase, con l'aumento del  calore,
  ma soprattutto dei vandali, dei delinquenti che appiccano il fuoco,
  la presenza dei lavoratori è indubbiamente significativa, così come
  è  significativa per l'abbellimento delle nostre città, la cura che
  hanno i forestali del verde, negli anni scorsi hanno lavorato molto
  e hanno avuto l'apprezzamento dei cittadini.
   Quest'anno, Presidente, è accaduto qualcosa che non siamo riusciti
  ad  interpretare. Stavano lavorando alcuni lavoratori,  senonché  è
  arrivata una chiamata, non formale, con lettera, in cui hanno detto
  i  lavoratori  che sono presenti nei comuni debbono  rientrare  nei
  demani.
   Ora, Presidente, abbiamo delle convenzioni, la Forestale non ci fa
  un regalo, non è una concessione del Governo regionale o di qualche
  burocrate, è una convenzione e le convenzioni vanno rispettate; tra
  l'altro,  Presidente, mi si dice che qualche comune  ancora  ha  la
  presenza di alcuni lavoratori forestali.
   Io,  nulla  da  dover censurare da questo punto di  vista,  tranne
  questa  differenza  di trattamento. Intervengo,  però,  Presidente,
  senza voler polemizzare, senza voler sottolineare qualche beneficio
  di  qualche altro comune che ancora riesce ad avere la presenza dei
  forestali  nel  proprio territorio, intervengo,  Presidente,  e  le
  chiedo  di  fare  avere  questa nostra  valutazione,  come  Partito
  Democratico  innanzitutto, affinché l'Assessore si  adoperi  subito
  per ripristinare un rapporto di lealtà con i comuni.
   I comuni hanno bisogno della presenza dei forestali, hanno bisogno
  per  curare  il  verde  e  per  fare un'opera  antincendio,  quindi
  invitiamo  il  Governo o qualcuno che opera per conto del  Governo,
  qualche  direttore, ad attivarsi affinché si ripristini la legalità
  anche in questo settore.
   Quindi,   Presidente,  la  prego  di  informare  il  Governo,   in
  particolare  l'Assessorato all'agricoltura ma anche la  Presidenza,
  perché  eventualmente andremo avanti, non solo con atti  ispettivi,
  ma  anche  con  atti dimostrativi in Assemblea perché non  possiamo
  accettare questo abuso.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.

   professionale

   Riprende il seguito dello svolgimento ai sensi dell'articolo 159,
       comma 3, del Regolamento interno, di interrogazioni e di
                             interpellanze
         della Rubrica  Istruzione e formazione professionale

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  1529   Intendimenti
  circa   la  questione  degli  idonei  non  vincitori  del  concorso
  ordinario PNRR 2023/2024 bandito con DDG 2575 del 6 dicembre 2023 ,
  a  firma  degli  onorevoli Giambona ed altri.  La  trasformiamo  in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1530  Iniziative per arginare  le
  disparità di trattamento determinatesi tra i vincitori del concorso
  ordinario PNRR 2023/2024 bandito con DDG 2575 del 6 dicembre 2023 ,
  a  firma  degli  onorevoli  Giambona ed  altri.  Anche  questa,  la
  trasformiamo in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1658 "Chiarimenti  in  merito  ai
  disservizi   relativi   allo   svolgimento   di   alcune    lezioni
  universitarie  nel quartiere Brancaccio", a firma  degli  onorevoli
  Giambona  ed  altri. Anche questa la trasformiamo in interrogazione
  con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1668 "Chiarimenti sulla questione
  della revoca dei fondi destinati all'edilizia scolastica nel Comune
  di Palermo", a firma degli onorevoli Giambona ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  In risposta all'interrogazione parlamentare n. 1668, dell'onorevole
  Mario  Giambona,  avente  ad oggetto "Chiarimenti  sulla  questione
  della revoca dei fondi destinati all'edilizia scolastica nel Comune
  di  Palermo",  sulla  scorta delle informazioni all'uopo  pervenute
  dall'Ufficio speciale per l'edilizia scolastica universitaria e per
  lo  stralcio  degli interventi a valere sul PROF e  OIF  si  espone
  quanto segue:
   la  legge  n. 23 del 1996 attribuisce ai comuni la competenza  per
  gli  edifici  scolastici e il diritto allo  studio  per  la  scuola
  dell'infanzia,  primaria,  secondaria di  primo  grado,  mentre  le
  province hanno competenza per gli istituti di istruzione secondaria
  di secondo grado.
   In  particolare  l'articolo  3,  comma  1,  della  suddetta  legge
  statuisce che  in attuazione dell'articolo 14, comma 1, lettera  i)
  della  legge  n. 142 del 1990, provvedono alla realizzazione,  alla
  fornitura  e  alla  manutenzione ordinaria  e  straordinaria  degli
  edifici:
   a)  i  comuni,  per  quelli  da  destinare  alle  scuole  materne,
  elementari e medie;
   b) le province per quelli da destinare a sede di istituti e scuole
  di  istruzione secondaria superiore, compresi licei artistici,  gli
  istituti  d'arte,  i  conservatori di  musica,  le  accademie,  gli
  istituti superiori per le industrie artistiche nonché i convitti  e
  le istituzioni educative e statali. .
   Ciò    premesso,    si   riferisce   che   i   progetti    oggetto
  dell'interrogazione, finanziati originariamente a  valere  sul  FSC
  2007/2013  rispettivamente nel costo pari a  24.042.125,00  per  il
  polo  Area  nord,  destinato  all'accoglienza  dei  705  alunni,  e
  22.731.000  per il polo Area sud destinato all'accoglienza  ai  715
  alunni,  risultano  entrambi  censiti  sulla  piattaforma  Caronte,
  codici 34010 e 34035.
   Ora,   le  due  operazioni  risultano  definanziate  sulla   fonte
  originaria    per    il   mancato   rispetto   del    conseguimento
  dell'obbligazione  giuridicamente  vincolante  entro  la   scadenza
  inderogabile del 31 dicembre 2022.
   Gli uffici dell'Assessorato sono in possesso delle schede relative
  alla  richiesta del Comune per l'imputazione dei suddetti  progetti
  sul  PO  FESR 2014/2020. Tuttavia, tale richiesta non poteva  avere
  riscontro positivo per l'impossibilità di utilizzare funzionalmente
  le  operazioni entro la data del 30 giugno 2026, così come previsto
  regolarmente dai fondi europei.
   Al  fine di reperire adeguata copertura agli interventi in  esame,
  con  nota  n.  3491  del  30  aprile 2025,  è  stata  inoltrata  al
  Dipartimento  alla  programmazione, nella qualità  di  autorità  di
  gestione dei fondi per le politiche di coesione, apposita richiesta
  di  inserimento  sul  ciclo  programmatorio,  anche  attraverso  la
  presentazione   da   parte  del  comune  degli   appositi   stralci
  funzionali.
   Ciò   posto,   la  valutazione  di  compatibilità  finanziaria   e
  procedurale  circa  il  progetto dell'iter è  tuttora  in  fase  di
  approfondimento e istruttoria.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Giambona   per  dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della   risposta
  dell'Assessore.

   GIAMBONA. Presidente, onorevoli colleghi, assessore Turano, questa
  mia  interrogazione,  sentita  la sua risposta,  era  assolutamente
  fondata.
   Da quello che se ne evince, purtroppo il pregiudizio nei confronti
  degli  studenti siciliani e del sistema di istruzione della  nostra
  Regione  è stato pregiudicato dalla mancanza di pianificazione,  di
  progettazione  e  anche di esecuzione di due importanti  interventi
  che dovevano insistere nel comune di Palermo.
   Come  Ella sa, siamo particolarmente attenti a quelle che sono  le
  esigenze  del  mondo  della  scuola e delle  nostre  infrastrutture
  scolastiche   che   necessitano   di   un'importante   azione    di
  ammodernamento.
   Noi  abbiamo scuole in Sicilia, Assessore, che risalgono agli anni
  Cinquanta,  agli  anni  Sessanta,  agli  anni  Settanta  che  hanno
  notevoli  e  importanti  problemi dal punto di  vista  strutturale,
  molto  spesso sono carenti delle barriere architettoniche  disposte
  dalla  normativa  vigente, ci sono aule  e  locali  angusti,  molto
  spesso  mancano i locali mensa per non parlare poi delle  palestre.
  Molti, tantissimi, troppi studenti siciliani, fanno lezioni  e  non
  hanno  possibilità  di  fare l'educazione fisica,  oppure  di  fare
  attività  extra scolastica, quella stessa attività extra scolastica
  che oggi è finanziata con milioni e milioni di euro dei fondi extra
  regionali  o anche dei fondi regionali, per cui riteniamo  che  una
  delle  azioni come quella di riqualificare le nostre infrastrutture
  scolastiche per dare nella disponibilità dei nostri studenti luoghi
  in  cui poter svolgere le elezioni che siano adeguati, per noi deve
  essere una priorità.
   La  conferma che lei mi dice che su Palermo siano state perse  due
  opportunità  importanti  che prevedevano due  poli  didattici,  uno
  nella  zona  nord  e  uno  nella zona sud della  nostra  città  per
  complessivi  14,5  milioni  di euro per  uno  e  16,5  milioni  per
  l'altro,   credo  che  sia  qualcosa  di  assolutamente   inaudito.
  Assessore è assolutamente inaudito

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  La colpa non è imputabile all'Amministrazione regionale.

   GIAMBONA.   Lei  mi  dice che non è imputabile  al  ruolo  suo  di
  Assessore, ma ricordo a me stesso e ricordo anche a lei - e il sito
  istituzionale  dell'Assessorato all'istruzione viene  in  aiuto  ad
  entrambi  - che la Regione siciliana deve fare azione di controllo,
  azione di monitoraggio oltre che azione di pianificazione politica,
  per  cui  quando  ci  sono di queste anomalie così  importanti  che
  arrecano pregiudizio alla comunità siciliana, lei si deve,  insieme
  al   suo  Assessorato,  sostituire  a  quelli  che  sono  i  Comuni
  inadempienti da questo punto di vista.
   È ovvio che il comune di Palermo abbia delle enormi responsabilità
  a  non  avere ottemperato a quelle che sono le tempistiche previste
  nella  realizzazione  di queste opere e infrastrutture  scolastiche
  ma,  purtroppo, dobbiamo cogliere il dato politico che oramai è una
  costante sull'utilizzo di tutti i fondi extraregionali che sono  in
  capo alla Regione siciliana.
   Allora  mi  auguro, Assessore, e concludo, per come lei  ha  detto
  nelle  sue  conclusioni, che di qui in avanti ci sia la possibilità
  di   recuperare  anche  attraverso  altre  forme  di  finanziamento
  extraregionale  per  dare  la  possibilità  alla  nostra   comunità
  scolastica siciliana di avere, almeno per la provincia di  Palermo,
  almeno per il comune di Palermo, due importanti poli scolastici che
  siano all'altezza del tempo in cui noi stiamo vivendo. Grazie.

   PRESIDENTE.    L'onorevole   Giambona,   quindi,    si    dichiara
  insoddisfatto.
   Si  passa all'interrogazione n. 1685 "Notizie urgenti in ordine ai
  disservizi   e  alle  carenze  infrastrutturali  presso   il   Polo
  universitario di Agrigento e sulle problematiche legate ai  servizi
  per  gli  studenti", a firma dell'onorevole La Vardera. La  stessa,
  s'intende  trasformata in interrogazione con richiesta di  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1778 "Interventi in  ordine  alla
  rinuncia  da parte del Comune di Palermo ai finanziamenti PNRR  per
  la  costruzione di asili nido", a firma degli onorevoli Giambona ed
  altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  In  risposta  all'interrogazione n.  1778  dell'onorevole  Giambona
  avente ad oggetto "Interventi in ordine alla rinuncia da parte  del
  Comune di Palermo ai finanziamenti PNRR per la costruzione di asili
  nido",  sulla  scorta  delle  informazioni  pervenute  dall'ufficio
  preposto si significa quanto segue.
   Questa  amministrazione ha avuto conoscenza  della  notizia  sulla
  rinuncia  tramite gli organi di stampa, atteso che le  risorse  del
  PNRR  sono  di  norma attribuite direttamente agli Enti  locali  e,
  pertanto, non transitano dal bilancio della Regione.
   Ora, tenuto conto che la specifica materia degli asili nido, anche
  per  quanto  riguarda le risorse finanziarie apposte  nel  bilancio
  della  Regione  è ascritta alle dirette competenze dell'Assessorato
  per  la famiglia, le politiche sociali, e il lavoro, gli uffici  di
  questo  Assessorato hanno rivolto un espresso invito al  Comune  di
  Palermo   affinché   lo  stesso  si  rivolga   al   suddetto   ramo
  dell'Amministrazione   per  essere  supportato   e   per   ottenere
  informazioni  ed  ove  occorra chiarimenti  anche  in  ordine  alla
  possibile  attuazione delle misure complementari di protezione  e/o
  di imputazione degli interventi.
   Abbiamo   letto  sulla  stampa  che  hanno  rinunciato  a   questi
  interventi  e  li stiamo sollecitando, l'amministrazione  in  senso
  lato,  a  cercare di capire il perché di questa decisione e offrire
  il nostro, come dire, collaborativo supporto.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Giambona   per  dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della   risposta
  dell'Assessore.

   GIAMBONA. Io annuncio la mia insoddisfazione rispetto a quella che
  è  la  risposta alla mia interrogazione nella quale chiedevo  quali
  fossero le ragioni per cui la Città di Palermo ha così platealmente
  rinunciato a 7,7 milioni di euro, dicasi 7,7 milioni di  euro,  per
  la costruzione di asili nido.
   È  qualcosa di assolutamente inqualificabile in una Terra come  la
  nostra   che  ha  bisogno  di  sistemi  importanti  per   garantire
  l'obiettivo della tutela del sistema complessivo zero-sei anni  per
  i  più piccoli, abbiamo l'incidenza più bassa a livello italiano di
  asili nido nella nostra Sicilia e apprendiamo la notizia e la  cosa
  che mi preoccupa ulteriormente è che pure l'Assessorato è venuto  a
  conoscenza  di  questa notizia attraverso i mezzi di  stampa  e  di
  cronaca.
   È  evidente, quindi, che non c'è una regia che permette, per  così
  dire,  di  governare  questo  processo  sulla  gestione  dei  fondi
  extraregionali,   non  c'è  nessuno  che  controlli   e   solamente
  attraverso  fonti  giornalistiche  riusciamo  a  scoprire  come  si
  perdono  queste  importanti  risorse:  7,7  milioni  di  euro   che
  sarebbero serviti per creare nuovi asili nido a Palermo.
   E  allora questo apre un'altra questione, assessore Turano. Vero è
  che  lei  mi  dirà che non c'è la responsabilità da parte  del  suo
  Assessorato,   ma  ritorno  nuovamente  sulla  questione   che   ho
  rappresentato  in  una  mia interrogazione precedente,  voi  dovete
  intervenire e sostituitevi...

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Datemi le competenze per legge che io le assolvo.

   GIAMBONA.   quando  ci  sono  amministrazioni  comunali  che  sono
  inadempienti,  portate  avanti delle cabine  di  regia,  monitorate
  quello che stanno facendo i comuni affinché si possa effettivamente
  traguardare l'utilizzo di queste risorse.
   Aggiungo solo una cosa, giorno 18 giugno il Parlamento europeo  ha
  approvato una risoluzione che prevede la possibilità di posticipare
  la  scadenza  di  18  mesi per l'esecuzione dei  lavori  del  Piano
  nazionale di ripresa e resilienza.
   Il  commissario Fitto si è dichiarato contrario a questa eventuale
  proroga, una proroga che creerebbe enorme danno alla Sicilia,  alle
  comunità  tutte  e  anche alle scuole, per cui la  invito  a  farsi
  interprete  di  questa necessità attraverso il presidente  Schifani
  affinché  questa  risoluzione, che prevede la  possibilità  di  una
  proroga,  diventi  realtà  e  dia la possibilità  alla  Sicilia  di
  traguardare queste opere che, nell'ambito dell'edilizia  scolastica
  per  dare la possibilità di creare asili nido alle nostre comunità,
  è assolutamente fondamentale. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Giambona  che  si  dichiara   non
  soddisfatto.
   Colleghi, abbiamo concluso con lo svolgimento di interrogazioni  e
  interpellanze della Rubrica istruzione e formazione professionale.
   Per  la  seduta  di  domani  2 luglio  2025,  leggo  la  nota  che
  l'assessore Barbagallo ha fatto pervenire all'Assemblea  regionale:
  "Con rammarico sono a significare l'impossibilità di assicurare  la
  mia  presenza  per la seduta d'Aula in programma  per  mercoledì  2
  luglio  2025,  limitatamente alla sola giornata  in  questione,  in
  relazione alla prevista trattazione di atti ispettivi. Sono  perciò
  a  chiedere di volere eventualmente riprogrammare per altra  seduta
  il punto in questione".
   Pertanto,  colleghi,  la  Rubrica  atti  ispettivi  che   riguarda
  l'assessore  Barbagallo verrà riprogrammata successivamente.  Prima
  di   riconvocare   l'Aula,  ci  sono  due   interventi   ai   sensi
  dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno.
   Prego, onorevole Schillaci.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   SCHILLACI.  Grazie Presidente, approfitto della presenza  in  Aula
  dell'assessore Turano, Assessore, un attimo di attenzione

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, gli interventi vanno rivolti alla
  Presidenza.

   CRACOLICI. Oggi lei è troppo egocentrico

   SCHILLACI. Scusi, intervengo, Presidente, su una vicenda  che  sta
  destando non poche preoccupazioni.
   Con  un  D.P.C.M.  di giugno 2025, è stato introdotta,  a  livello
  nazionale,   una   nuova  figura  professionale   che   si   chiama
  "L'assistente infermiere",  è una figura professionale  che  è  una
  via  di  mezzo tra un O.S.S.  e un infermiere, sappiamo le esigenze
  del  sistema sanitario che è carente di figure professionali ma noi
  siamo   alquanto  preoccupati;  la  preoccupazione   ci   è   stata
  evidenziata  anche  dall'Associazione  nazionale  degli  OO.SS.SS.,
  perché  queste  altre figure stanno  prendendo  piede,  soprattutto
  attraverso l'istituzionalizzazione di corsi di formazione  fatti  a
  livello regionale senza avere, l'Assessorato, previste delle  linee
  guida  che  siano  improntate ai criteri  non  solo  nazionali,  ma
  soprattutto,  seguono  le direttive europee:  ed  io,  quando  dico
  questo, mi riferisco non solo alla gestione, all'organizzazione dei
  corsi,  soprattutto  in  termini di qualità  e  di  quantità  della
  formazione.
   Per questo, Assessore, le chiedo, avendo accolto le preoccupazioni
  dell'associazione M.I.G.E.P. che  è l'associazione degli OO.SS.SS.,
  di  verificare perché già sono partite le pubblicità da parte degli
  enti  di  formazione per la realizzazione di questi corsi,  quindi,
  per  questo  motivo  le  annuncio che ho  fatto  una  richiesta  di
  audizione urgente in V Commissione, in collaborazione con la VI, in
  condivisione,  proprio per sopperire. Ciò perché,  caro  Assessore,
  non  è  la  prima volta che la Sicilia si trova ad organizzare  dei
  corsi  di  formazione  che sono abilitanti  di  determinate  figure
  professionali o di qualifiche che poi non vengono riconosciute  nel
  resto  d'Italia  perché non sono organizzati  e  realizzati  questi
  corsi  di  formazione in maniera adeguata, quindi è alto l'allarme.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Schillaci.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.   Grazie,   Presidente,  grazie   colleghi,   Assessore,
  approfitto  della sua presenza, lei sa quanto mi stia  a  cuore  il
  problema scuola, essendo io un pediatra ed essendo a conoscenza  di
  quello  che sta accadendo ai nostri ragazzi, nei nostri  giovani  e
  quando  parliamo  di  benessere,  Assessore,  dobbiamo  pensare  al
  benessere  non  solo  fisico ma, soprattutto,  al  benessere  anche
  mentale.
   Lei  conosce  bene  la situazione di Siracusa,  la  conosce  bene,
  perché  è  l'unica  città,  l'unica  provincia  in  cui  il  libero
  Consorzio è stato in dissesto ed è ancora in dissesto.
   Questo  ha  impedito  al libero Consorzio di poter  operare  sulle
  scuole  con gravi deficit strutturali. Assessore, la mia richiesta,
  è  un'attenzione particolare e interverrò su questo  problema  ogni
  settimana,  ogni mese, in questo Parlamento, sarò qui a cercare  di
  ottenere per i nostri ragazzi il meglio per la loro salute, per  la
  loro  incolumità, per la loro salute fisica e mentale e  le  chiedo
  una  cosa  in particolare, sono a conoscenza, mi dicono i genitori,
  che  tantissimi bambini, anche quelli più piccoli, spesso fanno  la
  ricreazione   seduti  nel  proprio  banco   Questa   è   una   cosa
  estremamente grave, mettere un bambino dalla mattina fino alla fine
  delle ore scolastiche senza che possa alzarsi dal proprio banco,  è
  qualcosa di veramente inascoltabile e inaccettabile  Non solo,  lei
  sa  meglio di me che moltissime scuole non hanno spazi per  questo,
  né  spazi  per  attività fisica, l'attività fisica,  lo  sport,  le
  palestre  scolastiche sono un momento indifferibile per la crescita
  di questi ragazzi.
   Quindi,  Assessore, glielo chiedo ancora per l'ennesima volta,  mi
  guardi  negli  occhi  Assessore, mi deve guardare  veramente  negli
  occhi, perché è importante. Tutte le scuole, tutti i ragazzi devono
  avere diritto allo sport, agli spazi vitali per poter utilizzare il
  tempo  di  ricreazione. I nostri figli sono la cosa più  importante
  che abbiamo e salvaguardare la loro salute fisica e mentale per noi
  è fondamentale.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Burtone, però era intervenuto prima,  e  non
  era proprio sull'ordine dei lavori.

   BURTONE. Sarò brevissimo.

   PRESIDENTE.  Se  è  breve, onorevole Burtone, perché  l'intervento
  precedente non era sull'ordine dei lavori.

   BURTONE.  Signor Presidente, intervengo perché un mese  fa  circa,
  noi  abbiamo  posto da questo banco la questione  relativa  ad  una
  proposta  del  Commissario del porto di Catania  di  realizzare  un
  insediamento, una trasformazione della parte significativa,  quella
  più  vicina  alla città, quella della scogliera d'Armisi,  con  una
  cementificazione  che  abbiamo  ritenuto  assolutamente  sbagliata.
  Sbagliata perché quell'area marina è prossima alla città, una parte
  della  città  che presenta anche alcuni elementi significativi  dal
  punto di vista urbanistico.
   C'è   stata  una  mobilitazione  importante  da  parte  del  mondo
  dell'associazionismo, giovani, donne che hanno evidenziato l'errore
  che  qualcuno vorrebbe fare. C'è la necessità di fare una parte del
  porto  dedicata  al  turismo,  ma  si  scelga  allora  di  spostare
  l'attuale  parte commerciale ad Augusta e quella che è  attualmente
  utilizzata  per il commercio, la si passi come area  turistica,  ma
  mettere ulteriore cemento nella parte significativa del porto,  che
  è  proprio  vicinissima alla città, significherebbe  veramente  uno
  stravolgimento  dell'habitat marino ma anche  dal  punto  di  vista
  della presenza impropria di cemento in quell'area così suggestiva.
   Quindi,  Presidente,  io  le dico che noi  siamo  rimasti  un  po'
  sorpresi dal fatto che l'Assessorato all'ambiente non si sia mosso.
   Sappiamo  che c'è stata una Valutazione di impatto ambientale  del
  Ministero,  così  in maniera del tutto indiretta l'abbiamo  saputo,
  così  come  si dice che pare che la Regione abbia dato  il  proprio
  parere positivo; il Comune di Catania, insensibile alle indicazioni
  che  sono  venute  dalla città, è andato avanti.  Noi,  Presidente,
  chiediamo  all'Assessorato all'ambiente di  muoversi,  noi  abbiamo
  ricordi di un Assessorato all'ambiente che non aspettava, se  aveva
  qualche  segnalazione  diretta, soprattutto  dall'Aula,  muoveva  i
  propri  atti  ispettivi per cercare di capire e  poi  di  decidere,
  sempre  in  difesa dell'ambiente. In questa occasione, non  abbiamo
  visto  questa  attività, ecco perché interveniamo  per  richiedere,
  ripeto,   all'Assessore  di  muoversi,  di  fare  l'assessore   per
  l'ambiente, non alla devastazione dell'ambiente.

   PRESIDENTE. Io avevo l'ultimo intervento dell'onorevole Giambona e
  poi la faccio intervenire alla fine, Assessore. L'ultimo intervento
  ex  articolo 83 e poi, se l'Assessore vuole intervenire alla  fine,
  le do la parola.
   Ha la facoltà di parlare l'onorevole Giambona.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, prima di fare  il  mio  intervento,
  intanto la ringrazio per avermi concesso la parola, ho capito  male
  o domani non c'è Aula, me lo conferma?

   PRESIDENTE.  Sì,  onorevole Giambona,  non  ci  sarà  Aula  perché
  l'Assessore è impossibilitato ad essere presente in Aula; ho  letto
  la comunicazione e, quindi, verrà riprogrammata l'Aula per gli atti
  ispettivi sulla Rubrica Agricoltura e rinvieremo, quindi, l'Aula  a
  martedì.

   CRACOLICI. Mi suggeriscono che domani si farà un ripasso e non  ci
  saranno interrogazioni

   GIAMBONA.   Presidente,  avevo  ben  intuito  quali   fossero   le
  intenzioni  e  per  come  mi suggeriscono i  colleghi  del  Partito
  Democratico, probabilmente, abbiamo bisogno di fare un  ripasso  di
  quello   che  è  stato  fatto  fino  a  questo  momento  da  questo
  Parlamento, a dire la verità ben poco.
   Io  credo  che sia qualcosa di inqualificabile dire ai  siciliani,
  che  ci  stanno seguendo, che i lavori d'Aula di questo Parlamento,
  dei  settanta parlamentari siciliani, del Governo, ecco, si ridurrà
  questa settimana ad un giorno solamente, alla giornata di oggi
   Domani  mancherà  l'Assessore  per l'agricoltura,  ma  si  sarebbe
  tranquillamente potuto programmare dell'altro, una Rubrica diversa,
  oppure continuare con i lavori che già prevedono i disegni di legge
  che  sono  incardinati, quello dei consorzi  di  bonifica,  se  per
  esempio lo riteniamo essere una priorità, oppure parlare di  quello
  che noi abbiamo chiesto a più riprese come Partito Democratico,  di
  un'Aula dedicata alla sanità siciliana.
   Presidente dell'Assemblea, lei è stato fino a un paio di settimane
  fa  a  partecipare ad un corteo nel quale ha denunciato le mancanze
  importanti nella garanzia del diritto alla salute dei siciliani.  È
  da  mesi  che  chiediamo  di intervenire, perché  purtroppo,  sulla
  tematica delle liste d'attesa, non riusciamo più a venirne a  capo,
  perché   mancano   i   medici,  mancano  gli  infermieri,   mancano
  addirittura  i medici di medicina generale, e noi questa  settimana
  non faremo Aula?
   Ci sono i precari della Regione che attendono risposte, perché non
  riescono a sbarcare il lunario con 900 euro al mese e vogliono  che
  vengano  aumentate  le  ore.  I  comuni  che  sono  in  dissesto  e
  predissesto.
   Ieri  ho  avuto un incontro con i dipendenti delle IPAB siciliane:
  ci  sono  400  dipendenti  delle IPAB siciliane  che  non  prendono
  stipendio  da  anni  e  ai quali non viene versato  un  contributo,
  questo  per  accennare solamente alcuni dei temi,  pochi  temi,  di
  quelle  che  sono delle emergenze per la Regione siciliana  e  noi,
  oggi, parlamentari di questa assise riduciamo la discussione ad  un
  giorno a settimana  Noi siamo lautamente pagati per rappresentare i
  siciliani e per portare avanti quelli che sono gli interessi  e  le
  esigenze e le emergenze dei siciliani
   Io chiedo, in maniera chiara, che i lavori d'Aula di qui in avanti
  siano completi e che vi sia la possibilità non solamente di parlare
  di interrogazioni ma di portare avanti quei disegni di legge di cui
  ha  bisogno, in maniera centrale, e in maniera importante la nostra
  Regione  per tentare di migliorare, una volta tanto, le  condizioni
  dei nostri corregionali.

   PRESIDENTE. Ovviamente, onorevole Giambona, noi portiamo avanti  i
  lavori in base alla definizione della Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi parlamentari dove si era definito che nella giornata di oggi
  e nella giornata di domani dovevano aver luogo lo svolgimento delle
  Rubriche    atti  ispettivi   per  quanto  riguarda  Istruzione   e
  Agricoltura.
   L'Assessore ha comunicato la sua impossibilità ad essere  presente
  domani,  per quanto riguarda il primo aspetto, il prossimo  martedì
  c'è  all'ordine  del  giorno il disegno di legge  sui  consorzi  di
  bonifica  e,  quindi, dal prossimo martedì si procederà  così  come
  stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Poi  è chiaro, onorevole Giambona, che se fosse necessario si farà
  un'ulteriore Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e si
  farà un programma dei lavori differente.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Visto che i colleghi sono intervenuti ai sensi dell'articolo 83 per
  evidenziare  una serie di tematiche, su alcune sono pronto  a  dare
  delle risposte, altre non le conosco, volevo informare l'Aula.
   All'onorevole  Burtone  posso dire poco,  perché  non  ho  seguito
  l'iter autorizzativo sulle infrastrutture da realizzare al porto di
  Catania, alla collega del Movimento Cinque Stelle posso dire che mi
  faccio  carico, seppure non sia una competenza che riguarda il  mio
  Assessorato, di intervenire presso il D.A.S.O.E....

   CRACOLICI. Ma è per la Lega?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  ...certo,   onorevole...  la  smetta,  di  intervenire  presso   il
  D.A.S.O.E. per sapere se hanno autorizzato dei corsi.
   All'onorevole  Gilistro,  invece,  voglio  dire,   lo   dico   con
  franchezza,  che  la  Regione  non  è  responsabile  di  tutte   le
  inefficienze   dei  comuni  o  delle  province,  vale   anche   per
  l'onorevole Giambona, perché? Perché se il comune di Palermo  perde
  le  risorse,  io non ho nessuna responsabilità, se la provincia  di
  Siracusa  -  e  ricordo alla Presidenza che  oramai  ha  una  certa
  esperienza parlamentare quante leggi abbiamo fatto nella precedente
  legislatura   -   e,  addirittura  nella  precedente  ancora,   per
  ripianare  i  debiti  del libero Consorzio.  Mi  chiederei  chi  ha
  gestito  questo  libero Consorzio perché, se a  distanza  di  dieci
  anni, esiste ancora un dissesto, è veramente scandaloso
   Detto questo, pur tuttavia, lei ha rappresentato il disagio che in
  alcuni  istituti  scolastici  vi è sulle  attività  sportive,  deve
  sapere che questo Governo, personalmente io con il Presidente della
  Regione,   abbiamo  finanziato  207  interventi  su  705  autonomie
  scolastiche,   207   autonomie   scolastiche   hanno   ricevuto   i
  finanziamenti  perché hanno chiesto di realizzare  palestre,  spazi
  comuni, laboratori, auditorium e biblioteche. Le abbiamo finanziate
  quasi  tutte,  siamo pronti per pubblicare un nuovo bando,  abbiamo
  già   impegnato   53  milioni  di  euro  con  la   scadenza   della
  realizzazione delle opere, tutte entro il 31 dicembre 2025.
   Quindi,  posso dire fieramente che, dal prossimo anno  scolastico,
  buona parte di questi interventi saranno realizzati e altri saranno
  completati entro il corrente anno.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   La  seduta  è riconvocata martedì, 8 luglio 2025, alle ore  15.00,
  con il seguito dell'ordine del giorno.

                 La seduta è tolta alle ore 16.47 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                         191a SEDUTA PUBBLICA

                   Martedì 8 luglio 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1)  Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della
         Regione Siciliana  (n. 530/A) (Seguito)

           Relatore: on. Vitrano

      2)  Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata  (n.
         832/A Stralcio II/A) (Seguito)

           Relatore: on. Vitrano

      3)  Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio/I COMM
         ter/A)

           Relatore: on. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella