Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15:31
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuffrida ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti, documenti e annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Discussione del disegno di legge «Riordino dei consorzi di
bonifica
e di irrigazione della Regione Siciliana» (n. 530/A) (Seguito)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il disegno di legge: Riordino dei consorzi di
bonifica e di irrigazione della Regione Siciliana (n. 530/A).
Allora, colleghi, riprendiamo la seduta.
Avevamo finito gli interventi per quanto concerne l'articolo 1.
Invito i componenti della III Commissione a prendere posto al
banco alla medesima assegnato. Se, gentilmente, chiamiamo il
Presidente intanto, sui tablet potete trovare gli emendamenti
fuori sacco che sono passati alle Commissioni qualora voleste,
frattanto, leggerli
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. La mia è una proposta che voglio avanzare al Governo e
all'Aula per sgombrare il campo da questioni che rischiano di
essere, come dire, di fare confusione, di determinare anche un
effetto non positivo.
Allora, siccome noi siamo convinti e d'accordo che si possano
aumentare le giornate ai lavoratori dei consorzi di bonifica, che
si possano stabilizzare i "centocinquantunisti" a tempo
indeterminato secondo le quote previste, io avanzo una proposta.
Considerato che si tratta di una materia che attiene all'ordine
finanziario, propongo che l'emendamento in questione, che riguarda,
appunto, le questioni dei lavoratori dei consorzi di bonifica,
transiti nella variazione di bilancio, al fine di poter discutere
della variazione di bilancio con un risultato concreto a favore dei
dipendenti, anche se - l'assessore mi ha sentito in Commissione -
ho posto una questione rispetto alla quale non mi è stata data una
risposta o almeno mi è stata data una risposta formale.
Mi ascolti, signor Presidente, ad oggi, l'Assemblea, cioè la
Regione siciliana, eroga un contributo di 49 milioni di euro per i
lavoratori stabilizzati e un rimborso per i lavoratori stagionali,
quindi ci sono due capitoli di bilancio.
Quel contributo, che è abbastanza fermo da diverso tempo, di
fatto, è un contributo che non eroga nemmeno i costi che i consorzi
di bonifica hanno per il pagamento del personale, in particolare
tutti gli aumenti contrattuali. Il collega Safina la questione me
l'ha segnalata, anche perché credo che se ne fosse parlato in
Commissione di merito. Gli aumenti contrattuali che, dal 2014 ad
oggi, sono intervenuti, non sono mai stati coperti dalla Regione,
in ragione del fatto che la Regione dà un contributo. Quindi, i
consorzi di bonifica hanno un deficit strutturale di almeno 6
milioni di euro per ogni anno, solo per il riconoscimento degli
oneri contrattuali, mentre i lavoratori che andiamo a stabilizzare
avranno un contributo, in quel caso, non un contributo, ma la
copertura integrale dei costi della stabilizzazione, comprensiva
degli aumenti contrattuali perché sono a contratti vigenti. Quindi,
si determina questa situazione: da un lato ci sono quelli che
ricevono un contributo, dall'altro quelli che avranno un
corrispettivo effettivo per i costi sopportati dalla
stabilizzazione, quindi, con i contratti vigenti.
Io credo, che questa sia una prima contraddizione della norma,
tanto più che se vengono stabilizzati i lavoratori, non si capisce
perché alcuni vengano pagati a contributo. Il risultato è che, come
si sa, gran parte dei consorzi di bonifica non riescono ad erogare
nemmeno gli stipendi con regolarità, oltre che per i debiti e le
situazioni debitorie che in essi ci sono.
Ora, siccome io credo che la questione vada risolta, suggerisco di
farlo nella variazione di bilancio, sgravando la legge di riordino
dei consorzi di bonifica da questo aspetto, che rischia di essere
come mistificatorio rispetto all'obiettivo della riforma. La
riforma si occupa del sistema, del quadro; la questione dei
lavoratori noi l'abbiamo sempre affrontata con legge di bilancio.
Ecco perché propongo che gli emendamenti che ha presentato il
Governo, e che sono stati esaminati dalla Commissione di merito,
vengano trasferiti alla legge di bilancio, alla variazione di
bilancio - tra l'altro la Commissione ha fissato il termine per la
presentazione degli emendamenti a venerdì - in maniera tale che
entrino nella variazione, poi vedremo cosa dovrà essere questa
variazione. Ma quello è un altro tema: si affronti la legge di
riordino dei consorzi di bonifica, al netto delle questioni che
riguardano i lavoratori, proprio per non mischiare "capre e
cavoli".
Ripeto, per quanto ci riguarda, il Partito Democratico è per
sostenere le misure che garantiscono i lavoratori, la contribuzione
necessaria per garantire anche la regolarità degli stipendi; altra
cosa è il tema del riordino complessivo. L'ho voluto fare adesso
perché se si sgombra la nostra discussione da questo tema, forse
avremo anche maggiori elementi di valutazione più serena, rispetto
alla stessa legge di riordino. La mia, quindi, è una proposta
formale: le chiedo di poter valutare se e quando transitarla alla
Commissione Bilancio per la variazione di bilancio stessa.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente. No, mi accodo alla richiesta
dell'onorevole Cracolici, che ritengo assolutamente condivisibile,
ma per un motivo semplicissimo, perché, mentre la legge sul
riordino dei consorzi di bonifica è strutturale, di riforma, che
riguarda la struttura dei consorzi di bonifica, quella sul
personale, invece, rischia di diventare lo strumento per sfruttare
in qualche modo la posizione dei lavoratori che attendono giustizia
sul proprio posto di lavoro da tanti e troppi anni, all'interno di
una legge di riforma dei consorzi che, invece, riguarda
generalmente tutta la loro struttura e che da troppo tempo sono
commissariati e che da troppo tempo attendono la legge di riforma.
Quindi, a mio avviso, la proposta, signor Presidente, glielo dico
veramente con la massima sincerità e trasparenza, con la voglia di
portare avanti quello che lei stesso, tra l'altro, ha anche seguito
personalmente, che riguarda la situazione di questo personale:
credo sia giusto scindere in due i fattori, lasciare questo
aspetto, che poi è di natura prettamente economica e finanziaria,
così come è stato trattato già in Commissione Bilancio, e
rimetterlo nella variazione di bilancio, che comunque avrà dei
tempi velocissimi e certi, e separare la parte, invece, di riforma
strutturale proprio dei consorzi di bonifica, in modo da portare
avanti la riforma da un punto di vista che può seguire una strada
completamente diversa, essere emendata, subire delle modifiche
all'interno del testo e quant'altro; invece quella principale, che
riguarda la stabilizzazione di questi lavoratori, inserirla
all'interno delle variazioni di bilancio e fare in modo che possa
essere trattata celermente, soprattutto in modo separato rispetto
alla riforma dei consorzi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Mi fa piacere che abbia
ricordato anche l'interesse che c'è stato nella passata legislatura
rispetto all'articolo 60, se non ricordo male, della legge di
stabilità regionale del 2021, però, in tutti i casi, dobbiamo
capire quali sono le intenzioni del Governo, anche perché una volta
che il disegno di legge è in Aula, secondo me, si potrebbe
affrontare il tema in maniera unitaria.
Detto questo, do la parola all'assessore Barbagallo rispetto alle
proposte formulate.
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Grazie, signor Presidente. Sono contrario alla
proposta. Il motivo di questa contrarietà è legato al fatto che,
circa una settimana fa, quando io ho annunciato l'intervento da
parte del Governo a favore della stabilizzazione degli operai e
dell'aumento delle giornate, è stato detto in quest'Aula che
bisognava avere il quadro di queste proposte da approvare e che non
si poteva andare avanti nell'esame del disegno di legge, in quanto
questa proposta doveva essere organica e, quindi, la valutazione
del disegno di legge non poteva essere fatta a prescindere. Anzi, è
stato detto che la valutazione sul disegno di legge poteva
modificarsi in funzione della proposta da parte del Governo e così
abbiamo fatto. Quindi, siccome quello del personale è un tema
centrale all'interno della proposta del disegno di legge, è
affrontato all'interno del disegno di legge, la legge, a mio
parere, va affrontata in maniera unitaria. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della Regione
Siciliana» (n. 530/A)
PRESIDENTE. Allora siamo all'articolo 1, non ci sono altri
iscritti a parlare.
Si passa all'esame dell'emendamento 1.6, a firma dell'onorevole
Cateno De Luca ed altri.
Onorevole De Luca, lo mantiene o lo ritira?
DE LUCA Cateno. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Si passa all'esame dell'emendamento 1.7, dell'onorevole De Luca
Antonino ed altri.
Onorevole De Luca, lo mantiene o lo ritira?
(È formulata richiesta di votazione per scrutinio palese nominale.
La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.7
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.7, soppressivo dell'articolo.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 17
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Schillaci ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della Regione
Siciliana» (n. 530/A)
Si passa all'emendamento 1.13, che è precluso.
Si passa all'emendamento 1.5, dell'onorevole De Luca Cateno ed
altri.
DE LUCA Cateno. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 1.12, soppressivo del comma 1, a firma
dell'onorevole De Luca Antonio ed altri del Movimento 5 Stelle. È
mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 1.13, a firma dell'onorevole Marano e
altri. È mantenuto o è ritirato?
MARANO. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 1.4, a firma dell'onorevole De Luca
Cateno ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Cateno. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.11, dell'onorevole De Luca
Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 1.3, a firma dell'onorevole De Luca
Cateno ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Cateno. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.10, a firma dell'onorevole
De Luca Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie.
Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole De Luca
Cateno ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Cateno. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie.
Si passa all'emendamento 1.9, a firma dell'onorevole De Luca
Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Gli emendamenti soppressivi all'articolo li
ritiro tutti
PRESIDENTE. È rimasto l'ultimo, dico. Questo è ritirato. Grazie,
la ringrazio onorevole, l'avesse detto prima
Si passa all'emendamento 1.1, a firma dell'onorevole De Luca
Cateno ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Cateno. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.8, a firma dell'onorevole
De Luca Antonino, che è ritirato.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Approvato col voto contrario del Gruppo del Movimento
5 Stelle, dell'onorevole La Vardera e del Gruppo del Partito
Democratico.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Attività e interventi di bonifica e di irrigazione
1. Per le finalità di cui all'articolo 1 costituiscono interventi
di bonifica e di irrigazione:
a) la sistemazione e l'adeguamento delle opere di raccolta, di
approvvigionamento, di utilizzazione e distribuzione di acque
superficiali e di falda, prevalentemente a uso irriguo, nonché
della rete scolante;
b) le opere di sistemazione e regolazione dei corsi d'acqua
funzionali alle esigenze dei consorzi, comprese le opere idrauliche
sulle quali siano stati eseguiti interventi ai sensi del regio
decreto 13 febbraio 1933, n. 215;
c) le opere di difesa idrogeologica e di rinsaldamento dei
versanti e recupero delle zone franose;
d) gli impianti di sollevamento e di derivazione delle acque; le
opere di regimazione, di adduzione, di distribuzione delle acque
per usi irrigui e zootecnici e ogni altra azione di tutela e di
utilizzazione delle acque reflue ad uso agricolo e di tutela delle
acque sotterranee;
e) gli impianti per l'utilizzazione dei reflui urbani depurati e
affinati ai fini irrigui secondo quanto disposto dall'articolo 166
del decreto legislativo n. 152/2006;
f) gli acquedotti rurali;
g) le azioni e gli interventi per la realizzazione degli usi
plurimi delle acque irrigue;
h) le opere idrauliche già definite di terza categoria ricadenti
nei comprensori di bonifica e di irrigazione;
i) le opere di completamento, di adeguamento funzionale e alle
norme di legge, di ammodernamento degli impianti e delle reti
irrigue e di scolo nonché per l'estensione dell'irrigazione con
opere di raccolta, di adduzione e di distribuzione delle acque
irrigue;
j) gli interventi realizzati in esecuzione dei piani e dei
programmi adottati dall'Autorità di bacino del distretto
idrografico della Regione siciliana;
k) gli interventi di ottimizzazione della gestione irrigua
finalizzati al contenimento delle perdite e degli sprechi mediante
sistemi di telecontrollo sulle vasche di accumulo e sulle condotte
adduttrici;
l) gli interventi di manutenzione straordinaria degli impianti
irrigui (dighe, opere di presa, adduttori, vasche di accumulo e
reti) e di completamento della riconversione in reti tubate delle
reti irrigue a pelo libero;
m) gli interventi di ammodernamento degli impianti e delle
centrali di sollevamento, anche mediante l'integrazione di schemi
irrigui al fine di cogliere le potenzialità idroelettriche,
finalizzati all'aumento della sostenibilità economica e ambientale
del loro esercizio;
n) gli interventi di riefficientamento di opere di sbarramento
finalizzati al raggiungimento dei massimi livelli di invaso;
o) gli interventi di completamento degli schemi idrici, comprese
le opere di sbarramento e di interconnessione degli invasi, già in
esercizio o in fase di realizzazione;
p) le alzaie e gli argini, anche utilizzabili come percorsi di
viabilità lenta, con salvaguardia della relativa funzionalità ai
fini della manutenzione del reticolo idrico;
q) gli interventi finalizzati alla manutenzione e al ripristino
delle opere di cui al presente articolo, necessari per il
ripristino della funzionalità delle opere danneggiate da eventi
naturali, nonché le opere di prevenzione finalizzate alla riduzione
dei rischi;
r) le infrastrutture di supporto per la realizzazione e la
gestione di tutte le opere di cui alle precedenti lettere.
2. Le opere realizzate nell'ambito degli interventi e delle
attività di cui al comma 1, appartengono al demanio della Regione e
sono concesse in uso ai consorzi; sono fatte salve le opere di
interesse particolare rispetto alle quali sussiste l'obbligo di
esecuzione e manutenzione a carico dei singoli consorziati
proprietari dei fondi cui le opere si riferiscono.».
PRESIDENTE. Ci sono interventi?
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, sull'articolo 2 farò un intervento
abbastanza veloce, tra l'altro, reiterando anche la proposta che
hanno fatto i colleghi sull'articolo 1.
Signor Presidente, Governo, a me dispiace una cosa: lo dicevo oggi
in Commissione Bilancio anche all'assessore Dagnino, cioè, io non
capisco perché questo Governo regionale, non dico tutto il Governo
regionale, secondo me una parte del Governo regionale, sta facendo
passare un messaggio all'esterno, perché in questo momento ci sono
dei lavoratori che giustamente stanno protestando perché vivono una
condizione lavorativa di precarietà.
Io non capisco perché questo Governo regionale, e ripeto mi auguro
non tutto, abbia fatto passare un messaggio: se passa la riforma,
aumentiamo il numero di giornate lavorative da parte dei
lavoratori.
Io questa cosa, signor Presidente, colleghi, non l'ho capita,
perché il Governo regionale nei confronti di persone che ogni
giorno si alzano la mattina, vanno a lavorare, svolgono il loro
ruolo, svolgono le ore lavorative, fa una sorta di e spero che non
sia così, spero che sia dovuto al fatto che la scorsa settimana c'è
stato un dibattito acceso e quindi immagino un po' il Governo abbia
cercato di far passare dei messaggi distorti e sbagliati. Il
messaggio che è stato lanciato all'esterno, infatti, è: guardate,
non vogliono approvare la riforma e dunque non ci sarà l'aumento
delle ore lavorative o delle giornate lavorative per quanto
riguarda i lavoratori .
Mi associo, lo stavo per dire, ma il presidente Cracolici, con la
sua esperienza lo ha detto, anticipando anche... Presidente, sia il
Movimento Cinque Stelle che il Partito Democratico, ma sono sicuro
che altre forze politiche e altri deputati, all'interno di
quest'Assemblea regionale siciliana sono pronti a presentare gli
emendamenti, gli appostamenti, trovando gli appostamenti di
bilancio, così come ha fatto il Governo.
Ovviamente, poi il Governo può dire che non ci sono i fondi e, va
bene, sentiremo l'assessore Dagnino, il Ragioniere generale, che
dal momento in cui presentiamo le proposte di aumento delle
giornate lavorative ci dicono che i fondi non ci sono E poi io
chiederò il perché. Perché io non lo trovo il collegamento tra
questa riforma, che se approvata o non approvata, e l'aumento del
numero delle giornate dei lavoratori che, negli anni, hanno già
lavorato all'interno dei consorzi di bonifica, hanno fatto dei
sacrifici e non capisco perché questo Governo regionale, oggi,
sulla pelle dei lavoratori vuol far passare una riforma che, visto
l'articolo, signor Presidente, passatemi questo termine, fa acqua
da tutte le parti Dico ciò perché questa riforma, ahimè, così come
è stato detto da più colleghi, fa acqua da tutte le parti Perché
non cambia nulla nella gestione e nei fondi, poi, di visione e di
programmazione dei consorzi di bonifica; stiamo solamente
diminuendo il numero e stiamo solamente facendo degli accorpamenti
che poco hanno a che fare anche in termini di aggregazione
territoriale
E, allora, signor Presidente, se il Governo - io ho ascoltato
l'intervento da parte dell'assessore Barbagallo - vuole continuare
in questa strada e non vuole scindere le due cose, perché sono due
cose completamente separate, nel caso in cui questa riforma dovesse
essere bocciata dall'Assemblea regionale siciliana, io sarò il
primo assieme al mio Gruppo, ma sono convinto anche assieme a tanti
altri colleghi, a presentare apposito emendamento nelle prossime
variazioni di bilancio, che andremo ad affrontare, vista l'enorme
celerità e urgenza che ha dato il presidente Schifani, a presentare
un emendamento, dicevo, per dare la possibilità ai lavoratori che
già hanno speso il loro lavoro e la loro fatica negli anni per
poter aumentare il numero di giornate. Grazie.
PRESIDENTE. Ci sono altri iscritti ad intervenire all'articolo 2?
Sono iscritti a parlare gli onorevoli Di Mauro, Burtone,
Catanzaro, Sunseri. Ce ne sono altri? Allora, sono chiuse le
iscrizioni a parlare.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, solo per evidenziare due
questioni. La prima riguardo ai lavoratori che, all'interno delle
fasce che hanno diritto anche ad avere assicurato un futuro
dignitoso e con una contribuzione parimenti dignitosa, ci sono
anche quei lavoratori dei consorzi di bonifica dell'area di
Caltanissetta, di Gela che, ad oggi, non sono ricompresi nella
norma rivista, in base alle indicazioni del Governo e che in questo
momento sono in forza a diciotto ore. Persone di sessant'anni che
da oltre vent'anni rendono il proprio servizio a questa Regione, ai
consorzi di bonifica, senza ancora vedersi riconosciuto il diritto
ad una retribuzione sicura, garantita, con tutti i diritti
previdenziali connessi e che rischiano tra qualche anno di andare
in pensione, con una misera pensione di cinquecento euro dopo che
hanno lavorato oltre trent'anni
E la seconda cosa, la più importante, signor Presidente, che in
parte è stata anticipata dal collega Di Paola.
Presidente Galvagno, il Movimento 5 Stelle non accetta in alcun
modo il ricatto, perché è un ricatto sulla pelle dei lavoratori,
quello che è stato fatto, facendo credere che se non viene
approvata la riforma, i lavoratori non saranno stabilizzati o
regolarizzati contrattualmente, perché ancora diciotto ore Perché
non solo le variazioni di bilancio che avete da poco trasmesso
hanno una massa finanziaria - da quello che hanno detto i giornali
- di quasi trecentocinquanta milioni di euro, quindi le risorse per
stabilizzarli ci sono, ci sono tutte, ci sono, eccome
In nessun caso, però, questo Parlamento può essere sottoposto al
ricatto che se non si fa una cosa non se ne può ottenere un'altra,
soprattutto quando quella che si mette sul piatto è il diritto dei
lavoratori a una retribuzione equa e a una contrattualizzazione
giusta. Il Movimento 5 Stelle non accetta questo ricatto e con
forza chiederà che le variazioni di bilancio - che non so se
vedranno la luce a breve o a settembre, sono poco fiducioso che
l'intero impianto veda la luce a luglio o ad agosto - possano
eventualmente contenere al proprio interno le norme che riguardano
questi lavoratori, ma di sicuro non sarà la bocciatura di questa
legge, la prossima bocciatura, a fermare il Parlamento riguardo
alle istanze corrette che queste categorie stanno facendo.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché
questo articolo 2 è importante, visto che aggiunge una serie di
competenze a quelle che sono tradizionalmente le attività che
compiono i consorzi, ovviamente determinando una modifica
legislativa della legge n. 19 del 2008, che aveva così suddiviso il
tema delle deleghe assessoriali e il tema delle competenze, cioè
cosa dovessero fare i vari dipartimenti. E in questo il disegno di
legge riscontriamo che ci sono alcuni punti: la lettera c), la
lettera d) e la lettera e), poi la lettera i), la lettera n) che
modificano di fatto quella legge.
Allora, anche per un discorso di chiarezza legislativa, qualora
dovesse esserci l'accordo affinché i consorzi, che già hanno una
propria difficoltà di natura organizzativa poco fa, diceva
l'onorevole Cracolici che abbiamo delle risorse da dare agli operai
per ragioni contrattuali, ma c'è anche un tema della copertura
finanziaria per quanto riguarda la situazione degli stipendi e,
quindi, la gestione che in atto esiste. E, al di là di quello che
possa essere l'accordo Stato-Regione, che guarda caso è del 2008,
del 2008, che per carità è un accordo Stato-Regione, qui dobbiamo
trovare le risorse perché o noi queste cose non le mettiamo (e,
qualora dovessimo metterle, dobbiamo per chiarezza legislativa
modificare la legge che distribuisce le competenze agli
assessorati, quindi ai vari dipartimenti), oppure noi dobbiamo
trovare le risorse per garantire i consorzi di bonifica, che tutti
quanti sappiamo sono dotati di personale che appartiene,
ovviamente, alla manutenzione degli acquedotti, al servizio della
gestione del servizio irriguo e non hanno certamente le competenze
né delle dighe, né degli adduttori, né tanto meno, come nella
fattispecie, delle acque, dei reflui, tanto meno relativi agli
impianti di sollevamento; ciò tenendo conto che ci sono anche dei
passaggi che, a mio parere, sono ridondanti, per esempio, la
lettera dice l'intervento di completamento degli schemi idrici
comprese le opere di sbarramento e connessione degli invasi già in
esercizio in fase di realizzazione e altri interventi che sono qui
indicati che nessuno qui allo stato vieta.
Quindi, vediamo come fare per cercare di trovare un filo logico
nell'attività legislativa perché ci possa essere da parte di chi
leggerà domani la legislazione vigente cosa si fa nel settore delle
dighe. E tenendo conto che le dighe in questo sono appartenenti
proprio a questo dipartimento, che fa la propria attività e che ha
i funzionari, la conoscenza delle cose, quindi capisco che si
tratta di dighe che sono in gestione, anche dei consorzi, ma c'è
una confusione legislativa che va chiarita e messa in atto
un'attività perché possa essere di chiarezza su tutto. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, per
quel che ci riguarda noi non abbiamo fatto una gara a chi aggiunge
nuove finalità. Abbiamo fatto degli emendamenti che hanno un
obiettivo, quello di cogliere anche un'emergenza, che abbiamo,
nella nostra comunità, l'emergenza della siccità.
Sono ormai tre anni, qui abbiamo temperature altissime in estate,
e da tempo noi richiamiamo l'attenzione del Governo a tener conto
di questi fatti. Ecco perché, nelle finalità, abbiamo indicato
l'impegno a canalizzare le acque quando ci sono torrenti che si
riempiono a seguito di piogge copiose.
Abbiamo chiesto di guardare agli argini dei fiumi, in modo da
salvaguardare il territorio circostante perché alla siccità spesso
fa seguito qualche fatto atmosferico grave che è collegato alle
piogge torrenziali. Pertanto, Presidente, non vogliamo che si
sottovaluti questo aspetto anche perché noi parliamo con i
produttori.
Io debbo dire, con rammarico, proprio in questi giorni, ho
incontrato ancora quelli con i quali avevo parlato nei giorni
scorsi. Ancora oggi, Assessore, mi dispiace, lei ha cercato di fare
il possibile, non hanno ricevuto una goccia d'acqua nella piana di
Catania, nella zona di Lentini. Da Mineo, da Palagonia, arrivano
telefonate di persone che sono in condizioni difficilissime perché
siamo ormai a luglio inoltrato e con una condizione di temperature
che richiedono un'attività irrigua notevole, ecco perché noi
torniamo a ribadire questo impegno.
I consorzi se debbono funzionare, debbono funzionare dal primo
gennaio al 31 dicembre, perché debbono servire - dalla raccolta
alla gestione - e, poi, alla fruizione delle risorse idriche.
Attualmente non è così. Ecco perché, intanto, cogliamo
l'occasione, Assessore, per chiedere di incentivare questa attività
manutentiva perché si dice: "ancora non si può iniziare perché non
è completata la rete, la rete si è riparata in un posto, si sono
create delle crepe in un altro posto" tutto ciò non è accettabile,
oggi, soprattutto da chi spera che ci sia un'attività irrigua nelle
nostre campagne.
Io ricordo che negli anni scorsi la siccità ha portato alla
perdita di prodotto di oltre il 25 per cento, un altro 25 per cento
ha avuto delle caratteristiche organolettiche tali da non
permettere un'aggressione del mercato da parte di ciò che le nostre
campagne hanno dato.
Quindi, io sollecito questo e lo sollecito collegando al fatto che
i consorzi vivono con le persone. Il collega Cracolici ha fatto una
proposta precisa, io la condivido anche perché noi abbiamo
assistito ad un fatto, debbo dire discutibile, che c'è stato, man
mano una progressione di turn-over che poi si è bloccato, quindi,
il tema di chi lavora nelle nostre campagne con i consorzi di
bonifica, è un tema rilevante e urgente da affrontare.
Deve essere la Commissione "Bilancio" a dare un'impronta precisa
con risorse che debbono essere destinate, così come, io lo riprendo
e non voglio assolutamente sottovalutare questo aspetto, noi
abbiamo l'anno scorso fatto una scelta, debbo dire anche spinti dal
Presidente della Regione, dall'onorevole Schifani, che era quella
di potenziare anche la presenza dei forestali.
Si disse: "ci sono degli incendi che stanno preoccupando le nostre
comunità, i forestali allunghino le giornate lavorative." Perché
non si fa quest'anno? Anche perché, signor Presidente, io vengo da
una comunità che, purtroppo, è aggredita da questi delinquenti che
appiccano il fuoco; nessun incendio avviene per autocombustione, lo
sappiamo tutti; sono persone che vogliono fare il male per il male,
che vogliono determinare condizioni di aggressione del territorio,
che un tempo aspiravano ad utilizzare il suolo a fini anche
speculativi. Oggi, il più delle volte si tratta o di psicopatici
che vogliono fare del male, oppure di delinquenti che debbono,
comunque, fare un'azione che incida negativamente nelle nostre
comunità.
Ecco perché noi abbiamo bisogno di proteggere e questo lavoro non
lo possono non fare i forestali, tra l'altro, e concludo
Presidente, se non si fa un'azione che è quella anche collegata
alla canalizzazione e queste canalizzazioni non vengono liberate da
sterpaglie, gli incendi vengono appiccati anche nei territori
limitrofi alle nostre proprietà agricole e, quindi, c'è un pericolo
costante per le nostre produzioni - concludo Presidente - quindi,
dicendo proprio questo: non sottovalutiamo alcuni aspetti e non
sono coreografie
Abbiamo aggiunto un titolo per rendere più allettante la lettura
di quelle che sono le finalità dei consorzi di bonifica. C'è
un'esigenza ed è un'esigenza reale alla quale questo Parlamento
deve rispondere.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Ritiro la richiesta.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Ritiro la richiesta.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Non c'è,
va bene.
Si passa all'emendamento 2.3, a firma dell'onorevole De Luca
Cateno ed altri. È mantenuto o è ritirato?
DE LUCA Cateno. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.12, a firma dell'onorevole
De Luca Antonino ed altri. Sono mantenuti o ritirati i soppressivi?
Sono tutti da intendersi ritirati o no? No, ad uno ad uno
L'emendamento 2.6 è assorbito dall'articolo 1.
Si passa all'emendamento 2.2. È mantenuto o è ritirato?
DE LUCA Cateno. È ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.14 a firma dell'onorevole
De Luca Antonino ed altri. È mantenuto o è ritirato?
DE LUCA Antonino. È ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.7 a firma dell'onorevole
Burtone ed altri. È mantenuto o è ritirato?
BURTONE. È mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
Assessore, siamo all'emendamento 2.7. C'è un emendamento da parte
dell'onorevole Burtone ed altri; c'è il parere favorevole della
Commissione. Chiedo il parere del Governo.
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Il problema è che c'è l'uso potabile e l'uso
potabile non è ... quindi entreremmo in conflitto con gli ATO.
PRESIDENTE. È ritirato da parte dell'onorevole Burtone?
BURTONE. Sì, è ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.15 a firma dell'onorevole
Marano ed altri. E' mantenuto o è ritirato?
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. In questo emendamento, si tratta fondamentalmente di una
volontà, una proposta di riscrittura per rendere più esaustivo il
comma c) nell'ottica della prevenzione e il consolidamento dei
terreni, in linea con il principio di salvaguardia e difesa del
suolo di cui all'articolo 53 del decreto legislativo n. 156 del
2006. Compiti che sono già spettanti ai consorzi e previsti
dall'intesa Stato-Regioni, quindi, è semplicemente una proposta per
rendere un po' più esaustivo il comma c).
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.15. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 2.8 è precluso.
Onorevole Dipasquale può intervenire se vuole, siamo arrivati,
però, al 2.8. Siamo al 2.9. Il 2.8 è precluso, il 2.9 non appena
finisce l'intervento dell'Onorevole Dipasquale, lo mettiamo in
votazione.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori Assessori, colleghi
parlamentari, non possiamo non registrare tutti insieme che un
atteggiamento da parte delle opposizioni che nella scorsa seduta è
stata dura, forte, perché abbiamo detto "Schifani batti un colpo "
cioè, noi chiediamo da tempo, e specialmente in quest'ultimo
periodo, un confronto con lui, nonostante questo, lui non si è
fatto sentire, dimostrando di fregarsene totalmente anche dei
consorzi di bonifica. Perché veda, signor Presidente, siccome ci
chiamano i lavoratori e ci dicono: "ma perché vi state comportando
così? Perché state utilizzando il consorzio di bonifica per fare
venire Schifani in Aula? Ma come, non avete interesse neanche dei
lavoratori?".
Ci dà fastidio Signor Presidente, perché non solo noi siamo qui e
continuiamo a fare la nostra parte in maniera seria, ma dobbiamo
registrare che c'è un Presidente della Regione che non ha avuto
neanche la sensibilità - nell'interesse stesso dei lavoratori,
visto che noi le pressioni le stavamo facendo sui consorzi di
bonifica - cioè, di dire: "calmatevi, tranquilli, lasciatela da
parte, mettiamoli da parte i consorzi di bonifica, per le altre
cose ne parliamo fra quindici giorni, una settimana, un mese...".
Zero Lo dico, Signor Presidente, perché mi dà fastidio ricevere le
telefonate, legittime, dei lavoratori, che vedono in noi come
l'ostacolo alle risoluzioni dei loro problemi
Sono stati presentati questi emendamenti, anche su questo mi
permetto di dire - di ribadire, perché già l'ho detto la scorsa
volta - che la norma era arrivata in Aula non tutelando
assolutamente i lavoratori: stagionali, parziali, assoluti, totali,
"TFR" e così via. Zero Non c'era una copertura finanziaria a
favore dei lavoratori
Mi permetto di dire che è stata in primis l'opposizione, la
minoranza a dire, a fare ostruzionismo non per i capricci, di fare
ostruzionismo ma per dire: "qui dobbiamo mettere qualcosa, qui
dobbiamo mettere delle risorse"; dopodiché è stato fatto un
intervento parziale, perché gli emendamenti intervengono solamente
in maniera parziale per la risoluzione del personale, e Cracolici
già l'ha detto all'inizio, non ci speculate su questa cosa Anche
perché, ecco, chiamano dicendo: "guardate che se non votate
rimangono fuori tutti". No La soluzione è una soluzione in
finanziaria, è una soluzione delle variazioni di bilancio, è una
cosa diversa.
Quindi, io ci tenevo, Signor Presidente, a dire che noi stiamo
andando avanti, stiamo andando avanti seriamente; abbiamo messo da
parte l'ostruzionismo - nonostante il Presidente della Regione se
ne sia altamente fregato - a lui non interessano né i lavoratori né
la bonifica, né il confronto con l'opposizione, a lui interessa
questo palazzo di cristallo, di vetro, che si sta ritagliando ogni
giorno sempre di più, dove lui è il più bravo, lui è quello
immacolato che non ha nessuna responsabilità e il resto, invece,
del Parlamento, il resto della classe politica è quella che è, ma
l'aspettiamo al passaggio, dicevano i cacciatori.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
C'è il 2.18 del Governo, è un "fuori sacco". Lo trovate tra i
"fuori sacco" sul tablet. Non lo metto in votazione fintantoché non
abbiate il tempo di leggerlo.
Avete avuto modo di leggere l'emendamento 2.18? Lo pongo in
votazione.
Il parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.18. Chi è
favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si ritorna all'esame dell'emendamento 2.9 dell'onorevole Burtone
ed altri. È mantenuto o ritirato?
BURTONE. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.9. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Balsamo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Riordino dei consorzi di bonifica e di irrigazione della Regione
Siciliana» (n. 530/A)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.10. Si può votare senza la
lettera u) che è già prevista all'articolo 23, comma 4, lettera f),
quindi, intanto, chiedo all'onorevole Burtone se è mantenuto, così
come sto dicendo.
BURTONE. Mantenuto
PRESIDENTE. Il parere della Commissione? Onorevole Vitrano, parli
al microfono, più che altro per il lavoro degli Uffici.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.10, con il parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 2.1 a firma dell'onorevole De Luca Cateno
e altri. Mantenuto o ritirato?
DE LUCA Cateno. Ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento è precluso, comunque.
Si passa all'emendamento 2.13, che è precluso ugualmente.
Si passa all'emendamento 2.4, ma non si può votare.
Si passa all'emendamento 2.5 che è uguale al 2.4 e, pertanto, non
si può votare. Stessa cosa per l'emendamento 2.11.
Si passa all'emendamento 2.16 dell'onorevole Sunseri e altri.
Mantenuto o ritirato?
SUNSERI. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione...
SUNSERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.16
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 2.16.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 21
Contrari 39
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa, infine, all'emendamento 2.17, sempre dell'onorevole
Sunseri e altri. È mantenuto o ritirato? Non ho sentito, non ho
sentito.
SUNSERI. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento con il parere
favorevole del Governo e della Commissione, suggeriscono gli Uffici
di levare la parola "redigono".
Quindi mettiamo in votazione l'emendamento 2.17 senza la parola
"redigono".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Votiamo l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Con voto contrario del Movimento Cinque Stelle,
dell'onorevole La Vardera e del Gruppo Partito Democratico.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Soppressione dei consorzi di bonifica
1. I consorzi di bonifica e di irrigazione Sicilia occidentale e
Sicilia orientale, costituiti ai sensi dell'articolo 13 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5, e i singoli consorzi accorpati,
come costituiti ai sensi della legge regionale 25 maggio 1995, n.
45, sono posti in liquidazione.
2. Il Dipartimento regionale dell'agricoltura è autorizzato a
selezionare, mediante apposita procedura ad evidenza pubblica, le
professionalità necessarie all'espletamento delle attività
propedeutiche e preliminari alla liquidazione, nell'ambito della
valutazione del patrimonio dei liquidandi consorzi e del
conferimento dei beni agli istituendi consorzi, al fine di
coadiuvare i commissari liquidatori di cui all'articolo 38 della
presente legge.».
Vediamo gli interventi che ci sono. Onorevole Cracolici, onorevole
Campo e onorevole Safina.
Ci sono altri interventi? Non ci sono altri interventi. De Luca
Antonio.
Non ci sono altri interventi. Sono chiuse le iscrizioni.
Si? Non capivo se era un segnale...ok, ultimo, l'onorevole
Giambona.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, questa norma che riguarda
apparentemente la nuova modalità di suddivisione dei compiti dei
futuri consorzi di bonifica, nasconde - a mio avviso - un equivoco
di fondo.
L'assessore qualche settimana fa ha ricordato che la legge 5 che
ha definito quelle ipotesi di due consorzi di bonifica, Sicilia
occidentale e Sicilia orientale, accorpava i vecchi consorzi di
bonifica, cioè gli undici, e non li metteva in liquidazione.
Ora, vorrei ricordare a me stesso, ma lo dico anche all'Assessore
che pur essendo un esperto di bonifiche, essendo la sua professione
- diciamo - connessa a questa attività, vorrei ricordare che qui
stiamo parlando di Codice civile, dove non sono in discussione le
competenze agrario-agronome, ma è in discussione la funzione di
soggetti societari che sono stati costituiti nel tempo e per i
quali, la Regione, tra l'altro avendo commissariato dal lontano
1995, siamo a trent'anni di commissariamento dei consorzi di
bonifica che, a loro volta, hanno commissariato i vecchi consorzi
di bonifica, la Regione è responsabile illimitatamente degli oneri
derivanti dalla gestione e, quindi, dalla situazione debitoria.
Ecco perché sono stati accorpati, con la con la legge 5, gli 11 ai
costituendi 2. Ma qui facciamo anche un'operazione che ancora non
ho compreso: si pongono in liquidazione anche i due costituiti con
la legge 5 del 2014, che non sono mai entrati in funzione, per cui
viene posto in liquidazione una cosa che non ha svolto di fatto
attività, così come prevedeva la legge
Io penso che la strada non possa essere quella della messa in
liquidazione con un'operazione di finta liquidazione, per la
semplice ragione che i nuovi consorzi non potranno che farsi
carico, tranne che la Regione siciliana nella qualità di socio dei
consorzi stessi costituisca un fondo per la liquidazione dei
creditori da parte della Regione medesima, altrimenti non ci può
essere alcun trucco: tra l'altro, dovremmo comprendere cosa
transiterebbe dai vecchi consorzi ai quattro istituendi consorzi,
quale patrimonio verrebbe conferito ai nuovi quattro consorzi, e
trovatemi un commercialista che è disposto a trasferire patrimonio
dai vecchi consorzi ai nuovi quattro consorzi, se non un pazzo,
perché sarebbe nella qualità di professionista accusato di reati,
essendo una liquidazione, come dire, finta e la liquidazione deve
mettere a garanzia proprio tutto quello che hanno i consorzi, a
partire dai beni strumentali, cioè gli edifici, i luoghi dove hanno
gli uffici che devono essere alienati per dare esecuzione alla
liquidazione.
Io ritengo un errore, come dire di obiettivo, in punta di
diritto, non si può giocare sulla questione dei debiti, facendo
finta che i debiti non ci siano. Questa storiella che facciamo una
sorta di bad company per cui trasferiamo i debiti ai vecchi
consorzi, e i nuovi consorzi si gestiscono l'attività, come dire,
distinguendo il nuovo e il vecchio con la matita rossa e blu, è una
finzione, è una finzione L'ho detto nel mio intervento all'inizio,
rischia di essere la stessa operazione che fece l'assessore Armao
con Turano - che non vedo più in Aula - quando istituirono
l'IRCA, senza prevedere che fine facessero l'IRCAC e CRIAS.
Risultato, oggi ci sono l'IRCA, CRIAS e IRCAC
I Consorzi agrari furono messi in liquidazione trent'anni fa, e
continuiamo a dargli contributi
Questo è un articolo fasullo Ecco perché io annuncio il mio voto
contrario - annuncio il mio voto contrario - mi auguro con i miei
colleghi del Partito Democratico, anzi facciamo una cosa, chiederò
il voto segreto su questo articolo, al fine di consentire all'Aula
di votare con tranquillità una norma che così com'è congegnata, non
potrà funzionare e soprattutto farà finta di mettere in
liquidazione i vecchi consorzi, senza porre in essere quella dote
finanziaria per consentire l'effettiva liquidazione dei debiti.
Che è successo? "Arrivaru i curazzieri, è arrivato il Capo dello
Stato? .
Va bene concludo.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, signor Presidente, grazie Governo e colleghi
deputati.
Per me questo è l'articolo, penso, peggiore di tutto il disegno di
legge, perché è vero, noi andiamo a mettere in liquidazione una
serie di consorzi, senza nessuna garanzia su queste liquidazioni,
perché il patrimonio dei consorzi di fatto, a chi passerà? Verrà
ceduto ai nuovi consorzi o servirà proprio per la liquidazione?
Penso la prima E quindi andremo a creare delle liquidazioni che si
protrarranno per decenni e decenni, pagando fra l'altro una
struttura, che è la struttura dei liquidatori, che sicuramente
verrà addossata alla Regione, e noi avremo, ci trascineremo questa
situazione, esattamente come ci siamo trascinati per decenni quella
delle ASI, dell'EAS, delle Zone industriali, e tutte le varie
liquidazioni che ancora si devono concludere, e che pesano
pesantemente sulle spalle della Regione.
Quindi, questa è una liquidazione totalmente fasulla, e mi
dispiace che l'Assessore abbia legato così in maniera,
imprescindibile, questa norma alla stabilizzazione dei lavoratori,
dove di fatto intanto mancano le parole senza soluzione di
continuità , quindi noi non sappiamo questo personale stabilizzato,
cioè che già di fatto lavora per il consorzio che fine farà? E gli
altri di fatto con le risorse che sono state messe in campo, sì e
no avranno la sicurezza per qualche mese, niente di più
Si sta facendo passare questa norma per una grande stabilizzazione
ma di fatto così non è La verità è che si lasceranno un sacco di
fornitori e creditori senza mai ricevere nulla per tutto quello che
hanno anticipato per far funzionare i consorzi, quando si potrebbe
benissimo scindere la stabilizzazione dei lavoratori e inserirla in
variazione e sicuramente con maggiori garanzie per i lavoratori
stessi perché, ora mi chiedo, se accorpiamo i consorzi, li facciamo
diventare quattro, uno stabilizzato, un lavoratore precario che
deve essere stabilizzato a Ragusa, chi mi dice che non verrà
trasferito a Catania e che questa situazione lavorativa sarà di
gran lunga peggiore?
Quindi, sicuramente è meglio nell'attuale situazione, intanto,
stabilizzare i lavoratori, perché questo articolo 3 è veramente un
articolo fuffa , cioè non dà alcuna certezza su quello che sarà
poi il futuro di questi enti, anzi saranno delle spese caricate
sulla Regione per decenni e decenni.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. È iscritto a parlare
l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Grazie, signor Presidente, Governo ed onorevoli colleghi.
Io vorrei soffermare la mia attenzione non tanto sul primo comma,
come sostanzialmente ha fatto l'onorevole Cracolici, il quale pone
questioni in punto di diritto che vanno sicuramente verificate, ma
non è questa, a mio avviso, l'occasione per farlo, almeno dal mio
punto di vista.
Vorrei soffermare la mia attenzione sul secondo comma perché, veda
Assessore, ne abbiamo più volte parlato, il secondo comma
sostanzialmente rischia, ammesso e non concesso che l'intento della
liquidazione sia condivisibile, di paralizzare e di non dire quando
questa liquidazione inizierà, perché tutte queste attività
propedeutiche cui si fa cenno non hanno una scadenza temporale, non
prevedono come e con quali forme si procederà all'individuazione di
questi professionisti e soprattutto non risolvono un tema che è
quello che impone già ai professionisti incaricati, e a mio avviso
ciò cozza col regime della liquidazione, di prevedere le modalità
con le quali i vecchi consorzi che vanno in liquidazione dovranno
cedere il patrimonio ai nuovi consorzi.
Ora il tema che mi pongo è: a) può una legge regionale imporre una
condotta ad un liquidatore che è tenuto a rispettare le norme del
Codice di procedura civile in materia di liquidazione? Ed è la
prima questione che questo comma non affronta. Se dovessi
rispondere direi che non lo può fare perché le norme del Codice
civile sono cogenti rispetto a qualsivoglia norma regionale, salvo
un espresso riferimento del Codice alle norme regionali; b) ma
quale liquidatore, laddove pure ammettessimo per un attimo che ciò
è possibile, quale liquidatore che ha il compito, Assessore, di
realizzare l'attivo per estinguere il passivo, ovviamente nei
limiti dell'attivo che raccoglierà, quale liquidatore potrà mai
fare un'attività propedeutica alla cessione d'emblée, e qui si
lascia presumere a titolo gratuito, del patrimonio dei vecchi
consorzi ai nuovi?
Sostanzialmente, stiamo dicendo che l'unica attività che
dovrebbero fare poi, quando mai verranno nominati i liquidatori,
sarebbe quella di riscuotere i crediti per estinguere i debiti. Ma
non si può distogliere il patrimonio di un ente da quello che è il
suo scopo, ossia anche garantire i creditori. Questa norma rischia
di far saltare tutto il banco.
Io penso, ancora una volta, che ci sia bisogno di un
approfondimento di merito, perché le questioni che stanno sottese
all'approvazione di questa norma, di questo articolo, sono
assolutamente complesse e meritano un ulteriore approfondimento.
Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, intervengo rapidamente per
tornare ad evidenziare quanto avevo già rilevato in sede di
discussione generale, ossia che questo articolo 3, veda Presidente,
è esattamente quello a cui mi riferivo quando parlavo di operazione
in frode dei creditori, perché noi, praticamente, stiamo prendendo
questi enti, li stiamo svuotando con una norma regionale, dopodiché
stiamo dicendo ai creditori: "attaccatevi al tram perché qua non
troverete nulla ". A meno che non ci siano atti gestori da parte
dell'Assemblea regionale o del Governo che mettono soldi sulle
liquidazioni. Quindi, che cosa immagino? Delle liquidazioni che
dureranno trenta, quarant'anni, dei compensi per questi commissari
liquidatori che dureranno per trenta, quarant'anni e, soprattutto,
immagino dei poveri disgraziati che hanno lavorato, che hanno
fornito beni e servizi a questi consorzi, che per trenta,
quarant'anni non vedranno il becco di un quattrino, a meno che non
sono raccomandati da qualcuno che con un articoletto che mette 4
euro sulla liquidazione poi, alla fine, fa sì che questi riescano a
portare a buon fine l'atto di pignoramento
Tutto questo, onestamente, consentirlo con una legge regionale,
presidente Galvagno, è pressappoco vergognoso per cui la informo
sin d'ora che il Movimento Cinque Stelle su questa norma chiederà
il voto segreto e con il voto segreto voterà per bocciarla. Grazie.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare prima l'onorevole Sunseri e
poi l'onorevole Giambona. Prego, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Signor Presidente, su questo articolo, se il Governo
intende mostrarsi serio, dovrebbe specificare, come minimo, quali
sono i beni patrimoniali che intende mettere nelle liquidazioni dei
consorzi di bonifica. Perché veda, sono sicuro, Assessore, che se
oggi le chiedessi - e se lei rispondesse anche solo per cortesia -
a quanto ammonta il patrimonio dei consorzi di bonifica, lei oggi
non saprebbe rispondere, perché questo studio sui beni patrimoniali
dei consorzi che, oggi voi state mettendo in liquidazione, di fatto
non è mai stato realizzato.
Ed è paradossale immaginare che ci siano degli enti pubblici che
abbiano maturato nel corso degli ultimi trent'anni di
commissariamento, trenta anni di commissariamento, più di 100
milioni di euro, c'è chi dice 130, c'è chi dice 150, sicuramente
più di 100 milioni di euro di debiti, debiti che sono stati
realizzati durante gli anni di commissariamento della Regione
siciliana, quindi durante il periodo in cui la Regione ha nominato
dei commissari straordinari.
Con questo articolo, di fatto, cosa stiamo facendo? Stiamo
nominando tredici commissari straordinari per la liquidazione di
tredici consorzi, undici esistenti, due realizzati con la legge n.
5 del 2014 e mai entrati veramente in funzione, quindi, tredici
commissari che dovranno realizzare una liquidazione che non riesco
neanche ad immaginare perché veda, Presidente, al di là di qualche
piccolo consorzio che ha dei beni che possibilmente verranno messi
in liquidazione, e quindi venduti, nessuno di questi ha dei beni
che non andranno, dei beni non strategici, perché ricordiamo che i
beni strategici verranno trasferiti, ovviamente, ai beni nuovi
costituendi, ai quattro consorzi che stiamo realizzando, e tutto il
resto dei beni invece appartenenti agli undici consorzi di bonifica
dovrebbe essere messo in liquidazione.
Ma le chiedo veramente, Presidente, come operazione di verità,
chiediamo all'Assessore di conoscere quali sono i beni degli undici
consorzi di bonifica che potranno essere venduti e, quindi la
possibilità di coprire i debiti maturati nel corso degli anni.
Altrimenti, ha pienamente ragione l'onorevole Cracolici, servirebbe
un fondo per coprire i debiti che la Regione stessa ha creato
nell'arco degli ultimi trent'anni perché, diversamente, stiamo
decretando con questo articolo che la liquidazione non sarà una
liquidazione normale, ma sarà una liquidazione coatta, dove ci
saranno i creditori che perderanno delle risorse perché nessuno
potrà aggredire né dei beni...
Io immagino faranno una fine addirittura peggiore dei consorzi
ASI, cioè questi consorzi non avranno neanche i soldi per
costituirsi in giudizio, perché non hanno dei beni da mettere in
liquidazione E non solo non li hanno, ma il Governo, nel proporre
questo disegno di legge, non ha neanche fatto uno stato
patrimoniale dei consorzi di bonifica
Noi non sappiamo cosa potrà andare in liquidazione. Noi non
sappiamo quali beni dovranno essere trasferiti ai nuovi consorzi di
bonifica. Noi non sappiamo se queste liquidazioni si concluderanno
mai nella loro forma regolare.
Allora, se il Governo fosse un minimo serio da questo punto di
vista, dovrebbe dire in Aula: signori, i consorzi di bonifica non
hanno beni da liquidare, la verità è che stiamo mettendo i consorzi
di bonifica, con un articolo, in liquidazione coatta. Quindi i
creditori si possono dimenticare i soldi che spettano ai creditori,
quello che è stato speso è stato speso, quello che è stato
incassato bene, stiamo provando a realizzare qualcosa di nuovo e
buona notte a tutti .
Se si avesse l'onestà intellettuale di affermare una cosa del
genere, probabilmente cadrebbe il castello, la narrazione in cui si
starebbe facendo qualcosa di buono, quando invece stiamo
semplicemente cancellando tutti i debiti con un articolo di una
legge, creando undici commissari straordinari che non si capisce
bene cosa devono liquidare, perché se dovessimo approvare questa
legge, personalmente, saremo qua sicuramente nei prossimi tre anni,
sono sicuro, sicuro, che non sarà messo in liquidazione neanche un
bene degli undici consorzi di bonifica Voi nominerete tredici
commissari straordinari e non ci sarà un solo bene messo in vendita
per completare la liquidazione.
Allora, se il Governo avesse un minimo di onestà intellettuale,
oggi l'Assessore prenderebbe la parola per dire: stiamo
scherzando, la liquidazione così non verrà mai realizzata, stiamo
nominando tredici persone e poi la liquidazione sarà coatta e addio
ai creditori .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. È iscritto a parlare
l'onorevole Giambona. L'ultimo intervento. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
ritengo che questo articolo sia uno degli articoli che certifica un
po', per certi versi, l'esigenza di attenzione che abbiamo
rappresentato, già a più riprese, nella discussione generale, lo
ricorderà l'assessore Barbagallo ma anche i colleghi. In
quell'occasione, evidenziammo tutta una serie di criticità che, a
nostro parere, dovevano essere affrontate da parte dei colleghi
tutti ma anche da parte del Governo.
Una di queste criticità, Assessore, era la tematica dell'esigenza
di garantire le risorse per la stabilizzazione dei lavoratori, per
il turn-over, su questo riconosco che è stata appunto ripresa dalle
organizzazioni sindacali che tra l'altro, oggi, sono proprio qui a
Piazza Indipendenza con un presidio, con un sit-in a rappresentare
quelle che sono le loro legittime istanze, da noi naturalmente
sostenute, e un segnale si è palesato da parte del Governo.
L'altra questione riguarda le risorse, ma magari ne parleremo
quando andremo avanti, mi auguro in questa proposta di riforma
della bonifica, di cui ritengo essere assolutamente centrale
portare avanti la discussione.
Ma qui il tema dell'articolo 3, obiettivamente, evidenzia tutta
una questione che in punto di fatto e di diritto ha delle crepe da
tutte le parti
Dico ciò perché ritengo che questa Assemblea, che questo Governo,
insomma che l'amministrazione regionale debba avere consapevolezza
di quelli che sono gli effetti di questa norma che si sta portando
avanti, di tutti gli interlocutori, non solamente dei lavoratori
dipendenti - che naturalmente dobbiamo tutelare, che dobbiamo
garantire, non solamente e principalmente di agricoltori che hanno
diritto ad avere quella risorsa, ecco, fondamentale per poter
riuscire a condurre le attività agricole, ma direi che gli effetti
di questa norma sono inevitabilmente anche nei confronti di coloro
che fino ad oggi hanno intrattenuto dei rapporti economici,
appunto, con i consorzi di bonifica, con i 13 consorzi di bonifica.
Si stima che l'esito dei saldi dei rapporti di natura creditizia e
debitoria siano intorno a 120 milioni di euro e allora oggi con
questa norma che, in quattro righe, fondamentalmente, vuole dare
una soluzione, credo che una soluzione non la mettiamo, non la
diamo, stiamo mettendo un enorme macigno, potremmo dire polvere
sotto al tappeto. Qui si tratta di una montagna che non è in alcun
modo copribile, Assessore.
Noi non abbiamo consapevolezza di quale sia il patrimonio di
questi consorzi di bonifica, di quale sia l'entità che deve essere
messa a disposizione dei commissari liquidatori. Del resto, c'è
anche il tema del conferimento del patrimonio degli attuali
consorzi di bonifica ai nuovi consorzi di bonifica.
Allora, delle due una: o mettiamo a disposizione dei nuovi
consorzi di bonifica le risorse tali per utilizzare le
infrastrutture che sono di proprietà degli attuali consorzi, oppure
dobbiamo mettere a disposizione un fondo che sia nelle condizioni
di garantire gli attuali creditori dei tredici consorzi di
bonifica.
Noi abbiamo una responsabilità nei confronti di tutti gli
stakeholder dei consorzi bonifica, non possiamo realizzare una bad
company con l'intento di lasciare a mare famiglie, creditori,
imprese e tutti coloro che vantano dei crediti nei confronti
appunto dei consorzi stessi.
Quindi, mi immagino che da questo punto di vista, come già del
resto rappresentato dai colleghi che mi hanno preceduto, ci sia un
chiarimento netto da parte del Governo rispetto a quella che è la
modalità con cui garantire tutti gli attori che sono interessati in
questa questione.
Se ci sono problematiche inaffrontate, problematiche che dobbiamo
approfondire, considerata la portata che assume questa norma e
questo articolo invito eventualmente anche ad accantonare così da
poter fare un ulteriore surplus di approfondimento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. Ha chiesto di parlare
l'assessore Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Grazie, Presidente. Questa norma è stato
oggetto di un lungo approfondimento, di una lunga riflessione.
Credo che in III Commissione abbiamo riflettuto per due anni,
quindi fare ulteriori o chiedere ulteriori riflessioni non mi
sembra il caso.
Allora, per quanto riguarda la liquidazione, questa seguirà
ovviamente le procedure del Codice civile. Voglio rassicurare tutti
i presenti che i consorzi hanno debiti e crediti e se volessimo
dare un dato sintetico complessivo sulla situazione complessiva di
tutti i consorzi di bonifica, sulla base dell'ultima rilevazione,
il debito sarebbe di cinquecentomila euro complessivo, che non ha
alcun valore perché, ovviamente, ogni consorzio è autonomo e,
quindi, è chiaro che non si possono trasferire crediti e debiti da
un consorzio all'altro ma, se dovessimo dare un dato complessivo,
questo sarebbe il dato.
Naturalmente ci sono situazioni molto differenziate, nel senso che
ci sono consorzi teoricamente in attivo per crediti che non sono
stati riscossi e consorzi invece in debito, che hanno dei debiti.
Naturalmente questa liquidazione è anche una salvaguardia rispetto
al personale. Credo che tutti i presenti sappiano che in ogni
manovra finanziaria si riescono a salvare gli stipendi del
personale ma, cosa anche grave, parimenti grave, si riescono a
salvare anche le opere pubbliche, i cui finanziamenti vengono dati
dai Ministeri o da altri enti finanziatori vengono pignorati.
Quindi, questa norma e questa strada, è una strada per
salvaguardare tutti, in primis il personale e poi le opere
pubbliche che non riusciamo a salvaguardare e quindi c'è questo
obiettivo che vogliamo perseguire.
Io credo che il Governo si impegnerà a seguire in maniera attenta
le liquidazioni che verranno fatte, le procedure di liquidazione,
pronti, eventualmente, a intervenire nel caso in cui ci fosse
qualche necessità, però, credo che il discorso della liquidazione,
che è quello di avviare dei nuovi enti che siano enti che partano
da capo con una nuova organizzazione e con una nuova governance,
sia indispensabile.
Per quanto riguarda la liquidazione anche dei consorzi della
Sicilia orientale e occidentale, è vero che questi consorzi, di
fatto, non sono mai stati operativi ma alcuni danni li hanno
determinati, per esempio è stato nominato un direttore per tutti i
consorzi, ci sono dirigenti che sono gli stessi per tutti i
consorzi.
Quindi, anche se non avrà una refluenza concreta, credo che anche
la liquidazione e la chiusura di questi consorzi, una volta che si
attiveranno quattro nuovi consorzi, sia una cosa opportuna. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Si passa all'emendamento 3.3,
soppressivo, a firma degli onorevoli De Luca Cateno ed altri.
Onorevole lo mantiene o lo ritira?
DE LUCA Cateno. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.4, a firma degli onorevoli
De Luca Antonino ed altri.
Onorevole lo mantiene o lo ritira?
DE LUCA Antonino. Lo mantengo e chiedo che la votazione avvenga
per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Vediamo se la richiesta è appoggiata. Ricordo che
l'eventuale soppressione, e quindi se dovesse andare avanti,
onorevole De Luca, l'eventuale soppressione farebbe cadere la
norma. Intanto, verifichiamo il numero dei richiedenti.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.4
PESIDEENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 61
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 31
Contrari 26
Astenuti 1
(È approvato)
Colleghi, pertanto sono costretto a sospendere l'Aula e a
convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 16:54, è ripresa alle ore 17:13)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è ripresa.
Solo per comunicarvi che la seduta è rinviata a domani, alle ore
15:00, con il susseguirsi dell'ordine del giorno
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LA VARDERA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, lei mi diceva che voleva
intervenire sul discorso relativo a Mondello e poi chiudiamo
l'Aula.
Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, solo per riferire quanto accaduto,
nei giorni scorsi, nella borgata marinara di Mondello, dove
abbiamo, insieme a Matteo Hallissey, presidente dei Radicali,
portato alla luce quello che, di fatto, era evidente a tutti da
diverso tempo, ossia l'irrispettosa vicenda che riguarda l'Italo
Belga, che da ormai cento anni sta in quel lembo di mare,
fondamentalmente pagando un canone annuo irrisorio rispetto a
quella che è l'intera porzione della spiaggia di Mondello e,
addirittura, quello che abbiamo potuto verificare è che all'interno
di questo stabilimento balneare, per entrare, ci sono dei tornelli,
dei tornelli quasi a volere delimitare l'ingresso a mare e, quindi,
non solo questo, ma a cinque metri, a pochi metri dal mare, questa
società Italo Belga ha pensato bene, addirittura, di recintare la
spiaggia con dei paletti di legno e tutto questo, ovviamente, è
veramente incredibile
Abbiamo suscitato... anche perché siamo stati aggrediti
verbalmente, volevano rubare l'attrezzatura al cameraman, insomma,
una situazione incredibile, che non accade soltanto a Mondello, ma
accade in diverse parti della Sicilia.
Stiamo raccogliendo decine e decine di segnalazioni e riteniamo
che la vicenda non debba essere, come abbiamo fatto, soltanto
raccontata sui social, ma abbiamo dato seguito ad una serie di
iniziative pratiche, abbiamo già presentato una richiesta di
urgente audizione in IV Commissione, abbiamo chiesto abbiamo,
ovviamente, presentato un'interrogazione parlamentare, un'istanza
d'accesso agli atti al Dipartimento regionale ambiente, chiedendo
copia dell'elenco di tutte le concessioni rilasciate, in
particolare degli atti riguardanti la società Italo Belga di
Mondello, e una missiva al Presidente del Consiglio comunale di
Palermo, chiedendo di conoscere l'iter dell'approvazione del Piano
di utilizzo del demanio marittimo, perché riteniamo che quello che
sta accadendo, in questo momento storico, è di fatto rubare la
possibilità a coloro i quali non sono nelle condizioni di volere
pagare un lettino e un ombrellone a 30 euro, di potere restituire
le spiagge ai siciliani
Allora, volevo portare questo caso all'interno anche di
quest'Aula, sperando che il Governo possa venire a riferire
immediatamente in IV Commissione, anche perché una recente sentenza
della Corte Costituzionale ha praticamente aperto uno squarcio
nuovo e questo Parlamento ritengo che debba prendere una posizione
specifica, perché quello che è accaduto a noi a Mondello domenica,
accade all'intero territorio, dove diversi cittadini lamentano
l'impossibilità di potere utilizzare il mare dei cittadini, il mare
di tutti
Ricordo a tutti, infatti, che l'accesso al mare deve essere
garantito, a prescindere da ogni concessione edilizia. Se tu ci
metti dei tornelli e, addirittura, ci metti dei paletti di legno,
stai ledendo il diritto dei siciliani di usufruire di un bene che è
di tutti, che è il bene del mare Quindi, sotto questo punto di
vista, non mi fermerò in questa battaglia e la porterò in tutte le
sedi opportune, affinché questo Governo possa fare qualcosa per
ridare le spiagge ai siciliani.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 23 luglio 2025, alle ore 15:00.
La seduta è tolta alle ore 17.16 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVII SESSIONE ORDINARIA
195a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 23 luglio 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
2) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio/I COMM
ter/A)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella