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Resoconto d'Aula della Seduta n. 197 di mercoledì 30 luglio 2025
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   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15:19

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
                      interno, di interrogazioni
    e di interpellanze della Rubrica:  Autonomie locali e funzione
                               pubblica

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del II punto all'ordine  del
  giorno:  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
  Regolamento  interno,  di interrogazioni e di  interpellanze  della
  Rubrica:  Autonomie locali e funzione pubblica .
   Si passa all'interrogazione n. 1259 "Chiarimenti sulla proposta di
  partenariato  speciale pubblico-privato (PSPP) per la gestione  del
  complesso  di  Donnafugata sito a Ragusa", a  firma  dell'onorevole
  Campo ed altri.
   Il  primo  firmatario è assente. All'interrogazione verrà  fornita
  risposta scritta.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'interpellanza  n.  204  "Adozione  delle   misure
  necessarie  ad  ottenere la certificazione della parità  di  genere
  nella   pubblica   Amministrazione  regionale   e   nelle   imprese
  siciliane", a firma dell'onorevole Saverino ed altri.
   Il  primo  firmatario è assente. All'interpellanza  verrà  fornita
  risposta scritta.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1592 "Chiarimenti in merito  alle
  modalità  di  riparto ai comuni delle somme destinate  al  rimborso
  delle spese di trasporto sostenute dagli studenti universitari,  ai
  sensi dell'art. 2, comma 14, della legge regionale 16 gennaio 2024,
  n. 1", a firma dell'onorevole Catanzaro ed altri.
   Il  primo  firmatario è assente. All'interrogazione verrà  fornita
  risposta scritta.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1596 "Verifica della  legittimità
  dell'autovelox  sulla S.S. 187 in territorio di  Castellammare  del
  Golfo  (TP)  e  necessità di revisione dei limiti di  velocità",  a
  firma dell'onorevole La Vardera ed altri.
   All'interrogazione verrà fornita risposta scritta.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'interrogazione n. 1626 "Intendimenti in ordine  alla
  vicenda   dell'utilizzo  improprio  dei  mezzi   di   comunicazione
  istituzionali del Comune di Roccapalumba (PA) da parte  del  gruppo
  di  maggioranza  del  Consiglio comunale", a  firma  dell'onorevole
  Giambona ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente.  In merito all'interrogazione  in  oggetto,  si
  ritiene  opportuno fornire preliminarmente alcuni elementi utili  a
  chiarire  cosa  si intende per "utilizzo dei mezzi di comunicazione
  istituzionale",  ovvero degli strumenti e canali  utilizzati  dalle
  pubbliche  amministrazioni  per  le  attività  di  informazione   e
  comunicazione pubblica.
   La  legge 7 giugno 2000, n. 150, disciplina infatti le attività da
  parte  delle  pubbliche  amministrazioni,  comprese  le  Regioni  a
  Statuto   speciale,   in   attuazione   dell'articolo   117   della
  Costituzione.   La   comunicazione   pubblica   si   articola    in
  comunicazione   esterna,  rivolta  ai  cittadini,  e  comunicazione
  interna,  rivolta  all'Amministrazione  stessa  o  ad  altri  enti,
  amministrazioni  e  associazioni.  Tra  i  mezzi  di  comunicazione
  istituzionale rientrano, tra gli altri, anche i social media,  come
  Facebook,   Twitter   e   Instagram,   utilizzati   per   informare
  tempestivamente il pubblico, condividere aggiornamenti,  interagire
  e rispondere a domande.
   Con  riferimento  al  caso  specifico, si  segnala  che  con  nota
  acquisita  al  protocollo 1107 dell'1 luglio 2025 dal  Dipartimento
  delle  Autonomie  Locali, il sindaco del Comune di Roccapalumba  ha
  rappresentato e documentato che la pubblicazione del  post  di  cui
  trattasi sul profilo Facebook del Comune è scaturita dalla  volontà
  del  Gruppo  di maggioranza di esprimere solidarietà al  presidente
  del  Consiglio  comunale, a seguito di episodi  verificatisi  nella
  sala   consiliare  durante  i  lavori  del  Consiglio.  Per  meglio
  inquadrare la fattispecie, si riporta qui la relazione suddetta.
   In  data  28  febbraio  2025, si svolgeva in sessione  urgente  la
  seduta   del   Consiglio  comunale  di  Roccapalumba,  chiamato   a
  deliberare   in   ordine  all'approvazione   di   importanti   atti
  amministrativi, fra i quali la conferma di aliquote IMU per  l'anno
  2025:  nel  corso dei lavori, il Gruppo di opposizione  abbandonava
  l'aula  facendo  venir  meno il numero  legale,  a  quel  punto  il
  Consiglio comunale veniva sospeso e riprendeva, come da regolamento
  un'ora  dopo.  Alla  ripresa dei lavori, grazie alla  presenza  dei
  consiglieri  comunali  di  maggioranza, si  riusciva  ad  avere  il
  necessario  il  numero  legale  per la  prosecuzione  dell'attività
  consiliare.  Il presidente del Consiglio comunale quindi  procedeva
  all'appello nominale dei consiglieri presenti in aula e,  nel  dare
  atto  dell'assenza tra i banchi della minoranza di tutti i relativi
  consiglieri,  sottolineava  che il consigliere  di  minoranza  Enza
  Maria  Pravatà, sebbene non avesse risposto "presente"  all'appello
  nominale, seguiva i lavori seduta tra il pubblico.
   Di tale circostanza, su richiesta del presidente del Consiglio, il
  segretario  comunale ne dava atto anche a verbale. A questo  punto,
  seduta  tra  i  banchi  del pubblico, il consigliere  di  minoranza
  iniziava  a  intervenire intralciando il regolare corso dei  lavori
  d'aula.  Il  presidente  le faceva notare con  toni  autorevoli  ma
  pacati  che,  se  avesse voluto parlare, avrebbe dovuto  dare  atto
  della  propria  presenza in aula e prendere conseguentemente  posto
  tra  le  postazioni  riservate ai consiglieri  comunali.  Di  tutta
  risposta,  il  consigliere  comunale  ingiuriava  pesantemente   il
  presidente  del  Consiglio, definendolo "villano". Tale  ingiuriosa
  espressione  veniva  proferita  ad  alta  voce,  nel  corso   dello
  svolgimento  dei lavori d'aula e all'interno della  stessa  assise;
  detta  espressione  veniva  con  assoluta  nitidezza  percepita   e
  compresa da tutti i soggetti presenti in Aula, pubblico compreso, a
  questo  aggiungasi  che i lavori d'aula, in quel momento,  venivano
  trasmessi  in  diretta sulla piattaforma "Civicam"  del  comune  di
  Roccapalumba ed erano seguiti da centinaia dei cittadini.
   Il  Presidente  del Consiglio comunale, nell'immediatezza,  faceva
  mettere a verbale che pochi istanti prima, durante i lavori d'aula,
  era  stato  pesantemente  ed ingiustamente offeso  dal  consigliere
  Pravatà,   che   lo   aveva   definito  "villano";   la   superiore
  ricostruzione  dei  fatti trova documentale  riscontro  nell'ambito
  della  diretta  streaming dei lavori che sono  stati  registrati  e
  mandati in onda sulla predetta piattaforma.
   Fermo restando che eventuali profili di rilevanza penale, connessi
  ai  fatti  rappresentati, troveranno -   se  del  caso  -  la  loro
  naturale  sede di accertamento, per quanto concerne l'asserito  uso
  improprio  della piattaforma social del Comune, non si ritiene  che
  il fatto possa considerarsi rituale o censurabile.
   Il  contenuto  del post in questione si riferisce, infatti,  a  un
  accadimento  avvenuto nel corso di una seduta  consiliare,  verbale
  dell'adunanza  del  28  febbraio 2025, svoltasi  alla  presenza  di
  pubblico  e trasmessa in diretta streaming e si limita ad esprimere
  un  sentimento  di  solidarietà  nei  confronti  di  un'istituzione
  colpita da tale episodio.
   Non si ravvisa, dunque, alcun contenuto propagandistico o politico
  nel testo pubblicato.
   Dall'analisi  dei  fatti, come sopra documentati,  non  si  rileva
  pertanto  alcuna violazione della normativa vigente in  materia  di
  comunicazione istituzionale.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di intervenire l'onorevole  Giambona  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  io
  sulla  base della ricostruzione, anche documentale, che lei  adesso
  ha  fornito, adesso facendo un ulteriore ragionamento, credo che il
  suo   Assessorato  debba  intervenire,  proprio  sulla  base  della
  ricostruzione che le ha fornito il comune interessato;  ma  andiamo
  per   ordine:   l'oggetto   riguarda  i  mezzi   di   comunicazione
  istituzionale,  quindi,  ribadisco la  parola  "istituzionale"  del
  comune di Roccapalumba. Il soggetto che è interessato a un utilizzo
  improprio   della  comunicazione  istituzionale  è  il  consigliere
  comunale Pravatà Enza Maria.
   Allora,  a  me  cosa hanno segnalato? Io, sinceramente,  in  prima
  battuta, non avrei mai creduto ad un utilizzo - per così dire - non
  solo  improprio ma anche scomposto del mezzo social del  comune  di
  Roccapalumba  che, appunto, in data primo di marzo dell'anno  2025,
  sia  stata utilizzata la pagina Facebook del comune, intanto, e  me
  lo conferma lei assessore, da una parte politica, non dal comune di
  Roccapalumba, ma da una parte politica.
   Il  post, come lei giustamente ha evidenziato, dice "il Gruppo  di
  maggioranza",  il Gruppo di maggioranza scrive sulla pagina  social
  del comune di Roccapalumba per condannare eventuali - del resto non
  certificate,  non  documentate  -  fattispecie  che  sarebbero   da
  addebitare  alla  consigliera  Pravatà;  allora,  io  ritengo  che,
  intanto,  qui  ci  troviamo  di fronte  ad  una  situazione  che  è
  certificata,  in  cui  siamo fuori la norma  che  lei  ha,  appunto
  ricordato, la legge n. 150 del 2000, nella quale vengono  elencate,
  in maniera chiara, quelli che sono gli ambiti di intervento e delle
  finalità  dei  mezzi  di  informazione e  di  comunicazione,  anche
  social,   che  possono  utilizzare  i  comuni  come:  favorire   la
  conoscenza  delle  leggi, favorire l'accesso dei servizi  pubblici,
  promuovendone la conoscenza, i processi interni di semplificazione,
  favorire  la  conoscenza dell'avvio e del percorso dei procedimenti
  amministrativi, favorire processi interni di modernizzazione  degli
  apparati, sensibilizzare sui temi di interesse pubblico e  sociale,
  illustrare   le  attività  del  funzionamento  delle   istituzioni,
  promuovere l'immagine dell'amministrazione dell'Italia in Europa  e
  nel  mondo; io non rinvengo, tra quelle che sono le finalità  della
  legge  150  del  2000, la possibilità che una parte politica  possa
  scrivere  nel  sito  istituzionale  del  comune  per  attaccare   e
  denigrare, quale che sia, altro componente del consiglio comunale.
   Quindi,  dalla  ricostruzione, assessore, che lei  mi  fornisce  è
  ancor  più grave perché, in sostanza, si ribadisce quello  che  era
  l'oggetto della mia interrogazione, che io ponevo come una  ipotesi
  di fatto certificata.
   Io  ritengo  che ci siano delle refluenze sia dal punto  di  vista
  amministrativo,  dal punto di vista civile e  dal  punto  di  vista
  penale;  mi  viene  da chiedere a lei e, per suo tramite,  all'ente
  locale  interessato,  chi abbia le chiavi  di  accesso  per  potere
  utilizzare  il mezzo di comunicazione ufficiale di un comune  della
  Regione siciliana.
   Io  credo che sia assolutamente un utilizzo inappropriato  e  devo
  dire che non è il solo, assessore, utilizzo improprio dei mezzi  di
  comunicazione  istituzionale; io, da qui  in  avanti,  avvierò  una
  ricognizione  -  mi  sono già arrivate altre segnalazioni  -  e  le
  chiedo,  assessore, che sulla tematica in ispecie, anche alla  luce
  della  conferma dell'utilizzo improprio del mezzo di  comunicazione
  istituzionale, lei intervenga attraverso una ispezione.
   Io  vorrei capire chi ha le chiavi di accesso per poter utilizzare
  la  pagina social del comune a nome della maggioranza; io credo che
  sia una questione gravissima  Perché per come ha la possibilità  di
  accedere la maggioranza, a questo punto, la dovrebbe avere pure  la
  minoranza. Mi sembra che siamo assolutamente a narrare qualcosa  di
  inverosimile  che l'Assessorato che lei dirige non  può  in  alcuna
  maniera accettare; deve portare avanti un'azione di chiarimento nei
  confronti del comune interessato per verificare ciò che è successo,
  per  sanzionare il comune stesso e, io ritengo, intraprendere anche
  un'azione di direttive, come suo Assessorato, per individuare delle
  aree  di  intervento su quello che è l'utilizzo dei social dove  ci
  possono essere, ma non ci dovrebbero essere delle zone d'ombra  che
  devono essere rese il più possibile trasparenti. Grazie.

   PRESIDENTE. Quindi, si ritiene insoddisfatto, onorevole?

   GIAMBONA.   Signor   Presidente,  io   ritengo   che   su   questa
  interrogazione sia necessario, anche alla luce di quanto dichiarato
  dall'ente   locale,   un  surplus  di  approfondimento   da   parte
  dell'Assessorato.

   PRESIDENTE. Quindi, insoddisfatto o parzialmente soddisfatto?

   GIAMBONA.  Io  al  momento non sono soddisfatto. Attendo  l'azione
  dell'Assessorato stesso.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
   Si  passa all'interrogazione n. 1669  Intendimenti in ordine  alla
  carenza  di  personale nei Liberi Consorzi comunali  e  negli  enti
  locali  con particolare riferimento alle figure apicali ,  a  firma
  dell'onorevole Giambona ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Sì, grazie, signor Presidente. Allora, i liberi Consorzi comunali e
  le  Città  metropolitane  soffrono  di  carenza  di  personale,  in
  particolare scarseggiano i profili professionali idonei a rivestire
  figure  apicali;  ciò  dipende, principalmente,  dal  blocco  delle
  assunzioni e dai vincoli di bilancio, entrambi imposti dalle  norme
  europee e adottati a livello nazionale.
   La  conseguente crisi degli enti, sia finanziaria che  gestionale,
  dipende,  dunque, da fattori e normative che fuoriescono  dall'area
  di  competenza del Governo regionale rientrando, appunto, in quella
  del legislatore europeo e nazionale.
   Va  sottolineato,  comunque, che questo  Governo,  in  particolare
  l'Assessorato delle autonomie locali e della funzione  pubblica,  è
  intervenuto  con  molteplici finanziamenti in sostegno  degli  enti
  locali  in  difficoltà finanziarie, fornendo  ai  comuni  siciliani
  risorse  utili  a  sostenere spese di  vario  genere,  al  fine  di
  garantire la fornitura dei servizi essenziali alla cittadinanza  ed
  assicurare  lo svolgimento delle funzioni istituzionali degli  enti
  medesimi.
   Come, infatti, emerge dall'ultima relazione della Corte dei Conti,
  nell'esercizio    finanziario   2024,   sono    stati    effettuati
  trasferimenti dal Governo regionale agli enti locali siciliani  per
  un  totale  complessivo di contributi e trasferimenti  correnti  di
  1.310  milioni di euro, con un incremento di circa il 10 per  cento
  rispetto all'esercizio 2022, di cui 825 milioni solamente da  parte
  dell'Assessorato delle autonomie locali, circa il 62 per cento.
   La  voce isolata dei trasferimenti correnti vede, addirittura,  un
  incremento del 27 per cento fra il dato del 2023 e quello del 2024,
  cioè 843 milioni nel 2023 contro i 1.074 milioni nel 2024.
   Per  quanto  riguarda  il 2025, si ricordano,  fra  gli  altri,  i
  recentissimi decreti di riparto n. 229, destinato agli enti di area
  vasta  per lo svolgimento delle rispettive funzioni per complessivi
  108  milioni  di  euro  e di decreto di riassegnazione  di  risorse
  revocate  ai liberi Consorzi comunali di Ragusa e Siracusa  e  alla
  Città  metropolitana  di  Catania, per  le  spese  di  manutenzione
  straordinaria  di  strade e scuole, decreto n. 183  del  17  aprile
  2025.
   Inoltre, a seguito della recente elezione dei nuovi presidenti dei
  liberi  Consorzi,  si  è  tenuto, proprio poche  settimane  fa,  un
  incontro  fra  gli stessi presidenti, i dirigenti del  Dipartimento
  delle  autonomie  locali,  il sottoscritto,  nella  qualità,  e  in
  presenza anche del Presidente di ANCI Sicilia.
   Abbiamo  affrontato le principali criticità in essere,  concordato
  un  percorso  condiviso per porvi rimedio anche tramite  iniziative
  legislative   specifiche,  nello  spirito  di  collaborazione   che
  contraddistingue   il   lavoro  di  quest'Amministrazione   con   i
  rappresentanti degli enti locali.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Giambona   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   GIAMBONA.   Grazie.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessore,  ero  anche  io presente, lei lo  ricorderà,  in  quella
  giornata in cui in Sala Mattarella abbiamo avuto... sì, sì, no,  ma
  riconosco  che  ci  sono,  naturalmente, già  da  parecchio  tempo,
  interlocuzioni dell'Assessorato con i deputati tutti. In particolar
  modo,   quelli   che  facciamo  parte  della  Commissione    Affari
  Istituzionali  abbiamo partecipato a diverse iniziative.
   Mi  rendo  conto che questo argomento, e nello specifico l'oggetto
  di  questa  interrogazione, riguarda la carenza  di  personale  nei
  liberi  Consorzi  comunali  e negli enti  locali,  con  particolare
  riferimento  alle figure apicali; fondamentalmente  era  questo  il
  focus della mia interrogazione.
   Parte  da  una riflessione circa lo stato di attuazione di  quelle
  che  sono  le  misure  previste dal Piano Nazionale  di  Ripresa  e
  Resilienza,  per  le quali, come lei ben sa, buona parte,  appunto,
  delle  risorse  sono state messe a disposizione degli  enti  locali
  siciliani  e, in particolar modo, una parte sostanziosa  di  queste
  nella  disponibilità  degli  enti locali  siciliani  di  piccole  e
  piccolissime dimensioni.
   Allora,  lo stato di attuazione del Piano Nazionale di  Ripresa  e
  Resilienza ci dà, allo stato attuale, una visione - diciamo - molto
  preoccupante:  gli  ultimi dati di Open  PNRR,  ci  dicono  che  la
  Sicilia  ha  realizzato, all'incirca, il 15 per  cento  rispetto  a
  quelle  che sono, per così dire, le finalità stabilite nel Piano  e
  siamo  al di sotto del 70 per cento rispetto a quelli che sono  gli
  obiettivi già raggiunti dai comuni delle altre regioni d'Italia.
   E uno dei motivi che abbiamo riscontrato, avere determinato questo
  ritardo,  riguarda la carenza di personale in Sicilia. Ma di  quale
  personale? Di personale che sia nelle condizioni di progettare, che
  sia  nella  condizione di pianificare, che metta  nelle  condizioni
  l'ente  locale anche di rendicontare quelle che sono queste risorse
  extraregionali.
   Noi  ci confrontiamo, quotidianamente, con i Comuni della Sicilia,
  con  i  sindaci della Sicilia, che lanciano il loro grido d'allarme
  dicendo  che,  magari, hanno tantissimo personale, ex contrattisti,
  ex  LSU, adesso PIP, che sono passati nelle loro disponibilità. Ma,
  c'è  una  carenza cronica di figure che siano in grado  di  portare
  avanti   un'attività  significativa  dal  punto  di   vista   della
  progettazione, rendicontazione e pianificazione degli  enti  locali
  siciliani.
   Quindi, lo stesso dicasi anche per le Città metropolitane,  dicasi
  anche  per  i  liberi  Consorzi.  Noi  abbiamo,  in  Sicilia,   una
  situazione  che  è assolutamente peculiare ed è il  motivo  per  il
  quale  io  ritengo che dobbiamo muoverci su diversi ambiti:  uno  è
  quello di mettere nella disponibilità dei comuni le risorse, e  lei
  mi  ha citato alcuni riferimenti per i quali adesso, nella prossima
  interrogazione - perché entreremo puntualmente sulla questione - le
  dirò.
   Ma  io ritengo che non sia solamente una questione di risorse,  io
  ritengo   che  si  debba  attivare  una  interlocuzione  a  livello
  nazionale  perché  la  situazione siciliana  è  ben  diversa  dalle
  situazioni  delle  altre regioni d'Italia. In Sicilia  abbiamo  una
  platea importante di ex articolisti, ex contrattisti, che di fatto,
  pur  dando  un  contributo importante alle  nostre  amministrazioni
  locali,  garantendo naturalmente la fornitura di servizi, ha  eroso
  spazi  di  natura assunzionale. E gli spazi di natura  assunzionale
  che  servono in questa fase politica sono sicuramente quelli  delle
  figure apicali.
   Noi  dobbiamo  capire, assessore, come riuscire a superare  questo
  problema,  perché  se  noi questa faccenda  non  la  affrontiamo  a
  livello  nazionale con delle misure ad hoc, i comuni siciliani  non
  riusciranno  mai a traguardare alcunché. Abbiamo fatto  bene,  come
  Parlamento  siciliano, a introdurre, per esempio, il fondo  per  la
  progettazione,  che ha sicuramente messo nelle disponibilità  degli
  enti  locali  risorse  fresche, per potere  dare  incarichi  in  un
  momento fondamentale come quello delle risorse extraregionali.
   Ma   dobbiamo  mettere  tutto  a  sistema,  quindi,  invito   lei,
  assessore,  ad  attivare  una  veloce  interlocuzione   a   livello
  nazionale, perché a Roma devono comprendere, e credo che, da questo
  punto di vista, ANCI, ASL le potranno dare ogni necessario supporto
  per  affrontare la questione siciliana, che è ben diversa da quella
  delle   altre  regioni  e  deve  essere  affrontata  con  soluzioni
  sicuramente diverse.
   Quindi,  mi  ritengo  parzialmente soddisfatto  nell'auspicio  che
  l'assessore possa portare avanti questa natura di interlocuzioni.
   Aggiungo,  signor  Presidente,  che  ci  sono  le  colleghe,  sono
  intervenute adesso. Chiedo, quindi, se si possono riprendere quelle
  interrogazioni,  così  da  dare loro la possibilità  di  trattarle,
  chiaramente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 1671 "Chiarimenti  in
  ordine  al  monitoraggio della situazione in cui versano  gli  enti
  locali in Sicilia", a firma dell'onorevole Giambona ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Grazie,  signor  Presidente. Preliminarmente si  espone  il  quadro
  normativo  di  riferimento in materia di enti locali  deficitari  e
  dissestati  della  Regione siciliana. Ai sensi di  quanto  previsto
  dall'articolo 1, lett. i), della legge regionale n.  48  del  1991,
  che  ha  recepito  l'articolo  55 della  legge  n.  142  del  1990,
  l'ordinamento finanziario e contabile degli enti locali è riservato
  alla  legge  dello  Stato. Le principali norme di riferimento  sono
  pertanto rinvenibili nel decreto legislativo n. 267 del 2000, parte
  II "Ordinamento finanziario e contabile", titolo VIII, articoli 242
  e seguenti, e nel decreto legislativo n. 118 del 23 giugno 2011.
   L'articolo 243-bis del citato decreto legislativo n. 267 del  2000
  prevede  la  possibilità  di avviare la procedura  di  riequilibrio
  finanziario  pluriennale  per gli enti  locali  in  cui  sussistono
  squilibri  strutturali  del  bilancio  in  grado  di  provocare  il
  dissesto  finanziario,  nel  caso in cui  le  misure  di  cui  agli
  articoli  193,  relativo  alla  salvaguardia  degli  equilibri   di
  bilancio,  e 194, relativo al riconoscimento della legittimità  dei
  debiti  fuori  bilancio,  non  siano  sufficienti  a  superare   le
  condizioni di squilibrio rilevate.
   Si  tratta di quello che viene comunemente definito predissesto  e
  il  piano  di  riequilibrio  è lo strumento  che  gli  enti  locali
  utilizzano per affrontare tali situazioni di squilibrio finanziario
  e prevenire il dissesto, con una durata che può essere compresa tra
  quattro  e  venti  anni, sottoposto al controllo  della  competente
  sezione della Corte dei Conti e della Commissione per la finanza  e
  gli organici degli enti locali.
   L'articolo 244 è, invece, relativo alla procedura di dichiarazione
  del  dissesto  finanziario quando l'ente locale non  può  garantire
  l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili,  ovvero
  esistono   nei  confronti  dell'ente  locale  crediti  liquidi   ed
  esigibili  di terzi cui non si può fare validamente fronte  con  le
  modalità  di  cui all'articolo 193, nonché con le modalità  di  cui
  all'articolo 194 per le fattispecie ivi previste.
   La  procedura  di  risanamento a seguito  della  dichiarazione  di
  dissesto  è  in  capo  all'organo  straordinario  di  liquidazione,
  nominato  con decreto del Presidente della Repubblica,  per  quanto
  riguarda fatti e atti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre
  dell'anno  precedente a quello dell'ipotesi di bilancio stabilmente
  riequilibrato, la cui competenza è invece demandata ai  fini  della
  predisposizione ed approvazione, agli organi comunali.
   Tale  procedura,  secondo quando previsto  dall'articolo  265  del
  267/2000 ha durata quinquennale, a decorrere dall'anno per il quale
  viene  definita  l'ipotesi  di bilancio stabilmente  riequilibrato.
  Quest'ultima è sottoposta al vaglio del Ministero dell'Interno  che
  l'approva   con  prescrizione  o  richiede  eventuali   supplementi
  istruttori a cui gli organi comunali devono adempiere entro termini
  di legge prestabiliti.
   La mancata deliberazione del dissesto da parte dell'ente locale  o
  l'inerzia rispetto agli adempimenti consequenziali, fra cui  quelli
  relativi  alla  definizione del bilancio stabilmente riequilibrato,
  comportano   l'esercizio   del   potere   sostitutivo   da    parte
  dell'Assessore  regionale  per le autonomie  locali,  in  virtù  di
  quanto  previsto  dal  combinato  disposto  dell'articolo  262  del
  267/2000 e dell'articolo 58 della legge regionale n. 26 del 1993.
   Per   cui,   tali   adempimenti  sono  equiparati   alla   mancata
  deliberazione  del bilancio di previsione ai fini dell'applicazione
  dell'articolo  109 bis della legge regionale n. 16  del  1993  fino
  all'approvazione, da parte del Ministero dell'Interno, con apposito
  decreto   prescrittivo,   dell'ipotesi  di   bilancio   stabilmente
  riequilibrato.
   Sono  sospesi  i termini ordinariamente previsti dalla  legge  per
  l'approvazione dei bilanci, così come prescritto dall'articolo 248,
  comma 1, del decreto legislativo 267/2000.
   In   merito   alla   specifica  questione   posta   dall'onorevole
  interrogante, primo firmatario, quali siano ad oggi gli enti locali
  in  Sicilia  in  stato  di dissesto o predissesto  finanziario  con
  l'elenco   dettagliato   degli  stessi  e   quali   iniziative   di
  monitoraggio  e  controllo siano state attivate o sia  previsto  di
  attivare,  al  fine  di  valutare lo  stato  di  salute  economico-
  finanziario degli enti locali in Sicilia, si espone quanto segue.
   Il  decreto  del  Presidente della Regione 5 aprile  2022,  n.  9,
  recante   Regolamento  di  attuazione del  titolo  II  della  legge
  regionale  16  dicembre  2008, n. 19. Rimodulazione  degli  assetti
  organizzativi  dei  Dipartimenti regionali ai sensi  del  comma  3,
  articolo 13, legge regionale 17 marzo 2016, n. 3  ha attribuito  al
  Servizio  3,  Ufficio  ispettivo del Dipartimento  delle  autonomie
  locali  la  competenza  relativa  al  monitoraggio  ed  adempimenti
  connessi alle patologie della finanza locale, piani di riequilibrio
  finanziario, dissesto, eccetera, ed il coordinamento delle attività
  relative al risanamento finanziario degli enti locali.
   Pertanto, mediante l'emanazione della circolare dipartimentale  n.
  2  del 13 febbraio 2023 è stata avviata un'attività di monitoraggio
  per  definire  il quadro complessivo delle patologie della  finanza
  locale   e  procedere  ai  successivi  aggiornamenti,  tramite   le
  comunicazioni   che   gli   enti  locali   devono   far   pervenire
  periodicamente.
   Gli  aggiornamenti relativi sono pubblicati, con cadenza di regola
  mensile,   su  un'apposita  sezione  del  sito  istituzionale   del
  Dipartimento delle autonomie locali.
   L'ultimo  aggiornamento relativo sia agli enti che hanno  adottato
  il  piano  di  riequilibrio pluriennale  che  a  quelli  che  hanno
  dichiarato  il  dissesto è del 1  luglio 2025 ed  è  allegato  alla
  presente  risposta,  suddiviso  in  due  tabelle,  secondo   quanto
  richiesto dall'interrogante.
   Attualmente risultano 63 comuni che hanno dichiarato il  dissesto,
  a  cui  se ne aggiungono 15 che lo hanno dichiarato da oltre cinque
  anni,  mentre  i comuni che hanno adottato il piano di riequilibrio
  triennale sono 41.
   Tra    le   principali   problematiche   riscontrate   nell'ambito
  dell'attività   di   monitoraggio  vi   è   quella   dell'oggettiva
  difficoltà,  quando  non impossibilità, da  parte  di  alcuni  enti
  dissestati  di  predisporre,  nei  tempi  normativamente  previsti,
  un'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato che possa superare
  il  vaglio  ministeriale,  motivo per cui  dalla  dichiarazione  di
  dissesto  all'approvazione definitiva dello strumento contabile  di
  riequilibrio   possono  passare  anche  diversi   anni.   Con   ciò
  determinandosi la conseguente attivazione del potere sostitutivo da
  parte  della  Regione  che,  pur  essendo  obbligatorio  sul  piano
  formale,  non  sempre  assume carattere prontamente  risolutivo,  a
  causa  delle oggettive difficoltà di quadrature dei conti a cui  si
  aggiungono le croniche carenze di organico, soprattutto per  quello
  che  riguarda  il  personale  che  abbia  qualifiche  e  competenze
  adeguate allo scopo.
     Non è pertanto inusuale che ad una dichiarazione di dissesto  ne
  subentri  una  successiva  in  tempi assai  ravvicinati  o  che  la
  procedura di risanamento superi complessivamente - di gran lunga  -
  i cinque anni previsti.
   Per  affrontare  e risolvere le suddette criticità,  lo  scrivente
  ritiene   che  siano  necessari  interventi  normativi  di   natura
  strutturale  in  cui  siano coinvolti gli organi  istituzionali,  a
  tutti i livelli, sia statale che regionale.
   A  tal  fine,  l'Assessorato che rappresento sta  dando  corso  ai
  lavori preparatori per una proposta di legge in materia.
   Ci  sono,  onorevole,  allegate  le  tabelle,  così  come  lei  ha
  richiesto, con i dati che abbiamo, poco fa, menzionato. È tutto.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Giambona   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   GIAMBONA. Signor Presidente, ho ascoltato con grande attenzione la
  relazione dell'assessore; a margine, poi, magari, prenderò possesso
  delle  tabelle con alcune informazioni che nella mia interrogazione
  avevo chiesto.
   Questa  interrogazione  nasce  dalla  segnalazione  di  tantissimi
  sindaci  che,  in sostanza, non riescono ad andare  più  avanti.  I
  sindaci  siciliani che ricoprono il loro ruolo come atto  di  amore
  per le loro comunità e come vero e proprio eroismo.
   Io  ho  ricevuto,  qualche giorno fa, tra  l'altro,  una  missiva,
  credo,  indirizzata a tutti i parlamentari regionali,  firmata  dal
  sindaco  di Belmonte Mezzagno, il geometra Milone, cui si parla  di
  comuni siciliani "alla canna del gas".
   Ha  detto  bene lei, assessore: la situazione in cui  versano  gli
  enti  locali  siciliani è veramente drammatica. Io ho  qui  le  mie
  tabelle  che mi dicono che i comuni siciliani che hanno  dichiarato
  lo stato di dissesto finanziario, nella storia recente, sono 63,  a
  cui  si aggiungono i 15 che lo hanno dichiarato da oltre 5 anni,  a
  ciò  dobbiamo annoverare e aggiungere i 41 comuni siciliani che  si
  trovano in riequilibrio finanziario.
   Nei  giorni  scorsi,  lei ha mandato i commissari  ad  oltre  100,
  credo,  150  comuni  siciliani  che non  hanno  ancora  ottemperato
  all'approvazione  dei documenti contabili. Ecco,  oltre  a  questo,
  oltre  a  questi comuni che sono in difficoltà, sicuramente  ce  ne
  sono altri che si trovano in una situazione di dissesto funzionale,
  che  non  riescono a garantire i servizi essenziali  al  cittadino,
  naturalmente, compromettendo la qualità della vita dei siciliani.
   Allora,  in  questa  mia interrogazione, nella  quale  faccio  una
  ricostruzione, che lei per certi versi mi ha confermato, le  chiedo
  quali  siano le attività di monitoraggio, quali siano ad  oggi  gli
  enti locali in questa condizione, quali siano le difficoltà; ma poi
  aggiungo quali siano le eventuali azioni da porre in essere.
   Ebbene,  lei  mi  ha  non meglio specificato, mi  permetta  questa
  riflessione,   assessore,  di  interventi  di  natura  strutturale.
  Naturalmente,   vorremmo   capire   in   che   cosa    questi    si
  sostanzierebbero,  che tipologie di interventi  per  chi  oggi  non
  riesce  a  garantire  i  servizi  essenziali,  perché  non   ha   i
  dipendenti, perché non ha le risorse.
   Lei mi ha detto che i comuni della Regione siciliana ottengono dei
  finanziamenti,   dei  trasferimenti,  il  fondo  delle   autonomie;
  immagino  lei abbia sommato anche i contributi che vengono  rimessi
  ai  comuni  per  gli  ex precari, probabilmente;  e  lei  annuisce,
  quindi,  è così. Ma ciò non di meno, considerando il fondo  per  le
  autonomie e aggiungendo anche il fondo per i dipendenti,  gli  enti
  locali  siciliani ricevono delle risorse ben al di sotto di  quelle
  che ricevono i comuni delle altre regioni d'Italia.
   Faccio  un esempio: la regione Sardegna, che ha delle analogie  in
  quanto  isola,  in  quanto  sconta  quelli  che  sono  gli  effetti
  dell'insularità,  lo  spopolamento  delle  aree  interne,  ha   dei
  trasferimenti  che  sono  tre volte tanto  quelli  che  la  Regione
  siciliana   riconosce  agli  enti  locali  siciliani;   quindi,   è
  necessario.
   Lei  ci  ha detto di quelli che sono gli interventi, dal punto  di
  vista  normativo  e strutturale, che tengono conto  della  capacità
  tributaria  degli  enti stessi, che tengono conto delle  superfici,
  dei servizi, della necessità di considerare come alcuni enti locali
  siciliani,  nel  periodo  estivo, si trovano  a  dovere  affrontare
  flussi  importantissimi di turisti che vanno a utilizzare i servizi
  degli  enti locali, i quali si trovano naturalmente a gravare degli
  extra costi.
   Allora,  queste sono alcune considerazioni, ma io una  fra  tutte,
  dal  punto  di  vista  strutturale, gliela devo  sottoporre:  nelle
  scorse   settimane,  proprio  nella  variazione  di  bilancio,   il
  sottoscritto,   insieme  ai  colleghi  parlamentari   del   Partito
  Democratico, ha presentato un emendamento. È l'emendamento che  noi
  presentiamo  ad ogni finanziaria e ad ogni variazione di  bilancio,
  ovvero  quello di aumentare la dotazione del Fondo delle autonomie.
  Mi  arrivano  notizie che la Regione siciliana abbia un  tesoretto,
  abbia  delle  disponibilità economiche.  Noi  vorremmo  che  queste
  risorse  venissero  impiegate per mettere  in  sicurezza  gli  enti
  locali  siciliani,  per permettere loro di uscire  dallo  stato  di
  dissesto, per permettere loro di garantire i servizi essenziali  al
  cittadino e, quindi, la invito, assessore, da qui in avanti, se  ci
  sono spazi già da questa variazione di bilancio o dalle prossime, a
  portare   avanti   attivamente   quest'azione   anche   di   natura
  strutturale,  me  lo  auguro,  troverà  il  mio  massimo  sostegno.
  Sicuramente  c'è  necessità di dare risposta  ai  sindaci  che,  in
  questo momento, si sentono abbandonati.

   PRESIDENTE. Onorevole Giambona, si ritiene soddisfatto?

   GIAMBONA.  Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole, grazie assessore.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1677  "Notizie  di  accertamenti
  ispettivi sulla mancata autorizzazione della manifestazione "Vini e
  flora  spontanea" II edizione nel comune di Castrofilippo (AG)",  a
  firma dell'onorevole La Vardera.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, è la n. 1671?

   PRESIDENTE. È la n. 1677. Trovata?

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Ok, signor Presidente.
   A  seguito della recensione dell'interrogazione in oggetto, questo
  Assessorato, attraverso il Dipartimento delle autonomie locali,  ha
  avviato   un'indagine  conoscitiva  attraverso  la   richiesta   di
  informazioni e chiarimenti al sindaco del Comune di Castrofilippo.
   L'amministrazione  comunale ha riscontrato la  richiesta  con  una
  relazione  dettagliata recante il numero di protocollo 4477  dell'8
  giugno 2025 che gli uffici hanno ritenuto esaustiva.
   In  particolare, dall'esame degli atti si rileva che,  in  data  4
  dicembre   2024,   le  associazioni  locali   Usu   Casa   A.P.S. ,
   Produttori della Cipolla Paglina Presidio Slow Food  e  Pi Nichi &
  Pi  Ranni , ai fini dello svolgimento della manifestazione  Vini  e
  Flora  spontanea - II Edizione  formulavano istanza  al  Comune  di
  Castrofilippo sia per la chiusura del traffico di piazza  Savatteri
  e via Trieste, sia per l'occupazione di suolo pubblico.
   L'istanza  veniva reiterata in data 12 dicembre 2024. In  data  20
  marzo  2025  le  associazioni,  nel  formulare  ulteriori  istanza,
  corredavano  la stessa con la planimetria delle aree richieste  per
  l'occupazione  con l'indicazione delle finalità dell'evento,  delle
  modalità  di  svolgimento dell'iniziativa e  l'utilizzo  dell'area,
  nonché  con  il  dettaglio descrittivo delle  misure  di  sicurezza
  previste per l'incolumità pubblica.
   In  fase  istruttoria l'amministrazione comunale invitava, quindi,
  le   associazioni  richiedenti  ad  integrare  la  domanda  con  la
  produzione   dei   propri   statuti,  del   programma   dettagliato
  dell'iniziativa  e  delle sue fasi, nonché  con  l'indicazione  del
  numero   dei   gazebi  da  installare  e  delle  loro   dimensioni,
  dell'orario   di   svolgimento  dell'iniziativa,  con   riferimento
  all'inizio e alla cessazione delle attività previste.
   Le  associazioni  riscontravano le richieste ma, dall'esame  degli
  statuti,  funzionari del Comune rilevavano che solamente due  delle
  tre  associazioni  richiedenti prevedevano nei  propri  statuti  lo
  scopo sociale di organizzazione e realizzazione della tipologia  di
  manifestazione   oggetto  dell'istanza.  A  conclusione   dell'iter
  l'amministrazione comunale, con determina dirigenziale n. 28 del  7
  aprile   2025  del  settore  finanziario,  concedeva  l'occupazione
  dell'area  a  titolo oneroso esclusivamente alle associazioni   Usu
  Casa A.P.S. ,  Produttori della Cipolla Paglina , ovvero quelle  in
  possesso dei requisiti prescritti per legge.
   L'iniziativa si svolgeva regolarmente nei giorni 24  e  27  aprile
  2025, le Associazioni autorizzate usufruivano del rimborso di parte
  del  canone unico patrimoniale per l'occupazione del suolo pubblico
  versato, tenuto conto del carattere culturale dell'iniziativa, così
  come disciplinato dalla regolamentazione comunale in materia.
   In  considerazione  di quanto dettagliatamente relazionato  e  dal
  compiuto  svolgimento  dell'iniziativa nelle date  programmate,  si
  ritiene  non  sussistono  elementi  che  possano  giustificare   un
  supplemento di indagine da parte dell'amministrazione regionale.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LA  VARDERA.   Sì, Presidente, Assessore, è un'interrogazione  che
  risale a qualche mese fa, probabilmente il Comune di Castrofilippo,
  Assessore, non l'ha adeguatamente informata del perché un  deputato
  regionale si occupi di presentare un'interrogazione di una  piccola
  comunità,  in  provincia  di  Agrigento   Castrofilippo ,   a   cui
  inizialmente  era stata negata la concessione del  suolo  pubblico,
  perché tra le motivazioni addotte dal sindaco, c'era quella che non
  era  stato  invitato  a  parlare  nella  fase  iniziale  di  questa
  manifestazione, motivo per il quale mi sono un attimo stranito e ho
  chiesto approfondimenti perché, al di là del fatto che ci potessero
  essere  due fazioni politiche che si contrapponessero, la strada  è
  la  piazza  di tutti, ed evidentemente il sindaco non  può  dire  -
  siccome  non mi avete invitato a parlare, allora non  ve  la  dò  -
  però i fatti sono andati così
   Nel   senso  che  poi,  successivamente  a  questa  interrogazione
  presentata al suo Assessorato, chiaramente il sindaco ha capito  di
  avere fatto una corbelleria, è tornato indietro sui suoi passi,  ed
  evidentemente ha dato, diciamo, la strada, la piazza, che  ricordo,
  appunto, non essere una cosa privata, ma è una strada pubblica.
   La   vicenda,   ulteriormente,  si   tingeva   di   tratti   quasi
  "fantozziani",  quando  a un certo punto  di  questo  incontro,  lo
  stesso  sindaco, guarda caso della Democrazia Cristiana,  purtroppo
  che  ci  posso fare, ognuno si sceglie il partito che vuole  Signor
  Presidente Lantieri, non mi dica parole alla fine dell'intervento.

   PRESIDENTE.  Onorevole La Vardera, siamo a livello  istituzionale,
  non mi permetterei mai

   LA  VARDERA.  No, nel senso, che so della sua amicizia con il buon
  Totò, quindi non volevo offenderla.
    E, quindi, dicevo, che questo Comune di Castrofilippo, a un certo
  punto della partita, chiedeva di pagare un esoso contributo, che  è
  stato pagato dall'associazione, salvo poi, come dire accorgersi che
  non era dovuto, e quindi sono stati restituiti i soldi.
   Ora, è chiaro che questa Assemblea e il suo Assessorato si debbano
  occupare  di  cose  anche  più  importanti,  però,  io  la   invito
  Assessore,  al  di  là del fatto specifico, a  far  rispettare  per
  quanto  le  è  possibile - comprendo che lei non  ha  e  non  è  lo
  sceriffo  dei sindaci e non può permettersi di fare come  dire,  di
  avere  la  bacchetta magica - però, forse, servirebbe un  corso  di
  aggiornamento  per qualche sindaco, nel capire  che  il  ruolo  che
  esercita non lo può esercitare nell'interesse proprio, di partiti o
  di interessi, ma deve essere un interesse collettivo.
     Questa  storia  si conclude positivamente perché  il  sindaco  e
  l'amministrazione  fanno  un passo indietro,  comprendono  il  loro
  errore,  si  ravvedono dei loro peccati, e poi  organizzano  questa
  manifestazione.
   Ma  al  di  là  del fatto specifico, avevo ritenuto opportuno,  in
  quella stessa sede, presentare un'interrogazione, che ovviamente  è
  risolta,  sempre  perché in questo posto discutiamo  le  cose,  poi
  accadono  diversi  mesi,  e poi di cosa dobbiamo  discutere,  però,
  questi  sono stati i fatti, era giusto rappresentare la genesi  del
  perché avevo disturbato i suoi uffici: siccome voi poco avete fatto
  perché  si  è  redento il sindaco, mi dichiaro soddisfatto  per  la
  redenzione  del sindaco, ed evidentemente per riflesso, soddisfatto
  per la risposta che mi ha dato. Grazie.

   PRESIDENTE.   Si  dichiara soddisfatto. Grazie, onorevole,  grazie
  Assessore.
   Interrogazione   n.1693,   a   firma   dell'onorevole    Saverino:
   Intendimenti in ordine alla mancata approvazione dei bilanci,  dal
  2022 ad oggi, da parte del Comune di Fiumefreddo di Sicilia .
   Prego, Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Sì,  grazie signor Presidente.  L'esercizio del potere sostitutivo,
  in  caso  di  mancata approvazione del bilancio da parte  dell'ente
  locale,  che  nell'ordinamento statale è disciplinato dall'articolo
  141,  comma 2, del decreto legislativo 267 del 2000,  nella Regione
  siciliana è regolato dall'articolo 109 bis della legge regionale n.
  16  del  15  marzo 1963, il quale prevede che:  In caso di  mancata
  approvazione  del  bilancio di previsione  nei  termini  di  legge,
  l'Assessore  regionale  per  gli enti locali  nomina,  anche  senza
  previa  diffida,  un  Commissario per la predisposizione  d'ufficio
  dello  schema di bilancio e la convocazione del Consiglio,  per  la
  necessaria approvazione che deve avvenire entro il termine  massimo
  di  30  giorni dalla convocazione stessa. Il Commissario  provvede,
  altresì,   all'approvazione   del   bilancio   di   previsione   in
  sostituzione del Consiglio, qualora questo non vi abbia  provveduto
  entro  il  termine  di  cui al precedente  comma  3;  il  Consiglio
  inadempiente  viene  sciolto,  senza  contestazione  di   addebiti,
  secondo  le  procedure previste dall'articolo  54  dell'ordinamento
  amministrativo  degli  enti  locali".  L'articolo  54  della  legge
  regionale n. 16 del 1963, recita inoltre che il Consiglio è sciolto
  quando  violi obblighi imposti dalla legge, ovvero, compia gravi  o
  ripetute  violazioni di legge, debitamente accertate e  contestate,
  le  quali dimostrino la irregolarità del funzionamento; quando  non
  corrisponda  all'invito dell'autorità di revocare la  giunta  o  il
  sindaco che abbiano compiuto analoghe violazioni.
   Il   decreto  del  Presidente  della  Regione  che  pronuncia   lo
  scioglimento è emesso su proposta dell'assessore regionale per  gli
  enti   locali,   previo   parere   del   Consiglio   di   giustizia
  amministrativa.  Ove il parere non sia reso entro  sessanta  giorni
  dalla  richiesta  se ne prescinde. Si applica il  disposto  di  cui
  all'ultimo comma dell'articolo precedente.
   Lo  scrivente  pertanto, nella nostra Regione, detiene  il  potere
  sostitutivo  in  caso  di  mancata  approvazione  del  bilancio  di
  previsione  nei termini di legge, i poteri che esercita  attraverso
  la  nomina  di  un  commissario ad acta,  la  mancata  approvazione
  nell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato conseguente alla
  dichiarazione   di  dissesto,  in  virtù  del  combinato   disposto
  dell'articolo  262  del  decreto  legislativo  267   del   2000   e
  dell'articolo 58 della legge regionale n. 26 del 1993 è  equiparata
  alla  mancata  deliberazione del bilancio  di  previsione  ai  fini
  dell'applicazione dell'articolo 109 bis della legge regionale sopra
  richiamata.
   In  ogni  caso,  fino  all'approvazione  da  parte  del  Ministero
  dell'Interno  dell'ipotesi  di bilancio stabilmente  riequilibrato,
  con   apposito   decreto  prescrittivo  sono  sospesi   i   termini
  ordinariamente previsti dalla legge per l'approvazione dei bilanci,
  così   come  previsto  dall'articolo  248,  comma  1,  del  decreto
  legislativo n. 267 del 2000.
   In  ragione della competenza esclusiva della Regione siciliana  in
  materia  di  controllo  sull'approvazione dei  bilanci  degli  enti
  locali  attribuita all'Assessorato rappresentato  dallo  scrivente,
  l'Ufficio  ispettivo  del  Dipartimento  delle  Autonomie   locali,
  Servizio  3,  esercita  il  monitoraggio dell'attività  finanziaria
  degli enti locali, nonché delle patologie della finanza locale, fra
  cui   rientrano   quelle  relative  all'adozione   dei   piani   di
  riequilibrio   finanziario  pluriennale,  e  le  dichiarazioni   di
  dissesto finanziario con i relativi adempimenti conseguenziali.
   È  pertanto  nota  agli  uffici  preposti  ed  allo  scrivente  la
  situazione  in  cui versa il comune di Fiumefreddo di  Sicilia  dal
  2022.
   Si  riporta, a seguire, un riepilogo aggiornato degli atti ad oggi
  adottati in merito.
   A   seguito  del  rigetto  del  ricorso  proposto  dal  comune  di
  Fiumefreddo di Sicilia verso la deliberazione n. 94 del 2021 emessa
  dalla  Sezione  di controllo della Corte dei conti per  la  Regione
  siciliana  è  scaturito l'obbligo per il comune  di  deliberare  lo
  stato  di  dissesto finanziario. Gli adempimenti conseguenziali  da
  parte  degli  organi  comunali sono stati oggetto  di  attività  di
  impulso  da  parte del commissario ad acta nominato con decreto  n.
  402  del 2020, ai fini dell'approvazione del bilancio di previsione
  2020/2022.
   La dichiarazione dello stato di dissesto finanziario è intervenuta
  con delibera del Consiglio comunale n. 40 del 14 dicembre 2021,  ed
  in  conseguenza  di  ciò, con D.P.R. dell'11  marzo  2022  è  stato
  nominato l'organismo straordinario di liquidazione, avendo inizio a
  partire  da  quella data il decorso del termine perentorio  di  tre
  mesi   per  l'approvazione  dell'ipotesi  di  bilancio  stabilmente
  riequilibrato.
   Fermo  restando  che,  così come previsto  dalla  normativa  sopra
  richiamata,  il  termine ordinario per l'approvazione  dei  bilanci
  veniva sospeso fino alla completa definizione del provvedimento  di
  riequilibrio finanziario, a seguito dell'approvazione da parte  del
  Ministero dell'Interno.
   Lo  stesso  Ministero, con nota protocollo 115562  del  17  giugno
  2022,  acquisita  al  protocollo n. 10431 del 21  giugno  2022  del
  Dipartimento  delle  autonomie locali,  ha  comunicato  la  mancata
  approvazione dell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato  da
  parte  del  comune  entro il termine perentorio previsto,  affinché
  questo Assessorato adottasse i provvedimenti conseguenziali.
   Pertanto,  con decreto assessoriale n. 232 del 28 giugno  2022  il
  sottoscritto  ha  nominato un commissario ad acta per  svolgere  le
  attività di impulso e diffida all'adozione dell'atto da parte degli
  organi  comunali competenti, sostituendosi agli stessi nel caso  di
  persistente inadempimento.
   Sull'attività commissariale svolta risulta agli atti d'ufficio  un
  consistente  quanto  dettagliato  numero  di  atti  prodotti,   sia
  dall'organo  commissariale  che  dagli  uffici  comunali,  il   cui
  contenuto   evidenzia  un'oggettiva  difficoltà  nel  definire   il
  provvedimento  richiesto,  sia  per  la  complessità   degli   atti
  propedeutici  e/o connessi da predisporre e approvare, che  per  la
  difficoltà  di equilibrare la contabilità finanziaria  in  modo  da
  predisporre  un'ipotesi di bilancio idonea  a  superare  il  vaglio
  ministeriale.
   Si   lamenta,  inoltre,  la  carenza  di  organico  e  di   figure
  professionali specifiche capaci di predisporre nei tempi dovuti gli
  atti da sottoporre all'approvazione degli organi competenti.
   Ad  ogni  buon conto, in data 24 maggio 2025, come comunicato  dal
  Comune  di Fiumefreddo di Sicilia, con la nota prot. 12272  del  26
  maggio  2025,  acquisita  in pari data al protocollo  n.  9036  del
  Dipartimento  Autonomie  Locali,  con  le  delibere  della   Giunta
  municipale  nn. 45, 46 e 47, sono stati approvati, rispettivamente,
  i  documenti unici di programmazione relative ai periodi 2022-2024,
  2023-2025, 2024-2006; mentre, con deliberazione della Giunta n.  48
  è  stata  approvata l'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato
  per  il periodo 2022-2026, così come predisposto e presentato  alla
  Giunta da parte del responsabile del Servizio finanziario.
   Gli   atti  deliberativi  saranno,  quindi,  sottoposti  all'esame
  dell'organo  di  revisione economico -finanziaria per  il  rilascio
  relativo  parere  e,  a  seguire,  verranno  depositate  presso  il
  Consiglio comunale per l'adozione degli conseguenziali.

   PRESIDENTE. Onorevole Saverino, si ritiene soddisfatta?

   SAVERINO.  Grazie,  Signor  Presidente,  Assessore.  Naturalmente,
  appunto, come diceva bene lei, la Regione siciliana ha il dovere di
  vigilare  su  situazioni come queste, perché naturalmente  vanno  a
  creare ripercussioni importanti, non solo sulla gestione dell'ente,
  ma  anche sull'erogazione dei servizi pubblici e assistenziali che,
  quindi, saranno a danno della cittadinanza. Oggi, vengo a sapere, e
  comprendo  che  sono  stati  fatti tutti  gli  atti  e  i  passaggi
  necessari:   naturalmente,  spero  che  questa   situazione   venga
  monitorata e che si possa continuare nel controllo. Chiederò la sua
  relazione, in modo da avere anche i dati, perché ho segnato  alcuni
  dei passaggi che lei ha dato, però, credo che sono documenti che  è
  importante   avere;  le  posso  dire  che  mi  sento   parzialmente
  soddisfatta.  Spero che possa sentirmi soddisfatta nel  momento  in
  cui  verrà  completamente superato questo  stallo  che  c'è  stato,
  purtroppo, in questo Comune.
   Presidente,   mi  scusi,  ne  approfitto,  siccome   avevo   fatto
  un'interpellanza  già  a  marzo del  2025  ed  ero  in  Commissione
   Bilancio ,  e non si sentiva la campanella, non sono  riuscita  ad
  arrivare,  ora  mi  sono  fatta dare, Assessore,  la  sua  risposta
  scritta.  Però, è un tema che mi è veramente molto caro, perché  la
  mia  interpellanza  era sull'adozione delle  misure  necessarie  ad
  ottenere la certificazione di parità nella Pubblica Amministrazione
  regionale e nelle imprese siciliane. Quindi, noi sappiamo bene  che
  questo  è  un  atto dovuto, per noi in Sicilia, anche perché  siamo
  ancora   costretti,   purtroppo,   a   leggere   tante   situazioni
  drammatiche, anche su questo gap che c'è tra uomo e donna, e qui in
  Sicilia lo risentiamo ancora maggiormente.
   La parità di genere per noi non deve essere uno standard, non deve
  essere  una eccezione, e con la mia interpellanza chiedevo  appunto
  se la Regione siciliana aveva adottato quelle misure necessarie che
  sono state previste dal PNRR con la legge nazionale e se ci eravamo
  adeguati a quella che è la certificazione UNI/PdR 125:2022.
   Ho letto velocemente la sua risposta scritta, perché sono riuscita
  a  farmela  dare  adesso dagli uffici, però  non  sono  riuscita  a
  leggerla  tutta.  Di  fatto,  noi ancora  siamo  un  po'  indietro,
  facciamo il paragone con tante altre Regioni d'Italia, però come ha
  scritto bene lei noi potremmo essere anche una capofila, la Regione
  siciliana, dare finalmente questa certificazione perché  ancora  in
  Italia  sono poche, non solo le Regioni, ma gli uffici, perché  noi
  dovremmo promuovere questa certificazione di parità di genere anche
  nelle imprese siciliane.
   Quindi, è vero che abbiamo fatto già - e noi come deputati, ma non
  solo   noi   donne,  ma  anche  con  l'aiuto  dei  nostri  colleghi
  parlamentari  -  abbiamo  fatto diverse  proposte  per  cercare  di
  superare questo gap.
   Tanti  progetti sono stati fatti dagli assessorati, però, è  anche
  vero  che  credo che non deve essere un... noi possiamo  promuovere
  questa cultura, perché deve esserci un cambio culturale, però,  noi
  sappiamo bene che la Sicilia ancora rimane indietro su questo  tema
  rispetto a tante altre regioni; io credo che uno sforzo in  più  lo
  potremmo  fare e proprio partendo dai nostri uffici,  dalle  nostre
  amministrazioni,  dalla  Regione e anche dai  nostri  enti  locali.
  Promuovere  questa certificazione di parità di genere  -  che  dopo
  tutto  ci  adeguiamo, quindi, anche all'Unione Europea - credo  che
  potrebbe  essere uno sforzo in più che noi, come Regione,  potremmo
  fare.
   Quindi, io, anche in quella interpellanza, spero che si possa fare
  un  passo in avanti e che si possa andare oltre, Assessore, confido
  in  lei, cerchi, appunto, oltre tutti i progetti che si fanno -  ho
  visto che lei ne ha segnalati tanti, tanti li conosco - però, credo
  che sia importante, proprio, partire  è uno stato, è una richiesta,
  h  un  requisito che noi possiamo avere e, perché no,  partecipare,
  quindi,  con la certificazione sulla parità di genere come  Regione
  Siciliana. Grazie.
   Quindi,   anche   sull'interpellanza,  parzialmente   soddisfatta;
  capisco la buona volontà, però, credo che dobbiamo fare uno  sforzo
  in più.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Saverino.
   Interrogazione  n.  1694,  da  parte  dell'onorevole  La  Vardera:
  "Rischi legati allo svolgimento delle elezioni comunali a Ramacca e
  possibilità  di successivo scioglimento ex articolo  143  del  TUEL
  Testo Unico Enti Locali". Prego, Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, con riferimento all'interrogazione n. 1694  del
  31  marzo  2025,  a  firma dell'onorevole La  Vardera,  ad  oggetto
  "Rischi legati allo svolgimento delle elezioni comunali a Ramacca e
  possibilità di successivo scioglimento ex articolo 143  del  TUEL",
  pervenuta il 16 aprile 2025 e assunta al protocollo n. 1943 del  16
  aprile,  giusta delega del Presidente della Regione  a  curarne  la
  trattazione, si rappresenta quanto segue: le elezioni congiunte del
  sindaco  e  consiglio  comunale  sono  disciplinate  dal  combinato
  disposto  dell'articolo 169 dell'ordinamento  amministrativo  degli
  enti locali, approvato con la legge regionale 15 marzo  63 n. 16  e
  successive  modifiche, e dell'articolo 8 del D.P.R.  n.  3  del  20
  agosto 1960.
   Le  norme  testé  menzionate dispongono che le elezioni  congiunte
  degli  organi dei comuni e delle province regionali si svolgono  in
  un  turno unico annuale, da tenersi nel periodo compreso fra il  15
  aprile  e  il 30 giugno, se il mandato decorrente dalla data  della
  prima  domenica  di  elezione scade nel primo  semestre  dell'anno,
  ovvero,  nello stesso periodo dell'anno successivo, se  il  mandato
  scade  nel  secondo semestre; nell'ipotesi di ricorso  ad  elezioni
  congiunte  per  anticipata  cessazione dalla  carica  degli  organi
  elettivi,  l'elezione si svolge nel turno elettorale  dell'anno  di
  ricorrenza,   ove   la  definizione  dei  provvedimenti   certativi
  intervenga  entro  i  termini  per  l'emanazione  del  decreto   di
  indizione  delle  elezioni. D.P.R. 3/1960,  articolo  8:  "La  data
  dell'elezione   è  fissata,  previa  deliberazione   della   giunta
  regionale,  con  decreto  dell'assessore  regionale  per  gli  enti
  locali,   da   emanarsi  non  oltre  il  sessantesimo   giorno   ed
  eccezionalmente non oltre il cinquantacinquesimo giorno  precedente
  quello   della   votazione";  considerato  il   richiamato   quadro
  normativo,  con il decreto assessoriale n. 141 del 26  marzo  2025,
  come  integrato dal decreto n. 143 del 21 marzo, sono state indette
  le  elezioni  degli organi elettivi, sindaco e consiglio  comunale,
  relativamente al turno ordinario 2025 dei comuni di cui  all'elenco
  allegato  al decreto medesimo, compreso il comune di Ramacca,  dato
  che  -  ai sensi del comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale
  15 settembre 9735 - la gestione commissariale dello stesso permane,
  obbligatoriamente,  fino a nuove elezioni da effettuare  nel  primo
  turno elettorale utile.
   In   merito   a  quanto  rappresentato  dall'interrogante,   circa
  eventuali  accessi  presso il comune di Ramacca  di  una  ispezione
  prefettizia,  al fine di verificare la sussistenza  di  presupposti
  per lo scioglimento dell'amministrazione comunale, ex articolo 143,
  si  evidenzia  che  la materia e la fattispecie sono  di  esclusiva
  competenza degli organi statali preposti per legge.
   Ciò  premesso, è opportuno rilevare che, in osservanza al disposto
  normativo   regionale  di  cui  sopra,  si  deve  obbligatoriamente
  comprendere  anche il rinnovo degli organi elettivi del  comune  di
  Ramacca, considerato che non risultano, alla data odierna,  emanati
  provvedimenti  di  cui al richiamato articolo n.  143  del  decreto
  legislativo n. 267 del 2000.
   Le  fasi  propedeutiche  all'eventuale scioglimento  degli  organi
  elettivi    di    un   comune,   ex   articolo   143,    richiamate
  nell'interrogazione di che trattasi, non possono costituire oggetto
  di irrituali richieste preventive di informazioni e/o comunicazioni
  del  tipo evocato dall'onorevole interrogante, atteso che le stesse
  non  trovano  riscontro  nella normativa vigente  in  materia  che,
  secondo  quanto  già  richiamato, prevede, per  la  fattispecie  in
  trattazione,  l'esclusiva competenza statale. Tanto si  doveva,  si
  resta comunque a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, si ritiene soddisfatto?

   LA  VARDERA.  Sì,  Presidente, avevo semplicemente  sollevato  una
  questione delicata relativa allo scioglimento del comune di Ramacca
  e,  quindi,  se  c'erano  le condizioni per  potere  esercitare  il
  diritto democratico del voto; l'avevo sollevato, ovviamente,  prima
  delle  elezioni,  si è tornato a votare, l'Assessore  ha  risposto.
  Speriamo domani di non doverci svegliare nuovamente e rileggere sui
  giornali  lo  scioglimento di una comunità, ovviamente  non  ce  lo
  auguriamo,  per  quanto dice l'Assessore non posso che  dichiararmi
  parzialmente soddisfatto. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole, grazie Assessore.
   Passiamo all'interrogazione n. 1742  Urgenti notizie ed interventi
  in  ordine all'accertamento ispettivo disposto presso il Comune  di
  Ustica (PA) con D.D.G. n. 24/Serv. 3 del 09.02.2024, prorogato  con
  D.D.G.  n.  185/Serv.3 del 10.06.2024 , a firma  dell'onorevole  La
  Vardera.
   Prego, Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Non è tra quelle all'ordine del giorno.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole,  non  ha la documentazione,  non  era  tra
  quelle all'ordine del giorno? Sì, prego. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Mi perdoni era nell'allegato che, fortunatamente,  in
  maniera  oculata e precisa, gli uffici mandano all'Assessorato;  se
  l'Assessorato non apre le PEC e non guarda l'ordine del giorno  non
  è  certamente un problema degli Uffici, Assessore. Noi veniamo  qua
  in  pieno,  come dire, abbandono totale dell'Aula, ci sono  quattro
  interrogazioni in croce, discutiamo di cose accadute mesi  fa,  che
  poi   sono   anche   superate  dalla  storia,   ci   sono   quattro
  interrogazioni  in  croce  e lei non fa il  compitino  a  casa,  mi
  permetto di dire che sono oggettivamente contrariato, perché...

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Un attimo, Assessore.

   LA  VARDERA. Mi perdoni, mi faccia esprimere, quanto meno  abbiamo
  il  diritto di parlare in quest'Aula e dire che questo sistema  non
  ci  convince  perché,  ribadisco, le mie erano tre  interrogazioni,
  siamo  venuti qua nonostante le priorità dei siciliani, certamente,
  non  solo interrogare il Governo sulle autonomie locali perché, Deo
  gratias  ce ne sono altre di priorità più importanti, ma svolgiamo,
  come è giusto che sia, il nostro ruolo, puntuali, veniamo in Aula -
  purtroppo  ieri  non sono potuto essere qui, come sempre,  a  causa
  della  dipartita di un familiare - capitano anche  ai  vivi  queste
  cose  e,  quindi, ribadisco il perché non ero in Aula  ieri;  detto
  questo,  veniamo  qui puntualmente e vediamo che gli  assessori  ci
  dicono: «Questa sì, questa no, questa forse, questa vedremo ».
   È   un   tema   che  riguarda  il  comune  di  Ustica,  Assessore,
  un'interrogazione datata, ormai mesi fa, se non, come  dire,  tempo
  fa.  Se  questo Governo vuole essere serio ce lo dica  chiaramente,
  vuole  prendere in giro questo Parlamento, fatto, in questo momento
  in  Aula,  cinque deputati, come dire, sono rimasti gli ultimi  dei
  mohicani  per cercare di ascoltare fondamentalmente delle risposte.
  Onestamente, se questo è il modus operandi noi diciamo a gran voce,
  per quello che può servire, che non ci stiamo.

   PRESIDENTE.   Onorevole,  noi  le  porgiamo  le  condoglianze,   e
  l'assessore   vuole  la  parola,  però,  sicuramente   gli   Uffici
  dell'Assemblea come lei ha visto, hanno trasmesso tutto, magari c'è
  stato una difficoltà in Assessorato. Prego, Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Sì,  Presidente. No, onorevole La Vardera, le voglio  dire  nessuno
  vuole  prendere  in  giro  quanto meno i colleghi,  ci  mancherebbe
  altro, non stiamo dicendo che non vogliamo rispondere, ho solamente
  detto che c'è un disguido, un'incongruenza, fra l'ordine del giorno
  che avevamo noi e quello che in questo momento è all'Assemblea.
   Se il Presidente ritiene, magari, facciamo una breve sospensione e
  verifico se è stato solamente un disguido

   PRESIDENTE.   Assessore,   non  so  se   l'onorevole   vuole   una
  sospensione.

   LA VARDERA. Sì, magari la trova l'Assessore...

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Fermo restando, onorevole, io non so se l'istruttoria è completa  e
  quindi, diciamo, se la risposta fosse pronta.
   Voi  comprendete  che, chiaramente, sono tutte interrogazioni  che
  riguardano  attività  di enti locali terzi  che,  chiaramente,  noi
  abbiamo  l'esigenza di acquisire le informazioni  dall'ente  locale
  interessato e poi, ovviamente, possiamo dare la nostra risposta.

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, possiamo rinviarla alla prossima
  volta o vuole una sospensione?

   LA VARDERA.  Sospensione.

   PRESIDENTE. Nel frattempo, Assessore se telefona agli uffici, così
  se è pronta...

   ADORNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Assessore, lei  deve  informarsi  se
  l'hanno dimenticata o ancora non l'hanno completata.


        Ai sensi dell'art. 83, comma 2, del Regolamento interno

   ADORNO.  Grazie  Presidente, mi ritrovo di nuovo,  come  ieri,  in
  un'Aula completamente assente, senza il Presidente Schifani,  senza
  gli  Assessori,  per  l'ennesima volta una vergogna  di  fronte  ai
  siciliani, quando accadono cose importanti.
   Ma, ancora una volta, la Regione siciliana rimane assolutamente in
  difetto, e di che cosa parlo? Parlo che al Ministero, al Mimit,  si
  è svolta il 28 di questo mese un importante incontro, un importante
  tavolo  che vedeva coinvolte la STMicroelectronics, una  delle  più
  grandi  società  multinazionali  che  sono  presenti  nella  nostra
  Regione,  5.400 famiglie interessate alle politiche industriali  di
  questa società.
   Come  sappiamo  tutti, di recente, nel maggio scorso,  la  Regione
  siciliana  ha partecipato, attraverso un cofinanziamento,  con  ben
  300  milioni di euro. Sappiamo tutti anche che l'Unione Europea era
  intervenuta con altri 2 miliardi di euro di finanziamento e, da più
  parti,  raggiungevano  e  giungevano  rassicurazioni  riguardo  gli
  standard occupazionali che, non solo dovevano essere garantiti,  ma
  si  è  parlato sempre di ulteriori sviluppi. E che cosa è  successo
  giorno 28, quando finalmente si è svolto il tavolo tanto atteso  al
  Ministero, al Mimit con il Ministro Urso e con il Ministro del Mef,
  Giorgetti?  Cosa  è  successo? Era presente  la  Regione  Lombardia
  perché,  uno dei siti importanti è quello di Agrate, ma  a  Catania
  c'è  un  sito  importantissimo, come  dicevo  poc'anzi,  con  5.400
  dipendenti.  Eppure  la Regione siciliana non  ha  fatto  pervenire
  nessun suo rappresentante in loco - dico - è una cosa assolutamente
  vergognosa rispetto a quella che dovrebbe essere l'attenzione,  non
  solo   rispetto  alla  occupazione  e  al  tessuto  economico  che,
  certamente, sviluppa quest'azienda in tutto il comparto,  in  tutta
  l'Etna  Valley. Ma è anche vergognoso che la Regione Lombardia  sia
  stata  rappresentata e abbia tutelato il sito di Agrate, cercandolo
  di  tutelare, mentre la Regione siciliana si è collegata da remoto,
  ma   nemmeno   attraverso  un  suo  Assessore,  nemmeno  attraverso
  l'Assessore  Tamajo  che,  diretto interessato,  Assessore  per  le
  attività  produttive,  e  nemmeno attraverso  l'Assessore  Dagnino,
  Assessore per l'economia, che, assieme a Tamajo, hanno sottoscritto
  questo accordo con l'Invitalia, con l'STM, con il Mimit stesso,  di
  cofinanziamento  di  trecento  milioni  di  euro:  e,  invece,  era
  collegato da remoto il direttore generale del Dipartimento Attività
  produttive della Regione siciliana.
   Un   collegamento,  chiaramente,  che  tante  volte  saltava,   un
  collegamento  che  non ci ha visti vogliosi di mantenere  fermo  il
  punto
   E  qual  era  il  punto? Il punto, che già avrebbe  dovuto  essere
  presente  nell'accordo firmato, avrebbe dovuto essere quello  della
  tutela  vincolante  dell'accordo  dei  livelli  occupazionali   dei
  dipendenti  della  STM. Ma di cosa ci sorprendiamo?  Io  stessa  ho
  presentato un accesso agli atti soltanto qualche settimana  fa,  il
  12 maggio, nel quale richiedevo alla Regione, all'Assessorato delle
  attività  produttive, il piano industriale della STM,  quali  erano
  gli   sviluppi   cui  era  tesa  la  produzione  della   STM.   Ma,
  candidamente, la Regione siciliana mi ha risposto che questo  piano
  industriale  non  era in loro possesso e che questa  documentazione
  avrei potuto trovarla al Ministero.
   Tutto  questo è scandaloso, è scandaloso vedere quest'Aula  vuota
  Ho  di  fronte, sto parlando con delle sedie vuote, con lei, signor
  Presidente,  che ringrazio per essere qui a presiedere l'Assemblea.
  Ma  in  realtà ho di fronte delle sedie rosse, assolutamente vuote,
  che non rappresentano, anzi rappresentano perfettamente, quello che
  è  la  Regione siciliana e da chi è governata. Siamo governati  dal
  vuoto assoluto
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole,  lei  è sempre  attenta  ai  problemi  dei
  lavoratori.  Le  consiglio  di convocare  una  Commissione  urgente
  "Attività  produttive",  per  farsi  dettagliare  quello  che   sta
  accadendo.
   Ne  ha parlato in Aula, siamo tutti vicini a lei ed ai lavoratori,
  però  facciamo le cose con il verso giusto e poi se ne  riparla  in
  Aula.  Onorevole La Vardera, siccome l'assessore ha  recuperato  la
  risposta  e  sta finendo, diamo la parola all'onorevole Saverino  e
  poi, subito dopo, interviene lei, se è d'accordo. Grazie.
   In  realtà l'onorevole Giambona aveva chiesto di intervenire prima
  dell'onorevole     Saverino    per    la     questione     relativa
  all'interrogazione. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.   Grazie,   signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessore.
   Faccio  un inciso sull'ordine dei lavori, magari mi sarà sfuggito,
  signor   Presidente,  ma  l'interrogazione  n.  27939  a   me   non
  risulterebbe essere stata trattata. Magari è una mia disattenzione,
  cionondimeno  la  vorrei segnalare. Comunque  le  anticipo  la  mia
  richiesta di trasformazione in forma scritta.
   Fatta  questa  precisazione vado su tutt'altro  argomento,  signor
  Presidente  ed  onorevoli colleghi. Oggi  siamo  qui  in  una  fase
  politica   che  ci  inquieta  particolarmente.  Siamo  in   un'Aula
  assolutamente vuota. Non vedo nessuno tra i banchi del Governo.  La
  situazione politica che stiamo vivendo ci mette particolarmente  in
  preoccupazione. La maggior parte dei siciliani, la  quasi  totalità
  dei  siciliani, non conosce ciò che avviene in questo Palazzo,  non
  sa  quelle  che sono le beghe politiche, le lotte intestine  tra  i
  partiti della maggioranza.
   C'è  una Sicilia che si alza ogni mattina, che fa impresa, che  ha
  dei dipendenti, che alza la saracinesca e deve sbarcare il lunario.
  C'è   un   tessuto  produttivo  siciliano  che  oggi  è  in   forte
  preoccupazione ed è in forte preoccupazione a seguito di quello che
  è  l'accordo, che noi pensavamo fosse per certi versi scongiurato o
  comunque che si potessero determinare delle soluzioni diverse,  che
  riguarda  l'introduzione dei dazi proposti dal presidente americano
  Donald  Trump. Dazi i cui effetti potrebbero essere devastanti  per
  l'economia italiana, ma anche per l'economia siciliana.
   L'avere  introdotto i dazi al 15% non potrà che comportare effetti
  negativi  per la nostra economia. A ciò si aggiunge la  perdita  di
  potere  d'acquisto, il cambio favorevole per gli Stati  Uniti  che,
  aggiunti  proprio  ai  dazi,  potrebbero  determinare  un   effetto
  moltiplicatore dannoso per le nostre aziende. La Sicilia esporta un
  valore  di  circa 13 miliardi di euro e 1 miliardo  di  merci  sono
  proprio destinati agli Stati Uniti.
   In  particolar modo, il settore agroalimentare e le organizzazioni
  di   categoria,   Confindustria,  Cna,  anche   le   organizzazioni
  sindacali, stimano che l'introduzione dei dazi possa comportare una
  perdita netta per le aziende siciliane che può arrivare fino a  100
  milioni di euro, con danni dal punto di vista occupazionale fino ad
  arrivare   a   mille   dipendenti,  quindi   lo   spauracchio   dei
  licenziamenti,  la  preoccupazione  degli  ammortizzatori  sociali,
  della cassa integrazione.
   Ebbene, in questi giorni abbiamo ascoltato gli interventi di tanti
  rappresentanti  delle  istituzioni, anche a livello  nazionale,  la
  Premier  Meloni  minimizza quelli che possono essere  i  danni  per
  l'economia  italiana  e  noi  naturalmente  siamo  veramente  molto
  preoccupati.
   Alcuni   presidenti   di  regione  hanno   manifestato   le   loro
  perplessità,  chiesto  di  intervenire,  tra  questi  annovero   il
  Presidente della Regione Lazio, della Regione Emilia Romagna, delle
  Marche, dell'Abruzzo, della Toscana che ha parlato - tra l'altro  -
  del settore vitivinicolo.
   Ebbene,  in  questo  momento, pur avendo una rilevanza  importante
  l'export  siciliano  negli  USA,  non  una  parola  da  parte   del
  Presidente  della Regione, Renato Schifani, rispetto a  quelli  che
  potrebbero  essere  gli  effetti dei dazi, rispetto  a  quelle  che
  potrebbero  essere le strategie da porre in essere per  mettere  in
  salvaguardia il nostro tessuto economico e produttivo.
   Io lo denuncio che qui bisogna intervenire in maniera concreta
   Le   altre  Regioni  stanno  proponendo  delle  misure  di  natura
  compensativa per salvaguardare le economie delle stesse.
   Abbiamo  adesso  una  variazione  di  bilancio  in  cui  c'è   una
  disponibilità economica.
   Chiedo  sin  da  adesso, abbiamo presentato degli emendamenti  che
  vanno  in  questa  direzione:  garantire  delle  misure  di  natura
  compensativa e a queste ne aggiungo una di tipo strutturale per  le
  aziende siciliane.
   È  giacente in Commissione III, Commissione che tratta le attività
  produttive,  un  disegno  di  legge  sull'introduzione  in  Sicilia
  dell'export manager.
   Molte   aziende   siciliane   sono   piccole,   medio-piccole    e
  piccolissime,  le  quali  hanno  la  difficoltà  di  avere   alcune
  professionalità  che  le  possano  accompagnare  nei  percorsi   di
  internazionalizzazione.
   In  questo  momento  storico, mettere a disposizione  -  concludo,
  Presidente  - la figura dell'export manager sarebbe essenziale  per
  permettere  alle aziende siciliane, che non potranno più  esportare
  negli  USA  perché  i  mercati  non  saranno  più  convenienti,  la
  possibilità di trovare nuovi mercati.
   Chiedo  di mettere all'ordine del giorno questo disegno  di  legge
  per dare una risposta alle nostre aziende siciliane.

   funzione pubblica

   Riprende lo svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
    Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
            Rubrica:  Autonomie locali e funzione pubblica

   PRESIDENTE.  L'interrogazione n. 1673 "Chiarimenti  in  ordine  al
  monitoraggio  della  situazione in cui versano  i  Liberi  Consorzi
  comunali  e  le  Città  Metropolitane  della  Sicilia",   a   firma
  dell'onorevole  Giambona ed altri, viene trasformata  con  risposta
  scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 1742 "Urgenti notizie ed interventi
  in  ordine all'accertamento ispettivo disposto presso il Comune  di
  Ustica (PA) con D.D.G. n. 24/Serv. 3 del 09.02.2024, prorogato  con
  D.D.G.  n.  185/Serv.3 del 10.06.2024", a firma  dell'onorevole  La
  Vardera.
   Ha facoltà di intervenire l'Assessore per fornire la risposta.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Onorevole  La Vardera, veda quantomeno la buona fede,  la  risposta
  c'era,  era  stata formulata il 17 giugno e quindi gli  uffici,  da
  questo punto di vista, ci avevano collaborato.
   Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto alla cui trattazione
  è  stato  delegato  il sottoscritto, giusta delega  del  Presidente
  della  Regione  del  13  giugno 2025,  si  rappresenta  che  questo
  Assessorato, attraverso il Dipartimento delle autonomie locali,  ha
  attivato  l'attività  ispettiva necessaria ad accertare  presso  il
  comune   di  Ustica  le  presunte  irregolarità  amministrative   e
  contabili evidenziate dall'onorevole interrogante.
   All'esito dell'attività istruttoria e dopo aver trasmesso gli atti
  conclusivi   all'amministrazione   comunale   per   le    eventuali
  controdeduzioni,  il  dipartimento  ha  notificato   all'ente   una
  relazione   contenente   le  violazioni  dei   predetti   normativi
  riscontrati.
   Contestualmente, è stata inoltrata una segnalazione  alla  Procura
  generale  della  Corte  dei conti per la valutazione  di  eventuali
  profili   di   responsabilità  erariale   connessi   alle   ipotesi
  contestate.
   Si  riferisce,  nel dettaglio, che considerata la rilevanza  delle
  segnalazioni  ricevute che ha comportato l'analisi  di  un  corposo
  carteggio,   anche  di  contenuto  tecnico,  l'iter  amministrativo
  avviato,   a  seguito  dell'accertamento  ispettivo  disposto   dal
  Servizio 3 del Dipartimento delle autonomie locali, ha richiesto un
  tempo congruo.
   In  particolare,  si  dettagliano gli atti  compiuti:  in  data  4
  dicembre  2024, l'ispettore incaricato dal Servizio 3 ha  trasmesso
  la relazione ispettiva unitamente alla documentazione acquisita.
   L'esito  dell'attività ispettiva ha indotto lo stesso Servizio  3,
  con  nota  protocollo  n. 3075 del 24 febbraio  2025,  a  formulare
  l'atto  di  contestazione  delle ipotesi di  violazioni  accertate,
  richiedendo, al contempo, all'Amministrazione del comune di  Ustica
  la trasmissione delle controdeduzioni di rito.
   Nel  termine assegnato per le controdeduzioni, non è pervenuto  da
  parte  del Comune di Ustica alcun riscontro alla nota con cui erano
  state trasmesse le contestazioni.
   Con  nota  protocollo n. 7751 del 5 maggio 2025 è  stato,  quindi,
  adottato  il  provvedimento  finale contenente  la  conferma  delle
  violazioni  contestate.  Il provvedimento è  stato  trasmesso  agli
  organi  comunali interessati, con raccomandazione  di  adeguare  la
  propria  condotta al rispetto di una sana e corretta  gestione  dei
  procedimenti  amministrativi, risultati  difformi  dalle  norme  di
  riferimento,  che, qualora non rimossi, rischiano di  continuare  a
  determinare detrimento per l'Erario.
   Con  nota  protocollo  n.  8285 del  13  maggio  2025,  gli  esiti
  ispettivi  sono stati trasmessi alla Procura della Corte dei  conti
  per gli eventuali profili di sussistenza di responsabilità erariale
  da parte dell'Amministrazione comunale.
   Per  quanto  attiene la richiesta di accesso agli atti, presentata
  dal  consigliere di minoranza, si precisa che il servizio ispettivo
  del Dipartimento delle autonomie locali, già con nota protocollo n.
  17268  del  25  ottobre  2024,  e  poi  con  successive  note,   ha
  ragguagliato il richiedente che, poiché, alla data delle  richieste
  di   accesso  agli  atti,  l'attività  di  accertamento   ispettivo
  risultava ancora in corso, ai sensi dell'articolo 5 bis, comma 5  -
  che  richiama  i limiti di cui al comma 1, lettera g,  del  decreto
  legislativo  33 del 2013 - la pronuncia di eventuale  accoglimento,
  con  produzione  dei  documenti richiesti,  veniva  differita  alla
  conclusione  delle  operazioni ispettive,  sempre  previa  verifica
  dell'esistenza  di  controinteressati, ai  fini  della  tutela  del
  diritto  alla riservatezza. Ciò anche nel rispetto delle previsioni
  delle linee guida "modalità ed esecuzione di incarichi ispettivi  e
  commissariali",  emanate con decreto assessoriale  n.  5723  del  4
  dicembre 2020.
   A  conclusione  del procedimento ispettivo, il Dipartimento  delle
  autonomie  locali, con nota protocollo n. 1805 del 21 maggio  2025,
  ha,  quindi, fornito riscontro formale all'istanza, allegando copia
  dei  provvedimenti  adottati; è accessibile ai  sensi  del  decreto
  assessoriale n. 5723 del 4 dicembre 2020.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  La  Vardera  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   LA   VARDERA.  Signor  Presidente,  miracolo,  assessore   Abbiamo
  trovato  questa risposta a beneficio del fatto che  gli  uffici  le
  avevano inoltrato tutto. Ormai conosco il meccanismo e so che  sono
  precisissimi
   Le  cose  che  dice, assessore, sono gravissime  La ringrazio  per
  l'onestà  intellettuale con cui ha affrontato questa risposta,  che
  racconta che, a questo punto della partita, al comune di Ustica, la
  "repubblica autonoma indipendente di Ustica" - la possiamo chiamare
  così  -  perché dai fatti narrati dalla sua interrogazione,  e  già
  dagli  elementi  che avevamo in nostro possesso, si evincono  delle
  gravissime   irregolarità  poste  in  essere   dall'Amministrazione
  comunale  di Ustica, dal sindaco. Vedo che lei annuisce, quindi,  è
  un  fatto importante; sono contento che avete predisposto gli atti,
  inviandoli alla Corte dei Conti.
   È  bene  che,  allora, il sindaco di Ustica convochi un  Consiglio
  comunale straordinario per spiegare alla città se ritiene di essere
  sindaco  o  di essere amico di Schifani, "re", "reino",  "reuccio",
  perché a questo punto, non a caso, il sindaco, chiaramente amico di
  Schifani, andando con lui è diventato anche lui "reuccio".
   Allora,  mi  rendo conto, assessore, che, davanti a  questo  stato
  dell'arte, ci sono veramente delle situazioni nei comuni siciliani,
  non  in  tutti, Deo gratias, ma in alcuni comuni, dove veramente  i
  sindaci pensano di potersi sostituire alla legge stessa. In  questo
  caso, le cose che abbiamo scoperto sono gravissime.
   Allora,  io mi auguro che da questa riunione... manderò tutti  gli
  atti  ai  consiglieri  di  minoranza,  al  capogruppo,  consigliere
  Altezza,  a cui viene negato addirittura di poter avere una  stanza
  al  comune,  perché  è consigliere di minoranza,  e  quindi  non  è
  nemmeno  degno  di potere occupare una stanza a lui adeguata,  solo
  perché  forse  il  consigliere Altezza, rompe le  scatole,  produce
  atti,  chiede informazioni, insomma...Quindi, è evidente che gliela
  dobbiamo fare pagare
   Allora, dico, sindaco di Ustica, lei vuole fare il sindaco o vuole
  fare  il  presidente della repubblica autonoma di Ustica? Lei  deve
  mettersi  d'accordo  con  sé  stesso e  comprendere  che  lei  deve
  esercitare  il  ruolo  che  le hanno attribuito  gli  usticesi  nel
  rispetto  delle  regole  sulle  quali  anche  lei  ha  giurato,  la
  Costituzione e, ovviamente, anche come dire le norme  e  le  regole
  del nostro Stato.
   Allora,  io la ringrazio assessore per la puntuale risposta,  sono
  soddisfatto, l'abbiamo anche trovata ma non sono soddisfatto e sono
  preoccupato  per  quello  che accade nella Repubblica  autonoma  di
  Ustica  in  cui  il re pensa di essere, come dire, il  re  sindaco,
  pensa  di  essere re ma si dimentica di essere sindaco  e,  quindi,
  solidarietà massima ai consiglieri comunali che, forse, ogni giorno
  subiscono  anche atti, sotto questo punto di vista, non  degni  del
  ruolo che rappresenta.

   PRESIDENTE. Si ritiene soddisfatto, onorevole La Vardera.
   Onorevoli colleghi, volevo comunicare all'Aula che in corso c'è la
  Commissione Bilancio per il DDL: perciò l'Aula rinviata  a  venerdì
  1   agosto 2025, alle ore 11.00, proprio per incardinare il disegno
  di legge.
   Aveva  chiesto  di  intervenire l'onorevole La  Vardera  ai  sensi
  dell'ex articolo 83. Ne ha facoltà.


        Ai sensi dell'art. 83, comma 2, del Regolamento interno

   LA  VARDERA. Signor Presidente, in chiusura di quest'Aula  volevo,
  in  qualche  maniera,  fare un po' l'excursus  di  quello  che  sta
  accadendo in questa settimana di caldo bollente che, purtroppo,  ha
  visto,  ahimè,  anche  diversi  incendi  proliferare  nella  nostra
  Regione.  Lo  avevo  praticamente  detto  due  anni  fa  quando  in
  quest'Aula  intervenivo per chiedere l'applicazione di  quello  che
  era  il  piano  incendi che mai è stato preso in considerazione  da
  parte di questo Governo.
   Domani  ci sarà un presidio di diversi comitati spontanei, insomma
  davanti a un quadro assolutamente deprimente della Regione, abbiamo
  assistito  anche  alle uscite poco felici di questo  Presidente  di
  Regione  che  continua a, come dire, non venire in quest'Aula,  non
  volere  rispondere  alle  domande dei deputati,  a  delirare,  fare
  veramente  dei  deliri di onnipotenza, re Schifani,  tali  per  cui
  hanno  portato perfino Raffaele Lombardo che, con grande  coraggio,
  gliele  ha  cantate  e  gliele ha suonate,  gli  ha  ricordato  che
  Schifani  non può permettersi di essere come Mao Tse-Tung  pensando
  di  avere la valigetta, come dire, del potere o in qualche  maniera
  si può permettere di poter pensare di essere onnipotente.
   Allora l'onnipotente che non è, appunto, il Presidente Schifani ha
  ricordato  Lombardo che in questa addirittura uscita lo ha  persino
  detto:  prima  o poi faremo fuori perché questi della  maggioranza,
  questi di Lombardo, ce li teniamo ancora per poco. E proprio  ieri,
  anzi ora, sono uscite le parole contro Dagnino. Schifani, tu fai il
  tecnico, dice Schifani, di politica non ne capisci niente  Gliel'ha
  appena  detto  al  buon Dagnino, poveretto solidarietà  a  Dagnino
  Cioè,  fondamentalmente, il presidente Schifani vuole  fare  tabula
  rasa,  cioè  si  vuole  fondamentalmente  autodefenestrare   e   si
  dimentica di governare con coloro i quali dovrebbero essere i  suoi
  compagni  di  viaggio  e  che,  finalmente,  anche  loro,  Raffaele
  Lombardo  che  di cose buone ne ha fatte veramente  pochissime,  si
  ricorda,  anche loro si iniziano a ricordare, a comprendere  chi  è
  veramente re Schifani.
   È  un  quadro  desolante, veramente, è un quadro su cui  noi  come
  opposizione  non possiamo semplicemente dire hanno perso  i  numeri
  della  maggioranza,  no è un quadro dove certamente  ai  siciliani,
  delle baruffe interne alla presidenza, a quello che sta succedendo,
  non interessa nulla
   Interessa  sapere  che  c'è  un  Parlamento  fermo,  immobile.  Un
  Parlamento  che si continua a riunire, a discutere cosa fare,  cosa
  non  fare.  Due  deputati  presenti in  Aula,  per  carità  c'è  la
  Commissione Bilancio che è in corso, vedremo cosa succederà, ma  il
  quadro  è  desolante.  Io lo ripeto da diverso  tempo:  abbiamo  un
  presidente che crede di potere esercitare il ruolo, veramente, come
  se fosse un despota, sovrano e assoluto  Noi dobbiamo ricordarlo al
  presidente  Schifani che deve esercitare solo negli  interessi  dei
  siciliani  e  non negli interessi propri. Mi auguro  che  Lombardo,
  dopo  quelle  parole del presidente Schifani, con  un  sussulto  di
  dignità, esca da questa maggioranza e faccia una delle poche  forse
  cose  buone che può fare. Di tante cose negative ne ha fatte,  sono
  anzi  più  le negative che le positive, ma quanto meno staccare  la
  spina  a  questo governo dispotico di un soggetto che, persino  sui
  giornali, comincia ad accusare i suoi stessi assessori
   Veramente  deliri  di  onnipotenza o  forse  deliri  di  presunta,
  diciamo,  età  che  avanza.  Per  carità  il  presidente  Schifani,
  auguriamo  lunga  vita  al  re, ma certamente  forse  non  è  nelle
  condizioni,  per quanto ci riguarda di continuare a  esercitare  il
  ruolo che gli hanno attribuito i siciliani, perché è fuori da  ogni
  tipo  di realtà cronica, le strade che sono un colabrodo, la sanità
  che  fa  a  pezzi, la rete ospedaliera che finalmente si sono  resi
  conto  di dovere rinviare, di ulteriori cinque mesi perché  stavano
  facendo  un  disastro totale, insomma, non ne hanno azzeccata  una
  Come  dire, le immagini dell'Istituto Luce del presidente Schifani,
  che  come "Mosè batte il legno a terra" e gli permette di aprire  i
  mari,  facendo  uscire l'acqua dal dissalatore  di  Gela,  immagini
  veramente da Istituto Luce, in cui fanno capire che il Presidente è
  veramente  fuori  da  ogni  grazia di Dio,  e  che  dovrebbe  forse
  comprendere che è arrivato il momento di farsi da parte.
   Io  sono stato ieri a Grotte, paese natale dei miei suoceri,  dove
  lì  manca l'acqua, è inutile che il presidente Schifani batte e  fa
  dire  abbiamo trovato l'acqua, che esce dal dissalatore, per  farmi
  la doccia ho dovuto aspettare due giorni che arrivasse l'autobotte,
  non me la potevo fare, e quindi evidentemente c'è un problema reale
  e concreto, di una Sicilia che ha problemi veri, e di un Presidente
  che  è  scollato dalla realtà e che continua a litigare con i  suoi
  stessi assessori, perché ha perso di vista la bussola della realtà.
  Presidente Schifani vai a casa  Perché questo è il momento in cui i
  siciliani devono tornare al voto

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Ha completato?

   LA VARDERA. Sì, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Perfetto.  Grazie  assessore,  l'Aula  è  rinviata  a
  venerdì, 1  agosto 2025, alle ore 11.00.

                 La seduta è tolta alle ore 16.51 (*)


     (*)  L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
   sito  web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
   seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XVII SESSIONE ORDINARIA


                         198a SEDUTA PUBBLICA

                  Venerdì 1  agosto 2025 - ore 11:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1)  Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata  (n.
         832/A Stralcio II/A) (Seguito)

           Relatore: on. Vitrano

      2)  Norme riguardanti gli enti locali  (n. 738 Stralcio/I COMM
         ter/A)

           Relatore: on. Abbate

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella