Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.11
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Leanza.
L'Assemblea ne prende atto.
della VI Commissione
Comunicazione di autosospensione dell'onorevole Pace
da componente della VI Commissione
PRESIDENTE. Do lettura della nota dell'11 novembre 2025,
dell'onorevole Pace, che ha come oggetto l'autosospensione da
componente:
«Il sottoscritto onorevole Carmelo Pace comunica con la presente
la propria autosospensione da componente della VI Commissione
parlamentare legislativa permanente Salute, Servizi Sociali e
Sanitari ».
L'Assemblea ne prende atto.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno,
di interrogazioni e interpellanze della Rubrica
Beni culturali e identità siciliana
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni e interpellanze della Rubrica Beni
culturali e identità siciliana .
L'assessore è presente in Aula.
Si passa all'interrogazione n. 1348 "Chiarimenti in merito
all'affidamento degli incarichi di direzione dei musei e Parchi
archeologici", a firma dell'onorevole Giambona ed altri. La
trasformiamo in interrogazione con richiesta di risposta scritta,
in accordo tra le parti.
Si passa all'interrogazione n. 1392 "Interventi volti ad
incrementare le risorse destinate a dare attuazione alle finalità
di cui alla legge regionale numero 16 del 2 luglio 2014
Istituzione degli ecomusei della Sicilia", a prima firma
dell'onorevole Saverino ed altri. Anche questa la trasformiamo in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1414 "Chiarimenti in merito alla
chiusura di locali del comune di Militello Val di Catania da parte
del Parco archeologico e paesaggistico di Catania", a prima firma
dell'onorevole Burtone ed altri. Ha facoltà di intervenire
l'Assessore per rispondere all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Grazie, Presidente.
Signori onorevoli, l'interrogazione n. 1414 presentata
dall'onorevole Giovanni Burtone, quale primo firmatario, è volta ad
acquisire chiarimenti in merito alla chiusura di locali del Comune
di Militello Val di Catania da parte del Parco archeologico e
paesaggistico di Catania.
In proposito, si rassegnano di seguito gli elementi informativi in
esito a quanto rappresentato recentissimamente dagli Uffici
dipartimentali appositamente interpellati.
Lo scrivente ha avuto conoscenza dei fatti esposti
nell'interrogazione concernente la chiusura dei locali del comune
di Militello Val di Catania concessi in uso alla Sovraintendenza
per i Beni culturali e ambientali di Catania per il deposito e la
custodia di reperti archeologici di materiale lapideo rinvenuto nel
sito di Santa Maria La Vetere solo a seguito della delega della
risposta alla medesima interrogazione.
A riguardo, con nota n. 6454/Gab, del 30 dicembre 2024, lo
scrivente ha evidenziato i profili gestionali dell'oggetto del
quesito che rientravano nelle competenze della struttura
amministrativa, ha tempestivamente investito della questione il
Direttore generale del Dipartimento con l'invito ad effettuare le
opportune verifiche e fornire informazioni e dati utili alla
risposta.
Con pec del 6 marzo 2025 in riscontro ad analoga richiesta dal
Dirigente generale datata 5 marzo 2025 è pervenuta la relazione
informativa del direttore del Parco archeologico e paesaggistico di
Catania e della Valle dell'Aci.
Nella relazione informativa, in particolare, il direttore ha
evidenziato che dalle verifiche effettuate il 23 ottobre 2024, nel
corso del sopralluogo concordato con la competente soprintendenza,
ai fini del passaggio di consegna dei beni in argomento allo stesso
parco archeologico, è emersa la necessità e l'urgenza di mettere in
sicurezza i predetti beni culturali, constatato che i locali resi
disponibili al Comune di Militello Val di Catania nel 2014
risultavano privi di sistema antifurto idoneo e funzionale,
espressamente richiesto dalla Sovraintendenza con la nota di
autorizzazione allo spostamento dei suddetti reperti in data 22
ottobre 2014, indirizzata anche al Comune. Inoltre, non era
stabilito risalire, con certezza, alla catena di possessori delle
chiavi di accesso al deposito dal 2014 alla data del sopralluogo;
la mancata tempestiva comunicazione, comunque, dovuta al Comune per
riguardo istituzionale, come opportunamente evidenziato dallo
scrivente al summenzionato direttore, sembra essere riconducibile
oltre all'urgenza di assicurare l'integrità dei beni in questione,
all'incompatibilità della destinazione d'uso dei locali di deposito
alla custodia dei beni culturali con altre finalità d'uso e
l'assenza, nella predetta nota autorizzativa del 22 ottobre 2014,
della Sovraintendenza, di riferimenti alle condivisioni di utilizzo
dei locali con il Comune stesso.
Lo stesso direttore riconoscendo il disguido alla base della
mancata informativa e coinvolgendo, ovviamente, il Comune, ha
comunicato piena disponibilità nel consegnare le chiavi di accesso
ai locali, a seguito del cambio di serratura, condividendo al tempo
stesso la necessità di concordare adeguate procedure di accesso ai
predetti locali che garantiscono la sicurezza dei beni e la filiera
delle discendenti responsabilità.
In esito a specifiche interlocuzioni per le vie brevi, fra gli
uffici di diretta collaborazione dello scrivente e il direttore del
Parco archeologico, il Sovraintendente, finalizzata all'urgente e
sgombero dei locali in questione per restituirne il libero uso al
Comune proprietario, si riferisce che, come precisato in ultimo dal
predetto direttore in data 11 novembre 2025, il Parco al quale in
atto è assegnata la competenza della maggior parte di tali reperti,
ricevuti in consegna alla sovrintendenza di Catania il 23 ottobre
2024, ha già individuato il sito idoneo ad accogliere il materiale
e sta provvedendo al loro trasferimento.
Nelle more della definizione dell'allocazione, ha selezionato
parte di questi reperti per la loro musealizzazione nel sito di
Santa Maria La Vetere, da cui provengono, per restituire la
fruibilità ai cittadini di Militello e a tutta l'utenza
interessata, mentre la rimanente parte sarà allocata nei depositi
del Parco presso l'ex Manifattura tabacchi di Catania al
completamento dei lavori di ristrutturazione che, in atto,
interessano l'immobile.
La Sovraintendenza, per la sua parte, ha parimenti assicurato che
si è attivata e in breve provvederà al trasferimento in altro sito
dei residuali contenitori di reperti archeologici rimasti alla
propria competenza.
In conclusione, sui quesiti posti dall'onorevole interrogante con
l'atto ispettivo sopra specificato, si ritiene di aver fornito
esaustiva risposta e sulla questione del trasferimento dei reperti,
ancora in corso di definizione, si assicura l'assiduo impegno dello
scrivente per la rapida soluzione della restituzione della piena
disponibilità dei locali in argomento al Comune proprietario.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevole Burtone a lei la parola.
Nel frattempo ai colleghi comunico che le interrogazioni che
abbiamo già visionato sono state trasformate in interrogazioni con
richiesta di risposta scritta, quindi le troverete, ora la parola è
dell'onorevole Burtone.
BURTONE. Presidente, io sono totalmente insoddisfatto delle
risposte dell'Assessore.
L'Assessore che è in capo all' amministrazione per i beni
culturali avrebbe dovuto dare, intanto, una risposta in premessa:
"ci scusiamo", ma non nei confronti del sindaco, nei confronti
dell'ente locale. Vede, Assessore, i comuni non sono la "palla al
piede" della Regione siciliana, non sono "la cenerentola", i comuni
sono la prima cellula dello Stato, sono soggetti che
interloquiscono con i cittadini e che, quindi, meritano rispetto,
al di là del sindaco. Io lo so che voi di Fratelli d'Italia, gli
altri, avete un fastidio che ci sia qualche rarità, qualche sindaco
del Partito Democratico, vi disturba, non l'amico Assenza che è
molto aperto e disponibile ma qualcuno di voi è allergico, e pensa
di trattare questa materia con una certa indifferenza e distacco.
Assessore, lì è accaduto un fatto gravissimo, senza preavviso,
Presidente, sono arrivati il direttore del Parco archeologico, un
geologo che è diventato anche competente in archeologia, non entro
nel merito, avrà fatto qualche esame prima di assumere questo
ruolo, e insieme a qualche altro hanno sostituito le serrature,
nella casa comunale In un locale sottostante alla biblioteca dove
ci sono gli Uffici comunali Io credo che buona educazione sarebbe
stata quella di avvisare, anche con una lettera, non dico con una
PEC, con una lettera normale: Stiamo arrivando perché dobbiamo
sostituire queste serrature ; e chiederne l'autorizzazione, perché
la casa comunale non è, non è a servizio di tutti coloro i quali
possono sostituire le serrature Ci mancherebbe, Assessore, lei è
una persona che lavora nelle Forze dell'ordine, mi sarei aspettata
una risposta diversa. Se un cittadino avesse fatto una cosa del
genere che cosa avrebbe detto lei? Che cosa avrebbe detto lei? Noi
lo abbiamo denunciato, ma non siamo a questo, lei dice: l'hanno
dovuto fare d'urgenza . Quei reperti sono lì da anni, si sono
accorti ora che c'è l'urgenza di trasferirli, ma mi pare che questa
urgenza, dopo aver messo le serrature nuove, non c'è più stata Tra
l'altro, mi permetto di dirle, Assessore, che non hanno sostituito
soltanto la sede in cui era stata data in comodato d'uso una
stanza, e quindi, la serratura di quella sede, hanno sostituto
anche un'altra serratura, là dove c'è un servizio informatico Si
faccia dire le cose con le parole della verità, non è vero che non
c'è l'allarme, la situazione è ben altra: è l'arroganza Che
caratterizza alcuni, essere convinti di essere intoccabili perché
appartengono ad una posizione politica, perché hanno la vostra
protezione, è questa la cosa grave Perché lei qui avrebbe dovuto
dire sì, hanno sbagliato e stiamo provvedendo, anzi, l'abbiamo già
fatto
Con comodità, Assessore, lei l'ha avuto, noi l'abbiamo mandata
subito, e quello che lamentiamo in genere è la lentezza con cui si
risponde alle interrogazioni, ma le aggiungo, io le ho scritto una
lettera nel marzo del 2025, e poi l'ho ripetuta nel maggio, nel
luglio e lei non ha dato risposta.
Lei non è padrone dei beni culturali in generale, lei siede in una
sede in rappresentanza, perché l'ha nominato il Presidente. E lei
deve rispondere ai siciliani e deve rispondere a noi In Aula, noi
le abbiamo chiesto di interloquire su una cosa importante, nel
passato un tale assessore, sempre della sua appartenenza politica
aveva fatto un affidamento, una concessione di un bene, questo a
cui facciamo riferimento, è scaduto.
Qual è la legge che prevede la prorogatio? Me la dica lei, me la
dica lei qual è la legge che prevede la prorogatio. Non c'è
prorogatio La Costituzione parla di ben altro; di seguire la
legalità, di dare la possibilità di interlocuzione a tutti, di
avere prontezza di quelli che possono essere, innanzitutto, i
benefici di un intervento pubblico rispetto all'interesse del
privato.
Ecco perché, Presidente, noi sollecitiamo, non c'è bisogno che si
muova assessore, le cose gliele sto dicendo con chiarezza e noi
vogliamo su questo risposte. Glielo sto dicendo in Aula. Lo so che
ora lei con i suoi Uffici cercherete di venire incontro, non
all'esigenza, alla vendetta, come cercare di non fare, come cercare
di inseguire l'interesse di qualche amico, ma noi lo aspettiamo,
siamo qui Presidente. Le dico che ora tenteranno la vendetta perché
loro non possono acconsentire che ci sia la critica, perché sono
intoccabili ed è questo quello che sta determinando il
deterioramento delle nostre istituzioni.
Ecco perché, Presidente, le confermo la mia totale insoddisfazione
su questi temi. Se l'Assessore non darà risposta - glielo
preannuncio - interverrò ogni giorno che ci sarà Aula, nella
richiesta dell'ordine dei lavori e interverrò alla fine per
ripetere sempre che c'è arroganza da parte di un partito politico
che fa parte di questa coalizione e il modo di procedere da parte
dell'Assessorato ai beni culturali non è per nulla istituzionale ma
soltanto di parte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone, che si dichiara non
soddisfatto.
Comunico che la Commissione IV e la Commissione V sono autorizzate
ad andare avanti con i propri lavori.
Sull'ordine dei lavori
GIAMBONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Onorevoli colleghi, come ella sa, Presidente, in questa
fase, in questo giorno sono riunite un po' tutte le Commissioni per
procedere appunto all'esame degli emendamenti alla legge di
stabilità. Attesa questa considerazione e premessa dovuta, è ovvio
che nel momento in cui siamo stati avvisati dell'avvio dell'Aula,
nei limiti del possibile, i colleghi si sono spostati dalle
Commissioni dove stavano prestando la loro attività.
Per cui io ritengo che, appunto, al fine di conciliare al meglio i
lavori delle Commissioni e i lavori di quest'Aula perché comunque
tutti siamo interessati non solo a seguire i lavori delle
Commissioni ma anche alle interrogazioni che attendiamo, in alcuni
casi da mesi, ritengo che sia ragionevole, Presidente, giacché i
colleghi sono qui in Aula, riprendere quelle due, tre
interrogazioni che all'inizio sono state, per così dire,
trasformate in forma scritta al fine di permetterne la trattazione.
Poi, credo che sia l'intendimento comune, anche da parte della
collega che adesso vorrà intervenire, magari le potrà rappresentare
la sua esigenza.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, facciamo in questo modo anche
perché, io ho anche l'esigenza di proseguire i lavori d'Aula e i
Presidenti delle Commissioni mi hanno chiesto di lavorare in
contemporanea all'Aula.
Le risposte sono state formulate in forma scritta, l'Assessore può
dare all'Aula stessa una copia così da distribuirla ai colleghi e,
a fine elenco delle interrogazioni, posso darvi la parola per
intervenire sull'interrogazione a risposta scritta che comunque
avrete e potete leggere, quindi comunque la risultanza che
l'assessore doveva leggere in Aula potete benissimo osservarla e,
ribadisco, a fine elenco delle interrogazioni, vi darò la parola
per poter intervenire e dire se vi ritenete soddisfatti o meno.
Si passa all'interrogazione n. 1447 "Chiarimenti in ordine alla
ristrutturazione e riapertura di Palazzo Mirto a Palermo".
SAVERINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Presidente, però, c'è anche un fatto, che la Commissione
non si è completata. Uno, non siamo stati avvisati che l'Aula era
iniziata perché, a un certo punto, facevamo sospendere un attimo e
venivamo. Io mi ritrovo dopo due anni che aspetto delle
interrogazioni, ora io sono rientrata ma devo riscendere sotto
perché la Commissione è ancora in corso con gli assessori e stiamo
cercando di lavorare sulla finanziaria.
Quindi, non è che dice: "Io so quando finirete e posso risalire ad
intervenire", mi sembra assurdo che dopo, sugli ecomusei, sono due
anni che aspetto una risposta e noi, oggi, non abbiamo ancora
nessun tipo di risposta, ora devo scendere, dopo ci sarà
un'interrogazione su "Agrigento capitale della cultura" e io mi
ritroverò un'altra volta assente. Mi sembra veramente assurdo.
PRESIDENTE. Colleghi, l'Aula è stata convocata per le 15.00, i
Presidenti di Commissione mi hanno chiesto di lavorare in
contemporanea e la Presidenza ha concesso di poter lavorare in
contemporanea con i lavori d'Aula; ciononostante ho detto al
collega Giambona che per l'interrogazione che si considera
presentata con richiesta di risposta scritta, ne potete prendere in
visione e poi vi farò intervenire a margine delle interrogazioni,
dichiarando se siete soddisfatti o meno della risposta, però è
chiaro che l'Aula deve andare avanti, indipendentemente dai lavori
delle Commissioni.
Riprende lo svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno,
di interrogazioni e interpellanze della Rubrica Beni culturali e
identità siciliana
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1447 Chiarimenti in
ordine alla ristrutturazione e riapertura di Palazzo Mirto a
Palermo , a firma dell'onorevole Figuccia, che si considera
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1476 Notizie in merito alla
chiusura del Museo archeologico ibleo di Ragusa nei giorni feriali
del 3 e 4 gennaio 2025 per mancanza di personale , a firma
dell'onorevole Schillaci ed altri. L'onorevole Campo la fa sua.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Grazie, signor Presidente, allora, l'interrogazione n. 1476
presentata dall'onorevole Roberta Schillaci ed altri, riguarda la
chiusura del Museo archeologico ibleo di Ragusa nei giorni feriali
del 3 e 4 gennaio 2025, dovuta alla temporanea indisponibilità del
personale. In merito si riportano di seguito gli elementi
informativi acquisiti dagli uffici dipartimentali competenti.
In data 3 gennaio 2025, la Direzione del Parco archeologico ha
ricevuto comunicazione di congedo straordinario per malattia da
parte del dipendente in servizio presso il Museo ibleo, unica unità
di ruolo presente, coadiuvata da personale ASU; a seguito di tale
assenza si è provveduto a contattare il personale del Parco in
congedo ordinario, per valutare una possibile sostituzione, senza
tuttavia ottenere riscontri positivi.
Si evidenzia inoltre che nelle stesse giornate il restante
personale di ruolo era impegnato a garantire l'apertura degli altri
quattro siti afferenti al Parco.
Premesso quanto sopra, si ritiene opportuno sottolineare come la
dotazione organica dell'Amministrazione regionale, già da tempo
oggetto di progressiva riduzione, per effetto del collocamento in
congedo o in quiescenza di personale qualificato, abbia risentito
dei vincoli imposti dalla normativa vigente, in particolare in
ambito finanziario, tali limitazioni hanno continuato ad ostacolare
il tempestivo reintegro delle professionalità necessarie, solo
parzialmente emigrato dalle recenti procedure concorsuali.
È evidente pertanto che le cause strutturali di tale situazione
non siano riconducibili all'attuale Governo regionale, né allo
scrivente, ma vadano ricercate nelle scelte gestionali pregresse,
più volte oggetto di discussione in sede parlamentare.
Ciononostante si ribadisce la volontà di affrontare con
determinazione le criticità segnalate, attraverso il massimo
impegno degli uffici dipartimentali, anch'essi colpiti da un
significativo esodo di personale, per colmare le carenze organiche
e garantire una gestione ordinaria ed efficiente dei siti
culturali, prevedendo disservizi che possano compromettere la
funzionalità dell'amministrazione.
Con riferimento alle funzionalità dell'amministrazione, lo
scrivente ha già sollecitato il Direttore generale del Dipartimento
beni culturali a predisporre una ricognizione volta a quantificare
il fabbisogno del personale, includendo anche l'ipotesi di un
percorso concorsuale straordinario. In tale contesto, si rinnova la
fiducia nel sostegno dell'onorevole interrogante, il cui percorso
parlamentare, contraddistinto da competenza e sensibilità
istituzionale, rappresenta una risorsa preziosa per promuovere in
spirito di leale collaborazione tra Governo e Parlamento interventi
mirati al superamento delle criticità evidenziate.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per dichiararsi
soddisfatta o meno della risposta fornita dall'assessore.
CAMPO. Grazie, Presidente, Assessore, mi spiace ascoltare che lei
ritiene che l'amministrazione regionale non abbia alcuna
responsabilità per i disservizi del Museo archeologico ibleo, in
quanto lo stesso è un museo regionale e quindi penso che, invece,
bisogna metterci la faccia.
Io, assessore, le ho chiesto più e più volte anche di venire a
Ragusa, per fare un sopralluogo, anche a fronte di tante
segnalazioni che ho fatto per questo museo, dove mancano le cose
più elementari, come Internet, come le insegne in lingua, il
riscaldamento, i telefoni, i bigliettini sono datati Non è solo un
problema Mancano le telecamere di videosorveglianza,
l'abbattimento delle barriere architettoniche, il museo è sotto
strada, potrebbe essere pubblicizzato al piano superiore, nella via
principale della città, con una tabella segnaletica, che manca
pure Non è solo un problema di personale: il problema del
personale è uno dei tanti problemi. Molte volte non ci sono neanche
le illuminazioni all'interno delle teche che espongono dei reperti
preziosissimi, perché sono dei reperti storici ritrovati a
Kamarina.
Già queste cose le abbiamo segnalate tante volte e lei aveva più
volte chinato il capo, dicendo che sarebbe venuto a fare un
sopralluogo. Non l'ho mai vista al Museo archeologico regionale.
E questa interrogazione è anche un po' datata, perché il Museo è
rimasto chiuso all'improvviso per mancanza di personale anche ad
agosto, anche a luglio, che sono i mesi in cui c'è il massimo picco
di fruizione turistica in provincia, semplicemente perché c'è un
solo dipendente regionale; tutti gli altri sono ASU. Abbiamo
chiesto più volte, visto che non si riesce a reperire la
disponibilità di altri dipendenti da altri siti archeologici in
provincia, anche di stabilizzare questi ASU visto che qui abbiamo
anche approvato la normativa.
Ecco, non c'è stato nessun interesse e nessuna volontà di cercare
di dare un po' di dignità a questo museo, che è un contenitore di
reperti importantissimi non solo per la provincia iblea, ma per la
Regione tutta.
Fra l'altro io le dico, assessore, che ho dovuto fare anche una
denuncia al Nucleo speciale dei Carabinieri di Siracusa, perché
mancavano le telecamere di sorveglianza, perché nei magazzini e nei
cassetti che custodiscono i reperti mancava anche un minimo di
protezione per evitare che qualcuno potesse trafugare degli
oggetti; ci sono dei collegamenti con l'albergo soprastante, quindi
si potrebbero tranquillamente anche fare delle azioni dannosissime
per il nostro patrimonio culturale. Ho dovuto fare questa denuncia
e a fronte di questo non abbiamo visto un benché minimo interesse.
Il suo unico interesse è stato cambiare il nome al Museo, mettendo
il nome di un ex fascista, Biagio Pace, quando il Museo è stato
voluto da Antonino Di Vita e, quindi, ci aspettavamo che venisse
dedicato a lui.
Io penso che ci sia una mancanza di attenzione e cura assoluta per
questo Museo archeologico regionale e continuerò a segnalarlo
all'infinito. Non mi stancherò mai, perché la città di Ragusa
merita di poter valorizzare il proprio patrimonio, merita dignità.
Quindi mi dichiaro chiaramente insoddisfatta.
PRESIDENTE. Grazie all'onorevole Campo, che si dichiara non
soddisfatta.
Si passa all'interrogazione n. 1566 "Notizie sullo stato di
avanzamento del CIS Centro storico di Palermo", a firma
dell'onorevole Varrica. Si considera presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1572 "Notizie in merito alla tutela
e alla valorizzazione dell'ex Convento di Santa Maria di Mili di
Messina", a firma dell'onorevole Leanza ed altri. Si considera
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1589 "Chiarimenti ed intendimenti
circa la vicenda della riduzione degli spazi destinati al ricordo
della strage di Portella della Ginestra all'interno del Museo della
Cultura Arbereshe", a firma dell'onorevole Giambona ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana. Grazie, signor Presidente. Le interrogazioni n. 1589, a
firma dell'onorevole Giambona, e n. 1590, a firma dell'onorevole
Chinnici, sono volte rispettivamente ad acquisire chiarimenti ed
intendimenti circa la vicenda della riduzione degli spazi destinati
al ricordo della strage di Portella della Ginestra all'interno del
Museo della Cultura Arbereshe e notizie in merito alla sezione
espositiva dell'eccidio di Portella della Ginestra presso il museo
civico di Piana degli Albanesi.
In considerazione della sostanziale omogeneità dei contenuti, si
ritiene opportuno trattarle congiuntamente, ove non vi siano
obiezioni.
Al riguardo, si rappresenta: preliminarmente che il Museo civico
Nicola Barbato, situato nel centro storico del comune di Piana
degli Albanesi, è un edificio di proprietà comunale sottoposto a
tutela monumentale ope legis, in quanto ha sede in un edificio
costruito nel 1715 e compreso all'interno del complesso monumentale
Ex oratorio di rito greco-bizantino San Filippo Neri; che dal 2001
l'immobile ha la destinazione d'uso di mostra permanente della
cultura, della storia e delle caratteristiche naturalistiche del
territorio di Piana degli Albanesi; che sin dalla sua istituzione,
la peculiarità del suddetto Museo è stata quella di illustrare i
vari aspetti storici, socio-culturali ed ambientali del territorio,
attraverso l'esposizione di beni culturali della tradizione
albanese afferenti alla civiltà contadina e, inoltre, all'interno
delle tre sale, in una raccolta di documenti storici, relativi alla
strage di Portella della Ginestra.
Al tempo stesso, occorre fare presente che il sito con la
denominazione Portella della Ginestra è inserito, dal 15
settembre 2010, al n. 132 del Registro delle eredità immateriali di
Sicilia dell'Assessorato regionale ai beni culturali, decisione che
è stata assunta dal Governo regionale per preservare e valorizzare
tale specifico sito culturale, finalizzato alla protezione ed alla
promozione di quella peculiarità identitaria definita, in via
esclusiva, di quel territorio.
Si rappresenta altresì che il memoriale di Portella della Ginestra
di proprietà, come innanzi riferito, del Comune di Piana degli
Albanesi, con decreto dirigenziale in servizio 3459 dell'8
settembre 2023, è stato dichiarato di interesse culturale
particolarmente importante, ai sensi dell'articolo 10, comma 3,
lettera del decreto legislativo 42 del 2004 del Codice dei beni
culturali, sia per il suo radicamento della tradizione storica, sia
quale documento emblematico dell'identità e della struttura
istituzionale collettiva. Rappresenta, infatti, un importante
presidio culturale ed è fortemente caratterizzato da una identità
sociale e radicata, svolgendo un ruolo essenziale nella
conservazione della memoria collettiva e nella promozione della
coesione, grazie al suo distintivo valore civico e al senso di
appartenenza che genera.
Nel rispetto delle normative vigenti, che prevedono la preventiva
autorizzazione da parte della Soprintendenza per qualsiasi modifica
dell'allestimento originale del Museo e al fine di consentire una
valutazione accurata dei contenuti delle opere e delle modalità
espositive, si segnala che la Sovrintendenza ai beni culturali e
ambientali di Palermo ha chiesto già, in data 17 aprile 2025,
all'Amministrazione comunale di Piana degli Albanesi informazioni
dettagliate, con l'obiettivo di ricondurre la questione entro il
corretto iter procedurale e garantire la piena conformità al quadro
normativo di riferimento.
In data 16 settembre 2025, il predetto Ufficio dipartimentale, nel
ribadire che eventuali variazioni all'allestimento originale devono
essere sottoposte alla preventiva autorizzazione ai sensi del
decreto legislativo 42/2004, ha reiterato la richiesta di
chiarimenti e di trasmettere la relativa documentazione
amministrativa e fotografica. Ad oggi, si è ancora in attesa di
riscontro da parte del Comune di Piana degli Albanesi.
La valutazione delle proposte, da parte della Sovrintendenza,
potrà essere effettuata unicamente sulla base di un progetto
coerente e ben articolato, predisposto dall'Amministrazione
comunale di Piana degli Albanesi, al quale compete il compito di
individuare le soluzioni più appropriate, in risposta alle esigenze
espresse. In tale quadro si confida nel fattivo sostegno degli
onorevoli interroganti, la cui esperienza parlamentare e
sensibilità istituzionale costituiscono un apporto significativo
per promuovere, nel segno di una leale cooperazione tra Governo e
Parlamento, e intervenire in attività risolutive finalizzate al
superamento delle criticità emerse.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. La risposta è congiunta
all'interrogazione n. 1590.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta fornita dall'assessore.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato, con
particolare attenzione, la risposta fornita dall'assessore sulle
nostre interrogazioni, aventi ad oggetto il Museo "Nicola Barbato"
di Piana degli Albanesi.
Noi tutti abbiamo consapevolezza dell'ampio, notevole valore
simbolico, ideologico di Portella della Ginestra, simbolo di
liberazione sociale e di emancipazione. E, appunto, considerato
questo notevole rilievo, abbiamo ritenuto opportuno, anche alla
luce delle segnalazioni che ci sono state fornite non solo dai
consiglieri comunali di Piana degli Albanesi ma anche
dell'associazione Portella della Ginestra, portare avanti questo
atto ispettivo, assessore, e dalla risposta che lei ci fornisce
continuano a permanere dei forti dubbi non in ordine, naturalmente,
a quello che è il lavoro svolto dall'Assessorato che lei
sovrintende, ma da ciò che in effetti sarebbe stato svolto a monte.
Nello specifico, per chi ci sta seguendo, questo museo che è stato
oggetto di lavori importanti, a seguito di un finanziamento
attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha visto uno
stravolgimento, vero e proprio, in ordine a quelle che erano le
sale preesistenti, in cui veniva rappresentata in maniera compiuta
quella che è la strage di Portella della Ginestra, quindi ben due
sale.
A seguito di questa rivisitazione - la cosa che noi riteniamo
essere grave e inconcepibile - è che oltre ad esservi diverse
inesattezze nella ricostruzione grafica, le stesse vengono
riportate adesso in due semplici pannelli: quindi, da due sale, si
è ricondotta l'esposizione della strage di Portella della Ginestra
in due pannelli, oltre a presentare delle importanti inesattezze.
Questo, naturalmente, ha fatto andare su tutte le furie, non solo
coloro che sono attenti rispetto alla storia di Portella della
Ginestra, di ciò che rappresenta, ma anche l'associazione stessa di
Portella. Ebbene, dalla ricostruzione dell'assessore - che oggi
ringrazio - sembrerebbe che a seguito delle interlocuzioni avviate
con l'Amministrazione comunale, la prima del 17 aprile del 2025 con
la quale è stato chiesto riscontro di queste modifiche, ancora a
tutt'oggi non si ha alcun riscontro rispetto alle modifiche di
quello che è un bene di natura immateriale di interesse culturale
importante - così lei lo ha definito - le cui modifiche devono
essere oggetto di una preventiva valutazione da parte della
Sovrintendenza.
Ecco, modifiche che, da quel che posso capire, non sono state
autorizzate, sembrerebbe, o quanto meno l'interlocuzione con
l'Amministrazione comunale non ha permesso ancora di comprendere,
se le modifiche siano state preventivamente autorizzate.
Io credo che questo Presidente ora, al netto di quello che è il
confronto con l'Assessore, faccia emergere un fatto, ancor più
grave: l'assessore per i beni culturali della Regione siciliana
chiede a un ente locale notizie su un bene, su una entità di natura
immateriale di così rilevante importanza e, ancora, a tutt'oggi,
non si è chiuso il percorso volto a certificare quelle che sono le
ragioni di questa nostra interrogazione. Quindi questo è un fatto
oltremodo grave, perché non permette ai parlamentari di
quest'Assemblea di acquisire consapevolezza rispetto a quello che è
stato il percorso portato avanti e non c'è nemmeno il rispetto nei
confronti del Governo della Regione siciliana.
Quindi, io, naturalmente, seppur mi dichiaro, per così dire,
parzialmente soddisfatto rispetto a quella che è la risposta
fornita dall'assessore, ritengo che la complessiva ed esaustiva
risposta non potrà che aversi a seguito dell'interlocuzione che si
concluderà, in qualche maniera, con l'Amministrazione comunale di
Piana degli Albanesi e, quindi, potrà dare le dovute e legittime
informazioni circa la preventiva autorizzazione da parte della
Sovrintendenza, appunto, del Museo Nicola Barbato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
Ovviamente, abbiamo unificato le risposte delle interrogazioni,
quindi la sua replica vale anche per l'altra interrogazione.
L'onorevole Giambona si dichiara parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1637 Notizie urgenti sulle
iniziative per il recupero e la tutela del 'Trittico di Leonforte'
attribuito al Beato Angelico, recentemente venduto all'asta in
Svizzera , a firma dell'onorevole La Vardera.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Grazie, signor Presidente, a tal riguardo appare opportuno
rappresentare, brevemente, che fino all'anno 1975 gli interventi
nella Regione siciliana in materia di beni culturali erano
complementari all'attività esercitata dalla Direzione generale
delle antichità e delle belle arti del Ministero della pubblica
istruzione e delle Sovrintendenze, che appunto operavano in qualità
di organi periferici del Ministero.
Solo con l'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
numeri 635 e 637, entrati in vigore il 1 gennaio del 1976,
l'Amministrazione regionale esercita in Sicilia tutte le
attribuzioni degli organi centrali e periferici dello Stato e
adotta tutti gli atti previsti dalla legge di tutela.
Restano, tuttavia, ancora oggi subordinate al nulla osta del
Ministero per i beni culturali le licenze di espropriazione.
Quanto sopra è stato rappresentato in via preliminare per
collocare correttamente le competenze dell'Assessorato regionale
dei beni culturali all'epoca dell'emissione del provvedimento
tutorio notificato ai proprietari Li Destri in data 2 marzo 1910 e
del successivo decreto ministeriale di revoca del 20 febbraio del
1975.
Ciò detto, passando ora a trattare l'articolata e complessa
vicenda storica del dipinto raffigurante il Giudizio universale,
proveniente da Leonforte, risulta che gli Uffici dipartimentali, in
occasione della recente vendita all'asta in Svizzera, con nota del
7 marzo 2025, hanno provveduto a informare il Comandante dei
Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale circa la nuova
asta giudiziaria, anche al fine di valutare le possibili azioni da
porre in essere ove risultasse che il bene fosse fuoriuscito dal
territorio nazionale illegalmente.
Con nota del 10 marzo 2025, la Soprintendenza dei beni culturali
ambientali di Enna, in merito alla possibile attivazione del
procedimento di dichiarazione di interesse culturale, ai sensi del
decreto legislativo 22 gennaio 2024 n. 42 e successive modifiche,
ha evidenziato l'assenza di competenza amministrativa in quanto il
dipinto oggi oggetto della segnalazione risulta di proprietà
privata ubicata al di fuori del territorio nazionale.
In merito alla opportunità di acquisire il dipinto, in
considerazione della volontà manifestata dal Comune di Leonforte di
partecipare all'asta programmata in Svizzera per il giorno 11 marzo
2025, la Sovrintendenza ai beni culturali e ambientali di Enna,
nello spirito di leale collaborazione tra amministrazioni, ha
fornito al Comune di Leonforte, in data 24 febbraio 2025, il
favorevole parere tecnico-scientifico finalizzato all'acquisizione
del dipinto in parola da parte dello stesso Comune.
Si apprese, in seguito, dagli organi di stampa che l'opera è stata
aggiudicata all'asta per 700 mila franchi svizzeri, nonostante il
tentativo del Ministero della Cultura di bloccare la vendita,
revocando con nota n. 8512 del 10 marzo 2025 l'attestato di libera
circolazione emesso nel 2016 dall'Ufficio esportazione di Pisa. Ad
aggiudicarselo è stata l'Art Gallery di Balerna, dove l'asta si era
tenuta.
In merito alla possibilità di introdurre ulteriori misure
restrittive per la salvaguardia del patrimonio culturale alla
prevenzione dell'import-export illecito, si evidenza che tali
strumenti sono già disciplinati da un quadro legislativo
consolidato sia interno che internazionale, fondato sulla
cooperazione tra Stati. In particolare, si fa riferimento alla
direttiva 2014/60/UE del Parlamento europeo e del Consiglio,
relativa alla restituzione dei beni culturali usciti illecitamente
dal territorio di uno Stato membro, che ha introdotto disposizioni
che consentono agli Stati membri dell'Unione Europea di ottenere la
restituzione nel loro territorio dei beni culturali usciti in
violazione delle misure nazionali.
Il Regolamento 116/2009 del Consiglio relativo all'esportazione
dei beni culturali garantisce controlli uniformi alle frontiere
esterne dell'Unione Europea subordinando le esportazioni alla
presentazione di una licenza.
Le persone fisiche possono ottenere tale documento tramite le
autorità competenti degli Stati membri. Tale documento è valido in
tutta la Comunità europea; il Regolamento 2019/880 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019, relativo
all'introduzione e all'importazione dei beni culturali, stabilisce
inoltre norme sull'importazione dell'Unione Europea dei beni
culturali esportati dal loro paese di origine.
In ultimo, il più importante di questi strumenti è la Convenzione
Unesco del 1970, concernente le misure da adottare per interdire e
impedire l'illecita importazione-esportazione e trasferimento di
proprietà dei beni culturali.
Tuttavia l'assenza di un diritto reale da parte dello Stato
italiano e della Regione siciliana sul bene in oggetto, conseguente
al decreto ministeriale del 20 febbraio 1975, che ha revocato il
vincolo di tutela, nonché il rilascio dell'attestato di libera
circolazione da parte dell'Ufficio esportazione di Pisa del
Ministero della cultura non consente di attivare un'azione di
restituzione nei confronti della Svizzera.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
La Vardera per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
fornita dall'assessore.
LA VARDERA. Signor Presidente, grazie assessore per la sua
esposizione, posto e comprendendo, diciamo, il suo punto di vista,
resta un fatto: la Regione siciliana ha perso un quadro di un
valore inestimabile, di un pittore veramente conosciuto a livello
mondiale e abbiamo perso un'occasione, cioè quella di affermare il
sacrosanto diritto che i beni culturali della nostra Regione non
possono essere in quarto, sesto o quinto piano, ma devono essere
messi al centro della politica regionale. Perché sapere che questo
Beato Angelico adesso è andato in Svizzera - da quello che risulta
anche dagli organi di stampa - è una sconfitta per la politica,
tutta, e lo dico, assessore, veramente, diciamo, con estrema
convinzione.
Noi, ad oggi, abbiamo, come dire, avevamo l'opportunità di avere
un quadro e questo tema apre un altro grande tema: quello della
tutela del patrimonio artistico della nostra Regione.
Sembra che la tutela del patrimonio artistico della nostra Regione
non interessi praticamente più alla politica perché con l'arte e
con la cultura qualcuno ancora è convinto che non si può fare
turismo, anzi il turismo è propedeutico all'arte e alla cultura.
Vedere questo fatto e questo rimane al di là della risposta, io
comprendo i tecnicismi, comprendo la burocrazia, comprendo la sua
risposta, comprendo anche la buona volontà nel cercare di dare una
soluzione al problema, resta un fatto ineluttabile: quel quadro era
a Leonforte, era a disposizione dei cittadini - non solo di
Leonforte, ma della Regione siciliana, perché era un bene di
riferimento della nostra Regione siciliana -, quel bene oggi non è
più in Sicilia, è in Svizzera
Allora, al di là delle responsabilità politiche o meno, il fatto è
che abbiamo perso, abbiamo perso un bene straordinario che poteva
essere attrattiva anche per una provincia, quella di Enna, che oggi
fa molta fatica in tema di turismo, nonostante abbia tutte le carte
in regola per essere centrale nel dibattito regionale. Lo è perché,
ricordiamo, ha dei parchi archeologici, ha dei grandi musei Potrei
parlare per ore della grande opportunità - forse meglio di me
l'onorevole Venezia, ovviamente ennese - che porta a questa
comunità Però è un fatto: abbiamo perso questo quadro, questo
quadro è in Svizzera, bastava mettere a disposizione dei denari,
che secondo me erano ben spesi, noi di soldi sprecati e spesi male
ne facciamo anche tanti...
Quindi, la preghiera, assessore, è di tentare in tutti i modi di
recuperare questo quadro. È questo il tema: tentare in tutti i
modi, anche con, avete... assessore, sa, voi siete in un momento
storico unico nella storia della politica del centrodestra, avete
gli astri allineati, avete Ministri, avete Presidente del
Consiglio, Presidente di Regione, siete il partito che governa
l'Italia e la Regione Avete l'obbligo di dare risposte ed essere
consequenziali al ruolo di governo che avete su tutti i piani
istituzionali
E non basta dire: "ci abbiamo provato". Qua dobbiamo riportare E
questa è una sfida, assessore Scarpinato
Se vorrà essere ricordato ai posteri per il suo impegno da
assessore per i beni culturali, prenda questa battaglia, la faccia
sua Io sarò al suo fianco per recuperare questo quadro. Potrà
essere ricordato come l'assessore che è riuscito a riportare la
nostra Gioconda a casa
Ecco, questa è la nostra Gioconda Quel quadro rappresenta e
poteva rappresentare una opportunità di riportarcela Ce l'hanno
rubata i francesi, in questo caso gli svizzeri - rubata,
ovviamente, è un eufemismo - dobbiamo riportarla a casa
Mettiamoci nelle condizioni di potere andare in quella direzione
e, solo per lo sforzo, oggi mi dico, comunque, parzialmente
soddisfatto.
Potrei essere fortemente soddisfatto, se questo quadro tornerà e
magari lo portiamo in questa Assemblea, per dare l'opportunità -
qua ne fanno tante di mostre - e poi lo portiamo in provincia di
Enna, ma facciamo qualcosa: riportiamo il Beato Angelico a casa
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera, che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1667 "Intendimenti in ordine al
furto del busto in bronzo di Vincenzo Florio Jr.", a firma
dell'onorevole Giambona ed altri, che si considera presentata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1710 "Iniziative per il rilancio
dell'evento 'Agrigento Capitale della Cultura 2025", a firma
dell'onorevole Saverino ed altri. Anche questa, si considera
presentata con richiesta di risposta scritta. È conclusa la Rubrica
relativa all'Attività ispettiva dell'Assessorato beni culturali ed
identità siciliana.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
VENEZIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Prego, onorevole. Ne ha facoltà. A seguire, vi darò
comunicazione sulla riconvocazione della prossima seduta d'Aula.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Scarpinato, io vorrei cogliere questa occasione di averla
quest'oggi con noi in Aula per sollecitare il suo Assessorato - ma
so che su questo aspetto c'è già una certa sensibilità - su un tema
che reputiamo assolutamente importante e cioè la carenza di figure
specialistiche nel settore dei beni culturali in Sicilia sia
all'interno delle Soprintendenze, sia per quanto riguarda
l'attività gestionale dei Parchi, sia per quanto riguarda i musei e
le biblioteche regionali.
La Regione è riuscita a fare dei passi in avanti sotto il profilo
del finanziario, si è passati da un disavanzo di 4 miliardi di euro
- tre esercizi finanziari fa - ad un avanzo di più di 2 miliardi
di euro, questo ci pone nelle condizioni anche di rivedere
l'assetto burocratico e organizzativo e ci porta anche a tentare di
fare una programmazione con una certa serenità finanziaria, anche
perché molti dipendenti regionali stanno andando in pensione e il
tema del ricambio diventa non solo attuale ma assolutamente
indispensabile.
Abbiamo visto gli ultimi documenti di programmazione del
fabbisogno del personale, è stato inserito nei ruoli
dell'Assessorato della funzione pubblica il tecnico archeologo,
adesso serve una spinta in più, non si possono assumere solo,
diciamo, amministrativi - funzionari, ovviamente, di cui c'è
bisogno all'interno dei dipartimenti, per carità, ma c'è la
necessità di volgere lo sguardo ai tecnici dei beni culturali,
dagli archeologi, agli archivisti, ai bibliotecari, agli storici
dell'arte e io mi permetto di chiedere in quest'Aula che ci sia
un'attenzione particolare verso questo aspetto, perché se il tema
della gestione della tutela e della valorizzazione dei beni
culturali è un tema centrale e prioritario non solo per il Governo
ma per tutti i siciliani, reputiamo che occorre essere
consequenziali. Anche perché le sfide che ci pongono questi temi
hanno la necessità di essere portate avanti da figure
specialistiche, le Sovrintendenze che devono rilasciare pareri sul
vincolo paesaggistico piuttosto che sulla questione delle indagini
archeologiche ove necessitano di figure che siano in grado di fare
questo lavoro specialistico: e proprio per questo io faccio un
appello affinché, da qui ai prossimi mesi, si possano creare le
condizioni per assumere all'interno della Regione siciliana queste
figure tecniche relative ai beni culturali.
Per quanto riguarda, invece, l'interrogazione che ha fatto il
collega La Vardera e che anche io avevo sollecitato nei mesi scorsi
e, cioè, la possibilità di far ritornare in Sicilia il dipinto del
Beato Angelico, ho seguito, ovviamente, tutta la vicenda; ho anche
seguito l'intervento del Ministero dei Beni culturali e ci risulta,
dopo aver parlato anche con l'Amministrazione civica di Leonforte,
che ha seguito passo passo tutte le vicende, che ci sono ancora
oggi le condizioni per fare ritornare questo dipinto in Sicilia.
Ecco, da questo punto di vista, serve un'azione coordinata, io le
chiedo di fare due passaggi nei prossimi giorni: il primo passaggio
è quello di convocare il sindaco del Comune di Leonforte, il quale
ha seguito la vicenda in Svizzera, è nelle condizioni di poter,
come dire, fare un quadro attuale e concreto su quale potrebbe
essere il percorso, anche perché è stato investito il Ministro dei
Beni culturali. Successivamente, le chiedo, visto che stiamo
discutendo in queste ore e nelle prossime settimane della legge di
stabilità, di predisporre una norma che possa portare alla
creazione di un fondo regionale, che possa essere utilizzato nel
tempo per l'acquisto di beni culturali, patrimonio storico-
artistico, che si trova o fuori dalla Sicilia o all'estero e che,
per il suo stesso valore storico-artistico, ma anche identitario,
possa avere, come dire, quella rilevanza in grado di farlo
rientrare.
Io credo che questa sia una proposta di buon senso che, come dire,
sosterrò convintamente laddove si dovesse portare avanti in
Commissione Bilancio , anche perché negli anni precedenti ci
siamo, come dire, resi protagonisti anche di un'operazione simile
con la Madonna del Soccorso, del XV secolo, una scultura
pregevolissima che si trovava, appunto, nella città di Nicosia ma
poi andò all'asta e riuscimmo a bloccarla e a farla rientrare,
attraverso quello, che molti definiscono un emendamento
territoriale, ma di cui noi andiamo particolarmente orgogliosi.
Fare invece una norma generale, che consiste nel creare un fondo
per queste finalità, io credo che sia un atto di buon senso che
possa contribuire, oggi per il Beato Angelico, domani per altre
opere importanti che sono fuori e che provengono dalla Sicilia, per
arricchire l'offerta culturale e, quindi, anche il rilancio
turistico della nostra Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
Colleghi, vi comunico, così come abbiamo stabilito nella
Conferenza dei Capigruppo del 28 ottobre 2025, che l'Aula viene
riconvocata martedì 9 dicembre per incardinare la legge di
stabilità, con termine, poi, degli emendamenti, fissato all'11
dicembre 2025.
Se ci dovessero essere ulteriori modifiche, eventualmente, poi ci
sarà una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che
comunicherà per l'appunto tali eventuali modifiche.
Il 9 dicembre vi ricordo che, oltre ad incardinare la legge di
stabilità, faremo anche la discussione generale.
La seduta è tolta alle ore 16.07 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XIX SESSIONE ORDINARIA
216a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 9 dicembre 2025 - ore 15.00 (*)
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2026/2028 (n. 1029)
2) Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 (n.
1030)
(*) Ferma restando la convocazione in sessione ordinaria già
fissata per il giorno 9 dicembre 2025, l'Assemblea regionale
siciliana è convocata in seduta straordinaria, con carattere
d'urgenza, per mercoledì 26 novembre 2025, alle ore 11:00, con
il seguente ordine del giorno: Comunicazioni. (cfr. Resoconto
stenografico della seduta n. 216, straordinaria con carattere
d'urgenza, del 26 novembre 2025)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.11
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Leanza.
L'Assemblea ne prende atto.
della VI Commissione
Comunicazione di autosospensione dell'onorevole Pace
da componente della VI Commissione
PRESIDENTE. Do lettura della nota dell'11 novembre 2025,
dell'onorevole Pace, che ha come oggetto l'autosospensione da
componente:
«Il sottoscritto onorevole Carmelo Pace comunica con la presente
la propria autosospensione da componente della VI Commissione
parlamentare legislativa permanente Salute, Servizi Sociali e
Sanitari ».
L'Assemblea ne prende atto.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno,
di interrogazioni e interpellanze della Rubrica
Beni culturali e identità siciliana
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni e interpellanze della Rubrica Beni
culturali e identità siciliana .
L'assessore è presente in Aula.
Si passa all'interrogazione n. 1348 "Chiarimenti in merito
all'affidamento degli incarichi di direzione dei musei e Parchi
archeologici", a firma dell'onorevole Giambona ed altri. La
trasformiamo in interrogazione con richiesta di risposta scritta,
in accordo tra le parti.
Si passa all'interrogazione n. 1392 "Interventi volti ad
incrementare le risorse destinate a dare attuazione alle finalità
di cui alla legge regionale numero 16 del 2 luglio 2014
Istituzione degli ecomusei della Sicilia", a prima firma
dell'onorevole Saverino ed altri. Anche questa la trasformiamo in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1414 "Chiarimenti in merito alla
chiusura di locali del comune di Militello Val di Catania da parte
del Parco archeologico e paesaggistico di Catania", a prima firma
dell'onorevole Burtone ed altri. Ha facoltà di intervenire
l'Assessore per rispondere all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Grazie, Presidente.
Signori onorevoli, l'interrogazione n. 1414 presentata
dall'onorevole Giovanni Burtone, quale primo firmatario, è volta ad
acquisire chiarimenti in merito alla chiusura di locali del Comune
di Militello Val di Catania da parte del Parco archeologico e
paesaggistico di Catania.
In proposito, si rassegnano di seguito gli elementi informativi in
esito a quanto rappresentato recentissimamente dagli Uffici
dipartimentali appositamente interpellati.
Lo scrivente ha avuto conoscenza dei fatti esposti
nell'interrogazione concernente la chiusura dei locali del comune
di Militello Val di Catania concessi in uso alla Sovraintendenza
per i Beni culturali e ambientali di Catania per il deposito e la
custodia di reperti archeologici di materiale lapideo rinvenuto nel
sito di Santa Maria La Vetere solo a seguito della delega della
risposta alla medesima interrogazione.
A riguardo, con nota n. 6454/Gab, del 30 dicembre 2024, lo
scrivente ha evidenziato i profili gestionali dell'oggetto del
quesito che rientravano nelle competenze della struttura
amministrativa, ha tempestivamente investito della questione il
Direttore generale del Dipartimento con l'invito ad effettuare le
opportune verifiche e fornire informazioni e dati utili alla
risposta.
Con pec del 6 marzo 2025 in riscontro ad analoga richiesta dal
Dirigente generale datata 5 marzo 2025 è pervenuta la relazione
informativa del direttore del Parco archeologico e paesaggistico di
Catania e della Valle dell'Aci.
Nella relazione informativa, in particolare, il direttore ha
evidenziato che dalle verifiche effettuate il 23 ottobre 2024, nel
corso del sopralluogo concordato con la competente soprintendenza,
ai fini del passaggio di consegna dei beni in argomento allo stesso
parco archeologico, è emersa la necessità e l'urgenza di mettere in
sicurezza i predetti beni culturali, constatato che i locali resi
disponibili al Comune di Militello Val di Catania nel 2014
risultavano privi di sistema antifurto idoneo e funzionale,
espressamente richiesto dalla Sovraintendenza con la nota di
autorizzazione allo spostamento dei suddetti reperti in data 22
ottobre 2014, indirizzata anche al Comune. Inoltre, non era
stabilito risalire, con certezza, alla catena di possessori delle
chiavi di accesso al deposito dal 2014 alla data del sopralluogo;
la mancata tempestiva comunicazione, comunque, dovuta al Comune per
riguardo istituzionale, come opportunamente evidenziato dallo
scrivente al summenzionato direttore, sembra essere riconducibile
oltre all'urgenza di assicurare l'integrità dei beni in questione,
all'incompatibilità della destinazione d'uso dei locali di deposito
alla custodia dei beni culturali con altre finalità d'uso e
l'assenza, nella predetta nota autorizzativa del 22 ottobre 2014,
della Sovraintendenza, di riferimenti alle condivisioni di utilizzo
dei locali con il Comune stesso.
Lo stesso direttore riconoscendo il disguido alla base della
mancata informativa e coinvolgendo, ovviamente, il Comune, ha
comunicato piena disponibilità nel consegnare le chiavi di accesso
ai locali, a seguito del cambio di serratura, condividendo al tempo
stesso la necessità di concordare adeguate procedure di accesso ai
predetti locali che garantiscono la sicurezza dei beni e la filiera
delle discendenti responsabilità.
In esito a specifiche interlocuzioni per le vie brevi, fra gli
uffici di diretta collaborazione dello scrivente e il direttore del
Parco archeologico, il Sovraintendente, finalizzata all'urgente e
sgombero dei locali in questione per restituirne il libero uso al
Comune proprietario, si riferisce che, come precisato in ultimo dal
predetto direttore in data 11 novembre 2025, il Parco al quale in
atto è assegnata la competenza della maggior parte di tali reperti,
ricevuti in consegna alla sovrintendenza di Catania il 23 ottobre
2024, ha già individuato il sito idoneo ad accogliere il materiale
e sta provvedendo al loro trasferimento.
Nelle more della definizione dell'allocazione, ha selezionato
parte di questi reperti per la loro musealizzazione nel sito di
Santa Maria La Vetere, da cui provengono, per restituire la
fruibilità ai cittadini di Militello e a tutta l'utenza
interessata, mentre la rimanente parte sarà allocata nei depositi
del Parco presso l'ex Manifattura tabacchi di Catania al
completamento dei lavori di ristrutturazione che, in atto,
interessano l'immobile.
La Sovraintendenza, per la sua parte, ha parimenti assicurato che
si è attivata e in breve provvederà al trasferimento in altro sito
dei residuali contenitori di reperti archeologici rimasti alla
propria competenza.
In conclusione, sui quesiti posti dall'onorevole interrogante con
l'atto ispettivo sopra specificato, si ritiene di aver fornito
esaustiva risposta e sulla questione del trasferimento dei reperti,
ancora in corso di definizione, si assicura l'assiduo impegno dello
scrivente per la rapida soluzione della restituzione della piena
disponibilità dei locali in argomento al Comune proprietario.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevole Burtone a lei la parola.
Nel frattempo ai colleghi comunico che le interrogazioni che
abbiamo già visionato sono state trasformate in interrogazioni con
richiesta di risposta scritta, quindi le troverete, ora la parola è
dell'onorevole Burtone.
BURTONE. Presidente, io sono totalmente insoddisfatto delle
risposte dell'Assessore.
L'Assessore che è in capo all' amministrazione per i beni
culturali avrebbe dovuto dare, intanto, una risposta in premessa:
"ci scusiamo", ma non nei confronti del sindaco, nei confronti
dell'ente locale. Vede, Assessore, i comuni non sono la "palla al
piede" della Regione siciliana, non sono "la cenerentola", i comuni
sono la prima cellula dello Stato, sono soggetti che
interloquiscono con i cittadini e che, quindi, meritano rispetto,
al di là del sindaco. Io lo so che voi di Fratelli d'Italia, gli
altri, avete un fastidio che ci sia qualche rarità, qualche sindaco
del Partito Democratico, vi disturba, non l'amico Assenza che è
molto aperto e disponibile ma qualcuno di voi è allergico, e pensa
di trattare questa materia con una certa indifferenza e distacco.
Assessore, lì è accaduto un fatto gravissimo, senza preavviso,
Presidente, sono arrivati il direttore del Parco archeologico, un
geologo che è diventato anche competente in archeologia, non entro
nel merito, avrà fatto qualche esame prima di assumere questo
ruolo, e insieme a qualche altro hanno sostituito le serrature,
nella casa comunale In un locale sottostante alla biblioteca dove
ci sono gli Uffici comunali Io credo che buona educazione sarebbe
stata quella di avvisare, anche con una lettera, non dico con una
PEC, con una lettera normale: Stiamo arrivando perché dobbiamo
sostituire queste serrature ; e chiederne l'autorizzazione, perché
la casa comunale non è, non è a servizio di tutti coloro i quali
possono sostituire le serrature Ci mancherebbe, Assessore, lei è
una persona che lavora nelle Forze dell'ordine, mi sarei aspettata
una risposta diversa. Se un cittadino avesse fatto una cosa del
genere che cosa avrebbe detto lei? Che cosa avrebbe detto lei? Noi
lo abbiamo denunciato, ma non siamo a questo, lei dice: l'hanno
dovuto fare d'urgenza . Quei reperti sono lì da anni, si sono
accorti ora che c'è l'urgenza di trasferirli, ma mi pare che questa
urgenza, dopo aver messo le serrature nuove, non c'è più stata Tra
l'altro, mi permetto di dirle, Assessore, che non hanno sostituito
soltanto la sede in cui era stata data in comodato d'uso una
stanza, e quindi, la serratura di quella sede, hanno sostituto
anche un'altra serratura, là dove c'è un servizio informatico Si
faccia dire le cose con le parole della verità, non è vero che non
c'è l'allarme, la situazione è ben altra: è l'arroganza Che
caratterizza alcuni, essere convinti di essere intoccabili perché
appartengono ad una posizione politica, perché hanno la vostra
protezione, è questa la cosa grave Perché lei qui avrebbe dovuto
dire sì, hanno sbagliato e stiamo provvedendo, anzi, l'abbiamo già
fatto
Con comodità, Assessore, lei l'ha avuto, noi l'abbiamo mandata
subito, e quello che lamentiamo in genere è la lentezza con cui si
risponde alle interrogazioni, ma le aggiungo, io le ho scritto una
lettera nel marzo del 2025, e poi l'ho ripetuta nel maggio, nel
luglio e lei non ha dato risposta.
Lei non è padrone dei beni culturali in generale, lei siede in una
sede in rappresentanza, perché l'ha nominato il Presidente. E lei
deve rispondere ai siciliani e deve rispondere a noi In Aula, noi
le abbiamo chiesto di interloquire su una cosa importante, nel
passato un tale assessore, sempre della sua appartenenza politica
aveva fatto un affidamento, una concessione di un bene, questo a
cui facciamo riferimento, è scaduto.
Qual è la legge che prevede la prorogatio? Me la dica lei, me la
dica lei qual è la legge che prevede la prorogatio. Non c'è
prorogatio La Costituzione parla di ben altro; di seguire la
legalità, di dare la possibilità di interlocuzione a tutti, di
avere prontezza di quelli che possono essere, innanzitutto, i
benefici di un intervento pubblico rispetto all'interesse del
privato.
Ecco perché, Presidente, noi sollecitiamo, non c'è bisogno che si
muova assessore, le cose gliele sto dicendo con chiarezza e noi
vogliamo su questo risposte. Glielo sto dicendo in Aula. Lo so che
ora lei con i suoi Uffici cercherete di venire incontro, non
all'esigenza, alla vendetta, come cercare di non fare, come cercare
di inseguire l'interesse di qualche amico, ma noi lo aspettiamo,
siamo qui Presidente. Le dico che ora tenteranno la vendetta perché
loro non possono acconsentire che ci sia la critica, perché sono
intoccabili ed è questo quello che sta determinando il
deterioramento delle nostre istituzioni.
Ecco perché, Presidente, le confermo la mia totale insoddisfazione
su questi temi. Se l'Assessore non darà risposta - glielo
preannuncio - interverrò ogni giorno che ci sarà Aula, nella
richiesta dell'ordine dei lavori e interverrò alla fine per
ripetere sempre che c'è arroganza da parte di un partito politico
che fa parte di questa coalizione e il modo di procedere da parte
dell'Assessorato ai beni culturali non è per nulla istituzionale ma
soltanto di parte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone, che si dichiara non
soddisfatto.
Comunico che la Commissione IV e la Commissione V sono autorizzate
ad andare avanti con i propri lavori.
Sull'ordine dei lavori
GIAMBONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Onorevoli colleghi, come ella sa, Presidente, in questa
fase, in questo giorno sono riunite un po' tutte le Commissioni per
procedere appunto all'esame degli emendamenti alla legge di
stabilità. Attesa questa considerazione e premessa dovuta, è ovvio
che nel momento in cui siamo stati avvisati dell'avvio dell'Aula,
nei limiti del possibile, i colleghi si sono spostati dalle
Commissioni dove stavano prestando la loro attività.
Per cui io ritengo che, appunto, al fine di conciliare al meglio i
lavori delle Commissioni e i lavori di quest'Aula perché comunque
tutti siamo interessati non solo a seguire i lavori delle
Commissioni ma anche alle interrogazioni che attendiamo, in alcuni
casi da mesi, ritengo che sia ragionevole, Presidente, giacché i
colleghi sono qui in Aula, riprendere quelle due, tre
interrogazioni che all'inizio sono state, per così dire,
trasformate in forma scritta al fine di permetterne la trattazione.
Poi, credo che sia l'intendimento comune, anche da parte della
collega che adesso vorrà intervenire, magari le potrà rappresentare
la sua esigenza.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, facciamo in questo modo anche
perché, io ho anche l'esigenza di proseguire i lavori d'Aula e i
Presidenti delle Commissioni mi hanno chiesto di lavorare in
contemporanea all'Aula.
Le risposte sono state formulate in forma scritta, l'Assessore può
dare all'Aula stessa una copia così da distribuirla ai colleghi e,
a fine elenco delle interrogazioni, posso darvi la parola per
intervenire sull'interrogazione a risposta scritta che comunque
avrete e potete leggere, quindi comunque la risultanza che
l'assessore doveva leggere in Aula potete benissimo osservarla e,
ribadisco, a fine elenco delle interrogazioni, vi darò la parola
per poter intervenire e dire se vi ritenete soddisfatti o meno.
Si passa all'interrogazione n. 1447 "Chiarimenti in ordine alla
ristrutturazione e riapertura di Palazzo Mirto a Palermo".
SAVERINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Presidente, però, c'è anche un fatto, che la Commissione
non si è completata. Uno, non siamo stati avvisati che l'Aula era
iniziata perché, a un certo punto, facevamo sospendere un attimo e
venivamo. Io mi ritrovo dopo due anni che aspetto delle
interrogazioni, ora io sono rientrata ma devo riscendere sotto
perché la Commissione è ancora in corso con gli assessori e stiamo
cercando di lavorare sulla finanziaria.
Quindi, non è che dice: "Io so quando finirete e posso risalire ad
intervenire", mi sembra assurdo che dopo, sugli ecomusei, sono due
anni che aspetto una risposta e noi, oggi, non abbiamo ancora
nessun tipo di risposta, ora devo scendere, dopo ci sarà
un'interrogazione su "Agrigento capitale della cultura" e io mi
ritroverò un'altra volta assente. Mi sembra veramente assurdo.
PRESIDENTE. Colleghi, l'Aula è stata convocata per le 15.00, i
Presidenti di Commissione mi hanno chiesto di lavorare in
contemporanea e la Presidenza ha concesso di poter lavorare in
contemporanea con i lavori d'Aula; ciononostante ho detto al
collega Giambona che per l'interrogazione che si considera
presentata con richiesta di risposta scritta, ne potete prendere in
visione e poi vi farò intervenire a margine delle interrogazioni,
dichiarando se siete soddisfatti o meno della risposta, però è
chiaro che l'Aula deve andare avanti, indipendentemente dai lavori
delle Commissioni.
Riprende lo svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno,
di interrogazioni e interpellanze della Rubrica Beni culturali e
identità siciliana
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1447 Chiarimenti in
ordine alla ristrutturazione e riapertura di Palazzo Mirto a
Palermo , a firma dell'onorevole Figuccia, che si considera
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1476 Notizie in merito alla
chiusura del Museo archeologico ibleo di Ragusa nei giorni feriali
del 3 e 4 gennaio 2025 per mancanza di personale , a firma
dell'onorevole Schillaci ed altri. L'onorevole Campo la fa sua.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Grazie, signor Presidente, allora, l'interrogazione n. 1476
presentata dall'onorevole Roberta Schillaci ed altri, riguarda la
chiusura del Museo archeologico ibleo di Ragusa nei giorni feriali
del 3 e 4 gennaio 2025, dovuta alla temporanea indisponibilità del
personale. In merito si riportano di seguito gli elementi
informativi acquisiti dagli uffici dipartimentali competenti.
In data 3 gennaio 2025, la Direzione del Parco archeologico ha
ricevuto comunicazione di congedo straordinario per malattia da
parte del dipendente in servizio presso il Museo ibleo, unica unità
di ruolo presente, coadiuvata da personale ASU; a seguito di tale
assenza si è provveduto a contattare il personale del Parco in
congedo ordinario, per valutare una possibile sostituzione, senza
tuttavia ottenere riscontri positivi.
Si evidenzia inoltre che nelle stesse giornate il restante
personale di ruolo era impegnato a garantire l'apertura degli altri
quattro siti afferenti al Parco.
Premesso quanto sopra, si ritiene opportuno sottolineare come la
dotazione organica dell'Amministrazione regionale, già da tempo
oggetto di progressiva riduzione, per effetto del collocamento in
congedo o in quiescenza di personale qualificato, abbia risentito
dei vincoli imposti dalla normativa vigente, in particolare in
ambito finanziario, tali limitazioni hanno continuato ad ostacolare
il tempestivo reintegro delle professionalità necessarie, solo
parzialmente emigrato dalle recenti procedure concorsuali.
È evidente pertanto che le cause strutturali di tale situazione
non siano riconducibili all'attuale Governo regionale, né allo
scrivente, ma vadano ricercate nelle scelte gestionali pregresse,
più volte oggetto di discussione in sede parlamentare.
Ciononostante si ribadisce la volontà di affrontare con
determinazione le criticità segnalate, attraverso il massimo
impegno degli uffici dipartimentali, anch'essi colpiti da un
significativo esodo di personale, per colmare le carenze organiche
e garantire una gestione ordinaria ed efficiente dei siti
culturali, prevedendo disservizi che possano compromettere la
funzionalità dell'amministrazione.
Con riferimento alle funzionalità dell'amministrazione, lo
scrivente ha già sollecitato il Direttore generale del Dipartimento
beni culturali a predisporre una ricognizione volta a quantificare
il fabbisogno del personale, includendo anche l'ipotesi di un
percorso concorsuale straordinario. In tale contesto, si rinnova la
fiducia nel sostegno dell'onorevole interrogante, il cui percorso
parlamentare, contraddistinto da competenza e sensibilità
istituzionale, rappresenta una risorsa preziosa per promuovere in
spirito di leale collaborazione tra Governo e Parlamento interventi
mirati al superamento delle criticità evidenziate.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per dichiararsi
soddisfatta o meno della risposta fornita dall'assessore.
CAMPO. Grazie, Presidente, Assessore, mi spiace ascoltare che lei
ritiene che l'amministrazione regionale non abbia alcuna
responsabilità per i disservizi del Museo archeologico ibleo, in
quanto lo stesso è un museo regionale e quindi penso che, invece,
bisogna metterci la faccia.
Io, assessore, le ho chiesto più e più volte anche di venire a
Ragusa, per fare un sopralluogo, anche a fronte di tante
segnalazioni che ho fatto per questo museo, dove mancano le cose
più elementari, come Internet, come le insegne in lingua, il
riscaldamento, i telefoni, i bigliettini sono datati Non è solo un
problema Mancano le telecamere di videosorveglianza,
l'abbattimento delle barriere architettoniche, il museo è sotto
strada, potrebbe essere pubblicizzato al piano superiore, nella via
principale della città, con una tabella segnaletica, che manca
pure Non è solo un problema di personale: il problema del
personale è uno dei tanti problemi. Molte volte non ci sono neanche
le illuminazioni all'interno delle teche che espongono dei reperti
preziosissimi, perché sono dei reperti storici ritrovati a
Kamarina.
Già queste cose le abbiamo segnalate tante volte e lei aveva più
volte chinato il capo, dicendo che sarebbe venuto a fare un
sopralluogo. Non l'ho mai vista al Museo archeologico regionale.
E questa interrogazione è anche un po' datata, perché il Museo è
rimasto chiuso all'improvviso per mancanza di personale anche ad
agosto, anche a luglio, che sono i mesi in cui c'è il massimo picco
di fruizione turistica in provincia, semplicemente perché c'è un
solo dipendente regionale; tutti gli altri sono ASU. Abbiamo
chiesto più volte, visto che non si riesce a reperire la
disponibilità di altri dipendenti da altri siti archeologici in
provincia, anche di stabilizzare questi ASU visto che qui abbiamo
anche approvato la normativa.
Ecco, non c'è stato nessun interesse e nessuna volontà di cercare
di dare un po' di dignità a questo museo, che è un contenitore di
reperti importantissimi non solo per la provincia iblea, ma per la
Regione tutta.
Fra l'altro io le dico, assessore, che ho dovuto fare anche una
denuncia al Nucleo speciale dei Carabinieri di Siracusa, perché
mancavano le telecamere di sorveglianza, perché nei magazzini e nei
cassetti che custodiscono i reperti mancava anche un minimo di
protezione per evitare che qualcuno potesse trafugare degli
oggetti; ci sono dei collegamenti con l'albergo soprastante, quindi
si potrebbero tranquillamente anche fare delle azioni dannosissime
per il nostro patrimonio culturale. Ho dovuto fare questa denuncia
e a fronte di questo non abbiamo visto un benché minimo interesse.
Il suo unico interesse è stato cambiare il nome al Museo, mettendo
il nome di un ex fascista, Biagio Pace, quando il Museo è stato
voluto da Antonino Di Vita e, quindi, ci aspettavamo che venisse
dedicato a lui.
Io penso che ci sia una mancanza di attenzione e cura assoluta per
questo Museo archeologico regionale e continuerò a segnalarlo
all'infinito. Non mi stancherò mai, perché la città di Ragusa
merita di poter valorizzare il proprio patrimonio, merita dignità.
Quindi mi dichiaro chiaramente insoddisfatta.
PRESIDENTE. Grazie all'onorevole Campo, che si dichiara non
soddisfatta.
Si passa all'interrogazione n. 1566 "Notizie sullo stato di
avanzamento del CIS Centro storico di Palermo", a firma
dell'onorevole Varrica. Si considera presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1572 "Notizie in merito alla tutela
e alla valorizzazione dell'ex Convento di Santa Maria di Mili di
Messina", a firma dell'onorevole Leanza ed altri. Si considera
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1589 "Chiarimenti ed intendimenti
circa la vicenda della riduzione degli spazi destinati al ricordo
della strage di Portella della Ginestra all'interno del Museo della
Cultura Arbereshe", a firma dell'onorevole Giambona ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana. Grazie, signor Presidente. Le interrogazioni n. 1589, a
firma dell'onorevole Giambona, e n. 1590, a firma dell'onorevole
Chinnici, sono volte rispettivamente ad acquisire chiarimenti ed
intendimenti circa la vicenda della riduzione degli spazi destinati
al ricordo della strage di Portella della Ginestra all'interno del
Museo della Cultura Arbereshe e notizie in merito alla sezione
espositiva dell'eccidio di Portella della Ginestra presso il museo
civico di Piana degli Albanesi.
In considerazione della sostanziale omogeneità dei contenuti, si
ritiene opportuno trattarle congiuntamente, ove non vi siano
obiezioni.
Al riguardo, si rappresenta: preliminarmente che il Museo civico
Nicola Barbato, situato nel centro storico del comune di Piana
degli Albanesi, è un edificio di proprietà comunale sottoposto a
tutela monumentale ope legis, in quanto ha sede in un edificio
costruito nel 1715 e compreso all'interno del complesso monumentale
Ex oratorio di rito greco-bizantino San Filippo Neri; che dal 2001
l'immobile ha la destinazione d'uso di mostra permanente della
cultura, della storia e delle caratteristiche naturalistiche del
territorio di Piana degli Albanesi; che sin dalla sua istituzione,
la peculiarità del suddetto Museo è stata quella di illustrare i
vari aspetti storici, socio-culturali ed ambientali del territorio,
attraverso l'esposizione di beni culturali della tradizione
albanese afferenti alla civiltà contadina e, inoltre, all'interno
delle tre sale, in una raccolta di documenti storici, relativi alla
strage di Portella della Ginestra.
Al tempo stesso, occorre fare presente che il sito con la
denominazione Portella della Ginestra è inserito, dal 15
settembre 2010, al n. 132 del Registro delle eredità immateriali di
Sicilia dell'Assessorato regionale ai beni culturali, decisione che
è stata assunta dal Governo regionale per preservare e valorizzare
tale specifico sito culturale, finalizzato alla protezione ed alla
promozione di quella peculiarità identitaria definita, in via
esclusiva, di quel territorio.
Si rappresenta altresì che il memoriale di Portella della Ginestra
di proprietà, come innanzi riferito, del Comune di Piana degli
Albanesi, con decreto dirigenziale in servizio 3459 dell'8
settembre 2023, è stato dichiarato di interesse culturale
particolarmente importante, ai sensi dell'articolo 10, comma 3,
lettera del decreto legislativo 42 del 2004 del Codice dei beni
culturali, sia per il suo radicamento della tradizione storica, sia
quale documento emblematico dell'identità e della struttura
istituzionale collettiva. Rappresenta, infatti, un importante
presidio culturale ed è fortemente caratterizzato da una identità
sociale e radicata, svolgendo un ruolo essenziale nella
conservazione della memoria collettiva e nella promozione della
coesione, grazie al suo distintivo valore civico e al senso di
appartenenza che genera.
Nel rispetto delle normative vigenti, che prevedono la preventiva
autorizzazione da parte della Soprintendenza per qualsiasi modifica
dell'allestimento originale del Museo e al fine di consentire una
valutazione accurata dei contenuti delle opere e delle modalità
espositive, si segnala che la Sovrintendenza ai beni culturali e
ambientali di Palermo ha chiesto già, in data 17 aprile 2025,
all'Amministrazione comunale di Piana degli Albanesi informazioni
dettagliate, con l'obiettivo di ricondurre la questione entro il
corretto iter procedurale e garantire la piena conformità al quadro
normativo di riferimento.
In data 16 settembre 2025, il predetto Ufficio dipartimentale, nel
ribadire che eventuali variazioni all'allestimento originale devono
essere sottoposte alla preventiva autorizzazione ai sensi del
decreto legislativo 42/2004, ha reiterato la richiesta di
chiarimenti e di trasmettere la relativa documentazione
amministrativa e fotografica. Ad oggi, si è ancora in attesa di
riscontro da parte del Comune di Piana degli Albanesi.
La valutazione delle proposte, da parte della Sovrintendenza,
potrà essere effettuata unicamente sulla base di un progetto
coerente e ben articolato, predisposto dall'Amministrazione
comunale di Piana degli Albanesi, al quale compete il compito di
individuare le soluzioni più appropriate, in risposta alle esigenze
espresse. In tale quadro si confida nel fattivo sostegno degli
onorevoli interroganti, la cui esperienza parlamentare e
sensibilità istituzionale costituiscono un apporto significativo
per promuovere, nel segno di una leale cooperazione tra Governo e
Parlamento, e intervenire in attività risolutive finalizzate al
superamento delle criticità emerse.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. La risposta è congiunta
all'interrogazione n. 1590.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Giambona per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta fornita dall'assessore.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato, con
particolare attenzione, la risposta fornita dall'assessore sulle
nostre interrogazioni, aventi ad oggetto il Museo "Nicola Barbato"
di Piana degli Albanesi.
Noi tutti abbiamo consapevolezza dell'ampio, notevole valore
simbolico, ideologico di Portella della Ginestra, simbolo di
liberazione sociale e di emancipazione. E, appunto, considerato
questo notevole rilievo, abbiamo ritenuto opportuno, anche alla
luce delle segnalazioni che ci sono state fornite non solo dai
consiglieri comunali di Piana degli Albanesi ma anche
dell'associazione Portella della Ginestra, portare avanti questo
atto ispettivo, assessore, e dalla risposta che lei ci fornisce
continuano a permanere dei forti dubbi non in ordine, naturalmente,
a quello che è il lavoro svolto dall'Assessorato che lei
sovrintende, ma da ciò che in effetti sarebbe stato svolto a monte.
Nello specifico, per chi ci sta seguendo, questo museo che è stato
oggetto di lavori importanti, a seguito di un finanziamento
attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha visto uno
stravolgimento, vero e proprio, in ordine a quelle che erano le
sale preesistenti, in cui veniva rappresentata in maniera compiuta
quella che è la strage di Portella della Ginestra, quindi ben due
sale.
A seguito di questa rivisitazione - la cosa che noi riteniamo
essere grave e inconcepibile - è che oltre ad esservi diverse
inesattezze nella ricostruzione grafica, le stesse vengono
riportate adesso in due semplici pannelli: quindi, da due sale, si
è ricondotta l'esposizione della strage di Portella della Ginestra
in due pannelli, oltre a presentare delle importanti inesattezze.
Questo, naturalmente, ha fatto andare su tutte le furie, non solo
coloro che sono attenti rispetto alla storia di Portella della
Ginestra, di ciò che rappresenta, ma anche l'associazione stessa di
Portella. Ebbene, dalla ricostruzione dell'assessore - che oggi
ringrazio - sembrerebbe che a seguito delle interlocuzioni avviate
con l'Amministrazione comunale, la prima del 17 aprile del 2025 con
la quale è stato chiesto riscontro di queste modifiche, ancora a
tutt'oggi non si ha alcun riscontro rispetto alle modifiche di
quello che è un bene di natura immateriale di interesse culturale
importante - così lei lo ha definito - le cui modifiche devono
essere oggetto di una preventiva valutazione da parte della
Sovrintendenza.
Ecco, modifiche che, da quel che posso capire, non sono state
autorizzate, sembrerebbe, o quanto meno l'interlocuzione con
l'Amministrazione comunale non ha permesso ancora di comprendere,
se le modifiche siano state preventivamente autorizzate.
Io credo che questo Presidente ora, al netto di quello che è il
confronto con l'Assessore, faccia emergere un fatto, ancor più
grave: l'assessore per i beni culturali della Regione siciliana
chiede a un ente locale notizie su un bene, su una entità di natura
immateriale di così rilevante importanza e, ancora, a tutt'oggi,
non si è chiuso il percorso volto a certificare quelle che sono le
ragioni di questa nostra interrogazione. Quindi questo è un fatto
oltremodo grave, perché non permette ai parlamentari di
quest'Assemblea di acquisire consapevolezza rispetto a quello che è
stato il percorso portato avanti e non c'è nemmeno il rispetto nei
confronti del Governo della Regione siciliana.
Quindi, io, naturalmente, seppur mi dichiaro, per così dire,
parzialmente soddisfatto rispetto a quella che è la risposta
fornita dall'assessore, ritengo che la complessiva ed esaustiva
risposta non potrà che aversi a seguito dell'interlocuzione che si
concluderà, in qualche maniera, con l'Amministrazione comunale di
Piana degli Albanesi e, quindi, potrà dare le dovute e legittime
informazioni circa la preventiva autorizzazione da parte della
Sovrintendenza, appunto, del Museo Nicola Barbato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
Ovviamente, abbiamo unificato le risposte delle interrogazioni,
quindi la sua replica vale anche per l'altra interrogazione.
L'onorevole Giambona si dichiara parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1637 Notizie urgenti sulle
iniziative per il recupero e la tutela del 'Trittico di Leonforte'
attribuito al Beato Angelico, recentemente venduto all'asta in
Svizzera , a firma dell'onorevole La Vardera.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Grazie, signor Presidente, a tal riguardo appare opportuno
rappresentare, brevemente, che fino all'anno 1975 gli interventi
nella Regione siciliana in materia di beni culturali erano
complementari all'attività esercitata dalla Direzione generale
delle antichità e delle belle arti del Ministero della pubblica
istruzione e delle Sovrintendenze, che appunto operavano in qualità
di organi periferici del Ministero.
Solo con l'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
numeri 635 e 637, entrati in vigore il 1 gennaio del 1976,
l'Amministrazione regionale esercita in Sicilia tutte le
attribuzioni degli organi centrali e periferici dello Stato e
adotta tutti gli atti previsti dalla legge di tutela.
Restano, tuttavia, ancora oggi subordinate al nulla osta del
Ministero per i beni culturali le licenze di espropriazione.
Quanto sopra è stato rappresentato in via preliminare per
collocare correttamente le competenze dell'Assessorato regionale
dei beni culturali all'epoca dell'emissione del provvedimento
tutorio notificato ai proprietari Li Destri in data 2 marzo 1910 e
del successivo decreto ministeriale di revoca del 20 febbraio del
1975.
Ciò detto, passando ora a trattare l'articolata e complessa
vicenda storica del dipinto raffigurante il Giudizio universale,
proveniente da Leonforte, risulta che gli Uffici dipartimentali, in
occasione della recente vendita all'asta in Svizzera, con nota del
7 marzo 2025, hanno provveduto a informare il Comandante dei
Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale circa la nuova
asta giudiziaria, anche al fine di valutare le possibili azioni da
porre in essere ove risultasse che il bene fosse fuoriuscito dal
territorio nazionale illegalmente.
Con nota del 10 marzo 2025, la Soprintendenza dei beni culturali
ambientali di Enna, in merito alla possibile attivazione del
procedimento di dichiarazione di interesse culturale, ai sensi del
decreto legislativo 22 gennaio 2024 n. 42 e successive modifiche,
ha evidenziato l'assenza di competenza amministrativa in quanto il
dipinto oggi oggetto della segnalazione risulta di proprietà
privata ubicata al di fuori del territorio nazionale.
In merito alla opportunità di acquisire il dipinto, in
considerazione della volontà manifestata dal Comune di Leonforte di
partecipare all'asta programmata in Svizzera per il giorno 11 marzo
2025, la Sovrintendenza ai beni culturali e ambientali di Enna,
nello spirito di leale collaborazione tra amministrazioni, ha
fornito al Comune di Leonforte, in data 24 febbraio 2025, il
favorevole parere tecnico-scientifico finalizzato all'acquisizione
del dipinto in parola da parte dello stesso Comune.
Si apprese, in seguito, dagli organi di stampa che l'opera è stata
aggiudicata all'asta per 700 mila franchi svizzeri, nonostante il
tentativo del Ministero della Cultura di bloccare la vendita,
revocando con nota n. 8512 del 10 marzo 2025 l'attestato di libera
circolazione emesso nel 2016 dall'Ufficio esportazione di Pisa. Ad
aggiudicarselo è stata l'Art Gallery di Balerna, dove l'asta si era
tenuta.
In merito alla possibilità di introdurre ulteriori misure
restrittive per la salvaguardia del patrimonio culturale alla
prevenzione dell'import-export illecito, si evidenza che tali
strumenti sono già disciplinati da un quadro legislativo
consolidato sia interno che internazionale, fondato sulla
cooperazione tra Stati. In particolare, si fa riferimento alla
direttiva 2014/60/UE del Parlamento europeo e del Consiglio,
relativa alla restituzione dei beni culturali usciti illecitamente
dal territorio di uno Stato membro, che ha introdotto disposizioni
che consentono agli Stati membri dell'Unione Europea di ottenere la
restituzione nel loro territorio dei beni culturali usciti in
violazione delle misure nazionali.
Il Regolamento 116/2009 del Consiglio relativo all'esportazione
dei beni culturali garantisce controlli uniformi alle frontiere
esterne dell'Unione Europea subordinando le esportazioni alla
presentazione di una licenza.
Le persone fisiche possono ottenere tale documento tramite le
autorità competenti degli Stati membri. Tale documento è valido in
tutta la Comunità europea; il Regolamento 2019/880 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019, relativo
all'introduzione e all'importazione dei beni culturali, stabilisce
inoltre norme sull'importazione dell'Unione Europea dei beni
culturali esportati dal loro paese di origine.
In ultimo, il più importante di questi strumenti è la Convenzione
Unesco del 1970, concernente le misure da adottare per interdire e
impedire l'illecita importazione-esportazione e trasferimento di
proprietà dei beni culturali.
Tuttavia l'assenza di un diritto reale da parte dello Stato
italiano e della Regione siciliana sul bene in oggetto, conseguente
al decreto ministeriale del 20 febbraio 1975, che ha revocato il
vincolo di tutela, nonché il rilascio dell'attestato di libera
circolazione da parte dell'Ufficio esportazione di Pisa del
Ministero della cultura non consente di attivare un'azione di
restituzione nei confronti della Svizzera.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
La Vardera per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
fornita dall'assessore.
LA VARDERA. Signor Presidente, grazie assessore per la sua
esposizione, posto e comprendendo, diciamo, il suo punto di vista,
resta un fatto: la Regione siciliana ha perso un quadro di un
valore inestimabile, di un pittore veramente conosciuto a livello
mondiale e abbiamo perso un'occasione, cioè quella di affermare il
sacrosanto diritto che i beni culturali della nostra Regione non
possono essere in quarto, sesto o quinto piano, ma devono essere
messi al centro della politica regionale. Perché sapere che questo
Beato Angelico adesso è andato in Svizzera - da quello che risulta
anche dagli organi di stampa - è una sconfitta per la politica,
tutta, e lo dico, assessore, veramente, diciamo, con estrema
convinzione.
Noi, ad oggi, abbiamo, come dire, avevamo l'opportunità di avere
un quadro e questo tema apre un altro grande tema: quello della
tutela del patrimonio artistico della nostra Regione.
Sembra che la tutela del patrimonio artistico della nostra Regione
non interessi praticamente più alla politica perché con l'arte e
con la cultura qualcuno ancora è convinto che non si può fare
turismo, anzi il turismo è propedeutico all'arte e alla cultura.
Vedere questo fatto e questo rimane al di là della risposta, io
comprendo i tecnicismi, comprendo la burocrazia, comprendo la sua
risposta, comprendo anche la buona volontà nel cercare di dare una
soluzione al problema, resta un fatto ineluttabile: quel quadro era
a Leonforte, era a disposizione dei cittadini - non solo di
Leonforte, ma della Regione siciliana, perché era un bene di
riferimento della nostra Regione siciliana -, quel bene oggi non è
più in Sicilia, è in Svizzera
Allora, al di là delle responsabilità politiche o meno, il fatto è
che abbiamo perso, abbiamo perso un bene straordinario che poteva
essere attrattiva anche per una provincia, quella di Enna, che oggi
fa molta fatica in tema di turismo, nonostante abbia tutte le carte
in regola per essere centrale nel dibattito regionale. Lo è perché,
ricordiamo, ha dei parchi archeologici, ha dei grandi musei Potrei
parlare per ore della grande opportunità - forse meglio di me
l'onorevole Venezia, ovviamente ennese - che porta a questa
comunità Però è un fatto: abbiamo perso questo quadro, questo
quadro è in Svizzera, bastava mettere a disposizione dei denari,
che secondo me erano ben spesi, noi di soldi sprecati e spesi male
ne facciamo anche tanti...
Quindi, la preghiera, assessore, è di tentare in tutti i modi di
recuperare questo quadro. È questo il tema: tentare in tutti i
modi, anche con, avete... assessore, sa, voi siete in un momento
storico unico nella storia della politica del centrodestra, avete
gli astri allineati, avete Ministri, avete Presidente del
Consiglio, Presidente di Regione, siete il partito che governa
l'Italia e la Regione Avete l'obbligo di dare risposte ed essere
consequenziali al ruolo di governo che avete su tutti i piani
istituzionali
E non basta dire: "ci abbiamo provato". Qua dobbiamo riportare E
questa è una sfida, assessore Scarpinato
Se vorrà essere ricordato ai posteri per il suo impegno da
assessore per i beni culturali, prenda questa battaglia, la faccia
sua Io sarò al suo fianco per recuperare questo quadro. Potrà
essere ricordato come l'assessore che è riuscito a riportare la
nostra Gioconda a casa
Ecco, questa è la nostra Gioconda Quel quadro rappresenta e
poteva rappresentare una opportunità di riportarcela Ce l'hanno
rubata i francesi, in questo caso gli svizzeri - rubata,
ovviamente, è un eufemismo - dobbiamo riportarla a casa
Mettiamoci nelle condizioni di potere andare in quella direzione
e, solo per lo sforzo, oggi mi dico, comunque, parzialmente
soddisfatto.
Potrei essere fortemente soddisfatto, se questo quadro tornerà e
magari lo portiamo in questa Assemblea, per dare l'opportunità -
qua ne fanno tante di mostre - e poi lo portiamo in provincia di
Enna, ma facciamo qualcosa: riportiamo il Beato Angelico a casa
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera, che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1667 "Intendimenti in ordine al
furto del busto in bronzo di Vincenzo Florio Jr.", a firma
dell'onorevole Giambona ed altri, che si considera presentata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1710 "Iniziative per il rilancio
dell'evento 'Agrigento Capitale della Cultura 2025", a firma
dell'onorevole Saverino ed altri. Anche questa, si considera
presentata con richiesta di risposta scritta. È conclusa la Rubrica
relativa all'Attività ispettiva dell'Assessorato beni culturali ed
identità siciliana.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
VENEZIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Prego, onorevole. Ne ha facoltà. A seguire, vi darò
comunicazione sulla riconvocazione della prossima seduta d'Aula.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Scarpinato, io vorrei cogliere questa occasione di averla
quest'oggi con noi in Aula per sollecitare il suo Assessorato - ma
so che su questo aspetto c'è già una certa sensibilità - su un tema
che reputiamo assolutamente importante e cioè la carenza di figure
specialistiche nel settore dei beni culturali in Sicilia sia
all'interno delle Soprintendenze, sia per quanto riguarda
l'attività gestionale dei Parchi, sia per quanto riguarda i musei e
le biblioteche regionali.
La Regione è riuscita a fare dei passi in avanti sotto il profilo
del finanziario, si è passati da un disavanzo di 4 miliardi di euro
- tre esercizi finanziari fa - ad un avanzo di più di 2 miliardi
di euro, questo ci pone nelle condizioni anche di rivedere
l'assetto burocratico e organizzativo e ci porta anche a tentare di
fare una programmazione con una certa serenità finanziaria, anche
perché molti dipendenti regionali stanno andando in pensione e il
tema del ricambio diventa non solo attuale ma assolutamente
indispensabile.
Abbiamo visto gli ultimi documenti di programmazione del
fabbisogno del personale, è stato inserito nei ruoli
dell'Assessorato della funzione pubblica il tecnico archeologo,
adesso serve una spinta in più, non si possono assumere solo,
diciamo, amministrativi - funzionari, ovviamente, di cui c'è
bisogno all'interno dei dipartimenti, per carità, ma c'è la
necessità di volgere lo sguardo ai tecnici dei beni culturali,
dagli archeologi, agli archivisti, ai bibliotecari, agli storici
dell'arte e io mi permetto di chiedere in quest'Aula che ci sia
un'attenzione particolare verso questo aspetto, perché se il tema
della gestione della tutela e della valorizzazione dei beni
culturali è un tema centrale e prioritario non solo per il Governo
ma per tutti i siciliani, reputiamo che occorre essere
consequenziali. Anche perché le sfide che ci pongono questi temi
hanno la necessità di essere portate avanti da figure
specialistiche, le Sovrintendenze che devono rilasciare pareri sul
vincolo paesaggistico piuttosto che sulla questione delle indagini
archeologiche ove necessitano di figure che siano in grado di fare
questo lavoro specialistico: e proprio per questo io faccio un
appello affinché, da qui ai prossimi mesi, si possano creare le
condizioni per assumere all'interno della Regione siciliana queste
figure tecniche relative ai beni culturali.
Per quanto riguarda, invece, l'interrogazione che ha fatto il
collega La Vardera e che anche io avevo sollecitato nei mesi scorsi
e, cioè, la possibilità di far ritornare in Sicilia il dipinto del
Beato Angelico, ho seguito, ovviamente, tutta la vicenda; ho anche
seguito l'intervento del Ministero dei Beni culturali e ci risulta,
dopo aver parlato anche con l'Amministrazione civica di Leonforte,
che ha seguito passo passo tutte le vicende, che ci sono ancora
oggi le condizioni per fare ritornare questo dipinto in Sicilia.
Ecco, da questo punto di vista, serve un'azione coordinata, io le
chiedo di fare due passaggi nei prossimi giorni: il primo passaggio
è quello di convocare il sindaco del Comune di Leonforte, il quale
ha seguito la vicenda in Svizzera, è nelle condizioni di poter,
come dire, fare un quadro attuale e concreto su quale potrebbe
essere il percorso, anche perché è stato investito il Ministro dei
Beni culturali. Successivamente, le chiedo, visto che stiamo
discutendo in queste ore e nelle prossime settimane della legge di
stabilità, di predisporre una norma che possa portare alla
creazione di un fondo regionale, che possa essere utilizzato nel
tempo per l'acquisto di beni culturali, patrimonio storico-
artistico, che si trova o fuori dalla Sicilia o all'estero e che,
per il suo stesso valore storico-artistico, ma anche identitario,
possa avere, come dire, quella rilevanza in grado di farlo
rientrare.
Io credo che questa sia una proposta di buon senso che, come dire,
sosterrò convintamente laddove si dovesse portare avanti in
Commissione Bilancio , anche perché negli anni precedenti ci
siamo, come dire, resi protagonisti anche di un'operazione simile
con la Madonna del Soccorso, del XV secolo, una scultura
pregevolissima che si trovava, appunto, nella città di Nicosia ma
poi andò all'asta e riuscimmo a bloccarla e a farla rientrare,
attraverso quello, che molti definiscono un emendamento
territoriale, ma di cui noi andiamo particolarmente orgogliosi.
Fare invece una norma generale, che consiste nel creare un fondo
per queste finalità, io credo che sia un atto di buon senso che
possa contribuire, oggi per il Beato Angelico, domani per altre
opere importanti che sono fuori e che provengono dalla Sicilia, per
arricchire l'offerta culturale e, quindi, anche il rilancio
turistico della nostra Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
Colleghi, vi comunico, così come abbiamo stabilito nella
Conferenza dei Capigruppo del 28 ottobre 2025, che l'Aula viene
riconvocata martedì 9 dicembre per incardinare la legge di
stabilità, con termine, poi, degli emendamenti, fissato all'11
dicembre 2025.
Se ci dovessero essere ulteriori modifiche, eventualmente, poi ci
sarà una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che
comunicherà per l'appunto tali eventuali modifiche.
Il 9 dicembre vi ricordo che, oltre ad incardinare la legge di
stabilità, faremo anche la discussione generale.
La seduta è tolta alle ore 16.07 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XIX SESSIONE ORDINARIA
216a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 9 dicembre 2025 - ore 15.00 (*)
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2026/2028 (n. 1029)
2) Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 (n.
1030)
(*) Ferma restando la convocazione in sessione ordinaria già
fissata per il giorno 9 dicembre 2025, l'Assemblea regionale
siciliana è convocata in seduta straordinaria, con carattere
d'urgenza, per mercoledì 26 novembre 2025, alle ore 11:00, con
il seguente ordine del giorno: Comunicazioni. (cfr. Resoconto
stenografico della seduta n. 216, straordinaria con carattere
d'urgenza, del 26 novembre 2025)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella