Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 14.02
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processi verbali delle sedute precedenti
PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali delle sedute
precedenti, n. 215 del 12 novembre 2025 e 216 del 26 novembre 2025,
sono posti a disposizione degli onorevoli deputati che intendano
prenderne visione e sono considerati approvati, in assenza di
osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Precisazioni su atti ispettivi
PRESIDENTE. Comunico che a seguito di ricognizione generale:
- l'interrogazione n. 2547, figurante nell'allegato A della
seduta d'Aula n. 216 del 26 novembre 2025 col numero d'ordine
duplicato 2546, è stata rettificata nel resoconto stenografico di
riferimento;
- la mozione n. 256, figurante nell'allegato A della seduta
d'Aula n. 180 del 27 maggio 2025 col numero d'ordine duplicato 255,
è stata rettificata nel resoconto stenografico di riferimento.
L'Assemblea ne prende atto.
Regione".
Discussione della mozione n. 322 Sfiducia al Presidente della
Regione .
PRESIDENTE. Si passa al primo punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 322 Sfiducia al Presidente della
Regione .
Ricordo che la suddivisione del tempo è ripartita in 77 minuti al
Gruppo del Partito Democratico, 77 minuti al Gruppo del Movimento
Cinque Stelle, 21 minuti al Gruppo Sud Chiama Nord e 7 minuti al
Gruppo Contro Corrente.
Il primo ad intervenire è l'onorevole De Luca Antonino che è il
presentatore.
L'elenco degli interventi sarà in base alle firme che sono state
apposte nel documento della mozione di sfiducia.
Ha facoltà di intervenire l'onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
noto che, anche in una giornata importante come questa, molti
esponenti della maggioranza tardano a occupare i propri banchi
dell'Aula e, anche oggi, non possiamo fare a meno di notare che ci
siamo svegliati con una nuova notizia che trasporta questo
Parlamento sui rotocalchi delle Aule giudiziarie.
Presidente Galvagno, presto saremmo costretti anche nei suoi
confronti a fare una riflessione perché l'odierna richiesta di
rinvio un po' delegittima, ulteriormente, questo Parlamento. Ma
oggi non siamo qui per questo motivo.
Oggi siamo qui per la mozione di sfiducia al Presidente Schifani.
Una mozione di sfiducia che, insieme a tutte le forze di
opposizione, abbiamo scritto.
Abbiamo avuto difficoltà, Presidente Schifani, a fare una cernita
del materiale perché ce n'era talmente tanto che, probabilmente,
avremmo scritto un tomo di giurisprudenza e anche di giurisprudenza
penale se avessimo dovuto inserire tutto.
Abbiamo selezionato gli argomenti più importanti che mi pregio
adesso di illustrare.
Per qualcuno, quella di oggi è una mozione che, difficilmente,
raggiungerà i numeri per la sua approvazione perché, è sotto gli
occhi di tutti, Presidente, che in questo Parlamento saranno
maggiori i numeri dei deputati che per le proprie vicende
giudiziarie solidarizzano con il Governo che quelli che non sono
implicati.
Però veda, Signor Presidente, a parte che questa mozione di
sfiducia è un atto dovuto, una reazione etica e obbligata di fronte
a un Governo che in questi anni ha brillato solo per inefficienza e
per incapacità gestionale, che è stato travolto da scandali in
serie e che è stato, fortemente, delegittimato dalle inchieste
della Procura e che si è anche sciolto come neve al sole ad ogni
richiesta di voto segreto da parte di quest'Aula questo, Signor
Presidente, è un sinonimo di insanabili lacerazioni e
insopportabili tensioni intimamente connesse alla mancanza di una
comune visione politica.
Signor Presidente, questo è il risultato di forze politiche che si
sono unite non per governare bene la Sicilia ma, semplicemente, per
vincere le elezioni, sommando i propri voti. Per fare questo siete
scesi al peggiore compromesso a cui la politica può scendere: il
compromesso al ribasso.
Questa mozione, veda Presidente Schifani, un risultato già l'ha
avuto, quello di farle ritrovare la strada per Sala d'Ercole,
perché Presidente noi avevamo richiesto la sua presenza qui in Aula
diverse volte e lei si era anche impegnato a venire qui, si era
impegnato con la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
e con il Parlamento, doveva venire a luglio, poi a settembre, poi
doveva venire a ottobre, aveva dato anche una data e, invece, non è
più venuto.
Avremmo dovuto parlare di sanità e di tutti i disastri che avete
combinato. Ma lei non ha trovato il coraggio di venire in Aula e
affrontare la responsabilità delle sue scelte.
Forse aveva timore, paura o vergogna di quello che è successo
all'ASP di Trapani.
Forse ha voluto far finta di non vedere tutte le proteste che ogni
settimana si sviluppano sotto il suo Palazzo.
Stanno protestando i laboratori di analisi - li ho dovuti scrivere
perché sono tanti - i convenzionati, i veterinari, la salute
mentale, le RSA, persino i genitori dei piccoli pazienti della
cardiochirurgia pediatrica di Taormina sono scesi in piazza per
difendere i propri diritti e le attività di una struttura sui cui
dati, messi a confronto con la struttura palermitana, avete avuto,
persino, la sfacciataggine di barare
Ma lei non ha mai sentito l'esigenza di venire a riferire sulla
sanità. Lei è altro che parlamentarista convinto, lei forse è
convinto di essere un parlamentarista ma questa è una cosa ben
diversa. Lei forse si vergognava a dire che sul caso degli scandali
dei referti istologici di Trapani, anziché cercare una soluzione e
le cause, ha preferito trovare un capro espiatorio, quello che sì
aveva le sue responsabilità perché il direttore generale dell'Asp
di Trapani, in quanto tale, aveva delle responsabilità. Però, veda,
è evidente che l'Assessorato della salute non poteva non sapere,
anche perché questa era una situazione che si trascinava già dalla
scorsa legislatura. E un fatto che è stato omesso e che evidenzia
delle gravi responsabilità di natura governativa è anche quello che
a Trapani avete dovuto mandare due volte gli ispettori
dall'Assessorato che hanno prima prodotto una relazione, in cui le
criticità addebitate al Direttore generale non erano di particolare
livello, e una seconda relazione in cui invece questo soggetto
veniva caricato di responsabilità. Allora, io mi chiedo e mi
domando come sia potuto succedere e, soprattutto, perché non è
venuto qui a riferire.
E stessa cosa ha fatto al caso Farinella, quando c'è stata la
denuncia di un genitore di un bambino ricoverato in pediatria dove,
anziché trovare le cause e risolverle, ha preferito mettere sul
banco degli imputati la dottoressa Farinella, salvo poi da questi
fatti essere scaturito anche un processo che vede coinvolto
parimenti un esponente della maggioranza che la sostiene.
Perché lei così fa, Presidente Schifani. Non risolve i problemi
della Sicilia, cerca una scusa, cerca un capro espiatorio
E, sempre per rimanere in tema sanitario, le ricordo - e glielo
ricorderò anche dopo, perché questo è importante - che lei si era
impegnato a nominare i migliori manager che fossero possibili e, se
non avessero eliminato le liste di attesa entro un anno, li avrebbe
rimossi. E invece lei, piuttosto che nominare i migliori manager,
ha nominato manager i migliori amici dei suoi alleati al Governo,
indipendentemente se questi fossero persone che già in passato
avevano manifestato alta incapacità, lei li ha nominati, ha dato
loro un anno di tempo, l'anno è trascorso, le liste d'attesa erano
lì, sono ancora lì, e lei li continua a tenere ognuno al suo posto
Gli unici che sono saltati sono quelli travolti da indagini o che
erano stati scelti come capri espiatori.
E veda, dopo tre anni di governo suo, sempre in materia di sanità,
la Sicilia è la penultima regione d'Italia per l'erogazione dei
Lea, ha i pronti soccorso al collasso, liste d'attesa infinite,
decine di migliaia di siciliani che si vanno a curare fuori
regione, duecentoquaranta milioni di euro di mobilità passiva e una
rete ospedaliera che tarda a tornare da Roma perché è un colabrodo
E veda, Presidente, è inutile che lei in questa settimana ha
vessato l'Assessorato alla sanità per farsi dare dei dati che
presto snocciolerà, perché quei dati rispetto alla realtà non
valgono a nulla. Perché la realtà la sa qual è, Presidente
Schifani? Che a Messina o a Catania una cardiotac te la fanno dopo
due anni e mezzo e non si possono aspettare due anni e mezzo, tre
anni, per una cardiotac: e non la si può fare a pagamento perché la
gente non ha quattrocento o seicento euro per farsi una cardiotac
E stesso discorso per la risonanza magnetica Stamattina, Asp di
Messina, oltre due anni per avere una risonanza magnetica E che
cosa stia aspettando lei per azzerarli tutti, non si sa
Lei resta in silenzio, parla di una Sicilia che funziona e non si
rende conto che aspettare settimane o mesi per avere un esame che
si dovrebbe avere in settantadue ore, compromette la salute dei
siciliani
Lei ieri o avantieri ha detto che il suo mandato è in salita,
quasi quasi cercava la comprensione e la solidarietà. Il suo
mandato non è in salita, Presidente, il suo mandato è in caduta
libera, solo che sta tirando con sé tutta la Sicilia Lei sta
portando alla rovina, in fondo a un burrone, Musumeci l'aveva
lasciata a terra, lei ha scavato cinquanta metri sotto e ci ha
infilato là dentro
Però, lei è convinto che funziona tutto bene, c'è addirittura il
boom economico, lei le famiglie che non riescono a comprarsi i
farmaci o che non riescono a farsi una visita o che non arrivano al
20 del mese o che hanno difficoltà a pagare le bollette della luce
giustamente non le vede, perché a Palazzo d'Orleans i riscaldamenti
sono accesi dalla mattina alla sera, e quindi, lei non ci fa caso
che fuori c'è gente che invece ha freddo, o pensa che magari si
banchetta come si banchetta coi catering che fate. È convinto che
funziona tutto, peccato che mezzo milione di siciliani sono andati
via, che un terzo degli appartamenti nelle città metropolitane è
sfitto, in stato di abbandono, che le aree interne si sono
spopolate, e crede anche che sia agevole tornare in Sicilia per le
ferie o per le vacanze, perché l'aereo costa poco, quando invece il
volo costa il doppio di prima che lei arrivasse qui
Però, non si dica che tutto va male perché un settore in cui le
cose vanno bene c'è: ed è l'ambiente, al punto tale che lei è stato
premiato in una solenne cerimonia, al modico costo di
centoventimila euro, lei è stato proclamato ambasciatore
dell'ambiente per aver fatto cosa? Udite, udite, perché vuole
bruciare i rifiuti Io non ho mai visto un premio per l'ambiente
che c'è costato centoventimila euro di soldi pubblici, perché visto
che ha dovuto fare anche una bella cenetta, in un resort
importante non sia mai che si mangia in trattoria, perché lei
vuole fare gli inceneritori e bruciare i rifiuti Magari diamogli
il premio pure a qualcuno che brucia i cassonetti che siamo là con
là
Però un premio glielo do io, Presidente Schifani, - senza spese
per i siciliani sia chiaro - io la proclamo: "ambasciatore dei
proclami fasulli", come tutti quelli che lei ha fatto dal giorno in
cui è entrato qui, sino ad oggi.
Il 17 giugno di quest'anno, quando c'è stato l'ottantesimo della
Sicilia, lei ha detto, ha annunciato il suo - fa ridere - il suo:
"sì, alla meritocrazia, no alla raccomandocrazia". Lo faccio,
disse, perché ci credo, per sradicare dalla nostra terra un vecchio
sistema pregiudizievole col quale siamo cresciuti, questa è la mia
scommessa e su questo non intendo indietreggiare.
Presidente Schifani, ma lei questa cosa la voleva fare con
Cuffaro? La voleva fare con Sammartino? Con chi la voleva fare? Ma
quando mai l'ha fatta questa cosa qua? Ma, innanzitutto, quelli che
sono cresciuti con questo sistema siete voi, siete lei e quelli
come lei, quelli che componete questo Governo, quello che avete
fondato, il vostro elettorato sul clientelismo, non quelli come me,
no come i siciliani che ci stanno guardando in questo momento;
perché gli altri ci siamo alzati la mattina e ci siamo guadagnati
il nostro pane, col sudore della fronte, con lo studio, con
l'impegno, non con le raccomandazioni, che ci passavano i bandi
prima che venissero pubblicati E lei che pensava Che si era messo
un capo scout dentro il governo, quando si è messo dentro a
Cuffaro?
Certe persone non cambiano modo di fare politica, perché conoscono
solo quel modo di fare politica E voi questo siete Lei questa
scommessa non è che l'ha persa, non l'ha neanche giocata
Perché quando lo diceva, lo diceva non credendoci, perché lo
sapeva che non era vero, lei ha il demerito di avere introdotto una
nuova forma di Governo, un Governo fondato sulle raccomandazioni
E basta guardare... guardi quello che è successo in questi giorni
col segretario Cuffaro, veramente lei e lei si è dichiarato,
costernato, stupito, allora cosa credeva?
I bandi secondo Cuffaro, secondo quello che emerge dalle
intercettazioni: prima di essere pubblicato, li dobbiamo mandare a
tutti i nostri amici Mamma mia che frase: "democratica"
E voi... La cosa che fa ridere è che fate la finta che li tirate
fuori dalla giunta, e poi li fate rientrare dalla finestra con le
nomine, mantenete quelli che ci sono nei loro posti e va tutto
bene, vero Presidente Schifani? Complimentoni
Poi, però, mi dovreste spiegare perché o come mai gli assessori
della Democrazia Cristiana, che non mi risulta essere né rinviati a
giudizio, né oggetto di inchiesta, siano fuori dalla Giunta e
l'assessore Sammartino e l'assessore Amata, che in questo momento
sono oggetto di procedimento o di notitia criminis, invece stanno
dentro E come mai Forse la Meloni e Salvini vi sculacciano se li
tirate fuori? Forse non siete in grado di dirgli di no, come avete
fatto con l'autonomia differenziata? Come avete fatto col miliardo
e tre che avete buttato in un ponte che non nascerà mai, togliendo
strade, scuole e ospedali ai siciliani?
Che poi io lo capisco che è la più grande buffonata che il
centrodestra abbia mai proposto, ma lo volevate intitolare al più
grande, cioè lo volevate intitolare pure a Berlusconi. Cioè, santo
cielo, un po' esagerati. E perché non lo intitolavate al bunga
bunga o allo stalliere Mangano? Perché non glielo intitolavate a
qualcun altro? Come mai a Berlusconi? Ah, forse perché più grossa è
la panzana, più altisonante deve essere il nome? Eh, Presidente
Schifani, come mai?
Come mai non lo dedicavate, non lo intitolavate a Falcone o a
Borsellino o a qualcuno degli estensori delle sentenze che hanno
condannato Dell'Utri o Cuffaro, la prima volta, o ad altri? Come
mai glielo intitolate a Berlusconi? Non potete riabilitare certi
nomi
Ma la cosa che poi fa veramente, veramente dispiacere, Presidente
Schifani, è che questi soldi li avete tolti al futuro dei
siciliani, alla loro possibilità di andare in delle scuole sicure,
di percorrere delle autostrade senza rischiare la vita, al nostro
patrimonio culturale - che è il primo del mondo, ma che non
riusciamo a valorizzare perché qua i soldi ce li mangiamo invece di
investirli nei nostri beni più preziosi.
Presidente, sui suoi impegni fasulli potrei andare avanti per ore
Ricordo nuovamente il suo impegno a licenziare i manager che non
avessero rimosso le liste d'attesa, le ricordo il suo record di
indagati, in Governo e maggioranza, le dighe colabrodo,
l'incapacità a risolvere i problemi della crisi idrica, la
dispersione delle risorse, il disastro delle campagne antincendio,
i trasporti marittimi, le scuole che cadono a pezzi, i disabili
abbandonati a loro stessi insieme alle famiglie, i pronto soccorso
e i reparti senza personale E lei ha il coraggio di parlare di
momento magico, di momento di boom economico Ma guardi questi sono
altri annunci fasulli, che posso giustificare solo se enunciati in
un momento di ebrezza non certo in un momento di consapevolezza che
dovrebbe, invece, riguardarla
Quindi, Presidente, la smetta di prenderci in giro Guardi la
realtà in faccia. Lasci perdere il momento magico, che proprio
veramente non c'è Sta lasciando macerie. Abbia un sussulto di
dignità. Ammetta che non ci poteva riuscire, perché con gli alleati
che lei ha non ci poteva riuscire. E faccia l'unico atto di dignità
di questa legislatura. Si dimetta oggi, subito, senza neanche
bisogno di farci votare.
Glielo chiedo nel nome di Dio. Andatevene
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo, per la seduta odierna,
l'onorevole Pace.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione della mozione n. 322 "Sfiducia al
Presidente della Regione"
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro, secondo
l'ordine dei firmatari. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente dell'Assemblea, Presidente della
Regione, Governo, onorevoli colleghi, inizio questo mio intervento,
Presidente, sulla mozione di sfiducia in un clima abbastanza
particolare perché mi rendo conto di parlare ad un Governo che non
c'è più, al di là di quello che sarà l'esito della votazione di
oggi.
Infatti, questo Governo ha già esaurito ogni ragione politica di
rimanere in carica e non ha fallito soltanto in quest'Aula
parlamentare: ha fallito fuori da qui, ha fallito tra la gente, tra
i siciliani, che ancora una volta sono stati mortificati da chi
oggi li rappresenta. Parlo di un Governo che non c'è più, perché si
regge su una maggioranza che ormai è in guerra aperta al suo
interno, tra i partiti e perfino dentro gli stessi partiti che la
compongono. Parlo di un Governo che non c'è più perché ha fallito
dal punto di vista politico, dal punto di vista amministrativo e,
in ultimo, dal punto di vista della credibilità pubblica.
Una credibilità che oggi abbiamo perso, perché la Sicilia è
tornata ad essere l'emblema di una terra irredimibile, sempre
uguale a sé stessa, inceppata in un'eterna coazione a ripetere che
mortifica l'enorme energia civile sprigionata dalla stagione
antimafia del "dopo Capaci" e "Via D'Amelio", e che ci restituisce
la sensazione di una paralisi che non conosce sbocchi. Perché a
quella stagione occorreva far corrispondere un vero riscatto,
duraturo dentro le istituzioni e dentro la politica di governo, che
invece non si sono dimostrate all'altezza della sfida, se è vero
che ancora oggi non sono state spezzate le catene del clientelismo
né è stata rifiutata la ricerca del consenso elettorale basato
sullo scambio
Presidente Schifani, ma come fate a non rendervi conto di avere
ricacciato questa Regione in una opacità sistemica senza alcuna
visione strategica? Come fate a continuare a pensare che la Sicilia
si possa amministrare con politiche di corto respiro, motivate da
interessi particolari, se non addirittura personali? Il risultato
della vostra azione è il panorama che si è svelato con gli ultimi
fatti di cronaca, un panorama che era ampiamente prevedibile, a
dispetto di sbandierate redenzioni poco credibili, perché il lupo
perde il pelo ma non il vizio
E proprio di lupi ha parlato l'arcivescovo di Palermo, Lorefice,
quando in una recente intervista a un quotidiano ha detto: A
governarci non ci sono servitori, ma lupi rapaci . Amarissima
considerazione che, purtroppo, sembra essere sempre più confermata
dai fatti. Ora, noi non siamo qui per giudicare le singole persone
né per scrivere le sentenze, perché questo a noi, dentro
quest'Aula, non compete. Però, quello che ci dobbiamo chiedere è se
sono stati attivati i necessari anticorpi al vizio di qualche lupo
rapace, se cioè questo Governo in carica poteva prevenire quello
che è successo o se invece ha preferito girarsi dall'altra parte
Una buona amministrazione non si giudica dagli scandali che riesce
a scansare, magari mettendo qualche toppa, presidente Schifani, qua
e là, o cacciando qualche assessore sì e qualche altro no. Una
buona amministrazione gli scandali li previene E in questo senso è
fondamentale il rigore nell'effettuare i controlli, perché laddove
i controlli non ci sono, o sono deboli, o si aprono le porte alla
corruzione e alla mala gestio.
A tal proposito voglio ricordare che la Corte dei conti, assessore
Dagnino, sezione di controllo per la Regione Siciliana, in una nota
recente - deliberazione n. 196 del 2025 - ha messo nero su bianco
un giudizio netto. Cito un passaggio, nel quale si dice che il
perdurare dell'assenza di un sistema di contabilità analitica cui
interfacciare il controllo di gestione, comporta la sostanziale
assenza del controllo di gestione , controllo di gestione che, come
sappiamo, serve anche a verificare lo stato di attuazione degli
obiettivi programmati confrontando i costi e la qualità della vita
con i servizi offerti per capire il livello di funzionalità della
Pubblica Amministrazione, la sua efficacia, la sua efficienza.
Insomma, appare evidente che non sono stati attivati tutti gli
strumenti per prevenire le irregolarità, né per verificare il senso
finale dell'azione amministrativa di questo Governo.
Bene, diciamocelo, si naviga a vista Come ho detto più volte, al
di là delle vicende giudiziarie, il Governo Schifani è un Governo
senza programmazione che va avanti solo per approssimazione, che
tenta solo di inseguire le emergenze invece di gestirle e
superarle. Ma se manca una visione sono gli interessi particolari,
quelli del piccolo cabotaggio, a dettare l'agenda politica.
E, quindi, ecco qua la spartizione nella sanità,
nell'aggiudicazione degli appalti, la bocciatura dei LEA, le liste
d'attesa per prestazioni sanitarie che si allungano a dismisura, ma
questo è la punta soltanto di un iceberg perché tutti i comparti
economici sono in sofferenza: vedi l'agricoltura, abbiamo accertato
nel 2024 un calo della produzione del 10% -lo afferma il Governo
nella nota del DEFR- e non lo dico io. Eppure nella legge di
stabilità, che ci apprestiamo ad approvare, non vedo la parola
"agricoltura". C'è invece un fondo di un milione per far gestire a
chi? All'Assessorato alla famiglia, guarda caso, questo stesso
fondo.
Nel frattempo, il Presidente Schifani ci delizia con delle
dichiarazioni di questo tenore: "Il mio impegno e quello del
Governo regionale è rivolto a privilegiare la meritocrazia rispetto
alla raccomandocrazia". Ha detto proprio così. Ma ci chiediamo,
cosa ha fatto? Ha respinto le richieste dei partiti quando c'era da
nominare i manager della sanità? Lo ha fatto, Presidente? Ha fatto
la riforma della dirigenza, magari per reclutare personale
preparato e non ancora a servizio dei desiderata dei lupi rapaci di
turno? Ha fatto la riforma dei consorzi di bonifica per provare a
dare l'acqua agli agricoltori? Ha imposto agli assessori che
erogano somme in forma diretta, come il turismo e la cultura, di
farlo solo con procedure trasparenti di evidenza pubblica? Ha messo
mano al disastro delle dighe e delle reti idriche colabrodo? Ha
speso bene le risorse europee? Lo ha fatto il suo centrodestra, che
governa la Sicilia in modo quasi interrotto da 25 anni? Vi
ricordate Agenda 2000? Roba di quando la Sicilia riceveva più fondi
di tutte le altre Regioni, perché aveva obiettivo e convergenza.
Bene, dopo 25 anni e miliardi di Euro di fondi europei, fondi di
coesione e quant'altro, la Sicilia non si è schiodata da quel
punto. Il termine non è più lo stesso, le regioni sono povere e
hanno, ancor di più oggi, collocazione nelle regioni meno
sviluppate. Ma alla differenza nel nome non corrisponde analoga
differenza nella sostanza, perché la Sicilia rimane in grave
ritardo di sviluppo e di risorse europee.
Uno degli effetti di questa inefficienza riguarda i nostri giovani
che hanno ricominciato a fare le valigie e ad andare via. Basta
guardare la classifica dei "NEET", acronimo inglese che si
riferisce a chi non ha istruzione, né lavoro e né formazione, la
Sicilia detiene il primato nazionale con il 27,9% dei giovani, tra
i 15 e i 29 anni, contro una media nazionale del 16,1%, presidente
Schifani: se guardiamo al di là dei suoi slogan, buoni solo ad
occupare qualche titolo di giornale, ci accorgiamo che la
"raccomandocrazia" è ancora qui.
Quello che fino ad oggi ha fatto il suo Governo, può essere
sintetizzato in quattro punti: una sfilza di leggi di
riconoscimento di debiti fuori bilancio, norme finanziarie, di
volta in volta urgenti, per somministrare pannicelli caldi a questa
o a quella categoria, reprimende epocali a dirigenti vari che non
attuano il PNRR o che non fanno i decreti attuativi delle leggi,
sommare incarichi commissariali su emergenze vecchie di decenni che
rimangono tali.
Onorevoli colleghi, mi avvio alla conclusione, con questa mozione
di sfiducia proposta dalle forze politiche che oggi, in quest'Aula,
si trovano all'opposizione ma, che si propongono di poter dare,
finalmente, alla Sicilia un Governo all'altezza delle sfide
necessarie a superare le condizioni nelle quali siamo ricaduti con
questo Governo di centrodestra, intendendo tracciare una linea
netta.
Oggi siamo chiamati tutti a metterci la faccia, con il voto alla
mozione di sfiducia i siciliani sapranno chi è il complice di
questo Governo e chi invece intende voltare pagina.
Per tutte le ragioni e considerazioni che ho fin qui espresso, il
Gruppo parlamentare del Partito Democratico si appresta ad
esprimere la sfiducia al Presidente della Regione - che è appena
uscito - onorevole Schifani.
PRESIDENTE. Grazie, Onorevole Catanzaro. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Sì, Presidente. Io, con tutto l'amore del mondo, se
non c'è il Presidente Schifani, non intervengo. È corretto che il
presidente Schifani ascolti questo Parlamento; se il presidente
Schifani ritiene non essere utile questo incontro e non
confrontarsi con l'opposizione lo dica, che possiamo anche
smetterla Io mi fermo, chiedo che i minuti non vengano conteggiati
fin quando il presidente Schifani non rispetta questo Parlamento e
si accomodi nella posizione che spetta al Presidente stesso. Chiedo
una sospensione.
PRESIDENTE. Io vado avanti. Il Presidente Schifani si sarà
assentato, non l'ho neanche visto uscire, magari ci dobbiamo...
LA VARDERA. Però, Presidente, se questo è un momento in cui la
presenza del Presidente è obbligatoria, allora noi ci dobbiamo
porre il problema se il Presidente vuole rispettare questo
Parlamento...
PRESIDENTE. C'è comunque il Vicepresidente.
LA VARDERA. No, ma non basta il vicepresidente, la mozione non è
verso il vicepresidente Sammartino - che avrebbe mille motivi per
essere sfiduciato anche lui - è per il presidente Schifani, se
dobbiamo sfiduciare Sammartino, facciamo l'elenco
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, può essere anche per motivi
fisiologici che sia uscito. Io, intanto, le chiedo di ritornare al
posto, se non vuole intervenire.
LA VARDERA. Ma anche i colleghi non vogliono intervenire
MARANO. Sospenda i lavori
PRESIDENTE. Non sospendiamo niente, lo chiamo... stia calma, stia
calma...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, non penso che il Presidente
della Regione, dedicando l'intera giornata, si potesse
sottrarre...se, però deve andare magari alla toilette o debba
uscire un istante...
LA VARDERA. No, no, Presidente, ma io, come dire...
PRESIDENTE. Penso sia consentito. Vada avanti, vada avanti, non
voglio sottrarle tempo
LA VARDERA. ...pongo la questione...Il Presidente Schifani è
tornato in Aula ed è giusto parlare. Bene
PRESIDENTE. Prego, vada avanti.
LA VARDERA. Presidente del Parlamento, membri del Governo,
colleghi deputati: il Re è nudo, re Schifani è nudo Al di là
dell'immaginazione, che a qualcuno potrebbe suscitare sdegno, a
ragion veduta, il Re è davvero nudo Non in senso letterale, per
carità, ma in senso assolutamente figurativo
Re Schifani è nudo
L'ignavia, nonché l'inadeguatezza del suo Governo sono note a
tutti, tranne che a lui, continua a vivere rinchiuso dentro il
castello, alla Corte del Re, cioè sé stesso, ordina ai suoi
cortigiani di premiarlo, di incensarlo, si rifugia all'interno del
castello Utveggio, guardando dall'alto la plebe palermitana, si
guarda tronfio affermando allo specchio: "Specchio, specchio delle
mie brame, chi è il più bello del reame?". E in coro, i suoi
Assessori, plurindagati, gridano: "Tu, Presidente, sei tu il più
bello ". Mentre alle sue spalle, i suoi stessi compagni di
partito, tramano la cospirazione.
Veda, Presidente della Regione, lei fugge da questo Parlamento da
mesi, lei fugge dalle sue responsabilità e dal disastro che sta
mietendo in giro per la Sicilia. Sostanzialmente, lei ha deciso di
fare il Presidente per interposta persona, affidando, di fatto, lo
scettro del potere al suo amico Cuffaro Motivo per il quale si è
guadagnato sul campo il nomignolo di "Totò Schifani", sulle nomine,
sulla sanità...Presidente, non si vede il numero di telefono...
mentre parlo è al telefono, una cosa di una indelicatezza, di una
irrispettosità per questo Parlamento... Se la gente che sta a casa
vedesse un Presidente che non ascolta...
PRESIDENTE. Si rivolga a me.
LA VARDERA. I deputati, Presidente, parla al telefono... veramente
di una inadeguatezza pazzesca Ma continuiamo...
Lei si è messo sul campo e si è conquistato il nomignolo di "Totò
Schifani" sulle nomine, sulla sanità, nei concorsi, sui bandi
regionali
Lei, di fatto, era stato commissariato da Cuffaro Oggi, forse,
dovrei chiederle scusa, perché sostanzialmente lei non è stato il
vero Presidente, o forse, più che scusarmi dovrei ricordarle in
fila le ragioni per cui, oggi, questo Parlamento propone di
sfiduciarlo.
Andiamo ai fatti: lei fugge, non viene a confrontarsi ormai da
mesi Ecco uno dei capisaldi di questa mozione di sfiducia: farla
scendere dal castello Utveggio, obbligandola a confrontarsi con il
Popolo, rappresentato da questo Parlamento.
La misura della realtà dovrebbe convincerla che, ad esempio,
secondo Agenas, l'Agenzia sanitaria nazionale delle regioni, - e
non un partito di opposizione - boccia sonoramente la banda della
sua sanità siciliana, inchiodandola a numeri devastanti.
All'ultimo posto, per fughe dai pronto soccorso, troviamo
l'ospedale Cervello di Palermo; per non parlare dell'attesa per
avere un'ambulanza a casa in caso di emergenza: la maglia nera va a
Messina, venticinque minuti per avere il soccorso; quintultima
Agrigento, con ventidue minuti; tornando a Palermo, sempre
l'ospedale Cervello detiene il primato nazionale per tempi d'attesa
al pronto soccorso, quasi otto ore Ripeto, otto ore
Sempre il Cervello è primo per fughe La gente rinuncia alle cure
prima di essere visitata; ma lei compie un capolavoro, Presidente,
anziché dimezzare questa sanità, offre sull'Altare della Patria un
medico che ha denunciato un intero sistema, il cui nome è Francesco
Caronia.
È il caso di dirlo, forse, l'assessore Daniela Faraoni dovrebbe
andare di nuovo a casa di Cuffaro a chiedergli consigli su come
gestire la sanità Sono sicuro, Presidente, che Totò - tinto per
com'è - non vi avrebbe fatto commettere questo errore
Sempre Agenas - non un partito dell'opposizione - dice che la
Sicilia detiene il primato negativo per le liste d'attesa, roba da
far accapponare la pelle
Vogliamo parlare della fuga massiccia dei giovani laureati, che
non solo devono subire lo strappo dai loro affetti, ma anche la
beffa di doversi vendere un rene per tornare a Natale, acquistando
biglietti a 700 euro? Però, voi avete la soluzione Siete
straordinari La pantomima del treno della speranza, che riporta i
siciliani dal Nord a casa, un'offesa verso chi pretende di
ritornare, non con un mezzo che impiega venti ore "Sicilia
Express", così l'avete chiamato Per voi, abituati ad avere
collegamenti stradali degni della Papua Nuova Guinea, fare 20 ore
da Milano a Palermo merita di essere chiamato "Express"
Straordinari
Gentile Presidente, vogliamo parlare della famigerata questione
morale e del "metodo Schifani"? Lei, puntualmente, quando sbaglia
le mosse politiche fa pagare agli altri il prezzo dell'epurazione
La sua maggioranza detiene il record di indagati, ma lei fa fuori
gli unici due assessori non indagati Solidarietà, assessore
Messina, assessore Albano Cioè, mischineddi, non avevano neanche
un procedimento e lei li ha fatti fuori Detenendo, ovviamente, un
passaggio che è cruciale.
Ma cosa ci si può aspettare da un Presidente salvato dalla scure
della prescrizione, che non ha deciso di farsi scagionare nel
merito ma che ha preferito fuggire da un giudizio? Perché il Re,
accusato di concorso esterno in associazione a delinquere,
rivelazioni di segreto d'ufficio, ha deciso la via facile della
prescrizione e per avere una sentenza bisognerà solo affidarsi ai
posteri; ma cosa ci si può aspettare da un Presidente salvato
dall'omertà politica che non ha spiccicato una sola parola sulla
vicenda che riguarda una delle spiagge più importanti e famose del
mondo? Il sottoscritto, purtroppo, Presidente, per quella vicenda
ha perso la propria libertà personale, mettendosi contro un gigante
che, da oltre cento anni, ha il monopolio della gestione del
demanio pubblico Perché - non so se lo sa, Presidente - quello è
territorio dei siciliani, demanio regionale.
Vi ho costretto, mettendovi all'angolo, ad avviare la procedura di
revoca - cosa di cui lei ha comunque preferito non rivendicare la
paternità - non è che per caso, Presidente, ha la cabina a Mondello
e non si vuole mettere contro l'Italo Belga? Però, un
ringraziamento lo devo fare: se non ci fosse stato l'assessore
Savarino - che, ricordiamolo, prima di fare l'assessore è stata
cinque anni presidente della Commissione Ambiente e che non si
era mai accorta di nulla e, guarda caso, oggi, rivendica il
risultato politico - bene, Presidente, i dati positivi di cui lei
parla sono, assolutamente, un vaneggiare e una crescita pompata da
fuori: cantieri pubblici, superbonus 110, fondi straordinari del
PNRR, investimenti decisi a Roma e a Bruxelles che fanno fare
un'iniezione temporanea di denaro che ha tenuto in vita l'economia
- come una trasfusione che fa riprendere il paziente ma non lo
guarisce - dati drogati, dunque Appena mancherà questa spinta
esterna la Sicilia rischierà di fermarsi di nuovo. È un'onda
favorevole, non un cambio di rotta
I numeri: meno 859 mila abitanti, entro il 2050; 44 mila giovani
in fuga, emigrati nel solo biennio; quote di laureati che partono,
per il 42%; numeri che la inchiodano a un venditore di fumo o
peggio a un ladro di sogni di tantissimi giovani siciliani che,
guardandola alla guida della Regione, preferiscono fuggire.
Deputati della maggioranza - e mi avvio alla conclusione -
abbiate il coraggio di difendere e di defenestrare un Re e di
passare alla storia Diversamente, sarete ricordati come formiche
alla sua corte Cari colleghi della maggioranza, per una volta, non
pensate solo ai mutui che dovete pagare o alla rata della BMW nelle
vostre mani, avete in mano il futuro dei vostri figli La Sicilia
intera vi sta guardando Se manterrete saldo sulla poltrona
Schifani ne renderete conto, non solo ai siciliani, ma alla storia
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Adorno. Ne ha
facoltà.
ADORNO. Grazie, Presidente, innanzitutto questa mozione credo
abbia un grande merito, perché noi, sa Presidente Schifani, vorrei
la sua attenzione ma capisco bene che l'attenzione che lei dedica a
un deputato è qualcosa di veramente poco, ecco Presidente
PRESIDENTE. Si rivolga sempre a me, onorevole.
ADORNO. Sì, Presidente, io mi rivolgo anche a lei che è stato
appena raggiunto
PRESIDENTE. No, si deve rivolgere solo a me.
ADORNO. Io mi rivolgo al Presidente dell'Assemblea regionale che è
stato appena raggiunto dalla richiesta di rinvio a giudizio perché
la dobbiamo dire tutta: in quest'Aula che è una spugna che assorbe
tutto e in cui c'è un Presidente della Regione Schifani che,
finalmente, sta prestando un minimo di attenzione, il Presidente al
quale noi ci rivolgiamo e che, oggi, sfiduciamo. Più volte ci siamo
rivolti a Federica Sciarelli per chiedere: "Chi l'ha visto il
presidente Schifani?", non si è accorto di una Regione allo
sfascio: dei pronto soccorso, di esami istologici che non
arrivavano o che arrivavano dopo che le metastasi erano partite
Abbiamo richiesto più volte un'Aula sulla sanità, e lei Presidente
avrebbe bisogno di telecamere puntate addosso perché sta ridendo È
morta un'insegnante. Vergogna, vergogna
Mentre noi siamo in quest'Aula a chiedere la sua sfiducia, lei
ride accanto a Sammartino, un altro indagato, noi siamo
circondati...
PRESIDENTE. Onorevole Adorno, si rivolga sempre a me.
ADORNO. Lei è pure indagato, Presidente Galvagno
PRESIDENTE. E lei si rivolga comunque a me. Sarò indagato, ma lei
si rivolga a me, lei si attenga al Regolamento, non si preoccupi
ADORNO. Sono circondata, questo è un Parlamento pieno di
arrestati, alcuni sono stati arrestati e hanno dovuto lasciare
anche il posto. È una vergogna per noi siciliani E allora lo dico
in breve e faccio un appello ai colleghi: chi vuole votare e
scegliere la legalità voterà a favore della mozione di sfiducia,
chi vuole invece perpetrare in questa Sicilia a pezzi, in questa
Sicilia piena di scandali, in cui ogni giorno - e poc'anzi proprio
mentre scoccavano le 14.00 arrivava il suo rinvio a giudizio,
Presidente Galvagno, e allora chi vuole dire basta a questo scempio
voti in maniera favorevole Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Presidente, il nostro Capogruppo ha fatto l'intervento
per il Partito Democratico e io mi ci ritrovo totalmente; ha dato
indicazioni da me condivise e, quindi, mi limiterò soltanto a
titoli, anche perché il tempo non è tanto a nostra disposizione e,
quindi, dobbiamo entrare nel merito.
Presidente Schifani, io debbo dire che mi aspettavo di più dal suo
dire parlamentarista. Lei è stato Presidente del Senato, ha sempre
parlato del ruolo delle nostre Assemblee parlamentari, sono rimasto
perplesso, non l'ho vista presente quando si è discusso del
regionalismo differenziato, eppure, è un tema che sta toccando
tutto il Paese e avrebbe dovuto avere il suo contributo in Aula e
nell'interlocuzione con quello che voi avete chiamato "Governo
amico".
Non l'abbiamo ritrovata neanche nelle tante iniziative che abbiamo
sostenuto per la pace nel mondo, abbiamo dato forza al Movimento
per la Palestina, per l'Ucraina, ci siamo mossi come Assemblea
regionale con un piglio parlamentare che avrebbe, certamente,
dovuto avere la sua disponibilità, così come lo abbiamo visto
assente quando abbiamo discusso di due legge-voto che parlavano al
Parlamento nazionale.
La sua esperienza sarebbe stata utile per la legge-voto sul
diritto allo studio e poi, soprattutto, per la legge-voto che ha
avuto l'obiettivo di mettere al centro, anche, temi fondamentali
che afferiscono alla sanità, alla facoltà di medicina.
Quindi, un'assenza che - devo dire - non ha visto una surroga da
parte dei parlamentari della sua maggioranza, degli Assessori. Io
non entro nel merito di alcune questioni, potrei farlo avendo
discusso in Parlamento, anche interloquendo con i soggetti
istituzionali.
Mi permetto di dire, però, che non abbiamo visto un impegno serio.
Abbiamo qualche volta dovuto constatare che questo Parlamento è
stato ridotto ad un "parlatorio". Basta guardare un dizionario per
capire che cosa vuol dire "parlatorio": un luogo dove si parla e
basta, non ci si ascolta.
Signor Presidente, scriveva Aldo Moro che la parola nel Parlamento
è motore della storia perché chi la pronuncia fa un atto di fede,
si identifica in quella parola, si impegna, e chi ascolta assente o
dissente al dovere di continuare ad avere la stessa tensione
morale, solo nella sintesi le nostre istituzioni vanno avanti.
Sono queste le preoccupazioni maggiori, certo, associate anche ad
alcuni fatti che noi avremmo voluto in soluzione.
Noi, come Gruppo parlamentare, ci siamo impegnati in tanti
argomenti che fanno riferimento alla situazione della nostra
Sicilia, partendo dalla situazione produttiva: la ZES, piaccia o
non piaccia, è scomparsa per responsabilità di Fitto, sì, ma
continua ad essere evidenziata come qualcosa di possibile,
impossibile noi riteniamo.
Questa situazione ha determinato una condizione di stallo:
l'agricoltura che ha sofferto, innanzitutto, per la siccità non ha
trovato risposte. Sono proprio di questi giorni gli articoli,
annunciati anche da alcune dichiarazioni dell'Assessore Sammartino,
in cui si dice: "stanno cominciando a pagare la siccità 2024".
La situazione che si è creata ha determinato una riduzione delle
nostre imprese notevolmente nelle nostre comunità. Basta andare in
un paese a vocazione agrumicola per vedere quante sedi commerciali
sono state chiuse.
Così come riteniamo che sia inaccettabile che il nostro grano sia
ammassato a 22 centesimi, una situazione scandalosa che determina
quella difficoltà che è presente nelle nostre comunità.
Certo, l'agricoltura ci fa pensare all'acqua, e noi lo sappiamo
che abbiamo più volte ripreso questo argomento. Un argomento che
vede però il Governo, continuamente, in difficoltà. Si annunciano
interventi. Lasciamo perdere le polemiche stantie, però, non c'è
dubbio che la situazione nell'agricoltura continua ad essere
precaria, ma la situazione è diventata difficilissima anche per la
gestione delle fonti idropotabili delle nostre comunità.
Basta andare nei nostri comuni per vedere quali difficoltà ci
siano per l'abbassamento delle falde.
Eppure, non c'è un piano di reazione, non si discute su questi
temi, si annunciano interventi che poi vengono bloccati.
Quello che è successo la settimana scorsa è conosciuto. Si è detto
che Caltanissetta, Agrigento avrebbero potuto avere problemi molto
seri. Ecco perché noi sottolineiamo questo aspetto, così come
diciamo che sull'ambiente ci deve essere un interesse particolare.
Noi non entriamo nel merito di quelle che sono state le
valutazioni di un Comitato - credo di livello - che avrà fatto le
proprie scelte. Diciamo che, per quello che abbiamo vissuto nelle
nostre comunità, pensare di dare anche una lettera di
riconoscimento, Assessore, ai Vigili del Fuoco, ai nostri
forestali, ai giovani che operano nella Protezione civile, che sono
quelli che aiutano le nostre comunità, guai se non ci fossero,
pronti ad intervenire. Così come sul tema delle devianze sociali,
Presidente, abbiamo nella relazione dell'Antimafia - che lei
purtroppo non ha ascoltato - evidenziato che in Sicilia c'è la
ripresa di una invasività della criminalità organizzata e mafiosa
da temere perché è riorganizzata in maniera violenta, diffonde una
cultura estremamente grave, si è impossessata di nuovo delle piazze
che bisognerebbe riconquistare, con il crack che io credo non stia
avendo quella diffusione di iniziative previste da noi, dalla
legge. Con il crack fanno affari e tentano di arruolare nuovamente
dei giovani nelle nostre comunità, soprattutto nei quartieri a
rischio.
Così come riteniamo che ci sia stato qualcosa di violento, di
grave, successo proprio in questi giorni a Catania, la scuola
Pestalozzi, Presidente, ha avuto un incendio, l'incendio della
biblioteca, un segnale gravissimo, la mafia che dice: non dovete
avere istruzione perché dovete essere sottomessi a noi .
È un fatto molto grave. Noi abbiamo posto le basi per un
finanziamento, vedremo in Aula se è possibile, perché bisogna dare
il segnale alla mafia che in quel quartiere, che è il quartiere del
villaggio Sant'Agata, ci sarà un impegno forte da parte delle
Istituzioni.
Concludo, signor Presidente. Io credo che l'impegno della mozione
sfiducia abbia avuto il significato simbolico di un'opposizione che
si vuole contrapporre alla maggioranza, che vuole dire alla
maggioranza "stop, fermatevi". Lei, Presidente, incasserà il
risultato ma, Presidente, quello che accade in Sicilia è qualcosa
però che riteniamo diverso da quello che è stato fatto, di quello
che si farà in quest'Assemblea. Basta girare, io sono sindaco e
parlo con i cittadini, la mia porta è sempre aperta e vedo che ci
sono difficoltà notevoli, soprattutto in vista della tenuta di
alcune fasce sociali.
Io, quando ci sono stati alcuni avvenimenti, ero in televisione
per motivi diversi, mi hanno fatto un'intervista, ho detto "io
credo che il Presidente non debba tergiversare, debba dimettere la
Giunta e passare ad una Giunta tecnica in modo da dare il segnale
di una svolta in Sicilia". Non è stata accolta. Io non so se lei ha
fatto o farà questa riflessione.
Mi permetta di dire, Presidente, però che questo segnale non sarà
risolutivo rispetto alla vicenda che lei sta vivendo con la sua
maggioranza e le ricordo, come scriveva Seneca, che per il
navigante che non sa dove andare non c'è vento favorevole.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà. Dopo c'è l'onorevole Campo.
CAMBIANO. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, il 10 novembre 2022, lei pronunciava un
discorso solenne in quest'Aula: "il mio Governo combatterà col
massimo rigore ogni tentativo di infiltrazione della mafia nel
sistema regionale della spesa pubblica, adottando criteri e
comportamenti rigorosi che valgano anche da deterrente".
Ecco, Presidente, il suo Governo, ahimè, purtroppo, verrà
ricordato non come il Governo delle riforme, non come il Governo
della svolta, della ripresa siciliana, il suo Governo, purtroppo,
per i siciliani che perdono la speranza anche di poter cambiare le
cose con il proprio voto, verrà ricordato come il Governo degli
scandali, perché non c'è stata forza politica alcuna che la
sostiene che non sia stata toccata da un'inchiesta giudiziaria:
Lega, Fratelli d'Italia, MPA, Democrazia Cristiana, Forza Italia.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
Ecco, è come se il "malaffare", avesse preso il sopravvento e ci
siamo assuefatti a questo sistema politico, di gestione e di
esercizio del potere, perché, Presidente, mentre lei parla di
rigore morale, quest'Aula si è fermata e le Commissioni hanno
interrotto i loro lavori per procedere a mettere d'accordo i pezzi
della sua maggioranza, rispetto a una spartizione di poltrone nella
sanità, nelle società partecipate, negli enti regionali.
Ecco, Presidente, una spartizione di poltrone che fa male alla
Sicilia e ai siciliani. Lei continua con una narrazione e sono
certo che nel suo intervento ci propinerà nuovamente quei dati
economici che dimostrano - secondo lei - che tutto va bene, che il
prodotto interno lordo siciliano è in ascesa, che i dati economici
sono dalla parte del suo Governo.
Ecco, Presidente, io aggiungerei che nonostante il suo Governo i
dati economici sono incoraggianti, perché nella storiella che viene
raccontata - assessore Dagnino, vedo che mi segue con attenzione -
lei omette di raccontare l'inizio, quel "c'era una volta", e allora
glielo ricordo io, Presidente, perché con tanta onestà
intellettuale l'assessore Dagnino, lo ha affermato in I Commissione
"Affari istituzionali".
C'era una volta un Presidente del Consiglio dei Ministri, che si
chiama Giuseppe Conte, che è riuscito a portare in Italia il Piano
nazionale...
(Interruzione fuori microfono da parte dell'assessore Turano)
... no, no, guardi, assessore Turano, mi sono fermato perché
sentivo l'onorevole Micciché, commentare probabilmente il mio
intervento, lo ritengo poco opportuno.
Quindi, al di là di tutto c'era un Presidente del Consiglio dei
Ministri che è riuscito a portare in Italia un Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza, di cui sta beneficiando la Regione siciliana,
con infrastrutture, asili nido, case di comunità, opere pubbliche
che si realizzano.
Ecco, Presidente, nonostante il suo Governo e la sua azione di
Governo inefficace, i dati economici sono dalla nostra parte,
proprio per questa ragione, proprio perché qualcuno, probabilmente
con più visione politica, aveva compreso che in un momento di
depressione economica, delle misure shock, come ad esempio i bonus
edilizi, avrebbero dato un sostegno concreto all'economia. Certo,
perché voi, da una parte criticate, da una parte condannate, da una
parte rumoreggiate rispetto a delle azioni politiche portate avanti
o rispetto a delle misure approvate, come il reddito di
cittadinanza, il superbonus, ma poi non fate altro che riproporle,
riproporle in malo modo però, perché il reddito di cittadinanza,
Presidente, è stato sostituito dall'assegno di inclusione e dal
supporto formazione lavoro, inadeguato Perché il suo Governo ha
dovuto stanziare una nuova misura voluta anche dalle opposizioni,
che abbiamo intitolato "reddito di povertà".
Il suo Governo si appresta a sottoporre all'Aula una misura che
ripropone i bonus edilizi.
Ecco, mal copiate, delle misure portate avanti da altri prima di
lei.
Ma in che cosa ha inciso questo Governo regionale? Sulla crisi
idrica, Presidente, ad oggi abbiamo ancora turnazioni di otto,
dieci giorni nella provincia di Agrigento, nella provincia di
Trapani. Ecco e continuiamo a dare soldi pubblici a "Siciliacque",
quell'ente di sovrambito - in mano per il settantacinque per cento
a privati e partecipato per il 25 per cento dalla Regione siciliana
- che, negli ultimi dati disponibili sul sito istituzionale
dell'ente, sperpera oltre seicentomila euro per consulenze.
Presidente, ma ne è a conoscenza o non si è accorto nemmeno di
questo sistema di cui è circondato? E il vero responsabile,
Presidente, è lei.
Oggi la sfiducia è nei suoi confronti perché non può sempre dire:
"E' colpa degli altri". Di fronte a uno scandalo e di fronte a una
morte di una giovane donna siciliana, non può dire: "Non è colpa
mia". Di fronte alla lettera di una mamma, che denuncia quello che
purtroppo sono i disservizi in un reparto di ospedale, lei non può
dire "Licenziamo il medico". Di fronte a uno scandalo che travolge
il sistema politico siciliano, lei non può dire: "Non è colpa mia.
Defenestro gli assessori".
Presidente, forse deve fare una riflessione approfondita su quello
che è il suo mandato di Governo e sulla responsabilità che deve
assumersi di fronte ai siciliani, perché nel suo discorso di
insediamento rigore, morale, deterrenza... ma lei ha pronunciato
mancanza di subalternità nei confronti del Governo nazionale: "Io
non sarò subalterno di fronte al Governo nazionale". Non ha detto
una sola parola contro l'autonomia differenziata Presidente, non
ha detto una sola parola contro lo scippo dei Fondi sviluppo e
coesione
Guardi, io non entro nel merito ponte sì, ponte no; infrastrutture
sì, infrastrutture no. Ma perché le infrastrutture non le
finanziano con altri tipi di risorse, piuttosto che sottrarre
risorse ai siciliani? Perché piove nelle aule, perché abbiamo le
zone interne che non sono collegate, perché ancora per percorrere
da Castelvetrano a Gela impieghiamo quattro ore in auto, perché per
percorrere da Gela ad Agrigento in treno impieghiamo sette ore e
mezzo?
Presidente, lei racconta, lei e la sua maggioranza raccontate una
Sicilia che non c'è. Non ci possiamo accontentare del PIL che è in
crescita, e ora ci racconterà che i dati economici sono dalla sua
parte. Presidente, ha una responsabilità morale, ha una
responsabilità politica.
Presidente, mentre lei ritirava un premio come custode
dell'ambiente ad Agrigento, a pochi chilometri c'è una discarica in
cui ci sono dei rifiuti combusti da oltre due anni Si sono
raggiunti livelli di diossina enormi Una preoccupazione per la
salute dei cittadini. Ecco, se ne è infischiato. Non una parola,
non una parola di conforto nei confronti di quelle comunità che,
diciamo, soffrono per il potenziale rischio per la propria salute.
Ecco, Presidente, l'uomo felice è quello che fa la cosa giusta. Io
la invito ad essere felice, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Giunta e colleghi deputati, oggi non so
se con i voti riusciremo a mandare a casa il Presidente Schifani e
ritornare finalmente al voto. Di certo, i suoi alleati non
voteranno questa sfiducia, non per questioni di fedeltà ma per
questioni squisitamente personali e politiche. C'è chi vuole
conservare la poltrona; c'è chi beneficia di questo sistema con le
laute finanziarie che portano consenso personale; c'è anche chi
ancora non ha maturato quattro anni e sei mesi e quindi non potrà
accedere alla pensione. Del resto, Presidente, questi sono gli
stessi deputati che l'hanno tradita nelle variazioni di ottobre e
che hanno già iniziato il conto alla rovescia. Così come tutti i
partiti di coalizione che la sostengono.
Partiamo, per esempio, dalla Lega di Matteo Salvini: sta usando la
Sicilia come merce di scambio con le trattative in Lombardia, ma
comunque ha detto che vuole incidere anche in Sicilia, che vuole
mettere voce sulle prossime elezioni, come se l'avesse già
archiviata. La stessa cosa Fratelli d'Italia: Sbardella a Catania
lo ha detto chiaro e tondo che ci sono altri due anni e poi
vedremo i risultati e si deciderà . Più chiaro di così
I rapporti con i lombardiani, alleati di Gianfranco Micciché con
Grande Sicilia, non sono mai stati ottimi, sempre pieni di
tensioni, e quindi non so se ci sia da fidarsi. Ma i rapporti più
complessi sono all'interno del suo stesso partito, dove c'è una
corrente - quella di Mulè, Falcone, Calderone - che le rema contro.
Addirittura, oggi, Calderone ha chiesto le dimissioni
dell'assessore per la salute, Daniela Faraoni, evidentemente a
ragion veduta, visto che ha avuto contatti con Totò Cuffaro, anche
privati. E il Presidente Tajani cosa fa? Per altri saltella, per
lei glissa, non dice mai niente Oggi, addirittura, la vuole
commissariare.
DIPASQUALE. Non c'è niente da ridere Deve stare garbata ed
educata che qui lei è un ospite. Vergogna Non c'è nulla da ridere,
lei è una miracolata Deve ascoltare la collega, educatamente. Una
che ha preso zero voti ed è in Parlamento
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, per favore. Non mi fate
sospendere l'Aula. Possiamo continuare ad ascoltare l'onorevole
Campo? Prego, onorevole Campo.
CAMPO. Sì, mi dispiace che si gridi in quest'Aula, soprattutto
quando si parla di sanità, che invece è il nodo dolente che ha
visto parecchie tragedie in questa Sicilia.
Comunque, Presidente, ritornando al discorso: lei è inviso ai
suoi, e quindi cosa fa? Si getta fra le braccia di Totò Cuffaro. Lo
considera il suo più grande alleato, il più stretto e intimo, e fa
finta di non vedere quello che succede, quello strapotere anomalo,
quella lunghissima fila per incontrarlo, per ricevere favori e
raccomandazioni, addirittura dietro il suo stesso Assessorato
regionale alla famiglia. Quindi continua a foraggiare questo
sistema, e non solo con le laute finanziarie, ma anche facendogli
passare qualsiasi nomina, qualsiasi promessa, che alimentava il
sistema del "cuffarismo", basato appunto sul controllo del potere,
sulle promesse di carriera, di lavoro, di concorsi scritti su
misura, di bandi vinti senza gare reali, di nomine per ogni posto
di sottogoverno utili per controllare potere, soldi, affari.
E la prova è sotto gli occhi di tutti, Presidente, perché lei non
ha dimesso i due assessori della Giunta democristiani e qualche
dirigente per una presa di coscienza, ma perché le è stato dato un
diktat dai Fratelli d'Italia romani. Altrimenti non lo avrebbe
fatto. E quindi la contromossa, qua in Sicilia, è continuare a
tenere stretto Totò Cuffaro fra le sue braccia e concedergli altre
nomine, altre nomine ancora: due dirigenti, un capo di Gabinetto e
ancora altre nomine insomma, siede ancora accanto a Totò Cuffaro,
ed è lui che detta le regole e usa la politica come un bancomat
personale.
Santo Dio, questa è la Regione. E lei non sarà ricordato dai
siciliani per le buone azioni di governo: sarà ricordato proprio
per questo, per aver resuscitato il "cuffarismo". Le sue idee sono
tutte vecchie, superate Ha sottratto 1,3 miliardi alla Sicilia per
riesumare il progetto del Ponte sullo Stretto, un progetto del 1992
che fa acqua da tutte le parti, pure per la Corte dei Conti. Ha
preso 800 milioni di euro per gli inceneritori, inceneritori che
forse vedremo fra dieci anni, e nel frattempo che faremo? Sono
politiche ambientali scadute, vecchie anche queste, perché ormai il
mondo è andato in un'altra direzione, e nonostante questo si
autoassolve dalla sua miopia con un premio. Si consegna un premio
che purtroppo non è stato gratis, è costato quasi centoventimila
euro ai siciliani per far lavorare i soliti amici di partito e per
organizzare cene, il che abbiamo capito che le piace molto.
Ecco il suo biglietto da visita: non una sanità efficiente, non
una Sicilia sicura, collegata e pulita, nessun aiuto concreto ai
siciliani che ogni giorno fanno i conti con la mancanza di lavoro,
gli affitti, la lista della spesa, le bollette e le nuove tasse:
avete tassato pure i cani. Vergogna E qua arrivo al punto della
mozione di sfiducia. La colpa più grave che ha è quella di aver
tolta la fiducia ai siciliani. Sempre meno persone andranno a
votare, le urne saranno sempre più vuote, ma del resto si sa, la
fiducia è lavoro, è trasparenza, è fatica È più facile sprecare
soldi pubblici, attrarsi le antipatie di tutte le persone libere,
perbene e oneste, incoraggiarle a non votare più per mantenere il
voto sotto controllo, quello clientelare, il voto del "cuffarismo"
che sperate possa ancora giovare a voi e a vostro favore, e
probabilmente sarà così. Ma noi non smetteremo di lottare, non
smetteremo affinché le cose possano cambiare, la fiducia possa
tornare. Del resto, se ci siamo riusciti in Sardegna con la Todde e
in Campania con Fico, perché non in Sicilia?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
In ordine sempre di firma alla mozione, è iscritta a parlare
l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli
interventi dei colleghi e delle colleghe che mi hanno preceduto
hanno già ovviamente messo sul piatto i tanti motivi che ci hanno
spinto a proporre la mozione di sfiducia, primo fra tutti
ovviamente la famosa questione morale che è veramente il centro, il
tema e il motivo per cui oggi noi siamo qua. Perché il metodo
Cuffaro è quello che vi ha consentito di vincere queste elezioni, e
certamente non basta ed è anche piuttosto ipocrita emendare
sacrificando due capri espiatori e qualche dirigente per pensare di
ripulire, diciamo, l'immagine di un'intera Giunta, e soprattutto
l'immagine della Sicilia intera che è stata offesa, che è stata
macchiata e che ogni giorno viene macchiata da qualche notizia che
arriva riguardo a quello che sta accadendo, ogni giorno, dal punto
di vista giudiziario.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
E allora siamo qua e abbiamo presentato questa mozione che resta
con tutta la sua forza, anche se non ci facciamo illusioni, noi
sappiamo che oggi per paura, per convenienza, per stoltezza, questo
Parlamento probabilmente respingerà la nostra mozione di sfiducia,
ma da domani noi la sfiducia la porteremo nelle strade e nelle
piazze della Sicilia, nelle piazze virtuali, nelle piazze fisiche
della nostra Regione. Da quest'Aula la sfiducia dovrà ora passare
nelle mani dei nostri territori, dei cittadini e delle cittadine
siciliane. La porteremo tra chi attende da mesi una visita medica o
tra chi ha conosciuto esperienze drammatiche nei nostri pronto
soccorso, la porteremo tra chi cerca un lavoro pagato
dignitosamente e legalmente, tra chi prova a fare impresa tra i
giovani che oggi sono diventati una delle tante emergenze
strutturali della nostra Sicilia. Fa molta amarezza pensare ai
giovani come un'emergenza. Allora noi ci auguriamo che da domani
sarà proprio il popolo siciliano a comminarvi questa sfiducia, se
oggi l'Aula non avrà il coraggio di approvarla, e questa volta
questa sfiducia sarà definitiva. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
facoltà.
CIMINNISI. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, mi scuso se la
mia voce, se le mie capacità vocali oggi non sono al massimo, però
ritenevo doveroso intervenire, perché lo dobbiamo ai siciliani
perché, Presidente, questa mozione di sfiducia che oggi stiamo
discutendo, è vero, l'abbiamo firmata noi: forze di opposizione,
deputati del Movimento 5 Stelle, del PD, di Controcorrente, ma
dietro ai nostri nomi ci sono i siciliani. Ci sono i siciliani che
non hanno più fiducia nella sua azione di Governo, Presidente. Ci
sono siciliani piegati da una crisi idrica che da due anni
imperversa in questa Regione, sotto la guida della sua esclusiva
cabina di regia, una crisi idrica che ha finito per mettere contro
agricoltori e cittadini, sindaci contro altri sindaci, province
contro altre province, il tutto per la sua incapacità, Presidente,
di gestire questa stessa crisi Una crisi che ha il suo emblema in
provincia di Trapani, dove la diga Garcia, per un errore di
calcolo, viene svuotata di 5 milioni di metri cubi, in favore degli
agricoltori - per carità pure loro sono i primi, sono le prime
vittime di questa incapacità di Governo - e lascia a secco metà dei
cittadini della provincia
Nel frattempo la diga Trinità sversa acqua in mare, acqua che non
sappiamo conservare e che rappresenta la fotografia plastica
dell'inefficienza, dell'incapacità di questo Governo di gestire una
risorsa, che è una risorsa primaria. Quando manca l'acqua nelle
case dei cittadini non c'è bisogno di elencare altri fallimenti
Una crisi idrica che è stata combattuta facendo leva su che cosa?
Sui dissalatori. Come se i dissalatori potessero essere la panacea
di tutti i mali, come se la nostra rete idrica non fosse un
colabrodo in tutta la Sicilia, priva di manutenzione ordinaria e
straordinaria da anni. Una crisi che l'ex Assessore Barbagallo, nei
suoi tredici mesi in Giunta, al termine, definì normalizzata,
perché la crisi idrica è diventata la normalità in questa Regione
Tredici mesi in cui l'Assessore Barbagallo non riuscì a portare a
termine nemmeno la riforma dei consorzi di bonifica, esattamente
come qualsiasi altra riforma
Questo Governo, Presidente, un Governo di cui lei millanta una
forza e un'unità, all'interno di questo Parlamento, non ha portato
a casa in tre anni una sola riforma.
Cosa pensava, Presidente? Che le avremmo consentito di venire a
discutere qui la finanziaria, dopo che all'ultima variazione di
bilancio la sua stessa maggioranza ne ha affossato un quarto?
Cosa pensava? Che sarebbe venuto qui, Presidente, a discutere di
come impegnare i soldi dei siciliani, quando non è venuto nemmeno a
riferire in Aula sullo scandalo dei tremilatrecento referti della
sanità trapanese?
Ma non pensava, Presidente, di dovere un minimo di rispetto,
quanto meno alla professoressa Gallo, che ci ha lasciato dopo aver
denunciato, da sola, un sistema malato in cui il diritto alla
sanità, alla salute, viene negato ai cittadini?
Non pensava, Presidente, di dovere delle spiegazioni ai familiari
di chi oggi sta lottando per combattere un tumore, un cancro, una
malattia che non è stata diagnosticata per tempo?
Non pensava, Presidente, di doverci delle spiegazioni su un
sistema sanitario ammalorato dalle corruttele, dagli appalti
truccati, dalle inchieste per corruzione? O pensava che bastava
rimuovere qualche dirigente per lavarsi la coscienza?
Non una parola su quella vicenda, in questo Parlamento,
Presidente
Però siete bravi, siete bravi ad autopremiarvi, ad autoincensarvi
come custodi dell'ambiente. Per che cosa? Per gli inceneritori,
quando tutto il mondo sa, persino un bambino sa, che sono l'ultima
delle scelte possibili nella gerarchia europea dei rifiuti. Ma noi
andiamo sempre in direzione ostinata e contraria
Per cosa siete custodi dell'ambiente, Presidente, quando la
Sicilia è prima in Italia per gli incendi? Incendi che hanno
colpito persino le nostre riserve naturali, compresa la riserva
dello Zingaro dove, forse, lei dimenticava che la costruzione di
una strada era stata interrotta per fare diventare la riserva
naturale quello che oggi è: la prima riserva della Sicilia.
E cosa dire, Presidente, ancora vi incaponite, vi ostinate con un
progetto del Ponte sullo Stretto, quando oggi in Sicilia ci sono
pendolari che vivono disagi quotidiani, quando oggi un capoluogo
come Trapani, dopo quindici anni di fermo e di stop immotivato, su
cui non si sa niente, non è collegato con il capoluogo della
Regione. Non abbiamo notizie di quello che è successo a quel tratto
ferroviario
Presidente, che fine hanno fatto i disabili nella sua agenda di
Governo? Che fine hanno fatto le famiglie di quei bambini, di quei
ragazzi che ogni anno devono venire qui, a metà dell'anno, a
chiedere una variazione di bilancio affinché i comuni possano
assicurare il servizio ASACOM, il servizio di assistenza igienico-
personale ai bambini, ai più fragili, ai più vulnerabili della
nostra società?
Presidente, l'unica cosa che ci ha lasciato e ci ha regalato
questo triennio di Governo sono solo gli scandali, scandali che
hanno resuscitato il "cuffarismo" come metodo politico, scandali
che hanno travolto la sua Giunta, mentre i componenti, che sono
attualmente rinviati a giudizio, siedono ancora accanto a lei
Presidente, mentre ha cercato di rifarsi una verginità politica
cacciando via agli Assessori della Democrazia Cristiana,
formalmente non indagati e colpevoli solo di fare parte di un
sistema che è quello di Totò Cuffaro, che lei ha riportato e a cui
ha aperto le porte del suo Governo, salvo poi ovviamente
continuare, come se nulla fosse, a nominarli nei posti di
sottogoverno.
Cosa dire, Presidente, delle isole minori? Quei cittadini che lei
diceva non avevano motivo di essere considerati cittadini di "serie
B", che sarebbero stati cittadini siciliani al pari degli altri.
Erano Isole di Sicilia, non Isole minori
Eppure, oggi, c'è anche lì un'inchiesta sui collegamenti delle
Isole minori, un servizio che dovrebbe essere garantito da questa
Regione e su cui probabilmente la stessa Regione ha omesso di
vigilare, come se i soldi non fossero soldi dei siciliani, come se
i cittadini delle Isole minori non avessero diritto alla mobilità,
al pari degli altri. Però, poi noi parliamo di Ponte sullo Stretto,
sottraendo più di un miliardo e tre alle infrastrutture che servono
davvero siciliani, a province, come la provincia di Agrigento, che
non ha un chilometro di autostrada, all'anello sud che non sarà mai
chiuso.
Presidente, non vada via
Ho concluso, Presidente, perché noi - e faccio un appello qui ai
colleghi della maggioranza - tre anni fa abbiamo prestato un
giuramento solenne che è quello di servire i siciliani con
disciplina e onore. Disciplina, cerchiamo di recuperarla, l'onore,
quello che ci rimane, cerchiamo, quanto meno, di dimostrarlo ai
siciliani Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. È iscritto a parlare l'onorevole
Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Aspettate, non fate partire l'orologio.
Io non voglio, in questa sede, giudicare il Governo per quello che
non ha fatto o per quello che ha fatto male in questi tre anni.
Vorrei, però, porre attenzione al fatto che la mozione di sfiducia
è un atto straordinario ed eccezionale che si fa in un Parlamento e
non è solo un giudizio che è legittimo, che le opposizioni danno
nei confronti di un Governo, dei suoi atti, dei suoi errori, di
errori anche gravi che stanno pagando caramente alcuni siciliani
perché c'è una Sicilia che, comunque, ha un vantaggio da questo
Governo ed è la Sicilia - come Totò Cuffaro ha dichiarato - del
"cuffaresimo"; l'ha coniata lui questa espressione in un'intervista
a Repubblica, nel mese di giugno, ben prima delle vicende
giudiziarie, quindi, dando quasi un valore religioso al sistema di
cui lui è interprete.
Però, devo dire con grande onestà che non è il solo interprete,
per cui questa Sicilia del "cuffaresimo" ha molti emuli ed ha
creato sistemi di vantaggio per alcuni siciliani, certamente per
quelli che, magari, hanno goduto per avere passato un compito per
superare un concorso - non per essere raccomandati, per commettere
un reato, ma di cui, forse, non si ha neanche, persino, la
cognizione che dare un compito sia un reato - o coloro che, magari,
pensano che attraverso la vincita di un appalto e poi di un
subappalto e la possibilità di assumere qualche decina di persone,
certamente, quelli lì un vantaggio da questi atti lo avranno e lo
hanno avuto.
Io penso che, però, la sfiducia sia qualcosa di straordinario che
arriva perché siamo di fronte a un dato sistemico - e non lo dico
io, per ultimo, proprio ieri o l'altro ieri, la Procura della
Repubblica, nel disporre una misura cautelare per alcuni pubblici
ufficiali, non solo professionisti, che si sono macchiati e gli
viene contestato un reato grave per un pubblico ufficiale, che è la
corruzione - siamo di fronte ad una condizione sistemica di
corruzione e noi, in questi mesi, lo abbiamo avvertito.
La Magistratura l'ha scritto, la politica l'ha negato La politica
si nascondeva pensando che i fatti che sono stati oggetto di
contestazioni di reato siano fatti singoli, episodi di corruzione,
come dire, legati a debolezze umane - qualcuno è accusato di
essersi fatto corrompere per 2 mila euro, qualche altro per mille
euro -; quello che è evidente è che siamo di fronte ad una
diffusione ed è molto più profonda di quello che l'Autorità
giudiziaria ci ha, finora, esposto ed è questo il punto.
L'Autorità giudiziaria fa il suo mestiere - e meno male che lo fa
e speriamo che sia in grado sempre di poterlo fare. Ma la politica
dov'è? La politica agisce nel secondo tempo? Si limita a
commentare? O a ritenere che i fatti che riguardano la
malversazione, la corruzione e le truffe siano un fatto - come dire
- ascrivibile a pochi adepti?
Io, in questo, attribuisco una grave responsabilità al Presidente
della Regione. Per certi versi, questa grave responsabilità si è
accentuata nelle stesse giornate e negli stessi mesi nei quali,
frutto di una debolezza politica di questo Presidente, ha anteposto
al dibattito su come porre freno a quelle che sono condizioni,
ormai, sistemiche nell'Amministrazione regionale, ha anteposto il
tema della sua ricandidatura due anni e mezzo prima della scadenza
naturale; normalmente, questo lo fa chi si sente, come dire, molto
debole e quindi cerca di costruire attorno, a distrarre più che a
costruire, il dibattito politico su Schifani sì, Schifani no, senza
discutere e senza poter valutare il merito delle questioni di cui
si sta parlando.
E, allora, credo che per questa ragione il Presidente oggi sia
inadeguato. È inadeguato a fare questo mestiere, è faticoso, ci ha
fatto sapere oggi sui giornali che avrebbe anticipato alcune
considerazioni tra cui la fatica del Presidente. Lo sappiamo che è
faticoso, ma oltre alla fatica ci vuole una forza di esempio e
questo Presidente ha consentito che si mettesse in moto una
macchina in cui ognuno pensa di essere in una società per azioni e
ognuno fa quello che vuole dentro la quota di azioni di cui
dispone.
Diciamocelo con chiarezza, in questi ultimi mesi, la Sicilia è
diventata la terra di predatori, cioè l'Amministrazione pubblica è
un luogo dove prendere e ottenere qualcosa per sé, e questo non
riguarda solo la politica ma riguarda anche una serie di personaggi
che sono tornati a frequentare i corridoi dei nostri Assessorati,
delle Aziende sanitarie, delle società partecipate, faccendieri e
intermediari di professione che esercitano con un solo scopo,
quello di fare soldi ad ogni costo sugli interessi pubblici di
questa Regione
Non ho sentito una parola su tutto questo e credo che questi
silenzi ci dimostrino che questo Presidente è inadeguato Forse
oggi supererete il passaggio della sfiducia, mi dispiace che sia
uscito, queste cose gliele avrei dette con molta nettezza, anche
con più nettezza nel momento in cui il Presidente fosse stato in
Aula, immagino che sarà uscito per motivi personali, ma credo che
oggi una cosa sia certa: comunque finirà oggi, da oggi questo
Presidente è un Presidente che non potrà più avere l'autorevolezza
di essere da esempio dentro il suo Governo e agli occhi dei
siciliani per la condizione degenerativa che si è prodotta in
questi tre anni e a meno di due anni della fine della legislatura.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
Voglio chiudere con una sola considerazione. Ieri sono stato allo
Zen dove si è tenuto un evento importantissimo: gli Stati generali
nel terzo settore, dopo i fatti di Palermo, e ieri mi sono
vergognato per il fatto che, ancora una volta, da quel mondo è
venuto un grido di allarme, malgrado abbiamo fatto leggi approvate
da questo Parlamento, l'Amministrazione pubblica se ne infischia, i
decreti attuativi sulla legge sulle dipendenze non esistono,
abbiamo fatto - lo dico all'assessore Dagnino, avendoglielo detto
qualche giorno fa di persona - una legge un anno e un mese fa,
quella che consente di avere l'accesso al credito alle imprese
confiscate e non c'è uno straccio di decreto che possa dare
attuazione a quello che il Parlamento approva. Anche questo è il
sintomo che questo Governo non c'è più
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. È iscritto a parlare
l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Assessori, colleghi parlamentari, certo che dovevamo presentare la
mozione di sfiducia per vedere il Presidente della Regione con
tutti gli Assessori qui presenti in Aula
Questo, veramente - tranne alcuni Assessori che sempre si fanno
vedere di cui due li hanno mandati a casa - non era mai accaduto
Una delle cose per cui il Presidente della Regione dovrebbe andare
a casa è proprio per quella che è stata la bugia di inizio della
legislatura, cioè lui è venuto qui a raccontare la favola del
Presidente che doveva vivere il Parlamento, il Presidente
parlamentarista, per poi essere stato, assolutamente, assente
Ma guardate che uno dei motivi perché abbiamo presentato questa
mozione di sfiducia è proprio per parlamentarizzare la crisi, la
crisi politica, morale, etica che sta coinvolgendo la nostra
Regione siciliana perché lui non sarebbe venuto mai in Aula. È un
Presidente che è scappato, è scappato sempre. Immaginatevi un
confronto su quelli che erano i fatti che stavano accadendo in
questi ultimi giorni.
Quindi, abbiamo presentato la mozione di sfiducia per
parlamentarizzare la crisi e anche nella speranza che i colleghi di
maggioranza possano passarsi la mano sulla coscienza - alcuni, non
molti - per mettere fine a quello che è un processo, veramente,
deleterio.
Questo Presidente della Regione non fa altro che sbandierare una
filastrocca: la Sicilia è in crescita - che poi ci sono anche i
dati scientifici su questo - la Sicilia è la prima, la Sicilia
rilancia il Mezzogiorno, il Pil della Sicilia metterà in condizione
di salvare il mondo
Questo è un racconto "fasullo" perché la crescita del Pil non
sempre si traduce in aumento proporzionale del benessere di tutti,
assolutamente
Il Pil è drogato da una serie di fattori: non tiene conto della
salute - a cui lei Assessore non è riuscito a farle fare un minimo
di miglioramento insieme ai suoi predecessori - non tiene conto
della sicurezza, non tiene conto della qualità dell'occupazione,
non tiene conto di tutta una serie di fattori che non rendono
l'aumento del Pil corrispondente a una crescita reale, a una
ricchezza. Il nostro Pil cresce, ma la Sicilia è sempre più povera
Ma, giustamente, voi non lo potete sapere, sicuramente il
Presidente della Regione che è chiuso nella sua stanza a gestire
solamente i posti di Governo e di sottogoverno della maggioranza.
La grande responsabilità che ha Schifani è proprio questa, cioè
lui ha legittimato tutto questo
Quante volte abbiamo letto e abbiamo visto sui giornali che le
nomine dei manager sono ferme perché i partiti devono dare le
indicazioni
Voi avete legittimato la spartizione tra i partiti di tutto e,
guardate, questa è una cosa gravissima, perché quando legittimate i
direttori, il sottogoverno, i manager, li legittimate con la
spartizione politica, passa il messaggio che il politico è il
padrone e, quindi, ci sono i manager che vengono nominati, che si
prestano per le elezioni, che mettono nelle liste i loro amici per
supportare il vostro Governo
Il passaggio dalla vicinanza politica all'affare è vicino, ed è
quello che è successo. È quello che sta accadendo, cioè siete
riusciti a far parlare tutta l'Italia, tutta la Sicilia per le
questioni giudiziarie.
Io sono un garantista, lo sono sempre stato per gli amici e per
gli avversari.
Ma una cosa è sicura: mai come in questo momento dalle
intercettazioni, dalle dichiarazioni anche che escono fuori, c'è
stato un quadro dal punto di vista etico e morale così degradante
Voi siete gli artefici, voi rappresentate questo percorso, che è
quello che esce fuori dalle intercettazioni
Anche i colleghi della maggioranza si sono dovuti vergognare di
alcune intercettazioni che sono uscite fuori perché, purtroppo, lo
spaccato è questo, cioè dal punto di vista etico e morale voi avete
e state rappresentando una Sicilia che è veramente mortificante, è
una Sicilia che non vogliamo, che non vogliono i giovani che se ne
stanno andando, che non vogliono le piccole aziende agricole
zootecniche abbandonate, le piccole aziende artigiane, non vogliono
gli anziani che sono sempre più soli. Gli anziani, ebbene, nessuno
sta pensando al loro futuro, cosa faranno gli anziani quando non
riusciremo a metterli in condizione di poter essere accuditi? Non
esiste una politica né per i giovani, né per gli anziani, né per i
meno giovani, né per il trasporto pubblico Avete distrutto il
trasporto pubblico, in pochissimi anni, con gli uomini che avete
nominato all'AST, l'avete distrutto Avete preso le risorse del
Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, dell'FSC, e le avete buttate
per il Ponte che non si realizzerà mai
Noi della provincia di Ragusa ci siamo viste tolte le risorse
della Siracusa-Gela, tratto fino a Modica, per 350 milioni di euro
e senza aver messo una lira La nostra Regione siciliana parla del
Ponte e poi per andare da Modica fino a Trapani e viceversa si può
rivolgere solamente alle preghiere del Signore
Ma qual è la Sicilia che state lasciando dopo otto anni di
Governo? Avete utilizzato le risorse dell'FSC per pagare le spese
dell'immondizia, dei rifiuti che dobbiamo portare fuori all'estero,
per decine e decine di milioni di euro. Le risorse che servivano
per gli investimenti invece le stiamo utilizzando per i rifiuti
C'è una Sicilia che è veramente morta. La sfiducia, come ha detto
bene l'onorevole Chinnici, potrà non passare, anzi non passerà, non
ci crediamo noi a questo scatto di orgoglio dei colleghi ma,
guardate, che per fortuna la sfiducia ormai si sta alimentando,
giorno dopo giorno, nelle strade, non potete prendere più in giro i
siciliani con la storia del Pil. Dipende ora tutto da noi, ovvio.
Manca solo un tassello a quella sfiducia e i guai che avete
combinato in queste due legislature, ora dobbiamo essere in grado
di presentare l'alternativa ma non la perderemo questa occasione,
non vi convincete che non riusciremo a presentarla questa
opportunità ai siciliani.
Voi veramente meritate la chiusura di questa esperienza, questo
gruppo di potere che ha governato la Sicilia per troppi anni - da
una parte anche con Crocetta - si deve riposare, perché vi siete
convinti che potete fare tutto e più di tutto, a tal punto anche di
togliere quella speranza dei concorsi pubblici ai ragazzi Questo
non è possibile, vi dovete riposare e la Sicilia invece ha bisogno
veramente di una nuova governance, ha bisogno di persone che non
hanno governato questa Regione, di persone che si devono occupare
di nuovo di un progetto diverso di rilancio. Questa è la grande
opportunità a cui tutti noi saremo chiamati e siamo chiamati.
Siete riusciti, intanto, a ricompattare l'opposizione, per me è
importante quello che è successo con Cateno De Luca che si ritrova
a votare questa mozione di sfiducia, così come ha detto, perché non
costruite. E vi dico una cosa: quando penso al mio passato, e penso
dove ero e dove sono andato a finire, ma per fortuna che ho avuto
quella capacità di fare scelte diverse
Oggi, non mi ci potrei trovare, ma veramente, c'è una distanza
così immensa che non mi ci potrei trovare. E per fare cosa? Per
gestire un po' di potere, per gestire un sottogoverno, vivere con
tutto questo schifo?
Poi, per quanto riguarda la DC dovrei fare un intervento tutto a
parte perché da ex democristiano mi permetto di dire "ma povera
Democrazia Cristiana Ha subito quello che ha subito nel' 94, nel
93 con tangentopoli, ci mancava ancora questo passaggio ". Questo
passaggio Totò ce lo poteva evitare Forse era meglio, poteva
evitare di riportare il simbolo in Aula e ve lo dico, avendoglielo
detto io personalmente, l'ultima volta che l'ho visto.
Ma qual è? Una cosa, dimmela, che vi siete sposati di attività di
politica siciliana, come Democrazia Cristiana, vi state occupando
solo di un po' di gestione.
Lo dico perché l'ho detto a lui, quindi, non ho problemi; e questa
è forse ancora la più grande delusione che mi potevate regalare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
Sull'ordine dei lavori
SUNSERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente, ma siamo in discussione da un'ora e
mezza e in quest'ora e mezza il Presidente della Regione si è
alzato almeno quattro o cinque volte. Allora, per una questione di
rispetto...
ARICO', assessore per le infrastrutture e la mobilità. Solo due
volte
SUNSERI. No, no, no, Assessore Aricò, si è alzato quattro volte,
le ultime due negli ultimi due interventi
Allora, per una questione di rispetto dell'Aula, io non so,
ovviamente lei non immagino possa obbligare il Presidente della
Regione a presenziare, però credo sia una questione di rispetto nei
confronti dei deputati che hanno depositato una mozione di
sfiducia.
Sarebbe opportuno, elegante, che quanto meno rimanesse in Aula ad
ascoltare, altrimenti, le preannuncio già adesso che nel momento in
cui, il Presidente della Regione dovrà leggere o parlare all'Aula,
io mi alzerò dall'Aula, abbandonerò l'Aula, chiedendo che venga
fatta informativa scritta tramite mail perché non sarà mio
interesse ascoltarlo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
GILISTRO. Sospenda, Presidente.
PRESIDENTE. Nel frattempo stiamo contattando il Presidente
Schifani, perché sicuramente sarà fuori per cose importanti.
Riprende il seguito della discussione della mozione n. 322
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Mandiamo subito
una missiva urgente al Presidente della Regione, oggi stiamo
parlando di lui, tutti i siciliani stanno parlando del Presidente
della Regione, ed è stucchevole come in questa seduta, in questo
momento, non ci sia il Presidente della Regione.
Io, guardate, sono in crisi, io stesso, ieri sera quando stavo
lavorando per mettere assieme le carte nella gestione di questa
discussione, ho avuto delle serie difficoltà.
Ecco qua il Presidente della Regione, grazie Presidente.
Ho avuto serie difficoltà a mettere assieme tutto quello che è
successo in questi tre anni, tra promesse mancate, tra errori, tra
scandali, inchieste, tra quello che sta succedendo tra i partiti
politici che hanno sostenuto il Presidente della Regione, su quello
che stanno determinando i silenzi del Presidente della Regione.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
Guardate, ricordo che all'inizio della legislatura ero lì seduto,
piccolo, piccolo, e vedevo i componenti della maggioranza, tronfi,
compreso il Presidente della Regione, pieni, si sentivano forti, un
Presidente della Regione che io vedevo, lo ammiravo anche dal
blasone del ruolo che ha ricoperto, dal suo curriculum: ex
Presidente del Senato, più volte parlamentare e senatore di una
maggioranza di fatto, bulgara, schiacciante.
Avere dichiarato che avevano il vento in poppa, per la prima volta
lo stesso colore politico, a Roma come a Palermo, come in tante
altre comunità della Sicilia, il cosiddetto "filotto".
Ecco, pensavamo che in quelle condizioni non avremmo mai toccato
palla, eppure, Presidente della Regione, guarda un po' com'è strana
la politica, che cosa sta succedendo, che cosa è successo, quanto è
bella la politica, infatti, la maggioranza e il governo Schifani è
a pezzi, logorata da un potere che non è nelle condizioni di
gestire, i suoi riferimenti a Roma se la guardano bene di
avvantaggiare la Sicilia, un Governo nazionale a trazione nordista
e lo abbiamo visto sul tema dell'autonomia differenziata, sulla
questione dello scippo delle risorse sul Ponte sullo stretto di
Messina, sull'accentramento delle risorse sul Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza.
Sul Presidente della Regione, obiettivamente, ho difficoltà a
sintetizzare quella che è una vera e propria disfatta dal punto di
vista funzionale, amministrativo e politico che si sta
concretizzando oramai dall'inizio del suo mandato.
Guardate, questa non è solamente una sfiducia che oggi voteremo al
Presidente della Regione, è una sfiducia al centrodestra e alla
stessa idea che questa possa definirsi, una legislatura che sia mai
partita, una legislatura piatta che è andata avanti stancamente; le
uniche norme che abbiamo esitato sono di fatto le finanziarie
falcidiate a più riprese e lei sa benissimo, Presidente, a che cosa
mi riferisco. Segni di vita pari a zero e questa non è solamente
una sua responsabilità, è anche una responsabilità dei partiti di
centrodestra che hanno fatto zero proposte, zero iniziative In
sostanza, non l'hanno aiutata affatto a tentare di raggiungere un
solo obiettivo per la nostra Regione.
Ebbene lei, invece, è stato bravissimo a tentare sempre, e
continuamente, a mettere il rossetto al maiale, dico io. A tentare,
ecco, di nascondere, con operazioni di propaganda, gli obiettivi
che non si sono mai raggiunti. Lo vediamo anche dai...basta
scorrere i suoi comunicati stampa, anche gli ultimi.
L'autocelebrazione sul premio all'ambiente; 120 mila euro per
autocelebrarsi sul tema degli inceneritori; parlando del taglio
alla sanità, definendola come una modalità equa di dare risposta ai
territori. Ecco, non avendo alcun riscontro, di esser passato sopra
alla testa dei territori. Sul tema della solidarietà ha detto che
non avrebbe lasciato nessuno indietro, e lo stiamo vedendo
Sull'emergenza abitativa ha annunciato, ha promesso ogni cosa sin
dall'inizio di questa legislatura. La rigenerazione della pubblica
amministrazione, mentre la gente scappa dall'impiego regionale.
Le riforme: i consorzi di bonifica, le IPAB, i dirigenti i
forestali.
Avrebbe risolto le emergenze: la sanità, i rifiuti, il dissesto. A
queste emergenze ha aggiunto la siccità, e sappiamo benissimo che
nelle emergenze si annida il malaffare, si annida il losco
Avrebbe risolto i problemi dei comuni che sono abbandonati a loro
stessi. Avrebbe risolto il problema dell'insularità, salvo mettere
poi un trenino, due volte l'anno, che ci mette 24 ore per
raggiungere un pezzo all'altro dell'Italia. Questa è una vera e
propria offesa ai siciliani
Ma poi, ancora in pompa magna, avete rappresentato la questione
della fiscalità di vantaggio. Presidente Schifani, che fine ha
fatto questa fiscalità di vantaggio che ci ha detto avere
concordato con il Governo nazionale? Che tipologia di vantaggi sta
portando alla Sicilia? Ci ha detto, e comunicati stampa hanno
lanciato su un avanzo di amministrazione di oltre 2 miliardi. In
questa finanziaria, di avanzo non se ne vede. Si confronti con
l'assessore all'economia
Qui stiamo parlando di promesse mancate, stiamo parlando di
propaganda, stiamo parlando di cose che hanno sfiorato il ridicolo.
Lei è andato ad inaugurare un pontile di 20 metri a Mondello, lei è
andato ad inaugurare una bretella che attendeva trent'anni,
trent'anni di essere inaugurata
Presidente della Regione, vediamo di essere ragionevoli rispetto a
quello che è il percorso serio che dovrebbe portare avanti un
Presidente della Regione. Io oggi le pongo alcune domande nette,
alle quali io chiedo delle risposte ferme da parte sua. Lei si deve
palesare, e non si deve trincerare. Le domande sono se è vero che
questa situazione di spartizione della sanità è marcia. E, pur
nella sua consapevolezza, ha continuato a dare incarichi ad alcuni
manager della Sanità? Se non c'è controllo? Ce lo dice la Corte dei
Conti, ce lo dicono le norme sulla trasparenza che vengono mancate
sulle quali noi proponiamo un'agenzia per i controlli, dal punto di
vista della gestione sanitaria. Se sul PNRR la situazione è
drammatica e siamo a percentuali ridicole, e sulla quarta revisione
stiamo perdendo risorse. E sulle riforme, Presidente, a che punto
siamo? Se c'è uno scollamento tra Parlamento e Governo?
E se poi, Presidente della Regione, la sua presenza qui non può
che essere un fatto eccezionale. Noi rappresentiamo i siciliani, e
i siciliani meritano di confrontarsi con il Presidente della
Regione. Poco ci importa se lei va a Roma, se lei va a Bruxelles.
Quando ci sono le sedute del Parlamento siciliano, il Presidente
della Regione deve venire qui
Allora io la sfido, Presidente della Regione. Lei mi risponda, al
cinquanta per cento delle domande che io ho fatto, con compiutezza
e io sono il primo a ritirare la firma su questa mozione di
sfiducia. Diversamente, Presidente, lei a questo punto deve
prendere consapevolezza che non può attaccarsi alla poltrona. Si
dimetta e dia una prospettiva, e dia un futuro a questa nostra
Regione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Dopo
l'onorevole Gilistro, gli onorevoli Leanza, Marano e Safina.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori non
saprei cosa dire, Presidente. È stato detto di tutto oggi. È stato
detto di tutto e di più su quello che questo Governo è e dove
questo Governo ha fallito, per cui potrei rischiare di essere
ripetitivo. Colleghi, per cortesia, un attimo di silenzio.
Allora, Presidente, volevo dirle questo, senza bisogno di andare a
cercare statistiche particolari. Il Sole 24 Ore è stato impietoso,
impietoso Non l'abbiamo fatta noi la classifica, Il Sole 24 Ore
non fa parte dell'opposizione, Assessore Dagnino, guardi cosa c'è
scritto qua: 106mo posto per la città di Siracusa. In Sicilia,
106mo posto su 107 E la città di Siracusa - e la maggior parte
delle città siciliane - sono agli ultimi posti in novanta
indicatori.
Allora dobbiamo interrogarci, dobbiamo essere seri e capire se
veramente questo Governo ha fatto il passo in avanti. Cioè, Il Sole
24 Ore, in questo momento, va querelato, va querelato Perché se Il
Sole 24 Ore dice queste bugie, va querelato. Perché vuol dire che
queste sono falsità. Se non sono falsità, dobbiamo interrogarci
Ma mi fermo e mi soffermo, Presidente Schifani - la prego, mi
ascolti, perché questa è una cosa che la tocca personalmente,
Presidente, assessore Dagnino, assessore Faraoni. In questi giorni,
nel mio studio, sono arrivati pazienti con problemi molto seri dei
disturbi del neurosviluppo. Mi hanno raccontato la loro storia.
Questa loro storia è registrata, praticamente. Gliela farò
ascoltare, perché sono le voci delle mamme, dei papà di questi
bambini, sono registrate in questo cellulare, in questo telefono. E
capirà il perché, poi, tutti quanti proviamo indignazione per
quello che accade in questo momento, per la sanità siciliana.
Bambina di 13 mesi visitata per un sospetto di spettro autistico,
viene visitata e viene richiamata dopo otto mesi alla seconda
visita e se non vanno i genitori a chiedere la seconda visita, non
è stata mai richiamata. Lo sa quando hanno dato, assessore, la
prima terapia per un bambino dello spettro autistico dove lei sa
che, praticamente, la diagnosi precoce e la terapia precoce sono
fondamentali? Otto mesi dopo dalla diagnosi, che è avvenuta sette
mesi dopo dalla prima visita
Questo è indegno per la sanità siciliana Ma soprattutto mi
soffermo perché non è solo l'aspetto autistico. L'ADHD e le
problematiche del neurosviluppo noi le conosciamo tutti, gli
hikikomori, il ritiro sociale E cosa fa questo Governo? Non
vediamo niente
Ho presentato, assessore Dagnino, un emendamento che è stato fatto
non per il deputato Gilistro, ma per il Governo. Un emendamento che
riguarda il finanziamento di una campagna di pubblicità progresso
importantissima per il riconoscimento da parte di genitori, di
insegnanti, di pediatri, di medici dei segnali precoci, dei segnali
precoci per tutte le malattie del neurosviluppo e questo Governo la
ignora. Parliamo di briciole, che potrebbero far risparmiare a
questo Governo decine di milioni, cento volte di più. E questo
emendamento non viene né guardato, né considerato, viene
assolutamente ignorato
Ora lo ripresenterò, e vediamo. Presidente Schifani, lei ha detto
sempre che ha a cuore questi bambini. Io il rimorso di coscienza ce
l'ho, perché sto prestando fedeltà al mio giuramento di Ippocrate.
Vorrei che lo faceste anche voi.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente oggi
possiamo avere in Aula il Presidente Schifani dopo mesi e mesi che
chiediamo la presenza in Aula semplicemente per parlare dei
problemi che attanagliano quest'Isola, e finalmente, oggi, con
questa mozione di sfiducia abbiamo la possibilità di dire qualcosa.
Quello che sta succedendo in questi mesi in questa Terra è davvero
grave, e il fatto che ogni giorno ci ritroviamo, non ogni giorno,
molto spesso ci ritroviamo spiattellati sulla stampa con esponenti
politici e burocrati che fanno parte di un sistema che sembra quasi
un comitato d'affari in quella che è la gestione della cosa
pubblica, è davvero avvilente. Lo è per noi che siamo in questo
Parlamento e lo è di certo per i siciliani, i siciliani che devono
subire tutto ciò e che perdono ogni giorno la fiducia nelle
istituzioni, perché purtroppo ormai è evidente, la partecipazione
si abbassa ogni giorno di più, i cittadini sono seriamente
sfiduciati. Sono sfiduciati perché chiaramente i numeri sono
allarmanti rispetto agli indagati nell'ambito di procedimenti che
riguardano gestione di appalti, nomine pubbliche, scambio politico
amministrativo, se ne contano circa 250 dal 2020 al 2025.
E' scandaloso, ed è scandaloso avere una Sicilia che è su due
livelli, viaggia su due livelli: da una parte i siciliani che non
possono curarsi, che ricevono referti istologici in ritardo, che
devono accedere al credito, quindi farsi prestiti per poter
accedere alle cure, e dall'altra parte - sì Assessore, si fanno i
prestiti i siciliani per potere accedere alle cure - e nulla è
cambiato, nulla è cambiato rispetto all'inizio di questa
legislatura, così e non è cambiato nulla dall'inizio della scorsa
legislatura, in cui quelli che governavate siete sempre gli stessi,
perché le liste d'attesa sono sempre lì, le attese dei pronto
soccorso sono sempre le stesse, i cittadini siciliani che vanno al
Nord per curarsi lo continuano a fare, quindi non è cambiato nulla
Una Sicilia che da una parte ha tutto ciò, vive tutto ciò e che
dall'altra parte ha esponenti come l'ex Presidente della Regione
siciliana Cuffaro, che parla di anticipare i bandi agli amici Come
devono fare i nostri giovani laureati a fermarsi qui, in
quest'Isola, se sanno già a priori che non hanno futuro? Non hanno
futuro se rimangono qui Non hanno futuro né per le loro carriere,
né per poter mettere radici e pensare a radicarsi con le loro
famiglie. Non c'è futuro Quindi io non so Presidente se lei si
rende conto di tutti i problemi che quest'Isola vive ogni giorno,
ma probabilmente sarebbe il momento di passarsi la mano sulla
coscienza e cambiare rotta in questo senso.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, colleghi, una breve divagazione. Veda,
Presidente Schifani, lei qualche settimana fa, con una lettera di
accompagnamento, ha regalato a ciascun parlamentare il codice
parlamentare edito da una nota casa editrice e io, essendo un po'
legato al mondo del diritto, ho cominciato a cercare, studiare
qualche norma e ho visto che lei le conosce, ne ha fatto tesoro
perché in quest'Aula è venuto raramente, ma è venuto e ci ha
ricordato che esiste la tagliola, limitando il dibattito
parlamentare.
Però, veda, lei dalla lettura di queste norme dei Regolamenti
parlamentari, non ha preso quella più importante: il rispetto per
le aule parlamentari, il rispetto per la democrazia che in queste
aule parlamentari trova la sua massima espressione e, io, per
questo glielo regalerò. Glielo ritornerò indietro perché, veda, non
si può accettare un regalo da chi non ha idea del significato di
quel regalo, da chi ogni giorno fa non fa ammenda dei suoi errori e
opera solo una scelta politica, che è quella dello scaricabarile.
Veda, Presidente, lei in questi tre anni dello scaricabarile ne è
stato l'emblema: la diga Trinità "l'abbiamo sversata in mare -
l'acqua che in quella diga pioveva - l'avevamo quasi chiusa, la
colpa è del dipartimento acqua". Prima era del Ministero, poi si è
scoperto che non era del Ministero, allora era del dirigente
dell'acqua, poi, oggi, scopriamo che l'acqua dalla diga Garcia non
arriva ai comuni del trapanese, la colpa è del direttore del
Consorzio di bonifica Mi scusi, Presidente, ma i cittadini hanno
eletto i burocrati o hanno eletto lei per governare la Regione
siciliana? Il popolo siciliano non elegge i burocrati, elegge noi e
a ciascuno di noi assegna un ruolo, a lei ha assegnato il ruolo di
governare questa Regione e lei non l'ha fatto
In una provincia come quella di Trapani ci sono stati morti a
causa dei ritardi nei referti istologici, ebbene anche lì lei, al
netto delle responsabilità che sono emerse in capo al dirigente
dell'Asp di Trapani, anche lì però lei se n'è lavato le mani e,
soprattutto la coscienza Non ho mai sentito proferire a lei parole
di scuse nei confronti di quelle famiglie che hanno perso i loro
cari e allora veda, Presidente, lei sicuramente oggi dirà all'esito
di quest'Aula, perché quest'Aula purtroppo, come più volte ho
detto, oramai è l'Aula dell'amichettismo, l'Aula in cui non si
governa la Sicilia per dare risposta ai siciliani, ma si governa la
Sicilia per dare risposte ai nostri accoliti, anzi, ai vostri
accoliti.
Perché, veda, mi hanno insegnato una cosa, in diritto la buona
fede è un esimente e io sono convinto, in alcuni casi, - voglio
ragionare, se vuole, anche un po' per iperbole - in alcuni casi
sono convinto anche della sua buona fede, ammetto che lei non aveva
compreso cosa c'era dietro al sistema di potere che aveva però
consentito di creare. Quello che è stato definito cuffarismo e poi
anche cuffaresimo. Però, vede, la buona fede in politica non è un
esimente, è un aggravante per chi governa
Non comprendere quello che accade sotto i nostri occhi è qualcosa
che ci deve far scoprire che non siamo adeguati a ciò cui siamo
stati chiamati e quindi, veda Presidente, lei ha mostrato tutta la
sua inadeguatezza in questi anni: a) per le bugie che ha detto a
quest'Aula sul fatto di essere un parlamentarista, b) per le bugie
che ha detto ai siciliani su tutte le questioni che dice di aver
risolto.
Guardi i dati dello SVIMEZ che lei, molto spesso, chiama a
sostegno dei successi del suo Governo, in realtà, se li leggiamo
fuori dalla propaganda rassegnano ed evidenziano come la Sicilia
faccia passi indietro, tanti giovani siciliani lasciano questa
nostra, bellissima, regione nonostante la crescita del PIL che lei
decanta, perché quella crescita del PIL è una crescita legata alla
spesa per il centodieci, quindi, il rinvigorimento dell'edilizia, è
legata la PNRR rispetto al quale, però, lo ha detto anche lei, lo
ha dovuto ammettere, il suo Governo è in ritardo
Anche lì lei ha cercato lo scaricabarile dicendo che sono i
dipartimenti che non funzionano, ma questi dipartimenti chi li
governa? Non li governano i direttori generali, li governate voi,
lei e i suoi Assessori
Tante volte ha rivendicato, per esempio, il successo delle
politiche culturali, il grande successo delle nostre aree
archeologiche, dei nostri musei, le rammento che solo gli Uffizi
fanno più visitatori di tutte le nostre aree archeologiche, di
tutti i nostri musei, non penso che sia un grande successo, che sia
qualcosa da sbandierare. Per non parlare delle campagne legate al
turismo, See Sicily: è dinanzi agli occhi di tutti il risultato a
cui ha condotto See Sicily, solo spreco di risorse, spreco di
denaro e nessun risultato effettivo, salvo aver pagato le stanze
senza che queste fossero state mai occupate da nessuno
E allora, veda Presidente, lei non dovrebbe attendere l'esito del
voto, lei farebbe bene - se, come dice, ha a cuore la sorte delle
siciliane e dei siciliani - a dimettersi prima, a cambiare il suo
intervento, quello che ha annunziato sui giornali, dicendo che "il
lavoro di Presidente della Regione è un lavoro gravoso ". E chi lo
nega? Qualcuno di noi ha mai detto che non è un lavoro gravoso?
Il problema è che non gliel'ha prescritto il medico C'è un
momento per tutto e per lei è arrivato il momento della pensione
Si pensioni da solo, non ci faccia votare la sfiducia, si dimetta,
lasci il campo a chi veramente ha a cuore le sorti della Sicilia, e
soprattutto, a chi ha una visione della Sicilia diversa, non legata
alle prebende, non legata ai favori, non legata all'appartenenza
alle caste.
Per questo farebbe bene a dimettersi e a lasciare spazio libero a
chi ha a cuore le sorti della nostra Regione
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe,
Presidente Schifani, non farò riferimenti ai fatti di cronaca,
perché già sono stati più volte citati in quest'Aula, ma più
all'aspetto politico.
Quello che è emerso in questi anni di legislatura è un fenomeno
che trova basi soprattutto in un Governo che, di fatto, non
governa.
Un Governo che amministra l'esistente, senza visione, senza una
direzione, e soprattutto, senza coraggio
Un Governo che insegue le emergenze, giorno dopo giorno, che vive
di commissariamenti e non di programmazione, che rincorre i
problemi, piuttosto che risolverli.
Infatti, già da ottobre del 2022, la Sicilia ha vissuto uno stato
di emergenza, uno dietro l'altro: incendi, alluvioni, siccità,
rifiuti
Ogni volta abbiamo una conferenza stampa, ogni volta un
commissario, ogni volta nessuna soluzione strutturale, quindi, solo
proclami
Per esempio, l'emergenza idrica. La stessa Regione, nel suo
rapporto del 2023, aveva già previsto la crisi idrica del 2024 e
ciononostante non ha fatto nulla: non abbiamo nuovi pozzi, nessuna
interconnessione delle reti, nessun piano di gestione delle dighe,
i dissalatori, poi, neanche a parlarne
Quando, poi, naturalmente la Sicilia si è prosciugata, il Governo
ha nominato l'ennesima Cabina di regia, cioè un tavolo tecnico per
parlare dell'acqua, quando, ormai, la gente era già in giro con le
taniche per doverle riempire, le nostre aziende agricole erano
costrette a chiudere.
E a tal proposito vorrei ricordare i famosi 31 progetti del PNRR,
che, invece, si sono persi.
Se parliamo di rifiuti: il piano regionale punta sugli
inceneritori come panacea di ogni emergenza. Una soluzione che non
è né rapida, né ecologica, mentre molti nostri comuni sono sommersi
dai rifiuti e/o sono costretti a spedire l'umido fuori regione a
costi elevatissimi.
Secondo Legambiente, i soldi con l'FSC, col PNRR e anche altre
centinaia di milioni erano disponibili né mancavano gli strumenti
normativi per affrontare questa tematica, per costruire impianti di
compostaggio e riciclo in Sicilia, ma è mancata, come sempre, la
volontà di snellire le procedure e pianificare seriamente l'uscita
di questa emergenza con un modello, direi, più sostenibile e
bruciare i rifiuti.
Anche lì lo stesso schema: emergenza, commissario, annunci.
Due termovalorizzatori, uno a Palermo e una a Catania, che
entreranno in funzione, forse, fra sette anni. Intanto, centinaia
di milioni di euro per l'economia circolare vengono inutilizzati.
Finalmente c'è un po'di attenzione, grazie Assessori.
Non mancano quindi le risorse, ma mancano le idee Ma la vera
emergenza, l'abbiamo sentita, è la sanità, perché lì è proprio il
luogo in cui si può veramente misurare la distanza che c'è tra le
parole e la realtà, proprio nelle nostre strutture sanitarie.
Quindi, anche lì, commissariamenti, mentre i nostri cittadini sono
costretti ad andare fuori per potersi fare curare, a causa delle
lunghe liste d'attesa e sono costretti, oppure, ad andare nel
privato, naturalmente, per chi se lo può permettere e con un
pesante costo sociale ed economico
Eppure, la Sicilia spende parecchio, pure molto pro-capite, ma
mancano medici, infermieri, mancano posti letto, interi reparti
chiudono per carenza di personale; la sanità di prossimità, poi,
manco a parlarne
E perché tutto questo stato di approssimazione? Per esempio, per
quanto riguarda la nomina dei Direttori generali della sanità,
forse, il merito viene accantonato per favorire un po' la vicinanza
politica e il risultato non può essere che un sistema sanitario
inefficiente, nonostante l'alta spesa; quindi, non è un problema di
bilancio ma è un problema di numeri, quello che bisogna vedere è
che dietro a questi numeri ci sono sempre persone e famiglie, gente
che ha bisogno di farsi curare, che è costretto a prendere anche
l'aereo per far curare i propri figli fuori
Sul piano sociale, idem; insomma, ci sono stati degli strumenti
spot, quale reddito di povertà, però finanziato e dimenticato - più
un gesto elettorale che una politica sociale.
Quindi, la Sicilia oggi, se guardiamo, appunto, i servizi, è tra
le regioni che ha i peggiori servizi pubblici d'Italia: abbiamo
parlato di sanità, ma così trasporti, infrastrutture, le strade
interne cadono a pezzi, la rete ferroviaria è indietro di decenni,
le Isole minori restano isolate.
Vorrei parlare di tasso di abbandono scolastico che non ne ha
parlato nessuno: oggi, con i dati, è il più alto d'Europa, c'è una
gioventù scoraggiata, abbandonata, il 35% dei siciliani è a rischio
povertà o esclusione sociale - uno su tre - ma a noi pare che chi
governa viva in un altro mondo, dove pensa a nomine, propagande,
zero visione E la Sicilia non merita tutto questo I nostri
giovani, ogni anno - tra i quindicimila e ventimila giovani - sono
costretti ad andare al Nord o, addirittura, all'estero in cerca di
lavoro e di opportunità; le persone vanno via dalla Sicilia e vanno
via ormai anche i genitori, non vogliono più far nascere i propri
figli.
Quindi, diciamo che manca una visione, manca un'idea di Sicilia,
manca la consapevolezza che governare non è soltanto andare dietro
l'emergenza ma occorre costruire un futuro e, quindi, la nostra
Terra non può essere condannata all'immobilismo di questo Governo
La Sicilia è piena di energie, di giovani, di donne che hanno
bisogno di trovare la propria strada e di vivere nella propria
Terra, quindi, questo, credo che tutto ciò non si potrà avere fino
a quando chi guida questa Regione continuerà a governare con le
toppe, mentre fuori da quest'Aula la gente aspetta risposte.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi discutiamo,
anche se il Presidente è andato via, non è in Aula, discutiamo la
mozione di sfiducia al Governo Schifani che qualcuno ha definito
come "inutile", bene, se sarà utile o meno lo deciderà quest'Aula,
assumendosene una responsabilità politica chiara; ma è un atto
dovuto, innanzitutto, questa mozione di sfiducia perché questo
Governo non si è distinto per le riforme - io non ricordo un atto
degno di nota, da parte di questo Governo, da quando è iniziata la
Legislatura - però noi ricordiamo benissimo gli scandali, le
tensioni interne e, soprattutto, le logiche di potere che non hanno
niente a che vedere con l'interesse pubblico.
È un atto dovuto perché il Presidente Schifani non ha avuto
coraggio: il coraggio di azzerare tutto e ricominciare, nemmeno
dinanzi agli scandali e allo scandalo degli esami istologici in
ritardo e, da ultimo, in occasione - appunto - dell'ultimo
scandalo, ha pensato di rimuovere gli assessori vicini a Cuffaro,
come se cambiare qualche casella avesse potuto risolvere una
situazione disastrosa.
Ecco, vogliamo dire al Presidente Schifani che il "cuffarismo" è
entrato nel DNA del suo Governo, "cuffarismo" inteso come metodo
politico, basato sulle clientele, sull'appartenenza politica e
sulla fedeltà politica che è capace di contaminare settori interi,
strategici, dell'Amministrazione regionale.
Per questo avevamo chiesto l'azzeramento di tutto, della Giunta,
dei Direttori generali in sanità e dei nominati negli enti e nelle
partecipate e, invece, qualche "cuffariano" ancora è rimasto al suo
posto; allora, io mi chiedo se ci fosse qui il Presidente Schifani,
gli chiederei: perché due pesi e due misure? E, ancora, il
Presidente Schifani ripete spesso che in Sicilia va tutto a gonfie
vele e allora io pongo una domanda semplice, ma va tutto bene per
chi? Forse per le lobby che si sentono tutelate da questo Governo o
per certi gruppi di interesse che sebbene erogano servizi pessimi
continuano a spadroneggiare, come se fossero in regime di
monopolio, o per la sanità privata che, spolpata quella pubblica,
continua ad avere introiti esponenziali.
Certamente non va bene per i precari, non va bene per i
sussidiati, non va bene per le famiglie dei quartieri dimenticati
dove i giovani, non avendo alternative, finiscono nello spazio
degli stupefacenti ed è per questo che avremmo voluto vedere un
Governo che volava a Roma a chiedere maggiori risorse per il tempo
pieno, perché stiamo vivendo una vera e propria emergenza sociale e
di tutto questo, questo Governo, ha dimenticato tutto; però, il
Presidente Schifani esulta dinanzi ad un lieve aumento del tasso
di occupazione che è dovuto, secondo il rapporto Svimez, non tanto
alla vivacità del mercato del lavoro, quanto piuttosto a certe
dinamiche demografiche, infatti il tasso di occupazione va
calcolato rispetto al numero dei lavoratori, rispetto ai residenti.
Ebbene tra il 2022 e il 2024 e, quindi, durante il Governo
Schifani più di 44 mila giovani hanno lasciato la Sicilia, e lo
sapete perché hanno lasciato la Sicilia? Perché questa è una terra
che è dominata dalle raccomandazioni, è dominata dai dinosauri che
gestiscono e non lasciano spazio alcuno e, quindi, i giovani hanno
perso la speranza, per questo vanno via.
E ancora, problemi di ogni tipo, a cominciare dai trasporti
marittimi: noi da anni denunciamo un sistema opaco, un sistema che
ha prodotto servizi inefficienti e certamente non innovativi e
l'ultima inchiesta, quella sulla Liberty Lines, ci fa dire,
purtroppo, che avevamo ragione. E, ancora, le concessioni
demaniali: la più famosa l'Italo-Belga, ancora dalla relazione
della Commissione regionale Antimafia emerge un sistema opaco
anche lì, un sistema fatto di omissioni, di assenza di controlli e,
purtroppo, di infiltrazioni mafiose. E le inchieste sulla sanità,
finanche l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha bloccato le gare
perché c'è una violazione del Codice degli appalti e consulenze
illegittime.
Su tutto questo, naturalmente, sarà la Magistratura ad esprimersi,
ma la politica, la politica non può attendere la Magistratura, la
politica deve arrivare prima: è per tutto questo che noi
naturalmente voteremo a favore della mozione di sfiducia e
chiederemo a tutti i colleghi di mettere la faccia e di votarla
questa mozione di sfiducia
In fondo ci sono dei ragazzi, bene noi vogliamo che questi ragazzi
riabbiano quella speranza, riabbiano quelle opportunità e non
vogliamo più avere una Sicilia dominata dalle raccomandazioni e dai
dinosauri. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
Seguiranno gli onorevoli Sunseri, Varrica, Venezia, De Luca e Di
Paola.
SPADA. Grazie, Signor Presidente. Noi, oggi, siamo tutti qui per
smascherare finalmente quello che è stato un Governo senz'anima e
anche quest'oggi il presidente Schifani ha deciso di non essere
presente durante tutti gli interventi.
Nonostante i pochi minuti, che dovrò anche cedere al collega
Venezia, voglio fare alcuni passaggi che segnano i motivi profondi
per cui, oggi, il Presidente Schifani merita la votazione di questa
mozione di sfiducia e la maggior parte di queste motivazioni sono
legate a quella che è stata la gestione della sanità all'interno
della nostra Regione.
Guardi, Signor Presidente, noi, oggi, siamo in una Regione in cui
i nostri giovani, i giovani laureati, chi si è formato, chi ha
studiato, chi ha investito soldi con i sacrifici, anche delle
famiglie che hanno mantenuto questi ragazzi, provano ad introdursi
nel mondo del lavoro nella Pubblica Amministrazione, molto spesso
partecipando a dei concorsi.
Anche all'interno dell'Asp notiamo come, spesso, questi concorsi
vengano manomessi in corso d'opera per favorire, magari, qualcuno.
E dico questo perché, non ultimo, il concorso che ha riguardato
l'Asp di Catania, aveva previsto l'assunzione di una quarantina di
giovani laureati e, in corso d'opera, hanno avuto cambiato il
programma di come si doveva disputare questo concorso
Inizialmente, era stato detto loro: ragazzi studiate su questi
argomenti, ci saranno delle prove che riguarderanno alcune materie
specifiche e dopo mesi di interventi questi ragazzi, a dieci
giorni dall'esame, si sono trovati, invece, cambiato il programma e
a loro è stato detto, semplicemente, ragazzi preparate un tema a
piacere, avrete un foglio e questa sarà la vostra prova scritta che
valuteremo in maniera discrezionale . Ecco, tra qualche giorno, si
svolgerà questa prova non all'Asp di Catania, si svolgerà a
Caltanissetta.
Questo sarà l'ennesimo schiaffo nei confronti di tanti giovani che
pensano che anche in questa Regione ci possa essere un processo di
meritocrazia nella selezione dei nostri funzionari e di coloro i
quali si troveranno, in qualche modo, a dovere affrontare quelle
insidie che riconosceranno poi l'ingresso di questi ragazzi nel
mondo del lavoro.
E chiudo, Signor Presidente, con un'ultima fattispecie che
riguarda la sanità e mi dispiace che, per l'ennesima volta,
l'Assessore non sia presente qui in Aula perché l'Assessore di rado
non solo viene in Aula quando ci sono questioni che interessano la
sanità ma quando deve essere presente si allontana pure.
Oggi, è accaduto un fatto increscioso e quello che è accaduto oggi
penso sia l'esempio lampante del sistema sanitario che in Sicilia
non funziona e che dovrebbe essere commissariato. Oggi è morto un
ragazzo trentenne, è morto per un infarto. L'ambulanza è arrivata
sul posto nell'arco dei dieci minuti, quindi il problema di fondo
non è stato l'intervento tempestivo. Quello che, però, è accaduto
oggi è stato non avere una risposta da parte di chi, in quel
momento, provava a cercare aiuto e che ha pensato di chiamare il
118.
Oggi, in Sicilia, chiamando il 118 c'è il rischio che non risponda
nessuno ed è questo il motivo per cui noi, oggi, dovremmo votare
questa mozione di sfiducia.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Grazie, Signor Presidente. Io per rispetto dell'Aula e
dei siciliani non intendo intervenire fin quando non sarà presente
il Presidente della Regione siciliana in Aula, perché lo ritengo un
atto doveroso, di rispetto, nei confronti dei deputati che sono qui
e hanno presentato la mozione di sfiducia e qualora non dovesse
rientrare prima della fine del tempo, mi riserverò - ove mi
interessasse - di leggere la sua risposta nel resoconto
stenografico.
PRESIDENTE. Il Presidente è rientrato. Prego, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Grazie, Presidente, grazie Presidente Schifani, onorevoli
colleghi.
Veda Presidente, io oggi potrei elencare tutta una serie di cose
che in questa Regione - ahinoi - purtroppo non funzionano, potrei
elencarle la mancata spesa del PNRR, il 30 per cento, salvo poi
leggere un suo comunicato in cui attacca i dirigenti generali e
dice loro di sbrigarsi nella spesa, potrei parlare di tutti i fondi
comunitari - la spesa ferma al 7 per cento del FESR e dell'FSC,
potrei parlarle delle 200 mila prestazioni prenotate e le liste di
attesa ancora ad oggi bloccate, dei pronto soccorso che non
funzionano - salvo il caso che, purtroppo, l'ha vista coinvolta,
che l'ha vista entrare e uscire dal pronto soccorso in appena
trenta minuti, con un codice verde, cose mai viste neanche in
Trentino Alto Adige - potrei parlarle della dispersione delle
nostre reti idriche, potrei parlare dell'assenza di visione, della
mancanza di riforme, potrei elencare un'infinità di cose che non
funzionano nella nostra Regione, ma c'è una domanda che, da qualche
giorno - e ringrazio l'assessore Faraoni che sta per entrare in
Aula - insidia la mia mente. Ma che ci faceva l'allora Direttore
generale dell'Asp 6 di Palermo a casa di Totò Cuffaro? La domanda
è: mentre io da deputato aspettavo settimane per incontrarla e
chiederle della risonanza magnetica di Termini Imerese che, a
distanza di dieci anni, ancora non è stata installata dall'ospedale
di Corleone, dall'ospedale di Petralia e per avere un appuntamento
impiegavo due-tre settimane, nelle intercettazioni viene fuori che
era a casa di Cuffaro a parlare di concorsi: l'assessore che era
allora direttore generale dell'Asp 6 di Palermo, oggi assessore
regionale. Gliel'ha chiesto, Presidente della Regione, cosa ci
facesse?
Ecco, veda, in questi giorni io ho chiesto a chi mi segue, a chi
mi dà ancora fiducia con i loro voti, ma soprattutto a chi crede
che esista una politica diversa, cosa avrei dovuto dire oggi qui
alla sua presenza guardandola negli occhi, Presidente, e non le
nascondo che ho letto tanta tristezza, amarezza, ma non tanto per
l'azione di Governo, quanto per la credibilità che questa Regione,
purtroppo, perde giorno dopo un giorno a causa di tutto quello che
sta venendo fuori dalle indagini della Magistratura. E una cosa mi
ha fatto molto male: tanta rassegnazione.
Molti pensano che questa terra sia ormai irredimibile, una di
quelle cose che probabilmente fa male più di qualsiasi peggior
risultato elettorale o percentuali bassissime di partecipazione al
voto, ma ieri un amico mi ha ricordato una frase del giudice
Livatino che diceva che quando moriremo non ci chiederanno se siamo
stati o quanto siamo stati credenti, ci chiederanno quanto siamo
stati credibili.
Io oggi le voglio fare una domanda Presidente della Regione.
Secondo lei, il suo Governo oggi, dopo tutto quello che è successo,
quanto è ancora credibile?
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Varrica
Ha chiesto poi di intervenire l'onorevole Venezia e abbiamo
concluso con gli interventi del Partito Democratico.
C'è quindi l'ultimo intervento dell'onorevole Di Paola e, infine,
l'onorevole De Luca.
VENEZIA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
del Governo, Presidente Schifani.
Al di là dell'esito numerico, che noi già sapevamo essere
scontato, crediamo che questa mozione di sfiducia segna ormai il
tramonto di una stagione politica caratterizzata dalla
militarizzazione del potere e da una gestione della spesa pubblica
piegata ad interessi particolaristici e clientelari.
Sarebbe troppo facile richiamare, come d'altronde è già stato
fatto in questa sede, le inchieste giudiziarie dell'ultimo anno che
hanno travolto il suo Governo.
Salvador de Madariaga, un intellettuale della rivoluzione spagnola
diceva, Presidente Schifani, che "governare non è asfaltare,
governare non è solo realizzare un'azione di Governo, attraverso
segni tangibili e concreti, governare significa anche incidere
sulla dimensione immateriale": e la dimensione immateriale, non può
che partire dai valori, dai principi che devono ispirare l'etica
pubblica e che vediamo ogni giorno compromessi dall'azione del suo
Governo.
Le carte giudiziarie le lasciamo ad altre istituzioni, ma le
stesse carte, purtroppo, si prestano ad essere utilizzate come
fonti per una indagine di natura antropologica del sistema politico
siciliano, che governa questa terra, un sistema politico che non
mette al centro il bene comune ma che è frutto di interessi, che
molto spesso, oltrevalicano il confine della legalità, una gestione
padronale e feudale che vorrebbe porsi al di sopra delle leggi.
Si è tornato a discutere di "cuffarismo", come metodo di potere e
come degenerazione del più becero clientelismo, ma è opportuno
rimarcare anche in quest'Aula che il cuffarismo non riguarda solo
la DC, il cuffarismo si è eretto a metodo di Governo di molti
esponenti che siedono in questo Governo e in quest'Aula, e che
affollano la sua maggioranza tanto nelle sedi istituzionali quanto
nei corridoi degli assessorati.
Ma il fallimento del suo Governo - è bene precisarlo - non deriva
solo dallo scandire delle inchieste giudiziarie ma dall'assoluta
incapacità di gestire l'ordinario e di fare una programmazione di
ampio respiro.
Nel suo discorso di insediamento ha parlato di avviare una
proficua stagione di riforme e di un'attenzione particolare verso
l'approccio parlamentarista del Governo e della sua persona - cosa
che non è minimamente avvenuta - nessuna riforma, è sua la totale
assenza nei dibattiti parlamentari più importanti e significativi
che hanno coinvolto quest'Aula.
Presidente Schifani, lei ha fallito in molti ambiti dell'azione
del suo Governo, ha fallito nella sanità, perché l'ha fatta
diventare strumento di potere e bottino di guerra da dividere ai
suoi sodali della maggioranza, mentre centinaia di migliaia di
cittadini attendono, un anno, un anno e mezzo per avere una visita
o sono costretti a mettere le mani nel portafoglio per potersi
curare.
Presidente Schifani, lei ha fallito nella spesa dei fondi extra
regionali; su 15 miliardi del PNRR, ne sono stati spesi appena 6
miliardi, e sono questi soldi, che hanno creato una congiuntura
economica favorevole che ha consentito alla Regione, di avere
risorse aggiuntive in termini di entrate tributarie.
La programmazione 2021-2027, è stata avviata da quattro anni, ma
ancora sono state impegnate poche decine di milioni di euro; sei
miliardi ottocento milioni di euro del fondo sviluppo e coesione
sono in gran parte bloccati, pochissimi gli impegni giuridicamente
vincolanti, per mettere in moto e calare nei territori centinaia di
milioni di euro di risorse importanti.
Lei ha fallito nella lotta alle diseguaglianze sociali: in questi
anni la povertà è aumentata anche in Sicilia, seicentocinquantamila
siciliani vivono sotto la soglia della povertà, trentamila vivono
l'emergenza abitativa e poco e niente è stato fatto se non misure
slogan.
Lei ha fallito nella gestione dell'emergenza idrica,
sottovalutando gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici, che
attanagliano la Sicilia e che non sono stati affrontati
adeguatamente, nessuna riforma di rilievo approvata, nessuna azione
di Governo di lungo respiro, povertà di idee, incapacità di...
PRESIDENTE. Onorevole Venezia
VENEZIA. ...programmazione e nessuna capacità di tenere nemmeno la
sua stessa maggioranza...
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, un minuto in più.
VENEZIA. ...e per queste ragioni, noi le chiediamo di fare un
passo indietro, mettendo fine a questa triste agonia, lo faccia per
il bene della Sicilia e per il bene dei siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia. È iscritto a parlare
l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi.
Presidente noi oggi, come opposizioni, presentiamo la mozione di
sfiducia al Presidente Schifani. L'abbiamo firmata, verrà votata.
Però, Presidente, c'è un fatto. È la sua stessa maggioranza,
Presidente Schifani, che l'ha già sfiduciata Presidente Schifani,
sono le stesse forze politiche che la supportano, che l'hanno già
sfiduciata Salvini ha dichiarato che pensa già ad un altro
Presidente della Regione, l'onorevole Sudano. Forza Italia, ogni
giorno, l'attacca puntualmente perché non la vuole come Presidente
della Regione
Cuffaro, all'interno delle intercettazioni, nel frattempo che lei
partecipava alle feste dell'amicizia assieme a Durigon, pensava
alla sua candidatura, Presidente Schifani, alla candidatura di
Cuffaro
E, colleghi, che dire di Fratelli d'Italia? Anche loro, forza
politica che sostiene questo Governo, ma che di fatto stava
pensando e sta pensando ad un altro Presidente della Regione.
Presidente Schifani, l'hanno già sfiduciata L'hanno già
sfiduciata L'ha sfiduciata la sua maggioranza che in Aula, in
questi anni, ha affossato le sue misure
La legge sui consorzi di bonifica, affossata La legge sui salva
ineleggibili , affossata La legge sulle elezioni dirette delle
Province, suo cavallo di battaglia durante la campagna elettorale,
affossata dalla sua stessa maggioranza
Presidente Schifani, lei è già sfiduciato Se ne faccia una
ragione, Presidente E allora abbia un sussulto d'orgoglio, in
questa seduta d'Aula: oggi, Presidente Schifani, anziché leggere il
documento che si è preparato - perché si è preparato un documento,
elogiando quello che ha fatto il suo Governo regionale - oggi, si
dimetta Presidente Schifani, si dimetta oggi e così verrà
ricordato Si dimetta, perché altrimenti, Presidente Schifani, se
lei oggi non dovesse dimettersi, verrà ricordato perché l'11
ottobre, nel frattempo che c'era il funerale di Maria Cristina
Gallo a Mazara del Vallo, lei era a Galati Mamertino al Festival
del giornalismo enogastronomico.
Presidente Schifani, per cosa verrà ricordato? Verrà ricordato per
i pernotti a seicento euro, nel frattempo che i siciliani sono
affamati? Presidente Schifani, per cosa verrà ricordato? Che nel
frattempo che non arriva l'acqua in moltissime zone della Sicilia
lei si fa fotografare davanti a un dissalatore che ancora nemmeno
funziona, nel frattempo che beve un bicchiere d'acqua?
Presidente Schifani, si dimetta Si dimetta, Presidente Schifani,
perché i siciliani l'hanno già sfiduciata L'hanno già sfiduciata
centottantamila giovani che sono andati via dalla Sicilia in questi
dieci anni, l'hanno sfiduciata i duecentomila siciliani che
attendono un esame nella sanità pubblica. E, Presidente, la sfido a
dirmi quale altra regione d'Italia ha nominato un assessore alla
sanità, che prima faceva il manager nell'Asp più grande della
Regione siciliana, l'Asp di Palermo La sfido, Presidente della
Regione. In quale altra regione è accaduto un fatto del genere? E
sorrida, Presidente della Regione, Presidente Schifani, sorrida.
Nel frattempo l'Asp di Palermo per nove mesi, l'Asp più grande
della Sicilia, è rimasta senza manager. Per nove mesi
Presidente Schifani, sulla Sanità lei e il suo predecessore
Musumeci avete la piena totalità del disastro della sanità
pubblica, perché siete voi che avete fatto le nomine dei manager
delle Asp Siete stati voi, Presidente Schifani, e non altre forze
politiche È lei che ha nominato il manager dell'Asp di Trapani, è
lei che ha nominato il manager dell'Asp di Siracusa E non si
nasconda, Presidente Schifani
Lei oggi è qui, ha regalato a tutti noi, a tutti i settanta
parlamentari - l'ha ricordato qualche altro collega - ha regalato
un libriccino sul codice del parlamentare, lei che, a inizio
legislatura, ha detto che era un parlamentare convinto, lei qui ha
fatto questa dichiarazione, Presidente Schifani: Sarò un
parlamentare convinto .
E io, ascoltando dagli scranni con molti colleghi e, finalmente,
dopo avere avuto tanti Presidenti che si sono chiusi nel loro
palazzo, tanti Presidenti ed ex Presidenti che oggi, ancora, si
ergono a moralizzatori, io ho ascoltato le dichiarazioni di
Musumeci. Musumeci, che sembra un governatore di centrodestra;
Musumeci, Presidente Schifani, che non la voleva Presidente della
Regione, che ha fatto il moralizzatore all'esterno come se non
fosse stato Presidente della Regione
Ora, è possibile mai che noi - e questo è l'appello che rivolgo a
tutti i colleghi parlamentari - è possibile mai che noi scegliamo
sempre Presidenti che si staccano dall'Assemblea regionale
siciliana? È possibile mai che noi scegliamo Presidenti della
Regione che poi si voltano dall'altra parte e dicono: Ma cosa è
successo? Non è colpa mia se la sanità va allo sfacelo, non è colpa
mia se questo Governo regionale è travolto dalle inchieste . Non è
mai colpa dei Presidenti della Regione, è sempre colpa di qualcun
altro
E allora, Presidente della Regione, Presidente Schifani, oggi può
fare un atto che la farà rimanere negli annali, e i siciliani la
riconosceranno per questo. Perché finalmente c'è un Presidente
della Regione che si dimette. Presidente Schifani, ci mandi al
voto Andiamo a votare, Presidente Schifani. E per andare a votare
lei deve fare un atto fondamentale che è quello di dimettersi
Le ho portato un libro, perché lei ha regalato a tutti noi
settanta parlamentari il libro sul Codice parlamentare. Io le
donerò, Presidente Schifani, e spero che lei lo leggerà nel
frattempo che avrà maggiore tempo libero, perché io sono convinto
che lei questa sera si dimetterà e non leggerà quel discorso che le
hanno preparato sul risanamento dei conti, sul fatto che ha risolto
il problema dell'acqua, che sta risolvendo il problema dei rifiuti
con gli inceneritori, e nel frattempo si dà il premio
dell'ambiente Presidente Schifani, anziché leggere quel documento
questa sera, si dimetta, e nel tempo libero, Presidente Schifani,
visto che lei ci ha consegnato il libro del Codice parlamentare, io
le consegno il libro di Piersanti Mattarella. Sa perché? Perché
leggendo questo libro, lei potrà in qualche modo capire come,
effettivamente, un Presidente della Regione si assume le sue
responsabilità. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cateno De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente del Parlamento siciliano,
Presidente della Regione siciliana, signori Assessori, colleghi
deputati, cittadini. Il 26 settembre 2022, con il 42 per cento dei
voti validi, è stato eletto a Presidente della Regione Siciliana
Renato Schifani. Il 52 per cento dei siciliani, però, non è andato
a votare.
Lei, Presidente Schifani, ha riscontrato il gradimento in suo
favore di appena il 19 per cento dei siciliani. Renato Schifani,
dunque, non è stato portato dalla cicogna alla Presidenza della
Regione Siciliana, ma è stato eletto pur se da appena un quinto del
popolo siciliano. E, per le cosiddette regole del gioco, piaccia o
non piaccia, rappresenta l'intero popolo siciliano, in quanto
democraticamente eletto.
Lei, quindi, signor Presidente Schifani, ha il diritto, il dovere
e l'obbligo di governare ed amministrare la nostra amata Sicilia,
perché così, ahimè, ha voluto appena un quinto del popolo
siciliano. Non ho usato due termini a caso: governare ed
amministrare. Perché per coloro che non hanno mai avuto l'onore e
l'onere di essere ai vertici di una istituzione pubblica, che non
hanno mai avuto sulle proprie spalle il gravoso peso della
responsabilità, neanche di un cosiddetto condominio, è doverosa una
precisazione di merito: coloro che hanno la responsabilità di
un'istituzione pubblica sanno benissimo che c'è una costante
tensione dialettica tra il profilo interno dell'esercizio
quotidiano dell'attività istituzionale, che in gergo viene definita
amministrazione, direttamente visibile a coloro che stanno
all'interno del Palazzo ed indirettamente visibile ai cosiddetti
amministrati, cioè a coloro che vivono fuori dal Palazzo; poi c'è
il profilo esterno dell'esercizio quotidiano dell'attività
istituzionale, che in gergo è il cosiddetto profilo politico di una
istituzione. Prevalentemente, è l'immagine politica dell'individuo
che incarna il ruolo istituzione, il cosiddetto "uomo-donna
istituzione".
Cosa significa governare? L'arte del governo esprime il profilo
istituzionale e strategico esterno dell'esercizio del ruolo
istituzionale, con due visuali diverse: il ruolo di essere la
guida, ed attiene più al ruolo nei confronti del resto del mondo
istituzionale come l'Europa, lo Stato e le autonomie locali: ad
esempio, la Sicilia, Stato nello Stato, con il suo Statuto di
autonomia, oramai sempre più ridotto, mi passi il termine, a carta
straccia soprattutto a causa dell'ascarismo che ha caratterizzato
coloro che hanno comandato in Sicilia ed hanno invece sculettato e
scodinzolato a Roma.
Da autonomista nel cervello e da indipendentista nel cuore, devo
sempre ricordare che lo Statuto siciliano è entrato in vigore il 10
giugno 1946, mentre la Costituzione italiana è entrata in vigore
l'1 gennaio 1948. Voglio sottolineare che il Presidente della
Regione siciliana, nella cornice costituzionale italiana, avrebbe
dovuto essere quindi un vero e proprio Capo di Stato ed in tale
veste avrebbe dovuto agire e farsi considerare dal mondo intero nel
supremo interesse del popolo siciliano, ricordando il motto
autonomista che doveva segnare l'attuazione dello Statuto speciale:
"Due nazioni in uno Stato".
L'altra visuale dell'arte del Governo significa anche essere da
guida per gli altri, cioè prendersi la responsabilità, nel rispetto
delle previsioni legislative, e quindi della discrezionalità
concessa alla valutazione politica, di individuare i propri
collaboratori che rivestono ruoli politici come gli assessori di
una Giunta o i vertici del mondo delle partecipate ed enti
cosiddetti partecipati, o i ruoli gestionali come i direttori
generali e gli altri vertici dell'amministrazione regionale
centrale e periferica. Questo è il profilo molto delicato, perché
spesso è condizionato da elementi che, pur se legittimi, creano il
cosiddetto cerchio magico, con un evidente sviamento del
perseguimento dell'interesse pubblico. In gergo, siamo di fronte
alla cosiddetta responsabilità diffusa, derivante da risultati o
non risultati dalla squadra che hai composto, o dai comportamenti o
omissioni degli uomini e donne di cui ti sei circondato.
Capita a tutti di aver scelto un elemento che ha approfittato
della pubblica funzione e ha agito a delinquere Capita a tutti di
aver scelto un elemento che si è ubriacato con la poltrona e non
svolge il proprio dovere o prevarica gli altri Mi sono permesso di
mettere in evidenza alcuni fenomeni che ho vissuto in quasi
trent'anni di amministrazione di ben cinque palazzi municipali Se
non sei schiavo condizionabile da fattori di connivenza
imbarazzanti, allora hai la libertà di reagire e di sostituire
tutto ciò che non è compatibile con il principio della buona
amministrazione, dell'onestà e dell'etica pubblica.
Questo profilo corrobora la popolare affermazione: "dimmi con chi
vai e ti dirò chi sei" oppure, altro detto popolare: "non basta
essere santo, ma bisogna anche apparire tale".
Nell'ambito di una istituzione pubblica, non è consentito al
soggetto che rappresenta il vertice, ed ha dunque il potere di
nomina e revoca, di fare lo gnorri. Non basta essere onesti, ma
bisogna agire da uomini liberi, prendendoci la responsabilità di
rimuovere le posizioni rivelatesi, a vario titolo, incompatibili,
anche in termini di credibilità dell'istituzione pubblica che si
rappresenta.
Le modalità dell'esercizio dell'arte di governo incide sulla
considerazione o la percezione che gli altri hanno dell'istituzione
pubblica che rappresentiamo. L'autorevolezza e l'autorità non sono
la stessa cosa Chi ci osserva, perché è un collaboratore a vario
titolo o è un soggetto qualsiasi, destinatario della nostra azione
istituzionale, può conformarsi ai valori o disvalori, alle
direttive, alle missioni o ai principi o alle improvvisazioni che
nell'ambito del nostro ruolo, decidiamo di mettere in atto o
rappresentare, o perché ha paura, ritenendoci autoritari, o perché
si conforma per convinzioni, ritenendoci invece autorevoli. Coloro
che stanno al tuo fianco, se hanno paura della tua autorità, ti
porteranno a sbattere perché ti diranno ciò che tu vuoi sentirti
dire, ti rappresenteranno una falsa realtà per non metterti di
cattivo muore, non ti racconteranno le cose scomode per evitare di
farti comprendere che qualche decisione è stata un fallimento Se
chi sta al tuo fianco vive della tua e nella tua autorevolezza, di
uomo giusto che può anche sbagliare in buona fede, sarà il compagno
più prezioso della tua vita perché potrà rappresentare una stella
cometa in un momento di grande difficoltà, anche se è l'usciere del
Palazzo che governi.
Presidente Schifani, lei si è mai chiesto a quale categoria
appartiene la sua Giunta e gli uomini e le donne di cui si è
circondato nei suoi Uffici di Gabinetto, o nei vertici degli uffici
e degli enti regionali, centrali e periferici? Lei preferisce
essere percepito come un uomo autorevole o un uomo autoritario?
Queste sono scelte che appartengono solo a lei, ma non può
pretendere di non pagarne le conseguenze, lei agli occhi di questo
Parlamento e del Popolo siciliano deve scegliere come intende
essere considerato Io, signor presidente Schifani, le posso solo
ricordare che il 16 luglio 2012, ricorrenza della Madonna del
Carmelo, mi sono dimesso dal Parlamento siciliano perché ero stato
rinviato a giudizio e ho capito che mi avrebbe aspettato un lungo
calvario giudiziario che mi imponeva di farmi da parte. Io, signor
presidente Schifani, le posso solo ricordare che ho subito 17
processi e due arresti e sono incensurato per non aver commesso il
fatto Io, signor presidente Schifani, le posso ricordare che la
Corte d'Appello di Messina, sei mesi fa, nel riconoscermi il
risarcimento per l'ingiusta detenzione, ha scritto una sentenza di
ben dieci pagine, affermando che Cateno De Luca è stato arrestato
perché uomo carismatico e competente, che ha generato notevoli
reazioni per la sua buona amministrazione e non per il suo tenore
di vita, sempre improntato ad umiltà, semplicità e sobrietà. Lei,
signor presidente Schifani, il 10 novembre, quando ha revocato gli
Assessori della Democrazia Cristiana, ha affermato: "Alla luce del
quadro delle indagini che sta emergendo, riguardanti l'ex
Presidente della Regione Salvatore Cuffaro, ritengo doveroso
riaffermare la necessità che il Governo regionale operi nel segno
della massima trasparenza, del rigore e della correttezza
istituzionale, principi che rappresentano il fondamento stesso
della buona amministrazione. In questa prospettiva e fino a quando
il quadro giudiziario non sarà pienamente chiarito, ritengo non
sussistano le condizioni affinché gli assessori regionali,
espressione della nuova Democrazia Cristiana, possano continuare a
svolgere il proprio incarico all'interno della Giunta regionale".
Lei, signor Presidente Schifani, il 28 novembre, quando ha
nominato, nel governo di enti regionali, rappresentanti della
Democrazia Cristiana, ha affermato: "Abbiamo mantenuto il rispetto
di impegni politicamente assunti, non vedevo il motivo per cui
avrei dovuto ritirare quelle proposte di nomina, si tratta di
impegni politici di una coalizione che comunque si è presentata
agli elettori e ha vinto elezioni, esprimendo un Presidente della
Regione".
Signor Presidente Schifani, delle due l'una: o il quadro
giudiziario ora è mutato rispetto ad un mese fa e ha consentito di
nominare i rappresentanti della Democrazia Cristiana nel
sottogoverno regionale (ed allora deve integrare nella Giunta
regionale gli Assessori della Democrazia Cristiana che, a
differenza di altri suoi Assessori, non risultano raggiunti da
procedimenti giudiziari) o il quadro giudiziario non è mutato e
quindi ha fatto un grave errore a revocare gli Assessori della
Democrazia Cristiana, visto che ora ha nominato nel sottogoverno
regionale uomini e donne della stessa parte politica. Cosa
significa amministrare? L'arte dell'amministrazione esprime il
profilo istituzionale operativo interno dell'esercizio del ruolo
istituzionale; amministrare significa curare l'andamento di
qualcosa al fine di garantire il raggiungimento di uno specifico
obiettivo ed attiene ad un profilo operativo con una diretta
rilevanza interna ed una indiretta rilevanza esterna. Potremmo
dire, in sintesi, che l'amministrazione è l'arte di risolvere i
problemi. Questo profilo è più tipico di noi sindaci, perché il
nostro ruolo prevalente è quello di garantire lo svolgimento dei
servizi urbani ai cittadini, nel rispetto dei canoni che
caratterizzano il buon andamento della pubblica amministrazione:
efficacia, efficienza, economicità e flessibilità. Le regole
elementari di una buona amministrazione presuppongono
consapevolezza del contesto in cui si sta operando, visione
strategica, valida e sostenibile pianificazione di idoneo modello
organizzativo, risorse umane e strumentali, risorse economiche.
Questo mix strategico-organizzativo, a sua volta, è caratterizzato
da fasi ben precise: conoscenza delle questioni, comprensione della
situazione congiunturale, target da raggiungere in termini di
qualità e tempi, valutazione delle diverse soluzioni applicabili,
assunzione della decisione, individuazione dello strumento più
idoneo, scelta degli esecutori, monitoraggi in corso di
svolgimento, verifica del raggiungimento dell'obiettivo, analisi
del risultato ottenuto in relazione al target prestabilito.
Un buon amministratore si distingue per le seguenti
caratteristiche: onestà, competenza, perseveranza, lungimiranza,
pazienza, coraggio, generosità, altruismo.
Questa sintetica esposizione mette in evidenza che amministrare è
molto più faticoso dell'esercizio dell'arte di Governo.
L'amministrare non ti consente di agire con la cosiddetta "ansia
da prestazione", perché hai dei tempi incompatibili con la frenesia
della comunicazione, dei like, dei social, degli slogan, dei
populismi.
La buona amministrazione ti porta spesso a fare il lavoro sporco
che non si vede e che consentirà ad altri che verranno dopo di te
di poter coglierne i frutti, generosità e altruismo, fare scelte
amministrative, che nell'immediato non generano consenso o che
spesso possono generare dissenso, ma sono vitali per le future
generazioni.
Tutti gli indici socio-economici che caratterizzano la Sicilia
evidenziano che il vertice politico della Regione siciliana, ed a
cascata l'intero sistema centrale e periferico, ha dedicato troppo
tempo a governare, cioè ad esercitare ed approfittare di quel ruolo
per fare politiche e clientele, con un metodo di conquista del
consenso sempre più parassitario.
Signor Presidente Schifani, le voglio ricordare che io a novembre
2007 ho denunciato Cuffaro per la svendita dei beni immobili.
Il famoso spogliarello nella sala stampa dell'Ars è stato per quel
motivo, non perché volevo mettere in mostra le mie vergogne
E sentire ora parlare che quei beni qualcuno li vuole riacquistare
vuol dire che avevo ragione, perché avevo preventivato un buco di
bilancio di 900 milioni di euro, allora. Ma fui lasciato solo
Il pizzo legalizzato, che si aggiunge a quello criminale e
mafioso, è un fenomeno sempre più crescente, perché la politica
siciliana ha, oramai, appaltato l'arte dell'amministrazione alla
sola burocrazia regionale che, fatte le dovute eccezioni, se ne
sbatte le balle, anche delle leggi dello Stato e delle leggi
approvate da questo Parlamento
Il pizzo legalizzato che si paga in Sicilia è frutto di un
fenomeno che da decenni soffoca la libertà, lo sviluppo, il merito
e la nostra strategicità geopolitica, facendo scappare i nostri
giovani e consegnando interi pezzi della gestione della pubblica
amministrazione regionale nelle mani di vere e proprie lobby.
Il pizzo legalizzato è rappresentato dalla qualità dei servizi di
pubblica utilità in capo alla Regione siciliana, che sono sempre
più scadenti: dalla sanità, al trasporto pubblico locale, ai
rifiuti, all'acqua, all'energia, dalle spiagge alla mobilità
interurbana, ai trasporti per arrivare alla formazione e alla
sicurezza urbana.
Il pizzo legalizzato è la non certezza dei tempi della conclusione
di un procedimento amministrativo, che riguarda comuni cittadini,
il mondo delle imprese, il sistema delle autonomie locali.
Il pizzo legalizzato è la mortificazione della sussidiarietà delle
autonomie locali, con un costante latrocinio perpetrato da questo
Parlamento, con la costante decurtazione del fondo destinato al
funzionamento dei Palazzi municipali e delle ex Province.
Il pizzo legalizzato è il baronaggio che viene esercitato da chi
comanda attraverso gran parte di certa burocrazia regionale,
nominata non per merito, ma per mera appartenenza politica.
Lei, onorevole Presidente Schifani, si è fatto prendere spesso
dall'ansia di prestazione nel tentare, magari in buona fede, per
carità, di fare cose nuove, di essere innovativo, senza curarsi di
far funzionare l'esistente, cioè senza porsi come parametro la
conquista della normalità.
Io nell'esercizio del mio ruolo di sindaco - scusi se mi permetto
il paragone - mi sono preoccupato sempre di far funzionare le cose
e raggiungere la normalità dei servizi urbani, nella consapevolezza
che tutto questo non crea il sensazionale, ma connota semplicemente
il compimento di un dovere primario, consegnare ai posteri una
comunità in condizioni migliori di come l'hai ricevuta in eredità.
Veda che il raggiungimento della normalità, onorevole Presidente,
in questa Regione è fondamentale, perché si traduce in quella
Regione con le carte in regola, più volte evocate da uno dei
Presidenti della Regione siciliana più illuminato, Piersanti
Mattarella.
Mi permetto, Presidente Schifani, di darle qualche consiglio non
richiesto.
Non si glori delle agenzie di rating In Sicilia la ricchezza è,
sempre più, nelle mani di pochi e la povertà è, sempre più, la
tragedia di molti La differenza algebrica non cambia, il paniere
non cambia
Non si glori dell'avanzo di amministrazione, perché non sempre è
segno di efficienza, anzi, le dico che spesso è segno di deficienza
amministrativa, cioè dell'incapacità di spesa, perché la macchina
amministrativa non funziona
Oggi il Parlamento siciliano è chiamato ad esprimersi sulla
mozione di sfiducia nei suoi confronti, elaborata e sottoscritta
dalle opposizioni del Conciliabolo di San Martino.
Preciso che Sud chiama Nord non ha sottoscritto la mozione di
sfiducia perché non è stata invitata a partecipare al Conciliabolo
di San Martino Fino a quando nel centrosinistra prevarrà questa
logica ad excludendum, l'intero centrodestra potrà dormire sonni
tranquilli, perché non ci sarà mai un campo largo per la vittoria
elettorale, ma un campo minato, per evitare di assumersi la
responsabilità di governo della Sicilia
Non ho usato a caso il termine "conciliabolo", come ben sapete
questo termine è stato utilizzato per indicare il Concilio
irregolare, perché non indetto dal Pontefice legittimo, svoltosi a
Pisa nel 1511, indetto da Luigi XII, Re di Francia.
La scelta, dunque, di non invitare un pezzo dell'opposizione al
Governo Schifani è stata fatta dal mio amico, onorevole Nuccio Di
Paola; la irregolarità di tale riunione presso l'Abbazia di San
Martino delle Scale è presto detta: è stata convocata - non me ne
voglia - dal peggior perdente alla carica di Presidente della
Regione siciliana; è stata, dunque, convocata, con il diritto di
veto sui partecipanti, da un soggetto non legittimato dalle urne a
questo ruolo - perché vorrei ricordare a questo Parlamento e alle
opposizioni che alle elezioni per il Presidente della Regione
siciliana il miglior perdente o primo qualificato non vincente è
stato il sottoscritto, con circa e il 25% del consenso Non di
like Voti e non like Ma da Di Paola vengono tirate in ballo le
nostre recenti posizioni politiche nel resto d'Italia; ma non avete
governato voi, dei 5 Stelle, per cinque anni con tutto l'arco
costituzionale? Prima con la Lega e poi con tutto il mondo, pur di
governare per cinque anni, dal 2018 al 2022 Non avete amoreggiato
con tutte le forze politiche dell'arco costituzionale? Ed ora, il
mio amico Nuccio Di Paola sostiene che Sud chiama Nord non meritava
di essere invitato a San Martino perché alle recenti elezioni
regionali ha portato fuori dalla Sicilia il suo 0,1% ai candidati
del centrodestra? Io non ricevo ordini romani, vivo a prescindere
da Roma, non ho la sindrome del primato della Capitale come tanti
colleghi, purtroppo, del centrosinistra che devono sottostare ai
sondaggi nazionali e alle decisioni politiche romane Questa è
l'ultima possibilità che concedo agli amici dell'opposizione.
Io da gennaio in poi vado avanti con il mio Governo di
Liberazione Il Governo di Liberazione presuppone il rinnovamento
dei metodi di gestione della cosa pubblica all'insegna dell'etica,
del civismo, dell'autonomia, della buona amministrazione e di
uomini e donne libere
"La Sicilia sopra i partiti" era la stella cometa e la
testimonianza di vita di Don Luigi Sturzo che, a difesa
dell'autonomia della Sicilia, aveva esortato, più volte, le forze
politiche siciliane ad andare oltre gli steccati ideologici dei
Partiti per il bene comune dei siciliani; io, oggi, rinnovo questo
appello all'intero centrosinistra È l'ultima disponibilità che vi
offro, votando con voi la mozione di sfiducia, ma voi tutti dovete
sentire il peso morale e politico del futuro della Sicilia Il
vostro comportamento condizionerà la qualità del prossimo Governo
di centrodestra, perché continuando ad andare separati si
consentirà al centrodestra di vincere a mani basse con la presenza
di personaggi ed ambienti che condizionano la Sicilia da oltre
trent'anni e, di recente, hanno contribuito a sporcarne anche
l'immagine Oppure il vostro comportamento consentirà che il
prossimo Governo siciliano sarà di area civica, autonomista e
progressista, che deve nascere sganciandosi dalle dinamiche
politiche nazionali e senza farsi condizionare dagli ordini o
indirizzi politici romani Viva la Sicilia libera ed autonoma
CRACOLICI. La terza che hai detto
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per la
possibilità di potere intervenire in questo lungo dibattito a cui,
ormai, assistiamo onorevole Dipasquale, per favore... a cui ormai
assistiamo ad ogni legislatura; una discussione che si deve fare
perché è anche un modo per battere la propria presenza in questo
Parlamento da parte delle opposizioni di sinistra che presentano
una mozione di sfiducia, si svolge un'ampia discussione che per la
verità è anche sterile, perché è una lunga elencazione di cose che
mi permetto di dire non basterebbero i bilanci della Regione
siciliana degli ultimi trent'anni, perché elencare le cose è molto
semplice, riuscire a realizzarle con le risorse modeste che ci sono
in Sicilia non è certamente facile, parlare per esempio di acqua,
quando esiste una legislazione europea e una legislazione
nazionale
CRACOLICI. Parli di sanità, onorevole Di Mauro
DI MAURO. Fai silenzio, onorevole Cracolici, che nessuno ti ha
disturbato in cui c'è con molta chiarezza l'indicazione di
un'attività che si deve fare con le società che le varie ATI
tirano fuori attraverso un bando di gara e ovviamente la copertura
finanziaria è a carico dei cittadini; noi, in Sicilia, abbiamo
ancora parlamentari che sostengono interventi straordinari da parte
dello Stato per rifare le reti idriche in cui occorrerebbero non
milioni ma miliardi di euro, quindi delle due l'una, o si sceglie
l'applicazione della legge e vede tutti gli ATI potere procedere e
comunque insista il Governo affinché si proceda all'affidamento dei
servizi, oppure, dall'altra parte, noi siamo dei soggetti in questa
Terra di Sicilia a non applicare la legislazione nazionale che è un
derivato di quella che è la legislazione europea.
Mi sarei aspettato, da parte delle forze politiche di opposizione,
che ci fossero invece degli approfondimenti su alcune cose
importanti che si sono susseguite nel tempo in questo Parlamento.
Mi riferisco soprattutto ai disegni di legge di riforma della
burocrazia che sono stati bocciati in quest'Aula con una
percentuale molto alta del Parlamento, circa il 60%, per esempio la
legge di riforma dei Consorzi di bonifica, Presidente della
Regione, che vedeva stranamente un comportamento da parte della
maggioranza in cui ci si presentava al cospetto di questa
Istituzione proponendo qualcosa di diverso rispetto a quella che è
la nascita dei Consorzi di bonifica, perché i Consorzi di bonifica
nascono nel 1933 e l'obiettivo era che la gestione fosse affidata,
quella dell'agricoltura, esclusivamente agli agricoltori e invece
qui veniva propinato un disegno di legge in cui si spostava
incredibilmente una porzione di territorio; e, poi, soprattutto
veniva assegnata ad un ufficio regionale quella che deve essere la
programmazione. Ecco, degli interventi da fare in Sicilia
attraverso questo ufficio e anche l'affidamento delle procedure
selettive delle ditte che venivano scelte (e mi permetto di dire
che è il contrario di quello che il legislatore nazionale ha
previsto per i Consorzi di bonifica), la gestione indipendente da
parte degli agricoltori che doveva essere volta certamente a
individuare le opere e gli interventi necessari: non può esserci
una direzione politica centralista che prevede praticamente che da
Palermo si decide cosa si deve fare a Trapani o ad Agrigento o a
Catania o a Siracusa Ed è stato un motivo questo, Presidente, che
ha visto travolgere quella legge, non perché fossimo contrari alla
riduzione dei Consorzi di bonifica su cui non voglio aprire una
parentesi di come avviene la gestione in questo momento, perché
fuori da ogni regola; non capisco come si riesca ancora a reggere
il rapporto col sistema bancario, non essendo i direttori tra
l'altro delegati assolutamente dalla legislazione in corso, perché
c'è una vecchia legislazione che stabiliva che i Consorzi di
bonifica dovessero essere ridotti a due, ma soprattutto quello che
può succedere ancora nei prossimi giorni, perché i decreti
ingiuntivi arrivano continuamente nei confronti dei Consorzi di
bonifica e ormai la Magistratura ha intrapreso la strada di
sequestrare anche le somme che sono state destinate agli interventi
strutturali.
Bene, delle due l'una, o noi ci mettiamo mano oppure saremo
aggrediti dai Consorzi di bonifica, saremo aggrediti dai decreti
ingiuntivi che metteranno in condizione veramente di distruggere un
sistema che comunque in questo momento regge.
Ora mi chiedo, Presidente, è possibile che su questo argomento ci
sia un tavolo di concertazione tra maggioranza e opposizione,
perché assieme possiamo mettere mano a una riforma importante come
quella dei Consorzi di bonifica?
È possibile, Presidente, che sul tema della pianificazione
strategica ci sia una risposta all'interrogazione fatta
dall'onorevole Ruvolo su alcune vicende che sono successe in questo
Assessorato e su cui è calato paradossalmente il silenzio e c'è
soprattutto una gestione, mi permetto di dire, Presidente, che è un
misto nella pianificazione strategica da parte del direttore: da un
lato l'attività amministrativa, dall'altro lato l'attività
politica.
Signor Presidente, a questo bisogna porre rimedio immediatamente,
perché ci sono questioni che riguardano anche i ritardi diagnostici
relativi agli esami istologici concernenti circa 3.000 pazienti di
cui il direttore generale è stato ampiamente informato.
Non c'è alcun provvedimento che viene preso in conto da parte del
Governo per cercare di fare ciò che è dovuto, ciò che necessario
Ora, io non sto qui ad aggiungere altri argomenti ma penso, signor
Presidente, che sia arrivato il momento di una concertazione sui
temi più importanti con la maggioranza, con il Governo ma anche con
pezzi o tutta l'opposizione, perché su alcune cose non ci può
essere una maggioranza e un'opposizione.
Deve esserci un concerto politico che metta in campo un'azione
strategica per risolvere i problemi di cui la Sicilia è afflitta.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro.
È iscritto a parlare l'onorevole Geraci. Ne ha facoltà.
GERACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, questa mozione nasce debole nella forma e inconsistente
nella sostanza.
È un documento che mescola fatti giudiziari, valutazioni
politiche, opinioni personali, cercando di trasformare l'Aula in un
tribunale immaginario.
Non è questo il senso della mozione di sfiducia previsto dallo
Statuto, non è questo il rispetto dovuto al Parlamento, perché la
verità è semplice.
Qui non si discute il fallimento di un Governo, ma è il fallimento
dell'opposizione nel proporre un'alternativa.
C'è una verità che questa mozione non osa guardare negli occhi: la
Sicilia cresce e lo certificano gli organismi indipendenti.
La Banca d'Italia, nel suo ultimo rapporto regionale, ha rilevato
che l'economia siciliana cresce più della media nazionale, trainata
da investimenti pubblici e privati, turismo e infrastrutture. Lo
confermano anche Unioncamere, Svimez e i principali centri studi
economici. Con il Governo Schifani è stato avviato un percorso di
crescita senza precedenti.
La Regione, che per anni è stata simbolo di squilibrio, oggi è
tornata su un percorso di stabilità finanziaria.
Nel rendiconto generale 2024 la Regione ha, infatti, azzerato il
disavanzo e, per la prima volta, ha registrato un avanzo di
amministrazione positivo pari a 2,15 miliardi di euro.
Si tratta di un risultato importantissimo. Basti pensare che nel
2015, anno in cui la Regione ha iniziato ad applicare il decreto
legislativo n. 118, il disavanzo aveva raggiunto i 6,192 miliardi
di euro e che alla fine del 2022 il disavanzo era ancora pari a 4
miliardi.
Questa solidità ha prodotto un effetto decisivo: le principali
agenzie internazionali di rating hanno riconosciuto il recupero di
credibilità della Sicilia sui mercati, non un favore politico, non
un'opinione, un giudizio tecnico sul lavoro compiuto. Capisco che
questi risultati possano infastidire le opposizioni, che pur di
mettere in cattiva luce il Presidente, la sua Giunta e riempire le
prime pagine dei giornali, hanno presentato una mozione che non
riguarda tanto la coalizione di centrodestra, che ha già dimostrato
di essere compatta, ma lo stesso centrosinistra alle prove tecniche
per trovare un nuovo candidato da preporre alle prossime elezioni
regionali.
I cittadini non vogliono parole, i cittadini vogliono i fatti e di
fatti parliamo. Pochi giorni fa, la Giunta della Regione siciliana
ha approvato la proposta di variante al progetto di raddoppio
ferroviario della linea Messina-Catania nel territorio di Taormina.
Solo due settimane fa, la Regione ha approvato il finanziamento di
41 progetti, immediatamente cantierabili in tutte le nove province
dell'Isola, per un totale di oltre 55 milioni di euro per la
sicurezza delle strade provinciali, molte delle quali, da anni,
attendevano lavori di manutenzione.
Parliamo di migliorare la viabilità in tutte le province senza
squilibri territoriali, per restituire ai cittadini infrastrutture
più sicure e moderne, favorendo lo sviluppo dei collegamenti
interni e la crescita economica dei territori. Dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti sono stati ripartiti quasi 94
milioni di euro per la regione Sicilia per interventi di
riqualificazione delle infrastrutture stradali. La sinergia e la
visione condivisa del Governo regionale col ministro dei trasporti
Salvini sta trasformando finalmente la nostra Isola in un hub
logistico-strategico del Mediterraneo.
In questi anni, è stato ridisegnato il piano per rendere più
efficiente il sistema sanitario siciliano, tenendo conto dei
bisogni di salute dei cittadini, al fine di garantire cure di
elevata qualità e ridurre drasticamente la migrazione sanitaria
verso altre Regioni. Si è puntato sulla crescita, in particolare
degli ospedali periferici, quale centro di riferimento della
medicina di prossimità. Un lavoro complesso che ha coinvolto in
primo luogo l'Assessorato della salute, ma anche tutte le forze di
maggioranza, i servizi territoriali, impegnate nel dare risposte
tempestive ed efficaci ai cittadini.
In questa mozione c'è solo un atto dall'esito scontato, scritto
non per aprire una crisi politica che non esiste, ma per mettere in
scena un esercizio di propaganda. Il Governo non è disposto a
sottostare all'illazione di un'opposizione che cerca fuori
dall'azione politica e di governo di mettere in atto una campagna
denigratoria. Le azioni dei singoli e le azioni svolte
nell'esercizio delle proprie funzioni devono rimanere due cose
distinte. Il garantismo non è una spilletta da intestare col
vestito buono nei giorni di festa, è un asse portante delle
democrazie liberali, principio fondamentale della Costituzione
repubblicana. Non è, come recita la mozione di sfiducia che stiamo
discutendo quest'oggi, un motivo per giustificare l'assenza di
iniziative politiche a scapito di soggetti che hanno ricevuto un
mandato elettorale dai cittadini siciliani. O si è garantisti, e lo
si è sempre, o non lo si è Noi della Lega lo siamo ed è per questo
che abbiamo sostenuto con convinzione il referendum sulla
giustizia, abbiamo sostenuto la riforma sulla separazione delle
carriere in Parlamento e ne sosterremo la campagna referendaria in
primavera.
GILISTRO. Vergogna
GERACI. In questa mozione c'è solo il tentativo, neanche troppo
velato, di usare indagini giudiziarie come grimaldello per
ribaltare ciò che i siciliani hanno scelto con il voto. E qui sta
il vero punto politico. La mozione tenta di sostituire la volontà
popolare con un meccanismo giustizialista che non appartiene alla
nostra tradizione democratica. Si nega la presunzione di innocenza,
si confonde la gestione amministrativa e indirizzo politico, si
pretende che un Governo eletto cada, non per ciò che ha fatto, ma
per ciò che altri avrebbero fatto. Viva la Sicilia Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Geraci. È iscritto a parlare
l'onorevole Abbate.
ABBATE. Presidente, gradivo intervenire col Presidente in Aula,
quindi, magari...
PRESIDENTE. Onorevole Abbate, lei fa parte della maggioranza,
magari può accelerare.
ABBATE. Non è questo, se facciamo parte della maggioranza, però
sarebbe opportuno
Magari aspettiamo che rientri il Presidente, come si è fatto
prima. Grazie.
CATANZARO. Ci sono stati altri colleghi che non hanno avuto il
Presidente in Aula
PRESIDENTE. Onorevole Abbate, se vuole... È strano che me lo
chieda un deputato di maggioranza, c'è tutto il suo Governo qui
presente, manca solo il Presidente della Regione.
Io direi di andare avanti, perché il Presidente della Regione è
uscito per cose importanti.
Prego, onorevole Abbate.
ABBATE. Grazie Presidente, ci sarà chi interverrà. Io dico solo
questo, Presidente, siccome noi abbiamo un rapporto col Presidente
e il mio è un intervento un po' particolare, che mi trovo ad
attingere, a poter portare alle considerazioni del Presidente...
Quindi, gradivo che il Presidente fosse in Aula; vogliamo andare
avanti, vado avanti lo stesso. Intervengo a nome del mio Gruppo
CRACOLICI. Onorevole Abbate, poi glielo dico io al Presidente
ABBATE. Onorevole Cracolici, glielo dirà quando ci sarà un
Presidente del suo partito, ma sarà difficile che ci sarà un
Presidente del suo partito seduto lì
PRESIDENTE. Onorevole Abbate. Chiedo ai colleghi dell'opposizione,
così come i colleghi di maggioranza hanno ascoltato gli interventi
dell'opposizione, vi chiedo di fare silenzio in Aula per ascoltare
gli interventi dei Presidenti dei Gruppi parlamentari o comunque
dei rappresentanti dei partiti di maggioranza.
Prego, onorevole Abbate.
ABBATE. Grazie Presidente, quindi intervengo a nome del mio
Gruppo, tutti e sette i deputati, che dal primo momento della
legislatura, ma già in campagna elettorale, abbiamo sostenuto il
programma del presidente Schifani, abbiamo sostenuto tutta
l'attività che il Governo ha messo in campo in questi anni, anche
all'interno del Governo stesso con due eccellenti Assessori, che
voglio ringraziare per quello che hanno fatto fino a venti giorni
fa, che sono l'assessore Albano e l'assessore Messina, che sono
stati parte integrante e attori di quel lavoro importante che
questo Governo ha portato avanti.
Per il presidente Schifani questo è un momento importante, perché
una mozione di sfiducia oggi, gli dà la possibilità e l'assist di
poter fare il primo resoconto di quella che è l'attività che ha
portato avanti come Governo e che ha la possibilità di presentare a
tutti i siciliani.
Non c'è stato prima un momento per poter fare questo, dobbiamo
dire grazie all'opposizione che ha dato la possibilità oggi al
presidente Schifani di poter fare il resoconto di quella che è
l'attività amministrativa che il Governo ha messo in campo in
questi tre anni.
E sarà lui a dire uno per uno quelli che sono i risultati che sono
stati raggiunti, però io dico che in questi tre anni - il
sottoscritto, da Presidente della Commissione Affari
istituzionali' - ma in questo momento, quella che è l'attività che
il Governo ha portato avanti, che abbiamo sostenuto come
maggioranza e abbiamo sostenuto anche come partito, sono risultati
tangibili perché penso a tutto il lavoro che si è fatto per quanto
riguarda i precari, dai PIP agli ASU, ai consorzi di bonifica, ora
i forestali, il Corfilac l'altro giorno, tutte attività portate
avanti che fino ad oggi erano un'utopia, che i Governi passati non
erano riusciti a risolvere e sono sotto gli occhi di tutti
Così come per quanto riguarda le attività portate avanti
dall'IRFIS, con progetti importanti dell'Assessorato dell'economia
per il sostegno alle imprese, per le imprese artigiane, per
l'agricoltura, per l'industria, per tutto il mondo imprenditoriale
della nostra Regione, per il turismo, per tutto quello che ha fatto
sì che questa Regione sia cresciuta e andata avanti in questi tre
anni.
I risultati si vedono, da dove siamo partiti e dove siamo oggi,
non si possono dire oggi i risultati di quello che volevamo o che
pensiamo possa essere una Regione, i risultati ottimali in tutti i
settori.
Da dove siamo partiti e dove siamo arrivati, anche con la sanità
stessa, gli sforzi che si sono fatti, dalla nuova rete ospedaliera
che è stata approvata al vaglio del Ministero, così come tutti i
risultati dove sentiamo ancora ci sono le liste d'attesa.
Quindi da dove siamo partiti? Se oggi si dice che ancora ci sono
liste di attesa, sono ancora lunghe, significa che siamo partiti da
dove le attese erano lunghissime e prima ancora, ancora di più
Quindi i risultati si sono raggiunti e sono sotto gli occhi di
tutti, ma questo lo dico perché, caro Presidente, perché ci
interessano i risultati che raggiungiamo, lascio fuori in questo
momento tutto quello che è il gossip politico, tutto ciò che è la
critica politica, cose che non riguardano l'attività amministrativa
e quello che riguarda questo Parlamento e l'attività che riguarda
questo Governo.
Quello che mi interessa - come ha detto qualcuno come
amministratore - e io ho fatto il sindaco per dieci anni, sono i
risultati che ogni cittadino può avere ogni giorno, su quello che
può avere ogni giorno per il raggiungimento dei risultati
amministrativi.
Quindi su questo, caro Presidente, penso che quello che ha fatto
fino ad oggi sia importante per questa Regione. Guardi, deve essere
fiero di quello che ha fatto e che ha portato avanti.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
ABBATE. Noi abbiamo sostenuto questo Governo per tre anni, e lei
personalmente con due Assessori all'interno della Giunta. Il giorno
che ha deciso, per una questione di trasparenza, di mettere da
parte i due Assessori, che sappiamo integri in tutto, ci siamo
riuniti e abbiamo deciso, compreso loro due che sono due deputati
di questo Parlamento, abbiamo deciso di continuare con lealtà a
sostenere l'attività che porterà avanti, come Governo, direttamente
con lei, Presidente, perché la fiducia è diretta a lei per quello
che ha preso come impegno nei confronti dei cittadini siciliani di
raggiungere quei risultati, rispetto al programma elettorale.
Il punto di arrivo non è altro che l'attuazione del programma
elettorale. Come un buon amministratore deve fare, uno per uno,
tutti quei punti che ci siamo previsti di raggiungere dobbiamo
riuscire, con sforzo, tutti insieme a raggiungerli in questi ultimi
diciotto mesi, venti mesi che ci separano dalle prossime elezioni.
Io le chiedo uno sforzo, caro Presidente.
Questo Parlamento ha lavorato, anche nelle Commissioni, per
preparare provvedimenti legislativi che vanno in direzione di
riforme importanti come la riforma degli enti locali, così come la
parità di genere salariale, così come la riforma dei dirigenti
della macchina burocratica amministrativa regionale.
Sono provvedimenti che hanno portato, hanno impegnato per mesi e
mesi, i singoli deputati nelle varie Commissioni. Siamo al dunque.
Significa che ci vuole l'ultimo sforzo, ci vuole una decisione
forte da parte sua per dare il via e dare la possibilità della
copertura finanziaria, perché queste riforme possano essere anche
vanto per lei, caro Presidente. Vanto per lei, per il
raggiungimento di risultati, perché non sono solo del Parlamento ma
sono di tutti noi. Anche lei è, oltre ad essere Presidente,
deputato di questo Parlamento
Quindi, le chiedo proprio questo. Quello sforzo che chiediamo noi,
come Gruppo, sette deputati che siamo accanto a lei e che le
garantiamo una maggioranza forte e leale, di potere prendere un
impegno affinché queste riforme possano essere approvate e portate
a conclusione.
Buon lavoro, Presidente. Noi ci siamo e ci saremo anche nei
prossimi mesi.
PRESIDENTE. Grazie. È iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne
ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente intervengo, sia personalmente che a
nome del Gruppo di Fratelli d'Italia che ho l'onore di presiedere,
in questo dibattito surreale ma, al tempo stesso, che recita un
copione ormai stantio. Sono alla terza legislatura e il rituale di
almeno una mozione di sfiducia ci deve essere per forza. Mi ricordo
i tempi del governo Crocetta, quando qualcuno appartenente a quella
maggioranza definiva il Governo, un Governo di camerieri, però poi
votava la fiducia al governo Crocetta, ugualmente. O il dibattito
nei confronti del presidente Musumeci. E oggi tocca al presidente
Schifani.
Non la invidio, Presidente, perché stare seduto lì a sentire tre,
quattro ore, alcune volte, di veri e propri insulti che non fanno
onore ad alcuno, men che meno a chi li pronuncia credetemi, perché
qualche intervento è andato veramente fuori le righe, e non ci sta.
La critica politica una cosa, passare all'insulto è tutt'altra
cosa
Detto questo, che dire. È chiaro che Fratelli d'Italia voterà
contro questa mozione di sfiducia, che confermerà la fiducia al
presidente Schifani e al suo Governo. Che augura a questo Governo
di completare il percorso iniziato tre anni fa, di giungere, di
arrivare, di pervenire alla conclusione della legislatura perché,
checché se ne dica, credo veramente nella democrazia.
La sfiducia non la danno gli eletti che, indossando una maglietta
nel corso della legislatura, ritengono di cambiare parere e di
sfiduciare quel Governo che hanno contribuito a fare a eleggere.
No. La sfiducia la danno gli elettori, al momento in cui sono
chiamati a dare un giudizio sulla maggioranza e sul Governo che ha
guidato, in questo caso, la Sicilia per tutta la legislatura,
riconfermando quella maggioranza, quel Governo, o premiando
un'alternativa che, lo dico senza alcuna presunzione, in questo
momento mi sembra abbastanza confusa.
E allora, perché dovremmo votare la sfiducia, in un momento in cui
- checché se ne voglia dire - tutti i dati economici sono
assolutamente positivi? Questo Governo ha messo in atto politiche
importanti in tema di stabilizzazione dei precari, credo che sia
sotto gli occhi di tutti, continuerà anche in questa finanziaria ad
agire in questo campo e, anzi, io approfitto di questo intervento
per dire: caro Presidente, caro Governo, dobbiamo avere anche
maggiore coraggio per intervenire per i precari degli enti locali e
credo che sia un argomento di riflessione e di discussione che la
maggioranza e il Governo dovranno intestarsi nei prossimi giorni; i
flussi turistici, al di là delle fandonie che spesso aleggiano
soprattutto fuori da quest'Aula, ma in qualche caso anche dentro
l'Aula, sono in costante aumento e la regione Sicilia è meta di
attrazione per un turismo interno ed internazionale di assoluto
rilievo, ma non solo, è attrattiva non solo per il fenomeno
turistico, ma è diventata attrattiva - cosa impensabile fino a
qualche anno fa - per gli investimenti di importanti gruppi interni
ma anche internazionali, che guardano alla Sicilia come a
un'occasione e un'opportunità da non perdere, per creare
addirittura investimenti su attività assolutamente innovative e che
porteranno ad un incremento non solo del Pil, ma anche
dell'occupazione e, in molti casi, anche di occupazione altamente
qualificata, consentendo finalmente ai nostri giovani validi,
universitari, laureati, specializzati, che invece di andare fuori,
troveranno in Sicilia l'occasione di esprimere al massimo le loro
potenzialità.
Però, evidentemente, l'opposizione deve dare una prova di
esistenza in vita. Ecco, l'avete data, siete vivi, siete 23
CATANZARO. Ci sono altri tre voti
ASSENZA. Più di 23 voti non mancheranno. Se non ho male
interpretato dalla lezione magistrale dell'onorevole De Luca che ci
ha somministrato poco fa, a questi 23 voti si aggiungeranno i suoi
tre voti. Però, come guanto di sfida è l'ultima occasione,
approfittatene, perché altrimenti da gennaio in poi non farà parte
della vostra coalizione.
E va bene, guardiamo con ansia ai vostri movimenti; guardiamo con
ansia a quello che deciderete per il vostro futuro. Noi,
coerentemente, siamo un asse portante del centrodestra, lo siamo
stati dall'inizio, siamo stati a fianco del presidente Schifani,
restiamo a fianco del presidente Schifani oggi e lo saremo anche
domani.
E allora, caro Presidente, vada avanti. Fratelli d'Italia è con
lei e conferma la fiducia nel suo Governo.
PRESIDENTE. Grazie. È iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino.
Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Presidente, grazie. Presidente della Regione,
Presidente, colleghi, mi ha lasciato perplesso e meravigliato
quanto rappresentato dal collega "amato" Antonio De Luca, perché
non capisco in quale Paese viva. Ha parlato di programmi fasulli,
altro che programmi fasulli I programmi sono stati rispettati, ma
non solo sono stati rispettati, siamo andati oltre quelli che erano
i programmi. Siamo andati all'azzeramento del disavanzo, siamo
andati all'avanzo di amministrazione di due miliardi e mezzo, con
il Pil in crescita - l'hanno detto i miei colleghi - con
l'occupazione in crescita, in controtendenza non solo rispetto al
Meridione ma anche rispetto al quadrilatero industriale del Nord
Italia.
E mi dispiace che sia stato tirato in ballo il nostro padre nobile
di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per l'intitolazione del Ponte.
Io ritengo, anche rispetto ai sorrisini e alle annuenze del Partito
Democratico, che costoro avranno modo di rivedere le posizioni così
come sono state riviste allora da D'Alema, quando andò ad onorare e
a riverire la tomba di Bettino Craxi, dopo e successivamente alle
monetine dell'albergo, del Raphael.
CRACOLICI. Per le monetine devi chiedere a Fratelli d'Italia
PELLEGRINO. Ma non solo. Il Presidente sarà ricordato, diceva
Nuccio, ma certamente non perché non è stato rispettato il
programma, sarà ricordato per il caro voli, per avere contrastato
il caro voli, per avere agevolato e per avere contrastato la
povertà della Sicilia, per avere contrastato e per avere azzerato
il caro mutui, per tutte le attività produttive, per le varie
azioni in favore delle piccole, medie e grandi imprese. Fare
impresa, ripresa Sicilia, la Cluster Sicilia, il bando - ne
parlavamo con Tamajo - per le infrastrutture di ricerca.
Sono tutte queste azioni e attività certamente importanti. E anche
le politiche. Le politiche sanitarie, le politiche socio-sanitarie
che sono state adottate, e si parla delle liste d'attesa e noi
dobbiamo ricordare che anche per le liste d'attesa c'è stata una
flessione sia per le urgenze, che sono sette giorni se non ricordo
male, anzi è subito, sia per le brevi che sono dieci giorni. Anche
lì abbiamo avuto, nonostante ciò che era successo, ma non solo e lo
ricorderanno anche - diceva giustamente - per la stabilizzazione
dei precari e per avere sbloccato i concorsi. Sarà questo il motivo
per cui sarà ricordato il presidente Schifani e non solo sarà
ricordato, sarà premiato per tutto questo.
E sarà ricordato anche per i termovalorizzatori. Sì, i
termovalorizzatori. Dobbiamo considerare che fino a qualche tempo
fa c'era la possibilità di vedere avanti con i termovalorizzatori
da parte delle lobby, di gestire decine di milioni da parte di
Governi disponibili. Siamo andati in controtendenza e abbiamo...
c'è stato da parte del Presidente Schifani uno slancio, un atto di
coraggio, perché si tratta di un atto di coraggio, perché sono
state contrastate le lobby, c'erano dei monopolisti di fatto che
gestivano e che gestiscono decine, centinaia di milioni nel corso
degli anni.
I termovalorizzatori rappresentano veramente un atto di
trasparenza, un atto di legalità da parte dell'Amministrazione e
del governo Schifani che, al di là delle opacità che venivano
rappresentate, al di là del grigiore che veniva rappresentato, vi
debbo dire che il presidente Schifani è colui che ha stabilizzato
il carcere duro. Altro che grigiore Altro che opacità Il carcere
duro, lo sa benissimo, e quindi non prendiamo lezioni di legalità
da parte di nessuno.
E l'ultima riflessione per l'onorevole La Vardera. L'onorevole La
Vardera sta erodendo il principio della presunzione d'innocenza.
Non si può erodere perché populismo e garantismo non possono andare
d'accordo. Garantismo e giustizialismo sono antitetici. Noi siamo
precisi osservanti della Costituzione italiana.
E l'ultima cosa, diceva Sunseri della... non voglio fare il
difensore, tantomeno in questo momento, né di fiducia né d'ufficio,
ma diceva Sunseri di colloqui del nostro Assessore, assolutamente
irreprensibile nella sua attività. Ma che male c'è a fare, e di
avere, delle interlocuzioni con tutti i partiti? Perché c'è
qualcuno del Partito Democratico che non ha avuto interlocuzioni
con la dottoressa Faraoni? C'è qualcuno dei Cinque Stelle che non
ha avuto interlocuzioni private con la Faraoni? C'è qualcuno... C'è
qualcuno... va bene alza la mano, siete in tre, in quattro Non è
vero.
C'è qualcuno, c'è qualcuno di Sud chiama Nord che non ha voluto
interlocuzioni private con la dottoressa Faraoni, per ragioni,
ovviamente, di natura...
CATANZARO. Ma cosa significa?
DIPASQUALE. Non sappiamo il numero della dottoressa Faraoni e
nemmeno ci interessa
PELLEGRINO. E allora ho finito. Ho finito, Presidente, ho finito,
la mozione di sfiducia, ovviamente, va bocciata. Si tratta di una
morte annunciata, è un atto di esibizionismo, la Sicilia ha bisogno
di buongoverno e non ha certamente bisogno di battaglie politiche
capziose e sediziose.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino, adesso c'è la risposta
del Presidente della Regione. Prego, Presidente. Chiedo ai colleghi
di prendere posto.
SCHIFANI, presidente della Regione. Grazie, Presidente. Colleghi,
ho cercato di ascoltare quasi tutti gli interventi, tranne qualche
pausa tecnica che sono stato, ovviamente, tenuto a fare. Mi
sembrava un atto doveroso, un atto di correttezza istituzionale,
per cui vorrei affidare, un attimo, alcune riflessioni su quello
che penso, su quello che stiamo facendo, su quella che è la Sicilia
che io sto vedendo, secondo me, crescere in questi tre anni di
governo.
Tutto parte, la vicenda parte, lo sappiamo, l'abbiamo registrata,
dalla vicenda che ha coinvolto l'ex Presidente della Regione,
Salvatore Cuffaro. E' stato sì uno scossone, indubbio, uno scossone
per la politica, indubbio negarlo, che ci ha portato, come diceva
l'onorevole Cateno De Luca, che ha citato la mia agenzia, a operare
una scelta che non ha toccato i singoli parlamentari, i singoli
soggetti dei sottogoverni, ha toccato una scelta di strategia
politica che, fino a quando non verrà chiarita - come ho detto - mi
ha costretto ad adottare delle decisioni di chiarezza, quanto meno
nei confronti di un metodo che veniva rappresentato, salvo poi le
sentenze che accerteranno, un metodo di utilizzo di un partito per
fini non legittimi.
Fermo restando, ho chiarito subito, che rimane inalterato, per me,
il rapporto di stima che ho nei confronti dei deputati della
Democrazia Cristiana che sono stati eletti sotto un simbolo della
coalizione del centrodestra che ha fatto parte di un progetto, di
una cultura liberale e riformista nella quale si è sempre
ritrovata. Inalterato il mio rapporto di stima nei confronti dei
due Assessori della mia Giunta, Nuccia Albano e Antonio Messina,
non solo galantuomini, due persone coerenti, corrette,
istituzionalmente affidabili, che ho sempre ringraziato e
continuerò a ringraziare per il loro sostegno leale all'azione del
mio Governo.
Vi sono altri casi? Sì, ci sono altri casi, ma sono della cultura,
sono garantista, sì, trent'anni di attività legale, cultura anche
berlusconiana. La presunzione di non colpevolezza deve essere
valutata quando si hanno delle responsabilità e, fin quando vi sono
delle indagini non acclarate da sentenze, credo che sia doveroso
attendere, a meno che non ci si trovi dinanzi a fatti talmente
eclatanti, di carattere istruttorio, i cui esiti già non possono
che essere scontati.
Si parla di corruzione. Cerco di parlare da avvocato oltre che da
politico, ma la responsabilità di un Governo, se un imprenditore
corrompe un dirigente di un'ASP della Regione, in un pactum
sceleris, a due, vi è una responsabilità del Presidente della
Regione in relazione alla loro condotta delittuosa? Noi viviamo nei
loro mondi? Nei loro sgabuzzini? Nei loro anfratti? Per dire, no,
questo non si può fare? Abbiamo questa possibilità? Abbiamo il
grande occhio? Il Grande Fratello? No. Ci siamo dati noi delle
regole per gli appalti che gestiamo, quelle di dare gli appalti
grossi, che sta gestendo la Regione in questo momento, per i
cittadini, ebbene, li abbiamo affidati ad Invitalia
Invitalia sappiamo cos'è, la conosciamo tutti, vero? O qualcuno
non la conosce? Trasparenza massima, totale
Accordo con chi, attraverso Invitalia? Con ANAC Vi dice qualcosa
ANAC? Anticorruzione Abbiamo sottoscritto un accordo con
l'Anticorruzione
Tutti gli appalti di questo Governo, importanti, rilevanti,
passano dalla valutazione dell'Anticorruzione e ci rimettiamo alle
valutazioni dell'Anticorruzione e alla gestione degli appalti da
parte di Invitalia, ente pubblico di soggetto pubblico, controllata
dal MEF
Questo è il nostro modo di operare e stiamo portando avanti degli
impatti importantissimi: il polo pediatrico, i termovalorizzatori,
dei quali parlerò. Questo è il nostro modo
Possiamo sbagliare, pronti a rendere il conto, ma ai cittadini
siciliani, quando torneremo a votare Non alle opposizioni, che,
sino ad oggi...concludendo questo concetto, vi dirò come la penso,
perché concluderò questo mio intervento con un rammarico, ve lo
anticipo...una parola di un vostro progetto, un contenuto, una
vostra controproposta di progetto, di programma, non c'è stata
Accuse, offese di tutti i generi, di tutti i livelli. Legittimo,
legittimi, siamo in democrazia, io sono liberale e accetto.
Ma dov'è il vostro progetto? Dov'è stato?
Tre ore di interventi, accuse, nefandezze - politiche, ci
mancherebbe, non personali -, dov'è?
Giorni fa è venuto qui a manifestare a Palermo l'ex premier,
Giuseppe Conte, fa la sua parte. Quello che mi ha offeso, però - ve
lo dico con grande serenità - è che la scelta che ha adottato, ci
mancherebbe, la location, il murale di Falcone e Borsellino al Molo
Trapezoidale.
Però, scelto quel luogo per attaccare il Presidente della
Regione...beh, questo non lo posso accettare
Sapete perché non lo posso accettare? Perché, come ha ricordato
Stefano Pellegrino, col quale non mi ero confrontato, la mia storia
è scritta in questa intervista: maggio 2002, rilasciata al Giornale
di Sicilia, ad un certo Emanuele Lauria. Sapete chi è Emanuele
Lauria, no?
Capo redattore, autorevole, eccetera di Repubblica, prima al
Giornale Sicilia. Si parlava di "carcere duro". Il carcere duro è
un istituto straordinario, modello tribunali speciali, che veniva
prorogato di anno in anno, non era inserito strategicamente nel
nostro ordinamento, era provvisorio, per cui la mafia sperava
sempre che poi venisse meno.
Vero, onorevole Cracolici? Lei conosce la storia del "carcere
duro", come me e come altri, no? Si è occupato sempre
autorevolmente di antimafia.
Io ero capogruppo e arriva il disegno di legge di proroga del
Governo Berlusconi - come quelli degli altri Governi proroga - e
all'intervistatore Lauria io rispondo: "Una cosa è certa: indietro,
rispetto alla proposta del Consiglio dei Ministri, non si torna -
cioè, si va avanti sulla proroga - il Parlamento potrà estendere la
misura nel tempo, non ridurla. Io, personalmente, - parla Renato
Schifani - non avrei nulla in contrario a rendere permanente il 41
bis". Questo dicevo.
E allora, che si faccia la protesta davanti Falcone e Borsellino
mi sembra riprovevole
È riprovevole politicamente, perché a me su antimafia nessuno può
dare lezioni, per quello che ho fatto, io ho fatto le leggi, io e i
governi centrodestra
Perché, vedete, tutti siamo impegnati nell'antimafia, ma,
onorevole Cracolici, mi indichi una norma legislativa antimafia,
forte, adottata dai governi del centrosinistra Noi l'abbiamo fatta
e ne abbiamo fatto un'altra...
DIPASQUALE. Non dica sciocchezze
SCHIFANI, presidente della Regione. Onorevole, poi parlerò del suo
linguaggio, onorevole Dipasquale, parlerò del suo linguaggio
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale
SCHIFANI, presidente della Regione. Presidente, per cortesia Sto
parlando di politica e di storia del Paese, onorevole Dipasquale,
che lei non conosce
Allora, ero Presidente del Senato, vi era la festa della Polizia a
Palermo, vengo avvicinato da un esponente autorevole della Procura
di Palermo, il quale mi rassegna una preoccupazione: quella che
molti patrimoni di mafiosi sfuggirono ai controlli e ai sequestri
perché i mafiosi, non appena intuivano l'area che tirasse, si
privavano immediatamente di questi patrimoni nei confronti di terzi
di buona fede - e quindi non aggredibili - mantenendo, invece,
quelli ereditari non aggredibili, perché la legge Rognoni-La Torre,
voi sapete, che prevede che la legittimità del patrimonio si
dimostra facilmente se ereditario.
Mi manifesta questa preoccupazione, io ne prendo atto perché la
procura di Palermo, personaggio autorevole che ha fatto, anche,
seconda carica dello Stato - per porre a lui la tecnica se era
configurabile il sequestro per equivalente - cioè sequestrare i
beni ereditari e legittimi al posto di quelli illecitamente
trasferiti a terzi, per evitare il sequestro - mi disse che questo
principio dell'equivalenza: colpire beni legittimi al posto di
quelli illegittimi - era inserito il nostro ordinamento.
Questa norma nel pacchetto Alfano-Meloni, pacchetto sicurezza,
venne introdotta. Io chiamai l'allora relatore del disegno di legge
in Senato, Carlo Vizzini, gli proposi il testo, indubbio a dirvi
che l'onorevole Vizzini, che si è tanto speso contro la mafia, un
momento, non dico di stupore, ma chiaramente mi guardò fisso negli
occhi, perché si rendeva conto di cosa significasse, però mi ha
detto "sì ", io avevo detto il "sì" anche da parte del Presidente
del Consiglio, da parte dei Ministri, da parte dell'allora
Presidente della Repubblica Napolitano perché si introduceva un
emendamento in un decreto legge, invece, dove bisognava assicurare
una via veloce; quando spiegai al Presidente Napolitano mi disse:
"vai".
Questa legge è diventata operativa.
Tanti, tanti, tanti, patrimoni vengono sequestrati alla mafia
anche se sono ereditari e la mafia si combatte non soltanto con la
detenzione, ma si colpisce al cuore con il sequestro dei loro beni
e questo lo abbiamo fatto Sì, onorevole Cracolici, però, voglio
dire, è storia, lo so, però, siccome si parla di manifestazioni al
molo trapezoidale, Falcone e Borsellino, allora io dico: Falcone e
Borsellino sono patrimonio di tutti, però, contestare qualcuno
sull'antimafia...
CRACOLICI. Qualcuno l'ha accusata di essere mafioso?
SCHIFANI, presidente della Regione. Io non ho interrotto nessuno,
onorevole, non ho interrotto nessuno Mi sono stato zitto e ho
rispettato i vostri interventi.
PRESIDENTE. Colleghi, facciamo completare il Presidente della
Regione.
SCHIFANI, presidente della Regione. Io sto parlando, facendo la
storia Una legge, onorevole Cracolici, una legge antimafia, seria,
rigorosa, operata, applicata, votata, voluta dal centrosinistra o
dai Governi del centrosinistra non la trovo, se dovessi trovarla
io, vi chiederò scusa Non c'è Questa è storia, però fa parte di
tutti Quando ero parlamentare dell'opposizione dicevo che
bisognava contrastare la mafia e non ci si poteva dividere e lo
stesso dicevo quando ero maggioranza, perché contro la mafia non ci
si può dividere E allora...
LA VARDERA. Su Mondello è stato in silenzio per tre anni
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, così come c'è stato rispetto
nell'ascolto di ognuno di voi
SCHIFANI, presidente della Regione. Allora, vi vorrei ricordare un
attimo - cambiamo argomento - vorrei ricordare un attimo cosa si
viveva anche durante il Governo in cui il Partito Democratico era
componente.
La relazione Fava...il Partito Democratico faceva parte del
Governo Crocetta, chiedo scusa, sì eravate con Crocetta...la
Relazione Fava - scusate - la Relazione Fava....a proposito della
Relazione Fava, Antimafia, nel caso della Consip siciliana, creata,
nel 2015, per ridurre la spesa pubblica e la corruzione - questa
era la Consip siciliana - ma, comunque, questa fallisce, viene
definito da Fava, Presidente della Commissione antimafia, un
"quadro torbido e opaco" - parliamo del 2015 - "indice della forte
permeabilità dell'amministrazione regionale e della gestione della
spesa sanitaria": con ciò cosa voglio dire? Io non voglio assolvere
il momento attuale, dove le responsabilità sono multiple in capo ai
singoli, ma voglio dire che noi ereditiamo una situazione già
acclarata nel 2015, da Claudio Fava - nei cui confronti,
sicuramente, tutti non possiamo che nutrire il massimo rispetto nel
contrasto alla mafia - ma abbiamo un'altra situazione sulla sanità.
Crocetta, nel 2018, proroga tutti i manager, la Corte
Costituzionale boccia, annulla questa proroga e la sanità si trova
nel caos più totale Dipendenti, disabili... Crocetta col Partito
democratico lo sosteneva, una protesta violentissima dei disabili
che si trovavano dall'oggi al domani senza nessuna forma di
finanziamento, l'assessore, all'epoca, si dimette, si dimette
Questo - voglio dire - perché il pianeta sanità, colleghi, non è un
pianeta semplice, è un pianeta complesso, portatore di tante
tematiche che fanno parte della storia e che io non posso
naturalmente assolvere nemmeno oggi, ma ha le radici nei decenni
pregressi, perché ricordiamo come il Presidente Crocetta al di là,
non dico della favola, ma della storia purtroppo, di avere cambiato
49 Assessori, in una legislatura - 49 - questo Governo ha cambiato
soltanto due Assessori per motivi tecnici e non motivi politici,
più personali che altro.
Il clima che si è determinato è un clima di aggressività politica,
linguaggio, la stampa, altro, quindi metto tutto non è che ce l'ho
con qualcuno, però vedo che la politica tendenzialmente scivola
nella denigrazione, nell'accusa.
Sono stato ad Agrigento sabato scorso, "il premio dell'ambiente":
il premio dell'ambiente organizzato - e ringrazio Giusy Savarino
perché è stata una bella manifestazione - con mille ragazzi
coinvolti, dieci imprese premiate per sostenere l'ambiente nelle
loro politiche industriali, il Cavaliere del lavoro Giovanni Arena,
direttore generale di Confagricoltura, un ottimo parterre, io sono
arrivato alle 19, ho fatto una battuta e l'onorevole Savarino, a
mia insaputa ma l'ho ringraziata, mi ha detto abbiamo pensato anche
a te Presidente, premio per l'ambiente , perché? Per i
termovalorizzatori.
Vorrei ricordare come a luglio di quest'anno io fossi stato
chiamato da Chicco Testa, voi sapete chi è Chicco Testa? La storia
la conoscete, persona di grande lignaggio, non riconducibile alla
mia area ma questo non significa niente, un grande manager,
direttore generale di Telit ed altro perché mi comunicava che
Assoambiente aveva deciso di assegnarmi un premio, assieme ad altri
premiati, non solo, per la tutela dell'ambiente, per i
termovalorizzatori.
Sono stato a settembre a Roma, sono stato premiato,
inaspettatamente, per il contrasto all'antigenicità, per realizzare
i termovalorizzatori con tutti gli sforzi che stavo ponendo in
essere, quindi, voglio dire, banalizzare, ma non dico soltanto voi,
ma anche certa stampa che io mi premiavo, mi sembra far parte di
questa scenografia dove si tende immediatamente a vittimizzare, a
colpire l'avversario politico, ridicolizzandolo.
Io non mi sento ridicolizzato perché per i termovalorizzatori -
ringrazio l'onorevole Pellegrino - stiamo facendo tanto, ci stiamo
battendo, però quando a proposito di linguaggio che io vi segnalo,
colleghi, il linguaggio è pesante, può essere oggi contro di noi,
domani contro di voi, la democrazia dell'alternanza è sacra nella
nostra terra, abbiamo un sistema maggioritario per fortuna,
vivaddio, non più proporzionale, quindi può succedere, quando si
legge in un sito, non voglio citare quale, che anziché darmi il
premio per l'ambiente mi si sarebbe dovuto dare il premio per la
sporcizia, colleghi, io mi preoccupo, ma non per me, per la
società, perché mi verrebbe da fare la battuta che io la doccia la
faccio tutte le mattine, ma non è questo, e sì onorevole, ma non è
questo, io dico attenzione a tutti noi, a tutti voi, non esageriamo
nell'aggressività e nella banalizzazione dell'offesa, perché si
scatenano poi pulsioni, si rischia, si rischia di scatenare
pulsioni che poi possono degenerare e diventare incontrollabili
Si è parlato di quello che è la situazione finanziaria, noi
abbiamo ottenuto.
PRESIDENTE. Colleghi, gentilmente fate continuare il Presidente
della Regione.
SCHIFANI, presidente della Regione. L'aumento di rating è stato
citato, sì, sono dati oggettivi, la nostra credibilità migliora.
Vi do una notizia: venerdì la Moody's, un'agenzia di rating
importantissima ci ha elevato il rating, ha elevato ulteriormente
il rating di affidabilità della Regione Sicilia, è un dato, è
uscito venerdì nel bollettino del Moody's, conoscete l'agenzia
rating, e siamo passati da speculativo a stabile, onorevole La
Vardera, le dò anche questo dato, così lo può trovare. Dal rating
prima speculativo poi a stabile. Speculativo significa che chi
presta alla Regione presta con dei rischi, stabile significa che
può farlo con meno rischi.
Quindi siamo più affidabili e questo corona un aumento di rating
di qualità, perché siamo più solvibili, per questo non per altro.
Perché sa, onorevole La Vardera, i mercati finanziari non
perdonano, non fanno sconti a nessuno, ovviamente.
Poi abbiamo aumentato l'immissione di liquidità e abbiamo
utilizzato per questo l'IRFIS.
Io ho tirato fuori dei dati di come operava l'IRFIS durante il
Governo Crocetta, del quale il Partito Democratico faceva parte e
sono dati oggettivi.
CRACOLICI. L'Assessore Dagnino era l'amministratore
SCHIFANI, presidente della Regione. Il numero medio delle pratiche
dell'IRFIS era di 150 e l'importo medio dall'ammontare annuo era di
50 milioni circa di erogazioni.
Erogava 50 milioni l'anno l'IRFIS.
Oggi, noi abbiamo puntato sull'IRFIS perché ci siamo resi conto
che è una struttura che funziona, che è operativa, veloce laddove,
invece, molti assessorati non sono all'altezza di gestire
velocemente l'erogazione della spesa pubblica, le graduatorie, le
domande per cui abbiamo visto che IRFIS era in grado.
Bene, oggi, abbiamo numero medio di pratiche di oltre 10 mila e
abbiamo erogato un importo medio di 170 milioni l'anno.
Noi, in tre anni, abbiamo erogato, attraverso l'IRFIS, risorse
pubbliche per mezzo miliardo.
Ecco perché, secondo me, cresce l'economia perché l'abbiamo invasa
positivamente di liquidità.
Liquidità sul privato: il privato investe, scommette, cresce, crea
lavoro questa è la mia scuola berlusconiana con cui sono stato
educato e sta dando risultati
Mi si dice: ah, il PNRR da un lato, qualche collega mi ha
contestato perché il PNRR non lo spendiamo . È un po' una
contraddizione e non escludo che il PNRR possa dare anche una mano,
ma la politica economica si vede anche da questi tipi di strategie,
quella che è stata la strategia del nostro Governo.
È stato ricordato dal Presidente del Gruppo parlamentare della
Lega che vi era un disavanzo. Nel 2018 di 7 miliardi, nel 2022 di 4
miliardi, adesso siamo in avanzo di 2 miliardi
Attendiamo la parifica del rendiconto da parte della Corte dei
Conti entro i mesi dell'anno prossimo per potere fruire di questa
liquidità che è nostra Se verrà realizzata per cosa sarà
finalizzata?
Questi sono i tre capitoli del mio Governo: emergenza sociale,
crescita, lotta al precariato.
Non abbiamo creato precari in questi tre anni, stiamo cercando di
lavorare per la sistemazione di tutto quel precariato che abbiamo
trovato
Abbiamo stabilizzato i PIP, adesso c'è il tema enti locali,
vedremo, non è facile, ci lavoreremo
Abbiamo sistemato la questione dei forestali, ci stiamo provando.
Oggi abbiamo quindi un avanzo non indifferente ma, vedete, lo
specchietto di tornasole rispetto all'avanzo che abbiamo si vede
anche dalle giacenze. Nel 2018, la giacenza di liquidità era di 1
miliardo, nel 2022 di 5 miliardi.
Oggi, abbiamo una giacenza di 12,8 miliardi. Siamo pieni di
liquidità
LA VARDERA. Siamo ricchi e non lo sapevamo
SCHIFANI, presidente della Regione. Sono conti pubblici,
onorevole La Vardera, glieli metto a disposizione, sono tabelle
È una giacenza perché l'economia cresce.
Si tratta poi di velocizzare la spesa, ma, come ho detto poc'anzi,
attendiamo che la Corte dei Conti parifichi i bilanci pregressi per
poterli fruire, perché la legge prevede, ovviamente, la parifica.
Tutto questo fa il paio con un altro dato: le entrate tributarie
sono aumentate anche queste ma tutto si lega.
Nel 2018 avevamo 11 miliardi di entrate, nel 2022 avevamo 12
miliardi, nel 2024 abbiamo 15 miliardi e 700 milioni di entrate
maggiori
Gli investimenti sono aumentati, l'occupazione aumentata del 12% e
lo stesso Ministro del Lavoro, Calderone, ieri l'altro, sulle
colonne di un quotidiano regionale in prima pagina, affermava che
in questi tre anni in Sicilia il numero degli occupati è aumentato
di 215.000 unità.
Questo lo dice il Ministro su un quotidiano ieri l'altro, non
voglio fare pubblicità ai quotidiani.
Poi, riservatamente, dirò le dirò, le dirò quale giornale.
Sono aumentate le imprese, sessantamila nuove imprese. È aumentato
il Pil, sì, si è detto. Aumenta il traffico dei passeggeri. Abbiamo
attivato i voli per New York da Palermo e Catania. La presenza
turistica è aumentata.
E poi stiamo lavorando, sì, su un grande progetto sul quale noi
crediamo: la riapertura delle terme di Sciacca e Acireale. Abbiamo
investito come FSC 90 milioni, abbiamo realizzato due volte il
terzo bando per Sciacca per aprire maggiormente alla possibilità
dei privati, lo stiamo facendo nella massima trasparenza.
E poi, tornando alla sanità, abbiamo annunziato pubblicamente
un'intervista, l'ho detto al vertice di maggioranza trovandone la
piena condivisione, in questo mi sento di ringraziare sentitamente
i rappresentanti della mia maggioranza nell'avere condiviso subito
la mia idea, quella di selezionare i futuri manager attraverso
procedure più rigorose, composte da commissioni già individuate,
attraverso commissioni che porteremo in Giunta, la prossima Giunta,
questa modalità di selezione che prevede per ogni azienda una
commissione composta da un nominato dal Presidente della Regione
che sarà esterno, non siciliano, uno nominato AGENAS e uno nominato
dalla CRUI, Conferenza dei Rettori. Saranno loro a dare una terna
al Governo e poi il Governo, nell'ambito della terna, che già avrà
selezionato i migliori, avrà la responsabilità di decidere. Alla
prossima Giunta, porteremo in delibera questa innovazione che si
attuerà naturalmente per le nomine che andranno in scadenza.
Ai termovalorizzatori, stiamo lavorando, siamo a buon punto. Sono
stato a Bruxelles un mese e mezzo fa a parlare col Commissario
europeo all'ambiente per interloquire perché con l'Europa occorre
farlo, non scontrarsi, per confrontarci. Ci hanno chiesto
chiarimenti, li abbiamo già forniti ma stiamo mettendo tutto lo
sforzo possibile e immaginabile - finanziario, umano e politico -
per arrivare alla soluzione di un sistema dei rifiuti che - come
diceva l'amico Stefano Pellegrino - in passato è stato oggetto di
gestione da parte di lobby e mi fermo lì, alla parola lobby, caro
Stefano. Mi fermo alla parola lobby.
E il cambiamento, c'è chi è contrario. Legittimo, la democrazia è
questa. Noi contiamo di andare avanti e di iniziare i lavori entro
il 2026. La gara per la progettazione è stata affidata e gestita da
parte di Invitalia, è stata assegnata a una società, un pool di
imprese di cui la capofila è una impresa del MEF, quindi pubblico,
a febbraio consegneranno il progetto, entro giugno dovrebbe avere,
dovremmo andare a bando, iniziare i lavori entro il dicembre 2026.
Questo è il mio sforzo ma, amici, io son partito però da un meno
dieci, cioè la Sicilia non era dotata di piano rifiuti Quindi, i
poteri dati dal Governo nazionale per potere adottare il piano
rifiuti, poteri straordinari, mi hanno consentito di potermi dotare
prima di piano rifiuti e poi lavorare sui termovalorizzatori. È
come quando io devo realizzare una villetta ma, non avendo il piano
regolatore, non la posso realizzare e quindi ho dovuto realizzare
il piano regolatore e poi chiedere l'autorizzazione per la
villetta.
Stiamo lavorando su Comiso. Comiso, l'ultima bellissima notizia,
la continuità territoriale.
Stiamo lavorando sul cargo, l'ho detto in campagna elettorale, e
siamo a buon punto. Io ho detto che è assurdo che Comiso, che sta
in una zona di grandissima produttività industriale, agricola, non
abbia un cargo e quindi tutta la produzione all'estero vada sul
gommato Assurdo. Bene, l'Europa ha detto sì allo stanziamento di
fondo sociale europeo, abbiamo stanziato quarantasette milioni, il
progetto già è stato fatto, è sotto la valutazione del Ministero
dell'ambiente. Quindi stiamo lavorando. E noi contiamo di iniziare
i lavori per il cargo entro la legislatura, con legalità.
Si è parlato qui di legalità, è giusto informarvi, perché tante
cose le fanno gli uffici. All'inizio della legislatura io,
dialogando con il Ministro Piantedosi, ebbi a chiedergli - lo
dicevano gli uffici - se poteva svincolare delle somme che erano
andate quasi in perenzione, trenta milioni PON Legalità 14/20, per
realizzare una control room. È un sistema che ci sta facendo
Leonardo, naturalmente, di micro-controllo, di microcamere per
verificare il territorio dall'alto in chiave antincendi, in chiave
legalità e noi contiamo di iniziare - settemila telecamere - da
giugno sarà, è stata dichiarata attiva la sala operativa, e noi
contiamo di concludere il progetto, inaugurare questa grande,
grande, grande operatività entro giugno del 2026.
Amici, questo è un cambio epocale, un cambio epocale, attraverso
il PON legalità e attraverso il Governo Meloni: che io ringrazio,
perché è molto attento ai problemi della Sicilia, possiamo
cambiare, possiamo avere un grande occhio che individua, intercetta
il piromane ed altro, oppure qualcos'altro di illecito che avviene,
ma sull'illecito, naturalmente, non potremo che coordinarci con gli
inquirenti, - non sarebbe nostra competenza - però lo metteremo a
disposizione ovviamente, della reale collaborazione tra
istituzioni.
Il cuore della manovra: il cuore della manovra per me sono,
l'articolo 1 e 2, la decontribuzione, ringrazio Alessandro anche
per avermelo suggerito, ma è il cuore, e io prendo atto e non posso
che ringraziare le opposizioni della Commissione, per avere
condiviso questa impostazione sulla decontribuzione.
Ma abbiamo anche individuato la possibilità di aiutare i nostri
esportatori, per evitare i danni derivanti da dazi e il calo
dell'esportazione, perché l'ultimo dato Svimez e Banca Italia ci
segnala una riduzione dell'esportazione nei confronti degli Stati
Uniti a causa della vicenda dei dazi. E, quindi, stiamo
introducendo una norma che sostiene, aiuta gli imprenditori per le
spese di esportazione e per gli interessi sostenuti nei fidi
bancari export.
La ZES unica, finalmente, vedrà la luce, e quindi, il nostro è un
progetto complessivo che si muove a tutto tondo, io prendo atto e
recepisco l'invito del collega Abbate, di impostare questi due anni
di fine legislatura sul tema delle riforme, lo prendo, lo
recepisco, lo faccio mio. Lo faccio mio perché un Governo si misura
non soltanto sulla capacità amministrativa e finanziaria, ma anche
sulla capacità riformistica, però noi stiamo dimostrando oggi di
avere un progetto, stiamo provando a realizzarlo.
Io ho ascoltato, e concludo il mio intervento così come l'ho
iniziato, ho ascoltato tutti i vostri interventi - vi chiedo scusa
se qualche minuto sono mancato per causa tecnica - chiedo scusa
all'onorevole La Vardera ma non era voluta la mia assenza nel
momento in cui lui ha iniziato a parlare, perché sono rientrato
anche altre volte, sono uscito e sono rientrato, meno questioni
banali ma non certo di sgarbo nei suoi confronti.
Però abbiamo un progetto, abbiamo un programma, l'abbiamo
presentato ai siciliani, ci hanno eletto e abbiamo il diritto e
dovere di governare.
Chiedere le dimissioni di un Governo che sta lavorando: è giusta e
legittima la dialettica politica. Ma mi chiedo, paradossalmente,
facendo fantapolitica: ma nel momento in cui io mi dovessi
dimettere o il mio Governo dovesse farlo, qual è il programma del
vostro progetto? Non c'è
I siciliani dovrebbero votare cosa? Quale progetto? Non avete
portato in quel banco, nei vostri banchi, uno straccio di
contenuto, di progetto, di politica economica, finanziaria,
infrastrutturale...
(Brusio da parte delle opposizioni)
Il partito del no, si confronta a volte con il partito del sì
Il partito del no è quello del No Ponte : il vostro Il partito,
no e no termovalorizzatori, voi siete contrari ai
termovalorizzatori, mi pare di capire. Siete contrari al Ponte -
legittime le posizioni - però siete contrari al Ponte siete,
contrari ai termovalorizzatori, noi invece siamo per il sì, per
fare crescere l'economia a realizzare le opere.
Per cui noi continueremo a lavorare, sono fiducioso e sono certo
che la mia maggioranza sarà compatta e coesa, come è sempre stato.
Mi rivolgo a loro nel continuare a darmi un sincero, onesto e
franco sostegno, come hanno sempre fatto in questi tre anni. E vi
ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie Presidente, grazie anche per aver accettato
l'invito a venire in Aula, prima possibile.
Ricordo che la richiesta è stata fatta la settimana scorsa, è
stata immediatamente convocata una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari e tempestivamente, nella prima data utile, è
stata data disponibilità da parte del Presidente della Regione nel
volersi confrontare nella giornata di oggi.
Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione sulla mozione.
Votazione per appello nominale della mozione n. 322
Indico, pertanto, ai sensi dell'articolo 129 del Regolamento
interno dell'Assemblea regionale siciliana, la votazione per
appello nominale della mozione di sfiducia al Presidente della
Regione.
Invito i deputati a rimanere al proprio posto e a rispondere al
microfono per fare udire il proprio voto. Chiarisco il significato
del voto: chi è favorevole alla mozione risponda Sì ; chi è
contrario risponda No .
Invito il deputato segretario a procedere alla chiama dei
deputati.
MARCHETTA, deputato Segretario. Abbate.
ABBATE. No.
MARCHETTA, deputato Segretario. Adorno.
ADORNO. Favorevole.
MARCHETTA, deputato Segretario. Albano.
ALBANO. No.
(Interruzioni)
DE LUCA Antonino. Ha detto sì o no?
PRESIDENTE. Colleghi, con tutto il rispetto possibile e
immaginabile. Ho fatto una spiegazione, non da elementari, da asilo
nido Sì o no Chi è favorevole alla mozione dica sì, chi è
contrario dica no
ALBANO. No. Repetita iuvant.
PRESIDENTE. Benissimo. No, la Adorno ha detto "Contrario" e vuol
dire No .
MARCHETTA, deputato Segretario. Amata.
AMATA. No.
MARCHETTA, deputato Segretario. Aricò.
(Ripetute interruzioni da parte dei deputati)
PRESIDENTE. Siamo al limite del ridicolo. Stiamo votando la
mozione di sfiducia al Presidente della Regione. C'è un clima da
stadio. C'è una semplice chiama per deputato e invito i deputati a
stare al posto, partendo da lei, onorevole De Luca Antonino,
gentilmente si sieda.
Quando venite chiamati dovete dire al microfono, quando il
microfono è rosso, o sì o no .
Ci riusciamo? Ripetiamo dall'inizio, per favore, visto che sono
solo quattro deputati.
Gentilmente, chiedo collaborazione agli assistenti circa l'appello
che io faccio, tempestivamente, di aprire, per favore, il
microfono.
Abbate.
ABBATE. No.
PRESIDENTE. Adorno.
ADORNO. Sì.
PRESIDENTE. Albano.
ALBANO. No.
PRESIDENTE. Amata.
AMATA. No.
PRESIDENTE. Aricò.
ARICÒ. No.
PRESIDENTE. Assenza.
ASSENZA. No.
PRESIDENTE. Al microfono, per favore.
ASSENZA. No.
PRESIDENTE. Auteri.
AUTERI. No.
PRESIDENTE. Balsamo.
BALSAMO. No.
PRESIDENTE. Al microfono, sempre. Quando si accende e diventa
rosso. Bica.
BICA. No.
PRESIDENTE. Burtone.
BURTONE. Sì.
PRESIDENTE. Cambiano.
CAMBIANO. Sì.
PRESIDENTE. Campo.
CAMPO. Sì.
PRESIDENTE. Caronia.
CARONIA. No.
PRESIDENTE. No, Caronia. Carta.
CARTA. No.
PRESIDENTE. Catanzaro.
CATANZARO. Sì.
PRESIDENTE. Chinnici.
CHINNICI. Sì.
PRESIDENTE. Ciminnisi.
CIMINNISI. Sì.
PRESIDENTE. Cracolici.
CRACOLICI. Sì.
PRESIDENTE. D'Agostino.
D'AGOSTINO. No.
PRESIDENTE. Daidone.
DAIDONE. No.
PRESIDENTE. De Leo, assente. De Luca Antonino.
DE LUCA Antonino. Sì.
PRESIDENTE. De Luca Cateno.
DE LUCA Cateno. Sì.
PRESIDENTE. Di Mauro.
DI MAURO. No.
PRESIDENTE. Di Mauro, no. Di Paola.
DI PAOLA. Sì.
PRESIDENTE. Dipasquale.
DIPASQUALE. Sì.
PRESIDENTE. Ferrara, assente. Figuccia.
FIGUCCIA. No.
PRESIDENTE. Figuccia, no. Gallo.
GALLO. No.
PRESIDENTE. Gallo, no. Galluzzo.
GALLUZZO. No.
PRESIDENTE. Galluzzo, no. Galvagno, no. Gennuso.
GENNUSO. No.
PRESIDENTE. Geraci.
GERACI. No.
PRESIDENTE. Giambona.
GIAMBONA. Sì.
PRESIDENTE. Gilistro.
GILISTRO. Sì.
PRESIDENTE. Giuffrida.
GIUFFRIDA. No.
PRESIDENTE. Grasso.
GRASSO. No.
PRESIDENTE. Intravaia.
INTRAVAIA. No.
PRESIDENTE. La Rocca Ruvolo.
LA ROCCA RUVOLO. No.
PRESIDENTE. La Vardera.
LA VARDERA. Sì, tutta la vita.
PRESIDENTE. Laccoto.
LACCOTO. No.
PRESIDENTE. Lantieri.
LANTIERI. No
PRESIDENTE. Leanza.
LEANZA. Sì.
PRESIDENTE. Lombardo Giuseppe.
LOMBARDO Giuseppe. Sì.
PRESIDENTE. Lombardo Giuseppe Geremia.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. No.
PRESIDENTE. Mancuso.
MANCUSO. No.
PRESIDENTE. Marano.
MARANO. Sì.
PRESIDENTE. Marchetta.
MARCHETTA. No.
PRESIDENTE. Messina.
MESSINA. No.
PRESIDENTE. Miccichè.
MICCICHÉ. No.
PRESIDENTE. Pellegrino.
PELLEGRINO. No.
PRESIDENTE. Porto.
PORTO. No.
PRESIDENTE. Safina.
SAFINA. Sì.
PRESIDENTE. Sammartino.
SAMMARTINO. No.
PRESIDENTE. Savarino.
SAVARINO. No.
PRESIDENTE. Saverino.
SAVERINO. Sì.
PRESIDENTE. Schifani.
SCHIFANI. No.
PRESIDENTE. Schillaci.
SCHILLACI. Sì.
PRESIDENTE. Sciotto.
SCIOTTO. Sì.
PRESIDENTE. Scuvera.
SCUVERA. No.
PRESIDENTE. Spada.
SPADA. Sì.
PRESIDENTE. Sunseri.
SUNSERI. Sì.
PRESIDENTE. Tamajo.
TAMAJO. No.
PRESIDENTE. Tomarchio.
TOMARCHIO. No.
PRESIDENTE. Turano.
TURANO. No.
PRESIDENTE. Varrica.
VARRICA. Sì.
PRESIDENTE. Venezia.
VENEZIA. Sì.
PRESIDENTE. Vitrano.
VITRANO. No.
PRESIDENTE. Zitelli.
ZITELLI. No.
PRESIDENTE. Chiamo per la seconda volta i deputati che non hanno
votato: De Leo, Ferrara, Pace.
La votazione è conclusa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per appello nominale
della mozione n. 3221:
Presenti ........................ 67
Votanti ......................... 67
Maggioranza ................. 36
Totale dei sì ................ 26
Totale dei no ............... 41
Astenuti ......................... 0
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula è convocata martedì, 9
dicembre 2025, alle ore 12.00, per incardinare il testo e la
discussione generale.
La seduta è tolta alle ore 18.39 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XIX SESSIONE ORDINARIA
218a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 9 dicembre 2025 - ore 12.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2026/2028 . (n. 1029)
2) Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 (n.
1030)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella
1 Riportato in allegato al Resoconto (cfr. pag. 68)