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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 217 di martedì 02 dicembre 2025
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 14.02

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processi verbali delle sedute precedenti

   PRESIDENTE.   Avverto   che  i  processi  verbali   delle   sedute
  precedenti, n. 215 del 12 novembre 2025 e 216 del 26 novembre 2025,
  sono  posti  a disposizione degli onorevoli deputati che  intendano
  prenderne  visione  e  sono considerati approvati,  in  assenza  di
  osservazioni in contrario, nella presente seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                    Precisazioni su atti ispettivi
   PRESIDENTE. Comunico che a seguito di ricognizione generale:
   -  l'interrogazione  n.  2547, figurante nell'allegato   A   della
  seduta  d'Aula  n.  216 del 26 novembre 2025  col  numero  d'ordine
  duplicato  2546, è stata rettificata nel resoconto stenografico  di
  riferimento;
   -  la  mozione  n. 256, figurante nell'allegato  A   della  seduta
  d'Aula n. 180 del 27 maggio 2025 col numero d'ordine duplicato 255,
  è stata rettificata nel resoconto stenografico di riferimento.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Regione".

    Discussione della mozione n. 322  Sfiducia al Presidente della
                               Regione .

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  primo  punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione n. 322  Sfiducia  al  Presidente  della
  Regione .
   Ricordo che la suddivisione del tempo è ripartita in 77 minuti  al
  Gruppo  del Partito Democratico, 77 minuti al Gruppo del  Movimento
  Cinque  Stelle, 21 minuti al Gruppo Sud Chiama Nord e 7  minuti  al
  Gruppo Contro Corrente.
   Il  primo ad intervenire è l'onorevole De Luca Antonino che  è  il
  presentatore.
   L'elenco  degli interventi sarà in base alle firme che sono  state
  apposte nel documento della mozione di sfiducia.
   Ha facoltà di intervenire l'onorevole De Luca.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  noto  che,  anche  in  una giornata importante come  questa,  molti
  esponenti  della  maggioranza tardano a occupare  i  propri  banchi
  dell'Aula e, anche oggi, non possiamo fare a meno di notare che  ci
  siamo   svegliati  con  una  nuova  notizia  che  trasporta  questo
  Parlamento sui rotocalchi delle Aule giudiziarie.
   Presidente  Galvagno,  presto saremmo  costretti  anche  nei  suoi
  confronti  a  fare  una riflessione perché l'odierna  richiesta  di
  rinvio  un  po'  delegittima, ulteriormente, questo Parlamento.  Ma
  oggi non siamo qui per questo motivo.
   Oggi siamo qui per la mozione di sfiducia al Presidente Schifani.
   Una  mozione  di  sfiducia  che,  insieme  a  tutte  le  forze  di
  opposizione, abbiamo scritto.
   Abbiamo  avuto difficoltà, Presidente Schifani, a fare una cernita
  del  materiale  perché ce n'era talmente tanto che,  probabilmente,
  avremmo scritto un tomo di giurisprudenza e anche di giurisprudenza
  penale se avessimo dovuto inserire tutto.
   Abbiamo  selezionato gli argomenti più importanti  che  mi  pregio
  adesso di illustrare.
   Per  qualcuno,  quella di oggi è una mozione  che,  difficilmente,
  raggiungerà  i numeri per la sua approvazione perché, è  sotto  gli
  occhi  di  tutti,  Presidente,  che in  questo  Parlamento  saranno
  maggiori  i  numeri  dei  deputati  che  per  le  proprie   vicende
  giudiziarie  solidarizzano con il Governo che quelli che  non  sono
  implicati.
   Però  veda,  Signor  Presidente, a parte  che  questa  mozione  di
  sfiducia è un atto dovuto, una reazione etica e obbligata di fronte
  a un Governo che in questi anni ha brillato solo per inefficienza e
  per  incapacità  gestionale, che è stato travolto  da  scandali  in
  serie  e  che  è  stato, fortemente, delegittimato dalle  inchieste
  della  Procura e che si è anche sciolto come neve al sole  ad  ogni
  richiesta  di  voto segreto da parte di quest'Aula  questo,  Signor
  Presidente,   è   un   sinonimo   di   insanabili   lacerazioni   e
  insopportabili tensioni intimamente connesse alla mancanza  di  una
  comune visione politica.
   Signor Presidente, questo è il risultato di forze politiche che si
  sono unite non per governare bene la Sicilia ma, semplicemente, per
  vincere le elezioni, sommando i propri voti. Per fare questo  siete
  scesi  al  peggiore compromesso a cui la politica può scendere:  il
  compromesso al ribasso.
   Questa  mozione, veda Presidente Schifani, un risultato  già  l'ha
  avuto,  quello  di  farle ritrovare la strada  per  Sala  d'Ercole,
  perché Presidente noi avevamo richiesto la sua presenza qui in Aula
  diverse  volte e lei si era anche impegnato a venire  qui,  si  era
  impegnato  con la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  e  con il Parlamento, doveva venire a luglio, poi a settembre,  poi
  doveva venire a ottobre, aveva dato anche una data e, invece, non è
  più venuto.
   Avremmo  dovuto parlare di sanità e di tutti i disastri che  avete
  combinato. Ma lei non ha trovato il coraggio di venire  in  Aula  e
  affrontare la responsabilità delle sue scelte.
   Forse  aveva  timore, paura o vergogna di quello  che  è  successo
  all'ASP di Trapani.
   Forse ha voluto far finta di non vedere tutte le proteste che ogni
  settimana si sviluppano sotto il suo Palazzo.
   Stanno protestando i laboratori di analisi - li ho dovuti scrivere
  perché  sono  tanti  -   i convenzionati, i veterinari,  la  salute
  mentale,  le  RSA,  persino i genitori dei piccoli  pazienti  della
  cardiochirurgia  pediatrica di Taormina sono scesi  in  piazza  per
  difendere i propri diritti e le attività di una struttura  sui  cui
  dati,  messi a confronto con la struttura palermitana, avete avuto,
  persino, la sfacciataggine di barare
   Ma  lei  non ha mai sentito l'esigenza di venire a riferire  sulla
  sanità.  Lei  è  altro che parlamentarista convinto,  lei  forse  è
  convinto  di  essere un parlamentarista ma questa è  una  cosa  ben
  diversa. Lei forse si vergognava a dire che sul caso degli scandali
  dei referti istologici di Trapani, anziché cercare una soluzione  e
  le  cause, ha preferito trovare un capro espiatorio, quello che  sì
  aveva  le  sue responsabilità perché il direttore generale dell'Asp
  di Trapani, in quanto tale, aveva delle responsabilità. Però, veda,
  è  evidente  che l'Assessorato della salute non poteva non  sapere,
  anche  perché questa era una situazione che si trascinava già dalla
  scorsa  legislatura. E un fatto che è stato omesso e che  evidenzia
  delle gravi responsabilità di natura governativa è anche quello che
  a   Trapani   avete   dovuto  mandare  due  volte   gli   ispettori
  dall'Assessorato che hanno prima prodotto una relazione, in cui  le
  criticità addebitate al Direttore generale non erano di particolare
  livello,  e  una  seconda relazione in cui invece  questo  soggetto
  veniva  caricato  di responsabilità. Allora,  io  mi  chiedo  e  mi
  domando  come  sia potuto succedere e, soprattutto,  perché  non  è
  venuto qui a riferire.
   E  stessa  cosa ha fatto al caso Farinella, quando  c'è  stata  la
  denuncia di un genitore di un bambino ricoverato in pediatria dove,
  anziché  trovare  le cause e risolverle, ha preferito  mettere  sul
  banco  degli imputati la dottoressa Farinella, salvo poi da  questi
  fatti  essere  scaturito  anche  un  processo  che  vede  coinvolto
  parimenti un esponente della maggioranza che la sostiene.
   Perché  lei  così fa, Presidente Schifani. Non risolve i  problemi
  della Sicilia, cerca una scusa, cerca un capro espiatorio
   E,  sempre per rimanere in tema sanitario, le ricordo -  e  glielo
  ricorderò anche dopo, perché questo è importante - che lei  si  era
  impegnato a nominare i migliori manager che fossero possibili e, se
  non avessero eliminato le liste di attesa entro un anno, li avrebbe
  rimossi.  E invece lei, piuttosto che nominare i migliori  manager,
  ha  nominato manager i migliori amici dei suoi alleati al  Governo,
  indipendentemente  se questi fossero persone  che  già  in  passato
  avevano  manifestato alta incapacità, lei li ha nominati,  ha  dato
  loro  un anno di tempo, l'anno è trascorso, le liste d'attesa erano
  lì, sono ancora lì, e lei li continua a tenere ognuno al suo posto
  Gli  unici che sono saltati sono quelli travolti da indagini o  che
  erano stati scelti come capri espiatori.
   E veda, dopo tre anni di governo suo, sempre in materia di sanità,
  la  Sicilia  è  la penultima regione d'Italia per l'erogazione  dei
  Lea,  ha  i  pronti soccorso al collasso, liste d'attesa  infinite,
  decine  di  migliaia  di  siciliani che si  vanno  a  curare  fuori
  regione, duecentoquaranta milioni di euro di mobilità passiva e una
  rete ospedaliera che tarda a tornare da Roma perché è un colabrodo
   E  veda,  Presidente,  è inutile che lei in  questa  settimana  ha
  vessato  l'Assessorato  alla sanità per farsi  dare  dei  dati  che
  presto  snocciolerà,  perché quei dati  rispetto  alla  realtà  non
  valgono  a  nulla.  Perché  la realtà  la  sa  qual  è,  Presidente
  Schifani? Che a Messina o a Catania una cardiotac te la fanno  dopo
  due  anni e mezzo e non si possono aspettare due anni e mezzo,  tre
  anni, per una cardiotac: e non la si può fare a pagamento perché la
  gente  non ha quattrocento o seicento euro per farsi una cardiotac
  E  stesso discorso per la risonanza magnetica  Stamattina,  Asp  di
  Messina,  oltre due anni per avere una risonanza magnetica   E  che
  cosa stia aspettando lei per azzerarli tutti, non si sa
   Lei resta in silenzio, parla di una Sicilia che funziona e non  si
  rende  conto che aspettare settimane o mesi per avere un esame  che
  si  dovrebbe  avere in settantadue ore, compromette la  salute  dei
  siciliani
   Lei  ieri  o  avantieri ha detto che il suo mandato è  in  salita,
  quasi  quasi  cercava  la  comprensione e la  solidarietà.  Il  suo
  mandato  non  è in salita, Presidente, il suo mandato è  in  caduta
  libera,  solo  che  sta tirando con sé tutta la  Sicilia   Lei  sta
  portando  alla  rovina,  in  fondo a un burrone,  Musumeci  l'aveva
  lasciata  a  terra, lei ha scavato cinquanta metri sotto  e  ci  ha
  infilato là dentro
   Però,  lei è convinto che funziona tutto bene, c'è addirittura  il
  boom  economico,  lei le famiglie che non riescono  a  comprarsi  i
  farmaci o che non riescono a farsi una visita o che non arrivano al
  20  del mese o che hanno difficoltà a pagare le bollette della luce
  giustamente non le vede, perché a Palazzo d'Orleans i riscaldamenti
  sono  accesi dalla mattina alla sera, e quindi, lei non ci fa  caso
  che  fuori  c'è gente che invece ha freddo, o pensa che  magari  si
  banchetta  come si banchetta coi catering che fate. È convinto  che
  funziona tutto, peccato che mezzo milione di siciliani sono  andati
  via,  che  un terzo degli appartamenti nelle città metropolitane  è
  sfitto,  in  stato  di  abbandono, che  le  aree  interne  si  sono
  spopolate, e crede anche che sia agevole tornare in Sicilia per  le
  ferie o per le vacanze, perché l'aereo costa poco, quando invece il
  volo costa il doppio di prima che lei arrivasse qui
   Però,  non si dica che tutto va male perché un settore in  cui  le
  cose vanno bene c'è: ed è l'ambiente, al punto tale che lei è stato
  premiato   in   una   solenne  cerimonia,  al   modico   costo   di
  centoventimila   euro,   lei   è  stato   proclamato   ambasciatore
  dell'ambiente  per  aver  fatto cosa? Udite,  udite,  perché  vuole
  bruciare  i  rifiuti  Io non ho mai visto un premio per  l'ambiente
  che c'è costato centoventimila euro di soldi pubblici, perché visto
  che   ha  dovuto  fare  anche  una  bella  cenetta,  in  un  resort
  importante   non  sia  mai che si mangia in trattoria,  perché  lei
  vuole  fare gli inceneritori e bruciare i rifiuti  Magari  diamogli
  il  premio pure a qualcuno che brucia i cassonetti che siamo là con
  là
   Però  un  premio glielo do io, Presidente Schifani, - senza  spese
  per  i  siciliani  sia chiaro - io la proclamo:  "ambasciatore  dei
  proclami fasulli", come tutti quelli che lei ha fatto dal giorno in
  cui è entrato qui, sino ad oggi.
   Il  17  giugno di quest'anno, quando c'è stato l'ottantesimo della
  Sicilia, lei ha detto, ha annunciato il suo - fa ridere -  il  suo:
  "sì,  alla  meritocrazia,  no  alla raccomandocrazia".  Lo  faccio,
  disse, perché ci credo, per sradicare dalla nostra terra un vecchio
  sistema pregiudizievole col quale siamo cresciuti, questa è la  mia
  scommessa e su questo non intendo indietreggiare.
   Presidente  Schifani,  ma  lei questa  cosa  la  voleva  fare  con
  Cuffaro? La voleva fare con Sammartino? Con chi la voleva fare?  Ma
  quando mai l'ha fatta questa cosa qua? Ma, innanzitutto, quelli che
  sono  cresciuti con questo sistema siete voi, siete  lei  e  quelli
  come  lei,  quelli che componete questo Governo, quello  che  avete
  fondato, il vostro elettorato sul clientelismo, non quelli come me,
  no  come  i  siciliani che ci stanno guardando in  questo  momento;
  perché  gli  altri ci siamo alzati la mattina e ci siamo guadagnati
  il  nostro  pane,  col  sudore della fronte,  con  lo  studio,  con
  l'impegno,  non  con le raccomandazioni, che ci passavano  i  bandi
  prima che venissero pubblicati  E lei che pensava  Che si era messo
  un  capo  scout  dentro il governo, quando  si  è  messo  dentro  a
  Cuffaro?
   Certe persone non cambiano modo di fare politica, perché conoscono
  solo  quel  modo di fare politica  E voi questo siete   Lei  questa
  scommessa non è che l'ha persa, non l'ha neanche giocata
   Perché  quando  lo  diceva, lo diceva non  credendoci,  perché  lo
  sapeva che non era vero, lei ha il demerito di avere introdotto una
  nuova forma di Governo, un Governo fondato sulle raccomandazioni
   E  basta guardare... guardi quello che è successo in questi giorni
  col  segretario  Cuffaro, veramente lei  e  lei  si  è  dichiarato,
  costernato, stupito, allora cosa credeva?
   I   bandi  secondo  Cuffaro,  secondo  quello  che  emerge   dalle
  intercettazioni: prima di essere pubblicato, li dobbiamo mandare  a
  tutti i nostri amici  Mamma mia che frase: "democratica"
   E  voi... La cosa che fa ridere è che fate la finta che li  tirate
  fuori  dalla giunta, e poi li fate rientrare dalla finestra con  le
  nomine,  mantenete quelli che ci sono nei loro  posti  e  va  tutto
  bene, vero Presidente Schifani? Complimentoni
   Poi,  però,  mi dovreste spiegare perché o come mai gli  assessori
  della Democrazia Cristiana, che non mi risulta essere né rinviati a
  giudizio,  né  oggetto  di inchiesta, siano fuori  dalla  Giunta  e
  l'assessore  Sammartino e l'assessore Amata, che in questo  momento
  sono  oggetto di procedimento o di notitia criminis, invece  stanno
  dentro  E come mai  Forse la Meloni e Salvini vi sculacciano se  li
  tirate fuori? Forse non siete in grado di dirgli di no, come  avete
  fatto  con l'autonomia differenziata? Come avete fatto col miliardo
  e  tre che avete buttato in un ponte che non nascerà mai, togliendo
  strade, scuole e ospedali ai siciliani?
   Che  poi  io  lo  capisco  che è la più grande  buffonata  che  il
  centrodestra abbia mai proposto, ma lo volevate intitolare  al  più
  grande, cioè lo volevate intitolare pure a Berlusconi. Cioè,  santo
  cielo,  un  po' esagerati. E perché non lo intitolavate  al   bunga
  bunga   o allo stalliere Mangano? Perché non glielo intitolavate  a
  qualcun altro? Come mai a Berlusconi? Ah, forse perché più grossa è
  la  panzana,  più altisonante deve essere il nome?  Eh,  Presidente
  Schifani, come mai?
   Come  mai  non lo dedicavate, non lo intitolavate a  Falcone  o  a
  Borsellino  o a qualcuno degli estensori delle sentenze  che  hanno
  condannato  Dell'Utri o Cuffaro, la prima volta, o ad  altri?  Come
  mai  glielo  intitolate a Berlusconi? Non potete riabilitare  certi
  nomi
   Ma  la cosa che poi fa veramente, veramente dispiacere, Presidente
  Schifani,  è  che  questi  soldi  li  avete  tolti  al  futuro  dei
  siciliani, alla loro possibilità di andare in delle scuole  sicure,
  di  percorrere delle autostrade senza rischiare la vita, al  nostro
  patrimonio  culturale  -  che è il primo  del  mondo,  ma  che  non
  riusciamo a valorizzare perché qua i soldi ce li mangiamo invece di
  investirli nei nostri beni più preziosi.
   Presidente, sui suoi impegni fasulli potrei andare avanti per ore
   Ricordo  nuovamente il suo impegno a licenziare i manager che  non
  avessero  rimosso le liste d'attesa, le ricordo il  suo  record  di
  indagati,   in   Governo  e  maggioranza,   le   dighe   colabrodo,
  l'incapacità  a  risolvere  i  problemi  della  crisi  idrica,   la
  dispersione  delle risorse, il disastro delle campagne antincendio,
  i  trasporti  marittimi, le scuole che cadono a pezzi,  i  disabili
  abbandonati a loro stessi insieme alle famiglie, i pronto  soccorso
  e  i  reparti senza personale  E lei ha il coraggio di  parlare  di
  momento magico, di momento di boom economico  Ma guardi questi sono
  altri annunci fasulli, che posso giustificare solo se enunciati  in
  un momento di ebrezza non certo in un momento di consapevolezza che
  dovrebbe, invece, riguardarla
   Quindi,  Presidente, la smetta di prenderci  in  giro   Guardi  la
  realtà  in  faccia.  Lasci perdere il momento magico,  che  proprio
  veramente  non  c'è  Sta lasciando macerie. Abbia  un  sussulto  di
  dignità. Ammetta che non ci poteva riuscire, perché con gli alleati
  che lei ha non ci poteva riuscire. E faccia l'unico atto di dignità
  di  questa  legislatura.  Si dimetta oggi,  subito,  senza  neanche
  bisogno di farci votare.
   Glielo chiedo nel nome di Dio. Andatevene

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che è in congedo, per  la  seduta  odierna,
  l'onorevole Pace.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Seguito della discussione della mozione n. 322 "Sfiducia al
                       Presidente della Regione"

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro,  secondo
  l'ordine dei firmatari. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente  dell'Assemblea,  Presidente  della
  Regione, Governo, onorevoli colleghi, inizio questo mio intervento,
  Presidente,  sulla  mozione  di sfiducia  in  un  clima  abbastanza
  particolare perché mi rendo conto di parlare ad un Governo che  non
  c'è  più,  al  di là di quello che sarà l'esito della votazione  di
  oggi.
   Infatti,  questo Governo ha già esaurito ogni ragione politica  di
  rimanere  in  carica  e  non  ha  fallito  soltanto  in  quest'Aula
  parlamentare: ha fallito fuori da qui, ha fallito tra la gente, tra
  i  siciliani,  che ancora una volta sono stati mortificati  da  chi
  oggi li rappresenta. Parlo di un Governo che non c'è più, perché si
  regge  su  una  maggioranza che ormai è in  guerra  aperta  al  suo
  interno, tra i partiti e perfino dentro gli stessi partiti  che  la
  compongono. Parlo di un Governo che non c'è più perché  ha  fallito
  dal  punto di vista politico, dal punto di vista amministrativo  e,
  in ultimo, dal punto di vista della credibilità pubblica.
   Una  credibilità  che  oggi abbiamo perso,  perché  la  Sicilia  è
  tornata  ad  essere  l'emblema di una  terra  irredimibile,  sempre
  uguale a sé stessa, inceppata in un'eterna coazione a ripetere  che
  mortifica  l'enorme  energia  civile  sprigionata  dalla   stagione
  antimafia  del "dopo Capaci" e "Via D'Amelio", e che ci restituisce
  la  sensazione  di una paralisi che non conosce sbocchi.  Perché  a
  quella  stagione  occorreva  far corrispondere  un  vero  riscatto,
  duraturo dentro le istituzioni e dentro la politica di governo, che
  invece  non si sono dimostrate all'altezza della sfida, se  è  vero
  che  ancora oggi non sono state spezzate le catene del clientelismo
  né  è  stata  rifiutata la ricerca del consenso  elettorale  basato
  sullo scambio
   Presidente  Schifani, ma come fate a non rendervi conto  di  avere
  ricacciato  questa  Regione in una opacità sistemica  senza  alcuna
  visione strategica? Come fate a continuare a pensare che la Sicilia
  si  possa amministrare con politiche di corto respiro, motivate  da
  interessi  particolari, se non addirittura personali? Il  risultato
  della  vostra azione è il panorama che si è svelato con gli  ultimi
  fatti  di  cronaca, un panorama che era ampiamente  prevedibile,  a
  dispetto di sbandierate redenzioni poco credibili, perché  il  lupo
  perde il pelo ma non il vizio
   E  proprio  di lupi ha parlato l'arcivescovo di Palermo, Lorefice,
  quando  in  una  recente intervista a un quotidiano  ha  detto:   A
  governarci  non  ci  sono  servitori, ma lupi  rapaci .  Amarissima
  considerazione che, purtroppo, sembra essere sempre più  confermata
  dai  fatti. Ora, noi non siamo qui per giudicare le singole persone
  né   per   scrivere  le  sentenze,  perché  questo  a  noi,  dentro
  quest'Aula, non compete. Però, quello che ci dobbiamo chiedere è se
  sono  stati attivati i necessari anticorpi al vizio di qualche lupo
  rapace,  se  cioè questo Governo in carica poteva prevenire  quello
  che è successo o se invece ha preferito girarsi dall'altra parte
   Una buona amministrazione non si giudica dagli scandali che riesce
  a scansare, magari mettendo qualche toppa, presidente Schifani, qua
  e  là,  o  cacciando qualche assessore sì e qualche altro  no.  Una
  buona amministrazione gli scandali li previene  E in questo senso è
  fondamentale il rigore nell'effettuare i controlli, perché  laddove
  i  controlli non ci sono, o sono deboli, o si aprono le porte  alla
  corruzione e alla mala gestio.
   A tal proposito voglio ricordare che la Corte dei conti, assessore
  Dagnino, sezione di controllo per la Regione Siciliana, in una nota
  recente  - deliberazione n. 196 del 2025 - ha messo nero su  bianco
  un  giudizio  netto. Cito un passaggio, nel quale si dice  che   il
  perdurare  dell'assenza di un sistema di contabilità analitica  cui
  interfacciare  il  controllo di gestione, comporta  la  sostanziale
  assenza del controllo di gestione , controllo di gestione che, come
  sappiamo,  serve  anche a verificare lo stato di  attuazione  degli
  obiettivi programmati confrontando i costi e la qualità della  vita
  con  i  servizi offerti per capire il livello di funzionalità della
  Pubblica Amministrazione, la sua efficacia, la sua efficienza.
   Insomma,  appare  evidente che non sono stati attivati  tutti  gli
  strumenti per prevenire le irregolarità, né per verificare il senso
  finale dell'azione amministrativa di questo Governo.
   Bene, diciamocelo, si naviga a vista  Come ho detto più volte,  al
  di  là  delle vicende giudiziarie, il Governo Schifani è un Governo
  senza  programmazione  che va avanti solo per approssimazione,  che
  tenta  solo  di  inseguire  le  emergenze  invece  di  gestirle   e
  superarle.  Ma se manca una visione sono gli interessi particolari,
  quelli del piccolo cabotaggio, a dettare l'agenda politica.
   E,    quindi,    ecco   qua   la   spartizione    nella    sanità,
  nell'aggiudicazione degli appalti, la bocciatura dei LEA, le  liste
  d'attesa per prestazioni sanitarie che si allungano a dismisura, ma
  questo  è  la punta soltanto di un iceberg perché tutti i  comparti
  economici sono in sofferenza: vedi l'agricoltura, abbiamo accertato
  nel  2024  un calo della produzione del 10% -lo afferma il  Governo
  nella  nota  del  DEFR- e non lo dico io.  Eppure  nella  legge  di
  stabilità,  che  ci apprestiamo ad approvare, non  vedo  la  parola
  "agricoltura". C'è invece un fondo di un milione per far gestire  a
  chi?  All'Assessorato  alla famiglia, guarda  caso,  questo  stesso
  fondo.
   Nel  frattempo,  il  Presidente  Schifani  ci  delizia  con  delle
  dichiarazioni  di  questo  tenore: "Il mio  impegno  e  quello  del
  Governo regionale è rivolto a privilegiare la meritocrazia rispetto
  alla  raccomandocrazia". Ha detto proprio così.  Ma  ci  chiediamo,
  cosa ha fatto? Ha respinto le richieste dei partiti quando c'era da
  nominare i manager della sanità? Lo ha fatto, Presidente? Ha  fatto
  la   riforma  della  dirigenza,  magari  per  reclutare   personale
  preparato e non ancora a servizio dei desiderata dei lupi rapaci di
  turno?  Ha fatto la riforma dei consorzi di bonifica per provare  a
  dare  l'acqua  agli  agricoltori? Ha  imposto  agli  assessori  che
  erogano  somme in forma diretta, come il turismo e la  cultura,  di
  farlo solo con procedure trasparenti di evidenza pubblica? Ha messo
  mano  al  disastro delle dighe e delle reti idriche  colabrodo?  Ha
  speso bene le risorse europee? Lo ha fatto il suo centrodestra, che
  governa  la  Sicilia  in  modo quasi  interrotto  da  25  anni?  Vi
  ricordate Agenda 2000? Roba di quando la Sicilia riceveva più fondi
  di  tutte  le  altre Regioni, perché aveva obiettivo e convergenza.
  Bene,  dopo 25 anni e miliardi di Euro di fondi europei,  fondi  di
  coesione  e  quant'altro, la Sicilia non si  è  schiodata  da  quel
  punto.  Il  termine non è più lo stesso, le regioni sono  povere  e
  hanno,   ancor  di  più  oggi,  collocazione  nelle  regioni   meno
  sviluppate.  Ma  alla  differenza nel nome non corrisponde  analoga
  differenza  nella  sostanza,  perché la  Sicilia  rimane  in  grave
  ritardo di sviluppo e di risorse europee.
   Uno degli effetti di questa inefficienza riguarda i nostri giovani
  che  hanno  ricominciato a fare le valigie e ad andare  via.  Basta
  guardare  la  classifica  dei  "NEET",  acronimo  inglese  che   si
  riferisce  a  chi non ha istruzione, né lavoro e né formazione,  la
  Sicilia detiene il primato nazionale con il 27,9% dei giovani,  tra
  i  15 e i 29 anni, contro una media nazionale del 16,1%, presidente
  Schifani:  se  guardiamo al di là dei suoi slogan,  buoni  solo  ad
  occupare  qualche  titolo  di  giornale,  ci  accorgiamo   che   la
  "raccomandocrazia" è ancora qui.
   Quello  che  fino  ad  oggi ha fatto il suo  Governo,  può  essere
  sintetizzato   in   quattro  punti:  una   sfilza   di   leggi   di
  riconoscimento  di  debiti fuori bilancio,  norme  finanziarie,  di
  volta in volta urgenti, per somministrare pannicelli caldi a questa
  o  a  quella categoria, reprimende epocali a dirigenti vari che non
  attuano  il  PNRR o che non fanno i decreti attuativi delle  leggi,
  sommare incarichi commissariali su emergenze vecchie di decenni che
  rimangono tali.
   Onorevoli colleghi, mi avvio alla conclusione, con questa  mozione
  di sfiducia proposta dalle forze politiche che oggi, in quest'Aula,
  si  trovano  all'opposizione ma, che si propongono di  poter  dare,
  finalmente,  alla  Sicilia  un  Governo  all'altezza  delle   sfide
  necessarie a superare le condizioni nelle quali siamo ricaduti  con
  questo  Governo  di  centrodestra, intendendo tracciare  una  linea
  netta.
   Oggi  siamo chiamati tutti a metterci la faccia, con il voto  alla
  mozione  di  sfiducia i siciliani sapranno chi  è  il  complice  di
  questo Governo e chi invece intende voltare pagina.
   Per tutte le ragioni e considerazioni che ho fin qui espresso,  il
  Gruppo   parlamentare  del  Partito  Democratico  si  appresta   ad
  esprimere  la sfiducia al Presidente della Regione - che  è  appena
  uscito - onorevole Schifani.

   PRESIDENTE. Grazie, Onorevole Catanzaro. Ha chiesto di intervenire
  l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Sì, Presidente. Io, con tutto l'amore del  mondo,  se
  non  c'è il Presidente Schifani, non intervengo. È corretto che  il
  presidente  Schifani ascolti questo Parlamento;  se  il  presidente
  Schifani   ritiene  non  essere  utile  questo   incontro   e   non
  confrontarsi   con  l'opposizione  lo  dica,  che  possiamo   anche
  smetterla  Io mi fermo, chiedo che i minuti non vengano conteggiati
  fin quando il presidente Schifani non rispetta questo Parlamento  e
  si accomodi nella posizione che spetta al Presidente stesso. Chiedo
  una sospensione.

   PRESIDENTE.  Io  vado  avanti.  Il  Presidente  Schifani  si  sarà
  assentato, non l'ho neanche visto uscire, magari ci dobbiamo...

   LA  VARDERA. Però, Presidente, se questo è un momento  in  cui  la
  presenza  del  Presidente è obbligatoria, allora  noi  ci  dobbiamo
  porre   il  problema  se  il  Presidente  vuole  rispettare  questo
  Parlamento...

   PRESIDENTE. C'è comunque il Vicepresidente.

   LA  VARDERA. No, ma non basta il vicepresidente, la mozione non  è
  verso  il vicepresidente Sammartino - che avrebbe mille motivi  per
  essere  sfiduciato  anche lui - è per il  presidente  Schifani,  se
  dobbiamo sfiduciare Sammartino, facciamo l'elenco

   PRESIDENTE.  Onorevole  La Vardera, può essere  anche  per  motivi
  fisiologici che sia uscito. Io, intanto, le chiedo di ritornare  al
  posto, se non vuole intervenire.

   LA VARDERA. Ma anche i colleghi non vogliono intervenire

   MARANO. Sospenda i lavori

   PRESIDENTE. Non sospendiamo niente, lo chiamo... stia calma,  stia
  calma...

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole  La Vardera, non penso  che  il  Presidente
  della    Regione,   dedicando   l'intera   giornata,   si   potesse
  sottrarre...se,  però  deve andare magari  alla  toilette  o  debba
  uscire un istante...

   LA VARDERA. No, no, Presidente, ma io, come dire...

   PRESIDENTE.  Penso sia consentito. Vada avanti, vada  avanti,  non
  voglio sottrarle tempo

   LA  VARDERA.  ...pongo  la questione...Il  Presidente  Schifani  è
  tornato in Aula ed è giusto parlare. Bene

   PRESIDENTE. Prego, vada avanti.

   LA   VARDERA.  Presidente  del  Parlamento,  membri  del  Governo,
  colleghi  deputati: il Re è nudo, re Schifani  è  nudo   Al  di  là
  dell'immaginazione,  che a qualcuno potrebbe  suscitare  sdegno,  a
  ragion  veduta,  il Re è davvero nudo  Non in senso letterale,  per
  carità, ma in senso assolutamente figurativo
   Re Schifani è nudo
   L'ignavia,  nonché  l'inadeguatezza del suo Governo  sono  note  a
  tutti,  tranne  che  a lui, continua a vivere rinchiuso  dentro  il
  castello,  alla  Corte  del  Re, cioè sé  stesso,  ordina  ai  suoi
  cortigiani di premiarlo, di incensarlo, si rifugia all'interno  del
  castello  Utveggio,  guardando dall'alto la plebe  palermitana,  si
  guarda tronfio affermando allo specchio: "Specchio, specchio  delle
  mie  brame,  chi  è il più bello del reame?".  E in  coro,  i  suoi
  Assessori, plurindagati, gridano: "Tu, Presidente, sei  tu  il  più
  bello ".   Mentre  alle  sue  spalle, i  suoi  stessi  compagni  di
  partito, tramano la cospirazione.
   Veda, Presidente della Regione, lei fugge da questo Parlamento  da
  mesi,  lei  fugge dalle sue responsabilità e dal disastro  che  sta
  mietendo in giro per la Sicilia. Sostanzialmente, lei ha deciso  di
  fare il Presidente per interposta persona, affidando, di fatto,  lo
  scettro del potere al suo amico Cuffaro  Motivo per il quale  si  è
  guadagnato sul campo il nomignolo di "Totò Schifani", sulle nomine,
  sulla  sanità...Presidente, non si vede il  numero  di  telefono...
  mentre  parlo è al telefono, una cosa di una indelicatezza, di  una
  irrispettosità per questo Parlamento... Se la gente che sta a  casa
  vedesse un Presidente che non ascolta...

   PRESIDENTE. Si rivolga a me.

   LA VARDERA. I deputati, Presidente, parla al telefono... veramente
  di una inadeguatezza pazzesca  Ma continuiamo...
   Lei  si è messo sul campo e si è conquistato il nomignolo di "Totò
  Schifani"  sulle  nomine,  sulla sanità, nei  concorsi,  sui  bandi
  regionali
   Lei,  di  fatto, era stato commissariato da Cuffaro  Oggi,  forse,
  dovrei  chiederle scusa, perché sostanzialmente lei non è stato  il
  vero  Presidente,  o forse, più che scusarmi dovrei  ricordarle  in
  fila  le  ragioni  per  cui,  oggi, questo  Parlamento  propone  di
  sfiduciarlo.
   Andiamo  ai  fatti: lei fugge, non viene a confrontarsi  ormai  da
  mesi    Ecco uno dei capisaldi di questa mozione di sfiducia: farla
  scendere dal castello Utveggio, obbligandola a confrontarsi con  il
  Popolo, rappresentato da questo Parlamento.
   La  misura  della  realtà dovrebbe convincerla  che,  ad  esempio,
  secondo  Agenas, l'Agenzia sanitaria nazionale delle regioni,  -  e
  non  un partito di opposizione - boccia sonoramente la banda  della
  sua sanità siciliana, inchiodandola a numeri devastanti.
   All'ultimo   posto,  per  fughe  dai  pronto  soccorso,   troviamo
  l'ospedale  Cervello  di Palermo; per non parlare  dell'attesa  per
  avere un'ambulanza a casa in caso di emergenza: la maglia nera va a
  Messina,  venticinque  minuti per avere  il  soccorso;  quintultima
  Agrigento,   con  ventidue  minuti;  tornando  a  Palermo,   sempre
  l'ospedale Cervello detiene il primato nazionale per tempi d'attesa
  al pronto soccorso, quasi otto ore  Ripeto, otto ore
   Sempre il Cervello è primo per fughe  La gente rinuncia alle  cure
  prima  di essere visitata; ma lei compie un capolavoro, Presidente,
  anziché dimezzare questa sanità, offre sull'Altare della Patria  un
  medico che ha denunciato un intero sistema, il cui nome è Francesco
  Caronia.
   È  il  caso di dirlo, forse, l'assessore Daniela Faraoni  dovrebbe
  andare  di  nuovo a casa di Cuffaro a chiedergli consigli  su  come
  gestire la sanità  Sono sicuro, Presidente, che Totò -  tinto   per
  com'è - non vi avrebbe fatto commettere questo errore
   Sempre  Agenas -  non un partito dell'opposizione -  dice  che  la
  Sicilia detiene il primato negativo per le liste d'attesa, roba  da
  far accapponare la pelle
   Vogliamo  parlare della fuga massiccia dei giovani  laureati,  che
  non  solo  devono subire lo strappo dai loro affetti, ma  anche  la
  beffa  di doversi vendere un rene per tornare a Natale, acquistando
  biglietti  a  700  euro?  Però,  voi  avete  la  soluzione    Siete
  straordinari  La pantomima del treno della speranza, che riporta  i
  siciliani  dal  Nord  a  casa,  un'offesa  verso  chi  pretende  di
  ritornare,  non  con  un  mezzo  che impiega  venti  ore   "Sicilia
  Express",  così  l'avete  chiamato   Per  voi,  abituati  ad  avere
  collegamenti stradali degni della Papua Nuova Guinea, fare  20  ore
  da   Milano   a  Palermo  merita  di  essere  chiamato   "Express"
  Straordinari
   Gentile  Presidente,  vogliamo parlare della famigerata  questione
  morale  e del "metodo Schifani"? Lei, puntualmente, quando  sbaglia
  le  mosse politiche fa pagare agli altri il prezzo dell'epurazione
  La  sua maggioranza detiene il record di indagati, ma lei fa  fuori
  gli  unici  due  assessori  non  indagati   Solidarietà,  assessore
  Messina,  assessore Albano  Cioè, mischineddi, non avevano  neanche
  un  procedimento e lei li ha fatti fuori  Detenendo, ovviamente, un
  passaggio che è cruciale.
   Ma  cosa ci si può aspettare da un Presidente salvato dalla  scure
  della  prescrizione,  che  non ha deciso di  farsi  scagionare  nel
  merito  ma che ha preferito fuggire da un giudizio?  Perché il  Re,
  accusato   di   concorso  esterno  in  associazione  a  delinquere,
  rivelazioni  di  segreto d'ufficio, ha deciso la via  facile  della
  prescrizione  e per avere una sentenza bisognerà solo affidarsi  ai
  posteri;  ma  cosa  ci  si può aspettare da un  Presidente  salvato
  dall'omertà  politica che non ha spiccicato una sola  parola  sulla
  vicenda che riguarda una delle spiagge più importanti e famose  del
  mondo?   Il sottoscritto, purtroppo, Presidente, per quella vicenda
  ha perso la propria libertà personale, mettendosi contro un gigante
  che,  da  oltre  cento  anni, ha il monopolio  della  gestione  del
  demanio  pubblico  Perché - non so se lo sa, Presidente - quello  è
  territorio dei siciliani, demanio regionale.
   Vi ho costretto, mettendovi all'angolo, ad avviare la procedura di
  revoca  - cosa di cui lei ha comunque preferito non rivendicare  la
  paternità - non è che per caso, Presidente, ha la cabina a Mondello
  e   non   si   vuole  mettere  contro  l'Italo  Belga?   Però,   un
  ringraziamento  lo  devo  fare: se non ci fosse  stato  l'assessore
  Savarino  -  che, ricordiamolo, prima di fare l'assessore  è  stata
  cinque  anni presidente della Commissione  Ambiente  e che  non  si
  era  mai  accorta  di  nulla  e, guarda caso,  oggi,  rivendica  il
  risultato politico - bene, Presidente, i dati positivi di  cui  lei
  parla sono, assolutamente, un vaneggiare e una crescita pompata  da
  fuori:  cantieri  pubblici, superbonus 110, fondi straordinari  del
  PNRR,  investimenti  decisi a Roma e a  Bruxelles  che  fanno  fare
  un'iniezione temporanea di denaro che ha tenuto in vita  l'economia
  -  come  una trasfusione che fa riprendere il paziente  ma  non  lo
  guarisce  -  dati  drogati, dunque  Appena mancherà  questa  spinta
  esterna  la  Sicilia  rischierà di fermarsi  di  nuovo.  È  un'onda
  favorevole, non un cambio di rotta
   I  numeri: meno 859 mila abitanti, entro il 2050; 44 mila  giovani
  in  fuga, emigrati nel solo biennio; quote di laureati che partono,
  per  il  42%;  numeri che la inchiodano a un venditore  di  fumo  o
  peggio  a  un  ladro di sogni di tantissimi giovani siciliani  che,
  guardandola alla guida della Regione, preferiscono fuggire.
   Deputati  della  maggioranza  - e  mi  avvio  alla  conclusione  -
  abbiate  il  coraggio di difendere e di defenestrare  un  Re  e  di
  passare  alla storia  Diversamente, sarete ricordati come  formiche
  alla sua corte  Cari colleghi della maggioranza, per una volta, non
  pensate solo ai mutui che dovete pagare o alla rata della BMW nelle
  vostre  mani, avete in mano il futuro dei vostri figli  La  Sicilia
  intera  vi  sta  guardando   Se  manterrete  saldo  sulla  poltrona
  Schifani ne renderete conto, non solo ai siciliani, ma alla storia

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Adorno.  Ne  ha
  facoltà.

   ADORNO.   Grazie,  Presidente, innanzitutto questa  mozione  credo
  abbia  un grande merito, perché noi, sa Presidente Schifani, vorrei
  la sua attenzione ma capisco bene che l'attenzione che lei dedica a
  un deputato è qualcosa di veramente poco, ecco Presidente

   PRESIDENTE. Si rivolga sempre a me, onorevole.

   ADORNO.   Sì,  Presidente, io mi rivolgo anche a lei che  è  stato
  appena raggiunto

   PRESIDENTE. No, si deve rivolgere solo a me.

   ADORNO. Io mi rivolgo al Presidente dell'Assemblea regionale che è
  stato  appena raggiunto dalla richiesta di rinvio a giudizio perché
  la  dobbiamo dire tutta: in quest'Aula che è una spugna che assorbe
  tutto  e  in  cui  c'è  un Presidente della Regione  Schifani  che,
  finalmente, sta prestando un minimo di attenzione, il Presidente al
  quale noi ci rivolgiamo e che, oggi, sfiduciamo. Più volte ci siamo
  rivolti  a  Federica  Sciarelli per chiedere: "Chi  l'ha  visto  il
  presidente  Schifani?",  non  si è  accorto  di  una  Regione  allo
  sfascio:  dei  pronto  soccorso,  di  esami  istologici   che   non
  arrivavano  o  che arrivavano dopo che le metastasi erano  partite
  Abbiamo  richiesto più volte un'Aula sulla sanità, e lei Presidente
  avrebbe bisogno di telecamere puntate addosso perché sta ridendo  È
  morta un'insegnante. Vergogna, vergogna
   Mentre  noi  siamo in quest'Aula a chiedere la sua  sfiducia,  lei
  ride   accanto   a  Sammartino,  un  altro  indagato,   noi   siamo
  circondati...

   PRESIDENTE. Onorevole Adorno, si rivolga sempre a me.

   ADORNO. Lei è pure indagato, Presidente Galvagno

   PRESIDENTE. E lei si rivolga comunque a me. Sarò indagato, ma  lei
  si rivolga a me, lei si attenga al Regolamento, non si preoccupi

   ADORNO.   Sono  circondata,  questo  è  un  Parlamento  pieno   di
  arrestati,  alcuni  sono stati arrestati e  hanno  dovuto  lasciare
  anche il posto. È una vergogna per noi siciliani  E allora lo  dico
  in  breve  e  faccio  un appello ai colleghi: chi  vuole  votare  e
  scegliere  la  legalità voterà a favore della mozione di  sfiducia,
  chi  vuole  invece perpetrare in questa Sicilia a pezzi, in  questa
  Sicilia piena di scandali, in cui ogni giorno -  e poc'anzi proprio
  mentre  scoccavano  le  14.00 arrivava il suo  rinvio  a  giudizio,
  Presidente Galvagno, e allora chi vuole dire basta a questo scempio
  voti in maniera favorevole  Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Presidente, il nostro Capogruppo ha  fatto  l'intervento
  per  il Partito Democratico e io mi ci ritrovo totalmente; ha  dato
  indicazioni  da  me  condivise e, quindi, mi  limiterò  soltanto  a
  titoli, anche perché il tempo non è tanto a nostra disposizione  e,
  quindi, dobbiamo entrare nel merito.
   Presidente Schifani, io debbo dire che mi aspettavo di più dal suo
  dire  parlamentarista. Lei è stato Presidente del Senato, ha sempre
  parlato del ruolo delle nostre Assemblee parlamentari, sono rimasto
  perplesso,  non  l'ho  vista presente  quando  si  è  discusso  del
  regionalismo  differenziato, eppure, è un  tema  che  sta  toccando
  tutto  il Paese e avrebbe dovuto avere il suo contributo in Aula  e
  nell'interlocuzione  con  quello che voi  avete  chiamato  "Governo
  amico".
   Non l'abbiamo ritrovata neanche nelle tante iniziative che abbiamo
  sostenuto  per la pace nel mondo, abbiamo dato forza  al  Movimento
  per  la  Palestina,  per l'Ucraina, ci siamo mossi  come  Assemblea
  regionale  con  un  piglio  parlamentare che  avrebbe,  certamente,
  dovuto  avere  la  sua disponibilità, così come  lo  abbiamo  visto
  assente quando abbiamo discusso di due legge-voto che parlavano  al
  Parlamento nazionale.
     La  sua  esperienza sarebbe stata utile per  la  legge-voto  sul
  diritto  allo studio e poi, soprattutto, per la legge-voto  che  ha
  avuto  l'obiettivo  di mettere al centro, anche, temi  fondamentali
  che afferiscono alla sanità, alla facoltà di medicina.
   Quindi,  un'assenza che - devo dire - non ha visto una surroga  da
  parte  dei parlamentari della sua maggioranza, degli Assessori.  Io
  non  entro  nel  merito di alcune questioni,  potrei  farlo  avendo
  discusso   in  Parlamento,  anche  interloquendo  con  i   soggetti
  istituzionali.
   Mi permetto di dire, però, che non abbiamo visto un impegno serio.
  Abbiamo  qualche  volta dovuto constatare che questo  Parlamento  è
  stato ridotto ad un "parlatorio". Basta guardare un dizionario  per
  capire  che cosa vuol dire "parlatorio": un luogo dove si  parla  e
  basta, non ci si ascolta.
   Signor Presidente, scriveva Aldo Moro che la parola nel Parlamento
  è  motore della storia perché chi la pronuncia fa un atto di  fede,
  si identifica in quella parola, si impegna, e chi ascolta assente o
  dissente  al  dovere  di  continuare ad avere  la  stessa  tensione
  morale, solo nella sintesi le nostre istituzioni vanno avanti.
   Sono queste le preoccupazioni maggiori, certo, associate anche  ad
  alcuni fatti che noi avremmo voluto in soluzione.
   Noi,  come  Gruppo  parlamentare,  ci  siamo  impegnati  in  tanti
  argomenti  che  fanno  riferimento  alla  situazione  della  nostra
  Sicilia,  partendo dalla situazione produttiva: la ZES,  piaccia  o
  non  piaccia,  è  scomparsa per responsabilità  di  Fitto,  sì,  ma
  continua   ad  essere  evidenziata  come  qualcosa  di   possibile,
  impossibile noi riteniamo.
   Questa   situazione  ha  determinato  una  condizione  di  stallo:
  l'agricoltura che ha sofferto, innanzitutto, per la siccità non  ha
  trovato  risposte.  Sono  proprio di questi  giorni  gli  articoli,
  annunciati anche da alcune dichiarazioni dell'Assessore Sammartino,
  in cui si dice: "stanno cominciando a pagare la siccità 2024".
   La  situazione che si è creata ha determinato una riduzione  delle
  nostre imprese notevolmente nelle nostre comunità. Basta andare  in
  un  paese a vocazione agrumicola per vedere quante sedi commerciali
  sono state chiuse.
   Così come riteniamo che sia inaccettabile che il nostro grano  sia
  ammassato  a 22 centesimi, una situazione scandalosa che  determina
  quella difficoltà che è presente nelle nostre comunità.
   Certo,  l'agricoltura ci fa pensare all'acqua, e noi  lo  sappiamo
  che  abbiamo  più volte ripreso questo argomento. Un argomento  che
  vede  però  il Governo, continuamente, in difficoltà. Si annunciano
  interventi.  Lasciamo perdere le polemiche stantie, però,  non  c'è
  dubbio  che  la  situazione  nell'agricoltura  continua  ad  essere
  precaria, ma la situazione è diventata difficilissima anche per  la
  gestione delle fonti idropotabili delle nostre comunità.
   Basta  andare  nei  nostri comuni per vedere quali  difficoltà  ci
  siano per l'abbassamento delle falde.
   Eppure,  non  c'è un piano di reazione, non si discute  su  questi
  temi, si annunciano interventi che poi vengono bloccati.
   Quello che è successo la settimana scorsa è conosciuto. Si è detto
  che  Caltanissetta, Agrigento avrebbero potuto avere problemi molto
  seri.  Ecco  perché  noi sottolineiamo questo  aspetto,  così  come
  diciamo che sull'ambiente ci deve essere un interesse particolare.
   Noi  non  entriamo  nel  merito  di  quelle  che  sono  state   le
  valutazioni di un Comitato - credo di livello - che avrà  fatto  le
  proprie  scelte. Diciamo che, per quello che abbiamo vissuto  nelle
  nostre   comunità,   pensare  di  dare   anche   una   lettera   di
  riconoscimento,   Assessore,  ai  Vigili  del  Fuoco,   ai   nostri
  forestali, ai giovani che operano nella Protezione civile, che sono
  quelli  che  aiutano le nostre comunità, guai se  non  ci  fossero,
  pronti  ad intervenire. Così come sul tema delle devianze  sociali,
  Presidente,  abbiamo  nella  relazione  dell'Antimafia  -  che  lei
  purtroppo  non  ha ascoltato - evidenziato che in  Sicilia  c'è  la
  ripresa  di una invasività della criminalità organizzata e  mafiosa
  da  temere perché è riorganizzata in maniera violenta, diffonde una
  cultura estremamente grave, si è impossessata di nuovo delle piazze
  che  bisognerebbe riconquistare, con il crack che io credo non stia
  avendo  quella  diffusione di iniziative  previste  da  noi,  dalla
  legge.  Con il crack fanno affari e tentano di arruolare nuovamente
  dei  giovani  nelle nostre comunità, soprattutto  nei  quartieri  a
  rischio.
   Così  come  riteniamo che ci sia stato qualcosa  di  violento,  di
  grave,  successo  proprio in questi giorni  a  Catania,  la  scuola
  Pestalozzi,  Presidente,  ha  avuto un incendio,  l'incendio  della
  biblioteca,  un segnale gravissimo, la mafia che dice:  non  dovete
  avere istruzione perché dovete essere sottomessi a noi .
   È  un  fatto  molto  grave.  Noi abbiamo  posto  le  basi  per  un
  finanziamento, vedremo in Aula se è possibile, perché bisogna  dare
  il segnale alla mafia che in quel quartiere, che è il quartiere del
  villaggio  Sant'Agata,  ci sarà un impegno  forte  da  parte  delle
  Istituzioni.
   Concludo, signor Presidente. Io credo che l'impegno della  mozione
  sfiducia abbia avuto il significato simbolico di un'opposizione che
  si  vuole  contrapporre  alla  maggioranza,  che  vuole  dire  alla
  maggioranza  "stop,  fermatevi".  Lei,  Presidente,  incasserà   il
  risultato  ma, Presidente, quello che accade in Sicilia è  qualcosa
  però  che riteniamo diverso da quello che è stato fatto, di  quello
  che  si  farà in quest'Assemblea. Basta girare, io sono  sindaco  e
  parlo  con i cittadini, la mia porta è sempre aperta e vedo che  ci
  sono  difficoltà  notevoli, soprattutto in vista  della  tenuta  di
  alcune fasce sociali.
   Io,  quando  ci sono stati alcuni avvenimenti, ero in  televisione
  per  motivi  diversi, mi hanno fatto un'intervista,  ho  detto  "io
  credo che il Presidente non debba tergiversare, debba dimettere  la
  Giunta  e passare ad una Giunta tecnica in modo da dare il  segnale
  di una svolta in Sicilia". Non è stata accolta. Io non so se lei ha
  fatto o farà questa riflessione.
   Mi  permetta di dire, Presidente, però che questo segnale non sarà
  risolutivo  rispetto alla vicenda che lei sta vivendo  con  la  sua
  maggioranza  e  le  ricordo,  come  scriveva  Seneca,  che  per  il
  navigante che non sa dove andare non c'è vento favorevole.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Cambiano.  Ne  ha
  facoltà. Dopo c'è l'onorevole Campo.

   CAMBIANO. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
  Presidente  della Regione, il 10 novembre 2022, lei pronunciava  un
  discorso  solenne  in  quest'Aula: "il mio Governo  combatterà  col
  massimo  rigore  ogni tentativo di infiltrazione  della  mafia  nel
  sistema  regionale  della  spesa  pubblica,  adottando  criteri   e
  comportamenti rigorosi che valgano anche da deterrente".
   Ecco,   Presidente,  il  suo  Governo,  ahimè,  purtroppo,   verrà
  ricordato  non come il Governo delle riforme, non come  il  Governo
  della  svolta, della ripresa siciliana, il suo Governo,  purtroppo,
  per i siciliani che perdono la speranza anche di poter cambiare  le
  cose  con  il  proprio voto, verrà ricordato come il Governo  degli
  scandali,  perché  non  c'è  stata forza  politica  alcuna  che  la
  sostiene  che  non  sia stata toccata da un'inchiesta  giudiziaria:
  Lega, Fratelli d'Italia, MPA, Democrazia Cristiana, Forza Italia.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   Ecco, è come se il "malaffare", avesse preso il sopravvento  e  ci
  siamo  assuefatti  a  questo sistema politico,  di  gestione  e  di
  esercizio  del  potere, perché, Presidente,  mentre  lei  parla  di
  rigore  morale,  quest'Aula si è fermata  e  le  Commissioni  hanno
  interrotto i loro lavori per procedere a mettere d'accordo i  pezzi
  della sua maggioranza, rispetto a una spartizione di poltrone nella
  sanità, nelle società partecipate, negli enti regionali.
   Ecco,  Presidente, una spartizione di poltrone che  fa  male  alla
  Sicilia  e  ai  siciliani. Lei continua con una narrazione  e  sono
  certo  che  nel  suo intervento ci propinerà nuovamente  quei  dati
  economici che dimostrano - secondo lei - che tutto va bene, che  il
  prodotto  interno lordo siciliano è in ascesa, che i dati economici
  sono dalla parte del suo Governo.
   Ecco,  Presidente, io aggiungerei che nonostante il suo Governo  i
  dati economici sono incoraggianti, perché nella storiella che viene
  raccontata - assessore Dagnino, vedo che mi segue con attenzione  -
  lei omette di raccontare l'inizio, quel "c'era una volta", e allora
  glielo   ricordo   io,   Presidente,  perché   con   tanta   onestà
  intellettuale l'assessore Dagnino, lo ha affermato in I Commissione
  "Affari istituzionali".
   C'era  una volta un Presidente del Consiglio dei Ministri, che  si
  chiama Giuseppe Conte, che è riuscito a portare in Italia il  Piano
  nazionale...

     (Interruzione fuori microfono da parte dell'assessore Turano)

   ...  no,  no,  guardi,  assessore Turano, mi sono  fermato  perché
  sentivo  l'onorevole  Micciché,  commentare  probabilmente  il  mio
  intervento, lo ritengo poco opportuno.
   Quindi,  al  di là di tutto c'era un Presidente del Consiglio  dei
  Ministri  che è riuscito a portare in Italia un Piano Nazionale  di
  Ripresa e Resilienza, di cui sta beneficiando la Regione siciliana,
  con  infrastrutture, asili nido, case di comunità, opere  pubbliche
  che si realizzano.
   Ecco,  Presidente, nonostante il suo Governo e la  sua  azione  di
  Governo  inefficace,  i  dati economici sono  dalla  nostra  parte,
  proprio  per questa ragione, proprio perché qualcuno, probabilmente
  con  più  visione  politica, aveva compreso che in  un  momento  di
  depressione economica, delle misure shock, come ad esempio i  bonus
  edilizi,  avrebbero dato un sostegno concreto all'economia.  Certo,
  perché voi, da una parte criticate, da una parte condannate, da una
  parte rumoreggiate rispetto a delle azioni politiche portate avanti
  o   rispetto   a  delle  misure  approvate,  come  il  reddito   di
  cittadinanza, il superbonus, ma poi non fate altro che  riproporle,
  riproporle  in  malo modo però, perché il reddito di  cittadinanza,
  Presidente,  è  stato sostituito dall'assegno di inclusione  e  dal
  supporto  formazione lavoro, inadeguato  Perché il suo  Governo  ha
  dovuto  stanziare una nuova misura voluta anche dalle  opposizioni,
  che abbiamo intitolato "reddito di povertà".
   Il  suo  Governo si appresta a sottoporre all'Aula una misura  che
  ripropone i bonus edilizi.
   Ecco,  mal copiate, delle misure portate avanti da altri prima  di
  lei.
   Ma  in  che  cosa ha inciso questo Governo regionale? Sulla  crisi
  idrica,  Presidente,  ad oggi abbiamo ancora  turnazioni  di  otto,
  dieci  giorni  nella  provincia di Agrigento,  nella  provincia  di
  Trapani. Ecco  e continuiamo a dare soldi pubblici a "Siciliacque",
  quell'ente di sovrambito - in mano per il settantacinque per  cento
  a privati e partecipato per il 25 per cento dalla Regione siciliana
  -  che,  negli  ultimi  dati  disponibili  sul  sito  istituzionale
  dell'ente,   sperpera  oltre  seicentomila  euro  per   consulenze.
  Presidente,  ma  ne  è a conoscenza o non si è accorto  nemmeno  di
  questo  sistema  di  cui  è  circondato? E  il  vero  responsabile,
  Presidente, è lei.
   Oggi  la sfiducia è nei suoi confronti perché non può sempre dire:
  "E'  colpa degli altri". Di fronte a uno scandalo e di fronte a una
  morte  di una giovane donna siciliana, non può dire: "Non  è  colpa
  mia". Di fronte alla lettera di una mamma, che denuncia quello  che
  purtroppo sono i disservizi in un reparto di ospedale, lei non  può
  dire  "Licenziamo il medico". Di fronte a uno scandalo che travolge
  il  sistema politico siciliano, lei non può dire: "Non è colpa mia.
  Defenestro gli assessori".
   Presidente, forse deve fare una riflessione approfondita su quello
  che  è  il  suo mandato di Governo e sulla responsabilità che  deve
  assumersi  di  fronte  ai siciliani, perché  nel  suo  discorso  di
  insediamento  rigore, morale, deterrenza... ma lei  ha  pronunciato
  mancanza  di subalternità nei confronti del Governo nazionale:  "Io
  non  sarò subalterno di fronte al Governo nazionale". Non ha  detto
  una  sola parola contro l'autonomia differenziata  Presidente,  non
  ha  detto  una  sola parola contro lo scippo dei Fondi  sviluppo  e
  coesione
   Guardi, io non entro nel merito ponte sì, ponte no; infrastrutture
  sì,   infrastrutture  no.  Ma  perché  le  infrastrutture  non   le
  finanziano  con  altri  tipi di risorse,  piuttosto  che  sottrarre
  risorse  ai  siciliani? Perché piove nelle aule, perché abbiamo  le
  zone  interne che non sono collegate, perché ancora per  percorrere
  da Castelvetrano a Gela impieghiamo quattro ore in auto, perché per
  percorrere  da Gela ad Agrigento in treno impieghiamo sette  ore  e
  mezzo?
   Presidente, lei racconta, lei e la sua maggioranza raccontate  una
  Sicilia che non c'è. Non ci possiamo accontentare del PIL che è  in
  crescita,  e ora ci racconterà che i dati economici sono dalla  sua
  parte.   Presidente,   ha  una  responsabilità   morale,   ha   una
  responsabilità politica.
   Presidente,   mentre   lei  ritirava  un   premio   come   custode
  dell'ambiente ad Agrigento, a pochi chilometri c'è una discarica in
  cui  ci  sono  dei  rifiuti combusti da oltre  due  anni   Si  sono
  raggiunti  livelli  di diossina enormi  Una preoccupazione  per  la
  salute  dei  cittadini. Ecco, se ne è infischiato. Non una  parola,
  non  una  parola di conforto nei confronti di quelle comunità  che,
  diciamo, soffrono per il potenziale rischio per la propria salute.
   Ecco, Presidente, l'uomo felice è quello che fa la cosa giusta. Io
  la invito ad essere felice, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
   È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Giunta e colleghi deputati, oggi non so
  se con i voti riusciremo a mandare a casa il Presidente Schifani  e
  ritornare  finalmente  al  voto.  Di  certo,  i  suoi  alleati  non
  voteranno  questa  sfiducia, non per questioni di  fedeltà  ma  per
  questioni  squisitamente  personali  e  politiche.  C'è  chi  vuole
  conservare la poltrona; c'è chi beneficia di questo sistema con  le
  laute  finanziarie che portano consenso personale;  c'è  anche  chi
  ancora  non ha maturato quattro anni e sei mesi e quindi non  potrà
  accedere  alla  pensione. Del resto, Presidente,  questi  sono  gli
  stessi  deputati che l'hanno tradita nelle variazioni di ottobre  e
  che  hanno già iniziato il conto alla rovescia. Così come  tutti  i
  partiti di coalizione che la sostengono.
   Partiamo, per esempio, dalla Lega di Matteo Salvini: sta usando la
  Sicilia  come  merce di scambio con le trattative in Lombardia,  ma
  comunque  ha detto che vuole incidere anche in Sicilia,  che  vuole
  mettere  voce  sulle  prossime  elezioni,  come  se  l'avesse   già
  archiviata. La stessa cosa Fratelli d'Italia: Sbardella  a  Catania
  lo  ha  detto  chiaro e tondo che  ci sono altri  due  anni  e  poi
  vedremo i risultati e si deciderà . Più chiaro di così
   I  rapporti con i lombardiani, alleati di Gianfranco Micciché  con
  Grande  Sicilia,  non  sono  mai  stati  ottimi,  sempre  pieni  di
  tensioni,  e quindi non so se ci sia da fidarsi. Ma i rapporti  più
  complessi  sono all'interno del suo stesso partito,  dove  c'è  una
  corrente - quella di Mulè, Falcone, Calderone - che le rema contro.
  Addirittura,    oggi,   Calderone   ha   chiesto   le    dimissioni
  dell'assessore  per  la  salute, Daniela Faraoni,  evidentemente  a
  ragion veduta, visto che ha avuto contatti con Totò Cuffaro,  anche
  privati.  E  il Presidente Tajani cosa fa? Per altri saltella,  per
  lei  glissa,  non  dice  mai niente  Oggi,  addirittura,  la  vuole
  commissariare.

   DIPASQUALE.  Non  c'è  niente da ridere   Deve  stare  garbata  ed
  educata che qui lei è un ospite. Vergogna  Non c'è nulla da ridere,
  lei  è una miracolata  Deve ascoltare la collega, educatamente. Una
  che ha preso zero voti ed è in Parlamento

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale,  per  favore.  Non   mi   fate
  sospendere  l'Aula.  Possiamo continuare ad  ascoltare  l'onorevole
  Campo? Prego, onorevole Campo.

   CAMPO.  Sì,  mi  dispiace che si gridi in quest'Aula,  soprattutto
  quando  si  parla di sanità, che invece è il nodo  dolente  che  ha
  visto parecchie tragedie in questa Sicilia.
   Comunque,  Presidente, ritornando al discorso:  lei  è  inviso  ai
  suoi, e quindi cosa fa? Si getta fra le braccia di Totò Cuffaro. Lo
  considera il suo più grande alleato, il più stretto e intimo, e  fa
  finta  di non vedere quello che succede, quello strapotere anomalo,
  quella  lunghissima  fila per incontrarlo, per  ricevere  favori  e
  raccomandazioni,  addirittura  dietro  il  suo  stesso  Assessorato
  regionale  alla  famiglia.  Quindi  continua  a  foraggiare  questo
  sistema,  e  non solo con le laute finanziarie, ma anche facendogli
  passare  qualsiasi  nomina, qualsiasi promessa, che  alimentava  il
  sistema  del "cuffarismo", basato appunto sul controllo del potere,
  sulle  promesse  di  carriera, di lavoro, di  concorsi  scritti  su
  misura,  di bandi vinti senza gare reali, di nomine per ogni  posto
  di sottogoverno utili per controllare potere, soldi, affari.
   E  la prova è sotto gli occhi di tutti, Presidente, perché lei non
  ha  dimesso  i due assessori della Giunta democristiani  e  qualche
  dirigente per una presa di coscienza, ma perché le è stato dato  un
  diktat  dai  Fratelli d'Italia romani. Altrimenti  non  lo  avrebbe
  fatto.  E  quindi la contromossa, qua in Sicilia,  è  continuare  a
  tenere stretto Totò Cuffaro fra le sue braccia e concedergli  altre
  nomine, altre nomine ancora: due dirigenti, un capo di Gabinetto  e
  ancora  altre nomine  insomma, siede ancora accanto a Totò Cuffaro,
  ed  è  lui  che detta le regole e usa la politica come un  bancomat
  personale.
   Santo  Dio,  questa  è la Regione. E lei non  sarà  ricordato  dai
  siciliani  per  le buone azioni di governo: sarà ricordato  proprio
  per  questo, per aver resuscitato il "cuffarismo". Le sue idee sono
  tutte vecchie, superate  Ha sottratto 1,3 miliardi alla Sicilia per
  riesumare il progetto del Ponte sullo Stretto, un progetto del 1992
  che  fa  acqua da tutte le parti, pure per la Corte dei  Conti.  Ha
  preso  800  milioni di euro per gli inceneritori, inceneritori  che
  forse  vedremo  fra dieci anni, e nel frattempo  che  faremo?  Sono
  politiche ambientali scadute, vecchie anche queste, perché ormai il
  mondo  è  andato  in  un'altra direzione, e  nonostante  questo  si
  autoassolve dalla sua miopia con un premio. Si consegna  un  premio
  che  purtroppo  non è stato gratis, è costato quasi  centoventimila
  euro ai siciliani per far lavorare i soliti amici di partito e  per
  organizzare cene, il che abbiamo capito che le piace molto.
   Ecco  il  suo biglietto da visita: non una sanità efficiente,  non
  una  Sicilia  sicura, collegata e pulita, nessun aiuto concreto  ai
  siciliani che ogni giorno fanno i conti con la mancanza di  lavoro,
  gli  affitti,  la lista della spesa, le bollette e le nuove  tasse:
  avete  tassato pure i cani. Vergogna  E qua arrivo al  punto  della
  mozione  di  sfiducia. La colpa più grave che ha è quella  di  aver
  tolta  la  fiducia  ai siciliani. Sempre meno  persone  andranno  a
  votare,  le urne saranno sempre più vuote, ma del resto si  sa,  la
  fiducia  è  lavoro, è trasparenza, è fatica  È più facile  sprecare
  soldi  pubblici, attrarsi le antipatie di tutte le persone  libere,
  perbene  e oneste, incoraggiarle a non votare più per mantenere  il
  voto  sotto controllo, quello clientelare, il voto del "cuffarismo"
  che  sperate  possa  ancora giovare a voi  e  a  vostro  favore,  e
  probabilmente  sarà  così. Ma noi non smetteremo  di  lottare,  non
  smetteremo  affinché  le cose possano cambiare,  la  fiducia  possa
  tornare. Del resto, se ci siamo riusciti in Sardegna con la Todde e
  in Campania con Fico, perché non in Sicilia?

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   In  ordine  sempre  di firma alla mozione, è  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Grazie.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  gli
  interventi  dei  colleghi e delle colleghe che mi  hanno  preceduto
  hanno  già ovviamente messo sul piatto i tanti motivi che ci  hanno
  spinto  a  proporre  la  mozione  di  sfiducia,  primo  fra   tutti
  ovviamente la famosa questione morale che è veramente il centro, il
  tema  e  il  motivo  per cui oggi noi siamo qua. Perché  il  metodo
  Cuffaro è quello che vi ha consentito di vincere queste elezioni, e
  certamente  non  basta  ed  è  anche  piuttosto  ipocrita  emendare
  sacrificando due capri espiatori e qualche dirigente per pensare di
  ripulire,  diciamo, l'immagine di un'intera Giunta,  e  soprattutto
  l'immagine  della Sicilia intera che è stata offesa,  che  è  stata
  macchiata e che ogni giorno viene macchiata da qualche notizia  che
  arriva riguardo a quello che sta accadendo, ogni giorno, dal  punto
  di vista giudiziario.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   E  allora siamo qua e abbiamo presentato questa mozione che  resta
  con  tutta  la  sua forza, anche se non ci facciamo illusioni,  noi
  sappiamo che oggi per paura, per convenienza, per stoltezza, questo
  Parlamento probabilmente respingerà la nostra mozione di  sfiducia,
  ma  da  domani  noi la sfiducia la porteremo nelle strade  e  nelle
  piazze  della Sicilia, nelle piazze virtuali, nelle piazze  fisiche
  della  nostra Regione. Da quest'Aula la sfiducia dovrà ora  passare
  nelle  mani  dei nostri territori, dei cittadini e delle  cittadine
  siciliane. La porteremo tra chi attende da mesi una visita medica o
  tra  chi  ha  conosciuto esperienze drammatiche nei  nostri  pronto
  soccorso,   la   porteremo   tra  chi  cerca   un   lavoro   pagato
  dignitosamente  e legalmente, tra chi prova a fare  impresa  tra  i
  giovani   che  oggi  sono  diventati  una  delle  tante   emergenze
  strutturali  della  nostra Sicilia. Fa molta  amarezza  pensare  ai
  giovani  come un'emergenza. Allora noi ci auguriamo che  da  domani
  sarà  proprio il popolo siciliano a comminarvi questa sfiducia,  se
  oggi  l'Aula  non avrà il coraggio di approvarla,  e  questa  volta
  questa sfiducia sarà definitiva. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Ciminnisi.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINNISI. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, mi scuso se  la
  mia  voce, se le mie capacità vocali oggi non sono al massimo, però
  ritenevo  doveroso  intervenire, perché lo  dobbiamo  ai  siciliani
  perché,  Presidente,  questa mozione di sfiducia  che  oggi  stiamo
  discutendo,  è  vero, l'abbiamo firmata noi: forze di  opposizione,
  deputati  del  Movimento 5 Stelle, del PD,  di  Controcorrente,  ma
  dietro ai nostri nomi ci sono i siciliani. Ci sono i siciliani  che
  non  hanno più fiducia nella sua azione di Governo, Presidente.  Ci
  sono  siciliani  piegati  da  una crisi  idrica  che  da  due  anni
  imperversa  in  questa Regione, sotto la guida della sua  esclusiva
  cabina  di regia, una crisi idrica che ha finito per mettere contro
  agricoltori  e  cittadini, sindaci contro altri  sindaci,  province
  contro  altre province, il tutto per la sua incapacità, Presidente,
  di  gestire questa stessa crisi  Una crisi che ha il suo emblema in
  provincia  di  Trapani,  dove la diga  Garcia,  per  un  errore  di
  calcolo, viene svuotata di 5 milioni di metri cubi, in favore degli
  agricoltori  -  per carità pure loro sono i primi,  sono  le  prime
  vittime di questa incapacità di Governo - e lascia a secco metà dei
  cittadini della provincia
   Nel  frattempo la diga Trinità sversa acqua in mare, acqua che non
  sappiamo  conservare  e  che  rappresenta  la  fotografia  plastica
  dell'inefficienza, dell'incapacità di questo Governo di gestire una
  risorsa,  che  è una risorsa primaria. Quando manca  l'acqua  nelle
  case  dei  cittadini non c'è bisogno di elencare altri  fallimenti
  Una  crisi idrica che è stata combattuta facendo leva su che  cosa?
  Sui  dissalatori. Come se i dissalatori potessero essere la panacea
  di  tutti  i  mali,  come se la nostra rete  idrica  non  fosse  un
  colabrodo  in tutta la Sicilia, priva di manutenzione  ordinaria  e
  straordinaria da anni. Una crisi che l'ex Assessore Barbagallo, nei
  suoi  tredici  mesi  in  Giunta, al termine,  definì  normalizzata,
  perché la crisi idrica è diventata la normalità in questa Regione
   Tredici mesi in cui l'Assessore Barbagallo non riuscì a portare  a
  termine  nemmeno  la riforma dei consorzi di bonifica,  esattamente
  come qualsiasi altra riforma
   Questo  Governo,  Presidente, un Governo di cui lei  millanta  una
  forza  e un'unità, all'interno di questo Parlamento, non ha portato
  a casa in tre anni una sola riforma.
   Cosa  pensava, Presidente? Che le avremmo consentito di  venire  a
  discutere  qui  la finanziaria, dopo che all'ultima  variazione  di
  bilancio la sua stessa maggioranza ne ha affossato un quarto?
   Cosa  pensava? Che sarebbe venuto qui, Presidente, a discutere  di
  come impegnare i soldi dei siciliani, quando non è venuto nemmeno a
  riferire  in Aula sullo scandalo dei tremilatrecento referti  della
  sanità trapanese?
   Ma  non  pensava,  Presidente, di dovere un  minimo  di  rispetto,
  quanto meno alla professoressa Gallo, che ci ha lasciato dopo  aver
  denunciato,  da  sola, un sistema malato in  cui  il  diritto  alla
  sanità, alla salute, viene negato ai cittadini?
   Non  pensava, Presidente, di dovere delle spiegazioni ai familiari
  di  chi oggi sta lottando per combattere un tumore, un cancro,  una
  malattia che non è stata diagnosticata per tempo?
   Non  pensava,  Presidente,  di doverci  delle  spiegazioni  su  un
  sistema   sanitario  ammalorato  dalle  corruttele,  dagli  appalti
  truccati,  dalle  inchieste per corruzione? O pensava  che  bastava
  rimuovere qualche dirigente per lavarsi la coscienza?
   Non   una   parola  su  quella  vicenda,  in  questo   Parlamento,
  Presidente
   Però  siete bravi, siete bravi ad autopremiarvi, ad autoincensarvi
  come  custodi  dell'ambiente. Per che cosa? Per  gli  inceneritori,
  quando  tutto il mondo sa, persino un bambino sa, che sono l'ultima
  delle scelte possibili nella gerarchia europea dei rifiuti. Ma  noi
  andiamo sempre in direzione ostinata e contraria
   Per  cosa  siete  custodi  dell'ambiente,  Presidente,  quando  la
  Sicilia  è  prima  in  Italia per gli incendi?  Incendi  che  hanno
  colpito  persino  le nostre riserve naturali, compresa  la  riserva
  dello  Zingaro  dove, forse, lei dimenticava che la costruzione  di
  una  strada  era  stata  interrotta per fare diventare  la  riserva
  naturale quello che oggi è: la prima riserva della Sicilia.
   E  cosa dire, Presidente, ancora vi incaponite, vi ostinate con un
  progetto  del Ponte sullo Stretto, quando oggi in Sicilia  ci  sono
  pendolari  che vivono disagi quotidiani, quando oggi  un  capoluogo
  come Trapani, dopo quindici anni di fermo e di stop immotivato,  su
  cui  non  si  sa  niente, non è collegato con  il  capoluogo  della
  Regione. Non abbiamo notizie di quello che è successo a quel tratto
  ferroviario
   Presidente,  che fine hanno fatto i disabili nella sua  agenda  di
  Governo? Che fine hanno fatto le famiglie di quei bambini, di  quei
  ragazzi  che  ogni  anno devono venire qui,  a  metà  dell'anno,  a
  chiedere  una  variazione  di bilancio affinché  i  comuni  possano
  assicurare il servizio ASACOM, il servizio di assistenza  igienico-
  personale  ai  bambini,  ai più fragili, ai più  vulnerabili  della
  nostra società?
   Presidente,  l'unica  cosa che ci ha lasciato  e  ci  ha  regalato
  questo  triennio  di Governo sono solo gli scandali,  scandali  che
  hanno  resuscitato  il "cuffarismo" come metodo politico,  scandali
  che  hanno  travolto la sua Giunta, mentre i componenti,  che  sono
  attualmente  rinviati  a giudizio, siedono  ancora  accanto  a  lei
  Presidente,  mentre  ha cercato di rifarsi una  verginità  politica
  cacciando   via   agli   Assessori  della   Democrazia   Cristiana,
  formalmente  non  indagati e colpevoli solo di  fare  parte  di  un
  sistema che è quello di Totò Cuffaro, che lei ha riportato e a  cui
  ha   aperto   le  porte  del  suo  Governo,  salvo  poi  ovviamente
  continuare,  come  se  nulla  fosse,  a  nominarli  nei  posti   di
  sottogoverno.
   Cosa dire, Presidente, delle isole minori? Quei cittadini che  lei
  diceva non avevano motivo di essere considerati cittadini di "serie
  B",  che  sarebbero stati cittadini siciliani al pari degli  altri.
  Erano Isole di Sicilia, non Isole minori
   Eppure,  oggi,  c'è  anche lì un'inchiesta sui collegamenti  delle
  Isole  minori, un servizio che dovrebbe essere garantito da  questa
  Regione  e  su  cui probabilmente la stessa Regione  ha  omesso  di
  vigilare, come se i soldi non fossero soldi dei siciliani, come  se
  i  cittadini delle Isole minori non avessero diritto alla mobilità,
  al pari degli altri. Però, poi noi parliamo di Ponte sullo Stretto,
  sottraendo più di un miliardo e tre alle infrastrutture che servono
  davvero siciliani, a province, come la provincia di Agrigento,  che
  non ha un chilometro di autostrada, all'anello sud che non sarà mai
  chiuso.
   Presidente, non vada via
   Ho  concluso, Presidente, perché noi - e faccio un appello qui  ai
  colleghi  della  maggioranza  - tre anni  fa  abbiamo  prestato  un
  giuramento  solenne  che  è  quello  di  servire  i  siciliani  con
  disciplina e onore. Disciplina, cerchiamo di recuperarla,  l'onore,
  quello  che  ci  rimane, cerchiamo, quanto meno, di dimostrarlo  ai
  siciliani  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole. È iscritto a parlare  l'onorevole
  Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Aspettate, non fate partire l'orologio.
   Io non voglio, in questa sede, giudicare il Governo per quello che
  non ha fatto o per quello che ha fatto male in questi tre anni.
   Vorrei, però, porre attenzione al fatto che la mozione di sfiducia
  è un atto straordinario ed eccezionale che si fa in un Parlamento e
  non  è  solo un giudizio che è legittimo, che le opposizioni  danno
  nei  confronti  di un Governo, dei suoi atti, dei suoi  errori,  di
  errori  anche  gravi che stanno pagando caramente alcuni  siciliani
  perché  c'è  una Sicilia che, comunque, ha un vantaggio  da  questo
  Governo  ed  è la Sicilia - come Totò Cuffaro ha dichiarato  -  del
  "cuffaresimo"; l'ha coniata lui questa espressione in un'intervista
  a   Repubblica,  nel  mese  di  giugno,  ben  prima  delle  vicende
  giudiziarie, quindi, dando quasi un valore religioso al sistema  di
  cui lui è interprete.
   Però,  devo  dire con grande onestà che non è il solo  interprete,
  per  cui  questa  Sicilia del "cuffaresimo" ha molti  emuli  ed  ha
  creato  sistemi  di vantaggio per alcuni siciliani, certamente  per
  quelli  che, magari, hanno goduto per avere passato un compito  per
  superare  un concorso - non per essere raccomandati, per commettere
  un  reato,  ma  di  cui,  forse, non si  ha  neanche,  persino,  la
  cognizione che dare un compito sia un reato - o coloro che, magari,
  pensano  che  attraverso  la vincita di un  appalto  e  poi  di  un
  subappalto e la possibilità di assumere qualche decina di  persone,
  certamente, quelli lì un vantaggio da questi atti lo avranno  e  lo
  hanno avuto.
   Io  penso che, però, la sfiducia sia qualcosa di straordinario che
  arriva  perché siamo di fronte a un dato sistemico - e non lo  dico
  io,  per  ultimo,  proprio ieri o l'altro ieri,  la  Procura  della
  Repubblica,  nel disporre una misura cautelare per alcuni  pubblici
  ufficiali,  non  solo professionisti, che si sono macchiati  e  gli
  viene contestato un reato grave per un pubblico ufficiale, che è la
  corruzione  -  siamo  di  fronte ad  una  condizione  sistemica  di
  corruzione e noi, in questi mesi, lo abbiamo avvertito.
   La Magistratura l'ha scritto, la politica l'ha negato  La politica
  si  nascondeva  pensando  che i fatti che  sono  stati  oggetto  di
  contestazioni di reato siano fatti singoli, episodi di  corruzione,
  come  dire,  legati  a  debolezze umane - qualcuno  è  accusato  di
  essersi  fatto corrompere per 2 mila euro, qualche altro per  mille
  euro  -;  quello  che  è  evidente è che siamo  di  fronte  ad  una
  diffusione  ed  è  molto  più profonda  di  quello  che  l'Autorità
  giudiziaria ci ha, finora, esposto ed è questo il punto.
   L'Autorità giudiziaria fa il suo mestiere - e meno male che lo  fa
  e  speriamo che sia in grado sempre di poterlo fare. Ma la politica
  dov'è?   La  politica  agisce  nel  secondo  tempo?  Si  limita   a
  commentare?   O   a  ritenere  che  i  fatti  che   riguardano   la
  malversazione, la corruzione e le truffe siano un fatto - come dire
  - ascrivibile a pochi adepti?
   Io,  in questo, attribuisco una grave responsabilità al Presidente
  della  Regione. Per certi versi, questa grave responsabilità  si  è
  accentuata  nelle stesse giornate e negli stessi  mesi  nei  quali,
  frutto di una debolezza politica di questo Presidente, ha anteposto
  al  dibattito  su  come porre freno a quelle che  sono  condizioni,
  ormai,  sistemiche nell'Amministrazione regionale, ha anteposto  il
  tema  della sua ricandidatura due anni e mezzo prima della scadenza
  naturale; normalmente, questo lo fa chi si sente, come dire,  molto
  debole e quindi cerca di costruire attorno, a distrarre più  che  a
  costruire, il dibattito politico su Schifani sì, Schifani no, senza
  discutere e senza poter valutare il merito delle questioni  di  cui
  si sta parlando.
   E,  allora,  credo che per questa ragione il Presidente  oggi  sia
  inadeguato. È inadeguato a fare questo mestiere, è faticoso, ci  ha
  fatto  sapere  oggi  sui  giornali che  avrebbe  anticipato  alcune
  considerazioni tra cui la fatica del Presidente. Lo sappiamo che  è
  faticoso,  ma  oltre alla fatica ci vuole una forza  di  esempio  e
  questo  Presidente  ha  consentito che  si  mettesse  in  moto  una
  macchina in cui ognuno pensa di essere in una società per azioni  e
  ognuno  fa  quello  che  vuole dentro la quota  di  azioni  di  cui
  dispone.
   Diciamocelo  con chiarezza, in questi ultimi mesi,  la  Sicilia  è
  diventata la terra di predatori, cioè l'Amministrazione pubblica  è
  un  luogo  dove prendere e ottenere qualcosa per sé, e  questo  non
  riguarda solo la politica ma riguarda anche una serie di personaggi
  che  sono  tornati a frequentare i corridoi dei nostri Assessorati,
  delle  Aziende sanitarie, delle società partecipate, faccendieri  e
  intermediari  di  professione che esercitano  con  un  solo  scopo,
  quello  di  fare  soldi ad ogni costo sugli interessi  pubblici  di
  questa Regione
   Non  ho  sentito  una parola su tutto questo e  credo  che  questi
  silenzi  ci  dimostrino che questo Presidente è  inadeguato   Forse
  oggi  supererete il passaggio della sfiducia, mi dispiace  che  sia
  uscito,  queste  cose gliele avrei dette con molta nettezza,  anche
  con  più  nettezza nel momento in cui il Presidente fosse stato  in
  Aula,  immagino che sarà uscito per motivi personali, ma credo  che
  oggi  una  cosa  sia certa: comunque finirà oggi,  da  oggi  questo
  Presidente  è un Presidente che non potrà più avere l'autorevolezza
  di  essere  da  esempio  dentro il suo Governo  e  agli  occhi  dei
  siciliani  per  la condizione degenerativa che si  è  prodotta   in
  questi tre anni e a meno di due anni della fine della legislatura.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   Voglio chiudere con una sola considerazione. Ieri sono stato  allo
  Zen  dove si è tenuto un evento importantissimo: gli Stati generali
  nel  terzo  settore,  dopo  i fatti di  Palermo,  e  ieri  mi  sono
  vergognato  per  il fatto che, ancora una volta, da  quel  mondo  è
  venuto  un grido di allarme, malgrado abbiamo fatto leggi approvate
  da questo Parlamento, l'Amministrazione pubblica se ne infischia, i
  decreti  attuativi  sulla  legge  sulle  dipendenze  non  esistono,
  abbiamo  fatto - lo dico all'assessore Dagnino, avendoglielo  detto
  qualche  giorno fa di persona - una legge un anno  e  un  mese  fa,
  quella  che  consente  di avere l'accesso al credito  alle  imprese
  confiscate  e  non  c'è  uno straccio di  decreto  che  possa  dare
  attuazione  a quello che il Parlamento approva. Anche questo  è  il
  sintomo che questo Governo non c'è più

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Cracolici. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  Assessori, colleghi parlamentari, certo che dovevamo presentare  la
  mozione  di  sfiducia per vedere il Presidente  della  Regione  con
  tutti gli Assessori qui presenti in Aula
   Questo,  veramente - tranne alcuni Assessori che sempre  si  fanno
  vedere di cui due li hanno mandati a casa - non era mai accaduto
   Una delle cose per cui il Presidente della Regione dovrebbe andare
  a  casa  è proprio per quella che è stata la bugia di inizio  della
  legislatura,  cioè  lui  è venuto qui a raccontare  la  favola  del
  Presidente   che  doveva  vivere  il  Parlamento,   il   Presidente
  parlamentarista, per poi essere stato, assolutamente, assente
   Ma  guardate  che uno dei motivi perché abbiamo presentato  questa
  mozione  di sfiducia è proprio per parlamentarizzare la  crisi,  la
  crisi  politica,  morale,  etica che  sta  coinvolgendo  la  nostra
  Regione siciliana perché lui non sarebbe venuto mai in Aula.  È  un
  Presidente  che  è  scappato, è scappato  sempre.  Immaginatevi  un
  confronto  su  quelli  che erano i fatti che stavano  accadendo  in
  questi ultimi giorni.
   Quindi,   abbiamo   presentato  la   mozione   di   sfiducia   per
  parlamentarizzare la crisi e anche nella speranza che i colleghi di
  maggioranza possano passarsi la mano sulla coscienza - alcuni,  non
  molti  -  per  mettere fine a quello che è un processo,  veramente,
  deleterio.
   Questo  Presidente della Regione non fa altro che sbandierare  una
  filastrocca:  la Sicilia è in crescita - che poi ci  sono  anche  i
  dati  scientifici  su questo - la Sicilia è la  prima,  la  Sicilia
  rilancia il Mezzogiorno, il Pil della Sicilia metterà in condizione
  di salvare il mondo
   Questo  è  un  racconto "fasullo" perché la crescita del  Pil  non
  sempre  si traduce in aumento proporzionale del benessere di tutti,
  assolutamente
   Il  Pil  è drogato da una serie di fattori: non tiene conto  della
  salute  - a cui lei Assessore non è riuscito a farle fare un minimo
  di  miglioramento insieme ai suoi predecessori -  non  tiene  conto
  della  sicurezza,  non tiene conto della qualità  dell'occupazione,
  non  tiene  conto  di tutta una serie di fattori  che  non  rendono
  l'aumento  del  Pil  corrispondente a una  crescita  reale,  a  una
  ricchezza. Il nostro Pil cresce, ma la Sicilia è sempre più povera
   Ma,  giustamente,  voi  non  lo  potete  sapere,  sicuramente   il
  Presidente  della Regione che è chiuso nella sua stanza  a  gestire
  solamente i posti di Governo e di sottogoverno della maggioranza.
   La  grande  responsabilità che ha Schifani è proprio questa,  cioè
  lui ha legittimato tutto questo
   Quante  volte  abbiamo letto e abbiamo visto sui giornali  che  le
  nomine  dei  manager  sono ferme perché i partiti  devono  dare  le
  indicazioni
   Voi  avete  legittimato la spartizione tra i partiti di  tutto  e,
  guardate, questa è una cosa gravissima, perché quando legittimate i
  direttori,  il  sottogoverno,  i manager,  li  legittimate  con  la
  spartizione  politica, passa il messaggio  che  il  politico  è  il
  padrone e, quindi, ci sono i manager che vengono nominati,  che  si
  prestano per le elezioni, che mettono nelle liste i loro amici  per
  supportare il vostro Governo
   Il  passaggio dalla vicinanza politica all'affare è vicino,  ed  è
  quello  che  è  successo. È quello che sta  accadendo,  cioè  siete
  riusciti  a  far  parlare tutta l'Italia, tutta la Sicilia  per  le
  questioni giudiziarie.
   Io  sono un garantista, lo sono sempre stato per gli amici  e  per
  gli avversari.
   Ma   una  cosa  è  sicura:  mai  come  in  questo  momento   dalle
  intercettazioni,  dalle dichiarazioni anche che escono  fuori,  c'è
  stato un quadro dal punto di vista etico e morale così degradante
   Voi  siete gli artefici, voi rappresentate questo percorso, che  è
  quello che esce fuori dalle intercettazioni
   Anche  i  colleghi della maggioranza si sono dovuti vergognare  di
  alcune intercettazioni che sono uscite fuori perché, purtroppo,  lo
  spaccato è questo, cioè dal punto di vista etico e morale voi avete
  e  state rappresentando una Sicilia che è veramente mortificante, è
  una Sicilia che non vogliamo, che non vogliono i giovani che se  ne
  stanno  andando,  che  non  vogliono le  piccole  aziende  agricole
  zootecniche abbandonate, le piccole aziende artigiane, non vogliono
  gli  anziani che sono sempre più soli. Gli anziani, ebbene, nessuno
  sta  pensando al loro futuro, cosa faranno gli anziani  quando  non
  riusciremo  a metterli in condizione di poter essere accuditi?  Non
  esiste una politica né per i giovani, né per gli anziani, né per  i
  meno  giovani,  né  per il trasporto pubblico  Avete  distrutto  il
  trasporto  pubblico, in pochissimi anni, con gli uomini  che  avete
  nominato  all'AST, l'avete distrutto  Avete preso  le  risorse  del
  Fondo  per lo Sviluppo e la Coesione, dell'FSC, e le avete  buttate
  per il Ponte che non si realizzerà mai
   Noi  della  provincia di Ragusa ci siamo viste  tolte  le  risorse
  della Siracusa-Gela, tratto fino a Modica, per 350 milioni di  euro
  e  senza aver messo una lira  La nostra Regione siciliana parla del
  Ponte e poi per andare da Modica fino a Trapani e viceversa si  può
  rivolgere solamente alle preghiere del Signore
   Ma  qual  è  la  Sicilia che state lasciando  dopo  otto  anni  di
  Governo?  Avete utilizzato le risorse dell'FSC per pagare le  spese
  dell'immondizia, dei rifiuti che dobbiamo portare fuori all'estero,
  per  decine  e decine di milioni di euro. Le risorse che  servivano
  per gli investimenti invece le stiamo utilizzando per i rifiuti
   C'è  una Sicilia che è veramente morta. La sfiducia, come ha detto
  bene l'onorevole Chinnici, potrà non passare, anzi non passerà, non
  ci  crediamo  noi  a  questo scatto di orgoglio  dei  colleghi  ma,
  guardate,  che  per fortuna la sfiducia ormai si  sta  alimentando,
  giorno dopo giorno, nelle strade, non potete prendere più in giro i
  siciliani  con la storia del Pil. Dipende ora tutto da noi,  ovvio.
  Manca  solo  un  tassello a quella sfiducia  e  i  guai  che  avete
  combinato in queste due legislature, ora dobbiamo essere  in  grado
  di  presentare l'alternativa ma non la perderemo questa  occasione,
  non   vi   convincete  che  non  riusciremo  a  presentarla  questa
  opportunità ai siciliani.
   Voi  veramente  meritate la chiusura di questa esperienza,  questo
  gruppo di potere che ha governato la Sicilia per troppi anni  -  da
  una  parte anche con Crocetta - si deve riposare, perché  vi  siete
  convinti che potete fare tutto e più di tutto, a tal punto anche di
  togliere  quella speranza dei concorsi pubblici ai ragazzi   Questo
  non  è possibile, vi dovete riposare e la Sicilia invece ha bisogno
  veramente  di una nuova governance, ha bisogno di persone  che  non
  hanno  governato questa Regione, di persone che si devono  occupare
  di  nuovo  di un progetto diverso di rilancio. Questa è  la  grande
  opportunità a cui tutti noi saremo chiamati e siamo chiamati.
   Siete  riusciti, intanto, a ricompattare l'opposizione, per  me  è
  importante quello che è successo con Cateno De Luca che si  ritrova
  a votare questa mozione di sfiducia, così come ha detto, perché non
  costruite. E vi dico una cosa: quando penso al mio passato, e penso
  dove  ero e dove sono andato a finire, ma per fortuna che ho  avuto
  quella capacità di fare scelte diverse
   Oggi,  non  mi  ci potrei trovare, ma veramente, c'è una  distanza
  così  immensa  che non mi ci potrei trovare. E per fare  cosa?  Per
  gestire  un po' di potere, per gestire un sottogoverno, vivere  con
  tutto questo schifo?
   Poi,  per quanto riguarda la DC dovrei fare un intervento tutto  a
  parte  perché  da ex democristiano mi permetto di dire  "ma  povera
  Democrazia Cristiana  Ha subito quello che ha subito nel'  94,  nel
   93  con tangentopoli, ci mancava ancora questo passaggio ". Questo
  passaggio  Totò  ce  lo poteva evitare  Forse  era  meglio,  poteva
  evitare  di riportare il simbolo in Aula e ve lo dico, avendoglielo
  detto io personalmente, l'ultima volta che l'ho visto.
   Ma  qual è? Una cosa, dimmela, che vi siete sposati di attività di
  politica  siciliana, come Democrazia Cristiana, vi state  occupando
  solo di un po' di gestione.
   Lo dico perché l'ho detto a lui, quindi, non ho problemi; e questa
  è forse ancora la più grande delusione che mi potevate regalare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.

                        Sull'ordine dei lavori

   SUNSERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie Presidente, ma siamo in discussione da  un'ora  e
  mezza  e  in  quest'ora e mezza il Presidente della  Regione  si  è
  alzato almeno quattro o cinque volte. Allora, per una questione  di
  rispetto...

   ARICO',  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Solo  due
  volte

   SUNSERI.  No, no, no, Assessore Aricò, si è alzato quattro  volte,
  le ultime due negli ultimi due interventi
   Allora,  per  una  questione di rispetto  dell'Aula,  io  non  so,
  ovviamente  lei  non immagino possa obbligare il  Presidente  della
  Regione a presenziare, però credo sia una questione di rispetto nei
  confronti  dei  deputati  che  hanno  depositato  una  mozione   di
  sfiducia.
   Sarebbe opportuno, elegante, che quanto meno rimanesse in Aula  ad
  ascoltare, altrimenti, le preannuncio già adesso che nel momento in
  cui,  il Presidente della Regione dovrà leggere o parlare all'Aula,
  io  mi  alzerò dall'Aula, abbandonerò l'Aula, chiedendo  che  venga
  fatta  informativa  scritta  tramite  mail  perché  non  sarà   mio
  interesse ascoltarlo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.

   GILISTRO. Sospenda, Presidente.

   PRESIDENTE.   Nel  frattempo  stiamo  contattando  il   Presidente
  Schifani, perché sicuramente sarà fuori per cose importanti.

      Riprende il seguito della discussione della mozione n. 322

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Mandiamo  subito
  una  missiva  urgente  al  Presidente della  Regione,  oggi  stiamo
  parlando  di lui, tutti i siciliani stanno parlando del  Presidente
  della  Regione, ed è stucchevole come in questa seduta,  in  questo
  momento, non ci sia il Presidente della Regione.
   Io,  guardate,  sono in crisi, io stesso, ieri sera  quando  stavo
  lavorando  per  mettere assieme le carte nella gestione  di  questa
  discussione, ho avuto delle serie difficoltà.
   Ecco qua il Presidente della Regione, grazie Presidente.
   Ho  avuto  serie difficoltà a mettere assieme tutto quello  che  è
  successo in questi tre anni, tra promesse mancate, tra errori,  tra
  scandali,  inchieste, tra quello che sta succedendo tra  i  partiti
  politici che hanno sostenuto il Presidente della Regione, su quello
  che stanno determinando i silenzi del Presidente della Regione.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   Guardate, ricordo che all'inizio della legislatura ero lì  seduto,
  piccolo, piccolo, e vedevo i componenti della maggioranza,  tronfi,
  compreso il Presidente della Regione, pieni, si sentivano forti, un
  Presidente  della  Regione che io vedevo,  lo  ammiravo  anche  dal
  blasone  del  ruolo  che  ha  ricoperto,  dal  suo  curriculum:  ex
  Presidente  del  Senato, più volte parlamentare e senatore  di  una
  maggioranza di fatto, bulgara, schiacciante.
   Avere dichiarato che avevano il vento in poppa, per la prima volta
  lo  stesso  colore politico, a Roma come a Palermo, come  in  tante
  altre comunità della Sicilia, il cosiddetto "filotto".
   Ecco,  pensavamo che in quelle condizioni non avremmo mai  toccato
  palla, eppure, Presidente della Regione, guarda un po' com'è strana
  la politica, che cosa sta succedendo, che cosa è successo, quanto è
  bella la politica, infatti, la maggioranza e il governo Schifani  è
  a  pezzi,  logorata  da  un potere che non è  nelle  condizioni  di
  gestire,  i  suoi  riferimenti  a  Roma  se  la  guardano  bene  di
  avvantaggiare la Sicilia, un Governo nazionale a trazione  nordista
  e  lo  abbiamo  visto sul tema dell'autonomia differenziata,  sulla
  questione  dello  scippo delle risorse sul Ponte sullo  stretto  di
  Messina,  sull'accentramento delle risorse sul Piano  Nazionale  di
  Ripresa e Resilienza.
   Sul  Presidente  della Regione, obiettivamente,  ho  difficoltà  a
  sintetizzare quella che è una vera e propria disfatta dal punto  di
  vista   funzionale,   amministrativo  e   politico   che   si   sta
  concretizzando oramai dall'inizio del suo mandato.
   Guardate, questa non è solamente una sfiducia che oggi voteremo al
  Presidente  della  Regione, è una sfiducia al centrodestra  e  alla
  stessa idea che questa possa definirsi, una legislatura che sia mai
  partita, una legislatura piatta che è andata avanti stancamente; le
  uniche  norme  che  abbiamo esitato sono di  fatto  le  finanziarie
  falcidiate a più riprese e lei sa benissimo, Presidente, a che cosa
  mi  riferisco. Segni di vita pari a zero e questa non  è  solamente
  una  sua responsabilità, è anche una responsabilità dei partiti  di
  centrodestra  che  hanno fatto zero proposte, zero  iniziative   In
  sostanza,  non l'hanno aiutata affatto a tentare di raggiungere  un
  solo obiettivo per la nostra Regione.
   Ebbene  lei,  invece,  è  stato bravissimo  a  tentare  sempre,  e
  continuamente, a mettere il rossetto al maiale, dico io. A tentare,
  ecco,  di  nascondere, con operazioni di propaganda, gli  obiettivi
  che  non  si  sono  mai  raggiunti. Lo  vediamo  anche  dai...basta
  scorrere i suoi comunicati stampa, anche gli ultimi.
   L'autocelebrazione  sul premio all'ambiente;  120  mila  euro  per
  autocelebrarsi  sul  tema degli inceneritori; parlando  del  taglio
  alla sanità, definendola come una modalità equa di dare risposta ai
  territori. Ecco, non avendo alcun riscontro, di esser passato sopra
  alla  testa dei territori. Sul tema della solidarietà ha detto  che
  non  avrebbe  lasciato  nessuno  indietro,  e  lo  stiamo  vedendo
  Sull'emergenza abitativa ha annunciato, ha promesso ogni  cosa  sin
  dall'inizio di questa legislatura. La rigenerazione della  pubblica
  amministrazione, mentre la gente scappa dall'impiego regionale.
   Le  riforme:  i  consorzi  di bonifica, le  IPAB,  i  dirigenti  i
  forestali.
   Avrebbe risolto le emergenze: la sanità, i rifiuti, il dissesto. A
  queste  emergenze ha aggiunto la siccità, e sappiamo benissimo  che
  nelle emergenze si annida il malaffare, si annida il losco
   Avrebbe risolto i problemi dei comuni che sono abbandonati a  loro
  stessi.  Avrebbe risolto il problema dell'insularità, salvo mettere
  poi  un  trenino,  due  volte l'anno,  che  ci  mette  24  ore  per
  raggiungere  un pezzo all'altro dell'Italia. Questa è  una  vera  e
  propria offesa ai siciliani
   Ma  poi,  ancora in pompa magna, avete rappresentato la  questione
  della  fiscalità  di vantaggio. Presidente Schifani,  che  fine  ha
  fatto   questa  fiscalità  di  vantaggio  che  ci  ha  detto  avere
  concordato con il Governo nazionale? Che tipologia di vantaggi  sta
  portando  alla  Sicilia?  Ci ha detto, e  comunicati  stampa  hanno
  lanciato  su  un avanzo di amministrazione di oltre 2 miliardi.  In
  questa  finanziaria,  di avanzo non se ne vede.  Si  confronti  con
  l'assessore all'economia
   Qui  stiamo  parlando  di  promesse mancate,  stiamo  parlando  di
  propaganda, stiamo parlando di cose che hanno sfiorato il ridicolo.
  Lei è andato ad inaugurare un pontile di 20 metri a Mondello, lei è
  andato   ad  inaugurare  una  bretella  che  attendeva  trent'anni,
  trent'anni di essere inaugurata
   Presidente della Regione, vediamo di essere ragionevoli rispetto a
  quello  che  è  il  percorso serio che dovrebbe portare  avanti  un
  Presidente  della Regione. Io oggi le pongo alcune  domande  nette,
  alle quali io chiedo delle risposte ferme da parte sua. Lei si deve
  palesare, e non si deve trincerare. Le domande sono se è  vero  che
  questa  situazione di spartizione della sanità  è  marcia.  E,  pur
  nella  sua consapevolezza, ha continuato a dare incarichi ad alcuni
  manager della Sanità? Se non c'è controllo? Ce lo dice la Corte dei
  Conti,  ce lo dicono le norme sulla trasparenza che vengono mancate
  sulle quali noi proponiamo un'agenzia per i controlli, dal punto di
  vista  della  gestione  sanitaria. Se  sul  PNRR  la  situazione  è
  drammatica e siamo a percentuali ridicole, e sulla quarta revisione
  stiamo  perdendo risorse. E sulle riforme, Presidente, a che  punto
  siamo? Se c'è uno scollamento tra Parlamento e Governo?
   E  se  poi, Presidente della Regione, la sua presenza qui non  può
  che essere un fatto eccezionale. Noi rappresentiamo i siciliani,  e
  i  siciliani  meritano  di  confrontarsi con  il  Presidente  della
  Regione.  Poco ci importa se lei va a Roma, se lei va a  Bruxelles.
  Quando  ci  sono le sedute del Parlamento siciliano, il  Presidente
  della Regione deve venire qui
   Allora io la sfido, Presidente della Regione. Lei mi risponda,  al
  cinquanta  per cento delle domande che io ho fatto, con compiutezza
  e  io  sono  il  primo  a ritirare la firma su  questa  mozione  di
  sfiducia.  Diversamente,  Presidente,  lei  a  questo  punto   deve
  prendere  consapevolezza che non può attaccarsi alla  poltrona.  Si
  dimetta  e  dia  una prospettiva, e dia un futuro a  questa  nostra
  Regione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Gilistro.  Dopo
  l'onorevole Gilistro, gli onorevoli Leanza, Marano e Safina.

   GILISTRO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori  non
  saprei cosa dire, Presidente. È stato detto di tutto oggi. È  stato
  detto  di  tutto  e di più su quello che questo Governo  è  e  dove
  questo  Governo  ha  fallito, per cui potrei  rischiare  di  essere
  ripetitivo. Colleghi, per cortesia, un attimo di silenzio.
   Allora, Presidente, volevo dirle questo, senza bisogno di andare a
  cercare  statistiche particolari. Il Sole 24 Ore è stato impietoso,
  impietoso   Non l'abbiamo fatta noi la classifica, Il Sole  24  Ore
  non  fa parte dell'opposizione, Assessore Dagnino, guardi cosa  c'è
  scritto  qua:  106mo  posto per la città di Siracusa.  In  Sicilia,
  106mo  posto  su 107  E la città di Siracusa - e la  maggior  parte
  delle   città  siciliane  -  sono  agli  ultimi  posti  in  novanta
  indicatori.
   Allora  dobbiamo interrogarci, dobbiamo essere seri  e  capire  se
  veramente questo Governo ha fatto il passo in avanti. Cioè, Il Sole
  24 Ore, in questo momento, va querelato, va querelato  Perché se Il
  Sole  24 Ore dice queste bugie, va querelato. Perché vuol dire  che
  queste sono falsità. Se non sono falsità, dobbiamo interrogarci
   Ma  mi  fermo  e mi soffermo, Presidente Schifani - la  prego,  mi
  ascolti,  perché  questa  è una cosa che  la  tocca  personalmente,
  Presidente, assessore Dagnino, assessore Faraoni. In questi giorni,
  nel  mio studio, sono arrivati pazienti con problemi molto seri dei
  disturbi  del  neurosviluppo. Mi hanno raccontato la  loro  storia.
  Questa   loro  storia  è  registrata,  praticamente.  Gliela   farò
  ascoltare,  perché  sono le voci delle mamme, dei  papà  di  questi
  bambini, sono registrate in questo cellulare, in questo telefono. E
  capirà  il  perché,  poi,  tutti quanti proviamo  indignazione  per
  quello che accade in questo momento, per la sanità siciliana.
   Bambina  di 13 mesi visitata per un sospetto di spettro autistico,
  viene  visitata  e  viene richiamata dopo otto  mesi  alla  seconda
  visita e se non vanno i genitori a chiedere la seconda visita,  non
  è  stata  mai  richiamata. Lo sa quando hanno dato,  assessore,  la
  prima  terapia per un bambino dello spettro autistico dove  lei  sa
  che,  praticamente, la diagnosi precoce e la terapia  precoce  sono
  fondamentali?  Otto mesi dopo dalla diagnosi, che è avvenuta  sette
  mesi dopo dalla prima visita
   Questo  è  indegno  per  la sanità siciliana   Ma  soprattutto  mi
  soffermo  perché  non  è  solo l'aspetto  autistico.  L'ADHD  e  le
  problematiche  del  neurosviluppo  noi  le  conosciamo  tutti,  gli
  hikikomori,  il  ritiro  sociale  E cosa  fa  questo  Governo?  Non
  vediamo niente
   Ho presentato, assessore Dagnino, un emendamento che è stato fatto
  non per il deputato Gilistro, ma per il Governo. Un emendamento che
  riguarda  il finanziamento di una campagna di pubblicità  progresso
  importantissima  per  il riconoscimento da parte  di  genitori,  di
  insegnanti, di pediatri, di medici dei segnali precoci, dei segnali
  precoci per tutte le malattie del neurosviluppo e questo Governo la
  ignora.  Parliamo  di briciole, che potrebbero  far  risparmiare  a
  questo  Governo  decine di milioni, cento volte di  più.  E  questo
  emendamento   non   viene  né  guardato,  né   considerato,   viene
  assolutamente ignorato
   Ora  lo ripresenterò, e vediamo. Presidente Schifani, lei ha detto
  sempre che ha a cuore questi bambini. Io il rimorso di coscienza ce
  l'ho,  perché sto prestando fedeltà al mio giuramento di Ippocrate.
  Vorrei che lo faceste anche voi.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  finalmente  oggi
  possiamo avere in Aula il Presidente Schifani dopo mesi e mesi  che
  chiediamo  la  presenza  in  Aula  semplicemente  per  parlare  dei
  problemi  che  attanagliano quest'Isola, e  finalmente,  oggi,  con
  questa mozione di sfiducia abbiamo la possibilità di dire qualcosa.
   Quello che sta succedendo in questi mesi in questa Terra è davvero
  grave,  e il fatto che ogni giorno ci ritroviamo, non ogni  giorno,
  molto  spesso ci ritroviamo spiattellati sulla stampa con esponenti
  politici e burocrati che fanno parte di un sistema che sembra quasi
  un  comitato  d'affari  in  quella che è  la  gestione  della  cosa
  pubblica,  è  davvero avvilente. Lo è per noi che siamo  in  questo
  Parlamento e lo è di certo per i siciliani, i siciliani che  devono
  subire  tutto  ciò  e  che  perdono ogni giorno  la  fiducia  nelle
  istituzioni,  perché purtroppo ormai è evidente, la  partecipazione
  si  abbassa  ogni  giorno  di  più,  i  cittadini  sono  seriamente
  sfiduciati.  Sono  sfiduciati  perché  chiaramente  i  numeri  sono
  allarmanti  rispetto agli indagati nell'ambito di procedimenti  che
  riguardano gestione di appalti, nomine pubbliche, scambio  politico
  amministrativo, se ne contano circa 250 dal 2020 al 2025.
   E'  scandaloso, ed è scandaloso avere una Sicilia  che  è  su  due
  livelli, viaggia su due livelli: da una parte i siciliani  che  non
  possono  curarsi, che ricevono referti istologici in  ritardo,  che
  devono  accedere  al  credito,  quindi  farsi  prestiti  per  poter
  accedere alle cure, e dall'altra parte - sì Assessore, si  fanno  i
  prestiti  i siciliani per potere accedere alle cure -   e  nulla  è
  cambiato,   nulla   è  cambiato  rispetto  all'inizio   di   questa
  legislatura,  così e non è cambiato nulla dall'inizio della  scorsa
  legislatura, in cui quelli che governavate siete sempre gli stessi,
  perché  le  liste  d'attesa sono sempre lì, le  attese  dei  pronto
  soccorso sono sempre le stesse, i cittadini siciliani che vanno  al
  Nord per curarsi lo continuano a fare, quindi non è cambiato nulla
   Una  Sicilia che da una parte ha tutto ciò, vive tutto ciò  e  che
  dall'altra  parte ha esponenti come l'ex Presidente  della  Regione
  siciliana Cuffaro, che parla di anticipare i bandi agli amici  Come
  devono   fare  i  nostri  giovani  laureati  a  fermarsi  qui,   in
  quest'Isola, se sanno già a priori che non hanno futuro? Non  hanno
  futuro  se rimangono qui  Non hanno futuro né per le loro carriere,
  né  per  poter  mettere radici e pensare a radicarsi  con  le  loro
  famiglie.  Non c'è futuro  Quindi io non so Presidente  se  lei  si
  rende  conto di tutti i problemi che quest'Isola vive ogni  giorno,
  ma  probabilmente  sarebbe il momento di  passarsi  la  mano  sulla
  coscienza e cambiare rotta in questo senso.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, colleghi, una breve divagazione.  Veda,
  Presidente  Schifani, lei qualche settimana fa, con una lettera  di
  accompagnamento,  ha  regalato  a ciascun  parlamentare  il  codice
  parlamentare edito da una nota casa editrice e io, essendo  un  po'
  legato  al  mondo  del diritto, ho cominciato a  cercare,  studiare
  qualche  norma  e ho visto che lei le conosce, ne ha  fatto  tesoro
  perché  in  quest'Aula è venuto raramente, ma  è  venuto  e  ci  ha
  ricordato   che   esiste  la  tagliola,  limitando   il   dibattito
  parlamentare.
   Però,  veda,  lei  dalla lettura di queste norme  dei  Regolamenti
  parlamentari, non ha preso quella più importante: il  rispetto  per
  le  aule parlamentari, il rispetto per la democrazia che in  queste
  aule  parlamentari  trova la sua massima  espressione  e,  io,  per
  questo glielo regalerò. Glielo ritornerò indietro perché, veda, non
  si  può  accettare un regalo da chi non ha idea del significato  di
  quel regalo, da chi ogni giorno fa non fa ammenda dei suoi errori e
  opera solo una scelta politica, che è quella dello scaricabarile.
   Veda, Presidente, lei in questi tre anni dello scaricabarile ne  è
  stato  l'emblema:  la diga Trinità "l'abbiamo sversata  in  mare  -
  l'acqua  che  in quella diga pioveva - l'avevamo quasi  chiusa,  la
  colpa è del dipartimento acqua". Prima era del Ministero, poi si  è
  scoperto  che  non  era  del Ministero, allora  era  del  dirigente
  dell'acqua, poi, oggi, scopriamo che l'acqua dalla diga Garcia  non
  arriva  ai  comuni  del trapanese, la colpa  è  del  direttore  del
  Consorzio  di bonifica  Mi scusi, Presidente, ma i cittadini  hanno
  eletto  i  burocrati  o hanno eletto lei per governare  la  Regione
  siciliana? Il popolo siciliano non elegge i burocrati, elegge noi e
  a  ciascuno di noi assegna un ruolo, a lei ha assegnato il ruolo di
  governare questa Regione e lei non l'ha fatto
   In  una  provincia come quella di Trapani ci sono  stati  morti  a
  causa  dei ritardi nei referti istologici, ebbene anche lì lei,  al
  netto  delle  responsabilità che sono emerse in capo  al  dirigente
  dell'Asp  di Trapani, anche lì però lei se n'è lavato  le  mani  e,
  soprattutto la coscienza  Non ho mai sentito proferire a lei parole
  di  scuse nei confronti di quelle famiglie che hanno perso  i  loro
  cari e allora veda, Presidente, lei sicuramente oggi dirà all'esito
  di  quest'Aula,  perché quest'Aula purtroppo,  come  più  volte  ho
  detto,  oramai  è l'Aula dell'amichettismo, l'Aula in  cui  non  si
  governa la Sicilia per dare risposta ai siciliani, ma si governa la
  Sicilia  per  dare  risposte ai nostri accoliti,  anzi,  ai  vostri
  accoliti.
   Perché,  veda,  mi hanno insegnato una cosa, in diritto  la  buona
  fede  è  un esimente e io sono convinto, in alcuni casi,  -  voglio
  ragionare,  se  vuole, anche un po' per iperbole - in  alcuni  casi
  sono convinto anche della sua buona fede, ammetto che lei non aveva
  compreso  cosa  c'era dietro al sistema di potere  che  aveva  però
  consentito di creare. Quello che è stato definito cuffarismo e  poi
  anche cuffaresimo. Però, vede, la buona fede in politica non  è  un
  esimente, è un aggravante per chi governa
   Non  comprendere quello che accade sotto i nostri occhi è qualcosa
  che  ci  deve far scoprire che non siamo adeguati a ciò  cui  siamo
  stati chiamati e quindi, veda Presidente, lei ha mostrato tutta  la
  sua  inadeguatezza in questi anni: a) per le bugie che ha  detto  a
  quest'Aula sul fatto di essere un parlamentarista, b) per le  bugie
  che  ha  detto ai siciliani su tutte le questioni che dice di  aver
  risolto.
   Guardi  i  dati  dello  SVIMEZ che lei,  molto  spesso,  chiama  a
  sostegno  dei successi del suo Governo, in realtà, se  li  leggiamo
  fuori  dalla propaganda rassegnano ed evidenziano come  la  Sicilia
  faccia  passi  indietro,  tanti giovani siciliani  lasciano  questa
  nostra, bellissima, regione nonostante la crescita del PIL che  lei
  decanta, perché quella crescita del PIL è una crescita legata  alla
  spesa per il centodieci, quindi, il rinvigorimento dell'edilizia, è
  legata  la PNRR rispetto al quale, però, lo ha detto anche lei,  lo
  ha dovuto ammettere, il suo Governo è in ritardo
   Anche  lì  lei  ha  cercato lo scaricabarile dicendo  che  sono  i
  dipartimenti  che  non funzionano, ma questi  dipartimenti  chi  li
  governa?  Non li governano i direttori generali, li governate  voi,
  lei e i suoi Assessori
   Tante  volte  ha  rivendicato,  per  esempio,  il  successo  delle
  politiche   culturali,  il  grande  successo  delle   nostre   aree
  archeologiche,  dei nostri musei, le rammento che solo  gli  Uffizi
  fanno  più  visitatori  di tutte le nostre aree  archeologiche,  di
  tutti i nostri musei, non penso che sia un grande successo, che sia
  qualcosa  da sbandierare. Per non parlare delle campagne legate  al
  turismo,  See Sicily: è dinanzi agli occhi di tutti il risultato  a
  cui  ha  condotto  See Sicily, solo spreco di  risorse,  spreco  di
  denaro  e  nessun risultato effettivo, salvo aver pagato le  stanze
  senza che queste fossero state mai occupate da nessuno
   E  allora, veda Presidente, lei non dovrebbe attendere l'esito del
  voto,  lei farebbe bene - se, come dice, ha a cuore la sorte  delle
  siciliane e dei siciliani - a dimettersi prima, a cambiare  il  suo
  intervento, quello che ha annunziato sui giornali, dicendo che  "il
  lavoro di Presidente della Regione è un lavoro gravoso ". E chi  lo
  nega? Qualcuno di noi ha mai detto che non è un lavoro gravoso?
   Il  problema  è  che  non gliel'ha prescritto il  medico   C'è  un
  momento per tutto e per lei è arrivato il momento della pensione
   Si pensioni da solo, non ci faccia votare la sfiducia, si dimetta,
  lasci il campo a chi veramente ha a cuore le sorti della Sicilia, e
  soprattutto, a chi ha una visione della Sicilia diversa, non legata
  alle  prebende,  non legata ai favori, non legata  all'appartenenza
  alle caste.
   Per questo farebbe bene a dimettersi e a lasciare spazio libero  a
  chi ha a cuore le sorti della nostra Regione

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Saverino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  e  colleghe,
  Presidente  Schifani,  non farò riferimenti ai  fatti  di  cronaca,
  perché  già  sono  stati  più volte citati in  quest'Aula,  ma  più
  all'aspetto politico.
   Quello  che  è emerso in questi anni di legislatura è un  fenomeno
  che  trova  basi  soprattutto  in un Governo  che,  di  fatto,  non
  governa.
   Un  Governo che amministra l'esistente, senza visione,  senza  una
  direzione, e soprattutto, senza coraggio
   Un  Governo che insegue le emergenze, giorno dopo giorno, che vive
  di  commissariamenti  e  non  di  programmazione,  che  rincorre  i
  problemi, piuttosto che risolverli.
   Infatti, già da ottobre del 2022, la Sicilia ha vissuto uno  stato
  di  emergenza,  uno  dietro l'altro: incendi,  alluvioni,  siccità,
  rifiuti
      Ogni  volta  abbiamo  una  conferenza  stampa,  ogni  volta  un
  commissario, ogni volta nessuna soluzione strutturale, quindi, solo
  proclami
   Per  esempio,  l'emergenza  idrica. La  stessa  Regione,  nel  suo
  rapporto  del 2023, aveva già previsto la crisi idrica del  2024  e
  ciononostante non ha fatto nulla: non abbiamo nuovi pozzi,  nessuna
  interconnessione delle reti, nessun piano di gestione delle  dighe,
  i dissalatori, poi, neanche a parlarne
   Quando,  poi, naturalmente la Sicilia si è prosciugata, il Governo
  ha  nominato l'ennesima Cabina di regia, cioè un tavolo tecnico per
  parlare dell'acqua, quando, ormai, la gente era già in giro con  le
  taniche  per  doverle  riempire, le nostre aziende  agricole  erano
  costrette a chiudere.
   E  a tal proposito vorrei ricordare i famosi 31 progetti del PNRR,
  che, invece, si sono persi.
   Se   parliamo   di  rifiuti:  il  piano  regionale   punta   sugli
  inceneritori come panacea di ogni emergenza. Una soluzione che  non
  è né rapida, né ecologica, mentre molti nostri comuni sono sommersi
  dai  rifiuti e/o sono costretti a spedire l'umido fuori  regione  a
  costi elevatissimi.
   Secondo  Legambiente, i soldi con l'FSC, col PNRR  e  anche  altre
  centinaia  di milioni erano disponibili né mancavano gli  strumenti
  normativi per affrontare questa tematica, per costruire impianti di
  compostaggio  e riciclo in Sicilia, ma è mancata, come  sempre,  la
  volontà  di snellire le procedure e pianificare seriamente l'uscita
  di  questa  emergenza  con  un modello, direi,  più  sostenibile  e
  bruciare i rifiuti.
   Anche lì lo stesso schema: emergenza, commissario, annunci.
   Due  termovalorizzatori,  uno  a Palermo  e  una  a  Catania,  che
  entreranno  in funzione, forse, fra sette anni. Intanto,  centinaia
  di milioni di euro per l'economia circolare vengono inutilizzati.
   Finalmente c'è un po'di attenzione, grazie Assessori.
   Non  mancano  quindi le risorse, ma mancano le idee   Ma  la  vera
  emergenza,  l'abbiamo sentita, è la sanità, perché lì è proprio  il
  luogo  in cui si può veramente misurare la distanza che c'è tra  le
  parole e la realtà, proprio nelle nostre strutture sanitarie.
   Quindi, anche lì, commissariamenti, mentre i nostri cittadini sono
  costretti  ad andare fuori per potersi fare curare, a  causa  delle
  lunghe  liste  d'attesa  e sono costretti, oppure,  ad  andare  nel
  privato,  naturalmente,  per chi se lo  può  permettere  e  con  un
  pesante costo sociale ed economico
   Eppure,  la  Sicilia spende parecchio, pure molto  pro-capite,  ma
  mancano  medici,  infermieri, mancano posti letto,  interi  reparti
  chiudono  per  carenza di personale; la sanità di prossimità,  poi,
  manco a parlarne
   E  perché tutto questo stato di approssimazione? Per esempio,  per
  quanto  riguarda  la  nomina dei Direttori generali  della  sanità,
  forse, il merito viene accantonato per favorire un po' la vicinanza
  politica  e  il  risultato non può essere che un sistema  sanitario
  inefficiente, nonostante l'alta spesa; quindi, non è un problema di
  bilancio  ma è un problema di numeri, quello che bisogna  vedere  è
  che dietro a questi numeri ci sono sempre persone e famiglie, gente
  che  ha  bisogno di farsi curare, che è costretto a prendere  anche
  l'aereo per far curare i propri figli fuori
   Sul  piano  sociale, idem; insomma, ci sono stati degli  strumenti
  spot, quale reddito di povertà, però finanziato e dimenticato - più
  un gesto elettorale che una politica sociale.
   Quindi, la Sicilia oggi, se guardiamo, appunto, i servizi,  è  tra
  le  regioni  che  ha i peggiori servizi pubblici d'Italia:  abbiamo
  parlato  di  sanità, ma così trasporti, infrastrutture,  le  strade
  interne  cadono a pezzi, la rete ferroviaria è indietro di decenni,
  le Isole minori restano isolate.
   Vorrei  parlare di tasso di abbandono scolastico  che  non  ne  ha
  parlato nessuno: oggi, con i dati, è il più alto d'Europa, c'è  una
  gioventù scoraggiata, abbandonata, il 35% dei siciliani è a rischio
  povertà  o esclusione sociale - uno su tre - ma a noi pare che  chi
  governa  viva  in un altro mondo, dove pensa a nomine,  propagande,
  zero  visione   E  la  Sicilia non merita tutto  questo   I  nostri
  giovani, ogni anno - tra i quindicimila e ventimila giovani -  sono
  costretti ad andare al Nord o, addirittura, all'estero in cerca  di
  lavoro e di opportunità; le persone vanno via dalla Sicilia e vanno
  via  ormai anche i genitori, non vogliono più far nascere i  propri
  figli.
   Quindi,  diciamo che manca una visione, manca un'idea di  Sicilia,
  manca  la consapevolezza che governare non è soltanto andare dietro
  l'emergenza  ma  occorre costruire un futuro e, quindi,  la  nostra
  Terra  non può essere condannata all'immobilismo di questo Governo
  La  Sicilia  è  piena di energie, di giovani, di  donne  che  hanno
  bisogno  di  trovare  la propria strada e di vivere  nella  propria
  Terra, quindi, questo, credo che tutto ciò non si potrà avere  fino
  a  quando  chi guida questa Regione continuerà a governare  con  le
  toppe, mentre fuori da quest'Aula la gente aspetta risposte.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi discutiamo,
  anche  se il Presidente è andato via, non è in Aula, discutiamo  la
  mozione  di  sfiducia al Governo Schifani che qualcuno ha  definito
  come  "inutile", bene, se sarà utile o meno lo deciderà quest'Aula,
  assumendosene  una responsabilità politica chiara;  ma  è  un  atto
  dovuto,  innanzitutto,  questa mozione di  sfiducia  perché  questo
  Governo  non si è distinto per le riforme - io non ricordo un  atto
  degno di nota, da parte di questo Governo, da quando è iniziata  la
  Legislatura  -   però  noi ricordiamo benissimo  gli  scandali,  le
  tensioni interne e, soprattutto, le logiche di potere che non hanno
  niente a che vedere con l'interesse pubblico.
   È  un  atto  dovuto  perché il Presidente Schifani  non  ha  avuto
  coraggio:  il  coraggio  di azzerare tutto e ricominciare,  nemmeno
  dinanzi  agli  scandali e allo scandalo degli esami  istologici  in
  ritardo  e,  da  ultimo,  in  occasione  -  appunto  -  dell'ultimo
  scandalo,  ha pensato di rimuovere gli assessori vicini a  Cuffaro,
  come  se  cambiare  qualche  casella avesse  potuto  risolvere  una
  situazione disastrosa.
   Ecco,  vogliamo dire al Presidente Schifani che il "cuffarismo"  è
  entrato  nel  DNA del suo Governo, "cuffarismo" inteso come  metodo
  politico,  basato  sulle  clientele, sull'appartenenza  politica  e
  sulla  fedeltà politica che è capace di contaminare settori interi,
  strategici, dell'Amministrazione regionale.
   Per  questo avevamo chiesto l'azzeramento di tutto, della  Giunta,
  dei  Direttori generali in sanità e dei nominati negli enti e nelle
  partecipate e, invece, qualche "cuffariano" ancora è rimasto al suo
  posto; allora, io mi chiedo se ci fosse qui il Presidente Schifani,
  gli  chiederei:  perché  due  pesi e  due  misure?  E,  ancora,  il
  Presidente Schifani ripete spesso che in Sicilia va tutto a  gonfie
  vele  e allora io pongo una domanda semplice, ma va tutto bene  per
  chi? Forse per le lobby che si sentono tutelate da questo Governo o
  per  certi gruppi di interesse che sebbene erogano servizi  pessimi
  continuano  a  spadroneggiare,  come  se  fossero  in   regime   di
  monopolio,  o per la sanità privata che, spolpata quella  pubblica,
  continua ad avere introiti esponenziali.
   Certamente  non  va  bene  per  i  precari,  non  va  bene  per  i
  sussidiati,  non va bene per le famiglie dei quartieri  dimenticati
  dove  i  giovani,  non avendo alternative, finiscono  nello  spazio
  degli  stupefacenti ed è per questo che avremmo  voluto  vedere  un
  Governo che volava a Roma a chiedere maggiori risorse per il  tempo
  pieno, perché stiamo vivendo una vera e propria emergenza sociale e
  di  tutto  questo, questo Governo, ha dimenticato tutto;  però,  il
  Presidente Schifani  esulta dinanzi ad un lieve aumento  del  tasso
  di  occupazione che è dovuto, secondo il rapporto Svimez, non tanto
  alla  vivacità  del  mercato del lavoro, quanto piuttosto  a  certe
  dinamiche   demografiche,  infatti  il  tasso  di  occupazione   va
  calcolato rispetto al numero dei lavoratori, rispetto ai residenti.
   Ebbene  tra  il  2022  e  il 2024 e, quindi,  durante  il  Governo
  Schifani  più  di 44 mila giovani hanno lasciato la Sicilia,  e  lo
  sapete perché hanno lasciato la Sicilia? Perché questa è una  terra
  che  è dominata dalle raccomandazioni, è dominata dai dinosauri che
  gestiscono e non lasciano spazio alcuno e, quindi, i giovani  hanno
  perso la speranza, per questo vanno via.
   E  ancora,  problemi  di  ogni tipo, a  cominciare  dai  trasporti
  marittimi: noi da anni denunciamo un sistema opaco, un sistema  che
  ha  prodotto  servizi inefficienti e certamente  non  innovativi  e
  l'ultima  inchiesta,  quella  sulla  Liberty  Lines,  ci  fa  dire,
  purtroppo,   che   avevamo  ragione.  E,  ancora,  le   concessioni
  demaniali:  la  più  famosa l'Italo-Belga, ancora  dalla  relazione
  della  Commissione regionale  Antimafia  emerge  un  sistema  opaco
  anche lì, un sistema fatto di omissioni, di assenza di controlli e,
  purtroppo,  di infiltrazioni mafiose. E le inchieste sulla  sanità,
  finanche  l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha bloccato  le  gare
  perché  c'è  una violazione del Codice degli appalti  e  consulenze
  illegittime.
   Su tutto questo, naturalmente, sarà la Magistratura ad esprimersi,
  ma  la politica, la politica non può attendere la Magistratura,  la
  politica  deve  arrivare  prima:  è  per  tutto  questo   che   noi
  naturalmente  voteremo  a  favore  della  mozione  di  sfiducia   e
  chiederemo  a  tutti i colleghi di mettere la faccia e  di  votarla
  questa mozione di sfiducia
   In fondo ci sono dei ragazzi, bene noi vogliamo che questi ragazzi
  riabbiano  quella  speranza, riabbiano  quelle  opportunità  e  non
  vogliamo più avere una Sicilia dominata dalle raccomandazioni e dai
  dinosauri. Grazie.

   PRESIDENTE.   Ha  chiesto  di parlare  l'onorevole  Spada.  Ne  ha
  facoltà.
   Seguiranno gli onorevoli Sunseri, Varrica, Venezia, De Luca  e  Di
  Paola.

   SPADA.  Grazie, Signor Presidente. Noi, oggi, siamo tutti qui  per
  smascherare  finalmente quello che è stato un Governo senz'anima  e
  anche  quest'oggi il presidente Schifani ha deciso  di  non  essere
  presente durante tutti gli interventi.
   Nonostante  i  pochi  minuti, che dovrò anche  cedere  al  collega
  Venezia,  voglio fare alcuni passaggi che segnano i motivi profondi
  per cui, oggi, il Presidente Schifani merita la votazione di questa
  mozione  di sfiducia e la maggior parte di queste motivazioni  sono
  legate  a  quella che è stata la gestione della sanità  all'interno
  della nostra Regione.
   Guardi, Signor Presidente, noi, oggi, siamo in una Regione in  cui
  i  nostri  giovani, i giovani laureati, chi si è  formato,  chi  ha
  studiato,  chi  ha  investito soldi con i  sacrifici,  anche  delle
  famiglie  che hanno mantenuto questi ragazzi, provano ad introdursi
  nel  mondo del lavoro nella Pubblica Amministrazione, molto  spesso
  partecipando a dei concorsi.
   Anche  all'interno dell'Asp notiamo come, spesso, questi  concorsi
  vengano  manomessi in corso d'opera per favorire, magari, qualcuno.
  E  dico  questo  perché, non ultimo, il concorso che ha  riguardato
  l'Asp di Catania, aveva previsto l'assunzione di una quarantina  di
  giovani  laureati  e,  in corso d'opera, hanno  avuto  cambiato  il
  programma   di   come   si   doveva  disputare   questo   concorso
  Inizialmente,  era  stato detto loro:  ragazzi studiate  su  questi
  argomenti, ci saranno delle prove che riguarderanno alcune  materie
  specifiche   e  dopo  mesi di interventi questi  ragazzi,  a  dieci
  giorni dall'esame, si sono trovati, invece, cambiato il programma e
  a  loro è stato detto, semplicemente,  ragazzi preparate un tema  a
  piacere, avrete un foglio e questa sarà la vostra prova scritta che
  valuteremo in maniera discrezionale . Ecco, tra qualche giorno,  si
  svolgerà  questa  prova  non  all'Asp di  Catania,  si  svolgerà  a
  Caltanissetta.
   Questo sarà l'ennesimo schiaffo nei confronti di tanti giovani che
  pensano che anche in questa Regione ci possa essere un processo  di
  meritocrazia nella selezione dei nostri funzionari e  di  coloro  i
  quali  si  troveranno, in qualche modo, a dovere affrontare  quelle
  insidie  che  riconosceranno poi l'ingresso di questi  ragazzi  nel
  mondo del lavoro.
   E   chiudo,  Signor  Presidente,  con  un'ultima  fattispecie  che
  riguarda  la  sanità  e  mi  dispiace che,  per  l'ennesima  volta,
  l'Assessore non sia presente qui in Aula perché l'Assessore di rado
  non solo viene in Aula quando ci sono questioni che interessano  la
  sanità ma quando deve essere presente si allontana pure.
   Oggi, è accaduto un fatto increscioso e quello che è accaduto oggi
  penso  sia l'esempio lampante del sistema sanitario che in  Sicilia
  non  funziona e che dovrebbe essere commissariato. Oggi è morto  un
  ragazzo  trentenne, è morto per un infarto. L'ambulanza è  arrivata
  sul  posto nell'arco dei dieci minuti, quindi il problema di  fondo
  non  è  stato l'intervento tempestivo. Quello che, però, è accaduto
  oggi  è  stato  non avere una risposta da parte  di  chi,  in  quel
  momento,  provava a cercare aiuto e che ha pensato di  chiamare  il
  118.
   Oggi, in Sicilia, chiamando il 118 c'è il rischio che non risponda
  nessuno  ed  è questo il motivo per cui noi, oggi, dovremmo  votare
  questa mozione di sfiducia.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Grazie, Signor Presidente. Io per rispetto  dell'Aula  e
  dei  siciliani non intendo intervenire fin quando non sarà presente
  il Presidente della Regione siciliana in Aula, perché lo ritengo un
  atto doveroso, di rispetto, nei confronti dei deputati che sono qui
  e  hanno  presentato la mozione di sfiducia e qualora  non  dovesse
  rientrare  prima  della  fine del tempo,  mi  riserverò  -  ove  mi
  interessasse   -   di  leggere  la  sua  risposta   nel   resoconto
  stenografico.

   PRESIDENTE. Il Presidente è rientrato. Prego, onorevole Sunseri.

   SUNSERI. Grazie, Presidente, grazie Presidente Schifani, onorevoli
  colleghi.
   Veda  Presidente, io oggi potrei elencare tutta una serie di  cose
  che  in  questa Regione - ahinoi - purtroppo non funzionano, potrei
  elencarle  la  mancata spesa del PNRR, il 30 per cento,  salvo  poi
  leggere  un  suo comunicato in cui attacca i dirigenti  generali  e
  dice loro di sbrigarsi nella spesa, potrei parlare di tutti i fondi
  comunitari  -  la spesa ferma al 7 per cento del FESR  e  dell'FSC,
  potrei parlarle delle 200 mila prestazioni prenotate e le liste  di
  attesa  ancora  ad  oggi  bloccate, dei  pronto  soccorso  che  non
  funzionano  -  salvo il caso che, purtroppo, l'ha vista  coinvolta,
  che  l'ha  vista  entrare e uscire dal pronto  soccorso  in  appena
  trenta  minuti,  con un codice verde,  cose mai  viste  neanche  in
  Trentino  Alto  Adige  -  potrei parlarle della  dispersione  delle
  nostre reti idriche, potrei parlare dell'assenza di visione,  della
  mancanza  di riforme, potrei elencare un'infinità di cose  che  non
  funzionano nella nostra Regione, ma c'è una domanda che, da qualche
  giorno  -  e  ringrazio l'assessore Faraoni che sta per entrare  in
  Aula  -  insidia la mia mente. Ma che ci faceva l'allora  Direttore
  generale  dell'Asp 6 di Palermo a casa di Totò Cuffaro? La  domanda
  è:  mentre  io  da deputato aspettavo settimane per  incontrarla  e
  chiederle  della  risonanza magnetica di  Termini  Imerese  che,  a
  distanza di dieci anni, ancora non è stata installata dall'ospedale
  di  Corleone, dall'ospedale di Petralia e per avere un appuntamento
  impiegavo due-tre settimane, nelle intercettazioni viene fuori  che
  era  a  casa di Cuffaro a parlare di concorsi: l'assessore che  era
  allora  direttore  generale dell'Asp 6 di Palermo,  oggi  assessore
  regionale.  Gliel'ha  chiesto, Presidente della  Regione,  cosa  ci
  facesse?
   Ecco,  veda, in questi giorni io ho chiesto a chi mi segue, a  chi
  mi  dà  ancora  fiducia con i loro voti, ma soprattutto a chi crede
  che  esista una politica diversa, cosa avrei dovuto dire  oggi  qui
  alla  sua  presenza guardandola negli occhi, Presidente, e  non  le
  nascondo  che ho letto tanta tristezza, amarezza, ma non tanto  per
  l'azione  di Governo, quanto per la credibilità che questa Regione,
  purtroppo, perde giorno dopo un giorno a causa di tutto quello  che
  sta venendo fuori dalle indagini della Magistratura. E una cosa  mi
  ha fatto molto male: tanta rassegnazione.
   Molti  pensano  che  questa terra sia ormai irredimibile,  una  di
  quelle  cose  che  probabilmente fa male più di  qualsiasi  peggior
  risultato elettorale o percentuali bassissime di partecipazione  al
  voto,  ma  ieri  un  amico mi ha ricordato una  frase  del  giudice
  Livatino che diceva che quando moriremo non ci chiederanno se siamo
  stati  o  quanto siamo stati credenti, ci chiederanno quanto  siamo
  stati credibili.
   Io  oggi  le  voglio  fare una domanda Presidente  della  Regione.
  Secondo lei, il suo Governo oggi, dopo tutto quello che è successo,
  quanto è ancora credibile?

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Varrica
   Ha  chiesto  poi  di  intervenire l'onorevole  Venezia  e  abbiamo
  concluso con gli interventi del Partito Democratico.
   C'è  quindi l'ultimo intervento dell'onorevole Di Paola e, infine,
  l'onorevole De Luca.

   VENEZIA.  Grazie,  Presidente, onorevoli colleghi,  rappresentanti
  del Governo, Presidente Schifani.
   Al  di  là  dell'esito  numerico,  che  noi  già  sapevamo  essere
  scontato,  crediamo che questa mozione di sfiducia segna  ormai  il
  tramonto   di   una   stagione   politica   caratterizzata    dalla
  militarizzazione del potere e da una gestione della spesa  pubblica
  piegata ad interessi particolaristici e clientelari.
   Sarebbe  troppo  facile richiamare, come d'altronde  è  già  stato
  fatto in questa sede, le inchieste giudiziarie dell'ultimo anno che
  hanno travolto il suo Governo.
   Salvador de Madariaga, un intellettuale della rivoluzione spagnola
  diceva,  Presidente  Schifani,  che  "governare  non  è  asfaltare,
  governare  non  è solo realizzare un'azione di Governo,  attraverso
  segni  tangibili  e  concreti, governare significa  anche  incidere
  sulla dimensione immateriale": e la dimensione immateriale, non può
  che  partire  dai valori, dai principi che devono ispirare  l'etica
  pubblica e che vediamo ogni giorno compromessi dall'azione del  suo
  Governo.
   Le  carte  giudiziarie  le lasciamo ad altre  istituzioni,  ma  le
  stesse  carte,  purtroppo, si prestano ad  essere  utilizzate  come
  fonti per una indagine di natura antropologica del sistema politico
  siciliano,  che governa questa terra, un sistema politico  che  non
  mette  al  centro il bene comune ma che è frutto di interessi,  che
  molto spesso, oltrevalicano il confine della legalità, una gestione
  padronale e feudale che vorrebbe porsi al di sopra delle leggi.
   Si è tornato a discutere di "cuffarismo", come metodo di potere  e
  come  degenerazione  del più becero clientelismo,  ma  è  opportuno
  rimarcare  anche in quest'Aula che il cuffarismo non riguarda  solo
  la  DC,  il  cuffarismo si è eretto a metodo di  Governo  di  molti
  esponenti  che  siedono in questo Governo e in  quest'Aula,  e  che
  affollano la sua maggioranza tanto nelle sedi istituzionali  quanto
  nei corridoi degli assessorati.
   Ma  il fallimento del suo Governo - è bene precisarlo - non deriva
  solo  dallo  scandire delle inchieste giudiziarie ma  dall'assoluta
  incapacità  di gestire l'ordinario e di fare una programmazione  di
  ampio respiro.
   Nel  suo  discorso  di  insediamento ha  parlato  di  avviare  una
  proficua  stagione di riforme e di un'attenzione particolare  verso
  l'approccio parlamentarista del Governo e della sua persona -  cosa
  che  non è minimamente avvenuta - nessuna riforma, è sua la  totale
  assenza  nei  dibattiti parlamentari più importanti e significativi
  che hanno coinvolto quest'Aula.
   Presidente  Schifani, lei ha fallito in molti  ambiti  dell'azione
  del  suo  Governo,  ha  fallito nella  sanità,  perché  l'ha  fatta
  diventare  strumento di potere e bottino di guerra da  dividere  ai
  suoi  sodali  della maggioranza, mentre centinaia  di  migliaia  di
  cittadini attendono, un anno, un anno e mezzo per avere una  visita
  o  sono  costretti  a mettere le mani nel portafoglio  per  potersi
  curare.
   Presidente  Schifani, lei ha fallito nella spesa dei  fondi  extra
  regionali;  su 15 miliardi del PNRR, ne sono stati spesi  appena  6
  miliardi,  e  sono questi soldi, che hanno creato  una  congiuntura
  economica  favorevole  che ha consentito  alla  Regione,  di  avere
  risorse aggiuntive in termini di entrate tributarie.
   La  programmazione 2021-2027, è stata avviata da quattro anni,  ma
  ancora  sono state impegnate poche decine di milioni di  euro;  sei
  miliardi  ottocento milioni di euro del fondo sviluppo  e  coesione
  sono  in gran parte bloccati, pochissimi gli impegni giuridicamente
  vincolanti, per mettere in moto e calare nei territori centinaia di
  milioni di euro di risorse importanti.
   Lei  ha fallito nella lotta alle diseguaglianze sociali: in questi
  anni la povertà è aumentata anche in Sicilia, seicentocinquantamila
  siciliani  vivono sotto la soglia della povertà, trentamila  vivono
  l'emergenza abitativa e poco e niente è stato fatto se  non  misure
  slogan.
   Lei    ha    fallito   nella   gestione   dell'emergenza   idrica,
  sottovalutando  gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici,  che
  attanagliano   la   Sicilia  e  che  non  sono   stati   affrontati
  adeguatamente, nessuna riforma di rilievo approvata, nessuna azione
  di Governo di lungo respiro, povertà di idee, incapacità di...

   PRESIDENTE. Onorevole Venezia

   VENEZIA. ...programmazione e nessuna capacità di tenere nemmeno la
  sua stessa maggioranza...

   PRESIDENTE. Onorevole Venezia, un minuto in più.

   VENEZIA.  ...e  per queste ragioni, noi le chiediamo  di  fare  un
  passo indietro, mettendo fine a questa triste agonia, lo faccia per
  il bene della Sicilia e per il bene dei siciliani.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Venezia.   È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi.
   Presidente  noi oggi, come opposizioni, presentiamo la mozione  di
  sfiducia  al Presidente Schifani. L'abbiamo firmata, verrà  votata.
  Però,  Presidente,  c'è  un  fatto. È la  sua  stessa  maggioranza,
  Presidente Schifani, che l'ha già sfiduciata  Presidente  Schifani,
  sono  le stesse forze politiche che la supportano, che l'hanno  già
  sfiduciata   Salvini  ha  dichiarato che  pensa  già  ad  un  altro
  Presidente  della Regione, l'onorevole Sudano. Forza  Italia,  ogni
  giorno,  l'attacca puntualmente perché non la vuole come Presidente
  della Regione
   Cuffaro, all'interno delle intercettazioni, nel frattempo che  lei
  partecipava  alle  feste dell'amicizia assieme a  Durigon,  pensava
  alla  sua  candidatura, Presidente Schifani,  alla  candidatura  di
  Cuffaro
   E,  colleghi,  che  dire di Fratelli d'Italia? Anche  loro,  forza
  politica  che  sostiene  questo Governo,  ma  che  di  fatto  stava
  pensando e sta pensando ad un altro Presidente della Regione.
   Presidente   Schifani,   l'hanno  già  sfiduciata    L'hanno   già
  sfiduciata   L'ha sfiduciata la sua maggioranza  che  in  Aula,  in
  questi anni, ha affossato le sue misure
   La  legge sui consorzi di bonifica, affossata  La legge sui  salva
  ineleggibili ,  affossata  La legge sulle  elezioni  dirette  delle
  Province,  suo cavallo di battaglia durante la campagna elettorale,
  affossata dalla sua stessa maggioranza
   Presidente  Schifani,  lei  è già sfiduciato   Se  ne  faccia  una
  ragione,  Presidente   E  allora abbia un sussulto  d'orgoglio,  in
  questa seduta d'Aula: oggi, Presidente Schifani, anziché leggere il
  documento  che si è preparato - perché si è preparato un documento,
  elogiando quello che ha fatto il suo Governo regionale -  oggi,  si
  dimetta   Presidente  Schifani,  si  dimetta  oggi  e  così   verrà
  ricordato   Si dimetta, perché altrimenti, Presidente Schifani,  se
  lei  oggi  non  dovesse  dimettersi, verrà  ricordato  perché  l'11
  ottobre,  nel  frattempo che c'era il funerale  di  Maria  Cristina
  Gallo  a  Mazara del Vallo, lei era a Galati Mamertino al  Festival
  del giornalismo enogastronomico.
   Presidente Schifani, per cosa verrà ricordato? Verrà ricordato per
  i  pernotti  a  seicento euro, nel frattempo che i  siciliani  sono
  affamati?  Presidente Schifani, per cosa verrà ricordato?  Che  nel
  frattempo  che non arriva l'acqua in moltissime zone della  Sicilia
  lei  si  fa fotografare davanti a un dissalatore che ancora nemmeno
  funziona, nel frattempo che beve un bicchiere d'acqua?
   Presidente Schifani, si dimetta  Si dimetta, Presidente  Schifani,
  perché  i  siciliani l'hanno già sfiduciata  L'hanno già sfiduciata
  centottantamila giovani che sono andati via dalla Sicilia in questi
  dieci  anni,  l'hanno  sfiduciata  i  duecentomila  siciliani   che
  attendono un esame nella sanità pubblica. E, Presidente, la sfido a
  dirmi  quale  altra regione d'Italia ha nominato un assessore  alla
  sanità,  che  prima  faceva il manager nell'Asp  più  grande  della
  Regione  siciliana,  l'Asp di Palermo  La sfido,  Presidente  della
  Regione.  In quale altra regione è accaduto un fatto del genere?  E
  sorrida,  Presidente della Regione, Presidente  Schifani,  sorrida.
  Nel  frattempo  l'Asp di Palermo per nove mesi,  l'Asp  più  grande
  della Sicilia, è rimasta senza manager. Per nove mesi
   Presidente  Schifani,  sulla Sanità  lei  e  il  suo  predecessore
  Musumeci  avete  la  piena  totalità  del  disastro  della   sanità
  pubblica,  perché siete voi che avete fatto le nomine  dei  manager
  delle  Asp  Siete stati voi, Presidente Schifani, e non altre forze
  politiche  È lei che ha nominato il manager dell'Asp di Trapani,  è
  lei  che  ha  nominato il manager dell'Asp di Siracusa   E  non  si
  nasconda, Presidente Schifani
   Lei  oggi  è  qui,  ha regalato a tutti noi, a  tutti  i  settanta
  parlamentari -  l'ha ricordato qualche altro collega - ha  regalato
  un  libriccino  sul  codice del parlamentare,  lei  che,  a  inizio
  legislatura, ha detto che era un parlamentare convinto, lei qui  ha
  fatto   questa   dichiarazione,  Presidente  Schifani:    Sarò   un
  parlamentare convinto .
   E  io,  ascoltando dagli scranni con molti colleghi e, finalmente,
  dopo  avere  avuto  tanti Presidenti che si sono  chiusi  nel  loro
  palazzo,  tanti  Presidenti ed ex Presidenti che oggi,  ancora,  si
  ergono  a  moralizzatori,  io  ho  ascoltato  le  dichiarazioni  di
  Musumeci.  Musumeci,  che  sembra un governatore  di  centrodestra;
  Musumeci,  Presidente Schifani, che non la voleva Presidente  della
  Regione,  che  ha fatto il moralizzatore all'esterno  come  se  non
  fosse stato Presidente della Regione
   Ora, è possibile mai che noi - e questo è l'appello che rivolgo  a
  tutti  i  colleghi parlamentari - è possibile mai che noi scegliamo
  sempre   Presidenti   che  si  staccano  dall'Assemblea   regionale
  siciliana?  È  possibile  mai  che noi scegliamo  Presidenti  della
  Regione  che poi si voltano dall'altra parte e dicono:  Ma  cosa  è
  successo? Non è colpa mia se la sanità va allo sfacelo, non è colpa
  mia se questo Governo regionale è travolto dalle inchieste . Non  è
  mai  colpa dei Presidenti della Regione, è sempre colpa di  qualcun
  altro
   E  allora, Presidente della Regione, Presidente Schifani, oggi può
  fare  un  atto che la farà rimanere negli annali, e i siciliani  la
  riconosceranno  per  questo. Perché finalmente  c'è  un  Presidente
  della  Regione  che si dimette. Presidente Schifani,  ci  mandi  al
  voto   Andiamo a votare, Presidente Schifani. E per andare a votare
  lei deve fare un atto fondamentale che è quello di dimettersi
   Le  ho  portato  un  libro, perché lei ha  regalato  a  tutti  noi
  settanta  parlamentari  il  libro sul Codice  parlamentare.  Io  le
  donerò,  Presidente  Schifani,  e spero  che  lei  lo  leggerà  nel
  frattempo  che avrà maggiore tempo libero, perché io sono  convinto
  che lei questa sera si dimetterà e non leggerà quel discorso che le
  hanno preparato sul risanamento dei conti, sul fatto che ha risolto
  il  problema dell'acqua, che sta risolvendo il problema dei rifiuti
  con   gli   inceneritori,  e  nel  frattempo  si   dà   il   premio
  dell'ambiente Presidente Schifani, anziché leggere  quel  documento
  questa  sera, si dimetta, e nel tempo libero, Presidente  Schifani,
  visto che lei ci ha consegnato il libro del Codice parlamentare, io
  le  consegno  il  libro di Piersanti Mattarella. Sa perché?  Perché
  leggendo  questo  libro,  lei potrà in qualche  modo  capire  come,
  effettivamente,  un  Presidente della  Regione  si  assume  le  sue
  responsabilità. Grazie.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cateno De Luca. Ne ha
  facoltà.

   DE  LUCA  Cateno.  Signor  Presidente  del  Parlamento  siciliano,
  Presidente  della  Regione siciliana, signori  Assessori,  colleghi
  deputati, cittadini. Il 26 settembre 2022, con il 42 per cento  dei
  voti  validi,  è stato eletto a Presidente della Regione  Siciliana
  Renato  Schifani. Il 52 per cento dei siciliani, però, non è andato
  a votare.
   Lei,  Presidente  Schifani, ha riscontrato il  gradimento  in  suo
  favore  di  appena il 19 per cento dei siciliani. Renato  Schifani,
  dunque,  non  è  stato portato dalla cicogna alla Presidenza  della
  Regione Siciliana, ma è stato eletto pur se da appena un quinto del
  popolo siciliano. E, per le cosiddette regole del gioco, piaccia  o
  non  piaccia,  rappresenta  l'intero popolo  siciliano,  in  quanto
  democraticamente eletto.
   Lei,  quindi, signor Presidente Schifani, ha il diritto, il dovere
  e  l'obbligo di governare ed amministrare la nostra amata  Sicilia,
  perché   così,  ahimè,  ha  voluto  appena  un  quinto  del  popolo
  siciliano.   Non  ho  usato  due  termini  a  caso:  governare   ed
  amministrare. Perché per coloro che non hanno mai avuto  l'onore  e
  l'onere  di essere ai vertici di una istituzione pubblica, che  non
  hanno  mai  avuto  sulle  proprie  spalle  il  gravoso  peso  della
  responsabilità, neanche di un cosiddetto condominio, è doverosa una
  precisazione  di  merito:  coloro che hanno  la  responsabilità  di
  un'istituzione  pubblica  sanno  benissimo  che  c'è  una  costante
  tensione   dialettica   tra  il  profilo   interno   dell'esercizio
  quotidiano dell'attività istituzionale, che in gergo viene definita
  amministrazione,   direttamente  visibile  a  coloro   che   stanno
  all'interno  del Palazzo ed indirettamente visibile  ai  cosiddetti
  amministrati, cioè a coloro che vivono fuori dal Palazzo;  poi  c'è
  il   profilo   esterno   dell'esercizio  quotidiano   dell'attività
  istituzionale, che in gergo è il cosiddetto profilo politico di una
  istituzione.  Prevalentemente, è l'immagine politica dell'individuo
  che   incarna  il  ruolo  istituzione,  il  cosiddetto  "uomo-donna
  istituzione".
   Cosa  significa governare? L'arte del governo esprime  il  profilo
  istituzionale  e  strategico  esterno  dell'esercizio   del   ruolo
  istituzionale,  con  due visuali diverse: il  ruolo  di  essere  la
  guida,  ed  attiene più al ruolo nei confronti del resto del  mondo
  istituzionale  come  l'Europa, lo Stato e le autonomie  locali:  ad
  esempio,  la  Sicilia, Stato nello Stato, con  il  suo  Statuto  di
  autonomia, oramai sempre più ridotto, mi passi il termine, a  carta
  straccia  soprattutto a causa dell'ascarismo che ha  caratterizzato
  coloro che hanno comandato in Sicilia ed hanno invece sculettato  e
  scodinzolato a Roma.
   Da  autonomista nel cervello e da indipendentista nel cuore,  devo
  sempre ricordare che lo Statuto siciliano è entrato in vigore il 10
  giugno  1946, mentre la Costituzione italiana è entrata  in  vigore
  l'1  gennaio  1948.  Voglio sottolineare che  il  Presidente  della
  Regione  siciliana, nella cornice costituzionale italiana,  avrebbe
  dovuto  essere quindi un vero e proprio Capo di Stato  ed  in  tale
  veste avrebbe dovuto agire e farsi considerare dal mondo intero nel
  supremo  interesse  del  popolo  siciliano,  ricordando  il   motto
  autonomista che doveva segnare l'attuazione dello Statuto speciale:
  "Due nazioni in uno Stato".
   L'altra  visuale dell'arte del Governo significa anche  essere  da
  guida per gli altri, cioè prendersi la responsabilità, nel rispetto
  delle   previsioni  legislative,  e  quindi  della  discrezionalità
  concessa  alla  valutazione  politica,  di  individuare  i   propri
  collaboratori  che rivestono ruoli politici come gli  assessori  di
  una  Giunta  o  i  vertici  del mondo  delle  partecipate  ed  enti
  cosiddetti  partecipati,  o  i ruoli gestionali  come  i  direttori
  generali   e  gli  altri  vertici  dell'amministrazione   regionale
  centrale  e periferica. Questo è il profilo molto delicato,  perché
  spesso è condizionato da elementi che, pur se legittimi, creano  il
  cosiddetto   cerchio   magico,  con  un  evidente   sviamento   del
  perseguimento  dell'interesse pubblico. In gergo, siamo  di  fronte
  alla  cosiddetta responsabilità diffusa, derivante da  risultati  o
  non risultati dalla squadra che hai composto, o dai comportamenti o
  omissioni degli uomini e donne di cui ti sei circondato.
   Capita  a  tutti  di aver scelto un elemento che  ha  approfittato
  della pubblica funzione e ha agito a delinquere  Capita a tutti  di
  aver  scelto un elemento che si è ubriacato con la poltrona  e  non
  svolge il proprio dovere o prevarica gli altri  Mi sono permesso di
  mettere  in  evidenza  alcuni fenomeni  che  ho  vissuto  in  quasi
  trent'anni di amministrazione di ben cinque palazzi municipali   Se
  non   sei   schiavo   condizionabile  da  fattori   di   connivenza
  imbarazzanti,  allora  hai la libertà di reagire  e  di  sostituire
  tutto  ciò  che  non  è  compatibile con il principio  della  buona
  amministrazione, dell'onestà e dell'etica pubblica.
   Questo profilo corrobora la popolare affermazione: "dimmi con  chi
  vai  e  ti  dirò chi sei" oppure, altro detto popolare: "non  basta
  essere santo, ma bisogna anche apparire tale".
   Nell'ambito  di  una  istituzione pubblica, non  è  consentito  al
  soggetto  che  rappresenta il vertice, ed ha dunque  il  potere  di
  nomina  e  revoca, di fare lo gnorri. Non basta essere  onesti,  ma
  bisogna  agire  da uomini liberi, prendendoci la responsabilità  di
  rimuovere  le  posizioni rivelatesi, a vario titolo, incompatibili,
  anche  in termini di credibilità dell'istituzione pubblica  che  si
  rappresenta.
   Le  modalità  dell'esercizio dell'arte  di  governo  incide  sulla
  considerazione o la percezione che gli altri hanno dell'istituzione
  pubblica che rappresentiamo. L'autorevolezza e l'autorità non  sono
  la  stessa cosa  Chi ci osserva, perché è un collaboratore a  vario
  titolo  o è un soggetto qualsiasi, destinatario della nostra azione
  istituzionale,   può  conformarsi  ai  valori  o  disvalori,   alle
  direttive,  alle missioni o ai principi o alle improvvisazioni  che
  nell'ambito  del  nostro ruolo, decidiamo  di  mettere  in  atto  o
  rappresentare, o perché ha paura, ritenendoci autoritari, o  perché
  si  conforma per convinzioni, ritenendoci invece autorevoli. Coloro
  che  stanno  al tuo fianco, se hanno paura della tua  autorità,  ti
  porteranno  a  sbattere perché ti diranno ciò che tu vuoi  sentirti
  dire,  ti  rappresenteranno una falsa realtà per  non  metterti  di
  cattivo muore, non ti racconteranno le cose scomode per evitare  di
  farti  comprendere che qualche decisione è stata un fallimento   Se
  chi sta al tuo fianco vive della tua e nella tua autorevolezza,  di
  uomo giusto che può anche sbagliare in buona fede, sarà il compagno
  più  prezioso della tua vita perché potrà rappresentare una  stella
  cometa in un momento di grande difficoltà, anche se è l'usciere del
  Palazzo che governi.
   Presidente  Schifani,  lei  si è mai  chiesto  a  quale  categoria
  appartiene  la  sua  Giunta e gli uomini e le donne  di  cui  si  è
  circondato nei suoi Uffici di Gabinetto, o nei vertici degli uffici
  e  degli  enti  regionali,  centrali e periferici?  Lei  preferisce
  essere  percepito  come un uomo autorevole o un  uomo  autoritario?
  Queste  sono  scelte  che  appartengono solo  a  lei,  ma  non  può
  pretendere di non pagarne le conseguenze, lei agli occhi di  questo
  Parlamento  e  del  Popolo siciliano deve  scegliere  come  intende
  essere  considerato  Io, signor presidente Schifani, le posso  solo
  ricordare  che  il  16 luglio 2012, ricorrenza  della  Madonna  del
  Carmelo, mi sono dimesso dal Parlamento siciliano perché ero  stato
  rinviato  a giudizio e ho capito che mi avrebbe aspettato un  lungo
  calvario giudiziario che mi imponeva di farmi da parte. Io,  signor
  presidente  Schifani,  le posso solo ricordare  che  ho  subito  17
  processi e due arresti e sono incensurato per non aver commesso  il
  fatto   Io, signor presidente Schifani, le posso ricordare  che  la
  Corte  d'Appello  di  Messina, sei mesi  fa,  nel  riconoscermi  il
  risarcimento per l'ingiusta detenzione, ha scritto una sentenza  di
  ben  dieci  pagine, affermando che Cateno De Luca è stato arrestato
  perché  uomo  carismatico e competente, che  ha  generato  notevoli
  reazioni  per la sua buona amministrazione e non per il suo  tenore
  di  vita, sempre improntato ad umiltà, semplicità e sobrietà.  Lei,
  signor presidente Schifani, il 10 novembre, quando ha revocato  gli
  Assessori della Democrazia Cristiana, ha affermato: "Alla luce  del
  quadro   delle   indagini  che  sta  emergendo,  riguardanti   l'ex
  Presidente  della  Regione  Salvatore  Cuffaro,  ritengo   doveroso
  riaffermare la necessità che il Governo regionale operi  nel  segno
  della   massima   trasparenza,  del  rigore  e  della   correttezza
  istituzionale,  principi  che rappresentano  il  fondamento  stesso
  della  buona amministrazione. In questa prospettiva e fino a quando
  il  quadro  giudiziario non sarà pienamente chiarito,  ritengo  non
  sussistano   le   condizioni  affinché  gli  assessori   regionali,
  espressione della nuova Democrazia Cristiana, possano continuare  a
  svolgere il proprio incarico all'interno della Giunta regionale".
   Lei,  signor  Presidente  Schifani,  il  28  novembre,  quando  ha
  nominato,  nel  governo  di  enti regionali,  rappresentanti  della
  Democrazia Cristiana, ha affermato: "Abbiamo mantenuto il  rispetto
  di  impegni  politicamente assunti, non vedevo il  motivo  per  cui
  avrei  dovuto  ritirare quelle proposte di  nomina,  si  tratta  di
  impegni  politici di una coalizione che comunque  si  è  presentata
  agli  elettori e ha vinto elezioni, esprimendo un Presidente  della
  Regione".
   Signor   Presidente  Schifani,  delle  due  l'una:  o  il   quadro
  giudiziario ora è mutato rispetto ad un mese fa e ha consentito  di
  nominare   i   rappresentanti  della   Democrazia   Cristiana   nel
  sottogoverno  regionale  (ed  allora deve  integrare  nella  Giunta
  regionale   gli  Assessori  della  Democrazia  Cristiana   che,   a
  differenza  di  altri  suoi Assessori, non risultano  raggiunti  da
  procedimenti  giudiziari) o il quadro giudiziario non  è  mutato  e
  quindi  ha  fatto  un grave errore a revocare gli  Assessori  della
  Democrazia  Cristiana, visto che ora ha nominato  nel  sottogoverno
  regionale  uomini  e  donne  della  stessa  parte  politica.   Cosa
  significa  amministrare?  L'arte  dell'amministrazione  esprime  il
  profilo  istituzionale operativo interno dell'esercizio  del  ruolo
  istituzionale;   amministrare  significa  curare   l'andamento   di
  qualcosa  al  fine di garantire il raggiungimento di uno  specifico
  obiettivo  ed  attiene  ad  un profilo operativo  con  una  diretta
  rilevanza  interna  ed  una indiretta rilevanza  esterna.  Potremmo
  dire,  in  sintesi, che l'amministrazione è l'arte di  risolvere  i
  problemi.  Questo  profilo è più tipico di noi sindaci,  perché  il
  nostro  ruolo  prevalente è quello di garantire lo svolgimento  dei
  servizi   urbani  ai  cittadini,  nel  rispetto  dei   canoni   che
  caratterizzano  il  buon andamento della pubblica  amministrazione:
  efficacia,  efficienza,  economicità  e  flessibilità.  Le   regole
  elementari    di    una    buona   amministrazione    presuppongono
  consapevolezza  del  contesto  in  cui  si  sta  operando,  visione
  strategica,  valida e sostenibile pianificazione di idoneo  modello
  organizzativo,  risorse  umane e strumentali,  risorse  economiche.
  Questo  mix strategico-organizzativo, a sua volta, è caratterizzato
  da fasi ben precise: conoscenza delle questioni, comprensione della
  situazione  congiunturale,  target da  raggiungere  in  termini  di
  qualità  e  tempi, valutazione delle diverse soluzioni applicabili,
  assunzione  della  decisione, individuazione  dello  strumento  più
  idoneo,   scelta   degli  esecutori,  monitoraggi   in   corso   di
  svolgimento,  verifica  del raggiungimento dell'obiettivo,  analisi
  del risultato ottenuto in relazione al target prestabilito.
   Un    buon   amministratore   si   distingue   per   le   seguenti
  caratteristiche:  onestà,  competenza, perseveranza,  lungimiranza,
  pazienza, coraggio, generosità, altruismo.
   Questa sintetica esposizione mette in evidenza che amministrare  è
  molto più faticoso dell'esercizio dell'arte di Governo.
   L'amministrare  non ti consente di agire con la cosiddetta  "ansia
  da prestazione", perché hai dei tempi incompatibili con la frenesia
  della  comunicazione,  dei  like, dei  social,  degli  slogan,  dei
  populismi.
   La  buona amministrazione ti porta spesso a fare il lavoro  sporco
  che  non si vede e che consentirà ad altri che verranno dopo di  te
  di  poter  coglierne i frutti, generosità e altruismo, fare  scelte
  amministrative,  che  nell'immediato non generano  consenso  o  che
  spesso  possono  generare dissenso, ma sono vitali  per  le  future
  generazioni.
   Tutti  gli  indici socio-economici che caratterizzano  la  Sicilia
  evidenziano che il vertice politico della Regione siciliana,  ed  a
  cascata l'intero sistema centrale e periferico, ha dedicato  troppo
  tempo a governare, cioè ad esercitare ed approfittare di quel ruolo
  per  fare  politiche e clientele, con un metodo  di  conquista  del
  consenso sempre più parassitario.
   Signor  Presidente Schifani, le voglio ricordare che io a novembre
  2007 ho denunciato Cuffaro per la svendita dei beni immobili.
   Il famoso spogliarello nella sala stampa dell'Ars è stato per quel
  motivo, non perché volevo mettere in mostra le mie vergogne
   E sentire ora parlare che quei beni qualcuno li vuole riacquistare
  vuol  dire che avevo ragione, perché avevo preventivato un buco  di
  bilancio di 900 milioni di euro, allora. Ma fui lasciato solo
   Il  pizzo  legalizzato,  che  si aggiunge  a  quello  criminale  e
  mafioso,  è  un fenomeno sempre più crescente, perché  la  politica
  siciliana  ha,  oramai, appaltato l'arte dell'amministrazione  alla
  sola  burocrazia  regionale che, fatte le dovute eccezioni,  se  ne
  sbatte  le  balle,  anche delle leggi dello  Stato  e  delle  leggi
  approvate da questo Parlamento
   Il  pizzo  legalizzato  che si paga in  Sicilia  è  frutto  di  un
  fenomeno che da decenni soffoca la libertà, lo sviluppo, il  merito
  e  la  nostra strategicità geopolitica, facendo scappare  i  nostri
  giovani  e  consegnando interi pezzi della gestione della  pubblica
  amministrazione regionale nelle mani di vere e proprie lobby.
   Il  pizzo legalizzato è rappresentato dalla qualità dei servizi di
  pubblica  utilità in capo alla Regione siciliana, che  sono  sempre
  più  scadenti:  dalla  sanità,  al trasporto  pubblico  locale,  ai
  rifiuti,   all'acqua,  all'energia,  dalle  spiagge  alla  mobilità
  interurbana,  ai  trasporti per arrivare  alla  formazione  e  alla
  sicurezza urbana.
   Il pizzo legalizzato è la non certezza dei tempi della conclusione
  di  un  procedimento amministrativo, che riguarda comuni cittadini,
  il mondo delle imprese, il sistema delle autonomie locali.
   Il pizzo legalizzato è la mortificazione della sussidiarietà delle
  autonomie  locali, con un costante latrocinio perpetrato da  questo
  Parlamento,  con  la costante decurtazione del fondo  destinato  al
  funzionamento dei Palazzi municipali e delle ex Province.
   Il  pizzo legalizzato è il baronaggio che viene esercitato da  chi
  comanda  attraverso  gran  parte  di  certa  burocrazia  regionale,
  nominata non per merito, ma per mera appartenenza politica.
   Lei,  onorevole  Presidente Schifani, si è fatto  prendere  spesso
  dall'ansia  di prestazione nel tentare, magari in buona  fede,  per
  carità, di fare cose nuove, di essere innovativo, senza curarsi  di
  far  funzionare  l'esistente, cioè senza porsi  come  parametro  la
  conquista della normalità.
   Io  nell'esercizio del mio ruolo di sindaco - scusi se mi permetto
  il  paragone - mi sono preoccupato sempre di far funzionare le cose
  e raggiungere la normalità dei servizi urbani, nella consapevolezza
  che tutto questo non crea il sensazionale, ma connota semplicemente
  il  compimento  di un dovere primario, consegnare  ai  posteri  una
  comunità in condizioni migliori di come l'hai ricevuta in eredità.
   Veda  che il raggiungimento della normalità, onorevole Presidente,
  in  questa  Regione  è fondamentale, perché si  traduce  in  quella
  Regione  con  le  carte in regola, più volte  evocate  da  uno  dei
  Presidenti  della  Regione  siciliana  più  illuminato,   Piersanti
  Mattarella.
   Mi  permetto, Presidente Schifani, di darle qualche consiglio  non
  richiesto.
   Non  si glori delle agenzie di rating  In Sicilia la ricchezza  è,
  sempre  più,  nelle mani di pochi e la povertà è,  sempre  più,  la
  tragedia  di molti  La differenza algebrica non cambia, il  paniere
  non cambia
   Non  si glori dell'avanzo di amministrazione, perché non sempre  è
  segno di efficienza, anzi, le dico che spesso è segno di deficienza
  amministrativa, cioè dell'incapacità di spesa, perché  la  macchina
  amministrativa non funziona
   Oggi  il  Parlamento  siciliano  è chiamato  ad  esprimersi  sulla
  mozione  di  sfiducia nei suoi confronti, elaborata e  sottoscritta
  dalle opposizioni del Conciliabolo di San Martino.
   Preciso  che  Sud chiama Nord non ha sottoscritto  la  mozione  di
  sfiducia  perché non è stata invitata a partecipare al Conciliabolo
  di  San  Martino  Fino a quando nel centrosinistra prevarrà  questa
  logica  ad  excludendum, l'intero centrodestra potrà dormire  sonni
  tranquilli,  perché non ci sarà mai un campo largo per la  vittoria
  elettorale,  ma  un  campo  minato, per  evitare  di  assumersi  la
  responsabilità di governo della Sicilia
   Non  ho  usato a caso il termine "conciliabolo", come  ben  sapete
  questo   termine  è  stato  utilizzato  per  indicare  il  Concilio
  irregolare, perché non indetto dal Pontefice legittimo, svoltosi  a
  Pisa nel 1511, indetto da Luigi XII, Re di Francia.
   La  scelta,  dunque, di non invitare un pezzo dell'opposizione  al
  Governo  Schifani è stata fatta dal mio amico, onorevole Nuccio  Di
  Paola;  la  irregolarità di tale riunione presso l'Abbazia  di  San
  Martino delle Scale è presto detta: è stata convocata - non  me  ne
  voglia  -  dal  peggior perdente alla carica  di  Presidente  della
  Regione  siciliana; è stata, dunque, convocata, con il  diritto  di
  veto sui partecipanti, da un soggetto non legittimato dalle urne  a
  questo  ruolo - perché vorrei ricordare a questo Parlamento e  alle
  opposizioni  che  alle  elezioni per il  Presidente  della  Regione
  siciliana  il miglior perdente o primo qualificato non  vincente  è
  stato  il  sottoscritto, con circa e il 25% del  consenso   Non  di
  like   Voti e non like  Ma da Di Paola vengono tirate in  ballo  le
  nostre recenti posizioni politiche nel resto d'Italia; ma non avete
  governato  voi,  dei  5 Stelle, per cinque anni  con  tutto  l'arco
  costituzionale? Prima con la Lega e poi con tutto il mondo, pur  di
  governare  per cinque anni, dal 2018 al 2022  Non avete amoreggiato
  con  tutte le forze politiche dell'arco costituzionale? Ed ora,  il
  mio amico Nuccio Di Paola sostiene che Sud chiama Nord non meritava
  di  essere  invitato  a  San Martino perché alle  recenti  elezioni
  regionali  ha portato fuori dalla Sicilia il suo 0,1% ai  candidati
  del  centrodestra? Io non ricevo ordini romani, vivo a  prescindere
  da  Roma, non ho la sindrome del primato della Capitale come  tanti
  colleghi,  purtroppo, del centrosinistra che devono  sottostare  ai
  sondaggi  nazionali  e alle decisioni politiche  romane   Questa  è
  l'ultima possibilità che concedo agli amici dell'opposizione.
   Io   da  gennaio  in  poi  vado  avanti  con  il  mio  Governo  di
  Liberazione   Il Governo di Liberazione presuppone il  rinnovamento
  dei  metodi di gestione della cosa pubblica all'insegna dell'etica,
  del  civismo,  dell'autonomia, della  buona  amministrazione  e  di
  uomini e donne libere
   "La   Sicilia  sopra  i  partiti"  era  la  stella  cometa  e   la
  testimonianza   di  vita  di  Don  Luigi  Sturzo  che,   a   difesa
  dell'autonomia della Sicilia, aveva esortato, più volte,  le  forze
  politiche  siciliane  ad andare oltre gli steccati  ideologici  dei
  Partiti per il bene comune dei siciliani; io, oggi, rinnovo  questo
  appello all'intero centrosinistra  È l'ultima disponibilità che  vi
  offro,  votando con voi la mozione di sfiducia, ma voi tutti dovete
  sentire  il  peso  morale e politico del futuro della  Sicilia   Il
  vostro  comportamento condizionerà la qualità del prossimo  Governo
  di   centrodestra,  perché  continuando  ad  andare   separati   si
  consentirà al centrodestra di vincere a mani basse con la  presenza
  di  personaggi  ed  ambienti che condizionano la Sicilia  da  oltre
  trent'anni  e,  di  recente, hanno contribuito  a  sporcarne  anche
  l'immagine   Oppure  il  vostro  comportamento  consentirà  che  il
  prossimo  Governo  siciliano  sarà di area  civica,  autonomista  e
  progressista,   che  deve  nascere  sganciandosi  dalle   dinamiche
  politiche  nazionali  e  senza farsi condizionare  dagli  ordini  o
  indirizzi politici romani  Viva la Sicilia libera ed autonoma

   CRACOLICI. La terza che hai detto

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie  per  la
  possibilità di potere intervenire in questo lungo dibattito a  cui,
  ormai, assistiamo  onorevole Dipasquale, per favore... a cui  ormai
  assistiamo  ad ogni legislatura; una discussione che si  deve  fare
  perché  è  anche un modo per battere la propria presenza in  questo
  Parlamento  da  parte delle opposizioni di sinistra che  presentano
  una mozione di sfiducia, si svolge un'ampia discussione che per  la
  verità è anche sterile, perché è una lunga elencazione di cose  che
  mi  permetto  di  dire  non basterebbero i  bilanci  della  Regione
  siciliana degli ultimi trent'anni, perché elencare le cose  è molto
  semplice, riuscire a realizzarle con le risorse modeste che ci sono
  in  Sicilia non è certamente facile, parlare per esempio di  acqua,
  quando   esiste   una  legislazione  europea  e  una   legislazione
  nazionale

   CRACOLICI. Parli di sanità, onorevole Di Mauro

   DI  MAURO.  Fai silenzio, onorevole Cracolici, che nessuno  ti  ha
  disturbato    in  cui  c'è  con  molta chiarezza  l'indicazione  di
  un'attività  che  si  deve fare con le società  che  le  varie  ATI
  tirano  fuori attraverso un bando di gara e ovviamente la copertura
  finanziaria  è  a  carico dei cittadini; noi, in  Sicilia,  abbiamo
  ancora parlamentari che sostengono interventi straordinari da parte
  dello  Stato  per rifare le reti idriche in cui occorrerebbero  non
  milioni  ma miliardi di euro, quindi delle due l'una, o si  sceglie
  l'applicazione della legge e vede tutti gli ATI potere procedere  e
  comunque insista il Governo affinché si proceda all'affidamento dei
  servizi, oppure, dall'altra parte, noi siamo dei soggetti in questa
  Terra di Sicilia a non applicare la legislazione nazionale che è un
  derivato di quella che è la legislazione europea.
   Mi sarei aspettato, da parte delle forze politiche di opposizione,
  che   ci  fossero  invece  degli  approfondimenti  su  alcune  cose
  importanti  che si sono susseguite nel tempo in questo  Parlamento.
  Mi  riferisco  soprattutto ai disegni di  legge  di  riforma  della
  burocrazia   che  sono  stati  bocciati  in  quest'Aula   con   una
  percentuale molto alta del Parlamento, circa il 60%, per esempio la
  legge  di  riforma  dei  Consorzi  di  bonifica,  Presidente  della
  Regione,  che  vedeva stranamente un comportamento da  parte  della
  maggioranza  in  cui  ci  si  presentava  al  cospetto  di   questa
  Istituzione proponendo qualcosa di diverso rispetto a quella che  è
  la nascita dei Consorzi di bonifica,  perché i Consorzi di bonifica
  nascono  nel 1933 e l'obiettivo era che la gestione fosse affidata,
  quella  dell'agricoltura, esclusivamente agli agricoltori e  invece
  qui  veniva  propinato   un disegno di legge  in  cui  si  spostava
  incredibilmente  una  porzione di territorio; e,  poi,  soprattutto
  veniva assegnata ad un ufficio regionale quella che deve essere  la
  programmazione.  Ecco,  degli  interventi   da  fare   in   Sicilia
  attraverso  questo  ufficio e anche l'affidamento  delle  procedure
  selettive  delle ditte che venivano scelte (e mi permetto  di  dire
  che  è  il  contrario  di  quello che il legislatore  nazionale  ha
  previsto  per i Consorzi di bonifica), la gestione indipendente  da
  parte  degli  agricoltori  che doveva  essere  volta  certamente  a
  individuare  le opere e gli interventi necessari: non  può  esserci
  una direzione politica centralista che prevede praticamente che  da
  Palermo  si decide cosa si deve fare a Trapani o ad Agrigento  o  a
  Catania o a Siracusa  Ed è stato un motivo questo, Presidente,  che
  ha  visto travolgere quella legge, non perché fossimo contrari alla
  riduzione  dei  Consorzi di bonifica su cui non voglio  aprire  una
  parentesi  di  come avviene la gestione in questo  momento,  perché
  fuori  da ogni regola; non capisco come si riesca ancora a  reggere
  il  rapporto  col  sistema bancario, non essendo  i  direttori  tra
  l'altro delegati assolutamente dalla legislazione in corso,  perché
  c'è  una  vecchia  legislazione che stabiliva  che  i  Consorzi  di
  bonifica dovessero essere ridotti a due, ma soprattutto quello  che
  può   succedere  ancora  nei  prossimi  giorni,  perché  i  decreti
  ingiuntivi  arrivano continuamente nei confronti  dei  Consorzi  di
  bonifica  e  ormai  la  Magistratura ha  intrapreso  la  strada  di
  sequestrare anche le somme che sono state destinate agli interventi
  strutturali.
   Bene,  delle  due  l'una,  o noi ci mettiamo  mano  oppure  saremo
  aggrediti  dai Consorzi di bonifica, saremo aggrediti  dai  decreti
  ingiuntivi che metteranno in condizione veramente di distruggere un
  sistema che comunque in questo momento regge.
   Ora mi chiedo, Presidente, è possibile che su questo argomento  ci
  sia  un  tavolo  di  concertazione tra maggioranza  e  opposizione,
  perché assieme possiamo mettere mano a una riforma importante  come
  quella dei Consorzi di bonifica?
   È   possibile,  Presidente,  che  sul  tema  della  pianificazione
  strategica   ci   sia   una   risposta   all'interrogazione   fatta
  dall'onorevole Ruvolo su alcune vicende che sono successe in questo
  Assessorato  e  su cui è calato paradossalmente il silenzio  e  c'è
  soprattutto una gestione, mi permetto di dire, Presidente, che è un
  misto nella pianificazione strategica da parte del direttore: da un
  lato   l'attività   amministrativa,  dall'altro   lato   l'attività
  politica.
   Signor  Presidente, a questo bisogna porre rimedio immediatamente,
  perché ci sono questioni che riguardano anche i ritardi diagnostici
  relativi agli esami istologici concernenti circa 3.000 pazienti  di
  cui il direttore generale è stato ampiamente informato.
   Non  c'è alcun provvedimento che viene preso in conto da parte del
  Governo per cercare di fare ciò che è dovuto, ciò che necessario
   Ora, io non sto qui ad aggiungere altri argomenti ma penso, signor
  Presidente,  che  sia arrivato il momento di una concertazione  sui
  temi più importanti con la maggioranza, con il Governo ma anche con
  pezzi  o  tutta  l'opposizione, perché su alcune cose  non  ci  può
  essere una maggioranza e un'opposizione.
   Deve  esserci  un  concerto politico che metta in campo  un'azione
  strategica per risolvere i problemi di cui la Sicilia è afflitta.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro.
   È iscritto a parlare l'onorevole Geraci. Ne ha facoltà.

   GERACI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  questa  mozione nasce debole nella forma e  inconsistente
  nella sostanza.
   È   un   documento  che  mescola  fatti  giudiziari,   valutazioni
  politiche, opinioni personali, cercando di trasformare l'Aula in un
  tribunale immaginario.
   Non  è  questo  il senso della mozione di sfiducia previsto  dallo
  Statuto,  non è questo il rispetto dovuto al Parlamento, perché  la
  verità è semplice.
   Qui non si discute il fallimento di un Governo, ma è il fallimento
  dell'opposizione nel proporre un'alternativa.
   C'è una verità che questa mozione non osa guardare negli occhi: la
  Sicilia cresce e lo certificano gli organismi indipendenti.
   La  Banca d'Italia, nel suo ultimo rapporto regionale, ha rilevato
  che l'economia siciliana cresce più della media nazionale, trainata
  da  investimenti  pubblici e privati, turismo e infrastrutture.  Lo
  confermano  anche Unioncamere, Svimez e i principali  centri  studi
  economici.  Con il Governo Schifani è stato avviato un percorso  di
  crescita senza precedenti.
   La  Regione,  che per anni è stata simbolo di squilibrio,  oggi  è
  tornata su un percorso di stabilità finanziaria.
   Nel  rendiconto generale 2024 la Regione ha, infatti, azzerato  il
  disavanzo  e,  per  la  prima volta, ha  registrato  un  avanzo  di
  amministrazione positivo pari a 2,15 miliardi di euro.
   Si  tratta di un risultato importantissimo. Basti pensare che  nel
  2015,  anno  in cui la Regione ha iniziato ad applicare il  decreto
  legislativo  n. 118, il disavanzo aveva raggiunto i 6,192  miliardi
  di  euro e che alla fine del 2022 il disavanzo era ancora pari a  4
  miliardi.
   Questa  solidità  ha prodotto un effetto decisivo:  le  principali
  agenzie internazionali di rating hanno riconosciuto il recupero  di
  credibilità della Sicilia sui mercati, non un favore politico,  non
  un'opinione, un giudizio tecnico sul lavoro compiuto.  Capisco  che
  questi  risultati possano infastidire le opposizioni,  che  pur  di
  mettere in cattiva luce il Presidente, la sua Giunta e riempire  le
  prime  pagine  dei giornali, hanno presentato una mozione  che  non
  riguarda tanto la coalizione di centrodestra, che ha già dimostrato
  di essere compatta, ma lo stesso centrosinistra alle prove tecniche
  per  trovare un nuovo candidato da preporre alle prossime  elezioni
  regionali.
   I cittadini non vogliono parole, i cittadini vogliono i fatti e di
  fatti  parliamo. Pochi giorni fa, la Giunta della Regione siciliana
  ha  approvato  la  proposta di variante al  progetto  di  raddoppio
  ferroviario della linea Messina-Catania nel territorio di Taormina.
  Solo due settimane fa, la Regione ha approvato il finanziamento  di
  41  progetti, immediatamente cantierabili in tutte le nove province
  dell'Isola,  per  un  totale di oltre 55 milioni  di  euro  per  la
  sicurezza  delle  strade provinciali, molte delle quali,  da  anni,
  attendevano lavori di manutenzione.
   Parliamo  di  migliorare la viabilità in tutte le  province  senza
  squilibri  territoriali, per restituire ai cittadini infrastrutture
  più  sicure  e  moderne,  favorendo lo  sviluppo  dei  collegamenti
  interni e la crescita economica dei territori. Dal Ministero  delle
  infrastrutture  e  dei  trasporti sono  stati  ripartiti  quasi  94
  milioni   di  euro  per  la  regione  Sicilia  per  interventi   di
  riqualificazione delle infrastrutture stradali. La  sinergia  e  la
  visione  condivisa del Governo regionale col ministro dei trasporti
  Salvini  sta  trasformando finalmente la nostra  Isola  in  un  hub
  logistico-strategico del Mediterraneo.
   In  questi  anni,  è stato ridisegnato il piano  per  rendere  più
  efficiente  il  sistema  sanitario  siciliano,  tenendo  conto  dei
  bisogni  di  salute  dei cittadini, al fine di  garantire  cure  di
  elevata  qualità  e  ridurre drasticamente la migrazione  sanitaria
  verso  altre  Regioni. Si è puntato sulla crescita, in  particolare
  degli  ospedali  periferici,  quale  centro  di  riferimento  della
  medicina  di  prossimità. Un lavoro complesso che ha  coinvolto  in
  primo luogo l'Assessorato della salute, ma anche tutte le forze  di
  maggioranza,  i servizi territoriali, impegnate nel  dare  risposte
  tempestive ed efficaci ai cittadini.
   In  questa  mozione c'è solo un atto dall'esito scontato,  scritto
  non per aprire una crisi politica che non esiste, ma per mettere in
  scena  un  esercizio di propaganda. Il Governo  non  è  disposto  a
  sottostare   all'illazione  di  un'opposizione  che   cerca   fuori
  dall'azione  politica e di governo di mettere in atto una  campagna
  denigratoria.   Le   azioni  dei  singoli  e   le   azioni   svolte
  nell'esercizio  delle  proprie funzioni devono  rimanere  due  cose
  distinte.  Il  garantismo  non è una  spilletta  da  intestare  col
  vestito  buono  nei  giorni  di festa, è  un  asse  portante  delle
  democrazie  liberali,  principio  fondamentale  della  Costituzione
  repubblicana. Non è, come recita la mozione di sfiducia che  stiamo
  discutendo  quest'oggi,  un  motivo per giustificare  l'assenza  di
  iniziative  politiche a scapito di soggetti che hanno  ricevuto  un
  mandato elettorale dai cittadini siciliani. O si è garantisti, e lo
  si è sempre, o non lo si è  Noi della Lega lo siamo ed è per questo
  che   abbiamo   sostenuto  con  convinzione  il  referendum   sulla
  giustizia,  abbiamo  sostenuto la riforma sulla  separazione  delle
  carriere in Parlamento e ne sosterremo la campagna referendaria  in
  primavera.

   GILISTRO. Vergogna

   GERACI.  In  questa mozione c'è solo il tentativo, neanche  troppo
  velato,   di  usare  indagini  giudiziarie  come  grimaldello   per
  ribaltare ciò che i siciliani hanno scelto con il voto. E  qui  sta
  il  vero  punto politico. La mozione tenta di sostituire la volontà
  popolare  con un meccanismo giustizialista che non appartiene  alla
  nostra tradizione democratica. Si nega la presunzione di innocenza,
  si  confonde  la gestione amministrativa e indirizzo  politico,  si
  pretende  che un Governo eletto cada, non per ciò che ha fatto,  ma
  per ciò che altri avrebbero fatto. Viva la Sicilia  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Geraci.  È  iscritto  a   parlare
  l'onorevole Abbate.

   ABBATE.  Presidente, gradivo intervenire col Presidente  in  Aula,
  quindi, magari...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Abbate, lei fa  parte  della  maggioranza,
  magari può accelerare.

   ABBATE.  Non  è questo, se facciamo parte della maggioranza,  però
  sarebbe opportuno
   Magari  aspettiamo  che rientri il Presidente,  come  si  è  fatto
  prima. Grazie.

   CATANZARO.  Ci  sono stati altri colleghi che non hanno  avuto  il
  Presidente in Aula

   PRESIDENTE.  Onorevole Abbate, se vuole...  È  strano  che  me  lo
  chieda  un  deputato di maggioranza, c'è tutto il suo  Governo  qui
  presente, manca solo il Presidente della Regione.
   Io  direi  di andare avanti, perché il Presidente della Regione  è
  uscito per cose importanti.
   Prego, onorevole Abbate.

   ABBATE.  Grazie Presidente, ci sarà chi interverrà. Io  dico  solo
  questo,  Presidente, siccome noi abbiamo un rapporto col Presidente
  e  il  mio  è  un intervento un po' particolare, che  mi  trovo  ad
  attingere,  a  poter portare alle considerazioni del  Presidente...
  Quindi,  gradivo  che il Presidente fosse in Aula; vogliamo  andare
  avanti, vado avanti lo stesso. Intervengo a nome del mio Gruppo

   CRACOLICI. Onorevole Abbate, poi glielo dico io al Presidente

   ABBATE.  Onorevole  Cracolici,  glielo  dirà  quando  ci  sarà  un
  Presidente  del  suo  partito, ma sarà difficile  che  ci  sarà  un
  Presidente del suo partito seduto lì

   PRESIDENTE. Onorevole Abbate. Chiedo ai colleghi dell'opposizione,
  così  come i colleghi di maggioranza hanno ascoltato gli interventi
  dell'opposizione, vi chiedo di fare silenzio in Aula per  ascoltare
  gli  interventi dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  o  comunque
  dei rappresentanti dei partiti di maggioranza.
   Prego, onorevole Abbate.

   ABBATE.  Grazie  Presidente, quindi  intervengo  a  nome  del  mio
  Gruppo,  tutti  e  sette i deputati, che dal  primo  momento  della
  legislatura,  ma già in campagna elettorale, abbiamo  sostenuto  il
  programma   del   presidente  Schifani,  abbiamo  sostenuto   tutta
  l'attività  che il Governo ha messo in campo in questi anni,  anche
  all'interno  del Governo stesso con due eccellenti  Assessori,  che
  voglio  ringraziare per quello che hanno fatto fino a venti  giorni
  fa,  che  sono l'assessore Albano e l'assessore Messina,  che  sono
  stati  parte  integrante  e attori di quel  lavoro  importante  che
  questo Governo ha portato avanti.
   Per  il presidente Schifani questo è un momento importante, perché
  una  mozione di sfiducia oggi, gli dà la possibilità e l'assist  di
  poter  fare  il primo resoconto di quella che è l'attività  che  ha
  portato avanti come Governo e che ha la possibilità di presentare a
  tutti i siciliani.
   Non  c'è  stato  prima un momento per poter fare questo,  dobbiamo
  dire  grazie  all'opposizione che ha dato la  possibilità  oggi  al
  presidente  Schifani di poter fare il resoconto  di  quella  che  è
  l'attività  amministrativa che il Governo  ha  messo  in  campo  in
  questi tre anni.
   E sarà lui a dire uno per uno quelli che sono i risultati che sono
  stati  raggiunti,  però  io  dico che  in  questi  tre  anni  -  il
  sottoscritto,    da    Presidente   della    Commissione     Affari
  istituzionali' - ma in questo momento, quella che è l'attività  che
  il   Governo   ha  portato  avanti,  che  abbiamo  sostenuto   come
  maggioranza e abbiamo sostenuto anche come partito, sono  risultati
  tangibili perché penso a tutto il lavoro che si è fatto per  quanto
  riguarda i precari, dai PIP agli ASU, ai consorzi di bonifica,  ora
  i  forestali,  il  Corfilac l'altro giorno, tutte attività  portate
  avanti che fino ad oggi erano un'utopia, che i Governi passati  non
  erano riusciti a risolvere e sono sotto gli occhi di tutti
   Così   come  per  quanto  riguarda  le  attività  portate   avanti
  dall'IRFIS,  con progetti importanti dell'Assessorato dell'economia
  per  il  sostegno  alle  imprese, per  le  imprese  artigiane,  per
  l'agricoltura,  per l'industria, per tutto il mondo imprenditoriale
  della nostra Regione, per il turismo, per tutto quello che ha fatto
  sì  che questa Regione sia cresciuta e andata avanti in questi  tre
  anni.
   I  risultati  si vedono, da dove siamo partiti e dove siamo  oggi,
  non  si possono dire oggi i risultati di quello che volevamo o  che
  pensiamo possa essere una Regione, i risultati ottimali in tutti  i
  settori.
   Da  dove siamo partiti e dove siamo arrivati, anche con la  sanità
  stessa,  gli sforzi che si sono fatti, dalla nuova rete ospedaliera
  che  è  stata approvata al vaglio del Ministero, così come tutti  i
  risultati dove sentiamo ancora ci sono le liste d'attesa.
   Quindi  da dove siamo partiti? Se oggi si dice che ancora ci  sono
  liste di attesa, sono ancora lunghe, significa che siamo partiti da
  dove  le  attese erano lunghissime e prima ancora, ancora  di  più
  Quindi  i  risultati si sono raggiunti e sono sotto  gli  occhi  di
  tutti,  ma  questo  lo  dico  perché, caro  Presidente,  perché  ci
  interessano  i risultati che raggiungiamo, lascio fuori  in  questo
  momento tutto quello che è il gossip politico, tutto ciò che  è  la
  critica politica, cose che non riguardano l'attività amministrativa
  e  quello  che riguarda questo Parlamento e l'attività che riguarda
  questo Governo.
   Quello   che   mi   interessa  -  come  ha  detto  qualcuno   come
  amministratore - e io ho fatto il sindaco per dieci  anni,  sono  i
  risultati  che ogni cittadino può avere ogni giorno, su quello  che
  può   avere   ogni  giorno  per  il  raggiungimento  dei  risultati
  amministrativi.
   Quindi  su questo, caro Presidente, penso che quello che ha  fatto
  fino ad oggi sia importante per questa Regione. Guardi, deve essere
  fiero di quello che ha fatto e che ha portato avanti.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   ABBATE. Noi abbiamo sostenuto questo Governo per tre anni,  e  lei
  personalmente con due Assessori all'interno della Giunta. Il giorno
  che  ha  deciso, per una questione di trasparenza,  di  mettere  da
  parte  i  due  Assessori, che sappiamo integri in tutto,  ci  siamo
  riuniti  e abbiamo deciso, compreso loro due che sono due  deputati
  di  questo  Parlamento, abbiamo deciso di continuare con  lealtà  a
  sostenere l'attività che porterà avanti, come Governo, direttamente
  con  lei, Presidente, perché la fiducia è diretta a lei per  quello
  che ha preso come impegno nei confronti dei cittadini siciliani  di
  raggiungere quei risultati, rispetto al programma elettorale.
   Il  punto  di  arrivo non è altro che l'attuazione  del  programma
  elettorale.  Come un buon amministratore deve fare,  uno  per  uno,
  tutti  quei  punti  che  ci siamo previsti di raggiungere  dobbiamo
  riuscire, con sforzo, tutti insieme a raggiungerli in questi ultimi
  diciotto  mesi, venti mesi che ci separano dalle prossime elezioni.
  Io le chiedo uno sforzo, caro Presidente.
   Questo  Parlamento  ha  lavorato,  anche  nelle  Commissioni,  per
  preparare  provvedimenti  legislativi che  vanno  in  direzione  di
  riforme importanti come la riforma degli enti locali, così come  la
  parità  di  genere  salariale, così come la riforma  dei  dirigenti
  della macchina burocratica amministrativa regionale.
   Sono  provvedimenti che hanno portato, hanno impegnato per mesi  e
  mesi,  i singoli deputati nelle varie Commissioni. Siamo al dunque.
  Significa  che  ci  vuole l'ultimo sforzo, ci vuole  una  decisione
  forte  da  parte  sua per dare il via e dare la  possibilità  della
  copertura  finanziaria, perché queste riforme possano essere  anche
  vanto   per   lei,  caro  Presidente.  Vanto  per   lei,   per   il
  raggiungimento di risultati, perché non sono solo del Parlamento ma
  sono  di  tutti  noi.  Anche  lei è, oltre  ad  essere  Presidente,
  deputato di questo Parlamento
   Quindi, le chiedo proprio questo. Quello sforzo che chiediamo noi,
  come  Gruppo,  sette deputati che siamo accanto  a  lei  e  che  le
  garantiamo  una  maggioranza forte e leale, di potere  prendere  un
  impegno  affinché queste riforme possano essere approvate e portate
  a conclusione.
   Buon  lavoro,  Presidente. Noi ci siamo  e  ci  saremo  anche  nei
  prossimi mesi.

   PRESIDENTE.  Grazie. È iscritto a parlare l'onorevole Assenza.  Ne
  ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente intervengo, sia personalmente  che  a
  nome  del Gruppo di Fratelli d'Italia che ho l'onore di presiedere,
  in  questo  dibattito surreale ma, al tempo stesso, che  recita  un
  copione ormai stantio. Sono alla terza legislatura e il rituale  di
  almeno una mozione di sfiducia ci deve essere per forza. Mi ricordo
  i tempi del governo Crocetta, quando qualcuno appartenente a quella
  maggioranza definiva il Governo, un Governo di camerieri, però  poi
  votava  la  fiducia al governo Crocetta, ugualmente. O il dibattito
  nei  confronti del presidente Musumeci. E oggi tocca al  presidente
  Schifani.
   Non  la invidio, Presidente, perché stare seduto lì a sentire tre,
  quattro  ore, alcune volte, di veri e propri insulti che non  fanno
  onore  ad alcuno, men che meno a chi li pronuncia credetemi, perché
  qualche intervento è andato veramente fuori le righe, e non ci sta.
  La  critica  politica  una cosa, passare all'insulto  è  tutt'altra
  cosa
   Detto  questo,  che  dire. È chiaro che Fratelli  d'Italia  voterà
  contro  questa  mozione di sfiducia, che confermerà la  fiducia  al
  presidente  Schifani e al suo Governo. Che augura a questo  Governo
  di  completare  il percorso iniziato tre anni fa, di  giungere,  di
  arrivare,  di pervenire alla conclusione della legislatura  perché,
  checché se ne dica, credo veramente nella democrazia.
   La  sfiducia non la danno gli eletti che, indossando una maglietta
  nel  corso  della legislatura, ritengono di cambiare  parere  e  di
  sfiduciare  quel Governo che hanno contribuito a fare  a  eleggere.
  No.  La  sfiducia  la danno gli elettori, al momento  in  cui  sono
  chiamati a dare un giudizio sulla maggioranza e sul Governo che  ha
  guidato,  in  questo  caso, la Sicilia per  tutta  la  legislatura,
  riconfermando  quella  maggioranza,  quel  Governo,   o   premiando
  un'alternativa  che,  lo dico senza alcuna presunzione,  in  questo
  momento mi sembra abbastanza confusa.
   E allora, perché dovremmo votare la sfiducia, in un momento in cui
  -  checché  se  ne  voglia  dire  - tutti  i  dati  economici  sono
  assolutamente  positivi? Questo Governo ha messo in atto  politiche
  importanti  in tema di stabilizzazione dei precari, credo  che  sia
  sotto gli occhi di tutti, continuerà anche in questa finanziaria ad
  agire  in  questo campo e, anzi, io approfitto di questo intervento
  per  dire:  caro  Presidente, caro Governo,  dobbiamo  avere  anche
  maggiore coraggio per intervenire per i precari degli enti locali e
  credo  che sia un argomento di riflessione e di discussione che  la
  maggioranza e il Governo dovranno intestarsi nei prossimi giorni; i
  flussi  turistici,  al  di là delle fandonie che  spesso  aleggiano
  soprattutto  fuori da quest'Aula, ma in qualche caso  anche  dentro
  l'Aula,  sono in costante aumento e la regione Sicilia  è  meta  di
  attrazione  per  un turismo interno ed internazionale  di  assoluto
  rilievo,  ma  non  solo,  è attrattiva non  solo  per  il  fenomeno
  turistico,  ma  è  diventata attrattiva - cosa impensabile  fino  a
  qualche anno fa - per gli investimenti di importanti gruppi interni
  ma   anche  internazionali,  che  guardano  alla  Sicilia  come   a
  un'occasione   e   un'opportunità  da  non  perdere,   per   creare
  addirittura investimenti su attività assolutamente innovative e che
  porteranno   ad   un  incremento  non  solo  del  Pil,   ma   anche
  dell'occupazione  e, in molti casi, anche di occupazione  altamente
  qualificata,  consentendo  finalmente  ai  nostri  giovani  validi,
  universitari, laureati, specializzati, che invece di andare  fuori,
  troveranno in Sicilia l'occasione di esprimere al massimo  le  loro
  potenzialità.
   Però,   evidentemente,  l'opposizione  deve  dare  una  prova   di
  esistenza in vita. Ecco, l'avete data, siete vivi, siete 23

   CATANZARO. Ci sono altri tre voti

   ASSENZA.  Più  di  23  voti  non  mancheranno.  Se  non  ho   male
  interpretato dalla lezione magistrale dell'onorevole De Luca che ci
  ha  somministrato poco fa, a questi 23 voti si aggiungeranno i suoi
  tre  voti.  Però,  come  guanto  di  sfida  è  l'ultima  occasione,
  approfittatene, perché altrimenti da gennaio in poi non farà  parte
  della vostra coalizione.
   E  va bene, guardiamo con ansia ai vostri movimenti; guardiamo con
  ansia   a  quello  che  deciderete  per  il  vostro  futuro.   Noi,
  coerentemente,  siamo un asse portante del centrodestra,  lo  siamo
  stati  dall'inizio,  siamo stati a fianco del presidente  Schifani,
  restiamo  a  fianco del presidente Schifani oggi e lo saremo  anche
  domani.
   E  allora, caro Presidente, vada avanti. Fratelli d'Italia  è  con
  lei e conferma la fiducia nel suo Governo.

   PRESIDENTE.  Grazie. È iscritto a parlare l'onorevole  Pellegrino.
  Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO.   Presidente,   grazie.  Presidente   della   Regione,
  Presidente,  colleghi,  mi  ha lasciato  perplesso  e  meravigliato
  quanto  rappresentato dal collega "amato" Antonio De  Luca,  perché
  non  capisco in quale Paese viva. Ha parlato di programmi  fasulli,
  altro che programmi fasulli  I programmi sono stati rispettati,  ma
  non solo sono stati rispettati, siamo andati oltre quelli che erano
  i  programmi.  Siamo  andati all'azzeramento del  disavanzo,  siamo
  andati  all'avanzo di amministrazione di due miliardi e mezzo,  con
  il  Pil  in  crescita  -  l'hanno  detto  i  miei  colleghi  -  con
  l'occupazione in crescita, in controtendenza non solo  rispetto  al
  Meridione  ma anche rispetto al quadrilatero industriale  del  Nord
  Italia.
   E mi dispiace che sia stato tirato in ballo il nostro padre nobile
  di  Forza Italia, Silvio Berlusconi, per l'intitolazione del Ponte.
  Io ritengo, anche rispetto ai sorrisini e alle annuenze del Partito
  Democratico, che costoro avranno modo di rivedere le posizioni così
  come sono state riviste allora da D'Alema, quando andò ad onorare e
  a  riverire la tomba di Bettino Craxi, dopo e successivamente  alle
  monetine dell'albergo, del Raphael.

   CRACOLICI. Per le monetine devi chiedere a Fratelli d'Italia

   PELLEGRINO.  Ma  non  solo. Il Presidente sarà  ricordato,  diceva
  Nuccio,  ma  certamente  non  perché  non  è  stato  rispettato  il
  programma,  sarà ricordato per il caro voli, per avere  contrastato
  il  caro  voli,  per  avere agevolato e per  avere  contrastato  la
  povertà  della Sicilia, per avere contrastato e per avere  azzerato
  il  caro  mutui,  per tutte le attività produttive,  per  le  varie
  azioni  in  favore  delle  piccole, medie e  grandi  imprese.  Fare
  impresa,  ripresa  Sicilia,  la Cluster  Sicilia,  il  bando  -  ne
  parlavamo con Tamajo - per le infrastrutture di ricerca.
   Sono tutte queste azioni e attività certamente importanti. E anche
  le  politiche. Le politiche sanitarie, le politiche socio-sanitarie
  che  sono  state  adottate, e si parla delle liste d'attesa  e  noi
  dobbiamo  ricordare che anche per le liste d'attesa c'è  stata  una
  flessione sia per le urgenze, che sono sette giorni se non  ricordo
  male,  anzi è subito, sia per le brevi che sono dieci giorni. Anche
  lì abbiamo avuto, nonostante ciò che era successo, ma non solo e lo
  ricorderanno  anche  - diceva giustamente - per la  stabilizzazione
  dei precari e per avere sbloccato i concorsi. Sarà questo il motivo
  per  cui  sarà  ricordato il presidente Schifani e  non  solo  sarà
  ricordato, sarà premiato per tutto questo.
   E   sarà   ricordato  anche  per  i  termovalorizzatori.   Sì,   i
  termovalorizzatori. Dobbiamo considerare che fino a  qualche  tempo
  fa  c'era  la possibilità di vedere avanti con i termovalorizzatori
  da  parte  delle lobby, di gestire decine di milioni  da  parte  di
  Governi  disponibili. Siamo andati in controtendenza  e  abbiamo...
  c'è stato da parte del Presidente Schifani uno slancio, un atto  di
  coraggio,  perché  si  tratta di un atto di coraggio,  perché  sono
  state  contrastate le lobby, c'erano dei monopolisti di  fatto  che
  gestivano  e che gestiscono decine, centinaia di milioni nel  corso
  degli anni.
   I   termovalorizzatori   rappresentano  veramente   un   atto   di
  trasparenza,  un  atto di legalità da parte dell'Amministrazione  e
  del  governo  Schifani  che, al di là delle  opacità  che  venivano
  rappresentate,  al di là del grigiore che veniva rappresentato,  vi
  debbo  dire  che il presidente Schifani è colui che ha stabilizzato
  il  carcere duro. Altro che grigiore  Altro che opacità  Il carcere
  duro,  lo  sa benissimo, e quindi non prendiamo lezioni di legalità
  da parte di nessuno.
   E  l'ultima riflessione per l'onorevole La Vardera. L'onorevole La
  Vardera  sta  erodendo il principio della presunzione  d'innocenza.
  Non si può erodere perché populismo e garantismo non possono andare
  d'accordo. Garantismo e giustizialismo sono antitetici.  Noi  siamo
  precisi osservanti della Costituzione italiana.
   E  l'ultima  cosa,  diceva Sunseri della...  non  voglio  fare  il
  difensore, tantomeno in questo momento, né di fiducia né d'ufficio,
  ma  diceva  Sunseri di colloqui del nostro Assessore, assolutamente
  irreprensibile nella sua attività. Ma che male c'è  a  fare,  e  di
  avere,  delle  interlocuzioni  con  tutti  i  partiti?  Perché  c'è
  qualcuno  del  Partito Democratico che non ha avuto  interlocuzioni
  con  la dottoressa Faraoni? C'è qualcuno dei Cinque Stelle che  non
  ha avuto interlocuzioni private con la Faraoni? C'è qualcuno... C'è
  qualcuno... va bene alza la mano, siete in tre, in quattro   Non  è
  vero.
   C'è  qualcuno, c'è qualcuno di Sud chiama Nord che non  ha  voluto
  interlocuzioni  private  con la dottoressa  Faraoni,  per  ragioni,
  ovviamente, di natura...

   CATANZARO. Ma cosa significa?

   DIPASQUALE.  Non  sappiamo il numero della  dottoressa  Faraoni  e
  nemmeno ci interessa

   PELLEGRINO. E allora ho finito. Ho finito, Presidente, ho  finito,
  la  mozione di sfiducia, ovviamente, va bocciata. Si tratta di  una
  morte annunciata, è un atto di esibizionismo, la Sicilia ha bisogno
  di  buongoverno e non ha certamente bisogno di battaglie  politiche
  capziose e sediziose.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Pellegrino, adesso c'è la  risposta
  del Presidente della Regione. Prego, Presidente. Chiedo ai colleghi
  di prendere posto.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Grazie, Presidente. Colleghi,
  ho  cercato di ascoltare quasi tutti gli interventi, tranne qualche
  pausa  tecnica  che  sono  stato, ovviamente,  tenuto  a  fare.  Mi
  sembrava  un  atto doveroso, un atto di correttezza  istituzionale,
  per  cui  vorrei affidare, un attimo, alcune riflessioni su  quello
  che penso, su quello che stiamo facendo, su quella che è la Sicilia
  che  io  sto  vedendo, secondo me, crescere in questi tre  anni  di
  governo.
   Tutto  parte, la vicenda parte, lo sappiamo, l'abbiamo registrata,
  dalla  vicenda  che  ha  coinvolto l'ex Presidente  della  Regione,
  Salvatore Cuffaro. E' stato sì uno scossone, indubbio, uno scossone
  per  la  politica, indubbio negarlo, che ci ha portato, come diceva
  l'onorevole Cateno De Luca, che ha citato la mia agenzia, a operare
  una  scelta  che non ha toccato i singoli parlamentari,  i  singoli
  soggetti  dei  sottogoverni, ha toccato  una  scelta  di  strategia
  politica che, fino a quando non verrà chiarita - come ho detto - mi
  ha  costretto ad adottare delle decisioni di chiarezza, quanto meno
  nei  confronti di un metodo che veniva rappresentato, salvo poi  le
  sentenze che accerteranno, un metodo di utilizzo di un partito  per
  fini non legittimi.
   Fermo restando, ho chiarito subito, che rimane inalterato, per me,
  il  rapporto  di  stima  che ho nei confronti  dei  deputati  della
  Democrazia  Cristiana che sono stati eletti sotto un simbolo  della
  coalizione  del centrodestra che ha fatto parte di un progetto,  di
  una   cultura  liberale  e  riformista  nella  quale  si  è  sempre
  ritrovata.  Inalterato il mio rapporto di stima nei  confronti  dei
  due  Assessori  della mia Giunta, Nuccia Albano e Antonio  Messina,
  non    solo   galantuomini,   due   persone   coerenti,   corrette,
  istituzionalmente   affidabili,  che  ho   sempre   ringraziato   e
  continuerò a ringraziare per il loro sostegno leale all'azione  del
  mio Governo.
   Vi sono altri casi? Sì, ci sono altri casi, ma sono della cultura,
  sono  garantista, sì, trent'anni di attività legale, cultura  anche
  berlusconiana.  La  presunzione di  non  colpevolezza  deve  essere
  valutata quando si hanno delle responsabilità e, fin quando vi sono
  delle  indagini non acclarate da sentenze, credo che  sia  doveroso
  attendere,  a  meno che non ci si trovi dinanzi  a  fatti  talmente
  eclatanti,  di carattere istruttorio, i cui esiti già  non  possono
  che essere scontati.
   Si  parla di corruzione. Cerco di parlare da avvocato oltre che da
  politico,  ma  la responsabilità di un Governo, se un  imprenditore
  corrompe  un  dirigente  di  un'ASP della  Regione,  in  un  pactum
  sceleris,  a  due,  vi  è una responsabilità del  Presidente  della
  Regione in relazione alla loro condotta delittuosa? Noi viviamo nei
  loro  mondi? Nei loro sgabuzzini? Nei loro anfratti? Per dire,  no,
  questo  non  si  può fare? Abbiamo questa possibilità?  Abbiamo  il
  grande  occhio?  Il Grande Fratello? No. Ci siamo  dati  noi  delle
  regole  per  gli appalti che gestiamo, quelle di dare  gli  appalti
  grossi,  che  sta  gestendo la Regione in  questo  momento,  per  i
  cittadini, ebbene, li abbiamo affidati ad Invitalia
   Invitalia  sappiamo cos'è, la conosciamo tutti, vero?  O  qualcuno
  non la conosce? Trasparenza massima, totale
   Accordo  con chi, attraverso Invitalia? Con ANAC  Vi dice qualcosa
  ANAC?   Anticorruzione   Abbiamo  sottoscritto   un   accordo   con
  l'Anticorruzione
   Tutti  gli  appalti  di  questo  Governo,  importanti,  rilevanti,
  passano dalla valutazione dell'Anticorruzione e ci rimettiamo  alle
  valutazioni  dell'Anticorruzione e alla gestione degli  appalti  da
  parte di Invitalia, ente pubblico di soggetto pubblico, controllata
  dal MEF
   Questo è il nostro modo di operare e stiamo portando avanti  degli
  impatti  importantissimi: il polo pediatrico, i termovalorizzatori,
  dei quali parlerò. Questo è il nostro modo
     Possiamo  sbagliare, pronti a rendere il conto, ma ai  cittadini
  siciliani,  quando  torneremo a votare  Non alle opposizioni,  che,
  sino  ad oggi...concludendo questo concetto, vi dirò come la penso,
  perché  concluderò questo mio intervento con un  rammarico,  ve  lo
  anticipo...una  parola  di un vostro progetto,  un  contenuto,  una
  vostra controproposta di progetto, di programma, non c'è stata
   Accuse,  offese di tutti i generi, di tutti i livelli.  Legittimo,
  legittimi, siamo in democrazia, io sono liberale e accetto.
   Ma dov'è il vostro progetto? Dov'è stato?
   Tre  ore  di  interventi,  accuse,  nefandezze  -  politiche,   ci
  mancherebbe, non personali -, dov'è?
   Giorni  fa  è  venuto  qui a manifestare a Palermo  l'ex  premier,
  Giuseppe Conte, fa la sua parte. Quello che mi ha offeso, però - ve
  lo  dico con grande serenità - è che la scelta che ha adottato,  ci
  mancherebbe, la location, il murale di Falcone e Borsellino al Molo
  Trapezoidale.
   Però,   scelto  quel  luogo  per  attaccare  il  Presidente  della
  Regione...beh, questo non lo posso accettare
   Sapete  perché non lo posso accettare? Perché, come  ha  ricordato
  Stefano Pellegrino, col quale non mi ero confrontato, la mia storia
  è scritta in questa intervista: maggio 2002, rilasciata al Giornale
  di  Sicilia,  ad  un certo Emanuele Lauria. Sapete chi  è  Emanuele
  Lauria, no?
   Capo  redattore,  autorevole, eccetera  di  Repubblica,  prima  al
  Giornale Sicilia. Si parlava di "carcere duro". Il carcere  duro  è
  un  istituto straordinario, modello tribunali speciali, che  veniva
  prorogato  di  anno  in anno, non era inserito strategicamente  nel
  nostro  ordinamento,  era provvisorio, per  cui  la  mafia  sperava
  sempre che poi venisse meno.
   Vero,  onorevole  Cracolici? Lei conosce la  storia  del  "carcere
  duro",   come   me   e  come  altri,  no?  Si  è  occupato   sempre
  autorevolmente di antimafia.
   Io  ero  capogruppo e arriva il disegno di legge  di  proroga  del
  Governo  Berlusconi - come quelli degli altri Governi proroga  -  e
  all'intervistatore Lauria io rispondo: "Una cosa è certa: indietro,
  rispetto alla proposta del Consiglio dei Ministri, non si  torna  -
  cioè, si va avanti sulla proroga - il Parlamento potrà estendere la
  misura  nel  tempo, non ridurla. Io, personalmente, - parla  Renato
  Schifani - non avrei nulla in contrario a rendere permanente il  41
  bis". Questo dicevo.
   E  allora,  che si faccia la protesta davanti Falcone e Borsellino
  mi sembra riprovevole
   È  riprovevole politicamente, perché a me su antimafia nessuno può
  dare lezioni, per quello che ho fatto, io ho fatto le leggi, io e i
  governi centrodestra
   Perché,   vedete,   tutti  siamo  impegnati  nell'antimafia,   ma,
  onorevole  Cracolici,  mi indichi una norma legislativa  antimafia,
  forte, adottata dai governi del centrosinistra  Noi l'abbiamo fatta
  e ne abbiamo fatto un'altra...

   DIPASQUALE. Non dica sciocchezze

   SCHIFANI, presidente della Regione. Onorevole, poi parlerò del suo
  linguaggio, onorevole Dipasquale, parlerò del suo linguaggio

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale

   SCHIFANI, presidente della Regione. Presidente, per cortesia   Sto
  parlando  di  politica e di storia del Paese, onorevole Dipasquale,
  che lei non conosce
   Allora, ero Presidente del Senato, vi era la festa della Polizia a
  Palermo, vengo avvicinato da un esponente autorevole della  Procura
  di  Palermo,  il quale mi rassegna una preoccupazione:  quella  che
  molti  patrimoni di mafiosi sfuggirono ai controlli e ai  sequestri
  perché  i  mafiosi,  non appena intuivano l'area  che  tirasse,  si
  privavano immediatamente di questi patrimoni nei confronti di terzi
  di  buona  fede  -  e quindi non aggredibili - mantenendo,  invece,
  quelli ereditari non aggredibili, perché la legge Rognoni-La Torre,
  voi  sapete,  che  prevede  che la legittimità  del  patrimonio  si
  dimostra facilmente se ereditario.
   Mi  manifesta questa preoccupazione, io ne prendo atto  perché  la
  procura  di  Palermo, personaggio autorevole che ha  fatto,  anche,
  seconda  carica  dello Stato - per porre a lui la  tecnica  se  era
  configurabile  il  sequestro per equivalente - cioè  sequestrare  i
  beni  ereditari  e  legittimi  al  posto  di  quelli  illecitamente
  trasferiti a terzi, per evitare il sequestro - mi disse che  questo
  principio  dell'equivalenza: colpire beni  legittimi  al  posto  di
  quelli illegittimi - era inserito il nostro ordinamento.
   Questa  norma  nel  pacchetto Alfano-Meloni, pacchetto  sicurezza,
  venne introdotta. Io chiamai l'allora relatore del disegno di legge
  in  Senato, Carlo Vizzini, gli proposi il testo, indubbio  a  dirvi
  che  l'onorevole Vizzini, che si è tanto speso contro la mafia,  un
  momento, non dico di stupore, ma chiaramente mi guardò fisso  negli
  occhi,  perché si rendeva conto di cosa significasse,  però  mi  ha
  detto  "sì ", io avevo detto il "sì" anche da parte del  Presidente
  del   Consiglio,  da  parte  dei  Ministri,  da  parte  dell'allora
  Presidente  della  Repubblica Napolitano perché si  introduceva  un
  emendamento in un decreto legge, invece, dove bisognava  assicurare
  una  via veloce; quando spiegai al Presidente Napolitano mi  disse:
  "vai".
   Questa legge è diventata operativa.
   Tanti,  tanti,  tanti,  patrimoni vengono sequestrati  alla  mafia
  anche se sono ereditari e la mafia si combatte non soltanto con  la
  detenzione, ma si colpisce al cuore con il sequestro dei loro  beni
  e  questo  lo abbiamo fatto  Sì, onorevole Cracolici, però,  voglio
  dire, è storia, lo so, però, siccome si parla di manifestazioni  al
  molo trapezoidale, Falcone e Borsellino, allora io dico: Falcone  e
  Borsellino  sono  patrimonio di tutti,  però,  contestare  qualcuno
  sull'antimafia...

   CRACOLICI. Qualcuno l'ha accusata di essere mafioso?

   SCHIFANI, presidente della Regione. Io non ho interrotto  nessuno,
  onorevole,  non  ho interrotto nessuno  Mi sono stato  zitto  e  ho
  rispettato i vostri interventi.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  facciamo completare  il  Presidente  della
  Regione.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. Io sto parlando,  facendo  la
  storia  Una legge, onorevole Cracolici, una legge antimafia, seria,
  rigorosa,  operata, applicata, votata, voluta dal centrosinistra  o
  dai  Governi  del centrosinistra non la trovo, se dovessi  trovarla
  io,  vi chiederò scusa  Non c'è  Questa è storia, però fa parte  di
  tutti     Quando  ero  parlamentare  dell'opposizione  dicevo   che
  bisognava  contrastare la mafia e non ci si poteva  dividere  e  lo
  stesso dicevo quando ero maggioranza, perché contro la mafia non ci
  si può dividere  E allora...

   LA VARDERA. Su Mondello è stato in silenzio per tre anni

   PRESIDENTE.  Colleghi, per favore, così come  c'è  stato  rispetto
  nell'ascolto di ognuno di voi

   SCHIFANI, presidente della Regione. Allora, vi vorrei ricordare un
  attimo  - cambiamo argomento - vorrei ricordare un attimo  cosa  si
  viveva  anche durante il Governo in cui il Partito Democratico  era
  componente.
   La  relazione  Fava...il  Partito  Democratico  faceva  parte  del
  Governo  Crocetta,  chiedo  scusa,  sì  eravate  con  Crocetta...la
  Relazione  Fava - scusate - la Relazione Fava....a proposito  della
  Relazione Fava, Antimafia, nel caso della Consip siciliana, creata,
  nel  2015,  per ridurre la spesa pubblica e la corruzione -  questa
  era  la  Consip  siciliana - ma, comunque, questa  fallisce,  viene
  definito  da  Fava,  Presidente  della  Commissione  antimafia,  un
  "quadro torbido e opaco" - parliamo del 2015 - "indice della  forte
  permeabilità dell'amministrazione regionale e della gestione  della
  spesa sanitaria": con ciò cosa voglio dire? Io non voglio assolvere
  il momento attuale, dove le responsabilità sono multiple in capo ai
  singoli,  ma  voglio  dire che noi ereditiamo  una  situazione  già
  acclarata   nel  2015,  da  Claudio  Fava  -  nei  cui   confronti,
  sicuramente, tutti non possiamo che nutrire il massimo rispetto nel
  contrasto alla mafia - ma abbiamo un'altra situazione sulla sanità.
   Crocetta,   nel   2018,  proroga  tutti  i   manager,   la   Corte
  Costituzionale boccia, annulla questa proroga e la sanità si  trova
  nel  caos più totale  Dipendenti, disabili... Crocetta col  Partito
  democratico  lo sosteneva, una protesta violentissima dei  disabili
  che  si  trovavano  dall'oggi  al domani  senza  nessuna  forma  di
  finanziamento,  l'assessore, all'epoca,  si  dimette,  si  dimette
  Questo - voglio dire - perché il pianeta sanità, colleghi, non è un
  pianeta  semplice,  è  un  pianeta complesso,  portatore  di  tante
  tematiche  che  fanno  parte  della  storia  e  che  io  non  posso
  naturalmente  assolvere nemmeno oggi, ma ha le radici  nei  decenni
  pregressi, perché ricordiamo come il Presidente Crocetta al di  là,
  non dico della favola, ma della storia purtroppo, di avere cambiato
  49  Assessori, in una legislatura - 49 - questo Governo ha cambiato
  soltanto  due  Assessori per motivi tecnici e non motivi  politici,
  più personali che altro.
   Il clima che si è determinato è un clima di aggressività politica,
  linguaggio, la stampa, altro, quindi metto tutto non è che ce  l'ho
  con  qualcuno,  però  vedo che la politica tendenzialmente  scivola
  nella denigrazione, nell'accusa.
   Sono  stato ad Agrigento sabato scorso, "il premio dell'ambiente":
  il  premio dell'ambiente organizzato - e ringrazio  Giusy  Savarino
  perché  è  stata  una  bella manifestazione  -  con  mille  ragazzi
  coinvolti,  dieci  imprese premiate per sostenere l'ambiente  nelle
  loro politiche industriali, il Cavaliere del lavoro Giovanni Arena,
  direttore generale di Confagricoltura, un ottimo parterre, io  sono
  arrivato  alle 19, ho fatto una battuta e l'onorevole  Savarino,  a
  mia insaputa ma l'ho ringraziata, mi ha detto abbiamo pensato anche
  a   te   Presidente,   premio  per  l'ambiente ,  perché?   Per   i
  termovalorizzatori.
   Vorrei  ricordare  come  a  luglio di quest'anno  io  fossi  stato
  chiamato da Chicco Testa, voi sapete chi è Chicco Testa? La  storia
  la  conoscete, persona di grande lignaggio, non riconducibile  alla
  mia  area  ma  questo  non  significa niente,  un  grande  manager,
  direttore  generale  di  Telit ed altro perché  mi  comunicava  che
  Assoambiente aveva deciso di assegnarmi un premio, assieme ad altri
  premiati,   non   solo,   per  la  tutela  dell'ambiente,   per   i
  termovalorizzatori.
   Sono   stato   a   settembre   a  Roma,   sono   stato   premiato,
  inaspettatamente, per il contrasto all'antigenicità, per realizzare
  i  termovalorizzatori  con tutti gli sforzi che  stavo  ponendo  in
  essere, quindi, voglio dire, banalizzare, ma non dico soltanto voi,
  ma  anche  certa stampa che io mi premiavo, mi sembra far parte  di
  questa  scenografia dove si tende immediatamente a vittimizzare,  a
  colpire l'avversario politico, ridicolizzandolo.
   Io  non mi sento ridicolizzato  perché per i termovalorizzatori  -
  ringrazio l'onorevole Pellegrino - stiamo facendo tanto, ci  stiamo
  battendo, però quando a proposito di linguaggio che io vi  segnalo,
  colleghi, il linguaggio è pesante, può essere oggi contro  di  noi,
  domani  contro di voi, la democrazia dell'alternanza è sacra  nella
  nostra   terra,  abbiamo  un  sistema  maggioritario  per  fortuna,
  vivaddio,  non più proporzionale, quindi può succedere,  quando  si
  legge  in  un sito, non voglio citare quale, che anziché  darmi  il
  premio  per l'ambiente mi si sarebbe dovuto dare il premio  per  la
  sporcizia,  colleghi,  io mi preoccupo,  ma  non  per  me,  per  la
  società, perché mi verrebbe da fare la battuta che io la doccia  la
  faccio tutte le mattine, ma non è questo, e sì onorevole, ma non  è
  questo, io dico attenzione a tutti noi, a tutti voi, non esageriamo
  nell'aggressività  e  nella banalizzazione dell'offesa,  perché  si
  scatenano  poi  pulsioni,  si  rischia,  si  rischia  di  scatenare
  pulsioni che poi possono degenerare e diventare incontrollabili
   Si  è  parlato  di  quello  che è la situazione  finanziaria,  noi
  abbiamo ottenuto.

   PRESIDENTE.  Colleghi, gentilmente fate continuare  il  Presidente
  della Regione.

   SCHIFANI,  presidente della Regione. L'aumento di rating  è  stato
  citato, sì, sono dati oggettivi, la nostra credibilità migliora.
   Vi  do  una  notizia:  venerdì la Moody's,  un'agenzia  di  rating
  importantissima  ci ha elevato il rating, ha elevato  ulteriormente
  il  rating  di  affidabilità della Regione Sicilia, è  un  dato,  è
  uscito  venerdì  nel  bollettino del Moody's,  conoscete  l'agenzia
  rating,  e  siamo  passati da speculativo a stabile,  onorevole  La
  Vardera,  le dò anche questo dato, così lo può trovare. Dal  rating
  prima  speculativo  poi a stabile. Speculativo  significa  che  chi
  presta  alla  Regione presta con dei rischi, stabile significa  che
  può farlo con meno rischi.
   Quindi  siamo più affidabili e questo corona un aumento di  rating
  di qualità, perché siamo più solvibili, per questo non per altro.
   Perché  sa,  onorevole  La  Vardera,  i  mercati  finanziari   non
  perdonano, non fanno sconti a nessuno, ovviamente.
   Poi   abbiamo  aumentato  l'immissione  di  liquidità  e   abbiamo
  utilizzato per questo l'IRFIS.
   Io  ho  tirato fuori dei dati di come operava l'IRFIS  durante  il
  Governo  Crocetta, del quale il Partito Democratico faceva parte  e
  sono dati oggettivi.

   CRACOLICI. L'Assessore Dagnino era l'amministratore

   SCHIFANI, presidente della Regione. Il numero medio delle pratiche
  dell'IRFIS era di 150 e l'importo medio dall'ammontare annuo era di
  50 milioni circa di erogazioni.
   Erogava 50 milioni l'anno l'IRFIS.
   Oggi,  noi  abbiamo puntato sull'IRFIS perché ci siamo resi  conto
  che  è una struttura che funziona, che è operativa, veloce laddove,
  invece,   molti  assessorati  non  sono  all'altezza   di   gestire
  velocemente  l'erogazione della spesa pubblica, le graduatorie,  le
  domande per cui abbiamo visto che IRFIS era in grado.
   Bene,  oggi, abbiamo numero medio di pratiche di oltre 10  mila  e
  abbiamo erogato un importo medio di 170 milioni l'anno.
   Noi,  in  tre  anni, abbiamo erogato, attraverso l'IRFIS,  risorse
  pubbliche per mezzo miliardo.
   Ecco perché, secondo me, cresce l'economia perché l'abbiamo invasa
  positivamente di liquidità.
   Liquidità sul privato: il privato investe, scommette, cresce, crea
  lavoro  questa  è la mia scuola berlusconiana con  cui  sono  stato
  educato e sta dando risultati
   Mi  si  dice:   ah,  il  PNRR da un lato, qualche  collega  mi  ha
  contestato  perché  il  PNRR  non  lo  spendiamo .  È  un  po'  una
  contraddizione e non escludo che il PNRR possa dare anche una mano,
  ma la politica economica si vede anche da questi tipi di strategie,
  quella che è stata la strategia del nostro Governo.
   È  stato  ricordato  dal Presidente del Gruppo parlamentare  della
  Lega che vi era un disavanzo. Nel 2018 di 7 miliardi, nel 2022 di 4
  miliardi, adesso siamo in avanzo di 2 miliardi
   Attendiamo  la  parifica del rendiconto da parte della  Corte  dei
  Conti  entro i mesi dell'anno prossimo per potere fruire di  questa
  liquidità  che  è  nostra   Se  verrà  realizzata  per  cosa   sarà
  finalizzata?
   Questi  sono  i  tre capitoli del mio Governo: emergenza  sociale,
  crescita, lotta al precariato.
   Non abbiamo creato precari in questi tre anni, stiamo cercando  di
  lavorare  per la sistemazione di tutto quel precariato che  abbiamo
  trovato
   Abbiamo  stabilizzato  i  PIP, adesso c'è  il  tema  enti  locali,
  vedremo, non è facile, ci lavoreremo
   Abbiamo sistemato la questione dei forestali, ci stiamo provando.
   Oggi  abbiamo  quindi un avanzo non indifferente  ma,  vedete,  lo
  specchietto  di tornasole rispetto all'avanzo che abbiamo  si  vede
  anche dalle giacenze. Nel 2018, la giacenza di liquidità era  di  1
  miliardo, nel 2022 di 5 miliardi.
   Oggi,  abbiamo  una  giacenza di 12,8  miliardi.  Siamo  pieni  di
  liquidità

   LA VARDERA. Siamo ricchi e non lo sapevamo

   SCHIFANI,   presidente  della  Regione.   Sono   conti   pubblici,
  onorevole La Vardera, glieli metto a disposizione, sono tabelle
    È una giacenza perché l'economia cresce.
   Si tratta poi di velocizzare la spesa, ma, come ho detto poc'anzi,
  attendiamo che la Corte dei Conti parifichi i bilanci pregressi per
  poterli fruire, perché la legge prevede, ovviamente, la parifica.
   Tutto  questo fa il paio con un altro dato: le entrate  tributarie
  sono aumentate anche queste ma tutto si lega.
   Nel  2018  avevamo  11 miliardi di entrate, nel  2022  avevamo  12
  miliardi,  nel  2024 abbiamo 15 miliardi e 700 milioni  di  entrate
  maggiori
   Gli investimenti sono aumentati, l'occupazione aumentata del 12% e
  lo  stesso  Ministro  del Lavoro, Calderone,  ieri  l'altro,  sulle
  colonne  di un quotidiano regionale in prima pagina, affermava  che
  in  questi tre anni in Sicilia il numero degli occupati è aumentato
  di 215.000 unità.
   Questo  lo  dice  il Ministro su un quotidiano ieri  l'altro,  non
  voglio fare pubblicità ai quotidiani.
   Poi, riservatamente, dirò le dirò, le dirò quale giornale.
   Sono aumentate le imprese, sessantamila nuove imprese. È aumentato
  il Pil, sì, si è detto. Aumenta il traffico dei passeggeri. Abbiamo
  attivato  i  voli  per New York da Palermo e Catania.  La  presenza
  turistica è aumentata.
   E  poi  stiamo lavorando, sì, su un grande progetto sul quale  noi
  crediamo: la riapertura delle terme di Sciacca e Acireale.  Abbiamo
  investito  come  FSC 90 milioni, abbiamo realizzato  due  volte  il
  terzo  bando  per Sciacca per aprire maggiormente alla  possibilità
  dei privati, lo stiamo facendo nella massima trasparenza.
   E  poi,  tornando  alla  sanità, abbiamo annunziato  pubblicamente
  un'intervista, l'ho detto al vertice di maggioranza  trovandone  la
  piena  condivisione, in questo mi sento di ringraziare sentitamente
  i  rappresentanti della mia maggioranza nell'avere condiviso subito
  la  mia  idea,  quella di selezionare i futuri  manager  attraverso
  procedure  più  rigorose, composte da commissioni già  individuate,
  attraverso commissioni che porteremo in Giunta, la prossima Giunta,
  questa  modalità  di  selezione che prevede per  ogni  azienda  una
  commissione  composta da un nominato dal Presidente  della  Regione
  che sarà esterno, non siciliano, uno nominato AGENAS e uno nominato
  dalla  CRUI, Conferenza dei Rettori. Saranno loro a dare una  terna
  al  Governo e poi il Governo, nell'ambito della terna, che già avrà
  selezionato  i  migliori, avrà la responsabilità di decidere.  Alla
  prossima  Giunta, porteremo in delibera questa innovazione  che  si
  attuerà naturalmente per le nomine che andranno in scadenza.
   Ai  termovalorizzatori, stiamo lavorando, siamo a buon punto. Sono
  stato  a  Bruxelles  un mese e mezzo fa a parlare  col  Commissario
  europeo  all'ambiente per interloquire perché con l'Europa  occorre
  farlo,   non   scontrarsi,  per  confrontarci.  Ci  hanno   chiesto
  chiarimenti,  li  abbiamo già forniti ma stiamo mettendo  tutto  lo
  sforzo  possibile e immaginabile - finanziario, umano e politico  -
  per  arrivare alla soluzione di un sistema dei rifiuti che  -  come
  diceva  l'amico Stefano Pellegrino - in passato è stato oggetto  di
  gestione  da parte di lobby e mi fermo lì, alla parola lobby,  caro
  Stefano. Mi fermo alla parola lobby.
   E  il cambiamento, c'è chi è contrario. Legittimo, la democrazia è
  questa. Noi contiamo di andare avanti e di iniziare i lavori  entro
  il 2026. La gara per la progettazione è stata affidata e gestita da
  parte  di  Invitalia, è stata assegnata a una società, un  pool  di
  imprese  di cui la capofila è una impresa del MEF, quindi pubblico,
  a  febbraio consegneranno il progetto, entro giugno dovrebbe avere,
  dovremmo andare a bando, iniziare i lavori entro il dicembre  2026.
  Questo  è il mio sforzo ma, amici, io son partito però da  un  meno
  dieci,  cioè la Sicilia non era dotata di piano rifiuti  Quindi,  i
  poteri  dati  dal  Governo nazionale per potere adottare  il  piano
  rifiuti, poteri straordinari, mi hanno consentito di potermi dotare
  prima  di  piano  rifiuti e poi lavorare sui termovalorizzatori.  È
  come quando io devo realizzare una villetta ma, non avendo il piano
  regolatore,  non la posso realizzare e quindi ho dovuto  realizzare
  il   piano  regolatore  e  poi  chiedere  l'autorizzazione  per  la
  villetta.
   Stiamo  lavorando su Comiso. Comiso, l'ultima bellissima  notizia,
  la continuità territoriale.
   Stiamo  lavorando sul cargo, l'ho detto in campagna elettorale,  e
  siamo  a buon punto. Io ho detto che è assurdo che Comiso, che  sta
  in  una zona di grandissima produttività industriale, agricola, non
  abbia  un  cargo e quindi tutta la produzione all'estero  vada  sul
  gommato   Assurdo. Bene, l'Europa ha detto sì allo stanziamento  di
  fondo sociale europeo, abbiamo stanziato quarantasette milioni,  il
  progetto  già  è stato fatto, è sotto la valutazione del  Ministero
  dell'ambiente. Quindi stiamo lavorando. E noi contiamo di  iniziare
  i lavori per il cargo entro la legislatura, con legalità.
   Si  è  parlato qui di legalità, è giusto informarvi, perché  tante
  cose  le  fanno  gli  uffici.  All'inizio  della  legislatura   io,
  dialogando  con  il  Ministro Piantedosi, ebbi a  chiedergli  -  lo
  dicevano  gli uffici - se poteva svincolare delle somme  che  erano
  andate quasi in perenzione, trenta milioni PON Legalità 14/20,  per
  realizzare  una  control  room. È un sistema  che  ci  sta  facendo
  Leonardo,  naturalmente,  di micro-controllo,  di  microcamere  per
  verificare il territorio dall'alto in chiave antincendi, in  chiave
  legalità  e  noi contiamo di iniziare - settemila telecamere  -  da
  giugno  sarà,  è stata dichiarata attiva la sala operativa,  e  noi
  contiamo  di  concludere  il  progetto, inaugurare  questa  grande,
  grande, grande operatività entro giugno del 2026.
   Amici,  questo è un cambio epocale, un cambio epocale,  attraverso
  il  PON  legalità e attraverso il Governo Meloni: che io ringrazio,
  perché   è  molto  attento  ai  problemi  della  Sicilia,  possiamo
  cambiare, possiamo avere un grande occhio che individua, intercetta
  il piromane ed altro, oppure qualcos'altro di illecito che avviene,
  ma sull'illecito, naturalmente, non potremo che coordinarci con gli
  inquirenti,  - non sarebbe nostra competenza - però lo metteremo  a
  disposizione    ovviamente,   della   reale   collaborazione    tra
  istituzioni.
   Il  cuore  della  manovra: il cuore della  manovra  per  me  sono,
  l'articolo  1  e 2, la decontribuzione, ringrazio Alessandro  anche
  per avermelo suggerito, ma è il cuore, e io prendo atto e non posso
  che   ringraziare  le  opposizioni  della  Commissione,  per  avere
  condiviso questa impostazione sulla decontribuzione.
   Ma  abbiamo anche individuato la possibilità di aiutare  i  nostri
  esportatori,  per  evitare i danni derivanti  da  dazi  e  il  calo
  dell'esportazione, perché l'ultimo dato Svimez e  Banca  Italia  ci
  segnala  una riduzione dell'esportazione nei confronti degli  Stati
  Uniti   a   causa  della  vicenda  dei  dazi.  E,  quindi,   stiamo
  introducendo una norma che sostiene, aiuta gli imprenditori per  le
  spese  di  esportazione  e  per gli interessi  sostenuti  nei  fidi
  bancari export.
   La  ZES unica, finalmente, vedrà la luce, e quindi, il nostro è un
  progetto complessivo che si muove a tutto tondo, io prendo  atto  e
  recepisco l'invito del collega Abbate, di impostare questi due anni
  di   fine  legislatura  sul  tema  delle  riforme,  lo  prendo,  lo
  recepisco, lo faccio mio. Lo faccio mio perché un Governo si misura
  non  soltanto sulla capacità amministrativa e finanziaria, ma anche
  sulla  capacità riformistica, però noi stiamo dimostrando  oggi  di
  avere un progetto, stiamo provando a realizzarlo.
   Io  ho  ascoltato,  e concludo il mio intervento  così  come  l'ho
  iniziato, ho ascoltato tutti i vostri interventi - vi chiedo  scusa
  se  qualche  minuto sono mancato per causa tecnica -  chiedo  scusa
  all'onorevole  La  Vardera ma non era voluta  la  mia  assenza  nel
  momento  in  cui  lui ha iniziato a parlare, perché sono  rientrato
  anche  altre  volte, sono uscito e sono rientrato,  meno  questioni
  banali ma non certo di sgarbo nei suoi confronti.
   Però   abbiamo  un  progetto,  abbiamo  un  programma,   l'abbiamo
  presentato  ai siciliani, ci hanno eletto e abbiamo  il  diritto  e
  dovere di governare.
   Chiedere le dimissioni di un Governo che sta lavorando: è giusta e
  legittima  la  dialettica politica. Ma mi chiedo,  paradossalmente,
  facendo  fantapolitica:  ma  nel  momento  in  cui  io  mi  dovessi
  dimettere  o il mio Governo dovesse farlo, qual è il programma  del
  vostro progetto? Non c'è
   I  siciliani  dovrebbero votare cosa? Quale  progetto?  Non  avete
  portato  in  quel  banco,  nei  vostri  banchi,  uno  straccio   di
  contenuto,   di  progetto,  di  politica  economica,   finanziaria,
  infrastrutturale...

                  (Brusio da parte delle opposizioni)

   Il partito del no, si confronta a volte con il partito del sì
   Il  partito del no è quello del  No Ponte : il vostro  Il partito,
  no    e    no    termovalorizzatori,   voi   siete   contrari    ai
  termovalorizzatori, mi pare di capire. Siete contrari  al  Ponte  -
  legittime  le  posizioni  -  però siete contrari  al  Ponte  siete,
  contrari  ai termovalorizzatori, noi invece siamo per  il  sì,  per
  fare crescere l'economia a realizzare le opere.
   Per  cui noi continueremo a lavorare, sono fiducioso e sono  certo
  che la mia maggioranza sarà compatta e coesa, come è sempre stato.
   Mi  rivolgo  a  loro nel continuare a darmi un sincero,  onesto  e
  franco sostegno, come hanno sempre fatto in questi tre anni.  E  vi
  ringrazio.

   PRESIDENTE.  Grazie  Presidente, grazie anche per  aver  accettato
  l'invito a venire in Aula, prima possibile.
   Ricordo  che  la  richiesta è stata fatta la settimana  scorsa,  è
  stata  immediatamente convocata una Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari e tempestivamente, nella prima data  utile,  è
  stata data disponibilità da parte del Presidente della Regione  nel
  volersi confrontare nella giornata di oggi.
   Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione sulla mozione.


          Votazione per appello nominale della mozione n. 322

   Indico,  pertanto,  ai  sensi dell'articolo  129  del  Regolamento
  interno  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  la  votazione   per
  appello  nominale  della mozione di sfiducia  al  Presidente  della
  Regione.
   Invito  i  deputati a rimanere al proprio posto e a rispondere  al
  microfono  per fare udire il proprio voto. Chiarisco il significato
  del  voto:  chi  è  favorevole alla mozione risponda   Sì ;  chi  è
  contrario risponda  No .
   Invito  il  deputato  segretario  a  procedere  alla  chiama   dei
  deputati.

   MARCHETTA, deputato Segretario. Abbate.

   ABBATE. No.

   MARCHETTA, deputato Segretario. Adorno.

   ADORNO. Favorevole.

   MARCHETTA, deputato Segretario. Albano.

   ALBANO. No.

                            (Interruzioni)

   DE LUCA Antonino.  Ha detto sì o no?

   PRESIDENTE.   Colleghi,  con  tutto  il   rispetto   possibile   e
  immaginabile. Ho fatto una spiegazione, non da elementari, da asilo
  nido   Sì  o  no   Chi è favorevole alla mozione  dica  sì,  chi  è
  contrario dica no

   ALBANO. No. Repetita iuvant.

   PRESIDENTE. Benissimo. No, la Adorno ha detto "Contrario"  e  vuol
  dire  No .

   MARCHETTA, deputato Segretario. Amata.

   AMATA. No.

   MARCHETTA, deputato Segretario. Aricò.

             (Ripetute interruzioni da parte dei deputati)

   PRESIDENTE.  Siamo  al  limite  del ridicolo.  Stiamo  votando  la
  mozione  di sfiducia al Presidente della Regione. C'è un  clima  da
  stadio. C'è una semplice chiama per deputato e invito i deputati  a
  stare  al  posto,  partendo  da lei, onorevole  De  Luca  Antonino,
  gentilmente si sieda.
   Quando  venite  chiamati  dovete  dire  al  microfono,  quando  il
  microfono è rosso, o  sì  o  no .
   Ci  riusciamo? Ripetiamo dall'inizio, per favore, visto  che  sono
  solo quattro deputati.
   Gentilmente, chiedo collaborazione agli assistenti circa l'appello
  che   io  faccio,  tempestivamente,  di  aprire,  per  favore,   il
  microfono.
   Abbate.

   ABBATE. No.

   PRESIDENTE. Adorno.

   ADORNO. Sì.

   PRESIDENTE. Albano.

   ALBANO. No.

   PRESIDENTE. Amata.

   AMATA. No.

   PRESIDENTE. Aricò.

   ARICÒ. No.

   PRESIDENTE. Assenza.

   ASSENZA. No.

   PRESIDENTE. Al microfono, per favore.

   ASSENZA. No.

   PRESIDENTE. Auteri.

   AUTERI. No.

   PRESIDENTE. Balsamo.

   BALSAMO. No.

   PRESIDENTE.  Al  microfono, sempre. Quando si  accende  e  diventa
  rosso. Bica.

   BICA. No.

   PRESIDENTE. Burtone.

   BURTONE. Sì.

   PRESIDENTE. Cambiano.

   CAMBIANO. Sì.

   PRESIDENTE. Campo.

   CAMPO. Sì.

   PRESIDENTE. Caronia.

   CARONIA. No.

   PRESIDENTE. No, Caronia. Carta.

   CARTA. No.

   PRESIDENTE. Catanzaro.

   CATANZARO. Sì.

   PRESIDENTE.  Chinnici.

   CHINNICI. Sì.

   PRESIDENTE. Ciminnisi.

   CIMINNISI. Sì.

   PRESIDENTE.  Cracolici.

   CRACOLICI. Sì.

   PRESIDENTE. D'Agostino.

   D'AGOSTINO. No.

   PRESIDENTE. Daidone.

   DAIDONE. No.

   PRESIDENTE. De Leo, assente.  De Luca Antonino.

   DE LUCA Antonino. Sì.

   PRESIDENTE.  De Luca Cateno.

   DE LUCA Cateno. Sì.

   PRESIDENTE. Di Mauro.

   DI MAURO. No.

   PRESIDENTE. Di Mauro, no. Di Paola.

   DI PAOLA. Sì.

   PRESIDENTE.  Dipasquale.

   DIPASQUALE. Sì.

   PRESIDENTE. Ferrara, assente. Figuccia.

   FIGUCCIA. No.

   PRESIDENTE.  Figuccia, no. Gallo.

   GALLO. No.

   PRESIDENTE. Gallo, no. Galluzzo.

   GALLUZZO. No.

   PRESIDENTE. Galluzzo, no. Galvagno, no. Gennuso.

   GENNUSO. No.

   PRESIDENTE. Geraci.

   GERACI. No.

   PRESIDENTE. Giambona.

   GIAMBONA. Sì.

   PRESIDENTE.  Gilistro.

   GILISTRO. Sì.

   PRESIDENTE.  Giuffrida.

   GIUFFRIDA. No.

   PRESIDENTE. Grasso.

   GRASSO. No.

   PRESIDENTE. Intravaia.

   INTRAVAIA. No.

   PRESIDENTE. La Rocca Ruvolo.

   LA ROCCA RUVOLO. No.

   PRESIDENTE. La Vardera.

   LA VARDERA. Sì, tutta la vita.

   PRESIDENTE. Laccoto.

   LACCOTO. No.

   PRESIDENTE. Lantieri.

   LANTIERI. No

   PRESIDENTE. Leanza.

   LEANZA. Sì.

   PRESIDENTE. Lombardo Giuseppe.

   LOMBARDO Giuseppe. Sì.

   PRESIDENTE. Lombardo Giuseppe Geremia.

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. No.

   PRESIDENTE.  Mancuso.

   MANCUSO. No.

   PRESIDENTE. Marano.

   MARANO.  Sì.

   PRESIDENTE. Marchetta.

   MARCHETTA. No.

   PRESIDENTE. Messina.

   MESSINA. No.

   PRESIDENTE. Miccichè.

   MICCICHÉ. No.

   PRESIDENTE. Pellegrino.

   PELLEGRINO. No.

   PRESIDENTE. Porto.

   PORTO.  No.

   PRESIDENTE. Safina.

   SAFINA. Sì.

   PRESIDENTE. Sammartino.

   SAMMARTINO. No.

   PRESIDENTE. Savarino.

   SAVARINO. No.

   PRESIDENTE. Saverino.

   SAVERINO. Sì.

   PRESIDENTE. Schifani.

   SCHIFANI. No.

   PRESIDENTE. Schillaci.

   SCHILLACI. Sì.

   PRESIDENTE. Sciotto.

   SCIOTTO.  Sì.

   PRESIDENTE. Scuvera.

   SCUVERA.  No.

   PRESIDENTE. Spada.

   SPADA. Sì.

   PRESIDENTE. Sunseri.

   SUNSERI. Sì.

   PRESIDENTE. Tamajo.

   TAMAJO. No.

   PRESIDENTE. Tomarchio.

   TOMARCHIO. No.

   PRESIDENTE. Turano.

   TURANO. No.

   PRESIDENTE.  Varrica.

   VARRICA. Sì.

   PRESIDENTE. Venezia.

   VENEZIA.  Sì.

   PRESIDENTE. Vitrano.

   VITRANO. No.

   PRESIDENTE. Zitelli.

   ZITELLI. No.

   PRESIDENTE. Chiamo per la seconda volta i deputati che  non  hanno
  votato: De Leo, Ferrara, Pace.

   La votazione è conclusa.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo l'esito della votazione per appello nominale
  della mozione n. 3221:

   Presenti ........................ 67
   Votanti ......................... 67
   Maggioranza .................  36
   Totale dei  sì ................  26
   Totale dei  no ...............  41
   Astenuti .........................   0

                       (L'Assemblea non approva)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, l'Aula è  convocata  martedì,  9
  dicembre  2025,  alle  ore 12.00, per incardinare  il  testo  e  la
  discussione generale.


                 La seduta è tolta alle ore 18.39 (*)

     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XIX SESSIONE ORDINARIA


                         218a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 9 dicembre 2025 - ore 12.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
         2026/2028 . (n. 1029)

       2)  Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028  (n.
         1030)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella


   1 Riportato in allegato al Resoconto (cfr. pag. 68)