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Resoconto d'Aula della Seduta n. 213 di mercoledì 05 novembre 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.40

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli   Dipasquale,   Gallo,
  D'Agostino, Balsamo e Lantieri hanno chiesto congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sunseri sarà in missione  dal
  2 al 4 dicembre 2025.
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Credo  che stiano arrivando i congedi  dell'onorevole
  Geraci  e dell'onorevole Figuccia. Serve una nota; in attesa  della
  nota,   sembrerebbe  che  ci  siano  altri  due   congedi:   quello
  dell'onorevole   Figuccia   l'ha,  appena,   comunicato   in   Aula
  l'onorevole  Laccoto e attendiamo, onorevole Laccoto,  gentilmente,
  che  possa  pervenire  la richiesta; e dell'onorevole  Ferrara  del
  Gruppo di Fratelli d'Italia.
   Quindi, mentre aspettiamo questi congedi che, formalmente, vengano
  trasmessi alla Presidenza, sospendiamo l'Aula fino alle ore 16.00.
   Alle  ore  16.00, riprenderemo con i debiti fuori  bilancio  e  la
  NaDEFR.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.43, è ripresa alle ore 15.55)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Giuffrida,   Figuccia,
  Geraci, Lombardo Giuseppe e Sciotto sono in congedo per oggi.


  Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e
          finanza regionale (NaDEFR) per gli anni 2026 - 2028

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di economia  e
  finanza regionale (NaDEFR) per gli anni 2026-2028.
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  alla medesima assegnato.
   Ha  facoltà  di parlare il presidente della Commissione  Bilancio,
  onorevole Daidone, per svolgere la relazione.

   DAIDONE,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, come  è  noto,  il  Documento  di
  economia e finanza regionale rappresenta, nel quadro normativo,  il
  principale  strumento della programmazione economica e politica  di
  bilancio di medio termine.
   Il  Documento di economia e finanza, DEFR, per gli anni 2026-28  è
  stato  approvato dalla Giunta regionale il 30 giugno 2025. La  nota
  di  aggiornamento del DEFR è stata presentata, dal Governo, al fine
  di  adeguare  tale documento alle mutate condizioni dello  scenario
  economico  di  riferimento,  e tale documento  aggiorna  quello  di
  aprile  e  costituisce  l'atto preliminare alla  definizione  della
  legge di bilancio.
   La  NaDEFR  si  compone  di tre parti: il  contesto  economico  di
  riferimento,  le politiche regionali e le politiche della  Regione,
  il   quadro  finanziario  unitario  della  Regione  e  la   manovra
  correttiva.
   Nella   prima  parte  si  aggiorna  il  quadro  macroeconomico   e
  finanziario, ricostruendo il contesto nazionale e internazionale in
  cui  si  inserisce  quello regionale, sulla base dell'analisi  così
  condotta  e  delle proiezioni economiche elaborate.  Nella  seconda
  parte  sono  riportate  le  modifiche, rispetto  ai  contenuti  del
  documento, alle politiche di settore.
   Nella   terza   sezione  si  procede  all'analisi  della   sezione
  finanziaria   della  Regione,  soffermandosi  in  particolare   sul
  recupero del disavanzo della Regione e sulle previsioni tendenziali
  delle entrate erariali. Il Governo nazionale aveva indicato per  il
  2025,  a  legislazione vigente, una crescita  PIL  pari  allo  0,5,
  rivista  ora, potenzialmente, al ribasso 0,1 per tenere  conto  del
  mutato  contesto  internazionale. Il Governo  regionale  ha  quindi
  aggiornato  le stime di crescita, come rappresentato nelle  tabelle
  che seguono.
   Nella  seconda parte del documento, come accennato, sono riportate
  le novità inerenti le politiche di settore.
   Preme   sottolineare  che  il  documento,  nel  delineare   alcune
  politiche  di settore, ne individua anche gli strumenti  attuativi,
  con le anticipazioni di nuove misure e rifinanziamenti di leggi  di
  spesa.
   L'ultima  parte della Nota di aggiornamento contiene la situazione
  finanziaria della Regione. Il Governo stima, nei prossimi anni,  di
  poter   azzerare   il   disavanzo   e   generare   un   avanzo   di
  amministrazione.  Ciò  avrà conseguenze  anche  sulla  destinazione
  degli accantonamenti, che dovranno essere effettuati a partire  dal
  2026.
   La  Commissione Affari istituzionali, altresì, ha formulato  delle
  proposte  integrative  del  documento relative  ai  seguenti  temi:
  aumento del Fondo autonomie locali, aumento delle ore di lavoro per
  il  personale degli enti locali, predisposizione di nuovi piani  di
  protezione civile agli enti locali - anche prevedendo nuovi fondi -
  e riforma della Polizia locale.
   La Commissione Bilancio si è espressa favorevolmente sulla Nota di
  aggiornamento, condividendo le proposte formulate dalla Commissione
  Affari istituzionali. Avrei finito, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente Daidone.
   Ci  sono  interventi? No. Allora, mettiamo... ho chiesto, ci  sono
  interventi?  Non  ha alzato la mano. Mi ero preoccupato,  onorevole
  Catanzaro, perché oggi ancora non l'avevo sentita  (sorride)
   Prego,  onorevole Catanzaro. Chi sono gli iscritti? Così chiudiamo
  la  lista  degli  iscritti. Allora, Catanzaro, Spada,  La  Vardera,
  Venezia, Safina, Campo, Marano, Giambona.
   Quindi,  Catanzaro,  Spada, La Vardera,  Venezia,  Safina,  Campo,
  Marano,  Giambona, Cambiano. Ci sono altri? Gilistro.  Finiamo  con
  l'onorevole...  ah, Burtone, ci mancherebbe. Quindi,  riepilogando,
  Giambona,   Cambiano,   Gilistro,  Burtone.   Sono   conclusi   gli
  interventi.
   Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Grazie, Presidente. Non possiamo non iniziare i  lavori
  di  questa  giornata  d'Aula...Presidente,  le  chiedo  se  mi  può
  ascoltare un minuto.

   PRESIDENTE. Io l'ascolterò tutti e cinque i minuti, prego.

   CATANZARO.  Perché  faccio  una  breve  parentesi.  Lei  ieri  non
  presiedeva   quest'Aula  e  durante  l'iter  delle   interrogazioni
  parlamentari sulla sanità noi, come Gruppo di opposizione,  abbiamo
  abbandonato  i  lavori  dell'Aula,  perché  ancora  una   volta   -
  Presidente  dell'Assemblea - in una situazione davvero particolare,
  drammatica,  in una situazione inquietante, come in queste  ore  la
  definiamo  rispetto  alle notizie che tutti noi  leggiamo,  abbiamo
  messo  dentro  un tema, che era quello del diritto  alla  salute  e
  della sanità.
   E  purtroppo,  signor  Presidente, sto facendo  questo  intervento
  proprio  alla sua presenza, perché ricorderà bene che - giugno  del
  2025  -  noi  chiediamo  con insistenza la  presenza  in  Aula  del
  Presidente  della Regione, che si ostina a non venire a parlare  di
  un  tema che si chiama  diritto alla salute e sanità'. E lo diciamo
  alla  luce  di quello che sta avvenendo in queste ore, perché  sono
  tante le cose che stanno emergendo.
   Proprio  ieri  noi  abbiamo  abbandonato  l'Aula  e  oggi,  signor
  Presidente,  siamo nuovamente, come opposizione, dentro quest'Aula.
  Vedo alcuni colleghi di maggioranza presenti, però c'è un documento
  come  avevamo  stabilito in Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  che è  quello della NaDEFR, per poter  proseguire  e
  dare la possibilità al Governo di presentare la legge di stabilità,
  per  andare  avanti,  e ancora una volta, Presidente  Galvagno,  il
  senso  di  responsabilità da parte prima  del  Gruppo  del  Partito
  Democratico, ma di tutte le opposizioni, ci impone di stare  dentro
  quest'Aula  a  parlare  di  quelle  che  sono  le  sorti,  sono  la
  finanziaria e il bilancio di questa Regione.
   Cosa diversa, ancora una volta stiamo vedendo dentro quest'Aula la
  maggioranza,  alla  quale  pare che ci  sono  delle  cose  che  non
  appartengono; vengono soltanto in alcune occasioni, quando si  deve
  votare;  e  lo  dico ai colleghi di maggioranza, senza  offesa  per
  nessuno:  noi  ancora una volta dimostriamo - assessore  Dagnino  -
  responsabilità, da opposizione
   È  chiaro  che  entro nel merito della NaDEFR che è  un  documento
  dove...saranno poi i colleghi Venezia, che ovviamente  è  stato  in
  Commissione  Bilancio , e altri colleghi che interverranno  proprio
  per  dare  il giudizio sul piano tecnico di quello che si presenta,
  ma  io  due cose le devo dire. Che c'è una forte caduta - assessore
  Dagnino  -  di almeno un 10 per cento su un settore, che  è  quello
  dell'agricoltura, se non ho visto male, ma pare che sia così, ed  è
  un  settore  portante.  È  un settore che noi,  ogni  qualvolta  ci
  accingiamo  a portare avanti un documento finanziario, lo  mettiamo
  quasi in secondo piano. E invece no  L'agricoltura in tutti i  suoi
  aspetti  è  un  settore nevralgico, importante; è  un  settore  che
  diventa  portante, soprattutto per l'economia di questa Regione.  E
  ancor  di più per gli eventi di siccità che si ripetono e che hanno
  caratterizzato  questa  stagione agraria, ormai  da  diversi  anni,
  mentre  ovviamente noi, assessore Dagnino, è come  se,  magari  con
  qualche  intervento  di  qualche  milione  di  euro  nei  confronti
  dell'agricoltura,  abbiamo pensato di dare dignità  ad  un  settore
  che,  invece,  come  noi  chiediamo, ad  esempio  sui  settori  dei
  forestali,  su  tanti  altri  settori che  riguardano  il  comparto
  agricolo, non ci sono, ma non ci sono nemmeno accorgimenti da parte
  del Governo.
   Nonostante  i  fondi del PNRR riteniamo...sappiamo che  ovviamente
  c'è una difficoltà di spesa ed è un governo regionale che dovrebbe,
  come  dire, valutare quelle che sono le risorse da spendere con  il
  PNRR, ma ci rendiamo conto, invece, che molti sono i fondi che  non
  si spenderanno.
   E  allora ci chiediamo: cosa succederà? Questo Governo, cosa farà?
  Inoltre,  dico,  ci  sono i toni trionfalistici di  questo  Governo
  regionale  e  allora, assessore Dagnino, io ritengo che  meno  toni
  trionfalistici più concretezza rispetto alle norme e  alle  risorse
  da mettere dentro. Aspettiamo con ansia a questi 2 miliardi di euro
  che  serviranno alla Regione per dare risposte, e ritengo  che  non
  avete più scuse, sto completando.
   Perché  sono  tante  le  risorse che, ovviamente,  possono  essere
  erogate e che si stanno erogando in questi anni, ma è tanta,  tanta
  l'approssimazione di questo Governo nell'affrontare  le  emergenze,
  partendo  dall'edilizia a finire a quella dell'agricoltura,  anche,
  dico,  a finire a quella della crisi morale, dalla quale non potete
  più sottrarvi ormai, perché è un argomento che prima o poi, proprio
  su e con la sanità, dentro quest'Aula bisognerà affrontare. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Onorevole Catanzaro.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   Antonino.   Signor  Presidente,  non   mi   soffermerò
  particolarmente  sulla  NaDEFR per due  motivi:  uno  è  la  solita
  accozzaglia di dati sparati a caso e decontestualizzati.  Ci  manca
  poco  che leggeremo che il Prodotto Interno Lordo della Sicilia  ha
  superato quello degli Stati Uniti; dopodiché il boom economico, che
  solo il Presidente Schifani vede, troverà la sua sacralità, la  sua
  consacrazione  nei  testi sacri di scrittura  fantascientifica  che
  presentate, ogni qual volta ne avete l'occasione, davanti a  questo
  Parlamento.
   Quanto,  Presidente, per porre l'accento sul  momento  che  questo
  Governo  e questo Parlamento devono affrontare. La NaDEFR, infatti,
  è  l'anticamera della legge di stabilità che, a breve -tecnicamente
  la  settimana prossima - il Governo trasmetterà all'Aula e inizierà
  il  suo percorso sino all'approvazione, che presumibilmente avverrà
  a fine dicembre.
   E  questo  succede all'indomani di una richiesta  di  arresto,  di
  un'indagine  che scuote dalle fondamenta il Governo che  ha  appena
  esitato,  con  anche  la  presenza  di  due  assessori  -  qui  c'è
  l'assessore Messina - che fanno capo alla Democrazia Cristiana, che
  in  questo  momento,  vede il suo segretario regionale,  nazionale,
  fondatore,  dominus,  padre, nuovamente al  centro  dell'attenzione
  della  Procura palermitana per dei fatti che, al netto dei risvolti
  penali   che   avranno,  sono  certamente  deplorevoli.   La   sola
  constatazione,  le  sole  vicende  che  vengono  trascritte   nelle
  intercettazioni  fanno accapponare la pelle a  qualsiasi  siciliano
  abbia il dispiacere di doverle leggere.
   E  allora  io  già mi chiedo, per esempio, all'interno  di  questo
  testo,  le  norme che la Democrazia Cristiana ha voluto trasmettere
  alla  delibera  di Giunta, a cosa sono orientate? All'interesse  di
  partito?  A condurre una politica clientelare? O all'interesse  dei
  siciliani?  Io  questa  domanda, oggi, sento  di  dovermela  porre,
  signor Presidente.
   Voglio  capire, ora, il Governo come intende andare avanti davanti
  alle contestazioni che gli vengono mosse non dalle opposizioni,  ma
  dalla   Procura  della  Repubblica.  Io  voglio  capire  con  quale
  coraggio,  con  quale sfacciataggine verrete in  Aula  a  difendere
  determinati provvedimenti, dove che poi noi leggiamo che gli scopi,
  a volte, erano diversi da quelli del bene dell'interesse pubblico.
   Io vorrei capire il presidente Schifani come intende andare avanti
  col  numero di inchieste che riguardano questo Parlamento e  questo
  Esecutivo  ormai delegittimato, non solo da un'incapacità  politica
  totale,  ormai  riconosciuta da tutti, perché non  siete  stati  in
  grado  non di fare approvare ma di portare in Aula una sola riforma
  degna di questo nome, e questo vi rende palesemente incapaci; ma in
  questo  momento siete diventati anche inopportuni per ricoprire  le
  cariche  e i ruoli che rivestite, non siete credibili, avete  perso
  ogni  autorevolezza, ogni capacità di... Io non so nemmeno come  si
  svolgono, in questo momento, i dialoghi tra di voi, perché  non  si
  sa   in   quanti  siete  in  questi  dialoghi.  Assessore  Dagnino,
  purtroppo, è un dato di fatto quello che io sto adesso narrando con
  la  serenità  di  chi  non vuole né fare il  censore  né  elaborare
  giudizi  preventivi, però è un problema di legittimità. Voi  questa
  fantasmagorica  finanziaria,  colma di  centinaia  di  milioni,  di
  titoli  roboanti  e  di dati contenuti nella  vostra  NaDEFR,  dove
  sembra  che  tutto vada rose e fiori, quando invece  la  gente  non
  arriva  a  fine  mese, non riesce a comprare i medicinali  e  siamo
  penultimi nell'erogazione dei LEA, al punto tale che mezzo  milione
  di  siciliani hanno abbandonato la Sicilia, o spendiamo 240 milioni
  di  euro  l'anno per andarci a curare fuori, o attendiamo  due  tre
  anni per fare la Tac, la mammografia o un esame specialistico
   Nel frattempo, voi scrivete corbellerie nei documenti che avete il
  coraggio   di  depositare,  pubblicare  e  trasmettere  qua,   alle
  Commissioni, dove peraltro neanche venite perché non avete  neanche
  il  coraggio  di illustrare quelle quattro scritture farlocche  che
  presentate. Con quale legittimità? Questa è la domanda,  io  vorrei
  capire  voi qua come venite, sui banchi della maggioranza la faccia
  non  la  mettono, perché non c'è nessuno, guardate, la faccia  loro
  non la mettono. E poi, voi come fate?

                    (Proteste dai banchi di centro)

   PRESIDENTE. Si avvii alla conclusione, onorevole.

   DE   LUCA   Antonino.  Caro  assessore  Dagnino,  caro  Presidente
  Galvagno,  il  problema  politico è  grave,  perché  il  presidente
  Schifani  dovrebbe venire qui, già doveva venire  per  fare  l'Aula
  sulla  sanità,  ma  non ha il coraggio di venire  a  parlare  della
  sanità  in  Aula, perché sa che ha tradito tutti gli impegni  e  le
  promesse  che  aveva assunto in Parlamento e con i siciliani,  solo
  uno  ne ha mantenuto, il presidente Schifani, in termini di sanità,
  quando   diceva  che  avrebbe  gestito  tutto  quello  che   poteva
  attraverso  il settore privato, quella è l'unica promessa  che  sta
  cercando di portare avanti, perché per il resto anche sulle  nomine
  dei direttori generali, il prossimo che sarà rimosso è Caltagirone,
  ma  non perché non ha ridotto le liste d'attesa, non perché non  ha
  centrato gli obiettivi connaturati al suo ruolo, ma perché è finito
  in un'indagine, troppo facile così.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.

   DE  LUCA  Antonino.  Un attimo solo, Presidente Galvagno,  avremmo
  dieci minuti sulla discussione generale, se non erro.
   Vede  assessore  Dagnino, io una cosa  le  dico:  un  conto  è  la
  responsabilità  giudiziaria delle nostre  azioni,  un  conto  è  la
  responsabilità  politica, e chi va davanti agli  elettori  o  viene
  davanti  al  Parlamento o enuncia un programma o scrive quello  che
  scrivete voi sulla NaDEFR, poi dovrebbe avere il coraggio,  proprio
  il  minimo, di metterci la faccia  Io, guardi, sono sempre stato un
  oppositore   feroce  del  Presidente  Musumeci,  ma  il  Presidente
  Musumeci, se c'era una situazione del genere, veniva qua  e  diceva
  quello che doveva dire, si difendeva, si arrampicava sugli specchi,
  le  prendeva e cercava di darle, però veniva in Aula se  ci  doveva
  venire,  e questo glielo devo riconoscere nonostante io non  gliene
  abbia  mai  risparmiata una, mai  Qua, invece, io devo parlare  con
  voi,  vi  rendo  merito  di essere qui, ma il  presidente  Schifani
  scappa,  scappa quando si finisce sui giornali perché  ci  sono  le
  inchieste, scappa quando ci sono i referti consegnati in ritardo  a
  Trapani  e  la  gente muore, scappa quando ci sono  i  problemi  di
  poltronite che bloccano il Governo, scappa quando l'Aula boccia  la
  metà delle norme con 18 voti, dall'altro lato, scappa...  Non ha il
  coraggio  di  venire  qui  Adesso, quando  verrà,  in  Finanziaria
  Quando  deve  ricompattare, perché se no gli  cappottano  di  nuovo
  tutte  cose?  È  questo il Presidente della Regione che  merita  la
  Sicilia?  È questa l'autorevolezza del Governo Schifani? Ma  glielo
  volete  andare a dire che il Parlamento reclama la sua  presenza  e
  che non può più negarla? Doveva venire entro il 6 ottobre. Questa è
  l'ultima promessa farlocca che ha fatto  Oggi, è novembre iniziato,
  noi ancora lo aspettiamo. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA. Guardi, signor Presidente, oltre a contestare, diciamo,  la
  modalità con cui arriviamo a questa discussione, a questa  Nota  di
  aggiornamento  del Documento  economico-finanziario della  Regione,
  perché  non  è  stato appunto discusso nelle varie  Commissioni  di
  merito,  noi  oggi ci siamo trovati a dover rinviare la Commissione
  perché,  appunto, non erano stati rispettati i tempi e non  abbiamo
  avuto  neanche modo di approfondire la questione che ha interessato
  la  Commissione specifica, così come anche in Commissione UE non si
  è presentato il Governo per discutere questa Nota di aggiornamento.
  Ma  tralasciando  questo, abbiamo avuto modo  di  analizzare  e  di
  vedere  come  in questa Nota di aggiornamento si fanno  riferimenti
  specifici su alcune misure, misure che da un lato questo Governo di
  centrodestra, il Governo nazionale, il Governo Meloni ha deciso  di
  abolire. E parlo degli incentivi che hanno riguardato il bonus  110
  per  cento. È notizia di oggi che nella prossima legge di  bilancio
  non  saranno  previsti questi incentivi, dall'altro la  Regione  in
  questa  Nota  di  aggiornamento  si  vanta  dell'incremento   della
  produzione   soprattutto   in  un  settore   specifico   -   quello
  dell'edilizia  -  che  appunto  è  stato  determinato   da   quegli
  incentivi;  e  allo stesso modo in questa Nota di aggiornamento  si
  parla di una vivacità nella spesa delle famiglie siciliane, facendo
  intendere che c'è un trend positivo rispetto ai consumi.
   Guardate, io rimango allibito perché dire che ci sia una  vivacità
  da  parte delle famiglie siciliane sulla spesa, considerato che  la
  nostra  Regione  è  una regione che soffre in maniera  profonda  la
  crisi occupazionale, lo sviluppo anche industriale di cui non si  è
  parlato  all'interno di questa nota perché, guardi  Assessore,  lei
  non  ha parlato neanche in un rigo del polo industriale di Siracusa
  che rappresenta il 51% del Pil della provincia di Siracusa, che  ha
  aumentato del 60% la cassa integrazione nell'ultimo periodo,  salvo
  poi   ritrovarmi   invece  nel  documento,  in   questa   Nota   di
  aggiornamento,  il  fatto  che  c'è  una  diminuzione  della  cassa
  integrazione  in Sicilia  Ma come si può pensare di non  tenere  in
  considerazione  il  polo petrolchimico di Siracusa  e  della  crisi
  profonda   che  sta  attraversando,  con  un  comparto   che   vede
  l'occupazione  di  più di diecimila lavoratori e non  pensare,  non
  considerare degno di attenzione un settore strategico come  quello?
  E  ancora, si aggiunge che c'è una crescita delle aziende  e  delle
  attività  che vengono aperte in Sicilia pari allo 0,45%, perché  si
  fa  il  raffronto  tra  le  imprese che  hanno  aperto  nell'ultimo
  trimestre - ovvero cinquemila - e quelle che hanno chiuso -  ovvero
  tremila  -  determinando un trend positivo di duemila  imprese  che
  sono rimaste in vita.
   Assessore, noi ci dovremmo interrogare sul perché tremila  imprese
  nell'ultimo  trimestre hanno chiuso, e non perché hanno  aperto  le
  ultime  cinquemila,  perché gli incentivi che sono  stati  dati  da
  parte  del  Governo regionale, magari hanno condizionato l'apertura
  di nuove imprese, anche per esempio dedicate alle startup, come nel
  caso  delle  attività produttive, nell'ultimo  bando  che  è  stato
  pubblicato  destinato  appunto  alle  startup,  senza  interrogarsi
  invece su quello che è il sostegno vero all'impresa.
   E  allora, Presidente, io ritengo che questa Nota di aggiornamento
  sia  priva  di un'anima, sia priva di una programmazione  vera  che
  tenga  conto  dei  reali  problemi che oggi affrontano  le  imprese
  siciliane,  le famiglie siciliane, che affronta la nostra  Regione.
  Perché  tiene  conto,  da una parte, delle ingenti  somme  messe  a
  disposizione  da parte della Comunità Europea, oltre ai  fondi  del
  PNRR, ci sono i fondi del PO-FESR, i fondi di sviluppo e coesione e
  quindi  si  vanta, diciamo, di una situazione che ci deriva  da  un
  lavoro minuzioso, scrupoloso, portata avanti dal precedente Governo
  italiano,  -  all'epoca c'era Gentiloni -, che ci ha consentito  di
  attingere ad una risorsa e a delle risorse così importanti come  il
  PNRR, mai viste nella storia della nostra Nazione.
   E  quindi, penso che noi oggi dovremmo invece fare una riflessione
  profonda sulle crisi aperte nei vari settori, così come quello  del
  petrolchimico della zona industriale, che rischia di chiudere e che
  rischia  di  compromettere lo sviluppo non solo della provincia  di
  Siracusa ma dell'intera Regione, Grazie.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
   È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA VARDERA. Grazie, Presidente dell'Assemblea, onorevoli colleghi,
  membri del Governo.
   Presidente,   io  ritengo  che  noi  ancora  oggi  in   quest'Aula
  dimostriamo  di  essere completamente scollati dalla  realtà  e  da
  quello che sta accadendo fuori da questo Palazzo -  mi dispiace che
  ha   sostituito  il  Presidente  Galvagno,  non  meno  per  la  sua
  autorevole figura, c'è il Presidente Di Paola, che secondo me  farà
  da portavoce rispetto a questa richiesta.
   Io  ritengo  che  il Presidente Schifani debba venire  in  Aula  a
  raccontare cosa sta facendo il vero Presidente della Regione, alias
  Totò Cuffaro.
   Perché il vero Presidente della Regione, si chiama Totò Cuffaro  e
  il  Presidente  eletto democraticamente ha l'obbligo di  raccontare
  cosa sta accadendo all'interno dei palazzi del potere; si parla  di
  un  comitato  d'affari,  si parla di associazione  a  delinque,   -
  garantisti,  tutti,  fino  a  prova  contraria,  innocenti  -    ma
  rimangono i fatti e quei fatti raccontano di una Regione in mano  a
  uno  sparuto gruppo di soggetti, che determinerebbe addirittura  il
  futuro e le sorti di questa Regione in ogni ambito.
   Allora,  caro Presidente Di Paola, noi non possiamo fare finta  di
  nulla:   noi  abbiamo  l'obbligo  di  disquisire  di  questi   temi
  all'interno  di quest'Aula, abbiamo l'obbligo morale e politico  di
  chiedere  al  Presidente della Regione di riferire urgentemente  in
  Aula,  rispetto  ai  fatti  che  inevitabilmente  lo  vedono  anche
  protagonista, che inevitabilmente lo vedono come presidente silente
  che sta subendo di fatto una detronizzazione, voluta artatamente da
  Totò Cuffaro.
   Se  prima  chiamavo  re Schifani, adesso mi devo  rivolgere  a  re
  Cuffaro,  perché  abbiamo dimostrato e dimostriamo,  attraverso  il
  lavoro della procura della Repubblica di Palermo che ringraziamo  e
  non  smetteremo  mai  di  farlo, che c'è  un'intensa  attività  che
  determina  uno  svilimento della Regione siciliana a  interessi  di
  pochi
   Noi  non possiamo fare finta di nulla, non possiamo fare Aula come
  se   nulla   fosse  e  non  possiamo  non  chiedere  compattamente,
  unitamente, una presa di posizione del governatore Schifani che non
  si  può  limitare soltanto a una fugace fiducia della Magistratura,
  che  è  ovvio, tutti quanti abbiamo fiducia nella Magistratura,  ma
  c'è  un  piano politico e non possiamo permetterci che la  politica
  arrivi sempre dopo, e arrivi sempre dopo la Magistratura
   Oggi, la politica ha il compito e il dovere di arrivare un secondo
  prima: se oggi questo soggetto sta vedendo il potere che ha avuto è
  perché  il Presidente della Regione gli ha permesso di comandare  e
  governare  la Regione, anche a discapito degli alleati - attenzione
  -  perché il tema è anche quello. Il presidente Schifani ha  deciso
  di  mettere  alla  finestra i suoi alleati,  Fratelli  d'Italia  in
  primis,  per un lavoro pericolosissimo portato avanti da Cuffaro  e
  dalla  Lega, che oggi fa a gara per sfilarsi e dire che  non  stava
  facendo  questo  accordo,  e mi rivolgo  ai  colleghi  di  Fratelli
  d'Italia: abbiate un sussulto di dignità, abbiate coraggio, abbiate
  coraggio  e staccate la spina a questo Governo che sta dimostrando,
  non  solo  di  mettervi  all'angolo, ma  di  amministrare  la  cosa
  pubblica   come  se  fosse  interesse  privato   Tutto   questo   è
  profondamente pericoloso, tutto questo è profondamente preoccupante
  e  davanti  a  questo scenario inquietante non ci  possiamo  girare
  dall'altra  parte,  facendo finta di nulla, abbiamo  il  dovere  di
  portare  dentro  quest'Aula  la  questione  politica;  per  questo,
  Presidente Di Paola, le consegno formalmente questa richiesta  che,
  ovviamente,  passerà da una Capigruppo nella quale si  chiederà  la
  presenza del detronizzato Schifani, cà mi pari, a questo punto,  nu
  poco  piatusu, perché, a questo punto, me la sono presa sempre  con
  lui,  l'ho  chiamato "Re Schifani"   potevo mai  sapere  che,  alla
  fine,  non  contava nulla? Che, alla fine, quello che  gestiva,  di
  fatto,  era  Totò  "vasa  vasa" e uno sparuto  di  dirigenti  della
  Regione  che decidevano persino anche, secondo quello che  dice  la
  Procura, e deve essere accertato, chi dovevano assumere all'interno
  della  Dussmann Service? Un quadro devastante  Presidente Schifani,
  io le chiedo scusa pubblicamente in quest'Aula, se me la sono presa
  con  lei.  Presidente Schifani mi scusi, io non dovevo  prendermela
  con  lei,  lei  non  passa e non conta, oggi abbiamo  tutti  quanti
  chiara questa situazione.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole La Vardera. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.  Grazie,  Presidente. Onorevoli colleghi,  rappresentanti
  della  Giunta, vorrei iniziare questo mio intervento sulla nota  di
  aggiornamento   al  DEFR,  citando  l'introduzione   dell'Assessore
  Dagnino a questo importante documento. "La Sicilia sta vivendo  una
  fase di crescita solida, un risultato del lavoro portato avanti dai
  Governi regionali di centrodestra, con politiche mirate a sostenere
  imprese, occupazione e sviluppo". Leggendo questa, ed altre  frasi,
  mi  veniva in mente una cronaca medievale che è stata attribuita  a
  un  monaco  benedettino  di nome Goffredo Malaterra  il  quale,  al
  seguito  dei Normanni in Sicilia, andava a scrivere questa  cronaca
  elogiando,  con  termini alquanto apologetici, le gesta  del  conte
  Ruggero.  Tra  queste, è nota una battaglia nel  1063  in  cui  uno
  stuolo  di  trecento cavalieri normanni sconfisse in una battaglia,
  un  esercito  di  quindicimila musulmani.  Ho  voluto  fare  questo
  esempio per riportare, su un terreno di verità e non di propaganda,
  un  documento assolutamente importante che dovrebbe fotografare, in
  maniera  nitida  la realtà delle cose siciliane e che  finisce  per
  fare  anche  un  po'  di propaganda, Assessore Dagnino.  Perché  il
  merito  della  fase congiunturale che sta vivendo  la  Sicilia,  io
  credo,  e ho ragione per crederlo anche approfondendo la questione,
  non  sia di certo per merito del governo Schifani o solo in  minima
  parte, se devo essere onesto intellettualmente.
   La  congiuntura  favorevole è frutto di una serie  di  azioni  che
  provengono  dall'esterno:  innanzitutto  la  spesa  del  PNRR,  sei
  miliardi  di  spesa  di PNRR su su 16 miliardi stanziati  -  seppur
  gestiti  con lentezza - hanno determinato, in questi mesi  e  negli
  ultimi   anni,  un  miglioramento  delle  condizioni  e  dei   dati
  macroeconomici  regionali; l'impatto dei bonus  edilizi  ha  ridato
  vigore  ad un comparto che aveva avuto una grande sofferenza  negli
  anni  passati;  le politiche pubbliche nazionali  post  Covid,  che
  hanno  sostenuto  un  insieme di attività e di  iniziative,  hanno,
  anch'esse,  contribuito - credo - a questo dato e,  in  ultimo,  il
  turismo  -  su cui ritornerò alla fine - che è, diciamo, una  delle
  leve   dell'economia   siciliana  che  ha   avuto   risultati   più
  significativi,  ma che - a mio sommesso avviso -  non  derivano  da
  un'azione  coordinata  di  programmazione  da  parte  del   Governo
  regionale.
   E'  vero, sì, c'è un incremento del numero delle imprese  e  degli
  occupati,   ma  tale  incremento  riguarda  il  settore   turistico
  ricettivo  e,  purtroppo,  si registra un  calo  significativo  del
  numero  di occupati nel comparto agricolo; proprio stamattina,  nel
  corso di un'audizione in Commissione Bilancio con le organizzazione
  di  categoria del comparto agricolo, abbiamo registrato un dato  di
  fatto e cioè: il DEFR mette in evidenza la crisi occupazionale  del
  settore  agricolo  e, dall'altro lato, la legge  di  stabilità  non
  prevede risorse per fare fronte a questa crisi.
   Io  credo  che  ci  sia un problema serio tra la fotografia  della
  diagnosi  e la cura che ne dovrebbe seguire; se il DEFR costituisce
  una  diagnosi  dello  stato dell'economia siciliana,  la  legge  di
  stabilità dovrebbe essere interpretata come una ricetta,  in  grado
  di curare, appunto, le malattie.
   Nel   comparto  edile  registriamo  -  come  ho  detto  in   altre
  circostanze  -  un  calo  del 5% della massa  salariale  nel  primo
  semestre  del  2025 rispetto al 2024, perché finito  l'effetto  dei
  bonus  io  credo  che ci sia un problema serio, anche  perché,  nel
  frattempo, sono aumentati i prezzi delle materie prime del  settore
  edile e tutto questo si complica e non crediamo - a nostro avviso -
  che  la  risposta  possa  essere  nella  legge  di  stabilità,   lo
  stanziamento   di  15  milioni  di  euro  per  i   bonus   per   le
  ristrutturazioni; ci vorrebbero cifre molto più significative se si
  vuole  fare  non  un'azione  spot ma qualcosa  di  significativo  e
  strutturale.
   Per quanto riguarda la crisi del comparto agricolo suggeriremmo di
  intervenire  -  soprattutto  per  quanto  riguarda  gli  interventi
  infrastrutturali  - attraverso le risorse extra regionali;  io  non
  credo  che una finanziaria possa stanziare risorse - per quanto  ne
  abbiamo  quest'anno una disponibilità maggiore - per interventi  di
  natura infrastrutturale, ci sono altre risorse.
   Stamattina in Commissione Bilancio ho avuto modo di dirlo - e   lo
  voglio  ribadire  anche  in questa sede - la  Corte  dei  Conti  ha
  espresso  quei  rilievi che rappresentano una  pietra  tombale  per
  quanto riguarda la realizzazione del Ponte; io ricordo che il Ponte
  sullo  Stretto  è  stato cofinanziato con un  miliardo  e  trecento
  milioni  di  euro  di  risorse provenienti  dal  Fondo  Sviluppo  e
  Coesione,  affinché  queste  risorse  non  rimangano  immobilizzate
  ancora  per  anni  sarebbe opportuno svincolare,  riprogrammarle  e
  stanziarle, in maniera seria, per due grandi questioni che sono: il
  tema  dei cambiamenti climatici e l'infrastrutturazione dei sistemi
  agricoli  relativi  all'approvvigionamento  idrico,  rispetto  alle
  quali riceviamo continue sollecitazioni ogni giorno.
   Nel  DEFR, Assessore, si fa riferimento ad una "maggiore spesa  di
  buona  qualità  e  al  rigore nei conti", difatti,  oggettivamente,
  passiamo  da un disavanzo, di due esercizi finanziari fa, di  circa
  quattro  miliardi  ad  un avanzo, nell'ultimo  consuntivo,  di  due
  miliardi    centocinquanta   milioni:   io,   più   che   esprimere
  apprezzamento   al   Governo,  vorrei   esprimere   in   quest'Aula
  apprezzamento nei confronti del Ragioniere generale, il  quale  ha,
  non  solo mantenuto i conti a posto, ma ha impedito l'assalto  alla
  diligenza  da  parte di un Governo che ha cercato di utilizzare  la
  spesa   pubblica  per  costruire  solo  clientele  e  consensi   e,
  purtroppo,  non  c'è riuscito  Perché noi sappiamo  che  una  parte
  significativa  di  quelle  risorse, al netto  degli  accantonamenti
  finanziari  a  seguito dell'accordo con lo Stato, sono  determinati
  dalla  incapacità dei Dipartimenti dell'apparato burocratico  della
  Regione di impegnare tutte le risorse stanziate entro fine  anno  e
  ogni  anno  centinaia  di  milioni  di  euro  non  si  riescono   a
  programmare  e  ad  impegnare, e quindi a  spendere,  e  alimentano
  l'avanzo che è servito finora, per fortuna, come dire, ad abbattere
  il disavanzo.
   Ma  questo non rappresenta, a nostro avviso, un merito politico di
  questo  Governo,  perché  io credo che il  rigore  nei  conti  vada
  coniugato anche con una capacità di spesa, seppure oculata, che non
  immobilizzi  risorse disponibili nel breve periodo, ma  che  spenda
  quelle  risorse per creare circuiti economici virtuosi in grado  di
  ridare una spinta all'economia: cosa che, a nostro, avviso non  c'è
  stata
   "La manovra di bilancio prevede incentivi finanziari per abbattere
  il  costo  del  lavoro  e delle imprese private",  apprendiamo  dai
  comunicati stampa.
   Ma  vorremmo  porre qui due questioni: la prima è che la  Regione,
  prima di pensare - e giustamente, per carità, è opportuno che lo si
  faccia   -   all'incentivazione  dell'imprenditoria   privata   per
  l'abbattimento dei costi dell'occupazione, farebbe bene - viste  le
  condizioni finanziarie attuali - a dare dignità ai lavoratori della
  Regione  ex-precari che ancora hanno stipendi part-time di  800-900
  euro al mese, a quei precari stabilizzati dagli enti locali che  si
  trovano nella stessa condizione.
   Anche   perché,  facendo  questo,  non  solo  diamo   dignità   ai
  lavoratori,  aumentiamo la capacità di efficienza  degli  uffici  e
  degli apparati burocratici nell'erogazione dei servizi - e i comuni
  soffrono  la  carenza  di  personale e  molto  spesso  non  possono
  assumere  -  ma, allo stesso tempo, diamo un sostegno a  decine  di
  migliaia  di  famiglie  che,  avendo  una  retribuzione  dignitosa,
  possono  alimentare il circuito dei consumi che vede per l'ennesimo
  anno un decremento, Assessore, e su cui ritornerò.
   Nella  manovra non abbiamo trovato - seppur nella diagnosi che  si
  fa in un Capitolo della Nota di aggiornamento al DEFR - il tema dei
  dazi,   le  tensioni  geopolitiche  e,  soprattutto,  le  politiche
  commerciali del Governo americano.
   Si  dice  che  gli effetti degli aumenti tariffari  devono  ancora
  farsi  sentire e che avranno modifiche sostanziali nella scelta  di
  spesa e nei prezzi al consumo.
   Io  chiedo a questo Governo: dobbiamo aspettare che arrivino prima
  gli  effetti nefasti dei dazi finanziari sull'economia siciliana  -
  in  particolare su alcuni comparti cruciali legati all'agricoltura:
  come,  per  esempio, la viticoltura, come, per esempio, il  settore
  cerealicolo - o occorre intervenire preventivamente?
   Io  mi accingo a concludere dicendo questo, Assessore: si iniziano
  ad  intravedere - e voi lo mettete nella Nota - i primi segnali  di
  un   rallentamento  dell'economia,  le  indicazioni   congiunturali
  relative ai mesi estivi segnalano un indebolimento, sia del mercato
  del  lavoro e un'accelerazione dell'inflazione che torna al  salire
  sopra il 3%.
   Noi  ancora  non abbiamo visto la Finanziaria nella sua interezza,
  ma  solo attraverso i comunicati propagandistici del Governo  sulla
  stampa
   Noi crediamo che la legge di stabilità non affronti i temi veri  e
  i  temi cruciali che la stessa Nota mette in evidenza  Siamo ancora
  in tempo, prima che inizi l'iter in Commissione e in Parlamento,  a
  raddrizzare il tiro.
   Il Gruppo parlamentare del Partito Democratico farà delle proposte
  serie,  concrete, che andranno in questa direzione e  ci  auguriamo
  che vengano prese in considerazione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo,
  abbiamo  letto  dai  giornali che più volte  la  maggioranza  si  è
  riunita  per  discutere  legittimamente  della  prossima  legge  di
  bilancio, abbiamo visto - lo diceva anche il collega Venezia -  che
  uno degli interventi cardine sui quali si giocherà la manovra e che
  dovrebbe  portare alla crescita di cui alla Nota di  aggiornamento,
  vi  sono  circa 200 milioni di euro per le imprese  Poi l'assessore
  mi  correggerà  se sbaglio, se i numeri sono diversi,  ma  ad  oggi
  sembrano  circa 200 milioni di euro per le imprese sotto forma,  in
  molti  casi, di incentivo all'assunzione, quelli che erano previsti
  dal South Working che abbiamo bocciato in Aula per la débâcle della
  maggioranza,  quello rivisto e corretto che già più volte  è  stato
  approvato e che non ha mai avuto sostanzialmente funzionalità e che
  adesso  dovrebbe essere discusso e contrattato con  la  Commissione
  europea.
   Più  volte ho detto che questi aiuti rischiano di essere  effimeri
  perché  manca  un'intelaiatura di politica  industriale,  per  fare
  cenno   oggi   alle  17:00,  presso  l'Assessorato  alle   Attività
  produttive si svolgerà una importante discussione sulla crisi della
  Cargill,  una impresa leader nel settore della chimica e che  opera
  in  Sicilia  e  che  rischia di chiudere  e  quell'area  lì;  e  si
  discuterà  sicuramente anche dell'area di Pace del Mela, una  delle
  aree  industriali più importanti della Sicilia ma  che  rischia  di
  sparire  per effetto del mancato adeguamento a quelle che  sono  le
  nuove  politiche sul Green Deal e sulla conversione  energetica.  E
  quindi,  tutto ciò in mancanza di una politica industriale  rischia
  un'accelerazione,  ma  veda,  ciò che  è  grave  è  che  tutti  gli
  interventi  che  voi immaginate, li immaginate  e  sotto  un  certo
  profilo  ci può stare sotto il profilo dell'abbattimento del  costo
  del lavoro, ma mai vi ponete dal lato del lavoratore ossia sotto il
  profilo  di  aumentare il reddito disponibile  dei  lavoratori  che
  avrebbe  anche un vantaggio economico. Perché lei lo sa  meglio  di
  me,  tutte le statistiche lo confermano, i consumi interni al netto
  di  investimenti, gli unici investimenti che abbiamo registrato  in
  questi anni, sono quelli del PNRR, sono investimenti pubblici, sono
  quelli  del  bonus  110, investimenti privati ma con  la  copertura
  pubblica,  ma  i consumi privati stagnano in Sicilia, stagnano  nel
  Paese e stagnano in Sicilia più che nel resto del Paese.
   Ebbene,  questo  è dovuto al fatto che il reddito disponibile  dei
  lavoratori è diminuito per effetto dell'inflazione e per effetto di
  quello  che  lei che è anche un noto avvocato tributarista  conosce
  meglio  di me, il fiscal drag, cioè l'aumento fittizio dei  redditi
  da lavoro ha comportato un indebito sostanziale aumento delle tasse
  rispetto  al quale il Governo di centrodestra a Roma non  ha  posto
  alcun  rimedio, se non questa manovrina da sedici miliardi di  euro
  che  fa  ridere il Paese perché avrà un impatto economico  prossimo
  allo zero
   Allora, visto che, pur in assenza di consuntivi, assessore, perché
  noi  non sappiamo come è stata gestita la spesa pubblica in Sicilia
  in questi anni, sappiamo per quello che voi dichiarate che l'avanzo
  quest'anno disponibile sarà di due miliardi e cento, due miliardi e
  qualche  cosa, qualche cosa non è poco, ovviamente. Però  veda,  in
  una  Pubblica amministrazione l'avanzo non è necessariamente  segno
  di  buona  amministrazione, può essere anche  segno  di  incapacità
  della spesa, segno dell'incapacità di intervenire dove serve.
   Allora  noi  vorremmo capire se questo avanzo è  stato  frutto  di
  politiche  virtuose  oppure se è stato frutto di  sciatteria  nella
  gestione  delle risorse pubbliche o della mera volontà di applicare
  i  tagli  lineari a capitoli importanti quali, per esempio,  quelli
  destinati  agli enti locali. Lei sa, che nel 2012, il  fondo  delle
  autonomie  locali era quasi un miliardo di euro in  Sicilia  adesso
  siamo  a  trecento cinquanta milioni e da quello  che  c'è  scritto
  nella  Nota  di  aggiornamento e da quello  che  avete  dichiarato,
  almeno  pubblicamente, perché del Presidente Schifani qui  non  c'è
  traccia da mesi e, probabilmente, dovrebbe venire a spiegare quello
  che sta accadendo nel sistema di potere siciliano.
   Forse farebbe cosa giusta, non nei confronti di quest'Aula o  solo
  di  quest'Aula,  ma farebbe cosa buona e giusta nei  confronti  dei
  siciliani  che  vogliono trasparenza, rispetto  a  quello  che  sta
  accadendo fuori da quest'Aula.
   Ma  al netto di questo, veda, noi apprendiamo dai giornali che non
  ci  sarà  un centesimo in più per gli enti locali. Saremo fermi  ai
  trecentocinquanta milioni di euro stanziati nella scorsa  legge  di
  stabilità.
   Ebbene,  stanziare  solo trecentocinquanta milioni  di  euro,  più
  qualche  intervento  spot per gli Asacom, per i  disabili,  per  il
  ricovero  dei disabili psichici, per l'assistenza alle  vittime  di
  violenza, significa non privare i comuni, o gli amministratori,  di
  qualche  cosa,  ma  significa privare i  cittadini  dei  molteplici
  servizi  che  i  comuni offrono loro. Lo abbiamo  detto  la  scorsa
  volta. Sessantatré comuni sono in dissesto e hanno, quindi, le  più
  alte  tasse  che  si possano registrare in Sicilia  -  perché,  per
  legge,   il   dissesto  comporta  l'adeguamento   immediato   della
  tassazione  - e i più scarsi servizi che si registrano  nel  Paese
  Forse,  se  noi  prevedessimo un aumento delle  risorse  del  Fondo
  autonomie, e anche del Fondo investimenti comprensivo di  un  altro
  Fondo,  quello  che  era stato introdotto su proposta  del  Partito
  Democratico, ossia il Fondo progettazione  Perché grazie  al  Fondo
  progettazione  molti  dei  nostri comuni, assessore,  hanno  potuto
  partecipare  ai bandi e hanno potuto vincere quei bandi progettando
  importanti  infrastrutture  per  la  comunità  -  scuole,  impianti
  sportivi - infrastrutture sociali che servono, perché questa  è  la
  Regione col più alto tasso di inoccupazione delle donne, e col  più
  basso reddito per le donne che lavorano e questo perché mancano  le
  infrastrutture  sociali  a loro sostegno  E,  allora,  noi  avremmo
  bisogno di investire lì, per recuperare un pezzo di società  che  è
  escluso  dalla  comunità e che è escluso dalla capacità  di  creare
  ricchezza  per  il  nostro territorio. Ma, rispetto  a  questo,  il
  Governo, diciamo, latita
   Così  come  latita su un altro tema. Quante volte abbiamo  parlato
  delle  vittime  e degli infortuni sul lavoro? Assessore,  prevedete
  centinaia  di milioni di euro per le assunzioni e non prevedete  un
  centesimo  per  migliorare gli standard  delle  nostre  imprese  in
  materia di sicurezza sul lavoro. Perché a voi, della qualità  della
  vita  dei lavoratori, non importa nulla  Ma la Sicilia è la Regione
  con  più infortuni mortali, rispetto alla media del Paese, e quella
  con  più  infortuni registrati dall'INAIL, anche  non  mortali.  E,
  rispetto  a  questo,  non  avete investito  un  centesimo   Noi  vi
  chiediamo   di   assumere  questi  ispettori  del  lavoro   perché,
  ovviamente,  servono.  Ma  gli ispettori  intervengono  nella  fase
  patologica,  quando già il malato si è manifestato. Ma c'è  bisogno
  di  interventi  per  migliorare questo aspetto  dell'organizzazione
  dell'impresa,  e si possono investire risorse per  far  sì  che  le
  imprese  migliorino la loro qualità produttiva e, al  contempo,  la
  qualità  di  vita  dei lavoratori e la qualità,  ovviamente,  della
  sicurezza sui lavori.
   Per  non  parlare del welfare aziendale perché per migliorare  gli
  standard  produttivi,  tutte  le regioni  avanzate  dimostrano  che
  bisogna  investire  nel welfare aziendale. Perché  dove  si  lavora
  meglio si produce meglio e si è più ricchi.
   Ma  questi  sono  per voi temi troppo avanzati, perché  avete  una
  politica retriva, retrograda  Per voi serve solo lo spot  Dire  che
  mettete  duecento milioni di euro, serve solo per fare il  titolone
  sul  giornale.  Ma quando quei duecento milioni di euro  finiranno,
  non  avremmo  lasciato niente alle siciliane e ai  siciliani.  Solo
  fuffa e alimentazione di un sistema di potere, che si alimenta  con
  le   risorse  pubbliche.  E  questo  non  è  consentito  quando  si
  amministra,  e  si vuole amministrare nell'interesse  della  nostra
  terra.  Può vincere il centrodestra, può vincere il centrosinistra.
  Ma  ciò che interessa i siciliani è che ognuno di noi abbia a cuore
  e  in  testa il bene di questa regione  Voi avete solo in testa  la
  conservazione di un gruppo di potere

   PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, assessori e colleghi deputati,  abbiamo
  assistito a numeri straordinari; qualcuno ha sciorinato delle cifre
  mirabolanti, come se andasse tutto a posto in questa Regione,  come
  se tutto fosse positivo e in crescita
   E  invece io vi do un solo semplicissimo dato nettamente negativo:
  abbiamo  ben  200.000 persone in lista d'attesa nel  sistema  della
  sanità. Quindi 200 mila prestazioni non ancora esitate
   E  vedete,  la sanità è proprio il settore più delicato di  questa
  Regione,  ha  una gestione opaca, oscura, dove tutto  si  concentra
  solo  ed  esclusivamente sulle nomine, nomine che  non  sono  fatte
  nelle corsie degli ospedali, ma dentro le segreterie dei partiti  E
  leggevo  in  questa  NaDEFR che praticamente sono  state  appostate
  delle  risorse per risolvere questo problema, comprando  dei  nuovi
  sistemi  informatizzati  ai  Cup   Ma  dico  volete  risolvere   la
  problematica  delle lunghe liste d'attesa cambiando i  computer  ai
  Cup? Ma vi sembra questo il problema principale di questa Regione?
   Io  ieri  sono stata alla centrale operativa perché  ci  sono  dei
  bandi che aspettano di essere pubblicati da ben quattro anni  E  in
  particolare  mi riferisco al bando per i microinfusori  dei  malati
  diabetici di tipo 1, che sono soprattutto bambini. Quattro anni che
  si  aspetta  la  pubblicazione di un bando e sapete cosa  mi  hanno
  detto? Mi hanno detto che il problema principale è che non ci  sono
  i  registri,  non ci sono i registri delle casistiche. Quindi  sono
  stati  fatti  dei  bandi  raffazzonati, con numeri  approssimativi,
  sottostimati,  poi  si  sono bloccati, li  hanno  dovuti  ritirare
  Ancora aspettiamo i bandi
   Forse  questo sistema informatico serve di più per regolare  tutte
  le  casistiche  dei malati siciliani; almeno si  possono  fare  dei
  bandi   con   delle   cifre  reali,  piuttosto  che   andarci   per
  immaginazione  o  con dati statistici e poi dover  ritirare  questi
  bandi
   Ma  penso  che questo sistema sia utile a qualcuno, perché  questo
  sistema  che  blocca  i  bandi pubblici  alimenta  gli  affidamenti
  diretti, alimenta il sottobosco, alimenta gli accordi con  le  case
  farmaceutiche.  E non è notizia antica, anzi è proprio  notizia  di
  questi  giorni, che proprio la Democrazia Cristiana  con  in  testa
  Totò  Cuffaro, il capogruppo qua della Democrazia, Carmelo  Pace  e
  altre  17  persone, sono indagate proprio per questo,  per  appalti
  truccati  all'interno  della sanità  E noi  mettiamo  i  soldi  per
  cambiare i computer ai Cup? Ma è una cosa incredibile
   Assessore,  pensi che due persone malate di linfoma  a  Gela  sono
  dovute  correre  a  Verona di corsa, perché le liste  d'attesa  qua
  erano bloccate. Dobbiamo scappare al nord per farci curare  In  una
  sanità  che non è assolutamente gestita, è occupata  É occupata  da
  chi deve mettere nomi, i soliti nomi dei soliti noti
   E  in  questo  documento  neanche una voce  dedicata  ai  giovani,
  neanche   un  rigo   Come  se  steste  dicendo  ai  nostri  giovani
  "andatevene  via".  Ma  solo  uno dovrebbe  andare  via  in  questo
  momento   Il presidente Schifani, perché non si governa  in  questo
  modo

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO. Signor Presidente, in questa Nota di aggiornamento al DEFR
  chiaramente  si  leggono  sempre  le  solite  parole  surreali.  Io
  leggendo  l'introduzione, dove c'è scritto:  Il triennio 2026-2028,
  alla  luce  del  superamento della lunga  stagione  del  disavanzo,
  rappresenta per la Regione il triennio della svolta - Presidente  -
  con  i  conti  in regola. Adesso è l'ora della spesa  buona,  della
  realizzazione  di  manovre  espansive  per  spingere  la   crescita
  dell'economia  con  assoluta attenzione  alla  tenuta  del  tessuto
  sociale .  Bellissimo, assessore, bellissimo  Parole  meravigliose,
  che fanno davvero commuovere
   Ma,  mi chiedo, qual è la spesa buona: il milione e tre preso  dai
  fondi  FSC  per  il  Ponte sullo Stretto, progetto  bocciato  pochi
  giorni  fa  dalla  Corte  dei  conti,  o  gli  800  milioni  per  i
  termovalorizzatori, o forse gli 11 milioni del See Sicily?
   Quello  che  veramente leggiamo nei documenti  e  poi  quello  che
  viviamo,  chiaramente, sapete benissimo che è tutto  al  contrario.
  Cioè,  noi  chiaramente, ogni anno in questo documento,  in  questo
  libro  dei  sogni,  leggiamo delle cose  che  poi  chiaramente  non
  corrispondono  alla realtà, perché conosciamo tutti la  realtà   La
  conoscono tutti i siciliani che subiscono la mala gestione,  perché
  purtroppo  in  questa  Regione, la politica  e  i  burocrati  hanno
  dimenticato  qual  è  la missione, qual è la  loro  missione,  cioè
  quella di occuparsi del bene pubblico e della cosa pubblica,  Cioè,
  questo obiettivo è stato perso di vista
   Tutte  le  categorie  soffrono:  dall'agricoltura,  il  lavoro,  i
  giovani  che  se ne vanno, e la sanità, chiaramente, è quell'ambito
  che  fa  pensare  alla  vita delle persone ancor  più  degli  altri
  settori.  Non  che  tutto il resto e la tragedia che  avviene  ogni
  giorno  qua  in  Sicilia sia meno importante. E in  questi  giorni,
  l'ennesimo scandalo fa perdere la fiducia ai cittadini siciliani
   È  l'ennesimo  scandalo che si sussegue a  tutti  gli  altri.  Per
  esempio,  per  ricordare gli episodi: l'inchiesta dei  ritardi  dei
  referti   istologici,  la  frattura  bloccata   col   cartone,   il
  giornalista  trasportato  sulla motoape,  gli  arresti,  il  medico
  rimosso  per  le  pressioni  ricevute,  le  mazzette,  gli  appalti
  pilotati   Ma  dico, ce lo vogliamo fare un esame di  coscienza  e,
  soprattutto, noi chiediamo la presenza del Presidente  Schifani  da
  mesi,  per  parlare  proprio di sanità, di  quell'ambito  che  deve
  garantire  la  salute e la vita ai cittadini,  quel  settore,  quel
  diritto garantito dalla nostra Costituzione, all'articolo 32.
   Dico,  ma  vogliamo pensare seriamente di cominciare,  perché  qui
  bisogna  proprio cominciare  Cioè, si parla di liste di attesa.  Il
  Presidente Schifani parlava delle liste di attesa e di risolvere il
  problema  a  inizio legislatura  Mi ricordo le dichiarazioni  sulla
  stampa. Qua siamo sempre allo stesso punto. Cioè, se io vi leggo  i
  messaggi che ho sul cellulare, di gente che ha gli appuntamenti tra
  un  anno, due anni, 18 mesi, tredici mesi, e mi chiedono:  "Ma  che
  cosa devo fare?".
   Non  si  può  continuare  così  E, soprattutto  chiediamo  che  il
  Presidente   Schifani  venga  in  Aula  per  parlare   con   questo
  Parlamento,  perché  qui abbiamo tutti voglia  di  porre  soluzioni
  concrete per la nostra Isola.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  prima
  di  cominciare la mia considerazione su quella che  è  la  Nota  di
  aggiornamento   al  DEFR,  devo  rappresentare  un  mio   personale
  imbarazzo. Devo dire, rispetto alla situazione politica in cui oggi
  noi   tutti  ci  troviamo  in  quest'Aula,  che  è  una  situazione
  assolutamente surreale. L'abbiamo già comunicato ieri.
   In  sostanza, mentre tutto il mondo parla della Regione siciliana,
  tutti  i  titoli  di  giornale parlano di inchieste,  scandali,  ne
  parlano  tutti  i  telegiornali, ogni organo di stampa,  purtroppo,
  questo Parlamento è sempre costantemente indietro nel tempo.
   Lo  ha certificato ieri, trattando delle interrogazioni che erano,
  addirittura,  di  oltre due anni fa, con un'assessora  che  non  ha
  voluto fare cenno a quella che è l'inchiesta che riguarda la sanità
  siciliana;  si  continua in questo silenzio anche nella  seduta  di
  oggi  e  noi  vorremmo capire come bisogna procedere, come  intenda
  procedere il Governatore Schifani, anche nel rapporto con le  forze
  politiche,   con   i   leader  politici  che  in   questa   storia,
  probabilmente, dovrebbero fornire qualche spiegazione.
   Io ritengo che una chiarezza sia necessaria per capire se ci sono,
  Presidente  e colleghi, le condizioni per andare avanti  in  questa
  legislatura, una legislatura che è partita malissimo  ed  è  andata
  avanti così, stancamente.
   Io  credo, personalmente, che non ci sia proprio alcuna condizione
  per  andare avanti, e un Presidente della Regione che si  è  sempre
  dichiarato  un parlamentarista convinto, proprio in questo  momento
  di  grande difficoltà in cui versa la politica siciliana,  dovrebbe
  essere  il  primo  a venire qui a dirci lo stato  delle  cose  e  a
  comunicarci  come  intende andare avanti. Invece,  nulla  di  tutto
  questo,   si   sottrae  al  confronto,  altro  che  parlamentarista
  convinto,  schiva  le  problematiche,  le  problematiche  che   poi
  diventano  quelle dei siciliani, perché sul tema della sanità,  che
  sappiamo  benissimo  essere  essa  stessa  in  codice  rosso,   c'è
  addirittura  chi pensa di andare a speculare  Quindi, noi  pensiamo
  che  sia  indispensabile un chiarimento, un chiarimento  sul  punto
  politico  della questione e anche nel merito della questione  della
  sanità, un'Aula dedicata alla sanità, lo diciamo oramai da  mesi  e
  mesi,  il Presidente della Regione aveva preso un impegno di venire
  entro  il  6  ottobre,  naturalmente un impegno  che  non  è  stato
  mantenuto
   Ma  vengo,  adesso, nel merito della questione, e naturalmente  mi
  rivolgo  a  chi è il nostro interlocutore nel discutere  di  questa
  Nota  di  aggiornamento  al  DEFR.  E  io,  guardate,  faccio   una
  considerazione, assessore Dagnino, perché generalmente c'è chi  usa
  i  dati per rappresentare al meglio, e in maniera sintetica, quella
  che è la realtà, invece c'è chi utilizza questi dati esclusivamente
  per  decorare la realtà. Perché io ho avuto modo di leggere  questa
  Nota  di aggiornamento, ed evidentemente l'assessore Dagnino  e  il
  Governatore Schifani se ne sono guardati bene dall'inserire un dato
  negativo,  non  c'è  un  dato negativo sulla situazione  economico-
  finanziaria  della  nostra  Regione   Io  credo  che  questo  lasci
  riflettere, sebbene ci possa essere un barlume di positività  nella
  sua versione, io ritengo che ai più è noto che qualche problema  la
  Regione  siciliana  ce  l'avrà; nessun elemento  negativo  è  stato
  individuato  in  questa  relazione.  Bisogna  avere  un  minimo  di
  raziocinio  anche  per rappresentare i problemi che  sono  concreti
  nella  nostra Regione. Al solito, parliamo di propaganda, la stessa
  propaganda  che  il  Governatore Schifani fa,  giorno  per  giorno,
  parlando  delle  misure  su cui ancora questo  Parlamento  si  deve
  esprimere,  le dà come per approvate. Faccia memoria il  Presidente
  Schifani,  anche lei, assessore, di quanto è avvenuto nelle  ultime
  manovre  finanziarie, nelle ultime variazioni, di  quanto  è  stato
  anticipato, di quanti slogan avete fatto, di come vi siete riempiti
  la  bocca.  E  poi,  ai  siciliani che cosa è  rimasto?  È  rimasto
  assolutamente il nulla, autocompiacimento allo stato puro
   Addirittura,  lei  scrive  "siamo sulla buona  strada",  e  allora
  questo lo dovremmo dire ai mille siciliani che ogni mese si mettono
  per strada e vanno via dalla nostra Sicilia; lei questo non lo dice
  naturalmente,  assessore, lei lo dovrebbe dire a tutti  coloro  che
  sono  disoccupati, abbiamo il record storico che continua ad essere
  tale  di Regione nella quale c'è, appunto, la minor percentuale  di
  occupati,  un reddito medio pro capite che è la metà della  Regione
  Lombardia, la Sicilia è la Regione d'Italia nella quale c'è il  più
  alto tasso di part time involontario
   Naturalmente,  di  tutti  questi dati lei  se  ne  guarda  bene  a
  sciorinarli,  ce ne parla di altri, ci parla di un PIL  dallo  zero
  virgola, senza però dirci, con onestà intellettuale, quali  sono  i
  motivi  di questa politica espansiva che avrebbero portato a questo
  miglioramento  del  PIL.  E  glielo  diciamo  noi,   come   Partito
  Democratico,  quali  sono i motivi: i motivi sono  fondamentalmente
  quelli  che  sono i bonus edilizi, i motivi sono quelli  del  Piano
  Nazionale  di Ripresa e Resilienza di cui dirò più avanti.  Ma  io,
  nel  merito, rispetto a quella che è la Nota di aggiornamento nella
  quale  ci  dovrebbero essere le novità rispetto al  DEFR  approvato
  qualche mese fa, trovo che non c'è qualcosa che ci dovrebbe essere,
  assessore Dagnino.
   Io  ricordo che questa estate il Presidente della Regione Schifani
  -  e  lei  lo ha anche ripreso in più occasioni - parlava in  pompa
  magna  di  quella  che  è la fiscalità di vantaggio  della  Regione
  siciliana,  di  quello  che  sarebbe stato  l'accordo  raggiunto  a
  livello nazionale. Ebbene, in questa Nota di aggiornamento  non  se
  ne  fa  cenno.  Io credo che questo dovrebbe essere  l'elemento  di
  partenza, invece nulla di tutto questo. Sia mai un'altra  opera  di
  propaganda da parte del Governatore Schifani?
   E poi, altro punto sul quale io invito a fare una riflessione agli
  onorevoli colleghi e a chi ci segue da casa: c'è una particolare  e
  approfondita  sezione rispetto a quella che è  stata  l'azione  del
  Governo Schifani sul rigore imposto dallo stesso. Siamo passati  da
  uno stato di disavanzo a un dichiarato avanzo di amministrazione di
  oltre  2  miliardi di euro, ma io dico - e dico ai  siciliani  -  a
  quale costo? A quale costo noi siamo arrivati a questo punto? Quali
  sono gli effetti che questi hanno determinato?
   Parliamo dei comuni siciliani che oramai sono tutti sull'orlo  del
  fallimento,  un terzo in dissesto e predissesto e tutti  gli  altri
  sono  in  dissesto  funzionale, i servizi al cittadino  sono  stati
  ridotti  al  lumicino, un esempio emblematico è la questione  della
  sanità:  siamo ultimi oramai in Italia per la garanzia sui  LEA.  I
  siciliani  che  devono curarsi devono mettere mani al  portafoglio,
  oppure devono andare via dalla nostra Regione e questo ci costa ben
  250  milioni di euro, oltre a non garantire quelle che sono,  ecco,
  le   prestazioni  extra  LEA,  come  la  procreazione  medicalmente
  assistita,  come la fibromialgia. Queste sono garanzie che  possono
  avere i residenti delle altre regioni d'Italia, perché stanno in un
  altro  Stato   A  noi in Sicilia, secondo Schifani, non  dovrebbero
  interessare.
   Una  Pubblica Amministrazione che è trascurata come  non  mai.  Io
  vedo  qui l'assessore Messina. Guardate, oggi certifichiamo - e  lo
  abbiamo visto in una Commissione  Affari istituzionali , in cui  si
  è  parlato  di  questo - come si disinveste oramai sistematicamente
  nella Pubblica Amministrazione regionale. Nell'ultima variazione di
  bilancio  abbiamo  tagliato, e sono andati in  economia,  oltre  50
  milioni  di  euro  che  prima erano dedicati  ai  nostri  impiegati
  regionali.  Non si parla più di progressioni verticali.  All'inizio
  della  legislatura ce le avevano, ecco, promesse. Oramai i concorsi
  sono ridotti al lumicino, il welfare è fondamentalmente azzerato  e
  poi ci chiediamo perché lavorare nell'amministrazione regionale non
  è  più  attrattivo  E poi ci chiediamo come non  è  più  attrattivo
  lavorare negli enti locali siciliani, dove ancora devono rendere la
  prestazione  ad  otto-novecento euro al mese, bramando  un  aumento
  delle  ore  che  noi  chiediamo  ad  ampie  lettere,  e  sui  quali
  lavoratori  c'è  la spada di Damocle di un futuro  incerto,  per  i
  quali  appunto  gli  stessi avranno - e vado  a  concludere  -  una
  pensione misera.
   Sull'agricoltura - lo ha detto chi mi ha preceduto - si  parla  di
  una crisi nera dell'agricoltura, ma sulla legge di stabilità non si
  intravede  all'orizzonte alcun intervento concreto per  intervenire
  in questa modalità.
   E  vado  a chiudere perché, dicevo, Presidente, che l'unico motivo
  per  il  quale, ecco, i risultati tendono ad un positivo dato  sono
  quelli  del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il Governo  se
  ne  guarda bene dal darci i dati concreti sullo stato di attuazione
  della  spesa, perché nella Regione siciliana per quanto riguarda  i
  2.643  progetti  pari a 1,9 miliardi di euro,  la  percentuale  del
  pagamento è solamente del venti per cento.
   Su  impresa  e lavoro, su 175 miliardi, siamo solo al  cinque  per
  cento.  Su  cultura  e turismo solamente al diciannove  per  cento.
  Sulla  transizione ecologica solamente al sedici per  cento.  Sulla
  salute, su un miliardo e trecento milioni, ben 693 progetti,  siamo
  solamente  al ventuno per cento e il Piano Nazionale di  Ripresa  e
  Resilienza   sta   scadendo.  Ci  dovrebbe  dire  l'assessore   per
  l'economia  che  cosa  ne sa oggi, nella Nota di  aggiornamento  al
  DEFR, della sesta revisione sul PNRR, si parla di una rimodulazione
  di ben 34 misure. Per caso ci toglieranno risorse?

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà

   CAMBIANO. Grazie, signor Presidente, oggi discutiamo della Nota di
  aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale  che  il
  Governo  regionale presenta, l'hanno detto i colleghi che mi  hanno
  preceduto,  come:  "il  documento  della  svolta,  il  simbolo  del
  presunto risanamento dei conti e dell'avvio della spesa buona".
   A  nostro parere, assessore, rappresenta la continuazione  di  una
  narrazione autocelebrativa, una narrazione autocelebrativa  che  va
  avanti  ormai da troppo tempo, perché questo Governo, lo ricordo  a
  me  stesso,  si è presentato in continuità del Governo  precedente,
  quindi,  in continuità del Governo regionale guidato dal Presidente
  Musumeci, oggi Ministro.
   Questo Governo si è presentato come il Governo che avrebbe portato
  avanti  le  grandi  riforme, assessore;  oggi,  ci  ritroviamo  con
  l'unica grande riforma portata a casa dal Governo Schifani,  che  è
  quella    dell'introduzione   del   "deputato    supplente",    che
  probabilmente servirà nella composizione delle liste nella prossima
  tornata elettorale.
   Veda, assessore, mentre noi qui discutiamo come se nulla fosse  di
  DEFR,  ieri,  in  I Commissione, si è consumato un altro  passaggio
  rispetto a un parere dell'ennesima nomina nel campo della sanità.
   Un  terreno ormai diventato terreno di equilibrio politico, non si
  fa   alcun  riferimento  nelle  politiche  di  governo,  in  queste
  politiche espansive, a quelli che sono i servizi resi ai cittadini,
  ma quello a cui assistiamo giornalmente, a una ricerca di equilibri
  all'interno della maggioranza, perché, finalmente dopo 10  mesi  di
  vacatio, in una delle più grandi ASP del Sud Italia, la maggioranza
  ha trovato l'intesa. Dopo i veti, contro veti, le liti interne, gli
  abbandoni  d'Aula, gli articoli bocciati in variazioni di bilancio,
  abbiamo  trovato  l'equilibrio  nella  maggioranza,  provvedendo  a
  nominare  una  persona, un professionista.  Non  entro  nel  merito
  perché  qui  non  si  tratta di un commento personale  e  nulla  di
  personale  contro  nessuno,  bensì, di un'analisi  politica.  Ecco,
  mentre  fuori  si  raccontano  i comitati  d'affari,  mentre  fuori
  assistiamo  alle  mobilità  passive,  mentre  fuori  assistiamo  ai
  cittadini  costretti a curarsi fuori dalla nostra Regione,  perché,
  assessore, le ricordo ad esempio che in provincia di Agrigento  c'è
  un  solo  acceleratore lineare all'ASP di Agrigento, per effettuare
  terapie  oncologiche,  la radioterapia, e la  scorsa  settimana  ha
  avuto  un guasto e sono state riprogrammate tutte le terapie, veda,
  mentre  i cittadini sono alle prese con questo tipo di disagi,  voi
  vi  autocelebrate, perché sì, il Documento di economia  e  finanza,
  veramente, la presentazione del presidente Schifani è un  compendio
  di  slogan,  perché si citano rating migliorati, i dati Ambrosetti,
  la CGIA di Mestre, ma nessuno di questi indicatori racconta la vita
  reale dei siciliani. Nessuno di questi indicatori racconta la crisi
  idrica,  i  turni  di  erogazione  di  quindici  giorni,  la  gente
  costretta  ad emigrare e i nostri giovani costretti ad  abbandonare
  la  nostra Regione. La Sicilia resta ultima per reddito pro capite,
  penultima  per occupazione giovanile e prima, prima per emigrazione
  di laureati
   Ecco,  allora, cerchiamo di restituire credibilità alla  politica,
  perché la gente non va a votare perché ci considera e ci percepisce
  come  coloro i quali raccontano solo, diciamo, documenti basati  su
  dati  che  sono approssimativi e raccontano, non la vita  reale;  è
  come  la  percezione di una politica che non riesce a incidere  sui
  bisogni reali della gente
   Ecco,   assessore,  bene  l'autocelebrazione,  bene  il  marketing
  politico,  ma  cerchiamo di ritornare alla realtà, e  la  realtà  è
  quella  che  le ho rappresentato: la realtà è quella di una  sanità
  che  arranca, di mancanza di medici nei reparti, di acqua  corrente
  che non arriva nelle case, di reti idriche colabrodo, di discariche
  a cielo aperto e di siti che non vengono bonificati.
   Le  ricordo, ad esempio, nel mio territorio insiste un sito su cui
  è  divampato un incendio e dopo tre anni i rifiuti sono ancora lì e
  giacciono  lì  Scusi, dopo un anno e mezzo, non dopo tre  anni,  ho
  moltiplicato per due. Ecco la realtà è un'altra, caro assessore,  e
  ci saremmo aspettati oggi la presenza del Presidente della Regione,
  perché è questa l'Aula deputata al confronto politico, è questo  il
  Parlamento in cui ci si dovrebbe confrontare rispetto a quello  che
  accade. Invece, ci si limita solo a rilasciare dichiarazioni  sulla
  stampa  e  ad  utilizzare  questo  Parlamento  come  strumento   di
  equilibrio politico in virtù degli appuntamenti d'Aula.
   Quindi,  confido nella sensibilità dell'assessore Dagnino rispetto
  alla volontà di aprire una discussione seria sui tanti temi e sulle
  tante emergenze che attanagliano la Sicilia, i siciliani e gli enti
  locali,  i  precari  negli  enti  locali.  Abbiamo  introdotto   il
  precariato  col deputato supplente all'ARS e ci siamo  scordati  di
  quei  dodicimila  precari  degli  enti  locali,  che  ancora  hanno
  contratti  a  diciotto ore, a ventuno ore, a ventiquattro  ore,  di
  quelle dodicimila famiglie che non hanno certezza rispetto al  loro
  prossimo  futuro  perché  molti di questi  lavoratori  andranno  in
  pensione con una misera pensione
   Ecco, è questa la Sicilia reale, non è quella che viene raccontata
  in  un Documento di economia e finanza che è un'autocelebrazione di
  un Governo regionale che, probabilmente, esiste solo sulla carta ma
  non esiste più nei fatti. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
   È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, era stato
  annunciato  un altro tipo di ordine del giorno, si era  parlato  di
  una  Rubrica,  che doveva vedere interessato il Parlamento,  quella
  dei beni culturali, poi non l'abbiamo vista nell'ordine del giorno,
  probabilmente ho avuto un'informazione...

   PRESIDENTE.  No,  onorevole Burtone, è giorno  12  da  calendario,
  giorno 12 novembre.

   BURTONE.  Ah, giorno 12. Devo dire che mi ero un po' meravigliato,
  perché  l'assessore  per  i  beni  culturali  viene  raramente  nel
  Parlamento, non parliamo di interrogazioni parlamentari, è  un  po'
  allergico  al problema, quindi, dobbiamo avere il cortisone  pronto
  qualora  dovesse rispondere a qualche interrogazione; tra  l'altro,
  non  risponde neppure alle lettere, Presidente, perché come Sindaco
  ho  scritto  delle lettere, che risalgono al marzo di quest'anno  e
  non  abbiamo, non ho avuto risposta, non mi ha risposto neanche  il
  Direttore generale, neanche il Direttore di un Parco archeologico -
  un  geologo  che  è diventato archeologo, non si  capisce  come,  è
  rimasto  geologo,  però, è direttore di un parco archeologico  -  e
  tutti non hanno sentito il dovere di rispondere
   Ho saputo che il Presidente della Regione, dopo quattro giorni, ha
  risposto  all'onorevole  Cannata, credo  del  Partito  di  Fratelli
  d'Italia. Devono avere un po' di cortesia - soltanto questo  -  nei
  confronti  dei  Sindaci del Partito Democratico, perché  anche  noi
  siamo eletti dai cittadini, quindi, vorremmo più rispetto.
   Però,  entro nel merito dell'ordine del giorno - così come è stato
  posto   questo   ulteriore  adeguamento  del  Documento   economico
  finanziario  -  anch'io, come tanti colleghi che  sono  intervenuti
  dell'opposizione  -  credo  non  sia  intervenuto   nessuno   della
  maggioranza, non vorrei sbagliarmi, tranne il relatore - e tutti  i
  colleghi abbiamo sostenuto che queste note avrebbero fatto  piacere
  a  noi, ai cittadini, se fossero state veritiere e, invece, non  lo
  sono,  Presidente, perché si parla di una Sicilia in  crescita,  in
  continua  produzione,  che  ha raggiunto risultati  importanti  sul
  piano  sociale, sul piano economico. Veda, io ho rispetto di tutti,
  di  chi  fa  politica  e  ha il dovere di  indagare  nella  propria
  comunità,  io  lo faccio quasi giornalmente, lo devo fare,  essendo
  sindaco  e,  quindi, rapportandomi direttamente con la  comunità  e
  quello che emerge, Presidente, non è questa Sicilia in crescita,  è
  una Sicilia che decresce, che va indietro  E va indietro per motivi
  vari,  perché c'è un costo, un costo della crescita dei  prezzi,  i
  prezzi dell'energia, molto pesanti  I prezzi relativi ai mutui  che
  hanno pagato, mutui a tasso variabile, Presidente.
   Io  ho  seguito questo dibattito a livello nazionale, Forza Italia
  che  ha detto: "Fermatevi  Non togliamo i soldi alle banche, se c'è
  stato un extra profitto, lasciamoglielo "; dopo che hanno fatto gli
  usurai,  le banche, dopo che hanno sottratto le risorse e,  quindi,
  avrebbero il dovere di tornarle ai cittadini, ma se non li vogliono
  tornare  ai  cittadini,  hanno  il  dovere  di  aiutare  la  nostra
  comunità,  perché la Sicilia non è vero che è andata avanti  -  tra
  l'altro,  con le difficoltà che ha, perché mentre c'è  la  crescita
  del  costo  della vita, non aumentano i salari, non  aumentano  gli
  stipendi  e,  quindi, c'è un problema molto serio ed è un  problema
  serio, tra l'altro confermato dai settori produttivi.
   Noi siamo intervenuti più volte, l'Assemblea l'ha fatto davanti  a
  periodi difficili di siccità, dibattiti contro dibattiti e ci  sono
  stati interventi...
   Devo  dire  che  il livello nazionale è stato abbastanza  lontano
  Avevano  fatto Commissario un tale Dell'Acqua, non so se  è  venuto
  qualche  volta,  però,  abbiamo visto che,  di  fronte  alla  crisi
  dell'agricoltura, poco è stato fatto dal Governo nazionale; si dice
  che il livello regionale qualcosa l'ha fatto.
   Ora,  Presidente,  il  dato  che noi abbiamo  è  quello  concreto:
  attualmente, gli agricoltori stanno raccogliendo le olive e  stanno
  trasformando  le olive, in gran parte, in olio, ma la produzione  è
  notevolmente  diminuita. Forse a Trapani c'è qualcosa  in  più,  la
  produzione sembra avere una tenuta, ma nelle altre province è tutto
  molto più difficoltoso: in provincia di Catania è in questo modo, è
  diminuita notevolmente.
   Ma,  il  dramma vero in agricoltura è la granicoltura, Presidente
  Perché  c'è  stato  un ammasso a 22 centesimi e se  qualcuno  vuole
  vendere,  deve  vendere a quel prezzo in questo momento;  e  non  è
  accettabile   E  ci  sono  tanti  agricoltori  che  sono  venuti  a
  chiederci un sostegno, perché non vogliono seminare, assessore  Non
  vogliono seminare, sa  E il grano è importante in Sicilia
   Certo,  sappiamo che per fare la pasta c'è bisogno che  arrivi  un
  certo tipo di grano dagli Stati Uniti, da altre comunità, per avere
  qualcosa  che  venga,  forse, più gradito dal  cittadino,  però  il
  nostro grano è fondamentale  Ed è fondamentale per il produttore ma
  anche per il consumatore
   Se  vogliamo parlare di dieta mediterranea, spesso allarghiamo  il
  fronte  del  dibattito per dire che bisogna guardare  all'ambiente,
  alla  salute, attraverso forme nuove; e quindi i settori produttivi
  ci vedono in negativo, perché, a fronte di questa situazione, oltre
  il 25% ha abbandonato le aziende agricole, Presidente. Sono aziende
  che prima erano produttive, erano aziende agrumicole, erano aziende
  di  granicoltura,  erano  aziende che  guardavano  alla  produzione
  dell'oliva, e quindi dell'olio
   E  non è indifferente neppure la situazione dell'industria. Certo,
  noi  siamo  stati  preoccupati e siamo  intervenuti  in  tempo  per
  sostenere quello che stava accadendo in ST, in cui, invece di  fare
  le  assunzioni, avevano fatto la cassa integrazione.  Ora,  l'ST  è
  impegnata a fare un piano di ampliamento lavorativo, aveva  bisogno
  di  acqua industriale, lo abbiamo sollecitato all'assessore per  le
  attività produttive, è intervenuto. So che sta seguendo insieme  al
  Ministro  la possibilità di avere questo approvvigionamento  idrico
  fondamentale
   Rimangono   alcune  vertenze:  quella  della  Steel  Telecom,   la
  necessità  di  dare  un  sostegno  a  queste  aziende  nella  cassa
  integrazione, vedremo cosa sarà fatto.
   Si  dice,  però, che si risolverà tutto con la nuova ZES,  la  ZES
  ampliata
   Presidente,  io  so  che  da  quando  questo  Ministro,  Fitto,  è
  diventato  Primo  Ministro,  e  poi,  Commissario  europeo,  questa
  vicenda della ZES si è totalmente fermata
   Si  dice: "Ma noi faremo la ZES siciliana". Che cosa? Una modalità
  da    inserire   all'interno   degli   uffici   che   devono   dare
  l'autorizzazione?  Qualche credito di imposta? Vedremo  quello  che
  farete
   Noi  speriamo, signor assessore per l'economia, che qualcosa venga
  fatto, che venga utilizzata per realizzare qualche obiettivo
   Così come per le aree interne  Presidente, siamo stati tra i primi
  a dire: "Le aree interne sono in difficoltà ".
   C'è stato un Ministro, uno scienziato a livello nazionale, che  ha
  detto:  "Ma  le aree interne le dobbiamo abbandonare ".  Poi,  dopo
  l'intervento della CEI, dei Vescovi, è tornato indietro, dice: "No,
  faremo  qualcosa ".  Ma  che  cosa   Ancora  non  c'è  ombra  degli
  interventi nelle aree interne, anzi
   Si   parla  dell'auto  elettrica  come  un'auto  che  deve  essere
  incentivata  perché  non  c'è  mercato e  l'incentivazione,  signor
  Presidente, viene data alle aree in cui c'è sviluppo,  in  cui  c'è
  una  frequenza  di spostamenti, ma la frequenza di spostamenti  c'è
  anche  nelle  aree  interne, di chi si sposta e fa  50  chilometri.
  Perché  si  deve dare l'incentivo soltanto a chi vive in città,  di
  chi vive nella cinta metropolitana, e non si debbono dare alle aree
  interne,  se  si  sostiene che le aree interne  vanno  aiutate  per
  evitarne lo spopolamento? Sono questi dati che ci preoccupano, così
  come,  Presidente, vado verso la conclusione -  noi non credo  come
  Gruppo che abbiamo utilizzato tutto il tempo -  però ci sono alcuni
  aspetti  anche  di  natura sociale: sulla  scuola,  Presidente,  la
  nostra  scuola è depotenziata, sono tante le scuole che  non  hanno
  più il Dirigente scolastico diretto, se poi quelle scuole hanno  un
  tasso  di dispersione scolastica altissimo, il problema non  è  che
  c'è  stato  un  qualcosa che è venuto dall'alto  o  dal  basso,  il
  problema è che non c'è stata la presenza di un Dirigente capace  di
  interloquire con gli enti locali e, quindi, con il sindaco; non c'è
  stata   la  presenza  di  interloquire  a  livello  regionale   con
  l'assessore  per  avere aiuti, per avere la mensa  scolastica,  per
  aiutare ad integrare i ragazzi.
   Così  come  sulla sanità, Presidente, sulla sanità noi continuiamo
  ad  avere le lunghe liste d'attesa e non si trova uno sbocco,  così
  come  mancano  i  medici  nelle aree interne  e  non  solo  e  poi,
  Presidente,  il  dato  più drammatico è quello  che  è  accaduto  a
  Trapani,  non  lo dimentichiamo, se qualcuno vuole mettere  mano  a
  tutto  ciò deve partire da questo dato che non possano accadere  le
  cose  che  sono  accadute  in  quella  realtà  e,  vado  verso   la
  conclusione,  Presidente, noi speriamo che  ci  sia  un  intervento
  serio,  sappiamo  che non tutto dipende dalla  Regione  e  che  c'è
  bisogno di uno sforzo forte dell'Europa ancora, speriamo che  venga
  prorogato il PNRR, che ci siano incentivi a livello nazionale ma  è
  un  impegno notevole che dobbiamo mettere noi, lo dobbiamo  mettere
  come  Parlamento,  con  l'impegno serio nelle  nostre  comunità  e,
  quindi, lavorando su alcuni obiettivi chiari e identificati per  la
  crescita della nostra Isola, della nostra Sicilia. Non c'è  bisogno
  che  ancora io ripeta quello che diceva Robert Kennedy: "che  prima
  di  scrivere i dati del Pil si debba indagare profondamente", ma in
  questo  caso  lo  dobbiamo fare perché quello  che  è  stato  detto
  dall'Assessore  che  ha altro cui discutere  invece  di  ascoltare,
  bene,  quello  che  è stato detto da lui, per un  mese  intero  dal
  Presidente della Regione, non risponde al vero e noi chiediamo  che
  almeno si faccia verità.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Burtone.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Gilistro, come ultimo intervento. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.   Grazie,  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  sapevo  che  l'area  siciliana fosse un'area  sismica,  Presidente,
  un'area  sismica,  ora  capisco perché, perché  è  un'area  sismica
  politicamente,  soprattutto  perché i  continui  terremoti  che  si
  stanno  abbattendo  su  questo Governo sono terremoti  veri,  seri,
  preoccupanti per tutta la cittadinanza, Assessore. Appena ieri  c'è
  stato  un  ulteriore terremoto politico: tutta la stampa siciliana,
  nazionale, internazionale sta parlando del caso Cuffaro e di  tutto
  il  sistema politico che c'è attorno e noi siamo qui come se  nulla
  fosse successo, come se nulla fosse successo
   Ripeto  non voglio speculare su questo problema perché  sarà  cura
  della  Magistratura di andare e di approfondire con le  indagini  e
  deciderà  la  Magistratura  su  questo  terremoto,  comunque,   per
  l'immagine  della Sicilia il danno è fatto, a livello  nazionale  e
  internazionale.
   Allora, voglio dire una cosa, Assessore, questo documento, come lo
  chiama, questo documento al DEFR, Presidente, sembra un manuale del
  piccolo  illusionista, perché i dati che sono presentati all'inizio
  e  dopo  sono  veramente dati che non siamo riusciti a  comprendere
  bene.  Non  siamo  riusciti a comprendere bene di  che  cosa  parla
  questo DEFR. Questo boom. Parla di boom, parla di svolta
   Io,  Assessore, lo dico con tutta sincerità - lei mi conosce e non
  è una questione personale, ma è una questione proprio di quello che
  io  vedo  -  sono tre anni, colleghi, sono tre anni  che  siamo  in
  questa legislatura, tre anni che sono qui. Non sono ancora riuscito
  ad  abituarmi  a   Scherzi  a parte , perché  molte  promesse,  che
  vengono  raccontate in questo Parlamento, poi vengono  regolarmente
  evase come se fossimo a  Scherzi a parte .
   Presidente  si parla di boom, assessore si parla di boom.  L'unico
  boom   -  sapete cosa vuol dire boom? Botto  L'unico boom che  vedo
  in  questo  Parlamento, in questi anni, è il  boom  delle  poltrone
  perché questo è il Parlamento delle poltrone  Un poltronificio  Non
  si  fa altro che litigare sulle poltrone. Da quando sono entrato in
  questo  Parlamento,  tutte le discussioni e  tutti  i  litigi  sono
  legati  alle poltrone del Governo. Manca una poltrona,  ancora.  Lo
  dico   per  l'ennesima  volta,  Presidente:  l'Ufficio  scolastico,
  Assessore,  l'Ufficio  scolastico  regionale  non  ha   ancora   un
  direttore  dopo tredici mesi  Tredici mesi, e non ha  un  direttore
  regionale, non è regionale, ma ho presentato un'interrogazione  per
  accelerare la nomina di questo importantissimo ruolo.
   Perché  le  dico  questo? Perché la Sicilia,  in  questo  momento,
  l'unico  boom  che  vedo è nella dispersione scolastica.  Siamo  la
  Regione a più alta dispersione scolastica. Ecco cos'è il boom.
   Boom  sulla dispersione scolastica, e l'ufficio scolastico non  ha
  un direttore da 13 mesi. E questo è uno.
   Il boom della povertà. Se c'è un boom, Presidente, se c'è un boom,
  questo boom i cittadini siciliani non l'hanno ancora rilevato,  non
  l'hanno ancora visto ne sono certo, perché la povertà è la più alta
  d'Italia.  La  povertà assoluta. Dieci per cento,  e  oltre,  sulla
  povertà  assoluta.  E la povertà assoluta cosa  comporta?  Disastro
  sanitario.  Le persone non riescono neanche a curarsi, ad  arrivare
  in farmacia per curarsi
   Un  altro  boom,  il boom della crisi idrica. Il boom  del  debito
  bancario, perché tutte le famiglie...andiamo a vedere quali sono  i
  dati  reali.  Quanti prestiti bancari sono costretti,  i  cittadini
  siciliani, ad avere per potersi mantenere il cibo e la sanità
   Boom  della desertificazione. Boom degli incendi. Boom della crisi
  idrica. Certo, è un Parlamento ricchissimo di boom. La svolta.
   E  chiudo,  Presidente, con una cosa molto importante,  Assessore.
  Riguarda  la  sanità.  In questo terremoto  politico  cinque,  dico
  cinque  indagati, riguardano la sanità siracusana, di cui  io  sono
  deputato.  Non posso non parlarne. Ieri pomeriggio c'è stato,  cari
  colleghi ascoltatemi, ieri sera, ieri pomeriggio, abbiamo assistito
  a  qualcosa  che  non avevamo mai visto prima: l'assessore  per  la
  salute,  a  proposito di sanità, ha risposto ad  interrogazioni  di
  agosto  2023   Agosto 2023  Cioè interrogazioni che  riguardano  la
  salute  dei cittadini, interrogazioni che riguardano la sanità  che
  avrebbero necessità di avere risposte nell'arco di quindici giorni,
  di un mese, arrivano dopo due anni e mezzo
   Sui  diffusori  per  i diabetici, sugli infermieri,  sui  celiaci,
  l'assessore  Faraoni, ieri, si è presentata in questo Parlamento  a
  dare   risposta  a  interrogazioni  dopo  due  anni  e   mezzo    È
  incredibile,  ma  siamo veramente su  Scherzi a parte ?  E  chiudo,
  dicendo  un'altra cosa: ho capito perché due anni e mezzo  per  una
  risposta, Assessore. Non è dignitosa una cosa del genere, due  anni
  e  mezzo  per  una interrogazione sulla sanità. È chiaro   Dovevano
  senz'altro  uniformarsi a tutto quello che la sanità ha avuto:  due
  anni  per  le liste d'attesa; due anni per gli esami istologici;  e
  quindi perché no, due anni anche per le interrogazioni
   Questo  non  è  un  Parlamento,  Presidente.  Questo  non   è   un
  Parlamento,  qui  non  abbiamo un Presidente  parlamentare,  perché
  questo  Parlamento non sta decidendo niente: c'è un Governo che  ci
  lancia  dall'alto  le proposte, senza dare a questo  Parlamento  la
  possibilità di interloquire.
   Abbiamo,  Assessore,  una grande occasione, ora,  una  grandissima
  occasione,  con un importo sostanzioso per poter dare  risposta  ai
  Siciliani. Assessore, veramente, cerchiamo di fare qualcosa di più,
  cose  reali che le persone possano veramente ricevere e capire  che
  si sta facendo qualcosa per loro. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
   Ha  chiesto di intervenire, per una replica, l'assessore  Dagnino.
  Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore per l'economia.  Grazie, Presidente. Onorevoli
  deputati,  solo brevemente, ho ascoltato con attenzione  tutti  gli
  interventi  sui  diversi temi proposti e, insomma, è  naturale  che
  alcuni   membri  dell'opposizione  possano  formulare  proposizioni
  pessimistiche  rispetto  ai  dati  economici,  tuttavia  mi  sembra
  doveroso sottolineare che i dati sono dati numerici.
   Noi  crediamo di avere riportato correttamente i dati -  che  sono
  peraltro formulati e indicati da istituzioni terze e indipendenti -
  e  tutti i dati dell'economia siciliana sono univoci nel confermare
  il  trend  ampiamente  positivo  dell'economia  regionale  e  della
  finanza regionale.
   Quindi,  io devo dire che credo sia doveroso da parte mia, invece,
  sottolineare l'ottimismo basato su elementi concreti, perché  si  è
  detto che si è formato troppo avanzo, tale da potere arrivare a  un
  surplus  di  2,15  miliardi di euro; però voglio,  per  compiutezza
  della  formulazione  dei  numeri che sono all'attenzione  dell'Aula
  nell'ambito del DEFR, ricordare all'Aula che nel 2024  e  nel  2025
  sono  state  realizzate manovre espansive per circa 2  miliardi  di
  euro l'anno.
   Quindi,  nonostante l'avanzo di amministrazione, il  recupero  del
  disavanzo  a un ritmo accelerato rispetto agli impegni assunti  nei
  confronti  del  Governo nazionale di addirittura circa  3  miliardi
  l'anno,  che ci ha portato da - 4 a + 2,15 in soli due anni,  si  è
  riusciti  anche  a  realizzare una politica espansiva  di  maggiore
  spesa per oltre 2 miliardi l'anno.
   Perché  questa  NaDEFR è una NaDEFR che porta  ottimismo  e  viene
  definita  la  NaDEFR della svolta? Perché avendo  noi  ottenuto  il
  completo  risanamento  delle  finanze regionali,  abbiamo  oggi  la
  possibilità, come ha fatto già il Governo nell'ultima  delibera  di
  Giunta,  di  portare immediatamente all'attenzione del  Parlamento,
  nei  tempi  concertati nell'ambito della Conferenza dei  Presidenti
  dei Gruppi parlamentari, una manovra che parte con un testo base di
  oltre un miliardo di euro e che ha ancora spazi da offrire all'Aula
  per  migliorare  ulteriormente e implementare  ulteriori  misure  a
  sostegno dell'economia siciliana.
   Vi sono delle scelte coraggiose che sono il frutto di una visione.
  Tante volte si è - a volte in parte correttamente - osservato che i
  Documenti di economia e finanza regionale non esprimono una visione
  che  sia  il  frutto di una unitarietà di indirizzi, e  invece  noi
  crediamo  questa  volta  di  avere  fatto  il  massimo  sforzo  per
  rappresentare una visione dell'economia e della finanza  regionale,
  che  si  traduce immediatamente per la seconda volta,  come  è  già
  avvenuto  con  il DEFR dell'anno scorso, in policy,  in  misure  di
  politica  economica,  che  vengono  effettivamente  portate   nella
  conseguente  manovra  di  bilancio  e  nella  manovra  di   finanza
  pubblica.
   Mi  riferisco, in particolare, alle principali misure di cui si  è
  già  letto  sulla stampa all'indomani della delibera di  Giunta  di
  approvazione  del progetto di legge di stabilità per il  2026/2028,
  come   misure   di  portata  generale  e  di  ampio   respiro,   di
  focalizzazione  di risorse per realizzare effettivamente  obiettivi
  di  politica economica, in particolare di  Decontribuzione Sud , ma
  anche  gli interventi nel campo edilizio, poiché l'edilizia è stata
  trainante  negli  ultimi  anni  e  lo  è  generalmente  nel  nostro
  territorio regionale.
   Mi riferisco anche a misura di prima attuazione di quelle forme di
  fiscalità  e  di  vantaggio  di cui si  è  avuta  l'opportunità  di
  disporre grazie all'aggiornamento e all'applicazione, per la  prima
  volta  nella storia dell'autonomia, delle norme di attuazione dello
  Statuto in materia finanziaria.
   Siamo,  quindi, fiduciosi che quest'Aula riuscirà a portare ancora
  una  volta,  nei tempi stabiliti, nell'interesse dei siciliani,  la
  manovra  finanziaria che è conseguente alle proposizioni  politiche
  di politiche economiche che sono contenute nel DEFR.
   Vi ringrazio per l'attenzione.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Dagnino.


                    Votazione di ordine del giorno

   PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'ordine del giorno n. 461.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


   Discussione del disegno di legge  Riconoscimento della legittimità
  dei  debiti  fuori  bilancio ai sensi dell'articolo  73,  comma  1,
  lettera  a)  del  decreto legislativo 23  giugno  2011,  n.  118  e
  successive modifiche ed integrazioni. D.F.B. 2025. Mese di  aprile.
  Variazioni al bilancio della Regione" (n. 970/A).

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  dei  disegni di legge. Si passa al  disegno  di  legge
   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio i sensi
  dell'articolo  73, comma 1, lettera a) del decreto  legislativo  23
  giugno  2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni. D.F.B.
  2025.  Mese  di aprile. Variazioni al bilancio della  Regione"  (n.
  970/A), posto al n. 1.

   Invito  il  Presidente della Commissione "Bilancio" a svolgere  la
  relazione.

   DAIDONE,  presidente della Commissione e relatore. Mi  rimetto  al
  testo.

   PRESIDENTE.  Ci  sono interventi di discussione generale?  Non  ci
  sono interventi in discussione generale.
   Pongo  in  votazione  il passaggio all'esame  degli  articoli  del
  disegno di legge numero 970/A.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
   Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
                           Regione siciliana
        ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
                      legislativo 23 giugno 2011,
                   n. 118 e successive modificazioni

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera e)  del  decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n.118 e successive  modificazioni  è
  riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
  derivanti  da  acquisizioni  di  beni  e  servizi  in  assenza  del
  preventivo  impegno  di  spesa per il valore  complessivo  di  euro
  88.748,57 di cui all'Allegato 1 alla presente legge.».

   Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione è favorevole.  Il  parere
  del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Mettiamo in votazione l'articolo 1. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Noi su questo punto, siamo ovviamente... i 60  milioni
  di euro, per quanto riguarda

   PRESIDENTE. Cento, alla fine. Ma, comunque, è dopo, è all'articolo
  4.

   CATANZARO.  Allora noi, Presidente...

   PRESIDENTE. È uno dei debiti fuori...

   CATANZARO. Sì, ho capito, Presidente.
   Noi  sui  debiti  fuori bilancio, siamo su questo  punto  dei  100
  milioni,  siamo ovviamente, come dire, in presenza, in Aula  e  per
  noi  va bene, perché vanno nella legge di stabilità. Per tutti  gli
  altri debiti fuori bilancio, signor Presidente, che sia chiaro, noi
  non siamo più presenti perché ritireremo il tesserino...

   PRESIDENTE. Grazie per aver precisato questa posizione da parte di
  tutto il Partito Democratico.
   La ringrazio, ormai avete preso possesso del Movimento 5 Stelle
   Onorevole De Luca, mi faccia un segno.

   DE LUCA Antonino. Presente

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
        Coperture finanziarie degli oneri di cui all'articolo 1

   1.  All'onere  di  cui  all'articolo 1 pari a  euro  88.748,57  si
  provvede nell'esercizio finanziario 2025 mediante:

     a)  riduzione, della Missione 20 - Programma 3 - capitolo 215780
  (fondo ex art. 73 lettera e) del d.lgs. n. 118/2018 e s.m. per euro
  83.362,27;

   b) utilizzo delle risorse di competenza 2025, di cui alla Missione
  5  -  Programma 3 - capitolo 776097 (Spese per la realizzazione dei
  progetti finanziati con le risorse del fondo di sviluppo e coesione
  2014-2020  per gli interventi sui poli dei beni culturali  ad  alta
  attrattività turistica.) per euro 5.337,50;

   c) utilizzo delle risorse di competenza 2025, di cui alla Missione
  9  -  Programma  2  - capitolo 442505 (spese per liti,  arbitraggi,
  risarcimenti  ed  accessori  nonché  per  l'assistenza  legale   ai
  dipendenti e ai pubblici amministratori. (spese obbligatorie))  per
  euro 48,80.».

   Non ci sono emendamenti. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 2.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
         Disposizioni finanziarie relative agli articoli 1 e 2

   1.  Nello  stato  di previsione della spesa sono  introdotte,  per
  l'esercizio finanziario 2025, le variazioni per competenza e  cassa
  di cui all'Allegato 1 discendenti dall'applicazione dell'articolo 1
  e  dell'articolo  2  della presente legge per i  capitoli  indicati
  rispettivamente  nelle  colonne A e D e per  gli  importi  indicati
  rispettivamente nelle colonne C ed E, come riepilogato per missioni
  e programmi nell'Allegato 8/1. 2. All'adozione dei provvedimenti di
  spesa  relativi  ai  debiti  fuori  bilancio  riconosciuti  con  la
  presente   legge  provvedono  le  strutture  regionali   competenti
  nell'ambito  delle  specifiche dotazioni  finanziarie  iscritte,  a
  valere sull'esercizio finanziario 2025, nelle rispettive missioni e
  programmi di spesa, a seguito delle variazioni di bilancio  di  cui
  alla presente legge.».

   Non ci sono emendamenti. Chiedo il parere della Commissione.

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono  emendamenti,  pertanto,  mettiamo   in
  votazione  l'articolo  3.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'art. 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
    Autorizzazioni di spesa e variazioni al bilancio della Regione

   1.  Le  quote relative all'autorizzazione di spesa per le finalità
  di  cui al comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale 14 maggio
  2009,  n.  6  e  successive  modificazioni,  di  cui  al  comma   5
  dell'articolo  9  della  legge  regionale  9  gennaio  2025,  n.  1
  (Missione  1, Programma 11, capitolo 511603), pari complessivamente
  a   159.000   migliaia  di  euro  nel  triennio   2025-2027,   sono
  rideterminate   in  100.000  migliaia  di  euro   per   l'esercizio
  finanziario  2025  e  in 59.000 migliaia di  euro  per  l'esercizio
  finanziario 2027.

   2.  I maggiori e minori oneri derivanti dalle disposizioni di  cui
  al comma 1 sono così determinati:

   a)  61.000  migliaia di euro quali maggiori oneri per  l'esercizio
  finanziario   2025,   cui  si  provvede  alla  relativa   copertura
  finanziaria  mediante riduzione di 20.000 migliaia  di  euro  della
  Missione  20,  Programma 3, capitolo 613950 e  di  41.000  migliaia
  dell'autorizzazione  di spesa di cui al comma  l  dell'articolo  20
  della  legge  regionale n. 1/2025 - Tabella   A   -  (Missione  20,
  Programma 3, capitolo 215704);

   b)  61.000  migliaia  di euro quali minori oneri  per  l'esercizio
  finanziario  2026 le cui corrispondenti risorse sono  destinate  ad
  incremento,     per    il    medesimo    esercizio     finanziario,
  dell'autorizzazione  di spesa di cui al comma  1  dell'articolo  20
  della  legge  regionale n. 1/2025 - Tabella   A   -  (Missione  20,
  Programma 3, capitolo 215704).

   3.  Nello  Stato  di  previsione dell'entrata e  della  spesa  del
  bilancio  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2025,   la
  Missione 1, Programma 10, capitolo 108009 è incrementata di  43.000
  migliaia di euro.

   4.  Ai  maggiori  oneri discendenti dal comma 3  si  provvede  per
  l'esercizio finanziario 2025 come segue:

   a)  per  l'importo  di  22.859 migliaia di euro  con  le  maggiori
  entrate  di  cui  al Titolo l, Tipologia 103, capitolo  1026  dello
  stato  di  previsione dell'entrata del bilancio della  Regione  per
  l'esercizio finanziario 2025;

   b)  per  l'importo  di 5.000 migliaia di euro  mediante  riduzione
  della  Missione  20, Programma 1, capitolo 215744  dello  stato  di
  previsione  della spesa del bilancio della Regione per  l'esercizio
  finanziario 2025;

   c)  per  l'importo  di 15.141 migliaia di euro mediante  riduzione
  dell'autorizzazione  di spesa di cui al comma  l  dell'articolo  20
  della legge regionale 9 gennaio n. 1/2025 - Tabella  A  - (Missione
  20, Programma 3, capitolo 215704).».

   PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla discussione dell'articolo  5.  Ne  do
  lettura:

                               «Art. 5.
   Variazioni al bilancio della Regione discendenti dall'articolo 4

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata e  della  spesa  del
  bilancio  della Regione per l'esercizio finanziario 2025 e  per  il
  triennio  2025-2027  sono  introdotte le  variazioni  di  cui  alle
  annesse  tabella   A   e tabella  B  discendenti  dall'applicazione
  delle disposizioni di cui all'articolo 4.»

   CATANZARO. Chiedo la parola.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Non mi sembra che ci sia il numero, Presidente, e  come
  chiediamo? Perché noi abbiamo tirato i tesserini fuori, Presidente.

   PRESIDENTE.  Intanto, lei aveva preannunciato che i tesserini,  in
  questo disegno di legge, li avrebbe lasciati inseriti.

   CATANZARO. No, no, io ho detto fino all'articolo 4, dopodiché  noi
  non  ci  siamo  più per i debiti fuori bilancio, noi abbiamo  detto
  soltanto su quello dei cento...

   PRESIDENTE. Quando ci sarà la votazione sarà nelle sue prerogative
  parlamentari richiedere, non c'è la votazione in questo momento del
  disegno  di legge. Quando ci sarà la votazione, lei farà  richiesta
  di  numero legale che, le ricordo, deve essere appoggiata da almeno
  quattro deputati.

   CRACOLICI. Chiedo la parola.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Noi non facciamo alcuna richiesta, lei deve verificare,
  quando c'è la votazione, che ci sia la maggioranza dei parlamentari
  che vota

   PRESIDENTE. È in automatico, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Ah ecco, quindi non siamo noi a verificare

   PRESIDENTE.  Siccome  aveva detto che avrebbe fatto  eventualmente
  richiesta, ho ricordato semplicemente come funziona.

   CRACOLICI. Si è confuso, lo deve verificare lei

   PRESIDENTE. L'ha detto lei che si è confuso, non l'ho detto io.

   CRACOLICI.  Glielo annuncio io che non ci sono i deputati,  prenda
  atto per tempo.

   PRESIDENTE. E ora controlliamo, grazie.
   Torniamo all'articolo 5, non ci sono emendamenti. Il parere  della
  Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Benissimo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Adesso, c'è l'emendamento A1, che è l'emendamento  che
  vi  ricordo  splittava il capitolo per far sì che il  capitolo  del
   caro-voli ,  chiamato  così, potesse essere  in  funzione  e  dare
  copertura fino al 31 dicembre.
   Era  già stato annunciato in Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla discussione dell'articolo  6.  Ne  do
  lettura:

                               «Art. 6.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Sospendiamo la seduta per due minuti. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.53, è ripresa alle ore 17.57)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Chiedo  ai colleghi di prendere posto. Onorevole Tomarchio, prenda
  posto  Onorevoli Pellegrino, Porto, Mancuso
   Mettiamo in votazione il disegno di legge numero 970/A.

   PELLEGRINO. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  C'è richiesta di voto segreto da parte dell'onorevole
  Pellegrino, vediamo se è appoggiata.


    Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge n.
                                 970/A

   (La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Assenza, Auteri,
    Daidone, Grasso, Intravaia, Porto, Scuvera, Tomarchio, Vitrano)

   PRESENTI.   Essendo   la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  pongo in votazione finale il disegno di legge  numero
  970/A.
   Chi  è  favorevole  voti  verde; chi è contrario  voti  rosso.  La
  votazione è aperta.
   Dichiaro chiusa la votazione. Ne proclamo l'esito.

                       Risultato della votazione

   Presenti                 32
   Votanti                  24
   Maggioranza              13
   Favorevoli               21
   Contrari                  3
   Astenuti                  0

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevole Turano, lei non era presente. Ormai non la possiamo  più
  fare votare.
   Gli  altri disegni di legge, così come è evidente, non si  possono
  attualmente votare.
   Pertanto, rinviamo la seduta a martedì prossimo, 11 novembre 2025,
  alle ore 15.00, il Governo ci farà sapere.
   Ricordo  ai  colleghi  che  ci sarà la  relazione  del  Presidente
  Cracolici, della Commissione  Antimafia . Invito tutti i Capigruppo
  e  tutti  i  colleghi a essere presenti, perché  è  certamente  una
  giornata importante.

                 La seduta è tolta alle ore 17:59 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XIX SESSIONE ORDINARIA


                         214a SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 11 novembre 2025 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE SULLA RELAZIONE, PER L'ANNO 2024, DELLA COMMISSIONE
       PARLAMENTARE SPECIALE D'INCHIESTA E VIGILANZA SUL FENOMENO DELLA
       MAFIA  E  DELLA  CORRUZIONE  IN SICILIA,  APPROVATA  AI  SENSI
       DELL'ARTICOLO 7, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 14 GENNAIO 1991, N.
       4 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
            sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
            23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
            D.F.B. 2024. Mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre  (n.
            930/A)

            Relatore: On. Daidone

         2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
            sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
            23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
            D.F.B. 2025. Mese di gennaio  (n. 931/A)

            Relatore: On. Daidone

         3)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
            sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
            23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
            D.F.B. 2025. Mese di febbraio  (n. 932/A)

            Relatore: On. Daidone

         4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
            sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
            23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
            D.F.B. 2025. Mese di marzo  (n. 953/A)

            Relatore: On. Daidone

         5)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio i
            sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
            23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
            D.F.B. 2025. Mese di maggio  (n. 974/A)

            Relatore: On. Daidone

         6)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio i
            sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
            23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
            D.F.B. 2025. Mese di giugno  (n. 993/A)

            Relatore: On. Daidone

         7)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio i
            sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
            23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
            D.F.B. 2025. Mese di luglio  (n. 1003/A)

            Relatore: On. Daidone

         8)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
            sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
            23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
            D.F.B. 2025. Mese di agosto  (n. 1007/A)

            Relatore: On. Daidone

         9)  Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata  (n.
            832/A Stralcio II/A) (Seguito)

            Relatore: On. Vitrano

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella