Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15:19
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni
e di interpellanze della Rubrica: Autonomie locali e funzione
pubblica
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del II punto all'ordine del
giorno: Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Autonomie locali e funzione pubblica .
Si passa all'interrogazione n. 1259 "Chiarimenti sulla proposta di
partenariato speciale pubblico-privato (PSPP) per la gestione del
complesso di Donnafugata sito a Ragusa", a firma dell'onorevole
Campo ed altri.
Il primo firmatario è assente. All'interrogazione verrà fornita
risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interpellanza n. 204 "Adozione delle misure
necessarie ad ottenere la certificazione della parità di genere
nella pubblica Amministrazione regionale e nelle imprese
siciliane", a firma dell'onorevole Saverino ed altri.
Il primo firmatario è assente. All'interpellanza verrà fornita
risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interrogazione n. 1592 "Chiarimenti in merito alle
modalità di riparto ai comuni delle somme destinate al rimborso
delle spese di trasporto sostenute dagli studenti universitari, ai
sensi dell'art. 2, comma 14, della legge regionale 16 gennaio 2024,
n. 1", a firma dell'onorevole Catanzaro ed altri.
Il primo firmatario è assente. All'interrogazione verrà fornita
risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interrogazione n. 1596 "Verifica della legittimità
dell'autovelox sulla S.S. 187 in territorio di Castellammare del
Golfo (TP) e necessità di revisione dei limiti di velocità", a
firma dell'onorevole La Vardera ed altri.
All'interrogazione verrà fornita risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interrogazione n. 1626 "Intendimenti in ordine alla
vicenda dell'utilizzo improprio dei mezzi di comunicazione
istituzionali del Comune di Roccapalumba (PA) da parte del gruppo
di maggioranza del Consiglio comunale", a firma dell'onorevole
Giambona ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente. In merito all'interrogazione in oggetto, si
ritiene opportuno fornire preliminarmente alcuni elementi utili a
chiarire cosa si intende per "utilizzo dei mezzi di comunicazione
istituzionale", ovvero degli strumenti e canali utilizzati dalle
pubbliche amministrazioni per le attività di informazione e
comunicazione pubblica.
La legge 7 giugno 2000, n. 150, disciplina infatti le attività da
parte delle pubbliche amministrazioni, comprese le Regioni a
Statuto speciale, in attuazione dell'articolo 117 della
Costituzione. La comunicazione pubblica si articola in
comunicazione esterna, rivolta ai cittadini, e comunicazione
interna, rivolta all'Amministrazione stessa o ad altri enti,
amministrazioni e associazioni. Tra i mezzi di comunicazione
istituzionale rientrano, tra gli altri, anche i social media, come
Facebook, Twitter e Instagram, utilizzati per informare
tempestivamente il pubblico, condividere aggiornamenti, interagire
e rispondere a domande.
Con riferimento al caso specifico, si segnala che con nota
acquisita al protocollo 1107 dell'1 luglio 2025 dal Dipartimento
delle Autonomie Locali, il sindaco del Comune di Roccapalumba ha
rappresentato e documentato che la pubblicazione del post di cui
trattasi sul profilo Facebook del Comune è scaturita dalla volontà
del Gruppo di maggioranza di esprimere solidarietà al presidente
del Consiglio comunale, a seguito di episodi verificatisi nella
sala consiliare durante i lavori del Consiglio. Per meglio
inquadrare la fattispecie, si riporta qui la relazione suddetta.
In data 28 febbraio 2025, si svolgeva in sessione urgente la
seduta del Consiglio comunale di Roccapalumba, chiamato a
deliberare in ordine all'approvazione di importanti atti
amministrativi, fra i quali la conferma di aliquote IMU per l'anno
2025: nel corso dei lavori, il Gruppo di opposizione abbandonava
l'aula facendo venir meno il numero legale, a quel punto il
Consiglio comunale veniva sospeso e riprendeva, come da regolamento
un'ora dopo. Alla ripresa dei lavori, grazie alla presenza dei
consiglieri comunali di maggioranza, si riusciva ad avere il
necessario il numero legale per la prosecuzione dell'attività
consiliare. Il presidente del Consiglio comunale quindi procedeva
all'appello nominale dei consiglieri presenti in aula e, nel dare
atto dell'assenza tra i banchi della minoranza di tutti i relativi
consiglieri, sottolineava che il consigliere di minoranza Enza
Maria Pravatà, sebbene non avesse risposto "presente" all'appello
nominale, seguiva i lavori seduta tra il pubblico.
Di tale circostanza, su richiesta del presidente del Consiglio, il
segretario comunale ne dava atto anche a verbale. A questo punto,
seduta tra i banchi del pubblico, il consigliere di minoranza
iniziava a intervenire intralciando il regolare corso dei lavori
d'aula. Il presidente le faceva notare con toni autorevoli ma
pacati che, se avesse voluto parlare, avrebbe dovuto dare atto
della propria presenza in aula e prendere conseguentemente posto
tra le postazioni riservate ai consiglieri comunali. Di tutta
risposta, il consigliere comunale ingiuriava pesantemente il
presidente del Consiglio, definendolo "villano". Tale ingiuriosa
espressione veniva proferita ad alta voce, nel corso dello
svolgimento dei lavori d'aula e all'interno della stessa assise;
detta espressione veniva con assoluta nitidezza percepita e
compresa da tutti i soggetti presenti in Aula, pubblico compreso, a
questo aggiungasi che i lavori d'aula, in quel momento, venivano
trasmessi in diretta sulla piattaforma "Civicam" del comune di
Roccapalumba ed erano seguiti da centinaia dei cittadini.
Il Presidente del Consiglio comunale, nell'immediatezza, faceva
mettere a verbale che pochi istanti prima, durante i lavori d'aula,
era stato pesantemente ed ingiustamente offeso dal consigliere
Pravatà, che lo aveva definito "villano"; la superiore
ricostruzione dei fatti trova documentale riscontro nell'ambito
della diretta streaming dei lavori che sono stati registrati e
mandati in onda sulla predetta piattaforma.
Fermo restando che eventuali profili di rilevanza penale, connessi
ai fatti rappresentati, troveranno - se del caso - la loro
naturale sede di accertamento, per quanto concerne l'asserito uso
improprio della piattaforma social del Comune, non si ritiene che
il fatto possa considerarsi rituale o censurabile.
Il contenuto del post in questione si riferisce, infatti, a un
accadimento avvenuto nel corso di una seduta consiliare, verbale
dell'adunanza del 28 febbraio 2025, svoltasi alla presenza di
pubblico e trasmessa in diretta streaming e si limita ad esprimere
un sentimento di solidarietà nei confronti di un'istituzione
colpita da tale episodio.
Non si ravvisa, dunque, alcun contenuto propagandistico o politico
nel testo pubblicato.
Dall'analisi dei fatti, come sopra documentati, non si rileva
pertanto alcuna violazione della normativa vigente in materia di
comunicazione istituzionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Giambona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io
sulla base della ricostruzione, anche documentale, che lei adesso
ha fornito, adesso facendo un ulteriore ragionamento, credo che il
suo Assessorato debba intervenire, proprio sulla base della
ricostruzione che le ha fornito il comune interessato; ma andiamo
per ordine: l'oggetto riguarda i mezzi di comunicazione
istituzionale, quindi, ribadisco la parola "istituzionale" del
comune di Roccapalumba. Il soggetto che è interessato a un utilizzo
improprio della comunicazione istituzionale è il consigliere
comunale Pravatà Enza Maria.
Allora, a me cosa hanno segnalato? Io, sinceramente, in prima
battuta, non avrei mai creduto ad un utilizzo - per così dire - non
solo improprio ma anche scomposto del mezzo social del comune di
Roccapalumba che, appunto, in data primo di marzo dell'anno 2025,
sia stata utilizzata la pagina Facebook del comune, intanto, e me
lo conferma lei assessore, da una parte politica, non dal comune di
Roccapalumba, ma da una parte politica.
Il post, come lei giustamente ha evidenziato, dice "il Gruppo di
maggioranza", il Gruppo di maggioranza scrive sulla pagina social
del comune di Roccapalumba per condannare eventuali - del resto non
certificate, non documentate - fattispecie che sarebbero da
addebitare alla consigliera Pravatà; allora, io ritengo che,
intanto, qui ci troviamo di fronte ad una situazione che è
certificata, in cui siamo fuori la norma che lei ha, appunto
ricordato, la legge n. 150 del 2000, nella quale vengono elencate,
in maniera chiara, quelli che sono gli ambiti di intervento e delle
finalità dei mezzi di informazione e di comunicazione, anche
social, che possono utilizzare i comuni come: favorire la
conoscenza delle leggi, favorire l'accesso dei servizi pubblici,
promuovendone la conoscenza, i processi interni di semplificazione,
favorire la conoscenza dell'avvio e del percorso dei procedimenti
amministrativi, favorire processi interni di modernizzazione degli
apparati, sensibilizzare sui temi di interesse pubblico e sociale,
illustrare le attività del funzionamento delle istituzioni,
promuovere l'immagine dell'amministrazione dell'Italia in Europa e
nel mondo; io non rinvengo, tra quelle che sono le finalità della
legge 150 del 2000, la possibilità che una parte politica possa
scrivere nel sito istituzionale del comune per attaccare e
denigrare, quale che sia, altro componente del consiglio comunale.
Quindi, dalla ricostruzione, assessore, che lei mi fornisce è
ancor più grave perché, in sostanza, si ribadisce quello che era
l'oggetto della mia interrogazione, che io ponevo come una ipotesi
di fatto certificata.
Io ritengo che ci siano delle refluenze sia dal punto di vista
amministrativo, dal punto di vista civile e dal punto di vista
penale; mi viene da chiedere a lei e, per suo tramite, all'ente
locale interessato, chi abbia le chiavi di accesso per potere
utilizzare il mezzo di comunicazione ufficiale di un comune della
Regione siciliana.
Io credo che sia assolutamente un utilizzo inappropriato e devo
dire che non è il solo, assessore, utilizzo improprio dei mezzi di
comunicazione istituzionale; io, da qui in avanti, avvierò una
ricognizione - mi sono già arrivate altre segnalazioni - e le
chiedo, assessore, che sulla tematica in ispecie, anche alla luce
della conferma dell'utilizzo improprio del mezzo di comunicazione
istituzionale, lei intervenga attraverso una ispezione.
Io vorrei capire chi ha le chiavi di accesso per poter utilizzare
la pagina social del comune a nome della maggioranza; io credo che
sia una questione gravissima Perché per come ha la possibilità di
accedere la maggioranza, a questo punto, la dovrebbe avere pure la
minoranza. Mi sembra che siamo assolutamente a narrare qualcosa di
inverosimile che l'Assessorato che lei dirige non può in alcuna
maniera accettare; deve portare avanti un'azione di chiarimento nei
confronti del comune interessato per verificare ciò che è successo,
per sanzionare il comune stesso e, io ritengo, intraprendere anche
un'azione di direttive, come suo Assessorato, per individuare delle
aree di intervento su quello che è l'utilizzo dei social dove ci
possono essere, ma non ci dovrebbero essere delle zone d'ombra che
devono essere rese il più possibile trasparenti. Grazie.
PRESIDENTE. Quindi, si ritiene insoddisfatto, onorevole?
GIAMBONA. Signor Presidente, io ritengo che su questa
interrogazione sia necessario, anche alla luce di quanto dichiarato
dall'ente locale, un surplus di approfondimento da parte
dell'Assessorato.
PRESIDENTE. Quindi, insoddisfatto o parzialmente soddisfatto?
GIAMBONA. Io al momento non sono soddisfatto. Attendo l'azione
dell'Assessorato stesso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Si passa all'interrogazione n. 1669 Intendimenti in ordine alla
carenza di personale nei Liberi Consorzi comunali e negli enti
locali con particolare riferimento alle figure apicali , a firma
dell'onorevole Giambona ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Sì, grazie, signor Presidente. Allora, i liberi Consorzi comunali e
le Città metropolitane soffrono di carenza di personale, in
particolare scarseggiano i profili professionali idonei a rivestire
figure apicali; ciò dipende, principalmente, dal blocco delle
assunzioni e dai vincoli di bilancio, entrambi imposti dalle norme
europee e adottati a livello nazionale.
La conseguente crisi degli enti, sia finanziaria che gestionale,
dipende, dunque, da fattori e normative che fuoriescono dall'area
di competenza del Governo regionale rientrando, appunto, in quella
del legislatore europeo e nazionale.
Va sottolineato, comunque, che questo Governo, in particolare
l'Assessorato delle autonomie locali e della funzione pubblica, è
intervenuto con molteplici finanziamenti in sostegno degli enti
locali in difficoltà finanziarie, fornendo ai comuni siciliani
risorse utili a sostenere spese di vario genere, al fine di
garantire la fornitura dei servizi essenziali alla cittadinanza ed
assicurare lo svolgimento delle funzioni istituzionali degli enti
medesimi.
Come, infatti, emerge dall'ultima relazione della Corte dei Conti,
nell'esercizio finanziario 2024, sono stati effettuati
trasferimenti dal Governo regionale agli enti locali siciliani per
un totale complessivo di contributi e trasferimenti correnti di
1.310 milioni di euro, con un incremento di circa il 10 per cento
rispetto all'esercizio 2022, di cui 825 milioni solamente da parte
dell'Assessorato delle autonomie locali, circa il 62 per cento.
La voce isolata dei trasferimenti correnti vede, addirittura, un
incremento del 27 per cento fra il dato del 2023 e quello del 2024,
cioè 843 milioni nel 2023 contro i 1.074 milioni nel 2024.
Per quanto riguarda il 2025, si ricordano, fra gli altri, i
recentissimi decreti di riparto n. 229, destinato agli enti di area
vasta per lo svolgimento delle rispettive funzioni per complessivi
108 milioni di euro e di decreto di riassegnazione di risorse
revocate ai liberi Consorzi comunali di Ragusa e Siracusa e alla
Città metropolitana di Catania, per le spese di manutenzione
straordinaria di strade e scuole, decreto n. 183 del 17 aprile
2025.
Inoltre, a seguito della recente elezione dei nuovi presidenti dei
liberi Consorzi, si è tenuto, proprio poche settimane fa, un
incontro fra gli stessi presidenti, i dirigenti del Dipartimento
delle autonomie locali, il sottoscritto, nella qualità, e in
presenza anche del Presidente di ANCI Sicilia.
Abbiamo affrontato le principali criticità in essere, concordato
un percorso condiviso per porvi rimedio anche tramite iniziative
legislative specifiche, nello spirito di collaborazione che
contraddistingue il lavoro di quest'Amministrazione con i
rappresentanti degli enti locali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
GIAMBONA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessore, ero anche io presente, lei lo ricorderà, in quella
giornata in cui in Sala Mattarella abbiamo avuto... sì, sì, no, ma
riconosco che ci sono, naturalmente, già da parecchio tempo,
interlocuzioni dell'Assessorato con i deputati tutti. In particolar
modo, quelli che facciamo parte della Commissione Affari
Istituzionali abbiamo partecipato a diverse iniziative.
Mi rendo conto che questo argomento, e nello specifico l'oggetto
di questa interrogazione, riguarda la carenza di personale nei
liberi Consorzi comunali e negli enti locali, con particolare
riferimento alle figure apicali; fondamentalmente era questo il
focus della mia interrogazione.
Parte da una riflessione circa lo stato di attuazione di quelle
che sono le misure previste dal Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza, per le quali, come lei ben sa, buona parte, appunto,
delle risorse sono state messe a disposizione degli enti locali
siciliani e, in particolar modo, una parte sostanziosa di queste
nella disponibilità degli enti locali siciliani di piccole e
piccolissime dimensioni.
Allora, lo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza ci dà, allo stato attuale, una visione - diciamo - molto
preoccupante: gli ultimi dati di Open PNRR, ci dicono che la
Sicilia ha realizzato, all'incirca, il 15 per cento rispetto a
quelle che sono, per così dire, le finalità stabilite nel Piano e
siamo al di sotto del 70 per cento rispetto a quelli che sono gli
obiettivi già raggiunti dai comuni delle altre regioni d'Italia.
E uno dei motivi che abbiamo riscontrato, avere determinato questo
ritardo, riguarda la carenza di personale in Sicilia. Ma di quale
personale? Di personale che sia nelle condizioni di progettare, che
sia nella condizione di pianificare, che metta nelle condizioni
l'ente locale anche di rendicontare quelle che sono queste risorse
extraregionali.
Noi ci confrontiamo, quotidianamente, con i Comuni della Sicilia,
con i sindaci della Sicilia, che lanciano il loro grido d'allarme
dicendo che, magari, hanno tantissimo personale, ex contrattisti,
ex LSU, adesso PIP, che sono passati nelle loro disponibilità. Ma,
c'è una carenza cronica di figure che siano in grado di portare
avanti un'attività significativa dal punto di vista della
progettazione, rendicontazione e pianificazione degli enti locali
siciliani.
Quindi, lo stesso dicasi anche per le Città metropolitane, dicasi
anche per i liberi Consorzi. Noi abbiamo, in Sicilia, una
situazione che è assolutamente peculiare ed è il motivo per il
quale io ritengo che dobbiamo muoverci su diversi ambiti: uno è
quello di mettere nella disponibilità dei comuni le risorse, e lei
mi ha citato alcuni riferimenti per i quali adesso, nella prossima
interrogazione - perché entreremo puntualmente sulla questione - le
dirò.
Ma io ritengo che non sia solamente una questione di risorse, io
ritengo che si debba attivare una interlocuzione a livello
nazionale perché la situazione siciliana è ben diversa dalle
situazioni delle altre regioni d'Italia. In Sicilia abbiamo una
platea importante di ex articolisti, ex contrattisti, che di fatto,
pur dando un contributo importante alle nostre amministrazioni
locali, garantendo naturalmente la fornitura di servizi, ha eroso
spazi di natura assunzionale. E gli spazi di natura assunzionale
che servono in questa fase politica sono sicuramente quelli delle
figure apicali.
Noi dobbiamo capire, assessore, come riuscire a superare questo
problema, perché se noi questa faccenda non la affrontiamo a
livello nazionale con delle misure ad hoc, i comuni siciliani non
riusciranno mai a traguardare alcunché. Abbiamo fatto bene, come
Parlamento siciliano, a introdurre, per esempio, il fondo per la
progettazione, che ha sicuramente messo nelle disponibilità degli
enti locali risorse fresche, per potere dare incarichi in un
momento fondamentale come quello delle risorse extraregionali.
Ma dobbiamo mettere tutto a sistema, quindi, invito lei,
assessore, ad attivare una veloce interlocuzione a livello
nazionale, perché a Roma devono comprendere, e credo che, da questo
punto di vista, ANCI, ASL le potranno dare ogni necessario supporto
per affrontare la questione siciliana, che è ben diversa da quella
delle altre regioni e deve essere affrontata con soluzioni
sicuramente diverse.
Quindi, mi ritengo parzialmente soddisfatto nell'auspicio che
l'assessore possa portare avanti questa natura di interlocuzioni.
Aggiungo, signor Presidente, che ci sono le colleghe, sono
intervenute adesso. Chiedo, quindi, se si possono riprendere quelle
interrogazioni, così da dare loro la possibilità di trattarle,
chiaramente. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1671 "Chiarimenti in
ordine al monitoraggio della situazione in cui versano gli enti
locali in Sicilia", a firma dell'onorevole Giambona ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Grazie, signor Presidente. Preliminarmente si espone il quadro
normativo di riferimento in materia di enti locali deficitari e
dissestati della Regione siciliana. Ai sensi di quanto previsto
dall'articolo 1, lett. i), della legge regionale n. 48 del 1991,
che ha recepito l'articolo 55 della legge n. 142 del 1990,
l'ordinamento finanziario e contabile degli enti locali è riservato
alla legge dello Stato. Le principali norme di riferimento sono
pertanto rinvenibili nel decreto legislativo n. 267 del 2000, parte
II "Ordinamento finanziario e contabile", titolo VIII, articoli 242
e seguenti, e nel decreto legislativo n. 118 del 23 giugno 2011.
L'articolo 243-bis del citato decreto legislativo n. 267 del 2000
prevede la possibilità di avviare la procedura di riequilibrio
finanziario pluriennale per gli enti locali in cui sussistono
squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il
dissesto finanziario, nel caso in cui le misure di cui agli
articoli 193, relativo alla salvaguardia degli equilibri di
bilancio, e 194, relativo al riconoscimento della legittimità dei
debiti fuori bilancio, non siano sufficienti a superare le
condizioni di squilibrio rilevate.
Si tratta di quello che viene comunemente definito predissesto e
il piano di riequilibrio è lo strumento che gli enti locali
utilizzano per affrontare tali situazioni di squilibrio finanziario
e prevenire il dissesto, con una durata che può essere compresa tra
quattro e venti anni, sottoposto al controllo della competente
sezione della Corte dei Conti e della Commissione per la finanza e
gli organici degli enti locali.
L'articolo 244 è, invece, relativo alla procedura di dichiarazione
del dissesto finanziario quando l'ente locale non può garantire
l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili, ovvero
esistono nei confronti dell'ente locale crediti liquidi ed
esigibili di terzi cui non si può fare validamente fronte con le
modalità di cui all'articolo 193, nonché con le modalità di cui
all'articolo 194 per le fattispecie ivi previste.
La procedura di risanamento a seguito della dichiarazione di
dissesto è in capo all'organo straordinario di liquidazione,
nominato con decreto del Presidente della Repubblica, per quanto
riguarda fatti e atti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre
dell'anno precedente a quello dell'ipotesi di bilancio stabilmente
riequilibrato, la cui competenza è invece demandata ai fini della
predisposizione ed approvazione, agli organi comunali.
Tale procedura, secondo quando previsto dall'articolo 265 del
267/2000 ha durata quinquennale, a decorrere dall'anno per il quale
viene definita l'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.
Quest'ultima è sottoposta al vaglio del Ministero dell'Interno che
l'approva con prescrizione o richiede eventuali supplementi
istruttori a cui gli organi comunali devono adempiere entro termini
di legge prestabiliti.
La mancata deliberazione del dissesto da parte dell'ente locale o
l'inerzia rispetto agli adempimenti consequenziali, fra cui quelli
relativi alla definizione del bilancio stabilmente riequilibrato,
comportano l'esercizio del potere sostitutivo da parte
dell'Assessore regionale per le autonomie locali, in virtù di
quanto previsto dal combinato disposto dell'articolo 262 del
267/2000 e dell'articolo 58 della legge regionale n. 26 del 1993.
Per cui, tali adempimenti sono equiparati alla mancata
deliberazione del bilancio di previsione ai fini dell'applicazione
dell'articolo 109 bis della legge regionale n. 16 del 1993 fino
all'approvazione, da parte del Ministero dell'Interno, con apposito
decreto prescrittivo, dell'ipotesi di bilancio stabilmente
riequilibrato.
Sono sospesi i termini ordinariamente previsti dalla legge per
l'approvazione dei bilanci, così come prescritto dall'articolo 248,
comma 1, del decreto legislativo 267/2000.
In merito alla specifica questione posta dall'onorevole
interrogante, primo firmatario, quali siano ad oggi gli enti locali
in Sicilia in stato di dissesto o predissesto finanziario con
l'elenco dettagliato degli stessi e quali iniziative di
monitoraggio e controllo siano state attivate o sia previsto di
attivare, al fine di valutare lo stato di salute economico-
finanziario degli enti locali in Sicilia, si espone quanto segue.
Il decreto del Presidente della Regione 5 aprile 2022, n. 9,
recante Regolamento di attuazione del titolo II della legge
regionale 16 dicembre 2008, n. 19. Rimodulazione degli assetti
organizzativi dei Dipartimenti regionali ai sensi del comma 3,
articolo 13, legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 ha attribuito al
Servizio 3, Ufficio ispettivo del Dipartimento delle autonomie
locali la competenza relativa al monitoraggio ed adempimenti
connessi alle patologie della finanza locale, piani di riequilibrio
finanziario, dissesto, eccetera, ed il coordinamento delle attività
relative al risanamento finanziario degli enti locali.
Pertanto, mediante l'emanazione della circolare dipartimentale n.
2 del 13 febbraio 2023 è stata avviata un'attività di monitoraggio
per definire il quadro complessivo delle patologie della finanza
locale e procedere ai successivi aggiornamenti, tramite le
comunicazioni che gli enti locali devono far pervenire
periodicamente.
Gli aggiornamenti relativi sono pubblicati, con cadenza di regola
mensile, su un'apposita sezione del sito istituzionale del
Dipartimento delle autonomie locali.
L'ultimo aggiornamento relativo sia agli enti che hanno adottato
il piano di riequilibrio pluriennale che a quelli che hanno
dichiarato il dissesto è del 1 luglio 2025 ed è allegato alla
presente risposta, suddiviso in due tabelle, secondo quanto
richiesto dall'interrogante.
Attualmente risultano 63 comuni che hanno dichiarato il dissesto,
a cui se ne aggiungono 15 che lo hanno dichiarato da oltre cinque
anni, mentre i comuni che hanno adottato il piano di riequilibrio
triennale sono 41.
Tra le principali problematiche riscontrate nell'ambito
dell'attività di monitoraggio vi è quella dell'oggettiva
difficoltà, quando non impossibilità, da parte di alcuni enti
dissestati di predisporre, nei tempi normativamente previsti,
un'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato che possa superare
il vaglio ministeriale, motivo per cui dalla dichiarazione di
dissesto all'approvazione definitiva dello strumento contabile di
riequilibrio possono passare anche diversi anni. Con ciò
determinandosi la conseguente attivazione del potere sostitutivo da
parte della Regione che, pur essendo obbligatorio sul piano
formale, non sempre assume carattere prontamente risolutivo, a
causa delle oggettive difficoltà di quadrature dei conti a cui si
aggiungono le croniche carenze di organico, soprattutto per quello
che riguarda il personale che abbia qualifiche e competenze
adeguate allo scopo.
Non è pertanto inusuale che ad una dichiarazione di dissesto ne
subentri una successiva in tempi assai ravvicinati o che la
procedura di risanamento superi complessivamente - di gran lunga -
i cinque anni previsti.
Per affrontare e risolvere le suddette criticità, lo scrivente
ritiene che siano necessari interventi normativi di natura
strutturale in cui siano coinvolti gli organi istituzionali, a
tutti i livelli, sia statale che regionale.
A tal fine, l'Assessorato che rappresento sta dando corso ai
lavori preparatori per una proposta di legge in materia.
Ci sono, onorevole, allegate le tabelle, così come lei ha
richiesto, con i dati che abbiamo, poco fa, menzionato. È tutto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
GIAMBONA. Signor Presidente, ho ascoltato con grande attenzione la
relazione dell'assessore; a margine, poi, magari, prenderò possesso
delle tabelle con alcune informazioni che nella mia interrogazione
avevo chiesto.
Questa interrogazione nasce dalla segnalazione di tantissimi
sindaci che, in sostanza, non riescono ad andare più avanti. I
sindaci siciliani che ricoprono il loro ruolo come atto di amore
per le loro comunità e come vero e proprio eroismo.
Io ho ricevuto, qualche giorno fa, tra l'altro, una missiva,
credo, indirizzata a tutti i parlamentari regionali, firmata dal
sindaco di Belmonte Mezzagno, il geometra Milone, cui si parla di
comuni siciliani "alla canna del gas".
Ha detto bene lei, assessore: la situazione in cui versano gli
enti locali siciliani è veramente drammatica. Io ho qui le mie
tabelle che mi dicono che i comuni siciliani che hanno dichiarato
lo stato di dissesto finanziario, nella storia recente, sono 63, a
cui si aggiungono i 15 che lo hanno dichiarato da oltre 5 anni, a
ciò dobbiamo annoverare e aggiungere i 41 comuni siciliani che si
trovano in riequilibrio finanziario.
Nei giorni scorsi, lei ha mandato i commissari ad oltre 100,
credo, 150 comuni siciliani che non hanno ancora ottemperato
all'approvazione dei documenti contabili. Ecco, oltre a questo,
oltre a questi comuni che sono in difficoltà, sicuramente ce ne
sono altri che si trovano in una situazione di dissesto funzionale,
che non riescono a garantire i servizi essenziali al cittadino,
naturalmente, compromettendo la qualità della vita dei siciliani.
Allora, in questa mia interrogazione, nella quale faccio una
ricostruzione, che lei per certi versi mi ha confermato, le chiedo
quali siano le attività di monitoraggio, quali siano ad oggi gli
enti locali in questa condizione, quali siano le difficoltà; ma poi
aggiungo quali siano le eventuali azioni da porre in essere.
Ebbene, lei mi ha non meglio specificato, mi permetta questa
riflessione, assessore, di interventi di natura strutturale.
Naturalmente, vorremmo capire in che cosa questi si
sostanzierebbero, che tipologie di interventi per chi oggi non
riesce a garantire i servizi essenziali, perché non ha i
dipendenti, perché non ha le risorse.
Lei mi ha detto che i comuni della Regione siciliana ottengono dei
finanziamenti, dei trasferimenti, il fondo delle autonomie;
immagino lei abbia sommato anche i contributi che vengono rimessi
ai comuni per gli ex precari, probabilmente; e lei annuisce,
quindi, è così. Ma ciò non di meno, considerando il fondo per le
autonomie e aggiungendo anche il fondo per i dipendenti, gli enti
locali siciliani ricevono delle risorse ben al di sotto di quelle
che ricevono i comuni delle altre regioni d'Italia.
Faccio un esempio: la regione Sardegna, che ha delle analogie in
quanto isola, in quanto sconta quelli che sono gli effetti
dell'insularità, lo spopolamento delle aree interne, ha dei
trasferimenti che sono tre volte tanto quelli che la Regione
siciliana riconosce agli enti locali siciliani; quindi, è
necessario.
Lei ci ha detto di quelli che sono gli interventi, dal punto di
vista normativo e strutturale, che tengono conto della capacità
tributaria degli enti stessi, che tengono conto delle superfici,
dei servizi, della necessità di considerare come alcuni enti locali
siciliani, nel periodo estivo, si trovano a dovere affrontare
flussi importantissimi di turisti che vanno a utilizzare i servizi
degli enti locali, i quali si trovano naturalmente a gravare degli
extra costi.
Allora, queste sono alcune considerazioni, ma io una fra tutte,
dal punto di vista strutturale, gliela devo sottoporre: nelle
scorse settimane, proprio nella variazione di bilancio, il
sottoscritto, insieme ai colleghi parlamentari del Partito
Democratico, ha presentato un emendamento. È l'emendamento che noi
presentiamo ad ogni finanziaria e ad ogni variazione di bilancio,
ovvero quello di aumentare la dotazione del Fondo delle autonomie.
Mi arrivano notizie che la Regione siciliana abbia un tesoretto,
abbia delle disponibilità economiche. Noi vorremmo che queste
risorse venissero impiegate per mettere in sicurezza gli enti
locali siciliani, per permettere loro di uscire dallo stato di
dissesto, per permettere loro di garantire i servizi essenziali al
cittadino e, quindi, la invito, assessore, da qui in avanti, se ci
sono spazi già da questa variazione di bilancio o dalle prossime, a
portare avanti attivamente quest'azione anche di natura
strutturale, me lo auguro, troverà il mio massimo sostegno.
Sicuramente c'è necessità di dare risposta ai sindaci che, in
questo momento, si sentono abbandonati.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, si ritiene soddisfatto?
GIAMBONA. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole, grazie assessore.
Si passa all'interrogazione n. 1677 "Notizie di accertamenti
ispettivi sulla mancata autorizzazione della manifestazione "Vini e
flora spontanea" II edizione nel comune di Castrofilippo (AG)", a
firma dell'onorevole La Vardera.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, è la n. 1671?
PRESIDENTE. È la n. 1677. Trovata?
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Ok, signor Presidente.
A seguito della recensione dell'interrogazione in oggetto, questo
Assessorato, attraverso il Dipartimento delle autonomie locali, ha
avviato un'indagine conoscitiva attraverso la richiesta di
informazioni e chiarimenti al sindaco del Comune di Castrofilippo.
L'amministrazione comunale ha riscontrato la richiesta con una
relazione dettagliata recante il numero di protocollo 4477 dell'8
giugno 2025 che gli uffici hanno ritenuto esaustiva.
In particolare, dall'esame degli atti si rileva che, in data 4
dicembre 2024, le associazioni locali Usu Casa A.P.S. ,
Produttori della Cipolla Paglina Presidio Slow Food e Pi Nichi &
Pi Ranni , ai fini dello svolgimento della manifestazione Vini e
Flora spontanea - II Edizione formulavano istanza al Comune di
Castrofilippo sia per la chiusura del traffico di piazza Savatteri
e via Trieste, sia per l'occupazione di suolo pubblico.
L'istanza veniva reiterata in data 12 dicembre 2024. In data 20
marzo 2025 le associazioni, nel formulare ulteriori istanza,
corredavano la stessa con la planimetria delle aree richieste per
l'occupazione con l'indicazione delle finalità dell'evento, delle
modalità di svolgimento dell'iniziativa e l'utilizzo dell'area,
nonché con il dettaglio descrittivo delle misure di sicurezza
previste per l'incolumità pubblica.
In fase istruttoria l'amministrazione comunale invitava, quindi,
le associazioni richiedenti ad integrare la domanda con la
produzione dei propri statuti, del programma dettagliato
dell'iniziativa e delle sue fasi, nonché con l'indicazione del
numero dei gazebi da installare e delle loro dimensioni,
dell'orario di svolgimento dell'iniziativa, con riferimento
all'inizio e alla cessazione delle attività previste.
Le associazioni riscontravano le richieste ma, dall'esame degli
statuti, funzionari del Comune rilevavano che solamente due delle
tre associazioni richiedenti prevedevano nei propri statuti lo
scopo sociale di organizzazione e realizzazione della tipologia di
manifestazione oggetto dell'istanza. A conclusione dell'iter
l'amministrazione comunale, con determina dirigenziale n. 28 del 7
aprile 2025 del settore finanziario, concedeva l'occupazione
dell'area a titolo oneroso esclusivamente alle associazioni Usu
Casa A.P.S. , Produttori della Cipolla Paglina , ovvero quelle in
possesso dei requisiti prescritti per legge.
L'iniziativa si svolgeva regolarmente nei giorni 24 e 27 aprile
2025, le Associazioni autorizzate usufruivano del rimborso di parte
del canone unico patrimoniale per l'occupazione del suolo pubblico
versato, tenuto conto del carattere culturale dell'iniziativa, così
come disciplinato dalla regolamentazione comunale in materia.
In considerazione di quanto dettagliatamente relazionato e dal
compiuto svolgimento dell'iniziativa nelle date programmate, si
ritiene non sussistono elementi che possano giustificare un
supplemento di indagine da parte dell'amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LA VARDERA. Sì, Presidente, Assessore, è un'interrogazione che
risale a qualche mese fa, probabilmente il Comune di Castrofilippo,
Assessore, non l'ha adeguatamente informata del perché un deputato
regionale si occupi di presentare un'interrogazione di una piccola
comunità, in provincia di Agrigento Castrofilippo , a cui
inizialmente era stata negata la concessione del suolo pubblico,
perché tra le motivazioni addotte dal sindaco, c'era quella che non
era stato invitato a parlare nella fase iniziale di questa
manifestazione, motivo per il quale mi sono un attimo stranito e ho
chiesto approfondimenti perché, al di là del fatto che ci potessero
essere due fazioni politiche che si contrapponessero, la strada è
la piazza di tutti, ed evidentemente il sindaco non può dire -
siccome non mi avete invitato a parlare, allora non ve la dò -
però i fatti sono andati così
Nel senso che poi, successivamente a questa interrogazione
presentata al suo Assessorato, chiaramente il sindaco ha capito di
avere fatto una corbelleria, è tornato indietro sui suoi passi, ed
evidentemente ha dato, diciamo, la strada, la piazza, che ricordo,
appunto, non essere una cosa privata, ma è una strada pubblica.
La vicenda, ulteriormente, si tingeva di tratti quasi
"fantozziani", quando a un certo punto di questo incontro, lo
stesso sindaco, guarda caso della Democrazia Cristiana, purtroppo
che ci posso fare, ognuno si sceglie il partito che vuole Signor
Presidente Lantieri, non mi dica parole alla fine dell'intervento.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, siamo a livello istituzionale,
non mi permetterei mai
LA VARDERA. No, nel senso, che so della sua amicizia con il buon
Totò, quindi non volevo offenderla.
E, quindi, dicevo, che questo Comune di Castrofilippo, a un certo
punto della partita, chiedeva di pagare un esoso contributo, che è
stato pagato dall'associazione, salvo poi, come dire accorgersi che
non era dovuto, e quindi sono stati restituiti i soldi.
Ora, è chiaro che questa Assemblea e il suo Assessorato si debbano
occupare di cose anche più importanti, però, io la invito
Assessore, al di là del fatto specifico, a far rispettare per
quanto le è possibile - comprendo che lei non ha e non è lo
sceriffo dei sindaci e non può permettersi di fare come dire, di
avere la bacchetta magica - però, forse, servirebbe un corso di
aggiornamento per qualche sindaco, nel capire che il ruolo che
esercita non lo può esercitare nell'interesse proprio, di partiti o
di interessi, ma deve essere un interesse collettivo.
Questa storia si conclude positivamente perché il sindaco e
l'amministrazione fanno un passo indietro, comprendono il loro
errore, si ravvedono dei loro peccati, e poi organizzano questa
manifestazione.
Ma al di là del fatto specifico, avevo ritenuto opportuno, in
quella stessa sede, presentare un'interrogazione, che ovviamente è
risolta, sempre perché in questo posto discutiamo le cose, poi
accadono diversi mesi, e poi di cosa dobbiamo discutere, però,
questi sono stati i fatti, era giusto rappresentare la genesi del
perché avevo disturbato i suoi uffici: siccome voi poco avete fatto
perché si è redento il sindaco, mi dichiaro soddisfatto per la
redenzione del sindaco, ed evidentemente per riflesso, soddisfatto
per la risposta che mi ha dato. Grazie.
PRESIDENTE. Si dichiara soddisfatto. Grazie, onorevole, grazie
Assessore.
Interrogazione n.1693, a firma dell'onorevole Saverino:
Intendimenti in ordine alla mancata approvazione dei bilanci, dal
2022 ad oggi, da parte del Comune di Fiumefreddo di Sicilia .
Prego, Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Sì, grazie signor Presidente. L'esercizio del potere sostitutivo,
in caso di mancata approvazione del bilancio da parte dell'ente
locale, che nell'ordinamento statale è disciplinato dall'articolo
141, comma 2, del decreto legislativo 267 del 2000, nella Regione
siciliana è regolato dall'articolo 109 bis della legge regionale n.
16 del 15 marzo 1963, il quale prevede che: In caso di mancata
approvazione del bilancio di previsione nei termini di legge,
l'Assessore regionale per gli enti locali nomina, anche senza
previa diffida, un Commissario per la predisposizione d'ufficio
dello schema di bilancio e la convocazione del Consiglio, per la
necessaria approvazione che deve avvenire entro il termine massimo
di 30 giorni dalla convocazione stessa. Il Commissario provvede,
altresì, all'approvazione del bilancio di previsione in
sostituzione del Consiglio, qualora questo non vi abbia provveduto
entro il termine di cui al precedente comma 3; il Consiglio
inadempiente viene sciolto, senza contestazione di addebiti,
secondo le procedure previste dall'articolo 54 dell'ordinamento
amministrativo degli enti locali". L'articolo 54 della legge
regionale n. 16 del 1963, recita inoltre che il Consiglio è sciolto
quando violi obblighi imposti dalla legge, ovvero, compia gravi o
ripetute violazioni di legge, debitamente accertate e contestate,
le quali dimostrino la irregolarità del funzionamento; quando non
corrisponda all'invito dell'autorità di revocare la giunta o il
sindaco che abbiano compiuto analoghe violazioni.
Il decreto del Presidente della Regione che pronuncia lo
scioglimento è emesso su proposta dell'assessore regionale per gli
enti locali, previo parere del Consiglio di giustizia
amministrativa. Ove il parere non sia reso entro sessanta giorni
dalla richiesta se ne prescinde. Si applica il disposto di cui
all'ultimo comma dell'articolo precedente.
Lo scrivente pertanto, nella nostra Regione, detiene il potere
sostitutivo in caso di mancata approvazione del bilancio di
previsione nei termini di legge, i poteri che esercita attraverso
la nomina di un commissario ad acta, la mancata approvazione
nell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato conseguente alla
dichiarazione di dissesto, in virtù del combinato disposto
dell'articolo 262 del decreto legislativo 267 del 2000 e
dell'articolo 58 della legge regionale n. 26 del 1993 è equiparata
alla mancata deliberazione del bilancio di previsione ai fini
dell'applicazione dell'articolo 109 bis della legge regionale sopra
richiamata.
In ogni caso, fino all'approvazione da parte del Ministero
dell'Interno dell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato,
con apposito decreto prescrittivo sono sospesi i termini
ordinariamente previsti dalla legge per l'approvazione dei bilanci,
così come previsto dall'articolo 248, comma 1, del decreto
legislativo n. 267 del 2000.
In ragione della competenza esclusiva della Regione siciliana in
materia di controllo sull'approvazione dei bilanci degli enti
locali attribuita all'Assessorato rappresentato dallo scrivente,
l'Ufficio ispettivo del Dipartimento delle Autonomie locali,
Servizio 3, esercita il monitoraggio dell'attività finanziaria
degli enti locali, nonché delle patologie della finanza locale, fra
cui rientrano quelle relative all'adozione dei piani di
riequilibrio finanziario pluriennale, e le dichiarazioni di
dissesto finanziario con i relativi adempimenti conseguenziali.
È pertanto nota agli uffici preposti ed allo scrivente la
situazione in cui versa il comune di Fiumefreddo di Sicilia dal
2022.
Si riporta, a seguire, un riepilogo aggiornato degli atti ad oggi
adottati in merito.
A seguito del rigetto del ricorso proposto dal comune di
Fiumefreddo di Sicilia verso la deliberazione n. 94 del 2021 emessa
dalla Sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione
siciliana è scaturito l'obbligo per il comune di deliberare lo
stato di dissesto finanziario. Gli adempimenti conseguenziali da
parte degli organi comunali sono stati oggetto di attività di
impulso da parte del commissario ad acta nominato con decreto n.
402 del 2020, ai fini dell'approvazione del bilancio di previsione
2020/2022.
La dichiarazione dello stato di dissesto finanziario è intervenuta
con delibera del Consiglio comunale n. 40 del 14 dicembre 2021, ed
in conseguenza di ciò, con D.P.R. dell'11 marzo 2022 è stato
nominato l'organismo straordinario di liquidazione, avendo inizio a
partire da quella data il decorso del termine perentorio di tre
mesi per l'approvazione dell'ipotesi di bilancio stabilmente
riequilibrato.
Fermo restando che, così come previsto dalla normativa sopra
richiamata, il termine ordinario per l'approvazione dei bilanci
veniva sospeso fino alla completa definizione del provvedimento di
riequilibrio finanziario, a seguito dell'approvazione da parte del
Ministero dell'Interno.
Lo stesso Ministero, con nota protocollo 115562 del 17 giugno
2022, acquisita al protocollo n. 10431 del 21 giugno 2022 del
Dipartimento delle autonomie locali, ha comunicato la mancata
approvazione dell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato da
parte del comune entro il termine perentorio previsto, affinché
questo Assessorato adottasse i provvedimenti conseguenziali.
Pertanto, con decreto assessoriale n. 232 del 28 giugno 2022 il
sottoscritto ha nominato un commissario ad acta per svolgere le
attività di impulso e diffida all'adozione dell'atto da parte degli
organi comunali competenti, sostituendosi agli stessi nel caso di
persistente inadempimento.
Sull'attività commissariale svolta risulta agli atti d'ufficio un
consistente quanto dettagliato numero di atti prodotti, sia
dall'organo commissariale che dagli uffici comunali, il cui
contenuto evidenzia un'oggettiva difficoltà nel definire il
provvedimento richiesto, sia per la complessità degli atti
propedeutici e/o connessi da predisporre e approvare, che per la
difficoltà di equilibrare la contabilità finanziaria in modo da
predisporre un'ipotesi di bilancio idonea a superare il vaglio
ministeriale.
Si lamenta, inoltre, la carenza di organico e di figure
professionali specifiche capaci di predisporre nei tempi dovuti gli
atti da sottoporre all'approvazione degli organi competenti.
Ad ogni buon conto, in data 24 maggio 2025, come comunicato dal
Comune di Fiumefreddo di Sicilia, con la nota prot. 12272 del 26
maggio 2025, acquisita in pari data al protocollo n. 9036 del
Dipartimento Autonomie Locali, con le delibere della Giunta
municipale nn. 45, 46 e 47, sono stati approvati, rispettivamente,
i documenti unici di programmazione relative ai periodi 2022-2024,
2023-2025, 2024-2006; mentre, con deliberazione della Giunta n. 48
è stata approvata l'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato
per il periodo 2022-2026, così come predisposto e presentato alla
Giunta da parte del responsabile del Servizio finanziario.
Gli atti deliberativi saranno, quindi, sottoposti all'esame
dell'organo di revisione economico -finanziaria per il rilascio
relativo parere e, a seguire, verranno depositate presso il
Consiglio comunale per l'adozione degli conseguenziali.
PRESIDENTE. Onorevole Saverino, si ritiene soddisfatta?
SAVERINO. Grazie, Signor Presidente, Assessore. Naturalmente,
appunto, come diceva bene lei, la Regione siciliana ha il dovere di
vigilare su situazioni come queste, perché naturalmente vanno a
creare ripercussioni importanti, non solo sulla gestione dell'ente,
ma anche sull'erogazione dei servizi pubblici e assistenziali che,
quindi, saranno a danno della cittadinanza. Oggi, vengo a sapere, e
comprendo che sono stati fatti tutti gli atti e i passaggi
necessari: naturalmente, spero che questa situazione venga
monitorata e che si possa continuare nel controllo. Chiederò la sua
relazione, in modo da avere anche i dati, perché ho segnato alcuni
dei passaggi che lei ha dato, però, credo che sono documenti che è
importante avere; le posso dire che mi sento parzialmente
soddisfatta. Spero che possa sentirmi soddisfatta nel momento in
cui verrà completamente superato questo stallo che c'è stato,
purtroppo, in questo Comune.
Presidente, mi scusi, ne approfitto, siccome avevo fatto
un'interpellanza già a marzo del 2025 ed ero in Commissione
Bilancio , e non si sentiva la campanella, non sono riuscita ad
arrivare, ora mi sono fatta dare, Assessore, la sua risposta
scritta. Però, è un tema che mi è veramente molto caro, perché la
mia interpellanza era sull'adozione delle misure necessarie ad
ottenere la certificazione di parità nella Pubblica Amministrazione
regionale e nelle imprese siciliane. Quindi, noi sappiamo bene che
questo è un atto dovuto, per noi in Sicilia, anche perché siamo
ancora costretti, purtroppo, a leggere tante situazioni
drammatiche, anche su questo gap che c'è tra uomo e donna, e qui in
Sicilia lo risentiamo ancora maggiormente.
La parità di genere per noi non deve essere uno standard, non deve
essere una eccezione, e con la mia interpellanza chiedevo appunto
se la Regione siciliana aveva adottato quelle misure necessarie che
sono state previste dal PNRR con la legge nazionale e se ci eravamo
adeguati a quella che è la certificazione UNI/PdR 125:2022.
Ho letto velocemente la sua risposta scritta, perché sono riuscita
a farmela dare adesso dagli uffici, però non sono riuscita a
leggerla tutta. Di fatto, noi ancora siamo un po' indietro,
facciamo il paragone con tante altre Regioni d'Italia, però come ha
scritto bene lei noi potremmo essere anche una capofila, la Regione
siciliana, dare finalmente questa certificazione perché ancora in
Italia sono poche, non solo le Regioni, ma gli uffici, perché noi
dovremmo promuovere questa certificazione di parità di genere anche
nelle imprese siciliane.
Quindi, è vero che abbiamo fatto già - e noi come deputati, ma non
solo noi donne, ma anche con l'aiuto dei nostri colleghi
parlamentari - abbiamo fatto diverse proposte per cercare di
superare questo gap.
Tanti progetti sono stati fatti dagli assessorati, però, è anche
vero che credo che non deve essere un... noi possiamo promuovere
questa cultura, perché deve esserci un cambio culturale, però, noi
sappiamo bene che la Sicilia ancora rimane indietro su questo tema
rispetto a tante altre regioni; io credo che uno sforzo in più lo
potremmo fare e proprio partendo dai nostri uffici, dalle nostre
amministrazioni, dalla Regione e anche dai nostri enti locali.
Promuovere questa certificazione di parità di genere - che dopo
tutto ci adeguiamo, quindi, anche all'Unione Europea - credo che
potrebbe essere uno sforzo in più che noi, come Regione, potremmo
fare.
Quindi, io, anche in quella interpellanza, spero che si possa fare
un passo in avanti e che si possa andare oltre, Assessore, confido
in lei, cerchi, appunto, oltre tutti i progetti che si fanno - ho
visto che lei ne ha segnalati tanti, tanti li conosco - però, credo
che sia importante, proprio, partire è uno stato, è una richiesta,
h un requisito che noi possiamo avere e, perché no, partecipare,
quindi, con la certificazione sulla parità di genere come Regione
Siciliana. Grazie.
Quindi, anche sull'interpellanza, parzialmente soddisfatta;
capisco la buona volontà, però, credo che dobbiamo fare uno sforzo
in più.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Saverino.
Interrogazione n. 1694, da parte dell'onorevole La Vardera:
"Rischi legati allo svolgimento delle elezioni comunali a Ramacca e
possibilità di successivo scioglimento ex articolo 143 del TUEL
Testo Unico Enti Locali". Prego, Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, con riferimento all'interrogazione n. 1694 del
31 marzo 2025, a firma dell'onorevole La Vardera, ad oggetto
"Rischi legati allo svolgimento delle elezioni comunali a Ramacca e
possibilità di successivo scioglimento ex articolo 143 del TUEL",
pervenuta il 16 aprile 2025 e assunta al protocollo n. 1943 del 16
aprile, giusta delega del Presidente della Regione a curarne la
trattazione, si rappresenta quanto segue: le elezioni congiunte del
sindaco e consiglio comunale sono disciplinate dal combinato
disposto dell'articolo 169 dell'ordinamento amministrativo degli
enti locali, approvato con la legge regionale 15 marzo 63 n. 16 e
successive modifiche, e dell'articolo 8 del D.P.R. n. 3 del 20
agosto 1960.
Le norme testé menzionate dispongono che le elezioni congiunte
degli organi dei comuni e delle province regionali si svolgono in
un turno unico annuale, da tenersi nel periodo compreso fra il 15
aprile e il 30 giugno, se il mandato decorrente dalla data della
prima domenica di elezione scade nel primo semestre dell'anno,
ovvero, nello stesso periodo dell'anno successivo, se il mandato
scade nel secondo semestre; nell'ipotesi di ricorso ad elezioni
congiunte per anticipata cessazione dalla carica degli organi
elettivi, l'elezione si svolge nel turno elettorale dell'anno di
ricorrenza, ove la definizione dei provvedimenti certativi
intervenga entro i termini per l'emanazione del decreto di
indizione delle elezioni. D.P.R. 3/1960, articolo 8: "La data
dell'elezione è fissata, previa deliberazione della giunta
regionale, con decreto dell'assessore regionale per gli enti
locali, da emanarsi non oltre il sessantesimo giorno ed
eccezionalmente non oltre il cinquantacinquesimo giorno precedente
quello della votazione"; considerato il richiamato quadro
normativo, con il decreto assessoriale n. 141 del 26 marzo 2025,
come integrato dal decreto n. 143 del 21 marzo, sono state indette
le elezioni degli organi elettivi, sindaco e consiglio comunale,
relativamente al turno ordinario 2025 dei comuni di cui all'elenco
allegato al decreto medesimo, compreso il comune di Ramacca, dato
che - ai sensi del comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale
15 settembre 9735 - la gestione commissariale dello stesso permane,
obbligatoriamente, fino a nuove elezioni da effettuare nel primo
turno elettorale utile.
In merito a quanto rappresentato dall'interrogante, circa
eventuali accessi presso il comune di Ramacca di una ispezione
prefettizia, al fine di verificare la sussistenza di presupposti
per lo scioglimento dell'amministrazione comunale, ex articolo 143,
si evidenzia che la materia e la fattispecie sono di esclusiva
competenza degli organi statali preposti per legge.
Ciò premesso, è opportuno rilevare che, in osservanza al disposto
normativo regionale di cui sopra, si deve obbligatoriamente
comprendere anche il rinnovo degli organi elettivi del comune di
Ramacca, considerato che non risultano, alla data odierna, emanati
provvedimenti di cui al richiamato articolo n. 143 del decreto
legislativo n. 267 del 2000.
Le fasi propedeutiche all'eventuale scioglimento degli organi
elettivi di un comune, ex articolo 143, richiamate
nell'interrogazione di che trattasi, non possono costituire oggetto
di irrituali richieste preventive di informazioni e/o comunicazioni
del tipo evocato dall'onorevole interrogante, atteso che le stesse
non trovano riscontro nella normativa vigente in materia che,
secondo quanto già richiamato, prevede, per la fattispecie in
trattazione, l'esclusiva competenza statale. Tanto si doveva, si
resta comunque a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, si ritiene soddisfatto?
LA VARDERA. Sì, Presidente, avevo semplicemente sollevato una
questione delicata relativa allo scioglimento del comune di Ramacca
e, quindi, se c'erano le condizioni per potere esercitare il
diritto democratico del voto; l'avevo sollevato, ovviamente, prima
delle elezioni, si è tornato a votare, l'Assessore ha risposto.
Speriamo domani di non doverci svegliare nuovamente e rileggere sui
giornali lo scioglimento di una comunità, ovviamente non ce lo
auguriamo, per quanto dice l'Assessore non posso che dichiararmi
parzialmente soddisfatto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole, grazie Assessore.
Passiamo all'interrogazione n. 1742 Urgenti notizie ed interventi
in ordine all'accertamento ispettivo disposto presso il Comune di
Ustica (PA) con D.D.G. n. 24/Serv. 3 del 09.02.2024, prorogato con
D.D.G. n. 185/Serv.3 del 10.06.2024 , a firma dell'onorevole La
Vardera.
Prego, Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Non è tra quelle all'ordine del giorno.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole, non ha la documentazione, non era tra
quelle all'ordine del giorno? Sì, prego. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Mi perdoni era nell'allegato che, fortunatamente, in
maniera oculata e precisa, gli uffici mandano all'Assessorato; se
l'Assessorato non apre le PEC e non guarda l'ordine del giorno non
è certamente un problema degli Uffici, Assessore. Noi veniamo qua
in pieno, come dire, abbandono totale dell'Aula, ci sono quattro
interrogazioni in croce, discutiamo di cose accadute mesi fa, che
poi sono anche superate dalla storia, ci sono quattro
interrogazioni in croce e lei non fa il compitino a casa, mi
permetto di dire che sono oggettivamente contrariato, perché...
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Un attimo, Assessore.
LA VARDERA. Mi perdoni, mi faccia esprimere, quanto meno abbiamo
il diritto di parlare in quest'Aula e dire che questo sistema non
ci convince perché, ribadisco, le mie erano tre interrogazioni,
siamo venuti qua nonostante le priorità dei siciliani, certamente,
non solo interrogare il Governo sulle autonomie locali perché, Deo
gratias ce ne sono altre di priorità più importanti, ma svolgiamo,
come è giusto che sia, il nostro ruolo, puntuali, veniamo in Aula -
purtroppo ieri non sono potuto essere qui, come sempre, a causa
della dipartita di un familiare - capitano anche ai vivi queste
cose e, quindi, ribadisco il perché non ero in Aula ieri; detto
questo, veniamo qui puntualmente e vediamo che gli assessori ci
dicono: «Questa sì, questa no, questa forse, questa vedremo ».
È un tema che riguarda il comune di Ustica, Assessore,
un'interrogazione datata, ormai mesi fa, se non, come dire, tempo
fa. Se questo Governo vuole essere serio ce lo dica chiaramente,
vuole prendere in giro questo Parlamento, fatto, in questo momento
in Aula, cinque deputati, come dire, sono rimasti gli ultimi dei
mohicani per cercare di ascoltare fondamentalmente delle risposte.
Onestamente, se questo è il modus operandi noi diciamo a gran voce,
per quello che può servire, che non ci stiamo.
PRESIDENTE. Onorevole, noi le porgiamo le condoglianze, e
l'assessore vuole la parola, però, sicuramente gli Uffici
dell'Assemblea come lei ha visto, hanno trasmesso tutto, magari c'è
stato una difficoltà in Assessorato. Prego, Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Sì, Presidente. No, onorevole La Vardera, le voglio dire nessuno
vuole prendere in giro quanto meno i colleghi, ci mancherebbe
altro, non stiamo dicendo che non vogliamo rispondere, ho solamente
detto che c'è un disguido, un'incongruenza, fra l'ordine del giorno
che avevamo noi e quello che in questo momento è all'Assemblea.
Se il Presidente ritiene, magari, facciamo una breve sospensione e
verifico se è stato solamente un disguido
PRESIDENTE. Assessore, non so se l'onorevole vuole una
sospensione.
LA VARDERA. Sì, magari la trova l'Assessore...
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Fermo restando, onorevole, io non so se l'istruttoria è completa e
quindi, diciamo, se la risposta fosse pronta.
Voi comprendete che, chiaramente, sono tutte interrogazioni che
riguardano attività di enti locali terzi che, chiaramente, noi
abbiamo l'esigenza di acquisire le informazioni dall'ente locale
interessato e poi, ovviamente, possiamo dare la nostra risposta.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, possiamo rinviarla alla prossima
volta o vuole una sospensione?
LA VARDERA. Sospensione.
PRESIDENTE. Nel frattempo, Assessore se telefona agli uffici, così
se è pronta...
ADORNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Assessore, lei deve informarsi se
l'hanno dimenticata o ancora non l'hanno completata.
Ai sensi dell'art. 83, comma 2, del Regolamento interno
ADORNO. Grazie Presidente, mi ritrovo di nuovo, come ieri, in
un'Aula completamente assente, senza il Presidente Schifani, senza
gli Assessori, per l'ennesima volta una vergogna di fronte ai
siciliani, quando accadono cose importanti.
Ma, ancora una volta, la Regione siciliana rimane assolutamente in
difetto, e di che cosa parlo? Parlo che al Ministero, al Mimit, si
è svolta il 28 di questo mese un importante incontro, un importante
tavolo che vedeva coinvolte la STMicroelectronics, una delle più
grandi società multinazionali che sono presenti nella nostra
Regione, 5.400 famiglie interessate alle politiche industriali di
questa società.
Come sappiamo tutti, di recente, nel maggio scorso, la Regione
siciliana ha partecipato, attraverso un cofinanziamento, con ben
300 milioni di euro. Sappiamo tutti anche che l'Unione Europea era
intervenuta con altri 2 miliardi di euro di finanziamento e, da più
parti, raggiungevano e giungevano rassicurazioni riguardo gli
standard occupazionali che, non solo dovevano essere garantiti, ma
si è parlato sempre di ulteriori sviluppi. E che cosa è successo
giorno 28, quando finalmente si è svolto il tavolo tanto atteso al
Ministero, al Mimit con il Ministro Urso e con il Ministro del Mef,
Giorgetti? Cosa è successo? Era presente la Regione Lombardia
perché, uno dei siti importanti è quello di Agrate, ma a Catania
c'è un sito importantissimo, come dicevo poc'anzi, con 5.400
dipendenti. Eppure la Regione siciliana non ha fatto pervenire
nessun suo rappresentante in loco - dico - è una cosa assolutamente
vergognosa rispetto a quella che dovrebbe essere l'attenzione, non
solo rispetto alla occupazione e al tessuto economico che,
certamente, sviluppa quest'azienda in tutto il comparto, in tutta
l'Etna Valley. Ma è anche vergognoso che la Regione Lombardia sia
stata rappresentata e abbia tutelato il sito di Agrate, cercandolo
di tutelare, mentre la Regione siciliana si è collegata da remoto,
ma nemmeno attraverso un suo Assessore, nemmeno attraverso
l'Assessore Tamajo che, diretto interessato, Assessore per le
attività produttive, e nemmeno attraverso l'Assessore Dagnino,
Assessore per l'economia, che, assieme a Tamajo, hanno sottoscritto
questo accordo con l'Invitalia, con l'STM, con il Mimit stesso, di
cofinanziamento di trecento milioni di euro: e, invece, era
collegato da remoto il direttore generale del Dipartimento Attività
produttive della Regione siciliana.
Un collegamento, chiaramente, che tante volte saltava, un
collegamento che non ci ha visti vogliosi di mantenere fermo il
punto
E qual era il punto? Il punto, che già avrebbe dovuto essere
presente nell'accordo firmato, avrebbe dovuto essere quello della
tutela vincolante dell'accordo dei livelli occupazionali dei
dipendenti della STM. Ma di cosa ci sorprendiamo? Io stessa ho
presentato un accesso agli atti soltanto qualche settimana fa, il
12 maggio, nel quale richiedevo alla Regione, all'Assessorato delle
attività produttive, il piano industriale della STM, quali erano
gli sviluppi cui era tesa la produzione della STM. Ma,
candidamente, la Regione siciliana mi ha risposto che questo piano
industriale non era in loro possesso e che questa documentazione
avrei potuto trovarla al Ministero.
Tutto questo è scandaloso, è scandaloso vedere quest'Aula vuota
Ho di fronte, sto parlando con delle sedie vuote, con lei, signor
Presidente, che ringrazio per essere qui a presiedere l'Assemblea.
Ma in realtà ho di fronte delle sedie rosse, assolutamente vuote,
che non rappresentano, anzi rappresentano perfettamente, quello che
è la Regione siciliana e da chi è governata. Siamo governati dal
vuoto assoluto
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole, lei è sempre attenta ai problemi dei
lavoratori. Le consiglio di convocare una Commissione urgente
"Attività produttive", per farsi dettagliare quello che sta
accadendo.
Ne ha parlato in Aula, siamo tutti vicini a lei ed ai lavoratori,
però facciamo le cose con il verso giusto e poi se ne riparla in
Aula. Onorevole La Vardera, siccome l'assessore ha recuperato la
risposta e sta finendo, diamo la parola all'onorevole Saverino e
poi, subito dopo, interviene lei, se è d'accordo. Grazie.
In realtà l'onorevole Giambona aveva chiesto di intervenire prima
dell'onorevole Saverino per la questione relativa
all'interrogazione. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessore.
Faccio un inciso sull'ordine dei lavori, magari mi sarà sfuggito,
signor Presidente, ma l'interrogazione n. 27939 a me non
risulterebbe essere stata trattata. Magari è una mia disattenzione,
cionondimeno la vorrei segnalare. Comunque le anticipo la mia
richiesta di trasformazione in forma scritta.
Fatta questa precisazione vado su tutt'altro argomento, signor
Presidente ed onorevoli colleghi. Oggi siamo qui in una fase
politica che ci inquieta particolarmente. Siamo in un'Aula
assolutamente vuota. Non vedo nessuno tra i banchi del Governo. La
situazione politica che stiamo vivendo ci mette particolarmente in
preoccupazione. La maggior parte dei siciliani, la quasi totalità
dei siciliani, non conosce ciò che avviene in questo Palazzo, non
sa quelle che sono le beghe politiche, le lotte intestine tra i
partiti della maggioranza.
C'è una Sicilia che si alza ogni mattina, che fa impresa, che ha
dei dipendenti, che alza la saracinesca e deve sbarcare il lunario.
C'è un tessuto produttivo siciliano che oggi è in forte
preoccupazione ed è in forte preoccupazione a seguito di quello che
è l'accordo, che noi pensavamo fosse per certi versi scongiurato o
comunque che si potessero determinare delle soluzioni diverse, che
riguarda l'introduzione dei dazi proposti dal presidente americano
Donald Trump. Dazi i cui effetti potrebbero essere devastanti per
l'economia italiana, ma anche per l'economia siciliana.
L'avere introdotto i dazi al 15% non potrà che comportare effetti
negativi per la nostra economia. A ciò si aggiunge la perdita di
potere d'acquisto, il cambio favorevole per gli Stati Uniti che,
aggiunti proprio ai dazi, potrebbero determinare un effetto
moltiplicatore dannoso per le nostre aziende. La Sicilia esporta un
valore di circa 13 miliardi di euro e 1 miliardo di merci sono
proprio destinati agli Stati Uniti.
In particolar modo, il settore agroalimentare e le organizzazioni
di categoria, Confindustria, Cna, anche le organizzazioni
sindacali, stimano che l'introduzione dei dazi possa comportare una
perdita netta per le aziende siciliane che può arrivare fino a 100
milioni di euro, con danni dal punto di vista occupazionale fino ad
arrivare a mille dipendenti, quindi lo spauracchio dei
licenziamenti, la preoccupazione degli ammortizzatori sociali,
della cassa integrazione.
Ebbene, in questi giorni abbiamo ascoltato gli interventi di tanti
rappresentanti delle istituzioni, anche a livello nazionale, la
Premier Meloni minimizza quelli che possono essere i danni per
l'economia italiana e noi naturalmente siamo veramente molto
preoccupati.
Alcuni presidenti di regione hanno manifestato le loro
perplessità, chiesto di intervenire, tra questi annovero il
Presidente della Regione Lazio, della Regione Emilia Romagna, delle
Marche, dell'Abruzzo, della Toscana che ha parlato - tra l'altro -
del settore vitivinicolo.
Ebbene, in questo momento, pur avendo una rilevanza importante
l'export siciliano negli USA, non una parola da parte del
Presidente della Regione, Renato Schifani, rispetto a quelli che
potrebbero essere gli effetti dei dazi, rispetto a quelle che
potrebbero essere le strategie da porre in essere per mettere in
salvaguardia il nostro tessuto economico e produttivo.
Io lo denuncio che qui bisogna intervenire in maniera concreta
Le altre Regioni stanno proponendo delle misure di natura
compensativa per salvaguardare le economie delle stesse.
Abbiamo adesso una variazione di bilancio in cui c'è una
disponibilità economica.
Chiedo sin da adesso, abbiamo presentato degli emendamenti che
vanno in questa direzione: garantire delle misure di natura
compensativa e a queste ne aggiungo una di tipo strutturale per le
aziende siciliane.
È giacente in Commissione III, Commissione che tratta le attività
produttive, un disegno di legge sull'introduzione in Sicilia
dell'export manager.
Molte aziende siciliane sono piccole, medio-piccole e
piccolissime, le quali hanno la difficoltà di avere alcune
professionalità che le possano accompagnare nei percorsi di
internazionalizzazione.
In questo momento storico, mettere a disposizione - concludo,
Presidente - la figura dell'export manager sarebbe essenziale per
permettere alle aziende siciliane, che non potranno più esportare
negli USA perché i mercati non saranno più convenienti, la
possibilità di trovare nuovi mercati.
Chiedo di mettere all'ordine del giorno questo disegno di legge
per dare una risposta alle nostre aziende siciliane.
funzione pubblica
Riprende lo svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Autonomie locali e funzione pubblica
PRESIDENTE. L'interrogazione n. 1673 "Chiarimenti in ordine al
monitoraggio della situazione in cui versano i Liberi Consorzi
comunali e le Città Metropolitane della Sicilia", a firma
dell'onorevole Giambona ed altri, viene trasformata con risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1742 "Urgenti notizie ed interventi
in ordine all'accertamento ispettivo disposto presso il Comune di
Ustica (PA) con D.D.G. n. 24/Serv. 3 del 09.02.2024, prorogato con
D.D.G. n. 185/Serv.3 del 10.06.2024", a firma dell'onorevole La
Vardera.
Ha facoltà di intervenire l'Assessore per fornire la risposta.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Onorevole La Vardera, veda quantomeno la buona fede, la risposta
c'era, era stata formulata il 17 giugno e quindi gli uffici, da
questo punto di vista, ci avevano collaborato.
Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto alla cui trattazione
è stato delegato il sottoscritto, giusta delega del Presidente
della Regione del 13 giugno 2025, si rappresenta che questo
Assessorato, attraverso il Dipartimento delle autonomie locali, ha
attivato l'attività ispettiva necessaria ad accertare presso il
comune di Ustica le presunte irregolarità amministrative e
contabili evidenziate dall'onorevole interrogante.
All'esito dell'attività istruttoria e dopo aver trasmesso gli atti
conclusivi all'amministrazione comunale per le eventuali
controdeduzioni, il dipartimento ha notificato all'ente una
relazione contenente le violazioni dei predetti normativi
riscontrati.
Contestualmente, è stata inoltrata una segnalazione alla Procura
generale della Corte dei conti per la valutazione di eventuali
profili di responsabilità erariale connessi alle ipotesi
contestate.
Si riferisce, nel dettaglio, che considerata la rilevanza delle
segnalazioni ricevute che ha comportato l'analisi di un corposo
carteggio, anche di contenuto tecnico, l'iter amministrativo
avviato, a seguito dell'accertamento ispettivo disposto dal
Servizio 3 del Dipartimento delle autonomie locali, ha richiesto un
tempo congruo.
In particolare, si dettagliano gli atti compiuti: in data 4
dicembre 2024, l'ispettore incaricato dal Servizio 3 ha trasmesso
la relazione ispettiva unitamente alla documentazione acquisita.
L'esito dell'attività ispettiva ha indotto lo stesso Servizio 3,
con nota protocollo n. 3075 del 24 febbraio 2025, a formulare
l'atto di contestazione delle ipotesi di violazioni accertate,
richiedendo, al contempo, all'Amministrazione del comune di Ustica
la trasmissione delle controdeduzioni di rito.
Nel termine assegnato per le controdeduzioni, non è pervenuto da
parte del Comune di Ustica alcun riscontro alla nota con cui erano
state trasmesse le contestazioni.
Con nota protocollo n. 7751 del 5 maggio 2025 è stato, quindi,
adottato il provvedimento finale contenente la conferma delle
violazioni contestate. Il provvedimento è stato trasmesso agli
organi comunali interessati, con raccomandazione di adeguare la
propria condotta al rispetto di una sana e corretta gestione dei
procedimenti amministrativi, risultati difformi dalle norme di
riferimento, che, qualora non rimossi, rischiano di continuare a
determinare detrimento per l'Erario.
Con nota protocollo n. 8285 del 13 maggio 2025, gli esiti
ispettivi sono stati trasmessi alla Procura della Corte dei conti
per gli eventuali profili di sussistenza di responsabilità erariale
da parte dell'Amministrazione comunale.
Per quanto attiene la richiesta di accesso agli atti, presentata
dal consigliere di minoranza, si precisa che il servizio ispettivo
del Dipartimento delle autonomie locali, già con nota protocollo n.
17268 del 25 ottobre 2024, e poi con successive note, ha
ragguagliato il richiedente che, poiché, alla data delle richieste
di accesso agli atti, l'attività di accertamento ispettivo
risultava ancora in corso, ai sensi dell'articolo 5 bis, comma 5 -
che richiama i limiti di cui al comma 1, lettera g, del decreto
legislativo 33 del 2013 - la pronuncia di eventuale accoglimento,
con produzione dei documenti richiesti, veniva differita alla
conclusione delle operazioni ispettive, sempre previa verifica
dell'esistenza di controinteressati, ai fini della tutela del
diritto alla riservatezza. Ciò anche nel rispetto delle previsioni
delle linee guida "modalità ed esecuzione di incarichi ispettivi e
commissariali", emanate con decreto assessoriale n. 5723 del 4
dicembre 2020.
A conclusione del procedimento ispettivo, il Dipartimento delle
autonomie locali, con nota protocollo n. 1805 del 21 maggio 2025,
ha, quindi, fornito riscontro formale all'istanza, allegando copia
dei provvedimenti adottati; è accessibile ai sensi del decreto
assessoriale n. 5723 del 4 dicembre 2020.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
LA VARDERA. Signor Presidente, miracolo, assessore Abbiamo
trovato questa risposta a beneficio del fatto che gli uffici le
avevano inoltrato tutto. Ormai conosco il meccanismo e so che sono
precisissimi
Le cose che dice, assessore, sono gravissime La ringrazio per
l'onestà intellettuale con cui ha affrontato questa risposta, che
racconta che, a questo punto della partita, al comune di Ustica, la
"repubblica autonoma indipendente di Ustica" - la possiamo chiamare
così - perché dai fatti narrati dalla sua interrogazione, e già
dagli elementi che avevamo in nostro possesso, si evincono delle
gravissime irregolarità poste in essere dall'Amministrazione
comunale di Ustica, dal sindaco. Vedo che lei annuisce, quindi, è
un fatto importante; sono contento che avete predisposto gli atti,
inviandoli alla Corte dei Conti.
È bene che, allora, il sindaco di Ustica convochi un Consiglio
comunale straordinario per spiegare alla città se ritiene di essere
sindaco o di essere amico di Schifani, "re", "reino", "reuccio",
perché a questo punto, non a caso, il sindaco, chiaramente amico di
Schifani, andando con lui è diventato anche lui "reuccio".
Allora, mi rendo conto, assessore, che, davanti a questo stato
dell'arte, ci sono veramente delle situazioni nei comuni siciliani,
non in tutti, Deo gratias, ma in alcuni comuni, dove veramente i
sindaci pensano di potersi sostituire alla legge stessa. In questo
caso, le cose che abbiamo scoperto sono gravissime.
Allora, io mi auguro che da questa riunione... manderò tutti gli
atti ai consiglieri di minoranza, al capogruppo, consigliere
Altezza, a cui viene negato addirittura di poter avere una stanza
al comune, perché è consigliere di minoranza, e quindi non è
nemmeno degno di potere occupare una stanza a lui adeguata, solo
perché forse il consigliere Altezza, rompe le scatole, produce
atti, chiede informazioni, insomma...Quindi, è evidente che gliela
dobbiamo fare pagare
Allora, dico, sindaco di Ustica, lei vuole fare il sindaco o vuole
fare il presidente della repubblica autonoma di Ustica? Lei deve
mettersi d'accordo con sé stesso e comprendere che lei deve
esercitare il ruolo che le hanno attribuito gli usticesi nel
rispetto delle regole sulle quali anche lei ha giurato, la
Costituzione e, ovviamente, anche come dire le norme e le regole
del nostro Stato.
Allora, io la ringrazio assessore per la puntuale risposta, sono
soddisfatto, l'abbiamo anche trovata ma non sono soddisfatto e sono
preoccupato per quello che accade nella Repubblica autonoma di
Ustica in cui il re pensa di essere, come dire, il re sindaco,
pensa di essere re ma si dimentica di essere sindaco e, quindi,
solidarietà massima ai consiglieri comunali che, forse, ogni giorno
subiscono anche atti, sotto questo punto di vista, non degni del
ruolo che rappresenta.
PRESIDENTE. Si ritiene soddisfatto, onorevole La Vardera.
Onorevoli colleghi, volevo comunicare all'Aula che in corso c'è la
Commissione Bilancio per il DDL: perciò l'Aula rinviata a venerdì
1 agosto 2025, alle ore 11.00, proprio per incardinare il disegno
di legge.
Aveva chiesto di intervenire l'onorevole La Vardera ai sensi
dell'ex articolo 83. Ne ha facoltà.
Ai sensi dell'art. 83, comma 2, del Regolamento interno
LA VARDERA. Signor Presidente, in chiusura di quest'Aula volevo,
in qualche maniera, fare un po' l'excursus di quello che sta
accadendo in questa settimana di caldo bollente che, purtroppo, ha
visto, ahimè, anche diversi incendi proliferare nella nostra
Regione. Lo avevo praticamente detto due anni fa quando in
quest'Aula intervenivo per chiedere l'applicazione di quello che
era il piano incendi che mai è stato preso in considerazione da
parte di questo Governo.
Domani ci sarà un presidio di diversi comitati spontanei, insomma
davanti a un quadro assolutamente deprimente della Regione, abbiamo
assistito anche alle uscite poco felici di questo Presidente di
Regione che continua a, come dire, non venire in quest'Aula, non
volere rispondere alle domande dei deputati, a delirare, fare
veramente dei deliri di onnipotenza, re Schifani, tali per cui
hanno portato perfino Raffaele Lombardo che, con grande coraggio,
gliele ha cantate e gliele ha suonate, gli ha ricordato che
Schifani non può permettersi di essere come Mao Tse-Tung pensando
di avere la valigetta, come dire, del potere o in qualche maniera
si può permettere di poter pensare di essere onnipotente.
Allora l'onnipotente che non è, appunto, il Presidente Schifani ha
ricordato Lombardo che in questa addirittura uscita lo ha persino
detto: prima o poi faremo fuori perché questi della maggioranza,
questi di Lombardo, ce li teniamo ancora per poco. E proprio ieri,
anzi ora, sono uscite le parole contro Dagnino. Schifani, tu fai il
tecnico, dice Schifani, di politica non ne capisci niente Gliel'ha
appena detto al buon Dagnino, poveretto solidarietà a Dagnino
Cioè, fondamentalmente, il presidente Schifani vuole fare tabula
rasa, cioè si vuole fondamentalmente autodefenestrare e si
dimentica di governare con coloro i quali dovrebbero essere i suoi
compagni di viaggio e che, finalmente, anche loro, Raffaele
Lombardo che di cose buone ne ha fatte veramente pochissime, si
ricorda, anche loro si iniziano a ricordare, a comprendere chi è
veramente re Schifani.
È un quadro desolante, veramente, è un quadro su cui noi come
opposizione non possiamo semplicemente dire hanno perso i numeri
della maggioranza, no è un quadro dove certamente ai siciliani,
delle baruffe interne alla presidenza, a quello che sta succedendo,
non interessa nulla
Interessa sapere che c'è un Parlamento fermo, immobile. Un
Parlamento che si continua a riunire, a discutere cosa fare, cosa
non fare. Due deputati presenti in Aula, per carità c'è la
Commissione Bilancio che è in corso, vedremo cosa succederà, ma il
quadro è desolante. Io lo ripeto da diverso tempo: abbiamo un
presidente che crede di potere esercitare il ruolo, veramente, come
se fosse un despota, sovrano e assoluto Noi dobbiamo ricordarlo al
presidente Schifani che deve esercitare solo negli interessi dei
siciliani e non negli interessi propri. Mi auguro che Lombardo,
dopo quelle parole del presidente Schifani, con un sussulto di
dignità, esca da questa maggioranza e faccia una delle poche forse
cose buone che può fare. Di tante cose negative ne ha fatte, sono
anzi più le negative che le positive, ma quanto meno staccare la
spina a questo governo dispotico di un soggetto che, persino sui
giornali, comincia ad accusare i suoi stessi assessori
Veramente deliri di onnipotenza o forse deliri di presunta,
diciamo, età che avanza. Per carità il presidente Schifani,
auguriamo lunga vita al re, ma certamente forse non è nelle
condizioni, per quanto ci riguarda di continuare a esercitare il
ruolo che gli hanno attribuito i siciliani, perché è fuori da ogni
tipo di realtà cronica, le strade che sono un colabrodo, la sanità
che fa a pezzi, la rete ospedaliera che finalmente si sono resi
conto di dovere rinviare, di ulteriori cinque mesi perché stavano
facendo un disastro totale, insomma, non ne hanno azzeccata una
Come dire, le immagini dell'Istituto Luce del presidente Schifani,
che come "Mosè batte il legno a terra" e gli permette di aprire i
mari, facendo uscire l'acqua dal dissalatore di Gela, immagini
veramente da Istituto Luce, in cui fanno capire che il Presidente è
veramente fuori da ogni grazia di Dio, e che dovrebbe forse
comprendere che è arrivato il momento di farsi da parte.
Io sono stato ieri a Grotte, paese natale dei miei suoceri, dove
lì manca l'acqua, è inutile che il presidente Schifani batte e fa
dire abbiamo trovato l'acqua, che esce dal dissalatore, per farmi
la doccia ho dovuto aspettare due giorni che arrivasse l'autobotte,
non me la potevo fare, e quindi evidentemente c'è un problema reale
e concreto, di una Sicilia che ha problemi veri, e di un Presidente
che è scollato dalla realtà e che continua a litigare con i suoi
stessi assessori, perché ha perso di vista la bussola della realtà.
Presidente Schifani vai a casa Perché questo è il momento in cui i
siciliani devono tornare al voto
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Ha completato?
LA VARDERA. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Perfetto. Grazie assessore, l'Aula è rinviata a
venerdì, 1 agosto 2025, alle ore 11.00.
La seduta è tolta alle ore 16.51 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVII SESSIONE ORDINARIA
198a SEDUTA PUBBLICA
Venerdì 1 agosto 2025 - ore 11:00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Vitrano
2) Norme riguardanti gli enti locali (n. 738 Stralcio/I COMM
ter/A)
Relatore: on. Abbate
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella