Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.27
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Giuffrida e Laccoto hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di svolgimento di interrogazioni a risposta in
Commissione
PRESIDENTE. Con nota prot. n. 1328-INT/2025 del 23 settembre 2025,
l'Ufficio di Segreteria della IV Commissione legislativa permanente
Ambiente, territorio e mobilità ha comunicato che, nella seduta
n. 166 del 23 settembre 2025, si sono svolte le seguenti
interrogazioni:
- n. 1711, Chiarimenti circa l'aumento delle tariffe per i
biglietti di aliscafi e traghetti per le isole minori in Sicilia ,
primo firmatario l'On. Ciminnisi, che si è dichiarata non
soddisfatta della risposta fornita dall'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità;
- n. 1908 Iniziative volte a contrastare le infiltrazioni delle
organizzazioni criminali negli appalti pubblici , a firma dell'On.
Varrica, che si è dichiarato soddisfatto della risposta fornita
dall'Assessore per le infrastrutture e la mobilità;
- n. 1928, Riorganizzazione dei servizi di trasporto extraurbano
e tutela dei lavoratori interinali nell'ex provincia di Messina , a
firma dell'On. Grasso, che si è dichiarata soddisfatta della
risposta fornita dall'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità;
- n. 1956, Realizzazione di un secondo traghetto presso il
cantiere navale di Palermo ed esercizio dell'opzione , a firma
dell'On. Varrica, che si è dichiarato parzialmente soddisfatto
della risposta fornita dall'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
Statuto siciliano, sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1541
Esame per il parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello
Statuto siciliano,
sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1541
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto all'ordine
del giorno "Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello
Statuto siciliano, sul progetto di legge costituzionale A.S. N.
1541: Modifica all'articolo 9 dello Statuto della Regione
siciliana di cui al Regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n.
455, convertito in legge costituzionale dalla legge costituzionale
26 febbraio 1948, n. 2, in materia di incompatibilità tra la carica
di assessore regionale e l'ufficio di deputato regionale .
Noi dobbiamo esprimerci sul parere sul disegno costituzionale
numero 1541 onorevole Adorno, fra poco le darò la parola.
Invito i componenti la Commissione Statuto a prendere posto al
banco delle Commissioni per relazionare.
Chiedo, poi, all'onorevole Lombardo, in qualità di Vice Presidente
vicario, di poter svolgere la relazione di maggioranza e poi
l'onorevole Varrica per la relazione per la relazione di minoranza.
Io volevo, prima di dare la parola all'onorevole Adorno,
sull'ordine dei lavori, ricordare a tutti i colleghi che gli
assistenti parlamentari che sono all'interno dell'Aula e che
spesso, magari, si avvicinano a voi anche per togliere cartelloni,
bandiere ed altro, lo fanno su mandato della Presidenza. Quindi,
dico questo: cerchiamo sempre di tenerlo a mente, perché è chiaro
che non è l'assistente parlamentare a farlo di sua spontanea
volontà, pertanto, cerchiamo sempre di proteggere i nostri
lavoratori.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Adorno. Ne ha
facoltà.
ADORNO. Signor Presidente, grazie, grazie per la parola, ma questa
notte è successa una cosa gravissima, quello che temevamo tutti è
successo, una escalation assolutamente criminale, un attacco
volgare che tocca tutti noi: una barca italiana, con a bordo uno
dei nostri esponenti del Movimento 5 Stelle, Marco Croatti, che
insieme a tanti attivisti, a tanti parlamentari, a tanti
giornalisti, andava semplicemente a fare una missione umanitaria, a
portare degli aiuti alle persone che stanno soffrendo la fame, che
non hanno più medicinali eppure, questa notte, si è verificato un
attacco attraverso dei droni e noi chiediamo al nostro Presidente
Schifani di farsi portavoce presso il Governo dei patrioti
nazionali, anche lui fa parte di questa schiera, assieme a Fratelli
d'Italia, assieme a Forza Italia, assieme alla Lega, di questo
triumvirato.
Noi chiediamo fortemente che prenda posizione, perché la nostra
Sicilia è una terra di pace, di dialogo e vogliamo fortemente non
rimanere sordi di fronte a quello che succede; noi vogliamo essere,
ancora una volta, dalla parte giusta della storia
Grazie, signor Presidente
(I deputati del Movimento 5 Stelle espongono la bandiera
palestinese)
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, colleghi, colleghi, per favore
dice bene l'onorevole Catanzaro colleghi, per favore
Grazie, ovviamente, sempre agli assistenti parlamentari, alla loro
pazienza.
A.S. n. 1541
Riprende l'esame per il parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma
3, dello Statuto siciliano,
sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1541
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lombardo per
svolgere la relazione di maggioranza.
LOMBARDO Giuseppe, vicepresidente vicario della Commissione e
relatore di maggioranza f.f. Grazie.
Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, mi accingo a
leggere il parere sul disegno di legge costituzionale n. 1541.
Il Governo della Repubblica... collega Pellegrino e collega
Intravaia..., grazie.
INTRAVAIA. Scusi, Presidente, mi perdoni.
LOMBARDO Giuseppe. Il Governo della Repubblica, per il tramite del
Ministro degli Affari regionali e delle autonomie, ha trasmesso, in
data 5 agosto 2025, ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello
Statuto speciale, il disegno di legge costituzionale n. 1541, di
iniziativa dei senatori Malan e Gasparri, comunicato alla
Presidenza il 18 giugno 2025, recante: "Modifica all'articolo 9
dello Statuto della Regione siciliana, di cui al regio decreto
legislativo 15 maggio 1946, n.455, convertito in legge
costituzionale dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n.2, in
materia di incompatibilità tra la carica di assessore regionale e
l'ufficio di deputato regionale".
L'articolo 1 del presente disegno di legge costituzionale mira a
introdurre una modifica all'articolo 9 dello Statuto speciale.
Questo articolo costituisce la cornice costituzionale di
riferimento per la disciplina della forma di governo e del
funzionamento degli organi regionali, che la Regione è chiamata a
regolamentare attraverso l'approvazione di una legge regionale
rinforzata approvata con procedimento aggravato rispetto alla legge
regionale ordinaria, cosiddetta "legge statutaria".
La lettera dell'articolo 9, comma 3, nella sua attuale
formulazione infatti recita che: "In armonia con la Costituzione
l'Assemblea regionale, con legge approvata a maggioranza assoluta
dei suoi componenti, stabilisce le modalità di elezione del
Presidente della Regione, di nomina e revoca degli assessori, le
eventuali incompatibilità con l'ufficio di deputato e con la
titolarità di altre cariche e uffici nonché i rapporti tra
l'Assemblea regionale, il Governo regionale e il Presidente della
Regione".
Il disegno di legge in esame per il parere introduce espressamente
già a livello statutario e quindi costituzionale l'incompatibilità
tra la carica di assessore regionale e quella di deputato
regionale, prevedendo l'obbligatoria supplenza del deputato
regionale chiamato a svolgere l'incarico assessoriale. Viene così
introdotta la figura del deputato supplente, demandandone la sua
concreta attuazione alla successiva modifica della cosiddetta legge
statutaria.
Il disegno di legge prevede espressamente che la modifica della
legge statutaria volta a dare attuazione al meccanismo della
supplenza del deputato nominato assessore e all'introduzione del
deputato supplente non debba essere sottoposta a referendum
confermativo previsto dall'articolo 17 bis dello Statuto.
Il disegno di legge prevede da ultimo che con apposita legge
regionale, quindi una legge diversa da quella cosiddetta
statutaria, verrà disciplinato lo status giuridico ed economico
dell'assessore temporaneamente sospeso dalla carica di deputato
dell'Assemblea.
L'articolo 2 prevede che la legge costituzionale di modifica dello
Statuto speciale in esame entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica.
Occorre evidenziare al riguardo come la presente iniziativa
legislativa di modifica dello Statuto speciale si coniuga nel solco
di un percorso già ultimamente intrapreso da una significativa
quota di Regioni a Statuto ordinario e che hanno introdotto
l'incompatibilità tra la carica di assessore regionale e quella di
componente dell'organo legislativo regionale prevedendo la
sospensione del consigliere nominato assessore e la sua supplenza.
Tra queste regioni ordinarie vi sono: l'Abruzzo, la Basilicata, la
Campania, le Marche, la Lombardia, il Piemonte e il Veneto.
La modifica che si intende apportare quindi allo Statuto speciale
siciliano consentirà di adeguare l'ordinamento della nostra Regione
a quello delle Regioni ordinarie appena citate in modo da
realizzare una più netta separazione fra le funzioni dei componenti
della Giunta regionale da quelle dei membri dell'Assemblea
regionale siciliana. Pertanto la Commissione speciale per l'esame
di disegni di legge di modifica dello Statuto, della legge
statutaria e delle proposte di norme di attuazione da parte del
Governo regionale ha deciso a maggioranza di proporre all'Aula di
esprimersi favorevolmente sul disegno di legge costituzionale n.
1541 trasmesso dal Governo della Repubblica.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Varrica per svolgere
la relazione di minoranza.
VARRICA, relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io do per letta la relazione di minoranza e ringrazio
anzi gli Uffici per aver collaborato alla stesura dal punto di
vista tecnico.
Faccio semplicemente un breve intervento richiamando le
motivazioni di questo nostro parere contrario.
Dunque, questa norma di rango costituzionale sul deputato
supplente scaturisce da una modifica che viene da Roma, dal
centrodestra e ho visto, ho potuto constatare in Commissione
Statuto, che c'è stato un grande entusiasmo per questa norma; ho
trovato, diciamo, quella compattezza di tutto il centrodestra che
probabilmente non si trova sulla maggior parte delle tematiche in
questi anni, in quest'Assemblea regionale. Quindi, ho apprezzato
questa compattezza, ho preso atto di questa compattezza. Peraltro,
mi spiace che non ci sia il Presidente, perché visto l'entusiasmo,
si voleva approvare questa norma con una sorta di acclamazione in
Commissione senza neanche discutere, senza neanche portare le
motivazioni, senza neanche proporre un parere alternativo
eventuale
Poi, per fortuna, ho chiesto al Presidente un approfondimento e
anche lui ha constatato che nei Regolamenti parlamentari la
standing ovation non è una modalità, ancora, tramite la quale si
approvano dei disegni di legge di rango costituzionale,
soprattutto; quindi, questa grande compattezza del centrodestra,
peraltro, è, secondo me, emblematica del tipo di provvedimento.
E' un provvedimento che, se noi andassimo a raccontare questo
stesso, questa norma sul deputato supplente, a qualsiasi cittadino
siciliano, in realtà, credo, che la maggior parte di loro direbbe
che è una norma del tutto priva di interesse per lo sviluppo della
nostra Terra e gli altri, invece, direbbero che è la solita norma
fatta dalla politica per la politica; quindi, l'autoreferenzialità
è la cifra distintiva di questa norma - anche di questo iter,
abbastanza rapido, frettoloso e compatto da parte del centrodestra
- ma chiaramente mettiamo del tutto da parte gli interessi dei
cittadini. Dico ciò perché - diciamolo - questa è una norma che, di
fatto, serve semplicemente a eludere la norma - che non è mai
piaciuta - di riduzione del numero di parlamentari da 90 a 70
Quindi, in questa maniera, di fatto, portiamo di nuovo la cifra a
82, chiaramente, con uno squilibrio solo per i deputati di
maggioranza, chiaramente maggioranza pro tempore, ma io mi pongo il
problema di equilibri complessivi, anche in futuro, con altre forme
di maggioranza; queste però sono considerazioni di tipo politico.
In realtà, c'è una preoccupazione, che è quella che poniamo nel
parere - con forza - che noi stiamo facendo una norma di rango
costituzionale che, però, di fatto, ha la profonda connotazione
incostituzionale. Perché? Noi ci diciamo, a noi piace tanto dire
sempre che siamo il più storico, il più antico Parlamento del mondo
- caschi il mondo se qualcuno tra noi non viene chiamato onorevole
tra i corridoi oppure all'esterno - è una cosa che
rivendichiamo, parificazione al Senato, tutte queste belle cose,
quindi, noi dovremmo difendere... - fermo restando che abbiamo pure
un Presidente del Governo che dice di essere il più parlamentarista
del mondo - l'unica prerogativa vera che dovremmo difendere, di
qualsiasi parlamentare, è quella della libertà e dell'autonomia
nell'esercizio del mandato
Bene, noi riusciremo - spero di no - voi riuscirete - spero di no
- con questa norma, a fare in maniera tale da creare una categoria,
diciamo, diversa - tant'è che proporrò, poi, alla maggioranza... -
so che il parere di minoranza non verrà approvato - ma alla
maggioranza proporrò un emendamento: invece di "deputato supplente"
direi di cambiarlo in "deputato succube". Perché? Perché, di fatto,
il suo mandato sarà vincolato a quello dell'assessore che lui
sostituisce - quindi anche alla maggioranza di Governo,
all'assessore che lui sostituisce - pertanto, nel momento in cui
farà qualcosa che non piacerà all'assessore di turno avrà la
minaccia di poter essere risbattuto nel proprio collegio, senza il
ruolo di parlamentare
Quindi, noi stiamo creando questa categoria - state creando questa
categoria - particolarissima di deputati che, di fatto, non avranno
autonomia e saranno semplicemente pronti là - doveroso per loro,
per la loro prospettiva - a votare qualsiasi cosa gli verrà chiesta
dall'assessore dal quale dipende il loro posto in Parlamento.
A me questo sembra del tutto... a noi questo sembra del tutto una
follia, per cui noi abbiamo proposto un parere contrario, infatti
creare una struttura istituzionale in cui una parte del Parlamento
si basa su equilibri di minaccia ci sembra veramente una cosa del
tutto vergognosa Farla con la norma di rango costituzionale è
incommentabile
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Chi vuole può
iscriversi a parlare.
Già ho degli iscritti, ho gli interventi prima dell'onorevole La
Vardera, poi dell'onorevole Safina...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
fondamentalmente quanto detto dall'onorevole Varrica è
assolutamente esaustivo, puntuale, preciso rispetto alla posizione
che, certamente, come opposizioni, manterremmo, perché bene ha
ribadito l'onorevole Varrica nel chiamare questa norma, di fatto,
"deputato succube" e questo è il tema Condividendo appieno
l'analisi dell'onorevole Varrica, ovviamente, esprimiamo
soprattutto anche perplessità delle priorità di questo Governo,
cioè le priorità che ha questo Governo non riguardano tanto fare
una riforma relativa al settore della sanità, una riforma relativa
al mondo della scuola, no L'obiettivo di questo Governo, dopo le
vacanze interminabili del Parlamento, per volontà di questa
maggioranza, è quello di aumentare i numeri dei deputati, cioè una
roba che fondamentalmente rasenta la follia, il ridicolo; la
priorità del Governo Schifani non è fare riforme strutturali che
questa Regione aspetta da anni ma è fare una norma per aggiungere
deputati supplenti che, attenzione, risponderanno e, uso un termine
forte e mi assumo le responsabilità di quello che dico, saranno
deputati "al guinzaglio", deputati "al guinzaglio" di questa
maggioranza, che non si potranno permettere di votare contro perché
evidentemente perderanno il posto. Ma che roba è? Cioè, non è
soltanto folle l'idea di questa norma ma è folle l'idea che
l'agenda del Governo Schifani, la priorità del Governo Schifani è
quella di discutere, riunire l'Aula peraltro per una legge voto,
una roba che noi diciamo a Roma fate qualcosa . Non è che quello
che noi discuteremo oggi o le risultanze del nostro voto avranno
poi ricadute operative concrete. No, rimetteremo giustamente,
essendo una norma che afferisce alla Costituzione perché dovremmo
cambiare lo Statuto, per fare cosa? Cioè, una cosa che, ovviamente,
predispone del tempo, che ha dei tempi specifici, che impegna il
Parlamento, cioè fuori la Sicilia si sta chiedendo che questo
Parlamento si possa occupare dei reali problemi dei siciliani,
quali gli ASACOM ho appena ricevuto nei miei uffici i
rappresentanti della provincia di Palermo degli assistenti igienico
- sanitari che lamentano che ci sono dei disabili gravi e
gravissimi che non possono andare a scuola perché manca loro
l'assistente igienico - sanitario, che è competenza, va bene, del
Comune di Palermo per quanto riguarda le scuole, ovviamente,
comunali, eccetera. La questione però qual è? Che noi stiamo
discutendo di questo quando non è una priorità rispetto alla reale
agenda dei siciliani e questo, nient'altro, fa cristallizzare
formalmente qual è la priorità dell'agenda politica di questo
Governo fuffa Poltrone Riunioni di maggioranza
Ieri ci siamo riuniti per un'ora, meno di un'ora, alla presenza
del Presidente Schifani, che era obbligato a farlo per fare giurare
il neo Vicepresidente della Regione, cioè voi, maggioranza, pensate
solo a questo, pensate a chi deve andare nelle partecipate, pensate
alle nomine che riguardano, ovviamente, i grandi spessori, soggetti
preparatissimi, quale Luigi Genovese, che abbiamo piazzato perché
andava pagato il suo impegno politico, cioè ci stiamo riunendo per
discutere di questo
Ora, onestamente, con tutto il rispetto, questa opposizione
cercherà in tutti i modi di esprimere il proprio dissenso nel
merito ma, soprattutto, nel metodo; il metodo che avete è un metodo
che non parla al cuore dei siciliani, dei reali problemi e tra di
voi vi appiattite su quelli che scalpitano, i primi dei non eletti,
per evitare che vadano negli altri partiti se non gli date il
contentino di fare i deputati a scadenza Ma è a questo che si è
ridotto questo Parlamento? È a questa merce di scambio che si sono
ridotte queste mura che dovrebbero occuparsi dei reali problemi?
Al fatto che il Presidente Schifani, come dire, faccia notti
insonni o meno occupandosi anche di quelli che sono i suoi
rimborsi?
Abbiamo letto sui giornali che, addirittura, ha pensato bene di
organizzarsi al fine di potere prendere quasi seicento euro a notte
per dormire e centosettant'otto euro per il cibo, una roba che
veramente è fuori da ogni grazia di Dio
Allora, unendomi alla disamina del collega Varrica, noi
esprimeremo per quello che è possibile, un dissenso totale a questa
norma e diremo che questo Governo si qualifica per quello che è: un
Governo al soldo dei capricci di Cuffaro, di Lombardo e di
Sammartino e che non riesce a fare riforme strutturali in una
Regione che sta cadendo a pezzi Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera,
È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo,
io non voglio ripetere le cose che ha esposto in maniera molto
chiara e brillante il collega Varrica, ma volevo fare alcune
considerazioni.
Questa legge costituzionale, che incide e che modificherebbe lo
Statuto della Regione siciliana, necessita di un parere di
quest'Assemblea. Il termine concesso a quest'Assemblea - se non
ricordo male è di sessanta giorni - è meramente ordinatorio. Ergo,
avremmo potuto prendere più tempo per esaminare e per discutere con
maggiore compiutezza quanto testé illustrato dal Vicepresidente
della Commissione Statuto. E avremmo potuto probabilmente avviare
una discussione seria su quelle che sono le riforme che il nostro
Statuto - lo Statuto dell'autonomia - invece merita e che sono
riforme che dovrebbero attenere, non soltanto alla parte economico-
finanziaria come molto spesso si dice, ma anche alla parte
ordinamentale. Senonché, signor Presidente, questa maggioranza di
Governo, il Presidente Schifani, ha un vezzo: quello di occuparsi
della discussione di temi di carattere ordinamentale solo quando
questi sono funzionali a risolvere i problemi della sua
maggioranza. Ha provato a farlo con la riforma delle province.
Questo Parlamento è stato chiamato a reintrodurre l'elezione
diretta dei presidenti e dei consigli provinciali dei liberi
consorzi, perché il centrodestra aveva un'esigenza, che era quella
di risolvere le beghe interne e di sistemare un po' di apparato,
infischiandosene di quelli che sono i problemi reali siciliani e
infischiandosene del fatto che la legge Delrio - che ha abrogato le
province - è una legge di riforma economico-sociale e come tale
deve essere necessariamente applicata anche nell'ordinamento
regionale.
Quel tentativo è andato in fumo perché la Corte costituzionale ha
detto che non lo possiamo fare. Abbiamo, quindi, subìto
un'ulteriore impugnativa dal Governo e abbiamo ritirato la riforma.
Adesso, il Governo tenta di utilizzare le Istituzioni - e quindi
interviene su norme ordinamentali importanti, quali quelle
statutarie, quali quelle che attengono al funzionamento
dell'Assemblea regionale siciliana - per risolvere, ancora una
volta, i problemi interni a questa maggioranza e per dire a un
pezzo di apparato: "guardate che ci saranno dodici posti in più,
perché io nominerò assessori tutti deputati; non ci saranno esterni
e dunque ci saranno dodici deputati sospesi dalla carica e pertanto
scivoleranno le liste e le vostre liste..." pensando di avere già
vinto, e questo lo vedremo, perché poi in democrazia è il popolo
sovrano ed è il giorno dopo le elezioni che si determina chi vince,
non prima
Questo è un vizio - diciamo - che caratterizza l'azione di questo
centrodestra, ma comunque questi dodici si sentono già possibili
eletti in quanto sostituti degli assessori.
E ciò manifesta un modo di concepire l'esercizio del Governo che
non è tale. Qui siamo dinanzi all'esercizio del potere e lo abbiamo
detto anche in altre occasioni. Questa è una maggioranza che sa
ritrovare compattezza, che sa essere spedita, signor Presidente,
perché ci sono disegni di legge importanti - come la "riforma dei
consorzi di bonifica" - che quest'Aula, col voto della maggioranza,
checché ne dica, checché ne dica l'assessore Dagnino non è compito
delle minoranze quello di approvare le riforme, è compito della
maggioranza
Ci sono riforme che vengono bocciate da questo Parlamento, perché
la maggioranza è totalmente disaggregata, e ci sono riforme che non
vengono in Aula Ci sono disegni di legge che hanno fatto la spola;
ogni tanto mi sembra di essere al Parlamento nazionale, dove c'è la
cosiddetta "navetta parlamentare" e qui noi facciamo la navetta
Commissione-Aula, Commissione-Aula, Commissione-Aula di continuo e
non riusciamo ad approvare provvedimenti che invece servono ai
siciliani perché questa maggioranza non è in grado di affrontare le
questioni reali che attengono al nostro territorio, alla nostra
Regione Invece siamo rapidissimi, non abbiamo bisogno di
rispettare i 60 giorni, andremo perché è chiaro che si son fatti i
conti, mancano ancora poco più di due anni alla fine della
legislatura e probabilmente la doppia lettura tra Camera e Senato
di questa "riformicchia" dello Statuto potrà arrivare.
Ebbene, penso che se questo Parlamento ha veramente la schiena
dritta, se vuole come diceva il collega Varrica affermare di essere
il più antico d'Europa, dovrebbe dire e dovrebbe dare per quanto
non vincolante un parere negativo a questa proposta, perché non
possiamo consentire che in una Costituzione che sancisce il
principio della libertà nell'esercizio del mandato e rammento a me
stesso che alcune Regioni hanno provato a introdurre il deputato
supplente e la Corte costituzionale in alcuni casi ha detto che il
deputato, in quel caso consigliere supplente, non è ammissibile:
oggi è chiaro con una legge costituzionale, considerato che
l'articolo 139 dice che solo la forma repubblicana non è
modificabile, si può per la Sicilia introdurre un'eccezione. Ma si
può per la Sicilia introdurre un'eccezione che viola uno dei
principi cardine del nostro ordinamento costituzionale? Un
Parlamento responsabile può consentire questo? Possono dei
parlamentari nazionali intervenire a gamba tesa su un principio
cardine del nostro ordinamento, quello che ha consentito ai nostri
parlamentari, in ogni sede, di essere liberi nell'esercizio del
mandato?
Questo è il tema, che non attiene allo schieramento politico, ma è
un tema che attiene alle libertà. Capisco che questa maggioranza
pensa che le uniche libertà che contino siano le loro ma noi ancora
teniamo alla libertà di tutti
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Agostino ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende l'esame per il parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma
3, dello Statuto siciliano,
sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1541
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
preliminarmente mi dispiace dover stigmatizzare l'assenza del
Presidente Schifani, perché trovo veramente indecoroso che, quando
si deve esprimere un parere su una modifica allo Statuto, legge di
rango costituzionale che rende la Sicilia, la Regione siciliana,
unica nel panorama italiano, il Presidente Schifani, che ricopre
anche uno dei 70 posti in Parlamento, non partecipi alla
discussione.
Questo credo che sia un cattivo segnale, una mancanza di rispetto
nei confronti della legge fondamentale su cui si regge questo
Parlamento e l'intera architettura legislativa che regola la
Regione siciliana, unica a poter vantare anche questo appellativo.
Tra l'altro, per discutere di una proposta abominevole che parte da
Roma, che coinvolge la Sicilia, che di questa norma o è complice o
è succube Non si scappa: o i partiti nazionali di destra, perché
qui di centro non c'è nulla, di destra, hanno imposto questa norma
ai partiti, ai loro referenti regionali qui anche ben rappresentati
dal loro Capogruppo, o l'hanno concordata col Governo, passando
sopra questi rappresentanti. Questo dal mio punto di vista di
parlamentare è inaccettabile.
Avrei potuto comprendere se da Roma o anche da Palermo proveniva
una proposta di rendere incompatibile il ruolo dell'assessore con
il ruolo di deputato, allora tu, Presidente della Regione, quando
vinci le elezioni prendi il deputato e dici: "Tu vuoi fare il
deputato o vuoi fare l'Assessore? Perché non puoi fare entrambe le
cose ". Ma questo non avverrà con questa norma, qualora venisse
approvata dopo una doppia lettura da parte del Parlamento
nazionale, perché è una legge di rango costituzionale Qua c'è il
tentativo di mettere, di porre sotto ricatto una pattuglia di
dodici deputati ai quali sarà detto che, o votano come dice il
Presidente della Regione, o sarà sostituito l'Assessore che gli
consente di essere deputati
Questo in una democrazia, in una istituzione parlamentare è
inaccettabile, non si può sentire, questa è una norma da regime,
questa è una norma che se verrà approvata da un Parlamento
nazionale sconsiderato, che trova solo scuse per non riconoscere lo
Stato della Palestina mentre tutta Europa, tutte le democrazie
europee, stanno procedendo, impegna le proprie forze invece per
imporre alla Sicilia una norma che io mi auguro che questo
Parlamento non voterà e, quanto meno, la rispedirà a Roma con un
voto negativo, sarebbe un sussulto di dignità da parte di tutti i
parlamentari, sarebbe l'espressione di un parere libero,
consapevole, un messaggio per dire che chiunque vinca le elezioni,
la destra, la sinistra, il Movimento Cinque Stelle, il Parlamento
deve rimanere un'istituzione libera, non svincolata dalla sua
maggioranza, perché già ci sono i premi di maggioranza, ci sono i
listini del Presidente per garantire la solidità a chi vince le
elezioni ma offrire una pattuglia di dodici deputati su settanta,
oltre il Presidente, totalmente al comando di chi ha già la
posizione di Presidente della Regione e quindi guida l'esecutivo, è
una sproporzione incredibile tra il potere esecutivo e il potere
legislativo. È solo un fatto veramente deleterio e sproporzionato.
Per cui io già eventualmente ritornerò in sede di dichiarazione
di voto: preannuncio il voto assolutamente negativo da parte del
Movimento 5 Stelle per i motivi ben illustrati, prima di me, dal
relatore di minoranza, il collega Adriano Varrica, e per tutto ciò
che ho rassegnato durante il mio intervento che qui si conclude.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io faccio
appello innanzitutto a quelle forze che si richiamano alla
tradizione autonomista della nostra Regione, ma capisco che per
alcuni l'autonomia è soltanto un modo di identificarsi senza essere
convintamente assertori e sostenitori dei valori che ispirano
l'autonomia siciliana.
Perché vedete, caro Presidente, io considero questo disegno di
legge un attentato alla nostra autonomia, non è mai successo nella
storia dal 1946 ad oggi che lo Statuto siciliano che - è stato
ricordato - è stato approvato con rango di costituzionalità,
addirittura è stato approvato prima che venisse approvata la
Costituzione della Repubblica, non è mai successo - dicevo - che su
iniziativa del Governo nazionale o di parlamentari nazionali
venisse qui proposta una modifica dello Statuto stesso.
Per la verità, c'è un precedente che fu l'introduzione
dell'elezione diretta del Presidente della Regione che aveva la
necessità, appunto, di una modifica statutaria e allora - parlo del
1999 e poi nel 2000 quando fu approvata la legge in Parlamento -
una legge voto del Parlamento siciliano chiese al Parlamento
nazionale di modificare lo Statuto, inserendo e prevedendo
l'istituto dell'elezione diretta a suffragio universale dei
cittadini e delegando, solo in sede di prima approvazione, la legge
elettorale con cui si votò il primo Presidente eletto direttamente
dai cittadini alla legge nazionale, ma rivendicando il fatto che la
legge elettorale che disciplina l'elezione diretta, dopo la prima
votazione come fu quella del 2001, venisse assegnata alla
responsabilità del Parlamento siciliano stesso. Non a caso, la
nostra legge elettorale - a differenza delle procedure ordinarie di
altre Regioni - è sottoponibile a referendum ed entra in vigore
soltanto dopo 90 giorni dall'approvazione della stessa perché può
essere richiesto il referendum da parte dei cittadini, al di là del
quorum con cui si approva la legge elettorale.
Quindi, c'è un sistema, in qualche modo, che nel corso degli anni
ha voluto blindare il concetto di autonomia, evitando che
l'autonomia siciliana potesse essere alla mercé del Governo o della
maggioranza di turno che governa Roma.
Ecco perché io sono allibito che una iniziativa parlamentare fatta
nel Parlamento nazionale in cui si chiede la modifica dello Statuto
siciliano che è stato già ricordato, a differenza di altre Regioni,
la nostra modifica necessita della doppia lettura di Camera e
Senato e del quorum a maggioranza assoluta dei componenti che la
approvano, ripeto, con procedura aggravata rispetto alla
ordinarietà delle procedure di modifica delle leggi degli Statuti
ordinari.
Sono allibito che questo Parlamento, su questo non sono d'accordo
anche con i miei colleghi quando dicono "i 60 giorni..." anche
Safina lo ha ricordato: "non sono perentori ma sono ordinatori". Io
penso che invece nei 60 giorni questa Assemblea debba rigettare, in
maniera chiara, l'attentato che si sta cercando di introdurre con
questa norma che ha come obiettivo cancellare la specialità dello
Statuto autonomistico siciliano.
Capisco che da decenni in tanti ci provano, almeno nelle
intenzioni, ma non si sono mai spinti su un terreno accidentato
come è quello della modifica statutaria che rimane un'iniziativa in
capo alla Regione siciliana e che, proprio per la procedura
aggravata in esso contenuta, spetta poi al Parlamento nazionale con
la procedura di doppia lettura apportare le modifiche proposte dal
Parlamento siciliano, e non il contrario.
Ecco perché faccio appello veramente alla dignità, non di questo
Parlamento, cioè alla dignità del ruolo che il Parlamento siciliano
vuole e deve svolgere in Sicilia.
Questa legge va rigettata senza se e senza ma, e non può essere un
tornaconto misero, di qualcuno che pensa, che allargando la platea
dei cosiddetti "beneficiati dalla politica", sia quelli diretti che
quelli indiretti, perché supplenti, in qualche modo si rianima la
vita politica della nostra Regione.
Vorrei ricordare, che stiamo vivendo un periodo veramente
drammatico, sono ormai oltre 10 anni che in Sicilia, raggiungiamo o
non raggiungiamo - siamo borderline - quando si vota per questa
Regione, ebbene raggiungiamo a malapena la maggioranza degli
elettori; in alcune elezioni, neanche la maggioranza degli elettori
iscritti nelle liste elettorali siciliane, ha votato per il rinnovo
di questo Parlamento.
E allora, Presidente, il tema non è "l'assessore supplente"; il
tema è "il carattere di questo Parlamento". Noi siamo un'Assemblea
legislativa, che ha separato l'elezione del suo Presidente,
dall'Assemblea stessa; ma non ha mai inteso separare la funzione
dell'Esecutivo dall'essere figlio anche, della discussione,
dell'elaborazione di questo Parlamento.
Altrimenti, dovremmo fare il modello americano: si vota ogni
cinque anni, nei primi due anni e mezzo si vota il Presidente e
dopo due anni e mezzo si separa il Presidente dal Parlamento,
eleggendo il Parlamento in data diversa dal Presidente stesso.
Il fatto che si voti nella stessa giornata, ha voluto
caratterizzare, da un lato, i modelli istituzionali: il Presidente
eletto direttamente dai cittadini, ma il Parlamento con eguale
dignità e legittimità, votato dagli elettori siciliani.
Ecco perché questa scelta, di fatto anche di "ignoranza
istituzionale", ma del resto mi pare che i proponenti di questa
modifica, non siano cultori del diritto, né di tipo parlamentare,
né del diritto pubblico. Ecco perché, credo, che questo Parlamento
debba rigettare e impedire che si possa aggredire lo Statuto della
Regione siciliana, attraverso artifici nazionali; perché se si apre
questa strada, sappiate che si sa da dove si parte, ma non si sa
dove si finisce perché si può finire anche con la cancellazione
dello Statuto della Regione siciliana, e di renderlo - invece -
uno Statuto ordinario.
Noi siamo un'Assemblea legislativa, non per le deleghe che ci ha
concesso una legge dello Stato, ma perché lo Statuto della Regione
introduce le competenze esclusive e di fonte primaria, proprie
della Regione e riconosciute dalla Costituzione Non da una legge
ordinaria dello Stato, a differenza delle altre Regioni.
Vorrei ricordare, e chiudo, che mentre nel 1946 si è votata la
prima Assemblea regionale a suffragio universale, in Italia - nel
resto d'Italia - le Regioni, sono nate il primo gennaio 1970, cioè
25 anni dopo, circa, la nascita dell'Assemblea regionale siciliana,
e fu fatta l'introduzione delle Regioni a Statuto ordinario con
legge ordinaria dello Stato; quindi, una legge delegava funzioni,
non come alla Sicilia a cui è la Costituzione che riconosce le
funzioni proprie di questa Regione.
Quindi, cari colleghi, vi chiedo un sussulto di dignità, perché
qui non è in discussione una legge per fare un deputato in più o in
meno, seppur supplente. Qui è in discussione, il concetto stesso
di "autonomia": se siamo qui dentro lo siamo perché abbiamo giurato
anche su quei principi e su quei valori - per ultimo ieri
l'assessore Sammartino - che sono, appunto, i principi e i valori
che hanno ispirato lo Statuto della Regione siciliana.
Ecco perché vi chiedo di respingere questo disegno di legge.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
Colleghi, vi chiedo - se è possibile perché si sono registrati in
tanti - se vi potete attenere al tempo che vi è dedicato.
SUNSERI. Presidente, Governo, onorevoli colleghi, noi purtroppo da
troppi anni soffriamo un allontanamento da parte dei cittadini alla
vita politica e sociale del nostro Paese con percentuali di
astensionismo molto, molto preoccupanti, e cosa si inventa la
maggioranza di questo Paese? Decide di presentare un disegno di
legge che, di fatto, istituisce una creatura mitologica che, credo,
mai nessun manuale di diritto costituzionale abbia lontanamente
potuto immaginare, il cosiddetto "panchinaro", il deputato
supplente, quello che sta in panchina, deve stare in panchina
perché possibilmente c'è un Presidente della Regione che deciderà
per lui se e quando farlo diventare deputato di questa Assemblea
La cosa che veramente mi ha lasciato senza parole è che ad
immaginare questa norma che andrà a modificare - speriamo no -
il nostro Statuto, è un deputato piemontese
Immaginate questo senatore piemontese, Malan, che scrive un
disegno di legge per modificare lo Statuto della nostra Regione
perché - poverino - non aveva altri pensieri, non ci sono altri
problemi in questo Paese se non pensare a come sostituire il
nominato assessore da parte del presidente della Regione. Ci sono
delle cose che però, Presidente, lei dovrebbe rilevare
Dovremmo chiedere al Governo come mai non sia passata dalla
Commissione paritetica, non viene mai tacciata una cosa del genere
È un disegno di legge calato da Roma che andrà a modificare - di
fatto - il nostro Statuto. Non abbiamo il parere del Governo
Il Governo non si è mai seduto in Commissione Statuto ad esprimere
il proprio parere in merito a questo disegno di legge e, oggi, in
Aula, continua, anche con l'assenza del Presidente della Regione, a
non dare un parere su questo disegno di legge A mio avviso è
molto, molto grave e pregiudica anche l'andamento dei lavori,
Presidente.
E come se non bastasse, al di là degli aspetti già enunciati bene
dall'onorevole Varrica e da altri colleghi che sono intervenuti
precedentemente, in cui sostanzialmente si dice che passiamo da 70
a 82 - è vero - di cui i 12 voterebbero qualsiasi cosa, perché
sono sotto il ricatto da parte del Presidente della Regione che, se
domani dovesse vedere anche solo lontanamente un proprio deputato
che è diventato tale solo perché lui lo ha deciso, di fatto sarebbe
sostituito e decadrebbe
E il primo pensiero in Commissione Statuto qual è? La pensione di
questi deputati sostituti
Per esempio, immaginiamo che domani nominiamo Sunseri assessore e
dopo Sunseri c'è Gioacchino e Gioacchino se viene eletto e fa
solamente sei mesi la pensione come la prende?
E, quindi, ci dobbiamo immaginare qual è la strada per modificare
il Regolamento dell'Assemblea regionale per permettere a Gioacchino
di avere la pensione perché non maturerà mai quella da deputato
Immaginate che pensiero contorto c'è dietro alla possibilità di
aumentare da 70 a 82 i deputati, potenzialmente, ovviamente.
Come se non bastasse: immagino il segretario di un partito che ha
come primo dei non eletti uno con cui non scambierebbe neanche un
caffè al bar, però, lo ha dovuto mettere in lista, il primo dei non
eletti. Immaginate quel povero disgraziato eletto che non potrà mai
fare l'assessore
Non lo farà mai, perché il Presidente della Regione non lo
nominerà mai perché sa che dietro di lui c'è uno a cui al partito
non sta simpatico
Si scatenerebbero una serie di logiche che vanno totalmente
opposte ai principi di rappresentanza, di elezione diretta, col
voto, fortunatamente ancora in Regione, col voto di preferenza che
scatena una serie di dinamiche all'interno dei partiti dove - di
fatto - i "panchinari" vogliono fare i deputati e, quindi, non
possono cambiare partito perché sanno che, se lo cambiassero, non
potranno mai fare i deputati Sotto scacco da parte del Presidente
della Regione perché - nzamaddiu - qualche volta non dovessero
votare la norma proposta dal Governo, ovviamente sarebbero messi da
parte
E tutto questo è inventato da un senatore piemontese eletto dove?
A Pinerolo Ma siamo veramente oltre la fantasia, mai visto nulla
del genere
Allora, Presidente, io le chiedo: uno, di avere il Governo
affinché ci relazioni se si è passati da una Commissione
paritetica, lo ritengo essenziale, visto che stiamo modificando il
nostro Statuto. Due, vorremmo sapere qual è il parere del Governo.
Noi non abbiamo mai approvato né un disegno di legge, anche fosse
solo un parere, senza il parere del Governo, ci deve essere un
Assessore, mi auguro, visto che stiamo modificando lo Statuto, da
parte del Presidente della Regione che deve dirci qual è il parere
del Governo, ribadisco, in merito a questo disegno di legge.
Poi, su tutto il resto, ovviamente, ci sarà di cui discutere,
perché avremo dodici indennità in più, dovremmo pensare a dodici
pensioni in più, quindi un sovraccarico, un aumento dei costi
dell'Assemblea regionale siciliana che va ovviamente valutato.
Io non so se siano stati fatti degli studi in merito per capire
quanto, potenzialmente, dobbiamo accantonare perché, da un momento
all'altro, l'Assemblea regionale siciliana potrebbe ritrovarsi ad
avere dodici stipendi in più al mese, potrebbe ritrovarsi ad avere
dodici deputati che chiedono la pensione e TFR in più al mese.
È chiaro che un ragionamento del genere immagino che, ad oggi, non
sia stato fatto. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'Onorevole Caronia.
Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente.
Dunque, io credo che lo spunto che oggi ci viene fornito dalla
valutazione di questa relazione, proposta dalla Commissione per la
revisione dello Statuto, sia estremamente importante e,
soprattutto, perché ci consente di entrare all'interno di un tema
molto, molto importante e delicato: le regole che sottendono alla
presenza dentro questo Parlamento, la rappresentanza e, quindi, la
democrazia.
Io credo che le critiche che sono state mosse, alcune posso
comprenderle, altre meno, sono da inquadrare all'interno di un
ragionamento più ampio, che a mio avviso va affrontato e questa
diventa un'occasione importante per affrontarle.
La verifica e la modifica della legge elettorale, è un tema che
questa Assemblea, troppo spesso, non ha ancora, come dire,
affrontato in maniera opportuna e, credo, che sia il tempo maturo
perché si faccia
Questa diventa un'ottima occasione, quindi io ringrazio il
deputato Malan che ha presentato questa proposta, perché credo che
sia l'occasione per parlare di una modifica della legge elettorale.
Perché vedete, colleghi, quando si parla di legge elettorale, la
legge elettorale sono le regole del gioco per tutti, oggi ci può
essere una parte che vince, domani ce ne sarà un'altra, ma sono le
regole della democrazia Ritengo che la legge che attualmente ci
vede, oggi, presenti in questa Assemblea non garantisce a tutti la
stessa possibilità di accesso, per ragioni abbastanza semplici:
innanzitutto, lasciatemelo dire, perché è una battaglia che
contraddistingue me e tante donne che vedo oggi dentro questo
Parlamento, siamo una delle poche regioni che ancora non ha la
doppia preferenza di genere, ed è incredibile, se non paradossale,
che ci debba essere in qualche modo proposto dal Governo nazionale,
come è successo nel precedente Esecutivo, affinché ci si uniformi a
un dettato costituzionale, ovvero la partecipazione di uomini e
donne alla vita politica, oltre che alla vita sociale, economica e
tutto il resto.
Quindi, credo che sia assolutamente indifferibile un dibattito
urgente e immediato su un argomento importante, che è la legge
elettorale.
Vorrei anche dire che le ragioni che mi inducono a dire questo
sono anche dettate da valutazioni abbastanza semplici: oggi il
nostro sistema elettorale dà un premio di maggioranza eccessivo, a
mio avviso, rispetto a quella che è la coalizione che vince, e mi
spiego.
Lo sbarramento al cinque per cento è già uno sbarramento molto
alto ed è già un premio di maggioranza importante e, credo, che
potrebbe essere oggetto di una revisione, quella di abbassare
questa soglia, perché le liste che non arrivano a quella
percentuale, confluiscono poi nel premio di maggioranza del
Presidente che vince, ed è già un secondo aiuto.
Vogliamo anche aggiungere che poi c'è una soglia di sbarramento
per i piccoli collegi che non è certamente del cinque, ma che
diventa, talvolta, del venti e che preclude a certi territori la
possibilità di avere un parlamentare eletto, eletto in Assemblea
regionale, alcune province non avranno, di fatto, - alla luce di
questa norma e della diminuzione demografica - la possibilità di
esprimere un deputato, questa non è democrazia
Inoltre, vorrei anche dire che, ovviamente anche sul listino, va
aperta una riflessione, perché questo va fatto nei momenti in cui
si è ancora in carica, nei momenti in cui non si sa chi sarà il
prossimo, la coalizione che vince; questo è un ragionamento che
attiene strettamente alle regole della democrazia, che io difendo
fortemente.
(Brusìo in Aula)
Scusate, fatemi finire, onorevoli colleghi perché voglio esprimere
il mio parere ed è un'occasione unica perché non se n'è più parlato
di legge elettorale. L'abbiamo affrontata in qualche argomento
rispetto agli enti locali, mi auguro che si farà, ma questo è un
tema estremamente importante. Io sono favorevole alla norma in
questione o meglio al parere che ci viene sottoposto. Sapete
perché? Perché, onorevoli colleghi, ho ascoltato alcuni interventi
da parte dei colleghi dell'opposizione e io qui vedo che alcune
regioni, ovviamente, che non sono a trazione centrodestra, ma che
hanno rappresentanze anche e soprattutto di centrosinistra:
Abruzzo, Basilicata, Campania, Marche, Lombardia, Piemonte e
Veneto, ebbene già hanno questa norma ed è già vigente.
Per cui, rispetto a questo tema, io credo che ci sia da fare una
riflessione. Siccome dobbiamo guardare in maniera asettica rispetto
a quello che è un costrutto e un'architettura costituzionale e
anche elettorale, io credo che sia opportuno guardarla in maniera
più distaccata possibile, perché la politica ci insegna che si può
vincere e si può perdere, si può essere la maggioranza o
l'opposizione, ma le regole del gioco devono essere eque per tutti.
Quindi, signor Presidente, io ovviamente mi esprimo in maniera
favorevole, ci sarà il momento in cui voteremo, ma sono favorevole
e credo che non ci sia una lesione della nostra autonomia e,
personalmente, ho lottato per questa autonomia alla quale credo
fortemente Credo che sia un bene così importante per noi siciliani
che non può certamente essere di proprietà di qualcuno e nessuno si
può ergere a paladino. È una battaglia di tutti siciliani
l'autonomia che abbiamo, ma dall'altra dobbiamo anche guardare in
faccia la realtà.
Oggi abbiamo bisogno di una revisione della legge elettorale. Mi
auguro che questo Parlamento se ne faccia carico, pertanto il mio
parere rispetto a questa iniziativa è favorevole, ma ritengo che
sia soltanto uno spunto per procedere davvero a una revisione molto
importante di quelle che saranno le norme che ci porteranno a
eleggere il prossimo Parlamento. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, io prendo spunto dal suo intervento
perché in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, come
lei ben sa, perché comunque partecipa, è stato richiesto da parte
mia in maniera formale la discussione o, comunque, un minimo di
approccio soprattutto al Governo e ai Gruppi di maggioranza, sulla
eventuale discussione della legge elettorale che è un tema, a mio
modo di vedere, importante.
È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi prima di entrare nel
merito dell'intervento colgo l'occasione, visto che l'onorevole
Caronia ha parlato di legge elettorale, ha inserito, ha dato
l'input per trattare la materia della legge elettorale con cose
condivisibili, cose meno condivisibili, per esempio la doppia
preferenza di genere che è un sistema rinomatamente riconosciuto
con il quale si controlla il voto.
Mi piacerebbe piuttosto parlare di parità di presenza di donne
nelle liste piuttosto che parlare di doppia preferenza di genere
per dare parità di accesso alle candidature, sia alle donne che
agli uomini.
Come vedete il Movimento 5 Stelle ha qui cinque donne, non abbiamo
avuto bisogno di camminare a braccetto con nessun uomo e siamo
state elette in Parlamento
Quindi, le donne se si candidano possono tranquillamente fare le
campagne elettorali, alla pari di un uomo, senza dover avere
bisogno della stampella per farsi, appunto, la campagna elettorale
Tra l'altro, si controlla il voto con la doppia preferenza, quindi
giusto per parlare di democrazia e dei valori. E lo sappiamo tutti
quanti.
Poi per quanto riguarda il disegno di legge
(Applausi)
Non voglio applausi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, permettetemi di ascoltare
l'onorevole Marano e il suo intervento.
MARANO. Per quanto riguarda il disegno di legge sul deputato
supplente forse sarebbe il caso di fare la legge sul presidente
supplente visto che il presidente Schifani, diciamo, in questa
Legislatura è stato poco presente e ci piacerebbe averlo più in
Aula, considerato che a inizio Legislatura si è professato un
parlamentarista convinto
Su questa legge sul deputato supplente, che dire? Io rimango
davvero basita su come le priorità di questo Governo siano
convocare un'Aula per parlare di una legge che ci vuole imporre
Roma per mettere dodici deputati in panchina, tenerli belli caldi,
che a metà legislatura, magari, poi, ti sostituiscono Sempre per
il principio di quegli accordi che si fanno per garantire poltrone
in più e sistemazioni in più, magari temporanee, a altri dodici
deputati che, chiaramente, avranno un costo sull'Assemblea.
E non è soltanto questione di costi ma è lo Statuto speciale che
abbiamo, cioè, non può venire Roma a imporci una legge, quando
siamo noi una Regione a Statuto speciale È qualcosa di
inaccettabile, al di là del merito della legge - di cui abbiamo già
discusso in quest'Aula, abbondantemente - che è, chiaramente, una
cosa inaccettabile
C'è il tema dello Statuto, quanto il Governo tiene a questo
Statuto siciliano e mentre si parla di questa legge, oggi
pomeriggio, in Aula, chiaramente il Governo lo inviterei a tornare
sulla terra, visto che si è dimenticato, probabilmente, di tutte le
priorità che ci sono da affrontare in quest'Isola, cioè: giovani
che se ne vanno (i dati sono impressionanti: trecentomila persone
andate via dalla Sicilia, in vent'anni ); le condotte dell'acqua
dei nostri consorzi che perdono il 51% di acqua ogni anno e
perdiamo centinaia di milioni metri cubi all'anno; la sanità al
collasso
Vorrei dare questa notizia: aumentano le richieste di accesso al
credito per motivazioni "spese sanitarie", cioè gli italiani, i
siciliani fanno richiesta di accesso al credito per curarsi Per
curarsi
Quindi, il mio intervento vuole invitare questo Governo a tornare
sulla terra, a tornare sulla terra e affrontare i problemi seri di
questa Regione, Presidente
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Micciché. Ne ha
facoltà.
MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io faccio un
intervento in cui non entro minimamente nel merito della proposta
di assessore supplente o non supplente, non me ne frega niente
Non è questo l'argomento...chiedo scusa, chiedo scusa...non è
questo l'argomento che dobbiamo affrontare.
L'argomento è molto, ma molto più serio: vogliamo rimanere
Assemblea autonoma o diventiamo un Consiglio regionale come gli
altri? Non c'è problema
Nel momento in cui noi accettiamo che le regole siciliane le
scrive il Parlamento nazionale e noi le dobbiamo accettare, perché
se no dopo sessanta giorni c'è il silenzio assenso e passano
automaticamente, noi - sappiatelo - non siamo più Assemblea
regionale Noi diventiamo Consiglio regionale Poi c'è servito
essere Assemblea? Non lo so, possiamo fare un dibattito e una
discussione infinita, ma io vi prego, vi supplico di non
distruggere l'autonomia siciliana
Quando ci fu l'Assemblea Costituente, Signor Presidente, quando ci
fu l'Assemblea Costituente ci fu uno scemo del Nord che chiese di
discutere, di iniziare a dibattere sullo Statuto siciliano, che
doveva diventare legge nazionale e, quindi, iniziò a discutere di
queste cose; bene, fu fermato Si alzò l'onorevole Patricolo - che
io non so manco... risulta dai libri di storia - l'onorevole
Patricolo, il quale disse: "forse non ci siamo capiti, questo è lo
Statuto siciliano O viene approvato o non viene approvato Non si
cambia una virgola, perché è lo Statuto che ha deciso il popolo
siciliano, se lo volete ve lo prendete e staremo insieme, se non lo
volete non staremo insieme, ma è la base fondamentale... . Scusi
onorevole Catanzaro, onorevole Catanzaro, onorevole Catanzaro può
essere che lei ste cose non le sa ed è bene che le impari...
PRESIDENTE. Onorevole Micciché si rivolga a me
MICCICHÈ. Mi fai parlare? Sto facendo un discorso che io credo non
sia un discorso di maggioranza o di opposizione, vi prego di non
considerare questo voto come maggioranza e opposizione perché non
c'entra niente la maggioranza e l'opposizione
Io, se volete, posso dire pure di essere favorevole al deputato
supplente ma è follia che noi lasciamo decidere che noi permettiamo
che Roma decida quello che noi dobbiamo fare È follia
Voi sappiate che ci sono state a Roma discussioni infinite sul
fatto che Roma dicesse no a una legge voto nostra, cioè già veniva
considerato grave il fatto che Roma non accettasse una nostra legge
voto cioè una volontà del popolo siciliano sullo Statuto siciliano,
ebbene già veniva considerato grave ma figuriamoci se, addirittura,
ce lo facciamo imporre da loro ciò che dobbiamo scrivere
Noi non dobbiamo votare questa legge, noi dobbiamo votare no,
dopodiché tranquillizzeremo tutti al Nord perché sarà impegno di
questa Assemblea, visto e considerato che il Governo nazionale ci
tiene tanto, a mettere immediatamente all'ordine del giorno un
dibattito sul deputato supplente e ne faremo una legge voto che poi
Roma vorrà accettare oppure no: ma che noi, senza che nemmeno siano
passati dalla Commissione paritetica, quindi, con la strafottenza
totale di questa Assemblea e del popolo siciliano, noi se facciamo
qualcosa, se noi votiamo e diamo l'ok al Governo nazionale perché
passi una cosa di questo genere, io vi garantisco non abbiamo più
motivo di chiamarci deputati Saremo consiglieri regionali, ripeto:
non è che essere deputato è un vanto o chi sa che cosa, ma questa
non sarà più un'Assemblea perché è Assemblea in quanto autonoma, se
non è autonoma non lo è più. Io vi supplico pertanto di non
ascoltare qualche Capogruppo, qualche assessore, qualcuno dei
vostri che vi dice dovete votare sì perché lo vuole Roma, perché
stavolta Roma ha sbagliato fortemente nei nostri confronti, ha
sbagliato fortemente
Questo è un atto, come dire, di prepotenza, di arroganza nei
confronti della Sicilia, io personalmente chiederò il voto palese
perché voglio che risulti che Miccichè ha votato no, perché questa
sarà una giornata che passerà nei libri, che passerà nei libri di
storia, con l'elenco di chi ha permesso la fine dell'autonomia
siciliana
Io vi supplico, vi prego di farlo vostro questo mio ragionamento,
non permettiamo al Governo nazionale di decidere per conto nostro
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
io come ha detto il Presidente Miccichè che mi ha preceduto, non
entrerò nel merito della norma però devo fare qualche passaggio,
Presidente, e mi rivolgo a lei, oggi nella qualità di
rappresentante della Presidenza, perché proprio oggi sto
assistendo, stiamo assistendo al cosiddetto "balletto
dell'ipocrisia", perché forse noi ci dimentichiamo come funziona
quest'Aula. Tutti i colleghi che mi hanno preceduto forse
dimenticano che quest'Aula, l'ordine del giorno che viene portato
in discussione in quest'Aula, ha un procedimento che è
regolamentato, se oggi si sta parlando di questo parere mi pare che
l'abbia richiesto, è stato concordato dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari l'ordine del giorno: e io non
ricordo che in Capigruppo ci sia stata tutta questa opposizione se
discutere questo punto all'ordine del giorno
E allora comincio ad avere il sospetto che alla fine dello
Statuto, dell'autonomia, del rispetto della Regione siciliana non
gliene frega niente a nessuno, costruiamo i presupposti per poter
salire su questo pulpito, prenderci cinque minuti o più di cinque
minuti, se non rispettiamo il Regolamento perché, Presidente, lei
che oggi è il Presidente deve fare rispettare il Regolamento perché
noi invochiamo Statuto, invochiamo autonomia e poi chiediamo di
intervenire sull'ordine dei lavori e parliamo di tutt'altra cosa
Chiediamo di intervenire, ho cinque minuti e parlo un quarto d'ora,
l'argomento riguarda un aspetto ics e parlo di tutt'altra cosa
Io penso che quello che si è costruito, per arrivare oggi, a
discutere su questo argomento, si è costruito, non perché siamo
autonomisti, non perché vogliamo difendere lo Statuto, ma perché
vogliamo la vetrina. Io, signor Presidente, la invito - visto che
lei oggi rappresenta la Presidenza - a prendere il verbale - se
verbale c'è - quando si è deciso l'ordine del giorno. Io ero
presente, lo ricordo benissimo, che si era stabilito ieri,
votazione del membro della Corte dei Conti; oggi, parere sul
disegno di legge di iniziativa parlamentare; e nessuno si è opposto
in Capigruppo, perché volevamo costruirci la vetrina per attaccare
il Governo.
(Brusìo in Aula)
LOMBARDO Giuseppe. allora, o siamo...o siamo coerenti con noi
stessi, signor Presidente, perché altrimenti la barricata andava
fatta in Capigruppo. Questo argomento nemmeno doveva entrare
all'ordine del giorno se veramente fossimo stati contrari, perché
se io non devo esprimere un parere perché non è vincolante quel
parere, bastava dire, nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, "questo argomento non va portato all'ordine del
giorno". E non venire a dire adesso ci stanno espropriando
l'autonomia ", perché noi l'autonomia, signor Presidente, la
perdiamo ogni momento quando non difendiamo nei fatti la nostra
stessa autonomia. Non a parole
E voglio ricordare, signor Presidente, anche a me stesso, che
quando questo Governo - o quest'Aula - è stato messo nelle
condizioni, o quando quest'Aula ha chiesto al Governo di fermare
soprattutto l'attacco delle lobby su determinati servizi in
Sicilia, e mi riferisco al trasporto pubblico locale (lobby che
condiziona un miliardo e mezzo di euro di servizi), è stata proprio
l'opposizione a fare da sponda alle lobby. E gli atti sono ancora
lì
Gli atti parlamentari sono lì Chi ha fatto la sponda alle lobby
del trasporto pubblico locale ha un nome un cognome e ci sono gli
atti parlamentari - e chiunque li può leggere - perché è facile
fare demagogia su chi magari ha delle responsabilità che non sono
dirette - e quindi non ha nessuna responsabilità, signor Presidente
- perché quando c'era chi svendeva l'AST - per esempio - e ha preso
quattro milioni di chilometri di concessioni e le ha messe a
disposizione dei privati, una parola non l'ha detta, perché forse
eravamo amici di chi ha svenduto quei quattro milioni di
chilometri... e non faccio nomi, perché c'è la storia che parla,
signor Presidente, di quello che è successo in quel periodo, quando
le lobby da fuori hanno condizionato questo Parlamento, quando le
lobby venivano in Commissione e scrivevano gli emendamenti, ma
nessuno ha invocato l'autonomia, nessuno ha invocato lo Statuto,
perché forse eravamo complici di quelle lobby
Io mi assumo sempre le responsabilità di quello che dico, signor
Presidente. E se dico che questa Aula ha fatto da sponda a
determinate lobby, sono i fatti che parlano chiaro Altro che
autonomia, altro che Statuto, altro che deputati supplenti, signor
Presidente. Il danno fatto da quell'appoggio alle lobby non si può
quantificare in deputati supplenti; non si può quantificare in
assessori incompatibili con la figura di deputato, perché parliamo
di centinaia e centinaia di milioni di euro che abbiamo consegnato
alle lobby private
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo. Ovviamente, questa
Presidenza cerca di essere quanto più possibile plurale. È chiaro
che se sforate - diciamo - come tempo di qualche minuto ve lo
concedo.
È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, in effetti la discussione di oggi
sembra alquanto surreale, perché - dico - è notorio che purtroppo
questo Parlamento in questi tre anni non si è distinto per una
frenesia legislativa, o meglio, di disegni di legge ne sono stati
presentati molti, soprattutto dal nostro Gruppo parlamentare e
dalle opposizioni, ma sappiamo bene che in quanto ad approvazione,
purtroppo, quest'Aula è molto carente e non per colpa nostra.
Però, ecco, sgombriamo subito il campo sulla distinzione fra legge
elettorale e cambiamento e modifica dello Statuto su cui così
opportunamente sono intervenuti i colleghi Cracolici e Micciché,
dicendo chiaro che siamo di fronte a una cosa enorme. Tra l'altro,
scomodare i senatori Malan e Gasparri: quindi, quando si vuole fare
qualcosa, questo Parlamento, questi onorevoli, questo Governo
regionale riesce addirittura a fare smuovere il Parlamento
nazionale per intervenire sul nostro Statuto mentre per la legge
elettorale, ricordo semplicemente che è una legge dello Stato del
2016, la legge numero 20 del 2016, quindi sono già passati dieci
anni E proprio il Presidente Conte e mi stupisce, mi dispiace che
ci sia qualche perplessità nel Movimento 5 Stelle, perché fu
proprio il Governo Conte, con decreto legge numero 86 del 2020, a
usare a esercitare il potere sostitutivo nel caso della Regione
Puglia per inserire la doppia preferenza di genere, proprio nella
legislazione elettorale in Puglia, ricorrendo ovviamente
all'articolo 120 della Costituzione.
Quindi esercitando il potere sostitutivo grazie a questo impulso
del Presidente Conte, la Puglia a novembre voterà così come il
Veneto, la Campania, le Marche e tutte le regioni al voto in questa
tornata elettorale voteranno con la doppia preferenza di genere. Su
venti regioni italiane indovinate quante sono rimaste a non avere
recepito una legge minima di civiltà come questa del 2016? Due:
siamo noi e il Friuli Venezia Giulia, per una volta diciamo non
solo regioni del Sud, ma la Sicilia purtroppo, quando c'è da essere
maglia nera c'è sempre
E' una questione di priorità, capisco che è stato scomodato
addirittura il Parlamento nazionale per questioni veramente di mero
potere e, per giunta, per snaturare e sfigurare lo Statuto
siciliano, che è veramente offensivo ma cosa ben più semplice,
Presidente, quindi la ringrazio perché lei ha riportato in auge
questa discussione che noi deputate in maniera trasversale,
ringrazio l'onorevole Caronia perché su questo è sempre in prima
linea e almeno su questo siamo sempre e staremo sempre insieme, e
allora è molto più semplice appunto adeguarci a questa legge del
2016, in modo che magari la Presidente Meloni prendesse la stessa
iniziativa del Presidente Conte: magari, potremmo chiedere
onorevole Caronia, alla Presidente del Consiglio Meloni, di
sostituirsi - visto che qua c'è l'inerzia - e di aiutarci a
modificare questa ingiusta legge elettorale. Se vuole, firmiamo
tutte insieme questa lettera.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come al solito
abbiamo ascoltato tante lezioni di diritto costituzionale, tanti
interventi di saggezza illuminata, di verità evangelica proclamata
"urbi et orbi", di piagnistei esagerati per una presunta violazione
della nostra autonomia, le vestali della tutela della nostra
autonomia Si sono stracciate le vesti per questa intrusione a piè
pari da parte del Parlamento nazionale in una materia che dovrebbe
essere riservata solo a noi.
Purtroppo non è così, non è così perché si sta attuando ciò che è
una previsione normativa assolutamente legittima e invece dovremmo
autoflagellarci per dire ma c'è bisogno che interviene il
Parlamento nazionale per attuare una norma che in quasi tutte le
altre regioni d'Italia è norma da anni, da decenni vorrei dire, e
sono regioni amministrate sia dal centrodestra che dal
centrosinistra
Però qui in Sicilia tutto diviene dramma, tutto diviene divisione
manichea, i buoni, i cattivi Siamo stati in ritardo, c'è stato un
intervento nazionale, entriamo nel merito, possiamo condividere o
meno, tra l'altro il nostro è un parere che dobbiamo rendere, è un
parere che dobbiamo rendere necessariamente, ma non è un parere che
si trasformerà nell'automatica approvazione della norma, il che è
demandato al Parlamento nazionale che seguirà il suo iter, tra
l'altro con un processo aggravato che è quello della doppia
lettura, della doppia approvazione e, quindi, è un iter che
sappiamo che è farraginoso, lungo e dall'esito assolutamente non
scontato.
Adesso in Commissione Statuto il centrodestra ha votato
all'unanimità a favore, credo anche il Movimento Sud Chiama Nord,
se non ricordo male, mentre il Movimento 5 Stelle e il PD hanno
votato contro.
Allora, intervenire qui in Aula, io a smentire me stesso che tra
l'altro sono il componente delegato di Fratelli d'Italia in
Commissione Statuto e che ho votato a favore, non posso ora venire
qui, dopo avere ascoltato l'appassionato intervento del mio amico
Presidente Micciché, per dire "No, ho cambiato idea, sono
contrario ". Non sono contrario perché pur stigmatizzando questa
intrusione che non è intrusione ma è azione sostitutiva all'inerzia
nostra, parliamoci chiaramente, quindi sarebbe assolutamente un
fuor d'opera Io vi dico che questo è il frutto dell'attacco
demagogico svolto negli anni precedenti da alcune componenti
politiche ben determinate. Ridurre i parlamentari da 90 a 70
nell'Assemblea regionale è stata una follia, cari amici del
Movimento 5 Stelle. Noi oggi - e voi lo sapete meglio di me - non
possiamo neanche comporre le Commissioni, non possiamo nemmeno
lavorare serenamente nelle Commissioni perché in contemporanea non
siamo in grado di assicurare la presenza nelle varie Commissioni o
di seguire i lavori come si deve.
Allora nessuno obbliga, attraverso questa norma, a nominare
Assessori esclusivamente i deputati. Il presidente Schifani,
lodevolmente a mio parere, all'inizio aveva espresso questa
indicazione che i suoi Assessori dovessero essere solo espressione
di consiglieri eletti, poi si è un po' derogato nel corso della
legislatura o anche all'inizio, si è un po' derogato e quant'altro.
Allora nessuno dice che vi devono essere dodici Assessori e dodici
consiglieri supplenti, questo è al solito il processo alle
intenzioni, accadrà questo, quindi abnorme aumento di spesa e
quant'altro e via dicendo Non è affatto scontato o detto che sia
così Ma si è parlato anche di un ricatto che ci sarebbe nei
confronti del deputato supplente, cioè se tu non fai quello che
dico io, io mi dimetto o il Presidente mi toglie il ruolo di
Assessore così tu ritorni a casa . Ma siamo veramente... insomma,
c'è qualcosa che non va dal punto di vista proprio, secondo me
anche, non dico di pazzia, ma insomma c'è qualche argomento che
sfiora veramente la demagogia più assoluta
E' una norma di buon senso che consente di assicurare una maggiore
partecipazione ai lavori dell'Assemblea e soprattutto delle
Commissioni, che permette, che permetterà agli Assessori di
dedicarsi esclusivamente all'azione governativa che sappiamo tutti
quanto sia impegnativa e che non può essere distolta dai lavori
d'Aula o delle Commissioni, se non nei casi in cui è necessaria la
loro partecipazione, mentre al contrario i deputati potranno
svolgere con più serenità, con meno assilli, il compito
esclusivamente di deputati. Che questo avvenga per l'intera
legislatura o avvenga per un periodo determinato...
DE LUCA Antonino. Lei è per l'incompatibilità?
ASSENZA. Non c'entra l'incompatibilità. Quello è il ricatto perché
nel momento in cui devo dimettermi da deputato per fare
l'assessore, in quel momento io divento necessariamente un
individuo nelle mani esclusive del Presidente, mi può in qualunque
momento togliere la fiducia, mandare a casa e può essere anche la
posizione più debole di questo mondo
Viceversa, io conservo il mio ruolo di deputato che viene sospeso
temporaneamente, e durante quel periodo di sospensione, il mio
posto di parlamentare viene ceduto, o comunque al mio posto
subentra il primo dei non eletti, esercitando esclusivamente le
funzioni di parlamentare.
Tutti questi sfaceli che sono stati paventati in quest'Aula,
veramente mi sembrano un fuor d'opera. Quindi, io penso che al
momento in cui si espliciterà questo voto - credo che ormai sarà
sicuramente nel corso dei lavori della prossima settimana - ognuno
potrà esprimere liberamente la sua convinzione e poi la norma
ritornerà al Parlamento nazionale per proseguire il suo iter.
Io mi auguro che si arrivi a una conclusione prima della fine
della legislatura, non ne sono assolutamente certo o sicuro ma noi
abbiamo fatto questo passaggio proprio passando attraverso la
Commissione Statuto, il consigliere Varrica ha, da par suo,
giustamente sostenuto le ragioni che sono state oggi ribadite in
Aula, la maggioranza ha sostenuto una tesi diversa: siamo oggi in
Aula, ognuno ha espresso le sue opinioni, perverremo al voto e poi
assisteremo a questo iter. Però, non capisco perché ciò che è
legge, da anni, nella quasi totalità delle altre regioni d'Italia,
qui in Sicilia diventa argomento dirimente, quasi da guerra civile
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, io più volte, in punta di piedi, ma
anche a volte in maniera appassionata, ho richiamato il nostro
status di Parlamento siciliano e quindi sentire il dibattito, con
tutto rispetto dei vari interventi, mi ha sollecitato a fare un
breve intervento. Io mi ritrovo nelle considerazioni della
relazione di minoranza, che ha fatto il collega Varrica
innanzitutto, ma poi ci sono stati interventi dei colleghi che io
ho condiviso e voglio ribadire alcune questioni. Una prima è quella
del metodo, noi siamo un Parlamento, un Parlamento che non ci è
stato regalato Presidente, un Parlamento che è stato conquistato
con la lotta dei siciliani, con la rivendicazione di un'autonomia
vera, senza il cappello in mano, con un'autonomia che aveva ed
ha...
PRESIDENTE. Cortesemente, in fondo i colleghi deputati...
onorevoli, sta intervenendo l'onorevole Burtone. Grazie.
Prego, onorevole Burtone.
BURTONE. ...l'obiettivo di dare gli strumenti, i mezzi per
l'integrazione della nostra Sicilia insieme a gran parte del
Mezzogiorno con il resto del Paese.
La settimana scorsa abbiamo discusso del documento economico
finanziario, si è rilevato che noi invece di andare avanti stiamo
andando indietro, anche perché c'è la perdita di popolazione non
soltanto nelle aree interne ma in gran parte della Sicilia ed è una
perdita di giovani che si laureano dopo aver studiato a nord e che
si fermano a lavorare in quella parte del Paese, depauperando
ulteriormente la nostra isola.
Quindi sul metodo - ribadisco - io credo che Malan, che è noto
anche per il suo trasformismo , signor Presidente, perché prima
era, credo, con Forza Italia e ora ha cercato un terreno più
fertile, che è quello di Fratelli d'Italia, prima di iniziare
questo percorso, avrebbe dovuto interloquire con il Parlamento
siciliano; cosa che non è stata fatta
Si chiede soltanto un parere, che noi rimandiamo al mittente e,
diciamo, con chiarezza che non sono queste le priorità; io,
personalmente - ma potrei essere in una condizione particolare - mi
vergognerei a spiegare il "deputato supplente" a un forestale, ad
un lavoratore precario dei Consorzi di bonifica, che ancora oggi
non viene pagato - come quelli di Lentini - ebbene, mi vergognerei
a parlare di tutto ciò, quando c'è agitazione nel Paese per ben
altri problemi, però, ripeto, ognuno ha anche la fierezza di alcune
scelte, ma io non ce l'ho questa fierezza. Vorrei portare ai
cittadini soltanto alcuni risultati concreti, rispetto ai problemi
che abbiamo in campo, e che attendono una risposta dalla classe
dirigente siciliana.
Una classe dirigente che non vedo, però, signor Presidente. Noi
stiamo discutendo un tema di ordine costituzionale, un parere ad
una legge costituzionale, ma il Presidente non c'è, non c'è il
Presidente dell'Assemblea. Si mantiene un certo tipo di andazzo,
che rende tutto superfluo, perché, signor Presidente, noi abbiamo
affrontato, all'inizio della legislatura, la questione relativa
alla riforma costituzionale sul regionalismo dell'autonomia
differenziata, e l'abbiamo fatta con un solo assessore - allora
c'era Falcone - che rispose per tutti, addirittura - credo non ci
fosse nessuno in Aula - da parte dei parlamentari. Dopodiché, noi
abbiamo espresso il nostro parere; questo parere non è rientrato in
un documento, non è mai arrivato a Roma, quella che era
l'espressione del Parlamento siciliano, di una parte quanto meno,
non è stata richiamata a livello nazionale
E, poi, che dire? La legge fiscale che ha dato la possibilità al
Governo nazionale di imporre, il ridimensionamento scolastico anche
in Sicilia, senza permetterci la possibilità di contrapporci,
perché era proprio dentro la legge fiscale, la norma e altre leggi,
che di fatto hanno penalizzato la nostra realtà e che non hanno
trovato ascolto.
Per ultimo, io dico due cose: noi abbiamo, in questi giorni,
parlato della necessità che la Regione facesse sentire la propria
voce su quello che sta accadendo in una parte importante del mondo,
a Gaza. Abbiamo detto: "siamo consapevoli che là non si può fare
soltanto un intervento, è necessario partire anche dall'obbligo da
fare ad Hamas, di restituire quelli che sono i prigionieri, quelli
che sono stati presi in ostaggio", ma abbiamo pure detto: "si
permetta l'aiuto umanitario"; abbiamo detto al Presidente della
Regione, al Presidente dell'Assemblea: "si faccia sentire la voce
al Ministero degli Esteri", si dica che la Sicilia ha questa
posizione.
Non abbiamo avuto neanche risposte e concludo, signor Presidente.
Ho sentito le colleghe giustamente richiamare un tema; io non
richiamo il tema della doppia preferenza", le colleghe
giustamente, alcune di esse lo pongono.
Pongo un'altra questione femminile : noi abbiamo approvato una
legge, signor Presidente, una norma, due articoli importanti per la
sanità, uno riguardava le cure palliative, quelle che si fanno
nella fase terminale, quando c'è un tumore che assale il corpo di
una persona, perché mancavano i medici, i medici per fare le cure
palliative, e quella norma è stata approvata in Aula ed è passata
poi, alla fine, in Assemblea, ed infine è stata applicata.
Addirittura, abbiamo permesso di creare i medici che danno queste
medicine così delicate, così significative, però per alleviare i
dolori terminali; abbiamo permesso a questi medici, pur non avendo
una specializzazione, di operare nel settore. E poi un'altra norma,
che era quella relativa ai non obiettori, perché ci sono tanti
ospedali che non hanno questi specialisti e, quindi, non si può
arrivare all'interruzione di gravidanza.
Ebbene, il Governo nazionale - lo dico anche alle Assessore
presenti qui in Aula - l'Assessora per il turismo, lo sport e lo
spettacolo e l'Assessora per il territorio e l'ambiente - ha
impugnato quella norma, il Governo amico, non perché noi abbiamo
fatto la legge sull'aborto, perché la legge sull'aborto è
nazionale, ma perché abbiamo fatto una legge che deve avere
l'obiettivo della tutela della salute anche nei confronti di coloro
che fanno l'interruzione di gravidanza, perché possano farla in
condizioni serie, in una struttura sanitaria pubblica È stata
impugnata ed il Governo regionale non ha chiesto chiarimenti al
Governo nazionale
È inaccettabile che su questo piano ci sia il silenzio
Ecco perché cogliamo l'occasione per dire al Governo regionale di
muoversi in tal senso. È inaccettabile
Che cosa si vuole? Che sull'aborto si torni soltanto alle
strutture private? Che si faccia a casa? Che si faccia nel
sottoscala, utilizzando mezzi che non sono quelli sanitari?
Questo è inaccettabile, signor Presidente
Colgo l'occasione per dire che sono questi i temi importanti, non
il deputato supplente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, cercherò di essere davvero breve.
Stucchevole questa discussione in Aula, però l'intervento che
inizio a fare deve essere un intervento che parte con una battuta
dentro quest'Aula, perché non c'è rispetto da parte del Governo
regionale nei confronti della sua stessa maggioranza, nei confronti
del Presidente Abbate, che da dodici o tredici mesi ha una riforma
degli enti locali bloccata in Aula, in cui, addirittura, c'è anche
una norma sul consigliere supplente.
Però, quando il Presidente della Regione chiama agli ordini, tutti
dobbiamo correre per esprimere il parere
E lo dico al mio collega Lombardo, che poco fa è intervenuto
parlando della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Collega Lombardo, al di là dell'opposizione dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, c'è un Regolamento che prevede i 60 giorni in
cui dobbiamo esprimere - altrimenti ritorna a Roma - e, quindi, è
inutile che dica in questo modo, però poteva anche lei obiettare
"noi lo abbiamo detto".
Oggi, però, è stucchevole, Presidente Di Paola, questo argomento.
Ringrazio i miei colleghi, ringrazio l'onorevole Safina che è in
Commissione Statuto, ringrazio quelli che si sono opposti e
ringrazio anche Gianfranco, che poco fa ha fatto un intervento -
non ci troviamo mai d'accordo ma oggi ci siamo trovati d'accordo -
per garantire quella che è l'autonomia di questa Regione.
Hai detto bene, perché quando qualcuno ha fatto riferimento ai
consigli regionali in cui c'è già il deputato supplente, una legge
che comunque la Regione ha approvato come consiglio regionale, l'ha
approvata la Regione, non è una Regione a statuto autonomo come la
nostra, a statuto speciale come la Sicilia.
Oggi ci troviamo qui, Presidente Di Paola, di fronte ad un'altra
arroganza da parte del Governo regionale in cui il Parlamento - e
io ormai lo dico da settimane, ed è un messaggio che diamo al
Presidente della Regione -, perché non entro nel merito, lo hanno
fatto bene i miei colleghi che mi hanno preceduto, Cracolici,
Safina, non entro nel merito di quello di cui stiamo parlando dal
punto di vista tecnico, lo dico dal punto di vista politico.
È preoccupante e lo dico, Presidente Di Paola, preoccupante che
noi ci troviamo - poco fa non so chi leggeva - a dovere eseguire
come Regione siciliana quella che è la volontà politica da parte di
un disegno di legge che viene presentato da Gasparri o da altri
esponenti della maggioranza e di Forza Italia e ci dobbiamo
esprimere.
Io le chiedo adesso, mentre sto parlando, Presidente Di Paola:
oggi voglio votare, voglio poter esprimere, voglio poter dire, come
è stato fatto in forma palese, chi è favorevole e chi è contrario.
E lo dico anche ringraziando i due componenti del Governo: poco fa
vedevo che c'era l'assessore Aricò, ora non lo vedo. Ovviamente si
tratta di un argomento che, magari, sembra un argomento sul quale
noi tanto ci dobbiamo esprimere; il parere non è vincolante, come
dice il mio collega Giorgio Assenza, Presidente del Gruppo
parlamentare di Fratelli d'Italia. Siccome questo è un tema che,
comunque, approviamo o non approviamo, tanto alla fine ci dobbiamo
esprimere e, quindi, arriva a Roma.
Noi l'abbiamo detto anche in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che questo era un tema che apriva tante riflessioni e
le sta aprendo, perché oggi noi ci dobbiamo opporre a quella che è
un'invasione, un'invasione nei confronti della Sicilia e nei
confronti del Governo nazionale, perché c'è un disegno di legge,
quindi l'esecutore è Schifani, che non ha nemmeno il rispetto di
essere in Aula e venire a difendere quello che è questo parere che
noi dovremmo dare.
Ed è davvero ancora più stucchevole, poco fa ho ascoltato, perché
sono inseriti alcuni temi: dodici deputati, non dodici, deputati,
vero è, la Sicilia deve sapere - noi abbiamo sbagliato, non abbiamo
sbagliato - però, intanto, è stato ridotto il numero dei
parlamentari regionali siciliani: oggi da 90 siamo 70, questo è il
numero Noi lo abbiamo fatto, lo abbiamo ridotto, oggi la Sicilia
deve sapere che con un artifizio importante, Roma invece di
occuparsi delle problematiche che dovrebbero essere quelle
riguardanti la nostra Terra, la Sicilia, e anche temi di carattere
importante come quello che il mio collega Burtone, poco fa, ha
tirato fuori, ebbene, diversi temi, uno su tutti, in questo
momento, è stato detto, c'è l'assenza totale di un Presidente della
Regione che, ovviamente, non ha a cuore un tema che oggi, più che
mai, rincorre tutto il mondo, cioè quello che sta accadendo fra
Palestina e Israele.
Non si viene in Aula noi abbiamo fatto ordini del giorno, bambini
che muoiono, e noi siamo qua.
Dobbiamo esprimerci su questo parere e, allora, Presidente Di
Paola, io le sto chiedendo, dopo questo dibattito, nel rispetto di
coloro i quali sono dentro quest'Aula, e che da due ore fanno
questo dibattito, io mi voglio esprimere, al di là di quello che si
dice - parere vincolante, non vincolante, non interessa, a Roma,
non a Roma - io mi voglio esprimere
Perché io sono, non contrario, ma molto, ma molto di più
contrario, su quello che è questo parere che noi dobbiamo dare,
rimandiamo al mittente quello che ci chiede Roma rispetto a queste
cose.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
Onorevoli colleghi, io ho ascoltato... un attimo, onorevole
Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Io ho ascoltato, io ho ascoltato i vari interventi. Vi
devo dire che ci sono ancora altri iscritti a parlare nella
discussione generale, però reputo, anche ascoltando l'intervento
dell'onorevole Burtone, come di tanti altri colleghi, che il
Governo possa esprimersi pure su questo tema importante, un tema
che comunque ha visto molti interventi da parte dei deputati e,
quindi, riconvoco l'Aula per martedì.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata, pertanto, a martedì 30
settembre 2025, alle ore 15.00, con il seguito dell'ordine dei
lavori.
(Interruzioni e proteste da parte delle opposizioni)
La seduta è tolta alle ore 17.14 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XVIII SESSIONE ORDINARIA
206a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 30 settembre 2025 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -PARERE, AI SENSI DELL'ART. 41 TER, COMMA 3, DELLO STATUTO
SICILIANO, SUL PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE A.S. N. 1541:
Modifica all'articolo 9 dello Statuto della Regione siciliana di
cui al regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito
in legge costituzionale dalla legge costituzionale 26 febbraio
1948, n. 2, in materia di incompatibilità tra la carica di
assessore regionale e l'ufficio di deputato regionale. (Seguito)
Relatore di maggioranza: On. Mancuso
Relatore di minoranza: On. Varrica
III - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DELLA SEZIONE REGIONALE DI
CONTROLLO DELLA CORTE DEI CONTI PER LA REGIONE SICILIANA
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2024. Mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre (n.
930/A)
Relatore: On. Daidone
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2025. Mese di gennaio (n. 931/A)
Relatore: On. Daidone
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2025. Mese di febbraio (n. 932/A)
Relatore: On. Daidone
4) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2025. Mese di marzo (n. 953/A)
Relatore: On. Daidone
5) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: On. Vitrano
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella