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Resoconto d'Aula della Seduta n. 193 di mercoledì 16 luglio 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno


                   La seduta è aperta alle ore 15:34

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che con nota prot. n. 1507-PRE/2025  del  10
  luglio  2025  la Commissione parlamentare speciale di  inchiesta  e
  vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia  è
  stata  autorizzata a riunirsi nella giornata di giovedì  17  luglio
  2025,  presso la Prefettura di Trapani, secondo l'ordine del giorno
  della Commissione medesima.
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti, documenti e annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


                        Sull'ordine dei lavori

   CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  No,  c'è un articolo di giornale, onorevole  Abbate...
  No,  signor  Presidente  ovviamente, lei  mi  ha  chiesto  su  cosa
  intervengo;  io  intervengo sull'ordine  dei  lavori,  cercando  di
  capire se l'Aula riesce... no, perché poi, altrimenti, mi sottrae i
  secondi e i minuti e non mi fa più parlare.

   PRESIDENTE.   Lei ne ha avuti sempre di più, onorevole  Catanzaro,
  quindi  non  si può lamentare, le hanno anche bloccato  i  secondi,
  quattro minuti e trentotto

   CATANZARO. Io rimango sempre nei tempi.
   Intanto,  nel  ringraziarla per la parola, saluto  il  Governo,  i
  colleghi.
   Ordine  dei lavori: noi, ovviamente, stiamo affrontando la riforma
  sui  consorzi  di  bonifica, Presidente Galvagno,  e  ci  tenevo  a
  sottolineare  che  mentre noi affrontiamo questa riforma,  ci  sono
  anche  le sigle sindacali giù che stanno - diciamo - assumendo  una
  posizione pacifica di manifestazione proprio per quello che,  nella
  riforma,   assessore  Barbagallo,  lei  ha  annunciato  la   scorsa
  settimana   sull'impegno  economico  da  parte  del   Governo   sui
  lavoratori.
   Io,   signor  Presidente,  artatamente,  devo  dire  che  sia   il
  Presidente  della  Regione  ma anche la maggioranza,  vorrebbe  far
  passare  un  messaggio, assessore Barbagallo:  che  le  opposizioni
  siano  contro quello che è il diritto garantito ai lavoratori sulle
  giornate che poi, di fatto, c'è un susseguirsi di notizie sbagliate
  e  che,  ovviamente,  qualcuno all'esterno vuole  fare  passare  il
  messaggio  che  se  questa  riforma  non  passa  la  responsabilità
  politica è dell'opposizione
   Ma   io   ci   tengo   a  sottolineare,  dentro  quest'Aula,   che
  l'opposizione  è  composta  da  ventidue,  ventitré,   ventiquattro
  parlamentari; poi, voi siete la maggioranza che dopo anni avete   e
  state dimostrando l'inconcludenza e la poca programmazione
   Su  questo,  Presidente Galvagno - lei mi consentirà ovviamente  -
  questa  mattina  non è passato inosservato un articolo  aperto  sul
   Giornale  di Sicilia , alla pagina 10, di un'intervista  da  parte
  del  Presidente della Regione che, come a giorni alterni, tenta  di
  ribaltare verso quest'Aula quelle che sono le responsabilità,  come
  se  lui non fosse a capo di questo Governo regionale; è come se, in
  questi  due  anni  e  mezzo, chi governa la Sicilia  non  fosse  il
  Governo  Schifani, ma sia qualcun altro che vuole,  che  arriva  da
  qualche altro pianeta
   Mi  sembra,  Presidente Galvagno, che Schifani tenti di  smarcarsi
  dalla stessa maggioranza e non capisco come deputati di maggioranza
  rimangano  a  leggere  e  ad  ascoltare quello  che  il  Presidente
  Schifani dica, nel senso che questo Parlamento è stato quello  che,
  forse,  basta  più mance, basta più finanziare, variazioni,  adesso
  abbiamo   un   regime  che  lui  vuole  tentare  di  dettare.   Sta
  trasformando  quella  che è la realtà, che il  suo  stesso  Governo
  rappresenta, Presidente.
   E noi su questo, come Gruppo parlamentare del Partito Democratico,
  non ci stiamo perché proprio questa mattina abbiamo voluto dare  un
  segnale con un sit-in con i colleghi del Movimento 5 Stelle,  sotto
  la  Presidenza della Regione, per dire al Presidente  Schifani  che
  non  si  può  più  voltare dall'altro lato e  dare  agli  altri  la
  responsabilità; perché lei, Presidente Galvagno, me lo potrà,  come
  dire,  contestare, però ci sono temi, come quelli  attuali,  io  lo
  dico  su  Fratelli d'Italia, lei è nello stesso partito,  però,  il
  Presidente  Schifani  non può dire: "no, va bene,  non  è  successo
  nulla ":  perché dentro quest'Aula le interrogazioni sono  partite,
  lui  non  ha  fatto  nulla e continua a non fare nulla,  scaricando
  sugli altri la responsabilità
   La  responsabilità, Presidente Galvagno, è di un Presidente  della
  Regione  che  dovrebbe avere il coraggio di venire in Aula  a  dire
  qual è la situazione della crisi politica dell'attuale maggioranza
   Non  possiamo ancora sottacere o tacere rispetto a quello che sono
  i  proclami  di un Presidente della Regione dove ci sono  i  buoni,
  cioè lui, e i cattivi parlamentari.
   Questo non è accettabile e noi, Presidente Galvagno, questo non lo
  possiamo accettare

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Catanzaro. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
   Onorevole Sunseri, su cosa?

   SUNSERI. Sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori

   SUNSERI.  Grazie, signor Presidente. Io non so, onestamente,  dato
  che siamo a metà luglio, se è il caldo o se è qualcos'altro, ma  il
  Presidente della Regione, in una serie di interviste, dichiarazioni
  rilasciate  in  questi giorni, ha, di fatto, attaccato  l'Assemblea
  regionale siciliana, scaricando le responsabilità sulla stessa.
   Io voglio provare a riportare l'argomento sul tema.
   In  questo  momento,  in discussione c'è una riforma,  quella  dei
  consorzi di bonifica, attesa da non so quanti anni, proposta  dalla
  maggioranza  di Governo, oggi in discussione, e ieri sono  arrivate
  le  variazioni  di  bilancio, trasmesse oggi  alle  Commissioni  di
  merito,  e  il Presidente della Regione in un'intervista  dice  che
  vanno approvate entro agosto.
   Ora,  al  Presidente della Regione sfugge del tutto  la  procedura
  parlamentare,  perché mi pare evidente che  se  c'è  una  legge  di
  riforma,  tra  l'altro molto importante oggi  in  discussione,  non
  possiamo certamente accantonarla per fare quello che dice lui,  nei
  tempi  che dice lui, perché ricorderei al Presidente della  Regione
  che vanno trasmesse alle Commissioni di merito, che hanno il dovere
  e, per fortuna, come dire, la possibilità di emendarla; certamente,
  non  detta  lui  l'argomento perché lui fa una  proposta  e  poi  è
  l'Assemblea regionale siciliana che valuta se quella proposta  è  o
  meno  valida, può abrogare ogni articolo e ogni comma proposto  dal
  Governo  con  i  voti in Commissione Bilancio  e  poi  in  Aula  e,
  soprattutto,  vanno  rispettati  i  tempi  che  sono  dettati   dal
  Regolamento, non certamente dal Presidente Schifani,  al  quale  va
  ricordato che il voto segreto che viene utilizzato dall'Aula non si
  abroga con una legge, non deve presentare una legge
   Al  Presidente Schifani, infatti, probabilmente, va spiegato l'ABC
  e,  come  già  fatto dal Movimento 5 Stelle, normato da Regolamento
  dell'Assemblea   regionale   siciliana   che,   se    vuole,    può
  tranquillamente  approvare  la riforma  proposta  dal  Movimento  5
  Stelle,  non  ieri,  non oggi, non domani,  ma  anni  fa  sul  voto
  segreto   Perché  non  si  fa  con  una  legge,  abbiamo  letto  le
  dichiarazioni del Presidente della Regione che vuole presentare una
  legge per abrogare il voto segreto
   E,  poi,  come  se  non  bastasse,  il  Presidente  della  Regione
  dimentica di avocare a sé quelle che sono le prerogative date dalla
  legge,  cioè  quelle  di  nominare o  rimuovere  gli  assessori,  e
  dichiara   addirittura:  "non  posso  rimuovere  l'Assessorato   di
  Fratelli d'Italia dal turismo perché devo concordarlo col partito".
  Cioè, il Presidente della Regione, che probabilmente riconosce  che
  sono  stati  fatti  degli errori, manteniamo per  ora  errori,  poi
  successivamente  qualcuno  ci dirà se  sono  stati  commessi  degli
  illeciti  o  meno,  dice:  lo devo concordare  con  l'Assessorato .
  Quindi, lui vuole fare una norma per abrogare il voto segreto  che,
  invece, si fa con un Regolamento dell'ARS, ma quando può fare, cioè
  rimuovere  un assessore o, addirittura, un partito dall'interno  di
  un  Assessorato,  dice:  "lo  devo  prima  concordare  col  partito
  nazionale per capire se gli equilibri, poi, sai, in Aula...".
   Allora,  signor  Presidente, lo dico  in  maniera  chiarissima  in
  quest'Aula, e lei lo sa benissimo, prima si trattino i consorzi  di
  bonifica,  una  riforma attesa da anni, se la  maggioranza  avrà  i
  numeri  si  andrà avanti sui consorzi di bonifica e  su  quello  si
  potranno fare poi le variazioni di bilancio proposte dal Presidente
  della   Regione  e  dalla  sua  Giunta;  quando  arriveranno   alle
  Commissioni, verranno vagliate, emendate, arriveranno in Aula e  se
  ci  saranno  delle modifiche o meno da fare lo deciderà l'Assemblea
  regionale   siciliana  -  ringraziando  il  Cielo,   siamo   ancora
  un'Assemblea   parlamentare,  le  variazioni  di  bilancio   e   le
  finanziarie  si  approvano  in Aula  -, decide  il  Parlamento,  il
  Governo  le  propone  e poi - se quest'Aula le  riterrà  opportune,
  quelle  proposte  dal Presidente della Regione - si  andrà  avanti.
  Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Sunseri. Due appunti: intanto,  il
  tema  relativo  al voto segreto,  visto e considerato  che  si  era
  stabilito   di   convocare  la  Commissione  che   è   propedeutica
  all'eventuale  voto  dell'Aula  per  la  proposta  che  voi  volete
  presentare,  che  magari  può essere anche  condivisa;  in  secondo
  luogo,  la  rassereno sul fatto che il percorso  parlamentare  sarà
  quello  stabilito dal Regolamento, quindi, se si  dovrà  andare  ad
  agosto, si andrà ad agosto, se si conclude secondo i tempi previsti
  dal  Regolamento non sarà sottratto - così come mi  pare  di  poter
  dire  anche  in passato - neanche un secondo se non c'è adesso  una
  condivisione da parte di tutte le forze politiche.
   È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
   L'onorevole  Burtone sicuramente sta intervenendo sull'ordine  dei
  lavori  e poi non mi permetterei mai per il grande rispetto che  ho
  nei confronti dell'onorevole Burtone.

   BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, spero  di
  dare  il  mio contributo in questo dibattito. Anch'io sono  rimasto
  stupito  dall'impostazione  dell'intervista,  un'intervista  non  è
  tutto, è vero, però, in questo momento, noi ci saremmo aspettati  -
  anche   di   fronte  all'ipotesi  di  questa  manovra  -    qualche
  approfondimento in più, da parte del Presidente, su  questioni  che
  riguardano i siciliani.
   Anche  perché,  signor Presidente, lei sa che, da qualche  giorno,
  ormai,  in  Sicilia, si parla di questa scelta che bisogna  operare
  come  Commissione, e prima come Assessorato, che riguarda  la  Rete
  Ospedaliera.
   Noi  stiamo affrontando questi temi - ne hanno parlato nelle varie
  conferenze i sindaci con l'assessore - c'è un'interlocuzione con il
  mondo sindacale, con il mondo della sanità in generale e devo  dire
  che  il  Presidente sa che noi avevamo chiesto una sua presenza  in
  Aula  per  discutere  di  questo tema,  per  avere  un'impostazione
  generale, per capire come orientarci; ci sono regioni che hanno una
  loro  impostazione, anche originale, rispetto a quelle che sono  le
  linee  portate avanti a seguito del decreto Balduzzi,  un'autonomia
  di  decisione che noi non intravediamo nell'impostazione di  questa
  Rete Ospedaliera, che man mano abbiamo cominciato a leggere.
   Proprio  oggi,  abbiamo avuto un incontro in Commissione,  abbiamo
  discusso della questione relativa alla Cardiochirurgia pediatrica a
  Taormina  e,  per  quel  che riguarda le opposizioni  e  non  solo,
  abbiamo  ribadito  il  nostro impegno per mantenere,  salvaguardare
  questo importante Presidio sanitario nella nostra comunità,  ma  il
  tema si allarga sui fatti sociali.
   Signor  Presidente, in queste settimane, sono emerse anche  alcune
  indicazioni  - che sono venute dalle Prefetture, anche da  comitati
  che  si occupano di sicurezza, che si occupano del sociale -  e  il
  dato  che  emerge è che nella società siciliana ci sono  sacche  di
  difficoltà, di povertà che stanno portando ad una deviazione, anche
  dal  punto di vista sociale, e la crescita che vediamo nelle città,
  soprattutto  nelle aree metropolitane, di gruppi criminali  che  si
  associano  ai gruppi storici e che determinano una prevalenza,  una
  presenza  nelle  piazze, non solo per delinquere e  per  diffondere
  quello  che è il male crescente nella nostra società, la diffusione
  della   droga,  ma  anche  per  mettere  tentacoli  che  rafforzino
  l'organizzazione criminale nella nostra società. Rispetto a  questo
  noi ci saremmo aspettati un'azione decisa.
   La Sicilia è una delle Regioni, signor Presidente, in cui non sono
  partiti  i  corsi  di  formazione che  avevano  come  obiettivo  la
  possibilità che venissero utilizzati i soggetti che sono usciti dal
  reddito di cittadinanza e che speravano nella possibilità di  avere
  un minimo di aiuto.
   Questi  corsi non sono partiti, si parla di altri corsi in Sicilia
  che,  credo, abbiano determinato qualche problema nella  diffusione
  di alcuni bandi che poi sono stati rimessi in discussione. Infine -
  e  completo,  signor Presidente -, noi affronteremo  ora  la  legge
  sulla riforma dei consorzi di bonifica a partire dal personale.  Io
  proprio  sul  personale  avevo parlato  prima  che  il  Governo  si
  esprimesse  sull'opportunità  di un  emendamento  che  portasse  al
  superamento  di  gran  parte del precariato.  Io  avevo  detto  che
  bisognava seguire questa strada, ma proprio l'anno scorso ci fu  un
  impegno,   da  parte  del  Governo,  che  riguardava  i  lavoratori
  forestali. Si disse: "i sessantottisti, i cinquantottisti  dovranno
  arrivare a cento e più giornate lavorative . Si disse che si doveva
  fare proprio perché il dramma degli incendi, è un dramma che l'anno
  scorso ha avuto delle acuzie che si stanno ripresentando proprio in
  questa stagione, quindi non si capisce perché non c'è traccia della
  necessità  di mettere anche in una condizione di maggiori  giornate
  lavorative  lavoratori che espletano il loro  dovere  nelle  nostre
  comunità e che hanno una grande funzione.
   In  tal senso, signor Presidente, io credo che si debba mettere al
  centro anche questo impegno, così come - e concludo senza polemica,
  assessore  -  noi, qualche settimana fa, credo la  scorsa,  avevamo
  parlato  della necessità di accelerare l'utilizzazione delle  acque
  presenti negli invasi.
   Io,  proprio  in  questi giorni, anche stamani, ho ricevuto  delle
  sollecitazioni  da  parte  dei lavoratori  che  utilizzano  l'acqua
  dell'oleastro,  quella  del  Lago  di  Lentini,  ci  sono  continue
  difficoltà.  Io non trascuro e non sottovaluto quello che  è  stato
  fatto,  la richiesta di incidere nella manutenzione, ma il  dato  è
  questo:  che siamo a metà luglio e tanti, tanti, non sono  riusciti
  ad  irrigare le proprie presenze produttive nel territorio. Quindi,
  io   mi   appello  a  lei,  assessore,  perché  ci   possa   essere
  un'accelerazione, sì svolga quest'azione, in modo da poter dare  la
  risposta ai produttori che chiedono di poter lavorare.
   Sono  questi, signor Presidente, i temi che volevo richiamare  nel
  mio  intervento: si metta al centro l'interesse dei  siciliani.  Il
  Parlamento,  in  questi mesi, il proprio lavoro  lo  ha  fatto,  lo
  faccia di più il Governo.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone.
   È  iscritto  a parlare l'onorevole Di Paola e, infine, l'onorevole
  Cracolici. Onorevole Di Paola, ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, io intervengo sull'ordine dei lavori
  in  merito al disegno di legge in discussione, però, ovviamente, lo
  stesso  si  collega  anche, e lo dico soprattutto  ai  colleghi  di
  maggioranza,  e al Governo che oggi è presente, all'intervista  che
  ha  fatto  questa mattina il Presidente Schifani sulle  pagine  del
  "Giornale di Sicilia".
   Signor  Presidente,  noi  diciamo chiaramente,  come  Movimento  5
  Stelle,  che  non  può  funzionare così, non può  funzionare  così,
  perché  noi  da mesi, per non dire anni, chiediamo la presenza  del
  Presidente  Schifani  in Aula. Ora, o il Presidente  della  Regione
  rispetta  l'Assemblea regionale siciliana o noi, come  Movimento  5
  Stelle,  ci riserveremo di abbandonare l'Aula per il prosieguo  dei
  lavori   o  di  andare  a  realizzare  tutte  quelle  attività   di
  ostruzionismo nei confronti dei disegni di legge che vorrà  portare
  avanti  questo  Governo, signor Presidente. Perché a  me,  rispetto
  anche  all'intervista che ha fatto il Presidente Schifani, è chiaro
  che  il  disegno  di legge sui consorzi di bonifica verrà  bocciato
  dalla stessa maggioranza di questo Presidente che sta spaccando  la
  maggioranza  stessa  e  il suo Governo  E,  signor  Presidente,  io
  intervengo  a  tutela  di quei lavoratori che  sono  fuori,  a  cui
  vengono fatte false promesse, perché oggi questa maggioranza  è  in
  ginocchio  e  il  disegno di legge sui consorzi di  bonifica  verrà
  bocciato   E, dopo, Presidente, oggi Schifani, e intervengo  perché
  il  Presidente non c'è e se non viene in Aula noi non continueremo,
  lo  dico  pure al  delfino  Sammartino, glielo può anche  andare  a
  dire  al  suo Presidente, l'Aula non andrà avanti perché,  rispetto
  anche  a quello che ha detto sulla Rete Ospedaliera, ha annichilito
  la   Presidenza  e  la  Commissione  "Salute,  servizi  sociali   e
  sanitari", perché ha detto che, fondamentalmente, del parere  della
  predetta Commissione non gliene frega nulla
   E,  allora,  signor Presidente, io glielo dico chiaro, in  maniera
  tale che lei possa mandare un messaggio, telefonare  noi faremo  di
  tutto  affinché  quest'Aula  non  vada  avanti  fino  a  quando  il
  Presidente  della Regione non si materializzerà e  si  confronterà:
  perché, al di là delle indagini che ci sono in corso, noi è  da  un
  anno e mezzo che gli chiediamo di venire in Aula per la sanità, per
  gli incendi, per i consorzi di bonifica...

   PRESIDENTE. Però, dobbiamo dare merito al Presidente della Regione
  che, ogni qualvolta che lo abbiamo chiamato...

   DI  PAOLA. Signor Presidente, mi faccia parlare col Vicepresidente
  della Regione  Dov'è il Vicepresidente della Regione

   PRESIDENTE. Il Presidente Schifani è sempre stato presente in Aula
  quando c'è stato... non si è mai sottratto.

   DI  PAOLA.  Dov'è  il  Vicepresidente  della  Regione?  O  c'è  il
  Vicepresidente della Regione o c'è il Presidente della Regione  Noi
  non  andremo avanti e utilizzeremo tutte le nostre prerogative  che
  ci  consente il Regolamento per bloccare quest'Aula e per  bloccare
  le  Commissioni. O Schifani viene in Aula o nulla più andrà avanti
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Paola, lei  può  utilizzare  tutte  le
  prerogative  parlamentari che sono previste dal Regolamento,  però,
  richiedere  la presenza del Presidente della Regione è pure  lecito
  ma  è  anche  vero che il Presidente della Regione  è  stato  molto
  presente  all'interno  di questa Assemblea, specialmente  quando  è
  stato chiamato in causa.

   CRACOLICI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, l'ordine dei  lavori  oggi  lo  ha
  dettato  il  Presidente della Regione con quell'intervista  che  ha
  fatto  stamattina   Io l'ho letta così. È la  prima  volta  che  mi
  capita di vedere, in generale la politica può avere momenti in  cui
  mette  in discussione il suo presidente, quindi, in una maggioranza
  si  crea un cortocircuito col suo rappresentante più significativo.
  Stamani  ho  letto  una  cosa che non mi  era  capitato  ancora  di
  leggere,  che  il presidente sfiducia la sua maggioranza   Oggi  il
  Presidente della Regione sostanzialmente ha detto:  una cosa  è  il
  Parlamento  -  e  quando  dice  il  Parlamento  sta  parlando  alla
  maggioranza  parlamentare  che lo sostiene  in  questo  Parlamento,
  perché  certamente non può parlare alla minoranza - una cosa  è  la
  mia  attività  di  governo, le proposte che io  faccio :  arrivando
  addirittura a fare una minaccia  Da questo punto di vista,  non  so
  chi gliel'abbia  suggerito, ma visto che lui si vanta di essere  un
  parlamentarista antesignano, arrivando a fare una minaccia  in  cui
  introduce, senza motivo tra l'altro, non c'era nessuna ragione  per
  poterlo  evidenziare,  il  tema  del  voto  segreto   Cioè,  mentre
  assistiamo ad una crisi politica del suo Governo, evidente a tutti,
  persino al vescovo di Palermo che, durante la notte del festino  di
  Santa  Rosalia,  ha  evidenziato - cosa mai avvenuta  -  il  grande
  scoramento  diffuso nell'opinione pubblica e nella  società,  nella
  città in cui ha sede l'Assemblea regionale siciliana.
   Non  ha  detto , sì poi c'era la storia di Palermo, "la munnizza",
  le  difficoltà amministrative, ma è evidente che ha posto al centro
  il  cortocircuito tra una politica che non rappresenta speranza, ma
  che in qualche modo è rappresentata come una sorta di sommatoria di
  piccoli interessi di cabotaggio, con tutte le conseguenze, non solo
  giudiziarie, ma come ho sempre detto quello è un aspetto che  altri
  hanno il dovere di accertare, ma sul piano politico è evidente  che
  siamo  in  presenza di una crisi, dopo meno di due anni e mezzo.  E
  posso aggiungere, si è conclusa la luna di miele  Si è conclusa  la
  luna di miele
   Ed  è  evidente che, di fronte a tutto questo, il Presidente della
  Regione anticipa, con un'intervista, sapendo che c'è il disegno  di
  legge  sui  consorzi  di bonifica. Ma c'è anche  la  variazione  di
  bilancio,  a cui attribuisce un valore strategico, non  si  capisce
  bene in ragione di cosa, perché di strategico, almeno da quello che
  ho letto, in quella variazione non mi pare che ci siano rivoluzioni
  sostanziali, rispetto ai temi che vive la Sicilia.
   Però,  da  un lato dice: "il Parlamento è il Parlamento,  io  sono
  un'altra  cosa ". E questo elemento, lo rappresenta metaforicamente
  col  fatto che il voto segreto è un tentativo di condizionarlo,  di
  minacciarlo,  sapendo bene - Presidente dell'Assemblea,  visto  che
  lei  ha  ricordato a Sunseri che è convocata la Commissione per  il
  Regolamento  - che il Regolamento di questo Parlamento  per  essere
  modificato, occorre una maggioranza qualificata e che, normalmente,
  le regole di un'Assemblea elettiva, si fanno a fine legislatura per
  il successivo mandato parlamentare
   Io  ricordo  sempre  che  il  tema  del  voto  segreto  in  questo
  Parlamento,   fu   impedito  che  venisse  riformato,   dall'allora
  capogruppo  del Gruppo Musumeci - non mi ricordo come si  chiamava,
  quello  di  Musumeci -  Diventerà Bellissima  l'onorevole  Formica,
  che, ricorderà anche il collega, assunse quella battaglia, come una
  battaglia  di  democrazia  qualora fosse stato  eliminato  il  voto
  segreto.
   Per  dire  che poi la storia è un circo, diciamo, la storia  è  un
  circo
   Detto questo, credo che l'ordine del giorno - per questo riferivo,
  che  l'ordine  del giorno, oggi, lo ha dettato il Presidente  della
  Regione  -  perché c'è un tentativo, anche puerile di  separare  sé
  dalla   sua  crisi  politica.  Lo  voglio  informare:  non   glielo
  consentiremo   Perché  la  crisi del centrodestra  in  Sicilia,  si
  chiama "crisi di Schifani". Lui non è altro dal suo centrodestra  e
  da   un  centrodestra  che,  ormai,  socialmente,  ha  elementi  di
  difficoltà  sempre più crescenti, ripeto, al di  là  delle  vicende
  giudiziarie.
   Ecco perché, Presidente, io non sono come i colleghi: c'è, non c'è
  il Presidente; se c'è bene, se non c'è viviamo lo stesso, da questo
  punto  di vista  Però, una cosa è inaccettabile: che lui provi,  in
  qualche  modo a nascondersi, anche fisicamente, perché  ci  saremmo
  aspettati  che,  di  fronte a quello che  sta  avvenendo,  che  sta
  avvenendo,  non  che è avvenuto, che sta avvenendo,  il  Presidente
  della  Regione  avesse il coraggio di venire in questo  Parlamento,
  non  per  informarci, non ha nulla da informarci per affrontare  la
  crisi politica dopo due anni e mezzo circa del suo Governo. Se  non
  lo fa, è evidente che lui vuole continuare a galleggiare, sperando,
  non  si  capisce bene, forse qualche voto segreto che gli  risolva,
  magari, qualche problema che lui non ha il coraggio di risolvere.

   PRESIDENTE.  Giusto per informazione, il Presidente della  Regione
  oggi  si  trova  a  Roma  per  fatti veramente  importanti.  Ultimo
  intervento, l'onorevole Di Pasquale.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Io
  penso  che  siamo  entrati  in  una fase  molto  delicata  e  molto
  importante in questo Parlamento, che prefigura una profonda  crisi.
  E'  una  profonda crisi, innanzitutto, nel dialogo,  nel  confronto
  perché è un Presidente della Regione che non capisce che davanti  a
  questioni  importanti,  che riguardano non solo  la  politica,  che
  riguardano non solo l'abbandono di tutta una serie di argomenti, ma
  che  riguardano anche la questione morale, perché c'entra tanto  la
  politica  quanto la questione morale, che ha riguardato  in  questi
  tre  anni  il suo Governo -  il suo Governo - la sua maggioranza  e
  che ha riguardato le persone che ha nominato.
   Lui   non  lo  può  fare  diventare  un  problema  solamente   dei
  parlamentari  di  maggioranza e di opposizione,  perché  c'è  anche
  questo  gioco,  cari  colleghi,  nel  cercare  di  far  passare  il
  messaggio  che  c'è un Presidente della Regione che si  occupa  dei
  grandi  temi.  Un  Presidente della Regione che  ha  l'interesse  a
  risolvere  le  questioni più importanti e,  invece,  un  Parlamento
  fatto  da opposizione e maggioranza che si occupa degli affari.  Io
  mi permetto...scusate, assessore...fino a quando assessore?

   TURANO,   assessore   per   la  l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Vada avanti

     DIPASQUALE se la tenga bene la poltrona, non dimentichiamo  che,
  alla   fine,  le  questioni  che  hanno  toccato  le  vicende   del
  Parlamento,  che sono in fase anche di verifiche, sono state  quasi
  irrisorie  rispetto  all'ammontare  delle  somme  che  sono   state
  approvate  da  questo  Parlamento, e dove non  è  vero  che  questo
  Parlamento si è occupato in maniera quasi collegiale, perché  si  è
  cercato di fare anche questo e lui ha responsabilità immense,  dove
  noi abbiamo cercato di fare gli interessi di amici, di familiari.
   Qui  c'è  un  Parlamento che, come sempre, lo dice  uno  che  l'ha
  frequentato  da  sindaco, da vice sindaco, ha  fatto  le  battaglie
  legittime per i propri territori, per i propri territori  Quando io
  sono  diventato  parlamentare, Cracolici  alla  prima  riunione  mi
  disse:  "E ora dobbiamo sopportare anche da deputato per la  legge,
  per  finanziare  la  legge per Ibla?" E cos'era la  mancetta?  Sono
  mancette? Così, sono state mancette
   E  così, come tutto quello che la maggioranza di noi ha fatto. C'è
  stato  chi ha sbagliato e ne risponderà, nelle opportune  sedi.  Ma
  c'è una questione, però, morale perché è tutto a capo al Presidente
  della  Regione,  che riguarda i suoi assessori,  che  riguarda  gli
  uomini nominati, che riguarda la sanità e lui non può non venire  a
  parlare  qui  in Aula. Perché, guardate, che la sua  assenza  e  la
  mancanza del confronto non farà altro che alimentare lo scontro tra
  di  noi.  Lui non lo risolve il problema parlandoci dai giornali  o
  cercando  di  scaricare le responsabilità all'Aula; anche  il  voto
  segreto,  il  voto  segreto che appartiene a questo  Parlamento  da
  cinquant'anni, da cinquant'anni, è stato sempre garanzia di  tutti:
  di  maggioranza e opposizione  Oggi lui lo utilizza per far passare
  un messaggio: "Io voglio lavorare, voglio far crescere la Sicilia e
  mi  bloccano anche con il voto segreto"; ma il voto segreto, ha già
  dimostrato   la   sua  maggioranza,  Presidente,  che   quando   la
  maggioranza è coinvolta, è convinta, il voto segreto non va avanti,
  muore  Quindi il problema non è il voto segreto, il problema è  una
  maggioranza che non condivide più le sue scelte, che non c'è più
   Quindi,  Presidente, non è vero che lui è venuto qui tante  volte,
  lui sarà venuto quattro-cinque volte - facilmente riscontrabile dai
  verbali  -  ma  è  necessario che lui prima  di  questa  riforma...
  credetemi  fermiamoci,  perché altrimenti voi  ci  costringerete  a
  utilizzare  le  strategie  dell'ostruzionismo  per  costringere  il
  Presidente della Regione a venire qui a confrontarsi  Ci  sono  dei
  temi  a  cui  non  si  può sfuggire e non si può parlare  solamente
  attraverso la stampa al Parlamento.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Adorno.  Ne  ha
  facoltà.

   ADORNO. Signor Presidente, io sono esterrefatta rispetto a  questa
  assenza del presidente Schifani che ancora oggi non è presente.
   Mancano  quelle  risposte  che  i siciliani  attendono,  attendono
  leggendo  le  pagine dei giornali in un'Aula che  rimane  tutte  le
  volte come se niente fosse successo e non è più possibile
   Rispetto a questo, i consorzi di bonifica sono un atto importante,
  ma  rispetto a questo c'è un ordine dei lavori che è un  ordine  di
  levatura  morale e i siciliani intendono comprendere e sapere  cosa
  pensa di questi fatti il presidente Renato Schifani  Quali sono  le
  priorità  che vuole mettere davanti? Come intende muoversi?  Perché
  c'è  una  sanità  che  va  a pezzi; perché  le  infrastrutture  non
  funzionano;  perché  i  siciliani rimangono senza  risposte;  e  le
  pagine dei giornali le leggiamo.
   E  quando il Presidente si chiama quasi estraneo rispetto a questi
  fatti  che  hanno  visto - anche da parte sua - un  emendamento  di
  quasi  300  mila euro a favore del Trapani Calcio, infischiandosene
  del   Catania  Calcio,  che  era  inserito  nello  stesso   girone,
  infischiandosene  del Messina, che sta lottando per  il  fallimento
  della   sua  società  di  calcio,  infischiandosene  della   lealtà
  sportiva, infischiandosene di tutte quelle associazioni sportive  e
  culturali  che  attendono  risposte e attendono  semplicemente  dei
  bandi  pubblici,  a cui tutti possano attingere con  pari  dignità,
  pretendiamo  risposte  rispetto a quelle che sono  delle  questioni
  pratiche e non solo morali
   E  ancora  una volta è assente e non presente in quest'Aula.  Noi,
  come ha già annunciato il nostro coordinatore regionale, faremo  le
  barricate se il Presidente non sarà presente in quest'Aula.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino.  Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, grazie, ma è  evidente  che
  ormai lo spazio dedicato agli interventi sull'ordine del giorno  ha
  un  po'  allargato  il  campo agli interventi  che  oggettivamente,
  Presidente, questa parte politica richiede ormai da oltre due anni.
   Come Movimento Cinque Stelle sono almeno due anni che chiediamo al
  presidente  Schifani di fare due Aule. Due: una sull'uso disinvolto
  dei  fondi del turismo e una sulla sanità, e il tema della  sanità,
  così  come  quello del turismo, sono gli unici due temi di  cui  si
  discute,  di  cui si dovrebbe discutere anche in questo Parlamento.
  Di una sanità che non dà le risposte, se non per degli scandali, di
  una  gestione  del  turismo che non dà  risposte  se  non  per  gli
  scandali
   Ed  è  su  questo  che noi chiediamo, ormai da due  anni,  che  si
  tengano due Aule alla presenza di chi queste deleghe le concede  in
  quanto ne è titolare.
   Il  Presidente Schifani non può continuare a rimandare la palla in
  tribuna, dicendo che deve essere Fratelli d'Italia a decidere  cosa
  deve fare con l'Assessorato, perché non è questo il tema. Il tema è
  cosa vuole fare lui con questo Assessorato
   Il presidente Schifani non può continuare a dire che il Parlamento
  fa  le  "normine" quando poi noi ci troviamo infilata la norma  sul
  Trapani  Calcio  o  qualunque altro... E no,  Presidente  Schifani,
  perché il tema - come ha detto qualcuno prima di me - è che c'è chi
  fa  proposte  buone e di valore e c'è chi fa proposte  scadenti   E
  questo è sempre stato così  Un compito di un Parlamento, che  segue
  con  le norme previste dal Regolamento un iter, ha proprio lo scopo
  di  fare  da  filtro  e dire: "Le cose che non sono  buone  non  le
  portiamo  avanti, le cose che sono buone le portiamo  avanti",  per
  questo  si  ribadisce che, probabilmente, è arrivato il momento  di
  riprendere  quel  percorso  che vedeva come  un  grande  filtro  la
  Commissione   Bilancio . Però, quello che dà veramente  fastidio  è
  che  un uomo con l'esperienza del Presidente Schifani faccia  finta
  di  non  accorgersi di nulla fin quando le cose  non  gli  piombano
  addosso  attraverso  i  giornali  E allora io  mi  chiedo:  "questo
  Governo è il Governo dei giornali?". Perché appena il giornale dice
  qualcosa,  lui  subito  si  indispone, si indispettisce,  corre  ai
  ripari,  taglia  la testa  Ci sono gli scandali a Trapani   Via  il
  direttore generale, tutto il resto continua come continuava fino  a
  prima   C'è il problema in cardiologia al Civico  pediatrico'   Via
  il  medico  e  si continua tutto come prima  C'è il problema  della
  cardiochirurgia  pediatrica di Taormina? Loro che  cosa  fanno?  Ci
  mettono otto posti letto al  Papardo , si inventa un sistema e via,
  hanno  risolto il problema  Quando erano tutte cose che chi governa
  una Regione non può far finta di non sapere
     Ecco,  Presidente Galvagno, noi vorremmo, prima delle variazioni
  di  bilancio, prima di una legge sui consorzi di bonifica, che  non
  cambierà nulla, prima di stare a dire che lui proporrà la norma per
  abolire il voto segreto - e quella sarà bocciata col voto segreto e
  sarà  ridicolo, sarà ridicolo vederlo fare - ecco, allora io  dico,
  prima  di  fare  queste  cose,  ma che  trovi  un  giorno:  lunedì,
  mercoledì, giovedì per venire in Aula a rendere il conto davanti ai
  parlamentari  che rappresentano i siciliani, tutti, di  destra,  di
  sinistra,  di qualunque altro orientamento politico  Perché  quello
  che stiamo chiedendo non è una messa in croce, è un confronto nella
  sede naturale del confronto e chi non viene una volta con una scusa
  e  una  volta  con un'altra, è perché evidentemente  non  si  vuole
  esporre  a  quel  confronto e chi non si  confronta,  è  perché  ha
  qualcosa da nascondere o qualcosa che non si vuole sentire  dire  o
  qualcosa a cui non sa come rispondere
   E,  allora,  Presidente Galvagno, anche da parte sua, glielo  dica
  chiaro  e  tondo,  non  si può andare avanti  così   Questa  non  è
  un'assemblea  di scimmie, è un'assemblea parlamentare  che  lei  in
  questo  momento  dovrebbe far valere e far presente  al  presidente
  Schifani  che  deve venire a rendere il conto e a confrontarsi,  ad
  ascoltare  le  domande  e a rispondere, e anche  a  resistere  agli
  attacchi.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  De  Luca.  Gli  interventi   sono
  conclusi.
   Adesso votiamo il passaggio agli articoli. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


      Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
                               bonifica
    e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)

   PRESIDENTE. Colleghi, passiamo all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                               Finalità

   1.  La  Regione  siciliana con la presente  legge  disciplina,  in
  coerenza  con  i principi statali ed europei diretti allo  sviluppo
  sostenibile  e  alla  gestione delle risorse naturali,  l'esercizio
  delle  funzioni  in  materia di bonifica  e  di  irrigazione.  Tale
  disciplina  è finalizzata: alla sicurezza idraulica e  alla  tutela
  del  paesaggio  rurale,  anche ai fini della  fruizione  turistico-
  ricreativa  e  sportiva;  alla realizzazione  di  percorsi  per  la
  viabilità  lenta;  alla  provvista e alla  razionale  utilizzazione
  delle   acque   a  uso  prevalente  irriguo;  alla   tutela,   alla
  valorizzazione  e  allo sviluppo delle attività agro-zootecniche  e
  forestali  nonché  alla  conservazione e  alla  valorizzazione  del
  patrimonio idrico.

   2.  La  Regione  programma  e  realizza  interventi  di  rilevanza
  pubblica in materia di bonifica montana, di bonifica idraulica,  di
  tutela  e  utilizzazione delle risorse idriche per gli usi agricoli
  nell'ambito dei piani di bacino idrografico.

   3.  L'esercizio  delle funzioni di cui al comma 1  si  esplica  in
  forma  coerente e integrata con le attività per la difesa del suolo
  e   la   gestione   sostenibile  del   territorio,   nel   rispetto
  dell'equilibrio del bilancio idrico, tenuto conto delle peculiarità
  e  della  conservazione  degli ecosistemi presenti  nel  territorio
  regionale.

   4.  L'attività di bonifica e di irrigazione si uniforma altresì al
  principio europeo di precauzione e al principio di prevenzione  del
  danno ambientale, come definito dagli articoli 62 e 300 del decreto
  legislativo  3  aprile  2006, n. 152, ed  è  altresì  diretta  alla
  correzione  degli effetti negativi sull'ambiente  e  sulla  risorsa
  idrica  dei processi economici, salvaguardando le aspettative  e  i
  diritti   delle  generazioni  future  a  fruire  di  un  patrimonio
  ambientale integro.

   5.  La presente legge definisce i nuovi comprensori di bonifica  e
  di  irrigazione  e  riordina gli enti gestori, in  coerenza  con  i
  principi  sanciti  dal  protocollo  di  intesa  Stato-Regioni,   in
  attuazione dell'articolo 27 del decreto legge 31 dicembre  2007  n.
  248, convertito con modificazioni nella legge 28 febbraio 2008,  n.
  31.».

   DI PAOLA. Chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Presidente Galvagno, sull'articolo 1 è iscritto
  tutto il Gruppo del Movimento Cinque Stelle.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Paola,  visto  e  considerato,  appena
  finisce di fare l'intervento mi può sostituire

   DI PAOLA. Va bene.
   Presidente, io chiedo dieci minuti in base al Regolamento  interno
  perché  per  ogni  articolo, in base mi pare all'articolo  103,  ho
  dieci  minuti di intervento su ogni articolo, quindi se è possibile
  mettere  dieci  minuti  così come tutti gli altri  colleghi,  dieci
  minuti di intervento su ogni articolo.
   Presidente  io volevo intervenire, c'è l'assessore Barbagallo,  ma
  se non c'è l'assessore Dagnino non intervengo. No, no, no...

   PRESIDENTE. L'assessore Dagnino non serve

   DI  PAOLA.  Serve, perché volevo intervenire su quanto successo in
  Commissione    Bilancio ,   fuori  dall'Aula,   Presidente,   fuori
  dall'Aula ci sono lavoratori che stanno protestando.

   LANTIERI. Ma mi fa spaventare l'Assessore Dagnino?

   DI  PAOLA.  Presidente, faccia allontanare il Capogruppo della  DC
  che  mi  importuna, perché io l'intervento lo devo  poter  fare  in
  maniera  libera. Aspetto l'assessore Dagnino, perché questa  è  una
  riforma  che  se  deve andare avanti ci deve essere  sia  l'apporto
  dell'assessore  Barbagallo,  che  è  qui  seduto,   che   l'apporto
  dell'assessore Dagnino.

   PRESIDENTE. Ma la Commissione  Bilancio  già si è espressa

   DI  PAOLA. No, Presidente, quello che è emerso oggi in Commissione
   Bilancio , Presidente, ed è quello che devono sapere i  lavoratori
  che  in  questo  momento stanno protestando,  qua  c'è  l'assessore
  Dagnino che sta tornando, io mi riservo...

   PRESIDENTE. Assessore Dagnino, non occorre che lei sia presente in
  Aula.

   DI PAOLA. No, no, no Presidente

   PRESIDENTE. Va bene tutto, ma non le fantasie. Se vuole  stare  in
  Aula...

   DI PAOLA. No, Presidente

   PRESIDENTE.   Per cortesia...

   DI PAOLA. Io intervengo perché oggi sono stati presentati da parte
  del  Governo  degli emendamenti. Presidente, però sugli emendamenti
  presentati   oggi  in  Commissione   Bilancio   c'era   l'assessore
  Dagnino,  quindi  è chiaro che se io devo fare un intervento  sugli
  emendamenti  fatti oggi e approvati oggi in Commissione  Bilancio ,
  chiederò poi all'assessore Dagnino di dare un parere su questi...

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Appena saranno posti in votazione.

   PRESIDENTE. Onorevole, siamo all'articolo 1.

   DI PAOLA.  Perfetto, però, se non ascolta il mio intervento...

   PRESIDENTE.  Ma non serve lui.  Come fa a capire quello che...

   PRESIDENTE.  Quello  che  è  successo  in  Commissione   Bilancio
  l'avete già fatto

   DI  PAOLA.  Presidente, io intervengo. Io non so come l'assessore,
  se  esce dall'Aula, faccia ad ascoltare quello che sto dicendo. Chi
  glielo  comunica poi? A meno che fuori dall'Aula c'è uno schermo  e
  l'assessore  segua  fuori, di là. Ma perché sta  uscendo  dall'Aula
  Assessore?
   Va  bene,  allora  Presidente,  oggi  sono  arrivati,  Presidente,
  sull'articolo 1, sono arrivati degli emendamenti, che dall'annuncio
  fatto dal Governo regionale -  e lo dico pure alla maggioranza, non
  so  se  la maggioranza ha già fatto comunicati stampa, articoli  di
  stampa  -  doveva  coprire, cioè questi  fondi  messi  dal  Governo
  regionale dovevano coprire la stabilizzazione di tutti i lavoratori
  dei consorzi di bonifica. Questi sono stati gli annunci fatti dalle
  varie  forze politiche sui giornali, tutto risolto, Presidente,  io
  oggi  ho  ascoltato l'Assessore Dagnino, ho ascoltato il Ragioniere
  generale, ho ascoltato l'assessore Barbagallo e, Presidente, non  è
  così  Diciamolo chiaramente ai lavoratori che non è così, perché  è
  emerso  oggi in Commissione  Bilancio  che il Governo regionale  dà
  una sorta di contributo, non a copertura della stabilizzazione,  ma
  a  copertura  casomai delle attuali spese: poi non si è  capito  se
  sono  le spese degli stipendi aggiornati oppure no, perché io dagli
  interventi da parte degli assessori non ho capito se c'è la  tutela
  di tutti i lavoratori o se c'è, eventualmente, la copertura - forse
  - degli attuali stipendi.
   Perché  colleghi, diciamocelo chiaro, quello che sta accadendo  su
  questi consorzi di bonifica, di cui questo disegno di legge è stato
  decantato  da  parte di questo Governo regionale  come  la  riforma
  delle  riforme,  ci sono voluti ben tre anni, colleghi,  tre  anni,
  per  portare il disegno di legge sui consorzi di bonifica a luglio,
  quindi a fine luglio, in estate del 2025: dopo ben tre anni e  dopo
  due  assessori  che  hanno lavorato a questo a  questo  disegno  di
  legge,  salvo  poi  scoprire che non  è  che  noi  ai  consorzi  di
  bonifica,  cioè alle new company, a queste nuove compagnie  che  si
  stanno  realizzando  in Sicilia e alle bad company   quindi  stiamo
  facendo  una  cosa molto simile a quella che è stata fatta  qualche
  anno  fa  sulla  gestione dei rifiuti, cosa abbiamo fatto?  Abbiamo
  creato  sulla gestione dei rifiuti le SRR e abbiamo accantonato  le
  ATO con tutti i debiti per quanto riguarda il discorso dei rifiuti.
   Qua, Presidente, al di là della modalità che si sta gestendo,  non
  è  che  noi  a  questi nuovi enti stiamo dando nuove  funzionalità,
  Presidente; Assessore, lei dice, la gestione delle dighe in capo  a
  quale dipartimento? Vanno ai consorzi di bonifica le dighe? Cioè  i
  fondi per autogestirsi, per autosostenersi, queste new company  che
  stanno realizzandosi, da dove li prendono? Perché altrimenti  tutto
  quello che stiamo facendo è fuffa politica, Presidente, dico  -  io
  non  so  -  faremo  l'applauso sicuramente alla Lega,  che  porterà
  avanti questo disegno di legge
   Il  Presidente Schifani sarà contento, la DC sarà contenta, perché
  c'è questa unione di intenti da parte di questi Gruppi, ok
        Ma  non  stiamo  facendo il bene dei  siciliani,  non  stiamo
  facendo  il  bene  degli agricoltori e non stiamo facendo  il  bene
  nemmeno  dei  dipendenti che in questo momento stiamo prendendo  in
  giro,  perché  fra  un  anno, fra due anni, si  ritroveranno  nello
  stesso   identico  problema,  perché  questi  enti  che  si  stanno
  costituendo  non  sono enti che si auto gestiranno  nel  corso  del
  tempo, in più rimarranno le bad company con i debiti, e chi li deve
  pagare questi debiti, Presidente?
   Noi  stiamo prendendo questi enti che al momento hanno dei  debiti
  importanti,  stiamo mettendo tutti questi debiti sotto il  tappeto,
  sarà  sempre  la  Regione poi a dovere occuparsi del  pagamento  di
  questi  debiti  e  nel frattempo questa riforma -  se  mai  dovesse
  venire  approvata  - perché Presidente, qui è  chiaro  che  con  un
  Presidente  della Regione in queste condizioni, con  un  Presidente
  della  Regione  che  fa queste dichiarazioni alla  stampa,  con  un
  Presidente  della  Regione che nel frattempo che succede  di  tutto
  all'interno  del  suo  Governo  regionale,  all'interno  della  sua
  maggioranza,  volta le spalle  e sapete, colleghi,  perché  si  sta
  voltando le spalle? Perché l'Assemblea regionale siciliana,  perché
  i  deputati  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  tutti,  nessuno
  escluso  - anzi - a partire proprio dai suoi Assessori e della  sua
  maggioranza, sono tutti brutti e cattivi
   Perché  il Presidente della Regione ha solo un obiettivo ad  oggi,
  ha  l'obiettivo non di cercare di dare nuova linfa ai  consorzi  di
  bonifica, non quello di salvaguardare i dipendenti dei consorzi  di
  bonifica,  non  quello  di rilanciare l'agricoltura  grazie  a  dei
  consorzi  di  bonifica  che  possano lavorare  al  meglio,  l'unico
  obiettivo del Presidente Schifani - e ce lo diciamo, ce lo  diciamo
  tutti  - è bene dirlo chiaramente, è la ricandidatura alle prossime
  elezioni  regionali  Questo è l'unico obiettivo di Schifani  e  del
  Gruppo o gruppetto che lo sostiene
   Ora,  Presidente, noi, poi man mano negli interventi, ci  sarà  il
  Capogruppo  che interverrà... ma è chiaro che su ogni articolo,  se
  noi  andiamo  avanti in queste condizioni, con un Presidente  della
  Regione che nel frattempo va a Roma, a Palermo, alla festa - come è
  giusto  che  sia  - di Santa Rosalia, che si sposta  da  un  comune
  all'altro  e l'unico posto in cui non viene è l'Assemblea regionale
  siciliana, perché, io, l'unica volta che l'ho visto seduto  al  suo
  posto  è  stato,  solo  ed esclusivamente, forse,  quando  si  sono
  approvati i documenti finanziari, in silenzio, mai vista  una  cosa
  del genere  Non è nemmeno presente per i consorzi di bonifica.
   Ad  oggi,  per  quanto  riguarda la discussione  sui  consorzi  di
  bonifica,  non l'ho visto, non l'ho visto seduto al suo posto  e  -
  dico  Presidente  -  noi eravamo gli stessi  che  andavamo  a  fare
  critiche a Musumeci, cioè all'ex Presidente della Regione,  che  in
  continuità, ovviamente con questo Governo regionale, noi andavamo a
  criticare  la  sua assenza. Attenzione  Quanto meno,  però,  alcuni
  confronti in Aula li veniva a fare
   Noi  abbiamo un Presidente della Regione che, anche sulla  riforma
   bandiera ,  che  è  la riforma sui consorzi di  bonifica,  riforma
  voluta  dal  Presidente Schifani, dalla Lega, e  dalla  DC,  perché
  fondamentalmente è questo il Gruppo che sta portando avanti  questa
  riforma, ebbene, il Presidente Schifani è assente perché - vi  dice
  - anche alla Lega, anche alla DC, "sbrigatevela voi ".

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola...

   DI PAOLA. Vado alla conclusione.

   PRESIDENTE.  Può  riprendere anche dopo l'intervento,  per  essere
  chiari,  visto  che io la reputo un Vicepresidente  e  un  deputato
  assolutamente   propositivo,  io  farò  in   modo   che   i   tempi
  regolamentari vengano assolutamente rispettati e quant'altro.
   Però il tema è uno: vogliamo arrivare ad una proposta che si possa
  fare affinché si arrivi da qualche parte?
   Perché  se  è vero che questo disegno di legge giace da uno,  due,
  tre  anni, visto e considerato che in Aula potremmo approvarlo,  lo
  potremmo  modificare,  insomma,  c'è  una  proposta  da  parte  del
  Movimento  Cinque Stelle, del Partito Democratico  o  di  qualsiasi
  altra forza di opposizione rispetto...

   DI PAOLA. Presidente, la proposta è chiara...

   PRESIDENTE. Perché altrimenti facciamo le notturne. E mi sta  bene
  perché non ho granché da fare.

   DI  PAOLA. Io mi ripropongo di intervenire su ogni articolo  e  ad
  ogni  emendamento perché la proposta gliela ripropongo   E  c'è  il
  gioco  di parole tra proposta e ripropongo nuovamente: se non viene
  il Presidente Schifani qui in Aula a confrontarsi, io voglio capire
  dal  Presidente Schifani cosa ne pensa dei consorzi di bonifica   A
  me,  con  tutto  il  rispetto per l'assessore  Barbagallo,  che  ho
  ascoltato in base alla sua visione, io voglio conoscere la  visione
  del  Presidente  della Regione sui consorzi di  bonifica,  che  non
  conosco, Presidente Galvagno.
   Perché poi, domani, quando questo disegno di legge verrà bocciato,
  siccome  oramai  da  tre  anni conosco come  agisce  il  Presidente
  Schifani,  ci  sarà il suo intervento con un'intervista  o  con  un
  articolo  nei vari giornali e dirà:  è stata l'Assemblea  regionale
  siciliana, tutta, brutta e cattiva  .
   Voglio  capire  qual  è  la  visione del Presidente  Schifani  sui
  consorzi di bonifica perché io so la visione della Lega, mi è stata
  raccontata  dall'assessore di riferimento; so  la  visione  di  una
  parte della maggioranza; non ho la visione del Presidente Schifani

   PRESIDENTE. Ok, quindi, la proposta?

   DI  PAOLA. Quindi, se mai il Presidente Schifani non verrà qui  in
  Aula io le ribadisco: interverrò su ogni articolo, chiederò il voto
  segreto su ogni articolo, interverrò su ogni emendamento  Perché  è
  ora  di  dire  basta  alla  non presenza  di  Schifani  all'interno
  dell'Assemblea regionale siciliana perché, Presidente, non  ci  sto
  più  che,  nel frattempo che l'Assemblea regionale siciliana  viene
  presa  a  pedate  dal Presidente della Regione, noi andiamo  avanti
  come se nulla fosse

   PRESIDENTE. No, un attimino, onorevole Di Paola, dobbiamo arrivare
  a  una conclusione, perché così, capisce bene, che dieci interventi
  da dieci minuti sono cento minuti e siamo ancora all'articolo 1
   Ora,  capisce  bene che non è un disegno di legge gioco  né  tanto
  meno  c'è qua la volontà di voler prendere in giro qualcuno,  anche
  perché  ricorderà, nella passata legislatura, sono stato tra coloro
  i  quali  sull'articolo 60 si è adoperato affinché  potesse  andare
  avanti, quindi, grandissimo rispetto dei lavoratori e nessuno vuole
  buttare fumo negli occhi nei confronti di nessuno
   Però,  capisco anche determinati momenti e determinate ostilità  e
  non  sto  invocando alcun genere di responsabilità,  perché  ognuno
  deve fare la propria parte, però ritengo che quando si formuli  una
  proposta,  poi questa proposta possa essere valutata e cercare  poi
  di  arrivare  ad  una  sintesi perché la mia intenzione  non  è  né
  perdere  tempo, né far perdere tempo ai colleghi, né  fare  perdere
  tempo ai siciliani
   Se  voi  ritenete  come  opposizione e,  quindi,  mi  rivolgo  non
  soltanto  al  Movimento  Cinque Stelle, ma  a  tutte  le  forze  di
  opposizione  che  l'Aula si possa sospendere, ci  si  riunisca,  si
  faccia  una Capigruppo e si cerchi di capire quale possa essere  il
  percorso,  io  ritengo che sia una questione di buon  senso,  senza
  addossare  responsabilità  a nessuno, non  le  sto  addossando  una
  responsabilità.
   Se  lei  ha  diritto  di parlare dieci minuti, lei  parlerà  dieci
  minuti  come tutti gli altri deputati. Però, se poi dobbiamo andare
  alle  questioni  reali delle dinamiche d'Aula, mi sembra  corretto,
  così come si è fatto in passato, di trovare un percorso comune  che
  possa  far  sì  che  noi non ci impantaniamo.  Nessuno  vuole  dare
  responsabilità  ad  alcun  soggetto che  non  fa  parte  di  questa
  maggioranza.
   Al  contempo, credo sia corretto nei confronti, soprattutto di chi
  aspetta un disegno di legge da tre anni o da diversi anni,  che  si
  vada  avanti; quindi, io, se anche i Capigruppo di opposizione sono
  d'accordo,  sospendo  l'Aula  per  venti  minuti  e  facciamo   una
  Capigruppo. Onorevole Catanzaro, La Vardera e altri, va bene?
   La seduta è sospesa per venti minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16:34, è ripresa alle ore 17:49)

      Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
                               bonifica
    e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Colleghi siamo all'articolo 1.
   Abbiamo  provato a fare una Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  per  cercare  di trovare le  condizioni  affinché  ci
  potesse  essere una sintesi per agevolare e accelerare il  percorso
  d'Aula ma, purtroppo, questa sintesi non si è trovata.
   Pertanto,  ho  sentito manifestare dai Capigruppo dell'opposizione
  che  utilizzeranno tutti i tempi necessari, così come previsto  dal
  Regolamento  interno. Augurandomi, chiaramente, che gli  interventi
  siano  pertinenti  al testo, perché il Regolamento,  così  come  si
  invoca  per  avere  un diritto, lo si deve invocare  anche  per  un
  dovere.
   Quindi,  qualora  i deputati dovessero parlare di  altro  rispetto
  all'emendamento   presentato,  la  Presidenza   si   riserverà   di
  interrompere e togliere la parola.
   Ha  chiesto  di intervenire l'onorevole Sunseri. Prego,  onorevole
  Sunseri.
   Onorevole   Sunseri,   un  istante.  Chi  vuole   iscriversi   per
  intervenire?  Cambiano,  Marano,  Ciminnisi,  Schillaci.  Onorevole
  Varrica ha chiesto di intervenire? No? Onorevole Catanzaro... tutto
  il  Partito  Democratico,  ho  capito.  Quindi  Sunseri,  Cambiano,
  Marano,   Ciminnisi,  Schillaci  e  tutto  il  Gruppo  del  Partito
  Democratico.
   Le  iscrizioni  sono  chiuse.  È iscritto  a  parlare  l'onorevole
  Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, partiamo  dall'articolo  1.   Mi  fa
  sorridere  -  e  l'argomento è serissimo -  però  mi  fa  sorridere
  perché  a volte dobbiamo ripristinare un attimo l'argomento di  cui
  siamo  qui oggi a discutere, cioè i consorzi di bonifica.  Consorzi
  di  bonifica  che,  basterebbe  chiedere  a  qualsiasi  agricoltore
  siciliano,  certamente non godono di ottima salute, certamente  non
  riescono a garantire i servizi minimi.
   Però  sull'articolo  1,  devo dire che ci  siamo  inventati  delle
  finalità   meravigliose,  perché  avremmo  tranquillamente   potuto
  scrivere:   "devono  garantire  l'irrigazione  dei  terreni   degli
  agricoltori  siciliani"; invece ci siamo inventati la tutela  delle
  aree  rurali,  la  viabilità  lenta, la fruizione  turistica;  cioè
  stiamo  parlando  di enti che oggi non riescono a  portare  l'acqua
  agli agricoltori, veramente paradossale
   Però,  devono gestire la viabilità lenta e agricola della  Regione
  Siciliana, cioè, poco fa parlando con all'onorevole Cambiano, a cui
  è  nato  il  figlio  giusto qualche giorno  addietro,  gli  dicevo:
  "Angelo,  guarda che mentre io imparavo a scrivere e a  leggere,  i
  consorzi  erano  commissariati. Mi auguro che tuo figlio  -  a  cui
  auguro  ovviamente  di  poter  essere  un  deputato  dell'Assemblea
  Regionale  Siciliana - non si ritroverà nuovamente a discutere  dei
  consorzi  di  bonifica della Regione siciliana - perché  di  questo
  stiamo parlando  .
   Stiamo parlando di enti commissariati da oltre trent'anni che  non
  riescono a gestire l'ordinario che, ripeto, è portare l'acqua  agli
  agricoltori  siciliani  e gli diciamo che  devono  fare  promozione
  turistica agricola, viabilità dolce, tutela rurale, cioè delle cose
  bellissime,  meravigliose  che, però, si  scontrano  con  tutte  le
  inefficienze  dei consorzi di bonifica che abbiamo  denunciato  nel
  corso  degli anni. E per "inefficienza nel corso degli anni" faccio
  riferimento a una confusione totale nella legge di riforma del 2014
  -  non  si  è  mai  capito che fine avessero fatto  i  consorzi  di
  bonifica  prima,  e  i nuovi consorzi di bonifica  della  legge  di
  riforma, già votata e mai attuata, né dal governo Musumeci, né  dal
  governo  Schifani. E oggi stiamo per ridiscutere un'ennesima  legge
  di  riforma  che,  secondo  me,  possiamo  provare  a  mettere  una
  scommessa,  non solo non cambierà nulla, ma, in più,  aumenterà  il
  numero di consorzi di bonifica.
   Perché  noi  ci  ritroveremo  gli 11 in  liquidazione,  i  due  in
  liquidazione, cioè occidentale e orientale, e i nuovi  consorzi  di
  bonifica che stiamo andando a creare.
   Non  si  dice nulla sui 120-130 debiti accumulati nel corso  degli
  anni.  Non  si  capisce da nessuna parte come  queste  liquidazioni
  potranno avvenire. Cosa vendiamo per fare le liquidazioni?  I  tubi
  dell'acqua   che   dovrebbero  portare  l'acqua  agli   agricoltori
  siciliani?   Non   hanno  beni,  non  è   stata   mai   fatta   una
  quantificazione dello stato patrimoniale dei consorzi di  bonifica,
  non  si capisce come dovrebbero affrontare, a meno che si abbia  la
  paura  di  dire  che  si andrà con liquidazione  coatta,  quindi  i
  creditori  potranno  tranquillamente  dimenticarsi  i  crediti  che
  vantano nei confronti dei consorzi di bonifica.
   I  lavoratori  vengono  trattati così, con emendamenti  presentati
  all'ultimo  minuto  dal Governo regionale, dicendo:  "avete  visto?
  Siamo  stati  bravi  a  discutere";  poco  fa  sentivo  l'onorevole
  Sammartino,  che  è  uno  dei proponenti,  prima  aveva  la  delega
  all'agricoltura, che gli interventi in Aula da parte del  Movimento
  Cinque  Stelle  sono,  come  dire, ostruzionismo  a  una  legge  di
  riforma.
   La   rassicuro,   Presidente,  che  non  c'è  nessuna   forma   di
  ostruzionismo,  non è "l'ostruzionismo Calderoli" che  presentò  83
  milioni  di  emendamenti, che se fossero stati  trattati  tutti  ci
  sarebbero  voluti 153 anni di Camera e Senato per affrontarli.  Qui
  abbiamo   presentato  degli  emendamenti  e  stiamo   facendo   gli
  interventi  inerenti  al merito, inerenti all'articolato,  vogliamo
  portare  avanti delle idee che noi riteniamo fondamentali  per  far
  funzionare  i  consorzi  di  bonifica, che  ricordo  a  tutti,  nel
  precedente  Governo sempre di centrodestra persero 600  milioni  di
  euro  del PNRR, 31 progetti su 31,  anzi 62 su 62 presentati, tutti
  bocciati, salvo poi andare a essere compensati al Fondo di Sviluppo
  e  Coesione che poteva essere utilizzato per altro, invece, abbiamo
  dovuto  compensare i danni fatti dal Governo Musumeci e  da  quegli
  assessori  che  non  lo  so neanche io -  voglio  evitare  pure  di
  citarli  - perché sono stati il peggio del peggio per l'agricoltura
  siciliana
   Quindi,  voglio  tranquillizzare tutti noi, vogliamo  entrare  nel
  merito  della  vicenda, gli emendamenti che sono  stati  depositati
  vogliono certamente migliorare il testo presentato dal Governo, che
  enuncia questa riforma praticamente da tre anni, ma che oggi non mi
  pare  ci siano i numeri, perché vedo più deputati di minoranza  che
  di  maggioranza  a  trattare l'argomento  così  delicato.  Vogliamo
  entrare  nel merito, abbiamo presentato degli emendamenti  a  tutti
  gli articoli, ma ripeto: ripristiniamo un attimo la normalità e  la
  verità.  Stiamo parlando, Presidente, di consorzi di  bonifica,  di
  enti  pubblici,  che ad oggi non sono in grado di  portare  l'acqua
  agli  agricoltori,  e noi all'articolo 1 diciamo  che  si  dovranno
  occupare  di  viabilità lenta, informazione turistica,  tutela  del
  territorio, quando l'essenziale ad oggi non è garantito. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cambiano. Prego, onorevole.

   CAMBIANO. Grazie, Presidente.  Che non passi il messaggio  che  il
  Movimento Cinque Stelle o le forze di minoranza sono contrarie alle
  riforme,  questa  è la prima riforma che questo  Governo  porta  in
  Aula,  ma  è una riforma di facciata  È una riforma che va incontro
  alle   esigenze  reali  degli  agricoltori?  Perché  mi   pare   di
  comprendere che si voglia continuare a fare propaganda.
   In  questo momento chi ci ascolta e ci osserva deve ben sapere che
  questi  Gruppi  politici, di minoranza o  di  opposizione  come  li
  vogliamo chiamare, sono a tutela dei lavoratori e dei loro diritti,
  ma  non accettano propaganda, continua propaganda di un Governo che
  parla  solo  sui  giornali, di un governatore che  parla  solo  sui
  giornali  e  che  non  si rivolge a quelle categorie  che  sono  in
  sofferenza, promettendo false soluzioni perché adesso incrementiamo
  le  giornate  lavorative e, quindi, questa  riforma  va  votata  in
  fretta e in furia perché i lavoratori attendono noi.
   E  quanto  tempo  hanno atteso questi lavoratori? Trent'anni,  per
  aspettare che cosa? Un pomeriggio di luglio, perché in fretta e  in
  furia  si  deve  votare questa manovra, senza avere certezze  delle
  risorse   che   sono  state  discusse  stamattina  in   Commissione
   Bilancio , senza un vero coinvolgimento di questo Parlamento
   Veda,  Presidente, chi legge i giornali si fa  una  brutta  e  una
  cattiva  idea,  il discredito della politica tutta,  il  discredito
  delle  Istituzioni  tutte,  e  queste  affermazioni  gravi  di   un
  Presidente della Regione che passa per innocente - ovviamente non è
  un'accezione  giuridica del termine - ma scarica le  responsabilità
  sul  Parlamento,  quindi  non  manca  l'occasione  in  ogni  uscita
  pubblica,  in ogni dichiarazione di dover affermare che il  Governo
  propone  e  poi  è  il Parlamento quell'organo sovrano  che  invece
  annacqua tutto, e poi il Parlamento quel luogo cattivo dove c'è  la
  genesi delle mance e delle mancette
   Eh no, eh no, signor Presidente  Il Parlamento vuole essere e deve
  essere  luogo  di confronto e di dialogo, ma che sia  un  confronto
  vero,  che  non  sia una riforma, questa qua, calata dall'alto  che
  tende a centralizzare e a creare nuovi carrozzoni, perché purtroppo
  la Sicilia e i siciliani sono assuefatti alla creazione di organi e
  strutture.
   Adesso  si accentrano i poteri, si vuol far passare questa riforma
  dei  consorzi di bonifica come una semplificazione, ma  io  ricordo
  come   se  fosse  ieri  quella  riforma  degli  ATO,  degli  Ambiti
  Territoriali Ottimali, che doveva semplificare, perché riducendo  i
  centri  di  costo, accorpando le realtà territoriali, si  sarebbero
  ottimizzate le risorse da spendere. Così non è stato, si sono  solo
  creati enti al servizio non dei cittadini bensì della politica
   Ecco,  io  ieri  ero  ad Agrigento all'intervento  che  ha  tenuto
  l'Assessore  Barbagallo al teatro Pirandello, per  informare  anche
  rispetto  alla riforma che si sta portando avanti e  che  si  vuole
  approvare. Diceva bene l'Assessore quando affermava che l'acqua non
  conosce   confini   territoriali,  perché   questa   organizzazione
  probabilmente ha portato con sé delle inefficienze, ma siamo  certi
  che   questa  organizzazione  porti  con  sé  un'efficienza   della
  governance?  Siamo  certi  che  con qualche  milione  di  euro  noi
  risolveremo i problemi degli agricoltori? Gli agricoltori  chiedono
  servizi, serve una riforma strutturale che affronti anche  il  tema
  del pregresso.
   Non  stiamo  mettendo  un punto e da domani scriviamo  una  pagina
  nuova,  non può essere portata come motivazione da parte di  questa
  maggioranza e di questo Governo il fatto che c'è la siccità  e  gli
  agricoltori stanno soffrendo. Ma da quanto tempo c'è la siccità? Da
  quanto  tempo  gli  agricoltori sono  abbandonati  al  loro  triste
  destino?  Da quanto tempo chiedono con forza l'acqua e i servizi  e
  non  vogliono  mance e mancette? Quelle mancette,  caro  Presidente
  Schifani,  che  qualche parlamentare, compreso il sottoscritto,  ha
  utilizzato per acquistare gli ecografi nei poliambulatori,  150.000
  euro  all'Asp di Agrigento. Questa è la nostra mancetta,  e  io  mi
  autodenuncio ai siciliani  Questo ho fatto: stanziare 150.000  euro
  per acquistare gli ecografi nei poliambulatori che erano sprovvisti
  di  ecografi   Questa è la mia mancetta da parlamentare  regionale.
  Questo è l'alimentare il mio consenso, personale o politico? Questo
  è un servizio
   Ritornando alla riforma dei consorzi di bonifica. Ma che riforma è
  quando  si  tende  a incrementare la burocrazia  e  a  limitare  la
  partecipazione degli agricoltori rispetto ai processi  decisionali?
  Ma  che  riforma è quella che viene portata in Aula a metà  luglio,
  facendola passare come una riforma che la Sicilia attende da  anni,
  e adesso è urgente perché ci sono i lavoratori che attendono che si
  approvi questa riforma perché incrementiamo le giornate lavorative?
  Ecco,  diciamolo con chiarezza: qua siamo tutti per la  tutela  dei
  lavoratori  e  tutti siamo disponibili a venire incontro  a  queste
  esigenze,  ma  abbiamo  verificato  che  tutti,  e  dico  tutti   i
  lavoratori, siano tutelati dallo stanziamento di queste risorse?
   Abbiamo verificato che, una volta stanziate queste risorse,  siano
  utilizzate  o  possano  essere  utilizzate  per  questa   finalità?
  Verranno date sotto forma di contributo?
   Ecco,  questi interrogativi sono gli interrogativi che si pone  un
  parlamentare regionale, ma sono gli interrogativi che si pongono  i
  cittadini e gli agricoltori perché della propaganda siamo stanchi e
  siamo stufi della propaganda di questo Governo
   Non ne possiamo più  Utilizzare il mese di luglio per dire che gli
  agricoltori attendono questa riforma, come l'emergenza  idrica  che
  sta  attanagliando  il  territorio regionale,  ne  abbiamo  sentito
  parlare l'anno scorso, Presidente Schifani, della turnazione idrica
  per  l'idropotabile, abbiamo avuto un anno di tempo per mettere  in
  campo delle misure.
   Ad  oggi,  in provincia di Agrigento, ci viene comunicato  che  il
  dissalatore  che  doveva essere utilizzato per le  finalità  e  per
  affrontare la crisi idrica non sarà pronto per l'estate
   Ma  che  cosa  state  facendo? Continuiamo a prendere  in  giro  i
  siciliani?  Continuiamo a prendere in giro i siciliani,  scaricando
  sul   Parlamento   e   sulle  opposizioni  la   volontà   di   fare
  ostruzionismo? Questo non è ostruzionismo, questa è volontà di fare
  chiarezza e saremo qui fino a domani, dopodomani, il tempo che sarà
  necessario  per  confrontarci, ma fare un confronto,  un  dibattito
  serio, non è tempo perso
   Perché  non si viene qua in Aula, avanti c'è l'accordo,  ma  quale
  accordo?  Quale  accordo?  L'accordo  per  aver  presentato   degli
  emendamenti  nelle  variazioni di bilancio  per  dare  risposte  ad
  esigenze  territoriali? Sono questi gli accordi, anche dei deputati
  di  maggioranza?  Aver  rappresentato  esigenze  territoriali?  No,
  Presidente Schifani
   Basta     Basta   con   queste   esternazioni   che    mortificano
  l'intelligenza  dei  parlamentari ma l'intelligenza  della  Sicilia
  tutta
   Poco  fa,  l'onorevole  Sunseri, ha  citato  la  nascita  del  mio
  terzogenito, mi è arrivato adesso un messaggio a proposito di  rete
  ospedaliera, il reparto di Licata rischia la chiusura perché non ci
  sono  medici.  L'Assessorato scrive alla direzione dicendo  che  ha
  assegnato quattro medici ma non li ha contrattualizzati.
   I  reparti, i siciliani, i medici, vivono questi problemi che  non
  trovano poi soluzione nelle parole del governatore Schifani.
   Ecco Presidente, come ha ben visto, probabilmente dieci minuti non
  sono sufficienti a sviluppare un ragionamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cambiano, dieci minuti  se  parliamo  della
  rete ospedaliera, mentre stiamo parlando della riforma dei consorzi
  di bonifica, chiaramente non sono sufficienti.

   CAMBIANO.  ...su  una riforma - l'ho citato solo  come  esempio  -
  perché l'onorevole Sunseri, giustamente diceva, "io non ero nato" e
  i  consorzi  di  bonifica  erano commissariati,  l'ho  citato  come
  esempio.

   PRESIDENTE. Io rispetto gli interventi di tutti, e come  ho  detto
  all'interno  della Capigruppo, saranno rispettati i tempi  previsti
  dal Regolamento.
   Però,  l'intervento dell'onorevole Cambiano, se ci dovesse  essere
  un  altro  intervento simile, qualora si dovesse parlare di  altro,
  purtroppo dovrò interrompere la possibilità...

   MARANO.   Negli  ultimi  dieci  secondi  ha  parlato  della   rete
  ospedaliera

   PRESIDENTE. Anche durante l'intervento ha parlato dell'articolo  e
  delle mance che non sono attinenti all'articolo 1.
   Le dico, quindi, onorevole Marano, che se si va fuori tema io sarò
  costretto a levare la parola.
   È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Presidente, però siccità e acqua, comunque  con  il  tema
  dell'agricoltura, è lì. Acqua e agricoltura, non  penso  che  siano
  due temi così contrapposti

   PRESIDENTE. Si stava parlando di altro.

   MARANO. Magari mi è sfuggito qualcosa, va bene.

   PRESIDENTE. Sono abbastanza disponibile nei confronti di tutti.

   MARANO.  Grazie  Presidente, bene. Io intervengo  chiaramente  per
  dire  che  su  questa riforma, la scorsa legislatura ero  in  terza
  Commissione, ci abbiamo lavorato per tutta la legislatura e non  si
  è concluso nulla, abbiamo lavorato sulla questione dei lavoratori e
  ricordo  che  eravamo  venuti a capo, si  era  trovata  una  quadra
  rispetto  alla soluzione di continuità dei lavoratori nei  nascenti
  consorzi  e  nel piano di rientro del disavanzo finanziario  veniva
  appunto  riportato  che  per  avere una significativa  ricaduta  in
  termini  di risparmio di spesa, era necessario mantenere inalterato
  il blocco dei nuovi ingressi di lavoratori e limitare il meccanismo
  di  sostituzione  dei posti residui disponibili. Ora,  questa  cosa
  nell'attuale  disegno  di legge non viene inserita  e  sinceramente
  rispetto a questo, secondo me, è necessario un chiarimento da parte
  di questo Governo.
   I miei colleghi hanno parlato...

   PRESIDENTE.  Onorevole Marano, però proprio per non  andare  fuori
  tema,  non stiamo parlando in questo momento di lavoratori,  stiamo
  parlando   dell'articolo   1.  Quindi  le   chiedo   di   attenersi
  rigorosamente   all'articolo  1  relativo  alle  finalità;   quando
  parleremo dei lavoratori lei potrà intervenire per tutto  il  tempo
  che le occorre.

   MARANO. Ma lo posso dire che, posso, quindi soltanto...

   PRESIDENTE. Non siamo in discussione generale, questo è il tema.

   MARANO.  Ma  dico  anche  gli altri poi  hanno  divagato  rispetto
  all'intervento, dicendo che questa riforma non risolve i  problemi,
  che  per  risolvere i problemi dell'agricoltura non si può  parlare
  soltanto   di  consorzi  di  bonifica,  ma  si  deve   parlare   di
  competitività, di tracciabilità, di tutela di...

   PRESIDENTE. Onorevole Marano, questa Presidenza ha derogato spesso
  a  quelli  che  sono stati gli interventi dei deputati  perché  c'è
  stata sempre una sintesi, ora siccome questa sintesi non c'è...

   MARANO.  Però  le  chiedo, Presidente, una cosa: anche  all'inizio
  dell'Aula  io  volevo  intervenire e non  sono  intervenuta,  si  è
  parlato  di  tutto e di più rispetto all'ordine dei lavori,  se  le
  regole  si  devono rispettare, si devono rispettare  per  tutti  in
  maniera rigorosa, stop

   PRESIDENTE.  Abbiamo  fatto  una  Capigruppo  proprio  per  questa
  ragione,  se  lei  vuole  intervenire sulle  finalità,  io  non  le
  toglierò assolutamente la parola.

   MARANO.  Colgo  l'occasione per dire che comunque il  rigore  deve
  essere allora su tutto

   PRESIDENTE. Ma il rigore è stato fatto su tutti gli interventi dei
  suoi colleghi parlamentari, erano tutti del Movimento Cinque Stelle
  e del Partito Democratico.

   MARANO. Articolo 1, Presidente, io ho un emendamento. E rispetto a
  tutte  queste finalità all'articolo 1, per esempio, ho aggiunto  le
  parole  delle  finalità  perché,  chiaramente,  si  specifica   del
  turismo,  si  specifica del paesaggio rurale ma non si  mettono  in
  chiare  lettere le attività agricole sostenibili e multifunzionali.
  Ho  fatto un emendamento ma il senso del mio intervento non  doveva
  essere  questo emendamento, ma l'articolo 1 è l'articolo principale
  della  legge, quindi, comunque, doveva essere un altro  intervento.
  Se  non lo posso fare perché giustamente dobbiamo attenerci,  spero
  che anche il seguito dell'Aula sarà così a questo punto.

   PRESIDENTE. Ma io non le leverò neanche un istante del  tempo  che
  lei  ha  a  disposizione però su quelle che sono  le  finalità.  La
  ringrazio.

   MARANO. Assolutamente.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Ciminnisi.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINNISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  oggi  noi  qui
  stiamo discutendo di una riforma che, come è stato ampiamente detto
  anche dai miei colleghi, è attesa da tantissimi anni.
   Discutiamo dell'articolo 1 che, a leggerlo così dalle enunciazioni
  iniziali,   sembra  voler  raggiungere  nobili  obiettivi,   nobili
  finalità  che  questa regione in qualche modo dovrebbe  perseguire,
  sarebbe anche ora, ne ha elencate tante il collega Sunseri, è stato
  dettagliato.
   Ma  io  voglio  soffermarmi  su una in  particolare  che  mi  pare
  veramente  una grande contraddizione che è quella che  riguarda  la
  sostenibilità  ambientale,  cioè  in  questa  legge  si  parla   di
  sostenibilità  ambientale,  si  fa  un  richiamo  ai  principi   di
  precauzione, ai principi di prevenzione del danno ambientale,  così
  come  previsti  dal Codice dell'ambiente, eppure poi  spulciamo  il
  testo  normativo,  e di tutto quello che rappresenterebbero  questi
  principi,  troviamo  veramente molto  poco.  Troviamo  poco  in  un
  momento di grande siccità, la nostra regione sembra non prendere in
  considerazione,  neanche  lontanamente,  il  fatto  che  la  nostra
  regione  sia  al  centro  di un processo di desertificazione  ormai
  galoppante  e  si  pensa di risolvere il problema dei  consorzi  di
  bonifica  modificando veramente la struttura gli enti gestori  come
  se fosse il problema principale  È senz'altro un problema, perché è
  un  sistema  che  non garantisce efficienza, è un sistema  che  non
  riesce  a distribuire quella scarsa risorsa idrica che abbiamo,  in
  modo tale da garantire un reddito ai nostri agricoltori.
   Basti pensare al bacino del Belice, al bacino della diga Trinità e
  non  si  può  non  ricordare in quest'Aula come la  gestione  delle
  risorse idriche sia stata totalmente irresponsabile, come si  siano
  sversati,  per  mesi,  metri  cubi di  acqua  della  diga  Trinità,
  lasciando un comprensorio interamente all'asciutto.
   Ecco,  non ci sarebbe stata nessuna riforma utile di fronte a  uno
  scempio  di questo tipo, nessuna organizzazione di nessun consorzio
  di  bonifica che avrebbe potuto giustificare una scelta  di  questo
  tipo;  oggi, gli agricoltori sono a secco, oggi la diga  Trinità  è
  vuota,  oggi  la  diga Garcia non è in condizioni  di  offrire  una
  risorsa  idrica  che  possa  garantire  un'irrigazione  neanche  di
  soccorso e cosa c'è di sostenibile in tutto questo? Non c'è nessuna
  tutela  dei  corpi  idrici, non c'è nessun  ripristino  dei  bacini
  fluviali, nessuna tutela degli ecosistemi idrici
   Cosa  c'è  di  sostenibile  in  una  legge  che  fa  della  tutela
  ambientale una mera dichiarazione di principio? Ecco, non basta  un
  bilancio  ambientale, previsto dalla norma,  per  dire  che  questa
  legge  è  sostenibile, questo è green washing, non è guardare  alle
  future  generazioni  con responsabilità, in modo  da  garantire  la
  risorsa  più preziosa che è quella dell'acqua, che dovrebbe  essere
  quello  che  orienta le scelte e ragionare secondo ambiti  ottimali
  che   possano   garantire  la  corretta  fruizione,   la   corretta
  distribuzione e, invece, ci ritroviamo una norma che un po' ammette
  anche  il  fallimento della strategia di gestione  della  crisi  di
  emergenza che in questo momento sta vivendo la nostra Regione ed  è
  quell'articolo  che dice che quando c'è un clima,  un  problema  di
  siccità, c'è un problema climatico, e sono gli agricoltori a  farne
  le  spese, perché prima dobbiamo garantire l'uso potabile e  poi  -
  soltanto  in  secondo  luogo  -  dobbiamo  garantire  l'acqua   per
  l'agricoltura.
   Non c'è responsabilità, non c'è sostenibilità in questa legge, c'è
  soltanto  la  conferma - la conclamata conferma  -  del  fallimento
  della  strategia di gestione delle risorse idriche, con un  Governo
  che   continua   a  insistere  sulla  propaganda  dei  dissalatori,
  dissalatori  che andrebbero - forse quando saranno  a  regime  -  a
  fornire una quantità di risorsa idrica aggiuntiva pari a 525  litri
  al  secondo  che - ahinoi - eventualmente, si perderà  per  strada,
  perché  le reti dei consorzi di bonifica, esattamente come le  reti
  idriche, sono un colabrodo e perdono la metà di quelle risorse  per
  strada,  quindi,  noi stiamo investendo...novantadue  più  dieci...
  sono  più  di  100  milioni  di  euro  per  la  realizzazione   dei
  dissalatori,  altri 100 milioni ce li troviamo nel  triennio  -  li
  abbiamo visti nella variazione di bilancio che è arrivata in questi
  giorni,  in  queste ore, all'esame dell'Aula - per la gestione  dei
  dissalatori nei prossimi tre anni, ma se le reti... se non c'è  una
  progettualità sulle reti, se non c'è la capacità di lavorare  sulla
  rete di adduzione, di conduzione e di collegamento tra gli invasi e
  le  reti, non ci sarà nessuna riforma dei consorzi di bonifica  che
  potrà salvare l'agricoltura nella nostra regione.
   L'agricoltura - che ricordo a quest'Aula, ricordo a me stessa -  è
  un settore trainante, un settore che vive di crisi e non ci saranno
  misure  23  del  PSR che potranno servire a colmare le  perdite  di
  reddito dei nostri agricoltori
   Continueremo  ad  alimentare una guerra  tra  i  poveri,  per  cui
  decideremo  che  i pistacchieti e gli aranceti sono  vittime  della
  siccità e, invece, i vigneti e gli uliveti, anzi gli uliveti sì e i
  vigneti no, non lo sono  Quindi, finché ci sarà questo problema  di
  gestione   della  risorsa  idrica,  non  veniteci  a   parlare   di
  sostenibilità  ambientale perché questo  tipo,  qualsiasi  tipo  di
  riforma,  non  solo  non  è  sostenibile  da  un  punto  di   vista
  ambientale,  ma  non lo è neanche da un punto di  vista  economico,
  perché  noi  non risolveremo nessun tipo di problema e continueremo
  ad  illudere  i  lavoratori  che questa riforma,  invece,  sarà  la
  soluzione ai problemi che si portano dietro da decenni, senza  dare
  mai,  però,  una  visione  strutturale  e  una  visione  che  possa
  realmente garantire un futuro all'agricoltura siciliana.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, Assessori presenti e colleghi,  una
  riforma  - quella dei consorzi di bonifica - che ormai ci  portiamo
  da  svariati  anni e che potremmo definire oggi una  riforma  della
  serie  "vorrei ma non posso", perché è una riforma che non  risolve
  le reali esigenze, che non assolve la principale funzione di questa
  stessa  riforma, che è quella di portare l'acqua lì  dove  serve  e
  cioè agli agricoltori, dove il comparto dell'agricoltura è uno  dei
  comparti più importanti e strategici della nostra Regione.
   Una   riforma   che  non  risolve  il  problema  dei   lavoratori,
  soprattutto perché non dà certezza delle risorse messe in  campo  e
  quindi  dell'obiettivo da raggiungere; una riorganizzazione  -  che
  non si capisce quali dovrebbero essere gli obiettivi da risolvere -
  che istituisce una sorta di "bad company" per nascondere quelli che
  sono i debiti contratti da questi enti nell'arco degli anni, ma che
  non  evidenzia come questi debiti a carico di chi andranno,  quindi
  mettiamo i problemi sotto il tappeto
   In  Sicilia, purtroppo, caro Presidente, soprattutto quando  è  il
  Governo  a  presentare delle norme, vengono presentate delle  norme
  "spot" che non risolvono davvero i problemi di quel comparto.  Ora,
  facendo  riferimento al comma 1 dell'articolo  1  della  norma,  mi
  viene  da  sorridere, perché si fa riferimento nel comma  1  e  nel
  comma  3  ai  principi europei, alle norme e quindi alle  direttive
  europee.
   A me viene da sorridere  E, al comma 2, si parla di pianificazione
  e  di  programmazione, che è quello che questi enti non  hanno  mai
  avuto  e  io non riesco a capire come si possa assolvere  a  questo
  obiettivo  e  a raggiungere questi obiettivi se non si fanno  degli
  investimenti  strutturali  Quindi noi siamo dinanzi  ad  una  norma
  "spot",  come sempre, che non fa riferimento a quelli che sono  gli
  obiettivi principali e ad assolvere le reali esigenze del  comparto
  dell'agricoltura: e per questo voglio citare anche una cosa  che  è
  paradossale.  Noi  ci siamo ritrovati ad avere  notizia  di  alcuni
  investimenti,  con  ingenti  risorse  in  una  delle  province  del
  territorio  siciliano  -  e sentite bene,  soprattutto  sulle  reti
  idriche - c'erano già impegnate le somme, ingenti risorse,  ma  non
  c'erano i progetti, ma di cosa stiamo parlando? Una provincia - che
  è  quella di Agrigento - allo sbando, dove i cittadini e mi rivolgo
  ai cittadini della provincia di Agrigento che ci ascoltano da casa:
  scendete  in piazza  Andate dietro le porte di coloro  che  sono  i
  responsabili, perché il bene comune che è l'acqua non vi può essere
  più negato. È una vergogna

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino.  Ne
  ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, Governo, colleghi superstiti,
  oggi finalmente vediamo qui in Aula il bocciolo di una riforma -  e
  dico  bocciolo - perché quello che è mancato sicuramente in  questa
  pseudo-riforma  è  il coraggio, il coraggio di dire  ai  siciliani,
  agli agricoltori le cose come stanno, ossia che questo Governo  per
  risollevare le condizioni dell'agricoltura, per porre rimedio  alle
  gravi  carenze  del sistema idrico siciliano che ha  accumulato  in
  questi  decenni  di  malgoverno, quasi  sempre  di  destra:  questo
  Governo non ha fatto nulla e arriva oggi in Aula con questa pseudo-
  riforma, elencando all'articolo 1 una serie di finalità che, quando
  io  le  ho  lette, ho detto: "mamma mia, il Governo Schifani  si  è
  convertito ".
   Addirittura,   si   parla  al  comma  4   di   "effetti   negativi
  sull'ambiente  e  sulla  risorsa  idrica  dei  processi  economici,
  salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni  future
  a  fruire di un patrimonio ambientale integro". Ma l'avete  scritta
  per  davvero  voi? Cioè, sta cosa qui, veramente  l'ha  scritta  il
  Governo  di destra che è conosciuto in Sicilia per avere  distrutto
  ogni centimetro quadrato di costa? Normalmente, il vostro tema  non
  è  quello  della  salvaguardia, è quello di edificare  vicino  alla
  costa,  di fare una sanatoria, di andare a incidere sulle normative
  ambientali  in  maniera  negativa,  di  legittimare...  tutt'altro.
  Infatti, ho detto "incredibile "
   Tra  l'altro,  dimenticandovi  che  la  tutela  idrogeologica  del
  paesaggio  dovrebbe  essere  una delle principali  occupazioni  del
  presidente  Schifani  attraverso la struttura  al  dissesto.  Tutto
  questo, in questi due anni e mezzo non lo vediamo, oggi lo troviamo
  scritto  nell'articolo 1, "Finalità" dei consorzi  di  bonifica  in
  cui, peraltro, vi siete dimenticati di scrivere una cosa - e quello
  andava  scritto - che, tra le finalità di questa legge c'era quella
  di  costituire  un sistema che si sarebbe tramutato  in  danno  dei
  creditori    Perché  quello  che  non  si  comprende,   a   seguito
  dell'approvazione  di  questa riforma, è che  fine  faranno  quelle
  quattro garanzie, o nessuna, che creditori dei consorzi di bonifica
  dovrebbero avere.
   E  allora  io  proporrei di fare un emendamento, di aggiungere  il
  comma  5,  in  cui  lo diciamo chiaramente, che  l'unica  cosa  che
  potranno  pignorare sono i buchi delle condotte idriche che  finora
  hanno servito i territori siciliani
   E poi, un'altra cosa che mi fa veramente sorridere nel corso della
  legge,  Presidente Galvagno, è dove dite che l'acqua - pensate  voi
  che  innovazione  legislativa - in Sicilia, dopo l'approvazione  di
  questa  super  legge,  l'acqua - dopo essere destinata  al  consumo
  umano  -  sarà  destinata prevalentemente al  consumo  agricolo   E
  questo,  Presidente, io l'ho letto nel corpo della legge  e  volevo
  fare  i  complimenti  a chi l'ha scritta questa  cosa  qua,  perché
  veramente era importante scriverla in una legge di riforma
   Allora,  io credo che questa legge, Presidente, riformi  veramente
  poco e prenda in giro veramente tanto, a partire da quelle che sono
  le  aspettative  degli agricoltori siciliani che credono,  sperano,
  vorrebbero  vedere  un  sussulto di dignità da  parte  del  governo
  Schifani,  di  mettere sul territorio degli investimenti  concreti,
  degli investimenti reali, degli investimenti che consentano di  non
  sprecare  l'acqua,  degli  investimenti  che  l'acqua  la  facciano
  arrivare sui campi e non di essere presi in giro da trent'anni,  di
  commissario in commissario
   Questa  legge  fa altri quattro nuovi commissari per poi  rimanere
  probabilmente  commissari a vita  Allora, Presidente  Galvagno,  io
  veramente  resto basito quando pensate, all'interno di una  riforma
  di  legge  sui consorzi di bonifica, di infilarci dentro  anche  le
  strutture  ricettive.  Io  lo  capisco  che  in  questi  due  anni,
  probabilmente  anche  la  Lega ha visto nel  turismo  un'importante
  fonte  attraverso  la  quale  fare politica,  attraverso  la  quale
  impegnarsi  probabilmente per i propri interessi di  partito,  però
  non  è  che  in  ogni cosa ci possiamo infilare  il  turismo  e  le
  strutture  ricettive   Persino  nelle  finalità  della  legge   sui
  consorzi  di  bonifica  mi  sembra  una  cosa  veramente  ridicola,
  l'ennesimo  attacco  alla diligenza a cui  il  centrodestra  ci  ha
  abituati
   Io  chiederei veramente di occuparsi della materia in  maniera  un
  pochino  più  seria e avendo veramente riguardo  al  benessere  dei
  Siciliani,  della coltura, dell'agricoltura e soprattutto,  vedete,
  questo disegno di legge vorrebbe vedere impegnati, anche in tema di
  allevamenti, gli agricoltori.
   Un settore che sta facendo veramente fatica in questi anni, tra le
  crisi   sanitarie,   le   zoonosi,   ma   anche   i   problemi   di
  approvvigionamento idrico: continuare a professare il desiderio  di
  rilanciare  queste  attività, queste sono  veramente  attività  che
  hanno  costruito  l'economia siciliana  e  che  avrebbero  meritato
  l'attenzione  dell'assessore  per l'economia  oggi,  anche  durante
  questa  discussione,  Presidente Galvagno. È  veramente  l'ennesima
  occasione sprecata.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   È iscritta a parlare l'onorevole Adorno.

   DE LUCA Antonino. Ti ho iscritto io a parlare

   PRESIDENTE.  Non è obbligatorio. Mi è stato detto  dal  Presidente
  del  Gruppo parlamentare che volesse intervenire, ma se non volesse
  farlo

   ADORNO. Grazie, signor Presidente. Io vorrei leggere quello che  è
  scritto  qua  come oggetto e finalità all'articolo 1:  "La  Regione
  siciliana   -  nel  primo comma recita - "con  la  presente  legge,
  disciplina  in coerenza con i principi statali ed europei,  diretti
  allo  sviluppo sostenibile e alla gestione delle risorse  naturali,
  l'esercizio delle funzioni in materia di bonifica e di irrigazione.
  Tale  disciplina  è  finalizzata alla sicurezza  idraulica  e  alla
  tutela del paesaggio rurale".
   Già mi soffermerei su queste parole. Perché, certo, come chi mi ha
  preceduto  ha  sottolineato, sappiamo che i dissalatori,  che  sono
  parte  della  soluzione  offerta da questo  Governo,  che  peraltro
  ancora  devono prendere vita, certamente danneggiano, dal punto  di
  vista  naturalistico,  l'ecosistema   E  noi,  più  volte,  abbiamo
  sottolineato  come  questa  possa  non  essere  l'unica   soluzione
  possibile,  anche  ai  fini della fruizione turistico-ricreativa  e
  sportiva.  Quindi,  noi  stiamo facendo un  disegno  di  legge  sul
  riordino dei consorzi di bonifica e utilizziamo, ancora una  volta,
  questa accezione di fruizione turistico-ricreativa e sportiva.
   A  mia memoria, già, quando, nel 2017, il Movimento partecipò alle
  sue elezioni regionali, sottolineavamo come le reti colabrodo della
  Regione fossero presenti un po' ovunque.
   Ecco,  rispetto  alle finalità che si propone  l'articolo  1,  non
  troviamo  soluzioni al riguardo, anzi, leggiamo tutta una serie  di
  enunciazioni   che   fanno   riferimento  giustamente   all'Europa,
  giustamente a quelli che sono gli obiettivi da raggiungere anche  a
  livello ministeriale.
   Tutto  questo, però, non corrisponde a quella che poi è la  realtà
  che  vivono tutti i giorni i nostri agricoltori. Non corrisponde  a
  tutta quella che è la realtà che vivono tutti i giorni i cittadini,
  specialmente delle province di Agrigento, ma anche di Palermo,  che
  spesso  si  trovano privi dell'acqua per gli stessi cittadini,  non
  per gli agricoltori.
   E,   allora,  rispetto  a  quest'attualità,  le  finalità  scritte
  nell'articolo 1 non trovano spazio ed evidenza. Ci sembra di vivere
  su  un  mondo parallelo, quindi" Odissea nello spazio",  forse,  ma
  certamente non nella realtà della Regione siciliana.
   Quindi,  grandi  enunciazioni  in  questo  articolo  1,  ma   poca
  attinenza con quello che è il quadro reale.
   Grazie, signor Presidente.

                        Sull'ordine dei lavori

   MARANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori? Prego, ne ha facoltà.

   MARANO.  Per  fatto personale, ordine dei lavori...  su  qualunque
  cosa  si  possa  fare  riferimento  al  mio  intervento,  come   da
  Regolamento.
   Mi  deve  spiegare  che differenza c'era tra il mio  intervento  e
  quello dei colleghi che stanno parlando del tema dell'agricoltura e
  dei   consorzi   e  di  qualunque  tema  collegato,  senza   essere
  interrotti  Mi deve spiegare perché, signor Presidente...

   PRESIDENTE. Ho letto il testo.

   MARANO.  Io  la  seguo, la seguo, e vedo quello  che  fa.  Quindi,
  evidentemente,   quando  parlavo  io  era  molto  attento,   quando
  parlavano  gli  altri,  probabilmente si  è  distratto  in  qualche
  momento, perché io la guardo, la osservo, quindi o mi spiega perché
  mi  ha  interrotto  e  gli  altri possono  parlare  di  quello  che
  vogliono,  me lo spiega, così almeno  perché da quando  è  iniziata
  l'Aula, ognuno dice quello che vuole in qualunque momento e io  che
  stavo parlando di consorzi di bonifica e dell'articolo 1

   PRESIDENTE.  Lei stava parlando di lavoratori, che  era  un  altro
  tema, lei stava parlando di un'altra questione

   MARANO.  No,  signor Presidente, no  Ascolti l'Aula  e  tutti  gli
  interventi che sono stati fatti dopo di me. Non è come dice lei

   PRESIDENTE.  Va bene, non mi sono accorto in questo caso  che  era
  stata lei... starò più attento agli interventi successivi.

   MARANO. Signor Presidente, io stavo facendo un'introduzione al mio
  intervento e lei mi ha interrotto.

   PRESIDENTE.  Lei  ha  parlato di una cosa che  non  era  attinente
  all'articolo 1.

   MARANO.  La  prego  di fare attenzione ad ogni  parola  che  viene
  detta.

   PRESIDENTE.  Tutti  gli  uffici, chiedo, che  siano  attenti  agli
  interventi dei colleghi, anche di chi legge.

      Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
                               bonifica
    e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)
   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  cercherò  di  prendere meno minuti rispetto a  quelli  che  sono  a
  disposizione.
   Due  cose:  prima che iniziamo, perché lei, ovviamente, ha  messo,
  come   dire,  finita  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari  Essendo io il Presidente del Gruppo parlamentare  del
  Partito Democratico, ho l'esigenza di esprimere, signor Presidente,
  la  nostra  posizione  perché  proprio  il  Presidente  del  Gruppo
  parlamentare,  Assenza, alla fine della Conferenza  dei  Presidenti
  dei Gruppi parlamentari, ha voluto ribadire

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, io, purtroppo, o litigo con lei o
  litigo con l'onorevole Marano

   CATANZARO.  Io  sto parlando della Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.

   PRESIDENTE.   Della   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  non si può parlare, lei può parlare sull'articolo  1,
  se vuole intervenire sull'articolo 1, le finalità...

   CATANZARO. Signor Presidente, siccome su questo disegno  di  legge
  sta  uscendo un messaggio distorto, che è quello che le opposizioni
  sono contrarie al disegno di legge

   PRESIDENTE. Ma non è questo il momento

   CATANZARO.  Ma  sto parlando sull'articolo e sto  parlando...  sto
  parlando sull'articolo 1

        (interruzioni fuori microfono dell'onorevole Figuccia)

   CATANZARO.  Mi  fa  specie che il questore, mi fa  specie  che  il
  questore  di quest'Aula, il questore, un certo onorevole  Figuccia,
  gridi   Lei  è  il questore e dovrebbe dare l'esempio,  invece  sta
  dando un esempio davvero da fanciullo perché lei è il questore.

        (interruzioni fuori microfono dell'onorevole Figuccia)

   CATANZARO.  Perché  non mi butta fuori lei? Perché  non  mi  butta
  fuori lei?

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro

   CATANZARO. Signor Presidente, stiamo toccando il fondo e,  allora,
  mi faccia fare l'intervento. Sull'articolo 1, signor Presidente, ci
  sono  due commi: uno è il comma 2 che, ovviamente, è quello in  cui
  la Regione programma e realizza interventi di rilevanza pubblica in
  materia di bonifica montana.
   Signor  Presidente, io voglio sapere da quest'Aula, dal Governo  -
  ovviamente  qua c'è Barbagallo -, questo Governo è  lo  stesso  del
  passato, cioè in continuità politica di centrodestra. Questo  è  il
  Governo che inserisce in una norma, con il primo articolo al  comma
  2, le finalità e sono quelle per cui noi ancora piangiamo lo scorso
  Governo  Musumeci, che ovviamente è un Governo dove abbiamo fallito
  31  progetti  su  31,  rispetto a quello  che  riguarda  proprio  i
  consorzi  di  bonifica. E io su questo punto e qua anzi  su  questo
  articolo  e  su  questo comma, signor Presidente,  le  dico  che  è
  davvero  assurdo  leggere  che  un  Governo  regionale  sul   primo
  articolo, sulle finalità si presenta in questo modo
   Rispetto  al  comma  5, signor Presidente, ovviamente  la  Regione
  definisce  i  nuovi Comprensori di bonifica che noi  ci  ritroviamo
  all'articolo  4:  poi è davvero assurdo, signor Presidente,  perché
  noi come Gruppo parlamentare del Partito Democratico  e ritorno - e
  ci  tengo a ribadirlo - perché sono più di sessanta emendamenti che
  ovviamente  noi presentiamo come Gruppo parlamentare per modificare
  e  per  dare  il nostro contributo a questa riforma;  diciamo  che,
  ovviamente,   quello  che  abbiamo  visto   su   ciò   che   accade
  sull'articolo  4,  che poi noi ci ritroveremo, è  davvero  assurdo,
  signor  Presidente.  E  io lo dico, perché questo  primo  articolo,
  dovrebbe  essere  l'articolo  che  dà  una  impostazione,  che   dà
  ovviamente le finalità a questa legge.
   Già  i commi 2 e 5 sono davvero commi che, per quanto ci riguarda,
  noi  chiediamo,  ovviamente al Governo  regionale,  che  su  queste
  finalità  il Governo si esprima, perché abbiamo anche la condizione
  che  questa  norma,  partita dal Governo, poi modificata,  diciamo,
  dalla  stessa  maggioranza, ovviamente si... qualcuno vorrebbe  far
  passare  che  c'è  l'opposizione  che,  invece,  vuole  mettere  in
  soffitta  questa  norma,  invece noi su queste  cose  interveniamo,
  signor Presidente.
   E  io  -  poco fa, lei non mi ha fatto completare, ma proprio  per
  Regolamento,  per quello che noi abbiamo chiesto in Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari - mi attengo e mi sto  attenendo
  a  quello  che è l'articolo 1. E su questi punti, noi già  partendo
  dal  primo articolo, abbiamo un'esigenza, quella di capire rispetto
  al  Governo  la  posizione che ha su queste finalità.  Perché  sono
  davvero  assurde le finalità che lo stesso Governo di  centrodestra
  pone  -  dicendo che mette queste finalità - dove poi ci ritroviamo
  nell'ultima variazione di bilancio interventi di 5 milioni  per  le
  reti.
   Quindi, signor Presidente, quando si parla di programmazione di un
  Governo  regionale  dovrebbe  esserci davvero  una  programmazione
  Quella  che,  invece,  non c'è assolutamente  sul  primo  articolo,
  partendo proprio da questo articolo del disegno di legge.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevole Dipasquale, così come per gli altri colleghi,  la  prego
  di attenersi all'articolo 1.

   DIPASQUALE.  Grazie,  signor Presidente.  Articolo  1  "Finalità".
  Abbiamo  raggiunto,  raggiungiamo con questo disegno  di  legge  le
  finalità che noi pensavamo di raggiungere? Purtroppo la risposta  è
  no,  signor  Presidente.  La  risposta  è  no  perché  noi  abbiamo
  affrontato   solamente  questioni  parziali   che   riguardano   il
  personale,  non  abbiamo  neanche risolto tutte  le  questioni  che
  riguardano  il personale: quindi, se noi come finalità  ci  eravamo
  dati il raggiungimento dei... le risposte ai lavoratori, già questa
  risposta l'abbiamo data parzialmente e, attenzione, l'abbiamo  data
  parzialmente  signor Presidente, non vorrei disturbare  l'assessore
  Aricò,  mi sembra di essere al bar  non potrebbero stare là neanche
  i deputati

   PRESIDENTE.  Colleghi, per favore, tornate al vostro posto.

   DIPASQUALE.  Quindi,  abbiamo raggiunto la  finalità  riguardo  ai
  lavoratori? No. Non solo, mi dovete permettere di dire  che  questa
  riforma    scusate,  colleghi   era  arrivata  in  Aula   e   avete
  dimenticato  i  lavoratori, li avete dimenticati   Siamo  stati  in
  Commissione, ora siamo stati in Commissione, il mio collega  Abbate
  -  non  lo  frega nessuno per comunicati stampa - è uscito  con  un
  comunicato  stampa  dicendo:  "guardate  che  abbiamo  risolto   il
  problema dei lavoratori in Commissione", ma già in Commissione  voi
  c'eravate stati e non avete risolto nulla  A tal punto che arrivate
  in  Aula  e, solamente perché le minoranze hanno alzato un muro,  è
  ritornato  nelle  Commissioni. Ha risolto la finalità  di  tutti  i
  lavoratori?  Per  lavoratori intendiamo quelli  precari,  quelli  a
  tempo indeterminato, quelli a tempo determinato. L'abbiamo risolto?
  No.
   Anche  l'emendamento  che avete fatto questa mattina  risolve  una
  parte  dei  problemi  dei lavoratori, perché io ricevo  telefonate,
  come penso tutti quanti i colleghi, di persone preoccupate, che  mi
  dicono "attenzione, per me va bene così, perché la mia situazione è
  risolta", "per me no, io non prenderò neanche il TFR", "per me   io
  non prendo né quello, né l'altro". Ma che riforma è? Il segnale già
  mi  arriva  da parte dei lavoratori: loro stessi non sono contenti,
  c'è  una  parte che si sente protetta e una parte che non si  sente
  protetta, signor Presidente: quindi, anche questo meccanismo che si
  è  messo...   finalità  ne sto parlando, signor Presidente,  questo
  meccanismo....

   PRESIDENTE. Sto dicendo di attenersi strettamente all'articolo 1.

   DIPASQUALE. Alle finalità, finalità  lavoratori , no?

   PRESIDENTE. Finalità dell'articolo 1

   DIPASQUALE.  Finalità,  ma  le  finalità  della  riforma,   signor
  Presidente, quali erano? Le finalità dei lavoratori. Non le abbiamo
  raggiunte. Le finalità degli agricoltori? Non le abbiamo  raggiunte
  perché  gli agricoltori, gli allevatori si troveranno una struttura
  consortile, i consorzi, con i debiti
   Noi, infatti, stiamo facendo una riforma che non risolve  che  non
  raggiunge  le  finalità  perché abbiamo messo  solo  una  parte  di
  risorse
   La  cosa  che mi dà fastidio veramente sapete qual è?  Che  prima,
  quando  la  prima  volta è passata dalla Commissione  Bilancio,  il
  Governo  ha  detto  subito: "no, soldi non ce ne  sono ",  per  poi
  mettere  questi  milioni che serviranno per  risolvere  una  parte
  dopodiché, sono rimaste fuori tutte le altre questioni,  e  poi  il
  Governo approva una manovra con trecentocinquanta milioni di  euro,
  che erano risorse...

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale

   DIPASQUALE... che potevamo utilizzare per raggiungere le finalità.

         (interruzione fuori microfono dell'onorevole Marano)

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, ascolti,  noi  fuori  dall'Aula
  siamo  anche  grandi  amici,  però, la prego,  nel  rispetto  della
  collega  Marano,  alla  quale ho tolto  la  parola,  che  rispetto,
  indipendentemente dal colore politico, la prego

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, guardi che io mi  sto  soffermando
  sulle  finalità. E, allora, signor Presidente, io la prego  di  una
  cosa, perché abbiamo l'interesse a trattare l'articolato anche  noi
  e  vedrà  che i prossimi articoli troveranno anche un'accelerazione
  da  parte  nostra,  però,  mi  creda, noi  le  finalità  che  erano
  previste,  che  sono  previste  dall'articolo  1,  non  le  abbiamo
  raggiunte,  ci  stiamo  illudendo.  L'unica  finalità  che   stiamo
  raggiungendo  è  quella  che  stiamo  illudendo  porzioni,  piccole
  porzioni di lavoratori.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   Si  è  iscritto a parlare tutto il Gruppo del Partito Democratico.
  Iniziamo dall'onorevole Giambona, ne ha facoltà.
   Onorevole  Giambona,  siccome anche  lei  è  molto  bravo  con  le
  finalità,  le  finalità  di cui all'articolo  1 .  ci  sono  undici
  interventi,  che  vuole che le dica? Di che cosa? Che  intervengono
  gli altri se sono una responsabilità
   Prego, onorevole Giambona.

   GIAMBONA.  Grazie,  signor Presidente. Mi attengo  naturalmente  a
  quelli che sono i Regolamenti d'Aula e parlerò dell'articolo 1, del
  resto   mi   sembra   che  chi  mi  ha  preceduto   abbia   parlato
  esclusivamente dell'articolo 1. Riscontro, però, signor Presidente,
  che ci sono delle difficoltà in Aula, un po' di agitazione; c'è una
  maggioranza distratta, probabilmente, da un'agenda che,  forse,  il
  Presidente   della   Regione   Schifani   vorrebbe   assegnare    a
  quest'Assemblea;   vedo   anche   qualche   comunicato   da   parte
  dell'onorevole Pellegrino che, sicuramente, non aiuta, devo dire, i
  lavori di quest'Assemblea.
   Detto  questo...  non aiuta affatto, non aiuta affatto,  onorevole
  Pellegrino,  perché siamo tutti qui a lavorare per la  Sicilia.  Se
  lei esce con un comunicato durante la discussione...
   Torno,  però, all'articolo 1, signor Presidente, perché  io  credo
  che  non  sia nello stile dell'onorevole Pellegrino portare  avanti
  queste  azioni, non so chi glielo abbia suggerito, però  noi  siamo
  qui a discutere anche di questo.
   Torno all'articolo 1, signor Presidente, perché le finalità di una
  norma  sono  quelle  che  permettono di  capire  non  solamente  ai
  parlamentari regionali, ma anche a tutta la Sicilia, se questa  può
  trovare concretezza rispetto a quelle che sono le esigenze  di  una
  categoria  importante, quella degli agricoltori e quella di  coloro
  che  hanno  la  necessità  di sbarcare il  lunario;  l'agricoltura,
  sappiamo  benissimo, che rappresenta una parte importante  del  PIL
  siciliano.
   Ma, proprio sull'articolo 1 ritengo che le finalità debbano essere
  puntuali, anche raggiungibili concretamente.
   Dico  questo, caro Presidente, perché non possiamo portare  avanti
  delle  norme  che  siano uno spot elettorale, perché  quando  viene
  indicato  come, tra gli obiettivi, la fruizione di quelle che  sono
  le finalità dal punto di vista turistico, addirittura ricreativo, e
  dello  sport, leggo, come anche della viabilità lenta o lo sviluppo
  e  il sostegno delle aziende zootecniche e forestali, o come anche,
  ancora,   quello  che  prevede  il  comma  2,  in  cui  si   parla,
  addirittura, della bonifica montana, noi non riusciamo a  garantire
  la bonifica nei territori pianeggianti e dovremmo riuscire a creare
  delle  condotte,  dovremmo riuscire a creare delle  infrastrutture,
  addirittura, nelle nostre zone montane
   Sarebbe  sicuramente una lodevole finalità, cionondimeno  dobbiamo
  confrontarci con quella che è la realtà, Presidente dell'Assemblea,
  assessore Barbagallo, rispetto a quella che è una Regione siciliana
  nella  quale,  di  fatto, l'acqua non viene  garantita  alla  quasi
  totalità  degli agricoltori. Sappiamo benissimo come la  produzione
  agricola  potrebbe  aumentare di sei volte,  qualora  vi  fosse  la
  possibilità di irrigare i nostri campi.
   Questa  è  una delle finalità, deve essere la finalità  di  questo
  disegno di legge e a questo aggiungo l'esigenza di protagonismo dei
  nostri  agricoltori, quindi eliminare le fasi di  commissariamento,
  ma  il rischio è che le finalità di questa norma non permettano  di
  raggiungerle, perché i commissariamenti probabilmente tenderanno  a
  moltiplicarsi.
   E, allora, proprio rimanendo sul tema del comma 1 dell'articolo 1,
  in  cui  tanto si decantano quelle che sono le finalità  di  questo
  disegno  di  legge,  su  quella  che  è  la  tutela  delle  risorse
  ambientali, sulla salvaguardia del nostro ecosistema, su quello che
  deve  essere  uno  sviluppo sostenibile, io  vedo  ben  poca  cosa,
  colleghe  e colleghi, e chi ci assiste da casa, rispetto  a  quella
  che  è  un'esigenza concreta di prendere atto di quello  che  è  un
  cambiamento  climatico  attualmente  in  corso,  e   se   ci   sono
  negazionisti  dei  cambiamenti climatici anche  in  quest'area,  in
  quest'Aula,  come  ce  ne sono a livello nazionale,  probabilmente,
  devono fare loro stessi i conti con quelli che sono gli effetti dei
  cambiamenti   climatici,   quelli   sociali,   quelli    economici,
  razionamento idrico, appunto, la difficoltà degli agricoltori
   Ma c'è un aspetto che è assolutamente singolare in questo articolo
  della   norma   che  riguarda  le  finalità,  e  che  ritengo   che
  quest'Assemblea  debba  assolutamente, ecco,  attenzionare,  che  è
  quello dell'utilizzo di tutte le risorse idriche.
   Assessore  Barbagallo, io mi rivolgo proprio a lei, assessore  per
  l'agricoltura, mi rivolgo a lei e le rappresento come  le  finalità
  sull'utilizzo  delle risorse idriche non siano,  diciamo  per  così
  dire, soddisfatte tutte.
   Nello  specifico,  noi come Nazione italiana, e  ancor  più  nello
  specifico  la  Regione siciliana è in procedura di  infrazione  per
  quanto  riguarda  la depurazione delle acque,  e  poi  abbiamo  una
  direttiva  europea che tratta, appunto, di quello che  è  il  riuso
  delle  acque,  l'utilizzo  delle acque reflue.  Ebbene,  in  questo
  articolo,  in quelle che sono le finalità che una norma  di  questa
  portata  dovrebbe  avere in una Sicilia che ha carenza  di  risorse
  irrigue  e  idriche, io credo che sia quantomeno inaccettabile  non
  prevedere la possibilità che le risorse idriche che derivino da  un
  trattamento  di  depurazione, e quindi un riuso  delle  acque,  non
  possa essere messo nel circuito dei nostri consorzi di bonifica.
   Questi  sono elementi concreti che permettono di individuare  come
  questa  norma, sebbene è  assolutamente necessaria e indispensabile
  sul  tema  delle  finalità, non è assolutamente  esaustiva;  non  è
  esaustiva perché non parla in maniera completa di quelli  che  sono
  gli  obiettivi che dovrebbe raggiungere, dell'esigenza  di  portare
  avanti  riforme  dal  punto  di vista infrastrutturale,  utilizzare
  quelle  che  sono  le  risorse del Piano  Nazionale  di  Ripresa  e
  Resilienza,  non  ci permette di dare risposta a quello  che  è  il
  problema degli oltre 120 milioni di euro dei debiti che sono  stati
  maturati  fino ad adesso e non ci pone soluzione rispetto a  quelle
  che sono le esigenze di salvaguardare i lavoratori.
   Ebbene - e chiudo, signor Presidente -, negli ultimi giorni,  sono
  emerse le volontà da parte del Governo di portare avanti quelli che
  sono  stati  gli obiettivi che il Partito Democratico  e  le  altre
  forze  di  opposizione hanno rappresentato durante tutti  i  lavori
  della Commissione  Attività produttive .
   Uno  in  particolare che mi ha contraddistinto, ovvero  quello  di
  salvaguardare i lavoratori, è stato oggetto di diversa attività, di
  confronto, con le organizzazioni sindacali.
   Credo  che tra le finalità di questa norma vi debba essere  quella
  di   garantire,  senza  soluzione  di  continuità,  i  diritti  dei
  lavoratori.  E  mi  riferisco ai diritti dei lavoratori  di  essere
  assunti nei nuovi consorzi di bonifica.

   PRESIDENTE.  Onorevole,  la condividiamo questa  proposta,  ma  al
  momento  giusto ne parleremo, perché, tra l'altro, trova  anche  il
  mio grandissimo favore, però, in una fase successiva, perché se no,
  vado  contro  un'altra  collega, e siccome,  per  me,  siete  tutti
  uguali, la prego, lo so che lei potrebbe parlare di finalità da qui
  fino  a  domani,  però non andiamo fuori tema, per favore,  già  ci
  siamo andati ampiamente

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, io non vado  fuori  tema,  però  mi
  permetto  di  non  sindacare su quella che è la sua  posizione,  ma
  nemmeno lei dovrebbe sindacare sulle mie, che ritengo essere  delle
  finalità lodevoli della norma.

   PRESIDENTE. Sì, ma le finalità sono altre.

   GIAMBONA.  Detto  questo  mi accingo a concludere,  mi  accingo  a
  concludere  dicendo che sull'articolo 1, il Partito Democratico  ha
  rappresentato,  a più riprese, quelle che sono delle  esigenze  che
  sono  da rivedere rispetto a quello che concretamente la norma deve
  essere nelle condizioni di raggiungere; non vogliamo portare avanti
  delle  norme  propaganda, non vogliamo portare  avanti  degli  spot
  elettorali:  gli agricoltori siciliani sono stanchi di avere  delle
  promesse vane, noi dobbiamo garantire, quest'Aula deve essere nelle
  condizioni,  Presidente  dell'Assemblea, assessore  Barbagallo,  di
  garantire agli agricoltori siciliani una sola cosa, tutto il  resto
  mi sembra superfluo. E l'unica cosa che bisogna garantire è portare
  l'acqua agli agricoltori  Se noi mettiamo tutta una serie di  altre
  cose  che  non  hanno senso di esistere, mi sa tanto  che  facciamo
  solamente confusione, facciamo propaganda, spot elettorale  Allora,
  nel   merito,  il  Partito  Democratico  proporrà  una   serie   di
  emendamenti  con  l'obiettivo di migliorare, per l'appunto,  quello
  che  è  l'articolo  1,  nella considerazione che  per  raggiungere,
  signor  Presidente, queste finalità, bisogna che ci mettiamo dentro
  le  risorse, perché senza le risorse non possiamo raggiungere alcun
  obiettivo per quegli agricoltori, né per i consorzi di bonifica  né
  per qualsiasi altra attività che ne necessiti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  altri  ventinove  secondi,  onorevole   Giambona,
  ventinove secondi rimasti.
   È iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Grazie,  Signor  Presidente,  il  mio  intervento   sulle
  finalità della riforma dei consorzi di bonifica è volto - diciamo -
  non  tanto a discutere della necessità di questa riforma, perché  è
  chiaro  che  è una riforma necessitata, è chiaro che è una  riforma
  che  si richiede da tanto tempo, è una riforma di cui sento parlare
  da  tanto tempo, da quando è cominciata la legislatura, già  se  ne
  parlava prima
   Tuttavia, vedo in questo articolo 1 tante belle finalità  e  tante
  belle  motivazioni  che,  però, come  prima  ha  detto  l'onorevole
  Giambona,  non  raggiungono quello che è l'unico, vero,  obiettivo.
  Sarebbe semplice portare l'acqua agli agricoltori; chi viene e vive
  i  territori  sa  bene  quante difficoltà ci  siano  nei  territori
  soprattutto  per quelle zone disagiate, zone interne, dove  portare
  l'acqua  soprattutto nelle campagne, o comunque dove ci sono  delle
  colture  di  vario genere, non è facile, non è facile  L'intervento
  da  parte  del legislatore regionale dovrebbe essere per una  volta
  risolutivo.
   Risolutivo  in  che senso? Nel senso che si aspetta  una  risposta
  concreta,  non  un  intervento legislativo  tecnico  o  fin  troppo
  tecnico che non risponde ai bisogni reali di quella che è la nostra
  Terra.
   In  questo senso, appunto, per quanto riguarda i principi  statali
  ed  europei di cui si parla e si fa enunciazione, in questo caso  -
  diciamo  -  mi  voglio soffermare su quello che è il  principio  di
  sicurezza  idraulica  e difesa del suolo, di tutela  del  paesaggio
  rurale,  uso razionale delle risorse idriche, valorizzazione  delle
  attività  agro-zootecniche  e  forestali.  Anche  la  conservazione
  ambientale,  si  menziona, anche la conservazione ambientale   Sono
  obiettivi  importanti  e  io  credo  che  non  ci  sia  nessuno  in
  quest'Aula  che  possa sostenere che non lo siano, tuttavia,  credo
  che  in  Sicilia siano veramente degli obiettivi urgenti e  sarebbe
  importante  accelerare  su questi punti. Basti  guardare,  come  ho
  detto  prima,  la condizione del nostro territorio, funestato  ogni
  anno da frane, alluvioni, incendi, basterebbe ascoltare per qualche
  minuto  gli  agricoltori  che lamentano  cronicamente  la  mancanza
  d'acqua  o  la  scarsa manutenzione dei canali; sappiamo  tutti  le
  percentuali  di spreco e di non utilizzo efficiente  delle  risorse
  idriche.
   In  questo caso, colleghi, non possiamo limitarci a fare un elenco
  di  buone  intenzioni:  il  nostro  dovere  è  valutare  se  queste
  finalità, in concreto, vengano realizzate dalla riforma. E io credo
  che,  davvero,  nel  testo  del disegno  di  legge,  gli  strumenti
  utilizzati  non  siano adeguati per realizzare le finalità.  E  qui
  devo dire con chiarezza che ho dei dubbi seri sull'impatto concreto
  che  questa  riforma  può avere sulla vita e sulle  attività  degli
  agricoltori  e  di coloro che in questo momento soffrono  i  disagi
  derivanti soprattutto dalla scarsezza della risorsa idrica.
   Il  rischio evidente è che queste finalità restino lettera  morta,
  che  diventino un bellissimo manifesto di principi,  ma  senza  poi
  garanzie  di  attuazione. Ho detto, prima,  sicurezza  idraulica  e
  difesa  del  suolo  come  priorità, ottimo,  ma  qual  è  il  piano
  finanziario  per  garantire  davvero  la  manutenzione,  non   solo
  straordinaria ma anche ordinaria? Quali risorse dobbiamo  prevedere
  per mettere in sicurezza fiumi, gli argini, i canali? Quali impegni
  concreti  si  prendono verso i comuni che non hanno più  fondi  per
  intervenire? L'articolo 1 questo non lo dice.
   Si  parla  di  uso razionale delle risorse idriche  e  lotta  allo
  spreco:  abbiamo  un  sistema di distribuzione idrica  con  perdite
  spaventose che disperde anche il cinquanta per cento dell'acqua
   Dove  è l'obbligo di efficientamento? Dove sono i tempi certi  per
  gli  interventi?  La finalità è giusta, in astratto,  ma  forse  in
  concreto questo non verrà mai realizzato.
   Si  parla  di valorizzazione del paesaggio rurale e delle attività
  agro-zootecniche  e  forestali; sarebbero  necessarie,  Presidente,
  politiche attive, incentivi, sostegno tecnico agli agricoltori, una
  strategia di sviluppo e una strategia di filiera.
   Credo   che  in  questa  riforma  gli  strumenti  previsti   siano
  assolutamente insufficienti, la legge si limita a dire  che  è  una
  finalità,  senza  poi chiarire come in realtà si deve  intervenire,
  davvero,  per  aiutare le imprese agricole  a  produrre  di  più  e
  meglio,  con meno acqua, quindi con meno consumo di risorsa idrica,
  e  più  qualità. Ancora, si parla di conservazione e valorizzazione
  del  paesaggio, anche a fini turistico-ricreativi e sportivi. È  un
  bel  passaggio  ma  sembra un'aggiunta di stile,  un  esercizio  di
  stile.
   Nel  resto del testo non si definiscono i progetti integrati,  non
  si stabiliscono standard di impatto ambientale o vincoli chiari per
  evitare   che  la  bonifica  diventi  solo  cemento  o  canali   in
  calcestruzzo.
   Non  basta  scrivere  che la Sicilia deve  adeguarsi  ai  principi
  statali  ed  europei di sviluppo sostenibile, questo  va  benissimo
  sulla  carta, ma sappiamo quante volte abbiamo scritto queste frasi
  senza che poi ci sia alcun risultato pratico per i nostri cittadini
  e   per  tutti  gli  operatori  economici  che  operano  in  questa
  martoriata terra.
   Il  comma  4)  dice che l'attività di bonifica e irrigazione  deve
  uniformarsi  al  principio di precauzione e  alla  prevenzione  del
  danno  ambientale:  ne sentiamo parlare tutti i  giorni,  tutte  le
  settimane, ottimo, ma chi controlla che questo avverrà davvero? Chi
  sanziona  le violazioni? Quale struttura regionale si può dire  che
  oggi abbia le strutture e i mezzi per fare queste verifiche?
   Sappiamo  bene  che spesso i lavori vengono svolti senza  adeguata
  verifica  e senza vincoli ambientali seri e che impegnino veramente
  chi li esegue.
   Il  comma  2)  parla  di programmazione di interventi  di  rilievo
  pubblico in materia di bonifica montana e idraulica nell'ambito dei
  bacini  idrografici. Qui c'è un principio giustissimo: la  gestione
  per  bacino  idrografico.  È quello che ci  chiede  l'Europa  e  la
  normativa  europea.  Ancora, qui la legge  non  chiarisce  come  si
  costruiscano questi piani di bacino, con quali risorse, non si dice
  veramente  quale sia il coinvolgimento dei comuni e delle  comunità
  locali. Senza questo, il rischio è che questo punto rimanga,  anche
  qui, lettera morta.
   Il  comma  5)  parla di ridefinire i comprensori e riordinare  gli
  enti  di bonifica in coerenza con i principi nazionali: qui abbiamo
  veramente  tante  perplessità, soprattutto per quanto  riguarda  la
  provincia di Messina.
   Dobbiamo dire che, pur essendo d'accordo con un riordino generale,
  in  concreto  questo  obiettivo non è solo tecnico,  è  politico  e
  sociale;  e  dal  punto di vista politico, non faremo  sconti,  non
  faremo  passi indietro sulla tutela della provincia di Messina,  da
  questo  punto  di  vista, per i lavoratori e  per  gli  utenti  dei
  consorzi.   Dietro  la  parola  riordino  ci  sono   centinaia   di
  lavoratori, debiti accumulati, milioni di euro, responsabilità  che
  la  Regione  non può scaricare solo sui consorzi e sui contribuenti
  agricoli.  Io non voglio essere frainteso, non posso contestare  le
  finalità,  sono buone, giuste e condivisibili, però sono  astratte,
  in concreto non si spiega come verranno realizzate e non realizzano
  veramente quelle che sono le finalità che la Sicilia ci chiede.
   In  questo  caso potremmo dire che c'è un annuncio senza probabile
  attuazione e, per questo, noi chiediamo veramente al Governo e alla
  maggioranza di non fermarsi a questo elenco di principi,  chiediamo
  responsabilità e chiediamo di dare risposte vere a chi oggi  ne  ha
  bisogno. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Leanza. Ha chiesto  di  intervenire
  l'onorevole  Spada...ah scusi l'onorevole Burtone...è indifferente,
  decidete voi chi debba intervenire prima.
   È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
   Onorevole   Burtone   la   prego,   però,   mi   viene   difficile
  interromperla, mi viene difficilissimo, però la prego...

   BURTONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Presidente  non
  intendo  metterla in imbarazzo, mi permetto di dire  -  proprio  in
  premessa  -  che sarebbe stata opportuna la presenza del Presidente
  della Regione, dell'Assessore all'economia, perché non parliamo  di
  una riforma qualsiasi.
   L'articolo 1 delinea una serie di competenze che dovrebbe  portare
  il  Governo  a  spiegare  tanti passaggi,  non  per  ultimo  quello
  economico,  perché  una  riforma non si fa senza  risorse  e  senza
  individuare delle competenze che abbiano come corrispondenza  anche
  la possibilità di una copertura finanziaria.
   Io  convengo  con le cose che hanno espresso i miei  colleghi,  ci
  sembra che si parli troppo di titoli che poi non hanno un'incidenza
  concreta nell'agricoltura siciliana.
   Questo  articolo 1 allarga il fronte delle competenze  che,  debbo
  dire, poco interessano, però, agli agricoltori.
   Io, Presidente, la settimana scorsa ho fatto un giro, un poco,  di
  alcuni  terreni, sono andato a parlare con produttori  direttamente
  in  campagna, ho visto anche alcune infrastrutture, a  partire  dal
  lago  di Lentini, anche alcune infrastrutture che si sono collegate
  al  consorzio di Lentini e, in particolare, del bacino e debbo dire
  che le domande fatte dai cittadini agli agricoltori, ai produttori,
  non  erano:  "ma quando potremo fare una competizione sportiva  nel
  lago  di  Lentini",  non  mi pare che ci  fosse  questo  interesse,
  tutt'altro,  c'era un interesse pregnante, intanto,  sapere  quando
  parte  l'erogazione dell'acqua e poi capire anche i costi;  perché,
  Presidente,  leggo  di  novità, di  fiscalità  di  vantaggio  -  ci
  arriverò  alla fine - però, non c'è dubbio che il costo dell'acqua,
  dell'acqua  irrigua dei nostri consorzi, è influenzato dall'abnorme
  prezzo che l'Enel, soprattutto, mette nell'erogazione dell'acqua in
  Sicilia e tutto ciò ha portato ad un ampliamento sempre del  debito
  che  abbiamo  visto  essere l'elemento di freno dei  consorzi.  Ciò
  perché  i consorzi hanno avuto una loro funzione nel passato,  poi,
  man  mano,  sono  diventati - si è detto, dei  carrozzoni  -   sono
  diventati  dei  carrozzoni perché si sono  appesantiti  di  debiti,
  debiti  che,  mi  pare,  nel disegno di  legge,  poi,  non  vengono
  definiti  con  un percorso preciso, come si dovrà uscire  da  tutto
  ciò.
   Anche  perché  -   veda  Presidente  -  tra  le  competenze   c'è,
  innanzitutto,  quella  dell'erogazione  dell'acqua  irrigua   nelle
  nostre  zone  agricole,  ma tutto ciò per il  consorziato  porterà,
  comunque,  al  pagamento di una quota fissa? E questa  quota  fissa
  sarà  ancora quella che abbiamo avuto nel passato? Che è  stato  un
  vero  e proprio abuso nei confronti dei produttori, perché la quota
  fissa  si  è  pagata, e in maniera alta, notevolmente  alta,  anche
  quando  non  è  stata data una sola goccia di acqua  da  parte  del
  consorzio
   Quindi,  io  credo  che  questi temi  debbano  essere  affrontati,
  dovevano   essere  affrontati  in  quest'Aula,  dovrebbero   essere
  affrontati in quest'Aula da parte del Presidente della Regione,  da
  parte  dell'Assessore, anche perché, Presidente,  ad  oggi,  quelle
  finalità  che  vengono  richiamate non vengono  espletate,  neanche
  quella principale, quella di dare l'acqua ai produttori, perché  le
  reti  idriche  -  su questo torno, l'ho detto  più  volte  -   l'ho
  espresso  con  amarezza  ai  nostri agricoltori  che  me  lo  hanno
  segnalato  come  un problema vero che ancora noi  abbiamo,  cioè  i
  nostri  produttori non ricevono ancora oggi una  goccia  d'acqua  e
  parlo  della diga Ogliastro che è ben conosciuta nelle nostre  zone
  nel  calatino, del lago di Lentini, perché le reti sono delle  reti
  colabrodo,  come  avviene nei nostri comuni, dove le  reti  idriche
  sono   ormai  fatiscenti  e,  quindi,  noi  vediamo  la   necessità
  settimanalmente di fare degli interventi per riparare, e anche  per
  l'agricoltura  questi problemi si pongono e si pongono  in  maniera
  rilevante.
   Ancora oggi non viene data acqua perché si perde acqua nel momento
  in  cui  viene immessa nella rete e gli operai stanno  lavorando  e
  indicano  il problema vero delle nostre strutture consortili,  cioè
  quello  che  il  personale non è stato messo  nelle  condizioni  di
  operare  perché  si  è  detto  ora si affronterà  il  problema  del
  precariato:  da quello che abbiamo percepito, questo  problema  non
  verrà  superato  perché le risorse non saranno sufficienti;  quello
  che  noi  temiamo  è che anche le indicazioni sono  state  date  in
  maniera  generica, alle finalità dei consorzi. Queste finalità  non
  saranno  svolte nella maniera significativa, anche  da  chi  lavora
  collateralmente   ai  consorzi,  perché  veda  Presidente,   quando
  parliamo di proteggere l'ambiente agricolo parliamo soprattutto  di
  proteggerlo dagli incendi e quando gli incendi purtroppo continuano
  ad  essere  presenti, perché non c'è autocombustione,  ma  ci  sono
  delinquenti che deturpano il nostro ambiente, che creano danno  per
  fare  danno,  ebbene  noi  sappiamo che non  c'è  una  presenza  di
  persone,  di  uomini,  di  donne che  possano  fronteggiare  questo
  problema  che  abbiamo  e  che crea delle  devastazioni  di  natura
  ambientale.
   Io  credo  che noi parliamo di altro senza mettere il  dito  nella
  piaga,  perché se nella finalità c'è protezione ambientale  bisogna
  dire che abbiamo bisogno di forestali che facciano questo lavoro.
     L'anno  scorso,  il Presidente è venuto in Aula  a  dire  che  i
  forestali  avrebbero  lavorato  150  giornate  lavorative  e  farlo
  continuamente.  Ebbene, abbiamo visto che così non è  accaduto  per
  quest'anno,  né  c'è la volontà di affrontarlo - speriamo,  vedremo
  nelle  prossime giornate quando affronteremo la variazione  se  c'è
  una  disponibilità  a  fare  ciò - perché  l'ambiente  deve  essere
  protetto innanzitutto da chi lo devasta con gli incendi e,  quindi,
  noi  chiederemo  un'attenzione ai forestali così come,  Presidente,
  quando  parliamo  di deturpazione dell'ambiente agricolo,  dobbiamo
  parlare  della presenza invasiva da parte dei pannelli  solari  che
  vediamo  espandersi  continuamente  nelle  nostre  campagne.  Basta
  girare  e  vedere - io quel giorno in cui sono stato  in  giro  per
  parlare con i nostri produttori - che è aumentato il territorio che
  è  stato  dato alle lobby internazionali, a delle società italiane,
  siciliane, non so a chi, però, indubbiamente, questa presenza è una
  presenza che viene non solo a incidere negativamente nell'ambiente,
  ma a spostare l'asse dalla produzione agricola ad altre produzioni.
  È  vero, c'è bisogno di energia alternativa, ma non c'è dubbio  che
  noi  viviamo  di  agricoltura e questa agricoltura,  Presidente,  è
  fortemente  penalizzata dal fatto che, ancora ad  oggi,  non  viene
  data  acqua ai nostri produttori. Veda, gli agricoltori si chiedono
  come potranno fare. Abbiamo letto che il Presidente della Regione è
  fiducioso  del  fatto che, anzi, ha manifestato con  enfasi  questo
  risultato  della cosiddetta "fiscalità di vantaggio". Speriamo  che
  non  finisca come le ZES, Presidente, che avevano una funzione  che
  Fitto ha travolto nella nostra comunità.
   Speriamo  che  questa fiscalità di vantaggio sia  una  cosa  vera.
  L'avremmo voluta spiegata come si fanno dichiarazioni nei  giornali
  nella  stampa, però poi non si entra nel merito. Ma quale fiscalità
  di  vantaggio, quando si dovrà pagare la Tari che viene definita da
  una  società nazionale che è l'ARERA? Quale fiscalità di  vantaggio
  avranno  i nostri produttori nel momento in cui saranno chiamati  a
  rispondere a delle norme che hanno una finalità, cioè di finanziare
  degli  obiettivi  da  parte degli enti locali  che  altrimenti  non
  avranno  queste  risorse? Quindi, stiamo cauti  quando  con  enfasi
  annunciamo grandi risultati. Ma quali grandi risultati? Si  vengano
  a  spiegare  in che cosa consistono, quali saranno poi  in  termini
  compensativi, per chi deve ricevere le risorse dalla fiscalità, gli
  interventi da definire.
   Concludo  Presidente, non voglio prendere tempo.  Mi  permetto  di
  dire  che  non  è  un ostruzionismo fino a sé stesso.  Noi  avremmo
  voluto  la  spiegazione  e  la responsabilizzazione  da  parte  del
  Governo  rispetto ad una riforma che è fatta di annunci  e  non  di
  cose concrete.

                   (applausi dai banchi di sinistra)

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone. Ha chiesto di  intervenire
  l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.    Grazie   signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  rappresentanti del Governo. Nonostante questa riforma  sia  partita
  sotto buoni auspici e con la volontà politica di porre rimedio alla
  gestione che non potremmo che definire fallimentare dei consorzi di
  bonifica  almeno negli ultimi decenni, io credo che alla  fine  sia
  continuata peggio e questa riforma, percependo il tenore  di  molti
  interventi,  finirà  male in quest'Aula. E finirà  male  perché  le
  finalità  contenute nell'articolo 1 credo che non siano le finalità
  vere  che hanno ispirato questo disegno di legge nella sua fase  di
  redazione,  ma  soprattutto nella sua dimensione  politica,  legata
  all'approvazione finale.
   Io  credo  che tra le finalità, quella politica, che  è  enunciata
  nell'articolo  1 e in particolare nel comma 5), è l'unica  finalità
  vera  che ha ispirato questo Governo nel promuovere questo  disegno
  di  legge. E cioè che, nell'accordo Stato-Regioni, tra le  attività
  legislative previste nell'ambito del piano di rientro ma non  solo,
  c'era   quello   di  contenimento  della  spesa  e  la   necessità,
  nell'accordo,  di  arrivare all'approvazione  di  una  riforma  dei
  consorzi  di  bonifica  che potesse mettere  un  freno  all'andazzo
  generale degli stessi consorzi. Ma la finalità vera che ha  portato
  questo  Governo  a  porre in campo questa azione legislativa  è  il
  fatto  che  l'istituzione dei nuovi consorzi di  bonifica  dovevano
  chiudere una pagina triste, non solo sotto il profilo gestionale ma
  anche  sotto il profilo della sostenibilità finanziaria,  perché  è
  chiaro  a  tutti, e tutti sanno, che i consorzi di  bonifica  e  la
  gestione politica, ma soprattutto commissariale, ha portato ad  una
  massa   debitoria  di  circa  150  milioni  di  euro  rispetto   al
  ripianamento  dei  quali non sappiamo nulla, non sappiamo  le  vere
  intenzioni del Governo, e tutto questo contribuirà notevolmente  e,
  significativamente,  a  far  partire  male  anche  la  riforma  che
  dovremmo accingerci ad approvare in quest'Aula. E poi c'è una terza
  finalità  politica, che non è enunciata nell'articolo  uno,  che  è
  quella  di esibire questa riforma come una sorta di trofeo politico
  da  portare in giro per la Sicilia, che nella realtà non risolve  i
  problemi veri del comparto agricolo siciliano.
   Io  ho  seguito  il  dibattito,  non  tanto  e  non  solo  in  III
  Commissione  - e ringrazio il lavoro che il presidente Vitrano,  il
  collega Safina e gli altri hanno tentato di fare nel migliorare  il
  più  possibile la proposta iniziale, e anche il collega Dipasquale,
  che  sui  temi dell'agricoltura ha una certa competenza,  e  a  cui
  auguro i migliori auspici anche per il futuro.
   Ma  questo  tentativo,  diciamo,  di  contributo  legislativo  per
  migliorare  questa  norma, purtroppo, si  scontra  con  quella  che
  Machiavelli  definiva "realtà effettuale" e, cioè, la  realtà  vera
  che  vive  il comparto agricolo siciliano. E l'assessore Barbagallo
  lo  sa  bene,  perché come dire, al di là del giudizio politico  su
  questa  riforma, assessore, le riconosco competenze vere  e  valide
  nell'affrontare   e   nel  comprendere  ciò  che   accade   attorno
  all'agricoltura  siciliana. Ma io credo che la sua  consapevolezza,
  non è la stessa consapevolezza che ha il Governo di cui fa parte il
  Presidente Schifani. A partire dalle azioni che sono state messe in
  campo  dalla  finanziaria  e  anche da quest'ultima  variazione  di
  bilancio  si  può  pensare  ad una riforma  vera  dei  consorzi  di
  bonifica senza avere un approccio integrato, generale, una  visione
  coordinata   di   ciò  che  è  il  tema  vero,   l'emergenza   vera
  dell'agricoltura siciliana? E questo Governo, mi dispiace dirlo  in
  questa  sede, non ha dimostrato nemmeno la capacità di  portare  la
  risorsa  idrica  nei  rubinetti dei cittadini  siciliani  e  pensa,
  attraverso  questa riforma di portarla nelle campagne,  nelle  aree
  rurali?  E mentre accade questo, sappiamo come dagli stessi  numeri
  contenuti nel DEFR che abbiamo approvato lo scorso anno, a causa di
  quella drammatica siccità, il comparto agricolo ha perso il 14%  di
  occupati, il patrimonio zootecnico - nonostante il bonus fieno e le
  altre  azioni - ha visto un decremento, significativo,  per  quanto
  riguarda il numero di UBA e per quanto riguarda il numero di capi.
   Vorrei  ricordare in quest'Aula, ancora una volta, che le  perdite
  idriche in Sicilia ammontano a 339 milioni di metri cubi l'anno. Si
  può pensare ad una riforma seria anche dei consorzi di bonifica con
  una  realtà  che non prevede investimenti sistematici?  Lo  abbiamo
  detto  in  occasione  di  diversi dibattiti, assessore  Barbagallo,
  quando  ancora  lei  non era presente in quest'Aula.  E  quando  si
  discuteva  di  come  programmare le risorse del  Fondo  sviluppo  e
  coesione,  che  vedevano  tra  gli obiettivi  strategici  previsti,
  appunto, da questo fondo, la necessità di combattere, di mitigare i
  cambiamenti   climatici  che  per  quanto  riguarda   la   Sicilia,
  nonostante  la  narrazione di una parte della destra  negazionista,
  rappresentano  una  realtà vera, con la quale ci confrontiamo  ogni
  giorno.  E lei stesso Assessore lo vede, girando nelle aree rurali,
  incontrando  i  contadini, incontrando gli  imprenditori  agricoli.
  Siamo  nel mezzo di un'emergenza climatica. E l'emergenza climatica
  si  deve  combattere con azioni legislative, ma si deve  combattere
  con  azioni  forti  di programmazione, con risorse  adeguate  e  io
  voglio  ricordare  che nell'ambito della programmazione  del  Fondo
  sviluppo  e coesione abbiamo inserito solo il 3% delle risorse  per
  quanto  riguarda i cambiamenti climatici, la pulizia  dei  fiumi  e
  qualche altro intervento. E, invece, la priorità del Governo doveva
  essere  lì  messa, come dire, al primo posto e in cima,  non  nelle
  finalità che noi registriamo in questo disegno di legge.
   Sicurezza   idraulica,  tutela  del  paesaggio  rurale,  fruizione
  turistico-ricreativa e sportiva: queste sono  solo  delle  semplici
  enunciazioni   che   non  trovano  riscontro  concreto   non   solo
  nell'attuazione  di questa legge, ma io credo anche  nella  visione
  complessiva che ha questo Governo.
   E   mentre   accade   questo,   nell'agricoltura   siciliana   sta
  ripresentandosi  quello che alcuni studiosi chiamano  fenomeno  del
  "latifondo energetico", che non è il latifondo per come lo  abbiamo
  conosciuto noi, quello del blocco agrario del dopoguerra, ma  è  un
  latifondo    all'interno   del   quale,   grosse    multinazionali,
  approfittando della drammatica crisi del comparto agricolo,  stanno
  acquistando  migliaia  e migliaia di ettari  di  terreni  agricoli,
  strappandoli   all'agricoltura,   per   costruire    vasti    campi
  fotovoltaici  che  non porteranno certamente occupazione,  che  non
  porteranno benefici concreti alle comunità ma che serviranno solo a
  creare  questa  nuova  forma di latifondo energetico,  mettendo  la
  pietra tombale per l'agricoltura siciliana.
   E  mentre  il Governo nazionale aveva dato centottanta giorni  nel
  mese  di  giugno scorso alle Regioni per adeguarsi,  approvando  un
  disegno  di  legge  che prevedesse le aree idonee  e  le  aree  non
  idonee,  mentre  altre  regioni come la Sardegna  hanno  provveduto
  tempestivamente ad approvare una norma di questo genere, in Sicilia
  ancora non ne discutiamo, nonostante le sollecitazioni.
   Dicevo  che siamo dinanzi ad una emergenza climatica e l'emergenza
  climatica  si  combatte con azioni forti, con  un  piano  serio  di
  efficientamento  delle dighe, con un piano serio  di  ripristino  e
  manutenzione  delle condotte di adduzione, delle traverse.  Avevamo
  parlato,  assessore, della traversa del torrente  Martello  durante
  l'emergenza  idrica. A che punto siamo? O tutto questo è  diventato
  ormai passato e appartiene, appunto, alla sfera del dimenticatoio?
     Nelle settimane scorse, sono stato a Regalbuto a incontrare  gli
  agricoltori e hanno messo in evidenza una cosa drammatica: nel mese
  di  febbraio, 20 milioni di metri cubi d'acqua dalla diga  Pozzillo
  sono  stati sversati nel fiume, e di questi 20 milioni nemmeno  una
  goccia   d'acqua  è  andata  nelle  mani  dell'agricoltura,   degli
  agricoltori   Se questa è la gestione che noi abbiamo del  comparto
  agricolo  e lo spirito e le finalità della riforma sono queste,  io
  credo che non andremo da nessuna parte.

   PRESIDENTE.  Lo  preannuncio, in funzione del  fatto  che  diversi
  colleghi sono andati fuori tema: per una questione di equità  e  di
  rispetto   nei  confronti  dell'onorevole  Marano  se  dopo   vorrà
  riprendere  l'intervento ne ha assolutamente la  possibilità  e  la
  facoltà.
   Sono iscritti a parlare l'onorevole Safina e l'onorevole Saverino,
  poi  gli  altri,  uno  ad  uno, li faremo  intervenire.   Onorevole
  Safina, prego.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io penso
  di conoscere abbastanza bene questa riforma e i principi ispiratori
  della  medesima. In Commissione, ogni articolo è stato  oggetto  di
  adeguato  approfondimento  e  su ogni  articolo  si  è  aperta  una
  discussione  serrata  e,  dunque, dire che  non  si  condividano  i
  principi  ispiratori della riforma sarebbe tradire ciò che  abbiamo
  fatto  in  Commissione, il lavoro che abbiamo condiviso, sul  quale
  anche  abbiamo  avuto  scontri serrati e gli scontri  serrati  sono
  stati retti, Presidente, da una questione di carattere generale che
  se  vogliamo  è il trait d'union di tutto ciò che manca  in  questa
  riforma  e  che manca anche nei principi ispiratori. E il principio
  ispiratore che manca in questa riforma è la giustizia sociale.
   Questa  non  è  una  riforma ispirata a un criterio  di  giustizia
  sociale,  perché non risolve il tema della disparità di trattamento
  degli  agricoltori tra un territorio e un altro, non  tiene  conto,
  per  esempio, del fatto che le condizioni della Sicilia occidentale
  sono totalmente diverse da quelle della Sicilia orientale.
   Non c'è un focus su quelle che sono le condizioni degli invasi  in
  Sicilia  orientale  rispetto  a quelle della  Sicilia  occidentale.
  Diceva  bene  chi  mi ha preceduto, che riforma è una  riforma  che
  parla di bonifica e nel contempo non tiene conto che quest'anno  la
  provincia di Trapani e gran parte della provincia di Agrigento  non
  vedranno acqua? I principi ispiratori, scritti all'articolo 1, sono
  condivisibili sulla carta, ma quando manca un intervento economico-
  finanziario e manca un intervento infrastrutturale che consenta  di
  recuperare  il  gap  che  tutta una serie  di  territori  vivono  e
  continueranno  a  vivere  nonostante la  riforma  dei  consorzi  di
  bonifica  laddove mai quest'Aula riuscisse a esitare questo  testo,
  che riforma è?
   Scrivere  che  siamo  in una riforma per la giustizia  ambientale,
  quando  a  causa della mancanza d'acqua, in quei territori  di  cui
  parlavo prima, il rischio maggiore è l'abbandono delle terre  e  la
  desertificazione, qual è la giustizia ambientale alla quale  stiamo
  mirando e aspirando?
   Parlare  di  tutta  una serie di attività, all'articolo  1,  senza
  tenere  conto  che  nel  frattempo non siamo  riusciti  a  metterci
  d'accordo,  anzi,  non si è minimamente potuto affrontare  il  tema
  perché  all'interno della maggioranza di Governo si  è  aperto  uno
  scontro  su chi deve gestire le dighe; quando qualcuno  di  noi  ha
  provato a dire: "sarebbe il caso che i consorzi di bonifica  tra  i
  loro obiettivi, avessero anche quello di gestire le dighe, perché è
  impensabile che chi ha l'acqua sia l'assessorato all'energia e  chi
  distribuisce  l'acqua  sia  l'assessorato all'agricoltura",  appena
  abbiamo   provato  a  porre  questo  tema,  per  dare   un   senso,
  un'organizzazione unitaria al tema della riforma, si sono alzate le
  barricate nella maggioranza  E allora, quell'intervento lì, avrebbe
  garantito  maggiore  tempestività  nella  gestione  della   risorsa
  idrica, avrebbe garantito coerenza negli interventi
   Quindi  come diceva il collega Leanza prima di me, scrivere  tutto
  quello  che abbiamo scritto all'articolo 1, senza tenere  conto  di
  quelle  che  sono  le  reali  criticità del  comparto,  rischia  di
  rimanere  lettera  morta; e guardate, io mi sono  fatto  un'idea  -
  probabilmente ora vi lamenterete -  perché non si può affrontare il
  tema  della  riforma  dei  consorzi di  bonifica  ispirandosi  alla
  giustizia   sociale.   Perché   la   giustizia   sociale   richiede
  trasparenza, richiede uniformità di giudizio, richiede - come  dire
  -  equità  e  non  richiede  alcun  intervento  dell'interposizione
  politica.
   Voi  non  siete  le forze politiche della giustizia  sociale,  voi
  siete  le forze politiche dell'intermediazione spinta alle  estreme
  conseguenze,  siete  le  forze  politiche  del  privilegio,   delle
  prebende; è chiaro che ispirare una riforma a quei principi per voi
  è  difficile. Perché voi non vi date a quegli obiettivi, non sono i
  principi che ispirano la vostra azione politica
   E  allora Presidente, io l'ho detto anche nelle scorse sedute,  io
  penso  che questa riforma contenga anche alcune cose buone,  perché
  faremmo  un  torto  a  noi  stessi se dicessimo  che  non  è  così.
  Sicuramente,  tra  i  principi  ispiratori  c'è  il  ritorno   alla
  democrazia,  è  un  elemento.  È  un  elemento  che  non   possiamo
  disconoscere,  il  fatto che si potrà tornare a votare  e  che  gli
  agricoltori  torneranno  a  essere  protagonisti  del  governo  dei
  consorzi,  è un elemento che noi possiamo salutare con  favore,  ma
  proprio perché non vogliamo disperdere alcuni elementi positivi  di
  questa  riforma:  davvero  pensiamo che i  principi  a  cui  volete
  ispirarvi possano trovare riscontro oggi in quest'Aula?
   Davvero  pensiamo  che  ci sia il clima per potere  votare  questa
  riforma?
   Io  l'ho detto chiaramente all'assessore Barbagallo, più volte, me
  ne  deve  dare atto: meglio perdere qualche mese in più e fare  una
  riforma  che  abbia senso, e che sia ispirata a ciò  che  realmente
  serve agli agricoltori siciliani e anche ai dipendenti dei consorzi
  di  bonifica e che - attenzione - tra i principi ispiratori, e  non
  poteva  essere  diversamente, c'è scritto  che  bisogna  rispettare
  l'accordo Stato-Regioni del 2008
   Io  non  sono  convinto  che  in alcuni  passaggi  questa  riforma
  rispetti l'accordo Stato-Regioni del 2008.
   Io  non  vorrei che dietro alla elargizione di alcuni  emendamenti
  che  non tengono conto dell'accordo Stato-Regioni del 2008, di  cui
  si  parla  al  quinto comma dell'articolo 1, ci sia la  volontà  di
  buttare uno specchietto per le allodole, tanto ai lavoratori, tanto
  agli   agricoltori  e  tanto  ad  alcuni  componenti  della  vostra
  maggioranza, immaginando che tanto si approva e poi ci  penserà  il
  Governo   nazionale  ad  impugnare  le  norme  che  non  rispettano
  l'accordo Stato-Regioni, appunto, del 2008.
   Ma  questo sarebbe un ulteriore tradimento ai siciliani e  a  quei
  princìpi  cui avete fatto cenno nell'articolo 1, nonostante  manchi
  il  più  importante:  il  rispetto e il  criterio  della  giustizia
  sociale,  giustizia  sociale che deve reggere  ogni  aspetto  della
  nostra vita, perché questa riforma non raccoglie il grido di dolore
  degli  agricoltori  che stanno abbandonando le terre:  perché  veda
  assessore Amata, quando in una provincia si pagano 70 euro a ettaro
  e  in un'altra se ne pagano 700 euro a ettaro e queste due province
  vengono unite, gli agricoltori che pagano 70 euro a ettaro non sono
  tanto  contenti di unirsi con coloro i quali ne pagano 700, diventa
  una  guerra  tra poveri, ma qual è l'intervento che la  Regione  ha
  pensato  per  evitare  questo effetto speculativo  e  sperequativo?
  Nessuno
   Abbiamo  scritto tanti principi ispiratori ma non abbiamo  risolto
  alcun problema concreto. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Marano, vuole intervenire?

   MARANO.  Presidente,  la  volevo solamente  ringraziare  per  aver
  riconosciuto,  che poi abbiamo spaziato, i colleghi hanno  spaziato
  tutti, hanno già detto abbondantemente tutti i colleghi, quindi, va
  bene così, hanno detto quello che magari avrei detto io, quindi, va
  benissimo così, grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Saverino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  noi  oggi  ci
  ritroviamo  in  Aula a discutere un testo che sicuramente  dovrebbe
  rappresentare  la riforma che sono anni e anni che  aspettiamo  con
  veramente tanta trepidazione, che è quella appunto dei consorzi  di
  bonifica in Sicilia.
   Eppure  leggendo bene questo testo sin dal suo primo articolo,  il
  famoso e citato articolo 1, emergono tutte le contraddizioni di  un
  approccio che vede forse dichiarare e proclamare un cambiamento  ma
  poi di fatto ripropone il solito copione siciliano, che è quello di
  "tutto cambia per non cambiare nulla". Nell'articolo 1, appunto, la
  Regione ci racconta che questa legge mira alla sicurezza idraulica,
  alla  tutela del paesaggio, alla gestione sostenibile delle  acque,
  bene, perfetto, ottimo  Ma come  Con quali risorse  Ma soprattutto,
  assessore, con quali garanzie di attuazione reale? Perché nel testo
  non  ci  sono  meccanismi chiari, lo dicevano  prima  bene  i  miei
  colleghi,  non  c'è la certezza di un modello efficiente  né  tanto
  meno  la  giusta  concertazione con chi lavora e  con  chi  vive  i
  territori,   quindi,  che  affronta  giorno  dopo   giorno   queste
  difficoltà.
   E  noi  parliamo di bonifica e irrigazione in un'Isola  che  è  in
  perenne   emergenza   idrica,  con  invasi  in  stato   disastroso,
  infrastrutture colabrodo
   Eppure  la  legge  parla  di  razionalizzare  l'utilizzazione   di
  provvista  delle  acque ad uso irriguo prevalente,  senza  spiegare
  però  come  si  possa conciliare questa priorità con un  equilibrio
  idrico sempre più precario, in un contesto di cambiamenti climatici
  che, come Partito Democratico, e di questo dobbiamo ringraziare  il
  nostro  collega  Dipasquale  che ha  proposto  e  ha  messo  su  un
  Intergruppo proprio per evidenziare questa tematica e questa grossa
  precarietà.   Il   cambiamento  climatico,   appunto,   ci   impone
  sicuramente delle scelte rigorose e soprattutto lungimiranti, ma il
  punto  politico  vero  e  proprio è  un  altro:  in  Sicilia  siamo
  bravissimi,  siamo  maestri nel moltiplicare  commissari,  poltrone
  straordinarie,  nel  tenere in vita gestioni  transitorie  che  poi
  diventano  quasi sempre eterne  Noi siamo la terra  dei  commissari
  straordinari  di  nome, ma poi di fatto ordinari,  e  anche  questa
  volta,  dietro  la  retorica  di  questa  riforma,  si  rischia  di
  perpetuare  la stessa logica. Si promette razionalizzazione  ma  si
  creano  nuovi  consorzi,  nuovi  organi,  nuovi  commissari,  senza
  spiegare però chi li nominerà, con quali criteri e soprattutto  con
  quale  controllo,  quindi senza garantire  trasparenza  o  comunque
  prevedere trasparenza e rappresentanza reale dei territori e  degli
  agricoltori.
   Eppure   noi   sappiamo  bene,  ascoltiamo  le   lamentele   degli
  agricoltori che continuano a pagare da anni senza vedere in  cambio
  i  dovuti  servizi, e nello stesso tempo il personale dei consorzi,
  che  invece  dovrebbe essere il motore di questa  riforma  vive  di
  precarietà,  senza  certezze sui contratti né  sugli  stipendi,  ma
  anche di questo sul testo si parla poco.
   Allora,  la  verità è che in quest'Aula noi possiamo rischiare  di
  approvare  una legge che non risolve il vero problema tanto  atteso
  sul  piano strutturale dei consorzi di bonifica, perché non  si  fa
  carico  dello  stato  finanziario disastroso  dei  consorzi,  della
  carenza  delle  competenze tecniche, della  cronica  incapacità  di
  progettare e intercettare risorse, e ancora qui vorrei ricordare  -
  l'hanno  già  detto in tanti - i famosi 31 progetti  del  PNRR  che
  erano  proprio  indirizzati  a  questo,  e  soprattutto  non  viene
  specificato  come si pensa di superare anni e anni di  ritardi,  di
  insufficienza e di commissariamenti infiniti.
   Naturalmente,   noi   non   possiamo   permetterci   più    questa
  irresponsabilità,  non  in  un  momento  come  questo  in  cui   la
  desertificazione avanza, le piogge si fanno sempre più estreme e  i
  nostri  agricoltori  purtroppo combattono giorno  dopo  giorno  per
  sopravvivere.  Il  Partito Democratico non è  qui  per  dire  no  a
  prescindere,  e per questo non mi rivolgo, non lo guardo,  però  mi
  rivolgo  al  collega  Pellegrino: non  abbiamo  apprezzato  il  suo
  comunicato,  e  mi meraviglio di lui - devo dire - perché  noi  non
  vogliamo operazioni di facciata, noi siamo qui per dare il  massimo
  sostegno a una riforma che però sia di fatto, non solo di  nome  ma
  veramente  di  fatto, e che possa risolvere le tante precarietà  di
  questo tipo, di questo aspetto.
   Naturalmente non possiamo approvare leggi che scaricano  ancora  i
  costi  sulle  spalle  degli agricoltori senza dare  loro  i  giusti
  servizi,  che  non danno certezza ai lavoratori,  che  non  mettono
  davvero al centro la tutela dell'acqua come bene comune. Questa non
  è  la  riforma che si merita la Sicilia, e per questo chiediamo  al
  Governo  regionale  di  fermarsi, di  ascoltare  davvero  le  parti
  sociali,  gli enti locali, le organizzazioni agricole e di scrivere
  e  di  pensare insieme un testo che sia davvero sostenibile, giusto
  ed  efficace.  Perché  non è solo una questione  di  norme,  è  una
  questione di responsabilità verso questa terra, verso chi la  abita
  e  chi  la  coltiva,  e  noi  questa responsabilità,  come  Partito
  Democratico, la vogliamo esercitare fino in fondo.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Saverino.  Io   non   ho   letto
  l'articolo, il comunicato stampa dell'onorevole Pellegrino. Non  ho
  letto l'articolo dell'onorevole Pellegrino.
   Comunque, ci sono ancora interventi, pertanto l'Aula è rinviata  a
  martedì 22 luglio 2025, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.45 (*)


     (*)  L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
   sito  web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
   seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                         194a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 22 luglio 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1)  Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della
         Regione Siciliana  (n. 530/A) (Seguito)

           Relatore: on. Vitrano

      2)  Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata  (n.
         832/A Stralcio II/A) (Seguito)

           Relatore: on. Vitrano

      3)  Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio/I COMM
         ter/A)

           Relatore: on. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella