Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 191 di martedì 08 luglio 2025
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15:21

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti, documenti e annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


      Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
                               bonifica
    e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)

   PRESIDENTE.   Si   passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno
  "Discussione di disegni di legge".
   Allora,   colleghi,   così  come  sapete,  oggi   completiamo   la
  discussione  generale  sul  ddl dei consorzi  di  bonifica,  domani
  cominceremo  con  le  votazioni, invito intanto  la  Commissione  a
  prendere   posto  e  per  quanto  concerne,  invece,  la  settimana
  prossima,  ovvero per martedì 15, essendoci la festività  in  onore
  della   Santa   Patrona,  Santa  Rosalia,  la   seduta   sarà   poi
  riprogrammata, a parte per la seduta di domani, per  le  votazioni,
  per  cominciare con le votazioni, sarà riprogrammata per  mercoledì
  pomeriggio.   Quindi,   intanto,  invito   il   Presidente,   vuole
  intervenire? È già intervenuto.
   Allora,   sono  aperte  le  iscrizioni  a  parlare  dei  colleghi.
  Colleghi,  scusate,  ci sono iscritti a parlare?  Prego,  onorevole
  Pellegrino.


                        Sull'ordine dei lavori

   DE  LUCA  Antonino. Data l'assenza del Governo e della maggioranza
  dei  colleghi, propongo di indire una conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi Parlamentari.

   PRESIDENTE. Se formula la richiesta, per favore.

   DE  LUCA Antonino. Se può interrompere i lavori per una conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari...

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono osservazioni,  allora  convochiamo  una
  Capigruppo in Sala lettura. La seduta è sospesa per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 15:24, è ripresa alle ore 16:43)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   parlamentari

       Determinazioni delle Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 8  luglio  2025
  alla  presenza del Vice Presidente Vicario On. Di Paola  e  con  la
  partecipazione degli Assessori per il territorio e l'ambiente e per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo rurale e la  pesca  mediterranea,  On.
  Savarino e Prof. Barbagallo, ha approvato all'unanimità la seguente
  agenda dei lavori parlamentari:
      -nella seduta odierna si procederà con il seguito della discussione
         generale del disegno di legge sui consorzi di bonifica;
  -nella seduta d'Aula di domani 9 luglio e nella successiva del 16
  luglio avrà luogo la votazione dell'articolato del disegno sui
  consorzi di bonifica.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Seguito della discussione del disegno di legge "Riordino dei
  consorzi di bonifica e di irrigazione della Regione Siciliana" (n.
                                530/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo punto, continuo  rispetto
  alla richiesta che è stata fatta nelle precedenti sedute d'Aula con
  la  discussione  generale  sul disegno di  legge  dei  Consorzi  di
  Bonifica.
   Sono  iscritti  a  parlare  l'onorevole Pellegrino  e  l'onorevole
  Abbate.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Pellegrino.

   PELLEGRINO.   Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  riforma   dei
  consorzi di bonifica può davvero segnare un punto di svolta  per  i
  nostri  agricoltori siciliani, se non altro perché vi è  una  nuova
  impostazione:  la riduzione da tredici a quattro delle  macro  aree
  che  prima  avevano  il compito di organizzare l'attività  irrigua.
  Adesso,  invece,  è  necessario  un  ammodernamento,  come  dicevo,
  necessario e certamente non più rinviabile.
   La  riforma  dei consorzi, però, non va valutata e considerata  in
  relazione  alla norma che andiamo ad approvare, ma fa parte  di  un
  contesto  ancora più ampio che il Governo Schifani  ha  cercato  di
  portare  avanti. Io mi riferisco, per esempio, al problema irriguo,
  perché è un'integrazione degli interventi per fronteggiare la crisi
  irrigua;  mi riferisco, per esempio, ai dissalatori: al dissalatore
  di  Porto  Empedocle,  al dissalatore di Gela,  al  dissalatore  di
  Trapani,  dove  già  si  sta iniziando con l'erogazione  per  l'uso
  potabile,  soprattutto in relazione a esigenze che  non  erano  più
  rinviabili, che non erano più prorogabili.
   Poi,  da  un  punto  di  vista economico, c'è un'agevolazione  non
  indifferente  per  i nostri agricoltori, là dove ormai  è  previsto
  nella  norma  che  andremo  ad approvare  l'abolizione  del  canone
  irriguo  fisso, in favore, invece, di un pagamento a  consumo;  per
  cui gli agricoltori, finalmente, potranno pagare in relazione a ciò
  che  consumano, in relazione a quelli che sono le prestazioni  e  i
  servizi che ricevono.
   Poi un'altra cosa: il fatto di ridurre le macro aree da tredici  a
  quattro  certamente non comporterà una riduzione  dell'occupazione,
  vi  sarà una stabilità dei livelli occupazionali e, quindi, saranno
  salvaguardati  non  solo  i  livelli  occupazionali,  ma  anche  le
  strutture.
   Bisognerà,  certamente attraverso questi nuovi interventi  -   che
  saranno  permessi grazie alle economie che si otterranno attraverso
  la  riduzione da tredici a quattro delle macro aree - procedere  ad
  interventi  importanti,  perché sappiamo benissimo  quali  sono  le
  necessità dei nostri agricoltori, quali sono le perdite d'acqua per
  quanto  riguarda le condutture. Ci sarà, certamente, un grandissimo
  vantaggio  per l'agricoltura, ci sarà un grandissimo vantaggio  per
  l'ente  e  ci  sarà,  soprattutto, la possibilità  -  ripeto  -  di
  riorganizzare e di ammodernare il sistema irriguo in  relazione  ad
  una complessiva ed integrata attività di intervento - come se fosse
  un  unico  tema  -  verso  la soluzione del problema  irriguo,  che
  certamente   ci   attanaglia;  ma  non  dobbiamo  dimenticare   gli
  interventi che sono stati fatti in favore delle dighe, non dobbiamo
  dimenticare  i  bacini irrigui che sono stati  previsti  attraverso
  risorse destinate da questo Parlamento per gli agricoltori.
   Quindi,  io mi auguro, veramente, che nel giro di poche sedute  si
  possa  approvare  una  legge che ormai non è più  rinviabile  ed  è
  necessaria per i nostri agricoltori siciliani.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Abbate.  Ne  ha
  facoltà.

   ABBATE.   Grazie,  Presidente.  Assessore  Barbagallo,   assessore
  Dagnino,  ci ascolterà forse da casa, non lo so, qualcuno  riferirà
  sicuramente.
   Questa  è  una  bellissima  riforma.  Una  riforma  che  nasce  da
  un'attività parlamentare importante in Commissione, ha lavorato per
  tanti  mesi e, quindi, faccio i complimenti, dal Presidente a tutti
  i  componenti la Commissione, dal primo all'ultimo. Al Governo  che
  ha  collaborato per poter portare a termine una riforma  importante
  che nel 2025 è necessaria sulla gestione.
   Una riforma, però, per cui dobbiamo capire dove vogliamo andare  e
  quello  che vogliamo fare. I consorzi di bonifica servono, come  ha
  detto  l'onorevole Pellegrino, ad erogare e portare a  disposizione
  delle aziende agricole l'acqua, sappiamo quanto sia importante  per
  la  fascia  trasformata  dove tutto ormai si  lavora  fuori  suolo,
  l'acqua si deve portare 12 mesi l'anno, non solo in estate ma tutti
  i 12 mesi dell'anno
   E,  poi, i consorzi di bonifica portano anche nelle case di civile
  abitazione  anche  acqua potabile, quindi,  ci  sono  intere  zone,
  interi  comuni  a cui viene erogata anche l'acqua potabile,  quindi
  non è qualcosa che riguarda soltanto, come può pensare un cittadino
  che non sa della problematica, che riguarda l'erogazione dell'acqua
  in estate, quando c'è la siccità.
   L'acqua deve essere messa a disposizione 12 mesi l'anno a tutte le
  aziende  che  hanno investito e che si trovano in  territori  della
  Sicilia  dove  non  c'è acqua salubre per poterla utilizzare  nelle
  aziende. Noi abbiamo tantissime aziende di eccellenza -  vicine  al
  mare,  nelle fasce trasformate -  non solo italiane ma europee  che
  non   hanno  a  disposizione  acqua  perché  non  la  trovano   nel
  sottosuolo,  perché  è  acqua salmastra e, quindi,  possono  andare
  avanti  solo  ed esclusivamente con l'acqua che viene  erogata  dai
  consorzi  di  bonifica  che  viene  trasportata  per  chilometri  e
  chilometri e messa a disposizione.
   Tutto questo come avviene? Avviene grazie alle infrastrutture,  le
  infrastrutture, dove ci sono stati investimenti, sempre  oculati  o
  no,  l'altro avviene ogni giorno, che nessuno si immagina,  con  il
  lavoro  delle persone, dei dipendenti che ogni giorno lavorano  nei
  consorzi di bonifica, dove ci sono i turni di lavoro, dove si fanno
  le  manovre  che  devono garantire 24 ore su  24.  Non  si  possono
  garantire manovre 12 ore al giorno perché significa che per 12  ore
  noi  non erogheremmo acqua alle aziende. Questo avviene grazie alla
  possibilità  di  questi  lavoratori, ormai bloccati  da  anni,  dei
  contingenti,  da anni, ancora fermi, contingenti come quelli  della
  garanzia  occupazionale, perché una volta pensavano di essere  come
  ammortizzatori  sociali,  in realtà sono l'anima  dei  consorzi  di
  bonifica,  sono  le  persone, sono coloro che erogano  ogni  giorno
  l'acqua  alle  aziende  e portano l'acqua potabile  alle  famiglie.
  Questo  avviene con personale, a 78 giorni l'anno, con personale  a
  101 giorni, con personale a 151 e a 156 giornate.
   Tutto  questo non può essere tollerabile, oggi, se non si  fa  una
  programmazione,  come aziende, sul personale, perché  non  ci  sono
  aziende che funzionano se non si programma il personale. Le aziende
  sono il personale, non sono né le mura né le infrastrutture, né  la
  tubazione,  perché  se  non si fanno le  manovre,  se  non  c'è  il
  personale, quelle tubazioni non servono a nulla
   Lo dice un imprenditore: l'azienda esiste grazie ai collaboratori,
  grazie  al  personale, grazie ai dipendenti. Non esiste perché  c'è
  l'infrastruttura   e,  quindi,  la  responsabilità   che   dobbiamo
  prenderci,  che  questo  Parlamento si deve prendere,  è  riuscire,
  oggi,  ad  avere  la  forza  -  caro assessore  non  per  una  mera
  copertura finanziaria -   o avere una contrapposizione, un  milione
  più, un milione meno.  Oggi, dobbiamo stabilire se dobbiamo erogare
  e dobbiamo far funzionare queste aziende, dobbiamo dare stabilità e
  programmazione  alle  aziende con personale  che  faccia  i  turni,
  garantendo  i turni 24 ore su 24. Oggi i turni di notte  si  devono
  fare con lo straordinario  È una condizione degli anni '70, dei  78
  giorni  che  si  utilizzavano in estate, quando c'era  la  maggiore
  richiesta di acqua. Oggi non funziona più, le persone devono essere
  disponibili con turni H/24 e devono essere 365 giorni l'anno
   Quindi,  è un'occasione importante che all'interno di una riforma,
  importante   come   quella  che  è  stata  portata   avanti   dalla
  Commissione,  e  che  oggi, sicuramente, con grande  responsabilità
  siamo  tutti chiamati a votarla: questo deve avvenire grazie  anche
  ad una organizzazione, mettere a disposizione, di quelle strutture,
  un'organizzazione  del  personale. Quello  che  abbiamo  in  questo
  momento che dia la possibilità di poterlo utilizzare tutto l'anno e
  potere dare stabilità anche in futuro a questo personale e, quindi,
  di riuscire a portare la garanzia occupazionale a 156 giornate anno
  che  sono  quelle  necessarie  per poter  garantire  una  copertura
  complessiva  del servizio, anche progressivamente, e  quello  della
  garanzia occupazionale, che passi col turnover a garantire  i  POV,
  trasformarli  a  tempo indeterminato - percorso  che  è  già  stato
  iniziato l'anno scorso - e che deve portarsi a conclusione.
   Tutto  questo,  caro  assessore, lo dico a lei  e  lo  dico  anche
  all'assessore  per  l'economia, deve avvenire  contestualmente  con
  l'approvazione della riforma. Non ci può essere approvazione  della
  riforma,  se non si dà garanzia al personale e alle nuove  aziende,
  se  non si mette a disposizione personale che abbia quella garanzia
  di  lavorare e che possa erogare i servizi. Diversamente approviamo
  una  riforma monca se non mettiamo a disposizione personale che dia
  la possibilità di erogare servizi.
   Quindi  è  veramente un momento storico. Se abbiamo  la  lucidità,
  tutti  insieme, di poter stabilire e programmare, anche per l'anima
  dei  consorzi che è il personale, solo allora riusciamo a fare  una
  vera e propria riforma per quanto riguarda i consorzi di bonifica.
   Io   la  ringrazio,  Assessore,  so  che  lei  si  sta  impegnando
  moltissimo  in  questo.  In questi giorni ci  siamo  sentiti  tante
  volte,  sappiamo  che sta lavorando per scrivere degli  emendamenti
  che presenterà il Governo - visto che tutti gli emendamenti che noi
  avevamo presentato sono stati cassati, e non c'è stata la copertura
  in  Commissione   Bilancio  - noi siamo pronti  a  discutere,  come
  abbiamo fatto fino ad ora, a condividerli tutti. Credo che  non  ci
  sarà  un solo deputato che sarà contrario a dare una programmazione
  reale  -  programmazione del personale -  che,  ripeto,  è  l'anima
  dell'azienda. Se noi abbassiamo la riforma, la gestione  di  quello
  che è il personale che deve far funzionare l'azienda, abbiamo fatto
  lo sbaglio più grande che possa esistere.
   Quindi,  con grande fiducia, le dico ancora una volta,  in  queste
  ore,  occorre lavorare e riuscire a trovare una sintesi, anche  con
  la disponibilità dell'Assessore per l'economia.
     Abbiamo  chiesto,  proprio  con l'onorevole  Assenza,  la  volta
  scorsa,  di  poter ampliare la discussione anche alla  giornata  di
  oggi,  proprio  per dare più tempo, anche al Governo,  di  lavorare
  affinché  si faccia una proposta reale che possa avere la copertura
  finanziaria.  In  questo momento le risorse ci sono,  mettiamole  a
  disposizione  di  una  macchina  importante  come  i  consorzi   di
  bonifica, per farli funzionare, finalmente, ed erogare servizi.
   È  impossibile  pensare che, oggi, centinaia di  aziende,  che  si
  trovano nella fascia trasformata del ragusano, di fuori suolo  -  e
  sa  lei  quant'è  importante, che è un tecnico  del  settore  -  si
  ritrovino a non avere a disposizione l'acqua o arrivi loro  l'acqua
  salmastra, significa mettere K.O. fior fiore di aziende
   Quindi,  dobbiamo  mettere  a disposizione  il  personale,  che  è
  l'unico  che  può dare risposte alle aziende, per dare  quell'acqua
  necessaria per poter vivere e andare avanti.
   Quindi,  grazie assessore, grazie ancora una volta  al  Presidente
  Vitrano  e  a  tutta la Commissione per il lavoro  svolto,  e  aver
  portato  finalmente  una  riforma in Aula che  deve  essere,  però,
  completata. E io sono fiducioso, e spero che questa, nelle prossime
  ore, potrà essere completata.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Abbate.  È  iscritto  a   parlare
  l'onorevole Pace. Prego, onorevole.

   PACE.  Grazie, Presidente. Io cerco di completare il  ragionamento
  fatto dal collega di partito, Ignazio Abbate.
   Il  giorno  delle dichiarazioni programmatiche in Aula, quando  ci
  siamo  insediati,  proprio da questo pulpito, noi della  Democrazia
  cristiana, abbiamo citato quattro/cinque punti che volevamo portare
  avanti, caro assessore Barbagallo (allora lei non era assessore).
   Fra  i  punti  da  portare  avanti  abbiamo  citato  -   fra  quei
  pochissimi punti - proprio la riforma dei consorzi di bonifica.  Io
  per  questo,  e  per  il  risultato finora  raggiunto  nelle  varie
  Commissioni e in Aula - anche se in Aula arriva in uno dei  momenti
  non  proprio  più  tranquilli  - devo  ringraziare,  oltre  che  il
  Governo,   sia   il   già  assessore  Sammartino  che   l'assessore
  Barbagallo,  e  onestamente  devo ringraziare  l'onorevole  Gaspare
  Vitrano   e   la   Commissione,  tutta  la  Commissione    Attività
  produttive .
   Sono  testimone  che  il  testo che sta arrivando  in  Aula,  caro
  Assessore, non è il testo dell'assessore Barbagallo, non è il testo
  del Governo, il testo voluto dal Governo, dall'assessore Barbagallo
  ma   il   testo   condiviso  da  tutta  la  Commissione    Attività
  produttive , che rappresenta l'intero Parlamento.

   SAFINA. Noi ci siamo astenuti, non abbiamo votato

   PACE.   Per noi è una svolta importante, epocale, ma non  soltanto
  per  quello  che diceva l'onorevole Abbate; perché se  riusciamo  a
  trovare  una  quadra insieme al Governo e a tutto il Parlamento,  e
  finalmente  assicurare  una  stabilizzazione  a  coloro  che   sono
  realmente  sul  campo ventiquattro ore al giorno,  soprattutto  nei
  momenti importanti, e qualora non dovessimo riuscire, per tutti, ad
  assicurare delle giornate che possano andare non per migliorare  il
  loro  stipendio  ma soprattutto per offrire maggiori  servizi  agli
  agricoltori.
   Ritengo  che sia una riforma epocale, dicevo, perché,  dopo  oltre
  trent'anni di commissariamenti, finalmente, stiamo riuscendo, se il
  Parlamento  lo  vorrà,  a  ridare in mano ai  consorziati  il  loro
  destino:  per  troppo  tempo questa materia  è  stata  affidata  ai
  commissari    nominati,   di   volta   in   volta,   dall'assessore
  all'agricoltura.
   Questo   Parlamento  è  stato  chiamato,  più  e  più  volte,   ad
  intervenire   economicamente  per  assicurare   lo   stipendio   ai
  dipendenti   del  Consorzio  di  bonifica,  per  via  dei   decreti
  aggiuntivi che i vari consorzi subivano, che è una delle  cose  più
  mortificanti che possa subire un lavoratore, sia del Consorzio  sia
  di qualsiasi altro comparto.
   Svegliarsi  la mattina, prendere la macchina, andare a lavorare  e
  alla  fine del mese non ricevere lo stipendio, e questo non per  un
  ritardo  di  uno, due, tre o quattro giorni, per ritardi  che  sono
  arrivati  anche  a tre, quattro mesi, e a piangerne le  conseguenze
  non  è  soltanto il dipendente del consorzio di bonifica e  la  sua
  famiglia,   sono  i  servizi  che  vengono  meno  agli  agricoltori
  siciliani
   Per questo, caro assessore Barbagallo, noi confidiamo in un ultimo
  sforzo del Governo di mettere insieme le legittime istanze di voler
  migliorare questo testo, qualora ce ne fosse bisogno, coniugando  i
  legittimi  interessi di parte della maggioranza e dell'opposizione,
  affinché,  nell'arco  di qualche settimana,  la  Regione  siciliana
  finalmente  possa  dotarsi  di una riforma  vera  dei  consorzi  di
  bonifica,  che,  dobbiamo dirlo, sicuramente non sarà  la  migliore
  riforma   del   mondo,   ogni  riforma   sicuramente   può   essere
  perfettibile,  ma finalmente possiamo fare uscire da  un  clima  di
  incertezza   i   lavoratori,   gli  stagionali,   soprattutto   gli
  agricoltori e i consorziati che, per troppi anni, hanno vissuto  in
  un clima di incertezza.
   Oggi,  le  vicende dell'agricoltura sono legate  anche  al  nostro
  meteo che, da oltre ventiquattro mesi, non è clemente nei confronti
  dei   siciliani:  non  approvare,  eventualmente,  la  riforma  dei
  consorzi  di  bonifica  ci  penalizzerebbe anche  nell'intercettare
  nuovi  finanziamenti strutturali, che oggi sono indispensabili  non
  soltanto  per  i  nuovi  invasi  ma  sono  indispensabili  per   le
  condutture, quelle esistenti e quelle da fare.
   Questo  è  un  appello a tutto il Parlamento affinché  si  possano
  trovare  le buone ragioni per approvare finalmente una riforma  dei
  consorzi   di  bonifica  condivisa  e  che  possa  essere  soltanto
  nell'indirizzo  e  nella volontà di coloro  che  sono  i  legittimi
  beneficiari, cioè gli agricoltori siciliani.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  la
  storia  dei  Consorzi di bonifica bisogna metterla  in  un  quadro,
  iniziando  proprio  con  una frase forse  del  Gattopardo  e  cioè:
  "cambiare tutto per non cambiare nulla"; è questa la frase  storica
  del  Gattopardo, perché ascoltando gli interventi dei colleghi  che
  mi   hanno  preceduto,  che  ovviamente  hanno  grande  esperienza,
  soprattutto  non vedo il Capogruppo di Forza Italia, che  parla  di
  enormi risultati rispetto a quella che è la riforma dei Consorzi di
  bonifica e di questo Governo di centrodestra ho sorriso, Presidente
  Di Paola,.
   Perché  la  storia  dei Consorzi di bonifica  con  un  Governo  in
  continuità  politica di centrodestra già nella scorsa  legislatura,
  Presidente  Di Paola lei ricorderà quella che è stata  la  querelle
  tra  la  Commissione,  l'Aula, la Commissione  Bilancio,  le  beghe
  dentro la stessa maggioranza, che oggi ci viene ripresentata  e  io
  devo  aprire una parentesi, ringraziando i miei colleghi del Gruppo
  parlamentare,  Dipasquale e Safina, perché hanno -  in  Commissione
  Attività  produttive - cercato di dare un contributo nel migliorare
  quella  che  è una riforma che nasce monca, come noi tutti  abbiamo
  sostenuto.
   È  una  riforma, assessore Barbagallo, che di fatto  ce  lo  siamo
  detti ormai in questi anni, ce lo siamo detti e continuiamo a dire,
  è  una  riforma che ha una situazione debitoria di 180  milioni  di
  euro
   È   una  situazione  che  si  protrae  da  più  di  un  ventennio,
  trentennio,  è  una situazione che di fatto, assessore  Barbagallo,
  quella dei consorzi di bonifica nello scorso Governo regionale,   e
  mi fa specie ascoltare gli interventi trionfalistici di chi oggi  è
  nella stessa maggioranza che già lo era nella scorsa legislatura  e
  che  è la stessa maggioranza ad avere perso più di 31 progetti  che
  oggi  dicono  di  averli  recuperati proprio  su  quella  idea  dei
  consorzi  di bonifica e sull'aspetto dell'agricoltura, più  di  400
  milioni di euro
   Oggi  vengono in Aula a raccontarci che questa è una straordinaria
  riforma,  abbiamo risolto il problema dei lavoratori del  consorzio
  di  bonifica, no?  E no  Perché noi abbiamo a più livelli detto che
  bisogna  risolvere  avendo anche noi ascoltato i sindacati,  avendo
  anche   noi  fatto  i  confronti  con  i  lavoratori,  il  problema
  occupazionale  ancora è dentro questa riforma. Abbiamo  riscontrato
  diversi vulnus che ovviamente insistono dentro questa riforma.
   Assessore  Barbagallo,  mi  permetta di  dire,  sono  diversi  gli
  emendamenti   presentati  dal  Gruppo  parlamentare   del   Partito
  Democratico,  ce ne sono altri, perché se lei ricorda  la  riforma,
  prima  erano due i consorzi di bonifica, poi sono diventati undici,
  oggi  addirittura c'è un disegno che non abbiamo capito sul bacino,
  diciamo ridisegnato da parte di questa riforma.
   Io  ritengo, Presidente Di Paola, che proprio su questo  dibattito
  che  noi stiamo facendo in quest'Aula e su questo disegno di  legge
  importante,  c'è anche da fare un passaggio, questo  è  il  Governo
  regionale  che,  sempre  in  continuità  politica  di  un   Governo
  regionale  di  centrodestra, l'ho detto  da  questo  pulpito  e  lo
  continuo a ripetere, non è il governo della programmazione,  perché
  fino a qualche mese fa siamo dovuti intervenire ancora una volta  a
  distanza di mesi, e ormai di anni, per poter pagare gli stipendi  a
  coloro i quali sono i lavoratori dei Consorzi di bonifica, che  poi
  di fatto non potrebbero né garantire sostegno alle loro famiglie  e
  nemmeno dare quello che serve all'agricoltura e cioè il loro lavoro
  che ovviamente serve a dare il sistema irriguo.
   E  allora, Presidente Di Paola, io ritengo che domani si  inizierà
  questo voto.
   Io  ritengo che il Governo regionale non debba immaginare  di  far
  passare  un  tema trionfalistico di una riforma perché  il  Governo
  regionale,  lo abbiamo detto più volte, non è vero che ha  a  cuore
  l'agricoltura  e  soprattutto i consorzi  di  bonifica,  perché  il
  Governo  regionale  non può venire a raccontare  con  norme  slogan
  quello  che  può  essere  o  può diventare  questa  riforma  quando
  dovrebbe  invece mettere mani in tasca e dire realmente come  vuole
  risolvere  il problema della situazione debitoria dei  consorzi  di
  bonifica. Perché poco fa l'ho detto, e lo continuo a dire, c'è  una
  situazione   drammatica   Negli  anni  passati  abbiamo   assistito
  addirittura  a  vicende davvero sgradevoli di lavoratori  che  sono
  ricorsi  al suicidio per il mancato pagamento, ed è questo il  vero
  dramma.  Non  possiamo oggi arrivare in Aula  e  immaginare,  prima
  ancora  di affrontare il voto, che il Governo Schifani abbia  fatto
  questa  grande riforma. Intanto il Governo Schifani  non  ha  fatto
  proprio  nulla perché, lo hanno detto, è stato un lavoro  fatto  da
  questa  III  Commissione "Attività produttive".  Tra maggioranza  e
  opposizione, c'è chi ha votato favorevolmente e chi si è  astenuto.
  E  io dico che quest'Aula bisogna che si esprima per dare ulteriori
  correzioni  a quello che c'è dentro questa riforma dei consorzi  di
  bonifica. Perché la realtà è che con questa riforma non si conclude
  un  bel  nulla  se un Governo regionale serio non mette  mano  alla
  tasca  e  mette davvero quelle che sono le risorse che  servono  ai
  consorzi di bonifica e soprattutto all'agricoltura.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Campo.

   DIPASQUALE.   Io   pretendo  che  lei  mantenga   l'ordine   degli
  interventi

   PRESIDENTE.   È  per  dare  la  possibilità  a  tutti   i   Gruppi
  parlamentari.
   È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
   Sì  perché l'onorevole Dipasquale ha chiesto il suo intervento  in
  maniera  accorata  e quindi è giusto che lei intervenga,  onorevole
  Cracolici

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho chiesto di
  parlare e, per la verità, è la prima volta che mi capita dopo  nove
  anni,  otto anni circa, che ho fatto l'assessore per l'agricoltura,
  di  temi  che riguardano attività per le quali ho svolto l'incarico
  di  assessore perché mi sono dato un metodo, non ci ho mai, mai più
  messo piede, neanche in Assessorato, e ho sempre ritenuto che è  di
  cattivo  gusto chi ha fatto una cosa fare poi le pulci a chi  dovrà
  fare nuove cose.
   Ora,  io qui parlo in particolare per una ragione. Io non ce  l'ho
  con  l'assessore, conosco anche le sue competenze tecniche,  è  uno
  che  ha  sempre avuto una particolare predisposizione  allo  studio
  delle  acque,  degli  ambiti dei bacini  idrografici.  Però  voglio
  essere  franco: siccome questa legge si è sempre caricata come  "la
  riforma dei consorzi di bonifica perché è necessario", cosa  che  è
  giusta  però, io vorrei ricordare, caro assessore, caro Presidente,
  che  nel  2013  o 2014, in una delle finanziarie che  furono  fatte
  allora, questo Parlamento approvò, giusto o sbagliato, non  lo  so,
  si  può discutere del fatto che allora si decise che in Sicilia  si
  costituivano  due  consorzi  di  bonifica:  Sicilia  occidentale  e
  Sicilia  orientale. Qualche mese dopo, divenni assessore  io  e  mi
  ritrovai  una legge che stabiliva una perimetrazione, definita  per
  legge,  e si trattava di dare applicazione a quella legge, provando
  a  riformare,  in  via amministrativa, ciò che la  legge  regionale
  aveva predisposto.
   Sa  perché  ho  chiesto di parlare? Perché ho  avuto  un  sussulto
  quando  l'onorevole  Pellegrino, che  non  vedo  più  in  Aula,  ha
  ricordato che questa riforma fa passare da 13 a 4 i nuovi  consorzi
  di bonifica.
   Ora,  vorrei  ricordare che nessuna legge ha mai stabilito  che  i
  consorzi  di  bonifica in Sicilia fossero tredici, ciò è  avvenuto,
  secondo  me,  in maniera arbitraria sol perché il Governo  Musumeci
  nella  scorsa  legislatura decise di bloccare  quella  riforma  che
  l'Assessorato,  da me diretto in quel momento, si era  limitato  ad
  applicare - visto che la legge stabiliva che dovevano essere due  -
  doveva essere bloccato.
   Era la riforma  Cracolici .
   Diciamo, nel fanatismo ideologico che ha caratterizzato una  parte
  dell'attività   dell'onorevole  Musumeci  come   Presidente   della
  Regione, ci stava pure come la lettura comunista della riforma  dei
  consorzi di bonifica, ma riuscì a fare un capolavoro, al punto  che
  agli  undici  consorzi di bonifica esistenti e che la  legge  aveva
  superato, stabilendo che fossero solo due, lui, in applicazione poi
  della  norma  che  aveva stabilito che i due consorzi  di  bonifica
  fossero  Sicilia  occidentale  e Sicilia  orientale,  quei  due  si
  aggiungevano agli undici
   Quindi  in  nome  di una riforma di semplificazione,  ripeto,  due
  forse  non era il numero idrograficamente ottimale, ma il paradosso
  è  che  in  questa Regione, una legge che stabiliva che i  consorzi
  dovessero  essere due, con un colpo di penna, senza nessuna  legge,
  sono  diventati tredici  Ecco perché ho chiesto di parlare, perché,
  Assessore,  so  che  lei conosce la materia abbastanza  bene,  sono
  convinto  che  non c'era bisogno di fare alcuna legge,  al  massimo
  bastava fare una disposizione modificando la norma del 2013 o  2014
  -  non  mi ricordo adesso in quale anno fu fatta -  che ristabiliva
  che  il numero dei consorzi di bonifica in Sicilia fossero quattro,
  così  come lei ha proposto con questo testo per l'Aula, come  dire,
  anche lì, giusto o sbagliato era una scelta
   Ma tutto questo arzigogolare su una idea di riforma che annuncia -
  per  la  verità  sono  trent'anni che si annuncia  -  una  gestione
  consortile  da  parte dei soci consortili, cioè gli  agricoltori  e
  anche trent'anni fa, quaranta anni fa, quando furono fatte le leggi
  che  poi  portarono  per  ultimo a undici i consorzi  di  bonifica,
  prevedevano  una  gestione consortile e quindi la gestione  diretta
  con la partecipazione degli agricoltori, con libere votazioni tra i
  soci consortili eccetera
   Anche  questa  si pone l'obiettivo di restituire  ai  consorzi  di
  bonifica la gestione democratica attraverso gli agricoltori.
   C'è  poi  tutto  un  problema  di  struttura,  i  lavoratori,   la
  possibilità,  le  garanzie occupazionali  per  le  varie  fasce  di
  lavoratori,  ma il nodo essenziale che a mio avviso non  è,  e  non
  capisco perché il Governo si è tenuto per due anni, perché di fatto
  quest'ultimo  Governo è da due anni che fa avanti e indietro  sulla
  vicenda  dei consorzi di bonifica, quando poteva essere  affrontata
  in via amministrativa  aggiungo, perché non può essere poi di fatto
  realizzata  in  via  amministrativa la reale  riforma  che  neanche
  questa legge risolve?
   Perché c'è un nodo che è tutto, come dire, lasciato appeso un  po'
  come  fu quando nella scorsa legislatura l'Assessore Armao, assieme
  all'Assessore del tempo per le attività produttive, che era Turano,
  per superare i consorzi, le società, l'Ircac e la Crias, si inventò
  la fusione.
   Solo  che non disse che era una fusione, che le fusioni si possono
  fare  secondo il Codice civile, quindi noi siamo riusciti anche  in
  quel  caso  ad  avere  la Crias, l'Ircac e il nuovo  ente  che  nel
  frattempo  si è costituito senza di fatto assumere le funzioni  che
  erano  della  Crias e dell'Ircac e così la vicenda dei consorzi  di
  bonifica. Qual è il nodo?
   C'è   un  nodo  delle  risorse  e  dell'indebitamento  che  si   è
  consolidato  nel  tempo  e che ogni anno cresce,  ovvero  chi  deve
  pagare.  Ora, qui si risolve col Codice Civile finto, cioè mettiamo
  in liquidazione i vecchi consorzi di bonifica. Bene, e chi paga?
   Vorrei  ricordare  che i consorzi di bonifica  sono  commissariati
  dalla  Regione  e  quindi  la  responsabilità  dell'amministrazione
  pubblica  è  illimitata  e non è legata - tra  l'altro  essendo  un
  consorzio  -  all'eventuale capitale costituito dalla  società  che
  gestisce  un'attività, quindi di fatto pagherà la  Regione.  Tant'è
  che  in  ogni  variazione, facciamo misure  tampone  per  pagare  4
  milioni a Ragusa, 5 milioni a Siracusa, 3 milioni a Palermo e  così
  via, perché andiamo inseguendo i pignoramenti, andiamo inseguendo i
  debiti che via via diventano esecutivi
   Ma c'è un problema - devo dire con onestà neanche l'allora Governo
  di  cui  facevo parte io volle affrontare questo nodo  -  perché  è
  chiaro  che deve esserci un impegno finanziario non di poco  conto.
  Si  parla  che siamo oltre i 100 milioni, forse ai miei  tempi  100
  milioni,  saremmo  arrivati almeno il tasso di  inflazione  diciamo
  sarà cresciuto da allora ad oggi, ma il nodo è proprio questo: come
  si  fa a pensare di costituire quattro nuovi consorzi dicendo:  "il
  resto  non  ci  appartiene, venderemo gli impianti", ma  quali?  Si
  vendono gli impianti che sono funzionali alla gestione del servizio
  idrico  in  agricoltura? Venderemo cosa? Non so quanti  milioni  di
  euro dobbiamo dare all'Enel le cui tariffe applicate ai consorzi di
  bonifica in Sicilia sono le più alte d'Italia perché, siccome siamo
  dei  pessimi pagatori, alla Sicilia si applica la tariffa più alta,
  per  cui tutto questo, anche in questa legge, non si affronta e noi
  faremo  la fine di quello che fu il Consorzio di bonifica, cioè  il
  modello  Musumeci:  2 la legge, 11 c'erano prima,  diventarono  13
  Vogliamo scommettere che diventeranno 17?

   DIPASQUALE. No, porta male

   CRACOLICI. Dipende dai punti di vista, alcuni dicono che 13  porta
  male   Allora,  c'è  la chicca che da un lato  facciamo  i  quattro
  consorzi  di  bonifica,  decentriamo, rapporti  di  prossimità  tra
  l'agricoltore e il servizio idrico, addirittura aboliamo la tariffa
  consortile, si paga il consumo, ottimo - poi vedremo nel  merito  -
  ma  la cosa singolare è che si fa un superconsorzio, una specie  di
  cabina  di  regia  che  altro non è che il centro  di  comando  dei
  consorzi  di  bonifica,  quindi, forse democratizzeremo  i  quattro
  consorzi  di bonifica in Sicilia in cui gli agricoltori  voteranno,
  eleggeranno  i  propri  rappresentanti  del  consorzio,  forse,  ma
  certamente  il centro di comando rimane un super consorzio  che  di
  fatto  è  l'Assessorato, che costituirà la cabina di regia  con  la
  quale si gestirà il modello come "l'acqua è vita in Sicilia" e come
  abbiamo  visto  attorno al tema della siccità, delle condotte,  del
  dove  arriva l'acqua, dove portare l'acqua e dove arricchire alcuni
  territori rispetto ad altri.
   Vorrei ricordare che la Sicilia, non solo ha perso i fondi del PSR
  della   scorsa  legislatura,  quando  credo  su  ventisette  furono
  bocciati ventisette.

   DIPASQUALE. Trentuno.

   CRACOLICI. Quanti erano? Ventuno?

   DIPASQUALE. Trentuno

   CRACOLICI.  Trentuno. Ma, nel corso degli anni, buona parte  degli
  investimenti irrigui li ha smarriti per strada. Ancora  oggi,  deve
  partire  un'operazione  che allora salvammo  dell'ex  condotta  del
  Garcia,  dove c'erano circa 40 milioni non spesi che avevamo  perso
  come  Regione  siciliana:  siamo  riusciti  a  recuperarli  con  un
  provvedimento  speciale  del  CIPE  che  rifinanziò  per   l'ambito
  territoriale del Garcia alcuni interventi e oggi, badate bene, dopo
  la  bellezza di nove anni, ancora deve partire la prima  opera  che
  era  prevista da quella rimodulazione che era il rifacimento  della
  condotta irrigua del territorio di Partinico
   Ancora  oggi, a distanza di nove anni, non è mai partita la  gara,
  che  era  allora  di  10  milioni, siamo  arrivati  a  diciassette,
  immagino  che saremo già a circa venticinque, ventotto,  quindi  la
  sensazione  che  si ha è che in questa storia non  c'è  il  governo
  dell'acqua,   c'è   l'illusione  dell'acqua  e,   soprattutto,   la
  centralizzazione delle progettazioni e della gestione delle  grandi
  opere.
   È  un obiettivo che, cioè, è per davvero una riforma? Io credo  di
  no, ma poi rimango convinto che per riformare bisogna avere un'idea
  chiara, noi qui stiamo scrivendo un'ennesima legge che dice  quello
  che  vorremmo fare, sapendo già ora che non lo faremo,  quindi,  il
  risultato è un'altra illusione per un mondo che l'acqua non l'avrà,
  quei  pochi che l'hanno spesso se si può non pagare eppure  meglio,
  quindi, c'è una sorta di patto tra una Regione che non funziona,  i
  consorzi  che spesso diciamo sono strutture abbastanza  fatiscenti,
  almeno  dal  punto  di  vista  della  capacità  progettuale,  della
  capacità  di innovazione e nello stesso tempo il controllo politico
  dell'acqua perché credo che i consorzi di bonifica in Sicilia altro
  non  sono  che un luogo del controllo della politica  su  un  pezzo
  fondamentale dell'economia siciliana.
   Ecco perché io voterò contro questa legge.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signore  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore,
  innanzitutto  grazie  per averci dato la possibilità  di  riunirci,
  abbiamo  occupato del tempo proprio per discutere anche  di  questa
  importante riforma.
   Io  dico  "importante riforma" perché la Sicilia  ne  ha  bisogno,
  ovviamente  non  sono convinto che è la riforma giusta,  noi  siamo
  stati  in  Commissione, in Commissione Terza,  insieme  al  collega
  Safina,  l'abbiamo  seguita, ringrazio il Presidente  Vitrano  che,
  comunque,  ci  ha  messo  in condizione sempre  di  poter  fare  un
  dibattito,   un  confronto  sereno  e  serio  e  così  anche   come
  l'assessore, con gli Uffici della Regione.
   Qual   è  il  problema?  Cos'è  che  non  mi  piace?  Qual  è   la
  preoccupazione?  Una  bellissima auto  che  aspettavamo  da  tempo,
  questa  bellissima  auto c'è chi, appunto, la spaccia,  è  arrivata
  questa  bellissima  auto,  guardate che finalmente  abbiamo  questa
  bellissima auto, c'è chi è consapevole che l'auto non è bellissima,
  ma essendo a piedi o in mezzo a una strada, vede questa possibilità
  di  quest'auto e, quindi, dice  mah, ci accontentiamo, alla fine  è
  sempre  un'auto  : l'auto, quest'auto, il problema di quest'auto  è
  che l'auto non ha il motore e, quindi, chi pensava di risolvere  il
  problema,  chi  pensa di risolvere il problema con questa  riforma,
  perché era arrivata l'auto ma, purtroppo, l'auto è senza motore
   Il  collega  Cracolici ha individuato alcune  criticità  e  le  ha
  esplicitate  in  maniera chiara: questa riforma, non  a  caso  sono
  passati  otto  anni,  guardate,  dopo  otto  anni  di  Governo   di
  centrodestra, prima con Musumeci e poi con Schifani, arriva  questa
  riforma in Aula, ma come mai?
   Cioè,  possiamo considerare che sono così mediocri, politicamente,
  da non riuscire a portarla in Aula con le maggioranze?
   No,  il  problema  non è questo  Per fare una riforma  seria,  che
  risolva  i problemi dei lavoratori, i problemi che non sono  pochi,
  che  vanno  affrontati,  i problemi degli agricoltori,  perché  gli
  agricoltori  hanno le loro esigenze, non dimentichiamo che  abbiamo
  visto aumentare in maniera consistente il canone irriguo, sempre di
  più.  Quindi,  c'è  il  problema dei lavoratori,  il  problema  dei
  consorziati  e degli agricoltori e il problema della  gestione  che
  deve ritornare all'agricoltore perché è da tantissimi anni che  non
  c'è.  Per  fare  questo serve il motore di quest'auto.  Qual  è  il
  motore? I soldini, le risorse
   Noi  abbiamo  provato - alla fine anche noi ci  siamo  astenuti  -
  abbiamo agevolato il passaggio per arrivare in Aula, perché  almeno
  dovevamo  arrivare  in  Aula; abbiamo presentato  gli  emendamenti,
  guardate   che  ci  sono  500  emendamenti  presentati   e   questi
  emendamenti  che sono stati presentati lo sono stati  per  dare  il
  motore a questa riforma
   Il  problema  è che servono risorse. La Commissione  Bilancio'  ha
  dato parere negativo perché non è riuscita a quantificarle.
   Ora,  sono convinto che questa riforma non verrà votata mai  dalla
  maggioranza, non dalla minoranza, così com'è, a meno che non  venga
  modificata,  perché  la  maggioranza sa benissimo  che  se  dovesse
  votare   questa   riforma,  dopo  un  anno  gli  agricoltori,   gli
  allevatori,  i lavoratori, ve li ritrovereste sotto casa  perché  è
  una riforma - così com'è - priva di contenuti, è una riforma vuota,
  è  quella bella macchina che ancora qui cerchiamo di fare vedere ma
  che non ha un motore
   Quindi, mi auguro che il Governo - perché ormai gli emendamenti li
  può  presentare  solo il Governo - presenti e  metta  in  sicurezza
  questa  riforma,  perché  se  il Governo  non  dovesse  trovare  le
  risorse,  noi vi abbiamo aiutato, vi abbiamo aiutato a portarla  in
  Aula,  siamo  qui,  ci  siamo assunti anche responsabilità  con  il
  collega  Safina  e  con  tutto il Gruppo del  Partito  Democratico,
  perché  su questo ci siamo ovviamente confrontati, però vi  abbiamo
  messo  in  condizione veramente di arrivare in Aula,  ora  in  Aula
  metteteci in condizione di votarla. Noi non voteremo un contenitore
  vuoto   Ma sono convinto, Assessore, che non noi, non la voterà  la
  maggioranza   Al primo voto segreto, guardi che di  questa  riforma
  non  resterà  nulla  Lo sa perché  Perché è priva  di  contenuti  e
  perché  la  stessa maggioranza non si potrà difendere,  quindi  non
  serviranno  le  telefonate  ai parlamentari  per  dire  venite  per
  votarla, servirà trovare veramente, riempirla di contenuti, mettere
  le   risorse  necessarie  affinché  gli  interessi  legittimi   dei
  lavoratori,  gli  interessi  legittimi degli  agricoltori  e  degli
  allevatori  vengano garantiti  Se tutto questo ci  sarà,  prima  la
  maggioranza  e  poi  noi, ci saremo, viceversa questa  riforma  non
  uscirà mai dall'Aula. Sono convinto di questo.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale. È  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Assessore, colleghi deputati, in realtà
  non  volevo  intervenire  perché sono  già  intervenuta  la  scorsa
  settimana, però ho sentito colleghi di maggioranza dire che  questa
  riforma è stata condivisa all'unanimità dalla Commissione e sebbene
  abbiamo  lavorato in sintonia con la Commissione, apportando  tante
  modifiche  positive  e  presentando  tanti  emendamenti  che   sono
  passati,  ringrazio il presidente Vitrano per come  ha  condotto  i
  lavori e alla fine il mio Gruppo parlamentare si è astenuto, non  è
  vero  che ha votato positivamente, perché questa riforma è come  se
  fosse il topolino partorito dall'elefante
   Era  da  anni  che la aspettavamo per risolvere tutti  i  problemi
  legati ai consorzi di bonifica: problemi dei territori, problemi di
  siccità,   problemi  del  personale,  problemi  degli   ambiti   di
  pertinenza   delle  zone  irrigue  e,  purtroppo,   nessuna   delle
  problematiche  poste in atto viene risolta da questa  riforma  che,
  semplicemente, pensando di poter cancellare con un colpo di  spugna
  tutto  il pregresso, mette da parte quello che c'è prima con  tutte
  le  situazioni  debitorie - anche molto gravi e pesanti  -  e  crea
  quattro nuovi enti.
   Quindi,  abbiamo degli enti precedenti che vengono messi forse  in
  liquidazione   Ma  dobbiamo  dirla anche  tutta  ai  fornitori  che
  aspettano  di  recuperare tante e tante somme non ancora,  appunto,
  ricevute.  In  realtà, i consorzi hanno ben poco da liquidare,  non
  hanno  grande  patrimonio e, quindi, diventeranno  l'ennesimo  ente
  della  Regione  messo  da parte, come le ASI,  come  l'IRSAP,  come
  l'ESA,  come  le zone industriali, dove forse con una  liquidazione
  coatta  si  riuscirà  a  recuperare qualcosa,  ma  molti  fornitori
  resteranno non pagati  Questo verrà avviato negli anni, anni e anni
  dove  aspetteremo  di  risolvere questa problematica  e  dall'altro
  canto  avvieremo  questi  nuovi quattro  enti,  quindi  avremo  ben
  diciassette enti.
   Ma  chi ci garantisce che questi quattro consorzi di bonifica  non
  accumuleranno  la  situazione debitoria che  hanno  già  accumulato
  quelli  precedenti?  Perché il problema  delle  tariffe  non  viene
  minimamente  affrontato, praticamente continuiamo  ad  avere  delle
  province che hanno delle tariffe sproporzionate rispetto ad  altre,
  come  per  esempio Enna, ma anche Ragusa, Siracusa, che chiaramente
  accumuleranno  situazioni  debitorie  se  non  si  affronta  questa
  problematica.  Quindi,  avremo  diciassette  consorzi,  perché  poi
  magari,  pure questi, verranno messi in liquidazione da  un  futuro
  Governo,  di nuovo diamo un altro colpo di spugna e andiamo  avanti
  così. Ma, quanti consorzi vogliamo accumulare nel corso degli anni?
   Allora,  ci aspettavamo - dopo tantissimi anni in cui si discuteva
  di  fare una riforma seria sui consorzi di bonifica - che venissero
  affrontate  tutte le problematiche: la problematica dei lavoratori,
  per  esempio.  Sappiamo  che  la maggior  parte  dei  problemi  dei
  consorzi  è  legata alla mancanza di pagamenti per tanti lavoratori
  stagionali.  Non  viene  anche  qui  affrontata  alcuna  di  queste
  problematiche, quindi, una stabilizzazione di questi lavoratori o è
  solo  un  modo  per tenerli sempre parcheggiati,  per  rinnovare  i
  contratti,   poi   loro  faranno  nuovamente  decreti   ingiuntivi,
  aggrediranno le risorse che la Regione metterà in atto  per  sanare
  queste problematiche?
   E  poi,  in  ultimo,  ma  non  è  chiaramente  una  cosa  di  poca
  importanza:  noi  l'anno  scorso  abbiamo  affrontato   un   grosso
  problema,  che è stato quello della siccità. A questi enti  abbiamo
  dato  delle  competenze che erano quelle di occuparsi delle  dighe,
  delle reti, delle condotte. Adesso, in piena estate - siamo a  metà
  luglio  -  facciamo una legge che istituisce nuovi consorzi,  senza
  che  si  pensi  che  i  vecchi ancora  avranno  in  capo  tutte  le
  competenze delle reti e, quindi, si dovrà fare un passaggio, questo
  rallenterà  tantissimo  i  lavori e,  quindi  nuovamente  tutte  le
  problematiche   legate  alla  siccità,  all'irrigazione   per   gli
  agricoltori,  non verranno completamente risolte  e  affrontate;  e
  nuovamente avremo dei problemi con agricoltori che non pagheranno i
  canoni,  perché la situazione dell'acqua è sempre la stessa  e  non
  viene risolto nulla
   Insomma,   è   una  riforma  che,  sinceramente,   rimanderei   in
  Commissione, necessita ancora di tanto e tanto lavoro. Ma visto che
  siamo qua e comunque dati i fatti gravi che sono accaduti in queste
  settimane  che  hanno  coinvolto il nostro Parlamento,  comunque  è
  buono  che siamo qua, che stiamo lavorando e che stiamo discutendo,
  quanto meno, una riforma e quindi va bene.
   Chiaramente  non potremo votare favorevolmente però,  comunque,  è
  già qualcosa su cui il Parlamento sta lavorando ma questa non è  la
  riforma che aiuterà i consorzi di bonifica.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Campo.  È  iscritto   a   parlare
  l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, credo che stasera abbiamo  assistito
  assolutamente ad un dibattito costruttivo, un dibattito maturo,  in
  cui  certamente  anche le opposizioni non si sono sottratte  ad  un
  confronto che, come da loro stesso riportato, si esprime attraverso
  la presentazione, se non ho capito male, di circa 500 emendamenti.
   A  riprova del fatto che in Commissione  Attività produttive',  in
  III  Commissione, si è fatto certamente un buon lavoro,  a  riprova
  del fatto che certamente il dialogo non è mancato, non è mancato in
  quella  sede,  come non è mancato il dialogo con il Governo  e  con
  l'assessore Barbagallo.
   Una  riforma,  mi  sembra di capire, che, da  parte  della  stessa
  opposizione, è percepita come una riforma necessaria, mi  lascerete
  passare  il  termine,  una  riforma  non  ideologica,  una  riforma
  funzionale, una riforma che non può essere considerata di  bandiera
  con  buona pace, con gli auspici di questi decenni, perché  ricordo
  che  da trent'anni si parla di questa necessità, con buona pace  di
  questi decenni in cui, purtroppo, questa non è accaduta
   Una  riforma, quindi, che cerca di superare una serie di  problemi
  che  sono sotto gli occhi di tutti, che sono la frammentazione  dei
  consorzi,  che è l'inefficienza gestionale, che sono  gli  sprechi,
  che  è  la condizione di abbandono nella quale si sono trovati  gli
  agricoltori.  E  poi,  al  di  là della dimensione  ideologica  che
  certamente  quest'Aula ha dimostrato di voler superare,  lasciatemi
  dire,  che l'opportunità - lo ha detto prima qualche collega -  dei
  fondi  europei è ora, è adesso, ed è un'opportunità certamente  che
  non possiamo non utilizzare.
   Sicuramente, una governance credibile, nuovi consorzi che  puntano
  alla razionalizzazione saranno un ottimo ponte rispetto ai rapporti
  con  l'Europa  che  non vede l'ora di poter riconoscere  finalmente
  l'autorevolezza  di  questo  soggetto  per  venire  incontro   alle
  istanze,  finalmente, anche della nostra Regione  dopo  decenni  di
  assoluta assenza.
   Lasciatemi  dire,  poi, che finalmente questa è  una  riforma  che
  porta protagonisti gli agricoltori, vivaddio, questi uomini, queste
  donne,  queste imprese che sono state abbandonate a loro  stesse  e
  che  per  la  prima volta, dopo anni, tornano a decidere eleggendo,
  perché no, la maggioranza dei consigli di amministrazione.
   È  una  riforma  equilibrata? Direte  certamente   È  una  riforma
  equilibrata  perché è una riforma che non lascia indietro  nessuno,
  che  dà la possibilità a tutto il personale di essere assorbito con
  le   garanzie   occupazionali  e,  soprattutto,  con  percorsi   di
  aggiornamento  e  di  formazione. È  una  riforma  che  semplifica?
  Certamente.  È  una  riforma che mette al centro  un  solo  ufficio
  interconsortile  per  appalti,  per  progettazioni,  per  gare   e,
  lasciatemi dire, che non in tutto possiamo vedere annidato il male.
   Se   c'è  questa  tendenza,  finalmente,  questo  orientamento   a
  razionalizzare  e  a centralizzare che ben venga   Insomma,  è  una
  riforma  perfetta? Probabilmente no, ma è una riforma assolutamente
  necessaria. È il primo passo per passare da un sistema di  assoluta
  inefficienza, a un sistema moderno, partecipato e, finalmente,  per
  poter dialogare con l'Europa.
   Quindi,  coerentemente al lavoro che si è fatto in Commissione  in
  questi  anni, credo che l'appello oggi debba giungere al Parlamento
  tutto, all'opposizione, perché ci si possa ritrovare, seppure con i
  dovuti aggiustamenti che arrivano attraverso la presentazione degli
  emendamenti,   ad   una  riforma  condivisa  che  certamente,   gli
  agricoltori aspettano da tempo, e che sono certo questo  Parlamento
  non vorrà negare loro. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
   Io  ho  gli  ultimi  due  interventi  e  poi  dichiaro  chiusa  la
  discussione  generale. Ho gli interventi dell'onorevole  Burtone  e
  dell'onorevole  Safina e si sta iscrivendo  a  parlare,  prima  che
  dichiari  chiusa  la  discussione generale,  l'onorevole  Giambona.
  Quindi  gli  onorevoli Burtone, Safina e Giambona  e  poi  dichiaro
  chiusa  la  discussione generale. È iscritto a parlare  l'onorevole
  Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Presidente,  i  colleghi del PD  hanno,  con  chiarezza,
  espresso significativi rilievi rispetto alla struttura che si vuole
  dare  ai  consorzi. Queste ipotesi riformiste che, certamente,  non
  colgono   quelli  che  sono  i  veri  problemi  e  che   potrebbero
  addirittura accentuare alcune questioni di ordine organizzativo  in
  tutta la Sicilia.
   È  stato  fatto un lavoro impegnativo da parte della  Commissione,
  però ho seguito attentamente il dibattito espresso in Aula da tutti
  i  Gruppi  e  mi  pare  che  queste  perplessità,  che  sono  state
  rilevanti,  soprattutto da parte del nostro Gruppo, dovrebbero  far
  pensare   il   Governo,  perché  la  strutturazione   della   nuova
  organizzazione dei consorzi non è secondaria. Quando abbiamo  avuto
  modo   di   parlare,  abbiamo  sempre  accentuato  questo   aspetto
  organizzativo che è un grande limite al quale dobbiamo  tentare  di
  dare  risposte, così come il problema finanziario; ci sono  risorse
  che mancano, che sono necessarie ad un piano di risanamento e a  me
  pare  che  l'ipotesi che viene così fatta trapelare non sia  quella
  che  possa  dare  una positività all'azione futura delle  strutture
  irrigue.
   Ma  detto questo, il problema riguarda anche il fattore umano.  Da
  tempo, cogliamo l'insoddisfazione, la preoccupazione, l'amarezza di
  tanti  lavoratori dei consorzi di bonifica. Alcuni hanno  usufruito
  di  una  norma che ha previsto il 50 per cento del turnover,  altri
  sono  stati  bloccati. Questa ingiustizia, che è chiara,  evidente,
  credo debba essere superata, si deve dare una risposta.
   I  consorzi di bonifica, così come i forestali, sono elementi  che
  danno  un  contributo notevole per l'ambiente, per l'agricoltura  e
  non  lo  possiamo  sottovalutare e ne  dobbiamo  tenere  conto  nel
  momento in cui attiviamo un'azione che, comunque, apre un raggio di
  speranza  nelle  famiglie, in quelli che sono coinvolti  da  questo
  tipo di attività lavorativa.
   Io  sento spesso alcuni precari che mi chiedono se questa  riforma
  darà  una  risposta  concreta. Io non mi  sento  di  esprimere  con
  lealtà,  sicurezze, perché queste sicurezze non ci sono.  Io  penso
  che, su questo terreno, non possiamo fare passi indietro.
   Ripeto,  e  voglio mettere insieme la questione  dei  precari  dei
  consorzi  con i precari della forestale, anche perché  entrambi  in
  questo  periodo  stanno dando un contributo  notevole  rispetto  ai
  problemi che abbiamo nel territorio: gli incendi  Una presenza  che
  cerca  di  porre  freno a quelle che sono le iniziative  diaboliche
  fatte  da alcuni delinquenti che stanno devastando anche quest'anno
  il nostro territorio.
   Quindi,  il  fattore  umano  è  un  fattore  da  tenere  presente,
  fondamentale,  così come credo si debba tener conto di  quelle  che
  sono le funzionalità dei consorzi stessi. L'Assessore, l'ho sentito
  e  devo  dire  che ho trovato una disponibilità e un  lavoro  fatto
  concretamente  da  parte dall'attuale Assessore.  Devo  aggiungere,
  però,  Assessore, che probabilmente, per carenza di  fondi,  quelle
  che  erano  necessarie attività manutentive, si stanno esplicitando
  in  questo periodo. Questo ritardo sta determinando dei problemi ad
  una  parte  significativa dell'agricoltura. Lei sa da  esperto,  ma
  anche  da  Assessore, che la siccità negli anni scorsi ci ha  fatto
  perdere  il venticinque per cento di produzione. Se noi  non  diamo
  l'erogazione  con  tempestività, finiremo per avere  condizioni  di
  produzione  che  non  aggrediranno,  in  maniera  significativa,  i
  mercati  e  porranno  quindi problemi al nostro  mondo,  alle  aree
  produttive del nostro territorio.
   Io  non  devo  segnalarla a lei, Assessore, perché  lei  è  stato,
  ripeto,  su  questo,  sensibile, ha  fatto  anche  una  riunione  a
  Catania, ha informato dei vari passaggi che sono stati esplicitati,
  alcuni  interventi  sono stati fatti. Quello che  le  chiedo  è  di
  monitorare continuamente questa attività, perché anche problemi  di
  natura manutentiva, qualche volta, diventano grossi problemi, e  se
  non   affrontati  con  tempestività,  possono  determinare   quelle
  difficoltà che tutti noi riconosciamo, anche perché spesso parliamo
  di  ipotesi  che  dovrebbero arrivare più avanti,  negli  anni,  di
  cambiamenti climatici, vi sono già cambiamenti climatici  notevoli,
  questa   condizione   ambientale  ci  deve   portare   a   maggiore
  responsabilità
   Concludo   dicendo  che  accanto  al  problema  idrico,   relativo
  all'agricoltura  e  alla zootecnia, perché  anche  la  zootecnia  è
  fortemente  collegata a questi problemi, c'è anche quello  relativo
  alla  crisi  idrica  potabile.  Tante  città  continuano  ad  avere
  difficoltà,  anche noi che abbiamo avuto una condizione favorevole,
  lo  dico  per  il mio comune, Militello in Val di Catania,  abbiamo
  avuto  rappresentato  dall'ente di gestione  un  calo  della  fonte
  idrica e, quindi, difficoltà per cui dobbiamo chiudere l'erogazione
  dell'acqua  di  notte e aprirla nelle prime ore del  mattino;  sono
  disagi   che   si   creano  ai  cittadini,  speriamo   di   poterli
  fronteggiare.
   Presidente, in quest'Aula, abbiamo appreso, non dall'Assessore  ma
  dal Presidente, da altri esponenti del Governo, che erano pronte le
  risorse  per i dissalatori, si era parlato di 30 milioni  di  euro,
  anzi  di  90  milioni di euro, poi si è parlato di 300  milioni  di
  euro,  ora abbiamo saputo che, intanto, non è stato riparato  alcun
  vecchio dissalatore, non sono stati fatti nuovi impianti, pare  che
  siano  stati  attivati  30 milioni di euro  da  parte  del  Governo
  nazionale e si debbano mettere in funzione dei dissalatori mobili.
   Noi  speriamo che questo venga fatto in fretta, perché i cittadini
  non possono aspettare, e quando parliamo di difficoltà idropotabili
  nelle   nostre  città,  parliamo  di  vivibilità,  parliamo   della
  vivibilità  soprattutto delle fasce più deboli,  gli  anziani  e  i
  bambini,  parliamo  anche di igiene, fondamentale  per  tenere  una
  condizione ambientale sicura nelle nostre comunità.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo  dissi  già  in
  occasione  della scorsa seduta: questa maggioranza e i  silenzi  di
  oggi,  ma  anche le parole spese da alcuni colleghi, mi  portano  a
  dedurre  che questa riforma non arriverà alla prima curva e poiché,
  però,  son  d'accordo con quanti hanno affermato in quest'Aula  che
  una  riforma serve, perché non possiamo ovviamente sprecare  trenta
  milioni  l'anno per interventi tampone a favore di singoli consorzi
  di  bonifica,  non possiamo più consentire che gli agricoltori  non
  dicano  la  loro sulla gestione della risorsa idrica, non  possiamo
  consentire che ci siano sperequazioni fortissime sull'acqua, perché
  in  Sicilia l'acqua non costa allo stesso modo in tutti i posti: ci
  sono  luoghi  dove il costo è accessibile e ci sono posti  dove  il
  costo  è  assolutamente  inaccessibile,  e  questo  mina  anche  la
  capacità  di territori di essere competitivi e produce un ulteriore
  effetto  che è quello dell'abbandono delle terre  Perché  quando  a
  un'impresa  agricola si chiede di sopportare costi non  sostenibili
  per  quelli che sono i valori di mercato delle materie prime, delle
  materie  prodotte, è chiaro che si sta dicendo all'agricoltore  che
  non  c'è  alternativa all'abbandono e l'abbandono vuol dire perdita
  di   valore   di   paesaggio,   vuol  dire   incendi,   vuol   dire
  desertificazione, tutte tematiche che in quest'Aula sono state  più
  volte affrontate
   E, allora, se questo è il punto cui siamo giunti e se consideriamo
  legittime  le rivendicazioni, da un lato dei lavoratori perché,  ha
  ragione  l'onorevole Abbate, è chiaro che i consorzi non sono  solo
  infrastrutture,  sono  anche lavoratori, ma  la  risorsa  umana  va
  gestita  bene, perché deve essere un servizio adeguato  rispetto  a
  quelle che sono le esigenze degli agricoltori.
   Poi ci sono ovviamente le legittime esigenze degli agricoltori che
  vorrebbero  che  non si ricorra più a irrigazioni  di  crisi  o  di
  emergenza   ma  a  irrigazioni  ordinarie,  stabili,  che   possano
  consentire  loro  di  fronteggiare  oggi  la  siccità,  domani   la
  peronospora,  dopodomani un altro ciclo di siccità e  sotto  questo
  profilo  in  questa  riforma, per esempio, manca  un  grande  tema:
  quello del sostegno a un'agricoltura di precisione
   I  consorzi  di bonifica potrebbero svolgere una funzione  in  tal
  senso  però,  al di là dei temi concreti, quello che  mi  preme,  è
  chiedere   non   alle  opposizioni,  le  opposizioni   sono   state
  responsabili,   se   avessimo  voluto,  in  Commissione   'Attività
  produttive',  avremmo  tenuto  bloccati  i  lavori,  ma   non   per
  capriccio, perché le questioni aperte sono notevoli, invece abbiamo
  scelto insieme a tutti i colleghi - anche alla luce di quella che è
  stata  la  discussione  nei  diversi  Gruppi  -  di  consentire  un
  andamento  ordinario dei lavori, ce ne deve dare atto, dicendo  che
  poi  avremmo  affrontato alcune questioni in Aula. Oggi,  però,  mi
  sembra  di  poter  dire che quest'Aula non sia  pronta  per  questa
  discussione,  perché dopo due anni di lavoro se  molti  emendamenti
  provengono dalla maggioranza, se molte questioni dirimenti  vengono
  poste  dalla maggioranza, se alcune forze politiche che  sostengono
  questa  maggioranza non alzano un dito a difesa di questa  riforma,
  forse  è  meglio prendere atto che non siamo ancora  pronti  e  che
  vogliamo  evitare  un  ulteriore stop perché,  altrimenti,  saremmo
  costretti  a spendere ulteriori 30 milioni di euro per  far  fronte
  alle  diverse esigenze che nasceranno nei tredici, come diceva bene
  l'onorevole Cracolici, consorzi di bonifica operanti in Sicilia.
   Dunque,  invito  il  Governo  a  questa  riflessione,  che  è  una
  riflessione nell'interesse della Sicilia, perché poi non vorrei che
  si   chiedesse   all'opposizione   un   atto   di   responsabilità:
  l'opposizione,  l'atto di responsabilità l'ha già  fatto,  è  stato
  quello di consentirvi di arrivare in Aula, dopodiché siete in  mare
  aperto  e  in  mare  aperto dovete navigare  voi   Non  vorrei  che
  qualcuno poi si lamenti della richiesta del voto segreto su  alcuni
  emendamenti o su alcuni articoli e si lamenti del fatto che  magari
  le  opposizioni, legittimamente, col voto segreto, voteranno contro
  e  magari poi dal tabellone venga fuori un numero dove i rossi sono
  maggiori dei verdi
   Questo  mi sento di rassegnare a fine seduta, perché sono convinto
  che  una riforma serva, probabilmente non è ancora maturo il  tempo
  per  averla,  però  che la maggioranza faccia la maggioranza  e  si
  assuma la responsabilità dinanzi ai siciliani.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Safina.  È  iscritto  a   parlare
  l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.    Grazie   Presidente,   onorevoli   colleghi,    torno
  sull'argomento,  un  paio di settimane fa, abbiamo  avuto  modo  di
  cominciare a ragionare su questa proposta normativa, per  la  quale
  naturalmente  ringrazio  i componenti della  Commissione  'Attività
  produttive', un lavoro lungo al quale anche il Partito  Democratico
  ha dato un significativo contributo.
   Detto  ciò,  però,  inviterei  i colleghi,  i  pochi  colleghi  di
  maggioranza che oggi sono intervenuti in quest'Aula, a essere cauti
  rispetto  a  quelli  che sono stati i proclami.  Hanno  parlato  di
  riforma epocale.
   La   riforma  non  basta  portarla  in  Aula,  signor  Presidente,
  assessore;   la  riforma  bisogna  portarla  in  Aula,  sicuramente
  discuterla,  ma poi bisogna anche approvarla e quella  riforma  che
  bisogna approvare deve essere nelle condizioni di camminare con  le
  proprie  gambe. Dico questo perché i silenzi, le assenze di  questi
  momenti, di queste settimane, ad onor del vero, non fanno presagire
  nulla  di  buono  rispetto  a  un  argomento  che  è  centrale  per
  l'economia dei siciliani.
   Il  primo  datore di lavoro della nostra Terra, il  settore  della
  bonifica,  è  stato  un settore che, per certi versi,  non  ha  mai
  prodotto quei risultati e dato risposte a quelle aspettative di  un
  settore  così strategico. L'acqua arriva a malapena e sa benissimo,
  assessore,  che avere la possibilità di campi irrigati permette  di
  produrre 5-6 volte di più. Abbiamo delle infrastrutture che sono un
  colabrodo,  abbiamo perso decine e decine di milioni di euro  nella
  riqualificazione delle reti, abbiamo accumulato decine e decine  di
  milioni  di  euro  di  debiti nei consorzi di bonifica  e,  oramai,
  ripetutamente,  quest'Assemblea si trova a dover coprire  i  debiti
  dei vari consorzi. Un sistema non equo, in cui molti agricoltori si
  sono  trovati  a  pagare le bollette senza avere  poi  regolarmente
  l'acqua.
   Avete  parlato,  abbiamo  parlato della mancanza  di  protagonismo
  degli   agricoltori   perché   enti   perennemente   commissariati,
  naturalmente  non danno la possibilità agli agricoltori  di  potere
  esprimere  al  meglio  quelle che sono le  esigenze  per  garantire
  crescita e sviluppo in questo settore e, poi, la questione  atavica
  dei nostri lavoratori dipendenti dei consorzi di bonifica che fanno
  un  egregio  lavoro,  il  più  delle  volte  si  trovano  in  gravi
  difficoltà.
   Siamo  intervenuti  in  tantissime occasioni,  riunioni  presso  i
  consorzi stessi con atti parlamentari per denunciare i ritardi  nei
  pagamenti degli stipendi, la grave situazione di incertezza.  Tutto
  questo,  quindi,  ha  creato  una  situazione  sicuramente  non  di
  sviluppo di un settore cruciale quale è l'agricoltura e quale è  la
  zootecnia.
   Ora,  io  non so se questa, signor Presidente, è una riforma,  per
  così  dire, necessaria o se questa corrisponda ai requisiti di  una
  riforma  di  cui noi parliamo da tempo, ma il fatto  che  ci  siano
  all'incirca  500  emendamenti,  di  cui  buona  parte  sono   stati
  presentati da rappresentanti della maggioranza, credo che un attimo
  ci  faccia  comprendere  qual è il quadro complessivo  di  assoluta
  incertezza.
   Io  credo che, al di là di quella che possa essere la decisione  o
  le  decisioni dei prossimi giorni, delle prossime ore, una  cosa  è
  sicuramente  essenziale, assessore, per portare avanti quest'azione
  normativa  ci  vogliono  le  risorse: risorse  per  far  partire  i
  consorzi  di  bonifica affinché possano esserci le  condizioni  per
  programmare,  progettare, avere tutte quelle condizioni  anche  per
  poter  mettere  a terra, con adeguate modalità di progettazione,  i
  fondi del PNRR per esempio, i fondi strutturali e, poi, mettere  in
  sicurezza i lavoratori.
   Abbiamo, a più riprese, parlato della necessità di stabilizzare  i
  lavoratori  settantottisti, centounisti e dare loro la  possibilità
  di ricoprire almeno 156 giornate lavorative.
   Ma,  ad ogni buon conto, io ritengo che, in un verso o nell'altro,
  un intervento bisogna sicuramente farlo, perché, assessore, io, nei
  pochi  minuti  che  mi rimangono, le racconto  una  piccola  storia
  triste  che  riguarda gli agricoltori, che riguarda la  siccità  in
  Sicilia, che riguarda i nostri paradossi, le contrapposizioni e  le
  contraddizioni che sono tutte siciliane, perché noi ci troviamo  ad
  avere  condizioni in cui c'è l'acqua, assessore, ma manca la  luce
  C'è  l'acqua, ma manca la luce significa che nel Consorzio  Palermo
  2,  per  esempio - e lei è perfettamente a conoscenza  di  come  ci
  siamo  impegnati  nelle ultime finanziarie per tentare  di  trovare
  risorse  per  riattivare  i pozzi, per migliorare  le  nostre  reti
  infrastrutturali  e,  allora,  che cosa  succede?  Che,  nel  2024,
  stanziamo  circa  cinquecentomila euro e questi vengono  utilizzati
  per  riattivare sei pozzi nella provincia di Palermo, di cui uno  è
  il  pozzo  Mezzatesta,  che insiste nel Comune  di  Misilmeri,  che
  serve,  a sua volta, per garantire, garantirebbe, qualora azionato,
  qualora si potesse prelevare l'acqua, i territori di Ficarazzi,  di
  Misilmeri, di Casteldaccia, dove insistono degli agrumeti  e  anche
  coltivazioni ad ortaggi.
   Cosa succede, assessore? Succede che il consorzio di bonifica  non
  si  può intestare un contatore dell'energia elettrica e non si  può
  intestare   ai   siciliani,  colleghi,  un  contatore  dell'energia
  elettrica perché il consorzio di Palermo 2 è pignorato e  l'Enel  o
  altri  fornitori di energia elettrica non attivano nuovi  contratti
  di fornitura a soggetti che hanno procedure in corso
   Quindi,  abbiamo  il  paradosso dei paradossi,  cioè  noi  abbiamo
  stanziato  centinaia di migliaia di euro, abbiamo trovato  l'acqua,
  abbiamo  riattivato pozzi, abbiamo creato infrastrutture, ma  manca
  il contatore per la fornitura dell'energia elettrica per riuscire a
  prelevare l'acqua
   Allora,  che cosa voglio dire? Voglio dire che è evidente che,  da
  questo  punto di vista, o portiamo avanti un'azione di riforma  dei
  consorzi di bonifica che sia in grado di rispondere a tutte  quelle
  esigenze  che  ho  rappresentato  poc'anzi,  ovvero,  diversamente,
  dobbiamo  procedere  subito  ad una vera  e  propria  iniezione  di
  liquidità, iniezione di liquidità agli attuali consorzi di bonifica
  che  siano  in  grado di superare la situazione che, dal  punto  di
  vista economico-finanziario, è drammatica.
   Naturalmente,  non  possiamo  pensare  di  creare  nuovi  enti   e
  dimenticarci dei creditori dei 120 milioni di euro, che è fatto  di
  aziende, che è fatto di lavoratori, che devono avere il diritto  di
  recuperare quelle somme.
   Io  ricordo  a  me  stesso  che noi qui  rappresentiamo  tutta  la
  Sicilia,   rappresentiamo   gli   agricoltori,   rappresentiamo   i
  lavoratori, ma rappresentiamo pure quelle ditte che hanno  lavorato
  e  continuano  a lavorare per i consorzi di bonifica  e  pure  loro
  devono essere tutelate.
   Non possiamo creare delle bad company e lasciarle al loro destino;
  questo  non rientra tra i nostri compiti istituzionali, ma dobbiamo
  portare  avanti  azioni di natura responsabile  e  questa  riforma,
  ovvero azioni normative in tal senso, devono puntare da una parte a
  dare le risorse fondamentali agli agricoltori - e quindi l'acqua  -
  ma,  dall'altro lato, ancora, a garantire un sistema che sia  equo,
  che  sia  solidale  e,  soprattutto, garantisca  i  lavoratori  dei
  consorzi stessi.

   PRESIDENTE.  Visto che la discussione generale è chiusa  da  parte
  degli   interventi   dei  colleghi,  se  lei,  assessore,   volesse
  intervenire  per rispondere ad alcune osservazioni che  sono  state
  fatte, ne ha facoltà.

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca   mediterranea.  Signor  Presidente,  ringrazio   tutti   per
  l'interessante  dibattito  e  tutti gli  spunti  che  sono  venuti.
  Cercherò   di   illustrare  alcuni  criteri   che   hanno   guidato
  nell'elaborazione di queste riforme.
   Mi associo ai ringraziamenti alla Commissione "Bilancio" e a tutti
  i  componenti  che hanno dato un contributo, al di là delle  giuste
  differenziazioni che ci sono state - scusi, della III Commissione -
  e  al di là delle giuste differenziazioni, dicevo, poi, però, tutto
  il lavoro è stato assolutamente costruttivo.
   Ora,  io  partirei dal tema, da uno dei temi che colpisce,  che  è
  quello  della delimitazione dei consorzi, undici, tredici consorzi,
  più quattro diciassette, e così via.
   Io  rispetto le opinioni di tutti  È chiaro che, voglio dire,  c'è
  il massimo rispetto per le scelte che sono state fatte in passato.
   Non voglio intervenire sul fatto che i due consorzi che sono nati,
  che  dovevano nascere come accorpamento di consorzi esistenti,  non
  sono  mai  nati. Semplicemente, non sposo questa linea,  non  sposo
  questa  linea  Non ho mai sposato questa linea, perché il  semplice
  accorpamento di consorzi e la divisione della Sicilia in due  parti
  -  Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale - definendo consorzi  un
  accorpamento disomogeneo di consorzi esistenti, non è stata mai  la
  mia linea.
   Io  non  ho  mai condiviso. Perché non ho mai condiviso?  Non  per
  ideologia,  io  non  l'ho  mai condivisa  perché  un  consorzio  si
  definisce  tale  perché è un'associazione di imprenditori  agricoli
  che  si  mettono assieme per realizzare delle opere in comune,  che
  hanno delle opere in comune.
   Allora,  io non posso condividere il fatto che il consorzio  della
  Sicilia  occidentale, che va da Palermo a Gela, possa  avere  degli
  imprenditori  agricoli  che  si mettono  assieme  e  che  hanno  un
  interesse comune, da Palermo a Gela  Non è un consorzio; quello non
  è  semplicemente un consorzio e, quindi, la linea direttrice  della
  riforma,  a  cui  ho  contribuito sotto diversi aspetti,  nasce  da
  questa considerazione e nasce anche dalla considerazione del  fatto
  che  questa  riforma,  sotto il profilo della delimitazione  e  dei
  criteri che hanno spinto alla delimitazione, cioè unitarietà  della
  gestione  dei  sistemi  idrici, unitarietà dei  bacini,  unitarietà
  nella gestione dalla fonte di approvvigionamento all'utenza, questi
  sono  i  criteri  che hanno ispirato la delimitazione  dei  quattro
  consorzi   e  sono  i  criteri  che,  sotto  il  profilo   tecnico-
  scientifico,  sotto  il  profilo  dell'allineamento  della   nostra
  Regione, della nostra normativa alle Regioni più avanzate d'Italia,
  sotto  il  profilo  di  seguire quelli che  sono  gli  orientamenti
  dell'Associazione nazionale delle bonifiche e la Conferenza  Stato-
  Regione, hanno determinato la delimitazione di questi consorzi.
   Quindi,  questi  quattro consorzi non si potranno mai  sommare  ai
  tredici consorzi per il semplice fatto che i due consorzi che  sono
  stati delimitati, su cui non voglio intervenire, i motivi per cui i
  due  consorzi poi non sono stati attivati - io non c'ero e  non  so
  perché  non siano stati attivati - ma sicuramente quei due consorzi
  erano  un  accorpamento  di  consorzi esistenti  che  si  portavano
  assieme  tutti i debiti, tutti i problemi e tutte le contraddizioni
  che  nascono da una legge, già difettosa nel 1995, perché anche  la
  legge   n.   45   del   1995   ha   delimitato   undici   consorzi,
  sostanzialmente,  su  base  provinciale  con  l'eccezione  di  Gela
  all'interno  di  Caltanissetta  e  di  Caltagirone  all'interno  di
  Catania. Ma Gela all'interno di Caltanissetta? Cioè, si delimita un
  consorzio   provinciale  e,  poi,  all'interno  di   un   consorzio
  provinciale,  si dice per salvaguardare le esperienze positive,  si
  creano  due  consorzi, con il risultato che Caltanissetta  è  stato
  sempre  un  consorzio vuoto, infatti è l'unico in attivo perché  ci
  sono  attività  e  passività nei consorzi di  cui  ora  parlerò,  e
  Caltanissetta è stato sempre un consorzio attivo perché non ha  mai
  fatto  irrigazione o non c'è irrigazione, e Gela ha avuto  tutti  i
  problemi.
   Quindi,  già  da allora, quella delimitazione su base  provinciale
  non  andava  bene e non va bene per un semplice fatto:  perché  noi
  agli allievi ingegneri la prima cosa che diciamo, che insegniamo, è
  quella che l'acqua non conosce i confini amministrativi   Gli unici
  confini amministrativi che conosce sono quelli del servizio  idrico
  integrato,  acquedotto, fognatura e depurazione che prevalentemente
  si  realizzano all'interno di un Comune e, quindi, è giusto che  ci
  siano  ambiti territoriali ottimali che coincidono con le province.
  Ma    l'acqua    non    la   conosce,   l'acqua   dell'irrigazione,
  dell'agricoltura, che deve partire da un serbatoio, da una fonte di
  approvvigionamento  e  deve arrivare a un'utenza,  si  estende  per
  migliaia e migliaia di ettari.
   I  confini  comunali non servono, sono ininfluenti,  è  questo  il
  criterio  base  che  ci  ha  guidato  nella  riforma.  Non  abbiamo
  inventato,    abbiamo   cercato   di   copiare   delle   esperienze
  assolutamente positive.
   Io  non vorrei neanche che la riforma venisse delimitata solo  con
  il  problema  degli operai. Sicuramente il Governo  interverrà  per
  cercare  di  risolvere  gran parte dei problemi  degli  operai.  Su
  questo posso dare - ora lo vedremo assieme al collega Dagnino, oggi
  manca - rassicurazione che ci sarà anche questo aspetto.
   Però,  non dobbiamo limitarci a questo. Qualcuno dice: "ma chi  ci
  garantisce  che  la riforma funzionerà?". Non è  perché  si  chiama
  "riforma"  che  automaticamente funziona  Io non voglio  dichiarare
  questa  cosa,  non la posso dichiarare, ma io dico che  il  quadro,
  anche  di governance, che abbiamo disegnato consente di avere tutti
  i  prerequisiti  affinché  la  riforma  possa  essere  applicata  e
  funzionante;  noi  abbiamo  delineato un  quadro  organizzativo  e,
  soprattutto,  la  restituzione  della  gestione  dei  consorzi   di
  bonifica  agli  imprenditori agricoli. Dico ciò perché,  in  questa
  situazione,  infatti,  in cui tanti giustamente  si  lamentano  sul
  fatto  che  ci sono i commissariamenti dal 1995, guardate  che  nel
  1995 i commissariamenti sono nati perché c'erano i debiti di quelli
  vecchi.  Ora, io dico che non è automatico, non è perché si  chiama
  riforma che i suoi effetti saranno sicuramente positivi, perché  la
  riforma va applicata dagli uomini e dalle donne e, quindi, ci  sarà
  tutto l'impegno delle persone che lavoreranno all'interno dei nuovi
  consorzi di bonifica; auspicabilmente, diciamo, nel caso in cui  la
  riforma  venisse  apprezzata, dovranno  applicare  concretamente  i
  principi  generali, ma noi stiamo mettendo con  questa  riforma  le
  basi affinché si parta in maniera diversa, con quattro consorzi che
  siano  autonomi  e che abbiano una gestione autonoma,  con  quattro
  direttori,  con dirigenti che tornino ad avere il rapporto  con  il
  territorio.
   Non  è  pensabile che mezza Sicilia venga diretta da un direttore,
  non  è  pensabile  Le dimensioni, oltre alla disomogeneità  e  alla
  definizione  di  quello  che  è  un  consorzio  di  bonifica,  sono
  estensioni troppo elevate per poter far funzionare un consorzio  di
  bonifica.   Ecco,   allora,  l'idea  che  è  stata   condivisa   in
  Commissione,  perché la delimitazione di questi  consorzi  è  stata
  discussa  all'interno  della Commissione in  maniera  approfondita,
  facendo  anche delle modifiche rispetto alla proposta che io  avevo
  portato.
   Ora, io credo  io non so se la riforma arriverà alla prima curva o
  non  ci arriverà  il mio compito è quello di spiegare i motivi  per
  cui, a mio parere, occorrerebbe apprezzarla. Noi stiamo ponendo  le
  basi,  cercheremo  di dare all'interno di questa  riforma,  quindi,
  senza rinviare, una prospettiva ai lavoratori, ben consapevole  del
  fatto  che  non  si  esaurisce la problematica della  gestione  del
  personale ai soli lavoratori. Io credo che tanti che hanno rapporti
  con i consorzi di bonifica sanno bene che molti tecnici sono andati
  in pensione, altri non ci sono più, quindi, dobbiamo anche pensare,
  dobbiamo  anche pensare a rafforzare i quadri tecnici. Ben  vengano
  le  stabilizzazioni e sicuramente interverremo con  questa  riforma
  se,  voglio  dire,  supererà il primo giro, però  dobbiamo  pensare
  anche  a rafforzare i quadri tecnici per cercare di rendere  queste
  strutture solide.
   I  debiti,  che  è  l'altro  problema e sicuramente  uscirà:  ogni
  consorzio  ha degli attivi e dei passivi, non è vero che sono  solo
  le  infrastrutture,  ma  ci sono dei crediti  che  non  sono  stati
  riscossi.
   Il  Governo seguirà attentamente la liquidazione che, ove  venisse
  approvata la riforma, verrà fatta.
   Qualcuno ha ricordato che in ogni variazione di bilancio, in  ogni
  legge  finanziaria,  il  Governo  e  poi  l'Assemblea  ha  messo  a
  disposizione  ingenti  risorse finanziarie per  colmare  i  debiti,
  allora dobbiamo aprire una pagina nuova se abbiamo, almeno da parte
  mia,  il  coraggio  di aprirla, che è una cosa  impegnativa,  è  un
  lavoro  molto impegnativo quello di attuare una riforma  di  questo
  tipo;  non  bastano 24 ore, perché c'è tutta un'organizzazione  nel
  passaggio tra il vecchio e nuovo, che determinerà un grande impegno
  delle strutture, un grande impegno, un grande lavoro.
   Consentitemi  di  passare  alla  battuta:  per  un  assessore  per
  l'agricoltura  forse  è  più facile gestire la  situazione  attuale
  rispetto  ad avventurarsi a un lavoro così impegnativo.  Ma  a  che
  prezzo?  In ogni manovra dobbiamo venire per tutelare gli  stipendi
  dei lavoratori e chiedere, prima al Governo, a tutto il Governo,  e
  poi all'Assemblea, di mettere 10 milioni di euro in ogni manovra? E
  noi  ci  preoccupiamo dei debiti, di come leviamo o non  leviamo  i
  debiti,  quando  ci sono attività e passività, e  se  stiamo  nella
  situazione attuale in cui siamo così impantanati, da una situazione
  che  viene  da  lontano,  in  cui in alcuni  consorzi,  come  dire,
  probabilmente,  non si è operato alla perfezione, nel  passato,  mi
  riferisco al passato.
   Allora,  vogliamo  cercare  di  superare  questa...  e  chi  aveva
  obiettato,  ogni  tanto  qualcuno  obiettava  sul  fatto   che   si
  prediligeva Catania o Palermo, non sono più i consorzi di  Catania,
  di Palermo, di Trapani o Agrigento, sono delle aree omogenee in cui
  la  gestione dell'acqua avviene in maniera unitaria, perché  questi
  sono   i   criteri   che  hanno  ispirato  questa  riforma.   Molte
  osservazioni,  parecchie  osservazioni,  si  riferiscono  anche  al
  funzionamento  attuale. Io lo so, siamo qua per  discutere  di  una
  nuova visione, perché ci sono tante cose che non funzionano; alcune
  cose, magari, ogni tanto si esagerano, per esempio, le rotture o le
  manutenzioni che non vengono fatte prima. Ci vuole una manutenzione
  fatta  prima, ma anche una manutenzione quando si immette  l'acqua,
  perché  a volte basta l'errore umano di una manovra dell'immissione
  dell'acqua  in un tubo per farlo scoppiare. Ecco, allora,  che  gli
  interventi  durante  il  periodo irriguo,  il  periodo  in  cui  si
  distribuisce l'acqua, sono assolutamente essenziali, quindi non  si
  possono  fermare solo alla giusta fase preliminare in  cui  occorre
  fare   delle  opere  di  manutenzione,  e  noi  abbiamo   messo   a
  disposizione    risorse   come   Governo,    risorse    finanziarie
  significative per fare dei pronti interventi; non è  vero  che  non
  abbiamo  fatto  programmazione  Questo inverno  abbiamo  rimesso  a
  posto  tante  traverse  di derivazione e io  farò  un  incontro  ad
  Agrigento,  e  lo  annuncio  dopo aver  fatto  quello  di  Catania,
  probabilmente il 15, per illustrare quello che abbiamo fatto  nella
  Sicilia occidentale.
   Oggi, abbiamo una insufficienza di risorse nei serbatoi, ma quelle
  limitate,  quei  limitati  volumi idrici che  abbiamo,  li  abbiamo
  grazie  agli interventi che farò vedere sulle traverse  a  servizio
  dell'Arancio,  del Garcia, di Paceco, di Rubino  e,  purtroppo,  la
  Trinità costituisce un caso tragico.
   Qualcuno  diceva  anche  la differenza  dei  costi  dell'acqua  in
  diverse  zone, avere territori omogenei, avere territori  omogenei,
  quindi  delimitare  i consorzi può significare anche  livellare  il
  prezzo  dell'acqua. Pensate se noi dovessimo gestire  un  consorzio
  che va da Palermo a Gela, non si potrebbe mai fare
   L'ultima   osservazione  è  quella  dell'Ufficio  Interconsortile.
  Qualcuno  ha  parlato di super consorzio; francamente,  parlare  di
  super  consorzio, di un ufficio che serve solo per  coordinare  una
  serie di attività  è un ufficio di coordinamento, ci sono una serie
  di attività di carattere, per esempio, amministrativo, di carattere
  informatico,  di elaborazione di dati, cioè una serie  di  attività
  che  potrebbero  essere, non dico centralizzate,  perché  il  super
  consorzio  di  cui  si  parla  è senza  personale,  non  è  che  ha
  personale.  Dici super consorzio, ma di cosa? Non ci  sono  utenti,
  non  c'è  personale  che è impiegato, quindi qual  è  questo  super
  consorzio?  Io, onestamente, non lo capisco  È un semplice  ufficio
  di  coordinamento, in modo tale che se nel consorzio "A" si  adotta
  un programma amministrativo per la gestione, per esempio, dei ruoli
  -  per  l'emissione dei ruoli - si possa in qualche modo coordinare
  che  una serie di attività vengano realizzate in tutti e quattro  i
  consorzi.
   È  semplicemente un'attività di coordinamento - non ha  personale,
  non ha struttura, non ha nulla -, quindi, voglio dire, anche questo
  io  lo  vorrei chiarire. Poi, chiaramente, ognuno si  può  fare  la
  propria idea, però, diciamo, questa è l'idea che ci siamo fatti per
  cercare di...

   SAFINA. La maggioranza lo ha chiarissimo

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Condizione di crisi e di emergenza. Sicuramente
  questo  è  un tema molto attuale, al di là della riforma. Io  credo
  che,  proprio prendendo spunto dalla diga Trinità che, voglio dire,
  ci  preoccupa per gli effetti che determina, io penso che una delle
  prospettive, a mio parere, per cercare di migliorare l'accumulo  di
  acqua  in  Sicilia,  per  l'agricoltura, sia  quella  degli  invasi
  aziendali, dei serbatoi aziendali.
   Io  non  mi  illudo che un invaso come Trinità, o un  invaso  come
  Comunelli a Gela, o come Disueri - realizzato due volte -  potranno
  mai  acquisire le efficienze che avevano prima. Non ci sono più  le
  condizioni  perché  si  sono accumulati  talmente  tanti  danni  di
  vecchiaia,  che non riusciremo a metterli in sesto.  Allora,  avere
  una  rete  diffusa  di  invasi  aziendali  che  possano  consentire
  l'accumulo  di  acque  invernali nel  periodo  in  cui  c'è  questa
  disponibilità  idrica  - sul modello di quello  che  avviene  nella
  Piana di Catania - può essere un ottimo intervento che io, ritengo,
  si  possa  incrementare e incentivare con risorse che  già  abbiamo
  messo  a  disposizione nell'ambito del PSR, su  cui  ho  fatto  una
  proposta  anche al Governatore Schifani affinché si possa  valutare
  anche questa possibilità, cioè avere invasi diffusi invece di avere
  dighe accentrate, che è ormai difficilissimo realizzare per i tanti
  vincoli ambientali che abbiamo.
   Io  credo  che  questo possa essere un ottimo  intervento  su  cui
  lavorare.
   Chiudo,  dicendo che abbiamo cercato come Commissione - e  io,  in
  particolare, ho maturato da tanto tempo queste idee -  di  lavorare
  per il meglio per poter fare apprezzare questa riforma.
   Poi,  naturalmente, l'Aula valuterà secondo quelli  che  sono,  io
  spero, i contenuti di questa riforma e, naturalmente, sono sempre a
  disposizione per dare ulteriori chiarimenti su parti della  riforma
  che, magari, sono oscure.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  a  questo  punto,   prima   di
  riconvocare  l'Aula a domani, alle ore 15:00, con la votazione  del
  disegno  di  legge sui consorzi di bonifica, ho due  interventi  ai
  sensi  dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno, no,  più
  di due interventi.
   Sono  iscritti  a  parlare  gli onorevoli  La  Vardera,  Gilistro,
  Venezia, Spada e Burtone.
   Prego, onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Grazie.  Signor Presidente,  quel  che  resta  della
  maggioranza, non posso lasciare quest'Aula senza riproporre  quello
  che, in questi giorni, sta accadendo in questa Regione. Non posso e
  non  possiamo far finta di nulla rispetto al fatto che ci sono  ben
  quattordici indagati in questa maggioranza, non possiamo far  finta
  di  nulla,  che  tutto quello che sta accadendo non  può  che  fare
  emergere un quadro devastante e desolante delle Istituzioni che, in
  qualche  maniera,  questo Governo sta rappresentando  nel  silenzio
  totale,  tombale, di colui che presiede questo Governo,  che  è  il
  governatore Schifani che, non solo non dice nulla, ma, per assurdo,
  difende  le posizioni di quei soggetti che stanno al Governo  della
  sua stessa maggioranza.
   Cioè,  davanti a un assessore che, dalle indagini, emerge avrebbe
  poteva  essere  in  qualche modo interessata all'assunzione  di  un
  nipote  diretto, non solo non dice nulla, ma difende quello  stesso
  assessore dicendo che non ha pensato alla rimozione. Qua  siamo  al
  capolavoro
   Allora, il silenzio di Schifani, in questa faccenda, fa sì che c'è
  semplicemente  la  volontà  politica di  avvantaggiarsi  da  questa
  operazione, mettendo all'angolo Fratelli d'Italia e rinforzando  la
  propria posizione che è quella di Forza Italia. C'è una maggioranza
  che  è  assolutamente  con  un obiettivo  chiaro,  di  rimanere  in
  silenzio
   Colleghi,  noi in queste ore siamo lo zimbello d'Italia,  l'intero
  Paese,  l'intera  Nazione sta guardando alla Sicilia  come  esempio
  negativo  della  rappresentazione stessa  della  realtà:  assessori
  indagati,  Presidente  dell'Assemblea  a  sua  volta  indagato  per
  corruzione. C'è un quadro devastante attraverso il quale non ci può
  non portare a colei che presiede anche il Governo nazionale.
   Giugno  2013,  sul caso Idem: "Sono certa della buona  fede  della
  Idem  ma  le  dimissioni  sarebbero  auspicabili,  serve  atto   di
  responsabilità, la politica deve dare l'esempio ". Sempre 2013,  il
  caso  della  Ministra Cancellieri coinvolta nel caso Ligresti:  "Il
  suo  comportamento  è stato totalmente inopportuno,  credo  che  il
  Ministro  non abbia più la possibilità di avere un mandato  pieno".
  Giugno  2015,   Mafia Capitale , su Ignazio Marino, dice:  "Ignazio
  Marino  si  dimetta e lasci liberi i romani". Ancora, aprile  2016,
  inchiesta  Tempa Rossa : "Ogni giorno emerge un nuovo conflitto  di
  interessi,  non  si  deve dimettere il Ministro Guidi  ma  l'intero
  Governo  Renzi" e a parlare non è il manettaro La Vardera, no,  no,
  no   Non  è  il manettaro deputato nazionale che dice  ah  ma...  è
  Giorgia  Meloni, la Premier che è a capo di quel partito,  Fratelli
  d'Italia,  cui in Sicilia i suoi soggetti principali sono indagati
  Attenzione    Non   sono   indagati  dei   deputati   semplici   ma
  l'espressione diretta di Fratelli d'Italia, emanazione del listino.
  I  due  soggetti  inseriti nel listino del presidente:  Galvagno  e
  Amata  sono  al  centro di indagini  Ma che fine ha  fatto  Giorgia
  Meloni? Quella Giorgia Meloni che invocava le dimissioni di Ignazio
  Marino   Quella  Giorgia Meloni che invocava Paolo Borsellino  come
  esempio della propria politica; Paolo Borsellino, nel discorso alla
  Camera,  Giorgia Meloni, dice che è stato il suo mentore  politico
  Peccato  che Paolo Borsellino diceva che la Magistratura deve  fare
  il  proprio dovere ma, ancor prima, lo devono fare la politica e le
  istituzioni
   Questo  è  un quadro devastante davanti al quale noi non  possiamo
  rimanere  in  silenzio, non solo non possiamo ma non dobbiamo   Uno
  svilimento  delle istituzioni della Regione siciliana  a  causa  di
  quei  soggetti che dicevano  dimettiti, dimettiti   e  poi,  quando
  sono  andati  al governo, hanno fatto esattamente il  contrario  di
  quello che professavano.
   Da  questo banco, ancora una volta, finché avrò voce dentro questo
  Parlamento,  chiederò le dimissioni dell'assessore Amata.  Ribadirò
  la posizione rispetto alle dimissioni del presidente Galvagno, così
  come abbiamo fatto oggi con Alleanza Verdi e Sinistra, ribadendo la
  posizione  specifica  e precisa dei colleghi di  Alleanza  Verdi  e
  Sinistra che hanno deciso e hanno chiesto, anche loro a gran  voce,
  le  dimissioni.  Perché non è una questione di opportunità e  basta
  ma   è   una   questione  di  credibilità  delle  istituzioni   che
  rappresentiamo.  Non  possiamo rimanere a  guardare  mentre  questa
  Regione  va in pezzi, mentre mancano le cose fondamentali, loro  se
  la  cantano e loro se la suonano  Allora c'è qualcuno che in questo
  Parlamento,  e  non  soltanto qualcuno e tanti altri  colleghi  che
  ringrazio,  che non ci stanno e che dicono che questa  Presa  della
  Bastiglia   deve  finire e che il coraggio dei siciliani,  prima  o
  poi,   manderà  a  casa  questa  classe  politica  di   debosciati,
  scellerati e, oggi, anche di indagati.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  intervenire  l'onorevole   Gilistro.
  Colleghi,  io  vi chiedo di attenervi ai cinque minuti,  visto  che
  siamo  come  ex  articolo 83. Quindi, vi chiedo  di  mantenere  gli
  interventi  nei cinque minuti, perché altrimenti vi dovrò  togliere
  la parola. Prego, onorevole Gilistro.

   GILISTRO.  Grazie Presidente, grazie Governo. Carissimi  colleghi,
  in   questo  momento,  Presidente,  sono  portavoce  di  un  intero
  territorio.  Un  intero territorio che dice  adesso  basta   Adesso
  basta   Un intero territorio, il territorio di Siracusa  e  la  sua
  provincia  dice basta   È un territorio che non ne può  più   È  in
  atto,   in   questo  momento,  Presidente,  un  ulteriore  disastro
  ambientale  L'incendio di ECOMAC ad Augusta, dopo due anni, per  la
  seconda   volta,   è  un  disastro  ambientale  senza   precedenti.
  Presidente,  non  possiamo  accettare  questa  cosa   Già   un'area
  industriale  così  pesante, un incendio per la  seconda  volta  che
  rilascia sostanze estremamente tossiche, i sindaci dei comuni hanno
  chiesto  ai  cittadini  di chiudersi in casa,  come  da  non  poter
  neanche uscire. Chiudersi in casa  Cari colleghi, chiudersi in casa
  quando  c'è una nube tossica che dura due ore, tre ore ha un senso,
  ma quando un incendio, che è ancora in atto dopo due, tre giorni  e
  non  è  stato ancora spento, è una presa in giro nei confronti  dei
  cittadini.  Perché con un'alta pressione, anche  se  ti  chiudi  in
  casa, quell'aria la respiri, e la respirano i ragazzi, la respirano
  i nostri figli.  Adesso basta  Basta, non è più possibile
   Questo posto è una polveriera, una polveriera, non ci stiamo  più
  Lavoro,  lavoro,  lavoro. Preferiamo morire  di  fame,  che  morire
  asfissiati
   Presidente, mi ascolti  Non vogliamo morire asfissiati   Donate  a
  tutti i cittadini la maschera antigas, le bombole di ossigeno,  non
  possono più respirare, a parte la catena alimentare, ma i danni,  i
  danni  di questi disastri ambientali dureranno anni, decenni e  gli
  effetti  oncologici, ematologici, malformazioni saranno  visti  nei
  prossimi decenni e non adesso.
   Cosa  sta  facendo  questo Governo? Ho presentato  questa  mattina
  un'interrogazione  urgentissima, altro che  urgente,  non  possiamo
  restare  chiusi  in casa a respirare questi prodotti  tossici,  una
  polveriera
   E  chiudo  anche con un altro problema. Due anni fa, la  città  di
  Siracusa ha subìto degli incendi devastanti. In questo momento,  ci
  sono roghi dappertutto per l'incuria, per l'incuria  Strade che non
  vengono  pulite, che non vengono totalmente...strade di sterpaglie,
  è  normale che gli incendi...bene, non vorrei che anche quest'anno,
  dopo  che  due anni fa, la città di Siracusa, la più colpita  nella
  regione,  non è stata dichiarato lo stato di calamità e  non  certo
  per  colpa  dei cittadini che hanno perso le loro case,  che  hanno
  perso i loro terreni, bensì sempre per colpa delle istituzioni
   È da due anni che stiamo chiedendo un rimborso per queste persone,
  che  hanno perso tutto. E non ci sono soldi per i rimborsi. Ci sono
  soldi  per  qualunque cosa, ma non per rimborsare  queste  persone.
  Cioè,  questo  è  un dato di fatto. Lo sappiamo e  lo  sanno  tutti
  quelli  che  hanno  subìto questo, queste famiglie  della  zona  di
  Siracusa.
   Quindi, io le dico questo Presidente, colleghi. Io lo dico: questa
  situazione non può durare a lungo, se continua ancora,  e  ci  sarà
  ancora  una  situazione così devastante nella zona industriale,  mi
  dovrete portare fuori da quest'Aula con forza, perché io protesterò
  fino all'ultimo giorno del mio mandato, perché dobbiamo difendere i
  nostri  figli  e le nostre famiglie nella maniera più assoluta.  La
  loro salute è la nostra priorità.
   Presidente,  le  chiedo  veramente di prendere  in  considerazione
  questo mio intervento per fare qualcosa di più.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Venezia.  Ne  ha
  facoltà.

   VENEZIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  rappresentanti
  della Giunta.
   Nei  giorni  scorsi  è  diventato di  dominio  pubblico  il  Piano
  strategico nazionale delle aree interne 2021/2027: leggendo  questo
  documento,  denso di contenuti e ricco di spunti di riflessione,  è
  saltato all'occhio, all'interno non solo del dibattito politico  ma
  anche  di  vaste fasce di popolazione delle aree interne, il  fatto
  che  a pagina 45 di questo documento si fa riferimento al fatto che
  ormai  il  processo  di  spopolamento di tanti  comuni  delle  aree
  interne  italiane è ormai un fatto irreversibile, e  come  tale  va
  accompagnato  attraverso azioni di politiche pubbliche  e,  quindi,
  governative.
   Tutto  questo  ha  creato  una  sorta  di  indignazione,  se   non
  sentimenti  di  amarezza, perché la questione  delle  aree  interne
  riguarda  più  di  quattromila comuni italiani, riguarda  circa  13
  milioni  di  abitanti, dalle Alpi a tutto l'arco  appenninico  fino
  all'entroterra   siciliano,   e  questa   sorta   di   analisi   di
  rassegnazione non è assolutamente accettabile, e proprio per questo
  sentiamo   il  dovere,  quest'oggi,  di  intervenire  e  di   porre
  l'accento, anche in quest'Aula, sulla questione delle aree  interne
  siciliane.  Nella programmazione 2021/2027, una parte significativa
  delle  risorse europee è stata destinata alle cosiddette  politiche
  territoriali,  circa un miliardo e mezzo di  euro:   sono  nate  le
  S.I.R.U.,  sono  nate  le F.U.A., sono state  perimetrate  le  aree
  interne,  però,  man mano che si va avanti nella  dimensione  della
  programmazione  territoriale, emerge, da parte dei  territori,  una
  serie di criticità che la politica, purtroppo, non solo fa finta di
  non  capire  ma  in un certo qual modo rallenta dentro  i  percorsi
  della burocrazia, della competenza da parte dei dipartimenti.
   Eppure  emerge un approccio infrastrutturale, come se il  problema
  delle  aree  interne fosse solo la realizzazione di  infrastrutture
  dentro i territori e non, invece, qualcosa di più grande respiro, e
  da   questo  punto  di  vista  vorrei  fare,  in  quest'Aula,   una
  riflessione, partendo, per esempio, dal fatto che l'approccio  alle
  aree  interne  non  ha  una visione integrata delle  azioni,  delle
  prospettive,  delle risorse da assegnare: si può  parlare  di  aree
  interne  senza  parlare di politiche agricole che possono  dare  un
  impulso alle aree interne sotto il profilo dell'occupazione,  sotto
  il  profilo  del  ripopolamento, sotto il profilo di  ricreare  una
  economia  di  produzione? Eppure la PAC va  in  una  direzione  ben
  diversa  e,  leggendo tra le righe, dietro la narrazione  romantica
  dell'economia  green  e  dell'economia  sostenibile,  si  nasconde,
  invece,  una  incentivazione  attraverso  gli  eco-schemi  di   una
  impostazione  che favorisce l'agricoltura intensiva e  non  quella,
  per  esempio, delle aree interne, e da questo punto di vista  si  è
  fermato  il  dibattito,  anche in quest'Aula,  dopo  l'approvazione
  della  legge  voto,  del tema della fiscalità di  vantaggio.  Si  è
  approvata la legge voto, si è trasmessa al Parlamento, noi pensiamo
  di  risollevare  quel debole e flebile tessuto  economico  presente
  nelle  aree  interne  senza  adottare, per  esempio,  politiche  di
  fiscalità  di vantaggio che favoriscono e incentivano nel commercio
  di  prossimità, perché un territorio, seppur popolato,  senza  quei
  servizi  minimi,  anche  sotto  il profilo  commerciale,  non  può,
  ovviamente, essere mantenuto in vita, e concludo.
   Sulla  questione  dei  servizi si sono assegnate  risorse  per  la
  realizzazione, ripeto, di opere infrastrutturali, ma  si  dimentica
  che  queste  aree, questi territori non possono sopravvivere  senza
  servizi  essenziali e, dunque, se da un lato si  assegnano  risorse
  per   investimenti,   dall'altro  si  applica  il   dimensionamento
  scolastico,  nelle  grandi  città,  come  nei  piccoli  comuni.  Si
  tagliano  i  servizi sanitari territoriali, gli ospedali secondari,
  si tagliano tutta una serie di servizi che portano la popolazione a
  scegliere  la  via  della migrazione piuttosto  che  la  via  della
  resilienza.
   Ecco,  io credo che quest'Aula debba occuparsi delle aree interne,
  lo  debba  fare con una visione e con un approccio integrato  e  lo
  debba  fare  mettendo  insieme tutta una serie  di  risorse,  anche
  extraregionali, che possano servire a migliorare la  qualità  della
  vita  delle  popolazioni, delle aree interne e a dare un messaggio,
  non  tanto di rassegnazione, ma di speranza, perché, leggendo  bene
  quel  documento,  alcune aree interne, attraverso  buone  pratiche,
  hanno invertito il trend e hanno costruito modelli di sviluppo  che
  stanno  garantendo un futuro per quelle popolazioni. Noi  reputiamo
  che  anche  in  Sicilia tutto questo è possibile, basta  volerlo  e
  basta che la politica abbia una visione di alto livello.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Venezia.  Ha  chiesto  di  parlare
  l'onorevole  Spada. Ne ha facoltà. Vi chiedo sempre,  cortesemente,
  di  attenervi ai cinque minuti, dato che, come interventi, siamo ex
  articolo 83.

   SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie, grazie anche
  all'Assessore che è rimasto, l'unico a rappresentare il Governo.
   Come  è  stato detto prima, noi oggi ci troviamo disarmati dinanzi
  ad  un  contesto, quello che viviamo nella provincia di Siracusa  e
  quello  che  soprattutto vivono i comuni che  ricadono  all'interno
  delle  cosiddette  AERCA, quelle aree ad elevato rischio  di  crisi
  ambientale.  E  io  sono  un  sindaco  di  un  comune  che   ricade
  all'interno  di  quell'area e dico questo oggi, Presidente,  perché
  per  l'ennesima volta un disastro, che non è stato prevedibile,  ha
  messo in ginocchio le nostre comunità. Noi ci siamo trovati dinanzi
  l'ennesimo  incidente accaduto all'interno della  zona  industriale
  che  ha riguardato, in questo caso, diciamo, un deposito di rifiuti
  e,  quindi, non un impianto della zona industriale ma che  non  per
  questo  non ha emesso appunto centinaia...adesso la quantificazione
  spero che riesca a farla l'Arpa... ma dei fumi che hanno, non  solo
  devastato   il   nostro  territorio,  ma  che  oggi  rischiano   di
  compromettere anche l'agricoltura di quel territorio,  perché  sono
  andate  in  fumo  delle plastiche e, quindi,  le  diossine  che  si
  andranno  a  depositare,  sicuramente  sugli  ortaggi  del   nostro
  territorio. E dico questo, signor Presidente, perché per l'ennesima
  volta,  il  Governo  dinanzi  all'opportunità  di  stanziare  delle
  risorse  per  i  comuni ricadenti all'interno  di  un'area  che,  a
  differenza  delle altre della Sicilia, da diversi anni sta  subendo
  dei  danni,  ricordiamo ancora l'incendio che  interessato  l'ISAB,
  ricordiamo  ancora  la  pioggia oleosa,  ricordiamo  che  prima  di
  quell'incendio la zona industriale di Siracusa è stata  oggetto  di
  un   ulteriore  incidente  a  carico  dell'impianto  dell'ENI,   un
  ulteriore incendio che ha messo a rischio i lavoratori
   Signor  Presidente, io le dico questo perché mi viene da  chiedere
  al  Governo regionale: che cosa deve accadere ancora prima  che  la
  provincia  di Siracusa diventi di interesse di questa Regione?  Che
  cosa  deve  accadere  ancora  prima  che  questo  Governo  inizi  a
  stanziare  delle risorse nei confronti dei comuni per organizzarsi?
  Che  cosa  deve accadere prima che venga finalmente resa funzionale
  l'AERCA  di  Siracusa?  Perché  nella  scorsa  finanziaria  abbiamo
  stanziato ottocentomila euro che dovevano essere ripartiti su tutte
  le   AERCA  della  Sicilia  e,  invece,  attraverso,  diciamo,   un
  emendamento   creato   ad   arte,  sono  stati   stanziati   quegli
  ottocentomila  euro  solo  per  l'AERCA  di  Pace  del  Mela,   nel
  messinese,  restando  tutti  gli  altri  senza  la  possibilità  di
  intervenire sui territori nell'ottica della rigenerazione urbana o,
  comunque, del recupero ambientale degli stessi.
   Signor   Presidente,  se  vogliamo  riacquisire   un   minimo   di
  credibilità  nei confronti di un territorio che in  questi  anni  è
  stato  devastato dall'industrializzazione pesante come  quella  del
  petrolchimico,  che ancora oggi subisce i danni che questa  Regione
  ha  incentivato ed aumentato, perché quando diamo le autorizzazioni
  per la costruzione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, e  ne
  abbiamo  fatto anche una battaglia in Aula, signor Presidente,  per
  circoscrivere  quegli  impianti  ad  una  distanza  di   almeno   3
  chilometri  dai centri abitati e poi questo Governo,  dopo  che  la
  Commissione ha portato avanti un'iniziativa per consentire  questo,
  presenta   un  emendamento  in  Aula  per  abolire  quella   stessa
  iniziativa,  quindi,  abrogare quell'emendamento  e  consentire  la
  costruzione  anche  all'interno dei centri urbani  di  impianti  di
  trattamento dei rifiuti, ecco, questo vi rende, e rende il  Governo
  regionale,  complice  anche di quello che  è  accaduto  ad  Augusta
  perché  sicuramente l'incendio, e spero che non  sia  così,  ma  le
  autorità  stanno  indagando  in  questo,  l'incendio  non  è  stato
  sicuramente  appiccato  ma  i danni causati  da  quell'incendio  li
  piangeremo noi che siamo sul fronte e che non abbiamo gli strumenti
  adeguati per contrastare questa deriva.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone.

   BURTONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io  come  il
  collega Fabio Venezia intervengo su un fatto rilevante che riguarda
  non  solo  la Sicilia ma tutta l'Italia, l'Europa: quello  relativo
  alle aree interne.
   Noi abbiamo avuto, proprio in questi giorni, una comunicazione del
  Governo sulle difficoltà che le aree interne hanno, soprattutto  di
  tipo demografico. Si dice e si parla di declino demografico. Era un
  tema  che conoscevamo. La cosa che ci ha colpito, devo dire, è  che
  il  Governo  ha  presentato questa situazione come  una  situazione
  irreversibile,  difficile  da affrontare;  l'onorevole  Venezia  ha
  fatto  una serie di considerazioni opportune sul modo in  cui  sono
  stati  applicati i programmi nel passato, su come dovrebbero essere
  applicati  nel presente. La cosa che noi non possiamo  accettare  è
  che  si  dica  che ormai è un percorso irreversibile.  Addirittura,
  facendo una similitudine col mondo sanitario, si è detto che  è  un
  processo  cronicizzato, quasi a dire che è un  malato  terminale  e
  bisogna fare le terapie palliative.
   Ora,  signor  Presidente,  noi ci saremmo  aspettati  una  diversa
  considerazione del Governo. I problemi difficili vanno  affrontati.
  Non  tutto  può  essere semplice nell'attività  politica.  Ci  sono
  questioni  complesse,  noi  lo  sappiamo  quando  amministriamo  un
  comune,  in  particolare pensiamo alle grandi  questioni  che  deve
  affrontare  il  Paese,  l'Italia, la Sicilia.  Il  Governo  avrebbe
  dovuto   dire:    c'è  questo  problema,  tutti   concorriamo   per
  risolverlo,  per  tentare  di invertire la  direzione  di  marcia .
  Questo  non è avvenuto da parte del Governo nazionale ma c'è  stato
  quasi  un  invito  alla  rassegnazione. Ci  saremmo  aspettati  una
  reazione  da  parte  del Governo regionale,  dal  Presidente  della
  Regione.  Certo, è difficile quando il Presidente, venuto  in  Aula
  per  presentare  il suo Governo e poi con i giornalisti  ha  sempre
  parlato di un governo amico a livello nazionale, e in Sicilia c'era
  questa opportunità di utilizzare un'omologazione di colore politico
  tra  il  Governo  regionale e Governo nazionale, quindi  una  fitta
  collaborazione, ma la collaborazione è nella rassegnazione,  signor
  Presidente,  o è nell'attività che si deve mettere in  campo,  cioè
  Governo  regionale  e  nazionale  avrebbero  dovuto  immediatamente
  incontrarsi,  lo  avrebbe  dovuto fare il  Governo  regionale?  Sì.
  Nazionale? Sì.
   Considerate, tra l'altro, che ci sono Ministri, anche del Sud, che
  avrebbero  potuto sollecitare, non abbiamo notizia di dichiarazioni
  in  tal  senso, di tentativo di reazione, così come invece pensiamo
  che avrebbe dovuto farlo il Governo regionale.
   Presidente,  avrebbe  dovuto  chiedere  un'interlocuzione  con  il
  Governo  nazionale,  è uno di quei temi che il  Presidente  avrebbe
  dovuto  discutere nel Consiglio dei Ministri, come è  avvenuto  nel
  passato,  quando c'erano questioni che toccavano le nostre comunità
  e,  purtroppo,  le  aree interne in Sicilia hanno  problemi  gravi,
  legati   al  processo  demografico  ma  anche  altre  problematiche
  produttive.
   Le  difficoltà  che abbiamo avuto in questi anni, la  siccità  che
  abbiamo e quindi i cambiamenti climatici.
   Noi  pensiamo che avrebbe dovuto, Presidente, chiedere di  trovare
  nel  Consiglio  dei  Ministri un'attività  che  potesse  essere  di
  resistenza alle problematiche che sono state avvistate  e  che  non
  debbano vedere la rassegnazione.
   Io  sono un sindaco di un comune delle aree interne, Militello  in
  Val  di Catania, noi abbiamo avuto il 7 gennaio il Presidente della
  Repubblica  a  Militello e, in quell'occasione,  si  è  parlato  di
  questa  Italia  minore  e  il Presidente  diceva:  "dobbiamo  avere
  speranza",  riprendendo quello che era stato il suo  intervento  di
  fine  anno  ai  cittadini, dobbiamo alimentare la  speranza  e  noi
  abbiamo, in punta di piedi, aggiunto una speranza operosa, che deve
  partire  dagli enti locali ma deve vedere un processo di impegno  a
  livello nazionale, regionale: noi non possiamo soccombere
     Spesso  si dice - e in questo io ne sono testimone - che abbiamo
  dei  musei a cielo aperto, le nostre città, i nostri borghi,  hanno
  queste  caratteristiche ma noi non abbiamo bisogno di  un  museo  a
  cielo  aperto, noi abbiamo bisogno di città produttive, di comunità
  che diano lavoro, che diano diritti di cittadinanza e che non siano
  private dei diritti di cittadinanza.
   Oggi  abbiamo  avuto  una discussione in Commissione,  e  completo
  Presidente, abbiamo cominciato a discutere della rete ospedaliera e
  io  ho  posto questo tema, perché già nel momento in cui  si  vuole
  fare  la rete ospedaliera e dobbiamo ridimensionare la rete  perché
  ci  sono  aree che stanno perdendo popolazione. Allora noi  diciamo
  subito  questo: il Governo regionale può non resistere, il  Governo
  regionale può dire: "va bene, mi accontento, mi inchino di fronte a
  quello  che  ha detto il Governo nazionale , ma noi no, Presidente
  Noi  delle comunità locali non ci arrendiamo e diciamo che  intanto
  vogliamo difendere quello che abbiamo, i nostri diritti, il diritto
  alla  salute  e  quindi  difenderemo i nostri  ospedali  così  come
  difenderemo le scuole.
   Lei  ricorderà - e concludo, Presidente - che abbiamo proposto  un
  disegno di legge voto in cui chiedevamo al Governo nazionale di non
  applicare in Sicilia il ridimensionamento scolastico, perché  c'era
  il declino demografico in tante aree.
   In queste aree, abbiamo perso direzioni scolastiche ed è aumentata
  la dispersione scolastica, ecco perché, Presidente, noi diciamo che
  per il futuro ci batteremo per avere altro
   Dobbiamo difendere i nostri diritti di cittadinanza

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Auteri.  Ultimo
  intervento.

   AUTERI.   Intervengo,  perché  ascoltando  il   collega   Gilistro
  sull'incendio ECOMAC, che ha coinvolto la provincia di Siracusa, in
  particolar modo le comunità di Melilli, Priolo, Augusta,  Siracusa,
  volevo  sottolineare  alcuni aspetti  che  vanno  detti  anche  per
  evitare  di creare allarmismi e di sottolineare alcuni aspetti  che
  sono fondamentali.
   Ritengo che il Governo non c'entri nulla, non abbia nessuna  colpa
  su  un'azione che, ci sono delle indagini ambientali, ci sono delle
  indagini della Magistratura, ebbene, questo disastro accade  a  due
  anni  di  distanza,  perché due anni fa  abbiamo  avuto  lo  stesso
  problema.
   Vorrei  ricordare che le autorizzazioni, che sono state rilasciate
  in  questi  anni,  erano delle autorizzazioni che  mettevano  delle
  regole ben precise e che chi non avesse rispettato delle regole  si
  assume  le  varie responsabilità. Non vi è dubbio che  a  causa  di
  mancanza  di  rispetto  delle regole ne  pagano  le  conseguenze  i
  cittadini, ne paga le conseguenze il nostro territorio.
   Vorrei  ricordare  sempre al collega Gilistro che  io  sono  stato
  promotore di un importante intervento finanziario che il Governo ha
  sposato  nell'inserire  i  2  milioni di  euro  per  potenziare  il
  personale Arpa. Tutto questo, appunto, nasce per monitorare  sempre
  di  più il nostro territorio e, prima di dare azioni importanti  di
  allarmismo,  aspettiamo anche le indagini ambientali che,  per  una
  serie  di  motivazioni,  e  il collega è  più  esperto  di  me,  sa
  perfettamente  che  occorrono alcuni giorni per  dare  i  risultati
  chiari di quello che è stato questo disastro.
   Vorrei, invece, sottolineare e ricordare il lavoro importante  che
  hanno  fatto  i sindaci di Augusta, di Melilli, di Priolo,  che  ci
  mettono  la  faccia, che sono in primo piano, il lavoro che  stanno
  facendo  ancora oggi i Vigili del fuoco nel contenimento di  questo
  incendio  che ancora non si è fermato, la Protezione civile  e  non
  dico  di non sottolineare il disastro ambientale che abbiamo subito
  in  provincia  ma di stare attenti nel fare alcuni  appelli  perché
  rischiamo  di  creare allarmismi e rischiamo  di  puntare  il  dito
  contro  il Governo, contro qualcuno che, in questo caso,  forse  la
  politica  c'entra poco e bisogna puntare il dito  nel  criterio  di
  dare  il  giusto senso di responsabilità a chi deve  rispettare  le
  regole che alcune volte forse non vengono, appunto, rispettate.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo punto riconvoco l'Aula  a
  domani,  mercoledì 9 luglio 2025, alle ore 15:00, con la  votazione
  del disegno di legge sui Consorzi di bonifica.

                 La seduta è tolta alle ore 19.03 (*)


     (*)  L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
   sito  web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
   seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                         192a SEDUTA PUBBLICA

                  Mercoledì 9 luglio 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1)  Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della
         Regione Siciliana  (n. 530/A) (Seguito)

           Relatore: on. Vitrano

      2)  Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata  (n.
         832/A Stralcio II/A) (Seguito)

           Relatore: on. Vitrano

      3)  Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio/I COMM
         ter/A)

           Relatore: on. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella