Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15:21
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti, documenti e annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
bonifica
e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno
"Discussione di disegni di legge".
Allora, colleghi, così come sapete, oggi completiamo la
discussione generale sul ddl dei consorzi di bonifica, domani
cominceremo con le votazioni, invito intanto la Commissione a
prendere posto e per quanto concerne, invece, la settimana
prossima, ovvero per martedì 15, essendoci la festività in onore
della Santa Patrona, Santa Rosalia, la seduta sarà poi
riprogrammata, a parte per la seduta di domani, per le votazioni,
per cominciare con le votazioni, sarà riprogrammata per mercoledì
pomeriggio. Quindi, intanto, invito il Presidente, vuole
intervenire? È già intervenuto.
Allora, sono aperte le iscrizioni a parlare dei colleghi.
Colleghi, scusate, ci sono iscritti a parlare? Prego, onorevole
Pellegrino.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA Antonino. Data l'assenza del Governo e della maggioranza
dei colleghi, propongo di indire una conferenza dei Presidenti dei
Gruppi Parlamentari.
PRESIDENTE. Se formula la richiesta, per favore.
DE LUCA Antonino. Se può interrompere i lavori per una conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari...
PRESIDENTE. Non ci sono osservazioni, allora convochiamo una
Capigruppo in Sala lettura. La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15:24, è ripresa alle ore 16:43)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
parlamentari
Determinazioni delle Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 8 luglio 2025
alla presenza del Vice Presidente Vicario On. Di Paola e con la
partecipazione degli Assessori per il territorio e l'ambiente e per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, On.
Savarino e Prof. Barbagallo, ha approvato all'unanimità la seguente
agenda dei lavori parlamentari:
-nella seduta odierna si procederà con il seguito della discussione
generale del disegno di legge sui consorzi di bonifica;
-nella seduta d'Aula di domani 9 luglio e nella successiva del 16
luglio avrà luogo la votazione dell'articolato del disegno sui
consorzi di bonifica.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge "Riordino dei
consorzi di bonifica e di irrigazione della Regione Siciliana" (n.
530/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo punto, continuo rispetto
alla richiesta che è stata fatta nelle precedenti sedute d'Aula con
la discussione generale sul disegno di legge dei Consorzi di
Bonifica.
Sono iscritti a parlare l'onorevole Pellegrino e l'onorevole
Abbate.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Pellegrino.
PELLEGRINO. Presidente, onorevoli colleghi, la riforma dei
consorzi di bonifica può davvero segnare un punto di svolta per i
nostri agricoltori siciliani, se non altro perché vi è una nuova
impostazione: la riduzione da tredici a quattro delle macro aree
che prima avevano il compito di organizzare l'attività irrigua.
Adesso, invece, è necessario un ammodernamento, come dicevo,
necessario e certamente non più rinviabile.
La riforma dei consorzi, però, non va valutata e considerata in
relazione alla norma che andiamo ad approvare, ma fa parte di un
contesto ancora più ampio che il Governo Schifani ha cercato di
portare avanti. Io mi riferisco, per esempio, al problema irriguo,
perché è un'integrazione degli interventi per fronteggiare la crisi
irrigua; mi riferisco, per esempio, ai dissalatori: al dissalatore
di Porto Empedocle, al dissalatore di Gela, al dissalatore di
Trapani, dove già si sta iniziando con l'erogazione per l'uso
potabile, soprattutto in relazione a esigenze che non erano più
rinviabili, che non erano più prorogabili.
Poi, da un punto di vista economico, c'è un'agevolazione non
indifferente per i nostri agricoltori, là dove ormai è previsto
nella norma che andremo ad approvare l'abolizione del canone
irriguo fisso, in favore, invece, di un pagamento a consumo; per
cui gli agricoltori, finalmente, potranno pagare in relazione a ciò
che consumano, in relazione a quelli che sono le prestazioni e i
servizi che ricevono.
Poi un'altra cosa: il fatto di ridurre le macro aree da tredici a
quattro certamente non comporterà una riduzione dell'occupazione,
vi sarà una stabilità dei livelli occupazionali e, quindi, saranno
salvaguardati non solo i livelli occupazionali, ma anche le
strutture.
Bisognerà, certamente attraverso questi nuovi interventi - che
saranno permessi grazie alle economie che si otterranno attraverso
la riduzione da tredici a quattro delle macro aree - procedere ad
interventi importanti, perché sappiamo benissimo quali sono le
necessità dei nostri agricoltori, quali sono le perdite d'acqua per
quanto riguarda le condutture. Ci sarà, certamente, un grandissimo
vantaggio per l'agricoltura, ci sarà un grandissimo vantaggio per
l'ente e ci sarà, soprattutto, la possibilità - ripeto - di
riorganizzare e di ammodernare il sistema irriguo in relazione ad
una complessiva ed integrata attività di intervento - come se fosse
un unico tema - verso la soluzione del problema irriguo, che
certamente ci attanaglia; ma non dobbiamo dimenticare gli
interventi che sono stati fatti in favore delle dighe, non dobbiamo
dimenticare i bacini irrigui che sono stati previsti attraverso
risorse destinate da questo Parlamento per gli agricoltori.
Quindi, io mi auguro, veramente, che nel giro di poche sedute si
possa approvare una legge che ormai non è più rinviabile ed è
necessaria per i nostri agricoltori siciliani.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Abbate. Ne ha
facoltà.
ABBATE. Grazie, Presidente. Assessore Barbagallo, assessore
Dagnino, ci ascolterà forse da casa, non lo so, qualcuno riferirà
sicuramente.
Questa è una bellissima riforma. Una riforma che nasce da
un'attività parlamentare importante in Commissione, ha lavorato per
tanti mesi e, quindi, faccio i complimenti, dal Presidente a tutti
i componenti la Commissione, dal primo all'ultimo. Al Governo che
ha collaborato per poter portare a termine una riforma importante
che nel 2025 è necessaria sulla gestione.
Una riforma, però, per cui dobbiamo capire dove vogliamo andare e
quello che vogliamo fare. I consorzi di bonifica servono, come ha
detto l'onorevole Pellegrino, ad erogare e portare a disposizione
delle aziende agricole l'acqua, sappiamo quanto sia importante per
la fascia trasformata dove tutto ormai si lavora fuori suolo,
l'acqua si deve portare 12 mesi l'anno, non solo in estate ma tutti
i 12 mesi dell'anno
E, poi, i consorzi di bonifica portano anche nelle case di civile
abitazione anche acqua potabile, quindi, ci sono intere zone,
interi comuni a cui viene erogata anche l'acqua potabile, quindi
non è qualcosa che riguarda soltanto, come può pensare un cittadino
che non sa della problematica, che riguarda l'erogazione dell'acqua
in estate, quando c'è la siccità.
L'acqua deve essere messa a disposizione 12 mesi l'anno a tutte le
aziende che hanno investito e che si trovano in territori della
Sicilia dove non c'è acqua salubre per poterla utilizzare nelle
aziende. Noi abbiamo tantissime aziende di eccellenza - vicine al
mare, nelle fasce trasformate - non solo italiane ma europee che
non hanno a disposizione acqua perché non la trovano nel
sottosuolo, perché è acqua salmastra e, quindi, possono andare
avanti solo ed esclusivamente con l'acqua che viene erogata dai
consorzi di bonifica che viene trasportata per chilometri e
chilometri e messa a disposizione.
Tutto questo come avviene? Avviene grazie alle infrastrutture, le
infrastrutture, dove ci sono stati investimenti, sempre oculati o
no, l'altro avviene ogni giorno, che nessuno si immagina, con il
lavoro delle persone, dei dipendenti che ogni giorno lavorano nei
consorzi di bonifica, dove ci sono i turni di lavoro, dove si fanno
le manovre che devono garantire 24 ore su 24. Non si possono
garantire manovre 12 ore al giorno perché significa che per 12 ore
noi non erogheremmo acqua alle aziende. Questo avviene grazie alla
possibilità di questi lavoratori, ormai bloccati da anni, dei
contingenti, da anni, ancora fermi, contingenti come quelli della
garanzia occupazionale, perché una volta pensavano di essere come
ammortizzatori sociali, in realtà sono l'anima dei consorzi di
bonifica, sono le persone, sono coloro che erogano ogni giorno
l'acqua alle aziende e portano l'acqua potabile alle famiglie.
Questo avviene con personale, a 78 giorni l'anno, con personale a
101 giorni, con personale a 151 e a 156 giornate.
Tutto questo non può essere tollerabile, oggi, se non si fa una
programmazione, come aziende, sul personale, perché non ci sono
aziende che funzionano se non si programma il personale. Le aziende
sono il personale, non sono né le mura né le infrastrutture, né la
tubazione, perché se non si fanno le manovre, se non c'è il
personale, quelle tubazioni non servono a nulla
Lo dice un imprenditore: l'azienda esiste grazie ai collaboratori,
grazie al personale, grazie ai dipendenti. Non esiste perché c'è
l'infrastruttura e, quindi, la responsabilità che dobbiamo
prenderci, che questo Parlamento si deve prendere, è riuscire,
oggi, ad avere la forza - caro assessore non per una mera
copertura finanziaria - o avere una contrapposizione, un milione
più, un milione meno. Oggi, dobbiamo stabilire se dobbiamo erogare
e dobbiamo far funzionare queste aziende, dobbiamo dare stabilità e
programmazione alle aziende con personale che faccia i turni,
garantendo i turni 24 ore su 24. Oggi i turni di notte si devono
fare con lo straordinario È una condizione degli anni '70, dei 78
giorni che si utilizzavano in estate, quando c'era la maggiore
richiesta di acqua. Oggi non funziona più, le persone devono essere
disponibili con turni H/24 e devono essere 365 giorni l'anno
Quindi, è un'occasione importante che all'interno di una riforma,
importante come quella che è stata portata avanti dalla
Commissione, e che oggi, sicuramente, con grande responsabilità
siamo tutti chiamati a votarla: questo deve avvenire grazie anche
ad una organizzazione, mettere a disposizione, di quelle strutture,
un'organizzazione del personale. Quello che abbiamo in questo
momento che dia la possibilità di poterlo utilizzare tutto l'anno e
potere dare stabilità anche in futuro a questo personale e, quindi,
di riuscire a portare la garanzia occupazionale a 156 giornate anno
che sono quelle necessarie per poter garantire una copertura
complessiva del servizio, anche progressivamente, e quello della
garanzia occupazionale, che passi col turnover a garantire i POV,
trasformarli a tempo indeterminato - percorso che è già stato
iniziato l'anno scorso - e che deve portarsi a conclusione.
Tutto questo, caro assessore, lo dico a lei e lo dico anche
all'assessore per l'economia, deve avvenire contestualmente con
l'approvazione della riforma. Non ci può essere approvazione della
riforma, se non si dà garanzia al personale e alle nuove aziende,
se non si mette a disposizione personale che abbia quella garanzia
di lavorare e che possa erogare i servizi. Diversamente approviamo
una riforma monca se non mettiamo a disposizione personale che dia
la possibilità di erogare servizi.
Quindi è veramente un momento storico. Se abbiamo la lucidità,
tutti insieme, di poter stabilire e programmare, anche per l'anima
dei consorzi che è il personale, solo allora riusciamo a fare una
vera e propria riforma per quanto riguarda i consorzi di bonifica.
Io la ringrazio, Assessore, so che lei si sta impegnando
moltissimo in questo. In questi giorni ci siamo sentiti tante
volte, sappiamo che sta lavorando per scrivere degli emendamenti
che presenterà il Governo - visto che tutti gli emendamenti che noi
avevamo presentato sono stati cassati, e non c'è stata la copertura
in Commissione Bilancio - noi siamo pronti a discutere, come
abbiamo fatto fino ad ora, a condividerli tutti. Credo che non ci
sarà un solo deputato che sarà contrario a dare una programmazione
reale - programmazione del personale - che, ripeto, è l'anima
dell'azienda. Se noi abbassiamo la riforma, la gestione di quello
che è il personale che deve far funzionare l'azienda, abbiamo fatto
lo sbaglio più grande che possa esistere.
Quindi, con grande fiducia, le dico ancora una volta, in queste
ore, occorre lavorare e riuscire a trovare una sintesi, anche con
la disponibilità dell'Assessore per l'economia.
Abbiamo chiesto, proprio con l'onorevole Assenza, la volta
scorsa, di poter ampliare la discussione anche alla giornata di
oggi, proprio per dare più tempo, anche al Governo, di lavorare
affinché si faccia una proposta reale che possa avere la copertura
finanziaria. In questo momento le risorse ci sono, mettiamole a
disposizione di una macchina importante come i consorzi di
bonifica, per farli funzionare, finalmente, ed erogare servizi.
È impossibile pensare che, oggi, centinaia di aziende, che si
trovano nella fascia trasformata del ragusano, di fuori suolo - e
sa lei quant'è importante, che è un tecnico del settore - si
ritrovino a non avere a disposizione l'acqua o arrivi loro l'acqua
salmastra, significa mettere K.O. fior fiore di aziende
Quindi, dobbiamo mettere a disposizione il personale, che è
l'unico che può dare risposte alle aziende, per dare quell'acqua
necessaria per poter vivere e andare avanti.
Quindi, grazie assessore, grazie ancora una volta al Presidente
Vitrano e a tutta la Commissione per il lavoro svolto, e aver
portato finalmente una riforma in Aula che deve essere, però,
completata. E io sono fiducioso, e spero che questa, nelle prossime
ore, potrà essere completata.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate. È iscritto a parlare
l'onorevole Pace. Prego, onorevole.
PACE. Grazie, Presidente. Io cerco di completare il ragionamento
fatto dal collega di partito, Ignazio Abbate.
Il giorno delle dichiarazioni programmatiche in Aula, quando ci
siamo insediati, proprio da questo pulpito, noi della Democrazia
cristiana, abbiamo citato quattro/cinque punti che volevamo portare
avanti, caro assessore Barbagallo (allora lei non era assessore).
Fra i punti da portare avanti abbiamo citato - fra quei
pochissimi punti - proprio la riforma dei consorzi di bonifica. Io
per questo, e per il risultato finora raggiunto nelle varie
Commissioni e in Aula - anche se in Aula arriva in uno dei momenti
non proprio più tranquilli - devo ringraziare, oltre che il
Governo, sia il già assessore Sammartino che l'assessore
Barbagallo, e onestamente devo ringraziare l'onorevole Gaspare
Vitrano e la Commissione, tutta la Commissione Attività
produttive .
Sono testimone che il testo che sta arrivando in Aula, caro
Assessore, non è il testo dell'assessore Barbagallo, non è il testo
del Governo, il testo voluto dal Governo, dall'assessore Barbagallo
ma il testo condiviso da tutta la Commissione Attività
produttive , che rappresenta l'intero Parlamento.
SAFINA. Noi ci siamo astenuti, non abbiamo votato
PACE. Per noi è una svolta importante, epocale, ma non soltanto
per quello che diceva l'onorevole Abbate; perché se riusciamo a
trovare una quadra insieme al Governo e a tutto il Parlamento, e
finalmente assicurare una stabilizzazione a coloro che sono
realmente sul campo ventiquattro ore al giorno, soprattutto nei
momenti importanti, e qualora non dovessimo riuscire, per tutti, ad
assicurare delle giornate che possano andare non per migliorare il
loro stipendio ma soprattutto per offrire maggiori servizi agli
agricoltori.
Ritengo che sia una riforma epocale, dicevo, perché, dopo oltre
trent'anni di commissariamenti, finalmente, stiamo riuscendo, se il
Parlamento lo vorrà, a ridare in mano ai consorziati il loro
destino: per troppo tempo questa materia è stata affidata ai
commissari nominati, di volta in volta, dall'assessore
all'agricoltura.
Questo Parlamento è stato chiamato, più e più volte, ad
intervenire economicamente per assicurare lo stipendio ai
dipendenti del Consorzio di bonifica, per via dei decreti
aggiuntivi che i vari consorzi subivano, che è una delle cose più
mortificanti che possa subire un lavoratore, sia del Consorzio sia
di qualsiasi altro comparto.
Svegliarsi la mattina, prendere la macchina, andare a lavorare e
alla fine del mese non ricevere lo stipendio, e questo non per un
ritardo di uno, due, tre o quattro giorni, per ritardi che sono
arrivati anche a tre, quattro mesi, e a piangerne le conseguenze
non è soltanto il dipendente del consorzio di bonifica e la sua
famiglia, sono i servizi che vengono meno agli agricoltori
siciliani
Per questo, caro assessore Barbagallo, noi confidiamo in un ultimo
sforzo del Governo di mettere insieme le legittime istanze di voler
migliorare questo testo, qualora ce ne fosse bisogno, coniugando i
legittimi interessi di parte della maggioranza e dell'opposizione,
affinché, nell'arco di qualche settimana, la Regione siciliana
finalmente possa dotarsi di una riforma vera dei consorzi di
bonifica, che, dobbiamo dirlo, sicuramente non sarà la migliore
riforma del mondo, ogni riforma sicuramente può essere
perfettibile, ma finalmente possiamo fare uscire da un clima di
incertezza i lavoratori, gli stagionali, soprattutto gli
agricoltori e i consorziati che, per troppi anni, hanno vissuto in
un clima di incertezza.
Oggi, le vicende dell'agricoltura sono legate anche al nostro
meteo che, da oltre ventiquattro mesi, non è clemente nei confronti
dei siciliani: non approvare, eventualmente, la riforma dei
consorzi di bonifica ci penalizzerebbe anche nell'intercettare
nuovi finanziamenti strutturali, che oggi sono indispensabili non
soltanto per i nuovi invasi ma sono indispensabili per le
condutture, quelle esistenti e quelle da fare.
Questo è un appello a tutto il Parlamento affinché si possano
trovare le buone ragioni per approvare finalmente una riforma dei
consorzi di bonifica condivisa e che possa essere soltanto
nell'indirizzo e nella volontà di coloro che sono i legittimi
beneficiari, cioè gli agricoltori siciliani.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, la
storia dei Consorzi di bonifica bisogna metterla in un quadro,
iniziando proprio con una frase forse del Gattopardo e cioè:
"cambiare tutto per non cambiare nulla"; è questa la frase storica
del Gattopardo, perché ascoltando gli interventi dei colleghi che
mi hanno preceduto, che ovviamente hanno grande esperienza,
soprattutto non vedo il Capogruppo di Forza Italia, che parla di
enormi risultati rispetto a quella che è la riforma dei Consorzi di
bonifica e di questo Governo di centrodestra ho sorriso, Presidente
Di Paola,.
Perché la storia dei Consorzi di bonifica con un Governo in
continuità politica di centrodestra già nella scorsa legislatura,
Presidente Di Paola lei ricorderà quella che è stata la querelle
tra la Commissione, l'Aula, la Commissione Bilancio, le beghe
dentro la stessa maggioranza, che oggi ci viene ripresentata e io
devo aprire una parentesi, ringraziando i miei colleghi del Gruppo
parlamentare, Dipasquale e Safina, perché hanno - in Commissione
Attività produttive - cercato di dare un contributo nel migliorare
quella che è una riforma che nasce monca, come noi tutti abbiamo
sostenuto.
È una riforma, assessore Barbagallo, che di fatto ce lo siamo
detti ormai in questi anni, ce lo siamo detti e continuiamo a dire,
è una riforma che ha una situazione debitoria di 180 milioni di
euro
È una situazione che si protrae da più di un ventennio,
trentennio, è una situazione che di fatto, assessore Barbagallo,
quella dei consorzi di bonifica nello scorso Governo regionale, e
mi fa specie ascoltare gli interventi trionfalistici di chi oggi è
nella stessa maggioranza che già lo era nella scorsa legislatura e
che è la stessa maggioranza ad avere perso più di 31 progetti che
oggi dicono di averli recuperati proprio su quella idea dei
consorzi di bonifica e sull'aspetto dell'agricoltura, più di 400
milioni di euro
Oggi vengono in Aula a raccontarci che questa è una straordinaria
riforma, abbiamo risolto il problema dei lavoratori del consorzio
di bonifica, no? E no Perché noi abbiamo a più livelli detto che
bisogna risolvere avendo anche noi ascoltato i sindacati, avendo
anche noi fatto i confronti con i lavoratori, il problema
occupazionale ancora è dentro questa riforma. Abbiamo riscontrato
diversi vulnus che ovviamente insistono dentro questa riforma.
Assessore Barbagallo, mi permetta di dire, sono diversi gli
emendamenti presentati dal Gruppo parlamentare del Partito
Democratico, ce ne sono altri, perché se lei ricorda la riforma,
prima erano due i consorzi di bonifica, poi sono diventati undici,
oggi addirittura c'è un disegno che non abbiamo capito sul bacino,
diciamo ridisegnato da parte di questa riforma.
Io ritengo, Presidente Di Paola, che proprio su questo dibattito
che noi stiamo facendo in quest'Aula e su questo disegno di legge
importante, c'è anche da fare un passaggio, questo è il Governo
regionale che, sempre in continuità politica di un Governo
regionale di centrodestra, l'ho detto da questo pulpito e lo
continuo a ripetere, non è il governo della programmazione, perché
fino a qualche mese fa siamo dovuti intervenire ancora una volta a
distanza di mesi, e ormai di anni, per poter pagare gli stipendi a
coloro i quali sono i lavoratori dei Consorzi di bonifica, che poi
di fatto non potrebbero né garantire sostegno alle loro famiglie e
nemmeno dare quello che serve all'agricoltura e cioè il loro lavoro
che ovviamente serve a dare il sistema irriguo.
E allora, Presidente Di Paola, io ritengo che domani si inizierà
questo voto.
Io ritengo che il Governo regionale non debba immaginare di far
passare un tema trionfalistico di una riforma perché il Governo
regionale, lo abbiamo detto più volte, non è vero che ha a cuore
l'agricoltura e soprattutto i consorzi di bonifica, perché il
Governo regionale non può venire a raccontare con norme slogan
quello che può essere o può diventare questa riforma quando
dovrebbe invece mettere mani in tasca e dire realmente come vuole
risolvere il problema della situazione debitoria dei consorzi di
bonifica. Perché poco fa l'ho detto, e lo continuo a dire, c'è una
situazione drammatica Negli anni passati abbiamo assistito
addirittura a vicende davvero sgradevoli di lavoratori che sono
ricorsi al suicidio per il mancato pagamento, ed è questo il vero
dramma. Non possiamo oggi arrivare in Aula e immaginare, prima
ancora di affrontare il voto, che il Governo Schifani abbia fatto
questa grande riforma. Intanto il Governo Schifani non ha fatto
proprio nulla perché, lo hanno detto, è stato un lavoro fatto da
questa III Commissione "Attività produttive". Tra maggioranza e
opposizione, c'è chi ha votato favorevolmente e chi si è astenuto.
E io dico che quest'Aula bisogna che si esprima per dare ulteriori
correzioni a quello che c'è dentro questa riforma dei consorzi di
bonifica. Perché la realtà è che con questa riforma non si conclude
un bel nulla se un Governo regionale serio non mette mano alla
tasca e mette davvero quelle che sono le risorse che servono ai
consorzi di bonifica e soprattutto all'agricoltura.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Campo.
DIPASQUALE. Io pretendo che lei mantenga l'ordine degli
interventi
PRESIDENTE. È per dare la possibilità a tutti i Gruppi
parlamentari.
È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
Sì perché l'onorevole Dipasquale ha chiesto il suo intervento in
maniera accorata e quindi è giusto che lei intervenga, onorevole
Cracolici
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho chiesto di
parlare e, per la verità, è la prima volta che mi capita dopo nove
anni, otto anni circa, che ho fatto l'assessore per l'agricoltura,
di temi che riguardano attività per le quali ho svolto l'incarico
di assessore perché mi sono dato un metodo, non ci ho mai, mai più
messo piede, neanche in Assessorato, e ho sempre ritenuto che è di
cattivo gusto chi ha fatto una cosa fare poi le pulci a chi dovrà
fare nuove cose.
Ora, io qui parlo in particolare per una ragione. Io non ce l'ho
con l'assessore, conosco anche le sue competenze tecniche, è uno
che ha sempre avuto una particolare predisposizione allo studio
delle acque, degli ambiti dei bacini idrografici. Però voglio
essere franco: siccome questa legge si è sempre caricata come "la
riforma dei consorzi di bonifica perché è necessario", cosa che è
giusta però, io vorrei ricordare, caro assessore, caro Presidente,
che nel 2013 o 2014, in una delle finanziarie che furono fatte
allora, questo Parlamento approvò, giusto o sbagliato, non lo so,
si può discutere del fatto che allora si decise che in Sicilia si
costituivano due consorzi di bonifica: Sicilia occidentale e
Sicilia orientale. Qualche mese dopo, divenni assessore io e mi
ritrovai una legge che stabiliva una perimetrazione, definita per
legge, e si trattava di dare applicazione a quella legge, provando
a riformare, in via amministrativa, ciò che la legge regionale
aveva predisposto.
Sa perché ho chiesto di parlare? Perché ho avuto un sussulto
quando l'onorevole Pellegrino, che non vedo più in Aula, ha
ricordato che questa riforma fa passare da 13 a 4 i nuovi consorzi
di bonifica.
Ora, vorrei ricordare che nessuna legge ha mai stabilito che i
consorzi di bonifica in Sicilia fossero tredici, ciò è avvenuto,
secondo me, in maniera arbitraria sol perché il Governo Musumeci
nella scorsa legislatura decise di bloccare quella riforma che
l'Assessorato, da me diretto in quel momento, si era limitato ad
applicare - visto che la legge stabiliva che dovevano essere due -
doveva essere bloccato.
Era la riforma Cracolici .
Diciamo, nel fanatismo ideologico che ha caratterizzato una parte
dell'attività dell'onorevole Musumeci come Presidente della
Regione, ci stava pure come la lettura comunista della riforma dei
consorzi di bonifica, ma riuscì a fare un capolavoro, al punto che
agli undici consorzi di bonifica esistenti e che la legge aveva
superato, stabilendo che fossero solo due, lui, in applicazione poi
della norma che aveva stabilito che i due consorzi di bonifica
fossero Sicilia occidentale e Sicilia orientale, quei due si
aggiungevano agli undici
Quindi in nome di una riforma di semplificazione, ripeto, due
forse non era il numero idrograficamente ottimale, ma il paradosso
è che in questa Regione, una legge che stabiliva che i consorzi
dovessero essere due, con un colpo di penna, senza nessuna legge,
sono diventati tredici Ecco perché ho chiesto di parlare, perché,
Assessore, so che lei conosce la materia abbastanza bene, sono
convinto che non c'era bisogno di fare alcuna legge, al massimo
bastava fare una disposizione modificando la norma del 2013 o 2014
- non mi ricordo adesso in quale anno fu fatta - che ristabiliva
che il numero dei consorzi di bonifica in Sicilia fossero quattro,
così come lei ha proposto con questo testo per l'Aula, come dire,
anche lì, giusto o sbagliato era una scelta
Ma tutto questo arzigogolare su una idea di riforma che annuncia -
per la verità sono trent'anni che si annuncia - una gestione
consortile da parte dei soci consortili, cioè gli agricoltori e
anche trent'anni fa, quaranta anni fa, quando furono fatte le leggi
che poi portarono per ultimo a undici i consorzi di bonifica,
prevedevano una gestione consortile e quindi la gestione diretta
con la partecipazione degli agricoltori, con libere votazioni tra i
soci consortili eccetera
Anche questa si pone l'obiettivo di restituire ai consorzi di
bonifica la gestione democratica attraverso gli agricoltori.
C'è poi tutto un problema di struttura, i lavoratori, la
possibilità, le garanzie occupazionali per le varie fasce di
lavoratori, ma il nodo essenziale che a mio avviso non è, e non
capisco perché il Governo si è tenuto per due anni, perché di fatto
quest'ultimo Governo è da due anni che fa avanti e indietro sulla
vicenda dei consorzi di bonifica, quando poteva essere affrontata
in via amministrativa aggiungo, perché non può essere poi di fatto
realizzata in via amministrativa la reale riforma che neanche
questa legge risolve?
Perché c'è un nodo che è tutto, come dire, lasciato appeso un po'
come fu quando nella scorsa legislatura l'Assessore Armao, assieme
all'Assessore del tempo per le attività produttive, che era Turano,
per superare i consorzi, le società, l'Ircac e la Crias, si inventò
la fusione.
Solo che non disse che era una fusione, che le fusioni si possono
fare secondo il Codice civile, quindi noi siamo riusciti anche in
quel caso ad avere la Crias, l'Ircac e il nuovo ente che nel
frattempo si è costituito senza di fatto assumere le funzioni che
erano della Crias e dell'Ircac e così la vicenda dei consorzi di
bonifica. Qual è il nodo?
C'è un nodo delle risorse e dell'indebitamento che si è
consolidato nel tempo e che ogni anno cresce, ovvero chi deve
pagare. Ora, qui si risolve col Codice Civile finto, cioè mettiamo
in liquidazione i vecchi consorzi di bonifica. Bene, e chi paga?
Vorrei ricordare che i consorzi di bonifica sono commissariati
dalla Regione e quindi la responsabilità dell'amministrazione
pubblica è illimitata e non è legata - tra l'altro essendo un
consorzio - all'eventuale capitale costituito dalla società che
gestisce un'attività, quindi di fatto pagherà la Regione. Tant'è
che in ogni variazione, facciamo misure tampone per pagare 4
milioni a Ragusa, 5 milioni a Siracusa, 3 milioni a Palermo e così
via, perché andiamo inseguendo i pignoramenti, andiamo inseguendo i
debiti che via via diventano esecutivi
Ma c'è un problema - devo dire con onestà neanche l'allora Governo
di cui facevo parte io volle affrontare questo nodo - perché è
chiaro che deve esserci un impegno finanziario non di poco conto.
Si parla che siamo oltre i 100 milioni, forse ai miei tempi 100
milioni, saremmo arrivati almeno il tasso di inflazione diciamo
sarà cresciuto da allora ad oggi, ma il nodo è proprio questo: come
si fa a pensare di costituire quattro nuovi consorzi dicendo: "il
resto non ci appartiene, venderemo gli impianti", ma quali? Si
vendono gli impianti che sono funzionali alla gestione del servizio
idrico in agricoltura? Venderemo cosa? Non so quanti milioni di
euro dobbiamo dare all'Enel le cui tariffe applicate ai consorzi di
bonifica in Sicilia sono le più alte d'Italia perché, siccome siamo
dei pessimi pagatori, alla Sicilia si applica la tariffa più alta,
per cui tutto questo, anche in questa legge, non si affronta e noi
faremo la fine di quello che fu il Consorzio di bonifica, cioè il
modello Musumeci: 2 la legge, 11 c'erano prima, diventarono 13
Vogliamo scommettere che diventeranno 17?
DIPASQUALE. No, porta male
CRACOLICI. Dipende dai punti di vista, alcuni dicono che 13 porta
male Allora, c'è la chicca che da un lato facciamo i quattro
consorzi di bonifica, decentriamo, rapporti di prossimità tra
l'agricoltore e il servizio idrico, addirittura aboliamo la tariffa
consortile, si paga il consumo, ottimo - poi vedremo nel merito -
ma la cosa singolare è che si fa un superconsorzio, una specie di
cabina di regia che altro non è che il centro di comando dei
consorzi di bonifica, quindi, forse democratizzeremo i quattro
consorzi di bonifica in Sicilia in cui gli agricoltori voteranno,
eleggeranno i propri rappresentanti del consorzio, forse, ma
certamente il centro di comando rimane un super consorzio che di
fatto è l'Assessorato, che costituirà la cabina di regia con la
quale si gestirà il modello come "l'acqua è vita in Sicilia" e come
abbiamo visto attorno al tema della siccità, delle condotte, del
dove arriva l'acqua, dove portare l'acqua e dove arricchire alcuni
territori rispetto ad altri.
Vorrei ricordare che la Sicilia, non solo ha perso i fondi del PSR
della scorsa legislatura, quando credo su ventisette furono
bocciati ventisette.
DIPASQUALE. Trentuno.
CRACOLICI. Quanti erano? Ventuno?
DIPASQUALE. Trentuno
CRACOLICI. Trentuno. Ma, nel corso degli anni, buona parte degli
investimenti irrigui li ha smarriti per strada. Ancora oggi, deve
partire un'operazione che allora salvammo dell'ex condotta del
Garcia, dove c'erano circa 40 milioni non spesi che avevamo perso
come Regione siciliana: siamo riusciti a recuperarli con un
provvedimento speciale del CIPE che rifinanziò per l'ambito
territoriale del Garcia alcuni interventi e oggi, badate bene, dopo
la bellezza di nove anni, ancora deve partire la prima opera che
era prevista da quella rimodulazione che era il rifacimento della
condotta irrigua del territorio di Partinico
Ancora oggi, a distanza di nove anni, non è mai partita la gara,
che era allora di 10 milioni, siamo arrivati a diciassette,
immagino che saremo già a circa venticinque, ventotto, quindi la
sensazione che si ha è che in questa storia non c'è il governo
dell'acqua, c'è l'illusione dell'acqua e, soprattutto, la
centralizzazione delle progettazioni e della gestione delle grandi
opere.
È un obiettivo che, cioè, è per davvero una riforma? Io credo di
no, ma poi rimango convinto che per riformare bisogna avere un'idea
chiara, noi qui stiamo scrivendo un'ennesima legge che dice quello
che vorremmo fare, sapendo già ora che non lo faremo, quindi, il
risultato è un'altra illusione per un mondo che l'acqua non l'avrà,
quei pochi che l'hanno spesso se si può non pagare eppure meglio,
quindi, c'è una sorta di patto tra una Regione che non funziona, i
consorzi che spesso diciamo sono strutture abbastanza fatiscenti,
almeno dal punto di vista della capacità progettuale, della
capacità di innovazione e nello stesso tempo il controllo politico
dell'acqua perché credo che i consorzi di bonifica in Sicilia altro
non sono che un luogo del controllo della politica su un pezzo
fondamentale dell'economia siciliana.
Ecco perché io voterò contro questa legge.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signore Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
innanzitutto grazie per averci dato la possibilità di riunirci,
abbiamo occupato del tempo proprio per discutere anche di questa
importante riforma.
Io dico "importante riforma" perché la Sicilia ne ha bisogno,
ovviamente non sono convinto che è la riforma giusta, noi siamo
stati in Commissione, in Commissione Terza, insieme al collega
Safina, l'abbiamo seguita, ringrazio il Presidente Vitrano che,
comunque, ci ha messo in condizione sempre di poter fare un
dibattito, un confronto sereno e serio e così anche come
l'assessore, con gli Uffici della Regione.
Qual è il problema? Cos'è che non mi piace? Qual è la
preoccupazione? Una bellissima auto che aspettavamo da tempo,
questa bellissima auto c'è chi, appunto, la spaccia, è arrivata
questa bellissima auto, guardate che finalmente abbiamo questa
bellissima auto, c'è chi è consapevole che l'auto non è bellissima,
ma essendo a piedi o in mezzo a una strada, vede questa possibilità
di quest'auto e, quindi, dice mah, ci accontentiamo, alla fine è
sempre un'auto : l'auto, quest'auto, il problema di quest'auto è
che l'auto non ha il motore e, quindi, chi pensava di risolvere il
problema, chi pensa di risolvere il problema con questa riforma,
perché era arrivata l'auto ma, purtroppo, l'auto è senza motore
Il collega Cracolici ha individuato alcune criticità e le ha
esplicitate in maniera chiara: questa riforma, non a caso sono
passati otto anni, guardate, dopo otto anni di Governo di
centrodestra, prima con Musumeci e poi con Schifani, arriva questa
riforma in Aula, ma come mai?
Cioè, possiamo considerare che sono così mediocri, politicamente,
da non riuscire a portarla in Aula con le maggioranze?
No, il problema non è questo Per fare una riforma seria, che
risolva i problemi dei lavoratori, i problemi che non sono pochi,
che vanno affrontati, i problemi degli agricoltori, perché gli
agricoltori hanno le loro esigenze, non dimentichiamo che abbiamo
visto aumentare in maniera consistente il canone irriguo, sempre di
più. Quindi, c'è il problema dei lavoratori, il problema dei
consorziati e degli agricoltori e il problema della gestione che
deve ritornare all'agricoltore perché è da tantissimi anni che non
c'è. Per fare questo serve il motore di quest'auto. Qual è il
motore? I soldini, le risorse
Noi abbiamo provato - alla fine anche noi ci siamo astenuti -
abbiamo agevolato il passaggio per arrivare in Aula, perché almeno
dovevamo arrivare in Aula; abbiamo presentato gli emendamenti,
guardate che ci sono 500 emendamenti presentati e questi
emendamenti che sono stati presentati lo sono stati per dare il
motore a questa riforma
Il problema è che servono risorse. La Commissione Bilancio' ha
dato parere negativo perché non è riuscita a quantificarle.
Ora, sono convinto che questa riforma non verrà votata mai dalla
maggioranza, non dalla minoranza, così com'è, a meno che non venga
modificata, perché la maggioranza sa benissimo che se dovesse
votare questa riforma, dopo un anno gli agricoltori, gli
allevatori, i lavoratori, ve li ritrovereste sotto casa perché è
una riforma - così com'è - priva di contenuti, è una riforma vuota,
è quella bella macchina che ancora qui cerchiamo di fare vedere ma
che non ha un motore
Quindi, mi auguro che il Governo - perché ormai gli emendamenti li
può presentare solo il Governo - presenti e metta in sicurezza
questa riforma, perché se il Governo non dovesse trovare le
risorse, noi vi abbiamo aiutato, vi abbiamo aiutato a portarla in
Aula, siamo qui, ci siamo assunti anche responsabilità con il
collega Safina e con tutto il Gruppo del Partito Democratico,
perché su questo ci siamo ovviamente confrontati, però vi abbiamo
messo in condizione veramente di arrivare in Aula, ora in Aula
metteteci in condizione di votarla. Noi non voteremo un contenitore
vuoto Ma sono convinto, Assessore, che non noi, non la voterà la
maggioranza Al primo voto segreto, guardi che di questa riforma
non resterà nulla Lo sa perché Perché è priva di contenuti e
perché la stessa maggioranza non si potrà difendere, quindi non
serviranno le telefonate ai parlamentari per dire venite per
votarla, servirà trovare veramente, riempirla di contenuti, mettere
le risorse necessarie affinché gli interessi legittimi dei
lavoratori, gli interessi legittimi degli agricoltori e degli
allevatori vengano garantiti Se tutto questo ci sarà, prima la
maggioranza e poi noi, ci saremo, viceversa questa riforma non
uscirà mai dall'Aula. Sono convinto di questo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. È iscritta a parlare
l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Assessore, colleghi deputati, in realtà
non volevo intervenire perché sono già intervenuta la scorsa
settimana, però ho sentito colleghi di maggioranza dire che questa
riforma è stata condivisa all'unanimità dalla Commissione e sebbene
abbiamo lavorato in sintonia con la Commissione, apportando tante
modifiche positive e presentando tanti emendamenti che sono
passati, ringrazio il presidente Vitrano per come ha condotto i
lavori e alla fine il mio Gruppo parlamentare si è astenuto, non è
vero che ha votato positivamente, perché questa riforma è come se
fosse il topolino partorito dall'elefante
Era da anni che la aspettavamo per risolvere tutti i problemi
legati ai consorzi di bonifica: problemi dei territori, problemi di
siccità, problemi del personale, problemi degli ambiti di
pertinenza delle zone irrigue e, purtroppo, nessuna delle
problematiche poste in atto viene risolta da questa riforma che,
semplicemente, pensando di poter cancellare con un colpo di spugna
tutto il pregresso, mette da parte quello che c'è prima con tutte
le situazioni debitorie - anche molto gravi e pesanti - e crea
quattro nuovi enti.
Quindi, abbiamo degli enti precedenti che vengono messi forse in
liquidazione Ma dobbiamo dirla anche tutta ai fornitori che
aspettano di recuperare tante e tante somme non ancora, appunto,
ricevute. In realtà, i consorzi hanno ben poco da liquidare, non
hanno grande patrimonio e, quindi, diventeranno l'ennesimo ente
della Regione messo da parte, come le ASI, come l'IRSAP, come
l'ESA, come le zone industriali, dove forse con una liquidazione
coatta si riuscirà a recuperare qualcosa, ma molti fornitori
resteranno non pagati Questo verrà avviato negli anni, anni e anni
dove aspetteremo di risolvere questa problematica e dall'altro
canto avvieremo questi nuovi quattro enti, quindi avremo ben
diciassette enti.
Ma chi ci garantisce che questi quattro consorzi di bonifica non
accumuleranno la situazione debitoria che hanno già accumulato
quelli precedenti? Perché il problema delle tariffe non viene
minimamente affrontato, praticamente continuiamo ad avere delle
province che hanno delle tariffe sproporzionate rispetto ad altre,
come per esempio Enna, ma anche Ragusa, Siracusa, che chiaramente
accumuleranno situazioni debitorie se non si affronta questa
problematica. Quindi, avremo diciassette consorzi, perché poi
magari, pure questi, verranno messi in liquidazione da un futuro
Governo, di nuovo diamo un altro colpo di spugna e andiamo avanti
così. Ma, quanti consorzi vogliamo accumulare nel corso degli anni?
Allora, ci aspettavamo - dopo tantissimi anni in cui si discuteva
di fare una riforma seria sui consorzi di bonifica - che venissero
affrontate tutte le problematiche: la problematica dei lavoratori,
per esempio. Sappiamo che la maggior parte dei problemi dei
consorzi è legata alla mancanza di pagamenti per tanti lavoratori
stagionali. Non viene anche qui affrontata alcuna di queste
problematiche, quindi, una stabilizzazione di questi lavoratori o è
solo un modo per tenerli sempre parcheggiati, per rinnovare i
contratti, poi loro faranno nuovamente decreti ingiuntivi,
aggrediranno le risorse che la Regione metterà in atto per sanare
queste problematiche?
E poi, in ultimo, ma non è chiaramente una cosa di poca
importanza: noi l'anno scorso abbiamo affrontato un grosso
problema, che è stato quello della siccità. A questi enti abbiamo
dato delle competenze che erano quelle di occuparsi delle dighe,
delle reti, delle condotte. Adesso, in piena estate - siamo a metà
luglio - facciamo una legge che istituisce nuovi consorzi, senza
che si pensi che i vecchi ancora avranno in capo tutte le
competenze delle reti e, quindi, si dovrà fare un passaggio, questo
rallenterà tantissimo i lavori e, quindi nuovamente tutte le
problematiche legate alla siccità, all'irrigazione per gli
agricoltori, non verranno completamente risolte e affrontate; e
nuovamente avremo dei problemi con agricoltori che non pagheranno i
canoni, perché la situazione dell'acqua è sempre la stessa e non
viene risolto nulla
Insomma, è una riforma che, sinceramente, rimanderei in
Commissione, necessita ancora di tanto e tanto lavoro. Ma visto che
siamo qua e comunque dati i fatti gravi che sono accaduti in queste
settimane che hanno coinvolto il nostro Parlamento, comunque è
buono che siamo qua, che stiamo lavorando e che stiamo discutendo,
quanto meno, una riforma e quindi va bene.
Chiaramente non potremo votare favorevolmente però, comunque, è
già qualcosa su cui il Parlamento sta lavorando ma questa non è la
riforma che aiuterà i consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. È iscritto a parlare
l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, credo che stasera abbiamo assistito
assolutamente ad un dibattito costruttivo, un dibattito maturo, in
cui certamente anche le opposizioni non si sono sottratte ad un
confronto che, come da loro stesso riportato, si esprime attraverso
la presentazione, se non ho capito male, di circa 500 emendamenti.
A riprova del fatto che in Commissione Attività produttive', in
III Commissione, si è fatto certamente un buon lavoro, a riprova
del fatto che certamente il dialogo non è mancato, non è mancato in
quella sede, come non è mancato il dialogo con il Governo e con
l'assessore Barbagallo.
Una riforma, mi sembra di capire, che, da parte della stessa
opposizione, è percepita come una riforma necessaria, mi lascerete
passare il termine, una riforma non ideologica, una riforma
funzionale, una riforma che non può essere considerata di bandiera
con buona pace, con gli auspici di questi decenni, perché ricordo
che da trent'anni si parla di questa necessità, con buona pace di
questi decenni in cui, purtroppo, questa non è accaduta
Una riforma, quindi, che cerca di superare una serie di problemi
che sono sotto gli occhi di tutti, che sono la frammentazione dei
consorzi, che è l'inefficienza gestionale, che sono gli sprechi,
che è la condizione di abbandono nella quale si sono trovati gli
agricoltori. E poi, al di là della dimensione ideologica che
certamente quest'Aula ha dimostrato di voler superare, lasciatemi
dire, che l'opportunità - lo ha detto prima qualche collega - dei
fondi europei è ora, è adesso, ed è un'opportunità certamente che
non possiamo non utilizzare.
Sicuramente, una governance credibile, nuovi consorzi che puntano
alla razionalizzazione saranno un ottimo ponte rispetto ai rapporti
con l'Europa che non vede l'ora di poter riconoscere finalmente
l'autorevolezza di questo soggetto per venire incontro alle
istanze, finalmente, anche della nostra Regione dopo decenni di
assoluta assenza.
Lasciatemi dire, poi, che finalmente questa è una riforma che
porta protagonisti gli agricoltori, vivaddio, questi uomini, queste
donne, queste imprese che sono state abbandonate a loro stesse e
che per la prima volta, dopo anni, tornano a decidere eleggendo,
perché no, la maggioranza dei consigli di amministrazione.
È una riforma equilibrata? Direte certamente È una riforma
equilibrata perché è una riforma che non lascia indietro nessuno,
che dà la possibilità a tutto il personale di essere assorbito con
le garanzie occupazionali e, soprattutto, con percorsi di
aggiornamento e di formazione. È una riforma che semplifica?
Certamente. È una riforma che mette al centro un solo ufficio
interconsortile per appalti, per progettazioni, per gare e,
lasciatemi dire, che non in tutto possiamo vedere annidato il male.
Se c'è questa tendenza, finalmente, questo orientamento a
razionalizzare e a centralizzare che ben venga Insomma, è una
riforma perfetta? Probabilmente no, ma è una riforma assolutamente
necessaria. È il primo passo per passare da un sistema di assoluta
inefficienza, a un sistema moderno, partecipato e, finalmente, per
poter dialogare con l'Europa.
Quindi, coerentemente al lavoro che si è fatto in Commissione in
questi anni, credo che l'appello oggi debba giungere al Parlamento
tutto, all'opposizione, perché ci si possa ritrovare, seppure con i
dovuti aggiustamenti che arrivano attraverso la presentazione degli
emendamenti, ad una riforma condivisa che certamente, gli
agricoltori aspettano da tempo, e che sono certo questo Parlamento
non vorrà negare loro. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
Io ho gli ultimi due interventi e poi dichiaro chiusa la
discussione generale. Ho gli interventi dell'onorevole Burtone e
dell'onorevole Safina e si sta iscrivendo a parlare, prima che
dichiari chiusa la discussione generale, l'onorevole Giambona.
Quindi gli onorevoli Burtone, Safina e Giambona e poi dichiaro
chiusa la discussione generale. È iscritto a parlare l'onorevole
Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, i colleghi del PD hanno, con chiarezza,
espresso significativi rilievi rispetto alla struttura che si vuole
dare ai consorzi. Queste ipotesi riformiste che, certamente, non
colgono quelli che sono i veri problemi e che potrebbero
addirittura accentuare alcune questioni di ordine organizzativo in
tutta la Sicilia.
È stato fatto un lavoro impegnativo da parte della Commissione,
però ho seguito attentamente il dibattito espresso in Aula da tutti
i Gruppi e mi pare che queste perplessità, che sono state
rilevanti, soprattutto da parte del nostro Gruppo, dovrebbero far
pensare il Governo, perché la strutturazione della nuova
organizzazione dei consorzi non è secondaria. Quando abbiamo avuto
modo di parlare, abbiamo sempre accentuato questo aspetto
organizzativo che è un grande limite al quale dobbiamo tentare di
dare risposte, così come il problema finanziario; ci sono risorse
che mancano, che sono necessarie ad un piano di risanamento e a me
pare che l'ipotesi che viene così fatta trapelare non sia quella
che possa dare una positività all'azione futura delle strutture
irrigue.
Ma detto questo, il problema riguarda anche il fattore umano. Da
tempo, cogliamo l'insoddisfazione, la preoccupazione, l'amarezza di
tanti lavoratori dei consorzi di bonifica. Alcuni hanno usufruito
di una norma che ha previsto il 50 per cento del turnover, altri
sono stati bloccati. Questa ingiustizia, che è chiara, evidente,
credo debba essere superata, si deve dare una risposta.
I consorzi di bonifica, così come i forestali, sono elementi che
danno un contributo notevole per l'ambiente, per l'agricoltura e
non lo possiamo sottovalutare e ne dobbiamo tenere conto nel
momento in cui attiviamo un'azione che, comunque, apre un raggio di
speranza nelle famiglie, in quelli che sono coinvolti da questo
tipo di attività lavorativa.
Io sento spesso alcuni precari che mi chiedono se questa riforma
darà una risposta concreta. Io non mi sento di esprimere con
lealtà, sicurezze, perché queste sicurezze non ci sono. Io penso
che, su questo terreno, non possiamo fare passi indietro.
Ripeto, e voglio mettere insieme la questione dei precari dei
consorzi con i precari della forestale, anche perché entrambi in
questo periodo stanno dando un contributo notevole rispetto ai
problemi che abbiamo nel territorio: gli incendi Una presenza che
cerca di porre freno a quelle che sono le iniziative diaboliche
fatte da alcuni delinquenti che stanno devastando anche quest'anno
il nostro territorio.
Quindi, il fattore umano è un fattore da tenere presente,
fondamentale, così come credo si debba tener conto di quelle che
sono le funzionalità dei consorzi stessi. L'Assessore, l'ho sentito
e devo dire che ho trovato una disponibilità e un lavoro fatto
concretamente da parte dall'attuale Assessore. Devo aggiungere,
però, Assessore, che probabilmente, per carenza di fondi, quelle
che erano necessarie attività manutentive, si stanno esplicitando
in questo periodo. Questo ritardo sta determinando dei problemi ad
una parte significativa dell'agricoltura. Lei sa da esperto, ma
anche da Assessore, che la siccità negli anni scorsi ci ha fatto
perdere il venticinque per cento di produzione. Se noi non diamo
l'erogazione con tempestività, finiremo per avere condizioni di
produzione che non aggrediranno, in maniera significativa, i
mercati e porranno quindi problemi al nostro mondo, alle aree
produttive del nostro territorio.
Io non devo segnalarla a lei, Assessore, perché lei è stato,
ripeto, su questo, sensibile, ha fatto anche una riunione a
Catania, ha informato dei vari passaggi che sono stati esplicitati,
alcuni interventi sono stati fatti. Quello che le chiedo è di
monitorare continuamente questa attività, perché anche problemi di
natura manutentiva, qualche volta, diventano grossi problemi, e se
non affrontati con tempestività, possono determinare quelle
difficoltà che tutti noi riconosciamo, anche perché spesso parliamo
di ipotesi che dovrebbero arrivare più avanti, negli anni, di
cambiamenti climatici, vi sono già cambiamenti climatici notevoli,
questa condizione ambientale ci deve portare a maggiore
responsabilità
Concludo dicendo che accanto al problema idrico, relativo
all'agricoltura e alla zootecnia, perché anche la zootecnia è
fortemente collegata a questi problemi, c'è anche quello relativo
alla crisi idrica potabile. Tante città continuano ad avere
difficoltà, anche noi che abbiamo avuto una condizione favorevole,
lo dico per il mio comune, Militello in Val di Catania, abbiamo
avuto rappresentato dall'ente di gestione un calo della fonte
idrica e, quindi, difficoltà per cui dobbiamo chiudere l'erogazione
dell'acqua di notte e aprirla nelle prime ore del mattino; sono
disagi che si creano ai cittadini, speriamo di poterli
fronteggiare.
Presidente, in quest'Aula, abbiamo appreso, non dall'Assessore ma
dal Presidente, da altri esponenti del Governo, che erano pronte le
risorse per i dissalatori, si era parlato di 30 milioni di euro,
anzi di 90 milioni di euro, poi si è parlato di 300 milioni di
euro, ora abbiamo saputo che, intanto, non è stato riparato alcun
vecchio dissalatore, non sono stati fatti nuovi impianti, pare che
siano stati attivati 30 milioni di euro da parte del Governo
nazionale e si debbano mettere in funzione dei dissalatori mobili.
Noi speriamo che questo venga fatto in fretta, perché i cittadini
non possono aspettare, e quando parliamo di difficoltà idropotabili
nelle nostre città, parliamo di vivibilità, parliamo della
vivibilità soprattutto delle fasce più deboli, gli anziani e i
bambini, parliamo anche di igiene, fondamentale per tenere una
condizione ambientale sicura nelle nostre comunità.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo dissi già in
occasione della scorsa seduta: questa maggioranza e i silenzi di
oggi, ma anche le parole spese da alcuni colleghi, mi portano a
dedurre che questa riforma non arriverà alla prima curva e poiché,
però, son d'accordo con quanti hanno affermato in quest'Aula che
una riforma serve, perché non possiamo ovviamente sprecare trenta
milioni l'anno per interventi tampone a favore di singoli consorzi
di bonifica, non possiamo più consentire che gli agricoltori non
dicano la loro sulla gestione della risorsa idrica, non possiamo
consentire che ci siano sperequazioni fortissime sull'acqua, perché
in Sicilia l'acqua non costa allo stesso modo in tutti i posti: ci
sono luoghi dove il costo è accessibile e ci sono posti dove il
costo è assolutamente inaccessibile, e questo mina anche la
capacità di territori di essere competitivi e produce un ulteriore
effetto che è quello dell'abbandono delle terre Perché quando a
un'impresa agricola si chiede di sopportare costi non sostenibili
per quelli che sono i valori di mercato delle materie prime, delle
materie prodotte, è chiaro che si sta dicendo all'agricoltore che
non c'è alternativa all'abbandono e l'abbandono vuol dire perdita
di valore di paesaggio, vuol dire incendi, vuol dire
desertificazione, tutte tematiche che in quest'Aula sono state più
volte affrontate
E, allora, se questo è il punto cui siamo giunti e se consideriamo
legittime le rivendicazioni, da un lato dei lavoratori perché, ha
ragione l'onorevole Abbate, è chiaro che i consorzi non sono solo
infrastrutture, sono anche lavoratori, ma la risorsa umana va
gestita bene, perché deve essere un servizio adeguato rispetto a
quelle che sono le esigenze degli agricoltori.
Poi ci sono ovviamente le legittime esigenze degli agricoltori che
vorrebbero che non si ricorra più a irrigazioni di crisi o di
emergenza ma a irrigazioni ordinarie, stabili, che possano
consentire loro di fronteggiare oggi la siccità, domani la
peronospora, dopodomani un altro ciclo di siccità e sotto questo
profilo in questa riforma, per esempio, manca un grande tema:
quello del sostegno a un'agricoltura di precisione
I consorzi di bonifica potrebbero svolgere una funzione in tal
senso però, al di là dei temi concreti, quello che mi preme, è
chiedere non alle opposizioni, le opposizioni sono state
responsabili, se avessimo voluto, in Commissione 'Attività
produttive', avremmo tenuto bloccati i lavori, ma non per
capriccio, perché le questioni aperte sono notevoli, invece abbiamo
scelto insieme a tutti i colleghi - anche alla luce di quella che è
stata la discussione nei diversi Gruppi - di consentire un
andamento ordinario dei lavori, ce ne deve dare atto, dicendo che
poi avremmo affrontato alcune questioni in Aula. Oggi, però, mi
sembra di poter dire che quest'Aula non sia pronta per questa
discussione, perché dopo due anni di lavoro se molti emendamenti
provengono dalla maggioranza, se molte questioni dirimenti vengono
poste dalla maggioranza, se alcune forze politiche che sostengono
questa maggioranza non alzano un dito a difesa di questa riforma,
forse è meglio prendere atto che non siamo ancora pronti e che
vogliamo evitare un ulteriore stop perché, altrimenti, saremmo
costretti a spendere ulteriori 30 milioni di euro per far fronte
alle diverse esigenze che nasceranno nei tredici, come diceva bene
l'onorevole Cracolici, consorzi di bonifica operanti in Sicilia.
Dunque, invito il Governo a questa riflessione, che è una
riflessione nell'interesse della Sicilia, perché poi non vorrei che
si chiedesse all'opposizione un atto di responsabilità:
l'opposizione, l'atto di responsabilità l'ha già fatto, è stato
quello di consentirvi di arrivare in Aula, dopodiché siete in mare
aperto e in mare aperto dovete navigare voi Non vorrei che
qualcuno poi si lamenti della richiesta del voto segreto su alcuni
emendamenti o su alcuni articoli e si lamenti del fatto che magari
le opposizioni, legittimamente, col voto segreto, voteranno contro
e magari poi dal tabellone venga fuori un numero dove i rossi sono
maggiori dei verdi
Questo mi sento di rassegnare a fine seduta, perché sono convinto
che una riforma serva, probabilmente non è ancora maturo il tempo
per averla, però che la maggioranza faccia la maggioranza e si
assuma la responsabilità dinanzi ai siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. È iscritto a parlare
l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, torno
sull'argomento, un paio di settimane fa, abbiamo avuto modo di
cominciare a ragionare su questa proposta normativa, per la quale
naturalmente ringrazio i componenti della Commissione 'Attività
produttive', un lavoro lungo al quale anche il Partito Democratico
ha dato un significativo contributo.
Detto ciò, però, inviterei i colleghi, i pochi colleghi di
maggioranza che oggi sono intervenuti in quest'Aula, a essere cauti
rispetto a quelli che sono stati i proclami. Hanno parlato di
riforma epocale.
La riforma non basta portarla in Aula, signor Presidente,
assessore; la riforma bisogna portarla in Aula, sicuramente
discuterla, ma poi bisogna anche approvarla e quella riforma che
bisogna approvare deve essere nelle condizioni di camminare con le
proprie gambe. Dico questo perché i silenzi, le assenze di questi
momenti, di queste settimane, ad onor del vero, non fanno presagire
nulla di buono rispetto a un argomento che è centrale per
l'economia dei siciliani.
Il primo datore di lavoro della nostra Terra, il settore della
bonifica, è stato un settore che, per certi versi, non ha mai
prodotto quei risultati e dato risposte a quelle aspettative di un
settore così strategico. L'acqua arriva a malapena e sa benissimo,
assessore, che avere la possibilità di campi irrigati permette di
produrre 5-6 volte di più. Abbiamo delle infrastrutture che sono un
colabrodo, abbiamo perso decine e decine di milioni di euro nella
riqualificazione delle reti, abbiamo accumulato decine e decine di
milioni di euro di debiti nei consorzi di bonifica e, oramai,
ripetutamente, quest'Assemblea si trova a dover coprire i debiti
dei vari consorzi. Un sistema non equo, in cui molti agricoltori si
sono trovati a pagare le bollette senza avere poi regolarmente
l'acqua.
Avete parlato, abbiamo parlato della mancanza di protagonismo
degli agricoltori perché enti perennemente commissariati,
naturalmente non danno la possibilità agli agricoltori di potere
esprimere al meglio quelle che sono le esigenze per garantire
crescita e sviluppo in questo settore e, poi, la questione atavica
dei nostri lavoratori dipendenti dei consorzi di bonifica che fanno
un egregio lavoro, il più delle volte si trovano in gravi
difficoltà.
Siamo intervenuti in tantissime occasioni, riunioni presso i
consorzi stessi con atti parlamentari per denunciare i ritardi nei
pagamenti degli stipendi, la grave situazione di incertezza. Tutto
questo, quindi, ha creato una situazione sicuramente non di
sviluppo di un settore cruciale quale è l'agricoltura e quale è la
zootecnia.
Ora, io non so se questa, signor Presidente, è una riforma, per
così dire, necessaria o se questa corrisponda ai requisiti di una
riforma di cui noi parliamo da tempo, ma il fatto che ci siano
all'incirca 500 emendamenti, di cui buona parte sono stati
presentati da rappresentanti della maggioranza, credo che un attimo
ci faccia comprendere qual è il quadro complessivo di assoluta
incertezza.
Io credo che, al di là di quella che possa essere la decisione o
le decisioni dei prossimi giorni, delle prossime ore, una cosa è
sicuramente essenziale, assessore, per portare avanti quest'azione
normativa ci vogliono le risorse: risorse per far partire i
consorzi di bonifica affinché possano esserci le condizioni per
programmare, progettare, avere tutte quelle condizioni anche per
poter mettere a terra, con adeguate modalità di progettazione, i
fondi del PNRR per esempio, i fondi strutturali e, poi, mettere in
sicurezza i lavoratori.
Abbiamo, a più riprese, parlato della necessità di stabilizzare i
lavoratori settantottisti, centounisti e dare loro la possibilità
di ricoprire almeno 156 giornate lavorative.
Ma, ad ogni buon conto, io ritengo che, in un verso o nell'altro,
un intervento bisogna sicuramente farlo, perché, assessore, io, nei
pochi minuti che mi rimangono, le racconto una piccola storia
triste che riguarda gli agricoltori, che riguarda la siccità in
Sicilia, che riguarda i nostri paradossi, le contrapposizioni e le
contraddizioni che sono tutte siciliane, perché noi ci troviamo ad
avere condizioni in cui c'è l'acqua, assessore, ma manca la luce
C'è l'acqua, ma manca la luce significa che nel Consorzio Palermo
2, per esempio - e lei è perfettamente a conoscenza di come ci
siamo impegnati nelle ultime finanziarie per tentare di trovare
risorse per riattivare i pozzi, per migliorare le nostre reti
infrastrutturali e, allora, che cosa succede? Che, nel 2024,
stanziamo circa cinquecentomila euro e questi vengono utilizzati
per riattivare sei pozzi nella provincia di Palermo, di cui uno è
il pozzo Mezzatesta, che insiste nel Comune di Misilmeri, che
serve, a sua volta, per garantire, garantirebbe, qualora azionato,
qualora si potesse prelevare l'acqua, i territori di Ficarazzi, di
Misilmeri, di Casteldaccia, dove insistono degli agrumeti e anche
coltivazioni ad ortaggi.
Cosa succede, assessore? Succede che il consorzio di bonifica non
si può intestare un contatore dell'energia elettrica e non si può
intestare ai siciliani, colleghi, un contatore dell'energia
elettrica perché il consorzio di Palermo 2 è pignorato e l'Enel o
altri fornitori di energia elettrica non attivano nuovi contratti
di fornitura a soggetti che hanno procedure in corso
Quindi, abbiamo il paradosso dei paradossi, cioè noi abbiamo
stanziato centinaia di migliaia di euro, abbiamo trovato l'acqua,
abbiamo riattivato pozzi, abbiamo creato infrastrutture, ma manca
il contatore per la fornitura dell'energia elettrica per riuscire a
prelevare l'acqua
Allora, che cosa voglio dire? Voglio dire che è evidente che, da
questo punto di vista, o portiamo avanti un'azione di riforma dei
consorzi di bonifica che sia in grado di rispondere a tutte quelle
esigenze che ho rappresentato poc'anzi, ovvero, diversamente,
dobbiamo procedere subito ad una vera e propria iniezione di
liquidità, iniezione di liquidità agli attuali consorzi di bonifica
che siano in grado di superare la situazione che, dal punto di
vista economico-finanziario, è drammatica.
Naturalmente, non possiamo pensare di creare nuovi enti e
dimenticarci dei creditori dei 120 milioni di euro, che è fatto di
aziende, che è fatto di lavoratori, che devono avere il diritto di
recuperare quelle somme.
Io ricordo a me stesso che noi qui rappresentiamo tutta la
Sicilia, rappresentiamo gli agricoltori, rappresentiamo i
lavoratori, ma rappresentiamo pure quelle ditte che hanno lavorato
e continuano a lavorare per i consorzi di bonifica e pure loro
devono essere tutelate.
Non possiamo creare delle bad company e lasciarle al loro destino;
questo non rientra tra i nostri compiti istituzionali, ma dobbiamo
portare avanti azioni di natura responsabile e questa riforma,
ovvero azioni normative in tal senso, devono puntare da una parte a
dare le risorse fondamentali agli agricoltori - e quindi l'acqua -
ma, dall'altro lato, ancora, a garantire un sistema che sia equo,
che sia solidale e, soprattutto, garantisca i lavoratori dei
consorzi stessi.
PRESIDENTE. Visto che la discussione generale è chiusa da parte
degli interventi dei colleghi, se lei, assessore, volesse
intervenire per rispondere ad alcune osservazioni che sono state
fatte, ne ha facoltà.
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, ringrazio tutti per
l'interessante dibattito e tutti gli spunti che sono venuti.
Cercherò di illustrare alcuni criteri che hanno guidato
nell'elaborazione di queste riforme.
Mi associo ai ringraziamenti alla Commissione "Bilancio" e a tutti
i componenti che hanno dato un contributo, al di là delle giuste
differenziazioni che ci sono state - scusi, della III Commissione -
e al di là delle giuste differenziazioni, dicevo, poi, però, tutto
il lavoro è stato assolutamente costruttivo.
Ora, io partirei dal tema, da uno dei temi che colpisce, che è
quello della delimitazione dei consorzi, undici, tredici consorzi,
più quattro diciassette, e così via.
Io rispetto le opinioni di tutti È chiaro che, voglio dire, c'è
il massimo rispetto per le scelte che sono state fatte in passato.
Non voglio intervenire sul fatto che i due consorzi che sono nati,
che dovevano nascere come accorpamento di consorzi esistenti, non
sono mai nati. Semplicemente, non sposo questa linea, non sposo
questa linea Non ho mai sposato questa linea, perché il semplice
accorpamento di consorzi e la divisione della Sicilia in due parti
- Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale - definendo consorzi un
accorpamento disomogeneo di consorzi esistenti, non è stata mai la
mia linea.
Io non ho mai condiviso. Perché non ho mai condiviso? Non per
ideologia, io non l'ho mai condivisa perché un consorzio si
definisce tale perché è un'associazione di imprenditori agricoli
che si mettono assieme per realizzare delle opere in comune, che
hanno delle opere in comune.
Allora, io non posso condividere il fatto che il consorzio della
Sicilia occidentale, che va da Palermo a Gela, possa avere degli
imprenditori agricoli che si mettono assieme e che hanno un
interesse comune, da Palermo a Gela Non è un consorzio; quello non
è semplicemente un consorzio e, quindi, la linea direttrice della
riforma, a cui ho contribuito sotto diversi aspetti, nasce da
questa considerazione e nasce anche dalla considerazione del fatto
che questa riforma, sotto il profilo della delimitazione e dei
criteri che hanno spinto alla delimitazione, cioè unitarietà della
gestione dei sistemi idrici, unitarietà dei bacini, unitarietà
nella gestione dalla fonte di approvvigionamento all'utenza, questi
sono i criteri che hanno ispirato la delimitazione dei quattro
consorzi e sono i criteri che, sotto il profilo tecnico-
scientifico, sotto il profilo dell'allineamento della nostra
Regione, della nostra normativa alle Regioni più avanzate d'Italia,
sotto il profilo di seguire quelli che sono gli orientamenti
dell'Associazione nazionale delle bonifiche e la Conferenza Stato-
Regione, hanno determinato la delimitazione di questi consorzi.
Quindi, questi quattro consorzi non si potranno mai sommare ai
tredici consorzi per il semplice fatto che i due consorzi che sono
stati delimitati, su cui non voglio intervenire, i motivi per cui i
due consorzi poi non sono stati attivati - io non c'ero e non so
perché non siano stati attivati - ma sicuramente quei due consorzi
erano un accorpamento di consorzi esistenti che si portavano
assieme tutti i debiti, tutti i problemi e tutte le contraddizioni
che nascono da una legge, già difettosa nel 1995, perché anche la
legge n. 45 del 1995 ha delimitato undici consorzi,
sostanzialmente, su base provinciale con l'eccezione di Gela
all'interno di Caltanissetta e di Caltagirone all'interno di
Catania. Ma Gela all'interno di Caltanissetta? Cioè, si delimita un
consorzio provinciale e, poi, all'interno di un consorzio
provinciale, si dice per salvaguardare le esperienze positive, si
creano due consorzi, con il risultato che Caltanissetta è stato
sempre un consorzio vuoto, infatti è l'unico in attivo perché ci
sono attività e passività nei consorzi di cui ora parlerò, e
Caltanissetta è stato sempre un consorzio attivo perché non ha mai
fatto irrigazione o non c'è irrigazione, e Gela ha avuto tutti i
problemi.
Quindi, già da allora, quella delimitazione su base provinciale
non andava bene e non va bene per un semplice fatto: perché noi
agli allievi ingegneri la prima cosa che diciamo, che insegniamo, è
quella che l'acqua non conosce i confini amministrativi Gli unici
confini amministrativi che conosce sono quelli del servizio idrico
integrato, acquedotto, fognatura e depurazione che prevalentemente
si realizzano all'interno di un Comune e, quindi, è giusto che ci
siano ambiti territoriali ottimali che coincidono con le province.
Ma l'acqua non la conosce, l'acqua dell'irrigazione,
dell'agricoltura, che deve partire da un serbatoio, da una fonte di
approvvigionamento e deve arrivare a un'utenza, si estende per
migliaia e migliaia di ettari.
I confini comunali non servono, sono ininfluenti, è questo il
criterio base che ci ha guidato nella riforma. Non abbiamo
inventato, abbiamo cercato di copiare delle esperienze
assolutamente positive.
Io non vorrei neanche che la riforma venisse delimitata solo con
il problema degli operai. Sicuramente il Governo interverrà per
cercare di risolvere gran parte dei problemi degli operai. Su
questo posso dare - ora lo vedremo assieme al collega Dagnino, oggi
manca - rassicurazione che ci sarà anche questo aspetto.
Però, non dobbiamo limitarci a questo. Qualcuno dice: "ma chi ci
garantisce che la riforma funzionerà?". Non è perché si chiama
"riforma" che automaticamente funziona Io non voglio dichiarare
questa cosa, non la posso dichiarare, ma io dico che il quadro,
anche di governance, che abbiamo disegnato consente di avere tutti
i prerequisiti affinché la riforma possa essere applicata e
funzionante; noi abbiamo delineato un quadro organizzativo e,
soprattutto, la restituzione della gestione dei consorzi di
bonifica agli imprenditori agricoli. Dico ciò perché, in questa
situazione, infatti, in cui tanti giustamente si lamentano sul
fatto che ci sono i commissariamenti dal 1995, guardate che nel
1995 i commissariamenti sono nati perché c'erano i debiti di quelli
vecchi. Ora, io dico che non è automatico, non è perché si chiama
riforma che i suoi effetti saranno sicuramente positivi, perché la
riforma va applicata dagli uomini e dalle donne e, quindi, ci sarà
tutto l'impegno delle persone che lavoreranno all'interno dei nuovi
consorzi di bonifica; auspicabilmente, diciamo, nel caso in cui la
riforma venisse apprezzata, dovranno applicare concretamente i
principi generali, ma noi stiamo mettendo con questa riforma le
basi affinché si parta in maniera diversa, con quattro consorzi che
siano autonomi e che abbiano una gestione autonoma, con quattro
direttori, con dirigenti che tornino ad avere il rapporto con il
territorio.
Non è pensabile che mezza Sicilia venga diretta da un direttore,
non è pensabile Le dimensioni, oltre alla disomogeneità e alla
definizione di quello che è un consorzio di bonifica, sono
estensioni troppo elevate per poter far funzionare un consorzio di
bonifica. Ecco, allora, l'idea che è stata condivisa in
Commissione, perché la delimitazione di questi consorzi è stata
discussa all'interno della Commissione in maniera approfondita,
facendo anche delle modifiche rispetto alla proposta che io avevo
portato.
Ora, io credo io non so se la riforma arriverà alla prima curva o
non ci arriverà il mio compito è quello di spiegare i motivi per
cui, a mio parere, occorrerebbe apprezzarla. Noi stiamo ponendo le
basi, cercheremo di dare all'interno di questa riforma, quindi,
senza rinviare, una prospettiva ai lavoratori, ben consapevole del
fatto che non si esaurisce la problematica della gestione del
personale ai soli lavoratori. Io credo che tanti che hanno rapporti
con i consorzi di bonifica sanno bene che molti tecnici sono andati
in pensione, altri non ci sono più, quindi, dobbiamo anche pensare,
dobbiamo anche pensare a rafforzare i quadri tecnici. Ben vengano
le stabilizzazioni e sicuramente interverremo con questa riforma
se, voglio dire, supererà il primo giro, però dobbiamo pensare
anche a rafforzare i quadri tecnici per cercare di rendere queste
strutture solide.
I debiti, che è l'altro problema e sicuramente uscirà: ogni
consorzio ha degli attivi e dei passivi, non è vero che sono solo
le infrastrutture, ma ci sono dei crediti che non sono stati
riscossi.
Il Governo seguirà attentamente la liquidazione che, ove venisse
approvata la riforma, verrà fatta.
Qualcuno ha ricordato che in ogni variazione di bilancio, in ogni
legge finanziaria, il Governo e poi l'Assemblea ha messo a
disposizione ingenti risorse finanziarie per colmare i debiti,
allora dobbiamo aprire una pagina nuova se abbiamo, almeno da parte
mia, il coraggio di aprirla, che è una cosa impegnativa, è un
lavoro molto impegnativo quello di attuare una riforma di questo
tipo; non bastano 24 ore, perché c'è tutta un'organizzazione nel
passaggio tra il vecchio e nuovo, che determinerà un grande impegno
delle strutture, un grande impegno, un grande lavoro.
Consentitemi di passare alla battuta: per un assessore per
l'agricoltura forse è più facile gestire la situazione attuale
rispetto ad avventurarsi a un lavoro così impegnativo. Ma a che
prezzo? In ogni manovra dobbiamo venire per tutelare gli stipendi
dei lavoratori e chiedere, prima al Governo, a tutto il Governo, e
poi all'Assemblea, di mettere 10 milioni di euro in ogni manovra? E
noi ci preoccupiamo dei debiti, di come leviamo o non leviamo i
debiti, quando ci sono attività e passività, e se stiamo nella
situazione attuale in cui siamo così impantanati, da una situazione
che viene da lontano, in cui in alcuni consorzi, come dire,
probabilmente, non si è operato alla perfezione, nel passato, mi
riferisco al passato.
Allora, vogliamo cercare di superare questa... e chi aveva
obiettato, ogni tanto qualcuno obiettava sul fatto che si
prediligeva Catania o Palermo, non sono più i consorzi di Catania,
di Palermo, di Trapani o Agrigento, sono delle aree omogenee in cui
la gestione dell'acqua avviene in maniera unitaria, perché questi
sono i criteri che hanno ispirato questa riforma. Molte
osservazioni, parecchie osservazioni, si riferiscono anche al
funzionamento attuale. Io lo so, siamo qua per discutere di una
nuova visione, perché ci sono tante cose che non funzionano; alcune
cose, magari, ogni tanto si esagerano, per esempio, le rotture o le
manutenzioni che non vengono fatte prima. Ci vuole una manutenzione
fatta prima, ma anche una manutenzione quando si immette l'acqua,
perché a volte basta l'errore umano di una manovra dell'immissione
dell'acqua in un tubo per farlo scoppiare. Ecco, allora, che gli
interventi durante il periodo irriguo, il periodo in cui si
distribuisce l'acqua, sono assolutamente essenziali, quindi non si
possono fermare solo alla giusta fase preliminare in cui occorre
fare delle opere di manutenzione, e noi abbiamo messo a
disposizione risorse come Governo, risorse finanziarie
significative per fare dei pronti interventi; non è vero che non
abbiamo fatto programmazione Questo inverno abbiamo rimesso a
posto tante traverse di derivazione e io farò un incontro ad
Agrigento, e lo annuncio dopo aver fatto quello di Catania,
probabilmente il 15, per illustrare quello che abbiamo fatto nella
Sicilia occidentale.
Oggi, abbiamo una insufficienza di risorse nei serbatoi, ma quelle
limitate, quei limitati volumi idrici che abbiamo, li abbiamo
grazie agli interventi che farò vedere sulle traverse a servizio
dell'Arancio, del Garcia, di Paceco, di Rubino e, purtroppo, la
Trinità costituisce un caso tragico.
Qualcuno diceva anche la differenza dei costi dell'acqua in
diverse zone, avere territori omogenei, avere territori omogenei,
quindi delimitare i consorzi può significare anche livellare il
prezzo dell'acqua. Pensate se noi dovessimo gestire un consorzio
che va da Palermo a Gela, non si potrebbe mai fare
L'ultima osservazione è quella dell'Ufficio Interconsortile.
Qualcuno ha parlato di super consorzio; francamente, parlare di
super consorzio, di un ufficio che serve solo per coordinare una
serie di attività è un ufficio di coordinamento, ci sono una serie
di attività di carattere, per esempio, amministrativo, di carattere
informatico, di elaborazione di dati, cioè una serie di attività
che potrebbero essere, non dico centralizzate, perché il super
consorzio di cui si parla è senza personale, non è che ha
personale. Dici super consorzio, ma di cosa? Non ci sono utenti,
non c'è personale che è impiegato, quindi qual è questo super
consorzio? Io, onestamente, non lo capisco È un semplice ufficio
di coordinamento, in modo tale che se nel consorzio "A" si adotta
un programma amministrativo per la gestione, per esempio, dei ruoli
- per l'emissione dei ruoli - si possa in qualche modo coordinare
che una serie di attività vengano realizzate in tutti e quattro i
consorzi.
È semplicemente un'attività di coordinamento - non ha personale,
non ha struttura, non ha nulla -, quindi, voglio dire, anche questo
io lo vorrei chiarire. Poi, chiaramente, ognuno si può fare la
propria idea, però, diciamo, questa è l'idea che ci siamo fatti per
cercare di...
SAFINA. La maggioranza lo ha chiarissimo
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Condizione di crisi e di emergenza. Sicuramente
questo è un tema molto attuale, al di là della riforma. Io credo
che, proprio prendendo spunto dalla diga Trinità che, voglio dire,
ci preoccupa per gli effetti che determina, io penso che una delle
prospettive, a mio parere, per cercare di migliorare l'accumulo di
acqua in Sicilia, per l'agricoltura, sia quella degli invasi
aziendali, dei serbatoi aziendali.
Io non mi illudo che un invaso come Trinità, o un invaso come
Comunelli a Gela, o come Disueri - realizzato due volte - potranno
mai acquisire le efficienze che avevano prima. Non ci sono più le
condizioni perché si sono accumulati talmente tanti danni di
vecchiaia, che non riusciremo a metterli in sesto. Allora, avere
una rete diffusa di invasi aziendali che possano consentire
l'accumulo di acque invernali nel periodo in cui c'è questa
disponibilità idrica - sul modello di quello che avviene nella
Piana di Catania - può essere un ottimo intervento che io, ritengo,
si possa incrementare e incentivare con risorse che già abbiamo
messo a disposizione nell'ambito del PSR, su cui ho fatto una
proposta anche al Governatore Schifani affinché si possa valutare
anche questa possibilità, cioè avere invasi diffusi invece di avere
dighe accentrate, che è ormai difficilissimo realizzare per i tanti
vincoli ambientali che abbiamo.
Io credo che questo possa essere un ottimo intervento su cui
lavorare.
Chiudo, dicendo che abbiamo cercato come Commissione - e io, in
particolare, ho maturato da tanto tempo queste idee - di lavorare
per il meglio per poter fare apprezzare questa riforma.
Poi, naturalmente, l'Aula valuterà secondo quelli che sono, io
spero, i contenuti di questa riforma e, naturalmente, sono sempre a
disposizione per dare ulteriori chiarimenti su parti della riforma
che, magari, sono oscure.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo punto, prima di
riconvocare l'Aula a domani, alle ore 15:00, con la votazione del
disegno di legge sui consorzi di bonifica, ho due interventi ai
sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno, no, più
di due interventi.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli La Vardera, Gilistro,
Venezia, Spada e Burtone.
Prego, onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie. Signor Presidente, quel che resta della
maggioranza, non posso lasciare quest'Aula senza riproporre quello
che, in questi giorni, sta accadendo in questa Regione. Non posso e
non possiamo far finta di nulla rispetto al fatto che ci sono ben
quattordici indagati in questa maggioranza, non possiamo far finta
di nulla, che tutto quello che sta accadendo non può che fare
emergere un quadro devastante e desolante delle Istituzioni che, in
qualche maniera, questo Governo sta rappresentando nel silenzio
totale, tombale, di colui che presiede questo Governo, che è il
governatore Schifani che, non solo non dice nulla, ma, per assurdo,
difende le posizioni di quei soggetti che stanno al Governo della
sua stessa maggioranza.
Cioè, davanti a un assessore che, dalle indagini, emerge avrebbe
poteva essere in qualche modo interessata all'assunzione di un
nipote diretto, non solo non dice nulla, ma difende quello stesso
assessore dicendo che non ha pensato alla rimozione. Qua siamo al
capolavoro
Allora, il silenzio di Schifani, in questa faccenda, fa sì che c'è
semplicemente la volontà politica di avvantaggiarsi da questa
operazione, mettendo all'angolo Fratelli d'Italia e rinforzando la
propria posizione che è quella di Forza Italia. C'è una maggioranza
che è assolutamente con un obiettivo chiaro, di rimanere in
silenzio
Colleghi, noi in queste ore siamo lo zimbello d'Italia, l'intero
Paese, l'intera Nazione sta guardando alla Sicilia come esempio
negativo della rappresentazione stessa della realtà: assessori
indagati, Presidente dell'Assemblea a sua volta indagato per
corruzione. C'è un quadro devastante attraverso il quale non ci può
non portare a colei che presiede anche il Governo nazionale.
Giugno 2013, sul caso Idem: "Sono certa della buona fede della
Idem ma le dimissioni sarebbero auspicabili, serve atto di
responsabilità, la politica deve dare l'esempio ". Sempre 2013, il
caso della Ministra Cancellieri coinvolta nel caso Ligresti: "Il
suo comportamento è stato totalmente inopportuno, credo che il
Ministro non abbia più la possibilità di avere un mandato pieno".
Giugno 2015, Mafia Capitale , su Ignazio Marino, dice: "Ignazio
Marino si dimetta e lasci liberi i romani". Ancora, aprile 2016,
inchiesta Tempa Rossa : "Ogni giorno emerge un nuovo conflitto di
interessi, non si deve dimettere il Ministro Guidi ma l'intero
Governo Renzi" e a parlare non è il manettaro La Vardera, no, no,
no Non è il manettaro deputato nazionale che dice ah ma... è
Giorgia Meloni, la Premier che è a capo di quel partito, Fratelli
d'Italia, cui in Sicilia i suoi soggetti principali sono indagati
Attenzione Non sono indagati dei deputati semplici ma
l'espressione diretta di Fratelli d'Italia, emanazione del listino.
I due soggetti inseriti nel listino del presidente: Galvagno e
Amata sono al centro di indagini Ma che fine ha fatto Giorgia
Meloni? Quella Giorgia Meloni che invocava le dimissioni di Ignazio
Marino Quella Giorgia Meloni che invocava Paolo Borsellino come
esempio della propria politica; Paolo Borsellino, nel discorso alla
Camera, Giorgia Meloni, dice che è stato il suo mentore politico
Peccato che Paolo Borsellino diceva che la Magistratura deve fare
il proprio dovere ma, ancor prima, lo devono fare la politica e le
istituzioni
Questo è un quadro devastante davanti al quale noi non possiamo
rimanere in silenzio, non solo non possiamo ma non dobbiamo Uno
svilimento delle istituzioni della Regione siciliana a causa di
quei soggetti che dicevano dimettiti, dimettiti e poi, quando
sono andati al governo, hanno fatto esattamente il contrario di
quello che professavano.
Da questo banco, ancora una volta, finché avrò voce dentro questo
Parlamento, chiederò le dimissioni dell'assessore Amata. Ribadirò
la posizione rispetto alle dimissioni del presidente Galvagno, così
come abbiamo fatto oggi con Alleanza Verdi e Sinistra, ribadendo la
posizione specifica e precisa dei colleghi di Alleanza Verdi e
Sinistra che hanno deciso e hanno chiesto, anche loro a gran voce,
le dimissioni. Perché non è una questione di opportunità e basta
ma è una questione di credibilità delle istituzioni che
rappresentiamo. Non possiamo rimanere a guardare mentre questa
Regione va in pezzi, mentre mancano le cose fondamentali, loro se
la cantano e loro se la suonano Allora c'è qualcuno che in questo
Parlamento, e non soltanto qualcuno e tanti altri colleghi che
ringrazio, che non ci stanno e che dicono che questa Presa della
Bastiglia deve finire e che il coraggio dei siciliani, prima o
poi, manderà a casa questa classe politica di debosciati,
scellerati e, oggi, anche di indagati.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro.
Colleghi, io vi chiedo di attenervi ai cinque minuti, visto che
siamo come ex articolo 83. Quindi, vi chiedo di mantenere gli
interventi nei cinque minuti, perché altrimenti vi dovrò togliere
la parola. Prego, onorevole Gilistro.
GILISTRO. Grazie Presidente, grazie Governo. Carissimi colleghi,
in questo momento, Presidente, sono portavoce di un intero
territorio. Un intero territorio che dice adesso basta Adesso
basta Un intero territorio, il territorio di Siracusa e la sua
provincia dice basta È un territorio che non ne può più È in
atto, in questo momento, Presidente, un ulteriore disastro
ambientale L'incendio di ECOMAC ad Augusta, dopo due anni, per la
seconda volta, è un disastro ambientale senza precedenti.
Presidente, non possiamo accettare questa cosa Già un'area
industriale così pesante, un incendio per la seconda volta che
rilascia sostanze estremamente tossiche, i sindaci dei comuni hanno
chiesto ai cittadini di chiudersi in casa, come da non poter
neanche uscire. Chiudersi in casa Cari colleghi, chiudersi in casa
quando c'è una nube tossica che dura due ore, tre ore ha un senso,
ma quando un incendio, che è ancora in atto dopo due, tre giorni e
non è stato ancora spento, è una presa in giro nei confronti dei
cittadini. Perché con un'alta pressione, anche se ti chiudi in
casa, quell'aria la respiri, e la respirano i ragazzi, la respirano
i nostri figli. Adesso basta Basta, non è più possibile
Questo posto è una polveriera, una polveriera, non ci stiamo più
Lavoro, lavoro, lavoro. Preferiamo morire di fame, che morire
asfissiati
Presidente, mi ascolti Non vogliamo morire asfissiati Donate a
tutti i cittadini la maschera antigas, le bombole di ossigeno, non
possono più respirare, a parte la catena alimentare, ma i danni, i
danni di questi disastri ambientali dureranno anni, decenni e gli
effetti oncologici, ematologici, malformazioni saranno visti nei
prossimi decenni e non adesso.
Cosa sta facendo questo Governo? Ho presentato questa mattina
un'interrogazione urgentissima, altro che urgente, non possiamo
restare chiusi in casa a respirare questi prodotti tossici, una
polveriera
E chiudo anche con un altro problema. Due anni fa, la città di
Siracusa ha subìto degli incendi devastanti. In questo momento, ci
sono roghi dappertutto per l'incuria, per l'incuria Strade che non
vengono pulite, che non vengono totalmente...strade di sterpaglie,
è normale che gli incendi...bene, non vorrei che anche quest'anno,
dopo che due anni fa, la città di Siracusa, la più colpita nella
regione, non è stata dichiarato lo stato di calamità e non certo
per colpa dei cittadini che hanno perso le loro case, che hanno
perso i loro terreni, bensì sempre per colpa delle istituzioni
È da due anni che stiamo chiedendo un rimborso per queste persone,
che hanno perso tutto. E non ci sono soldi per i rimborsi. Ci sono
soldi per qualunque cosa, ma non per rimborsare queste persone.
Cioè, questo è un dato di fatto. Lo sappiamo e lo sanno tutti
quelli che hanno subìto questo, queste famiglie della zona di
Siracusa.
Quindi, io le dico questo Presidente, colleghi. Io lo dico: questa
situazione non può durare a lungo, se continua ancora, e ci sarà
ancora una situazione così devastante nella zona industriale, mi
dovrete portare fuori da quest'Aula con forza, perché io protesterò
fino all'ultimo giorno del mio mandato, perché dobbiamo difendere i
nostri figli e le nostre famiglie nella maniera più assoluta. La
loro salute è la nostra priorità.
Presidente, le chiedo veramente di prendere in considerazione
questo mio intervento per fare qualcosa di più.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Venezia. Ne ha
facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
della Giunta.
Nei giorni scorsi è diventato di dominio pubblico il Piano
strategico nazionale delle aree interne 2021/2027: leggendo questo
documento, denso di contenuti e ricco di spunti di riflessione, è
saltato all'occhio, all'interno non solo del dibattito politico ma
anche di vaste fasce di popolazione delle aree interne, il fatto
che a pagina 45 di questo documento si fa riferimento al fatto che
ormai il processo di spopolamento di tanti comuni delle aree
interne italiane è ormai un fatto irreversibile, e come tale va
accompagnato attraverso azioni di politiche pubbliche e, quindi,
governative.
Tutto questo ha creato una sorta di indignazione, se non
sentimenti di amarezza, perché la questione delle aree interne
riguarda più di quattromila comuni italiani, riguarda circa 13
milioni di abitanti, dalle Alpi a tutto l'arco appenninico fino
all'entroterra siciliano, e questa sorta di analisi di
rassegnazione non è assolutamente accettabile, e proprio per questo
sentiamo il dovere, quest'oggi, di intervenire e di porre
l'accento, anche in quest'Aula, sulla questione delle aree interne
siciliane. Nella programmazione 2021/2027, una parte significativa
delle risorse europee è stata destinata alle cosiddette politiche
territoriali, circa un miliardo e mezzo di euro: sono nate le
S.I.R.U., sono nate le F.U.A., sono state perimetrate le aree
interne, però, man mano che si va avanti nella dimensione della
programmazione territoriale, emerge, da parte dei territori, una
serie di criticità che la politica, purtroppo, non solo fa finta di
non capire ma in un certo qual modo rallenta dentro i percorsi
della burocrazia, della competenza da parte dei dipartimenti.
Eppure emerge un approccio infrastrutturale, come se il problema
delle aree interne fosse solo la realizzazione di infrastrutture
dentro i territori e non, invece, qualcosa di più grande respiro, e
da questo punto di vista vorrei fare, in quest'Aula, una
riflessione, partendo, per esempio, dal fatto che l'approccio alle
aree interne non ha una visione integrata delle azioni, delle
prospettive, delle risorse da assegnare: si può parlare di aree
interne senza parlare di politiche agricole che possono dare un
impulso alle aree interne sotto il profilo dell'occupazione, sotto
il profilo del ripopolamento, sotto il profilo di ricreare una
economia di produzione? Eppure la PAC va in una direzione ben
diversa e, leggendo tra le righe, dietro la narrazione romantica
dell'economia green e dell'economia sostenibile, si nasconde,
invece, una incentivazione attraverso gli eco-schemi di una
impostazione che favorisce l'agricoltura intensiva e non quella,
per esempio, delle aree interne, e da questo punto di vista si è
fermato il dibattito, anche in quest'Aula, dopo l'approvazione
della legge voto, del tema della fiscalità di vantaggio. Si è
approvata la legge voto, si è trasmessa al Parlamento, noi pensiamo
di risollevare quel debole e flebile tessuto economico presente
nelle aree interne senza adottare, per esempio, politiche di
fiscalità di vantaggio che favoriscono e incentivano nel commercio
di prossimità, perché un territorio, seppur popolato, senza quei
servizi minimi, anche sotto il profilo commerciale, non può,
ovviamente, essere mantenuto in vita, e concludo.
Sulla questione dei servizi si sono assegnate risorse per la
realizzazione, ripeto, di opere infrastrutturali, ma si dimentica
che queste aree, questi territori non possono sopravvivere senza
servizi essenziali e, dunque, se da un lato si assegnano risorse
per investimenti, dall'altro si applica il dimensionamento
scolastico, nelle grandi città, come nei piccoli comuni. Si
tagliano i servizi sanitari territoriali, gli ospedali secondari,
si tagliano tutta una serie di servizi che portano la popolazione a
scegliere la via della migrazione piuttosto che la via della
resilienza.
Ecco, io credo che quest'Aula debba occuparsi delle aree interne,
lo debba fare con una visione e con un approccio integrato e lo
debba fare mettendo insieme tutta una serie di risorse, anche
extraregionali, che possano servire a migliorare la qualità della
vita delle popolazioni, delle aree interne e a dare un messaggio,
non tanto di rassegnazione, ma di speranza, perché, leggendo bene
quel documento, alcune aree interne, attraverso buone pratiche,
hanno invertito il trend e hanno costruito modelli di sviluppo che
stanno garantendo un futuro per quelle popolazioni. Noi reputiamo
che anche in Sicilia tutto questo è possibile, basta volerlo e
basta che la politica abbia una visione di alto livello.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia. Ha chiesto di parlare
l'onorevole Spada. Ne ha facoltà. Vi chiedo sempre, cortesemente,
di attenervi ai cinque minuti, dato che, come interventi, siamo ex
articolo 83.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie, grazie anche
all'Assessore che è rimasto, l'unico a rappresentare il Governo.
Come è stato detto prima, noi oggi ci troviamo disarmati dinanzi
ad un contesto, quello che viviamo nella provincia di Siracusa e
quello che soprattutto vivono i comuni che ricadono all'interno
delle cosiddette AERCA, quelle aree ad elevato rischio di crisi
ambientale. E io sono un sindaco di un comune che ricade
all'interno di quell'area e dico questo oggi, Presidente, perché
per l'ennesima volta un disastro, che non è stato prevedibile, ha
messo in ginocchio le nostre comunità. Noi ci siamo trovati dinanzi
l'ennesimo incidente accaduto all'interno della zona industriale
che ha riguardato, in questo caso, diciamo, un deposito di rifiuti
e, quindi, non un impianto della zona industriale ma che non per
questo non ha emesso appunto centinaia...adesso la quantificazione
spero che riesca a farla l'Arpa... ma dei fumi che hanno, non solo
devastato il nostro territorio, ma che oggi rischiano di
compromettere anche l'agricoltura di quel territorio, perché sono
andate in fumo delle plastiche e, quindi, le diossine che si
andranno a depositare, sicuramente sugli ortaggi del nostro
territorio. E dico questo, signor Presidente, perché per l'ennesima
volta, il Governo dinanzi all'opportunità di stanziare delle
risorse per i comuni ricadenti all'interno di un'area che, a
differenza delle altre della Sicilia, da diversi anni sta subendo
dei danni, ricordiamo ancora l'incendio che interessato l'ISAB,
ricordiamo ancora la pioggia oleosa, ricordiamo che prima di
quell'incendio la zona industriale di Siracusa è stata oggetto di
un ulteriore incidente a carico dell'impianto dell'ENI, un
ulteriore incendio che ha messo a rischio i lavoratori
Signor Presidente, io le dico questo perché mi viene da chiedere
al Governo regionale: che cosa deve accadere ancora prima che la
provincia di Siracusa diventi di interesse di questa Regione? Che
cosa deve accadere ancora prima che questo Governo inizi a
stanziare delle risorse nei confronti dei comuni per organizzarsi?
Che cosa deve accadere prima che venga finalmente resa funzionale
l'AERCA di Siracusa? Perché nella scorsa finanziaria abbiamo
stanziato ottocentomila euro che dovevano essere ripartiti su tutte
le AERCA della Sicilia e, invece, attraverso, diciamo, un
emendamento creato ad arte, sono stati stanziati quegli
ottocentomila euro solo per l'AERCA di Pace del Mela, nel
messinese, restando tutti gli altri senza la possibilità di
intervenire sui territori nell'ottica della rigenerazione urbana o,
comunque, del recupero ambientale degli stessi.
Signor Presidente, se vogliamo riacquisire un minimo di
credibilità nei confronti di un territorio che in questi anni è
stato devastato dall'industrializzazione pesante come quella del
petrolchimico, che ancora oggi subisce i danni che questa Regione
ha incentivato ed aumentato, perché quando diamo le autorizzazioni
per la costruzione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, e ne
abbiamo fatto anche una battaglia in Aula, signor Presidente, per
circoscrivere quegli impianti ad una distanza di almeno 3
chilometri dai centri abitati e poi questo Governo, dopo che la
Commissione ha portato avanti un'iniziativa per consentire questo,
presenta un emendamento in Aula per abolire quella stessa
iniziativa, quindi, abrogare quell'emendamento e consentire la
costruzione anche all'interno dei centri urbani di impianti di
trattamento dei rifiuti, ecco, questo vi rende, e rende il Governo
regionale, complice anche di quello che è accaduto ad Augusta
perché sicuramente l'incendio, e spero che non sia così, ma le
autorità stanno indagando in questo, l'incendio non è stato
sicuramente appiccato ma i danni causati da quell'incendio li
piangeremo noi che siamo sul fronte e che non abbiamo gli strumenti
adeguati per contrastare questa deriva.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io come il
collega Fabio Venezia intervengo su un fatto rilevante che riguarda
non solo la Sicilia ma tutta l'Italia, l'Europa: quello relativo
alle aree interne.
Noi abbiamo avuto, proprio in questi giorni, una comunicazione del
Governo sulle difficoltà che le aree interne hanno, soprattutto di
tipo demografico. Si dice e si parla di declino demografico. Era un
tema che conoscevamo. La cosa che ci ha colpito, devo dire, è che
il Governo ha presentato questa situazione come una situazione
irreversibile, difficile da affrontare; l'onorevole Venezia ha
fatto una serie di considerazioni opportune sul modo in cui sono
stati applicati i programmi nel passato, su come dovrebbero essere
applicati nel presente. La cosa che noi non possiamo accettare è
che si dica che ormai è un percorso irreversibile. Addirittura,
facendo una similitudine col mondo sanitario, si è detto che è un
processo cronicizzato, quasi a dire che è un malato terminale e
bisogna fare le terapie palliative.
Ora, signor Presidente, noi ci saremmo aspettati una diversa
considerazione del Governo. I problemi difficili vanno affrontati.
Non tutto può essere semplice nell'attività politica. Ci sono
questioni complesse, noi lo sappiamo quando amministriamo un
comune, in particolare pensiamo alle grandi questioni che deve
affrontare il Paese, l'Italia, la Sicilia. Il Governo avrebbe
dovuto dire: c'è questo problema, tutti concorriamo per
risolverlo, per tentare di invertire la direzione di marcia .
Questo non è avvenuto da parte del Governo nazionale ma c'è stato
quasi un invito alla rassegnazione. Ci saremmo aspettati una
reazione da parte del Governo regionale, dal Presidente della
Regione. Certo, è difficile quando il Presidente, venuto in Aula
per presentare il suo Governo e poi con i giornalisti ha sempre
parlato di un governo amico a livello nazionale, e in Sicilia c'era
questa opportunità di utilizzare un'omologazione di colore politico
tra il Governo regionale e Governo nazionale, quindi una fitta
collaborazione, ma la collaborazione è nella rassegnazione, signor
Presidente, o è nell'attività che si deve mettere in campo, cioè
Governo regionale e nazionale avrebbero dovuto immediatamente
incontrarsi, lo avrebbe dovuto fare il Governo regionale? Sì.
Nazionale? Sì.
Considerate, tra l'altro, che ci sono Ministri, anche del Sud, che
avrebbero potuto sollecitare, non abbiamo notizia di dichiarazioni
in tal senso, di tentativo di reazione, così come invece pensiamo
che avrebbe dovuto farlo il Governo regionale.
Presidente, avrebbe dovuto chiedere un'interlocuzione con il
Governo nazionale, è uno di quei temi che il Presidente avrebbe
dovuto discutere nel Consiglio dei Ministri, come è avvenuto nel
passato, quando c'erano questioni che toccavano le nostre comunità
e, purtroppo, le aree interne in Sicilia hanno problemi gravi,
legati al processo demografico ma anche altre problematiche
produttive.
Le difficoltà che abbiamo avuto in questi anni, la siccità che
abbiamo e quindi i cambiamenti climatici.
Noi pensiamo che avrebbe dovuto, Presidente, chiedere di trovare
nel Consiglio dei Ministri un'attività che potesse essere di
resistenza alle problematiche che sono state avvistate e che non
debbano vedere la rassegnazione.
Io sono un sindaco di un comune delle aree interne, Militello in
Val di Catania, noi abbiamo avuto il 7 gennaio il Presidente della
Repubblica a Militello e, in quell'occasione, si è parlato di
questa Italia minore e il Presidente diceva: "dobbiamo avere
speranza", riprendendo quello che era stato il suo intervento di
fine anno ai cittadini, dobbiamo alimentare la speranza e noi
abbiamo, in punta di piedi, aggiunto una speranza operosa, che deve
partire dagli enti locali ma deve vedere un processo di impegno a
livello nazionale, regionale: noi non possiamo soccombere
Spesso si dice - e in questo io ne sono testimone - che abbiamo
dei musei a cielo aperto, le nostre città, i nostri borghi, hanno
queste caratteristiche ma noi non abbiamo bisogno di un museo a
cielo aperto, noi abbiamo bisogno di città produttive, di comunità
che diano lavoro, che diano diritti di cittadinanza e che non siano
private dei diritti di cittadinanza.
Oggi abbiamo avuto una discussione in Commissione, e completo
Presidente, abbiamo cominciato a discutere della rete ospedaliera e
io ho posto questo tema, perché già nel momento in cui si vuole
fare la rete ospedaliera e dobbiamo ridimensionare la rete perché
ci sono aree che stanno perdendo popolazione. Allora noi diciamo
subito questo: il Governo regionale può non resistere, il Governo
regionale può dire: "va bene, mi accontento, mi inchino di fronte a
quello che ha detto il Governo nazionale , ma noi no, Presidente
Noi delle comunità locali non ci arrendiamo e diciamo che intanto
vogliamo difendere quello che abbiamo, i nostri diritti, il diritto
alla salute e quindi difenderemo i nostri ospedali così come
difenderemo le scuole.
Lei ricorderà - e concludo, Presidente - che abbiamo proposto un
disegno di legge voto in cui chiedevamo al Governo nazionale di non
applicare in Sicilia il ridimensionamento scolastico, perché c'era
il declino demografico in tante aree.
In queste aree, abbiamo perso direzioni scolastiche ed è aumentata
la dispersione scolastica, ecco perché, Presidente, noi diciamo che
per il futuro ci batteremo per avere altro
Dobbiamo difendere i nostri diritti di cittadinanza
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Auteri. Ultimo
intervento.
AUTERI. Intervengo, perché ascoltando il collega Gilistro
sull'incendio ECOMAC, che ha coinvolto la provincia di Siracusa, in
particolar modo le comunità di Melilli, Priolo, Augusta, Siracusa,
volevo sottolineare alcuni aspetti che vanno detti anche per
evitare di creare allarmismi e di sottolineare alcuni aspetti che
sono fondamentali.
Ritengo che il Governo non c'entri nulla, non abbia nessuna colpa
su un'azione che, ci sono delle indagini ambientali, ci sono delle
indagini della Magistratura, ebbene, questo disastro accade a due
anni di distanza, perché due anni fa abbiamo avuto lo stesso
problema.
Vorrei ricordare che le autorizzazioni, che sono state rilasciate
in questi anni, erano delle autorizzazioni che mettevano delle
regole ben precise e che chi non avesse rispettato delle regole si
assume le varie responsabilità. Non vi è dubbio che a causa di
mancanza di rispetto delle regole ne pagano le conseguenze i
cittadini, ne paga le conseguenze il nostro territorio.
Vorrei ricordare sempre al collega Gilistro che io sono stato
promotore di un importante intervento finanziario che il Governo ha
sposato nell'inserire i 2 milioni di euro per potenziare il
personale Arpa. Tutto questo, appunto, nasce per monitorare sempre
di più il nostro territorio e, prima di dare azioni importanti di
allarmismo, aspettiamo anche le indagini ambientali che, per una
serie di motivazioni, e il collega è più esperto di me, sa
perfettamente che occorrono alcuni giorni per dare i risultati
chiari di quello che è stato questo disastro.
Vorrei, invece, sottolineare e ricordare il lavoro importante che
hanno fatto i sindaci di Augusta, di Melilli, di Priolo, che ci
mettono la faccia, che sono in primo piano, il lavoro che stanno
facendo ancora oggi i Vigili del fuoco nel contenimento di questo
incendio che ancora non si è fermato, la Protezione civile e non
dico di non sottolineare il disastro ambientale che abbiamo subito
in provincia ma di stare attenti nel fare alcuni appelli perché
rischiamo di creare allarmismi e rischiamo di puntare il dito
contro il Governo, contro qualcuno che, in questo caso, forse la
politica c'entra poco e bisogna puntare il dito nel criterio di
dare il giusto senso di responsabilità a chi deve rispettare le
regole che alcune volte forse non vengono, appunto, rispettate.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo punto riconvoco l'Aula a
domani, mercoledì 9 luglio 2025, alle ore 15:00, con la votazione
del disegno di legge sui Consorzi di bonifica.
La seduta è tolta alle ore 19.03 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVII SESSIONE ORDINARIA
192a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 9 luglio 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della
Regione Siciliana (n. 530/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
2) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
3) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio/I COMM
ter/A)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella