Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.40
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Dipasquale, Gallo,
D'Agostino, Balsamo e Lantieri hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sunseri sarà in missione dal
2 al 4 dicembre 2025.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Credo che stiano arrivando i congedi dell'onorevole
Geraci e dell'onorevole Figuccia. Serve una nota; in attesa della
nota, sembrerebbe che ci siano altri due congedi: quello
dell'onorevole Figuccia l'ha, appena, comunicato in Aula
l'onorevole Laccoto e attendiamo, onorevole Laccoto, gentilmente,
che possa pervenire la richiesta; e dell'onorevole Ferrara del
Gruppo di Fratelli d'Italia.
Quindi, mentre aspettiamo questi congedi che, formalmente, vengano
trasmessi alla Presidenza, sospendiamo l'Aula fino alle ore 16.00.
Alle ore 16.00, riprenderemo con i debiti fuori bilancio e la
NaDEFR.
(La seduta, sospesa alle ore 15.43, è ripresa alle ore 15.55)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Giuffrida, Figuccia,
Geraci, Lombardo Giuseppe e Sciotto sono in congedo per oggi.
Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e
finanza regionale (NaDEFR) per gli anni 2026 - 2028
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e
finanza regionale (NaDEFR) per gli anni 2026-2028.
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione Bilancio,
onorevole Daidone, per svolgere la relazione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, come è noto, il Documento di
economia e finanza regionale rappresenta, nel quadro normativo, il
principale strumento della programmazione economica e politica di
bilancio di medio termine.
Il Documento di economia e finanza, DEFR, per gli anni 2026-28 è
stato approvato dalla Giunta regionale il 30 giugno 2025. La nota
di aggiornamento del DEFR è stata presentata, dal Governo, al fine
di adeguare tale documento alle mutate condizioni dello scenario
economico di riferimento, e tale documento aggiorna quello di
aprile e costituisce l'atto preliminare alla definizione della
legge di bilancio.
La NaDEFR si compone di tre parti: il contesto economico di
riferimento, le politiche regionali e le politiche della Regione,
il quadro finanziario unitario della Regione e la manovra
correttiva.
Nella prima parte si aggiorna il quadro macroeconomico e
finanziario, ricostruendo il contesto nazionale e internazionale in
cui si inserisce quello regionale, sulla base dell'analisi così
condotta e delle proiezioni economiche elaborate. Nella seconda
parte sono riportate le modifiche, rispetto ai contenuti del
documento, alle politiche di settore.
Nella terza sezione si procede all'analisi della sezione
finanziaria della Regione, soffermandosi in particolare sul
recupero del disavanzo della Regione e sulle previsioni tendenziali
delle entrate erariali. Il Governo nazionale aveva indicato per il
2025, a legislazione vigente, una crescita PIL pari allo 0,5,
rivista ora, potenzialmente, al ribasso 0,1 per tenere conto del
mutato contesto internazionale. Il Governo regionale ha quindi
aggiornato le stime di crescita, come rappresentato nelle tabelle
che seguono.
Nella seconda parte del documento, come accennato, sono riportate
le novità inerenti le politiche di settore.
Preme sottolineare che il documento, nel delineare alcune
politiche di settore, ne individua anche gli strumenti attuativi,
con le anticipazioni di nuove misure e rifinanziamenti di leggi di
spesa.
L'ultima parte della Nota di aggiornamento contiene la situazione
finanziaria della Regione. Il Governo stima, nei prossimi anni, di
poter azzerare il disavanzo e generare un avanzo di
amministrazione. Ciò avrà conseguenze anche sulla destinazione
degli accantonamenti, che dovranno essere effettuati a partire dal
2026.
La Commissione Affari istituzionali, altresì, ha formulato delle
proposte integrative del documento relative ai seguenti temi:
aumento del Fondo autonomie locali, aumento delle ore di lavoro per
il personale degli enti locali, predisposizione di nuovi piani di
protezione civile agli enti locali - anche prevedendo nuovi fondi -
e riforma della Polizia locale.
La Commissione Bilancio si è espressa favorevolmente sulla Nota di
aggiornamento, condividendo le proposte formulate dalla Commissione
Affari istituzionali. Avrei finito, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Daidone.
Ci sono interventi? No. Allora, mettiamo... ho chiesto, ci sono
interventi? Non ha alzato la mano. Mi ero preoccupato, onorevole
Catanzaro, perché oggi ancora non l'avevo sentita (sorride)
Prego, onorevole Catanzaro. Chi sono gli iscritti? Così chiudiamo
la lista degli iscritti. Allora, Catanzaro, Spada, La Vardera,
Venezia, Safina, Campo, Marano, Giambona.
Quindi, Catanzaro, Spada, La Vardera, Venezia, Safina, Campo,
Marano, Giambona, Cambiano. Ci sono altri? Gilistro. Finiamo con
l'onorevole... ah, Burtone, ci mancherebbe. Quindi, riepilogando,
Giambona, Cambiano, Gilistro, Burtone. Sono conclusi gli
interventi.
Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Grazie, Presidente. Non possiamo non iniziare i lavori
di questa giornata d'Aula...Presidente, le chiedo se mi può
ascoltare un minuto.
PRESIDENTE. Io l'ascolterò tutti e cinque i minuti, prego.
CATANZARO. Perché faccio una breve parentesi. Lei ieri non
presiedeva quest'Aula e durante l'iter delle interrogazioni
parlamentari sulla sanità noi, come Gruppo di opposizione, abbiamo
abbandonato i lavori dell'Aula, perché ancora una volta -
Presidente dell'Assemblea - in una situazione davvero particolare,
drammatica, in una situazione inquietante, come in queste ore la
definiamo rispetto alle notizie che tutti noi leggiamo, abbiamo
messo dentro un tema, che era quello del diritto alla salute e
della sanità.
E purtroppo, signor Presidente, sto facendo questo intervento
proprio alla sua presenza, perché ricorderà bene che - giugno del
2025 - noi chiediamo con insistenza la presenza in Aula del
Presidente della Regione, che si ostina a non venire a parlare di
un tema che si chiama diritto alla salute e sanità'. E lo diciamo
alla luce di quello che sta avvenendo in queste ore, perché sono
tante le cose che stanno emergendo.
Proprio ieri noi abbiamo abbandonato l'Aula e oggi, signor
Presidente, siamo nuovamente, come opposizione, dentro quest'Aula.
Vedo alcuni colleghi di maggioranza presenti, però c'è un documento
come avevamo stabilito in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, che è quello della NaDEFR, per poter proseguire e
dare la possibilità al Governo di presentare la legge di stabilità,
per andare avanti, e ancora una volta, Presidente Galvagno, il
senso di responsabilità da parte prima del Gruppo del Partito
Democratico, ma di tutte le opposizioni, ci impone di stare dentro
quest'Aula a parlare di quelle che sono le sorti, sono la
finanziaria e il bilancio di questa Regione.
Cosa diversa, ancora una volta stiamo vedendo dentro quest'Aula la
maggioranza, alla quale pare che ci sono delle cose che non
appartengono; vengono soltanto in alcune occasioni, quando si deve
votare; e lo dico ai colleghi di maggioranza, senza offesa per
nessuno: noi ancora una volta dimostriamo - assessore Dagnino -
responsabilità, da opposizione
È chiaro che entro nel merito della NaDEFR che è un documento
dove...saranno poi i colleghi Venezia, che ovviamente è stato in
Commissione Bilancio , e altri colleghi che interverranno proprio
per dare il giudizio sul piano tecnico di quello che si presenta,
ma io due cose le devo dire. Che c'è una forte caduta - assessore
Dagnino - di almeno un 10 per cento su un settore, che è quello
dell'agricoltura, se non ho visto male, ma pare che sia così, ed è
un settore portante. È un settore che noi, ogni qualvolta ci
accingiamo a portare avanti un documento finanziario, lo mettiamo
quasi in secondo piano. E invece no L'agricoltura in tutti i suoi
aspetti è un settore nevralgico, importante; è un settore che
diventa portante, soprattutto per l'economia di questa Regione. E
ancor di più per gli eventi di siccità che si ripetono e che hanno
caratterizzato questa stagione agraria, ormai da diversi anni,
mentre ovviamente noi, assessore Dagnino, è come se, magari con
qualche intervento di qualche milione di euro nei confronti
dell'agricoltura, abbiamo pensato di dare dignità ad un settore
che, invece, come noi chiediamo, ad esempio sui settori dei
forestali, su tanti altri settori che riguardano il comparto
agricolo, non ci sono, ma non ci sono nemmeno accorgimenti da parte
del Governo.
Nonostante i fondi del PNRR riteniamo...sappiamo che ovviamente
c'è una difficoltà di spesa ed è un governo regionale che dovrebbe,
come dire, valutare quelle che sono le risorse da spendere con il
PNRR, ma ci rendiamo conto, invece, che molti sono i fondi che non
si spenderanno.
E allora ci chiediamo: cosa succederà? Questo Governo, cosa farà?
Inoltre, dico, ci sono i toni trionfalistici di questo Governo
regionale e allora, assessore Dagnino, io ritengo che meno toni
trionfalistici più concretezza rispetto alle norme e alle risorse
da mettere dentro. Aspettiamo con ansia a questi 2 miliardi di euro
che serviranno alla Regione per dare risposte, e ritengo che non
avete più scuse, sto completando.
Perché sono tante le risorse che, ovviamente, possono essere
erogate e che si stanno erogando in questi anni, ma è tanta, tanta
l'approssimazione di questo Governo nell'affrontare le emergenze,
partendo dall'edilizia a finire a quella dell'agricoltura, anche,
dico, a finire a quella della crisi morale, dalla quale non potete
più sottrarvi ormai, perché è un argomento che prima o poi, proprio
su e con la sanità, dentro quest'Aula bisognerà affrontare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Onorevole Catanzaro.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, non mi soffermerò
particolarmente sulla NaDEFR per due motivi: uno è la solita
accozzaglia di dati sparati a caso e decontestualizzati. Ci manca
poco che leggeremo che il Prodotto Interno Lordo della Sicilia ha
superato quello degli Stati Uniti; dopodiché il boom economico, che
solo il Presidente Schifani vede, troverà la sua sacralità, la sua
consacrazione nei testi sacri di scrittura fantascientifica che
presentate, ogni qual volta ne avete l'occasione, davanti a questo
Parlamento.
Quanto, Presidente, per porre l'accento sul momento che questo
Governo e questo Parlamento devono affrontare. La NaDEFR, infatti,
è l'anticamera della legge di stabilità che, a breve -tecnicamente
la settimana prossima - il Governo trasmetterà all'Aula e inizierà
il suo percorso sino all'approvazione, che presumibilmente avverrà
a fine dicembre.
E questo succede all'indomani di una richiesta di arresto, di
un'indagine che scuote dalle fondamenta il Governo che ha appena
esitato, con anche la presenza di due assessori - qui c'è
l'assessore Messina - che fanno capo alla Democrazia Cristiana, che
in questo momento, vede il suo segretario regionale, nazionale,
fondatore, dominus, padre, nuovamente al centro dell'attenzione
della Procura palermitana per dei fatti che, al netto dei risvolti
penali che avranno, sono certamente deplorevoli. La sola
constatazione, le sole vicende che vengono trascritte nelle
intercettazioni fanno accapponare la pelle a qualsiasi siciliano
abbia il dispiacere di doverle leggere.
E allora io già mi chiedo, per esempio, all'interno di questo
testo, le norme che la Democrazia Cristiana ha voluto trasmettere
alla delibera di Giunta, a cosa sono orientate? All'interesse di
partito? A condurre una politica clientelare? O all'interesse dei
siciliani? Io questa domanda, oggi, sento di dovermela porre,
signor Presidente.
Voglio capire, ora, il Governo come intende andare avanti davanti
alle contestazioni che gli vengono mosse non dalle opposizioni, ma
dalla Procura della Repubblica. Io voglio capire con quale
coraggio, con quale sfacciataggine verrete in Aula a difendere
determinati provvedimenti, dove che poi noi leggiamo che gli scopi,
a volte, erano diversi da quelli del bene dell'interesse pubblico.
Io vorrei capire il presidente Schifani come intende andare avanti
col numero di inchieste che riguardano questo Parlamento e questo
Esecutivo ormai delegittimato, non solo da un'incapacità politica
totale, ormai riconosciuta da tutti, perché non siete stati in
grado non di fare approvare ma di portare in Aula una sola riforma
degna di questo nome, e questo vi rende palesemente incapaci; ma in
questo momento siete diventati anche inopportuni per ricoprire le
cariche e i ruoli che rivestite, non siete credibili, avete perso
ogni autorevolezza, ogni capacità di... Io non so nemmeno come si
svolgono, in questo momento, i dialoghi tra di voi, perché non si
sa in quanti siete in questi dialoghi. Assessore Dagnino,
purtroppo, è un dato di fatto quello che io sto adesso narrando con
la serenità di chi non vuole né fare il censore né elaborare
giudizi preventivi, però è un problema di legittimità. Voi questa
fantasmagorica finanziaria, colma di centinaia di milioni, di
titoli roboanti e di dati contenuti nella vostra NaDEFR, dove
sembra che tutto vada rose e fiori, quando invece la gente non
arriva a fine mese, non riesce a comprare i medicinali e siamo
penultimi nell'erogazione dei LEA, al punto tale che mezzo milione
di siciliani hanno abbandonato la Sicilia, o spendiamo 240 milioni
di euro l'anno per andarci a curare fuori, o attendiamo due tre
anni per fare la Tac, la mammografia o un esame specialistico
Nel frattempo, voi scrivete corbellerie nei documenti che avete il
coraggio di depositare, pubblicare e trasmettere qua, alle
Commissioni, dove peraltro neanche venite perché non avete neanche
il coraggio di illustrare quelle quattro scritture farlocche che
presentate. Con quale legittimità? Questa è la domanda, io vorrei
capire voi qua come venite, sui banchi della maggioranza la faccia
non la mettono, perché non c'è nessuno, guardate, la faccia loro
non la mettono. E poi, voi come fate?
(Proteste dai banchi di centro)
PRESIDENTE. Si avvii alla conclusione, onorevole.
DE LUCA Antonino. Caro assessore Dagnino, caro Presidente
Galvagno, il problema politico è grave, perché il presidente
Schifani dovrebbe venire qui, già doveva venire per fare l'Aula
sulla sanità, ma non ha il coraggio di venire a parlare della
sanità in Aula, perché sa che ha tradito tutti gli impegni e le
promesse che aveva assunto in Parlamento e con i siciliani, solo
uno ne ha mantenuto, il presidente Schifani, in termini di sanità,
quando diceva che avrebbe gestito tutto quello che poteva
attraverso il settore privato, quella è l'unica promessa che sta
cercando di portare avanti, perché per il resto anche sulle nomine
dei direttori generali, il prossimo che sarà rimosso è Caltagirone,
ma non perché non ha ridotto le liste d'attesa, non perché non ha
centrato gli obiettivi connaturati al suo ruolo, ma perché è finito
in un'indagine, troppo facile così.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Un attimo solo, Presidente Galvagno, avremmo
dieci minuti sulla discussione generale, se non erro.
Vede assessore Dagnino, io una cosa le dico: un conto è la
responsabilità giudiziaria delle nostre azioni, un conto è la
responsabilità politica, e chi va davanti agli elettori o viene
davanti al Parlamento o enuncia un programma o scrive quello che
scrivete voi sulla NaDEFR, poi dovrebbe avere il coraggio, proprio
il minimo, di metterci la faccia Io, guardi, sono sempre stato un
oppositore feroce del Presidente Musumeci, ma il Presidente
Musumeci, se c'era una situazione del genere, veniva qua e diceva
quello che doveva dire, si difendeva, si arrampicava sugli specchi,
le prendeva e cercava di darle, però veniva in Aula se ci doveva
venire, e questo glielo devo riconoscere nonostante io non gliene
abbia mai risparmiata una, mai Qua, invece, io devo parlare con
voi, vi rendo merito di essere qui, ma il presidente Schifani
scappa, scappa quando si finisce sui giornali perché ci sono le
inchieste, scappa quando ci sono i referti consegnati in ritardo a
Trapani e la gente muore, scappa quando ci sono i problemi di
poltronite che bloccano il Governo, scappa quando l'Aula boccia la
metà delle norme con 18 voti, dall'altro lato, scappa... Non ha il
coraggio di venire qui Adesso, quando verrà, in Finanziaria
Quando deve ricompattare, perché se no gli cappottano di nuovo
tutte cose? È questo il Presidente della Regione che merita la
Sicilia? È questa l'autorevolezza del Governo Schifani? Ma glielo
volete andare a dire che il Parlamento reclama la sua presenza e
che non può più negarla? Doveva venire entro il 6 ottobre. Questa è
l'ultima promessa farlocca che ha fatto Oggi, è novembre iniziato,
noi ancora lo aspettiamo. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Guardi, signor Presidente, oltre a contestare, diciamo, la
modalità con cui arriviamo a questa discussione, a questa Nota di
aggiornamento del Documento economico-finanziario della Regione,
perché non è stato appunto discusso nelle varie Commissioni di
merito, noi oggi ci siamo trovati a dover rinviare la Commissione
perché, appunto, non erano stati rispettati i tempi e non abbiamo
avuto neanche modo di approfondire la questione che ha interessato
la Commissione specifica, così come anche in Commissione UE non si
è presentato il Governo per discutere questa Nota di aggiornamento.
Ma tralasciando questo, abbiamo avuto modo di analizzare e di
vedere come in questa Nota di aggiornamento si fanno riferimenti
specifici su alcune misure, misure che da un lato questo Governo di
centrodestra, il Governo nazionale, il Governo Meloni ha deciso di
abolire. E parlo degli incentivi che hanno riguardato il bonus 110
per cento. È notizia di oggi che nella prossima legge di bilancio
non saranno previsti questi incentivi, dall'altro la Regione in
questa Nota di aggiornamento si vanta dell'incremento della
produzione soprattutto in un settore specifico - quello
dell'edilizia - che appunto è stato determinato da quegli
incentivi; e allo stesso modo in questa Nota di aggiornamento si
parla di una vivacità nella spesa delle famiglie siciliane, facendo
intendere che c'è un trend positivo rispetto ai consumi.
Guardate, io rimango allibito perché dire che ci sia una vivacità
da parte delle famiglie siciliane sulla spesa, considerato che la
nostra Regione è una regione che soffre in maniera profonda la
crisi occupazionale, lo sviluppo anche industriale di cui non si è
parlato all'interno di questa nota perché, guardi Assessore, lei
non ha parlato neanche in un rigo del polo industriale di Siracusa
che rappresenta il 51% del Pil della provincia di Siracusa, che ha
aumentato del 60% la cassa integrazione nell'ultimo periodo, salvo
poi ritrovarmi invece nel documento, in questa Nota di
aggiornamento, il fatto che c'è una diminuzione della cassa
integrazione in Sicilia Ma come si può pensare di non tenere in
considerazione il polo petrolchimico di Siracusa e della crisi
profonda che sta attraversando, con un comparto che vede
l'occupazione di più di diecimila lavoratori e non pensare, non
considerare degno di attenzione un settore strategico come quello?
E ancora, si aggiunge che c'è una crescita delle aziende e delle
attività che vengono aperte in Sicilia pari allo 0,45%, perché si
fa il raffronto tra le imprese che hanno aperto nell'ultimo
trimestre - ovvero cinquemila - e quelle che hanno chiuso - ovvero
tremila - determinando un trend positivo di duemila imprese che
sono rimaste in vita.
Assessore, noi ci dovremmo interrogare sul perché tremila imprese
nell'ultimo trimestre hanno chiuso, e non perché hanno aperto le
ultime cinquemila, perché gli incentivi che sono stati dati da
parte del Governo regionale, magari hanno condizionato l'apertura
di nuove imprese, anche per esempio dedicate alle startup, come nel
caso delle attività produttive, nell'ultimo bando che è stato
pubblicato destinato appunto alle startup, senza interrogarsi
invece su quello che è il sostegno vero all'impresa.
E allora, Presidente, io ritengo che questa Nota di aggiornamento
sia priva di un'anima, sia priva di una programmazione vera che
tenga conto dei reali problemi che oggi affrontano le imprese
siciliane, le famiglie siciliane, che affronta la nostra Regione.
Perché tiene conto, da una parte, delle ingenti somme messe a
disposizione da parte della Comunità Europea, oltre ai fondi del
PNRR, ci sono i fondi del PO-FESR, i fondi di sviluppo e coesione e
quindi si vanta, diciamo, di una situazione che ci deriva da un
lavoro minuzioso, scrupoloso, portata avanti dal precedente Governo
italiano, - all'epoca c'era Gentiloni -, che ci ha consentito di
attingere ad una risorsa e a delle risorse così importanti come il
PNRR, mai viste nella storia della nostra Nazione.
E quindi, penso che noi oggi dovremmo invece fare una riflessione
profonda sulle crisi aperte nei vari settori, così come quello del
petrolchimico della zona industriale, che rischia di chiudere e che
rischia di compromettere lo sviluppo non solo della provincia di
Siracusa ma dell'intera Regione, Grazie.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie, Presidente dell'Assemblea, onorevoli colleghi,
membri del Governo.
Presidente, io ritengo che noi ancora oggi in quest'Aula
dimostriamo di essere completamente scollati dalla realtà e da
quello che sta accadendo fuori da questo Palazzo - mi dispiace che
ha sostituito il Presidente Galvagno, non meno per la sua
autorevole figura, c'è il Presidente Di Paola, che secondo me farà
da portavoce rispetto a questa richiesta.
Io ritengo che il Presidente Schifani debba venire in Aula a
raccontare cosa sta facendo il vero Presidente della Regione, alias
Totò Cuffaro.
Perché il vero Presidente della Regione, si chiama Totò Cuffaro e
il Presidente eletto democraticamente ha l'obbligo di raccontare
cosa sta accadendo all'interno dei palazzi del potere; si parla di
un comitato d'affari, si parla di associazione a delinque, -
garantisti, tutti, fino a prova contraria, innocenti - ma
rimangono i fatti e quei fatti raccontano di una Regione in mano a
uno sparuto gruppo di soggetti, che determinerebbe addirittura il
futuro e le sorti di questa Regione in ogni ambito.
Allora, caro Presidente Di Paola, noi non possiamo fare finta di
nulla: noi abbiamo l'obbligo di disquisire di questi temi
all'interno di quest'Aula, abbiamo l'obbligo morale e politico di
chiedere al Presidente della Regione di riferire urgentemente in
Aula, rispetto ai fatti che inevitabilmente lo vedono anche
protagonista, che inevitabilmente lo vedono come presidente silente
che sta subendo di fatto una detronizzazione, voluta artatamente da
Totò Cuffaro.
Se prima chiamavo re Schifani, adesso mi devo rivolgere a re
Cuffaro, perché abbiamo dimostrato e dimostriamo, attraverso il
lavoro della procura della Repubblica di Palermo che ringraziamo e
non smetteremo mai di farlo, che c'è un'intensa attività che
determina uno svilimento della Regione siciliana a interessi di
pochi
Noi non possiamo fare finta di nulla, non possiamo fare Aula come
se nulla fosse e non possiamo non chiedere compattamente,
unitamente, una presa di posizione del governatore Schifani che non
si può limitare soltanto a una fugace fiducia della Magistratura,
che è ovvio, tutti quanti abbiamo fiducia nella Magistratura, ma
c'è un piano politico e non possiamo permetterci che la politica
arrivi sempre dopo, e arrivi sempre dopo la Magistratura
Oggi, la politica ha il compito e il dovere di arrivare un secondo
prima: se oggi questo soggetto sta vedendo il potere che ha avuto è
perché il Presidente della Regione gli ha permesso di comandare e
governare la Regione, anche a discapito degli alleati - attenzione
- perché il tema è anche quello. Il presidente Schifani ha deciso
di mettere alla finestra i suoi alleati, Fratelli d'Italia in
primis, per un lavoro pericolosissimo portato avanti da Cuffaro e
dalla Lega, che oggi fa a gara per sfilarsi e dire che non stava
facendo questo accordo, e mi rivolgo ai colleghi di Fratelli
d'Italia: abbiate un sussulto di dignità, abbiate coraggio, abbiate
coraggio e staccate la spina a questo Governo che sta dimostrando,
non solo di mettervi all'angolo, ma di amministrare la cosa
pubblica come se fosse interesse privato Tutto questo è
profondamente pericoloso, tutto questo è profondamente preoccupante
e davanti a questo scenario inquietante non ci possiamo girare
dall'altra parte, facendo finta di nulla, abbiamo il dovere di
portare dentro quest'Aula la questione politica; per questo,
Presidente Di Paola, le consegno formalmente questa richiesta che,
ovviamente, passerà da una Capigruppo nella quale si chiederà la
presenza del detronizzato Schifani, cà mi pari, a questo punto, nu
poco piatusu, perché, a questo punto, me la sono presa sempre con
lui, l'ho chiamato "Re Schifani" potevo mai sapere che, alla
fine, non contava nulla? Che, alla fine, quello che gestiva, di
fatto, era Totò "vasa vasa" e uno sparuto di dirigenti della
Regione che decidevano persino anche, secondo quello che dice la
Procura, e deve essere accertato, chi dovevano assumere all'interno
della Dussmann Service? Un quadro devastante Presidente Schifani,
io le chiedo scusa pubblicamente in quest'Aula, se me la sono presa
con lei. Presidente Schifani mi scusi, io non dovevo prendermela
con lei, lei non passa e non conta, oggi abbiamo tutti quanti
chiara questa situazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. È iscritto a parlare
l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, rappresentanti
della Giunta, vorrei iniziare questo mio intervento sulla nota di
aggiornamento al DEFR, citando l'introduzione dell'Assessore
Dagnino a questo importante documento. "La Sicilia sta vivendo una
fase di crescita solida, un risultato del lavoro portato avanti dai
Governi regionali di centrodestra, con politiche mirate a sostenere
imprese, occupazione e sviluppo". Leggendo questa, ed altre frasi,
mi veniva in mente una cronaca medievale che è stata attribuita a
un monaco benedettino di nome Goffredo Malaterra il quale, al
seguito dei Normanni in Sicilia, andava a scrivere questa cronaca
elogiando, con termini alquanto apologetici, le gesta del conte
Ruggero. Tra queste, è nota una battaglia nel 1063 in cui uno
stuolo di trecento cavalieri normanni sconfisse in una battaglia,
un esercito di quindicimila musulmani. Ho voluto fare questo
esempio per riportare, su un terreno di verità e non di propaganda,
un documento assolutamente importante che dovrebbe fotografare, in
maniera nitida la realtà delle cose siciliane e che finisce per
fare anche un po' di propaganda, Assessore Dagnino. Perché il
merito della fase congiunturale che sta vivendo la Sicilia, io
credo, e ho ragione per crederlo anche approfondendo la questione,
non sia di certo per merito del governo Schifani o solo in minima
parte, se devo essere onesto intellettualmente.
La congiuntura favorevole è frutto di una serie di azioni che
provengono dall'esterno: innanzitutto la spesa del PNRR, sei
miliardi di spesa di PNRR su su 16 miliardi stanziati - seppur
gestiti con lentezza - hanno determinato, in questi mesi e negli
ultimi anni, un miglioramento delle condizioni e dei dati
macroeconomici regionali; l'impatto dei bonus edilizi ha ridato
vigore ad un comparto che aveva avuto una grande sofferenza negli
anni passati; le politiche pubbliche nazionali post Covid, che
hanno sostenuto un insieme di attività e di iniziative, hanno,
anch'esse, contribuito - credo - a questo dato e, in ultimo, il
turismo - su cui ritornerò alla fine - che è, diciamo, una delle
leve dell'economia siciliana che ha avuto risultati più
significativi, ma che - a mio sommesso avviso - non derivano da
un'azione coordinata di programmazione da parte del Governo
regionale.
E' vero, sì, c'è un incremento del numero delle imprese e degli
occupati, ma tale incremento riguarda il settore turistico
ricettivo e, purtroppo, si registra un calo significativo del
numero di occupati nel comparto agricolo; proprio stamattina, nel
corso di un'audizione in Commissione Bilancio con le organizzazione
di categoria del comparto agricolo, abbiamo registrato un dato di
fatto e cioè: il DEFR mette in evidenza la crisi occupazionale del
settore agricolo e, dall'altro lato, la legge di stabilità non
prevede risorse per fare fronte a questa crisi.
Io credo che ci sia un problema serio tra la fotografia della
diagnosi e la cura che ne dovrebbe seguire; se il DEFR costituisce
una diagnosi dello stato dell'economia siciliana, la legge di
stabilità dovrebbe essere interpretata come una ricetta, in grado
di curare, appunto, le malattie.
Nel comparto edile registriamo - come ho detto in altre
circostanze - un calo del 5% della massa salariale nel primo
semestre del 2025 rispetto al 2024, perché finito l'effetto dei
bonus io credo che ci sia un problema serio, anche perché, nel
frattempo, sono aumentati i prezzi delle materie prime del settore
edile e tutto questo si complica e non crediamo - a nostro avviso -
che la risposta possa essere nella legge di stabilità, lo
stanziamento di 15 milioni di euro per i bonus per le
ristrutturazioni; ci vorrebbero cifre molto più significative se si
vuole fare non un'azione spot ma qualcosa di significativo e
strutturale.
Per quanto riguarda la crisi del comparto agricolo suggeriremmo di
intervenire - soprattutto per quanto riguarda gli interventi
infrastrutturali - attraverso le risorse extra regionali; io non
credo che una finanziaria possa stanziare risorse - per quanto ne
abbiamo quest'anno una disponibilità maggiore - per interventi di
natura infrastrutturale, ci sono altre risorse.
Stamattina in Commissione Bilancio ho avuto modo di dirlo - e lo
voglio ribadire anche in questa sede - la Corte dei Conti ha
espresso quei rilievi che rappresentano una pietra tombale per
quanto riguarda la realizzazione del Ponte; io ricordo che il Ponte
sullo Stretto è stato cofinanziato con un miliardo e trecento
milioni di euro di risorse provenienti dal Fondo Sviluppo e
Coesione, affinché queste risorse non rimangano immobilizzate
ancora per anni sarebbe opportuno svincolare, riprogrammarle e
stanziarle, in maniera seria, per due grandi questioni che sono: il
tema dei cambiamenti climatici e l'infrastrutturazione dei sistemi
agricoli relativi all'approvvigionamento idrico, rispetto alle
quali riceviamo continue sollecitazioni ogni giorno.
Nel DEFR, Assessore, si fa riferimento ad una "maggiore spesa di
buona qualità e al rigore nei conti", difatti, oggettivamente,
passiamo da un disavanzo, di due esercizi finanziari fa, di circa
quattro miliardi ad un avanzo, nell'ultimo consuntivo, di due
miliardi centocinquanta milioni: io, più che esprimere
apprezzamento al Governo, vorrei esprimere in quest'Aula
apprezzamento nei confronti del Ragioniere generale, il quale ha,
non solo mantenuto i conti a posto, ma ha impedito l'assalto alla
diligenza da parte di un Governo che ha cercato di utilizzare la
spesa pubblica per costruire solo clientele e consensi e,
purtroppo, non c'è riuscito Perché noi sappiamo che una parte
significativa di quelle risorse, al netto degli accantonamenti
finanziari a seguito dell'accordo con lo Stato, sono determinati
dalla incapacità dei Dipartimenti dell'apparato burocratico della
Regione di impegnare tutte le risorse stanziate entro fine anno e
ogni anno centinaia di milioni di euro non si riescono a
programmare e ad impegnare, e quindi a spendere, e alimentano
l'avanzo che è servito finora, per fortuna, come dire, ad abbattere
il disavanzo.
Ma questo non rappresenta, a nostro avviso, un merito politico di
questo Governo, perché io credo che il rigore nei conti vada
coniugato anche con una capacità di spesa, seppure oculata, che non
immobilizzi risorse disponibili nel breve periodo, ma che spenda
quelle risorse per creare circuiti economici virtuosi in grado di
ridare una spinta all'economia: cosa che, a nostro, avviso non c'è
stata
"La manovra di bilancio prevede incentivi finanziari per abbattere
il costo del lavoro e delle imprese private", apprendiamo dai
comunicati stampa.
Ma vorremmo porre qui due questioni: la prima è che la Regione,
prima di pensare - e giustamente, per carità, è opportuno che lo si
faccia - all'incentivazione dell'imprenditoria privata per
l'abbattimento dei costi dell'occupazione, farebbe bene - viste le
condizioni finanziarie attuali - a dare dignità ai lavoratori della
Regione ex-precari che ancora hanno stipendi part-time di 800-900
euro al mese, a quei precari stabilizzati dagli enti locali che si
trovano nella stessa condizione.
Anche perché, facendo questo, non solo diamo dignità ai
lavoratori, aumentiamo la capacità di efficienza degli uffici e
degli apparati burocratici nell'erogazione dei servizi - e i comuni
soffrono la carenza di personale e molto spesso non possono
assumere - ma, allo stesso tempo, diamo un sostegno a decine di
migliaia di famiglie che, avendo una retribuzione dignitosa,
possono alimentare il circuito dei consumi che vede per l'ennesimo
anno un decremento, Assessore, e su cui ritornerò.
Nella manovra non abbiamo trovato - seppur nella diagnosi che si
fa in un Capitolo della Nota di aggiornamento al DEFR - il tema dei
dazi, le tensioni geopolitiche e, soprattutto, le politiche
commerciali del Governo americano.
Si dice che gli effetti degli aumenti tariffari devono ancora
farsi sentire e che avranno modifiche sostanziali nella scelta di
spesa e nei prezzi al consumo.
Io chiedo a questo Governo: dobbiamo aspettare che arrivino prima
gli effetti nefasti dei dazi finanziari sull'economia siciliana -
in particolare su alcuni comparti cruciali legati all'agricoltura:
come, per esempio, la viticoltura, come, per esempio, il settore
cerealicolo - o occorre intervenire preventivamente?
Io mi accingo a concludere dicendo questo, Assessore: si iniziano
ad intravedere - e voi lo mettete nella Nota - i primi segnali di
un rallentamento dell'economia, le indicazioni congiunturali
relative ai mesi estivi segnalano un indebolimento, sia del mercato
del lavoro e un'accelerazione dell'inflazione che torna al salire
sopra il 3%.
Noi ancora non abbiamo visto la Finanziaria nella sua interezza,
ma solo attraverso i comunicati propagandistici del Governo sulla
stampa
Noi crediamo che la legge di stabilità non affronti i temi veri e
i temi cruciali che la stessa Nota mette in evidenza Siamo ancora
in tempo, prima che inizi l'iter in Commissione e in Parlamento, a
raddrizzare il tiro.
Il Gruppo parlamentare del Partito Democratico farà delle proposte
serie, concrete, che andranno in questa direzione e ci auguriamo
che vengano prese in considerazione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo,
abbiamo letto dai giornali che più volte la maggioranza si è
riunita per discutere legittimamente della prossima legge di
bilancio, abbiamo visto - lo diceva anche il collega Venezia - che
uno degli interventi cardine sui quali si giocherà la manovra e che
dovrebbe portare alla crescita di cui alla Nota di aggiornamento,
vi sono circa 200 milioni di euro per le imprese Poi l'assessore
mi correggerà se sbaglio, se i numeri sono diversi, ma ad oggi
sembrano circa 200 milioni di euro per le imprese sotto forma, in
molti casi, di incentivo all'assunzione, quelli che erano previsti
dal South Working che abbiamo bocciato in Aula per la débâcle della
maggioranza, quello rivisto e corretto che già più volte è stato
approvato e che non ha mai avuto sostanzialmente funzionalità e che
adesso dovrebbe essere discusso e contrattato con la Commissione
europea.
Più volte ho detto che questi aiuti rischiano di essere effimeri
perché manca un'intelaiatura di politica industriale, per fare
cenno oggi alle 17:00, presso l'Assessorato alle Attività
produttive si svolgerà una importante discussione sulla crisi della
Cargill, una impresa leader nel settore della chimica e che opera
in Sicilia e che rischia di chiudere e quell'area lì; e si
discuterà sicuramente anche dell'area di Pace del Mela, una delle
aree industriali più importanti della Sicilia ma che rischia di
sparire per effetto del mancato adeguamento a quelle che sono le
nuove politiche sul Green Deal e sulla conversione energetica. E
quindi, tutto ciò in mancanza di una politica industriale rischia
un'accelerazione, ma veda, ciò che è grave è che tutti gli
interventi che voi immaginate, li immaginate e sotto un certo
profilo ci può stare sotto il profilo dell'abbattimento del costo
del lavoro, ma mai vi ponete dal lato del lavoratore ossia sotto il
profilo di aumentare il reddito disponibile dei lavoratori che
avrebbe anche un vantaggio economico. Perché lei lo sa meglio di
me, tutte le statistiche lo confermano, i consumi interni al netto
di investimenti, gli unici investimenti che abbiamo registrato in
questi anni, sono quelli del PNRR, sono investimenti pubblici, sono
quelli del bonus 110, investimenti privati ma con la copertura
pubblica, ma i consumi privati stagnano in Sicilia, stagnano nel
Paese e stagnano in Sicilia più che nel resto del Paese.
Ebbene, questo è dovuto al fatto che il reddito disponibile dei
lavoratori è diminuito per effetto dell'inflazione e per effetto di
quello che lei che è anche un noto avvocato tributarista conosce
meglio di me, il fiscal drag, cioè l'aumento fittizio dei redditi
da lavoro ha comportato un indebito sostanziale aumento delle tasse
rispetto al quale il Governo di centrodestra a Roma non ha posto
alcun rimedio, se non questa manovrina da sedici miliardi di euro
che fa ridere il Paese perché avrà un impatto economico prossimo
allo zero
Allora, visto che, pur in assenza di consuntivi, assessore, perché
noi non sappiamo come è stata gestita la spesa pubblica in Sicilia
in questi anni, sappiamo per quello che voi dichiarate che l'avanzo
quest'anno disponibile sarà di due miliardi e cento, due miliardi e
qualche cosa, qualche cosa non è poco, ovviamente. Però veda, in
una Pubblica amministrazione l'avanzo non è necessariamente segno
di buona amministrazione, può essere anche segno di incapacità
della spesa, segno dell'incapacità di intervenire dove serve.
Allora noi vorremmo capire se questo avanzo è stato frutto di
politiche virtuose oppure se è stato frutto di sciatteria nella
gestione delle risorse pubbliche o della mera volontà di applicare
i tagli lineari a capitoli importanti quali, per esempio, quelli
destinati agli enti locali. Lei sa, che nel 2012, il fondo delle
autonomie locali era quasi un miliardo di euro in Sicilia adesso
siamo a trecento cinquanta milioni e da quello che c'è scritto
nella Nota di aggiornamento e da quello che avete dichiarato,
almeno pubblicamente, perché del Presidente Schifani qui non c'è
traccia da mesi e, probabilmente, dovrebbe venire a spiegare quello
che sta accadendo nel sistema di potere siciliano.
Forse farebbe cosa giusta, non nei confronti di quest'Aula o solo
di quest'Aula, ma farebbe cosa buona e giusta nei confronti dei
siciliani che vogliono trasparenza, rispetto a quello che sta
accadendo fuori da quest'Aula.
Ma al netto di questo, veda, noi apprendiamo dai giornali che non
ci sarà un centesimo in più per gli enti locali. Saremo fermi ai
trecentocinquanta milioni di euro stanziati nella scorsa legge di
stabilità.
Ebbene, stanziare solo trecentocinquanta milioni di euro, più
qualche intervento spot per gli Asacom, per i disabili, per il
ricovero dei disabili psichici, per l'assistenza alle vittime di
violenza, significa non privare i comuni, o gli amministratori, di
qualche cosa, ma significa privare i cittadini dei molteplici
servizi che i comuni offrono loro. Lo abbiamo detto la scorsa
volta. Sessantatré comuni sono in dissesto e hanno, quindi, le più
alte tasse che si possano registrare in Sicilia - perché, per
legge, il dissesto comporta l'adeguamento immediato della
tassazione - e i più scarsi servizi che si registrano nel Paese
Forse, se noi prevedessimo un aumento delle risorse del Fondo
autonomie, e anche del Fondo investimenti comprensivo di un altro
Fondo, quello che era stato introdotto su proposta del Partito
Democratico, ossia il Fondo progettazione Perché grazie al Fondo
progettazione molti dei nostri comuni, assessore, hanno potuto
partecipare ai bandi e hanno potuto vincere quei bandi progettando
importanti infrastrutture per la comunità - scuole, impianti
sportivi - infrastrutture sociali che servono, perché questa è la
Regione col più alto tasso di inoccupazione delle donne, e col più
basso reddito per le donne che lavorano e questo perché mancano le
infrastrutture sociali a loro sostegno E, allora, noi avremmo
bisogno di investire lì, per recuperare un pezzo di società che è
escluso dalla comunità e che è escluso dalla capacità di creare
ricchezza per il nostro territorio. Ma, rispetto a questo, il
Governo, diciamo, latita
Così come latita su un altro tema. Quante volte abbiamo parlato
delle vittime e degli infortuni sul lavoro? Assessore, prevedete
centinaia di milioni di euro per le assunzioni e non prevedete un
centesimo per migliorare gli standard delle nostre imprese in
materia di sicurezza sul lavoro. Perché a voi, della qualità della
vita dei lavoratori, non importa nulla Ma la Sicilia è la Regione
con più infortuni mortali, rispetto alla media del Paese, e quella
con più infortuni registrati dall'INAIL, anche non mortali. E,
rispetto a questo, non avete investito un centesimo Noi vi
chiediamo di assumere questi ispettori del lavoro perché,
ovviamente, servono. Ma gli ispettori intervengono nella fase
patologica, quando già il malato si è manifestato. Ma c'è bisogno
di interventi per migliorare questo aspetto dell'organizzazione
dell'impresa, e si possono investire risorse per far sì che le
imprese migliorino la loro qualità produttiva e, al contempo, la
qualità di vita dei lavoratori e la qualità, ovviamente, della
sicurezza sui lavori.
Per non parlare del welfare aziendale perché per migliorare gli
standard produttivi, tutte le regioni avanzate dimostrano che
bisogna investire nel welfare aziendale. Perché dove si lavora
meglio si produce meglio e si è più ricchi.
Ma questi sono per voi temi troppo avanzati, perché avete una
politica retriva, retrograda Per voi serve solo lo spot Dire che
mettete duecento milioni di euro, serve solo per fare il titolone
sul giornale. Ma quando quei duecento milioni di euro finiranno,
non avremmo lasciato niente alle siciliane e ai siciliani. Solo
fuffa e alimentazione di un sistema di potere, che si alimenta con
le risorse pubbliche. E questo non è consentito quando si
amministra, e si vuole amministrare nell'interesse della nostra
terra. Può vincere il centrodestra, può vincere il centrosinistra.
Ma ciò che interessa i siciliani è che ognuno di noi abbia a cuore
e in testa il bene di questa regione Voi avete solo in testa la
conservazione di un gruppo di potere
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, assessori e colleghi deputati, abbiamo
assistito a numeri straordinari; qualcuno ha sciorinato delle cifre
mirabolanti, come se andasse tutto a posto in questa Regione, come
se tutto fosse positivo e in crescita
E invece io vi do un solo semplicissimo dato nettamente negativo:
abbiamo ben 200.000 persone in lista d'attesa nel sistema della
sanità. Quindi 200 mila prestazioni non ancora esitate
E vedete, la sanità è proprio il settore più delicato di questa
Regione, ha una gestione opaca, oscura, dove tutto si concentra
solo ed esclusivamente sulle nomine, nomine che non sono fatte
nelle corsie degli ospedali, ma dentro le segreterie dei partiti E
leggevo in questa NaDEFR che praticamente sono state appostate
delle risorse per risolvere questo problema, comprando dei nuovi
sistemi informatizzati ai Cup Ma dico volete risolvere la
problematica delle lunghe liste d'attesa cambiando i computer ai
Cup? Ma vi sembra questo il problema principale di questa Regione?
Io ieri sono stata alla centrale operativa perché ci sono dei
bandi che aspettano di essere pubblicati da ben quattro anni E in
particolare mi riferisco al bando per i microinfusori dei malati
diabetici di tipo 1, che sono soprattutto bambini. Quattro anni che
si aspetta la pubblicazione di un bando e sapete cosa mi hanno
detto? Mi hanno detto che il problema principale è che non ci sono
i registri, non ci sono i registri delle casistiche. Quindi sono
stati fatti dei bandi raffazzonati, con numeri approssimativi,
sottostimati, poi si sono bloccati, li hanno dovuti ritirare
Ancora aspettiamo i bandi
Forse questo sistema informatico serve di più per regolare tutte
le casistiche dei malati siciliani; almeno si possono fare dei
bandi con delle cifre reali, piuttosto che andarci per
immaginazione o con dati statistici e poi dover ritirare questi
bandi
Ma penso che questo sistema sia utile a qualcuno, perché questo
sistema che blocca i bandi pubblici alimenta gli affidamenti
diretti, alimenta il sottobosco, alimenta gli accordi con le case
farmaceutiche. E non è notizia antica, anzi è proprio notizia di
questi giorni, che proprio la Democrazia Cristiana con in testa
Totò Cuffaro, il capogruppo qua della Democrazia, Carmelo Pace e
altre 17 persone, sono indagate proprio per questo, per appalti
truccati all'interno della sanità E noi mettiamo i soldi per
cambiare i computer ai Cup? Ma è una cosa incredibile
Assessore, pensi che due persone malate di linfoma a Gela sono
dovute correre a Verona di corsa, perché le liste d'attesa qua
erano bloccate. Dobbiamo scappare al nord per farci curare In una
sanità che non è assolutamente gestita, è occupata É occupata da
chi deve mettere nomi, i soliti nomi dei soliti noti
E in questo documento neanche una voce dedicata ai giovani,
neanche un rigo Come se steste dicendo ai nostri giovani
"andatevene via". Ma solo uno dovrebbe andare via in questo
momento Il presidente Schifani, perché non si governa in questo
modo
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, in questa Nota di aggiornamento al DEFR
chiaramente si leggono sempre le solite parole surreali. Io
leggendo l'introduzione, dove c'è scritto: Il triennio 2026-2028,
alla luce del superamento della lunga stagione del disavanzo,
rappresenta per la Regione il triennio della svolta - Presidente -
con i conti in regola. Adesso è l'ora della spesa buona, della
realizzazione di manovre espansive per spingere la crescita
dell'economia con assoluta attenzione alla tenuta del tessuto
sociale . Bellissimo, assessore, bellissimo Parole meravigliose,
che fanno davvero commuovere
Ma, mi chiedo, qual è la spesa buona: il milione e tre preso dai
fondi FSC per il Ponte sullo Stretto, progetto bocciato pochi
giorni fa dalla Corte dei conti, o gli 800 milioni per i
termovalorizzatori, o forse gli 11 milioni del See Sicily?
Quello che veramente leggiamo nei documenti e poi quello che
viviamo, chiaramente, sapete benissimo che è tutto al contrario.
Cioè, noi chiaramente, ogni anno in questo documento, in questo
libro dei sogni, leggiamo delle cose che poi chiaramente non
corrispondono alla realtà, perché conosciamo tutti la realtà La
conoscono tutti i siciliani che subiscono la mala gestione, perché
purtroppo in questa Regione, la politica e i burocrati hanno
dimenticato qual è la missione, qual è la loro missione, cioè
quella di occuparsi del bene pubblico e della cosa pubblica, Cioè,
questo obiettivo è stato perso di vista
Tutte le categorie soffrono: dall'agricoltura, il lavoro, i
giovani che se ne vanno, e la sanità, chiaramente, è quell'ambito
che fa pensare alla vita delle persone ancor più degli altri
settori. Non che tutto il resto e la tragedia che avviene ogni
giorno qua in Sicilia sia meno importante. E in questi giorni,
l'ennesimo scandalo fa perdere la fiducia ai cittadini siciliani
È l'ennesimo scandalo che si sussegue a tutti gli altri. Per
esempio, per ricordare gli episodi: l'inchiesta dei ritardi dei
referti istologici, la frattura bloccata col cartone, il
giornalista trasportato sulla motoape, gli arresti, il medico
rimosso per le pressioni ricevute, le mazzette, gli appalti
pilotati Ma dico, ce lo vogliamo fare un esame di coscienza e,
soprattutto, noi chiediamo la presenza del Presidente Schifani da
mesi, per parlare proprio di sanità, di quell'ambito che deve
garantire la salute e la vita ai cittadini, quel settore, quel
diritto garantito dalla nostra Costituzione, all'articolo 32.
Dico, ma vogliamo pensare seriamente di cominciare, perché qui
bisogna proprio cominciare Cioè, si parla di liste di attesa. Il
Presidente Schifani parlava delle liste di attesa e di risolvere il
problema a inizio legislatura Mi ricordo le dichiarazioni sulla
stampa. Qua siamo sempre allo stesso punto. Cioè, se io vi leggo i
messaggi che ho sul cellulare, di gente che ha gli appuntamenti tra
un anno, due anni, 18 mesi, tredici mesi, e mi chiedono: "Ma che
cosa devo fare?".
Non si può continuare così E, soprattutto chiediamo che il
Presidente Schifani venga in Aula per parlare con questo
Parlamento, perché qui abbiamo tutti voglia di porre soluzioni
concrete per la nostra Isola.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, prima
di cominciare la mia considerazione su quella che è la Nota di
aggiornamento al DEFR, devo rappresentare un mio personale
imbarazzo. Devo dire, rispetto alla situazione politica in cui oggi
noi tutti ci troviamo in quest'Aula, che è una situazione
assolutamente surreale. L'abbiamo già comunicato ieri.
In sostanza, mentre tutto il mondo parla della Regione siciliana,
tutti i titoli di giornale parlano di inchieste, scandali, ne
parlano tutti i telegiornali, ogni organo di stampa, purtroppo,
questo Parlamento è sempre costantemente indietro nel tempo.
Lo ha certificato ieri, trattando delle interrogazioni che erano,
addirittura, di oltre due anni fa, con un'assessora che non ha
voluto fare cenno a quella che è l'inchiesta che riguarda la sanità
siciliana; si continua in questo silenzio anche nella seduta di
oggi e noi vorremmo capire come bisogna procedere, come intenda
procedere il Governatore Schifani, anche nel rapporto con le forze
politiche, con i leader politici che in questa storia,
probabilmente, dovrebbero fornire qualche spiegazione.
Io ritengo che una chiarezza sia necessaria per capire se ci sono,
Presidente e colleghi, le condizioni per andare avanti in questa
legislatura, una legislatura che è partita malissimo ed è andata
avanti così, stancamente.
Io credo, personalmente, che non ci sia proprio alcuna condizione
per andare avanti, e un Presidente della Regione che si è sempre
dichiarato un parlamentarista convinto, proprio in questo momento
di grande difficoltà in cui versa la politica siciliana, dovrebbe
essere il primo a venire qui a dirci lo stato delle cose e a
comunicarci come intende andare avanti. Invece, nulla di tutto
questo, si sottrae al confronto, altro che parlamentarista
convinto, schiva le problematiche, le problematiche che poi
diventano quelle dei siciliani, perché sul tema della sanità, che
sappiamo benissimo essere essa stessa in codice rosso, c'è
addirittura chi pensa di andare a speculare Quindi, noi pensiamo
che sia indispensabile un chiarimento, un chiarimento sul punto
politico della questione e anche nel merito della questione della
sanità, un'Aula dedicata alla sanità, lo diciamo oramai da mesi e
mesi, il Presidente della Regione aveva preso un impegno di venire
entro il 6 ottobre, naturalmente un impegno che non è stato
mantenuto
Ma vengo, adesso, nel merito della questione, e naturalmente mi
rivolgo a chi è il nostro interlocutore nel discutere di questa
Nota di aggiornamento al DEFR. E io, guardate, faccio una
considerazione, assessore Dagnino, perché generalmente c'è chi usa
i dati per rappresentare al meglio, e in maniera sintetica, quella
che è la realtà, invece c'è chi utilizza questi dati esclusivamente
per decorare la realtà. Perché io ho avuto modo di leggere questa
Nota di aggiornamento, ed evidentemente l'assessore Dagnino e il
Governatore Schifani se ne sono guardati bene dall'inserire un dato
negativo, non c'è un dato negativo sulla situazione economico-
finanziaria della nostra Regione Io credo che questo lasci
riflettere, sebbene ci possa essere un barlume di positività nella
sua versione, io ritengo che ai più è noto che qualche problema la
Regione siciliana ce l'avrà; nessun elemento negativo è stato
individuato in questa relazione. Bisogna avere un minimo di
raziocinio anche per rappresentare i problemi che sono concreti
nella nostra Regione. Al solito, parliamo di propaganda, la stessa
propaganda che il Governatore Schifani fa, giorno per giorno,
parlando delle misure su cui ancora questo Parlamento si deve
esprimere, le dà come per approvate. Faccia memoria il Presidente
Schifani, anche lei, assessore, di quanto è avvenuto nelle ultime
manovre finanziarie, nelle ultime variazioni, di quanto è stato
anticipato, di quanti slogan avete fatto, di come vi siete riempiti
la bocca. E poi, ai siciliani che cosa è rimasto? È rimasto
assolutamente il nulla, autocompiacimento allo stato puro
Addirittura, lei scrive "siamo sulla buona strada", e allora
questo lo dovremmo dire ai mille siciliani che ogni mese si mettono
per strada e vanno via dalla nostra Sicilia; lei questo non lo dice
naturalmente, assessore, lei lo dovrebbe dire a tutti coloro che
sono disoccupati, abbiamo il record storico che continua ad essere
tale di Regione nella quale c'è, appunto, la minor percentuale di
occupati, un reddito medio pro capite che è la metà della Regione
Lombardia, la Sicilia è la Regione d'Italia nella quale c'è il più
alto tasso di part time involontario
Naturalmente, di tutti questi dati lei se ne guarda bene a
sciorinarli, ce ne parla di altri, ci parla di un PIL dallo zero
virgola, senza però dirci, con onestà intellettuale, quali sono i
motivi di questa politica espansiva che avrebbero portato a questo
miglioramento del PIL. E glielo diciamo noi, come Partito
Democratico, quali sono i motivi: i motivi sono fondamentalmente
quelli che sono i bonus edilizi, i motivi sono quelli del Piano
Nazionale di Ripresa e Resilienza di cui dirò più avanti. Ma io,
nel merito, rispetto a quella che è la Nota di aggiornamento nella
quale ci dovrebbero essere le novità rispetto al DEFR approvato
qualche mese fa, trovo che non c'è qualcosa che ci dovrebbe essere,
assessore Dagnino.
Io ricordo che questa estate il Presidente della Regione Schifani
- e lei lo ha anche ripreso in più occasioni - parlava in pompa
magna di quella che è la fiscalità di vantaggio della Regione
siciliana, di quello che sarebbe stato l'accordo raggiunto a
livello nazionale. Ebbene, in questa Nota di aggiornamento non se
ne fa cenno. Io credo che questo dovrebbe essere l'elemento di
partenza, invece nulla di tutto questo. Sia mai un'altra opera di
propaganda da parte del Governatore Schifani?
E poi, altro punto sul quale io invito a fare una riflessione agli
onorevoli colleghi e a chi ci segue da casa: c'è una particolare e
approfondita sezione rispetto a quella che è stata l'azione del
Governo Schifani sul rigore imposto dallo stesso. Siamo passati da
uno stato di disavanzo a un dichiarato avanzo di amministrazione di
oltre 2 miliardi di euro, ma io dico - e dico ai siciliani - a
quale costo? A quale costo noi siamo arrivati a questo punto? Quali
sono gli effetti che questi hanno determinato?
Parliamo dei comuni siciliani che oramai sono tutti sull'orlo del
fallimento, un terzo in dissesto e predissesto e tutti gli altri
sono in dissesto funzionale, i servizi al cittadino sono stati
ridotti al lumicino, un esempio emblematico è la questione della
sanità: siamo ultimi oramai in Italia per la garanzia sui LEA. I
siciliani che devono curarsi devono mettere mani al portafoglio,
oppure devono andare via dalla nostra Regione e questo ci costa ben
250 milioni di euro, oltre a non garantire quelle che sono, ecco,
le prestazioni extra LEA, come la procreazione medicalmente
assistita, come la fibromialgia. Queste sono garanzie che possono
avere i residenti delle altre regioni d'Italia, perché stanno in un
altro Stato A noi in Sicilia, secondo Schifani, non dovrebbero
interessare.
Una Pubblica Amministrazione che è trascurata come non mai. Io
vedo qui l'assessore Messina. Guardate, oggi certifichiamo - e lo
abbiamo visto in una Commissione Affari istituzionali , in cui si
è parlato di questo - come si disinveste oramai sistematicamente
nella Pubblica Amministrazione regionale. Nell'ultima variazione di
bilancio abbiamo tagliato, e sono andati in economia, oltre 50
milioni di euro che prima erano dedicati ai nostri impiegati
regionali. Non si parla più di progressioni verticali. All'inizio
della legislatura ce le avevano, ecco, promesse. Oramai i concorsi
sono ridotti al lumicino, il welfare è fondamentalmente azzerato e
poi ci chiediamo perché lavorare nell'amministrazione regionale non
è più attrattivo E poi ci chiediamo come non è più attrattivo
lavorare negli enti locali siciliani, dove ancora devono rendere la
prestazione ad otto-novecento euro al mese, bramando un aumento
delle ore che noi chiediamo ad ampie lettere, e sui quali
lavoratori c'è la spada di Damocle di un futuro incerto, per i
quali appunto gli stessi avranno - e vado a concludere - una
pensione misera.
Sull'agricoltura - lo ha detto chi mi ha preceduto - si parla di
una crisi nera dell'agricoltura, ma sulla legge di stabilità non si
intravede all'orizzonte alcun intervento concreto per intervenire
in questa modalità.
E vado a chiudere perché, dicevo, Presidente, che l'unico motivo
per il quale, ecco, i risultati tendono ad un positivo dato sono
quelli del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il Governo se
ne guarda bene dal darci i dati concreti sullo stato di attuazione
della spesa, perché nella Regione siciliana per quanto riguarda i
2.643 progetti pari a 1,9 miliardi di euro, la percentuale del
pagamento è solamente del venti per cento.
Su impresa e lavoro, su 175 miliardi, siamo solo al cinque per
cento. Su cultura e turismo solamente al diciannove per cento.
Sulla transizione ecologica solamente al sedici per cento. Sulla
salute, su un miliardo e trecento milioni, ben 693 progetti, siamo
solamente al ventuno per cento e il Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza sta scadendo. Ci dovrebbe dire l'assessore per
l'economia che cosa ne sa oggi, nella Nota di aggiornamento al
DEFR, della sesta revisione sul PNRR, si parla di una rimodulazione
di ben 34 misure. Per caso ci toglieranno risorse?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà
CAMBIANO. Grazie, signor Presidente, oggi discutiamo della Nota di
aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale che il
Governo regionale presenta, l'hanno detto i colleghi che mi hanno
preceduto, come: "il documento della svolta, il simbolo del
presunto risanamento dei conti e dell'avvio della spesa buona".
A nostro parere, assessore, rappresenta la continuazione di una
narrazione autocelebrativa, una narrazione autocelebrativa che va
avanti ormai da troppo tempo, perché questo Governo, lo ricordo a
me stesso, si è presentato in continuità del Governo precedente,
quindi, in continuità del Governo regionale guidato dal Presidente
Musumeci, oggi Ministro.
Questo Governo si è presentato come il Governo che avrebbe portato
avanti le grandi riforme, assessore; oggi, ci ritroviamo con
l'unica grande riforma portata a casa dal Governo Schifani, che è
quella dell'introduzione del "deputato supplente", che
probabilmente servirà nella composizione delle liste nella prossima
tornata elettorale.
Veda, assessore, mentre noi qui discutiamo come se nulla fosse di
DEFR, ieri, in I Commissione, si è consumato un altro passaggio
rispetto a un parere dell'ennesima nomina nel campo della sanità.
Un terreno ormai diventato terreno di equilibrio politico, non si
fa alcun riferimento nelle politiche di governo, in queste
politiche espansive, a quelli che sono i servizi resi ai cittadini,
ma quello a cui assistiamo giornalmente, a una ricerca di equilibri
all'interno della maggioranza, perché, finalmente dopo 10 mesi di
vacatio, in una delle più grandi ASP del Sud Italia, la maggioranza
ha trovato l'intesa. Dopo i veti, contro veti, le liti interne, gli
abbandoni d'Aula, gli articoli bocciati in variazioni di bilancio,
abbiamo trovato l'equilibrio nella maggioranza, provvedendo a
nominare una persona, un professionista. Non entro nel merito
perché qui non si tratta di un commento personale e nulla di
personale contro nessuno, bensì, di un'analisi politica. Ecco,
mentre fuori si raccontano i comitati d'affari, mentre fuori
assistiamo alle mobilità passive, mentre fuori assistiamo ai
cittadini costretti a curarsi fuori dalla nostra Regione, perché,
assessore, le ricordo ad esempio che in provincia di Agrigento c'è
un solo acceleratore lineare all'ASP di Agrigento, per effettuare
terapie oncologiche, la radioterapia, e la scorsa settimana ha
avuto un guasto e sono state riprogrammate tutte le terapie, veda,
mentre i cittadini sono alle prese con questo tipo di disagi, voi
vi autocelebrate, perché sì, il Documento di economia e finanza,
veramente, la presentazione del presidente Schifani è un compendio
di slogan, perché si citano rating migliorati, i dati Ambrosetti,
la CGIA di Mestre, ma nessuno di questi indicatori racconta la vita
reale dei siciliani. Nessuno di questi indicatori racconta la crisi
idrica, i turni di erogazione di quindici giorni, la gente
costretta ad emigrare e i nostri giovani costretti ad abbandonare
la nostra Regione. La Sicilia resta ultima per reddito pro capite,
penultima per occupazione giovanile e prima, prima per emigrazione
di laureati
Ecco, allora, cerchiamo di restituire credibilità alla politica,
perché la gente non va a votare perché ci considera e ci percepisce
come coloro i quali raccontano solo, diciamo, documenti basati su
dati che sono approssimativi e raccontano, non la vita reale; è
come la percezione di una politica che non riesce a incidere sui
bisogni reali della gente
Ecco, assessore, bene l'autocelebrazione, bene il marketing
politico, ma cerchiamo di ritornare alla realtà, e la realtà è
quella che le ho rappresentato: la realtà è quella di una sanità
che arranca, di mancanza di medici nei reparti, di acqua corrente
che non arriva nelle case, di reti idriche colabrodo, di discariche
a cielo aperto e di siti che non vengono bonificati.
Le ricordo, ad esempio, nel mio territorio insiste un sito su cui
è divampato un incendio e dopo tre anni i rifiuti sono ancora lì e
giacciono lì Scusi, dopo un anno e mezzo, non dopo tre anni, ho
moltiplicato per due. Ecco la realtà è un'altra, caro assessore, e
ci saremmo aspettati oggi la presenza del Presidente della Regione,
perché è questa l'Aula deputata al confronto politico, è questo il
Parlamento in cui ci si dovrebbe confrontare rispetto a quello che
accade. Invece, ci si limita solo a rilasciare dichiarazioni sulla
stampa e ad utilizzare questo Parlamento come strumento di
equilibrio politico in virtù degli appuntamenti d'Aula.
Quindi, confido nella sensibilità dell'assessore Dagnino rispetto
alla volontà di aprire una discussione seria sui tanti temi e sulle
tante emergenze che attanagliano la Sicilia, i siciliani e gli enti
locali, i precari negli enti locali. Abbiamo introdotto il
precariato col deputato supplente all'ARS e ci siamo scordati di
quei dodicimila precari degli enti locali, che ancora hanno
contratti a diciotto ore, a ventuno ore, a ventiquattro ore, di
quelle dodicimila famiglie che non hanno certezza rispetto al loro
prossimo futuro perché molti di questi lavoratori andranno in
pensione con una misera pensione
Ecco, è questa la Sicilia reale, non è quella che viene raccontata
in un Documento di economia e finanza che è un'autocelebrazione di
un Governo regionale che, probabilmente, esiste solo sulla carta ma
non esiste più nei fatti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, era stato
annunciato un altro tipo di ordine del giorno, si era parlato di
una Rubrica, che doveva vedere interessato il Parlamento, quella
dei beni culturali, poi non l'abbiamo vista nell'ordine del giorno,
probabilmente ho avuto un'informazione...
PRESIDENTE. No, onorevole Burtone, è giorno 12 da calendario,
giorno 12 novembre.
BURTONE. Ah, giorno 12. Devo dire che mi ero un po' meravigliato,
perché l'assessore per i beni culturali viene raramente nel
Parlamento, non parliamo di interrogazioni parlamentari, è un po'
allergico al problema, quindi, dobbiamo avere il cortisone pronto
qualora dovesse rispondere a qualche interrogazione; tra l'altro,
non risponde neppure alle lettere, Presidente, perché come Sindaco
ho scritto delle lettere, che risalgono al marzo di quest'anno e
non abbiamo, non ho avuto risposta, non mi ha risposto neanche il
Direttore generale, neanche il Direttore di un Parco archeologico -
un geologo che è diventato archeologo, non si capisce come, è
rimasto geologo, però, è direttore di un parco archeologico - e
tutti non hanno sentito il dovere di rispondere
Ho saputo che il Presidente della Regione, dopo quattro giorni, ha
risposto all'onorevole Cannata, credo del Partito di Fratelli
d'Italia. Devono avere un po' di cortesia - soltanto questo - nei
confronti dei Sindaci del Partito Democratico, perché anche noi
siamo eletti dai cittadini, quindi, vorremmo più rispetto.
Però, entro nel merito dell'ordine del giorno - così come è stato
posto questo ulteriore adeguamento del Documento economico
finanziario - anch'io, come tanti colleghi che sono intervenuti
dell'opposizione - credo non sia intervenuto nessuno della
maggioranza, non vorrei sbagliarmi, tranne il relatore - e tutti i
colleghi abbiamo sostenuto che queste note avrebbero fatto piacere
a noi, ai cittadini, se fossero state veritiere e, invece, non lo
sono, Presidente, perché si parla di una Sicilia in crescita, in
continua produzione, che ha raggiunto risultati importanti sul
piano sociale, sul piano economico. Veda, io ho rispetto di tutti,
di chi fa politica e ha il dovere di indagare nella propria
comunità, io lo faccio quasi giornalmente, lo devo fare, essendo
sindaco e, quindi, rapportandomi direttamente con la comunità e
quello che emerge, Presidente, non è questa Sicilia in crescita, è
una Sicilia che decresce, che va indietro E va indietro per motivi
vari, perché c'è un costo, un costo della crescita dei prezzi, i
prezzi dell'energia, molto pesanti I prezzi relativi ai mutui che
hanno pagato, mutui a tasso variabile, Presidente.
Io ho seguito questo dibattito a livello nazionale, Forza Italia
che ha detto: "Fermatevi Non togliamo i soldi alle banche, se c'è
stato un extra profitto, lasciamoglielo "; dopo che hanno fatto gli
usurai, le banche, dopo che hanno sottratto le risorse e, quindi,
avrebbero il dovere di tornarle ai cittadini, ma se non li vogliono
tornare ai cittadini, hanno il dovere di aiutare la nostra
comunità, perché la Sicilia non è vero che è andata avanti - tra
l'altro, con le difficoltà che ha, perché mentre c'è la crescita
del costo della vita, non aumentano i salari, non aumentano gli
stipendi e, quindi, c'è un problema molto serio ed è un problema
serio, tra l'altro confermato dai settori produttivi.
Noi siamo intervenuti più volte, l'Assemblea l'ha fatto davanti a
periodi difficili di siccità, dibattiti contro dibattiti e ci sono
stati interventi...
Devo dire che il livello nazionale è stato abbastanza lontano
Avevano fatto Commissario un tale Dell'Acqua, non so se è venuto
qualche volta, però, abbiamo visto che, di fronte alla crisi
dell'agricoltura, poco è stato fatto dal Governo nazionale; si dice
che il livello regionale qualcosa l'ha fatto.
Ora, Presidente, il dato che noi abbiamo è quello concreto:
attualmente, gli agricoltori stanno raccogliendo le olive e stanno
trasformando le olive, in gran parte, in olio, ma la produzione è
notevolmente diminuita. Forse a Trapani c'è qualcosa in più, la
produzione sembra avere una tenuta, ma nelle altre province è tutto
molto più difficoltoso: in provincia di Catania è in questo modo, è
diminuita notevolmente.
Ma, il dramma vero in agricoltura è la granicoltura, Presidente
Perché c'è stato un ammasso a 22 centesimi e se qualcuno vuole
vendere, deve vendere a quel prezzo in questo momento; e non è
accettabile E ci sono tanti agricoltori che sono venuti a
chiederci un sostegno, perché non vogliono seminare, assessore Non
vogliono seminare, sa E il grano è importante in Sicilia
Certo, sappiamo che per fare la pasta c'è bisogno che arrivi un
certo tipo di grano dagli Stati Uniti, da altre comunità, per avere
qualcosa che venga, forse, più gradito dal cittadino, però il
nostro grano è fondamentale Ed è fondamentale per il produttore ma
anche per il consumatore
Se vogliamo parlare di dieta mediterranea, spesso allarghiamo il
fronte del dibattito per dire che bisogna guardare all'ambiente,
alla salute, attraverso forme nuove; e quindi i settori produttivi
ci vedono in negativo, perché, a fronte di questa situazione, oltre
il 25% ha abbandonato le aziende agricole, Presidente. Sono aziende
che prima erano produttive, erano aziende agrumicole, erano aziende
di granicoltura, erano aziende che guardavano alla produzione
dell'oliva, e quindi dell'olio
E non è indifferente neppure la situazione dell'industria. Certo,
noi siamo stati preoccupati e siamo intervenuti in tempo per
sostenere quello che stava accadendo in ST, in cui, invece di fare
le assunzioni, avevano fatto la cassa integrazione. Ora, l'ST è
impegnata a fare un piano di ampliamento lavorativo, aveva bisogno
di acqua industriale, lo abbiamo sollecitato all'assessore per le
attività produttive, è intervenuto. So che sta seguendo insieme al
Ministro la possibilità di avere questo approvvigionamento idrico
fondamentale
Rimangono alcune vertenze: quella della Steel Telecom, la
necessità di dare un sostegno a queste aziende nella cassa
integrazione, vedremo cosa sarà fatto.
Si dice, però, che si risolverà tutto con la nuova ZES, la ZES
ampliata
Presidente, io so che da quando questo Ministro, Fitto, è
diventato Primo Ministro, e poi, Commissario europeo, questa
vicenda della ZES si è totalmente fermata
Si dice: "Ma noi faremo la ZES siciliana". Che cosa? Una modalità
da inserire all'interno degli uffici che devono dare
l'autorizzazione? Qualche credito di imposta? Vedremo quello che
farete
Noi speriamo, signor assessore per l'economia, che qualcosa venga
fatto, che venga utilizzata per realizzare qualche obiettivo
Così come per le aree interne Presidente, siamo stati tra i primi
a dire: "Le aree interne sono in difficoltà ".
C'è stato un Ministro, uno scienziato a livello nazionale, che ha
detto: "Ma le aree interne le dobbiamo abbandonare ". Poi, dopo
l'intervento della CEI, dei Vescovi, è tornato indietro, dice: "No,
faremo qualcosa ". Ma che cosa Ancora non c'è ombra degli
interventi nelle aree interne, anzi
Si parla dell'auto elettrica come un'auto che deve essere
incentivata perché non c'è mercato e l'incentivazione, signor
Presidente, viene data alle aree in cui c'è sviluppo, in cui c'è
una frequenza di spostamenti, ma la frequenza di spostamenti c'è
anche nelle aree interne, di chi si sposta e fa 50 chilometri.
Perché si deve dare l'incentivo soltanto a chi vive in città, di
chi vive nella cinta metropolitana, e non si debbono dare alle aree
interne, se si sostiene che le aree interne vanno aiutate per
evitarne lo spopolamento? Sono questi dati che ci preoccupano, così
come, Presidente, vado verso la conclusione - noi non credo come
Gruppo che abbiamo utilizzato tutto il tempo - però ci sono alcuni
aspetti anche di natura sociale: sulla scuola, Presidente, la
nostra scuola è depotenziata, sono tante le scuole che non hanno
più il Dirigente scolastico diretto, se poi quelle scuole hanno un
tasso di dispersione scolastica altissimo, il problema non è che
c'è stato un qualcosa che è venuto dall'alto o dal basso, il
problema è che non c'è stata la presenza di un Dirigente capace di
interloquire con gli enti locali e, quindi, con il sindaco; non c'è
stata la presenza di interloquire a livello regionale con
l'assessore per avere aiuti, per avere la mensa scolastica, per
aiutare ad integrare i ragazzi.
Così come sulla sanità, Presidente, sulla sanità noi continuiamo
ad avere le lunghe liste d'attesa e non si trova uno sbocco, così
come mancano i medici nelle aree interne e non solo e poi,
Presidente, il dato più drammatico è quello che è accaduto a
Trapani, non lo dimentichiamo, se qualcuno vuole mettere mano a
tutto ciò deve partire da questo dato che non possano accadere le
cose che sono accadute in quella realtà e, vado verso la
conclusione, Presidente, noi speriamo che ci sia un intervento
serio, sappiamo che non tutto dipende dalla Regione e che c'è
bisogno di uno sforzo forte dell'Europa ancora, speriamo che venga
prorogato il PNRR, che ci siano incentivi a livello nazionale ma è
un impegno notevole che dobbiamo mettere noi, lo dobbiamo mettere
come Parlamento, con l'impegno serio nelle nostre comunità e,
quindi, lavorando su alcuni obiettivi chiari e identificati per la
crescita della nostra Isola, della nostra Sicilia. Non c'è bisogno
che ancora io ripeta quello che diceva Robert Kennedy: "che prima
di scrivere i dati del Pil si debba indagare profondamente", ma in
questo caso lo dobbiamo fare perché quello che è stato detto
dall'Assessore che ha altro cui discutere invece di ascoltare,
bene, quello che è stato detto da lui, per un mese intero dal
Presidente della Regione, non risponde al vero e noi chiediamo che
almeno si faccia verità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. È iscritto a parlare
l'onorevole Gilistro, come ultimo intervento. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
sapevo che l'area siciliana fosse un'area sismica, Presidente,
un'area sismica, ora capisco perché, perché è un'area sismica
politicamente, soprattutto perché i continui terremoti che si
stanno abbattendo su questo Governo sono terremoti veri, seri,
preoccupanti per tutta la cittadinanza, Assessore. Appena ieri c'è
stato un ulteriore terremoto politico: tutta la stampa siciliana,
nazionale, internazionale sta parlando del caso Cuffaro e di tutto
il sistema politico che c'è attorno e noi siamo qui come se nulla
fosse successo, come se nulla fosse successo
Ripeto non voglio speculare su questo problema perché sarà cura
della Magistratura di andare e di approfondire con le indagini e
deciderà la Magistratura su questo terremoto, comunque, per
l'immagine della Sicilia il danno è fatto, a livello nazionale e
internazionale.
Allora, voglio dire una cosa, Assessore, questo documento, come lo
chiama, questo documento al DEFR, Presidente, sembra un manuale del
piccolo illusionista, perché i dati che sono presentati all'inizio
e dopo sono veramente dati che non siamo riusciti a comprendere
bene. Non siamo riusciti a comprendere bene di che cosa parla
questo DEFR. Questo boom. Parla di boom, parla di svolta
Io, Assessore, lo dico con tutta sincerità - lei mi conosce e non
è una questione personale, ma è una questione proprio di quello che
io vedo - sono tre anni, colleghi, sono tre anni che siamo in
questa legislatura, tre anni che sono qui. Non sono ancora riuscito
ad abituarmi a Scherzi a parte , perché molte promesse, che
vengono raccontate in questo Parlamento, poi vengono regolarmente
evase come se fossimo a Scherzi a parte .
Presidente si parla di boom, assessore si parla di boom. L'unico
boom - sapete cosa vuol dire boom? Botto L'unico boom che vedo
in questo Parlamento, in questi anni, è il boom delle poltrone
perché questo è il Parlamento delle poltrone Un poltronificio Non
si fa altro che litigare sulle poltrone. Da quando sono entrato in
questo Parlamento, tutte le discussioni e tutti i litigi sono
legati alle poltrone del Governo. Manca una poltrona, ancora. Lo
dico per l'ennesima volta, Presidente: l'Ufficio scolastico,
Assessore, l'Ufficio scolastico regionale non ha ancora un
direttore dopo tredici mesi Tredici mesi, e non ha un direttore
regionale, non è regionale, ma ho presentato un'interrogazione per
accelerare la nomina di questo importantissimo ruolo.
Perché le dico questo? Perché la Sicilia, in questo momento,
l'unico boom che vedo è nella dispersione scolastica. Siamo la
Regione a più alta dispersione scolastica. Ecco cos'è il boom.
Boom sulla dispersione scolastica, e l'ufficio scolastico non ha
un direttore da 13 mesi. E questo è uno.
Il boom della povertà. Se c'è un boom, Presidente, se c'è un boom,
questo boom i cittadini siciliani non l'hanno ancora rilevato, non
l'hanno ancora visto ne sono certo, perché la povertà è la più alta
d'Italia. La povertà assoluta. Dieci per cento, e oltre, sulla
povertà assoluta. E la povertà assoluta cosa comporta? Disastro
sanitario. Le persone non riescono neanche a curarsi, ad arrivare
in farmacia per curarsi
Un altro boom, il boom della crisi idrica. Il boom del debito
bancario, perché tutte le famiglie...andiamo a vedere quali sono i
dati reali. Quanti prestiti bancari sono costretti, i cittadini
siciliani, ad avere per potersi mantenere il cibo e la sanità
Boom della desertificazione. Boom degli incendi. Boom della crisi
idrica. Certo, è un Parlamento ricchissimo di boom. La svolta.
E chiudo, Presidente, con una cosa molto importante, Assessore.
Riguarda la sanità. In questo terremoto politico cinque, dico
cinque indagati, riguardano la sanità siracusana, di cui io sono
deputato. Non posso non parlarne. Ieri pomeriggio c'è stato, cari
colleghi ascoltatemi, ieri sera, ieri pomeriggio, abbiamo assistito
a qualcosa che non avevamo mai visto prima: l'assessore per la
salute, a proposito di sanità, ha risposto ad interrogazioni di
agosto 2023 Agosto 2023 Cioè interrogazioni che riguardano la
salute dei cittadini, interrogazioni che riguardano la sanità che
avrebbero necessità di avere risposte nell'arco di quindici giorni,
di un mese, arrivano dopo due anni e mezzo
Sui diffusori per i diabetici, sugli infermieri, sui celiaci,
l'assessore Faraoni, ieri, si è presentata in questo Parlamento a
dare risposta a interrogazioni dopo due anni e mezzo È
incredibile, ma siamo veramente su Scherzi a parte ? E chiudo,
dicendo un'altra cosa: ho capito perché due anni e mezzo per una
risposta, Assessore. Non è dignitosa una cosa del genere, due anni
e mezzo per una interrogazione sulla sanità. È chiaro Dovevano
senz'altro uniformarsi a tutto quello che la sanità ha avuto: due
anni per le liste d'attesa; due anni per gli esami istologici; e
quindi perché no, due anni anche per le interrogazioni
Questo non è un Parlamento, Presidente. Questo non è un
Parlamento, qui non abbiamo un Presidente parlamentare, perché
questo Parlamento non sta decidendo niente: c'è un Governo che ci
lancia dall'alto le proposte, senza dare a questo Parlamento la
possibilità di interloquire.
Abbiamo, Assessore, una grande occasione, ora, una grandissima
occasione, con un importo sostanzioso per poter dare risposta ai
Siciliani. Assessore, veramente, cerchiamo di fare qualcosa di più,
cose reali che le persone possano veramente ricevere e capire che
si sta facendo qualcosa per loro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
Ha chiesto di intervenire, per una replica, l'assessore Dagnino.
Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Onorevoli
deputati, solo brevemente, ho ascoltato con attenzione tutti gli
interventi sui diversi temi proposti e, insomma, è naturale che
alcuni membri dell'opposizione possano formulare proposizioni
pessimistiche rispetto ai dati economici, tuttavia mi sembra
doveroso sottolineare che i dati sono dati numerici.
Noi crediamo di avere riportato correttamente i dati - che sono
peraltro formulati e indicati da istituzioni terze e indipendenti -
e tutti i dati dell'economia siciliana sono univoci nel confermare
il trend ampiamente positivo dell'economia regionale e della
finanza regionale.
Quindi, io devo dire che credo sia doveroso da parte mia, invece,
sottolineare l'ottimismo basato su elementi concreti, perché si è
detto che si è formato troppo avanzo, tale da potere arrivare a un
surplus di 2,15 miliardi di euro; però voglio, per compiutezza
della formulazione dei numeri che sono all'attenzione dell'Aula
nell'ambito del DEFR, ricordare all'Aula che nel 2024 e nel 2025
sono state realizzate manovre espansive per circa 2 miliardi di
euro l'anno.
Quindi, nonostante l'avanzo di amministrazione, il recupero del
disavanzo a un ritmo accelerato rispetto agli impegni assunti nei
confronti del Governo nazionale di addirittura circa 3 miliardi
l'anno, che ci ha portato da - 4 a + 2,15 in soli due anni, si è
riusciti anche a realizzare una politica espansiva di maggiore
spesa per oltre 2 miliardi l'anno.
Perché questa NaDEFR è una NaDEFR che porta ottimismo e viene
definita la NaDEFR della svolta? Perché avendo noi ottenuto il
completo risanamento delle finanze regionali, abbiamo oggi la
possibilità, come ha fatto già il Governo nell'ultima delibera di
Giunta, di portare immediatamente all'attenzione del Parlamento,
nei tempi concertati nell'ambito della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, una manovra che parte con un testo base di
oltre un miliardo di euro e che ha ancora spazi da offrire all'Aula
per migliorare ulteriormente e implementare ulteriori misure a
sostegno dell'economia siciliana.
Vi sono delle scelte coraggiose che sono il frutto di una visione.
Tante volte si è - a volte in parte correttamente - osservato che i
Documenti di economia e finanza regionale non esprimono una visione
che sia il frutto di una unitarietà di indirizzi, e invece noi
crediamo questa volta di avere fatto il massimo sforzo per
rappresentare una visione dell'economia e della finanza regionale,
che si traduce immediatamente per la seconda volta, come è già
avvenuto con il DEFR dell'anno scorso, in policy, in misure di
politica economica, che vengono effettivamente portate nella
conseguente manovra di bilancio e nella manovra di finanza
pubblica.
Mi riferisco, in particolare, alle principali misure di cui si è
già letto sulla stampa all'indomani della delibera di Giunta di
approvazione del progetto di legge di stabilità per il 2026/2028,
come misure di portata generale e di ampio respiro, di
focalizzazione di risorse per realizzare effettivamente obiettivi
di politica economica, in particolare di Decontribuzione Sud , ma
anche gli interventi nel campo edilizio, poiché l'edilizia è stata
trainante negli ultimi anni e lo è generalmente nel nostro
territorio regionale.
Mi riferisco anche a misura di prima attuazione di quelle forme di
fiscalità e di vantaggio di cui si è avuta l'opportunità di
disporre grazie all'aggiornamento e all'applicazione, per la prima
volta nella storia dell'autonomia, delle norme di attuazione dello
Statuto in materia finanziaria.
Siamo, quindi, fiduciosi che quest'Aula riuscirà a portare ancora
una volta, nei tempi stabiliti, nell'interesse dei siciliani, la
manovra finanziaria che è conseguente alle proposizioni politiche
di politiche economiche che sono contenute nel DEFR.
Vi ringrazio per l'attenzione.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Dagnino.
Votazione di ordine del giorno
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'ordine del giorno n. 461. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Discussione del disegno di legge Riconoscimento della legittimità
dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1,
lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modifiche ed integrazioni. D.F.B. 2025. Mese di aprile.
Variazioni al bilancio della Regione" (n. 970/A).
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge. Si passa al disegno di legge
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio i sensi
dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni. D.F.B.
2025. Mese di aprile. Variazioni al bilancio della Regione" (n.
970/A), posto al n. 1.
Invito il Presidente della Commissione "Bilancio" a svolgere la
relazione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo.
PRESIDENTE. Ci sono interventi di discussione generale? Non ci
sono interventi in discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli del
disegno di legge numero 970/A.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio della
Regione siciliana
ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011,
n. 118 e successive modificazioni
1. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n.118 e successive modificazioni è
riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione
derivanti da acquisizioni di beni e servizi in assenza del
preventivo impegno di spesa per il valore complessivo di euro
88.748,57 di cui all'Allegato 1 alla presente legge.».
Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è favorevole. Il parere
del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Noi su questo punto, siamo ovviamente... i 60 milioni
di euro, per quanto riguarda
PRESIDENTE. Cento, alla fine. Ma, comunque, è dopo, è all'articolo
4.
CATANZARO. Allora noi, Presidente...
PRESIDENTE. È uno dei debiti fuori...
CATANZARO. Sì, ho capito, Presidente.
Noi sui debiti fuori bilancio, siamo su questo punto dei 100
milioni, siamo ovviamente, come dire, in presenza, in Aula e per
noi va bene, perché vanno nella legge di stabilità. Per tutti gli
altri debiti fuori bilancio, signor Presidente, che sia chiaro, noi
non siamo più presenti perché ritireremo il tesserino...
PRESIDENTE. Grazie per aver precisato questa posizione da parte di
tutto il Partito Democratico.
La ringrazio, ormai avete preso possesso del Movimento 5 Stelle
Onorevole De Luca, mi faccia un segno.
DE LUCA Antonino. Presente
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Coperture finanziarie degli oneri di cui all'articolo 1
1. All'onere di cui all'articolo 1 pari a euro 88.748,57 si
provvede nell'esercizio finanziario 2025 mediante:
a) riduzione, della Missione 20 - Programma 3 - capitolo 215780
(fondo ex art. 73 lettera e) del d.lgs. n. 118/2018 e s.m. per euro
83.362,27;
b) utilizzo delle risorse di competenza 2025, di cui alla Missione
5 - Programma 3 - capitolo 776097 (Spese per la realizzazione dei
progetti finanziati con le risorse del fondo di sviluppo e coesione
2014-2020 per gli interventi sui poli dei beni culturali ad alta
attrattività turistica.) per euro 5.337,50;
c) utilizzo delle risorse di competenza 2025, di cui alla Missione
9 - Programma 2 - capitolo 442505 (spese per liti, arbitraggi,
risarcimenti ed accessori nonché per l'assistenza legale ai
dipendenti e ai pubblici amministratori. (spese obbligatorie)) per
euro 48,80.».
Non ci sono emendamenti. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni finanziarie relative agli articoli 1 e 2
1. Nello stato di previsione della spesa sono introdotte, per
l'esercizio finanziario 2025, le variazioni per competenza e cassa
di cui all'Allegato 1 discendenti dall'applicazione dell'articolo 1
e dell'articolo 2 della presente legge per i capitoli indicati
rispettivamente nelle colonne A e D e per gli importi indicati
rispettivamente nelle colonne C ed E, come riepilogato per missioni
e programmi nell'Allegato 8/1. 2. All'adozione dei provvedimenti di
spesa relativi ai debiti fuori bilancio riconosciuti con la
presente legge provvedono le strutture regionali competenti
nell'ambito delle specifiche dotazioni finanziarie iscritte, a
valere sull'esercizio finanziario 2025, nelle rispettive missioni e
programmi di spesa, a seguito delle variazioni di bilancio di cui
alla presente legge.».
Non ci sono emendamenti. Chiedo il parere della Commissione.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti, pertanto, mettiamo in
votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'art. 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Autorizzazioni di spesa e variazioni al bilancio della Regione
1. Le quote relative all'autorizzazione di spesa per le finalità
di cui al comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 e successive modificazioni, di cui al comma 5
dell'articolo 9 della legge regionale 9 gennaio 2025, n. 1
(Missione 1, Programma 11, capitolo 511603), pari complessivamente
a 159.000 migliaia di euro nel triennio 2025-2027, sono
rideterminate in 100.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2025 e in 59.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2027.
2. I maggiori e minori oneri derivanti dalle disposizioni di cui
al comma 1 sono così determinati:
a) 61.000 migliaia di euro quali maggiori oneri per l'esercizio
finanziario 2025, cui si provvede alla relativa copertura
finanziaria mediante riduzione di 20.000 migliaia di euro della
Missione 20, Programma 3, capitolo 613950 e di 41.000 migliaia
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma l dell'articolo 20
della legge regionale n. 1/2025 - Tabella A - (Missione 20,
Programma 3, capitolo 215704);
b) 61.000 migliaia di euro quali minori oneri per l'esercizio
finanziario 2026 le cui corrispondenti risorse sono destinate ad
incremento, per il medesimo esercizio finanziario,
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 20
della legge regionale n. 1/2025 - Tabella A - (Missione 20,
Programma 3, capitolo 215704).
3. Nello Stato di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2025, la
Missione 1, Programma 10, capitolo 108009 è incrementata di 43.000
migliaia di euro.
4. Ai maggiori oneri discendenti dal comma 3 si provvede per
l'esercizio finanziario 2025 come segue:
a) per l'importo di 22.859 migliaia di euro con le maggiori
entrate di cui al Titolo l, Tipologia 103, capitolo 1026 dello
stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2025;
b) per l'importo di 5.000 migliaia di euro mediante riduzione
della Missione 20, Programma 1, capitolo 215744 dello stato di
previsione della spesa del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2025;
c) per l'importo di 15.141 migliaia di euro mediante riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma l dell'articolo 20
della legge regionale 9 gennaio n. 1/2025 - Tabella A - (Missione
20, Programma 3, capitolo 215704).».
PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione dell'articolo 5. Ne do
lettura:
«Art. 5.
Variazioni al bilancio della Regione discendenti dall'articolo 4
1. Nello stato di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2025 e per il
triennio 2025-2027 sono introdotte le variazioni di cui alle
annesse tabella A e tabella B discendenti dall'applicazione
delle disposizioni di cui all'articolo 4.»
CATANZARO. Chiedo la parola.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Non mi sembra che ci sia il numero, Presidente, e come
chiediamo? Perché noi abbiamo tirato i tesserini fuori, Presidente.
PRESIDENTE. Intanto, lei aveva preannunciato che i tesserini, in
questo disegno di legge, li avrebbe lasciati inseriti.
CATANZARO. No, no, io ho detto fino all'articolo 4, dopodiché noi
non ci siamo più per i debiti fuori bilancio, noi abbiamo detto
soltanto su quello dei cento...
PRESIDENTE. Quando ci sarà la votazione sarà nelle sue prerogative
parlamentari richiedere, non c'è la votazione in questo momento del
disegno di legge. Quando ci sarà la votazione, lei farà richiesta
di numero legale che, le ricordo, deve essere appoggiata da almeno
quattro deputati.
CRACOLICI. Chiedo la parola.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Noi non facciamo alcuna richiesta, lei deve verificare,
quando c'è la votazione, che ci sia la maggioranza dei parlamentari
che vota
PRESIDENTE. È in automatico, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Ah ecco, quindi non siamo noi a verificare
PRESIDENTE. Siccome aveva detto che avrebbe fatto eventualmente
richiesta, ho ricordato semplicemente come funziona.
CRACOLICI. Si è confuso, lo deve verificare lei
PRESIDENTE. L'ha detto lei che si è confuso, non l'ho detto io.
CRACOLICI. Glielo annuncio io che non ci sono i deputati, prenda
atto per tempo.
PRESIDENTE. E ora controlliamo, grazie.
Torniamo all'articolo 5, non ci sono emendamenti. Il parere della
Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Adesso, c'è l'emendamento A1, che è l'emendamento che
vi ricordo splittava il capitolo per far sì che il capitolo del
caro-voli , chiamato così, potesse essere in funzione e dare
copertura fino al 31 dicembre.
Era già stato annunciato in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione dell'articolo 6. Ne do
lettura:
«Art. 6.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Sospendiamo la seduta per due minuti. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.53, è ripresa alle ore 17.57)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Chiedo ai colleghi di prendere posto. Onorevole Tomarchio, prenda
posto Onorevoli Pellegrino, Porto, Mancuso
Mettiamo in votazione il disegno di legge numero 970/A.
PELLEGRINO. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. C'è richiesta di voto segreto da parte dell'onorevole
Pellegrino, vediamo se è appoggiata.
Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge n.
970/A
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Assenza, Auteri,
Daidone, Grasso, Intravaia, Porto, Scuvera, Tomarchio, Vitrano)
PRESENTI. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, pongo in votazione finale il disegno di legge numero
970/A.
Chi è favorevole voti verde; chi è contrario voti rosso. La
votazione è aperta.
Dichiaro chiusa la votazione. Ne proclamo l'esito.
Risultato della votazione
Presenti 32
Votanti 24
Maggioranza 13
Favorevoli 21
Contrari 3
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Onorevole Turano, lei non era presente. Ormai non la possiamo più
fare votare.
Gli altri disegni di legge, così come è evidente, non si possono
attualmente votare.
Pertanto, rinviamo la seduta a martedì prossimo, 11 novembre 2025,
alle ore 15.00, il Governo ci farà sapere.
Ricordo ai colleghi che ci sarà la relazione del Presidente
Cracolici, della Commissione Antimafia . Invito tutti i Capigruppo
e tutti i colleghi a essere presenti, perché è certamente una
giornata importante.
La seduta è tolta alle ore 17:59 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XIX SESSIONE ORDINARIA
214a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 11 novembre 2025 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE SULLA RELAZIONE, PER L'ANNO 2024, DELLA COMMISSIONE
PARLAMENTARE SPECIALE D'INCHIESTA E VIGILANZA SUL FENOMENO DELLA
MAFIA E DELLA CORRUZIONE IN SICILIA, APPROVATA AI SENSI
DELL'ARTICOLO 7, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 14 GENNAIO 1991, N.
4 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2024. Mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre (n.
930/A)
Relatore: On. Daidone
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2025. Mese di gennaio (n. 931/A)
Relatore: On. Daidone
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2025. Mese di febbraio (n. 932/A)
Relatore: On. Daidone
4) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2025. Mese di marzo (n. 953/A)
Relatore: On. Daidone
5) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio i
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2025. Mese di maggio (n. 974/A)
Relatore: On. Daidone
6) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio i
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2025. Mese di giugno (n. 993/A)
Relatore: On. Daidone
7) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio i
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2025. Mese di luglio (n. 1003/A)
Relatore: On. Daidone
8) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2025. Mese di agosto (n. 1007/A)
Relatore: On. Daidone
9) Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata (n.
832/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: On. Vitrano
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella