Presidenza del Presidente Galvagno
La seduta è aperta alle ore 15:34
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 1507-PRE/2025 del 10
luglio 2025 la Commissione parlamentare speciale di inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia è
stata autorizzata a riunirsi nella giornata di giovedì 17 luglio
2025, presso la Prefettura di Trapani, secondo l'ordine del giorno
della Commissione medesima.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti, documenti e annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Sull'ordine dei lavori
CATANZARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. No, c'è un articolo di giornale, onorevole Abbate...
No, signor Presidente ovviamente, lei mi ha chiesto su cosa
intervengo; io intervengo sull'ordine dei lavori, cercando di
capire se l'Aula riesce... no, perché poi, altrimenti, mi sottrae i
secondi e i minuti e non mi fa più parlare.
PRESIDENTE. Lei ne ha avuti sempre di più, onorevole Catanzaro,
quindi non si può lamentare, le hanno anche bloccato i secondi,
quattro minuti e trentotto
CATANZARO. Io rimango sempre nei tempi.
Intanto, nel ringraziarla per la parola, saluto il Governo, i
colleghi.
Ordine dei lavori: noi, ovviamente, stiamo affrontando la riforma
sui consorzi di bonifica, Presidente Galvagno, e ci tenevo a
sottolineare che mentre noi affrontiamo questa riforma, ci sono
anche le sigle sindacali giù che stanno - diciamo - assumendo una
posizione pacifica di manifestazione proprio per quello che, nella
riforma, assessore Barbagallo, lei ha annunciato la scorsa
settimana sull'impegno economico da parte del Governo sui
lavoratori.
Io, signor Presidente, artatamente, devo dire che sia il
Presidente della Regione ma anche la maggioranza, vorrebbe far
passare un messaggio, assessore Barbagallo: che le opposizioni
siano contro quello che è il diritto garantito ai lavoratori sulle
giornate che poi, di fatto, c'è un susseguirsi di notizie sbagliate
e che, ovviamente, qualcuno all'esterno vuole fare passare il
messaggio che se questa riforma non passa la responsabilità
politica è dell'opposizione
Ma io ci tengo a sottolineare, dentro quest'Aula, che
l'opposizione è composta da ventidue, ventitré, ventiquattro
parlamentari; poi, voi siete la maggioranza che dopo anni avete e
state dimostrando l'inconcludenza e la poca programmazione
Su questo, Presidente Galvagno - lei mi consentirà ovviamente -
questa mattina non è passato inosservato un articolo aperto sul
Giornale di Sicilia , alla pagina 10, di un'intervista da parte
del Presidente della Regione che, come a giorni alterni, tenta di
ribaltare verso quest'Aula quelle che sono le responsabilità, come
se lui non fosse a capo di questo Governo regionale; è come se, in
questi due anni e mezzo, chi governa la Sicilia non fosse il
Governo Schifani, ma sia qualcun altro che vuole, che arriva da
qualche altro pianeta
Mi sembra, Presidente Galvagno, che Schifani tenti di smarcarsi
dalla stessa maggioranza e non capisco come deputati di maggioranza
rimangano a leggere e ad ascoltare quello che il Presidente
Schifani dica, nel senso che questo Parlamento è stato quello che,
forse, basta più mance, basta più finanziare, variazioni, adesso
abbiamo un regime che lui vuole tentare di dettare. Sta
trasformando quella che è la realtà, che il suo stesso Governo
rappresenta, Presidente.
E noi su questo, come Gruppo parlamentare del Partito Democratico,
non ci stiamo perché proprio questa mattina abbiamo voluto dare un
segnale con un sit-in con i colleghi del Movimento 5 Stelle, sotto
la Presidenza della Regione, per dire al Presidente Schifani che
non si può più voltare dall'altro lato e dare agli altri la
responsabilità; perché lei, Presidente Galvagno, me lo potrà, come
dire, contestare, però ci sono temi, come quelli attuali, io lo
dico su Fratelli d'Italia, lei è nello stesso partito, però, il
Presidente Schifani non può dire: "no, va bene, non è successo
nulla ": perché dentro quest'Aula le interrogazioni sono partite,
lui non ha fatto nulla e continua a non fare nulla, scaricando
sugli altri la responsabilità
La responsabilità, Presidente Galvagno, è di un Presidente della
Regione che dovrebbe avere il coraggio di venire in Aula a dire
qual è la situazione della crisi politica dell'attuale maggioranza
Non possiamo ancora sottacere o tacere rispetto a quello che sono
i proclami di un Presidente della Regione dove ci sono i buoni,
cioè lui, e i cattivi parlamentari.
Questo non è accettabile e noi, Presidente Galvagno, questo non lo
possiamo accettare
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. È iscritto a parlare
l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
Onorevole Sunseri, su cosa?
SUNSERI. Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori
SUNSERI. Grazie, signor Presidente. Io non so, onestamente, dato
che siamo a metà luglio, se è il caldo o se è qualcos'altro, ma il
Presidente della Regione, in una serie di interviste, dichiarazioni
rilasciate in questi giorni, ha, di fatto, attaccato l'Assemblea
regionale siciliana, scaricando le responsabilità sulla stessa.
Io voglio provare a riportare l'argomento sul tema.
In questo momento, in discussione c'è una riforma, quella dei
consorzi di bonifica, attesa da non so quanti anni, proposta dalla
maggioranza di Governo, oggi in discussione, e ieri sono arrivate
le variazioni di bilancio, trasmesse oggi alle Commissioni di
merito, e il Presidente della Regione in un'intervista dice che
vanno approvate entro agosto.
Ora, al Presidente della Regione sfugge del tutto la procedura
parlamentare, perché mi pare evidente che se c'è una legge di
riforma, tra l'altro molto importante oggi in discussione, non
possiamo certamente accantonarla per fare quello che dice lui, nei
tempi che dice lui, perché ricorderei al Presidente della Regione
che vanno trasmesse alle Commissioni di merito, che hanno il dovere
e, per fortuna, come dire, la possibilità di emendarla; certamente,
non detta lui l'argomento perché lui fa una proposta e poi è
l'Assemblea regionale siciliana che valuta se quella proposta è o
meno valida, può abrogare ogni articolo e ogni comma proposto dal
Governo con i voti in Commissione Bilancio e poi in Aula e,
soprattutto, vanno rispettati i tempi che sono dettati dal
Regolamento, non certamente dal Presidente Schifani, al quale va
ricordato che il voto segreto che viene utilizzato dall'Aula non si
abroga con una legge, non deve presentare una legge
Al Presidente Schifani, infatti, probabilmente, va spiegato l'ABC
e, come già fatto dal Movimento 5 Stelle, normato da Regolamento
dell'Assemblea regionale siciliana che, se vuole, può
tranquillamente approvare la riforma proposta dal Movimento 5
Stelle, non ieri, non oggi, non domani, ma anni fa sul voto
segreto Perché non si fa con una legge, abbiamo letto le
dichiarazioni del Presidente della Regione che vuole presentare una
legge per abrogare il voto segreto
E, poi, come se non bastasse, il Presidente della Regione
dimentica di avocare a sé quelle che sono le prerogative date dalla
legge, cioè quelle di nominare o rimuovere gli assessori, e
dichiara addirittura: "non posso rimuovere l'Assessorato di
Fratelli d'Italia dal turismo perché devo concordarlo col partito".
Cioè, il Presidente della Regione, che probabilmente riconosce che
sono stati fatti degli errori, manteniamo per ora errori, poi
successivamente qualcuno ci dirà se sono stati commessi degli
illeciti o meno, dice: lo devo concordare con l'Assessorato .
Quindi, lui vuole fare una norma per abrogare il voto segreto che,
invece, si fa con un Regolamento dell'ARS, ma quando può fare, cioè
rimuovere un assessore o, addirittura, un partito dall'interno di
un Assessorato, dice: "lo devo prima concordare col partito
nazionale per capire se gli equilibri, poi, sai, in Aula...".
Allora, signor Presidente, lo dico in maniera chiarissima in
quest'Aula, e lei lo sa benissimo, prima si trattino i consorzi di
bonifica, una riforma attesa da anni, se la maggioranza avrà i
numeri si andrà avanti sui consorzi di bonifica e su quello si
potranno fare poi le variazioni di bilancio proposte dal Presidente
della Regione e dalla sua Giunta; quando arriveranno alle
Commissioni, verranno vagliate, emendate, arriveranno in Aula e se
ci saranno delle modifiche o meno da fare lo deciderà l'Assemblea
regionale siciliana - ringraziando il Cielo, siamo ancora
un'Assemblea parlamentare, le variazioni di bilancio e le
finanziarie si approvano in Aula -, decide il Parlamento, il
Governo le propone e poi - se quest'Aula le riterrà opportune,
quelle proposte dal Presidente della Regione - si andrà avanti.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Due appunti: intanto, il
tema relativo al voto segreto, visto e considerato che si era
stabilito di convocare la Commissione che è propedeutica
all'eventuale voto dell'Aula per la proposta che voi volete
presentare, che magari può essere anche condivisa; in secondo
luogo, la rassereno sul fatto che il percorso parlamentare sarà
quello stabilito dal Regolamento, quindi, se si dovrà andare ad
agosto, si andrà ad agosto, se si conclude secondo i tempi previsti
dal Regolamento non sarà sottratto - così come mi pare di poter
dire anche in passato - neanche un secondo se non c'è adesso una
condivisione da parte di tutte le forze politiche.
È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
L'onorevole Burtone sicuramente sta intervenendo sull'ordine dei
lavori e poi non mi permetterei mai per il grande rispetto che ho
nei confronti dell'onorevole Burtone.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, spero di
dare il mio contributo in questo dibattito. Anch'io sono rimasto
stupito dall'impostazione dell'intervista, un'intervista non è
tutto, è vero, però, in questo momento, noi ci saremmo aspettati -
anche di fronte all'ipotesi di questa manovra - qualche
approfondimento in più, da parte del Presidente, su questioni che
riguardano i siciliani.
Anche perché, signor Presidente, lei sa che, da qualche giorno,
ormai, in Sicilia, si parla di questa scelta che bisogna operare
come Commissione, e prima come Assessorato, che riguarda la Rete
Ospedaliera.
Noi stiamo affrontando questi temi - ne hanno parlato nelle varie
conferenze i sindaci con l'assessore - c'è un'interlocuzione con il
mondo sindacale, con il mondo della sanità in generale e devo dire
che il Presidente sa che noi avevamo chiesto una sua presenza in
Aula per discutere di questo tema, per avere un'impostazione
generale, per capire come orientarci; ci sono regioni che hanno una
loro impostazione, anche originale, rispetto a quelle che sono le
linee portate avanti a seguito del decreto Balduzzi, un'autonomia
di decisione che noi non intravediamo nell'impostazione di questa
Rete Ospedaliera, che man mano abbiamo cominciato a leggere.
Proprio oggi, abbiamo avuto un incontro in Commissione, abbiamo
discusso della questione relativa alla Cardiochirurgia pediatrica a
Taormina e, per quel che riguarda le opposizioni e non solo,
abbiamo ribadito il nostro impegno per mantenere, salvaguardare
questo importante Presidio sanitario nella nostra comunità, ma il
tema si allarga sui fatti sociali.
Signor Presidente, in queste settimane, sono emerse anche alcune
indicazioni - che sono venute dalle Prefetture, anche da comitati
che si occupano di sicurezza, che si occupano del sociale - e il
dato che emerge è che nella società siciliana ci sono sacche di
difficoltà, di povertà che stanno portando ad una deviazione, anche
dal punto di vista sociale, e la crescita che vediamo nelle città,
soprattutto nelle aree metropolitane, di gruppi criminali che si
associano ai gruppi storici e che determinano una prevalenza, una
presenza nelle piazze, non solo per delinquere e per diffondere
quello che è il male crescente nella nostra società, la diffusione
della droga, ma anche per mettere tentacoli che rafforzino
l'organizzazione criminale nella nostra società. Rispetto a questo
noi ci saremmo aspettati un'azione decisa.
La Sicilia è una delle Regioni, signor Presidente, in cui non sono
partiti i corsi di formazione che avevano come obiettivo la
possibilità che venissero utilizzati i soggetti che sono usciti dal
reddito di cittadinanza e che speravano nella possibilità di avere
un minimo di aiuto.
Questi corsi non sono partiti, si parla di altri corsi in Sicilia
che, credo, abbiano determinato qualche problema nella diffusione
di alcuni bandi che poi sono stati rimessi in discussione. Infine -
e completo, signor Presidente -, noi affronteremo ora la legge
sulla riforma dei consorzi di bonifica a partire dal personale. Io
proprio sul personale avevo parlato prima che il Governo si
esprimesse sull'opportunità di un emendamento che portasse al
superamento di gran parte del precariato. Io avevo detto che
bisognava seguire questa strada, ma proprio l'anno scorso ci fu un
impegno, da parte del Governo, che riguardava i lavoratori
forestali. Si disse: "i sessantottisti, i cinquantottisti dovranno
arrivare a cento e più giornate lavorative . Si disse che si doveva
fare proprio perché il dramma degli incendi, è un dramma che l'anno
scorso ha avuto delle acuzie che si stanno ripresentando proprio in
questa stagione, quindi non si capisce perché non c'è traccia della
necessità di mettere anche in una condizione di maggiori giornate
lavorative lavoratori che espletano il loro dovere nelle nostre
comunità e che hanno una grande funzione.
In tal senso, signor Presidente, io credo che si debba mettere al
centro anche questo impegno, così come - e concludo senza polemica,
assessore - noi, qualche settimana fa, credo la scorsa, avevamo
parlato della necessità di accelerare l'utilizzazione delle acque
presenti negli invasi.
Io, proprio in questi giorni, anche stamani, ho ricevuto delle
sollecitazioni da parte dei lavoratori che utilizzano l'acqua
dell'oleastro, quella del Lago di Lentini, ci sono continue
difficoltà. Io non trascuro e non sottovaluto quello che è stato
fatto, la richiesta di incidere nella manutenzione, ma il dato è
questo: che siamo a metà luglio e tanti, tanti, non sono riusciti
ad irrigare le proprie presenze produttive nel territorio. Quindi,
io mi appello a lei, assessore, perché ci possa essere
un'accelerazione, sì svolga quest'azione, in modo da poter dare la
risposta ai produttori che chiedono di poter lavorare.
Sono questi, signor Presidente, i temi che volevo richiamare nel
mio intervento: si metta al centro l'interesse dei siciliani. Il
Parlamento, in questi mesi, il proprio lavoro lo ha fatto, lo
faccia di più il Governo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola e, infine, l'onorevole
Cracolici. Onorevole Di Paola, ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, io intervengo sull'ordine dei lavori
in merito al disegno di legge in discussione, però, ovviamente, lo
stesso si collega anche, e lo dico soprattutto ai colleghi di
maggioranza, e al Governo che oggi è presente, all'intervista che
ha fatto questa mattina il Presidente Schifani sulle pagine del
"Giornale di Sicilia".
Signor Presidente, noi diciamo chiaramente, come Movimento 5
Stelle, che non può funzionare così, non può funzionare così,
perché noi da mesi, per non dire anni, chiediamo la presenza del
Presidente Schifani in Aula. Ora, o il Presidente della Regione
rispetta l'Assemblea regionale siciliana o noi, come Movimento 5
Stelle, ci riserveremo di abbandonare l'Aula per il prosieguo dei
lavori o di andare a realizzare tutte quelle attività di
ostruzionismo nei confronti dei disegni di legge che vorrà portare
avanti questo Governo, signor Presidente. Perché a me, rispetto
anche all'intervista che ha fatto il Presidente Schifani, è chiaro
che il disegno di legge sui consorzi di bonifica verrà bocciato
dalla stessa maggioranza di questo Presidente che sta spaccando la
maggioranza stessa e il suo Governo E, signor Presidente, io
intervengo a tutela di quei lavoratori che sono fuori, a cui
vengono fatte false promesse, perché oggi questa maggioranza è in
ginocchio e il disegno di legge sui consorzi di bonifica verrà
bocciato E, dopo, Presidente, oggi Schifani, e intervengo perché
il Presidente non c'è e se non viene in Aula noi non continueremo,
lo dico pure al delfino Sammartino, glielo può anche andare a
dire al suo Presidente, l'Aula non andrà avanti perché, rispetto
anche a quello che ha detto sulla Rete Ospedaliera, ha annichilito
la Presidenza e la Commissione "Salute, servizi sociali e
sanitari", perché ha detto che, fondamentalmente, del parere della
predetta Commissione non gliene frega nulla
E, allora, signor Presidente, io glielo dico chiaro, in maniera
tale che lei possa mandare un messaggio, telefonare noi faremo di
tutto affinché quest'Aula non vada avanti fino a quando il
Presidente della Regione non si materializzerà e si confronterà:
perché, al di là delle indagini che ci sono in corso, noi è da un
anno e mezzo che gli chiediamo di venire in Aula per la sanità, per
gli incendi, per i consorzi di bonifica...
PRESIDENTE. Però, dobbiamo dare merito al Presidente della Regione
che, ogni qualvolta che lo abbiamo chiamato...
DI PAOLA. Signor Presidente, mi faccia parlare col Vicepresidente
della Regione Dov'è il Vicepresidente della Regione
PRESIDENTE. Il Presidente Schifani è sempre stato presente in Aula
quando c'è stato... non si è mai sottratto.
DI PAOLA. Dov'è il Vicepresidente della Regione? O c'è il
Vicepresidente della Regione o c'è il Presidente della Regione Noi
non andremo avanti e utilizzeremo tutte le nostre prerogative che
ci consente il Regolamento per bloccare quest'Aula e per bloccare
le Commissioni. O Schifani viene in Aula o nulla più andrà avanti
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, lei può utilizzare tutte le
prerogative parlamentari che sono previste dal Regolamento, però,
richiedere la presenza del Presidente della Regione è pure lecito
ma è anche vero che il Presidente della Regione è stato molto
presente all'interno di questa Assemblea, specialmente quando è
stato chiamato in causa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, l'ordine dei lavori oggi lo ha
dettato il Presidente della Regione con quell'intervista che ha
fatto stamattina Io l'ho letta così. È la prima volta che mi
capita di vedere, in generale la politica può avere momenti in cui
mette in discussione il suo presidente, quindi, in una maggioranza
si crea un cortocircuito col suo rappresentante più significativo.
Stamani ho letto una cosa che non mi era capitato ancora di
leggere, che il presidente sfiducia la sua maggioranza Oggi il
Presidente della Regione sostanzialmente ha detto: una cosa è il
Parlamento - e quando dice il Parlamento sta parlando alla
maggioranza parlamentare che lo sostiene in questo Parlamento,
perché certamente non può parlare alla minoranza - una cosa è la
mia attività di governo, le proposte che io faccio : arrivando
addirittura a fare una minaccia Da questo punto di vista, non so
chi gliel'abbia suggerito, ma visto che lui si vanta di essere un
parlamentarista antesignano, arrivando a fare una minaccia in cui
introduce, senza motivo tra l'altro, non c'era nessuna ragione per
poterlo evidenziare, il tema del voto segreto Cioè, mentre
assistiamo ad una crisi politica del suo Governo, evidente a tutti,
persino al vescovo di Palermo che, durante la notte del festino di
Santa Rosalia, ha evidenziato - cosa mai avvenuta - il grande
scoramento diffuso nell'opinione pubblica e nella società, nella
città in cui ha sede l'Assemblea regionale siciliana.
Non ha detto , sì poi c'era la storia di Palermo, "la munnizza",
le difficoltà amministrative, ma è evidente che ha posto al centro
il cortocircuito tra una politica che non rappresenta speranza, ma
che in qualche modo è rappresentata come una sorta di sommatoria di
piccoli interessi di cabotaggio, con tutte le conseguenze, non solo
giudiziarie, ma come ho sempre detto quello è un aspetto che altri
hanno il dovere di accertare, ma sul piano politico è evidente che
siamo in presenza di una crisi, dopo meno di due anni e mezzo. E
posso aggiungere, si è conclusa la luna di miele Si è conclusa la
luna di miele
Ed è evidente che, di fronte a tutto questo, il Presidente della
Regione anticipa, con un'intervista, sapendo che c'è il disegno di
legge sui consorzi di bonifica. Ma c'è anche la variazione di
bilancio, a cui attribuisce un valore strategico, non si capisce
bene in ragione di cosa, perché di strategico, almeno da quello che
ho letto, in quella variazione non mi pare che ci siano rivoluzioni
sostanziali, rispetto ai temi che vive la Sicilia.
Però, da un lato dice: "il Parlamento è il Parlamento, io sono
un'altra cosa ". E questo elemento, lo rappresenta metaforicamente
col fatto che il voto segreto è un tentativo di condizionarlo, di
minacciarlo, sapendo bene - Presidente dell'Assemblea, visto che
lei ha ricordato a Sunseri che è convocata la Commissione per il
Regolamento - che il Regolamento di questo Parlamento per essere
modificato, occorre una maggioranza qualificata e che, normalmente,
le regole di un'Assemblea elettiva, si fanno a fine legislatura per
il successivo mandato parlamentare
Io ricordo sempre che il tema del voto segreto in questo
Parlamento, fu impedito che venisse riformato, dall'allora
capogruppo del Gruppo Musumeci - non mi ricordo come si chiamava,
quello di Musumeci - Diventerà Bellissima l'onorevole Formica,
che, ricorderà anche il collega, assunse quella battaglia, come una
battaglia di democrazia qualora fosse stato eliminato il voto
segreto.
Per dire che poi la storia è un circo, diciamo, la storia è un
circo
Detto questo, credo che l'ordine del giorno - per questo riferivo,
che l'ordine del giorno, oggi, lo ha dettato il Presidente della
Regione - perché c'è un tentativo, anche puerile di separare sé
dalla sua crisi politica. Lo voglio informare: non glielo
consentiremo Perché la crisi del centrodestra in Sicilia, si
chiama "crisi di Schifani". Lui non è altro dal suo centrodestra e
da un centrodestra che, ormai, socialmente, ha elementi di
difficoltà sempre più crescenti, ripeto, al di là delle vicende
giudiziarie.
Ecco perché, Presidente, io non sono come i colleghi: c'è, non c'è
il Presidente; se c'è bene, se non c'è viviamo lo stesso, da questo
punto di vista Però, una cosa è inaccettabile: che lui provi, in
qualche modo a nascondersi, anche fisicamente, perché ci saremmo
aspettati che, di fronte a quello che sta avvenendo, che sta
avvenendo, non che è avvenuto, che sta avvenendo, il Presidente
della Regione avesse il coraggio di venire in questo Parlamento,
non per informarci, non ha nulla da informarci per affrontare la
crisi politica dopo due anni e mezzo circa del suo Governo. Se non
lo fa, è evidente che lui vuole continuare a galleggiare, sperando,
non si capisce bene, forse qualche voto segreto che gli risolva,
magari, qualche problema che lui non ha il coraggio di risolvere.
PRESIDENTE. Giusto per informazione, il Presidente della Regione
oggi si trova a Roma per fatti veramente importanti. Ultimo
intervento, l'onorevole Di Pasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
penso che siamo entrati in una fase molto delicata e molto
importante in questo Parlamento, che prefigura una profonda crisi.
E' una profonda crisi, innanzitutto, nel dialogo, nel confronto
perché è un Presidente della Regione che non capisce che davanti a
questioni importanti, che riguardano non solo la politica, che
riguardano non solo l'abbandono di tutta una serie di argomenti, ma
che riguardano anche la questione morale, perché c'entra tanto la
politica quanto la questione morale, che ha riguardato in questi
tre anni il suo Governo - il suo Governo - la sua maggioranza e
che ha riguardato le persone che ha nominato.
Lui non lo può fare diventare un problema solamente dei
parlamentari di maggioranza e di opposizione, perché c'è anche
questo gioco, cari colleghi, nel cercare di far passare il
messaggio che c'è un Presidente della Regione che si occupa dei
grandi temi. Un Presidente della Regione che ha l'interesse a
risolvere le questioni più importanti e, invece, un Parlamento
fatto da opposizione e maggioranza che si occupa degli affari. Io
mi permetto...scusate, assessore...fino a quando assessore?
TURANO, assessore per la l'istruzione e la formazione
professionale. Vada avanti
DIPASQUALE se la tenga bene la poltrona, non dimentichiamo che,
alla fine, le questioni che hanno toccato le vicende del
Parlamento, che sono in fase anche di verifiche, sono state quasi
irrisorie rispetto all'ammontare delle somme che sono state
approvate da questo Parlamento, e dove non è vero che questo
Parlamento si è occupato in maniera quasi collegiale, perché si è
cercato di fare anche questo e lui ha responsabilità immense, dove
noi abbiamo cercato di fare gli interessi di amici, di familiari.
Qui c'è un Parlamento che, come sempre, lo dice uno che l'ha
frequentato da sindaco, da vice sindaco, ha fatto le battaglie
legittime per i propri territori, per i propri territori Quando io
sono diventato parlamentare, Cracolici alla prima riunione mi
disse: "E ora dobbiamo sopportare anche da deputato per la legge,
per finanziare la legge per Ibla?" E cos'era la mancetta? Sono
mancette? Così, sono state mancette
E così, come tutto quello che la maggioranza di noi ha fatto. C'è
stato chi ha sbagliato e ne risponderà, nelle opportune sedi. Ma
c'è una questione, però, morale perché è tutto a capo al Presidente
della Regione, che riguarda i suoi assessori, che riguarda gli
uomini nominati, che riguarda la sanità e lui non può non venire a
parlare qui in Aula. Perché, guardate, che la sua assenza e la
mancanza del confronto non farà altro che alimentare lo scontro tra
di noi. Lui non lo risolve il problema parlandoci dai giornali o
cercando di scaricare le responsabilità all'Aula; anche il voto
segreto, il voto segreto che appartiene a questo Parlamento da
cinquant'anni, da cinquant'anni, è stato sempre garanzia di tutti:
di maggioranza e opposizione Oggi lui lo utilizza per far passare
un messaggio: "Io voglio lavorare, voglio far crescere la Sicilia e
mi bloccano anche con il voto segreto"; ma il voto segreto, ha già
dimostrato la sua maggioranza, Presidente, che quando la
maggioranza è coinvolta, è convinta, il voto segreto non va avanti,
muore Quindi il problema non è il voto segreto, il problema è una
maggioranza che non condivide più le sue scelte, che non c'è più
Quindi, Presidente, non è vero che lui è venuto qui tante volte,
lui sarà venuto quattro-cinque volte - facilmente riscontrabile dai
verbali - ma è necessario che lui prima di questa riforma...
credetemi fermiamoci, perché altrimenti voi ci costringerete a
utilizzare le strategie dell'ostruzionismo per costringere il
Presidente della Regione a venire qui a confrontarsi Ci sono dei
temi a cui non si può sfuggire e non si può parlare solamente
attraverso la stampa al Parlamento.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Adorno. Ne ha
facoltà.
ADORNO. Signor Presidente, io sono esterrefatta rispetto a questa
assenza del presidente Schifani che ancora oggi non è presente.
Mancano quelle risposte che i siciliani attendono, attendono
leggendo le pagine dei giornali in un'Aula che rimane tutte le
volte come se niente fosse successo e non è più possibile
Rispetto a questo, i consorzi di bonifica sono un atto importante,
ma rispetto a questo c'è un ordine dei lavori che è un ordine di
levatura morale e i siciliani intendono comprendere e sapere cosa
pensa di questi fatti il presidente Renato Schifani Quali sono le
priorità che vuole mettere davanti? Come intende muoversi? Perché
c'è una sanità che va a pezzi; perché le infrastrutture non
funzionano; perché i siciliani rimangono senza risposte; e le
pagine dei giornali le leggiamo.
E quando il Presidente si chiama quasi estraneo rispetto a questi
fatti che hanno visto - anche da parte sua - un emendamento di
quasi 300 mila euro a favore del Trapani Calcio, infischiandosene
del Catania Calcio, che era inserito nello stesso girone,
infischiandosene del Messina, che sta lottando per il fallimento
della sua società di calcio, infischiandosene della lealtà
sportiva, infischiandosene di tutte quelle associazioni sportive e
culturali che attendono risposte e attendono semplicemente dei
bandi pubblici, a cui tutti possano attingere con pari dignità,
pretendiamo risposte rispetto a quelle che sono delle questioni
pratiche e non solo morali
E ancora una volta è assente e non presente in quest'Aula. Noi,
come ha già annunciato il nostro coordinatore regionale, faremo le
barricate se il Presidente non sarà presente in quest'Aula.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, grazie, ma è evidente che
ormai lo spazio dedicato agli interventi sull'ordine del giorno ha
un po' allargato il campo agli interventi che oggettivamente,
Presidente, questa parte politica richiede ormai da oltre due anni.
Come Movimento Cinque Stelle sono almeno due anni che chiediamo al
presidente Schifani di fare due Aule. Due: una sull'uso disinvolto
dei fondi del turismo e una sulla sanità, e il tema della sanità,
così come quello del turismo, sono gli unici due temi di cui si
discute, di cui si dovrebbe discutere anche in questo Parlamento.
Di una sanità che non dà le risposte, se non per degli scandali, di
una gestione del turismo che non dà risposte se non per gli
scandali
Ed è su questo che noi chiediamo, ormai da due anni, che si
tengano due Aule alla presenza di chi queste deleghe le concede in
quanto ne è titolare.
Il Presidente Schifani non può continuare a rimandare la palla in
tribuna, dicendo che deve essere Fratelli d'Italia a decidere cosa
deve fare con l'Assessorato, perché non è questo il tema. Il tema è
cosa vuole fare lui con questo Assessorato
Il presidente Schifani non può continuare a dire che il Parlamento
fa le "normine" quando poi noi ci troviamo infilata la norma sul
Trapani Calcio o qualunque altro... E no, Presidente Schifani,
perché il tema - come ha detto qualcuno prima di me - è che c'è chi
fa proposte buone e di valore e c'è chi fa proposte scadenti E
questo è sempre stato così Un compito di un Parlamento, che segue
con le norme previste dal Regolamento un iter, ha proprio lo scopo
di fare da filtro e dire: "Le cose che non sono buone non le
portiamo avanti, le cose che sono buone le portiamo avanti", per
questo si ribadisce che, probabilmente, è arrivato il momento di
riprendere quel percorso che vedeva come un grande filtro la
Commissione Bilancio . Però, quello che dà veramente fastidio è
che un uomo con l'esperienza del Presidente Schifani faccia finta
di non accorgersi di nulla fin quando le cose non gli piombano
addosso attraverso i giornali E allora io mi chiedo: "questo
Governo è il Governo dei giornali?". Perché appena il giornale dice
qualcosa, lui subito si indispone, si indispettisce, corre ai
ripari, taglia la testa Ci sono gli scandali a Trapani Via il
direttore generale, tutto il resto continua come continuava fino a
prima C'è il problema in cardiologia al Civico pediatrico' Via
il medico e si continua tutto come prima C'è il problema della
cardiochirurgia pediatrica di Taormina? Loro che cosa fanno? Ci
mettono otto posti letto al Papardo , si inventa un sistema e via,
hanno risolto il problema Quando erano tutte cose che chi governa
una Regione non può far finta di non sapere
Ecco, Presidente Galvagno, noi vorremmo, prima delle variazioni
di bilancio, prima di una legge sui consorzi di bonifica, che non
cambierà nulla, prima di stare a dire che lui proporrà la norma per
abolire il voto segreto - e quella sarà bocciata col voto segreto e
sarà ridicolo, sarà ridicolo vederlo fare - ecco, allora io dico,
prima di fare queste cose, ma che trovi un giorno: lunedì,
mercoledì, giovedì per venire in Aula a rendere il conto davanti ai
parlamentari che rappresentano i siciliani, tutti, di destra, di
sinistra, di qualunque altro orientamento politico Perché quello
che stiamo chiedendo non è una messa in croce, è un confronto nella
sede naturale del confronto e chi non viene una volta con una scusa
e una volta con un'altra, è perché evidentemente non si vuole
esporre a quel confronto e chi non si confronta, è perché ha
qualcosa da nascondere o qualcosa che non si vuole sentire dire o
qualcosa a cui non sa come rispondere
E, allora, Presidente Galvagno, anche da parte sua, glielo dica
chiaro e tondo, non si può andare avanti così Questa non è
un'assemblea di scimmie, è un'assemblea parlamentare che lei in
questo momento dovrebbe far valere e far presente al presidente
Schifani che deve venire a rendere il conto e a confrontarsi, ad
ascoltare le domande e a rispondere, e anche a resistere agli
attacchi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Gli interventi sono
conclusi.
Adesso votiamo il passaggio agli articoli. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
bonifica
e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)
PRESIDENTE. Colleghi, passiamo all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Finalità
1. La Regione siciliana con la presente legge disciplina, in
coerenza con i principi statali ed europei diretti allo sviluppo
sostenibile e alla gestione delle risorse naturali, l'esercizio
delle funzioni in materia di bonifica e di irrigazione. Tale
disciplina è finalizzata: alla sicurezza idraulica e alla tutela
del paesaggio rurale, anche ai fini della fruizione turistico-
ricreativa e sportiva; alla realizzazione di percorsi per la
viabilità lenta; alla provvista e alla razionale utilizzazione
delle acque a uso prevalente irriguo; alla tutela, alla
valorizzazione e allo sviluppo delle attività agro-zootecniche e
forestali nonché alla conservazione e alla valorizzazione del
patrimonio idrico.
2. La Regione programma e realizza interventi di rilevanza
pubblica in materia di bonifica montana, di bonifica idraulica, di
tutela e utilizzazione delle risorse idriche per gli usi agricoli
nell'ambito dei piani di bacino idrografico.
3. L'esercizio delle funzioni di cui al comma 1 si esplica in
forma coerente e integrata con le attività per la difesa del suolo
e la gestione sostenibile del territorio, nel rispetto
dell'equilibrio del bilancio idrico, tenuto conto delle peculiarità
e della conservazione degli ecosistemi presenti nel territorio
regionale.
4. L'attività di bonifica e di irrigazione si uniforma altresì al
principio europeo di precauzione e al principio di prevenzione del
danno ambientale, come definito dagli articoli 62 e 300 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ed è altresì diretta alla
correzione degli effetti negativi sull'ambiente e sulla risorsa
idrica dei processi economici, salvaguardando le aspettative e i
diritti delle generazioni future a fruire di un patrimonio
ambientale integro.
5. La presente legge definisce i nuovi comprensori di bonifica e
di irrigazione e riordina gli enti gestori, in coerenza con i
principi sanciti dal protocollo di intesa Stato-Regioni, in
attuazione dell'articolo 27 del decreto legge 31 dicembre 2007 n.
248, convertito con modificazioni nella legge 28 febbraio 2008, n.
31.».
DI PAOLA. Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente Galvagno, sull'articolo 1 è iscritto
tutto il Gruppo del Movimento Cinque Stelle.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, visto e considerato, appena
finisce di fare l'intervento mi può sostituire
DI PAOLA. Va bene.
Presidente, io chiedo dieci minuti in base al Regolamento interno
perché per ogni articolo, in base mi pare all'articolo 103, ho
dieci minuti di intervento su ogni articolo, quindi se è possibile
mettere dieci minuti così come tutti gli altri colleghi, dieci
minuti di intervento su ogni articolo.
Presidente io volevo intervenire, c'è l'assessore Barbagallo, ma
se non c'è l'assessore Dagnino non intervengo. No, no, no...
PRESIDENTE. L'assessore Dagnino non serve
DI PAOLA. Serve, perché volevo intervenire su quanto successo in
Commissione Bilancio , fuori dall'Aula, Presidente, fuori
dall'Aula ci sono lavoratori che stanno protestando.
LANTIERI. Ma mi fa spaventare l'Assessore Dagnino?
DI PAOLA. Presidente, faccia allontanare il Capogruppo della DC
che mi importuna, perché io l'intervento lo devo poter fare in
maniera libera. Aspetto l'assessore Dagnino, perché questa è una
riforma che se deve andare avanti ci deve essere sia l'apporto
dell'assessore Barbagallo, che è qui seduto, che l'apporto
dell'assessore Dagnino.
PRESIDENTE. Ma la Commissione Bilancio già si è espressa
DI PAOLA. No, Presidente, quello che è emerso oggi in Commissione
Bilancio , Presidente, ed è quello che devono sapere i lavoratori
che in questo momento stanno protestando, qua c'è l'assessore
Dagnino che sta tornando, io mi riservo...
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, non occorre che lei sia presente in
Aula.
DI PAOLA. No, no, no Presidente
PRESIDENTE. Va bene tutto, ma non le fantasie. Se vuole stare in
Aula...
DI PAOLA. No, Presidente
PRESIDENTE. Per cortesia...
DI PAOLA. Io intervengo perché oggi sono stati presentati da parte
del Governo degli emendamenti. Presidente, però sugli emendamenti
presentati oggi in Commissione Bilancio c'era l'assessore
Dagnino, quindi è chiaro che se io devo fare un intervento sugli
emendamenti fatti oggi e approvati oggi in Commissione Bilancio ,
chiederò poi all'assessore Dagnino di dare un parere su questi...
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Appena saranno posti in votazione.
PRESIDENTE. Onorevole, siamo all'articolo 1.
DI PAOLA. Perfetto, però, se non ascolta il mio intervento...
PRESIDENTE. Ma non serve lui. Come fa a capire quello che...
PRESIDENTE. Quello che è successo in Commissione Bilancio
l'avete già fatto
DI PAOLA. Presidente, io intervengo. Io non so come l'assessore,
se esce dall'Aula, faccia ad ascoltare quello che sto dicendo. Chi
glielo comunica poi? A meno che fuori dall'Aula c'è uno schermo e
l'assessore segua fuori, di là. Ma perché sta uscendo dall'Aula
Assessore?
Va bene, allora Presidente, oggi sono arrivati, Presidente,
sull'articolo 1, sono arrivati degli emendamenti, che dall'annuncio
fatto dal Governo regionale - e lo dico pure alla maggioranza, non
so se la maggioranza ha già fatto comunicati stampa, articoli di
stampa - doveva coprire, cioè questi fondi messi dal Governo
regionale dovevano coprire la stabilizzazione di tutti i lavoratori
dei consorzi di bonifica. Questi sono stati gli annunci fatti dalle
varie forze politiche sui giornali, tutto risolto, Presidente, io
oggi ho ascoltato l'Assessore Dagnino, ho ascoltato il Ragioniere
generale, ho ascoltato l'assessore Barbagallo e, Presidente, non è
così Diciamolo chiaramente ai lavoratori che non è così, perché è
emerso oggi in Commissione Bilancio che il Governo regionale dà
una sorta di contributo, non a copertura della stabilizzazione, ma
a copertura casomai delle attuali spese: poi non si è capito se
sono le spese degli stipendi aggiornati oppure no, perché io dagli
interventi da parte degli assessori non ho capito se c'è la tutela
di tutti i lavoratori o se c'è, eventualmente, la copertura - forse
- degli attuali stipendi.
Perché colleghi, diciamocelo chiaro, quello che sta accadendo su
questi consorzi di bonifica, di cui questo disegno di legge è stato
decantato da parte di questo Governo regionale come la riforma
delle riforme, ci sono voluti ben tre anni, colleghi, tre anni,
per portare il disegno di legge sui consorzi di bonifica a luglio,
quindi a fine luglio, in estate del 2025: dopo ben tre anni e dopo
due assessori che hanno lavorato a questo a questo disegno di
legge, salvo poi scoprire che non è che noi ai consorzi di
bonifica, cioè alle new company, a queste nuove compagnie che si
stanno realizzando in Sicilia e alle bad company quindi stiamo
facendo una cosa molto simile a quella che è stata fatta qualche
anno fa sulla gestione dei rifiuti, cosa abbiamo fatto? Abbiamo
creato sulla gestione dei rifiuti le SRR e abbiamo accantonato le
ATO con tutti i debiti per quanto riguarda il discorso dei rifiuti.
Qua, Presidente, al di là della modalità che si sta gestendo, non
è che noi a questi nuovi enti stiamo dando nuove funzionalità,
Presidente; Assessore, lei dice, la gestione delle dighe in capo a
quale dipartimento? Vanno ai consorzi di bonifica le dighe? Cioè i
fondi per autogestirsi, per autosostenersi, queste new company che
stanno realizzandosi, da dove li prendono? Perché altrimenti tutto
quello che stiamo facendo è fuffa politica, Presidente, dico - io
non so - faremo l'applauso sicuramente alla Lega, che porterà
avanti questo disegno di legge
Il Presidente Schifani sarà contento, la DC sarà contenta, perché
c'è questa unione di intenti da parte di questi Gruppi, ok
Ma non stiamo facendo il bene dei siciliani, non stiamo
facendo il bene degli agricoltori e non stiamo facendo il bene
nemmeno dei dipendenti che in questo momento stiamo prendendo in
giro, perché fra un anno, fra due anni, si ritroveranno nello
stesso identico problema, perché questi enti che si stanno
costituendo non sono enti che si auto gestiranno nel corso del
tempo, in più rimarranno le bad company con i debiti, e chi li deve
pagare questi debiti, Presidente?
Noi stiamo prendendo questi enti che al momento hanno dei debiti
importanti, stiamo mettendo tutti questi debiti sotto il tappeto,
sarà sempre la Regione poi a dovere occuparsi del pagamento di
questi debiti e nel frattempo questa riforma - se mai dovesse
venire approvata - perché Presidente, qui è chiaro che con un
Presidente della Regione in queste condizioni, con un Presidente
della Regione che fa queste dichiarazioni alla stampa, con un
Presidente della Regione che nel frattempo che succede di tutto
all'interno del suo Governo regionale, all'interno della sua
maggioranza, volta le spalle e sapete, colleghi, perché si sta
voltando le spalle? Perché l'Assemblea regionale siciliana, perché
i deputati dell'Assemblea regionale siciliana, tutti, nessuno
escluso - anzi - a partire proprio dai suoi Assessori e della sua
maggioranza, sono tutti brutti e cattivi
Perché il Presidente della Regione ha solo un obiettivo ad oggi,
ha l'obiettivo non di cercare di dare nuova linfa ai consorzi di
bonifica, non quello di salvaguardare i dipendenti dei consorzi di
bonifica, non quello di rilanciare l'agricoltura grazie a dei
consorzi di bonifica che possano lavorare al meglio, l'unico
obiettivo del Presidente Schifani - e ce lo diciamo, ce lo diciamo
tutti - è bene dirlo chiaramente, è la ricandidatura alle prossime
elezioni regionali Questo è l'unico obiettivo di Schifani e del
Gruppo o gruppetto che lo sostiene
Ora, Presidente, noi, poi man mano negli interventi, ci sarà il
Capogruppo che interverrà... ma è chiaro che su ogni articolo, se
noi andiamo avanti in queste condizioni, con un Presidente della
Regione che nel frattempo va a Roma, a Palermo, alla festa - come è
giusto che sia - di Santa Rosalia, che si sposta da un comune
all'altro e l'unico posto in cui non viene è l'Assemblea regionale
siciliana, perché, io, l'unica volta che l'ho visto seduto al suo
posto è stato, solo ed esclusivamente, forse, quando si sono
approvati i documenti finanziari, in silenzio, mai vista una cosa
del genere Non è nemmeno presente per i consorzi di bonifica.
Ad oggi, per quanto riguarda la discussione sui consorzi di
bonifica, non l'ho visto, non l'ho visto seduto al suo posto e -
dico Presidente - noi eravamo gli stessi che andavamo a fare
critiche a Musumeci, cioè all'ex Presidente della Regione, che in
continuità, ovviamente con questo Governo regionale, noi andavamo a
criticare la sua assenza. Attenzione Quanto meno, però, alcuni
confronti in Aula li veniva a fare
Noi abbiamo un Presidente della Regione che, anche sulla riforma
bandiera , che è la riforma sui consorzi di bonifica, riforma
voluta dal Presidente Schifani, dalla Lega, e dalla DC, perché
fondamentalmente è questo il Gruppo che sta portando avanti questa
riforma, ebbene, il Presidente Schifani è assente perché - vi dice
- anche alla Lega, anche alla DC, "sbrigatevela voi ".
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola...
DI PAOLA. Vado alla conclusione.
PRESIDENTE. Può riprendere anche dopo l'intervento, per essere
chiari, visto che io la reputo un Vicepresidente e un deputato
assolutamente propositivo, io farò in modo che i tempi
regolamentari vengano assolutamente rispettati e quant'altro.
Però il tema è uno: vogliamo arrivare ad una proposta che si possa
fare affinché si arrivi da qualche parte?
Perché se è vero che questo disegno di legge giace da uno, due,
tre anni, visto e considerato che in Aula potremmo approvarlo, lo
potremmo modificare, insomma, c'è una proposta da parte del
Movimento Cinque Stelle, del Partito Democratico o di qualsiasi
altra forza di opposizione rispetto...
DI PAOLA. Presidente, la proposta è chiara...
PRESIDENTE. Perché altrimenti facciamo le notturne. E mi sta bene
perché non ho granché da fare.
DI PAOLA. Io mi ripropongo di intervenire su ogni articolo e ad
ogni emendamento perché la proposta gliela ripropongo E c'è il
gioco di parole tra proposta e ripropongo nuovamente: se non viene
il Presidente Schifani qui in Aula a confrontarsi, io voglio capire
dal Presidente Schifani cosa ne pensa dei consorzi di bonifica A
me, con tutto il rispetto per l'assessore Barbagallo, che ho
ascoltato in base alla sua visione, io voglio conoscere la visione
del Presidente della Regione sui consorzi di bonifica, che non
conosco, Presidente Galvagno.
Perché poi, domani, quando questo disegno di legge verrà bocciato,
siccome oramai da tre anni conosco come agisce il Presidente
Schifani, ci sarà il suo intervento con un'intervista o con un
articolo nei vari giornali e dirà: è stata l'Assemblea regionale
siciliana, tutta, brutta e cattiva .
Voglio capire qual è la visione del Presidente Schifani sui
consorzi di bonifica perché io so la visione della Lega, mi è stata
raccontata dall'assessore di riferimento; so la visione di una
parte della maggioranza; non ho la visione del Presidente Schifani
PRESIDENTE. Ok, quindi, la proposta?
DI PAOLA. Quindi, se mai il Presidente Schifani non verrà qui in
Aula io le ribadisco: interverrò su ogni articolo, chiederò il voto
segreto su ogni articolo, interverrò su ogni emendamento Perché è
ora di dire basta alla non presenza di Schifani all'interno
dell'Assemblea regionale siciliana perché, Presidente, non ci sto
più che, nel frattempo che l'Assemblea regionale siciliana viene
presa a pedate dal Presidente della Regione, noi andiamo avanti
come se nulla fosse
PRESIDENTE. No, un attimino, onorevole Di Paola, dobbiamo arrivare
a una conclusione, perché così, capisce bene, che dieci interventi
da dieci minuti sono cento minuti e siamo ancora all'articolo 1
Ora, capisce bene che non è un disegno di legge gioco né tanto
meno c'è qua la volontà di voler prendere in giro qualcuno, anche
perché ricorderà, nella passata legislatura, sono stato tra coloro
i quali sull'articolo 60 si è adoperato affinché potesse andare
avanti, quindi, grandissimo rispetto dei lavoratori e nessuno vuole
buttare fumo negli occhi nei confronti di nessuno
Però, capisco anche determinati momenti e determinate ostilità e
non sto invocando alcun genere di responsabilità, perché ognuno
deve fare la propria parte, però ritengo che quando si formuli una
proposta, poi questa proposta possa essere valutata e cercare poi
di arrivare ad una sintesi perché la mia intenzione non è né
perdere tempo, né far perdere tempo ai colleghi, né fare perdere
tempo ai siciliani
Se voi ritenete come opposizione e, quindi, mi rivolgo non
soltanto al Movimento Cinque Stelle, ma a tutte le forze di
opposizione che l'Aula si possa sospendere, ci si riunisca, si
faccia una Capigruppo e si cerchi di capire quale possa essere il
percorso, io ritengo che sia una questione di buon senso, senza
addossare responsabilità a nessuno, non le sto addossando una
responsabilità.
Se lei ha diritto di parlare dieci minuti, lei parlerà dieci
minuti come tutti gli altri deputati. Però, se poi dobbiamo andare
alle questioni reali delle dinamiche d'Aula, mi sembra corretto,
così come si è fatto in passato, di trovare un percorso comune che
possa far sì che noi non ci impantaniamo. Nessuno vuole dare
responsabilità ad alcun soggetto che non fa parte di questa
maggioranza.
Al contempo, credo sia corretto nei confronti, soprattutto di chi
aspetta un disegno di legge da tre anni o da diversi anni, che si
vada avanti; quindi, io, se anche i Capigruppo di opposizione sono
d'accordo, sospendo l'Aula per venti minuti e facciamo una
Capigruppo. Onorevole Catanzaro, La Vardera e altri, va bene?
La seduta è sospesa per venti minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16:34, è ripresa alle ore 17:49)
Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
bonifica
e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Colleghi siamo all'articolo 1.
Abbiamo provato a fare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per cercare di trovare le condizioni affinché ci
potesse essere una sintesi per agevolare e accelerare il percorso
d'Aula ma, purtroppo, questa sintesi non si è trovata.
Pertanto, ho sentito manifestare dai Capigruppo dell'opposizione
che utilizzeranno tutti i tempi necessari, così come previsto dal
Regolamento interno. Augurandomi, chiaramente, che gli interventi
siano pertinenti al testo, perché il Regolamento, così come si
invoca per avere un diritto, lo si deve invocare anche per un
dovere.
Quindi, qualora i deputati dovessero parlare di altro rispetto
all'emendamento presentato, la Presidenza si riserverà di
interrompere e togliere la parola.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri. Prego, onorevole
Sunseri.
Onorevole Sunseri, un istante. Chi vuole iscriversi per
intervenire? Cambiano, Marano, Ciminnisi, Schillaci. Onorevole
Varrica ha chiesto di intervenire? No? Onorevole Catanzaro... tutto
il Partito Democratico, ho capito. Quindi Sunseri, Cambiano,
Marano, Ciminnisi, Schillaci e tutto il Gruppo del Partito
Democratico.
Le iscrizioni sono chiuse. È iscritto a parlare l'onorevole
Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, partiamo dall'articolo 1. Mi fa
sorridere - e l'argomento è serissimo - però mi fa sorridere
perché a volte dobbiamo ripristinare un attimo l'argomento di cui
siamo qui oggi a discutere, cioè i consorzi di bonifica. Consorzi
di bonifica che, basterebbe chiedere a qualsiasi agricoltore
siciliano, certamente non godono di ottima salute, certamente non
riescono a garantire i servizi minimi.
Però sull'articolo 1, devo dire che ci siamo inventati delle
finalità meravigliose, perché avremmo tranquillamente potuto
scrivere: "devono garantire l'irrigazione dei terreni degli
agricoltori siciliani"; invece ci siamo inventati la tutela delle
aree rurali, la viabilità lenta, la fruizione turistica; cioè
stiamo parlando di enti che oggi non riescono a portare l'acqua
agli agricoltori, veramente paradossale
Però, devono gestire la viabilità lenta e agricola della Regione
Siciliana, cioè, poco fa parlando con all'onorevole Cambiano, a cui
è nato il figlio giusto qualche giorno addietro, gli dicevo:
"Angelo, guarda che mentre io imparavo a scrivere e a leggere, i
consorzi erano commissariati. Mi auguro che tuo figlio - a cui
auguro ovviamente di poter essere un deputato dell'Assemblea
Regionale Siciliana - non si ritroverà nuovamente a discutere dei
consorzi di bonifica della Regione siciliana - perché di questo
stiamo parlando .
Stiamo parlando di enti commissariati da oltre trent'anni che non
riescono a gestire l'ordinario che, ripeto, è portare l'acqua agli
agricoltori siciliani e gli diciamo che devono fare promozione
turistica agricola, viabilità dolce, tutela rurale, cioè delle cose
bellissime, meravigliose che, però, si scontrano con tutte le
inefficienze dei consorzi di bonifica che abbiamo denunciato nel
corso degli anni. E per "inefficienza nel corso degli anni" faccio
riferimento a una confusione totale nella legge di riforma del 2014
- non si è mai capito che fine avessero fatto i consorzi di
bonifica prima, e i nuovi consorzi di bonifica della legge di
riforma, già votata e mai attuata, né dal governo Musumeci, né dal
governo Schifani. E oggi stiamo per ridiscutere un'ennesima legge
di riforma che, secondo me, possiamo provare a mettere una
scommessa, non solo non cambierà nulla, ma, in più, aumenterà il
numero di consorzi di bonifica.
Perché noi ci ritroveremo gli 11 in liquidazione, i due in
liquidazione, cioè occidentale e orientale, e i nuovi consorzi di
bonifica che stiamo andando a creare.
Non si dice nulla sui 120-130 debiti accumulati nel corso degli
anni. Non si capisce da nessuna parte come queste liquidazioni
potranno avvenire. Cosa vendiamo per fare le liquidazioni? I tubi
dell'acqua che dovrebbero portare l'acqua agli agricoltori
siciliani? Non hanno beni, non è stata mai fatta una
quantificazione dello stato patrimoniale dei consorzi di bonifica,
non si capisce come dovrebbero affrontare, a meno che si abbia la
paura di dire che si andrà con liquidazione coatta, quindi i
creditori potranno tranquillamente dimenticarsi i crediti che
vantano nei confronti dei consorzi di bonifica.
I lavoratori vengono trattati così, con emendamenti presentati
all'ultimo minuto dal Governo regionale, dicendo: "avete visto?
Siamo stati bravi a discutere"; poco fa sentivo l'onorevole
Sammartino, che è uno dei proponenti, prima aveva la delega
all'agricoltura, che gli interventi in Aula da parte del Movimento
Cinque Stelle sono, come dire, ostruzionismo a una legge di
riforma.
La rassicuro, Presidente, che non c'è nessuna forma di
ostruzionismo, non è "l'ostruzionismo Calderoli" che presentò 83
milioni di emendamenti, che se fossero stati trattati tutti ci
sarebbero voluti 153 anni di Camera e Senato per affrontarli. Qui
abbiamo presentato degli emendamenti e stiamo facendo gli
interventi inerenti al merito, inerenti all'articolato, vogliamo
portare avanti delle idee che noi riteniamo fondamentali per far
funzionare i consorzi di bonifica, che ricordo a tutti, nel
precedente Governo sempre di centrodestra persero 600 milioni di
euro del PNRR, 31 progetti su 31, anzi 62 su 62 presentati, tutti
bocciati, salvo poi andare a essere compensati al Fondo di Sviluppo
e Coesione che poteva essere utilizzato per altro, invece, abbiamo
dovuto compensare i danni fatti dal Governo Musumeci e da quegli
assessori che non lo so neanche io - voglio evitare pure di
citarli - perché sono stati il peggio del peggio per l'agricoltura
siciliana
Quindi, voglio tranquillizzare tutti noi, vogliamo entrare nel
merito della vicenda, gli emendamenti che sono stati depositati
vogliono certamente migliorare il testo presentato dal Governo, che
enuncia questa riforma praticamente da tre anni, ma che oggi non mi
pare ci siano i numeri, perché vedo più deputati di minoranza che
di maggioranza a trattare l'argomento così delicato. Vogliamo
entrare nel merito, abbiamo presentato degli emendamenti a tutti
gli articoli, ma ripeto: ripristiniamo un attimo la normalità e la
verità. Stiamo parlando, Presidente, di consorzi di bonifica, di
enti pubblici, che ad oggi non sono in grado di portare l'acqua
agli agricoltori, e noi all'articolo 1 diciamo che si dovranno
occupare di viabilità lenta, informazione turistica, tutela del
territorio, quando l'essenziale ad oggi non è garantito. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cambiano. Prego, onorevole.
CAMBIANO. Grazie, Presidente. Che non passi il messaggio che il
Movimento Cinque Stelle o le forze di minoranza sono contrarie alle
riforme, questa è la prima riforma che questo Governo porta in
Aula, ma è una riforma di facciata È una riforma che va incontro
alle esigenze reali degli agricoltori? Perché mi pare di
comprendere che si voglia continuare a fare propaganda.
In questo momento chi ci ascolta e ci osserva deve ben sapere che
questi Gruppi politici, di minoranza o di opposizione come li
vogliamo chiamare, sono a tutela dei lavoratori e dei loro diritti,
ma non accettano propaganda, continua propaganda di un Governo che
parla solo sui giornali, di un governatore che parla solo sui
giornali e che non si rivolge a quelle categorie che sono in
sofferenza, promettendo false soluzioni perché adesso incrementiamo
le giornate lavorative e, quindi, questa riforma va votata in
fretta e in furia perché i lavoratori attendono noi.
E quanto tempo hanno atteso questi lavoratori? Trent'anni, per
aspettare che cosa? Un pomeriggio di luglio, perché in fretta e in
furia si deve votare questa manovra, senza avere certezze delle
risorse che sono state discusse stamattina in Commissione
Bilancio , senza un vero coinvolgimento di questo Parlamento
Veda, Presidente, chi legge i giornali si fa una brutta e una
cattiva idea, il discredito della politica tutta, il discredito
delle Istituzioni tutte, e queste affermazioni gravi di un
Presidente della Regione che passa per innocente - ovviamente non è
un'accezione giuridica del termine - ma scarica le responsabilità
sul Parlamento, quindi non manca l'occasione in ogni uscita
pubblica, in ogni dichiarazione di dover affermare che il Governo
propone e poi è il Parlamento quell'organo sovrano che invece
annacqua tutto, e poi il Parlamento quel luogo cattivo dove c'è la
genesi delle mance e delle mancette
Eh no, eh no, signor Presidente Il Parlamento vuole essere e deve
essere luogo di confronto e di dialogo, ma che sia un confronto
vero, che non sia una riforma, questa qua, calata dall'alto che
tende a centralizzare e a creare nuovi carrozzoni, perché purtroppo
la Sicilia e i siciliani sono assuefatti alla creazione di organi e
strutture.
Adesso si accentrano i poteri, si vuol far passare questa riforma
dei consorzi di bonifica come una semplificazione, ma io ricordo
come se fosse ieri quella riforma degli ATO, degli Ambiti
Territoriali Ottimali, che doveva semplificare, perché riducendo i
centri di costo, accorpando le realtà territoriali, si sarebbero
ottimizzate le risorse da spendere. Così non è stato, si sono solo
creati enti al servizio non dei cittadini bensì della politica
Ecco, io ieri ero ad Agrigento all'intervento che ha tenuto
l'Assessore Barbagallo al teatro Pirandello, per informare anche
rispetto alla riforma che si sta portando avanti e che si vuole
approvare. Diceva bene l'Assessore quando affermava che l'acqua non
conosce confini territoriali, perché questa organizzazione
probabilmente ha portato con sé delle inefficienze, ma siamo certi
che questa organizzazione porti con sé un'efficienza della
governance? Siamo certi che con qualche milione di euro noi
risolveremo i problemi degli agricoltori? Gli agricoltori chiedono
servizi, serve una riforma strutturale che affronti anche il tema
del pregresso.
Non stiamo mettendo un punto e da domani scriviamo una pagina
nuova, non può essere portata come motivazione da parte di questa
maggioranza e di questo Governo il fatto che c'è la siccità e gli
agricoltori stanno soffrendo. Ma da quanto tempo c'è la siccità? Da
quanto tempo gli agricoltori sono abbandonati al loro triste
destino? Da quanto tempo chiedono con forza l'acqua e i servizi e
non vogliono mance e mancette? Quelle mancette, caro Presidente
Schifani, che qualche parlamentare, compreso il sottoscritto, ha
utilizzato per acquistare gli ecografi nei poliambulatori, 150.000
euro all'Asp di Agrigento. Questa è la nostra mancetta, e io mi
autodenuncio ai siciliani Questo ho fatto: stanziare 150.000 euro
per acquistare gli ecografi nei poliambulatori che erano sprovvisti
di ecografi Questa è la mia mancetta da parlamentare regionale.
Questo è l'alimentare il mio consenso, personale o politico? Questo
è un servizio
Ritornando alla riforma dei consorzi di bonifica. Ma che riforma è
quando si tende a incrementare la burocrazia e a limitare la
partecipazione degli agricoltori rispetto ai processi decisionali?
Ma che riforma è quella che viene portata in Aula a metà luglio,
facendola passare come una riforma che la Sicilia attende da anni,
e adesso è urgente perché ci sono i lavoratori che attendono che si
approvi questa riforma perché incrementiamo le giornate lavorative?
Ecco, diciamolo con chiarezza: qua siamo tutti per la tutela dei
lavoratori e tutti siamo disponibili a venire incontro a queste
esigenze, ma abbiamo verificato che tutti, e dico tutti i
lavoratori, siano tutelati dallo stanziamento di queste risorse?
Abbiamo verificato che, una volta stanziate queste risorse, siano
utilizzate o possano essere utilizzate per questa finalità?
Verranno date sotto forma di contributo?
Ecco, questi interrogativi sono gli interrogativi che si pone un
parlamentare regionale, ma sono gli interrogativi che si pongono i
cittadini e gli agricoltori perché della propaganda siamo stanchi e
siamo stufi della propaganda di questo Governo
Non ne possiamo più Utilizzare il mese di luglio per dire che gli
agricoltori attendono questa riforma, come l'emergenza idrica che
sta attanagliando il territorio regionale, ne abbiamo sentito
parlare l'anno scorso, Presidente Schifani, della turnazione idrica
per l'idropotabile, abbiamo avuto un anno di tempo per mettere in
campo delle misure.
Ad oggi, in provincia di Agrigento, ci viene comunicato che il
dissalatore che doveva essere utilizzato per le finalità e per
affrontare la crisi idrica non sarà pronto per l'estate
Ma che cosa state facendo? Continuiamo a prendere in giro i
siciliani? Continuiamo a prendere in giro i siciliani, scaricando
sul Parlamento e sulle opposizioni la volontà di fare
ostruzionismo? Questo non è ostruzionismo, questa è volontà di fare
chiarezza e saremo qui fino a domani, dopodomani, il tempo che sarà
necessario per confrontarci, ma fare un confronto, un dibattito
serio, non è tempo perso
Perché non si viene qua in Aula, avanti c'è l'accordo, ma quale
accordo? Quale accordo? L'accordo per aver presentato degli
emendamenti nelle variazioni di bilancio per dare risposte ad
esigenze territoriali? Sono questi gli accordi, anche dei deputati
di maggioranza? Aver rappresentato esigenze territoriali? No,
Presidente Schifani
Basta Basta con queste esternazioni che mortificano
l'intelligenza dei parlamentari ma l'intelligenza della Sicilia
tutta
Poco fa, l'onorevole Sunseri, ha citato la nascita del mio
terzogenito, mi è arrivato adesso un messaggio a proposito di rete
ospedaliera, il reparto di Licata rischia la chiusura perché non ci
sono medici. L'Assessorato scrive alla direzione dicendo che ha
assegnato quattro medici ma non li ha contrattualizzati.
I reparti, i siciliani, i medici, vivono questi problemi che non
trovano poi soluzione nelle parole del governatore Schifani.
Ecco Presidente, come ha ben visto, probabilmente dieci minuti non
sono sufficienti a sviluppare un ragionamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cambiano, dieci minuti se parliamo della
rete ospedaliera, mentre stiamo parlando della riforma dei consorzi
di bonifica, chiaramente non sono sufficienti.
CAMBIANO. ...su una riforma - l'ho citato solo come esempio -
perché l'onorevole Sunseri, giustamente diceva, "io non ero nato" e
i consorzi di bonifica erano commissariati, l'ho citato come
esempio.
PRESIDENTE. Io rispetto gli interventi di tutti, e come ho detto
all'interno della Capigruppo, saranno rispettati i tempi previsti
dal Regolamento.
Però, l'intervento dell'onorevole Cambiano, se ci dovesse essere
un altro intervento simile, qualora si dovesse parlare di altro,
purtroppo dovrò interrompere la possibilità...
MARANO. Negli ultimi dieci secondi ha parlato della rete
ospedaliera
PRESIDENTE. Anche durante l'intervento ha parlato dell'articolo e
delle mance che non sono attinenti all'articolo 1.
Le dico, quindi, onorevole Marano, che se si va fuori tema io sarò
costretto a levare la parola.
È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Presidente, però siccità e acqua, comunque con il tema
dell'agricoltura, è lì. Acqua e agricoltura, non penso che siano
due temi così contrapposti
PRESIDENTE. Si stava parlando di altro.
MARANO. Magari mi è sfuggito qualcosa, va bene.
PRESIDENTE. Sono abbastanza disponibile nei confronti di tutti.
MARANO. Grazie Presidente, bene. Io intervengo chiaramente per
dire che su questa riforma, la scorsa legislatura ero in terza
Commissione, ci abbiamo lavorato per tutta la legislatura e non si
è concluso nulla, abbiamo lavorato sulla questione dei lavoratori e
ricordo che eravamo venuti a capo, si era trovata una quadra
rispetto alla soluzione di continuità dei lavoratori nei nascenti
consorzi e nel piano di rientro del disavanzo finanziario veniva
appunto riportato che per avere una significativa ricaduta in
termini di risparmio di spesa, era necessario mantenere inalterato
il blocco dei nuovi ingressi di lavoratori e limitare il meccanismo
di sostituzione dei posti residui disponibili. Ora, questa cosa
nell'attuale disegno di legge non viene inserita e sinceramente
rispetto a questo, secondo me, è necessario un chiarimento da parte
di questo Governo.
I miei colleghi hanno parlato...
PRESIDENTE. Onorevole Marano, però proprio per non andare fuori
tema, non stiamo parlando in questo momento di lavoratori, stiamo
parlando dell'articolo 1. Quindi le chiedo di attenersi
rigorosamente all'articolo 1 relativo alle finalità; quando
parleremo dei lavoratori lei potrà intervenire per tutto il tempo
che le occorre.
MARANO. Ma lo posso dire che, posso, quindi soltanto...
PRESIDENTE. Non siamo in discussione generale, questo è il tema.
MARANO. Ma dico anche gli altri poi hanno divagato rispetto
all'intervento, dicendo che questa riforma non risolve i problemi,
che per risolvere i problemi dell'agricoltura non si può parlare
soltanto di consorzi di bonifica, ma si deve parlare di
competitività, di tracciabilità, di tutela di...
PRESIDENTE. Onorevole Marano, questa Presidenza ha derogato spesso
a quelli che sono stati gli interventi dei deputati perché c'è
stata sempre una sintesi, ora siccome questa sintesi non c'è...
MARANO. Però le chiedo, Presidente, una cosa: anche all'inizio
dell'Aula io volevo intervenire e non sono intervenuta, si è
parlato di tutto e di più rispetto all'ordine dei lavori, se le
regole si devono rispettare, si devono rispettare per tutti in
maniera rigorosa, stop
PRESIDENTE. Abbiamo fatto una Capigruppo proprio per questa
ragione, se lei vuole intervenire sulle finalità, io non le
toglierò assolutamente la parola.
MARANO. Colgo l'occasione per dire che comunque il rigore deve
essere allora su tutto
PRESIDENTE. Ma il rigore è stato fatto su tutti gli interventi dei
suoi colleghi parlamentari, erano tutti del Movimento Cinque Stelle
e del Partito Democratico.
MARANO. Articolo 1, Presidente, io ho un emendamento. E rispetto a
tutte queste finalità all'articolo 1, per esempio, ho aggiunto le
parole delle finalità perché, chiaramente, si specifica del
turismo, si specifica del paesaggio rurale ma non si mettono in
chiare lettere le attività agricole sostenibili e multifunzionali.
Ho fatto un emendamento ma il senso del mio intervento non doveva
essere questo emendamento, ma l'articolo 1 è l'articolo principale
della legge, quindi, comunque, doveva essere un altro intervento.
Se non lo posso fare perché giustamente dobbiamo attenerci, spero
che anche il seguito dell'Aula sarà così a questo punto.
PRESIDENTE. Ma io non le leverò neanche un istante del tempo che
lei ha a disposizione però su quelle che sono le finalità. La
ringrazio.
MARANO. Assolutamente.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi noi qui
stiamo discutendo di una riforma che, come è stato ampiamente detto
anche dai miei colleghi, è attesa da tantissimi anni.
Discutiamo dell'articolo 1 che, a leggerlo così dalle enunciazioni
iniziali, sembra voler raggiungere nobili obiettivi, nobili
finalità che questa regione in qualche modo dovrebbe perseguire,
sarebbe anche ora, ne ha elencate tante il collega Sunseri, è stato
dettagliato.
Ma io voglio soffermarmi su una in particolare che mi pare
veramente una grande contraddizione che è quella che riguarda la
sostenibilità ambientale, cioè in questa legge si parla di
sostenibilità ambientale, si fa un richiamo ai principi di
precauzione, ai principi di prevenzione del danno ambientale, così
come previsti dal Codice dell'ambiente, eppure poi spulciamo il
testo normativo, e di tutto quello che rappresenterebbero questi
principi, troviamo veramente molto poco. Troviamo poco in un
momento di grande siccità, la nostra regione sembra non prendere in
considerazione, neanche lontanamente, il fatto che la nostra
regione sia al centro di un processo di desertificazione ormai
galoppante e si pensa di risolvere il problema dei consorzi di
bonifica modificando veramente la struttura gli enti gestori come
se fosse il problema principale È senz'altro un problema, perché è
un sistema che non garantisce efficienza, è un sistema che non
riesce a distribuire quella scarsa risorsa idrica che abbiamo, in
modo tale da garantire un reddito ai nostri agricoltori.
Basti pensare al bacino del Belice, al bacino della diga Trinità e
non si può non ricordare in quest'Aula come la gestione delle
risorse idriche sia stata totalmente irresponsabile, come si siano
sversati, per mesi, metri cubi di acqua della diga Trinità,
lasciando un comprensorio interamente all'asciutto.
Ecco, non ci sarebbe stata nessuna riforma utile di fronte a uno
scempio di questo tipo, nessuna organizzazione di nessun consorzio
di bonifica che avrebbe potuto giustificare una scelta di questo
tipo; oggi, gli agricoltori sono a secco, oggi la diga Trinità è
vuota, oggi la diga Garcia non è in condizioni di offrire una
risorsa idrica che possa garantire un'irrigazione neanche di
soccorso e cosa c'è di sostenibile in tutto questo? Non c'è nessuna
tutela dei corpi idrici, non c'è nessun ripristino dei bacini
fluviali, nessuna tutela degli ecosistemi idrici
Cosa c'è di sostenibile in una legge che fa della tutela
ambientale una mera dichiarazione di principio? Ecco, non basta un
bilancio ambientale, previsto dalla norma, per dire che questa
legge è sostenibile, questo è green washing, non è guardare alle
future generazioni con responsabilità, in modo da garantire la
risorsa più preziosa che è quella dell'acqua, che dovrebbe essere
quello che orienta le scelte e ragionare secondo ambiti ottimali
che possano garantire la corretta fruizione, la corretta
distribuzione e, invece, ci ritroviamo una norma che un po' ammette
anche il fallimento della strategia di gestione della crisi di
emergenza che in questo momento sta vivendo la nostra Regione ed è
quell'articolo che dice che quando c'è un clima, un problema di
siccità, c'è un problema climatico, e sono gli agricoltori a farne
le spese, perché prima dobbiamo garantire l'uso potabile e poi -
soltanto in secondo luogo - dobbiamo garantire l'acqua per
l'agricoltura.
Non c'è responsabilità, non c'è sostenibilità in questa legge, c'è
soltanto la conferma - la conclamata conferma - del fallimento
della strategia di gestione delle risorse idriche, con un Governo
che continua a insistere sulla propaganda dei dissalatori,
dissalatori che andrebbero - forse quando saranno a regime - a
fornire una quantità di risorsa idrica aggiuntiva pari a 525 litri
al secondo che - ahinoi - eventualmente, si perderà per strada,
perché le reti dei consorzi di bonifica, esattamente come le reti
idriche, sono un colabrodo e perdono la metà di quelle risorse per
strada, quindi, noi stiamo investendo...novantadue più dieci...
sono più di 100 milioni di euro per la realizzazione dei
dissalatori, altri 100 milioni ce li troviamo nel triennio - li
abbiamo visti nella variazione di bilancio che è arrivata in questi
giorni, in queste ore, all'esame dell'Aula - per la gestione dei
dissalatori nei prossimi tre anni, ma se le reti... se non c'è una
progettualità sulle reti, se non c'è la capacità di lavorare sulla
rete di adduzione, di conduzione e di collegamento tra gli invasi e
le reti, non ci sarà nessuna riforma dei consorzi di bonifica che
potrà salvare l'agricoltura nella nostra regione.
L'agricoltura - che ricordo a quest'Aula, ricordo a me stessa - è
un settore trainante, un settore che vive di crisi e non ci saranno
misure 23 del PSR che potranno servire a colmare le perdite di
reddito dei nostri agricoltori
Continueremo ad alimentare una guerra tra i poveri, per cui
decideremo che i pistacchieti e gli aranceti sono vittime della
siccità e, invece, i vigneti e gli uliveti, anzi gli uliveti sì e i
vigneti no, non lo sono Quindi, finché ci sarà questo problema di
gestione della risorsa idrica, non veniteci a parlare di
sostenibilità ambientale perché questo tipo, qualsiasi tipo di
riforma, non solo non è sostenibile da un punto di vista
ambientale, ma non lo è neanche da un punto di vista economico,
perché noi non risolveremo nessun tipo di problema e continueremo
ad illudere i lavoratori che questa riforma, invece, sarà la
soluzione ai problemi che si portano dietro da decenni, senza dare
mai, però, una visione strutturale e una visione che possa
realmente garantire un futuro all'agricoltura siciliana.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori presenti e colleghi, una
riforma - quella dei consorzi di bonifica - che ormai ci portiamo
da svariati anni e che potremmo definire oggi una riforma della
serie "vorrei ma non posso", perché è una riforma che non risolve
le reali esigenze, che non assolve la principale funzione di questa
stessa riforma, che è quella di portare l'acqua lì dove serve e
cioè agli agricoltori, dove il comparto dell'agricoltura è uno dei
comparti più importanti e strategici della nostra Regione.
Una riforma che non risolve il problema dei lavoratori,
soprattutto perché non dà certezza delle risorse messe in campo e
quindi dell'obiettivo da raggiungere; una riorganizzazione - che
non si capisce quali dovrebbero essere gli obiettivi da risolvere -
che istituisce una sorta di "bad company" per nascondere quelli che
sono i debiti contratti da questi enti nell'arco degli anni, ma che
non evidenzia come questi debiti a carico di chi andranno, quindi
mettiamo i problemi sotto il tappeto
In Sicilia, purtroppo, caro Presidente, soprattutto quando è il
Governo a presentare delle norme, vengono presentate delle norme
"spot" che non risolvono davvero i problemi di quel comparto. Ora,
facendo riferimento al comma 1 dell'articolo 1 della norma, mi
viene da sorridere, perché si fa riferimento nel comma 1 e nel
comma 3 ai principi europei, alle norme e quindi alle direttive
europee.
A me viene da sorridere E, al comma 2, si parla di pianificazione
e di programmazione, che è quello che questi enti non hanno mai
avuto e io non riesco a capire come si possa assolvere a questo
obiettivo e a raggiungere questi obiettivi se non si fanno degli
investimenti strutturali Quindi noi siamo dinanzi ad una norma
"spot", come sempre, che non fa riferimento a quelli che sono gli
obiettivi principali e ad assolvere le reali esigenze del comparto
dell'agricoltura: e per questo voglio citare anche una cosa che è
paradossale. Noi ci siamo ritrovati ad avere notizia di alcuni
investimenti, con ingenti risorse in una delle province del
territorio siciliano - e sentite bene, soprattutto sulle reti
idriche - c'erano già impegnate le somme, ingenti risorse, ma non
c'erano i progetti, ma di cosa stiamo parlando? Una provincia - che
è quella di Agrigento - allo sbando, dove i cittadini e mi rivolgo
ai cittadini della provincia di Agrigento che ci ascoltano da casa:
scendete in piazza Andate dietro le porte di coloro che sono i
responsabili, perché il bene comune che è l'acqua non vi può essere
più negato. È una vergogna
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, Governo, colleghi superstiti,
oggi finalmente vediamo qui in Aula il bocciolo di una riforma - e
dico bocciolo - perché quello che è mancato sicuramente in questa
pseudo-riforma è il coraggio, il coraggio di dire ai siciliani,
agli agricoltori le cose come stanno, ossia che questo Governo per
risollevare le condizioni dell'agricoltura, per porre rimedio alle
gravi carenze del sistema idrico siciliano che ha accumulato in
questi decenni di malgoverno, quasi sempre di destra: questo
Governo non ha fatto nulla e arriva oggi in Aula con questa pseudo-
riforma, elencando all'articolo 1 una serie di finalità che, quando
io le ho lette, ho detto: "mamma mia, il Governo Schifani si è
convertito ".
Addirittura, si parla al comma 4 di "effetti negativi
sull'ambiente e sulla risorsa idrica dei processi economici,
salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future
a fruire di un patrimonio ambientale integro". Ma l'avete scritta
per davvero voi? Cioè, sta cosa qui, veramente l'ha scritta il
Governo di destra che è conosciuto in Sicilia per avere distrutto
ogni centimetro quadrato di costa? Normalmente, il vostro tema non
è quello della salvaguardia, è quello di edificare vicino alla
costa, di fare una sanatoria, di andare a incidere sulle normative
ambientali in maniera negativa, di legittimare... tutt'altro.
Infatti, ho detto "incredibile "
Tra l'altro, dimenticandovi che la tutela idrogeologica del
paesaggio dovrebbe essere una delle principali occupazioni del
presidente Schifani attraverso la struttura al dissesto. Tutto
questo, in questi due anni e mezzo non lo vediamo, oggi lo troviamo
scritto nell'articolo 1, "Finalità" dei consorzi di bonifica in
cui, peraltro, vi siete dimenticati di scrivere una cosa - e quello
andava scritto - che, tra le finalità di questa legge c'era quella
di costituire un sistema che si sarebbe tramutato in danno dei
creditori Perché quello che non si comprende, a seguito
dell'approvazione di questa riforma, è che fine faranno quelle
quattro garanzie, o nessuna, che creditori dei consorzi di bonifica
dovrebbero avere.
E allora io proporrei di fare un emendamento, di aggiungere il
comma 5, in cui lo diciamo chiaramente, che l'unica cosa che
potranno pignorare sono i buchi delle condotte idriche che finora
hanno servito i territori siciliani
E poi, un'altra cosa che mi fa veramente sorridere nel corso della
legge, Presidente Galvagno, è dove dite che l'acqua - pensate voi
che innovazione legislativa - in Sicilia, dopo l'approvazione di
questa super legge, l'acqua - dopo essere destinata al consumo
umano - sarà destinata prevalentemente al consumo agricolo E
questo, Presidente, io l'ho letto nel corpo della legge e volevo
fare i complimenti a chi l'ha scritta questa cosa qua, perché
veramente era importante scriverla in una legge di riforma
Allora, io credo che questa legge, Presidente, riformi veramente
poco e prenda in giro veramente tanto, a partire da quelle che sono
le aspettative degli agricoltori siciliani che credono, sperano,
vorrebbero vedere un sussulto di dignità da parte del governo
Schifani, di mettere sul territorio degli investimenti concreti,
degli investimenti reali, degli investimenti che consentano di non
sprecare l'acqua, degli investimenti che l'acqua la facciano
arrivare sui campi e non di essere presi in giro da trent'anni, di
commissario in commissario
Questa legge fa altri quattro nuovi commissari per poi rimanere
probabilmente commissari a vita Allora, Presidente Galvagno, io
veramente resto basito quando pensate, all'interno di una riforma
di legge sui consorzi di bonifica, di infilarci dentro anche le
strutture ricettive. Io lo capisco che in questi due anni,
probabilmente anche la Lega ha visto nel turismo un'importante
fonte attraverso la quale fare politica, attraverso la quale
impegnarsi probabilmente per i propri interessi di partito, però
non è che in ogni cosa ci possiamo infilare il turismo e le
strutture ricettive Persino nelle finalità della legge sui
consorzi di bonifica mi sembra una cosa veramente ridicola,
l'ennesimo attacco alla diligenza a cui il centrodestra ci ha
abituati
Io chiederei veramente di occuparsi della materia in maniera un
pochino più seria e avendo veramente riguardo al benessere dei
Siciliani, della coltura, dell'agricoltura e soprattutto, vedete,
questo disegno di legge vorrebbe vedere impegnati, anche in tema di
allevamenti, gli agricoltori.
Un settore che sta facendo veramente fatica in questi anni, tra le
crisi sanitarie, le zoonosi, ma anche i problemi di
approvvigionamento idrico: continuare a professare il desiderio di
rilanciare queste attività, queste sono veramente attività che
hanno costruito l'economia siciliana e che avrebbero meritato
l'attenzione dell'assessore per l'economia oggi, anche durante
questa discussione, Presidente Galvagno. È veramente l'ennesima
occasione sprecata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
È iscritta a parlare l'onorevole Adorno.
DE LUCA Antonino. Ti ho iscritto io a parlare
PRESIDENTE. Non è obbligatorio. Mi è stato detto dal Presidente
del Gruppo parlamentare che volesse intervenire, ma se non volesse
farlo
ADORNO. Grazie, signor Presidente. Io vorrei leggere quello che è
scritto qua come oggetto e finalità all'articolo 1: "La Regione
siciliana - nel primo comma recita - "con la presente legge,
disciplina in coerenza con i principi statali ed europei, diretti
allo sviluppo sostenibile e alla gestione delle risorse naturali,
l'esercizio delle funzioni in materia di bonifica e di irrigazione.
Tale disciplina è finalizzata alla sicurezza idraulica e alla
tutela del paesaggio rurale".
Già mi soffermerei su queste parole. Perché, certo, come chi mi ha
preceduto ha sottolineato, sappiamo che i dissalatori, che sono
parte della soluzione offerta da questo Governo, che peraltro
ancora devono prendere vita, certamente danneggiano, dal punto di
vista naturalistico, l'ecosistema E noi, più volte, abbiamo
sottolineato come questa possa non essere l'unica soluzione
possibile, anche ai fini della fruizione turistico-ricreativa e
sportiva. Quindi, noi stiamo facendo un disegno di legge sul
riordino dei consorzi di bonifica e utilizziamo, ancora una volta,
questa accezione di fruizione turistico-ricreativa e sportiva.
A mia memoria, già, quando, nel 2017, il Movimento partecipò alle
sue elezioni regionali, sottolineavamo come le reti colabrodo della
Regione fossero presenti un po' ovunque.
Ecco, rispetto alle finalità che si propone l'articolo 1, non
troviamo soluzioni al riguardo, anzi, leggiamo tutta una serie di
enunciazioni che fanno riferimento giustamente all'Europa,
giustamente a quelli che sono gli obiettivi da raggiungere anche a
livello ministeriale.
Tutto questo, però, non corrisponde a quella che poi è la realtà
che vivono tutti i giorni i nostri agricoltori. Non corrisponde a
tutta quella che è la realtà che vivono tutti i giorni i cittadini,
specialmente delle province di Agrigento, ma anche di Palermo, che
spesso si trovano privi dell'acqua per gli stessi cittadini, non
per gli agricoltori.
E, allora, rispetto a quest'attualità, le finalità scritte
nell'articolo 1 non trovano spazio ed evidenza. Ci sembra di vivere
su un mondo parallelo, quindi" Odissea nello spazio", forse, ma
certamente non nella realtà della Regione siciliana.
Quindi, grandi enunciazioni in questo articolo 1, ma poca
attinenza con quello che è il quadro reale.
Grazie, signor Presidente.
Sull'ordine dei lavori
MARANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori? Prego, ne ha facoltà.
MARANO. Per fatto personale, ordine dei lavori... su qualunque
cosa si possa fare riferimento al mio intervento, come da
Regolamento.
Mi deve spiegare che differenza c'era tra il mio intervento e
quello dei colleghi che stanno parlando del tema dell'agricoltura e
dei consorzi e di qualunque tema collegato, senza essere
interrotti Mi deve spiegare perché, signor Presidente...
PRESIDENTE. Ho letto il testo.
MARANO. Io la seguo, la seguo, e vedo quello che fa. Quindi,
evidentemente, quando parlavo io era molto attento, quando
parlavano gli altri, probabilmente si è distratto in qualche
momento, perché io la guardo, la osservo, quindi o mi spiega perché
mi ha interrotto e gli altri possono parlare di quello che
vogliono, me lo spiega, così almeno perché da quando è iniziata
l'Aula, ognuno dice quello che vuole in qualunque momento e io che
stavo parlando di consorzi di bonifica e dell'articolo 1
PRESIDENTE. Lei stava parlando di lavoratori, che era un altro
tema, lei stava parlando di un'altra questione
MARANO. No, signor Presidente, no Ascolti l'Aula e tutti gli
interventi che sono stati fatti dopo di me. Non è come dice lei
PRESIDENTE. Va bene, non mi sono accorto in questo caso che era
stata lei... starò più attento agli interventi successivi.
MARANO. Signor Presidente, io stavo facendo un'introduzione al mio
intervento e lei mi ha interrotto.
PRESIDENTE. Lei ha parlato di una cosa che non era attinente
all'articolo 1.
MARANO. La prego di fare attenzione ad ogni parola che viene
detta.
PRESIDENTE. Tutti gli uffici, chiedo, che siano attenti agli
interventi dei colleghi, anche di chi legge.
Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
bonifica
e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
cercherò di prendere meno minuti rispetto a quelli che sono a
disposizione.
Due cose: prima che iniziamo, perché lei, ovviamente, ha messo,
come dire, finita la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari Essendo io il Presidente del Gruppo parlamentare del
Partito Democratico, ho l'esigenza di esprimere, signor Presidente,
la nostra posizione perché proprio il Presidente del Gruppo
parlamentare, Assenza, alla fine della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, ha voluto ribadire
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, io, purtroppo, o litigo con lei o
litigo con l'onorevole Marano
CATANZARO. Io sto parlando della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. Della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari non si può parlare, lei può parlare sull'articolo 1,
se vuole intervenire sull'articolo 1, le finalità...
CATANZARO. Signor Presidente, siccome su questo disegno di legge
sta uscendo un messaggio distorto, che è quello che le opposizioni
sono contrarie al disegno di legge
PRESIDENTE. Ma non è questo il momento
CATANZARO. Ma sto parlando sull'articolo e sto parlando... sto
parlando sull'articolo 1
(interruzioni fuori microfono dell'onorevole Figuccia)
CATANZARO. Mi fa specie che il questore, mi fa specie che il
questore di quest'Aula, il questore, un certo onorevole Figuccia,
gridi Lei è il questore e dovrebbe dare l'esempio, invece sta
dando un esempio davvero da fanciullo perché lei è il questore.
(interruzioni fuori microfono dell'onorevole Figuccia)
CATANZARO. Perché non mi butta fuori lei? Perché non mi butta
fuori lei?
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro
CATANZARO. Signor Presidente, stiamo toccando il fondo e, allora,
mi faccia fare l'intervento. Sull'articolo 1, signor Presidente, ci
sono due commi: uno è il comma 2 che, ovviamente, è quello in cui
la Regione programma e realizza interventi di rilevanza pubblica in
materia di bonifica montana.
Signor Presidente, io voglio sapere da quest'Aula, dal Governo -
ovviamente qua c'è Barbagallo -, questo Governo è lo stesso del
passato, cioè in continuità politica di centrodestra. Questo è il
Governo che inserisce in una norma, con il primo articolo al comma
2, le finalità e sono quelle per cui noi ancora piangiamo lo scorso
Governo Musumeci, che ovviamente è un Governo dove abbiamo fallito
31 progetti su 31, rispetto a quello che riguarda proprio i
consorzi di bonifica. E io su questo punto e qua anzi su questo
articolo e su questo comma, signor Presidente, le dico che è
davvero assurdo leggere che un Governo regionale sul primo
articolo, sulle finalità si presenta in questo modo
Rispetto al comma 5, signor Presidente, ovviamente la Regione
definisce i nuovi Comprensori di bonifica che noi ci ritroviamo
all'articolo 4: poi è davvero assurdo, signor Presidente, perché
noi come Gruppo parlamentare del Partito Democratico e ritorno - e
ci tengo a ribadirlo - perché sono più di sessanta emendamenti che
ovviamente noi presentiamo come Gruppo parlamentare per modificare
e per dare il nostro contributo a questa riforma; diciamo che,
ovviamente, quello che abbiamo visto su ciò che accade
sull'articolo 4, che poi noi ci ritroveremo, è davvero assurdo,
signor Presidente. E io lo dico, perché questo primo articolo,
dovrebbe essere l'articolo che dà una impostazione, che dà
ovviamente le finalità a questa legge.
Già i commi 2 e 5 sono davvero commi che, per quanto ci riguarda,
noi chiediamo, ovviamente al Governo regionale, che su queste
finalità il Governo si esprima, perché abbiamo anche la condizione
che questa norma, partita dal Governo, poi modificata, diciamo,
dalla stessa maggioranza, ovviamente si... qualcuno vorrebbe far
passare che c'è l'opposizione che, invece, vuole mettere in
soffitta questa norma, invece noi su queste cose interveniamo,
signor Presidente.
E io - poco fa, lei non mi ha fatto completare, ma proprio per
Regolamento, per quello che noi abbiamo chiesto in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari - mi attengo e mi sto attenendo
a quello che è l'articolo 1. E su questi punti, noi già partendo
dal primo articolo, abbiamo un'esigenza, quella di capire rispetto
al Governo la posizione che ha su queste finalità. Perché sono
davvero assurde le finalità che lo stesso Governo di centrodestra
pone - dicendo che mette queste finalità - dove poi ci ritroviamo
nell'ultima variazione di bilancio interventi di 5 milioni per le
reti.
Quindi, signor Presidente, quando si parla di programmazione di un
Governo regionale dovrebbe esserci davvero una programmazione
Quella che, invece, non c'è assolutamente sul primo articolo,
partendo proprio da questo articolo del disegno di legge.
Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
Onorevole Dipasquale, così come per gli altri colleghi, la prego
di attenersi all'articolo 1.
DIPASQUALE. Grazie, signor Presidente. Articolo 1 "Finalità".
Abbiamo raggiunto, raggiungiamo con questo disegno di legge le
finalità che noi pensavamo di raggiungere? Purtroppo la risposta è
no, signor Presidente. La risposta è no perché noi abbiamo
affrontato solamente questioni parziali che riguardano il
personale, non abbiamo neanche risolto tutte le questioni che
riguardano il personale: quindi, se noi come finalità ci eravamo
dati il raggiungimento dei... le risposte ai lavoratori, già questa
risposta l'abbiamo data parzialmente e, attenzione, l'abbiamo data
parzialmente signor Presidente, non vorrei disturbare l'assessore
Aricò, mi sembra di essere al bar non potrebbero stare là neanche
i deputati
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, tornate al vostro posto.
DIPASQUALE. Quindi, abbiamo raggiunto la finalità riguardo ai
lavoratori? No. Non solo, mi dovete permettere di dire che questa
riforma scusate, colleghi era arrivata in Aula e avete
dimenticato i lavoratori, li avete dimenticati Siamo stati in
Commissione, ora siamo stati in Commissione, il mio collega Abbate
- non lo frega nessuno per comunicati stampa - è uscito con un
comunicato stampa dicendo: "guardate che abbiamo risolto il
problema dei lavoratori in Commissione", ma già in Commissione voi
c'eravate stati e non avete risolto nulla A tal punto che arrivate
in Aula e, solamente perché le minoranze hanno alzato un muro, è
ritornato nelle Commissioni. Ha risolto la finalità di tutti i
lavoratori? Per lavoratori intendiamo quelli precari, quelli a
tempo indeterminato, quelli a tempo determinato. L'abbiamo risolto?
No.
Anche l'emendamento che avete fatto questa mattina risolve una
parte dei problemi dei lavoratori, perché io ricevo telefonate,
come penso tutti quanti i colleghi, di persone preoccupate, che mi
dicono "attenzione, per me va bene così, perché la mia situazione è
risolta", "per me no, io non prenderò neanche il TFR", "per me io
non prendo né quello, né l'altro". Ma che riforma è? Il segnale già
mi arriva da parte dei lavoratori: loro stessi non sono contenti,
c'è una parte che si sente protetta e una parte che non si sente
protetta, signor Presidente: quindi, anche questo meccanismo che si
è messo... finalità ne sto parlando, signor Presidente, questo
meccanismo....
PRESIDENTE. Sto dicendo di attenersi strettamente all'articolo 1.
DIPASQUALE. Alle finalità, finalità lavoratori , no?
PRESIDENTE. Finalità dell'articolo 1
DIPASQUALE. Finalità, ma le finalità della riforma, signor
Presidente, quali erano? Le finalità dei lavoratori. Non le abbiamo
raggiunte. Le finalità degli agricoltori? Non le abbiamo raggiunte
perché gli agricoltori, gli allevatori si troveranno una struttura
consortile, i consorzi, con i debiti
Noi, infatti, stiamo facendo una riforma che non risolve che non
raggiunge le finalità perché abbiamo messo solo una parte di
risorse
La cosa che mi dà fastidio veramente sapete qual è? Che prima,
quando la prima volta è passata dalla Commissione Bilancio, il
Governo ha detto subito: "no, soldi non ce ne sono ", per poi
mettere questi milioni che serviranno per risolvere una parte
dopodiché, sono rimaste fuori tutte le altre questioni, e poi il
Governo approva una manovra con trecentocinquanta milioni di euro,
che erano risorse...
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale
DIPASQUALE... che potevamo utilizzare per raggiungere le finalità.
(interruzione fuori microfono dell'onorevole Marano)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, ascolti, noi fuori dall'Aula
siamo anche grandi amici, però, la prego, nel rispetto della
collega Marano, alla quale ho tolto la parola, che rispetto,
indipendentemente dal colore politico, la prego
DIPASQUALE. Signor Presidente, guardi che io mi sto soffermando
sulle finalità. E, allora, signor Presidente, io la prego di una
cosa, perché abbiamo l'interesse a trattare l'articolato anche noi
e vedrà che i prossimi articoli troveranno anche un'accelerazione
da parte nostra, però, mi creda, noi le finalità che erano
previste, che sono previste dall'articolo 1, non le abbiamo
raggiunte, ci stiamo illudendo. L'unica finalità che stiamo
raggiungendo è quella che stiamo illudendo porzioni, piccole
porzioni di lavoratori.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
Si è iscritto a parlare tutto il Gruppo del Partito Democratico.
Iniziamo dall'onorevole Giambona, ne ha facoltà.
Onorevole Giambona, siccome anche lei è molto bravo con le
finalità, le finalità di cui all'articolo 1 . ci sono undici
interventi, che vuole che le dica? Di che cosa? Che intervengono
gli altri se sono una responsabilità
Prego, onorevole Giambona.
GIAMBONA. Grazie, signor Presidente. Mi attengo naturalmente a
quelli che sono i Regolamenti d'Aula e parlerò dell'articolo 1, del
resto mi sembra che chi mi ha preceduto abbia parlato
esclusivamente dell'articolo 1. Riscontro, però, signor Presidente,
che ci sono delle difficoltà in Aula, un po' di agitazione; c'è una
maggioranza distratta, probabilmente, da un'agenda che, forse, il
Presidente della Regione Schifani vorrebbe assegnare a
quest'Assemblea; vedo anche qualche comunicato da parte
dell'onorevole Pellegrino che, sicuramente, non aiuta, devo dire, i
lavori di quest'Assemblea.
Detto questo... non aiuta affatto, non aiuta affatto, onorevole
Pellegrino, perché siamo tutti qui a lavorare per la Sicilia. Se
lei esce con un comunicato durante la discussione...
Torno, però, all'articolo 1, signor Presidente, perché io credo
che non sia nello stile dell'onorevole Pellegrino portare avanti
queste azioni, non so chi glielo abbia suggerito, però noi siamo
qui a discutere anche di questo.
Torno all'articolo 1, signor Presidente, perché le finalità di una
norma sono quelle che permettono di capire non solamente ai
parlamentari regionali, ma anche a tutta la Sicilia, se questa può
trovare concretezza rispetto a quelle che sono le esigenze di una
categoria importante, quella degli agricoltori e quella di coloro
che hanno la necessità di sbarcare il lunario; l'agricoltura,
sappiamo benissimo, che rappresenta una parte importante del PIL
siciliano.
Ma, proprio sull'articolo 1 ritengo che le finalità debbano essere
puntuali, anche raggiungibili concretamente.
Dico questo, caro Presidente, perché non possiamo portare avanti
delle norme che siano uno spot elettorale, perché quando viene
indicato come, tra gli obiettivi, la fruizione di quelle che sono
le finalità dal punto di vista turistico, addirittura ricreativo, e
dello sport, leggo, come anche della viabilità lenta o lo sviluppo
e il sostegno delle aziende zootecniche e forestali, o come anche,
ancora, quello che prevede il comma 2, in cui si parla,
addirittura, della bonifica montana, noi non riusciamo a garantire
la bonifica nei territori pianeggianti e dovremmo riuscire a creare
delle condotte, dovremmo riuscire a creare delle infrastrutture,
addirittura, nelle nostre zone montane
Sarebbe sicuramente una lodevole finalità, cionondimeno dobbiamo
confrontarci con quella che è la realtà, Presidente dell'Assemblea,
assessore Barbagallo, rispetto a quella che è una Regione siciliana
nella quale, di fatto, l'acqua non viene garantita alla quasi
totalità degli agricoltori. Sappiamo benissimo come la produzione
agricola potrebbe aumentare di sei volte, qualora vi fosse la
possibilità di irrigare i nostri campi.
Questa è una delle finalità, deve essere la finalità di questo
disegno di legge e a questo aggiungo l'esigenza di protagonismo dei
nostri agricoltori, quindi eliminare le fasi di commissariamento,
ma il rischio è che le finalità di questa norma non permettano di
raggiungerle, perché i commissariamenti probabilmente tenderanno a
moltiplicarsi.
E, allora, proprio rimanendo sul tema del comma 1 dell'articolo 1,
in cui tanto si decantano quelle che sono le finalità di questo
disegno di legge, su quella che è la tutela delle risorse
ambientali, sulla salvaguardia del nostro ecosistema, su quello che
deve essere uno sviluppo sostenibile, io vedo ben poca cosa,
colleghe e colleghi, e chi ci assiste da casa, rispetto a quella
che è un'esigenza concreta di prendere atto di quello che è un
cambiamento climatico attualmente in corso, e se ci sono
negazionisti dei cambiamenti climatici anche in quest'area, in
quest'Aula, come ce ne sono a livello nazionale, probabilmente,
devono fare loro stessi i conti con quelli che sono gli effetti dei
cambiamenti climatici, quelli sociali, quelli economici,
razionamento idrico, appunto, la difficoltà degli agricoltori
Ma c'è un aspetto che è assolutamente singolare in questo articolo
della norma che riguarda le finalità, e che ritengo che
quest'Assemblea debba assolutamente, ecco, attenzionare, che è
quello dell'utilizzo di tutte le risorse idriche.
Assessore Barbagallo, io mi rivolgo proprio a lei, assessore per
l'agricoltura, mi rivolgo a lei e le rappresento come le finalità
sull'utilizzo delle risorse idriche non siano, diciamo per così
dire, soddisfatte tutte.
Nello specifico, noi come Nazione italiana, e ancor più nello
specifico la Regione siciliana è in procedura di infrazione per
quanto riguarda la depurazione delle acque, e poi abbiamo una
direttiva europea che tratta, appunto, di quello che è il riuso
delle acque, l'utilizzo delle acque reflue. Ebbene, in questo
articolo, in quelle che sono le finalità che una norma di questa
portata dovrebbe avere in una Sicilia che ha carenza di risorse
irrigue e idriche, io credo che sia quantomeno inaccettabile non
prevedere la possibilità che le risorse idriche che derivino da un
trattamento di depurazione, e quindi un riuso delle acque, non
possa essere messo nel circuito dei nostri consorzi di bonifica.
Questi sono elementi concreti che permettono di individuare come
questa norma, sebbene è assolutamente necessaria e indispensabile
sul tema delle finalità, non è assolutamente esaustiva; non è
esaustiva perché non parla in maniera completa di quelli che sono
gli obiettivi che dovrebbe raggiungere, dell'esigenza di portare
avanti riforme dal punto di vista infrastrutturale, utilizzare
quelle che sono le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza, non ci permette di dare risposta a quello che è il
problema degli oltre 120 milioni di euro dei debiti che sono stati
maturati fino ad adesso e non ci pone soluzione rispetto a quelle
che sono le esigenze di salvaguardare i lavoratori.
Ebbene - e chiudo, signor Presidente -, negli ultimi giorni, sono
emerse le volontà da parte del Governo di portare avanti quelli che
sono stati gli obiettivi che il Partito Democratico e le altre
forze di opposizione hanno rappresentato durante tutti i lavori
della Commissione Attività produttive .
Uno in particolare che mi ha contraddistinto, ovvero quello di
salvaguardare i lavoratori, è stato oggetto di diversa attività, di
confronto, con le organizzazioni sindacali.
Credo che tra le finalità di questa norma vi debba essere quella
di garantire, senza soluzione di continuità, i diritti dei
lavoratori. E mi riferisco ai diritti dei lavoratori di essere
assunti nei nuovi consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. Onorevole, la condividiamo questa proposta, ma al
momento giusto ne parleremo, perché, tra l'altro, trova anche il
mio grandissimo favore, però, in una fase successiva, perché se no,
vado contro un'altra collega, e siccome, per me, siete tutti
uguali, la prego, lo so che lei potrebbe parlare di finalità da qui
fino a domani, però non andiamo fuori tema, per favore, già ci
siamo andati ampiamente
GIAMBONA. Signor Presidente, io non vado fuori tema, però mi
permetto di non sindacare su quella che è la sua posizione, ma
nemmeno lei dovrebbe sindacare sulle mie, che ritengo essere delle
finalità lodevoli della norma.
PRESIDENTE. Sì, ma le finalità sono altre.
GIAMBONA. Detto questo mi accingo a concludere, mi accingo a
concludere dicendo che sull'articolo 1, il Partito Democratico ha
rappresentato, a più riprese, quelle che sono delle esigenze che
sono da rivedere rispetto a quello che concretamente la norma deve
essere nelle condizioni di raggiungere; non vogliamo portare avanti
delle norme propaganda, non vogliamo portare avanti degli spot
elettorali: gli agricoltori siciliani sono stanchi di avere delle
promesse vane, noi dobbiamo garantire, quest'Aula deve essere nelle
condizioni, Presidente dell'Assemblea, assessore Barbagallo, di
garantire agli agricoltori siciliani una sola cosa, tutto il resto
mi sembra superfluo. E l'unica cosa che bisogna garantire è portare
l'acqua agli agricoltori Se noi mettiamo tutta una serie di altre
cose che non hanno senso di esistere, mi sa tanto che facciamo
solamente confusione, facciamo propaganda, spot elettorale Allora,
nel merito, il Partito Democratico proporrà una serie di
emendamenti con l'obiettivo di migliorare, per l'appunto, quello
che è l'articolo 1, nella considerazione che per raggiungere,
signor Presidente, queste finalità, bisogna che ci mettiamo dentro
le risorse, perché senza le risorse non possiamo raggiungere alcun
obiettivo per quegli agricoltori, né per i consorzi di bonifica né
per qualsiasi altra attività che ne necessiti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha altri ventinove secondi, onorevole Giambona,
ventinove secondi rimasti.
È iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha facoltà.
LEANZA. Grazie, Signor Presidente, il mio intervento sulle
finalità della riforma dei consorzi di bonifica è volto - diciamo -
non tanto a discutere della necessità di questa riforma, perché è
chiaro che è una riforma necessitata, è chiaro che è una riforma
che si richiede da tanto tempo, è una riforma di cui sento parlare
da tanto tempo, da quando è cominciata la legislatura, già se ne
parlava prima
Tuttavia, vedo in questo articolo 1 tante belle finalità e tante
belle motivazioni che, però, come prima ha detto l'onorevole
Giambona, non raggiungono quello che è l'unico, vero, obiettivo.
Sarebbe semplice portare l'acqua agli agricoltori; chi viene e vive
i territori sa bene quante difficoltà ci siano nei territori
soprattutto per quelle zone disagiate, zone interne, dove portare
l'acqua soprattutto nelle campagne, o comunque dove ci sono delle
colture di vario genere, non è facile, non è facile L'intervento
da parte del legislatore regionale dovrebbe essere per una volta
risolutivo.
Risolutivo in che senso? Nel senso che si aspetta una risposta
concreta, non un intervento legislativo tecnico o fin troppo
tecnico che non risponde ai bisogni reali di quella che è la nostra
Terra.
In questo senso, appunto, per quanto riguarda i principi statali
ed europei di cui si parla e si fa enunciazione, in questo caso -
diciamo - mi voglio soffermare su quello che è il principio di
sicurezza idraulica e difesa del suolo, di tutela del paesaggio
rurale, uso razionale delle risorse idriche, valorizzazione delle
attività agro-zootecniche e forestali. Anche la conservazione
ambientale, si menziona, anche la conservazione ambientale Sono
obiettivi importanti e io credo che non ci sia nessuno in
quest'Aula che possa sostenere che non lo siano, tuttavia, credo
che in Sicilia siano veramente degli obiettivi urgenti e sarebbe
importante accelerare su questi punti. Basti guardare, come ho
detto prima, la condizione del nostro territorio, funestato ogni
anno da frane, alluvioni, incendi, basterebbe ascoltare per qualche
minuto gli agricoltori che lamentano cronicamente la mancanza
d'acqua o la scarsa manutenzione dei canali; sappiamo tutti le
percentuali di spreco e di non utilizzo efficiente delle risorse
idriche.
In questo caso, colleghi, non possiamo limitarci a fare un elenco
di buone intenzioni: il nostro dovere è valutare se queste
finalità, in concreto, vengano realizzate dalla riforma. E io credo
che, davvero, nel testo del disegno di legge, gli strumenti
utilizzati non siano adeguati per realizzare le finalità. E qui
devo dire con chiarezza che ho dei dubbi seri sull'impatto concreto
che questa riforma può avere sulla vita e sulle attività degli
agricoltori e di coloro che in questo momento soffrono i disagi
derivanti soprattutto dalla scarsezza della risorsa idrica.
Il rischio evidente è che queste finalità restino lettera morta,
che diventino un bellissimo manifesto di principi, ma senza poi
garanzie di attuazione. Ho detto, prima, sicurezza idraulica e
difesa del suolo come priorità, ottimo, ma qual è il piano
finanziario per garantire davvero la manutenzione, non solo
straordinaria ma anche ordinaria? Quali risorse dobbiamo prevedere
per mettere in sicurezza fiumi, gli argini, i canali? Quali impegni
concreti si prendono verso i comuni che non hanno più fondi per
intervenire? L'articolo 1 questo non lo dice.
Si parla di uso razionale delle risorse idriche e lotta allo
spreco: abbiamo un sistema di distribuzione idrica con perdite
spaventose che disperde anche il cinquanta per cento dell'acqua
Dove è l'obbligo di efficientamento? Dove sono i tempi certi per
gli interventi? La finalità è giusta, in astratto, ma forse in
concreto questo non verrà mai realizzato.
Si parla di valorizzazione del paesaggio rurale e delle attività
agro-zootecniche e forestali; sarebbero necessarie, Presidente,
politiche attive, incentivi, sostegno tecnico agli agricoltori, una
strategia di sviluppo e una strategia di filiera.
Credo che in questa riforma gli strumenti previsti siano
assolutamente insufficienti, la legge si limita a dire che è una
finalità, senza poi chiarire come in realtà si deve intervenire,
davvero, per aiutare le imprese agricole a produrre di più e
meglio, con meno acqua, quindi con meno consumo di risorsa idrica,
e più qualità. Ancora, si parla di conservazione e valorizzazione
del paesaggio, anche a fini turistico-ricreativi e sportivi. È un
bel passaggio ma sembra un'aggiunta di stile, un esercizio di
stile.
Nel resto del testo non si definiscono i progetti integrati, non
si stabiliscono standard di impatto ambientale o vincoli chiari per
evitare che la bonifica diventi solo cemento o canali in
calcestruzzo.
Non basta scrivere che la Sicilia deve adeguarsi ai principi
statali ed europei di sviluppo sostenibile, questo va benissimo
sulla carta, ma sappiamo quante volte abbiamo scritto queste frasi
senza che poi ci sia alcun risultato pratico per i nostri cittadini
e per tutti gli operatori economici che operano in questa
martoriata terra.
Il comma 4) dice che l'attività di bonifica e irrigazione deve
uniformarsi al principio di precauzione e alla prevenzione del
danno ambientale: ne sentiamo parlare tutti i giorni, tutte le
settimane, ottimo, ma chi controlla che questo avverrà davvero? Chi
sanziona le violazioni? Quale struttura regionale si può dire che
oggi abbia le strutture e i mezzi per fare queste verifiche?
Sappiamo bene che spesso i lavori vengono svolti senza adeguata
verifica e senza vincoli ambientali seri e che impegnino veramente
chi li esegue.
Il comma 2) parla di programmazione di interventi di rilievo
pubblico in materia di bonifica montana e idraulica nell'ambito dei
bacini idrografici. Qui c'è un principio giustissimo: la gestione
per bacino idrografico. È quello che ci chiede l'Europa e la
normativa europea. Ancora, qui la legge non chiarisce come si
costruiscano questi piani di bacino, con quali risorse, non si dice
veramente quale sia il coinvolgimento dei comuni e delle comunità
locali. Senza questo, il rischio è che questo punto rimanga, anche
qui, lettera morta.
Il comma 5) parla di ridefinire i comprensori e riordinare gli
enti di bonifica in coerenza con i principi nazionali: qui abbiamo
veramente tante perplessità, soprattutto per quanto riguarda la
provincia di Messina.
Dobbiamo dire che, pur essendo d'accordo con un riordino generale,
in concreto questo obiettivo non è solo tecnico, è politico e
sociale; e dal punto di vista politico, non faremo sconti, non
faremo passi indietro sulla tutela della provincia di Messina, da
questo punto di vista, per i lavoratori e per gli utenti dei
consorzi. Dietro la parola riordino ci sono centinaia di
lavoratori, debiti accumulati, milioni di euro, responsabilità che
la Regione non può scaricare solo sui consorzi e sui contribuenti
agricoli. Io non voglio essere frainteso, non posso contestare le
finalità, sono buone, giuste e condivisibili, però sono astratte,
in concreto non si spiega come verranno realizzate e non realizzano
veramente quelle che sono le finalità che la Sicilia ci chiede.
In questo caso potremmo dire che c'è un annuncio senza probabile
attuazione e, per questo, noi chiediamo veramente al Governo e alla
maggioranza di non fermarsi a questo elenco di principi, chiediamo
responsabilità e chiediamo di dare risposte vere a chi oggi ne ha
bisogno. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Leanza. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Spada...ah scusi l'onorevole Burtone...è indifferente,
decidete voi chi debba intervenire prima.
È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
Onorevole Burtone la prego, però, mi viene difficile
interromperla, mi viene difficilissimo, però la prego...
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente non
intendo metterla in imbarazzo, mi permetto di dire - proprio in
premessa - che sarebbe stata opportuna la presenza del Presidente
della Regione, dell'Assessore all'economia, perché non parliamo di
una riforma qualsiasi.
L'articolo 1 delinea una serie di competenze che dovrebbe portare
il Governo a spiegare tanti passaggi, non per ultimo quello
economico, perché una riforma non si fa senza risorse e senza
individuare delle competenze che abbiano come corrispondenza anche
la possibilità di una copertura finanziaria.
Io convengo con le cose che hanno espresso i miei colleghi, ci
sembra che si parli troppo di titoli che poi non hanno un'incidenza
concreta nell'agricoltura siciliana.
Questo articolo 1 allarga il fronte delle competenze che, debbo
dire, poco interessano, però, agli agricoltori.
Io, Presidente, la settimana scorsa ho fatto un giro, un poco, di
alcuni terreni, sono andato a parlare con produttori direttamente
in campagna, ho visto anche alcune infrastrutture, a partire dal
lago di Lentini, anche alcune infrastrutture che si sono collegate
al consorzio di Lentini e, in particolare, del bacino e debbo dire
che le domande fatte dai cittadini agli agricoltori, ai produttori,
non erano: "ma quando potremo fare una competizione sportiva nel
lago di Lentini", non mi pare che ci fosse questo interesse,
tutt'altro, c'era un interesse pregnante, intanto, sapere quando
parte l'erogazione dell'acqua e poi capire anche i costi; perché,
Presidente, leggo di novità, di fiscalità di vantaggio - ci
arriverò alla fine - però, non c'è dubbio che il costo dell'acqua,
dell'acqua irrigua dei nostri consorzi, è influenzato dall'abnorme
prezzo che l'Enel, soprattutto, mette nell'erogazione dell'acqua in
Sicilia e tutto ciò ha portato ad un ampliamento sempre del debito
che abbiamo visto essere l'elemento di freno dei consorzi. Ciò
perché i consorzi hanno avuto una loro funzione nel passato, poi,
man mano, sono diventati - si è detto, dei carrozzoni - sono
diventati dei carrozzoni perché si sono appesantiti di debiti,
debiti che, mi pare, nel disegno di legge, poi, non vengono
definiti con un percorso preciso, come si dovrà uscire da tutto
ciò.
Anche perché - veda Presidente - tra le competenze c'è,
innanzitutto, quella dell'erogazione dell'acqua irrigua nelle
nostre zone agricole, ma tutto ciò per il consorziato porterà,
comunque, al pagamento di una quota fissa? E questa quota fissa
sarà ancora quella che abbiamo avuto nel passato? Che è stato un
vero e proprio abuso nei confronti dei produttori, perché la quota
fissa si è pagata, e in maniera alta, notevolmente alta, anche
quando non è stata data una sola goccia di acqua da parte del
consorzio
Quindi, io credo che questi temi debbano essere affrontati,
dovevano essere affrontati in quest'Aula, dovrebbero essere
affrontati in quest'Aula da parte del Presidente della Regione, da
parte dell'Assessore, anche perché, Presidente, ad oggi, quelle
finalità che vengono richiamate non vengono espletate, neanche
quella principale, quella di dare l'acqua ai produttori, perché le
reti idriche - su questo torno, l'ho detto più volte - l'ho
espresso con amarezza ai nostri agricoltori che me lo hanno
segnalato come un problema vero che ancora noi abbiamo, cioè i
nostri produttori non ricevono ancora oggi una goccia d'acqua e
parlo della diga Ogliastro che è ben conosciuta nelle nostre zone
nel calatino, del lago di Lentini, perché le reti sono delle reti
colabrodo, come avviene nei nostri comuni, dove le reti idriche
sono ormai fatiscenti e, quindi, noi vediamo la necessità
settimanalmente di fare degli interventi per riparare, e anche per
l'agricoltura questi problemi si pongono e si pongono in maniera
rilevante.
Ancora oggi non viene data acqua perché si perde acqua nel momento
in cui viene immessa nella rete e gli operai stanno lavorando e
indicano il problema vero delle nostre strutture consortili, cioè
quello che il personale non è stato messo nelle condizioni di
operare perché si è detto ora si affronterà il problema del
precariato: da quello che abbiamo percepito, questo problema non
verrà superato perché le risorse non saranno sufficienti; quello
che noi temiamo è che anche le indicazioni sono state date in
maniera generica, alle finalità dei consorzi. Queste finalità non
saranno svolte nella maniera significativa, anche da chi lavora
collateralmente ai consorzi, perché veda Presidente, quando
parliamo di proteggere l'ambiente agricolo parliamo soprattutto di
proteggerlo dagli incendi e quando gli incendi purtroppo continuano
ad essere presenti, perché non c'è autocombustione, ma ci sono
delinquenti che deturpano il nostro ambiente, che creano danno per
fare danno, ebbene noi sappiamo che non c'è una presenza di
persone, di uomini, di donne che possano fronteggiare questo
problema che abbiamo e che crea delle devastazioni di natura
ambientale.
Io credo che noi parliamo di altro senza mettere il dito nella
piaga, perché se nella finalità c'è protezione ambientale bisogna
dire che abbiamo bisogno di forestali che facciano questo lavoro.
L'anno scorso, il Presidente è venuto in Aula a dire che i
forestali avrebbero lavorato 150 giornate lavorative e farlo
continuamente. Ebbene, abbiamo visto che così non è accaduto per
quest'anno, né c'è la volontà di affrontarlo - speriamo, vedremo
nelle prossime giornate quando affronteremo la variazione se c'è
una disponibilità a fare ciò - perché l'ambiente deve essere
protetto innanzitutto da chi lo devasta con gli incendi e, quindi,
noi chiederemo un'attenzione ai forestali così come, Presidente,
quando parliamo di deturpazione dell'ambiente agricolo, dobbiamo
parlare della presenza invasiva da parte dei pannelli solari che
vediamo espandersi continuamente nelle nostre campagne. Basta
girare e vedere - io quel giorno in cui sono stato in giro per
parlare con i nostri produttori - che è aumentato il territorio che
è stato dato alle lobby internazionali, a delle società italiane,
siciliane, non so a chi, però, indubbiamente, questa presenza è una
presenza che viene non solo a incidere negativamente nell'ambiente,
ma a spostare l'asse dalla produzione agricola ad altre produzioni.
È vero, c'è bisogno di energia alternativa, ma non c'è dubbio che
noi viviamo di agricoltura e questa agricoltura, Presidente, è
fortemente penalizzata dal fatto che, ancora ad oggi, non viene
data acqua ai nostri produttori. Veda, gli agricoltori si chiedono
come potranno fare. Abbiamo letto che il Presidente della Regione è
fiducioso del fatto che, anzi, ha manifestato con enfasi questo
risultato della cosiddetta "fiscalità di vantaggio". Speriamo che
non finisca come le ZES, Presidente, che avevano una funzione che
Fitto ha travolto nella nostra comunità.
Speriamo che questa fiscalità di vantaggio sia una cosa vera.
L'avremmo voluta spiegata come si fanno dichiarazioni nei giornali
nella stampa, però poi non si entra nel merito. Ma quale fiscalità
di vantaggio, quando si dovrà pagare la Tari che viene definita da
una società nazionale che è l'ARERA? Quale fiscalità di vantaggio
avranno i nostri produttori nel momento in cui saranno chiamati a
rispondere a delle norme che hanno una finalità, cioè di finanziare
degli obiettivi da parte degli enti locali che altrimenti non
avranno queste risorse? Quindi, stiamo cauti quando con enfasi
annunciamo grandi risultati. Ma quali grandi risultati? Si vengano
a spiegare in che cosa consistono, quali saranno poi in termini
compensativi, per chi deve ricevere le risorse dalla fiscalità, gli
interventi da definire.
Concludo Presidente, non voglio prendere tempo. Mi permetto di
dire che non è un ostruzionismo fino a sé stesso. Noi avremmo
voluto la spiegazione e la responsabilizzazione da parte del
Governo rispetto ad una riforma che è fatta di annunci e non di
cose concrete.
(applausi dai banchi di sinistra)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Grazie signor Presidente, onorevoli colleghi,
rappresentanti del Governo. Nonostante questa riforma sia partita
sotto buoni auspici e con la volontà politica di porre rimedio alla
gestione che non potremmo che definire fallimentare dei consorzi di
bonifica almeno negli ultimi decenni, io credo che alla fine sia
continuata peggio e questa riforma, percependo il tenore di molti
interventi, finirà male in quest'Aula. E finirà male perché le
finalità contenute nell'articolo 1 credo che non siano le finalità
vere che hanno ispirato questo disegno di legge nella sua fase di
redazione, ma soprattutto nella sua dimensione politica, legata
all'approvazione finale.
Io credo che tra le finalità, quella politica, che è enunciata
nell'articolo 1 e in particolare nel comma 5), è l'unica finalità
vera che ha ispirato questo Governo nel promuovere questo disegno
di legge. E cioè che, nell'accordo Stato-Regioni, tra le attività
legislative previste nell'ambito del piano di rientro ma non solo,
c'era quello di contenimento della spesa e la necessità,
nell'accordo, di arrivare all'approvazione di una riforma dei
consorzi di bonifica che potesse mettere un freno all'andazzo
generale degli stessi consorzi. Ma la finalità vera che ha portato
questo Governo a porre in campo questa azione legislativa è il
fatto che l'istituzione dei nuovi consorzi di bonifica dovevano
chiudere una pagina triste, non solo sotto il profilo gestionale ma
anche sotto il profilo della sostenibilità finanziaria, perché è
chiaro a tutti, e tutti sanno, che i consorzi di bonifica e la
gestione politica, ma soprattutto commissariale, ha portato ad una
massa debitoria di circa 150 milioni di euro rispetto al
ripianamento dei quali non sappiamo nulla, non sappiamo le vere
intenzioni del Governo, e tutto questo contribuirà notevolmente e,
significativamente, a far partire male anche la riforma che
dovremmo accingerci ad approvare in quest'Aula. E poi c'è una terza
finalità politica, che non è enunciata nell'articolo uno, che è
quella di esibire questa riforma come una sorta di trofeo politico
da portare in giro per la Sicilia, che nella realtà non risolve i
problemi veri del comparto agricolo siciliano.
Io ho seguito il dibattito, non tanto e non solo in III
Commissione - e ringrazio il lavoro che il presidente Vitrano, il
collega Safina e gli altri hanno tentato di fare nel migliorare il
più possibile la proposta iniziale, e anche il collega Dipasquale,
che sui temi dell'agricoltura ha una certa competenza, e a cui
auguro i migliori auspici anche per il futuro.
Ma questo tentativo, diciamo, di contributo legislativo per
migliorare questa norma, purtroppo, si scontra con quella che
Machiavelli definiva "realtà effettuale" e, cioè, la realtà vera
che vive il comparto agricolo siciliano. E l'assessore Barbagallo
lo sa bene, perché come dire, al di là del giudizio politico su
questa riforma, assessore, le riconosco competenze vere e valide
nell'affrontare e nel comprendere ciò che accade attorno
all'agricoltura siciliana. Ma io credo che la sua consapevolezza,
non è la stessa consapevolezza che ha il Governo di cui fa parte il
Presidente Schifani. A partire dalle azioni che sono state messe in
campo dalla finanziaria e anche da quest'ultima variazione di
bilancio si può pensare ad una riforma vera dei consorzi di
bonifica senza avere un approccio integrato, generale, una visione
coordinata di ciò che è il tema vero, l'emergenza vera
dell'agricoltura siciliana? E questo Governo, mi dispiace dirlo in
questa sede, non ha dimostrato nemmeno la capacità di portare la
risorsa idrica nei rubinetti dei cittadini siciliani e pensa,
attraverso questa riforma di portarla nelle campagne, nelle aree
rurali? E mentre accade questo, sappiamo come dagli stessi numeri
contenuti nel DEFR che abbiamo approvato lo scorso anno, a causa di
quella drammatica siccità, il comparto agricolo ha perso il 14% di
occupati, il patrimonio zootecnico - nonostante il bonus fieno e le
altre azioni - ha visto un decremento, significativo, per quanto
riguarda il numero di UBA e per quanto riguarda il numero di capi.
Vorrei ricordare in quest'Aula, ancora una volta, che le perdite
idriche in Sicilia ammontano a 339 milioni di metri cubi l'anno. Si
può pensare ad una riforma seria anche dei consorzi di bonifica con
una realtà che non prevede investimenti sistematici? Lo abbiamo
detto in occasione di diversi dibattiti, assessore Barbagallo,
quando ancora lei non era presente in quest'Aula. E quando si
discuteva di come programmare le risorse del Fondo sviluppo e
coesione, che vedevano tra gli obiettivi strategici previsti,
appunto, da questo fondo, la necessità di combattere, di mitigare i
cambiamenti climatici che per quanto riguarda la Sicilia,
nonostante la narrazione di una parte della destra negazionista,
rappresentano una realtà vera, con la quale ci confrontiamo ogni
giorno. E lei stesso Assessore lo vede, girando nelle aree rurali,
incontrando i contadini, incontrando gli imprenditori agricoli.
Siamo nel mezzo di un'emergenza climatica. E l'emergenza climatica
si deve combattere con azioni legislative, ma si deve combattere
con azioni forti di programmazione, con risorse adeguate e io
voglio ricordare che nell'ambito della programmazione del Fondo
sviluppo e coesione abbiamo inserito solo il 3% delle risorse per
quanto riguarda i cambiamenti climatici, la pulizia dei fiumi e
qualche altro intervento. E, invece, la priorità del Governo doveva
essere lì messa, come dire, al primo posto e in cima, non nelle
finalità che noi registriamo in questo disegno di legge.
Sicurezza idraulica, tutela del paesaggio rurale, fruizione
turistico-ricreativa e sportiva: queste sono solo delle semplici
enunciazioni che non trovano riscontro concreto non solo
nell'attuazione di questa legge, ma io credo anche nella visione
complessiva che ha questo Governo.
E mentre accade questo, nell'agricoltura siciliana sta
ripresentandosi quello che alcuni studiosi chiamano fenomeno del
"latifondo energetico", che non è il latifondo per come lo abbiamo
conosciuto noi, quello del blocco agrario del dopoguerra, ma è un
latifondo all'interno del quale, grosse multinazionali,
approfittando della drammatica crisi del comparto agricolo, stanno
acquistando migliaia e migliaia di ettari di terreni agricoli,
strappandoli all'agricoltura, per costruire vasti campi
fotovoltaici che non porteranno certamente occupazione, che non
porteranno benefici concreti alle comunità ma che serviranno solo a
creare questa nuova forma di latifondo energetico, mettendo la
pietra tombale per l'agricoltura siciliana.
E mentre il Governo nazionale aveva dato centottanta giorni nel
mese di giugno scorso alle Regioni per adeguarsi, approvando un
disegno di legge che prevedesse le aree idonee e le aree non
idonee, mentre altre regioni come la Sardegna hanno provveduto
tempestivamente ad approvare una norma di questo genere, in Sicilia
ancora non ne discutiamo, nonostante le sollecitazioni.
Dicevo che siamo dinanzi ad una emergenza climatica e l'emergenza
climatica si combatte con azioni forti, con un piano serio di
efficientamento delle dighe, con un piano serio di ripristino e
manutenzione delle condotte di adduzione, delle traverse. Avevamo
parlato, assessore, della traversa del torrente Martello durante
l'emergenza idrica. A che punto siamo? O tutto questo è diventato
ormai passato e appartiene, appunto, alla sfera del dimenticatoio?
Nelle settimane scorse, sono stato a Regalbuto a incontrare gli
agricoltori e hanno messo in evidenza una cosa drammatica: nel mese
di febbraio, 20 milioni di metri cubi d'acqua dalla diga Pozzillo
sono stati sversati nel fiume, e di questi 20 milioni nemmeno una
goccia d'acqua è andata nelle mani dell'agricoltura, degli
agricoltori Se questa è la gestione che noi abbiamo del comparto
agricolo e lo spirito e le finalità della riforma sono queste, io
credo che non andremo da nessuna parte.
PRESIDENTE. Lo preannuncio, in funzione del fatto che diversi
colleghi sono andati fuori tema: per una questione di equità e di
rispetto nei confronti dell'onorevole Marano se dopo vorrà
riprendere l'intervento ne ha assolutamente la possibilità e la
facoltà.
Sono iscritti a parlare l'onorevole Safina e l'onorevole Saverino,
poi gli altri, uno ad uno, li faremo intervenire. Onorevole
Safina, prego.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io penso
di conoscere abbastanza bene questa riforma e i principi ispiratori
della medesima. In Commissione, ogni articolo è stato oggetto di
adeguato approfondimento e su ogni articolo si è aperta una
discussione serrata e, dunque, dire che non si condividano i
principi ispiratori della riforma sarebbe tradire ciò che abbiamo
fatto in Commissione, il lavoro che abbiamo condiviso, sul quale
anche abbiamo avuto scontri serrati e gli scontri serrati sono
stati retti, Presidente, da una questione di carattere generale che
se vogliamo è il trait d'union di tutto ciò che manca in questa
riforma e che manca anche nei principi ispiratori. E il principio
ispiratore che manca in questa riforma è la giustizia sociale.
Questa non è una riforma ispirata a un criterio di giustizia
sociale, perché non risolve il tema della disparità di trattamento
degli agricoltori tra un territorio e un altro, non tiene conto,
per esempio, del fatto che le condizioni della Sicilia occidentale
sono totalmente diverse da quelle della Sicilia orientale.
Non c'è un focus su quelle che sono le condizioni degli invasi in
Sicilia orientale rispetto a quelle della Sicilia occidentale.
Diceva bene chi mi ha preceduto, che riforma è una riforma che
parla di bonifica e nel contempo non tiene conto che quest'anno la
provincia di Trapani e gran parte della provincia di Agrigento non
vedranno acqua? I principi ispiratori, scritti all'articolo 1, sono
condivisibili sulla carta, ma quando manca un intervento economico-
finanziario e manca un intervento infrastrutturale che consenta di
recuperare il gap che tutta una serie di territori vivono e
continueranno a vivere nonostante la riforma dei consorzi di
bonifica laddove mai quest'Aula riuscisse a esitare questo testo,
che riforma è?
Scrivere che siamo in una riforma per la giustizia ambientale,
quando a causa della mancanza d'acqua, in quei territori di cui
parlavo prima, il rischio maggiore è l'abbandono delle terre e la
desertificazione, qual è la giustizia ambientale alla quale stiamo
mirando e aspirando?
Parlare di tutta una serie di attività, all'articolo 1, senza
tenere conto che nel frattempo non siamo riusciti a metterci
d'accordo, anzi, non si è minimamente potuto affrontare il tema
perché all'interno della maggioranza di Governo si è aperto uno
scontro su chi deve gestire le dighe; quando qualcuno di noi ha
provato a dire: "sarebbe il caso che i consorzi di bonifica tra i
loro obiettivi, avessero anche quello di gestire le dighe, perché è
impensabile che chi ha l'acqua sia l'assessorato all'energia e chi
distribuisce l'acqua sia l'assessorato all'agricoltura", appena
abbiamo provato a porre questo tema, per dare un senso,
un'organizzazione unitaria al tema della riforma, si sono alzate le
barricate nella maggioranza E allora, quell'intervento lì, avrebbe
garantito maggiore tempestività nella gestione della risorsa
idrica, avrebbe garantito coerenza negli interventi
Quindi come diceva il collega Leanza prima di me, scrivere tutto
quello che abbiamo scritto all'articolo 1, senza tenere conto di
quelle che sono le reali criticità del comparto, rischia di
rimanere lettera morta; e guardate, io mi sono fatto un'idea -
probabilmente ora vi lamenterete - perché non si può affrontare il
tema della riforma dei consorzi di bonifica ispirandosi alla
giustizia sociale. Perché la giustizia sociale richiede
trasparenza, richiede uniformità di giudizio, richiede - come dire
- equità e non richiede alcun intervento dell'interposizione
politica.
Voi non siete le forze politiche della giustizia sociale, voi
siete le forze politiche dell'intermediazione spinta alle estreme
conseguenze, siete le forze politiche del privilegio, delle
prebende; è chiaro che ispirare una riforma a quei principi per voi
è difficile. Perché voi non vi date a quegli obiettivi, non sono i
principi che ispirano la vostra azione politica
E allora Presidente, io l'ho detto anche nelle scorse sedute, io
penso che questa riforma contenga anche alcune cose buone, perché
faremmo un torto a noi stessi se dicessimo che non è così.
Sicuramente, tra i principi ispiratori c'è il ritorno alla
democrazia, è un elemento. È un elemento che non possiamo
disconoscere, il fatto che si potrà tornare a votare e che gli
agricoltori torneranno a essere protagonisti del governo dei
consorzi, è un elemento che noi possiamo salutare con favore, ma
proprio perché non vogliamo disperdere alcuni elementi positivi di
questa riforma: davvero pensiamo che i principi a cui volete
ispirarvi possano trovare riscontro oggi in quest'Aula?
Davvero pensiamo che ci sia il clima per potere votare questa
riforma?
Io l'ho detto chiaramente all'assessore Barbagallo, più volte, me
ne deve dare atto: meglio perdere qualche mese in più e fare una
riforma che abbia senso, e che sia ispirata a ciò che realmente
serve agli agricoltori siciliani e anche ai dipendenti dei consorzi
di bonifica e che - attenzione - tra i principi ispiratori, e non
poteva essere diversamente, c'è scritto che bisogna rispettare
l'accordo Stato-Regioni del 2008
Io non sono convinto che in alcuni passaggi questa riforma
rispetti l'accordo Stato-Regioni del 2008.
Io non vorrei che dietro alla elargizione di alcuni emendamenti
che non tengono conto dell'accordo Stato-Regioni del 2008, di cui
si parla al quinto comma dell'articolo 1, ci sia la volontà di
buttare uno specchietto per le allodole, tanto ai lavoratori, tanto
agli agricoltori e tanto ad alcuni componenti della vostra
maggioranza, immaginando che tanto si approva e poi ci penserà il
Governo nazionale ad impugnare le norme che non rispettano
l'accordo Stato-Regioni, appunto, del 2008.
Ma questo sarebbe un ulteriore tradimento ai siciliani e a quei
princìpi cui avete fatto cenno nell'articolo 1, nonostante manchi
il più importante: il rispetto e il criterio della giustizia
sociale, giustizia sociale che deve reggere ogni aspetto della
nostra vita, perché questa riforma non raccoglie il grido di dolore
degli agricoltori che stanno abbandonando le terre: perché veda
assessore Amata, quando in una provincia si pagano 70 euro a ettaro
e in un'altra se ne pagano 700 euro a ettaro e queste due province
vengono unite, gli agricoltori che pagano 70 euro a ettaro non sono
tanto contenti di unirsi con coloro i quali ne pagano 700, diventa
una guerra tra poveri, ma qual è l'intervento che la Regione ha
pensato per evitare questo effetto speculativo e sperequativo?
Nessuno
Abbiamo scritto tanti principi ispiratori ma non abbiamo risolto
alcun problema concreto. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Marano, vuole intervenire?
MARANO. Presidente, la volevo solamente ringraziare per aver
riconosciuto, che poi abbiamo spaziato, i colleghi hanno spaziato
tutti, hanno già detto abbondantemente tutti i colleghi, quindi, va
bene così, hanno detto quello che magari avrei detto io, quindi, va
benissimo così, grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi oggi ci
ritroviamo in Aula a discutere un testo che sicuramente dovrebbe
rappresentare la riforma che sono anni e anni che aspettiamo con
veramente tanta trepidazione, che è quella appunto dei consorzi di
bonifica in Sicilia.
Eppure leggendo bene questo testo sin dal suo primo articolo, il
famoso e citato articolo 1, emergono tutte le contraddizioni di un
approccio che vede forse dichiarare e proclamare un cambiamento ma
poi di fatto ripropone il solito copione siciliano, che è quello di
"tutto cambia per non cambiare nulla". Nell'articolo 1, appunto, la
Regione ci racconta che questa legge mira alla sicurezza idraulica,
alla tutela del paesaggio, alla gestione sostenibile delle acque,
bene, perfetto, ottimo Ma come Con quali risorse Ma soprattutto,
assessore, con quali garanzie di attuazione reale? Perché nel testo
non ci sono meccanismi chiari, lo dicevano prima bene i miei
colleghi, non c'è la certezza di un modello efficiente né tanto
meno la giusta concertazione con chi lavora e con chi vive i
territori, quindi, che affronta giorno dopo giorno queste
difficoltà.
E noi parliamo di bonifica e irrigazione in un'Isola che è in
perenne emergenza idrica, con invasi in stato disastroso,
infrastrutture colabrodo
Eppure la legge parla di razionalizzare l'utilizzazione di
provvista delle acque ad uso irriguo prevalente, senza spiegare
però come si possa conciliare questa priorità con un equilibrio
idrico sempre più precario, in un contesto di cambiamenti climatici
che, come Partito Democratico, e di questo dobbiamo ringraziare il
nostro collega Dipasquale che ha proposto e ha messo su un
Intergruppo proprio per evidenziare questa tematica e questa grossa
precarietà. Il cambiamento climatico, appunto, ci impone
sicuramente delle scelte rigorose e soprattutto lungimiranti, ma il
punto politico vero e proprio è un altro: in Sicilia siamo
bravissimi, siamo maestri nel moltiplicare commissari, poltrone
straordinarie, nel tenere in vita gestioni transitorie che poi
diventano quasi sempre eterne Noi siamo la terra dei commissari
straordinari di nome, ma poi di fatto ordinari, e anche questa
volta, dietro la retorica di questa riforma, si rischia di
perpetuare la stessa logica. Si promette razionalizzazione ma si
creano nuovi consorzi, nuovi organi, nuovi commissari, senza
spiegare però chi li nominerà, con quali criteri e soprattutto con
quale controllo, quindi senza garantire trasparenza o comunque
prevedere trasparenza e rappresentanza reale dei territori e degli
agricoltori.
Eppure noi sappiamo bene, ascoltiamo le lamentele degli
agricoltori che continuano a pagare da anni senza vedere in cambio
i dovuti servizi, e nello stesso tempo il personale dei consorzi,
che invece dovrebbe essere il motore di questa riforma vive di
precarietà, senza certezze sui contratti né sugli stipendi, ma
anche di questo sul testo si parla poco.
Allora, la verità è che in quest'Aula noi possiamo rischiare di
approvare una legge che non risolve il vero problema tanto atteso
sul piano strutturale dei consorzi di bonifica, perché non si fa
carico dello stato finanziario disastroso dei consorzi, della
carenza delle competenze tecniche, della cronica incapacità di
progettare e intercettare risorse, e ancora qui vorrei ricordare -
l'hanno già detto in tanti - i famosi 31 progetti del PNRR che
erano proprio indirizzati a questo, e soprattutto non viene
specificato come si pensa di superare anni e anni di ritardi, di
insufficienza e di commissariamenti infiniti.
Naturalmente, noi non possiamo permetterci più questa
irresponsabilità, non in un momento come questo in cui la
desertificazione avanza, le piogge si fanno sempre più estreme e i
nostri agricoltori purtroppo combattono giorno dopo giorno per
sopravvivere. Il Partito Democratico non è qui per dire no a
prescindere, e per questo non mi rivolgo, non lo guardo, però mi
rivolgo al collega Pellegrino: non abbiamo apprezzato il suo
comunicato, e mi meraviglio di lui - devo dire - perché noi non
vogliamo operazioni di facciata, noi siamo qui per dare il massimo
sostegno a una riforma che però sia di fatto, non solo di nome ma
veramente di fatto, e che possa risolvere le tante precarietà di
questo tipo, di questo aspetto.
Naturalmente non possiamo approvare leggi che scaricano ancora i
costi sulle spalle degli agricoltori senza dare loro i giusti
servizi, che non danno certezza ai lavoratori, che non mettono
davvero al centro la tutela dell'acqua come bene comune. Questa non
è la riforma che si merita la Sicilia, e per questo chiediamo al
Governo regionale di fermarsi, di ascoltare davvero le parti
sociali, gli enti locali, le organizzazioni agricole e di scrivere
e di pensare insieme un testo che sia davvero sostenibile, giusto
ed efficace. Perché non è solo una questione di norme, è una
questione di responsabilità verso questa terra, verso chi la abita
e chi la coltiva, e noi questa responsabilità, come Partito
Democratico, la vogliamo esercitare fino in fondo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Saverino. Io non ho letto
l'articolo, il comunicato stampa dell'onorevole Pellegrino. Non ho
letto l'articolo dell'onorevole Pellegrino.
Comunque, ci sono ancora interventi, pertanto l'Aula è rinviata a
martedì 22 luglio 2025, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 19.45 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVII SESSIONE ORDINARIA
194a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 22 luglio 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della
Regione Siciliana (n. 530/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
2) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
3) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio/I COMM
ter/A)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella