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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 199 di lunedì 04 agosto 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15.55

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendono prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine
  dei lavori.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avviso  che  le  comunicazioni  di  rito,   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno dell'Assemblea,  saranno
  riportate nell'allegato A al Resoconto dell'odierna seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE. Ai sensi del comma 9 dell'articolo 127 del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico  che  dovessero  aver
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito  pertanto  i  deputati a munirsi per  tempo  della  tessera
  personale  di voto. Ricordo che anche la richiesta di verifica  del
  numero  legale,  ovvero  la  domanda di  scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio    segreto,   sono   effettuate   mediante   procedimento
  elettronico.


    Discussione del disegno di legge "Variazioni al bilancio della
   Regione per l'esercizio finanziario 2025 e per il triennio 2025-
       2027. Disposizioni finanziarie varie" (n. 976 Stralcio/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede con il disegno di legge: "Variazioni al bilancio della
  Regione  per  l'esercizio finanziario 2025 e per il triennio  2025-
  2027.   Disposizioni   finanziarie  varie"  (n.   976   Stralcio/A)
  (Seguito).

   PRESIDENTE.  Abbiamo  il  segretario della  Commissione  Bilancio,
  onorevole Caronia, e l'assessore Dagnino è in Aula.

   MARANO. Non funziona così, non esiste


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Prima  della  relazione  dell'onorevole  Caronia,  ha
  chiesto  di  intervenire  sull'ordine  dei  lavori   in  base  alle
  richieste,  io  ho l'onorevole Catanzaro, che mi aveva  chiesto  di
  intervenire  sull'ordine dei lavori, poi Cambiano,  De  Luca  e  La
  Vardera.

   DE LUCA Antonino. L'avevo chiesto prima io.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Catanzaro, dall'inizio dell'Aula,  mi  ha
  chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori.

   CATANZARO. Signor Presidente, io ho fatto una richiesta  immediata
  di  intervenire sull'ordine dei lavori perché, su una variazione di
  bilancio  che abbiamo in Aula oggi, mi sembra davvero  assurdo  non
  trovare  tra  i  banchi del Governo, intanto  il  Presidente  della
  Regione,  che  ormai ci ha abituato alle sue dichiarazioni  tramite
  stampa. Da parlamentarista è passato ad essere colui il quale parla
  col  Parlamento  tramite  la stampa  Capisco  che  ci  sono  i  due
  superstiti, assessore Aricò e assessore Dagnino, che ovviamente  mi
  diranno  che  loro  sono  gli  assessori,  uno  con  la  delega  al
  Parlamento, l'altro ovviamente al bilancio e, quindi, sono  qua  in
  Aula,  però io trovo davvero imbarazzante ritrovarci in Aula  -  lo
  dico  anche  ai  colleghi  di  maggioranza  -  per  affrontare  una
  variazione  di  bilancio che, comunque, mette  alcune  norme,  l'ho
  chiamata anche una variazione di bilancio con le norme a sorteggio,
  cioè alcune norme dentro, altre no; un giorno sono trentacinque, un
  altro  giorno sono quindici. Poi c'è il gioco che fanno  scomparire
  le   norme   per  rimetterle  come  aggiuntive  e  poi   danno   la
  responsabilità alle opposizioni
   Ritengo anche - mi rivolgo agli Uffici - che con un calendario che
  noi  abbiamo avuto, di un termine degli emendamenti alle ore 14:00,
  ora  sono  le ore 16:00 e so dagli Uffici, perché noi, come  Gruppo
  parlamentare  del  Partito Democratico, abbiamo depositato  più  di
  1.100  emendamenti,  ebbene,  so  parlando  con  i  colleghi  delle
  opposizioni   che  forse  siamo  a  1.500,  1.600,  affrontare   la
  variazione di bilancio, pur essendo quindici articoli, non  essendo
  però  noi  a  conoscenza  di quelli che sono  gli  emendamenti  che
  vengono ammessi e quelli che non sono ammessi, è davvero difficile.
   Lo  dico  perché, Presidente Di Paola, per carità,  noi  ci  siamo
  detti che dobbiamo affrontare questa discussione generale, però  lo
  trovo  davvero - lo ribadisco per la seconda volta -  non  corretto
  nei confronti dei parlamentari: non esserci qui il Presidente della
  Regione, perché sono tante le cose che noi vogliamo dire proprio su
  quelle  che  sono le cose che non vanno e, quindi,  io  le  chiedo,
  Presidente Di Paola, qualora, ovviamente, ci siano le condizioni  -
  perché vedo che ci sono, forse, quattro deputati - inoltre, mi pare
  paradossale  - non per la collega che, ovviamente, è da segretaria,
  l'unica seduta in Commissione Bilancio - che non ci sia nemmeno  la
  Commissione Bilancio presente, con i deputati di maggioranza
   Io  le  chiedo,  Presidente Di Paola,  che  ci  possa  essere  una
  discussione  generale, affrontata in forma diversa -  anche  se  la
  vogliamo posticipare a domattina - ma con la presenza da parte  del
  Governo, perché comunque questi 15 articoli - lo dico per gli altri
  Assessori, ognuno ha competenza su un articolo, perché è  così  che
  si è andati avanti - e, quindi, ora c'è qui l'Assessore Colianni, e
  c'è  un  articolo  che  riguarda il suo  Assessorato,  ce  ne  sono
  altri... non vedo quello dell'agricoltura.
   Quindi,  Presidente Di Paola, capisco che siamo  alla  discussione
  generale,  perché ci sono quelli dell'opposizione,  e  li  facciamo
  sfogare  e così, poi, va bene, ci vediamo domani per il voto...  ma
  non funziona
   Noi  abbiamo bisogno di poterci confrontare, e l'Aula è  il  luogo
  che  serve proprio a noi parlamentari per il confronto, quindi,  io
  le  chiedo  in  questa  discussione generale, invitando  tutti  gli
  Assessori,  per domani, ad essere presenti, insieme  al  Presidente
  della Regione, perché così è davvero imbarazzante potere affrontare
  una discussione generale, e lo dico nei confronti del Parlamento  e
  di  tutti  i  parlamentari, sia quelli di opposizione, ma  lo  dico
  anche per quelli di maggioranza.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Prima  di  rispondere  faccio  intervenire  l'onorevole  De   Luca
  Antonino  che  ha  chiesto,  pure, di intervenire  sull'ordine  dei
  lavori e poi l'onorevole La Vardera, così ascoltiamo un po' tutti i
  Gruppi  parlamentari, perché ho visto che ci sono più colleghi  che
  hanno chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io glisso
  relativamente  al  metodo di prenotazione degli  interventi,  però,
  vorrei evidenziare che quest'Aula era convocata alle ore 15.00 e  i
  pochi  deputati dell'opposizione presenti sono venuti  alle  15.00,
  sono  le  16.00  e non c'è neanche il Presidente della  Commissione
  Bilancio, così come non c'è il Presidente della Regione; e, allora,
  questo   serve   a  evidenziare  due  cose:  innanzitutto,   chiedo
  l'interruzione  dell'Aula, perché il Presidente  della  Commissione
  Bilancio  -  che  è  anche  il relatore del  testo  -  deve  essere
  presente, perché così non è costituita la Commissione Bilancio, che
  deve  essere costituita per poter avviare la discussione  generale;
  e, quindi, questa la consideri come la pregiudiziale, perché non si
  può andare avanti in questo stato
   La   seconda:   è   veramente  irrispettoso  l'atteggiamento   del
  Presidente  Schifani, e del suo Governo, nei  confronti  di  questo
  Parlamento e della Sicilia tutta  Perché lui va a inaugurare pronto
  soccorso - che poi non funzionano perché non ci sono i medici  -  e
  chiede  responsabilità  alle opposizioni perché  bisogna  approvare
  questa  manovra entro mercoledì. Ma chi è? Ma come si permette?  Ma
  chi si crede di essere per dettare i tempi a questo Parlamento, che
  ancora  deve  iniziare la discussione? Ma chi si crede  di  essere?
  Glielo  potete comunicare  Ha sbagliato tutto, non ha capito nulla
  Perché,  non solo mercoledì non si esiterà la manovra,  ma  vedrete
  quanto  può essere alto il muro alzato dalle opposizioni, a cui  il
  presidente Schifani ha anche la sfacciataggine - perché  si  tratta
  di sfacciataggine - di chiedere responsabilità
   Lui,  che in due anni e mezzo, non ha trovato un giorno per venire
  qui a riferire degli scandali sulla sanità e sul turismo che stanno
  distruggendo il suo governo e la sua maggioranza  Lui che non trova
  il  coraggio  di venire un giorno in Aula - dopo che l'ha  promesso
  due  volte  - a riferire sugli scandali di Trapani, su  quello  che
  succede  nei  pronto soccorso, sulle liste d'attesa, sui  dirigenti
  generali  che ha nominato e che non ha il coraggio di revocare,  su
  tutti  gli  scandali  che  riguardano l'Assessorato  al  turismo  e
  l'Assessorato  alla sanità; non ha avuto il coraggio  di  venire  a
  riferire   in   Parlamento,  adesso  chiede   responsabilità   alle
  opposizioni  per  approvare una manovra che,  giusto  a  titolo  di
  esempio,  Presidente,  stanzia 40 milioni  di  euro  per  le  liste
  d'attesa a settembre, che non riuscirà a fare niente, non solo  non
  riusciranno  a  spenderli ma non risolverà il problema,  perché  il
  tempo  che mette in moto il meccanismo è finito l'anno, e  andranno
  in  economia, e poi negli anni successivi, invece, ci sono i dodici
  mesi e ci mette 10 milioni; già l'articolo si presenta ridicolo, 40
  milioni per due mesi, che sanno che non riusciranno a spendere,  10
  milioni l'anno per i due anni successivi
   Allora, noi non ci prestiamo a questo gioco, ma faremo in modo che
  lo   conosca   tutta   la   Sicilia,   e   lo   faremo   attraverso
  l'ostruzionismo,  lo faremo prendendoci i tempi  che  la  legge  ci
  assegna, lo faremo richiedendo, quando necessario, il voto segreto,
  e  lo  faremo rimandando al mittente ogni accusa che cercherete  di
  lanciarci  sulla responsabilità, come già avete fatto sui  consorzi
  di  bonifica, quando voi stessi non li volevate, vi siete uniti  al
  coro  delle opposizioni e poi andate in giro a dire che la colpa  è
  nostra
   Noi le responsabilità finora, assessore Dagnino, ce le prendiamo e
  ce  le prendiamo tutte perché siamo sempre in Aula e ci mettiamo la
  faccia, quello che non viene in Aula e non ci mette la faccia, è il
  presidente  Schifani,  che trova più comodo  dire  qualcosa  quando
  nessuno  può  controbattere  Venga a dirlo qui in Aula  che  avremo
  modo di rispondergli
   Presidente  Di Paola non c'è, ribadisco -  la mia pregiudiziale  -
  non  c'è  il Presidente della Commissione Bilancio, chiedo  che  si
  rinvii a domani.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole La Vardera.  Ne
  ha facoltà.

   LA VARDERA. Grazie, Presidente.
   Pur  rischiando di essere ripetitivo rispetto a quanto  già  detto
  dai  miei  colleghi, vorrei far notare che oggi, il  4  di  agosto,
  nonostante  dobbiamo  discutere una  manovra  importante,  definita
  prioritaria dal presidente della Regione, ci sono soltanto  quattro
  deputati  della  maggioranza, di cui uno  infiltrato,  tra  l'altro
  Safina, che per dare forza ai deputati di maggioranza, è andato  un
  attimo là a cercare di dare man forte
   Cioè,   questo   è   veramente  un  quadro   devastante   rispetto
  all'interesse  che  questa maggioranza sostiene rispetto  a  questa
  manovra,  è  la  prova del fatto che il buon Schifani,  pur  avendo
  tirato  tutti per le orecchie, così come fa nel suo palazzo  reale,
  perché  fondamentalmente chiama a raccolta tutti i  deputati  della
  maggioranza e, quasi quasi, mi immagino questa scena  -   l'ho  più
  volte detta -  quasi fantozziana, dello "scoppolone": cioè, siccome
  tu  mi  ha  fatto andare sotto col consorzio di bonifica,  poi  c'è
  questa  scena di quelli che si girano e fanno il gesto per indicare
  chi è stato, ma non si trova  Allora, a parte lo scherzo, qua siamo
  davanti  a  un  quadro desolante che è rappresentato dalla  visione
  plastica  di quella sedia vuota che rappresenta l'ennesima  assenza
  del  presidente Schifani che continua a trattare questo  Parlamento
  come  un  gruppo di amici, che possiamo fare quello  che  vogliamo,
  tanto alla fine mi sento re impunito
   Davanti a questo quadro desolante, è chiaro che non possiamo  fare
  altro che, ovviamente, non vestirci di responsabilità, perché,  tra
  l'altro,  bene ha detto il collega De Luca, quando poi,  di  fatto,
  noi  chiediamo  la presenza della maggioranza, e chiediamo  che  la
  maggioranza  venga  a  votare le cose per  cui  ritiene  essere  le
  priorità,  perché  le  priorità  le  definite  voi  come   Governo,
  assessore  Dagnino, e se per voi le priorità che definite  sono  in
  questi quindici articoli, quelli che sono, Deo gratias, è la vostra
  volontà, ma ci deve essere la maggioranza per approvarle
     Il  tema  vero,  e  dovete  dire la verità,  è  che  voi  questa
  maggioranza  non l'avete più, avete perso la maggioranza  non  solo
  dell'Aula,  ma  anche  del rispetto che i siciliani  nutrono  verso
  questa classe dirigente, una classe dirigente che, sotto ogni punto
  di vista, fa acqua da tutte le parti, ed è la prova di quel povero,
  buon  Viviano, che a Stromboli è stato trasportato da una  motoape
  perché mancava l'ambulanza che lo trasportasse
   Cioè,  tutto  è veramente drammatico  È veramente drammatico,  noi
  non  possiamo  fare  altro  che  sottolineare  questo  dramma,  non
  possiamo  fare  altro che esercitare il nostro ruolo  di  deputati,
  raccontando  le cose che non funzionano e, ovviamente,  non  faremo
  sconti a nessuno, pur volendo dire che sulla volontà di potere fare
  qualcosa
   Allora,  noi  non  vogliamo fare opposizione a  prescindere  tanto
  perché  vogliamo  farla,  io  apprezzo  la  volontà  dell'onorevole
  Caronia che ha proposto questo emendamento sulle liste d'attesa, un
  argomento assolutamente valido, io non metto in discussione che  su
  questo  tema c'è la volontà del Governo di fare qualcosa, metto  in
  discussione  la  volontà di questo Governo  di  essere  compatto  e
  unito. E, oggi, la presenza di cinque deputati della maggioranza  e
  l'assenza  del Presidente della Commissione Bilancio, che  dovrebbe
  presiedere  la  stessa Commissione -  l'onorevole  Caronia  l'hanno
  lasciata  sola, è davvero drammatica - come è drammatica  l'assenza
  del Presidente Schifani.
   Quindi,  noi  non  ci  stiamo,  signor  Presidente.  Le  chiediamo
  ufficialmente  il  rinvio di questa discussione generale,  sperando
  che domani il Presidente Schifani possa essere in Aula.
   Grazie.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  io  farei  in   questo   modo,
  considerando  anche  gli  interventi dei Capigruppo  del  Movimento
  Cinque  Stelle  e  del PD e dell'onorevole La  Vardera  per  quanto
  riguarda il Gruppo Misto.
   Per  quanto  riguarda la Commissione, il fatto  che  sia  presente
  l'onorevole    Caronia    perché    il    Presidente    ha    avuto
  un'indisponibilità all'ultimo momento e, quindi, è  stata  delegata
  l'onorevole  Caronia  che,  comunque,  fa  parte  dell'Ufficio   di
  Presidenza. Tra l'altro vedo anche l'onorevole Venezia,  che  è  il
  vice Presidente della Commissione.

   DE LUCA Antonino. Deve andare via

   PRESIDENTE. Sì. Dico che, sotto questo punto di vista, non ci  può
  essere  una pregiudiziale. Poi comprendo le richieste da parte  dei
  Gruppi,   perché   la   relazione  può   essere   fatta   benissimo
  dall'onorevole Caronia, che fa parte dell'Ufficio di Presidenza.

   DE LUCA Antonino. Può essere messo ai voti?

   PRESIDENTE.  Comprendo la richiesta da parte delle opposizioni  di
  continuare la discussione generale anche nella giornata di  domani,
  considerando   anche  che,  comunque,  non  andremo  avanti   sulla
  votazione dell'articolato, perché le presenze da parte dei colleghi
  non  sono  in  numero tale da permettere di andare  avanti  con  la
  votazione dell'articolato.
   Quindi,  la  proposta  che  faccio  all'Aula  è  di  iniziare   la
  discussione generale nel pomeriggio di oggi e poi, nel caso in  cui
  ce  ne  fosse  la  necessità e non riuscissimo ad  intervenire  nel
  pomeriggio, possiamo continuare nella giornata di domani.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.

   DE  LUCA  Antonino. In primo luogo, un chiarimento anche da  parte
  degli  Uffici  della Segreteria: effettivamente si  può  proseguire
  l'Aula  senza  la  presenza  del  Presidente?  Perché  non  so   se
  l'onorevole  Venezia  sia disponibile ad assumere  le  funzioni  di
  Presidente in base ai suoi impegni, non li dò mai per scontati.  Ma
  mi  chiedo:  se  io chiedo di votare la pregiudiziale  la  possiamo
  porre  voti?  E  ancora, signor Presidente: ma se noi rinunciassimo
  alla  discussione  generale e ponessimo ai voti il  passaggio  agli
  articoli  sarebbe il caso di rinviare a domani? Vediamo  di  votare
  adesso  il  passaggio  agli  articoli, perché  noi  potremmo  anche
  rinunciare  alla  discussione generale e chiedere  direttamente  il
  passaggio agli articoli. Che facciamo?

           (Applausi da parte del Gruppo Movimento 5 Stelle)

   DE  LUCA Antonino. O rinviate a domani o chiedo che si voti subito
  il passaggio all'esame degli articoli

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sospendo  qualche  minuto   per
  confrontarmi col Governo.
   L'Aula è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.13, è ripresa alle ore 16.17)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Colleghi, dopo essermi interfacciato con il Governo, do la  parola
  all'assessore Dagnino. Prego, Assessore.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente.
   Onorevoli   deputati,  ho  ascoltato  con  molta  attenzione   gli
  interventi che sono stati proposti e confermiamo che il Governo  ha
  sempre cercato di essere massimamente presente in quest'Aula.
   L'assenza  del Presidente della Regione, è oggi dovuta  a  impegni
  che,  però,  non fanno venir meno l'interesse da parte del  Governo
  alla trattazione degli articoli: tuttavia, avendo registrato alcune
  dichiarazioni   da  parte  degli  esponenti  dell'opposizione   che
  chiedono un rinvio della discussione generale a domani mattina,  in
  un'ottica  di  dialogo  massimo che  ha  sempre  caratterizzato  il
  Governo  della  Regione siciliana all'interno del  Parlamento,  non
  esprimiamo alcuna contrarietà ad accogliere la richiesta  da  parte
  del   Governo,   sempre  -  lo  ribadisco   -   in   un'ottica   di
  collaborazione, nell'interesse di una manovra da quasi 400  milioni
  di euro che è molto attesa da parte dei siciliani.
   Credo  che  siamo  qui  tutti in questo consesso  con  l'obiettivo
  comune  di  porre in essere misure che rispondono  ad  esigenze  di
  grande rilevanza per la nostra Terra. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Dagnino.
   Bene,  colleghi,  vista  la disponibilità  da  parte  del  Governo
  regionale, sospendo l'Aula, che è riconvocata a domani mattina alle
  ore  11:00,  con  il seguito dell'ordine del giorno.  La  seduta  è
  sospesa.

      (La seduta, sospesa alle ore 16.19 di lunedì 4 agosto 2025,
          è ripresa alle ore 14.29 di martedì 5 agosto 2025)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   La seduta è ripresa.

   dei Gruppi parlamentari

   Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 5 agosto  2025,
  sotto  la  Presidenza del Presidente dell'Assemblea On. Galvagno  e
  alla  presenza del Vice Presidente Vicario On. Di Paola e del  Vice
  Presidente On. Lantieri, e con la partecipazione dell'Assessore per
  l'economia,  Prof. Dagnino, dell'Assessore per le infrastrutture  e
  la  mobilità,  On.  Aricò, e dell'Assessore  per  il  territorio  e
  l'ambiente, On. Savarino, ha deliberato a maggioranza con  il  voto
  contrario dei Gruppi parlamentari Partito Democratico e Movimento 5
  stelle  -  ai  sensi  dell'art.  98 quinquies,  comma  VI,  secondo
  periodo,   Reg.  Int.  Ars.  -  di  contingentare  i  tempi   della
  discussione generale del ddl 976 Stralcio/A secondo quanto segue.
   Oltre  al tempo riservato al Governo, pari a 30 minuti, ai  Gruppi
  parlamentari  sono riservate 4 ore, ripartite per metà  in  maniera
  uguale  e per l'altra metà in maniera proporzionale alla rispettiva
  consistenza numerica, secondo la seguente tabella:
    -Forza Italia ARS 37 minuti;
  -Fratelli d'Italia 34 minuti;
  -Movimento 5 Stelle 32 minuti;
  -Partito Democratico 32 minuti;
  -Democrazia Cristiana 25 minuti;
  -Prima l'Italia - Lega 22 minuti;
  -Popolari e Autonomisti 20 minuti;
  -Sud chiama Nord 18 minuti;
  -Misto 18 minuti.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Quindi,  io  chiedo al Presidente  della  Commissione
  Bilancio...
       Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.


  Sull'esito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   CRACOLICI. Signor Presidente, sulle comunicazioni, io ho necessità
  di  due chiarimenti: la prima, che l'Assemblea ha l'obbligo di dare
  comunicazione  delle impugnative che sono intervenute  sulle  leggi
  approvate  da questa Regione e che sono intervenute nella  giornata
  di  ieri.  Pertanto, chiedo di conoscere, preventivamente all'esame
  di  qualunque  testo,  le  norme impugnate,  le  motivazioni  delle
  impugnative,  di  darne lettura in Aula -   vedo  che  c'è  qualche
  sbigottimento  - è pubblicato sul sito del Ministero  degli  affari
  regionali,  per favore estraetelo e datene lettura,  perché  alcune
  delle  norme  impugnate hanno attinenza con la materia che  dovremo
  ancora   trattare.  Pertanto,  chiedo  preventivamente   di   avere
  conoscenza e di dare conoscenza a quest'Aula delle norme oggetto di
  impugnativa.
   Seconda questione: per quanto attiene alla decisione assunta dalla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari,  vorrei  far
  rilevare  che il 73 bis, se non ricordo male, attiene alla modalità
  di  definizione  dei  tempi della discussione generale  per  quanto
  riguarda la legge di bilancio della nostra Regione, che è una legge
  particolare,  speciale, nel senso che nella legge di bilancio  sono
  definiti  i  tempi  della  trattazione sia delle  Commissioni,  sia
  dell'Aula.
   Quindi,  quando  si apre la sessione di bilancio,  il  Regolamento
  prevede  che  siano 45 giorni i tempi per l'esame  complessivo  del
  testo,  oltre i termini previsti per le Commissioni sia  di  merito
  che  la  Commissione Bilancio che è preposta ad esaminare.  Dunque,
  delle  due  l'una:  o questa è una variazione di bilancio  e,  come
  tale,  la  trattiamo come legge di bilancio, e ci può  stare  nella
  misura  in  cui a questa legge fossero stati attribuiti  i  termini
  previsti  dalla  legge  di bilancio, che è appunto  45  giorni  per
  l'esame,  tant'è che il contingentamento fa riferimento  alla  data
  ultima  di  approvazione della stessa legge, per cui  se  entro  45
  giorni  non  si  riesce  ad approvare, il  Regolamento  dispone  le
  modalità  con  le  quali  l'Aula può determinarsi,  affinché  venga
  approvato nei termini previsti dal Regolamento; questa legge non  è
  una  variazione  di bilancio perché, com'è noto, le  variazioni  di
  bilancio  - non lo dico io, lo dicono gli stessi Uffici  che  hanno
  formulato  il parere a questo testo predisposto dal Governo  -,  le
  leggi  di  variazione  hanno  dei contenuti  precisi,  hanno  delle
  modalità  di  intervento  rispetto alle  leggi,  alla  legislazione
  vigente.
   Non  mi  risulta che questa sia una legge a legislazione  vigente,
  perché  sono  introdotte, giuste o sbagliate, norme  che  prevedono
  nuove  modalità  di spesa, attraverso nuove modalità autorizzative,
  appunto, con legge.
   Quindi,  la  fattispecie per la quale si applica il  72  bis  che,
  ripeto, è una disposizione speciale per la legge di bilancio  o  si
  applica  a  questa  norma in quanto legge di  bilancio  e,  allora,
  chiedo  che  sia  rinviato in Commissione  e  si  diano  i  termini
  previsti dalle disposizioni, cioè i 20 giorni per l'esame e  poi  i
  45 giorni per la trattazione da parte del Parlamento, o non essendo
  una legge di bilancio è una legge ordinaria il cui contingentamento
  deve essere motivato da ragioni straordinarie, speciali che non  mi
  pare sussistano nella fattispecie.
   Aggiungo che la condizione di contingentamento dei tempi, non so a
  chi è venuta questa bella idea, perché qualcuno legge i Regolamenti
  a  saltare,  vorrei  ricordare, come lei ha giustamente  ricordato,
  attiene eventualmente alla sola discussione generale ma non attiene
  all'esame  degli emendamenti, alla disponibilità che il Regolamento
  concede ad ogni deputato di intervenire prima sull'articolato,  poi
  sugli emendamenti, nonché sui subemendamenti, secondo un tempo  che
  è  di  dieci  minuti, però per deputato, quindi il contingentamento
  non   può   operare   nel   momento  in  cui  passeremo   all'esame
  dell'articolato, quindi questa bella idea  c'è sempre qualcuno  che
  trova il coniglio da fare uscire dal cilindro, ma mi pare che è  un
  coniglio, diciamo, che difficilmente potrà correre perché,  ripeto,
  il contingentamento non può attenere all'esame dell'articolato
   Io  chiedo  alla  Presidenza - capisco che lei in  questo  caso  è
  portatore  sano  di  una  decisione  discutibile,  assunta  su  una
  variazione di bilancio per cui, ripeto, la chiamiamo variazione per
  esigenze  di comunicazione ma non è una variazione, tranne  che  si
  stralcino tutte le norme che non attengono alla variazione in senso
  stretto  e  tecnico  e,  quindi, si  affronta  la  questione  nella
  modalità  appropriata  di  una legge,  diciamo,  di  una  legge  di
  bilancio, una legge finanziaria vera e propria in corso d'opera
   Io credo che questa scelta della Presidenza inasprisca le modalità
  dell'esame  di  questo  Parlamento, perché  le  voglio  subito  far
  presente  che, per quanto mi riguarda, non regalerò nessun  secondo
  che  il  Regolamento  mi consente, non solo  dei  cosiddetti  tempi
  contingentati ma dei tempi che non potete contingentare rispetto ai
  quali  l'Aula potrà esercitare il suo diritto regolamentare secondo
  i  termini  previsti e non c'è articolo che tenga, perché  non  può
  essere   esteso,   ripeto,   all'articolato   il   principio    del
  contingentamento.
   Aggiungo  che  noi  stiamo  ancora  affrontando,  dovremmo  ancora
  iniziare,  la  discussione generale, ove ci possono essere  diversi
  strumenti  regolamentari che consentono anche di fermare  l'Aula  e
  valutare un eventuale rinvio in Commissione, cosa che io penso,  al
  punto  in  cui  siamo,  se  si  vogliono  veramente  risolvere   le
  questioni,  perché  a me sembra che oggi siamo in  presenza  di  un
  capriccio e non so quale sia la ragione, politica probabilmente, di
  riaffermare una supremazia rispetto al Parlamento  voglio ricordare
  che  questa  affermazione  di supremazia  è  stata  anticipata  con
  un'intervista al  Giornale di Sicilia  sul rapporto tra il Governo,
  il suo Presidente e la maggioranza, in particolare, del Parlamento,
  tranne che non si voglia, come dire, consentire - e mi spiegate  in
  quale  modalità si potrà consentire eventualmente - che il Governo,
  per  comprarsi i deputati nella possibilità di avere votata  questa
  variazione,  i  famosi trenta milioni o trentadue  o  trentacinque,
  perché  ogni  giorno  che  passa ne sentiamo  una  nuova,  dovrebbe
  mettere a disposizione della maggioranza dei deputati sia questa la
  vera  natura  dello  scambio al quale  noi,  come  è  evidente,  ci
  opporremo:  perché qui non siamo in presenza di  mance  ma  vera  e
  propria compravendita del voto in Parlamento
   Pertanto, io chiedo alla Presidenza: primo, di dare lettura  delle
  impugnative  perché  attinenti  alla  materia  di  cui  stiamo  per
  esaminare il testo stesso, una per tutte la sanità; secondo, che la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari rivaluti  questa
  decisione  -  ci sono molte possibilità di arrivare al risultato  -
  senza che si inasprisca, inutilmente, il rapporto tra maggioranza e
  opposizione.
   Qualora  volesse  persistere nella sua decisione,  annunciamo  che
  ricorreremo  ad  ogni  mezzo  legittimo  e  previsto,  affinché  il
  Parlamento non ceda a questo capriccio che il Governo ha in qualche
  modo frapposto all'esame di questo provvedimento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   Onorevoli  colleghi, prima di rispondere all'onorevole  Cracolici,
  rispetto alle domande che sono state poste, ho visto che c'era pure
  l'onorevole  Giambona  e credo l'onorevole  De  Luca  che  vogliono
  intervenire sull'ordine dei lavori.
        Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona.

   CRACOLICI. Perché, qual è la motivazione?

   PRESIDENTE. Non è che posso fare intervenire tutti sull'ordine dei
  lavori

   CRACOLICI. Lei è pagato per far intervenire chi chiede di parlare

   PRESIDENTE.  Noi  dobbiamo cercare, intanto, di  fare  intervenire
  l'onorevole  Giambona, dopo l'onorevole De Luca. Se ci  sono  altre
  argomentazioni sull'ordine dei lavori, questa Presidenza  ascolterà
  nuove argomentazioni.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona.

   GIAMBONA. Grazie, signor Presidente.
   Allora,  io  intanto ci tengo a precisare che il mio intervento  è
  consequenziale  alla  sua comunicazione, nella  quale  ha  riferito
  l'esito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  e,
  nello  specifico,  la  decisione di  contingentare  i  tempi  nella
  discussione   generale  della  variazione   che,   oggi,   dovremmo
  cominciare a discutere.
   Fermo  restando quelle che sono state le osservazioni e i  rilievi
  di  chi  poc'anzi mi ha preceduto - nello specifico, del Presidente
  Cracolici - che faccio assolutamente mie, nella considerazione  che
  un  contingentamento  dei tempi, su una manovra  di  tale  portata,
  sembra  assolutamente  improprio, anche se  comprendo  bene,  si  è
  voluto  applicare  quello che prevede il comma 6  dell'articolo  98
  quinques che, in questo caso, rimanda agli articoli 119 e  120  del
  Regolamento  e si applica il comma 3 dell'articolo 73 bis  "con  il
  consenso dei Presidenti dei Gruppi parlamentari previsto dal  comma
  4  del  presente  articolo"  - quindi le norme  della  sessione  di
  bilancio, fondamentalmente -  ribadisco, però, quello che qui  dice
  il  comma 6 "con il consenso dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  previsto  dal  comma 4 del presente articolo"; quindi,  andiamo  al
  comma  4  del  presente articolo il quale dice che dopo  l'avvenuta
  comunicazione   da   parte  del  Presidente,  se   all'atto   della
  comunicazione, un Presidente di Gruppo si oppone a quella che è  la
  determinazione  stabilita  di  cui  al  comma  6  dell'articolo  98
  quinques   l'Assemblea  delibera,  per  alzata   e   seduta,   dopo
  l'intervento di un oratore per Gruppo nel tempo massimo  di  cinque
  minuti ciascuno.
   Quindi io torno un attimo indietro a quella che è la decisione che
  è stata presa in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  con i due terzi dei Gruppi parlamentari? Sembrerebbe proprio di  sì
  ma, fatto salvo questo aspetto, io chiedo conferma agli Uffici e al
  Segretario che l'interpretazione che io do al comma 4 dell'articolo
  98 quinquies è corretto: cioè, che non basta solamente che si siano
  espressi  i  due  terzi dei componenti dei Gruppi  parlamentari  in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ma  il  comma  4
  stabilisce che l'Assemblea si può e si deve determinare qualora uno
  dei Gruppi parlamentari ne faccia la richiesta, con possibilità  di
  intervento uno a favore ed uno contro. Grazie.

   LA VARDERA. E qui casca l'asino

   PRESIDENTE.  Onorevole  Giambona, lei ha letto  perfettamente  una
  parte del Regolamento interno dell'Assemblea, però dico, ad ora, io
  non  ho  visto  o non ho ascoltato in Aula nessun Presidente  della
  Conferenza dei Gruppi parlamentari che si sia opposto.

   DE LUCA Antonino. Qua sono

   PRESIDENTE. Dopodiché, dico all'onorevole Giambona, che  ha  detto
  anche  in maniera corretta che nella Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari la determinazione è stata presa a  maggioranza
  dei due terzi perché, come ho letto, i Gruppi parlamentari di PD  e
  Movimento 5 Stelle hanno votato in maniera contraria

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Eviterò di soffermarmi adesso, magari lo farò in
  un   momento   successivo,  se  ci  arriveremo,  sull'atteggiamento
  fascista utilizzato per tacciare le opposizioni del Parlamento.
   Vorrei  evidenziare  semplicemente due questioni:  prima,  la  mia
  contrarietà alla deliberazione e, conseguentemente, la richiesta di
  mettere  immediatamente al voto il contingentamento dei tempi,  per
  cui, le chiedo, signor Presidente, come prevede il Regolamento,  di
  porre  immediatamente in votazione il contingentamento  dei  tempi;
  infine,  signor  Presidente,  mi riservo  un  ulteriore  intervento
  all'esito della sua decisione.

   PRESIDENTE.  Così  come  ha letto bene il  collega  Giambona,  dal
  momento in cui c'è un Presidente di un Gruppo parlamentare  che  in
  Aula   dichiara  la  sua  contrarietà  alla  determinazione   della
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  io  chiedo  ai
  vari   Gruppi  parlamentari  di  potere  intervenire,   perché   il
  Regolamento  dice che un Presidente, un componente del  Gruppo  può
  intervenire per esprimere l'eventuale contrarietà o proposizione.
   Quindi,  ci devono essere all'interno dell'Aula, prima di  portare
  alla  votazione, l'argomentazione da voi proposta, ci devono essere
  tutti  i Presidenti dei Gruppi parlamentari in maniera tale che  si
  possano esprimere. Lo dice il Regolamento.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Lo ha letto poco fa l'onorevole Giambona,  lo  rileggo
  qui:  "se  all'atto della comunicazione un Presidente di Gruppo  si
  oppone  -  ed è questo il caso -  l'Assemblea delibera per alzata e
  seduta,  dopo  l'intervento di un oratore  per  Gruppo,  nel  tempo
  massimo di cinque minuti ciascuno".
   Quindi, io che cosa sto ribadendo? Che faccio votare dopo che ogni
  Presidente  della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  si sia espresso all'interno dell'Aula.

   MARANO. Non c'è scritto che devono essere tutti presenti.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  L'opposizione sta continuando, mi dispiace dirlo  perché
  io  finora  mi  sono  astenuto sia in Aula,  sia  sulla  stampa  di
  intervenire   per  stigmatizzare  un  comportamento   astrattamente
  legittimo...  signor  Presidente,  si  interrompe,  perché   qua...
  allora, dicevo, l'opposizione continua in questo atteggiamento,  io
  non  volevo assolutamente scendere su questo campo. A questo punto,
  però,  evidentemente, mi si costringe in questo  atteggiamento,  di
  ricorrere ad ogni...

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.   Colleghi,   nel  rispetto  dell'onorevole   Assenza,
  cortesemente  prego, onorevole Assenza

   ASSENZA... di ricorrere ad ogni mezzo, dicevo  pur di impedire  la
  discussione e l'approvazione, noi auspichiamo, nel più breve  tempo
  possibile, di questo disegno di legge. Contraddicendosi in  maniera
  veramente   puerile,   scusatemi  il  termine,   rispetto   ad   un
  atteggiamento  assunto, qualche giorno fa, in sede  di  discussione
  della legge sui consorzi di bonifica, che poi ha avuto l'esito  che
  ha   avuto,   io  ricordo  tutti  gli  interventi  dell'opposizione
  finalizzati  a  sostenere  che la norma, per  quanto  riguarda  gli
  interventi sugli operatori e, quindi, della stabilizzazione di  una
  quota  e  l'aumento delle giornate per gli altri, era argomento  di
  natura  finanziaria  e, come tale, questi sono  gli  argomenti  che
  hanno  usato  i colleghi del PD e del Movimento 5 Stelle,  andavano
  rinviati  alla  manovra  in  corso di  discussione  in  Commissione
  Bilancio, trattandosi di materia di natura finanziaria.
   Guarda  caso,  in  Commissione  Bilancio,  quando  il  Governo  ha
  proposto, a seguito di questo rinvio, di inserire la norma, invece,
  l'atteggiamento è stato: "no, non si può votare perché  diventa  un
  emendamento aggiuntivo". Sono sicuro che, oggi, in Aula, o  domani,
  quando arriverà questo emendamento, farete lo stesso discorso
   Allora,  mettetevi d'accordo con voi stessi  Alcune norme che  voi
  ritenete utili, che noi riteniamo utili, che tutti riteniamo  utili
  per  l'interesse dei lavoratori, devono essere affrontate, discusse
  e  votate  oppure,  perché  volete dare una  spallata  che  non  vi
  riuscirà, parliamoci chiaramente, che non vi riuscirà
   Perché  volete dare una spallata a questo Governo? Perché ritenete
  che  ci  siano momenti di fibrillazione o che ci siano  partiti  in
  difficoltà...

   (Interruzioni fuori microfono)

   ASSENZA...  dal  primo all'ultimo articolo, fino a  quando  questa
  manovra non diventa legge
   Quindi,  continuiamo con questo braccio di ferro. Non è uno  sport
  che  io preferisco, però non è uno sport neanche dal quale mi  tiro
  indietro    Quindi,  stiamo  tutti  sereni,  i  tempi  sono   stati
  contingentati applicando una norma che, chi ha più legislature come
  me  ricorda, è stata applicata in tante altre occasioni: quella del
  contingentamento dei termini, il Governo ha responsabilmente (audio
  incomprensibile) di applicare anche la norma che impedisce anche la
  discussione ai suoi singoli articoli.
   Io  invito,  ancora una volta serenamente: discutiamo della  norma
  nel  merito  e procediamo articolo per articolo alle votazioni  del
  caso.
   Continuare   così,  dopo  aver  impiegato  giorni   e   giorni   a
  discussioni,  ripetendo sempre gli stessi argomenti, io  credo  che
  alla  fine non viene compreso, soprattutto non da noi, che  capiamo
  l'esigenza  politica di distinguersi dagli altri, non viene  capito
  da  coloro che poi aspettano queste risposte da una norma che cerca
  di  darle in materia di siccità, in materia di scuolabus, in  tante
  materie importanti.
   Quindi,  signor  Presidente, io confermo, così come  ho  fatto  in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la  volontà  di
  applicare e di votare per il contingentamento dei tempi, e  il  mio
  Gruppo voterà coerentemente in questo senso.

                     (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI. Trentacinque milioni vale questo valore

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, in qualità di Presidente del Gruppo
  parlamentare di Fratelli d'Italia, ho capito che lei è concorde,  è
  favorevole alla determinazione della Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Catanzaro,  in
  qualità   di   Presidente  del  Gruppo  parlamentare  del   Partito
  Democratico. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  rimango
  basito,  in questo inizio di Aula, soprattutto, rimango ancora  più
  basito  dopo l'intervento del mio collega - che stimo -  Presidente
  del  Gruppo  parlamentare di Fratelli d'Italia, onorevole  Assenza,
  perché  ho  capito  oggi  il motivo per  cui  era  in  silenzio  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e ora  sta  dando
  fiato ai suoi pensieri.
   Ovviamente, infatti, il Presidente Schifani ha dato un ordine  ben
  preciso,  che  è  stato  quello di non parlare  in  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, che è durata due ore
   Noi,  Presidente  Di  Paola, abbiamo chiesto due  cose  prima  che
  iniziasse  la discussione generale sulle comunicazioni. Una  è  che
  vorremmo capire sullo stralcio, anzi su quello che è accaduto  ieri
  sull'intervento  di Cracolici... sulle leggi. L'altra,  ovviamente,
  abbiamo  fatto  una richiesta all'articolo 98 quinquies,  comma  4,
  considerato  che  è la prima volta che, dopo due anni  e  mezzo  da
  questa   legislatura,  oggi  si  inizia  a  determinare,  con   una
  indicazione  ben  precisa da parte del Governo regionale  che  deve
  dettare  i tempi all'Aula, di fatto, sminuendo il ruolo di tutti  i
  parlamentari.
   Ma  io  lo  dico  in  senso  largo, non solo  per  i  deputati  di
  opposizione perché qualcuno vuole... perché questo poi lo diremo in
  discussione  generale. Lo dico perché è davvero paradossale  quello
  che  io continuo ad ascoltare e quello che stiamo vivendo in queste
  ore.
   Cioè,  abbiamo  assistito  ad una Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  è giusto, da parte di  un  assessore  che  è
  arrivato  con  un tablet, dicendoci che noi dobbiamo  applicare  il
  contingentamento  rispetto  al  Regolamento  d'Aula  e  quindi  c'è
  questo.  Addirittura,  abbiamo bloccato l'articolo  98,  perché  si
  vuole  evitare  di  parlare  sugli  articoli  con  gli  emendamenti
  presentati  poiché ovviamente c'è una decisione, da  parte  di  chi
  governa oggi, di dare un impulso.
   E  tutto questo impulso, Presidente Di Paola, lo sa qual è? La mia
  tristezza.  La  mia tristezza è che, in questo  momento  e  fino  a
  qualche giorno fa, i deputati, anche di maggioranza... Perché non è
  vero  questo  racconto,  e  l'ho  detto  anche  in  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, che noi di opposizione vogliamo
  andare  a  settembre, perché ovviamente c'è l'idea che non vogliamo
  alcune  norme ed altre sì. No. Noi abbiamo fatto altri ragionamenti
  e li continueremo a fare in quest'Aula.
   Però  il paradosso lo sa qual è, Presidente Di Paola? Che io  sono
  preoccupato. Perché non vorrei che fosse intervenuto il  Presidente
  Schifani, attraverso un qualcosa che è l'elargire quelle  che  sono
  le  somme  che,  poco  fa, sono state date ai singoli  deputati  di
  maggioranza, per mantenerli tutti in Aula, per mettere il  bavaglio
  a  noi e per procedere in maniera spedita, facendo il voto in forma
  non democratica rispetto ad un dibattito d'Aula.
   Noi  a  questo  non ci stiamo  Faremo prevalere  tutte  le  nostre
  ragioni  di  Regolamento,  perché  è  corretto,  considerando   che
  qualcuno  sta sminuendo, e tentando di sminuire, quello  che  è  il
  ruolo del Parlamento e dei parlamentari.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Comprendo che il  Partito
  Democratico  è  contrario alla deliberazione della  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA  Antonino.  Signor  Presidente,  a  parte  la  necessità
  impellente  di stigmatizzare quanto sta accadendo in questi  giorni
  intorno  a  questa  variazione,  che,  nonostante  gli  errori  del
  passato, arriva in Aula senza la necessaria preliminare discussione
  in  Commissione  Bilancio,  di  tutto  quel  mondo  di  emendamenti
  aggiuntivi che questa Aula dovrà, in avanti, decidere se  discutere
  e in che forma discutere.
   Questa  settimana è stata preceduta dagli annunci  del  presidente
  Schifani che non ha fatto altro che dire che questa manovra  andava
  approvata entro mercoledì, mi chiedo e mi domando se perché  è  più
  importante  l'interesse  dei siciliani o  la  visita  del  Ministro
  Salvini, che avverrà, se non ricordo male, questa settimana, e  che
  potrebbe vedere impegnata la presenza di alcuni membri del  Governo
  e  dell'Aula,  al  punto tale da portare, per voce  del  Governo  e
  dell'assessore  Dagnino, la richiesta preliminare  del  Governo  di
  contingentare i tempi.
   Fatto  questo  che,  come dice il collega Assenza,  in  passato  è
  capitato, ma è capitato quando, a ridosso delle scadenze di legge o
  determinate   dalla   Conferenza   dei   presidenti   dei    Gruppi
  parlamentari, i disegni di legge risultavano impantanati dal Gruppo
  parlamentare.  Qui,  la  richiesta arriva,  e  questo  è  un  fatto
  inusuale e insolito, e per me assolutamente nuovo in otto anni  che
  sono componente di questo Parlamento, la richiesta di contingentare
  i  tempi da parte del Governo sbarca ancor prima di uscire da casa
  Cioè, il Governo era ancora comodo nel proprio Palazzo d'Orleans  e
  già  chiedeva  di  contingentare i tempi  Allora,  veda,  questo  è
  l'ennesimo   tentativo  di  un  presidente  che  si  è  dichiarato,
  all'inizio del mandato, come un parlamentarista convinto, che nella
  realtà e nei fatti non rispetta ed evita il confronto parlamentare
   E  poi, Presidente Di Paola, oltre a confermare la contrarietà del
  Movimento  Cinque Stelle al contingentamento dei tempi,  chiedo  di
  investire  gli  Uffici  di  una  questione  regolamentare,   sempre
  prevista   dall'articolo  98  quinquies,   che   prevede   che   la
  strutturazione  del  calendario, e quindi anche  le  sue  eventuali
  modifiche,  debba  prevedere  la  forma  scritta  che  deve  essere
  comunicata per iscritto a tutti i componenti dell'Assemblea.
   Io   non   ho   ricevuto   nessuna   comunicazione   scritta   del
  contingentamento   dei  tempi,  guardi  l'articolo   98   quinquies
  all'ottavo comma, le dirà che quanto contenuto nei commi precedenti
  deve prevedere la forma scritta che deve essere trasmessa a tutti i
  componenti dell'Assemblea, io non ho ricevuto nulla di scritto e  i
  miei  colleghi  neppure.  Per cui, chiedo  che  l'applicazione  del
  Regolamento  avvenga  interamente, perché  laddove  il  Regolamento
  avesse  voluto contenere, Presidente, laddove il Regolamento avesse
  voluto  prevedere la comunicazione orale dal suo  scranno,  chi  ha
  redatto  il  Regolamento  avrebbe previsto la  comunicazione  orale
  dallo  scranno  più  alto, qui, invece, è stata prevista  la  forma
  scritta,  e  siccome  la forma, in diritto,  serve  a  tutelare  la
  sostanza, chiedo che venga rispettata la forma scritta e  pongo  la
  questione come pregiudiziale.

   PRESIDENTE. Però, dico, ancora ne stiamo discutendo, appena  verrà
  approvato  o  meno,  se da Regolamento, verrà comunicata  anche  in
  forma scritta.
   Chiedo  all'onorevole  Pellegrino, al  presidente  Pellegrino,  in
  qualità di presidente del Gruppo parlamentare Forza Italia all'Ars,
  se vuole intervenire, prego.

   DE LUCA Antonino. No no, io ho posto la questione pregiudiziale.

   PRESIDENTE.   Ancora   non  l'abbiamo  approvato,   non   c'è   il
  contingentamento  dei tempi per il momento. Prima la  comunicazione
  in Aula, poi si vede se ci sono delle rimostranze e si procede.
   Prego, onorevole Pellegrino.

   PELLEGRINO.  Sì,  Presidente,  per  confortare  quella  che  è  la
  decisione  della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
  Esiste  un  organo  che è la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari che ha deciso, in maniera, secondo quelli che  sono  i
  canoni  e  i  criteri del Regolamento, secondo quelli  che  sono  i
  criteri  stabiliti  dal nostro Regolamento,  dal  98  quinquies  in
  relazione all'articolo 103 del nostro Regolamento.
   E'   una  decisione  assolutamente  legittima,  se  si  vuole  poi
  sconfessare  in  Aula ingiustamente, dico io, nel merito  ma  anche
  giustamente nella legittimità si può assolutamente fare, ognuno  fa
  la  sua  parte, c'è una maggioranza che adotta quelle che  sono  le
  norme,  quelle  che  sono le norme del nostro  Regolamento  interno
  dell'Assemblea e, quindi, la decisione va assolutamente  rispettata
  dall'Assemblea perché si tratta di un organo interno  all'Assemblea
  stessa e, quindi, voluto da tutti i componenti dell'Assemblea.
   Quindi non si può contestare una decisione legittima sulla base di
  un  Regolamento  legittimo  approvato  tantissimi  anni  fa  e  che
  prevede,  appunto,  che i due terzi dei componenti  dell'Assemblea,
  rappresentati   dalla   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,   possano   votare  e   decidere   legittimamente   e
  conformemente a quello che è il dettato del Regolamento stesso
   Quindi  noi  non  possiamo che fare altro  che  confermare,  senza
  andare nel merito, perché in questo momento non voglio entrare  nel
  merito  della bontà della manovra, perché sulla bontà della manovra
  si  è  espressa  anche l'opposizione dicendo che,  nel  merito,  da
  sempre,   sono  argomenti  assolutamente  emergenziali   che   sono
  opportuni, che sono necessari per il Popolo siciliano prima che per
  noi.
   Quindi, a questo punto, io non posso che confermare e chiedere che
  venga  applicata la decisione della Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino.
   Chiedo  all'onorevole  Pace, in qualità di Presidente  del  Gruppo
  Democrazia Cristiana, se vuole intervenire. Ne ha facoltà.

   PACE. Signor Presidente, io vorrei fare un passo indietro, siccome
  sono stato sempre tra i parlamentari fautori, non di un accordo con
  le  opposizioni,  ma di una sana collaborazione  e  non  è  mancato
  intervento  da  parte mia dove ha sottolineato la bontà  di  alcuni
  provvedimenti  che  sono stati sempre condivisi tra  maggioranza  e
  opposizione, francamente, da quello che ho letto sulla stampa,  dei
  tantissimi emendamenti presentati, per la prima volta, onestamente,
  non   comprendo  quale  possano  essere  le  ragioni   di   creare,
  diciamocelo, un ostruzionismo a questa legge.
   Io  ho  dichiarato alla stampa e lo voglio ribadire  qui:  se  noi
  dobbiamo confrontarci sul testo, lasciamo stare gli interventi  dei
  territori,  non  è questo il tema, sul testo vogliamo  confrontarci
  con  le  opposizioni perché c'è un vero interesse a  migliorare  il
  testo del Governo e della Commissione. Noi siamo tutti, e penso  di
  interpretare anche il sentimento del Governo, pronti a sederci e  a
  migliorare un testo.
   Ma se invece dobbiamo andare avanti - così come abbiamo fatto -  a
  suon di comunicati stampa, interpretazioni di regolamenti, per  far
  sì  che  da  una parte si voglia legittimamente dotare  non  questo
  Parlamento  e  il  Governo,  i siciliani  di  alcuni  provvedimenti
  indispensabili,  dall'altro  lato  francamente  non  capisco,   non
  comprendo,  non  immagino quale possano essere invece  le  ragioni,
  anche di natura politica, affinché questo risultato per i siciliani
  non  debba  arrivare  o, comunque, non deve arrivare  adesso  prima
  delle ferie estive
   La  domanda è: le liste d'attesa che questo provvedimento tenta di
  abbattere,   i   provvedimenti  per   la   Protezione   civile,   i
  provvedimenti per i disabili, i fondi per la viabilità  provinciale
  di  tutte  le  province siciliane, i fondi per l'agricoltura  -  se
  vogliamo un tema caro a tutti - la stabilizzazione dei precari  dei
  consorzi di bonifica e gli ASACOM, i fondi per i dissalatori, hanno
  un carattere d'urgenza, oppure no?
   Io  dico  che una legge approvata non oggi, non domani - decidiamo
  quando  nelle  prossime  ore  -   darà  ai  siciliani  una  boccata
  d'ossigeno e un segnale importante, positivo, di tutta la  politica
  siciliana,  non  del Governo, non della maggioranza,  di  tutto  il
  Parlamento
   Se  invece ci trinceriamo dietro i tecnicismi, il Regolamento,  la
  tagliola, ma "noi possiamo intervenire 15 minuti " e non diciamo la
  verità  ai  siciliani  che c'è una parte di questo  Parlamento  che
  anziché  scervellarsi a unirsi alla maggioranza su come  migliorare
  il testo - ribadisco - e siamo pronti a farlo, si trincera, invece,
  dietro  tecnicismi, tatticismi, per allungare i tempi, ebbene,  per
  la  prima volta non mi trovate d'accordo   Mi riferisco ai colleghi
  dell'opposizione:  ed  è per questo motivo  che  sono  costretto  a
  ribadire,   sono  costretto  a  ribadire,  collega   Cracolici,   a
  malincuore,  sono  costretto a ribadire  ciò  che  ho  detto  nella
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari.  Se  l'unica
  strada percorribile per approdare ad una manovra in tempi rapidi  -
  ma  non per dare la medaglia a Schifani o a Dagnino, bensì per dare
  ai  siciliani  la possibilità in tempi brevi - perché poi  dobbiamo
  aspettare la pubblicazione, poi dobbiamo aspettare i decreti  nella
  stessa manovra approvata ad ottobre i siciliani non riceverebbero i
  benefici  e  quindi, così come ho dichiarato nella  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, a malincuore devo ribadire  lo
  stesso  convincimento,  fermo restando,  caro  Presidente,  che  se
  chiediamo  mezz'ora, un'ora di pausa, e i colleghi dell'opposizione
  assieme a noi ci dicono come migliorare il testo, noi siamo  pronti
  a  migliorare il testo, ritornare in Aula e nell'arco di poche  ore
  approvare  la  manovra di concerto tra maggioranza  e  opposizione,
  senza l'articolo di legge, senza l'articolo del Regolamento che  ci
  vede partecipi di fare delle cose buone per i siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace.
   Ha  chiesto di parlare l'onorevole Geraci in qualità di Capogruppo
  del Gruppo "Prima l'Italia - Lega Salvini Premier". Ne ha facoltà.

   GERACI.  Signor Presidente, non posso che confermare la  decisione
  che c'è stata in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  una decisione che va diciamo a contingentare i tempi.
   Chiaramente   la   discussione,  come  ha  ricordato   l'onorevole
  Catanzaro, è avvenuta dopo due ore e noi, dopo due ore di  sorbirci
  questa  Conferenza, dove abbiamo capito le reali  intenzioni  della
  minoranza  che è quella di continuare, così come ha  fatto  per  la
  riforma dei "consorzi di bonifica". Continuare, continuare...

                           (Brusìo in Aula)

   GERACI.   continuare a fare, continuare a fare ostruzionismo....

   PRESIDENTE. Colleghi, per favore  Onorevole Cracolici, per favore

   GERACI.  Presidente, li faccia stare buoni. State  buoni   Allora,
  l'intenzione della minoranza è continuare a fare ostruzionismo   Di
  fronte  all'ostruzionismo che c'è stato  anche  in  Conferenza  dei
  Capigruppo, talché il buon Dagnino, il buon Assessore, ha detto che
  la  maggioranza, il regime di autodifesa, di legittima difesa, cosa
  deve fare?
   Ci  sono  i  siciliani che aspettano le varie riforme, ci  sono  i
  comuni che aspettano gli extra costi dei rifiuti, ci sono le  varie
  riforme,  allora  noi ci troviamo a un bivio:  o  farci,  e  quindi
  essere ostaggio della minoranza, oppure guardare a quelle che  sono
  le esigenze dei siciliani
   Quindi,  il  Governo,  la  maggioranza che  deve  fare?  Diventare
  ostaggio  della  minoranza con l'ostruzionismo o utilizzare  quello
  che  proprio il Regolamento le permette? Chiaramente la maggioranza
  sta  scegliendo  con  questa manovra di stare con  i  siciliani,  è
  questo  che noi vogliamo fare, stare con i siciliani  Qualcuno  che
  vuole  strumentalizzare  il nostro capo, ve lo voglio dire a tutti,
  è  la  Sicilia  e i siciliani  La maggioranza parlamentare  non  ha
  capi, così la smettete di dire e di denigrare  La maggioranza ha un
  capo solo che si chiama la Sicilia e i siciliani
   Concludo dicendo che io sono d'accordo. Poi, una battuta la volevo
  fare  al  mio  amico  Antonio De Luca: la Lega  starà  in  Aula  ad
  oltranza   Il Ministro Salvini inaugurerà e porterà questa  notizia
  del Ponte.

                           (Brusìo in Aula)

   Credo  che Antonio De Luca, come messinese, debba essere  contento
  per  quello  che sta facendo Salvini per la Sicilia ma  soprattutto
  per Messina.

   PRESIDENTE. Colleghi, sospendo l'Aula per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.16, è ripresa alle ore 15.34)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Invito a intervenire l'onorevole Di Mauro - in qualità
  di  Capogruppo dei Popolari Autonomisti -  o l'onorevole  Lombardo,
  se vogliono intervenire.
   Onorevoli, fatemi completare gli interventi dei Capigruppo.
   Onorevole Cateno De Luca, prego.

   DE   LUCA   Cateno.   Presidente,  Onorevoli   colleghi,   abbiamo
  partecipato a una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  che  ha preso una decisione per quanto riguarda il contingentamento
  dei tempi sulla discussione generale.
   Noi  che, ormai, possiamo definirci il Gruppo degli ibridi, perché
  non  siamo consultati né dalla maggioranza né dall'opposizione,  ma
  va bene così, non è questo il problema  riusciamo, lo stesso, a far
  valere le nostre ragioni
     In  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari  abbiamo
  detto  no  al contingentamento dei tempi, anche per quanto riguarda
  l'articolato.   E  abbiamo,  anche,  chiesto  al   Presidente   del
  Parlamento  di aggiornare la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari a domani pomeriggio, cercando di prendere  atto  delle
  dinamiche che, legittimamente, in Aula si sarebbero determinate.
     Io  ho  detto, chiaramente, Signor Presidente, che  mia  moglie,
  prima  di venire, mi ha preparato quindici slip, in modo tale  che,
  se   dobbiamo   stare  quindici  giorni  e  quindici  notti,   sono
  attrezzato
   E, quindi, ho detto che non ho nessun timore di affrontare un'Aula
  secondo  una  discussione ordinata e in base a quello che,  finora,
  sono  stati  i  tempi  che  si  sono articolati  durante  tutte  le
  discussioni che in questi due anni, quasi, abbiamo avuto.
   Ho detto anche, però, che è giusto che si chiuda questa variazione
  di  bilancio perché ci sono delle questioni importanti per le quali
  poi mi riserverò di parlare nella discussione generale.
   Ci   tengo,  però,  a  precisare  alcune  cose,  questo  lo  dico,
  chiaramente,  a tutti i colleghi. I siciliani si stanno  chiedendo:
  che cosa sta succedendo in questo Parlamento? Cosa è saltato? Quale
  equilibrio  è  saltato  in questo Parlamento,  considerato  che  il
  Regolamento di cui oggi stiamo facendo grande dibattito è lo stesso
  Regolamento che ha disciplinato i lavori d'Aula in questi due anni?
  L'unica cosa che è cambiata, e lo dico senza alcun problema,  è  il
  verificarsi  di dinamiche giudiziarie che qualcuno intende  portare
  in quest'Aula.
   Probabilmente, sono arrivati ordini di scuderia da Roma che  hanno
  modificato il rapporto e le considerazioni in questo Parlamento.  E
  mi permetto di dire, una volta per tutte, a qualche collega, di non
  permettersi  più  di parlare di comprare indicati voti,  perché  mi
  sono  girate  le  scatole,  ora  Signor Presidente,  scusi  il  mio
  francesismo, perché non consento a nessuno di usare questi  termini
  per  quelle che sono state le dinamiche d'Aula per le quali, forse,
  qualcuno  sarà stato compiacente per qualche biglietto allo  stadio
  di  Palermo   Quindi, io lo dico una volta per tutte, ne  farò  una
  questione  per fatto personale  Anche perché io sono stato  attinto
  da dinamiche giudiziarie.  Per oltre dieci anni, leader di partito,
  dei  miei  colleghi - che oggi sono presenti qui - hanno fatto  gli
  sciacalli,  quando  sono stato arrestato, la  prima  e  la  seconda
  volta.
   E  anche di fronte all'ordinanza, che pochi giorni fa ha riscritto
  quindici   anni  di  vicende  giudiziarie,  dove  mette  in   luce,
  semplicemente, certe volte, le balordaggini giudiziarie nelle quali
  ognuno  si  trova, non ho sentito le scuse di coloro che  mi  hanno
  denigrato  e  qualificato delinquente  Io non posso  accettare  che
  quest'Aula si faccia condizionare da certe dinamiche
   Possiamo  anche mettere nero su bianco, le dinamiche che  si  sono
  verificate  in  questi due anni, perché una cosa  è  certa:  se  ci
  vogliamo  confrontare  sul merito, bene, ma gli  ipocriti  a  fondo
  perduto non lo consento a nessuno, né sulla mia etica né sulla  mia
  moralità  né  soprattutto su quello che è il mio modo  corretto  di
  fare il parlamentare.
   Qua  non  ci sono Savonarola di turno, e questo, fino a quando  io
  sarò in quest'Aula, non lo permetterò  Perché sono nelle condizioni
  di  salire  su questo podio e raccontare, pizzino per  pizzino,  le
  varie dinamiche che hanno riguardato tutti i Gruppi parlamentari  E
  allora smettiamola  Perché qua c'è chi vive nel mondo surreale, che
  è  quello della  Casa di Gesù , che è questo Parlamento, nel  quale
  quando  ci  entri  non ci vuoi uscire più, rispetto,  invece,  alle
  realtà  che  si  chiamano  "amministrazione",  che  riguardano   le
  esigenze ben precise di comuni e di intere categorie per le  quali,
  ripeto, mi riserverò di parlare successivamente.
   Chiudo, Presidente, facendo un ultimo passaggio su quello che è il
  Regolamento.
   Se  questo  Parlamento voleva fare le barricate nei confronti  del
  Presidente Schifani, è da due anni che le poteva fare, come oggi mi
  permetto  di  dire  in  modo  ingiustificato,  perché  i  siciliani
  vogliono  sapere  cos'è  cambiato rispetto  all'ultimo  voto  delle
  ultime leggi
   Bene,  io  sono anche disposto durante questo dibattito d'Aula  ad
  affrontare anche questo tema senza alcun problema, perché io non ho
  vergogna  di tutto ciò che ho proposto, legittimamente,  in  questo
  Parlamento ma, Signor Presidente, se qualcuno si permette ancora di
  dividere quest'Aula tra buoni e cattivi, tra gente che è in vendita
  e  gente  che compra, tra delinquenti e moralisti a fondo  perduto,
  vedrà  il  sottoscritto  intervenire per fatto  personale,  durante
  tutto  il  dibattito  d'Aula  e,  per  quanto  mi  riguarda,  siamo
  favorevoli ad andare avanti perché, ribadisco, al di là  di  quelle
  che  possono essere le ragioni di merito, se sussistono, nonostante
  abbiamo  avuto  un  mese  di  tempo per esaminare  tutte  le  varie
  questioni,  io  sono  dell'idea che  l'urgenza  non  la  detta  una
  semplice opposizione, la dettano i fatti di cui molti che oggi  qui
  vogliono  fare i puristi o i puritani sconoscono, perché non  hanno
  mai amministrato neanche un condominio

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole De Luca. Mi mancano gli  interventi
  dell'onorevole  Di  Mauro, in qualità di  Capogruppo  dei  Popolari
  Autonomisti  e, poi, l'onorevole Micciché, come Gruppo  Misto:  poi
  andiamo a votazione. Prego, onorevole Di Mauro

   CRACOLICI. Votazione di che?

   DI  MAURO.  Grazie Presidente. Intervengo attenendomi, ovviamente,
  alla  discussione  che  è  stata fatta in sede  di  Conferenza  dei
  Capigruppo e nel ribadire la necessità di approvare questa  manovra
  finanziaria,  se  non  altro per raggiungere un  obiettivo,  che  è
  quello della spesa entro il 31 dicembre.
   Credo  che  il  Governo  abbia fatto tutti gli  atti  possibili  e
  immaginabili di riduzione della stessa manovra che aveva  approvato
  qualche giorno fa. Prima, ha tolto 17 articoli, poi tolto il  resto
  degli  articoli,  cercando di trovare tutte le occasioni  possibili
  che  potessero  consentire, anche all'opposizione, un atteggiamento
  più  razionale  e,  invece,  ci troviamo  dinnanzi,  nonostante  la
  Conferenza dei Capigruppo in cui ci si è espressi a maggioranza, ma
  siamo  stati  costretti  per  la prima  volta  a  farlo  in  questa
  legislatura,  per  trovare  le ragioni di  una  organizzazione  dei
  lavori e soprattutto per trovare la ragione di un lavoro che  possa
  essere,  ovviamente, importante e significativo  e  non  andarci  a
  impelagare in una serie di discussioni di carattere generale.
   Come  abbiamo visto anche nel corso della vicenda dei consorzi  di
  bonifica,  di  fatto non aveva alcuna attinenza.  Allora,  dobbiamo
  cercare  di ragionare tutti, e dobbiamo trovare un'intesa perché  i
  lavori  possano proseguire e, nel caso in cui ci sia un'opposizione
  rigida,  mi dispiace ribadirlo, quello che è stato deciso da  parte
  della Conferenza dei Capigruppo, ognuno si difende come può e  cioè
  l'applicazione del Regolamento.
   Si  è  votato, si è parlato, si è discusso in sede di  Conferenza,
  credo che sia giusto andare avanti rispettando un po' i ruoli,  che
  l'opposizione  ha  diritto di fare le proprie osservazioni  ma  con
  razionalità  e  anche  con  un  nesso  concludente  rispetto   agli
  interventi  che  vengono fatti e non tanto per  fare  l'opposizione
  perché così si vuole fare per perdere tempo.
   Noi  vogliamo  concludere questa manovra entro un lasso  di  tempo
  ragionevole.  Si  è proposto in Conferenza dei Capigruppo  di  fare
  slittare  il  termine da mercoledì anche a giovedì  e  siamo  anche
  d'accordo  su questo, però ci vuole, se mi permettete,  anche  buon
  senso e rispetto per il lavoro di ogni parlamentare.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Di Mauro. Non  vedo  il  presidente
  onorevole Micciché. A questo punto

   DE  LUCA  Antonino. Magari c'è un altro del suo Gruppo... Uno  per
  Gruppo.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Micciché.

   MICCICHÈ.  Io, se l'onorevole La Vardera vuole dividere il  tempo,
  non ho difficoltà. Perché sia chiaro

   CRACOLICI. Ma questo tempo è libero.

   MICCICHÈ.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi.  Parlerò   un
  minuto,  giusto  perché il Gruppo Misto, come sapete,  non  ha  una
  posizione  nei  confronti di questa manovra. Non  c'è  dubbio  che,
  comunque, le cose sono state fatte in una determinata maniera.  C'è
  stata  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che  ha
  determinato di andare avanti, e questo bisogna fare, perché, finché
  viviamo  in  democrazia, quello che decide la maggioranza...capisco
  che  l'opposizione dica: "La maggioranza è maggioranza, quindi sono
  forti".  E  che possiamo fare? Questo lo hanno deciso i  siciliani,
  dando il loro voto. Non l'abbiamo deciso noi qui dentro
   Per  cui,  per quanto mi riguarda, si vada avanti velocemente.  Io
  spero  che la manovra possa essere completata in tempi brevi,  anzi
  in  tempi brevissimi, anche perché tutti i siciliani non ne possono
  più  di  aspettare noi, al di là di tutto. E in più credo  che  sia
  stato  un  anno  complicato. Se ci prendiamo, velocemente,  qualche
  settimana di riflessione, secondo me, non è male.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché. A questo punto,  pongo  in
  votazione...

   DE  LUCA  Antonino.  Un  attimo,  Presidente.  Alla  pregiudiziale
  rispondete adesso o dopo?

   PRESIDENTE. Rispondo dopo sulla pregiudiziale. Sulla pregiudiziale
  rispondo dopo. Completiamo, intanto, questa operazione.
   Pongo  in  votazione la decisione della Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari di contingentare i tempi della discussione
  generale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  È  approvato a maggioranza, col  voto  contrario  del
  Movimento  Cinque Stelle, del Partito Democratico e  dell'onorevole
  La Vardera.
   Onorevole De Luca, in merito alla pregiudiziale da lei presentata,
  il   programma  adesso  è  definitivo  perché  abbiamo  votato   il
  contingentamento dei tempi, e per email arriverà la comunicazione a
  tutti  i deputati, perché adesso abbiamo determinato - dopo  questa
  votazione   -  il  contingentamento  dei  tempi  della  discussione
  generale.
   Colleghi,    rispondo   all'osservazione   fatta    dall'onorevole
  Cracolici. Abbiamo stampato il comunicato stampa del Consiglio  dei
  Ministri,  n.  138, e do comunicazione all'Aula così  come  chiesto
  dall'onorevole Cracolici:
   "La  legge  regionale siciliana n. 23, del 5 giugno 2025,  recante
  'Norme  in  materia  di  Sanità'  in  quanto  talune  disposizioni,
  eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto  con
  la  normativa  statale  in materia di ordinamento  civile,  violano
  l'articolo 117, secondo comma lettera l), della Costituzione nonché
  i principi di uguaglianza, di diritto di obiezione di coscienza, di
  parità  di  accesso  agli uffici pubblici e  in  tema  di  pubblico
  concorso,  di cui agli articoli 2, 3, 19, 21, 51 primo comma  e  97
  della Costituzione.
   La  legge  Regione  siciliana n. 26, del 10 giugno  2025,  recante
  'Variazioni  urgenti  al  bilancio della Regione,  per  l'esercizio
  finanziario  2025  e  per il triennio 2025-2027  in  quanto  talune
  disposizioni  eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi  in
  contrasto  con  la  normativa statale in materia  di  coordinamento
  della  finanza pubblica, violano l'articolo 117 terzo  comma  della
  Costituzione, nonché l'articolo 81, terzo comma, relativamente alla
  copertura finanziaria".
   Queste sono le leggi, cari colleghi, che sono state impugnate  dal
  Consiglio dei Ministri.

   CRACOLICI. Posso fare un'osservazione?

   PRESIDENTE.    Onorevole   Cracolici,   può   fare   assolutamente
  un'osservazione, prego.

   CRACOLICI.  Sulla  seconda impugnativa che  attiene,  diciamo,  al
  coordinamento della finanza.

   PACE. Parla anche della terza impugnativa.

   CRACOLICI.  Parla  tu,  ha  abrogato il terzo  comma,  studia,  ha
  impugnato  il  terzo  comma, studia e poi rispondi.  Pace,  studia
  (sorridendo)

   PACE. Studia

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Allora, siccome attiene, quella riguardava i laboratori
  eccetera,  attiene  al  coordinamento  della  finanza  pubblica  in
  materia  specifica,  su  cui non vige il principio  derogatorio  da
  parte  della  Regione, chiedo al Governo se, alla  luce  di  questa
  impugnativa, la materia che sarebbe qui introdotta, che  si  chiama
  "lotta  alle liste d'attesa", lotta, diciamo, giusta dal  punto  di
  vista  del principio, gli strumenti, poi, devono essere concreti  e
  operativi, anche perché abbiamo dei precedenti... Noi abbiamo messo
  48  milioni  e  mezzo  nel 2023 per abbattere  le  liste  d'attesa,
  prioritariamente  con le strutture private, vorremmo  conoscere  il
  risultato  di  quell'operazione, cioè  se  ha  abbattuto  le  liste
  d'attesa  in  Sicilia,  visto  che  siamo  di  nuovo  nella  stessa
  situazione.
   In  ogni  caso, siccome attiene a emolumenti connessi a condizioni
  contrattuali,  per i quali, appunto, vige il principio  generale  e
  astratto  dei  dipendenti  dello Stato, può  una  legge  regionale,
  derogando  agli  strumenti  tipici  del  contratto  di  lavoro  dei
  dipendenti,  in  questo  caso della sanità,  medici,  infermieri  e
  quant'altri,    può   introdurre   principi   derogatori?    Questa
  osservazione  la  faccio perché, questa stessa osservazione  è  già
  stata  fatta  in Commissione, il Governo ha ritenuto di  non  dover
  rispondere, non si capisce bene perché, io credo che in nome  dello
  stesso  principio, questa norma ha vizi di illegittimità  manifesta
  perché vìola il coordinamento della finanza pubblica.
   Quindi,  è  un'osservazione  che faccio  al  Governo  al  fine  di
  valutare  il mantenimento, in quella forma della norma che  prevede
  le misure a sostegno contro le liste d'attesa.

   PRESIDENTE.  Il  Governo, ovviamente, quando si  entrerà  poi  nel
  merito  dell'articolo in questione, darà eventuali delucidazioni  o
  eventuali  approfondimenti.  Io,  intanto,  chiedo  al  presidente
  colleghi

   DE  LUCA  Antonino. Vorrei intervenire sull'ordine  dei  lavori  e
  sulla mia pregiudiziale, ne ho diritto

   PRESIDENTE.  Sulla  pregiudiziale  le  ho  già  spiegato.  Allora,
  colleghi, sì, però non posso farla intervenire continuamente, anche
  quando  le ho dato già una spiegazione. La comunicazione è già  sui
  tablet, l'avete sui vostri tablet, colleghi, non posso... onorevole
  Burtone

   DE  LUCA Antonino. Io la accolgo, avete detto per email, ma non  è
  così,   Presidente,  devo  intervenire  sulla  risposta  alla   mia
  pregiudiziale.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole De Luca.

   DE  LUCA Antonino. Non la dovete caricare sui tablet ma comunicare
  a  tutti i deputati, e tutti i deputati sono anche quelli che  sono
  assenti   dall'Aula,  quindi  prima  ci  mandate  l'email   e   poi
  riprendiamo
   Ora,  lei decida se interrompere, perché non c'è scritto che  deve
  essere  comunicata  ai  deputati, è  il  calendario  dei  lavori  e
  riguarda  anche  chi  non  c'è oggi e  verrà  domani,  per  cui  la
  comunicazione sui tablet non è esaustiva e non assolve  ai  compiti
  che il Regolamento le affida.
   Per  cui,  vi  prego  di rispettare la forma  e  la  sostanza  del
  Regolamento.

   PRESIDENTE. Grazie del prezioso consiglio, onorevole De Luca.


           Sull'emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza

   BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Burtone sull'ordine dei lavori, e poi
  do  la parola al presidente Daidone, così iniziamo con la relazione
  del presidente della Commissione Bilancio.

   CRACOLICI.  Quindi, è stata licenziata la collega che doveva  fare
  la relazione?

   BURTONE.   Presidente,   sinceramente  ho   pensato   durante   la
  discussione sull'opportunità di fare questo intervento o meno,  che
  debbo dire non rientra nelle questioni che sono state poste, non le
  sottovaluto tutt'altro, condivido la posizione del mio partito,  il
  Partito Democratico e delle minoranze.
   Ho  deciso di fare, però, l'intervento perché i fatti non  possono
  aspettare la politica, né la politica può aspettare i fatti.
   Ci  sono  situazioni che chiamano all'appello la nostra coscienza,
  il  nostro  modo di operare nella politica e io penso  che  non  si
  possa  tacere; il nostro Parlamento ha avuto credo, la possibilità,
  la  capacità, la sensibilità di discutere e di decidere su fatti di
  portata  internazionale, che ancora oggi però travolgono una  parte
  importante  del  mondo  e che sollecitano  la  coscienza  di  tanti
  cittadini.
   Proprio  ieri  60  ex diplomatici che hanno lavorato  ad  Israele,
  nella  Striscia di Gaza, hanno voluto sottoscrivere  un  documento,
  hanno  detto  chiaramente che, in quell'area  c'è  un  genocidio  e
  quello  che  ancora più grave che il Presidente  di  Israele  vuole
  andare avanti per cancellare totalmente la presenza dei palestinesi
  in  quel  territorio   Noi abbiamo chiesto  al  nostro  Presidente,
  all'onorevole  Schifani, e al Presidente dell'Assemblea,  onorevole
  Galvagno, di sollecitare il Ministro degli esteri.
   Percepiamo che, seguendo probabilmente un accordo con l'Ungheria e
  con  altri  Paesi,  il  nostro Paese continua  a  non  decidere  di
  riconoscere  la  Palestina, e noi invece con il nostro  ordine  del
  giorno   che   abbiamo  già  presentato,  chiediamo  un   ulteriore
  intervento da parte delle nostre autorità per far sentire  la  voce
  di  tanti siciliane e di tanti siciliani, e auspichiamo un'attività
  solerte che possa essere all'altezza di quello che si è determinato
  in  quell'area,  anche perché, Presidente, noi abbiamo  davanti  un
  dramma  che  continua ogni giorno e del dramma non  soltanto  della
  desertificazione di quell'area, del fatto che persone che lì  hanno
  vissuto  saranno cacciate da quel territorio, ma assistiamo  ancora
  oggi all'opposizione degli aiuti umanitari.
   Su questo, Presidente, noi insistiamo, chiediamo al nostro Governo
  di far sentire la propria voce con il Ministro degli esteri, perché
  ancora  oggi  nella  Striscia di Gaza si muore per  i  missili  che
  vengono lanciati da Israele contro le popolazioni che si assembrano
  là, dove sono arrivati gli aiuti umanitari, ma soprattutto si muore
  di fame, e a morire di fame sono i bambini
   Io  credo, che ognuno di noi debba mettersi davanti il viso di  un
  bambino,  spero  che  lo  facciano  in  tanti,  soprattutto   della
  politica, per comprendere che cosa possa significare vedere  morire
  un  bambino perché ha fame, perché ha sete e ad oltre 100 metri  ci
  sono tante tante possibilità di alimentazione.
   Presidente io concludo, diceva Pier Paolo Pasolini: "Non  facciamo
  scomparire  le lucciole". Ci sono ancora luci importanti  che  sono
  accese  su  questo  tema, a partire dalla  Chiesa  che  continua  a
  chiedere  pace  e  a chiedere la possibilità di sfamare  bambini  e
  popolazioni  inermi.  Ci sono tante cittadine  e  cittadini,  tanti
  giovani,  tante giovani che stanno manifestando; questo  Parlamento
  che  ha avuto autorevolezza in tanti anni e che ha capito che  cosa
  significhi la politica internazionale anche per la nostra area, dia
  un  apporto  significativo  per dare  una  risposta  ad  un  dramma
  umanitario che richiama alla nostra memoria l'Olocausto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.


   Seguito della discussione del disegno di legge n. 976 Stralcio/A
   «Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
                                 2025
     e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie»

   PRESIDENTE.  Chiedo  al presidente della Commissione  Bilancio  di
  svolgere la relazione sul disegno di legge.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Grazie,   Presidente.  Il  disegno  di  legge  che   si   sottopone
  all'attenzione  dell'Aula  è  stato  formulato  dalla   Commissione
  Bilancio  quale stralcio del disegno di legge n. 976, di iniziativa
  governativa, dal titolo "Variazioni al bilancio della  Regione  per
  l'esercizio   finanziario  2025  e  per  il   triennio   2025-2027.
  Disposizioni finanziarie".
   In   particolare,   l'articolo   1  prevede   il   rifinanziamento
  dell'autorizzazione  di spesa, di cui all'articolo  2  della  legge
  regionale  n. 23 del 2024, per interventi gestiti dalla  Protezione
  civile per un importo complessivo di circa 10 milioni di euro.
   L'articolo  2 prevede un intervento di sostegno economico  per  il
  settore    dell'informazione   e   dell'editoria   attraverso    la
  costituzione  di  una sezione specializzata all'interno  del  Fondo
  Sicilia.
   L'articolo  4  stanzia risorse per la gestione degli  impianti  di
  dissalazione di Trapani, Gela e Porto Empedocle ed è, a  tal  fine,
  autorizzata la spesa di 9 milioni e 900 mila euro per il 2025.
   L'articolo 5 autorizza la spesa complessiva di 6 milioni e  oltre,
  destinata   al   finanziamento  di  quattro  specifici   interventi
  infrastrutturali su dighe e collegamenti acquedottistici.
   L'articolo  6  autorizza la spesa, per il 2025, di 40  milioni  di
  euro  da destinare ai comuni a copertura dei cosiddetti extra costi
  sostenuti per il trasferimento dei rifiuti fuori dalla Regione.
   L'articolo  7 stanzia 3 milioni per disposizioni sul coordinamento
  degli interventi contro la povertà e l'esclusione sociale.
   L'articolo  12, in particolare, introduce misure finalizzate  alla
  riduzione  delle  liste d'attesa nel Servizio sanitario  regionale,
  prevedendo  da  un  lato  incentivi per il personale  sanitario  in
  servizio  e dall'altro il potenziamento tecnologico dei sistemi  di
  gestione e monitoraggio.
   Ed   infine,   l'articolo  13  introduce  disposizioni  correttive
  dell'ultima  legge  di  stabilità  sul  "Fondo  disabilità  e   non
  autosufficienza - fondi regionali" con un incremento di 10  milioni
  di euro.
   Io avrei finito Presidente, la ringrazio.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   DE LUCA Antonino. No, no, chiediamo la relazione di minoranza.
   Il  collega  Venezia,  che  fa parte della  Commissione  Bilancio,
  chiede di fare la relazione di minoranza, altrimenti la faccio io.

   PRESIDENTE. Non è stata comunicata la relazione di minoranza.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Non è stata richiesta in Commissione.

   PRESIDENTE. Se non è stata richiesta in Commissione Bilancio...
   Interviene  all'interno  della  discussione  generale,  non  è  un
  problema   La  relazione  di minoranza non  è  stata  richiesta  in
  Commissione Bilancio.

   DE  LUCA  Antonino.  Presidente, in Commissione  non  era  passato
  neanche l'articolo 6 e poi lo abbiamo aggiunto tornando sul voto

   PRESIDENTE.  Colleghi, sempre perché comunque c'è  la  volontà  di
  andare avanti, nel frattempo che la discussione generale è comunque
  aperta  -  e chiedo a chi si deve iscrivere a parlare, di  farlo  -
  faccio   intervenire   l'onorevole  Venezia  sulla   relazione   di
  minoranza. Prego, onorevole Venezia.
   Intanto,  comunque, è aperta la discussione generale.  Quindi,  vi
  invito a iscrivervi a parlare.

   VENEZIA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Grazie  Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo.
  Le divergenze di natura politica, che abbiamo registrato durante la
  trattazione di questo disegno di legge sia in Commissione Bilancio,
  sia  nelle Commissioni di merito, ci spingono a relazionare in Aula
  con  un'apposita relazione di minoranza, anche per chiarire  alcuni
  punti  di natura politica che sono emersi nel corso di questa prima
  fase   di   dibattito,  quando  si  è  parlato  di   tentativo   di
  ostruzionismo  da  parte  delle  opposizioni,  nel   tentativo   di
  delegittimare il lavoro che, con grande impegno, abbiamo cercato di
  fare,  sia  nelle Commissioni di merito, presentando  centinaia  di
  emendamenti,  anche  aggiuntivi, sia anche nella  fase  successiva,
  appunto, in Commissione Bilancio.

               Presidenza della Vicepresidente LANTIERI

   VENEZIA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Abbiamo ascoltato parole che non descrivono la realtà entro cui  ci
  stiamo  muovendo in questo dibattito e, cioè, il fatto  che  questo
  Governo e questa maggioranza siano ostaggio della minoranza.
   Io  credo che questa narrazione non possa trovare alcun riscontro,
  diciamo, nella realtà effettuale, in quanto, fin dal primo momento,
  come minoranza di questo Parlamento, abbiamo chiesto di entrare nel
  merito  di  tutto il blocco delle variazioni di bilancio presentate
  in  quest'Aula e nelle Commissioni di merito da parte  del  Governo
  senza  avere, diciamo, senza essere oggetto di una forzatura  nella
  tempistica  che  andava nella direzione non solo di  comprimere  il
  dibattito, come sta avvenendo quest'oggi, ma anche di delimitare il
  margine  di  azione  politica  con proposte  sia  migliorative  che
  aggiuntive.
   Detto  ciò,  emerge  chiaramente  come  l'impostazione  di  questa
  manovra, nella sostanza, non vada ad affrontare le emergenze  vere,
  le emergenze che necessiterebbero di ben altra attenzione, non solo
  dal  punto di vista legislativo, ma anche dal punto di vista  delle
  coperture finanziarie. Per cui le variazioni di bilancio hanno  una
  consistenza finanziaria complessiva di quasi 540 milioni  di  euro,
  nei  tre  esercizi  2025,  2026  e  2027,  rispetto  ai  quali  già
  418.910.626,57   per  l'esercizio  finanziario  2025,   dei   quali
  350.554.555,23  per le autorizzazioni di spesa,  già  previste  dal
  disegno  di legge 976, e 68.356.071,34 per l'incremento  del  fondo
  occorrente  per  far fronte agli oneri dipendenti da  provvedimenti
  legislativi  in corso e cioè la Missione 20, Programma 3,  capitolo
  215704,   entro   cui  trovano  copertura  molte   delle   proposte
  migliorative  e molti degli emendamenti aggiuntivi che  sono  stati
  presentati in quest'Aula.
   Assessore,   entro   nel   merito  dell'articolato,   intervenendo
  sull'articolo  1, che parla degli interventi di Protezione  civile.
  Rispetto a questi interventi, il Governo ha deciso di stanziare  10
  milioni  750  mila  euro,  di cui 750  mila  euro  di  ristoro  per
  innumerevoli e imprevedibili cause di calamità naturale, che  hanno
  determinato la distruzione di immobili adibiti a civile abitazione.
   Si  rileva  - come dire - che, rispetto alle esigenze  vere,  alle
  declaratorie,  agli  atti  deliberativi  che  sono   pervenuti   al
  Dipartimento della Protezione civile da parte di tutti  i  soggetti
  interessati  e  in  particolare da parte dei Comuni,  questa  cifra
  risulta  davvero ridicola, rispetto alle esigenze, soprattutto  per
  quanto riguarda l'emergenza incendi dal 2023 fino ai nostri giorni,
  rispetto   alla   quale   necessiterebbero   coperture   ben    più
  significative rispetto a quelle previste dall'articolo 1;  per  non
  parlare  delle altre calamità naturali che hanno portato una  serie
  di   problematiche  che  necessiterebbero  di   ristori   ben   più
  significativi. L'incongruenza tra l'importo destinato  dalla  norma
  con  la percentuale di copertura della spesa ammissibile, cioè pari
  all'ottanta  per  cento, ecco, denota come si sia voluto  procedere
  solo  attraverso un intervento normativo spot che, alla  fine,  non
  risponderà alle attese che provengono da centinaia se non  migliaia
  di cittadini siciliani che invece necessiterebbero di un'attenzione
  diversa da parte del Governo.
   Per  quanto riguarda l'articolo 2, il Fondo per l'editoria,  anche
  in  questo  caso  mettiamo  in evidenza il  fatto  che  le  risorse
  stanziate   non   siano  congrue  rispetto  alle   esigenze,   alle
  aspettative del comparto.
   Per  quanto riguarda le misure per l'abbattimento delle  locazioni
  passive della Regione siciliana, articolo 3, anche questo aspetto è
  stato  più  volte  affrontato  sia  in  occasione  della  legge  di
  stabilità,  sia in occasione di altre norme e il Parlamento  e  noi
  vorremmo  spiegazioni più ampie e dettagliate su  come  la  Regione
  siciliana intenda rendere dal punto di vista logistico e dal  punto
  di  vista dell'efficienza la riorganizzazione fisica dei servizi  e
  degli uffici sparsi non solo nella città di Palermo, che è sede  di
  rappresentanza  e sede dei principali Dipartimenti,  ma  anche  per
  quanto  riguarda il patrimonio immobiliare adibito dalla Regione  a
  uffici  e,  quindi,  utile all'erogazione dei servizi  presenti  in
  tutte le province siciliane.
   Per   quanto  riguarda  i  dissalatori,  l'iniziativa  governativa
  intende stanziare 9 milioni e 900 mila euro per l'avvio della  fase
  della  gestione vera e propria dei tre dissalatori, 25 milioni  300
  mila euro per l'esercizio finanziario 2026, 32 milioni di euro  per
  l'esercizio  finanziario  2027  che,  secondo  le  previsioni   del
  Governo,  dovrebbe  poi quest'ultima cifra essere  posta  a  regime
  diciamo negli esercizi successivi. Anche da questo punto di  vista,
  registriamo  una  gestione  che  non corrisponde  alla  risoluzione
  dell'emergenza  vera che riguarda appunto la siccità.  Il  problema
  sempre più attuale e impellente dell'emergenza climatica è anche la
  sostenibilità  finanziaria dell'operazione legata  ai  dissalatori,
  ecco  credo  che rischi di configurarsi come uno spreco ingente  di
  risorse  pubbliche  che, invece, potrebbero essere  utilizzate  per
  fare  interventi  ben  più significativi e con  costi  di  gestione
  molto, ma molto più bassi.
   Circa  100  milioni di euro investiti, 90 milioni nell'ambito  del
  Fondo  sviluppo  e coesione 2021-2027 per l'adeguamento  funzionale
  dei  tre dissalatori e 10 milioni di euro provenienti da fondi  del
  bilancio regionale e più di quasi 70 milioni di euro previsti per i
  prossimi due anni e mezzo per la gestione dei dissalatori. Parliamo
  di  una  cifra che complessivamente ammonta a circa 170 milioni  di
  euro che non rende onore diciamo all'acqua che si potrà produrre al
  servizio  dei cittadini. Parliamo di circa 9 milioni di metri  cubi
  d'acqua nel 2025 e nel primo semestre del 2026 per arrivare ad  una
  quantità  pari  a  13 milioni e mezzo di metri  cubi  a  regime,  a
  partire  dal  2027  con una spesa di circa 170 milioni  di  euro  a
  fronte  del recupero, appunto, di 13 milioni e mezzo di metri  cubi
  d'acqua.
   Rispetto a questo, abbiamo da rilevare che la Sicilia è la seconda
  regione  italiana, diciamo per perdite delle condotte  idriche  che
  sono,   purtroppo,  considerate  delle  vere  e  proprie   condotte
  colabrodo che perdono il 51,3 per cento dell'acqua che...

   PRESIDENTE. Onorevole Venezia, la invito a concludere. Grazie.

   VENEZIA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Se me lo dice lei, Presidente.

   PRESIDENTE. Non è mancanza di rispetto, grazie.

   DE  LUCA Antonino. Ma non è 30 minuti il tempo a disposizione  per
  la relazione di minoranza?

   VENEZIA, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Vado  a  concludere Presidente, volevo affrontare anche  gli  altri
  articoli  ma se ce lo consentirete in Aula lo faremo nel corso  del
  dibattito.
   Vi chiediamo la cortesia di consentircelo...
   Le conclusioni sono di una manovra che, grazie alle nuove entrate,
  diciamo  provenienti  dalla tassazione, non  riesce  ad  affrontare
  alcun   problema  vero  e,  anche  quando  si  parla  di  questioni
  importanti e delicate come la povertà, i temi legati al sociale, il
  diritto   allo  studio,  lo  si  fa  con  risorse  che   non   sono
  assolutamente  adeguate  rispetto  alle  esigenze  vere  di  questi
  settori, per cui questa corsa ad ostacoli da parte del Governo  per
  giungere  ad una manovra prima della pausa estiva, alla fine  siamo
  convinti  non  porterà  nulla di utile  per  la  Sicilia  e  per  i
  siciliani.
   Avremmo  preferito un percorso che entrasse nel merito di tutti  e
  35  gli articoli, di tutti gli emendamenti aggiuntivi, per arrivare
  a  settembre a una manovra che avesse un senso, non solo dal  punto
  di  vista  politico, ma anche dal punto di vista del  merito  delle
  questioni per ridare anche legittimazione a quest'Aula e  a  questo
  Parlamento  che  non ha tra i propri fini regolamentari  quello  di
  fare manovre veloci ma quello di fare manovre che siano in grado di
  rispondere  alle  esigenze  vere della  Sicilia  e  dei  siciliani.
  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Venezia. È iscritto a  parlare  il
  capogruppo del PD, onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, intanto le chiedo  sull'ordine  dei
  lavori, se ci fossero interventi - non mi conteggi il tempo - se ci
  fossero interventi tra deputati di maggioranza e opposizione che ci
  sia  almeno la possibilità dell'alternanza, cioè nel senso  uno  di
  maggioranza  e uno di opposizione, quindi per questo  mi  affido  a
  lei.
   Onorevoli  colleghi,  Assessori,  questo  disegno  di   legge   si
  caratterizza più per le misure che non contiene che per quelle  che
  contiene  Siamo partiti da un testo di 35 articoli per arrivare  ad
  un testo che ha meno della metà delle norme presentate dal Governo
  Questo testo già presentava criticità nelle settimane scorse.  Oggi
  le criticità, secondo me, sono più presenti
   Abbiamo  un  elenco  di interventi che possiamo  definire  random,
  episodici,  che  ancora una volta inseguono le emergenze  piuttosto
  che  prevenirle, non affrontando i nodi che attanagliano la  nostra
  Regione:  gli interventi sulle dighe, le spese per la dissalazione,
  gli  extra  costi per i rifiuti, gli interventi per la manutenzione
  delle strade, le liste d'attesa.
   A  ben guardare, ognuno di questi ambiti descrive un'emergenza che
  è diventata sempre più un qualcosa di questo governo ordinario.
   La  domanda è se questa Regione possa governare la Sicilia. È  una
  domanda che vale per la siccità, per le strade provinciali,  per  i
  rifiuti  e per tantissimi altri argomenti. Oggi questi problemi  si
  sono  sempre di più incancreniti, a tal punto che siamo sempre qui,
  Presidente, a trovare le risorse per tamponare le emergenze
   Ma  è  questo che si intende per governare la Sicilia? I  problemi
  non  si  sono  affatto governati e non si sono nemmeno  affrontati.
  Leggere  di  progettazione  sulle dighe dopo  decenni  che  abbiamo
  bisogno  di  manutenzione  è davvero uno scandalo   Anche  oggi  il
  Presidente  della  Regione,  con  quello  che  fa  sui  video   del
  dissalatore. Dicevo davvero, assessore Dagnino, ovviamente mi  sono
  preso  una serie di appunti sulla relazione, però è chiaro  che  il
  tempo è breve e, quindi, devo non poter guardare il tutto. Però, su
  tutti  questi interventi che avete presentato, secondo me, rispetto
  alla  manovra  dei  35  articoli che, poi, state  raccontando  alla
  Sicilia  che,  ovviamente, c'è una opposizione che non  vuole  fare
  andare  avanti  questo  Governo, siete  stati  voi  in  Commissione
  Bilancio  a  proporre  uno stralcio, a bocciarvi  lo  stesso  degli
  articoli,  a  far sì che argomenti come i consorzi  di  bonifica  e
  tanto  altro,  avete  fatto  in modo di  non  presentarli  e,  poi,
  arrivati  in  Commissione Bilancio, prima  non  fate  trattare  gli
  aggiuntivi in Commissione, e poi dite che ci sono degli emendamenti
  aggiuntivi che volete presentare.
   Ci  sono  argomenti  che  non  risultano  dentro  questa  manovra,
  argomenti  che fanno davvero rabbrividire: uno su tutti, in  questo
  momento,  le  attività  produttive. Mi  dispiace  che  non  ci  sia
  l'assessore  Tamajo  su un argomento così importante,  che  sono  i
  dazi, non vediamo traccia di "Attività Produttive" in questa, si fa
  per dire, variazione di bilancio.
   Non vediamo addirittura una misura - lo sostiene ormai da tempo il
  mio collega Spada dalla scorsa legislatura - su quello che sono gli
  incendi;  poi ci ritroviamo in Commissione Bilancio a  vedere  che,
  all'articolo 1, per Protezione civile, nel mentre che si tratta  di
  crisi  idrica qualcuno, siccome deve intervenire su alcune porzioni
  di territori, parla di incendi
   Questa è una manovra che, abbiamo detto, serve ad accontentare con
  alcune  misure  i Gruppi di maggioranza, e lo ribadisco  da  questo
  pulpito, lo ribadisco con forza
   Poco  fa  ho ascoltato l'intervento del collega De Luca, e ritorno
  su questo argomento perché il Gruppo del Partito Democratico non si
  gira  dall'altro  lato. Noi siamo coloro i quali dentro  quest'Aula
  abbiamo  anche sostenuto gli emendamenti, che sono gli  emendamenti
  di territorio, quegli emendamenti che hanno una loro validità e con
  convinzione   diciamo  che  sono  interventi   che   servono   agli
  amministratori, non abbiamo alcun tipo di problema
   Però,  oggi lo abbiamo anche detto e l'ho detto in Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, oggi è un modo diverso per  cui
  si  sta  affrontando con questi emendamenti di territorio. È chiaro
  che  siamo contro quegli emendamenti che da quest'Aula sono  usciti
  che, poi alla fine, sono andati a finire su tutte le cronache;  non
  siamo  contro  gli emendamenti di territorio, presidente  Lantieri,
  siamo  contro,  invece,  ad una modalità che  il  Presidente  della
  Regione  vuole attivare in queste ore, e lo dico non per il  Gruppo
  ibrido  - e quindi mi riferisco al collega De Luca - ma per  quello
  che  è  la  maggioranza, perché non è vero che  non  succede  nulla
  all'interno della maggioranza
   Non  ricordo poco fa chi, è assente la Lega, sul disegno di  legge
  dei  consorzi di bonifica, non è vero che non c'è nulla all'interno
  della  maggioranza  perché, altrimenti, un disegno  di  legge  così
  importante,  di  una  riforma così importante,  non  sarebbe  stato
  bocciato in Aula con diversi voti di maggioranza che si sono  uniti
  al voto segreto.
   E   quindi,  questo  lo  dico,  perché?  Perché  la  modalità  del
  Presidente  della  Regione è una modalità che, in  questo  momento,
  cerca  di fare intervenire attraverso una sua modalità che,  prima,
  va  sui giornali, poi ritorna in Aula e quindi cerca di portare con
  sé  la  maggioranza,  i  deputati di  maggioranza,  attraverso  sue
  iniziative
   Ecco  perché  non  siamo sull'idea di non approvare  o  di  andare
  contro  perché per forza dobbiamo andare a settembre.  No   Noi  lo
  abbiamo  detto,  l'abbiamo detto anche nella  prima  variazione  di
  bilancio,  aspettavamo il Governo, che ci aveva  detto  che  il  10
  giugno   doveva  intervenire  con  una  somma  per  affrontare   la
  variazione ed andare in Aula almeno la seconda, la prima  settimana
  di luglio.
   Adesso  siamo  qua,  con  delle norme  che  ancora  oggi  dobbiamo
  comprendere  quali  siano  e, come le ho definite  io,  il  Governo
  regionale ha tirato fuori le norme "a sorteggio", perché da 35 sono
  diventate  15 e ancora non sappiamo quello che accadrà,  perché  il
  Governo  fa  quello che vuole rispetto ad una sua azione,  cercando
  anche  di togliere al Parlamento quella che, invece, è la legittima
  possibilità  di  dibattere  su quelle che  sono  le  variazioni  di
  bilancio.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Catanzaro. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dispiace
  in  questo  momento dover rinnovare il mio disappunto per l'assenza
  del  presidente  Schifani  che, tra  l'altro,  ha  trascorso  buona
  giornata nei palazzi, nel Palazzo, e che quindi avrebbe ben  potuto
  invece  partecipare ai lavori, magari dire la sua su queste pseudo-
  variazioni di bilancio e dirci anche qualche cosa sui temi  di  cui
  chiediamo quotidianamente ormai di rendere conto, come la sanità  e
  gli scandali del turismo.
   Vorrei  porre  l'accento  rapidamente su quanto  sia  stato  anche
  ridicolo   il   comportamento  del  Governo  che  ha   chiesto   di
  contingentare  i  tempi,  perché se avesse  lasciato  discutere  15
  minuti  ciascuno  i deputati delle opposizioni e avessimo  iniziato
  alle  ore 11.00, beh, la discussione generale sarebbe già conclusa.
  E invece hanno contingentato i tempi e la discussione generale alle
  ore 17.00 è appena iniziata, signor Presidente.
   E  quindi  questo  per  dire al Governo: ricordatevi  che  con  le
  forzature  da  questo Parlamento non è mai passato  nessuno  e  mai
  passerà nessuno, almeno fino a quando c'è il Movimento 5 Stelle qua
  dentro.
   E  vi  ripeto: fatevi i conti, visto che pensate di poter  gestire
  strumenti finanziari importanti come le variazioni - 300, 400,  500
  milioni  -  e non vi sapete fare neanche quattro conti  di  come  i
  minuti si sarebbero conclusi proprio intorno alle ore 17.00  se  si
  fosse svolta la discussione generale
   Questo  avete  voluto  e  questo  avrete,  senza  con  ciò   farci
  rinunciare  neppure ad un grammo delle considerazioni che  sentiamo
  di dover svolgere a tutela dei siciliani.
   E  cominciamo. Innanzitutto questo testo di legge non  discute  di
  variazioni  di bilancio perché le variazioni dovrebbero avere  come
  unico  scopo quello di andare a rimpinguare quei capitoli che hanno
  visto  un  esaurimento rispetto a quanto dotato in finanziaria  per
  consentire  a  questi  di  arrivare fino  a  dicembre.  Voi  invece
  introducete degli argomenti che non sono propriamente oggetto di un
  testo  di  variazione, ma sono per certi versi innovativi.  Ma  non
  siete neanche in grado di andare a circoscriverlo alle vere urgenze
  che in questo momento per i siciliani, caro assessore Dagnino, sono
  trovare  una  sanità  pubblica di qualità,  essere  trasportati  in
  ospedale  con  un'ambulanza piuttosto che con  una  "lapa",  essere
  accompagnati  da  due  infermieri piuttosto che  da  due  muratori,
  entrare  in  un pronto soccorso e trovare un dipendente dell'Asp  o
  dell'Azienda  ospedaliera rispetto a una cooperativa  dove  vengono
  pagati 1.500 euro al giorno.
   Anche  l'articolo  che  fate sulle liste d'attesa  rende  plastica
  quanto sia ridicola e inutile, questo già l'avevo detto ma oggi  ve
  lo  ribadisco,  la  vostra azione politica,  perché  non  solo  non
  riducete le liste d'attesa e avreste dovuto rimuovere, queste  sono
  le parole del presidente Schifani  "se entro un anno non scompaiono
  le  liste  d'attesa  rimuoverò tutti i dirigenti  generali  che  io
  stesso  ho nominato", credo su suggerimento dei partiti. Poi,  però
  se ne esce e dice: "no vabbè, niente non ce l'hanno fatta, proviamo
  in un altro modo " e va a buttare 40 milioni di euro su un articolo
  che dovrebbe trovare attuazione per 2-3 mesi, 40 milioni, e poi per
  gli anni successivi ci mette 10 milioni di euro l'anno
   E  questo  è  ridicolo   Ma è ridicolo due volte  perché  peraltro
  entrate,  e  ve  lo  dice anche il Servizio Studi,  all'interno  di
  quelle componenti retributive che sono le voci aggiuntive che  sono
  di  competenza della contrattazione collettiva nazionale e, quindi,
  del  legislatore statale non del legislatore regionale: e il  fatto
  che  non la limitiate neppure nel tempo, vi espone all'impugnativa,
  e  voi  lo  sapete,  perché questo articolo non lo  volete  neanche
  attuare,  a  quell'impugnativa che già avete subito quando  abbiamo
  stabilito gli incentivi per gli ospedali di frontiera.
   E  allora  io  mi chiedo: ma come può un assessore per l'economia,
  con  le  sue  competenze,  assessore Dagnino,  sostenere  un  testo
  simile,  che  va a rimettere in discussione quei principi  che  già
  sono  stati  discussi all'atto della proposta di impugnativa  della
  legge  precedente,  che  lei stesso ha  spiegato  a  quest'Aula?  E
  allora:  come  Dagnino  contraddice Dagnino?  Schifani  contraddice
  Schifani? Vi contraddite a vicenda? Ma voi che cosa fate?
   Non  accettiamo  questi  spot ai danni  dei  siciliani  perché  le
  persone  in  questo  momento hanno un problema,  che  è  quello  di
  trovare  una  risposta alle loro istanze, per le quali pagano,  chi
  può, chi non può fa una brutta fine  E voi continuate a prendere in
  giro  queste persone, così come continuate a prendere  in  giro  il
  Parlamento  dicendo  che, se l'Aula non approva,  si  bloccano  gli
  assegni per disabili gravissimi. Non è vero, perché quelli hanno un
  contratto  e  l'ASP deve anticipare, anticipa con risorse  proprie,
  dopodiché  fate  lì  la variazione di bilancio se  non  sono  stati
  soldi...
   Non  solo, mancano tutte le misure che ci sarebbero dovute  essere
  per  gli  studenti disabili e voi dite "no l'avevamo messo tra  gli
  aggiuntivi ". Quindi non era una priorità di questo Governo, perché
  se  fosse stata una priorità, l'avreste messa nel testo. Così  come
  avreste dovuto mettere nel testo le norme per le stabilizzazioni  e
  per  l'adeguamento orario dei consorzi di bonifica. È  inutile  che
  state a dire che le hanno bocciato le opposizioni. Anzitutto perché
  le  opposizioni perdono se la maggioranza non vota in difformità  a
  quello  che le chiede il suo Governo, quindi il problema è  vostro
  In  secondo  luogo: perché non potevate inserirli nel testo  se  ci
  tenevate?  Come  avete  tolto  15-30 articoli  durante  la  manovra
  iniziale,  com'è  possibile che non ci fosse una parola  spesa  per
  questi lavoratori, per questi contesti?
   La  realtà è che non ve ne frega niente e cercate di scrollarvi le
  responsabilità  di  quella  che  è l'azione  di  Governo.  Voi  non
  governate più  In queste variazioni voi porterete a casa  una  cosa
  sola: la certificazione che il Governo Schifani è in crisi e questa
  sarà  l'estate più calda che vivrete. A 50 gradi vi arriveranno  le
  istanze,  per  il  semplice  motivo che voi  questa  variazione  da
  quest'Aula non la uscirete. Assessore Dagnino, mi guardi.  Voi  non
  la  uscirete questa variazione da quest'Aula e aprirete  la  crisi.
  Perché siete in crisi
   La  cosa  brutta  sa  qual è? Che avete messo in  crisi  anche  la
  Sicilia   Perché  voi  ve ne andate in giro a  dire:  "sta  salendo
  l'ISTAT,  stanno salendo le graduatorie, Schifani è  il  presidente
  cui  si  vuole più bene nel mondo, il sondaggio  ".   La  gente  ha
  fame, assessore Dagnino; la gente non riesce a fare la spesa quando
  va dal fruttivendolo e ci vogliono 30 euro per riempire una busta
   La gente non riesce a comprare i medicinali in farmacia  Lo volete
  capire  o  no?  Volete farvi un giro in mezzo alle  persone,  nelle
  strade, nelle periferie e capire che la gente non arriva manco alla
  metà  del  mese?  Questo è l'unico tema  Ed è inutile  che  mettete
  queste  cavolate  nelle leggi perché siete pure  quelli  che  hanno
  abolito,  politicamente parlando, il reddito di  cittadinanza.  Voi
  avete  tolto  il pane alle persone, voi avete tolta la  possibilità
  alle  persone di curarsi  Questa è l'unica cosa di cui vi  dovreste
  prendere la responsabilità e invece fate fandonie

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie,  signor Presidente.  Prima  di  quantificare  i
  secondi,  le chiedo se c'è un'alternanza tra le forze politiche  di
  opposizione  e  quelle  di  maggioranza,  perché  se  qualcuno   di
  maggioranza  volesse  intervenire, sicuramente potrebbe  arricchire
  questo  dibattito. Sarebbe importante sapere qual  è  il  punto  di
  vista dei colleghi della maggioranza.

   SPADA. Il tempo, signor Presidente, il tempo

   GIAMBONA. Era sull'ordine dei lavori, era sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Onorevole  Giambona,  della  maggioranza  non  si   è
  iscritto nessuno perché condividono quello che ha fatto il Governo.

   GIAMBONA.  Grazie,  signor  Presidente.  Ecco,  lei,  intanto,  mi
  conferma  che  allo stato attuale nessuno della  maggioranza  si  è
  iscritto. E questo, credo, sia un dato politico rispetto  a  quella
  che  è  la  discussione  di  questa  variazione  di  bilancio.   Le
  variazioni di bilancio, lo sappiamo tutti, quelli che siamo qui  ma
  anche  chi  ci segue da casa, non sono norme come tutte  le  altre.
  Sono  norme  nelle  quali si incide nel quotidiano  dei  siciliani,
  perché possiamo determinare come migliorare la qualità della  vita,
  della sanità, delle infrastrutture, del lavoro.
   Ecco  perché  noi  contestiamo, intanto,  la  scelta  delle  forze
  politiche di maggioranza che hanno deciso di contingentare i  tempi
  su questa manovra di bilancio.
   Stiamo  qui  a parlare di 400 milioni di euro che potremmo  meglio
  destinare  per i nostri siciliani, e ci viene ridotto il tempo  per
  fare   le   proposte.   Io  credo  che  questo  sia   assolutamente
  inqualificabile:  in  un momento storico nel quale  la  Sicilia  ha
  delle  risorse che non ha mai avuto, noi, oggi, potremmo utilizzare
  queste  risorse  per  un  cambio di  passo,  per  creare  sviluppo,
  crescita e, invece, nulla di tutto questo.
   Nessuno  della maggioranza viene qui a parlare di questa  manovra,
  perché la si affronta con il massimo della leggerezza, una assoluta
  inconcludenza,  un  documento che è confuso, un documento  che  non
  affronta  quelle che sono le nostre questioni, slegato rispetto  al
  nostro quotidiano, disconnesso completamente da quelle che sono  le
  esigenze  dei  siciliani. E io credo che, in un  certo  qual  modo,
  disconnessi ci sono pure alcuni dei colleghi parlamentari.
   E  prendo spunto da quelle che sono state le dichiarazioni rese da
  certuni  ieri  e  l'altro ieri, fino a qualche  minuto  fa  qualche
  esponente   della  maggioranza  ritorna  nuovamente,  tentando   di
  scaricare  la  responsabilità su quelle che sono le loro  mancanze,
  sul  fatto  che sono spaccati su ogni fronte e si tende a scaricare
  sulle forze di opposizione.
   Stiamo  vivendo  una situazione tragicomica, degna delle  migliori
  commedie  brillanti di Oscar Wilde, il quale diceva che nella  vita
  ci  sono  due  tipi  di tragedie: quelle in cui  non  si  riesce  a
  ottenere  qualcosa  nella vita, qualcosa che si  vuole,  e  quando,
  invece, si riesce a ottenere.
   Ecco,  questo Governo, pur essendo riuscito ad ottenere il governo
  della  nostra  Regione,  sta  vivendo  la  tragedia  di  non  saper
  governare  la  nostra  Regione  Questo lo dobbiamo  dire  a  chiare
  lettere,  voi  siete assolutamente inadeguati e la manovra  lo  sta
  confermando.  Inizialmente erano 36 gli articoli,  non  ci  credete
  nemmeno  voi,  non  ci  crede nemmeno il Presidente  della  Regione
  Schifani,  che  ha chiesto di andare a ridurre l'articolato  in  16
  articoli.  Non  si  fa  alcun  tipo di programmazione,  colleghi  e
  Presidente.
   Questa  manovra, che allo stato attuale impegna circa 400  milioni
  di  euro   sapete quant'è la quota che andrà per il 2026 e  per  il
  2027?  Ecco, poco più di 60 milioni di euro; tutto il resto  è  nel
  2025   con  interventi  spot,  interventi  tampone,  per  i   quali
  probabilmente non si riuscirà nemmeno a spendere, non si  riesce  a
  vedere, al di là del proprio naso, nessuna spesa che sia da  questo
  punto  di  vista qualificante: qualche norma mancia, qualche  norma
  spot, quella sull'editoria, quelle sulle strade provinciali. Poi ci
  spiegheranno  perché  non  facciamo  i  trasferimenti  alle   Città
  metropolitane e ai liberi Consorzi e perché le dobbiamo determinare
  a  livello  regionale,  risorse risibili sulla  Protezione  civile,
  sugli extra costi, sulla povertà.
   Ecco,  io  ritengo che pure sul merito di quella che  è  stata  la
  condotta   nelle   Commissioni,   oltre   ad   avere   mortificato,
  letteralmente  mortificato, le Commissioni  di  merito,  voi  avete
  avuto  un  approccio sbagliato e per certi versi anche provocatorio
  nei  confronti del Partito Democratico, perché siete andati proprio
  a  tagliare quelle norme che la nostra compagine politica nel tempo
  ha  sempre sostenuto, e mi riferisco alla norma che amplierebbe  la
  possibilità di dare sostegno ai medici delle aree interne, vedi  il
  "Caso  Stromboli" degli ultimi giorni, oppure la tematica sui costi
  e sull'insularità, la norma sul finanziamento "Liberi di scegliere"
  che  è una proposta del Partito Democratico, come l'esigenza, a più
  riprese manifestata con atti e interrogazioni, di finanziare quelli
  che  sono gli interventi dei polmoni verdi. Nulla di tutto  questo,
  come non avete preso in considerazione le esigenze, che noi abbiamo
  a  più  riprese  manifestato, dei comuni dei sindaci siciliani  che
  sono  alla  canna  del  gas: un comune  su  tre  è  in  dissesto  o
  predissesto; abbiamo chiesto e lo richiediamo ad ogni variazione di
  aumentare  quello che è il fondo per le autonomie, ma  voi  non  ci
  sentite, come non sentite quella che è l'esigenza di fare fronte ad
  una povertà che è crescente nei nostri territori, mettete solamente
  tre milioni di euro quando dimentichiamo che 97 mila sono state  le
  istanze  per  il reddito di povertà e non siamo riusciti  a  pagare
  nemmeno  il 10 per cento di queste  Ci dimentichiamo della  povertà
  abitativa,  ci  dimentichiamo di quello che  è  il  problema  delle
  aziende,   dei   dazi,   del   sostegno  alle   cooperative,   alla
  cooperazione,  di  quello  che  è il  problema  degli  incendi;  ci
  dimentichiamo della tematica dei forestali e della prevenzione, del
  loro   rinnovo  dei  contratti  collettivi  e  dell'aumento   delle
  giornate.
   Ebbene, nulla di tutto questo  Voi avete una maggioranza e  volete
  scaricare  la  responsabilità sulle opposizioni.  State  recitando,
  fondamentalmente,  le due parti: da una parte, siete  assolutamente
  arroganti  e gradassi; dall'altra, invece, venite dalle opposizioni
  e  ci  chiedete  il  sostegno. Questa maggioranza  è  assolutamente
  inadeguata, i-na-de-gua-ta  E allora la proposta di questa  manovra
  va rimandata a settembre, questo è chiaro
   Come il Governo Schifani, con tutta la sua compagine, è da mandare
  a  casa perché siete inadeguati nell'affrontare quelle che sono  le
  esigenze, i problemi e nel rappresentare i siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Grazie, signor Presidente.  Abbiamo, nei mesi scorsi, più
  volte  letto delle dichiarazioni enfatiche da parte di  uomini  del
  Governo,  si è detto: "la Sicilia va bene, sta andando  avanti,  ci
  sono importanti traguardi raggiunti".
   È  vero, qualcosa ancora continua a rifluire dal "110", dal  PNRR,
  sono  risultati  indotti negli anni scorsi,  che  ora  hanno  delle
  ricadute,  a  dire il vero, ma quando poi andiamo nello  specifico,
  vediamo  che  qualcosa  non  va rispetto  a  queste  dichiarazioni.
  Partiamo  innanzitutto  dai  prezzi  energetici:  la  benzina,   il
  gasolio,  continuano ad aumentare. Si diceva - prima -  "è  indotta
  dalla guerra", ma la guerra, ormai da tempo...
   Erano  scesi,  ora sono tornati ad aumentare. In  particolare,  in
  Sicilia,  ci  sono  problemi che riguardano più complessivamente  i
  costi energetici e, quindi, l'utilizzo dell'energia elettrica,  del
  gas.
   Tutto   ciò  ha  una  spesa  diretta  nel  cittadino,  ma   anche,
  conseguenzialmente, la condizione di ordine generale dal  punto  di
  vista  economico,  Assessore, perché  basta  fare  un  giro  in  un
  supermercato per vedere che con 50 euro prima si compravano  cinque
  prodotti  di  un  certo  tipo; ora di quei  cinque  se  ne  possono
  comprare quattro. Quindi, il cittadino, ha chiara questa situazione
   compensativamente , in maniera compensativa, ci sono delle  scelte
  che stanno determinando un impulso, dal punto di vista produttivo.
   Se  andiamo  all'agricoltura,  siamo  al  disastro.  Mi  dispiace.
  L'Assessore  ha  cercato, in questi mesi, in  queste  giornate,  di
  attivarsi,  ma  la situazione è drammatica e lo sappiamo  tutti,  a
  partire dall'assessore.
   I  nostri  prodotti  agricoli  non vengono  nella  giusta  maniera
  irrigati  e,  conseguentemente, il 25 per cento ormai è  scomparso,
  l'altrettanto  25  per  cento del prodotto non  sarà  in  grado  di
  entrare nel mercato.
   50  per  cento speriamo  Se nelle prossime giornate si fa qualcosa
  di concreto, se si mette in moto tutto ciò che bisognava mettere in
  moto  per  tempo,  perché noi, questi impegni  li  sollecitiamo  da
  tempo,  e  se  si  fa questo qualcosa può venire fuori,  così  come
  nell'industria. Io ho visto che l'assessore Tamajo ha incontrato il
  ministro  Urso,  fortunatamente lo ha incontrato, a differenza  del
  sindaco di Catania, in una sede istituzionale, al Ministero.
   Il sindaco di Catania e il ministro Urso si erano incontrati in un
  bar di Acireale per discutere delle sorti dell'STM, e mi pare che i
  risultati siano ben evidenti.
   Si  era  parlato  di  uno  straordinario impegno  di  crescita  di
  quest'attività produttiva. Mi pare che la ST è in grave  condizioni
  economiche  nel  momento  in cui si dice  che  stanno  andando  via
  persone che sono al limite di età. Non è così perché ci sono  turni
  di  cassa  integrazione. Quelli che erano impegni che  erano  stati
  assunti  non  si  stanno mantenendo. Allora,  una  finanziaria  può
  incidere  in  tutte  queste questioni? Certamente  no,  noi  no  lo
  diciamo con realismo, con le parole della verità, ma ci sono alcuni
  settori che potrebbero dare una risposta, a partire dal precariato.
   La  vicenda  dei  consorzi di bonifica.  Qualcuno  ha  cercato  di
  giocare  in  maniera  tale  da  mistificare  i  dati;  noi  eravamo
  d'accordo  e  siamo d'accordo a fare l'intervento per  superare  il
  problema  del turnover, del precariato, nei consorzi di bonifica  e
  vorremmo  che  si associasse al tema della forestale perché  l'anno
  scorso  si fece un intervento per aumentare le giornate lavorative,
  perché  si disse:  C'è un piano delinquenziale di devastazione  del
  nostro  territorio  con una serie numerosa di incendi ,  quest'anno
  siamo nelle stesse condizioni, anzi condizioni più gravi.
   Io  l'altro giorno sono stato a Niscemi per una manifestazione  No
  Muos .  La  sughereta è distrutta e quello era un bene  ambientale,
  una riserva di grande valore.
   Quindi,  signor  Presidente, noi abbiamo questa impostazione  -  e
  concludo  -  abbiamo poco tempo, diciamo, sulla sanità aspetteremo,
  vedremo quale sarà anche a seguito delle indicazioni che sono state
  qui  rappresentate la posizione del Governo sulle lunghe  liste  di
  attesa  che  non  riguardano soltanto le  attività  specialistiche,
  riguardano  anche i Pronto Soccorso, perché ci sono  tanti,  tanti,
  che   attendono  di  essere  ricoverati  e  questo  dipende   anche
  dall'organizzazione sanitaria e, concludo, signor Presidente.
   Noi  ci  siamo permessi nella Commissione Sanità di presentare  un
  emendamento  senza una spesa diretta, che era quella di  realizzare
  il  Centro  per la lotta del cancro al Garibaldi-Nesima;  l'impegno
  era  quello di utilizzare l'ex articolo 30, anzi il recupero  nelle
  gare delle risorse dell'articolo 30 e auspichiamo che su questo  si
  dia  una risposta vera che si può dare ai problemi di alcune  fasce
  della nostra comunità.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   È iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie.  Signor Presidente, Governo e  colleghi  deputati,
  prima  sentivo  che  addirittura c'è chi si è portato  15  paia  di
  mutande;  per  me  potevamo portarcene anche 30 o si  faceva  dare,
  onorevole  De  Luca, una bottiglietta di detersivo da  sua  moglie,
  perché non c'è bisogno che facciamo questa manovra con questi tempi
  record; stiamo cercando di bruciare più di 300 milioni di euro  per
  non  dare  la  giusta  attenzione  alle  giuste  problematiche  dei
  siciliani.
   Una  forzatura  che ha messo sul piatto tanti soldi  soltanto,  al
  solito,  per  accontentare una parte di quest'Aula, la maggioranza,
  con trentacinque milioni di interventi che si dice che questa volta
  non  saranno  sagre,  non saranno feste, ma pur  sempre  interventi
  localistici,  interventi  che non avranno nessuna  progettualità  e
  nessuna visione per i siciliani.
   E  insieme a questi che cosa abbiamo? Il Presidente Schifani si  è
  vantato  tanto  dei  cinquanta milioni  messi  sul  piatto  per  le
  manutenzioni  delle  strade provinciali, ma questi  fondi  sono  il
  frutto  di  un taglio del 70 per cento del Governo nazionale,  cioè
  del Governo Meloni, che ha tolto alle province, in particolare alla
  Sicilia,  ben  trentacinque milioni per le  manutenzioni  stradali,
  quindi abbiamo dovuto mettere una toppa al Governo nazionale.
   Così  come  i  venti milioni per portare i rifiuti fuori,  che  si
  aggiungono ad altri venti che avevamo messo in precedenza e perché?
  Perché questo Governo si è impuntato a fare degli inceneritori  che
  forse vedremo fra dieci anni e non c'è nulla di strutturale per  lo
  smaltimento  dei rifiuti in prossimità con un'impiantistica  seria,
  che  garantisca  la sostenibilità ambientale, tutti  interventi  di
  questo tipo.
   Anche  i  sessantasette milioni per i dissalatori, ma ci  rendiamo
  conto che sono tre dissalatori che servono sì e no 150 mila persone
  e  spendiamo 67 milioni? Non è una cifra sproporzionata per  quello
  che  poi di fatto andranno a garantire in termini di metri cubi?  E
  forse  sicuramente  si  poteva pensare a qualcosa  di  progettuale,
  perché  quando io vado ad approvvigionarmi di acqua, poi ho bisogno
  anche di una rete idrica che non sia colabrodo per non perderla, ma
  ho  bisogno  di  invasi per contenere quest'acqua. Ad  oggi,  tutti
  questi  invasi  non  rispettano la  normativa  e  non  li  possiamo
  riempire a pieno regime. Quindi, anche questi soldi bruciati.
   Se noi andiamo a leggere questa manovra, ci sono quasi 200 milioni
  che sono spesi in maniera completamente dissennata e inutile, e poi
  di  fatto cos'altro leggiamo? 3 milioni per l'emergenza povertà. Di
  97 mila domande, solo 7 mila sono state evase. 90 mila persone sono
  rimaste senza ristoro, ma che cosa dobbiamo fare con 3 milioni? Una
  misura più povera della povertà stessa
   E  abbiamo dimenticato gli ASACOM, abbiamo dimenticato l'emergenza
  incendi;  abbiamo dimenticato di fare gli ospedali,  però  dobbiamo
  comprare con 13,3 milioni di fondi un immobile, che non sappiamo se
  è  stato fatto un censimento, una ricognizione, e se in Sicilia  ci
  sono altri immobili che potrebbero essere utilizzati, perché a  noi
  non risulta. Però spendiamo soldi per questa cosa, quando invece ci
  sono ancora ospedali da costruire.
   A  Ragusa,  abbiamo un ospedale che è rimasto a metà e  quindi  ci
  mancano  tantissimi posti letto, abbiamo un aereo,  l'aeroporto  di
  Comiso,  lo  leggevo oggi sui giornali, che è la Cenerentola  della
  Sicilia, è fermo al cospetto di altri aeroporti minori, che  invece
  il Presidente considera molto di più.
   Ecco,  una manovra che a mio avviso si deve ragionare con i giusti
  tempi  e  non si può certo votare in fretta e furia perché dobbiamo
  andare in vacanza.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Grazie,  signor  Presidente. Ma, guardi,  io  ritengo  che
  questa sia una manovra senz'anima, una manovra che non tiene  conto
  di  quelle che sono le reali esigenze dei siciliani. E dico  questo
  perché  reputo  e  ritengo  che  diverse  iniziative  aspettano   i
  siciliani da diverso tempo.
   Assessore  Dagnino,  noi abbiamo previsto  in  questa  manovra  la
  possibilità  di  abbattimento delle liste  di  attesa,  senza  però
  prevedere   in   maniera  concreta  l'assunzione  di   medici,   la
  valorizzazione  delle  aree  interne,  dei  presidi   territoriali,
  dell'isolamento che vivono alcuni comuni, anche in funzione dei 118
  non  medicalizzati. Ecco, noi riteniamo che la sanità,  l'approccio
  nei  confronti  della  sanità siciliana, debba  essere  diverso  da
  quello  che  sta avendo questo Governo, un Governo presuntuoso,  un
  Governo  che  non ascolta, un Governo che pensa di  potere  portare
  avanti  una Rete Ospedaliera senza neanche tenere conto  di  quelle
  che sono le istanze, le esigenze dei territori.
   E  poi ancora, assessore, gli incendi. Io lo so che lei si dispera
  ogni  volta  che  le  parlo  di incendi,  però  non  voglio  sempre
  ritornare  su  uno  stesso  punto, è  dal  2023  che  ne  parliamo,
  assessore.  Neanche  in questa variazione di  bilancio  sono  stati
  inseriti  i  soldi  da destinare alle famiglie della  provincia  di
  Siracusa,  che hanno avuto bruciate le case. Ritorniamo  nuovamente
  su questo argomento, perché in Commissione Bilancio si è pensato di
  destinare  750  mila  euro, 750 mila euro nei  confronti  di  tutti
  coloro  i quali hanno subito dei danni dal 2023 al 2025. Ma lei  lo
  sa  quali sono gli importi degli incendi che hanno causato i  danni
  nella  provincia di Siracusa? 4 milioni di euro, solo in  provincia
  di  Siracusa   E voi pensate di risolvere i problemi dei  siciliani
  mettendo 750 mila euro per tutta la Sicilia e per tutti quelli  che
  hanno  subito  dei  danni?  Se non è questo  uno  spot,  assessore
  Togliamolo,  facciamo  prima   Non  prendiamo...  non  illudiamo  i
  cittadini  che  stiamo  stanziando e stiamo destinando  loro  delle
  risorse  che,  poi, materialmente, saranno insufficienti  per  dare
  delle risposte concrete.
   E,  poi, le dico un'altra cosa - e lo dico in generale al Governo,
  considerato che non è presente in Aula il Presidente della  Regione
  -,  ho  letto,  poc'anzi,  un articolo, dove  il  Presidente  della
  Regione si complimenta con ANCI, rispetto alle osservazioni che  ha
  fatto  sullo stanziamento dei... sul raddoppio, diciamo, dei  fondi
  destinati agli extra costi, per il conferimento dei rifiuti e  che,
  quindi, passa da 20 milioni a 40 milioni e aggiunge che "nonostante
  l'ostruzionismo  dell'opposizione  sui  disabili,   il   Presidente
  riproporrà in Aula lo stanziamento delle risorse nei confronti  dei
  disabili", facendo intendere, alle tante famiglie siciliane, che le
  opposizioni  sono  contro  i disabili  Si  vergogni  il  Presidente
  Schifani  Il presidente Schifani è un Pilato, perché ha, di  fatto,
  non  solo  accusato  quest'Aula di essere l'Aula  dei  marchettari,
  degli  accattoni, perché il Governo fa delle norme e delle  riforme
  per i siciliani e questo Parlamento, invece, fa le marchette  Venga
  in  Aula  a chiedere scusa a questi parlamentari  Io non mi  sento,
  assolutamente,  di  condannare  anche  le  azioni  portate  avanti,
  territoriali,  da parte dei deputati di maggioranza,  perché  anche
  loro  portano  avanti delle istanze che provengono dal  territorio,
  non  per questo possiamo essere etichettati - come parlamentari  di
  questa  Assemblea regionale - come dei "marchettari" e sui disabili
  nessuno ha patenti etiche per accusare, soprattutto, le opposizioni
  di fare ostruzionismo contro i siciliani
   Noi  l'ostruzionismo non lo stiamo facendo contro i siciliani; noi
  l'ostruzionismo  lo  stiamo facendo nei confronti  di  un  modo  di
  concepire  questo  Parlamento che non  ci  appartiene,  perché  noi
  rappresentiamo i siciliani  I siciliani tutti  Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Saverino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  allora,   ci
  ritroviamo, ancora oggi, ancora una volta, a discutere  un  disegno
  di  legge che doveva essere, diciamo, la possibilità, l'opportunità
  di voltare pagina e di cambiare veramente rotta.
   Queste variazioni di bilancio, assessore Dagnino, però, ancora una
  volta,  servivano  per  istituire visione, programmazione  e  anche
  giustizia  sociale  alla Sicilia; invece, ci  ritroviamo  un  testo
  burocratico,  disomogeneo, senza una direzione  politica  chiara  e
  incapace   di   incidere,  veramente,  sulla  vita  dei   cittadini
  siciliani,  anche  se, abbiamo ascoltato, da  alcuni  esponenti  di
  maggioranza,  un  accorato messaggio in cui si dichiarava  che  era
  così  importante per le urgenze che ci sono e le emergenze  che  ci
  sono  per  la  per  la  nostra Terra, però,  peccato  che  ieri  ci
  ritrovavamo in Aula soltanto l'opposizione, era talmente importante
  che la maggioranza non era in Aula.
   Noi  vediamo che - come hanno già detto, prima di me, tanti  altri
  miei  colleghi - appunto, parliamo forse di spot, soltanto  di  una
  manovra  che non ha un disegno organico sulle politiche  giovanili,
  non c'è una visione, una vera visione, sulla lotta alla povertà  e,
  soprattutto,  manca  anche  il coraggio di  scelte  nette,  chiare,
  strutturali per i diritti e i servizi essenziali.
   Quindi,  piccoli  interventi, spot, risorse a pioggia  -  come  al
  solito  - incapaci di affrontare quelle che sono le vere necessità,
  le  vere urgenze, le emergenze di questa nostra Terra  Noi mettiamo
  tanti  soldi,  per esempio, per l'abbattimento, assessore  Dagnino,
  sulle  locazioni  passive  della  Regione  siciliana;  per  carità,
  sicuramente  un  obiettivo  lodevole quello  di  ridurre  i  costi,
  peccato  che,  naturalmente, viene dopo un  inefficiente  pregresso
  sulla  gestione di questo patrimonio immobiliare regionale; quindi,
  i  fondi che si sarebbero invece potuti dedicare alla sanità,  alle
  liste  d'attesa, al personale che è ridotto all'osso  e  invece  li
  dobbiamo  utilizzare per andare a colmare quella che  è  stata  una
  cattiva gestione.
   E   così  come  sono  pochi  soldi  che  vengono  stanziati  sulla
  Protezione  civile,  non  ritorno sugli  incendi,  sui  cambiamenti
  climatici,  sul  dissesto idrogeologico,  tutte  cose  che  abbiamo
  affrontato  già  da  anni  appunto in questa  in  quest'Aula  senza
  riuscire a trovare quella che è una soluzione definitiva.
   Anche pochi sono i soldi che vengono dedicati agli interventi  per
  la povertà, per l'esclusione sociale, che di fatto non vanno poi  a
  sanare quelle che sono le vere necessità della popolazione.
   Così  come  i 20 milioni che sono stati dedicati agli extra  costi
  del  settore  dei  rifiuti, sicuramente è un intervento  importante
  però  è  anche  vero che non risolvono quelli che sono  i  problemi
  strutturali  di  questa nostra terra, quindi sempre  cerchiamo  dei
  palliativi e non delle soluzioni definitive.
   Non solo, una cosa che poi si nota che sia per la povertà ma anche
  così come in tante altri temi, non vediamo poi l'efficacia cioè non
  siamo lì a monitorare se questi interventi sono serviti se non  per
  chiudere o quel momento di emergenza ma se vanno veramente a sanare
  quello  che  è  un problema strutturale che li riguarda,  così  per
  quanto riguarda per esempio le liste d'attesa, perché sì è vero che
  dedichiamo  dei  soldi per le liste d'attesa ma  di  fatto  non  si
  affronta  il  problema  radicato e complesso  che  c'è  nei  nostri
  territori,  quindi  dovremmo andare a cercare riforme  strutturali,
  potenziamento del personale, riorganizzazione dei servizi.
   Invece, ancora una volta ci troviamo di fronte a un incremento  di
  spesa che invece di dare però un nuovo corso alla sanità più vicina
  alla  gente,  con  una visione contemporanea, va a riproporre  quel
  modello  fallimentare  che abbiamo avuto  fino  adesso  che  ci  ha
  portato alla crisi che c'è oggi in sanità.
   Così  anche  per  quanto riguarda appunto, come dicevo  prima,  il
  problema  climatico:  anche i soldi che sono  stati  dedicati  alla
  siccità non vanno poi a coprire quelli che sono invece investimenti
  come dovrebbero essere investimenti a lungo termine, infrastrutture
  idriche e pratiche agricole sostenibili.
   Quindi niente obiettivi, niente criteri proprio come dicevo  prima
  per  misurare l'efficacia dei vari interventi che vengono fatti.  E
  poi,  di  fatto,  in  questa  manovra non  troviamo  fondi  né  per
  sostenere  il  lavoro  femminile, né la  transizione  generazionale
  delle  imprese  o  strumenti per promuovere  l'inclusione  sociale,
  l'innovazione,  la  cooperazione  internazionale,  tutti  temi  che
  abbiamo affrontato più volte con proposte concrete ma che di  fatto
  poi  non  siamo  riusciti  mai  a portare  avanti.  Così  come  per
  l'editoria viene rifinanziato, però non c'è un piano per promuovere
  il  pluralismo e l'informazione libera e intanto dal Governo Meloni
  viene  penalizzato  sempre  più,  arrivano  sempre  più  tagli  per
  mortificare  tutte quelle che sono il ruolo delle autonomie  locali
  con  il  silenzio complice di chi invece dovrebbe difendere  questa
  nostra terra.
   Quindi   non  basta  soltanto  mettere  fondi  e  incrementare   i
  finanziamenti  se  poi  non  c'è una programmazione,  non  c'è  una
  visione e questo, ancora una volta, in questa manovra non fa  altro
  che  dimostrare  in  tutto questo che manca  proprio  la  vera  una
  visione di quello che serve alla nostra Terra.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  è
  difficile  iniziare  questo intervento non esprimendo  un  giudizio
  politico netto che certamente non è positivo. Perché? Perché  siamo
  stanchi di manovre di bilancio che rincorrono le emergenze,  alcune
  emergenze, perché certe vengono assolutamente ignorate e tra queste
  è  scandaloso  non l'avere ritrovato nel testo e lo  abbiamo  fatto
  battendosi  in  Commissione Bilancio ma non  abbiamo  cavato  nulla
  sull'inserire quelle somme assolutamente fondamentali per le figure
  degli  ASACOM  e degli assistenti igienico-personali  perché  veda,
  Presidente,  ad  inizio e soprattutto gli assessori competenti  che
  qui  sono  seduti in Aula, a settembre gli studenti con  disabilità
  non  è  certo  che andranno in Aula confermando che questo  Governo
  regionale costruisce cittadini di serie A e cittadini di serie B.
   Ecco,  noi  da  Movimento  Cinque Stelle questo  non  lo  possiamo
  accettare, ecco perché abbiamo presentato un emendamento e speriamo
  che  verrà approvato, naturalmente, destinando le risorse adeguate.
  Siamo  intervenuti  anche sulle emergenze incendi.  Questo  Governo
  continua  ad ignorare certe proposte che sono venute già  da  tempo
  dal  Movimento Cinque Stelle. Le colleghe Marano e la collega Campo
  hanno   depositato   delle  norme  specifiche   sulle   innovazioni
  tecnologiche  che aiutano a contrastare gli incendi. Ebbene  questo
  Governo continua a ignorarle.
   Abbiamo  presentato  anche su questo fronte degli  emendamenti  ma
  speriamo  che verranno accolti soprattutto sulla formazione,  sulla
  formazione di coloro che devono, eventualmente, utilizzare le nuove
  tecnologie  perché è inutile comprare i droni e tenerli  chiusi  in
  magazzini  se  non  ci  sono  gli addetti  che  sono  adeguatamente
  formati.
   Ancora  mi soffermo sull'articolato, in particolare, sull'articolo
  3.  Apprezziamo  da parte del Governo il tentativo  di  ridurre  le
  locazioni  passive,  assessore Dagnino, però  veda,  quello  che  è
  mancato  in  questi  due  anni e mezzo di  Governo  è  una  visione
  strategica, non solo sugli immobili.
   Ma  quanti  soldi la Regione spende per gli affitti degli  uffici?
  Ebbene, le do una notizia: le assegnazioni di beni confiscati  alla
  Regione  siciliana  sono  ridicole,  quando  invece  si  potrebbero
  utilizzare gli immobili confiscati.
   Sa  quanti  ne  risiedono in Sicilia? Sono 17  mila  gli  immobili
  confiscati  alla  mafia e più del 50% ha sede in  Sicilia.  Non  li
  chiediamo  come  Regione  siciliana, lavoriamo  su  questo  fronte.
  Ancora  vorrei  intervenire sull'articolo che  riguarda  l'edilizia
  scolastica:  5  milioni  sono  stati stanziati,  sono  ridicoli  se
  pensiamo che solo la provincia di Palermo richiede interventi per 4
  milioni. Bene, assessore, noi non vorremmo più vedere quelle  scene
  dell'Aula dove piove l'acqua o l'intonaco dei soffitti che  cadono,
  attentando  all'incolumità  di studenti  e  di  professori.  Questa
  manovra, non voglio perdere altro tempo e lascio spazio agli  altri
  colleghi,  ancora una volta, dimostra che è una Regione disconnessa
  con le vere priorità di questo territorio.
   Manca  tutto,  manca  il  lavoro fondamentalmente,  la  scuola  ha
  bisogno  di interventi come abbiamo detto subito ma quello che  noi
  non  possiamo  tollerare è la poca attenzione ai  fragili,  non  lo
  possiamo   tollerare   assolutamente  e  speriamo,   davvero,   che
  quest'Aula  non  venga umiliata ancora una volta da  un  pot-pourri
  normativo confezionato fuori da qui, lontano dalle telecamere e dal
  dibattito  democratico,  soprattutto  dalle  reali  necessità   dei
  siciliani.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, questa è
  ancora   una  volta  una  manovra,  come  qualcuno  l'ha  definita,
  senz'anima.  Ma  io  la definirei anche con  le  norme  inserite  a
  bussolotto,  perché  non  c'è un criterio   Quest'Aula,  assessore,
  aveva   già   bocciato   la   misura  per  acquistare   l'immobile,
  attualmente, di via Filippo Cordova e voi? In spregio a quello  che
  l'Aula  aveva già deciso, la riproponete  La cosa ha un  sapore  un
  po' strano e, peraltro, la riproponete prevedendo un milione in più
  per  acquistarlo.  Cioè,  nel giro di qualche  mese,  il  prezzo  è
  lievitato di un milione.
   Se l'Aula dovesse nuovamente bocciarla, la riproporrete nuovamente
  con  un  ulteriore  milione in più, due milioni?  Ma  perché  tutta
  questa  voglia  di acquistare questo immobile e di  non  ragionare,
  come diceva qualcuno, sul razionalizzare meglio quelli che abbiamo?
   Ci  sono uffici, assessore, io non so se lei gira, ma, per esempio
  l'Assessorato al lavoro, ci sono stanze dell'Assessorato al  lavoro
  dove prima c'erano dieci persone e adesso ce ne stanno due; ed è un
  problema, perché non possiamo portare avanti molte delle  cose  che
  questa Regione si propone di fare.
   E invece noi pensiamo ancora di acquistare immobili. In passato si
  era pensato al "super immobile", progetto poi abbandonato.
   E  questo  è solo uno degli esempi della protervia con cui  questo
  Governo  si  muove,  perché è protervia anche la dichiarazione  del
  Presidente della Regione siciliana che dice al Parlamento siciliano
  che mercoledì dovremo approvare questa manovra.
   Non  so  se  è  un  avviso mandato alla sua maggioranza  o  è  una
  mancanza di rispetto per questo Parlamento, in ogni caso, delle due
  nessuna è degna di un Presidente della Regione
   E  poi,  altre  misure. Veda, assessore e Governo,  questa  è  una
  Regione  in  cui, nonostante qualche collega oggi abbia  parlato  -
  facendo sostanzialmente un comizio in quest'Aula - del Ponte  sullo
  Stretto,  non si affronta un problema: che è quello che la  Sicilia
  orientale  corre a 100 chilometri orari, la Sicilia  occidentale  è
  ferma.
   In  nessuna  delle misure che voi avete proposto  si  affronta  il
  problema  delle politiche industriali e non si affronta il problema
  delle  infrastrutture  che  in  Sicilia  occidentale  mancano.   La
  provincia di Agrigento, la provincia di Caltanissetta, la provincia
  di  Trapani,  che aveva, per esempio, un'opera che,  nel  raddoppio
  della  Marsala-Mazzara, si è vista spogliare  quest'opera  come  se
  nulla fosse.
   La  rete  che doveva collegare la Sicilia occidentale alla Sicilia
  orientale,  la ferrovia Palermo-Catania, definanziata,  trasformata
  in alta intensità, doveva essere ad alta velocità.
   Ebbene,  rispetto a tutto ciò e ai nodi strutturali che riguardano
  la Sicilia occidentale, non c'è uno straccio di intervento
   Avevamo  chiesto,  per esempio, di destinare  alcune  risorse  per
  l'agricoltura   specificamente  ad  alcune   aree   della   Sicilia
  occidentale,  c'è  stato  detto  che  non  era  possibile,  che  si
  realizzeranno con i fondi POC, vedremo  Siamo qui
   Ma veda, assessore, finirà il tempo degli spot, finirà il tempo in
  cui  i  settori  produttivi  di  questa  regione  guarderanno  alle
  prebende e, invece, cominceranno a mirare ad interventi strutturali
  e significativi per lo sviluppo della nostra regione; e quando quel
  tempo  finirà,  voi non sarete pronti a raccoglierlo,  perché,  per
  voi, governare è solo esercizio di potere.
    Potere  per accrescere potere : questo è il modello che esprimete
  in  ogni  misura che proponete ed è un modello rispetto  al  quale,
  prima  o  poi,  qualcosa cambierà   E noi ci faremo trovare  pronti
  questa  volta, pronti a raccogliere l'invito che viene dalle classi
  sociali dinamiche della nostra regione.
   Perché,  come diceva l'onorevole Saverino, non ci sono misure  per
  la  povertà  educativa, non ci sono misure per sostenere  le  donne
  nella  loro  attività  lavorativa e  d'impresa,  mancano  misure...
  Guardate   Avete pensato ad una norma sulla sanità,  che  viene  da
  ridere  solo a rileggerla  Avete scritto nella relazione  che,  per
  abbattere   le  liste  d'attesa,  farete  lavorare  gli   strumenti
  diagnostici anche la notte e avete previsto degli incentivi per gli
  infermieri e per i medici. Vi ricordo che gli strumenti diagnostici
  li  fanno  funzionare i tecnici, quindi, chi pagherà i  tecnici  di
  laboratorio  o  i tecnici che devono far lavorare quelle  macchine?
  Siete  ridicoli  Non sapete le cose delle quali parlate, fate  solo
  spot,  dovete vergognarvi  Dovete vergognarvi di ciò che proponete,
  perché parlate a un mondo che non conoscete.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha
  facoltà.

   DE  LUCA  Cateno.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo
  desidero fare una premessa a questo mio articolato intervento sulle
  variazioni di bilancio.
   Ringrazio la collega Stefania Campo che ha riportato nel dibattito
  d'Aula  i  miei  slip. Apprendo anche il suggerimento  del  collega
  Safina  il  quale mi ha suggerito la tecnica che dopo gli  slip  si
  possono  riportare  dall'altro lato e riusarli  quindi  15  ne  ho,
  possono diventare trenta secondo questo suggerimento dell'onorevole
  Safina.
   Voglio  sottolineare un aspetto all'assessore Dagnino e  a  questo
  Parlamento,  ma  anche e soprattutto ai tanti  colleghi  che  hanno
  svolto   e   svolgono  il  ruolo  di  amministratore,  i   sindaci,
  richiamando  l'attenzione  su  quella  che  è  una  variazione   di
  bilancio, soprattutto in prossimità, lo dico per i sindaci, che  si
  avvicina  al  cosiddetto assestamento entro il 31  luglio  di  ogni
  anno.
   Cos'è  una variazione di bilancio? È il tentativo, nell'ambito  di
  un  quadro di gestione corrente, fermo restando che ci sono  comuni
  che  a  luglio non hanno neanche i bilanci di previsione approvati,
  di  far fronte a delle esigenze che magari quando è stato approvato
  il  bilancio di previsione - l'anno in corso, quindi 2025 - non c'è
  stata  la  possibilità  di predisporre le  provviste  necessarie  o
  magari  situazioni  che durante la discussione e  approvazione  del
  bilancio   non   erano   all'orizzonte  e   si   sono   manifestate
  successivamente.
   A me tocca, con onestà intellettuale, dire all'assessore Dagnino e
  sottolineare  un  aspetto che lui magari, non so se  per  eccessiva
  umiltà,  non  ha voluto scrivere in questa variazione  o  non  l'ha
  voluto così dichiarare. Questa è una variazione di bilancio diversa
  perché  sta  prendendo circa 350 milioni di euro aggiuntivi,  nuove
  risorse  e  li  sta  inserendo in un quadro  per  affrontare  delle
  esigenze. Poi possiamo discutere quali sono le urgenze, quali  sono
  le  più  pertinenti... questo è il merito ma fermiamoci un attimino
  all'aspetto contabile, anche perché io insieme a tanti  altri  sono
  uno  dei  più  veterani di quest'Aula. Mi ricordo le variazioni  di
  bilancio che venivano fatte qui nel mese di luglio e di agosto:  in
  genere  si facevano togliendo soldi in gestione corrente ad  alcuni
  capitoli  per  affrontare e cercare di mettere una pezza  su  altri
  capitoli.  Credo che avrò affrontate oltre una trentina  variazioni
  di  bilancio in questo Parlamento e vi assicuro un fatto, qui sfido
  tutti i sapientoni in versione 4.0, a fare un approfondimento delle
  variazioni  di bilancio degli ultimi 20 anni, io le ho vissute  dal
  2006 in poi.
   Questa variazione di bilancio mette a disposizione 350 milioni  di
  euro in più.
   Ma lei è il mago Zurlì, assessore Dagnino?
   Com'è  possibile che all'improvviso sono spuntati 350  milioni  di
  euro?
   La  risposta è evidente perché solo gli stolti possono  negarlo  e
  solo  chi  è  disonesto intellettualmente può sostenere  l'opposto.
  L'andamento  dei  conti,  piaccia o non piaccia,  ha  consentito  a
  questo  Governo anche in questa occasione, di prendere 350  milioni
  di  euro e fare una variazione. Non era tenuto  Mica il Governo era
  tenuto a fare una variazione di bilancio
   Poteva anche lasciarli nel cassetto e magari poi se li giocava tra
  qualche anno prendendo un avanzo di amministrazione e facendo tutta
  un'altra serie di legittime operazioni.
   Questo  Governo, intanto, ha deciso di prendere al primo semestre,
  perché, chi ne capisce di conti pubblici, sa anche su cosa si  basa
  la  variazione  a luglio: si basa su quello che è un andamento  dei
  conti  certificato  ad  un  certo  periodo.  Ed  è  ovvio  che,  se
  l'andamento  infra  annuale è questo, ci sarà  altrettanto  per  la
  prossima legge di stabilità o per una prossima variazione,  dipende
  da cosa intende fare il Governo nella sua posizione.
   Quindi,  un  primo  elemento, e lo dico anche al Presidente  della
  Commissione Bilancio, va sottolineato: ci sono 350 milioni di  euro
  di  risorse aggiuntive  La manovra complessiva arriva a  quasi  420
  milioni  di  euro  perché,  comunque,  ci  sono  stati  i  classici
  aggiustamenti  di  60-70 milioni, che erano invece  l'elemento  che
  caratterizzava,  con  cifre diverse, tutte le altre  variazioni  di
  bilancio.  Li  toglievo da un capitolo e li mettevo  in  un  altro,
  creavo  il  buco  da  un lato e mettevo la pezza dall'altro.  Bene,
  almeno  ci  troviamo di fronte ad una variazione di  bilancio  che,
  comunque, è performante. Può piacere o non può piacere, ma i numeri
  quelli sono.
   Premesso,  quindi,  questo elemento, che  fa  comunque  di  questa
  variazione   di  bilancio  un  elemento  di  grande  novità,   devo
  ringraziare  anche  il  capogruppo  del  PD,  il  collega   Michele
  Catanzaro, il quale con grande onestà intellettuale, piuttosto  che
  indossare i panni del  Savonarola 4.0 , come ha fatto qualche altro
  collega nell'apertura di questa Assemblea, di questo dibattito,  ha
  ammesso che il PD ha sostenuto azioni per il territorio con  quelle
  che  sono  state le proposte della maggioranza. Non c'è un deputato
  in  quest'Aula  che  possa  dire di non aver  sostenuto  azioni  di
  territorio
   Quindi,  questa divisione tra buoni e cattivi perché il quadro  su
  ordini di scuderie romane è cambiato, è ovvio che io non l'accetto
  Anche  perché,  se  l'elemento  di misura  è  quello,  siamo  tutti
  cattivi,  perché ciascuno di noi ha sostenuto legittime  azioni  di
  territorio  Poi possono essere interventi pubblici, possono  essere
  manifestazioni,   lasciamo  stare.  Si  è   fatto   attraverso   un
  ragionamento di responsabilità di questo Parlamento.
   Assessore  Dagnino,  ricordo solo la storia a  me  stesso,  perché
  spesso  abbiamo  la memoria corta ed ovviamente ci  articoliamo  in
  percorsi che il bon ton istituzionale consiglierebbe di evitare.
   Entriamo  nel  merito  della manovra. Nessuno  può  sostenere  che
  questa  è  la panacea di tutte le esigenze, le problematiche  e  le
  criticità  che  ci  sono.  Ovviamente, lo  voglio  dire  anche  per
  ricordare a questo Parlamento qualche elemento che ci riporti  alla
  vita reale piuttosto che al dibattito sul sesso degli angeli.
   Assessore,  l'ho detto in Commissione Bilancio e lo  ribadisco  in
  questo  Parlamento, la variazione scorsa ha visto  da  parte  della
  Giunta  del  Presidente  Schifani  una  norma  che  finanziava  tre
  interventi  per  sbloccare  questi tre  commi  assieme,  quasi  100
  milioni di euro di progettazione sul sistema dei rifiuti.
   Io  ho accettato quello che è stato il taglio di 2 milioni di euro
  per  finanziare quella che è stata un'emergenza, che è stata  posta
  in  modo  bipartisan in quest'Aula, che riguarda  il  consorzio  di
  Agrigento  e,  credo, di Ragusa, se non ricordo  male,  dove  si  è
  dovuto  cercare  quasi  5 milioni di euro  per  far  fronte  a  una
  situazione realmente disastrosa.
   Questi  soldi  sono stati tolti a dei capitoli a dei provvedimenti
  che  già  erano  stati  approvati anche dalla Commissione  Bilancio
  dove,  comunque,  si  era  trovata  una  quadra  da  maggioranza  e
  opposizione, ricordiamo la storia. Mica io mi sono messo qui a fare
  le  barricate nei confronti del Governo, perché ha espresso, con un
  suo  provvedimento, un'esigenza bipartisan di tutto  il  Parlamento
  nell'affrontare questa criticità
   C'è   stato   l'impegno   del  Governo  a  mettere   al   prossimo
  provvedimento quei 2 milioni che ha tolto alle SRR di  Messina  che
  sono  45  comuni - lo voglio ricordare a me stesso - e che  si  sta
  distinguendo come provincia virtuosa sul fronte della raccolta  dei
  rifiuti, perché è la prima provincia della Sicilia grazie al lavoro
  straordinario che si è fatto nella città di Messina,  e  che  tiene
  bloccati altri 8 milioni di euro finanziari e si sta rischiando  di
  perderli  perché  a  causa dell'acquisizione dei  pareri,  compreso
  quello  ambientale,  ha  tenuto bloccato  quasi  per  tre  anni  il
  progetto.
   Quindi  è  ovvio che la Regione, come ha fatto già  con  un  primo
  intervento a Messina che è stata appaltata, come ha fatto con altro
  intervento  a Palermo che è stato appaltato, già con la  variazione
  scorsa,  ora, ricordo al Governo e a questo Parlamento, attenzione,
  ecco  quando  le  cose si possono raccontare alla  luce  del  sole,
  significa che sono questioni importanti, quindi, ricordo al Governo
  che  c'era quell'impegno, votato in Commissione Bilancio, condiviso
  da  tutti,  e che ovviamente io chiedo che in questa variazione  di
  bilancio venga messa per un motivo semplice: perché quando si parla
  qua di sesso degli angeli non si tiene conto dell'Amministrazione
   L'Amministrazione richiede una serie di procedure e di tempi che -
  ripeto - chi non ha amministrato neanche un condominio non ha idea,
  quindi,  non  è  che  si  rende conto  l'urgenza  di  fare  ora  un
  provvedimento  di copertura finanziaria per avere gli  effetti  tra
  due,  tre mesi, che riguardano le procedure amministrative, quindi,
  l'assegnazione  delle risorse, progettazione o  gare  d'appalto  e,
  dunque, un risultato, ma queste cose le dovremmo spiegare a  chi  -
  ribadisco - sottovaluta determinati passaggi
   Un  altro  elemento  -  c'era  qui l'assessore  Elvira  Amata,  mi
  dispiace  che ora è uscita - in questo Parlamento durante la  legge
  di  revisione  delle strutture ricettive è successo un pastrocchio:
  per  quanto riguarda la norma sugli alberghi diffusi, è stata fatta
  una modifica, che allora io ho chiesto, proprio perché quella norma
  per  come  era  congeniata non aveva dato gli  effetti  sperati  e,
  quindi, è stato votato da questo Parlamento, ricordo all'unanimità,
  anche l'emendamento dove abbiamo rivisto e aggiustato quella che  è
  la   norma   per  gli  alberghi  diffusi,  che  è  importante   per
  l'entroterra e quelli che sono i cosiddetti territori marginali:  e
  abbiamo  previsto  di  modificare la distanza  tra  una  casetta  e
  l'altra,  rispetto anche a quello che era il service da  realizzare
  per  alzare  il  livello  di  qualità dei  servizi  degli  alberghi
  diffusi, di prevederlo nell'arco di cinquecento metri e non più dei
  trecento metri. Ebbene, è stato modificato un articolo, purtroppo è
  sfuggito un comma di un articolo successivo ed è rimasto in  quella
  legge che l'albergo diffuso è definibile nell'ambito delle distanze
  di  cinquecento  metri;  in un articolo, nell'articolo  successivo,
  invece, è rimasto trecento metri.
   Vedete  c'è un bando aperto, già si possono presentare le  istanze
  per  quanto  riguarda l'Assessorato al turismo e ci ritroviamo  con
  tanti  imprenditori  che  non riescono  a  presentare  la  domanda,
  perché?  Perché  non  sanno più, per l'albergo diffuso,  con  quali
  caratteristiche può essere presentata istanza per questo bando
   Ora,   è  possibile  che  questo  Governo,  o  che  questo,  anzi,
  Parlamento  -  oggi  dico  - non deve tener  conto  e  prendere  in
  considerazione un elemento così banale, correggerlo  e  consentire,
  quindi, a chi voglia partecipare al bando di poterlo fare? E  anche
  queste  urgenze, rispetto a quelle che sono le dinamiche reali  che
  si  vivono  fuori  da  questo Palazzo? Potrei fare  tanti  tipi  di
  questione  ancora, di vita reale, non quella sui social, di  quella
  che  si  vive, perché io vivo il territorio, io faccio il  sindaco,
  come  tanti  altri, e la gente la ricevo costantemente,  quindi  il
  termometro  di  come  è  la  realtà e le  dinamiche  locali  lo  so
  benissimo, più di tanti altri che salgono qui, su questo  podio,  a
  decantarcela  con qualche appunto scritto, sul resto è  ovvio  che,
  come  ci  siamo  detti in Commissione Bilancio, noi abbiamo  voluto
  cercare  di  aggiustare  alcuni  articoli  e,  abbiamo  cercato  di
  aumentare  alcune somme, per quanto riguarda gli  extra  costi,  il
  Governo ne ha accolto, in parte, la nostra richiesta.
   Gli extra costi riguardano tutti i comuni della Sicilia, non solo,
  ma   abbiamo   inserito,  con  accordo  bipartisan  in  Commissione
  Bilancio,  anche  un apposito comma che premia i comuni  che  hanno
  raggiunto  oltre  il  60 per cento di raccolta  differenziata.  C'è
  stata  un'apertura.  Quella sull'editoria, che  qualcuno,  qua,  ha
  criticato,  vorrei  ricordare a me stesso che è  stato  riproposto,
  all'unanimità, perché c'era stato, tecnicamente - il Presidente che
  era  in  versione  "cucciolo"  -  il Presidente  della  Commissione
  Bilancio,  lo  ha ammesso, e all'unanimità, perché se  no,  non  si
  poteva  inserire in questo testo, signori  Raccontiamola la verità
  Quindi,  quell'articolo  all'unanimità  è  stato  ripristinato   in
  Commissione Bilancio, perché se c'era un solo componente che diceva
  "no",  non  si poteva fare  Queste cose raccontatele ai  siciliani
  Piuttosto che salire su questo podio e fare un po' di teatro
   Pure noi ci siamo lamentati delle risorse per la Protezione Civile
  che erano poche, quelle che hanno messo a disposizione - attenzione
  -  in più, perché comunque già la previsione era fatta, e quello si
  è  potuto  fare   Come posso, oggi, non chiamare programmazione  le
  risorse messe per le dighe?  E le risorse per progettare, una volta
  per   tutte,   questo   sistema  delle   dighe,   non   si   chiama
  programmazione?  Come si chiama? Oppure, abbiamo avuto  un  piccolo
  alterco,  per  il  quale,  ovviamente, chiedo  scusa  all'Assessore
  Barbagallo, su quella che era la questione che coinvolge i  privati
  per  la  realizzazione dei laghetti. Ma come?   Io  stesso  qui,  e
  tutti,  ci  siamo  ammantati di santità  su  quelle  che  erano  le
  soluzioni sbagliate o non strategiche nell'affrontare la siccità, e
  oggi  abbiamo altri dieci milioni - quanti sono - per un  concorso,
  tra  pubblico  e privato, per realizzare questi piccoli  interventi
  che sono necessari, indispensabili, ma lo sapete meglio di me.
   Per   non  parlare  dell'ASACOM  e  di  tutto  ciò  che  le  città
  metropolitane o le ex province, devono appaltare entro il dieci  di
  settembre, se no, ci troveremo con studenti di serie A  e  serie  B
  perché, ovviamente, le risorse non ci sono e ve lo dico io,  perché
  sto seguendo Messina, o volete smentire anche questo?
   Allora,  è ovvio che, rispetto a quella che è stata la scelta  del
  Governo,  l'ha fatta il Governo, io non l'ho condivisa,  ma  è  una
  questione  del  Governo e, chiudo Presidente, che  riguarda  l'aver
  asciugato  questa  manovra, da trentasei articoli,  a  quindici,  è
  stata una scelta per individuare le emergenze delle emergenze
   Voglio  anche chiudere con questa riflessione: noi di  Sud  chiama
  Nord,  o Gruppo degli ibridi, siamo per fare le cose: partiamo  dal
  presupposto che siamo pagati, e pure bene, per fare le cose.
   Chi  oggi  pensa  che  si  può ritenere  soddisfatto  nel  mettere
  legittimamente in campo tutto quello che ritiene, per non far  fare
  le  cose,  è  un  problema suo, ma per quanto mi riguarda,  fino  a
  quando ci sono provvedimenti concreti -  ne ho citati solo alcuni -
  io  sono  per  fare le cose. Tanto arriverà il momento,  perché  il
  nostro padrone è il Popolo siciliano, è quello che valuta, è quello
  che ha deciso di eleggere Schifani e di bocciare il sottoscritto e,
  ovviamente, di relegare ad una marginalità altri partiti, come sarà
  sempre  quello il padrone al quale tra due anni dovremo portare  il
  resoconto  di tutto quello che noi abbiamo fatto e io preferisco  -
  l'ho  detto sempre rimanendo nella mia posizione ibrida - di  poter
  dire io ho contribuito, intanto, a fare questo e non, invece, io ho
  contribuito a non far fare nulla  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca per avere chiarito tanto  di
  queste  variazioni di bilancio, per aver chiarito che sono  risorse
  aggiuntive  che il presidente Schifani sta mettendo a  disposizione
  dei  siciliani.  È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMBIANO.   Grazie,  Presidente,  lei  ha  appena   detto   grazie
  all'onorevole  De Luca per aver chiarito tanto, rispetto  a  queste
  variazioni  di bilancio, probabilmente avrebbe dovuto  chiarire  il
  Governo  e il Presidente Schifani; un grazie per aver chiarito  che
  cosa?  Per  aver rappresentato - mi dispiace, aggiungo  con  scarsa
  credibilità - che c'è un'opposizione o una minoranza che non  vuole
  fare le cose?
   E  no   Non  c'è una minoranza che non vuole fare le  cose  e  una
  maggioranza  che  vuole fare le cose, bensì c'è una  minoranza  che
  vuole che le cose o che le scelte vengano fatte bene
   Saluto il presidente Schifani che intanto è arrivato in Aula e,  a
  proposito di cose fatte bene e a proposito di azioni condivise,  ne
  approfitto  della presenza del presidente Schifani, perché  qualche
  esponente della maggioranza ha definito poc'anzi puerile e ridicolo
  l'atteggiamento    dell'opposizione,   a   quell'esponente    della
  maggioranza  dico che puerile e ridicolo sarà il Ministro  Salvini,
  suo  referente  politico,  che  fra qualche  giorno  andrà  a  fare
  propaganda sulla pelle dei siciliani a cui ha sottratto un miliardo
  e 300 milioni di fondi FSC
   Onorevole Sammartino, in provincia di Agrigento manca l'acqua e il
  presidente Schifani qualche giorno fa si è recato ad Agrigento  per
  dire  che,  finalmente, il dissalatore è in funzione e  sono  stati
  immessi  50  litri  nella rete idrica, per poi,  oggi,  leggere  le
  dichiarazioni  del Presidente di Aica che dice: "No,  non  è  stata
  immessa  alcuna  acqua in rete, perché ancora  mancano  le  analisi
  dell'Asp".
   Onorevole  Sammartino,  è  un Governo che  vive  di  propaganda  e
  l'opposizione...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cambiano, mi  scusi,  se  lei  vuole  fare
  parlare ...

   CAMBIANO.  Mi  rivolgo  alla  Presidenza,  assolutamente,  siccome
  l'onorevole  Sammartino mentre io parlavo è  intervenuto,  mi  sono
  permesso  di rivolgermi a lui, perché ho sentito la sua voce  e  il
  suo intervento.

   PRESIDENTE.  Onorevole,  è  solamente  per  ricordare  che  devono
  parlare i suoi colleghi, se lei vuole fare parlare i suoi colleghi,
  allora,  il  tempo è scaduto, se lo cedono a lei, con piacere,  lei
  continua a parlare

   CATANZARO. Presidente, lo faccia completare

   CAMBIANO. Presidente, 65 anni fa in provincia di Agrigento mancava
  l'acqua,  oggi continua a mancare l'acqua e ora ci sarà  da  ridere
  quando  andremo a discutere di questo fantomatico articolo  4,  sui
  costi  di gestione degli impianti di dissalazione, perché  mi  pare
  che il Governo abbia le idee poco chiare.
   Quello  che  questa  minoranza rimprovera  non  è  la  manovra  di
  bilancio  o  il  portare avanti delle misure per dare  risposte  ai
  siciliani, quello che questa minoranza ha voluto sottolineare è che
  abbiamo chiesto più volte alla Presidenza della Regione di venire a
  riferire in Aula rispetto ad alcune tematiche e rispetto ad  alcuni
  scandali che hanno travolto questo Parlamento e che hanno rischiato
  e  rischiano  di mettere in serio dubbio la credibilità  di  questo
  Parlamento.   Quello  che  noi  abbiamo  criticato,   sono   quelle
  dichiarazioni  a  mezzo stampa del Presidente  della  Regione,  che
  definiva  "mancette"  gli  interventi  di  parlamentari  di  questa
  Regione.  Vero, onorevole De Luca? Siamo tutti per il sostegno  dei
  territori  e  per  dare  risposte  ai  territori,  ma  lei  che   è
  amministratore, come lo sono stato io, sa ad esempio  che  c'è  una
  questione che riguarda i contrattisti degli enti locali. Perché non
  si  avvia  un  ragionamento serio e concreto sulla  possibilità  di
  ripartire  queste risorse, per dare risposte agli enti locali?  Non
  per continuare a fare propaganda.
   Lascio il tempo ai miei colleghi, grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole La Vardera.  Ne  ha
  facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Presidente
  della  Regione. Bene, finalmente la troviamo qui in  Aula.  Direbbe
  Raoul  Bova:  "È  bello vedere finalmente i suoi occhi  spaccanti",
  perché  sono  mancati a quest'Aula  Presidente, è  stato  tutto  il
  pomeriggio  a non ascoltare quello che potrebbe avere  dato  questo
  Parlamento a questo dibattito e, vederla arrivare alle 17.41 e  non
  ascoltare quelli che sono stati gli interventi, devo dire puntuali,
  dei colleghi, che hanno dato delle idee, è drammatico e fa denotare
  il  suo  completo  disinteresse rispetto  a  questo  Parlamento,  a
  dimostrazione di quella  parlamentarizzazione  di cui tanto lei  ha
  ambito. Una maggioranza, caro Presidente, che lei non ha più, e che
  oggi tenta in qualche maniera di bloccare e di portare a sé stesso,
  ma sapendo che certamente quei numeri tanto decantati non ha più
   Allora,  noi non vogliamo fare opposizione a prescindere  -   come
  qualcuno  dice  -   e  parto  subito  da  una  notizia,  presidente
  Schifani, una norma, e un articolo specifico, che è l'articolo  12,
  e  mi  rivolgo  all'onorevole Caronia, io lo  apprezzo  in  maniera
  particolare, perché non possiamo dire semplicemente che  non  vale,
  tutto  non  va  bene,  e  dire, semplicemente  perché  le  proposte
  arrivano  dalla  maggioranza, che sono brutte e  cattive   Ci  sono
  delle  cose che hanno una valenza, che comunque danno una  risposta
  ai  siciliani, e l'opposizione deve avere il coraggio, anche quando
  ci  sono  delle proposte perfettibili, migliorabili, che si possono
  cambiare, ma che il Governo si rende conto che in tema di sanità ha
  fatto  acqua  da tutte le parti, e attraverso l'articolo  12  dice:
  "Diamo una risposta alle liste d'attesa", bravi  Quando una cosa  è
  positiva,  noi dobbiamo avere il coraggio di dirlo. È perfettibile?
  Sì.  È  migliorabile? Sì. Ma è una risposta.  E  davanti  a  questa
  risposta  bisogna avere il coraggio di dire al Governo  che  è  una
  proposta valevole e io, pubblicamente, Presidente, plaudo a  questa
  iniziativa.
   Ma il momento bello è finito. Perché al di là dell'articolo 12, ci
  sono  delle  cose  che  sono  fantasmagoriche.  C'era  un  collega,
  deputato delle precedenti legislature che, da questo scranno  a  un
  certo  punto  intervenne, e disse: "Mi sento come  un  uomo  in  un
  laghetto", festeggiando la sua elezione al Parlamento; era  felice,
  l'onorevole, perché diceva di essere contento e di sentirsi come un
  uomo  in  un  laghetto.  Allora,  a  proposito  di  laghetti,   voi
  all'articolo 11 fate un'operazione incredibile, voi dite, diamo dei
  soldi  per costruire le vasche, i laghetti, gli invasi, i  serbatoi
  aziendali. Ma, perdonatemi, ma lei pensa di essere Mosè -  come  ha
  fatto  a Porto Empedocle -  andare lì, degno di  Istituto LUCE ,  a
  telecamere  accese, e dire:  A me gli occhi  , batte il  bastone  a
  terra  e  come Mosè fa uscire l'acqua? Presidente Schifani, capisco
  che  lei è Re, ma ancora i poteri attribuiti a Gesù Cristo, lei non
  li ha  Allora, prima di costruire i laghetti, ma dov'è l'acqua  Noi
  costruiamo i laghetti e gli invasi, ma non abbiamo dato risposte  a
  quei territori. Io fino a ieri ho ascoltato, - a proposito di stare
  sul  territorio  -  gli  imprenditori,  purtroppo,  agricoli  della
  provincia  di Agrigento che chiedono l'acqua  Va bene dare  loro  i
  laghetti e gli invasi, bravi  Ma loro chiedono l'acqua
   Presidente, e continuo, in modo onesto e intellettuale, avete dato
  la  risposta all'articolo 1 riguardo le disposizioni in materia  di
  Protezione  civile, tra l'altro, sono contento che  il  capo  della
  Protezione   civile,  Salvatore  Cocina,  fondamentalmente,   abbia
  copiato,   letteralmente,  una  mia  proposta.  Il  28  di   luglio
  dichiaravo   alla   stampa   che   una   delle   motivazioni    che
  permetterebbero  di  contenere  il  fenomeno  degli  incendi,   era
  l'impiego   delle   Forze   armate,   dell'Esercito,   prerogativa,
  presidente  Schifani, che lo Statuto siciliano  le  dà  -  se  solo
  avesse il coraggio di applicarlo - le dà
   Salvatore Cocina, ieri risponde e dice esattamente quello che dico
  io,  cioè  l'impiego dell'Esercito, peccato, però, che da settimane
  le  associazioni,  che  stanno lottando sul territorio,  proprio  a
  fronte  degli incendi, le chiedono di essere ricevuti a  Palazzo  e
  lei  non  li  ha  nemmeno  calcolati  Le  associazioni,  che  hanno
  lavorato  a  una manifestazione congiunta davanti il  Palazzo,  per
  chiedere   di   essere   ricevute  alla  Presidenza,   sono   state
  completamente abbandonate  Chiedevano di essere ascoltati, perché a
  loro,  ancora, in provincia - ad esempio di Siracusa -  e  bene  ha
  fatto l'onorevole Spada a ricordare il dramma di coloro i quali non
  hanno ricevuto ancora un euro a causa degli incendi del 2023   Bene
  ha fatto
   Allora, lei continua a governare questa Regione pensando di essere
  un  re sovrano, ma io le dico, con grande onestà, che bisogna avere
  il  coraggio di ascoltare questo Parlamento che non vuole fare muro
  contro muro per forza  Noi vogliamo essere propositivi  E le faccio
  una  proposta:  ritiriamo  tutto e lasciamo  l'articolo  12.  Sarei
  disponibile  a  votarglielo, Presidente, ribadendo  che  non  è  la
  soluzione alle liste di attesa, io voglio essere chiaro in  questo,
  che  mi possiate comprendere, non è quella  Però, è pur sempre  una
  risposta  e in questa risposta c'è un'assunzione di responsabilità,
  vale  a dire si comprende che il motivo per il quale siamo arrivati
  a  una  fase  di  non  ritorno è la mancanza  di  personale  medico
  adeguatamente  pagato, per svolgere il lavoro arretrato.  E  questa
  assunzione  di responsabilità - quanto meno nell'idea -  merita  di
  essere premiata, merita di essere avvalorata, quindi, mi rivolgo ai
  colleghi  dell'opposizione - sotto questo punto di vista -  apriamo
  gli    orizzonti,   facciamo   degli   emendamenti    modificativi,
  migliorativi  Sono contento e convinto che il Governo ci ascolterà.
   Ma, per il resto, caro Presidente Schifani, piuttosto che chiamare
  alla   corte  del  Re  di  Francia  i  deputati  della  sua  stessa
  maggioranza, chiedendo loro di essere coerenti rispetto al  mandato
  parlamentare,  io le ricordo, Presidente, che non avete  fatto  una
  sola  riforma  che fosse nel suo programma, una   Una  riforma  che
  possa rispondere ai bisogni dei siciliani  Lei, quando le cose  non
  vanno, Presidente, l'unica cosa che è in grado di fare è mandare le
  ispezioni
   Tutti ricordano l'ispezione degna del film di Fantozzi, quando - a
  un  certo punto - recandosi all'aeroporto di Punta Raisi, non trova
  il  cornetto   A  un  certo punto cosa fa il  presidente  Schifani
  Chiama  gli ispettori dell'Ospedale di Partinico, che corrono,  che
  corrono subito e chiedono...

                    (Proteste dai banchi di centro)

   e  chiedono che cosa? Che il presidente Schifani non fa  il  blitz
  perché  non funzionano i pronto soccorso, perché a Stromboli  manca
  l'Ospedale,  mancano le ambulanze, ma corre, il  Presidente  corre,
  corre perché mancano i cornetti

               (Continue proteste dai banchi di centro)

     Che c'è non vi va bene? Chiedo al Presidente del Parlamento,  di
  permettermi   di  fare  l'intervento   Chiedo  al  Presidente   del
  Parlamento di permettermi di parlare, perché ho i miei minuti e  li
  userò tutti
   Allora,  questo è il modo in cui il presidente Schifani  pensa  di
  esercitare  il suo ruolo? Ma la vuole raccontare questa storia  dei
  cornetti?  Perché è importante  Avremmo la possibilità,  anche,  di
  potere  sentire  la  sua  Le posso garantire  che  due  giorni  fa,
  finalmente, nell'area VIP i cornetti c'erano  Grazie...

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   Grazie  del  suo intervento   Continuando rispetto alle  cose  che
  avevo  da  dire  semplicemente  dico che al di là di tutto  bisogna
  avere  il coraggio di riconoscere uno sforzo minimo, ma pur  sempre
  uno  sforzo, in una mancanza di strategia complessiva di una  legge
  che  non  risponde,  a  nostro modesto avviso,  alle  esigenze  dei
  siciliani,  e  questa  prerogativa, come opposizione,  la  vogliamo
  prendere, meritiamo di poter esprimere i nostri pensieri, di potere
  dire  i  nostri  presupposti e riconosciamo, a onor del  vero,  che
  l'assessore  Dagnino ci ha chiesto quali fossero le perplessità,  e
  le  sto  enunciando,  assessore Dagnino,  in  pubblica  seduta  del
  Parlamento, e le sto deponendo alla sua attenzione e all'attenzione
  del Presidente Schifani.
   Ma  come  si  fa  chiedere a queste opposizioni di collaborare  se
  nella  discussione generale il Capo del Governo arriva  alla  fine,
  quando di fatto tutti i colleghi sono intervenuti? Mi dispiace  per
  loro, hanno dato, potevano dare un plus di intenti a questa manovra
  e lei opinatamente, in maniera oculata ha deciso di ignorarli.
   Si   ricordi,  caro  Presidente,  che  questo  Parlamento   chiede
  rispetto,  che  questo Parlamento le chiede di  essere  puntuale  e
  presente  e non soltanto quando si parla di  piccioli ,  di  soldi,
  che  lei puntualmente si presenta, questo Parlamento -  lo dico  ai
  colleghi  capogruppo dei Cinque Stelle, del PD -   ha  chiesto  più
  volte  che  le  venisse in Aula per discutere  dei  temi  cruciali:
  quello  della  sanità  silenzio', dei temi fondamentali  di  questa
  Terra e lei  non è arrivato, lei oggi viene qui e si aspetta che il
  Parlamento collabori  Ma deve collaborare solo quando lo dice  lei,
  Presidente, o deve collaborare sempre?
   Per  cui pur raccontando le cose positive che ho raccontato  e  ho
  avuto il coraggio di poterle dire senza tema di smentita perché  ci
  sono,  concludo  il mio intervento, chiedendole  di  calarsi  nella
  realtà e di comprendere che i siciliani hanno bisogno di un Governo
  credibile, coeso, che non sia vittima di sé stesso e delle  baruffe
  della maggioranza, un Governo che non sa rispondere ai problemi dei
  siciliani,  un Governo che litiga contro sé stesso e che  cerca  di
  dare una poltrona in più rispetto a un altro, leggiamo sui giornali
  stamattina  dell'appannaggio di Genovese all'AST.  Ma  quale  è  la
  prerogativa  per cui voi date i ruoli, secondo quale criterio,  con
  tutto il rispetto per Genovese, dovrebbe risolvere problemi atavici
  che  ha  l'AST, solo perché fa parte di un partito rispetto che  un
  altro?  Le  chiedo e voglio fare il sindacalista  dei  suoi  stessi
  assessori,  come  può un Presidente di Regione dire  a  un  proprio
  assessore al bilancio che non capisce niente di politica e, quindi,
  parli  di  altro? Come può, pensi, La Vardera che difende  Raffaele
  Lombardo  Ne ha combinati tanti guai Lombardo ma un Presidente  che
  dice  ai propri alleati: "presto li butterò via dalla maggioranza":
  ma deputati dell'Autonomia di Lombardo, con quale coraggio rimanete
  nella  maggioranza di questo Governo, di cosa avete  paura?  Tirate
  fuori  gli  attributi,  rispondete a questo  re  sovrano  che  deve
  rispettare  la Sicilia, i siciliani, il Parlamento e la sua  stessa
  maggioranza

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.
   Ricordo  che  i minuti rimasti a disposizione per il  Movimento  5
  Stelle  sono  nove, da dividere tra gli onorevoli  Marano,  Adorno,
  Varrica, Sunseri.

   MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di  essere
  breve.  Qualche  collega  mi ha dato lo  spunto  per  puntualizzare
  alcune  cose  e  come si dice comunemente, mettere i puntini  sulle
   i .  Non  siamo tutti uguali, non siamo tutti uguali,  l'onorevole
  Cateno  De Luca poco fa, non rispondo all'onorevole Cateno De  Luca
  ma  uso il intervento per avere spunto e puntualizzare questa cosa:
  fare  gli emendamenti per i territori non significa dare soldi  per
  avere in cambio utilità, fare emendamenti per i territori significa
  lavorare  per  la Sicilia e per i territori perché di  fatto  siamo
  deputati eletti nei collegi provinciali e, quindi, lavoriamo per la
  Sicilia tutta e anche per i nostri territori. E, quindi, mettiamo i
  puntini  sulle   i ,  punto primo. Punto secondo,  smettetela,  per
  favore,  di  accollare  alle  opposizioni  la  responsabilità   dei
  fallimenti di questa maggioranza, perché non è colpa nostra  se  in
  ogni occasione, per ogni riforma, l'ultima, la riforma dei consorzi
  di  bonifica vi siete impallinati da soli, e poi fate i  comunicati
  per  capire, per lanciare i messaggi ai lavoratori, che la colpa  è
  la nostra. Ma smettetela e prendetevi le vostre responsabilità
   Presidente, cercherò di concludere per non togliere tempo ai  miei
  colleghi.  Questo  disegno di legge arriva  con  35  articoli,  poi
  diventano  15  e gli aggiuntivi non si fanno e questo  non  si  fa,
  questo  lo  tagliamo,  questo  lo mettiamo,  è  proprio  il  frutto
  dell'improvvisazione continua di questo Governo  Il problema  delle
  liste  d'attesa  non si affronta in variazione di bilancio  in  cui
  dovrebbero  essere  fatti dei correttivi,  si  programmano  con  la
  finanziaria,  a inizio legislatura, si programmano per  tempo.  Non
  funziona così
   Questo  disegno di legge fatto così, in questo modo, con la fretta
  di  dover coprire le notizie sulla maggioranza frantumata  e  tutte
  quelle  che  hanno rappresentato, hanno caratterizzato, sono  state
  protagoniste  dei  giornali  in  queste  settimane  non   funziona,
  Presidente.
   Quindi  noi,  le  opposizioni,  vogliamo  fare  un  lavoro  serio,
  concreto  e  strutturale per la nostra Sicilia, non  accollatelo  a
  noi

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della  Regione, in realtà, io mi ero riproposto di non  intervenire
  in  questa fase delle variazioni di bilancio, però devo dire che le
  provocazioni  che  sono arrivate dall'opposizione che,  certamente,
  non   vogliamo  raccogliere,  non  possono  non  richiedere  alcune
  puntualizzazioni.
   Io  voglio  ricordare che per anni, per decenni, per  legislature,
  questa Assemblea regionale è andata avanti con interventi fatti  in
  dodicesimi,   con   il  mancato  rispetto  delle  regole   connesse
  all'approvazione dei rendiconti del bilancio e che,  per  la  prima
  volta,  forse, in questa legislatura noi ci troviamo oggi,  a  metà
  anno, a fare la programmazione e se questa non è programmazione  di
  oltre 350 milioni di euro, che sono risorse aggiuntive, programmate
  con una linea di indirizzo chiara
   Ora  mi  si  può  venire  a dire che io posso  avere  una  visione
  diversa,  posso  voler intervenire, non so, anziché sulle  povertà,
  togliendo  le  risorse che abbiamo dato per l'inclusione,  non  so,
  sulle  imprese, cosa che è stata, ovviamente, già fatta con l'aiuto
  alle  piccole e medie imprese. Mi si può dire che si ha una visione
  diversa  e  mi  si  può chiedere in questa fase di intervenire  con
  misure  straordinarie, ma certo dire che non c'è  programmazione  e
  che non c'è visione in questa manovra è veramente...

                   (Proteste dai banchi di sinistra)

    e  ora  iniziate  ad  urlare,  come  vi  ho  detto  prima  in  un
  comunicato, davvero puerile e ridicolo.
   È puerile e ridicolo perché l'avete davanti: come si fa a dire che
  non  c'è  programmazione  quando,  all'articolo  1,  si  parla   di
  rifinanziamento  degli interventi gestiti dalla  Protezione  civile
  per  oltre  10  milioni di euro? Come si fa  a  dire  che  non  c'è
  programmazione quando all'articolo 2 si parla di sostegno economico
  per  l'informazione  e  l'editoria? Quando  all'articolo  3  si  fa
  riferimento all'acquisto di un immobile per intervenire sulle spese
  di  locazione, risparmiando risorse? Come si fa a dire che non  c'è
  programmazione quando all'articolo 4, finalmente, si realizzano gli
  impianti  di  dissalazione e si mettono  i  soldini  per  farli?  O
  ancora,  all'articolo 5, avete parlato per mesi, per anni,  parlate
  dei  problemi della siccità, dei governi che non sono attenti  alla
  questione degli agricoltori, finalmente si mettono in campo oltre 6
  milioni  di euro sul tema delle dighe e anche queste sono  per  voi
  demagogia  e populismo  O ancora, all'articolo 6, venti milioni  di
  euro per il trasferimento dei rifiuti fuori dalla Regione
   All'articolo 7, gli interventi contro la povertà e l'inclusione  e
  così andando avanti, passando per la videosorveglianza urbana,  per
  la manutenzione straordinaria alle strade  Non si davano risorse ai
  liberi  Consorzi e alle Città metropolitane da anni  Finalmente  si
  mette  qualcosa,  come  50 milioni di euro. Sono  risorse  vere?  È
  programmazione o è quello che voi dite "assenza di visione"?
   Si  introduce  all'articolo 11 la misura a sostegno delle  aziende
  agricole,  dando  30 mila euro ad ogni azienda  e  all'articolo  12
  interventi per ridurre le liste d'attesa
   Allora,  vedete  amici miei, fare opposizione è  facile,  io  l'ho
  fatta  Ed è la cosa più semplice andare in giro a raccontare che si
  può  fare  meglio,  è  la  cosa più bella, cari  colleghi  deputati
  dell'opposizione, dire che si poteva fare di più
   Ma  voi, queste proposte perché non le portavate nella Commissione
  Bilancio? Perché non rispondevate ad una mano tesa, che vi è  stata
  proposta in tutte le sedi di Commissione e di Parlamento,  con  una
  piena  disponibilità da parte della maggioranza e  del  Governo  di
  venire incontro alle vostre istanze?
   Siete  ancora in tempo  Non c'è niente da scherzare  Perché  fuori
  l'hanno capito che questo è un gioco alla demagogia  Fatelo  C'è in
  Aula il Presidente della Regione, il Presidente dell'Assemblea e le
  forze di Governo. Avanzate le vostre proposte, nella consapevolezza
  che fuori da questo Palazzo ci guardano e tutti verremo chiamati ad
  un giudizio. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO. Signor Presidente, grazie onorevole Presidente di essere
  qua, sono fortunato ad avervi tutti oggi, e grazie colleghi.
   Ho  pochissimi minuti, siamo stati ieri tutta la giornata qui,  il
  pomeriggio  senza fare nulla, siamo stati chiamati ieri  per  poter
  dibattere  ma,  alla  fine, con chi dovevamo dibattere?  Non  c'era
  nessuno
   Assessore  Dagnino, lei era presente, eravamo soli  e  non  poteva
  essere  certamente uno sfogatoio nostro quello di ieri. Ma lasciamo
  stare
   Presidente Schifani, sono contento perché lei lo sa che quello che
  le  sto  per  dire, lo dico con autorevolezza, con  l'autorevolezza
  della mia professionalità.
   Abbiamo  parlato  e stiamo parlando di sanità in  Sicilia  e  devo
  dirle  una  cosa,  Presidente, che questa  nuova  soluzione,  siamo
  contenti  che  lei  stia  facendo tutti gli  sforzi  possibili  per
  cercare  di  abbattere le liste d'attesa, però  quello  che  stiamo
  facendo  non è assolutamente sufficiente e certamente i 40 milioni,
  che  in due mesi non riusciremo a spendere, e poi 10 milioni, negli
  anni  successivi,  non saranno sufficienti ad  abbattere  le  liste
  d'attesa.
   Ma  la  cosa che voglio dire in questo momento, ed è fondamentale,
  mi  ascolti  Presidente, perché ci ho riflettuto,  ma  ci  pensiamo
  poco:  se  tutte  le persone che hanno necessità di  un  intervento
  chirurgico,  di  un  intervento diagnostico, di  una  TAC,  di  una
  gastroscopia,  di una colonscopia dovessero mettersi  in  lista  di
  attesa  in questo momento, non avremmo liste prima del 2030,  e  vi
  spiego  anche  il perché. Perché quelli che riescono  ad  aspettare
  sono  i  veri indigenti, perché il novanta per cento dei  cittadini
  siciliani le proprie prestazioni se le paga
   Se  queste  persone, che si tolgono il cibo dalla bocca, dovessero
  non  pagare..., persone che rifiutano di vestirsi,  che  vanno  nei
  discount per poter risparmiare, l'unica cosa su cui non risparmiano
  è  la  salute,  se  questi cittadini che si pagano  le  prestazioni
  dovessimo  metterle  in lista d'attesa, noi non esauriremmo  queste
  liste d'attesa neanche in dieci anni
   Le  persone  che  mi  stanno  accanto, Presidente,  si  pagano  le
  prestazioni,  anche se non possono andare a mangiarsi  la  pizza  o
  andarsi  a  prendere un panino  Se le pagano  Lo  sappiamo  che  il
  novanta  per cento delle nostre famiglie si paga le prestazioni   E
  se  fossero questi ancora in lista, non basterebbero dieci anni. Ve
  lo dico con cognizione di causa
   E finisco con un intervento: 750 mila euro, signor Presidente, per
  gli  incendi.  Siracusa è stata la più danneggiata. Non  è  entrata
  nella  situazione  di  emergenza nazionale  e  non  per  colpa  dei
  cittadini.  Ma possiamo mettere 750 mila euro per ristorare  quelli
  che hanno subito danni negli incendi siracusani? Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Adorno.  Ne  ha
  facoltà.

   ADORNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, che onore  oggi  è
  avere tra di noi il presidente Schifani
   È  un onore perché il nostro Capogruppo più volte ha richiesto  la
  sua  presenza in Aula per questioni attinenti la sanità, per potere
  discutere  rispetto  alla corrente turistica di Fratelli  d'Italia.
  Eppure queste risposte in Aula non sono giunte.
   Oggi  che,  invece, parliamo di soldini dei siciliani  la  vediamo
  qua,  magari  a  controllare la sua stessa maggioranza  che  litiga
  tutti  i  giorni sia sui social, sia in Aula. Maggioranza che  lei,
  con  la  sua presenza, tende a compattare, lo capisco dal punto  di
  vista politico.
   Ma voglio parlare di quelle che sono le variazioni di bilancio che
  proponete  e  che  per noi sono assolutamente  poco  rispondenti  a
  quelle  che sono le esigenze dei cittadini siciliani e le  dico  il
  perché. Perché manca una visione di insieme
   Voi  date  soldi  pioggia  Voi non avete una pianificazione  reale
  rispetto a quelli che sono i veri problemi reali e gliene dico  tre
  perché  devo  andare in estrema sintesi, perché  dobbiamo  dire  ai
  siciliani che ci avete messo il bavaglio  Abbiamo i minuti  contati
  per cui devo dare lo spazio ai miei colleghi.
   Non ci fa parlare la maggioranza, non ci dà la possibilità di dire
  questi soldi esattamente come spenderli
   E  allora  le dico, onorevole Presidente della Regione, visto  che
  lei  oggi è in Aula per tutelare queste sue destinazioni di importi
  riguardo  a  determinate  cose, non avete  detto  una  sola  parola
  rispetto  ai  giovani  siciliani che sono senza  futuro,  che  sono
  costretti  ad  emigrare   Non un solo rigo  in  questa  finanziaria
  dedicato a loro
   Le dico un'altra cosa: avete destinato dei soldi per gli ospedali,
  per  pagare  ai medici gli straordinari, ma questo non è  un  fatto
  strutturale  Avreste dovuto dare dei posti a tempo indeterminato  a
  medici, a infermieri, a personale sanitario e mi voglio occupare di
  un  emendamento  che  ho presentato a costo  zero  per  la  Regione
  siciliana:  la  proroga degli OSS, degli operatori  socio-sanitari,
  quelli  che  voi  intendete  gli ultimi,  quelli  che  invece  sono
  necessari per la nostra sanità
   C'è  il  bacino della regione Sicilia orientale che ha un concorso
  in  essere.  Avete la possibilità di prorogarlo a costo  zero.  C'è
  necessità  e  fabbisogno  e voi invece nel Policlinico  di  Messina
  state esternalizzando questo.
   Allora,  onorevole Presidente della Regione, non siete la risposta
  giusta ai problemi dei siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ricordo che comunque c'è stata  una
  seduta ieri in cui si potevano sfruttare oltre cinque ore di tempo.
   Sono  iscritti  a  parlare  l'onorevole  Varrica  e  poi,  infine,
  l'onorevole Sunseri.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente il Gruppo Misto e forse anche
  l'onorevole Pace ci cederebbero qualche minuto di tempo, se lei  ce
  lo concedesse

   VARRICA.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo testo  mi
  sembra  che  parli di emergenze. Io sono contento  che  ci  sia  il
  presidente Schifani perché rivolgo a lui un appello, una richiesta:
  chiedo se per il Governo, per questa maggioranza, per quest'Aula le
  394  lettere di licenziamento che, purtroppo, ieri sono partite per
  i lavoratori di Almaviva contact siano una priorità, un'emergenza.
   Ricordo che si tratta di 394 famiglie, lavoratori, che da tre anni
  almeno  sono portati a spasso dalle istituzioni, in particolare  il
  governo Meloni li ha completamente calpestati
   Riconosco  che c'è stata una forma di attenzione negli ultimi  6-7
  mesi  da  parte  della  Regione  e  spero  sinceramente,  onorevole
  Presidente  della  Regione, che il suo  post  di  lunedì  scorso  a
  seguito  del  tavolo  ministeriale  sia  stato  semplicemente   uno
  scivolone, perché in qualche maniera lei ha fatto intendere che, in
  corrispondenza  del  mancato accordo tra azienda  e  sindacati,  la
  Regione  si  sarebbe disimpegnata, cosa che non era mai  emersa  al
  tavolo ministeriale
   Questo  tema  è  pienamente pertinente con il documento  che  oggi
  analizziamo  perché,  in continuità con gli impegni  che  voi  come
  Governo   avete   preso  al  tavolo  assessoriale,  ho   presentato
  l'emendamento per creare il bacino che servirà poi a realizzare,  a
  dare  occupazione  con  progetti, col 106/117  e  con  gli  archivi
  digitali della Regione a questi 394 lavoratori.
   Per  cui  chiedo  di  dare seguito a questo emendamento,  lo  fate
  vostro,  lo  revisionate ma dobbiamo dare una risposta immediata  a
  queste  394  famiglie, che sono veramente disperate. Peraltro,  non
  dando  seguito  a un'idea di Adriano Varrica ma dando semplicemente
  seguito  agli  impegni che voi avete preso con  questi  lavoratori.
  Grazie mille.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Varrica. Solo per precisione:  già
  si  è  sforato il tempo che era stato dato però l'onorevole Sunseri
  se  volesse intervenire; anche il Partito Democratico ha sforato di
  qualche minuto.

   CATANZARO. Non è vero.

   PRESIDENTE.  Sì, avete sforato di sei minuti. Non lo dico  io,  lo
  dicono  i  numeri.  Aveva chiesto di intervenire anche  l'onorevole
  Galluzzo che ho invitato a non intervenire affinché si potesse dare
  spazio all'opposizione. Prego, onorevole Sunseri. L'unica cosa  che
  le chiedo è di essere quanto più breve possibile.

   SUNSERI.  Più  breve  di  quanto  lei  possa  immaginare,   signor
  Presidente,  perché  intendo rispettare  i  tempi  che  sono  stati
  concessi  dalla  Conferenza dei Capigruppo.  Non  intendo  fare  un
  intervento, così come dovrebbe essere normalmente, ma solo dire una
  cosa al Presidente della Regione.
   Qui,  non si vuole fare ostruzionismo. Intervenire su una  manovra
  finanziaria da più di 300 milioni di euro non è ostruzionismo, è un
  diritto  che  spetta a ogni parlamentare, che ha la possibilità  di
  intervenire  e spiegare le ragioni per le quali si  è  a  favore  o
  contro una terminata manovra finanziaria.
   E  veda,  signor  Presidente, ci tengo a dirle  semplicemente  una
  cosa:  le manovre finanziarie, le variazioni di bilancio le approva
  l'Assemblea.  Lei  e  il  suo  Governo  le  potete  tranquillamente
  emanare,   inviare  all'Assemblea  ma  poi  sarà   l'Assemblea   ad
  approvarle  Non è possibile che lei decida i temi e gli argomenti e
  poi  l'Assemblea  debba  ingoiare i  temi  e  gli  argomenti  delle
  proposte
   L'Assemblea  ha  la possibilità di bocciare, emendare  o  proporre
  qualcosa di nuovo e questa supremazia del Governo nei confronti del
  Parlamento  la ritengo assolutamente inaccettabile, incomprensibile
  soprattutto da parte di chi, come lei, viene da un Parlamento,  dal
  Senato della Repubblica, e sa perfettamente che anche lì, così come
  qui,  il  parlamentare e i Gruppi parlamentari hanno la possibilità
  di approvarlo, modificarlo, emendarlo o bocciarlo. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Sunseri.  Gli  interventi   sono
  conclusi, pertanto, chiedo ai colleghi di prendere posto.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   È  approvato  col  voto  contrario del  Partito  Democratico,  del
  Movimento 5 Stelle e dell'onorevole La Vardera.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
             Disposizioni in materia di protezione civile

   1.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 3  dell'articolo  12
  della  legge  regionale 9 gennaio 2025, n. 1  è  incrementata,  per
  l'esercizio  finanziario 2025, di 10.750 migliaia di euro,  di  cui
  2.000  migliaia di euro per interventi di parte corrente  (Missione
  11,  Programma  2,  capitolo 117318), 8.000 migliaia  di  euro  per
  interventi  in  conto capitale da destinare per 2.000  migliaia  di
  euro  alla  realizzazione di lavori per fronteggiare l'emergenza  e
  mitigare  la  crisi  idrica  (Missione 11,  Programma  2,  capitolo
  500012) e per 6.000 migliaia di euro a contributi agli investimenti
  ad  amministrazioni  locali  (Missione 11,  Programma  2,  capitolo
  500021),  e  750  migliaia di euro per l'istituzione  di  un  fondo
  (Missione  20, Programma 3) destinato all'erogazione di  contributi
  finalizzati  alla  ricostruzione, al ripristino  e  alla  messa  in
  sicurezza degli immobili adibiti a civile abitazione e ad  attività
  produttive,  commerciali  ed  agricole  danneggiati  dagli   eventi
  calamitosi verificatisi dall'1 gennaio 2023 al 31 luglio  2025  nel
  limite massimo dell'80 per cento dei danni certificati.

   2.  Il Ragioniere generale è autorizzato ad effettuare con decreto
  le  variazioni di bilancio occorrenti per iscrivere  le  somme  del
  fondo di cui al comma 1 ai pertinenti capitoli di spesa.».

   Comunico  che sono stati presentati degli emendamenti soppressivi.
  Si  passa all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli Catanzaro  e
  altri.
   È mantenuto o è ritirato?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  io  non  sono  intervenuto  nella
  discussione generale e non lo farò sull'articolo 1. Voglio soltanto
  porre  un  tema: questa è una variazione di bilancio, non  so  come
  chiamarla, variazione con finanziaria annessa, con norme nuove, che
  fa  un  intervento  diciamo  in nome di un'emergenza  che  riguarda
  alcune iniziative in conto capitale, quindi opere che devono essere
  connesse alle attività connesse alla siccità, la cui urgenza non si
  capisce,  perché  poteva  essere  fatta  benissimo  nel   mese   di
  settembre,   tanto  più  che  sono,  immagino,   opere   a   pronta
  realizzazione, nel senso che sono opere penso già individuate, però
  c'è un tema che grida vendetta.
   Ora,  questo Governo davvero pensa che con 750.000,00 euro ristora
  i danni che hanno subito imprese, persone fisiche, cioè è ridicolo;
  è  meglio non mettere queste risorse  Settecentocinquanta mila euro
  significa  che non ci saranno ristori per nessuno  Siracusa  veniva
  ricordato, Palermo, altre province siciliane che hanno avuto  danni
  a case e immobili
   Questa  è  la  misura dell'intervento di sostegno a  calamità  che
  hanno  investito  i siciliani? Io esprimo un giudizio  negativo  su
  questo  articolo non perché sia contrario al fatto che  si  possano
  sostenere e finanziare alcuni interventi che possano migliorare  la
  condizione idrica in giro per la Sicilia, ma perché per davvero  se
  si  voleva fare una misura di sostegno di Protezione civile  e  che
  riguarda  tra l'altro danni che si sono perpetrati in  alcuni  casi
  nel  2023, nel 2022, nel 2024, ad oggi la Regione di fatto se ne  è
  completamente infischiata di questa situazione
   Allora, nella mia espressione aggiungo una valutazione: sono stato
  tra  quelli  che  ha  ritenuto che questa  variazione  di  bilancio
  potesse  essere  fatta a settembre, ma non per  una  questione  che
  settembre  sia meglio di agosto, semplicemente perché  credevo  che
  andasse  fatta una riflessione più approfondita su alcuni temi  che
  sono contenuti in questa variazione di bilancio e su altri che  non
  sono completamente previsti.
   Penso  che  il  Governo  stia  commettendo  un  grave  errore  per
  nascondere  quella che è sotto gli occhi di tutti: che è  la  crisi
  politica.
   Veda,  Presidente, la ringrazio di essere venuto oggi in Aula.  Il
  tema  che  abbiamo  davanti  non  è  l'articolo  1,  l'articolo  2,
  l'articolo 3, tutti gli articoli sono sempre oggetto di discussione
  come  è  giusto  che  sia; il tema è che se non  si  risolve  e  si
  affronta  la questione politica che è davanti agli occhi di  tutti,
  nostra  e  dei siciliani, e lei si è sottratto, si è sottratto  con
  alcune  interviste  temerarie  come quella  che  ha  rilasciato  al
  Giornale  di  Sicilia  qualche  giorno  fa  dove,  sostanzialmente,
  elaborava  una  sorta di rappresentazione per cui se le  variazioni
  non verranno approvate è perché il Parlamento vuole le mance
   La prego di rivolgersi però alla sua maggioranza, anche perché con
  questa  variazione  state tentando di far passare  questa  manovra,
  promettendo 35 milioni di euro di mance, quindi lei da un  lato  si
  annuncia  moralizzatore, dall'altro lato opera  per  riproporre  un
  modello  che  secondo  me è giusto rimettere  in  discussione,  non
  perché i territori non debbano avere la stessa dignità di questioni
  generali ma, semplicemente, perché il sistema con cui si è arrivati
  a  quell'esito, è stato obiettivamente poco trasparente e,  quindi,
  avevo sostenuto - il Presidente della Commissione mi è testimone  -
  che  il  testo  della legge doveva arrivare in Aula con  tutti  gli
  emendamenti  che ognuno poteva proporre e liberamente si  votavano,
  si  bocciavano, si approvavano, in maniera trasparente, dove ognuno
  ci metteva la faccia per quello che proponeva, senza nascondersi in
  maxiemendamenti notturni o pomeridiani.
   È  stata scelta un'altra strada che è quella di accelerare per non
  affrontare  l'unica  vera emergenza che in questo  momento  c'è  in
  Sicilia,  che è la crisi politica del suo Governo. Lei non  la  sta
  affrontando,  non  l'ha affrontata di fronte a vicende  giudiziarie
  che  riguardano anche suoi esponenti di maggioranza e  di  Governo,
  non  l'ha affrontata nel momento in cui è sotto gli occhi di  tutti
  un   rimprovero,  un  giorno  sì  un  giorno  no,  alla   struttura
  amministrativa  della sua amministrazione  Lei  sembra  ogni  volta
  uscito dall'uovo di Pasqua, cioè la sorpresa è quella che ha sempre
  un  responsabile  che si chiami un funzionario, che  si  chiami  un
  dirigente, che si chiami un assessore, a cui dare una colpa, ma lei
  è il Presidente della Regione, a lei non è chiesto di dare giudizi,
  è chiesto di risolvere i problemi e noi le chiedevamo di affrontare
  la  crisi politica per risolvere il problema che avete, questo  sì,
  avrebbe  favorito  una  legge  di bilancio,  come  dire,  studiata,
  ponderata,   probabilmente  condivisa.  Ma   questa   accelerazione
  nasconde  il  dato politico, che lei fa finta di  non  vedere,  che
  davanti  a una crisi seria, che rischia di essere irreversibile,  è
  una sua responsabilità
   Ecco perché, a questo articolo, pur apprezzandone gli intenti,  ma
  ritenendo ridicolo che possa uscirne una norma con 750 mila euro di
  ristori  per gli ingenti danni che sono stati diffusi in  tutta  la
  Sicilia  a seguito di incendi, di calamità, esprimerò il  mio  voto
  contrario,  proprio perché, come dire, non ha la misura finanziaria
  congrua rispetto alla serietà dei problemi che stiamo trattando.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.  Grazie,  presidente  Galvagno.   Presidente
  Schifani

   PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza, onorevole De Luca.

   DE  LUCA  Antonino. No, stavo dicendo, presidente  Schifani,  sono
  felice  di vederla in Aula dopo che le sono stati rivolti  tanti  e
  tanti  inviti,  però immaginavo che, quando il presidente  Schifani
  finalmente  si sarebbe affacciato, pensavo qualche ora prima,  dato
  che  è  da  stamane che siamo qua come anche lui, avrebbe  comunque
  speso  qualche  parola  per introdurre questa manovra  finanziaria,
  perché questa è la manovra finanziaria di Schifani.
   Mai  nessuno  strumento finanziario si è affacciato a  quest'Aula,
  con  un  così  forte  imprinting  personale  del  Presidente  della
  Regione.  Noi oggi non stiamo discutendo di una manovra finanziaria
  dell'Assemblea  regionale  siciliana, noi  oggi  stiamo  discutendo
  della  manovra finanziaria di Renato Schifani perché lui ha dettato
  i  contenuti, perché lui ha cercato di dettare i tempi, perché  lui
  ha  deciso  di scommettere il futuro del proprio Governo su  questo
  strumento, ed è su questo che noi, le opposizioni, lo sfidiamo
   Lo  sfidiamo  non  perché avvertiamo questa necessità,  ma  perché
  riteniamo che lui, nel ruolo di Presidente, nel ruolo di componente
  di  quest'Assemblea,  abbia  assunto un atteggiamento  irrispettoso
  dell'intero  Parlamento,  e  su questo  colleghi,  vedete  che  sto
  parlando   anche  per  voi,  perché  oggi  fate  parte  di   questa
  maggioranza,  domani non è detto, ragion per cui  ricordatevi  che,
  chi  tutela  l'Assemblea,  tutela tutti  voi  ma  tutela,  anche  e
  soprattutto, il Popolo siciliano.
   Quindi, non credete che ciò che vi potrebbe convenire oggi non  vi
  possa  nuocere domani. Quindi, per questo dovete chiedere, voi  per
  primi,  rispetto  a chi vi guida, di quelli che sono  i  tempi,  le
  dinamiche e le norme che regolamentano questo processo legislativo.
  Non perché lo dica io o perché lo dica qualcun altro.
   Veda, presidente Schifani, quello che ha maggiormente infastidito,
  oltre al suo dettare i tempi tramite i giornali, anziché venire qui
  a  discutere  di  sanità e di turismo - glielo chiediamo  da  tanto
  tempo - ciò che per noi è stato anche inaccettabile è che, dopo che
  abbiamo  chiesto che si ponesse fine, anche accogliendo quello  che
  era  il  suo  invito  a  quelle che lei  definisce  "le  mance",  è
  incredibile  quando ci viene proposto di ragionare sulla  creazione
  di  un  fondo a cui collegare un ordine del giorno in cui  inserire
  tutte  le  misure per i comuni che la maggioranza che  la  sostiene
  dovrebbe poi convogliare la propria quota parlamentare
   Allora,  dico  che nella vita e nella politica ci vuole  coerenza,
  perché  quando il bue dice all'asino che ha le  cornicchia',  nella
  realtà non cambia lo stato delle cose: e, allora, non basta cercare
  un capro espiatorio, non basta come è stato fatto in passato - vedi
  per esempio quando c'era il ritardo nelle refertazioni di Trapani -
  cercare qualcuno a cui dare la colpa, non basta fare come al Civico
  che  cerchi una dottoressa a cui dare la colpa, non basta andare  a
  Stromboli e mandare l'ispezione al Papardo, non funziona così   Qui
  siamo  in  Parlamento,  qua i nodi vengono al  pettine,  presidente
  Schifani,  qui ci si confronta, si parla, si discute, si dibatte  e
  infine si vota e si vota quando i tempi sono maturi per votare e si
  vota dopo che si è discusso in  Bilancio', articolo per articolo
   Non  è  vero  che  le  opposizioni non hanno voluto  discutere  in
   Bilancio',  le  opposizioni hanno detto: "Si discutano  tutti  gli
  emendamenti  e  quando si finisce di discutere,  ciò  che  è  stato
  approvato va in Aula e ciò che non è stato provato non va in Aula":
  non abbiamo voluto fare la cernita
   E allora, presidente Schifani, da questo punto di vista la invito,
  nel   ruolo   di   parlamentare  ancor  prima  che  di   Capogruppo
  dell'opposizione,   ad avere un atteggiamento  più  rispettoso  del
  Parlamento,  dei ruoli delle Commissioni, delle Presidenze,  perché
  il  Parlamento  non è un inutile orpello che si  frappone  come  un
  ostacolo alla sua azione amministrativa solitaria, il Parlamento  è
  luogo  in  cui si batte e si decide e si decide, se si è seri,  nel
  migliore dei modi, a prescindere da dove viene la proposta.
   Sì, presidente Galvagno, mi scusi se ho abusato anche del momento,
  perché so che era per l'articolo 1 però, purtroppo, non ci si  vede
  troppo  spesso  con il Presidente della Regione e, quindi,  non  ho
  resistito ad approfittare del momento.
   Sull'articolo 1, Presidente, avremo modo di esprimerci durante  la
  discussione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, visto e considerato che  da  parte
  del  Governo c'erano e immagino ci siano tutte le buone  intenzioni
  per  trovare  una sintesi, a nessuno sarà tolta la  possibilità  di
  poter  utilizzare tutte le proprie prerogative parlamentari, ma  al
  contempo  domani il Governo potrebbe avanzare delle  richieste  che
  prevede  lo  stesso Regolamento e non vorrei arrivare a questo.  Se
  gli  interventi sono attinenti lascerò parlare, ma se non dovessero
  essere  attinenti  -  quindi è giusto che  avvisi  i  colleghi  che
  interverranno dopo - sarò costretto a togliere la parola.
   È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Grazie, Presidente, solo una considerazione per  quanto
  riguarda questo articolo, per tornare al problema degli incendi.
   Cari  colleghi, sappiamo che questo articolo permette -  e  questo
  devo  dire, almeno è l'unico lato positivo - l'apertura, ne abbiamo
  parlato  con  l'onorevole Daidone mi pare, ne abbiamo  parlato  per
  l'apertura  quanto  meno a creare una lista di richieste  ufficiali
  per  l'indennizzo,  per  il  ristoro di  questi  che  hanno  subito
  incendi.  Però,  dico,  Presidente, 750  mila  euro  per  tutta  la
  Sicilia, quando solo a Siracusa sono stati dichiarati 4 milioni  di
  euro  di  danni  e  Siracusa non ha potuto partecipare  al  ristoro
  nazionale come provincia disastrata è una cosa insostenibile
   Presidente Schifani, 750 mila euro per chi ha perso tutto, per chi
  ha perso la casa, per chi ha visto incendiati i propri raccolti, ma
  stiamo  parlando di elemosine, quindi chiedo ufficialmente a questo
  Governo di incrementare questa cifra, perché è assolutamente iniqua
  e insufficiente a potere dare una risposta ai cittadini. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  penso
  che  questo  articolo,  l'articolo 1, all'interno  di  una  manovra
  senz'anima, senza una visione, sia una delle poche cose da salvare,
  ed  è  la ragione per cui, però, volevo segnalare a quest'Aula come
  10  milioni  di  euro, in ragione di tutto ciò  che  ha  subito  la
  Sicilia, anche per effetto dei cambiamenti climatici, tema rispetto
  al  quale  -  bisogna dire la verità - il Governo appare totalmente
  disinteressato.  Mancano  misure  per  contrastarne  gli   effetti,
  mancano  misure  che  servono a sostenere l'agricoltura  in  questo
  passaggio epocale, mancano misure che servono a sostenere le nostre
  imprese,   in  un  momento  complicatissimo,  però  questa   norma,
  ovviamente,  che è una norma emergenziale, contiene  alcuni  spunti
  positivi.  Devo dire la verità, che proprio perché contiene  alcuni
  spunti positivi, ho proposto e abbiamo proposto di incrementare gli
  stanziamenti  a  15 milioni di euro, sopprimendo le norme  relative
  all'acquisto dell'immobile di via Cordoba. E abbiamo anche proposto
  di   ripartire  diversamente  gli  interventi,  in  particolare  di
  sostenere  maggiormente  la capacità di progettazione  dei  comuni,
  perché  i  comuni  sono  quelli che devono affrontare  molte  delle
  questioni connesse ai problemi di Protezione civile, ed è  un  tema
  che va affrontato sostenendoli, anche perché - rammento a me stesso
  -  in  questi  anni il fondo delle autonomie locali e  i  fondi  di
  progettazione,  in  particolare il fondo delle autonomie  locali  è
  stato  tagliato  -  il  fondo di progettazione,  che  nella  scorsa
  finanziaria del 2024 ammontava a 40 milioni di euro, quest'anno non
  è  stato  riproposto. Con quei 40 milioni di euro,  caro  assessore
  Barbagallo, molti erano stati gli interventi programmati in materia
  di  Protezione  civile dai comuni e molti erano i  bandi  ai  quali
  avevano potuto partecipare.
   Dunque,  io  ritengo necessario, fondamentale che  si  provveda  a
  rimpinguare l'articolo 1 e si provveda a redistribuire le  risorse,
  potenziando soprattutto quelle a favore dei comuni.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.   Grazie.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  approfitto  della presenza del Presidente della Regione,  onorevole
  Schifani,  per fare qualche ragionamento, che riguarda naturalmente
  l'articolo 1.
   Avrei voluto affrontare nella discussione generale, in maniera più
  compiuta, alcuni articoli, ma il contingentamento dei tempi non  ce
  lo ha permesso.
   Io  mi  permetto di dire che ridurre i tempi del dibattito in  una
  norma   così  importante,  sicuramente  mortifica  il  lavoro   dei
  parlamentari, come è stato fatto all'interno delle Commissioni. Ma,
  attenendomi  all'articolo  1, una, anzi,  due  parole  che  abbiamo
  utilizzato in questi giorni, sono: una, "programmazione" e  l'altra
  "spot".
   "Programmazione", perché il Governo regionale ha  bisogno  di  una
  manovra  finanziaria  che  sia ad ampio  respiro,  che  guardi  non
  solamente all'esercizio corrente, ma si colleghi a quelle che  sono
  le esigenze di crescita, di sviluppo della nostra Regione; e poi la
  parola  "spot",  ovvero  che non siano  norme  specchietto  per  le
  allodole   o  che  permettano  di  garantire  qualche  titolo   nei
  principali giornali della nostra Sicilia.
   Dico  questo,  signor  Presidente, perché  questo  primo  articolo
  racchiude, da una parte, quelli che sono i vuoti, quelle  che  sono
  le  lacune  dal punto di vista della programmazione,  e  dall'altro
  lato, ne rappresenta una norma propaganda.
   Ho già detto che in questa manovra, complessivamente intesa, su 16
  articoli,  ben  10  incidono  solamente sull'esercizio  finanziario
  2025.  10  su 16, solamente una minima parte permette di avere  una
  programmazione di interventi sugli esercizi 2026 e 2027, e la norma
  di   cui  oggi  stiamo  parlando,  l'articolo  1,  è  perfettamente
  riconducibile  a questa fattispecie. Non parliamo di programmazione
  di  interventi  per  i prossimi anni, ma si parla,  esclusivamente,
  dell'esercizio finanziario 2025; noi dobbiamo andare  ad  impegnare
  delle  somme,  che dovrebbero - punto interrogativo - essere  spese
  entro  la fine dell'anno, su tre tipologie di fattispecie, per  una
  delle  quali, io, non mi spiego qual è che sia il motivo per cui  è
  inserita  in  questa norma; stiamo parlando di 6 milioni  di  euro,
  riconducibili a contributi, agli investimenti che dovrebbero essere
  distribuiti  alle amministrazioni locali - solamente 6  milioni  di
  euro  - poi, qualcuno mi spiegherà perché non andiamo a rimpinguare
  il fondo per le autonomie, ma utilizziamo questo criterio.
   Ma, ancora, una cosa ben più grave e, quindi, rientro nella parola
  "spot", quando noi parliamo di 750 mila euro - ripeto 750 mila euro
  - per rifondere, rispetto a quelli che sono eventi calamitosi: ora,
  io mi riferisco qui, esplicitamente, al Presidente Schifani - che è
  qui in Aula - qualcuno ha parlato di incendi, ma quando parliamo di
  "eventi  calamitosi",  cari colleghi - e lo  sa  meglio  di  me  il
  Presidente  della  Regione  - non parliamo  solamente  di  incendi,
  parliamo  di  alluvioni, parliamo di frane, parliamo  di  valanghe,
  parliamo  di terremoti; poi, alla fine, possiamo anche  parlare  di
  incendi,  ma  sono  tutto  un  insieme  di  eventi  calamitosi  che
  necessitano degli interventi, io cito la frana - per esempio  -  di
  Polizzi  Generosa  e  di  Petralia  Sottana,  che  necessita  degli
  interventi.
   Allora,  stabilire solamente 750 mila euro per  tutti  gli  eventi
  calamitosi della Regione siciliana è una grande, enorme norma spot,
  che  non darà risposta a quelle che sono le esigenze di coloro  che
  hanno  subìto degli incendi - che ancora devono essere risarciti  -
  che non darà risposte alle comunità per le quali, ancora, si devono
  fare  le  condotte  idriche,  le piazze  e  gli  edifici  comunali,
  comunità che attendono ancora il risarcimento per le case che hanno
  subìto danni per le frane  750 mila euro, Presidente Schifani, è un
  affronto ai siciliani.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  noi  da  molto
  tempo   sosteniamo   questi  temi,  li  abbiamo  affrontati   nella
  precedente  finanziaria  - in quella dell'anno  scorso,  in  questo
  periodo furono fatti alcuni interventi - ma stasera esprimiamo  una
  preoccupazione: che le risorse che sono state appostate  non  siano
  assolutamente  adeguate.  Noi, tra l'altro,  dobbiamo  scontare  il
  deficit  che abbiamo e, quindi, il tempo che si è perduto.  Non  si
  dica che su questo non abbiamo fatto le nostre sollecitazioni;  noi
  sappiamo il Governo opera e, quindi, non può essere sempre in Aula,
  ma noi non abbiamo mollato un solo minuto.
   Abbiamo   posto  il  tema  che  ha  riguardato,  complessivamente,
  l'approvvigionamento idrico, prima potabile e poi quello irriguo, e
  ci troviamo davanti a tanti problemi.
   Io  sono sindaco di Militello in Val di Catania e, devo dire,  che
  sento spesso i colleghi  leggo dalla stampa:  la Sicilia è tutta in
  difficoltà   sul   tema   dell'acqua,  dell'erogazione   dell'acqua
  potabile .  È  in  difficoltà perché noi abbiamo,  strutturalmente,
  ormai,  delle realtà che presentano, veramente, notevoli  problemi,
  delle reti idriche colabrodo; noi, in media, facciamo un intervento
  un  giorno  sì e un giorno no, quando non ne dobbiamo fare  due  al
  giorno
   Abbiamo anche una condizione di fatiscenza dei depositi in  cui  è
  collocata l'acqua, perché sappiamo che sono delle realtà, che  sono
  state  costruite negli anni scorsi e che sono diventate vetuste  e,
  quindi, continuamente va fatto un cambiamento delle valvole; ma  la
  cosa  più  grave  è  che le falde acquifere si  sono  abbassate  e,
  quindi,  la  difficoltà  di captazione dell'acqua  da  parte  delle
  nostre pompe è un problema molto serio
   Noi  chiediamo che su questo emendamento, considerato che è  stato
  annunciato  dall'assessore per l'economia  una  possibilità  di  un
  gettito notevole dal punto di vista finanziario, la possibilità  di
  utilizzare  risorse,  che su questo fondo si metta  seriamente  una
  somma  che  sia  credibile, che possa permettere a  noi  comuni  di
  affrontare il problema, intanto, dell'approvvigionamento idrico.
   Non  sottovaluto il fatto che, proprio nei giorni scorsi,  abbiamo
  dovuto  prendere  un  camion  con adeguata  struttura  per  portare
  l'acqua  e abbiamo dovuto portare l'acqua non potabile, però  negli
  edifici privati, nelle strutture commerciali, perché non c'è dubbio
  che  sono  quelli che pagano maggiormente pegno, ma  soprattutto  i
  privati  che  si  sono, diciamo, approvvigionati anche  in  maniera
  molto, molto precaria.
   Signor  Presidente, quindi, chiediamo che su  questo  ci  sia  una
  somma notevole, così come ribadiamo i temi dell'agricoltura.
   Signor Presidente, sappiamo che il Governo ha cercato di muoversi,
  ma si è mosso con ritardo, si è mosso con ritardo perché i problemi
  relativi alle condotte idriche dei consorzi di bonifica sono  stati
  dei  problemi  molto  seri. Abbiamo una realtà che  presenta  anche
  elementi importanti che riguardano il precariato, e su questo  noi,
  signor  Presidente, lo dico al presidente Galvagno  che  su  questo
  tema  è  stato  particolarmente attento negli  anni  scorsi,  siamo
  disponibili  ad affrontare il tema del precariato nei  consorzi  di
  bonifica,  ma  aggiungiamo: il Presidente Schifani, l'anno  scorso,
  aveva fatto una proposta precisa - e la voglio qui ricordare - ed è
  una  proposta  che  noi  abbiamo accettato, cioè  di  aumentare  le
  giornate  lavorative. I nostri territori, infatti, spesso  sono  di
  delinquenti che appiccano il fuoco, perché autocombustione  non  ce
  n'è,  e  che  determinano  la devastazione  dei  nostri  territori,
  quindi,  abbiamo bisogno di persone che presidiano  il  territorio.
  Non è sufficiente quello che attualmente c'è in campo, ma chiediamo
  un'attenzione  maggiore, chiediamo che quello  che  è  stato  fatto
  l'anno scorso lo si continui a fare perché è stato un provvedimento
  allora opportuno, giusto e ribadiamo l'importanza di poterlo  avere
  in maniera efficace.
   Per  ultimo,  signor Presidente, mi permetta, abbiamo notizie  del
  Commissario Dell'Acqua che a livello nazionale è stato  indicato  e
  che l'anno scorso ha fatto una gita fuori porta? Vorremmo sapere se
  quest'anno la ripeterà.

   PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  leggendo
  l'articolo 1 mi piacerebbe dire che invece questi fondi sono troppi
  perché  fondi per gli eventi calamitosi ne dovremmo avere il minimo
  indispensabile,  perché  le disgrazie e le tragedie  non  succedono
  all'improvviso  ma,  Presidente,  succedono  più  che   altro   per
  l'improvvisazione,  quando non si riesce a  fare  prevenzione  e  a
  programmare. E invece questi soldi sono veramente pochi.
   Avevo  fatto  un  intervento, qualche giorno  fa,  sugli  incendi;
  abbiamo  avuto più di quattromila roghi in Sicilia, addirittura  il
  territorio  siciliano è il territorio dove c'è  il  55%  dei  roghi
  rispetto a tutto il resto della Nazione ed è chiaro che è  un  dato
  anomalo   e  allarmante.  E  questo  perché?  Perché  i  forestali,
  quindicimila  forestali, hanno smesso le scerbature  e  le  pulizie
  molto prima che arrivasse addirittura la stagione estiva, perché di
  questi soltanto mille e trecento non sono precari, mentre tutto  il
  resto  sono  precari, si sono dovuti fermare e sospendere  per  due
  mesi  l'attività  piena  in  cui poteva scoppiare  l'emergenza.  E,
  quindi, ecco che questi soldi diventano veramente ridicoli rispetto
  a tutti i problemi che investono la Sicilia proprio per la mancanza
  di programmazione, di visione strategica, di stabilizzazioni.
   Avevo  letto  sui  giornali, qualche giorno fa, che  ci  sarebbero
  stati cinque milioni per i ristori, soprattutto per le vittime  che
  hanno  subito  gli  incendi in questi giorni e  già  mi  sembravano
  pochi,  perché in soli due giorni ci sono stati ben trecento  roghi
  tra  il  26 e il 27 luglio, invece questa cifra si è ridotta ancora
  più al lumicino. È veramente triste pensare che già dall'articolo 1
  abbiamo  semplicemente un articolo spot, una semplice pubblicità  e
  propaganda.  Una finanziaria, una variazione che, lo abbiamo  detto
  anche prima, nella discussione generale, è vuota e già si prospetta
  fin dall'inizio. Grazie.

   PRESIDENTE.  È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno.  Uno
  per Gruppo, come turnazione, colleghi.

   DE  LUCA Cateno.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
  Presidente della Regione, ho avuto modo di mettere in evidenza  che
  questa è una variazione di bilancio anomala rispetto a tante  altre
  perché  mette a disposizione 350 milioni di risorse aggiuntive,  in
  genere si fanno le variazioni di bilancio per togliere da un  lato,
  metterle dall'altro e, quindi, siamo entrati proprio in quello che,
  comunque,  è  il senso di una norma contabile che, oggi,  mette  in
  programmazione 350 milioni.
   Anch'io  sono stato critico sull'articolo 1 perché, in Commissione
  Bilancio,   si   ricorderà  l'assessore  per  l'economia,   abbiamo
  presentato  un emendamento per aumentare le risorse destinate  alla
  Protezione  civile.  Ma,  come capita agli  amministratori,  signor
  Presidente,  mi permetto sommessamente un consiglio non  richiesto:
  lei  dovrebbe  istituire  i  baby Presidenti,  cioè  far  vivere  a
  ciascuno  di noi, non perché io, con tutto rispetto, esperienza  di
  amministrazione ne ho abbastanza, ma a tutti coloro che  in  questo
  Parlamento  non  hanno mai amministrato un condominio,  far  vivere
  l'esperienza  quotidiana dell'amministrazione, anche  per  rendersi
  conto  di  cosa significhi cercare di destreggiarsi tra le risorse,
  le  emergenze e le necessità, le mancate programmazioni di un tempo
  e quelle che, ovviamente, vanno affrontate.
   E  questo  perché  ci tengo a sottolinearlo? Perché  quando  tanti
  parlamentari  che  io sto ascoltando con grande  piacere  nei  loro
  interventi hanno avuto la possibilità di esprimere esigenze per  il
  territorio  per le quali, vorrei ricordare a qualche  collega,  che
  non  ci  sono  esigenze  di  territorio che  provocano  utilità  ed
  esigenze di territorio che non provocano utilità  Qua non  ci  sono
  esigenze  di  territorio che sono state proposte ed  approvate  dal
  Parlamento  che, magari, hanno generato non si sa quale  interesse,
  anche   perché   ne  ho  visti  tanti  post  anche   dei   colleghi
  dell'opposizione  che  si  sono vantati di  portare  sui  territori
  risorse.
   Smettiamola,  per  cortesia  Cerchiamo di  essere  seri  anche  da
  questo  punto  di vista. È ovvio che il tema rimane,  beh  ci  sono
  state occasioni dove ognuno di voi ha avuto la possibilità di poter
  suggerire  al  Governo   cerchiamo di affrontare  questa  emergenza
  piuttosto    che    altra ,   ma   che   io   ricordi,    comunque,
  complessivamente,  si è avuta la sindrome del  post  perché  magari
  fare  un  post  generico per risarcire migliaia, centinaia,  magari
  così  di  soggetti, di famiglie sfortunate o di aziende  che  hanno
  subito i danni degli incendi, possibilmente, genera meno like.
   Dico ciò perché, signor Presidente, qua non è che si interviene  a
  tema; qua si interviene con la  sindrome del like', cioè quello che
  secondo  ormai una visione del sistema irreale, che è  qua  dentro,
  può  generare  nel mondo reale una condivisione. Questa  è  lontana
  dall'amministrazione  che  è  quella  che,  ovviamente,  grava  sui
  sindaci, grava su di lei, sulla sua squadra, su chi, ovviamente, ha
  la responsabilità, in ogni caso, di prendere decisioni.
   E  concludo con questo ragionamento: lei non era tenuto a fare  la
  variazione  di  bilancio, l'ho spiegato già a tutti.  Poteva  anche
  mettersi  sto  tesoretto da parte; ma come, io, da sindaco,  quando
  durante  l'anno  ho  risorse aggiuntive le destino  per  affrontare
  tante  cose  che  magari, non ho avuto risorse quando ho  fatto  il
  bilancio di previsione perché le risorse quelle sono.
   E  chiudo con una questione. Tante emergenze di Protezione civile,
  purtroppo,  sono  generate  anche  da  quello  che  è  il   sistema
  farraginoso della spesa pubblica regionale e voglio fare un esempio
  concreto visto che c'è l'assessore Savarino: ma è pensabile  e  qui
  parlo  di  Santa Teresa di Riva, dove lei è intervenuto prontamente
  ad   affrontare,  che  cosa?  Un'emergenza  generata  dalla  stessa
  Regione,  perché  i pareri ambientali, per circa  tre  anni,  hanno
  impedito a una gara d'appalto aggiudicata, ad un appalto integrato,
  di potere intervenire.
   E,  allora, è pensabile che un giudizio di ottemperanza, per  quel
  che  è  la valenza del giudizio di natura ambientale, debba  andare
  due  volte in Commissione plenaria? Questo non è previsto né da una
  legge  nazionale, né da una legge regionale, ma è  previsto  da  un
  decreto assessoriale
   Allora,  vogliamo invece entrare nell'ottica che  ci  sono  alcuni
  meccanismi,  che chi conosce bene l'amministrazione può intervenire
  ed  evitare  che si creino, poi, situazioni di emergenza  che,  nel
  caso  di  Santa  Teresa Riva, sono stati un  milione  di  euro   Un
  milione  di  euro in più  E, allora, che si apra un  dibattito  del
  genere,  su  quella che è la performance della spesa,  la  capacità
  della spesa.
   Su  quello l'Aula si dovrebbe oggi misurare. Lo dico al Governo in
  termini  chiari  per  cercare, quanto  meno,  di  risolvere  alcune
  farraginosità che sono tipiche della Sicilia.
   Magari  il motivo sarà quello di tenere più sotto controllo  certi
  passaggi amministrativi, però, Presidente, questa terra va liberata
  anche  da  noi  stessi e va messa nelle condizioni di poter  essere
  realmente competitiva.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Venezia.  Ne  ha
  facoltà.

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  l'articolo 1 è paradigmatico di come  questo  Governo  ha
  inteso programmare questa manovra finanziaria.
   Un  tema  delicato, un tema importante come quello  relativo  alle
  varie   emergenze  gestite  dalla  Protezione  civile,  che   viene
  affrontato  con, come dire, scarsa attenzione dal  punto  di  vista
  della  quantificazione delle risorse, con interventi "spot" e  solo
  di natura demagogica.
   Come  ha  già  evidenziato,  prima e  meglio  di  me,  il  collega
  Cracolici,  è  stato rimpinguato un capitolo per 750 mila  euro  da
  destinare  ai  ristori  per  chi ha subito  danni  o  alla  propria
  abitazione o alla propria azienda e, nel formulare questo  articolo
  con  queste  risorse  davvero ridicole, si inserisce  pure  che  la
  quantificazione di questo ristoro è pari all'80% del danno subito
   Io vorrei fare un'analisi: credo che il Dipartimento di Protezione
  civile  abbia gli elenchi delle richieste che pervengono  da  parte
  dei  comuni, da parte degli altri soggetti attuatori che,  a  vario
  titolo, si sono occupati delle varie emergenze.
   A noi risulta, per esempio, che dal 2023 ad oggi i danni, solo per
  gli  incendi,  ammontano a diverse decine e decine  di  milioni  di
  euro,  così  come  anche i danni che hanno subito  diverse  aziende
  agricole  in occasione di alluvioni, nubifragi ammontano a  diverse
  decine di milioni di euro.
   Inserire 750 mila euro per una emergenza di questo genere io credo
  che è un'offesa ai tanti siciliani che hanno subito danni in questi
  anni.
   Si  parla nell'articolo di emergenza idrica, di crisi dovuta  alla
  siccità  e  io  vorrei  ricordare a lei,  Presidente  Schifani,  la
  gestione  dell'emergenza idrica lo scorso anno, che si  è  risolta,
  non  tanto grazie agli interventi governativi tardivi, scarsi sotto
  il  profilo legislativo, con risorse non solo inadeguate, ma anche,
  come  dire,  non inserite nei capitoli di bilancio  di  spesa,  che
  potevano   invece   contribuire  ad  incidere,  a   risollevare   e
  soprattutto a intervenire per tempo. Quando noi ancora l'anno prima
  denunciavamo quello che stava accadendo, sia sotto il profilo della
  siccità,  ricordo  gli interventi del collega  Burtone  in  diverse
  circostanze per, come dire, segnalare quello che stava accadendo  e
  la  necessità  di  intervenire per tempo. Eppure, si  è  preferito,
  piuttosto che affrontare l'emergenza, sperare attraverso  la  danza
  della pioggia che poi è arrivata a dicembre dello scorso anno e  ha
  salvato dal dramma la Sicilia. Eppure, si interviene con interventi
  tampone, interventi insufficienti rispetto a quello che non solo  è
  già accaduto ma ci aspetterà nel futuro.
   Gli eventi climatici avversi sono triplicati, i fenomeni legati ai
  cambiamenti  climatici  e  soprattutto alla  tropicalizzazione  del
  clima  nell'area  del  Mediterraneo,  in  particolare  in  Sicilia,
  determineranno sempre più una serie di problematiche che  rischiano
  di  mettere  in  ginocchio interi settori produttivi  della  nostra
  Isola, a partire dall'agricoltura.
   Si  parla  che,  da  qui  ai  prossimi decenni,  intere  superfici
  coltivabili rischiano di desertificarsi e invece di intervenire con
  misure  strutturali, avevamo chiesto per tempo una riprogrammazione
  delle  risorse del Fondo Sviluppo e Coesione da destinare  per  una
  parte significativa e non solo per il 3,5% dell'intero importo alla
  mitigazione  dei  rischi legati ai cambiamenti  climatici,  eppure,
  ecco,  si continua a legiferare con misure spot che non produrranno
  nulla,  che non risolveranno nessuna emergenza e, soprattutto,  con
  risorse insufficienti.
   Questo  modo di legiferare e di affrontare argomenti delicati  non
  può trovare in nessun modo il nostro consenso.
   Avevamo  suggerito,  Presidente  Schifani,  di  affrontare  questa
  manovra entrando nel merito delle singole questioni.
   Poco  fa,  l'onorevole Figuccia ci ha detto  quali sono le  vostre
  proposte che avete fatto? .
   Noi  abbiamo  presentato complessivamente  circa  200  emendamenti
  aggiuntivi  che  ci  auguriamo possano essere  trattati  anche  nel
  merito da quest'Aula.
   Ma  noi sappiamo, Presidente Schifani, qual è l'obiettivo vero  di
  questa manovra?
   Lei, anziché prendere atto della crisi politica che sta vivendo la
  sua maggioranza, preferisce attaccare, delegittimare il Parlamento,
  preferisce forzare, preferisce forzare i tempi anziché, come  dire,
  dare  l'autonomia  che il Parlamento deve avere e  preferisce  fare
  un'operazione, un tentativo maldestro e che risulterà  fallimentare
  di  ricompattare  la  sua maggioranza attraverso  una  manovra  che
  diventerà un Vietnam e che sempre più metterà in luce questa  crisi
  politica di cui ancora oggi lei fa finta di nulla.

   PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Cambiano e Spada
  e  poi gli ultimi interventi degli onorevoli Schillaci, Saverino  e
  Di Paola. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cambiano.

   CAMBIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo  1
  che rifinanzia dei capitoli della Protezione Civile per contrastare
  le  emergenze, mi riallaccio a quanto detto, poc'anzi,  da  qualche
  collega.  Il contingentare i tempi e non permettere una discussione
  ed  un  confronto  credo  che non vada a beneficio  dei  siciliani.
  Perché?  Perché in Commissione Bilancio c'è stata quasi  una  corsa
  contro  il  tempo per rispettare scadenze che erano  state  dettate
  rispetto  a  una  votazione conclusiva del  testo  che  deve,  come
  preannunciato,  avvenire  entro domani e  alcuni  componenti  della
  Commissione  hanno chiesto, considerato che anche  parlamentari  di
  minoranza  sono stati amministratori, che quando si  rifinanzia  un
  capitolo  lo  si fa sulla base di fabbisogni. E, allora,  assessore
  Dagnino,   le  chiedo  ufficialmente  di  fornire  questi  elementi
  affinché  ogni  parlamentare possa valutare  come  votare  rispetto
  all'articolo proposto.
   È  stato  chiesto in Commissione da quale analisi  dei  fabbisogni
  derivano  gli importi per rifinanziare quei capitoli di  Protezione
  civile.  Quindi,  attendo  da  parte sua,  come  già  richiesto  in
  Commissione  Bilancio, il perché si rifinanzi una legge  del  2025.
  Siamo  ben  lieti  di venire incontro a emergenze ed  esigenze,  ma
  vorremmo comprendere il perché di quelle cifre e di quegli importi,
  vorremmo   comprendere  come  la  Protezione   civile   decida   di
  intervenire e con quali criteri di priorità. Perché l'intervento in
  emergenza  va  bene, ma qui l'emergenza è diventata strutturale,  e
  non  vorremmo  che  si  utilizzi l'emergenza  per  bypassare  delle
  procedure previste dalla norma.
   Ad oggi, ripeto, questo Parlamento, non so se mi sia perso qualche
  passaggio,  assessore Dagnino, non ha contezza della relazione  del
  Capo  della Protezione civile sull'analisi dei fabbisogni. È venuta
  fuori  una  nota  con  la quale si chiedeva  di  rifinanziare  quei
  capitoli  in seguito ad un verbale della cabina di regia del  2024.
  Quindi,   vorremmo   capire,  per  valutare  la  nostra   posizione
  sull'articolo. Perché qua non c'è nessuna pregiudiziale  e  nessuna
  posizione   ostruzionistica,  bensì  una  posizione  di   confronto
  legittimo  tra  maggioranza  e  minoranza  per  fare  il  bene  dei
  siciliani. Perché qua non c'è chi vuole bene di più alla Sicilia  e
  chi  ne  vuole  di meno, qua non c'è chi decide autonomamente  come
  spendere i soldi per farsi dire grazie da parte di qualcuno, perché
  parliamo  di  soldi  pubblici e di risorse dei  siciliani.  Quindi,
  rispetto all'emergenza idrica, ad esempio, qual è il fabbisogno che
  è stato comunicato dalla Protezione civile per questi interventi in
  emergenza? A quali comuni verranno destinate queste risorse? Questi
  6 milioni di euro? Su questo c'è poca trasparenza.
   Io  credo  che  sia  legittimo da parte  di  un  parlamentare  che
  rappresenta  i  cittadini siciliani chiedere  come  verranno  spese
  queste  risorse, in quale ambito ed in quale contesto,  considerato
  che  di  proclami  e  di  annunci ne  abbiamo  sentiti  abbastanza,
  considerato  che in provincia di Agrigento 43 comuni sono  con  una
  turnazione idrica.
   Il  Comune  di Licata, ad oggi, ha una turnazione idrica superiore
  ai  15 giorni ed AICA, che è il gestore del servizio, non riesce  a
  fornire  il  servizio,  perché ha i conti  pignorati  da  parte  di
  Siciliacque.  Vogliamo affrontare l'argomento? Vogliamo  affrontare
  il problema?
   Siciliacque  pignora i conti ad AICA che non può operare.  Allora,
  se  è  una  misura emergenziale inserire una norma per un  prestito
  ponte ai comuni per saldare il debito nei confronti di AICA, che ha
  i  conti  pignorati,  discutiamone.  Ma  per  questo  è  necessario
  comprendere l'analisi dei fabbisogni, assessore Dagnino.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Spada.  Ne  ha
  facoltà.
   Poi  ci sono gli ultimi interventi che sono: Saverino, Di Paola  e
  Adorno.

   SCHILLACI. C'ero io.

   PRESIDENTE. E Schillaci.

   SPADA. Signor Presidente. l'articolo 1 stanzia 8 milioni di  euro,
  che  divide: 2 milioni di euro per la protezione civile e 6 milioni
  di euro da destinare agli enti locali per fare degli interventi per
  quanto  riguarda  il recupero della risorsa idrica,  e  quindi  gli
  investimenti   legati  alla  dispersione  dell'acqua   o   comunque
  l'attingimento della risorsa idrica.
   Fermo  restando che non è stato definito come verranno distribuiti
  questi  6  milioni  di euro, perché non è specificato  se  tutti  i
  comuni riceveranno queste risorse, non è specificato se solo alcuni
  comuni  riceveranno parte di questi 6 milioni, se i piccoli  comuni
  verranno tutelati, se verrà fatto un riparto al cinquanta per cento
  su  tutti i comuni e la restante parte in proporzione al numero  di
  abitanti.
   Però,  al  di là di quello che è il merito di questo articolo,  io
  vorrei  spingere nuovamente l'attenzione dei colleghi  parlamentari
  verso  quello che dovrebbe essere il rispetto di quest'Aula, perché
  nell'emendamento al comma successivo vengono inseriti 750 mila euro
  da  destinare, appunto, a tutti i comuni che hanno subito dei danni
  legati  a  incendi,  come dire, danni causati, appunto,  da  agenti
  atmosferici e quant'altro.
   Allora,  dobbiamo fare e portare avanti anche un'azione di  verità
  rispetto  a  questo punto, perché questi 750 mila euro  sono  stati
  inseriti durante una discussione in Commissione Bilancio.
   Perché non c'era traccia di questi 750 mila euro, perché, appunto,
  non  si  era  voluto  destinare un euro  nei  confronti  dei  danni
  ambientali  che  si erano venuti ad accavallare dal  2023  fino  al
  2025.
   E  la  richiesta  che  il Parlamento e che i parlamentari  avevano
  fatto  era quello di destinare non settecentocinquantamila  euro  a
  questo  comma, ma di destinare diversi milioni di euro per  cercare
  di dare una risposta ai cittadini che aspettano da tre anni.
   Il problema vero è che oggi l'unico responsabile di questa norma è
  l'assessore   Dagnino.  Perché  l'assessore  Dagnino   durante   la
  Commissione  Bilancio,  piuttosto che  immaginare  di  stanziare  i
  milioni  che  erano stati richiesti, ha deciso di dire no,  bastano
  750 mila euro: ma come possiamo immaginare di dare delle risposte a
  chi  ha perso le case, alle aziende che hanno perso i capannoni,  a
  tutte le province siciliane con 750 mila euro, assessore... io  non
  smetterò di intervenire da qui fino alla fine della legislatura  su
  questi  temi,  perché  ritengo che vada data dignità  ai  cittadini
  siciliani, al Popolo siciliano, che è stato preso in giro da questo
  Parlamento, e le spiego subito perché.
   La   richiesta  non  è  una  richiesta  dell'onorevole  Spada,  la
  richiesta  è una richiesta del Parlamento che ha votato  un  ordine
  del  giorno,  in  maniera  palese, a cui  il  Governo  doveva  dare
  seguito,  e  riguardava lo stanziamento di due milioni e  mezzo  di
  euro  alla provincia di Siracusa che aveva subito dei danni,  e  la
  provincia  di Siracusa ha subito dei danni legati agli incendi:  le
  case bruciate sono state legate non alla sfortuna, e lo ripeto,  ma
  al  fatto  che c'è stato un Governo poco attento sulla prevenzione,
  tant'è  che dall'anno successivo sono state adottate diverse misure
  per  contrastare questo fenomeno degli incendi e che all'epoca  non
  erano state portate avanti.
   Allora, quello che chiedo al Governo e al Presidente Schifani è di
  aumentare questa quota di 750 mila euro, perché non possiamo uscire
  da  quest'Aula  con  una misura che non riuscirà  a  dare  risposte
  concrete  e  che  sarà l'ennesima presa in giro nei  confronti  dei
  cittadini.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Saverino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO.   Signor  Presidente,  intervengo  ancora   una   volta,
  Presidente,   perché  ne  approfitto  anche  della   presenza   del
  Presidente  Schifani, perché si ricorderà bene che, già nel  giugno
  2024, presentai - ed è stato anche accettato come raccomandazione -
  nella  seduta  119,  del 26 giugno 2024, un mio ordine  del  giorno
  sull'emergenza, quando c'erano stati i danni, i gravi danni  dovuti
  agli incendi.
   E  si ricorderà bene il Presidente Schifani, che andammo insieme a
  una delegazione di deputati, insieme anche a cittadini di tutte  le
  province  che  avevano  perso la casa,  siamo  stati  ricevuti  dal
  Presidente, proprio per cercare di sensibilizzare questo Governo  e
  il Presidente su quelle che potevano essere delle soluzioni per chi
  era  rimasto  senza casa, e stiamo parlando di chi aveva  la  prima
  casa e si è ritrovato senza più nulla.
   Per   case,   abitazioni  private  che  sono  state  distrutte   e
  danneggiate,  in  quella  occasione, aveva  preso  un  impegno  ben
  preciso il Presidente, per cercare di agevolare, di aiutare  queste
  persone  che  avevano  veramente perso  tutto,  quindi,  abitazione
  principale  e si ritrovavano senza nulla. A distanza di  anni  noi,
  ora,  ci ritroviamo con 750.000 euro, quindi credo veramente,  come
  hanno  già detto prima tanti miei colleghi, forse è anche offensivo
  pensare di poter risolvere e, come avevo fatto l'intervento, ho già
  detto   nell'intervento   precedente,   non   si   pensa   a    una
  pianificazione, soltanto a degli spot, soltanto delle risorse messe
  a  pioggia senza avere veramente cercato di risolvere problemi  che
  sono fondamentali.
   Vorrei anche ricordare, a proposito sempre dell'articolo 1, quindi
  diciamo di questo incremento finanziario che è stato fatto,  vorrei
  ricordare   altra   mia  interrogazione,  ma  soprattutto   questo,
  Assessore  Messina, lei si ricorderà bene l'incendio del  bosco  di
  Ganzaria, che, nel mese di agosto scorso, ha colpito più  di  mille
  ettari di vegetazione.
   Quindi  un  incendio che poi è stato, in parte, considerato  anche
  doloso  perché  si  sono trovati punti di innesco  in  vari  luoghi
  strategici  ed è andato disperso, purtroppo, un patrimonio  ingente
  ambientale che, invece, andava preservato e tutelato.
   Ora,  io  chiedo e chiedo al presidente Schifani, che è abbastanza
  distratto, quindi mi rendo conto che...

   PRESIDENTE. Si rivolga a me, onorevole.

   SAVERINO.  Presidente  Galvagno, ecco,  visto  e  considerato  che
  questi  incontri, questi ordini del giorno, sono stati fatti  anche
  più  di  un anno fa, noi che risposte abbiamo dato a queste persone
  che  hanno  perso  la casa? Che risposte diamo, quali  misure  sono
  state  messe in campo, di previsione del piano regionale, non  solo
  per prevenire tutti questi fatti, che puntualmente, ci ritroviamo a
  luglio-agosto  in Aula  sapendo che fuori da qui,  oppure  tornando
  per l'autostrada, troveremo incendio fuoco e devastazione?
   Quindi, ancora una volta, mi rendo conto che questo articolo  1  è
  stato  messo  lì  solo per spot e non per dare  veramente  risposte
  concrete ai nostri cittadini.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Di Paola.  Quattro
  minuti all'onorevole Di Paola.

   CATANZARO.  Lei  ha deciso, questa sera, di non darmi  la  parola,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Ma  ha  detto  che  vuole  parlare  alla  fine,  dopo
  l'onorevole Di Paola, interviene lei.
   Prego, onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, Governo, Presidente della  Regione,
  colleghi,  in  questi giorni, a proposito di questo articolo  1  ho
  cercato  di capire il perché il Presidente Schifani decide di  dare
  un'accelerata a questa norma di variazione, questo disegno di legge
  di  variazioni di bilancio, e me lo sono chiesto perché reputo  che
  il Presidente Schifani sia un politico di enorme esperienza.
   Il  Presidente Schifani è stato Presidente del Senato,  quindi  ha
  ricoperto  cariche importanti, importantissime, e sa benissimo  che
  questa è una fase molto particolare della politica regionale ed una
  fase molto particolare che riguarda, ovviamente, la sua maggioranza
  e il suo Governo.
   Quindi  mi sono chiesto: proprio in questa fase, una fase  in  cui
  serve  una  maggiore concertazione, serve un maggior confronto,  un
  maggior  dibattito, il Presidente Schifani cerca di  accelerare  su
  una  variazione di bilancio che, colleghi è l'ennesima, perché  noi
  in  questi  due  anni  e mezzo abbiamo fatto oltre  dodici,  almeno
  dodici  leggi  di  finanziaria  e di variazione  di  bilancio,  che
  dimostrano  la  volontà  da parte di questo  Governo  regionale  di
  frammentare  le  risorse, di frammentare le  risorse  non  con  una
  visione,  perché anche questo articolo, l'articolo 1, dimostra  che
  non  c'è  una visione sulla prevenzione degli incendi, che non  c'è
  una  visione sulla gestione del territorio, ma noi andiamo  a  dare
  fondi  alla  Protezione  civile senza  un'adeguata  programmazione,
  senza un'adeguata visione
   E  questo dimostra che cosa? La frammentazione del percorso  delle
  leggi  finanziarie che sono state fatte in questi anni e la volontà
  specifica  da parte del Governo regionale, da parte del  presidente
  Schifani,  che nel frattempo  ha problemi enormi all'interno  della
  sua  maggioranza e cerca comunque di portare a casa  l'approvazione
  di  alcuni  articoli non rivolti verso i siciliani,  perché  io  ho
  ascoltato qui interventi di colleghi della maggioranza che dicevano
  che questi articoli sono fatti per i siciliani, che questi articoli
  sono  norme che risolleveranno l'economia, risolveranno i  problemi
  dei  siciliani.  Niente di tutto questo, colleghi,  e  lo  dice  lo
  stesso  vostro  Presidente che qualche giorno fa ha  attaccato  gli
  uffici  degli Assessorati, gli uffici dei Dipartimenti,  perché  ci
  sono   norme  delle  passate  finanziarie,  dei  passati  documenti
  economici, che non sono state ancora attuate
   E questo è frutto della frammentazione delle misure economiche che
  questo  Governo  regionale  ha portato  in  quest'Aula,  perché  vi
  ricordo, colleghi, che l'ultima variazione di bilancio che  abbiamo
  fatto  risale  a giugno 2025, cioè noi un mese e mezzo  fa  abbiamo
  approvato una variazione di bilancio e adesso ne vogliamo approvare
  un'altra pur sapendo che lo stesso Presidente della Regione attacca
  gli  uffici, attacca i suoi stessi Assessori dicendo: "Guardate che
  ancora  non  avete  attuato  le  norme  fatte  un  anno  fa,  norme
  essenziali per i comuni, norme essenziali per i siciliani".
   Allora,  qui  dentro, in questi giorni, in questi due giorni,  poi
  non  so se il Governo regionale chiederà alla Capigruppo di attuare
  la  tagliola  per non far parlare le opposizioni,  per  mettere  il
  bavaglio  all'Assemblea  regionale siciliana,  noi  in  questi  due
  giorni faremo un'unica cosa, se si andrà avanti senza confronto, se
  si  andrà avanti senza dialettica, se si andrà avanti senza  quello
  che  è  essenziale  per  la democrazia e la  tenuta  dell'Assemblea
  regionale siciliana tutta, noi stiamo facendo solo una cosa per  il
  presidente  Schifani,  stiamo comunicando  all'esterno:  "Guardate,
  approveremo quattro, cinque, sei articoli per dare fondi ai  propri
  Assessori,  ai  propri Dipartimenti . E io vorrei capire  poi  come
  verranno  gestiti  dal  Dipartimento  agricoltura  i  fondi  per  i
  laghetti  che  sono la soluzione   dei problemi dell'agricoltura  -
  vado  a  conclusione  Presidente - stiamo  facendo  un'unica  cosa,
  stiamo  mettendo  sotto il tappeto il problema  enorme  che  ha  la
  maggioranza  e stiamo dicendo ai siciliani che  nonostante  ci  sia
  Fratelli  d'Italia  che sta implodendo, gli  Autonomisti  che  sono
  presi  a  calci nel sedere e messi fuori dalla Giunta, praticamente
  fuori  dalle dinamiche della maggioranza, c'è un Governo regionale,
  c'è  un  Presidente  della Regione che riesce ad approvare  cinque,
  sei, sette articoli e dire: "Urrà, ce l'ho fatta, sono riuscito  ad
  andare avanti ".
   Presidente non è questa la soluzione, la soluzione è il confronto,
  la  soluzione  è la dialettica proprio in questa fase emergenziale,
  io  spero  che  da  qui a domani o dopodomani lei  possa  andare  o
  comunque lei possa in qualche modo avere più miti consigli da parte
  della  sua stessa maggioranza e capire che non è la tempistica  con
  cui  dimostra che il suo Governo regge nei confronti dei siciliani,
  ma  un  governo  regge  se c'è una tenuta  da  parte  di  tutta  la
  maggioranza e se si fanno norme con una visione.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Adorno.  Ne  ha
  facoltà.

   ADORNO.  Signor  Presidente, intervengo rispetto a  quello  che  è
  questa variazione di bilancio ...

   PRESIDENTE. Sull'articolo 1.

   PRESIDENTE. Sull'articolo 1.

   ADORNO.  Sull'articolo 1 della variazione di bilancio, Presidente,
  una  variazione  di  bilancio  che,  ricordiamo,  conteneva  i   32
  articoli,  e  torno sull'articolo 1 a breve, per dire soltanto  che
  gli  stessi  32  articoli  erano figli di una  segmentazione  della
  proposta.
   Una  segmentazione che rispecchia la crisi in cui questo  Governo,
  che   tuttora  risiede  all'interno  di  questo  Governo  e   anche
  l'articolo  1,  che è uno dei sopravvissuti di quella  che  era  la
  variazione  di  bilancio, anche in questo caso  noi  vediamo  delle
  cifre assolutamente irrisorie rispetto alle esigenze.
   E  soprattutto,  mi riferisco ai 750 mila euro  destinati  per  la
  ricostruzione,  ripristino  e  messa in  sicurezza  degli  immobili
  adibiti  - sentite - "ad abitazione civile, ad attività produttive,
  ad  attività commerciali, ad attività agricole", cioè dire 750 mila
  euro che devono servire per tutte queste finalità
   È  una cifra assolutamente irrisoria e io credo che molti di  voi,
  nel  proprio conto corrente, abbiano almeno centomila euro,  quindi
  sette di voi farebbero solo questa norma. Quindi, vogliamo spiegare
  e  calare nel concreto cosa significhino poi questi aiuti, rispetto
  a  quelli che sono gli eventi calamitosi che si sono verificati  in
  due anni?
   Quando  noi  andiamo a trovare, e mi ricordo quando  personalmente
  sono andati a trovare, molti di voi lo hanno fatto, le località  di
  Riposto,  abbiamo  visto  quelle  immagini  disastrose,  allora  là
  neanche milioni di euro sarebbero sufficienti, non solo a pagare  i
  danni  che  hanno patito le popolazioni, ma a fare  quell'opera  di
  prevenzione per il territorio che andrebbe fatta.
   E  proprio rispetto a questo, le misure trovate da questo  Governo
  risultano essere assolutamente insufficienti, e non è chiaro,  come
  già  sottolineato da qualcuno che mi ha preceduto,  nemmeno  quelle
  che  saranno le norme di attuazione per ciò che concerne  gli  enti
  locali che dovranno utilizzare queste norme.
   E  allora  poi  non  ci  sorprendiamo e  andiamo  nei  giornali  a
  dichiarare  che  queste norme non sono state attuate,  non  vengono
  attuate  nemmeno dopo un anno, perché sono figlie di una  scrittura
  incompleta, di una scrittura che non tiene conto di come poi queste
  stesse  norme debbano essere utilizzate con i comuni, per  esempio,
  di  una popolazione al di sopra di quella quantità di abitanti  per
  un  certo  importo, o altri criteri che possono essere  utilizzati,
  per  esempio,  anche  la  valutazione  rispetto  al  danno  causato
  dall'evento che si è per perpetrato.
   Quindi,  signori,  queste  misure risultano  essere  assolutamente
  insufficienti e inadeguate, rispetto a quelle che sono le  esigenze
  dei  territori e l'assenza di programmazione che ancora  una  volta
  viene  a risaltare sotto gli occhi, perché è chiaro che con  queste
  somme così inconsistenti non si possano poi realizzare quelle opere
  di cui la Sicilia ha veramente bisogno, a partire da quelle opere e
  da   quei  piani  antincendio  che  andrebbero  sviluppati  con  un
  adeguamento,  rispetto anche quelle che sono le strumentazioni  più
  moderne,  e  dei  fondi che vanno in una direzione in  cui  possano
  essere utilizzati dall'agricoltura, con delle reti idriche, che non
  siano più reti colabrodo.
   Ecco,  tutto questo è assente e tutto questo vedrà forte il nostro
  no.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente,  intervengo  sull'articolo  1,  mi
  dispiace che è andato via il presidente della Regione.

   PRESIDENTE.  Si è allontanato un minuto per esigenze naturali.  Se
  vuole parlare in sua presenza, interviene qualcun altro.

   SCHILLACI. Sì, lo preferirei, grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Chinnici.  Ne  ha
  facoltà.

   CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto è già stato
  detto, ma mi preme puntualizzare una cosa: proprio per evitare  che
  ogni  volta si proceda in maniera estemporanea e sempre sulla  base
  di emergenze, come se gli incendi ogni anno fossero una cosa nuova,
  no? Mi sembra come l'anno scolastico: tutti sappiamo che comincia a
  settembre,  però, ogni volta, c'è questa cosa di dovere  finanziare
  tutte  le  figure come gli ASACOM, appunto, si è parlato di  questo
  emendamento a cui la maggioranza ha pensato, come se non si sapesse
  che  l'anno  scolastico comincia, ogni anno,  a  settembre;  stessa
  cosa, purtroppo, per gli incendi
   Ora, io ho presentato, qualche settimana fa - io e tutto il Gruppo
  del Partito Democratico - un disegno di legge regionale sul sistema
  integrato di Protezione civile, perché dobbiamo ricordare - ahimè -
  che  la legislazione vigente, in Sicilia, dove - tra l'altro  -  la
  Protezione  civile  ha  materia  legislativa  concorrente,  quindi,
  abbiamo  tutto il diritto e il dovere di aggiornare  -  come  hanno
  fatto, del resto, le altre Regioni italiane -  la normativa.
   La  nostra legislazione vigente è ferma alla legge regionale n. 14
  del  31  agosto 1998. 1998, significa quasi trent'anni fa   Abbiamo
  una legge che risale al 1998
   Ecco,  il  disegno  di  legge che noi, come  Partito  Democratico,
  abbiamo  presentato,  che  purtroppo ancora  non  è  stato  neanche
  incardinato  -  segno della grave disattenzione su  questo  tema  -
  vuole  proporre,  proprio, un modello di intervento  aggiornato  su
  tutta la materia.
   Non  è  pensabile  che,  dopo  28  anni,  non  ci  sia  stato   un
  aggiornamento, da parte della Regione Sicilia e il Direttore Cocina
  fa  dei  post  dove  fa  i complimenti ai volontari  di  Protezione
  civile,  fa  riferimento  a  norme  estemporanee,  che  sono  state
  inserite in finanziaria, ma non c'è un intervento sistematico e non
  c'è una valorizzazione vera dei volontari di Protezione civile, ma,
  soprattutto, non c'è una formazione adeguata curata, appunto, dalla
  Regione; così come non c'è un'ottimizzazione degli interventi.
   E, quindi, purtroppo, ancora - per l'ennesima volta - registriamo,
  negli  ultimi  giorni - non negli ultimi mesi -  dal  21  luglio  -
  quindi, adesso - già 2000 ettari di boschi sono andati in fumo; non
  è  possibile  Non è pensabile dare la colpa agli agricoltori,  come
  fanno  l'Assessore e il Direttore Cocina, in un'intervista. Bisogna
  prendersi le proprie responsabilità  Quindi, mi auguro che - al  di
  là  di  questi  articoli, appunto, che tendono sempre  a  tamponare
  l'emergenza  -  si  possa, presto, discutere in  quest'Aula  questo
  disegno  di legge regionale - lo ripeto, visto che il Presidente  è
  appena   rientrato  -   disegno  di  legge  regionale  sul  sistema
  integrato la protezione civile, ripeto dal 1998 noi non aggiorniamo
  la  legge,  questo  è  veramente un vulnus  notevolissimo,  in  una
  Regione che soffre la piaga degli incendi, più di molte altre.
   Quindi,  auspico  che il nostro disegno di legge  -  di  tutto  il
  Partito Democratico - possa, presto, essere discusso in Aula.
   È  tempo che questo Parlamento approvi leggi significative  e  non
  soltanto finanziarie, manovre di bilancio, assestamenti e cose  del
  genere,  in  cui  registriamo la presenza  della  maggioranza  che,
  invece,  colpevolmente,  nelle altre  sedute  è  sempre,  o  quasi,
  assente e latitante.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi sull'articolo  1
  volevo  ribadire  la  condivisione e  il  tenore  degli  interventi
  precedenti,  ma  mi  soffermo sul fatto che non vorrei  che  questa
  norma,   per   l'inadeguatezza  delle  risorse,   possa   diventare
  addirittura ridicola e offensiva; perché ci sono stati dei  ristori
  da  parte  della  Regione di appena mille euro  per  chi  ha  perso
  totalmente  tutto:  dalla  casa  alle  attività  produttive,   alle
  attività  commerciali.  Quindi, nel ribadire  un  intervento  sulla
  quantità delle risorse, vorrei anche soffermarmi sul fatto  che  il
  presidente Schifani ha fatto bene a istituire la control  room  sul
  fronte  del  contrasto  agli  incendi,  anche  perché  è  stato  un
  suggerimento  con  un ordine del giorno da parte  del  Movimento  5
  Stelle.
   Però  veda, Presidente, sul fronte della prevenzione non ci  siamo
  proprio,  perché  a  due anni e mezzo di questo  Governo  regionale
  abbiamo  visto  molto poco e mi riferisco a un  investimento  sulle
  nuove tecnologie, abbiamo fatto già delle proposte come Movimento 5
  Stelle  sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale ad esempio,  ma
  anche sulle telecamere infrarossi, sui droni - non certo quelli che
  il  Governo  precedente  ha  fatto  che  sono  rimasti  chiusi  nei
  magazzini  perché  non erano adeguati e col primo  colpo  di  vento
  cadevano  giù  -,  ma quello che chiediamo è anche un  investimento
  sulla  formazione,  quindi  investire sui  droni  adeguati,  ma  le
  chiediamo  anche di fare una formazione adeguata per chi  poi  deve
  utilizzare queste nuove tecnologie.
   Veda,  Presidente  e  Presidenti in Aula, la  regione  Abruzzo  ha
  veramente  dato un colpo agli incendiari, quindi all'evento  legato
  agli  incendi,  grazie  agli investimenti sulle  nuove  tecnologie.
  Infine,  Presidente,  le  chiedo  anche  di  utilizzare  il  metodo
   Aspromonte', aprendo le riserve e i parchi, utilizzando  i  rifugi
  che  ci sono all'interno, dandoli alle cooperative, ad associazioni
  che si trasformerebbero in sentinelle del territorio, divenendo  un
  grandissimo deterrente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Schillaci. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Intanto, Presidente, la ringrazio,  mi  ha  riservato,
  diciamo, per ultimo, anche se mi ero prenotato un po' prima.

   PRESIDENTE. Lei aveva chiesto di intervenire dopo

   CATANZARO.  Mi ero preoccupato poco fa perché il Presidente  della
  Regione  era  andato  via  e  rischiavo  di  urtare  nuovamente  la
  sensibilità,  come questa mattina, dell'assessore  Dagnino  che  mi
  dovevo  rivolgere  all'Assessore, però in presenza  del  Presidente
  della Regione, lei Assessore mi consentirà che non mi rivolgo  agli
  Assessori ma mi rivolgo al Capo del Governo

   PRESIDENTE. Sempre a me deve rivolgersi.

   CATANZARO. È chiaro che mi rivolgo anche a lei.

   PRESIDENTE. Solo a me

   CATANZARO. Però, mi deve consentire... Oggi abbiamo fatto due  ore
  un  quarto  di  Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari
  proprio  per  contingentare  i  tempi  su  una  manovra  che  è  la
  variazione di bilancio, abbiamo richiesto più volte la presenza del
  Presidente   della  Regione,  abbiamo  affrontato  la   discussione
  generale, è chiaro che il Presidente è arrivato anche se in ritardo
  sull'articolo  1 e parlerò sull'articolo 1, a scanso  di  qualsiasi
  equivoco,  perché lei sa che sono molto rispettoso con  quelle  che
  sono le regole che dà la Presidenza dell'Assemblea.
   Bene,  però,  non  posso, Presidente, non fare  un  piccolo  passo
  indietro  perché,  fino a poco fa, il Presidente della  Regione  ha
  fatto  una dichiarazione, accusando le opposizioni di ostruzionismo
  rispetto  ad  alcuni  argomenti che ovviamente non  possono  essere
  trattati, perché è come se ci fosse l'opposizione che non  consente
  di trattare gli emendamenti aggiuntivi quando noi dalla Commissione
  Bilancio  abbiamo richiesto di trattare gli emendamenti aggiuntivi,
  là  il  Governo  è  arrivato  su  35  articoli  con  uno  stralcio,
  presentando 15 articoli, abbiamo fatto un lavoro in queste ore  che
  ci  sono  state date, dopo avere incardinato il testo,  presentando
  degli  emendamenti. Il Gruppo del Partito Democratico ha presentato
  più  di  1.100 emendamenti, continuiamo in questo momento  a  poter
  avere da Regolamento la disponibilità di parlare e sull'articolo  1
  è chiaro che dobbiamo parlare
   Abbiamo presentato diversi emendamenti che aumentano la spesa,  lo
  sa  bene  l'assessore  Dagnino perché in Commissione  Bilancio,  lo
  ricorderà,  non  li  vedo qua, c'è il presidente  Daidone,  noi  su
  questo  articolo abbiamo detto:  guardate che avete  un  attimo  di
  confusione ,  perché  sulla Protezione  civile  va  bene,  però  se
  ricordo,   Assessore,  arrivato  ad  un  certo  punto,   c'era   un
  emendamento che inquadrava una somma che andava sulla crisi idrica,
  poi  arrivato  ad un certo punto, intervenivano emendamenti  mentre
  c'era la Commissione Bilancio dove si volevano inserire emendamenti
  di  un milione, un milione e due, un milione e mezzo su quella  che
  era altra materia, cioè sugli incendi
   È  dall'anno scorso che vi chiediamo di intervenire su  un  dramma
  che  è  quello  degli incendi, lo abbiamo chiesto  perché  c'è  una
  relazione del Comando dei Vigili del Fuoco che è una relazione  che
  vede  ettari ed ettari bruciati di territorio siciliano. Lo abbiamo
  detto che voi in questi mesi avete soltanto nicchiato, intervenendo
  sulle emergenze e basta, senza alcuna programmazione e continuate a
  farlo   Con  qualcuno dei miei colleghi che ha parlato, proprio  su
  interventi  che  dall'anno  scorso vi chiediamo  di  affrontare  in
  diverse   province,  vedasi  la  provincia  di  Agrigento,  Ragusa,
  Trapani.  Sta accadendo di tutto, anno dopo anno c'è una sommatoria
  di interventi che viene cestinata
   Oggi,  abbiamo  una  norma  di  dieci  milioni  di  euro  dove  si
  interviene sulla Protezione civile, dove ovviamente in questa norma
  si  parla  di interventi sulla crisi idrica, ma bisogna  capire  se
  queste  somme siano bastevoli alla crisi idrica  Ma la cosa  ancora
  più  forte  è  che,  alla fine, tra gli emendamenti  aggiuntivi  in
  Commissione   Bilancio,  c'erano  delle  somme  da   destinare   ai
  territori, mancavano i nomi dei comuni ma, poi alla fine,  capivamo
  questa  cosa, s'interveniva; oggi scopriamo che rimane, insiste  un
  fondo  di  750 mila euro che il Governo ovviamente mette su  questa
  ipotesi di lavoro proprio sugli eventi calamitosi.
   Sto  completando.  È  chiaro, Presidente,  che  750  mila  euro  è
  veramente  una  norma slogan, è una narrazione  che  il  presidente
  Schifani  da tre settimane sta raccontando alla Sicilia, avendo  il
  problema   -   lui  politico  -  che  vuole  raccontare   che   c'è
  un'opposizione  cattiva,  che non fa  proseguire  i  lavori  e  che
  ovviamente questa opposizione cattiva è un'opposizione che  non  fa
  votare le norme che servono per la Sicilia
   Presidente Galvagno, così non è  Siamo al primo articolo e  ancora
  dobbiamo  vedere quello che accadrà stasera, domani  e  dopodomani,
  dato che noi ci siamo presi i tempi su questi quindici articoli  di
  potere dibattere e confrontarci. Grazie.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Naturalmente, abbiamo ascoltato
  moltissimi  interventi che più o meno si concentrano  sempre  sugli
  stessi temi.
   Volevo  solo  focalizzare un punto di fatto su alcune affermazioni
  che  sono state formulate. Qualcuno ha richiamato, in relazione  ai
  fabbisogni,  l'esigenza di chiarire le ragioni per  le  quali  sono
  stati stabiliti quei fabbisogni e ha fatto riferimento ad una  nota
  del   capo   della  Protezione  civile  che  avrebbe   identificato
  fabbisogni risalenti all'aprile del 2024.
   A  chiarimento, per la completezza dei lavori dell'Aula, spiego  e
  illustro  all'Aula  che  così non è.  Nella  nota  del  capo  della
  Protezione civile che è posta a fondamento dell'articolo 1 e quindi
  dei fabbisogni di 6 e 2 milioni, si fa riferimento ad una cabina di
  regia  istituita nell'aprile del 2024, ma durante  i  lavori  della
  Commissione  si è già chiarito, e lo dico quindi a beneficio  anche
  dell'Aula e di chi non era presente in Commissione, che la cabina è
  stata istituita ma, da allora, ha continuato ad operare e quindi  i
  fabbisogni   indicati   dal  capo  della  Protezione   civile   con
  riferimento  agli  esiti  dei lavori della  cabina  di  regia  sono
  aggiornati a settimane fa, quindi, a pochissimi giorni fa e  quindi
  non  vi  è assolutamente un'inadeguatezza della determinazione  dei
  fabbisogni ma vi è un riferimento ai lavori di una Commissione  che
  sta operando da aprile 2024 fino ad oggi.
   In  relazione  ai  750 mila euro, su cui si sono soffermati  molti
  interventi, desidero ricordare che il Governo regionale ha  già  di
  recente adottato diverse misure a favore degli incendi.
   Nei  lavori  della Commissione è emersa l'esigenza di  intervenire
  anche  con  riferimento  agli incendi verificatisi  nel  luglio  di
  questo  anno,  cioè  di  poche settimane fa, una  settimana,  dieci
  giorni  fa  addirittura e si è condivisa l'idea, è stata ampiamente
  condivisa,  in realtà, in Commissione, di iniziare con  un  segnale
  nelle  more che si quantificassero i danni derivanti dagli  incendi
  di  luglio  del  2025, cioè di pochi giorni fa.  Da  lì  l'idea  di
  introdurre una misura con un importo in questa fase limitato, salvo
  poi intervenire, come si è fatto e si sta facendo, si è fatto anche
  nel corso di quest'anno con riguardo ancora agli incendi del 2022.

   SPADA. Aspettiamo ancora su Siracusa

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Vi prego, abbiamo concluso con gli interventi.
   Si  passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Catanzaro  e
  altri. È mantenuto o è ritirato?
   Onorevole Catanzaro, è il soppressivo.

   CATANZARO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. Ritirato, grazie. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.10, a firma degli onorevoli  De  Luca
  Antonino ed altri. È mantenuto o è ritirato?

   DE  LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. Ritirato, grazie. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.35, a firma degli onorevoli Catanzaro
  ed altri, che è inammissibile perché non ha copertura.
   Si passa all'emendamento 1.65, a firma degli onorevoli Catanzaro e
  altri. È mantenuto o è ritirato?

   CATANZARO.  Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.65. Il parere della
  Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.65

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 1.65.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 65
   Votanti                  62
   Maggioranza              32
   Favorevoli               22
   Contrari                 40
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.62, a firma degli onorevoli
  Catanzaro ed altri, che è assorbito.
   Si  passa  all'emendamento 1.64, a firma degli onorevoli Catanzaro
  ed altri, che è assorbito.
   Si  passa  all'emendamento 1.63, a firma degli onorevoli Catanzaro
  ed altri. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.63.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

   CATANZARO.  Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.63

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 1.63.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 66
   Votanti                  65
   Maggioranza              33
   Favorevoli               22
   Contrari                 43
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.52, a firma degli onorevoli
  Di Paola ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DI  PAOLA.  È  mantenuto.  Chiedo che  la  votazione  avvenga  per
  scrutinio palese nominale.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   DE  LUCA  Cateno. Presidente, ho votato per ben  due  volte  e  il
  sistema  non registra il mio voto. Ho votato contrario in  entrambe
  le votazioni

   PRESIDENTE. L'onorevole De Luca Cateno ha appena annunciato che la
  sua  scheda non è stata registrata e ha votato contrario sia  nella
  prima votazione che nella seconda votazione. Grazie.

       (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.52

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 1.52.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 67
   Votanti                  66
   Maggioranza              34
   Favorevoli               22
   Contrari                 44
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.61, a firma degli onorevoli
  Catanzaro ed altri, che è dichiarato inammissibile.
   Si passa all'emendamento 1.8, a firma degli onorevoli Catanzaro ed
  altri, che è dichiarato inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 1.38, a firma degli onorevoli Venezia ed
  altri, che è dichiarato inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 1.36, a firma degli onorevoli Catanzaro
  ed  altri,  reca maggiori oneri. Manca la copertura,  è  dichiarato
  inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 1.31, a firma degli onorevoli Safina  ed
  altri, che è dichiarato inammissibile.
   Si passa all'emendamento 1.4, a firma degli onorevoli Catanzaro ed
  altri, che è dichiarato inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 1.60, a firma degli onorevoli Catanzaro
  ed altri, che è dichiarato inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 1.17, a firma degli onorevoli Catanzaro
  ed altri, che è dichiarato inammissibile.
   Si  passa  agli  emendamenti 1.57 e 1.73, a firma degli  onorevoli
  Catanzaro ed altri.
   Onorevole Catanzaro, li ritira? Così andiamo avanti.

   CATANZARO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.7, a firma degli onorevoli Catanzaro ed
  altri.
   Chiedo ai colleghi di tenere un silenzio tale da poter lavorare  e
  capire  effettivamente  cosa si sta mettendo  in  votazione  a  chi
  magari  sente  un  numero differente da quello che  effettivamente,
  invece, si sta mettendo in votazione.
   L'emendamento  1.7 aumenta di 3 milioni di euro  l'articolo  1  al
  comma 1.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   CATANZARO.  Presidente,  ora chiedo  il  voto  segreto  su  questo
  emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, andiamo avanti.
   A parte che comunque si deve riscrivere perché deve specificare se
  sono in parte corrente o in parte capitale, punto numero 1.
   In secondo luogo, la invito ad andare avanti...

   CATANZARO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.16, a firma degli onorevoli Catanzaro e
  altri. La invito al ritiro.

   CATANZARO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.58, a firma degli onorevoli Chinnici  e
  altri. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.74, a firma degli onorevoli Catanzaro e
  altri. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. È una cosa tecnica. Il Governo è sordo

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, illustro  le
  ragioni  della  contrarietà  del parere  del  Governo.  Poiché  gli
  interventi  si  basano su una richiesta che è stata  formulata  dal
  Capo  della  Protezione civile all'esito di  una  ricognizione  cui
  facevo  riferimento  poc'anzi, non riteniamo  opportuno  modificare
  l'equilibrio  formatosi sulla base della richiesta del  Capo  della
  Protezione civile. Grazie.

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Catanzaro, nessuno  sta  dicendo  niente.
  L'onorevole  Catanzaro ha chiesto il voto segreto  sull'emendamento
  1.74.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.74

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.74.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 67
   Votanti                  65
   Maggioranza              33
   Favorevoli               28
   Contrari                 37
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.37, a firma degli onorevoli
  Catanzaro ed altri, che è inammissibile.
   Si   passa   all'emendamento  1.5-1.6,  a  firma  degli  onorevoli
  Catanzaro e altri. È mantenuto o ritirato?
   Onorevole  Catanzaro, poi dice che gli altri sono  sordi,  neanche
  lei scherza  (sorride) Mi ha sentito, onorevole Catanzaro

   CATANZARO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 1.39, a firma degli onorevoli Venezia  e
  altri, che è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 1.19, a firma degli onorevoli Catanzaro e
  altri. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. È mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   CATANZARO.  Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.19

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 1.19.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 67
   Votanti                  61
   Maggioranza              31
   Favorevoli               23
   Contrari                 38
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.46, a firma degli onorevoli
  Venezia ed altri, che è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 1.47, a firma degli onorevoli Venezia ed
  altri. È mantenuto o ritirato? È assorbito, scusate.
   Si  passa  all'emendamento all'1.56-1.72, a firma degli  onorevoli
  Catanzaro ed altri, che è inammissibile.
   Si   passa  all'emendamento  all'1.15,  a  firma  degli  onorevoli
  Catanzaro ed altri, che è inammissibile.
   Si passa all'emendamento all'1.40, a firma degli onorevoli Venezia
  ed altri, che è inammissibile.
   Si   passa  all'emendamento  all'1.25,  a  firma  degli  onorevoli
  Giambona ed altri. È mantenuto o è ritirato?

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.   Grazie,  signor  Presidente.  L'emendamento   1.25   è
  mantenuto,  ma  ritorno  un  attimo all'emendamento  1.46.  Non  ho
  compreso  il motivo per il quale l'emendamento risulterebbe  essere
  inammissibile. Vorrei capirne il motivo.

   PRESIDENTE.  Perché  non  ha  contenuto  innovativo,  è  meramente
  formale.

   GIAMBONA. Non comprendo.

   PRESIDENTE. Questa è la motivazione.

   GIAMBONA. Signor Presidente, ogni modifica di finalità di norma  è
  sicuramente  innovativa  e  anche  formale.  Per  cui  insisto  per
  trattare l'emendamento 1.46. Se posso ritorno sull'emendamento1.46,
  poi sull'1.25, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Come sull'emendamento 1.46? Se vuole intervenire, deve
  intervenire sull'emendamento 1.25.

   GIAMBONA.  Va bene, signor Presidente. Nelle finalità che  prevede
  la  norma,  il primo comma dell'articolo, nello specificare  quelle
  che  sono le risorse da destinare a contributi per gli investimenti
  per  le  amministrazioni locali, questo nostro emendamento aggiunge
  gli oneri di progettazione.
   Dico  questo  perché,  molto  spesso, le  comunità  della  Regione
  siciliana  si trovano di fronte ad avere molte volte  le  forme  di
  finanziamento per potere intervenire per esempio per  la  messa  in
  sicurezza,  parlo  di costoni rocciosi, parlo di frane,  di  caduta
  massi, ma poi hanno notevoli difficoltà nel reperire le risorse per
  le spese di progettazione.
   Allora,  questo emendamento credo che sia un emendamento  di  buon
  senso  che  prevede  che  queste stesse  somme,  oltre  che  essere
  destinate  per  le  finalità già indicate nel  testo  che  è  stato
  esitato   dalla   Commissione  Bilancio,  ebbene,  noi   intendiamo
  estenderle anche alla possibilità di potere essere utilizzate  come
  spese di progettazione.  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.41, a firma degli onorevoli Venezia ed
  altri, che è inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 1.20, a firma degli onorevoli Catanzaro
  ed altri. Onorevole Catanzaro, lo mantiene o lo ritira?

   CATANZARO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   CATANZARO.  Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.20

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 1.20.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 67
   Votanti                  64
   Maggioranza              33
   Favorevoli               21
   Contrari                 43
   Astenuti                 0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  agli  emendamenti 1.21 e 1.22, a firma degli  onorevoli
  Catanzaro ed altri. Gli emendamenti sono assorbiti.
   Si  passa  all'emendamento 1.23, a firma degli onorevoli Catanzaro
  ed altri. È assorbito.
   Si  passa  agli emendamenti 1.28, 1.27 a firma degli onorevoli  De
  Luca A. ed altri e 1.34 a firma degli onorevoli Catanzaro ed altri.
  Gli  emendamenti  sono  inammissibili  per  mancanza  di  copertura
  finanziaria.

   DE LUCA Antonino. C'è la copertura

   PRESIDENTE.  L'emendamento 1.28 non ha copertura nel capitolo,  in
  questo momento è a zero.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Scusate, forse tecnicamente non ha capienza,  ma  è  il
  Fondo di riserva che non dovrebbe mai essere azzerato. Quindi,  non
  saprei...

   PRESIDENTE. Non è il Fondo di riserva.

   CRACOLICI. Il 215733 non è il Fondo di riserva?

   PRESIDENTE. No

   CRACOLICI. L'onorevole De Luca lo ha fatto, non io

   PRESIDENTE. Va bene. Si passa all'emendamento 1.50, a firma  degli
  onorevoli Catanzaro ed altri. È mantenuto o ritirato?

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA. Grazie, signor Presidente. Solo a chiarezza di quello che è
  stato detto.
   Siccome siamo nel Parlamento siciliano e dobbiamo dire le cose per
  come stanno e come sono andate soprattutto in Commissione Bilancio,
  cioè  l'Assessore ha dichiarato in quest'Aula, facendo intendere  a
  tutti  i colleghi deputati, che è stato istituito un fondo  di  750
  mila  euro  perché sono avvenuti gli incendi a luglio del  2025  e,
  quindi,  nell'attesa  di quantificare i danni,  dovevamo  stanziare
  questi 750 mila euro agli incendi avvenuti nel 2025.
   Ma,  allora, perché abbiamo scritto dal 2023 al 2025?  Lo  abbiamo
  scritto perché non è così
   Noi  abbiamo  fatto e abbiamo istituito un fondo  per  dare  delle
  risorse  a  tutti  i comuni che dal 2023 al 2025 hanno  subito  dei
  danni.
   Assessore Dagnino, assessore Dagnino, non rida  Non c'è  nulla  da
  ridere, Assessore  Deve mettere i soldi, non deve ridere, non  deve
  ridere

   LANTIERI. Non gridare

   SPADA.  No, io grido, io grido in Parlamento, perché fuori c'è  il
  Popolo  siciliano che grida più di me  Quindi, io grido non  perché
  voglio  far  valere le mie prerogative personali, sto chiedendo  al
  Governo  di  dire all'Aula come stanno le cose: hanno istituito  un
  fondo per gli eventi calamitosi dal 2023 al 2025 con 750 mila euro
   Non  c'entrano nulla gli incendi del 2025 perché, nel  momento  in
  cui  approveremo  questa norma, attingeranno da  queste  risorse  i
  comuni  che hanno subito i danni nel 2023, perché quelli  del  2025
  devono essere ancora quantificati, quindi non c'è questa cosa.
   Assessore, la invito nuovamente ad aumentare la quota destinata ai
  cittadini   che  hanno  subito  dei  danni  causati  dagli   eventi
  calamitosi tra cui anche gli incendi. Faccia questo atto  di  bontà
  nei confronti del Popolo siciliano, nei confronti di tutti coloro i
  quali  aspettano  da  diversi anni. State facendo  una  manovra  da
  quattrocento  milioni di euro per destinare 750  mila  euro  a  dei
  danni  che  superano  i  venti milioni   Assessore,  si  assuma  la
  responsabilità di questo atto, è un atto di dignità

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
   Siamo all'emendamento 1.50. Mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ho presentato un subemendamento.

   PRESIDENTE.  È  inammissibile  l'emendamento  che  ha  presentato,
  onorevole De Luca.

   DE  LUCA Antonino. Perché dà la copertura esattamente sul capitolo
  che abbiamo detto.

   PRESIDENTE.  È  stato già dichiarato inammissibile,  onorevole  De
  Luca.

   DE  LUCA  Antonino. Bene, allora quel subemendamento, lo trasformo
  nel subemendamento dell'1.37, che è di contenuto identico, ma porta
  la cifra da due milioni a tre milioni.

   PRESIDENTE. Dell'1.37? E dov'è l'1.37?

   DE LUCA Antonino. Quello dopo.

   PRESIDENTE.  Quello  dopo  è  l'1.68.  Onorevole  De  Luca,  siamo
  all'1.50, se vuole può farlo per quelli successivi.

   DE  LUCA  Antonino.  No,  signor Presidente,  scusi,  lei  ora  ha
  chiamato l'emendamento 1.28.

   PRESIDENTE. No, siamo all'1.50 presentato dall'onorevole Catanzaro
  e altri.

   DE  LUCA  Antonino. No, signor Presidente, lei allora ha  saltato;
  noi  eravamo all'1.28, io ho presentato un subemendamento, dopo  di
  che  lei  mi sta dicendo che lo dichiara inammissibile. Io le  dico
  che quel subemendamento lo deve considerare ripresentato sull'1.27.

   PRESIDENTE.   L'1.28,   1.27,   l'1.34   sono   stati   dichiarati
  inammissibili,  quindi  anche tutti i  subemendamenti  che  lei  ha
  presentato,  sono chiaramente, dopo la dichiarazione  e chiaramente
  non possono essere presentati.
   Ora  siamo  all'1.50. Se lei volesse fare dei subemendamenti  agli
  emendamenti che sono ancora presenti e che non sono stati né votati
  né   dichiarati  inammissibili,  può  farlo.  Ora  siamo  all'1.50,
  dell'onorevole Catanzaro, che è mantenuto. Benissimo.
   Il voto palese ancora non lo ha chiesto nemmeno la Commissione.
   Chiedo  il  parere della Commissione. È contrario. Il  parere  del
  Governo? Contrario.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE... più interventi accorati dell'onorevole Spada. Certo non
  porta  avanti  un'istanza di tipo personale, né  di  un  gruppo  di
  amici.  Sta  mettendo  al centro un tema, lo voglio  ricordare  qui
  all'Assemblea,  che  noi  abbiamo  trattato  già  lo  scorso  anno.
  Ricordiamo  quando c'erano le foto su  L'Espresso  dei  Vigili  del
  fuoco  buttati a terra, a Siracusa, sfiniti? Ricordiamo  le  parole
  che  tutti  noi abbiamo usato nei riguardi di quelli che  si  erano
  dati  disponibili come Protezione civile? Quella volta,  si  disse,
  bisognava dare una risposta a loro, bisognava dare una risposta  ai
  forestali  e  fu fatto un emendamento importante, di  aumentare  le
  giornate  lavorative; non si capisce perché non lo  si  debba  fare
  ora,  ma  si  disse pure di un ristoro ai privati che  hanno  avuto
  bruciata la loro casa, la loro casa  Non è una stupidaggine, non  è
  il  giardino che ha avuto quattro alberi che sono andati in malora,
  stiamo  parlando della civile abitazione. Sono cittadini che  hanno
  bisogno di tornare nelle loro case
   Allora io faccio un invito al Governo, al Presidente: si accantoni
  questo emendamento e il Governo lo rivisiti, anche perché, mi  pare
  che  De  Luca abbia accentuato questo tema, ha detto: "noi  abbiamo
  fatto  sempre le variazioni in bilancio per cercare di mettere,  di
  coprire i buchi".
   Questa  volta c'è un'abbondanza di risorse e in questa  abbondanza
  di  risorse non si trovano alcuni milioni di euro da dare  a  delle
  persone che hanno perso la propria casa?
   Allora   l'invito  che  faccio  al  Presidente   è   di   chiedere
  l'accantonamento dell'emendamento.

   PRESIDENTE.  L'1.50 però non parla di questo. La proposta  che  ha
  fatto  l'onorevole  Burtone  rimane  per  il  resto  dell'articolo,
  intanto siamo all'1.50.

   GILISTRO.  Dico,  dopo  che abbiamo detto, perché  parliamo  dello
  stesso  territorio che ha subito questa angheria  perché,  non  per
  colpa  loro,  ma  per  colpa, non sappiamo di  chi  non  ha  potuto
  ricevere  ristori,  la  domanda è perché no?  Ci  dica  l'Assessore
  perché  non può ristorare queste persone, lo chiediamo da un  anno,
  ci deve dire il perché non lo può fare, assessore  Il perché glielo
  chiediamo da due anni. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Gilistro. Sull'emendamento 1.50 c'è
  la richiesta di voto palese. Vediamo se la richiesta è appoggiata o
  meno.
   La richiesta è appoggiata.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, solo per rispondere  alla  domanda
  fatta  dall'onorevole Gilistro. Il perché no è perché questa  norma
  che  è  stata inserita è una norma parlamentare, questo  comma  che
  mette  750 mila euro a chi ha avuto danni dagli incendi è una norma
  parlamentare costruita in Commissione Bilancio.
   Il  perché no, colleghi, è perché siccome è una norma parlamentare
  c'è una chiusura netta e poi quando il presidente Schifani dice "Ma
  state facendo ostruzionismo", l'ostruzionismo è dettato da un  muro
  da  parte del suo assessore, da parte del Governo a qualunque  tipo
  di norma migliorativa riguardo al testo.
   Quindi,  il perché no è perché è una norma parlamentare, quindi  i
  sì  saranno  solo  sulle norme governative   Ne  prendiamo  atto  e
  andremo avanti. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.50

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 1.50.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Ricordo  che  c'è  il  parere contrario della  Commissione  e  del
  Governo.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                         Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 67
   Votanti                  63
   Maggioranza              32
   Favorevoli               21
   Contrari                 42
   Astenuti                   0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.68 è assorbito.
   L'emendamento 1.49 è assorbito.
   L'emendamento 1.67 è assorbito.
   L'emendamento 1.66 è assorbito. L'emendamento 1.42 è una  modifica
  meramente formale, è inammissibile.
   L'emendamento  1.53,  a  firma dell'onorevole  Ciminnisi,  si  può
  votare qualora lo volesse mantenere.
   Onorevole, vuole mantenerlo?

   CIMINNISI. Sì, signor Presidente, lo manteniamo perché la ratio  è
  sempre  quella  che  hanno  già esposto i  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto;  c'è una volontà mi pare condivisa non solo  dal  PD  ma
  anche da parte nostra.
   Colgo  l'occasione, visto che siete tutti quasi al  completo,  per
  porre all'attenzione del Governo il fatto che due Riserve naturali,
  cioè  la  Riserva dello Zingaro e la Riserva di Monte  Cofano  sono
  andate  interamente  bruciate la scorsa settimana,  quindi,  quando
  quantificheremo i danni, sicuramente 750 mila euro non  basteranno,
  sarà  necessario implementare questa somma, quindi sarà  necessario
  poi  -  probabilmente  anche nella prossima legge  di  stabilità  -
  prevedere  un rifinanziamento di questa spesa che stiamo prevedendo
  oggi.
   Al momento, io propongo all'Aula e al Governo di inserire comunque
  gli incendi, con l'impegno -quando ci sarà la quantificazione anche
  degli  incendi più recenti - di rimpinguare le risorse anche  nella
  prossima  legge di stabilità. Al momento nella variazione  iniziamo
  con  questi  e  inseriamo  gli incendi e  poi  eventualmente  nella
  prossima legge di stabilità ci mettiamo il resto. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 1.9, che è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 1.33, che è ritirato.
   Si passa all'emendamento 1.18. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. L' Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.54, che è ritirato.
   Si passa all'emendamento 1.11, che è ritirato.
   Si passa all'emendamento 1.45, che è ritirato.
   Si passa all'emendamento l'1.44. Onorevole Catanzaro, è ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.43. È ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.26, a firma dell'onorevole Catanzaro. È
  mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. È mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga con voto palese.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 1.26.

   SUNSERI. Ma il Governo ha espresso parere contrario?

   PRESIDENTE. Contrario

   SUNSERI.  Ma  la  ragione si può sapere? Io  neanche  avevo  letto
  l'emendamento...

   (Interventi fuori microfono degli onorevoli Sunseri e Catanzaro)

   PRESIDENTE.  Siamo  in  fase  di  votazione,  siamo  in  fase   di
  votazione.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Sunseri)

   PRESIDENTE. Un minuto? È un'ora che parla.

   CATANZARO.  A  qualsiasi  proposta che arrivi  dal  Parlamento,  e
  quindi  dai  deputati, il Governo dice di no, perché  oggi  si  sta
  concretizzando in questi minuti e in queste ore che c'è soltanto il
  Parlamento  che è stato esautorato dal Governo rispetto  alle  cose
  che noi dobbiamo votare. Questo è quello che sta succedendo, quello
  che   sta   succedendo  è  questo   Qualsiasi  proposta,  qualsiasi
  proposta,  tecnica, senza somme, qualsiasi proposta viene  bocciata
  dal  Governo  Questo è quello di cui deve prendere atto  il  Popolo
  siciliano.

   PRESIDENTE. Siamo all'1.26.

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.26

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento  1.26,  il  con  parere  contrario  di  Governo  e
  Commissione.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 67
   Votanti                  63
   Maggioranza              32
   Favorevoli               22
   Contrari                 41
   Astenuti                   0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.14 è ritirato.
   L'emendamento 1.55 è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 1.29, a firma dell'onorevole Schillaci.
  Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci per illustrarlo.

   SCHILLACI.  Grazie, signor Presidente. È venuta  da  più  voci  di
  questo  Parlamento l'esigenza di trasparenza sulle  misure  che  la
  Protezione civile, annualmente, fa sul territorio regionale, quindi
  credo che sia una norma di buon senso, pertanto chiediamo che venga
  assolutamente approvata.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.29.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Gli  emendamenti 1.3, 1.12 e 1.48 sono inammissibili, pertanto gli
  emendamenti sono finiti.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   CATANZARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Dichiarazione di voto? Dopo che è stato  votato?  Che
  dichiarazione  di  voto è? Ma l'abbiamo votato,  si  è  votato  per
  alzata e seduta, tipo bradipo.
   Ascolti,  adesso noi, assessore Dagnino  sono le 20:14, c'è  stata
  una  richiesta da parte del Governo di convocare una Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari; quindi, adesso, noi sospendiamo
  l'Aula,  rimandando già, sin d'ora, l'Aula alla seduta  di  domani,
  alle  ore 10:30, con anche il Rendiconto dell'Assemblea, così  come
  concordato   durante  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari di stamattina.
   Chiedo   ai   Presidenti   dei  Gruppi  parlamentari,   tanto   di
  maggioranza, quanto di opposizione, di venire in Sala Lettura.
   La seduta è rinviata a domani.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.15 di martedì 5 agosto 2025,
         è ripresa alle ore 10.46 di mercoledì 6 agosto 2025)

   La seduta è ripresa.

   l'anno 2024 Doc. numero 170

     «Rendiconto della gestione dell'Assemblea regionale siciliana
            esercizio finanziario 2024» (Doc. numero 170).

   PRESIDENTE.  Colleghi, così come abbiamo stabilito ieri,  passiamo
  adesso  all'esame  del  Rendiconto  della  gestione  dell'Assemblea
  regionale siciliana, esercizio finanziario 2024.

    Preliminarmente comunico che, al fine di dar corso alla redazione
  del  presente documento finanziario, come previsto dalla  normativa
  vigente,  nella  seduta  n.  20,  il  Consiglio  di  Presidenza  ha
  approvato il riaccertamento ordinario dei residui per l'anno 2024.
   Ha  facoltà  di parlare il deputato Questore, onorevole  Lombardo,
  per svolgere la relazione.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Grazie, Presidente,  i  documenti  del
  sistema   di   bilancio   relativi  al  rendiconto   e   sottoposti
  all'approvazione  dell'organo deliberante, sono stati  predisposti,
  attenendosi  alle  regole  stabilite dal complesso  articolato  dei
  principi  contabili  generali, introdotti con  le  disposizioni  in
  materia  di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi  di
  bilancio,  decreto  legislativo 118/2011 e  successive  deroghe  ai
  principi, o ai modelli contabili di riferimento previsti a  regime,
  rispetto  di  quanto  previsto  dalle  disposizioni  integrative  e
  correttive al decreto legislativo del 23 giugno 2011, numero 118  e
  per  quanto di interesse, della presente relazione, alle regole  di
  revisione di cui al decreto legislativo numero 39/2010. Mi  rimetto
  al testo.

   PRESIDENTE.  Per il resto ci si rimette al testo, grazie.
   Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame del Documento contabile numero 170.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'Entrata.

   Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese correnti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà  lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
  capitale.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà  lettura del Fondo pluriennale vincolato per incremento  di
  attività finanziarie. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura dell'Utilizzo avanzo di Amministrazione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Fondo di Cassa al 1  gennaio dell'esercizio.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Titolo 2 -  Trasferimenti correnti .

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 101  Trasferimenti  correnti  da
  Amministrazioni pubbliche .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 103  Trasferimenti  correnti  da
  Imprese .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
         (Il Titolo 2 -  Trasferimenti correnti  è approvato)

   Si passa al Titolo 3 -  Entrate extra tributarie .

   Si dà lettura della Tipologia 300  Interessi attivi .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 500  Rimborsi  e  altre  entrate
  correnti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
         (Il Titolo 3 -  Entrate extratributarie  è approvato)

   Si passa al Titolo 4 -  Entrate in conto capitale .

   Si dà lettura della Tipologia 200  Contributi agli investimenti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
        (Il Titolo 4 -  Entrate in conto capitale  è approvato)

   Si  passa  al  Titolo 9 -  Entrate per conto terzi  e  partite  di
  giro .

   Si dà lettura della Tipologia 100  Entrate per partite di giro .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si dà lettura della Tipologia 200  Entrate per conto terzi .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)
     (Il Titolo 9 -  Entrate per conto terzi e partite di giro  è
                              approvato)

   Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.

   Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione .
   Si dà lettura del Programma 1  Organi istituzionali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 2  Segreteria generale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà  lettura del Programma 3  Gestione economica,  finanziaria,
  programmazione, provveditorato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà  lettura  del Programma 5  Gestione dei  beni  demaniali  e
  patrimoniali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 8  Statistica e sistemi informativi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 10  Risorse umane .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 11  Altri servizi generali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)
    (La Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione
                             h approvata)

   Si passa alla Missione 20 -  Fondi e accantonamenti .

   Si dà lettura del Programma 1  Fondo di riserva .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   dà   lettura  del  Programma  2   Fondo  crediti  di   dubbia
  esigibilità .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 3  Altri fondi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)
        (La Missione 20 -  Fondi e accantonamenti  è approvata)

   Si passa alla Missione 99 -  Servizi per conto terzi .

   Si  dà  lettura del Programma 1  Servizi per conto terzi e partite
  di giro .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
       (La Missione 99 -  Servizi per conto terzi  è approvata)

   PRESIDENTE. Si passa ai Riepiloghi.

   Si dà lettura del Riepilogo generale delle Entrate per Titoli, del
  Riepilogo  generale  delle  Spese  per  Missioni  e  del  Riepilogo
  generale  delle Spese per Titoli, del Quadro generale  riassuntivo,
  degli  Equilibri  di  Bilancio, del Conto  Economico,  dello  Stato
  Patrimoniale, del Fondo di Previdenza per il Personale,  del  Fondo
  di Solidarietà Deputati e degli Allegati A, A1, A2, A3, B, C, D, E,
  F,  G,  H  e  i  Rendiconti dei Gruppi parlamentari,  nonché  degli
  allegati   rendiconti  della  Cassa  di  Quiescenza  dei   Deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di Quiescenza  del
  personale  dell'Assemblea regionale siciliana, ponendo in votazione
  l'intero  Documento  numero  170 con le variazioni  conseguenti  al
  riaccertamento  ordinario dei residui per  l'anno  2024,  premesse,
  annessi ed allegati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Colleghi,  in  funzione  di quello che  è  stato  stabilito  ieri,
  abbiamo concluso e approvato il Rendiconto dell'Assemblea regionale
  siciliana.
   In  funzione  delle commemorazioni che si terranno oggi  alle  ore
  11.30,  per Ninni Cassarà, ritengo che una sospensione di  mezz'ora
  sia  assolutamente doverosa per dare la possibilità di  partecipare
  al  Vicepresidente, e poi riprendere a partire dalle ore 11.45,  in
  Assemblea.

   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.56, è ripresa alle ore 12.14)


        Riprende l'esame del disegno di legge n. 976 Stralcio/A

   PRESIDENTE. Colleghi, la seduta riprende.
   Siamo all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                         Fondo per l'editoria

   1. È costituita, nell'ambito del Fondo Sicilia di cui all'articolo
  2  della  legge  regionale  22 febbraio 2019,  n.  1  e  successive
  modificazioni, una sezione specializzata destinata a interventi  in
  favore  delle  imprese  operanti  nel  settore  dell'editoria,  sia
  cartacea   che   digitale,   delle  emittenti   televisive,   anche
  comunitarie, e delle agenzie di stampa che producano un  notiziario
  regionale sulla Sicilia da almeno tre anni e che abbiano almeno due
  giornalisti  contrattualizzati  nella  Regione  e  la  cui  testata
  giornalistica  sia regolarmente registrata presso il  Tribunale  di
  competenza.

   2.  Le  disposizioni  di  cui al presente articolo  si  applicano,
  altresì, alle imprese editoriali operanti in Sicilia da almeno  tre
  anni  con  produzione  libraria sulla cultura siciliana  di  almeno
  dieci  titoli con codice ISBN nel biennio e che abbiano  almeno  un
  dipendente attivo sul territorio della Regione.

   3.  Gli  interventi di cui al presente articolo possono consistere
  nella  concessione di finanziamenti agevolati e contributi a  fondo
  perduto   per  investimenti  ovvero  per  fabbisogno  di   capitale
  circolante.

   4.   Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  l'economia,  da
  adottarsi previo parere della Commissione  Bilancio' dell'Assemblea
  regionale   siciliana,  sono  individuate  le   specifiche   misure
  attuative per l'utilizzo del plafond di cui al presente articolo.

   5.  Gli  interventi di cui al presente articolo sono concessi  nel
  rispetto del regolamento generale di esenzione per categoria  (GBER
  - Reg. UE n. 651/2014) come modificato da ultimo con il regolamento
  (UE)  2023/1315  della Commissione del 23 giugno 2023  o,  in  ogni
  caso,  della normativa dell'Unione europea in materia di aiuti   de
  minimis  ai sensi del regolamento (UE) n. 2023/2831.

   6.  Il  Dipartimento  regionale delle  finanze  e  del  credito  è
  autorizzato a erogare a IRFIS-FinSicilia S.p.A., per ciascuno degli
  esercizi  finanziari  del triennio 2025-2027,  la  somma  di  3.000
  migliaia  di euro per le finalità di cui al comma 1 e la  somma  di
  1.000  migliaia di euro per le finalità di cui al comma 2 (Missione
  14, Programma 1).»

   Sono  iscritti a parlare l'onorevole Cracolici e, a seguire, tutti
  i colleghi del Partito Democratico.
   Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Presidente,  magari facciamo  rasserenare  un  po'  il
  rientro...

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, chiedo che vengano iscritti a
  parlare  tutti  i  colleghi componenti del Gruppo parlamentare  del
  Movimento 5 Stelle.

   PRESIDENTE. Sì. Iscritti.

   CRACOLICI. Presidente, l'articolo 2 fa parte di una serie di norme
  che  sono contenute in questa variazione di bilancio, che  come  ho
  detto ieri, chiamo per comodità variazione di bilancio, però vorrei
  che ci fosse una sola riunione, io mi fermo per consentire di farne
  altre...

   PRESIDENTE. Prego, onorevole.

   CRACOLICI. ...che avrebbe avuto un senso nella misura  in  cui  si
  fosse fatta una variazione organica, affrontando temi che non erano
  stati previsti nella legge finanziaria, che non sono stati previsti
  nella  variazione  di  bilancio di giugno e  che  il  Governo,  nel
  predisporla, ha presentato con un articolato di circa 35 articoli.
   Poi,  in ragione del fatto che il Governo ha deciso di ridurre  il
  testo  a  pochi articoli, questi pochi articoli sono  sempre  stati
  pochi  come  affermazione di principio, salvo  poi  sorteggiare  le
  norme  che rimanevano e le norme che sono state escluse. Perché  in
  alcuni  casi  è proprio un sorteggio, nel senso che,  il  caso  del
  fondo  per  l'editoria - attenzione che in sé può essere anche  uno
  strumento utile per sostenere gli editori siciliani -  tra  l'altro
  in  Commissione abbiamo elaborato anche una estensione alle imprese
  editoriali che producono libri, quindi agli editori librari che non
  era  prevista  nella  stessa norma che era  stata  predisposta  dal
  Governo, però il punto essenziale è che, siccome questo è un  fondo
  che  verrà gestito attraverso il Fondo Sicilia dall'IRFIS, che come
  è  noto il trasferimento all'IRFIS, nel momento in cui una norma ne
  dispone, ne autorizza il trasferimento in questi casi per  tre  più
  uno,  non  ha  il problema che spesso si adduce come argomento  che
  rischiamo  di non spendere i soldi. Proprio il caso in questione  è
  un  caso scuola ; cioè, nel momento in cui si trasferisce all'IRFIS
  non  c'è alcun obbligo di spendere entro il 31 dicembre, perché  la
  Regione  rendiconta la propria spesa, poi l'IRFIS, con  le  proprie
  procedure,  facendo l'avviso e, quindi, gestendo  le  procedure  di
  evidenza pubblica, ne attua quello che dispone della legge.
   Quindi,  questa  è  una  norma che non  aveva  ragione  alcuna  di
  urgenza,  non c'è nessuna ragione di urgenza. Per cui,  il  Governo
  aveva  appunto  detto che si limitava a proporre quelle  norme  che
  avessero  un carattere di urgenza, questa non ce l'ha proprio,  per
  quello  che  ho  detto  prima, perché il fondo  Sicilia  è  gestito
  dall'IRFIS.   Tant'è  che  nella  proposta  che   è   arrivata   in
  Commissione,   che  il  Presidente  della  Commissione   ha   letto
  all'inizio della seduta della Commissione stessa, stabilendo  quali
  fossero  gli articoli che rimanevano in vita rispetto alla  vecchia
  proposta, il Presidente della Commissione non aveva letto, tra  gli
  articoli che rimanevano nel testo della legge di variazione per  la
  Commissione,  il  fondo per l'editoria. Lo stesso Presidente  della
  Commissione,   successivamente,  ammettendo  una  sua  défaillance,
  chiedeva alla Commissione di superare questo errore proprio  perché
  l'ha   considerato  una  défaillance.  In  realtà   non   era   una
  défaillance, per la semplice ragione che non è una norma che doveva
  o  poteva avere un carattere di urgenza tale da giustificare questa
  anticipata  modalità di trattazione, essendo lo  stesso  Presidente
  della  Commissione che ha stabilito che dal 9 settembre  la  stessa
  Commissione  tornerà ad esaminare sia le norme  cosiddette  escluse
  dal  testo  iniziale,  sia  gli  eventuali  emendamenti  aggiuntivi
  presentati dalle Commissioni e dai colleghi.
   Allora,  questa  ragione  ci  porta  a  dire  che  proprio  questa
  approssimazione con la quale ha operato il Governo,  stabilendo  in
  ragione  di  che cosa? Che ci sono amici più amici  di  altri,  che
  hanno una priorità? In questi casi, ci si vuole fare amici il mondo
  dell'editoria siciliana? È una ragione che giustifica? Se si dà una
  regola  in cui si dice: "facciamo ciò che è urgente e poi  ciò  che
  non  è  urgente", non tutto viene considerato alla stessa  stregua,
  per  cui ci sono gli amici che diventano urgenti, quelli meno amici
  che possono essere rinviati.
   Questo è il criterio per cui questa norma è stata qui proposta  in
  questa  variazione. Ed è la ragione per la quale io, personalmente,
  mi  oppongo a questo metodo, questo metodo discrezionale e  amicale
  con cui il Governo gestisce alcuni temi complessi.
   Ad esempio, come il tema dell'editoria dove, voglio essere chiaro,
  il Partito Democratico non è contrario a forme di sostegno al mondo
  sia  dell'editoria di carta stampata digitale che opera nel sistema
  web,  sia  dell'editoria libraria, che è uno dei mondi  con  grande
  sofferenza  nella  nostra  Terra.  Ma  come  avevamo  convenuto  di
  trattare,  di esaminare questi testi, nella variazione  complessiva
  che dal 9 settembre tornerà in Commissione Bilancio.
   Pertanto, io sosterrò tutti gli emendamenti che sopprimono  questo
  articolo   per   consentire  una  trattazione   appropriata   della
  variazione di bilancio che dovrà esaminare il Parlamento a  partire
  dal 9 settembre.
   Penso che non ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire, perché
  il  Governo avrebbe potuto, autonomamente, facilitare questa nostra
  discussione,  eliminando  quegli  articoli  che  non  hanno  e  non
  rivestono  né un carattere di urgenza, né c'è il pericolo  che  non
  vengano utilizzate le risorse, perché, come ho spiegato prima -  ho
  finito -  questi fondi andrebbero all'IRFIS per il Fondo Sicilia  e
  quindi  non  sono a rischio di disimpegno entro il 31 dicembre  del
  2025.  Ma  è una forzatura che ci conferma che dietro la scelta  di
  alcuni  articoli, rispetto ad altri articoli che  sono  rimasti  in
  questa   legge   di  bilancio,  c'è  stata  una  valutazione   più,
  probabilmente  -  ripeto  -  di ordine  amicale,  probabilmente  di
  consenso  politico,  ma  non  potete  chiedere  all'opposizione  di
  condividere  il  tentativo di consenso politico che questo  Governo
  sta  cercando di fare con questa manovra; ecco perché  chiederò  di
  votare contrari a questa norma, accettando l'emendamento abrogativo
  dell'intero articolo. Grazie.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA. Le chiedo di parlare sull'ordine dei lavori, Presidente.
   Io  vedo  che c'è un'Aula notevolmente distratta, ci sono  diverse
  interlocuzioni  che  vedono impegnati, tra l'altro,  esponenti  del
  Governo  e  il  Presidente della Regione. Io  credo  che  non  sia,
  quantomeno -  mi permetta di dire - la modalità esatta per porre in
  evidenza  quelle che sono le questioni sulla natura emendativa  che
  noi andremo a proporre su questo articolato.
   La  invito,  Presidente, a valutare se ci sono le  condizioni  per
  andare avanti. Io credo che non diamo un bel segnale, non diamo  un
  bel segnale.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole. Chiedo ai  colleghi  di  prendere
  posto.
   Onorevole Pace, per favore. Per cercare di poter condurre i lavori
  d'Aula, come giusto che sia, le chiedo di prendere posto.
   È iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà


           Seguito della discussione del disegno di legge n. 976
                              Stralcio/A
   «Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
                                 2025
     e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie»

   Prego, onorevole Giambona, mi perdoni.

   GIAMBONA.  Presidente,  io vedo che continua  ad  esserci  un'Aula
  distratta,  a  me  dispiace doverlo evidenziare  perché,  poc'anzi,
  l'onorevole  Cracolici ha fatto un intervento  che,  purtroppo,  ho
  visto,  ho  notato,  non  è stato seguito,  Presidente.  Io  chiedo
  l'attenzione  dell'Aula, chiedo l'attenzione del  Presidente  della
  Regione,  io sto attendendo che ci siano le condizioni  per  potere
  intervenire Presidente, non si può.

   PRESIDENTE.  Colleghi, per favore, vi chiedo  di  prendere  posto,
  onorevole Pace, Abbate, colleghi, Assessore Dagnino, grazie.
   Prego, onorevole Giambona.
   Se   mi   ascolta  pure  l'onorevole  Micciché,  che  vedo  essere
  affaccendato in altre faccende.

   PRESIDENTE.  Intanto, si rivolga a me, continui il suo intervento,
  onorevole Giambona.

   GIAMBONA. La ringrazio Presidente, però c'è modo e modo.  Comincio
  il mio intervento, Presidente.

   PRESIDENTE. Prego.

   GIAMBONA. Grazie, intanto, di avermi concesso la parola  e  grazie
  ai  colleghi  che stanno ascoltando quelli che sono gli  interventi
  che   riguardano  questo  articolo,  che  per  noi  è  un  articolo
  importante,   perché   segna  quella  che  è   una   attenzione   o
  disattenzione,  da parte del Governo, ad alcune tematiche  che  noi
  abbiamo rappresentato.
   Io,   giusto  ieri,  ho  parlato  di  norme  che  dovrebbero  fare
  programmazione per il Governo regionale e norme che, invece,  fanno
  spot  o  norme  che  aiutano  a  fare  spot,  diciamo,  che  questa
  probabilmente  fa  spot  e  aiuta a  fare  propaganda.  Durante  la
  Commissione  Bilancio, abbiamo posto tutta una serie di chiarimenti
  e approfondimenti all'assessore Dagnino su questa norma, anche alla
  luce  di  quello che è proprio un decreto, assessore  Dagnino,  che
  proprio  lei  ha  emanato il 14 di maggio 2025  e  questo  decreto,
  fondamentalmente, dava seguito a quelle che erano  le  disposizioni
  di una norma emanata durante il periodo COVID.
   Nello  specifico, stiamo parlando della legge regionale n.  9  del
  2020,   articolo  10,  comma  1,  nella  quale,  naturalmente,   si
  prevedevano  ristori  per  le aziende,  appunto,  che  erano  state
  danneggiate  durante il periodo pandemico. Ebbene, il decreto  che,
  per l'appunto, l'Assessore Dagnino ha predisposto, è un decreto ben
  articolato,   nel  quale  si  individuano  quelle   che   sono   le
  ripartizioni  delle  risorse, quelli che sono i  requisiti,  nonché
  anche le preferenze.
   Ebbene, quello che appare strano, Presidente e colleghi, in questo
  articolato,  è  che  di  queste - ecco -  preferenze,  requisiti  e
  ripartizioni  -  in questa norma, non se ne vede traccia,  quasi  a
  volere   mantenere,  diciamo,  un  ambito  quanto  più  non  meglio
  specificato rispetto a quelli che potrebbero e dovrebbero essere  i
  beneficiari di questa misura.
   Ora,  il  Partito  Democratico, non può che  essere  favorevole  a
  misure  di sostegno nei confronti dell'editoria cartacea, digitale,
  nei confronti, naturalmente, dei produttori librai e, naturalmente,
  noi abbiamo anche previsto un emendamento in Commissione Bilancio.
   Tra  l'altro  il  Governo, inizialmente, aveva  di  fatto  escluso
  questa  importante porzione di editori nella Regione siciliana,  ma
  ci torneremo poi con gli emendamenti, a me quello che corre obbligo
  evidenziare   è   il   fatto  che  non  ci  sia  stata   attenzione
  nell'articolato, nel porre in evidenza come i contributi che devono
  essere  elargiti, devono garantire il miglioramento  del  servizio,
  degli  editori, anche attraverso una maggiore professionalizzazione
  e professionalità.
   In questo caso, noi riteniamo che il vantaggio economico non debba
  essere  solamente  per  gli  editori,  ma  per  tutti  coloro   che
  collaborano,  appunto,  con le case editrici,  e  mi  riferisco  ai
  lavoratori per i quali abbiamo chiesto, e ottenuto, che si  facesse
  specifico    riferimento   al   fatto   che   siano   adeguatamente
  contrattualizzati. E, aggiungo io, con un mio emendamento,  con  un
  contratto, con l'applicazione del contratto collettivo nazionale di
  categoria.
   Ma poi, entreremo nel merito e ci spiegherà l'assessore Dagnino ma
  anche  il  Presidente della Regione, che cosa significa  notiziario
  regionale... Notiziario regionale che deve avere sede  in  Sicilia,
  sede  operante  in Sicilia, quali sono le copie della  modalità  di
  diffusione cartacea, oppure se il giornalino fatto dalla parrocchia
  sotto casa - che pur potrebbe trattare dei temi di natura regionale
  - potrebbe rientrare nei requisiti di questa agevolazione...E bene,
  nulla di tutto questo
   Una norma che, a nostro parere, non ha nulla di urgente, del resto
  c'era  stata  presentata - con appunto - un'esigenza di  affrontare
  tutta una serie di questioni, impellenti, che riguardano la Regione
  siciliana - qualcuno, prima di me, lo ha detto il trasferimento  al
  Fondo Sicilia, fa sì che di urgente non c'è proprio nulla
   Ma  poi c'è un'altra cosa e chiudo: io non riesco a capire - e  mi
  riferisco,  naturalmente, all'assessore  Dagnino  -  Assessore,  la
  norma  e  il  decreto che lei ha emanato su quella che riguarda  la
  legge  9  del 2020 parla di sostegno per l'editoria e le  emittenti
  radiotelevisive.  Vedo  qui  la norma  e  invece  qui  parliamo  di
  emittenti  televisive. Ma cosa abbiamo fatto, ci siamo  dimenticati
  le  radio? Assessore Dagnino... le radio le abbiamo dimenticate? Le
  radio  ce  le siamo dimenticate? Fino a ieri l'altro, ha  fatto  un
  decreto nel quale parlava di emittenti radiotelevisive.
   Io  credo  che  le  radio  -  come le  televisioni,  come  chi  fa
  informazione  online - abbiano gli stessi diritti, invece  voi  con
  questa   norma   avete  inteso,  ecco,  emarginare  una   categoria
  importante  che  fa  informazione  che  ha  difficoltà  nei  nostri
  territori. Le radio devono essere inserite nella proposta.
   Ecco,  questo  ci  dà  la cifra di come sia  stato  trattato,  con
  estrema  superficialità, questo articolo di  legge,  come  non  sia
  stato adeguatamente trattato nella Commissione Quinta.
   Noi  abbiamo portato avanti tutta una serie - Presidente Schifani,
  mi ascolti perché la tematica è molto seria - una serie di proposte
  in Commissione Bilancio, ma non sono risultate sufficienti.
   Tant'è  che  di  qui  in  avanti proporremo  tutta  una  serie  di
  modifiche,  come  l'impostazione  che  ha  avanzato  il  Presidente
  Cracolici, ovvero quella di portare avanti ogni azione, qual è  che
  essa   possibile  non  solo  per  migliorare  una  norma   ma   per
  rappresentare,  come  questa  norma,  così  come  è   impostata   è
  sbagliata.
   Deve ritornare in Commissione, affinché possa essere adeguatamente
  migliorata e dare un sostegno a tutto il settore.

   VENEZIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,   anche  questo  articolo,  come  quello   precedente,   è
  paradigmatico   di  come  questa  maggioranza  intenda   affrontare
  questioni  importanti - al tempo stesso delicate -  che  riguardano
  alcuni settori significativi per la Sicilia.
   Questo  articolo,  come dire, ci consente di approfondire  diverse
  questioni  collaterali che potevano essere, invece, approfondite  e
  affrontate  attraverso  alcuni disegni di  legge  che  avevamo  già
  predisposto come gruppo parlamentare e depositato per tempo.  Anche
  perché la Sicilia non ha una legge di riferimento per esempio sulle
  biblioteche,  la Sicilia non ha una legge regionale di  riferimento
  sul  sostegno  all'editoria,  e la Sicilia  non  ha  una  legge  di
  riferimento  per  quanto  riguarda la promozione  del  libro  e  in
  particolare della lettura.
   Con   questo   articolo,   che  ci  viene   proposto,   si   vuole
  sostanzialmente  dare un sostegno finanziario, attraverso  l'IRFIS,
  alle  imprese  editoriali  e alle emittenti  televisive:  anche  da
  questo punto di vista, reputiamo che le risorse assegnate - pari  a
  4  milioni  di euro, nel complesso, per ogni esercizio  finanziario
  dal  2025  al 2027 - ecco, siano completamente inadeguate, rispetto
  alle esigenze e alle problematiche che riguardano questo settore.
   Vorrei  fare presente, a quest'Aula, che la Sicilia è il  fanalino
  di  coda  negli indici di lettura in Italia per esempio, Presidente
  Schifani.
   La   metà   delle  biblioteche  non  hanno  un  bibliotecario   di
  riferimento. Il 56 per cento della popolazione siciliana,  sopra  i
  15  anni, dichiara di aver letto un solo libro in un anno e  questo
  rappresenta il 17 per cento in meno rispetto alla media nazionale.
   Tre  Comuni su quattro in Sicilia, soprattutto i Comuni delle aree
  interne e i piccoli Comuni, non hanno una libreria e, quindi, tutto
  questo   ci consente di fare una riflessione più ampia su  un  tema
  che necessiterebbe non di un intervento tampone né tanto meno di un
  intervento  spot - come ben diceva anche il collega Giambona  -  ma
  occorreva  fare  una riflessione più ampia e approfondita,  magari,
  sentendo chi opera nel settore, le organizzazioni che rappresentano
  il  settore  dell'editoria e quelle del giornalismo per poter  fare
  una  misura più ampia. Anche perché sappiamo che, già da tempo,  ma
  il COVID ha dato il colpo di grazia, alla carta stampata e anche le
  emittenti televisive segnano, diciamo, una crisi da diversi anni  e
  a  ciò  si  aggiunge  anche  una  crisi  che  riguarda  le  testate
  giornalistiche online che, molto spesso, vivono in un  contesto  in
  cui le uniche entrate sono rappresentate dalla pubblicità.
   Noi   abbiamo   presentato,  Signor  Presidente,  una   serie   di
  emendamenti  che,  in questa prima fase, tendono  a  migliorare  il
  testo  presentato dal Governo che noi, come dire,  condividiamo  ma
  che   necessiterebbe  di  un  approfondimento  maggiore   e   altri
  emendamenti  che vanno nella direzione di aumentare le risorse  che
  sono stanziate, diciamo, per questa iniziativa.
   Ci   auguriamo  che  almeno  da  questo  punto  di  vista  ci  sia
  un'apertura da parte della maggioranza per poter migliorare  questo
  testo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, io voglio fare un'osservazione  ai
  colleghi per quanto riguarda questo articolo 2.
   Questo  è  uno degli esempi di quanto discusso ieri  e  di  quanto
  detto  anche  da alcuni colleghi nei precedenti interventi,  perché
  questo  articolo meritevole, meritevole, si trova oggi tra i  12/13
  articoli  fortunati mentre, invece, penso all'articolo che riguarda
  o   all'emendamento  che  riguarda  gli  ASACOM,  piuttosto  che  i
  lavoratori dei consorzi di bonifica, che non si trovano all'interno
  di questo testo.
   Cioè,  è stato il Presidente Schifani a decidere le urgenze  della
  Sicilia  e  quindi  questo  articolo -   che  io  ho  letto  Signor
  Presidente - ed è un articolo che può essere benissimo approvato e,
  anzi,  - ora le spiego - pure modificato a nostro modo di vedere  a
  settembre.
   Mentre,  ci  sono altre norme importantissime per la  Sicilia  che
  sono  rimaste  fuori  da  questa  variazione  di  bilancio  che  la
  maggioranza   e  il  Presidente  Schifani  stanno  spingendo,   con
  carattere  di  urgenza, per approvarlo entro  oggi,  forse  domani,
  addirittura con la richiesta... E ho capito che la richiesta  della
  tagliola  a  quest'Aula viene direttamente dal Presidente  Schifani
  che ha fretta di approvare questi articoli. Ora, io voglio capire e
  lo chiedo, eventualmente, all'Assessore Dagnino che può intervenire
  qui,   all'interno  dell'Aula,  di  spiegare  la  motivazione   del
  carattere di urgenza di questo articolo.
   Mi  deve  far  capire  la  differenza  se  questo  articolo  viene
  approvato  oggi  o  viene approvato a settembre  che  cosa  cambia?
  Perché  Signor Presidente, non per fare mero ostruzionismo, però  è
  chiaro che questo Parlamento, questa Assemblea Regionale Siciliana,
  i   colleghi,   i   Gruppi  parlamentari  hanno  presentato   degli
  emendamenti, che vanno anche a migliorare i testi dei vari articoli
  presentati  dal Governo e dico, signor Presidente, leggendo  questo
  articolo,  c'è una cosa che viene compromessa nonostante  il  fatto
  che   comunque   l'articolo  sia  meritevole:  il  pluralismo,   la
  pluralità,   cioè   in  un  mondo  dell'editoria,   in   un   mondo
  dell'informazione che, come hanno detto i colleghi, è sempre più in
  difficoltà,  noi rischiamo, con questo articolo, di  fare  figli  e
  figliastri.
   Allora,  a  questo  punto,  perché non  andare  a  considerare  le
  modifiche che ci sono? Perché io ho letto vari emendamenti proposti
  da altrettanti colleghi che tendono ad ampliare la platea e quindi,
  dare  pluralità  all'informazione  siciliana.  A  meno  che  questo
  Governo,  questo  Presidente della Regione, non voglia  restringere
  sempre  di  più  l'informazione e mettere da parte,  magari,  tutte
  quelle  testate  online, tutte quelle testate  che  si  si  rifanno
  nell'informazione, li voglia mettere da parte per cercare, appunto,
  di  metter fuori completamente tutti quei gruppi che, comunque, nel
  corso  degli  anni  hanno avuto delle enormi difficoltà,  date  dal
  periodo  di  COVID  ma date anche dal cambio dei tempi.  Perché,  è
  ovvio,  che i tempi stanno cambiando ed è normale che molte testate
  online,   molte  testate  anche  giornalistiche,  molte   emittenti
  televisive  piccole  che  fanno  informazione,  anche  a  carattere
  territoriale, noi le stiamo completamente abbandonando
   Allora   colleghi,   l'Assemblea  Regionale  Siciliana   serve   a
  migliorare  i  testi,  serve  a modificare  i  testi,  facendo  gli
  emendamenti, Presidente dell'Assemblea e Presidente della  Regione,
  facendo  degli  emendamenti  mettendoci  la  faccia,  firmando  gli
  emendamenti e non con gli ordini del giorno, perché ancora continuo
  ad  ascoltare,  io  leggevo,  ancora, stamattina,  che  c'è  questa
  volontà  da parte del Presidente della Regione, di fare  un  ordine
  del   giorno  e  mettere  all'interno  delle  misure  che   possono
  interessare  o  meno,  ai parlamentari di maggioranza,  tramite  un
  ordine del giorno.
   Presidente  ma noi abbiamo mai approvato o abbiamo mai a  trattato
  ordini  del  giorno che riguardano milioni e milioni di euro?  Cioè
  noi  andiamo  a  mettere milioni e milioni di  euro  di  interventi
  all'interno  di  ordini del giorno  Qual è la  paura  da  parte  di
  questo  Governo  e da parte di questo Presidente della  Regione  di
  trattare gli eventuali emendamenti dove ogni singolo deputato, ogni
  singolo Gruppo ci mette la faccia e discute l'emendamento e dopo di
  che si vota approvando o bocciando?

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE.  Signor  Presidente,  avevo dimenticato  pure  l'inserimento
  della  scheda.  Il collega Di Paola, evidentemente, ha  anche  doti
  sovrannaturali  e  riesce  a  leggere il  pensiero  del  Presidente
  Schifani,  il  pensiero della maggioranza, parlando di  ordine  del
  giorno. Vedremo, cammin facendo. Però su alcune cose, non lo voglio
  puntualizzare  al  collega  Di  Paola,  mi  rivolgo   quindi   alla
  Presidenza dell'Assemblea, è giusto puntualizzare.
   La  prima:  questo articolo non nasce per caso  o  non  nasce  per
  accontentare qualcuno, perché ho sentito dire questo, piuttosto che
  altro.  Questo  articolo  nasce  e,  devo  dire  anche  noi   della
  Democrazia Cristiana abbiamo partecipato, coinvolgendo l'Ordine dei
  giornalisti,  coinvolgendo  la stampa parlamentare.  Sicuramente  è
  perfettibile  e, quindi, collega Di Paola, quando  ieri  io  facevo
  l'appello,  anziché  andare  avanti  con  formule  e  forme   quasi
  ostruzionistiche,  sediamoci  e miglioriamo  il  testo,  perché  il
  Governo   e   la   maggioranza  accetterebbero  la   collaborazione
  dell'opposizione  per  migliorare il testo,  piuttosto  che  andare
  avanti  con emendamenti e con interventi, al fine semplicemente  di
  impantanare i lavori d'Aula
   Mi   preme  sottolineare  che  il  Governo  Schifani,  l'Assessore
  Barbagallo,  l'Assessore Dagnino, proprio in merito  ai  lavoratori
  stagionali,  dei consorzi di bonifica e agli ASACOM,  non  soltanto
  avevano  previsto  un  apposito articolo con copertura  finanziaria
  nella  riforma dei consorzi di bonifica, e sappiamo  tutti  come  è
  andata  a finire: non soltanto il presidente Schifani ha annunciato
  alla   stampa   che,  in  questa  manovra,  voleva   procedere   ad
  attenzionare  questo  tema, ma proprio in  Commissione  Bilancio  è
  stato  proposto, dall'assessore Dagnino, l'inserimento di  appositi
  articoli  aggiuntivi  e  non  è stato  certo  per  volontà  né  del
  Presidente  Daidone, né dei deputati di maggioranza  il  non  voler
  assumere una decisione, e quindi ad aggiungere quegli articoli  che
  riguarderebbero i lavoratori stagionali dei consorzi di bonifica  e
  una risposta importante per gli ASACOM.
   È  stata  l'opposizione in Commissione Bilancio - di cui fa  parte
  anche lei, onorevole Di Paola - a non voler questo inserimento.  Ma
  le  preannuncio - perché la sfera di cristallo non ce l'ho  nemmeno
  io,  ma  faccio  parte,  credo a pieno  titolo,  del  tavolo  della
  maggioranza  di cui facciamo parte circa 40 e passa parlamentari  -
  che  è volontà della maggioranza, e mi fa piacere ascoltare le  sue
  parole  quindi  anche dell'opposizione, è volontà del  Governo,  in
  questa  manovra,  aggiungere  degli  articoli  che  prevedono,  non
  soltanto la stabilizzazione del personale dei consorzi di bonifica,
  ma addirittura, per chi non riesce a stabilizzarsi, l'aumento delle
  giornate  lavorative e ci sarà un articolo, con diversi milioni  di
  euro,  per dare un sostegno ai comuni, proprio per far fronte  alla
  problematica ASACOM che coinvolge tutti i comuni della Sicilia.
   Quindi  il  mio  appello è quello di ieri. Anziché  andare  avanti
  ancora così, con migliaia di emendamenti...Ieri ho fatto la foto ad
  un  emendamento, firmato dal capogruppo del PD e da tutti gli altri
  suoi colleghi, che emendano un capitolo di un euro, di un euro   Se
  non  è  ostruzionismo questo, non penso che risolveremo il problema
  dei  siciliani  aumentando il capitolo di un euro   Era  aggiungere
  emendamenti, su altri emendamenti
   Cosa  diversa  è se volete realmente sedervi con la maggioranza  e
  con  il  Governo  e  migliorare il testo.  Perché  questo  testo  è
  migliorabile   Se  è sì, lo facciamo in Aula, lo facciamo  con  una
  riunione  a  porte  aperte in Sala lettura. Sediamoci,  perché  noi
  vogliamo  dare un esempio ai siciliani, che quando la  politica  si
  unisce, tutta la politica si unisce, escono leggi migliori   Questa
  legge è migliorabile e noi accettiamo il vostro contributo. Se è sì
  non  è  una sfida  È semplicemente, ancora una volta, una richiesta
  di  collaborazione  che  non può essere  ancora  questo  sterile  e
  inutile dibattito, che andrebbe avanti ancora così per ore  e  ore,
  senza approdare a nessun beneficio per i siciliani.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Cambiano.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervenire  dopo
  l'appello  dell'onorevole Pace mi obbliga, e mi costringe,  a  fare
  una riflessione.
   Qual  è  la riflessione? Lei preannuncia degli interventi e  delle
  misure  urgenti,  ad  esempio, per i  lavoratori  dei  consorzi  di
  bonifica.  Ci sta bene  Ma a fianco a queste misure urgenti  per  i
  lavoratori  dei  consorzi  di bonifica, come  Gruppo,  ad  esempio,
  avevamo   sottolineato  l'esigenza  di  inserire  altri  lavoratori
  precari, o con numero di ore limitato, che non riescono a garantire
  un  sostentamento  alle loro famiglie e che svolgono  una  funzione
  indispensabile negli enti locali: i lavoratori contrattisti.
   Al  di là dell'appello dell'onorevole Pace, sederci e confrontarci
  -  noi  abbiamo  sempre offerto collaborazione a questo  Governo  -
  avevamo  indicato  una  strada: trattare gli  articoli  urgenti  in
  queste  variazioni, per poi riprendere i lavori d'Aula a  settembre
  con  un  confronto serio e con un dibattito serio sulle priorità  e
  sull'impegno finanziario che questa Regione può assumere.
   I fondi per l'editoria, abbiamo fatto le nostre proposte, concordo
  con  qualcuno che ha affermato che non sono risorse che si  perdono
  assegnandole  all'IRFIS, quindi può essere fatto un  impegno  entro
  l'anno,  ragion  per  cui  le risorse non  andrebbero  perdute,  ma
  nell'ottica di collaborazione, onorevole Pace, ad esempio, ieri  io
  ho  fatto una richiesta e la richiesta è stata: "rispetto ai  fondi
  assegnati alla Protezione civile, da dove si evince il fabbisogno?"
  Non  mi  è stata data risposta, quindi il clima è quello di estrema
  collaborazione ma, nell'estrema collaborazione, non può passare  il
  messaggio  di  "questa  è casa mia e qui comando  io,  qui  abbiamo
  deciso  che  dobbiamo andare avanti, sempre e comunque, costi  quel
  che costi, e non diamo spiegazioni ".
   Io  ho  chiesto  quali  sono gli interventi, il  fabbisogno  della
  Protezione  civile, ai 6 milioni concessi ai comuni, secondo  quale
  criterio di priorità, e quell'ordine del giorno, di cui lei  parla,
  che  serve  a  tenere  unito probabilmente la  maggioranza,  ne  ha
  parlato lei...

   PACE. No no, ne ha parlato l'onorevole Di Paola.

   CAMBIANO.  ...  e lei ha confermato che si vedrà, se  ci  sarà  un
  ordine  del  giorno di 35 milioni di euro, affinché i  deputati  di
  maggioranza possano stare insieme e accompagnare questa maratona  e
  questo  percorso, perché la logica è sempre quella "questa  è  casa
  mia e qui comando io": noi siamo qui, disposti a collaborare, siamo
  qui disposti a collaborare nell'interesse dei siciliani.
   E  allora,  la  mano tesa significa dare risposte anche  a  questi
  interventi,  ci  sono degli emendamenti sul fondo  per  l'editoria,
  secondo  me, sui quali si può discutere e sui quali il Governo  può
  tendere  la  mano, una proposta per incentivare e per  dare  spazio
  alle  nuove  testate giornalistiche, affinché possano assumere  dei
  giornalisti, perché il vincolo dei tre anni, probabilmente, esclude
  una  platea  e,  a proposito di quel pluralismo di cui  parlava  il
  Presidente  Di  Paola, aggiungo che probabilmente  questa  modifica
  normativa, cercando di aprire a quelle testate giornalistiche nuove
  e  nascenti, significa dare un segno di speranza per aiutarle anche
  ad inserirsi in questo mondo dell'informazione.
   Perché il vincolo dei tre anni? Perché non riservare una parte  di
  quelle   risorse  alle  nuove  testate  giornalistiche  vincolando,
  ovviamente,   l'erogazione   del   contributo   all'assunzione   di
  giornalisti?  Ma perché chi vuole fare editoria in  questa  Regione
  deve essere escluso?
   Quindi,  una  riserva  su quel fondo e spero che  questa  proposta
  possa  essere  apprezzata dal Governo, c'è  un  emendamento  a  mia
  firma,  spero che mi sarà data l'opportunità di discuterlo  e  non,
  come  ieri,  di  passare avanti velocemente,  perché  l'esigenza  è
  quella  di finire entro oggi o entro domani, senza dare possibilità
  di un confronto serio sugli argomenti proposti.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei un  attimo
  di attenzione, per cortesia.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Gilistro, qui siamo.

   GILISTRO.  Un attimo di attenzione, perché la riguarda,  assessore
  Turano.

   PRESIDENTE. Si rivolga a me.

   GILISTRO.  Riguarda anche lei questa cosa, che è molto importante.
  Io  ritengo  che  questa  non sia una norma importante,  credo  che
  questa  sia  una  norma vitale, vitale, e le spiego  anche  perché,
  Presidente,  la violenza, l'aggressività, le droghe, la  dipendenza
  da  droghe,  da  alcol, la dispersione scolastica,  hanno  un  solo
  farmaco, un solo antidoto, uno che si chiama: "cultura".
   L'antidoto a tutto quello che sta accadendo in questo momento  nel
  mondo  è uno: "cultura", e l'anello mancante in questo momento  che
  riguarda  la cultura è proprio l'editoria, in tutte le  sue  forme.
  Proprio  per  dimostrare  il mio impegno per  questa  norma,  nella
  scorsa  finanziaria ho presentato un ordine del giorno, dove  avevo
  chiesto  di  mettere un emendamento: 2 milioni solo per l'editoria,
  per la genitorialità, Assessore, per quello che riguarda la cultura
  genitoriale, la crescita, è inutile che continuiamo a mettere soldi
  sulle  emergenze, la prevenzione rimane il cardine di tutto  quello
  che dobbiamo fare in questa Aula, in questa Assemblea.
   L'editoria,  in  tutte  le  sue  forme  può  creare  cultura,  può
  veramente  fare  la differenza in un momento in cui  esistono  solo
  smartphone,  cellulari,  reel inutili,  che  stanno  devastando  il
  cervello  dei  nostri ragazzi  Più che mai i libri, l'editoria,  la
  libreria, tutto ciò che riguarda l'informazione che sarà  utile  ai
  genitori,   per   dare  ai  ragazzi  una  cultura;  per   riformare
  l'educazione  di  quello  che sta accadendo  negli  ultimi  anni  è
  fondamentale, per cui io non sono... Presidente, non a  favore,  di
  più,  ma  credo che in questo momento, i fondi che stiamo  mettendo
  siano insufficienti, primo.
   Secondo  aspetto, ci sono delle ombre che vanno chiarite  e  vanno
  emendate, uno dei miei emendamenti riguarda proprio questo:  quello
  di  inserire  l'educazione  digitale nei  genitori,  e  per  questo
  chiediamo  di  rinviarlo  a  settembre,  per  dare  la  possibilità
  Presidente  Galvagno... non possiamo esautorare il Parlamento,  dal
  poter  prendere delle decisioni che sono utili per tutti, in questo
  modo  stiamo  esautorando l'Aula parlamentare, ci  dovete  dare  la
  possibilità  di  poter discutere, dialogare, tutti insieme  per  il
  bene  dei  cittadini, e questo si può fare in  quest'Aula,  non  in
  altre sedi, questa è l'Aula dove noi possiamo prendere le decisioni
  che servono ai siciliani.
   Quindi,  ci rifiuteremo assolutamente, rifiuteremo ogni  tentativo
  che  sarà  fatto  dal  Governo di esautorare questo  Parlamento  da
  quello  per  cui nasce, per cui il proprio compito: quello  di  far
  valere i diritti dei siciliani
   Chiudo,  dicendo una cosa molto importante siamo nell'epoca  dello
  smartphone, dei digitali, più che mai in questo momento,  riportare
  gli  studenti,  le famiglie, alla cultura del libro,  alla  cultura
  dell'ascolto  radiofonico per temi importanti, alla possibilità  di
  poter   accedere  a  una  banca  di  cultura  importante,  per   la
  prevenzione  di  tutti questi disastri a cui stiamo  assistendo  in
  questo momento.
   Quindi, vi preghiamo di rivedere questa norma, di  allargarla   ma
  non  per  sminuirla, al contrario, per darne ancora più forza,  non
  vogliamo la gallina... non vogliamo l'uovo oggi vogliamo la gallina
  domani,  vogliamo un'editoria con cifre più importanti e con  tutte
  quei  possibili  cambiamenti,  che possono  dare  veramente  grande
  valore a questa norma, che io ritengo ancora una volta vitale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, così come concordato  ieri,  alle
  ore 13.00 sospendiamo l'Aula per fare una Capigruppo.

   CATANZARO. No  Ci sono altri interventi, Presidente  Noi  dobbiamo
  intervenire

   PRESIDENTE.  No,  invito invece i colleghi, ad  utilizzare  questa
  mezz'ora  per  poter  mangiare, perché dopo non  ci  saranno  altre
  sospensioni.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.00, è ripresa alle ore 14.45)

   Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

               Comunicazione delle determinazioni della
           Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi  sotto  la  mia
  Presidenza, alla presenza dell'Assessore per l'economia  professore
  Dagnino,  ha  deliberato a maggioranza, con il voto  contrario  dei
  Gruppi  parlamentari Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle,
  ai  sensi  dell'articolo 98 quinquies, comma 6, primo  periodo,  di
  stabilire quale ultima data per la votazione finale del disegno  di
  legge  n.  976 Stralcio/A, domani giovedì 7 agosto alle ore  14.00,
  nonché  di  procedere alla votazione degli articoli e dei  relativi
  emendamenti senza che abbia luogo la relativa discussione.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, quest'Aula, oggi Presidente, lo dico
  rivolgendomi  a  lei  ma anche ai colleghi e al  Governo,  sta  per
  scrivere  una  delle più brutte, tristi e davvero impietose  pagine
  della storia della democrazia del Parlamento regionale in Sicilia.
   Ed  io  su questo, Presidente Galvagno, non riesco a trovare quali
  possono  essere  i  diversi  sinonimi tra disgustato,  amareggiato,
  schifato,  nauseato,  e  lo dico perché,  da  ieri,  assistiamo  in
  Conferenza  dei  Capigruppo  dove si  presenta  il  Governo,  nella
  persona  dell'Assessore per l'economia, Dagnino e si  sottrae,  pur
  essendo   qui  il  Presidente  della  Regione  in  Conferenza   dei
  Capigruppo,  nella  interlocuzione  con  noi  e  prima   ci   viene
  contingentato il tempo sulla discussione generale di una variazione
  di  bilancio di quasi 400 milioni di euro, adesso, proprio  qualche
  ora fa, con qualche perplessità e lo dirò agli Uffici, ci vengono a
  raccontare  che addirittura applicano la "tagliola", una  cosa  mai
  accaduta nel Parlamento regionale siciliano.
   Poco  fa  ho  chiesto agli Uffici se ci fosse stato un precedente,
  nessuno   ha  memoria  di  questo  precedente   E  lo  dico   anche
  rivolgendomi   alla   Segreteria  generale  di  questo   Parlamento
  regionale  alla quale dico: guardate che l'articolo  98  quinquies,
  comma  3, dice altro rispetto a quello che dice il comma 6.  Doveva
  pronunciarsi  24  ore  prima rispetto al calendario,  non  potevamo
  andare in questo modo e bisognava programmarlo prima.
   Quindi, ci sono dei vizi che ovviamente ci rappresentano. Rivolgo,
  però,  anche  alla Segreteria generale il mio sincero apprezzamento
  per il lavoro che fa e contesto quello che è accaduto poche ore fa,
  ossia che il Presidente della Regione abbia avuto anche l'ardire  e
  l'ardore  di  dire che loro non comprendono nulla,  perché  non  si
  possono  nemmeno  votare gli emendamenti. Siamo  in  uno  stato  di
  monarchia
   Siamo   davvero   arrivati  dal  Presidente   parlamentarista   al
  Presidente  monarca.  Non  siamo qua  in  monarchia  -  e  lo  dico
  Presidente  Galvagno a sostegno di questo Parlamento  -  perché  in
  questi  due  anni e mezzo i parlamentari, dentro questo Parlamento,
  hanno  dibattuto, si sono confrontati. Oggi c'è un Presidente della
  Regione   che   sta   cercando   di   esautorare   il   Parlamento,
  schiacciandolo attraverso una sua logica di potere, il  potere  che
  il  Presidente della Regione vorrebbe esercitare attraverso  questo
  suo modo di agire
   Ed  ecco qui, signor Presidente, il mio appello - e lo dico a voi,
  lo  dico  a voi, tutti i parlamentari, maggioranza e opposizione  -
  oggi  dobbiamo assumere un sussulto di dignità, un sussulto che  ci
  deve   contraddistinguere   Noi  siamo  coloro   con   cui   devono
  confrontarsi per votare le leggi  Non ci può essere un monarca  che
  viene qui, indicando quali sono le vie, gli articoli a sorteggio  o
  quella che, in pratica, è la volontà di un Governatore che accentra
  su di lui tutto.

                           (Brusìo in Aula)

   È  questo  quello  che dico, signor Presidente,  e  mi  accingo  a
  chiudere.
   Le  dico  subito: sull'articolo 2 noi abbiamo già parlato, abbiamo
  detto  che non siamo contrari all'editoria, come non siamo contrari
  ad altre norme; ma come rimanere imbavagliati rispetto a quello che
  è  il  metodo  barbaro  che un Governo regionale  vuole  imporre  a
  quest'Aula?
   E  allora,  sin  da  subito, lo dico a chi  cerca  oggi,  qua,  in
  quest'Aula, di andare avanti in questo modo sin da subito,  siccome
  è  prorogatio anche del Parlamento, annuncio partendo dal comma 2.1
  il  soppressivo a questo articolo, che non è un soppressivo che  va
  alla  categoria, ma è un soppressivo che andrà al metodo  folle  di
  questo Governo

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino.  Ne
  ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.  Signor  Presidente,  onorevole   Presidente
  Schifani, più volte abbiamo invocato la sua presenza qui  in  Aula,
  ma  visti i risultati forse era meglio che continuava a non venire,
  dato  che si è ripresentato con un atto che considerarlo ai  limiti
  del fascismo significa essere gentili.
   Perché,  veda,  onorevole Presidente Schifani, qua  la  marcia  su
  Palermo  non  è  consentita  Lei non può venire qui a  occupare  le
  istituzioni,  applicando regolamenti o cercando di  intimidire  con
  autorità,    piuttosto   che   con   autorevolezza,   gli    uffici
  dell'Assemblea  regionale,  a  dire quali  norme  regolamentari  si
  devono  applicare,  come devono essere applicate.  Perché  qua  non
  siamo  al Senato, perché qua non siamo a Palazzo D'Orleans,  perché
  qui  c'è  una storia che deve essere rispettata e, se  lei  non  la
  conosce,   noi   gliela  insegneremo.  Se  lo  ricordi,   onorevole
  Presidente Schifani
   La  tagliola  in  questo  Parlamento non  solo  non  è  mai  stata
  applicata, ma siamo coscienti del suo tentativo...

   CRACOLICI. Non esiste  Non è che non è mai stata applicata

   DE  LUCA Antonino.  ...di impedire persino la messa in discussione
  degli emendamenti.
   Allora,  io le dico una cosa: lei potrà, forse, soffocare  con  la
  complicità  anche  dei  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari  della
  maggioranza  e  del Gruppo Misto, gli interventi di quest'Aula,  ma
  non potrà mettere a tacere le voci dei parlamentari e dei siciliani
  liberi, che si oppongono al suo modo di fare e al suo Governo.
   Vi  avevo  detto  l'altra volta che siete inutili.  Ho  sbagliato:
  siete  dannosi  Siete dannosi per la democrazia, siete dannosi  per
  questo Parlamento  E vi garantisco che voi stasera non uscirete con
  questa manovra in tasca
   E  le  dico  di più, signor Presidente Galvagno: nella qualità  di
  Presidente del Gruppo parlamentare, mi è consentito di manifestare,
  come  già  ho  fatto  ieri,  contrarietà alla  deliberazione  della
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari,  non  assunta
  all'unanimità; per cui, da questo momento, ogni Gruppo parlamentare
  ha  diritto a intervenire - come già fatto ieri - per confermare il
  calendario che avete approvato a maggioranza.
   Per cui chiedo che ogni Gruppo parlamentare sia autorizzato a fare
  un intervento di cinque minuti.
   Infine, Presidente Schifani, vi abbiamo spiegato che a questo giro
  le  argomentazioni  dei  deputati  andavano  affrontate  attraverso
  l'esame della Commissione Bilancio.
   Prima  che  sospendeste i lavori, il collega Di Paola,  era  stato
  richiamato  dal  collega Pace dicendo: "ma tu che fai?  Prevedi  il
  futuro  che ci sarà l'articolo con l'ordine del giorno?".  No,  non
  prevede  il  futuro, è l'offerta che ci ha fatto  il  suo  Governo,
  nella  persona  dell'Assessore Dagnino che ci  ha  chiesto  "volete
  inserire  le  vostre  proposte  nell'ordine  del  giorno  che  sarà
  collegato  a norma che prevedrà un capitolo di spesa a  cui  queste
  spese saranno collegate per i comuni?".
   La nostra risposta è stata "no ", perché il mio collega, Di Paola,
  non  prevede il futuro, ma l'udito gli funziona ancora e grazie  al
  Cielo anche la ragione
   Però  le dico di più e lo dico ai miei colleghi: non vale a  nulla
  un ordine del giorno, perché non siamo al Senato, perché l'ha fatto
  una volta sola il Parlamento nazionale, non è consuetudine, non oso
  immaginare ai dirigenti generali come gli tremerà la manina  quando
  dovranno firmare i decreti di finanziamento ai comuni.
   Per  cui  non fatevi comprare con l'aria fresca, perché  questa  è
  aria  fresca   È  acqua  inquinata  come quelle  che  filano  nelle
  tubazioni che non guariscono

          (Interruzioni da parte dei deputati di maggioranza)

   DE LUCA Antonino. e allora, Presidente, allora Governo...

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si avvii alla conclusione.

   DE  LUCA  Antonino. Lo sente, Presidente? Glielo  stanno  dicendo,
  Presidente glielo sta dicendo anche la sua maggioranza,  io  li  ho
  sentiti, hanno detto "vergogna ".
   Persino la maggioranza glielo sta dicendo

   PRESIDENTE. Va bene, grazie.
   Ha  chiesto  di intervenire l'onorevole La Vardera per  il  Gruppo
  Misto, ed abbiamo concluso gli interventi. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente  Galvagno,  Presidente  Schifani,
  quello che sta accadendo in questo momento è incredibile, ma  prima
  di  fare  il  mio intervento, Presidente Galvagno,  mi  rivolgo  al
  Segretario generale, dottore Scimè.
   Voglio  esprimerle solidarietà per l'atto vile che  il  presidente
  Schifani, nei corridori le ha riservato, l'ha presa e le ha  detto:
  "qua  si  fa  come  dico  io ",  c'erano  altri  colleghi  deputati
  presenti  Che possono testimoniare  L'atteggiamento fascista che ha
  avuto  il  Presidente Schifani, che ha urlato nel  corridoio  e  ha
  detto, testualmente "qua io sono il Presidente del Senato, so  come
  si fa "

          (Interruzioni da parte dei deputati di maggioranza)

   Perché,  il Presidente ha usato queste parole contro il Segretario
  generale  Scimè? Solidarietà, Segretario Scimè, per l'atto fascista
  che il Presidente Schifani le ha riservato  C'erano testimoni
   È  gravissimo quello che sta accadendo  Non esiste la legge  della
  tagliola, tecnicamente non esiste
   Voi state applicando una cosa che non esiste, state ammutolendo il
  Parlamento,  state  impedendo  alle  opposizioni  di  esprimere  il
  sacrosanto diritto alla parola
   Non  è  mai  successo nella storia di questo Parlamento siciliano
  Non  è mai esistito nella storia di questo Parlamento siciliano,  e
  io voglio che i siciliani che stanno a casa sappiano quello che sta
  accadendo oggi, sappiano che si vuole ammutolire il Parlamento,  si
  vuole   svilire   il  ruolo  dei  deputati   Presidente   Schifani,
  Presidente Galvagno, mi rivolgo a lei
   Lei  deve  tutelare  il  rispetto  di  questo  parlamento  e  lei,
  Schifani, che sta venendo qua a svilire il ruolo del Parlamento,  è
  gravissimo  Sta svilendo anche il suo ruolo, Presidente.

          (Interruzioni da parte dei deputati di maggioranza)

   Io  non  posso parlare perché mi stanno urlando addosso. Che  cosa
  sembriamo? Dove siamo arrivati? Siamo in uno zoo? Siamo in uno  zoo
  da  come  sento  urlare   come se le scimmie? Chiedo  rispetto  per
  esprimere il mio pensiero.
   Ed  ecco  quello  che sta accadendo: è un atto di  prepotenza   Io
  ricordo  al Presidente Galvagno di ricordare al Presidente Schifani
  che  qui  è  ospite  e non si può imporre   Sta venendo  una  legge
  bavaglio  che  impedisce ai parlamentari di  esprimere  il  proprio
  pensiero, è gravissimo
   Per  questa ragione, io decido di imbavagliarmi con la mia  stessa
  cravatta, perché non ci volete fare parlare... Vergogna  Vergogna

                              (Applausi)

   LA VARDERA. Ci state mettendo in silenzio. Ci state...

                           (Brusìo in Aula)

   LA  VARDERA.  Volete  che  non  parliamo?  Ci  imbavaglieremo   Ci
  imbavaglieremo   Ci state impedendo di parlare. Ci state  impedendo
  di  parlare  Io chiedo alle opposizioni, unite e compatte, di  dire
  che  non  ci  stiamo  e di abbandonare l'Aula perché  questo  è  un
  Governo  fascista  È un Governo debosciato e ne renderete conto  ai
  siciliani  Che cosa ci ride Schifani  Ma cosa ride

   PRESIDENTE. Abbiamo concluso gli interventi.

   CRACOLICI. A che titolo?

   PRESIDENTE.  Prima  si  metta in votazione la  proposta  da  parte
  dell'onorevole De Luca. Chiedo ai... onorevole De Luca

   DE LUCA Antonino. Va bene, procediamo alla votazione.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Sunseri ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Prima ha chiesto di intervenire l'onorevole  Schifani
  sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Anch'io... se parla Schifani anch'io...

                           (Brusìo in Aula)

   SCHIFANI, presidente della Regione. Allora, io mi appello al senso
  di  responsabilità di tutti, che fino ad oggi non è mai mancato  in
  quest'Aula,  per cercare di tentare - per quanto mi riguarda  -  di
  mettere  ordine, lo faccio senza presunzione, ma di fare  chiarezza
  su  quello che sta avvenendo in quest'Aula. Posso anche sbagliarmi,
  però, elencherò dei dati.
   Faccio una premessa: mi si dice che, fino a qualche anno or  sono,
  le  variazioni  di  bilancio  erano  appostamenti  di  un  capitolo
  sull'altro.  Determinavano fluttuazioni,  a  saldo  invariato,  per
  sopperire  a colmare alcuni capitoli, magari strategici, che  erano
  andati  in  overbooking  di spesa e quindi essere  implementati  da
  altri  capitoli  che  non  erano stati  utilizzati.  Variazioni  di
  bilancio,  assestamento,  di  una  finanziaria,  di  una  legge  di
  bilancio che era stata approvata mesi or sono.
   Devo dire durante questo Governo - l'anno scorso e quest'anno - le
  variazioni   di   bilancio  sono  diventate  -  chiamiamole,   cos��
  impropriamente  - l'occasione di poter appostare,  non  capitoli  a
  saldo   invariato,   ma  integrare  quella   manovra,   con   nuove
  disposizioni  finanziarie... Grazie a che cosa, collega  Cracolici?
  All'aumento  delle entrate, all'aumento del PIL che ha  determinato
  la   possibilità  di  disporre,  l'anno  scorso  e  quest'anno,  di
  ulteriori  finanze.  Prima non avveniva e questo  è  un  dato.  Non
  faccio  campagna elettorale perché non si vota domani,  è  un  dato
  oggettivo.  È  successo l'anno scorso, succede  quest'anno.  E  noi
  abbiamo  il  dovere - per quanto mi riguarda - di impegnare  queste
  somme,  al  più presto, per evitare che possano essere  accantonate
  sul  ripianamento di un disavanzo, che a breve -  ci  auguriamo  la
  Corte  dei Conti - dichiarerà inesistente, perché mi risulta che  a
  breve  ci  sarà l'udienza. Naturalmente, rispetteremo il dichiarato
  della Corte dei Conti, ma i conti noi li abbiamo in ordine. Allora,
  questo è lo scenario.
   Io posso anche capire che all'opposizione questo dato possa andare
  stretto.   Ho   fatto  politica,  ho  fatto  il   parlamentare   di
  opposizione,  ho  fatto  il Presidente del  Senato,  Capogruppo  di
  maggioranza,  ne  ho  viste di tutti i colori naturalmente  e  sono
  orgoglioso del mio percorso. Però, vi è un dato di fatto,  un  dato
  di  fatto  che ci siamo trovati, è inutile prenderci  in  giro,  vi
  stimo troppo, tutti, per poter accettare che ci si prenda in giro.
   Ieri,  sette  ore  per  votare un articolo,  tra  l'altro  da  voi
  condiviso. Ora non mi si venga a dire che non ci troviamo  dinnanzi
  a un'attività di ostruzionismo, ci offenderemmo reciprocamente
   Sette  ore  per un articolo condiviso è ostruzionismo, l'ho  fatto
  anch'io in passato

   CRACOLICI. Comunque non è vero sette ore.

   PRESIDENTE. Sette ore, sette ore solo la discussione.

   SCHIFANI, presidente della Regione.  Posso parlare? Oppure  mi  si
  impedisce  di  parlare?  Siccome mi avete dato  del  fascista,  del
  dittatore, io ho ascoltato
   Io  sono  in  Aula  da  sei ore, cinque ore,  sto  rispettando  il
  Parlamento perché ho il dovere di rispettarlo nei momenti  delicati
  che  si  vivono per la Sicilia, per i siciliani, non  soltanto  per
  questo   Parlamento  che  rispetto,  e  voi  rispetto   in   quanto
  rappresentanti siciliani.
   Ma  a  me interessa che il Popolo siciliano abbia un miglioramento
  della qualità della vita e secondo il mio modesto parere, il parere
  della mia maggioranza, che ringrazio perché ieri ha dato prova,  al
  di  là  delle  vostre  affermazioni,  di  grande  responsabilità  e
  coesione.
   Tutti in Aula, tutti chiamati ad assolvere al loro dovere politico
  che  avvertivano per sostenere il Governo nell'approvazione in Aula
  di  una  manovra di bilancio, che poi è una possibilità di dare  ai
  siciliani  un  aiuto  a  sostegno  dei  problemi  quali  li  voglio
  elencare,   l'ha  elencato  correttamente  ieri   un   collega   di
  maggioranza: Protezione Civile, articolo 1.
   Bene,  ieri,  ho ascoltato, con attenzione, questa polemica  della
  poca  esosità delle somme stanziate per risarcimento degli incendi.
  Io  ho ascoltato, ha fatto bene, assessore Dagnino, a ribadire  che
  si  trattava  di  un  emendamento  parlamentare  che  veniva  dalla
  Commissione, quindi, dal Governo.
   Ma,  siccome,  io voglio evitare  vedete, colleghi, io  quando  ho
  presentato  questa manovra ho detto che si muove su  tre  pilastri:
  sociale,  legge sui poveri. Onorevole Cracolici, lettera  b),  l'ha
  chiesto  lei  in  Aula un mese fa, eccola  Emergenza,  beh  c'è  di
  tutto.  Ci  sono anche i soldi per finanziare il funzionamento  dei
  dissalatori. Vogliamo bloccare questo? Volete bloccare  questo  con
  il vostro ostruzionismo? Perché di questo si tratta
   Miglioramento delle dighe, siccità, vogliamo bloccare  questo?  Io
  non me la sento.
   Vogliamo parlare dell'emergenza dei Comuni che non ce la  fanno  a
  sostenere i maggiori costi per l'esportazione per mandare i rifiuti
  all'estero? Abbiamo le somme, ce le mettiamo, siamo pronti a  farli
  funzionare.  L'ANCI  ieri  si è prodigato  in  un  comunicato  dove
  apprezzava  l'azione del Governo. Vogliamo impedire questo?  Volete
  impedire  questo?  Noi no  Il Governo no  La  mia  maggioranza  no,
  perché  ha  un senso di responsabilità  Vogliamo parlare  di  lista
  d'attesa?  Di  emergenza sanità? E beh, l'opposizione  è  brava,  a
  tutti dice:  la sanità è uno sfascio  .
   Una  volta che c'è un Governo che decide di stanziare, con risorse
  finanziarie  proprie e con 45 milioni di euro   la  possibilità  di
  abbreviare,  di migliorare l'andamento delle liste d'attesa,  nelle
  more  che  avvenga  - l'ho chiesto all'Assessorato  alla  salute  -
  venga, diciamo, emanata una direttiva che semplifichi le procedure,
  che allerti i medici di notte e che quindi avvenga assieme a questo
  stanziamento un segnale ordinamentale sul fare qualcosa, perché  se
  no  il  denaro  è  perso, l'abbiamo ottenuto, si può  discutere  ma
  nell'emendamento.
   Vogliamo  parlare degli scuolabus dei nostri ragazzi? A  settembre
  inizia la scuola.
   Vogliamo  parlare  della videosorveglianza?  Lei  ne  ha  parlato,
  l'abbiamo messo.
   Ditemi  qual è l'articolo dove si nasconde la propaganda. No,  non
  ne trovo. Non ne trovo perché, al di là dei segni, colleghi, non ce
  n'è  Queste sono emergenze
   Allora  i  tre  parametri sono stati: emergenza, infrastrutture  e
  strade provinciali.
   Noi  sappiamo che da quando è stata abolita l'elezione diretta del
  presidente delle province, il sistema è collassato, con  la  Delrio
  il sistema è collassato
   Le  strade provinciali sono abbandonate per colpa di chi?  Ma  per
  colpa  di  un  sistema  nuovo, che ha dato ai sindaci  delle  Città
  metropolitane l'onere di amministrare anche le Province e i sindaci
  delle  Città  metropolitane hanno già tanti  problemi  che  non  ce
  l'hanno fatta.
   La  viabilità  interprovinciale  è  abbandonata,  è  in  stato  di
  abbandono e sfido chiunque di voi a dirmi il contrario.
   Abbiamo  previsto  una  somma,  uno  stanziamento  per  le  strade
  provinciali  di  cinquanta milioni per finanziare  cantieri  pronti
  senza dire se quel Comune fosse di centrodestra, di centrosinistra.
   Guardiamo al territorio e l'abbiamo inserito. Voi dite no   Perché
  colleghi,  con  sette  ore per un articolo, non  mi  dite  che  voi
  pensiate  che,  entro domani, si possa arrivare  ad  approvare  con
  questo andamento
   E  voi  dite no a queste cose? Io dico sì  Il mio Governo  che  mi
  onoro  di presiedere, la mia maggioranza che ringrazio per  ieri  e
  per  oggi  essere qui, diciamo, ma no, ma non è un  no  apodittico.
  Vedete,  si è detto, a me sono arrivate voci, non dico di chi:  "ma
  chi  te lo fa fare?", ma non dalla mia maggioranza, "non c'è aria".
  Ma  io  ho detto a chi me lo diceva o me lo faceva sapere   ma  che
  significa? .
   Si  respira   Perché questo  Perché in questi decenni di  attività
  regionale,  questo  Regolamento che il Presidente   e  ringrazio  i
  Presidenti   dei   Gruppi  Parlamentari,  che   stanno   approvando
  correttamente, perché le norme quando sono scritte,  sono  scritte
  Quando   si  dice  che  i  due  terzi  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  Parlamentari,  che  rappresentano i Gruppi e gli eletti,  decidono,
  possono  decidere  la  data  del voto,  quella  è  decisione  ed  è
  legittima, perché è prevista dal Regolamento.
   Vi  sono  delle motivazioni che devono portare a questo, è  chiaro
  perché  allora  c'è  la dittatura  È giusto  Ma le  motivazioni  in
  questo intervento ci sono
   Non  mi  si  parli  di  assenza di strategie per  la  siccità,  di
  emergenza  incendi.  Torno  a  ribadire,  ecco,  mi  rifaccio  agli
  incendi, entro questo finale di voto noi implementeremo quel fondo.
  Presenterò un emendamento a firma del Governo che implementerà quei
  750  mila euro, lo porteremo a 2 milioni; poi, se saranno necessari
  ulteriori interventi, lo faremo, ma questo lo faccio per evitare...
  colleghi, io non amo essere interrotto, io non sono mai intervenuto
  sui vostri interventi, sono stato in silenzio e ho ascoltato. Se ci
  diamo  delle  regole, ce le diamo, se no stiamo  tradendo  il  voto
  popolare dei cittadini.

   CRACOLICI. Dopo che abbiamo votato sugli articoli

   SCHIFANI, presidente della Regione. Interverremo, anche  se  IRFIS
  ha  già stanziato ed erogato, si stanno per erogare con fondi IRFIS
  altri  750 mila euro per i danni agli incendi. Quindi, sono  750  e
  750.
   Noi,  entro questo voto finale, implementeremo. Questo  lo  faccio
  perché?  Perché  mi sento la responsabilità di non  tradire  quella
  matrice di questa manovra che guarda alle emergenze. Siccome quella
  è anche un'emergenza, è un'emergenza vissuta, non è un risarcimento
  danni,  è  un'emergenza sociale, ma io la vedo, come  quella  della
  povertà, come sociale, sulle infrastrutture, etc.
   Questi  sono i tre cardini su cui noi ci stiamo muovendo.  Eravamo
  partiti con 30, 28 articoli in Giunta; mi si è detto:  ma ce la fa?
  Non ce la fa? C'è aria? Non c'è aria? .
   Allora,  io per senso di responsabilità, ho riunito nuovamente  la
  Giunta,  ho sentito gli assessori, abbiamo scremato. Ho  chiesto  a
  tanti  assessori di ritirare le loro proposte per fare in modo  che
  ci  si  presentasse in Aula con un testo asciutto ma  responsabile,
  privo di strategie propagandistiche.
   E  siamo qua, siamo qua da più di un giorno e sto assistendo a uno
  scenario  secondo il quale noi appariamo i fascisti. Io non  voglio
  dare del fascista a voi, lungi da me, anche perché non mi ci sento.
   Ho  la mia storia, sono stato un fondatore di centro che guarda  a
  destra. Certo  E ci credo fermamente all'alleanza e alla coalizione
  e rivendico la presenza di un Governo nazionale dove un leader come
  Giorgia  Meloni sta facendo veramente il massimo per il  Paese,  ma
  sono  scelte  mie, sono valutazioni politiche, quindi, posso  anche
  non condividere con voi.
   Abbiamo  trovato sino ad oggi un Governo che ragiona. E allora  io
  mi  chiedo  e  chiedo a voi, in ogni Parlamento da quando  vivo  in
  politica, esistono e devono esistere delle soluzioni finalizzate ad
  evitare l'ostruzionismo. Se ciò non fosse, se ciò non avvenisse, in
  ogni  Comune,  in ogni Provincia, in ogni Regione,  nel  Parlamento
  nazionale  avverrebbe  il caos, significherebbe  che  il  Paese  si
  bloccherebbe.  Avverrebbe il caos sociale, politico, istituzionale,
  perché  l'azione di Governo con atti amministrativi è un conto,  ma
  l'azione di Governo si tramuta anche in atti legislativi, leggi  di
  spesa,  leggi  di  intervento  che  hanno  bisogno  dell'intervento
  dell'Aula.
   Allora  se  si impedisce a un Parlamento regionale, nazionale,  di
  legiferare,  si  impedisce  un sistema,  io  questo  non  lo  posso
  condividere   Perché è contro le regole della nostra  Costituzione,
  contro le nostre regole di diritto, contro il nostro ordinamento, i
  principi   fondamentali   della  nostra   Repubblica    Attenzione,
  colleghi  Io lo dico perché, oggi, sono qui. Può darsi che, non  lo
  so quando, non farò parte, mi ritirerò, non lo so e ci potreste, in
  teoria, secondo la democrazia dell'alternanza, essere anche voi  E,
  allora,  magari,  i parlamentari al centrodestra  presentano  mille
  emendamenti, utilizzano il Regolamento per intervenire dieci minuti
  su ogni articolo e bloccano il Parlamento?
   Io  non  ci sto a questo  Ma non ci sto perché non ci posso stare
  Sono  stato  qui ieri, oggi a seguirvi, ad ascoltare,  a  prendermi
  improperi perché rispetto il Parlamento. Però, voglio dire   amici,
  a tutto c'è un limite  . Io mi sento una responsabilità
   Quando  sono  stato chiamato a governare questa Regione,  mi  sono
  preso  il  carico  di aiutare i siciliani a crescere  e  la  nostra
  economia sta crescendo con buona pace dei detrattori; ce lo dice la
  Banca   d'Italia,  ce  lo  dice  l'ISTAT,  ce  lo  dice  l'Istituto
  Tagliacarne, ce lo dice SVIMEZ, ma perché cresce? E la  conseguenza
  qual  è  di  questa  crescita? Queste maggiori entrate.  Quindi,  i
  mostri  della crescita del PIL che la Regione siciliana è la  prima
  Regione  d'Italia  per  crescita all'1.4.  Il  rating  ci  è  stato
  aumentato da Standard & Poor's, Moody's e Fitch. Questo è un  dato
  E il tornaconto oggettivo qual è? L'aumento delle entrate. Tutto si
  lega.  Non  è  un'affermazione soltanto cartolare, lo  riscontriamo
  nell'aumento delle entrate. Quindi, stiamo andando bene
   Poi,  ripeto, ognuno può avere il suo punto di vista su una scelta
  tattica  rispetto ad altro, però l'economia cresce  Ed io mi  sento
  in  dovere di fare in modo di utilizzare, al più presto, su  queste
  tre  matrici, queste maggiori entrate che derivano dall'azione  del
  mio  Governo.  Può essere buono o non buono, sta poi  ai  cittadini
  siciliani valutarlo. Io guardo ai fatti
   Io mi sento il dovere, e la mia maggioranza si sente il dovere, di
  fare  in  modo che queste maggiori entrate vadano subito utilizzate
  al  servizio  dei  siciliani. Subito  Nel  rispetto  delle  regole,
  ovviamente, non si fanno colpi di Stato
   Perché,   vedete,  l'anomalia  del  Regolamento  è  l'assenza   di
  decretazione d'urgenza. Perché il Regolamento Camera e  Senato,  la
  Costituzione,  prevede la decretazione d'urgenza.  Voi  lo  sapete,
  deve essere convertito il decreto legge entro sessanta giorni e  vi
  sono  delle  regole  parlamentari, a presidio,  affinché  entro  60
  giorni il Parlamento possa legiferare
   Qui  la decretazione d'urgenza non c'è. Non esiste, perché non c'è
  per  le  Regioni. La Costituzione non attribuisce alla  Regione  la
  possibilità  di decretazione d'urgenza. Io ricordo, quando  ero  in
  Commissione   bicamerale  -  presidenza  D'Alema   -   proposi   un
  emendamento  che prevedeva anche la possibilità della  decretazione
  d'urgenza, in capo alle funzioni legislative delle singole Regioni.
   Mi fu detto di no perché, mi si disse, in maniera ufficiosa, che i
  tempi  non  erano maturi perché la classe politica regionale  fosse
  all'altezza  di  potere affrontare dei temi  emergenziali,  ma  dei
  temi   anche tempi immediati con la decretazione d'urgenza.  Mi  si
  disse  così,  io ne presi atto - parliamo del  96 -  e  quindi  qui
  manca la decretazione d'urgenza.
   Allora,  in  assenza di un decreto d'urgenza, cosa  si  può  fare?
  Applicare il Regolamento. Io ringrazio la Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari. In testa a quei soggetti che si sono presi
  la  responsabilità di applicare una norma che dice che  due  terzi,
  maggioranza  qualificata...Perché i  due  terzi?  Perché  si  vuole
  evitare  che  una  maggioranza  risicata,  di  un  più  uno,  possa
  profittare   Due  terzi è una maggioranza qualificata.  Con  i  due
  terzi  si eleggono i giudici costituzionali, i componenti del  CSM.
  Sono  norme  qualificate, maggioranze che danno  il  senso  di  una
  grande condivisione. Perché, vivaddio, deve essere così
   In  presenza  di  quali temi? Temi non certo  normali,  temi  come
  questi  che  io  vi ho elencati. Voi mi dite che questi  sono  temi
  banali? Che la siccità non è emergenza? Che la copertura dei  danni
  da  incendi, che la sicurezza nei comuni non è emergenza?  Mi  dite
  che  lo scuolabus per i ragazzi non è emergenza se a settembre  non
  glieli  diamo?  Se  voi  bloccate questo  provvedimento,  a  questi
  ragazzi  lo  scuolabus lo spiegherete voi che non lo possono  avere
  più?  Lo spiegate voi? No  Io me la sento. Vado avanti. Vado avanti
  nel rispetto delle regole.
   Allora,   è   giusto,   sostanzialmente,  assumersi   le   proprie
  responsabilità. Io ce la sto mettendo tutta. Poi,  colleghi,  è  un
  ruolo  impegnativo, pesante. Sicuramente mi confronto  con  regole,
  chiamiamole  pure, un Regolamento che, sino ad oggi, è  stato  reso
  possibile  attraverso  un approccio, non dico  consociativo  -  non
  voglio  offendere nessuno - ma di esigenza di un'intesa, a tutti  i
  costi, tra maggioranza e opposizione. E questo avevo raggiunto fino
  a  giorni  fa.  E  io ne ero orgoglioso e avevo citato,  ho  sempre
  citato,  il  senso  di  responsabilità dell'opposizione  -  sempre,
  colleghi,  me  ne  dovete dare atto, perché c'è stato  sempre  -  e
  abbiamo  portato  a casa delle manovre importanti,  dialogando  con
  l'opposizione.  Un'opposizione che  ho  trovato  responsabile,  nel
  rispetto  del ruolo di opposizione e l'ho sempre rispettata,  anche
  pubblicamente.
   Ma,  dinanzi a un'attività, ad un atteggiamento vostro con cui  si
  dice  "no  e basta", perché questo è stato, amici, non ci dobbiamo,
  diciamo,  ci rispettiamo troppo per prenderci in giro   Sette  ore,
  otto ore per un articolo. Tutti gli interventi... ieri si è parlato
  di  tutto   Forse si parlava anche del meteo, non so, perché  forse
  c'era  troppo caldo  Però io ho ascoltato tutti, me ne dovete  dare
  atto  Si è parlato di tutto. Siamo in un... siamo in ostruzionismo.
  Dobbiamo dircele le cose. Non parliamo, per cortesia, amici del  PD
  e  del  Movimento  5 Stelle  che c'è un attentato alla  democrazia,
  perché  io  sono  stato qua  Sono stato a Palazzo dei  Normanni  ad
  ascoltare con silenzio e con rispetto. Si è parlato di tutto
   E  allora  se  c'è  un  input politico,  io  posso  capire...  nei
  confronti, da parte dei vertici - non voglio fare i nomi  -  ma  se
  c'è  un input politico, nei confronti del PD, Movimento 5 Stelle  e
  altri  di  fare le barricate, io non lo so. So di certo  che  è  la
  prima  volta, da quando sono Presidente della Regione, che mi trovo
  un'opposizione che fa le barricate su tutto
   Allora,  mi  sono  posto il tema, assieme agli assessori,  assieme
  alla  maggioranza, dobbiamo andare avanti, certo, abbiamo il dovere
  di  non  farci  paralizzare,  perché  se  passa  il  principio  che
  l'opposizione dice "no, questo Parlamento non può legiferare",  noi
  diamo  nelle mani di una minoranza dei siciliani la possibilità  di
  bloccare  e  impedire a un Governo di attuare norme a favore  degli
  stessi siciliani.
   Condivisibile o meno, poi, sapete, amici, c'è il momento  sacrale.
  Qual  è?  Quello  del voto  Poi i siciliani diranno "hai  governato
  bene,   bene",  "questa  maggioranza  ha  funzionato   o   non   ha
  funzionato?".
   Il voto - è la Costituzione che lo prevede - è il momento sacrale;
  fino  ad  allora, abbiamo il dovere di lavorare per i siciliani,  e
  noi con queste norme di 300 e qualcosa milioni stiamo lavorando per
  questo,  non  c'è un intervento nicchia, non c'è un  intervento  di
  parte,  di  partito; ditemi voi cosa c'è di fazioso,  cosa  c'è  di
  strumentale,  cosa c'è di discutibile. Io ascolterò, così  come  ho
  detto che noi implementeremo, entro domani, il fondo dei danni agli
  incendi;   lo   implementiamo  perché  è   stato   un   emendamento
  parlamentare.  Anch'io  sono  rimasto  colpito  della  non  esosità
  dell'intervento  e,  per  evitare  di  apparire  colui   il   quale
  disattende alle esigenze dei disastrati dagli incendi, diciamo "noi
  lo  aumentiamo", non ci prestiamo a critiche di parte o direi anche
  inutili, perché me ne sono reso conto io stesso e dico venia.
   Lo  implementiamo,  chiaramente  era  un  tema  indifendibile,  lo
  facciamo avendo le risorse.
   Allora,  io ringrazio tutti per avermi ascoltato, vi chiedo  scusa
  sulla   mia   foga,   però  sento  su  di  me  il   macigno   della
  responsabilità, quella alla quale mi sento di richiamare - al di là
  di  quella  dimostrata ieri dalla mia maggioranza -  l'opposizione,
  che  io  ho sempre richiamato. Abbandonate questo atteggiamento  di
  ostruzionismo,  si  lavori,  si lavori  questa  notte,  più  tardi,
  domani,  chiudiamo  domani; ci sono i temi per chiudere,  non  sono
  elementi  divisivi,  non sono proposte divisive,  amici,  non  sono
  proposte divisive

   SPADA. Lei deve chiedere scusa e poi possiamo discutere.

   PRESIDENTE. Onorevole Spada, per favore.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Non sono  proposte  divisive.
  Allora, io mi sento la responsabilità con la mia maggioranza,  come
  Governo,  di  avere  il dovere di dare risposte  ai  siciliani  con
  questa variazione di bilancio. Non ci possiamo consentire il  lusso
  di  fermarci;  nel  rispetto  delle  prerogative  dell'opposizione,
  votiamo, votiamo anche questa notte, votiamo domani, abbiamo potuto
  votare  anche  ieri, seppure con sette ore impiegate  per  un  solo
  articolo, ma non vi è dubbio che questa responsabilità me la sento
   Ringrazio la Presidenza per la collaborazione istituzionale che ha
  posto  in  essere  sino ad oggi, però facciamo un bagno  di  umiltà
  tutti,  respiriamo, discutiamo con l'obiettivo,  entro  domani,  di
  dare  delle risposte; confrontiamoci nel merito, così come ho detto
  che  io aumenterò i famosi settecentocinquantamila euro, li porterò
  a due milioni, perché è giusto, siamo qua per ascoltare.
   Però,  sentirvi parlare, voglio dire, della temperatura di  fuori
  Ieri  avete parlato di tutto, ma si capiva che era un atteggiamento
  ostruzionistico, vi siete iscritti tutti a parlare
   Chi  ha, come me, un'esperienza trentennale in Parlamento, sa bene
  quando c'è ostruzionismo, ma lo sappiamo tutti. E ricordatevi che è
  giusta  l'applicazione del Regolamento, secondo me, perché in  ogni
  Regolamento di un'Assemblea è prevista sempre, deve essere prevista
  sempre una norma anti ostruzionismo. In che veste? Per impedire che
  un  ostruzionismo  impedisca all'organismo di funzionare,  e  viene
  utilizzata in momenti speciali, come questo, e per motivi speciali,
  come questo, a maggioranze speciali.
   Quindi,  io  concludo rimettendomi alla vostra  riflessione,  alla
  vostra  posizione, condividendo quello che ha scelto la  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, e sarò qui, in quest'Aula,
  a seguire i lavori.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente Schifani.

                              (Applausi)

   La  ringrazio per l'intervento, onorevole Presidente, e per la sua
  presenza.
   Onorevoli  colleghi,  adesso, poniamo in  votazione  la  decisione
  presa in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Do  atto del voto contrario del Partito Democratico, del Movimento
  5  Stelle  e  dell'onorevole  La  Vardera,  seppur  non  è  Gruppo,
  comunque, dell'onorevole La Vardera.
   Adesso, andiamo  sì, perché era la maggioranza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari


   Seguito della discussione del disegno di legge n. 976 Stralcio/A
   «Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
                                 2025
     e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie»

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                         Fondo per l'editoria

   1. È costituita, nell'ambito del Fondo Sicilia di cui all'articolo
  2  della  legge  regionale  22 febbraio 2019,  n.  1  e  successive
  modificazioni, una sezione specializzata destinata a interventi  in
  favore  delle  imprese  operanti  nel  settore  dell'editoria,  sia
  cartacea   che   digitale,   delle  emittenti   televisive,   anche
  comunitarie, e delle agenzie di stampa che producano un  notiziario
  regionale sulla Sicilia da almeno tre anni e che abbiano almeno due
  giornalisti  contrattualizzati  nella  Regione  e  la  cui  testata
  giornalistica  sia regolarmente registrata presso il  Tribunale  di
  competenza.

   2.  Le  disposizioni  di  cui al presente articolo  si  applicano,
  altresì, alle imprese editoriali operanti in Sicilia da almeno  tre
  anni  con  produzione  libraria sulla cultura siciliana  di  almeno
  dieci  titoli con codice ISBN nel biennio e che abbiano  almeno  un
  dipendente attivo sul territorio della Regione.

   3.  Gli  interventi di cui al presente articolo possono consistere
  nella  concessione di finanziamenti agevolati e contributi a  fondo
  perduto   per  investimenti  ovvero  per  fabbisogno  di   capitale
  circolante.

   4.   Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  l'economia,  da
  adottarsi previo parere della Commissione  Bilancio' dell'Assemblea
  regionale   siciliana,  sono  individuate  le   specifiche   misure
  attuative per l'utilizzo del plafond di cui al presente articolo.

   5.  Gli  interventi di cui al presente articolo sono concessi  nel
  rispetto del regolamento generale di esenzione per categoria  (GBER
  - Reg. UE n. 651/2014) come modificato da ultimo con il regolamento
  (UE)  2023/1315  della Commissione del 23 giugno 2023  o,  in  ogni
  caso,  della normativa dell'Unione europea in materia di aiuti   de
  minimis  ai sensi del regolamento (UE) n. 2023/2831.

   6.  Il  Dipartimento  regionale delle  finanze  e  del  credito  è
  autorizzato a erogare a IRFIS-FinSicilia S.p.A., per ciascuno degli
  esercizi  finanziari  del triennio 2025-2027,  la  somma  di  3.000
  migliaia  di euro per le finalità di cui al comma 1 e la  somma  di
  1.000  migliaia di euro per le finalità di cui al comma 2 (Missione
  14, Programma 1)».

   DE LUCA Antonino. Signor Presidente, voto segreto

   PRESIDENTE.  Già mi era chiaro, ci devo arrivare, però,  onorevole
  De Luca.
   Si passa all'emendamento 2.1. C'è una richiesta di voto segreto da
  parte del....

   CATANZARO.  Mantenuto,  annunciando  al  2.1  richiesta  di   voto
  segreto.

   PRESIDENTE.  L'ho capito, bisogna però verificare se è  appoggiata
  la   richiesta.   Chiaramente,  qualora  non  venisse   appoggiata,
  decadrebbero tutti quanti gli altri soppressivi sull'articolo.
   Allora, intanto, la richiesta è appoggiata.
   Pongo in votazione l'emendamento...

   CATANZARO. Signor Presidente, come si vota?

   PRESIDENTE. Lo sto spiegando. Se anziché parlare, ascoltaste  ogni
  tanto, magari arriviamo. Stiamo votando il suo soppressivo.

   CATANZARO. Non ho capito, verde o rosso?

   PRESIDENTE. Questo lo deve decidere lei se è verde e rosso, non lo
  devo  decidere  io, onorevole Catanzaro, lo decide lei  come  vuole
  votare
   Aveva  chiesto  di  intervenire  il  Presidente  Schifani.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHIFANI,  presidente  della  Regione.  L'articolo  è  soppressivo
  dell'editoria, soppressivo dell'editoria

                            (Proteste in aula)

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 67
   Votanti                  62
   Maggioranza              32
   Favorevoli               30
   Contrari                 32
   Astenuti                   0

                           (Non è approvato)

   LANTIERI. Signor Presidente, sospenda per 5 minuti l'Aula

   PRESIDENTE. Non è stato approvato, che sospendi?
   Si  passa  all'emendamento  2.108,  dell'onorevole  Di  Paola.   È
  mantenuto  o  ritirato?  Ha chiesto voto segreto...  sono  decaduti
  tutti  i  soppressivi  dell'articolo  2,  adesso  siamo  al  2.108,
  dell'onorevole Di Paola.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Contrario,  2.108... il 2.108   ha  chiesto  il  voto
  segreto l'onorevole Di Paola.

   CRACOLICI.  C'è  un  emendamento che  stabilisce  che  da  due,  i
  giornalisti devono essere uno. Se votiamo l'emendamento  Di  Paola,
  deve  considerare prima di votare l'emendamento, il subemendamento,
  che modifica da due a uno.

   PACE. Andiamo a casa che è meglio

   PRESIDENTE. Dov'è questo emendamento? Il 2.110 ce l'avete?
   C'è una richiesta di sospensione da parte del Governo. La seduta è
  sospesa per un quarto d'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.30, è ripresa alle ore 15.56)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.108. Onorevole Di Paola, lo
  mantiene?

   DI PAOLA. È ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento 2.9 che  è  inammissibile.
  Emendamento 2.104 che è inammissibile. Emendamento 2.18.  Onorevole
  Giambona lo mantiene?

   GIAMBONA. È mantenuto.

   PRESIDENTE.  Invito  i  componenti della  Commissione  Bilancio  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

                           (Brusìo in Aula)

   CRACOLICI. Previo avviso pubblico

   PRESIDENTE.  Assessore,  l'ha  letto  l'emendamento?   Si   tratta
  dell'emendamento 2.18.

   DAGNINO,   assessore  per  l'economia.  Scusate,   il   parere   è
  favorevole.

   PRESIDENTE.  Non aveva visto bene l'emendamento. Il  parere  della
  Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  L'emendamento  dice:  dopo le parole "sezione  specializzata"  sono
  aggiunte le parole "avviso pubblico . Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 2.79 che  è  inammissibile.
  Emendamento 2.96. Onorevole Catanzaro, lo mantiene?

   CATANZARO. È ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.105, a firma dell'onorevole
  Venezia ed altri. Onorevole Venezia, lo mantiene?

   VENEZIA. È mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.95. Mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. È ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.102, a firma dell'onorevole
  Gilistro. Mantenuto o ritirato?

   GILISTRO. È mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.110, a firma dell'onorevole
  Cracolici.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   CRACOLICI.  Perché? Avete proposto voi "uno" e noi  abbiamo  detto
  "due".

   DAGNINO, assessore per l'economia. Abbiamo ampiamente discusso  in
  Commissione su questo tema: uno o due giornalisti, e la Commissione
  ha  votato  per due giornalisti, quindi, io mi uniformo  al  parere
  della  Commissione,  perché è stato un punto di incontro  raggiunto
  dopo  lunga  discussione. Non vedo la ragione per cui debba  essere
  modificato in Aula.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.110

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2.110.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  'Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 68
   Votanti                  68
   Maggioranza              35
   Favorevoli               30
   Contrari                 38
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 2.87  a  firma  dell'onorevole
  Giambona ed altri.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.103 a firma dell'onorevole Venezia  e
  altri.
   È mantenuto o ritirato? Mantenuto.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.3 degli onorevoli Catanzaro ed altri. È
  mantenuto o ritirato?
  Ritirato, grazie.
   Si  passa  all'emendamento 2.16 dell'onorevole De Luca Antonino  e
  altri. Mantenuto o ritirato? Ritirato, grazie.
   Si  passa  all'emendamento 2.97 dell'onorevole Catanzaro e  altri.
  Mantenuto o ritirato?
  Ritirato, grazie.
   Si  passa  all'emendamento 2.89 a firma dell'onorevole Giambona  e
  altri. Mantenuto o ritirato?
   Mantenuto. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 2.66 degli onorevoli Catanzaro ed altri è assorbito.
   Si  passa all'emendamento 2.93 degli onorevoli Catanzaro ed altri.
  Mantenuto o ritirato?
   Mantenuto. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.92 dell'onorevole Catanzaro ed altri. È
  mantenuto o ritirato? Ritirato
   Si  passa  all'emendamento 2.44 dell'onorevole Giambona ed  altri.
  Mantenuto o ritirato? Ritirato.
   L'emendamento 2.106 è uguale al 2.44.
   Si passa all'emendamento 2.91 dell'onorevole Catanzaro ed altri. È
  mantenuto o ritirato? Ritirato
   Si passa all'emendamento 2.10 dell'onorevole Catanzaro ed altri. È
  mantenuto o ritirato? Ritirato
   Si  passa  all'emendamento  al 2.109  dell'onorevole  Cambiano  ed
  altri. Mantenuto o ritirato? Mantenuto. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

   CAMBIANO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.109

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2.109, con il parere contrario della Commissione e
  del Governo.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 68
   Votanti                  67
   Maggioranza              34
   Favorevoli               30
   Contrari                 37
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.85, degli onorevoli Giambona ed altri.
  È mantenuto o ritirato?

   GIAMBONA. È ritirato.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  2.83,  degli   onorevoli
  Giambona e altri. È mantenuto o ritirato?

   GIAMBONA. È mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.83.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.4, dell'onorevole Catanzaro ed altri. È
  mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.15, dell'onorevole De  Luca
  Antonino. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.5, dell'onorevole Catanzaro
  ed altri. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.14, dell'onorevole De  Luca
  Antonio ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento  2.64,   dell'onorevole
  Catanzaro ed altri. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento  2.11,   dell'onorevole
  Catanzaro ed altri. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. L'emendamento 2.100 è assorbito dal 2.11.
   Gli  emendamenti 2.107, 2.101, 2.6, 2.13, 2.7, 2.12  e  2.98  sono
  inammissibili per mancanza di copertura finanziaria.
   Si passa all'esame dell'emendamento 2.61, dell'onorevole Catanzaro
  ed altri. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.61.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Gli  emendamenti 2.81, 2.82, 2.84, 2.86, 2.88, 2.43,  2.42,  2.19,
  2.20,  2.21, 2.22, 2.23, 2.24, 2.25, 2.26, 2.27, 2.28, 2.29,  2.30,
  2.31, 2.90, 2.32, 2.33, 2.34, 2.35, 2.36, 2.37, 2.38, 2.39, 2.40  e
  2.41 sono inammissibili.
   Si  passa  all'emendamento 2.57 a firma dell'onorevole  Catanzaro.
  Mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   VENEZIA.  Signor  Presidente, i miei emendamenti  sono  tutti  con
  copertura.

   PRESIDENTE.  Siamo  in  fase  di  votazione,  onorevole   Venezia.
  Onorevole  Venezia,  io  non gliel'avrei  mai  detto  che  è  senza
  copertura  se prima gli Uffici non me lo dicevano. Riverificheranno
  in  questo  momento  e  se  mai fosse  come  dice  lei  ritorneremo
  certamente indietro.
   Si   passa   all'emendamento   2.112,  dell'onorevole   Catanzaro.
  Mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Gli emendamenti 2.45, 2.46, 2.47, 2.48,  2.49,  2.50,
  2.51,  2.52, 2.53, 2.54, 2.55, 2.58, 2.59, 2.60, 2.62, 2.63,  2.65,
  2.67,  2.68,  2.69  e  2.99  sono  inammissibili  per  mancanza  di
  copertura.
   Gli  emendamenti  a  seguire 2.70, 2.71, 2.72, 2.73,  2.74,  2.75,
  2.76, 2.77, 2.78, 2.56, 2.80, 2.111 sono inammissibili per mancanza
  di copertura.
   Pongo in votazione l'articolo 2.

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 68
   Votanti                  67
   Maggioranza              34
   Favorevoli               30
   Contrari                 37
   Astenuti                  0

                       (L'Assemblea non approva)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
    Misure per l'abbattimento delle locazioni passive della Regione
                               siciliana

   1.  Allo  scopo  di  ridurre le locazioni  passive  della  Regione
  siciliana e per migliorare la distribuzione logistica degli  uffici
  di competenza regionale, il Dipartimento regionale delle finanze  e
  del  credito  è  autorizzato  all'acquisto  dell'immobile  sito  in
  Palermo,  Via  Cordova 76, di proprietà del Fondo pensioni  per  il
  personale  della Cassa centrale di Risparmio Vittorio Emanuele  per
  le province siciliane   Palermo.
   2. Per l'attuazione degli interventi di cui al presente articolo è
  autorizzata, per l'esercizio finanziario 2025, la spesa  di  13.500
  migliaia di euro (Missione 14, Programma 1).».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Non stiamo votando l'articolo, onorevole Cracolici. la
  invito  a  fare  la  dichiarazione di  voto  alla  fine  dell'esame
  dell'articolo.
   C'è  una  richiesta  del  Governo. Prego,  assessore  Dagnino,  la
  formalizzi.

   DAGNINO,   assessore   per  l'economia.  Chiedo   l'accantonamento
  dell'articolo 3.

   PRESIDENTE. L'articolo 3 è accantonato.
   Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                Spese gestione impianti di dissalazione

   1.  Per  far  fronte alle spese per la gestione degli impianti  di
  dissalazione  nei  comuni di Trapani, Gela  e  Porto  Empedocle,  è
  autorizzata  la  spesa complessiva di 9.900 migliaia  di  euro  per
  l'esercizio  finanziario  2025, di  25.300  migliaia  di  euro  per
  l'esercizio  finanziario  2026 e di 32.000  migliaia  di  euro  per
  l'esercizio finanziario 2027.

   2. Per gli esercizi finanziari successivi al triennio 2025-2027 la
  spesa  annua  è  determinata con la legge di bilancio  nell'importo
  massimo di 32.000 migliaia di euro (Missione 9, Programma 4)».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Lo fa ora e non lo farà alla fine. Su quale articolo?

   CRACOLICI. Sull'articolo 4.
   Presidente  Schifani,  vorrei  che  mi  ascoltasse  perché  è  una
  questione  molto delicata. Noi non siamo contrari al  finanziamento
  dei  dissalatori. Fatta questa premessa, ci sono due questioni  che
  non sono risolte da questa norma: primo noi finanziamo a regime con
  32 - l'ha detto tra l'altro il collega Cambiano in Commissione, con
  molta  dovizia  di  particolari - noi stiamo  finanziando  l'intera
  produzione  dell'acqua,  che a regime  sarà  100  litri  per  Porto
  Empedocle, 100 litri per Gela e 100 litri per Trapani.
   La produzione di quest'acqua, che abbiamo calcolato è a circa 2,80
  euro a litro, per 9 milioni e mezzo di litri.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  2,80 euro a litro?

   CRACOLICI. Metro cubo, scusate, una situazione che è la  seguente:
  poiché la distribuirà Siciliacque e noi stiamo pagando per intero a
  Siciliacque  la produzione dell'acqua, Siciliacque nel  momento  in
  cui la distribuirà la scaricherà sulla bolletta.
   Allora,  noi le chiediamo di avere due condizioni, che Siciliacque
  -  quest'acqua - che già paga la Regione con la produzione che paga
  sui  dissalatori, venga esentata dalla bollettazione, con  modalità
  che decide il Governo quali debbono essere, ma non ci può essere il
  paradosso che la Regione paga due volte la stessa acqua, una  volta
  per produrla e una volta i cittadini con la tariffa
   Io  credo  che  noi su questo punto dobbiamo fare  chiarezza,  nel
  senso   che  l'acqua  nel  momento  in  cui  la  paga  la  Regione,
  Siciliacque  non  può  avere un profitto  di  un'acqua  che  riceve
  gratis
   Se  il  Governo  accoglie questa indicazione noi  siamo  pronti  a
  votare a favore, una cosa deve essere certa.
   L'ultima cosa, il Governo deve assicurare - glielo dico anche  per
  l'esperienza  che  abbiamo - oggi i fornitori di energia  elettrica
  che garantiscono per le attività di distribuzione idrica in Sicilia
  l'energia  elettrica  applicano la  tariffa  più  alta  in  Italia:
  chiediamo  al  Governo di garantire che venga fatta  una  gara  per
  scegliere  il fornitore di energia, perché non siamo più  ai  tempi
  del  fornitore unico quando si fecero negli anni 70, 80 e 90 alcuni
  di  questi impianti, ma possibilmente con una gara sul fornitore la
  Regione  avrebbe  enormi risparmi oggi sui  dissalatori  ma  io  le
  aggiungo riguarderà i consorzi di bonifica, riguarda tutti i luoghi
  dove  la nostra attività di produzione comporta un costo di energia
  molto elevato, ciò siccome siamo considerati pagatori in black list
  le tariffe applicate in Sicilia sono le più alte d'Italia.

   CAMBIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Presidente
  Schifani,  mi rivolgo a lei per puntualizzare rispetto all'articolo
  in  questione,  considerato che poc'anzi ha  affermato  che  presta
  ascolto  a  tutti e sono arrivate delle proposte fino  ad  ora  non
  ascoltate,  guardi  c'è un problema di numeri e  di  matematica  in
  questo articolo.
   Presidente,  all'articolo  4,  noi  diamo  9  milioni  di  euro  a
  Siciliacque  per  le spese di gestione per la dissalazione  per  il
  2025 saranno quattro mesi Presidente settembre, ottobre, novembre e
  dicembre,  l'assessore Colianni ha riferito in Commissione  che  il
  costo per metro cubo dell'acqua dissalata è di circa un euro  e  70
  anche  2  euro, produrranno i tre dissalatori 300 litri al  secondo
  che  per 2 euro fanno 6 milioni di euro. Perché diamo a Siciliacque
  9 milioni di euro?
   L'altra  osservazione: Siciliacque venderà quest'acqua ai  gestori
  ad  esempio AICA nella provincia di Agrigento e la fatturerà a 0,69
  a  0,78 centesimi quindi introiterà delle somme che dovranno andare
  o dovrebbero andare a scomputo.
   Ora,  su  questo punto l'assessore è stato diciamo poco esaustivo,
  credo  che ci sia stato un errore di sopravvalutazione perché diamo
  9  milioni di euro per i 4 mesi del 2025 e poi se non erro sono 20-
  25 milioni di euro, qualcosa del genere per il 2026. Non tornano  i
  conti, Presidente, perché uno, 2 euro a metro cubo per 3 milioni di
  metro  cubi  fanno  6  milioni di euro,  l'altro  punto  è  che  80
  centesimi  Siciliacque l'introita  quindi se cortesemente  con  gli
  Uffici,  con  il  Governo, con l'assessore, può verificare,  perché
  questi  costi di gestione considerato che ci sono pure i 21 milioni
  di euro del Governo nazionale

   SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'assessore  Colianni in questo momento  è  assente  per
  motivi  istituzionali in mia rappresentanza,  quindi  è  ampiamente
  giustificato.
   Vorrei  dire  questo  all'opposizione:  ci  stiamo  occupando   di
  siccità,  senza nessuna conflittualità, il Governo nazionale  penso
  che  ne  siamo al corrente se no lo dico, ha stanziato con  decreto
  legge 20 milioni, 20 milioni per il funzionamento, realizzazione  e
  funzionamento   perché  siamo  riusciti  a   fare   entrare   nella
  interpretazione   dell'attuazione   20   milioni   anche   per   il
  funzionamento dei dissalatori.
   In  attesa  della  operatività di questa norma e per  far  partire
  subito  i  dissalatori,  ci  stiamo  facendo  carico  come  Regione
  dell'appostazione  delle  finanze perché i dissalatori  funzionino,
  perché  il  nostro  tema  è  stato  sempre  quello  realizziamo   i
  dissalatori,  come  ha  detto sempre Salvo Cocina,  realizziamo  ma
  occorre anche appostare somme per farli funzionare.
   In  questo momento, lo sta facendo Siciliacque che è il   soggetto
  individuato  per  legge  nazionale come  soggetto  attuatore  dalla
  Regione, anche perché è una nostra partecipata, quindi vorrei  dire
  all'Aula,  all'opposizione, che siamo disponibilissimi a  rivedere,
  però  chiedo all'Aula in questo momento, fermo restando - onorevole
  Cracolici  -  che  sul  tema  dell'energia  sono  d'accordissimo  a
  recepire  come  ordine  del giorno e come  il  resto  delle  vostre
  osservazioni  perché sull'energia io mi batto  anche  se  non  sono
  competente,   perché  in  questo  tema  la  Regione  sia   autonoma
  addirittura, cioè produzione di fotovoltaico.
   Abbiamo  questa  capacità infatti, c'è chi nel mio  staff  si  sta
  occupando proprio con riunioni varie di questo tema, c'è un addetto
  del  mio  staff,  dobbiamo  fare in modo che  i  dissalatori  siano
  autonomi come energia, cioè realizziamo noi con fondi gli impianti,
  i pannelli, e realizziamo sicuramente grande economia: siccome vedo
  io  questa soluzione come soluzione definitiva, diciamolo  pure,  i
  dissalatori  in  assenza di un mutamento climatico è  evidente  che
  sopperiscono  a  un'esigenza grave. Per cui  vedo  questo  sistema,
  perché  mi  si  dice  che  in  passato questi  dissalatori,  quelli
  antichi, sono stati dismessi perché l'energia costava troppo, da un
  lato l'eccessivo costo di energia, dall'altro lato il clima che era
  diverso da quello attuale e quindi le cose sono saltate.
   Quindi  sono  pronto a recepire l'osservazione posta, un  impegno,
  non  soltanto  una  gara come dice l'onorevole Cracolici  ma  anche
  addirittura,  vado di più, a valutare la possibilità della  Regione
  di  realizzare in house impianti fotovoltaici perché l'ho detto già
  al mio staff, all'assessore di studiare questa ipotesi così così ce
  la  produciamo noi l'energia, non dimenticando, comunque,  che  noi
  nelle  more,  abbiamo la disponibilità di ben  20  milioni  per  la
  realizzazione, anche gestione, di questi dissalatori.
   Però abbiamo voluto essere più realisti del re, colleghi, per fare
  in   modo  che  non  avvenga  l'interruzione  dell'attività   della
  dissalazione, poi siccome queste somme, colleghi, servono a questo,
  quindi,  io  chiedo ai colleghi dell'opposizione  predisponiamo  un
  ordine  del  giorno che il Governo naturalmente  lo  esaminerà  con
  attenzione  perché questioni tecniche, di costo, io sono  pronto  a
  guardarle.  Però  noi  ci troviamo in questo  momento,  il  collega
  Cracolici parlava della situazione di Siciliacque, la situazione di
  Siciliacque è una situazione delicata che io ho attenzionato ma che
  non  può, secondo me, essere affrontata con una norma, perché è  un
  tema  delicato  che  conosco, Siciliacque è  in  grande  difficoltà
  perché non viene pagata dagli utenti e, quindi, è in sofferenza.
   Allora,  io  ritengo  e concludo, abbiamo una appostazione  di  20
  milioni  del Governo nazionale per il funzionamento appena  saranno
  operativi, nelle more per la produzione di energia sono pronto  non
  solo a gara, onorevole Cracolici, ma addirittura alla produzione in
  house  con  panelli fotovoltaici dalla Regione, quindi, proprio  in
  house per risparmiare ancora di più, gara sì da un lato, dall'altro
  io  sono  pronto  a recepire un ordine del giorno  che  impegni  la
  Regione  a valutare che ci stiamo lavorando, stiamo facendo  questo
  per  produrli  in  house  questi pannelli  perché  dicevo,  in  sua
  assenza, uno dei motivi, per cui si è chiusa questa esperienza  dei
  dissalatori,   tredici  anni  fa,  è  il  costo  dell'energia,   io
  responsabilmente dico non possiamo ripetere, io dico...

   CRACOLICI. Io allora trasformo l'emendamento in ordine del giorno

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Io dico un ordine del  giorno
  che impegni la Regione a valutare o fotovoltaico in house o si va a
  gara,  su  questo  sono  laico e sono  pronto  a  discutere  ma  il
  cambiamento dell'emendamento sotto il profilo finanziario io chiedo
  all'opposizione di non insistere perché a noi servono queste  somme
  per farli partire.
   Poi  se  si  deve trattare di costo a metro cubo, non è questa  la
  sede, perché mi appello un poco al senso di responsabilità di tutti
  di  fare  in  modo che questi dissalatori benedetti  funzionino  e,
  allora,  lavoriamo per questo, fermo restando che  siamo  pronti  a
  settembre  a  rivisitare eventualmente l'aspetto. Tecnicamente,  si
  faranno le riunioni tecniche tra maggioranza e opposizione,  perché
  non c'è nessuna preclusione politica, a me interessa che funzionino
  e  interessa  che  però  la norma, così è  stata  come  predisposta
  dall'assessore  Colianni, possa essere approvata per  garantire  ai
  siciliani  l'acqua  e  il  funzionamento  dei  dissalatori,   fermo
  restando  che ci ridiamo un appuntamento a settembre,  al  prossimo
  appuntamento  d'Aula, con i conti riveduti, eventualmente  l'ordine
  del giorno lo recepisco anche adesso con l'impegno della Regione  a
  valutare   la  gara  ed  eventualmente  produzione  in  house,   lo
  predisponete e io già ve lo anticipo che lo condivido.  Lo  accetto
  perché è la mia linea.
   Sul resto dei costi, quello che chiedo è che abbiamo una copertura
  nazionale che ci mette al sicuro, nelle more che operi la copertura
  nazionale, ci servono queste somme se poi sono stati fatti  bene  o
  sbagliati   non  entro  nel  merito,  dico  soltanto  collaboriamo,
  facciamo in modo che si parta poi a settembre ne riparliamo, se  ci
  sono  degli errori tecnici nella logica dei costi io sono laico  su
  questo, figuratevi che interessi ho di favorire uno o l'altro, però
  ci  troviamo in estrema siccità, ci trovavamo in emergenza, quindi,
  quello che chiedo è questo, rivedere a settembre la valutazione del
  costo,  premesso che abbiamo copertura nazionale, quindi, siamo  al
  sicuro. Quindi, appena entra lo stanziamento dei venti milioni, non
  paga più la Regione, ma è evidente che il Commissario straordinario
  Dell'Acqua, dovendo utilizzare i fondi nazionali, farà anche lui il
  risparmiatore, perché tratterà direttamente con Siciliacque  che  è
  il  soggetto attuatore. Poi ci sarà la gara per quanto riguarda  la
  produzione elettrica e io non escludo la gara anche per la gestione
  perché  Siciliacque, se non ricordo male, è stata individuata  come
  soggetto attuatore ma soltanto per un periodo di tempo.

   CRACOLICI.  Allora io trasformo il mio emendamento in  ordine  del
  giorno

   PRESIDENTE.  L'emendamento dell'onorevole Cracolici è  trasformato
  in ordine del giorno.
   Io  intanto  ora  chiedo ai Presidenti dei Gruppi parlamentari  di
  opposizione  se  gli emendamenti soppressivi dell'articolo  4  sono
  ritirati.

   CATANZARO. Ritirati.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca Antonio del Movimento Cinque Stelle,
  sono ritirati?

   DE LUCA Antonino. Ritirati.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.16 dell'onorevole Safina ed
  altri. È mantenuto o ritirato?

   SAFINA. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.16.
   C'è  richiesta  di voto palese sull'emendamento  4.16.  Chiedo  ai
  colleghi  di  prendere posto, di ricordarsi di  tenere  premuto  il
  bottone sino alla fine e vediamo se la richiesta è appoggiata.
   È appoggiata.
   Pongo  pertanto  in  votazione l'emendamento 4.16,  dell'onorevole
  Safina  ed  altri,  con il parere contrario  del  Governo  e  della
  Commissione.

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 4.16

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 4.16.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 68
   Votanti                  64
   Maggioranza              33
   Favorevoli               20
   Contrari                 44
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 4.25, dell'onorevole Di Paola e altri.  È
  mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA.  Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento...

   DI PAOLA. Votazione palese

   PRESIDENTE.   C'è   una  richiesta  di  voto   palese   da   parte
  dell'onorevole   Di   Paola.  Vediamo  se  la   richiesta   risulta
  appoggiata.
   La richiesta è appoggiata.
   Pongo in votazione l'emendamento 4.25, con il parere contrario  di
  Governo e Commissione.

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 4.25

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 4.25.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 68
   Votanti                  63
   Maggioranza              32
   Favorevoli               21
   Contrari                 42
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 4.26, che è inammissibile.
   Gli  emendamenti 4.23, 4.22, 4.28, 4.34, 4.13, 4.11,  4.21,  4.30,
  4.36, 4.15 e 4.36, scusate tutti quelli che ho nominato, tranne  il
  4.15 sono inammissibili, invece il 4.15 è in riduzione.
   Chiedo se sono mantenuti o ritirati. Sono tutti ritirati quelli in
  riduzione,  giusto? Benissimo. Grazie. Gli emendamenti 4.20,  4.24,
  4.35  e  4.14 sono inammissibili. L'emendamento 4.9 è ritirato,  ha
  detto l'onorevole Catanzaro.
   L'emendamento 4.32 è mantenuto o ritirato? È trasformato in ordine
  del giorno, benissimo.
   Gli emendamenti soppressivi sono tutti ritirati.
   Si  passa  direttamente all'emendamento 4.19, ma  è  inammissibile
  perché aumenta la spesa.
   Si  passa  all'emendamento 4.8, che è una riduzione, ma ho  capito
  che  le riduzioni sono tutte ritirate, giusto, onorevole Catanzaro?
  Onorevole  Catanzaro, mi deve fare un segnale. Lo so,  però  me  lo
  deve dire.
   Gli emendamenti 4.31, 4.33 e 4.12 sono ritirati.
   Si  passa all'emendamento 4.17, dell'onorevole Catanzaro ed altri.
  È  mantenuto  o ritirato? Lo deve dire lei, non lo so a sentimento
  Lo pongo in votazione.
   Allora, il parere del Governo sull'emendamento 4.17?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Favorevole la Commissione.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 4.17. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi,

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante.

   CAMBIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della  Regione,  sempre  nell'ottica della  collaborazione,  signor
  Presidente: lei ha detto che rischiamo di bloccare perché  ci  sono
  Comuni  e cittadini che non ricevono l'acqua, ha detto bene.  AICA,
  ad  esempio,  ha  i conti pignorati da parte di Siciliacque  e  noi
  stiamo dando soldi, 9 milioni di euro, a Siciliacque che per il 75%
  è  in  mano a privati. Diamo i soldi ai Comuni vincolati per pagare
  il  debito  con  AICA in maniera tale che può pagare Siciliacque  e
  sulle  spese  di  gestione c'è qualche problema rispetto  ai  costi
  sopravvalutati.

   PRESIDENTE. Onorevole Presidente, possiamo andare in votazione  se
  vuole.

   SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Voglio dire  che  il  tema  è
  particolarmente attenzionato - possiamo anche incontrarci -  perché
  io  ho  trovato una situazione, come dice lei, anomala; però, prima
  io  sto  cercando di capire, perché sono contrario per principio  a
  sanare con i fondi della Regione situazioni anomale. Anomale  no...
  non  è  questa  la fattispecie, però ci sono situazioni  che  vanno
  viste  caso  per  caso.  Da parte mia c'è la totale  disponibilità,
  laica anche su questo fatto, a riunirmi con l'opposizione e parlare
  con Cocina ed altri, con l'assessore, perché a me interessa che gli
  impianti funzionino, che non avvengano sprechi e che l'eredità  del
  passato storico, come la situazione di Siciliacque, che è in grande
  difficoltà  economica  -  ed è tra l'altro  una  partecipata  della
  Regione  -  ha un grande deficit, per cui il tema è all'attenzione.
  Uno     degli    argomenti    potrebbe    essere    quello    della
  ricapitalizzazione, ma lei sa che noi siamo soci al  25  per  cento
  soltanto, c'è la parte privata, quindi non possiamo intervenire.
   Quindi,  il  tema  è  complesso, però -  ripeto  -  io  su  questi
  argomenti  sono estremamente laico, aperto al confronto,  anche  ai
  suggerimenti, perché sono temi squisitamente tecnici da un  lato  e
  politici  dall'altro. A me interessa, dico, siamo tutti  d'accordo,
  accetto  l'ordine  del giorno naturalmente  e  su  questo  tema  ne
  riparliamo  a  settembre, alla prima occasione, perché  c'è  questa
  situazione  anomala  di  Siciliacque, che è  appesantita  sotto  il
  profilo  debitorio dal mancato pagamento di altri  che  dovrebbero.
  Questo  è  il  tema  che lei pone ed è il tema che  io  conosco.  E
  dovremo  assieme trovare una soluzione, perché le risorse,  dicevo,
  colleghi, non voglio dire non mancano, abbiamo qualche risorsa, per
  cui  a  settembre  possiamo affinare questi temi, in  maniera  però
  condivisa,  perché è un tema sensibile e delicato, sul quale  io  -
  ripeto - sono prontissimo ad incontrarci, perché a me interessa non
  solo  la  condivisione, ma l'individuazione della migliore  scelta,
  della migliore strategia.
   Quando  si  tratta,  infatti, colleghi, di  acqua,  di  tutela  al
  servizio  dei cittadini, io credo che un obbligo sociale ci  leghi:
  quello  di  trovare il massimo della responsabilità,  per  come  in
  passato abbiamo sempre fatto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 4, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.   L'articolo  4  è  approvato  con  l'astensione   del
  Movimento  5  Stelle, del Partito Democratico e  dell'onorevole  La
  Vardera.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                        Interventi sulle dighe

   1.  Al  fine  di  consentire la progettazione di interventi  sulle
  dighe, necessari per fronteggiare l'emergenza idrica, è autorizzata
  la spesa complessiva di euro 6.280.480,00, di cui euro 1.845.000,00
  per   l'esercizio   finanziario  2025  ed  euro  4.435.480,00   per
  l'esercizio  finanziario  2026  (Missione  9,  Programma   4),   da
  destinare al finanziamento dei seguenti interventi:

   DESCRIZIONE INTERVENTO        2025          2026

   1.  Realizzazione del collegamento acquedottistico  tra  le  dighe
  Villarosa e la diga Olivo
                      500.000,00      2.235.600,00
   2.  Rifacimento dell'intercossione acquedottistica  tra  le  dighe
  Disueri e Cimia
                                 470.000,00      708.700,00
   3.   Interventi  di  manutenzione  straordinaria  degli   scarichi
  profondi e di superficie, di adeguamento del franco idraulico e  di
  adeguamento sismico della diga Comunelli
                                 425.000,00      425.000,00
   4.  Ripristino dell'interconnessione acquedottistica tra  l'invaso
  Ancipa e l'invaso Pozzillo
                                 450.000,00      1.066.180,00».

   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati, immagino, giusto?

   CATANZARO. Sono ritirati. La dichiarazione di voto sull'articolo 5
  la farà l'onorevole Venezia.

   PRESIDENTE. Alla fine, ok, la ringrazio.
   Onorevole   De   Luca,  l'onorevole  Catanzaro  ha  ritirato   gli
  emendamenti soppressivi. Immagino ritirerà anche lei i soppressivi.
  Che  dice? Sì, ma sono ritirati gli emendamenti? I soppressivi sono
  ritirati.   Gli  emendamenti 5.1 e 5.2 sono ritirati. L'emendamento
  5.16 è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 5.15, a firma dell'onorevole Venezia  ed
  altri. È mantenuto o ritirato? È mantenuto.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

     Si passa all'emendamento 5.9, a firma dell'onorevole Di Paola ed
  altri. È mantenuto o ritirato? Mantenuto.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia.  Contrario,  le  somme   non
  sarebbero disponibili.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 5.13 è inammissibile.
   L'emendamento 5.18 è in riduzione. Mi serve sapere da  tutti,  per
  favore.  Le  riduzioni  immagino siano tutte  ritirate.  Benissimo.
  Stessa  cosa  per il Movimento 5 Stelle, Di Paola, Schillaci?  Sono
  ritirati.
   Quindi, gli emendamenti 5.18, 5.23, 5.7 e 5.5 sono tutti ritirati.
   L'emendamento  5.12 è inammissibile. Ora comincio a leggere  tutti
  gli inammissibili per mancanza di copertura: 5.12, 5.19, 5.22, 5.8,
  5.4, 5.11, 5.6, 5.20 e 5.21 sono inammissibili.
   L'emendamento 5.3 è  questa è riduzione, ma non è aumento, quindi,
  è inammissibile per un'altra ragione.
   L'emendamento 5.3 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 5.14, dell'onorevole Venezia ed altri.  È
  mantenuto  o  ritirato? Mi scusi, onorevole,  è  assorbito.  Chiedo
  perdono.
   Passiamo all'emendamento 5.17, dell'onorevole Catanzaro ed  altri.
  È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO.  Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Sarebbe favorevole, però, noto:
  "Relazione sullo stato di avanzamento delle opere"; queste non sono
  opere,  è  progettazione. Metterei: "Sullo stato  di  avanzamento",
  senza dire "opere". Favorevole.
   Noi  stiamo  finanziando la progettazione  non  le  opere,  quindi
  possiamo eliminare le parole "delle opere", lasciando "sullo  stato
  di avanzamento".
   Parere favorevole. Grazie.

   PRESIDENTE.  Lo  facciamo  in  Aula,  che  è  una  procedura  che,
  immagino, abbiamo fatto diverse volte.
   Il parere della Commissione?
   Onorevole Daidone, dica lei, per favore, cosa dobbiamo sostituire.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Eliminando  le  parole  "delle  opere"  rimane  "Sullo   stato   di
  avanzamento". Dico bene?

   PRESIDENTE. Va bene.
   Allora,  pongo in votazione l'emendamento, così come  esposto  dal
  Presidente  della  Commissione Bilancio.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.

                               «Art. 6.
   Contributi ai comuni per gli extra costi nel settore dei rifiuti

   1. Per le finalità di cui all'articolo 10 della legge regionale  4
  luglio 2024, n. 23 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2025,
  la  spesa  di  20.000 migliaia di euro (Missione  9,  Programma  3,
  Capitolo  240014),  da ripartire secondo le modalità  previste  dal
  comma 2 del predetto articolo 10.

      2.   Al   fine   di   supportare  la  finanza  pubblica   delle
  amministrazioni   comunali,   è   autorizzata,   per    l'esercizio
  finanziario 2025, la spesa di 20.000 migliaia di euro (Missione  9,
  Programma  3),  da  ripartire  in  favore  dei  comuni  che   hanno
  raggiunto,   nell'anno   2024,   una   percentuale   di    raccolta
  differenziata non inferiore al 60 per cento, a titolo di contributo
  per  i maggiori costi sostenuti nel settore dei rifiuti, secondo  i
  criteri  di riparto di cui al comma 20 dell'articolo 2 della  legge
  regionale 16 gennaio 2024, n. 1 e successive modificazioni.».

   Gli emendamenti soppressivi li posso considerare tutti ritirati?

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Venezia)

   PRESIDENTE. Me lo sono dimenticato, onorevole Venezia. Prego,  può
  intervenire.

   VENEZIA. No, non intervengo.
   C'erano  40  emendamenti con copertura finanziaria che sono  stati
  stralciati, adesso neanche per la dichiarazione di voto

   PRESIDENTE. Onorevole Venezia, non è che se per una volta...

   VENEZIA.   No,  sono state due volte nell'ultima mezz'ora,  signor
  Presidente. No, c'è stato il precedente; io avevo fatto appello  al
  fatto che i miei emendamenti avessero copertura finanziaria, tutti

   PRESIDENTE.  Onorevole Venezia, prima che io dichiari qualcosa  me
  lo  dicono  gli Uffici, per questi emendamenti c'è la  mancanza  di
  copertura.
   Se  lei  volesse intervenire per dichiarazione di voto può  farlo.
  Chiedo venia per prima.
   Possibilmente, invece, questo non è così perché gli Uffici non  lo
  reputano così.
   Va  bene, chiedo all'onorevole Catanzaro ed altri se i soppressivi
  siano mantenuti o ritirati. Sono ritirati. Grazie.
   Chiedo all'onorevole De Luca se gli emendamenti soppressivi  siano
  ritirati. Sì. Grazie.
   Gli emendamenti 6.1 e 6.4 sono ritirati.
   Gli emendamenti 6.135, 6.146 e 6.13 sono inammissibili.
   L'emendamento 6.118 è coperto sui fondi globali, benissimo. Chiedo
  all'onorevole Venezia se è mantenuto o ritirato.

   VENEZIA.   Mantenuto,  come  saranno  mantenuti   tutti   i   miei
  emendamenti con copertura finanziaria, e tutti con voto segreto.

   PRESIDENTE.  È  una minaccia? Bene, intanto, chiedo  all'assessore
  Dagnino il parere sull'emendamento 6.118, che porta il fondo da  20
  a 50 milioni di euro.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Parere contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   VENEZIA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Venezia, la invito gentilmente  ad  andare
  avanti senza richiesta di voto segreto, se fosse possibile.
   Richiesta ritirata. Grazie, onorevole Venezia.
   Pongo  in votazione l'emendamento 6.118. Chi è favorevole si alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.132, uguale al precedente.
   Si  passa  quindi  all'emendamento 6.119, a  firma  dell'onorevole
  Venezia ed altri. Onorevole, è di cinquecentomila euro in meno.

   VENEZIA. Sono tutti ritirati tranne l'emendamento che aumenta di 5
  milioni lo stanziamento previsto dall'articolo.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio  davvero,  onorevole  Venezia,  per  il
  ritiro.
   Colleghi,  gli  emendamenti  6.119, 6.120,  6.121,  6.122,  6.123,
  6.124,  6.125,  6.126, 6.127, 6.128 sino al 6.62  sono  ritirati  e
  ringrazio l'onorevole Venezia.
   Si passa all'emendamento 6.63.

   SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHIFANI,  presidente  della Regione. Grazie.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, noi, come Governo, non siamo stati insensibili
  alle  esigenze  di maggior finanziamento da parte  di  quei  Comuni
  esposti  a  costi  per la lavorazione all'estero dei  rifiuti.  Per
  questo   ci   stiamo  impegnando  molto  nella  realizzazione   dei
  termovalorizzatori  ed  è sotto gli occhi  di  tutti  come  abbiamo
  appostato   quasi   2   miliardi  di   FSC   per   realizzare   dei
  termovalorizzatori:  uno  a  Palermo,  uno   a   Catania.   Abbiamo
  realizzato  il Piano dei rifiuti, perché la Sicilia  non  aveva  un
  Piano dei rifiuti.
   Io,  nella  qualità di commissario, ci ho lavorato, l'ho adottato,
  ho   sentito  il  parere  del  CGA,  ho  sentito  il  parere  delle
  Commissioni,  ho rispettato il percorso naturale anziché  avvalermi
  dei poteri commissariali per i quali potevo andare in deroga, ma ho
  voluto  rispettare le regole perché volevo che questo Piano rifiuti
  fosse   quanto   più  consono  a  quelle  che  sono   le   esigenze
  istituzionali  dei  territori. Abbiamo seguito il  parere,  abbiamo
  ascoltato le Commissioni, lo abbiamo adottato.
   Una  volta adottato, abbiamo bandito - come sapete - una gara  per
  la  progettazione e per la direzione dei lavori. Abbiamo fatto  una
  scelta:  individuare, con un unico bando, chi  sarà  progettista  e
  realizzatore  dei  lavori. Questo per una logica di  economia,  per
  evitare i ricorsi, ma anche per dare la responsabilità a un singolo
  soggetto  con cui la Regione si confronterà sia nella logica  della
  progettazione che della realizzazione. Il bando è in corso, è stato
  chiuso, adesso la Commissione sta valutando e noi confidiamo - mi è
  stato  comunicato da Invitalia - che tra fine agosto e i  primi  di
  settembre ci consegneranno il vincitore.
   Da quel momento faremo le verifiche interne attraverso Invitalia e
  poi  ci  saranno  cinque mesi, secondo il bando,  conferiti  a  chi
  vincerà  questa  gara  per  attuare e  realizzare  il  progetto  di
  massima,  se non seguito esecutivo, perché è un appalto  integrato.
  Quindi, stiamo andando avanti secondo questo percorso. Nelle  more,
  c'è  una  sofferenza,  c'è una sofferenza che noi  viviamo;  l'anno
  scorso pure ci siamo fatti carico di intervenire sui comuni; questa
  volta  ce  ne  siamo  fatti, che eravamo  partiti  con  20  milioni
  inizialmente in Giunta, poi in Commissione li abbiamo raddoppiato.
     Ma  io,  visto che il problema esiste, voglio dire, io  ieri  ho
  apprezzato i complimenti dell'ANCI che riconosceva a questo Governo
  l'impegno per il contrasto al peso finanziario di alcuni  comuni  e
  il  sostegno  a loro, e quindi ci dava atto come Governo  di  avere
  fatto  mente  locale.  Ma  ciò  non toglie  che  siccome  non  sono
  insensibili  a  queste esigenze e siccome ritengo che  se  le  cose
  vanno bene, questo tema verrà risolto - almeno speriamo, almeno  il
  tempo  sarà sovrano - ma stiamo andando avanti. Io non ho nulla  in
  contrario a dare parere favorevole all'integrazione di 5 milioni su
  questo comparto, perché non litigheremo certo per 5 milioni in  più
  o in meno nei confronti di un mondo dell'autonomia agli enti locali
  che soffre per questo tema.
   Per cui da parte del Governo c'è la disponibilità, la volontà, più
  disponibilità  a  recepire questa proposta  perché  tocca  un  tema
  sensibile,  un tema sensibile nel quale io credo che  occorre  fare
  sistema,  occorre fare squadra perché vengono coinvolti  i  sindaci
  delle varie aree politiche, centrodestra, centrosinistra, sono  gli
  amministratori,  che sono i tutori, i primi tutori  delle  esigenze
  del  cittadino,  per  cui il Governo esprime parere  favorevole  su
  questo emendamento e quindi condividerà la proposta, grazie.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  6.63,  a   firma
  dell'onorevole Venezia.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Tutti gli altri emendamenti sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 6.16, che è inammissibile,
   Si passa all'emendamento 6.12, che è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 6.14. È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Ritirato. Grazie.
   Si  passa  all'emendamento 6.15. È mantenuto o ritirato? Ritirato.
  Grazie.
   Si  passa all'emendamento 6.147, a firma dell'onorevole Safina  ed
  altri. È mantenuto o ritirato?

   SAFINA. Mantenuto.

   PRESIDENTE.   Va bene. Il parere del Governo? Pagina  150,  se  le
  interessa, assessore.

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Contrario.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  6.147.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 6.3 (soppressivo). I  soppressivi  sono
  tutti ritirati.
   Si passa all'emendamento 6.143, a firma dell'onorevole Di Paola ed
  altri. È mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA.  Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del Governo? Un subemendamento:  sessanta
  diventa sessantacinque; lo facciamo in Aula, va bene.
   Intanto do la parola all'assessore.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Da sessanta a  sessantacinque,
  contrario.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario

   PRESIDENTE. La Commissione è contraria.
   Pongo  in votazione l'emendamento 6.143. Chi è favorevole si alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.144, che è inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 6.11. È mantenuto o ritirato? Onorevole
  Catanzaro

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Ritirato. Grazie.
   Sono  tutti inammissibili? Si passa all'emendamento 6.141, a firma
  dell'onorevole Marano. È mantenuto o ritirato?

   MARANO. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Come mantenuto?

   MARANO. Sto cercando l'emendamento, un attimo

   PRESIDENTE.  È  quello  che passa da venti a cinquanta,  onorevole
  Marano.

   MARANO. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Ritirato. Grazie. Cioè, dico al netto del  fatto  che
  per   me  possiamo  fare  anche  duemila,  c'è  un  miliardo,  però
  mettiamoci  d'accordo,  se no non capiamo  più  quello  che  stiamo
  facendo.
   Ora  mi rivolgo all'onorevole Venezia. Onorevole Venezia, ci  sono
  tutti i suoi emendamenti, sono ritirati?

   PACE. Dove siamo arrivati con i testi?

   PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 6.67, di pagina 154, "al comma 2
  sostituire le parole da 20 milioni a 45 milioni".

   VENEZIA. Solo l'emendamento a 2,3 milioni, + 2,3 milioni di euro.

   PRESIDENTE. Due milioni e trecentomila euro? Allora, sono ritirati
  dall'onorevole  Venezia tutti gli emendamenti  dal  6.67  al  6.111
  compreso. Grazie.
   Ma  anche il 6.112, allora, è ritirato, onorevole Venezia?  Quelli
  che  ha  presentato  lei  sono 2,5 o 2   quindi  2,5?  Allora  sono
  ritirati, fino al 6.111 sono ritirati.
   Si  passa all'esame dell'emendamento 6.112, che è un incremento di
  2 milioni e mezzo, e passerebbe da 20 milioni a 22 milioni e mezzo.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  6.112.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 6.133, a firma dell'onorevole Catanzaro
  ed altri. È ritirato.
   Si passa all'esame dell'emendamento 6.8. È mantenuto o ritirato?
   Questo   è   mantenuto.  Allora  chiedo  il  parere  del   Governo
  sull'emendamento 6.8.

   CATANZARO. Chiedo il voto segreto

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Aspetti  un  momento,  signor
  Presidente, io sono uno  Emendamento 6.8

   PRESIDENTE.  6.8.  Ho capito. Ancora non ha detto  nulla.  Abbiamo
  saltato 50 emendamenti perché li ha ritirati. Le dico la pagina, la
  pagina è 174.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  C'è  su questo un subemendamento del Governo per ridurre al 55  per
  cento.

   PRESIDENTE. Va bene, quindi, parere del Governo contrario,  parere
  della Commissione contrario.

   CRACOLICI. È contrario a che cosa? Al subemendamento del  Governo?
  Perché ha annunciato un subemendamento

   PRESIDENTE. No, lui ha detto che è contrario all'emendamento 6.64,
  che sostituisce la parola "60  con  65", ed è contrario. Poi non lo
  so se c'è un subemendamento, io non ce l'ho.

   CRACOLICI. Accantoniamo

   PRESIDENTE. Accantoniamo cosa? L'articolo?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Allora,  per il Governo questo emendamento si può respingere,  cioè
  il  parere  è contrario. Questo emendamento porta da 60  a  65  per
  cento.  Avremmo da valutare un subemendamento del Governo, però  su
  questo chiedo un momento di riflessione.

   CATANZARO.  Io  chiedo  10  minuti di sospensione,  a  nome  delle
  opposizioni.

   PRESIDENTE.  Allora, accantoniamo l'articolo 6 e  poi  riprendiamo
  dall'emendamento  dell'onorevole Venezia. Poi,  eventualmente,  dal
  subemendamento dell'assessore Dagnino.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
          Interventi contro la povertà e l'esclusione sociale

   1.  Per le finalità di cui all'articolo 2, comma 1, lett. b) della
  legge   regionale  13  luglio  2021,  n.  16  è  autorizzata,   per
  l'esercizio  finanziario 2025, la spesa di 3.000 migliaia  di  euro
  (Missione 12, Programma 4, capitolo 183841).».

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  intervenire  l'onorevole   De   Luca
  Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  le
  volevo  fare presente un'esigenza perché trovo surreale quello  che
  sta accadendo, perché sono le cinque del pomeriggio, siamo arrivati
  già  all'articolo 6, all'articolo 7, io credo che sia evidente  che
  non  ci sono le ragioni per mantenere il bavaglio a quest'Aula, per
  cui  le chiedo - proprio, veramente, nel suo ruolo istituzionale  -
  di  voler convocare una nuova Conferenza dei Presidente dei  Gruppi
  parlamentari   per determinare se ci sono le ragioni  di  protrarre
  questo  ignobile provvedimento, che non consente neppure di entrare
  nel merito di questioni che - a dire del presidente Schifani - sono
  determinanti,   perché   così   continuando   io   credo   che   le
  opposizioni...non  ci  sarà nient'altro  da  fare  che  abbandonare
  l'Aula,  lasciarvi...ve la discutete da soli...è  un  esempio...sto
  parlando, se si togliesse...

   PRESIDENTE.  Ma  non può parlare lei con il Presidente  Cracolici,
  deve parlare con me

   DE  LUCA  Antonino.  E lei invece può consentire  che  c'è  questo
  macello? Li faccia tornare al loro posto

   PRESIDENTE. Intanto chiedo ai colleghi di prendere posto.
   Comunque, onorevole De Luca, mi diceva...?

   DE  LUCA Antonino. Convochi una Capigruppo, gentilmente, invece di
  mantenere   il  bavaglio  a  quest'Aula  e  vediamo   se   dobbiamo
  ridiscutere  questa questione, perché diversamente ci metteremo  ad
  occupare i banchi del Governo...faremo casino  Ci siamo stancati

   PRESIDENTE. Ma che casino? Non le si addice questo comportamento

   DE   LUCA  Antonino.  Ci  siamo  stancati,  Presidente   Ci  siamo
  stancati

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per un quarto d'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 17:02, è ripresa alle ore 18:20)

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   scomparsa

  Commemorazione delle vittime di mafia nell'anniversario della loro
                               scomparsa

   ASSENZA.  Sì,  signor Presidente, solo per chiederle  di  invitare
  l'Aula  ad  osservare  un  momento di silenzio  nel  ricordo  delle
  vittime del sistema criminale e mafioso, il cui anniversario  della
  morte   cade  proprio  oggi  e,  quindi,  del  dottore  Cassarà   e
  dell'agente Antiochia.

   PRESIDENTE.  Assolutamente,  sì.  Allora,  anche  in  memoria  del
  giudice  Costa, la ringrazio onorevole Assenza, chiedo all'Aula  di
  osservare un minuto di silenzio.

                (L'Aula osserva un minuto di silenzio)

   Grazie, onorevole Assenza.
   Tra  l'altro, preannuncio che la seduta sarà sospesa  dalle  18:45
  alle   19:15,   per  consentire  al  Presidente  della  Commissione
  regionale  Antimafia e al Vicepresidente vicario dell'Assemblea  di
  potersi recare alla commemorazione.


   Seguito della discussione del disegno di legge n. 976 Stralcio/A
   «Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
                                 2025
     e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie»

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
           Interventi contro la povertà e l'esclusione sociale

   1.  Per le finalità di cui all'articolo 2, comma 1, lett. b) della
  legge   regionale  13  luglio  2021,  n.  16  è  autorizzata,   per
  l'esercizio  finanziario 2025, la spesa di 3.000 migliaia  di  euro
  (Missione 12, Programma 4, capitolo 183841)».

   Ci sono degli emendamenti soppressivi, ma credo...

                    (Interruzione fuori microfono)

   PRESIDENTE. L'articolo 7 è quello sulla povertà. L'articolo 6  era
  accantonato.
   Passiamo all'articolo 6, benissimo.
   C'erano   due   emendamenti:  l'emendamento   che   prevedeva   la
  possibilità...

                    (Interruzione fuori microfono)

   PRESIDENTE. Come? Allora, onorevole Cracolici, lei era interessato
  alla questione, chiaramente politicamente.
   Il   Governo   rispetto   all'emendamento  presentato   circa   la
  percentuale da abbassare al 55 per cento lo ha appena ritirato.
   Chiedo  a lei se... si vota normalmente, benissimo, quello del  65
  per cento. Qual era il numero? Il numero 6.64.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Il parere è contrario.

   PRESIDENTE. Allora, c'è il parere contrario.
   Lo sappiamo, scusi, stiamo cercando l'emendamento.
   È l'emendamento 6.64, che si trova a pagina 174.
   No,   6   punto ?  Ma  questo  è  dell'onorevole  De  Luca.  Siamo
  all'emendamento 6.64, quindi, quello non inferiore al 60 per  cento
  da sostituire con un inferiore al 65 per cento.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Il parere è contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, ne abbiamo parlato prima.
   Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario.

   DE LUCA Antonino. Posso chiedere un voto segreto?

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, no.
   Benissimo,  allora, pongo in votazione l'emendamento 6.64.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 6.10 è precluso.
   L'emendamento 6.148, dell'onorevole Sunseri, che non è presente in
  Aula, è decaduto.
   L'emendamento 6.9, dell'onorevole Catanzaro, è assorbito.
   L'emendamento 6.138 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 6.140 dell'onorevole Venezia ed altri.

   VENEZIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Si passa all'emendamento 6.139. Onorevole Venezia?

   VENEZIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Si  passa all'emendamento  6.137.  Onorevole
  Venezia?

   VENEZIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Grazie.
   L'emendamento 6.7 è inammissibile.
   Si passa alla votazione dell'articolo 6, nel testo risultante. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si torna adesso all'articolo 7, precedentemente accantonato.

        (Interruzione fuori microfono dell'onorevole Giambona)

   PRESIDENTE.  Immagino che gli emendamenti soppressivi del  Partito
  Democratico    sì,  un  istante,  però,  onorevole   Giambona.   La
  dichiarazione di voto la faccio fare all'onorevole Giambona, ora lo
  iscrivo.
   Gli   emendamenti   soppressivi  dell'onorevole   Catanzaro...   i
  soppressivi  del Partito Democratico sono ritirati;  i  soppressivi
  del Movimento 5 Stelle sono ritirati.
   Pertanto, si passa all'emendamento 7.43, che è inammissibile.
   L'emendamento 7.5 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 7.42. Chiedo all'onorevole Di Paola se  è
  mantenuto ritirato.  Passiamo da 3 milioni a 50 milioni.

   DI  PAOLA.  Volevo chiedere al Governo se c'è la disponibilità  ad
  aumentare le somme su questo articolo.

   PRESIDENTE. Ci sono moltissimi emendamenti in tal senso. Dico da 3
  milioni a 50 milioni, non lo so dove si dovrebbero trovare.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Il Governo conferma la  propria
  disponibilità a raggiungere un milione.

   PRESIDENTE. Tutti gli emendamenti, dal 7.42 al 7.36 sono ritirati.
   Ringrazio l'onorevole Venezia.
   Dopo   voteremo   l'emendamento  7.37,  ma   c'è   una   richiesta
  d'intervento  per  dichiarazione di voto  da  parte  dell'onorevole
  Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intanto,
  intervengo sulla dichiarazione di voto, perché ormai è chiaro che è
  l'unico   modo   per  riuscire  a  interloquire  con   i   colleghi
  parlamentari, ma anche con il Governo.
   Presidente  Schifani, è qui oggi presente. Io ritengo  che,  oggi,
  con  questo  contingentamento dei tempi, non stiamo  dando  un  bel
  segnale  e  credo che, probabilmente, ne risentano anche  i  lavori
  complessivi su questo testo.
   Un  dibattito più aperto avrebbe sicuramente favorito,  Presidente
  Schifani,  un lavoro migliore, appunto, per quello che diceva  lei,
  per  il  servizio  che  noi  dobbiamo  rendere  nei  confronti  dei
  siciliani.
   Oggi,  io  credo che non si sia aperta una maglia sul  tema  della
  questione  del  contingentamento dei tempi; anzi, io annuncio  che,
  qualora  un domani si dovesse ripresentare nuovamente la questione,
  sicuramente la dovremo approfondire anche attraverso la Commissione
  Regolamento.
   Presidente  Schifani, vengo, però, qui a dirle  e  a  fare  alcuni
  ragionamenti,  uno  in  particolare. Lei ha  esordito  dicendo  che
  questa manovra si basa su alcuni pilastri, e uno di questi pilastri
  che  lei  ha citato è il contrasto alla povertà. Chiaro.  Ora,  io,
  vedendo quello che è l'articolo 7 e monitorando complessivamente la
  manovra  e  il valore della stessa, mi rendo conto che  quanto  noi
  imputiamo per quelle che sono le misure per contrastare la  povertà
  - in questo caso, il rifinanziamento della lettera b) dell'articolo
  2,  comma 1, della legge 13 luglio 2021 -, è pari, in questo  caso,
  nell'articolato, a tre milioni di euro. Ora vedremo come aumentare,
  ma  sul  totale complessivo, questo pilastro, onorevole Presidente,
  sa  quanto vale? Lo 0,75%  Lo 0,75% e, tra l'altro, senza dare  una
  prospettiva,  senza  dare  una programmazione  al  contrasto  della
  povertà per il 2026 e per il 2027.
   E, allora, io penso che se noi dobbiamo considerare una norma come
  un  vero e proprio pilastro, deve avere anche una consistenza e  io
  dico  questa a ragion veduta, Presidente, perché 97 mila  siciliani
  hanno  presentato la domanda per il reddito di povertà e  solamente
  poco  meno  del  10%  è  stato accontentato; ci  sono  quarantamila
  siciliani che sono in povertà abitativa, c'è una situazione,  ecco,
  di  crescente  diffusione sul tema della povertà e la risposta  che
  noi  diamo, oggi, in quest'Aula, con questo articolato -  l'abbiamo
  anche  contestato nelle Commissioni di merito - è di soli 3 milioni
  di euro.
     Io  ritengo  che  un'azione responsabile, di un  Parlamento  che
  prende  a  cuore  quelli  che  sono gli  argomenti  e  i  temi  dei
  siciliani,  che sono in difficoltà, e parlando appunto di  pilastro
  se noi lo dobbiamo definire un pilastro vero, su cui si basa questa
  manovra, ovvero il contrasto alla povertà, non può essere lo  0,75%
  di tutta la manovra complessiva
   Mi permetterà un'osservazione: ieri ho parlato di programmazione e
  di  spot,  io  mi  auguro  che sul tema  contrasto  alla  povertà ,
  presidente  Schifani,  non ci sia alcuna  propaganda  e  spot,  noi
  dobbiamo essere responsabili e anche coerenti rispetto a quelli che
  sono gli impegni, che noi abbiamo preso. E io chiedo a tutti noi, e
  a  lei,  nella  qualità  di Presidente alla Regione,  di  assumersi
  l'impegno  di  incrementare in maniera consistente, sin  da  questa
  manovra, quelle che sono le risorse per contrastare la povertà.
     Del  resto,  io credo che sia inequivocabile -  e mi  accingo  a
  chiudere - e tra l'altro incomprensibile ai siciliani che vivono in
  stato  di  povertà, comprendere che, oggi, magari noi destiniamo  3
  milioni  di euro per quelle che sono, appunto, le esigenze  di  cui
  alla norma che stiamo citando, e poi destiniamo 35 milioni di euro,
  per non si sa bene che cosa. Il segnale politico lo dobbiamo dare a
  partire da adesso. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, chiedo di parlare dichiarazione di
  voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Presidente, sull'articolo 7, come dire, parliamo  di
  interventi contro la povertà, l'esclusione sociale.  Io propongo al
  Governo  un  emendamento che va in una direzione  specifica  e  che
  potrebbe  rispondere  proprio  a questa  mission,  cioè  quella  di
  garantire a tutti quanti i siciliani, eque condizioni di lavoro.  E
  la   sfido   Presidente  Galvagno  -   e  Presidente  Schifani   -,
  all'accettazione di questo emendamento, perché potrebbe dare  anche
  una  piccola  risposta concreta -  vedo che c'è  anche  l'Assessore
  Savarino -  a tutti quei siciliani che non si possono permettere di
  andare  in  vacanza,  e, addirittura, quando vanno  al  mare,  sono
  costretti  e  sono obbligati, a non potere, come dire,  permettersi
  l'ombrellone di 30 euro, a causa di concessionari che, addirittura,
  impediscono  il  passaggio  di questi soggetti,  perché  mettono  i
  tornelli.
   All'articolo 7, io ho preparato questo emendamento:   Al  fine  di
  promuovere  l'inclusione sociale e garantire il diritto  universale
  alla   fruizione   dei  beni  comuni  naturali,   con   particolare
  riferimento  alla  battigia marina, quale spazio  di  aggregazione,
  svago,  benessere accessibile a tutti, è fatto assoluto divieto  ai
  concessionari,   a   qualunque  titolo,  di  installare   tornelli,
  staccionate, cancelli, barriere o qualunque altro ostacolo  fisico,
  stabile  o temporaneo, che limiti, impedisca l'accesso al transito,
  o   il   raggiungimento   della  battigia  antistante   l'area   in
  concessione, anche per finalità di balneazione o transito .  Perché
  è  incredibile  pensare che una delle spiagge più importanti  della
  Sicilia,  Mondello,  secondo  quanto riporta  il  concessionario  -
  presidente  Schifani, nella concessione demaniale io ho visto,  con
  il direttore del demanio e l'Assessore Savarino, che non esistono i
  tornelli
     Siccome  è  una battaglia di civiltà, Presidente  Schifani,  una
  battaglia di giustizia e di equità, nei confronti di quei siciliani
  che non si possono permettere di pagare l'ombrellone, e abbiamo una
  società  Italo-Belga che ha quarantamila metri quadri,  che  è  una
  concessione  ridicola, per oltre sessanta mila  euro,  qualcosa  di
  questo  tipo  a  fronte  di un milione di euro  di  ricavi.  È  una
  concessione folle
   Se  si  ha il coraggio di restituire ai palermitani e ai siciliani
  un  pezzo  di mare, quale inclusione sociale ci può essere  più  di
  questo?  Di non avere siciliani di serie A e siciliani di serie  B,
  che non si possono permettere il lusso di pagare un ombrellone?
   Se  lei andrà a Mondello, signor Presidente, si renderà conto  che
  la  spiaggia  è  completamente piena mentre i  lidi  continuano  ad
  essere vuoti, perché i siciliani non se lo possono permettere.
   Questo  articolo, so che è un aggiuntivo, conosco il  Regolamento,
  so  che  è  una insindacabile concessione del Presidente, però,  ci
  potrebbe  essere  anche l'impegno del Governo  con  un  ordine  del
  giorno. Io, per così dire, lo consegno alla Presidenza e mi  auguro
  che il Presidente Schifani possa dire la sua.

   PRESIDENTE. Grazie. Non ho capito, voleva parlare? Non ho sentito.
  Penso che il Presidente Schifani ascolti prima gli interventi.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie, signor Presidente, Governo ed onorevoli  colleghi.
  Intervengo per dichiarazione di voto.
   Chiaramente la povertà non si contrasta solo in questa maniera. Ci
  vogliono delle misure stabili per garantire il diritto allo studio,
  il  diritto al lavoro, i servizi essenziali, per rimarginare  tutte
  quelle sacche di precariato presenti in Sicilia.
   Tuttavia,  siamo molto legati a questa misura, perché è  stato  un
  successo  di questo Parlamento. Una misura trasversale per  cui  ci
  siamo  battuti  tanto come Movimento 5 Stelle, siamo disponibili  a
  votarla, a patto che il fondo venga incrementato.
   C'è  un  emendamento del Movimento 5 Stelle, a prima  firma  della
  collega  Marano, che aggiunge 2 milioni di euro. Anche  perché,  su
  una manovra complessiva di 350 milioni di euro, 3 milioni sono meno
  dell'uno per cento, e ad oggi abbiamo il 41 per cento dei siciliani
  a  rischio  povertà, mentre il 12,5 per cento già si trova  in  una
  condizione di povertà.
   Nella scorsa manovra, con il fondo che era stato stanziato, di ben
  97 mila domande ne sono state evase solo 7 mila  Quindi, è evidente
  che queste risorse sono insufficienti per dare un aiuto concreto  e
  reale ai siciliani. Mi appello a questo Governo ed alla maggioranza
  affinché questo emendamento possa passare. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Campo. Ha chiesto di parlare,  per
  dichiarazione di voto, l'onorevole Cracolici. Prego.

   CRACOLICI.  Il  Presidente della Regione, visto che ha  ricordato,
  citando  col dito, che questo è uno degli impegni che aveva assunto
  a  seguito di una mia richiesta nella scorsa manovra di giugno,  di
  finanziare  anche  il  comma 2 della legge  sulla  povertà,  ed  io
  apprezzo  anche l'iniziativa di avere aumentato di  un  milione  di
  euro  la  proposta. Però, volevo chiederle una cosa: noi,  in  quel
  dibattito che riguardava il comma 1, cioè i cosiddetti buoni pasto,
  eccetera,   per  i  poveri,  avevamo  evidenziato  che   la   prima
  applicazione   della  legge  aveva  presentato  alcuni   punti   di
  difficoltà,  ovvero, che si era prevalentemente  concentrata  nelle
  grandi aree urbane la distribuzione dei pacchi di pasta alla povera
  gente.
   Le  avevo chiesto di verificare, alla luce della prima esperienza,
  delle  modalità  di  attuazione  tali  da  consentire  di  ampliare
  l'offerta,  fermo restando la quantità delle risorse assegnate,  ad
  una  parte della Sicilia che oggi è esclusa. È vero che nelle  zone
  interne la condizione di povertà è meno evidente, perché il sistema
  sociale è più protettivo all'interno dei comuni, però è anche  vero
  che ci sono territori che sono completamente esclusi.
   Perché  le  sto ponendo questa questione? Lei aveva detto  che  il
  Governo avrebbe fatto tesoro di questa sollecitazione, purtroppo il
  Governo  -   per  Governo intendo l'Amministrazione,  l'Assessorato
  della famiglia -  ha predisposto un bando che è uguale a quello che
  è stato predisposto quando fu varata la legge.
   Quindi,  rispetto agli obiettivi di miglioramento  dell'attuazione
  di quella legge, c'è il rischio che riproduciamo gli stessi limiti.
   La  sollecito, poiché è ancora in corso di pubblicazione,  assieme
  all'Assessore,   a   valutare  modalità  che   possano   consentire
  l'estensione a soggetti che fino ad oggi sono esclusi -  perché  lì
  ci  sono  limiti  di associazioni, della durata, che  fanno  questa
  attività   - si trovi un sistema che possa aumentare - come dire  -
  la  capacità di distribuzione nel territorio siciliano tutto e  non
  solo  in  alcune  parti;  perché,  prevalentemente,  sono  Palermo,
  Catania e Messina, ma c'è il rischio che alcuni territori, dove  la
  povertà c'è, siano totalmente esclusi.
   Quindi,  le chiedo, in questa occasione di dichiarazione di  voto,
  ma  come  si  è  visto  - scusi Presidente Galvagno  -   come  vede
  Presidente,  bavaglio  non  bavaglio,  come  si  chiama  la  norma?
  Tagliola o non tagliola, questo Parlamento può parlare sempre -  se
  vuole  -  poi  c'è  il  senso  di  responsabilità,  perché  con  le
  dichiarazioni  di voto si può fare tutto; quindi, a volte,  forzare
  sulle regole è più controproducente e credo che anche l'articolo  2
  è  stato  figlio  della decisione che lei ha  assunto,  secondo  me
  sbagliando.
   Detto  questo,  io la sollecito a verificare con  gli  Uffici  che
  questo  bando possa avere quelle modifiche sostanziali per ampliare
  i soggetti beneficiari.

   SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  ringrazio l'onorevole Cracolici per avere  ricordato
  che  nel  mio  intervento, di alcune ore  fa,  ho  detto:  "Avevamo
  assunto un impegno di finanziare la lettera b) della legge  16  del
  2021, legge regionale, articolo 20, sulla povertà".
   Onorevole, lo abbiamo mantenuto e abbiamo rifinanziato un capitolo
  che  era a zero, quindi, abbiamo riattivato un circuito di sostegno
  alla  povertà  che  era  incapiente; questo appostando  5  milioni,
  quindi,  vorrei  rivendicare politicamente  l'iniziativa  condivisa
  dall'Aula,   naturalmente,  perché  poi   ricordo   ampiamente   il
  dibattito, perché ho seguito, attentamente, tutti gli interventi.
   Quindi, abbiamo rimosso - scusate la battuta -  abbiamo rimosso le
  acque;  sostanzialmente  abbiamo  detto:  occupiamoci  di  povertà;
  occupiamoci  di  povertà attraverso una legge che si  indirizza  ai
  grossi  centri  di  distribuzione e, cioè,  abbiamo  registrato  la
  condivisione,  ex  post, delle comunità di  Sant'Egidio,  la  Croce
  Rossa e altro, perché noi ci siamo dedicati agli ultimi, veramente,
  coloro   i  quali  non  hanno  da  mangiare  e,  attraverso  queste
  strutture, possono avere qualcosa.
   È stato condiviso -  è stato sollecitato da parte dell'Aula, dalle
  opposizioni  il  rifinanziamento, anche di  questo  aspetto  -   lo
  stiamo  facendo e abbiamo già accolto la richiesta dell'opposizione
  di rimpinguamento di un ulteriore milione, perché - ripeto - chi vi
  parla, su questo tema è estremamente sensibile, come molti di  voi,
  naturalmente.
   Nel momento in cui è stata approvata la norma, e si dovrà adottare
  il  decreto,  ho  pregato l'Assessore di riunire, di  convocare  in
  maniera  ufficiosa,  tutte  le  associazioni  per  arrivare  a  una
  condivisione, diciamo, da parte di tutte le strutture nel  decreto;
  perché ho detto all'Assessore: "io desidero che le strutture,  poi,
  che  saranno  chiamate operare condividano uno schema di  decreto";
  questa condivisione c'è stata.
   Questo  tema, che ha posto lei, è un tema, può darsi  che  mi  sia
  sfuggito - non è che abbia una memoria... - per cui mi ero occupato
  più del fatto, in questa occasione, di finanziare il punto b) - che
  lei  aveva  chiesto  e  lo stiamo facendo - è evidente  che  questo
  rimane un tema aperto, perché abbiamo aperto un file e questo  file
  non  si  spegne,  almeno  col mio Governo, quindi,  lo  affineremo;
  intervenire sul decreto già bandito e operativo, non  lo  so  se  è
  fattibile  o  se è conveniente, perché non vorrei che  perdiamo  il
  bambino con l'acqua sporca, nel senso per revocare un decreto, poi,
  corriamo  il  rischio di ripartire e perdere del tempo,  tempo  nei
  confronti di gente che non ha di che mangiare.
   Però, io mi prendo l'incarico, il ruolo, la responsabilità di fare
  in  modo  che  nei decreti - anche perché questa è una  legge  che,
  almeno il mio governo, continuerà a finanziare - mi impegno che nel
  momento  in  cui  la ricapitalizziamo, la rifinanziamo  per  l'anno
  prossimo - perché intendo rifinanziarla, ovviamente, perché  prendo
  pubblicamente  l'impegno - faremo in modo che -  e  la  invito,  la
  prego,  a  sollecitarmi, prima - di trovare una procedura  che  nel
  decreto possa, sostanzialmente, individuare queste aree interne che
  abbisognano  di maggiore presenza, o una norma  - addirittura   una
  norma  primaria - che, nel ripetere il finanziamento della  lettera
  a)  della  legge n. 16 del 2021, faccia riferimento  a  particolare
  attenzione alle aree interne della Sicilia.
   Quindi, mi impegno ad inserire nella prossima norma questo  inciso
  -   come  norma primaria - l'alternativa è impegnarmi  nel  decreto
  successivo  di  attuazione,  che  faremo  appena  finanzieremo,   e
  inserire questo principio.  Io sono per inserirlo addirittura nella
  norma   primaria,   con  particolare  riferimento   e   particolare
  attenzione alle aree interne che vivono, lo sapete, un processo  di
  spopolamento.  L'altra  volta  sono  stato  col  Presidente   della
  Repubblica, dove l'amico Burtone era sindaco, a Militello in Val di
  Catania, e il Presidente della Repubblica ha fatto un intervento di
  attenzione  proprio  al  pericolo  dello  spopolamento  delle  aree
  interne   e,  quindi,  ha  fatto  un  appello  a  tutti  noi   che,
  naturalmente, raccogliamo.

   PRESIDENTE. Grazie, presidente Schifani.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 7.37, con il parere  favorevole
  del Governo e della Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa agli altri emendamenti, che sono  preclusi.
  Pongo  in  votazione  l'articolo 7, nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   CRACOLICI.  Può fare votare l'ordine del giorno dell'onorevole  La
  Vardera?

   PRESIDENTE. Lo può presentare l'ordine del giorno, ci mancherebbe.
   Gli  ordini  del  giorno  si  votano tutti  alla  fine,  onorevole
  Cracolici, lei lo sa meglio di me, molto meglio di me.

   DE LUCA Antonino. Il Governo voleva dare parere favorevole.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per quanto  concerne  quello  che
  avevamo detto prima, rispetto alle commemorazioni che saranno  alle
  19.00, sospendiamo l'Aula fino alle 19.30.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.47, è ripresa alle ore 19.45)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne do lettura:

                                 «Art. 8.
                  Sistemi di videosorveglianza urbana

   1.  Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
  e   dei  trasporti  è  autorizzato  a  finanziare  i  comuni,   per
  l'esercizio   finanziario  2025,  previo   avviso   pubblico,   per
  interventi   di  investimento  per  progetti  di  videosorveglianza
  urbana,  da  destinare prioritariamente alle  aree  del  territorio
  attualmente  prive, in tutto o in parte, di sistemi di  presidio  e
  controllo.

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la  spesa  di
  15.000  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2025 (Missione
  8, Programma 1)».

   Allora, onorevoli colleghi, siamo, all'articolo 8.
   Immagino, onorevole Catanzaro, che i soppressivi siano ritirati.

   CATANZARO. I soppressivi all'articolo 8 li ritiro.

   PRESIDENTE. Grazie, molto generoso
   Devo  chiedere la stessa cosa al Movimento 5 Stelle. I soppressivi
  sono tutti ritirati?

   DE LUCA Antonino. Li ritiro.

   PRESIDENTE.  Benissimo. Gli emendamenti 8.51,  8.48  e  8.52  sono
  inammissibili.
   Si  passa  all'emendamento 8.60, a firma dell'onorevole Di  Paola.
  Mantenuto o ritirato?

   DI PAOLA. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Si passa all'emendamento 8.53 che è inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 8.49, a firma  dell'onorevole  Caronia.
  Mantenuto o ritirato? L'onorevole non è presente in Aula.
   Si  passa  all'emendamento 8.62, a firma dell'onorevole Cracolici.
  Mantenuto o ritirato?

   CRACOLICI. Qual è?

   PRESIDENTE.  L'emendamento  8.62.  Al  comma  1,  dopo  le  parole
  "progetti  di videosorveglianza urbana" aggiungere "per un  importo
  massimo per singolo intervento non superiori..."

   CRACOLICI. Lo mantengo perché me lo ha suggerito l'assessore

   PRESIDENTE. Mantenuto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Lo mantengo perché me l'ha suggerito l'assessore Aricò,
  cioè  definire un importo massimo per consentire poi di dare,  come
  dire,  evitare  che ci siano concentrazioni, cioè  150  mila  è  un
  importo congruo. Questo intendo dire.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.62.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento  8.8. È ritirato,  immagino,  onorevole
  Catanzaro?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. Benissimo.
   Gli emendamenti 8.57, 8.56, 8.10, 8.9, 8.59 sono inammissibili.
   Si  passa all'emendamento 8.58, a firma dell'onorevole Cambiano  e
  altri.  Mantenuto  o  ritirato?  Siamo  a  pagina  14  del  secondo
  fascicolo.

   CAMBIANO. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo? Siamo a pagina 14, emendamento
  8.58.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.58.

   CAMBIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  sempre
  nell'ottica  della  collaborazione e del buon senso,  l'emendamento
  dice  che diamo soldi prioritariamente a quei comuni che non  hanno
  ricevuto,  negli  ultimi  tre  anni,  altri  finanziamenti,   dalla
  Prefettura,  dal  Ministero dell'Interno, cioè  privilegiamo  altri
  comuni  e  non  diamo  risorse  a comuni  che  già  hanno  ottenuto
  finanziamenti   analoghi   negli  ultimi   tre   anni,   quindi   è
  "prioritariamente", non è che vengono esclusi, non è che diciamo di
  non  dargliene,  diamo priorità prima a chi non  abbia  ottenuto  e
  poi...

   PRESIDENTE. Però oggettivamente, per come è scritto non è chiaro.

   CAMBIANO. Lo riscrivo.

   PRESIDENTE.  Allora, lo riscriva, onorevole Cambiano.  Siccome  le
  riconosco  una certa serietà, però, oggettivamente, non  è  scritto
   prioritariamente . Se lei lo volesse riscrivere...
   L'emendamento 8.44, onorevole Cambiano, va nella direzione che lei
  vorrebbe?

   CAMBIANO. La finalità è quella.

   PRESIDENTE.  Allora, lei che fa? Ritira l'emendamento 8.58?

   CAMBIANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.11. Onorevole Catanzaro?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. È ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 8.44. Assessore Dagnino, mi sembra  che
  vada nella direzione di cui si stava parlando.
   Il parere del Governo?

   DAGNINO.  Scusatemi, si era già discusso in Commissione, la  norma
  già  parla  prioritariamente  alle aree  del  territorio  prive  di
  sistemi di presidio.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, assessore, alla fine, per come  è  stato
  scritto definitivamente poi in Commissione, c'è un equivoco, perché
  da  un  lato  abbiamo indicato, giustamente, come lei  ricorda,  la
  priorità  per  i Comuni che, o almeno questa era l'intenzione,  non
  hanno mai ricevuto interventi del Ministero degli interni per  fare
  interventi di videosorveglianza. Poi, invece, abbiamo scritto   per
  le   aree  del  territorio  attualmente  prive ,  quindi  che   può
  succedere?  Che  un  Comune abbia ricevuto un finanziamento  ma  ha
  un'area che non ha coperto, quindi, in quel caso, come dire,  è  in
  contraddizione con l'obiettivo che volevamo raggiungere, cioè  dare
  priorità  ai Comuni che non hanno nulla, cioè quei Comuni  che,  ad
  oggi,  non  hanno sistemi di videosorveglianza. Priorità  non  vuol
  dire  esclusività, perché abbiamo messo anche un limite di  importo
  con 15 milioni, siamo attorno a 100 interventi da poter finanziare.
  Io  credo che l'emendamento Safina precisa il principio dei  Comuni
  non delle aree.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di intervenire   non  ho  capito  se  il
  Presidente della Regione o l'assessore. L'assessore. Ha facoltà  di
  parlare.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Giusto per focalizzare bene  il
  senso  dell'emendamento.  Attualmente,  la  norma  dice   destinare
  prioritariamente alle aree del territorio prive in tutto o in parte
  di sistemi di presidio e controllo , questo è il testo base. Quindi
  si  dà  solo  a  chi  non  ha,  sostanzialmente.  Sì,  parliamo  di
  finanziamento ai Comuni, scusate, no, perdonatemi, per focalizzare:
  la norma riguarda in ogni caso i Comuni.
   La  norma  riguarda in ogni caso i Comuni, quindi non occorre  una
  precisazione  ulteriore che siano Comuni. Qua  la  questione  è  di
  altra  natura.  Attualmente, la norma finanzia  le  aree  prive  di
  sistemi  di presidio. La modifica, se colgo bene, aggiunge che  non
  siano  risultati  destinatari di altri  finanziamenti,  quindi,  la
  differenza è che io potrei essere privo ma avere il finanziamento e
  sono  privo  perché  non  l'ho  realizzato.  Questo  significa   in
  italiano.

   PRESIDENTE.  È  l'emendamento  8.44,  assessore,  quello  di   cui
  parlano,  non  quello  di  Cambiano. Quello  di  Cambiano  è  stato
  ritirato. L'emendamento 8.44 è quello di Safina; siccome  ha  detto
  Cambiano

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, per come è scritto l'articolo  nel  testo
  base,  l'effetto che può avvenire è il seguente: il Comune  che  ha
  già un'area per la quale ha ricevuto un finanziamento partecipa  al
  pari  di  un  altro Comune che non ha mai ricevuto un finanziamento
  per  la  videosorveglianza e si aggiudica, consentitemi, le risorse
  per  un'altra area. Perché, voglio dire - assessore, mi  ascolti  -
  area  non  significa  niente, noi finanziamo  gli  enti  locali,  i
  Comuni,  quindi o siamo specifici oppure non ha valore. Con  questo
  emendamento  si  chiarisce che c'è una premialità su  questi  bandi
  perché  lei  lo  sa  meglio di me: ogni anno,  il  Ministero  degli
  interni fa un bando per finanziare impianti di videosorveglianza.
   Ora,  mi  scusi, noi con queste risorse, che io condivido,  stiamo
  cercando di implementare ciò che fa il Ministero degli interni.  Mi
  pare  che  sia questa la ratio dell'intervento  Esatto  e  dobbiamo
  implementarli  per quei comuni che non riescono ad  accedervi   Per
  questo, dico, sull'emendamento...

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Parere favorevole del Governo.
  Grazie per il chiarimento.

   PRESIDENTE.  C'è  il  parere favorevole del Governo  e  il  parere
  favorevole della Commissione.

   CRACOLICI.  Stiamo  parlando  di  prioritariamente    Da  un  lato
  prioritario  per  comuni  che non hanno ricevuto  interventi.  Poi,
  abbiamo scritto  per aree del territorio attualmente prive  .

   INTRAVAIA. No, no  Ma già è il comune, c'è scritto

   CRACOLICI. Siccome il beneficiario è il comune

   INTRAVAIA. C'è scritto  ai comuni

   SAFINA. Per come è scritto l'articolo nel testo base. Premialità.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.44.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 8.3 è inammissibile.
   L'emendamento 8.5 è ritirato.
   L'emendamento 8.54 è inammissibile.
   Onorevole  Catanzaro,  non può gridare,  però,  lei  non  sente  a
  prescindere
   Onorevole  Venezia,  ci sono tutti gli emendamenti  di  riduzione,
  posso  considerarli...  ah,  scusi, ho sbagliato,  questi  sono  in
  aumento, posso considerarli ritirati?

   VENEZIA. Volevo chiedere al Governo se c'è la volontà di aumentare
  lo  stanziamento  dei 15 milioni, per consentire a  più  comuni  di
  partecipare al bando.

   PRESIDENTE.  A  quanto? Non lo sa? Allora,  faccia  una  proposta,
  però, un milione, mezzo milione?

   VENEZIA. Chiedo al Governo se c'è la volontà di aumentare qualcosa
  in questo fondo.

   PRESIDENTE.   Assessore   Dagnino,   ha   sentito   la   richiesta
  dell'onorevole Venezia?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Scusatemi, è una misura  nuova
  che stiamo introducendo. Verifichiamo la posizione del Governo,  il
  tiraggio  e  le richieste e ci riserviamo di aumentarlo alla  prima
  occasione  utile.  Mi pare ragionevole, è già una cifra  abbastanza
  cospicua, crediamo.

   VENEZIA.  Allora, io ritiro gli emendamenti, a condizione  che  il
  Governo  prenda l'impegno di finanziare le richieste pervenute  per
  intero.

   PRESIDENTE. L'assessore ha appena detto che è una misura nuova.

   VENEZIA.  L'impegno lo deve prendere il Presidente  Schifani.  Con
  tutto il rispetto per lei, assessore Dagnino, ma l'impegno lo  deve
  prendere il Presidente Schifani.

   SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHIFANI,  presidente  della Regione. Scusi, onorevole,  accettare
  l'ipotesi che vengano accolte tutte le richieste è una norma  senza
  copertura,  è  una norma astratta e impropria. Posso impegnarmi  in
  occasione  del  "Collegato" a rimpinguare  questo  importo,  questa
  misura, perché è una misura strategica. È una misura nuova  per  la
  quale  abbiamo  condiviso, con esponenti del  suo  partito,  questa
  iniziativa  della  quale  siamo  contenti.  Quindi,  vediamo   come
  funziona.  Sono  stato d'accordo e ho accolto  la  vostra  proposta
  emendativa di evitare le sovrapposizioni, cioè se un comune ha  già
  avuto  il  finanziamento è inutile che partecipa  all'altro  bando,
  perché  è inutile, dobbiamo evitare una guerra tra poveri e poveri,
  lo dico con rispetto.
   Quindi,  abbiamo  accettato  il  vostro  suggerimento,  perché   è
  condivisibile.  Per  il  resto, io direi, onorevole,  vediamo  come
  funziona   questa   nuova  misura,  vediamo  l'impatto,   l'impatto
  operativo,  finanziario e anche esecutivo. E  poi  se  funziona  la
  misura,  io non ho nulla in contrario in futuro ad aumentare,  però
  sull'impegnare  fondi  per  ora  su  una  misura  nuova,  io  sarei
  prudente,  solo  questo. Ecco, per cui chiedo a  voi  l'ipotesi  di
  riparlarne,  vediamo come va; abbiamo migliorato il  testo  con  la
  vostra proposta per evitare sovrapposizioni; fermiamoci qui, con il
  mio  impegno di rivederci in Aula, magari vedremo fra un anno,  per
  vedere  come  ha  funzionato la misura e  in  occasione  di  quello
  vediamo di rimpinguarla.

   PRESIDENTE. Perfetto. Grazie, onorevole Presidente.
   Onorevole Venezia, li posso considerare ritirati? Grazie.
   Gli emendamenti dall'8.12 fino all'8.43 sono ritirati.
   Si   passa  all'emendamento  8.50,  a  pagina  trenta,   a   firma
  dell'onorevole Caronia. È mantenuto o ritirato? È ritirato. Grazie.
   Gli emendamenti 8.46, 8.45 e 8.47 sono inammissibili.
   Si passa all'emendamento 8.61 dell'onorevole Marano. È mantenuto o
  ritirato?

   MARANO. Scusi, Presidente, la pagina?

   PRESIDENTE.  Non  si  preoccupi, siamo a  pagina  32,  è  l'ultimo
  emendamento,  è  un  emendamento a firma sua, dove  aggiunge:   Con
  decreto  dell'Assessore  regionale  delle  infrastrutture  e  della
  mobilità, da emanarsi entro sessanta giorni dall'entrata in  vigore
  della   presente   legge,  sentito  il  parere   della   competente
  commissione  legislativa  Ambiente, territorio  e  mobilità ,  sono
  stabiliti requisiti, criteri e modalità di attuazione del  presente
  articolo.

   MARANO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Ritirato, Grazie.
   Onorevoli  colleghi, pongo in votazione l'articolo  8,  nel  testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura.

                               «Art. 9.
    Interventi di manutenzione straordinaria di strade provinciali

   1.  Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
  e  dei  trasporti è autorizzato a finanziarie in favore dei  Liberi
  consorzi  e  delle Città metropolitane, interventi di  manutenzione
  straordinaria di strade provinciali, con priorità per le strade  di
  collegamento  tra  comuni appartenenti alle  Aree  interne  (SNAI),
  relativi  a  progetti  che  siano  immediatamente  cantierabili  al
  momento    della    richiesta    di    finanziamento,    garantendo
  prioritariamente una distribuzione indicativa delle risorse  tra  i
  nove  ambiti provinciali che tenga in considerazione la popolazione
  residente e l'estensione chilometrica della rete viaria provinciale
  di ciascun ambito. L'Assessore regionale per le infrastrutture e la
  mobilità  ogni sei mesi presenta una relazione, con l'elenco  degli
  interventi  finanziati, alla competente Commissione  dell'Assemblea
  regionale siciliana.

   2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
  50.000  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2025 (Missione
  10, Programma 5).».

   Ci sono gli emendamenti soppressivi del Partito Democratico.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, vorrei parlare sull'articolo 9, che è
  un  articolo importante perché dà fondi per la realizzazione  delle
  strade provinciali, a cui noi teniamo molto, considerando anche  lo
  stato infrastrutturale delle nostre strade in Sicilia.
   Ho  visto, Presidente, molti emendamenti, sia del Movimento Cinque
  Stelle  che  del Partito Democratico, che tendono ad  aumentare  lo
  stanziamento di 50 milioni di euro.
   Dico, io mi sono confrontato anche con il Capogruppo del Movimento
  Cinque  Stelle, con il collega De Luca, non so se credo, che  anche
  il  Partito  Democratico possa essere d'accordo, se  ci  fosse,  da
  parte  del  Governo, la possibilità di aumentare  lo  stanziamento,
  siamo disponibili a ritirare gli emendamenti.
   Per  questo  le  chiedo,  Presidente, se è  possibile,  anche  per
  interloquire  al  meglio  con  i colleghi,  di  accantonare  questo
  articolo e, nel frattempo, un attimino provare...

   PRESIDENTE. Ma senza sospensione? Cioè, andiamo avanti comunque.
   Devo chiedere al Presidente.

   DI  PAOLA. Per fare un ragionamento sia con l'assessore che con  i
  Gruppi per ritirare gli eventuali emendamenti.

   PRESIDENTE.  Per  essere chiari, ritirate  tutti  gli  emendamenti
  presenti all'articolo 9?

   DI  PAOLA.  Nel caso in cui ci fosse la disponibilità dell'aumento
  del   fondo,  ma  quanto  meno  le  chiedo  adesso  di  accantonare
  l'articolo.

   PRESIDENTE. Prego, assessore Dagnino.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  il  Governo  conferma  la  propria  disponibilità  a  un
  incremento del 10 per cento del fondo, quindi, da 50 a 55.

   CRACOLICI. Taccagno

   DAGNINO, assessore per l'economia. Il 10 per cento non è una somma
  bassa.
   Fermo  restando  la disponibilità data un momento  fa,  non  siamo
  contrari ad una richiesta di accantonamento.

   PRESIDENTE. Va bene, allora accantoniamo l'articolo 9.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
         Contributo straordinario per l'acquisto di scuolabus

   1.  Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 11 della legge
  regionale  9  gennaio  2025,  n. 1 è  autorizzata  per  l'esercizio
  finanziario  2025  l'ulteriore spesa  di  7.700  migliaia  di  euro
  (Missione 4, Programma 6, capitolo 772051)».

   Gli  emendamenti soppressivi, immagino che il Partito  Democratico
  ed il Movimento Cinque Stelle li ritirino. Confermate?

   CATANZARO. Sì, sono ritirati.

   DE LUCA Antonino. Sì.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 10.9 e 10.6 sono inammissibili.
   L'emendamento  10.8, a firma dell'onorevole Marano,  è  sui  fondi
  globali. Onorevole Marano, lo mantiene?

   MARANO. È ritirato.

   PRESIDENTE. L'emendamento 10.7 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 10.5 dell'onorevole Chinnici. È mantenuto
  o ritirato?

   CHINNICI. È mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   SPADA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   SPADA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  siccome  questo
  emendamento  consentirebbe di fare rientrare 8 pulmini,  otto,  che
  erano  rimasti fuori dalla graduatoria presentata dall'Assessorato,
  invito  i colleghi, nonostante i pareri negativi espressi -  perché
  magari  non  è  stata approfondita la questione  -  a  valutare  in
  maniera  seria  la  proposta. Perché di fatto  verranno  finanziati
  centotrenta  pulmini  in  tutta  la  Sicilia.  Ne  rimangono  fuori
  solamente otto, parliamo di comuni sotto i quindicimila abitanti.
   Quindi,  nonostante il parere espresso, chiedo comunque di  tenere
  in considerazione di non lasciare questi otto comuni senza pulmini.
  Otto comuni per otto pulmini. Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore Dagnino, la differenza è 600 mila, da  7.700
  milioni   a  8.300  milioni.  Credo  che  sia  un  gesto  positivo.
  Oggettivamente, con 8 pulmini facciamo una cosa buona.
   Chiedo nuovamente il parere del Governo.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  10.5.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Gli altri emendamenti sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 10.12, a firma degli onorevoli Sunseri  e
  De Luca. È mantenuto o ritirato?

   DE  LUCA  Antonino.  Signor Presidente,  lo  manteniamo.  Confido,
  essendo  a  invarianza di spesa, in un parere favorevole  da  parte
  dell'Assessorato, perché mi sembra corretto dare priorità ai comuni
  che non abbiano ricevuto alcun contributo sulla medesima misura.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Contrario.

   DE LUCA Antonino. La norma resta per il futuro

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  10.12.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 10, nel testo risultante.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura.

                               «Art. 11.
       Misure per la mitigazione degli effetti della siccità in
                              agricoltura

   1.  Al fine di mitigare gli effetti della siccità e accrescere  la
  disponibilità di risorse idriche per l'agricoltura e la  zootecnia,
  il  Dipartimento regionale dell'agricoltura concede  contributi  in
  conto  capitale  alle imprese agricole operanti in Sicilia  per  la
  realizzazione  di vasche, laghetti, invasi e serbatoi  aziendali  o
  interaziendali per l'accumulo di acqua a uso irriguo o zootecnico.

   2.  Gli  interventi  sono selezionati mediante avviso  pubblico  e
  attuati  in  conformità  al regolamento  (UE)  n.  1408/2013  della
  Commissione del 18 dicembre 2013 e successive modificazioni.

   3.  Con  decreto  dell'Assessore regionale per  l'agricoltura,  lo
  sviluppo  rurale  e  la  pesca  mediterranea  sono  determinate  le
  modalità  di  attuazione del presente articolo, prevedendo  che  la
  misura  del cofinanziamento da parte del privato non sia  inferiore
  al  50  per cento del costo dell'intervento e che l'importo massimo
  del  contributo  regionale  non sia in ogni  caso  superiore  a  30
  migliaia di euro.

   4.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
  l'esercizio finanziario 2025, la spesa di 10.000 migliaia  di  euro
  (Missione 16, Programma 1)».

   Gli emendamenti soppressivi, immagino siano ritirati?

   CATANZARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  sull'articolo  11  non   intendo
  ritirare l'emendamento 11.1, cioè il soppressivo, come poco  fa  ho
  detto  su  altri articoli, perché è stato dibattuto in  Commissione
  Bilancio.   In   Commissione  Bilancio  abbiamo  dibattuto,   c'era
  l'Assessore  Barbagallo,  arrivato ad  un  certo  punto  poi  si  è
  arrivati, siccome dovevamo votare, un emendamento che prevedeva  10
  milioni  di  euro rispetto a quella che è un'emergenza,  che  viene
  presentata  dal  Governo  al solito, rispetto  al  sorteggio  degli
  articoli.
   Dopo, l'assessore Barbagallo, in Commissione Bilancio, ha messo un
  comma  che  prevedeva il limite dei 30 mila euro per finanziamento.
  Noi  riteniamo, Presidente Galvagno, che su questo articolo c'è  un
  problema  che  non è un'emergenza, è una quadratura dei  conti  dei
  partiti   di   maggioranza,  che  devono  intervenire   su   queste
  variazioni, perché ognuno deve essere accontentato portando a  casa
  un risultato.
   E  quindi  riteniamo, siccome c'è stato detto che  noi  siamo  gli
  oppositori che fanno ostruzionismo, c'è stato detto che  noi  siamo
  coloro i quali approvano, non facendo ostruzionismo, non consentono
  all'Aula di poter lavorare e quindi noi abbiamo oggi avuto attivata
  la tagliola da parte del Governo.
   Noi  su questo articolo e io su questo articolo insisto, chiedendo
  già adesso sull'articolo stesso la soppressione e le annuncio anche
  Presidente, siccome lo dico, così le annuncio anche, che noi  siamo
  convinti come questo di qui sia un articolo che non che vada con 10
  milioni  di euro, questo è un articolo dove si possono mettere  più
  fondi, ma è un articolo dove non s'interviene sulla crisi agricola,
  non  interviene sulla crisi dell'agricoltura, perché questo Governo
  regionale cosa fa? Invece di affrontare la crisi sull'agricoltura e
  quindi  gli  agricoltori, cosa è che accade? Accade che, ovviamente
  va  a  fare dei bandi, pensando ovviamente di accontentare l'uno  o
  l'altro: e questa è una modalità che noi non vogliamo assolutamente
  che  possa continuare. Quindi io le posso già annunciare, su questo
  articolo, sul soppressivo, chiederò anche il voto segreto.

   PRESIDENTE.  Io  la  invito  sempre a  ritirare  questa  proposta.
  Comunque  ha  chiesto di intervenire l'Assessore Barbagallo.  Prego
  Assessore.

   BARBAGALLO,  assessore per l'agricoltura,  lo  sviluppo  rurale  e
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, io volevo soltanto chiarire
  che  l'obiettivo di questo articolo è ben definito, ed è quello  di
  aumentare la capacità di invaso in Sicilia.
   Sostanzialmente   è  quello,  poiché  c'è  deflusso   superficiale
  d'inverno,  che  può  essere distribuito  e  reperito  dai  singoli
  agricoltori, realizzando invasi aziendali, su un modello che è  già
  stato  sperimentato  in  Sicilia e in particolare  nella  Piana  di
  Catania  da  oltre  trent'anni,  noi  abbiamo  la  possibilità   di
  aumentare  l'accumulo di acqua, trasferendo le  acque  dall'inverno
  all'estate con 10 milioni.
   Perché è stato scelto, è stato ipotizzato diciamo, trentamila euro
  un  contributo? Perché con 60-70 mila euro, è possibile  realizzare
  invasi   che  sono  superiori  ai  cinquemila  metri  cubi,  quindi
  dell'ordine di diecimila metri cubi, e quindi noi con dieci milioni
  riusciremo  a  fare  350 invasi in Sicilia, accumulando  circa  tre
  milioni e mezzo, quattro milioni di metri cubi, che è l'equivalente
  di una diga.
   Ora,  io  vorrei  sottolineare  che  realizzare  grandi  dighe  in
  Sicilia,  come  nel  resto  d'Italia, è molto  complicata  e  molto
  difficile. Attraverso questi invasi per esempio, faccio un esempio,
  i  deflussi  della  diga  Trinità che  vanno  a  mare,  se  noi  li
  distribuiamo  con le reti collettive del consorzio di  bonifica,  è
  possibile accumularli d'inverno, invece di portarli a mare,  atteso
  per  esempio  che la diga Trinità, nella capacità originaria,  sarà
  difficile diciamo poterla ripristinare.
   Così come nel territorio di Gela ci sono degli invasi, che sono il
  Disueri  oppure  il  Comunelli, che sono oramai  fuori  uso  perché
  soffrono  di  vecchiaia. Realizzando invasi aziendali è  possibile,
  invece  di  buttare  l'acqua a mare, invasare le  acque  in  questi
  serbatoi.  Il  modello  è  stato già sperimentato  nella  Piana  di
  Catania.  L'anno scorso, quando non abbiamo potuto  distribuire  un
  solo  metro  cubo  di  acqua nella piana  di  Catania,  le  colture
  agrumicole  si sono salvate grazie a questi serbatoi aziendali  che
  gli  agricoltori,  anche  spontaneamente,  hanno  realizzato  negli
  ultimi trent'anni.
   Quindi, questa è una misura di prospettiva. A mio parere, non solo
  bisogna   realizzare  questo  piano  di  intervento,   ma   bisogna
  incrementare  questa  misura  perché la  siccità,  non  nell'ottica
  dell'emergenza  ma  della pianificazione, si può  combattere  anche
  attraverso questa misura.

   PRESIDENTE.   Grazie,   assessore.  Ha  chiesto   di   intervenire
  l'onorevole  De  Luca Antonino per dichiarazione  di  voto.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione
  le  parole  dell'assessore Barbagallo e, devo  essere  sincero,  mi
  hanno  convinto a chiedere il voto segreto. E mi hanno  convinto  a
  chiedere  il  voto  segreto perché è evidente che  questa  sia  una
  misura  fuffa.  Perché, veda, all'interno del comparto  agricolo  e
  zootecnico,   risiede   comunque   quello   che   è   il    tessuto
  imprenditoriale e, all'interno di questa macroarea, sia la  Regione
  siciliana, sia l'Unione Europea hanno stabilito tutta una serie  di
  bandi,  cui si può tranquillamente accedere, per richiedere  questo
  tipo  di  finanziamenti ed andare a creare investimenti strutturali
  in  conto capitali nella propria azienda, agricola o zootecnica che
  sia.
   La  realtà è che questa misura serve al vostro Assessorato  ed  al
  vostro  partito  ad  avere un elenco di aziende che  partecipano  a
  questo  bando,  a cui voi consegnate un contributo  in  cambio  del
  quale vi dovranno dire grazie, questa è la verità  Perché questa  è
  l'operazione  che  state  facendo in questo  articolo  che  noi  vi
  bocceremo. Ed è lo stesso tipo di operazione che state facendo  con
  un  articolo  che  si trova un po' più avanti  nel  testo,  su  cui
  nuovamente torneremo a farci sentire ed il Parlamento si esprimerà.
   Perché, assessore Barbagallo, voi avete avuto due anni e mezzo per
  occuparvi  in  maniera  seria  e  strutturata  del  problema  della
  siccità, e la realtà è che ve ne siete fregati  Non avete investito
  un  centesimo, un minuto del vostro tempo per sistemare  le  dighe,
  per  evitare  che  l'acqua  finisse a  mare,  per  ripristinare  le
  condutture   Ve  ne siete fregati totalmente  Addirittura,  fino  a
  qualche tempo fa, negavate i cambiamenti climatici  Dicevate:  "no,
  non  è  vero,  è  un  periodo, passerà " oppure "no,  non  è  vero,
  problemi  non  ce  ne  sono. Il clima è buono come  sempre.  Domani
  piove ".
   Avete  fatto la danza della pioggia ma di reale, di concreto,  non
  avete  fatto  nulla   Oggi  arriva un momento  in  cui  cercate  di
  dividervi il bottino e volete un pezzettino di bottino anche  dalla
  vostra  parte.  Perché anche voi volete il vostro  bel  bando,  nel
  vostro  Assessorato, attraverso il quale vi rivolgerete ad aziende,
  agricoltori e allevatori per dirgli "vieni qui che ti do una mano".
   Ci   vuole  serietà   Questo  non  è  un  articolo  da  variazioni
  finanziarie. Questo può essere un articolo di finanziaria,  non  di
  variazioni  di  bilancio  E allora, per questi due motivi,  noi  vi
  diremo no e chiederemo il voto segreto.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare, per dichiarazione  di  voto,
  l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE.  Signor Presidente, questa volta sono stranito dalle  parole
  di  due  colleghi,  solitamente  responsabili  in  quest'Aula,  che
  definiscono   un   provvedimento,   a   nostro   modo   di   vedere
  indispensabile, proprio in questo momento storico.
   Voglio  ricordare  che questo Parlamento ha già  dotato,  con  una
  copertura   finanziaria  di  37  milioni  e  mezzo  di   euro,   il
  dipartimento  dell'agricoltura, che aveva già fatto  un  bando  cui
  hanno  partecipato  3 mila aziende, e sono state  tutte  e  3  mila
  finanziate  E non mi pare che queste 3 mila aziende finanziate,  di
  cui  circa 400/500 nel territorio agrigentino, né si siano  rivolti
  all'assessore   di   turno,   né   abbiano   ricevuto    telefonate
  dall'assessore  di  turno, ma hanno fatto una  semplice  istanza  e
  hanno  ricevuto un contributo, credo, di 13/14 mila euro e,  in  un
  momento  molto  particolare, dal punto di vista  della  siccità  in
  Sicilia - in cui il settore agricolo è, veramente in una condizione
  estrema  -  dare  una  boccata d'ossigeno a trecento,  quattrocento
  aziende,  che  possono  costruire dei laghetti  collinari,  con  un
  contributo  regionale  e  possono  immagazzinare  dell'acqua,  che,
  diversamente,   si   perderebbe  in  mare   e   battezzare   questo
  provvedimento,  come  se  fosse  il  provvedimento   di   Salvatore
  Barbagallo, assessore all'agricoltura, o del suo partito, è davvero
  ingeneroso.
   Io  non faccio appello ai deputati, che si sono espressi e nemmeno
  ai Gruppi del PD e Cinque Stelle, a questo punto, faccio appello ai
  deputati  del centrodestra, perché, se le opposizioni  chiedono  il
  voto segreto è un loro diritto e una loro prerogativa - che possono
  utilizzare,  per  carità  - ma io faccio appello  ai  deputati  del
  centrodestra perché non vorrei che, per penalizzare un partito, per
  penalizzare  un'iniziativa,  dovremmo  buttare  a  mare  milioni  e
  milioni di metri cubi d'acqua
   E  la  cosa  che mi dispiace è non fare arrivare in quest'Aula  il
  grido  di  dolore  degli  agricoltori siciliani   La  cosa  che  mi
  dispiace  è  non fare sentire la carne che brucia degli agricoltori
  siciliani   La  cosa che mi dispiace è che noi siamo in  quest'Aula
  con  l'aria  condizionata e non sappiamo che ci  sono  migliaia  di
  agricoltori che non sono riusciti ad irrigare i loro i campi e  che
  stanno   perdendo  il  raccolto  e  le  loro  piantagioni    Questo
  comportamento  è  irresponsabile e  mi  auguro:  a)  che  i  Gruppi
  dell'opposizione  -  mi  consenta,  Presidente  -  che   i   Gruppi
  dell'opposizione possano evitare il voto segreto, ma mi auguro  che
  i Gruppi di maggioranza possano dimostrare senso di responsabilità,
  non  nei confronti di Schifani o di Barbagallo, nei confronti degli
  agricoltori  siciliani, che non hanno nulla a  che  vedere  con  le
  nostre beghe politiche e che stanno, veramente, morendo di fame.

   SCHILLACI. Demagogia  Votiamo

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  articolo
  e la discussione che si è aperta su questo articolo, dimostrano che
  ci  sono  norme  che non sono state inventate in questa  occasione,
  come  questa,  ma  che,  da  anni, vengono  attuate  dalla  Regione
  siciliana.
   Quella   dei   laghetti,  o  dei  bacini,  è  una  politica   che,
  addirittura,  è  contenuta  nel Piano di  Sviluppo  Rurale  che  la
  Regione  siciliana, da diversi lustri, attua in Sicilia e,  quindi,
  che  in  Sicilia si siano finanziati - cosa giusta  -  migliaia  di
  laghetti  delle  aziende  agricole, per  fare  fronte  al  rapporto
  inverno-estate - come diceva l'assessore - è una politica che si  è
  sviluppata; vorrei dare solo dei numeri, il collega Pace ha  citato
  i  37  milioni  e  mezzo, ma, precedentemente, col PSR,  era  stata
  finanziata,  per  55  milioni,  la  misura  relativa  ai   laghetti
  artificiali.
   Quindi,  non  stiamo arrivando all'anno zero, cioè la  Sicilia  ha
  provato   a   strutturare  e  a  infrastrutturare,  su   iniziativa
  direttamente dei privati, la capacità di accumulazione  idrica  per
  fare fronte alla capacità delle aziende di avere autoproduzione  di
  acqua, o autoconservazione di acqua.
   Quindi,  non  stiamo parlando: bacini sì, bacini no, laghetti  sì,
  laghetti no
   La  politica  dei  laghetti  è una politica  intelligente.  Stiamo
  parlando di un'altra cosa, che la prima ragione per cui si  fa  una
  norma  che  estende un finanziamento, abbiamo parlato poco  fa  dei
  pulmini, ora dice che c'entrano i pulmini? L'assessore Turano - che
  non  vedo  più  in  Aula  - è venuto in Commissione  a  dire:  "Per
  completare la graduatoria dei comuni che hanno fatto richiesta  dei
  pulmini   mi  servono  x  euro",  la  Commissione  ha  accolto   il
  ragionamento sulla base di un atto definito, certo, poi ci sono gli
  otto  esclusi,  quello  è  un fatto amministrativo  e  tecnico,  ma
  abbiamo provveduto a dare copertura a una misura che ha beneficiari
  individuati,  certi, proprio di completamento di una misura  che  è
  stata attivata dallo stesso Governo precedentemente.
   Questa  era una delle misure che doveva trovare nella sua  logica,
  che  avrebbe probabilmente dato elementi ulteriori anche dal  punto
  di vista finanziario, per sviluppare una strategia di rafforzamento
  delle  misure  dei bacini, ma perché entra in questa  misura?  L'ha
  detto  l'onorevole Catanzaro, perché la logica con  cui  voi  avete
  fatto i famosi 15 articoli, che rimangono rispetto ai 20 esclusi, è
  stata una logica che non si è compresa, se non la mera composizione
  politica  attraverso i referenti che ogni norma aveva  alle  spalle
  per   tenere   insieme   questa  maggioranza   attorno   a   questo
  provvedimento.
   Io  tra  l'altro vi dico e vi sollecito a ritirare questa norma  e
  consentire di affrontarla nella finanziaria che faremo a settembre,
  al  fine  di  valutare quante misure siano state  attivate,  quanti
  bacini   sono   stati  realizzati,  qual  è  la   potenzialità   di
  un'attivazione,  anche perché se dovesse essere bocciata,  guardate
  che non rientra a settembre in questa misura
   Vorrei  ricordare  al Presidente della Regione,  che  oggi  ci  ha
  ricordato  che lui è stato Presidente del Senato, che nella  stessa
  sessione,  una  norma  bocciata non può  ripresentarsi,  quindi  io
  sollecito  il  Governo a ritirare, Assessore Dagnino  si  legga  il
  Regolamento,  se  ha  qualche dubbio,  lì  non  c'è  il  Segretario
  generale che può interpretarlo, lì è previsto e siccome la sessione
  è  uguale, la finanziaria è quella che abbiamo sospeso, noi  stiamo
  trattando  un  atto che in qualche modo è unico, poi il  Presidente
  Daidone ci spiegherà che non è così.

   PRESIDENTE. Si avvii alla conclusione, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Io sollecito il Governo a ritirare, qualora non dovesse
  farlo,  per  ragioni  politiche sulle  modalità  con  cui  si  sono
  presentate  queste  norme,  io  voterò  a  favore  dell'emendamento
  soppressivo assieme a tutto il mio Gruppo parlamentare.

   PRESIDENTE. Assessore, votiamo?

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  chiediamo
  che venga messo ai voti.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.1, con  il  parere
  contrario della Commissione e del Governo.

   CATANZARO.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 11.1.
   Chiarisco   il  significato  del  voto:  chi  è  favorevole   alla
  soppressione  preme  il pulsante verde; chi è  contrario  preme  il
  pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 68
   Votanti                  67
   Maggioranza              34
   Favorevoli               38
   Contrari                 29
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Quindi, è passato l'emendamento soppressivo.
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 9, in precedenza  accantonato.
  Assessore  Dagnino, conferma il 10 per cento in più per  l'articolo
  9?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Confermiamo.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 9.48. Il parere del  Governo
  sull'emendamento 9.48 che aumenta da 50 a 55 milioni?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDETE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

     Gli  altri  emendamenti sono tutti preclusi, tranne il  9.60,  a
  firma dell'onorevole Marano. È mantenuto o ritirato?

   MARANO. Qual è Presidente?

   PRESIDENTE.  Glielo  dico io. L'emendamento recita:   Con  decreto
  dell'assessore  regionale per le infrastrutture e  la  mobilità  da
  emanarsi  entro  60  giorni dall'entrata in vigore  della  presente
  legge,  sentito il parere della competente Commissione  legislativa
  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  sono  stabiliti   requisiti,
  criteri e modalità  .

   MARANO. Ritirato.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 9, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
           Liste di attesa del Servizio sanitario regionale
                e rapporti con le strutture accreditate

   1.  I  dirigenti medici e il personale sanitario e  tecnico  delle
  aziende sanitarie ed ospedaliere e degli enti sanitari pubblici del
  Servizio  sanitario  regionale, che svolgono  la  propria  attività
  lavorativa  presso la Regione siciliana, possono essere autorizzati
  allo  svolgimento di prestazioni finalizzate all'abbattimento delle
  liste  di attesa in relazione agli indirizzi regionali ed in  linea
  con  il  relativo  piano  dell'azienda di appartenenza,  in  quanto
  approvato  dall'Assessorato regionale  della  salute  nel  rispetto
  delle  previsioni  di  cui ai commi 2 e 3.  Previa  verifica  della
  disponibilità delle strutture ospedaliere, al fine di  abbattere  i
  tempi  delle liste d'attesa e di garantire il costante  e  corretto
  funzionamento  dei  macchinari,  le strutture  ospedaliere  possono
  erogare  visite ed esami diagnostici nei giorni festivi nonché  nei
  giorni  feriali  nelle ore notturne. L'Assessore regionale  per  la
  salute  presenta  all'Assemblea regionale siciliana  una  relazione
  semestrale relativa ai risultati conseguiti.

   2.   Al  fine  di  valorizzare  le  specifiche  peculiarità  delle
  prestazioni effettuate ai sensi al comma 1, conformemente a  quanto
  previsto dall'articolo 11 del decreto legge 30 marzo 2023,  n.  34,
  convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2023, n.  56,  e
  dal comma 218 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2023, n. 213,
  la  tariffa oraria è determinata in 100 euro lordi per i  dirigenti
  medici e in 50 euro lordi per il personale sanitario e tecnico,  al
  netto  degli  oneri  riflessi  a  carico  dell'amministrazione   di
  appartenenza.

   3.  Per  le finalità di cui ai commi 1 e 2 è autorizzata la  spesa
  per  il  riconoscimento delle tariffe di cui al comma 2 sia  per  i
  dirigenti medici che per il restante personale sanitario e tecnico,
  di  60.000  migliaia di euro, di cui 40.000 migliaia  di  euro  per
  l'esercizio   finanziario  2025,  10.000  migliaia  di   euro   per
  l'esercizio  finanziario  2026  e  10.000  migliaia  di  euro   per
  l'esercizio finanziario 2027 (Missione 13, Programma 7).

   4.  Al fine di migliorare i processi decisionali e il monitoraggio
  relativo al governo delle liste di attesa delle aziende sanitarie e
  ospedaliere  del  Servizio sanitario regionale  e  delle  strutture
  private convenzionate, l'Assessorato regionale della salute  adotta
  entro  centottanta  giorni dall'entrata in  vigore  della  presente
  legge   misure   di  miglioramento  del  sistema  con   particolare
  riferimento agli interventi di seguito indicati:

   a)  potenziamento della componente applicativa di prenotazione del
  sistema SovraCUP;

   b)  attivazione della piattaforma regionale per le liste di attesa
  ed  integrazione della stessa con la piattaforma nazionale  per  le
  liste d'attesa (PNLA);

   c)  adeguamento  infrastrutturale e  tecnologico  del  sistema  di
  prenotazione e monitoraggio del SovraCUP;

   d) sviluppo di un cruscotto avanzato di monitoraggio con l'ausilio
  dell'intelligenza artificiale (IA);

   e)  conduzione  operativa ed affiancamento con  l'acquisizione  di
  soluzioni innovative;

   f)  applicazione  dei  percorsi di  tutela  previsti  dal  decreto
  legislativo  29  aprile 1998, n. 124, anche attraverso  un'adeguata
  campagna  informativa in tutte le strutture sanitarie  pubbliche  e
  private  e l'istituzione di appositi sportelli informativi  gestiti
  da associazioni dei consumatori o da organizzazioni di cittadini.

   5.  Per  le finalità di cui al comma 4 è autorizzata la  spesa  di
  6.100  migliaia  di  euro,  di  cui  1.525  migliaia  di  euro  per
  l'esercizio   finanziario  2025,  3.050  migliaia   di   euro   per
  l'esercizio  finanziario  2026  e  1.525  migliaia  di   euro   per
  l'esercizio finanziario 2027 (Missione 13, Programma 7).

   6.  L'Assessorato  regionale  della  salute  monitora  e  aggiorna
  costantemente le attività sviluppate ai sensi del presente articolo
  al  fine di consentire il regolare governo delle liste di attesa  e
  riferisce,   depositando  un'apposita  relazione,  alla  competente
  Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana entro il
  30  aprile  di ogni anno in ordine alle azioni di cui al  comma  4,
  fornendo i dati delle liste di attesa aggregati su base regionale e
  per provincia.

   7.  Il comma 16 dell'articolo 28 della legge regionale 18 novembre
  2024, n. 28 è abrogato.

   8.  Le  aziende del Servizio sanitario regionale (ASP,  AO,  AOUP,
  ARNAS,  IRCCS  di  diritto  pubblico),  nell'ambito  delle  risorse
  assegnate  o accantonate per specifiche finalità di recupero  delle
  liste   di  attesa,  regolamentano  l'utilizzo  delle  stesse   per
  interventi  finalizzati alla riduzione dei tempi di  attesa,  dando
  priorità alle prestazioni critiche con tempi di attesa maggiore,  a
  quelle  con   tecnologie  a elevato  tempo  macchina   e  a  quelle
  rivolte   a   soggetti   fragili,  tra  cui  pazienti   oncologici,
  oncoematologici, cronici complessi e con disabilità, minori,  donne
  in gravidanza e persone con vulnerabilità socio-economica.».

   Comunico  che sono stati presentati degli emendamenti soppressivi.
  Chiedo  al  Capogruppo del Partito Democratico e al Capogruppo  del
  Movimento 5 Stelle se sono mantenuti o ritirati.

   DE LUCA Antonino. Ritiro i soppressivi tranne quelli al comma 4.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Catanzaro,  lei
  ritira gli emendamenti soppressivi, oppure no?

   CRACOLICI. Quale articolo stiamo trattando?

   PRESIDENTE. L'articolo 12.

   PRESIDENTE.  Onorevole Catanzaro, allora, ritira  gli  emendamenti
  soppressivi oppure no?

   CATANZARO. L'emendamento soppressivo 12.2 è ritirato.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Onorevole  Catanzaro,
  l'emendamento 12.17 è ritirato? L'emendamento 12.3?

   CATANZARO. Ritirati.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.  Onorevole   Catanzaro
  l'emendamento 12.18? Gli emendamenti soppressivi ha  detto  che  li
  ritira tutti tranne quelli al comma 4.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino.  Presidente, vista la complessità dell'articolo,
  l'importanza  della  dotazione  economica  e  del  tema,  prima  di
  iniziare  a  dire cosa ritiriamo, cosa modifichiamo, possiamo  fare
  relazionare  l'Assessore  anche per farci chiarire  come  intendano
  spendere 40 milioni di euro in tre mesi? Sarebbe penso giusto

   PRESIDENTE. Sì, chiedo. Assessore o Presidente? Assessore?  Prego,
  Assessore.

   FARAONI,  assessore per la salute. Intanto, abbiamo già analizzato
  in  VI Commissione, ma anche nella sede della Commissione Bilancio,
  la questione e ho messo già in rilievo che l'impegno è naturalmente
  un  impegno integrativo rispetto a quello che è fondamentale  della
  ristrutturazione   delle  modalità  di  accogliere   nelle   nostre
  organizzazioni le richieste da parte dei pazienti e dei  cittadini,
  di poter ottenere una risposta sanitaria ai loro bisogni.
   Abbiamo  detto  che è prioritario, naturalmente, ed  è  strategico
  anche   riposizionare  i  nostri  sistemi  informatici  in  maniera
  adeguata,  in quanto in questo momento molto spesso ci  sono  delle
  criticità  e  abbiamo  detto  anche  che  ricondurremo  la  domanda
  sanitaria  con  una nuova programmazione, che possa dare  anche  la
  possibilità di eliminare tutto ciò che è emergenza e tutto ciò  che
  è  tempo  breve per l'esecuzione, come richiesto dal sanitario,  in
  una  modalità da potere essere immediatamente accolti dalle  nostre
  strutture.
   Accanto  a  questa iniziativa, stiamo cercando di  inserire  nella
  nostra  organizzazione  il  governo di tutte  quelle  che  sono  le
  prestazioni croniche e le prestazioni dei fragili che non  dovranno
  anch'esse  afferire all'elenco delle prenotazioni  e  questo  potrà
  garantire  un'immediata presa in carico del bisogno del paziente  e
  l'immediato soddisfacimento.
   Al netto di queste, che saranno riforme strutturali vere e proprie
  della  nostra  organizzazione, il Governo ha ritenuto di  stanziare
  delle  somme che ci possano consentire in breve tempo di  eliminare
  quelle che sono le istanze pervenute e che, come è noto a tutto  il
  resto  d'Italia, nella loro modalità di trovare spazio  nei  nostri
  contenitori  finiscono, quando sono disordinate e quando  non  sono
  prese  in  carico  secondo  criteri di appropriatezza,  per  essere
  naturalmente   affastellate   e  quindi   a   creare   dei   numeri
  considerevoli.
   Sono  istanze  che  dobbiamo, con il nostro  sistema,  riuscire  a
  soddisfare  in  breve tempo, proprio per eliminare la  criticità  e
  potere,  nel tempo necessario, anche all'empowerment che servirà  a
  tutta  la  popolazione,  rispetto  al  nuovo  modello  che  abbiamo
  presentato,  riuscire a soddisfare i bisogni e, quindi,  ricondurre
  ad un punto zero il nostro sistema.

   PRESIDENTE. Grazie. Hanno chiesto di parlare per dichiarazione  di
  voto, prima l'onorevole De Luca, poi Cracolici. Prego, onorevole De
  Luca.

   DE  LUCA  Antonino.  Grazie,  Presidente.  Presidente,  di  questo
  articolo non mi convincono diverse cose: prima tra tutte, il  fatto
  che  stiamo  dando copertura con fondi del bilancio regionale  che,
  fino   a  prova  contraria,  non  possono  essere  utilizzati   per
  finanziare questo tipo di articoli, perché rientriamo nella materia
  dei LEA.
   In  secondo luogo, vorrei evidenziare che già dai fondi trasmessi,
  come  maggior contributo dello Stato, nel 2025, ci sono esattamente
  40  milioni  di euro che non sono stati spesi. Quindi,  abbiamo  40
  milioni  di euro di fondi che ci erano stati trasmessi come maggior
  quota  di  compartecipazione dallo Stato, proprio per abbattere  le
  liste  d'attesa,  non  spesi nel 2025, e adesso  stiamo  andando  a
  prendere  40  milioni di euro di fondi regionali e  li  mettiamo  a
  copertura  di una norma che dovrebbe abbattere le liste d'attesa  -
  poi  non  si capisce bene come -, finanziando un extra  lea,  e  da
  questo  punto  di vista c'è anche una relazione del Servizio  Studi
  che manifesta dei dubbi, non solo sull'opportunità e la possibilità
  di  finanziare  questi articoli con fondi del  bilancio  regionale,
  invece  che  con fondi del bilancio sanitario - e qui  ci  dovrebbe
  dire qualcosa l'assessore Dagnino, che di questo tema, tra l'altro,
  se  ne  intende - ma c'è di più, perché dovremmo capire  se  queste
  prestazioni aggiuntive che andiamo a corrispondere per questi turni
  del  sabato  e  della  domenica, siano gestibili  con  legislazione
  regionale   o   se  siano  materia  di  contrattazione   collettiva
  nazionale, e dunque con normativa nazionale.
   Infine,  Presidente, vorrei anche evidenziare  che  il  presidente
  Schifani  aveva posto l'abbattimento delle liste d'attesa  come  un
  obiettivo dei dirigenti generali da raggiungere entro un  anno  dal
  loro  insediamento. Oggi, a oltre un anno e mezzo  da  quando  sono
  stati  nominati  i direttori generali, a due anni  da  quando  sono
  stati  nominati i commissari, siamo ancora in Parlamento a  parlare
  di destinare queste risorse per l'abbattimento delle liste d'attesa
  evidenziando, quindi certificando in maniera assoluta e categorica,
  che  l'obiettivo non è stato raggiunto né dal Governo né tanto meno
  dai  direttori  generali  Quindi, mi chiedo come  mai  non  si  sia
  proceduto   alla  loro  rimozione,  dato  che  era   stato   questo
  l'intendimento e l'impegno del presidente Schifani
   Infine,  mi  chiedo, il comma 4 che prevede di destinare,  se  non
  ricordo  male,  6  milioni, 7 milioni, non  ricordo  adesso  quanto
  esattamente,   anche   alle   strutture  sanitarie   convenzionate,
  strutture   private   convenzionate,   ecco,   queste   sono    per
  potenziamento  componente applicativa, per  migliorare  i  processi
  decisionali, il monitoraggio relativo e quant'altro. A  noi  sembra
  un'altra  scusa  per drenare risorse pubbliche nei confronti  delle
  aziende  private convenzionate, e non ci sembra un metodo idoneo  a
  risolvere il problema delle liste d'attesa.
   Per  risolvere il problema delle liste di attesa, veda  presidente
  Schifani, dovremmo iniziare a fare una riflessione seria in tema di
  contrattualizzazione dei medici, in tema di extramoenia, in tema di
  convenzionamento,  in tema anche di comprendere  quali  prestazioni
  vanno  via  dalla nostra Regione, nonostante ci siano  posti  letto
  attivati, per capire cosa dell'esistente non funziona.

   PRESIDENTE. Concluda, per favore.

   DE   LUCA   Antonino.  Un  attimo,  presidente  Galvagno,   perché
  l'articolo  è  importante ed impegna diverse decine di  milioni  di
  euro, e immaginare che stiamo andando in variazione di bilancio con
  un  articolo  che non è una variazione di bilancio,  impegniamo  40
  milioni a metà agosto, con una Gazzetta Ufficiale che uscirà a fine
  mese,  con  i  decreti  che  dovranno  uscire,  i  termini  per  le
  impugnative qualora non venisse, eventualmente, impugnato

   PRESIDENTE. Concluda, per favore

   DE   LUCA   Antonino.  Siamo  appena  usciti  dalla  proposta   di
  impugnativa  per  gli  incentivi dei medici delle  zone  disagiate,
  degli ospedali di periferia, dei pronti soccorso, e allora come  si
  immagina  che  questa norma, che incide sugli stessi temi  che  già
  sono  stati posti all'attenzione da parte dell'Avvocatura di Stato,
  non lo sarà nuovamente? A me questa sembra l'ennesima mossa per non
  fare nulla, in attesa che il privato continui a fare quello che  ha
  fatto  finora,  tanti tanti tanti soldi sulle spalle dei  siciliani
  che,  alla  fine, sono sempre costretti ad andarsi a  curare  fuori
  Sicilia  o comunque a pagamento dal privato, ed è questo il  motivo
  per  cui,  Presidente, poi alla fine sul comma 4 chiederò  il  voto
  segreto. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie.   Ha  chiesto  di  intervenire   l'onorevole
  Cracolici, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente,  io  ieri  -  se  si  ricorda,  Presidente
  Galvagno - ieri, non mi ricordo, ieri o l'altro ieri, non so quando
  abbiamo  iniziato,  ho chiesto di dare lettura -  prima  dell'esame
  della  legge  di  bilancio  -  delle impugnative  che  erano  state
  comunicate a mezzo stampa dal Ministero degli affari regionali.

   PRESIDENTE. Presiedeva l'onorevole Di Paola.

   CRACOLICI. Va beh  La continuità amministrativa...

   PRESIDENTE.  No,  no,  presiedeva in quel momento  l'onorevole  Di
  Paola. Credo che l'abbia fatto.

   CRACOLICI.  Sì,  Sì. Ho fatto questa premessa per arrivare  ad  un
  punto.  E  ho  chiesto, a mio avviso, le ragioni che  sono  oggetto
  dell'impugnativa su quel fondo di 15 milioni per  i  laboratori  di
  analisi, eccetera, eccetera, e i principi che hanno poi determinato
  l'impugnativa che rischiano - ma l'avevo già detto in Commissione -
  di essere, pari pari, applicati a questa norma.
   Perché?  Primo, perché interveniamo su materia che è  regolata  da
  contratti  nazionali di lavoro, per cui le prestazioni integrative,
  fatte   dal   personale  del  sistema  sanitario  regionale,   sono
  prestazioni  integrative  che  possono  essere  fatte  secondo   le
  modalità   previste   -   intramoenia,   extramoenia   o   attività
  straordinarie - che sono appunto regolate da contratti  di  lavoro.
  Non  può  essere una legge regionale a stabilire la modalità  e  il
  valore  della prestazione straordinaria, perché è materia  regolata
  da contratto di categoria.
   Ora  capisco  che  qui  si vogliono fare  le  cose  più  per  fare
  comunicati  stampa  che  per  fare,  diciamo,  opere  concrete  per
  smobilitare  il  numero  di prestazioni che  vengono  richieste  in
  Sicilia  per  le  quali ci sono queste lunghe liste  d'attesa.  Tra
  l'altro,  sarebbe utile capire in quali settori ci  sono  le  liste
  d'attesa, che tipo di prestazioni hanno lunghe liste d'attesa,  che
  sarebbe quindi anche un intervento mirato.
   Io  vorrei  ricordare, al Presidente della Regione, che circa  due
  anni  fa  nel  2023,  lei  Presidente si  presentò  in  quest'Aula,
  sostenendo con forza la decisione di destinare 48 milioni e mezzo -
  con  un  decreto che fece la sua Giunta - a favore delle  strutture
  private  convenzionate  per abbattere le  liste  d'attesa.  Abbiamo
  speso 48 milioni e mezzo, immagino che li abbiamo spesi tutti,  non
  abbiamo  mai avuto l'esito dell'abbattimento delle liste  d'attesa.
  Purtroppo,  continuiamo  a ragionare su  numeri  enormi,  anche  su
  attività  che  hanno fatto alcuni direttori di  aziende  che  hanno
  pulito  in alcuni casi i numeri che erano contenuti per la quantità
  di  prestazioni  richieste  dallo  stesso  cittadino  che,  magari,
  riusciva   ad   ottenere  la  prestazione  da  una  delle   aziende
  ospedaliere,  aziende sanitarie, ma non si cancellava dalle  altre,
  oppure  si  rivolgeva alla struttura privata, faceva la prestazione
  ma  risultava e continuava a risultare iscritto nelle lunghe  liste
  d'attesa.
   Allora, la questione è molto seria. Anche questa, Assessore, è una
  delle  questioni  che andava e va affrontata, con  molto  rigore  e
  molta  serietà, sapendo che uno dei problemi riguarda il  personale
  sanitario  ma  un altro problema delle liste d'attesa  riguarda  il
  sistema  di  prenotazione. Perché è lì uno  dei  buchi  essenziali.
  Aggiungo  io, anche il famoso privato convenzionato, al  quale  noi
  compriamo le prestazioni, ad oggi, in parte se non in minima parte,
  è  coinvolto nel sistema delle prenotazioni attraverso i  CUP,  per
  cui compriamo prestazioni ma, di fatto, il paziente che riceverà la
  prestazione  sanitaria se lo sceglie la struttura  convenzionata  e
  non attraverso...

                           (Brusìo in Aula)

   CRACOLICI. Scusate se vi disturbo.  e non attraverso la  modalità,
  diciamo,  di  una  prenotazione che tenga insieme l'intero  sistema
  sanitario, sia quello pubblico che quello convenzionato, che come è
  noto è pubblico perché lo paghiamo noi.
   Allora, io - così come ho fatto per la norma sui laghetti - chiedo
  al  Governo di soprassedere, in questo momento, su questa norma per
  consentire   un   approfondimento  di  merito,  anche   alla   luce
  dell'impugnativa che è arrivata ieri sulle norme sui laboratori  di
  analisi  e  sugli  effetti giuridici, per  consentire  all'Aula,  a
  settembre,    di   esaminare   con   maggiore   rigore,    maggiore
  approfondimento, una norma che può essere utile nella misura in cui
  affronta  la questione, altrimenti sarò costretto a votare  contro,
  come ho fatto poc'anzi.

   PRESIDENTE.   Grazie.   Ha  chiesto  di  intervenire   l'onorevole
  Saverino, per dichiarazione di voto.

   SAVERINO.  Grazie,  Presidente.  Intervengo  perché  naturalmente,
  assessore Faraoni, ne avevamo già parlato, è lodevole nel  comma  8
  di  questo  dell'articolo 12, questa presenza,  questa  sensibilità
  rivolta  ai  soggetti  fragili,  tra  cui  i  pazienti  oncologici,
  cronici, complessi, eccetera.
   Io  ho presentato, ma non lo trovo Presidente tra gli emendamenti,
  a  questo  aveva  aggiunto un emendamento, in cui  dopo  le  parole
  vulnerabilità socio-economica, avevo chiesto anche l'inserimento di
  percorsi preferenziali per l'accesso facilitato ai servizi sanitari
  per  le  persone  con disabilità, per gli autistici,  percorsi  che
  dovrebbero aiutare non solo le prestazioni sanitarie ambulatoriali,
  ma  anche  i  beneficiari - poco fa parlavamo di liste  d'attesa  -
  anche   di   spazi  in  agenda  per  le  prenotazioni   di   visite
  specialistiche, anche per gli accessi al pronto soccorso.
   Quindi, credo che sia in tema con quello che è questo articolo del
  testo  e,  quindi,  anche  con questa sua  attitudine,  questa  sua
  sensibilità per i percorsi per persone fragili.
   Pertanto, chiedo Presidente se si possa inserire anche questo, non
  so   se  troviate  questo  emendamento  nel  testo  perché   è   un
  modificativo,  quindi non aggiuntivo ma non lo  riesco  a  trovare,
  quindi  penso  che sia l'occasione giusta anche per  far  rientrare
  questo  percorso  anche  per queste persone,  per  questi  soggetti
  fragili. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, allora si passa all'emendamento  12.2  che  è
  ritirato,  era il soppressivo. Si passa all'emendamento  12.147,  a
  firma dell'onorevole Di Paola. È mantenuto o e ritirato?

   CRACOLICI. Il Governo può fornire un chiarimento?

   PRESIDENTE.  Va  bene,  Assessore, nel  merito  dell'utilizzo  dei
  fondi. Risponde l'Assessore Faraoni. Prego, Assessore.

   FARAONI,  assessore per la salute. Allora, affronto  le  questioni
  che  sono  state poste: intanto non ci sono risorse da parte  dello
  Stato  per  il  2025. Quindi, questo è un fatto  importante  perché
  quelle  che  abbiamo ricevuto erano relative agli anni  precedenti,
  quindi non c'è una sovrapposizione di modalità di finanziamenti. Le
  attività  di assolvimento al compito di eliminazione di  una  lista
  d'attesa, badate bene che è una questione nazionale, e la questione
  nazionale ha dimostrato, che ogni qualvolta si fa un intervento per
  poter  abbattere  le  liste d'attesa, lo spazio  che  si  è  creato
  immediatamente,  si riempie nuovamente di altre  richieste,  quindi
  questo significa che bisogna intervenire in termini strutturali.
   Ecco  perché il comma 4 interviene sull'organizzazione complessiva
  dei  servizi,  e  non sono somme, come qualcuno può pensare  magari
  dalla  formulazione,  che sono destinate ai privati  convenzionati,
  no, è che sulla piattaforma devono accedere e devono operare, sia i
  soggetti  pubblici che i soggetti convenzionati,  perché  anch'essi
  fanno   parte  della  risposta  sanitaria  del  servizio  sanitario
  regionale e, quindi anche loro dovranno omologare le loro  modalità
  di  erogazione,  secondo  questi  metodi  innovativi  che  dobbiamo
  introdurre  dentro nelle nuove piattaforme per  le  quali  oggi  il
  Governo chiede l'investimento che possa garantire l'innovazione.
   Poi,  per quanto riguarda le prestazioni che vengono rese,  non  è
  che  c'è  un  cambiamento delle condizioni dei contratti collettivi
  nazionali  del  lavoro,  perché stiamo  operando  assolutamente  in
  osservanza  a  quelle che sono le condizioni   Possiamo  aprire  la
  questione  come abbiamo già aperto, perché l'Assessorato in  questo
  momento  ha  in corso di verifica le prestazioni ALPI di  tutte  le
  aziende,  questo  per poter comprendere il loro rapporto  che  deve
  essere   "uno   a   uno"  con  le  prestazioni   rese   nell'ambito
  istituzionale,  e  su  questo rassicuro il  Parlamento  che  stiamo
  compiendo  tutte le attività di verifica, esattamente  come  stiamo
  compiendo le attività di verifica dei direttori generali.
   Badate  bene,  quando  parliamo  di  liste  d'attesa,  oggetto  di
  valutazione, sono quelle che AGENAS ha individuato, non sono  tutte
  le  liste  d'attesa, ma soltanto un blocco ben definito e  che  tra
  l'altro,  rispetto  agli  anni passati, ora,  per  quest'anno,  per
  l'anno 2025 - questo significa che la valutazione continua -  viene
  ad essere anche sostanzialmente modificato.
   Quindi,   ritengo  che  in  questa  nostra  modalità   complessiva
  d'intervento  su  una  questione che in questo  momento  attanaglia
  tutta la Nazione, perché se è un problema che persino Bertolaso non
  riesce  a  risolvere  - voi comprenderete perfettamente  che  è  un
  problema notevole - e se lo vogliamo ridurre non ad una elargizione
  di  somme, perché non è questa la visione, ma è più giusto  pensare
  ad  un atto di responsabilità, che però ci deve dare il coraggio di
  innovare.
   Se  non ci mettiamo di fronte a questo problema con il coraggio di
  innovare  i  nostri  sistemi di ricezione della domanda  sanitaria,
  questo problema vi posso assicurare rimarrà irrisolto per gli  anni
  a venire e ogni anno si ripresenterà tel quel.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Chiedo all'onorevole Di  Paola  se
  l'emendamento 12.147 è mantenuto o ritirato.

   DI  PAOLA. Lo mantengo, perché riscrive il comma con i riferimenti
  normativi corretti.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Catanzaro)

   PRESIDENTE. L'onorevole Catanzaro ha appena dichiarato che  ritira
  tutti  gli  emendamenti  soppressivi tranne  quello  relativo  alla
  soppressione stessa del comma 4.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,   assessore   per  l'economia.  Chiedo   l'accantonamento
  dell'articolo.

   PRESIDENTE.  Il Governo chiede l'accantonamento dell'articolo  12.
  Pertanto, in funzione del fatto che sono le ore 21:00, bene o  male
  era  questo  l'orario che avevamo pattuito, la seduta è rinviata  a
  domani, giovedì 7 agosto 2025, alle ore 11:00.
   La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 21:00 di mercoledì 6 agosto 2025,
          è ripresa alle ore 11:30 di giovedì 7 agosto 2025)

   La seduta è ripresa.

   Seguito della discussione del disegno di legge n. 976 Stralcio/A
   «Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
                                 2025
     e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie»

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'articolo 12.
   Siamo  arrivati  all'emendamento  12.63,  a  firma  dell'onorevole
  Catanzaro ed altri.
   Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO.  Signor Presidente, per quanto riguarda  l'articolo  12
  rimango sulla posizione di ieri sera: tutti i soppressivi dei primi
  tre commi dell'articolo 12 sono ritirati.
   Sul comma 4, ho già annunciato la richiesta di voto segreto.

   PRESIDENTE. Ma il 12.63 non è un soppressivo.
   Ha chiesto di intervenire l'Assessore Faraoni. Ne ha facoltà.

   FARAONI, assessore per la salute. Signor Presidente, stralciamo in
  questa  fase  il comma 4. Lo riporteremo in VI Commissione  per  un
  confronto   e   per   approfondimenti,  che  potrebbero   risultare
  necessari.   Per   il   resto,   richiameremo   anche   l'eventuale
  applicazione  dei  contratti collettivi  nazionali  del  lavoro  in
  maniera espressa nella nuova formulazione.

   PRESIDENTE.   Allora, assessore, in funzione della  richiesta  del
  Governo di stralciare il comma 4, anche il comma 5.

   FARAONI,  assessore  per  la  salute.  Il  comma  5  come  diretta
  conseguenza, sì.

   PRESIDENTE.   Perfetto.  Quindi  il  comma  4  ed   il   comma   5
  dell'articolo 12 sono stralciati.
   Si  passa  all'emendamento 12.63. Onorevole Catanzaro, gli  Uffici
  dicono  che è una formulazione corretta, suggeriscono che  sia  una
  correzione di buon senso.
   Il parere del Governo sull'emendamento 12.63?

   FARAONI, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  12.63.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 12.64. È ritirato.
   Gli emendamenti 12.53,12.61,12.52, 12.60 sono inammissibili.
   Si  passa  all'emendamento 12.145, a firma dell'onorevole Venezia.
  Onorevole Venezia, è mantenuto o è ritirato?

   VENEZIA. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti 12 59, 12.51,  12.50  e  12.49  sono
  inammissibili.
   Si  passa  all'emendamento  12.48,  dell'onorevole  Catanzaro.   È
  mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE. I soppressivi ai commi sono tutti ritirati.
   Gli  emendamenti 12.47, 12.58, 12.55, 12.38, 12.57, 12.45 e  12.56
  sono inammissibili.
   Si passa all'emendamento 12.42, dell'onorevole Catanzaro ed altri.
  È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   Si passa all'emendamento 12.41, dell'onorevole Catanzaro ed altri.
  È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti  12.5,  12.20,  12.148,  12.35  sono
  inammissibili.
   Si passa all'emendamento 12.46, dell'onorevole Catanzaro ed altri.
  È mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 12.131, 12.142, 12.150, 12.157 e 12.30
  sono inammissibili per mancanza di copertura.
   Si  passa  all'emendamento 12.77, dell'onorevole Venezia.  C'è  un
  invito al ritiro.

   VENEZIA. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Venezia, anche quelli  successivi  immagino
  siano ritirati.

   VENEZIA. Sì, sono tutti ritirati.

   PRESIDENTE. Benissimo, quindi gli emendamenti dal 12.77 e fino  al
  12.119 compreso sono tutti ritirati dall'onorevole Venezia.
   Gli  emendamenti in riduzione, onorevole Catanzaro, immagino siano
  tutti ritirati.

   CATANZARO. Sì, li ritiro.

   PRESIDENTE. Benissimo, quindi gli emendamenti dal 12.29 al  12.151
  sono ritirati.
   Gli emendamenti 12.140 e 12.139 sono inammissibili.
   Il comma 4 è stato stralciato, pertanto possiamo andare avanti.
   I soppressivi ai commi sono ritirati.
   Gli emendamenti 12.76, 12.75, 12.132 e 12.74 sono inammissibili.
   Si  passa  all'emendamento  12.128,  dell'onorevole  Catanzaro.  È
  mantenuto o ritirato?

   CATANZARO. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Gli   emendamenti  12.73,  12.72   e   12.146   sono
  inammissibili.
   I soppressivi ai commi sono tutti ritirati.
   Gli  emendamenti 12.71, 12.70, 12.69, 12.68, 12.67  e  12.66  sono
  inammissibili.
   Abbiamo  concluso  con gli emendamenti. Pertanto  possiamo  votare
  l'articolo 12.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  probabilmente   non   è   stata
  attenzionata  una  questione, che ha detto  l'assessore,  anche  ai
  sensi  dell'articolo 117 Regolamento interno, di inserire  che  gli
  emolumenti  di  cui  al  comma  2, credo,  dell'articolo  sono  nel
  rispetto dei contratti nazionali di categoria.

   SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Signor Presidente, condivido.
  È  in  arrivo  la  formulazione dell'emendamento,  dovrebbe  essere
  questione  di  attimi,  abbiamo  preso  atto  dell'osservazione   e
  l'emendamento sta per arrivare, da un minuto all'altro.
   Chiedo alla Presidenza un po' di pazienza e anche all'Aula  se  no
  dobbiamo passare ad altro, ma preferirei chiudere l'articolo.

   PRESIDENTE.   Mentre   aspettiamo  questo   emendamento   passiamo
  all'esame dell'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
                    Rifinanziamento leggi di spesa

       1.  Alla  tabella  1 dell'articolo 20,  comma  2,  della
     legge  regionale  9 gennaio 2025, n. 1 sono  apportate  le
     seguenti variazioni:

                                                   Variazioni
    No   M  P  T  A R Cap      Desc  N  N  V 2025     20   20   Cass
  rmat  is r i  m  u itol  rizione  O  a i          26   27   a
  iva   si o t  m  b   o            T  t n
  di    on g o  .  r                E  u c
  rife  e  r l  n  i                   r o
  rime     a o  e  c                   a l
  nto      m       a                   F a
           m                           o t
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                                       i
    L.  1  2 1  6  2  183    FONDO   B 1     10.00    0,   0,  10.00
  R.    2             808  PER   LA A       0.000,    00   00 0.000,
  8/20                     DISABIL  T         00                  00
  17                       ITA'   E
  ART.                     PER   LA
  9,                       NON
  COM                      AUTOSUF
  M   A                    FICIENZ
  2,                       A -
  LETT                     FONDI
  A),                      REGIONA
  B)                       LI
    L.  4  3 2  9  3  772    INTERV  B 1     5.128    0,   0,  5.128
  R.                  040  ENTI  DI T       .000,0    00   00 .000,0
  8/20                     MANUTEN             0                   0
  18                       ZIONE
  ART.                     STRAORD
  11,                      INARIA,
  C. 2                     AVENTI
                           CARATTE
                           RE    DI
                           URGENZA
                           , NEGLI
                           ISTITUT
                           I
                           SCOLAST
                           ICI
                           PUBBLIC
                           I.

   Chiedo  al Partito Democratico e al Movimento Cinque Stelle  se  i
  soppressivi all'articolo 13 sono ritirati.

   CATANZARO. Ritirati.

   DE LUCA Antonino. Ritirati.

   VENEZIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo e presidente Schifani, apprezziamo ovviamente il fatto  che
  il  Governo abbia inserito delle risorse per interventi urgenti per
  l'edilizia scolastica e per la disabilità.
   Noi  abbiamo  presentato  diversi  emendamenti  nel  tentativo  di
  incrementare la spesa, attendiamo che anche dal Governo ci sia  una
  medesima  volontà per cercare di incrementare queste  risorse,  che
  sono  assolutamente utili a due settori importanti della  vita  dei
  siciliani.
   Quindi, Presidente Schifani, chiediamo se è possibile incrementare
  i 10 milioni e i 5 milioni e 800 mila.

   PRESIDENTE. Vediamo se la richiesta è accolta.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, io naturalmente  posso  apprezzare
  questo  articolo 13, ma non posso essere assolutamente  soddisfatta
  perché vengono escluse delle categorie, in particolare mi riferisco
  agli   assistenti   igienico  personali  e  agli  ASACOM,   perché,
  Presidente  Schifani, a settembre i nostri studenti con  disabilità
  non  andranno a scuola come gli altri studenti normodotati,  perché
  la  scuola  per loro è preclusa, il diritto allo studio è  precluso
  dal  momento  che  sono delle figure assolutamente  necessarie  per
  garantire il loro accesso alla scuola, quindi sono figure  che  noi
  non possiamo assolutamente dimenticare.
   Per  questo  motivo, il Movimento Cinque Stelle non può  accettare
  che  questo  articolo 13 sia approvato soltanto in questa  maniera,
  per  questo  motivo  abbiamo depositato degli  emendamenti  per  le
  figure  degli  assistenti igienico personali e gli  ASACOM,  questi
  emendamenti  si trovano tra gli aggiuntivi. Quindi  io  chiedo  che
  questo  Governo  regionale abbia un'apertura  da  questo  punto  di
  vista.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  in  questo
  breve  intervento naturalmente mi riferisco al Governo come Partito
  Democratico,  abbiamo a più riprese sollecitato  quello  che  è  un
  impegno  sulla riqualificazione delle nostre scuole,  molto  spesso
  fatiscenti.
   Questo   emendamento  va  sicuramente  nella  direzione  che   noi
  vogliamo,  ciò non di meno riteniamo, Presidente, che questa  somma
  non  sia sufficiente rispetto agli interventi che si devono portare
  avanti nelle nostre scuole in tutta la Sicilia.
   Aggiungo  un altro aspetto: il termine programmazione; io  ritengo
  che  sia inqualificabile, presidente Schifani, che noi oggi andiamo
  a  pianificare  una somma per il fondo per le disabilità  solamente
  per  l'anno 2025, una persona che è disabile lo è anche nel 2026  e
  nel  2027  e  per una regione che vuole programmare e  garantire  i
  servizi  al cittadino, specialmente di chi ha bisogno, è necessario
  guardare oltre il proprio naso.
   La  programmazione degli interventi per i disabili, come  è  stato
  detto  per  gli  ASACOM e per il fondo per le disabilità,  non  può
  essere  definita anno per anno, il motivo per il quale io le chiedo
  e  chiedo  al Governo di intervenire già sin da adesso,  è  che  il
  fondo per le disabilità deve essere già determinato per il triennio
  duemila  2025,  2026  e 2027. E oltre a questo dobbiamo  celermente
  intervenire  in  maniera  programmatica anche  per  gli  ASACOM:  è
  inqualificabile che ad ogni variazione di bilancio noi siamo qui  a
  discutere  di  come rimpinguare un capitolo e poi ci sono  famiglie
  che  non  possono  mandare  i propri studenti  disabili  a  scuola.
  Presidente,  su questi temi, noi - come Partito Democratico  -  non
  indietreggiamo e chiediamo un'assunzione di responsabilità, adesso

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Giambona,  in  tutti  i  casi  poi,
  durante le finanziarie, per gli anni a venire.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà

   GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che altro per
  confermare quello che hanno detto i miei colleghi.
   Presidente,  per  quello  che hanno  detto  i  miei  colleghi,  la
  preoccupazione  nostra,  oltre  tutto,  che  non  è  un   andamento
  epidemiologico  costante  nel  tempo, purtroppo,  scientificamente,
  epidemiologicamente,  questa situazione dei  ragazzi  disabili  sta
  aumentando  in  maniera  esponenziale, per  cui  prevedere  -   non
  arrivare all'ultimo minuto - ma prevedere, già da adesso, in questi
  tre anni, una programmazione, credo che sia la cosa più importante.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'assessore Dagnino.  Ne  ha
  facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  il Governo condivide il rilievo, in ordine al carattere,
  tendenzialmente, ripetitivo nel tempo, dell'aumento dei disabili  e
  dell'esigenza   di   garantire  dei  fondi;  quindi,   ritiene   di
  riformulare l'articolo con un emendamento che concede il  triennio,
  la triennalità delle spese, dei fondi.

   PRESIDENTE. Abbiamo concluso con gli interventi.

   SCHILLACI.  Non  ha  risposto  sulla  questione  degli  assistenti
  igienico-personali.

   PRESIDENTE. Vuole rispondere, assessore Dagnino?

   DAGNINO,  assessore per l'economia. La misura alimenta il Capitolo
  denominato  "Fondo per la disabilità e per la non autosufficienza",
  si  tratta  -  se  ho  ben  capito - di un  ulteriore  Capitolo  da
  incrementare,  o  sta  all'interno  del  medesimo  Capitolo?  Però,
  significherebbe andare a introdurre un emendamento  aggiuntivo,  su
  questo  profilo, quindi, insomma, diventa un tema di altra  natura.
  Lo vedremo a settembre, questo.

   PRESIDENTE. Assessore, l'emendamento sul triennio lo ha preparato?
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  intervengo
  intanto per prendere atto che sono state messe le somme per  quanto
  riguarda  gli  ASACOM - un attimo assessore, mi vuole ascoltare  un
  attimino  -  per  quanto  riguarda  l'igienico  sanitario  c'è   un
  problema.
   La  Corte  dei Conti ha già più volte detto ai Comuni  che  non  è
  competenza loro e quindi già abbiamo avuto dei rilievi. Quindi  non
  è più possibile praticamente mettere somme sull'igienico-sanitario,
  perché  è  competenza  delle  scuole. Questo  è  quanto  più  volte
  statuito  dalla  Corte dei Conti, quindi noi  non  possiamo  andare
  contro le norme di legge.

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Cateno.   Signor  Presidente.,  desideravo   rivolgere
  all'assessore  Dagnino  una mia domanda in  merito  all'ASACOM.  Il
  tema,  Assessore,  non può essere settembre, perché  già  in  tante
  Città  metropolitane - parlo del caso di Messina, ma credo che  sia
  un  problema che riguarda anche tutte le ex province - ci  troviamo
  ad  assistere  a una disparità di trattamento per gli studenti  che
  hanno bisogno di poter frequentare i licei con le dovute cautele.
   Se  noi  diciamo  che mettiamo i soldi per l'ASACOM  a  settembre,
  significa che questi studenti andranno a scuola a novembre,  perché
  bisogna anche entrare nell'ottica che ci sono procedure di gara  da
  fare.
   Quindi  la mia domanda è questa - lo dico a lei, ma lo dico  anche
  agli  Assessori  competenti  - le risorse  per  poter  garantire  a
  settembre  una  regolare  prosecuzione delle  attività  per  quanto
  riguarda questi studenti ci sono o no? A noi risulta che non c'è  e
  che  quindi questo capitolo vada comunque rimpinguato. E credo  che
  fosse  uno  dei temi, al di là poi del tema se è aggiuntivo  o  non
  aggiuntivo;   lasciamo  stare  queste  questioni   che   riguardano
  dinamiche  ed  equilibri dell'Aula, andiamo intanto  alla  sostanza
  della questione. Sono d'accordo con quello che è stato già detto da
  altri  colleghi: questo capitolo va aumentato, in modo tale che  si
  possano fare le gare e garantire la regolare prosecuzione, anzi  il
  regolare inizio dell'attività scolastica a tutti quanti.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. È già intervenuta, onorevole Schillaci. Ha chiesto  di
  parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.   Signor  Presidente,  io  mi  rivolgo   al   Governo.
  Assessore,   un  minuto  soltanto.  L'argomento  è   questo.   Sono
  perfettamente  d'accordo  con  l'onorevole  Cateno  De   Luca,   ha
  perfettamente ragione: se noi non interveniamo sul problema  ASACOM
  subito, diamo un segnale ai sindaci, ai dirigenti scolastici,  alle
  famiglie con disabili, che questo argomento lo affronteremo  quando
  avremo  tempo, cioè forse con la finanziaria, a dicembre, ma quando
  l'anno scolastico sarà già iniziato.
   Vorrei  dirle,  assessore  Dagnino, che  il  capitolo  che  stiamo
  approvando riguarda i disabili gravissimi, che è un tema.  Poi  c'è
  il tema degli ASACOM.
   Ora, siccome tutta l'Aula è d'accordo a questo aggiuntivo, che  il
  Presidente della Regione ha già attenzionato e aveva proposto  come
  aggiuntivo,  mettendo dieci milioni di euro, io credo  che  con  un
  atto di buona volontà di tutti quanti, possiamo inserirlo in questo
  articolo e dare un segnale concreto alle scuole che devono iniziare
  gli studi.
   Però Presidente, Assessore, non bastano dieci milioni, i comuni le
  province  hanno bisogno di risorse enormi. Tuttavia dare subito  un
  segnale sarebbe un fatto molto concreto e sarebbe anche un fatto di
  intelligenza di quest'Aula.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente, in ordine a  quanto
  detto  dai  colleghi  che  mi hanno preceduto,  rispetto  al  quale
  esprimo  piena  condivisione dei temi trattati, la  previsione  nel
  triennio  del  fondo  aggiuntivo  per  i  disabili  gravissimi  per
  l'assegno  di  cura  è cosa buona e giusta, ma  non  dimentichiamo,
  signor  Presidente,  che  con l'attuale  dotazione  aggiuntiva  che
  abbiamo  inserito in questa fase, non riusciamo a soddisfare  tutte
  quelle  che sono le domande dell'assegno di cura. Quindi invito  il
  Governo,  io ho presentato - Assessore all'economia Dagnino  se  mi
  presta   attenzione,  Assessore  Dagnino  mi  perdoni,  non   posso
  continuare   -  volevo  richiamare  la  sua  attenzione  Assessore,
  perché...

   PRESIDENTE.  Assessore  Dagnino,  l'onorevole  Lombardo   si   sta
  rivolgendo a lei.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Assessore, io volevo richiamare la  sua
  attenzione  sul  fatto  che  l'articolazione  nel  triennio   della
  dotazione  aggiuntiva  per il fondo della  non  auto-sufficienza  e
  quindi  di  quelle risorse che sono rivolte ai disabili  gravissimi
  per  la possibilità di fruire dell'assegno di cura - caro Assessore
  all'economia la prego nuovamente di prestare attenzione  -  è  cosa
  buona  e  giusta,  però,  caro  Assessore,  come  ho  rilevato   in
  Commissione Bilancio, le faccio notare che la dotazione  aggiuntiva
  attuale  non  è sufficiente a coprire in questo anno solare  quelle
  che  sono le domande degli assegni di cura; c'è l'Assessore  Albano
  presente in Aula che può anche testimoniarlo rispetto a quella  che
  è   la   richiesta  che  l'Assessorato  alla  famiglia  -   che   è
  l'Assessorato competente - ha inoltrato al Governo.
   ASACOM  è  un tema che anche in Commissione Bilancio,  insieme  ai
  deputati  alla maggioranza, abbiamo posto come elemento  aggiuntivo
  rispetto  al testo e rispetto al quale purtroppo non c'è stata  una
  condivisione di tutte le forze politiche perché si potesse trattare
  e tradurre in norma con risorse aggiuntive il tema dell'ASACOM.
   Bene  ha  fatto l'onorevole De Luca a ricordare come è  importante
  prevedere una dotazione adeguata per le Città metropolitane, il cui
  servizio  si  regge solo ed esclusivamente sul trasferimento  della
  Regione,  ma non dobbiamo dimenticare - lo abbiamo fatto lo  scorso
  anno  all'inizio dell'anno; lo abbiamo fatto quest'anno  all'inizio
  dell'anno; lo scorso anno anche nella fase delle variazioni  -  una
  dotazione adeguata che occorre ai comuni il cui servizio ASACOM  si
  regge  solo  ed  esclusivamente su risorse  proprie  dei  comuni  e
  rispetto a cui purtroppo registriamo una domanda di assistenza  che
  cresce  di  anno  in anno e rispetto a cui anche  l'Anci  -  lo  ha
  ricordato  ieri  il  Presidente della Regione - ha  espresso  piena
  condivisione  e  piena  speranza, perché  si  prevedessero  risorse
  aggiuntive.
   Non  solo  le Città metropolitane, non solo i liberi Consorzi,  ma
  anche  i  comuni  che  soffrono tantissimo  questo  problema  hanno
  necessità ovviamente di un rimpinguamento del fondo.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto d'intervenire l'onorevole  Abbate.  Ne  ha
  facoltà.

   ABBATE.  Signor  Presidente,  assessore  Dagnino,  siccome  stiamo
  parlando  di argomenti aggiuntivi rispetto a quello che è il  testo
  di  legge. Siamo arrivati fino ad ora, ne abbiamo approvati alcuni,
  altri  articoli  sono  stati bocciati,  ma  sappiamo  che  ci  sono
  argomentazioni importanti che avevamo portato all'interno di questa
  manovra e che dovevano essere discussi in questa manovra.
   Due   argomenti  importanti,  che  erano  quella  della  dotazione
  economica  che l'Assessorato alla famiglia mette a disposizione  di
  comuni  e  province, per quanto riguarda l'assistenza all'autonomia
  della  comunicazione, specialmente, per quanto riguarda  i  comuni:
  sappiamo  che  la dotazione era una dotazione di pochi  milioni  di
  euro  e, quindi, si doveva trovare la possibilità, prima di  inizio
  dell'anno  scolastico, perché si deve programmare prima dell'inizio
  della  scuola,  di  poter  mettere  a  disposizione  delle  risorse
  aggiuntive  per  poter aiutare i comuni per quanto riguarda  questo
  provvedimento  importante per l'autonomia e la  comunicazione,  che
  non  è  all'interno del testo e quindi che è argomento  aggiuntivo.
  L'altro argomento aggiuntivo - sembra che di colpo sia scomparso  -
  che  tutta  una  volta sia scomparso - è quello del  personale  dei
  consorzi di bonifica.
   Siccome    siamo   tutte   persone   responsabili,    maggioranza,
  opposizione, Governo, e tutti noi che abbiamo parlato di questi dei
  consorzi di bonifica - importante argomento come tutti gli altri  -
  perché  sappiamo  che  il personale serve  per  far  funzionare  un
  servizio  e  parliamo di siccità, e parliamo di interventi  per  le
  aziende  e  di mettere a disposizione il personale per  erogare  un
  servizio,  finalmente si è arrivati nella condizione di poter  fare
  un  intervento epocale, ma importante sia per il personale che  per
  le aziende e per tutti i servizi, oggi, sembra che sia uscito fuori
  dall'agenda  di  questo Parlamento. E, quindi,  io  penso  che  sia
  inconcepibile un'attività del genere, per noi parlamentari, per noi
  che abbiamo una responsabilità, per noi che siamo legislatori.
   Quindi, io penso che questo è qualcosa che deve scuotere ognuno di
  noi, rispetto a quello che ogni giorno diciamo, perché quando diamo
  una  parola, deve essere Cassazione, se siamo persone perbene.  Non
  può  essere che le cose scompaiano dall'oggi al domani,  quindi  io
  chiedo,  Presidente,  di  fermarci un  attimo,  visto  che  abbiamo
  completato  l'articolato, di fermarci un attimo prima  di  chiudere
  l'approvazione dell'articolato, e capire sugli aggiuntivi, ASACOM e
  altri, cosa fare.

   PRESIDENTE. Onorevole Abbate, la interrompo, solo due motivi. Uno.
  La  questione degli ASACOM è importantissima. Due. La questione dei
  consorzi  di bonifica non è stata sottoposta soltanto  da  lei,  ma
  anche dalle opposizioni.
   Siccome,  per quel che mi riguarda, si sta affrontando un discorso
  che è aggiuntivo, questo è l'ultimo intervento. Noi completiamo  il
  testo, successivamente sospenderemo l'Aula e affronteremo il  tema,
  eventuale, degli aggiuntivi.

   ABBATE. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Quindi, ad oggi, la conforto sul fatto che non  stiamo
  trattando... Cioè, per quanto mi riguarda in questo momento...

   ABBATE. L'importante è che sappiamo che lo affronteremo.

   PRESIDENTE. Lo affrontiamo, successivamente. Intanto,  è  arrivato
  l'emendamento  da  parte del Governo, rispetto all'indicazione  che
  era stata suggerita circa la triennalità dei 10 milioni in più,  ed
  è  nei vostri tablet. È tra i fuori sacco, è un modificativo, ed  è
  il 13.84.
   Ne  do  lettura:  "All'articolo  13  aumentare  la  dotazione  del
  capitolo  183808 di 10 milioni di euro, per ciascuno degli esercizi
  finanziari  2026 e 2027. Copertura 215704". Lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Siamo all'articolo 13. Onorevole Venezia, immagino che
  tutti  quanti gli altri siano ritirati. Adesso siamo a pagina  178,
  all'emendamento 13.33. È mantenuto o ritirato?

   VENEZIA. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Ritirato. Grazie. Quindi, sono  tutti  ritirati  gli
  emendamenti.  Benissimo.  Controlliamo  prima  se  ci  siano  altri
  emendamenti.

   LA VARDERA. Presidente, quanti articoli sono rimasti?

   PRESIDENTE. Tre, e il 12 chiaramente, con la riscrittura.  Non  ci
  sono altri emendamenti, pertanto pongo in votazione l'articolo  13,
  nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si torna all'articolo 12. Sui vostri tablet trovate la
  riscrittura del Governo, l'emendamento è il 12.159: "Alla fine  del
  comma  2  aggiungere le seguenti parole: nel rispetto dei contratti
  collettivi nazionali di lavoro".
   Pongo  in  votazione l'emendamento 12.159. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Accolgo
  con  favore  che  l'Assessorato della salute e il  Governo  abbiano
  accolto   i   rilievi   che  sono  stati  anche   evidenziati   dal
  sottoscritto, ieri, perché la questione e il tema liste d'attesa  è
  un  tema  che deve essere affrontato con precisione chirurgica,  mi
  consenta il gioco di parole, Assessore.
   Però,  veda  Presidente Schifani, gradirei da parte sua,  che  sin
  dall'inizio  del  suo insediamento ha sempre posto  il  tema  delle
  liste  d'attesa  come  uno  dei  principali  obiettivi  se  non  il
  principale  obiettivo  del suo Governo e credo  che  sia  anche  la
  principale  esigenza, insieme al lavoro dei siciliani  per  potersi
  curare.  Potersi  curare  bene, nei tempi giusti  e  gratuitamente,
  credo  che  sia  il diritto più importante che va  riconosciuto  ai
  cittadini siciliani.
   Presidente, le chiedo semplicemente una cosa: ricordandole il  suo
  impegno  a verificare l'operato dei direttori generali, a  un  anno
  dal  loro  insediamento, qualora le liste d'attesa non  si  fossero
  ridimensionate,  ma ridimensionate non secondo un dato  statistico,
  un   dato   matematico,  ma  secondo  un  dato  che  effettivamente
  corrisponde  alle  esigenze  dei  cittadini  siciliani.  Presidente
  Schifani l'unica cosa che le chiedo è di fare questa verifica e  di
  trasmetterla  alla  Commissione  Salute,  perché  se  le  cose  non
  funzionano non è possibile che tutti abbiano fatto il loro  dovere,
  se  le  cose non funzionano a tappeto ci sarà qualcuno  che  ci  ha
  provato  e  non c'è riuscito ma probabilmente ci sarà qualcuno  che
  non  ci  ha  nemmeno  provato o che non lo sa  fare  e,  quindi,  è
  inadeguato  al suo ruolo  Quindi, l'unica cosa che le  chiedo,  che
  credo  che  sia  una  cosa  rispettabile,  equilibrata,  anche  non
  individuabile  come  una  richiesta  da  parte  di  un  partito  di
  opposizione  ma credo che sia una cosa equilibrata, le chiedo  solo
  di fare una verifica seria,  una verifica compiuta delle azioni che
  hanno  posto  in  essere  questi direttori generali  per  abbattere
  queste  liste  di attesa e se tra questi ne individua qualcuno  che
  non  ha  fatto  niente di utile o che non è stato  capace  di  fare
  qualcosa di utile, per favore senza bisogno che lo evidenziamo noi,
  lo  rimuova e lo sostituisca con qualcuno un po' più capace, sempre
  indicato dai partiti, purché sia capace

   LA VARDERA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne fa facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi.  Solo  per
  ricordare, anche a seguito dell'intervento dell'onorevole Gilistro,
  che  ancora  ad oggi parliamo di sanità, parliamo di liste  attesa.
  Assessore  Faraoni,  non  avete  nominato  il  commissario  ASP  di
  Palermo. Quando lo volete fare? Diteci quando volete dare alla  più
  grande   Azienda   sanitaria  siciliana   il   commissario   perché
  l'Assessore  è stata promossa Deo gratias, quando avete  intenzione
  di restituire alla più grande azienda sanitaria siciliana una guida
  che  non sia frutto di accordi politici, perché la vera ragione per
  cui  la sanità è arrivata, oggi, lo stato in cui si trova, è perché
  praticamente l'avete politicizzata sin dal suo nascere
   L'obiettivo  del mio intervento è chiedere al Presidente  Schifani
  un impegno sui tempi in cui cercherà di nominare il commissario Asp
  di Palermo.
   C'è un'azienda provinciale...

   CRACOLICI. Non il commissario, il direttore

   LA VARDERA. Sì, il direttore. No, non è questo, perché parliamo di
  sanità. Il direttore quando verrà nominato? Anche perché su  questo
  punto di vista c'è un'azienda che aspetta da tempo e ha bisogno  di
  una risposta. Grazie.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, assessori, come Partito Democratico è
  nota l'attenzione al tema della sanità.
   Noi,  negli  scorsi mesi, abbiamo portato avanti  un'azione  negli
  ospedali  e  nel  mondo della sanità siciliana e, naturalmente,  da
  questo è emerso un po' di tutto.
   Oggi siamo qui a discutere di una norma che abbiamo migliorato  in
  Commissione  "Salute, Servizi Sociali e Sanitari" e  poi  anche  in
  Commissione Bilancio.
   Ci  sono  200 mila prestazioni sanitarie che ancora devono  essere
  rese,  per  cui i siciliani attendono e, quando si arrendono,  sono
  costretti  a  rivolgersi al privato, quando hanno la  disponibilità
  economica. E questo è il dato: che molti non hanno le disponibilità
  economiche,  Presidente  Schifani, per poi  andarsi  a  curare.  Lo
  sappiamo  benissimo,  la problematica non è solo  una  problematica
  siciliana, è una problematica nazionale
   Noi  abbiamo  rappresentato in questa seduta tutta  una  serie  di
  criticità, ma anche allo stesso tempo un'esigenza di attenzione. Il
  tema di come queste prestazioni aggiuntive debbano essere rese, nel
  rispetto  del contratto collettivo nazionale di lavoro,  credo  che
  sia condiviso da tutti, non può che essere così.
   Ma  io  rappresento anche un altro aspetto, per  il  quale  chiedo
  l'attenzione   dell'assessore  Faraoni  e  anche   del   Presidente
  Schifani,  una delle questioni per cui molti medici,  infermieri  e
  personale  tecnico,  pur  avendo, ecco, gli  incentivi  per  potere
  intervenire,  poi,  non  accedono  e  non  accettano  per   fornire
  prestazioni  aggiuntive, quindi, dando sostegno al  nostro  sistema
  sanitario, è il livello della tassazione, la tassazione
   Molti   medici,  infermieri  e  personale  tecnico  rinunciano   e
  preferiscono  fare altro, dedicarsi alla famiglia, oppure  decidere
  semplicemente di dedicarsi ad altri settori.
   Ebbene,  io  ritengo  che oltre ad attenzionare  il  rispetto  del
  contratto  collettivo, che è pacifico, dobbiamo fare  in  modo  che
  queste  prestazioni aggiuntive possano beneficiare  di  quelli  che
  sono  i  vantaggi fiscali dei premi di produttività  che  già  sono
  previsti, quindi, l'attenzione che - io credo - debba essere  posta
  in  questa  azione -  e non è automatica - perché  bisogna  portare
  avanti   un'azione  concordata  con  le  Organizzazioni   sindacali
  affinché questa misura rientri nel più ampio disegno condiviso  con
  le  Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, affinché
  si  dia esecuzione, perché il concetto che io voglio esprimere oggi
  è  che  noi stiamo pianificando 40 milioni di euro per smaltire  le
  liste d'attesa di qui alla fine del 2025, Presidente.
   Si  deve  porre  concretezza  a questo  tema:  da  domani  mattina
  l'assessore Faraoni, insieme alle Organizzazioni sindacali, si deve
  subito  muovere perché, diversamente, rischiamo che a  gennaio  del
  2026,  Mario  Giambona sarà qui a dire: "Presidente  Schifani,  che
  cosa  abbiamo fatto dei 40 milioni di euro?". E noi questo,  per  i
  siciliani, non ce lo possiamo permettere

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Grazie, Presidente.
   Sarò molto breve, poiché mi sono astenuta dall'intervenire durante
  tutta la trattazione del corpo delle norme.
   Penso  che  sia doveroso dare una risposta in merito a quello  che
  dicevano  anche i colleghi, perché io ho ascoltato attentamente  le
  parole   dell'assessore Faraoni, ma abbiamo partecipato in  maniera
  incisiva  rispetto  alla redazione di questo,  abbiamo  sicuramente
  arricchito il testo, e vorrei dire che non è da poco il  fatto  che
  abbiamo,  comunque, come dire, onerato l'Assessorato  di  dare  una
  relazione  rispetto a quello che sarà l'andamento nell'abbattimento
  delle  liste  e  questo  Parlamento ne  avrà  contezza.  Ma  vorrei
  sottolineare due aspetti, di cui personalmente mi sono fatta carico
  e  che  tutta la Commissione ha sposato all'unanimità, che riguarda
  la  possibilità di impiegare il personale, che vorrà farlo  perché,
  ovviamente, sarà una libera scelta del professionista piuttosto che
  dell'infermiere o del comparto di potere fare l'abbattimento  delle
  liste,  quindi,  poter  abbattere liste,  anche  durante  i  giorni
  festivi e durante i notturni.
   Inoltre,  abbiamo  anche  dato  una possibilità  di  inserire  una
  gradualità  di emergenze, dando priorità ai soggetti fragili,  agli
  oncologici, alle donne gravide piuttosto che persone disabili.
   Quindi, voglio dire, io credo che sia nell'ambito di ciò che a noi
  Regione  è  dato  fare, perché è chiaro che  ci  sono  delle  norme
  nazionali  che  devono essere modificate su questo,  io  credo  che
  tutti  i  partiti,  che  ciascuno di noi  rappresenta,  abbiano  un
  compito  di fare a Roma la loro parte. Dall'altra, abbiamo dato  il
  meglio di questa norma, perché io credo che sia veramente una norma
  di  buona  volontà che recepisce in maniera importante alcuni  temi
  dirimenti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 12.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHIFANI,  presidente  della  Regione.  Credo  che  sia   già   in
  distribuzione una integrazione.
   Ieri  l'altro si è parlato a lungo della esiguità della  somma  di
  750.000 euro stanziata per il risarcimento danni da incendi.  Si  è
  parlato  a  lungo  di  quel  sottodimensionamento  dell'intervento.
  L'emendamento  del  Governo  tende  a  modificare  l'importo  e  lo
  individua in un importo di tre milioni e settecentomila.  Ci  siamo
  confrontati con gli Uffici se era possibile intervenire, visto  che
  già si era votato, però gli Uffici ci hanno confortato, seppure con
  un certo sforzo, perché effettivamente si cambia solo l'aumento del
  capitolo.

   PRESIDENTE. Presidente, previo consenso dell'Aula, naturalmente.

   SCHIFANI,  presidente  della  Regione.  Certo,  con  il   consenso
  dell'Aula, naturalmente.

   PRESIDENTE. Penso che ci sia.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie  Presidente, accogliamo  favorevolmente  questa
  apertura  da  parte  del Governo regionale, ma Presidente,  noi  le
  chiediamo  uno  sforzo in più, perché noi abbiamo  bisogno  di  una
  maggiore attenzione e cura da parte di questo Governo regionale sul
  fronte della prevenzione agli incendi.
   Quindi,  le  chiediamo  di rivedere il piano  e,  soprattutto,  di
  investire nelle nuove tecnologie. Non i droni che cadono alla prima
  folata  di  vento,  noi chiediamo investimenti su  droni  adeguati,
  sulla  formazione, perché è inutile acquistare nuove tecnologie  se
  poi   non   c'è  nessuno  adeguatamente  formato.  E,  soprattutto,
  l'intelligenza artificiale.
   Il Movimento 5 Stelle ha delle proposte già depositate, basta solo
  che  vengano  attuate. Tra l'altro la collega Marano mi  suggerisce
  che  già c'è un disegno di legge approvato, per cui basta attuarlo.
  Quindi, chiediamo uno sforzo, da questo punto di vista.

   GILISTRO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Grazie, Presidente. Solo per dire, intanto  grazie  per
  aver  dato  questa possibilità. Abbiamo presentato, con l'onorevole
  Spada,  un subemendamento, dove, Assessore Dagnino, insistiamo  sul
  discorso   di  includere  Siracusa.  Anche  per  Siracusa   abbiamo
  presentato un subemendamento, in modo...

   PRESIDENTE.   Non   possono   essere   presentati   subemendamenti
  all'emendamento  del  Governo. Quindi  è  inutile  che  presentiate
  qualsiasi genere di emendamento.

   CRACOLICI. Ma è una precisazione.

   DE LUCA Antonino. Lo legga e lo riprenda.

   SCHIFANI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Forse, l'ho  detto  poc'anzi:
  possiamo  cambiare  soltanto l'importo, perché  essendo  già  stato
  votato con quella formulazione è immodificabile.
   Quindi, con un certo sforzo, stiamo modificando l'importo,  perché
  con   l'adesione  e  la  condivisione  della  Presidenza  e   della
  Ragioneria,  purché  ci sia la condivisione, ma  è,  non  dico  uno
  strappo, ma qualcosa in più che stiamo facendo "off records",  come
  si  suol dire. Però il testo, nel suo merito, ormai è stato votato.
  Mentre  qui  stiamo, diciamo, con l'unanimità, ovviamente,  con  il
  consenso   della   Ragioneria   che  chiede   l'unanimità,   perché
  effettivamente  è  una  questione borderline sulla  anomalia.  Però
  siamo  sereni,  perché tocchiamo solo l'importo, però  il  resto  è
  immodificabile, perché è stato già votato.

   PRESIDENTE.  Corretto quello che dice il Presidente della Regione,
  che è la stessa cosa che dicono gli Uffici.

   SPADA. Chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Comprendo che l'articolo 1 è stato votato e che si  stanno
  cambiando  solamente  gli importi. Siccome è una  precisazione  che
  sanerebbe,  di  fatto, tutto quello di cui abbiamo parlato  fino  a
  questo momento, ovvero l'esclusione della provincia di Siracusa  da
  questo  riparto, chiedo la possibilità di inserirlo, eventualmente,
  in una norma non votata.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Spada, facciamo la  seguente.  Siccome  è,
  oggettivamente, una grandissima forzatura ma, essendoci l'unanimità
  dell'Aula,  abbiamo  già  fatto  sì  che  questo  emendamento,   su
  richiesta  da parte delle opposizioni, potesse essere ad incremento
  delle  disponibilità  rispetto  a  questo  capitolo,  facciamo   la
  seguente: sia, penso, il Presidente della Regione che il Presidente
  dell'Assemblea   prendono  l'impegno   che   questo   problema   lo
  risolveremo nella prossima, che sarà, con ogni probabilità...

   SPADA. No, no, no

   PRESIDENTE. Leviamo l'emendamento.

   SPADA. No, no, no. Signor Presidente, posso chiedere una cosa?  Mi
  faccia  parlare. Siccome abbiamo detto che ci dobbiamo  fermare  un
  attimo  per  vedere, così ho capito io, se ci sono alcune  cose  da
  potere sistemare.

   PRESIDENTE. E se poi non ci sono?

   SPADA. Se non ci sono, dal momento che l'articolo 14, non avendolo
  ancora votato si può emendare, chiedo di inserire questa parte.

   PRESIDENTE. Ci sono le tabelle all'art. 14

   SPADA.  Lo  so, signor Presidente. Dobbiamo trovare la  soluzione.
  Sono due anni che aspettiamo questa cosa. Se mettiamo i 3 milioni e
  mezzo e abbiamo compreso la provincia di Siracusa, non è che stiamo
  stravolgendo.   Abbiamo  aggiunto  alcune  parole:   "compresa   la
  provincia  di Siracusa"   Non c'entra, loro applicano lo  stato  di
  calamità nazionale.

   PACE.  È un aggiuntivo, se parliamo di aggiuntivi, ditecelo.  Vale
  per l'ASACOM, allora

   PRESIDENTE. Onorevole Pace, ce ne sono tanti. Vale per gli ASACOM,
  vale  per tutti. Lo sappiamo benissimo. Eventualmente, dopo, quando
  abbiamo finito l'articolato, se c'è una soluzione che troviamo  con
  l'unanimità, la porteremo  si figuri se io posso essere contro.  Io
  ho  il problema dell'IPAB di Paternò con 41 anziani che, se non  si
  risolve   la  questione  in  tempi  stretti,  avranno  un  problema
  altrettanto  critico.  Ci  sono  tante  criticità,  però  è  giusto
  condividerle tutti assieme.
   Intanto  pongo in votazione l'emendamento 1.75, se poi si  troverà
  una soluzione, che auspico si possa trovare, la porteremo avanti.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.75. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Poi,  c'è l'emendamento 7.49, che è quello sulla povertà,  se  non
  ricordo  male, che porta da 4 a 5 milioni. Prima addirittura  erano
  3, se non ricordo male.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 7.49. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso abbiamo finito tutti gli articoli tranne l'articolo 3.
   Per quanto riguarda l'articolo 3, qual è l'intenzione da parte del
  Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, signor Presidente.
   Questo articolo è stato più volte discusso, anche durante i lavori
  dell'ultima legge di stabilità. In occasione della precedente legge
  di  stabilità, l'Aula ha chiesto al Governo di ritirare l'articolo,
  cosa  che  il  Governo ha fatto, verificando la  disponibilità  del
  Fondo  pensioni della Regione siciliana ad acquisirlo  nel  proprio
  patrimonio, concedendolo in locazione al Governo regionale, in modo
  tale  da  dare  l'opportunità al Fondo  pensioni  di  acquisire  un
  immobile di alto pregio e, soprattutto, di avere un conduttore  che
  avesse lo stesso rating del Fondo pensioni stesso, che non è  altro
  che  la stessa Regione siciliana, da cui il Fondo pensione trae  le
  proprie risorse.
   L'operazione del Fondo pensioni che il Governo aveva adottato  con
  un'apposita  delibera,  ma  il Fondo pensioni  non  è  riuscito  ad
  adottare  una  decisione  finale entro  un  tempo  compatibile  con
  l'esigenza  di  parte venditrice, che è parte pubblica,  perché  si
  tratta del fondo della liquidazione della Sicilcassa, sottoposto ad
  amministrazione  straordinaria  su  nomina  della  COVIP,   che   è
  l'autorità di vigilanza.
   A  questo  punto, anche la visibilità che tutte le iniziative  del
  Governo regionale hanno dato a questo immobile, che già di  per  sé
  ha  una sua naturale visibilità, perché si tratta di un palazzo che
  insiste  su via Libertà, ha aumentato l'interesse dei privati,  che
  hanno  formulato un'offerta, che è stata poi cristallizzata  in  un
  contratto  preliminare  per l'acquisto allo  stesso  prezzo  di  13
  milioni  e mezzo, che ritrovate nell'articolo presentato nel  testo
  qui in discussione.
   E tuttavia, per rispetto nei confronti dell'esigenza pubblicistica
  di dotare la Corte dei conti siciliana, che, ricordo a me stesso, è
  un  organo statutario - perché noi abbiamo anche la Corte dei conti
  d'Appello  in Sicilia, a differenza delle altre Regioni, quindi,  è
  un  Organo che ha una rilevanza costituzionale in Sicilia,  proprio
  perché  è istituita dallo Statuto regionale e dalle relative  norme
  di  attuazione  -,  ha ritenuto di chiedere ai privati,  che  hanno
  formulato  l'offerta, di condizionare risolutivamente il  contratto
  preliminare  all'ipotesi  in  cui la  Regione  formulasse  un  atto
  deliberativo di acquisto dell'immobile entro il termine  perentorio
  del  15  di  agosto;  così  dando spazio a codesto  Parlamento  per
  eventualmente   valutare   l'operazione   e,   quindi,    acquisire
  l'immobile.
   In  poche  parole, la decisione che in questa sede  verrà  assunta
  sarà  una decisione determinante rispetto alla possibilità di  dare
  alla  Corte dei conti una sua sede istituzionale in via definitiva,
  perché  altrimenti,  se  il Parlamento dovesse  deliberare  di  non
  acquistare,  l'immobile verrebbe venduto ai privati che  hanno  già
  sottoscritto un contratto preliminare.
   Ripeto,  la  deliberazione  che assumerà  l'Aula  in  questa  sera
  risolverebbe il contratto preliminare. Motivo per cui,  sebbene  il
  Governo,  come  sappiamo,  ha ritenuto  di  concentrare  in  questa
  manovra  le operazioni maggiormente urgenti e di maggiore  respiro,
  come  tutte  quelle  che  sono  state fin  qui  deliberate,  questa
  operazione  si  è  ritenuto di mantenerla in questo  testo  proprio
  perché  indifferibile,  essendo  stata  già  differita  a  dicembre
  dell'anno   scorso.  E  per  i  fatti  che  si   sono   manifestati
  diversamente,  di certo, il Governo avrebbe rinviato  il  testo  di
  questa  proposizione normativa alla manovra che  incardineremo  nel
  mese di settembre.
   Ora,  in  poche  parole,  e vado subito alle  conclusioni:  se  il
  Parlamento   delibererà   di  acquistare   l'immobile   avremo   la
  possibilità  di dotare la Corte dei conti di una sede istituzionale
  adeguata,  così  come già recentemente avvenuto con l'altro  Organo
  giurisdizionale di natura costituzionale statutaria, come è il CGA,
  che,  come sapete, ha avuto assegnato di recente la Villa Belmonte,
  che  è un immobile di grande pregio; diversamente avremo l'acquisto
  dell'immobile  da  parte  dei  privati,  con  la  conseguenza  che,
  verosimilmente,  a scadenza del contratto di locazione  la  Regione
  dovrà  trovare una nuova sede per la Corte dei conti, sede  che  al
  momento  non è disponibile, quindi sarebbe un po' problematico  per
  la  Regione  trovare  un'adeguata sede. Peraltro,  con  complessità
  derivanti  dall'obbligo  di trasferimento anche  degli  uffici  già
  esistenti della Corte dei conti.
   Inoltre,  l'eventuale decisione di acquisto,  che  dovesse  essere
  assunta  in  questa sede, consentirà alla Regione grandi  risparmi,
  perché  purtroppo,  come  tutti sanno, la Regione  era  in  passato
  dotata di un proprio patrimonio immobiliare, di proprietà, che poi,
  è  stato venduto ad un fondo di investimento immobiliare, e  quindi
  la  Regione non ha, attualmente, significative risorse patrimoniali
  proprie; ha quasi tutti gli immobili in regime di locazione.
   Quindi, questa sarebbe una prima operazione che consentirebbe alla
  Regione  di avere la proprietà di un immobile di pregio;  immobile,
  nel   quale  si  potrebbero  anche  destinare  parte  degli  uffici
  regionali  con  notevole  risparmio di  spesa  e  di  un  interesse
  condiviso  a  livello istituzionale da tutti.  Quindi,  il  Governo
  ritiene  di  non  ritirare  l'articolo  sottoposto  all'Aula  e  di
  rimettere all'Aula le proprie valutazioni. Grazie.

   CRACOLICI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, l'Assessore ha fatto  un  excursus,
  seppur  breve, di una storia che comincia mesi fa, però, ha  omesso
  di dire un punto essenziale: quando l'Aula ha suggerito lo stralcio
  di  quella  norma,  contenuta nella legge di stabilità,  non  si  è
  limitata  a  stabilire uno stralcio, ma ha chiesto che  il  Governo
  regionale  attivasse il Fondo pensioni della Regione siciliana  per
  acquisire  al  patrimonio - tra l'altro è un  obbligo  proprio  dei
  fondi  - acquisire quel patrimonio all'interno del proprio,  quindi
  patrimonializzando il fondo stesso.
   Mi  risulta che è stato fatto un atto di Giunta in tal  senso,  il
  fondo  non  si  capisce bene perché non abbia  operato  secondo  le
  indicazioni fatte dalla Giunta che, ricordo, è la stessa che nomina
  il  Consiglio di amministrazione dell'organo di gestione del  Fondo
  pensioni,  quindi  è vero che non è la Giunta che  può  determinare
  l'acquisto,  ma è vero che l'atto di indirizzo fatto dalla  Giunta,
  in  qualche modo, obbliga gli amministratori a dare esecuzione a un
  orientamento  assunto  dall'organo che ha nominato  i  vertici  del
  fondo stesso.
   Tra   l'altro,  quando  avevamo  questa  ipotesi  in  campo,  essa
  prevedeva  che  l'acquisto avvenisse col diritto di prelazione  che
  era  in capo alla Regione siciliana, in quanto conduttore del fondo
  Sicilcassa, di acquisire quell'immobile ad un valore di 12  milioni
  e mezzo di euro.
   A distanza di pochi mesi, a seguito di procedure che si sono messe
  in  moto  nel frattempo dal Fondo pensioni Sicilcassa, facendo  una
  gara  rivolta anche a privati, siamo arrivati al fatto che oggi  se
  la  Regione dovesse acquisire questo patrimonio e non più il  Fondo
  pensioni  della Regione dovremmo pagare un milione di euro  in  più
  nell'arco di poche settimane, dal momento in cui era stata  assunta
  la   decisione  della  Giunta  al  momento  in  cui  dovremmo  oggi
  esercitare il diritto di prelazione.
   Ora,  io  credo che si è in presenza di un gigantesco problema  di
  danno  erariale per la semplice ragione che il Fondo -  tranne  che
  non  vi siano state motivazioni diciamo di ordine giuridico-tecnico
  -  aveva l'obbligo di eseguire quanto la Giunta regionale ne  aveva
  disposto con la delibera approvata. Questo milione di euro  in  più
  qualcuno  dovrebbe  spiegare  com'è  stato  possibile  che  si  sia
  determinata  una  situazione del genere  e  soprattutto  credo  che
  queste  ragioni,  in qualche modo, inducano a valutare con maggiore
  prudenza  se  acquisire  questo  immobile  che,  tra  l'altro,  col
  pagamento  che  la Regione opera fino ad oggi al Fondo  Sicilcassa,
  nell'ipotesi   di   acquisto,  avrebbe  avuto   una   remunerazione
  nell'ordine  del  7  e  mezzo,  8 per cento  rispetto  al  capitale
  investito,  quindi  ben oltre i tassi applicati  agli  investimenti
  fatti  dal  Fondo pensioni della Regione siciliana  che  mediamente
  sono il 2, 3, 3 e mezzo, quindi ben oltre.
   Allora,  suggerisco al Governo di soprassedere,  anche  valutando,
  tra l'altro vorrei ricordare che in questo immobile non c'è solo la
  Corte dei Conti, perché la stessa Regione siciliana ha dismesso una
  parte di questo immobile che era in locazione dove c'era il CGA  ed
  ha  trasferito  il  CGA  in  altra sede  prestigiosa,  appropriata,
  eccetera, eccetera, ma in questo immobile non c'era solo il  CGA  e
  la Corte dei Conti, c'era ad esempio anche Almaviva, quella era una
  delle  sedi  del call center dei servizi che Almaviva svolgeva  per
  diversi soggetti tra cui ex Alitalia oggi ITA.
   Quindi, suggerisco e, pertanto, sono contrario a questa norma  che
  prevede  l'acquisto, primo perché il fatto che si  sia  determinato
  nell'arco  di  pochi mesi un maggiore onere di un milione  di  euro
  suscita, credo, più che qualche perplessità e mi chiedo se  non  ci
  sia  stata  in  qualche  modo una volontà  per  determinare  questa
  situazione di fatto, che un'amministrazione pubblica ha il  dovere,
  a  questo  punto, di valutare, con maggiore attenzione  e  maggiore
  prudenza, l'utilizzo di questi immobili.
   Credo  che  la  Corte  dei  Conti,  a  cui  abbiamo  l'obbligo  di
  assicurare  una  sede prestigiosa, potrà trovare - da  parte  della
  Regione siciliana - altri siti e altri luoghi, eventualmente,  dove
  svolgere le proprie attività istituzionali.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca e poi  pongo
  in votazione l'articolo 3. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
  della  Regione,  assessore  Dagnino,  non  vorrei  che,  su  questo
  articolo, si verificasse il rating dell'assessore Dagnino.

   DI PAOLA. Cosa è il "rating"?

   DE   LUCA   Cateno.  La  credibilità,  il  valore  delle   azioni,
  interpretiamolo  come vogliamo, quelle che, ovviamente,  potrebbero
  essere  anche  le conseguenze - così di mal di pancia  -  di  varia
  natura; ma, al di là di questo - del quale, ovviamente, non  me  ne
  occupo, perché non è di competenza mia - il tema è un altro, signor
  Presidente  della  Regione:  il  rapporto  tra  la  politica  e  la
  burocrazia.
   Veda,  ho posto una domanda ben precisa all'assessore Dagnino,  in
  Commissione Bilancio: ho detto, chiaramente, che questo è  un  atto
  di  buona amministrazione che si doveva fare e si deve fare  perché
  solo  degli  scellerati, degli stolti, pagano a  fondo  perduto  un
  affitto  quando  lo possono patrimonializzare e noi,  che  facciamo
  anche parte della categoria degli amministratori, ci rendiamo anche
  conto  di cosa significhi convertire in affitto un acquisto, spesso
  lo  facciamo  anche utilizzando quelli che sono i tassi convenienti
  della  Cassa  Deposito e Prestiti che ci consente, chiaramente,  di
  abbattere quelli che sono i cosiddetti "costi correnti" e,  quindi,
  riqualificare anche quello che è il concetto della spesa.
   Ma  c'è  una  questione  che va chiarita a  quest'Aula,  assessore
  Dagnino,  che lei probabilmente, per eccessivo perbenismo,  non  ha
  voluto  chiarire  e mi permetto su questo, però,  di  sollecitarla,
  perché  sono  per votarla questa norma, ma sono per votarla  perché
  già doveva essere fatto prima, un anno fa, due anni fa, perché sono
  uno  di  quelli che ha contrastato - nel 2006 e nel 2008 - l'azione
  scellerata della svendita dei beni immobili e, quindi, questa è una
  delle   conseguenze  di  quelle  scelte  scellerate;   ma   questa,
  purtroppo,  è la storia, abbiamo dovuto aspettare quasi  vent'anni,
  il tribunale della storia, prima o poi, ci dà delle sentenze per le
  quali, purtroppo, il danno ormai è fatto
   Quindi,  sono per votare, dichiaro già, ufficialmente  -  come  ho
  fatto anche in Commissione Bilancio - Presidente della Regione,  di
  essere favorevole, perché è una norma di buona amministrazione,  ma
  le  chiedo, Presidente della Regione, che lei agisca nella  qualità
  di  soggetto  che  ha nominato il Consiglio di Amministrazione  del
  Fondo  pensioni,  perché, se un anno fa, il  Fondo  pensioni  aveva
  avuto mandato di acquistare...

   CRACOLICI. Tre mesi fa

   DE  LUCA  Cateno.   pochi  mesi fa, questo  immobile  e  c'era  la
  possibilità di farlo a dodici milioni e mezzo e non l'ha  fatto,  è
  ovvio  che oggi trovarsi con un contratto capestro - che assomiglia
  a  quella  che  è un po' la leggendaria situazione  di  Totò  e  la
  Fontana  di  Trevi  -  obiettivamente, c'è qualcosa  che  mette  in
  evidenza  un  sospetto  di un meccanismo che  va  rimosso;  e  alla
  rimozione, Presidente, ci deve pensare lei.
   Chiudo,  Presidente  del  Parlamento,  perché  il  tema  è   molto
  delicato.   Questo   Parlamento   deve   avere   la   certezza    e
  l'assicurazione che lei abbia preso i provvedimenti consequenziali,
  rispetto  a  una norma che non è stata rispettata,  rispetto  a  un
  danno  conclamato, che è chiaro ed evidente e rispetto,  anche,  ad
  un'esigenza, rispetto alla Corte dei Conti cui dobbiamo sopperire.
   Quindi,  il  nostro  voto sarà favorevole, ma  riteniamo  che  sia
  indispensabile, preliminarmente, che lei Presidente  della  Regione
  chiarisca  una  volta per tutte quali sono i provvedimenti  che  ha
  messo in atto o che metterà in atto per risolvere questa questione.
  Grazie.

   ABBATE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE.  Grazie  Presidente,  sarò  velocissimo.  Io  concordo   e
  sostengo,  anche a nome del partito, questa scelta  di  andare  per
  l'acquisto  dell'immobile, perché credo che si risolva un  problema
  che da anni si porta per le lunghe. Quindi, volevo velocemente dare
  il sostegno al provvedimento, al Governo e alla scelta che ha fatto
  l'assessore Dagnino, anche in questi mesi, per cercare di risolvere
  questo  problema con la Corte dei Conti, per risolvere il  problema
  di questo immobile. Grazie Presidente.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Sì, Presidente, brevissimamente, solo per richiamare  un
  po'  i colleghi - e soprattutto i colleghi dell'opposizione - a non
  chiedere il voto segreto su questa norma.

   CATANZARO. Lo vuole bocciare con il voto palese?

   ASSENZA.   Ecco,   chiedete  il  voto  palese,  così   diamo   una
  dimostrazione  di  trasparenza all'esterno. Nel  merito,  non  sono
  palermitano,  men  che  meno sono un immobiliarista,  però  parlare
  dell'acquisto di un palazzo, in pieno centro di Palermo, di  20.000
  metri quadrati per un prezzo di 13 milioni e mezzo, significa  poco
  più  di  600  euro  al metro quadro, in zone in cui,  mi  dicono  i
  palermitani,  gli immobili si vendono a 4 o 5 mila  euro  al  metro
  quadro, ebbene, rinunziare a questa possibilità è delittuoso
   Tutti i retroscena, tutte le dietrologie che ci possono stare  sul
  passato - e che non spetta sicuramente a me approfondire, ma a  chi
  di  dovere  -  ma, in questo momento, rifiutando e  non  approvando
  questo articolo, significa fare un favore alla cordata privata, che
  non  so come si chiami, chi ci sia dietro, chi rappresenti, di fare
  una  sporca  manovra  di  speculazione edilizia   E  il  Parlamento
  siciliano, soprattutto col voto segreto, non può fare da  paravento
  a questa operazione

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà e abbiamo concluso con gli interventi.

   SCHILLACI. C'ero io.

   PRESIDENTE. Abbiamo detto uno per Gruppo, onorevole Schillaci.

   DI  PAOLA.  Grazie, Presidente. Presidente, intervengo  perché  in
  questi  anni di articoli o di emendamenti su acquisti o vendite  di
  immobili  ne ho visti passare innumerevoli. Dopodiché ho  ascoltato
  l'intervento di Cateno De Luca, che ha detto che nel 2008 ci fu una
  sorta di svendita degli immobili, per poi affittarli. Io spero  che
  quella stagione in cui l'Assemblea regionale siciliana o la Regione
  diventa  immobiliarista, che si mette ad acquistare, a  vendere,  a
  rivendere, ad affittare gli immobili...
   Se  c'era  già  un  mandato, eventualmente,  così  come  ha  detto
  l'onorevole Cracolici, perché non lo hanno acquistato prima  questo
  immobile? Perché non lo hanno acquistato prima? No, invece sempre a
  portare  norme  in  Aula per scaricare le responsabilità   E  io  a
  questo,  Presidente,  non  ci  sto  e  chiederò  il  voto  segreto,
  onorevole Assenza, lo chiedo io il voto segreto

                              (Applausi)

   DI  PAOLA. Chiederò il voto segreto, onorevole Assenza,  perché  è
  ora di dire basta

                          (Subbuglio in Aula)

   DI  PAOLA.  Perché  gli stessi, gli stessi, gli stessi  che  hanno
  svenduto  gli  immobili della Regione oggi sono al  Governo   E  vi
  dovreste  vergognare, perché sono al Governo  Chi ha  svenduto  gli
  immobili  della Regione e ha fatto quell'operazione di speculazione
  è  oggi  ancora al Governo regionale  Quindi chiederò  io  il  voto
  segreto

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Presidente, io su questa cosa,  onestamente,  voglio
  rassegnare a quest'Aula le considerazioni opportune. Se l'Assessore
  ci  fa  un  ragionamento, lungi da me pensare che ci possa  essere
  però,  dico, se c'è un problema oggettivo e si sta dicendo  che  ci
  può  essere una speculazione dei privati rispetto a questo Palazzo,
  il  Parlamento deve avere il coraggio di votare senza voto segreto,
  perché  ci  deve  mettere  la faccia, su  questa  faccenda  bisogna
  metterci  la faccia o bisogna avere il coraggio di dire  chi  vuole
  votare  sì  e chi vuole votare no, perché non me la sento  di  fare
  passare  il  messaggio  all'esterno che  ci  possano  essere  degli
  interessi altri cui ci dobbiamo prestare
   No,  noi  dobbiamo metterci la faccia, le ragioni sono queste,  ci
  può essere un interesse dei privati a questa operazione, la Regione
  una volta fa una cosa giusta e ci devono andare contro, no  Grazie.

   LANTIERI. Bravo

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, hanno parlato uno per Gruppo. Lei
  è ancora intenzionata a parlare o rinuncia, visto che ha parlato il
  Vicepresidente. No, non rinuncia. Prego onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Grazie,  Presidente. Io non posso  che  apprezzare  il
  tentativo  da parte del Governo regionale sulle locazioni  passive,
  però,  veda  Presidente, mi sarei aspettata a due anni e  mezzo  di
  governo

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, continui.

   SCHILLACI.   Grazie,  Presidente.  Ripeto,  pur   apprezzando   il
  tentativo  di  ridurre  le locazioni passive  da  parte  di  questo
  Governo  regionale, mi sarei aspettata che a due anni  e  mezzo  ci
  fosse  stata  da  parte del Governo una visione strategica,  perché
  paghiamo  milioni  e  milioni di affitti e  di  locazioni  passive,
  quindi  mi  sarei aspettata una campagna, presidente  Schifani,  di
  riduzione  delle  locazioni passive non solo sull'immobile  di  via
  Cordova e su questo suggerisco che ci sono diciassettemila immobili
  confiscati alla mafia di cui il 50 per cento risiede sul territorio
  regionale.   Ripeto,  la  Regione  siciliana  ha  veramente   delle
  assegnazioni ridicole sugli immobili confiscati alla mafia  Fate un
  accordo  e  una  convenzione  con  l'Agenzia  nazionale  dei   beni
  confiscati. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire il Presidente  della
  Regione. Ne ha facoltà.

   SCHIFANI, presidente della Regione. Scusi Presidente, ma non  sono
  abituato;  c'è  un passeggio davanti le sedie del Governo,  mi  sto
  abituando  anche  a questo. Però, lo dico con rispetto  a  tutti  i
  colleghi  che si avvicinano al banco del Governo: spesso noi  siamo
  impegnati nel seguire i lavori d'Aula, a quello che si dice e  come
  rispondere,  in  particolar  modo  l'assessore  Dagnino  che  stava
  accanto  a  me  che vedo spesso  assalito , in termini naturalmente
  amicali,  in  maniera  dialettica, quindi  tutta  la  mia  stima  e
  solidarietà.
   Allora,  rispondo innanzitutto all'onorevole Cateno  De  Luca.  Ha
  ragione,   nel   senso,  è  stato  ricordato  anche  dall'onorevole
  Cracolici,  un  anno  orsono la Giunta ha  deliberato  un  atto  di
  indirizzo e ricordo anche, lo ricordava l'onorevole Cracolici, come
  non sia stato in Aula ma nel corso di una riunione istituzionale  e
  politica  dove il Partito Democratico disse: proviamo a  non  farlo
  fare  alla  Regione ma c'è il Fondo pensioni che  ha  una  notevole
  liquidità  ed  è  correlata naturalmente al nostro  istituto.  Noi,
  ricordo, che ritirammo quella proposta, non la portammo nemmeno  in
  Aula,  recependo  quel suggerimento e successivamente  siamo  stati
  consequenziali, l'abbiamo portato in Giunta, l'abbiamo deliberato e
  come  atto  di indirizzo, perché voi sapete che non possiamo  certo
  ordinare  ad  un  ente diverso dalla Regione un acquisto  perché  è
  sempre un atto di straordinaria amministrazione; però, abbiamo dato
  questo indirizzo preciso, significando quali fossero le opportunità
  anche  di  reddito  da  parte di chi avrebbe  comprato.  Il  nostro
  ufficio  tecnico ha valutato l'immobile 13 milioni  750  mila.  Con
  questo  prezzo  - mi rifaccio alla valutazione sulla  quale  alcuni
  colleghi si sono interrogati su quanto vale, quanto non vale - devo
  dire,  a continuazione dell'ottima relazione di Alessandro Dagnino,
  vorrei  integrare  questo dato oggettivo, cioè l'immobile  è  stato
  valutato  dal  DRT,  nostra Direzione,  13  milioni  750  mila.  La
  proposta  di  acquisto è 13 milioni e 500 mila. Si ammortizzerebbe,
  si  recupererebbe  l'intero capitale in sei anni  e  mezzo.  E  poi
  andremo in utile, sostanzialmente.
   Noi  abbiamo  un  obbligo costituzionale, lo sappiamo:  quello  di
  garantire  agli organi giurisdizionali, al CGA, al TAR, alla  Corte
  dei Conti, l'ospitalità. Sono patti, diciamo, para-costituzionali e
  quindi abbiamo quest'onere.
   Si  è  pensato  di procedere. Premesso, mi rifaccio a  quello  che
  diceva  l'onorevole Cateno De Luca. Sì, onorevole De Luca,  anch'io
  ci  sono  rimasto  male, rimasto male istituzionalmente  perché  mi
  sarei  aspettato,  probabilmente, un'interlocuzione  tra  il  Fondo
  pensioni  e  questo  Governo. Non c'è stata. Per  cui  mi  riservo,
  anche, non in via sanzionatoria, ma raccolgo la sua osservazione  a
  verificare  un  attimo,  al  di là del  merito  che  adesso  l'Aula
  valuterà  in piena autonomia, sulla dinamica dei fatti,  perché  la
  Regione,  credo  avesse operato bene. Chi avrebbe dovuto,  diciamo,
  lavorare, promuovere questa azione di acquisto - ripeto, in massima
  trasparenza,  con l'interlocuzione e col conforto della  Regione  -
  non  l'ha fatto. Questo è un dato. Per cui le rispondo dicendo  che
  valuteremo,    come   Governo,   l'operato   del    Consiglio    di
  amministrazione,  che  amministra un  organismo  che  è  dotato  di
  notevolissima  liquidità. Notevole, per fortuna. E  quindi,  non  è
  stata certo la mancanza di provvista ad impedire questo acquisto.
   Per il resto, torno a ribadire, come ha detto l'assessore Dagnino,
  il  Governo  si  rimette all'Aula, perché questo  è  un  tema  che,
  secondo  me,  sfugge  alle  colorazioni  politiche,  sfugge  ad  un
  programma  di Governo. È una questione di opportunità, da  valutare
  in un modo o nell'altro.
   Ecco   perché   ci  rimettiamo  all'Aula,  perché   non   vogliamo
  politicizzare la proposta. Non la vogliamo colorire, diciamo, di un
  senso politico, ma di valutare - poi verificheremo, voto segreto  o
  palese, sarà l'Aula a decidere - di valutare con attenzione  questo
  aspetto.
   Ripeto  come  si  suole dire, l'ho detto più volte  ieri  nel  mio
  intervento, siamo laici nel senso che - anche se non rinnego le mie
  radici  cristiane, sono due cose diverse - ci rimettiamo  all'Aula.
  Poi  prenderemo atto del voto, anche della modalità  di  voto.  Noi
  l'abbiamo  portato  all'esame  dell'Aula,  era  giusto  farlo,  era
  doveroso,   perché   ognuno  valuti  e   si   assuma   le   proprie
  responsabilità in piena libertà. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  presidente  Schifani.  Allora,   pongo   in
  votazione...

   CATANZARO. C'è l'emendamento 3.1.

   PRESIDENTE.  Calma   Si  passa  all'emendamento  3.1,  soppressivo
  dell'articolo.

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  C'è richiesta, da parte dell'onorevole Catanzaro,  di
  voto segreto. Mettiamo il tesserino. Prego. Intanto verifichiamo  i
  richiedenti  del  voto segreto. Dobbiamo rifare,  perché  l'abbiamo
  fatto  per  voto palese. Vediamo se la richiesta di voto segreto  è
  appoggiata.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti                 63
   Votanti                  62
   Maggioranza              32
   Favorevoli               35
   Contrari                 27
   Astenuti                 0

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  È  approvato il soppressivo,  pertanto  l'articolo  è
  decaduto.
   Ora, essendoci soltanto le tabelle da votare, sospendo l'Aula  per
  mezz'ora. Invito i Capigruppo di maggioranza, gentilmente, a venire
  in  Sala Lettura, insieme al Presidente della Regione e ricordo che
  entro le ore 14.00, voteremo il disegno di legge.
   Quindi,  se  i colleghi volessero andare a mangiare un  toast,  ma
  alle ore 13.30 si ricomincerà.

     (La seduta, sospesa alle ore 12:56, è ripresa alle ore 13:39)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Chiedo ai chiedo ai colleghi e al Governo di  prendere
  posto. Grazie.

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
                           Norma finanziaria

   1.  Agli oneri derivanti dalle disposizioni della presente  legge,
  pari  a complessivi euro 418.910.626,57 per l'esercizio finanziario
  2025,  di  cui euro 350.554.555,23 per le autorizzazioni  di  spesa
  della  presente  legge ed euro 68.356.071,34 per  l'incremento  del
   Fondo   occorrente   per  far  fronte  ad  oneri   dipendenti   da
  provvedimenti legislativi in corso - spese correnti  (Missione  20,
  Programma  3, capitolo 215704), euro 62.049.009,54 per  l'esercizio
  finanziario  2026 ed euro 64.484.477,27 per l'esercizio  finanziari
  2027, si provvede:

   a)  per  l'esercizio finanziario 2025 mediante l'incremento  delle
  entrate di cui alla Tabella  A  annessa alla presente legge, per un
  importo pari ad euro 418.910.626,57;

   b)   per  l'esercizio  finanziario  2026  mediante  riduzione  per
  l'importo di euro 62.049.009,54 dell'autorizzazione di spesa di cui
  al  comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 9 gennaio  2025,
  n. 1 - Tabella  A  - (Missione 20, Programma 3, capitolo 215704);

   c)   per  l'esercizio  finanziario  2027  mediante  riduzione  per
  l'importo di euro 64.484.477,27 dell'autorizzazione di spesa di cui
  al  comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 9 gennaio  2025,
  n. 1 - Tabella  A  - (Missione 20, Programma 3, capitolo 215704)».

   Tutti  gli emendamenti presentati all'articolo sono inammissibili;
  pertanto si vota soltanto il mantenimento dello stesso.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
                 Variazioni al bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata e  della  spesa  del
  bilancio  della Regione per l'esercizio finanziario 2025 e  per  il
  triennio  2025-2027  sono  introdotte le  variazioni  di  cui  alle
  annesse   tabella   A   e  tabella   B ,  comprensive   di   quelle
  discendenti  dall'applicazione delle  disposizioni  della  presente
  legge.».

   Tutti  gli emendamenti presentati all'articolo sono inammissibili;
  pertanto si vota soltanto il mantenimento dello stesso.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Pongo  in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ci sono degli ordini del  giorno,
  che  vanno  dal n. 357 al n. 418, che vengono accolti  dal  Governo
  come raccomandazione.
   Allora, non avendo più emendamenti, possiamo dare possiamo dare il
  voto  finale alla legge. Aspettiamo qualche minuto, che c'è qualche
  collega qui nel corridoio, senza sospendere l'Aula.
   Intanto  comunico che da giorno 1 settembre 2025,  le  Commissioni
  sono  autorizzate  a  potersi riunire e  l'Aula  verrà  rinviata  a
  partire dal giorno 9 settembre 2025.
   Comunico,   altresì,   che   tutti  gli  emendamenti   aggiuntivi,
  presentati  a  questo testo, insieme chiaramente a delle  questioni
  che  sono,  secondo me, assolutamente urgenti - quali quella  degli
  ASACOM, i Consorzi di bonifica ed altre che sono state sottoposte -
  saranno inserite all'interno della manovra quater del Governo,  che
  sarà al vaglio della Commissione Bilancio.
   Ricordo,  altresì, che, proprio in funzione di questa urgenza  che
  abbiamo e che credo sia condivisa da tutto il Parlamento -  a  meno
  che  gli  interventi vadano in una direzione differente, da  quella
  dichiarata  -  chiedo  al Presidente della  Commissione  di  essere
  quanto più solerte possibile, sempre a termini del Regolamento, per
  far sì che questo disegno di legge possa avere luce. E, sino a quel
  momento, noi non tratteremo altri disegni di legge. Al massimo,  ci
  occuperemo  di  questioni  relative alle  varie  interrogazioni,  e
  pertanto ad attività ispettiva.
   Chiedo   al   Presidente  della  Commissione  Bilancio,  onorevole
  Daidone, di intervenire.

   DAIDONE,  presidente della Commissione. Signor  Presidente,  avevo
  già  detto in Commissione, lo ripeto, alla riapertura, la  priorità
  assoluta  sarà  l'esame  del  disegno  di  legge  da  cui  è  stato
  stralciato  nella seduta di approvazione questo disegno  di  legge.
  Quindi partiremo subito con l'esame dello stesso.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Daidone.

   n. 976 Stralcio/A

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
                                 2025
   e per il triennio 2025-2027. Disposizioni finanziarie varie» (n.
                            976 Stralcio/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge «Variazioni al bilancio della  Regione  per
  l'esercizio   finanziario  2025  e  per  il   triennio   2025-2027.
  Disposizioni finanziarie varie» (n. 976 Stralcio/A). Aspettiamo  un
  attimo che sta entrando qualche altro onorevole.
   Indìco la votazione finale per scrutinio nominale.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 62
   Votanti                  52
   Maggioranza              27
   Favorevoli               37
   Contrari                 15
   Astenuti                  0

                         (L'Assemblea approva)

   Vi  ringrazio. Grazie al Presidente della Regione, agli Assessori,
  alle forze politiche di maggioranza e di opposizione. Buone vacanze
  e grazie agli Uffici.

                 La seduta è tolta alle ore 13.44 (*)


     (*)  L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
   sito  web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
   seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                       XVIII SESSIONE ORDINARIA


                         200a SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 9 settembre 2025 - ore 15:00

                           ORDINE DEL GIORNO

    -COMUNICAZIONI

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella