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Resoconto d'Aula della Seduta n. 215 di mercoledì 12 novembre 2025
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.11

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Leanza.
   L'Assemblea ne prende atto.

   della VI Commissione

         Comunicazione di autosospensione dell'onorevole Pace
                  da componente della VI Commissione

   PRESIDENTE.   Do   lettura  della  nota  dell'11  novembre   2025,
  dell'onorevole  Pace,  che  ha  come oggetto  l'autosospensione  da
  componente:

   «Il  sottoscritto onorevole Carmelo Pace comunica con la  presente
  la  propria  autosospensione  da componente  della  VI  Commissione
  parlamentare  legislativa  permanente  Salute,  Servizi  Sociali  e
  Sanitari ».

   L'Assemblea ne prende atto.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
                               interno,
            di interrogazioni e interpellanze della Rubrica
                  Beni culturali e identità siciliana

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno  di  interrogazioni  e interpellanze  della  Rubrica   Beni
  culturali e identità siciliana .
   L'assessore è presente in Aula.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1348  "Chiarimenti  in  merito
  all'affidamento  degli incarichi di direzione dei  musei  e  Parchi
  archeologici",  a  firma  dell'onorevole  Giambona  ed  altri.   La
  trasformiamo  in interrogazione con richiesta di risposta  scritta,
  in accordo tra le parti.
   Si   passa   all'interrogazione  n.  1392  "Interventi  volti   ad
  incrementare  le risorse destinate a dare attuazione alle  finalità
  di   cui  alla  legge  regionale  numero  16  del  2  luglio   2014
   Istituzione   degli  ecomusei  della  Sicilia",  a   prima   firma
  dell'onorevole  Saverino ed altri. Anche questa la trasformiamo  in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1414 "Chiarimenti in merito  alla
  chiusura di locali del comune di Militello Val di Catania da  parte
  del  Parco archeologico e paesaggistico di Catania", a prima  firma
  dell'onorevole   Burtone  ed  altri.  Ha  facoltà  di   intervenire
  l'Assessore per rispondere all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Grazie, Presidente.
   Signori    onorevoli,   l'interrogazione   n.   1414    presentata
  dall'onorevole Giovanni Burtone, quale primo firmatario, è volta ad
  acquisire chiarimenti in merito alla chiusura di locali del  Comune
  di  Militello  Val  di  Catania da parte del Parco  archeologico  e
  paesaggistico di Catania.
   In proposito, si rassegnano di seguito gli elementi informativi in
  esito   a  quanto  rappresentato  recentissimamente  dagli   Uffici
  dipartimentali appositamente interpellati.
   Lo    scrivente   ha   avuto   conoscenza   dei   fatti    esposti
  nell'interrogazione concernente la chiusura dei locali  del  comune
  di  Militello  Val di Catania concessi in uso alla  Sovraintendenza
  per  i Beni culturali e ambientali di Catania per il deposito e  la
  custodia di reperti archeologici di materiale lapideo rinvenuto nel
  sito  di  Santa Maria La Vetere solo a seguito della  delega  della
  risposta alla medesima interrogazione.
   A  riguardo,  con  nota  n. 6454/Gab, del  30  dicembre  2024,  lo
  scrivente  ha  evidenziato  i profili gestionali  dell'oggetto  del
  quesito   che   rientravano   nelle  competenze   della   struttura
  amministrativa,  ha  tempestivamente investito della  questione  il
  Direttore  generale del Dipartimento con l'invito ad effettuare  le
  opportune  verifiche  e  fornire informazioni  e  dati  utili  alla
  risposta.
   Con  pec  del  6 marzo 2025 in riscontro ad analoga richiesta  dal
  Dirigente  generale datata 5 marzo  2025 è pervenuta  la  relazione
  informativa del direttore del Parco archeologico e paesaggistico di
  Catania e della Valle dell'Aci.
   Nella  relazione  informativa,  in particolare,  il  direttore  ha
  evidenziato che dalle verifiche effettuate il 23 ottobre 2024,  nel
  corso  del sopralluogo concordato con la competente soprintendenza,
  ai fini del passaggio di consegna dei beni in argomento allo stesso
  parco archeologico, è emersa la necessità e l'urgenza di mettere in
  sicurezza  i predetti beni culturali, constatato che i locali  resi
  disponibili  al  Comune  di  Militello  Val  di  Catania  nel  2014
  risultavano   privi  di  sistema  antifurto  idoneo  e  funzionale,
  espressamente  richiesto  dalla  Sovraintendenza  con  la  nota  di
  autorizzazione  allo spostamento dei suddetti reperti  in  data  22
  ottobre  2014,  indirizzata  anche  al  Comune.  Inoltre,  non  era
  stabilito  risalire, con certezza, alla catena di possessori  delle
  chiavi  di  accesso al deposito dal 2014 alla data del sopralluogo;
  la mancata tempestiva comunicazione, comunque, dovuta al Comune per
  riguardo  istituzionale,  come  opportunamente  evidenziato   dallo
  scrivente  al  summenzionato direttore, sembra essere riconducibile
  oltre  all'urgenza di assicurare l'integrità dei beni in questione,
  all'incompatibilità della destinazione d'uso dei locali di deposito
  alla  custodia  dei  beni  culturali con  altre  finalità  d'uso  e
  l'assenza,  nella predetta nota autorizzativa del 22 ottobre  2014,
  della Sovraintendenza, di riferimenti alle condivisioni di utilizzo
  dei locali con il Comune stesso.
   Lo  stesso  direttore  riconoscendo il disguido  alla  base  della
  mancata  informativa  e  coinvolgendo, ovviamente,  il  Comune,  ha
  comunicato piena disponibilità nel consegnare le chiavi di  accesso
  ai locali, a seguito del cambio di serratura, condividendo al tempo
  stesso la necessità di concordare adeguate procedure di accesso  ai
  predetti locali che garantiscono la sicurezza dei beni e la filiera
  delle discendenti responsabilità.
   In  esito  a specifiche interlocuzioni per le vie brevi,  fra  gli
  uffici di diretta collaborazione dello scrivente e il direttore del
  Parco  archeologico, il Sovraintendente, finalizzata all'urgente  e
  sgombero dei locali in questione per restituirne il libero  uso  al
  Comune proprietario, si riferisce che, come precisato in ultimo dal
  predetto direttore in data 11 novembre 2025, il Parco  al quale  in
  atto è assegnata la competenza della maggior parte di tali reperti,
  ricevuti  in consegna alla sovrintendenza di Catania il 23  ottobre
  2024,  ha già individuato il sito idoneo ad accogliere il materiale
  e sta provvedendo al loro trasferimento.
   Nelle  more  della  definizione dell'allocazione,  ha  selezionato
  parte  di  questi reperti per la loro musealizzazione nel  sito  di
  Santa  Maria  La  Vetere,  da  cui provengono,  per  restituire  la
  fruibilità   ai   cittadini  di  Militello  e  a   tutta   l'utenza
  interessata,  mentre la rimanente parte sarà allocata nei  depositi
  del   Parco   presso  l'ex  Manifattura  tabacchi  di  Catania   al
  completamento  dei  lavori  di  ristrutturazione  che,   in   atto,
  interessano l'immobile.
   La  Sovraintendenza, per la sua parte, ha parimenti assicurato che
  si  è attivata e in breve provvederà al trasferimento in altro sito
  dei  residuali  contenitori  di reperti archeologici  rimasti  alla
  propria competenza.
   In  conclusione, sui quesiti posti dall'onorevole interrogante con
  l'atto  ispettivo  sopra specificato, si ritiene  di  aver  fornito
  esaustiva risposta e sulla questione del trasferimento dei reperti,
  ancora in corso di definizione, si assicura l'assiduo impegno dello
  scrivente  per la rapida soluzione della restituzione  della  piena
  disponibilità  dei  locali  in argomento  al  Comune  proprietario.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevole Burtone a lei la parola.
   Nel  frattempo  ai  colleghi comunico che  le  interrogazioni  che
  abbiamo già visionato sono state trasformate in interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta, quindi le troverete, ora la parola è
  dell'onorevole Burtone.

   BURTONE.  Presidente,  io  sono  totalmente  insoddisfatto   delle
  risposte dell'Assessore.
   L'Assessore  che  è  in  capo  all'  amministrazione  per  i  beni
  culturali  avrebbe dovuto dare, intanto, una risposta in  premessa:
  "ci  scusiamo",  ma  non nei confronti del sindaco,  nei  confronti
  dell'ente  locale. Vede, Assessore, i comuni non sono la "palla  al
  piede" della Regione siciliana, non sono "la cenerentola", i comuni
  sono   la   prima   cellula   dello  Stato,   sono   soggetti   che
  interloquiscono  con i cittadini e che, quindi, meritano  rispetto,
  al  di  là del sindaco. Io lo so che voi di Fratelli d'Italia,  gli
  altri, avete un fastidio che ci sia qualche rarità, qualche sindaco
  del  Partito  Democratico, vi disturba, non l'amico Assenza  che  è
  molto  aperto e disponibile ma qualcuno di voi è allergico, e pensa
  di trattare questa materia con una certa indifferenza e distacco.
   Assessore,  lì  è  accaduto un fatto gravissimo, senza  preavviso,
  Presidente,  sono arrivati il direttore del Parco archeologico,  un
  geologo che è diventato anche competente in archeologia, non  entro
  nel  merito,  avrà  fatto qualche esame prima  di  assumere  questo
  ruolo,  e  insieme a qualche altro hanno sostituito  le  serrature,
  nella casa comunale  In un locale sottostante alla biblioteca  dove
  ci  sono gli Uffici comunali  Io credo che buona educazione sarebbe
  stata  quella di avvisare, anche con una lettera, non dico con  una
  PEC,  con  una  lettera normale:  Stiamo arrivando perché  dobbiamo
  sostituire queste serrature ; e chiederne l'autorizzazione,  perché
  la  casa  comunale non è, non è a servizio di tutti coloro i  quali
  possono sostituire le serrature  Ci mancherebbe, Assessore,  lei  è
  una  persona che lavora nelle Forze dell'ordine, mi sarei aspettata
  una  risposta  diversa. Se un cittadino avesse fatto una  cosa  del
  genere che cosa avrebbe detto lei? Che cosa avrebbe detto lei?  Noi
  lo  abbiamo  denunciato, ma non siamo a questo, lei dice:   l'hanno
  dovuto  fare  d'urgenza . Quei reperti sono lì  da  anni,  si  sono
  accorti ora che c'è l'urgenza di trasferirli, ma mi pare che questa
  urgenza, dopo aver messo le serrature nuove, non c'è più stata  Tra
  l'altro,  mi permetto di dirle, Assessore, che non hanno sostituito
  soltanto  la  sede  in  cui era stata data in  comodato  d'uso  una
  stanza,  e  quindi,  la serratura di quella sede,  hanno  sostituto
  anche  un'altra serratura, là dove c'è un servizio informatico   Si
  faccia dire le cose con le parole della verità, non è vero che  non
  c'è  l'allarme,  la  situazione è ben  altra:  è  l'arroganza   Che
  caratterizza  alcuni, essere convinti di essere intoccabili  perché
  appartengono  ad  una posizione politica, perché  hanno  la  vostra
  protezione,  è questa la cosa grave  Perché lei qui avrebbe  dovuto
  dire sì, hanno sbagliato e stiamo provvedendo, anzi, l'abbiamo  già
  fatto
   Con  comodità,  Assessore, lei l'ha avuto, noi  l'abbiamo  mandata
  subito, e quello che lamentiamo in genere è la lentezza con cui  si
  risponde alle interrogazioni, ma le aggiungo, io le ho scritto  una
  lettera  nel  marzo del 2025, e poi l'ho ripetuta nel  maggio,  nel
  luglio e lei non ha dato risposta.
   Lei non è padrone dei beni culturali in generale, lei siede in una
  sede  in rappresentanza, perché l'ha nominato il Presidente. E  lei
  deve rispondere ai siciliani e deve rispondere a noi  In Aula,  noi
  le  abbiamo  chiesto  di interloquire su una cosa  importante,  nel
  passato  un tale assessore, sempre della sua appartenenza  politica
  aveva  fatto un affidamento, una concessione di un bene,  questo  a
  cui facciamo riferimento, è scaduto.
   Qual  è la legge che prevede la prorogatio? Me la dica lei, me  la
  dica  lei  qual  è  la  legge che prevede la  prorogatio.  Non  c'è
  prorogatio   La  Costituzione parla di ben  altro;  di  seguire  la
  legalità,  di  dare la possibilità di interlocuzione  a  tutti,  di
  avere  prontezza  di  quelli che possono  essere,  innanzitutto,  i
  benefici  di  un  intervento  pubblico rispetto  all'interesse  del
  privato.
   Ecco perché, Presidente, noi sollecitiamo, non c'è bisogno che  si
  muova  assessore, le cose gliele sto dicendo con  chiarezza  e  noi
  vogliamo su questo risposte. Glielo sto dicendo in Aula. Lo so  che
  ora  lei  con  i  suoi  Uffici cercherete di venire  incontro,  non
  all'esigenza, alla vendetta, come cercare di non fare, come cercare
  di  inseguire  l'interesse di qualche amico, ma noi lo  aspettiamo,
  siamo qui Presidente. Le dico che ora tenteranno la vendetta perché
  loro  non  possono acconsentire che ci sia la critica, perché  sono
  intoccabili   ed   è   questo  quello  che  sta   determinando   il
  deterioramento delle nostre istituzioni.
   Ecco perché, Presidente, le confermo la mia totale insoddisfazione
  su   questi  temi.  Se  l'Assessore  non  darà  risposta  -  glielo
  preannuncio  -  interverrò ogni giorno  che  ci  sarà  Aula,  nella
  richiesta  dell'ordine  dei  lavori  e  interverrò  alla  fine  per
  ripetere  sempre che c'è arroganza da parte di un partito  politico
  che  fa parte di questa coalizione e il modo di procedere da  parte
  dell'Assessorato ai beni culturali non è per nulla istituzionale ma
  soltanto di parte.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Burtone,  che  si  dichiara   non
  soddisfatto.
   Comunico che la Commissione IV e la Commissione V sono autorizzate
  ad andare avanti con i propri lavori.


                        Sull'ordine dei lavori

   GIAMBONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Onorevoli colleghi, come ella sa, Presidente, in  questa
  fase, in questo giorno sono riunite un po' tutte le Commissioni per
  procedere  appunto  all'esame  degli  emendamenti  alla  legge   di
  stabilità. Attesa questa considerazione e premessa dovuta, è  ovvio
  che  nel  momento in cui siamo stati avvisati dell'avvio dell'Aula,
  nei  limiti  del  possibile,  i colleghi  si  sono  spostati  dalle
  Commissioni dove stavano prestando la loro attività.
   Per cui io ritengo che, appunto, al fine di conciliare al meglio i
  lavori  delle Commissioni e i lavori di quest'Aula perché  comunque
  tutti   siamo  interessati  non  solo  a  seguire  i  lavori  delle
  Commissioni ma anche alle interrogazioni che attendiamo, in  alcuni
  casi  da  mesi, ritengo che sia ragionevole, Presidente, giacché  i
  colleghi   sono   qui   in  Aula,  riprendere   quelle   due,   tre
  interrogazioni   che  all'inizio  sono  state,   per   così   dire,
  trasformate in forma scritta al fine di permetterne la trattazione.
  Poi,  credo  che  sia l'intendimento comune, anche da  parte  della
  collega che adesso vorrà intervenire, magari le potrà rappresentare
  la sua esigenza.

   PRESIDENTE.  Onorevole Giambona, facciamo  in  questo  modo  anche
  perché,  io ho anche l'esigenza di proseguire i lavori d'Aula  e  i
  Presidenti  delle  Commissioni  mi hanno  chiesto  di  lavorare  in
  contemporanea all'Aula.
   Le risposte sono state formulate in forma scritta, l'Assessore può
  dare all'Aula stessa una copia così da distribuirla ai colleghi  e,
  a  fine  elenco  delle interrogazioni, posso darvi  la  parola  per
  intervenire  sull'interrogazione a risposta  scritta  che  comunque
  avrete  e  potete  leggere,  quindi  comunque  la  risultanza   che
  l'assessore  doveva leggere in Aula potete benissimo osservarla  e,
  ribadisco,  a fine elenco delle interrogazioni, vi darò  la  parola
  per poter intervenire e dire se vi ritenete soddisfatti o meno.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1447 "Chiarimenti in ordine  alla
  ristrutturazione e riapertura di Palazzo Mirto a Palermo".

   SAVERINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO. Presidente, però, c'è anche un fatto, che la Commissione
  non  si è completata. Uno, non siamo stati avvisati che l'Aula  era
  iniziata perché, a un certo punto, facevamo sospendere un attimo  e
  venivamo.   Io   mi  ritrovo  dopo  due  anni  che  aspetto   delle
  interrogazioni,  ora  io sono rientrata ma  devo  riscendere  sotto
  perché  la Commissione è ancora in corso con gli assessori e stiamo
  cercando di lavorare sulla finanziaria.
   Quindi, non è che dice: "Io so quando finirete e posso risalire ad
  intervenire", mi sembra assurdo che dopo, sugli ecomusei, sono  due
  anni  che  aspetto  una risposta e noi, oggi,  non  abbiamo  ancora
  nessun   tipo  di  risposta,  ora  devo  scendere,  dopo  ci   sarà
  un'interrogazione su "Agrigento capitale della  cultura"  e  io  mi
  ritroverò un'altra volta assente. Mi sembra veramente assurdo.

   PRESIDENTE.  Colleghi, l'Aula è stata convocata per  le  15.00,  i
  Presidenti   di  Commissione  mi  hanno  chiesto  di  lavorare   in
  contemporanea  e  la Presidenza ha concesso di  poter  lavorare  in
  contemporanea  con  i  lavori d'Aula;  ciononostante  ho  detto  al
  collega   Giambona  che  per  l'interrogazione  che  si   considera
  presentata con richiesta di risposta scritta, ne potete prendere in
  visione  e  poi vi farò intervenire a margine delle interrogazioni,
  dichiarando  se  siete soddisfatti o meno della  risposta,  però  è
  chiaro  che l'Aula deve andare avanti, indipendentemente dai lavori
  delle Commissioni.

   Riprende lo svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
                         Regolamento interno,
   di interrogazioni e interpellanze della Rubrica  Beni culturali e
                          identità siciliana

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 1447  Chiarimenti  in
  ordine  alla  ristrutturazione  e riapertura  di  Palazzo  Mirto  a
  Palermo ,   a  firma  dell'onorevole  Figuccia,  che  si  considera
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1476   Notizie  in  merito  alla
  chiusura del Museo archeologico ibleo di Ragusa nei giorni  feriali
  del  3  e  4  gennaio  2025  per mancanza di  personale ,  a  firma
  dell'onorevole Schillaci ed altri. L'onorevole Campo la fa sua.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Grazie,   signor  Presidente,  allora,  l'interrogazione  n.   1476
  presentata  dall'onorevole Roberta Schillaci ed altri, riguarda  la
  chiusura del Museo archeologico ibleo di Ragusa nei giorni  feriali
  del  3 e 4 gennaio 2025, dovuta alla temporanea indisponibilità del
  personale.   In  merito  si  riportano  di  seguito  gli   elementi
  informativi acquisiti dagli uffici dipartimentali competenti.
   In  data  3  gennaio 2025, la Direzione del Parco archeologico  ha
  ricevuto  comunicazione di congedo straordinario  per  malattia  da
  parte del dipendente in servizio presso il Museo ibleo, unica unità
  di  ruolo presente, coadiuvata da personale ASU; a seguito di  tale
  assenza  si  è  provveduto a contattare il personale del  Parco  in
  congedo  ordinario, per valutare una possibile sostituzione,  senza
  tuttavia ottenere riscontri positivi.
   Si  evidenzia  inoltre  che  nelle  stesse  giornate  il  restante
  personale di ruolo era impegnato a garantire l'apertura degli altri
  quattro siti afferenti al Parco.
   Premesso quanto sopra, si ritiene opportuno sottolineare  come  la
  dotazione  organica dell'Amministrazione regionale,  già  da  tempo
  oggetto  di progressiva riduzione, per effetto del collocamento  in
  congedo  o  in quiescenza di personale qualificato, abbia risentito
  dei  vincoli  imposti dalla normativa vigente,  in  particolare  in
  ambito finanziario, tali limitazioni hanno continuato ad ostacolare
  il  tempestivo  reintegro  delle professionalità  necessarie,  solo
  parzialmente emigrato dalle recenti procedure concorsuali.
   È  evidente  pertanto che le cause strutturali di tale  situazione
  non  siano  riconducibili all'attuale Governo  regionale,  né  allo
  scrivente,  ma vadano ricercate nelle scelte gestionali  pregresse,
  più   volte   oggetto   di   discussione  in   sede   parlamentare.
  Ciononostante   si   ribadisce  la  volontà   di   affrontare   con
  determinazione  le  criticità  segnalate,  attraverso  il   massimo
  impegno  degli  uffici  dipartimentali,  anch'essi  colpiti  da  un
  significativo esodo di personale, per colmare le carenze  organiche
  e   garantire  una  gestione  ordinaria  ed  efficiente  dei   siti
  culturali,  prevedendo  disservizi  che  possano  compromettere  la
  funzionalità dell'amministrazione.
   Con   riferimento   alle  funzionalità  dell'amministrazione,   lo
  scrivente ha già sollecitato il Direttore generale del Dipartimento
  beni  culturali a predisporre una ricognizione volta a quantificare
  il  fabbisogno  del  personale, includendo anche  l'ipotesi  di  un
  percorso concorsuale straordinario. In tale contesto, si rinnova la
  fiducia  nel sostegno dell'onorevole interrogante, il cui  percorso
  parlamentare,   contraddistinto   da   competenza   e   sensibilità
  istituzionale, rappresenta una risorsa preziosa per  promuovere  in
  spirito di leale collaborazione tra Governo e Parlamento interventi
  mirati al superamento delle criticità evidenziate.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Ha   facoltà   di   parlare  l'onorevole  Campo  per   dichiararsi
  soddisfatta o meno della risposta fornita dall'assessore.

   CAMPO. Grazie, Presidente, Assessore, mi spiace ascoltare che  lei
  ritiene   che   l'amministrazione  regionale   non   abbia   alcuna
  responsabilità  per i disservizi del Museo archeologico  ibleo,  in
  quanto  lo stesso è un museo regionale e quindi penso che,  invece,
  bisogna metterci la faccia.
   Io,  assessore, le ho chiesto più e più volte anche  di  venire  a
  Ragusa,   per  fare  un  sopralluogo,  anche  a  fronte  di   tante
  segnalazioni  che ho fatto per questo museo, dove mancano  le  cose
  più  elementari,  come  Internet, come le  insegne  in  lingua,  il
  riscaldamento, i telefoni, i bigliettini sono datati  Non è solo un
  problema     Mancano    le    telecamere   di    videosorveglianza,
  l'abbattimento  delle barriere architettoniche, il  museo  è  sotto
  strada, potrebbe essere pubblicizzato al piano superiore, nella via
  principale  della  città, con una tabella  segnaletica,  che  manca
  pure   Non  è  solo  un  problema di  personale:  il  problema  del
  personale è uno dei tanti problemi. Molte volte non ci sono neanche
  le  illuminazioni all'interno delle teche che espongono dei reperti
  preziosissimi,  perché  sono  dei  reperti  storici   ritrovati   a
  Kamarina.
   Già  queste cose le abbiamo segnalate tante volte e lei aveva  più
  volte  chinato  il  capo,  dicendo che sarebbe  venuto  a  fare  un
  sopralluogo. Non l'ho mai vista al Museo archeologico regionale.
   E  questa interrogazione è anche un po' datata, perché il Museo  è
  rimasto  chiuso all'improvviso per mancanza di personale  anche  ad
  agosto, anche a luglio, che sono i mesi in cui c'è il massimo picco
  di  fruizione turistica in provincia, semplicemente perché  c'è  un
  solo  dipendente  regionale;  tutti gli  altri  sono  ASU.  Abbiamo
  chiesto  più  volte,  visto  che  non  si  riesce  a  reperire   la
  disponibilità  di  altri dipendenti da altri siti  archeologici  in
  provincia,  anche di stabilizzare questi ASU visto che qui  abbiamo
  anche approvato la normativa.
   Ecco,  non c'è stato nessun interesse e nessuna volontà di cercare
  di  dare un po' di dignità a questo museo, che è un contenitore  di
  reperti importantissimi non solo per la provincia iblea, ma per  la
  Regione tutta.
   Fra  l'altro io le dico, assessore, che ho dovuto fare  anche  una
  denuncia  al  Nucleo speciale dei Carabinieri di  Siracusa,  perché
  mancavano le telecamere di sorveglianza, perché nei magazzini e nei
  cassetti  che  custodiscono i reperti mancava anche  un  minimo  di
  protezione  per  evitare  che  qualcuno  potesse  trafugare   degli
  oggetti; ci sono dei collegamenti con l'albergo soprastante, quindi
  si  potrebbero tranquillamente anche fare delle azioni dannosissime
  per  il nostro patrimonio culturale. Ho dovuto fare questa denuncia
  e  a fronte di questo non abbiamo visto un benché minimo interesse.
  Il  suo unico interesse è stato cambiare il nome al Museo, mettendo
  il  nome  di un ex fascista, Biagio Pace, quando il Museo  è  stato
  voluto  da  Antonino Di Vita e, quindi, ci aspettavamo che  venisse
  dedicato a lui.
   Io penso che ci sia una mancanza di attenzione e cura assoluta per
  questo  Museo  archeologico  regionale e  continuerò  a  segnalarlo
  all'infinito.  Non  mi stancherò mai, perché  la  città  di  Ragusa
  merita  di poter valorizzare il proprio patrimonio, merita dignità.
  Quindi mi dichiaro chiaramente insoddisfatta.

   PRESIDENTE.  Grazie  all'onorevole  Campo,  che  si  dichiara  non
  soddisfatta.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1566  "Notizie  sullo  stato  di
  avanzamento   del   CIS  Centro  storico  di  Palermo",   a   firma
  dell'onorevole  Varrica. Si considera presentata con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 1572 "Notizie in merito alla tutela
  e  alla  valorizzazione dell'ex Convento di Santa Maria di Mili  di
  Messina",  a  firma  dell'onorevole Leanza ed altri.  Si  considera
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1589 "Chiarimenti ed intendimenti
  circa  la vicenda della riduzione degli spazi destinati al  ricordo
  della strage di Portella della Ginestra all'interno del Museo della
  Cultura Arbereshe", a firma dell'onorevole Giambona ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore regionale per i beni culturali e  l'identità
  siciliana. Grazie, signor Presidente. Le interrogazioni n. 1589,  a
  firma  dell'onorevole  Giambona, e n. 1590, a firma  dell'onorevole
  Chinnici,  sono  volte rispettivamente ad acquisire chiarimenti  ed
  intendimenti circa la vicenda della riduzione degli spazi destinati
  al  ricordo della strage di Portella della Ginestra all'interno del
  Museo  della  Cultura  Arbereshe e notizie in merito  alla  sezione
  espositiva dell'eccidio di Portella della Ginestra presso il  museo
  civico di Piana degli Albanesi.
   In  considerazione della sostanziale omogeneità dei contenuti,  si
  ritiene  opportuno  trattarle  congiuntamente,  ove  non  vi  siano
  obiezioni.
   Al  riguardo, si rappresenta: preliminarmente che il Museo  civico
  Nicola  Barbato,  situato nel centro storico del  comune  di  Piana
  degli  Albanesi, è un edificio di proprietà comunale  sottoposto  a
  tutela  monumentale  ope legis, in quanto ha sede  in  un  edificio
  costruito nel 1715 e compreso all'interno del complesso monumentale
  Ex  oratorio di rito greco-bizantino San Filippo Neri; che dal 2001
  l'immobile  ha  la  destinazione d'uso di mostra  permanente  della
  cultura,  della  storia e delle caratteristiche naturalistiche  del
  territorio  di Piana degli Albanesi; che sin dalla sua istituzione,
  la  peculiarità del suddetto Museo è stata quella di  illustrare  i
  vari aspetti storici, socio-culturali ed ambientali del territorio,
  attraverso   l'esposizione  di  beni  culturali  della   tradizione
  albanese  afferenti alla civiltà contadina e, inoltre,  all'interno
  delle tre sale, in una raccolta di documenti storici, relativi alla
  strage di Portella della Ginestra.
   Al  tempo  stesso,  occorre  fare presente  che  il  sito  con  la
  denominazione   Portella  della  Ginestra   è  inserito,   dal   15
  settembre 2010, al n. 132 del Registro delle eredità immateriali di
  Sicilia dell'Assessorato regionale ai beni culturali, decisione che
  è  stata assunta dal Governo regionale per preservare e valorizzare
  tale  specifico sito culturale, finalizzato alla protezione ed alla
  promozione  di  quella  peculiarità identitaria  definita,  in  via
  esclusiva, di quel territorio.
   Si rappresenta altresì che il memoriale di Portella della Ginestra
  di  proprietà,  come innanzi riferito, del Comune  di  Piana  degli
  Albanesi,   con  decreto  dirigenziale  in  servizio  3459   dell'8
  settembre   2023,   è  stato  dichiarato  di  interesse   culturale
  particolarmente  importante, ai sensi dell'articolo  10,  comma  3,
  lettera  del  decreto legislativo 42 del 2004 del Codice  dei  beni
  culturali, sia per il suo radicamento della tradizione storica, sia
  quale   documento  emblematico  dell'identità  e  della   struttura
  istituzionale  collettiva.  Rappresenta,  infatti,  un   importante
  presidio  culturale ed è fortemente caratterizzato da una  identità
  sociale   e   radicata,   svolgendo  un  ruolo   essenziale   nella
  conservazione  della  memoria collettiva e nella  promozione  della
  coesione,  grazie al suo distintivo valore civico  e  al  senso  di
  appartenenza che genera.
   Nel  rispetto delle normative vigenti, che prevedono la preventiva
  autorizzazione da parte della Soprintendenza per qualsiasi modifica
  dell'allestimento originale del Museo e al fine di  consentire  una
  valutazione  accurata dei contenuti delle opere  e  delle  modalità
  espositive,  si segnala che la Sovrintendenza ai beni  culturali  e
  ambientali  di  Palermo ha chiesto già, in  data  17  aprile  2025,
  all'Amministrazione  comunale di Piana degli Albanesi  informazioni
  dettagliate,  con l'obiettivo di ricondurre la questione  entro  il
  corretto iter procedurale e garantire la piena conformità al quadro
  normativo di riferimento.
   In data 16 settembre 2025, il predetto Ufficio dipartimentale, nel
  ribadire che eventuali variazioni all'allestimento originale devono
  essere  sottoposte  alla  preventiva autorizzazione  ai  sensi  del
  decreto   legislativo  42/2004,  ha  reiterato  la   richiesta   di
  chiarimenti   e   di   trasmettere   la   relativa   documentazione
  amministrativa  e fotografica. Ad oggi, si è ancora  in  attesa  di
  riscontro da parte del Comune di Piana degli Albanesi.
   La  valutazione  delle  proposte, da parte  della  Sovrintendenza,
  potrà  essere  effettuata  unicamente sulla  base  di  un  progetto
  coerente   e   ben   articolato,  predisposto  dall'Amministrazione
  comunale  di Piana degli Albanesi, al quale compete il  compito  di
  individuare le soluzioni più appropriate, in risposta alle esigenze
  espresse.  In  tale  quadro si confida nel fattivo  sostegno  degli
  onorevoli   interroganti,   la  cui   esperienza   parlamentare   e
  sensibilità  istituzionale costituiscono un  apporto  significativo
  per  promuovere, nel segno di una leale cooperazione tra Governo  e
  Parlamento,  e  intervenire in attività risolutive  finalizzate  al
  superamento delle criticità emerse.

   PRESIDENTE.   Grazie,   assessore.   La   risposta   è   congiunta
  all'interrogazione n. 1590.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Giambona  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta fornita dall'assessore.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato, con
  particolare  attenzione, la risposta fornita  dall'assessore  sulle
  nostre  interrogazioni, aventi ad oggetto il Museo "Nicola Barbato"
  di Piana degli Albanesi.
   Noi  tutti  abbiamo  consapevolezza  dell'ampio,  notevole  valore
  simbolico,  ideologico  di  Portella  della  Ginestra,  simbolo  di
  liberazione  sociale  e di emancipazione. E,  appunto,  considerato
  questo  notevole  rilievo, abbiamo ritenuto opportuno,  anche  alla
  luce  delle  segnalazioni che ci sono state fornite  non  solo  dai
  consiglieri   comunali   di   Piana   degli   Albanesi   ma   anche
  dell'associazione  Portella della Ginestra, portare  avanti  questo
  atto  ispettivo,  assessore, e dalla risposta che lei  ci  fornisce
  continuano a permanere dei forti dubbi non in ordine, naturalmente,
  a   quello  che  è  il  lavoro  svolto  dall'Assessorato  che   lei
  sovrintende, ma da ciò che in effetti sarebbe stato svolto a monte.
  Nello  specifico, per chi ci sta seguendo, questo museo che è stato
  oggetto  di  lavori  importanti,  a  seguito  di  un  finanziamento
  attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha visto uno
  stravolgimento,  vero e proprio, in ordine a quelle  che  erano  le
  sale  preesistenti, in cui veniva rappresentata in maniera compiuta
  quella  che è la strage di Portella della Ginestra, quindi ben  due
  sale.
   A  seguito  di  questa rivisitazione - la cosa che  noi  riteniamo
  essere  grave  e  inconcepibile - è che oltre  ad  esservi  diverse
  inesattezze   nella  ricostruzione  grafica,  le   stesse   vengono
  riportate adesso in due semplici pannelli: quindi, da due sale,  si
  è  ricondotta l'esposizione della strage di Portella della Ginestra
  in due pannelli, oltre a presentare delle importanti inesattezze.
   Questo, naturalmente, ha fatto andare su tutte le furie, non  solo
  coloro  che  sono  attenti rispetto alla storia di  Portella  della
  Ginestra, di ciò che rappresenta, ma anche l'associazione stessa di
  Portella.  Ebbene, dalla ricostruzione dell'assessore  -  che  oggi
  ringrazio - sembrerebbe che a seguito delle interlocuzioni  avviate
  con l'Amministrazione comunale, la prima del 17 aprile del 2025 con
  la  quale  è stato chiesto riscontro di queste modifiche, ancora  a
  tutt'oggi  non  si  ha alcun riscontro rispetto alle  modifiche  di
  quello  che è un bene di natura immateriale di interesse  culturale
  importante  -  così  lei lo ha definito - le cui  modifiche  devono
  essere  oggetto  di  una  preventiva  valutazione  da  parte  della
  Sovrintendenza.
   Ecco,  modifiche  che, da quel che posso capire,  non  sono  state
  autorizzate,  sembrerebbe,  o  quanto  meno  l'interlocuzione   con
  l'Amministrazione comunale non ha permesso ancora  di  comprendere,
  se le modifiche siano state preventivamente autorizzate.
   Io  credo che questo Presidente ora, al netto di quello che  è  il
  confronto  con  l'Assessore, faccia emergere un  fatto,  ancor  più
  grave:  l'assessore  per i beni culturali della  Regione  siciliana
  chiede a un ente locale notizie su un bene, su una entità di natura
  immateriale  di così rilevante importanza e, ancora,  a  tutt'oggi,
  non si è chiuso il percorso volto a certificare quelle che sono  le
  ragioni  di questa nostra interrogazione. Quindi questo è un  fatto
  oltremodo   grave,   perché  non  permette   ai   parlamentari   di
  quest'Assemblea di acquisire consapevolezza rispetto a quello che è
  stato il percorso portato avanti e non c'è nemmeno il rispetto  nei
  confronti del Governo della Regione siciliana.
   Quindi,  io,  naturalmente, seppur mi  dichiaro,  per  così  dire,
  parzialmente  soddisfatto  rispetto a  quella  che  è  la  risposta
  fornita  dall'assessore,  ritengo che la complessiva  ed  esaustiva
  risposta non potrà che aversi a seguito dell'interlocuzione che  si
  concluderà,  in qualche maniera, con l'Amministrazione comunale  di
  Piana  degli  Albanesi e, quindi, potrà dare le dovute e  legittime
  informazioni  circa  la preventiva autorizzazione  da  parte  della
  Sovrintendenza, appunto, del Museo Nicola Barbato. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   Ovviamente,  abbiamo  unificato le risposte delle  interrogazioni,
  quindi  la  sua  replica  vale  anche per  l'altra  interrogazione.
  L'onorevole Giambona si dichiara parzialmente soddisfatto.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1637   Notizie  urgenti  sulle
  iniziative  per il recupero e la tutela del 'Trittico di Leonforte'
  attribuito  al  Beato  Angelico, recentemente venduto  all'asta  in
  Svizzera , a firma dell'onorevole La Vardera.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Grazie,   signor  Presidente,  a  tal  riguardo  appare   opportuno
  rappresentare,  brevemente, che fino all'anno 1975  gli  interventi
  nella   Regione  siciliana  in  materia  di  beni  culturali  erano
  complementari  all'attività  esercitata  dalla  Direzione  generale
  delle  antichità  e delle belle arti del Ministero  della  pubblica
  istruzione e delle Sovrintendenze, che appunto operavano in qualità
  di organi periferici del Ministero.
   Solo  con l'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
  numeri  635  e  637,  entrati in vigore il  1   gennaio  del  1976,
  l'Amministrazione   regionale  esercita   in   Sicilia   tutte   le
  attribuzioni  degli  organi centrali e  periferici  dello  Stato  e
  adotta tutti gli atti previsti dalla legge di tutela.
   Restano,  tuttavia,  ancora oggi subordinate  al  nulla  osta  del
  Ministero per i beni culturali le licenze di espropriazione.
     Quanto  sopra  è  stato  rappresentato in  via  preliminare  per
  collocare  correttamente  le competenze dell'Assessorato  regionale
  dei  beni  culturali  all'epoca  dell'emissione  del  provvedimento
  tutorio notificato ai proprietari Li Destri in data 2 marzo 1910  e
  del  successivo decreto ministeriale di revoca del 20 febbraio  del
  1975.
   Ciò  detto,  passando  ora  a trattare  l'articolata  e  complessa
  vicenda  storica  del dipinto raffigurante il Giudizio  universale,
  proveniente da Leonforte, risulta che gli Uffici dipartimentali, in
  occasione della recente vendita all'asta in Svizzera, con nota  del
  7  marzo  2025,  hanno  provveduto a informare  il  Comandante  dei
  Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale circa  la  nuova
  asta giudiziaria, anche al fine di valutare le possibili azioni  da
  porre  in  essere ove risultasse che il bene fosse fuoriuscito  dal
  territorio nazionale illegalmente.
   Con  nota  del 10 marzo 2025, la Soprintendenza dei beni culturali
  ambientali  di  Enna,  in  merito alla  possibile  attivazione  del
  procedimento di dichiarazione di interesse culturale, ai sensi  del
  decreto  legislativo 22 gennaio 2024 n. 42 e successive  modifiche,
  ha  evidenziato l'assenza di competenza amministrativa in quanto il
  dipinto  oggi  oggetto  della  segnalazione  risulta  di  proprietà
  privata ubicata al di fuori del territorio nazionale.
   In   merito   alla  opportunità  di  acquisire  il   dipinto,   in
  considerazione della volontà manifestata dal Comune di Leonforte di
  partecipare all'asta programmata in Svizzera per il giorno 11 marzo
  2025,  la  Sovrintendenza ai beni culturali e ambientali  di  Enna,
  nello  spirito  di  leale  collaborazione tra  amministrazioni,  ha
  fornito  al  Comune  di  Leonforte, in data 24  febbraio  2025,  il
  favorevole  parere tecnico-scientifico finalizzato all'acquisizione
  del dipinto in parola da parte dello stesso Comune.
   Si apprese, in seguito, dagli organi di stampa che l'opera è stata
  aggiudicata  all'asta per 700 mila franchi svizzeri, nonostante  il
  tentativo  del  Ministero  della Cultura di  bloccare  la  vendita,
  revocando con nota n. 8512 del 10 marzo 2025 l'attestato di  libera
  circolazione emesso nel 2016 dall'Ufficio esportazione di Pisa.  Ad
  aggiudicarselo è stata l'Art Gallery di Balerna, dove l'asta si era
  tenuta.
   In   merito  alla  possibilità  di  introdurre  ulteriori   misure
  restrittive  per  la  salvaguardia del  patrimonio  culturale  alla
  prevenzione  dell'import-export  illecito,  si  evidenza  che  tali
  strumenti   sono   già   disciplinati  da  un  quadro   legislativo
  consolidato   sia   interno  che  internazionale,   fondato   sulla
  cooperazione  tra  Stati. In particolare, si  fa  riferimento  alla
  direttiva  2014/60/UE  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,
  relativa  alla restituzione dei beni culturali usciti illecitamente
  dal  territorio di uno Stato membro, che ha introdotto disposizioni
  che consentono agli Stati membri dell'Unione Europea di ottenere la
  restituzione  nel  loro  territorio dei beni  culturali  usciti  in
  violazione delle misure nazionali.
   Il  Regolamento  116/2009 del Consiglio relativo  all'esportazione
  dei  beni  culturali garantisce controlli uniformi  alle  frontiere
  esterne  dell'Unione  Europea  subordinando  le  esportazioni  alla
  presentazione di una licenza.
   Le  persone  fisiche  possono ottenere tale documento  tramite  le
  autorità competenti degli Stati membri. Tale documento è valido  in
  tutta  la  Comunità europea; il Regolamento 2019/880 del Parlamento
  europeo   e   del   Consiglio   del  17   aprile   2019,   relativo
  all'introduzione e all'importazione dei beni culturali,  stabilisce
  inoltre  norme  sull'importazione  dell'Unione  Europea  dei   beni
  culturali esportati dal loro paese di origine.
   In  ultimo, il più importante di questi strumenti è la Convenzione
  Unesco del 1970, concernente le misure da adottare per interdire  e
  impedire  l'illecita importazione-esportazione e  trasferimento  di
  proprietà dei beni culturali.
   Tuttavia  l'assenza  di  un diritto reale  da  parte  dello  Stato
  italiano e della Regione siciliana sul bene in oggetto, conseguente
  al  decreto  ministeriale del 20 febbraio 1975, che ha revocato  il
  vincolo  di  tutela,  nonché il rilascio dell'attestato  di  libera
  circolazione  da  parte  dell'Ufficio  esportazione  di  Pisa   del
  Ministero  della  cultura  non consente di  attivare  un'azione  di
  restituzione nei confronti della Svizzera.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.   Grazie, assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
  La  Vardera  per  dichiararsi soddisfatto  o  meno  della  risposta
  fornita dall'assessore.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente,  grazie  assessore  per  la  sua
  esposizione, posto e comprendendo, diciamo, il suo punto di  vista,
  resta  un  fatto:  la Regione siciliana ha perso un  quadro  di  un
  valore  inestimabile, di un pittore veramente conosciuto a  livello
  mondiale e abbiamo perso un'occasione, cioè quella di affermare  il
  sacrosanto  diritto che i beni culturali della nostra  Regione  non
  possono  essere in quarto, sesto o quinto piano, ma  devono  essere
  messi  al centro della politica regionale. Perché sapere che questo
  Beato  Angelico adesso è andato in Svizzera - da quello che risulta
  anche  dagli  organi di stampa - è una sconfitta per  la  politica,
  tutta,  e  lo  dico,  assessore, veramente,  diciamo,  con  estrema
  convinzione.
   Noi,  ad oggi, abbiamo, come dire, avevamo l'opportunità di  avere
  un  quadro  e  questo tema apre un altro grande tema: quello  della
  tutela del patrimonio artistico della nostra Regione.
   Sembra che la tutela del patrimonio artistico della nostra Regione
  non  interessi praticamente più alla politica perché con  l'arte  e
  con  la  cultura  qualcuno ancora è convinto che non  si  può  fare
  turismo,  anzi  il turismo è propedeutico all'arte e alla  cultura.
  Vedere  questo fatto e questo rimane  al di là della  risposta,  io
  comprendo i tecnicismi, comprendo la burocrazia, comprendo  la  sua
  risposta, comprendo anche la buona volontà nel cercare di dare  una
  soluzione al problema, resta un fatto ineluttabile: quel quadro era
  a  Leonforte,  era  a  disposizione dei cittadini  -  non  solo  di
  Leonforte,  ma  della  Regione siciliana, perché  era  un  bene  di
  riferimento della nostra Regione siciliana -, quel bene oggi non  è
  più in Sicilia, è in Svizzera
   Allora, al di là delle responsabilità politiche o meno, il fatto è
  che  abbiamo perso, abbiamo perso un bene straordinario che  poteva
  essere attrattiva anche per una provincia, quella di Enna, che oggi
  fa molta fatica in tema di turismo, nonostante abbia tutte le carte
  in regola per essere centrale nel dibattito regionale. Lo è perché,
  ricordiamo, ha dei parchi archeologici, ha dei grandi musei  Potrei
  parlare  per  ore  della grande opportunità - forse  meglio  di  me
  l'onorevole  Venezia,  ovviamente  ennese  -  che  porta  a  questa
  comunità   Però  è  un fatto: abbiamo perso questo  quadro,  questo
  quadro  è  in Svizzera, bastava mettere a disposizione dei  denari,
  che  secondo me erano ben spesi, noi di soldi sprecati e spesi male
  ne facciamo anche tanti...
   Quindi,  la preghiera, assessore, è di tentare in tutti i modi  di
  recuperare  questo  quadro. È questo il tema: tentare  in  tutti  i
  modi,  anche con, avete... assessore, sa, voi siete in  un  momento
  storico  unico nella storia della politica del centrodestra,  avete
  gli   astri   allineati,  avete  Ministri,  avete  Presidente   del
  Consiglio,  Presidente  di Regione, siete il  partito  che  governa
  l'Italia  e la Regione  Avete l'obbligo di dare risposte ed  essere
  consequenziali  al  ruolo di governo che avete  su  tutti  i  piani
  istituzionali
   E  non basta dire: "ci abbiamo provato". Qua dobbiamo riportare  E
  questa è una sfida, assessore Scarpinato
   Se  vorrà  essere  ricordato ai posteri  per  il  suo  impegno  da
  assessore per i beni culturali, prenda questa battaglia, la  faccia
  sua   Io  sarò  al suo fianco per recuperare questo  quadro.  Potrà
  essere  ricordato come l'assessore che è riuscito  a  riportare  la
  nostra Gioconda a casa
   Ecco,  questa  è  la  nostra Gioconda  Quel quadro  rappresenta  e
  poteva  rappresentare una opportunità di riportarcela   Ce  l'hanno
  rubata   i  francesi,  in  questo  caso  gli  svizzeri  -   rubata,
  ovviamente, è un eufemismo - dobbiamo riportarla a casa
   Mettiamoci  nelle condizioni di potere andare in quella  direzione
  e,  solo  per  lo  sforzo,  oggi  mi dico,  comunque,  parzialmente
  soddisfatto.
   Potrei  essere fortemente soddisfatto, se questo quadro tornerà  e
  magari  lo  portiamo in questa Assemblea, per dare l'opportunità  -
  qua  ne  fanno tante di mostre - e poi lo portiamo in provincia  di
  Enna, ma facciamo qualcosa: riportiamo il Beato Angelico a casa

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  La  Vardera,  che  si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1667 "Intendimenti in  ordine  al
  furto  del  busto  in  bronzo  di Vincenzo  Florio  Jr.",  a  firma
  dell'onorevole  Giambona ed altri, che si considera presentata  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1710 "Iniziative per il  rilancio
  dell'evento  'Agrigento  Capitale  della  Cultura  2025",  a  firma
  dell'onorevole  Saverino  ed  altri.  Anche  questa,  si  considera
  presentata con richiesta di risposta scritta. È conclusa la Rubrica
  relativa all'Attività ispettiva dell'Assessorato beni culturali  ed
  identità siciliana.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   VENEZIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Prego, onorevole. Ne ha facoltà. A seguire,  vi  darò
  comunicazione sulla riconvocazione della prossima seduta d'Aula.

   VENEZIA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessore
  Scarpinato,   io  vorrei  cogliere  questa  occasione   di   averla
  quest'oggi con noi in Aula per sollecitare il suo Assessorato -  ma
  so che su questo aspetto c'è già una certa sensibilità - su un tema
  che  reputiamo assolutamente importante e cioè la carenza di figure
  specialistiche  nel  settore  dei beni  culturali  in  Sicilia  sia
  all'interno   delle   Soprintendenze,  sia  per   quanto   riguarda
  l'attività gestionale dei Parchi, sia per quanto riguarda i musei e
  le biblioteche regionali.
   La  Regione è riuscita a fare dei passi in avanti sotto il profilo
  del finanziario, si è passati da un disavanzo di 4 miliardi di euro
  -   tre esercizi finanziari fa  - ad un avanzo di più di 2 miliardi
  di  euro,  questo  ci  pone  nelle  condizioni  anche  di  rivedere
  l'assetto burocratico e organizzativo e ci porta anche a tentare di
  fare  una programmazione con una certa serenità finanziaria,  anche
  perché molti dipendenti regionali stanno andando in pensione  e  il
  tema  del  ricambio  diventa  non  solo  attuale  ma  assolutamente
  indispensabile.
   Abbiamo   visto   gli  ultimi  documenti  di  programmazione   del
  fabbisogno   del   personale,   è   stato   inserito   nei    ruoli
  dell'Assessorato  della  funzione pubblica il  tecnico  archeologo,
  adesso  serve  una  spinta in più, non si  possono  assumere  solo,
  diciamo,  amministrativi  -  funzionari,  ovviamente,  di  cui  c'è
  bisogno  all'interno  dei  dipartimenti,  per  carità,  ma  c'è  la
  necessità  di  volgere lo sguardo ai tecnici  dei  beni  culturali,
  dagli  archeologi, agli archivisti, ai bibliotecari,  agli  storici
  dell'arte  e io mi permetto di chiedere in quest'Aula  che  ci  sia
  un'attenzione particolare verso questo aspetto, perché se  il  tema
  della  gestione  della  tutela  e  della  valorizzazione  dei  beni
  culturali è un tema centrale e prioritario non solo per il  Governo
  ma   per   tutti   i   siciliani,  reputiamo  che  occorre   essere
  consequenziali.  Anche perché le sfide che ci pongono  questi  temi
  hanno   la   necessità   di  essere  portate   avanti   da   figure
  specialistiche, le Sovrintendenze che devono rilasciare pareri  sul
  vincolo  paesaggistico piuttosto che sulla questione delle indagini
  archeologiche ove necessitano di figure che siano in grado di  fare
  questo  lavoro  specialistico: e proprio per questo  io  faccio  un
  appello  affinché,  da qui ai prossimi mesi, si possano  creare  le
  condizioni per assumere all'interno della Regione siciliana  queste
  figure tecniche relative ai beni culturali.
   Per  quanto  riguarda, invece, l'interrogazione che  ha  fatto  il
  collega La Vardera e che anche io avevo sollecitato nei mesi scorsi
  e,  cioè, la possibilità di far ritornare in Sicilia il dipinto del
  Beato  Angelico, ho seguito, ovviamente, tutta la vicenda; ho anche
  seguito l'intervento del Ministero dei Beni culturali e ci risulta,
  dopo  aver parlato anche con l'Amministrazione civica di Leonforte,
  che  ha  seguito passo passo tutte le vicende, che ci  sono  ancora
  oggi le condizioni per fare ritornare questo dipinto in Sicilia.
   Ecco, da questo punto di vista, serve un'azione coordinata, io  le
  chiedo di fare due passaggi nei prossimi giorni: il primo passaggio
  è  quello di convocare il sindaco del Comune di Leonforte, il quale
  ha  seguito  la vicenda in Svizzera, è nelle condizioni  di  poter,
  come  dire,  fare  un quadro attuale e concreto su  quale  potrebbe
  essere il percorso, anche perché è stato investito il Ministro  dei
  Beni  culturali.  Successivamente,  le  chiedo,  visto  che  stiamo
  discutendo in queste ore e nelle prossime settimane della legge  di
  stabilità,  di  predisporre  una  norma  che  possa  portare   alla
  creazione  di  un fondo regionale, che possa essere utilizzato  nel
  tempo   per  l'acquisto  di  beni  culturali,  patrimonio  storico-
  artistico, che si trova o fuori dalla Sicilia o all'estero  e  che,
  per  il  suo stesso valore storico-artistico, ma anche identitario,
  possa  avere,  come  dire,  quella  rilevanza  in  grado  di  farlo
  rientrare.
   Io credo che questa sia una proposta di buon senso che, come dire,
  sosterrò  convintamente  laddove  si  dovesse  portare  avanti   in
  Commissione   Bilancio ,  anche perché  negli  anni  precedenti  ci
  siamo,  come dire, resi protagonisti anche di un'operazione  simile
  con   la   Madonna  del  Soccorso,  del  XV  secolo,  una  scultura
  pregevolissima che si trovava, appunto, nella città di  Nicosia  ma
  poi  andò  all'asta  e riuscimmo a bloccarla e a  farla  rientrare,
  attraverso   quello,   che   molti   definiscono   un   emendamento
  territoriale, ma di cui noi andiamo particolarmente orgogliosi.
   Fare  invece una norma generale, che consiste nel creare un  fondo
  per  queste  finalità, io credo che sia un atto di buon  senso  che
  possa  contribuire, oggi per il Beato Angelico,  domani  per  altre
  opere importanti che sono fuori e che provengono dalla Sicilia, per
  arricchire  l'offerta  culturale  e,  quindi,  anche  il   rilancio
  turistico della nostra Regione. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
   Colleghi,   vi   comunico,  così  come  abbiamo  stabilito   nella
  Conferenza  dei  Capigruppo del 28 ottobre 2025, che  l'Aula  viene
  riconvocata  martedì  9  dicembre  per  incardinare  la  legge   di
  stabilità,  con  termine,  poi, degli emendamenti,  fissato  all'11
  dicembre 2025.
   Se  ci dovessero essere ulteriori modifiche, eventualmente, poi ci
  sarà  una  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari  che
  comunicherà per l'appunto tali eventuali modifiche.
   Il  9  dicembre vi ricordo che, oltre ad incardinare la  legge  di
  stabilità, faremo anche la discussione generale.

                 La seduta è tolta alle ore 16.07 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XIX SESSIONE ORDINARIA


                         216a SEDUTA PUBBLICA

                Martedì 9 dicembre 2025 - ore 15.00 (*)

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
         2026/2028  (n. 1029)

       2)  Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028  (n.
         1030)

   (*)  Ferma  restando la convocazione in sessione ordinaria  già
  fissata  per  il  giorno 9 dicembre 2025, l'Assemblea  regionale
  siciliana  è  convocata in seduta straordinaria,  con  carattere
  d'urgenza,  per mercoledì 26 novembre 2025, alle ore 11:00,  con
  il  seguente  ordine del giorno: Comunicazioni. (cfr.  Resoconto
  stenografico  della seduta n. 216, straordinaria  con  carattere
  d'urgenza, del 26 novembre 2025)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella


   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.11

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Leanza.
   L'Assemblea ne prende atto.

   della VI Commissione

         Comunicazione di autosospensione dell'onorevole Pace
                  da componente della VI Commissione

   PRESIDENTE.   Do   lettura  della  nota  dell'11  novembre   2025,
  dell'onorevole  Pace,  che  ha  come oggetto  l'autosospensione  da
  componente:

   «Il  sottoscritto onorevole Carmelo Pace comunica con la  presente
  la  propria  autosospensione  da componente  della  VI  Commissione
  parlamentare  legislativa  permanente  Salute,  Servizi  Sociali  e
  Sanitari ».

   L'Assemblea ne prende atto.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
                               interno,
            di interrogazioni e interpellanze della Rubrica
                  Beni culturali e identità siciliana

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno  di  interrogazioni  e interpellanze  della  Rubrica   Beni
  culturali e identità siciliana .
   L'assessore è presente in Aula.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1348  "Chiarimenti  in  merito
  all'affidamento  degli incarichi di direzione dei  musei  e  Parchi
  archeologici",  a  firma  dell'onorevole  Giambona  ed  altri.   La
  trasformiamo  in interrogazione con richiesta di risposta  scritta,
  in accordo tra le parti.
   Si   passa   all'interrogazione  n.  1392  "Interventi  volti   ad
  incrementare  le risorse destinate a dare attuazione alle  finalità
  di   cui  alla  legge  regionale  numero  16  del  2  luglio   2014
   Istituzione   degli  ecomusei  della  Sicilia",  a   prima   firma
  dell'onorevole  Saverino ed altri. Anche questa la trasformiamo  in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1414 "Chiarimenti in merito  alla
  chiusura di locali del comune di Militello Val di Catania da  parte
  del  Parco archeologico e paesaggistico di Catania", a prima  firma
  dell'onorevole   Burtone  ed  altri.  Ha  facoltà  di   intervenire
  l'Assessore per rispondere all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Grazie, Presidente.
   Signori    onorevoli,   l'interrogazione   n.   1414    presentata
  dall'onorevole Giovanni Burtone, quale primo firmatario, è volta ad
  acquisire chiarimenti in merito alla chiusura di locali del  Comune
  di  Militello  Val  di  Catania da parte del Parco  archeologico  e
  paesaggistico di Catania.
   In proposito, si rassegnano di seguito gli elementi informativi in
  esito   a  quanto  rappresentato  recentissimamente  dagli   Uffici
  dipartimentali appositamente interpellati.
   Lo    scrivente   ha   avuto   conoscenza   dei   fatti    esposti
  nell'interrogazione concernente la chiusura dei locali  del  comune
  di  Militello  Val di Catania concessi in uso alla  Sovraintendenza
  per  i Beni culturali e ambientali di Catania per il deposito e  la
  custodia di reperti archeologici di materiale lapideo rinvenuto nel
  sito  di  Santa Maria La Vetere solo a seguito della  delega  della
  risposta alla medesima interrogazione.
   A  riguardo,  con  nota  n. 6454/Gab, del  30  dicembre  2024,  lo
  scrivente  ha  evidenziato  i profili gestionali  dell'oggetto  del
  quesito   che   rientravano   nelle  competenze   della   struttura
  amministrativa,  ha  tempestivamente investito della  questione  il
  Direttore  generale del Dipartimento con l'invito ad effettuare  le
  opportune  verifiche  e  fornire informazioni  e  dati  utili  alla
  risposta.
   Con  pec  del  6 marzo 2025 in riscontro ad analoga richiesta  dal
  Dirigente  generale datata 5 marzo  2025 è pervenuta  la  relazione
  informativa del direttore del Parco archeologico e paesaggistico di
  Catania e della Valle dell'Aci.
   Nella  relazione  informativa,  in particolare,  il  direttore  ha
  evidenziato che dalle verifiche effettuate il 23 ottobre 2024,  nel
  corso  del sopralluogo concordato con la competente soprintendenza,
  ai fini del passaggio di consegna dei beni in argomento allo stesso
  parco archeologico, è emersa la necessità e l'urgenza di mettere in
  sicurezza  i predetti beni culturali, constatato che i locali  resi
  disponibili  al  Comune  di  Militello  Val  di  Catania  nel  2014
  risultavano   privi  di  sistema  antifurto  idoneo  e  funzionale,
  espressamente  richiesto  dalla  Sovraintendenza  con  la  nota  di
  autorizzazione  allo spostamento dei suddetti reperti  in  data  22
  ottobre  2014,  indirizzata  anche  al  Comune.  Inoltre,  non  era
  stabilito  risalire, con certezza, alla catena di possessori  delle
  chiavi  di  accesso al deposito dal 2014 alla data del sopralluogo;
  la mancata tempestiva comunicazione, comunque, dovuta al Comune per
  riguardo  istituzionale,  come  opportunamente  evidenziato   dallo
  scrivente  al  summenzionato direttore, sembra essere riconducibile
  oltre  all'urgenza di assicurare l'integrità dei beni in questione,
  all'incompatibilità della destinazione d'uso dei locali di deposito
  alla  custodia  dei  beni  culturali con  altre  finalità  d'uso  e
  l'assenza,  nella predetta nota autorizzativa del 22 ottobre  2014,
  della Sovraintendenza, di riferimenti alle condivisioni di utilizzo
  dei locali con il Comune stesso.
   Lo  stesso  direttore  riconoscendo il disguido  alla  base  della
  mancata  informativa  e  coinvolgendo, ovviamente,  il  Comune,  ha
  comunicato piena disponibilità nel consegnare le chiavi di  accesso
  ai locali, a seguito del cambio di serratura, condividendo al tempo
  stesso la necessità di concordare adeguate procedure di accesso  ai
  predetti locali che garantiscono la sicurezza dei beni e la filiera
  delle discendenti responsabilità.
   In  esito  a specifiche interlocuzioni per le vie brevi,  fra  gli
  uffici di diretta collaborazione dello scrivente e il direttore del
  Parco  archeologico, il Sovraintendente, finalizzata all'urgente  e
  sgombero dei locali in questione per restituirne il libero  uso  al
  Comune proprietario, si riferisce che, come precisato in ultimo dal
  predetto direttore in data 11 novembre 2025, il Parco  al quale  in
  atto è assegnata la competenza della maggior parte di tali reperti,
  ricevuti  in consegna alla sovrintendenza di Catania il 23  ottobre
  2024,  ha già individuato il sito idoneo ad accogliere il materiale
  e sta provvedendo al loro trasferimento.
   Nelle  more  della  definizione dell'allocazione,  ha  selezionato
  parte  di  questi reperti per la loro musealizzazione nel  sito  di
  Santa  Maria  La  Vetere,  da  cui provengono,  per  restituire  la
  fruibilità   ai   cittadini  di  Militello  e  a   tutta   l'utenza
  interessata,  mentre la rimanente parte sarà allocata nei  depositi
  del   Parco   presso  l'ex  Manifattura  tabacchi  di  Catania   al
  completamento  dei  lavori  di  ristrutturazione  che,   in   atto,
  interessano l'immobile.
   La  Sovraintendenza, per la sua parte, ha parimenti assicurato che
  si  è attivata e in breve provvederà al trasferimento in altro sito
  dei  residuali  contenitori  di reperti archeologici  rimasti  alla
  propria competenza.
   In  conclusione, sui quesiti posti dall'onorevole interrogante con
  l'atto  ispettivo  sopra specificato, si ritiene  di  aver  fornito
  esaustiva risposta e sulla questione del trasferimento dei reperti,
  ancora in corso di definizione, si assicura l'assiduo impegno dello
  scrivente  per la rapida soluzione della restituzione  della  piena
  disponibilità  dei  locali  in argomento  al  Comune  proprietario.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevole Burtone a lei la parola.
   Nel  frattempo  ai  colleghi comunico che  le  interrogazioni  che
  abbiamo già visionato sono state trasformate in interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta, quindi le troverete, ora la parola è
  dell'onorevole Burtone.

   BURTONE.  Presidente,  io  sono  totalmente  insoddisfatto   delle
  risposte dell'Assessore.
   L'Assessore  che  è  in  capo  all'  amministrazione  per  i  beni
  culturali  avrebbe dovuto dare, intanto, una risposta in  premessa:
  "ci  scusiamo",  ma  non nei confronti del sindaco,  nei  confronti
  dell'ente  locale. Vede, Assessore, i comuni non sono la "palla  al
  piede" della Regione siciliana, non sono "la cenerentola", i comuni
  sono   la   prima   cellula   dello  Stato,   sono   soggetti   che
  interloquiscono  con i cittadini e che, quindi, meritano  rispetto,
  al  di  là del sindaco. Io lo so che voi di Fratelli d'Italia,  gli
  altri, avete un fastidio che ci sia qualche rarità, qualche sindaco
  del  Partito  Democratico, vi disturba, non l'amico Assenza  che  è
  molto  aperto e disponibile ma qualcuno di voi è allergico, e pensa
  di trattare questa materia con una certa indifferenza e distacco.
   Assessore,  lì  è  accaduto un fatto gravissimo, senza  preavviso,
  Presidente,  sono arrivati il direttore del Parco archeologico,  un
  geologo che è diventato anche competente in archeologia, non  entro
  nel  merito,  avrà  fatto qualche esame prima  di  assumere  questo
  ruolo,  e  insieme a qualche altro hanno sostituito  le  serrature,
  nella casa comunale  In un locale sottostante alla biblioteca  dove
  ci  sono gli Uffici comunali  Io credo che buona educazione sarebbe
  stata  quella di avvisare, anche con una lettera, non dico con  una
  PEC,  con  una  lettera normale:  Stiamo arrivando perché  dobbiamo
  sostituire queste serrature ; e chiederne l'autorizzazione,  perché
  la  casa  comunale non è, non è a servizio di tutti coloro i  quali
  possono sostituire le serrature  Ci mancherebbe, Assessore,  lei  è
  una  persona che lavora nelle Forze dell'ordine, mi sarei aspettata
  una  risposta  diversa. Se un cittadino avesse fatto una  cosa  del
  genere che cosa avrebbe detto lei? Che cosa avrebbe detto lei?  Noi
  lo  abbiamo  denunciato, ma non siamo a questo, lei dice:   l'hanno
  dovuto  fare  d'urgenza . Quei reperti sono lì  da  anni,  si  sono
  accorti ora che c'è l'urgenza di trasferirli, ma mi pare che questa
  urgenza, dopo aver messo le serrature nuove, non c'è più stata  Tra
  l'altro,  mi permetto di dirle, Assessore, che non hanno sostituito
  soltanto  la  sede  in  cui era stata data in  comodato  d'uso  una
  stanza,  e  quindi,  la serratura di quella sede,  hanno  sostituto
  anche  un'altra serratura, là dove c'è un servizio informatico   Si
  faccia dire le cose con le parole della verità, non è vero che  non
  c'è  l'allarme,  la  situazione è ben  altra:  è  l'arroganza   Che
  caratterizza  alcuni, essere convinti di essere intoccabili  perché
  appartengono  ad  una posizione politica, perché  hanno  la  vostra
  protezione,  è questa la cosa grave  Perché lei qui avrebbe  dovuto
  dire sì, hanno sbagliato e stiamo provvedendo, anzi, l'abbiamo  già
  fatto
   Con  comodità,  Assessore, lei l'ha avuto, noi  l'abbiamo  mandata
  subito, e quello che lamentiamo in genere è la lentezza con cui  si
  risponde alle interrogazioni, ma le aggiungo, io le ho scritto  una
  lettera  nel  marzo del 2025, e poi l'ho ripetuta nel  maggio,  nel
  luglio e lei non ha dato risposta.
   Lei non è padrone dei beni culturali in generale, lei siede in una
  sede  in rappresentanza, perché l'ha nominato il Presidente. E  lei
  deve rispondere ai siciliani e deve rispondere a noi  In Aula,  noi
  le  abbiamo  chiesto  di interloquire su una cosa  importante,  nel
  passato  un tale assessore, sempre della sua appartenenza  politica
  aveva  fatto un affidamento, una concessione di un bene,  questo  a
  cui facciamo riferimento, è scaduto.
   Qual  è la legge che prevede la prorogatio? Me la dica lei, me  la
  dica  lei  qual  è  la  legge che prevede la  prorogatio.  Non  c'è
  prorogatio   La  Costituzione parla di ben  altro;  di  seguire  la
  legalità,  di  dare la possibilità di interlocuzione  a  tutti,  di
  avere  prontezza  di  quelli che possono  essere,  innanzitutto,  i
  benefici  di  un  intervento  pubblico rispetto  all'interesse  del
  privato.
   Ecco perché, Presidente, noi sollecitiamo, non c'è bisogno che  si
  muova  assessore, le cose gliele sto dicendo con  chiarezza  e  noi
  vogliamo su questo risposte. Glielo sto dicendo in Aula. Lo so  che
  ora  lei  con  i  suoi  Uffici cercherete di venire  incontro,  non
  all'esigenza, alla vendetta, come cercare di non fare, come cercare
  di  inseguire  l'interesse di qualche amico, ma noi lo  aspettiamo,
  siamo qui Presidente. Le dico che ora tenteranno la vendetta perché
  loro  non  possono acconsentire che ci sia la critica, perché  sono
  intoccabili   ed   è   questo  quello  che  sta   determinando   il
  deterioramento delle nostre istituzioni.
   Ecco perché, Presidente, le confermo la mia totale insoddisfazione
  su   questi  temi.  Se  l'Assessore  non  darà  risposta  -  glielo
  preannuncio  -  interverrò ogni giorno  che  ci  sarà  Aula,  nella
  richiesta  dell'ordine  dei  lavori  e  interverrò  alla  fine  per
  ripetere  sempre che c'è arroganza da parte di un partito  politico
  che  fa parte di questa coalizione e il modo di procedere da  parte
  dell'Assessorato ai beni culturali non è per nulla istituzionale ma
  soltanto di parte.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Burtone,  che  si  dichiara   non
  soddisfatto.
   Comunico che la Commissione IV e la Commissione V sono autorizzate
  ad andare avanti con i propri lavori.


                        Sull'ordine dei lavori

   GIAMBONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Onorevoli colleghi, come ella sa, Presidente, in  questa
  fase, in questo giorno sono riunite un po' tutte le Commissioni per
  procedere  appunto  all'esame  degli  emendamenti  alla  legge   di
  stabilità. Attesa questa considerazione e premessa dovuta, è  ovvio
  che  nel  momento in cui siamo stati avvisati dell'avvio dell'Aula,
  nei  limiti  del  possibile,  i colleghi  si  sono  spostati  dalle
  Commissioni dove stavano prestando la loro attività.
   Per cui io ritengo che, appunto, al fine di conciliare al meglio i
  lavori  delle Commissioni e i lavori di quest'Aula perché  comunque
  tutti   siamo  interessati  non  solo  a  seguire  i  lavori  delle
  Commissioni ma anche alle interrogazioni che attendiamo, in  alcuni
  casi  da  mesi, ritengo che sia ragionevole, Presidente, giacché  i
  colleghi   sono   qui   in  Aula,  riprendere   quelle   due,   tre
  interrogazioni   che  all'inizio  sono  state,   per   così   dire,
  trasformate in forma scritta al fine di permetterne la trattazione.
  Poi,  credo  che  sia l'intendimento comune, anche da  parte  della
  collega che adesso vorrà intervenire, magari le potrà rappresentare
  la sua esigenza.

   PRESIDENTE.  Onorevole Giambona, facciamo  in  questo  modo  anche
  perché,  io ho anche l'esigenza di proseguire i lavori d'Aula  e  i
  Presidenti  delle  Commissioni  mi hanno  chiesto  di  lavorare  in
  contemporanea all'Aula.
   Le risposte sono state formulate in forma scritta, l'Assessore può
  dare all'Aula stessa una copia così da distribuirla ai colleghi  e,
  a  fine  elenco  delle interrogazioni, posso darvi  la  parola  per
  intervenire  sull'interrogazione a risposta  scritta  che  comunque
  avrete  e  potete  leggere,  quindi  comunque  la  risultanza   che
  l'assessore  doveva leggere in Aula potete benissimo osservarla  e,
  ribadisco,  a fine elenco delle interrogazioni, vi darò  la  parola
  per poter intervenire e dire se vi ritenete soddisfatti o meno.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1447 "Chiarimenti in ordine  alla
  ristrutturazione e riapertura di Palazzo Mirto a Palermo".

   SAVERINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO. Presidente, però, c'è anche un fatto, che la Commissione
  non  si è completata. Uno, non siamo stati avvisati che l'Aula  era
  iniziata perché, a un certo punto, facevamo sospendere un attimo  e
  venivamo.   Io   mi  ritrovo  dopo  due  anni  che  aspetto   delle
  interrogazioni,  ora  io sono rientrata ma  devo  riscendere  sotto
  perché  la Commissione è ancora in corso con gli assessori e stiamo
  cercando di lavorare sulla finanziaria.
   Quindi, non è che dice: "Io so quando finirete e posso risalire ad
  intervenire", mi sembra assurdo che dopo, sugli ecomusei, sono  due
  anni  che  aspetto  una risposta e noi, oggi,  non  abbiamo  ancora
  nessun   tipo  di  risposta,  ora  devo  scendere,  dopo  ci   sarà
  un'interrogazione su "Agrigento capitale della  cultura"  e  io  mi
  ritroverò un'altra volta assente. Mi sembra veramente assurdo.

   PRESIDENTE.  Colleghi, l'Aula è stata convocata per  le  15.00,  i
  Presidenti   di  Commissione  mi  hanno  chiesto  di  lavorare   in
  contemporanea  e  la Presidenza ha concesso di  poter  lavorare  in
  contemporanea  con  i  lavori d'Aula;  ciononostante  ho  detto  al
  collega   Giambona  che  per  l'interrogazione  che  si   considera
  presentata con richiesta di risposta scritta, ne potete prendere in
  visione  e  poi vi farò intervenire a margine delle interrogazioni,
  dichiarando  se  siete soddisfatti o meno della  risposta,  però  è
  chiaro  che l'Aula deve andare avanti, indipendentemente dai lavori
  delle Commissioni.

   Riprende lo svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
                         Regolamento interno,
   di interrogazioni e interpellanze della Rubrica  Beni culturali e
                          identità siciliana

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 1447  Chiarimenti  in
  ordine  alla  ristrutturazione  e riapertura  di  Palazzo  Mirto  a
  Palermo ,   a  firma  dell'onorevole  Figuccia,  che  si  considera
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1476   Notizie  in  merito  alla
  chiusura del Museo archeologico ibleo di Ragusa nei giorni  feriali
  del  3  e  4  gennaio  2025  per mancanza di  personale ,  a  firma
  dell'onorevole Schillaci ed altri. L'onorevole Campo la fa sua.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Grazie,   signor  Presidente,  allora,  l'interrogazione  n.   1476
  presentata  dall'onorevole Roberta Schillaci ed altri, riguarda  la
  chiusura del Museo archeologico ibleo di Ragusa nei giorni  feriali
  del  3 e 4 gennaio 2025, dovuta alla temporanea indisponibilità del
  personale.   In  merito  si  riportano  di  seguito  gli   elementi
  informativi acquisiti dagli uffici dipartimentali competenti.
   In  data  3  gennaio 2025, la Direzione del Parco archeologico  ha
  ricevuto  comunicazione di congedo straordinario  per  malattia  da
  parte del dipendente in servizio presso il Museo ibleo, unica unità
  di  ruolo presente, coadiuvata da personale ASU; a seguito di  tale
  assenza  si  è  provveduto a contattare il personale del  Parco  in
  congedo  ordinario, per valutare una possibile sostituzione,  senza
  tuttavia ottenere riscontri positivi.
   Si  evidenzia  inoltre  che  nelle  stesse  giornate  il  restante
  personale di ruolo era impegnato a garantire l'apertura degli altri
  quattro siti afferenti al Parco.
   Premesso quanto sopra, si ritiene opportuno sottolineare  come  la
  dotazione  organica dell'Amministrazione regionale,  già  da  tempo
  oggetto  di progressiva riduzione, per effetto del collocamento  in
  congedo  o  in quiescenza di personale qualificato, abbia risentito
  dei  vincoli  imposti dalla normativa vigente,  in  particolare  in
  ambito finanziario, tali limitazioni hanno continuato ad ostacolare
  il  tempestivo  reintegro  delle professionalità  necessarie,  solo
  parzialmente emigrato dalle recenti procedure concorsuali.
   È  evidente  pertanto che le cause strutturali di tale  situazione
  non  siano  riconducibili all'attuale Governo  regionale,  né  allo
  scrivente,  ma vadano ricercate nelle scelte gestionali  pregresse,
  più   volte   oggetto   di   discussione  in   sede   parlamentare.
  Ciononostante   si   ribadisce  la  volontà   di   affrontare   con
  determinazione  le  criticità  segnalate,  attraverso  il   massimo
  impegno  degli  uffici  dipartimentali,  anch'essi  colpiti  da  un
  significativo esodo di personale, per colmare le carenze  organiche
  e   garantire  una  gestione  ordinaria  ed  efficiente  dei   siti
  culturali,  prevedendo  disservizi  che  possano  compromettere  la
  funzionalità dell'amministrazione.
   Con   riferimento   alle  funzionalità  dell'amministrazione,   lo
  scrivente ha già sollecitato il Direttore generale del Dipartimento
  beni  culturali a predisporre una ricognizione volta a quantificare
  il  fabbisogno  del  personale, includendo anche  l'ipotesi  di  un
  percorso concorsuale straordinario. In tale contesto, si rinnova la
  fiducia  nel sostegno dell'onorevole interrogante, il cui  percorso
  parlamentare,   contraddistinto   da   competenza   e   sensibilità
  istituzionale, rappresenta una risorsa preziosa per  promuovere  in
  spirito di leale collaborazione tra Governo e Parlamento interventi
  mirati al superamento delle criticità evidenziate.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Ha   facoltà   di   parlare  l'onorevole  Campo  per   dichiararsi
  soddisfatta o meno della risposta fornita dall'assessore.

   CAMPO. Grazie, Presidente, Assessore, mi spiace ascoltare che  lei
  ritiene   che   l'amministrazione  regionale   non   abbia   alcuna
  responsabilità  per i disservizi del Museo archeologico  ibleo,  in
  quanto  lo stesso è un museo regionale e quindi penso che,  invece,
  bisogna metterci la faccia.
   Io,  assessore, le ho chiesto più e più volte anche  di  venire  a
  Ragusa,   per  fare  un  sopralluogo,  anche  a  fronte  di   tante
  segnalazioni  che ho fatto per questo museo, dove mancano  le  cose
  più  elementari,  come  Internet, come le  insegne  in  lingua,  il
  riscaldamento, i telefoni, i bigliettini sono datati  Non è solo un
  problema     Mancano    le    telecamere   di    videosorveglianza,
  l'abbattimento  delle barriere architettoniche, il  museo  è  sotto
  strada, potrebbe essere pubblicizzato al piano superiore, nella via
  principale  della  città, con una tabella  segnaletica,  che  manca
  pure   Non  è  solo  un  problema di  personale:  il  problema  del
  personale è uno dei tanti problemi. Molte volte non ci sono neanche
  le  illuminazioni all'interno delle teche che espongono dei reperti
  preziosissimi,  perché  sono  dei  reperti  storici   ritrovati   a
  Kamarina.
   Già  queste cose le abbiamo segnalate tante volte e lei aveva  più
  volte  chinato  il  capo,  dicendo che sarebbe  venuto  a  fare  un
  sopralluogo. Non l'ho mai vista al Museo archeologico regionale.
   E  questa interrogazione è anche un po' datata, perché il Museo  è
  rimasto  chiuso all'improvviso per mancanza di personale  anche  ad
  agosto, anche a luglio, che sono i mesi in cui c'è il massimo picco
  di  fruizione turistica in provincia, semplicemente perché  c'è  un
  solo  dipendente  regionale;  tutti gli  altri  sono  ASU.  Abbiamo
  chiesto  più  volte,  visto  che  non  si  riesce  a  reperire   la
  disponibilità  di  altri dipendenti da altri siti  archeologici  in
  provincia,  anche di stabilizzare questi ASU visto che qui  abbiamo
  anche approvato la normativa.
   Ecco,  non c'è stato nessun interesse e nessuna volontà di cercare
  di  dare un po' di dignità a questo museo, che è un contenitore  di
  reperti importantissimi non solo per la provincia iblea, ma per  la
  Regione tutta.
   Fra  l'altro io le dico, assessore, che ho dovuto fare  anche  una
  denuncia  al  Nucleo speciale dei Carabinieri di  Siracusa,  perché
  mancavano le telecamere di sorveglianza, perché nei magazzini e nei
  cassetti  che  custodiscono i reperti mancava anche  un  minimo  di
  protezione  per  evitare  che  qualcuno  potesse  trafugare   degli
  oggetti; ci sono dei collegamenti con l'albergo soprastante, quindi
  si  potrebbero tranquillamente anche fare delle azioni dannosissime
  per  il nostro patrimonio culturale. Ho dovuto fare questa denuncia
  e  a fronte di questo non abbiamo visto un benché minimo interesse.
  Il  suo unico interesse è stato cambiare il nome al Museo, mettendo
  il  nome  di un ex fascista, Biagio Pace, quando il Museo  è  stato
  voluto  da  Antonino Di Vita e, quindi, ci aspettavamo che  venisse
  dedicato a lui.
   Io penso che ci sia una mancanza di attenzione e cura assoluta per
  questo  Museo  archeologico  regionale e  continuerò  a  segnalarlo
  all'infinito.  Non  mi stancherò mai, perché  la  città  di  Ragusa
  merita  di poter valorizzare il proprio patrimonio, merita dignità.
  Quindi mi dichiaro chiaramente insoddisfatta.

   PRESIDENTE.  Grazie  all'onorevole  Campo,  che  si  dichiara  non
  soddisfatta.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1566  "Notizie  sullo  stato  di
  avanzamento   del   CIS  Centro  storico  di  Palermo",   a   firma
  dell'onorevole  Varrica. Si considera presentata con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 1572 "Notizie in merito alla tutela
  e  alla  valorizzazione dell'ex Convento di Santa Maria di Mili  di
  Messina",  a  firma  dell'onorevole Leanza ed altri.  Si  considera
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1589 "Chiarimenti ed intendimenti
  circa  la vicenda della riduzione degli spazi destinati al  ricordo
  della strage di Portella della Ginestra all'interno del Museo della
  Cultura Arbereshe", a firma dell'onorevole Giambona ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore regionale per i beni culturali e  l'identità
  siciliana. Grazie, signor Presidente. Le interrogazioni n. 1589,  a
  firma  dell'onorevole  Giambona, e n. 1590, a firma  dell'onorevole
  Chinnici,  sono  volte rispettivamente ad acquisire chiarimenti  ed
  intendimenti circa la vicenda della riduzione degli spazi destinati
  al  ricordo della strage di Portella della Ginestra all'interno del
  Museo  della  Cultura  Arbereshe e notizie in merito  alla  sezione
  espositiva dell'eccidio di Portella della Ginestra presso il  museo
  civico di Piana degli Albanesi.
   In  considerazione della sostanziale omogeneità dei contenuti,  si
  ritiene  opportuno  trattarle  congiuntamente,  ove  non  vi  siano
  obiezioni.
   Al  riguardo, si rappresenta: preliminarmente che il Museo  civico
  Nicola  Barbato,  situato nel centro storico del  comune  di  Piana
  degli  Albanesi, è un edificio di proprietà comunale  sottoposto  a
  tutela  monumentale  ope legis, in quanto ha sede  in  un  edificio
  costruito nel 1715 e compreso all'interno del complesso monumentale
  Ex  oratorio di rito greco-bizantino San Filippo Neri; che dal 2001
  l'immobile  ha  la  destinazione d'uso di mostra  permanente  della
  cultura,  della  storia e delle caratteristiche naturalistiche  del
  territorio  di Piana degli Albanesi; che sin dalla sua istituzione,
  la  peculiarità del suddetto Museo è stata quella di  illustrare  i
  vari aspetti storici, socio-culturali ed ambientali del territorio,
  attraverso   l'esposizione  di  beni  culturali  della   tradizione
  albanese  afferenti alla civiltà contadina e, inoltre,  all'interno
  delle tre sale, in una raccolta di documenti storici, relativi alla
  strage di Portella della Ginestra.
   Al  tempo  stesso,  occorre  fare presente  che  il  sito  con  la
  denominazione   Portella  della  Ginestra   è  inserito,   dal   15
  settembre 2010, al n. 132 del Registro delle eredità immateriali di
  Sicilia dell'Assessorato regionale ai beni culturali, decisione che
  è  stata assunta dal Governo regionale per preservare e valorizzare
  tale  specifico sito culturale, finalizzato alla protezione ed alla
  promozione  di  quella  peculiarità identitaria  definita,  in  via
  esclusiva, di quel territorio.
   Si rappresenta altresì che il memoriale di Portella della Ginestra
  di  proprietà,  come innanzi riferito, del Comune  di  Piana  degli
  Albanesi,   con  decreto  dirigenziale  in  servizio  3459   dell'8
  settembre   2023,   è  stato  dichiarato  di  interesse   culturale
  particolarmente  importante, ai sensi dell'articolo  10,  comma  3,
  lettera  del  decreto legislativo 42 del 2004 del Codice  dei  beni
  culturali, sia per il suo radicamento della tradizione storica, sia
  quale   documento  emblematico  dell'identità  e  della   struttura
  istituzionale  collettiva.  Rappresenta,  infatti,  un   importante
  presidio  culturale ed è fortemente caratterizzato da una  identità
  sociale   e   radicata,   svolgendo  un  ruolo   essenziale   nella
  conservazione  della  memoria collettiva e nella  promozione  della
  coesione,  grazie al suo distintivo valore civico  e  al  senso  di
  appartenenza che genera.
   Nel  rispetto delle normative vigenti, che prevedono la preventiva
  autorizzazione da parte della Soprintendenza per qualsiasi modifica
  dell'allestimento originale del Museo e al fine di  consentire  una
  valutazione  accurata dei contenuti delle opere  e  delle  modalità
  espositive,  si segnala che la Sovrintendenza ai beni  culturali  e
  ambientali  di  Palermo ha chiesto già, in  data  17  aprile  2025,
  all'Amministrazione  comunale di Piana degli Albanesi  informazioni
  dettagliate,  con l'obiettivo di ricondurre la questione  entro  il
  corretto iter procedurale e garantire la piena conformità al quadro
  normativo di riferimento.
   In data 16 settembre 2025, il predetto Ufficio dipartimentale, nel
  ribadire che eventuali variazioni all'allestimento originale devono
  essere  sottoposte  alla  preventiva autorizzazione  ai  sensi  del
  decreto   legislativo  42/2004,  ha  reiterato  la   richiesta   di
  chiarimenti   e   di   trasmettere   la   relativa   documentazione
  amministrativa  e fotografica. Ad oggi, si è ancora  in  attesa  di
  riscontro da parte del Comune di Piana degli Albanesi.
   La  valutazione  delle  proposte, da parte  della  Sovrintendenza,
  potrà  essere  effettuata  unicamente sulla  base  di  un  progetto
  coerente   e   ben   articolato,  predisposto  dall'Amministrazione
  comunale  di Piana degli Albanesi, al quale compete il  compito  di
  individuare le soluzioni più appropriate, in risposta alle esigenze
  espresse.  In  tale  quadro si confida nel fattivo  sostegno  degli
  onorevoli   interroganti,   la  cui   esperienza   parlamentare   e
  sensibilità  istituzionale costituiscono un  apporto  significativo
  per  promuovere, nel segno di una leale cooperazione tra Governo  e
  Parlamento,  e  intervenire in attività risolutive  finalizzate  al
  superamento delle criticità emerse.

   PRESIDENTE.   Grazie,   assessore.   La   risposta   è   congiunta
  all'interrogazione n. 1590.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Giambona  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta fornita dall'assessore.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato, con
  particolare  attenzione, la risposta fornita  dall'assessore  sulle
  nostre  interrogazioni, aventi ad oggetto il Museo "Nicola Barbato"
  di Piana degli Albanesi.
   Noi  tutti  abbiamo  consapevolezza  dell'ampio,  notevole  valore
  simbolico,  ideologico  di  Portella  della  Ginestra,  simbolo  di
  liberazione  sociale  e di emancipazione. E,  appunto,  considerato
  questo  notevole  rilievo, abbiamo ritenuto opportuno,  anche  alla
  luce  delle  segnalazioni che ci sono state fornite  non  solo  dai
  consiglieri   comunali   di   Piana   degli   Albanesi   ma   anche
  dell'associazione  Portella della Ginestra, portare  avanti  questo
  atto  ispettivo,  assessore, e dalla risposta che lei  ci  fornisce
  continuano a permanere dei forti dubbi non in ordine, naturalmente,
  a   quello  che  è  il  lavoro  svolto  dall'Assessorato  che   lei
  sovrintende, ma da ciò che in effetti sarebbe stato svolto a monte.
  Nello  specifico, per chi ci sta seguendo, questo museo che è stato
  oggetto  di  lavori  importanti,  a  seguito  di  un  finanziamento
  attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha visto uno
  stravolgimento,  vero e proprio, in ordine a quelle  che  erano  le
  sale  preesistenti, in cui veniva rappresentata in maniera compiuta
  quella  che è la strage di Portella della Ginestra, quindi ben  due
  sale.
   A  seguito  di  questa rivisitazione - la cosa che  noi  riteniamo
  essere  grave  e  inconcepibile - è che oltre  ad  esservi  diverse
  inesattezze   nella  ricostruzione  grafica,  le   stesse   vengono
  riportate adesso in due semplici pannelli: quindi, da due sale,  si
  è  ricondotta l'esposizione della strage di Portella della Ginestra
  in due pannelli, oltre a presentare delle importanti inesattezze.
   Questo, naturalmente, ha fatto andare su tutte le furie, non  solo
  coloro  che  sono  attenti rispetto alla storia di  Portella  della
  Ginestra, di ciò che rappresenta, ma anche l'associazione stessa di
  Portella.  Ebbene, dalla ricostruzione dell'assessore  -  che  oggi
  ringrazio - sembrerebbe che a seguito delle interlocuzioni  avviate
  con l'Amministrazione comunale, la prima del 17 aprile del 2025 con
  la  quale  è stato chiesto riscontro di queste modifiche, ancora  a
  tutt'oggi  non  si  ha alcun riscontro rispetto alle  modifiche  di
  quello  che è un bene di natura immateriale di interesse  culturale
  importante  -  così  lei lo ha definito - le cui  modifiche  devono
  essere  oggetto  di  una  preventiva  valutazione  da  parte  della
  Sovrintendenza.
   Ecco,  modifiche  che, da quel che posso capire,  non  sono  state
  autorizzate,  sembrerebbe,  o  quanto  meno  l'interlocuzione   con
  l'Amministrazione comunale non ha permesso ancora  di  comprendere,
  se le modifiche siano state preventivamente autorizzate.
   Io  credo che questo Presidente ora, al netto di quello che  è  il
  confronto  con  l'Assessore, faccia emergere un  fatto,  ancor  più
  grave:  l'assessore  per i beni culturali della  Regione  siciliana
  chiede a un ente locale notizie su un bene, su una entità di natura
  immateriale  di così rilevante importanza e, ancora,  a  tutt'oggi,
  non si è chiuso il percorso volto a certificare quelle che sono  le
  ragioni  di questa nostra interrogazione. Quindi questo è un  fatto
  oltremodo   grave,   perché  non  permette   ai   parlamentari   di
  quest'Assemblea di acquisire consapevolezza rispetto a quello che è
  stato il percorso portato avanti e non c'è nemmeno il rispetto  nei
  confronti del Governo della Regione siciliana.
   Quindi,  io,  naturalmente, seppur mi  dichiaro,  per  così  dire,
  parzialmente  soddisfatto  rispetto a  quella  che  è  la  risposta
  fornita  dall'assessore,  ritengo che la complessiva  ed  esaustiva
  risposta non potrà che aversi a seguito dell'interlocuzione che  si
  concluderà,  in qualche maniera, con l'Amministrazione comunale  di
  Piana  degli  Albanesi e, quindi, potrà dare le dovute e  legittime
  informazioni  circa  la preventiva autorizzazione  da  parte  della
  Sovrintendenza, appunto, del Museo Nicola Barbato. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   Ovviamente,  abbiamo  unificato le risposte delle  interrogazioni,
  quindi  la  sua  replica  vale  anche per  l'altra  interrogazione.
  L'onorevole Giambona si dichiara parzialmente soddisfatto.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1637   Notizie  urgenti  sulle
  iniziative  per il recupero e la tutela del 'Trittico di Leonforte'
  attribuito  al  Beato  Angelico, recentemente venduto  all'asta  in
  Svizzera , a firma dell'onorevole La Vardera.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Grazie,   signor  Presidente,  a  tal  riguardo  appare   opportuno
  rappresentare,  brevemente, che fino all'anno 1975  gli  interventi
  nella   Regione  siciliana  in  materia  di  beni  culturali  erano
  complementari  all'attività  esercitata  dalla  Direzione  generale
  delle  antichità  e delle belle arti del Ministero  della  pubblica
  istruzione e delle Sovrintendenze, che appunto operavano in qualità
  di organi periferici del Ministero.
   Solo  con l'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
  numeri  635  e  637,  entrati in vigore il  1   gennaio  del  1976,
  l'Amministrazione   regionale  esercita   in   Sicilia   tutte   le
  attribuzioni  degli  organi centrali e  periferici  dello  Stato  e
  adotta tutti gli atti previsti dalla legge di tutela.
   Restano,  tuttavia,  ancora oggi subordinate  al  nulla  osta  del
  Ministero per i beni culturali le licenze di espropriazione.
     Quanto  sopra  è  stato  rappresentato in  via  preliminare  per
  collocare  correttamente  le competenze dell'Assessorato  regionale
  dei  beni  culturali  all'epoca  dell'emissione  del  provvedimento
  tutorio notificato ai proprietari Li Destri in data 2 marzo 1910  e
  del  successivo decreto ministeriale di revoca del 20 febbraio  del
  1975.
   Ciò  detto,  passando  ora  a trattare  l'articolata  e  complessa
  vicenda  storica  del dipinto raffigurante il Giudizio  universale,
  proveniente da Leonforte, risulta che gli Uffici dipartimentali, in
  occasione della recente vendita all'asta in Svizzera, con nota  del
  7  marzo  2025,  hanno  provveduto a informare  il  Comandante  dei
  Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale circa  la  nuova
  asta giudiziaria, anche al fine di valutare le possibili azioni  da
  porre  in  essere ove risultasse che il bene fosse fuoriuscito  dal
  territorio nazionale illegalmente.
   Con  nota  del 10 marzo 2025, la Soprintendenza dei beni culturali
  ambientali  di  Enna,  in  merito alla  possibile  attivazione  del
  procedimento di dichiarazione di interesse culturale, ai sensi  del
  decreto  legislativo 22 gennaio 2024 n. 42 e successive  modifiche,
  ha  evidenziato l'assenza di competenza amministrativa in quanto il
  dipinto  oggi  oggetto  della  segnalazione  risulta  di  proprietà
  privata ubicata al di fuori del territorio nazionale.
   In   merito   alla  opportunità  di  acquisire  il   dipinto,   in
  considerazione della volontà manifestata dal Comune di Leonforte di
  partecipare all'asta programmata in Svizzera per il giorno 11 marzo
  2025,  la  Sovrintendenza ai beni culturali e ambientali  di  Enna,
  nello  spirito  di  leale  collaborazione tra  amministrazioni,  ha
  fornito  al  Comune  di  Leonforte, in data 24  febbraio  2025,  il
  favorevole  parere tecnico-scientifico finalizzato all'acquisizione
  del dipinto in parola da parte dello stesso Comune.
   Si apprese, in seguito, dagli organi di stampa che l'opera è stata
  aggiudicata  all'asta per 700 mila franchi svizzeri, nonostante  il
  tentativo  del  Ministero  della Cultura di  bloccare  la  vendita,
  revocando con nota n. 8512 del 10 marzo 2025 l'attestato di  libera
  circolazione emesso nel 2016 dall'Ufficio esportazione di Pisa.  Ad
  aggiudicarselo è stata l'Art Gallery di Balerna, dove l'asta si era
  tenuta.
   In   merito  alla  possibilità  di  introdurre  ulteriori   misure
  restrittive  per  la  salvaguardia del  patrimonio  culturale  alla
  prevenzione  dell'import-export  illecito,  si  evidenza  che  tali
  strumenti   sono   già   disciplinati  da  un  quadro   legislativo
  consolidato   sia   interno  che  internazionale,   fondato   sulla
  cooperazione  tra  Stati. In particolare, si  fa  riferimento  alla
  direttiva  2014/60/UE  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,
  relativa  alla restituzione dei beni culturali usciti illecitamente
  dal  territorio di uno Stato membro, che ha introdotto disposizioni
  che consentono agli Stati membri dell'Unione Europea di ottenere la
  restituzione  nel  loro  territorio dei beni  culturali  usciti  in
  violazione delle misure nazionali.
   Il  Regolamento  116/2009 del Consiglio relativo  all'esportazione
  dei  beni  culturali garantisce controlli uniformi  alle  frontiere
  esterne  dell'Unione  Europea  subordinando  le  esportazioni  alla
  presentazione di una licenza.
   Le  persone  fisiche  possono ottenere tale documento  tramite  le
  autorità competenti degli Stati membri. Tale documento è valido  in
  tutta  la  Comunità europea; il Regolamento 2019/880 del Parlamento
  europeo   e   del   Consiglio   del  17   aprile   2019,   relativo
  all'introduzione e all'importazione dei beni culturali,  stabilisce
  inoltre  norme  sull'importazione  dell'Unione  Europea  dei   beni
  culturali esportati dal loro paese di origine.
   In  ultimo, il più importante di questi strumenti è la Convenzione
  Unesco del 1970, concernente le misure da adottare per interdire  e
  impedire  l'illecita importazione-esportazione e  trasferimento  di
  proprietà dei beni culturali.
   Tuttavia  l'assenza  di  un diritto reale  da  parte  dello  Stato
  italiano e della Regione siciliana sul bene in oggetto, conseguente
  al  decreto  ministeriale del 20 febbraio 1975, che ha revocato  il
  vincolo  di  tutela,  nonché il rilascio dell'attestato  di  libera
  circolazione  da  parte  dell'Ufficio  esportazione  di  Pisa   del
  Ministero  della  cultura  non consente di  attivare  un'azione  di
  restituzione nei confronti della Svizzera.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.   Grazie, assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
  La  Vardera  per  dichiararsi soddisfatto  o  meno  della  risposta
  fornita dall'assessore.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente,  grazie  assessore  per  la  sua
  esposizione, posto e comprendendo, diciamo, il suo punto di  vista,
  resta  un  fatto:  la Regione siciliana ha perso un  quadro  di  un
  valore  inestimabile, di un pittore veramente conosciuto a  livello
  mondiale e abbiamo perso un'occasione, cioè quella di affermare  il
  sacrosanto  diritto che i beni culturali della nostra  Regione  non
  possono  essere in quarto, sesto o quinto piano, ma  devono  essere
  messi  al centro della politica regionale. Perché sapere che questo
  Beato  Angelico adesso è andato in Svizzera - da quello che risulta
  anche  dagli  organi di stampa - è una sconfitta per  la  politica,
  tutta,  e  lo  dico,  assessore, veramente,  diciamo,  con  estrema
  convinzione.
   Noi,  ad oggi, abbiamo, come dire, avevamo l'opportunità di  avere
  un  quadro  e  questo tema apre un altro grande tema: quello  della
  tutela del patrimonio artistico della nostra Regione.
   Sembra che la tutela del patrimonio artistico della nostra Regione
  non  interessi praticamente più alla politica perché con  l'arte  e
  con  la  cultura  qualcuno ancora è convinto che non  si  può  fare
  turismo,  anzi  il turismo è propedeutico all'arte e alla  cultura.
  Vedere  questo fatto e questo rimane  al di là della  risposta,  io
  comprendo i tecnicismi, comprendo la burocrazia, comprendo  la  sua
  risposta, comprendo anche la buona volontà nel cercare di dare  una
  soluzione al problema, resta un fatto ineluttabile: quel quadro era
  a  Leonforte,  era  a  disposizione dei cittadini  -  non  solo  di
  Leonforte,  ma  della  Regione siciliana, perché  era  un  bene  di
  riferimento della nostra Regione siciliana -, quel bene oggi non  è
  più in Sicilia, è in Svizzera
   Allora, al di là delle responsabilità politiche o meno, il fatto è
  che  abbiamo perso, abbiamo perso un bene straordinario che  poteva
  essere attrattiva anche per una provincia, quella di Enna, che oggi
  fa molta fatica in tema di turismo, nonostante abbia tutte le carte
  in regola per essere centrale nel dibattito regionale. Lo è perché,
  ricordiamo, ha dei parchi archeologici, ha dei grandi musei  Potrei
  parlare  per  ore  della grande opportunità - forse  meglio  di  me
  l'onorevole  Venezia,  ovviamente  ennese  -  che  porta  a  questa
  comunità   Però  è  un fatto: abbiamo perso questo  quadro,  questo
  quadro  è  in Svizzera, bastava mettere a disposizione dei  denari,
  che  secondo me erano ben spesi, noi di soldi sprecati e spesi male
  ne facciamo anche tanti...
   Quindi,  la preghiera, assessore, è di tentare in tutti i modi  di
  recuperare  questo  quadro. È questo il tema: tentare  in  tutti  i
  modi,  anche con, avete... assessore, sa, voi siete in  un  momento
  storico  unico nella storia della politica del centrodestra,  avete
  gli   astri   allineati,  avete  Ministri,  avete  Presidente   del
  Consiglio,  Presidente  di Regione, siete il  partito  che  governa
  l'Italia  e la Regione  Avete l'obbligo di dare risposte ed  essere
  consequenziali  al  ruolo di governo che avete  su  tutti  i  piani
  istituzionali
   E  non basta dire: "ci abbiamo provato". Qua dobbiamo riportare  E
  questa è una sfida, assessore Scarpinato
   Se  vorrà  essere  ricordato ai posteri  per  il  suo  impegno  da
  assessore per i beni culturali, prenda questa battaglia, la  faccia
  sua   Io  sarò  al suo fianco per recuperare questo  quadro.  Potrà
  essere  ricordato come l'assessore che è riuscito  a  riportare  la
  nostra Gioconda a casa
   Ecco,  questa  è  la  nostra Gioconda  Quel quadro  rappresenta  e
  poteva  rappresentare una opportunità di riportarcela   Ce  l'hanno
  rubata   i  francesi,  in  questo  caso  gli  svizzeri  -   rubata,
  ovviamente, è un eufemismo - dobbiamo riportarla a casa
   Mettiamoci  nelle condizioni di potere andare in quella  direzione
  e,  solo  per  lo  sforzo,  oggi  mi dico,  comunque,  parzialmente
  soddisfatto.
   Potrei  essere fortemente soddisfatto, se questo quadro tornerà  e
  magari  lo  portiamo in questa Assemblea, per dare l'opportunità  -
  qua  ne  fanno tante di mostre - e poi lo portiamo in provincia  di
  Enna, ma facciamo qualcosa: riportiamo il Beato Angelico a casa

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  La  Vardera,  che  si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1667 "Intendimenti in  ordine  al
  furto  del  busto  in  bronzo  di Vincenzo  Florio  Jr.",  a  firma
  dell'onorevole  Giambona ed altri, che si considera presentata  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1710 "Iniziative per il  rilancio
  dell'evento  'Agrigento  Capitale  della  Cultura  2025",  a  firma
  dell'onorevole  Saverino  ed  altri.  Anche  questa,  si  considera
  presentata con richiesta di risposta scritta. È conclusa la Rubrica
  relativa all'Attività ispettiva dell'Assessorato beni culturali  ed
  identità siciliana.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   VENEZIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Prego, onorevole. Ne ha facoltà. A seguire,  vi  darò
  comunicazione sulla riconvocazione della prossima seduta d'Aula.

   VENEZIA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessore
  Scarpinato,   io  vorrei  cogliere  questa  occasione   di   averla
  quest'oggi con noi in Aula per sollecitare il suo Assessorato -  ma
  so che su questo aspetto c'è già una certa sensibilità - su un tema
  che  reputiamo assolutamente importante e cioè la carenza di figure
  specialistiche  nel  settore  dei beni  culturali  in  Sicilia  sia
  all'interno   delle   Soprintendenze,  sia  per   quanto   riguarda
  l'attività gestionale dei Parchi, sia per quanto riguarda i musei e
  le biblioteche regionali.
   La  Regione è riuscita a fare dei passi in avanti sotto il profilo
  del finanziario, si è passati da un disavanzo di 4 miliardi di euro
  -   tre esercizi finanziari fa  - ad un avanzo di più di 2 miliardi
  di  euro,  questo  ci  pone  nelle  condizioni  anche  di  rivedere
  l'assetto burocratico e organizzativo e ci porta anche a tentare di
  fare  una programmazione con una certa serenità finanziaria,  anche
  perché molti dipendenti regionali stanno andando in pensione  e  il
  tema  del  ricambio  diventa  non  solo  attuale  ma  assolutamente
  indispensabile.
   Abbiamo   visto   gli  ultimi  documenti  di  programmazione   del
  fabbisogno   del   personale,   è   stato   inserito   nei    ruoli
  dell'Assessorato  della  funzione pubblica il  tecnico  archeologo,
  adesso  serve  una  spinta in più, non si  possono  assumere  solo,
  diciamo,  amministrativi  -  funzionari,  ovviamente,  di  cui  c'è
  bisogno  all'interno  dei  dipartimenti,  per  carità,  ma  c'è  la
  necessità  di  volgere lo sguardo ai tecnici  dei  beni  culturali,
  dagli  archeologi, agli archivisti, ai bibliotecari,  agli  storici
  dell'arte  e io mi permetto di chiedere in quest'Aula  che  ci  sia
  un'attenzione particolare verso questo aspetto, perché se  il  tema
  della  gestione  della  tutela  e  della  valorizzazione  dei  beni
  culturali è un tema centrale e prioritario non solo per il  Governo
  ma   per   tutti   i   siciliani,  reputiamo  che  occorre   essere
  consequenziali.  Anche perché le sfide che ci pongono  questi  temi
  hanno   la   necessità   di  essere  portate   avanti   da   figure
  specialistiche, le Sovrintendenze che devono rilasciare pareri  sul
  vincolo  paesaggistico piuttosto che sulla questione delle indagini
  archeologiche ove necessitano di figure che siano in grado di  fare
  questo  lavoro  specialistico: e proprio per questo  io  faccio  un
  appello  affinché,  da qui ai prossimi mesi, si possano  creare  le
  condizioni per assumere all'interno della Regione siciliana  queste
  figure tecniche relative ai beni culturali.
   Per  quanto  riguarda, invece, l'interrogazione che  ha  fatto  il
  collega La Vardera e che anche io avevo sollecitato nei mesi scorsi
  e,  cioè, la possibilità di far ritornare in Sicilia il dipinto del
  Beato  Angelico, ho seguito, ovviamente, tutta la vicenda; ho anche
  seguito l'intervento del Ministero dei Beni culturali e ci risulta,
  dopo  aver parlato anche con l'Amministrazione civica di Leonforte,
  che  ha  seguito passo passo tutte le vicende, che ci  sono  ancora
  oggi le condizioni per fare ritornare questo dipinto in Sicilia.
   Ecco, da questo punto di vista, serve un'azione coordinata, io  le
  chiedo di fare due passaggi nei prossimi giorni: il primo passaggio
  è  quello di convocare il sindaco del Comune di Leonforte, il quale
  ha  seguito  la vicenda in Svizzera, è nelle condizioni  di  poter,
  come  dire,  fare  un quadro attuale e concreto su  quale  potrebbe
  essere il percorso, anche perché è stato investito il Ministro  dei
  Beni  culturali.  Successivamente,  le  chiedo,  visto  che  stiamo
  discutendo in queste ore e nelle prossime settimane della legge  di
  stabilità,  di  predisporre  una  norma  che  possa  portare   alla
  creazione  di  un fondo regionale, che possa essere utilizzato  nel
  tempo   per  l'acquisto  di  beni  culturali,  patrimonio  storico-
  artistico, che si trova o fuori dalla Sicilia o all'estero  e  che,
  per  il  suo stesso valore storico-artistico, ma anche identitario,
  possa  avere,  come  dire,  quella  rilevanza  in  grado  di  farlo
  rientrare.
   Io credo che questa sia una proposta di buon senso che, come dire,
  sosterrò  convintamente  laddove  si  dovesse  portare  avanti   in
  Commissione   Bilancio ,  anche perché  negli  anni  precedenti  ci
  siamo,  come dire, resi protagonisti anche di un'operazione  simile
  con   la   Madonna  del  Soccorso,  del  XV  secolo,  una  scultura
  pregevolissima che si trovava, appunto, nella città di  Nicosia  ma
  poi  andò  all'asta  e riuscimmo a bloccarla e a  farla  rientrare,
  attraverso   quello,   che   molti   definiscono   un   emendamento
  territoriale, ma di cui noi andiamo particolarmente orgogliosi.
   Fare  invece una norma generale, che consiste nel creare un  fondo
  per  queste  finalità, io credo che sia un atto di buon  senso  che
  possa  contribuire, oggi per il Beato Angelico,  domani  per  altre
  opere importanti che sono fuori e che provengono dalla Sicilia, per
  arricchire  l'offerta  culturale  e,  quindi,  anche  il   rilancio
  turistico della nostra Regione. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
   Colleghi,   vi   comunico,  così  come  abbiamo  stabilito   nella
  Conferenza  dei  Capigruppo del 28 ottobre 2025, che  l'Aula  viene
  riconvocata  martedì  9  dicembre  per  incardinare  la  legge   di
  stabilità,  con  termine,  poi, degli emendamenti,  fissato  all'11
  dicembre 2025.
   Se  ci dovessero essere ulteriori modifiche, eventualmente, poi ci
  sarà  una  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari  che
  comunicherà per l'appunto tali eventuali modifiche.
   Il  9  dicembre vi ricordo che, oltre ad incardinare la  legge  di
  stabilità, faremo anche la discussione generale.

                 La seduta è tolta alle ore 16.07 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XIX SESSIONE ORDINARIA


                         216a SEDUTA PUBBLICA

                Martedì 9 dicembre 2025 - ore 15.00 (*)

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
         2026/2028  (n. 1029)

       2)  Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028  (n.
         1030)

   (*)  Ferma  restando la convocazione in sessione ordinaria  già
  fissata  per  il  giorno 9 dicembre 2025, l'Assemblea  regionale
  siciliana  è  convocata in seduta straordinaria,  con  carattere
  d'urgenza,  per mercoledì 26 novembre 2025, alle ore 11:00,  con
  il  seguente  ordine del giorno: Comunicazioni. (cfr.  Resoconto
  stenografico  della seduta n. 216, straordinaria  con  carattere
  d'urgenza, del 26 novembre 2025)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella