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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 194 di martedì 22 luglio 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15:31

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuffrida ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti, documenti e annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


      Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
                               bonifica
    e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede  con  il disegno di legge:  Riordino dei  consorzi  di
  bonifica e di irrigazione della Regione Siciliana  (n. 530/A).
   Allora, colleghi, riprendiamo la seduta.
   Avevamo finito gli interventi per quanto concerne l'articolo 1.
   Invito  i  componenti della III Commissione a  prendere  posto  al
  banco  alla  medesima  assegnato.  Se,  gentilmente,  chiamiamo  il
  Presidente   intanto,  sui tablet potete  trovare  gli  emendamenti
   fuori  sacco   che sono passati alle Commissioni qualora  voleste,
  frattanto, leggerli


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. La mia è una proposta che voglio avanzare al Governo  e
  all'Aula  per  sgombrare  il campo da questioni  che  rischiano  di
  essere,  come  dire,  di fare confusione, di determinare  anche  un
  effetto non positivo.
   Allora,  siccome  noi siamo convinti e d'accordo  che  si  possano
  aumentare  le giornate ai lavoratori dei consorzi di bonifica,  che
  si   possano   stabilizzare   i   "centocinquantunisti"   a   tempo
  indeterminato  secondo le quote previste, io avanzo  una  proposta.
  Considerato  che  si  tratta di una materia che attiene  all'ordine
  finanziario, propongo che l'emendamento in questione, che riguarda,
  appunto,  le  questioni  dei lavoratori dei consorzi  di  bonifica,
  transiti  nella variazione di bilancio, al fine di poter  discutere
  della variazione di bilancio con un risultato concreto a favore dei
  dipendenti,  anche se - l'assessore mi ha sentito in Commissione  -
  ho  posto una questione rispetto alla quale non mi è stata data una
  risposta o almeno mi è stata data una risposta formale.
   Mi  ascolti,  signor  Presidente, ad oggi,  l'Assemblea,  cioè  la
  Regione siciliana, eroga un contributo di 49 milioni di euro per  i
  lavoratori  stabilizzati e un rimborso per i lavoratori stagionali,
  quindi ci sono due capitoli di bilancio.
     Quel  contributo,  che è abbastanza fermo da diverso  tempo,  di
  fatto, è un contributo che non eroga nemmeno i costi che i consorzi
  di  bonifica  hanno per il pagamento del personale, in  particolare
  tutti  gli aumenti contrattuali. Il collega Safina la questione  me
  l'ha  segnalata,  anche perché credo che se  ne  fosse  parlato  in
  Commissione  di merito. Gli aumenti contrattuali che, dal  2014  ad
  oggi,  sono intervenuti, non sono mai stati coperti dalla  Regione,
  in  ragione  del fatto che la Regione dà un contributo.  Quindi,  i
  consorzi  di  bonifica  hanno un deficit strutturale  di  almeno  6
  milioni  di  euro  per ogni anno, solo per il riconoscimento  degli
  oneri  contrattuali, mentre i lavoratori che andiamo a stabilizzare
  avranno  un  contributo, in quel caso, non  un  contributo,  ma  la
  copertura  integrale  dei costi della stabilizzazione,  comprensiva
  degli aumenti contrattuali perché sono a contratti vigenti. Quindi,
  si  determina  questa situazione: da un lato  ci  sono  quelli  che
  ricevono   un   contributo,  dall'altro  quelli  che   avranno   un
  corrispettivo    effettivo   per   i   costi    sopportati    dalla
  stabilizzazione, quindi, con i contratti vigenti.
   Io  credo,  che questa sia una prima contraddizione  della  norma,
  tanto  più che se vengono stabilizzati i lavoratori, non si capisce
  perché alcuni vengano pagati a contributo. Il risultato è che, come
  si  sa, gran parte dei consorzi di bonifica non riescono ad erogare
  nemmeno  gli stipendi con regolarità, oltre che per i debiti  e  le
  situazioni debitorie che in essi ci sono.
   Ora, siccome io credo che la questione vada risolta, suggerisco di
  farlo  nella variazione di bilancio, sgravando la legge di riordino
  dei  consorzi di bonifica da questo aspetto, che rischia di  essere
  come  mistificatorio  rispetto  all'obiettivo  della  riforma.   La
  riforma  si  occupa  del  sistema, del  quadro;  la  questione  dei
  lavoratori noi l'abbiamo sempre affrontata con legge di bilancio.
   Ecco  perché  propongo che gli emendamenti che  ha  presentato  il
  Governo,  e  che sono stati esaminati dalla Commissione di  merito,
  vengano  trasferiti  alla  legge di bilancio,  alla  variazione  di
  bilancio - tra l'altro la Commissione ha fissato il termine per  la
  presentazione  degli emendamenti a venerdì - in  maniera  tale  che
  entrino  nella  variazione, poi vedremo cosa  dovrà  essere  questa
  variazione.  Ma  quello è un altro tema: si affronti  la  legge  di
  riordino  dei  consorzi di bonifica, al netto delle  questioni  che
  riguardano  i  lavoratori,  proprio  per  non  mischiare  "capre  e
  cavoli".
   Ripeto,  per  quanto  ci riguarda, il Partito  Democratico  è  per
  sostenere le misure che garantiscono i lavoratori, la contribuzione
  necessaria per garantire anche la regolarità degli stipendi;  altra
  cosa  è  il tema del riordino complessivo. L'ho voluto fare  adesso
  perché  se  si sgombra la nostra discussione da questo tema,  forse
  avremo  anche maggiori elementi di valutazione più serena, rispetto
  alla  stessa  legge  di riordino. La mia, quindi,  è  una  proposta
  formale:  le chiedo di poter valutare se e quando transitarla  alla
  Commissione Bilancio per la variazione di bilancio stessa.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Grazie, signor Presidente. No, mi accodo alla richiesta
  dell'onorevole  Cracolici, che ritengo assolutamente condivisibile,
  ma  per  un  motivo  semplicissimo, perché,  mentre  la  legge  sul
  riordino  dei  consorzi di bonifica è strutturale, di riforma,  che
  riguarda  la  struttura  dei  consorzi  di  bonifica,  quella   sul
  personale, invece, rischia di diventare lo strumento per  sfruttare
  in qualche modo la posizione dei lavoratori che attendono giustizia
  sul proprio posto di lavoro da tanti e troppi anni, all'interno  di
  una   legge   di   riforma  dei  consorzi  che,  invece,   riguarda
  generalmente  tutta la loro struttura e che da  troppo  tempo  sono
  commissariati e che da troppo tempo attendono la legge di riforma.
   Quindi, a mio avviso, la proposta, signor Presidente, glielo  dico
  veramente con la massima sincerità e trasparenza, con la voglia  di
  portare avanti quello che lei stesso, tra l'altro, ha anche seguito
  personalmente,  che  riguarda la situazione  di  questo  personale:
  credo  sia  giusto  scindere  in due  i  fattori,  lasciare  questo
  aspetto,  che  poi è di natura prettamente economica e finanziaria,
  così  come  è  stato  trattato  già  in  Commissione  Bilancio,   e
  rimetterlo  nella  variazione di bilancio, che  comunque  avrà  dei
  tempi  velocissimi e certi, e separare la parte, invece, di riforma
  strutturale  proprio dei consorzi di bonifica, in modo  da  portare
  avanti  la riforma da un punto di vista che può seguire una  strada
  completamente  diversa,  essere emendata,  subire  delle  modifiche
  all'interno del  testo e quant'altro; invece quella principale, che
  riguarda   la  stabilizzazione  di  questi  lavoratori,   inserirla
  all'interno delle variazioni di bilancio e fare in modo  che  possa
  essere  trattata celermente, soprattutto in modo separato  rispetto
  alla riforma dei consorzi. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Sunseri. Mi fa  piacere  che  abbia
  ricordato anche l'interesse che c'è stato nella passata legislatura
  rispetto  all'articolo  60, se non ricordo  male,  della  legge  di
  stabilità  regionale  del 2021, però, in  tutti  i  casi,  dobbiamo
  capire quali sono le intenzioni del Governo, anche perché una volta
  che  il  disegno  di  legge  è in Aula,  secondo  me,  si  potrebbe
  affrontare il tema in maniera unitaria.
   Detto questo, do la parola all'assessore Barbagallo rispetto  alle
  proposte formulate.

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Grazie, signor Presidente. Sono contrario  alla
  proposta.  Il motivo di questa contrarietà è legato al  fatto  che,
  circa  una  settimana fa, quando io ho annunciato  l'intervento  da
  parte  del  Governo a favore della stabilizzazione degli  operai  e
  dell'aumento  delle  giornate,  è stato  detto  in  quest'Aula  che
  bisognava avere il quadro di queste proposte da approvare e che non
  si  poteva andare avanti nell'esame del disegno di legge, in quanto
  questa  proposta doveva essere organica e, quindi,  la  valutazione
  del disegno di legge non poteva essere fatta a prescindere. Anzi, è
  stato  detto  che  la  valutazione  sul  disegno  di  legge  poteva
  modificarsi in funzione della proposta da parte del Governo e  così
  abbiamo  fatto.  Quindi, siccome quello del  personale  è  un  tema
  centrale  all'interno  della  proposta  del  disegno  di  legge,  è
  affrontato  all'interno  del disegno di  legge,  la  legge,  a  mio
  parere, va affrontata in maniera unitaria. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
   «Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della Regione
                         Siciliana» (n. 530/A)

   PRESIDENTE.  Allora  siamo  all'articolo  1,  non  ci  sono  altri
  iscritti a parlare.
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 1.6, a firma  dell'onorevole
  Cateno De Luca ed altri.
   Onorevole De Luca, lo mantiene o lo ritira?

   DE LUCA Cateno.  Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Si  passa all'esame dell'emendamento 1.7, dell'onorevole  De  Luca
  Antonino ed altri.
   Onorevole De Luca, lo mantiene o lo ritira?

  (È formulata richiesta di votazione per scrutinio palese nominale.
       La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.7

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 1.7, soppressivo dell'articolo.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 55
   Votanti                  50
   Maggioranza              26
   Favorevoli               17
   Contrari                 33
   Astenuti                   0

                           (Non è approvato)

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Schillaci ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
   «Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della Regione
                         Siciliana» (n. 530/A)

   Si passa all'emendamento 1.13, che è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 1.5, dell'onorevole De Luca  Cateno  ed
  altri.

   DE LUCA Cateno. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
   Si  passa all'emendamento 1.12, soppressivo del comma 1,  a  firma
  dell'onorevole De Luca Antonio ed altri del Movimento 5  Stelle.  È
  mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
   Si  passa  all'emendamento 1.13, a firma dell'onorevole  Marano  e
  altri. È mantenuto o è ritirato?

   MARANO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
   Si  passa  all'emendamento  1.4, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Cateno ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Cateno. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.11, dell'onorevole De  Luca
  Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
   Si  passa  all'emendamento  1.3, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Cateno ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Cateno. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 1.10, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Si  passa  all'emendamento  1.2, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Cateno ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Cateno. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Si  passa  all'emendamento  1.9, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE  LUCA  Antonino.  Gli emendamenti soppressivi  all'articolo  li
  ritiro tutti

   PRESIDENTE.  È rimasto l'ultimo, dico. Questo è ritirato.  Grazie,
  la ringrazio onorevole, l'avesse detto prima
   Si  passa  all'emendamento  1.1, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Cateno ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Cateno. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 1.8, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino, che è ritirato.
   Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Approvato col voto contrario del Gruppo del  Movimento
  5  Stelle,  dell'onorevole  La Vardera e  del  Gruppo  del  Partito
  Democratico.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
          Attività e interventi di bonifica e di irrigazione

   1.  Per le finalità di cui all'articolo 1 costituiscono interventi
  di bonifica e di irrigazione:

   a)  la  sistemazione e l'adeguamento delle opere di  raccolta,  di
  approvvigionamento,  di  utilizzazione  e  distribuzione  di  acque
  superficiali  e  di  falda, prevalentemente a uso  irriguo,  nonché
  della rete scolante;

   b)  le  opere  di  sistemazione e regolazione  dei  corsi  d'acqua
  funzionali alle esigenze dei consorzi, comprese le opere idrauliche
  sulle  quali  siano stati eseguiti interventi ai  sensi  del  regio
  decreto 13 febbraio 1933, n. 215;

   c)  le  opere  di  difesa  idrogeologica e  di  rinsaldamento  dei
  versanti e recupero delle zone franose;

   d)  gli impianti di sollevamento e di derivazione delle acque;  le
  opere  di  regimazione, di adduzione, di distribuzione delle  acque
  per  usi  irrigui e zootecnici e ogni altra azione di tutela  e  di
  utilizzazione delle acque reflue ad uso agricolo e di tutela  delle
  acque sotterranee;

   e)  gli impianti per l'utilizzazione dei reflui urbani depurati  e
  affinati ai fini irrigui secondo quanto disposto dall'articolo  166
  del decreto legislativo n. 152/2006;

   f) gli acquedotti rurali;

   g)  le  azioni  e  gli interventi per la realizzazione  degli  usi
  plurimi delle acque irrigue;

   h)  le  opere idrauliche già definite di terza categoria ricadenti
  nei comprensori di bonifica e di irrigazione;

   i)  le  opere di completamento, di adeguamento funzionale  e  alle
  norme  di  legge,  di ammodernamento degli impianti  e  delle  reti
  irrigue  e  di  scolo nonché per l'estensione dell'irrigazione  con
  opere  di  raccolta,  di adduzione e di distribuzione  delle  acque
  irrigue;

   j)  gli  interventi  realizzati in  esecuzione  dei  piani  e  dei
  programmi   adottati   dall'Autorità  di   bacino   del   distretto
  idrografico della Regione siciliana;

   k)   gli  interventi  di  ottimizzazione  della  gestione  irrigua
  finalizzati al contenimento delle perdite e degli sprechi  mediante
  sistemi  di telecontrollo sulle vasche di accumulo e sulle condotte
  adduttrici;

   l)  gli  interventi di manutenzione straordinaria  degli  impianti
  irrigui  (dighe, opere di presa, adduttori, vasche  di  accumulo  e
  reti)  e di completamento della riconversione in reti tubate  delle
  reti irrigue a pelo libero;

   m)  gli  interventi  di  ammodernamento  degli  impianti  e  delle
  centrali  di sollevamento, anche mediante l'integrazione di  schemi
  irrigui   al  fine  di  cogliere  le  potenzialità  idroelettriche,
  finalizzati all'aumento della sostenibilità economica e  ambientale
  del loro esercizio;

   n)  gli  interventi di riefficientamento di opere  di  sbarramento
  finalizzati al raggiungimento dei massimi livelli di invaso;

   o)  gli  interventi di completamento degli schemi idrici, comprese
  le  opere di sbarramento e di interconnessione degli invasi, già in
  esercizio o in fase di realizzazione;

   p)  le  alzaie e gli argini, anche utilizzabili come  percorsi  di
  viabilità  lenta, con salvaguardia della relativa  funzionalità  ai
  fini della manutenzione del reticolo idrico;

   q)  gli  interventi finalizzati alla manutenzione e al  ripristino
  delle  opere  di  cui  al  presente  articolo,  necessari  per   il
  ripristino  della  funzionalità delle opere danneggiate  da  eventi
  naturali, nonché le opere di prevenzione finalizzate alla riduzione
  dei rischi;

   r)  le  infrastrutture  di  supporto per  la  realizzazione  e  la
  gestione di tutte le opere di cui alle precedenti lettere.

   2.  Le  opere  realizzate  nell'ambito degli  interventi  e  delle
  attività di cui al comma 1, appartengono al demanio della Regione e
  sono  concesse  in uso ai consorzi; sono fatte salve  le  opere  di
  interesse  particolare  rispetto alle quali sussiste  l'obbligo  di
  esecuzione   e  manutenzione  a  carico  dei  singoli   consorziati
  proprietari dei fondi cui le opere si riferiscono.».

   PRESIDENTE. Ci sono interventi?

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, sull'articolo 2 farò un  intervento
  abbastanza  veloce, tra l'altro, reiterando anche la  proposta  che
  hanno fatto i colleghi sull'articolo 1.
   Signor Presidente, Governo, a me dispiace una cosa: lo dicevo oggi
  in  Commissione Bilancio anche all'assessore Dagnino, cioè, io  non
  capisco  perché questo Governo regionale, non dico tutto il Governo
  regionale, secondo me una parte del Governo regionale, sta  facendo
  passare un messaggio all'esterno, perché in questo momento ci  sono
  dei lavoratori che giustamente stanno protestando perché vivono una
  condizione lavorativa di precarietà.
   Io non capisco perché questo Governo regionale, e ripeto mi auguro
  non  tutto, abbia fatto passare un messaggio: se passa la  riforma,
  aumentiamo   il  numero  di  giornate  lavorative  da   parte   dei
  lavoratori.
   Io  questa  cosa,  signor Presidente, colleghi, non  l'ho  capita,
  perché  il  Governo  regionale nei confronti di  persone  che  ogni
  giorno  si  alzano la mattina, vanno a lavorare, svolgono  il  loro
  ruolo, svolgono le ore lavorative, fa una sorta di  e spero che non
  sia così, spero che sia dovuto al fatto che la scorsa settimana c'è
  stato un dibattito acceso e quindi immagino un po' il Governo abbia
  cercato  di  far  passare  dei messaggi distorti  e  sbagliati.  Il
  messaggio  che è stato lanciato all'esterno, infatti, è:  guardate,
  non  vogliono  approvare la riforma e dunque non ci sarà  l'aumento
  delle  ore  lavorative  o  delle  giornate  lavorative  per  quanto
  riguarda i lavoratori .
   Mi  associo, lo stavo per dire, ma il presidente Cracolici, con la
  sua esperienza lo ha detto, anticipando anche... Presidente, sia il
  Movimento Cinque Stelle che il Partito Democratico, ma sono  sicuro
  che  altre  forze  politiche  e  altri  deputati,  all'interno   di
  quest'Assemblea  regionale siciliana sono pronti a  presentare  gli
  emendamenti,   gli  appostamenti,  trovando  gli  appostamenti   di
  bilancio, così come ha fatto il Governo.
   Ovviamente, poi il Governo può dire che non ci sono i fondi e,  va
  bene,  sentiremo l'assessore Dagnino, il Ragioniere  generale,  che
  dal  momento  in  cui  presentiamo le  proposte  di  aumento  delle
  giornate  lavorative ci dicono che i fondi non ci sono   E  poi  io
  chiederò  il  perché.  Perché io non lo trovo il  collegamento  tra
  questa  riforma, che se approvata o non approvata, e l'aumento  del
  numero  delle  giornate dei lavoratori che, negli anni,  hanno  già
  lavorato  all'interno  dei consorzi di bonifica,  hanno  fatto  dei
  sacrifici  e  non  capisco perché questo Governo  regionale,  oggi,
  sulla  pelle dei lavoratori vuol far passare una riforma che, visto
  l'articolo, signor Presidente, passatemi questo termine,  fa  acqua
  da tutte le parti  Dico ciò perché questa riforma, ahimè, così come
  è  stato detto da più colleghi, fa acqua da tutte le parti   Perché
  non  cambia nulla nella gestione e nei fondi, poi, di visione e  di
  programmazione   dei   consorzi  di  bonifica;   stiamo   solamente
  diminuendo  il numero e stiamo solamente facendo degli accorpamenti
  che  poco  hanno  a  che  fare  anche in  termini  di  aggregazione
  territoriale
   E,  allora,  signor Presidente, se il Governo -  io  ho  ascoltato
  l'intervento da parte dell'assessore Barbagallo - vuole  continuare
  in  questa strada e non vuole scindere le due cose, perché sono due
  cose completamente separate, nel caso in cui questa riforma dovesse
  essere  bocciata  dall'Assemblea regionale siciliana,  io  sarò  il
  primo assieme al mio Gruppo, ma sono convinto anche assieme a tanti
  altri  colleghi, a presentare apposito emendamento  nelle  prossime
  variazioni  di bilancio, che andremo ad affrontare, vista  l'enorme
  celerità e urgenza che ha dato il presidente Schifani, a presentare
  un  emendamento, dicevo, per dare la possibilità ai lavoratori  che
  già  hanno  speso il loro lavoro e la loro fatica  negli  anni  per
  poter aumentare il numero di giornate. Grazie.

   PRESIDENTE. Ci sono altri iscritti ad intervenire all'articolo 2?
   Sono   iscritti  a  parlare  gli  onorevoli  Di  Mauro,   Burtone,
  Catanzaro,  Sunseri.  Ce  ne sono altri?  Allora,  sono  chiuse  le
  iscrizioni a parlare.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Signor Presidente, solo per  evidenziare  due
  questioni.  La prima riguardo ai lavoratori che, all'interno  delle
  fasce  che  hanno  diritto  anche ad  avere  assicurato  un  futuro
  dignitoso  e  con  una contribuzione parimenti dignitosa,  ci  sono
  anche  quei  lavoratori  dei  consorzi  di  bonifica  dell'area  di
  Caltanissetta,  di  Gela che, ad oggi, non  sono  ricompresi  nella
  norma rivista, in base alle indicazioni del Governo e che in questo
  momento  sono in forza a diciotto ore. Persone di sessant'anni  che
  da oltre vent'anni rendono il proprio servizio a questa Regione, ai
  consorzi di bonifica, senza ancora vedersi riconosciuto il  diritto
  ad   una  retribuzione  sicura,  garantita,  con  tutti  i  diritti
  previdenziali connessi e che rischiano tra qualche anno  di  andare
  in  pensione, con una misera pensione di cinquecento euro dopo  che
  hanno lavorato oltre trent'anni
   E  la  seconda cosa, la più importante, signor Presidente, che  in
  parte è stata anticipata dal collega Di Paola.
   Presidente  Galvagno, il Movimento 5 Stelle non accetta  in  alcun
  modo  il  ricatto, perché è un ricatto sulla pelle dei  lavoratori,
  quello  che  è  stato  fatto, facendo  credere  che  se  non  viene
  approvata  la  riforma,  i lavoratori non  saranno  stabilizzati  o
  regolarizzati contrattualmente, perché ancora diciotto ore   Perché
  non  solo  le  variazioni di bilancio che avete da  poco  trasmesso
  hanno  una massa finanziaria - da quello che hanno detto i giornali
  - di quasi trecentocinquanta milioni di euro, quindi le risorse per
  stabilizzarli ci sono, ci sono tutte, ci sono, eccome
   In  nessun caso, però, questo Parlamento può essere sottoposto  al
  ricatto  che se non si fa una cosa non se ne può ottenere un'altra,
  soprattutto quando quella che si mette sul piatto è il diritto  dei
  lavoratori  a  una  retribuzione equa e a una  contrattualizzazione
  giusta.  Il  Movimento 5 Stelle non accetta questo  ricatto  e  con
  forza  chiederà  che le variazioni di bilancio  -  che  non  so  se
  vedranno  la  luce a breve o a settembre, sono poco  fiducioso  che
  l'intero  impianto  veda la luce a luglio o  ad  agosto  -  possano
  eventualmente contenere al proprio interno le norme che  riguardano
  questi  lavoratori, ma di sicuro non sarà la bocciatura  di  questa
  legge,  la  prossima  bocciatura, a fermare il Parlamento  riguardo
  alle istanze corrette che queste categorie stanno facendo.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, ho chiesto di  intervenire  perché
  questo  articolo 2 è importante, visto che aggiunge  una  serie  di
  competenze  a  quelle  che sono tradizionalmente  le  attività  che
  compiono   i   consorzi,  ovviamente  determinando   una   modifica
  legislativa della legge n. 19 del 2008, che aveva così suddiviso il
  tema  delle  deleghe assessoriali e il tema delle competenze,  cioè
  cosa dovessero fare i vari dipartimenti. E in questo il disegno  di
  legge  riscontriamo che ci sono alcuni punti:  la  lettera  c),  la
  lettera  d) e la lettera e), poi la lettera i), la lettera  n)  che
  modificano di fatto quella legge.
   Allora,  anche  per un discorso di chiarezza legislativa,  qualora
  dovesse  esserci l'accordo affinché i consorzi, che già  hanno  una
  propria  difficoltà  di  natura  organizzativa   poco  fa,   diceva
  l'onorevole Cracolici che abbiamo delle risorse da dare agli operai
  per  ragioni  contrattuali, ma c'è anche un  tema  della  copertura
  finanziaria  per  quanto riguarda la situazione degli  stipendi  e,
  quindi,  la gestione che in atto esiste. E, al di là di quello  che
  possa  essere l'accordo Stato-Regione, che guarda caso è del  2008,
  del  2008, che per carità è un accordo Stato-Regione, qui  dobbiamo
  trovare  le  risorse perché o noi queste cose non le  mettiamo  (e,
  qualora  dovessimo  metterle, dobbiamo  per  chiarezza  legislativa
  modificare   la   legge  che  distribuisce   le   competenze   agli
  assessorati,  quindi  ai vari dipartimenti),  oppure  noi  dobbiamo
  trovare le risorse per garantire i consorzi di bonifica, che  tutti
  quanti   sappiamo   sono  dotati  di  personale   che   appartiene,
  ovviamente,  alla manutenzione degli acquedotti, al servizio  della
  gestione  del servizio irriguo e non hanno certamente le competenze
  né  delle  dighe,  né degli adduttori, né tanto  meno,  come  nella
  fattispecie,  delle  acque, dei reflui, tanto  meno  relativi  agli
  impianti  di sollevamento; ciò tenendo conto che ci sono anche  dei
  passaggi  che,  a  mio  parere, sono ridondanti,  per  esempio,  la
  lettera  dice   l'intervento di completamento degli  schemi  idrici
  comprese le opere di sbarramento e connessione degli invasi già  in
  esercizio in fase di realizzazione  e altri interventi che sono qui
  indicati che nessuno qui allo stato vieta.
   Quindi,  vediamo come fare per cercare di trovare un  filo  logico
  nell'attività legislativa perché ci possa essere da  parte  di  chi
  leggerà domani la legislazione vigente cosa si fa nel settore delle
  dighe.   E  tenendo conto che le dighe in questo sono  appartenenti
  proprio a questo dipartimento, che fa la propria attività e che  ha
  i  funzionari,  la  conoscenza delle cose, quindi  capisco  che  si
  tratta  di dighe che sono in gestione, anche dei consorzi,  ma  c'è
  una  confusione  legislativa  che  va  chiarita  e  messa  in  atto
  un'attività  perché  possa essere di chiarezza  su  tutto.  Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Di Mauro. Ha chiesto di intervenire
  l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  per
  quel  che ci riguarda noi non abbiamo fatto una gara a chi aggiunge
  nuove  finalità.  Abbiamo  fatto degli  emendamenti  che  hanno  un
  obiettivo,  quello  di  cogliere anche un'emergenza,  che  abbiamo,
  nella nostra comunità, l'emergenza della siccità.
   Sono  ormai tre anni, qui abbiamo temperature altissime in estate,
  e  da  tempo noi richiamiamo l'attenzione del Governo a tener conto
  di  questi  fatti.  Ecco perché, nelle finalità,  abbiamo  indicato
  l'impegno  a  canalizzare le acque quando ci sono torrenti  che  si
  riempiono a seguito di piogge copiose.
   Abbiamo  chiesto  di guardare agli argini dei fiumi,  in  modo  da
  salvaguardare il territorio circostante perché alla siccità  spesso
  fa  seguito  qualche fatto atmosferico grave che è  collegato  alle
  piogge  torrenziali.  Pertanto, Presidente,  non  vogliamo  che  si
  sottovaluti  questo  aspetto  anche  perché  noi  parliamo  con   i
  produttori.
   Io  debbo  dire,  con  rammarico, proprio  in  questi  giorni,  ho
  incontrato  ancora  quelli  con i quali avevo  parlato  nei  giorni
  scorsi. Ancora oggi, Assessore, mi dispiace, lei ha cercato di fare
  il  possibile, non hanno ricevuto una goccia d'acqua nella piana di
  Catania,  nella  zona di Lentini. Da Mineo, da Palagonia,  arrivano
  telefonate di persone che sono in condizioni difficilissime  perché
  siamo  ormai a luglio inoltrato e con una condizione di temperature
  che  richiedono  un'attività  irrigua  notevole,  ecco  perché  noi
  torniamo a ribadire questo impegno.
   I  consorzi  se debbono funzionare, debbono funzionare  dal  primo
  gennaio  al  31 dicembre, perché debbono servire -  dalla  raccolta
  alla gestione - e, poi, alla fruizione delle risorse idriche.
   Attualmente   non   è   così.  Ecco  perché,   intanto,   cogliamo
  l'occasione, Assessore, per chiedere di incentivare questa attività
  manutentiva perché si dice: "ancora non si può iniziare perché  non
  è  completata la rete, la rete si è riparata in un posto,  si  sono
  create delle crepe in un altro posto"  tutto ciò non è accettabile,
  oggi, soprattutto da chi spera che ci sia un'attività irrigua nelle
  nostre campagne.
   Io  ricordo  che  negli  anni scorsi la siccità  ha  portato  alla
  perdita di prodotto di oltre il 25 per cento, un altro 25 per cento
  ha   avuto  delle  caratteristiche  organolettiche  tali   da   non
  permettere un'aggressione del mercato da parte di ciò che le nostre
  campagne hanno dato.
   Quindi, io sollecito questo e lo sollecito collegando al fatto che
  i consorzi vivono con le persone. Il collega Cracolici ha fatto una
  proposta  precisa,  io  la  condivido  anche  perché  noi   abbiamo
  assistito  ad un fatto, debbo dire discutibile, che c'è stato,  man
  mano  una progressione di turn-over che poi si è bloccato,  quindi,
  il  tema  di  chi lavora nelle nostre campagne con  i  consorzi  di
  bonifica, è un tema rilevante e urgente da affrontare.
   Deve  essere la Commissione "Bilancio" a dare un'impronta  precisa
  con risorse che debbono essere destinate, così come, io lo riprendo
  e  non  voglio  assolutamente  sottovalutare  questo  aspetto,  noi
  abbiamo l'anno scorso fatto una scelta, debbo dire anche spinti dal
  Presidente  della Regione, dall'onorevole Schifani, che era  quella
  di potenziare anche la presenza dei forestali.
   Si disse: "ci sono degli incendi che stanno preoccupando le nostre
  comunità,  i  forestali allunghino le giornate lavorative."  Perché
  non si fa quest'anno? Anche perché, signor Presidente, io vengo  da
  una  comunità che, purtroppo, è aggredita da questi delinquenti che
  appiccano il fuoco; nessun incendio avviene per autocombustione, lo
  sappiamo tutti; sono persone che vogliono fare il male per il male,
  che  vogliono determinare condizioni di aggressione del territorio,
  che  un  tempo  aspiravano ad utilizzare  il  suolo  a  fini  anche
  speculativi.  Oggi, il più delle volte si tratta o  di  psicopatici
  che  vogliono  fare  del male, oppure di delinquenti  che  debbono,
  comunque,  fare  un'azione  che incida negativamente  nelle  nostre
  comunità.
   Ecco perché noi abbiamo bisogno di proteggere e questo lavoro  non
  lo   possono  non  fare  i  forestali,  tra  l'altro,  e   concludo
  Presidente,  se  non si fa un'azione che è quella  anche  collegata
  alla canalizzazione e queste canalizzazioni non vengono liberate da
  sterpaglie,  gli  incendi  vengono appiccati  anche  nei  territori
  limitrofi alle nostre proprietà agricole e, quindi, c'è un pericolo
  costante per le nostre produzioni -  concludo Presidente -  quindi,
  dicendo  proprio questo: non sottovalutiamo alcuni  aspetti  e  non
  sono coreografie
   Abbiamo  aggiunto un titolo per rendere più allettante la  lettura
  di  quelle  che  sono  le finalità dei consorzi  di  bonifica.  C'è
  un'esigenza  ed  è  un'esigenza reale alla quale questo  Parlamento
  deve rispondere.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO. Ritiro la richiesta.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI. Ritiro la richiesta.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Non  c'è,
  va bene.
   Si  passa  all'emendamento  2.3, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Cateno ed altri. È mantenuto o è ritirato?

   DE LUCA Cateno. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 2.12, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino ed altri. Sono mantenuti o ritirati i soppressivi?
  Sono tutti da intendersi ritirati o no? No, ad uno ad uno
   L'emendamento 2.6 è assorbito dall'articolo 1.
   Si passa all'emendamento 2.2.  È mantenuto o è ritirato?

   DE LUCA Cateno. È ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 2.14 a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino ed altri. È mantenuto o è ritirato?

   DE LUCA Antonino. È ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 2.7 a firma  dell'onorevole
  Burtone ed altri. È mantenuto o è ritirato?

   BURTONE. È mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?
   Assessore, siamo all'emendamento 2.7. C'è un emendamento da  parte
  dell'onorevole  Burtone  ed altri; c'è il parere  favorevole  della
  Commissione. Chiedo il parere del Governo.

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Il problema è che c'è l'uso potabile  e  l'uso
  potabile non è ... quindi entreremmo in conflitto con gli ATO.

   PRESIDENTE. È ritirato da parte dell'onorevole Burtone?

   BURTONE. Sì, è ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 2.15 a firma dell'onorevole
  Marano ed altri. E' mantenuto o è ritirato?

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO. In questo emendamento, si tratta fondamentalmente  di  una
  volontà,  una proposta di riscrittura per rendere più esaustivo  il
  comma  c)  nell'ottica  della prevenzione e il  consolidamento  dei
  terreni,  in  linea con il principio di salvaguardia e  difesa  del
  suolo  di  cui all'articolo 53 del decreto legislativo n.  156  del
  2006.  Compiti  che  sono  già spettanti  ai  consorzi  e  previsti
  dall'intesa Stato-Regioni, quindi, è semplicemente una proposta per
  rendere un po' più esaustivo il comma c).

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.15.   Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. L'emendamento 2.8 è precluso.
   Onorevole  Dipasquale  può intervenire se vuole,  siamo  arrivati,
  però,  al  2.8. Siamo al 2.9. Il 2.8 è precluso, il 2.9 non  appena
  finisce  l'intervento  dell'Onorevole Dipasquale,  lo  mettiamo  in
  votazione.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signori  Assessori,   colleghi
  parlamentari,  non  possiamo non registrare tutti  insieme  che  un
  atteggiamento da parte delle opposizioni che nella scorsa seduta  è
  stata dura, forte, perché abbiamo detto "Schifani batti un colpo "
  cioè,  noi  chiediamo  da  tempo, e  specialmente  in  quest'ultimo
  periodo,  un  confronto con lui, nonostante questo, lui  non  si  è
  fatto  sentire,  dimostrando  di fregarsene  totalmente  anche  dei
  consorzi  di bonifica. Perché veda, signor Presidente,  siccome  ci
  chiamano  i lavoratori e ci dicono: "ma perché vi state comportando
  così?  Perché state utilizzando il consorzio di bonifica  per  fare
  venire  Schifani in Aula? Ma come, non avete interesse neanche  dei
  lavoratori?".
   Ci dà fastidio Signor Presidente, perché non solo noi siamo qui  e
  continuiamo  a fare la nostra parte in maniera seria,  ma  dobbiamo
  registrare  che c'è un Presidente della Regione che  non  ha  avuto
  neanche  la  sensibilità  - nell'interesse stesso  dei  lavoratori,
  visto  che  noi  le pressioni le stavamo facendo  sui  consorzi  di
  bonifica  -  cioè, di dire: "calmatevi, tranquilli,  lasciatela  da
  parte,  mettiamoli da parte i consorzi di bonifica,  per  le  altre
  cose  ne  parliamo fra quindici giorni, una settimana, un mese...".
  Zero  Lo dico, Signor Presidente, perché mi dà fastidio ricevere le
  telefonate,  legittime,  dei lavoratori, che  vedono  in  noi  come
  l'ostacolo alle risoluzioni dei loro problemi
   Sono  stati  presentati questi emendamenti,  anche  su  questo  mi
  permetto  di  dire - di ribadire, perché già l'ho detto  la  scorsa
  volta   -   che  la  norma  era  arrivata  in  Aula  non  tutelando
  assolutamente i lavoratori: stagionali, parziali, assoluti, totali,
  "TFR"  e  così  via.  Zero  Non c'era una copertura  finanziaria  a
  favore dei lavoratori
   Mi  permetto  di  dire  che  è stata in primis  l'opposizione,  la
  minoranza a dire, a fare ostruzionismo non per i capricci, di  fare
  ostruzionismo  ma  per  dire: "qui dobbiamo mettere  qualcosa,  qui
  dobbiamo  mettere  delle  risorse";  dopodiché  è  stato  fatto  un
  intervento parziale, perché gli emendamenti intervengono  solamente
  in  maniera parziale per la risoluzione del personale, e  Cracolici
  già  l'ha detto all'inizio, non ci speculate su questa cosa   Anche
  perché,  ecco,  chiamano  dicendo:  "guardate  che  se  non  votate
  rimangono  fuori  tutti".  No   La soluzione  è  una  soluzione  in
  finanziaria,  è una soluzione delle variazioni di bilancio,  è  una
  cosa diversa.
   Quindi,  io  ci tenevo, Signor Presidente, a dire che  noi  stiamo
  andando avanti, stiamo andando avanti seriamente; abbiamo messo  da
  parte  l'ostruzionismo - nonostante il Presidente della Regione  se
  ne sia altamente fregato - a lui non interessano né i lavoratori né
  la  bonifica,  né il confronto con l'opposizione, a  lui  interessa
  questo palazzo di cristallo, di vetro, che si sta ritagliando  ogni
  giorno  sempre  di  più,  dove lui è il più  bravo,  lui  è  quello
  immacolato  che  non ha nessuna responsabilità e il resto,  invece,
  del  Parlamento, il resto della classe politica è quella che è,  ma
  l'aspettiamo al passaggio, dicevano i cacciatori.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   C'è  il  2.18  del Governo, è un "fuori sacco". Lo trovate  tra  i
  "fuori sacco" sul tablet. Non lo metto in votazione fintantoché non
  abbiate il tempo di leggerlo.
   Avete  avuto  modo  di leggere l'emendamento  2.18?  Lo  pongo  in
  votazione.
   Il parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.18.   Chi   è
  favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)

   Si  ritorna all'esame dell'emendamento 2.9 dell'onorevole  Burtone
  ed altri. È mantenuto o ritirato?

   BURTONE. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.9. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Balsamo.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
   «Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della Regione
                         Siciliana» (n. 530/A)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.10. Si può votare senza  la
  lettera u) che è già prevista all'articolo 23, comma 4, lettera f),
  quindi, intanto, chiedo all'onorevole Burtone se è mantenuto,  così
  come sto dicendo.

   BURTONE. Mantenuto

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione? Onorevole Vitrano, parli
  al microfono, più che altro per il lavoro degli Uffici.

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.10, con  il  parere
  favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 2.1 a firma dell'onorevole De Luca Cateno
  e altri. Mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Cateno.  Ritirato.

   PRESIDENTE. L'emendamento è precluso, comunque.
   Si passa all'emendamento 2.13, che è precluso ugualmente.
   Si passa all'emendamento 2.4, ma non si può votare.
   Si  passa all'emendamento 2.5 che è uguale al 2.4 e, pertanto, non
  si può votare. Stessa cosa per l'emendamento 2.11.
   Si  passa  all'emendamento 2.16 dell'onorevole  Sunseri  e  altri.
  Mantenuto o ritirato?

   SUNSERI. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione...

   SUNSERI.  Chiedo  che  la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.16

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 2.16.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 61
   Votanti                  60
   Maggioranza              31
   Favorevoli               21
   Contrari                 39
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

       Si  passa, infine, all'emendamento 2.17, sempre dell'onorevole
  Sunseri  e  altri. È mantenuto o ritirato? Non ho sentito,  non  ho
  sentito.

   SUNSERI. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  con  il   parere
  favorevole del Governo e della Commissione, suggeriscono gli Uffici
  di levare la parola "redigono".
   Quindi  mettiamo in votazione l'emendamento 2.17 senza  la  parola
  "redigono".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Votiamo  l'articolo 2, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Con  voto  contrario  del  Movimento  Cinque  Stelle,
  dell'onorevole La Vardera e del Gruppo Partito Democratico.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                 Soppressione dei consorzi di bonifica

   1.  I consorzi di bonifica e di irrigazione Sicilia occidentale  e
  Sicilia orientale, costituiti ai sensi dell'articolo 13 della legge
  regionale  28  gennaio 2014, n. 5, e i singoli consorzi  accorpati,
  come  costituiti ai sensi della legge regionale 25 maggio 1995,  n.
  45, sono posti in liquidazione.

   2.  Il  Dipartimento regionale dell'agricoltura  è  autorizzato  a
  selezionare,  mediante apposita procedura ad evidenza pubblica,  le
  professionalità   necessarie   all'espletamento   delle    attività
  propedeutiche  e  preliminari alla liquidazione, nell'ambito  della
  valutazione   del  patrimonio  dei  liquidandi   consorzi   e   del
  conferimento  dei  beni  agli  istituendi  consorzi,  al  fine   di
  coadiuvare  i commissari liquidatori di cui all'articolo  38  della
  presente legge.».

   Vediamo gli interventi che ci sono. Onorevole Cracolici, onorevole
  Campo e onorevole Safina.
   Ci  sono  altri interventi? Non ci sono altri interventi. De  Luca
  Antonio.
   Non ci sono altri interventi. Sono chiuse le iscrizioni.
   Si?  Non  capivo  se  era  un  segnale...ok,  ultimo,  l'onorevole
  Giambona.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  questa   norma   che   riguarda
  apparentemente  la nuova modalità di suddivisione dei  compiti  dei
  futuri  consorzi di bonifica, nasconde - a mio avviso - un equivoco
  di fondo.
   L'assessore qualche settimana fa ha ricordato che la legge  5  che
  ha  definito  quelle ipotesi di due consorzi di  bonifica,  Sicilia
  occidentale  e  Sicilia orientale, accorpava i vecchi  consorzi  di
  bonifica, cioè gli undici, e non li metteva in liquidazione.
   Ora,  vorrei ricordare a me stesso, ma lo dico anche all'Assessore
  che pur essendo un esperto di bonifiche, essendo la sua professione
  -  diciamo - connessa a questa attività, vorrei ricordare  che  qui
  stiamo  parlando di Codice civile, dove non sono in discussione  le
  competenze  agrario-agronome, ma è in discussione  la  funzione  di
  soggetti  societari che sono stati costituiti nel  tempo  e  per  i
  quali,  la  Regione, tra l'altro avendo commissariato  dal  lontano
  1995,  siamo  a  trent'anni  di commissariamento  dei  consorzi  di
  bonifica  che, a loro volta, hanno commissariato i vecchi  consorzi
  di  bonifica, la Regione è responsabile illimitatamente degli oneri
  derivanti dalla gestione e, quindi, dalla situazione debitoria.
   Ecco perché sono stati accorpati, con la con la legge 5, gli 11 ai
  costituendi 2. Ma qui facciamo anche un'operazione che  ancora  non
  ho  compreso: si pongono in liquidazione anche i due costituiti con
  la  legge 5 del 2014, che non sono mai entrati in funzione, per cui
  viene  posto  in liquidazione una cosa che non ha svolto  di  fatto
  attività, così come prevedeva la legge
   Io  penso  che  la strada non possa essere quella della  messa  in
  liquidazione  con  un'operazione  di  finta  liquidazione,  per  la
  semplice  ragione  che  i  nuovi consorzi non  potranno  che  farsi
  carico, tranne che la Regione siciliana nella qualità di socio  dei
  consorzi  stessi  costituisca  un fondo  per  la  liquidazione  dei
  creditori  da parte della Regione medesima, altrimenti non  ci  può
  essere  alcun  trucco:  tra  l'altro,  dovremmo  comprendere   cosa
  transiterebbe  dai vecchi consorzi ai quattro istituendi  consorzi,
  quale  patrimonio verrebbe conferito ai nuovi quattro  consorzi,  e
  trovatemi  un commercialista che è disposto a trasferire patrimonio
  dai  vecchi  consorzi ai nuovi quattro consorzi, se non  un  pazzo,
  perché  sarebbe nella qualità di professionista accusato di  reati,
  essendo  una liquidazione, come dire, finta e la liquidazione  deve
  mettere  a  garanzia proprio tutto quello che hanno i  consorzi,  a
  partire dai beni strumentali, cioè gli edifici, i luoghi dove hanno
  gli  uffici  che  devono essere alienati per dare  esecuzione  alla
  liquidazione.
     Io  ritengo  un  errore,  come dire di obiettivo,  in  punta  di
  diritto,  non  si  può giocare sulla questione dei debiti,  facendo
  finta che i debiti non ci siano. Questa storiella che facciamo  una
  sorta  di  bad  company  per cui trasferiamo  i  debiti  ai  vecchi
  consorzi,  e i nuovi consorzi si gestiscono l'attività, come  dire,
  distinguendo il nuovo e il vecchio con la matita rossa e blu, è una
  finzione, è una finzione  L'ho detto nel mio intervento all'inizio,
  rischia  di essere la stessa operazione che fece l'assessore  Armao
  con  Turano  -   che  non  vedo più in Aula -   quando  istituirono
  l'IRCA,  senza  prevedere  che  fine  facessero  l'IRCAC  e  CRIAS.
  Risultato, oggi ci sono l'IRCA, CRIAS e IRCAC
     I Consorzi agrari furono messi in liquidazione trent'anni fa,  e
  continuiamo a dargli contributi
   Questo è un articolo fasullo  Ecco perché io annuncio il mio  voto
  contrario -  annuncio il mio voto contrario -  mi auguro con i miei
  colleghi  del Partito Democratico, anzi facciamo una cosa, chiederò
  il  voto segreto su questo articolo, al fine di consentire all'Aula
  di votare con tranquillità una norma che così com'è congegnata, non
  potrà   funzionare  e  soprattutto  farà  finta   di   mettere   in
  liquidazione i vecchi consorzi, senza porre in essere  quella  dote
  finanziaria per consentire l'effettiva liquidazione dei debiti.
     Che è successo? "Arrivaru i curazzieri, è arrivato il Capo dello
  Stato? .
    Va bene concludo.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie,  signor  Presidente,  grazie  Governo  e  colleghi
  deputati.
   Per me questo è l'articolo, penso, peggiore di tutto il disegno di
  legge,  perché  è  vero, noi andiamo a mettere in liquidazione  una
  serie  di  consorzi, senza nessuna garanzia su queste liquidazioni,
  perché  il  patrimonio dei consorzi di fatto, a chi passerà?  Verrà
  ceduto  ai  nuovi  consorzi o servirà proprio per la  liquidazione?
  Penso la prima  E quindi andremo a creare delle liquidazioni che si
  protrarranno  per  decenni  e  decenni,  pagando  fra  l'altro  una
  struttura,  che  è  la struttura dei liquidatori,  che  sicuramente
  verrà  addossata alla Regione, e noi avremo, ci trascineremo questa
  situazione, esattamente come ci siamo trascinati per decenni quella
  delle  ASI,  dell'EAS, delle Zone industriali,  e  tutte  le  varie
  liquidazioni  che  ancora  si  devono  concludere,  e  che   pesano
  pesantemente sulle spalle della Regione.
   Quindi,  questa  è  una  liquidazione  totalmente  fasulla,  e  mi
  dispiace   che   l'Assessore  abbia   legato   così   in   maniera,
  imprescindibile, questa norma alla stabilizzazione dei  lavoratori,
  dove  di  fatto  intanto  mancano le  parole   senza  soluzione  di
  continuità , quindi noi non sappiamo questo personale stabilizzato,
  cioè che già di fatto lavora per il consorzio che fine farà? E  gli
  altri di fatto con le risorse che sono state messe in campo,  sì  e
  no avranno la sicurezza per qualche mese, niente di più
   Si sta facendo passare questa norma per una grande stabilizzazione
  ma  di fatto così non è  La verità è che si lasceranno un sacco  di
  fornitori e creditori senza mai ricevere nulla per tutto quello che
  hanno  anticipato per far funzionare i consorzi, quando si potrebbe
  benissimo scindere la stabilizzazione dei lavoratori e inserirla in
  variazione  e  sicuramente con maggiori garanzie per  i  lavoratori
  stessi perché, ora mi chiedo, se accorpiamo i consorzi, li facciamo
  diventare  quattro,  uno stabilizzato, un lavoratore  precario  che
  deve  essere  stabilizzato a Ragusa, chi  mi  dice  che  non  verrà
  trasferito  a  Catania e che questa situazione lavorativa  sarà  di
  gran lunga peggiore?
   Quindi,  sicuramente  è meglio nell'attuale  situazione,  intanto,
  stabilizzare i lavoratori, perché questo articolo 3 è veramente  un
  articolo   fuffa , cioè non dà alcuna certezza su quello  che  sarà
  poi  il  futuro  di questi enti, anzi saranno delle spese  caricate
  sulla Regione per decenni e decenni.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Campo.  È  iscritto  a   parlare
  l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Grazie, signor Presidente, Governo ed onorevoli colleghi.
  Io  vorrei soffermare la mia attenzione non tanto sul primo  comma,
  come  sostanzialmente ha fatto l'onorevole Cracolici, il quale pone
  questioni in punto di diritto che vanno sicuramente verificate,  ma
  non  è questa, a mio avviso, l'occasione per farlo, almeno dal  mio
  punto di vista.
   Vorrei soffermare la mia attenzione sul secondo comma perché, veda
  Assessore,  ne  abbiamo   più  volte  parlato,  il  secondo   comma
  sostanzialmente rischia, ammesso e non concesso che l'intento della
  liquidazione sia condivisibile, di paralizzare e di non dire quando
  questa   liquidazione  inizierà,  perché  tutte   queste   attività
  propedeutiche cui si fa cenno non hanno una scadenza temporale, non
  prevedono come e con quali forme si procederà all'individuazione di
  questi  professionisti e soprattutto non risolvono un  tema  che  è
  quello  che impone già ai professionisti incaricati, e a mio avviso
  ciò  cozza col regime della liquidazione, di prevedere le  modalità
  con  le  quali i vecchi consorzi che vanno in liquidazione dovranno
  cedere il patrimonio ai nuovi consorzi.
   Ora il tema che mi pongo è: a) può una legge regionale imporre una
  condotta  ad un liquidatore che è tenuto a rispettare le norme  del
  Codice  di  procedura civile in materia di liquidazione?  Ed  è  la
  prima   questione  che  questo  comma  non  affronta.  Se   dovessi
  rispondere  direi  che non lo può fare perché le norme  del  Codice
  civile sono cogenti rispetto a qualsivoglia norma regionale,  salvo
  un  espresso  riferimento del Codice alle norme  regionali;  b)  ma
  quale liquidatore, laddove pure ammettessimo per un attimo che  ciò
  è  possibile,  quale liquidatore che ha il compito,  Assessore,  di
  realizzare  l'attivo  per  estinguere il  passivo,  ovviamente  nei
  limiti  dell'attivo  che raccoglierà, quale liquidatore  potrà  mai
  fare  un'attività  propedeutica alla cessione d'emblée,  e  qui  si
  lascia  presumere  a  titolo gratuito, del  patrimonio  dei  vecchi
  consorzi ai nuovi?
   Sostanzialmente,   stiamo  dicendo  che   l'unica   attività   che
  dovrebbero  fare poi, quando mai verranno nominati  i  liquidatori,
  sarebbe quella di riscuotere i crediti per estinguere i debiti.  Ma
  non si può distogliere il patrimonio di un ente da quello che è  il
  suo  scopo, ossia anche garantire i creditori. Questa norma rischia
  di far saltare tutto il banco.
   Io   penso,   ancora  una  volta,  che  ci  sia  bisogno   di   un
  approfondimento di merito, perché le questioni che  stanno  sottese
  all'approvazione  di  questa  norma,  di  questo   articolo,   sono
  assolutamente  complesse  e meritano un ulteriore  approfondimento.
  Grazie.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino.  Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, intervengo rapidamente  per
  tornare  ad  evidenziare  quanto avevo  già  rilevato  in  sede  di
  discussione generale, ossia che questo articolo 3, veda Presidente,
  è esattamente quello a cui mi riferivo quando parlavo di operazione
  in  frode dei creditori, perché noi, praticamente, stiamo prendendo
  questi enti, li stiamo svuotando con una norma regionale, dopodiché
  stiamo  dicendo ai creditori: "attaccatevi al tram perché  qua  non
  troverete nulla ".  A meno che non ci siano atti gestori  da  parte
  dell'Assemblea  regionale o del Governo  che  mettono  soldi  sulle
  liquidazioni.  Quindi,  che cosa immagino? Delle  liquidazioni  che
  dureranno  trenta, quarant'anni, dei compensi per questi commissari
  liquidatori  che dureranno per trenta, quarant'anni e, soprattutto,
  immagino  dei  poveri  disgraziati che hanno  lavorato,  che  hanno
  fornito   beni  e  servizi  a  questi  consorzi,  che  per  trenta,
  quarant'anni non vedranno il becco di un quattrino, a meno che  non
  sono  raccomandati da qualcuno che con un articoletto che  mette  4
  euro sulla liquidazione poi, alla fine, fa sì che questi riescano a
  portare a buon fine l'atto di pignoramento
   Tutto  questo,  onestamente, consentirlo con una legge  regionale,
  presidente  Galvagno, è pressappoco vergognoso per cui  la  informo
  sin  d'ora che il Movimento Cinque Stelle su questa norma  chiederà
  il voto segreto e con il voto segreto voterà per bocciarla. Grazie.

   PRESIDENTE.  Sono iscritti a parlare prima l'onorevole  Sunseri  e
  poi l'onorevole Giambona. Prego, onorevole Sunseri.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, su questo articolo,  se  il  Governo
  intende  mostrarsi serio, dovrebbe specificare, come minimo,  quali
  sono i beni patrimoniali che intende mettere nelle liquidazioni dei
  consorzi di bonifica. Perché veda, sono sicuro, Assessore,  che  se
  oggi le chiedessi - e se lei rispondesse anche solo per cortesia  -
  a  quanto ammonta il patrimonio dei consorzi di bonifica, lei  oggi
  non saprebbe rispondere, perché questo studio sui beni patrimoniali
  dei consorzi che, oggi voi state mettendo in liquidazione, di fatto
  non è mai stato realizzato.
   Ed  è paradossale immaginare che ci siano degli enti pubblici  che
  abbiano   maturato   nel   corso   degli   ultimi   trent'anni   di
  commissariamento,  trenta  anni di  commissariamento,  più  di  100
  milioni  di  euro, c'è chi dice 130, c'è chi dice 150,  sicuramente
  più  di  100  milioni  di  euro di debiti, debiti  che  sono  stati
  realizzati  durante  gli  anni  di commissariamento  della  Regione
  siciliana, quindi durante il periodo in cui la Regione ha  nominato
  dei commissari straordinari.
   Con  questo  articolo,  di  fatto,  cosa  stiamo  facendo?  Stiamo
  nominando  tredici commissari straordinari per la  liquidazione  di
  tredici consorzi, undici esistenti, due realizzati con la legge  n.
  5  del  2014  e mai entrati veramente in funzione, quindi,  tredici
  commissari che dovranno realizzare una liquidazione che non  riesco
  neanche  ad immaginare perché veda, Presidente, al di là di qualche
  piccolo consorzio che ha dei beni che possibilmente verranno  messi
  in  liquidazione, e quindi venduti, nessuno di questi ha  dei  beni
  che non andranno, dei beni non strategici, perché ricordiamo che  i
  beni   strategici verranno trasferiti, ovviamente,  ai  beni  nuovi
  costituendi, ai quattro consorzi che stiamo realizzando, e tutto il
  resto dei beni invece appartenenti agli undici consorzi di bonifica
  dovrebbe essere messo in liquidazione.
   Ma  le  chiedo veramente, Presidente, come operazione  di  verità,
  chiediamo all'Assessore di conoscere quali sono i beni degli undici
  consorzi  di  bonifica  che potranno essere venduti  e,  quindi  la
  possibilità  di  coprire i debiti maturati nel  corso  degli  anni.
  Altrimenti, ha pienamente ragione l'onorevole Cracolici, servirebbe
  un  fondo  per  coprire i debiti che la Regione  stessa  ha  creato
  nell'arco  degli  ultimi  trent'anni perché,  diversamente,  stiamo
  decretando  con questo articolo che la liquidazione  non  sarà  una
  liquidazione  normale,  ma sarà una liquidazione  coatta,  dove  ci
  saranno  i  creditori che perderanno delle risorse  perché  nessuno
  potrà aggredire né dei beni...
   Io  immagino  faranno una fine addirittura peggiore  dei  consorzi
  ASI,  cioè  questi  consorzi  non  avranno  neanche  i  soldi   per
  costituirsi  in giudizio, perché non hanno dei beni da  mettere  in
  liquidazione  E non solo non li hanno, ma il Governo, nel  proporre
  questo   disegno  di  legge,  non  ha  neanche  fatto   uno   stato
  patrimoniale dei consorzi di bonifica
   Noi  non  sappiamo  cosa  potrà andare in  liquidazione.  Noi  non
  sappiamo quali beni dovranno essere trasferiti ai nuovi consorzi di
  bonifica.  Noi non sappiamo se queste liquidazioni si concluderanno
  mai nella loro forma regolare.
   Allora,  se  il Governo fosse un minimo serio da questo  punto  di
  vista, dovrebbe dire in Aula:  signori, i consorzi di bonifica  non
  hanno beni da liquidare, la verità è che stiamo mettendo i consorzi
  di  bonifica,  con  un articolo, in liquidazione coatta.  Quindi  i
  creditori si possono dimenticare i soldi che spettano ai creditori,
  quello  che  è  stato  speso  è stato speso,  quello  che  è  stato
  incassato  bene, stiamo provando a realizzare qualcosa di  nuovo  e
  buona notte a tutti .
   Se  si  avesse  l'onestà intellettuale di affermare una  cosa  del
  genere, probabilmente cadrebbe il castello, la narrazione in cui si
  starebbe   facendo   qualcosa  di  buono,  quando   invece   stiamo
  semplicemente  cancellando tutti i debiti con un  articolo  di  una
  legge,  creando undici commissari straordinari che non  si  capisce
  bene  cosa  devono liquidare, perché se dovessimo approvare  questa
  legge, personalmente, saremo qua sicuramente nei prossimi tre anni,
  sono sicuro, sicuro, che non sarà messo in liquidazione neanche  un
  bene  degli  undici  consorzi di bonifica  Voi  nominerete  tredici
  commissari straordinari e non ci sarà un solo bene messo in vendita
  per completare la liquidazione.
   Allora,  se  il  Governo avesse un minimo di onestà intellettuale,
  oggi   l'Assessore   prenderebbe  la  parola  per   dire:    stiamo
  scherzando,  la liquidazione così non verrà mai realizzata,  stiamo
  nominando tredici persone e poi la liquidazione sarà coatta e addio
  ai creditori .

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Sunseri.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Giambona. L'ultimo intervento. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
  ritengo che questo articolo sia uno degli articoli che certifica un
  po',   per  certi  versi,  l'esigenza  di  attenzione  che  abbiamo
  rappresentato,  già a più riprese, nella discussione  generale,  lo
  ricorderà   l'assessore  Barbagallo  ma  anche   i   colleghi.   In
  quell'occasione, evidenziammo tutta una serie di criticità  che,  a
  nostro  parere,  dovevano essere affrontate da parte  dei  colleghi
  tutti ma anche da parte del Governo.
   Una  di queste criticità, Assessore, era la tematica dell'esigenza
  di  garantire le risorse per la stabilizzazione dei lavoratori, per
  il turn-over, su questo riconosco che è stata appunto ripresa dalle
  organizzazioni sindacali che tra l'altro, oggi, sono proprio qui  a
  Piazza  Indipendenza con un presidio, con un sit-in a rappresentare
  quelle  che  sono  le loro legittime istanze, da  noi  naturalmente
  sostenute, e un segnale si è palesato da parte del Governo.
   L'altra  questione  riguarda le risorse, ma  magari  ne  parleremo
  quando  andremo  avanti, mi auguro in questa  proposta  di  riforma
  della  bonifica,  di  cui  ritengo  essere  assolutamente  centrale
  portare avanti la discussione.
   Ma  qui  il tema dell'articolo 3, obiettivamente, evidenzia  tutta
  una questione che in punto di fatto e di diritto ha delle crepe  da
  tutte le parti
   Dico  ciò perché ritengo che questa Assemblea, che questo Governo,
  insomma  che l'amministrazione regionale debba avere consapevolezza
  di  quelli che sono gli effetti di questa norma che si sta portando
  avanti,  di  tutti gli interlocutori, non solamente dei  lavoratori
  dipendenti  -  che  naturalmente dobbiamo  tutelare,  che  dobbiamo
  garantire, non solamente e principalmente di agricoltori che  hanno
  diritto  ad  avere  quella risorsa, ecco,  fondamentale  per  poter
  riuscire a condurre le attività agricole, ma direi che gli  effetti
  di  questa norma sono inevitabilmente anche nei confronti di coloro
  che  fino  ad  oggi  hanno  intrattenuto  dei  rapporti  economici,
  appunto, con i consorzi di bonifica, con i 13 consorzi di bonifica.
   Si stima che l'esito dei saldi dei rapporti di natura creditizia e
  debitoria  siano  intorno a 120 milioni di euro e allora  oggi  con
  questa  norma che, in quattro righe, fondamentalmente,  vuole  dare
  una  soluzione,  credo che una soluzione non la  mettiamo,  non  la
  diamo,  stiamo  mettendo un enorme macigno, potremmo  dire  polvere
  sotto  al tappeto. Qui si tratta di una montagna che non è in alcun
  modo copribile, Assessore.
   Noi  non  abbiamo  consapevolezza di quale sia  il  patrimonio  di
  questi  consorzi di bonifica, di quale sia l'entità che deve essere
  messa  a  disposizione dei commissari liquidatori. Del  resto,  c'è
  anche  il  tema  del  conferimento  del  patrimonio  degli  attuali
  consorzi di bonifica ai nuovi consorzi di bonifica.
   Allora,  delle  due  una:  o  mettiamo a  disposizione  dei  nuovi
  consorzi   di   bonifica  le  risorse  tali   per   utilizzare   le
  infrastrutture che sono di proprietà degli attuali consorzi, oppure
  dobbiamo  mettere a disposizione un fondo che sia nelle  condizioni
  di   garantire  gli  attuali  creditori  dei  tredici  consorzi  di
  bonifica.
   Noi   abbiamo  una  responsabilità  nei  confronti  di  tutti  gli
  stakeholder dei consorzi bonifica, non possiamo realizzare una  bad
  company  con  l'intento  di  lasciare a mare  famiglie,  creditori,
  imprese  e  tutti  coloro  che vantano dei  crediti  nei  confronti
  appunto dei consorzi stessi.
   Quindi,  mi  immagino che da questo punto di vista, come  già  del
  resto rappresentato dai colleghi che mi hanno preceduto, ci sia  un
  chiarimento netto da parte del Governo rispetto a quella che  è  la
  modalità con cui garantire tutti gli attori che sono interessati in
  questa questione.
   Se  ci sono problematiche inaffrontate, problematiche che dobbiamo
  approfondire,  considerata la portata che  assume  questa  norma  e
  questo  articolo invito eventualmente anche ad accantonare così  da
  poter fare un ulteriore surplus di approfondimento. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Giambona. Ha  chiesto  di  parlare
  l'assessore Barbagallo. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Grazie,  Presidente.  Questa  norma  è  stato
  oggetto  di  un  lungo approfondimento, di una  lunga  riflessione.
  Credo  che  in  III Commissione abbiamo riflettuto  per  due  anni,
  quindi  fare  ulteriori  o chiedere ulteriori  riflessioni  non  mi
  sembra il caso.
   Allora,  per  quanto  riguarda  la  liquidazione,  questa  seguirà
  ovviamente le procedure del Codice civile. Voglio rassicurare tutti
  i  presenti  che i consorzi hanno debiti e crediti e  se  volessimo
  dare un dato sintetico complessivo sulla situazione complessiva  di
  tutti  i  consorzi di bonifica, sulla base dell'ultima rilevazione,
  il  debito sarebbe di cinquecentomila euro complessivo, che non  ha
  alcun  valore  perché,  ovviamente, ogni consorzio  è  autonomo  e,
  quindi, è chiaro che non si possono trasferire crediti e debiti  da
  un  consorzio  all'altro ma, se dovessimo dare un dato complessivo,
  questo sarebbe il dato.
   Naturalmente ci sono situazioni molto differenziate, nel senso che
  ci  sono  consorzi teoricamente in attivo per crediti che non  sono
  stati riscossi e consorzi invece in debito, che hanno dei debiti.
   Naturalmente questa liquidazione è anche una salvaguardia rispetto
  al  personale.  Credo  che tutti i presenti sappiano  che  in  ogni
  manovra  finanziaria  si  riescono  a  salvare  gli  stipendi   del
  personale  ma,  cosa anche grave, parimenti grave,  si  riescono  a
  salvare anche le opere pubbliche, i cui finanziamenti vengono  dati
  dai  Ministeri  o  da  altri enti finanziatori  vengono  pignorati.
  Quindi,   questa   norma  e  questa  strada,  è  una   strada   per
  salvaguardare  tutti,  in  primis  il  personale  e  poi  le  opere
  pubbliche  che  non riusciamo a salvaguardare e quindi  c'è  questo
  obiettivo che vogliamo perseguire.
   Io  credo che il Governo si impegnerà a seguire in maniera attenta
  le  liquidazioni che verranno fatte, le procedure di  liquidazione,
  pronti,  eventualmente, a intervenire nel  caso  in  cui  ci  fosse
  qualche  necessità, però, credo che il discorso della liquidazione,
  che  è  quello di avviare dei nuovi enti che siano enti che partano
  da  capo  con  una nuova organizzazione e con una nuova governance,
  sia indispensabile.
   Per  quanto  riguarda  la liquidazione anche  dei  consorzi  della
  Sicilia  orientale  e occidentale, è vero che questi  consorzi,  di
  fatto,  non  sono  mai  stati operativi ma alcuni  danni  li  hanno
  determinati, per esempio è stato nominato un direttore per tutti  i
  consorzi,  ci  sono  dirigenti che sono  gli  stessi  per  tutti  i
  consorzi.
   Quindi, anche se non avrà una refluenza concreta, credo che  anche
  la  liquidazione e la chiusura di questi consorzi, una volta che si
  attiveranno quattro nuovi consorzi, sia una cosa opportuna. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore.  Si  passa  all'emendamento  3.3,
  soppressivo, a firma degli onorevoli De Luca Cateno ed altri.
   Onorevole lo mantiene o lo ritira?

   DE  LUCA  Cateno. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.4, a firma degli  onorevoli
  De Luca Antonino ed altri.
   Onorevole lo mantiene o lo ritira?

   DE  LUCA  Antonino. Lo mantengo e chiedo che la votazione  avvenga
  per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Vediamo  se la richiesta è appoggiata.  Ricordo  che
  l'eventuale  soppressione,  e  quindi  se  dovesse  andare  avanti,
  onorevole  De  Luca,  l'eventuale soppressione  farebbe  cadere  la
  norma. Intanto, verifichiamo il numero dei richiedenti.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.4

   PESIDEENTE   Essendo   la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 61
   Votanti                  57
   Maggioranza              29
   Favorevoli               31
   Contrari                 26
   Astenuti                  1

                             (È approvato)

   Colleghi,  pertanto  sono  costretto  a  sospendere  l'Aula  e   a
  convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

     (La seduta, sospesa alle ore 16:54, è ripresa alle ore 17:13)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è ripresa.
   Solo  per comunicarvi che la seduta è rinviata a domani, alle  ore
  15:00, con il susseguirsi dell'ordine del giorno


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   LA  VARDERA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Onorevole  La  Vardera,  lei  mi  diceva  che  voleva
  intervenire  sul  discorso  relativo a  Mondello  e  poi  chiudiamo
  l'Aula.
   Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, solo per riferire quanto accaduto,
  nei  giorni  scorsi,  nella  borgata  marinara  di  Mondello,  dove
  abbiamo,  insieme  a  Matteo Hallissey,  presidente  dei  Radicali,
  portato  alla luce quello che, di fatto, era evidente  a  tutti  da
  diverso  tempo,  ossia l'irrispettosa vicenda che riguarda  l'Italo
  Belga,  che  da  ormai  cento  anni sta  in  quel  lembo  di  mare,
  fondamentalmente  pagando  un canone  annuo  irrisorio  rispetto  a
  quella  che  è  l'intera  porzione della spiaggia  di  Mondello  e,
  addirittura, quello che abbiamo potuto verificare è che all'interno
  di questo stabilimento balneare, per entrare, ci sono dei tornelli,
  dei tornelli quasi a volere delimitare l'ingresso a mare e, quindi,
  non  solo questo, ma a cinque metri, a pochi metri dal mare, questa
  società  Italo Belga ha pensato bene, addirittura, di recintare  la
  spiaggia  con  dei paletti di legno e tutto questo,  ovviamente,  è
  veramente incredibile
   Abbiamo   suscitato...   anche  perché   siamo   stati   aggrediti
  verbalmente, volevano rubare l'attrezzatura al cameraman,  insomma,
  una situazione incredibile, che non accade soltanto a Mondello,  ma
  accade in diverse parti della Sicilia.
   Stiamo  raccogliendo decine e decine di segnalazioni  e  riteniamo
  che  la  vicenda  non  debba essere, come abbiamo  fatto,  soltanto
  raccontata  sui  social, ma abbiamo dato seguito ad  una  serie  di
  iniziative  pratiche,  abbiamo  già  presentato  una  richiesta  di
  urgente  audizione  in  IV Commissione, abbiamo  chiesto   abbiamo,
  ovviamente,  presentato un'interrogazione parlamentare,  un'istanza
  d'accesso  agli atti al Dipartimento regionale ambiente,  chiedendo
  copia   dell'elenco   di  tutte  le  concessioni   rilasciate,   in
  particolare  degli  atti  riguardanti la  società  Italo  Belga  di
  Mondello,  e  una missiva al Presidente del Consiglio  comunale  di
  Palermo, chiedendo di conoscere l'iter dell'approvazione del  Piano
  di  utilizzo del demanio marittimo, perché riteniamo che quello che
  sta  accadendo,  in questo momento storico, è di  fatto  rubare  la
  possibilità  a coloro i quali non sono nelle condizioni  di  volere
  pagare  un  lettino e un ombrellone a 30 euro, di potere restituire
  le spiagge ai siciliani
   Allora,   volevo   portare  questo  caso  all'interno   anche   di
  quest'Aula,  sperando  che  il  Governo  possa  venire  a  riferire
  immediatamente in IV Commissione, anche perché una recente sentenza
  della  Corte  Costituzionale ha praticamente  aperto  uno  squarcio
  nuovo  e questo Parlamento ritengo che debba prendere una posizione
  specifica, perché quello che è accaduto a noi a Mondello  domenica,
  accade  all'intero  territorio, dove  diversi  cittadini  lamentano
  l'impossibilità di potere utilizzare il mare dei cittadini, il mare
  di tutti
   Ricordo  a  tutti,  infatti, che l'accesso  al  mare  deve  essere
  garantito,  a prescindere da ogni concessione edilizia.  Se  tu  ci
  metti  dei tornelli e, addirittura, ci metti dei paletti di  legno,
  stai ledendo il diritto dei siciliani di usufruire di un bene che è
  di  tutti,  che è il bene del mare  Quindi, sotto questo  punto  di
  vista, non mi fermerò in questa battaglia e la porterò in tutte  le
  sedi  opportune,  affinché questo Governo possa fare  qualcosa  per
  ridare le spiagge ai siciliani.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì 23 luglio 2025, alle ore 15:00.

                 La seduta è tolta alle ore 17.16 (*)


     (*)  L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
   sito  web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
   seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                         195a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 23 luglio 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1)  Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata  (n.
         832/A Stralcio II/A) (Seguito)

           Relatore: on. Vitrano

      2)  Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio/I COMM
         ter/A)

           Relatore: on. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella