Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.55
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendono prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine
dei lavori.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avviso che le comunicazioni di rito, di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea, saranno
riportate nell'allegato A al Resoconto dell'odierna seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi del comma 9 dell'articolo 127 del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della presente seduta.
Invito pertanto i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto. Ricordo che anche la richiesta di verifica del
numero legale, ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto, sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Discussione del disegno di legge "Variazioni al bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2025 e per il triennio 2025-
2027. Disposizioni finanziarie varie" (n. 976 Stralcio/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il disegno di legge: "Variazioni al bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2025 e per il triennio 2025-
2027. Disposizioni finanziarie varie" (n. 976 Stralcio/A)
(Seguito).
PRESIDENTE. Abbiamo il segretario della Commissione Bilancio,
onorevole Caronia, e l'assessore Dagnino è in Aula.
MARANO. Non funziona così, non esiste
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Prima della relazione dell'onorevole Caronia, ha
chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori in base alle
richieste, io ho l'onorevole Catanzaro, che mi aveva chiesto di
intervenire sull'ordine dei lavori, poi Cambiano, De Luca e La
Vardera.
DE LUCA Antonino. L'avevo chiesto prima io.
PRESIDENTE. L'onorevole Catanzaro, dall'inizio dell'Aula, mi ha
chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori.
CATANZARO. Signor Presidente, io ho fatto una richiesta immediata
di intervenire sull'ordine dei lavori perché, su una variazione di
bilancio che abbiamo in Aula oggi, mi sembra davvero assurdo non
trovare tra i banchi del Governo, intanto il Presidente della
Regione, che ormai ci ha abituato alle sue dichiarazioni tramite
stampa. Da parlamentarista è passato ad essere colui il quale parla
col Parlamento tramite la stampa Capisco che ci sono i due
superstiti, assessore Aricò e assessore Dagnino, che ovviamente mi
diranno che loro sono gli assessori, uno con la delega al
Parlamento, l'altro ovviamente al bilancio e, quindi, sono qua in
Aula, però io trovo davvero imbarazzante ritrovarci in Aula - lo
dico anche ai colleghi di maggioranza - per affrontare una
variazione di bilancio che, comunque, mette alcune norme, l'ho
chiamata anche una variazione di bilancio con le norme a sorteggio,
cioè alcune norme dentro, altre no; un giorno sono trentacinque, un
altro giorno sono quindici. Poi c'è il gioco che fanno scomparire
le norme per rimetterle come aggiuntive e poi danno la
responsabilità alle opposizioni
Ritengo anche - mi rivolgo agli Uffici - che con un calendario che
noi abbiamo avuto, di un termine degli emendamenti alle ore 14:00,
ora sono le ore 16:00 e so dagli Uffici, perché noi, come Gruppo
parlamentare del Partito Democratico, abbiamo depositato più di
1.100 emendamenti, ebbene, so parlando con i colleghi delle
opposizioni che forse siamo a 1.500, 1.600, affrontare la
variazione di bilancio, pur essendo quindici articoli, non essendo
però noi a conoscenza di quelli che sono gli emendamenti che
vengono ammessi e quelli che non sono ammessi, è davvero difficile.
Lo dico perché, Presidente Di Paola, per carità, noi ci siamo
detti che dobbiamo affrontare questa discussione generale, però lo
trovo davvero - lo ribadisco per la seconda volta - non corretto
nei confronti dei parlamentari: non esserci qui il Presidente della
Regione, perché sono tante le cose che noi vogliamo dire proprio su
quelle che sono le cose che non vanno e, quindi, io le chiedo,
Presidente Di Paola, qualora, ovviamente, ci siano le condizioni -
perché vedo che ci sono, forse, quattro deputati - inoltre, mi pare
paradossale - non per la collega che, ovviamente, è da segretaria,
l'unica seduta in Commissione Bilancio - che non ci sia nemmeno la
Commissione Bilancio presente, con i deputati di maggioranza
Io le chiedo, Presidente Di Paola, che ci possa essere una
discussione generale, affrontata in forma diversa - anche se la
vogliamo posticipare a domattina - ma con la presenza da parte del
Governo, perché comunque questi 15 articoli - lo dico per gli altri
Assessori, ognuno ha competenza su un articolo, perché è così che
si è andati avanti - e, quindi, ora c'è qui l'Assessore Colianni, e
c'è un articolo che riguarda il suo Assessorato, ce ne sono
altri... non vedo quello dell'agricoltura.
Quindi, Presidente Di Paola, capisco che siamo alla discussione
generale, perché ci sono quelli dell'opposizione, e li facciamo
sfogare e così, poi, va bene, ci vediamo domani per il voto... ma
non funziona
Noi abbiamo bisogno di poterci confrontare, e l'Aula è il luogo
che serve proprio a noi parlamentari per il confronto, quindi, io
le chiedo in questa discussione generale, invitando tutti gli
Assessori, per domani, ad essere presenti, insieme al Presidente
della Regione, perché così è davvero imbarazzante potere affrontare
una discussione generale, e lo dico nei confronti del Parlamento e
di tutti i parlamentari, sia quelli di opposizione, ma lo dico
anche per quelli di maggioranza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Prima di rispondere faccio intervenire l'onorevole De Luca
Antonino che ha chiesto, pure, di intervenire sull'ordine dei
lavori e poi l'onorevole La Vardera, così ascoltiamo un po' tutti i
Gruppi parlamentari, perché ho visto che ci sono più colleghi che
hanno chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io glisso
relativamente al metodo di prenotazione degli interventi, però,
vorrei evidenziare che quest'Aula era convocata alle ore 15.00 e i
pochi deputati dell'opposizione presenti sono venuti alle 15.00,
sono le 16.00 e non c'è neanche il Presidente della Commissione
Bilancio, così come non c'è il Presidente della Regione; e, allora,
questo serve a evidenziare due cose: innanzitutto, chiedo
l'interruzione dell'Aula, perché il Presidente della Commissione
Bilancio - che è anche il relatore del testo - deve essere
presente, perché così non è costituita la Commissione Bilancio, che
deve essere costituita per poter avviare la discussione generale;
e, quindi, questa la consideri come la pregiudiziale, perché non si
può andare avanti in questo stato
La seconda: è veramente irrispettoso l'atteggiamento del
Presidente Schifani, e del suo Governo, nei confronti di questo
Parlamento e della Sicilia tutta Perché lui va a inaugurare pronto
soccorso - che poi non funzionano perché non ci sono i medici - e
chiede responsabilità alle opposizioni perché bisogna approvare
questa manovra entro mercoledì. Ma chi è? Ma come si permette? Ma
chi si crede di essere per dettare i tempi a questo Parlamento, che
ancora deve iniziare la discussione? Ma chi si crede di essere?
Glielo potete comunicare Ha sbagliato tutto, non ha capito nulla
Perché, non solo mercoledì non si esiterà la manovra, ma vedrete
quanto può essere alto il muro alzato dalle opposizioni, a cui il
presidente Schifani ha anche la sfacciataggine - perché si tratta
di sfacciataggine - di chiedere responsabilità
Lui, che in due anni e mezzo, non ha trovato un giorno per venire
qui a riferire degli scandali sulla sanità e sul turismo che stanno
distruggendo il suo governo e la sua maggioranza Lui che non trova
il coraggio di venire un giorno in Aula - dopo che l'ha promesso
due volte - a riferire sugli scandali di Trapani, su quello che
succede nei pronto soccorso, sulle liste d'attesa, sui dirigenti
generali che ha nominato e che non ha il coraggio di revocare, su
tutti gli scandali che riguardano l'Assessorato al turismo e
l'Assessorato alla sanità; non ha avuto il coraggio di venire a
riferire in Parlamento, adesso chiede responsabilità alle
opposizioni per approvare una manovra che, giusto a titolo di
esempio, Presidente, stanzia 40 milioni di euro per le liste
d'attesa a settembre, che non riuscirà a fare niente, non solo non
riusciranno a spenderli ma non risolverà il problema, perché il
tempo che mette in moto il meccanismo è finito l'anno, e andranno
in economia, e poi negli anni successivi, invece, ci sono i dodici
mesi e ci mette 10 milioni; già l'articolo si presenta ridicolo, 40
milioni per due mesi, che sanno che non riusciranno a spendere, 10
milioni l'anno per i due anni successivi
Allora, noi non ci prestiamo a questo gioco, ma faremo in modo che
lo conosca tutta la Sicilia, e lo faremo attraverso
l'ostruzionismo, lo faremo prendendoci i tempi che la legge ci
assegna, lo faremo richiedendo, quando necessario, il voto segreto,
e lo faremo rimandando al mittente ogni accusa che cercherete di
lanciarci sulla responsabilità, come già avete fatto sui consorzi
di bonifica, quando voi stessi non li volevate, vi siete uniti al
coro delle opposizioni e poi andate in giro a dire che la colpa è
nostra
Noi le responsabilità finora, assessore Dagnino, ce le prendiamo e
ce le prendiamo tutte perché siamo sempre in Aula e ci mettiamo la
faccia, quello che non viene in Aula e non ci mette la faccia, è il
presidente Schifani, che trova più comodo dire qualcosa quando
nessuno può controbattere Venga a dirlo qui in Aula che avremo
modo di rispondergli
Presidente Di Paola non c'è, ribadisco - la mia pregiudiziale -
non c'è il Presidente della Commissione Bilancio, chiedo che si
rinvii a domani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole La Vardera. Ne
ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie, Presidente.
Pur rischiando di essere ripetitivo rispetto a quanto già detto
dai miei colleghi, vorrei far notare che oggi, il 4 di agosto,
nonostante dobbiamo discutere una manovra importante, definita
prioritaria dal presidente della Regione, ci sono soltanto quattro
deputati della maggioranza, di cui uno infiltrato, tra l'altro
Safina, che per dare forza ai deputati di maggioranza, è andato un
attimo là a cercare di dare man forte
Cioè, questo è veramente un quadro devastante rispetto
all'interesse che questa maggioranza sostiene rispetto a questa
manovra, è la prova del fatto che il buon Schifani, pur avendo
tirato tutti per le orecchie, così come fa nel suo palazzo reale,
perché fondamentalmente chiama a raccolta tutti i deputati della
maggioranza e, quasi quasi, mi immagino questa scena - l'ho più
volte detta - quasi fantozziana, dello "scoppolone": cioè, siccome
tu mi ha fatto andare sotto col consorzio di bonifica, poi c'è
questa scena di quelli che si girano e fanno il gesto per indicare
chi è stato, ma non si trova Allora, a parte lo scherzo, qua siamo
davanti a un quadro desolante che è rappresentato dalla visione
plastica di quella sedia vuota che rappresenta l'ennesima assenza
del presidente Schifani che continua a trattare questo Parlamento
come un gruppo di amici, che possiamo fare quello che vogliamo,
tanto alla fine mi sento re impunito
Davanti a questo quadro desolante, è chiaro che non possiamo fare
altro che, ovviamente, non vestirci di responsabilità, perché, tra
l'altro, bene ha detto il collega De Luca, quando poi, di fatto,
noi chiediamo la presenza della maggioranza, e chiediamo che la
maggioranza venga a votare le cose per cui ritiene essere le
priorità, perché le priorità le definite voi come Governo,
assessore Dagnino, e se per voi le priorità che definite sono in
questi quindici articoli, quelli che sono, Deo gratias, è la vostra
volontà, ma ci deve essere la maggioranza per approvarle
Il tema vero, e dovete dire la verità, è che voi questa
maggioranza non l'avete più, avete perso la maggioranza non solo
dell'Aula, ma anche del rispetto che i siciliani nutrono verso
questa classe dirigente, una classe dirigente che, sotto ogni punto
di vista, fa acqua da tutte le parti, ed è la prova di quel povero,
buon Viviano, che a Stromboli è stato trasportato da una motoape
perché mancava l'ambulanza che lo trasportasse
Cioè, tutto è veramente drammatico È veramente drammatico, noi
non possiamo fare altro che sottolineare questo dramma, non
possiamo fare altro che esercitare il nostro ruolo di deputati,
raccontando le cose che non funzionano e, ovviamente, non faremo
sconti a nessuno, pur volendo dire che sulla volontà di potere fare
qualcosa
Allora, noi non vogliamo fare opposizione a prescindere tanto
perché vogliamo farla, io apprezzo la volontà dell'onorevole
Caronia che ha proposto questo emendamento sulle liste d'attesa, un
argomento assolutamente valido, io non metto in discussione che su
questo tema c'è la volontà del Governo di fare qualcosa, metto in
discussione la volontà di questo Governo di essere compatto e
unito. E, oggi, la presenza di cinque deputati della maggioranza e
l'assenza del Presidente della Commissione Bilancio, che dovrebbe
presiedere la stessa Commissione - l'onorevole Caronia l'hanno
lasciata sola, è davvero drammatica - come è drammatica l'assenza
del Presidente Schifani.
Quindi, noi non ci stiamo, signor Presidente. Le chiediamo
ufficialmente il rinvio di questa discussione generale, sperando
che domani il Presidente Schifani possa essere in Aula.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io farei in questo modo,
considerando anche gli interventi dei Capigruppo del Movimento
Cinque Stelle e del PD e dell'onorevole La Vardera per quanto
riguarda il Gruppo Misto.
Per quanto riguarda la Commissione, il fatto che sia presente
l'onorevole Caronia perché il Presidente ha avuto
un'indisponibilità all'ultimo momento e, quindi, è stata delegata
l'onorevole Caronia che, comunque, fa parte dell'Ufficio di
Presidenza. Tra l'altro vedo anche l'onorevole Venezia, che è il
vice Presidente della Commissione.
DE LUCA Antonino. Deve andare via
PRESIDENTE. Sì. Dico che, sotto questo punto di vista, non ci può
essere una pregiudiziale. Poi comprendo le richieste da parte dei
Gruppi, perché la relazione può essere fatta benissimo
dall'onorevole Caronia, che fa parte dell'Ufficio di Presidenza.
DE LUCA Antonino. Può essere messo ai voti?
PRESIDENTE. Comprendo la richiesta da parte delle opposizioni di
continuare la discussione generale anche nella giornata di domani,
considerando anche che, comunque, non andremo avanti sulla
votazione dell'articolato, perché le presenze da parte dei colleghi
non sono in numero tale da permettere di andare avanti con la
votazione dell'articolato.
Quindi, la proposta che faccio all'Aula è di iniziare la
discussione generale nel pomeriggio di oggi e poi, nel caso in cui
ce ne fosse la necessità e non riuscissimo ad intervenire nel
pomeriggio, possiamo continuare nella giornata di domani.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. In primo luogo, un chiarimento anche da parte
degli Uffici della Segreteria: effettivamente si può proseguire
l'Aula senza la presenza del Presidente? Perché non so se
l'onorevole Venezia sia disponibile ad assumere le funzioni di
Presidente in base ai suoi impegni, non li dò mai per scontati. Ma
mi chiedo: se io chiedo di votare la pregiudiziale la possiamo
porre voti? E ancora, signor Presidente: ma se noi rinunciassimo
alla discussione generale e ponessimo ai voti il passaggio agli
articoli sarebbe il caso di rinviare a domani? Vediamo di votare
adesso il passaggio agli articoli, perché noi potremmo anche
rinunciare alla discussione generale e chiedere direttamente il
passaggio agli articoli. Che facciamo?
(Applausi da parte del Gruppo Movimento 5 Stelle)
DE LUCA Antonino. O rinviate a domani o chiedo che si voti subito
il passaggio all'esame degli articoli
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo qualche minuto per
confrontarmi col Governo.
L'Aula è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.13, è ripresa alle ore 16.17)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Colleghi, dopo essermi interfacciato con il Governo, do la parola
all'assessore Dagnino. Prego, Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente.
Onorevoli deputati, ho ascoltato con molta attenzione gli
interventi che sono stati proposti e confermiamo che il Governo ha
sempre cercato di essere massimamente presente in quest'Aula.
L'assenza del Presidente della Regione, è oggi dovuta a impegni
che, però, non fanno venir meno l'interesse da parte del Governo
alla trattazione degli articoli: tuttavia, avendo registrato alcune
dichiarazioni da parte degli esponenti dell'opposizione che
chiedono un rinvio della discussione generale a domani mattina, in
un'ottica di dialogo massimo che ha sempre caratterizzato il
Governo della Regione siciliana all'interno del Parlamento, non
esprimiamo alcuna contrarietà ad accogliere la richiesta da parte
del Governo, sempre - lo ribadisco - in un'ottica di
collaborazione, nell'interesse di una manovra da quasi 400 milioni
di euro che è molto attesa da parte dei siciliani.
Credo che siamo qui tutti in questo consesso con l'obiettivo
comune di porre in essere misure che rispondono ad esigenze di
grande rilevanza per la nostra Terra. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Dagnino.
Bene, colleghi, vista la disponibilità da parte del Governo
regionale, sospendo l'Aula, che è riconvocata a domani mattina alle
ore 11:00, con il seguito dell'ordine del giorno. La seduta è
sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.19 di lunedì 4 agosto 2025,
è ripresa alle ore 14.29 di martedì 5 agosto 2025)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
La seduta è ripresa.
dei Gruppi parlamentari
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 5 agosto 2025,
sotto la Presidenza del Presidente dell'Assemblea On. Galvagno e
alla presenza del Vice Presidente Vicario On. Di Paola e del Vice
Presidente On. Lantieri, e con la partecipazione dell'Assessore per
l'economia, Prof. Dagnino, dell'Assessore per le infrastrutture e
la mobilità, On. Aricò, e dell'Assessore per il territorio e
l'ambiente, On. Savarino, ha deliberato a maggioranza con il voto
contrario dei Gruppi parlamentari Partito Democratico e Movimento 5
stelle - ai sensi dell'art. 98 quinquies, comma VI, secondo
periodo, Reg. Int. Ars. - di contingentare i tempi della
discussione generale del ddl 976 Stralcio/A secondo quanto segue.
Oltre al tempo riservato al Governo, pari a 30 minuti, ai Gruppi
parlamentari sono riservate 4 ore, ripartite per metà in maniera
uguale e per l'altra metà in maniera proporzionale alla rispettiva
consistenza numerica, secondo la seguente tabella:
-Forza Italia ARS 37 minuti;
-Fratelli d'Italia 34 minuti;
-Movimento 5 Stelle 32 minuti;
-Partito Democratico 32 minuti;
-Democrazia Cristiana 25 minuti;
-Prima l'Italia - Lega 22 minuti;
-Popolari e Autonomisti 20 minuti;
-Sud chiama Nord 18 minuti;
-Misto 18 minuti.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Quindi, io chiedo al Presidente della Commissione
Bilancio...
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
Sull'esito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
CRACOLICI. Signor Presidente, sulle comunicazioni, io ho necessità
di due chiarimenti: la prima, che l'Assemblea ha l'obbligo di dare
comunicazione delle impugnative che sono intervenute sulle leggi
approvate da questa Regione e che sono intervenute nella giornata
di ieri. Pertanto, chiedo di conoscere, preventivamente all'esame
di qualunque testo, le norme impugnate, le motivazioni delle
impugnative, di darne lettura in Aula - vedo che c'è qualche
sbigottimento - è pubblicato sul sito del Ministero degli affari
regionali, per favore estraetelo e datene lettura, perché alcune
delle norme impugnate hanno attinenza con la materia che dovremo
ancora trattare. Pertanto, chiedo preventivamente di avere
conoscenza e di dare conoscenza a quest'Aula delle norme oggetto di
impugnativa.
Seconda questione: per quanto attiene alla decisione assunta dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, vorrei far
rilevare che il 73 bis, se non ricordo male, attiene alla modalità
di definizione dei tempi della discussione generale per quanto
riguarda la legge di bilancio della nostra Regione, che è una legge
particolare, speciale, nel senso che nella legge di bilancio sono
definiti i tempi della trattazione sia delle Commissioni, sia
dell'Aula.
Quindi, quando si apre la sessione di bilancio, il Regolamento
prevede che siano 45 giorni i tempi per l'esame complessivo del
testo, oltre i termini previsti per le Commissioni sia di merito
che la Commissione Bilancio che è preposta ad esaminare. Dunque,
delle due l'una: o questa è una variazione di bilancio e, come
tale, la trattiamo come legge di bilancio, e ci può stare nella
misura in cui a questa legge fossero stati attribuiti i termini
previsti dalla legge di bilancio, che è appunto 45 giorni per
l'esame, tant'è che il contingentamento fa riferimento alla data
ultima di approvazione della stessa legge, per cui se entro 45
giorni non si riesce ad approvare, il Regolamento dispone le
modalità con le quali l'Aula può determinarsi, affinché venga
approvato nei termini previsti dal Regolamento; questa legge non è
una variazione di bilancio perché, com'è noto, le variazioni di
bilancio - non lo dico io, lo dicono gli stessi Uffici che hanno
formulato il parere a questo testo predisposto dal Governo -, le
leggi di variazione hanno dei contenuti precisi, hanno delle
modalità di intervento rispetto alle leggi, alla legislazione
vigente.
Non mi risulta che questa sia una legge a legislazione vigente,
perché sono introdotte, giuste o sbagliate, norme che prevedono
nuove modalità di spesa, attraverso nuove modalità autorizzative,
appunto, con legge.
Quindi, la fattispecie per la quale si applica il 72 bis che,
ripeto, è una disposizione speciale per la legge di bilancio o si
applica a questa norma in quanto legge di bilancio e, allora,
chiedo che sia rinviato in Commissione e si diano i termini
previsti dalle disposizioni, cioè i 20 giorni per l'esame e poi i
45 giorni per la trattazione da parte del Parlamento, o non essendo
una legge di bilancio è una legge ordinaria il cui contingentamento
deve essere motivato da ragioni straordinarie, speciali che non mi
pare sussistano nella fattispecie.
Aggiungo che la condizione di contingentamento dei tempi, non so a
chi è venuta questa bella idea, perché qualcuno legge i Regolamenti
a saltare, vorrei ricordare, come lei ha giustamente ricordato,
attiene eventualmente alla sola discussione generale ma non attiene
all'esame degli emendamenti, alla disponibilità che il Regolamento
concede ad ogni deputato di intervenire prima sull'articolato, poi
sugli emendamenti, nonché sui subemendamenti, secondo un tempo che
è di dieci minuti, però per deputato, quindi il contingentamento
non può operare nel momento in cui passeremo all'esame
dell'articolato, quindi questa bella idea c'è sempre qualcuno che
trova il coniglio da fare uscire dal cilindro, ma mi pare che è un
coniglio, diciamo, che difficilmente potrà correre perché, ripeto,
il contingentamento non può attenere all'esame dell'articolato
Io chiedo alla Presidenza - capisco che lei in questo caso è
portatore sano di una decisione discutibile, assunta su una
variazione di bilancio per cui, ripeto, la chiamiamo variazione per
esigenze di comunicazione ma non è una variazione, tranne che si
stralcino tutte le norme che non attengono alla variazione in senso
stretto e tecnico e, quindi, si affronta la questione nella
modalità appropriata di una legge, diciamo, di una legge di
bilancio, una legge finanziaria vera e propria in corso d'opera
Io credo che questa scelta della Presidenza inasprisca le modalità
dell'esame di questo Parlamento, perché le voglio subito far
presente che, per quanto mi riguarda, non regalerò nessun secondo
che il Regolamento mi consente, non solo dei cosiddetti tempi
contingentati ma dei tempi che non potete contingentare rispetto ai
quali l'Aula potrà esercitare il suo diritto regolamentare secondo
i termini previsti e non c'è articolo che tenga, perché non può
essere esteso, ripeto, all'articolato il principio del
contingentamento.
Aggiungo che noi stiamo ancora affrontando, dovremmo ancora
iniziare, la discussione generale, ove ci possono essere diversi
strumenti regolamentari che consentono anche di fermare l'Aula e
valutare un eventuale rinvio in Commissione, cosa che io penso, al
punto in cui siamo, se si vogliono veramente risolvere le
questioni, perché a me sembra che oggi siamo in presenza di un
capriccio e non so quale sia la ragione, politica probabilmente, di
riaffermare una supremazia rispetto al Parlamento voglio ricordare
che questa affermazione di supremazia è stata anticipata con
un'intervista al Giornale di Sicilia sul rapporto tra il Governo,
il suo Presidente e la maggioranza, in particolare, del Parlamento,
tranne che non si voglia, come dire, consentire - e mi spiegate in
quale modalità si potrà consentire eventualmente - che il Governo,
per comprarsi i deputati nella possibilità di avere votata questa
variazione, i famosi trenta milioni o trentadue o trentacinque,
perché ogni giorno che passa ne sentiamo una nuova, dovrebbe
mettere a disposizione della maggioranza dei deputati sia questa la
vera natura dello scambio al quale noi, come è evidente, ci
opporremo: perché qui non siamo in presenza di mance ma vera e
propria compravendita del voto in Parlamento
Pertanto, io chiedo alla Presidenza: primo, di dare lettura delle
impugnative perché attinenti alla materia di cui stiamo per
esaminare il testo stesso, una per tutte la sanità; secondo, che la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari rivaluti questa
decisione - ci sono molte possibilità di arrivare al risultato -
senza che si inasprisca, inutilmente, il rapporto tra maggioranza e
opposizione.
Qualora volesse persistere nella sua decisione, annunciamo che
ricorreremo ad ogni mezzo legittimo e previsto, affinché il
Parlamento non ceda a questo capriccio che il Governo ha in qualche
modo frapposto all'esame di questo provvedimento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Onorevoli colleghi, prima di rispondere all'onorevole Cracolici,
rispetto alle domande che sono state poste, ho visto che c'era pure
l'onorevole Giambona e credo l'onorevole De Luca che vogliono
intervenire sull'ordine dei lavori.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona.
CRACOLICI. Perché, qual è la motivazione?
PRESIDENTE. Non è che posso fare intervenire tutti sull'ordine dei
lavori
CRACOLICI. Lei è pagato per far intervenire chi chiede di parlare
PRESIDENTE. Noi dobbiamo cercare, intanto, di fare intervenire
l'onorevole Giambona, dopo l'onorevole De Luca. Se ci sono altre
argomentazioni sull'ordine dei lavori, questa Presidenza ascolterà
nuove argomentazioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona.
GIAMBONA. Grazie, signor Presidente.
Allora, io intanto ci tengo a precisare che il mio intervento è
consequenziale alla sua comunicazione, nella quale ha riferito
l'esito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e,
nello specifico, la decisione di contingentare i tempi nella
discussione generale della variazione che, oggi, dovremmo
cominciare a discutere.
Fermo restando quelle che sono state le osservazioni e i rilievi
di chi poc'anzi mi ha preceduto - nello specifico, del Presidente
Cracolici - che faccio assolutamente mie, nella considerazione che
un contingentamento dei tempi, su una manovra di tale portata,
sembra assolutamente improprio, anche se comprendo bene, si è
voluto applicare quello che prevede il comma 6 dell'articolo 98
quinques che, in questo caso, rimanda agli articoli 119 e 120 del
Regolamento e si applica il comma 3 dell'articolo 73 bis "con il
consenso dei Presidenti dei Gruppi parlamentari previsto dal comma
4 del presente articolo" - quindi le norme della sessione di
bilancio, fondamentalmente - ribadisco, però, quello che qui dice
il comma 6 "con il consenso dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
previsto dal comma 4 del presente articolo"; quindi, andiamo al
comma 4 del presente articolo il quale dice che dopo l'avvenuta
comunicazione da parte del Presidente, se all'atto della
comunicazione, un Presidente di Gruppo si oppone a quella che è la
determinazione stabilita di cui al comma 6 dell'articolo 98
quinques l'Assemblea delibera, per alzata e seduta, dopo
l'intervento di un oratore per Gruppo nel tempo massimo di cinque
minuti ciascuno.
Quindi io torno un attimo indietro a quella che è la decisione che
è stata presa in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
con i due terzi dei Gruppi parlamentari? Sembrerebbe proprio di sì
ma, fatto salvo questo aspetto, io chiedo conferma agli Uffici e al
Segretario che l'interpretazione che io do al comma 4 dell'articolo
98 quinquies è corretto: cioè, che non basta solamente che si siano
espressi i due terzi dei componenti dei Gruppi parlamentari in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ma il comma 4
stabilisce che l'Assemblea si può e si deve determinare qualora uno
dei Gruppi parlamentari ne faccia la richiesta, con possibilità di
intervento uno a favore ed uno contro. Grazie.
LA VARDERA. E qui casca l'asino
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, lei ha letto perfettamente una
parte del Regolamento interno dell'Assemblea, però dico, ad ora, io
non ho visto o non ho ascoltato in Aula nessun Presidente della
Conferenza dei Gruppi parlamentari che si sia opposto.
DE LUCA Antonino. Qua sono
PRESIDENTE. Dopodiché, dico all'onorevole Giambona, che ha detto
anche in maniera corretta che nella Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari la determinazione è stata presa a maggioranza
dei due terzi perché, come ho letto, i Gruppi parlamentari di PD e
Movimento 5 Stelle hanno votato in maniera contraria
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Eviterò di soffermarmi adesso, magari lo farò in
un momento successivo, se ci arriveremo, sull'atteggiamento
fascista utilizzato per tacciare le opposizioni del Parlamento.
Vorrei evidenziare semplicemente due questioni: prima, la mia
contrarietà alla deliberazione e, conseguentemente, la richiesta di
mettere immediatamente al voto il contingentamento dei tempi, per
cui, le chiedo, signor Presidente, come prevede il Regolamento, di
porre immediatamente in votazione il contingentamento dei tempi;
infine, signor Presidente, mi riservo un ulteriore intervento
all'esito della sua decisione.
PRESIDENTE. Così come ha letto bene il collega Giambona, dal
momento in cui c'è un Presidente di un Gruppo parlamentare che in
Aula dichiara la sua contrarietà alla determinazione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, io chiedo ai
vari Gruppi parlamentari di potere intervenire, perché il
Regolamento dice che un Presidente, un componente del Gruppo può
intervenire per esprimere l'eventuale contrarietà o proposizione.
Quindi, ci devono essere all'interno dell'Aula, prima di portare
alla votazione, l'argomentazione da voi proposta, ci devono essere
tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari in maniera tale che si
possano esprimere. Lo dice il Regolamento.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Lo ha letto poco fa l'onorevole Giambona, lo rileggo
qui: "se all'atto della comunicazione un Presidente di Gruppo si
oppone - ed è questo il caso - l'Assemblea delibera per alzata e
seduta, dopo l'intervento di un oratore per Gruppo, nel tempo
massimo di cinque minuti ciascuno".
Quindi, io che cosa sto ribadendo? Che faccio votare dopo che ogni
Presidente della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
si sia espresso all'interno dell'Aula.
MARANO. Non c'è scritto che devono essere tutti presenti.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. L'opposizione sta continuando, mi dispiace dirlo perché
io finora mi sono astenuto sia in Aula, sia sulla stampa di
intervenire per stigmatizzare un comportamento astrattamente
legittimo... signor Presidente, si interrompe, perché qua...
allora, dicevo, l'opposizione continua in questo atteggiamento, io
non volevo assolutamente scendere su questo campo. A questo punto,
però, evidentemente, mi si costringe in questo atteggiamento, di
ricorrere ad ogni...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, nel rispetto dell'onorevole Assenza,
cortesemente prego, onorevole Assenza
ASSENZA... di ricorrere ad ogni mezzo, dicevo pur di impedire la
discussione e l'approvazione, noi auspichiamo, nel più breve tempo
possibile, di questo disegno di legge. Contraddicendosi in maniera
veramente puerile, scusatemi il termine, rispetto ad un
atteggiamento assunto, qualche giorno fa, in sede di discussione
della legge sui consorzi di bonifica, che poi ha avuto l'esito che
ha avuto, io ricordo tutti gli interventi dell'opposizione
finalizzati a sostenere che la norma, per quanto riguarda gli
interventi sugli operatori e, quindi, della stabilizzazione di una
quota e l'aumento delle giornate per gli altri, era argomento di
natura finanziaria e, come tale, questi sono gli argomenti che
hanno usato i colleghi del PD e del Movimento 5 Stelle, andavano
rinviati alla manovra in corso di discussione in Commissione
Bilancio, trattandosi di materia di natura finanziaria.
Guarda caso, in Commissione Bilancio, quando il Governo ha
proposto, a seguito di questo rinvio, di inserire la norma, invece,
l'atteggiamento è stato: "no, non si può votare perché diventa un
emendamento aggiuntivo". Sono sicuro che, oggi, in Aula, o domani,
quando arriverà questo emendamento, farete lo stesso discorso
Allora, mettetevi d'accordo con voi stessi Alcune norme che voi
ritenete utili, che noi riteniamo utili, che tutti riteniamo utili
per l'interesse dei lavoratori, devono essere affrontate, discusse
e votate oppure, perché volete dare una spallata che non vi
riuscirà, parliamoci chiaramente, che non vi riuscirà
Perché volete dare una spallata a questo Governo? Perché ritenete
che ci siano momenti di fibrillazione o che ci siano partiti in
difficoltà...
(Interruzioni fuori microfono)
ASSENZA... dal primo all'ultimo articolo, fino a quando questa
manovra non diventa legge
Quindi, continuiamo con questo braccio di ferro. Non è uno sport
che io preferisco, però non è uno sport neanche dal quale mi tiro
indietro Quindi, stiamo tutti sereni, i tempi sono stati
contingentati applicando una norma che, chi ha più legislature come
me ricorda, è stata applicata in tante altre occasioni: quella del
contingentamento dei termini, il Governo ha responsabilmente (audio
incomprensibile) di applicare anche la norma che impedisce anche la
discussione ai suoi singoli articoli.
Io invito, ancora una volta serenamente: discutiamo della norma
nel merito e procediamo articolo per articolo alle votazioni del
caso.
Continuare così, dopo aver impiegato giorni e giorni a
discussioni, ripetendo sempre gli stessi argomenti, io credo che
alla fine non viene compreso, soprattutto non da noi, che capiamo
l'esigenza politica di distinguersi dagli altri, non viene capito
da coloro che poi aspettano queste risposte da una norma che cerca
di darle in materia di siccità, in materia di scuolabus, in tante
materie importanti.
Quindi, signor Presidente, io confermo, così come ho fatto in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la volontà di
applicare e di votare per il contingentamento dei tempi, e il mio
Gruppo voterà coerentemente in questo senso.
(Intervento fuori microfono)
CRACOLICI. Trentacinque milioni vale questo valore
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, in qualità di Presidente del Gruppo
parlamentare di Fratelli d'Italia, ho capito che lei è concorde, è
favorevole alla determinazione della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro, in
qualità di Presidente del Gruppo parlamentare del Partito
Democratico. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io rimango
basito, in questo inizio di Aula, soprattutto, rimango ancora più
basito dopo l'intervento del mio collega - che stimo - Presidente
del Gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia, onorevole Assenza,
perché ho capito oggi il motivo per cui era in silenzio in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e ora sta dando
fiato ai suoi pensieri.
Ovviamente, infatti, il Presidente Schifani ha dato un ordine ben
preciso, che è stato quello di non parlare in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, che è durata due ore
Noi, Presidente Di Paola, abbiamo chiesto due cose prima che
iniziasse la discussione generale sulle comunicazioni. Una è che
vorremmo capire sullo stralcio, anzi su quello che è accaduto ieri
sull'intervento di Cracolici... sulle leggi. L'altra, ovviamente,
abbiamo fatto una richiesta all'articolo 98 quinquies, comma 4,
considerato che è la prima volta che, dopo due anni e mezzo da
questa legislatura, oggi si inizia a determinare, con una
indicazione ben precisa da parte del Governo regionale che deve
dettare i tempi all'Aula, di fatto, sminuendo il ruolo di tutti i
parlamentari.
Ma io lo dico in senso largo, non solo per i deputati di
opposizione perché qualcuno vuole... perché questo poi lo diremo in
discussione generale. Lo dico perché è davvero paradossale quello
che io continuo ad ascoltare e quello che stiamo vivendo in queste
ore.
Cioè, abbiamo assistito ad una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, è giusto, da parte di un assessore che è
arrivato con un tablet, dicendoci che noi dobbiamo applicare il
contingentamento rispetto al Regolamento d'Aula e quindi c'è
questo. Addirittura, abbiamo bloccato l'articolo 98, perché si
vuole evitare di parlare sugli articoli con gli emendamenti
presentati poiché ovviamente c'è una decisione, da parte di chi
governa oggi, di dare un impulso.
E tutto questo impulso, Presidente Di Paola, lo sa qual è? La mia
tristezza. La mia tristezza è che, in questo momento e fino a
qualche giorno fa, i deputati, anche di maggioranza... Perché non è
vero questo racconto, e l'ho detto anche in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, che noi di opposizione vogliamo
andare a settembre, perché ovviamente c'è l'idea che non vogliamo
alcune norme ed altre sì. No. Noi abbiamo fatto altri ragionamenti
e li continueremo a fare in quest'Aula.
Però il paradosso lo sa qual è, Presidente Di Paola? Che io sono
preoccupato. Perché non vorrei che fosse intervenuto il Presidente
Schifani, attraverso un qualcosa che è l'elargire quelle che sono
le somme che, poco fa, sono state date ai singoli deputati di
maggioranza, per mantenerli tutti in Aula, per mettere il bavaglio
a noi e per procedere in maniera spedita, facendo il voto in forma
non democratica rispetto ad un dibattito d'Aula.
Noi a questo non ci stiamo Faremo prevalere tutte le nostre
ragioni di Regolamento, perché è corretto, considerando che
qualcuno sta sminuendo, e tentando di sminuire, quello che è il
ruolo del Parlamento e dei parlamentari.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Comprendo che il Partito
Democratico è contrario alla deliberazione della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, a parte la necessità
impellente di stigmatizzare quanto sta accadendo in questi giorni
intorno a questa variazione, che, nonostante gli errori del
passato, arriva in Aula senza la necessaria preliminare discussione
in Commissione Bilancio, di tutto quel mondo di emendamenti
aggiuntivi che questa Aula dovrà, in avanti, decidere se discutere
e in che forma discutere.
Questa settimana è stata preceduta dagli annunci del presidente
Schifani che non ha fatto altro che dire che questa manovra andava
approvata entro mercoledì, mi chiedo e mi domando se perché è più
importante l'interesse dei siciliani o la visita del Ministro
Salvini, che avverrà, se non ricordo male, questa settimana, e che
potrebbe vedere impegnata la presenza di alcuni membri del Governo
e dell'Aula, al punto tale da portare, per voce del Governo e
dell'assessore Dagnino, la richiesta preliminare del Governo di
contingentare i tempi.
Fatto questo che, come dice il collega Assenza, in passato è
capitato, ma è capitato quando, a ridosso delle scadenze di legge o
determinate dalla Conferenza dei presidenti dei Gruppi
parlamentari, i disegni di legge risultavano impantanati dal Gruppo
parlamentare. Qui, la richiesta arriva, e questo è un fatto
inusuale e insolito, e per me assolutamente nuovo in otto anni che
sono componente di questo Parlamento, la richiesta di contingentare
i tempi da parte del Governo sbarca ancor prima di uscire da casa
Cioè, il Governo era ancora comodo nel proprio Palazzo d'Orleans e
già chiedeva di contingentare i tempi Allora, veda, questo è
l'ennesimo tentativo di un presidente che si è dichiarato,
all'inizio del mandato, come un parlamentarista convinto, che nella
realtà e nei fatti non rispetta ed evita il confronto parlamentare
E poi, Presidente Di Paola, oltre a confermare la contrarietà del
Movimento Cinque Stelle al contingentamento dei tempi, chiedo di
investire gli Uffici di una questione regolamentare, sempre
prevista dall'articolo 98 quinquies, che prevede che la
strutturazione del calendario, e quindi anche le sue eventuali
modifiche, debba prevedere la forma scritta che deve essere
comunicata per iscritto a tutti i componenti dell'Assemblea.
Io non ho ricevuto nessuna comunicazione scritta del
contingentamento dei tempi, guardi l'articolo 98 quinquies
all'ottavo comma, le dirà che quanto contenuto nei commi precedenti
deve prevedere la forma scritta che deve essere trasmessa a tutti i
componenti dell'Assemblea, io non ho ricevuto nulla di scritto e i
miei colleghi neppure. Per cui, chiedo che l'applicazione del
Regolamento avvenga interamente, perché laddove il Regolamento
avesse voluto contenere, Presidente, laddove il Regolamento avesse
voluto prevedere la comunicazione orale dal suo scranno, chi ha
redatto il Regolamento avrebbe previsto la comunicazione orale
dallo scranno più alto, qui, invece, è stata prevista la forma
scritta, e siccome la forma, in diritto, serve a tutelare la
sostanza, chiedo che venga rispettata la forma scritta e pongo la
questione come pregiudiziale.
PRESIDENTE. Però, dico, ancora ne stiamo discutendo, appena verrà
approvato o meno, se da Regolamento, verrà comunicata anche in
forma scritta.
Chiedo all'onorevole Pellegrino, al presidente Pellegrino, in
qualità di presidente del Gruppo parlamentare Forza Italia all'Ars,
se vuole intervenire, prego.
DE LUCA Antonino. No no, io ho posto la questione pregiudiziale.
PRESIDENTE. Ancora non l'abbiamo approvato, non c'è il
contingentamento dei tempi per il momento. Prima la comunicazione
in Aula, poi si vede se ci sono delle rimostranze e si procede.
Prego, onorevole Pellegrino.
PELLEGRINO. Sì, Presidente, per confortare quella che è la
decisione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Esiste un organo che è la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che ha deciso, in maniera, secondo quelli che sono i
canoni e i criteri del Regolamento, secondo quelli che sono i
criteri stabiliti dal nostro Regolamento, dal 98 quinquies in
relazione all'articolo 103 del nostro Regolamento.
E' una decisione assolutamente legittima, se si vuole poi
sconfessare in Aula ingiustamente, dico io, nel merito ma anche
giustamente nella legittimità si può assolutamente fare, ognuno fa
la sua parte, c'è una maggioranza che adotta quelle che sono le
norme, quelle che sono le norme del nostro Regolamento interno
dell'Assemblea e, quindi, la decisione va assolutamente rispettata
dall'Assemblea perché si tratta di un organo interno all'Assemblea
stessa e, quindi, voluto da tutti i componenti dell'Assemblea.
Quindi non si può contestare una decisione legittima sulla base di
un Regolamento legittimo approvato tantissimi anni fa e che
prevede, appunto, che i due terzi dei componenti dell'Assemblea,
rappresentati dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, possano votare e decidere legittimamente e
conformemente a quello che è il dettato del Regolamento stesso
Quindi noi non possiamo che fare altro che confermare, senza
andare nel merito, perché in questo momento non voglio entrare nel
merito della bontà della manovra, perché sulla bontà della manovra
si è espressa anche l'opposizione dicendo che, nel merito, da
sempre, sono argomenti assolutamente emergenziali che sono
opportuni, che sono necessari per il Popolo siciliano prima che per
noi.
Quindi, a questo punto, io non posso che confermare e chiedere che
venga applicata la decisione della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino.
Chiedo all'onorevole Pace, in qualità di Presidente del Gruppo
Democrazia Cristiana, se vuole intervenire. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, io vorrei fare un passo indietro, siccome
sono stato sempre tra i parlamentari fautori, non di un accordo con
le opposizioni, ma di una sana collaborazione e non è mancato
intervento da parte mia dove ha sottolineato la bontà di alcuni
provvedimenti che sono stati sempre condivisi tra maggioranza e
opposizione, francamente, da quello che ho letto sulla stampa, dei
tantissimi emendamenti presentati, per la prima volta, onestamente,
non comprendo quale possano essere le ragioni di creare,
diciamocelo, un ostruzionismo a questa legge.
Io ho dichiarato alla stampa e lo voglio ribadire qui: se noi
dobbiamo confrontarci sul testo, lasciamo stare gli interventi dei
territori, non è questo il tema, sul testo vogliamo confrontarci
con le opposizioni perché c'è un vero interesse a migliorare il
testo del Governo e della Commissione. Noi siamo tutti, e penso di
interpretare anche il sentimento del Governo, pronti a sederci e a
migliorare un testo.
Ma se invece dobbiamo andare avanti - così come abbiamo fatto - a
suon di comunicati stampa, interpretazioni di regolamenti, per far
sì che da una parte si voglia legittimamente dotare non questo
Parlamento e il Governo, i siciliani di alcuni provvedimenti
indispensabili, dall'altro lato francamente non capisco, non
comprendo, non immagino quale possano essere invece le ragioni,
anche di natura politica, affinché questo risultato per i siciliani
non debba arrivare o, comunque, non deve arrivare adesso prima
delle ferie estive
La domanda è: le liste d'attesa che questo provvedimento tenta di
abbattere, i provvedimenti per la Protezione civile, i
provvedimenti per i disabili, i fondi per la viabilità provinciale
di tutte le province siciliane, i fondi per l'agricoltura - se
vogliamo un tema caro a tutti - la stabilizzazione dei precari dei
consorzi di bonifica e gli ASACOM, i fondi per i dissalatori, hanno
un carattere d'urgenza, oppure no?
Io dico che una legge approvata non oggi, non domani - decidiamo
quando nelle prossime ore - darà ai siciliani una boccata
d'ossigeno e un segnale importante, positivo, di tutta la politica
siciliana, non del Governo, non della maggioranza, di tutto il
Parlamento
Se invece ci trinceriamo dietro i tecnicismi, il Regolamento, la
tagliola, ma "noi possiamo intervenire 15 minuti " e non diciamo la
verità ai siciliani che c'è una parte di questo Parlamento che
anziché scervellarsi a unirsi alla maggioranza su come migliorare
il testo - ribadisco - e siamo pronti a farlo, si trincera, invece,
dietro tecnicismi, tatticismi, per allungare i tempi, ebbene, per
la prima volta non mi trovate d'accordo Mi riferisco ai colleghi
dell'opposizione: ed è per questo motivo che sono costretto a
ribadire, sono costretto a ribadire, collega Cracolici, a
malincuore, sono costretto a ribadire ciò che ho detto nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Se l'unica
strada percorribile per approdare ad una manovra in tempi rapidi -
ma non per dare la medaglia a Schifani o a Dagnino, bensì per dare
ai siciliani la possibilità in tempi brevi - perché poi dobbiamo
aspettare la pubblicazione, poi dobbiamo aspettare i decreti nella
stessa manovra approvata ad ottobre i siciliani non riceverebbero i
benefici e quindi, così come ho dichiarato nella Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, a malincuore devo ribadire lo
stesso convincimento, fermo restando, caro Presidente, che se
chiediamo mezz'ora, un'ora di pausa, e i colleghi dell'opposizione
assieme a noi ci dicono come migliorare il testo, noi siamo pronti
a migliorare il testo, ritornare in Aula e nell'arco di poche ore
approvare la manovra di concerto tra maggioranza e opposizione,
senza l'articolo di legge, senza l'articolo del Regolamento che ci
vede partecipi di fare delle cose buone per i siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Geraci in qualità di Capogruppo
del Gruppo "Prima l'Italia - Lega Salvini Premier". Ne ha facoltà.
GERACI. Signor Presidente, non posso che confermare la decisione
che c'è stata in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
una decisione che va diciamo a contingentare i tempi.
Chiaramente la discussione, come ha ricordato l'onorevole
Catanzaro, è avvenuta dopo due ore e noi, dopo due ore di sorbirci
questa Conferenza, dove abbiamo capito le reali intenzioni della
minoranza che è quella di continuare, così come ha fatto per la
riforma dei "consorzi di bonifica". Continuare, continuare...
(Brusìo in Aula)
GERACI. continuare a fare, continuare a fare ostruzionismo....
PRESIDENTE. Colleghi, per favore Onorevole Cracolici, per favore
GERACI. Presidente, li faccia stare buoni. State buoni Allora,
l'intenzione della minoranza è continuare a fare ostruzionismo Di
fronte all'ostruzionismo che c'è stato anche in Conferenza dei
Capigruppo, talché il buon Dagnino, il buon Assessore, ha detto che
la maggioranza, il regime di autodifesa, di legittima difesa, cosa
deve fare?
Ci sono i siciliani che aspettano le varie riforme, ci sono i
comuni che aspettano gli extra costi dei rifiuti, ci sono le varie
riforme, allora noi ci troviamo a un bivio: o farci, e quindi
essere ostaggio della minoranza, oppure guardare a quelle che sono
le esigenze dei siciliani
Quindi, il Governo, la maggioranza che deve fare? Diventare
ostaggio della minoranza con l'ostruzionismo o utilizzare quello
che proprio il Regolamento le permette? Chiaramente la maggioranza
sta scegliendo con questa manovra di stare con i siciliani, è
questo che noi vogliamo fare, stare con i siciliani Qualcuno che
vuole strumentalizzare il nostro capo, ve lo voglio dire a tutti,
è la Sicilia e i siciliani La maggioranza parlamentare non ha
capi, così la smettete di dire e di denigrare La maggioranza ha un
capo solo che si chiama la Sicilia e i siciliani
Concludo dicendo che io sono d'accordo. Poi, una battuta la volevo
fare al mio amico Antonio De Luca: la Lega starà in Aula ad
oltranza Il Ministro Salvini inaugurerà e porterà questa notizia
del Ponte.
(Brusìo in Aula)
Credo che Antonio De Luca, come messinese, debba essere contento
per quello che sta facendo Salvini per la Sicilia ma soprattutto
per Messina.
PRESIDENTE. Colleghi, sospendo l'Aula per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15.16, è ripresa alle ore 15.34)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito a intervenire l'onorevole Di Mauro - in qualità
di Capogruppo dei Popolari Autonomisti - o l'onorevole Lombardo,
se vogliono intervenire.
Onorevoli, fatemi completare gli interventi dei Capigruppo.
Onorevole Cateno De Luca, prego.
DE LUCA Cateno. Presidente, Onorevoli colleghi, abbiamo
partecipato a una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
che ha preso una decisione per quanto riguarda il contingentamento
dei tempi sulla discussione generale.
Noi che, ormai, possiamo definirci il Gruppo degli ibridi, perché
non siamo consultati né dalla maggioranza né dall'opposizione, ma
va bene così, non è questo il problema riusciamo, lo stesso, a far
valere le nostre ragioni
In Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari abbiamo
detto no al contingentamento dei tempi, anche per quanto riguarda
l'articolato. E abbiamo, anche, chiesto al Presidente del
Parlamento di aggiornare la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari a domani pomeriggio, cercando di prendere atto delle
dinamiche che, legittimamente, in Aula si sarebbero determinate.
Io ho detto, chiaramente, Signor Presidente, che mia moglie,
prima di venire, mi ha preparato quindici slip, in modo tale che,
se dobbiamo stare quindici giorni e quindici notti, sono
attrezzato
E, quindi, ho detto che non ho nessun timore di affrontare un'Aula
secondo una discussione ordinata e in base a quello che, finora,
sono stati i tempi che si sono articolati durante tutte le
discussioni che in questi due anni, quasi, abbiamo avuto.
Ho detto anche, però, che è giusto che si chiuda questa variazione
di bilancio perché ci sono delle questioni importanti per le quali
poi mi riserverò di parlare nella discussione generale.
Ci tengo, però, a precisare alcune cose, questo lo dico,
chiaramente, a tutti i colleghi. I siciliani si stanno chiedendo:
che cosa sta succedendo in questo Parlamento? Cosa è saltato? Quale
equilibrio è saltato in questo Parlamento, considerato che il
Regolamento di cui oggi stiamo facendo grande dibattito è lo stesso
Regolamento che ha disciplinato i lavori d'Aula in questi due anni?
L'unica cosa che è cambiata, e lo dico senza alcun problema, è il
verificarsi di dinamiche giudiziarie che qualcuno intende portare
in quest'Aula.
Probabilmente, sono arrivati ordini di scuderia da Roma che hanno
modificato il rapporto e le considerazioni in questo Parlamento. E
mi permetto di dire, una volta per tutte, a qualche collega, di non
permettersi più di parlare di comprare indicati voti, perché mi
sono girate le scatole, ora Signor Presidente, scusi il mio
francesismo, perché non consento a nessuno di usare questi termini
per quelle che sono state le dinamiche d'Aula per le quali, forse,
qualcuno sarà stato compiacente per qualche biglietto allo stadio
di Palermo Quindi, io lo dico una volta per tutte, ne farò una
questione per fatto personale Anche perché io sono stato attinto
da dinamiche giudiziarie. Per oltre dieci anni, leader di partito,
dei miei colleghi - che oggi sono presenti qui - hanno fatto gli
sciacalli, quando sono stato arrestato, la prima e la seconda
volta.
E anche di fronte all'ordinanza, che pochi giorni fa ha riscritto
quindici anni di vicende giudiziarie, dove mette in luce,
semplicemente, certe volte, le balordaggini giudiziarie nelle quali
ognuno si trova, non ho sentito le scuse di coloro che mi hanno
denigrato e qualificato delinquente Io non posso accettare che
quest'Aula si faccia condizionare da certe dinamiche
Possiamo anche mettere nero su bianco, le dinamiche che si sono
verificate in questi due anni, perché una cosa è certa: se ci
vogliamo confrontare sul merito, bene, ma gli ipocriti a fondo
perduto non lo consento a nessuno, né sulla mia etica né sulla mia
moralità né soprattutto su quello che è il mio modo corretto di
fare il parlamentare.
Qua non ci sono Savonarola di turno, e questo, fino a quando io
sarò in quest'Aula, non lo permetterò Perché sono nelle condizioni
di salire su questo podio e raccontare, pizzino per pizzino, le
varie dinamiche che hanno riguardato tutti i Gruppi parlamentari E
allora smettiamola Perché qua c'è chi vive nel mondo surreale, che
è quello della Casa di Gesù , che è questo Parlamento, nel quale
quando ci entri non ci vuoi uscire più, rispetto, invece, alle
realtà che si chiamano "amministrazione", che riguardano le
esigenze ben precise di comuni e di intere categorie per le quali,
ripeto, mi riserverò di parlare successivamente.
Chiudo, Presidente, facendo un ultimo passaggio su quello che è il
Regolamento.
Se questo Parlamento voleva fare le barricate nei confronti del
Presidente Schifani, è da due anni che le poteva fare, come oggi mi
permetto di dire in modo ingiustificato, perché i siciliani
vogliono sapere cos'è cambiato rispetto all'ultimo voto delle
ultime leggi
Bene, io sono anche disposto durante questo dibattito d'Aula ad
affrontare anche questo tema senza alcun problema, perché io non ho
vergogna di tutto ciò che ho proposto, legittimamente, in questo
Parlamento ma, Signor Presidente, se qualcuno si permette ancora di
dividere quest'Aula tra buoni e cattivi, tra gente che è in vendita
e gente che compra, tra delinquenti e moralisti a fondo perduto,
vedrà il sottoscritto intervenire per fatto personale, durante
tutto il dibattito d'Aula e, per quanto mi riguarda, siamo
favorevoli ad andare avanti perché, ribadisco, al di là di quelle
che possono essere le ragioni di merito, se sussistono, nonostante
abbiamo avuto un mese di tempo per esaminare tutte le varie
questioni, io sono dell'idea che l'urgenza non la detta una
semplice opposizione, la dettano i fatti di cui molti che oggi qui
vogliono fare i puristi o i puritani sconoscono, perché non hanno
mai amministrato neanche un condominio
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Mi mancano gli interventi
dell'onorevole Di Mauro, in qualità di Capogruppo dei Popolari
Autonomisti e, poi, l'onorevole Micciché, come Gruppo Misto: poi
andiamo a votazione. Prego, onorevole Di Mauro
CRACOLICI. Votazione di che?
DI MAURO. Grazie Presidente. Intervengo attenendomi, ovviamente,
alla discussione che è stata fatta in sede di Conferenza dei
Capigruppo e nel ribadire la necessità di approvare questa manovra
finanziaria, se non altro per raggiungere un obiettivo, che è
quello della spesa entro il 31 dicembre.
Credo che il Governo abbia fatto tutti gli atti possibili e
immaginabili di riduzione della stessa manovra che aveva approvato
qualche giorno fa. Prima, ha tolto 17 articoli, poi tolto il resto
degli articoli, cercando di trovare tutte le occasioni possibili
che potessero consentire, anche all'opposizione, un atteggiamento
più razionale e, invece, ci troviamo dinnanzi, nonostante la
Conferenza dei Capigruppo in cui ci si è espressi a maggioranza, ma
siamo stati costretti per la prima volta a farlo in questa
legislatura, per trovare le ragioni di una organizzazione dei
lavori e soprattutto per trovare la ragione di un lavoro che possa
essere, ovviamente, importante e significativo e non andarci a
impelagare in una serie di discussioni di carattere generale.
Come abbiamo visto anche nel corso della vicenda dei consorzi di
bonifica, di fatto non aveva alcuna attinenza. Allora, dobbiamo
cercare di ragionare tutti, e dobbiamo trovare un'intesa perché i
lavori possano proseguire e, nel caso in cui ci sia un'opposizione
rigida, mi dispiace ribadirlo, quello che è stato deciso da parte
della Conferenza dei Capigruppo, ognuno si difende come può e cioè
l'applicazione del Regolamento.
Si è votato, si è parlato, si è discusso in sede di Conferenza,
credo che sia giusto andare avanti rispettando un po' i ruoli, che
l'opposizione ha diritto di fare le proprie osservazioni ma con
razionalità e anche con un nesso concludente rispetto agli
interventi che vengono fatti e non tanto per fare l'opposizione
perché così si vuole fare per perdere tempo.
Noi vogliamo concludere questa manovra entro un lasso di tempo
ragionevole. Si è proposto in Conferenza dei Capigruppo di fare
slittare il termine da mercoledì anche a giovedì e siamo anche
d'accordo su questo, però ci vuole, se mi permettete, anche buon
senso e rispetto per il lavoro di ogni parlamentare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro. Non vedo il presidente
onorevole Micciché. A questo punto
DE LUCA Antonino. Magari c'è un altro del suo Gruppo... Uno per
Gruppo.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Micciché.
MICCICHÈ. Io, se l'onorevole La Vardera vuole dividere il tempo,
non ho difficoltà. Perché sia chiaro
CRACOLICI. Ma questo tempo è libero.
MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Parlerò un
minuto, giusto perché il Gruppo Misto, come sapete, non ha una
posizione nei confronti di questa manovra. Non c'è dubbio che,
comunque, le cose sono state fatte in una determinata maniera. C'è
stata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che ha
determinato di andare avanti, e questo bisogna fare, perché, finché
viviamo in democrazia, quello che decide la maggioranza...capisco
che l'opposizione dica: "La maggioranza è maggioranza, quindi sono
forti". E che possiamo fare? Questo lo hanno deciso i siciliani,
dando il loro voto. Non l'abbiamo deciso noi qui dentro
Per cui, per quanto mi riguarda, si vada avanti velocemente. Io
spero che la manovra possa essere completata in tempi brevi, anzi
in tempi brevissimi, anche perché tutti i siciliani non ne possono
più di aspettare noi, al di là di tutto. E in più credo che sia
stato un anno complicato. Se ci prendiamo, velocemente, qualche
settimana di riflessione, secondo me, non è male.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché. A questo punto, pongo in
votazione...
DE LUCA Antonino. Un attimo, Presidente. Alla pregiudiziale
rispondete adesso o dopo?
PRESIDENTE. Rispondo dopo sulla pregiudiziale. Sulla pregiudiziale
rispondo dopo. Completiamo, intanto, questa operazione.
Pongo in votazione la decisione della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari di contingentare i tempi della discussione
generale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. È approvato a maggioranza, col voto contrario del
Movimento Cinque Stelle, del Partito Democratico e dell'onorevole
La Vardera.
Onorevole De Luca, in merito alla pregiudiziale da lei presentata,
il programma adesso è definitivo perché abbiamo votato il
contingentamento dei tempi, e per email arriverà la comunicazione a
tutti i deputati, perché adesso abbiamo determinato - dopo questa
votazione - il contingentamento dei tempi della discussione
generale.
Colleghi, rispondo all'osservazione fatta dall'onorevole
Cracolici. Abbiamo stampato il comunicato stampa del Consiglio dei
Ministri, n. 138, e do comunicazione all'Aula così come chiesto
dall'onorevole Cracolici:
"La legge regionale siciliana n. 23, del 5 giugno 2025, recante
'Norme in materia di Sanità' in quanto talune disposizioni,
eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con
la normativa statale in materia di ordinamento civile, violano
l'articolo 117, secondo comma lettera l), della Costituzione nonché
i principi di uguaglianza, di diritto di obiezione di coscienza, di
parità di accesso agli uffici pubblici e in tema di pubblico
concorso, di cui agli articoli 2, 3, 19, 21, 51 primo comma e 97
della Costituzione.
La legge Regione siciliana n. 26, del 10 giugno 2025, recante
'Variazioni urgenti al bilancio della Regione, per l'esercizio
finanziario 2025 e per il triennio 2025-2027 in quanto talune
disposizioni eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in
contrasto con la normativa statale in materia di coordinamento
della finanza pubblica, violano l'articolo 117 terzo comma della
Costituzione, nonché l'articolo 81, terzo comma, relativamente alla
copertura finanziaria".
Queste sono le leggi, cari colleghi, che sono state impugnate dal
Consiglio dei Ministri.
CRACOLICI. Posso fare un'osservazione?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, può fare assolutamente
un'osservazione, prego.
CRACOLICI. Sulla seconda impugnativa che attiene, diciamo, al
coordinamento della finanza.
PACE. Parla anche della terza impugnativa.
CRACOLICI. Parla tu, ha abrogato il terzo comma, studia, ha
impugnato il terzo comma, studia e poi rispondi. Pace, studia
(sorridendo)
PACE. Studia
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Allora, siccome attiene, quella riguardava i laboratori
eccetera, attiene al coordinamento della finanza pubblica in
materia specifica, su cui non vige il principio derogatorio da
parte della Regione, chiedo al Governo se, alla luce di questa
impugnativa, la materia che sarebbe qui introdotta, che si chiama
"lotta alle liste d'attesa", lotta, diciamo, giusta dal punto di
vista del principio, gli strumenti, poi, devono essere concreti e
operativi, anche perché abbiamo dei precedenti... Noi abbiamo messo
48 milioni e mezzo nel 2023 per abbattere le liste d'attesa,
prioritariamente con le strutture private, vorremmo conoscere il
risultato di quell'operazione, cioè se ha abbattuto le liste
d'attesa in Sicilia, visto che siamo di nuovo nella stessa
situazione.
In ogni caso, siccome attiene a emolumenti connessi a condizioni
contrattuali, per i quali, appunto, vige il principio generale e
astratto dei dipendenti dello Stato, può una legge regionale,
derogando agli strumenti tipici del contratto di lavoro dei
dipendenti, in questo caso della sanità, medici, infermieri e
quant'altri, può introdurre principi derogatori? Questa
osservazione la faccio perché, questa stessa osservazione è già
stata fatta in Commissione, il Governo ha ritenuto di non dover
rispondere, non si capisce bene perché, io credo che in nome dello
stesso principio, questa norma ha vizi di illegittimità manifesta
perché vìola il coordinamento della finanza pubblica.
Quindi, è un'osservazione che faccio al Governo al fine di
valutare il mantenimento, in quella forma della norma che prevede
le misure a sostegno contro le liste d'attesa.
PRESIDENTE. Il Governo, ovviamente, quando si entrerà poi nel
merito dell'articolo in questione, darà eventuali delucidazioni o
eventuali approfondimenti. Io, intanto, chiedo al presidente
colleghi
DE LUCA Antonino. Vorrei intervenire sull'ordine dei lavori e
sulla mia pregiudiziale, ne ho diritto
PRESIDENTE. Sulla pregiudiziale le ho già spiegato. Allora,
colleghi, sì, però non posso farla intervenire continuamente, anche
quando le ho dato già una spiegazione. La comunicazione è già sui
tablet, l'avete sui vostri tablet, colleghi, non posso... onorevole
Burtone
DE LUCA Antonino. Io la accolgo, avete detto per email, ma non è
così, Presidente, devo intervenire sulla risposta alla mia
pregiudiziale.
PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Non la dovete caricare sui tablet ma comunicare
a tutti i deputati, e tutti i deputati sono anche quelli che sono
assenti dall'Aula, quindi prima ci mandate l'email e poi
riprendiamo
Ora, lei decida se interrompere, perché non c'è scritto che deve
essere comunicata ai deputati, è il calendario dei lavori e
riguarda anche chi non c'è oggi e verrà domani, per cui la
comunicazione sui tablet non è esaustiva e non assolve ai compiti
che il Regolamento le affida.
Per cui, vi prego di rispettare la forma e la sostanza del
Regolamento.
PRESIDENTE. Grazie del prezioso consiglio, onorevole De Luca.
Sull'emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza
BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Burtone sull'ordine dei lavori, e poi
do la parola al presidente Daidone, così iniziamo con la relazione
del presidente della Commissione Bilancio.
CRACOLICI. Quindi, è stata licenziata la collega che doveva fare
la relazione?
BURTONE. Presidente, sinceramente ho pensato durante la
discussione sull'opportunità di fare questo intervento o meno, che
debbo dire non rientra nelle questioni che sono state poste, non le
sottovaluto tutt'altro, condivido la posizione del mio partito, il
Partito Democratico e delle minoranze.
Ho deciso di fare, però, l'intervento perché i fatti non possono
aspettare la politica, né la politica può aspettare i fatti.
Ci sono situazioni che chiamano all'appello la nostra coscienza,
il nostro modo di operare nella politica e io penso che non si
possa tacere; il nostro Parlamento ha avuto credo, la possibilità,
la capacità, la sensibilità di discutere e di decidere su fatti di
portata internazionale, che ancora oggi però travolgono una parte
importante del mondo e che sollecitano la coscienza di tanti
cittadini.
Proprio ieri 60 ex diplomatici che hanno lavorato ad Israele,
nella Striscia di Gaza, hanno voluto sottoscrivere un documento,
hanno detto chiaramente che, in quell'area c'è un genocidio e
quello che ancora più grave che il Presidente di Israele vuole
andare avanti per cancellare totalmente la presenza dei palestinesi
in quel territorio Noi abbiamo chiesto al nostro Presidente,
all'onorevole Schifani, e al Presidente dell'Assemblea, onorevole
Galvagno, di sollecitare il Ministro degli esteri.
Percepiamo che, seguendo probabilmente un accordo con l'Ungheria e
con altri Paesi, il nostro Paese continua a non decidere di
riconoscere la Palestina, e noi invece con il nostro ordine del
giorno che abbiamo già presentato, chiediamo un ulteriore
intervento da parte delle nostre autorità per far sentire la voce
di tanti siciliane e di tanti siciliani, e auspichiamo un'attività
solerte che possa essere all'altezza di quello che si è determinato
in quell'area, anche perché, Presidente, noi abbiamo davanti un
dramma che continua ogni giorno e del dramma non soltanto della
desertificazione di quell'area, del fatto che persone che lì hanno
vissuto saranno cacciate da quel territorio, ma assistiamo ancora
oggi all'opposizione degli aiuti umanitari.
Su questo, Presidente, noi insistiamo, chiediamo al nostro Governo
di far sentire la propria voce con il Ministro degli esteri, perché
ancora oggi nella Striscia di Gaza si muore per i missili che
vengono lanciati da Israele contro le popolazioni che si assembrano
là, dove sono arrivati gli aiuti umanitari, ma soprattutto si muore
di fame, e a morire di fame sono i bambini
Io credo, che ognuno di noi debba mettersi davanti il viso di un
bambino, spero che lo facciano in tanti, soprattutto della
politica, per comprendere che cosa possa significare vedere morire
un bambino perché ha fame, perché ha sete e ad oltre 100 metri ci
sono tante tante possibilità di alimentazione.
Presidente io concludo, diceva Pier Paolo Pasolini: "Non facciamo
scomparire le lucciole". Ci sono ancora luci importanti che sono
accese su questo tema, a partire dalla Chiesa che continua a
chiedere pace e a chiedere la possibilità di sfamare bambini e
popolazioni inermi. Ci sono tante cittadine e cittadini, tanti
giovani, tante giovani che stanno manifestando; questo Parlamento
che ha avuto autorevolezza in tanti anni e che ha capito che cosa
significhi la politica internazionale anche per la nostra area, dia
un apporto significativo per dare una risposta ad un dramma
umanitario che richiama alla nostra memoria l'Olocausto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 976 Stralcio/A
«Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2025
e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie»
PRESIDENTE. Chiedo al presidente della Commissione Bilancio di
svolgere la relazione sul disegno di legge.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Grazie, Presidente. Il disegno di legge che si sottopone
all'attenzione dell'Aula è stato formulato dalla Commissione
Bilancio quale stralcio del disegno di legge n. 976, di iniziativa
governativa, dal titolo "Variazioni al bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2025 e per il triennio 2025-2027.
Disposizioni finanziarie".
In particolare, l'articolo 1 prevede il rifinanziamento
dell'autorizzazione di spesa, di cui all'articolo 2 della legge
regionale n. 23 del 2024, per interventi gestiti dalla Protezione
civile per un importo complessivo di circa 10 milioni di euro.
L'articolo 2 prevede un intervento di sostegno economico per il
settore dell'informazione e dell'editoria attraverso la
costituzione di una sezione specializzata all'interno del Fondo
Sicilia.
L'articolo 4 stanzia risorse per la gestione degli impianti di
dissalazione di Trapani, Gela e Porto Empedocle ed è, a tal fine,
autorizzata la spesa di 9 milioni e 900 mila euro per il 2025.
L'articolo 5 autorizza la spesa complessiva di 6 milioni e oltre,
destinata al finanziamento di quattro specifici interventi
infrastrutturali su dighe e collegamenti acquedottistici.
L'articolo 6 autorizza la spesa, per il 2025, di 40 milioni di
euro da destinare ai comuni a copertura dei cosiddetti extra costi
sostenuti per il trasferimento dei rifiuti fuori dalla Regione.
L'articolo 7 stanzia 3 milioni per disposizioni sul coordinamento
degli interventi contro la povertà e l'esclusione sociale.
L'articolo 12, in particolare, introduce misure finalizzate alla
riduzione delle liste d'attesa nel Servizio sanitario regionale,
prevedendo da un lato incentivi per il personale sanitario in
servizio e dall'altro il potenziamento tecnologico dei sistemi di
gestione e monitoraggio.
Ed infine, l'articolo 13 introduce disposizioni correttive
dell'ultima legge di stabilità sul "Fondo disabilità e non
autosufficienza - fondi regionali" con un incremento di 10 milioni
di euro.
Io avrei finito Presidente, la ringrazio.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
DE LUCA Antonino. No, no, chiediamo la relazione di minoranza.
Il collega Venezia, che fa parte della Commissione Bilancio,
chiede di fare la relazione di minoranza, altrimenti la faccio io.
PRESIDENTE. Non è stata comunicata la relazione di minoranza.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Non è stata richiesta in Commissione.
PRESIDENTE. Se non è stata richiesta in Commissione Bilancio...
Interviene all'interno della discussione generale, non è un
problema La relazione di minoranza non è stata richiesta in
Commissione Bilancio.
DE LUCA Antonino. Presidente, in Commissione non era passato
neanche l'articolo 6 e poi lo abbiamo aggiunto tornando sul voto
PRESIDENTE. Colleghi, sempre perché comunque c'è la volontà di
andare avanti, nel frattempo che la discussione generale è comunque
aperta - e chiedo a chi si deve iscrivere a parlare, di farlo -
faccio intervenire l'onorevole Venezia sulla relazione di
minoranza. Prego, onorevole Venezia.
Intanto, comunque, è aperta la discussione generale. Quindi, vi
invito a iscrivervi a parlare.
VENEZIA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Grazie Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo.
Le divergenze di natura politica, che abbiamo registrato durante la
trattazione di questo disegno di legge sia in Commissione Bilancio,
sia nelle Commissioni di merito, ci spingono a relazionare in Aula
con un'apposita relazione di minoranza, anche per chiarire alcuni
punti di natura politica che sono emersi nel corso di questa prima
fase di dibattito, quando si è parlato di tentativo di
ostruzionismo da parte delle opposizioni, nel tentativo di
delegittimare il lavoro che, con grande impegno, abbiamo cercato di
fare, sia nelle Commissioni di merito, presentando centinaia di
emendamenti, anche aggiuntivi, sia anche nella fase successiva,
appunto, in Commissione Bilancio.
Presidenza della Vicepresidente LANTIERI
VENEZIA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Abbiamo ascoltato parole che non descrivono la realtà entro cui ci
stiamo muovendo in questo dibattito e, cioè, il fatto che questo
Governo e questa maggioranza siano ostaggio della minoranza.
Io credo che questa narrazione non possa trovare alcun riscontro,
diciamo, nella realtà effettuale, in quanto, fin dal primo momento,
come minoranza di questo Parlamento, abbiamo chiesto di entrare nel
merito di tutto il blocco delle variazioni di bilancio presentate
in quest'Aula e nelle Commissioni di merito da parte del Governo
senza avere, diciamo, senza essere oggetto di una forzatura nella
tempistica che andava nella direzione non solo di comprimere il
dibattito, come sta avvenendo quest'oggi, ma anche di delimitare il
margine di azione politica con proposte sia migliorative che
aggiuntive.
Detto ciò, emerge chiaramente come l'impostazione di questa
manovra, nella sostanza, non vada ad affrontare le emergenze vere,
le emergenze che necessiterebbero di ben altra attenzione, non solo
dal punto di vista legislativo, ma anche dal punto di vista delle
coperture finanziarie. Per cui le variazioni di bilancio hanno una
consistenza finanziaria complessiva di quasi 540 milioni di euro,
nei tre esercizi 2025, 2026 e 2027, rispetto ai quali già
418.910.626,57 per l'esercizio finanziario 2025, dei quali
350.554.555,23 per le autorizzazioni di spesa, già previste dal
disegno di legge 976, e 68.356.071,34 per l'incremento del fondo
occorrente per far fronte agli oneri dipendenti da provvedimenti
legislativi in corso e cioè la Missione 20, Programma 3, capitolo
215704, entro cui trovano copertura molte delle proposte
migliorative e molti degli emendamenti aggiuntivi che sono stati
presentati in quest'Aula.
Assessore, entro nel merito dell'articolato, intervenendo
sull'articolo 1, che parla degli interventi di Protezione civile.
Rispetto a questi interventi, il Governo ha deciso di stanziare 10
milioni 750 mila euro, di cui 750 mila euro di ristoro per
innumerevoli e imprevedibili cause di calamità naturale, che hanno
determinato la distruzione di immobili adibiti a civile abitazione.
Si rileva - come dire - che, rispetto alle esigenze vere, alle
declaratorie, agli atti deliberativi che sono pervenuti al
Dipartimento della Protezione civile da parte di tutti i soggetti
interessati e in particolare da parte dei Comuni, questa cifra
risulta davvero ridicola, rispetto alle esigenze, soprattutto per
quanto riguarda l'emergenza incendi dal 2023 fino ai nostri giorni,
rispetto alla quale necessiterebbero coperture ben più
significative rispetto a quelle previste dall'articolo 1; per non
parlare delle altre calamità naturali che hanno portato una serie
di problematiche che necessiterebbero di ristori ben più
significativi. L'incongruenza tra l'importo destinato dalla norma
con la percentuale di copertura della spesa ammissibile, cioè pari
all'ottanta per cento, ecco, denota come si sia voluto procedere
solo attraverso un intervento normativo spot che, alla fine, non
risponderà alle attese che provengono da centinaia se non migliaia
di cittadini siciliani che invece necessiterebbero di un'attenzione
diversa da parte del Governo.
Per quanto riguarda l'articolo 2, il Fondo per l'editoria, anche
in questo caso mettiamo in evidenza il fatto che le risorse
stanziate non siano congrue rispetto alle esigenze, alle
aspettative del comparto.
Per quanto riguarda le misure per l'abbattimento delle locazioni
passive della Regione siciliana, articolo 3, anche questo aspetto è
stato più volte affrontato sia in occasione della legge di
stabilità, sia in occasione di altre norme e il Parlamento e noi
vorremmo spiegazioni più ampie e dettagliate su come la Regione
siciliana intenda rendere dal punto di vista logistico e dal punto
di vista dell'efficienza la riorganizzazione fisica dei servizi e
degli uffici sparsi non solo nella città di Palermo, che è sede di
rappresentanza e sede dei principali Dipartimenti, ma anche per
quanto riguarda il patrimonio immobiliare adibito dalla Regione a
uffici e, quindi, utile all'erogazione dei servizi presenti in
tutte le province siciliane.
Per quanto riguarda i dissalatori, l'iniziativa governativa
intende stanziare 9 milioni e 900 mila euro per l'avvio della fase
della gestione vera e propria dei tre dissalatori, 25 milioni 300
mila euro per l'esercizio finanziario 2026, 32 milioni di euro per
l'esercizio finanziario 2027 che, secondo le previsioni del
Governo, dovrebbe poi quest'ultima cifra essere posta a regime
diciamo negli esercizi successivi. Anche da questo punto di vista,
registriamo una gestione che non corrisponde alla risoluzione
dell'emergenza vera che riguarda appunto la siccità. Il problema
sempre più attuale e impellente dell'emergenza climatica è anche la
sostenibilità finanziaria dell'operazione legata ai dissalatori,
ecco credo che rischi di configurarsi come uno spreco ingente di
risorse pubbliche che, invece, potrebbero essere utilizzate per
fare interventi ben più significativi e con costi di gestione
molto, ma molto più bassi.
Circa 100 milioni di euro investiti, 90 milioni nell'ambito del
Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 per l'adeguamento funzionale
dei tre dissalatori e 10 milioni di euro provenienti da fondi del
bilancio regionale e più di quasi 70 milioni di euro previsti per i
prossimi due anni e mezzo per la gestione dei dissalatori. Parliamo
di una cifra che complessivamente ammonta a circa 170 milioni di
euro che non rende onore diciamo all'acqua che si potrà produrre al
servizio dei cittadini. Parliamo di circa 9 milioni di metri cubi
d'acqua nel 2025 e nel primo semestre del 2026 per arrivare ad una
quantità pari a 13 milioni e mezzo di metri cubi a regime, a
partire dal 2027 con una spesa di circa 170 milioni di euro a
fronte del recupero, appunto, di 13 milioni e mezzo di metri cubi
d'acqua.
Rispetto a questo, abbiamo da rilevare che la Sicilia è la seconda
regione italiana, diciamo per perdite delle condotte idriche che
sono, purtroppo, considerate delle vere e proprie condotte
colabrodo che perdono il 51,3 per cento dell'acqua che...
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, la invito a concludere. Grazie.
VENEZIA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Se me lo dice lei, Presidente.
PRESIDENTE. Non è mancanza di rispetto, grazie.
DE LUCA Antonino. Ma non è 30 minuti il tempo a disposizione per
la relazione di minoranza?
VENEZIA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Vado a concludere Presidente, volevo affrontare anche gli altri
articoli ma se ce lo consentirete in Aula lo faremo nel corso del
dibattito.
Vi chiediamo la cortesia di consentircelo...
Le conclusioni sono di una manovra che, grazie alle nuove entrate,
diciamo provenienti dalla tassazione, non riesce ad affrontare
alcun problema vero e, anche quando si parla di questioni
importanti e delicate come la povertà, i temi legati al sociale, il
diritto allo studio, lo si fa con risorse che non sono
assolutamente adeguate rispetto alle esigenze vere di questi
settori, per cui questa corsa ad ostacoli da parte del Governo per
giungere ad una manovra prima della pausa estiva, alla fine siamo
convinti non porterà nulla di utile per la Sicilia e per i
siciliani.
Avremmo preferito un percorso che entrasse nel merito di tutti e
35 gli articoli, di tutti gli emendamenti aggiuntivi, per arrivare
a settembre a una manovra che avesse un senso, non solo dal punto
di vista politico, ma anche dal punto di vista del merito delle
questioni per ridare anche legittimazione a quest'Aula e a questo
Parlamento che non ha tra i propri fini regolamentari quello di
fare manovre veloci ma quello di fare manovre che siano in grado di
rispondere alle esigenze vere della Sicilia e dei siciliani.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia. È iscritto a parlare il
capogruppo del PD, onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, intanto le chiedo sull'ordine dei
lavori, se ci fossero interventi - non mi conteggi il tempo - se ci
fossero interventi tra deputati di maggioranza e opposizione che ci
sia almeno la possibilità dell'alternanza, cioè nel senso uno di
maggioranza e uno di opposizione, quindi per questo mi affido a
lei.
Onorevoli colleghi, Assessori, questo disegno di legge si
caratterizza più per le misure che non contiene che per quelle che
contiene Siamo partiti da un testo di 35 articoli per arrivare ad
un testo che ha meno della metà delle norme presentate dal Governo
Questo testo già presentava criticità nelle settimane scorse. Oggi
le criticità, secondo me, sono più presenti
Abbiamo un elenco di interventi che possiamo definire random,
episodici, che ancora una volta inseguono le emergenze piuttosto
che prevenirle, non affrontando i nodi che attanagliano la nostra
Regione: gli interventi sulle dighe, le spese per la dissalazione,
gli extra costi per i rifiuti, gli interventi per la manutenzione
delle strade, le liste d'attesa.
A ben guardare, ognuno di questi ambiti descrive un'emergenza che
è diventata sempre più un qualcosa di questo governo ordinario.
La domanda è se questa Regione possa governare la Sicilia. È una
domanda che vale per la siccità, per le strade provinciali, per i
rifiuti e per tantissimi altri argomenti. Oggi questi problemi si
sono sempre di più incancreniti, a tal punto che siamo sempre qui,
Presidente, a trovare le risorse per tamponare le emergenze
Ma è questo che si intende per governare la Sicilia? I problemi
non si sono affatto governati e non si sono nemmeno affrontati.
Leggere di progettazione sulle dighe dopo decenni che abbiamo
bisogno di manutenzione è davvero uno scandalo Anche oggi il
Presidente della Regione, con quello che fa sui video del
dissalatore. Dicevo davvero, assessore Dagnino, ovviamente mi sono
preso una serie di appunti sulla relazione, però è chiaro che il
tempo è breve e, quindi, devo non poter guardare il tutto. Però, su
tutti questi interventi che avete presentato, secondo me, rispetto
alla manovra dei 35 articoli che, poi, state raccontando alla
Sicilia che, ovviamente, c'è una opposizione che non vuole fare
andare avanti questo Governo, siete stati voi in Commissione
Bilancio a proporre uno stralcio, a bocciarvi lo stesso degli
articoli, a far sì che argomenti come i consorzi di bonifica e
tanto altro, avete fatto in modo di non presentarli e, poi,
arrivati in Commissione Bilancio, prima non fate trattare gli
aggiuntivi in Commissione, e poi dite che ci sono degli emendamenti
aggiuntivi che volete presentare.
Ci sono argomenti che non risultano dentro questa manovra,
argomenti che fanno davvero rabbrividire: uno su tutti, in questo
momento, le attività produttive. Mi dispiace che non ci sia
l'assessore Tamajo su un argomento così importante, che sono i
dazi, non vediamo traccia di "Attività Produttive" in questa, si fa
per dire, variazione di bilancio.
Non vediamo addirittura una misura - lo sostiene ormai da tempo il
mio collega Spada dalla scorsa legislatura - su quello che sono gli
incendi; poi ci ritroviamo in Commissione Bilancio a vedere che,
all'articolo 1, per Protezione civile, nel mentre che si tratta di
crisi idrica qualcuno, siccome deve intervenire su alcune porzioni
di territori, parla di incendi
Questa è una manovra che, abbiamo detto, serve ad accontentare con
alcune misure i Gruppi di maggioranza, e lo ribadisco da questo
pulpito, lo ribadisco con forza
Poco fa ho ascoltato l'intervento del collega De Luca, e ritorno
su questo argomento perché il Gruppo del Partito Democratico non si
gira dall'altro lato. Noi siamo coloro i quali dentro quest'Aula
abbiamo anche sostenuto gli emendamenti, che sono gli emendamenti
di territorio, quegli emendamenti che hanno una loro validità e con
convinzione diciamo che sono interventi che servono agli
amministratori, non abbiamo alcun tipo di problema
Però, oggi lo abbiamo anche detto e l'ho detto in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, oggi è un modo diverso per cui
si sta affrontando con questi emendamenti di territorio. È chiaro
che siamo contro quegli emendamenti che da quest'Aula sono usciti
che, poi alla fine, sono andati a finire su tutte le cronache; non
siamo contro gli emendamenti di territorio, presidente Lantieri,
siamo contro, invece, ad una modalità che il Presidente della
Regione vuole attivare in queste ore, e lo dico non per il Gruppo
ibrido - e quindi mi riferisco al collega De Luca - ma per quello
che è la maggioranza, perché non è vero che non succede nulla
all'interno della maggioranza
Non ricordo poco fa chi, è assente la Lega, sul disegno di legge
dei consorzi di bonifica, non è vero che non c'è nulla all'interno
della maggioranza perché, altrimenti, un disegno di legge così
importante, di una riforma così importante, non sarebbe stato
bocciato in Aula con diversi voti di maggioranza che si sono uniti
al voto segreto.
E quindi, questo lo dico, perché? Perché la modalità del
Presidente della Regione è una modalità che, in questo momento,
cerca di fare intervenire attraverso una sua modalità che, prima,
va sui giornali, poi ritorna in Aula e quindi cerca di portare con
sé la maggioranza, i deputati di maggioranza, attraverso sue
iniziative
Ecco perché non siamo sull'idea di non approvare o di andare
contro perché per forza dobbiamo andare a settembre. No Noi lo
abbiamo detto, l'abbiamo detto anche nella prima variazione di
bilancio, aspettavamo il Governo, che ci aveva detto che il 10
giugno doveva intervenire con una somma per affrontare la
variazione ed andare in Aula almeno la seconda, la prima settimana
di luglio.
Adesso siamo qua, con delle norme che ancora oggi dobbiamo
comprendere quali siano e, come le ho definite io, il Governo
regionale ha tirato fuori le norme "a sorteggio", perché da 35 sono
diventate 15 e ancora non sappiamo quello che accadrà, perché il
Governo fa quello che vuole rispetto ad una sua azione, cercando
anche di togliere al Parlamento quella che, invece, è la legittima
possibilità di dibattere su quelle che sono le variazioni di
bilancio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. È iscritto a parlare
l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dispiace
in questo momento dover rinnovare il mio disappunto per l'assenza
del presidente Schifani che, tra l'altro, ha trascorso buona
giornata nei palazzi, nel Palazzo, e che quindi avrebbe ben potuto
invece partecipare ai lavori, magari dire la sua su queste pseudo-
variazioni di bilancio e dirci anche qualche cosa sui temi di cui
chiediamo quotidianamente ormai di rendere conto, come la sanità e
gli scandali del turismo.
Vorrei porre l'accento rapidamente su quanto sia stato anche
ridicolo il comportamento del Governo che ha chiesto di
contingentare i tempi, perché se avesse lasciato discutere 15
minuti ciascuno i deputati delle opposizioni e avessimo iniziato
alle ore 11.00, beh, la discussione generale sarebbe già conclusa.
E invece hanno contingentato i tempi e la discussione generale alle
ore 17.00 è appena iniziata, signor Presidente.
E quindi questo per dire al Governo: ricordatevi che con le
forzature da questo Parlamento non è mai passato nessuno e mai
passerà nessuno, almeno fino a quando c'è il Movimento 5 Stelle qua
dentro.
E vi ripeto: fatevi i conti, visto che pensate di poter gestire
strumenti finanziari importanti come le variazioni - 300, 400, 500
milioni - e non vi sapete fare neanche quattro conti di come i
minuti si sarebbero conclusi proprio intorno alle ore 17.00 se si
fosse svolta la discussione generale
Questo avete voluto e questo avrete, senza con ciò farci
rinunciare neppure ad un grammo delle considerazioni che sentiamo
di dover svolgere a tutela dei siciliani.
E cominciamo. Innanzitutto questo testo di legge non discute di
variazioni di bilancio perché le variazioni dovrebbero avere come
unico scopo quello di andare a rimpinguare quei capitoli che hanno
visto un esaurimento rispetto a quanto dotato in finanziaria per
consentire a questi di arrivare fino a dicembre. Voi invece
introducete degli argomenti che non sono propriamente oggetto di un
testo di variazione, ma sono per certi versi innovativi. Ma non
siete neanche in grado di andare a circoscriverlo alle vere urgenze
che in questo momento per i siciliani, caro assessore Dagnino, sono
trovare una sanità pubblica di qualità, essere trasportati in
ospedale con un'ambulanza piuttosto che con una "lapa", essere
accompagnati da due infermieri piuttosto che da due muratori,
entrare in un pronto soccorso e trovare un dipendente dell'Asp o
dell'Azienda ospedaliera rispetto a una cooperativa dove vengono
pagati 1.500 euro al giorno.
Anche l'articolo che fate sulle liste d'attesa rende plastica
quanto sia ridicola e inutile, questo già l'avevo detto ma oggi ve
lo ribadisco, la vostra azione politica, perché non solo non
riducete le liste d'attesa e avreste dovuto rimuovere, queste sono
le parole del presidente Schifani "se entro un anno non scompaiono
le liste d'attesa rimuoverò tutti i dirigenti generali che io
stesso ho nominato", credo su suggerimento dei partiti. Poi, però
se ne esce e dice: "no vabbè, niente non ce l'hanno fatta, proviamo
in un altro modo " e va a buttare 40 milioni di euro su un articolo
che dovrebbe trovare attuazione per 2-3 mesi, 40 milioni, e poi per
gli anni successivi ci mette 10 milioni di euro l'anno
E questo è ridicolo Ma è ridicolo due volte perché peraltro
entrate, e ve lo dice anche il Servizio Studi, all'interno di
quelle componenti retributive che sono le voci aggiuntive che sono
di competenza della contrattazione collettiva nazionale e, quindi,
del legislatore statale non del legislatore regionale: e il fatto
che non la limitiate neppure nel tempo, vi espone all'impugnativa,
e voi lo sapete, perché questo articolo non lo volete neanche
attuare, a quell'impugnativa che già avete subito quando abbiamo
stabilito gli incentivi per gli ospedali di frontiera.
E allora io mi chiedo: ma come può un assessore per l'economia,
con le sue competenze, assessore Dagnino, sostenere un testo
simile, che va a rimettere in discussione quei principi che già
sono stati discussi all'atto della proposta di impugnativa della
legge precedente, che lei stesso ha spiegato a quest'Aula? E
allora: come Dagnino contraddice Dagnino? Schifani contraddice
Schifani? Vi contraddite a vicenda? Ma voi che cosa fate?
Non accettiamo questi spot ai danni dei siciliani perché le
persone in questo momento hanno un problema, che è quello di
trovare una risposta alle loro istanze, per le quali pagano, chi
può, chi non può fa una brutta fine E voi continuate a prendere in
giro queste persone, così come continuate a prendere in giro il
Parlamento dicendo che, se l'Aula non approva, si bloccano gli
assegni per disabili gravissimi. Non è vero, perché quelli hanno un
contratto e l'ASP deve anticipare, anticipa con risorse proprie,
dopodiché fate lì la variazione di bilancio se non sono stati
soldi...
Non solo, mancano tutte le misure che ci sarebbero dovute essere
per gli studenti disabili e voi dite "no l'avevamo messo tra gli
aggiuntivi ". Quindi non era una priorità di questo Governo, perché
se fosse stata una priorità, l'avreste messa nel testo. Così come
avreste dovuto mettere nel testo le norme per le stabilizzazioni e
per l'adeguamento orario dei consorzi di bonifica. È inutile che
state a dire che le hanno bocciato le opposizioni. Anzitutto perché
le opposizioni perdono se la maggioranza non vota in difformità a
quello che le chiede il suo Governo, quindi il problema è vostro
In secondo luogo: perché non potevate inserirli nel testo se ci
tenevate? Come avete tolto 15-30 articoli durante la manovra
iniziale, com'è possibile che non ci fosse una parola spesa per
questi lavoratori, per questi contesti?
La realtà è che non ve ne frega niente e cercate di scrollarvi le
responsabilità di quella che è l'azione di Governo. Voi non
governate più In queste variazioni voi porterete a casa una cosa
sola: la certificazione che il Governo Schifani è in crisi e questa
sarà l'estate più calda che vivrete. A 50 gradi vi arriveranno le
istanze, per il semplice motivo che voi questa variazione da
quest'Aula non la uscirete. Assessore Dagnino, mi guardi. Voi non
la uscirete questa variazione da quest'Aula e aprirete la crisi.
Perché siete in crisi
La cosa brutta sa qual è? Che avete messo in crisi anche la
Sicilia Perché voi ve ne andate in giro a dire: "sta salendo
l'ISTAT, stanno salendo le graduatorie, Schifani è il presidente
cui si vuole più bene nel mondo, il sondaggio ". La gente ha
fame, assessore Dagnino; la gente non riesce a fare la spesa quando
va dal fruttivendolo e ci vogliono 30 euro per riempire una busta
La gente non riesce a comprare i medicinali in farmacia Lo volete
capire o no? Volete farvi un giro in mezzo alle persone, nelle
strade, nelle periferie e capire che la gente non arriva manco alla
metà del mese? Questo è l'unico tema Ed è inutile che mettete
queste cavolate nelle leggi perché siete pure quelli che hanno
abolito, politicamente parlando, il reddito di cittadinanza. Voi
avete tolto il pane alle persone, voi avete tolta la possibilità
alle persone di curarsi Questa è l'unica cosa di cui vi dovreste
prendere la responsabilità e invece fate fandonie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie, signor Presidente. Prima di quantificare i
secondi, le chiedo se c'è un'alternanza tra le forze politiche di
opposizione e quelle di maggioranza, perché se qualcuno di
maggioranza volesse intervenire, sicuramente potrebbe arricchire
questo dibattito. Sarebbe importante sapere qual è il punto di
vista dei colleghi della maggioranza.
SPADA. Il tempo, signor Presidente, il tempo
GIAMBONA. Era sull'ordine dei lavori, era sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, della maggioranza non si è
iscritto nessuno perché condividono quello che ha fatto il Governo.
GIAMBONA. Grazie, signor Presidente. Ecco, lei, intanto, mi
conferma che allo stato attuale nessuno della maggioranza si è
iscritto. E questo, credo, sia un dato politico rispetto a quella
che è la discussione di questa variazione di bilancio. Le
variazioni di bilancio, lo sappiamo tutti, quelli che siamo qui ma
anche chi ci segue da casa, non sono norme come tutte le altre.
Sono norme nelle quali si incide nel quotidiano dei siciliani,
perché possiamo determinare come migliorare la qualità della vita,
della sanità, delle infrastrutture, del lavoro.
Ecco perché noi contestiamo, intanto, la scelta delle forze
politiche di maggioranza che hanno deciso di contingentare i tempi
su questa manovra di bilancio.
Stiamo qui a parlare di 400 milioni di euro che potremmo meglio
destinare per i nostri siciliani, e ci viene ridotto il tempo per
fare le proposte. Io credo che questo sia assolutamente
inqualificabile: in un momento storico nel quale la Sicilia ha
delle risorse che non ha mai avuto, noi, oggi, potremmo utilizzare
queste risorse per un cambio di passo, per creare sviluppo,
crescita e, invece, nulla di tutto questo.
Nessuno della maggioranza viene qui a parlare di questa manovra,
perché la si affronta con il massimo della leggerezza, una assoluta
inconcludenza, un documento che è confuso, un documento che non
affronta quelle che sono le nostre questioni, slegato rispetto al
nostro quotidiano, disconnesso completamente da quelle che sono le
esigenze dei siciliani. E io credo che, in un certo qual modo,
disconnessi ci sono pure alcuni dei colleghi parlamentari.
E prendo spunto da quelle che sono state le dichiarazioni rese da
certuni ieri e l'altro ieri, fino a qualche minuto fa qualche
esponente della maggioranza ritorna nuovamente, tentando di
scaricare la responsabilità su quelle che sono le loro mancanze,
sul fatto che sono spaccati su ogni fronte e si tende a scaricare
sulle forze di opposizione.
Stiamo vivendo una situazione tragicomica, degna delle migliori
commedie brillanti di Oscar Wilde, il quale diceva che nella vita
ci sono due tipi di tragedie: quelle in cui non si riesce a
ottenere qualcosa nella vita, qualcosa che si vuole, e quando,
invece, si riesce a ottenere.
Ecco, questo Governo, pur essendo riuscito ad ottenere il governo
della nostra Regione, sta vivendo la tragedia di non saper
governare la nostra Regione Questo lo dobbiamo dire a chiare
lettere, voi siete assolutamente inadeguati e la manovra lo sta
confermando. Inizialmente erano 36 gli articoli, non ci credete
nemmeno voi, non ci crede nemmeno il Presidente della Regione
Schifani, che ha chiesto di andare a ridurre l'articolato in 16
articoli. Non si fa alcun tipo di programmazione, colleghi e
Presidente.
Questa manovra, che allo stato attuale impegna circa 400 milioni
di euro sapete quant'è la quota che andrà per il 2026 e per il
2027? Ecco, poco più di 60 milioni di euro; tutto il resto è nel
2025 con interventi spot, interventi tampone, per i quali
probabilmente non si riuscirà nemmeno a spendere, non si riesce a
vedere, al di là del proprio naso, nessuna spesa che sia da questo
punto di vista qualificante: qualche norma mancia, qualche norma
spot, quella sull'editoria, quelle sulle strade provinciali. Poi ci
spiegheranno perché non facciamo i trasferimenti alle Città
metropolitane e ai liberi Consorzi e perché le dobbiamo determinare
a livello regionale, risorse risibili sulla Protezione civile,
sugli extra costi, sulla povertà.
Ecco, io ritengo che pure sul merito di quella che è stata la
condotta nelle Commissioni, oltre ad avere mortificato,
letteralmente mortificato, le Commissioni di merito, voi avete
avuto un approccio sbagliato e per certi versi anche provocatorio
nei confronti del Partito Democratico, perché siete andati proprio
a tagliare quelle norme che la nostra compagine politica nel tempo
ha sempre sostenuto, e mi riferisco alla norma che amplierebbe la
possibilità di dare sostegno ai medici delle aree interne, vedi il
"Caso Stromboli" degli ultimi giorni, oppure la tematica sui costi
e sull'insularità, la norma sul finanziamento "Liberi di scegliere"
che è una proposta del Partito Democratico, come l'esigenza, a più
riprese manifestata con atti e interrogazioni, di finanziare quelli
che sono gli interventi dei polmoni verdi. Nulla di tutto questo,
come non avete preso in considerazione le esigenze, che noi abbiamo
a più riprese manifestato, dei comuni dei sindaci siciliani che
sono alla canna del gas: un comune su tre è in dissesto o
predissesto; abbiamo chiesto e lo richiediamo ad ogni variazione di
aumentare quello che è il fondo per le autonomie, ma voi non ci
sentite, come non sentite quella che è l'esigenza di fare fronte ad
una povertà che è crescente nei nostri territori, mettete solamente
tre milioni di euro quando dimentichiamo che 97 mila sono state le
istanze per il reddito di povertà e non siamo riusciti a pagare
nemmeno il 10 per cento di queste Ci dimentichiamo della povertà
abitativa, ci dimentichiamo di quello che è il problema delle
aziende, dei dazi, del sostegno alle cooperative, alla
cooperazione, di quello che è il problema degli incendi; ci
dimentichiamo della tematica dei forestali e della prevenzione, del
loro rinnovo dei contratti collettivi e dell'aumento delle
giornate.
Ebbene, nulla di tutto questo Voi avete una maggioranza e volete
scaricare la responsabilità sulle opposizioni. State recitando,
fondamentalmente, le due parti: da una parte, siete assolutamente
arroganti e gradassi; dall'altra, invece, venite dalle opposizioni
e ci chiedete il sostegno. Questa maggioranza è assolutamente
inadeguata, i-na-de-gua-ta E allora la proposta di questa manovra
va rimandata a settembre, questo è chiaro
Come il Governo Schifani, con tutta la sua compagine, è da mandare
a casa perché siete inadeguati nell'affrontare quelle che sono le
esigenze, i problemi e nel rappresentare i siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Grazie, signor Presidente. Abbiamo, nei mesi scorsi, più
volte letto delle dichiarazioni enfatiche da parte di uomini del
Governo, si è detto: "la Sicilia va bene, sta andando avanti, ci
sono importanti traguardi raggiunti".
È vero, qualcosa ancora continua a rifluire dal "110", dal PNRR,
sono risultati indotti negli anni scorsi, che ora hanno delle
ricadute, a dire il vero, ma quando poi andiamo nello specifico,
vediamo che qualcosa non va rispetto a queste dichiarazioni.
Partiamo innanzitutto dai prezzi energetici: la benzina, il
gasolio, continuano ad aumentare. Si diceva - prima - "è indotta
dalla guerra", ma la guerra, ormai da tempo...
Erano scesi, ora sono tornati ad aumentare. In particolare, in
Sicilia, ci sono problemi che riguardano più complessivamente i
costi energetici e, quindi, l'utilizzo dell'energia elettrica, del
gas.
Tutto ciò ha una spesa diretta nel cittadino, ma anche,
conseguenzialmente, la condizione di ordine generale dal punto di
vista economico, Assessore, perché basta fare un giro in un
supermercato per vedere che con 50 euro prima si compravano cinque
prodotti di un certo tipo; ora di quei cinque se ne possono
comprare quattro. Quindi, il cittadino, ha chiara questa situazione
compensativamente , in maniera compensativa, ci sono delle scelte
che stanno determinando un impulso, dal punto di vista produttivo.
Se andiamo all'agricoltura, siamo al disastro. Mi dispiace.
L'Assessore ha cercato, in questi mesi, in queste giornate, di
attivarsi, ma la situazione è drammatica e lo sappiamo tutti, a
partire dall'assessore.
I nostri prodotti agricoli non vengono nella giusta maniera
irrigati e, conseguentemente, il 25 per cento ormai è scomparso,
l'altrettanto 25 per cento del prodotto non sarà in grado di
entrare nel mercato.
50 per cento speriamo Se nelle prossime giornate si fa qualcosa
di concreto, se si mette in moto tutto ciò che bisognava mettere in
moto per tempo, perché noi, questi impegni li sollecitiamo da
tempo, e se si fa questo qualcosa può venire fuori, così come
nell'industria. Io ho visto che l'assessore Tamajo ha incontrato il
ministro Urso, fortunatamente lo ha incontrato, a differenza del
sindaco di Catania, in una sede istituzionale, al Ministero.
Il sindaco di Catania e il ministro Urso si erano incontrati in un
bar di Acireale per discutere delle sorti dell'STM, e mi pare che i
risultati siano ben evidenti.
Si era parlato di uno straordinario impegno di crescita di
quest'attività produttiva. Mi pare che la ST è in grave condizioni
economiche nel momento in cui si dice che stanno andando via
persone che sono al limite di età. Non è così perché ci sono turni
di cassa integrazione. Quelli che erano impegni che erano stati
assunti non si stanno mantenendo. Allora, una finanziaria può
incidere in tutte queste questioni? Certamente no, noi no lo
diciamo con realismo, con le parole della verità, ma ci sono alcuni
settori che potrebbero dare una risposta, a partire dal precariato.
La vicenda dei consorzi di bonifica. Qualcuno ha cercato di
giocare in maniera tale da mistificare i dati; noi eravamo
d'accordo e siamo d'accordo a fare l'intervento per superare il
problema del turnover, del precariato, nei consorzi di bonifica e
vorremmo che si associasse al tema della forestale perché l'anno
scorso si fece un intervento per aumentare le giornate lavorative,
perché si disse: C'è un piano delinquenziale di devastazione del
nostro territorio con una serie numerosa di incendi , quest'anno
siamo nelle stesse condizioni, anzi condizioni più gravi.
Io l'altro giorno sono stato a Niscemi per una manifestazione No
Muos . La sughereta è distrutta e quello era un bene ambientale,
una riserva di grande valore.
Quindi, signor Presidente, noi abbiamo questa impostazione - e
concludo - abbiamo poco tempo, diciamo, sulla sanità aspetteremo,
vedremo quale sarà anche a seguito delle indicazioni che sono state
qui rappresentate la posizione del Governo sulle lunghe liste di
attesa che non riguardano soltanto le attività specialistiche,
riguardano anche i Pronto Soccorso, perché ci sono tanti, tanti,
che attendono di essere ricoverati e questo dipende anche
dall'organizzazione sanitaria e, concludo, signor Presidente.
Noi ci siamo permessi nella Commissione Sanità di presentare un
emendamento senza una spesa diretta, che era quella di realizzare
il Centro per la lotta del cancro al Garibaldi-Nesima; l'impegno
era quello di utilizzare l'ex articolo 30, anzi il recupero nelle
gare delle risorse dell'articolo 30 e auspichiamo che su questo si
dia una risposta vera che si può dare ai problemi di alcune fasce
della nostra comunità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
È iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati,
prima sentivo che addirittura c'è chi si è portato 15 paia di
mutande; per me potevamo portarcene anche 30 o si faceva dare,
onorevole De Luca, una bottiglietta di detersivo da sua moglie,
perché non c'è bisogno che facciamo questa manovra con questi tempi
record; stiamo cercando di bruciare più di 300 milioni di euro per
non dare la giusta attenzione alle giuste problematiche dei
siciliani.
Una forzatura che ha messo sul piatto tanti soldi soltanto, al
solito, per accontentare una parte di quest'Aula, la maggioranza,
con trentacinque milioni di interventi che si dice che questa volta
non saranno sagre, non saranno feste, ma pur sempre interventi
localistici, interventi che non avranno nessuna progettualità e
nessuna visione per i siciliani.
E insieme a questi che cosa abbiamo? Il Presidente Schifani si è
vantato tanto dei cinquanta milioni messi sul piatto per le
manutenzioni delle strade provinciali, ma questi fondi sono il
frutto di un taglio del 70 per cento del Governo nazionale, cioè
del Governo Meloni, che ha tolto alle province, in particolare alla
Sicilia, ben trentacinque milioni per le manutenzioni stradali,
quindi abbiamo dovuto mettere una toppa al Governo nazionale.
Così come i venti milioni per portare i rifiuti fuori, che si
aggiungono ad altri venti che avevamo messo in precedenza e perché?
Perché questo Governo si è impuntato a fare degli inceneritori che
forse vedremo fra dieci anni e non c'è nulla di strutturale per lo
smaltimento dei rifiuti in prossimità con un'impiantistica seria,
che garantisca la sostenibilità ambientale, tutti interventi di
questo tipo.
Anche i sessantasette milioni per i dissalatori, ma ci rendiamo
conto che sono tre dissalatori che servono sì e no 150 mila persone
e spendiamo 67 milioni? Non è una cifra sproporzionata per quello
che poi di fatto andranno a garantire in termini di metri cubi? E
forse sicuramente si poteva pensare a qualcosa di progettuale,
perché quando io vado ad approvvigionarmi di acqua, poi ho bisogno
anche di una rete idrica che non sia colabrodo per non perderla, ma
ho bisogno di invasi per contenere quest'acqua. Ad oggi, tutti
questi invasi non rispettano la normativa e non li possiamo
riempire a pieno regime. Quindi, anche questi soldi bruciati.
Se noi andiamo a leggere questa manovra, ci sono quasi 200 milioni
che sono spesi in maniera completamente dissennata e inutile, e poi
di fatto cos'altro leggiamo? 3 milioni per l'emergenza povertà. Di
97 mila domande, solo 7 mila sono state evase. 90 mila persone sono
rimaste senza ristoro, ma che cosa dobbiamo fare con 3 milioni? Una
misura più povera della povertà stessa
E abbiamo dimenticato gli ASACOM, abbiamo dimenticato l'emergenza
incendi; abbiamo dimenticato di fare gli ospedali, però dobbiamo
comprare con 13,3 milioni di fondi un immobile, che non sappiamo se
è stato fatto un censimento, una ricognizione, e se in Sicilia ci
sono altri immobili che potrebbero essere utilizzati, perché a noi
non risulta. Però spendiamo soldi per questa cosa, quando invece ci
sono ancora ospedali da costruire.
A Ragusa, abbiamo un ospedale che è rimasto a metà e quindi ci
mancano tantissimi posti letto, abbiamo un aereo, l'aeroporto di
Comiso, lo leggevo oggi sui giornali, che è la Cenerentola della
Sicilia, è fermo al cospetto di altri aeroporti minori, che invece
il Presidente considera molto di più.
Ecco, una manovra che a mio avviso si deve ragionare con i giusti
tempi e non si può certo votare in fretta e furia perché dobbiamo
andare in vacanza.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie, signor Presidente. Ma, guardi, io ritengo che
questa sia una manovra senz'anima, una manovra che non tiene conto
di quelle che sono le reali esigenze dei siciliani. E dico questo
perché reputo e ritengo che diverse iniziative aspettano i
siciliani da diverso tempo.
Assessore Dagnino, noi abbiamo previsto in questa manovra la
possibilità di abbattimento delle liste di attesa, senza però
prevedere in maniera concreta l'assunzione di medici, la
valorizzazione delle aree interne, dei presidi territoriali,
dell'isolamento che vivono alcuni comuni, anche in funzione dei 118
non medicalizzati. Ecco, noi riteniamo che la sanità, l'approccio
nei confronti della sanità siciliana, debba essere diverso da
quello che sta avendo questo Governo, un Governo presuntuoso, un
Governo che non ascolta, un Governo che pensa di potere portare
avanti una Rete Ospedaliera senza neanche tenere conto di quelle
che sono le istanze, le esigenze dei territori.
E poi ancora, assessore, gli incendi. Io lo so che lei si dispera
ogni volta che le parlo di incendi, però non voglio sempre
ritornare su uno stesso punto, è dal 2023 che ne parliamo,
assessore. Neanche in questa variazione di bilancio sono stati
inseriti i soldi da destinare alle famiglie della provincia di
Siracusa, che hanno avuto bruciate le case. Ritorniamo nuovamente
su questo argomento, perché in Commissione Bilancio si è pensato di
destinare 750 mila euro, 750 mila euro nei confronti di tutti
coloro i quali hanno subito dei danni dal 2023 al 2025. Ma lei lo
sa quali sono gli importi degli incendi che hanno causato i danni
nella provincia di Siracusa? 4 milioni di euro, solo in provincia
di Siracusa E voi pensate di risolvere i problemi dei siciliani
mettendo 750 mila euro per tutta la Sicilia e per tutti quelli che
hanno subito dei danni? Se non è questo uno spot, assessore
Togliamolo, facciamo prima Non prendiamo... non illudiamo i
cittadini che stiamo stanziando e stiamo destinando loro delle
risorse che, poi, materialmente, saranno insufficienti per dare
delle risposte concrete.
E, poi, le dico un'altra cosa - e lo dico in generale al Governo,
considerato che non è presente in Aula il Presidente della Regione
-, ho letto, poc'anzi, un articolo, dove il Presidente della
Regione si complimenta con ANCI, rispetto alle osservazioni che ha
fatto sullo stanziamento dei... sul raddoppio, diciamo, dei fondi
destinati agli extra costi, per il conferimento dei rifiuti e che,
quindi, passa da 20 milioni a 40 milioni e aggiunge che "nonostante
l'ostruzionismo dell'opposizione sui disabili, il Presidente
riproporrà in Aula lo stanziamento delle risorse nei confronti dei
disabili", facendo intendere, alle tante famiglie siciliane, che le
opposizioni sono contro i disabili Si vergogni il Presidente
Schifani Il presidente Schifani è un Pilato, perché ha, di fatto,
non solo accusato quest'Aula di essere l'Aula dei marchettari,
degli accattoni, perché il Governo fa delle norme e delle riforme
per i siciliani e questo Parlamento, invece, fa le marchette Venga
in Aula a chiedere scusa a questi parlamentari Io non mi sento,
assolutamente, di condannare anche le azioni portate avanti,
territoriali, da parte dei deputati di maggioranza, perché anche
loro portano avanti delle istanze che provengono dal territorio,
non per questo possiamo essere etichettati - come parlamentari di
questa Assemblea regionale - come dei "marchettari" e sui disabili
nessuno ha patenti etiche per accusare, soprattutto, le opposizioni
di fare ostruzionismo contro i siciliani
Noi l'ostruzionismo non lo stiamo facendo contro i siciliani; noi
l'ostruzionismo lo stiamo facendo nei confronti di un modo di
concepire questo Parlamento che non ci appartiene, perché noi
rappresentiamo i siciliani I siciliani tutti Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora, ci
ritroviamo, ancora oggi, ancora una volta, a discutere un disegno
di legge che doveva essere, diciamo, la possibilità, l'opportunità
di voltare pagina e di cambiare veramente rotta.
Queste variazioni di bilancio, assessore Dagnino, però, ancora una
volta, servivano per istituire visione, programmazione e anche
giustizia sociale alla Sicilia; invece, ci ritroviamo un testo
burocratico, disomogeneo, senza una direzione politica chiara e
incapace di incidere, veramente, sulla vita dei cittadini
siciliani, anche se, abbiamo ascoltato, da alcuni esponenti di
maggioranza, un accorato messaggio in cui si dichiarava che era
così importante per le urgenze che ci sono e le emergenze che ci
sono per la per la nostra Terra, però, peccato che ieri ci
ritrovavamo in Aula soltanto l'opposizione, era talmente importante
che la maggioranza non era in Aula.
Noi vediamo che - come hanno già detto, prima di me, tanti altri
miei colleghi - appunto, parliamo forse di spot, soltanto di una
manovra che non ha un disegno organico sulle politiche giovanili,
non c'è una visione, una vera visione, sulla lotta alla povertà e,
soprattutto, manca anche il coraggio di scelte nette, chiare,
strutturali per i diritti e i servizi essenziali.
Quindi, piccoli interventi, spot, risorse a pioggia - come al
solito - incapaci di affrontare quelle che sono le vere necessità,
le vere urgenze, le emergenze di questa nostra Terra Noi mettiamo
tanti soldi, per esempio, per l'abbattimento, assessore Dagnino,
sulle locazioni passive della Regione siciliana; per carità,
sicuramente un obiettivo lodevole quello di ridurre i costi,
peccato che, naturalmente, viene dopo un inefficiente pregresso
sulla gestione di questo patrimonio immobiliare regionale; quindi,
i fondi che si sarebbero invece potuti dedicare alla sanità, alle
liste d'attesa, al personale che è ridotto all'osso e invece li
dobbiamo utilizzare per andare a colmare quella che è stata una
cattiva gestione.
E così come sono pochi soldi che vengono stanziati sulla
Protezione civile, non ritorno sugli incendi, sui cambiamenti
climatici, sul dissesto idrogeologico, tutte cose che abbiamo
affrontato già da anni appunto in questa in quest'Aula senza
riuscire a trovare quella che è una soluzione definitiva.
Anche pochi sono i soldi che vengono dedicati agli interventi per
la povertà, per l'esclusione sociale, che di fatto non vanno poi a
sanare quelle che sono le vere necessità della popolazione.
Così come i 20 milioni che sono stati dedicati agli extra costi
del settore dei rifiuti, sicuramente è un intervento importante
però è anche vero che non risolvono quelli che sono i problemi
strutturali di questa nostra terra, quindi sempre cerchiamo dei
palliativi e non delle soluzioni definitive.
Non solo, una cosa che poi si nota che sia per la povertà ma anche
così come in tante altri temi, non vediamo poi l'efficacia cioè non
siamo lì a monitorare se questi interventi sono serviti se non per
chiudere o quel momento di emergenza ma se vanno veramente a sanare
quello che è un problema strutturale che li riguarda, così per
quanto riguarda per esempio le liste d'attesa, perché sì è vero che
dedichiamo dei soldi per le liste d'attesa ma di fatto non si
affronta il problema radicato e complesso che c'è nei nostri
territori, quindi dovremmo andare a cercare riforme strutturali,
potenziamento del personale, riorganizzazione dei servizi.
Invece, ancora una volta ci troviamo di fronte a un incremento di
spesa che invece di dare però un nuovo corso alla sanità più vicina
alla gente, con una visione contemporanea, va a riproporre quel
modello fallimentare che abbiamo avuto fino adesso che ci ha
portato alla crisi che c'è oggi in sanità.
Così anche per quanto riguarda appunto, come dicevo prima, il
problema climatico: anche i soldi che sono stati dedicati alla
siccità non vanno poi a coprire quelli che sono invece investimenti
come dovrebbero essere investimenti a lungo termine, infrastrutture
idriche e pratiche agricole sostenibili.
Quindi niente obiettivi, niente criteri proprio come dicevo prima
per misurare l'efficacia dei vari interventi che vengono fatti. E
poi, di fatto, in questa manovra non troviamo fondi né per
sostenere il lavoro femminile, né la transizione generazionale
delle imprese o strumenti per promuovere l'inclusione sociale,
l'innovazione, la cooperazione internazionale, tutti temi che
abbiamo affrontato più volte con proposte concrete ma che di fatto
poi non siamo riusciti mai a portare avanti. Così come per
l'editoria viene rifinanziato, però non c'è un piano per promuovere
il pluralismo e l'informazione libera e intanto dal Governo Meloni
viene penalizzato sempre più, arrivano sempre più tagli per
mortificare tutte quelle che sono il ruolo delle autonomie locali
con il silenzio complice di chi invece dovrebbe difendere questa
nostra terra.
Quindi non basta soltanto mettere fondi e incrementare i
finanziamenti se poi non c'è una programmazione, non c'è una
visione e questo, ancora una volta, in questa manovra non fa altro
che dimostrare in tutto questo che manca proprio la vera una
visione di quello che serve alla nostra Terra.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, è
difficile iniziare questo intervento non esprimendo un giudizio
politico netto che certamente non è positivo. Perché? Perché siamo
stanchi di manovre di bilancio che rincorrono le emergenze, alcune
emergenze, perché certe vengono assolutamente ignorate e tra queste
è scandaloso non l'avere ritrovato nel testo e lo abbiamo fatto
battendosi in Commissione Bilancio ma non abbiamo cavato nulla
sull'inserire quelle somme assolutamente fondamentali per le figure
degli ASACOM e degli assistenti igienico-personali perché veda,
Presidente, ad inizio e soprattutto gli assessori competenti che
qui sono seduti in Aula, a settembre gli studenti con disabilità
non è certo che andranno in Aula confermando che questo Governo
regionale costruisce cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Ecco, noi da Movimento Cinque Stelle questo non lo possiamo
accettare, ecco perché abbiamo presentato un emendamento e speriamo
che verrà approvato, naturalmente, destinando le risorse adeguate.
Siamo intervenuti anche sulle emergenze incendi. Questo Governo
continua ad ignorare certe proposte che sono venute già da tempo
dal Movimento Cinque Stelle. Le colleghe Marano e la collega Campo
hanno depositato delle norme specifiche sulle innovazioni
tecnologiche che aiutano a contrastare gli incendi. Ebbene questo
Governo continua a ignorarle.
Abbiamo presentato anche su questo fronte degli emendamenti ma
speriamo che verranno accolti soprattutto sulla formazione, sulla
formazione di coloro che devono, eventualmente, utilizzare le nuove
tecnologie perché è inutile comprare i droni e tenerli chiusi in
magazzini se non ci sono gli addetti che sono adeguatamente
formati.
Ancora mi soffermo sull'articolato, in particolare, sull'articolo
3. Apprezziamo da parte del Governo il tentativo di ridurre le
locazioni passive, assessore Dagnino, però veda, quello che è
mancato in questi due anni e mezzo di Governo è una visione
strategica, non solo sugli immobili.
Ma quanti soldi la Regione spende per gli affitti degli uffici?
Ebbene, le do una notizia: le assegnazioni di beni confiscati alla
Regione siciliana sono ridicole, quando invece si potrebbero
utilizzare gli immobili confiscati.
Sa quanti ne risiedono in Sicilia? Sono 17 mila gli immobili
confiscati alla mafia e più del 50% ha sede in Sicilia. Non li
chiediamo come Regione siciliana, lavoriamo su questo fronte.
Ancora vorrei intervenire sull'articolo che riguarda l'edilizia
scolastica: 5 milioni sono stati stanziati, sono ridicoli se
pensiamo che solo la provincia di Palermo richiede interventi per 4
milioni. Bene, assessore, noi non vorremmo più vedere quelle scene
dell'Aula dove piove l'acqua o l'intonaco dei soffitti che cadono,
attentando all'incolumità di studenti e di professori. Questa
manovra, non voglio perdere altro tempo e lascio spazio agli altri
colleghi, ancora una volta, dimostra che è una Regione disconnessa
con le vere priorità di questo territorio.
Manca tutto, manca il lavoro fondamentalmente, la scuola ha
bisogno di interventi come abbiamo detto subito ma quello che noi
non possiamo tollerare è la poca attenzione ai fragili, non lo
possiamo tollerare assolutamente e speriamo, davvero, che
quest'Aula non venga umiliata ancora una volta da un pot-pourri
normativo confezionato fuori da qui, lontano dalle telecamere e dal
dibattito democratico, soprattutto dalle reali necessità dei
siciliani.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, questa è
ancora una volta una manovra, come qualcuno l'ha definita,
senz'anima. Ma io la definirei anche con le norme inserite a
bussolotto, perché non c'è un criterio Quest'Aula, assessore,
aveva già bocciato la misura per acquistare l'immobile,
attualmente, di via Filippo Cordova e voi? In spregio a quello che
l'Aula aveva già deciso, la riproponete La cosa ha un sapore un
po' strano e, peraltro, la riproponete prevedendo un milione in più
per acquistarlo. Cioè, nel giro di qualche mese, il prezzo è
lievitato di un milione.
Se l'Aula dovesse nuovamente bocciarla, la riproporrete nuovamente
con un ulteriore milione in più, due milioni? Ma perché tutta
questa voglia di acquistare questo immobile e di non ragionare,
come diceva qualcuno, sul razionalizzare meglio quelli che abbiamo?
Ci sono uffici, assessore, io non so se lei gira, ma, per esempio
l'Assessorato al lavoro, ci sono stanze dell'Assessorato al lavoro
dove prima c'erano dieci persone e adesso ce ne stanno due; ed è un
problema, perché non possiamo portare avanti molte delle cose che
questa Regione si propone di fare.
E invece noi pensiamo ancora di acquistare immobili. In passato si
era pensato al "super immobile", progetto poi abbandonato.
E questo è solo uno degli esempi della protervia con cui questo
Governo si muove, perché è protervia anche la dichiarazione del
Presidente della Regione siciliana che dice al Parlamento siciliano
che mercoledì dovremo approvare questa manovra.
Non so se è un avviso mandato alla sua maggioranza o è una
mancanza di rispetto per questo Parlamento, in ogni caso, delle due
nessuna è degna di un Presidente della Regione
E poi, altre misure. Veda, assessore e Governo, questa è una
Regione in cui, nonostante qualche collega oggi abbia parlato -
facendo sostanzialmente un comizio in quest'Aula - del Ponte sullo
Stretto, non si affronta un problema: che è quello che la Sicilia
orientale corre a 100 chilometri orari, la Sicilia occidentale è
ferma.
In nessuna delle misure che voi avete proposto si affronta il
problema delle politiche industriali e non si affronta il problema
delle infrastrutture che in Sicilia occidentale mancano. La
provincia di Agrigento, la provincia di Caltanissetta, la provincia
di Trapani, che aveva, per esempio, un'opera che, nel raddoppio
della Marsala-Mazzara, si è vista spogliare quest'opera come se
nulla fosse.
La rete che doveva collegare la Sicilia occidentale alla Sicilia
orientale, la ferrovia Palermo-Catania, definanziata, trasformata
in alta intensità, doveva essere ad alta velocità.
Ebbene, rispetto a tutto ciò e ai nodi strutturali che riguardano
la Sicilia occidentale, non c'è uno straccio di intervento
Avevamo chiesto, per esempio, di destinare alcune risorse per
l'agricoltura specificamente ad alcune aree della Sicilia
occidentale, c'è stato detto che non era possibile, che si
realizzeranno con i fondi POC, vedremo Siamo qui
Ma veda, assessore, finirà il tempo degli spot, finirà il tempo in
cui i settori produttivi di questa regione guarderanno alle
prebende e, invece, cominceranno a mirare ad interventi strutturali
e significativi per lo sviluppo della nostra regione; e quando quel
tempo finirà, voi non sarete pronti a raccoglierlo, perché, per
voi, governare è solo esercizio di potere.
Potere per accrescere potere : questo è il modello che esprimete
in ogni misura che proponete ed è un modello rispetto al quale,
prima o poi, qualcosa cambierà E noi ci faremo trovare pronti
questa volta, pronti a raccogliere l'invito che viene dalle classi
sociali dinamiche della nostra regione.
Perché, come diceva l'onorevole Saverino, non ci sono misure per
la povertà educativa, non ci sono misure per sostenere le donne
nella loro attività lavorativa e d'impresa, mancano misure...
Guardate Avete pensato ad una norma sulla sanità, che viene da
ridere solo a rileggerla Avete scritto nella relazione che, per
abbattere le liste d'attesa, farete lavorare gli strumenti
diagnostici anche la notte e avete previsto degli incentivi per gli
infermieri e per i medici. Vi ricordo che gli strumenti diagnostici
li fanno funzionare i tecnici, quindi, chi pagherà i tecnici di
laboratorio o i tecnici che devono far lavorare quelle macchine?
Siete ridicoli Non sapete le cose delle quali parlate, fate solo
spot, dovete vergognarvi Dovete vergognarvi di ciò che proponete,
perché parlate a un mondo che non conoscete.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha
facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo
desidero fare una premessa a questo mio articolato intervento sulle
variazioni di bilancio.
Ringrazio la collega Stefania Campo che ha riportato nel dibattito
d'Aula i miei slip. Apprendo anche il suggerimento del collega
Safina il quale mi ha suggerito la tecnica che dopo gli slip si
possono riportare dall'altro lato e riusarli quindi 15 ne ho,
possono diventare trenta secondo questo suggerimento dell'onorevole
Safina.
Voglio sottolineare un aspetto all'assessore Dagnino e a questo
Parlamento, ma anche e soprattutto ai tanti colleghi che hanno
svolto e svolgono il ruolo di amministratore, i sindaci,
richiamando l'attenzione su quella che è una variazione di
bilancio, soprattutto in prossimità, lo dico per i sindaci, che si
avvicina al cosiddetto assestamento entro il 31 luglio di ogni
anno.
Cos'è una variazione di bilancio? È il tentativo, nell'ambito di
un quadro di gestione corrente, fermo restando che ci sono comuni
che a luglio non hanno neanche i bilanci di previsione approvati,
di far fronte a delle esigenze che magari quando è stato approvato
il bilancio di previsione - l'anno in corso, quindi 2025 - non c'è
stata la possibilità di predisporre le provviste necessarie o
magari situazioni che durante la discussione e approvazione del
bilancio non erano all'orizzonte e si sono manifestate
successivamente.
A me tocca, con onestà intellettuale, dire all'assessore Dagnino e
sottolineare un aspetto che lui magari, non so se per eccessiva
umiltà, non ha voluto scrivere in questa variazione o non l'ha
voluto così dichiarare. Questa è una variazione di bilancio diversa
perché sta prendendo circa 350 milioni di euro aggiuntivi, nuove
risorse e li sta inserendo in un quadro per affrontare delle
esigenze. Poi possiamo discutere quali sono le urgenze, quali sono
le più pertinenti... questo è il merito ma fermiamoci un attimino
all'aspetto contabile, anche perché io insieme a tanti altri sono
uno dei più veterani di quest'Aula. Mi ricordo le variazioni di
bilancio che venivano fatte qui nel mese di luglio e di agosto: in
genere si facevano togliendo soldi in gestione corrente ad alcuni
capitoli per affrontare e cercare di mettere una pezza su altri
capitoli. Credo che avrò affrontate oltre una trentina variazioni
di bilancio in questo Parlamento e vi assicuro un fatto, qui sfido
tutti i sapientoni in versione 4.0, a fare un approfondimento delle
variazioni di bilancio degli ultimi 20 anni, io le ho vissute dal
2006 in poi.
Questa variazione di bilancio mette a disposizione 350 milioni di
euro in più.
Ma lei è il mago Zurlì, assessore Dagnino?
Com'è possibile che all'improvviso sono spuntati 350 milioni di
euro?
La risposta è evidente perché solo gli stolti possono negarlo e
solo chi è disonesto intellettualmente può sostenere l'opposto.
L'andamento dei conti, piaccia o non piaccia, ha consentito a
questo Governo anche in questa occasione, di prendere 350 milioni
di euro e fare una variazione. Non era tenuto Mica il Governo era
tenuto a fare una variazione di bilancio
Poteva anche lasciarli nel cassetto e magari poi se li giocava tra
qualche anno prendendo un avanzo di amministrazione e facendo tutta
un'altra serie di legittime operazioni.
Questo Governo, intanto, ha deciso di prendere al primo semestre,
perché, chi ne capisce di conti pubblici, sa anche su cosa si basa
la variazione a luglio: si basa su quello che è un andamento dei
conti certificato ad un certo periodo. Ed è ovvio che, se
l'andamento infra annuale è questo, ci sarà altrettanto per la
prossima legge di stabilità o per una prossima variazione, dipende
da cosa intende fare il Governo nella sua posizione.
Quindi, un primo elemento, e lo dico anche al Presidente della
Commissione Bilancio, va sottolineato: ci sono 350 milioni di euro
di risorse aggiuntive La manovra complessiva arriva a quasi 420
milioni di euro perché, comunque, ci sono stati i classici
aggiustamenti di 60-70 milioni, che erano invece l'elemento che
caratterizzava, con cifre diverse, tutte le altre variazioni di
bilancio. Li toglievo da un capitolo e li mettevo in un altro,
creavo il buco da un lato e mettevo la pezza dall'altro. Bene,
almeno ci troviamo di fronte ad una variazione di bilancio che,
comunque, è performante. Può piacere o non può piacere, ma i numeri
quelli sono.
Premesso, quindi, questo elemento, che fa comunque di questa
variazione di bilancio un elemento di grande novità, devo
ringraziare anche il capogruppo del PD, il collega Michele
Catanzaro, il quale con grande onestà intellettuale, piuttosto che
indossare i panni del Savonarola 4.0 , come ha fatto qualche altro
collega nell'apertura di questa Assemblea, di questo dibattito, ha
ammesso che il PD ha sostenuto azioni per il territorio con quelle
che sono state le proposte della maggioranza. Non c'è un deputato
in quest'Aula che possa dire di non aver sostenuto azioni di
territorio
Quindi, questa divisione tra buoni e cattivi perché il quadro su
ordini di scuderie romane è cambiato, è ovvio che io non l'accetto
Anche perché, se l'elemento di misura è quello, siamo tutti
cattivi, perché ciascuno di noi ha sostenuto legittime azioni di
territorio Poi possono essere interventi pubblici, possono essere
manifestazioni, lasciamo stare. Si è fatto attraverso un
ragionamento di responsabilità di questo Parlamento.
Assessore Dagnino, ricordo solo la storia a me stesso, perché
spesso abbiamo la memoria corta ed ovviamente ci articoliamo in
percorsi che il bon ton istituzionale consiglierebbe di evitare.
Entriamo nel merito della manovra. Nessuno può sostenere che
questa è la panacea di tutte le esigenze, le problematiche e le
criticità che ci sono. Ovviamente, lo voglio dire anche per
ricordare a questo Parlamento qualche elemento che ci riporti alla
vita reale piuttosto che al dibattito sul sesso degli angeli.
Assessore, l'ho detto in Commissione Bilancio e lo ribadisco in
questo Parlamento, la variazione scorsa ha visto da parte della
Giunta del Presidente Schifani una norma che finanziava tre
interventi per sbloccare questi tre commi assieme, quasi 100
milioni di euro di progettazione sul sistema dei rifiuti.
Io ho accettato quello che è stato il taglio di 2 milioni di euro
per finanziare quella che è stata un'emergenza, che è stata posta
in modo bipartisan in quest'Aula, che riguarda il consorzio di
Agrigento e, credo, di Ragusa, se non ricordo male, dove si è
dovuto cercare quasi 5 milioni di euro per far fronte a una
situazione realmente disastrosa.
Questi soldi sono stati tolti a dei capitoli a dei provvedimenti
che già erano stati approvati anche dalla Commissione Bilancio
dove, comunque, si era trovata una quadra da maggioranza e
opposizione, ricordiamo la storia. Mica io mi sono messo qui a fare
le barricate nei confronti del Governo, perché ha espresso, con un
suo provvedimento, un'esigenza bipartisan di tutto il Parlamento
nell'affrontare questa criticità
C'è stato l'impegno del Governo a mettere al prossimo
provvedimento quei 2 milioni che ha tolto alle SRR di Messina che
sono 45 comuni - lo voglio ricordare a me stesso - e che si sta
distinguendo come provincia virtuosa sul fronte della raccolta dei
rifiuti, perché è la prima provincia della Sicilia grazie al lavoro
straordinario che si è fatto nella città di Messina, e che tiene
bloccati altri 8 milioni di euro finanziari e si sta rischiando di
perderli perché a causa dell'acquisizione dei pareri, compreso
quello ambientale, ha tenuto bloccato quasi per tre anni il
progetto.
Quindi è ovvio che la Regione, come ha fatto già con un primo
intervento a Messina che è stata appaltata, come ha fatto con altro
intervento a Palermo che è stato appaltato, già con la variazione
scorsa, ora, ricordo al Governo e a questo Parlamento, attenzione,
ecco quando le cose si possono raccontare alla luce del sole,
significa che sono questioni importanti, quindi, ricordo al Governo
che c'era quell'impegno, votato in Commissione Bilancio, condiviso
da tutti, e che ovviamente io chiedo che in questa variazione di
bilancio venga messa per un motivo semplice: perché quando si parla
qua di sesso degli angeli non si tiene conto dell'Amministrazione
L'Amministrazione richiede una serie di procedure e di tempi che -
ripeto - chi non ha amministrato neanche un condominio non ha idea,
quindi, non è che si rende conto l'urgenza di fare ora un
provvedimento di copertura finanziaria per avere gli effetti tra
due, tre mesi, che riguardano le procedure amministrative, quindi,
l'assegnazione delle risorse, progettazione o gare d'appalto e,
dunque, un risultato, ma queste cose le dovremmo spiegare a chi -
ribadisco - sottovaluta determinati passaggi
Un altro elemento - c'era qui l'assessore Elvira Amata, mi
dispiace che ora è uscita - in questo Parlamento durante la legge
di revisione delle strutture ricettive è successo un pastrocchio:
per quanto riguarda la norma sugli alberghi diffusi, è stata fatta
una modifica, che allora io ho chiesto, proprio perché quella norma
per come era congeniata non aveva dato gli effetti sperati e,
quindi, è stato votato da questo Parlamento, ricordo all'unanimità,
anche l'emendamento dove abbiamo rivisto e aggiustato quella che è
la norma per gli alberghi diffusi, che è importante per
l'entroterra e quelli che sono i cosiddetti territori marginali: e
abbiamo previsto di modificare la distanza tra una casetta e
l'altra, rispetto anche a quello che era il service da realizzare
per alzare il livello di qualità dei servizi degli alberghi
diffusi, di prevederlo nell'arco di cinquecento metri e non più dei
trecento metri. Ebbene, è stato modificato un articolo, purtroppo è
sfuggito un comma di un articolo successivo ed è rimasto in quella
legge che l'albergo diffuso è definibile nell'ambito delle distanze
di cinquecento metri; in un articolo, nell'articolo successivo,
invece, è rimasto trecento metri.
Vedete c'è un bando aperto, già si possono presentare le istanze
per quanto riguarda l'Assessorato al turismo e ci ritroviamo con
tanti imprenditori che non riescono a presentare la domanda,
perché? Perché non sanno più, per l'albergo diffuso, con quali
caratteristiche può essere presentata istanza per questo bando
Ora, è possibile che questo Governo, o che questo, anzi,
Parlamento - oggi dico - non deve tener conto e prendere in
considerazione un elemento così banale, correggerlo e consentire,
quindi, a chi voglia partecipare al bando di poterlo fare? E anche
queste urgenze, rispetto a quelle che sono le dinamiche reali che
si vivono fuori da questo Palazzo? Potrei fare tanti tipi di
questione ancora, di vita reale, non quella sui social, di quella
che si vive, perché io vivo il territorio, io faccio il sindaco,
come tanti altri, e la gente la ricevo costantemente, quindi il
termometro di come è la realtà e le dinamiche locali lo so
benissimo, più di tanti altri che salgono qui, su questo podio, a
decantarcela con qualche appunto scritto, sul resto è ovvio che,
come ci siamo detti in Commissione Bilancio, noi abbiamo voluto
cercare di aggiustare alcuni articoli e, abbiamo cercato di
aumentare alcune somme, per quanto riguarda gli extra costi, il
Governo ne ha accolto, in parte, la nostra richiesta.
Gli extra costi riguardano tutti i comuni della Sicilia, non solo,
ma abbiamo inserito, con accordo bipartisan in Commissione
Bilancio, anche un apposito comma che premia i comuni che hanno
raggiunto oltre il 60 per cento di raccolta differenziata. C'è
stata un'apertura. Quella sull'editoria, che qualcuno, qua, ha
criticato, vorrei ricordare a me stesso che è stato riproposto,
all'unanimità, perché c'era stato, tecnicamente - il Presidente che
era in versione "cucciolo" - il Presidente della Commissione
Bilancio, lo ha ammesso, e all'unanimità, perché se no, non si
poteva inserire in questo testo, signori Raccontiamola la verità
Quindi, quell'articolo all'unanimità è stato ripristinato in
Commissione Bilancio, perché se c'era un solo componente che diceva
"no", non si poteva fare Queste cose raccontatele ai siciliani
Piuttosto che salire su questo podio e fare un po' di teatro
Pure noi ci siamo lamentati delle risorse per la Protezione Civile
che erano poche, quelle che hanno messo a disposizione - attenzione
- in più, perché comunque già la previsione era fatta, e quello si
è potuto fare Come posso, oggi, non chiamare programmazione le
risorse messe per le dighe? E le risorse per progettare, una volta
per tutte, questo sistema delle dighe, non si chiama
programmazione? Come si chiama? Oppure, abbiamo avuto un piccolo
alterco, per il quale, ovviamente, chiedo scusa all'Assessore
Barbagallo, su quella che era la questione che coinvolge i privati
per la realizzazione dei laghetti. Ma come? Io stesso qui, e
tutti, ci siamo ammantati di santità su quelle che erano le
soluzioni sbagliate o non strategiche nell'affrontare la siccità, e
oggi abbiamo altri dieci milioni - quanti sono - per un concorso,
tra pubblico e privato, per realizzare questi piccoli interventi
che sono necessari, indispensabili, ma lo sapete meglio di me.
Per non parlare dell'ASACOM e di tutto ciò che le città
metropolitane o le ex province, devono appaltare entro il dieci di
settembre, se no, ci troveremo con studenti di serie A e serie B
perché, ovviamente, le risorse non ci sono e ve lo dico io, perché
sto seguendo Messina, o volete smentire anche questo?
Allora, è ovvio che, rispetto a quella che è stata la scelta del
Governo, l'ha fatta il Governo, io non l'ho condivisa, ma è una
questione del Governo e, chiudo Presidente, che riguarda l'aver
asciugato questa manovra, da trentasei articoli, a quindici, è
stata una scelta per individuare le emergenze delle emergenze
Voglio anche chiudere con questa riflessione: noi di Sud chiama
Nord, o Gruppo degli ibridi, siamo per fare le cose: partiamo dal
presupposto che siamo pagati, e pure bene, per fare le cose.
Chi oggi pensa che si può ritenere soddisfatto nel mettere
legittimamente in campo tutto quello che ritiene, per non far fare
le cose, è un problema suo, ma per quanto mi riguarda, fino a
quando ci sono provvedimenti concreti - ne ho citati solo alcuni -
io sono per fare le cose. Tanto arriverà il momento, perché il
nostro padrone è il Popolo siciliano, è quello che valuta, è quello
che ha deciso di eleggere Schifani e di bocciare il sottoscritto e,
ovviamente, di relegare ad una marginalità altri partiti, come sarà
sempre quello il padrone al quale tra due anni dovremo portare il
resoconto di tutto quello che noi abbiamo fatto e io preferisco -
l'ho detto sempre rimanendo nella mia posizione ibrida - di poter
dire io ho contribuito, intanto, a fare questo e non, invece, io ho
contribuito a non far fare nulla Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca per avere chiarito tanto di
queste variazioni di bilancio, per aver chiarito che sono risorse
aggiuntive che il presidente Schifani sta mettendo a disposizione
dei siciliani. È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà.
CAMBIANO. Grazie, Presidente, lei ha appena detto grazie
all'onorevole De Luca per aver chiarito tanto, rispetto a queste
variazioni di bilancio, probabilmente avrebbe dovuto chiarire il
Governo e il Presidente Schifani; un grazie per aver chiarito che
cosa? Per aver rappresentato - mi dispiace, aggiungo con scarsa
credibilità - che c'è un'opposizione o una minoranza che non vuole
fare le cose?
E no Non c'è una minoranza che non vuole fare le cose e una
maggioranza che vuole fare le cose, bensì c'è una minoranza che
vuole che le cose o che le scelte vengano fatte bene
Saluto il presidente Schifani che intanto è arrivato in Aula e, a
proposito di cose fatte bene e a proposito di azioni condivise, ne
approfitto della presenza del presidente Schifani, perché qualche
esponente della maggioranza ha definito poc'anzi puerile e ridicolo
l'atteggiamento dell'opposizione, a quell'esponente della
maggioranza dico che puerile e ridicolo sarà il Ministro Salvini,
suo referente politico, che fra qualche giorno andrà a fare
propaganda sulla pelle dei siciliani a cui ha sottratto un miliardo
e 300 milioni di fondi FSC
Onorevole Sammartino, in provincia di Agrigento manca l'acqua e il
presidente Schifani qualche giorno fa si è recato ad Agrigento per
dire che, finalmente, il dissalatore è in funzione e sono stati
immessi 50 litri nella rete idrica, per poi, oggi, leggere le
dichiarazioni del Presidente di Aica che dice: "No, non è stata
immessa alcuna acqua in rete, perché ancora mancano le analisi
dell'Asp".
Onorevole Sammartino, è un Governo che vive di propaganda e
l'opposizione...
PRESIDENTE. Onorevole Cambiano, mi scusi, se lei vuole fare
parlare ...
CAMBIANO. Mi rivolgo alla Presidenza, assolutamente, siccome
l'onorevole Sammartino mentre io parlavo è intervenuto, mi sono
permesso di rivolgermi a lui, perché ho sentito la sua voce e il
suo intervento.
PRESIDENTE. Onorevole, è solamente per ricordare che devono
parlare i suoi colleghi, se lei vuole fare parlare i suoi colleghi,
allora, il tempo è scaduto, se lo cedono a lei, con piacere, lei
continua a parlare
CATANZARO. Presidente, lo faccia completare
CAMBIANO. Presidente, 65 anni fa in provincia di Agrigento mancava
l'acqua, oggi continua a mancare l'acqua e ora ci sarà da ridere
quando andremo a discutere di questo fantomatico articolo 4, sui
costi di gestione degli impianti di dissalazione, perché mi pare
che il Governo abbia le idee poco chiare.
Quello che questa minoranza rimprovera non è la manovra di
bilancio o il portare avanti delle misure per dare risposte ai
siciliani, quello che questa minoranza ha voluto sottolineare è che
abbiamo chiesto più volte alla Presidenza della Regione di venire a
riferire in Aula rispetto ad alcune tematiche e rispetto ad alcuni
scandali che hanno travolto questo Parlamento e che hanno rischiato
e rischiano di mettere in serio dubbio la credibilità di questo
Parlamento. Quello che noi abbiamo criticato, sono quelle
dichiarazioni a mezzo stampa del Presidente della Regione, che
definiva "mancette" gli interventi di parlamentari di questa
Regione. Vero, onorevole De Luca? Siamo tutti per il sostegno dei
territori e per dare risposte ai territori, ma lei che è
amministratore, come lo sono stato io, sa ad esempio che c'è una
questione che riguarda i contrattisti degli enti locali. Perché non
si avvia un ragionamento serio e concreto sulla possibilità di
ripartire queste risorse, per dare risposte agli enti locali? Non
per continuare a fare propaganda.
Lascio il tempo ai miei colleghi, grazie, Presidente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione. Bene, finalmente la troviamo qui in Aula. Direbbe
Raoul Bova: "È bello vedere finalmente i suoi occhi spaccanti",
perché sono mancati a quest'Aula Presidente, è stato tutto il
pomeriggio a non ascoltare quello che potrebbe avere dato questo
Parlamento a questo dibattito e, vederla arrivare alle 17.41 e non
ascoltare quelli che sono stati gli interventi, devo dire puntuali,
dei colleghi, che hanno dato delle idee, è drammatico e fa denotare
il suo completo disinteresse rispetto a questo Parlamento, a
dimostrazione di quella parlamentarizzazione di cui tanto lei ha
ambito. Una maggioranza, caro Presidente, che lei non ha più, e che
oggi tenta in qualche maniera di bloccare e di portare a sé stesso,
ma sapendo che certamente quei numeri tanto decantati non ha più
Allora, noi non vogliamo fare opposizione a prescindere - come
qualcuno dice - e parto subito da una notizia, presidente
Schifani, una norma, e un articolo specifico, che è l'articolo 12,
e mi rivolgo all'onorevole Caronia, io lo apprezzo in maniera
particolare, perché non possiamo dire semplicemente che non vale,
tutto non va bene, e dire, semplicemente perché le proposte
arrivano dalla maggioranza, che sono brutte e cattive Ci sono
delle cose che hanno una valenza, che comunque danno una risposta
ai siciliani, e l'opposizione deve avere il coraggio, anche quando
ci sono delle proposte perfettibili, migliorabili, che si possono
cambiare, ma che il Governo si rende conto che in tema di sanità ha
fatto acqua da tutte le parti, e attraverso l'articolo 12 dice:
"Diamo una risposta alle liste d'attesa", bravi Quando una cosa è
positiva, noi dobbiamo avere il coraggio di dirlo. È perfettibile?
Sì. È migliorabile? Sì. Ma è una risposta. E davanti a questa
risposta bisogna avere il coraggio di dire al Governo che è una
proposta valevole e io, pubblicamente, Presidente, plaudo a questa
iniziativa.
Ma il momento bello è finito. Perché al di là dell'articolo 12, ci
sono delle cose che sono fantasmagoriche. C'era un collega,
deputato delle precedenti legislature che, da questo scranno a un
certo punto intervenne, e disse: "Mi sento come un uomo in un
laghetto", festeggiando la sua elezione al Parlamento; era felice,
l'onorevole, perché diceva di essere contento e di sentirsi come un
uomo in un laghetto. Allora, a proposito di laghetti, voi
all'articolo 11 fate un'operazione incredibile, voi dite, diamo dei
soldi per costruire le vasche, i laghetti, gli invasi, i serbatoi
aziendali. Ma, perdonatemi, ma lei pensa di essere Mosè - come ha
fatto a Porto Empedocle - andare lì, degno di Istituto LUCE , a
telecamere accese, e dire: A me gli occhi , batte il bastone a
terra e come Mosè fa uscire l'acqua? Presidente Schifani, capisco
che lei è Re, ma ancora i poteri attribuiti a Gesù Cristo, lei non
li ha Allora, prima di costruire i laghetti, ma dov'è l'acqua Noi
costruiamo i laghetti e gli invasi, ma non abbiamo dato risposte a
quei territori. Io fino a ieri ho ascoltato, - a proposito di stare
sul territorio - gli imprenditori, purtroppo, agricoli della
provincia di Agrigento che chiedono l'acqua Va bene dare loro i
laghetti e gli invasi, bravi Ma loro chiedono l'acqua
Presidente, e continuo, in modo onesto e intellettuale, avete dato
la risposta all'articolo 1 riguardo le disposizioni in materia di
Protezione civile, tra l'altro, sono contento che il capo della
Protezione civile, Salvatore Cocina, fondamentalmente, abbia
copiato, letteralmente, una mia proposta. Il 28 di luglio
dichiaravo alla stampa che una delle motivazioni che
permetterebbero di contenere il fenomeno degli incendi, era
l'impiego delle Forze armate, dell'Esercito, prerogativa,
presidente Schifani, che lo Statuto siciliano le dà - se solo
avesse il coraggio di applicarlo - le dà
Salvatore Cocina, ieri risponde e dice esattamente quello che dico
io, cioè l'impiego dell'Esercito, peccato, però, che da settimane
le associazioni, che stanno lottando sul territorio, proprio a
fronte degli incendi, le chiedono di essere ricevuti a Palazzo e
lei non li ha nemmeno calcolati Le associazioni, che hanno
lavorato a una manifestazione congiunta davanti il Palazzo, per
chiedere di essere ricevute alla Presidenza, sono state
completamente abbandonate Chiedevano di essere ascoltati, perché a
loro, ancora, in provincia - ad esempio di Siracusa - e bene ha
fatto l'onorevole Spada a ricordare il dramma di coloro i quali non
hanno ricevuto ancora un euro a causa degli incendi del 2023 Bene
ha fatto
Allora, lei continua a governare questa Regione pensando di essere
un re sovrano, ma io le dico, con grande onestà, che bisogna avere
il coraggio di ascoltare questo Parlamento che non vuole fare muro
contro muro per forza Noi vogliamo essere propositivi E le faccio
una proposta: ritiriamo tutto e lasciamo l'articolo 12. Sarei
disponibile a votarglielo, Presidente, ribadendo che non è la
soluzione alle liste di attesa, io voglio essere chiaro in questo,
che mi possiate comprendere, non è quella Però, è pur sempre una
risposta e in questa risposta c'è un'assunzione di responsabilità,
vale a dire si comprende che il motivo per il quale siamo arrivati
a una fase di non ritorno è la mancanza di personale medico
adeguatamente pagato, per svolgere il lavoro arretrato. E questa
assunzione di responsabilità - quanto meno nell'idea - merita di
essere premiata, merita di essere avvalorata, quindi, mi rivolgo ai
colleghi dell'opposizione - sotto questo punto di vista - apriamo
gli orizzonti, facciamo degli emendamenti modificativi,
migliorativi Sono contento e convinto che il Governo ci ascolterà.
Ma, per il resto, caro Presidente Schifani, piuttosto che chiamare
alla corte del Re di Francia i deputati della sua stessa
maggioranza, chiedendo loro di essere coerenti rispetto al mandato
parlamentare, io le ricordo, Presidente, che non avete fatto una
sola riforma che fosse nel suo programma, una Una riforma che
possa rispondere ai bisogni dei siciliani Lei, quando le cose non
vanno, Presidente, l'unica cosa che è in grado di fare è mandare le
ispezioni
Tutti ricordano l'ispezione degna del film di Fantozzi, quando - a
un certo punto - recandosi all'aeroporto di Punta Raisi, non trova
il cornetto A un certo punto cosa fa il presidente Schifani
Chiama gli ispettori dell'Ospedale di Partinico, che corrono, che
corrono subito e chiedono...
(Proteste dai banchi di centro)
e chiedono che cosa? Che il presidente Schifani non fa il blitz
perché non funzionano i pronto soccorso, perché a Stromboli manca
l'Ospedale, mancano le ambulanze, ma corre, il Presidente corre,
corre perché mancano i cornetti
(Continue proteste dai banchi di centro)
Che c'è non vi va bene? Chiedo al Presidente del Parlamento, di
permettermi di fare l'intervento Chiedo al Presidente del
Parlamento di permettermi di parlare, perché ho i miei minuti e li
userò tutti
Allora, questo è il modo in cui il presidente Schifani pensa di
esercitare il suo ruolo? Ma la vuole raccontare questa storia dei
cornetti? Perché è importante Avremmo la possibilità, anche, di
potere sentire la sua Le posso garantire che due giorni fa,
finalmente, nell'area VIP i cornetti c'erano Grazie...
Presidenza del Presidente GALVAGNO
Grazie del suo intervento Continuando rispetto alle cose che
avevo da dire semplicemente dico che al di là di tutto bisogna
avere il coraggio di riconoscere uno sforzo minimo, ma pur sempre
uno sforzo, in una mancanza di strategia complessiva di una legge
che non risponde, a nostro modesto avviso, alle esigenze dei
siciliani, e questa prerogativa, come opposizione, la vogliamo
prendere, meritiamo di poter esprimere i nostri pensieri, di potere
dire i nostri presupposti e riconosciamo, a onor del vero, che
l'assessore Dagnino ci ha chiesto quali fossero le perplessità, e
le sto enunciando, assessore Dagnino, in pubblica seduta del
Parlamento, e le sto deponendo alla sua attenzione e all'attenzione
del Presidente Schifani.
Ma come si fa chiedere a queste opposizioni di collaborare se
nella discussione generale il Capo del Governo arriva alla fine,
quando di fatto tutti i colleghi sono intervenuti? Mi dispiace per
loro, hanno dato, potevano dare un plus di intenti a questa manovra
e lei opinatamente, in maniera oculata ha deciso di ignorarli.
Si ricordi, caro Presidente, che questo Parlamento chiede
rispetto, che questo Parlamento le chiede di essere puntuale e
presente e non soltanto quando si parla di piccioli , di soldi,
che lei puntualmente si presenta, questo Parlamento - lo dico ai
colleghi capogruppo dei Cinque Stelle, del PD - ha chiesto più
volte che le venisse in Aula per discutere dei temi cruciali:
quello della sanità silenzio', dei temi fondamentali di questa
Terra e lei non è arrivato, lei oggi viene qui e si aspetta che il
Parlamento collabori Ma deve collaborare solo quando lo dice lei,
Presidente, o deve collaborare sempre?
Per cui pur raccontando le cose positive che ho raccontato e ho
avuto il coraggio di poterle dire senza tema di smentita perché ci
sono, concludo il mio intervento, chiedendole di calarsi nella
realtà e di comprendere che i siciliani hanno bisogno di un Governo
credibile, coeso, che non sia vittima di sé stesso e delle baruffe
della maggioranza, un Governo che non sa rispondere ai problemi dei
siciliani, un Governo che litiga contro sé stesso e che cerca di
dare una poltrona in più rispetto a un altro, leggiamo sui giornali
stamattina dell'appannaggio di Genovese all'AST. Ma quale è la
prerogativa per cui voi date i ruoli, secondo quale criterio, con
tutto il rispetto per Genovese, dovrebbe risolvere problemi atavici
che ha l'AST, solo perché fa parte di un partito rispetto che un
altro? Le chiedo e voglio fare il sindacalista dei suoi stessi
assessori, come può un Presidente di Regione dire a un proprio
assessore al bilancio che non capisce niente di politica e, quindi,
parli di altro? Come può, pensi, La Vardera che difende Raffaele
Lombardo Ne ha combinati tanti guai Lombardo ma un Presidente che
dice ai propri alleati: "presto li butterò via dalla maggioranza":
ma deputati dell'Autonomia di Lombardo, con quale coraggio rimanete
nella maggioranza di questo Governo, di cosa avete paura? Tirate
fuori gli attributi, rispondete a questo re sovrano che deve
rispettare la Sicilia, i siciliani, il Parlamento e la sua stessa
maggioranza
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
Ricordo che i minuti rimasti a disposizione per il Movimento 5
Stelle sono nove, da dividere tra gli onorevoli Marano, Adorno,
Varrica, Sunseri.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di essere
breve. Qualche collega mi ha dato lo spunto per puntualizzare
alcune cose e come si dice comunemente, mettere i puntini sulle
i . Non siamo tutti uguali, non siamo tutti uguali, l'onorevole
Cateno De Luca poco fa, non rispondo all'onorevole Cateno De Luca
ma uso il intervento per avere spunto e puntualizzare questa cosa:
fare gli emendamenti per i territori non significa dare soldi per
avere in cambio utilità, fare emendamenti per i territori significa
lavorare per la Sicilia e per i territori perché di fatto siamo
deputati eletti nei collegi provinciali e, quindi, lavoriamo per la
Sicilia tutta e anche per i nostri territori. E, quindi, mettiamo i
puntini sulle i , punto primo. Punto secondo, smettetela, per
favore, di accollare alle opposizioni la responsabilità dei
fallimenti di questa maggioranza, perché non è colpa nostra se in
ogni occasione, per ogni riforma, l'ultima, la riforma dei consorzi
di bonifica vi siete impallinati da soli, e poi fate i comunicati
per capire, per lanciare i messaggi ai lavoratori, che la colpa è
la nostra. Ma smettetela e prendetevi le vostre responsabilità
Presidente, cercherò di concludere per non togliere tempo ai miei
colleghi. Questo disegno di legge arriva con 35 articoli, poi
diventano 15 e gli aggiuntivi non si fanno e questo non si fa,
questo lo tagliamo, questo lo mettiamo, è proprio il frutto
dell'improvvisazione continua di questo Governo Il problema delle
liste d'attesa non si affronta in variazione di bilancio in cui
dovrebbero essere fatti dei correttivi, si programmano con la
finanziaria, a inizio legislatura, si programmano per tempo. Non
funziona così
Questo disegno di legge fatto così, in questo modo, con la fretta
di dover coprire le notizie sulla maggioranza frantumata e tutte
quelle che hanno rappresentato, hanno caratterizzato, sono state
protagoniste dei giornali in queste settimane non funziona,
Presidente.
Quindi noi, le opposizioni, vogliamo fare un lavoro serio,
concreto e strutturale per la nostra Sicilia, non accollatelo a
noi
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, in realtà, io mi ero riproposto di non intervenire
in questa fase delle variazioni di bilancio, però devo dire che le
provocazioni che sono arrivate dall'opposizione che, certamente,
non vogliamo raccogliere, non possono non richiedere alcune
puntualizzazioni.
Io voglio ricordare che per anni, per decenni, per legislature,
questa Assemblea regionale è andata avanti con interventi fatti in
dodicesimi, con il mancato rispetto delle regole connesse
all'approvazione dei rendiconti del bilancio e che, per la prima
volta, forse, in questa legislatura noi ci troviamo oggi, a metà
anno, a fare la programmazione e se questa non è programmazione di
oltre 350 milioni di euro, che sono risorse aggiuntive, programmate
con una linea di indirizzo chiara
Ora mi si può venire a dire che io posso avere una visione
diversa, posso voler intervenire, non so, anziché sulle povertà,
togliendo le risorse che abbiamo dato per l'inclusione, non so,
sulle imprese, cosa che è stata, ovviamente, già fatta con l'aiuto
alle piccole e medie imprese. Mi si può dire che si ha una visione
diversa e mi si può chiedere in questa fase di intervenire con
misure straordinarie, ma certo dire che non c'è programmazione e
che non c'è visione in questa manovra è veramente...
(Proteste dai banchi di sinistra)
e ora iniziate ad urlare, come vi ho detto prima in un
comunicato, davvero puerile e ridicolo.
È puerile e ridicolo perché l'avete davanti: come si fa a dire che
non c'è programmazione quando, all'articolo 1, si parla di
rifinanziamento degli interventi gestiti dalla Protezione civile
per oltre 10 milioni di euro? Come si fa a dire che non c'è
programmazione quando all'articolo 2 si parla di sostegno economico
per l'informazione e l'editoria? Quando all'articolo 3 si fa
riferimento all'acquisto di un immobile per intervenire sulle spese
di locazione, risparmiando risorse? Come si fa a dire che non c'è
programmazione quando all'articolo 4, finalmente, si realizzano gli
impianti di dissalazione e si mettono i soldini per farli? O
ancora, all'articolo 5, avete parlato per mesi, per anni, parlate
dei problemi della siccità, dei governi che non sono attenti alla
questione degli agricoltori, finalmente si mettono in campo oltre 6
milioni di euro sul tema delle dighe e anche queste sono per voi
demagogia e populismo O ancora, all'articolo 6, venti milioni di
euro per il trasferimento dei rifiuti fuori dalla Regione
All'articolo 7, gli interventi contro la povertà e l'inclusione e
così andando avanti, passando per la videosorveglianza urbana, per
la manutenzione straordinaria alle strade Non si davano risorse ai
liberi Consorzi e alle Città metropolitane da anni Finalmente si
mette qualcosa, come 50 milioni di euro. Sono risorse vere? È
programmazione o è quello che voi dite "assenza di visione"?
Si introduce all'articolo 11 la misura a sostegno delle aziende
agricole, dando 30 mila euro ad ogni azienda e all'articolo 12
interventi per ridurre le liste d'attesa
Allora, vedete amici miei, fare opposizione è facile, io l'ho
fatta Ed è la cosa più semplice andare in giro a raccontare che si
può fare meglio, è la cosa più bella, cari colleghi deputati
dell'opposizione, dire che si poteva fare di più
Ma voi, queste proposte perché non le portavate nella Commissione
Bilancio? Perché non rispondevate ad una mano tesa, che vi è stata
proposta in tutte le sedi di Commissione e di Parlamento, con una
piena disponibilità da parte della maggioranza e del Governo di
venire incontro alle vostre istanze?
Siete ancora in tempo Non c'è niente da scherzare Perché fuori
l'hanno capito che questo è un gioco alla demagogia Fatelo C'è in
Aula il Presidente della Regione, il Presidente dell'Assemblea e le
forze di Governo. Avanzate le vostre proposte, nella consapevolezza
che fuori da questo Palazzo ci guardano e tutti verremo chiamati ad
un giudizio. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, grazie onorevole Presidente di essere
qua, sono fortunato ad avervi tutti oggi, e grazie colleghi.
Ho pochissimi minuti, siamo stati ieri tutta la giornata qui, il
pomeriggio senza fare nulla, siamo stati chiamati ieri per poter
dibattere ma, alla fine, con chi dovevamo dibattere? Non c'era
nessuno
Assessore Dagnino, lei era presente, eravamo soli e non poteva
essere certamente uno sfogatoio nostro quello di ieri. Ma lasciamo
stare
Presidente Schifani, sono contento perché lei lo sa che quello che
le sto per dire, lo dico con autorevolezza, con l'autorevolezza
della mia professionalità.
Abbiamo parlato e stiamo parlando di sanità in Sicilia e devo
dirle una cosa, Presidente, che questa nuova soluzione, siamo
contenti che lei stia facendo tutti gli sforzi possibili per
cercare di abbattere le liste d'attesa, però quello che stiamo
facendo non è assolutamente sufficiente e certamente i 40 milioni,
che in due mesi non riusciremo a spendere, e poi 10 milioni, negli
anni successivi, non saranno sufficienti ad abbattere le liste
d'attesa.
Ma la cosa che voglio dire in questo momento, ed è fondamentale,
mi ascolti Presidente, perché ci ho riflettuto, ma ci pensiamo
poco: se tutte le persone che hanno necessità di un intervento
chirurgico, di un intervento diagnostico, di una TAC, di una
gastroscopia, di una colonscopia dovessero mettersi in lista di
attesa in questo momento, non avremmo liste prima del 2030, e vi
spiego anche il perché. Perché quelli che riescono ad aspettare
sono i veri indigenti, perché il novanta per cento dei cittadini
siciliani le proprie prestazioni se le paga
Se queste persone, che si tolgono il cibo dalla bocca, dovessero
non pagare..., persone che rifiutano di vestirsi, che vanno nei
discount per poter risparmiare, l'unica cosa su cui non risparmiano
è la salute, se questi cittadini che si pagano le prestazioni
dovessimo metterle in lista d'attesa, noi non esauriremmo queste
liste d'attesa neanche in dieci anni
Le persone che mi stanno accanto, Presidente, si pagano le
prestazioni, anche se non possono andare a mangiarsi la pizza o
andarsi a prendere un panino Se le pagano Lo sappiamo che il
novanta per cento delle nostre famiglie si paga le prestazioni E
se fossero questi ancora in lista, non basterebbero dieci anni. Ve
lo dico con cognizione di causa
E finisco con un intervento: 750 mila euro, signor Presidente, per
gli incendi. Siracusa è stata la più danneggiata. Non è entrata
nella situazione di emergenza nazionale e non per colpa dei
cittadini. Ma possiamo mettere 750 mila euro per ristorare quelli
che hanno subito danni negli incendi siracusani? Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Adorno. Ne ha
facoltà.
ADORNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che onore oggi è
avere tra di noi il presidente Schifani
È un onore perché il nostro Capogruppo più volte ha richiesto la
sua presenza in Aula per questioni attinenti la sanità, per potere
discutere rispetto alla corrente turistica di Fratelli d'Italia.
Eppure queste risposte in Aula non sono giunte.
Oggi che, invece, parliamo di soldini dei siciliani la vediamo
qua, magari a controllare la sua stessa maggioranza che litiga
tutti i giorni sia sui social, sia in Aula. Maggioranza che lei,
con la sua presenza, tende a compattare, lo capisco dal punto di
vista politico.
Ma voglio parlare di quelle che sono le variazioni di bilancio che
proponete e che per noi sono assolutamente poco rispondenti a
quelle che sono le esigenze dei cittadini siciliani e le dico il
perché. Perché manca una visione di insieme
Voi date soldi pioggia Voi non avete una pianificazione reale
rispetto a quelli che sono i veri problemi reali e gliene dico tre
perché devo andare in estrema sintesi, perché dobbiamo dire ai
siciliani che ci avete messo il bavaglio Abbiamo i minuti contati
per cui devo dare lo spazio ai miei colleghi.
Non ci fa parlare la maggioranza, non ci dà la possibilità di dire
questi soldi esattamente come spenderli
E allora le dico, onorevole Presidente della Regione, visto che
lei oggi è in Aula per tutelare queste sue destinazioni di importi
riguardo a determinate cose, non avete detto una sola parola
rispetto ai giovani siciliani che sono senza futuro, che sono
costretti ad emigrare Non un solo rigo in questa finanziaria
dedicato a loro
Le dico un'altra cosa: avete destinato dei soldi per gli ospedali,
per pagare ai medici gli straordinari, ma questo non è un fatto
strutturale Avreste dovuto dare dei posti a tempo indeterminato a
medici, a infermieri, a personale sanitario e mi voglio occupare di
un emendamento che ho presentato a costo zero per la Regione
siciliana: la proroga degli OSS, degli operatori socio-sanitari,
quelli che voi intendete gli ultimi, quelli che invece sono
necessari per la nostra sanità
C'è il bacino della regione Sicilia orientale che ha un concorso
in essere. Avete la possibilità di prorogarlo a costo zero. C'è
necessità e fabbisogno e voi invece nel Policlinico di Messina
state esternalizzando questo.
Allora, onorevole Presidente della Regione, non siete la risposta
giusta ai problemi dei siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ricordo che comunque c'è stata una
seduta ieri in cui si potevano sfruttare oltre cinque ore di tempo.
Sono iscritti a parlare l'onorevole Varrica e poi, infine,
l'onorevole Sunseri.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente il Gruppo Misto e forse anche
l'onorevole Pace ci cederebbero qualche minuto di tempo, se lei ce
lo concedesse
VARRICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo testo mi
sembra che parli di emergenze. Io sono contento che ci sia il
presidente Schifani perché rivolgo a lui un appello, una richiesta:
chiedo se per il Governo, per questa maggioranza, per quest'Aula le
394 lettere di licenziamento che, purtroppo, ieri sono partite per
i lavoratori di Almaviva contact siano una priorità, un'emergenza.
Ricordo che si tratta di 394 famiglie, lavoratori, che da tre anni
almeno sono portati a spasso dalle istituzioni, in particolare il
governo Meloni li ha completamente calpestati
Riconosco che c'è stata una forma di attenzione negli ultimi 6-7
mesi da parte della Regione e spero sinceramente, onorevole
Presidente della Regione, che il suo post di lunedì scorso a
seguito del tavolo ministeriale sia stato semplicemente uno
scivolone, perché in qualche maniera lei ha fatto intendere che, in
corrispondenza del mancato accordo tra azienda e sindacati, la
Regione si sarebbe disimpegnata, cosa che non era mai emersa al
tavolo ministeriale
Questo tema è pienamente pertinente con il documento che oggi
analizziamo perché, in continuità con gli impegni che voi come
Governo avete preso al tavolo assessoriale, ho presentato
l'emendamento per creare il bacino che servirà poi a realizzare, a
dare occupazione con progetti, col 106/117 e con gli archivi
digitali della Regione a questi 394 lavoratori.
Per cui chiedo di dare seguito a questo emendamento, lo fate
vostro, lo revisionate ma dobbiamo dare una risposta immediata a
queste 394 famiglie, che sono veramente disperate. Peraltro, non
dando seguito a un'idea di Adriano Varrica ma dando semplicemente
seguito agli impegni che voi avete preso con questi lavoratori.
Grazie mille.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica. Solo per precisione: già
si è sforato il tempo che era stato dato però l'onorevole Sunseri
se volesse intervenire; anche il Partito Democratico ha sforato di
qualche minuto.
CATANZARO. Non è vero.
PRESIDENTE. Sì, avete sforato di sei minuti. Non lo dico io, lo
dicono i numeri. Aveva chiesto di intervenire anche l'onorevole
Galluzzo che ho invitato a non intervenire affinché si potesse dare
spazio all'opposizione. Prego, onorevole Sunseri. L'unica cosa che
le chiedo è di essere quanto più breve possibile.
SUNSERI. Più breve di quanto lei possa immaginare, signor
Presidente, perché intendo rispettare i tempi che sono stati
concessi dalla Conferenza dei Capigruppo. Non intendo fare un
intervento, così come dovrebbe essere normalmente, ma solo dire una
cosa al Presidente della Regione.
Qui, non si vuole fare ostruzionismo. Intervenire su una manovra
finanziaria da più di 300 milioni di euro non è ostruzionismo, è un
diritto che spetta a ogni parlamentare, che ha la possibilità di
intervenire e spiegare le ragioni per le quali si è a favore o
contro una terminata manovra finanziaria.
E veda, signor Presidente, ci tengo a dirle semplicemente una
cosa: le manovre finanziarie, le variazioni di bilancio le approva
l'Assemblea. Lei e il suo Governo le potete tranquillamente
emanare, inviare all'Assemblea ma poi sarà l'Assemblea ad
approvarle Non è possibile che lei decida i temi e gli argomenti e
poi l'Assemblea debba ingoiare i temi e gli argomenti delle
proposte
L'Assemblea ha la possibilità di bocciare, emendare o proporre
qualcosa di nuovo e questa supremazia del Governo nei confronti del
Parlamento la ritengo assolutamente inaccettabile, incomprensibile
soprattutto da parte di chi, come lei, viene da un Parlamento, dal
Senato della Repubblica, e sa perfettamente che anche lì, così come
qui, il parlamentare e i Gruppi parlamentari hanno la possibilità
di approvarlo, modificarlo, emendarlo o bocciarlo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Gli interventi sono
conclusi, pertanto, chiedo ai colleghi di prendere posto.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
È approvato col voto contrario del Partito Democratico, del
Movimento 5 Stelle e dell'onorevole La Vardera.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Disposizioni in materia di protezione civile
1. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 3 dell'articolo 12
della legge regionale 9 gennaio 2025, n. 1 è incrementata, per
l'esercizio finanziario 2025, di 10.750 migliaia di euro, di cui
2.000 migliaia di euro per interventi di parte corrente (Missione
11, Programma 2, capitolo 117318), 8.000 migliaia di euro per
interventi in conto capitale da destinare per 2.000 migliaia di
euro alla realizzazione di lavori per fronteggiare l'emergenza e
mitigare la crisi idrica (Missione 11, Programma 2, capitolo
500012) e per 6.000 migliaia di euro a contributi agli investimenti
ad amministrazioni locali (Missione 11, Programma 2, capitolo
500021), e 750 migliaia di euro per l'istituzione di un fondo
(Missione 20, Programma 3) destinato all'erogazione di contributi
finalizzati alla ricostruzione, al ripristino e alla messa in
sicurezza degli immobili adibiti a civile abitazione e ad attività
produttive, commerciali ed agricole danneggiati dagli eventi
calamitosi verificatisi dall'1 gennaio 2023 al 31 luglio 2025 nel
limite massimo dell'80 per cento dei danni certificati.
2. Il Ragioniere generale è autorizzato ad effettuare con decreto
le variazioni di bilancio occorrenti per iscrivere le somme del
fondo di cui al comma 1 ai pertinenti capitoli di spesa.».
Comunico che sono stati presentati degli emendamenti soppressivi.
Si passa all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli Catanzaro e
altri.
È mantenuto o è ritirato?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io non sono intervenuto nella
discussione generale e non lo farò sull'articolo 1. Voglio soltanto
porre un tema: questa è una variazione di bilancio, non so come
chiamarla, variazione con finanziaria annessa, con norme nuove, che
fa un intervento diciamo in nome di un'emergenza che riguarda
alcune iniziative in conto capitale, quindi opere che devono essere
connesse alle attività connesse alla siccità, la cui urgenza non si
capisce, perché poteva essere fatta benissimo nel mese di
settembre, tanto più che sono, immagino, opere a pronta
realizzazione, nel senso che sono opere penso già individuate, però
c'è un tema che grida vendetta.
Ora, questo Governo davvero pensa che con 750.000,00 euro ristora
i danni che hanno subito imprese, persone fisiche, cioè è ridicolo;
è meglio non mettere queste risorse Settecentocinquanta mila euro
significa che non ci saranno ristori per nessuno Siracusa veniva
ricordato, Palermo, altre province siciliane che hanno avuto danni
a case e immobili
Questa è la misura dell'intervento di sostegno a calamità che
hanno investito i siciliani? Io esprimo un giudizio negativo su
questo articolo non perché sia contrario al fatto che si possano
sostenere e finanziare alcuni interventi che possano migliorare la
condizione idrica in giro per la Sicilia, ma perché per davvero se
si voleva fare una misura di sostegno di Protezione civile e che
riguarda tra l'altro danni che si sono perpetrati in alcuni casi
nel 2023, nel 2022, nel 2024, ad oggi la Regione di fatto se ne è
completamente infischiata di questa situazione
Allora, nella mia espressione aggiungo una valutazione: sono stato
tra quelli che ha ritenuto che questa variazione di bilancio
potesse essere fatta a settembre, ma non per una questione che
settembre sia meglio di agosto, semplicemente perché credevo che
andasse fatta una riflessione più approfondita su alcuni temi che
sono contenuti in questa variazione di bilancio e su altri che non
sono completamente previsti.
Penso che il Governo stia commettendo un grave errore per
nascondere quella che è sotto gli occhi di tutti: che è la crisi
politica.
Veda, Presidente, la ringrazio di essere venuto oggi in Aula. Il
tema che abbiamo davanti non è l'articolo 1, l'articolo 2,
l'articolo 3, tutti gli articoli sono sempre oggetto di discussione
come è giusto che sia; il tema è che se non si risolve e si
affronta la questione politica che è davanti agli occhi di tutti,
nostra e dei siciliani, e lei si è sottratto, si è sottratto con
alcune interviste temerarie come quella che ha rilasciato al
Giornale di Sicilia qualche giorno fa dove, sostanzialmente,
elaborava una sorta di rappresentazione per cui se le variazioni
non verranno approvate è perché il Parlamento vuole le mance
La prego di rivolgersi però alla sua maggioranza, anche perché con
questa variazione state tentando di far passare questa manovra,
promettendo 35 milioni di euro di mance, quindi lei da un lato si
annuncia moralizzatore, dall'altro lato opera per riproporre un
modello che secondo me è giusto rimettere in discussione, non
perché i territori non debbano avere la stessa dignità di questioni
generali ma, semplicemente, perché il sistema con cui si è arrivati
a quell'esito, è stato obiettivamente poco trasparente e, quindi,
avevo sostenuto - il Presidente della Commissione mi è testimone -
che il testo della legge doveva arrivare in Aula con tutti gli
emendamenti che ognuno poteva proporre e liberamente si votavano,
si bocciavano, si approvavano, in maniera trasparente, dove ognuno
ci metteva la faccia per quello che proponeva, senza nascondersi in
maxiemendamenti notturni o pomeridiani.
È stata scelta un'altra strada che è quella di accelerare per non
affrontare l'unica vera emergenza che in questo momento c'è in
Sicilia, che è la crisi politica del suo Governo. Lei non la sta
affrontando, non l'ha affrontata di fronte a vicende giudiziarie
che riguardano anche suoi esponenti di maggioranza e di Governo,
non l'ha affrontata nel momento in cui è sotto gli occhi di tutti
un rimprovero, un giorno sì un giorno no, alla struttura
amministrativa della sua amministrazione Lei sembra ogni volta
uscito dall'uovo di Pasqua, cioè la sorpresa è quella che ha sempre
un responsabile che si chiami un funzionario, che si chiami un
dirigente, che si chiami un assessore, a cui dare una colpa, ma lei
è il Presidente della Regione, a lei non è chiesto di dare giudizi,
è chiesto di risolvere i problemi e noi le chiedevamo di affrontare
la crisi politica per risolvere il problema che avete, questo sì,
avrebbe favorito una legge di bilancio, come dire, studiata,
ponderata, probabilmente condivisa. Ma questa accelerazione
nasconde il dato politico, che lei fa finta di non vedere, che
davanti a una crisi seria, che rischia di essere irreversibile, è
una sua responsabilità
Ecco perché, a questo articolo, pur apprezzandone gli intenti, ma
ritenendo ridicolo che possa uscirne una norma con 750 mila euro di
ristori per gli ingenti danni che sono stati diffusi in tutta la
Sicilia a seguito di incendi, di calamità, esprimerò il mio voto
contrario, proprio perché, come dire, non ha la misura finanziaria
congrua rispetto alla serietà dei problemi che stiamo trattando.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie, presidente Galvagno. Presidente
Schifani
PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. No, stavo dicendo, presidente Schifani, sono
felice di vederla in Aula dopo che le sono stati rivolti tanti e
tanti inviti, però immaginavo che, quando il presidente Schifani
finalmente si sarebbe affacciato, pensavo qualche ora prima, dato
che è da stamane che siamo qua come anche lui, avrebbe comunque
speso qualche parola per introdurre questa manovra finanziaria,
perché questa è la manovra finanziaria di Schifani.
Mai nessuno strumento finanziario si è affacciato a quest'Aula,
con un così forte imprinting personale del Presidente della
Regione. Noi oggi non stiamo discutendo di una manovra finanziaria
dell'Assemblea regionale siciliana, noi oggi stiamo discutendo
della manovra finanziaria di Renato Schifani perché lui ha dettato
i contenuti, perché lui ha cercato di dettare i tempi, perché lui
ha deciso di scommettere il futuro del proprio Governo su questo
strumento, ed è su questo che noi, le opposizioni, lo sfidiamo
Lo sfidiamo non perché avvertiamo questa necessità, ma perché
riteniamo che lui, nel ruolo di Presidente, nel ruolo di componente
di quest'Assemblea, abbia assunto un atteggiamento irrispettoso
dell'intero Parlamento, e su questo colleghi, vedete che sto
parlando anche per voi, perché oggi fate parte di questa
maggioranza, domani non è detto, ragion per cui ricordatevi che,
chi tutela l'Assemblea, tutela tutti voi ma tutela, anche e
soprattutto, il Popolo siciliano.
Quindi, non credete che ciò che vi potrebbe convenire oggi non vi
possa nuocere domani. Quindi, per questo dovete chiedere, voi per
primi, rispetto a chi vi guida, di quelli che sono i tempi, le
dinamiche e le norme che regolamentano questo processo legislativo.
Non perché lo dica io o perché lo dica qualcun altro.
Veda, presidente Schifani, quello che ha maggiormente infastidito,
oltre al suo dettare i tempi tramite i giornali, anziché venire qui
a discutere di sanità e di turismo - glielo chiediamo da tanto
tempo - ciò che per noi è stato anche inaccettabile è che, dopo che
abbiamo chiesto che si ponesse fine, anche accogliendo quello che
era il suo invito a quelle che lei definisce "le mance", è
incredibile quando ci viene proposto di ragionare sulla creazione
di un fondo a cui collegare un ordine del giorno in cui inserire
tutte le misure per i comuni che la maggioranza che la sostiene
dovrebbe poi convogliare la propria quota parlamentare
Allora, dico che nella vita e nella politica ci vuole coerenza,
perché quando il bue dice all'asino che ha le cornicchia', nella
realtà non cambia lo stato delle cose: e, allora, non basta cercare
un capro espiatorio, non basta come è stato fatto in passato - vedi
per esempio quando c'era il ritardo nelle refertazioni di Trapani -
cercare qualcuno a cui dare la colpa, non basta fare come al Civico
che cerchi una dottoressa a cui dare la colpa, non basta andare a
Stromboli e mandare l'ispezione al Papardo, non funziona così Qui
siamo in Parlamento, qua i nodi vengono al pettine, presidente
Schifani, qui ci si confronta, si parla, si discute, si dibatte e
infine si vota e si vota quando i tempi sono maturi per votare e si
vota dopo che si è discusso in Bilancio', articolo per articolo
Non è vero che le opposizioni non hanno voluto discutere in
Bilancio', le opposizioni hanno detto: "Si discutano tutti gli
emendamenti e quando si finisce di discutere, ciò che è stato
approvato va in Aula e ciò che non è stato provato non va in Aula":
non abbiamo voluto fare la cernita
E allora, presidente Schifani, da questo punto di vista la invito,
nel ruolo di parlamentare ancor prima che di Capogruppo
dell'opposizione, ad avere un atteggiamento più rispettoso del
Parlamento, dei ruoli delle Commissioni, delle Presidenze, perché
il Parlamento non è un inutile orpello che si frappone come un
ostacolo alla sua azione amministrativa solitaria, il Parlamento è
luogo in cui si batte e si decide e si decide, se si è seri, nel
migliore dei modi, a prescindere da dove viene la proposta.
Sì, presidente Galvagno, mi scusi se ho abusato anche del momento,
perché so che era per l'articolo 1 però, purtroppo, non ci si vede
troppo spesso con il Presidente della Regione e, quindi, non ho
resistito ad approfittare del momento.
Sull'articolo 1, Presidente, avremo modo di esprimerci durante la
discussione. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, visto e considerato che da parte
del Governo c'erano e immagino ci siano tutte le buone intenzioni
per trovare una sintesi, a nessuno sarà tolta la possibilità di
poter utilizzare tutte le proprie prerogative parlamentari, ma al
contempo domani il Governo potrebbe avanzare delle richieste che
prevede lo stesso Regolamento e non vorrei arrivare a questo. Se
gli interventi sono attinenti lascerò parlare, ma se non dovessero
essere attinenti - quindi è giusto che avvisi i colleghi che
interverranno dopo - sarò costretto a togliere la parola.
È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie, Presidente, solo una considerazione per quanto
riguarda questo articolo, per tornare al problema degli incendi.
Cari colleghi, sappiamo che questo articolo permette - e questo
devo dire, almeno è l'unico lato positivo - l'apertura, ne abbiamo
parlato con l'onorevole Daidone mi pare, ne abbiamo parlato per
l'apertura quanto meno a creare una lista di richieste ufficiali
per l'indennizzo, per il ristoro di questi che hanno subito
incendi. Però, dico, Presidente, 750 mila euro per tutta la
Sicilia, quando solo a Siracusa sono stati dichiarati 4 milioni di
euro di danni e Siracusa non ha potuto partecipare al ristoro
nazionale come provincia disastrata è una cosa insostenibile
Presidente Schifani, 750 mila euro per chi ha perso tutto, per chi
ha perso la casa, per chi ha visto incendiati i propri raccolti, ma
stiamo parlando di elemosine, quindi chiedo ufficialmente a questo
Governo di incrementare questa cifra, perché è assolutamente iniqua
e insufficiente a potere dare una risposta ai cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io penso
che questo articolo, l'articolo 1, all'interno di una manovra
senz'anima, senza una visione, sia una delle poche cose da salvare,
ed è la ragione per cui, però, volevo segnalare a quest'Aula come
10 milioni di euro, in ragione di tutto ciò che ha subito la
Sicilia, anche per effetto dei cambiamenti climatici, tema rispetto
al quale - bisogna dire la verità - il Governo appare totalmente
disinteressato. Mancano misure per contrastarne gli effetti,
mancano misure che servono a sostenere l'agricoltura in questo
passaggio epocale, mancano misure che servono a sostenere le nostre
imprese, in un momento complicatissimo, però questa norma,
ovviamente, che è una norma emergenziale, contiene alcuni spunti
positivi. Devo dire la verità, che proprio perché contiene alcuni
spunti positivi, ho proposto e abbiamo proposto di incrementare gli
stanziamenti a 15 milioni di euro, sopprimendo le norme relative
all'acquisto dell'immobile di via Cordoba. E abbiamo anche proposto
di ripartire diversamente gli interventi, in particolare di
sostenere maggiormente la capacità di progettazione dei comuni,
perché i comuni sono quelli che devono affrontare molte delle
questioni connesse ai problemi di Protezione civile, ed è un tema
che va affrontato sostenendoli, anche perché - rammento a me stesso
- in questi anni il fondo delle autonomie locali e i fondi di
progettazione, in particolare il fondo delle autonomie locali è
stato tagliato - il fondo di progettazione, che nella scorsa
finanziaria del 2024 ammontava a 40 milioni di euro, quest'anno non
è stato riproposto. Con quei 40 milioni di euro, caro assessore
Barbagallo, molti erano stati gli interventi programmati in materia
di Protezione civile dai comuni e molti erano i bandi ai quali
avevano potuto partecipare.
Dunque, io ritengo necessario, fondamentale che si provveda a
rimpinguare l'articolo 1 e si provveda a redistribuire le risorse,
potenziando soprattutto quelle a favore dei comuni.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
approfitto della presenza del Presidente della Regione, onorevole
Schifani, per fare qualche ragionamento, che riguarda naturalmente
l'articolo 1.
Avrei voluto affrontare nella discussione generale, in maniera più
compiuta, alcuni articoli, ma il contingentamento dei tempi non ce
lo ha permesso.
Io mi permetto di dire che ridurre i tempi del dibattito in una
norma così importante, sicuramente mortifica il lavoro dei
parlamentari, come è stato fatto all'interno delle Commissioni. Ma,
attenendomi all'articolo 1, una, anzi, due parole che abbiamo
utilizzato in questi giorni, sono: una, "programmazione" e l'altra
"spot".
"Programmazione", perché il Governo regionale ha bisogno di una
manovra finanziaria che sia ad ampio respiro, che guardi non
solamente all'esercizio corrente, ma si colleghi a quelle che sono
le esigenze di crescita, di sviluppo della nostra Regione; e poi la
parola "spot", ovvero che non siano norme specchietto per le
allodole o che permettano di garantire qualche titolo nei
principali giornali della nostra Sicilia.
Dico questo, signor Presidente, perché questo primo articolo
racchiude, da una parte, quelli che sono i vuoti, quelle che sono
le lacune dal punto di vista della programmazione, e dall'altro
lato, ne rappresenta una norma propaganda.
Ho già detto che in questa manovra, complessivamente intesa, su 16
articoli, ben 10 incidono solamente sull'esercizio finanziario
2025. 10 su 16, solamente una minima parte permette di avere una
programmazione di interventi sugli esercizi 2026 e 2027, e la norma
di cui oggi stiamo parlando, l'articolo 1, è perfettamente
riconducibile a questa fattispecie. Non parliamo di programmazione
di interventi per i prossimi anni, ma si parla, esclusivamente,
dell'esercizio finanziario 2025; noi dobbiamo andare ad impegnare
delle somme, che dovrebbero - punto interrogativo - essere spese
entro la fine dell'anno, su tre tipologie di fattispecie, per una
delle quali, io, non mi spiego qual è che sia il motivo per cui è
inserita in questa norma; stiamo parlando di 6 milioni di euro,
riconducibili a contributi, agli investimenti che dovrebbero essere
distribuiti alle amministrazioni locali - solamente 6 milioni di
euro - poi, qualcuno mi spiegherà perché non andiamo a rimpinguare
il fondo per le autonomie, ma utilizziamo questo criterio.
Ma, ancora, una cosa ben più grave e, quindi, rientro nella parola
"spot", quando noi parliamo di 750 mila euro - ripeto 750 mila euro
- per rifondere, rispetto a quelli che sono eventi calamitosi: ora,
io mi riferisco qui, esplicitamente, al Presidente Schifani - che è
qui in Aula - qualcuno ha parlato di incendi, ma quando parliamo di
"eventi calamitosi", cari colleghi - e lo sa meglio di me il
Presidente della Regione - non parliamo solamente di incendi,
parliamo di alluvioni, parliamo di frane, parliamo di valanghe,
parliamo di terremoti; poi, alla fine, possiamo anche parlare di
incendi, ma sono tutto un insieme di eventi calamitosi che
necessitano degli interventi, io cito la frana - per esempio - di
Polizzi Generosa e di Petralia Sottana, che necessita degli
interventi.
Allora, stabilire solamente 750 mila euro per tutti gli eventi
calamitosi della Regione siciliana è una grande, enorme norma spot,
che non darà risposta a quelle che sono le esigenze di coloro che
hanno subìto degli incendi - che ancora devono essere risarciti -
che non darà risposte alle comunità per le quali, ancora, si devono
fare le condotte idriche, le piazze e gli edifici comunali,
comunità che attendono ancora il risarcimento per le case che hanno
subìto danni per le frane 750 mila euro, Presidente Schifani, è un
affronto ai siciliani.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi da molto
tempo sosteniamo questi temi, li abbiamo affrontati nella
precedente finanziaria - in quella dell'anno scorso, in questo
periodo furono fatti alcuni interventi - ma stasera esprimiamo una
preoccupazione: che le risorse che sono state appostate non siano
assolutamente adeguate. Noi, tra l'altro, dobbiamo scontare il
deficit che abbiamo e, quindi, il tempo che si è perduto. Non si
dica che su questo non abbiamo fatto le nostre sollecitazioni; noi
sappiamo il Governo opera e, quindi, non può essere sempre in Aula,
ma noi non abbiamo mollato un solo minuto.
Abbiamo posto il tema che ha riguardato, complessivamente,
l'approvvigionamento idrico, prima potabile e poi quello irriguo, e
ci troviamo davanti a tanti problemi.
Io sono sindaco di Militello in Val di Catania e, devo dire, che
sento spesso i colleghi leggo dalla stampa: la Sicilia è tutta in
difficoltà sul tema dell'acqua, dell'erogazione dell'acqua
potabile . È in difficoltà perché noi abbiamo, strutturalmente,
ormai, delle realtà che presentano, veramente, notevoli problemi,
delle reti idriche colabrodo; noi, in media, facciamo un intervento
un giorno sì e un giorno no, quando non ne dobbiamo fare due al
giorno
Abbiamo anche una condizione di fatiscenza dei depositi in cui è
collocata l'acqua, perché sappiamo che sono delle realtà, che sono
state costruite negli anni scorsi e che sono diventate vetuste e,
quindi, continuamente va fatto un cambiamento delle valvole; ma la
cosa più grave è che le falde acquifere si sono abbassate e,
quindi, la difficoltà di captazione dell'acqua da parte delle
nostre pompe è un problema molto serio
Noi chiediamo che su questo emendamento, considerato che è stato
annunciato dall'assessore per l'economia una possibilità di un
gettito notevole dal punto di vista finanziario, la possibilità di
utilizzare risorse, che su questo fondo si metta seriamente una
somma che sia credibile, che possa permettere a noi comuni di
affrontare il problema, intanto, dell'approvvigionamento idrico.
Non sottovaluto il fatto che, proprio nei giorni scorsi, abbiamo
dovuto prendere un camion con adeguata struttura per portare
l'acqua e abbiamo dovuto portare l'acqua non potabile, però negli
edifici privati, nelle strutture commerciali, perché non c'è dubbio
che sono quelli che pagano maggiormente pegno, ma soprattutto i
privati che si sono, diciamo, approvvigionati anche in maniera
molto, molto precaria.
Signor Presidente, quindi, chiediamo che su questo ci sia una
somma notevole, così come ribadiamo i temi dell'agricoltura.
Signor Presidente, sappiamo che il Governo ha cercato di muoversi,
ma si è mosso con ritardo, si è mosso con ritardo perché i problemi
relativi alle condotte idriche dei consorzi di bonifica sono stati
dei problemi molto seri. Abbiamo una realtà che presenta anche
elementi importanti che riguardano il precariato, e su questo noi,
signor Presidente, lo dico al presidente Galvagno che su questo
tema è stato particolarmente attento negli anni scorsi, siamo
disponibili ad affrontare il tema del precariato nei consorzi di
bonifica, ma aggiungiamo: il Presidente Schifani, l'anno scorso,
aveva fatto una proposta precisa - e la voglio qui ricordare - ed è
una proposta che noi abbiamo accettato, cioè di aumentare le
giornate lavorative. I nostri territori, infatti, spesso sono di
delinquenti che appiccano il fuoco, perché autocombustione non ce
n'è, e che determinano la devastazione dei nostri territori,
quindi, abbiamo bisogno di persone che presidiano il territorio.
Non è sufficiente quello che attualmente c'è in campo, ma chiediamo
un'attenzione maggiore, chiediamo che quello che è stato fatto
l'anno scorso lo si continui a fare perché è stato un provvedimento
allora opportuno, giusto e ribadiamo l'importanza di poterlo avere
in maniera efficace.
Per ultimo, signor Presidente, mi permetta, abbiamo notizie del
Commissario Dell'Acqua che a livello nazionale è stato indicato e
che l'anno scorso ha fatto una gita fuori porta? Vorremmo sapere se
quest'anno la ripeterà.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, leggendo
l'articolo 1 mi piacerebbe dire che invece questi fondi sono troppi
perché fondi per gli eventi calamitosi ne dovremmo avere il minimo
indispensabile, perché le disgrazie e le tragedie non succedono
all'improvviso ma, Presidente, succedono più che altro per
l'improvvisazione, quando non si riesce a fare prevenzione e a
programmare. E invece questi soldi sono veramente pochi.
Avevo fatto un intervento, qualche giorno fa, sugli incendi;
abbiamo avuto più di quattromila roghi in Sicilia, addirittura il
territorio siciliano è il territorio dove c'è il 55% dei roghi
rispetto a tutto il resto della Nazione ed è chiaro che è un dato
anomalo e allarmante. E questo perché? Perché i forestali,
quindicimila forestali, hanno smesso le scerbature e le pulizie
molto prima che arrivasse addirittura la stagione estiva, perché di
questi soltanto mille e trecento non sono precari, mentre tutto il
resto sono precari, si sono dovuti fermare e sospendere per due
mesi l'attività piena in cui poteva scoppiare l'emergenza. E,
quindi, ecco che questi soldi diventano veramente ridicoli rispetto
a tutti i problemi che investono la Sicilia proprio per la mancanza
di programmazione, di visione strategica, di stabilizzazioni.
Avevo letto sui giornali, qualche giorno fa, che ci sarebbero
stati cinque milioni per i ristori, soprattutto per le vittime che
hanno subito gli incendi in questi giorni e già mi sembravano
pochi, perché in soli due giorni ci sono stati ben trecento roghi
tra il 26 e il 27 luglio, invece questa cifra si è ridotta ancora
più al lumicino. È veramente triste pensare che già dall'articolo 1
abbiamo semplicemente un articolo spot, una semplice pubblicità e
propaganda. Una finanziaria, una variazione che, lo abbiamo detto
anche prima, nella discussione generale, è vuota e già si prospetta
fin dall'inizio. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Uno
per Gruppo, come turnazione, colleghi.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, ho avuto modo di mettere in evidenza che
questa è una variazione di bilancio anomala rispetto a tante altre
perché mette a disposizione 350 milioni di risorse aggiuntive, in
genere si fanno le variazioni di bilancio per togliere da un lato,
metterle dall'altro e, quindi, siamo entrati proprio in quello che,
comunque, è il senso di una norma contabile che, oggi, mette in
programmazione 350 milioni.
Anch'io sono stato critico sull'articolo 1 perché, in Commissione
Bilancio, si ricorderà l'assessore per l'economia, abbiamo
presentato un emendamento per aumentare le risorse destinate alla
Protezione civile. Ma, come capita agli amministratori, signor
Presidente, mi permetto sommessamente un consiglio non richiesto:
lei dovrebbe istituire i baby Presidenti, cioè far vivere a
ciascuno di noi, non perché io, con tutto rispetto, esperienza di
amministrazione ne ho abbastanza, ma a tutti coloro che in questo
Parlamento non hanno mai amministrato un condominio, far vivere
l'esperienza quotidiana dell'amministrazione, anche per rendersi
conto di cosa significhi cercare di destreggiarsi tra le risorse,
le emergenze e le necessità, le mancate programmazioni di un tempo
e quelle che, ovviamente, vanno affrontate.
E questo perché ci tengo a sottolinearlo? Perché quando tanti
parlamentari che io sto ascoltando con grande piacere nei loro
interventi hanno avuto la possibilità di esprimere esigenze per il
territorio per le quali, vorrei ricordare a qualche collega, che
non ci sono esigenze di territorio che provocano utilità ed
esigenze di territorio che non provocano utilità Qua non ci sono
esigenze di territorio che sono state proposte ed approvate dal
Parlamento che, magari, hanno generato non si sa quale interesse,
anche perché ne ho visti tanti post anche dei colleghi
dell'opposizione che si sono vantati di portare sui territori
risorse.
Smettiamola, per cortesia Cerchiamo di essere seri anche da
questo punto di vista. È ovvio che il tema rimane, beh ci sono
state occasioni dove ognuno di voi ha avuto la possibilità di poter
suggerire al Governo cerchiamo di affrontare questa emergenza
piuttosto che altra , ma che io ricordi, comunque,
complessivamente, si è avuta la sindrome del post perché magari
fare un post generico per risarcire migliaia, centinaia, magari
così di soggetti, di famiglie sfortunate o di aziende che hanno
subito i danni degli incendi, possibilmente, genera meno like.
Dico ciò perché, signor Presidente, qua non è che si interviene a
tema; qua si interviene con la sindrome del like', cioè quello che
secondo ormai una visione del sistema irreale, che è qua dentro,
può generare nel mondo reale una condivisione. Questa è lontana
dall'amministrazione che è quella che, ovviamente, grava sui
sindaci, grava su di lei, sulla sua squadra, su chi, ovviamente, ha
la responsabilità, in ogni caso, di prendere decisioni.
E concludo con questo ragionamento: lei non era tenuto a fare la
variazione di bilancio, l'ho spiegato già a tutti. Poteva anche
mettersi sto tesoretto da parte; ma come, io, da sindaco, quando
durante l'anno ho risorse aggiuntive le destino per affrontare
tante cose che magari, non ho avuto risorse quando ho fatto il
bilancio di previsione perché le risorse quelle sono.
E chiudo con una questione. Tante emergenze di Protezione civile,
purtroppo, sono generate anche da quello che è il sistema
farraginoso della spesa pubblica regionale e voglio fare un esempio
concreto visto che c'è l'assessore Savarino: ma è pensabile e qui
parlo di Santa Teresa di Riva, dove lei è intervenuto prontamente
ad affrontare, che cosa? Un'emergenza generata dalla stessa
Regione, perché i pareri ambientali, per circa tre anni, hanno
impedito a una gara d'appalto aggiudicata, ad un appalto integrato,
di potere intervenire.
E, allora, è pensabile che un giudizio di ottemperanza, per quel
che è la valenza del giudizio di natura ambientale, debba andare
due volte in Commissione plenaria? Questo non è previsto né da una
legge nazionale, né da una legge regionale, ma è previsto da un
decreto assessoriale
Allora, vogliamo invece entrare nell'ottica che ci sono alcuni
meccanismi, che chi conosce bene l'amministrazione può intervenire
ed evitare che si creino, poi, situazioni di emergenza che, nel
caso di Santa Teresa Riva, sono stati un milione di euro Un
milione di euro in più E, allora, che si apra un dibattito del
genere, su quella che è la performance della spesa, la capacità
della spesa.
Su quello l'Aula si dovrebbe oggi misurare. Lo dico al Governo in
termini chiari per cercare, quanto meno, di risolvere alcune
farraginosità che sono tipiche della Sicilia.
Magari il motivo sarà quello di tenere più sotto controllo certi
passaggi amministrativi, però, Presidente, questa terra va liberata
anche da noi stessi e va messa nelle condizioni di poter essere
realmente competitiva.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha
facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, l'articolo 1 è paradigmatico di come questo Governo ha
inteso programmare questa manovra finanziaria.
Un tema delicato, un tema importante come quello relativo alle
varie emergenze gestite dalla Protezione civile, che viene
affrontato con, come dire, scarsa attenzione dal punto di vista
della quantificazione delle risorse, con interventi "spot" e solo
di natura demagogica.
Come ha già evidenziato, prima e meglio di me, il collega
Cracolici, è stato rimpinguato un capitolo per 750 mila euro da
destinare ai ristori per chi ha subito danni o alla propria
abitazione o alla propria azienda e, nel formulare questo articolo
con queste risorse davvero ridicole, si inserisce pure che la
quantificazione di questo ristoro è pari all'80% del danno subito
Io vorrei fare un'analisi: credo che il Dipartimento di Protezione
civile abbia gli elenchi delle richieste che pervengono da parte
dei comuni, da parte degli altri soggetti attuatori che, a vario
titolo, si sono occupati delle varie emergenze.
A noi risulta, per esempio, che dal 2023 ad oggi i danni, solo per
gli incendi, ammontano a diverse decine e decine di milioni di
euro, così come anche i danni che hanno subito diverse aziende
agricole in occasione di alluvioni, nubifragi ammontano a diverse
decine di milioni di euro.
Inserire 750 mila euro per una emergenza di questo genere io credo
che è un'offesa ai tanti siciliani che hanno subito danni in questi
anni.
Si parla nell'articolo di emergenza idrica, di crisi dovuta alla
siccità e io vorrei ricordare a lei, Presidente Schifani, la
gestione dell'emergenza idrica lo scorso anno, che si è risolta,
non tanto grazie agli interventi governativi tardivi, scarsi sotto
il profilo legislativo, con risorse non solo inadeguate, ma anche,
come dire, non inserite nei capitoli di bilancio di spesa, che
potevano invece contribuire ad incidere, a risollevare e
soprattutto a intervenire per tempo. Quando noi ancora l'anno prima
denunciavamo quello che stava accadendo, sia sotto il profilo della
siccità, ricordo gli interventi del collega Burtone in diverse
circostanze per, come dire, segnalare quello che stava accadendo e
la necessità di intervenire per tempo. Eppure, si è preferito,
piuttosto che affrontare l'emergenza, sperare attraverso la danza
della pioggia che poi è arrivata a dicembre dello scorso anno e ha
salvato dal dramma la Sicilia. Eppure, si interviene con interventi
tampone, interventi insufficienti rispetto a quello che non solo è
già accaduto ma ci aspetterà nel futuro.
Gli eventi climatici avversi sono triplicati, i fenomeni legati ai
cambiamenti climatici e soprattutto alla tropicalizzazione del
clima nell'area del Mediterraneo, in particolare in Sicilia,
determineranno sempre più una serie di problematiche che rischiano
di mettere in ginocchio interi settori produttivi della nostra
Isola, a partire dall'agricoltura.
Si parla che, da qui ai prossimi decenni, intere superfici
coltivabili rischiano di desertificarsi e invece di intervenire con
misure strutturali, avevamo chiesto per tempo una riprogrammazione
delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione da destinare per una
parte significativa e non solo per il 3,5% dell'intero importo alla
mitigazione dei rischi legati ai cambiamenti climatici, eppure,
ecco, si continua a legiferare con misure spot che non produrranno
nulla, che non risolveranno nessuna emergenza e, soprattutto, con
risorse insufficienti.
Questo modo di legiferare e di affrontare argomenti delicati non
può trovare in nessun modo il nostro consenso.
Avevamo suggerito, Presidente Schifani, di affrontare questa
manovra entrando nel merito delle singole questioni.
Poco fa, l'onorevole Figuccia ci ha detto quali sono le vostre
proposte che avete fatto? .
Noi abbiamo presentato complessivamente circa 200 emendamenti
aggiuntivi che ci auguriamo possano essere trattati anche nel
merito da quest'Aula.
Ma noi sappiamo, Presidente Schifani, qual è l'obiettivo vero di
questa manovra?
Lei, anziché prendere atto della crisi politica che sta vivendo la
sua maggioranza, preferisce attaccare, delegittimare il Parlamento,
preferisce forzare, preferisce forzare i tempi anziché, come dire,
dare l'autonomia che il Parlamento deve avere e preferisce fare
un'operazione, un tentativo maldestro e che risulterà fallimentare
di ricompattare la sua maggioranza attraverso una manovra che
diventerà un Vietnam e che sempre più metterà in luce questa crisi
politica di cui ancora oggi lei fa finta di nulla.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Cambiano e Spada
e poi gli ultimi interventi degli onorevoli Schillaci, Saverino e
Di Paola. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cambiano.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 1
che rifinanzia dei capitoli della Protezione Civile per contrastare
le emergenze, mi riallaccio a quanto detto, poc'anzi, da qualche
collega. Il contingentare i tempi e non permettere una discussione
ed un confronto credo che non vada a beneficio dei siciliani.
Perché? Perché in Commissione Bilancio c'è stata quasi una corsa
contro il tempo per rispettare scadenze che erano state dettate
rispetto a una votazione conclusiva del testo che deve, come
preannunciato, avvenire entro domani e alcuni componenti della
Commissione hanno chiesto, considerato che anche parlamentari di
minoranza sono stati amministratori, che quando si rifinanzia un
capitolo lo si fa sulla base di fabbisogni. E, allora, assessore
Dagnino, le chiedo ufficialmente di fornire questi elementi
affinché ogni parlamentare possa valutare come votare rispetto
all'articolo proposto.
È stato chiesto in Commissione da quale analisi dei fabbisogni
derivano gli importi per rifinanziare quei capitoli di Protezione
civile. Quindi, attendo da parte sua, come già richiesto in
Commissione Bilancio, il perché si rifinanzi una legge del 2025.
Siamo ben lieti di venire incontro a emergenze ed esigenze, ma
vorremmo comprendere il perché di quelle cifre e di quegli importi,
vorremmo comprendere come la Protezione civile decida di
intervenire e con quali criteri di priorità. Perché l'intervento in
emergenza va bene, ma qui l'emergenza è diventata strutturale, e
non vorremmo che si utilizzi l'emergenza per bypassare delle
procedure previste dalla norma.
Ad oggi, ripeto, questo Parlamento, non so se mi sia perso qualche
passaggio, assessore Dagnino, non ha contezza della relazione del
Capo della Protezione civile sull'analisi dei fabbisogni. È venuta
fuori una nota con la quale si chiedeva di rifinanziare quei
capitoli in seguito ad un verbale della cabina di regia del 2024.
Quindi, vorremmo capire, per valutare la nostra posizione
sull'articolo. Perché qua non c'è nessuna pregiudiziale e nessuna
posizione ostruzionistica, bensì una posizione di confronto
legittimo tra maggioranza e minoranza per fare il bene dei
siciliani. Perché qua non c'è chi vuole bene di più alla Sicilia e
chi ne vuole di meno, qua non c'è chi decide autonomamente come
spendere i soldi per farsi dire grazie da parte di qualcuno, perché
parliamo di soldi pubblici e di risorse dei siciliani. Quindi,
rispetto all'emergenza idrica, ad esempio, qual è il fabbisogno che
è stato comunicato dalla Protezione civile per questi interventi in
emergenza? A quali comuni verranno destinate queste risorse? Questi
6 milioni di euro? Su questo c'è poca trasparenza.
Io credo che sia legittimo da parte di un parlamentare che
rappresenta i cittadini siciliani chiedere come verranno spese
queste risorse, in quale ambito ed in quale contesto, considerato
che di proclami e di annunci ne abbiamo sentiti abbastanza,
considerato che in provincia di Agrigento 43 comuni sono con una
turnazione idrica.
Il Comune di Licata, ad oggi, ha una turnazione idrica superiore
ai 15 giorni ed AICA, che è il gestore del servizio, non riesce a
fornire il servizio, perché ha i conti pignorati da parte di
Siciliacque. Vogliamo affrontare l'argomento? Vogliamo affrontare
il problema?
Siciliacque pignora i conti ad AICA che non può operare. Allora,
se è una misura emergenziale inserire una norma per un prestito
ponte ai comuni per saldare il debito nei confronti di AICA, che ha
i conti pignorati, discutiamone. Ma per questo è necessario
comprendere l'analisi dei fabbisogni, assessore Dagnino.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
Poi ci sono gli ultimi interventi che sono: Saverino, Di Paola e
Adorno.
SCHILLACI. C'ero io.
PRESIDENTE. E Schillaci.
SPADA. Signor Presidente. l'articolo 1 stanzia 8 milioni di euro,
che divide: 2 milioni di euro per la protezione civile e 6 milioni
di euro da destinare agli enti locali per fare degli interventi per
quanto riguarda il recupero della risorsa idrica, e quindi gli
investimenti legati alla dispersione dell'acqua o comunque
l'attingimento della risorsa idrica.
Fermo restando che non è stato definito come verranno distribuiti
questi 6 milioni di euro, perché non è specificato se tutti i
comuni riceveranno queste risorse, non è specificato se solo alcuni
comuni riceveranno parte di questi 6 milioni, se i piccoli comuni
verranno tutelati, se verrà fatto un riparto al cinquanta per cento
su tutti i comuni e la restante parte in proporzione al numero di
abitanti.
Però, al di là di quello che è il merito di questo articolo, io
vorrei spingere nuovamente l'attenzione dei colleghi parlamentari
verso quello che dovrebbe essere il rispetto di quest'Aula, perché
nell'emendamento al comma successivo vengono inseriti 750 mila euro
da destinare, appunto, a tutti i comuni che hanno subito dei danni
legati a incendi, come dire, danni causati, appunto, da agenti
atmosferici e quant'altro.
Allora, dobbiamo fare e portare avanti anche un'azione di verità
rispetto a questo punto, perché questi 750 mila euro sono stati
inseriti durante una discussione in Commissione Bilancio.
Perché non c'era traccia di questi 750 mila euro, perché, appunto,
non si era voluto destinare un euro nei confronti dei danni
ambientali che si erano venuti ad accavallare dal 2023 fino al
2025.
E la richiesta che il Parlamento e che i parlamentari avevano
fatto era quello di destinare non settecentocinquantamila euro a
questo comma, ma di destinare diversi milioni di euro per cercare
di dare una risposta ai cittadini che aspettano da tre anni.
Il problema vero è che oggi l'unico responsabile di questa norma è
l'assessore Dagnino. Perché l'assessore Dagnino durante la
Commissione Bilancio, piuttosto che immaginare di stanziare i
milioni che erano stati richiesti, ha deciso di dire no, bastano
750 mila euro: ma come possiamo immaginare di dare delle risposte a
chi ha perso le case, alle aziende che hanno perso i capannoni, a
tutte le province siciliane con 750 mila euro, assessore... io non
smetterò di intervenire da qui fino alla fine della legislatura su
questi temi, perché ritengo che vada data dignità ai cittadini
siciliani, al Popolo siciliano, che è stato preso in giro da questo
Parlamento, e le spiego subito perché.
La richiesta non è una richiesta dell'onorevole Spada, la
richiesta è una richiesta del Parlamento che ha votato un ordine
del giorno, in maniera palese, a cui il Governo doveva dare
seguito, e riguardava lo stanziamento di due milioni e mezzo di
euro alla provincia di Siracusa che aveva subito dei danni, e la
provincia di Siracusa ha subito dei danni legati agli incendi: le
case bruciate sono state legate non alla sfortuna, e lo ripeto, ma
al fatto che c'è stato un Governo poco attento sulla prevenzione,
tant'è che dall'anno successivo sono state adottate diverse misure
per contrastare questo fenomeno degli incendi e che all'epoca non
erano state portate avanti.
Allora, quello che chiedo al Governo e al Presidente Schifani è di
aumentare questa quota di 750 mila euro, perché non possiamo uscire
da quest'Aula con una misura che non riuscirà a dare risposte
concrete e che sarà l'ennesima presa in giro nei confronti dei
cittadini.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, intervengo ancora una volta,
Presidente, perché ne approfitto anche della presenza del
Presidente Schifani, perché si ricorderà bene che, già nel giugno
2024, presentai - ed è stato anche accettato come raccomandazione -
nella seduta 119, del 26 giugno 2024, un mio ordine del giorno
sull'emergenza, quando c'erano stati i danni, i gravi danni dovuti
agli incendi.
E si ricorderà bene il Presidente Schifani, che andammo insieme a
una delegazione di deputati, insieme anche a cittadini di tutte le
province che avevano perso la casa, siamo stati ricevuti dal
Presidente, proprio per cercare di sensibilizzare questo Governo e
il Presidente su quelle che potevano essere delle soluzioni per chi
era rimasto senza casa, e stiamo parlando di chi aveva la prima
casa e si è ritrovato senza più nulla.
Per case, abitazioni private che sono state distrutte e
danneggiate, in quella occasione, aveva preso un impegno ben
preciso il Presidente, per cercare di agevolare, di aiutare queste
persone che avevano veramente perso tutto, quindi, abitazione
principale e si ritrovavano senza nulla. A distanza di anni noi,
ora, ci ritroviamo con 750.000 euro, quindi credo veramente, come
hanno già detto prima tanti miei colleghi, forse è anche offensivo
pensare di poter risolvere e, come avevo fatto l'intervento, ho già
detto nell'intervento precedente, non si pensa a una
pianificazione, soltanto a degli spot, soltanto delle risorse messe
a pioggia senza avere veramente cercato di risolvere problemi che
sono fondamentali.
Vorrei anche ricordare, a proposito sempre dell'articolo 1, quindi
diciamo di questo incremento finanziario che è stato fatto, vorrei
ricordare altra mia interrogazione, ma soprattutto questo,
Assessore Messina, lei si ricorderà bene l'incendio del bosco di
Ganzaria, che, nel mese di agosto scorso, ha colpito più di mille
ettari di vegetazione.
Quindi un incendio che poi è stato, in parte, considerato anche
doloso perché si sono trovati punti di innesco in vari luoghi
strategici ed è andato disperso, purtroppo, un patrimonio ingente
ambientale che, invece, andava preservato e tutelato.
Ora, io chiedo e chiedo al presidente Schifani, che è abbastanza
distratto, quindi mi rendo conto che...
PRESIDENTE. Si rivolga a me, onorevole.
SAVERINO. Presidente Galvagno, ecco, visto e considerato che
questi incontri, questi ordini del giorno, sono stati fatti anche
più di un anno fa, noi che risposte abbiamo dato a queste persone
che hanno perso la casa? Che risposte diamo, quali misure sono
state messe in campo, di previsione del piano regionale, non solo
per prevenire tutti questi fatti, che puntualmente, ci ritroviamo a
luglio-agosto in Aula sapendo che fuori da qui, oppure tornando
per l'autostrada, troveremo incendio fuoco e devastazione?
Quindi, ancora una volta, mi rendo conto che questo articolo 1 è
stato messo lì solo per spot e non per dare veramente risposte
concrete ai nostri cittadini.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Quattro
minuti all'onorevole Di Paola.
CATANZARO. Lei ha deciso, questa sera, di non darmi la parola,
Presidente.
PRESIDENTE. Ma ha detto che vuole parlare alla fine, dopo
l'onorevole Di Paola, interviene lei.
Prego, onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, Presidente della Regione,
colleghi, in questi giorni, a proposito di questo articolo 1 ho
cercato di capire il perché il Presidente Schifani decide di dare
un'accelerata a questa norma di variazione, questo disegno di legge
di variazioni di bilancio, e me lo sono chiesto perché reputo che
il Presidente Schifani sia un politico di enorme esperienza.
Il Presidente Schifani è stato Presidente del Senato, quindi ha
ricoperto cariche importanti, importantissime, e sa benissimo che
questa è una fase molto particolare della politica regionale ed una
fase molto particolare che riguarda, ovviamente, la sua maggioranza
e il suo Governo.
Quindi mi sono chiesto: proprio in questa fase, una fase in cui
serve una maggiore concertazione, serve un maggior confronto, un
maggior dibattito, il Presidente Schifani cerca di accelerare su
una variazione di bilancio che, colleghi è l'ennesima, perché noi
in questi due anni e mezzo abbiamo fatto oltre dodici, almeno
dodici leggi di finanziaria e di variazione di bilancio, che
dimostrano la volontà da parte di questo Governo regionale di
frammentare le risorse, di frammentare le risorse non con una
visione, perché anche questo articolo, l'articolo 1, dimostra che
non c'è una visione sulla prevenzione degli incendi, che non c'è
una visione sulla gestione del territorio, ma noi andiamo a dare
fondi alla Protezione civile senza un'adeguata programmazione,
senza un'adeguata visione
E questo dimostra che cosa? La frammentazione del percorso delle
leggi finanziarie che sono state fatte in questi anni e la volontà
specifica da parte del Governo regionale, da parte del presidente
Schifani, che nel frattempo ha problemi enormi all'interno della
sua maggioranza e cerca comunque di portare a casa l'approvazione
di alcuni articoli non rivolti verso i siciliani, perché io ho
ascoltato qui interventi di colleghi della maggioranza che dicevano
che questi articoli sono fatti per i siciliani, che questi articoli
sono norme che risolleveranno l'economia, risolveranno i problemi
dei siciliani. Niente di tutto questo, colleghi, e lo dice lo
stesso vostro Presidente che qualche giorno fa ha attaccato gli
uffici degli Assessorati, gli uffici dei Dipartimenti, perché ci
sono norme delle passate finanziarie, dei passati documenti
economici, che non sono state ancora attuate
E questo è frutto della frammentazione delle misure economiche che
questo Governo regionale ha portato in quest'Aula, perché vi
ricordo, colleghi, che l'ultima variazione di bilancio che abbiamo
fatto risale a giugno 2025, cioè noi un mese e mezzo fa abbiamo
approvato una variazione di bilancio e adesso ne vogliamo approvare
un'altra pur sapendo che lo stesso Presidente della Regione attacca
gli uffici, attacca i suoi stessi Assessori dicendo: "Guardate che
ancora non avete attuato le norme fatte un anno fa, norme
essenziali per i comuni, norme essenziali per i siciliani".
Allora, qui dentro, in questi giorni, in questi due giorni, poi
non so se il Governo regionale chiederà alla Capigruppo di attuare
la tagliola per non far parlare le opposizioni, per mettere il
bavaglio all'Assemblea regionale siciliana, noi in questi due
giorni faremo un'unica cosa, se si andrà avanti senza confronto, se
si andrà avanti senza dialettica, se si andrà avanti senza quello
che è essenziale per la democrazia e la tenuta dell'Assemblea
regionale siciliana tutta, noi stiamo facendo solo una cosa per il
presidente Schifani, stiamo comunicando all'esterno: "Guardate,
approveremo quattro, cinque, sei articoli per dare fondi ai propri
Assessori, ai propri Dipartimenti . E io vorrei capire poi come
verranno gestiti dal Dipartimento agricoltura i fondi per i
laghetti che sono la soluzione dei problemi dell'agricoltura -
vado a conclusione Presidente - stiamo facendo un'unica cosa,
stiamo mettendo sotto il tappeto il problema enorme che ha la
maggioranza e stiamo dicendo ai siciliani che nonostante ci sia
Fratelli d'Italia che sta implodendo, gli Autonomisti che sono
presi a calci nel sedere e messi fuori dalla Giunta, praticamente
fuori dalle dinamiche della maggioranza, c'è un Governo regionale,
c'è un Presidente della Regione che riesce ad approvare cinque,
sei, sette articoli e dire: "Urrà, ce l'ho fatta, sono riuscito ad
andare avanti ".
Presidente non è questa la soluzione, la soluzione è il confronto,
la soluzione è la dialettica proprio in questa fase emergenziale,
io spero che da qui a domani o dopodomani lei possa andare o
comunque lei possa in qualche modo avere più miti consigli da parte
della sua stessa maggioranza e capire che non è la tempistica con
cui dimostra che il suo Governo regge nei confronti dei siciliani,
ma un governo regge se c'è una tenuta da parte di tutta la
maggioranza e se si fanno norme con una visione.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Adorno. Ne ha
facoltà.
ADORNO. Signor Presidente, intervengo rispetto a quello che è
questa variazione di bilancio ...
PRESIDENTE. Sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Sull'articolo 1.
ADORNO. Sull'articolo 1 della variazione di bilancio, Presidente,
una variazione di bilancio che, ricordiamo, conteneva i 32
articoli, e torno sull'articolo 1 a breve, per dire soltanto che
gli stessi 32 articoli erano figli di una segmentazione della
proposta.
Una segmentazione che rispecchia la crisi in cui questo Governo,
che tuttora risiede all'interno di questo Governo e anche
l'articolo 1, che è uno dei sopravvissuti di quella che era la
variazione di bilancio, anche in questo caso noi vediamo delle
cifre assolutamente irrisorie rispetto alle esigenze.
E soprattutto, mi riferisco ai 750 mila euro destinati per la
ricostruzione, ripristino e messa in sicurezza degli immobili
adibiti - sentite - "ad abitazione civile, ad attività produttive,
ad attività commerciali, ad attività agricole", cioè dire 750 mila
euro che devono servire per tutte queste finalità
È una cifra assolutamente irrisoria e io credo che molti di voi,
nel proprio conto corrente, abbiano almeno centomila euro, quindi
sette di voi farebbero solo questa norma. Quindi, vogliamo spiegare
e calare nel concreto cosa significhino poi questi aiuti, rispetto
a quelli che sono gli eventi calamitosi che si sono verificati in
due anni?
Quando noi andiamo a trovare, e mi ricordo quando personalmente
sono andati a trovare, molti di voi lo hanno fatto, le località di
Riposto, abbiamo visto quelle immagini disastrose, allora là
neanche milioni di euro sarebbero sufficienti, non solo a pagare i
danni che hanno patito le popolazioni, ma a fare quell'opera di
prevenzione per il territorio che andrebbe fatta.
E proprio rispetto a questo, le misure trovate da questo Governo
risultano essere assolutamente insufficienti, e non è chiaro, come
già sottolineato da qualcuno che mi ha preceduto, nemmeno quelle
che saranno le norme di attuazione per ciò che concerne gli enti
locali che dovranno utilizzare queste norme.
E allora poi non ci sorprendiamo e andiamo nei giornali a
dichiarare che queste norme non sono state attuate, non vengono
attuate nemmeno dopo un anno, perché sono figlie di una scrittura
incompleta, di una scrittura che non tiene conto di come poi queste
stesse norme debbano essere utilizzate con i comuni, per esempio,
di una popolazione al di sopra di quella quantità di abitanti per
un certo importo, o altri criteri che possono essere utilizzati,
per esempio, anche la valutazione rispetto al danno causato
dall'evento che si è per perpetrato.
Quindi, signori, queste misure risultano essere assolutamente
insufficienti e inadeguate, rispetto a quelle che sono le esigenze
dei territori e l'assenza di programmazione che ancora una volta
viene a risaltare sotto gli occhi, perché è chiaro che con queste
somme così inconsistenti non si possano poi realizzare quelle opere
di cui la Sicilia ha veramente bisogno, a partire da quelle opere e
da quei piani antincendio che andrebbero sviluppati con un
adeguamento, rispetto anche quelle che sono le strumentazioni più
moderne, e dei fondi che vanno in una direzione in cui possano
essere utilizzati dall'agricoltura, con delle reti idriche, che non
siano più reti colabrodo.
Ecco, tutto questo è assente e tutto questo vedrà forte il nostro
no.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, intervengo sull'articolo 1, mi
dispiace che è andato via il presidente della Regione.
PRESIDENTE. Si è allontanato un minuto per esigenze naturali. Se
vuole parlare in sua presenza, interviene qualcun altro.
SCHILLACI. Sì, lo preferirei, grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha
facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto è già stato
detto, ma mi preme puntualizzare una cosa: proprio per evitare che
ogni volta si proceda in maniera estemporanea e sempre sulla base
di emergenze, come se gli incendi ogni anno fossero una cosa nuova,
no? Mi sembra come l'anno scolastico: tutti sappiamo che comincia a
settembre, però, ogni volta, c'è questa cosa di dovere finanziare
tutte le figure come gli ASACOM, appunto, si è parlato di questo
emendamento a cui la maggioranza ha pensato, come se non si sapesse
che l'anno scolastico comincia, ogni anno, a settembre; stessa
cosa, purtroppo, per gli incendi
Ora, io ho presentato, qualche settimana fa - io e tutto il Gruppo
del Partito Democratico - un disegno di legge regionale sul sistema
integrato di Protezione civile, perché dobbiamo ricordare - ahimè -
che la legislazione vigente, in Sicilia, dove - tra l'altro - la
Protezione civile ha materia legislativa concorrente, quindi,
abbiamo tutto il diritto e il dovere di aggiornare - come hanno
fatto, del resto, le altre Regioni italiane - la normativa.
La nostra legislazione vigente è ferma alla legge regionale n. 14
del 31 agosto 1998. 1998, significa quasi trent'anni fa Abbiamo
una legge che risale al 1998
Ecco, il disegno di legge che noi, come Partito Democratico,
abbiamo presentato, che purtroppo ancora non è stato neanche
incardinato - segno della grave disattenzione su questo tema -
vuole proporre, proprio, un modello di intervento aggiornato su
tutta la materia.
Non è pensabile che, dopo 28 anni, non ci sia stato un
aggiornamento, da parte della Regione Sicilia e il Direttore Cocina
fa dei post dove fa i complimenti ai volontari di Protezione
civile, fa riferimento a norme estemporanee, che sono state
inserite in finanziaria, ma non c'è un intervento sistematico e non
c'è una valorizzazione vera dei volontari di Protezione civile, ma,
soprattutto, non c'è una formazione adeguata curata, appunto, dalla
Regione; così come non c'è un'ottimizzazione degli interventi.
E, quindi, purtroppo, ancora - per l'ennesima volta - registriamo,
negli ultimi giorni - non negli ultimi mesi - dal 21 luglio -
quindi, adesso - già 2000 ettari di boschi sono andati in fumo; non
è possibile Non è pensabile dare la colpa agli agricoltori, come
fanno l'Assessore e il Direttore Cocina, in un'intervista. Bisogna
prendersi le proprie responsabilità Quindi, mi auguro che - al di
là di questi articoli, appunto, che tendono sempre a tamponare
l'emergenza - si possa, presto, discutere in quest'Aula questo
disegno di legge regionale - lo ripeto, visto che il Presidente è
appena rientrato - disegno di legge regionale sul sistema
integrato la protezione civile, ripeto dal 1998 noi non aggiorniamo
la legge, questo è veramente un vulnus notevolissimo, in una
Regione che soffre la piaga degli incendi, più di molte altre.
Quindi, auspico che il nostro disegno di legge - di tutto il
Partito Democratico - possa, presto, essere discusso in Aula.
È tempo che questo Parlamento approvi leggi significative e non
soltanto finanziarie, manovre di bilancio, assestamenti e cose del
genere, in cui registriamo la presenza della maggioranza che,
invece, colpevolmente, nelle altre sedute è sempre, o quasi,
assente e latitante.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi sull'articolo 1
volevo ribadire la condivisione e il tenore degli interventi
precedenti, ma mi soffermo sul fatto che non vorrei che questa
norma, per l'inadeguatezza delle risorse, possa diventare
addirittura ridicola e offensiva; perché ci sono stati dei ristori
da parte della Regione di appena mille euro per chi ha perso
totalmente tutto: dalla casa alle attività produttive, alle
attività commerciali. Quindi, nel ribadire un intervento sulla
quantità delle risorse, vorrei anche soffermarmi sul fatto che il
presidente Schifani ha fatto bene a istituire la control room sul
fronte del contrasto agli incendi, anche perché è stato un
suggerimento con un ordine del giorno da parte del Movimento 5
Stelle.
Però veda, Presidente, sul fronte della prevenzione non ci siamo
proprio, perché a due anni e mezzo di questo Governo regionale
abbiamo visto molto poco e mi riferisco a un investimento sulle
nuove tecnologie, abbiamo fatto già delle proposte come Movimento 5
Stelle sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale ad esempio, ma
anche sulle telecamere infrarossi, sui droni - non certo quelli che
il Governo precedente ha fatto che sono rimasti chiusi nei
magazzini perché non erano adeguati e col primo colpo di vento
cadevano giù -, ma quello che chiediamo è anche un investimento
sulla formazione, quindi investire sui droni adeguati, ma le
chiediamo anche di fare una formazione adeguata per chi poi deve
utilizzare queste nuove tecnologie.
Veda, Presidente e Presidenti in Aula, la regione Abruzzo ha
veramente dato un colpo agli incendiari, quindi all'evento legato
agli incendi, grazie agli investimenti sulle nuove tecnologie.
Infine, Presidente, le chiedo anche di utilizzare il metodo
Aspromonte', aprendo le riserve e i parchi, utilizzando i rifugi
che ci sono all'interno, dandoli alle cooperative, ad associazioni
che si trasformerebbero in sentinelle del territorio, divenendo un
grandissimo deterrente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. È iscritto a parlare
l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Intanto, Presidente, la ringrazio, mi ha riservato,
diciamo, per ultimo, anche se mi ero prenotato un po' prima.
PRESIDENTE. Lei aveva chiesto di intervenire dopo
CATANZARO. Mi ero preoccupato poco fa perché il Presidente della
Regione era andato via e rischiavo di urtare nuovamente la
sensibilità, come questa mattina, dell'assessore Dagnino che mi
dovevo rivolgere all'Assessore, però in presenza del Presidente
della Regione, lei Assessore mi consentirà che non mi rivolgo agli
Assessori ma mi rivolgo al Capo del Governo
PRESIDENTE. Sempre a me deve rivolgersi.
CATANZARO. È chiaro che mi rivolgo anche a lei.
PRESIDENTE. Solo a me
CATANZARO. Però, mi deve consentire... Oggi abbiamo fatto due ore
un quarto di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
proprio per contingentare i tempi su una manovra che è la
variazione di bilancio, abbiamo richiesto più volte la presenza del
Presidente della Regione, abbiamo affrontato la discussione
generale, è chiaro che il Presidente è arrivato anche se in ritardo
sull'articolo 1 e parlerò sull'articolo 1, a scanso di qualsiasi
equivoco, perché lei sa che sono molto rispettoso con quelle che
sono le regole che dà la Presidenza dell'Assemblea.
Bene, però, non posso, Presidente, non fare un piccolo passo
indietro perché, fino a poco fa, il Presidente della Regione ha
fatto una dichiarazione, accusando le opposizioni di ostruzionismo
rispetto ad alcuni argomenti che ovviamente non possono essere
trattati, perché è come se ci fosse l'opposizione che non consente
di trattare gli emendamenti aggiuntivi quando noi dalla Commissione
Bilancio abbiamo richiesto di trattare gli emendamenti aggiuntivi,
là il Governo è arrivato su 35 articoli con uno stralcio,
presentando 15 articoli, abbiamo fatto un lavoro in queste ore che
ci sono state date, dopo avere incardinato il testo, presentando
degli emendamenti. Il Gruppo del Partito Democratico ha presentato
più di 1.100 emendamenti, continuiamo in questo momento a poter
avere da Regolamento la disponibilità di parlare e sull'articolo 1
è chiaro che dobbiamo parlare
Abbiamo presentato diversi emendamenti che aumentano la spesa, lo
sa bene l'assessore Dagnino perché in Commissione Bilancio, lo
ricorderà, non li vedo qua, c'è il presidente Daidone, noi su
questo articolo abbiamo detto: guardate che avete un attimo di
confusione , perché sulla Protezione civile va bene, però se
ricordo, Assessore, arrivato ad un certo punto, c'era un
emendamento che inquadrava una somma che andava sulla crisi idrica,
poi arrivato ad un certo punto, intervenivano emendamenti mentre
c'era la Commissione Bilancio dove si volevano inserire emendamenti
di un milione, un milione e due, un milione e mezzo su quella che
era altra materia, cioè sugli incendi
È dall'anno scorso che vi chiediamo di intervenire su un dramma
che è quello degli incendi, lo abbiamo chiesto perché c'è una
relazione del Comando dei Vigili del Fuoco che è una relazione che
vede ettari ed ettari bruciati di territorio siciliano. Lo abbiamo
detto che voi in questi mesi avete soltanto nicchiato, intervenendo
sulle emergenze e basta, senza alcuna programmazione e continuate a
farlo Con qualcuno dei miei colleghi che ha parlato, proprio su
interventi che dall'anno scorso vi chiediamo di affrontare in
diverse province, vedasi la provincia di Agrigento, Ragusa,
Trapani. Sta accadendo di tutto, anno dopo anno c'è una sommatoria
di interventi che viene cestinata
Oggi, abbiamo una norma di dieci milioni di euro dove si
interviene sulla Protezione civile, dove ovviamente in questa norma
si parla di interventi sulla crisi idrica, ma bisogna capire se
queste somme siano bastevoli alla crisi idrica Ma la cosa ancora
più forte è che, alla fine, tra gli emendamenti aggiuntivi in
Commissione Bilancio, c'erano delle somme da destinare ai
territori, mancavano i nomi dei comuni ma, poi alla fine, capivamo
questa cosa, s'interveniva; oggi scopriamo che rimane, insiste un
fondo di 750 mila euro che il Governo ovviamente mette su questa
ipotesi di lavoro proprio sugli eventi calamitosi.
Sto completando. È chiaro, Presidente, che 750 mila euro è
veramente una norma slogan, è una narrazione che il presidente
Schifani da tre settimane sta raccontando alla Sicilia, avendo il
problema - lui politico - che vuole raccontare che c'è
un'opposizione cattiva, che non fa proseguire i lavori e che
ovviamente questa opposizione cattiva è un'opposizione che non fa
votare le norme che servono per la Sicilia
Presidente Galvagno, così non è Siamo al primo articolo e ancora
dobbiamo vedere quello che accadrà stasera, domani e dopodomani,
dato che noi ci siamo presi i tempi su questi quindici articoli di
potere dibattere e confrontarci. Grazie.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Naturalmente, abbiamo ascoltato
moltissimi interventi che più o meno si concentrano sempre sugli
stessi temi.
Volevo solo focalizzare un punto di fatto su alcune affermazioni
che sono state formulate. Qualcuno ha richiamato, in relazione ai
fabbisogni, l'esigenza di chiarire le ragioni per le quali sono
stati stabiliti quei fabbisogni e ha fatto riferimento ad una nota
del capo della Protezione civile che avrebbe identificato
fabbisogni risalenti all'aprile del 2024.
A chiarimento, per la completezza dei lavori dell'Aula, spiego e
illustro all'Aula che così non è. Nella nota del capo della
Protezione civile che è posta a fondamento dell'articolo 1 e quindi
dei fabbisogni di 6 e 2 milioni, si fa riferimento ad una cabina di
regia istituita nell'aprile del 2024, ma durante i lavori della
Commissione si è già chiarito, e lo dico quindi a beneficio anche
dell'Aula e di chi non era presente in Commissione, che la cabina è
stata istituita ma, da allora, ha continuato ad operare e quindi i
fabbisogni indicati dal capo della Protezione civile con
riferimento agli esiti dei lavori della cabina di regia sono
aggiornati a settimane fa, quindi, a pochissimi giorni fa e quindi
non vi è assolutamente un'inadeguatezza della determinazione dei
fabbisogni ma vi è un riferimento ai lavori di una Commissione che
sta operando da aprile 2024 fino ad oggi.
In relazione ai 750 mila euro, su cui si sono soffermati molti
interventi, desidero ricordare che il Governo regionale ha già di
recente adottato diverse misure a favore degli incendi.
Nei lavori della Commissione è emersa l'esigenza di intervenire
anche con riferimento agli incendi verificatisi nel luglio di
questo anno, cioè di poche settimane fa, una settimana, dieci
giorni fa addirittura e si è condivisa l'idea, è stata ampiamente
condivisa, in realtà, in Commissione, di iniziare con un segnale
nelle more che si quantificassero i danni derivanti dagli incendi
di luglio del 2025, cioè di pochi giorni fa. Da lì l'idea di
introdurre una misura con un importo in questa fase limitato, salvo
poi intervenire, come si è fatto e si sta facendo, si è fatto anche
nel corso di quest'anno con riguardo ancora agli incendi del 2022.
SPADA. Aspettiamo ancora su Siracusa
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Vi prego, abbiamo concluso con gli interventi.
Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Catanzaro e
altri. È mantenuto o è ritirato?
Onorevole Catanzaro, è il soppressivo.
CATANZARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.10, a firma degli onorevoli De Luca
Antonino ed altri. È mantenuto o è ritirato?
DE LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.35, a firma degli onorevoli Catanzaro
ed altri, che è inammissibile perché non ha copertura.
Si passa all'emendamento 1.65, a firma degli onorevoli Catanzaro e
altri. È mantenuto o è ritirato?
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.65. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.65
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 1.65.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 65
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 22
Contrari 40
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.62, a firma degli onorevoli
Catanzaro ed altri, che è assorbito.
Si passa all'emendamento 1.64, a firma degli onorevoli Catanzaro
ed altri, che è assorbito.
Si passa all'emendamento 1.63, a firma degli onorevoli Catanzaro
ed altri. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Mantenuto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.63. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.63
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 1.63.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 22
Contrari 43
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.52, a firma degli onorevoli
Di Paola ed altri. È mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. È mantenuto. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio palese nominale.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
DE LUCA Cateno. Presidente, ho votato per ben due volte e il
sistema non registra il mio voto. Ho votato contrario in entrambe
le votazioni
PRESIDENTE. L'onorevole De Luca Cateno ha appena annunciato che la
sua scheda non è stata registrata e ha votato contrario sia nella
prima votazione che nella seconda votazione. Grazie.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.52
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 1.52.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 22
Contrari 44
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.61, a firma degli onorevoli
Catanzaro ed altri, che è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.8, a firma degli onorevoli Catanzaro ed
altri, che è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.38, a firma degli onorevoli Venezia ed
altri, che è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.36, a firma degli onorevoli Catanzaro
ed altri, reca maggiori oneri. Manca la copertura, è dichiarato
inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.31, a firma degli onorevoli Safina ed
altri, che è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.4, a firma degli onorevoli Catanzaro ed
altri, che è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.60, a firma degli onorevoli Catanzaro
ed altri, che è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.17, a firma degli onorevoli Catanzaro
ed altri, che è dichiarato inammissibile.
Si passa agli emendamenti 1.57 e 1.73, a firma degli onorevoli
Catanzaro ed altri.
Onorevole Catanzaro, li ritira? Così andiamo avanti.
CATANZARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.7, a firma degli onorevoli Catanzaro ed
altri.
Chiedo ai colleghi di tenere un silenzio tale da poter lavorare e
capire effettivamente cosa si sta mettendo in votazione a chi
magari sente un numero differente da quello che effettivamente,
invece, si sta mettendo in votazione.
L'emendamento 1.7 aumenta di 3 milioni di euro l'articolo 1 al
comma 1.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
CATANZARO. Presidente, ora chiedo il voto segreto su questo
emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, andiamo avanti.
A parte che comunque si deve riscrivere perché deve specificare se
sono in parte corrente o in parte capitale, punto numero 1.
In secondo luogo, la invito ad andare avanti...
CATANZARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.16, a firma degli onorevoli Catanzaro e
altri. La invito al ritiro.
CATANZARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.58, a firma degli onorevoli Chinnici e
altri. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.74, a firma degli onorevoli Catanzaro e
altri. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. È una cosa tecnica. Il Governo è sordo
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, illustro le
ragioni della contrarietà del parere del Governo. Poiché gli
interventi si basano su una richiesta che è stata formulata dal
Capo della Protezione civile all'esito di una ricognizione cui
facevo riferimento poc'anzi, non riteniamo opportuno modificare
l'equilibrio formatosi sulla base della richiesta del Capo della
Protezione civile. Grazie.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, nessuno sta dicendo niente.
L'onorevole Catanzaro ha chiesto il voto segreto sull'emendamento
1.74.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.74
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.74.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 67
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 28
Contrari 37
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.37, a firma degli onorevoli
Catanzaro ed altri, che è inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.5-1.6, a firma degli onorevoli
Catanzaro e altri. È mantenuto o ritirato?
Onorevole Catanzaro, poi dice che gli altri sono sordi, neanche
lei scherza (sorride) Mi ha sentito, onorevole Catanzaro
CATANZARO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.39, a firma degli onorevoli Venezia e
altri, che è inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.19, a firma degli onorevoli Catanzaro e
altri. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. È mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.19
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 1.19.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 23
Contrari 38
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.46, a firma degli onorevoli
Venezia ed altri, che è inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.47, a firma degli onorevoli Venezia ed
altri. È mantenuto o ritirato? È assorbito, scusate.
Si passa all'emendamento all'1.56-1.72, a firma degli onorevoli
Catanzaro ed altri, che è inammissibile.
Si passa all'emendamento all'1.15, a firma degli onorevoli
Catanzaro ed altri, che è inammissibile.
Si passa all'emendamento all'1.40, a firma degli onorevoli Venezia
ed altri, che è inammissibile.
Si passa all'emendamento all'1.25, a firma degli onorevoli
Giambona ed altri. È mantenuto o è ritirato?
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie, signor Presidente. L'emendamento 1.25 è
mantenuto, ma ritorno un attimo all'emendamento 1.46. Non ho
compreso il motivo per il quale l'emendamento risulterebbe essere
inammissibile. Vorrei capirne il motivo.
PRESIDENTE. Perché non ha contenuto innovativo, è meramente
formale.
GIAMBONA. Non comprendo.
PRESIDENTE. Questa è la motivazione.
GIAMBONA. Signor Presidente, ogni modifica di finalità di norma è
sicuramente innovativa e anche formale. Per cui insisto per
trattare l'emendamento 1.46. Se posso ritorno sull'emendamento1.46,
poi sull'1.25, signor Presidente.
PRESIDENTE. Come sull'emendamento 1.46? Se vuole intervenire, deve
intervenire sull'emendamento 1.25.
GIAMBONA. Va bene, signor Presidente. Nelle finalità che prevede
la norma, il primo comma dell'articolo, nello specificare quelle
che sono le risorse da destinare a contributi per gli investimenti
per le amministrazioni locali, questo nostro emendamento aggiunge
gli oneri di progettazione.
Dico questo perché, molto spesso, le comunità della Regione
siciliana si trovano di fronte ad avere molte volte le forme di
finanziamento per potere intervenire per esempio per la messa in
sicurezza, parlo di costoni rocciosi, parlo di frane, di caduta
massi, ma poi hanno notevoli difficoltà nel reperire le risorse per
le spese di progettazione.
Allora, questo emendamento credo che sia un emendamento di buon
senso che prevede che queste stesse somme, oltre che essere
destinate per le finalità già indicate nel testo che è stato
esitato dalla Commissione Bilancio, ebbene, noi intendiamo
estenderle anche alla possibilità di potere essere utilizzate come
spese di progettazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.41, a firma degli onorevoli Venezia ed
altri, che è inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.20, a firma degli onorevoli Catanzaro
ed altri. Onorevole Catanzaro, lo mantiene o lo ritira?
CATANZARO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.20
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.20.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 21
Contrari 43
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 1.21 e 1.22, a firma degli onorevoli
Catanzaro ed altri. Gli emendamenti sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 1.23, a firma degli onorevoli Catanzaro
ed altri. È assorbito.
Si passa agli emendamenti 1.28, 1.27 a firma degli onorevoli De
Luca A. ed altri e 1.34 a firma degli onorevoli Catanzaro ed altri.
Gli emendamenti sono inammissibili per mancanza di copertura
finanziaria.
DE LUCA Antonino. C'è la copertura
PRESIDENTE. L'emendamento 1.28 non ha copertura nel capitolo, in
questo momento è a zero.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Scusate, forse tecnicamente non ha capienza, ma è il
Fondo di riserva che non dovrebbe mai essere azzerato. Quindi, non
saprei...
PRESIDENTE. Non è il Fondo di riserva.
CRACOLICI. Il 215733 non è il Fondo di riserva?
PRESIDENTE. No
CRACOLICI. L'onorevole De Luca lo ha fatto, non io
PRESIDENTE. Va bene. Si passa all'emendamento 1.50, a firma degli
onorevoli Catanzaro ed altri. È mantenuto o ritirato?
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie, signor Presidente. Solo a chiarezza di quello che è
stato detto.
Siccome siamo nel Parlamento siciliano e dobbiamo dire le cose per
come stanno e come sono andate soprattutto in Commissione Bilancio,
cioè l'Assessore ha dichiarato in quest'Aula, facendo intendere a
tutti i colleghi deputati, che è stato istituito un fondo di 750
mila euro perché sono avvenuti gli incendi a luglio del 2025 e,
quindi, nell'attesa di quantificare i danni, dovevamo stanziare
questi 750 mila euro agli incendi avvenuti nel 2025.
Ma, allora, perché abbiamo scritto dal 2023 al 2025? Lo abbiamo
scritto perché non è così
Noi abbiamo fatto e abbiamo istituito un fondo per dare delle
risorse a tutti i comuni che dal 2023 al 2025 hanno subito dei
danni.
Assessore Dagnino, assessore Dagnino, non rida Non c'è nulla da
ridere, Assessore Deve mettere i soldi, non deve ridere, non deve
ridere
LANTIERI. Non gridare
SPADA. No, io grido, io grido in Parlamento, perché fuori c'è il
Popolo siciliano che grida più di me Quindi, io grido non perché
voglio far valere le mie prerogative personali, sto chiedendo al
Governo di dire all'Aula come stanno le cose: hanno istituito un
fondo per gli eventi calamitosi dal 2023 al 2025 con 750 mila euro
Non c'entrano nulla gli incendi del 2025 perché, nel momento in
cui approveremo questa norma, attingeranno da queste risorse i
comuni che hanno subito i danni nel 2023, perché quelli del 2025
devono essere ancora quantificati, quindi non c'è questa cosa.
Assessore, la invito nuovamente ad aumentare la quota destinata ai
cittadini che hanno subito dei danni causati dagli eventi
calamitosi tra cui anche gli incendi. Faccia questo atto di bontà
nei confronti del Popolo siciliano, nei confronti di tutti coloro i
quali aspettano da diversi anni. State facendo una manovra da
quattrocento milioni di euro per destinare 750 mila euro a dei
danni che superano i venti milioni Assessore, si assuma la
responsabilità di questo atto, è un atto di dignità
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
Siamo all'emendamento 1.50. Mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ho presentato un subemendamento.
PRESIDENTE. È inammissibile l'emendamento che ha presentato,
onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Perché dà la copertura esattamente sul capitolo
che abbiamo detto.
PRESIDENTE. È stato già dichiarato inammissibile, onorevole De
Luca.
DE LUCA Antonino. Bene, allora quel subemendamento, lo trasformo
nel subemendamento dell'1.37, che è di contenuto identico, ma porta
la cifra da due milioni a tre milioni.
PRESIDENTE. Dell'1.37? E dov'è l'1.37?
DE LUCA Antonino. Quello dopo.
PRESIDENTE. Quello dopo è l'1.68. Onorevole De Luca, siamo
all'1.50, se vuole può farlo per quelli successivi.
DE LUCA Antonino. No, signor Presidente, scusi, lei ora ha
chiamato l'emendamento 1.28.
PRESIDENTE. No, siamo all'1.50 presentato dall'onorevole Catanzaro
e altri.
DE LUCA Antonino. No, signor Presidente, lei allora ha saltato;
noi eravamo all'1.28, io ho presentato un subemendamento, dopo di
che lei mi sta dicendo che lo dichiara inammissibile. Io le dico
che quel subemendamento lo deve considerare ripresentato sull'1.27.
PRESIDENTE. L'1.28, 1.27, l'1.34 sono stati dichiarati
inammissibili, quindi anche tutti i subemendamenti che lei ha
presentato, sono chiaramente, dopo la dichiarazione e chiaramente
non possono essere presentati.
Ora siamo all'1.50. Se lei volesse fare dei subemendamenti agli
emendamenti che sono ancora presenti e che non sono stati né votati
né dichiarati inammissibili, può farlo. Ora siamo all'1.50,
dell'onorevole Catanzaro, che è mantenuto. Benissimo.
Il voto palese ancora non lo ha chiesto nemmeno la Commissione.
Chiedo il parere della Commissione. È contrario. Il parere del
Governo? Contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE... più interventi accorati dell'onorevole Spada. Certo non
porta avanti un'istanza di tipo personale, né di un gruppo di
amici. Sta mettendo al centro un tema, lo voglio ricordare qui
all'Assemblea, che noi abbiamo trattato già lo scorso anno.
Ricordiamo quando c'erano le foto su L'Espresso dei Vigili del
fuoco buttati a terra, a Siracusa, sfiniti? Ricordiamo le parole
che tutti noi abbiamo usato nei riguardi di quelli che si erano
dati disponibili come Protezione civile? Quella volta, si disse,
bisognava dare una risposta a loro, bisognava dare una risposta ai
forestali e fu fatto un emendamento importante, di aumentare le
giornate lavorative; non si capisce perché non lo si debba fare
ora, ma si disse pure di un ristoro ai privati che hanno avuto
bruciata la loro casa, la loro casa Non è una stupidaggine, non è
il giardino che ha avuto quattro alberi che sono andati in malora,
stiamo parlando della civile abitazione. Sono cittadini che hanno
bisogno di tornare nelle loro case
Allora io faccio un invito al Governo, al Presidente: si accantoni
questo emendamento e il Governo lo rivisiti, anche perché, mi pare
che De Luca abbia accentuato questo tema, ha detto: "noi abbiamo
fatto sempre le variazioni in bilancio per cercare di mettere, di
coprire i buchi".
Questa volta c'è un'abbondanza di risorse e in questa abbondanza
di risorse non si trovano alcuni milioni di euro da dare a delle
persone che hanno perso la propria casa?
Allora l'invito che faccio al Presidente è di chiedere
l'accantonamento dell'emendamento.
PRESIDENTE. L'1.50 però non parla di questo. La proposta che ha
fatto l'onorevole Burtone rimane per il resto dell'articolo,
intanto siamo all'1.50.
GILISTRO. Dico, dopo che abbiamo detto, perché parliamo dello
stesso territorio che ha subito questa angheria perché, non per
colpa loro, ma per colpa, non sappiamo di chi non ha potuto
ricevere ristori, la domanda è perché no? Ci dica l'Assessore
perché non può ristorare queste persone, lo chiediamo da un anno,
ci deve dire il perché non lo può fare, assessore Il perché glielo
chiediamo da due anni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro. Sull'emendamento 1.50 c'è
la richiesta di voto palese. Vediamo se la richiesta è appoggiata o
meno.
La richiesta è appoggiata.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, solo per rispondere alla domanda
fatta dall'onorevole Gilistro. Il perché no è perché questa norma
che è stata inserita è una norma parlamentare, questo comma che
mette 750 mila euro a chi ha avuto danni dagli incendi è una norma
parlamentare costruita in Commissione Bilancio.
Il perché no, colleghi, è perché siccome è una norma parlamentare
c'è una chiusura netta e poi quando il presidente Schifani dice "Ma
state facendo ostruzionismo", l'ostruzionismo è dettato da un muro
da parte del suo assessore, da parte del Governo a qualunque tipo
di norma migliorativa riguardo al testo.
Quindi, il perché no è perché è una norma parlamentare, quindi i
sì saranno solo sulle norme governative Ne prendiamo atto e
andremo avanti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.50
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.50.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Ricordo che c'è il parere contrario della Commissione e del
Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 21
Contrari 42
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento 1.68 è assorbito.
L'emendamento 1.49 è assorbito.
L'emendamento 1.67 è assorbito.
L'emendamento 1.66 è assorbito. L'emendamento 1.42 è una modifica
meramente formale, è inammissibile.
L'emendamento 1.53, a firma dell'onorevole Ciminnisi, si può
votare qualora lo volesse mantenere.
Onorevole, vuole mantenerlo?
CIMINNISI. Sì, signor Presidente, lo manteniamo perché la ratio è
sempre quella che hanno già esposto i colleghi che mi hanno
preceduto; c'è una volontà mi pare condivisa non solo dal PD ma
anche da parte nostra.
Colgo l'occasione, visto che siete tutti quasi al completo, per
porre all'attenzione del Governo il fatto che due Riserve naturali,
cioè la Riserva dello Zingaro e la Riserva di Monte Cofano sono
andate interamente bruciate la scorsa settimana, quindi, quando
quantificheremo i danni, sicuramente 750 mila euro non basteranno,
sarà necessario implementare questa somma, quindi sarà necessario
poi - probabilmente anche nella prossima legge di stabilità -
prevedere un rifinanziamento di questa spesa che stiamo prevedendo
oggi.
Al momento, io propongo all'Aula e al Governo di inserire comunque
gli incendi, con l'impegno -quando ci sarà la quantificazione anche
degli incendi più recenti - di rimpinguare le risorse anche nella
prossima legge di stabilità. Al momento nella variazione iniziamo
con questi e inseriamo gli incendi e poi eventualmente nella
prossima legge di stabilità ci mettiamo il resto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.9, che è inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.33, che è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.18. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. L' Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.54, che è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.11, che è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.45, che è ritirato.
Si passa all'emendamento l'1.44. Onorevole Catanzaro, è ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.43. È ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.26, a firma dell'onorevole Catanzaro. È
mantenuto o ritirato?
CATANZARO. È mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga con voto palese.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.26.
SUNSERI. Ma il Governo ha espresso parere contrario?
PRESIDENTE. Contrario
SUNSERI. Ma la ragione si può sapere? Io neanche avevo letto
l'emendamento...
(Interventi fuori microfono degli onorevoli Sunseri e Catanzaro)
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, siamo in fase di
votazione.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Sunseri)
PRESIDENTE. Un minuto? È un'ora che parla.
CATANZARO. A qualsiasi proposta che arrivi dal Parlamento, e
quindi dai deputati, il Governo dice di no, perché oggi si sta
concretizzando in questi minuti e in queste ore che c'è soltanto il
Parlamento che è stato esautorato dal Governo rispetto alle cose
che noi dobbiamo votare. Questo è quello che sta succedendo, quello
che sta succedendo è questo Qualsiasi proposta, qualsiasi
proposta, tecnica, senza somme, qualsiasi proposta viene bocciata
dal Governo Questo è quello di cui deve prendere atto il Popolo
siciliano.
PRESIDENTE. Siamo all'1.26.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.26
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.26, il con parere contrario di Governo e
Commissione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 22
Contrari 41
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento 1.14 è ritirato.
L'emendamento 1.55 è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.29, a firma dell'onorevole Schillaci.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci per illustrarlo.
SCHILLACI. Grazie, signor Presidente. È venuta da più voci di
questo Parlamento l'esigenza di trasparenza sulle misure che la
Protezione civile, annualmente, fa sul territorio regionale, quindi
credo che sia una norma di buon senso, pertanto chiediamo che venga
assolutamente approvata.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.29. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli emendamenti 1.3, 1.12 e 1.48 sono inammissibili, pertanto gli
emendamenti sono finiti.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
CATANZARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Dichiarazione di voto? Dopo che è stato votato? Che
dichiarazione di voto è? Ma l'abbiamo votato, si è votato per
alzata e seduta, tipo bradipo.
Ascolti, adesso noi, assessore Dagnino sono le 20:14, c'è stata
una richiesta da parte del Governo di convocare una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari; quindi, adesso, noi sospendiamo
l'Aula, rimandando già, sin d'ora, l'Aula alla seduta di domani,
alle ore 10:30, con anche il Rendiconto dell'Assemblea, così come
concordato durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari di stamattina.
Chiedo ai Presidenti dei Gruppi parlamentari, tanto di
maggioranza, quanto di opposizione, di venire in Sala Lettura.
La seduta è rinviata a domani.
(La seduta, sospesa alle ore 20.15 di martedì 5 agosto 2025,
è ripresa alle ore 10.46 di mercoledì 6 agosto 2025)
La seduta è ripresa.
l'anno 2024 Doc. numero 170
«Rendiconto della gestione dell'Assemblea regionale siciliana
esercizio finanziario 2024» (Doc. numero 170).
PRESIDENTE. Colleghi, così come abbiamo stabilito ieri, passiamo
adesso all'esame del Rendiconto della gestione dell'Assemblea
regionale siciliana, esercizio finanziario 2024.
Preliminarmente comunico che, al fine di dar corso alla redazione
del presente documento finanziario, come previsto dalla normativa
vigente, nella seduta n. 20, il Consiglio di Presidenza ha
approvato il riaccertamento ordinario dei residui per l'anno 2024.
Ha facoltà di parlare il deputato Questore, onorevole Lombardo,
per svolgere la relazione.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Grazie, Presidente, i documenti del
sistema di bilancio relativi al rendiconto e sottoposti
all'approvazione dell'organo deliberante, sono stati predisposti,
attenendosi alle regole stabilite dal complesso articolato dei
principi contabili generali, introdotti con le disposizioni in
materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di
bilancio, decreto legislativo 118/2011 e successive deroghe ai
principi, o ai modelli contabili di riferimento previsti a regime,
rispetto di quanto previsto dalle disposizioni integrative e
correttive al decreto legislativo del 23 giugno 2011, numero 118 e
per quanto di interesse, della presente relazione, alle regole di
revisione di cui al decreto legislativo numero 39/2010. Mi rimetto
al testo.
PRESIDENTE. Per il resto ci si rimette al testo, grazie.
Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame del Documento contabile numero 170.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese correnti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
capitale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per incremento di
attività finanziarie. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura dell'Utilizzo avanzo di Amministrazione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Fondo di Cassa al 1 gennaio dell'esercizio.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Titolo 2 - Trasferimenti correnti .
Si dà lettura della Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
Si dà lettura della Tipologia 103 Trasferimenti correnti da
Imprese .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
(Il Titolo 2 - Trasferimenti correnti è approvato)
Si passa al Titolo 3 - Entrate extra tributarie .
Si dà lettura della Tipologia 300 Interessi attivi .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
Si dà lettura della Tipologia 500 Rimborsi e altre entrate
correnti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
(Il Titolo 3 - Entrate extratributarie è approvato)
Si passa al Titolo 4 - Entrate in conto capitale .
Si dà lettura della Tipologia 200 Contributi agli investimenti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
(Il Titolo 4 - Entrate in conto capitale è approvato)
Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di
giro .
Si dà lettura della Tipologia 100 Entrate per partite di giro .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
Si dà lettura della Tipologia 200 Entrate per conto terzi .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
(Il Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro è
approvato)
Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione .
Si dà lettura del Programma 1 Organi istituzionali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Segreteria generale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Gestione economica, finanziaria,
programmazione, provveditorato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 5 Gestione dei beni demaniali e
patrimoniali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 8 Statistica e sistemi informativi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 10 Risorse umane .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 11 Altri servizi generali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
(La Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione
h approvata)
Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti .
Si dà lettura del Programma 1 Fondo di riserva .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Fondo crediti di dubbia
esigibilità .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Altri fondi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
(La Missione 20 - Fondi e accantonamenti è approvata)
Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi .
Si dà lettura del Programma 1 Servizi per conto terzi e partite
di giro .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 99 - Servizi per conto terzi è approvata)
PRESIDENTE. Si passa ai Riepiloghi.
Si dà lettura del Riepilogo generale delle Entrate per Titoli, del
Riepilogo generale delle Spese per Missioni e del Riepilogo
generale delle Spese per Titoli, del Quadro generale riassuntivo,
degli Equilibri di Bilancio, del Conto Economico, dello Stato
Patrimoniale, del Fondo di Previdenza per il Personale, del Fondo
di Solidarietà Deputati e degli Allegati A, A1, A2, A3, B, C, D, E,
F, G, H e i Rendiconti dei Gruppi parlamentari, nonché degli
allegati rendiconti della Cassa di Quiescenza dei Deputati
dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di Quiescenza del
personale dell'Assemblea regionale siciliana, ponendo in votazione
l'intero Documento numero 170 con le variazioni conseguenti al
riaccertamento ordinario dei residui per l'anno 2024, premesse,
annessi ed allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Colleghi, in funzione di quello che è stato stabilito ieri,
abbiamo concluso e approvato il Rendiconto dell'Assemblea regionale
siciliana.
In funzione delle commemorazioni che si terranno oggi alle ore
11.30, per Ninni Cassarà, ritengo che una sospensione di mezz'ora
sia assolutamente doverosa per dare la possibilità di partecipare
al Vicepresidente, e poi riprendere a partire dalle ore 11.45, in
Assemblea.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10.56, è ripresa alle ore 12.14)
Riprende l'esame del disegno di legge n. 976 Stralcio/A
PRESIDENTE. Colleghi, la seduta riprende.
Siamo all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Fondo per l'editoria
1. È costituita, nell'ambito del Fondo Sicilia di cui all'articolo
2 della legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive
modificazioni, una sezione specializzata destinata a interventi in
favore delle imprese operanti nel settore dell'editoria, sia
cartacea che digitale, delle emittenti televisive, anche
comunitarie, e delle agenzie di stampa che producano un notiziario
regionale sulla Sicilia da almeno tre anni e che abbiano almeno due
giornalisti contrattualizzati nella Regione e la cui testata
giornalistica sia regolarmente registrata presso il Tribunale di
competenza.
2. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano,
altresì, alle imprese editoriali operanti in Sicilia da almeno tre
anni con produzione libraria sulla cultura siciliana di almeno
dieci titoli con codice ISBN nel biennio e che abbiano almeno un
dipendente attivo sul territorio della Regione.
3. Gli interventi di cui al presente articolo possono consistere
nella concessione di finanziamenti agevolati e contributi a fondo
perduto per investimenti ovvero per fabbisogno di capitale
circolante.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia, da
adottarsi previo parere della Commissione Bilancio' dell'Assemblea
regionale siciliana, sono individuate le specifiche misure
attuative per l'utilizzo del plafond di cui al presente articolo.
5. Gli interventi di cui al presente articolo sono concessi nel
rispetto del regolamento generale di esenzione per categoria (GBER
- Reg. UE n. 651/2014) come modificato da ultimo con il regolamento
(UE) 2023/1315 della Commissione del 23 giugno 2023 o, in ogni
caso, della normativa dell'Unione europea in materia di aiuti de
minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 2023/2831.
6. Il Dipartimento regionale delle finanze e del credito è
autorizzato a erogare a IRFIS-FinSicilia S.p.A., per ciascuno degli
esercizi finanziari del triennio 2025-2027, la somma di 3.000
migliaia di euro per le finalità di cui al comma 1 e la somma di
1.000 migliaia di euro per le finalità di cui al comma 2 (Missione
14, Programma 1).»
Sono iscritti a parlare l'onorevole Cracolici e, a seguire, tutti
i colleghi del Partito Democratico.
Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Presidente, magari facciamo rasserenare un po' il
rientro...
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, chiedo che vengano iscritti a
parlare tutti i colleghi componenti del Gruppo parlamentare del
Movimento 5 Stelle.
PRESIDENTE. Sì. Iscritti.
CRACOLICI. Presidente, l'articolo 2 fa parte di una serie di norme
che sono contenute in questa variazione di bilancio, che come ho
detto ieri, chiamo per comodità variazione di bilancio, però vorrei
che ci fosse una sola riunione, io mi fermo per consentire di farne
altre...
PRESIDENTE. Prego, onorevole.
CRACOLICI. ...che avrebbe avuto un senso nella misura in cui si
fosse fatta una variazione organica, affrontando temi che non erano
stati previsti nella legge finanziaria, che non sono stati previsti
nella variazione di bilancio di giugno e che il Governo, nel
predisporla, ha presentato con un articolato di circa 35 articoli.
Poi, in ragione del fatto che il Governo ha deciso di ridurre il
testo a pochi articoli, questi pochi articoli sono sempre stati
pochi come affermazione di principio, salvo poi sorteggiare le
norme che rimanevano e le norme che sono state escluse. Perché in
alcuni casi è proprio un sorteggio, nel senso che, il caso del
fondo per l'editoria - attenzione che in sé può essere anche uno
strumento utile per sostenere gli editori siciliani - tra l'altro
in Commissione abbiamo elaborato anche una estensione alle imprese
editoriali che producono libri, quindi agli editori librari che non
era prevista nella stessa norma che era stata predisposta dal
Governo, però il punto essenziale è che, siccome questo è un fondo
che verrà gestito attraverso il Fondo Sicilia dall'IRFIS, che come
è noto il trasferimento all'IRFIS, nel momento in cui una norma ne
dispone, ne autorizza il trasferimento in questi casi per tre più
uno, non ha il problema che spesso si adduce come argomento che
rischiamo di non spendere i soldi. Proprio il caso in questione è
un caso scuola ; cioè, nel momento in cui si trasferisce all'IRFIS
non c'è alcun obbligo di spendere entro il 31 dicembre, perché la
Regione rendiconta la propria spesa, poi l'IRFIS, con le proprie
procedure, facendo l'avviso e, quindi, gestendo le procedure di
evidenza pubblica, ne attua quello che dispone della legge.
Quindi, questa è una norma che non aveva ragione alcuna di
urgenza, non c'è nessuna ragione di urgenza. Per cui, il Governo
aveva appunto detto che si limitava a proporre quelle norme che
avessero un carattere di urgenza, questa non ce l'ha proprio, per
quello che ho detto prima, perché il fondo Sicilia è gestito
dall'IRFIS. Tant'è che nella proposta che è arrivata in
Commissione, che il Presidente della Commissione ha letto
all'inizio della seduta della Commissione stessa, stabilendo quali
fossero gli articoli che rimanevano in vita rispetto alla vecchia
proposta, il Presidente della Commissione non aveva letto, tra gli
articoli che rimanevano nel testo della legge di variazione per la
Commissione, il fondo per l'editoria. Lo stesso Presidente della
Commissione, successivamente, ammettendo una sua défaillance,
chiedeva alla Commissione di superare questo errore proprio perché
l'ha considerato una défaillance. In realtà non era una
défaillance, per la semplice ragione che non è una norma che doveva
o poteva avere un carattere di urgenza tale da giustificare questa
anticipata modalità di trattazione, essendo lo stesso Presidente
della Commissione che ha stabilito che dal 9 settembre la stessa
Commissione tornerà ad esaminare sia le norme cosiddette escluse
dal testo iniziale, sia gli eventuali emendamenti aggiuntivi
presentati dalle Commissioni e dai colleghi.
Allora, questa ragione ci porta a dire che proprio questa
approssimazione con la quale ha operato il Governo, stabilendo in
ragione di che cosa? Che ci sono amici più amici di altri, che
hanno una priorità? In questi casi, ci si vuole fare amici il mondo
dell'editoria siciliana? È una ragione che giustifica? Se si dà una
regola in cui si dice: "facciamo ciò che è urgente e poi ciò che
non è urgente", non tutto viene considerato alla stessa stregua,
per cui ci sono gli amici che diventano urgenti, quelli meno amici
che possono essere rinviati.
Questo è il criterio per cui questa norma è stata qui proposta in
questa variazione. Ed è la ragione per la quale io, personalmente,
mi oppongo a questo metodo, questo metodo discrezionale e amicale
con cui il Governo gestisce alcuni temi complessi.
Ad esempio, come il tema dell'editoria dove, voglio essere chiaro,
il Partito Democratico non è contrario a forme di sostegno al mondo
sia dell'editoria di carta stampata digitale che opera nel sistema
web, sia dell'editoria libraria, che è uno dei mondi con grande
sofferenza nella nostra Terra. Ma come avevamo convenuto di
trattare, di esaminare questi testi, nella variazione complessiva
che dal 9 settembre tornerà in Commissione Bilancio.
Pertanto, io sosterrò tutti gli emendamenti che sopprimono questo
articolo per consentire una trattazione appropriata della
variazione di bilancio che dovrà esaminare il Parlamento a partire
dal 9 settembre.
Penso che non ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire, perché
il Governo avrebbe potuto, autonomamente, facilitare questa nostra
discussione, eliminando quegli articoli che non hanno e non
rivestono né un carattere di urgenza, né c'è il pericolo che non
vengano utilizzate le risorse, perché, come ho spiegato prima - ho
finito - questi fondi andrebbero all'IRFIS per il Fondo Sicilia e
quindi non sono a rischio di disimpegno entro il 31 dicembre del
2025. Ma è una forzatura che ci conferma che dietro la scelta di
alcuni articoli, rispetto ad altri articoli che sono rimasti in
questa legge di bilancio, c'è stata una valutazione più,
probabilmente - ripeto - di ordine amicale, probabilmente di
consenso politico, ma non potete chiedere all'opposizione di
condividere il tentativo di consenso politico che questo Governo
sta cercando di fare con questa manovra; ecco perché chiederò di
votare contrari a questa norma, accettando l'emendamento abrogativo
dell'intero articolo. Grazie.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Le chiedo di parlare sull'ordine dei lavori, Presidente.
Io vedo che c'è un'Aula notevolmente distratta, ci sono diverse
interlocuzioni che vedono impegnati, tra l'altro, esponenti del
Governo e il Presidente della Regione. Io credo che non sia,
quantomeno - mi permetta di dire - la modalità esatta per porre in
evidenza quelle che sono le questioni sulla natura emendativa che
noi andremo a proporre su questo articolato.
La invito, Presidente, a valutare se ci sono le condizioni per
andare avanti. Io credo che non diamo un bel segnale, non diamo un
bel segnale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Chiedo ai colleghi di prendere
posto.
Onorevole Pace, per favore. Per cercare di poter condurre i lavori
d'Aula, come giusto che sia, le chiedo di prendere posto.
È iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà
Seguito della discussione del disegno di legge n. 976
Stralcio/A
«Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2025
e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie»
Prego, onorevole Giambona, mi perdoni.
GIAMBONA. Presidente, io vedo che continua ad esserci un'Aula
distratta, a me dispiace doverlo evidenziare perché, poc'anzi,
l'onorevole Cracolici ha fatto un intervento che, purtroppo, ho
visto, ho notato, non è stato seguito, Presidente. Io chiedo
l'attenzione dell'Aula, chiedo l'attenzione del Presidente della
Regione, io sto attendendo che ci siano le condizioni per potere
intervenire Presidente, non si può.
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, vi chiedo di prendere posto,
onorevole Pace, Abbate, colleghi, Assessore Dagnino, grazie.
Prego, onorevole Giambona.
Se mi ascolta pure l'onorevole Micciché, che vedo essere
affaccendato in altre faccende.
PRESIDENTE. Intanto, si rivolga a me, continui il suo intervento,
onorevole Giambona.
GIAMBONA. La ringrazio Presidente, però c'è modo e modo. Comincio
il mio intervento, Presidente.
PRESIDENTE. Prego.
GIAMBONA. Grazie, intanto, di avermi concesso la parola e grazie
ai colleghi che stanno ascoltando quelli che sono gli interventi
che riguardano questo articolo, che per noi è un articolo
importante, perché segna quella che è una attenzione o
disattenzione, da parte del Governo, ad alcune tematiche che noi
abbiamo rappresentato.
Io, giusto ieri, ho parlato di norme che dovrebbero fare
programmazione per il Governo regionale e norme che, invece, fanno
spot o norme che aiutano a fare spot, diciamo, che questa
probabilmente fa spot e aiuta a fare propaganda. Durante la
Commissione Bilancio, abbiamo posto tutta una serie di chiarimenti
e approfondimenti all'assessore Dagnino su questa norma, anche alla
luce di quello che è proprio un decreto, assessore Dagnino, che
proprio lei ha emanato il 14 di maggio 2025 e questo decreto,
fondamentalmente, dava seguito a quelle che erano le disposizioni
di una norma emanata durante il periodo COVID.
Nello specifico, stiamo parlando della legge regionale n. 9 del
2020, articolo 10, comma 1, nella quale, naturalmente, si
prevedevano ristori per le aziende, appunto, che erano state
danneggiate durante il periodo pandemico. Ebbene, il decreto che,
per l'appunto, l'Assessore Dagnino ha predisposto, è un decreto ben
articolato, nel quale si individuano quelle che sono le
ripartizioni delle risorse, quelli che sono i requisiti, nonché
anche le preferenze.
Ebbene, quello che appare strano, Presidente e colleghi, in questo
articolato, è che di queste - ecco - preferenze, requisiti e
ripartizioni - in questa norma, non se ne vede traccia, quasi a
volere mantenere, diciamo, un ambito quanto più non meglio
specificato rispetto a quelli che potrebbero e dovrebbero essere i
beneficiari di questa misura.
Ora, il Partito Democratico, non può che essere favorevole a
misure di sostegno nei confronti dell'editoria cartacea, digitale,
nei confronti, naturalmente, dei produttori librai e, naturalmente,
noi abbiamo anche previsto un emendamento in Commissione Bilancio.
Tra l'altro il Governo, inizialmente, aveva di fatto escluso
questa importante porzione di editori nella Regione siciliana, ma
ci torneremo poi con gli emendamenti, a me quello che corre obbligo
evidenziare è il fatto che non ci sia stata attenzione
nell'articolato, nel porre in evidenza come i contributi che devono
essere elargiti, devono garantire il miglioramento del servizio,
degli editori, anche attraverso una maggiore professionalizzazione
e professionalità.
In questo caso, noi riteniamo che il vantaggio economico non debba
essere solamente per gli editori, ma per tutti coloro che
collaborano, appunto, con le case editrici, e mi riferisco ai
lavoratori per i quali abbiamo chiesto, e ottenuto, che si facesse
specifico riferimento al fatto che siano adeguatamente
contrattualizzati. E, aggiungo io, con un mio emendamento, con un
contratto, con l'applicazione del contratto collettivo nazionale di
categoria.
Ma poi, entreremo nel merito e ci spiegherà l'assessore Dagnino ma
anche il Presidente della Regione, che cosa significa notiziario
regionale... Notiziario regionale che deve avere sede in Sicilia,
sede operante in Sicilia, quali sono le copie della modalità di
diffusione cartacea, oppure se il giornalino fatto dalla parrocchia
sotto casa - che pur potrebbe trattare dei temi di natura regionale
- potrebbe rientrare nei requisiti di questa agevolazione...E bene,
nulla di tutto questo
Una norma che, a nostro parere, non ha nulla di urgente, del resto
c'era stata presentata - con appunto - un'esigenza di affrontare
tutta una serie di questioni, impellenti, che riguardano la Regione
siciliana - qualcuno, prima di me, lo ha detto il trasferimento al
Fondo Sicilia, fa sì che di urgente non c'è proprio nulla
Ma poi c'è un'altra cosa e chiudo: io non riesco a capire - e mi
riferisco, naturalmente, all'assessore Dagnino - Assessore, la
norma e il decreto che lei ha emanato su quella che riguarda la
legge 9 del 2020 parla di sostegno per l'editoria e le emittenti
radiotelevisive. Vedo qui la norma e invece qui parliamo di
emittenti televisive. Ma cosa abbiamo fatto, ci siamo dimenticati
le radio? Assessore Dagnino... le radio le abbiamo dimenticate? Le
radio ce le siamo dimenticate? Fino a ieri l'altro, ha fatto un
decreto nel quale parlava di emittenti radiotelevisive.
Io credo che le radio - come le televisioni, come chi fa
informazione online - abbiano gli stessi diritti, invece voi con
questa norma avete inteso, ecco, emarginare una categoria
importante che fa informazione che ha difficoltà nei nostri
territori. Le radio devono essere inserite nella proposta.
Ecco, questo ci dà la cifra di come sia stato trattato, con
estrema superficialità, questo articolo di legge, come non sia
stato adeguatamente trattato nella Commissione Quinta.
Noi abbiamo portato avanti tutta una serie - Presidente Schifani,
mi ascolti perché la tematica è molto seria - una serie di proposte
in Commissione Bilancio, ma non sono risultate sufficienti.
Tant'è che di qui in avanti proporremo tutta una serie di
modifiche, come l'impostazione che ha avanzato il Presidente
Cracolici, ovvero quella di portare avanti ogni azione, qual è che
essa possibile non solo per migliorare una norma ma per
rappresentare, come questa norma, così come è impostata è
sbagliata.
Deve ritornare in Commissione, affinché possa essere adeguatamente
migliorata e dare un sostegno a tutto il settore.
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, anche questo articolo, come quello precedente, è
paradigmatico di come questa maggioranza intenda affrontare
questioni importanti - al tempo stesso delicate - che riguardano
alcuni settori significativi per la Sicilia.
Questo articolo, come dire, ci consente di approfondire diverse
questioni collaterali che potevano essere, invece, approfondite e
affrontate attraverso alcuni disegni di legge che avevamo già
predisposto come gruppo parlamentare e depositato per tempo. Anche
perché la Sicilia non ha una legge di riferimento per esempio sulle
biblioteche, la Sicilia non ha una legge regionale di riferimento
sul sostegno all'editoria, e la Sicilia non ha una legge di
riferimento per quanto riguarda la promozione del libro e in
particolare della lettura.
Con questo articolo, che ci viene proposto, si vuole
sostanzialmente dare un sostegno finanziario, attraverso l'IRFIS,
alle imprese editoriali e alle emittenti televisive: anche da
questo punto di vista, reputiamo che le risorse assegnate - pari a
4 milioni di euro, nel complesso, per ogni esercizio finanziario
dal 2025 al 2027 - ecco, siano completamente inadeguate, rispetto
alle esigenze e alle problematiche che riguardano questo settore.
Vorrei fare presente, a quest'Aula, che la Sicilia è il fanalino
di coda negli indici di lettura in Italia per esempio, Presidente
Schifani.
La metà delle biblioteche non hanno un bibliotecario di
riferimento. Il 56 per cento della popolazione siciliana, sopra i
15 anni, dichiara di aver letto un solo libro in un anno e questo
rappresenta il 17 per cento in meno rispetto alla media nazionale.
Tre Comuni su quattro in Sicilia, soprattutto i Comuni delle aree
interne e i piccoli Comuni, non hanno una libreria e, quindi, tutto
questo ci consente di fare una riflessione più ampia su un tema
che necessiterebbe non di un intervento tampone né tanto meno di un
intervento spot - come ben diceva anche il collega Giambona - ma
occorreva fare una riflessione più ampia e approfondita, magari,
sentendo chi opera nel settore, le organizzazioni che rappresentano
il settore dell'editoria e quelle del giornalismo per poter fare
una misura più ampia. Anche perché sappiamo che, già da tempo, ma
il COVID ha dato il colpo di grazia, alla carta stampata e anche le
emittenti televisive segnano, diciamo, una crisi da diversi anni e
a ciò si aggiunge anche una crisi che riguarda le testate
giornalistiche online che, molto spesso, vivono in un contesto in
cui le uniche entrate sono rappresentate dalla pubblicità.
Noi abbiamo presentato, Signor Presidente, una serie di
emendamenti che, in questa prima fase, tendono a migliorare il
testo presentato dal Governo che noi, come dire, condividiamo ma
che necessiterebbe di un approfondimento maggiore e altri
emendamenti che vanno nella direzione di aumentare le risorse che
sono stanziate, diciamo, per questa iniziativa.
Ci auguriamo che almeno da questo punto di vista ci sia
un'apertura da parte della maggioranza per poter migliorare questo
testo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, io voglio fare un'osservazione ai
colleghi per quanto riguarda questo articolo 2.
Questo è uno degli esempi di quanto discusso ieri e di quanto
detto anche da alcuni colleghi nei precedenti interventi, perché
questo articolo meritevole, meritevole, si trova oggi tra i 12/13
articoli fortunati mentre, invece, penso all'articolo che riguarda
o all'emendamento che riguarda gli ASACOM, piuttosto che i
lavoratori dei consorzi di bonifica, che non si trovano all'interno
di questo testo.
Cioè, è stato il Presidente Schifani a decidere le urgenze della
Sicilia e quindi questo articolo - che io ho letto Signor
Presidente - ed è un articolo che può essere benissimo approvato e,
anzi, - ora le spiego - pure modificato a nostro modo di vedere a
settembre.
Mentre, ci sono altre norme importantissime per la Sicilia che
sono rimaste fuori da questa variazione di bilancio che la
maggioranza e il Presidente Schifani stanno spingendo, con
carattere di urgenza, per approvarlo entro oggi, forse domani,
addirittura con la richiesta... E ho capito che la richiesta della
tagliola a quest'Aula viene direttamente dal Presidente Schifani
che ha fretta di approvare questi articoli. Ora, io voglio capire e
lo chiedo, eventualmente, all'Assessore Dagnino che può intervenire
qui, all'interno dell'Aula, di spiegare la motivazione del
carattere di urgenza di questo articolo.
Mi deve far capire la differenza se questo articolo viene
approvato oggi o viene approvato a settembre che cosa cambia?
Perché Signor Presidente, non per fare mero ostruzionismo, però è
chiaro che questo Parlamento, questa Assemblea Regionale Siciliana,
i colleghi, i Gruppi parlamentari hanno presentato degli
emendamenti, che vanno anche a migliorare i testi dei vari articoli
presentati dal Governo e dico, signor Presidente, leggendo questo
articolo, c'è una cosa che viene compromessa nonostante il fatto
che comunque l'articolo sia meritevole: il pluralismo, la
pluralità, cioè in un mondo dell'editoria, in un mondo
dell'informazione che, come hanno detto i colleghi, è sempre più in
difficoltà, noi rischiamo, con questo articolo, di fare figli e
figliastri.
Allora, a questo punto, perché non andare a considerare le
modifiche che ci sono? Perché io ho letto vari emendamenti proposti
da altrettanti colleghi che tendono ad ampliare la platea e quindi,
dare pluralità all'informazione siciliana. A meno che questo
Governo, questo Presidente della Regione, non voglia restringere
sempre di più l'informazione e mettere da parte, magari, tutte
quelle testate online, tutte quelle testate che si si rifanno
nell'informazione, li voglia mettere da parte per cercare, appunto,
di metter fuori completamente tutti quei gruppi che, comunque, nel
corso degli anni hanno avuto delle enormi difficoltà, date dal
periodo di COVID ma date anche dal cambio dei tempi. Perché, è
ovvio, che i tempi stanno cambiando ed è normale che molte testate
online, molte testate anche giornalistiche, molte emittenti
televisive piccole che fanno informazione, anche a carattere
territoriale, noi le stiamo completamente abbandonando
Allora colleghi, l'Assemblea Regionale Siciliana serve a
migliorare i testi, serve a modificare i testi, facendo gli
emendamenti, Presidente dell'Assemblea e Presidente della Regione,
facendo degli emendamenti mettendoci la faccia, firmando gli
emendamenti e non con gli ordini del giorno, perché ancora continuo
ad ascoltare, io leggevo, ancora, stamattina, che c'è questa
volontà da parte del Presidente della Regione, di fare un ordine
del giorno e mettere all'interno delle misure che possono
interessare o meno, ai parlamentari di maggioranza, tramite un
ordine del giorno.
Presidente ma noi abbiamo mai approvato o abbiamo mai a trattato
ordini del giorno che riguardano milioni e milioni di euro? Cioè
noi andiamo a mettere milioni e milioni di euro di interventi
all'interno di ordini del giorno Qual è la paura da parte di
questo Governo e da parte di questo Presidente della Regione di
trattare gli eventuali emendamenti dove ogni singolo deputato, ogni
singolo Gruppo ci mette la faccia e discute l'emendamento e dopo di
che si vota approvando o bocciando?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, avevo dimenticato pure l'inserimento
della scheda. Il collega Di Paola, evidentemente, ha anche doti
sovrannaturali e riesce a leggere il pensiero del Presidente
Schifani, il pensiero della maggioranza, parlando di ordine del
giorno. Vedremo, cammin facendo. Però su alcune cose, non lo voglio
puntualizzare al collega Di Paola, mi rivolgo quindi alla
Presidenza dell'Assemblea, è giusto puntualizzare.
La prima: questo articolo non nasce per caso o non nasce per
accontentare qualcuno, perché ho sentito dire questo, piuttosto che
altro. Questo articolo nasce e, devo dire anche noi della
Democrazia Cristiana abbiamo partecipato, coinvolgendo l'Ordine dei
giornalisti, coinvolgendo la stampa parlamentare. Sicuramente è
perfettibile e, quindi, collega Di Paola, quando ieri io facevo
l'appello, anziché andare avanti con formule e forme quasi
ostruzionistiche, sediamoci e miglioriamo il testo, perché il
Governo e la maggioranza accetterebbero la collaborazione
dell'opposizione per migliorare il testo, piuttosto che andare
avanti con emendamenti e con interventi, al fine semplicemente di
impantanare i lavori d'Aula
Mi preme sottolineare che il Governo Schifani, l'Assessore
Barbagallo, l'Assessore Dagnino, proprio in merito ai lavoratori
stagionali, dei consorzi di bonifica e agli ASACOM, non soltanto
avevano previsto un apposito articolo con copertura finanziaria
nella riforma dei consorzi di bonifica, e sappiamo tutti come è
andata a finire: non soltanto il presidente Schifani ha annunciato
alla stampa che, in questa manovra, voleva procedere ad
attenzionare questo tema, ma proprio in Commissione Bilancio è
stato proposto, dall'assessore Dagnino, l'inserimento di appositi
articoli aggiuntivi e non è stato certo per volontà né del
Presidente Daidone, né dei deputati di maggioranza il non voler
assumere una decisione, e quindi ad aggiungere quegli articoli che
riguarderebbero i lavoratori stagionali dei consorzi di bonifica e
una risposta importante per gli ASACOM.
È stata l'opposizione in Commissione Bilancio - di cui fa parte
anche lei, onorevole Di Paola - a non voler questo inserimento. Ma
le preannuncio - perché la sfera di cristallo non ce l'ho nemmeno
io, ma faccio parte, credo a pieno titolo, del tavolo della
maggioranza di cui facciamo parte circa 40 e passa parlamentari -
che è volontà della maggioranza, e mi fa piacere ascoltare le sue
parole quindi anche dell'opposizione, è volontà del Governo, in
questa manovra, aggiungere degli articoli che prevedono, non
soltanto la stabilizzazione del personale dei consorzi di bonifica,
ma addirittura, per chi non riesce a stabilizzarsi, l'aumento delle
giornate lavorative e ci sarà un articolo, con diversi milioni di
euro, per dare un sostegno ai comuni, proprio per far fronte alla
problematica ASACOM che coinvolge tutti i comuni della Sicilia.
Quindi il mio appello è quello di ieri. Anziché andare avanti
ancora così, con migliaia di emendamenti...Ieri ho fatto la foto ad
un emendamento, firmato dal capogruppo del PD e da tutti gli altri
suoi colleghi, che emendano un capitolo di un euro, di un euro Se
non è ostruzionismo questo, non penso che risolveremo il problema
dei siciliani aumentando il capitolo di un euro Era aggiungere
emendamenti, su altri emendamenti
Cosa diversa è se volete realmente sedervi con la maggioranza e
con il Governo e migliorare il testo. Perché questo testo è
migliorabile Se è sì, lo facciamo in Aula, lo facciamo con una
riunione a porte aperte in Sala lettura. Sediamoci, perché noi
vogliamo dare un esempio ai siciliani, che quando la politica si
unisce, tutta la politica si unisce, escono leggi migliori Questa
legge è migliorabile e noi accettiamo il vostro contributo. Se è sì
non è una sfida È semplicemente, ancora una volta, una richiesta
di collaborazione che non può essere ancora questo sterile e
inutile dibattito, che andrebbe avanti ancora così per ore e ore,
senza approdare a nessun beneficio per i siciliani.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervenire dopo
l'appello dell'onorevole Pace mi obbliga, e mi costringe, a fare
una riflessione.
Qual è la riflessione? Lei preannuncia degli interventi e delle
misure urgenti, ad esempio, per i lavoratori dei consorzi di
bonifica. Ci sta bene Ma a fianco a queste misure urgenti per i
lavoratori dei consorzi di bonifica, come Gruppo, ad esempio,
avevamo sottolineato l'esigenza di inserire altri lavoratori
precari, o con numero di ore limitato, che non riescono a garantire
un sostentamento alle loro famiglie e che svolgono una funzione
indispensabile negli enti locali: i lavoratori contrattisti.
Al di là dell'appello dell'onorevole Pace, sederci e confrontarci
- noi abbiamo sempre offerto collaborazione a questo Governo -
avevamo indicato una strada: trattare gli articoli urgenti in
queste variazioni, per poi riprendere i lavori d'Aula a settembre
con un confronto serio e con un dibattito serio sulle priorità e
sull'impegno finanziario che questa Regione può assumere.
I fondi per l'editoria, abbiamo fatto le nostre proposte, concordo
con qualcuno che ha affermato che non sono risorse che si perdono
assegnandole all'IRFIS, quindi può essere fatto un impegno entro
l'anno, ragion per cui le risorse non andrebbero perdute, ma
nell'ottica di collaborazione, onorevole Pace, ad esempio, ieri io
ho fatto una richiesta e la richiesta è stata: "rispetto ai fondi
assegnati alla Protezione civile, da dove si evince il fabbisogno?"
Non mi è stata data risposta, quindi il clima è quello di estrema
collaborazione ma, nell'estrema collaborazione, non può passare il
messaggio di "questa è casa mia e qui comando io, qui abbiamo
deciso che dobbiamo andare avanti, sempre e comunque, costi quel
che costi, e non diamo spiegazioni ".
Io ho chiesto quali sono gli interventi, il fabbisogno della
Protezione civile, ai 6 milioni concessi ai comuni, secondo quale
criterio di priorità, e quell'ordine del giorno, di cui lei parla,
che serve a tenere unito probabilmente la maggioranza, ne ha
parlato lei...
PACE. No no, ne ha parlato l'onorevole Di Paola.
CAMBIANO. ... e lei ha confermato che si vedrà, se ci sarà un
ordine del giorno di 35 milioni di euro, affinché i deputati di
maggioranza possano stare insieme e accompagnare questa maratona e
questo percorso, perché la logica è sempre quella "questa è casa
mia e qui comando io": noi siamo qui, disposti a collaborare, siamo
qui disposti a collaborare nell'interesse dei siciliani.
E allora, la mano tesa significa dare risposte anche a questi
interventi, ci sono degli emendamenti sul fondo per l'editoria,
secondo me, sui quali si può discutere e sui quali il Governo può
tendere la mano, una proposta per incentivare e per dare spazio
alle nuove testate giornalistiche, affinché possano assumere dei
giornalisti, perché il vincolo dei tre anni, probabilmente, esclude
una platea e, a proposito di quel pluralismo di cui parlava il
Presidente Di Paola, aggiungo che probabilmente questa modifica
normativa, cercando di aprire a quelle testate giornalistiche nuove
e nascenti, significa dare un segno di speranza per aiutarle anche
ad inserirsi in questo mondo dell'informazione.
Perché il vincolo dei tre anni? Perché non riservare una parte di
quelle risorse alle nuove testate giornalistiche vincolando,
ovviamente, l'erogazione del contributo all'assunzione di
giornalisti? Ma perché chi vuole fare editoria in questa Regione
deve essere escluso?
Quindi, una riserva su quel fondo e spero che questa proposta
possa essere apprezzata dal Governo, c'è un emendamento a mia
firma, spero che mi sarà data l'opportunità di discuterlo e non,
come ieri, di passare avanti velocemente, perché l'esigenza è
quella di finire entro oggi o entro domani, senza dare possibilità
di un confronto serio sugli argomenti proposti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei un attimo
di attenzione, per cortesia.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Gilistro, qui siamo.
GILISTRO. Un attimo di attenzione, perché la riguarda, assessore
Turano.
PRESIDENTE. Si rivolga a me.
GILISTRO. Riguarda anche lei questa cosa, che è molto importante.
Io ritengo che questa non sia una norma importante, credo che
questa sia una norma vitale, vitale, e le spiego anche perché,
Presidente, la violenza, l'aggressività, le droghe, la dipendenza
da droghe, da alcol, la dispersione scolastica, hanno un solo
farmaco, un solo antidoto, uno che si chiama: "cultura".
L'antidoto a tutto quello che sta accadendo in questo momento nel
mondo è uno: "cultura", e l'anello mancante in questo momento che
riguarda la cultura è proprio l'editoria, in tutte le sue forme.
Proprio per dimostrare il mio impegno per questa norma, nella
scorsa finanziaria ho presentato un ordine del giorno, dove avevo
chiesto di mettere un emendamento: 2 milioni solo per l'editoria,
per la genitorialità, Assessore, per quello che riguarda la cultura
genitoriale, la crescita, è inutile che continuiamo a mettere soldi
sulle emergenze, la prevenzione rimane il cardine di tutto quello
che dobbiamo fare in questa Aula, in questa Assemblea.
L'editoria, in tutte le sue forme può creare cultura, può
veramente fare la differenza in un momento in cui esistono solo
smartphone, cellulari, reel inutili, che stanno devastando il
cervello dei nostri ragazzi Più che mai i libri, l'editoria, la
libreria, tutto ciò che riguarda l'informazione che sarà utile ai
genitori, per dare ai ragazzi una cultura; per riformare
l'educazione di quello che sta accadendo negli ultimi anni è
fondamentale, per cui io non sono... Presidente, non a favore, di
più, ma credo che in questo momento, i fondi che stiamo mettendo
siano insufficienti, primo.
Secondo aspetto, ci sono delle ombre che vanno chiarite e vanno
emendate, uno dei miei emendamenti riguarda proprio questo: quello
di inserire l'educazione digitale nei genitori, e per questo
chiediamo di rinviarlo a settembre, per dare la possibilità
Presidente Galvagno... non possiamo esautorare il Parlamento, dal
poter prendere delle decisioni che sono utili per tutti, in questo
modo stiamo esautorando l'Aula parlamentare, ci dovete dare la
possibilità di poter discutere, dialogare, tutti insieme per il
bene dei cittadini, e questo si può fare in quest'Aula, non in
altre sedi, questa è l'Aula dove noi possiamo prendere le decisioni
che servono ai siciliani.
Quindi, ci rifiuteremo assolutamente, rifiuteremo ogni tentativo
che sarà fatto dal Governo di esautorare questo Parlamento da
quello per cui nasce, per cui il proprio compito: quello di far
valere i diritti dei siciliani
Chiudo, dicendo una cosa molto importante siamo nell'epoca dello
smartphone, dei digitali, più che mai in questo momento, riportare
gli studenti, le famiglie, alla cultura del libro, alla cultura
dell'ascolto radiofonico per temi importanti, alla possibilità di
poter accedere a una banca di cultura importante, per la
prevenzione di tutti questi disastri a cui stiamo assistendo in
questo momento.
Quindi, vi preghiamo di rivedere questa norma, di allargarla ma
non per sminuirla, al contrario, per darne ancora più forza, non
vogliamo la gallina... non vogliamo l'uovo oggi vogliamo la gallina
domani, vogliamo un'editoria con cifre più importanti e con tutte
quei possibili cambiamenti, che possono dare veramente grande
valore a questa norma, che io ritengo ancora una volta vitale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come concordato ieri, alle
ore 13.00 sospendiamo l'Aula per fare una Capigruppo.
CATANZARO. No Ci sono altri interventi, Presidente Noi dobbiamo
intervenire
PRESIDENTE. No, invito invece i colleghi, ad utilizzare questa
mezz'ora per poter mangiare, perché dopo non ci saranno altre
sospensioni.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.00, è ripresa alle ore 14.45)
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
Comunicazione delle determinazioni della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi sotto la mia
Presidenza, alla presenza dell'Assessore per l'economia professore
Dagnino, ha deliberato a maggioranza, con il voto contrario dei
Gruppi parlamentari Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle,
ai sensi dell'articolo 98 quinquies, comma 6, primo periodo, di
stabilire quale ultima data per la votazione finale del disegno di
legge n. 976 Stralcio/A, domani giovedì 7 agosto alle ore 14.00,
nonché di procedere alla votazione degli articoli e dei relativi
emendamenti senza che abbia luogo la relativa discussione.
L'Assemblea ne prende atto.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, quest'Aula, oggi Presidente, lo dico
rivolgendomi a lei ma anche ai colleghi e al Governo, sta per
scrivere una delle più brutte, tristi e davvero impietose pagine
della storia della democrazia del Parlamento regionale in Sicilia.
Ed io su questo, Presidente Galvagno, non riesco a trovare quali
possono essere i diversi sinonimi tra disgustato, amareggiato,
schifato, nauseato, e lo dico perché, da ieri, assistiamo in
Conferenza dei Capigruppo dove si presenta il Governo, nella
persona dell'Assessore per l'economia, Dagnino e si sottrae, pur
essendo qui il Presidente della Regione in Conferenza dei
Capigruppo, nella interlocuzione con noi e prima ci viene
contingentato il tempo sulla discussione generale di una variazione
di bilancio di quasi 400 milioni di euro, adesso, proprio qualche
ora fa, con qualche perplessità e lo dirò agli Uffici, ci vengono a
raccontare che addirittura applicano la "tagliola", una cosa mai
accaduta nel Parlamento regionale siciliano.
Poco fa ho chiesto agli Uffici se ci fosse stato un precedente,
nessuno ha memoria di questo precedente E lo dico anche
rivolgendomi alla Segreteria generale di questo Parlamento
regionale alla quale dico: guardate che l'articolo 98 quinquies,
comma 3, dice altro rispetto a quello che dice il comma 6. Doveva
pronunciarsi 24 ore prima rispetto al calendario, non potevamo
andare in questo modo e bisognava programmarlo prima.
Quindi, ci sono dei vizi che ovviamente ci rappresentano. Rivolgo,
però, anche alla Segreteria generale il mio sincero apprezzamento
per il lavoro che fa e contesto quello che è accaduto poche ore fa,
ossia che il Presidente della Regione abbia avuto anche l'ardire e
l'ardore di dire che loro non comprendono nulla, perché non si
possono nemmeno votare gli emendamenti. Siamo in uno stato di
monarchia
Siamo davvero arrivati dal Presidente parlamentarista al
Presidente monarca. Non siamo qua in monarchia - e lo dico
Presidente Galvagno a sostegno di questo Parlamento - perché in
questi due anni e mezzo i parlamentari, dentro questo Parlamento,
hanno dibattuto, si sono confrontati. Oggi c'è un Presidente della
Regione che sta cercando di esautorare il Parlamento,
schiacciandolo attraverso una sua logica di potere, il potere che
il Presidente della Regione vorrebbe esercitare attraverso questo
suo modo di agire
Ed ecco qui, signor Presidente, il mio appello - e lo dico a voi,
lo dico a voi, tutti i parlamentari, maggioranza e opposizione -
oggi dobbiamo assumere un sussulto di dignità, un sussulto che ci
deve contraddistinguere Noi siamo coloro con cui devono
confrontarsi per votare le leggi Non ci può essere un monarca che
viene qui, indicando quali sono le vie, gli articoli a sorteggio o
quella che, in pratica, è la volontà di un Governatore che accentra
su di lui tutto.
(Brusìo in Aula)
È questo quello che dico, signor Presidente, e mi accingo a
chiudere.
Le dico subito: sull'articolo 2 noi abbiamo già parlato, abbiamo
detto che non siamo contrari all'editoria, come non siamo contrari
ad altre norme; ma come rimanere imbavagliati rispetto a quello che
è il metodo barbaro che un Governo regionale vuole imporre a
quest'Aula?
E allora, sin da subito, lo dico a chi cerca oggi, qua, in
quest'Aula, di andare avanti in questo modo sin da subito, siccome
è prorogatio anche del Parlamento, annuncio partendo dal comma 2.1
il soppressivo a questo articolo, che non è un soppressivo che va
alla categoria, ma è un soppressivo che andrà al metodo folle di
questo Governo
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevole Presidente
Schifani, più volte abbiamo invocato la sua presenza qui in Aula,
ma visti i risultati forse era meglio che continuava a non venire,
dato che si è ripresentato con un atto che considerarlo ai limiti
del fascismo significa essere gentili.
Perché, veda, onorevole Presidente Schifani, qua la marcia su
Palermo non è consentita Lei non può venire qui a occupare le
istituzioni, applicando regolamenti o cercando di intimidire con
autorità, piuttosto che con autorevolezza, gli uffici
dell'Assemblea regionale, a dire quali norme regolamentari si
devono applicare, come devono essere applicate. Perché qua non
siamo al Senato, perché qua non siamo a Palazzo D'Orleans, perché
qui c'è una storia che deve essere rispettata e, se lei non la
conosce, noi gliela insegneremo. Se lo ricordi, onorevole
Presidente Schifani
La tagliola in questo Parlamento non solo non è mai stata
applicata, ma siamo coscienti del suo tentativo...
CRACOLICI. Non esiste Non è che non è mai stata applicata
DE LUCA Antonino. ...di impedire persino la messa in discussione
degli emendamenti.
Allora, io le dico una cosa: lei potrà, forse, soffocare con la
complicità anche dei Presidenti dei Gruppi parlamentari della
maggioranza e del Gruppo Misto, gli interventi di quest'Aula, ma
non potrà mettere a tacere le voci dei parlamentari e dei siciliani
liberi, che si oppongono al suo modo di fare e al suo Governo.
Vi avevo detto l'altra volta che siete inutili. Ho sbagliato:
siete dannosi Siete dannosi per la democrazia, siete dannosi per
questo Parlamento E vi garantisco che voi stasera non uscirete con
questa manovra in tasca
E le dico di più, signor Presidente Galvagno: nella qualità di
Presidente del Gruppo parlamentare, mi è consentito di manifestare,
come già ho fatto ieri, contrarietà alla deliberazione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, non assunta
all'unanimità; per cui, da questo momento, ogni Gruppo parlamentare
ha diritto a intervenire - come già fatto ieri - per confermare il
calendario che avete approvato a maggioranza.
Per cui chiedo che ogni Gruppo parlamentare sia autorizzato a fare
un intervento di cinque minuti.
Infine, Presidente Schifani, vi abbiamo spiegato che a questo giro
le argomentazioni dei deputati andavano affrontate attraverso
l'esame della Commissione Bilancio.
Prima che sospendeste i lavori, il collega Di Paola, era stato
richiamato dal collega Pace dicendo: "ma tu che fai? Prevedi il
futuro che ci sarà l'articolo con l'ordine del giorno?". No, non
prevede il futuro, è l'offerta che ci ha fatto il suo Governo,
nella persona dell'Assessore Dagnino che ci ha chiesto "volete
inserire le vostre proposte nell'ordine del giorno che sarà
collegato a norma che prevedrà un capitolo di spesa a cui queste
spese saranno collegate per i comuni?".
La nostra risposta è stata "no ", perché il mio collega, Di Paola,
non prevede il futuro, ma l'udito gli funziona ancora e grazie al
Cielo anche la ragione
Però le dico di più e lo dico ai miei colleghi: non vale a nulla
un ordine del giorno, perché non siamo al Senato, perché l'ha fatto
una volta sola il Parlamento nazionale, non è consuetudine, non oso
immaginare ai dirigenti generali come gli tremerà la manina quando
dovranno firmare i decreti di finanziamento ai comuni.
Per cui non fatevi comprare con l'aria fresca, perché questa è
aria fresca È acqua inquinata come quelle che filano nelle
tubazioni che non guariscono
(Interruzioni da parte dei deputati di maggioranza)
DE LUCA Antonino. e allora, Presidente, allora Governo...
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si avvii alla conclusione.
DE LUCA Antonino. Lo sente, Presidente? Glielo stanno dicendo,
Presidente glielo sta dicendo anche la sua maggioranza, io li ho
sentiti, hanno detto "vergogna ".
Persino la maggioranza glielo sta dicendo
PRESIDENTE. Va bene, grazie.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole La Vardera per il Gruppo
Misto, ed abbiamo concluso gli interventi. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente Galvagno, Presidente Schifani,
quello che sta accadendo in questo momento è incredibile, ma prima
di fare il mio intervento, Presidente Galvagno, mi rivolgo al
Segretario generale, dottore Scimè.
Voglio esprimerle solidarietà per l'atto vile che il presidente
Schifani, nei corridori le ha riservato, l'ha presa e le ha detto:
"qua si fa come dico io ", c'erano altri colleghi deputati
presenti Che possono testimoniare L'atteggiamento fascista che ha
avuto il Presidente Schifani, che ha urlato nel corridoio e ha
detto, testualmente "qua io sono il Presidente del Senato, so come
si fa "
(Interruzioni da parte dei deputati di maggioranza)
Perché, il Presidente ha usato queste parole contro il Segretario
generale Scimè? Solidarietà, Segretario Scimè, per l'atto fascista
che il Presidente Schifani le ha riservato C'erano testimoni
È gravissimo quello che sta accadendo Non esiste la legge della
tagliola, tecnicamente non esiste
Voi state applicando una cosa che non esiste, state ammutolendo il
Parlamento, state impedendo alle opposizioni di esprimere il
sacrosanto diritto alla parola
Non è mai successo nella storia di questo Parlamento siciliano
Non è mai esistito nella storia di questo Parlamento siciliano, e
io voglio che i siciliani che stanno a casa sappiano quello che sta
accadendo oggi, sappiano che si vuole ammutolire il Parlamento, si
vuole svilire il ruolo dei deputati Presidente Schifani,
Presidente Galvagno, mi rivolgo a lei
Lei deve tutelare il rispetto di questo parlamento e lei,
Schifani, che sta venendo qua a svilire il ruolo del Parlamento, è
gravissimo Sta svilendo anche il suo ruolo, Presidente.
(Interruzioni da parte dei deputati di maggioranza)
Io non posso parlare perché mi stanno urlando addosso. Che cosa
sembriamo? Dove siamo arrivati? Siamo in uno zoo? Siamo in uno zoo
da come sento urlare come se le scimmie? Chiedo rispetto per
esprimere il mio pensiero.
Ed ecco quello che sta accadendo: è un atto di prepotenza Io
ricordo al Presidente Galvagno di ricordare al Presidente Schifani
che qui è ospite e non si può imporre Sta venendo una legge
bavaglio che impedisce ai parlamentari di esprimere il proprio
pensiero, è gravissimo
Per questa ragione, io decido di imbavagliarmi con la mia stessa
cravatta, perché non ci volete fare parlare... Vergogna Vergogna
(Applausi)
LA VARDERA. Ci state mettendo in silenzio. Ci state...
(Brusìo in Aula)
LA VARDERA. Volete che non parliamo? Ci imbavaglieremo Ci
imbavaglieremo Ci state impedendo di parlare. Ci state impedendo
di parlare Io chiedo alle opposizioni, unite e compatte, di dire
che non ci stiamo e di abbandonare l'Aula perché questo è un
Governo fascista È un Governo debosciato e ne renderete conto ai
siciliani Che cosa ci ride Schifani Ma cosa ride
PRESIDENTE. Abbiamo concluso gli interventi.
CRACOLICI. A che titolo?
PRESIDENTE. Prima si metta in votazione la proposta da parte
dell'onorevole De Luca. Chiedo ai... onorevole De Luca
DE LUCA Antonino. Va bene, procediamo alla votazione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sunseri ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Prima ha chiesto di intervenire l'onorevole Schifani
sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Anch'io... se parla Schifani anch'io...
(Brusìo in Aula)
SCHIFANI, presidente della Regione. Allora, io mi appello al senso
di responsabilità di tutti, che fino ad oggi non è mai mancato in
quest'Aula, per cercare di tentare - per quanto mi riguarda - di
mettere ordine, lo faccio senza presunzione, ma di fare chiarezza
su quello che sta avvenendo in quest'Aula. Posso anche sbagliarmi,
però, elencherò dei dati.
Faccio una premessa: mi si dice che, fino a qualche anno or sono,
le variazioni di bilancio erano appostamenti di un capitolo
sull'altro. Determinavano fluttuazioni, a saldo invariato, per
sopperire a colmare alcuni capitoli, magari strategici, che erano
andati in overbooking di spesa e quindi essere implementati da
altri capitoli che non erano stati utilizzati. Variazioni di
bilancio, assestamento, di una finanziaria, di una legge di
bilancio che era stata approvata mesi or sono.
Devo dire durante questo Governo - l'anno scorso e quest'anno - le
variazioni di bilancio sono diventate - chiamiamole, cos��
impropriamente - l'occasione di poter appostare, non capitoli a
saldo invariato, ma integrare quella manovra, con nuove
disposizioni finanziarie... Grazie a che cosa, collega Cracolici?
All'aumento delle entrate, all'aumento del PIL che ha determinato
la possibilità di disporre, l'anno scorso e quest'anno, di
ulteriori finanze. Prima non avveniva e questo è un dato. Non
faccio campagna elettorale perché non si vota domani, è un dato
oggettivo. È successo l'anno scorso, succede quest'anno. E noi
abbiamo il dovere - per quanto mi riguarda - di impegnare queste
somme, al più presto, per evitare che possano essere accantonate
sul ripianamento di un disavanzo, che a breve - ci auguriamo la
Corte dei Conti - dichiarerà inesistente, perché mi risulta che a
breve ci sarà l'udienza. Naturalmente, rispetteremo il dichiarato
della Corte dei Conti, ma i conti noi li abbiamo in ordine. Allora,
questo è lo scenario.
Io posso anche capire che all'opposizione questo dato possa andare
stretto. Ho fatto politica, ho fatto il parlamentare di
opposizione, ho fatto il Presidente del Senato, Capogruppo di
maggioranza, ne ho viste di tutti i colori naturalmente e sono
orgoglioso del mio percorso. Però, vi è un dato di fatto, un dato
di fatto che ci siamo trovati, è inutile prenderci in giro, vi
stimo troppo, tutti, per poter accettare che ci si prenda in giro.
Ieri, sette ore per votare un articolo, tra l'altro da voi
condiviso. Ora non mi si venga a dire che non ci troviamo dinnanzi
a un'attività di ostruzionismo, ci offenderemmo reciprocamente
Sette ore per un articolo condiviso è ostruzionismo, l'ho fatto
anch'io in passato
CRACOLICI. Comunque non è vero sette ore.
PRESIDENTE. Sette ore, sette ore solo la discussione.
SCHIFANI, presidente della Regione. Posso parlare? Oppure mi si
impedisce di parlare? Siccome mi avete dato del fascista, del
dittatore, io ho ascoltato
Io sono in Aula da sei ore, cinque ore, sto rispettando il
Parlamento perché ho il dovere di rispettarlo nei momenti delicati
che si vivono per la Sicilia, per i siciliani, non soltanto per
questo Parlamento che rispetto, e voi rispetto in quanto
rappresentanti siciliani.
Ma a me interessa che il Popolo siciliano abbia un miglioramento
della qualità della vita e secondo il mio modesto parere, il parere
della mia maggioranza, che ringrazio perché ieri ha dato prova, al
di là delle vostre affermazioni, di grande responsabilità e
coesione.
Tutti in Aula, tutti chiamati ad assolvere al loro dovere politico
che avvertivano per sostenere il Governo nell'approvazione in Aula
di una manovra di bilancio, che poi è una possibilità di dare ai
siciliani un aiuto a sostegno dei problemi quali li voglio
elencare, l'ha elencato correttamente ieri un collega di
maggioranza: Protezione Civile, articolo 1.
Bene, ieri, ho ascoltato, con attenzione, questa polemica della
poca esosità delle somme stanziate per risarcimento degli incendi.
Io ho ascoltato, ha fatto bene, assessore Dagnino, a ribadire che
si trattava di un emendamento parlamentare che veniva dalla
Commissione, quindi, dal Governo.
Ma, siccome, io voglio evitare vedete, colleghi, io quando ho
presentato questa manovra ho detto che si muove su tre pilastri:
sociale, legge sui poveri. Onorevole Cracolici, lettera b), l'ha
chiesto lei in Aula un mese fa, eccola Emergenza, beh c'è di
tutto. Ci sono anche i soldi per finanziare il funzionamento dei
dissalatori. Vogliamo bloccare questo? Volete bloccare questo con
il vostro ostruzionismo? Perché di questo si tratta
Miglioramento delle dighe, siccità, vogliamo bloccare questo? Io
non me la sento.
Vogliamo parlare dell'emergenza dei Comuni che non ce la fanno a
sostenere i maggiori costi per l'esportazione per mandare i rifiuti
all'estero? Abbiamo le somme, ce le mettiamo, siamo pronti a farli
funzionare. L'ANCI ieri si è prodigato in un comunicato dove
apprezzava l'azione del Governo. Vogliamo impedire questo? Volete
impedire questo? Noi no Il Governo no La mia maggioranza no,
perché ha un senso di responsabilità Vogliamo parlare di lista
d'attesa? Di emergenza sanità? E beh, l'opposizione è brava, a
tutti dice: la sanità è uno sfascio .
Una volta che c'è un Governo che decide di stanziare, con risorse
finanziarie proprie e con 45 milioni di euro la possibilità di
abbreviare, di migliorare l'andamento delle liste d'attesa, nelle
more che avvenga - l'ho chiesto all'Assessorato alla salute -
venga, diciamo, emanata una direttiva che semplifichi le procedure,
che allerti i medici di notte e che quindi avvenga assieme a questo
stanziamento un segnale ordinamentale sul fare qualcosa, perché se
no il denaro è perso, l'abbiamo ottenuto, si può discutere ma
nell'emendamento.
Vogliamo parlare degli scuolabus dei nostri ragazzi? A settembre
inizia la scuola.
Vogliamo parlare della videosorveglianza? Lei ne ha parlato,
l'abbiamo messo.
Ditemi qual è l'articolo dove si nasconde la propaganda. No, non
ne trovo. Non ne trovo perché, al di là dei segni, colleghi, non ce
n'è Queste sono emergenze
Allora i tre parametri sono stati: emergenza, infrastrutture e
strade provinciali.
Noi sappiamo che da quando è stata abolita l'elezione diretta del
presidente delle province, il sistema è collassato, con la Delrio
il sistema è collassato
Le strade provinciali sono abbandonate per colpa di chi? Ma per
colpa di un sistema nuovo, che ha dato ai sindaci delle Città
metropolitane l'onere di amministrare anche le Province e i sindaci
delle Città metropolitane hanno già tanti problemi che non ce
l'hanno fatta.
La viabilità interprovinciale è abbandonata, è in stato di
abbandono e sfido chiunque di voi a dirmi il contrario.
Abbiamo previsto una somma, uno stanziamento per le strade
provinciali di cinquanta milioni per finanziare cantieri pronti
senza dire se quel Comune fosse di centrodestra, di centrosinistra.
Guardiamo al territorio e l'abbiamo inserito. Voi dite no Perché
colleghi, con sette ore per un articolo, non mi dite che voi
pensiate che, entro domani, si possa arrivare ad approvare con
questo andamento
E voi dite no a queste cose? Io dico sì Il mio Governo che mi
onoro di presiedere, la mia maggioranza che ringrazio per ieri e
per oggi essere qui, diciamo, ma no, ma non è un no apodittico.
Vedete, si è detto, a me sono arrivate voci, non dico di chi: "ma
chi te lo fa fare?", ma non dalla mia maggioranza, "non c'è aria".
Ma io ho detto a chi me lo diceva o me lo faceva sapere ma che
significa? .
Si respira Perché questo Perché in questi decenni di attività
regionale, questo Regolamento che il Presidente e ringrazio i
Presidenti dei Gruppi Parlamentari, che stanno approvando
correttamente, perché le norme quando sono scritte, sono scritte
Quando si dice che i due terzi dei Presidenti dei Gruppi
Parlamentari, che rappresentano i Gruppi e gli eletti, decidono,
possono decidere la data del voto, quella è decisione ed è
legittima, perché è prevista dal Regolamento.
Vi sono delle motivazioni che devono portare a questo, è chiaro
perché allora c'è la dittatura È giusto Ma le motivazioni in
questo intervento ci sono
Non mi si parli di assenza di strategie per la siccità, di
emergenza incendi. Torno a ribadire, ecco, mi rifaccio agli
incendi, entro questo finale di voto noi implementeremo quel fondo.
Presenterò un emendamento a firma del Governo che implementerà quei
750 mila euro, lo porteremo a 2 milioni; poi, se saranno necessari
ulteriori interventi, lo faremo, ma questo lo faccio per evitare...
colleghi, io non amo essere interrotto, io non sono mai intervenuto
sui vostri interventi, sono stato in silenzio e ho ascoltato. Se ci
diamo delle regole, ce le diamo, se no stiamo tradendo il voto
popolare dei cittadini.
CRACOLICI. Dopo che abbiamo votato sugli articoli
SCHIFANI, presidente della Regione. Interverremo, anche se IRFIS
ha già stanziato ed erogato, si stanno per erogare con fondi IRFIS
altri 750 mila euro per i danni agli incendi. Quindi, sono 750 e
750.
Noi, entro questo voto finale, implementeremo. Questo lo faccio
perché? Perché mi sento la responsabilità di non tradire quella
matrice di questa manovra che guarda alle emergenze. Siccome quella
è anche un'emergenza, è un'emergenza vissuta, non è un risarcimento
danni, è un'emergenza sociale, ma io la vedo, come quella della
povertà, come sociale, sulle infrastrutture, etc.
Questi sono i tre cardini su cui noi ci stiamo muovendo. Eravamo
partiti con 30, 28 articoli in Giunta; mi si è detto: ma ce la fa?
Non ce la fa? C'è aria? Non c'è aria? .
Allora, io per senso di responsabilità, ho riunito nuovamente la
Giunta, ho sentito gli assessori, abbiamo scremato. Ho chiesto a
tanti assessori di ritirare le loro proposte per fare in modo che
ci si presentasse in Aula con un testo asciutto ma responsabile,
privo di strategie propagandistiche.
E siamo qua, siamo qua da più di un giorno e sto assistendo a uno
scenario secondo il quale noi appariamo i fascisti. Io non voglio
dare del fascista a voi, lungi da me, anche perché non mi ci sento.
Ho la mia storia, sono stato un fondatore di centro che guarda a
destra. Certo E ci credo fermamente all'alleanza e alla coalizione
e rivendico la presenza di un Governo nazionale dove un leader come
Giorgia Meloni sta facendo veramente il massimo per il Paese, ma
sono scelte mie, sono valutazioni politiche, quindi, posso anche
non condividere con voi.
Abbiamo trovato sino ad oggi un Governo che ragiona. E allora io
mi chiedo e chiedo a voi, in ogni Parlamento da quando vivo in
politica, esistono e devono esistere delle soluzioni finalizzate ad
evitare l'ostruzionismo. Se ciò non fosse, se ciò non avvenisse, in
ogni Comune, in ogni Provincia, in ogni Regione, nel Parlamento
nazionale avverrebbe il caos, significherebbe che il Paese si
bloccherebbe. Avverrebbe il caos sociale, politico, istituzionale,
perché l'azione di Governo con atti amministrativi è un conto, ma
l'azione di Governo si tramuta anche in atti legislativi, leggi di
spesa, leggi di intervento che hanno bisogno dell'intervento
dell'Aula.
Allora se si impedisce a un Parlamento regionale, nazionale, di
legiferare, si impedisce un sistema, io questo non lo posso
condividere Perché è contro le regole della nostra Costituzione,
contro le nostre regole di diritto, contro il nostro ordinamento, i
principi fondamentali della nostra Repubblica Attenzione,
colleghi Io lo dico perché, oggi, sono qui. Può darsi che, non lo
so quando, non farò parte, mi ritirerò, non lo so e ci potreste, in
teoria, secondo la democrazia dell'alternanza, essere anche voi E,
allora, magari, i parlamentari al centrodestra presentano mille
emendamenti, utilizzano il Regolamento per intervenire dieci minuti
su ogni articolo e bloccano il Parlamento?
Io non ci sto a questo Ma non ci sto perché non ci posso stare
Sono stato qui ieri, oggi a seguirvi, ad ascoltare, a prendermi
improperi perché rispetto il Parlamento. Però, voglio dire amici,
a tutto c'è un limite . Io mi sento una responsabilità
Quando sono stato chiamato a governare questa Regione, mi sono
preso il carico di aiutare i siciliani a crescere e la nostra
economia sta crescendo con buona pace dei detrattori; ce lo dice la
Banca d'Italia, ce lo dice l'ISTAT, ce lo dice l'Istituto
Tagliacarne, ce lo dice SVIMEZ, ma perché cresce? E la conseguenza
qual è di questa crescita? Queste maggiori entrate. Quindi, i
mostri della crescita del PIL che la Regione siciliana è la prima
Regione d'Italia per crescita all'1.4. Il rating ci è stato
aumentato da Standard & Poor's, Moody's e Fitch. Questo è un dato
E il tornaconto oggettivo qual è? L'aumento delle entrate. Tutto si
lega. Non è un'affermazione soltanto cartolare, lo riscontriamo
nell'aumento delle entrate. Quindi, stiamo andando bene
Poi, ripeto, ognuno può avere il suo punto di vista su una scelta
tattica rispetto ad altro, però l'economia cresce Ed io mi sento
in dovere di fare in modo di utilizzare, al più presto, su queste
tre matrici, queste maggiori entrate che derivano dall'azione del
mio Governo. Può essere buono o non buono, sta poi ai cittadini
siciliani valutarlo. Io guardo ai fatti
Io mi sento il dovere, e la mia maggioranza si sente il dovere, di
fare in modo che queste maggiori entrate vadano subito utilizzate
al servizio dei siciliani. Subito Nel rispetto delle regole,
ovviamente, non si fanno colpi di Stato
Perché, vedete, l'anomalia del Regolamento è l'assenza di
decretazione d'urgenza. Perché il Regolamento Camera e Senato, la
Costituzione, prevede la decretazione d'urgenza. Voi lo sapete,
deve essere convertito il decreto legge entro sessanta giorni e vi
sono delle regole parlamentari, a presidio, affinché entro 60
giorni il Parlamento possa legiferare
Qui la decretazione d'urgenza non c'è. Non esiste, perché non c'è
per le Regioni. La Costituzione non attribuisce alla Regione la
possibilità di decretazione d'urgenza. Io ricordo, quando ero in
Commissione bicamerale - presidenza D'Alema - proposi un
emendamento che prevedeva anche la possibilità della decretazione
d'urgenza, in capo alle funzioni legislative delle singole Regioni.
Mi fu detto di no perché, mi si disse, in maniera ufficiosa, che i
tempi non erano maturi perché la classe politica regionale fosse
all'altezza di potere affrontare dei temi emergenziali, ma dei
temi anche tempi immediati con la decretazione d'urgenza. Mi si
disse così, io ne presi atto - parliamo del 96 - e quindi qui
manca la decretazione d'urgenza.
Allora, in assenza di un decreto d'urgenza, cosa si può fare?
Applicare il Regolamento. Io ringrazio la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari. In testa a quei soggetti che si sono presi
la responsabilità di applicare una norma che dice che due terzi,
maggioranza qualificata...Perché i due terzi? Perché si vuole
evitare che una maggioranza risicata, di un più uno, possa
profittare Due terzi è una maggioranza qualificata. Con i due
terzi si eleggono i giudici costituzionali, i componenti del CSM.
Sono norme qualificate, maggioranze che danno il senso di una
grande condivisione. Perché, vivaddio, deve essere così
In presenza di quali temi? Temi non certo normali, temi come
questi che io vi ho elencati. Voi mi dite che questi sono temi
banali? Che la siccità non è emergenza? Che la copertura dei danni
da incendi, che la sicurezza nei comuni non è emergenza? Mi dite
che lo scuolabus per i ragazzi non è emergenza se a settembre non
glieli diamo? Se voi bloccate questo provvedimento, a questi
ragazzi lo scuolabus lo spiegherete voi che non lo possono avere
più? Lo spiegate voi? No Io me la sento. Vado avanti. Vado avanti
nel rispetto delle regole.
Allora, è giusto, sostanzialmente, assumersi le proprie
responsabilità. Io ce la sto mettendo tutta. Poi, colleghi, è un
ruolo impegnativo, pesante. Sicuramente mi confronto con regole,
chiamiamole pure, un Regolamento che, sino ad oggi, è stato reso
possibile attraverso un approccio, non dico consociativo - non
voglio offendere nessuno - ma di esigenza di un'intesa, a tutti i
costi, tra maggioranza e opposizione. E questo avevo raggiunto fino
a giorni fa. E io ne ero orgoglioso e avevo citato, ho sempre
citato, il senso di responsabilità dell'opposizione - sempre,
colleghi, me ne dovete dare atto, perché c'è stato sempre - e
abbiamo portato a casa delle manovre importanti, dialogando con
l'opposizione. Un'opposizione che ho trovato responsabile, nel
rispetto del ruolo di opposizione e l'ho sempre rispettata, anche
pubblicamente.
Ma, dinanzi a un'attività, ad un atteggiamento vostro con cui si
dice "no e basta", perché questo è stato, amici, non ci dobbiamo,
diciamo, ci rispettiamo troppo per prenderci in giro Sette ore,
otto ore per un articolo. Tutti gli interventi... ieri si è parlato
di tutto Forse si parlava anche del meteo, non so, perché forse
c'era troppo caldo Però io ho ascoltato tutti, me ne dovete dare
atto Si è parlato di tutto. Siamo in un... siamo in ostruzionismo.
Dobbiamo dircele le cose. Non parliamo, per cortesia, amici del PD
e del Movimento 5 Stelle che c'è un attentato alla democrazia,
perché io sono stato qua Sono stato a Palazzo dei Normanni ad
ascoltare con silenzio e con rispetto. Si è parlato di tutto
E allora se c'è un input politico, io posso capire... nei
confronti, da parte dei vertici - non voglio fare i nomi - ma se
c'è un input politico, nei confronti del PD, Movimento 5 Stelle e
altri di fare le barricate, io non lo so. So di certo che è la
prima volta, da quando sono Presidente della Regione, che mi trovo
un'opposizione che fa le barricate su tutto
Allora, mi sono posto il tema, assieme agli assessori, assieme
alla maggioranza, dobbiamo andare avanti, certo, abbiamo il dovere
di non farci paralizzare, perché se passa il principio che
l'opposizione dice "no, questo Parlamento non può legiferare", noi
diamo nelle mani di una minoranza dei siciliani la possibilità di
bloccare e impedire a un Governo di attuare norme a favore degli
stessi siciliani.
Condivisibile o meno, poi, sapete, amici, c'è il momento sacrale.
Qual è? Quello del voto Poi i siciliani diranno "hai governato
bene, bene", "questa maggioranza ha funzionato o non ha
funzionato?".
Il voto - è la Costituzione che lo prevede - è il momento sacrale;
fino ad allora, abbiamo il dovere di lavorare per i siciliani, e
noi con queste norme di 300 e qualcosa milioni stiamo lavorando per
questo, non c'è un intervento nicchia, non c'è un intervento di
parte, di partito; ditemi voi cosa c'è di fazioso, cosa c'è di
strumentale, cosa c'è di discutibile. Io ascolterò, così come ho
detto che noi implementeremo, entro domani, il fondo dei danni agli
incendi; lo implementiamo perché è stato un emendamento
parlamentare. Anch'io sono rimasto colpito della non esosità
dell'intervento e, per evitare di apparire colui il quale
disattende alle esigenze dei disastrati dagli incendi, diciamo "noi
lo aumentiamo", non ci prestiamo a critiche di parte o direi anche
inutili, perché me ne sono reso conto io stesso e dico venia.
Lo implementiamo, chiaramente era un tema indifendibile, lo
facciamo avendo le risorse.
Allora, io ringrazio tutti per avermi ascoltato, vi chiedo scusa
sulla mia foga, però sento su di me il macigno della
responsabilità, quella alla quale mi sento di richiamare - al di là
di quella dimostrata ieri dalla mia maggioranza - l'opposizione,
che io ho sempre richiamato. Abbandonate questo atteggiamento di
ostruzionismo, si lavori, si lavori questa notte, più tardi,
domani, chiudiamo domani; ci sono i temi per chiudere, non sono
elementi divisivi, non sono proposte divisive, amici, non sono
proposte divisive
SPADA. Lei deve chiedere scusa e poi possiamo discutere.
PRESIDENTE. Onorevole Spada, per favore.
SCHIFANI, presidente della Regione. Non sono proposte divisive.
Allora, io mi sento la responsabilità con la mia maggioranza, come
Governo, di avere il dovere di dare risposte ai siciliani con
questa variazione di bilancio. Non ci possiamo consentire il lusso
di fermarci; nel rispetto delle prerogative dell'opposizione,
votiamo, votiamo anche questa notte, votiamo domani, abbiamo potuto
votare anche ieri, seppure con sette ore impiegate per un solo
articolo, ma non vi è dubbio che questa responsabilità me la sento
Ringrazio la Presidenza per la collaborazione istituzionale che ha
posto in essere sino ad oggi, però facciamo un bagno di umiltà
tutti, respiriamo, discutiamo con l'obiettivo, entro domani, di
dare delle risposte; confrontiamoci nel merito, così come ho detto
che io aumenterò i famosi settecentocinquantamila euro, li porterò
a due milioni, perché è giusto, siamo qua per ascoltare.
Però, sentirvi parlare, voglio dire, della temperatura di fuori
Ieri avete parlato di tutto, ma si capiva che era un atteggiamento
ostruzionistico, vi siete iscritti tutti a parlare
Chi ha, come me, un'esperienza trentennale in Parlamento, sa bene
quando c'è ostruzionismo, ma lo sappiamo tutti. E ricordatevi che è
giusta l'applicazione del Regolamento, secondo me, perché in ogni
Regolamento di un'Assemblea è prevista sempre, deve essere prevista
sempre una norma anti ostruzionismo. In che veste? Per impedire che
un ostruzionismo impedisca all'organismo di funzionare, e viene
utilizzata in momenti speciali, come questo, e per motivi speciali,
come questo, a maggioranze speciali.
Quindi, io concludo rimettendomi alla vostra riflessione, alla
vostra posizione, condividendo quello che ha scelto la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, e sarò qui, in quest'Aula,
a seguire i lavori.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Schifani.
(Applausi)
La ringrazio per l'intervento, onorevole Presidente, e per la sua
presenza.
Onorevoli colleghi, adesso, poniamo in votazione la decisione
presa in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvata)
Do atto del voto contrario del Partito Democratico, del Movimento
5 Stelle e dell'onorevole La Vardera, seppur non è Gruppo,
comunque, dell'onorevole La Vardera.
Adesso, andiamo sì, perché era la maggioranza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
Seguito della discussione del disegno di legge n. 976 Stralcio/A
«Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2025
e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie»
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Fondo per l'editoria
1. È costituita, nell'ambito del Fondo Sicilia di cui all'articolo
2 della legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive
modificazioni, una sezione specializzata destinata a interventi in
favore delle imprese operanti nel settore dell'editoria, sia
cartacea che digitale, delle emittenti televisive, anche
comunitarie, e delle agenzie di stampa che producano un notiziario
regionale sulla Sicilia da almeno tre anni e che abbiano almeno due
giornalisti contrattualizzati nella Regione e la cui testata
giornalistica sia regolarmente registrata presso il Tribunale di
competenza.
2. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano,
altresì, alle imprese editoriali operanti in Sicilia da almeno tre
anni con produzione libraria sulla cultura siciliana di almeno
dieci titoli con codice ISBN nel biennio e che abbiano almeno un
dipendente attivo sul territorio della Regione.
3. Gli interventi di cui al presente articolo possono consistere
nella concessione di finanziamenti agevolati e contributi a fondo
perduto per investimenti ovvero per fabbisogno di capitale
circolante.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia, da
adottarsi previo parere della Commissione Bilancio' dell'Assemblea
regionale siciliana, sono individuate le specifiche misure
attuative per l'utilizzo del plafond di cui al presente articolo.
5. Gli interventi di cui al presente articolo sono concessi nel
rispetto del regolamento generale di esenzione per categoria (GBER
- Reg. UE n. 651/2014) come modificato da ultimo con il regolamento
(UE) 2023/1315 della Commissione del 23 giugno 2023 o, in ogni
caso, della normativa dell'Unione europea in materia di aiuti de
minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 2023/2831.
6. Il Dipartimento regionale delle finanze e del credito è
autorizzato a erogare a IRFIS-FinSicilia S.p.A., per ciascuno degli
esercizi finanziari del triennio 2025-2027, la somma di 3.000
migliaia di euro per le finalità di cui al comma 1 e la somma di
1.000 migliaia di euro per le finalità di cui al comma 2 (Missione
14, Programma 1)».
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, voto segreto
PRESIDENTE. Già mi era chiaro, ci devo arrivare, però, onorevole
De Luca.
Si passa all'emendamento 2.1. C'è una richiesta di voto segreto da
parte del....
CATANZARO. Mantenuto, annunciando al 2.1 richiesta di voto
segreto.
PRESIDENTE. L'ho capito, bisogna però verificare se è appoggiata
la richiesta. Chiaramente, qualora non venisse appoggiata,
decadrebbero tutti quanti gli altri soppressivi sull'articolo.
Allora, intanto, la richiesta è appoggiata.
Pongo in votazione l'emendamento...
CATANZARO. Signor Presidente, come si vota?
PRESIDENTE. Lo sto spiegando. Se anziché parlare, ascoltaste ogni
tanto, magari arriviamo. Stiamo votando il suo soppressivo.
CATANZARO. Non ho capito, verde o rosso?
PRESIDENTE. Questo lo deve decidere lei se è verde e rosso, non lo
devo decidere io, onorevole Catanzaro, lo decide lei come vuole
votare
Aveva chiesto di intervenire il Presidente Schifani. Ne ha
facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. L'articolo è soppressivo
dell'editoria, soppressivo dell'editoria
(Proteste in aula)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 67
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 30
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
LANTIERI. Signor Presidente, sospenda per 5 minuti l'Aula
PRESIDENTE. Non è stato approvato, che sospendi?
Si passa all'emendamento 2.108, dell'onorevole Di Paola. È
mantenuto o ritirato? Ha chiesto voto segreto... sono decaduti
tutti i soppressivi dell'articolo 2, adesso siamo al 2.108,
dell'onorevole Di Paola.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Contrario, 2.108... il 2.108 ha chiesto il voto
segreto l'onorevole Di Paola.
CRACOLICI. C'è un emendamento che stabilisce che da due, i
giornalisti devono essere uno. Se votiamo l'emendamento Di Paola,
deve considerare prima di votare l'emendamento, il subemendamento,
che modifica da due a uno.
PACE. Andiamo a casa che è meglio
PRESIDENTE. Dov'è questo emendamento? Il 2.110 ce l'avete?
C'è una richiesta di sospensione da parte del Governo. La seduta è
sospesa per un quarto d'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 15.30, è ripresa alle ore 15.56)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.108. Onorevole Di Paola, lo
mantiene?
DI PAOLA. È ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.9 che è inammissibile.
Emendamento 2.104 che è inammissibile. Emendamento 2.18. Onorevole
Giambona lo mantiene?
GIAMBONA. È mantenuto.
PRESIDENTE. Invito i componenti della Commissione Bilancio a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
(Brusìo in Aula)
CRACOLICI. Previo avviso pubblico
PRESIDENTE. Assessore, l'ha letto l'emendamento? Si tratta
dell'emendamento 2.18.
DAGNINO, assessore per l'economia. Scusate, il parere è
favorevole.
PRESIDENTE. Non aveva visto bene l'emendamento. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
L'emendamento dice: dopo le parole "sezione specializzata" sono
aggiunte le parole "avviso pubblico . Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.79 che è inammissibile.
Emendamento 2.96. Onorevole Catanzaro, lo mantiene?
CATANZARO. È ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.105, a firma dell'onorevole
Venezia ed altri. Onorevole Venezia, lo mantiene?
VENEZIA. È mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.95. Mantenuto o ritirato?
CATANZARO. È ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.102, a firma dell'onorevole
Gilistro. Mantenuto o ritirato?
GILISTRO. È mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.110, a firma dell'onorevole
Cracolici.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
CRACOLICI. Perché? Avete proposto voi "uno" e noi abbiamo detto
"due".
DAGNINO, assessore per l'economia. Abbiamo ampiamente discusso in
Commissione su questo tema: uno o due giornalisti, e la Commissione
ha votato per due giornalisti, quindi, io mi uniformo al parere
della Commissione, perché è stato un punto di incontro raggiunto
dopo lunga discussione. Non vedo la ragione per cui debba essere
modificato in Aula.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.110
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.110.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. 'Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 30
Contrari 38
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.87 a firma dell'onorevole
Giambona ed altri.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.103 a firma dell'onorevole Venezia e
altri.
È mantenuto o ritirato? Mantenuto.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.3 degli onorevoli Catanzaro ed altri. È
mantenuto o ritirato?
Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 2.16 dell'onorevole De Luca Antonino e
altri. Mantenuto o ritirato? Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 2.97 dell'onorevole Catanzaro e altri.
Mantenuto o ritirato?
Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 2.89 a firma dell'onorevole Giambona e
altri. Mantenuto o ritirato?
Mantenuto. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 2.66 degli onorevoli Catanzaro ed altri è assorbito.
Si passa all'emendamento 2.93 degli onorevoli Catanzaro ed altri.
Mantenuto o ritirato?
Mantenuto. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.92 dell'onorevole Catanzaro ed altri. È
mantenuto o ritirato? Ritirato
Si passa all'emendamento 2.44 dell'onorevole Giambona ed altri.
Mantenuto o ritirato? Ritirato.
L'emendamento 2.106 è uguale al 2.44.
Si passa all'emendamento 2.91 dell'onorevole Catanzaro ed altri. È
mantenuto o ritirato? Ritirato
Si passa all'emendamento 2.10 dell'onorevole Catanzaro ed altri. È
mantenuto o ritirato? Ritirato
Si passa all'emendamento al 2.109 dell'onorevole Cambiano ed
altri. Mantenuto o ritirato? Mantenuto. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
CAMBIANO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.109
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.109, con il parere contrario della Commissione e
del Governo.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 30
Contrari 37
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.85, degli onorevoli Giambona ed altri.
È mantenuto o ritirato?
GIAMBONA. È ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.83, degli onorevoli
Giambona e altri. È mantenuto o ritirato?
GIAMBONA. È mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.83. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.4, dell'onorevole Catanzaro ed altri. È
mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.15, dell'onorevole De Luca
Antonino. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.5, dell'onorevole Catanzaro
ed altri. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.14, dell'onorevole De Luca
Antonio ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.64, dell'onorevole
Catanzaro ed altri. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.11, dell'onorevole
Catanzaro ed altri. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.100 è assorbito dal 2.11.
Gli emendamenti 2.107, 2.101, 2.6, 2.13, 2.7, 2.12 e 2.98 sono
inammissibili per mancanza di copertura finanziaria.
Si passa all'esame dell'emendamento 2.61, dell'onorevole Catanzaro
ed altri. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.61. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 2.81, 2.82, 2.84, 2.86, 2.88, 2.43, 2.42, 2.19,
2.20, 2.21, 2.22, 2.23, 2.24, 2.25, 2.26, 2.27, 2.28, 2.29, 2.30,
2.31, 2.90, 2.32, 2.33, 2.34, 2.35, 2.36, 2.37, 2.38, 2.39, 2.40 e
2.41 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 2.57 a firma dell'onorevole Catanzaro.
Mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
VENEZIA. Signor Presidente, i miei emendamenti sono tutti con
copertura.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, onorevole Venezia.
Onorevole Venezia, io non gliel'avrei mai detto che è senza
copertura se prima gli Uffici non me lo dicevano. Riverificheranno
in questo momento e se mai fosse come dice lei ritorneremo
certamente indietro.
Si passa all'emendamento 2.112, dell'onorevole Catanzaro.
Mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 2.45, 2.46, 2.47, 2.48, 2.49, 2.50,
2.51, 2.52, 2.53, 2.54, 2.55, 2.58, 2.59, 2.60, 2.62, 2.63, 2.65,
2.67, 2.68, 2.69 e 2.99 sono inammissibili per mancanza di
copertura.
Gli emendamenti a seguire 2.70, 2.71, 2.72, 2.73, 2.74, 2.75,
2.76, 2.77, 2.78, 2.56, 2.80, 2.111 sono inammissibili per mancanza
di copertura.
Pongo in votazione l'articolo 2.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 30
Contrari 37
Astenuti 0
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Misure per l'abbattimento delle locazioni passive della Regione
siciliana
1. Allo scopo di ridurre le locazioni passive della Regione
siciliana e per migliorare la distribuzione logistica degli uffici
di competenza regionale, il Dipartimento regionale delle finanze e
del credito è autorizzato all'acquisto dell'immobile sito in
Palermo, Via Cordova 76, di proprietà del Fondo pensioni per il
personale della Cassa centrale di Risparmio Vittorio Emanuele per
le province siciliane Palermo.
2. Per l'attuazione degli interventi di cui al presente articolo è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2025, la spesa di 13.500
migliaia di euro (Missione 14, Programma 1).».
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Non stiamo votando l'articolo, onorevole Cracolici. la
invito a fare la dichiarazione di voto alla fine dell'esame
dell'articolo.
C'è una richiesta del Governo. Prego, assessore Dagnino, la
formalizzi.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo l'accantonamento
dell'articolo 3.
PRESIDENTE. L'articolo 3 è accantonato.
Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Spese gestione impianti di dissalazione
1. Per far fronte alle spese per la gestione degli impianti di
dissalazione nei comuni di Trapani, Gela e Porto Empedocle, è
autorizzata la spesa complessiva di 9.900 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2025, di 25.300 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2026 e di 32.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2027.
2. Per gli esercizi finanziari successivi al triennio 2025-2027 la
spesa annua è determinata con la legge di bilancio nell'importo
massimo di 32.000 migliaia di euro (Missione 9, Programma 4)».
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Lo fa ora e non lo farà alla fine. Su quale articolo?
CRACOLICI. Sull'articolo 4.
Presidente Schifani, vorrei che mi ascoltasse perché è una
questione molto delicata. Noi non siamo contrari al finanziamento
dei dissalatori. Fatta questa premessa, ci sono due questioni che
non sono risolte da questa norma: primo noi finanziamo a regime con
32 - l'ha detto tra l'altro il collega Cambiano in Commissione, con
molta dovizia di particolari - noi stiamo finanziando l'intera
produzione dell'acqua, che a regime sarà 100 litri per Porto
Empedocle, 100 litri per Gela e 100 litri per Trapani.
La produzione di quest'acqua, che abbiamo calcolato è a circa 2,80
euro a litro, per 9 milioni e mezzo di litri.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
2,80 euro a litro?
CRACOLICI. Metro cubo, scusate, una situazione che è la seguente:
poiché la distribuirà Siciliacque e noi stiamo pagando per intero a
Siciliacque la produzione dell'acqua, Siciliacque nel momento in
cui la distribuirà la scaricherà sulla bolletta.
Allora, noi le chiediamo di avere due condizioni, che Siciliacque
- quest'acqua - che già paga la Regione con la produzione che paga
sui dissalatori, venga esentata dalla bollettazione, con modalità
che decide il Governo quali debbono essere, ma non ci può essere il
paradosso che la Regione paga due volte la stessa acqua, una volta
per produrla e una volta i cittadini con la tariffa
Io credo che noi su questo punto dobbiamo fare chiarezza, nel
senso che l'acqua nel momento in cui la paga la Regione,
Siciliacque non può avere un profitto di un'acqua che riceve
gratis
Se il Governo accoglie questa indicazione noi siamo pronti a
votare a favore, una cosa deve essere certa.
L'ultima cosa, il Governo deve assicurare - glielo dico anche per
l'esperienza che abbiamo - oggi i fornitori di energia elettrica
che garantiscono per le attività di distribuzione idrica in Sicilia
l'energia elettrica applicano la tariffa più alta in Italia:
chiediamo al Governo di garantire che venga fatta una gara per
scegliere il fornitore di energia, perché non siamo più ai tempi
del fornitore unico quando si fecero negli anni 70, 80 e 90 alcuni
di questi impianti, ma possibilmente con una gara sul fornitore la
Regione avrebbe enormi risparmi oggi sui dissalatori ma io le
aggiungo riguarderà i consorzi di bonifica, riguarda tutti i luoghi
dove la nostra attività di produzione comporta un costo di energia
molto elevato, ciò siccome siamo considerati pagatori in black list
le tariffe applicate in Sicilia sono le più alte d'Italia.
CAMBIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Schifani, mi rivolgo a lei per puntualizzare rispetto all'articolo
in questione, considerato che poc'anzi ha affermato che presta
ascolto a tutti e sono arrivate delle proposte fino ad ora non
ascoltate, guardi c'è un problema di numeri e di matematica in
questo articolo.
Presidente, all'articolo 4, noi diamo 9 milioni di euro a
Siciliacque per le spese di gestione per la dissalazione per il
2025 saranno quattro mesi Presidente settembre, ottobre, novembre e
dicembre, l'assessore Colianni ha riferito in Commissione che il
costo per metro cubo dell'acqua dissalata è di circa un euro e 70
anche 2 euro, produrranno i tre dissalatori 300 litri al secondo
che per 2 euro fanno 6 milioni di euro. Perché diamo a Siciliacque
9 milioni di euro?
L'altra osservazione: Siciliacque venderà quest'acqua ai gestori
ad esempio AICA nella provincia di Agrigento e la fatturerà a 0,69
a 0,78 centesimi quindi introiterà delle somme che dovranno andare
o dovrebbero andare a scomputo.
Ora, su questo punto l'assessore è stato diciamo poco esaustivo,
credo che ci sia stato un errore di sopravvalutazione perché diamo
9 milioni di euro per i 4 mesi del 2025 e poi se non erro sono 20-
25 milioni di euro, qualcosa del genere per il 2026. Non tornano i
conti, Presidente, perché uno, 2 euro a metro cubo per 3 milioni di
metro cubi fanno 6 milioni di euro, l'altro punto è che 80
centesimi Siciliacque l'introita quindi se cortesemente con gli
Uffici, con il Governo, con l'assessore, può verificare, perché
questi costi di gestione considerato che ci sono pure i 21 milioni
di euro del Governo nazionale
SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'assessore Colianni in questo momento è assente per
motivi istituzionali in mia rappresentanza, quindi è ampiamente
giustificato.
Vorrei dire questo all'opposizione: ci stiamo occupando di
siccità, senza nessuna conflittualità, il Governo nazionale penso
che ne siamo al corrente se no lo dico, ha stanziato con decreto
legge 20 milioni, 20 milioni per il funzionamento, realizzazione e
funzionamento perché siamo riusciti a fare entrare nella
interpretazione dell'attuazione 20 milioni anche per il
funzionamento dei dissalatori.
In attesa della operatività di questa norma e per far partire
subito i dissalatori, ci stiamo facendo carico come Regione
dell'appostazione delle finanze perché i dissalatori funzionino,
perché il nostro tema è stato sempre quello realizziamo i
dissalatori, come ha detto sempre Salvo Cocina, realizziamo ma
occorre anche appostare somme per farli funzionare.
In questo momento, lo sta facendo Siciliacque che è il soggetto
individuato per legge nazionale come soggetto attuatore dalla
Regione, anche perché è una nostra partecipata, quindi vorrei dire
all'Aula, all'opposizione, che siamo disponibilissimi a rivedere,
però chiedo all'Aula in questo momento, fermo restando - onorevole
Cracolici - che sul tema dell'energia sono d'accordissimo a
recepire come ordine del giorno e come il resto delle vostre
osservazioni perché sull'energia io mi batto anche se non sono
competente, perché in questo tema la Regione sia autonoma
addirittura, cioè produzione di fotovoltaico.
Abbiamo questa capacità infatti, c'è chi nel mio staff si sta
occupando proprio con riunioni varie di questo tema, c'è un addetto
del mio staff, dobbiamo fare in modo che i dissalatori siano
autonomi come energia, cioè realizziamo noi con fondi gli impianti,
i pannelli, e realizziamo sicuramente grande economia: siccome vedo
io questa soluzione come soluzione definitiva, diciamolo pure, i
dissalatori in assenza di un mutamento climatico è evidente che
sopperiscono a un'esigenza grave. Per cui vedo questo sistema,
perché mi si dice che in passato questi dissalatori, quelli
antichi, sono stati dismessi perché l'energia costava troppo, da un
lato l'eccessivo costo di energia, dall'altro lato il clima che era
diverso da quello attuale e quindi le cose sono saltate.
Quindi sono pronto a recepire l'osservazione posta, un impegno,
non soltanto una gara come dice l'onorevole Cracolici ma anche
addirittura, vado di più, a valutare la possibilità della Regione
di realizzare in house impianti fotovoltaici perché l'ho detto già
al mio staff, all'assessore di studiare questa ipotesi così così ce
la produciamo noi l'energia, non dimenticando, comunque, che noi
nelle more, abbiamo la disponibilità di ben 20 milioni per la
realizzazione, anche gestione, di questi dissalatori.
Però abbiamo voluto essere più realisti del re, colleghi, per fare
in modo che non avvenga l'interruzione dell'attività della
dissalazione, poi siccome queste somme, colleghi, servono a questo,
quindi, io chiedo ai colleghi dell'opposizione predisponiamo un
ordine del giorno che il Governo naturalmente lo esaminerà con
attenzione perché questioni tecniche, di costo, io sono pronto a
guardarle. Però noi ci troviamo in questo momento, il collega
Cracolici parlava della situazione di Siciliacque, la situazione di
Siciliacque è una situazione delicata che io ho attenzionato ma che
non può, secondo me, essere affrontata con una norma, perché è un
tema delicato che conosco, Siciliacque è in grande difficoltà
perché non viene pagata dagli utenti e, quindi, è in sofferenza.
Allora, io ritengo e concludo, abbiamo una appostazione di 20
milioni del Governo nazionale per il funzionamento appena saranno
operativi, nelle more per la produzione di energia sono pronto non
solo a gara, onorevole Cracolici, ma addirittura alla produzione in
house con panelli fotovoltaici dalla Regione, quindi, proprio in
house per risparmiare ancora di più, gara sì da un lato, dall'altro
io sono pronto a recepire un ordine del giorno che impegni la
Regione a valutare che ci stiamo lavorando, stiamo facendo questo
per produrli in house questi pannelli perché dicevo, in sua
assenza, uno dei motivi, per cui si è chiusa questa esperienza dei
dissalatori, tredici anni fa, è il costo dell'energia, io
responsabilmente dico non possiamo ripetere, io dico...
CRACOLICI. Io allora trasformo l'emendamento in ordine del giorno
SCHIFANI, presidente della Regione. Io dico un ordine del giorno
che impegni la Regione a valutare o fotovoltaico in house o si va a
gara, su questo sono laico e sono pronto a discutere ma il
cambiamento dell'emendamento sotto il profilo finanziario io chiedo
all'opposizione di non insistere perché a noi servono queste somme
per farli partire.
Poi se si deve trattare di costo a metro cubo, non è questa la
sede, perché mi appello un poco al senso di responsabilità di tutti
di fare in modo che questi dissalatori benedetti funzionino e,
allora, lavoriamo per questo, fermo restando che siamo pronti a
settembre a rivisitare eventualmente l'aspetto. Tecnicamente, si
faranno le riunioni tecniche tra maggioranza e opposizione, perché
non c'è nessuna preclusione politica, a me interessa che funzionino
e interessa che però la norma, così è stata come predisposta
dall'assessore Colianni, possa essere approvata per garantire ai
siciliani l'acqua e il funzionamento dei dissalatori, fermo
restando che ci ridiamo un appuntamento a settembre, al prossimo
appuntamento d'Aula, con i conti riveduti, eventualmente l'ordine
del giorno lo recepisco anche adesso con l'impegno della Regione a
valutare la gara ed eventualmente produzione in house, lo
predisponete e io già ve lo anticipo che lo condivido. Lo accetto
perché è la mia linea.
Sul resto dei costi, quello che chiedo è che abbiamo una copertura
nazionale che ci mette al sicuro, nelle more che operi la copertura
nazionale, ci servono queste somme se poi sono stati fatti bene o
sbagliati non entro nel merito, dico soltanto collaboriamo,
facciamo in modo che si parta poi a settembre ne riparliamo, se ci
sono degli errori tecnici nella logica dei costi io sono laico su
questo, figuratevi che interessi ho di favorire uno o l'altro, però
ci troviamo in estrema siccità, ci trovavamo in emergenza, quindi,
quello che chiedo è questo, rivedere a settembre la valutazione del
costo, premesso che abbiamo copertura nazionale, quindi, siamo al
sicuro. Quindi, appena entra lo stanziamento dei venti milioni, non
paga più la Regione, ma è evidente che il Commissario straordinario
Dell'Acqua, dovendo utilizzare i fondi nazionali, farà anche lui il
risparmiatore, perché tratterà direttamente con Siciliacque che è
il soggetto attuatore. Poi ci sarà la gara per quanto riguarda la
produzione elettrica e io non escludo la gara anche per la gestione
perché Siciliacque, se non ricordo male, è stata individuata come
soggetto attuatore ma soltanto per un periodo di tempo.
CRACOLICI. Allora io trasformo il mio emendamento in ordine del
giorno
PRESIDENTE. L'emendamento dell'onorevole Cracolici è trasformato
in ordine del giorno.
Io intanto ora chiedo ai Presidenti dei Gruppi parlamentari di
opposizione se gli emendamenti soppressivi dell'articolo 4 sono
ritirati.
CATANZARO. Ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonio del Movimento Cinque Stelle,
sono ritirati?
DE LUCA Antonino. Ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.16 dell'onorevole Safina ed
altri. È mantenuto o ritirato?
SAFINA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.16.
C'è richiesta di voto palese sull'emendamento 4.16. Chiedo ai
colleghi di prendere posto, di ricordarsi di tenere premuto il
bottone sino alla fine e vediamo se la richiesta è appoggiata.
È appoggiata.
Pongo pertanto in votazione l'emendamento 4.16, dell'onorevole
Safina ed altri, con il parere contrario del Governo e della
Commissione.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 4.16
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 4.16.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 68
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 20
Contrari 44
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.25, dell'onorevole Di Paola e altri. È
mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento...
DI PAOLA. Votazione palese
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto palese da parte
dell'onorevole Di Paola. Vediamo se la richiesta risulta
appoggiata.
La richiesta è appoggiata.
Pongo in votazione l'emendamento 4.25, con il parere contrario di
Governo e Commissione.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 4.25
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 4.25.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 68
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 21
Contrari 42
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.26, che è inammissibile.
Gli emendamenti 4.23, 4.22, 4.28, 4.34, 4.13, 4.11, 4.21, 4.30,
4.36, 4.15 e 4.36, scusate tutti quelli che ho nominato, tranne il
4.15 sono inammissibili, invece il 4.15 è in riduzione.
Chiedo se sono mantenuti o ritirati. Sono tutti ritirati quelli in
riduzione, giusto? Benissimo. Grazie. Gli emendamenti 4.20, 4.24,
4.35 e 4.14 sono inammissibili. L'emendamento 4.9 è ritirato, ha
detto l'onorevole Catanzaro.
L'emendamento 4.32 è mantenuto o ritirato? È trasformato in ordine
del giorno, benissimo.
Gli emendamenti soppressivi sono tutti ritirati.
Si passa direttamente all'emendamento 4.19, ma è inammissibile
perché aumenta la spesa.
Si passa all'emendamento 4.8, che è una riduzione, ma ho capito
che le riduzioni sono tutte ritirate, giusto, onorevole Catanzaro?
Onorevole Catanzaro, mi deve fare un segnale. Lo so, però me lo
deve dire.
Gli emendamenti 4.31, 4.33 e 4.12 sono ritirati.
Si passa all'emendamento 4.17, dell'onorevole Catanzaro ed altri.
È mantenuto o ritirato? Lo deve dire lei, non lo so a sentimento
Lo pongo in votazione.
Allora, il parere del Governo sull'emendamento 4.17?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole la Commissione.
Pongo in votazione l'emendamento 4.17. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi,
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante.
CAMBIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, sempre nell'ottica della collaborazione, signor
Presidente: lei ha detto che rischiamo di bloccare perché ci sono
Comuni e cittadini che non ricevono l'acqua, ha detto bene. AICA,
ad esempio, ha i conti pignorati da parte di Siciliacque e noi
stiamo dando soldi, 9 milioni di euro, a Siciliacque che per il 75%
è in mano a privati. Diamo i soldi ai Comuni vincolati per pagare
il debito con AICA in maniera tale che può pagare Siciliacque e
sulle spese di gestione c'è qualche problema rispetto ai costi
sopravvalutati.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, possiamo andare in votazione se
vuole.
SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Voglio dire che il tema è
particolarmente attenzionato - possiamo anche incontrarci - perché
io ho trovato una situazione, come dice lei, anomala; però, prima
io sto cercando di capire, perché sono contrario per principio a
sanare con i fondi della Regione situazioni anomale. Anomale no...
non è questa la fattispecie, però ci sono situazioni che vanno
viste caso per caso. Da parte mia c'è la totale disponibilità,
laica anche su questo fatto, a riunirmi con l'opposizione e parlare
con Cocina ed altri, con l'assessore, perché a me interessa che gli
impianti funzionino, che non avvengano sprechi e che l'eredità del
passato storico, come la situazione di Siciliacque, che è in grande
difficoltà economica - ed è tra l'altro una partecipata della
Regione - ha un grande deficit, per cui il tema è all'attenzione.
Uno degli argomenti potrebbe essere quello della
ricapitalizzazione, ma lei sa che noi siamo soci al 25 per cento
soltanto, c'è la parte privata, quindi non possiamo intervenire.
Quindi, il tema è complesso, però - ripeto - io su questi
argomenti sono estremamente laico, aperto al confronto, anche ai
suggerimenti, perché sono temi squisitamente tecnici da un lato e
politici dall'altro. A me interessa, dico, siamo tutti d'accordo,
accetto l'ordine del giorno naturalmente e su questo tema ne
riparliamo a settembre, alla prima occasione, perché c'è questa
situazione anomala di Siciliacque, che è appesantita sotto il
profilo debitorio dal mancato pagamento di altri che dovrebbero.
Questo è il tema che lei pone ed è il tema che io conosco. E
dovremo assieme trovare una soluzione, perché le risorse, dicevo,
colleghi, non voglio dire non mancano, abbiamo qualche risorsa, per
cui a settembre possiamo affinare questi temi, in maniera però
condivisa, perché è un tema sensibile e delicato, sul quale io -
ripeto - sono prontissimo ad incontrarci, perché a me interessa non
solo la condivisione, ma l'individuazione della migliore scelta,
della migliore strategia.
Quando si tratta, infatti, colleghi, di acqua, di tutela al
servizio dei cittadini, io credo che un obbligo sociale ci leghi:
quello di trovare il massimo della responsabilità, per come in
passato abbiamo sempre fatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. L'articolo 4 è approvato con l'astensione del
Movimento 5 Stelle, del Partito Democratico e dell'onorevole La
Vardera.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Interventi sulle dighe
1. Al fine di consentire la progettazione di interventi sulle
dighe, necessari per fronteggiare l'emergenza idrica, è autorizzata
la spesa complessiva di euro 6.280.480,00, di cui euro 1.845.000,00
per l'esercizio finanziario 2025 ed euro 4.435.480,00 per
l'esercizio finanziario 2026 (Missione 9, Programma 4), da
destinare al finanziamento dei seguenti interventi:
DESCRIZIONE INTERVENTO 2025 2026
1. Realizzazione del collegamento acquedottistico tra le dighe
Villarosa e la diga Olivo
500.000,00 2.235.600,00
2. Rifacimento dell'intercossione acquedottistica tra le dighe
Disueri e Cimia
470.000,00 708.700,00
3. Interventi di manutenzione straordinaria degli scarichi
profondi e di superficie, di adeguamento del franco idraulico e di
adeguamento sismico della diga Comunelli
425.000,00 425.000,00
4. Ripristino dell'interconnessione acquedottistica tra l'invaso
Ancipa e l'invaso Pozzillo
450.000,00 1.066.180,00».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati, immagino, giusto?
CATANZARO. Sono ritirati. La dichiarazione di voto sull'articolo 5
la farà l'onorevole Venezia.
PRESIDENTE. Alla fine, ok, la ringrazio.
Onorevole De Luca, l'onorevole Catanzaro ha ritirato gli
emendamenti soppressivi. Immagino ritirerà anche lei i soppressivi.
Che dice? Sì, ma sono ritirati gli emendamenti? I soppressivi sono
ritirati. Gli emendamenti 5.1 e 5.2 sono ritirati. L'emendamento
5.16 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 5.15, a firma dell'onorevole Venezia ed
altri. È mantenuto o ritirato? È mantenuto.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.9, a firma dell'onorevole Di Paola ed
altri. È mantenuto o ritirato? Mantenuto.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario, le somme non
sarebbero disponibili.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 5.13 è inammissibile.
L'emendamento 5.18 è in riduzione. Mi serve sapere da tutti, per
favore. Le riduzioni immagino siano tutte ritirate. Benissimo.
Stessa cosa per il Movimento 5 Stelle, Di Paola, Schillaci? Sono
ritirati.
Quindi, gli emendamenti 5.18, 5.23, 5.7 e 5.5 sono tutti ritirati.
L'emendamento 5.12 è inammissibile. Ora comincio a leggere tutti
gli inammissibili per mancanza di copertura: 5.12, 5.19, 5.22, 5.8,
5.4, 5.11, 5.6, 5.20 e 5.21 sono inammissibili.
L'emendamento 5.3 è questa è riduzione, ma non è aumento, quindi,
è inammissibile per un'altra ragione.
L'emendamento 5.3 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 5.14, dell'onorevole Venezia ed altri. È
mantenuto o ritirato? Mi scusi, onorevole, è assorbito. Chiedo
perdono.
Passiamo all'emendamento 5.17, dell'onorevole Catanzaro ed altri.
È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Sarebbe favorevole, però, noto:
"Relazione sullo stato di avanzamento delle opere"; queste non sono
opere, è progettazione. Metterei: "Sullo stato di avanzamento",
senza dire "opere". Favorevole.
Noi stiamo finanziando la progettazione non le opere, quindi
possiamo eliminare le parole "delle opere", lasciando "sullo stato
di avanzamento".
Parere favorevole. Grazie.
PRESIDENTE. Lo facciamo in Aula, che è una procedura che,
immagino, abbiamo fatto diverse volte.
Il parere della Commissione?
Onorevole Daidone, dica lei, per favore, cosa dobbiamo sostituire.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Eliminando le parole "delle opere" rimane "Sullo stato di
avanzamento". Dico bene?
PRESIDENTE. Va bene.
Allora, pongo in votazione l'emendamento, così come esposto dal
Presidente della Commissione Bilancio. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.
«Art. 6.
Contributi ai comuni per gli extra costi nel settore dei rifiuti
1. Per le finalità di cui all'articolo 10 della legge regionale 4
luglio 2024, n. 23 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2025,
la spesa di 20.000 migliaia di euro (Missione 9, Programma 3,
Capitolo 240014), da ripartire secondo le modalità previste dal
comma 2 del predetto articolo 10.
2. Al fine di supportare la finanza pubblica delle
amministrazioni comunali, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2025, la spesa di 20.000 migliaia di euro (Missione 9,
Programma 3), da ripartire in favore dei comuni che hanno
raggiunto, nell'anno 2024, una percentuale di raccolta
differenziata non inferiore al 60 per cento, a titolo di contributo
per i maggiori costi sostenuti nel settore dei rifiuti, secondo i
criteri di riparto di cui al comma 20 dell'articolo 2 della legge
regionale 16 gennaio 2024, n. 1 e successive modificazioni.».
Gli emendamenti soppressivi li posso considerare tutti ritirati?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Venezia)
PRESIDENTE. Me lo sono dimenticato, onorevole Venezia. Prego, può
intervenire.
VENEZIA. No, non intervengo.
C'erano 40 emendamenti con copertura finanziaria che sono stati
stralciati, adesso neanche per la dichiarazione di voto
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, non è che se per una volta...
VENEZIA. No, sono state due volte nell'ultima mezz'ora, signor
Presidente. No, c'è stato il precedente; io avevo fatto appello al
fatto che i miei emendamenti avessero copertura finanziaria, tutti
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, prima che io dichiari qualcosa me
lo dicono gli Uffici, per questi emendamenti c'è la mancanza di
copertura.
Se lei volesse intervenire per dichiarazione di voto può farlo.
Chiedo venia per prima.
Possibilmente, invece, questo non è così perché gli Uffici non lo
reputano così.
Va bene, chiedo all'onorevole Catanzaro ed altri se i soppressivi
siano mantenuti o ritirati. Sono ritirati. Grazie.
Chiedo all'onorevole De Luca se gli emendamenti soppressivi siano
ritirati. Sì. Grazie.
Gli emendamenti 6.1 e 6.4 sono ritirati.
Gli emendamenti 6.135, 6.146 e 6.13 sono inammissibili.
L'emendamento 6.118 è coperto sui fondi globali, benissimo. Chiedo
all'onorevole Venezia se è mantenuto o ritirato.
VENEZIA. Mantenuto, come saranno mantenuti tutti i miei
emendamenti con copertura finanziaria, e tutti con voto segreto.
PRESIDENTE. È una minaccia? Bene, intanto, chiedo all'assessore
Dagnino il parere sull'emendamento 6.118, che porta il fondo da 20
a 50 milioni di euro.
DAGNINO, assessore per l'economia. Parere contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
VENEZIA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, la invito gentilmente ad andare
avanti senza richiesta di voto segreto, se fosse possibile.
Richiesta ritirata. Grazie, onorevole Venezia.
Pongo in votazione l'emendamento 6.118. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.132, uguale al precedente.
Si passa quindi all'emendamento 6.119, a firma dell'onorevole
Venezia ed altri. Onorevole, è di cinquecentomila euro in meno.
VENEZIA. Sono tutti ritirati tranne l'emendamento che aumenta di 5
milioni lo stanziamento previsto dall'articolo.
PRESIDENTE. La ringrazio davvero, onorevole Venezia, per il
ritiro.
Colleghi, gli emendamenti 6.119, 6.120, 6.121, 6.122, 6.123,
6.124, 6.125, 6.126, 6.127, 6.128 sino al 6.62 sono ritirati e
ringrazio l'onorevole Venezia.
Si passa all'emendamento 6.63.
SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Grazie. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, noi, come Governo, non siamo stati insensibili
alle esigenze di maggior finanziamento da parte di quei Comuni
esposti a costi per la lavorazione all'estero dei rifiuti. Per
questo ci stiamo impegnando molto nella realizzazione dei
termovalorizzatori ed è sotto gli occhi di tutti come abbiamo
appostato quasi 2 miliardi di FSC per realizzare dei
termovalorizzatori: uno a Palermo, uno a Catania. Abbiamo
realizzato il Piano dei rifiuti, perché la Sicilia non aveva un
Piano dei rifiuti.
Io, nella qualità di commissario, ci ho lavorato, l'ho adottato,
ho sentito il parere del CGA, ho sentito il parere delle
Commissioni, ho rispettato il percorso naturale anziché avvalermi
dei poteri commissariali per i quali potevo andare in deroga, ma ho
voluto rispettare le regole perché volevo che questo Piano rifiuti
fosse quanto più consono a quelle che sono le esigenze
istituzionali dei territori. Abbiamo seguito il parere, abbiamo
ascoltato le Commissioni, lo abbiamo adottato.
Una volta adottato, abbiamo bandito - come sapete - una gara per
la progettazione e per la direzione dei lavori. Abbiamo fatto una
scelta: individuare, con un unico bando, chi sarà progettista e
realizzatore dei lavori. Questo per una logica di economia, per
evitare i ricorsi, ma anche per dare la responsabilità a un singolo
soggetto con cui la Regione si confronterà sia nella logica della
progettazione che della realizzazione. Il bando è in corso, è stato
chiuso, adesso la Commissione sta valutando e noi confidiamo - mi è
stato comunicato da Invitalia - che tra fine agosto e i primi di
settembre ci consegneranno il vincitore.
Da quel momento faremo le verifiche interne attraverso Invitalia e
poi ci saranno cinque mesi, secondo il bando, conferiti a chi
vincerà questa gara per attuare e realizzare il progetto di
massima, se non seguito esecutivo, perché è un appalto integrato.
Quindi, stiamo andando avanti secondo questo percorso. Nelle more,
c'è una sofferenza, c'è una sofferenza che noi viviamo; l'anno
scorso pure ci siamo fatti carico di intervenire sui comuni; questa
volta ce ne siamo fatti, che eravamo partiti con 20 milioni
inizialmente in Giunta, poi in Commissione li abbiamo raddoppiato.
Ma io, visto che il problema esiste, voglio dire, io ieri ho
apprezzato i complimenti dell'ANCI che riconosceva a questo Governo
l'impegno per il contrasto al peso finanziario di alcuni comuni e
il sostegno a loro, e quindi ci dava atto come Governo di avere
fatto mente locale. Ma ciò non toglie che siccome non sono
insensibili a queste esigenze e siccome ritengo che se le cose
vanno bene, questo tema verrà risolto - almeno speriamo, almeno il
tempo sarà sovrano - ma stiamo andando avanti. Io non ho nulla in
contrario a dare parere favorevole all'integrazione di 5 milioni su
questo comparto, perché non litigheremo certo per 5 milioni in più
o in meno nei confronti di un mondo dell'autonomia agli enti locali
che soffre per questo tema.
Per cui da parte del Governo c'è la disponibilità, la volontà, più
disponibilità a recepire questa proposta perché tocca un tema
sensibile, un tema sensibile nel quale io credo che occorre fare
sistema, occorre fare squadra perché vengono coinvolti i sindaci
delle varie aree politiche, centrodestra, centrosinistra, sono gli
amministratori, che sono i tutori, i primi tutori delle esigenze
del cittadino, per cui il Governo esprime parere favorevole su
questo emendamento e quindi condividerà la proposta, grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.63, a firma
dell'onorevole Venezia.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Tutti gli altri emendamenti sono preclusi.
Si passa all'emendamento 6.16, che è inammissibile,
Si passa all'emendamento 6.12, che è inammissibile.
Si passa all'emendamento 6.14. È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie.
Si passa all'emendamento 6.15. È mantenuto o ritirato? Ritirato.
Grazie.
Si passa all'emendamento 6.147, a firma dell'onorevole Safina ed
altri. È mantenuto o ritirato?
SAFINA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Va bene. Il parere del Governo? Pagina 150, se le
interessa, assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.147. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.3 (soppressivo). I soppressivi sono
tutti ritirati.
Si passa all'emendamento 6.143, a firma dell'onorevole Di Paola ed
altri. È mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo? Un subemendamento: sessanta
diventa sessantacinque; lo facciamo in Aula, va bene.
Intanto do la parola all'assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Da sessanta a sessantacinque,
contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario
PRESIDENTE. La Commissione è contraria.
Pongo in votazione l'emendamento 6.143. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.144, che è inammissibile.
Si passa all'emendamento 6.11. È mantenuto o ritirato? Onorevole
Catanzaro
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie.
Sono tutti inammissibili? Si passa all'emendamento 6.141, a firma
dell'onorevole Marano. È mantenuto o ritirato?
MARANO. Mantenuto.
PRESIDENTE. Come mantenuto?
MARANO. Sto cercando l'emendamento, un attimo
PRESIDENTE. È quello che passa da venti a cinquanta, onorevole
Marano.
MARANO. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie. Cioè, dico al netto del fatto che
per me possiamo fare anche duemila, c'è un miliardo, però
mettiamoci d'accordo, se no non capiamo più quello che stiamo
facendo.
Ora mi rivolgo all'onorevole Venezia. Onorevole Venezia, ci sono
tutti i suoi emendamenti, sono ritirati?
PACE. Dove siamo arrivati con i testi?
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 6.67, di pagina 154, "al comma 2
sostituire le parole da 20 milioni a 45 milioni".
VENEZIA. Solo l'emendamento a 2,3 milioni, + 2,3 milioni di euro.
PRESIDENTE. Due milioni e trecentomila euro? Allora, sono ritirati
dall'onorevole Venezia tutti gli emendamenti dal 6.67 al 6.111
compreso. Grazie.
Ma anche il 6.112, allora, è ritirato, onorevole Venezia? Quelli
che ha presentato lei sono 2,5 o 2 quindi 2,5? Allora sono
ritirati, fino al 6.111 sono ritirati.
Si passa all'esame dell'emendamento 6.112, che è un incremento di
2 milioni e mezzo, e passerebbe da 20 milioni a 22 milioni e mezzo.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.112. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.133, a firma dell'onorevole Catanzaro
ed altri. È ritirato.
Si passa all'esame dell'emendamento 6.8. È mantenuto o ritirato?
Questo è mantenuto. Allora chiedo il parere del Governo
sull'emendamento 6.8.
CATANZARO. Chiedo il voto segreto
DAGNINO, assessore per l'economia. Aspetti un momento, signor
Presidente, io sono uno Emendamento 6.8
PRESIDENTE. 6.8. Ho capito. Ancora non ha detto nulla. Abbiamo
saltato 50 emendamenti perché li ha ritirati. Le dico la pagina, la
pagina è 174.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
C'è su questo un subemendamento del Governo per ridurre al 55 per
cento.
PRESIDENTE. Va bene, quindi, parere del Governo contrario, parere
della Commissione contrario.
CRACOLICI. È contrario a che cosa? Al subemendamento del Governo?
Perché ha annunciato un subemendamento
PRESIDENTE. No, lui ha detto che è contrario all'emendamento 6.64,
che sostituisce la parola "60 con 65", ed è contrario. Poi non lo
so se c'è un subemendamento, io non ce l'ho.
CRACOLICI. Accantoniamo
PRESIDENTE. Accantoniamo cosa? L'articolo?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Allora, per il Governo questo emendamento si può respingere, cioè
il parere è contrario. Questo emendamento porta da 60 a 65 per
cento. Avremmo da valutare un subemendamento del Governo, però su
questo chiedo un momento di riflessione.
CATANZARO. Io chiedo 10 minuti di sospensione, a nome delle
opposizioni.
PRESIDENTE. Allora, accantoniamo l'articolo 6 e poi riprendiamo
dall'emendamento dell'onorevole Venezia. Poi, eventualmente, dal
subemendamento dell'assessore Dagnino.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Interventi contro la povertà e l'esclusione sociale
1. Per le finalità di cui all'articolo 2, comma 1, lett. b) della
legge regionale 13 luglio 2021, n. 16 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2025, la spesa di 3.000 migliaia di euro
(Missione 12, Programma 4, capitolo 183841).».
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca
Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io le
volevo fare presente un'esigenza perché trovo surreale quello che
sta accadendo, perché sono le cinque del pomeriggio, siamo arrivati
già all'articolo 6, all'articolo 7, io credo che sia evidente che
non ci sono le ragioni per mantenere il bavaglio a quest'Aula, per
cui le chiedo - proprio, veramente, nel suo ruolo istituzionale -
di voler convocare una nuova Conferenza dei Presidente dei Gruppi
parlamentari per determinare se ci sono le ragioni di protrarre
questo ignobile provvedimento, che non consente neppure di entrare
nel merito di questioni che - a dire del presidente Schifani - sono
determinanti, perché così continuando io credo che le
opposizioni...non ci sarà nient'altro da fare che abbandonare
l'Aula, lasciarvi...ve la discutete da soli...è un esempio...sto
parlando, se si togliesse...
PRESIDENTE. Ma non può parlare lei con il Presidente Cracolici,
deve parlare con me
DE LUCA Antonino. E lei invece può consentire che c'è questo
macello? Li faccia tornare al loro posto
PRESIDENTE. Intanto chiedo ai colleghi di prendere posto.
Comunque, onorevole De Luca, mi diceva...?
DE LUCA Antonino. Convochi una Capigruppo, gentilmente, invece di
mantenere il bavaglio a quest'Aula e vediamo se dobbiamo
ridiscutere questa questione, perché diversamente ci metteremo ad
occupare i banchi del Governo...faremo casino Ci siamo stancati
PRESIDENTE. Ma che casino? Non le si addice questo comportamento
DE LUCA Antonino. Ci siamo stancati, Presidente Ci siamo
stancati
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per un quarto d'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 17:02, è ripresa alle ore 18:20)
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
scomparsa
Commemorazione delle vittime di mafia nell'anniversario della loro
scomparsa
ASSENZA. Sì, signor Presidente, solo per chiederle di invitare
l'Aula ad osservare un momento di silenzio nel ricordo delle
vittime del sistema criminale e mafioso, il cui anniversario della
morte cade proprio oggi e, quindi, del dottore Cassarà e
dell'agente Antiochia.
PRESIDENTE. Assolutamente, sì. Allora, anche in memoria del
giudice Costa, la ringrazio onorevole Assenza, chiedo all'Aula di
osservare un minuto di silenzio.
(L'Aula osserva un minuto di silenzio)
Grazie, onorevole Assenza.
Tra l'altro, preannuncio che la seduta sarà sospesa dalle 18:45
alle 19:15, per consentire al Presidente della Commissione
regionale Antimafia e al Vicepresidente vicario dell'Assemblea di
potersi recare alla commemorazione.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 976 Stralcio/A
«Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2025
e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie»
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Interventi contro la povertà e l'esclusione sociale
1. Per le finalità di cui all'articolo 2, comma 1, lett. b) della
legge regionale 13 luglio 2021, n. 16 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2025, la spesa di 3.000 migliaia di euro
(Missione 12, Programma 4, capitolo 183841)».
Ci sono degli emendamenti soppressivi, ma credo...
(Interruzione fuori microfono)
PRESIDENTE. L'articolo 7 è quello sulla povertà. L'articolo 6 era
accantonato.
Passiamo all'articolo 6, benissimo.
C'erano due emendamenti: l'emendamento che prevedeva la
possibilità...
(Interruzione fuori microfono)
PRESIDENTE. Come? Allora, onorevole Cracolici, lei era interessato
alla questione, chiaramente politicamente.
Il Governo rispetto all'emendamento presentato circa la
percentuale da abbassare al 55 per cento lo ha appena ritirato.
Chiedo a lei se... si vota normalmente, benissimo, quello del 65
per cento. Qual era il numero? Il numero 6.64.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Il parere è contrario.
PRESIDENTE. Allora, c'è il parere contrario.
Lo sappiamo, scusi, stiamo cercando l'emendamento.
È l'emendamento 6.64, che si trova a pagina 174.
No, 6 punto ? Ma questo è dell'onorevole De Luca. Siamo
all'emendamento 6.64, quindi, quello non inferiore al 60 per cento
da sostituire con un inferiore al 65 per cento.
Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Il parere è contrario.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, ne abbiamo parlato prima.
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario.
DE LUCA Antonino. Posso chiedere un voto segreto?
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, no.
Benissimo, allora, pongo in votazione l'emendamento 6.64. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 6.10 è precluso.
L'emendamento 6.148, dell'onorevole Sunseri, che non è presente in
Aula, è decaduto.
L'emendamento 6.9, dell'onorevole Catanzaro, è assorbito.
L'emendamento 6.138 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 6.140 dell'onorevole Venezia ed altri.
VENEZIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie.
Si passa all'emendamento 6.139. Onorevole Venezia?
VENEZIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 6.137. Onorevole
Venezia?
VENEZIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie.
L'emendamento 6.7 è inammissibile.
Si passa alla votazione dell'articolo 6, nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si torna adesso all'articolo 7, precedentemente accantonato.
(Interruzione fuori microfono dell'onorevole Giambona)
PRESIDENTE. Immagino che gli emendamenti soppressivi del Partito
Democratico sì, un istante, però, onorevole Giambona. La
dichiarazione di voto la faccio fare all'onorevole Giambona, ora lo
iscrivo.
Gli emendamenti soppressivi dell'onorevole Catanzaro... i
soppressivi del Partito Democratico sono ritirati; i soppressivi
del Movimento 5 Stelle sono ritirati.
Pertanto, si passa all'emendamento 7.43, che è inammissibile.
L'emendamento 7.5 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 7.42. Chiedo all'onorevole Di Paola se è
mantenuto ritirato. Passiamo da 3 milioni a 50 milioni.
DI PAOLA. Volevo chiedere al Governo se c'è la disponibilità ad
aumentare le somme su questo articolo.
PRESIDENTE. Ci sono moltissimi emendamenti in tal senso. Dico da 3
milioni a 50 milioni, non lo so dove si dovrebbero trovare.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Il Governo conferma la propria
disponibilità a raggiungere un milione.
PRESIDENTE. Tutti gli emendamenti, dal 7.42 al 7.36 sono ritirati.
Ringrazio l'onorevole Venezia.
Dopo voteremo l'emendamento 7.37, ma c'è una richiesta
d'intervento per dichiarazione di voto da parte dell'onorevole
Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto,
intervengo sulla dichiarazione di voto, perché ormai è chiaro che è
l'unico modo per riuscire a interloquire con i colleghi
parlamentari, ma anche con il Governo.
Presidente Schifani, è qui oggi presente. Io ritengo che, oggi,
con questo contingentamento dei tempi, non stiamo dando un bel
segnale e credo che, probabilmente, ne risentano anche i lavori
complessivi su questo testo.
Un dibattito più aperto avrebbe sicuramente favorito, Presidente
Schifani, un lavoro migliore, appunto, per quello che diceva lei,
per il servizio che noi dobbiamo rendere nei confronti dei
siciliani.
Oggi, io credo che non si sia aperta una maglia sul tema della
questione del contingentamento dei tempi; anzi, io annuncio che,
qualora un domani si dovesse ripresentare nuovamente la questione,
sicuramente la dovremo approfondire anche attraverso la Commissione
Regolamento.
Presidente Schifani, vengo, però, qui a dirle e a fare alcuni
ragionamenti, uno in particolare. Lei ha esordito dicendo che
questa manovra si basa su alcuni pilastri, e uno di questi pilastri
che lei ha citato è il contrasto alla povertà. Chiaro. Ora, io,
vedendo quello che è l'articolo 7 e monitorando complessivamente la
manovra e il valore della stessa, mi rendo conto che quanto noi
imputiamo per quelle che sono le misure per contrastare la povertà
- in questo caso, il rifinanziamento della lettera b) dell'articolo
2, comma 1, della legge 13 luglio 2021 -, è pari, in questo caso,
nell'articolato, a tre milioni di euro. Ora vedremo come aumentare,
ma sul totale complessivo, questo pilastro, onorevole Presidente,
sa quanto vale? Lo 0,75% Lo 0,75% e, tra l'altro, senza dare una
prospettiva, senza dare una programmazione al contrasto della
povertà per il 2026 e per il 2027.
E, allora, io penso che se noi dobbiamo considerare una norma come
un vero e proprio pilastro, deve avere anche una consistenza e io
dico questa a ragion veduta, Presidente, perché 97 mila siciliani
hanno presentato la domanda per il reddito di povertà e solamente
poco meno del 10% è stato accontentato; ci sono quarantamila
siciliani che sono in povertà abitativa, c'è una situazione, ecco,
di crescente diffusione sul tema della povertà e la risposta che
noi diamo, oggi, in quest'Aula, con questo articolato - l'abbiamo
anche contestato nelle Commissioni di merito - è di soli 3 milioni
di euro.
Io ritengo che un'azione responsabile, di un Parlamento che
prende a cuore quelli che sono gli argomenti e i temi dei
siciliani, che sono in difficoltà, e parlando appunto di pilastro
se noi lo dobbiamo definire un pilastro vero, su cui si basa questa
manovra, ovvero il contrasto alla povertà, non può essere lo 0,75%
di tutta la manovra complessiva
Mi permetterà un'osservazione: ieri ho parlato di programmazione e
di spot, io mi auguro che sul tema contrasto alla povertà ,
presidente Schifani, non ci sia alcuna propaganda e spot, noi
dobbiamo essere responsabili e anche coerenti rispetto a quelli che
sono gli impegni, che noi abbiamo preso. E io chiedo a tutti noi, e
a lei, nella qualità di Presidente alla Regione, di assumersi
l'impegno di incrementare in maniera consistente, sin da questa
manovra, quelle che sono le risorse per contrastare la povertà.
Del resto, io credo che sia inequivocabile - e mi accingo a
chiudere - e tra l'altro incomprensibile ai siciliani che vivono in
stato di povertà, comprendere che, oggi, magari noi destiniamo 3
milioni di euro per quelle che sono, appunto, le esigenze di cui
alla norma che stiamo citando, e poi destiniamo 35 milioni di euro,
per non si sa bene che cosa. Il segnale politico lo dobbiamo dare a
partire da adesso. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
LA VARDERA. Signor Presidente, chiedo di parlare dichiarazione di
voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Presidente, sull'articolo 7, come dire, parliamo di
interventi contro la povertà, l'esclusione sociale. Io propongo al
Governo un emendamento che va in una direzione specifica e che
potrebbe rispondere proprio a questa mission, cioè quella di
garantire a tutti quanti i siciliani, eque condizioni di lavoro. E
la sfido Presidente Galvagno - e Presidente Schifani -,
all'accettazione di questo emendamento, perché potrebbe dare anche
una piccola risposta concreta - vedo che c'è anche l'Assessore
Savarino - a tutti quei siciliani che non si possono permettere di
andare in vacanza, e, addirittura, quando vanno al mare, sono
costretti e sono obbligati, a non potere, come dire, permettersi
l'ombrellone di 30 euro, a causa di concessionari che, addirittura,
impediscono il passaggio di questi soggetti, perché mettono i
tornelli.
All'articolo 7, io ho preparato questo emendamento: Al fine di
promuovere l'inclusione sociale e garantire il diritto universale
alla fruizione dei beni comuni naturali, con particolare
riferimento alla battigia marina, quale spazio di aggregazione,
svago, benessere accessibile a tutti, è fatto assoluto divieto ai
concessionari, a qualunque titolo, di installare tornelli,
staccionate, cancelli, barriere o qualunque altro ostacolo fisico,
stabile o temporaneo, che limiti, impedisca l'accesso al transito,
o il raggiungimento della battigia antistante l'area in
concessione, anche per finalità di balneazione o transito . Perché
è incredibile pensare che una delle spiagge più importanti della
Sicilia, Mondello, secondo quanto riporta il concessionario -
presidente Schifani, nella concessione demaniale io ho visto, con
il direttore del demanio e l'Assessore Savarino, che non esistono i
tornelli
Siccome è una battaglia di civiltà, Presidente Schifani, una
battaglia di giustizia e di equità, nei confronti di quei siciliani
che non si possono permettere di pagare l'ombrellone, e abbiamo una
società Italo-Belga che ha quarantamila metri quadri, che è una
concessione ridicola, per oltre sessanta mila euro, qualcosa di
questo tipo a fronte di un milione di euro di ricavi. È una
concessione folle
Se si ha il coraggio di restituire ai palermitani e ai siciliani
un pezzo di mare, quale inclusione sociale ci può essere più di
questo? Di non avere siciliani di serie A e siciliani di serie B,
che non si possono permettere il lusso di pagare un ombrellone?
Se lei andrà a Mondello, signor Presidente, si renderà conto che
la spiaggia è completamente piena mentre i lidi continuano ad
essere vuoti, perché i siciliani non se lo possono permettere.
Questo articolo, so che è un aggiuntivo, conosco il Regolamento,
so che è una insindacabile concessione del Presidente, però, ci
potrebbe essere anche l'impegno del Governo con un ordine del
giorno. Io, per così dire, lo consegno alla Presidenza e mi auguro
che il Presidente Schifani possa dire la sua.
PRESIDENTE. Grazie. Non ho capito, voleva parlare? Non ho sentito.
Penso che il Presidente Schifani ascolti prima gli interventi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, signor Presidente, Governo ed onorevoli colleghi.
Intervengo per dichiarazione di voto.
Chiaramente la povertà non si contrasta solo in questa maniera. Ci
vogliono delle misure stabili per garantire il diritto allo studio,
il diritto al lavoro, i servizi essenziali, per rimarginare tutte
quelle sacche di precariato presenti in Sicilia.
Tuttavia, siamo molto legati a questa misura, perché è stato un
successo di questo Parlamento. Una misura trasversale per cui ci
siamo battuti tanto come Movimento 5 Stelle, siamo disponibili a
votarla, a patto che il fondo venga incrementato.
C'è un emendamento del Movimento 5 Stelle, a prima firma della
collega Marano, che aggiunge 2 milioni di euro. Anche perché, su
una manovra complessiva di 350 milioni di euro, 3 milioni sono meno
dell'uno per cento, e ad oggi abbiamo il 41 per cento dei siciliani
a rischio povertà, mentre il 12,5 per cento già si trova in una
condizione di povertà.
Nella scorsa manovra, con il fondo che era stato stanziato, di ben
97 mila domande ne sono state evase solo 7 mila Quindi, è evidente
che queste risorse sono insufficienti per dare un aiuto concreto e
reale ai siciliani. Mi appello a questo Governo ed alla maggioranza
affinché questo emendamento possa passare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. Ha chiesto di parlare, per
dichiarazione di voto, l'onorevole Cracolici. Prego.
CRACOLICI. Il Presidente della Regione, visto che ha ricordato,
citando col dito, che questo è uno degli impegni che aveva assunto
a seguito di una mia richiesta nella scorsa manovra di giugno, di
finanziare anche il comma 2 della legge sulla povertà, ed io
apprezzo anche l'iniziativa di avere aumentato di un milione di
euro la proposta. Però, volevo chiederle una cosa: noi, in quel
dibattito che riguardava il comma 1, cioè i cosiddetti buoni pasto,
eccetera, per i poveri, avevamo evidenziato che la prima
applicazione della legge aveva presentato alcuni punti di
difficoltà, ovvero, che si era prevalentemente concentrata nelle
grandi aree urbane la distribuzione dei pacchi di pasta alla povera
gente.
Le avevo chiesto di verificare, alla luce della prima esperienza,
delle modalità di attuazione tali da consentire di ampliare
l'offerta, fermo restando la quantità delle risorse assegnate, ad
una parte della Sicilia che oggi è esclusa. È vero che nelle zone
interne la condizione di povertà è meno evidente, perché il sistema
sociale è più protettivo all'interno dei comuni, però è anche vero
che ci sono territori che sono completamente esclusi.
Perché le sto ponendo questa questione? Lei aveva detto che il
Governo avrebbe fatto tesoro di questa sollecitazione, purtroppo il
Governo - per Governo intendo l'Amministrazione, l'Assessorato
della famiglia - ha predisposto un bando che è uguale a quello che
è stato predisposto quando fu varata la legge.
Quindi, rispetto agli obiettivi di miglioramento dell'attuazione
di quella legge, c'è il rischio che riproduciamo gli stessi limiti.
La sollecito, poiché è ancora in corso di pubblicazione, assieme
all'Assessore, a valutare modalità che possano consentire
l'estensione a soggetti che fino ad oggi sono esclusi - perché lì
ci sono limiti di associazioni, della durata, che fanno questa
attività - si trovi un sistema che possa aumentare - come dire -
la capacità di distribuzione nel territorio siciliano tutto e non
solo in alcune parti; perché, prevalentemente, sono Palermo,
Catania e Messina, ma c'è il rischio che alcuni territori, dove la
povertà c'è, siano totalmente esclusi.
Quindi, le chiedo, in questa occasione di dichiarazione di voto,
ma come si è visto - scusi Presidente Galvagno - come vede
Presidente, bavaglio non bavaglio, come si chiama la norma?
Tagliola o non tagliola, questo Parlamento può parlare sempre - se
vuole - poi c'è il senso di responsabilità, perché con le
dichiarazioni di voto si può fare tutto; quindi, a volte, forzare
sulle regole è più controproducente e credo che anche l'articolo 2
è stato figlio della decisione che lei ha assunto, secondo me
sbagliando.
Detto questo, io la sollecito a verificare con gli Uffici che
questo bando possa avere quelle modifiche sostanziali per ampliare
i soggetti beneficiari.
SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io ringrazio l'onorevole Cracolici per avere ricordato
che nel mio intervento, di alcune ore fa, ho detto: "Avevamo
assunto un impegno di finanziare la lettera b) della legge 16 del
2021, legge regionale, articolo 20, sulla povertà".
Onorevole, lo abbiamo mantenuto e abbiamo rifinanziato un capitolo
che era a zero, quindi, abbiamo riattivato un circuito di sostegno
alla povertà che era incapiente; questo appostando 5 milioni,
quindi, vorrei rivendicare politicamente l'iniziativa condivisa
dall'Aula, naturalmente, perché poi ricordo ampiamente il
dibattito, perché ho seguito, attentamente, tutti gli interventi.
Quindi, abbiamo rimosso - scusate la battuta - abbiamo rimosso le
acque; sostanzialmente abbiamo detto: occupiamoci di povertà;
occupiamoci di povertà attraverso una legge che si indirizza ai
grossi centri di distribuzione e, cioè, abbiamo registrato la
condivisione, ex post, delle comunità di Sant'Egidio, la Croce
Rossa e altro, perché noi ci siamo dedicati agli ultimi, veramente,
coloro i quali non hanno da mangiare e, attraverso queste
strutture, possono avere qualcosa.
È stato condiviso - è stato sollecitato da parte dell'Aula, dalle
opposizioni il rifinanziamento, anche di questo aspetto - lo
stiamo facendo e abbiamo già accolto la richiesta dell'opposizione
di rimpinguamento di un ulteriore milione, perché - ripeto - chi vi
parla, su questo tema è estremamente sensibile, come molti di voi,
naturalmente.
Nel momento in cui è stata approvata la norma, e si dovrà adottare
il decreto, ho pregato l'Assessore di riunire, di convocare in
maniera ufficiosa, tutte le associazioni per arrivare a una
condivisione, diciamo, da parte di tutte le strutture nel decreto;
perché ho detto all'Assessore: "io desidero che le strutture, poi,
che saranno chiamate operare condividano uno schema di decreto";
questa condivisione c'è stata.
Questo tema, che ha posto lei, è un tema, può darsi che mi sia
sfuggito - non è che abbia una memoria... - per cui mi ero occupato
più del fatto, in questa occasione, di finanziare il punto b) - che
lei aveva chiesto e lo stiamo facendo - è evidente che questo
rimane un tema aperto, perché abbiamo aperto un file e questo file
non si spegne, almeno col mio Governo, quindi, lo affineremo;
intervenire sul decreto già bandito e operativo, non lo so se è
fattibile o se è conveniente, perché non vorrei che perdiamo il
bambino con l'acqua sporca, nel senso per revocare un decreto, poi,
corriamo il rischio di ripartire e perdere del tempo, tempo nei
confronti di gente che non ha di che mangiare.
Però, io mi prendo l'incarico, il ruolo, la responsabilità di fare
in modo che nei decreti - anche perché questa è una legge che,
almeno il mio governo, continuerà a finanziare - mi impegno che nel
momento in cui la ricapitalizziamo, la rifinanziamo per l'anno
prossimo - perché intendo rifinanziarla, ovviamente, perché prendo
pubblicamente l'impegno - faremo in modo che - e la invito, la
prego, a sollecitarmi, prima - di trovare una procedura che nel
decreto possa, sostanzialmente, individuare queste aree interne che
abbisognano di maggiore presenza, o una norma - addirittura una
norma primaria - che, nel ripetere il finanziamento della lettera
a) della legge n. 16 del 2021, faccia riferimento a particolare
attenzione alle aree interne della Sicilia.
Quindi, mi impegno ad inserire nella prossima norma questo inciso
- come norma primaria - l'alternativa è impegnarmi nel decreto
successivo di attuazione, che faremo appena finanzieremo, e
inserire questo principio. Io sono per inserirlo addirittura nella
norma primaria, con particolare riferimento e particolare
attenzione alle aree interne che vivono, lo sapete, un processo di
spopolamento. L'altra volta sono stato col Presidente della
Repubblica, dove l'amico Burtone era sindaco, a Militello in Val di
Catania, e il Presidente della Repubblica ha fatto un intervento di
attenzione proprio al pericolo dello spopolamento delle aree
interne e, quindi, ha fatto un appello a tutti noi che,
naturalmente, raccogliamo.
PRESIDENTE. Grazie, presidente Schifani.
Pongo in votazione l'emendamento 7.37, con il parere favorevole
del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa agli altri emendamenti, che sono preclusi.
Pongo in votazione l'articolo 7, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
CRACOLICI. Può fare votare l'ordine del giorno dell'onorevole La
Vardera?
PRESIDENTE. Lo può presentare l'ordine del giorno, ci mancherebbe.
Gli ordini del giorno si votano tutti alla fine, onorevole
Cracolici, lei lo sa meglio di me, molto meglio di me.
DE LUCA Antonino. Il Governo voleva dare parere favorevole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto concerne quello che
avevamo detto prima, rispetto alle commemorazioni che saranno alle
19.00, sospendiamo l'Aula fino alle 19.30.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.47, è ripresa alle ore 19.45)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Sistemi di videosorveglianza urbana
1. Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
e dei trasporti è autorizzato a finanziare i comuni, per
l'esercizio finanziario 2025, previo avviso pubblico, per
interventi di investimento per progetti di videosorveglianza
urbana, da destinare prioritariamente alle aree del territorio
attualmente prive, in tutto o in parte, di sistemi di presidio e
controllo.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di
15.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2025 (Missione
8, Programma 1)».
Allora, onorevoli colleghi, siamo, all'articolo 8.
Immagino, onorevole Catanzaro, che i soppressivi siano ritirati.
CATANZARO. I soppressivi all'articolo 8 li ritiro.
PRESIDENTE. Grazie, molto generoso
Devo chiedere la stessa cosa al Movimento 5 Stelle. I soppressivi
sono tutti ritirati?
DE LUCA Antonino. Li ritiro.
PRESIDENTE. Benissimo. Gli emendamenti 8.51, 8.48 e 8.52 sono
inammissibili.
Si passa all'emendamento 8.60, a firma dell'onorevole Di Paola.
Mantenuto o ritirato?
DI PAOLA. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie.
Si passa all'emendamento 8.53 che è inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.49, a firma dell'onorevole Caronia.
Mantenuto o ritirato? L'onorevole non è presente in Aula.
Si passa all'emendamento 8.62, a firma dell'onorevole Cracolici.
Mantenuto o ritirato?
CRACOLICI. Qual è?
PRESIDENTE. L'emendamento 8.62. Al comma 1, dopo le parole
"progetti di videosorveglianza urbana" aggiungere "per un importo
massimo per singolo intervento non superiori..."
CRACOLICI. Lo mantengo perché me lo ha suggerito l'assessore
PRESIDENTE. Mantenuto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Lo mantengo perché me l'ha suggerito l'assessore Aricò,
cioè definire un importo massimo per consentire poi di dare, come
dire, evitare che ci siano concentrazioni, cioè 150 mila è un
importo congruo. Questo intendo dire.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.62. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 8.8. È ritirato, immagino, onorevole
Catanzaro?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Benissimo.
Gli emendamenti 8.57, 8.56, 8.10, 8.9, 8.59 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 8.58, a firma dell'onorevole Cambiano e
altri. Mantenuto o ritirato? Siamo a pagina 14 del secondo
fascicolo.
CAMBIANO. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo? Siamo a pagina 14, emendamento
8.58.
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.58.
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sempre
nell'ottica della collaborazione e del buon senso, l'emendamento
dice che diamo soldi prioritariamente a quei comuni che non hanno
ricevuto, negli ultimi tre anni, altri finanziamenti, dalla
Prefettura, dal Ministero dell'Interno, cioè privilegiamo altri
comuni e non diamo risorse a comuni che già hanno ottenuto
finanziamenti analoghi negli ultimi tre anni, quindi è
"prioritariamente", non è che vengono esclusi, non è che diciamo di
non dargliene, diamo priorità prima a chi non abbia ottenuto e
poi...
PRESIDENTE. Però oggettivamente, per come è scritto non è chiaro.
CAMBIANO. Lo riscrivo.
PRESIDENTE. Allora, lo riscriva, onorevole Cambiano. Siccome le
riconosco una certa serietà, però, oggettivamente, non è scritto
prioritariamente . Se lei lo volesse riscrivere...
L'emendamento 8.44, onorevole Cambiano, va nella direzione che lei
vorrebbe?
CAMBIANO. La finalità è quella.
PRESIDENTE. Allora, lei che fa? Ritira l'emendamento 8.58?
CAMBIANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.11. Onorevole Catanzaro?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. È ritirato.
Si passa all'emendamento 8.44. Assessore Dagnino, mi sembra che
vada nella direzione di cui si stava parlando.
Il parere del Governo?
DAGNINO. Scusatemi, si era già discusso in Commissione, la norma
già parla prioritariamente alle aree del territorio prive di
sistemi di presidio.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, assessore, alla fine, per come è stato
scritto definitivamente poi in Commissione, c'è un equivoco, perché
da un lato abbiamo indicato, giustamente, come lei ricorda, la
priorità per i Comuni che, o almeno questa era l'intenzione, non
hanno mai ricevuto interventi del Ministero degli interni per fare
interventi di videosorveglianza. Poi, invece, abbiamo scritto per
le aree del territorio attualmente prive , quindi che può
succedere? Che un Comune abbia ricevuto un finanziamento ma ha
un'area che non ha coperto, quindi, in quel caso, come dire, è in
contraddizione con l'obiettivo che volevamo raggiungere, cioè dare
priorità ai Comuni che non hanno nulla, cioè quei Comuni che, ad
oggi, non hanno sistemi di videosorveglianza. Priorità non vuol
dire esclusività, perché abbiamo messo anche un limite di importo
con 15 milioni, siamo attorno a 100 interventi da poter finanziare.
Io credo che l'emendamento Safina precisa il principio dei Comuni
non delle aree.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire non ho capito se il
Presidente della Regione o l'assessore. L'assessore. Ha facoltà di
parlare.
DAGNINO, assessore per l'economia. Giusto per focalizzare bene il
senso dell'emendamento. Attualmente, la norma dice destinare
prioritariamente alle aree del territorio prive in tutto o in parte
di sistemi di presidio e controllo , questo è il testo base. Quindi
si dà solo a chi non ha, sostanzialmente. Sì, parliamo di
finanziamento ai Comuni, scusate, no, perdonatemi, per focalizzare:
la norma riguarda in ogni caso i Comuni.
La norma riguarda in ogni caso i Comuni, quindi non occorre una
precisazione ulteriore che siano Comuni. Qua la questione è di
altra natura. Attualmente, la norma finanzia le aree prive di
sistemi di presidio. La modifica, se colgo bene, aggiunge che non
siano risultati destinatari di altri finanziamenti, quindi, la
differenza è che io potrei essere privo ma avere il finanziamento e
sono privo perché non l'ho realizzato. Questo significa in
italiano.
PRESIDENTE. È l'emendamento 8.44, assessore, quello di cui
parlano, non quello di Cambiano. Quello di Cambiano è stato
ritirato. L'emendamento 8.44 è quello di Safina; siccome ha detto
Cambiano
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, per come è scritto l'articolo nel testo
base, l'effetto che può avvenire è il seguente: il Comune che ha
già un'area per la quale ha ricevuto un finanziamento partecipa al
pari di un altro Comune che non ha mai ricevuto un finanziamento
per la videosorveglianza e si aggiudica, consentitemi, le risorse
per un'altra area. Perché, voglio dire - assessore, mi ascolti -
area non significa niente, noi finanziamo gli enti locali, i
Comuni, quindi o siamo specifici oppure non ha valore. Con questo
emendamento si chiarisce che c'è una premialità su questi bandi
perché lei lo sa meglio di me: ogni anno, il Ministero degli
interni fa un bando per finanziare impianti di videosorveglianza.
Ora, mi scusi, noi con queste risorse, che io condivido, stiamo
cercando di implementare ciò che fa il Ministero degli interni. Mi
pare che sia questa la ratio dell'intervento Esatto e dobbiamo
implementarli per quei comuni che non riescono ad accedervi Per
questo, dico, sull'emendamento...
DAGNINO, assessore per l'economia. Parere favorevole del Governo.
Grazie per il chiarimento.
PRESIDENTE. C'è il parere favorevole del Governo e il parere
favorevole della Commissione.
CRACOLICI. Stiamo parlando di prioritariamente Da un lato
prioritario per comuni che non hanno ricevuto interventi. Poi,
abbiamo scritto per aree del territorio attualmente prive .
INTRAVAIA. No, no Ma già è il comune, c'è scritto
CRACOLICI. Siccome il beneficiario è il comune
INTRAVAIA. C'è scritto ai comuni
SAFINA. Per come è scritto l'articolo nel testo base. Premialità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.44. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 8.3 è inammissibile.
L'emendamento 8.5 è ritirato.
L'emendamento 8.54 è inammissibile.
Onorevole Catanzaro, non può gridare, però, lei non sente a
prescindere
Onorevole Venezia, ci sono tutti gli emendamenti di riduzione,
posso considerarli... ah, scusi, ho sbagliato, questi sono in
aumento, posso considerarli ritirati?
VENEZIA. Volevo chiedere al Governo se c'è la volontà di aumentare
lo stanziamento dei 15 milioni, per consentire a più comuni di
partecipare al bando.
PRESIDENTE. A quanto? Non lo sa? Allora, faccia una proposta,
però, un milione, mezzo milione?
VENEZIA. Chiedo al Governo se c'è la volontà di aumentare qualcosa
in questo fondo.
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, ha sentito la richiesta
dell'onorevole Venezia?
DAGNINO, assessore per l'economia. Scusatemi, è una misura nuova
che stiamo introducendo. Verifichiamo la posizione del Governo, il
tiraggio e le richieste e ci riserviamo di aumentarlo alla prima
occasione utile. Mi pare ragionevole, è già una cifra abbastanza
cospicua, crediamo.
VENEZIA. Allora, io ritiro gli emendamenti, a condizione che il
Governo prenda l'impegno di finanziare le richieste pervenute per
intero.
PRESIDENTE. L'assessore ha appena detto che è una misura nuova.
VENEZIA. L'impegno lo deve prendere il Presidente Schifani. Con
tutto il rispetto per lei, assessore Dagnino, ma l'impegno lo deve
prendere il Presidente Schifani.
SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Scusi, onorevole, accettare
l'ipotesi che vengano accolte tutte le richieste è una norma senza
copertura, è una norma astratta e impropria. Posso impegnarmi in
occasione del "Collegato" a rimpinguare questo importo, questa
misura, perché è una misura strategica. È una misura nuova per la
quale abbiamo condiviso, con esponenti del suo partito, questa
iniziativa della quale siamo contenti. Quindi, vediamo come
funziona. Sono stato d'accordo e ho accolto la vostra proposta
emendativa di evitare le sovrapposizioni, cioè se un comune ha già
avuto il finanziamento è inutile che partecipa all'altro bando,
perché è inutile, dobbiamo evitare una guerra tra poveri e poveri,
lo dico con rispetto.
Quindi, abbiamo accettato il vostro suggerimento, perché è
condivisibile. Per il resto, io direi, onorevole, vediamo come
funziona questa nuova misura, vediamo l'impatto, l'impatto
operativo, finanziario e anche esecutivo. E poi se funziona la
misura, io non ho nulla in contrario in futuro ad aumentare, però
sull'impegnare fondi per ora su una misura nuova, io sarei
prudente, solo questo. Ecco, per cui chiedo a voi l'ipotesi di
riparlarne, vediamo come va; abbiamo migliorato il testo con la
vostra proposta per evitare sovrapposizioni; fermiamoci qui, con il
mio impegno di rivederci in Aula, magari vedremo fra un anno, per
vedere come ha funzionato la misura e in occasione di quello
vediamo di rimpinguarla.
PRESIDENTE. Perfetto. Grazie, onorevole Presidente.
Onorevole Venezia, li posso considerare ritirati? Grazie.
Gli emendamenti dall'8.12 fino all'8.43 sono ritirati.
Si passa all'emendamento 8.50, a pagina trenta, a firma
dell'onorevole Caronia. È mantenuto o ritirato? È ritirato. Grazie.
Gli emendamenti 8.46, 8.45 e 8.47 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 8.61 dell'onorevole Marano. È mantenuto o
ritirato?
MARANO. Scusi, Presidente, la pagina?
PRESIDENTE. Non si preoccupi, siamo a pagina 32, è l'ultimo
emendamento, è un emendamento a firma sua, dove aggiunge: Con
decreto dell'Assessore regionale delle infrastrutture e della
mobilità, da emanarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore
della presente legge, sentito il parere della competente
commissione legislativa Ambiente, territorio e mobilità , sono
stabiliti requisiti, criteri e modalità di attuazione del presente
articolo.
MARANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato, Grazie.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo 8, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura.
«Art. 9.
Interventi di manutenzione straordinaria di strade provinciali
1. Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
e dei trasporti è autorizzato a finanziarie in favore dei Liberi
consorzi e delle Città metropolitane, interventi di manutenzione
straordinaria di strade provinciali, con priorità per le strade di
collegamento tra comuni appartenenti alle Aree interne (SNAI),
relativi a progetti che siano immediatamente cantierabili al
momento della richiesta di finanziamento, garantendo
prioritariamente una distribuzione indicativa delle risorse tra i
nove ambiti provinciali che tenga in considerazione la popolazione
residente e l'estensione chilometrica della rete viaria provinciale
di ciascun ambito. L'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità ogni sei mesi presenta una relazione, con l'elenco degli
interventi finanziati, alla competente Commissione dell'Assemblea
regionale siciliana.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
50.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2025 (Missione
10, Programma 5).».
Ci sono gli emendamenti soppressivi del Partito Democratico.
DI PAOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, vorrei parlare sull'articolo 9, che è
un articolo importante perché dà fondi per la realizzazione delle
strade provinciali, a cui noi teniamo molto, considerando anche lo
stato infrastrutturale delle nostre strade in Sicilia.
Ho visto, Presidente, molti emendamenti, sia del Movimento Cinque
Stelle che del Partito Democratico, che tendono ad aumentare lo
stanziamento di 50 milioni di euro.
Dico, io mi sono confrontato anche con il Capogruppo del Movimento
Cinque Stelle, con il collega De Luca, non so se credo, che anche
il Partito Democratico possa essere d'accordo, se ci fosse, da
parte del Governo, la possibilità di aumentare lo stanziamento,
siamo disponibili a ritirare gli emendamenti.
Per questo le chiedo, Presidente, se è possibile, anche per
interloquire al meglio con i colleghi, di accantonare questo
articolo e, nel frattempo, un attimino provare...
PRESIDENTE. Ma senza sospensione? Cioè, andiamo avanti comunque.
Devo chiedere al Presidente.
DI PAOLA. Per fare un ragionamento sia con l'assessore che con i
Gruppi per ritirare gli eventuali emendamenti.
PRESIDENTE. Per essere chiari, ritirate tutti gli emendamenti
presenti all'articolo 9?
DI PAOLA. Nel caso in cui ci fosse la disponibilità dell'aumento
del fondo, ma quanto meno le chiedo adesso di accantonare
l'articolo.
PRESIDENTE. Prego, assessore Dagnino.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il Governo conferma la propria disponibilità a un
incremento del 10 per cento del fondo, quindi, da 50 a 55.
CRACOLICI. Taccagno
DAGNINO, assessore per l'economia. Il 10 per cento non è una somma
bassa.
Fermo restando la disponibilità data un momento fa, non siamo
contrari ad una richiesta di accantonamento.
PRESIDENTE. Va bene, allora accantoniamo l'articolo 9.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Contributo straordinario per l'acquisto di scuolabus
1. Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 11 della legge
regionale 9 gennaio 2025, n. 1 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2025 l'ulteriore spesa di 7.700 migliaia di euro
(Missione 4, Programma 6, capitolo 772051)».
Gli emendamenti soppressivi, immagino che il Partito Democratico
ed il Movimento Cinque Stelle li ritirino. Confermate?
CATANZARO. Sì, sono ritirati.
DE LUCA Antonino. Sì.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 10.9 e 10.6 sono inammissibili.
L'emendamento 10.8, a firma dell'onorevole Marano, è sui fondi
globali. Onorevole Marano, lo mantiene?
MARANO. È ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 10.7 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 10.5 dell'onorevole Chinnici. È mantenuto
o ritirato?
CHINNICI. È mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
SPADA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome questo
emendamento consentirebbe di fare rientrare 8 pulmini, otto, che
erano rimasti fuori dalla graduatoria presentata dall'Assessorato,
invito i colleghi, nonostante i pareri negativi espressi - perché
magari non è stata approfondita la questione - a valutare in
maniera seria la proposta. Perché di fatto verranno finanziati
centotrenta pulmini in tutta la Sicilia. Ne rimangono fuori
solamente otto, parliamo di comuni sotto i quindicimila abitanti.
Quindi, nonostante il parere espresso, chiedo comunque di tenere
in considerazione di non lasciare questi otto comuni senza pulmini.
Otto comuni per otto pulmini. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, la differenza è 600 mila, da 7.700
milioni a 8.300 milioni. Credo che sia un gesto positivo.
Oggettivamente, con 8 pulmini facciamo una cosa buona.
Chiedo nuovamente il parere del Governo.
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.5. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli altri emendamenti sono preclusi.
Si passa all'emendamento 10.12, a firma degli onorevoli Sunseri e
De Luca. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, lo manteniamo. Confido,
essendo a invarianza di spesa, in un parere favorevole da parte
dell'Assessorato, perché mi sembra corretto dare priorità ai comuni
che non abbiano ricevuto alcun contributo sulla medesima misura.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Contrario.
DE LUCA Antonino. La norma resta per il futuro
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.12. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura.
«Art. 11.
Misure per la mitigazione degli effetti della siccità in
agricoltura
1. Al fine di mitigare gli effetti della siccità e accrescere la
disponibilità di risorse idriche per l'agricoltura e la zootecnia,
il Dipartimento regionale dell'agricoltura concede contributi in
conto capitale alle imprese agricole operanti in Sicilia per la
realizzazione di vasche, laghetti, invasi e serbatoi aziendali o
interaziendali per l'accumulo di acqua a uso irriguo o zootecnico.
2. Gli interventi sono selezionati mediante avviso pubblico e
attuati in conformità al regolamento (UE) n. 1408/2013 della
Commissione del 18 dicembre 2013 e successive modificazioni.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea sono determinate le
modalità di attuazione del presente articolo, prevedendo che la
misura del cofinanziamento da parte del privato non sia inferiore
al 50 per cento del costo dell'intervento e che l'importo massimo
del contributo regionale non sia in ogni caso superiore a 30
migliaia di euro.
4. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2025, la spesa di 10.000 migliaia di euro
(Missione 16, Programma 1)».
Gli emendamenti soppressivi, immagino siano ritirati?
CATANZARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, sull'articolo 11 non intendo
ritirare l'emendamento 11.1, cioè il soppressivo, come poco fa ho
detto su altri articoli, perché è stato dibattuto in Commissione
Bilancio. In Commissione Bilancio abbiamo dibattuto, c'era
l'Assessore Barbagallo, arrivato ad un certo punto poi si è
arrivati, siccome dovevamo votare, un emendamento che prevedeva 10
milioni di euro rispetto a quella che è un'emergenza, che viene
presentata dal Governo al solito, rispetto al sorteggio degli
articoli.
Dopo, l'assessore Barbagallo, in Commissione Bilancio, ha messo un
comma che prevedeva il limite dei 30 mila euro per finanziamento.
Noi riteniamo, Presidente Galvagno, che su questo articolo c'è un
problema che non è un'emergenza, è una quadratura dei conti dei
partiti di maggioranza, che devono intervenire su queste
variazioni, perché ognuno deve essere accontentato portando a casa
un risultato.
E quindi riteniamo, siccome c'è stato detto che noi siamo gli
oppositori che fanno ostruzionismo, c'è stato detto che noi siamo
coloro i quali approvano, non facendo ostruzionismo, non consentono
all'Aula di poter lavorare e quindi noi abbiamo oggi avuto attivata
la tagliola da parte del Governo.
Noi su questo articolo e io su questo articolo insisto, chiedendo
già adesso sull'articolo stesso la soppressione e le annuncio anche
Presidente, siccome lo dico, così le annuncio anche, che noi siamo
convinti come questo di qui sia un articolo che non che vada con 10
milioni di euro, questo è un articolo dove si possono mettere più
fondi, ma è un articolo dove non s'interviene sulla crisi agricola,
non interviene sulla crisi dell'agricoltura, perché questo Governo
regionale cosa fa? Invece di affrontare la crisi sull'agricoltura e
quindi gli agricoltori, cosa è che accade? Accade che, ovviamente
va a fare dei bandi, pensando ovviamente di accontentare l'uno o
l'altro: e questa è una modalità che noi non vogliamo assolutamente
che possa continuare. Quindi io le posso già annunciare, su questo
articolo, sul soppressivo, chiederò anche il voto segreto.
PRESIDENTE. Io la invito sempre a ritirare questa proposta.
Comunque ha chiesto di intervenire l'Assessore Barbagallo. Prego
Assessore.
BARBAGALLO, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
pesca mediterranea. Signor Presidente, io volevo soltanto chiarire
che l'obiettivo di questo articolo è ben definito, ed è quello di
aumentare la capacità di invaso in Sicilia.
Sostanzialmente è quello, poiché c'è deflusso superficiale
d'inverno, che può essere distribuito e reperito dai singoli
agricoltori, realizzando invasi aziendali, su un modello che è già
stato sperimentato in Sicilia e in particolare nella Piana di
Catania da oltre trent'anni, noi abbiamo la possibilità di
aumentare l'accumulo di acqua, trasferendo le acque dall'inverno
all'estate con 10 milioni.
Perché è stato scelto, è stato ipotizzato diciamo, trentamila euro
un contributo? Perché con 60-70 mila euro, è possibile realizzare
invasi che sono superiori ai cinquemila metri cubi, quindi
dell'ordine di diecimila metri cubi, e quindi noi con dieci milioni
riusciremo a fare 350 invasi in Sicilia, accumulando circa tre
milioni e mezzo, quattro milioni di metri cubi, che è l'equivalente
di una diga.
Ora, io vorrei sottolineare che realizzare grandi dighe in
Sicilia, come nel resto d'Italia, è molto complicata e molto
difficile. Attraverso questi invasi per esempio, faccio un esempio,
i deflussi della diga Trinità che vanno a mare, se noi li
distribuiamo con le reti collettive del consorzio di bonifica, è
possibile accumularli d'inverno, invece di portarli a mare, atteso
per esempio che la diga Trinità, nella capacità originaria, sarà
difficile diciamo poterla ripristinare.
Così come nel territorio di Gela ci sono degli invasi, che sono il
Disueri oppure il Comunelli, che sono oramai fuori uso perché
soffrono di vecchiaia. Realizzando invasi aziendali è possibile,
invece di buttare l'acqua a mare, invasare le acque in questi
serbatoi. Il modello è stato già sperimentato nella Piana di
Catania. L'anno scorso, quando non abbiamo potuto distribuire un
solo metro cubo di acqua nella piana di Catania, le colture
agrumicole si sono salvate grazie a questi serbatoi aziendali che
gli agricoltori, anche spontaneamente, hanno realizzato negli
ultimi trent'anni.
Quindi, questa è una misura di prospettiva. A mio parere, non solo
bisogna realizzare questo piano di intervento, ma bisogna
incrementare questa misura perché la siccità, non nell'ottica
dell'emergenza ma della pianificazione, si può combattere anche
attraverso questa misura.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole De Luca Antonino per dichiarazione di voto. Ne ha
facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione
le parole dell'assessore Barbagallo e, devo essere sincero, mi
hanno convinto a chiedere il voto segreto. E mi hanno convinto a
chiedere il voto segreto perché è evidente che questa sia una
misura fuffa. Perché, veda, all'interno del comparto agricolo e
zootecnico, risiede comunque quello che è il tessuto
imprenditoriale e, all'interno di questa macroarea, sia la Regione
siciliana, sia l'Unione Europea hanno stabilito tutta una serie di
bandi, cui si può tranquillamente accedere, per richiedere questo
tipo di finanziamenti ed andare a creare investimenti strutturali
in conto capitali nella propria azienda, agricola o zootecnica che
sia.
La realtà è che questa misura serve al vostro Assessorato ed al
vostro partito ad avere un elenco di aziende che partecipano a
questo bando, a cui voi consegnate un contributo in cambio del
quale vi dovranno dire grazie, questa è la verità Perché questa è
l'operazione che state facendo in questo articolo che noi vi
bocceremo. Ed è lo stesso tipo di operazione che state facendo con
un articolo che si trova un po' più avanti nel testo, su cui
nuovamente torneremo a farci sentire ed il Parlamento si esprimerà.
Perché, assessore Barbagallo, voi avete avuto due anni e mezzo per
occuparvi in maniera seria e strutturata del problema della
siccità, e la realtà è che ve ne siete fregati Non avete investito
un centesimo, un minuto del vostro tempo per sistemare le dighe,
per evitare che l'acqua finisse a mare, per ripristinare le
condutture Ve ne siete fregati totalmente Addirittura, fino a
qualche tempo fa, negavate i cambiamenti climatici Dicevate: "no,
non è vero, è un periodo, passerà " oppure "no, non è vero,
problemi non ce ne sono. Il clima è buono come sempre. Domani
piove ".
Avete fatto la danza della pioggia ma di reale, di concreto, non
avete fatto nulla Oggi arriva un momento in cui cercate di
dividervi il bottino e volete un pezzettino di bottino anche dalla
vostra parte. Perché anche voi volete il vostro bel bando, nel
vostro Assessorato, attraverso il quale vi rivolgerete ad aziende,
agricoltori e allevatori per dirgli "vieni qui che ti do una mano".
Ci vuole serietà Questo non è un articolo da variazioni
finanziarie. Questo può essere un articolo di finanziaria, non di
variazioni di bilancio E allora, per questi due motivi, noi vi
diremo no e chiederemo il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, per dichiarazione di voto,
l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, questa volta sono stranito dalle parole
di due colleghi, solitamente responsabili in quest'Aula, che
definiscono un provvedimento, a nostro modo di vedere
indispensabile, proprio in questo momento storico.
Voglio ricordare che questo Parlamento ha già dotato, con una
copertura finanziaria di 37 milioni e mezzo di euro, il
dipartimento dell'agricoltura, che aveva già fatto un bando cui
hanno partecipato 3 mila aziende, e sono state tutte e 3 mila
finanziate E non mi pare che queste 3 mila aziende finanziate, di
cui circa 400/500 nel territorio agrigentino, né si siano rivolti
all'assessore di turno, né abbiano ricevuto telefonate
dall'assessore di turno, ma hanno fatto una semplice istanza e
hanno ricevuto un contributo, credo, di 13/14 mila euro e, in un
momento molto particolare, dal punto di vista della siccità in
Sicilia - in cui il settore agricolo è, veramente in una condizione
estrema - dare una boccata d'ossigeno a trecento, quattrocento
aziende, che possono costruire dei laghetti collinari, con un
contributo regionale e possono immagazzinare dell'acqua, che,
diversamente, si perderebbe in mare e battezzare questo
provvedimento, come se fosse il provvedimento di Salvatore
Barbagallo, assessore all'agricoltura, o del suo partito, è davvero
ingeneroso.
Io non faccio appello ai deputati, che si sono espressi e nemmeno
ai Gruppi del PD e Cinque Stelle, a questo punto, faccio appello ai
deputati del centrodestra, perché, se le opposizioni chiedono il
voto segreto è un loro diritto e una loro prerogativa - che possono
utilizzare, per carità - ma io faccio appello ai deputati del
centrodestra perché non vorrei che, per penalizzare un partito, per
penalizzare un'iniziativa, dovremmo buttare a mare milioni e
milioni di metri cubi d'acqua
E la cosa che mi dispiace è non fare arrivare in quest'Aula il
grido di dolore degli agricoltori siciliani La cosa che mi
dispiace è non fare sentire la carne che brucia degli agricoltori
siciliani La cosa che mi dispiace è che noi siamo in quest'Aula
con l'aria condizionata e non sappiamo che ci sono migliaia di
agricoltori che non sono riusciti ad irrigare i loro i campi e che
stanno perdendo il raccolto e le loro piantagioni Questo
comportamento è irresponsabile e mi auguro: a) che i Gruppi
dell'opposizione - mi consenta, Presidente - che i Gruppi
dell'opposizione possano evitare il voto segreto, ma mi auguro che
i Gruppi di maggioranza possano dimostrare senso di responsabilità,
non nei confronti di Schifani o di Barbagallo, nei confronti degli
agricoltori siciliani, che non hanno nulla a che vedere con le
nostre beghe politiche e che stanno, veramente, morendo di fame.
SCHILLACI. Demagogia Votiamo
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo
e la discussione che si è aperta su questo articolo, dimostrano che
ci sono norme che non sono state inventate in questa occasione,
come questa, ma che, da anni, vengono attuate dalla Regione
siciliana.
Quella dei laghetti, o dei bacini, è una politica che,
addirittura, è contenuta nel Piano di Sviluppo Rurale che la
Regione siciliana, da diversi lustri, attua in Sicilia e, quindi,
che in Sicilia si siano finanziati - cosa giusta - migliaia di
laghetti delle aziende agricole, per fare fronte al rapporto
inverno-estate - come diceva l'assessore - è una politica che si è
sviluppata; vorrei dare solo dei numeri, il collega Pace ha citato
i 37 milioni e mezzo, ma, precedentemente, col PSR, era stata
finanziata, per 55 milioni, la misura relativa ai laghetti
artificiali.
Quindi, non stiamo arrivando all'anno zero, cioè la Sicilia ha
provato a strutturare e a infrastrutturare, su iniziativa
direttamente dei privati, la capacità di accumulazione idrica per
fare fronte alla capacità delle aziende di avere autoproduzione di
acqua, o autoconservazione di acqua.
Quindi, non stiamo parlando: bacini sì, bacini no, laghetti sì,
laghetti no
La politica dei laghetti è una politica intelligente. Stiamo
parlando di un'altra cosa, che la prima ragione per cui si fa una
norma che estende un finanziamento, abbiamo parlato poco fa dei
pulmini, ora dice che c'entrano i pulmini? L'assessore Turano - che
non vedo più in Aula - è venuto in Commissione a dire: "Per
completare la graduatoria dei comuni che hanno fatto richiesta dei
pulmini mi servono x euro", la Commissione ha accolto il
ragionamento sulla base di un atto definito, certo, poi ci sono gli
otto esclusi, quello è un fatto amministrativo e tecnico, ma
abbiamo provveduto a dare copertura a una misura che ha beneficiari
individuati, certi, proprio di completamento di una misura che è
stata attivata dallo stesso Governo precedentemente.
Questa era una delle misure che doveva trovare nella sua logica,
che avrebbe probabilmente dato elementi ulteriori anche dal punto
di vista finanziario, per sviluppare una strategia di rafforzamento
delle misure dei bacini, ma perché entra in questa misura? L'ha
detto l'onorevole Catanzaro, perché la logica con cui voi avete
fatto i famosi 15 articoli, che rimangono rispetto ai 20 esclusi, è
stata una logica che non si è compresa, se non la mera composizione
politica attraverso i referenti che ogni norma aveva alle spalle
per tenere insieme questa maggioranza attorno a questo
provvedimento.
Io tra l'altro vi dico e vi sollecito a ritirare questa norma e
consentire di affrontarla nella finanziaria che faremo a settembre,
al fine di valutare quante misure siano state attivate, quanti
bacini sono stati realizzati, qual è la potenzialità di
un'attivazione, anche perché se dovesse essere bocciata, guardate
che non rientra a settembre in questa misura
Vorrei ricordare al Presidente della Regione, che oggi ci ha
ricordato che lui è stato Presidente del Senato, che nella stessa
sessione, una norma bocciata non può ripresentarsi, quindi io
sollecito il Governo a ritirare, Assessore Dagnino si legga il
Regolamento, se ha qualche dubbio, lì non c'è il Segretario
generale che può interpretarlo, lì è previsto e siccome la sessione
è uguale, la finanziaria è quella che abbiamo sospeso, noi stiamo
trattando un atto che in qualche modo è unico, poi il Presidente
Daidone ci spiegherà che non è così.
PRESIDENTE. Si avvii alla conclusione, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Io sollecito il Governo a ritirare, qualora non dovesse
farlo, per ragioni politiche sulle modalità con cui si sono
presentate queste norme, io voterò a favore dell'emendamento
soppressivo assieme a tutto il mio Gruppo parlamentare.
PRESIDENTE. Assessore, votiamo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, chiediamo
che venga messo ai voti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.1, con il parere
contrario della Commissione e del Governo.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 11.1.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole alla
soppressione preme il pulsante verde; chi è contrario preme il
pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 38
Contrari 29
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Quindi, è passato l'emendamento soppressivo.
Si riprende l'esame dell'articolo 9, in precedenza accantonato.
Assessore Dagnino, conferma il 10 per cento in più per l'articolo
9?
DAGNINO, assessore per l'economia. Confermiamo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 9.48. Il parere del Governo
sull'emendamento 9.48 che aumenta da 50 a 55 milioni?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDETE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli altri emendamenti sono tutti preclusi, tranne il 9.60, a
firma dell'onorevole Marano. È mantenuto o ritirato?
MARANO. Qual è Presidente?
PRESIDENTE. Glielo dico io. L'emendamento recita: Con decreto
dell'assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità da
emanarsi entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, sentito il parere della competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana, sono stabiliti requisiti,
criteri e modalità .
MARANO. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Liste di attesa del Servizio sanitario regionale
e rapporti con le strutture accreditate
1. I dirigenti medici e il personale sanitario e tecnico delle
aziende sanitarie ed ospedaliere e degli enti sanitari pubblici del
Servizio sanitario regionale, che svolgono la propria attività
lavorativa presso la Regione siciliana, possono essere autorizzati
allo svolgimento di prestazioni finalizzate all'abbattimento delle
liste di attesa in relazione agli indirizzi regionali ed in linea
con il relativo piano dell'azienda di appartenenza, in quanto
approvato dall'Assessorato regionale della salute nel rispetto
delle previsioni di cui ai commi 2 e 3. Previa verifica della
disponibilità delle strutture ospedaliere, al fine di abbattere i
tempi delle liste d'attesa e di garantire il costante e corretto
funzionamento dei macchinari, le strutture ospedaliere possono
erogare visite ed esami diagnostici nei giorni festivi nonché nei
giorni feriali nelle ore notturne. L'Assessore regionale per la
salute presenta all'Assemblea regionale siciliana una relazione
semestrale relativa ai risultati conseguiti.
2. Al fine di valorizzare le specifiche peculiarità delle
prestazioni effettuate ai sensi al comma 1, conformemente a quanto
previsto dall'articolo 11 del decreto legge 30 marzo 2023, n. 34,
convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2023, n. 56, e
dal comma 218 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2023, n. 213,
la tariffa oraria è determinata in 100 euro lordi per i dirigenti
medici e in 50 euro lordi per il personale sanitario e tecnico, al
netto degli oneri riflessi a carico dell'amministrazione di
appartenenza.
3. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2 è autorizzata la spesa
per il riconoscimento delle tariffe di cui al comma 2 sia per i
dirigenti medici che per il restante personale sanitario e tecnico,
di 60.000 migliaia di euro, di cui 40.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2025, 10.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2026 e 10.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2027 (Missione 13, Programma 7).
4. Al fine di migliorare i processi decisionali e il monitoraggio
relativo al governo delle liste di attesa delle aziende sanitarie e
ospedaliere del Servizio sanitario regionale e delle strutture
private convenzionate, l'Assessorato regionale della salute adotta
entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge misure di miglioramento del sistema con particolare
riferimento agli interventi di seguito indicati:
a) potenziamento della componente applicativa di prenotazione del
sistema SovraCUP;
b) attivazione della piattaforma regionale per le liste di attesa
ed integrazione della stessa con la piattaforma nazionale per le
liste d'attesa (PNLA);
c) adeguamento infrastrutturale e tecnologico del sistema di
prenotazione e monitoraggio del SovraCUP;
d) sviluppo di un cruscotto avanzato di monitoraggio con l'ausilio
dell'intelligenza artificiale (IA);
e) conduzione operativa ed affiancamento con l'acquisizione di
soluzioni innovative;
f) applicazione dei percorsi di tutela previsti dal decreto
legislativo 29 aprile 1998, n. 124, anche attraverso un'adeguata
campagna informativa in tutte le strutture sanitarie pubbliche e
private e l'istituzione di appositi sportelli informativi gestiti
da associazioni dei consumatori o da organizzazioni di cittadini.
5. Per le finalità di cui al comma 4 è autorizzata la spesa di
6.100 migliaia di euro, di cui 1.525 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2025, 3.050 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2026 e 1.525 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2027 (Missione 13, Programma 7).
6. L'Assessorato regionale della salute monitora e aggiorna
costantemente le attività sviluppate ai sensi del presente articolo
al fine di consentire il regolare governo delle liste di attesa e
riferisce, depositando un'apposita relazione, alla competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana entro il
30 aprile di ogni anno in ordine alle azioni di cui al comma 4,
fornendo i dati delle liste di attesa aggregati su base regionale e
per provincia.
7. Il comma 16 dell'articolo 28 della legge regionale 18 novembre
2024, n. 28 è abrogato.
8. Le aziende del Servizio sanitario regionale (ASP, AO, AOUP,
ARNAS, IRCCS di diritto pubblico), nell'ambito delle risorse
assegnate o accantonate per specifiche finalità di recupero delle
liste di attesa, regolamentano l'utilizzo delle stesse per
interventi finalizzati alla riduzione dei tempi di attesa, dando
priorità alle prestazioni critiche con tempi di attesa maggiore, a
quelle con tecnologie a elevato tempo macchina e a quelle
rivolte a soggetti fragili, tra cui pazienti oncologici,
oncoematologici, cronici complessi e con disabilità, minori, donne
in gravidanza e persone con vulnerabilità socio-economica.».
Comunico che sono stati presentati degli emendamenti soppressivi.
Chiedo al Capogruppo del Partito Democratico e al Capogruppo del
Movimento 5 Stelle se sono mantenuti o ritirati.
DE LUCA Antonino. Ritiro i soppressivi tranne quelli al comma 4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Catanzaro, lei
ritira gli emendamenti soppressivi, oppure no?
CRACOLICI. Quale articolo stiamo trattando?
PRESIDENTE. L'articolo 12.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, allora, ritira gli emendamenti
soppressivi oppure no?
CATANZARO. L'emendamento soppressivo 12.2 è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Catanzaro,
l'emendamento 12.17 è ritirato? L'emendamento 12.3?
CATANZARO. Ritirati.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Catanzaro
l'emendamento 12.18? Gli emendamenti soppressivi ha detto che li
ritira tutti tranne quelli al comma 4.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente, vista la complessità dell'articolo,
l'importanza della dotazione economica e del tema, prima di
iniziare a dire cosa ritiriamo, cosa modifichiamo, possiamo fare
relazionare l'Assessore anche per farci chiarire come intendano
spendere 40 milioni di euro in tre mesi? Sarebbe penso giusto
PRESIDENTE. Sì, chiedo. Assessore o Presidente? Assessore? Prego,
Assessore.
FARAONI, assessore per la salute. Intanto, abbiamo già analizzato
in VI Commissione, ma anche nella sede della Commissione Bilancio,
la questione e ho messo già in rilievo che l'impegno è naturalmente
un impegno integrativo rispetto a quello che è fondamentale della
ristrutturazione delle modalità di accogliere nelle nostre
organizzazioni le richieste da parte dei pazienti e dei cittadini,
di poter ottenere una risposta sanitaria ai loro bisogni.
Abbiamo detto che è prioritario, naturalmente, ed è strategico
anche riposizionare i nostri sistemi informatici in maniera
adeguata, in quanto in questo momento molto spesso ci sono delle
criticità e abbiamo detto anche che ricondurremo la domanda
sanitaria con una nuova programmazione, che possa dare anche la
possibilità di eliminare tutto ciò che è emergenza e tutto ciò che
è tempo breve per l'esecuzione, come richiesto dal sanitario, in
una modalità da potere essere immediatamente accolti dalle nostre
strutture.
Accanto a questa iniziativa, stiamo cercando di inserire nella
nostra organizzazione il governo di tutte quelle che sono le
prestazioni croniche e le prestazioni dei fragili che non dovranno
anch'esse afferire all'elenco delle prenotazioni e questo potrà
garantire un'immediata presa in carico del bisogno del paziente e
l'immediato soddisfacimento.
Al netto di queste, che saranno riforme strutturali vere e proprie
della nostra organizzazione, il Governo ha ritenuto di stanziare
delle somme che ci possano consentire in breve tempo di eliminare
quelle che sono le istanze pervenute e che, come è noto a tutto il
resto d'Italia, nella loro modalità di trovare spazio nei nostri
contenitori finiscono, quando sono disordinate e quando non sono
prese in carico secondo criteri di appropriatezza, per essere
naturalmente affastellate e quindi a creare dei numeri
considerevoli.
Sono istanze che dobbiamo, con il nostro sistema, riuscire a
soddisfare in breve tempo, proprio per eliminare la criticità e
potere, nel tempo necessario, anche all'empowerment che servirà a
tutta la popolazione, rispetto al nuovo modello che abbiamo
presentato, riuscire a soddisfare i bisogni e, quindi, ricondurre
ad un punto zero il nostro sistema.
PRESIDENTE. Grazie. Hanno chiesto di parlare per dichiarazione di
voto, prima l'onorevole De Luca, poi Cracolici. Prego, onorevole De
Luca.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Presidente, di questo
articolo non mi convincono diverse cose: prima tra tutte, il fatto
che stiamo dando copertura con fondi del bilancio regionale che,
fino a prova contraria, non possono essere utilizzati per
finanziare questo tipo di articoli, perché rientriamo nella materia
dei LEA.
In secondo luogo, vorrei evidenziare che già dai fondi trasmessi,
come maggior contributo dello Stato, nel 2025, ci sono esattamente
40 milioni di euro che non sono stati spesi. Quindi, abbiamo 40
milioni di euro di fondi che ci erano stati trasmessi come maggior
quota di compartecipazione dallo Stato, proprio per abbattere le
liste d'attesa, non spesi nel 2025, e adesso stiamo andando a
prendere 40 milioni di euro di fondi regionali e li mettiamo a
copertura di una norma che dovrebbe abbattere le liste d'attesa -
poi non si capisce bene come -, finanziando un extra lea, e da
questo punto di vista c'è anche una relazione del Servizio Studi
che manifesta dei dubbi, non solo sull'opportunità e la possibilità
di finanziare questi articoli con fondi del bilancio regionale,
invece che con fondi del bilancio sanitario - e qui ci dovrebbe
dire qualcosa l'assessore Dagnino, che di questo tema, tra l'altro,
se ne intende - ma c'è di più, perché dovremmo capire se queste
prestazioni aggiuntive che andiamo a corrispondere per questi turni
del sabato e della domenica, siano gestibili con legislazione
regionale o se siano materia di contrattazione collettiva
nazionale, e dunque con normativa nazionale.
Infine, Presidente, vorrei anche evidenziare che il presidente
Schifani aveva posto l'abbattimento delle liste d'attesa come un
obiettivo dei dirigenti generali da raggiungere entro un anno dal
loro insediamento. Oggi, a oltre un anno e mezzo da quando sono
stati nominati i direttori generali, a due anni da quando sono
stati nominati i commissari, siamo ancora in Parlamento a parlare
di destinare queste risorse per l'abbattimento delle liste d'attesa
evidenziando, quindi certificando in maniera assoluta e categorica,
che l'obiettivo non è stato raggiunto né dal Governo né tanto meno
dai direttori generali Quindi, mi chiedo come mai non si sia
proceduto alla loro rimozione, dato che era stato questo
l'intendimento e l'impegno del presidente Schifani
Infine, mi chiedo, il comma 4 che prevede di destinare, se non
ricordo male, 6 milioni, 7 milioni, non ricordo adesso quanto
esattamente, anche alle strutture sanitarie convenzionate,
strutture private convenzionate, ecco, queste sono per
potenziamento componente applicativa, per migliorare i processi
decisionali, il monitoraggio relativo e quant'altro. A noi sembra
un'altra scusa per drenare risorse pubbliche nei confronti delle
aziende private convenzionate, e non ci sembra un metodo idoneo a
risolvere il problema delle liste d'attesa.
Per risolvere il problema delle liste di attesa, veda presidente
Schifani, dovremmo iniziare a fare una riflessione seria in tema di
contrattualizzazione dei medici, in tema di extramoenia, in tema di
convenzionamento, in tema anche di comprendere quali prestazioni
vanno via dalla nostra Regione, nonostante ci siano posti letto
attivati, per capire cosa dell'esistente non funziona.
PRESIDENTE. Concluda, per favore.
DE LUCA Antonino. Un attimo, presidente Galvagno, perché
l'articolo è importante ed impegna diverse decine di milioni di
euro, e immaginare che stiamo andando in variazione di bilancio con
un articolo che non è una variazione di bilancio, impegniamo 40
milioni a metà agosto, con una Gazzetta Ufficiale che uscirà a fine
mese, con i decreti che dovranno uscire, i termini per le
impugnative qualora non venisse, eventualmente, impugnato
PRESIDENTE. Concluda, per favore
DE LUCA Antonino. Siamo appena usciti dalla proposta di
impugnativa per gli incentivi dei medici delle zone disagiate,
degli ospedali di periferia, dei pronti soccorso, e allora come si
immagina che questa norma, che incide sugli stessi temi che già
sono stati posti all'attenzione da parte dell'Avvocatura di Stato,
non lo sarà nuovamente? A me questa sembra l'ennesima mossa per non
fare nulla, in attesa che il privato continui a fare quello che ha
fatto finora, tanti tanti tanti soldi sulle spalle dei siciliani
che, alla fine, sono sempre costretti ad andarsi a curare fuori
Sicilia o comunque a pagamento dal privato, ed è questo il motivo
per cui, Presidente, poi alla fine sul comma 4 chiederò il voto
segreto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole
Cracolici, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io ieri - se si ricorda, Presidente
Galvagno - ieri, non mi ricordo, ieri o l'altro ieri, non so quando
abbiamo iniziato, ho chiesto di dare lettura - prima dell'esame
della legge di bilancio - delle impugnative che erano state
comunicate a mezzo stampa dal Ministero degli affari regionali.
PRESIDENTE. Presiedeva l'onorevole Di Paola.
CRACOLICI. Va beh La continuità amministrativa...
PRESIDENTE. No, no, presiedeva in quel momento l'onorevole Di
Paola. Credo che l'abbia fatto.
CRACOLICI. Sì, Sì. Ho fatto questa premessa per arrivare ad un
punto. E ho chiesto, a mio avviso, le ragioni che sono oggetto
dell'impugnativa su quel fondo di 15 milioni per i laboratori di
analisi, eccetera, eccetera, e i principi che hanno poi determinato
l'impugnativa che rischiano - ma l'avevo già detto in Commissione -
di essere, pari pari, applicati a questa norma.
Perché? Primo, perché interveniamo su materia che è regolata da
contratti nazionali di lavoro, per cui le prestazioni integrative,
fatte dal personale del sistema sanitario regionale, sono
prestazioni integrative che possono essere fatte secondo le
modalità previste - intramoenia, extramoenia o attività
straordinarie - che sono appunto regolate da contratti di lavoro.
Non può essere una legge regionale a stabilire la modalità e il
valore della prestazione straordinaria, perché è materia regolata
da contratto di categoria.
Ora capisco che qui si vogliono fare le cose più per fare
comunicati stampa che per fare, diciamo, opere concrete per
smobilitare il numero di prestazioni che vengono richieste in
Sicilia per le quali ci sono queste lunghe liste d'attesa. Tra
l'altro, sarebbe utile capire in quali settori ci sono le liste
d'attesa, che tipo di prestazioni hanno lunghe liste d'attesa, che
sarebbe quindi anche un intervento mirato.
Io vorrei ricordare, al Presidente della Regione, che circa due
anni fa nel 2023, lei Presidente si presentò in quest'Aula,
sostenendo con forza la decisione di destinare 48 milioni e mezzo -
con un decreto che fece la sua Giunta - a favore delle strutture
private convenzionate per abbattere le liste d'attesa. Abbiamo
speso 48 milioni e mezzo, immagino che li abbiamo spesi tutti, non
abbiamo mai avuto l'esito dell'abbattimento delle liste d'attesa.
Purtroppo, continuiamo a ragionare su numeri enormi, anche su
attività che hanno fatto alcuni direttori di aziende che hanno
pulito in alcuni casi i numeri che erano contenuti per la quantità
di prestazioni richieste dallo stesso cittadino che, magari,
riusciva ad ottenere la prestazione da una delle aziende
ospedaliere, aziende sanitarie, ma non si cancellava dalle altre,
oppure si rivolgeva alla struttura privata, faceva la prestazione
ma risultava e continuava a risultare iscritto nelle lunghe liste
d'attesa.
Allora, la questione è molto seria. Anche questa, Assessore, è una
delle questioni che andava e va affrontata, con molto rigore e
molta serietà, sapendo che uno dei problemi riguarda il personale
sanitario ma un altro problema delle liste d'attesa riguarda il
sistema di prenotazione. Perché è lì uno dei buchi essenziali.
Aggiungo io, anche il famoso privato convenzionato, al quale noi
compriamo le prestazioni, ad oggi, in parte se non in minima parte,
è coinvolto nel sistema delle prenotazioni attraverso i CUP, per
cui compriamo prestazioni ma, di fatto, il paziente che riceverà la
prestazione sanitaria se lo sceglie la struttura convenzionata e
non attraverso...
(Brusìo in Aula)
CRACOLICI. Scusate se vi disturbo. e non attraverso la modalità,
diciamo, di una prenotazione che tenga insieme l'intero sistema
sanitario, sia quello pubblico che quello convenzionato, che come è
noto è pubblico perché lo paghiamo noi.
Allora, io - così come ho fatto per la norma sui laghetti - chiedo
al Governo di soprassedere, in questo momento, su questa norma per
consentire un approfondimento di merito, anche alla luce
dell'impugnativa che è arrivata ieri sulle norme sui laboratori di
analisi e sugli effetti giuridici, per consentire all'Aula, a
settembre, di esaminare con maggiore rigore, maggiore
approfondimento, una norma che può essere utile nella misura in cui
affronta la questione, altrimenti sarò costretto a votare contro,
come ho fatto poc'anzi.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole
Saverino, per dichiarazione di voto.
SAVERINO. Grazie, Presidente. Intervengo perché naturalmente,
assessore Faraoni, ne avevamo già parlato, è lodevole nel comma 8
di questo dell'articolo 12, questa presenza, questa sensibilità
rivolta ai soggetti fragili, tra cui i pazienti oncologici,
cronici, complessi, eccetera.
Io ho presentato, ma non lo trovo Presidente tra gli emendamenti,
a questo aveva aggiunto un emendamento, in cui dopo le parole
vulnerabilità socio-economica, avevo chiesto anche l'inserimento di
percorsi preferenziali per l'accesso facilitato ai servizi sanitari
per le persone con disabilità, per gli autistici, percorsi che
dovrebbero aiutare non solo le prestazioni sanitarie ambulatoriali,
ma anche i beneficiari - poco fa parlavamo di liste d'attesa -
anche di spazi in agenda per le prenotazioni di visite
specialistiche, anche per gli accessi al pronto soccorso.
Quindi, credo che sia in tema con quello che è questo articolo del
testo e, quindi, anche con questa sua attitudine, questa sua
sensibilità per i percorsi per persone fragili.
Pertanto, chiedo Presidente se si possa inserire anche questo, non
so se troviate questo emendamento nel testo perché è un
modificativo, quindi non aggiuntivo ma non lo riesco a trovare,
quindi penso che sia l'occasione giusta anche per far rientrare
questo percorso anche per queste persone, per questi soggetti
fragili. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, allora si passa all'emendamento 12.2 che è
ritirato, era il soppressivo. Si passa all'emendamento 12.147, a
firma dell'onorevole Di Paola. È mantenuto o e ritirato?
CRACOLICI. Il Governo può fornire un chiarimento?
PRESIDENTE. Va bene, Assessore, nel merito dell'utilizzo dei
fondi. Risponde l'Assessore Faraoni. Prego, Assessore.
FARAONI, assessore per la salute. Allora, affronto le questioni
che sono state poste: intanto non ci sono risorse da parte dello
Stato per il 2025. Quindi, questo è un fatto importante perché
quelle che abbiamo ricevuto erano relative agli anni precedenti,
quindi non c'è una sovrapposizione di modalità di finanziamenti. Le
attività di assolvimento al compito di eliminazione di una lista
d'attesa, badate bene che è una questione nazionale, e la questione
nazionale ha dimostrato, che ogni qualvolta si fa un intervento per
poter abbattere le liste d'attesa, lo spazio che si è creato
immediatamente, si riempie nuovamente di altre richieste, quindi
questo significa che bisogna intervenire in termini strutturali.
Ecco perché il comma 4 interviene sull'organizzazione complessiva
dei servizi, e non sono somme, come qualcuno può pensare magari
dalla formulazione, che sono destinate ai privati convenzionati,
no, è che sulla piattaforma devono accedere e devono operare, sia i
soggetti pubblici che i soggetti convenzionati, perché anch'essi
fanno parte della risposta sanitaria del servizio sanitario
regionale e, quindi anche loro dovranno omologare le loro modalità
di erogazione, secondo questi metodi innovativi che dobbiamo
introdurre dentro nelle nuove piattaforme per le quali oggi il
Governo chiede l'investimento che possa garantire l'innovazione.
Poi, per quanto riguarda le prestazioni che vengono rese, non è
che c'è un cambiamento delle condizioni dei contratti collettivi
nazionali del lavoro, perché stiamo operando assolutamente in
osservanza a quelle che sono le condizioni Possiamo aprire la
questione come abbiamo già aperto, perché l'Assessorato in questo
momento ha in corso di verifica le prestazioni ALPI di tutte le
aziende, questo per poter comprendere il loro rapporto che deve
essere "uno a uno" con le prestazioni rese nell'ambito
istituzionale, e su questo rassicuro il Parlamento che stiamo
compiendo tutte le attività di verifica, esattamente come stiamo
compiendo le attività di verifica dei direttori generali.
Badate bene, quando parliamo di liste d'attesa, oggetto di
valutazione, sono quelle che AGENAS ha individuato, non sono tutte
le liste d'attesa, ma soltanto un blocco ben definito e che tra
l'altro, rispetto agli anni passati, ora, per quest'anno, per
l'anno 2025 - questo significa che la valutazione continua - viene
ad essere anche sostanzialmente modificato.
Quindi, ritengo che in questa nostra modalità complessiva
d'intervento su una questione che in questo momento attanaglia
tutta la Nazione, perché se è un problema che persino Bertolaso non
riesce a risolvere - voi comprenderete perfettamente che è un
problema notevole - e se lo vogliamo ridurre non ad una elargizione
di somme, perché non è questa la visione, ma è più giusto pensare
ad un atto di responsabilità, che però ci deve dare il coraggio di
innovare.
Se non ci mettiamo di fronte a questo problema con il coraggio di
innovare i nostri sistemi di ricezione della domanda sanitaria,
questo problema vi posso assicurare rimarrà irrisolto per gli anni
a venire e ogni anno si ripresenterà tel quel.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Chiedo all'onorevole Di Paola se
l'emendamento 12.147 è mantenuto o ritirato.
DI PAOLA. Lo mantengo, perché riscrive il comma con i riferimenti
normativi corretti.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Catanzaro)
PRESIDENTE. L'onorevole Catanzaro ha appena dichiarato che ritira
tutti gli emendamenti soppressivi tranne quello relativo alla
soppressione stessa del comma 4.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo l'accantonamento
dell'articolo.
PRESIDENTE. Il Governo chiede l'accantonamento dell'articolo 12.
Pertanto, in funzione del fatto che sono le ore 21:00, bene o male
era questo l'orario che avevamo pattuito, la seduta è rinviata a
domani, giovedì 7 agosto 2025, alle ore 11:00.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21:00 di mercoledì 6 agosto 2025,
è ripresa alle ore 11:30 di giovedì 7 agosto 2025)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 976 Stralcio/A
«Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2025
e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'articolo 12.
Siamo arrivati all'emendamento 12.63, a firma dell'onorevole
Catanzaro ed altri.
Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Signor Presidente, per quanto riguarda l'articolo 12
rimango sulla posizione di ieri sera: tutti i soppressivi dei primi
tre commi dell'articolo 12 sono ritirati.
Sul comma 4, ho già annunciato la richiesta di voto segreto.
PRESIDENTE. Ma il 12.63 non è un soppressivo.
Ha chiesto di intervenire l'Assessore Faraoni. Ne ha facoltà.
FARAONI, assessore per la salute. Signor Presidente, stralciamo in
questa fase il comma 4. Lo riporteremo in VI Commissione per un
confronto e per approfondimenti, che potrebbero risultare
necessari. Per il resto, richiameremo anche l'eventuale
applicazione dei contratti collettivi nazionali del lavoro in
maniera espressa nella nuova formulazione.
PRESIDENTE. Allora, assessore, in funzione della richiesta del
Governo di stralciare il comma 4, anche il comma 5.
FARAONI, assessore per la salute. Il comma 5 come diretta
conseguenza, sì.
PRESIDENTE. Perfetto. Quindi il comma 4 ed il comma 5
dell'articolo 12 sono stralciati.
Si passa all'emendamento 12.63. Onorevole Catanzaro, gli Uffici
dicono che è una formulazione corretta, suggeriscono che sia una
correzione di buon senso.
Il parere del Governo sull'emendamento 12.63?
FARAONI, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.63. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 12.64. È ritirato.
Gli emendamenti 12.53,12.61,12.52, 12.60 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 12.145, a firma dell'onorevole Venezia.
Onorevole Venezia, è mantenuto o è ritirato?
VENEZIA. Ritirato.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 12 59, 12.51, 12.50 e 12.49 sono
inammissibili.
Si passa all'emendamento 12.48, dell'onorevole Catanzaro. È
mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. I soppressivi ai commi sono tutti ritirati.
Gli emendamenti 12.47, 12.58, 12.55, 12.38, 12.57, 12.45 e 12.56
sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 12.42, dell'onorevole Catanzaro ed altri.
È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Lo ritiro.
Si passa all'emendamento 12.41, dell'onorevole Catanzaro ed altri.
È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 12.5, 12.20, 12.148, 12.35 sono
inammissibili.
Si passa all'emendamento 12.46, dell'onorevole Catanzaro ed altri.
È mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 12.131, 12.142, 12.150, 12.157 e 12.30
sono inammissibili per mancanza di copertura.
Si passa all'emendamento 12.77, dell'onorevole Venezia. C'è un
invito al ritiro.
VENEZIA. Ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, anche quelli successivi immagino
siano ritirati.
VENEZIA. Sì, sono tutti ritirati.
PRESIDENTE. Benissimo, quindi gli emendamenti dal 12.77 e fino al
12.119 compreso sono tutti ritirati dall'onorevole Venezia.
Gli emendamenti in riduzione, onorevole Catanzaro, immagino siano
tutti ritirati.
CATANZARO. Sì, li ritiro.
PRESIDENTE. Benissimo, quindi gli emendamenti dal 12.29 al 12.151
sono ritirati.
Gli emendamenti 12.140 e 12.139 sono inammissibili.
Il comma 4 è stato stralciato, pertanto possiamo andare avanti.
I soppressivi ai commi sono ritirati.
Gli emendamenti 12.76, 12.75, 12.132 e 12.74 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 12.128, dell'onorevole Catanzaro. È
mantenuto o ritirato?
CATANZARO. Ritirato.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 12.73, 12.72 e 12.146 sono
inammissibili.
I soppressivi ai commi sono tutti ritirati.
Gli emendamenti 12.71, 12.70, 12.69, 12.68, 12.67 e 12.66 sono
inammissibili.
Abbiamo concluso con gli emendamenti. Pertanto possiamo votare
l'articolo 12.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, probabilmente non è stata
attenzionata una questione, che ha detto l'assessore, anche ai
sensi dell'articolo 117 Regolamento interno, di inserire che gli
emolumenti di cui al comma 2, credo, dell'articolo sono nel
rispetto dei contratti nazionali di categoria.
SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Signor Presidente, condivido.
È in arrivo la formulazione dell'emendamento, dovrebbe essere
questione di attimi, abbiamo preso atto dell'osservazione e
l'emendamento sta per arrivare, da un minuto all'altro.
Chiedo alla Presidenza un po' di pazienza e anche all'Aula se no
dobbiamo passare ad altro, ma preferirei chiudere l'articolo.
PRESIDENTE. Mentre aspettiamo questo emendamento passiamo
all'esame dell'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Rifinanziamento leggi di spesa
1. Alla tabella 1 dell'articolo 20, comma 2, della
legge regionale 9 gennaio 2025, n. 1 sono apportate le
seguenti variazioni:
Variazioni
No M P T A R Cap Desc N N V 2025 20 20 Cass
rmat is r i m u itol rizione O a i 26 27 a
iva si o t m b o T t n
di on g o . r E u c
rife e r l n i r o
rime a o e c a l
nto m a F a
m o t
a n i
d
i
L. 1 2 1 6 2 183 FONDO B 1 10.00 0, 0, 10.00
R. 2 808 PER LA A 0.000, 00 00 0.000,
8/20 DISABIL T 00 00
17 ITA' E
ART. PER LA
9, NON
COM AUTOSUF
M A FICIENZ
2, A -
LETT FONDI
A), REGIONA
B) LI
L. 4 3 2 9 3 772 INTERV B 1 5.128 0, 0, 5.128
R. 040 ENTI DI T .000,0 00 00 .000,0
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ISTITUT
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PUBBLIC
I.
Chiedo al Partito Democratico e al Movimento Cinque Stelle se i
soppressivi all'articolo 13 sono ritirati.
CATANZARO. Ritirati.
DE LUCA Antonino. Ritirati.
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo e presidente Schifani, apprezziamo ovviamente il fatto che
il Governo abbia inserito delle risorse per interventi urgenti per
l'edilizia scolastica e per la disabilità.
Noi abbiamo presentato diversi emendamenti nel tentativo di
incrementare la spesa, attendiamo che anche dal Governo ci sia una
medesima volontà per cercare di incrementare queste risorse, che
sono assolutamente utili a due settori importanti della vita dei
siciliani.
Quindi, Presidente Schifani, chiediamo se è possibile incrementare
i 10 milioni e i 5 milioni e 800 mila.
PRESIDENTE. Vediamo se la richiesta è accolta.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, io naturalmente posso apprezzare
questo articolo 13, ma non posso essere assolutamente soddisfatta
perché vengono escluse delle categorie, in particolare mi riferisco
agli assistenti igienico personali e agli ASACOM, perché,
Presidente Schifani, a settembre i nostri studenti con disabilità
non andranno a scuola come gli altri studenti normodotati, perché
la scuola per loro è preclusa, il diritto allo studio è precluso
dal momento che sono delle figure assolutamente necessarie per
garantire il loro accesso alla scuola, quindi sono figure che noi
non possiamo assolutamente dimenticare.
Per questo motivo, il Movimento Cinque Stelle non può accettare
che questo articolo 13 sia approvato soltanto in questa maniera,
per questo motivo abbiamo depositato degli emendamenti per le
figure degli assistenti igienico personali e gli ASACOM, questi
emendamenti si trovano tra gli aggiuntivi. Quindi io chiedo che
questo Governo regionale abbia un'apertura da questo punto di
vista.
GIAMBONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io in questo
breve intervento naturalmente mi riferisco al Governo come Partito
Democratico, abbiamo a più riprese sollecitato quello che è un
impegno sulla riqualificazione delle nostre scuole, molto spesso
fatiscenti.
Questo emendamento va sicuramente nella direzione che noi
vogliamo, ciò non di meno riteniamo, Presidente, che questa somma
non sia sufficiente rispetto agli interventi che si devono portare
avanti nelle nostre scuole in tutta la Sicilia.
Aggiungo un altro aspetto: il termine programmazione; io ritengo
che sia inqualificabile, presidente Schifani, che noi oggi andiamo
a pianificare una somma per il fondo per le disabilità solamente
per l'anno 2025, una persona che è disabile lo è anche nel 2026 e
nel 2027 e per una regione che vuole programmare e garantire i
servizi al cittadino, specialmente di chi ha bisogno, è necessario
guardare oltre il proprio naso.
La programmazione degli interventi per i disabili, come è stato
detto per gli ASACOM e per il fondo per le disabilità, non può
essere definita anno per anno, il motivo per il quale io le chiedo
e chiedo al Governo di intervenire già sin da adesso, è che il
fondo per le disabilità deve essere già determinato per il triennio
duemila 2025, 2026 e 2027. E oltre a questo dobbiamo celermente
intervenire in maniera programmatica anche per gli ASACOM: è
inqualificabile che ad ogni variazione di bilancio noi siamo qui a
discutere di come rimpinguare un capitolo e poi ci sono famiglie
che non possono mandare i propri studenti disabili a scuola.
Presidente, su questi temi, noi - come Partito Democratico - non
indietreggiamo e chiediamo un'assunzione di responsabilità, adesso
PRESIDENTE. Grazie onorevole Giambona, in tutti i casi poi,
durante le finanziarie, per gli anni a venire.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che altro per
confermare quello che hanno detto i miei colleghi.
Presidente, per quello che hanno detto i miei colleghi, la
preoccupazione nostra, oltre tutto, che non è un andamento
epidemiologico costante nel tempo, purtroppo, scientificamente,
epidemiologicamente, questa situazione dei ragazzi disabili sta
aumentando in maniera esponenziale, per cui prevedere - non
arrivare all'ultimo minuto - ma prevedere, già da adesso, in questi
tre anni, una programmazione, credo che sia la cosa più importante.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'assessore Dagnino. Ne ha
facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il Governo condivide il rilievo, in ordine al carattere,
tendenzialmente, ripetitivo nel tempo, dell'aumento dei disabili e
dell'esigenza di garantire dei fondi; quindi, ritiene di
riformulare l'articolo con un emendamento che concede il triennio,
la triennalità delle spese, dei fondi.
PRESIDENTE. Abbiamo concluso con gli interventi.
SCHILLACI. Non ha risposto sulla questione degli assistenti
igienico-personali.
PRESIDENTE. Vuole rispondere, assessore Dagnino?
DAGNINO, assessore per l'economia. La misura alimenta il Capitolo
denominato "Fondo per la disabilità e per la non autosufficienza",
si tratta - se ho ben capito - di un ulteriore Capitolo da
incrementare, o sta all'interno del medesimo Capitolo? Però,
significherebbe andare a introdurre un emendamento aggiuntivo, su
questo profilo, quindi, insomma, diventa un tema di altra natura.
Lo vedremo a settembre, questo.
PRESIDENTE. Assessore, l'emendamento sul triennio lo ha preparato?
Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
intanto per prendere atto che sono state messe le somme per quanto
riguarda gli ASACOM - un attimo assessore, mi vuole ascoltare un
attimino - per quanto riguarda l'igienico sanitario c'è un
problema.
La Corte dei Conti ha già più volte detto ai Comuni che non è
competenza loro e quindi già abbiamo avuto dei rilievi. Quindi non
è più possibile praticamente mettere somme sull'igienico-sanitario,
perché è competenza delle scuole. Questo è quanto più volte
statuito dalla Corte dei Conti, quindi noi non possiamo andare
contro le norme di legge.
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente., desideravo rivolgere
all'assessore Dagnino una mia domanda in merito all'ASACOM. Il
tema, Assessore, non può essere settembre, perché già in tante
Città metropolitane - parlo del caso di Messina, ma credo che sia
un problema che riguarda anche tutte le ex province - ci troviamo
ad assistere a una disparità di trattamento per gli studenti che
hanno bisogno di poter frequentare i licei con le dovute cautele.
Se noi diciamo che mettiamo i soldi per l'ASACOM a settembre,
significa che questi studenti andranno a scuola a novembre, perché
bisogna anche entrare nell'ottica che ci sono procedure di gara da
fare.
Quindi la mia domanda è questa - lo dico a lei, ma lo dico anche
agli Assessori competenti - le risorse per poter garantire a
settembre una regolare prosecuzione delle attività per quanto
riguarda questi studenti ci sono o no? A noi risulta che non c'è e
che quindi questo capitolo vada comunque rimpinguato. E credo che
fosse uno dei temi, al di là poi del tema se è aggiuntivo o non
aggiuntivo; lasciamo stare queste questioni che riguardano
dinamiche ed equilibri dell'Aula, andiamo intanto alla sostanza
della questione. Sono d'accordo con quello che è stato già detto da
altri colleghi: questo capitolo va aumentato, in modo tale che si
possano fare le gare e garantire la regolare prosecuzione, anzi il
regolare inizio dell'attività scolastica a tutti quanti.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. È già intervenuta, onorevole Schillaci. Ha chiesto di
parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, io mi rivolgo al Governo.
Assessore, un minuto soltanto. L'argomento è questo. Sono
perfettamente d'accordo con l'onorevole Cateno De Luca, ha
perfettamente ragione: se noi non interveniamo sul problema ASACOM
subito, diamo un segnale ai sindaci, ai dirigenti scolastici, alle
famiglie con disabili, che questo argomento lo affronteremo quando
avremo tempo, cioè forse con la finanziaria, a dicembre, ma quando
l'anno scolastico sarà già iniziato.
Vorrei dirle, assessore Dagnino, che il capitolo che stiamo
approvando riguarda i disabili gravissimi, che è un tema. Poi c'è
il tema degli ASACOM.
Ora, siccome tutta l'Aula è d'accordo a questo aggiuntivo, che il
Presidente della Regione ha già attenzionato e aveva proposto come
aggiuntivo, mettendo dieci milioni di euro, io credo che con un
atto di buona volontà di tutti quanti, possiamo inserirlo in questo
articolo e dare un segnale concreto alle scuole che devono iniziare
gli studi.
Però Presidente, Assessore, non bastano dieci milioni, i comuni le
province hanno bisogno di risorse enormi. Tuttavia dare subito un
segnale sarebbe un fatto molto concreto e sarebbe anche un fatto di
intelligenza di quest'Aula.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, in ordine a quanto
detto dai colleghi che mi hanno preceduto, rispetto al quale
esprimo piena condivisione dei temi trattati, la previsione nel
triennio del fondo aggiuntivo per i disabili gravissimi per
l'assegno di cura è cosa buona e giusta, ma non dimentichiamo,
signor Presidente, che con l'attuale dotazione aggiuntiva che
abbiamo inserito in questa fase, non riusciamo a soddisfare tutte
quelle che sono le domande dell'assegno di cura. Quindi invito il
Governo, io ho presentato - Assessore all'economia Dagnino se mi
presta attenzione, Assessore Dagnino mi perdoni, non posso
continuare - volevo richiamare la sua attenzione Assessore,
perché...
PRESIDENTE. Assessore Dagnino, l'onorevole Lombardo si sta
rivolgendo a lei.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Assessore, io volevo richiamare la sua
attenzione sul fatto che l'articolazione nel triennio della
dotazione aggiuntiva per il fondo della non auto-sufficienza e
quindi di quelle risorse che sono rivolte ai disabili gravissimi
per la possibilità di fruire dell'assegno di cura - caro Assessore
all'economia la prego nuovamente di prestare attenzione - è cosa
buona e giusta, però, caro Assessore, come ho rilevato in
Commissione Bilancio, le faccio notare che la dotazione aggiuntiva
attuale non è sufficiente a coprire in questo anno solare quelle
che sono le domande degli assegni di cura; c'è l'Assessore Albano
presente in Aula che può anche testimoniarlo rispetto a quella che
è la richiesta che l'Assessorato alla famiglia - che è
l'Assessorato competente - ha inoltrato al Governo.
ASACOM è un tema che anche in Commissione Bilancio, insieme ai
deputati alla maggioranza, abbiamo posto come elemento aggiuntivo
rispetto al testo e rispetto al quale purtroppo non c'è stata una
condivisione di tutte le forze politiche perché si potesse trattare
e tradurre in norma con risorse aggiuntive il tema dell'ASACOM.
Bene ha fatto l'onorevole De Luca a ricordare come è importante
prevedere una dotazione adeguata per le Città metropolitane, il cui
servizio si regge solo ed esclusivamente sul trasferimento della
Regione, ma non dobbiamo dimenticare - lo abbiamo fatto lo scorso
anno all'inizio dell'anno; lo abbiamo fatto quest'anno all'inizio
dell'anno; lo scorso anno anche nella fase delle variazioni - una
dotazione adeguata che occorre ai comuni il cui servizio ASACOM si
regge solo ed esclusivamente su risorse proprie dei comuni e
rispetto a cui purtroppo registriamo una domanda di assistenza che
cresce di anno in anno e rispetto a cui anche l'Anci - lo ha
ricordato ieri il Presidente della Regione - ha espresso piena
condivisione e piena speranza, perché si prevedessero risorse
aggiuntive.
Non solo le Città metropolitane, non solo i liberi Consorzi, ma
anche i comuni che soffrono tantissimo questo problema hanno
necessità ovviamente di un rimpinguamento del fondo.
PRESIDENTE. Ha chiesto d'intervenire l'onorevole Abbate. Ne ha
facoltà.
ABBATE. Signor Presidente, assessore Dagnino, siccome stiamo
parlando di argomenti aggiuntivi rispetto a quello che è il testo
di legge. Siamo arrivati fino ad ora, ne abbiamo approvati alcuni,
altri articoli sono stati bocciati, ma sappiamo che ci sono
argomentazioni importanti che avevamo portato all'interno di questa
manovra e che dovevano essere discussi in questa manovra.
Due argomenti importanti, che erano quella della dotazione
economica che l'Assessorato alla famiglia mette a disposizione di
comuni e province, per quanto riguarda l'assistenza all'autonomia
della comunicazione, specialmente, per quanto riguarda i comuni:
sappiamo che la dotazione era una dotazione di pochi milioni di
euro e, quindi, si doveva trovare la possibilità, prima di inizio
dell'anno scolastico, perché si deve programmare prima dell'inizio
della scuola, di poter mettere a disposizione delle risorse
aggiuntive per poter aiutare i comuni per quanto riguarda questo
provvedimento importante per l'autonomia e la comunicazione, che
non è all'interno del testo e quindi che è argomento aggiuntivo.
L'altro argomento aggiuntivo - sembra che di colpo sia scomparso -
che tutta una volta sia scomparso - è quello del personale dei
consorzi di bonifica.
Siccome siamo tutte persone responsabili, maggioranza,
opposizione, Governo, e tutti noi che abbiamo parlato di questi dei
consorzi di bonifica - importante argomento come tutti gli altri -
perché sappiamo che il personale serve per far funzionare un
servizio e parliamo di siccità, e parliamo di interventi per le
aziende e di mettere a disposizione il personale per erogare un
servizio, finalmente si è arrivati nella condizione di poter fare
un intervento epocale, ma importante sia per il personale che per
le aziende e per tutti i servizi, oggi, sembra che sia uscito fuori
dall'agenda di questo Parlamento. E, quindi, io penso che sia
inconcepibile un'attività del genere, per noi parlamentari, per noi
che abbiamo una responsabilità, per noi che siamo legislatori.
Quindi, io penso che questo è qualcosa che deve scuotere ognuno di
noi, rispetto a quello che ogni giorno diciamo, perché quando diamo
una parola, deve essere Cassazione, se siamo persone perbene. Non
può essere che le cose scompaiano dall'oggi al domani, quindi io
chiedo, Presidente, di fermarci un attimo, visto che abbiamo
completato l'articolato, di fermarci un attimo prima di chiudere
l'approvazione dell'articolato, e capire sugli aggiuntivi, ASACOM e
altri, cosa fare.
PRESIDENTE. Onorevole Abbate, la interrompo, solo due motivi. Uno.
La questione degli ASACOM è importantissima. Due. La questione dei
consorzi di bonifica non è stata sottoposta soltanto da lei, ma
anche dalle opposizioni.
Siccome, per quel che mi riguarda, si sta affrontando un discorso
che è aggiuntivo, questo è l'ultimo intervento. Noi completiamo il
testo, successivamente sospenderemo l'Aula e affronteremo il tema,
eventuale, degli aggiuntivi.
ABBATE. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Quindi, ad oggi, la conforto sul fatto che non stiamo
trattando... Cioè, per quanto mi riguarda in questo momento...
ABBATE. L'importante è che sappiamo che lo affronteremo.
PRESIDENTE. Lo affrontiamo, successivamente. Intanto, è arrivato
l'emendamento da parte del Governo, rispetto all'indicazione che
era stata suggerita circa la triennalità dei 10 milioni in più, ed
è nei vostri tablet. È tra i fuori sacco, è un modificativo, ed è
il 13.84.
Ne do lettura: "All'articolo 13 aumentare la dotazione del
capitolo 183808 di 10 milioni di euro, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2026 e 2027. Copertura 215704". Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 13. Onorevole Venezia, immagino che
tutti quanti gli altri siano ritirati. Adesso siamo a pagina 178,
all'emendamento 13.33. È mantenuto o ritirato?
VENEZIA. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie. Quindi, sono tutti ritirati gli
emendamenti. Benissimo. Controlliamo prima se ci siano altri
emendamenti.
LA VARDERA. Presidente, quanti articoli sono rimasti?
PRESIDENTE. Tre, e il 12 chiaramente, con la riscrittura. Non ci
sono altri emendamenti, pertanto pongo in votazione l'articolo 13,
nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si torna all'articolo 12. Sui vostri tablet trovate la
riscrittura del Governo, l'emendamento è il 12.159: "Alla fine del
comma 2 aggiungere le seguenti parole: nel rispetto dei contratti
collettivi nazionali di lavoro".
Pongo in votazione l'emendamento 12.159. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Accolgo
con favore che l'Assessorato della salute e il Governo abbiano
accolto i rilievi che sono stati anche evidenziati dal
sottoscritto, ieri, perché la questione e il tema liste d'attesa è
un tema che deve essere affrontato con precisione chirurgica, mi
consenta il gioco di parole, Assessore.
Però, veda Presidente Schifani, gradirei da parte sua, che sin
dall'inizio del suo insediamento ha sempre posto il tema delle
liste d'attesa come uno dei principali obiettivi se non il
principale obiettivo del suo Governo e credo che sia anche la
principale esigenza, insieme al lavoro dei siciliani per potersi
curare. Potersi curare bene, nei tempi giusti e gratuitamente,
credo che sia il diritto più importante che va riconosciuto ai
cittadini siciliani.
Presidente, le chiedo semplicemente una cosa: ricordandole il suo
impegno a verificare l'operato dei direttori generali, a un anno
dal loro insediamento, qualora le liste d'attesa non si fossero
ridimensionate, ma ridimensionate non secondo un dato statistico,
un dato matematico, ma secondo un dato che effettivamente
corrisponde alle esigenze dei cittadini siciliani. Presidente
Schifani l'unica cosa che le chiedo è di fare questa verifica e di
trasmetterla alla Commissione Salute, perché se le cose non
funzionano non è possibile che tutti abbiano fatto il loro dovere,
se le cose non funzionano a tappeto ci sarà qualcuno che ci ha
provato e non c'è riuscito ma probabilmente ci sarà qualcuno che
non ci ha nemmeno provato o che non lo sa fare e, quindi, è
inadeguato al suo ruolo Quindi, l'unica cosa che le chiedo, che
credo che sia una cosa rispettabile, equilibrata, anche non
individuabile come una richiesta da parte di un partito di
opposizione ma credo che sia una cosa equilibrata, le chiedo solo
di fare una verifica seria, una verifica compiuta delle azioni che
hanno posto in essere questi direttori generali per abbattere
queste liste di attesa e se tra questi ne individua qualcuno che
non ha fatto niente di utile o che non è stato capace di fare
qualcosa di utile, per favore senza bisogno che lo evidenziamo noi,
lo rimuova e lo sostituisca con qualcuno un po' più capace, sempre
indicato dai partiti, purché sia capace
LA VARDERA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne fa facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Solo per
ricordare, anche a seguito dell'intervento dell'onorevole Gilistro,
che ancora ad oggi parliamo di sanità, parliamo di liste attesa.
Assessore Faraoni, non avete nominato il commissario ASP di
Palermo. Quando lo volete fare? Diteci quando volete dare alla più
grande Azienda sanitaria siciliana il commissario perché
l'Assessore è stata promossa Deo gratias, quando avete intenzione
di restituire alla più grande azienda sanitaria siciliana una guida
che non sia frutto di accordi politici, perché la vera ragione per
cui la sanità è arrivata, oggi, lo stato in cui si trova, è perché
praticamente l'avete politicizzata sin dal suo nascere
L'obiettivo del mio intervento è chiedere al Presidente Schifani
un impegno sui tempi in cui cercherà di nominare il commissario Asp
di Palermo.
C'è un'azienda provinciale...
CRACOLICI. Non il commissario, il direttore
LA VARDERA. Sì, il direttore. No, non è questo, perché parliamo di
sanità. Il direttore quando verrà nominato? Anche perché su questo
punto di vista c'è un'azienda che aspetta da tempo e ha bisogno di
una risposta. Grazie.
GIAMBONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, assessori, come Partito Democratico è
nota l'attenzione al tema della sanità.
Noi, negli scorsi mesi, abbiamo portato avanti un'azione negli
ospedali e nel mondo della sanità siciliana e, naturalmente, da
questo è emerso un po' di tutto.
Oggi siamo qui a discutere di una norma che abbiamo migliorato in
Commissione "Salute, Servizi Sociali e Sanitari" e poi anche in
Commissione Bilancio.
Ci sono 200 mila prestazioni sanitarie che ancora devono essere
rese, per cui i siciliani attendono e, quando si arrendono, sono
costretti a rivolgersi al privato, quando hanno la disponibilità
economica. E questo è il dato: che molti non hanno le disponibilità
economiche, Presidente Schifani, per poi andarsi a curare. Lo
sappiamo benissimo, la problematica non è solo una problematica
siciliana, è una problematica nazionale
Noi abbiamo rappresentato in questa seduta tutta una serie di
criticità, ma anche allo stesso tempo un'esigenza di attenzione. Il
tema di come queste prestazioni aggiuntive debbano essere rese, nel
rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro, credo che
sia condiviso da tutti, non può che essere così.
Ma io rappresento anche un altro aspetto, per il quale chiedo
l'attenzione dell'assessore Faraoni e anche del Presidente
Schifani, una delle questioni per cui molti medici, infermieri e
personale tecnico, pur avendo, ecco, gli incentivi per potere
intervenire, poi, non accedono e non accettano per fornire
prestazioni aggiuntive, quindi, dando sostegno al nostro sistema
sanitario, è il livello della tassazione, la tassazione
Molti medici, infermieri e personale tecnico rinunciano e
preferiscono fare altro, dedicarsi alla famiglia, oppure decidere
semplicemente di dedicarsi ad altri settori.
Ebbene, io ritengo che oltre ad attenzionare il rispetto del
contratto collettivo, che è pacifico, dobbiamo fare in modo che
queste prestazioni aggiuntive possano beneficiare di quelli che
sono i vantaggi fiscali dei premi di produttività che già sono
previsti, quindi, l'attenzione che - io credo - debba essere posta
in questa azione - e non è automatica - perché bisogna portare
avanti un'azione concordata con le Organizzazioni sindacali
affinché questa misura rientri nel più ampio disegno condiviso con
le Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, affinché
si dia esecuzione, perché il concetto che io voglio esprimere oggi
è che noi stiamo pianificando 40 milioni di euro per smaltire le
liste d'attesa di qui alla fine del 2025, Presidente.
Si deve porre concretezza a questo tema: da domani mattina
l'assessore Faraoni, insieme alle Organizzazioni sindacali, si deve
subito muovere perché, diversamente, rischiamo che a gennaio del
2026, Mario Giambona sarà qui a dire: "Presidente Schifani, che
cosa abbiamo fatto dei 40 milioni di euro?". E noi questo, per i
siciliani, non ce lo possiamo permettere
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente.
Sarò molto breve, poiché mi sono astenuta dall'intervenire durante
tutta la trattazione del corpo delle norme.
Penso che sia doveroso dare una risposta in merito a quello che
dicevano anche i colleghi, perché io ho ascoltato attentamente le
parole dell'assessore Faraoni, ma abbiamo partecipato in maniera
incisiva rispetto alla redazione di questo, abbiamo sicuramente
arricchito il testo, e vorrei dire che non è da poco il fatto che
abbiamo, comunque, come dire, onerato l'Assessorato di dare una
relazione rispetto a quello che sarà l'andamento nell'abbattimento
delle liste e questo Parlamento ne avrà contezza. Ma vorrei
sottolineare due aspetti, di cui personalmente mi sono fatta carico
e che tutta la Commissione ha sposato all'unanimità, che riguarda
la possibilità di impiegare il personale, che vorrà farlo perché,
ovviamente, sarà una libera scelta del professionista piuttosto che
dell'infermiere o del comparto di potere fare l'abbattimento delle
liste, quindi, poter abbattere liste, anche durante i giorni
festivi e durante i notturni.
Inoltre, abbiamo anche dato una possibilità di inserire una
gradualità di emergenze, dando priorità ai soggetti fragili, agli
oncologici, alle donne gravide piuttosto che persone disabili.
Quindi, voglio dire, io credo che sia nell'ambito di ciò che a noi
Regione è dato fare, perché è chiaro che ci sono delle norme
nazionali che devono essere modificate su questo, io credo che
tutti i partiti, che ciascuno di noi rappresenta, abbiano un
compito di fare a Roma la loro parte. Dall'altra, abbiamo dato il
meglio di questa norma, perché io credo che sia veramente una norma
di buona volontà che recepisce in maniera importante alcuni temi
dirimenti. Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Credo che sia già in
distribuzione una integrazione.
Ieri l'altro si è parlato a lungo della esiguità della somma di
750.000 euro stanziata per il risarcimento danni da incendi. Si è
parlato a lungo di quel sottodimensionamento dell'intervento.
L'emendamento del Governo tende a modificare l'importo e lo
individua in un importo di tre milioni e settecentomila. Ci siamo
confrontati con gli Uffici se era possibile intervenire, visto che
già si era votato, però gli Uffici ci hanno confortato, seppure con
un certo sforzo, perché effettivamente si cambia solo l'aumento del
capitolo.
PRESIDENTE. Presidente, previo consenso dell'Aula, naturalmente.
SCHIFANI, presidente della Regione. Certo, con il consenso
dell'Aula, naturalmente.
PRESIDENTE. Penso che ci sia.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie Presidente, accogliamo favorevolmente questa
apertura da parte del Governo regionale, ma Presidente, noi le
chiediamo uno sforzo in più, perché noi abbiamo bisogno di una
maggiore attenzione e cura da parte di questo Governo regionale sul
fronte della prevenzione agli incendi.
Quindi, le chiediamo di rivedere il piano e, soprattutto, di
investire nelle nuove tecnologie. Non i droni che cadono alla prima
folata di vento, noi chiediamo investimenti su droni adeguati,
sulla formazione, perché è inutile acquistare nuove tecnologie se
poi non c'è nessuno adeguatamente formato. E, soprattutto,
l'intelligenza artificiale.
Il Movimento 5 Stelle ha delle proposte già depositate, basta solo
che vengano attuate. Tra l'altro la collega Marano mi suggerisce
che già c'è un disegno di legge approvato, per cui basta attuarlo.
Quindi, chiediamo uno sforzo, da questo punto di vista.
GILISTRO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie, Presidente. Solo per dire, intanto grazie per
aver dato questa possibilità. Abbiamo presentato, con l'onorevole
Spada, un subemendamento, dove, Assessore Dagnino, insistiamo sul
discorso di includere Siracusa. Anche per Siracusa abbiamo
presentato un subemendamento, in modo...
PRESIDENTE. Non possono essere presentati subemendamenti
all'emendamento del Governo. Quindi è inutile che presentiate
qualsiasi genere di emendamento.
CRACOLICI. Ma è una precisazione.
DE LUCA Antonino. Lo legga e lo riprenda.
SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Forse, l'ho detto poc'anzi:
possiamo cambiare soltanto l'importo, perché essendo già stato
votato con quella formulazione è immodificabile.
Quindi, con un certo sforzo, stiamo modificando l'importo, perché
con l'adesione e la condivisione della Presidenza e della
Ragioneria, purché ci sia la condivisione, ma è, non dico uno
strappo, ma qualcosa in più che stiamo facendo "off records", come
si suol dire. Però il testo, nel suo merito, ormai è stato votato.
Mentre qui stiamo, diciamo, con l'unanimità, ovviamente, con il
consenso della Ragioneria che chiede l'unanimità, perché
effettivamente è una questione borderline sulla anomalia. Però
siamo sereni, perché tocchiamo solo l'importo, però il resto è
immodificabile, perché è stato già votato.
PRESIDENTE. Corretto quello che dice il Presidente della Regione,
che è la stessa cosa che dicono gli Uffici.
SPADA. Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Comprendo che l'articolo 1 è stato votato e che si stanno
cambiando solamente gli importi. Siccome è una precisazione che
sanerebbe, di fatto, tutto quello di cui abbiamo parlato fino a
questo momento, ovvero l'esclusione della provincia di Siracusa da
questo riparto, chiedo la possibilità di inserirlo, eventualmente,
in una norma non votata.
PRESIDENTE. Onorevole Spada, facciamo la seguente. Siccome è,
oggettivamente, una grandissima forzatura ma, essendoci l'unanimità
dell'Aula, abbiamo già fatto sì che questo emendamento, su
richiesta da parte delle opposizioni, potesse essere ad incremento
delle disponibilità rispetto a questo capitolo, facciamo la
seguente: sia, penso, il Presidente della Regione che il Presidente
dell'Assemblea prendono l'impegno che questo problema lo
risolveremo nella prossima, che sarà, con ogni probabilità...
SPADA. No, no, no
PRESIDENTE. Leviamo l'emendamento.
SPADA. No, no, no. Signor Presidente, posso chiedere una cosa? Mi
faccia parlare. Siccome abbiamo detto che ci dobbiamo fermare un
attimo per vedere, così ho capito io, se ci sono alcune cose da
potere sistemare.
PRESIDENTE. E se poi non ci sono?
SPADA. Se non ci sono, dal momento che l'articolo 14, non avendolo
ancora votato si può emendare, chiedo di inserire questa parte.
PRESIDENTE. Ci sono le tabelle all'art. 14
SPADA. Lo so, signor Presidente. Dobbiamo trovare la soluzione.
Sono due anni che aspettiamo questa cosa. Se mettiamo i 3 milioni e
mezzo e abbiamo compreso la provincia di Siracusa, non è che stiamo
stravolgendo. Abbiamo aggiunto alcune parole: "compresa la
provincia di Siracusa" Non c'entra, loro applicano lo stato di
calamità nazionale.
PACE. È un aggiuntivo, se parliamo di aggiuntivi, ditecelo. Vale
per l'ASACOM, allora
PRESIDENTE. Onorevole Pace, ce ne sono tanti. Vale per gli ASACOM,
vale per tutti. Lo sappiamo benissimo. Eventualmente, dopo, quando
abbiamo finito l'articolato, se c'è una soluzione che troviamo con
l'unanimità, la porteremo si figuri se io posso essere contro. Io
ho il problema dell'IPAB di Paternò con 41 anziani che, se non si
risolve la questione in tempi stretti, avranno un problema
altrettanto critico. Ci sono tante criticità, però è giusto
condividerle tutti assieme.
Intanto pongo in votazione l'emendamento 1.75, se poi si troverà
una soluzione, che auspico si possa trovare, la porteremo avanti.
Pongo in votazione l'emendamento 1.75. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Poi, c'è l'emendamento 7.49, che è quello sulla povertà, se non
ricordo male, che porta da 4 a 5 milioni. Prima addirittura erano
3, se non ricordo male.
Pongo in votazione l'emendamento 7.49. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso abbiamo finito tutti gli articoli tranne l'articolo 3.
Per quanto riguarda l'articolo 3, qual è l'intenzione da parte del
Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, signor Presidente.
Questo articolo è stato più volte discusso, anche durante i lavori
dell'ultima legge di stabilità. In occasione della precedente legge
di stabilità, l'Aula ha chiesto al Governo di ritirare l'articolo,
cosa che il Governo ha fatto, verificando la disponibilità del
Fondo pensioni della Regione siciliana ad acquisirlo nel proprio
patrimonio, concedendolo in locazione al Governo regionale, in modo
tale da dare l'opportunità al Fondo pensioni di acquisire un
immobile di alto pregio e, soprattutto, di avere un conduttore che
avesse lo stesso rating del Fondo pensioni stesso, che non è altro
che la stessa Regione siciliana, da cui il Fondo pensione trae le
proprie risorse.
L'operazione del Fondo pensioni che il Governo aveva adottato con
un'apposita delibera, ma il Fondo pensioni non è riuscito ad
adottare una decisione finale entro un tempo compatibile con
l'esigenza di parte venditrice, che è parte pubblica, perché si
tratta del fondo della liquidazione della Sicilcassa, sottoposto ad
amministrazione straordinaria su nomina della COVIP, che è
l'autorità di vigilanza.
A questo punto, anche la visibilità che tutte le iniziative del
Governo regionale hanno dato a questo immobile, che già di per sé
ha una sua naturale visibilità, perché si tratta di un palazzo che
insiste su via Libertà, ha aumentato l'interesse dei privati, che
hanno formulato un'offerta, che è stata poi cristallizzata in un
contratto preliminare per l'acquisto allo stesso prezzo di 13
milioni e mezzo, che ritrovate nell'articolo presentato nel testo
qui in discussione.
E tuttavia, per rispetto nei confronti dell'esigenza pubblicistica
di dotare la Corte dei conti siciliana, che, ricordo a me stesso, è
un organo statutario - perché noi abbiamo anche la Corte dei conti
d'Appello in Sicilia, a differenza delle altre Regioni, quindi, è
un Organo che ha una rilevanza costituzionale in Sicilia, proprio
perché è istituita dallo Statuto regionale e dalle relative norme
di attuazione -, ha ritenuto di chiedere ai privati, che hanno
formulato l'offerta, di condizionare risolutivamente il contratto
preliminare all'ipotesi in cui la Regione formulasse un atto
deliberativo di acquisto dell'immobile entro il termine perentorio
del 15 di agosto; così dando spazio a codesto Parlamento per
eventualmente valutare l'operazione e, quindi, acquisire
l'immobile.
In poche parole, la decisione che in questa sede verrà assunta
sarà una decisione determinante rispetto alla possibilità di dare
alla Corte dei conti una sua sede istituzionale in via definitiva,
perché altrimenti, se il Parlamento dovesse deliberare di non
acquistare, l'immobile verrebbe venduto ai privati che hanno già
sottoscritto un contratto preliminare.
Ripeto, la deliberazione che assumerà l'Aula in questa sera
risolverebbe il contratto preliminare. Motivo per cui, sebbene il
Governo, come sappiamo, ha ritenuto di concentrare in questa
manovra le operazioni maggiormente urgenti e di maggiore respiro,
come tutte quelle che sono state fin qui deliberate, questa
operazione si è ritenuto di mantenerla in questo testo proprio
perché indifferibile, essendo stata già differita a dicembre
dell'anno scorso. E per i fatti che si sono manifestati
diversamente, di certo, il Governo avrebbe rinviato il testo di
questa proposizione normativa alla manovra che incardineremo nel
mese di settembre.
Ora, in poche parole, e vado subito alle conclusioni: se il
Parlamento delibererà di acquistare l'immobile avremo la
possibilità di dotare la Corte dei conti di una sede istituzionale
adeguata, così come già recentemente avvenuto con l'altro Organo
giurisdizionale di natura costituzionale statutaria, come è il CGA,
che, come sapete, ha avuto assegnato di recente la Villa Belmonte,
che è un immobile di grande pregio; diversamente avremo l'acquisto
dell'immobile da parte dei privati, con la conseguenza che,
verosimilmente, a scadenza del contratto di locazione la Regione
dovrà trovare una nuova sede per la Corte dei conti, sede che al
momento non è disponibile, quindi sarebbe un po' problematico per
la Regione trovare un'adeguata sede. Peraltro, con complessità
derivanti dall'obbligo di trasferimento anche degli uffici già
esistenti della Corte dei conti.
Inoltre, l'eventuale decisione di acquisto, che dovesse essere
assunta in questa sede, consentirà alla Regione grandi risparmi,
perché purtroppo, come tutti sanno, la Regione era in passato
dotata di un proprio patrimonio immobiliare, di proprietà, che poi,
è stato venduto ad un fondo di investimento immobiliare, e quindi
la Regione non ha, attualmente, significative risorse patrimoniali
proprie; ha quasi tutti gli immobili in regime di locazione.
Quindi, questa sarebbe una prima operazione che consentirebbe alla
Regione di avere la proprietà di un immobile di pregio; immobile,
nel quale si potrebbero anche destinare parte degli uffici
regionali con notevole risparmio di spesa e di un interesse
condiviso a livello istituzionale da tutti. Quindi, il Governo
ritiene di non ritirare l'articolo sottoposto all'Aula e di
rimettere all'Aula le proprie valutazioni. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, l'Assessore ha fatto un excursus,
seppur breve, di una storia che comincia mesi fa, però, ha omesso
di dire un punto essenziale: quando l'Aula ha suggerito lo stralcio
di quella norma, contenuta nella legge di stabilità, non si è
limitata a stabilire uno stralcio, ma ha chiesto che il Governo
regionale attivasse il Fondo pensioni della Regione siciliana per
acquisire al patrimonio - tra l'altro è un obbligo proprio dei
fondi - acquisire quel patrimonio all'interno del proprio, quindi
patrimonializzando il fondo stesso.
Mi risulta che è stato fatto un atto di Giunta in tal senso, il
fondo non si capisce bene perché non abbia operato secondo le
indicazioni fatte dalla Giunta che, ricordo, è la stessa che nomina
il Consiglio di amministrazione dell'organo di gestione del Fondo
pensioni, quindi è vero che non è la Giunta che può determinare
l'acquisto, ma è vero che l'atto di indirizzo fatto dalla Giunta,
in qualche modo, obbliga gli amministratori a dare esecuzione a un
orientamento assunto dall'organo che ha nominato i vertici del
fondo stesso.
Tra l'altro, quando avevamo questa ipotesi in campo, essa
prevedeva che l'acquisto avvenisse col diritto di prelazione che
era in capo alla Regione siciliana, in quanto conduttore del fondo
Sicilcassa, di acquisire quell'immobile ad un valore di 12 milioni
e mezzo di euro.
A distanza di pochi mesi, a seguito di procedure che si sono messe
in moto nel frattempo dal Fondo pensioni Sicilcassa, facendo una
gara rivolta anche a privati, siamo arrivati al fatto che oggi se
la Regione dovesse acquisire questo patrimonio e non più il Fondo
pensioni della Regione dovremmo pagare un milione di euro in più
nell'arco di poche settimane, dal momento in cui era stata assunta
la decisione della Giunta al momento in cui dovremmo oggi
esercitare il diritto di prelazione.
Ora, io credo che si è in presenza di un gigantesco problema di
danno erariale per la semplice ragione che il Fondo - tranne che
non vi siano state motivazioni diciamo di ordine giuridico-tecnico
- aveva l'obbligo di eseguire quanto la Giunta regionale ne aveva
disposto con la delibera approvata. Questo milione di euro in più
qualcuno dovrebbe spiegare com'è stato possibile che si sia
determinata una situazione del genere e soprattutto credo che
queste ragioni, in qualche modo, inducano a valutare con maggiore
prudenza se acquisire questo immobile che, tra l'altro, col
pagamento che la Regione opera fino ad oggi al Fondo Sicilcassa,
nell'ipotesi di acquisto, avrebbe avuto una remunerazione
nell'ordine del 7 e mezzo, 8 per cento rispetto al capitale
investito, quindi ben oltre i tassi applicati agli investimenti
fatti dal Fondo pensioni della Regione siciliana che mediamente
sono il 2, 3, 3 e mezzo, quindi ben oltre.
Allora, suggerisco al Governo di soprassedere, anche valutando,
tra l'altro vorrei ricordare che in questo immobile non c'è solo la
Corte dei Conti, perché la stessa Regione siciliana ha dismesso una
parte di questo immobile che era in locazione dove c'era il CGA ed
ha trasferito il CGA in altra sede prestigiosa, appropriata,
eccetera, eccetera, ma in questo immobile non c'era solo il CGA e
la Corte dei Conti, c'era ad esempio anche Almaviva, quella era una
delle sedi del call center dei servizi che Almaviva svolgeva per
diversi soggetti tra cui ex Alitalia oggi ITA.
Quindi, suggerisco e, pertanto, sono contrario a questa norma che
prevede l'acquisto, primo perché il fatto che si sia determinato
nell'arco di pochi mesi un maggiore onere di un milione di euro
suscita, credo, più che qualche perplessità e mi chiedo se non ci
sia stata in qualche modo una volontà per determinare questa
situazione di fatto, che un'amministrazione pubblica ha il dovere,
a questo punto, di valutare, con maggiore attenzione e maggiore
prudenza, l'utilizzo di questi immobili.
Credo che la Corte dei Conti, a cui abbiamo l'obbligo di
assicurare una sede prestigiosa, potrà trovare - da parte della
Regione siciliana - altri siti e altri luoghi, eventualmente, dove
svolgere le proprie attività istituzionali.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca e poi pongo
in votazione l'articolo 3. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, assessore Dagnino, non vorrei che, su questo
articolo, si verificasse il rating dell'assessore Dagnino.
DI PAOLA. Cosa è il "rating"?
DE LUCA Cateno. La credibilità, il valore delle azioni,
interpretiamolo come vogliamo, quelle che, ovviamente, potrebbero
essere anche le conseguenze - così di mal di pancia - di varia
natura; ma, al di là di questo - del quale, ovviamente, non me ne
occupo, perché non è di competenza mia - il tema è un altro, signor
Presidente della Regione: il rapporto tra la politica e la
burocrazia.
Veda, ho posto una domanda ben precisa all'assessore Dagnino, in
Commissione Bilancio: ho detto, chiaramente, che questo è un atto
di buona amministrazione che si doveva fare e si deve fare perché
solo degli scellerati, degli stolti, pagano a fondo perduto un
affitto quando lo possono patrimonializzare e noi, che facciamo
anche parte della categoria degli amministratori, ci rendiamo anche
conto di cosa significhi convertire in affitto un acquisto, spesso
lo facciamo anche utilizzando quelli che sono i tassi convenienti
della Cassa Deposito e Prestiti che ci consente, chiaramente, di
abbattere quelli che sono i cosiddetti "costi correnti" e, quindi,
riqualificare anche quello che è il concetto della spesa.
Ma c'è una questione che va chiarita a quest'Aula, assessore
Dagnino, che lei probabilmente, per eccessivo perbenismo, non ha
voluto chiarire e mi permetto su questo, però, di sollecitarla,
perché sono per votarla questa norma, ma sono per votarla perché
già doveva essere fatto prima, un anno fa, due anni fa, perché sono
uno di quelli che ha contrastato - nel 2006 e nel 2008 - l'azione
scellerata della svendita dei beni immobili e, quindi, questa è una
delle conseguenze di quelle scelte scellerate; ma questa,
purtroppo, è la storia, abbiamo dovuto aspettare quasi vent'anni,
il tribunale della storia, prima o poi, ci dà delle sentenze per le
quali, purtroppo, il danno ormai è fatto
Quindi, sono per votare, dichiaro già, ufficialmente - come ho
fatto anche in Commissione Bilancio - Presidente della Regione, di
essere favorevole, perché è una norma di buona amministrazione, ma
le chiedo, Presidente della Regione, che lei agisca nella qualità
di soggetto che ha nominato il Consiglio di Amministrazione del
Fondo pensioni, perché, se un anno fa, il Fondo pensioni aveva
avuto mandato di acquistare...
CRACOLICI. Tre mesi fa
DE LUCA Cateno. pochi mesi fa, questo immobile e c'era la
possibilità di farlo a dodici milioni e mezzo e non l'ha fatto, è
ovvio che oggi trovarsi con un contratto capestro - che assomiglia
a quella che è un po' la leggendaria situazione di Totò e la
Fontana di Trevi - obiettivamente, c'è qualcosa che mette in
evidenza un sospetto di un meccanismo che va rimosso; e alla
rimozione, Presidente, ci deve pensare lei.
Chiudo, Presidente del Parlamento, perché il tema è molto
delicato. Questo Parlamento deve avere la certezza e
l'assicurazione che lei abbia preso i provvedimenti consequenziali,
rispetto a una norma che non è stata rispettata, rispetto a un
danno conclamato, che è chiaro ed evidente e rispetto, anche, ad
un'esigenza, rispetto alla Corte dei Conti cui dobbiamo sopperire.
Quindi, il nostro voto sarà favorevole, ma riteniamo che sia
indispensabile, preliminarmente, che lei Presidente della Regione
chiarisca una volta per tutte quali sono i provvedimenti che ha
messo in atto o che metterà in atto per risolvere questa questione.
Grazie.
ABBATE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE. Grazie Presidente, sarò velocissimo. Io concordo e
sostengo, anche a nome del partito, questa scelta di andare per
l'acquisto dell'immobile, perché credo che si risolva un problema
che da anni si porta per le lunghe. Quindi, volevo velocemente dare
il sostegno al provvedimento, al Governo e alla scelta che ha fatto
l'assessore Dagnino, anche in questi mesi, per cercare di risolvere
questo problema con la Corte dei Conti, per risolvere il problema
di questo immobile. Grazie Presidente.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Sì, Presidente, brevissimamente, solo per richiamare un
po' i colleghi - e soprattutto i colleghi dell'opposizione - a non
chiedere il voto segreto su questa norma.
CATANZARO. Lo vuole bocciare con il voto palese?
ASSENZA. Ecco, chiedete il voto palese, così diamo una
dimostrazione di trasparenza all'esterno. Nel merito, non sono
palermitano, men che meno sono un immobiliarista, però parlare
dell'acquisto di un palazzo, in pieno centro di Palermo, di 20.000
metri quadrati per un prezzo di 13 milioni e mezzo, significa poco
più di 600 euro al metro quadro, in zone in cui, mi dicono i
palermitani, gli immobili si vendono a 4 o 5 mila euro al metro
quadro, ebbene, rinunziare a questa possibilità è delittuoso
Tutti i retroscena, tutte le dietrologie che ci possono stare sul
passato - e che non spetta sicuramente a me approfondire, ma a chi
di dovere - ma, in questo momento, rifiutando e non approvando
questo articolo, significa fare un favore alla cordata privata, che
non so come si chiami, chi ci sia dietro, chi rappresenti, di fare
una sporca manovra di speculazione edilizia E il Parlamento
siciliano, soprattutto col voto segreto, non può fare da paravento
a questa operazione
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà e abbiamo concluso con gli interventi.
SCHILLACI. C'ero io.
PRESIDENTE. Abbiamo detto uno per Gruppo, onorevole Schillaci.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Presidente, intervengo perché in
questi anni di articoli o di emendamenti su acquisti o vendite di
immobili ne ho visti passare innumerevoli. Dopodiché ho ascoltato
l'intervento di Cateno De Luca, che ha detto che nel 2008 ci fu una
sorta di svendita degli immobili, per poi affittarli. Io spero che
quella stagione in cui l'Assemblea regionale siciliana o la Regione
diventa immobiliarista, che si mette ad acquistare, a vendere, a
rivendere, ad affittare gli immobili...
Se c'era già un mandato, eventualmente, così come ha detto
l'onorevole Cracolici, perché non lo hanno acquistato prima questo
immobile? Perché non lo hanno acquistato prima? No, invece sempre a
portare norme in Aula per scaricare le responsabilità E io a
questo, Presidente, non ci sto e chiederò il voto segreto,
onorevole Assenza, lo chiedo io il voto segreto
(Applausi)
DI PAOLA. Chiederò il voto segreto, onorevole Assenza, perché è
ora di dire basta
(Subbuglio in Aula)
DI PAOLA. Perché gli stessi, gli stessi, gli stessi che hanno
svenduto gli immobili della Regione oggi sono al Governo E vi
dovreste vergognare, perché sono al Governo Chi ha svenduto gli
immobili della Regione e ha fatto quell'operazione di speculazione
è oggi ancora al Governo regionale Quindi chiederò io il voto
segreto
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Presidente, io su questa cosa, onestamente, voglio
rassegnare a quest'Aula le considerazioni opportune. Se l'Assessore
ci fa un ragionamento, lungi da me pensare che ci possa essere
però, dico, se c'è un problema oggettivo e si sta dicendo che ci
può essere una speculazione dei privati rispetto a questo Palazzo,
il Parlamento deve avere il coraggio di votare senza voto segreto,
perché ci deve mettere la faccia, su questa faccenda bisogna
metterci la faccia o bisogna avere il coraggio di dire chi vuole
votare sì e chi vuole votare no, perché non me la sento di fare
passare il messaggio all'esterno che ci possano essere degli
interessi altri cui ci dobbiamo prestare
No, noi dobbiamo metterci la faccia, le ragioni sono queste, ci
può essere un interesse dei privati a questa operazione, la Regione
una volta fa una cosa giusta e ci devono andare contro, no Grazie.
LANTIERI. Bravo
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, hanno parlato uno per Gruppo. Lei
è ancora intenzionata a parlare o rinuncia, visto che ha parlato il
Vicepresidente. No, non rinuncia. Prego onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Io non posso che apprezzare il
tentativo da parte del Governo regionale sulle locazioni passive,
però, veda Presidente, mi sarei aspettata a due anni e mezzo di
governo
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, continui.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Ripeto, pur apprezzando il
tentativo di ridurre le locazioni passive da parte di questo
Governo regionale, mi sarei aspettata che a due anni e mezzo ci
fosse stata da parte del Governo una visione strategica, perché
paghiamo milioni e milioni di affitti e di locazioni passive,
quindi mi sarei aspettata una campagna, presidente Schifani, di
riduzione delle locazioni passive non solo sull'immobile di via
Cordova e su questo suggerisco che ci sono diciassettemila immobili
confiscati alla mafia di cui il 50 per cento risiede sul territorio
regionale. Ripeto, la Regione siciliana ha veramente delle
assegnazioni ridicole sugli immobili confiscati alla mafia Fate un
accordo e una convenzione con l'Agenzia nazionale dei beni
confiscati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire il Presidente della
Regione. Ne ha facoltà.
SCHIFANI, presidente della Regione. Scusi Presidente, ma non sono
abituato; c'è un passeggio davanti le sedie del Governo, mi sto
abituando anche a questo. Però, lo dico con rispetto a tutti i
colleghi che si avvicinano al banco del Governo: spesso noi siamo
impegnati nel seguire i lavori d'Aula, a quello che si dice e come
rispondere, in particolar modo l'assessore Dagnino che stava
accanto a me che vedo spesso assalito , in termini naturalmente
amicali, in maniera dialettica, quindi tutta la mia stima e
solidarietà.
Allora, rispondo innanzitutto all'onorevole Cateno De Luca. Ha
ragione, nel senso, è stato ricordato anche dall'onorevole
Cracolici, un anno orsono la Giunta ha deliberato un atto di
indirizzo e ricordo anche, lo ricordava l'onorevole Cracolici, come
non sia stato in Aula ma nel corso di una riunione istituzionale e
politica dove il Partito Democratico disse: proviamo a non farlo
fare alla Regione ma c'è il Fondo pensioni che ha una notevole
liquidità ed è correlata naturalmente al nostro istituto. Noi,
ricordo, che ritirammo quella proposta, non la portammo nemmeno in
Aula, recependo quel suggerimento e successivamente siamo stati
consequenziali, l'abbiamo portato in Giunta, l'abbiamo deliberato e
come atto di indirizzo, perché voi sapete che non possiamo certo
ordinare ad un ente diverso dalla Regione un acquisto perché è
sempre un atto di straordinaria amministrazione; però, abbiamo dato
questo indirizzo preciso, significando quali fossero le opportunità
anche di reddito da parte di chi avrebbe comprato. Il nostro
ufficio tecnico ha valutato l'immobile 13 milioni 750 mila. Con
questo prezzo - mi rifaccio alla valutazione sulla quale alcuni
colleghi si sono interrogati su quanto vale, quanto non vale - devo
dire, a continuazione dell'ottima relazione di Alessandro Dagnino,
vorrei integrare questo dato oggettivo, cioè l'immobile è stato
valutato dal DRT, nostra Direzione, 13 milioni 750 mila. La
proposta di acquisto è 13 milioni e 500 mila. Si ammortizzerebbe,
si recupererebbe l'intero capitale in sei anni e mezzo. E poi
andremo in utile, sostanzialmente.
Noi abbiamo un obbligo costituzionale, lo sappiamo: quello di
garantire agli organi giurisdizionali, al CGA, al TAR, alla Corte
dei Conti, l'ospitalità. Sono patti, diciamo, para-costituzionali e
quindi abbiamo quest'onere.
Si è pensato di procedere. Premesso, mi rifaccio a quello che
diceva l'onorevole Cateno De Luca. Sì, onorevole De Luca, anch'io
ci sono rimasto male, rimasto male istituzionalmente perché mi
sarei aspettato, probabilmente, un'interlocuzione tra il Fondo
pensioni e questo Governo. Non c'è stata. Per cui mi riservo,
anche, non in via sanzionatoria, ma raccolgo la sua osservazione a
verificare un attimo, al di là del merito che adesso l'Aula
valuterà in piena autonomia, sulla dinamica dei fatti, perché la
Regione, credo avesse operato bene. Chi avrebbe dovuto, diciamo,
lavorare, promuovere questa azione di acquisto - ripeto, in massima
trasparenza, con l'interlocuzione e col conforto della Regione -
non l'ha fatto. Questo è un dato. Per cui le rispondo dicendo che
valuteremo, come Governo, l'operato del Consiglio di
amministrazione, che amministra un organismo che è dotato di
notevolissima liquidità. Notevole, per fortuna. E quindi, non è
stata certo la mancanza di provvista ad impedire questo acquisto.
Per il resto, torno a ribadire, come ha detto l'assessore Dagnino,
il Governo si rimette all'Aula, perché questo è un tema che,
secondo me, sfugge alle colorazioni politiche, sfugge ad un
programma di Governo. È una questione di opportunità, da valutare
in un modo o nell'altro.
Ecco perché ci rimettiamo all'Aula, perché non vogliamo
politicizzare la proposta. Non la vogliamo colorire, diciamo, di un
senso politico, ma di valutare - poi verificheremo, voto segreto o
palese, sarà l'Aula a decidere - di valutare con attenzione questo
aspetto.
Ripeto come si suole dire, l'ho detto più volte ieri nel mio
intervento, siamo laici nel senso che - anche se non rinnego le mie
radici cristiane, sono due cose diverse - ci rimettiamo all'Aula.
Poi prenderemo atto del voto, anche della modalità di voto. Noi
l'abbiamo portato all'esame dell'Aula, era giusto farlo, era
doveroso, perché ognuno valuti e si assuma le proprie
responsabilità in piena libertà. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, presidente Schifani. Allora, pongo in
votazione...
CATANZARO. C'è l'emendamento 3.1.
PRESIDENTE. Calma Si passa all'emendamento 3.1, soppressivo
dell'articolo.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. C'è richiesta, da parte dell'onorevole Catanzaro, di
voto segreto. Mettiamo il tesserino. Prego. Intanto verifichiamo i
richiedenti del voto segreto. Dobbiamo rifare, perché l'abbiamo
fatto per voto palese. Vediamo se la richiesta di voto segreto è
appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 63
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 35
Contrari 27
Astenuti 0
(È approvato)
PRESIDENTE. È approvato il soppressivo, pertanto l'articolo è
decaduto.
Ora, essendoci soltanto le tabelle da votare, sospendo l'Aula per
mezz'ora. Invito i Capigruppo di maggioranza, gentilmente, a venire
in Sala Lettura, insieme al Presidente della Regione e ricordo che
entro le ore 14.00, voteremo il disegno di legge.
Quindi, se i colleghi volessero andare a mangiare un toast, ma
alle ore 13.30 si ricomincerà.
(La seduta, sospesa alle ore 12:56, è ripresa alle ore 13:39)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Chiedo ai chiedo ai colleghi e al Governo di prendere
posto. Grazie.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dalle disposizioni della presente legge,
pari a complessivi euro 418.910.626,57 per l'esercizio finanziario
2025, di cui euro 350.554.555,23 per le autorizzazioni di spesa
della presente legge ed euro 68.356.071,34 per l'incremento del
Fondo occorrente per far fronte ad oneri dipendenti da
provvedimenti legislativi in corso - spese correnti (Missione 20,
Programma 3, capitolo 215704), euro 62.049.009,54 per l'esercizio
finanziario 2026 ed euro 64.484.477,27 per l'esercizio finanziari
2027, si provvede:
a) per l'esercizio finanziario 2025 mediante l'incremento delle
entrate di cui alla Tabella A annessa alla presente legge, per un
importo pari ad euro 418.910.626,57;
b) per l'esercizio finanziario 2026 mediante riduzione per
l'importo di euro 62.049.009,54 dell'autorizzazione di spesa di cui
al comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 9 gennaio 2025,
n. 1 - Tabella A - (Missione 20, Programma 3, capitolo 215704);
c) per l'esercizio finanziario 2027 mediante riduzione per
l'importo di euro 64.484.477,27 dell'autorizzazione di spesa di cui
al comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 9 gennaio 2025,
n. 1 - Tabella A - (Missione 20, Programma 3, capitolo 215704)».
Tutti gli emendamenti presentati all'articolo sono inammissibili;
pertanto si vota soltanto il mantenimento dello stesso.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Variazioni al bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2025 e per il
triennio 2025-2027 sono introdotte le variazioni di cui alle
annesse tabella A e tabella B , comprensive di quelle
discendenti dall'applicazione delle disposizioni della presente
legge.».
Tutti gli emendamenti presentati all'articolo sono inammissibili;
pertanto si vota soltanto il mantenimento dello stesso.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono degli ordini del giorno,
che vanno dal n. 357 al n. 418, che vengono accolti dal Governo
come raccomandazione.
Allora, non avendo più emendamenti, possiamo dare possiamo dare il
voto finale alla legge. Aspettiamo qualche minuto, che c'è qualche
collega qui nel corridoio, senza sospendere l'Aula.
Intanto comunico che da giorno 1 settembre 2025, le Commissioni
sono autorizzate a potersi riunire e l'Aula verrà rinviata a
partire dal giorno 9 settembre 2025.
Comunico, altresì, che tutti gli emendamenti aggiuntivi,
presentati a questo testo, insieme chiaramente a delle questioni
che sono, secondo me, assolutamente urgenti - quali quella degli
ASACOM, i Consorzi di bonifica ed altre che sono state sottoposte -
saranno inserite all'interno della manovra quater del Governo, che
sarà al vaglio della Commissione Bilancio.
Ricordo, altresì, che, proprio in funzione di questa urgenza che
abbiamo e che credo sia condivisa da tutto il Parlamento - a meno
che gli interventi vadano in una direzione differente, da quella
dichiarata - chiedo al Presidente della Commissione di essere
quanto più solerte possibile, sempre a termini del Regolamento, per
far sì che questo disegno di legge possa avere luce. E, sino a quel
momento, noi non tratteremo altri disegni di legge. Al massimo, ci
occuperemo di questioni relative alle varie interrogazioni, e
pertanto ad attività ispettiva.
Chiedo al Presidente della Commissione Bilancio, onorevole
Daidone, di intervenire.
DAIDONE, presidente della Commissione. Signor Presidente, avevo
già detto in Commissione, lo ripeto, alla riapertura, la priorità
assoluta sarà l'esame del disegno di legge da cui è stato
stralciato nella seduta di approvazione questo disegno di legge.
Quindi partiremo subito con l'esame dello stesso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Daidone.
n. 976 Stralcio/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2025
e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie» (n.
976 Stralcio/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Variazioni al bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2025 e per il triennio 2025-2027.
Disposizioni finanziarie varie» (n. 976 Stralcio/A). Aspettiamo un
attimo che sta entrando qualche altro onorevole.
Indìco la votazione finale per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 62
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 37
Contrari 15
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Vi ringrazio. Grazie al Presidente della Regione, agli Assessori,
alle forze politiche di maggioranza e di opposizione. Buone vacanze
e grazie agli Uffici.
La seduta è tolta alle ore 13.44 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVIII SESSIONE ORDINARIA
200a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 9 settembre 2025 - ore 15:00
ORDINE DEL GIORNO
-COMUNICAZIONI
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella