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Resoconto d'Aula della Seduta n. 205 di mercoledì 24 settembre 2025
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.27

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Giuffrida e Laccoto  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di svolgimento di interrogazioni a risposta in
                              Commissione

   PRESIDENTE. Con nota prot. n. 1328-INT/2025 del 23 settembre 2025,
  l'Ufficio di Segreteria della IV Commissione legislativa permanente
   Ambiente,  territorio e mobilità  ha comunicato che, nella  seduta
  n.   166  del  23  settembre  2025,  si  sono  svolte  le  seguenti
  interrogazioni:
   -  n.  1711,   Chiarimenti circa l'aumento  delle  tariffe  per  i
  biglietti  di aliscafi e traghetti per le isole minori in Sicilia ,
  primo   firmatario  l'On.  Ciminnisi,  che  si  è  dichiarata   non
  soddisfatta   della   risposta  fornita   dall'Assessore   per   le
  infrastrutture e la mobilità;
   -  n.  1908  Iniziative volte a contrastare le infiltrazioni delle
  organizzazioni criminali negli appalti pubblici , a firma  dell'On.
  Varrica,  che  si  è dichiarato soddisfatto della risposta  fornita
  dall'Assessore per le infrastrutture e la mobilità;
   -  n. 1928,  Riorganizzazione dei servizi di trasporto extraurbano
  e tutela dei lavoratori interinali nell'ex provincia di Messina , a
  firma  dell'On.  Grasso,  che  si è  dichiarata  soddisfatta  della
  risposta  fornita  dall'Assessore  per  le  infrastrutture   e   la
  mobilità;
   -  n.  1956,   Realizzazione  di un secondo  traghetto  presso  il
  cantiere  navale  di  Palermo ed esercizio dell'opzione ,  a  firma
  dell'On.  Varrica,  che  si  è dichiarato parzialmente  soddisfatto
  della  risposta fornita dall'Assessore per le infrastrutture  e  la
  mobilità.

   Statuto siciliano, sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1541

    Esame per il parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello
                          Statuto siciliano,
           sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1541

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II  punto  all'ordine
  del  giorno  "Parere,  ai sensi dell'art. 41 ter,  comma  3,  dello
  Statuto  siciliano,  sul progetto di legge costituzionale  A.S.  N.
  1541:    Modifica  all'articolo  9  dello  Statuto  della   Regione
  siciliana  di cui al Regio decreto legislativo 15 maggio  1946,  n.
  455,  convertito in legge costituzionale dalla legge costituzionale
  26 febbraio 1948, n. 2, in materia di incompatibilità tra la carica
  di assessore regionale e l'ufficio di deputato regionale .
   Noi  dobbiamo  esprimerci  sul parere sul  disegno  costituzionale
  numero 1541  onorevole Adorno, fra poco le darò la parola.
   Invito  i  componenti la Commissione Statuto a prendere  posto  al
  banco delle Commissioni per relazionare.
   Chiedo, poi, all'onorevole Lombardo, in qualità di Vice Presidente
  vicario,  di  poter  svolgere la relazione  di  maggioranza  e  poi
  l'onorevole Varrica per la relazione per la relazione di minoranza.
   Io   volevo,  prima  di  dare  la  parola  all'onorevole   Adorno,
  sull'ordine  dei  lavori,  ricordare a tutti  i  colleghi  che  gli
  assistenti  parlamentari  che  sono  all'interno  dell'Aula  e  che
  spesso,  magari, si avvicinano a voi anche per togliere cartelloni,
  bandiere  ed  altro, lo fanno su mandato della Presidenza.  Quindi,
  dico  questo: cerchiamo sempre di tenerlo a mente, perché è  chiaro
  che  non  è  l'assistente  parlamentare a farlo  di  sua  spontanea
  volontà,   pertanto,  cerchiamo  sempre  di  proteggere  i   nostri
  lavoratori.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Adorno.  Ne  ha
  facoltà.

   ADORNO. Signor Presidente, grazie, grazie per la parola, ma questa
  notte  è successa una cosa gravissima, quello che temevamo tutti  è
  successo,  una  escalation  assolutamente  criminale,  un   attacco
  volgare  che tocca tutti noi: una barca italiana, con a  bordo  uno
  dei  nostri  esponenti del Movimento 5 Stelle, Marco  Croatti,  che
  insieme   a  tanti  attivisti,  a  tanti  parlamentari,   a   tanti
  giornalisti, andava semplicemente a fare una missione umanitaria, a
  portare degli aiuti alle persone che stanno soffrendo la fame,  che
  non hanno più medicinali  eppure, questa notte, si è verificato  un
  attacco  attraverso dei droni e noi chiediamo al nostro  Presidente
  Schifani   di  farsi  portavoce  presso  il  Governo  dei  patrioti
  nazionali, anche lui fa parte di questa schiera, assieme a Fratelli
  d'Italia,  assieme  a Forza Italia, assieme alla  Lega,  di  questo
  triumvirato.
   Noi  chiediamo fortemente che prenda posizione, perché  la  nostra
  Sicilia  è una terra di pace, di dialogo e vogliamo fortemente  non
  rimanere sordi di fronte a quello che succede; noi vogliamo essere,
  ancora una volta, dalla parte giusta della storia
   Grazie, signor Presidente

           (I deputati del Movimento 5 Stelle espongono la bandiera
                             palestinese)

   PRESIDENTE. Colleghi, per favore, colleghi, colleghi, per  favore
  dice bene l'onorevole Catanzaro  colleghi, per favore
   Grazie, ovviamente, sempre agli assistenti parlamentari, alla loro
  pazienza.

   A.S. n. 1541

   Riprende l'esame per il parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma
                      3, dello Statuto siciliano,
           sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1541

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Lombardo   per
  svolgere la relazione di maggioranza.

   LOMBARDO  Giuseppe,  vicepresidente vicario  della  Commissione  e
  relatore di maggioranza f.f. Grazie.
   Signor  Presidente,  Governo, onorevoli  colleghi,  mi  accingo  a
  leggere il parere sul disegno di legge costituzionale n. 1541.
   Il  Governo  della  Repubblica...  collega  Pellegrino  e  collega
  Intravaia..., grazie.

   INTRAVAIA. Scusi, Presidente, mi perdoni.

   LOMBARDO Giuseppe. Il Governo della Repubblica, per il tramite del
  Ministro degli Affari regionali e delle autonomie, ha trasmesso, in
  data  5 agosto 2025, ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3,  dello
  Statuto  speciale, il disegno di legge costituzionale n.  1541,  di
  iniziativa   dei   senatori  Malan  e  Gasparri,  comunicato   alla
  Presidenza  il  18 giugno 2025, recante: "Modifica  all'articolo  9
  dello  Statuto  della Regione siciliana, di cui  al  regio  decreto
  legislativo   15   maggio   1946,  n.455,   convertito   in   legge
  costituzionale dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n.2, in
  materia  di incompatibilità tra la carica di assessore regionale  e
  l'ufficio di deputato regionale".
   L'articolo 1 del presente disegno di legge costituzionale  mira  a
  introdurre  una  modifica  all'articolo 9 dello  Statuto  speciale.
  Questo   articolo   costituisce  la   cornice   costituzionale   di
  riferimento  per  la  disciplina  della  forma  di  governo  e  del
  funzionamento degli organi regionali, che la Regione è  chiamata  a
  regolamentare  attraverso l'approvazione  di  una  legge  regionale
  rinforzata approvata con procedimento aggravato rispetto alla legge
  regionale ordinaria, cosiddetta "legge statutaria".
   La   lettera   dell'articolo  9,  comma  3,  nella   sua   attuale
  formulazione  infatti recita che: "In armonia con  la  Costituzione
  l'Assemblea  regionale, con legge approvata a maggioranza  assoluta
  dei  suoi  componenti,  stabilisce  le  modalità  di  elezione  del
  Presidente  della Regione, di nomina e revoca degli  assessori,  le
  eventuali  incompatibilità  con l'ufficio  di  deputato  e  con  la
  titolarità  di  altre  cariche  e  uffici  nonché  i  rapporti  tra
  l'Assemblea  regionale, il Governo regionale e il Presidente  della
  Regione".
   Il disegno di legge in esame per il parere introduce espressamente
  già  a livello statutario e quindi costituzionale l'incompatibilità
  tra   la  carica  di  assessore  regionale  e  quella  di  deputato
  regionale,   prevedendo  l'obbligatoria  supplenza   del   deputato
  regionale  chiamato a svolgere l'incarico assessoriale. Viene  così
  introdotta  la figura del deputato supplente, demandandone  la  sua
  concreta attuazione alla successiva modifica della cosiddetta legge
  statutaria.
   Il  disegno  di legge prevede espressamente che la modifica  della
  legge  statutaria  volta  a  dare attuazione  al  meccanismo  della
  supplenza  del  deputato nominato assessore e all'introduzione  del
  deputato   supplente  non  debba  essere  sottoposta  a  referendum
  confermativo previsto dall'articolo 17 bis dello Statuto.
   Il  disegno  di  legge prevede da ultimo che  con  apposita  legge
  regionale,   quindi   una  legge  diversa  da   quella   cosiddetta
  statutaria,  verrà  disciplinato lo status giuridico  ed  economico
  dell'assessore  temporaneamente sospeso dalla  carica  di  deputato
  dell'Assemblea.
   L'articolo 2 prevede che la legge costituzionale di modifica dello
  Statuto  speciale in esame entra in vigore il giorno  successivo  a
  quello  della  sua  pubblicazione nella  Gazzetta  Ufficiale  della
  Repubblica.
   Occorre  evidenziare  al  riguardo  come  la  presente  iniziativa
  legislativa di modifica dello Statuto speciale si coniuga nel solco
  di  un  percorso  già ultimamente intrapreso da  una  significativa
  quota  di  Regioni  a  Statuto ordinario  e  che  hanno  introdotto
  l'incompatibilità tra la carica di assessore regionale e quella  di
  componente   dell'organo   legislativo  regionale   prevedendo   la
  sospensione del consigliere nominato assessore e la sua supplenza.
   Tra queste regioni ordinarie vi sono: l'Abruzzo, la Basilicata, la
  Campania, le Marche, la Lombardia, il Piemonte e il Veneto.
   La  modifica che si intende apportare quindi allo Statuto speciale
  siciliano consentirà di adeguare l'ordinamento della nostra Regione
  a   quello  delle  Regioni  ordinarie  appena  citate  in  modo  da
  realizzare una più netta separazione fra le funzioni dei componenti
  della   Giunta   regionale  da  quelle  dei  membri  dell'Assemblea
  regionale  siciliana. Pertanto la Commissione speciale per  l'esame
  di  disegni  di  legge  di  modifica  dello  Statuto,  della  legge
  statutaria  e  delle proposte di norme di attuazione da  parte  del
  Governo  regionale ha deciso a maggioranza di proporre all'Aula  di
  esprimersi  favorevolmente sul disegno di legge  costituzionale  n.
  1541 trasmesso dal Governo della Repubblica.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Varrica per svolgere
  la relazione di minoranza.

   VARRICA,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  do per letta la relazione di minoranza  e  ringrazio
  anzi  gli  Uffici per aver collaborato alla stesura  dal  punto  di
  vista tecnico.
   Faccio   semplicemente   un   breve  intervento   richiamando   le
  motivazioni di questo nostro parere contrario.
   Dunque,   questa  norma  di  rango  costituzionale  sul   deputato
  supplente  scaturisce  da  una modifica  che  viene  da  Roma,  dal
  centrodestra  e  ho  visto,  ho potuto  constatare  in  Commissione
  Statuto,  che c'è stato un grande entusiasmo per questa  norma;  ho
  trovato,  diciamo, quella compattezza di tutto il centrodestra  che
  probabilmente non si trova sulla maggior parte delle  tematiche  in
  questi  anni,  in quest'Assemblea regionale. Quindi, ho  apprezzato
  questa  compattezza, ho preso atto di questa compattezza. Peraltro,
  mi  spiace che non ci sia il Presidente, perché visto l'entusiasmo,
  si  voleva approvare questa norma con una sorta di acclamazione  in
  Commissione  senza  neanche discutere,  senza  neanche  portare  le
  motivazioni,   senza   neanche  proporre  un   parere   alternativo
  eventuale
   Poi,  per  fortuna, ho chiesto al Presidente un approfondimento  e
  anche  lui  ha  constatato  che  nei  Regolamenti  parlamentari  la
  standing  ovation non è una modalità, ancora, tramite la  quale  si
  approvano   dei   disegni   di  legge  di   rango   costituzionale,
  soprattutto;  quindi, questa grande compattezza  del  centrodestra,
  peraltro, è, secondo me, emblematica del tipo di provvedimento.
   E'  un  provvedimento  che, se noi andassimo a  raccontare  questo
  stesso,  questa norma sul deputato supplente, a qualsiasi cittadino
  siciliano,  in realtà, credo, che la maggior parte di loro  direbbe
  che  è una norma del tutto priva di interesse per lo sviluppo della
  nostra  Terra e gli altri, invece, direbbero che è la solita  norma
  fatta  dalla politica per la politica; quindi, l'autoreferenzialità
  è  la  cifra  distintiva di questa norma - anche  di  questo  iter,
  abbastanza  rapido, frettoloso e compatto da parte del centrodestra
  -  ma  chiaramente  mettiamo del tutto da parte gli  interessi  dei
  cittadini. Dico ciò perché - diciamolo - questa è una norma che, di
  fatto,  serve  semplicemente a eludere la norma -  che  non  è  mai
  piaciuta - di riduzione del numero di parlamentari da 90 a 70
   Quindi, in questa maniera, di fatto, portiamo di nuovo la cifra  a
  82,  chiaramente,  con  uno  squilibrio  solo  per  i  deputati  di
  maggioranza, chiaramente maggioranza pro tempore, ma io mi pongo il
  problema di equilibri complessivi, anche in futuro, con altre forme
  di  maggioranza; queste però sono considerazioni di tipo  politico.
  In  realtà,  c'è una preoccupazione, che è quella che  poniamo  nel
  parere  -  con  forza - che noi stiamo facendo una norma  di  rango
  costituzionale  che,  però, di fatto, ha la  profonda  connotazione
  incostituzionale. Perché? Noi ci diciamo, a noi  piace  tanto  dire
  sempre che siamo il più storico, il più antico Parlamento del mondo
  -  caschi il mondo se qualcuno tra noi non viene chiamato onorevole
  tra   i   corridoi  oppure  all'esterno     -  è   una   cosa   che
  rivendichiamo,  parificazione al Senato, tutte queste  belle  cose,
  quindi, noi dovremmo difendere... - fermo restando che abbiamo pure
  un Presidente del Governo che dice di essere il più parlamentarista
  del  mondo   - l'unica prerogativa vera che dovremmo difendere,  di
  qualsiasi  parlamentare,  è quella della libertà  e  dell'autonomia
  nell'esercizio del mandato
   Bene, noi riusciremo - spero di no - voi riuscirete - spero di  no
  - con questa norma, a fare in maniera tale da creare una categoria,
  diciamo, diversa - tant'è che proporrò, poi, alla maggioranza...  -
  so  che  il  parere  di  minoranza non verrà approvato  -  ma  alla
  maggioranza proporrò un emendamento: invece di "deputato supplente"
  direi di cambiarlo in "deputato succube". Perché? Perché, di fatto,
  il  suo  mandato  sarà  vincolato a quello dell'assessore  che  lui
  sostituisce   -   quindi   anche  alla  maggioranza   di   Governo,
  all'assessore che lui sostituisce  - pertanto, nel momento  in  cui
  farà  qualcosa  che  non piacerà all'assessore  di  turno  avrà  la
  minaccia di poter essere risbattuto nel proprio collegio, senza  il
  ruolo di parlamentare
   Quindi, noi stiamo creando questa categoria - state creando questa
  categoria - particolarissima di deputati che, di fatto, non avranno
  autonomia  e saranno semplicemente pronti là - doveroso  per  loro,
  per la loro prospettiva - a votare qualsiasi cosa gli verrà chiesta
  dall'assessore dal quale dipende il loro posto in Parlamento.
   A  me questo sembra del tutto... a noi questo sembra del tutto una
  follia,  per cui noi abbiamo proposto un parere contrario,  infatti
  creare  una struttura istituzionale in cui una parte del Parlamento
  si  basa su equilibri di minaccia ci sembra veramente una cosa  del
  tutto  vergognosa   Farla con la norma di  rango  costituzionale  è
  incommentabile

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Chi vuole può
  iscriversi a parlare.
   Già  ho degli iscritti, ho gli interventi prima dell'onorevole  La
  Vardera, poi dell'onorevole Safina...

     (Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca Antonino)

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole La Vardera.  Ne  ha
  facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,
  fondamentalmente    quanto   detto   dall'onorevole    Varrica    è
  assolutamente esaustivo, puntuale, preciso rispetto alla  posizione
  che,  certamente,  come opposizioni, manterremmo,  perché  bene  ha
  ribadito  l'onorevole Varrica nel chiamare questa norma, di  fatto,
  "deputato  succube"  e  questo  è  il  tema   Condividendo  appieno
  l'analisi    dell'onorevole   Varrica,    ovviamente,    esprimiamo
  soprattutto  anche  perplessità delle priorità di  questo  Governo,
  cioè  le  priorità che ha questo Governo non riguardano tanto  fare
  una  riforma relativa al settore della sanità, una riforma relativa
  al  mondo della scuola, no  L'obiettivo di questo Governo, dopo  le
  vacanze  interminabili  del  Parlamento,  per  volontà  di   questa
  maggioranza, è quello di aumentare i numeri dei deputati, cioè  una
  roba  che  fondamentalmente  rasenta la  follia,  il  ridicolo;  la
  priorità  del  Governo Schifani non è fare riforme strutturali  che
  questa  Regione aspetta da anni ma è fare una norma per  aggiungere
  deputati supplenti che, attenzione, risponderanno e, uso un termine
  forte  e  mi  assumo le responsabilità di quello che dico,  saranno
  deputati  "al  guinzaglio",  deputati  "al  guinzaglio"  di  questa
  maggioranza, che non si potranno permettere di votare contro perché
  evidentemente  perderanno il posto. Ma che  roba  è?  Cioè,  non  è
  soltanto  folle  l'idea  di questa norma  ma  è  folle  l'idea  che
  l'agenda  del Governo Schifani, la priorità del Governo Schifani  è
  quella  di  discutere, riunire l'Aula peraltro per una legge  voto,
  una  roba che noi diciamo a Roma  fate qualcosa . Non è che  quello
  che  noi  discuteremo oggi o le risultanze del nostro voto  avranno
  poi  ricadute  operative  concrete.  No,  rimetteremo  giustamente,
  essendo  una norma che afferisce alla Costituzione  perché dovremmo
  cambiare lo Statuto, per fare cosa? Cioè, una cosa che, ovviamente,
  predispone  del tempo, che ha dei tempi specifici, che  impegna  il
  Parlamento,  cioè  fuori  la Sicilia si sta  chiedendo  che  questo
  Parlamento  si  possa  occupare dei reali problemi  dei  siciliani,
  quali   gli   ASACOM   ho  appena  ricevuto  nei  miei   uffici   i
  rappresentanti della provincia di Palermo degli assistenti igienico
  -  sanitari  che  lamentano  che  ci  sono  dei  disabili  gravi  e
  gravissimi  che  non  possono andare a  scuola  perché  manca  loro
  l'assistente igienico - sanitario, che è competenza, va  bene,  del
  Comune  di  Palermo  per  quanto riguarda  le  scuole,  ovviamente,
  comunali,  eccetera.  La  questione però qual  è?  Che  noi  stiamo
  discutendo di questo quando non è una priorità rispetto alla  reale
  agenda  dei  siciliani  e  questo, nient'altro,  fa  cristallizzare
  formalmente  qual  è  la priorità dell'agenda  politica  di  questo
  Governo fuffa  Poltrone  Riunioni di maggioranza
   Ieri  ci  siamo riuniti per un'ora, meno di un'ora, alla  presenza
  del Presidente Schifani, che era obbligato a farlo per fare giurare
  il neo Vicepresidente della Regione, cioè voi, maggioranza, pensate
  solo a questo, pensate a chi deve andare nelle partecipate, pensate
  alle nomine che riguardano, ovviamente, i grandi spessori, soggetti
  preparatissimi,  quale Luigi Genovese, che abbiamo piazzato  perché
  andava pagato il suo impegno politico, cioè ci stiamo riunendo  per
  discutere di questo
   Ora,  onestamente,  con  tutto  il  rispetto,  questa  opposizione
  cercherà  in  tutti  i  modi di esprimere il proprio  dissenso  nel
  merito ma, soprattutto, nel metodo; il metodo che avete è un metodo
  che  non parla al cuore dei siciliani, dei reali problemi e tra  di
  voi vi appiattite su quelli che scalpitano, i primi dei non eletti,
  per  evitare  che  vadano negli altri partiti se non  gli  date  il
  contentino di fare i deputati a scadenza  Ma è a questo  che  si  è
  ridotto questo Parlamento? È a questa merce di scambio che si  sono
  ridotte queste mura che dovrebbero occuparsi dei reali problemi?
   Al  fatto  che  il  Presidente Schifani, come dire,  faccia  notti
  insonni  o  meno  occupandosi anche  di  quelli  che  sono  i  suoi
  rimborsi?
   Abbiamo  letto sui giornali che, addirittura, ha pensato  bene  di
  organizzarsi al fine di potere prendere quasi seicento euro a notte
  per  dormire  e centosettant'otto euro per il cibo,  una  roba  che
  veramente è fuori da ogni grazia di Dio
   Allora,   unendomi   alla  disamina  del  collega   Varrica,   noi
  esprimeremo per quello che è possibile, un dissenso totale a questa
  norma e diremo che questo Governo si qualifica per quello che è: un
  Governo  al  soldo  dei  capricci di  Cuffaro,  di  Lombardo  e  di
  Sammartino  e  che  non riesce a fare riforme  strutturali  in  una
  Regione che sta cadendo a pezzi  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera,
   È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo,
  io  non  voglio  ripetere le cose che ha esposto in  maniera  molto
  chiara  e  brillante  il  collega Varrica, ma  volevo  fare  alcune
  considerazioni.
   Questa  legge  costituzionale, che incide e che modificherebbe  lo
  Statuto  della  Regione  siciliana,  necessita  di  un  parere   di
  quest'Assemblea.  Il termine concesso a quest'Assemblea  -  se  non
  ricordo male è di sessanta giorni - è meramente ordinatorio.  Ergo,
  avremmo potuto prendere più tempo per esaminare e per discutere con
  maggiore  compiutezza  quanto testé illustrato  dal  Vicepresidente
  della  Commissione Statuto. E avremmo potuto probabilmente  avviare
  una  discussione seria su quelle che sono le riforme che il  nostro
  Statuto  -  lo Statuto dell'autonomia - invece merita  e  che  sono
  riforme che dovrebbero attenere, non soltanto alla parte economico-
  finanziaria  come  molto  spesso  si  dice,  ma  anche  alla  parte
  ordinamentale.  Senonché, signor Presidente, questa maggioranza  di
  Governo,  il Presidente Schifani, ha un vezzo: quello di  occuparsi
  della  discussione di temi di carattere ordinamentale  solo  quando
  questi   sono   funzionali  a  risolvere  i  problemi   della   sua
  maggioranza.  Ha  provato  a farlo con la riforma  delle  province.
  Questo  Parlamento  è  stato  chiamato  a  reintrodurre  l'elezione
  diretta  dei  presidenti  e  dei consigli  provinciali  dei  liberi
  consorzi, perché il centrodestra aveva un'esigenza, che era  quella
  di  risolvere  le beghe interne e di sistemare un po' di  apparato,
  infischiandosene  di quelli che sono i problemi reali  siciliani  e
  infischiandosene del fatto che la legge Delrio - che ha abrogato le
  province  -  è una legge di riforma economico-sociale e  come  tale
  deve   essere   necessariamente  applicata  anche  nell'ordinamento
  regionale.
   Quel tentativo è andato in fumo perché la Corte costituzionale  ha
  detto   che   non   lo  possiamo  fare.  Abbiamo,  quindi,   subìto
  un'ulteriore impugnativa dal Governo e abbiamo ritirato la riforma.
   Adesso,  il Governo tenta di utilizzare le Istituzioni - e  quindi
  interviene   su  norme  ordinamentali  importanti,   quali   quelle
  statutarie,   quali   quelle   che   attengono   al   funzionamento
  dell'Assemblea  regionale  siciliana - per  risolvere,  ancora  una
  volta,  i  problemi interni a questa maggioranza e per  dire  a  un
  pezzo  di apparato: "guardate che ci saranno dodici posti  in  più,
  perché io nominerò assessori tutti deputati; non ci saranno esterni
  e dunque ci saranno dodici deputati sospesi dalla carica e pertanto
  scivoleranno le liste e le vostre liste..." pensando di  avere  già
  vinto,  e  questo lo vedremo, perché poi in democrazia è il  popolo
  sovrano ed è il giorno dopo le elezioni che si determina chi vince,
  non prima
   Questo  è un vizio - diciamo - che caratterizza l'azione di questo
  centrodestra,  ma comunque questi dodici si sentono  già  possibili
  eletti in quanto sostituti degli assessori.
   E  ciò manifesta un modo di concepire l'esercizio del Governo  che
  non è tale. Qui siamo dinanzi all'esercizio del potere e lo abbiamo
  detto  anche  in altre occasioni. Questa è una maggioranza  che  sa
  ritrovare  compattezza, che sa essere spedita,  signor  Presidente,
  perché  ci sono disegni di legge importanti - come la "riforma  dei
  consorzi di bonifica" - che quest'Aula, col voto della maggioranza,
  checché ne dica, checché ne dica l'assessore Dagnino  non è compito
  delle  minoranze  quello di approvare le riforme, è  compito  della
  maggioranza
   Ci  sono riforme che vengono bocciate da questo Parlamento, perché
  la maggioranza è totalmente disaggregata, e ci sono riforme che non
  vengono in Aula  Ci sono disegni di legge che hanno fatto la spola;
  ogni tanto mi sembra di essere al Parlamento nazionale, dove c'è la
  cosiddetta  "navetta  parlamentare" e qui noi facciamo  la  navetta
  Commissione-Aula, Commissione-Aula, Commissione-Aula di continuo  e
  non  riusciamo  ad  approvare provvedimenti che invece  servono  ai
  siciliani perché questa maggioranza non è in grado di affrontare le
  questioni  reali  che attengono al nostro territorio,  alla  nostra
  Regione     Invece  siamo  rapidissimi,  non  abbiamo  bisogno   di
  rispettare i 60 giorni, andremo perché è chiaro che si son fatti  i
  conti,  mancano  ancora  poco  più di  due  anni  alla  fine  della
  legislatura e probabilmente la doppia lettura tra Camera  e  Senato
  di questa "riformicchia" dello Statuto potrà arrivare.
   Ebbene,  penso  che se questo Parlamento ha veramente  la  schiena
  dritta, se vuole come diceva il collega Varrica affermare di essere
  il  più  antico d'Europa, dovrebbe dire e dovrebbe dare per  quanto
  non  vincolante  un parere negativo a questa proposta,  perché  non
  possiamo  consentire  che  in  una  Costituzione  che  sancisce  il
  principio della libertà nell'esercizio del mandato  e rammento a me
  stesso  che  alcune Regioni hanno provato a introdurre il  deputato
  supplente e la Corte costituzionale in alcuni casi ha detto che  il
  deputato,  in  quel caso consigliere supplente, non è  ammissibile:
  oggi  è  chiaro  con  una  legge  costituzionale,  considerato  che
  l'articolo  139  dice  che  solo  la  forma  repubblicana   non   è
  modificabile, si può per la Sicilia introdurre un'eccezione. Ma  si
  può  per  la  Sicilia introdurre un'eccezione  che  viola  uno  dei
  principi   cardine   del  nostro  ordinamento  costituzionale?   Un
  Parlamento   responsabile  può  consentire  questo?   Possono   dei
  parlamentari  nazionali intervenire a gamba tesa  su  un  principio
  cardine del nostro ordinamento, quello che ha consentito ai  nostri
  parlamentari,  in  ogni sede, di essere liberi  nell'esercizio  del
  mandato?
   Questo è il tema, che non attiene allo schieramento politico, ma è
  un  tema  che  attiene alle libertà. Capisco che questa maggioranza
  pensa che le uniche libertà che contino siano le loro ma noi ancora
  teniamo alla libertà di tutti

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Agostino ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende l'esame per il parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma
                      3, dello Statuto siciliano,
           sul progetto di legge costituzionale A.S. n. 1541

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino.  Ne
  ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  preliminarmente  mi  dispiace  dover  stigmatizzare  l'assenza  del
  Presidente Schifani, perché trovo veramente indecoroso che,  quando
  si  deve esprimere un parere su una modifica allo Statuto, legge di
  rango  costituzionale che rende la Sicilia, la  Regione  siciliana,
  unica  nel  panorama italiano, il Presidente Schifani, che  ricopre
  anche   uno  dei  70  posti  in  Parlamento,  non  partecipi   alla
  discussione.
   Questo  credo che sia un cattivo segnale, una mancanza di rispetto
  nei  confronti  della  legge fondamentale su cui  si  regge  questo
  Parlamento  e  l'intera  architettura  legislativa  che  regola  la
  Regione  siciliana, unica a poter vantare anche questo appellativo.
  Tra l'altro, per discutere di una proposta abominevole che parte da
  Roma, che coinvolge la Sicilia, che di questa norma o è complice  o
  è  succube  Non si scappa: o i partiti nazionali di destra,  perché
  qui  di centro non c'è nulla, di destra, hanno imposto questa norma
  ai partiti, ai loro referenti regionali qui anche ben rappresentati
  dal  loro  Capogruppo, o l'hanno concordata col  Governo,  passando
  sopra  questi  rappresentanti. Questo dal mio  punto  di  vista  di
  parlamentare è inaccettabile.
   Avrei  potuto comprendere se da Roma o anche da Palermo  proveniva
  una  proposta di rendere incompatibile il ruolo dell'assessore  con
  il  ruolo di deputato, allora tu, Presidente della Regione,  quando
  vinci  le  elezioni  prendi  il deputato e dici: "Tu vuoi  fare  il
  deputato o vuoi fare l'Assessore? Perché non puoi fare entrambe  le
  cose ".  Ma  questo non avverrà con questa norma,  qualora  venisse
  approvata   dopo  una  doppia  lettura  da  parte  del   Parlamento
  nazionale, perché è una legge di rango costituzionale  Qua  c'è  il
  tentativo  di  mettere,  di porre sotto ricatto  una  pattuglia  di
  dodici  deputati  ai quali sarà detto che, o votano  come  dice  il
  Presidente  della  Regione, o sarà sostituito l'Assessore  che  gli
  consente di essere deputati
   Questo  in  una  democrazia,  in una  istituzione  parlamentare  è
  inaccettabile,  non si può sentire, questa è una norma  da  regime,
  questa  è  una  norma  che  se  verrà approvata  da  un  Parlamento
  nazionale sconsiderato, che trova solo scuse per non riconoscere lo
  Stato  della  Palestina mentre tutta Europa,  tutte  le  democrazie
  europee,  stanno  procedendo, impegna le proprie forze  invece  per
  imporre  alla  Sicilia  una  norma che  io  mi  auguro  che  questo
  Parlamento  non voterà e, quanto meno, la rispedirà a Roma  con  un
  voto  negativo, sarebbe un sussulto di dignità da parte di tutti  i
  parlamentari,   sarebbe  l'espressione   di   un   parere   libero,
  consapevole, un messaggio per dire che chiunque vinca le  elezioni,
  la  destra,  la sinistra, il Movimento Cinque Stelle, il Parlamento
  deve  rimanere  un'istituzione libera,  non  svincolata  dalla  sua
  maggioranza, perché già ci sono i premi di maggioranza, ci  sono  i
  listini  del  Presidente per garantire la solidità a chi  vince  le
  elezioni   ma offrire una pattuglia di dodici deputati su settanta,
  oltre  il  Presidente,  totalmente al comando  di  chi  ha  già  la
  posizione di Presidente della Regione e quindi guida l'esecutivo, è
  una  sproporzione incredibile tra il potere esecutivo e  il  potere
  legislativo. È solo un fatto veramente deleterio e sproporzionato.
     Per  cui io già eventualmente ritornerò in sede di dichiarazione
  di  voto:  preannuncio il voto assolutamente negativo da parte  del
  Movimento  5 Stelle per i motivi ben illustrati, prima di  me,  dal
  relatore di minoranza, il collega Adriano Varrica, e per tutto  ciò
  che ho rassegnato durante il mio intervento che qui si conclude.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   faccio
  appello  innanzitutto  a  quelle  forze  che  si  richiamano   alla
  tradizione  autonomista della nostra Regione, ma  capisco  che  per
  alcuni l'autonomia è soltanto un modo di identificarsi senza essere
  convintamente  assertori  e sostenitori  dei  valori  che  ispirano
  l'autonomia siciliana.
   Perché  vedete,  caro Presidente, io considero questo  disegno  di
  legge  un attentato alla nostra autonomia, non è mai successo nella
  storia  dal  1946 ad oggi che lo Statuto siciliano che  -  è  stato
  ricordato  -  è  stato  approvato con  rango  di  costituzionalità,
  addirittura  è  stato  approvato prima  che  venisse  approvata  la
  Costituzione della Repubblica, non è mai successo - dicevo - che su
  iniziativa  del  Governo  nazionale  o  di  parlamentari  nazionali
  venisse qui proposta una modifica dello Statuto stesso.
   Per   la   verità,   c'è  un  precedente  che  fu   l'introduzione
  dell'elezione  diretta del Presidente della Regione  che  aveva  la
  necessità, appunto, di una modifica statutaria e allora - parlo del
  1999  e  poi nel 2000 quando fu approvata la legge in Parlamento  -
  una  legge  voto  del  Parlamento siciliano  chiese  al  Parlamento
  nazionale   di  modificare  lo  Statuto,  inserendo  e   prevedendo
  l'istituto   dell'elezione  diretta  a  suffragio  universale   dei
  cittadini e delegando, solo in sede di prima approvazione, la legge
  elettorale  con cui si votò il primo Presidente eletto direttamente
  dai cittadini alla legge nazionale, ma rivendicando il fatto che la
  legge  elettorale che disciplina l'elezione diretta, dopo la  prima
  votazione   come  fu  quella  del  2001,  venisse  assegnata   alla
  responsabilità  del Parlamento siciliano stesso.  Non  a  caso,  la
  nostra legge elettorale - a differenza delle procedure ordinarie di
  altre  Regioni  - è sottoponibile a referendum ed entra  in  vigore
  soltanto  dopo 90 giorni dall'approvazione della stessa perché  può
  essere richiesto il referendum da parte dei cittadini, al di là del
  quorum con cui si approva la legge elettorale.
   Quindi, c'è un sistema, in qualche modo, che nel corso degli  anni
  ha   voluto  blindare  il  concetto  di  autonomia,  evitando   che
  l'autonomia siciliana potesse essere alla mercé del Governo o della
  maggioranza di turno che governa Roma.
   Ecco perché io sono allibito che una iniziativa parlamentare fatta
  nel Parlamento nazionale in cui si chiede la modifica dello Statuto
  siciliano che è stato già ricordato, a differenza di altre Regioni,
  la  nostra  modifica  necessita della doppia lettura  di  Camera  e
  Senato  e del quorum a maggioranza assoluta dei componenti  che  la
  approvano,   ripeto,   con   procedura  aggravata   rispetto   alla
  ordinarietà  delle procedure di modifica delle leggi degli  Statuti
  ordinari.
   Sono  allibito che questo Parlamento, su questo non sono d'accordo
  anche  con  i  miei  colleghi quando dicono "i 60 giorni..."  anche
  Safina lo ha ricordato: "non sono perentori ma sono ordinatori". Io
  penso che invece nei 60 giorni questa Assemblea debba rigettare, in
  maniera  chiara, l'attentato che si sta cercando di introdurre  con
  questa  norma che ha come obiettivo cancellare la specialità  dello
  Statuto autonomistico siciliano.
   Capisco  che  da  decenni  in  tanti  ci  provano,  almeno   nelle
  intenzioni,  ma  non  si sono mai spinti su un terreno  accidentato
  come è quello della modifica statutaria che rimane un'iniziativa in
  capo  alla  Regione  siciliana  e che,  proprio  per  la  procedura
  aggravata in esso contenuta, spetta poi al Parlamento nazionale con
  la  procedura di doppia lettura apportare le modifiche proposte dal
  Parlamento siciliano, e non il contrario.
   Ecco  perché faccio appello veramente alla dignità, non di  questo
  Parlamento, cioè alla dignità del ruolo che il Parlamento siciliano
  vuole e deve svolgere in Sicilia.
   Questa legge va rigettata senza se e senza ma, e non può essere un
  tornaconto misero, di qualcuno che pensa, che allargando la  platea
  dei cosiddetti "beneficiati dalla politica", sia quelli diretti che
  quelli  indiretti, perché supplenti, in qualche modo si rianima  la
  vita politica della nostra Regione.
   Vorrei   ricordare,  che  stiamo  vivendo  un  periodo   veramente
  drammatico, sono ormai oltre 10 anni che in Sicilia, raggiungiamo o
  non  raggiungiamo - siamo borderline - quando si  vota  per  questa
  Regione,  ebbene  raggiungiamo  a  malapena  la  maggioranza  degli
  elettori; in alcune elezioni, neanche la maggioranza degli elettori
  iscritti nelle liste elettorali siciliane, ha votato per il rinnovo
  di questo Parlamento.
   E  allora,  Presidente, il tema non è "l'assessore supplente";  il
  tema  è "il carattere di questo Parlamento". Noi siamo un'Assemblea
  legislativa,  che  ha  separato  l'elezione  del  suo   Presidente,
  dall'Assemblea  stessa; ma non ha mai inteso separare  la  funzione
  dell'Esecutivo   dall'essere  figlio  anche,   della   discussione,
  dell'elaborazione di questo Parlamento.
   Altrimenti,  dovremmo  fare il modello  americano:  si  vota  ogni
  cinque  anni,  nei primi due anni e mezzo si vota il  Presidente  e
  dopo  due  anni  e  mezzo si separa il Presidente  dal  Parlamento,
  eleggendo il Parlamento in data diversa dal Presidente stesso.
   Il   fatto   che  si  voti  nella  stessa  giornata,   ha   voluto
  caratterizzare, da un lato, i modelli istituzionali: il  Presidente
  eletto  direttamente  dai cittadini, ma il  Parlamento  con  eguale
  dignità e legittimità, votato dagli elettori siciliani.
   Ecco   perché   questa  scelta,  di  fatto  anche  di   "ignoranza
  istituzionale",  ma  del resto mi pare che i proponenti  di  questa
  modifica,  non  siano cultori del diritto, né di tipo parlamentare,
  né  del diritto pubblico. Ecco perché, credo, che questo Parlamento
  debba  rigettare e impedire che si possa aggredire lo Statuto della
  Regione siciliana, attraverso artifici nazionali; perché se si apre
  questa  strada, sappiate che si sa da dove si parte, ma non  si  sa
  dove  si  finisce  perché si può finire anche con la  cancellazione
  dello  Statuto della Regione siciliana, e di renderlo -   invece  -
  uno Statuto ordinario.
   Noi  siamo un'Assemblea legislativa, non per le deleghe che ci  ha
  concesso una legge dello Stato, ma perché lo Statuto della  Regione
  introduce  le  competenze  esclusive e di fonte  primaria,  proprie
  della  Regione e riconosciute dalla Costituzione  Non da una  legge
  ordinaria dello Stato, a differenza delle altre Regioni.
   Vorrei  ricordare, e chiudo, che mentre nel 1946 si  è  votata  la
  prima  Assemblea regionale a suffragio universale, in Italia -  nel
  resto d'Italia - le Regioni, sono nate il primo gennaio 1970,  cioè
  25 anni dopo, circa, la nascita dell'Assemblea regionale siciliana,
  e  fu  fatta  l'introduzione delle Regioni a Statuto ordinario  con
  legge  ordinaria dello Stato; quindi, una legge delegava  funzioni,
  non  come  alla  Sicilia a cui è la Costituzione che  riconosce  le
  funzioni proprie di questa Regione.
   Quindi,  cari  colleghi, vi chiedo un sussulto di dignità,  perché
  qui non è in discussione una legge per fare un deputato in più o in
  meno,  seppur supplente.  Qui è in discussione, il concetto  stesso
  di "autonomia": se siamo qui dentro lo siamo perché abbiamo giurato
  anche  su  quei  principi  e  su quei  valori  -  per  ultimo  ieri
  l'assessore Sammartino - che sono, appunto, i principi e  i  valori
  che hanno ispirato lo Statuto della Regione siciliana.
   Ecco perché vi chiedo di respingere questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.
   Colleghi, vi chiedo - se è possibile perché si sono registrati  in
  tanti - se vi potete attenere al tempo che vi è dedicato.

   SUNSERI. Presidente, Governo, onorevoli colleghi, noi purtroppo da
  troppi anni soffriamo un allontanamento da parte dei cittadini alla
  vita  politica  e  sociale  del nostro  Paese  con  percentuali  di
  astensionismo  molto,  molto preoccupanti, e  cosa  si  inventa  la
  maggioranza  di questo Paese? Decide di presentare  un  disegno  di
  legge che, di fatto, istituisce una creatura mitologica che, credo,
  mai  nessun  manuale  di diritto costituzionale abbia  lontanamente
  potuto   immaginare,  il  cosiddetto  "panchinaro",   il   deputato
  supplente,  quello  che  sta in panchina, deve  stare  in  panchina
  perché  possibilmente c'è un Presidente della Regione che  deciderà
  per lui se e quando farlo diventare deputato di questa Assemblea
   La  cosa  che  veramente  mi ha lasciato senza  parole  è  che  ad
  immaginare  questa norma che andrà a modificare -  speriamo  no   -
  il nostro Statuto, è un deputato piemontese
   Immaginate  questo  senatore  piemontese,  Malan,  che  scrive  un
  disegno  di  legge per modificare lo Statuto della  nostra  Regione
  perché  -  poverino - non aveva altri pensieri, non ci  sono  altri
  problemi  in  questo  Paese se non pensare  a  come  sostituire  il
  nominato assessore da parte del presidente della Regione.  Ci  sono
  delle cose che però, Presidente, lei dovrebbe rilevare
   Dovremmo  chiedere  al  Governo come mai  non  sia  passata  dalla
  Commissione paritetica, non viene mai tacciata una cosa del genere
  È  un  disegno di legge calato da Roma che andrà a modificare -  di
  fatto - il nostro Statuto. Non abbiamo il parere del Governo
   Il Governo non si è mai seduto in Commissione Statuto ad esprimere
  il  proprio parere in merito a questo disegno di legge e, oggi,  in
  Aula, continua, anche con l'assenza del Presidente della Regione, a
  non  dare  un  parere su questo disegno di legge  A  mio  avviso  è
  molto,  molto  grave  e  pregiudica anche l'andamento  dei  lavori,
  Presidente.
   E  come se non bastasse, al di là degli aspetti già enunciati bene
  dall'onorevole  Varrica e da altri colleghi  che  sono  intervenuti
  precedentemente, in cui sostanzialmente si dice che passiamo da  70
  a  82  -  è vero  - di cui i 12 voterebbero qualsiasi cosa,  perché
  sono sotto il ricatto da parte del Presidente della Regione che, se
  domani  dovesse vedere anche solo lontanamente un proprio  deputato
  che è diventato tale solo perché lui lo ha deciso, di fatto sarebbe
  sostituito e decadrebbe
   E  il primo pensiero in Commissione Statuto qual è? La pensione di
  questi deputati sostituti
   Per esempio, immaginiamo che domani nominiamo Sunseri assessore  e
  dopo  Sunseri  c'è  Gioacchino e Gioacchino se viene  eletto  e  fa
  solamente sei mesi la pensione come la prende?
   E,  quindi, ci dobbiamo immaginare qual è la strada per modificare
  il Regolamento dell'Assemblea regionale per permettere a Gioacchino
  di  avere  la pensione perché non maturerà mai quella da  deputato
  Immaginate  che  pensiero contorto c'è dietro alla  possibilità  di
  aumentare da 70 a 82 i deputati, potenzialmente, ovviamente.
   Come se non bastasse: immagino il segretario di un partito che  ha
  come  primo dei non eletti uno con cui non scambierebbe neanche  un
  caffè al bar, però, lo ha dovuto mettere in lista, il primo dei non
  eletti. Immaginate quel povero disgraziato eletto che non potrà mai
  fare l'assessore
   Non  lo  farà  mai,  perché il Presidente  della  Regione  non  lo
  nominerà  mai perché sa che dietro di lui c'è uno a cui al  partito
  non sta simpatico
   Si  scatenerebbero  una  serie  di logiche  che  vanno  totalmente
  opposte  ai  principi di rappresentanza, di elezione  diretta,  col
  voto, fortunatamente ancora in Regione, col voto di preferenza  che
  scatena  una serie di dinamiche all'interno dei partiti dove  -  di
  fatto  -  i  "panchinari" vogliono fare i deputati e,  quindi,  non
  possono  cambiare partito perché sanno che, se lo cambiassero,  non
  potranno  mai fare i deputati  Sotto scacco da parte del Presidente
  della  Regione  perché -  nzamaddiu - qualche volta  non  dovessero
  votare la norma proposta dal Governo, ovviamente sarebbero messi da
  parte
   E  tutto questo è inventato da un senatore piemontese eletto dove?
  A  Pinerolo  Ma siamo veramente oltre la fantasia, mai visto  nulla
  del genere
   Allora,  Presidente,  io  le chiedo:  uno,  di  avere  il  Governo
  affinché   ci   relazioni  se  si  è  passati  da  una  Commissione
  paritetica, lo ritengo essenziale, visto che stiamo modificando  il
  nostro  Statuto. Due, vorremmo sapere qual è il parere del Governo.
  Noi  non abbiamo mai approvato né un disegno di legge, anche  fosse
  solo  un  parere, senza il parere del Governo, ci  deve  essere  un
  Assessore,  mi auguro, visto che stiamo modificando lo Statuto,  da
  parte  del Presidente della Regione che deve dirci qual è il parere
  del Governo, ribadisco, in merito a questo disegno di legge.
   Poi,  su  tutto  il resto, ovviamente, ci sarà di  cui  discutere,
  perché  avremo dodici indennità in più, dovremmo pensare  a  dodici
  pensioni  in  più,  quindi un sovraccarico, un  aumento  dei  costi
  dell'Assemblea regionale siciliana che va ovviamente valutato.
   Io  non  so se siano stati fatti degli studi in merito per  capire
  quanto,  potenzialmente, dobbiamo accantonare perché, da un momento
  all'altro,  l'Assemblea regionale siciliana potrebbe ritrovarsi  ad
  avere  dodici stipendi in più al mese, potrebbe ritrovarsi ad avere
  dodici deputati che chiedono la pensione e TFR in più al mese.
   È chiaro che un ragionamento del genere immagino che, ad oggi, non
  sia stato fatto. Grazie.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'Onorevole Caronia.
   Ne ha facoltà.

   CARONIA. Grazie, Presidente.
   Dunque,  io  credo che lo spunto che oggi ci viene  fornito  dalla
  valutazione di questa relazione, proposta dalla Commissione per  la
  revisione   dello   Statuto,   sia   estremamente   importante   e,
  soprattutto, perché ci consente di entrare all'interno di  un  tema
  molto,  molto importante e delicato: le regole che sottendono  alla
  presenza dentro questo Parlamento, la rappresentanza e, quindi,  la
  democrazia.
   Io  credo  che  le  critiche che sono state  mosse,  alcune  posso
  comprenderle,  altre  meno, sono da inquadrare  all'interno  di  un
  ragionamento  più  ampio, che a mio avviso va affrontato  e  questa
  diventa un'occasione importante per affrontarle.
   La  verifica e la modifica della legge elettorale, è un  tema  che
  questa  Assemblea,  troppo  spesso,  non  ha  ancora,  come   dire,
  affrontato  in maniera opportuna e, credo, che sia il tempo  maturo
  perché si faccia
   Questa  diventa  un'ottima  occasione,  quindi  io  ringrazio   il
  deputato Malan che ha presentato questa proposta, perché credo  che
  sia l'occasione per parlare di una modifica della legge elettorale.
  Perché  vedete,  colleghi, quando si parla di legge elettorale,  la
  legge  elettorale sono le regole del gioco per tutti, oggi  ci  può
  essere una parte che vince, domani ce ne sarà un'altra, ma sono  le
  regole  della  democrazia  Ritengo che la legge che attualmente  ci
  vede, oggi, presenti in questa Assemblea non garantisce a tutti  la
  stessa  possibilità  di accesso, per ragioni  abbastanza  semplici:
  innanzitutto,  lasciatemelo  dire,  perché  è  una  battaglia   che
  contraddistingue  me  e  tante donne che vedo  oggi  dentro  questo
  Parlamento,  siamo una delle poche regioni che  ancora  non  ha  la
  doppia  preferenza di genere, ed è incredibile, se non paradossale,
  che ci debba essere in qualche modo proposto dal Governo nazionale,
  come è successo nel precedente Esecutivo, affinché ci si uniformi a
  un  dettato  costituzionale, ovvero la partecipazione di  uomini  e
  donne alla vita politica, oltre che alla vita sociale, economica  e
  tutto il resto.
   Quindi,  credo  che sia assolutamente indifferibile  un  dibattito
  urgente  e  immediato su un argomento importante, che  è  la  legge
  elettorale.
   Vorrei  anche  dire che le ragioni che mi inducono a  dire  questo
  sono  anche  dettate da valutazioni abbastanza  semplici:  oggi  il
  nostro sistema elettorale dà un premio di maggioranza eccessivo,  a
  mio  avviso, rispetto a quella che è la coalizione che vince, e  mi
  spiego.
   Lo  sbarramento  al  cinque per cento è già uno sbarramento  molto
  alto  ed  è  già un premio di maggioranza importante e, credo,  che
  potrebbe  essere  oggetto  di una revisione,  quella  di  abbassare
  questa   soglia,  perché  le  liste  che  non  arrivano  a   quella
  percentuale,  confluiscono  poi  nel  premio  di  maggioranza   del
  Presidente che vince, ed è già un secondo aiuto.
   Vogliamo  anche  aggiungere che poi c'è una soglia di  sbarramento
  per  i  piccoli  collegi che non è certamente del  cinque,  ma  che
  diventa,  talvolta, del venti e che preclude a certi  territori  la
  possibilità  di avere un parlamentare eletto, eletto  in  Assemblea
  regionale,  alcune province non avranno, di fatto, - alla  luce  di
  questa  norma  e della diminuzione demografica - la possibilità  di
  esprimere un deputato, questa non è democrazia
   Inoltre,  vorrei anche dire che, ovviamente anche sul listino,  va
  aperta  una riflessione, perché questo va fatto nei momenti in  cui
  si  è  ancora in carica, nei momenti in cui non si sa chi  sarà  il
  prossimo,  la  coalizione che vince; questo è un  ragionamento  che
  attiene  strettamente alle regole della democrazia, che io  difendo
  fortemente.

                           (Brusìo in Aula)

   Scusate, fatemi finire, onorevoli colleghi perché voglio esprimere
  il mio parere ed è un'occasione unica perché non se n'è più parlato
  di  legge  elettorale.  L'abbiamo affrontata in  qualche  argomento
  rispetto  agli enti locali, mi auguro che si farà, ma questo  è  un
  tema  estremamente  importante. Io sono favorevole  alla  norma  in
  questione  o  meglio  al  parere che ci  viene  sottoposto.  Sapete
  perché?  Perché, onorevoli colleghi, ho ascoltato alcuni interventi
  da  parte  dei colleghi dell'opposizione e io qui vedo  che  alcune
  regioni, ovviamente, che non sono a trazione centrodestra,  ma  che
  hanno   rappresentanze  anche  e  soprattutto  di   centrosinistra:
  Abruzzo,  Basilicata,  Campania,  Marche,  Lombardia,  Piemonte   e
  Veneto, ebbene già hanno questa norma ed è già vigente.
   Per  cui, rispetto a questo tema, io credo che ci sia da fare  una
  riflessione. Siccome dobbiamo guardare in maniera asettica rispetto
  a  quello  che  è  un costrutto e un'architettura costituzionale  e
  anche  elettorale, io credo che sia opportuno guardarla in  maniera
  più  distaccata possibile, perché la politica ci insegna che si può
  vincere  e  si  può  perdere,  si  può  essere  la  maggioranza   o
  l'opposizione, ma le regole del gioco devono essere eque per tutti.
   Quindi,  signor  Presidente, io ovviamente mi esprimo  in  maniera
  favorevole, ci sarà il momento in cui voteremo, ma sono  favorevole
  e  credo  che  non  ci  sia una lesione della nostra  autonomia  e,
  personalmente,  ho lottato per questa autonomia  alla  quale  credo
  fortemente  Credo che sia un bene così importante per noi siciliani
  che non può certamente essere di proprietà di qualcuno e nessuno si
  può   ergere  a  paladino.  È  una  battaglia  di  tutti  siciliani
  l'autonomia  che abbiamo, ma dall'altra dobbiamo anche guardare  in
  faccia la realtà.
   Oggi  abbiamo bisogno di una revisione della legge elettorale.  Mi
  auguro  che questo Parlamento se ne faccia carico, pertanto il  mio
  parere  rispetto a questa iniziativa è favorevole, ma  ritengo  che
  sia soltanto uno spunto per procedere davvero a una revisione molto
  importante  di  quelle che saranno le norme  che  ci  porteranno  a
  eleggere il prossimo Parlamento. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, io prendo spunto dal suo intervento
  perché  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  come
  lei  ben sa, perché comunque partecipa, è stato richiesto da  parte
  mia  in  maniera formale la discussione o, comunque, un  minimo  di
  approccio soprattutto al Governo e ai Gruppi di maggioranza,  sulla
  eventuale discussione della legge elettorale che è un tema,  a  mio
  modo di vedere, importante.
   È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi prima di entrare nel
  merito  dell'intervento colgo l'occasione,  visto  che  l'onorevole
  Caronia  ha  parlato  di legge elettorale,  ha  inserito,  ha  dato
  l'input  per  trattare la materia della legge elettorale  con  cose
  condivisibili,  cose  meno condivisibili,  per  esempio  la  doppia
  preferenza  di  genere che è un sistema rinomatamente  riconosciuto
  con il quale si controlla il voto.
   Mi  piacerebbe  piuttosto parlare di parità di presenza  di  donne
  nelle  liste piuttosto che parlare di doppia preferenza  di  genere
  per  dare  parità di accesso alle candidature, sia alle  donne  che
  agli uomini.
   Come vedete il Movimento 5 Stelle ha qui cinque donne, non abbiamo
  avuto  bisogno  di camminare a braccetto con nessun  uomo  e  siamo
  state elette in Parlamento
   Quindi,  le donne se si candidano possono tranquillamente fare  le
  campagne  elettorali,  alla  pari di un  uomo,  senza  dover  avere
  bisogno della stampella per farsi, appunto, la campagna elettorale
   Tra l'altro, si controlla il voto con la doppia preferenza, quindi
  giusto per parlare di democrazia e dei valori. E lo sappiamo  tutti
  quanti.
   Poi per quanto riguarda il disegno di legge

                              (Applausi)

   Non voglio applausi

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  permettetemi   di   ascoltare
  l'onorevole Marano e il suo intervento.

   MARANO.  Per  quanto  riguarda il disegno di  legge  sul  deputato
  supplente  forse  sarebbe il caso di fare la legge  sul  presidente
  supplente  visto  che il presidente Schifani,  diciamo,  in  questa
  Legislatura  è  stato poco presente e ci piacerebbe averlo  più  in
  Aula,  considerato  che a inizio Legislatura  si  è  professato  un
  parlamentarista convinto
   Su  questa  legge  sul deputato supplente, che  dire?  Io  rimango
  davvero  basita  su  come  le  priorità  di  questo  Governo  siano
  convocare  un'Aula per parlare di una legge che  ci  vuole  imporre
  Roma  per mettere dodici deputati in panchina, tenerli belli caldi,
  che  a metà legislatura, magari, poi, ti sostituiscono  Sempre  per
  il  principio di quegli accordi che si fanno per garantire poltrone
  in  più  e  sistemazioni in più, magari temporanee, a altri  dodici
  deputati che, chiaramente, avranno un costo sull'Assemblea.
   E  non è soltanto questione di costi ma è lo Statuto speciale  che
  abbiamo,  cioè,  non può venire Roma a imporci  una  legge,  quando
  siamo   noi   una  Regione  a  Statuto  speciale   È  qualcosa   di
  inaccettabile, al di là del merito della legge - di cui abbiamo già
  discusso  in quest'Aula, abbondantemente - che è, chiaramente,  una
  cosa inaccettabile
   C'è  il  tema  dello  Statuto, quanto il Governo  tiene  a  questo
  Statuto  siciliano  e  mentre  si  parla  di  questa  legge,   oggi
  pomeriggio, in Aula, chiaramente il Governo lo inviterei a  tornare
  sulla terra, visto che si è dimenticato, probabilmente, di tutte le
  priorità  che  ci sono da affrontare in quest'Isola, cioè:  giovani
  che  se  ne vanno (i dati sono impressionanti: trecentomila persone
  andate  via  dalla Sicilia, in vent'anni ); le condotte  dell'acqua
  dei  nostri  consorzi  che perdono il 51%  di  acqua  ogni  anno  e
  perdiamo  centinaia di milioni metri cubi all'anno;  la  sanità  al
  collasso
   Vorrei  dare questa notizia: aumentano le richieste di accesso  al
  credito  per  motivazioni "spese sanitarie", cioè gli  italiani,  i
  siciliani  fanno richiesta di accesso al credito per  curarsi   Per
  curarsi
   Quindi,  il mio intervento vuole invitare questo Governo a tornare
  sulla terra, a tornare sulla terra e affrontare i problemi seri  di
  questa Regione, Presidente

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Micciché.  Ne  ha
  facoltà.

   MICCICHÈ.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  faccio  un
  intervento  in cui non entro minimamente nel merito della  proposta
  di assessore supplente o non supplente, non me ne frega niente
   Non  è  questo  l'argomento...chiedo scusa, chiedo  scusa...non  è
  questo l'argomento che dobbiamo affrontare.
   L'argomento  è  molto,  ma  molto  più  serio:  vogliamo  rimanere
  Assemblea  autonoma  o diventiamo un Consiglio regionale  come  gli
  altri? Non c'è problema
   Nel  momento  in  cui  noi accettiamo che le regole  siciliane  le
  scrive  il Parlamento nazionale e noi le dobbiamo accettare, perché
  se  no  dopo  sessanta  giorni c'è il silenzio  assenso  e  passano
  automaticamente,  noi  -  sappiatelo  -  non  siamo  più  Assemblea
  regionale   Noi  diventiamo Consiglio regionale   Poi  c'è  servito
  essere  Assemblea?  Non lo so, possiamo fare  un  dibattito  e  una
  discussione  infinita,  ma  io  vi  prego,  vi  supplico   di   non
  distruggere l'autonomia siciliana
   Quando ci fu l'Assemblea Costituente, Signor Presidente, quando ci
  fu  l'Assemblea Costituente ci fu uno scemo del Nord che chiese  di
  discutere,  di  iniziare a dibattere sullo Statuto  siciliano,  che
  doveva  diventare legge nazionale e, quindi, iniziò a discutere  di
  queste cose; bene, fu fermato  Si alzò l'onorevole Patricolo -  che
  io  non  so  manco...  risulta dai libri di  storia  -  l'onorevole
  Patricolo, il quale disse: "forse non ci siamo capiti, questo è  lo
  Statuto siciliano  O viene approvato o non viene approvato  Non  si
  cambia  una  virgola, perché è lo Statuto che ha deciso  il  popolo
  siciliano, se lo volete ve lo prendete e staremo insieme, se non lo
  volete  non  staremo insieme, ma è la base fondamentale... .  Scusi
  onorevole  Catanzaro, onorevole Catanzaro, onorevole Catanzaro  può
  essere che lei ste cose non le sa ed è bene che le impari...

   PRESIDENTE. Onorevole Micciché si rivolga a me

   MICCICHÈ. Mi fai parlare? Sto facendo un discorso che io credo non
  sia  un  discorso di maggioranza o di opposizione, vi prego di  non
  considerare questo voto come maggioranza e opposizione  perché  non
  c'entra niente la maggioranza e l'opposizione
   Io,  se  volete, posso dire pure di essere favorevole al  deputato
  supplente ma è follia che noi lasciamo decidere che noi permettiamo
  che Roma decida quello che noi dobbiamo fare  È follia
   Voi  sappiate  che ci sono state a Roma discussioni  infinite  sul
  fatto  che Roma dicesse no a una legge voto nostra, cioè già veniva
  considerato grave il fatto che Roma non accettasse una nostra legge
  voto cioè una volontà del popolo siciliano sullo Statuto siciliano,
  ebbene già veniva considerato grave ma figuriamoci se, addirittura,
  ce lo facciamo imporre da loro ciò che dobbiamo scrivere
   Noi  non  dobbiamo  votare questa legge, noi dobbiamo  votare  no,
  dopodiché  tranquillizzeremo tutti al Nord perché sarà  impegno  di
  questa  Assemblea, visto e considerato che il Governo nazionale  ci
  tiene  tanto,  a mettere immediatamente all'ordine  del  giorno  un
  dibattito sul deputato supplente e ne faremo una legge voto che poi
  Roma vorrà accettare oppure no: ma che noi, senza che nemmeno siano
  passati  dalla Commissione paritetica, quindi, con la  strafottenza
  totale  di questa Assemblea e del popolo siciliano, noi se facciamo
  qualcosa,  se noi votiamo e diamo l'ok al Governo nazionale  perché
  passi  una cosa di questo genere, io vi garantisco non abbiamo  più
  motivo di chiamarci deputati  Saremo consiglieri regionali, ripeto:
  non  è  che essere deputato è un vanto o chi sa che cosa, ma questa
  non sarà più un'Assemblea perché è Assemblea in quanto autonoma, se
  non  è  autonoma  non  lo  è più. Io vi supplico  pertanto  di  non
  ascoltare  qualche  Capogruppo,  qualche  assessore,  qualcuno  dei
  vostri  che  vi dice dovete votare sì perché lo vuole Roma,  perché
  stavolta  Roma  ha  sbagliato fortemente nei nostri  confronti,  ha
  sbagliato fortemente
   Questo  è  un  atto, come dire, di prepotenza,  di  arroganza  nei
  confronti  della Sicilia, io personalmente chiederò il voto  palese
  perché  voglio che risulti che Miccichè ha votato no, perché questa
  sarà  una giornata che passerà nei libri, che passerà nei libri  di
  storia,  con  l'elenco  di chi ha permesso la  fine  dell'autonomia
  siciliana
   Io  vi supplico, vi prego di farlo vostro questo mio ragionamento,
  non permettiamo al Governo nazionale di decidere per conto nostro

   LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  io  come  ha detto il Presidente Miccichè che mi ha preceduto,  non
  entrerò  nel  merito della norma però devo fare qualche  passaggio,
  Presidente,   e   mi   rivolgo  a  lei,  oggi  nella   qualità   di
  rappresentante   della   Presidenza,  perché   proprio   oggi   sto
  assistendo,    stiamo    assistendo   al    cosiddetto    "balletto
  dell'ipocrisia",  perché forse noi ci dimentichiamo  come  funziona
  quest'Aula.   Tutti  i  colleghi  che  mi  hanno  preceduto   forse
  dimenticano  che quest'Aula, l'ordine del giorno che viene  portato
  in   discussione   in   quest'Aula,  ha  un  procedimento   che   è
  regolamentato, se oggi si sta parlando di questo parere mi pare che
  l'abbia   richiesto,  è  stato  concordato  dalla  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari l'ordine del giorno:  e  io  non
  ricordo che in Capigruppo ci sia stata tutta questa opposizione  se
  discutere questo punto all'ordine del giorno
   E  allora  comincio  ad  avere il sospetto  che  alla  fine  dello
  Statuto,  dell'autonomia, del rispetto della Regione siciliana  non
  gliene  frega niente a nessuno, costruiamo i presupposti per  poter
  salire  su questo pulpito, prenderci cinque minuti o più di  cinque
  minuti, se non rispettiamo il Regolamento  perché, Presidente,  lei
  che oggi è il Presidente deve fare rispettare il Regolamento perché
  noi  invochiamo  Statuto, invochiamo autonomia e poi  chiediamo  di
  intervenire  sull'ordine dei lavori e parliamo di tutt'altra  cosa
  Chiediamo di intervenire, ho cinque minuti e parlo un quarto d'ora,
  l'argomento riguarda un aspetto ics e parlo di tutt'altra cosa
   Io  penso  che  quello che si è costruito, per  arrivare  oggi,  a
  discutere  su  questo argomento, si è costruito, non  perché  siamo
  autonomisti,  non perché vogliamo difendere lo Statuto,  ma  perché
  vogliamo  la vetrina. Io, signor Presidente, la invito - visto  che
  lei  oggi  rappresenta la Presidenza - a prendere il verbale  -  se
  verbale  c'è  -  quando si è deciso l'ordine  del  giorno.  Io  ero
  presente,  lo  ricordo  benissimo,  che  si  era  stabilito   ieri,
  votazione  del  membro  della Corte dei  Conti;  oggi,  parere  sul
  disegno di legge di iniziativa parlamentare; e nessuno si è opposto
  in  Capigruppo, perché volevamo costruirci la vetrina per attaccare
  il Governo.

                           (Brusìo in Aula)

   LOMBARDO  Giuseppe.  allora, o siamo...o siamo  coerenti  con  noi
  stessi,  signor  Presidente, perché altrimenti la barricata  andava
  fatta  in  Capigruppo.  Questo  argomento  nemmeno  doveva  entrare
  all'ordine  del giorno se veramente fossimo stati contrari,  perché
  se  io  non  devo esprimere un parere perché non è vincolante  quel
  parere,  bastava dire, nella Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  "questo  argomento non  va  portato  all'ordine  del
  giorno".   E  non  venire  a  dire adesso  ci  stanno  espropriando
  l'autonomia ",  perché  noi  l'autonomia,  signor  Presidente,   la
  perdiamo  ogni  momento quando non difendiamo nei fatti  la  nostra
  stessa autonomia. Non a parole
   E  voglio  ricordare, signor Presidente, anche a  me  stesso,  che
  quando  questo  Governo  -  o quest'Aula  -  è  stato  messo  nelle
  condizioni,  o quando quest'Aula ha chiesto al Governo  di  fermare
  soprattutto  l'attacco  delle  lobby  su  determinati  servizi   in
  Sicilia,  e  mi riferisco al trasporto pubblico locale  (lobby  che
  condiziona un miliardo e mezzo di euro di servizi), è stata proprio
  l'opposizione a fare da sponda alle lobby. E gli atti  sono  ancora
  lì
   Gli  atti parlamentari sono lì  Chi ha fatto la sponda alle  lobby
  del  trasporto pubblico locale ha un nome un cognome e ci sono  gli
  atti  parlamentari - e chiunque li può leggere -  perché  è  facile
  fare  demagogia su chi magari ha delle responsabilità che non  sono
  dirette - e quindi non ha nessuna responsabilità, signor Presidente
  - perché quando c'era chi svendeva l'AST - per esempio - e ha preso
  quattro  milioni  di chilometri di concessioni  e  le  ha  messe  a
  disposizione  dei privati, una parola non l'ha detta, perché  forse
  eravamo   amici  di  chi  ha  svenduto  quei  quattro  milioni   di
  chilometri...  e non faccio nomi, perché c'è la storia  che  parla,
  signor Presidente, di quello che è successo in quel periodo, quando
  le  lobby da fuori hanno condizionato questo Parlamento, quando  le
  lobby  venivano  in  Commissione e scrivevano gli  emendamenti,  ma
  nessuno  ha  invocato l'autonomia, nessuno ha invocato lo  Statuto,
  perché forse eravamo complici di quelle lobby
   Io  mi  assumo sempre le responsabilità di quello che dico, signor
  Presidente.  E  se  dico  che questa Aula  ha  fatto  da  sponda  a
  determinate  lobby,  sono  i fatti che parlano  chiaro   Altro  che
  autonomia, altro che Statuto, altro che deputati supplenti,  signor
  Presidente. Il danno fatto da quell'appoggio alle lobby non si  può
  quantificare  in  deputati supplenti; non si  può  quantificare  in
  assessori incompatibili con la figura di deputato, perché  parliamo
  di  centinaia e centinaia di milioni di euro che abbiamo consegnato
  alle lobby private

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Lombardo.   Ovviamente,   questa
  Presidenza cerca di essere quanto più possibile plurale.  È  chiaro
  che  se  sforate  - diciamo - come tempo di qualche  minuto  ve  lo
  concedo.
   È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Signor  Presidente, in effetti la discussione  di  oggi
  sembra  alquanto surreale, perché - dico - è notorio che  purtroppo
  questo  Parlamento  in questi tre anni non si è  distinto  per  una
  frenesia  legislativa, o meglio, di disegni di legge ne sono  stati
  presentati  molti,  soprattutto dal nostro  Gruppo  parlamentare  e
  dalle  opposizioni, ma sappiamo bene che in quanto ad approvazione,
  purtroppo, quest'Aula è molto carente e non per colpa nostra.
   Però, ecco, sgombriamo subito il campo sulla distinzione fra legge
  elettorale  e  cambiamento e modifica dello  Statuto  su  cui  così
  opportunamente  sono intervenuti i colleghi Cracolici  e  Micciché,
  dicendo  chiaro che siamo di fronte a una cosa enorme. Tra l'altro,
  scomodare i senatori Malan e Gasparri: quindi, quando si vuole fare
  qualcosa,  questo  Parlamento,  questi  onorevoli,  questo  Governo
  regionale   riesce  addirittura  a  fare  smuovere  il   Parlamento
  nazionale  per intervenire sul nostro Statuto mentre per  la  legge
  elettorale, ricordo semplicemente che è una legge dello  Stato  del
  2016,  la  legge numero 20 del 2016, quindi sono già passati  dieci
  anni  E proprio il Presidente Conte e mi stupisce, mi dispiace  che
  ci  sia  qualche  perplessità nel Movimento  5  Stelle,  perché  fu
  proprio  il Governo Conte, con decreto legge numero 86 del 2020,  a
  usare  a  esercitare il potere sostitutivo nel caso  della  Regione
  Puglia  per inserire la doppia preferenza di genere, proprio  nella
  legislazione   elettorale   in   Puglia,   ricorrendo    ovviamente
  all'articolo 120 della Costituzione.
   Quindi  esercitando il potere sostitutivo grazie a questo  impulso
  del  Presidente  Conte, la Puglia a novembre voterà  così  come  il
  Veneto, la Campania, le Marche e tutte le regioni al voto in questa
  tornata elettorale voteranno con la doppia preferenza di genere. Su
  venti  regioni italiane indovinate quante sono rimaste a non  avere
  recepito  una  legge minima di civiltà come questa del  2016?  Due:
  siamo  noi  e  il Friuli Venezia Giulia, per una volta diciamo  non
  solo regioni del Sud, ma la Sicilia purtroppo, quando c'è da essere
  maglia nera c'è sempre
   E'  una  questione  di  priorità, capisco che  è  stato  scomodato
  addirittura il Parlamento nazionale per questioni veramente di mero
  potere  e,  per  giunta,  per  snaturare  e  sfigurare  lo  Statuto
  siciliano,  che  è  veramente offensivo ma cosa ben  più  semplice,
  Presidente,  quindi la ringrazio perché lei ha  riportato  in  auge
  questa   discussione  che  noi  deputate  in  maniera  trasversale,
  ringrazio  l'onorevole Caronia perché su questo è sempre  in  prima
  linea  e almeno su questo siamo sempre e staremo sempre insieme,  e
  allora  è  molto più semplice appunto adeguarci a questa legge  del
  2016,  in modo che magari la Presidente Meloni prendesse la  stessa
  iniziativa   del   Presidente  Conte:  magari,  potremmo   chiedere
  onorevole  Caronia,  alla  Presidente  del  Consiglio  Meloni,   di
  sostituirsi  -  visto  che qua c'è l'inerzia  -  e  di  aiutarci  a
  modificare  questa  ingiusta legge elettorale. Se  vuole,  firmiamo
  tutte insieme questa lettera.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  come  al  solito
  abbiamo  ascoltato  tante lezioni di diritto costituzionale,  tanti
  interventi  di saggezza illuminata, di verità evangelica proclamata
  "urbi et orbi", di piagnistei esagerati per una presunta violazione
  della  nostra  autonomia,  le vestali  della  tutela  della  nostra
  autonomia  Si sono stracciate le vesti per questa intrusione a  piè
  pari  da parte del Parlamento nazionale in una materia che dovrebbe
  essere riservata solo a noi.
   Purtroppo non è così, non è così perché si sta attuando ciò che  è
  una  previsione normativa assolutamente legittima e invece dovremmo
  autoflagellarci  per  dire  ma  c'è  bisogno  che   interviene   il
  Parlamento  nazionale per attuare una norma che in quasi  tutte  le
  altre  regioni d'Italia è norma da anni, da decenni vorrei dire,  e
  sono   regioni   amministrate  sia   dal   centrodestra   che   dal
  centrosinistra
   Però  qui in Sicilia tutto diviene dramma, tutto diviene divisione
  manichea, i buoni, i cattivi  Siamo stati in ritardo, c'è stato  un
  intervento  nazionale, entriamo nel merito, possiamo condividere  o
  meno, tra l'altro il nostro è un parere che dobbiamo rendere, è  un
  parere che dobbiamo rendere necessariamente, ma non è un parere che
  si  trasformerà nell'automatica approvazione della norma, il che  è
  demandato  al  Parlamento nazionale che seguirà il  suo  iter,  tra
  l'altro  con  un  processo  aggravato che  è  quello  della  doppia
  lettura,  della  doppia  approvazione e,  quindi,  è  un  iter  che
  sappiamo  che  è farraginoso, lungo e dall'esito assolutamente  non
  scontato.
   Adesso   in   Commissione  Statuto  il  centrodestra   ha   votato
  all'unanimità a favore, credo anche il Movimento Sud  Chiama  Nord,
  se  non  ricordo male, mentre il Movimento 5 Stelle e il  PD  hanno
  votato contro.
   Allora,  intervenire qui in Aula, io a smentire me stesso che  tra
  l'altro  sono  il  componente  delegato  di  Fratelli  d'Italia  in
  Commissione Statuto e che ho votato a favore, non posso ora  venire
  qui,  dopo avere ascoltato l'appassionato intervento del mio  amico
  Presidente   Micciché,  per  dire  "No,  ho  cambiato  idea,   sono
  contrario ".  Non  sono contrario perché pur stigmatizzando  questa
  intrusione che non è intrusione ma è azione sostitutiva all'inerzia
  nostra,  parliamoci  chiaramente, quindi sarebbe  assolutamente  un
  fuor  d'opera   Io  vi  dico che questo è  il  frutto  dell'attacco
  demagogico  svolto  negli  anni  precedenti  da  alcune  componenti
  politiche  ben  determinate. Ridurre i  parlamentari  da  90  a  70
  nell'Assemblea  regionale  è  stata  una  follia,  cari  amici  del
  Movimento 5 Stelle. Noi oggi - e voi lo sapete meglio di me  -  non
  possiamo  neanche  comporre le Commissioni,  non  possiamo  nemmeno
  lavorare serenamente nelle Commissioni perché in contemporanea  non
  siamo in grado di assicurare la presenza nelle varie Commissioni  o
  di seguire i lavori come si deve.
   Allora  nessuno  obbliga,  attraverso  questa  norma,  a  nominare
  Assessori   esclusivamente  i  deputati.  Il  presidente  Schifani,
  lodevolmente  a  mio  parere,  all'inizio  aveva  espresso   questa
  indicazione  che i suoi Assessori dovessero essere solo espressione
  di  consiglieri  eletti, poi si è un po' derogato nel  corso  della
  legislatura o anche all'inizio, si è un po' derogato e quant'altro.
   Allora nessuno dice che vi devono essere dodici Assessori e dodici
  consiglieri  supplenti,  questo  è  al  solito  il  processo   alle
  intenzioni,  accadrà  questo, quindi abnorme  aumento  di  spesa  e
  quant'altro e via dicendo  Non è affatto scontato o detto  che  sia
  così   Ma  si  è  parlato anche di un ricatto che  ci  sarebbe  nei
  confronti  del deputato supplente, cioè  se tu non fai  quello  che
  dico  io,  io  mi  dimetto o il Presidente mi toglie  il  ruolo  di
  Assessore così tu ritorni a casa  . Ma siamo veramente...  insomma,
  c'è  qualcosa  che  non va dal punto di vista proprio,  secondo  me
  anche,  non  dico di pazzia, ma insomma c'è qualche  argomento  che
  sfiora veramente la demagogia più assoluta
   E' una norma di buon senso che consente di assicurare una maggiore
  partecipazione   ai  lavori  dell'Assemblea  e  soprattutto   delle
  Commissioni,  che  permette,  che  permetterà  agli  Assessori   di
  dedicarsi esclusivamente all'azione governativa che sappiamo  tutti
  quanto  sia  impegnativa e che non può essere distolta  dai  lavori
  d'Aula o delle Commissioni, se non nei casi in cui è necessaria  la
  loro  partecipazione,  mentre  al  contrario  i  deputati  potranno
  svolgere   con   più  serenità,  con  meno  assilli,   il   compito
  esclusivamente  di  deputati.  Che  questo  avvenga  per   l'intera
  legislatura o avvenga per un periodo determinato...

   DE LUCA Antonino. Lei è per l'incompatibilità?

   ASSENZA. Non c'entra l'incompatibilità. Quello è il ricatto perché
  nel   momento  in  cui  devo  dimettermi  da  deputato   per   fare
  l'assessore,   in  quel  momento  io  divento  necessariamente   un
  individuo  nelle mani esclusive del Presidente, mi può in qualunque
  momento  togliere la fiducia, mandare a casa e può essere anche  la
  posizione più debole di questo mondo
   Viceversa, io conservo il mio ruolo di deputato che viene  sospeso
  temporaneamente,  e  durante quel periodo di  sospensione,  il  mio
  posto  di  parlamentare  viene ceduto,  o  comunque  al  mio  posto
  subentra  il  primo  dei non eletti, esercitando esclusivamente  le
  funzioni di parlamentare.
   Tutti  questi  sfaceli  che  sono stati paventati  in  quest'Aula,
  veramente  mi  sembrano un fuor d'opera. Quindi, io  penso  che  al
  momento  in  cui si espliciterà questo voto - credo che ormai  sarà
  sicuramente nel corso dei lavori della prossima settimana -  ognuno
  potrà  esprimere  liberamente la sua convinzione  e  poi  la  norma
  ritornerà al Parlamento nazionale per proseguire il suo iter.
   Io  mi  auguro  che si arrivi a una conclusione prima  della  fine
  della legislatura, non ne sono assolutamente certo o sicuro ma  noi
  abbiamo  fatto  questo  passaggio proprio  passando  attraverso  la
  Commissione  Statuto,  il  consigliere  Varrica  ha,  da  par  suo,
  giustamente  sostenuto le ragioni che sono state oggi  ribadite  in
  Aula,  la maggioranza ha sostenuto una tesi diversa: siamo oggi  in
  Aula, ognuno ha espresso le sue opinioni, perverremo al voto e  poi
  assisteremo  a  questo iter. Però, non capisco  perché  ciò  che  è
  legge,  da anni, nella quasi totalità delle altre regioni d'Italia,
  qui in Sicilia diventa argomento dirimente, quasi da guerra civile

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, io più volte, in punta di  piedi,  ma
  anche  a  volte  in maniera appassionata, ho richiamato  il  nostro
  status  di Parlamento siciliano e quindi sentire il dibattito,  con
  tutto  rispetto dei vari interventi, mi ha sollecitato  a  fare  un
  breve   intervento.  Io  mi  ritrovo  nelle  considerazioni   della
  relazione   di   minoranza,  che  ha  fatto  il   collega   Varrica
  innanzitutto, ma poi ci sono stati interventi dei colleghi  che  io
  ho condiviso e voglio ribadire alcune questioni. Una prima è quella
  del  metodo, noi siamo un Parlamento, un Parlamento che  non  ci  è
  stato  regalato  Presidente, un Parlamento che è stato  conquistato
  con  la  lotta dei siciliani, con la rivendicazione di un'autonomia
  vera,  senza  il cappello in mano, con un'autonomia  che  aveva  ed
  ha...

   PRESIDENTE.   Cortesemente,  in  fondo  i   colleghi   deputati...
  onorevoli, sta intervenendo l'onorevole Burtone. Grazie.
   Prego, onorevole Burtone.

   BURTONE.  ...l'obiettivo  di  dare  gli  strumenti,  i  mezzi  per
  l'integrazione  della  nostra Sicilia  insieme  a  gran  parte  del
  Mezzogiorno con il resto del Paese.
   La  settimana  scorsa  abbiamo discusso  del  documento  economico
  finanziario,  si è rilevato che noi invece di andare avanti  stiamo
  andando  indietro, anche perché c'è la perdita di  popolazione  non
  soltanto nelle aree interne ma in gran parte della Sicilia ed è una
  perdita di giovani che si laureano dopo aver studiato a nord e  che
  si  fermano  a  lavorare  in quella parte del  Paese,  depauperando
  ulteriormente la nostra isola.
   Quindi  sul  metodo - ribadisco - io credo che Malan, che  è  noto
  anche  per  il suo  trasformismo , signor Presidente, perché  prima
  era,  credo,  con  Forza  Italia e ora ha cercato  un  terreno  più
  fertile,  che  è  quello di Fratelli d'Italia,  prima  di  iniziare
  questo  percorso,  avrebbe dovuto interloquire  con  il  Parlamento
  siciliano; cosa che non è stata fatta
   Si  chiede  soltanto un parere, che noi rimandiamo al mittente  e,
  diciamo,  con  chiarezza  che  non sono  queste  le  priorità;  io,
  personalmente - ma potrei essere in una condizione particolare - mi
  vergognerei  a spiegare il "deputato supplente" a un forestale,  ad
  un  lavoratore precario dei Consorzi di bonifica, che  ancora  oggi
  non  viene pagato - come quelli di Lentini - ebbene, mi vergognerei
  a  parlare  di tutto ciò, quando c'è agitazione nel Paese  per  ben
  altri problemi, però, ripeto, ognuno ha anche la fierezza di alcune
  scelte,  ma  io  non  ce l'ho questa fierezza.  Vorrei  portare  ai
  cittadini soltanto alcuni risultati concreti, rispetto ai  problemi
  che  abbiamo  in campo, e che attendono una risposta  dalla  classe
  dirigente siciliana.
   Una  classe  dirigente che non vedo, però, signor Presidente.  Noi
  stiamo  discutendo un tema di ordine costituzionale, un  parere  ad
  una  legge  costituzionale, ma il Presidente non c'è,  non  c'è  il
  Presidente  dell'Assemblea. Si mantiene un certo tipo  di  andazzo,
  che  rende tutto superfluo, perché, signor Presidente, noi  abbiamo
  affrontato,  all'inizio della legislatura,  la  questione  relativa
  alla   riforma   costituzionale  sul  regionalismo   dell'autonomia
  differenziata,  e  l'abbiamo fatta con un solo assessore  -  allora
  c'era  Falcone - che rispose per tutti, addirittura - credo non  ci
  fosse  nessuno in Aula - da parte dei parlamentari. Dopodiché,  noi
  abbiamo espresso il nostro parere; questo parere non è rientrato in
  un   documento,  non  è  mai  arrivato  a  Roma,  quella  che   era
  l'espressione del Parlamento siciliano, di una parte  quanto  meno,
  non è stata richiamata a livello nazionale
   E,  poi, che dire? La legge fiscale che ha dato la possibilità  al
  Governo nazionale di imporre, il ridimensionamento scolastico anche
  in  Sicilia,  senza  permetterci la  possibilità  di  contrapporci,
  perché era proprio dentro la legge fiscale, la norma e altre leggi,
  che  di  fatto hanno penalizzato la nostra realtà e che  non  hanno
  trovato ascolto.
   Per  ultimo,  io  dico due cose: noi abbiamo,  in  questi  giorni,
  parlato  della necessità che la Regione facesse sentire la  propria
  voce su quello che sta accadendo in una parte importante del mondo,
  a  Gaza.  Abbiamo detto: "siamo consapevoli che là non si può  fare
  soltanto un intervento, è necessario partire anche dall'obbligo  da
  fare  ad Hamas, di restituire quelli che sono i prigionieri, quelli
  che  sono  stati  presi in ostaggio", ma abbiamo  pure  detto:  "si
  permetta  l'aiuto  umanitario"; abbiamo detto al  Presidente  della
  Regione, al Presidente dell'Assemblea: "si faccia sentire  la  voce
  al  Ministero  degli  Esteri", si dica che  la  Sicilia  ha  questa
  posizione.
   Non  abbiamo avuto neanche risposte e concludo, signor Presidente.
  Ho  sentito  le  colleghe giustamente richiamare un  tema;  io  non
  richiamo   il   tema   della   doppia  preferenza",   le   colleghe
  giustamente, alcune di esse lo pongono.
   Pongo  un'altra questione  femminile : noi abbiamo  approvato  una
  legge, signor Presidente, una norma, due articoli importanti per la
  sanità,  uno  riguardava le cure palliative, quelle  che  si  fanno
  nella  fase terminale, quando c'è un tumore che assale il corpo  di
  una  persona, perché mancavano i medici, i medici per fare le  cure
  palliative, e quella norma è stata approvata in Aula ed  è  passata
  poi,  alla  fine,  in  Assemblea,  ed  infine  è  stata  applicata.
  Addirittura,  abbiamo permesso di creare i medici che danno  queste
  medicine  così delicate, così significative, però per  alleviare  i
  dolori  terminali; abbiamo permesso a questi medici, pur non avendo
  una specializzazione, di operare nel settore. E poi un'altra norma,
  che  era  quella relativa ai non obiettori, perché  ci  sono  tanti
  ospedali  che non hanno questi specialisti e, quindi,  non  si  può
  arrivare all'interruzione di gravidanza.
   Ebbene,  il  Governo  nazionale - lo  dico  anche  alle  Assessore
  presenti  qui in Aula - l'Assessora per il turismo, lo sport  e  lo
  spettacolo  e  l'Assessora  per il territorio  e  l'ambiente  -  ha
  impugnato  quella norma, il Governo amico, non perché  noi  abbiamo
  fatto   la  legge  sull'aborto,  perché  la  legge  sull'aborto   è
  nazionale,  ma  perché  abbiamo fatto  una  legge  che  deve  avere
  l'obiettivo della tutela della salute anche nei confronti di coloro
  che  fanno  l'interruzione di gravidanza, perché possano  farla  in
  condizioni  serie,  in una struttura sanitaria  pubblica   È  stata
  impugnata  ed  il Governo regionale non ha chiesto  chiarimenti  al
  Governo nazionale
   È inaccettabile che su questo piano ci sia il silenzio
   Ecco perché cogliamo l'occasione per dire al Governo regionale  di
  muoversi in tal senso. È inaccettabile
   Che  cosa  si  vuole?  Che  sull'aborto  si  torni  soltanto  alle
  strutture  private?  Che  si  faccia a  casa?  Che  si  faccia  nel
  sottoscala, utilizzando mezzi che non sono quelli sanitari?
   Questo è inaccettabile, signor Presidente
   Colgo l'occasione per dire che sono questi i temi importanti,  non
  il deputato supplente.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, cercherò di essere  davvero  breve.
  Stucchevole  questa  discussione in  Aula,  però  l'intervento  che
  inizio  a fare deve essere un intervento che parte con una  battuta
  dentro  quest'Aula, perché non c'è rispetto da  parte  del  Governo
  regionale nei confronti della sua stessa maggioranza, nei confronti
  del  Presidente Abbate, che da dodici o tredici mesi ha una riforma
  degli  enti locali bloccata in Aula, in cui, addirittura, c'è anche
  una norma sul consigliere supplente.
   Però, quando il Presidente della Regione chiama agli ordini, tutti
  dobbiamo correre per esprimere il parere
   E  lo  dico  al  mio collega Lombardo, che poco fa  è  intervenuto
  parlando della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Collega  Lombardo,  al di là dell'opposizione dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari, c'è un Regolamento che prevede i 60 giorni  in
  cui  dobbiamo esprimere - altrimenti ritorna a Roma - e, quindi,  è
  inutile  che  dica in questo modo, però poteva anche lei  obiettare
  "noi lo abbiamo detto".
   Oggi, però, è stucchevole, Presidente Di Paola, questo argomento.
   Ringrazio i miei colleghi, ringrazio l'onorevole Safina che  è  in
  Commissione  Statuto,  ringrazio  quelli  che  si  sono  opposti  e
  ringrazio  anche Gianfranco, che poco fa ha fatto un  intervento  -
  non ci troviamo mai d'accordo ma oggi ci siamo trovati d'accordo  -
  per garantire quella che è l'autonomia di questa Regione.
   Hai  detto  bene, perché quando qualcuno ha fatto  riferimento  ai
  consigli regionali in cui c'è già il deputato supplente, una  legge
  che comunque la Regione ha approvato come consiglio regionale, l'ha
  approvata la Regione, non è una Regione a statuto autonomo come  la
  nostra, a statuto speciale come la Sicilia.
   Oggi  ci  troviamo qui, Presidente Di Paola, di fronte ad un'altra
  arroganza da parte del Governo regionale in cui il Parlamento  -  e
  io  ormai  lo  dico da settimane, ed è un messaggio  che  diamo  al
  Presidente della Regione -, perché non entro nel merito,  lo  hanno
  fatto  bene  i  miei  colleghi che mi hanno  preceduto,  Cracolici,
  Safina,  non entro nel merito di quello di cui stiamo parlando  dal
  punto di vista tecnico, lo dico dal punto di vista politico.
   È  preoccupante  e lo dico, Presidente Di Paola, preoccupante  che
  noi  ci  troviamo - poco fa non so chi leggeva - a dovere  eseguire
  come Regione siciliana quella che è la volontà politica da parte di
  un  disegno  di legge che viene presentato da Gasparri o  da  altri
  esponenti  della  maggioranza  e di  Forza  Italia  e  ci  dobbiamo
  esprimere.
   Io  le  chiedo adesso, mentre sto parlando, Presidente  Di  Paola:
  oggi voglio votare, voglio poter esprimere, voglio poter dire, come
  è  stato fatto in forma palese, chi è favorevole e chi è contrario.
  E  lo dico anche ringraziando i due componenti del Governo: poco fa
  vedevo che c'era l'assessore Aricò, ora non lo vedo. Ovviamente  si
  tratta  di un argomento che, magari, sembra un argomento sul  quale
  noi  tanto ci dobbiamo esprimere; il parere non è vincolante,  come
  dice   il  mio  collega  Giorgio  Assenza,  Presidente  del  Gruppo
  parlamentare  di Fratelli d'Italia. Siccome questo è un  tema  che,
  comunque, approviamo o non approviamo, tanto alla fine ci  dobbiamo
  esprimere e, quindi, arriva a Roma.
   Noi  l'abbiamo detto anche in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari che questo era un tema che apriva tante riflessioni  e
  le sta aprendo, perché oggi noi ci dobbiamo opporre a quella che  è
  un'invasione,  un'invasione  nei  confronti  della  Sicilia  e  nei
  confronti  del Governo nazionale, perché c'è un disegno  di  legge,
  quindi  l'esecutore è Schifani, che non ha nemmeno il  rispetto  di
  essere in Aula e venire a difendere quello che è questo parere  che
  noi dovremmo dare.
   Ed  è davvero ancora più stucchevole, poco fa ho ascoltato, perché
  sono  inseriti alcuni temi: dodici deputati, non dodici,  deputati,
  vero è, la Sicilia deve sapere - noi abbiamo sbagliato, non abbiamo
  sbagliato   -  però,  intanto,  è  stato  ridotto  il  numero   dei
  parlamentari regionali siciliani: oggi da 90 siamo 70, questo è  il
  numero   Noi lo abbiamo fatto, lo abbiamo ridotto, oggi la  Sicilia
  deve  sapere  che  con  un  artifizio importante,  Roma  invece  di
  occuparsi   delle  problematiche  che  dovrebbero   essere   quelle
  riguardanti la nostra Terra, la Sicilia, e anche temi di  carattere
  importante  come  quello che il mio collega Burtone,  poco  fa,  ha
  tirato  fuori,  ebbene,  diversi temi,  uno  su  tutti,  in  questo
  momento, è stato detto, c'è l'assenza totale di un Presidente della
  Regione  che, ovviamente, non ha a cuore un tema che oggi, più  che
  mai,  rincorre  tutto il mondo, cioè quello che sta  accadendo  fra
  Palestina e Israele.
   Non si viene in Aula  noi abbiamo fatto ordini del giorno, bambini
  che muoiono, e noi siamo qua.
   Dobbiamo  esprimerci  su questo parere e,  allora,  Presidente  Di
  Paola, io le sto chiedendo, dopo questo dibattito, nel rispetto  di
  coloro  i  quali  sono dentro quest'Aula, e che da  due  ore  fanno
  questo dibattito, io mi voglio esprimere, al di là di quello che si
  dice  -  parere vincolante, non vincolante, non interessa, a  Roma,
  non a Roma - io mi voglio esprimere
   Perché  io  sono,  non  contrario,  ma  molto,  ma  molto  di  più
  contrario,  su  quello che è questo parere che noi  dobbiamo  dare,
  rimandiamo al mittente quello che ci chiede Roma rispetto a  queste
  cose.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   Onorevoli  colleghi,  io  ho  ascoltato...  un  attimo,  onorevole
  Lombardo.

   LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Io ho ascoltato, io ho ascoltato i vari interventi. Vi
  devo  dire  che  ci  sono  ancora altri iscritti  a  parlare  nella
  discussione  generale,  però reputo, anche ascoltando  l'intervento
  dell'onorevole  Burtone,  come  di tanti  altri  colleghi,  che  il
  Governo  possa esprimersi pure su questo tema importante,  un  tema
  che  comunque  ha visto molti interventi da parte dei  deputati  e,
  quindi, riconvoco l'Aula per martedì.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata, pertanto, a martedì  30
  settembre  2025,  alle  ore 15.00, con il seguito  dell'ordine  dei
  lavori.

         (Interruzioni e proteste da parte delle opposizioni)

                 La seduta è tolta alle ore 17.14 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                       XVIII SESSIONE ORDINARIA


                         206a SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 30 settembre 2025 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -PARERE,  AI  SENSI DELL'ART. 41 TER, COMMA 3,  DELLO  STATUTO
       SICILIANO, SUL PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE A.S. N.  1541:
        Modifica all'articolo 9 dello Statuto della Regione siciliana di
       cui al regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito
       in legge costituzionale dalla legge costituzionale 26 febbraio
       1948,  n.  2, in materia di incompatibilità tra la  carica  di
       assessore regionale e l'ufficio di deputato regionale.  (Seguito)

            Relatore di maggioranza: On. Mancuso

            Relatore di minoranza: On. Varrica

    III  -  ELEZIONE  DI  UN  COMPONENTE DELLA SEZIONE  REGIONALE  DI
       CONTROLLO DELLA CORTE DEI CONTI PER LA REGIONE SICILIANA

  IV -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio  ai
      sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
      23  giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
      D.F.B. 2024. Mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre  (n.
      930/A)

            Relatore: On. Daidone

   2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio  ai
      sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
      23  giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
      D.F.B. 2025. Mese di gennaio  (n. 931/A)

            Relatore: On. Daidone

   3)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio  ai
      sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
      23  giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
      D.F.B. 2025. Mese di febbraio  (n. 932/A)

            Relatore: On. Daidone

   4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio  ai
      sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
      23  giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
      D.F.B. 2025. Mese di marzo  (n. 953/A)

            Relatore: On. Daidone

   5)  Aree  a burocrazia semplificata e a legalità controllata   (n.
      832/A Stralcio II/A) (Seguito)

            Relatore: On. Vitrano

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella