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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 204 di martedì 23 settembre 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del Vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.10

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Onorevoli colleghi, comunico che l'Aula è sospesa e viene rinviata
  alle ore 16.00

     (La seduta, sospesa alle ore 15.11, è ripresa alle ore 16.06)

   La seduta è ripresa.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

                     Comunicazione di dimissioni e giuramento di
                          assessore regionale

   PRESIDENTE.  Si passa al primo punto dell'ordine del  giorno,  che
  reca:  Giuramento di Assessore regionale .

   Avverto  che,  con  PEC del 22 settembre 2025 protocollata  al  n.
  31655-DIG/2025   di  pari  data,  la  Segreteria   generale   della
  Presidenza  della  Regione,  ai  sensi  dell'art.  13  della  legge
  regionale  28 ottobre 2020, n. 26 (legge statutaria), ha  trasmesso
  copia del decreto presidenziale n. 140/Area 1/S.G. del 22 settembre
  2025  di  nomina dell'onorevole Luca Rosario Luigi Sammartino  alla
  carica  di  Assessore  regionale con  preposizione  all'Assessorato
  regionale  dell'agricoltura, dello sviluppo rurale  e  della  pesca
  mediterranea, in uno alla nota di dimissioni dalla suddetta  carica
  assessoriale del prof. Ing. Salvatore Barbagallo.

   Do lettura (di stralcio) del Decreto presidenziale1:

                                «Art. 1

   Per  quanto in premessa, specificato, il professore Barbagallo,  a
  seguito  delle dimissioni di cui sopra, che vengono accolte,  cessa
  dalla   carica  di  assessore  regionale  preposto  all'Assessorato
  regionale  dell'agricoltura,  dello  sviluppo  rurale  della  pesca
  mediterranea.
   Contestualmente alla cessazione della carica di  cui  al  comma  1
  l'onorevole  Luca Rosario Luigi Sammartino, nato a  Catania  il  21
  febbraio  1985,  è  nominato assessore regionale  con  preposizione
  all'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e
  della pesca mediterranea ed assumerà le relative funzioni dopo aver
  prestato giuramento ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della  legge
  regionale  del  28 ottobre 2020, numero 26, dinanzi  al  Presidente
  della Regione, al cospetto dell'Assemblea regionale siciliana».

   Avverto che, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della citata legge
  regionale  n.  26  del 2020, gli Assessori regionali  nominati  dal
  Presidente  della  Regione, prima di assumere le  funzioni  giurano
  dinanzi  a  lui, al cospetto dell'Assemblea regionale siciliana  in
  seduta  pubblica,  di  esercitare le proprie funzioni  al  fine  di
  perseguire il bene inseparabile dello Stato e della Regione.

              (L'Assessore regionale fa ingresso in Aula)

   Do  pertanto  lettura della formula del giuramento, desunta  dalla
  citata legge statutaria n. 26 del 2020:  Giuro di esercitare le mie
  funzioni  di  Assessore  regionale al fine di  perseguire  il  bene
   inseparabile dello Stato e della Regione .

   Invito l'Assessore ad alzarsi in piedi, rispondendo:  Lo giuro .

                 (Segue il giuramento dell'Assessore)

   Sono  stati  così espletati gli adempimenti previsti  dalla  legge
  statutaria siciliana per l'assunzione delle funzioni da  parte  del
  nuovo Assessore regionale.

   Vicepresidente della Regione

      Comunicazione del decreto di attribuzione delle funzioni di
                     Vicepresidente della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico  che, con nota PEC del  22  settembre  2025,
  protocollata  al  n.  31670-DIG/2025 di pari  data,  la  Segreteria
  generale  della  Presidenza della Regione ha  trasmesso  copia  del
  Decreto presidenziale n. 141/Area 1/S.G. del 22 settembre 2025,  di
  attribuzione   delle  funzioni  di  Vicepresidente  della   Regione
  all'onorevole Luca Rosario Lugi Sammartino, Assessore regionale per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.

   Do lettura (di stralcio) del Decreto presidenziale2:

                                «Art. 1

   Le  funzioni di Vicepresidente sono attribuite all'onorevole  Luca
  Rosario  Luigi  Sammartino, nato a Catania  il  21  febbraio  1985,
  assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato  regionale
  dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea,
  giusto decreto del Presidente n. 140, che sostituisce il Presidente
  della  Regione siciliana in caso di assenza o impedimento, ai sensi
  dell'articolo  9, comma 2, dello Statuto regionale  e  nelle  altre
  ipotesi previste dall'articolo 8, comma 7, della legge regionale 28
  ottobre 2020, n. 26.

                                Art. 2

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione  siciliana e nel sito internet della Regione siciliana,  ai
  sensi  dell'articolo 68, comma 4, della legge regionale  12  agosto
  2014, n. 21».

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Faccio  gli  auguri al neo assessore,  vicepresidente
  della Regione, e un ben tornato all'onorevole Sammartino.

                              (applausi)

   PRESIDENTE. Ringrazio, per il lavoro svolto sino a questo momento,
  l'assessore Barbagallo, e adesso sospendiamo la seduta per quindici
  minuti   e  convoco  i  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per
  raggiungermi in Sala Lettura.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.10, è ripresa alle ore 16.40)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Chinnici ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Assenza sarà in missione  nei
  giorni 1 e 2 ottobre 2025. Comunico che l'onorevole Scuvera sarà in
  missione nei giorni 1 e 2 ottobre 2025.
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

       Determinazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE. Colleghi, così come stabilito nella Capigruppo - e poi
  vi  faccio  intervenire ai sensi dell'articolo  83,  comma  2,  del
  Regolamento  interno, a chi mi farà richiesta di intervento  -  noi
  rinvieremo  l'Aula  a domani, alle ore 15:00,  con  all'ordine  del
  giorno  il  parere sulla norma di modifica statutaria  relativa  al
  deputato  supplente. La votazione, inserita all'ordine del  giorno,
  verrà fatta quindi successivamente.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  L'onorevole La Vardera ha chiesto di  intervenire  ai
  sensi  dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento  interno.  Ne  ha
  facoltà.

   LA  VARDERA.  Grazie,  onorevole Presidente,  onorevoli  colleghi,
  Assessore a rappresentanza del Governo.
   Ritengo  che  - Presidente - in quest'Aula, al di là del  risvolto
  che  va  a guardare gli aspetti fuori - quindi mediatici - è giusto
  riportare in quest'Aula quello che accade anche all'interno di  una
  storia  che  merita approfondimenti opportuni perché, ricordo,  che
  prima  di  andare  a denunciare dei fatti ai media il  sottoscritto
  esercita le proprie prerogative parlamentari fino in fondo,  con  i
  mezzi  a  disposizione  dati  ai  deputati  e,  quindi,  attraverso
  missive, attraverso interrogazioni, attraverso, diciamo, tutti  gli
  elementi  che  sono dati ai deputati. Poi, se il Governo  è  sordo,
  l'onorevole La Vardera è obbligato a rendere pubblici dei fatti per
  i quali questo Governo non ascolta
   Io  mi  sarei anche risparmiato, signor Presidente, ieri sera,  di
  andare    a   raccontare   sui   media   nazionali   una    vicenda
  pericolosissima,  che  vuole  e deve avere  attenzione  rispetto  a
  quello  che accade nel demanio della Regione, perché la storia  che
  abbiamo  raccontato  su  Mondello e sui parenti  dei  boss  assunti
  all'interno di una spiaggia che è concessione demaniale  non  è  un
  fatto  afferente  a  una società che semplicemente  opera  in  modo
  proprio, ma è una società che opera all'interno di una Regione  con
  una concessione demaniale della Regione siciliana.
   Ecco  perché ho mosso tutta l'attenzione del caso e ho fatto tutti
  gli  atti  parlamentari e devo consegnare a quest'Aula e, prima  di
  andare  a  parlarne  ai  media,  ho mandato  una  PEC  puntuale  al
  Presidente Schifani, che non mi ha mai risposto, ed ero disponibile
  a  mettere  nelle  mani  del Presidente  della  Regione  tutti  gli
  elementi  che  avevo raccolto di preoccupazione, perché  per  me  è
  importante sapere se in un demanio pubblico di una Regione, in  una
  spiaggia,  ci sono dei soggetti pericolosissimi che, evidentemente,
  sono  vicini  a  certi ambienti che possono avere il  controllo  di
  quella spiaggia. È un dato, è un fatto  Posso chiedere - ovviamente
  persone incensurate e l'abbiamo più volte ribadito -, ma l'idea che
  in una concessione pubblica come quella di Mondello, questa società
  decida di assumere diversi parenti della famiglia mafiosa Genova  -
  capi mandamenti di Brancaccio, di Santa Maria di Gesù e Resuttana -
  è  un  elemento che ho ritenuto essere utile e ho chiesto più volte
  al  Presidente  della  Regione con una PEC,  specifica,  di  essere
  ascoltato, ma ha pensato bene di non farlo. Va bene uguale
   Noi abbiamo portato i fatti attraverso interrogazioni parlamentari
  e  solo  dopo siamo andati a denunciare i fatti ai media nazionali,
  perché  è questo il tema: noi siamo ormai in questa Aula, in questa
  Assemblea e non abbiamo nessuno che ci ascolta più, non abbiamo dei
  momenti  anche dedicati alle interrogazioni. Veniamo in quest'Aula,
  il Governo viene in tenuta anti-sommossa con i migliori assessori -
  se  non  i  peggiori - a giurare e poi se ne va,  se  ne  vanno  in
  cavalleria   Avrei  voluto dare questa informazione  al  Presidente
  Schifani e ha deciso di non esserci oggi.
   Per  cui  voglio consegnare a quest'Aula questi fatti che  ritengo
  d'approfondimento.
   Avevo  già  chiesto al Presidente della IV Commissione,  onorevole
  Carta, di essere ascoltato in merito a questa faccenda. Non  mi  ha
  mai  risposto, non mi ha mai detto: «sai che c'è, vieni a  parlarne
  in Commissione competente». Mai  Allora, se poi abbiamo la porta in
  faccia,  i  Presidenti  di Commissione che  non  ci  ascoltano,  il
  Presidente  della  Regione che non ci ascolta,  siamo  obbligati  a
  chiedere  aiuto  ai media e alla stampa  Ma prima di quell'attività
  mediatica,  c'è  un  lavoro parlamentare  che  in  quest'Aula  deve
  arrivare, deve essere messo a conoscenza e deve rimanere agli  atti
  perché non si dica domani che non si sapevano certi fatti, che  non
  si  conoscevano certe dinamiche o che il sottoscritto ne ha parlato
  soltanto in prima serata nelle reti nazionali  Documenti alla mano,
  pec, informative. Niente, silenzio
   Questo  è il tema  Evidentemente, questo Governo, quando  ci  sono
  dei  temi  scottanti, dei dossier scottanti, non vuole ascoltare  e
  preferisce il silenzio  Allora, io non mi fermerò in questa storia.
  Sarò ricevuto dal signor Prefetto di Palermo al quale metterò nelle
  mani  tutto quello che ho appreso perché, a mio avviso, ci  sono  i
  presupposti  per  una  interdittiva  antimafia.  Poi  lo  valuterà,
  chiaramente,  il  Prefetto e, ovviamente,  rispetto  a  questo,  mi
  auguro che l'assessore competente al ramo, che è la Savarino, che è
  stata così puntuale quando si è trattato di rimuovere i tornelli  -
  e  glielo  riconosco  e  l'ho  fatto anche  pubblicamente  -  possa
  muoversi anche in quella direzione.
   Concludo, signor Presidente, non potendo non parlare di quello che
  accade al di fuori di questo Palazzo. Perché sembra che quello  che
  accade  al di fuori di questo Palazzo, in quest'Aula, da parte  del
  Governo,  non  venga considerato. Ieri l'Italia, la Sicilia,  si  è
  fermata  e si è fermata per ricordare quello che sta accadendo,  in
  questo momento storico, non poco distante da noi. Io ricordo che, a
  maggio di quest'anno, srotolai in questo Palazzo, davanti la  porta
  principale,  il  cartello  "Stop genocidio".  Venne  immediatamente
  rimosso  nonostante  chiesi al Presidente del Parlamento  anche  un
  gesto    importante    perché,   guardate,    noi    rappresentiamo
  un'Istituzione   e   anche  una  presa  di  posizione   di   questa
  Istituzione,  in questo momento storico, è valevole. Palermo  si  è
  fermata,  Catania  si  è  fermata, manifestazioni  che  riconoscono
  semplicemente  che la gente è stanca di vedere vite umane  spezzate
  in  un  territorio  complicato come quello della  Palestina,  e  un
  Governo  come Israele che, ovviamente, si ostina a commettere  atti
  barbari.  Perché  sono  atti  definiti  tali  dalla  Corte   penale
  internazionale  e  questo  è successo con  un  mandato  di  cattura
  internazionale al Primo Ministro israeliano: il silenzio totale  Il
  presidente Schifani, e concludo, signor Presidente, mi dia  spazio,
  si  era  preso  un  impegno  di avviare un'interlocuzione  per  dei
  corridoi  umanitari per cercare di portare questo in questo  Paese,
  in Sicilia, i bambini che stanno affrontando la guerra e non ha mai
  dato  seguito  a  quel messaggio. Allora, noi come  Parlamento  non
  possiamo rimanere a guardare - lo hanno fatto diverse volte diversi
  colleghi dell'opposizione perché la maggioranza sul tema non  si  è
  mai  espressa  - dicendo puntualmente quello che sta  accadendo  in
  Palestina, ossia un genocidio, uno sterminio di bambini, di  donne,
  di  uomini,  e questo Governo, che non ha competenza in materia  di
  politica  internazionale  e  nazionale,  anche  semplicemente,  per
  esprimere solidarietà non l'ha mai fatto nemmeno una volta.
   Allora,  noi  in  quest'Aula lo ribadiamo a  gran  voce:  vogliamo
  riconoscere  lo Stato di Palestina  E questo è l'obiettivo  che  ci
  dobbiamo  porre   Uno Stato che viene vessato ogni  giorno  da  una
  realtà, come lo Stato di Israele, che vuole disconoscere la realtà
   Voi  potete  togliere questo cartello ma non  potete  togliere  la
  dignità  di esprimere il sacrosanto pensiero che questo  è:  quello
  che  sta  avvenendo in questo momento in Palestina è un  genocidio
  Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   Ci   sono   l'onorevole  Burtone,  poi  l'onorevole  Schillaci   e
  l'onorevole Campo. In ordine di registrazione colleghi.
   Ha  chiesto  la  parola,  per  primo l'onorevole  Burtone,  e  poi
  l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.

   BURTONE.   Signor   Presidente,  lo  abbiamo  annunciato   qualche
  settimana  fa.  Noi  apriremo  i lavori settimanali  dell'Assemblea
  Regionale  Siciliana facendo riferimento al dramma che sta  vivendo
  il  popolo  di  Gaza, ne ha parlato il collega  La  Vardera,  anche
  questa  seduta  per  noi non può non mettere al centro  quello  che
  stanno vivendo donne, bambini e bambine in un'area che vede morire,
  anche di fame, tante bambine e tanti bambini.
   Nei giorni scorsi, ci sono state diverse manifestazioni, ma quella
  di  ieri  è stata toccante perché non soltanto c'è stato un  ruolo,
  una  presenza  significativa di appartenenti a forze politiche,  ma
  c'è  stata una popolazione varia: studenti, studentesse, insegnanti
  e poi commercianti che hanno chiuso il proprio esercizio per essere
  presenti,  per  richiamare l'opinione pubblica a quella  che  è  la
  condizione  difficilissima  che  vive  il  territorio  di  Gaza  e,
  soprattutto, per richiedere interventi seri, che ci possano  essere
  quegli  aiuti umanitari che da mesi sono al centro dell'attenzione,
  perché  tanta,  tanta donazione è stata fatta e tanto  materiale  è
  arrivato in quell'area, non utilizzato  Questo è il tema su cui noi
  concentriamo il nostro intervento.
   Abbiamo chiesto che da parte della Regione, delle istituzioni, del
  Governo,  ci  fosse  un'attenzione anche su  questo  tema.  Abbiamo
  approvato delle mozioni, però, il silenzio assordante da parte  del
  Governo non  abbiamo visto un solo gesto, una sola  iniziativa  che
  richiamasse  il  Governo amico del Governo  regionale,  il  Governo
  Meloni,  che ancora oggi è cieco e sordo rispetto a quello  che  si
  sta consumando in quella realtà.
   Noi  non  abbiamo  voluto strumentalizzare. Non strumentalizziamo:
  qualcuno  indica alcuni fatti di violenza, che in Sicilia non  sono
  accaduti, eppure c'erano migliaia di giovani, di donne, di  ragazzi
  presenti  nelle  nostre  piazze.  Ci  sono  stati  gesti  che  sono
  inaccettabili,   perché  gesti  violenti,  ma  tutto   ciò   appare
  utilizzato  strumentalmente da coloro i quali vogliono  coprire  il
  genocidio, però, che si sta determinando in quell'area
   Quindi,   noi  ribadiamo  la  nostra  richiesta,  Presidente:   di
  continuare  a  rappresentare  il  popolo  dei  siciliani  e   delle
  siciliane che assolutamente non trascurano quello che sta accadendo
  in altra parte del mondo
   Noi  abbiamo  avuto la fortuna nella nostra Italia,  nella  nostra
  Europa,  di  avere  ottant'anni  di  pace.  Da  quando  sono  state
  sconfitte le forze nazifasciste e l'Italia è stata liberata con  la
  Resistenza,    abbiamo    avuto   la    possibilità    di    vivere
  democraticamente,  di apprezzare la libertà, il  significato  delle
  nostre istituzioni
   Abbiamo vissuto soprattutto momenti di tranquillità e di pace.  Ci
  sono  generazioni,  come la mia generazione,  che  non  ha  vissuto
  quelle  tensioni che stiamo vivendo proprio in questi giorni.  Ecco
  perché, Presidente, noi chiediamo un impegno, chiaro e netto.
   Noi  sappiamo che ci sono ancora degli ostaggi. Ostaggi  che  sono
  stati  presi  il  7  ottobre.  Sono  israeliani  che  vanno  subito
  liberati;   ma,  nel  contempo,  non  ci  possono  essere   disegni
  inaccettabili di trasformare quell'area a fini speculativi, come se
  non  ci  fossero  persone, come se fosse un'area che  possa  essere
  lottizzata.  È  un'area  in cui ci sono affetti,  in  cui  ci  sono
  presenze, in cui c'erano case che sono state distrutte, in  cui  ci
  sono  cimiteri:  cimiteri  che  aumentano  sempre  più  le  proprie
  dimensioni
   Ecco  perché  chiediamo  l'impegno  dell'Assemblea  Regionale.  Lo
  ribadiamo con i nostri interventi. Ma la nostra speranza è  che  si
  alzi  una  voce da parte del Governo e solleciti il Ministro  degli
  Esteri,  anche perché l'ONU sta cominciando a mettere in  moto  una
  serie di iniziative e in queste iniziative, purtroppo, ad oggi  non
  c'è un'attenzione da parte del Governo nazionale.
   È  nostro  auspicio  che, anche attraverso la Sicilia,  si  faccia
  comprendere che il popolo italiano vuole che quell'area,  torni  ad
  essere un'area libera e un'area di pace

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie, Presidente, intervengo e ringrazio il  collega
  Ismaele  La  Vardera  che  ha portato all'attenzione  -  oltre  che
  mediatica,  anche di quest'Assemblea regionale - la  vicenda  sulla
  gestione  della spiaggia di Mondello da parte della società  Italo-
  Belga che vede, al suo interno, dei dipendenti parenti di mafiosi.
   Pur  restando ferma, la responsabilità penale personale -  sancita
  dall'articolo  27  della  Costituzione -  occorre  aprire  un  faro
  sull'intera vicenda, ed ecco perché ho chiesto al Presidente  della
  Commissione  Antimafia regionale, da segretaria della  Commissione,
  di   aprire   un'indagine  per  fare  luce  attraverso   anche   la
  collaborazione  della Prefettura di Palermo. Perché  veda,  non  ci
  deve  essere alcun'ombra su una gestione di questo tipo, che  è  un
  bene demaniale dello Stato e della Regione, in questo caso. Quindi,
  mi  auguro  che il Presidente della Commissione apra al più  presto
  l'indagine  e chiedo anche al collega di depositare in  Commissione
  tutta la documentazione di cui è in possesso.
   Per quanto riguarda invece la manifestazione, volevo ringraziare i
  palermitani  proprio  per la manifestazione di  ieri  che  è  stata
  veramente molto sentita e partecipata. Quindi, Palermo risponde, la
  Sicilia  risponde,  ecco perché chiedo all'Assemblea  regionale  di
  calendarizzare,  quanto prima, la mozione che  ho  depositato,  che
  impegna  il  Governo  a fare breccia presso il  Governo  nazionale,
  sulla richiesta di sanzioni nei confronti del governo di Netanyahu.
   Noi non possiamo più accettare che la Sicilia - che tra l'altro ha
  una  posizione  strategica, diciamo nell'ambito del Mediterraneo  -
  non  possiamo  più  accettare che sia complice  di  questo  Governo
  nazionale.   Quindi,  io  mi  auguro  che  questa   mozione   venga
  calendarizzata  nel  più breve tempo possibile.  Noi  non  vogliamo
  essere complici di un Governo nazionale silente, non ce la facciamo
  più  Noi diciamo stop al genocidio

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie,  Presidente Di Paola, assessore Messina,  colleghi
  deputati.
   Fin  dall'inizio di questa legislatura, il Presidente Schifani  ci
  aveva spiegato, con i fatti, che il suo tenore di vita è abbastanza
  alto, con l'acquisto di un televisore da 48 pollici costato 7  mila
  euro  e ancora, biglietti da visita per 2.300 euro, un toner 2 mila
  euro, 4 mila euro di fioriere per abbellire il Palazzo, e ancora 50
  mila euro di divise per il personale del Palazzo.
   Fra  l'altro,  dal  2024  al  2025,  le  unità  di  personale  del
  cerimoniale sono passate da 28 a 124, neanche la Casa Bianca ha  un
  cerimoniale così importante
   Per  non  parlare delle feste. Feste di un certo livello, come  il
  premio  Giuseppe  Alessi: 90 mila euro, dove chiaramente  anche  il
  Codacons ha chiesto conto e ragione alla Corte dei conti per capire
  come  si  possano  spendere in una giornata sola 90  mila  euro  in
  catering.  E ancora non è finita, Presidente. Un altro catering,  a
  Mondello,  per una cena di gala, 13.570,00 euro con 120 invitati  e
  cena ai giardini d'Orleans, 24.750,00 euro
   Ecco, questo è il Presidente che sicuramente era abituato ai fasti
  di  Palazzo Madama e ancora cerca di tenere questo tenore  di  vita
  che, nelle ultime variazioni, ha messo 30 milioni per il reddito di
  povertà. Considerando che le domande pervenute sono centomila e che
  soltanto  undici mila sono state evase, a queste persone è spettato
  un reddito di 227 euro al mese
   Pensate che 227 euro al mese sono meno della metà di quanto  costa
  una cena, per una sera sola, al presidente Schifani, o una notte in
  albergo.  Perché  abbiamo  letto recentemente  sui  giornali  costi
  esorbitanti: 570 euro a notte, i pernotti del Presidente;  a  Roma,
  391  euro;  a  Milano, 569; in Valpolicella, 460 euro  a  notte;  a
  Catania,  1.130 euro solo per due notti; ad Agrigento, 403  euro  a
  notte;  e i guanciali, 495 euro; i pasti, una cifra pazzesca  anche
  per i pasti, 170 euro a pasto
   Ecco,  io  devo dire una cosa, se questo è il tenore di  vita  del
  Presidente,  come minimo per il reddito di povertà, nelle  prossime
  variazioni di bilancio, ci aspettiamo non trenta milioni, ma trenta
  miliardi,  perché chiaramente tutto dovrebbe essere  proporzionato
  Peccato  che ancora non abbiamo visto neanche un centesimo,  perché
  l'assessore  ha  specificato che quel  reddito  di  povertà  doveva
  essere una tantum, quindi non verrà rinnovato
   Quindi, se da una parte i siciliani hanno difficoltà ad arrivare a
  fine  mese  e  devono scegliere se pagare le bollette o  farsi  una
  visita medica, dall'altra parte la Regione spreca, spreca soldi  in
  fasti per il presidente "vip". È una cosa inaudita, uno scandalo mi
  permetta di dire

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Cambiano.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMBIANO.  Signor Presidente, intervengo per sottolineare  i  toni
  trionfalistici  di  un Governo regionale che, ribadisco  e  non  mi
  stancherò  mai  di  ribadire,  scusate  la  ripetizione,   che   fa
  propaganda
   Oggi, approvazione della rete ospedaliera in Commissione Sanità  e
  i  cittadini  purtroppo sono costretti a curarsi  fuori  da  questa
  Regione   È  stato  affermato  che  non  ci  saranno  tagli,  anzi,
  nonostante  la  diminuzione della popolazione,  in  proporzione  ai
  posti letto, verranno incrementati
   Eppure,  la  mia sensazione, e la nostra sensazione, è che  questa
  rischia  di rimanere una riforma o una programmazione sulla  carta,
  perché  la realtà che oggi i cittadini siciliani vivono  è  di  una
  sanità  che non riesce a rendere un servizio efficace, a volte  nei
  territori, nonostante lo sforzo di tanti professionisti,  di  tanti
  medici,  tanti  infermieri, di tanto personale paramedico,  che  si
  sforza  di  sopperire  alle mancanze organizzative.  E  sì,  perché
  mancano  i  medici, mentre si perdono posti letto  e  probabilmente
  questa  rete  ospedaliera  ha risposto a  logiche  campanilistiche,
  perché  anche  qualche  esponente  della  maggioranza  stamane,  in
  Commissione  Sanità,  ha sottolineato come alcune  città  o  alcuni
  paesi  di origine o di provenienza di alcuni deputati della  stessa
  maggioranza, hanno avuto un incremento di posti letto,  a  scapito,
  ad esempio, nella provincia di Agrigento, di Licata, che ha perso i
  due  posti  letto di oculistica, o Gela che ha perso diversi  posti
  letto nel proprio presidio ospedaliero.
   È  chiaro  che  non  è una rete ospedaliera, una  riforma  che  in
  qualche  modo,  o  un passaggio politico, che  in  qualche  modo  è
  condiviso  dalle opposizioni, perché, ripeto, la realtà è  diversa
  L'altro  ieri  sono dovuto intervenire a Licata per il  rischio  di
  chiusura  del punto nascite perché mancano i medici e,  quindi,  si
  garantisce solo un'assistenza ambulatoriale.
   Ecco, probabilmente, il potenziamento della sanità passa per altri
  tipi  di  azione  politica e non per un volere,  in  qualche  modo,
  venire   incontro  ad  esigenze  campanilistiche  di  deputati   di
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Venezia.  Ne  ha
  facoltà.

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  è  in corso la discussione in Commissione Bilancio  della
  manovra  finanziaria di fine anno e il percorso che si è scelto  di
  avviare,  ancora una volta, non è aderente a ciò che sta succedendo
  nella società e nell'economia siciliana.
   Misure  tampone,  risorse inadeguate, mancanza  di  visione  e  di
  prospettiva e tutto questo sta mettendo in luce da una parte, ecco,
  l'immobilismo  dell'Assemblea regionale siciliana  a  causa  di  un
  Governo  che  pensa  più agli equilibri interni,  alla  spartizione
  delle   nomine,   che  alle  esigenze  vere,  alle  emergenze   che
  attanagliano la Sicilia e i siciliani.
   E  dinnanzi  a questo immobilismo, registriamo anche  un  percorso
  tortuoso  dal punto di vista parlamentare, come dire,  per  portare
  avanti  quelle poche misure di sostegno che potrebbero  dare  delle
  risposte,  almeno in parte, alle emergenze sociali ed economiche  -
  come dicevo - dal sostegno alle famiglie.
   Da poco, sono riprese le attività scolastiche e registriamo sempre
  più,  girando nei territori, come il diritto allo studio  stia  per
  essere messo in discussione sempre più.
   Le  famiglie faticano per arrivare a fine mese, soprattutto quelle
  monoreddito,  e  non  sempre riescono a  fare  fronte  a  tutte  le
  esigenze  impellenti  che riguardano, per esempio,  l'acquisto  del
  materiale  scolastico, del trasporto scolastico  per  gli  studenti
  pendolari,  così  come  assistiamo a  ciò  che  sta  avvenendo  nel
  comparto sanitario.
   Finalmente,  la  Commissione  ha  esitato,  con  il  nostro   voto
  contrario,  questo  nuovo piano che, sostanzialmente,  corregge  le
  storture che non guardavano alle esigenze vere dei territori e  dei
  pazienti ma a come poter sistemare una rete ospedaliera vicina alle
  esigenze del deputato, dell'assessore di turno, che doveva  cercare
  di  far  capire  ai  propri elettori che  dove  c'era  lui  non  si
  eseguivano tagli
   Non, dunque, una sanità a misura di cittadino e di paziente ma una
  sanità piegata agli interessi di pochi e considerata dalla politica
  e  da  questo Governo solamente un bottino di guerra da  spartirsi;
  perché dietro l'assegnazione dei posti letto vi è un'esigenza  vera
  di  assicurare  un  adeguato  personale  sanitario  alle  strutture
  ospedaliere,  in  particolare,  a  quelle  periferiche  delle  aree
  interne e marginali. Per non parlare della crisi che sta vivendo  -
  ancora una volta, per un ulteriore anno - il comparto agricolo
   Le  grandi  multinazionali controllano, ormai, i prezzi a  livello
  globale  e  vediamo  i  nostri  poveri  agricoltori  faticare   per
  produrre, non solo perché siamo nel pieno di un'emergenza climatica
  -  e la Sicilia è una delle Regioni più esposte a livello europeo -
  ma  perché quel poco che si produce viene poi venduto a prezzi  che
  non  stanno nella realtà delle cose e, molto spesso, come nel  caso
  della  cerealicoltura  in questi giorni,  non  riescono  a  coprire
  nemmeno  i  costi  di  produzione. Per non parlare,  infine,  della
  programmazione  delle  risorse extra bilancio  degli  investimenti,
  ancora del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 sono state impegnate
  soltanto poche decine di milioni di euro
   La  programmazione europea e, in particolare, quella dedicata alle
  risorse  territorializzate è ferma al palo, perché  non  vi  è  una
  gestione  celere  e  si  cercherà,  alla  fine,  di  attribuire  le
  responsabilità  e  le colpe agli enti locali mentre  ancora  questi
  ultimi  aspettano  da  più di un anno le risorse  per  l'assistenza
  tecnica  per  fare  fronte  alle  esigenze  di  programmazione  dei
  territori,  attraverso le coalizioni territoriali e le  unioni  dei
  comuni.
   Ecco,  noi  chiediamo con forza un cambio di passo. La Regione  ha
  superato  le  criticità finanziarie del passato, si  trova  in  una
  condizione  che può consentire una programmazione vera, ma  abbiamo
  un  Governo  immobile che, purtroppo, sappiamo non  contribuirà  ad
  affrontare  e  a risolvere tutte le emergenze e tutte le  necessità
  che abbiamo.
   Noi  faremo la nostra battaglia nella "Commissione Bilancio" e  in
  Aula  e  ci auguriamo che possano emergere le grandi questioni  che
  quest'Aula dovrebbe affrontare ma, purtroppo, rispetto  a  ciò  che
  vediamo  e  apprendiamo dalla stampa, ecco,  siamo  tutt'altro  che
  fiduciosi.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Adorno, poi  gli
  onorevoli Dipasquale, Giambona e Gilistro. Prego, onorevole Adorno.

   ADORNO. Signor Presidente, mi permetta di essere orgogliosa  e  di
  esprimere  qui  il  mio  plauso  al  popolo  siciliano,  al  popolo
  siciliano che in maniera così massiccia ha partecipato con  estrema
  ratio  e  con  il  cuore,  a tutte le manifestazioni  che  si  sono
  susseguite nei giorni passati e sono state tante, sono state  quasi
  una  dietro  l'altro  e pure massicciamente,  anche  attraverso  la
  scuola, attraverso la partecipazione degli studenti, attraverso  la
  partecipazione  della società civile, attraverso la  partecipazione
  delle  famiglie, i cortei, i fiumi di persone che hanno  invaso  le
  strade, da Catania a Palermo, a tutte le periferie della Sicilia  e
  così  a Roma, a Milano, per gridare quello che dovrebbe essere  una
  cosa assolutamente normale: pace, pace, pace
   Noi  dobbiamo interrompere quella che è questa catena di  violenza
  inaudita, di guerra che il Governo Netanyahu ha imposto nello Stato
  palestinese, nella Striscia di Gaza.
   Abbiamo  chiesto  più  volte,  anche attraverso  una  mia  mozione
  condivisa dall'intero Gruppo del Movimento Cinque Stelle, a giugno,
  e  la  Giunta  regionale  ha  perso una  grande  occasione,  quando
  chiedevamo  proprio  di interrompere le relazioni  con  il  governo
  israeliano, con il governo palestinese.
   Noi  non abbiamo nulla, lo ripeto e lo ribadisco, contro il popolo
  di  Israele,  ma  la  politica  attuata  da  questo  governatore  è
  inaccettabile,  uno sterminio, un genocidio e non  ci  si  può  più
  nascondere
   Questo centrodestra regionale e nazionale ci hanno portato  a  una
  guerra  planetaria  Noi ce ne vergogniamo profondamente e  vogliamo
  prenderne  assolutamente, ancora una volta, con forza  estrema,  le
  distanze e, invece, quello che succede, in questa regione, che  poi
  per  altro  è  martoriata dai suoi problemi, è  martoriata  da  una
  sanità  che  non  funziona  Leggere di questa rete ospedaliera  che
  toglie  ancora 367 posti letto negli ospedali, appunto, e,  invece,
  leggere che il nostro governatore si è aumentato la possibilità  di
  spendere  per  un pernotto che costa quasi 600 euro, quanto  spende
  una famiglia siciliana per un mese di affitto in un mese
   Noi  ce  ne  vergogniamo di questo, noi prendiamo le  distanze  da
  questo   Non  si possono spendere 200 euro: una soglia che,  prima,
  era  fissata  a 50 euro per i pasti  Quasi 200 euro per  un  pasto,
  quasi 600 euro per una notte
   E allora è proprio vero che il Presidente Schifani ci costa più da
  addormentato, che da sveglio

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, assessori, colleghi  parlamentari,
  peccato che in questo Parlamento si sia persa la possibilità di  un
  confronto serio, di un confronto, tra tutti noi, di quello che  sta
  succedendo  a  Gaza e di quello che sta succedendo in quella  parte
  del Mediterraneo
   Ritengo che sia una grande mancanza
   Noi  che  ci vantiamo di essere parlamentari, noi che consideriamo
  questo il Parlamento più antico del mondo, e poi, in una situazione
  così   drammatica,  in  quella  che  è  la  posizione  più  estrema
  dell'Europa  verso  il  Mediterraneo e verso  quest'area  -  tranne
  qualche  intervento di qualche deputato di minoranza  -  l'Aula  ha
  preferito tirarsi indietro. L'Aula ha preferito tirarsi indietro, e
  in particolar modo, il Presidente della Regione
   Mi  dispiace  che  oggi sia venuto, si sia limitato  ad  insediare
  l'assessore all'agricoltura, cioè, io - forse, ecco, sono  uno  che
  sogna   -   mi  aspettavo  il  coraggio  di  un  Presidente,   che,
  approfittando della presenza - non viene quasi mai, cioè, oggi  era
  presente  perché obbligato dallo Statuto - facesse un  accenno  nei
  confronti di un popolo siciliano, che è sceso in piazza in  maniera
  composta.
   Non  c'è stata piazza siciliana che ha visto uno scontro,  come  è
  successo, purtroppo, in qualche altra parte in Italia, e noi  siamo
  contrari  e  prendiamo  le  distanze da  questi  atteggiamenti.  In
  Sicilia non è successo
   Non  c'è provincia, non c'è città, dove questa manifestazione  non
  si  sia svolta all'insegna del dolore, della sofferenza e della non
  violenza  In tutti i sensi
   E,  oggi, il Presidente della Regione ha perso l'occasione di dire
  due parole  Due parole, non verso il popolo del centrosinistra, due
  parole nei confronti di un popolo, che è sceso in piazza, che non è
  legato...  ci  sono anche, sicuramente, le parti politiche,  ma  in
  mezzo  a questa manifestazione c'era tanta gente che non ha  colore
  politico,  che l'unico colore che vede è il rosso del  sangue  che,
  purtroppo,  vediamo dai mass media e dai giornali, ogni  giorno  da
  Gaza. Due parole
   Ma  del  resto - io gliel'ho detto più volte - lui è un  servo  di
  questo Governo nazionale e lo è tutta la classe dirigente... Non  è
  che  sono  insensibili - forse una parte - ma la maggior  parte  di
  loro, io ci credo che le sentono queste cose  Non avete il coraggio
  di  assumere  posizioni nei confronti di Israele, nei confronti  di
  quello  che sta combinando il Governo israeliano, perché la Meloni,
  il nostro Presidente del Consiglio, si ci vede
   È  la  resa  dei  conti della destra israeliana che,  arrivata  al
  Governo, presenta il conto: che è quello di azzerare una Nazione
   Ovviamente,  la Meloni non può che essere d'accordo, non  può  che
  condividerlo  Non ne ha fatte prese di distanza, non ce ne sono
   E,  anche qui, il Presidente della Regione, che è di Forza Italia,
  una  figura  più  moderata, ha grandissime  difficoltà   Tajani  ha
  grandissime difficoltà  Cioè, che sono: da una parte devono passare
  per quelli moderati, poi, alla fine, non possono dire nulla
   Io  sono convinto che il Presidente della Regione, dentro  di  sé,
  viva  la sofferenza e l'angoscia, ma non ha il coraggio. Non ha  il
  coraggio di assumere una posizione. Io quando penso a questa terra,
  che  è la terra di La Pira,  Non ci sarà pace nel Mediterraneo, non
  ci  sarà  pace nel mondo, fin quando non ci sarà pace in  Israele .
  Quando  io penso ai movimenti pacifisti di Pio La Torre, quando  io
  penso  a  Mattarella  ed  ai grandi Presidenti  della  Regione  che
  abbiamo avuto, e siamo finiti a fare da scendiletto a quella destra
  internazionale, mondiale, in questo caso ebraica, dello Stato degli
  ebrei,  che si sta macchiando di questa grandissima responsabilità.
  Peccato che questo Parlamento non lo abbia affrontato e peccato che
  il Presidente della Regione non abbia speso una parola.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Giambona. Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   devo
  rappresentare, ed è uno stato d'animo che ormai è ricorrente  nelle
  ultime  sedute d'Aula, il mio sconforto. Noi siamo rientrati  ormai
  da  parecchie settimane a lavorare in questa Assemblea. Per dire la
  verità, molti di noi hanno continuato a lavorare nei territori.
   Ebbene,  da  quando sono ripresi i lavori d'Aula, vedo  che  tutta
  l'attività  va avanti veramente molto stancamente. Ormai l'attività
  di  questo Parlamento si riduce quasi esclusivamente, e lo possiamo
  dire  a  chiare lettere, ai documenti di programmazione  economico-
  finanziaria, quando si riesce a programmare qualcosa,  in  sostanza
  le  finanziarie o le variazioni di bilancio  Questo sta  fortemente
  pregiudicando quello che è il dibattito, la dialettica  all'interno
  di questo Parlamento, anche nell'esigenza di voler rappresentare al
  Presidente della Regione ed a tutto il governo quelle che  sono  le
  istanze che provengono dai territori, dalle nostre comunità.
   E,  obiettivamente, mi associo a quelle che sono le  criticità,  i
  pensieri  e  le  opinioni rappresentate da chi mi ha preceduto.  Il
  Presidente  della  Regione  oggi ha mancato  un'occasione   Mancato
  un'occasione  per  rappresentare  la  vicinanza  al  popolo   della
  Striscia di Gaza. Nella giornata di ieri, fiumi di persone, decine,
  centinaia   di  migliaia  di  persone  hanno  deciso   di   aderire
  pacificamente  ad  una  forma di proposta  politica,  non  solo  di
  protesta,  rispetto  ai  governanti che  non  fanno  quello  che  è
  necessario  per  evitare  che  continui  questo  massacro,   questo
  genocidio.
   C'è  stata  una vera e propria proposta. A Palermo,  per  esempio,
  c'era  un  fiume  di gente, tante donne e tanti uomini,  ragazze  e
  ragazzi, scolaresche. È stato un momento di grande condivisione, di
  grande partecipazione.
   Invece,  il centrodestra in Sicilia, tra l'altro io non ho  notato
  alcun  parlamentare,  alcun  esponente di  centrodestra  in  quelle
  iniziative,  ha  veramente  perso  un'occasione   È  come   se   al
  Presidente  Schifani, al centrodestra, questo argomento  scivolasse
  addosso   A  noi non scivola addosso perché noi abbiamo  gli  occhi
  pieni  di  quelle  immagini  dei tanti bambini  che  sono  morti  e
  continuano  a morire sotto le macerie  Ad oggi se ne stimano  oltre
  diciottomila  È qualcosa di assolutamente inaccettabile
   Come  non  ci  scivola addosso, signor Presidente,  quello  che  è
  avvenuto oggi in Commissione Sanità. Non passa giorno in cui non mi
  contatti un amministratore, un rappresentante delle istituzioni  ma
  anche  semplici cittadini per dirmi qual è il problema della sanità
  siciliana.  Ormai, ognuno di noi, e sfido chiunque, se non  è  così
  evidentemente non vi confrontate con i territori, a dirci che non è
  questo   l'argomento  quotidiano.  Ci  sono  oltre  duecento   mila
  prestazioni  che  ad oggi non sono rese, reparti che  rischiano  di
  chiudere,  una sanità territoriale della quale ancora non  si  vede
  l'ombra   E  la  risposta  che oggi  ha  dato  con  il  voto  della
  maggioranza alla nuova rimodulazione della rete ospedaliera non  ci
  lascia assolutamente soddisfatti
   Il  Partito Democratico, come le altre forze di opposizione, hanno
  lavorato  in maniera incessante per portare avanti iniziative,  per
  evitare  che questa rimodulazione andasse a danneggiare in  maniera
  spregiudicata  i territori. Qualcosa è stato fatto ma  molto  altro
  rimane  da  fare e questo taglio, a nostro modesto parere,  risulta
  essere inaccettabile
   Io parlo, per esempio, per la provincia di Palermo, giusto oggi mi
  sono sentito con le comunità di Corleone, con quella di Partinico e
  di Petralia Sottana, ebbene questo taglio li penalizza fortemente e
  sono  tutte queste aree interne, periferiche, che hanno la maggiore
  difficoltà  ad  accedere  al  diritto alle  cure.  In  un  contesto
  complessivo  in  cui  noi capiamo che bisogna superare  il  sistema
  ospedalocentrico  ma  non  si vede ancora  alcuna  soluzione  sulla
  sanità  di prossimità e non si vede la soluzione rispetto a  quello
  che  è  la materia prima, la carenza ormai cronica di medici  e  di
  infermieri in tutte le zone della nostra Sicilia.
   È  questo  l'impegno  che deve prendere il  Governo  regionale,  è
  questo il tema che noi vorremmo che si trattasse in quest'Aula
   Abbiamo  chiesto a più riprese una seduta ad hoc in cui  si  parli
  della  questione della sanità, ebbene al Presidente  della  Regione
  questo   argomento  entra  da  un  orecchio  ed  esce   dall'altro,
  evidentemente non si vuole confrontare, ma noi andiamo  diritto  su
  questa  nostra  direzione, avendo piena consapevolezza  che  questo
  diritto  costituzionale  è un diritto al  quale  noi  non  possiamo
  chiedere  ai nostri siciliani di rinunciare e lotteremo  fino  alla
  fine, in ogni sede, per salvaguardarlo.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei insieme  a
  voi,  tutti  quanti,  che  facessimo una riflessione  sulla  parola
  povertà, sul concetto di povertà.
   Presidente,  in Italia stanno aumentando in maniera  importante  i
  poveri  assoluti e mi sono chiesto quindi: non ci sono i  poveri  e
  basta,  ci  sono diverse categorie di poveri: i poveri assoluti,  i
  meno  assoluti,  i poveri medi, i piccoli poveri, non  l'ho  capita
  questa  cosa dei poveri assoluti, i poveri sono poveri  E  cosa  ci
  siamo  inventati? Dopo la misura di contrasto alla povertà come  il
  reddito  di cittadinanza, ci siamo inventati il reddito di povertà,
  cosa  significa  questo, traduciamolo in italiano,  il  reddito  di
  povertà  non  di cittadinanza, quindi come se i poveri non  fossero
  neanche cittadini
   Quindi  stiamo  dicendo ai poveri  poveri , che non  sono  neanche
  cittadini italiani, perché abbiamo abolito il termine di reddito di
  cittadinanza  per  dire  reddito di povertà, significa  ghettizzare
  anche queste povere persone
   Io  credo che stiamo sbagliando tutti, perché un Governo che  dopo
  una misura come il reddito di cittadinanza - che esiste in tutto il
  mondo  democratico  - che viene abolita per creare  un  reddito  di
  povertà,  giudico sia un'ingiustizia vera nei confronti  di  queste
  persone  che  non arrivano alla fine del mese, che non  riescono  a
  comprare  i  libri  dei loro figli, che non riescono  a  pagare  le
  tasse, che non riescono a mandare i loro ragazzi a scuola, questa è
  la  povertà   Parliamo di oltre il dieci per cento,  significa  che
  solo  in Italia ci sono oltre sei milioni di poveri assoluti, senza
  contare i poveri  diversi  da quelli assoluti
   E  faccio  un'ultima considerazione, Presidente:  mi  ascolti  che
  questo  aspetto è importante, ci hanno additato per il  reddito  di
  cittadinanza,   siccome   c'erano   quelli   che   lo    prendevano
  impropriamente,  una  piccola percentuale che prendeva  il  reddito
  nonostante  non le spettasse, mi ascolti, allora io dico  una  cosa
  l'abbiamo  abolito  per  questo, lo sa  quante  pensioni  illegali,
  furbetti che prendono pensioni che non dovrebbero prendere e allora
  aboliamo  le  pensioni? Allora, aboliamo le pensioni   Se  ci  sono
  pensionati  che  non dovevano prendere e l'hanno presa  in  maniera
  corrotta, aboliamo le pensioni  Questa è la verità
   Che significa? Misure così importanti che hanno fatto da tappo  il
  reddito  di cittadinanza è stata la misura più importante da  tappo
  alla  criminalità che sta esplodendo in Italia e in ogni luogo   La
  microcriminalità,  perché questi ragazzi vanno a spacciare,  perché
  questi  ragazzi  vanno a rubare, perché questi  ragazzi  ammazzano,
  perché  questi ragazzi fanno furti, rapine  E chi li  paga   Certo,
  non li paga il Governo, li pagherà il cittadino, giorno per giorno,
  pagherà questo perché, per avere sospeso questa grande, grandissima
  misura, la pagheranno i cittadini in quanto queste persone a  casa,
  in  qualche modo, devono portare qualcosa da mangiare   E  come  lo
  fanno?  Come ho detto prima: rubando, spacciando, rapinando  Questa
  è la verità
   E  tutto  quello che stiamo vedendo, in questo momento in  maniera
  esponenziale, questa esplosione di microcriminalità,  la  dobbiamo,
  secondo me, all'abolizione di questa grandissima misura che avevamo
  messo  noi. E perché? Perché politicamente, un Governo deve  andare
  contro l'altro Governo anche se la misura è corretta ed è giusta
   Veramente,  mi  vergogno di quello che è stato  fatto  per  questa
  misura   importante  che,  oggi,  è  ancora  più  necessaria,   più
  necessaria che mai  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro. Ringrazio tutti i colleghi
  per gli interventi.
   A questo punto, l'Aula è rinviata a domani, mercoledì 24 settembre
  2025, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 17.32 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                       XVIII SESSIONE ORDINARIA


                         205a SEDUTA PUBBLICA

                Mercoledì 24 settembre 2025 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -PARERE,  AI  SENSI DELL'ART. 41 TER, COMMA 3,  DELLO  STATUTO
       SICILIANO, SUL PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE A.S. N.  1541:
        Modifica all'articolo 9 dello Statuto della Regione siciliana di
       cui al regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito
       in legge costituzionale dalla legge costituzionale 26 febbraio
       1948,  n.  2, in materia di incompatibilità tra la  carica  di
       assessore regionale e l'ufficio di deputato regionale.

            Relatore di maggioranza: On. Mancuso

            Relatore di minoranza: On. Varrica

    III  -  ELEZIONE  DI  UN  COMPONENTE DELLA SEZIONE  REGIONALE  DI
       CONTROLLO DELLA CORTE DEI CONTI PER LA REGIONE SICILIANA

  IV -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio  ai
      sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
      23  giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
      D.F.B. 2024. Mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre  (n.
      930/A)

            Relatore: On. Daidone

   2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio  ai
      sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
      23  giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
      D.F.B. 2025. Mese di gennaio  (n. 931/A)

            Relatore: On. Daidone

   3)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio  ai
      sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
      23  giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
      D.F.B. 2025. Mese di febbraio  (n. 932/A)

            Relatore: On. Daidone

   4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio  ai
      sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
      23  giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
      D.F.B. 2025. Mese di marzo  (n. 953/A)

            Relatore: On. Daidone

   5)  Aree  a burocrazia semplificata e a legalità controllata   (n.
      832/A Stralcio II/A) (Seguito)

            Relatore: On. Vitrano

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella


   1   Copia  integrale  del  decreto  presidenziale  è  allegata  al
  resoconto stenografico
   2   Copia  integrale  del  decreto  presidenziale  è  allegata  al
  resoconto stenografico