Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 11.30
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della presente seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, comunico che la seduta è rinviata di mezz'ora,
riprenderà alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.31, è ripresa alle ore 13.01)
La seduta è ripresa.
Discussione unificata dei disegni di legge
Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2026/2028 (n. 1029)
e Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 (n.
1030)
PRESIDENTE. L'assessore Dagnino è presente. Dichiaro aperta la
discussione generale.
È iscritto a parlare l'onorevole Cateno De Luca. Ne ha facoltà.
Prego, onorevole, a lei la parola.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente della Regione siciliana, oggi
rappresentato dall'assessore Dagnino, signor Presidente del
Parlamento, qui rappresentato dalla Vicepresidenza, onorevole
Nuccio Di Paola, colleghi, cittadini.
Oggi inizia il dibattito sulla legge più importante che,
annualmente, il Parlamento è chiamato a discutere, emendare ed
approvare: la legge di bilancio e la legge di stabilità.
Questa è la quarta legge di stabilità del Governo Schifani. La
prima è stata approvata a febbraio 2023, con un solo mese di
esercizio provvisorio. La seconda e la terza legge di stabilità
sono state approvate, anzi la seconda è stata approvata in
prossimità delle festività natalizie con un record che appartiene
all'intero Parlamento: evitare l'esercizio provvisorio ed il
rallentamento del sistema Sicilia.
"Sud chiama Nord", il 29 ottobre scorso, ha consegnato nelle mani
del presidente, Renato Schifani, 100 proposte delle quali, in circa
due ore di esposizione, ne ha rappresentato la visione strategica.
Il Gruppo parlamentare "Sud chiama Nord", nel compimento del
proprio dovere, ha cercato di contribuire, con spirito propositivo
e costruttivo, sottoponendo all'attenzione del Governo, alla luce
del sole, un centinaio di proposte all'insegna della valorizzazione
del sistema degli enti locali, della qualità dei servizi ai
cittadini, della sussidiarietà e del decentramento, della
semplificazione amministrativa e dell'accelerazione della spesa,
dello sviluppo imprenditoriale e dell'incentivazione degli
investimenti, della creazione di nuovi posti di lavoro e della
stabilizzazione dei lavoratori precari, della salvaguardia
dell'ambiente e del territorio, della promozione turistica e
culturale, della mobilità sostenibile mare-monti e fra territori
omogenei.
In quella sede, il 29 di ottobre, a Palazzo d'Orleans, abbiamo
espresso la nostra ferma convinzione in quanto movimento politico
dei sindaci riguardo all'errata considerazione del sistema Sicilia
che spesso i governi regionali hanno avuto ed hanno messo in atto,
in evidente violazione dei principi costituzionali di sussidiarietà
e in dispregio del buon senso.
Tutti i governi regionali degli ultimi vent'anni hanno
esclusivamente agito per salvaguardare il funzionamento e la
gestione corrente dell'apparato amministrativo e politico
regionale, utilizzando come un bancomat i fondi destinati, sotto
varie forme, al sistema degli enti locali per il proprio
funzionamento e per l'erogazione dei servizi ai cittadini o a
discapito del tessuto produttivo, rallentando o bloccando i
pagamenti al mondo delle imprese e dei creditori della spesa
regionale allargata.
Nel passato recente, mentre è stata cronica la carenza di
liquidità per far correre la spesa degli investimenti regionali,
mediante gli enti locali, ed è sempre stato un miraggio garantire
le scadenze dei vari creditori del sistema pubblico regionale
allargato (Regione, enti locali, partecipate regionali e comunali),
non si è mai verificato, invece, che l'apparato politico regionale
(parlamentari, componenti del Governo, rappresentanti del
complessivo sistema politico-amministrativo regionale), sia stato
pagato in ritardo o sia rimasto senza stipendio o senza indennità
per qualche mese, come purtroppo accade nel mondo dei comuni
mortali. Non è concepibile, in definitiva, che una parte del
sistema Sicilia possa continuare a funzionare a discapito delle
altre parti del sistema.
Un'obiettiva analisi dei dati statistici degli ultimi dieci anni,
scevra da qualunque preconcetto, mette in evidenza un dimezzamento
delle risorse destinate al funzionamento degli enti locali e al
sistema dei servizi al cittadino, accompagnato da ingiuste accuse
rivolte ai sindaci, anche da parte di discutibili Presidenti della
Regione, di non essere capaci di svolgere il proprio mestiere sul
fronte dei servizi urbani e della spesa per investimenti.
Purtroppo, chi non ha mai politicamente vissuto il territorio, non
comprende che lo sviluppo economico e sociale di un sistema
regionale parte da un robusto ed innovativo sistema delle autonomie
locali, che rappresentano i pilastri di qualsiasi visione
strategica del sistema Sicilia.
Una Sicilia bella e protagonista che attrae e non respinge può
essere garantita soltanto dal basso e non mediante una gestione
politico-amministrativa alla "Re Sole". Non accettiamo una visione
palermocentrica del sistema Sicilia da parte di coloro che pensano
di amministrare e gestire, accentrando, e di lasciare nell'oblio il
sistema di governo del territorio.
Se partiamo da questo presupposto, non possiamo continuare a
ignorare che il sistema delle autonomie locali siciliano versa in
uno stato di coma sempre più profondo. E i dati statistici
confermano questa drammatica realtà: su 391 comuni, 78 sono in
stato di dissesto, 40 sono in piano di riequilibrio, oltre 200 sono
in perenne stato di dissesto funzionale, non riuscendo più a
garantire i servizi minimi ai cittadini; su 3 città metropolitane,
una è in piano di riequilibrio, ma tutte sono in perenne dissesto
funzionale, non potendo svolgere e sostenere con continuità i
servizi e le attività di propria competenza.
Su 6 liberi consorzi, uno è in dissesto e 5 sono in perenne
dissesto funzionale, non potendo svolgere e sostenere con
continuità i servizi e le attività di propria competenza.
Il decentramento amministrativo, con il cosiddetto sistema dei
micro municipi - normativamente previsto per le 3 città
metropolitane, Messina Palermo, Catania, non è mai stato attuato
per carenza di risorse.
Le coalizioni territoriali per la programmazione e spesa
comunitaria - Siru, Fua, Aree interne - non sono in grado di
funzionare a causa della carenza delle risorse per lo svolgimento
delle proprie funzioni elementari.
Le società di gestione e vigilanza del servizio idrico le, Ati, e
del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, le Srr, non
hanno le risorse per le attività correnti e per lo svolgimento
delle loro funzioni di vigilanza sulle attività affidate ai
privati, con un evidente sviamento del valore pubblicistico dei
servizi essenziali di pubblica utilità e ad un progressivo
abbassamento dei livelli di qualità e di guardia.
I GAL e i DMO, che potrebbero rappresentare i baluardi delle
attività strategiche nel sistema dell'agro alimentare e della
promozione turistica, non hanno le risorse per andare oltre le
attività di spesa dei fondi comunitari come i GAL, mentre è rimasto
nel caos più totale il sistema territoriale della promozione
turistica ormai senza distretti turistici con i DMO che ancora non
sono stati neanche normati.
Se in fondo alle graduatorie nazionali sulla vivibilità urbana
continuano ad esserci i comuni e le città siciliane di chi è la
responsabilità, assessore?
Il 29 ottobre scorso avevo chiesto al Presidente della Regione
siciliana di incontrare l'Anci, per l'ennesima volta, assessore
Dagnino avete definito un percorso della legge di stabilità senza
confrontarvi con l'Anci ed è questa la seconda finanziaria che vede
un mancato confronto di questo Governo con l'Anci.
Rimando qui l'invito ancora ad incontrare l'Anci che oggi ha per
l'ennesima volta evidenziato lo stato di disagio che un organismo
così importante che rappresenta tutti i sindaci, perché voglio
ricordare a me stesso che il Presidente dell'Anci e i vice
presidenti dell'Anci e tutto l'organismo di rappresentanza di
vertice dell'Anci stessa è stato eletto all'unanimità da tutti i
sindaci della Sicilia e quindi rappresentano in modo bipartisan il
territorio ed il Governo non si può permettere di sbeffeggiare
l'Anci e quindi i sindaci.
Come si può pretendere una Sicilia migliore se il sistema delle
autonomie locali è stato depotenziato ed abbandonato al proprio
destino? A cosa serve spendere soldi in promozione turistica e
culturale se poi il territorio non ha gli strumenti per
salvaguardare i livelli minimi di vivibilità urbana come l'acqua,
la pulizia, la vigilanza e la mobilità?
Il Gruppo parlamentare Sud chiama Nord non può continuare ad
accettare leggi di stabilità che non tengano conto di queste
dinamiche che sono la cosiddetta vita reale vissuta dai nostri
cittadini e dai turisti che continuano a venire in Sicilia grazie
alle nostre risorse culturali, archeologiche e territoriali ma non
per meriti del sistema Sicilia, capace solo di sporcare e spregiare
la Sicilia che abbiamo avuto in eredità anche grazie alle
innumerevoli dominazioni che, stregati dalla magica Sicilia, hanno
costruito un pezzo della loro cultura piuttosto che cancellare la
sicilianità che hanno trovato.
La Sicilia dovrebbe essere l'isola del bello, invece continua ad
essere luogo dei disservizi e della disperazione sociale. La
Sicilia dovrebbe essere l'isola delle opportunità, invece continua
ad essere il luogo dove si paga il pizzo legalizzato al sistema
politico burocratico di scarso livello in aggiunta a quello che
ancora si paga al sistema della criminalità organizzata.
Credo in una Sicilia con una guida forte ed autorevole ma
articolata sul territorio con 391 sentinelle del buongoverno,
rappresentata da tutti i sindaci, di tutti i colori politici.
L'isola si sta auto impoverendo perché ormai i genitori siciliani
si indebitano per mantenere i figli che sono scappati per studiare
o lavorare al nord Italia o all'estero e, in questa sede, per mera
brevità e non avendo alcuna responsabilità di governo, ometto le
nostre riflessioni sui servizi di diretta competenza e gestione
della Regione come la sanità.
L'Agenas ha messo un timbro ben preciso sulla legge 5 del 2009 per
come si è evoluta e per quella che continua ad essere un servizio
penoso, non degno di essere definito di civiltà
Non vogliamo parlare della mobilità urbana, interurbana per la
quale abbiamo denunciato un'operazione di monopolio per la quale ci
sono state delle connivenze per le quali noi chiederemo di andare
fino in fondo, perché siamo stati minacciati da queste lobby e
queste lobby sono riuscite a insinuarsi all'interno del Parlamento
siciliano.
Non vogliamo parlare delle aree di sviluppo industriale e
produttivo, dei consorzi di bonifica, del sistema della forestale,
del diritto allo studio e alla formazione professionale, anche se
poco fa abbiamo assistito al grido di dolore della Coldiretti che,
in rappresentanza di ottomila aziende, ha chiaramente chiesto alla
politica di essere seria, ha chiaramente chiesto al Governo di
avere una visione per le emergenze immediate e una visione
strategica, che metta in campo ovviamente, quello che sarebbe il
segnale del cosiddetto buon governo.
Oggi mi permetto di dire, che abbiamo iniziato in malo modo la
discussione sulla legge di stabilità, che in Commissione Bilancio è
stata approvata dalla maggioranza di Governo e da Sud Chiama
Nord , mentre i colleghi dell'opposizione hanno legittimamente
abbandonato i lavori della Commissione, perché ad un certo punto ci
siamo ritrovati con emendamenti che ci passavano sotto gli occhi,
senza un doveroso approfondimento, mettendo in difficoltà tutti
quanti. Sud Chiama Nord , dopo aver fatto il suo consueto lavoro
di approfondimento sulla legge di stabilità e dopo aver avuto
l'ennesimo confronto a Palazzo d'Orleans, con il presidente
Schifani, l'assessore Dagnino e lo staff tecnico della Presidenza
della Regione, nella mattinata del mercoledì 3 dicembre, sulle
norme che riteneva indispensabili per una positiva valutazione
della legge di stabilità, non poteva abbandonare i lavori della
Commissione Bilancio, perché i passaggi politici vanno consumati
fino in fondo e questo è stato chiaramente spiegato anche ai
colleghi delle opposizioni, alle quali ovviamente rivolgo le mie
scuse, se da questo punto di vista non siamo stati solidali con
quel gesto che in quel momento era legittimo e andava fatto.
Siamo rimasti in Commissione Bilancio ed abbiamo ottenuto
l'approvazione, tra uno scontro e l'altro, di buona parte degli
emendamenti su cui avevamo focalizzato la nostra attenzione, alcuni
emendamenti sono saltati come quello del trasporto turistico
locale, ma tutto sommato la maggioranza aveva accolto le altre
principali richieste di Sud Chiama Nord , con l'impegno di
completare e sistemare in Aula alcune storture, che si sono
consumate nella dialettica politica in Commissione Bilancio.
Abbiamo espresso transitoriamente il nostro voto favorevole in
Commissione Bilancio alla manovra di bilancio, rinviando ai lavori
d'Aula la nostra posizione definitiva, che è subordinata agli
impegni che il Governo assumerà in relazione alla variazione di
bilancio di oltre 2 miliardi di euro, che si dovrà fare verso il
primo mese di luglio.
Noi siamo una forza di opposizione, noi non influiamo sui numeri
della maggioranza, partiamo però dal presupposto che se ti viene
data la possibilità di poter fornire il tuo contributo, per
migliorare una legge, deve prevalere il senso di responsabilità, in
coerenza con la nostra funzione di parlamentari, che lo ribadisco:
è fare le cose e farle fare nel modo migliore possibile.
In democrazia non esiste la dittatura delle opposizioni, tranne
che la maggioranza abbia la sindrome della "Caporetto".
Io parto dal presupposto che spesso l'ottimo è il nemico del
buono, io da sindaco di Sicilia avrei fatto una legge di stabilità
completamente diversa, ma se la maggioranza mi darà la possibilità
di poterne scrivere un pezzo con le nostre idee, allora io ne
prendo atto, ed accetto il compromesso che mi consente di incidere
su una legge, che potrebbe essere approvata anche senza i voti di
Sud Chiama Nord .
Se la maggioranza vuole andare avanti con la sindrome
dell'autosufficienza e non accoglie i nostri suggerimenti, allora
ne prendiamo atto e faremo ciò che il Regolamento d'Aula ci
consente di poter legittimamente fare.
Il Governo Schifani rappresenta appena il venti per cento dei
siciliani, quindi è un suo dovere aprirsi anche ai suggerimenti
dell'opposizione, che assieme rappresentano l'altro trenta per
cento del popolo siciliano, perché la parte più consistente dei
siciliani purtroppo, il cinquantadue per cento per l'esattezza, non
è andato a votare a settembre del 2022.
Signori della maggioranza, è un vostro dovere aprirvi ai
suggerimenti delle opposizioni, perché il buon senso porta alla
condivisione, soprattutto quando fuori da questo Palazzo si è
minoranza del popolo siciliano.
Vogliamo ribadire la nostra posizione politica, non bastano gli
slogan per cambiare la Sicilia, bisogna definire un nuovo modello
di Sicilia che in queste leggi di stabilità, assessore Dagnino - lo
ribadisco anche in questa occasione - io non vedo
Perché qui nessuno pretende che, con la bacchetta magica,
sistemiate immediatamente i disastri ereditati dallo stesso colore
politico che ci ha governato, ereditati in questi ultimi vent'anni
da tutto l'arco costituzionale che ha amministrato la Sicilia,
anzi, che non ha amministrato la Sicilia ma l'ha accompagnata
sempre di più al barato.
Ma io le ho chiesto in più occasioni: politiche di bilancio,
visione strategica ma anche in questa occasione lei ha perso una
grande opportunità
La visione strategica è molto semplice e banale, è avere la
capacità, conoscendo il contesto nel quale ci si muove, di
stabilire un percorso ben preciso sul quale chi governa ci metta la
faccia
Sulla crisi idrica, per esempio, voi ancora non avete il quadro di
quello che è il disastro che avete ereditato e non avete avuto
neanche il coraggio di dire a questo Parlamento, ai siciliani, alle
forze produttive e agli agricoltori entro quanti anni verrà risolto
il problema
Chi amministra ha anche queste responsabilità Deve dare una
speranza
E questo è un Governo che ancora non riesce a dare speranza
Lo abbiamo chiesto più volte e questo non è un tema di essere di
maggioranza o di opposizione, questo è un tema di buon senso di chi
ha chiesto ed ottenuto di governare.
Non siete in questo momento un Governo che ha avuto la capacità di
esprimere una prospettiva.
E' ovvio che quello che è il tema della programmazione, quella che
è la pianificazione strategica - posso dire senza voler offendere
nessuno - che ancora non ne avete capito il significato, infatti le
leggi di stabilità, le norme che ci sono all'interno sono
operazioni spot scollegate perché singolarmente possono avere la
loro valenza e se non sono inserite in una strategia complessiva
sono norme spot che rischiano di essere - ora e glielo dimostro,
Assessore - da questo punto di vista, neutralizzate dall'assenza di
una visione sistemica.
Non avete neanche potenziato quello che vi è stato chiesto - e ve
lo ribadisco - il decentramento e la valorizzazione dei palazzi
municipali.
Non avete neanche pensato a un sistema di controllo trasparente
sull'attività della pubblica amministrazione, voi non avete idea
Il pizzo legalizzato che scaturisce dai ritardi, dalle omissioni
che la pubblica amministrazione regionale, i vostri uffici
regionali, consumano quotidianamente e siamo ancora lì a ricerca
dell'innovativo, quando non si ha la capacità neanche di saper
gestire il corrente, di raggiungere un livello di normalità che
sarebbe già un grande successo di questo Governo.
E non avete neanche mai verificato se le leggi di questo
Parlamento vengono realmente poi applicate o disapplicate
dall'apparato regionale.
Io le posso dimostrare, Assessore, che buona parte delle leggi che
questo Parlamento ha fatto ancora non sono state attuate per quello
che è un tema di mala gestio o omissione nella filiera
dell'amministrazione.
Il Presidente Schifani ha affermato in occasione del suo
intervento per la mozione di sfiducia che in cassa, in questo
momento, ci sono 14 miliardi di liquidità.
Lei conferma, Assessore? Bene
Ma qualcuno ha spiegato al presidente Schifani, mi permetto di
dire, il suo cerchio magico che è quello che si forma per chi
amministra, non è un termine ovviamente dispregiativo, cioè coloro
che stanno attorno a chi governa, qualcuno del cerchio magico ha
spiegato la differenza al Presidente Schifani tra cassa libera e
cassa vincolata?
Assessore, se mi degna della sua attenzione la domanda ora la
rivolgo a lei Lei lo sa, di quei 14 miliardi di liquidità, quanto
è cassa libera e quanto vincolata? Non lo sa? Io l'ho controllato
perché mi ha incuriosito e ora le do l'esito: qualcuno deve avere
il coraggio di spiegare al Presidente Schifani che certi numeri non
sono un segno di bravura e, soprattutto, quei numeri detti in quel
modo lanciano un messaggio sbagliato e ora glielo dimostro.
Lei, Assessore Dagnino, è nelle condizioni di dirmi, su 14
miliardi, quanta è la cassa libera derivante da entrate proprie e
quella vincolata perché è collegata ai fondi extra regionali?
Qualcuno ha spiegato al Presidente Schifani che è un'eccessiva
giacenza di cassa non è sempre sinonimo di virtuosismo? Ma avete
verificato per quale motivo si è arrivati a 14 miliardi di
liquidità di giacenza? Avete un report dei tempi che la struttura
regionale impiega a trasferire le risorse ai destinatari delle
norme che fa questo Parlamento? Avete idea di quante risorse non
vengono impegnate entro fine anno da parte dei dipartimenti e se ne
vanno in avanzo, facendo lievitare la liquidità?
Lo sapete, ad esempio, che nel settore della sanità ancora bisogna
saldare il 2024 ai creditori e a tutti i soggetti convenzionati?
Liquidità? Lo sapete, Assessore, che il budget 2025 ai soggetti
privati convenzionati, nel settore sanitario, non è stato ancora
definito ed assegnato? Liquidità non trasferita.
Ora le racconto una storia, Presidente, se mi concederà qualche
altro minuto in più.
Assessore a me gli occhi, mi guardi, la prego. SiGeCo, che le dice
questo meraviglioso termine?
Il SiGeCo e il sistema di gestione e controllo, è un cosiddetto
atto d'obbligo, è quel manuale, molto noto ai sindaci, che
disciplina le fasi della circolazione della liquidità per la spesa
collegata ai fondi, cosiddetti, extra regionali. Per le fasi della
richiesta, il trasferimento, la gestione, il controllo e la
rendicontazione. Ci sono delle direttive, di carattere generale,
che consentono ai soggetti delegati della spesa regionale, che
ovviamente hanno dei margini di movimento, e quindi possono
decidere, ad esempio, se dare acconti nella misura del 20 per
cento, come fa la Regione siciliana o fare altro.
Quello che viene inserito in piattaforma, attenzione ci tengo a
sottolinearlo, da parte del soggetto attuatore della spesa, quando
spende, quindi, poi inserisce in piattaforma ciò che ha speso, non
è un inserimento ai fini del controllo immediato di merito di
secondo livello, non è un controllo sulla legittimità della spesa
che ho fatto, quindi si potrebbe semplificare innalzando,
Assessore, la percentuale di anticipazione e ridurre le procedure
di inserimento in piattaforma con le consequenziali procedure di
accreditamento delle ulteriori risorse.
Tutti sanno che, per ogni fondo extraregionale, alla fine si
procederà con l'audit di rendicontazione definitiva, che è la sede
dove si entra nel merito della legittimità e della correttezza
della singola spesa. La Regione, questo lei forse non lo sa, agisce
su questo fronte con almeno cinque, dico, cinque, provvedimenti di
erogazione di liquidità, con un prolungamento dei tempi che causa a
fine anno anche un avanzo di amministrazione che richiede le
ulteriori procedure di riaccertamento con un blocco fisiologico, da
un anno contabile all'altro, che fa lievitare la cassa Se invece
la Regione procedesse con un acconto unico, del novanta per cento,
la spesa sarebbe più veloce, perché ogni procedura di acconto ha
una durata media di tre mesi cioè, per essere chiari: noi in questo
momento, per una stessa opera fatta a base 100, la Regione dà
acconti del 20 per cento, fa cinque procedure, ogni procedura dura
due o tre mesi, per quei due, tre mesi, si blocca la spesa del
soggetto attuatore perché, possibilmente, non ha la liquidità per
andare avanti
SiGeCo, parola magica assessore, se la segni questa perché poi
aspetto una risposta su questo argomento
È ovvio che, a tutto questo, bisogna aggiungere un altro aspetto,
Assessore a me gli occhi Guardi, le sto facendo un'altra domanda,
a me gli occhi assessore Lei lo sa quanto ha ricevuto in acconto,
per quanto riguarda i fondi extraregionali, per l'avviamento della
programmazione 2021-2027? Non lo sa Ebbene, glielo dico io, ci
sono almeno 5 miliardi, poi lei mi correggerà, perché io l'ho
saputo dall'usciere, lei con un click lo può sapere, circa 5
miliardi, che sono l'acconto dato per quanto riguarda i programmi
di spesa extraregionali. Stiamo parlando del PNRR, del FSC,
dell'FSE. Ebbene, non corrisponde, signor Presidente, a quella che
è l'anticipazione avuta dalla Regione, non corrisponde la
correlativa capacità di spesa e, quindi, lì si vede l'incapacità
della spesa Ecco perché abbiamo 14 miliardi di liquidità fermi Ma
qual è l'imprenditore che terrebbe fermi sul conto corrente
miliardi, inutilmente? Anche da questo punto di vista, ovviamente,
il tema sarebbe da approfondire perché potremmo anche immaginare di
costruire, se avessimo tutta questa liquidità libera, signor
Presidente, il cosiddetto FAL, Fondo di Anticipazione di Liquidità,
che è una norma che è stata fatta a livello nazionale, nel 2013, se
non ricordo male, proprio per dare anticipazione di liquidità ai
comuni.
Ovviamente, voglio aggiungere anche un altro aspetto: i 2 miliardi
di avanzo di amministrazione, libero. Noi ci auguriamo tutto
questo, ma le faccio un esempio, però, veda, tra questi 2 miliardi
c'è tutta quella spesa che non è stata effettuata ma che non è
stata neanche impegnata per cui lei contabilmente ce l'ha libera,
che riguarda esattamente i ritardi della macchina amministrativa.
Le faccio un piccolo esempio banale e poi la invito a fare una
ricognizione, da questo punto di vista. Veda articolo 30, comma 2,
della legge 25, 12 agosto 2024, la variazione di bilancio: questo
Parlamento ha destinato duecentomila euro al comune di Taormina per
realizzare la propria fondazione. Lei lo sa che ancora non è stato
neanche fatto l'impegno? È passato quasi un anno e mezzo. Veda,
questi duecentomila euro, lei li ha nell'avanzo libero. Lo sa
quanti esempi le potrei fare del genere?
Verificate bene, allineate bene quelle che sono le norme fatte da
questo Parlamento, perché voi un monitoraggio della filiera
complessiva dell'Amministrazione, fatta la legge, la filiera
amministrativa, non l'avete Ed ecco perché, ovviamente, poi, ci
potremmo trovare di fronte alla cosiddetta, purtroppo, illusione
monetaria.
Concludo, Presidente, con un'ultima riflessione che è doverosa,
per quanto ci riguarda. L'assessore Dagnino ha assunto degli
impegni ben precisi in Commissione Bilancio e li ha assunti anche
nelle nostre interlocuzioni, perché io faccio interlocuzione che
posso raccontare, non faccio interlocuzioni che non posso
raccontare, cioè, che generano imbarazzo e, in Commissione
Bilancio, è stata ribadita una richiesta ben precisa, e lei lo sa.
Noi abbiamo chiesto almeno cinquanta milioni di euro in più,
almeno, per il fondo delle autonomie locali.
Io ho chiesto a questo Governo che facesse un report per portarlo
al Parlamento di quello che è successo negli ultimi tre anni,
almeno di questo Governo, perché degli altri non ne voglio parlare,
voglio parlare di questo Governo, di quello che è l'andamento dei
trasferimenti alle autonomie locali e ho chiesto formalmente che ci
fosse, anche in vista di questi famosi 2 miliardi, l'impegno chiaro
con l'Anci, con cui non avete fatto per l'ennesima volta il
confronto, di aumentare il fondo delle autonomie locali; è inutile
che poi entriamo nell'ottica che ognuno di noi cerca di trasferire
qualche euro in più ai sindaci, che non ci vedo niente di male, se
ovviamente in una visione strategica tutti i palazzi municipali
ricevono un beneficio in più Perché voglio ricordare sempre
all'assessore Dagnino che se i comuni della Sicilia sono negli
ultimi posti per la vivibilità è perché la spazzatura, le buche, la
luce, l'acqua, veda è un compito che hanno i palazzi municipali,
ma se noi li continuiamo a strozzare, come pretendete una Sicilia
vivibile? Mica si occupa dell'estate di Taormina il Presidente
della Regione, se ne deve occupare il Sindaco di Taormina, ma se al
Sindaco di Taormina ogni anno continuate a taglieggiare il fondo
delle autonomie locali, come dovrebbe il Sindaco garantire i
servizi minimi?
Ho chiesto un impegno chiaro, e in quest'Aula, quando inizierà la
discussione, signor Assessore, io pretendo, della visione che le ho
consegnato, che questo avvenga.
Lei non può liquidare questa legge di stabilità scollegata da
quella che è la visione di questi 2 miliardi di giugno, perché ci
sono tematiche importanti che, per carenza di risorse, avete detto,
non avete potuto affrontare: allora, io sono anche pronto qui a
lanciare norme, con chi ci sta, perché questo è il momento di
farle, che avranno da parte del Governo la copertura finanziaria
nella variazione di bilancio di giugno; la facciamo ora la
variazione di bilancio di giugno e così, finalmente, impostiamo una
strategia di medio e lungo periodo e non continuare a sperperare
con la logica dello spezzatino le risorse
Ecco perché non avete avuto finora la capacità di consegnare una
visione strategica dei problemi, e io su questo, signor Assessore,
la invito a trasferire in termini definitivi il messaggio al
Presidente Schifani.
Io non lo so che fine faranno i miei emendamenti perché mi è stato
detto che nella seduta spiritica che avete fatto ieri, quando a
un certo punto è stato evocato Cateno De Luca, il clima disteso è
diventato tempesta, ma io non ho problemi, anche perché io per gli
emendamenti che ho fatto son lì e sono pronto a difenderli nel
merito, perché è vergognoso che alla città di Messina venga pagato
dal fondo regionale del trasporto pubblico locale 1,20 a
chilometro, rispetto a Catania, a Palermo, che l'hanno rimborsata a
2 euro e 70
Io ho chiesto non una marchetta, io ho chiesto pari dignità nei
confronti di una città che si è rialzata da sola, vivaddio, e che,
oggi, rappresenta la quinta città in termini di qualità di
trasporto urbano e la prima in Sicilia: e questa è una questione
che avevo posto già tre anni fa e poi potremmo parlare anche di
altro ma quando sarà il momento.
Io con orgoglio difenderò quello che è stato oggetto di una
discussione, oggetto di una condivisione, oggetto di una
valutazione positiva in Commissione Bilancio: e se ora voi volete
far prevalere la logica della faida non c'è problema, questa logica
della faida vuol dire che l'affronteremo a testa alta e alla luce
del sole in questo Parlamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cateno De Luca.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico il congedo, per motivi di salute,
dell'onorevole Adorno.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione unificata dei disegni di legge
Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2026/2028 (n. 1029)
e Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 (n.
1030)
PRESIDENTE. Comunico che il testo trasmesso della legge di
stabilità è stato nuovamente inviato ai colleghi deputati in quanto
quello trasmesso precedentemente, per mero errore materiale, non
conteneva il comma 12 dell'articolo 131, quindi, ribadisco, è stato
ritrasmesso il testo.
Sull'ordine dei lavori
GIAMBONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, nel rispetto di tutte e tutti, io
ritengo che - come rappresentante del Partito Democratico oggi, e
credo che altri riprenderanno questo argomento - non può rimanere
sotto traccia, mettiamola così, Presidente, anche agli occhi dei
siciliani che ci seguono ecco, vedo il Presidente assente, abbiamo
solamente la presenza dell'assessore Dagnino.
Noi siamo abituati, ahinoi, ad avere ormai una sistematica assenza
del Presidente della Regione, ma quantomeno, nelle fasi iniziali
delle finanziarie, per così dire a momenti alterni, il Presidente
della Regione è stato qui presente. Qui c'è non solamente una
questione di mancanza di rispetto da parte del Presidente della
Regione, di chi oggi rappresenta i siciliani, la manovra
finanziaria è il momento clou rispetto a quella che è la
pianificazione: si determina il futuro della nostra Terra e quindi
non è solamente una questione di mancanza di rispetto.
PRESIDENTE. Questo, però, non è sull'ordine dei lavori
GIAMBONA. Sono sull'ordine dei lavori, signor Presidente, vado al
punto.
Questa manovra che, inizialmente è stata trasmessa in Commissione
Bilancio con un numero di articoli intorno a 50 poi, è lievitata a
134 articoli Oggi discutiamo di 134 articoli.
Oggi, noi siamo nell'impossibilità, nella discussione generale, di
fare ascoltare la voce dei siciliani al Governo.
Non c'è il Presidente della Regione e non ci sono tutti gli altri
assessori che, ognuno per competenza, dovrebbero intervenire,
dovrebbero ascoltare quello che noi abbiamo da dire.
PRESIDENTE. Questa, però, è una questione di merito e non
sull'ordine dei lavori.
GIAMBONA. Nel merito, Signor Presidente, aggiungo un altro
aspetto.
Questa legge non ha nemmeno la relazione illustrativa, all'inizio,
non so se lo avete notato.
Dal momento in cui è stata trasmessa la norma al Parlamento, è
saltata la relazione illustrativa, quindi, noi a distanza di poco
più di 24 ore, siamo qui a discutere di emendamenti, di norme, di
proposte ma non c'è alcuno straccio di proposta illustrativa della
norma.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, la relazione illustrativa è nei
tablet insieme al testo del disegno di legge.
GIAMBONA. È stata, probabilmente, trasmessa adesso. Non c'era fino
ad oggi.
PRESIDENTE. Già ieri c'era la relazione illustrativa
GIAMBONA. Signor Presidente, evidentemente lei rafforza quello che
è il mio ragionamento.
Stiamo parlando di 134 articoli per i quali, solamente ieri, è
stata allegata la relazione illustrativa. Non fa altro che
confermare quelle che sono le criticità.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, il suo intervento non è
sull'ordine dei lavori, perché il testo di legge quando è stato
trasmesso a tutti i colleghi, quindi ieri, era compreso anche di
relazione illustrativa.
Poi comprendo nel merito il suo intervento, per quanto riguarda il
maggior numero di articoli che poi sono stati inseriti all'interno
della legge di stabilità, ma è una questione di merito.
GIAMBONA. Signor Presidente, io concludo dicendo che sull'ordine
dei lavori voglio sottolineare come questo Parlamento non sia nelle
condizioni - considerata l'assenza del Presidente della Regione e
della quasi totalità degli assessori regionali - di continuare
questa discussione.
Oltre che mortificare il Parlamento, non siamo fattivamente nelle
condizioni di poterci confrontare con chi ci dovrebbe spiegare
questa manovra finanziaria.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
Riprende la discussione unificata dei disegni di legge
Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2026/2028 (n. 1029)
e Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 (n.
1030)
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
Ricordo a tutti che, comunque, per il Governo è presente in questo
momento l'assessore Dagnino che è competente rispetto al disegno di
legge di cui si sta si sta discutendo.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore. Una
chiosa sull'intervento del mio collega. Io la relazione, o meglio,
la nota di lettura non l'ho rinvenuta, ho trovato i riferimenti
normativi nel tablet, che sono due cose diverse.
PRESIDENTE. Sono due cose diverse, onorevole Safina. Quella che è
obbligatoria, è la relazione.
SAFINA. E non c'è.
PRESIDENTE. La nota non è...
SAFINA. Lo so, la nota non c'è e, infatti, la relazione non c'era
nemmeno
GIAMBONA. C'è o non c'è questa relazione?
SAFINA. Non c'è, non c'è
PRESIDENTE. Sono due cose diverse. La relazione è una cosa, la
nota di lettura è un'altra cosa.
SAFINA. E non c'è
GIAMBONA. La relazione c'è o non c'è, Presidente? No, la risposta
voglio sapere. C'è o non c'è questa relazione?
PRESIDENTE. Io non vorrei reiterare l'intervento che ho fatto poco
fa. La relazione c'è, dopodiché la nota di lettura è un altro
documento, che è diverso, ma la relazione c'è, altrimenti non
potevamo inviare il disegno di legge, non lo potevo incardinare.
Prego, onorevole Safina.
SAFINA. Poi, alla chiosa del mio intervento tornerò sul punto.
Veda, Presidente, assessore, avevo letto qualcosa nei giorni
scorsi e mi è venuto alla mente, questa mattina, un famoso discorso
di Aldo Moro, nel quale, a un certo punto, lo stesso Aldo Moro,
ebbe a dire che "questo Paese non si salverà: la stagione dei
diritti e delle libertà si rivelerà effimera se non rinascerà un
nuovo senso del dovere". Ebbene, io sono preoccupato perché
quest'Aula ne è la dimostrazione plastica, quello che diceva anche
il mio collega, in qualche modo lo rassegnava già, il senso del
dovere in quest'Aula si è perso da tempo e - al Governo - il senso
del dovere non ha mai albergato E sa perché Perché una delle cose
che, in primo luogo, deve fare chi ha senso del dovere è -
soprattutto quando rappresenta le Istituzioni - essere da esempio,
e un buon esempio lo dà chi racconta la verità, chi non edulcora la
realtà
Ebbene, durante la discussione della mozione di sfiducia, il
presidente Schifani ha avuto modo più volte di attaccare
l'opposizione, le forze all'opposizione del suo Governo, dicendo
che saremmo i partiti del no, quelli che non fanno proposte, quelli
che sanno solo criticare ciò che viene di buono dalla sua
compagine.
Ora, se il Presidente seguisse i lavori d'Aula e si informasse su
ciò che avviene tanto nelle Commissioni di merito quanto nella
Commissione Bilancio, scoprirebbe che, a fronte di molte delle
vostre proposte, le forze di opposizione hanno provato a interagire
e a interloquire. In particolare PD, Movimento 5 Stelle, e
Controcorrente, hanno presentato 23 proposte unitarie, che non sono
necessariamente dei no, caro assessore Dagnino, alle proposte che
voi avete lanciato, ma sono dei sì condizionati, delle correzioni
ai vostri interventi Perché veda, Assessore, voi con l'articolo 1,
ne elenco alcuni a mo' d'esempio, con l'articolo 1 e con l'articolo
2, avete introdotto due norme che prevedono degli incentivi -
assessore, però se lei parla al telefono è fastidioso - avete
introdotto delle norme all'articolo 1 e all'articolo 2, che noi non
abbiamo contestato, abbiamo detto che probabilmente a queste norme
andrebbe agganciata una politica industriale, perché altrimenti
saranno effimere; abbiamo detto che serve una politica energetica,
per esempio, all'interno delle politiche industriali per la nostra
Regione. Voi per politiche energetiche intendete come norme che
possono favorire l'implementazione degli impianti di energia
alternativa, io non son contrario, però politica energetica vuol
dire anche mettere in campo un'iniziativa che possa ridurre i costi
energetici per le imprese e per i cittadini siciliani, tutto questo
manca
Ma, cionondimeno, tornando all'articolo 1 e all'articolo 2, noi vi
abbiamo detto: guardate, queste norme, va bene, siamo anche
disponibili a dire sì all'approvazione delle medesime, però,
guardate che vanno corrette, perché vanno implementate con alcuni
rimedi che servono, per esempio, a migliorare la coniugazione dei
tempi di vita e di lavoro per le famiglie, per le donne. E, quindi,
vi abbiamo proposto, per esempio, di aumentare il contributo a
quelle imprese che introducono norme di welfare aziendale, che
introducono delle riduzioni dell'orario di lavoro, che
introducono...Assessore voi, nelle norme che avevate fatto, non
avevate previsto nemmeno la sanzione e avevate dato la possibilità,
anche a chi aveva avuto comminate sanzioni definitive per la
violazione delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di
lavoro, di addivenire a questa erogazione Ve l'abbiamo dovuto dire
noi di introdurre questo divieto
Queste non sono forze politiche che dicono no, sono forze
politiche che ragionano sui problemi concreti della nostra società,
che ragionano su quella che è una piaga del nostro sistema
produttivo. Perché la Sicilia è la Regione con meno ispettori del
lavoro, ma con più infortuni del resto del Paese e, tra l'altro,
con più infortuni anche mortali.
Noi non abbiamo detto di no, abbiamo detto dei tanti sì E
l'abbiamo fatto sull'articolo 1, sull'articolo 2. L'abbiamo fatto,
per esempio, sul fondo per intervenire nelle aree disagiate. Noi,
insieme alle altre forze di opposizione, abbiamo riscritto quella
norma, perché come l'avete scritta voi quella norma lì non servirà
a nulla Non raggiungerà alcun obiettivo Mentre noi ve l'abbiamo
riformulata, dicendo che se vogliamo fare una cosa seria,
interveniamo nelle aree disagiate, per esempio, delle grandi città
metropolitane, interveniamo nelle aree dove maggiore è il rischio
di disagio sociale, con una norma organica non con uno spot
E poi, e mi avvio alle conclusioni per lasciare tempo anche ai
miei colleghi, vi abbiamo detto che nel momento in cui andate
decantando le grandi risorse disponibili, e stiamo facendo una
legge di stabilità da oltre un miliardo di euro - un miliardo e
due, non ho visto con le ultime norme che avete introdotto, non ho
capito bene nemmeno quanto quota complessivamente la manovra - ma è
possibile mai che, nel momento in cui aumentano le risorse a
disposizione e state sempre declamando ai quattro venti che poi
avremo oltre due miliardi di euro di avanzo da utilizzare, che non
si aumentino le risorse per gli enti locali? Cioè, quando
diminuivano le risorse a disposizione, tagliavamo quelle degli enti
locali. Quando aumentano, quelle degli enti locali rimangono
invariate salvo che c'è un gravissimo peso delle riserve, e tra
queste riserve - ve ne dico una tra tutte - avete avuto il coraggio
di introdurre una norma, sbandierata per esempio dall'assessore
Tamajo, per introdurre un fondo da due milioni di euro per le
imprese di Mondello che verranno chiuse, o che subiranno un danno
per effetto dei cantieri Guardate che i cantieri si fanno nel
resto della Sicilia, non è che i cantieri si fanno solo a Mondello
E dire che questa norma è destinata ai comuni delle aree
metropolitane, e per le aree dei comuni delle aree metropolitane ad
"alta" (cosa vuol dire alta?) vocazione turistica. Le rammento che
abbiamo fatto una norma che dice che tutti i comuni siciliani, sono
comuni turistici. Non ce ne sono ad alta o bassa. Sono tutti
turistici E, peraltro, se proprio dovessimo verificare le
statistiche, ci sono aree a maggiore densità turistica di Mondello
Ma il tema qual è, Assessore? Non sono i due milioni per Mondello.
È che voi ricascate sempre negli stessi errori, cioè non avete una
linea, non avete un'etica nel proporre le misure. Perché per voi la
legge di stabilità è spartizione, e non si spiegherebbe perché da
26 articoli si arriva a 134 E poi non consideriamo i commi che ci
sono nelle riserve, le varie norme che avete inserito
Non è che noi siamo le forze del "no". Noi siamo forze politiche
responsabili, che immaginiamo un futuro per la Sicilia, che
vorremmo dare un indirizzo alla Sicilia, che proviamo, da
opposizioni, a rimettervi in condizione di ragionare su quello che
serve Ma voi, purtroppo, siete, bisogna dire, più cuffariani di
Cuffaro perché il modello di Governo che avete in testa è quello
della distribuzione delle prebende. E, dunque, anche quest'anno,
sprecheremo decine e decine di milioni di euro in misure che non
serviranno a niente Perché, veda Assessore, poco fa, i colleghi
hanno partecipato a una discussione con la Coldiretti - e poi
chiudo, veramente - ma avete pensato, per esempio, a una misura per
chiudere le filiere produttive? No Non l'avete minimamente
pensata
Avete pensato che servirebbero le filiere? Lei me lo insegna,
servono a tutelare tanto i produttori, quanto i consumatori, e
servono comunque a garantire che il valore non si disperda, possono
creare capacità occupazionale, capacità di resistere alle
turbolenze del mercato.
Avete previsto 10 milioni di euro per i dazi, quando l'avete detto
voi che i dazi peseranno nella nostra economia per il 15 percento
nelle nostre esportazioni e che le esportazioni valgono circa 200
milioni di euro negli Stati Uniti. Il conto è presto fatto: se 200
milioni è il valore delle esportazioni siciliane verso gli Stati
Uniti, è chiaro che il 15 per cento sono 30 milioni; con 10 milioni
non faremo niente
Allora, io credo che questa manovra vada ripensata e non nei
vostri caminetti, quelli che farete con la maggioranza, nei quali
poi vi dite le cose e le tradite in quest'Aula, ma vada ripensata
in quest'Aula con uno spirito costruttivo, sapendo, e lo dico al
Presidente, che qui non ci sono irresponsabili. Qui ci sono forze
politiche responsabili, che tengono al futuro della Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
Colleghi, ho iscritti per la discussione generale, di oggi, altri
due colleghi, che sono l'onorevole La Vardera e l'onorevole
Schillaci.
Anche per capire poi l'andamento dei lavori d'Aula odierni, c'è
qualche altro collega che vuole intervenire oggi sulla discussione
generale? Okay, l'onorevole Chinnici, va bene.
È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, non dico onorevoli colleghi perché
di onorevoli colleghi ce ne sono, fondamentalmente 7 o 8
dell'opposizione, con i colleghi che sono andati già via e che già
c'erano. Fondamentalmente non c'è la maggioranza. Non c'è la
maggioranza
Assessore, è brutto che in questo Parlamento non abbiamo le
telecamere rivolte ai banchi del Parlamento, perché chi ci sta
ascoltando da casa dovrebbe rendersi conto che nel momento più
importante della nostra Regione, in cui decidiamo come spendere i
milioni di euro per i siciliani, il Parlamento di fatto latita La
maggioranza, pardon, di questo Parlamento latita E latitano gli
assessori, latita il Presidente di questa Regione
Perché, la discussione generale, ricordo, caro assessore Dagnino,
è un momento fondamentale della manovra: vi darebbe la possibilità
di ascoltare le proposte dell'opposizione.
E sono fermo ancora alle parole del Presidente Schifani che,
seduto in quella poltrona, tra un pisolino e l'altro che si è
fatto, ci diceva: "Ma voi non avete proposte Non solo, ha detto
una cosa straordinaria, che è passata in sordina, e che, forse,
nessuno dei giornalisti si è accorto di questo passaggio. "Quando
c'eravate voi - io non c'ero, ad esempio - ma quando c'eravate voi
al Governo Crocetta, avete addirittura fatto dimettere l'assessore
per i disabili"- ricordando l'episodio di "Siamo handicappati, ma
non siamo cretini", svolto in maniera magistrale dai ragazzi che
hanno avuto il coraggio di fare dimettere quell'assessore -
imputando che, quindi, quando c'era la sinistra al governo, in tema
di disabilità noi o voi o loro, perché io non c'ero, non siamo
stati in grado di dire una parola nei confronti di quell'assessore
che, evidentemente, ha perso
Ma lo sapete oggi quell'assessore, il cui cognome è già nefasto,
perché tutti i "Miccichè" in questa Regione sono cognomi
allucinanti - ad Agrigento c'è un sindaco, Francesco Miccichè, poi,
ognuno... - questo signore qua, che il presidente Schifani imputava
alle opposizioni, si chiama Miccichè - assessore Dagnino, glielo
dica al Presidente che ha accanto, anzi che non ha accanto - oggi
consigliere comunale di Forza Italia a Caltanissetta, nonché
consigliere provinciale. Ma voi ci siete o ci fate? Imputate a noi,
classe dirigente, che non si è in grado di governare questa Regione
e, poi, ve lo pigliate nella stessa maggioranza, nello stesso
partito del presidente Schifani Avete la faccia con i calli, per
non dire qualche altra cosa, visto che siamo in Parlamento. Non
avete idea dell'accozzaglia indefinita che definisce il vostro
stesso Governo e oggi è veramente squalificante vedere un
Parlamento vuoto, dei banchi della maggioranza che non hanno
rispetto di quelle proposte che noi vorremmo fare. Ma cosa facciamo
se non ci ascolta nessuno? Con tutto il rispetto dell'assessore
Dagnino che è un pezzo di questo Governo.
Allora, andando nel merito di questa manovra, state dimostrando
come sempre di avere una miopia totale rispetto ai temi cruciali di
questa Regione, una manovra che oserei dire delle lobby, che guarda
ai pochi, che guarda agli interessi circoscritti di determinati
gruppi politici o fazioni politiche. Le do una dimostrazione?
Siete riusciti a inserire un articolo perché di questo, badi bene
il presidente Schifani a pensare che noi parliamo di cose che hanno
a che fare col sesso degli angeli, vi inchiodiamo alle vostre
responsabilità, partendo dalla misura che voi stessi avete
presentato: la prima misura lobbistica che guarda agli interessi di
pochi e degli amici degli amici, contenuta all'articolo 6, un
capolavoro avete fatto, assessore, un capolavoro
L'articolo 6 è la prova che questa manovra ha nomi e cognomi
rispetto ai beneficiari che sono amici vostri, compagni di merenda.
L'articolo 6 dà la possibilità alle autovetture e agli autoveicoli
leggeri, con peso inferiore a 3.5 tonnellate, immatricolati dal
2026, provenienti da altra Regione, di avere uno sconto sulla tassa
del bollo Una cosa buona effettivamente, diamo la possibilità di
dare una mano alle aziende che hanno più furgoni, che magari fanno
fatica a pagare i dipendenti e gli operai nel settore, che so
edile, che hanno come obiettivo di salvaguardare e quindi la
Regione dice: "hai più mezzi? bene ti do la possibilità di pagare
meno bollo ". Ma voi qua ci mettete il capolavoro, riferite questa
tassa del bollo, onorevole Assenza, e la date a chi? A quelle
aziende - l'esenzione prevista al presente articolo - che operano
limitatamente al periodo residuo che intercorre tra la data di
ingresso nella Regione siciliana e che hanno sede in una provincia
autonoma. Cosa vuole dire? Perché poi quando fate le norme siete
pure bravi a mistificare la realtà e quindi noi, siccome siamo
altrettanto bravi, dobbiamo capire di che stiamo parlando. Avete
fatto la norma per Sicily by car, che ha sede guarda caso, nella
provincia autonoma di Bolzano e avete fatto un regalo a Tommaso
Dragotto. No, assessore? E a chi glielo avete fatto questo regalo?
Vergogna Siete i soliti, i soliti amici di compagni di merende che
avete a cuore gli interessi dei vostri amici, i siciliani possono
morire.
Un'altra norma ad personam? Gliela dico subito. Lo ha detto il
collega Safina, ma è importante leggere le norme, perché nella
lettura delle norme si evidenzia tutta la vostra capacità di
prendere in giro i siciliani. L'articolo 32 è un capolavoro, perché
vanno lette, va letta, va studiata antropologicamente la vostra
capacità di prendere in giro i siciliani. Articolo 33: "L'assessore
regionale delle attività produttive è autorizzato a concedere nei
limiti degli aiuti de minimis un contributo straordinario a titolo
di indennizzo agli imprenditori - scrivete nomi e cognomi - i cui
esercizi commerciali siano ubicati in località ad alta valenza
turistica delle città metropolitane la cui attività sia stata
penalizzata da chiusura di traffico". Ma perché vi vergognate e non
scrivevate direttamente due milioni di euro si sta agitando
l'assessore, si sta agitando, bello, sono contento scrivevate due
milioni di euro per Mondello? Vi vergognate delle vostre stesse
norme? Cioè, anziché scrivere che Tamajo vuole dare due milioni di
euro a Mondello, ci fate la "supercazzola", che si autoriproduce,
direbbe qualcuno, quindi usa in prestito queste parole, perché vi
vergognate a dire che volete dare 2 milioni di euro, solo ed
esclusivamente agli esercenti di Mondello, nulla quaestio. Io non
sono contro nel dare degli indennizzi a chi ha una chiusura del
traffico e quindi nel rischio d'impresa, poi di fatto ha un danno.
Nulla, bravo Ma se lo fate per Mondello, dovete farlo per tutti
gli altri comuni siciliani, che già gli esercenti ve ne potrei
dire migliaia di esercenti che hanno chiuso i loro negozi, perché
hanno fatto lavori e hanno chiuso il traffico, hanno avuto delle
perdite, ma siccome non hanno un santo in Paradiso, non sono di
Mondello e non sono amici di Edmondo Tamajo, detto Di Maio - come
si faceva scrivere nella sua tabella elettorale - possono morire
Allora, questi due esempi, potrei continuare per ore, sono la
fotografia plastica del vostro modo - e uso un termine di cui mi
assumo la responsabilità e pretendo di essere querelato - di
"delinquenza politica , voi siete dei delinquenti politici", che
avete usato le leggi in maniera perfetta, precisa, per aiutare gli
amici e per non aiutare i siciliani.
Le vostre norme non guardano una pletora di interessi dei 390
comuni, ma guardano gli interessi dei pochi, guardano gli interessi
delle lobby, leggendo questa manovra di 140 e passa articoli, ci
siamo imbattuti in decine di emendamenti fatti ad hoc, senza un
criterio di oggettività, di parcellizzazione della spesa, mancano
degli interventi seri, veramente, per non creare. Perché voi cosa
fate? C'è il problema delle liste di attesa e potenziate
l'informatizzazione, perché, in questo modo, informatizzando, le
liste d'attesa crolleranno? Cioè, voi, anziché risolvere il
problema a monte, nel cuore del problema voi provate a metterci
delle pezze, per potere dire vedete, l'abbiamo fatto .
Voi non avete idea dei disastri che in questi mesi avete operato,
non avete idea di come far tornare i giovani siciliani che vanno
via, non avete idea di come risolvere il problema del caro voli,
continuate a mettere toppe a dei buchi che sono enormi e sui quale
pensate di risolvere i problemi, con dei comunicati stampa, non
andate al cuore del problema. E rispondete al telefono, perché
questo sapete fare; lei, degno delfino del suo Presidente della
Regione, mentre io parlo risponde al telefono. Come sta la persona
con cui parla? Sta bene? Me la saluta la prossima volta, se può.
E quindi, Presidente, è questa la nostra analisi. Come opposizione
abbiamo presentato degli emendamenti puntuali, precisi,
circoscritti della nostra visione complessiva della Regione
siciliana, come sempre ovviamente, non ci ascolterete e,
ovviamente, abbiamo pensato anche, prima di incontrare in
quest'Aula la Coldiretti, che ha voluto darci la sua visione sul
problema atavico che riguarda gli agricoltori qui la base del loro
problema ha una sola parola, che si chiama acqua, mancanza d'acqua
Con loro abbiamo preso un impegno, con tutte le forze, perché
questo non può essere un tema del PD, dei 5 Stelle, o di Caio o di
Sempronio, ma è un tema dei siciliani e qui sì, che con grande
senso di responsabilità, noi non faremo mancare il nostro sostegno,
perché sui temi importanti non ci possono essere colori politici,
abbiamo assunto l'impegno di firmare un emendamento proposto dalla
Coldiretti e che porteremo fino in fondo. Ma, ancora una volta, e
questo è soltanto l'inizio delle puntate della serie di Netflix,
perché oggi vi ho parlato di due norme ad personam, siete degni del
nome di Scilipoti, questo è il vostro Governo, degno di Scilipoti.
Ma lunedì, quando continuerà la discussione generale, e in tutta
la finanziaria, su centotrentaquattro articoli, abbiamo trovato
qualcosa come sessantadue articoli, degni della parola ad personam,
non sui macro-temi, su cui non mettiamo in discussione nulla,
perché ci sta portare a casa dei risultati per i propri territori,
ben venga nella complessità, ma non possiamo dimenticarci del resto
della Sicilia
Noi su questo fare la vostra retorica politica becera e sul fatto
che solo una cosa resta a questi siciliani, un Governo
politicamente delinquente che pensa ai propri amici e si dimentica
dei siciliani.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
E poi ultimo intervento dell'onorevole Chinnici.
SCHILLACI. Signor Presidente, colleghi, quelli che sono rimasti in
Aula, e assessore Dagnino, oggi ci troviamo a parlare di questa
manovra finanziaria, una manovra che non era mai stata così
pesante, veramente un tomo incredibile, motivo per il quale le
opposizioni sono andate via, hanno abbandonato i lavori della
Commissione perché vedevamo passare tutta una serie di fogliettini
da una stanza all'altra, deputati che correvano per avere approvati
i loro desiderata e vedevamo passare delle nostre proposte o
comunque dei suggerimenti di migliorie al testo, puntualmente
sorpassate o comunque non prese neanche in considerazione.
Bene La manovra era inizialmente snella, è diventata più di 130
articoli ma, signor Presidente, sa di chi è la colpa di questo? La
colpa è del Presidente Schifani che ha annunciato che c'erano delle
maggiori entrate da parte della Regione. E cosa è successo? Questo
ha fatto naturalmente aumentare gli appetiti di una maggioranza
sempre più famelica e in questa finanziaria oggi ci troviamo di
tutto Ci troviamo norme appesantite, norme che sono naturalmente
fatte ad personam, ma ci troviamo anche dei veri e propri disegni
di legge. Ci sono disegni di legge all'interno di questa manovra
Io credo, assessore Dagnino, che lei non ne sarà certo lieto di
questo perché questa è una manovra finanziaria, non dovrebbe essere
una manovra con all'interno disegni di legge che non sono
probabilmente neanche passati dalle Commissioni e non hanno avuto
un approfondimento adeguato.
Ci sono persino debiti fuori bilancio all'interno di questa
manovra, debiti fuori bilancio in cui spesso la maggioranza non
mette la faccia e quindi vengono all'interno inseriti e camuffati.
Bene Quindi male ha fatto il Presidente Schifani a fare queste
dichiarazioni, perché c'è stato un vero e proprio assalto alla
diligenza
Non è una manovra che risolve i problemi più critici della Sicilia
e soprattutto dei siciliani, rifiuti, acqua e finanche le liste
d'attesa Ridicolo l'articolo 8 sulla riduzione delle liste
d'attesa, un monitoraggio che dovrebbe essere scontato, cioè che
dovrebbe essere un'attività amministrativa non certo messa
all'interno di una manovra finanziaria.
Si vogliono ridurre le liste d'attesa?
Iniziamo, do un suggerimento da questo scranno, cominciamo a
gestire in maniera adeguata l'intramoenia perché il problema delle
liste d'attesa è la carenza di medici e se finanche per quei medici
che abbiamo all'interno del nostro servizio pubblico, la loro
attività intramoenia non viene gestita in maniera adeguata e
soprattutto controllata - un altro dei problemi diciamo di questo
Governo regionale e dell'intera Regione siciliana - assessore
Dagnino, quello che servirebbe oggi è un maggiore controllo in
tutti i dipartimenti a cominciare dal suo, dove la vigilanza fa
acqua da tutte le parti.
Arrivano indagini in Commissione Antimafia dove viene puntualmente
suggellata la carenza di attività di vigilanza e di controllo in
tutti i dipartimenti, ma soprattutto nel Dipartimento
dell'Assessorato all'economia che ha in capo la vigilanza degli
enti pubblici e delle partecipate.
O ancora fa ridere, diciamo, il contrasto al disagio sociale:
l'articolo 10 è un articolo calato, un desiderata dell'Assessorato
alla famiglia e alle politiche sociali e all'istruzione. Un
articolo che è di una vaghezza incredibile, cioè non si parla né di
come devono essere utilizzate queste risorse; stiamo parlando di
disagio sociale e lo sappiamo bene cosa è successo in Sicilia, in
questo ultimo anno, per il disagio sociale. Gravi problemi, gravi
notizie di cronaca nella città di Palermo, nella città di Catania,
ed è veramente un miracolo che ci siano stati veramente pochi morti
e mandiamo un abbraccio alle famiglie che ci ascoltano da casa. È
davvero incredibile, il disagio sociale lo vogliamo risolvere dando
una delle risorse ad un Assessorato che, a mio avviso dovrebbe
lavorare in sinergia: l'Assessorato istruzione, Assessorato alla
famiglia, Assessorato alla sanità, e l'Assessorato alle attività
produttive, ma tutto questo non avviene. La sinergia è una parola
che viene completamente dimenticata da questo Governo regionale, a
problemi complessi occorrono soluzioni complesse e sicuramente in
sinergia.
Bene, una nuova proposta da parte del presidente Schifani sulla
sanità arriva con l'introduzione di una piccola riforma, che poi,
tra l'altro, era già stata avanzata dai Governi precedenti, sul
doppio livello per la gestione delle nomine dei manager.
Quello che occorre in sanità è: fuori la politica dalla gestione
delle nomine dei manager. Noi non sappiamo, i cittadini non sanno,
quando si recano in un complesso ospedaliero, cosa troveranno
dall'altra parte; non sanno neanche se ci sono delle competenze
adeguate. Tutto questo scompare da un Governo e soprattutto da una
Regione che viene sempre gestita dai soliti dinosauri e dalle
solite clientele. Ecco perché poi vanno via dalla Sicilia
cinquantaseimila giovani laureati: perché hanno perso la speranza,
hanno perso la possibilità di avere riconosciuto il merito, perché
la nostra è una terra gestita da dinosauri, da clientele e
raccomandazioni. Questo è intollerabile, noi non lo possiamo più
accettare
Ancora, l'articolo 33, che è stato citato dai miei colleghi,
naturalmente un articolo ad hoc, diciamo, per fare un articolo che
è un desiderata di un assessore, che poi io mi chiedo, caro
Assessore, è un articolo anche contraddittorio perché, da sempre,
quando si chiudono le zone pedonali - mi riferisco a zone
turistiche dove si creano delle zone pedonali chiuse al traffico -
le attività commerciali ne beneficiano, quindi di che stiamo
parlando? Questo articolo andrebbe stralciato
Oppure, ancora, c'è l'incentivo edilizio: finalmente anche questo
Governo regionale ha dato ragione ai Governi targati a trazione
Movimento 5 Stelle, perché i bonus edilizi hanno funzionato, hanno
fatto anche aumentare il PIL di sette punti percentuali al Governo
nazionale, quindi mi fa piacere, caro Assessore, che anche voi,
come Governo regionale, riconoscete la bontà di questi interventi,
che fanno muovere l'economia, lo sappiamo bene.
Io credo che questa manovra avrebbe avuto una grande possibilità
proprio perché il presidente Schifani aveva detto, e aveva dato, un
margine di manovra ampio, però, Assessore, non bastano gli
incentivi alle imprese così come sono stati numerati, perché quello
che serve veramente alle imprese è la sburocratizzazione; le
imprese non investono nel nostro territorio regionale perché la
burocrazia è pesantissima e dove c'è la burocrazia pesante, sempre
si annida la corruzione...
Quello che serve realmente è digitalizzare tutti i processi, lì,
rendere la trasparenza. Noi ancora oggi, se apriamo i siti della
maggior parte degli enti pubblici e delle partecipate che sono
gestite dalla Regione, l'articolo 33/2003, la legge sulla
trasparenza e sull'obbligo di pubblicazione dei dati, fa acqua da
tutte le parti, e lì anche la Regione non fa vigilanza.
Quindi, quello che serve è sburocratizzare, rendere le nostre reti
infrastrutturali adeguate; oggi continuiamo ad avere trasporti da
terzo mondo È pazzesco E noi lo diciamo dalla scorsa legislatura.
Abbiamo presentato interrogazioni, abbiamo fatto svariate
segnalazioni e non arrivava alcun intervento da parte della
Regione.
Cominciate a spezzettare i lotti per rompere i monopoli e gli
oligopoli che ci sono nel trasporto pubblico locale e nei trasporti
marittimi.
Comunque, i siciliani non sono certo soddisfatti di questa
manovra, perché non vengono sicuramente risolti i problemi delle
famiglie e della maggior parte delle piccole e medie imprese, che
ogni giorno hanno a che fare col caro vita, con il caro energia.
Noi avremmo avuto voglia di vedere una manovra più visionaria, ma
soprattutto una sinergia, quella sinergia che oggi servirebbe
davvero a risolvere i problemi dei siciliani.
Io spero tanto che questo Governo possa passare presto il
testimone, perché le soluzioni che continua a presentare alla
Sicilia e ai siciliani non sono certo risolutive e non sono degne
di una terra come la Sicilia che merita di volare alto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
Nel frattempo, comunico che il testo del disegno di legge di
stabilità comprende altresì il comma 34 dell'articolo 11,
precedentemente non inserito per mero errore materiale.
Prego, onorevole.
(Interruzioni fuori microfono degli onorevoli Cracolici e
Ciminnisi)
Colleghi, ci sono stati degli errori e li stiamo comunicando
all'Aula.
Prego, onorevole Chinnici.
CHINNICI. Grazie, signor Presidente.
Allora, io parlo da qua, perché così si vede meglio che l'Aula è
deserta, che oggi diciamo, è il primo giorno, il primo dei due
giorni della discussione generale e siamo qua, diciamo in 5,6,7?
Maggioranza 2? 3, sempre con l'onorevole Marchetta.
Signor Presidente, sembra che voglio fare ironia, però se è ironia
è ironia tragica.
Allora noi siamo chiamati, io ho ricevuto il testo completo come
tutti i colleghi ieri, abbiamo tempo per gli emendamenti fino a
lunedì, la discussione avviene...
CRACOLICI. Venerdì
CHINNICI fino a venerdì, fino a venerdì, anzi, quindi abbiamo 48
ore di tempo per fare emendamenti, a una manovra che, come è stato
rilevato dai colleghi che mi hanno preceduta, è lievitata appunto
di parecchio, arrivando a ben 134 articoli, compresi quelli
sull'entrata in vigore, etc., comunque in totale 134 articoli
Noi l'abbiamo avuta ieri, quindi il termine per gli emendamenti è
tra 48 ore, ci sono delle tabelle dove c'è, come al solito, di
tutto e di più e praticamente bisogna avere l'occhio, meno male che
c'è l'intelligenza artificiale, così andiamo a selezionare
immediatamente tutto quello che serve, perché, a parte perderci la
vista, queste tabelle sono comunque fondamentali, perché là dentro
c'è praticamente la vita stessa di tanti ambiti fondamentali per i
siciliani.
E vengo appunto alla questione fondamentale. Poco fa, diceva il
mio collega Giambona, c'è stata un'assemblea di Coldiretti, c'è
stata addirittura la conferenza stampa dell'Anci, cioè alcuni di
noi, colleghi, erano là ad ascoltare la conferenza stampa dell'Anci
Sicilia, perché il Presidente dell'Anci lamentava che non ha di
fatto un'interlocuzione strutturale, cioè ci lamentiamo di una
manovra che come sempre è un patchwork di singoli bisogni a
chiamata di qualche singolo Comune, abbiamo denunciato appunto la
parcellizzazione proprio con articoli spot e con versamenti di
fondi spot sempre per singoli Comuni in questi tre anni di
legislatura; ma per debellare questo meccanismo in maniera
definitiva e strutturale l'interlocuzione con l'Anci dovrebbe
essere veramente fissa e strutturale, non dovrebbero essere
costretti il Presidente e il Segretario Alvano a fare una
conferenza stampa dove ci hanno portato tanto di tabelle, immagini,
punti. È chiaro, cioè, che ci sarebbe già qua tutto quello che
serve per una manovra snella, concreta e che punta a quelle 20 cose
fondamentali che servono per la vita dei Comuni tutti, non solo
quelli in grazia ad alcuni deputati, non solo quelli utili per
nutrire il collegio elettorale di qualche deputato. E, allora,
possiamo fare chiaramente esempi su mille cose, però tra le tante
ovviamente che sono state messe in luce, sapete che io ho una
fissazione ovviamente per tutto quello che riguarda la scuola
Qualche settimana fa, l'assessore Turano era venuto in Commissione
Istruzione e ci aveva fatto sognare, perché aveva portato un
pacchetto di misure che, al netto di qualche spreco che avevamo
evidenziato, di alcune cose per noi non fondamentali, aveva delle
cose interessanti.
Bene, io in questa manovra trovo un articolo e basta, poi vado a
guardare nelle tabelle e niente, cioè, di tutto quello che è
essenziale e fondamentale, uno fra tutti proprio per dire una cosa
che riguarda veramente l'intera Sicilia, il trasporto scolastico, è
fermo sempre a 11 milioni, l'Anci ci dice che servirebbero 85
milioni; ora tra 11 milioni e 85, magari una via di mezzo si
potrebbe ancora trovare Ma vengo anche alla manutenzione
straordinaria delle scuole, attenzione, perché parliamo di cose per
le quali poi quando accade l'incidente, cade il calcinaccio, poi
c'è lo scandalo, i Comuni non si sono occupati delle scuole e
mettono a repentaglio la vita degli alunni e degli insegnanti,
giusto?
Ecco, manutenzione straordinaria alle scuole: io ieri mi sono
informata con gli uffici, i fondi sono finiti a luglio,
praticamente si è andati con l'avviso a sportello, dopodiché,
finiti i fondi a luglio, tutti gli altri in questo momento sono
fuori Mi sono interfacciata con un funzionario dicendo: quindi
sarebbe utile incrementare il fondo manutenzione straordinaria? .
Il funzionario che mi ha risposto ovviamente mi ha detto magari,
sarebbe fondamentale .
Ora io cosa vado a guardare subito, dico vabbè, se il
funzionario lo dice a me è chiaro che sicuramente il Governo avrà
recepito, la maggioranza si sarà fatta autrice di una simile
richiesta che non viene da singoli territori, ma viene dagli stessi
uffici della scuola ecco, e vado a vedere che per la manutenzione
straordinaria delle scuole da 8 milioni dell'anno scorso si scende
a 6 milioni nel 2026 e addirittura a 5 milioni di euro per tutta
la Sicilia, manutenzione straordinaria delle scuole nel '27 e nel
'28.
Potremmo fare tanti altri esempi, come per il fondo progettazione
Comuni che era a 50 milioni di euro e non è pervenuto in questa
manovra
Non parliamo, ovviamente, è stato detto prima, della sanità,
segnalata da Agenas, con il rapporto che è stato pubblicato ieri:
103 aree che riguardano 43 strutture ospedaliere, cioè un terzo del
totale nazionale.
Ora mi chiedo, sulla scorta di tutti questi input che vanno
arrivando, non sarebbe il caso di fermarsi nuovamente un attimo e
mettere mano a una manovra che possa avere visto che tra l'altro è
l'ultima manovra di questa legislatura, praticamente importante,
triennale e mettere mano veramente alle cose essenziali? Snellirla
e andare al cuore Noi come opposizioni unite, abbiamo presentato
una ventina di emendamenti consistenti, lei lo sa Presidente, una
ventina di emendamenti che potrebbero costituire una manovra
alternativa, più efficace e più seria, anche per rispondere al
governatore Schifani che ci accusa di fare solo chiacchiere e
polemiche inutili. Non è così, assolutamente
E, allora vorremmo che queste nostre proposte venissero ascoltate.
Finisco con l'altro grande enorme problema che riguarda il
personale di enti locali, personale part-time, persone che da più
di venti, dieci anni, quindici anni, lavorano anche soltanto 18
ore. Ora, qua non si tratta della solita affezione che la sinistra
ha per i precari, anche, e per i lavoratori e le lavoratrici,
anche, ma c'è anche un'esigenza precisa: gli enti locali sono in
buona parte in quasi dissesto funzionale, ci sono servizi che non
riescono ad essere erogati perché manca banalmente il personale,
personale formato, certamente. Faccio solo un esempio e chiudo, uno
dei tantissimi che si potrebbero fare: l'altra volta siamo stati
con la collega Ciminnisi e il collega Giambona a Carini dove c'è
stata un'importante iniziativa sull'abusivismo edilizio e Carini
sappiamo che è un comune molto virtuoso per quanto riguarda le
demolizioni in cui, con coraggio, sono state portate avanti
dall'amministrazione comunale, le demolizioni ovviamente di edifici
abusivi. Bene, di fatto il comune si trova con l'ufficio che si è
occupato in tutti questi anni in maniera meritoria - c'erano venti
persone che lavoravano a questo ed erano riuscite con efficacia a
fare un lavoro di legalità, di antimafia, contro l'abusivismo,
eccetera, eccetera - bene, azzerato, non c'è, non c'è più questo
personale, per vari motivi è stato spostato, eccetera.
È uno dei mille esempi che potremmo fare e che dice la necessità
dell'ascolto dei famosi territori ma per poterli tradurre poi in
norme, ripeto, più snelle e più efficaci, che rispondano veramente
ai bisogni della Sicilia tutta e che non guardino agli interessi
particolari, tesi semplicemente come si è detto e continuiamo a
ripetere, soltanto ad incrementare singoli consensi elettorali,
elettoralistici dei deputati.
Ci aspettiamo realmente e con umiltà lo chiediamo, non con voglia
di polemica, ma ci sono dati che parlano veramente chiaro
dall'Agenas, dalla Corte dei conti sui rifiuti, da quello che
arriva appunto dall'Anci, cioè abbiamo una materia, temi e
argomenti che potrebbero veramente fare riscrivere questa manovra
in 48 ore. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. È iscritto a parlare
l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Beh, la mancanza
del presidente della Regione Schifani è sicuramente un grande vuoto
che non ci permette di confrontarci a pieno su quelli che sono i
temi che noi parlamentari vorremmo che lui sentisse.
Credo che l'ultima sua presenza qui, la mozione di sfiducia,
probabilmente ha rappresentato il periodo massimo di attesa ma non
anche di presenza del Presidente della Regione
CRACOLICI. Ora, presentiamo nuovamente la mozione di sfiducia,
così lo facciamo tornare
GIAMBONA. Presenteremo, come dice il collega Cracolici, altri atti
per far sì che lui venga qui in questo Parlamento a confrontarsi
ma, più che altro, vorremmo che ci fosse il presidente della
Regione Schifani qui a parlare con noi, a parlare con i siciliani
perché il Presidente continua a fare degli scivoloni, mettiamola
così; è solito farne tanti, soprattutto quando si tratta di
discutere la nostra finanziaria e ricordiamo molto bene che ogni
qual volta il Presidente della Regione è stato qui presente nella
discussione degli articoli della finanziaria, molti sono andati
male, le proposte che ha avanzato, però devo dire che nella
discussione della mozione di sfiducia, ecco, il Presidente della
Regione è andato anche oltre. Noi abbiamo sottoposto a lui tutta
una serie di questioni, una serie di domande, lo abbiamo
letteralmente inchiodato sulle responsabilità del Governo e della
sua maggioranza, ma non abbiamo riscontrato alcuna risposta, per
così dire, lineare e concreta rispetto a quelli che sono stati i
temi che gli abbiamo sottoposto.
Non abbiamo ben compreso, ed è questo il motivo per cui vorremmo
un surplus di presenza del presidente della Regione, se lui stesso
è, per così dire, convinto della sua azione politica e
amministrativa, se in sostanza ha una percezione della realtà, se
ha una percezione di una realtà che sia alterata, che sia distorta,
oppure se lui stesso magari, attraverso quelli che sono i suoi
consiglieri, probabilmente vuole anche provocare i parlamentari
tutti, non solo delle opposizioni perché, non solo il presidente
della Regione non ha risposto su tanti temi, io ho posto alcune
domande che, nel merito, centravano l'aspetto dell'immobilismo,
della carenza di riforme, su aspetti enormi di natura politica, ma
ha risposto pure male lo stesso presidente della Regione. Ad un
certo punto, assessore Dagnino, parlo con lei che è l'unico
presente qui del Governo, ha avuto pure il coraggio di dire che nei
banchi delle opposizioni non c'è uno straccio di contenuto, di
progetto di politica economica, finanziaria e infrastrutturale
Allora, credo che questa sia, e lo dico ai siciliani e alle
siciliane tutte che ci stanno seguendo, una enorme, stratosferica,
mondiale fesseria, quella che ha detto il presidente della Regione,
potevo utilizzare altri termini ma naturalmente il luogo mi impone
di mantenere un certo aplomb, perché guardate il Presidente della
Regione che è molto attento, almeno tale dovrebbe essere a
dinamiche parlamentari, non avrebbe e non dovrebbe avere alcuna
difficoltà ad andare a spulciare quelle che sono le proposte
avanzate dai partiti politici tutti, di maggioranza e di
opposizione in questa legislatura, in particolare quelle del
Partito Democratico, e lo invito a fare un accesso a quelle che
sono le nostre banche dati e si renderà conto come sono oltre 1.900
gli atti presentati dal Partito Democratico e di questi all'incirca
300 sono solamente disegni di legge
Allora lì ci sono proposte che mirano concretamente a risolvere
quelli che sono i problemi dei siciliani, spaziano in ampi ambiti
della nostra economia, ambiti del sociale, volte a migliorare le
condizioni dei siciliani. Molto spesso invece riscontriamo che da
parte delle forze di maggioranza ci sono proposte pari a zero e
devo dire che la quasi totale assenza dei deputati di maggioranza e
la quasi totale assenza del Governo, oggi, certificano anche questo
aspetto, un aspetto che è quello relativo ad una carenza di volontà
nell'ascoltare quelle che sono le proposte che in questo Parlamento
che è deputato a farlo deve rappresentare come confronto a tutte le
forze politiche.
Il Presidente della Regione vuole raccontare una realtà che è
diversa, una realtà che non esiste; alcune volte, noi pensiamo che
sia assolutamente scollegato da quella che è la realtà perché pone
delle azioni assolutamente coerenti rispetto a uno stato che
rinveniamo di scollegamento, lui e la sua maggioranza, dalla
realtà.
Parto degli ultimi fatti, gli ultimi giorni. Prima, il Presidente
della Regione, sul tema della sanità, ha dichiarato che avrebbe
dovuto cambiare le modalità di nomina dei manager della sanità,
salvo poi, alla prima occasione, procedere col vecchio metodo delle
nomine secondo criteri di natura spartitoria, accontentando questo
o quel partito politico, le solite azioni e atteggiamenti di natura
gattopardesca, potremmo dire di natura ipocrita.
Ma dico che è scollegato dalla realtà, Presidente e colleghi,
perché in questi ultimi giorni sta andando avanti anche celermente
una proposta che grida allo scandalo in Sicilia e non solo: i
Capigruppo del Senato di Forza Italia e di Fratelli d'Italia stanno
speditamente portando avanti la normativa sul deputato supplente e,
quindi, a Roma come in Sicilia, in base all'accordo tra Meloni e
Schifani, anziché portare avanti quelli che sono interessi dei
siciliani, l'unico obiettivo è quello di portare avanti interessi
personalistici, quelli relativi alle poltrone che devono aumentare,
che costeranno decine e decine di milioni di euro - mi comprenderà
qui il Capogruppo di Forza Italia, quello che intendo dire, ma
risposte concrete ai siciliani non se ne daranno
E allora, ecco, ritengo che queste siano proposte - e su questo ne
convengono i siciliani, con i quali mi confronto quotidianamente -
che provengono da chi, probabilmente, è collegato su un altro
pianeta, perché a chi può interessare, dei siciliani, di avere un
deputato supplente? Fino a dodici deputati supplenti, che
costeranno decine e decine di milioni di euro. Forse è un problema
di natura politica. Il Presidente della Regione non è in grado di
tenere la sua maggioranza e vuole portare avanti, ecco, queste
strategie di basso profilo Noi, sicuramente, siamo contrari Lo
abbiamo manifestato in questa sede e lo continueremo a fare anche
con i nostri rappresentanti al Parlamento nazionale.
Il Presidente della Regione è libero di ignorare quelli che sono i
fatti, di ignorare quella che è una lettura della realtà ma ritengo
che, nel ruolo che lui ha, nel ruolo che lui ricopre, non sia
libero invece di ignorare quelle che sono le conseguenze di una
mala gestione di questa Regione.
Gli ultimi dati di Agenas ci danno un quadro assolutamente
sconfortante su quelle che sono le posizioni in termini di Lea, in
termini di servizi al cittadino sul diritto alla salute che viene
sistematicamente negato
Dal punto di vista infrastrutturale, grida vendetta ancora il tema
della questione che riguarda i collegamenti stradali, i
collegamenti ferroviari, il tema della insularità. Assessore
Dagnino, noi festeggiamo per un trenino, un Sicilia Express, che
metterà in collegamento due parti dell'Italia perché è impossibile
prendere un aereo. I nostri ragazzi, che vorranno ritornare in
Sicilia nelle prossime settimane, dovrebbero sborsare centinaia e
centinaia di euro
C'è il tema dello spopolamento delle aree interne, c'è il tema
dell'allontanamento dei nostri ragazzi dalla nostra Terra. Ogni
mese, mille neo laureati e under 35, vanno via dalla nostra
Sicilia C'è la questione del lavoro
Ora, il Presidente della Regione si vanta di numeri da zero
virgola, di tassi di occupazione che, a suo dire, vanno aumentando,
ma non si cita in alcun modo quello che è un fenomeno quello dei
working poor, per i quali entreremo nel merito quando cominceremo a
discutere i primi due articoli, proprio di questa finanziaria.
In sostanza, il Presidente della Regione si tiene lontano dal
descrivere una situazione reale, che è quella della nostra Sicilia,
dove c'è un enorme e profondo disagio. E questa proposta di
finanziaria è assolutamente inadeguata, rispetto a quelle che sono
le esigenze che dovremmo portare avanti.
Abbiamo notato come, in Commissione Bilancio - e questo è stato il
motivo, uno dei motivi, per cui il Partito Democratico, insieme
alle altre forze di opposizione, ha deciso di abbandonare i lavori
appunto della finanziaria -, abbiamo cominciato a notare come ci
fossero tutta una serie di proposte, a destra e a sinistra,
proposte di natura emendativa, come se non bastasse il testo, che
oggi è assolutamente fuori luogo, di 134 articoli sui quali,
insomma, in buona parte finché ha potuto il Partito Democratico ha
dato un suo contributo su alcune norme, quelle che riguardano
l'Ente per lo sviluppo agricolo, per la loro stabilizzazione e,
vivaddio, dopo tanti anni e tante vertenze, questi lavoratori
meritano di entrare in organico, con i pieni diritti; come la
questione dei forestali, come altre norme sulle quali, devo dire,
c'è stato un contributo fattivo di tutte le forze di questo
Governo.
Ma ci sono alcuni temi, devo dire, sui quali, Presidente e
onorevoli colleghi, qui le risposte e di risposte non ce ne sono
affatto
Primo tema: la questione di come questo Governo e questa
maggioranza intendano affrontare la crisi profonda degli enti
locali. Un comune su tre, assessore Dagnino lei lo sa, è in
situazione di dissesto e predissesto. Oggi, il Fondo per le
autonomie prevede 350 milioni di euro. Una quindicina di anni fa
erano 950 milioni di euro
La Regione Sardegna, che ha delle analogie rispetto alla Sicilia,
ha un Fondo per le autonomie che è il doppio di quello della
Sicilia. Ma dirò di più. Il Fondo per le autonomie, in funzione
delle dinamiche macro-economiche e di alcuni effetti che adesso
andremo ad analizzare nel merito, appunto su quello che è
l'articolato, si sta riducendo e le spiego qual è la motivazione,
Assessore. Il Fondo si sta riducendo, intanto perché aumentano le
riserve.
Io ho sommato, ieri sera, fino a mezzanotte e mezzo ero lì a
sommare le riserve degli enti locali siciliani e sono arrivato a 49
milioni e 700 mila euro Mi darà conferma, da questo punto di
vista, che è un numero enorme. Per carità, ci sono delle riserve
che hanno un enorme spessore e valore aggiunto, ma su questo
dobbiamo entrare nel merito o interveniamo su quello che è invece
l'incremento della proposta complessiva del Fondo stesso.
Ma, poi, questo Fondo non tiene in considerazione un altro
aspetto: come tutti gli operatori commerciali, come tutte le
famiglie, anche gli enti locali sono soggetti all'aumento del costo
di tutti i servizi, di tutti i prodotti. Anche loro scontano
l'aumento dell'inflazione e, quindi, mantenere a 350 milioni di
euro il Fondo per le autonomie significa, in sostanza, impoverirli
ulteriormente, non permettere loro di garantire quelli che sono i
servizi al cittadino, il sistema di welfare, gli asili nido, non
permettere nemmeno, in alcuni casi, di rattoppare quelle che sono
le buche nelle nostre comunità.
Secondo tema: come intendete, assessore Dagnino, intervenire sulla
mancata azione di rigenerazione della macchina amministrativa
regionale?
Noi dobbiamo rendere l'impiego all'interno della nostra
amministrazione, sicuramente, più attrattivo. Molti ragazzi fuggono
dall'impiego regionale. E, allora, aggiornare subito i contratti
collettivi, migliorare quello che è il sistema di welfare, quello
della previdenza complementare, la sanità integrativa; sono tutte
proposte che il Partito Democratico ha avanzato in queste ore e
continuerà a farlo nei banchi quando si comincerà ad analizzare
l'articolato.
Ma, fondamentalmente, c'è un tema sul quale vorremmo che ci
fossero delle risposte chiare da parte del Governo: proposte
avanzate dal Partito Democratico che riguardano i nostri dipendenti
del comparto pubblico siciliano, dipendenti degli enti locali
siciliani, oltre 13 mila, che oggi reggono, letteralmente, i nostri
enti locali perché nel tempo i dirigenti e i funzionari sono andati
in pensione; in base a quelle che sono le regole stringenti sui
vincoli di bilancio e i vincoli assunzionali, molti comuni, la
quasi totalità - proprio perché in crisi, non possono procedere a
fare assunzioni - e quindi gli ex contratti degli enti locali
siciliani reggono, letteralmente, in piedi il nostro apparato
complessivo, reggono le nostre comunità. E non possono continuare
ad avere uno stipendio di 900 euro al mese, non è assolutamente
dignitoso
Noi dobbiamo intervenire in tal senso. Il Partito Democratico,
insieme ad altre forze politiche, ha avanzato delle proposte
concrete in tal senso. Come, per esempio, quello di cominciare a
utilizzare il Fondo che man mano si va riducendo, che man mano si
va distogliendo dalla disponibilità complessiva...
PRESIDENTE. Onorevole, le ricordo che c'è sempre un tempo
complessivo come Gruppo. I 37 minuti non sono solo per lei
GIAMBONA. Presidente, assolutamente sì. Vado avanti molto
celermente perché le questioni, come lei comprende, sono
assolutamente tante, sono complesse, ma ritengo che, da questo
punto di vista, questa finanziaria regionale non risponda ad una
sola questione che abbiamo posto.
Il confronto di oggi con Coldiretti ci ha consegnato un dato
drammatico sulla disattenzione del Governo e della maggioranza sul
tema dell'agricoltura, il mancato confronto con Anci ci dà un
altro, per così dire, quadro sconfortante sul rapporto sugli enti
locali. Il fatto che molto spesso, non solo non c'è il confronto,
ma quando non c'è il confronto si va in un'altra direzione.
Allora, noi, come Partito Democratico, coerentemente a quanto
abbiamo portato avanti nel lavoro delle Commissioni, continueremo a
lavorare in Aula con una nostra proposta, un insieme di proposte
che hanno l'obiettivo, non solo di inchiodare la maggioranza
rispetto a quello che oggi non viene fatto, ma rispetto a quella
che è una proposta alternativa, una visione di governo, ma anche di
sviluppo e crescita di questa nostra Regione. E lo faremo, punto
per punto, articolo per articolo, nell'obiettivo di dare ai nostri
siciliani un'idea di speranza, un'idea di futuro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
Colleghi, a questo punto sospendo la seduta. All'Assessore chiedo
di intervenire alla fine di tutti gli interventi in discussione
generale che continueranno lunedì.
L'Aula è riconvocata per lunedì, 15 dicembre 2025, alle ore 11.30.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 14.50 di mercoledì 10 dicembre 2025,
è ripresa alle ore 12.12 di lunedì 15 dicembre 2025)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Il Governo è in Aula, c'è l'Assessore Dagnino, il
Presidente della Commissione Bilancio è ai banchi della
Commissione.
Onorevoli colleghi, continuiamo la discussione generale rispetto a
quello che avevamo stabilito.
Chiedo ai colleghi di registrarsi per intervenire, ovviamente chi
ha già fatto l'intervento nella seduta passata sulla discussione
generale non può nuovamente intervenire oggi sulla medesima.
La discussione generale è aperta.
Onorevole Burtone, lei mi pare non fosse intervenuto... prego
Sicuro, onorevole Burtone, non è intervenuto nella discussione
generale?
Non era intervenuto, prego Forse è intervenuto sull'ordine dei
lavori, ricordo, e poi sull'ex articolo 83. Prego, onorevole
Burtone.
Io ho aggiunto i minuti rispetto alle tempistiche dell'Aula
odierna, io ricordo sempre che ogni gruppo ha una somma di minuti,
cercherò di essere - così come abbiamo stabilito anche con la
Presidenza - quanto più largo possibile nel darvi spazio.
Prego, onorevole Burtone, a lei la parola.
Il PD, in questo momento, ha circa 30 minuti rimanenti come
Gruppo, rispetto agli interventi che sono già stati fatti
dell'onorevole Safina, Giambona e Chinnici. Poi, vediamo se riesco
a darvi qualche minuto in più, però orientiamoci su questo tempo.
Prego, onorevole Burtone.
BURTONE. Signor Presidente, volevo confermarle che non ho parlato
sulla discussione generale. Avevo fatto un intervento sull'ordine
dei lavori che riguardava la vicenda del Venezuela, di questi
nostri connazionali o eredi di famiglie siciliane che si trovano in
grande difficoltà rispetto a quello che sta accadendo in quella
comunità.
Intervengo, però, perché considero che questo sia un passaggio
importante per il nostro Parlamento. Debbo dire che tutto il
dibattito o la costruzione stessa dell'iniziativa legislativa ha
avuto una centralità: le dichiarazioni del Governo, a partire
dall'Assessore qui presente all'economia, che ha evidenziato
l'importanza di fare una manovra espansiva e ci sono le risorse,
noi cercheremo - hanno detto - di dare una spinta all'economia e
hanno portato anche alcuni dati.
Io, Presidente, non mi scrivo al gruppo di quelli che smentiscono
sempre quello che può dire la maggioranza, è vero, una crescita
economica nella nostra comunità c'è stata, determinata e rilevata
anche dal Pil ma è una crescita, Presidente, che è legata al PNRR e
noi la rivendichiamo come qualcosa che è stata determinata dai
Governi guidati da Draghi e prima ancora da Conte e sono stati dei
Governi che hanno portato risorse che hanno fatto lievitare il
prodotto interno lordo in alcuni settori, in particolare
l'edilizia, se si pensa anche al 110.
Ecco perché, Presidente, io ribadisco tutto ciò e credo che noi
dobbiamo rilevare questa crescita che, però, è in contrasto con
alcuni dati; il primo dato è che i ragazzi lasciano la Sicilia,
questo processo migratorio di giovani, soprattutto neolaureati, che
vanno alla ricerca di un lavoro fuori dalla nostra comunità, è uno
dei dati emergenti e che sottolinea questo aspetto, che c'è
un'esigenza di trovare collocazione anche all'esterno ma anche la
preoccupazione di non avere una tenuta economica nella nostra
realtà. Così come, non c'è dubbio, l'aver voluto in maniera
drastica da parte del Governo Meloni di togliere il reddito di
inclusione, il reddito di cittadinanza, è stato un modo per far
crescere purtroppo drammaticamente la condizione di povertà della
nostra Isola.
Allora, io penso che noi dobbiamo mettere in maniera chiara questa
vicenda, di una crescita che è collegata, però Presidente, al
lavoro fatto dai comuni, anche qui si dica con chiarezza che noi
abbiamo avuto comuni che hanno spinto fortemente sul piano
dell'utilizzazione dei fondi PNRR e questo deve portare tutti noi a
dire che il Comune è veramente l'asse centrale della nostra
comunità e noi dobbiamo difenderli, dobbiamo aiutarli e l'aiuto che
noi possiamo e dobbiamo dare a partire da quello che è stato il
processo fiscale, il federalismo fiscale, i nostri comuni sono
tutti depauperati, perché non riescono ad avere quelle risorse
necessarie da parte dei cittadini che non sono evasori, sono
debitori, che la situazione in tante fasce sociali è drammatica dal
punto di vista economico e, quindi, alcuni rinunciano a pagare
l'IMU e a pagare la TARI e quindi noi rileviamo l'importanza di
dare un aiuto.
Negli anni scorsi, collega Pellegrino, è stato fatto, io debbo
dare atto che la maggioranza ha guardato anche ai comuni che erano
in piano di riequilibrio, in piano di rientro. Io spero che
quest'anno ci sia un'attenzione, perché è inaccettabile che la
Sicilia sia una delle regioni che ha questa condizione di base, di
comuni che non ce la fanno dal punto di vista economico e che
debbono sottrarre risorse ai servizi, tra l'altro con una
diminuzione dei trasferimenti. Si dice che nel 2026 i comuni
avranno di più ma oggi sono in condizione di difficoltà e sono
comuni che hanno bisogno di spingere sul piano economico, si parla
di una legge urbanistica che dovrebbe essere portata avanti a
livello nazionale.
Io penso che tutto ciò non possa che dire che noi abbiamo bisogno
sì di una comunità che deve mettere al centro i servizi,
l'erogazione dei servizi, i comuni che danno servizi ma anche i
comuni che determinano lo sviluppo economico e quindi l'importanza
di una pianificazione urbanistica corretta.
Certo, se penso alla città di Catania e penso a quello che è
accaduto al suo porto, con un'ipotesi di calata di cemento da parte
di alcuni che vogliono determinare uno spregio dal punto di vista
ambientale, così come sta venendo fuori, Presidente, la vicenda
degli orti di Cibali, un grande spazio verde che potrebbe essere
importante per la comunità, e che invece pare debba essere
svenduta. Allora, io credo che su questo noi dobbiamo concentrarci.
I Comuni hanno anche bisogno di un personale che possa lavorare
con più disponibilità di tempo, perché la gran parte dei nostri
Comuni è riuscita ad avere a tempo indeterminato coloro che sono
stati assunti con la ex legge 37, però la maggior parte del
personale presta servizio per 24 ore settimanali. Noi abbiamo
bisogno di ampliare questa fascia, così come c'è bisogno di una
spinta economica.
Lo dico con chiarezza, io più volte, signor Presidente lei lo sa,
sono intervenuto sulla vicenda della STMicroelectronics e della
Pfizer, e abbiamo notizie, pare, confortanti: il Governo, e su
questo noi non possiamo che sottolineare, pare abbia dato la
disponibilità di 5 mila miliardi di euro per poter fare un
investimento che dovrebbe portare oltre tremila nuove assunzioni
alla STMicroelectronics.
Quello che il Comune di Catania deve fare, però, è di portare
quest'acqua limpida. Può sembrare una cosa da sottovalutare
Presidente, ma è fondamentale per il tipo di prodotto che deve
essere lì determinato, e quindi noi lavoriamo su questo. Siamo
convinti che l'industria debba essere ulteriormente potenziata,
oggi c'è una notizia - mi sembra abbastanza discutibile -
sull'utilizzazione della ZES unica, mi pare che questo strumento
che stava andando bene, è stato frenato, ma c'è bisogno di una
spinta economica.
Signor Presidente, io sono sindaco del Comune di Militello in Val
di Catania, è un'area con grandi bellezze ambientali, il "Borgo più
bello d'Italia 2025", ma è anche un'area agricola. Io passando la
mattina, quando mi debbo recare in altri Comuni, vedo che la gran
parte delle piantagioni agrumicole, che hanno avuto per noi un
grande valore, sono state tagliate perché sono entrate in crisi. La
siccità degli anni scorsi, signor Presidente, ha avuto delle
ricadute estremamente gravi C'è il 25% in meno di aziende che
producono, così come sulla questione della granicoltura: avere un
grano che viene ammassato a 22 centesimi di euro è inaccettabile
Quindi, l'importanza che noi diamo al settore agricolo, e lo dico
fin da ora, siamo a dicembre e già siamo in siccità Quello che è
avvenuto a novembre, le poche piogge che abbiamo avuto, non sono
sufficienti e gli invasi sono tutti vuoti, così come c'è un
problema idrico nelle nostre città, perché si è abbassata la falda
acquifera e quindi non c'è disponibilità di acqua, un'acqua che
comincia anche ad avere problematiche legate ai prezzi, alle
difficoltà che hanno le nostre comunità, e tutto questo ci ricorda
quindi l'importanza del mondo agricolo.
Signor Presidente, è inaccettabile che noi abbiamo messo delle
risorse e che queste non siano state utilizzate. Vorremmo sapere
che cosa abbia fatto questo commissario nazionale per l'acqua, nel
momento in cui aveva cento milioni di euro aveva detto che avrebbe
fatto interventi, ma quali interventi? La zootecnia è assolutamente
piegata, perché lì l'importanza dell'acqua è assolutamente
fondamentale. Quindi la necessità di incidere, dicevamo sì una
crescita, però una crescita anche compensata da difficoltà.
Anche sulla vicenda del turismo, signor Presidente, che è un
settore su cui si vuole investire, nell'ultimo fine settimana,
legato alle festività dell'otto di dicembre, in Italia c'è stata
una copertura dei voli del 72%, in Sicilia solo del 60%. È chiaro
l'effetto della lievitazione dei prezzi dei biglietti aerei, che
diminuisce la presenza di chi deve venire in Sicilia e deve fare la
propria azione, anche perché, signor Presidente, vuole fare una
propria vacanza?
Lo dico questo, perché tutta la questione economica poi si
intreccia con le devianze sociali, lo abbiamo detto, lo abbiamo
ribadito anche quando si è fatta il dibattito sulla relazione della
Commissione antimafia, c'è una ripresa delle piazze da parte della
mafia.
La mafia è diventata alternativa allo Stato nel dare lavoro ai
giovani disperati, è facile per loro arruolare, ecco perché abbiamo
avuto episodi gravissimi come quello della Pestalozzi, l'incendio
di una biblioteca, simbolicamente la cultura che deve essere
frenata perché è l'unico elemento che può incidere insieme alla
crescita economica all'abbattimento e alla guerra da fare alla
mafia
Così come noi abbiamo posto con chiarezza la necessità che venga
combattuta la mafia sul piano del pizzo, veda Presidente, proprio
in questi giorni c'è stato un fatto molto significativo, un
imprenditore, il Presidente della Confindustria regionale, Gaetano
Vecchio, figlio di Andrea Vecchio, che era anche lui un
imprenditore, è un imprenditore nel campo edilizio che sta facendo
un lavoro a Messina, nella zona Socrate a Fondo Fucile, ha avuto
un'estorsione, un tentativo di estorsione, si è rivolto ai
carabinieri e lo ha risolto, è un segnale, la mafia si deve
combattere con questi segni di civiltà, di impegno, di coraggio e
noi li dobbiamo sostenere fino in fondo.
Vado alla conclusione, Presidente, e la mia considerazione finale
non può che guardare a quello che sta accadendo, noi più volte
siamo tornati sui temi di politica estera, ancora è drammatico
quello che si vive a Gaza, in Ucraina, i tanti morti, pur essendoci
tregue, il fatto che si è inerti, c'è inerzia rispetto alla
necessità di agire per dare un aiuto. Quello che sta, debbo dire
anche colpendo, sono alcune iniziative che se non fossero portate
avanti da uomini di Stato, sembrerebbero proprio di soggetti pronti
ad avere un trattamento sanitario obbligatorio, perché qualcuno è
venuto, l'Europa deve finire, l'Italia si deve agganciare , che
lo dica un Capo di Stato importante, questa è una cosa molto grave
Queste vicende istituzionali debbono avere un profilo di rispetto,
di rispetto assoluto, lo diciamo perché pensiamo che questo sia
necessario, così come però rimandiamo al mittente il fatto che ci
sia qualcuno che, essendo milionario, miliardario ipotizzi la fine
dell'Europa, dicendo dovete sciogliervi , abbia rispetto, sappia
questo tale Musk che l'Italia e l'Europa si è formata, che l'Italia
ha contribuito fortemente alla formazione, al processo europeo, lo
ha fatto innanzitutto con i propri eroi, con chi è stato in carcere
durante la tirannia fascista, con chi è stato in montagna e ha
versato il proprio sangue per liberare l'Italia.
E per avere questa prospettiva - sto chiudendo - avere questa
prospettiva come a livello europeo e, quindi, noi con forza
ribadiamo tutto ciò e oggi diciamo che l'Europa vive soprattutto
sui giovani, i giovani che girano e si sentono cittadini del mondo
e, concludo Presidente, io non so se potrò partecipare a tutte le
sedute, ho problemi di natura personale che non posso derogare e
debbo dire però che l'unica cosa che mi permetto di dire,
riprendendo le parole di un senatore, di un ministro importante,
che iniziò nel Risorgimento, a Militello, noi abbiamo ricordato il
bicentenario della nascita, l'onorevole Salvatore Majorana
Calatabiano, diceva che "le leggi debbono essere giuste, oneste ma
anche utili": facciamo una legge che sia giusta, onesta, ma utile
per la comunità siciliana.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
È iscritto a parlare l'onorevole Varrica. Ne ha facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
innanzitutto spero che siano vere le voci che si leggono sui
giornali riguardo allo stralcio di almeno metà della finanziaria
perché, purtroppo, anche questa volta ci siamo ritrovati una serie
di norme improvvisate che, ancora una volta, non sono passate dalle
Commissioni di merito, norme di tipo ordinamentale, che hanno un
impatto importante, potrebbero averlo se son ben scritte, sulla
nostra terra e che sono state infilate in qualche minuto dentro il
testo, quindi, io spero che la maggioranza, il Governo abbiano il
buon senso di estrapolare queste norme e ridiscuterle nelle
Commissioni che purtroppo, troppo spesso, sono viste semplicemente
come un luogo in cui si prende la presenza per evitare la
decurtazione del gettone. Ahimè è così
Entrando nel merito della discussione, assessore Dagnino, io
vorrei trattare con lei un argomento specifico che è quello del
fondo destinato a chiese e infrastrutture, quindi a parrocchie e
comuni, che oggi è lievitato a 54 milioni di euro e che ha una
caratteristica: sarà gestito in maniera del tutto arbitraria, senza
alcun criterio di attribuzione, da parte del Governo regionale.
Ora, noi abbiamo fatto uno studio su cosa ha generato l'arbitrio
dentro quest'Assemblea regionale in questi ultimi tre anni di
legislatura col Governo Schifani. Abbiamo verificato come sono
state attribuite le risorse ai comuni con emendamenti specifici e
arbitrari. Quello che è emerso è che, per esempio, sulla fascia dei
comuni più piccoli, tra zero e 5 mila abitanti, ci sono comuni che
hanno preso 2,6/2,7 milioni di euro senza alcuna motivazione
specifica, e altri, che hanno preso zero euro; e questo è il tema
della disparità Ma la cosa che ci preoccupa, e purtroppo è una
cosa sulla quale dobbiamo ragionare, è il fatto che tra i comuni
che hanno preso risorse importanti, quindi oltre ai 2 milioni di
euro, molti di questi spuntano dentro indagini che hanno a che fare
con reati contro la pubblica amministrazione, appalti pubblici,
corruzione - per carità, non c'è chiaramente nessuna
corrispondenza, ad oggi, tra l'attribuzione delle risorse e queste
vicende di tipo giudiziario - ma è chiaro che, in una fase storica
del tutto particolare per la politica regionale, anche solo gettare
un'ombra sul fatto che qualcuno possa aver brigato o brigare con
attribuzioni specifiche di soldi a singoli comuni, non solo perché
poi il singolo parlamentare o il singolo assessore possa
rivendicare la specifica opera ma per altre ragioni ben meno
lecite, questa è una cosa che noi dobbiamo evitare, ne va della
tutela delle istituzioni e, purtroppo, non possiamo far finta che
tutto questo non accada.
Io credo che lasciare un fondo di 54 milioni di euro da gestire
senza alcun criterio, solo in base ai desiderata del Governo
regionale, mette in difficoltà addirittura sia la struttura stessa
che la gestirà - che ad oggi è l'Assessorato delle infrastrutture e
della mobilità - sia lo stesso assessore che, inevitabilmente, sarà
tirato per la giacchetta da tutti quelli che vorranno lecitamente
essere inseriti dentro questo fondo.
Per cui, Assessore, lei in Commissione Bilancio e anche a margine
della Commissione stessa, mi ha sempre rassicurato sul fatto che
questa norma verrà modificata, che ci saranno dei criteri, che ci
saranno dei requisiti - noi abbiamo fatto più proposte, il fondo a
tutti i comuni, mettere dei requisiti - però, ad oggi, questa
modifica purtroppo non l'abbiamo. Io spero veramente che lei ci
aiuti in tal senso, aiuti le istituzioni a evitare ulteriori errori
in tal senso e a togliere tutte le ombre che ci possono essere su
questo genere di assegnazioni prive di criteri: non ce lo possiamo
permettere
Altre misure di cui abbiamo discusso, cosa che ho sollevato sia in
Commissione Bilancio che anche precedentemente in Commissione di
merito. C'è una norma legata al bollo auto, norma che riscontra
delle analogie con una precedente norma che, lo scorso dicembre,
era stata stralciata a furor di popolo perché mediaticamente era
emerso come potesse apparire come una norma ad personam. Bene,
questa norma oggi viene ripresentata - per carità, ha anche dei
profili che potrebbero essere di interesse per il settore perché si
passa dalle 200 auto dell'emendamento dello scorso anno, alle -
credo - 10 auto di adesso.
Quindi, è una cosa sulla quale dobbiamo e possiamo ragionare, ed è
corretto, però io ricordo che quando vi fu quella norma, un
importante imprenditore, a gennaio del 2025, ritenne di intervenire
nel dibattito dicendo: è sbagliato che questa norma venga definita
ad personam per un semplice motivo: io ho la sede legale a Bolzano,
per cui non potrei usufruire di norme di questo tipo", perfetto,
quindi, lui si smarcò, legittimamente, dalle polemiche che c'erano
state. Però, oggi, nella norma che noi abbiamo, articolo 6, comma
3, spunta e salta all'occhio il fatto che, si dice con una norma,
tra virgolette transitoria, che questo beneficio potrà essere
utilizzato anche da chi ha sede legale e sposterà le autovetture
dalle altre regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano.
Purtroppo, con le vicende dell'ultimo anno, non possiamo anche in
questo caso, non fare una valutazione di opportunità Io qua non
sto mettendo in dubbio, lo capisco che può avere ha a che fare col
gettito che viene dalle altre regioni, ma dobbiamo, purtroppo,
valutare anche l'opportunità di alcune operazioni.
Quindi, anche su questo lei ha detto che avrebbe fatto una
riflessione e spero che questa riflessione venga fatta. Anzi, in
tutto questo, colgo l'occasione, perché ha a che fare con il
soggetto interessato che, ancora da sei mesi aspetta il Governo
regionale, non c'entra qua l'assessore Dagnino, i documenti legati
alla convenzione, sulle quali c'è stata pure una certa polemica,
tra la Fondazione Dragotto e l'Assessorato alla salute, per la
realizzazione di un centro. Purtroppo, ancora questi documenti non
mi sono arrivati, da sei mesi, dall'Assessorato alla salute,
questo, diciamo, come nota a margine che però lascio agli atti.
Altro elemento che, purtroppo, traccia un approccio dal quale
dobbiamo, Assessore, prendere distanza: io so che, chiaramente, non
dipende solo da lei, mi rivolgo a lei perché le riconosco di
ragionare secondo un certo tipo di dinamiche, per me più
condivisibili, ma quando ci troviamo davanti una norma che è
scritta per aiutare uno specifico ambito di commercianti di uno
specifico posto, per uno specifico cantiere e riconducibile a uno
specifico assessore. Ora, ci rendiamo conto che questa cosa è
devastante? Lascia passare il messaggio che per avere una cosa...
io, astrattamente, comprendo e condivido il fatto che se ci sono
dei cantieri e ci sono dei commercianti che hanno dei disagi,
questi vanno aiutati, ma tutti Non può essere che, siccome un
singolo soggetto viene sollecitato e allora ci si rivolge a quel
singolo soggetto e si ottiene, senza che vi sia una caratteristica
specifica perché non è che è un cantiere specifico che ha delle
caratteristiche particolari Non si possono scrivere queste norme
così, è vergognoso Ci mortifichiamo come istituzioni Vi prego,
stralciamo queste cose, perché creiamo anche una cultura nelle
persone che, alla fine, bisogna chiedere all'onorevole Tizio,
all'onorevole Caio, per avere una cosa che è giusta per tutti o non
è giusta, purtroppo, per nessuno
Quindi la invito a fare una riflessione, invito l'Aula a fare una
riflessione pure su questo, perché mette in difficoltà tutti
quanti.
Infine, colgo l'occasione per due spunti molto rapidi: ci sono
degli impegni che il Governo ha preso anche con dei percorsi in
essere, io ho continuato a presentare gli emendamenti legati al
bacino di lavoratori ex Almaviva, che hanno delle caratteristiche
di responsabilità istituzionale, lo ricordo, ben specifiche. Sono
persone che hanno perso il lavoro, perché non hanno potuto
usufruire della clausola sociale per un errore che è stato fatto a
livello di istituzioni. Quindi, non stiamo parlando di un bacino
astratto, stiamo parlando di persone che sono in quella situazione
per una responsabilità di tipo istituzionale.
C'è un impegno di fare il 116-117, c'è un impegno di fare la
digitalizzazione di archivi, però purtroppo se noi non mettiamo i
soldi, queste cose non partiranno mai. Ora manca la quota di
cofinanziamento per far partire la prima tranche di lavoratori, la
volete mettere, oppure no? Perché il Governo ha detto, per mesi,
che avrebbe messo queste risorse. Purtroppo, ad oggi, gli
emendamenti che ho presentato sono stati bocciati, va bene, ci può
stare, io spero che voi presenterete una norma a tal proposito.
Come si parla tanto di incrementare le ore dei dipendenti pubblici,
di varie categorie: abbiamo una norma nazionale che ci consente
fino a fine anno di assumere 95 unità di personale dell'Arpa,
un'agenzia che è sottodimensionata in termini di personale. Questo
emendamento è stato del tutto stralciato - non l'ho presentato solo
io, anche dai colleghi di maggioranza, del tutto non considerati -
sono ragionamenti e questioni che riguardano la funzionalità della
nostra Regione, quindi, le chiedo di approfondire questi argomenti
e di immaginare un percorso sereno e che sia anche opportuno dal
punto di vista istituzionale per questa finanziaria.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, questa è una legge di stabilità che
racconta un'idea di potere che non governa; amministra le alleanze
politiche al solo scopo di evitare il proprio stesso tracollo,
perché quando il presidente Schifani in quest'Aula, e fuori da
quest'Aula, dichiara al termine della discussione alla mozione di
sfiducia che si aspettava di più da queste opposizioni perché non
c'è alcuna proposta, quasi per spostare l'attenzione dalla sua
debolezza politica, ecco presidente Schifani, ecco Assessore, ecco
Governo regionale, l'opposto di ciò che fate voi farebbe bene alla
Sicilia Cioè, evitare quella logica, come bene diceva poco fa il
collega Varrica, quella logica secondo la quale non contano i
bisogni dei siciliani, contano le relazioni; non conta la
programmazione, ma conta l'intercessione. Quindi, ci ritroviamo una
manovra di bilancio, una legge di stabilità che serve solo a
stabilizzare e a puntellare gli equilibri di governo.
Un sistema in cui vince chi è più vicino al potere, non che ha il
problema più grave, e il collega Varrica e il Gruppo del Movimento
5 Stelle, Assessore, le ha rassegnato solo alcuni degli esempi di
un sistema in cui vince chi è più vicino al potere. Perché quando
il presidente Schifani accusa le forze politiche di minoranza di
non avere un programma per governare questa Terra, mente sapendo di
mentire, perché quando il presidente Schifani non si accorge che i
bisogni dei siciliani sono l'emergenza idrica, l'emergenza rifiuti,
l'emergenza sanità, e in una legge di stabilità ci ritroviamo
misure tampone o misure che accontentano deputati o assessori,
significa che il presidente Schifani e il Governo regionale sono
sconnessi dalla realtà, significa che si è scollati dalla realtà.
Non è una manovra di sviluppo, questa è una manovra di
sopravvivenza politica, è una manovra che serve per accontentare
gli appetiti di qualcuno e per garantirsi una stabilità, ma non
come la legge di stabilità, per i prossimi mesi probabilmente.
Ecco, ho citato alcune delle emergenze, perché, veda Assessore, i
cittadini che ci osservano non chiedono la luna, chiedono
normalità, chiedono servizi, e quando dico che sui temi importanti
come acqua, rifiuti, sanità, poco è stato fatto, lo dico perché
provengo da una provincia in cui ancora - e non mi stancherò mai di
ripeterlo, a costo di essere noioso - abbiamo una turnazione idrica
che supera i dieci giorni.
Ecco, questa legge di stabilità affronta il problema
dell'emergenza idrica. E come lo affronta il problema
dell'emergenza idrica? Dando 18 milioni di euro a Siciliacque per
coprire le morosità 2024/2025. Questo Governo affronta il problema
dell'emergenza idrica elargendo risorse pubbliche ad un socio
privato e quando allora il Presidente dice: "non sono arrivate
proposte da questa minoranza", qual è l'idea di Regione che hanno
le forze di opposizione, rispondo così. Una governance diversa, ad
esempio del sistema idrico integrato. Non si possono continuare a
elargire risorse pubbliche a soci privati che non hanno raggiunto
gli obiettivi che erano previsti da quella convenzione firmata nel
2004, quando l'Ente acquedotto siciliano EAS fu dismesso e nacque
Siciliacque.
Non si può continuare una gestione del servizio idrico integrato
in questi termini, non si possono continuare ad elargire risorse
pubbliche a Siciliacque - per il 75 per cento in mano a privati -
che continua a dare centinaia di migliaia di euro di consulenze. E
questo è pubblicato sul sito di Siciliacque. Non si possono dare
risorse pubbliche a Siciliacque, in mano a privati per il 75 per
cento, a cui abbiamo anche affidato la gestione dei dissalatori. E
che fine hanno fatto questi dissalatori? Ne abbiamo uno che entrerà
in funzione - e l'emergenza la viviamo già dal 2023 - ne abbiamo
uno che lo accendiamo di giorno e lo spegniamo di notte; ne abbiamo
un altro che funziona e probabilmente produce, ad oggi, cento litri
al secondo ma lo abbiamo dato a Siciliacque per la gestione -
perché non potevamo appesantire la gestione di Siciliacque - 26
milioni di euro nelle scorse variazioni di bilancio Ecco, non è
modo di gestire una problematica che riguarda milioni di cittadini
siciliani, non è questo il modo di gestire il servizio idrico
integrato. E di che cosa parliamo se non parliamo di rifacimento
delle reti idriche? Quali misure ci sono per rifare le reti
idriche, considerato che più del 50 per cento dell'acqua si perde
prima di arrivare nelle case dei cittadini? È solo un tema,
Assessore, per dimostrare che la propaganda di questo Governo e le
parole inopportune del presidente Schifani, quando dice che queste
minoranze e queste opposizioni non hanno progetti per la Sicilia,
non hanno fatto proposte per la Sicilia, sono delle mere
esposizioni, bugie, probabilmente per uscire dall'angolo e da una
difficoltà politica in cui si trova.
Sui rifiuti cosa è stato fatto? Quello che i cittadini vedono e
percepiscono è un continuo aumento del costo della TARI che grava
sulle famiglie siciliane e questo perché non c'è nulla per
l'impiantistica. L'abbiamo risolto il problema dei rifiuti,
avviando il percorso per gli inceneritori, per la realizzazione dei
due inceneritori, e ha pure ritirato il presidente Schifani il
premio come custode dell'ambiente.
Due giorni fa, con i colleghi Catanzaro, La Vardera e Di Paola,
eravamo a Licata, a 38 chilometri da Agrigento, quel luogo dove ha
ritirato il premio il Presidente Schifani.
Ecco, lì ancora insistono dei rifiuti combusti, a due anni da
un'emergenza che ha fortemente preoccupato la popolazione di Licata
e dei comuni limitrofi. I rifiuti sono là, certo, spettava al
titolare della concessione rimuovere quei rifiuti. E che cosa ha
fatto la Regione, Presidente Pellegrino? Il potere sostitutivo,
l'azione in danno: non ha escusso la polizza fideiussoria
Da due anni attendiamo la caratterizzazione dei rifiuti. E lo sa
che cosa siamo riusciti ad ottenere come risposta dall'Assessorato?
Il 24 dicembre è stata approvata una delibera di Giunta che
stanziava settantamila euro per la caratterizzazione dei rifiuti.
Peccato che era troppo tardi e, nel 2024, quelle somme non si sono
potute impegnare, abbiamo rinviato tutto all'anno nuovo Siamo a
dicembre del 2025 e l'Assessorato avrà scordato, e la politica avrà
scordato, di impegnare quelle risorse, e i funzionari ci dicono: se
ne parlerà nel 2026
Ecco, avete perso di vista quelle che sono le priorità dei
siciliani e probabilmente si è distratti dai fondi e dai mega
fondi, perché dovevamo in questi giorni accelerare con le richieste
da parte dei sindaci "amici" per presentare le richieste del fondo
da 9 milioni di euro, Assessore, fondo infrastrutturale da 9
milioni di euro, perché bisogna spendere quelle risorse.
Ecco, sono d'accordo con lei: non possiamo permettere, noi non
siamo quelli del no, noi non siamo quella minoranza politica che
dice no alle infrastrutture, noi non siamo contro gli interventi
territoriali, noi siamo perché quegli interventi però siano dettati
da una visione, da una strategia, non da questioni di amicizia e di
vicinanza rispetto a chi è più vicino al potere, perché quel tipo
di azione non fa bene alla Sicilia e non fa bene ai siciliani.
Ecco, questa legge di stabilità non guarda avanti, come è scritto
nella relazione, Assessore. Questa legge di stabilità guarda
intorno. Le emergenze della Sicilia e dei siciliani sono altre.
Ecco perché cercheremo, con tutte le nostre forze, di migliorare
questa legge di stabilità in Aula e cercheremo di dare ai siciliani
una speranza che rischiano di perdere.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano. È iscritto a parlare
l'onorevole De Leo. Ne ha facoltà.
DE LEO. Grazie, Presidente, colleghi, Governo, prendo la parola
con un sentimento che non posso e non voglio nascondere: la
profonda amarezza. Amarezza perché ciò che è accaduto in
Commissione Bilancio non può essere liquidato con una normale
dinamica parlamentare.
Abbiamo assistito ad una Commissione Bilancio lampo, priva del
tempo, della serenità e del metodo necessari per svolgere il ruolo
che la legge e la storia assegnano a questo organismo. Invece di
snellire ha ampliato, invece di analizzare ha accumulato, invece di
razionalizzare ha appesantito il testo in maniera impressionante
Una manovra finanziaria che è entrata in Commissione con 28
articoli ed è uscita con 134 Questo non è normale, non è
fisiologico, non è una buona prassi e non possiamo far finta che lo
sia
La Commissione Bilancio è da sempre il luogo in cui la legge viene
verificata e calibrata. Questa volta è accaduto l'esatto
contrario; un pienone, una pioggia di articoli inseriti senza un
reale confronto, senza ponderazione, senza analisi approfondita
Purtroppo, come le dinamiche del mio partito che riflettono la
stessa innegabile situazione, nessun dialogo, nessuna condivisione,
nessun coordinamento
A dimostrazione che questo disagio non è isolato, ricordo che la
vicepresidente della Commissione, l'onorevole Margherita La Rocca,
ha manifestato il proprio dissenso arrivando ad abbandonare i
lavori, un gesto politicamente forte e condivisibile che dovrebbe
far riflettere tutti.
Oggi in Aula qualcuno tenta persino di scaricare sulla maggioranza
responsabilità e decisioni che la maggioranza, nel suo complesso,
non ha avuto modo di discutere compiutamente.
No colleghi Questa narrazione non l'accetto Non accetto che
l'Aula diventi luogo in cui si riversano tensioni e rivalse
maturate altrove, e lo dico chiaramente Qui il problema non è
questa o quella forza politica che ha presentato emendamenti.
Questa non è una guerra contro le iniziative degli altri, siano
esse giuste, ingiuste o camuffate, però, io ho una dignità politica
e personale, che nessuno può permettersi di calpestare Nessuno
Non sono qui per compiacere qualcuno, né per eseguire ordini, né
tanto meno sono disponibile a prestare il fianco alle intimidazioni
politiche. Sono qui per una sola ragione: rappresentare i
siciliani E continuerò a farlo con onore, responsabilità e spirito
di sacrificio
Ed è proprio per questo che, voglio dirlo con equilibrio ed onestà
intellettuale, in questa legge finanziaria vi sono comunque misure
che vanno nella giusta direzione, per esempio: gli incentivi
all'occupazione stabile, il sostegno agli investimenti e gli aiuti
ai disabili; strumenti utili che meritavano un confronto serio e
ordinato
Proprio per questo, tutto ciò che è avvenuto dopo, assessore, è
ancora più grave L'indignazione raggiunge il punto più alto,
davanti alla bocciatura della mia proposta sull'istituzione del
Garante per l'infanzia e l'adolescenza nei comuni siciliani Una
norma nata dal dolore di questa Terra Nata dopo fatti drammatici
che hanno scosso la coscienza collettiva Palermo, Capizzi,
Monreale e tanti altri episodi che hanno spezzato giovani vite,
famiglie, comunità Era una norma che chiedeva protezione,
attenzione, responsabilità morale: è stata invece trattata come un
fastidio, archiviata con superficialità. Questo non lo posso
accettare Né come parlamentare, né come siciliano, né come essere
umano E non posso tacere, neanche su quanto accaduto per il mio
emendamento, sugli screening gratuiti per i cittadini della Valle
del Mela Un intervento di tutela della salute pubblica, archiviato
e, successivamente, nascosto dentro un articolo che parla
formalmente di rigenerazione urbana Ma quando si gioca con la
salute delle persone non esistono scorciatoie accettabili, lo
dichiaro con assoluta chiarezza, assessore, difenderò la norma sul
Garante così come difenderò tutti i miei emendamenti, uno per uno e
li argomenterò uno per uno
Ogni mia iniziativa è nata da un territorio, da un bisogno reale,
da una sofferenza o da una speranza concreta, non sono qui per
avallare ciò che non condivido, sono qui per fare ciò che mi è
stato affidato: rappresentare questa Terra con dignità e
responsabilità.
In una fase così delicata, il Parlamento non ha bisogno di
silenzi, ha bisogno di verità, di coraggio, di persone che non
abbassano la testa anche quando è scomodo.
Io continuerò a fare il mio dovere fino in fondo, con la schiena
dritta, con coerenza e con un solo obiettivo: il bene dei
siciliani. Grazie.
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Leo.
Evitiamo di applaudire all'interno dell'Aula, colleghi.
È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, non è
semplice intervenire dopo un intervento del genere da parte di un
deputato di maggioranza, un deputato di Forza Italia che, di fatto,
restituisce un quadro sia sulla finanziaria sia sulla gestione
politica di Forza Italia che è alquanto allarmante perché, diciamo,
che qualche affermazione venga da deputati dell'opposizione sta
nella natura delle cose, se un deputato di Forza Italia attacca in
questo modo il proprio Assessore - perché è presente oggi in Aula
l'Assessore per l'economia, che è di Forza Italia - e il proprio
Presidente e il Presidente del Gruppo parlamentare, evidentemente,
qualche problemino c'è e io qualche domanda al posto loro me la
farei perché derubricare un intervento del genere come un
intervento fatto da un deputato che, magari si vedrà, poi, nelle
prossime settimane come gestirà il Presidente della Regione, ad
oggi, la storia ci insegna che è solito abbandonare per strada
tutti quelli che nomina o che fanno parte del proprio circuito,
scaricando e dando loro la responsabilità e mai prendendosi la
propria responsabilità, diciamo, effettivamente in quest'Aula
mancava da un po' di tempo.
E la statura morale, onorevole De Leo, non le nascondo che gli fa
assolutamente onore perché non è semplice intervenire da questo
scranno, soprattutto, non è semplice intervenire contro il proprio
Presidente del Gruppo, contro il proprio Presidente della Regione e
il proprio Assessore per l'economia, tra l'altro citando un fatto -
che, non le nascondo, a me era sfuggito - cioè quello
dell'abbandono della Commissione Bilancio da parte del
Vicepresidente della Commissione Bilancio, anch'ella di Forza
Italia.
Possiamo dircelo, Presidente, questa finanziaria non ha una
visione, questa finanziaria è un'accozzaglia di norme: arriva molto
snella dal Governo, approda, poi, in Assemblea e diventa un
obbrobrio normativo di 134 articoli, tanti di questi mi auguro che
saranno stralciati dalla Presidenza perché non hanno natura
finanziaria e, come lei ben sa, Presidente, tutte le norme che sono
ordinamentali e che non hanno una natura finanziaria vanno
stralciate - senza che questo venga suggerito dalle opposizioni o
dai deputati di questa Assemblea - perché stiamo trattando la
finanziaria.
È vero che siamo abituati ormai in quest'Assemblea a trattare
solamente disegni di legge di natura finanziaria, perché non sia
mai che arrivi una legge di riforma, non sia mai che arrivi in Aula
un disegno di legge di natura parlamentare che, appena arriva,
siccome è proposto dall'uno piuttosto che dall'altro, si va col
voto segreto e la stessa maggioranza li affossa
Dico, non ne sono arrivate chissà quante, perché questo è un
Governo che tende a governare questa Regione fuori dal Palazzo
dell'Assemblea, ma al Palazzo del Presidente gli incontri sono
sempre presenti, molte volte anche a casa di altri esponenti
politici: ricordo l'Assessore per la salute che va a casa di
Cuffaro a discutere di altro ma, come dire, funziona tutto fuori
dall'Assemblea e quando qualcosa arriva in Assemblea, poi,
automaticamente, siccome ci sono gli screzi all'interno della
maggioranza, qualcosa salta
A questo si aggiunge una serie di riforme, che non dovrebbero far
parte di questa legge finanziaria, che già bene, prima, il mio
collega Varrica ha enunciato e voglio specificarne una, perché mi
ha colpito particolarmente e voglio maggiormente derubricarla per
quello che è: è incredibile come quei 54 milioni di euro assegnati
all'Assessorato infrastrutture, per interventi infrastrutturali e
per chiese e altro, vengano in Regione gestiti come se fosse una
cosa normale.
Guardi, noi - l'onorevole Varrica lo ha già enunciato - abbiamo
presentato una serie di emendamenti che sono di un buon senso, che
anche un bambino capirebbe
Abbiamo detto: "C'è una somma, ripartiamola tra tutti i comuni in
base alla popolazione e alla dimensione", come avviene in qualsiasi
altra norma di buon senso. Qui si lascia totalmente la discrezione
a un Assessorato che non si capisce come, dove, quando, a chi la
distribuirà Guardate che è incredibile, anche quando qualcuno
presenta una cosa che è veramente talmente semplice da capire, come
si alzano le barricate e si preferisca lasciare tutto alla
discrezionalità.
Poco fa il collega - forse sono stato distratto io - non ha
citato, o meglio lo ha detto ma non ha detto qual è il comune, il
comune di Maletto è incredibilmente governato da Fratelli d'Italia
e incredibilmente è il comune che ha ricevuto più risorse di tutta
la Regione tra i comuni piccoli
È incredibile come già qualcosa che sia avvenuto e che abbia
portato a delle storture all'interno delle leggi di natura
finanziaria non possa essere cambiato in qualcosa di normale, di
semplice, di lineare, di generale, di astratto, che non permetta
all'Assessore e al deputato di avvantaggiare un comune piuttosto
che un altro.
E questa norma, così come tante altre norme, va solo in quel
senso, perché il senso di questa finanziaria è quella di una
finanziaria che in assenza di due Assessorati lasciati vacanti dal
Presidente della Regione, che ha tenuto a sé le deleghe dopo tutto
quello che è successo con la Democrazia Cristiana, sta
semplicemente aspettando di capire come si comporterà l'Aula per
poi assegnare gli Assessorati e, quindi, il Presidente della
Regione non sta valutando se quest'Aula approverà delle norme di
buon senso o meno che vanno a tutela della Sicilia e dei siciliani,
ma sta cercando di capire come i partiti politici gestiranno questa
finanziaria, perché se ci sono quelli bravi che voteranno tutte le
norme del Presidente della Regione, allora potranno essere nelle
sue grazie e potranno ambire e avere la possibilità di entrare in
Giunta, se ci sarà qualche cattivo e monello che, invece, col voto
segreto proposto dalle opposizioni voterà contro quelle norme, non
sia mai perché ci saranno quelli messi a studiare - non posso
dimenticare il vicepresidente della Regione Sammartino che girava
tra i banchi per vedere se c'era qualcuno che votava contrariamente
a quanto voleva votare il Governo - e succederà la stessa identica
cosa mi permetto di fare il visionario anche questa volta: sono
134 articoli, più di 130 articoli, sono sicuro che non arriveremo a
30, non ci arriveremo ma perché è impossibile arrivare a più di
questi articoli quando si sa già che il Governo vuole chiudere
prima di Natale
È impossibile anche solo trattare gli emendamenti modificativi
delle opposizioni per immaginare di arrivare e soprattutto è
impossibile immaginare che questa Presidenza non stralci tutta una
serie di norme che non sono solo di natura ordinamentale e ne cito
una per la quale ho già preparato la questione pregiudiziale: è
quella riguardante le aree idonee.
Allora, gli articoli che riguardano le aree idonee di questa
Regione per l'installazione dei pannelli fotovoltaici, sono gli
articoli 25, 26, 28, 30 del disegno di legge di stabilità regionale
non sono mai passati dalla Commissione di merito, quindi la
Commissione Ambiente e territorio non sa neanche di cosa stiamo
parlando, il decreto legge è stato fatto la scorsa settimana e
ancora siamo in attesa della conversione del decreto legge che
dev'essere fatto dalla Camera e dal Senato e noi lo abbiamo già
incardinato nel disegno di legge di stabilità regionale.
E' una cosa che non ha senso perché l'Assemblea regionale che deve
approvare la norma ha la necessità di confrontarsi con il dirigente
generale, di leggere la norma, di emendarla in Commissione, di
ascoltare l'Assessore, non si presenta il disegno di legge di
stabilità ma questo è veramente l'abc dell'Assemblea, cioè questo
Governo pensa di poter fare le cose a casa, di farle nel Palazzo a
fianco, di portarle qua e mettere quasi la fiducia sulle norme, non
funziona così, il processo normativo non è così
Allora, Presidente, potrei entrare nel merito delle norme,
discutere delle cose che ci sono, quelle che non funzionano, ma mi
riservo di farlo in maniera precisa, puntuale, articolo per
articolo, quando le affronteremo, però una cosa deve essere chiara
e questa cosa la dico a chi ci ascolta, a chi ci segue, a tutta
quella gente che veramente ha perso completamente la fiducia nei
confronti delle Istituzioni: questa Regione non ha bisogno di
queste norme spot, la Regione ha bisogno di norme che possano
cambiarla nella sua essenza, perché i temi più importanti come la
siccità, l'agricoltura, la sanità, la possibilità di vedere i
Comuni - e su questo voglio aggiungere una cosa meravigliosa -
quello che ho sentito l'altra volta alla conferenza stampa di Anci,
è stato stupendo: il Presidente di Anci ha dichiarato che in 2
anni, seppure abbia presentato richieste ufficiali al Presidente
della Regione e all'Assessore per l'economia, non si è mai
incontrato col Governo Cioè, il Presidente di un'associazione che
coordina 391 comuni siciliani, la sua totalità, non ha mai
incontrato l'Assessore per l'economia E la cosa più bella è che
l'indomani, o due giorni dopo, l'Assessore per l'economia e il
Presidente della Regione hanno incontrato il Presidente dell'Anci
Io, che non sono solito commentare sui social, si figuri, a volte
utilizzo la mia pagina per lanciare messaggi, sono andato a
commentare sotto il post della Regione siciliana che diceva "Il
Presidente della Regione e l'assessore Dagnino hanno incontrato il
Presidente di Anci". Dopo due anni È incredibile Due anni che il
Presidente Anci chiede di incontrare il Governo, a finanziaria già
approvata, 350 milioni di euro, di cui decurtati 80 milioni di
riserve Ma che aiuti ai comuni sono, ma chi dobbiamo fare ridere
Ci sono 80 milioni di euro di riserve su 350 stanziati Ma fa
ridere, fa ridere anche solo raccontarlo
Allora, siccome credo che ci siano delle urgenze in questa Regione
e che non si possa gestire tutto come: "dieci emendamenti della DC,
dieci di Fratelli d'Italia, venti di Forza Italia, facciamoli
approvare e vediamo se facciamo tutti i bravi, se passano a gennaio
facciamo il rimpasto , ebbene, non penso sia questo il modo
corretto di governare questa Regione
Fortunatamente, vedo un lato positivo, che questa probabilmente
sarà l'ultima, se non la penultima finanziaria - mi auguro
oggettivamente l'ultima - e soprattutto mi auguro che i siciliani
comprendano che esiste un modo di fare politica diverso, e che lo
si può leggere: il Presidente della Regione ci attaccava dicendo
che non avevamo presentato i nostri punti programmatici o la nostra
visione della Sicilia; il Presidente della Regione non ha aperto il
sito dell'Assemblea regionale siciliana e non ha visto le centinaia
di disegni di legge depositati dalle opposizioni, e che il 99,99%
di essi - lascio uno 0,1% perché probabilmente mi sfugge qualcosa -
non è mai stato trattato dall'Assemblea, dalla sua maggioranza
Allora, l'augurio è che di queste schifezze che, diciamo, non
hanno né visione né altro, si possa fare a meno, e che un prossimo
Governo regionale si possa poi invece concentrare sui temi che
interessano i siciliani: agricoltura, acqua e sanità. Sono questi i
temi che importano e che possono cambiare il futuro della nostra
Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. È iscritto a parlare
l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente Di Paola, assessore Dagnino e onorevoli
colleghi. Non vedo nessuno della maggioranza presente, oggi
evidentemente non interessa cosa abbiamo da dire. È da mesi che
questo Parlamento è travolto dagli scandali, inchieste pesanti che
hanno travolto sia il Governo che l'Assemblea con la corrente
turistica di Fratelli d'Italia, poi con lo scandalo della nuova
Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro.
Io pensavo che questa finanziaria fosse finalmente l'occasione per
chiudere delle finestre di opacità e per restituire ai siciliani
una visione nuova di buona politica e, invece, Assessore, sembra
quasi che di finestre se ne siano spalancate addirittura di nuove
perché si continua a pensare sempre solo ed esclusivamente alla
propria classe politica, a interessi di natura personale e
particolare.
Faccio un esempio, non entrando nel merito se sia giusto o
sbagliato, ma sono state aumentate, sempre in questo disegno di
legge, le indennità dei presidenti dei liberi consorzi, quando per
mesi si era detto - da questa maggioranza, non da noi, attenzione -
che questa legge Delrio sarebbe stata a costo zero per i
cittadini, che non ci sarebbero stati aggravi nelle casse, invece,
andiamo ad aumentare, triplicandoli, gli stipendi dei Presidenti
dei liberi consorzi che provengono da comuni piccoli che sono
praticamente quasi tutti, tranne quello di Caltanissetta.
Ma la cosa grave è che viene cancellato il reddito di povertà
perché dico quando si fanno degli aumenti alla classe politica,
poi, di contro, bisogna dare anche ai cittadini la possibilità di
avere una vita sana, agiata, normale
Il reddito di povertà era già povero perché arrivava a 270 euro al
mese per settemila persone quando le richieste erano migliaia e
migliaia, è stato pure tolto e non pensiamo ai dipendenti dei
comuni. È da mesi che facciamo i conti per tutti quei lavoratori
part time, spesso mono reddito, che hanno anche stipendi di 500
euro al mese. Immaginavo che finalmente si potessero portare le ore
a 35, neanche questo è presente, cioè pensiamo sempre e solo alla
classe politica
Un'altra cosa, lo sgravio della tassa automobilistica per le
aziende con flotte superiori a dieci autoveicoli immatricolati. Ma
siamo sicuri che favorisca una platea ampia e non pochissime
persone e sempre i soliti noti, sempre le solite persone coinvolte
nelle vicende di questo Parlamento? Togliamo la tassa
automobilistica a queste poche aziende siciliane, però mettiamo la
tassa sui cani ai cittadini, quindi, tutti i cittadini proprietari
di un cane devono pagare 10 euro per il passaggio di proprietà, 20
euro per la registrazione, 80 euro per più di una cucciolata con
tre cuccioli. Ma perché mettere questa tassa, andando contro quello
che si è sempre detto, cioè di incentivare le adozioni dei randagi
con aiuti, piuttosto, che con tasse; così nessuno più registrerà
gli animali, si abbandoneranno le cucciolate e aumenterà il
randagismo nei comuni
Proprio qua voglio parlare dei comuni. C'è stata appunto Anci che
ha posto una problematica abbastanza pesante e grave che è quella
della sicurezza nelle città. Voi come centrodestra vi siete fatti
sempre i promotori di questa questione della sicurezza, come se
alle altre forze politiche non interessasse avere centri storici
sicuri e cittadini sicuri. No, è una questione che interessa a
tutti.
Sicuramente noi abbiamo fatto tante proposte che sono volte anche
all'educazione non solo alla repressione, ma anche a livello di
repressione non vediamo niente. E' stato messo un milione di euro
per tutti i comuni siciliani, quindi, stiamo parlando di tantissimi
comuni, cioè una miseria, che dovrebbero aumentare le forze di
Polizia municipale, i controlli, gli aiuti sociali con questi pochi
soldi, però, di contro, abbiamo ampliato il plafond di tutti gli
Assessorati ma di tantissimo: Infrastrutture passa da 9 milioni del
2025 a un fondo di progettazione di 54 milioni, i Beni culturali
passano da 3 milioni a 5 milioni e mezzo, più altri 10 milioni per
i parchi, l'Assessorato al Turismo da 12 milioni a 16 milioni e
mezzo, l'Assessorato all'Agricoltura da 3 milioni e 600 a 5 milioni
e 700 e via discorrendo, tutti fondi discrezionali, tutti i fondi
che favoriranno le continue logiche di questo Parlamento, di dare
ad alcuni e di togliere ad altri o di non dare niente ad altri e
porteranno molti deputati di questa maggioranza con le mani a
cucchiaino a fare le file negli Assessorati È un'indecenza Questi
fondi aumentati così, in maniera discrezionale, senza che siano mai
stati discussi nelle Commissioni
E ancora voglio porre l'attenzione su un'altra questione, se
parliamo di cultura. Sono state prese in considerazione tre
associazioni, tre fondazioni: la Fondazione Presti, la Fondazione
Tusa e la Fondazione De Pasquale, a cui sono stati dati dei
contributi considerevoli per le loro attività che sono sicuramente
di pregio, ma è la terza volta che bocciate da questa finanziaria
la richiesta di un fondo per la costituzione della Casa Museo
dedicata a Giorgio La Pira, 100 mila euro sono stati bocciati.
Questa è la prova che questo Governo fa sempre figli e figliastri,
che agisce solo per le cose di proprio personale interesse
E mi viene di concludere con una frase, facendo una citazione, che
è: "Che cosa ha imparato questo Governo dalla storia? Che dalla
storia il Governo non ha imparato nulla ". Perché la storia si
ripete continuamente, figli e figliastri, fondi dati per alcune
cose e tolti ad altri. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. È iscritta a parlare
l'onorevole Ciminnisi. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, è la terza
manovra del governo Schifani e, quasi quasi, rimpiango le manovre
passate perché quelle almeno erano soltanto brutte, questa è
doppiamente brutta perché altro non è che l'esatto contrappeso
della mozione di sfiducia che abbiamo votato qualche settimana fa
perché, rispetto a quella mozione di sfiducia in cui, tra l'altro,
il presidente Schifani ha cercato maldestramente di difendersi
dicendo che il rating era migliorato, ha fatto passare l'idea che
la Sicilia fosse una Regione ricchissima in cui i soldi abbondano
talmente tanto - salvo poi non sapere neanche come spenderli - che
io già vedevo i deputati di maggioranza che si sfregavano le mani
perché non vedevano l'ora di arraffare tutto quello che potevano e
andare dal presidente Schifani, giustamente, a battere cassa, a
riscuotere il premio fedeltà per aver votato, naturalmente
fedelmente, ovviamente col voto palese in maniera obbligata, questa
rinnovata fiducia al presidente Schifani.
Ovviamente ora, non solo non c'è più lo spettro del voto palese -
perché ovviamente col voto segreto vorrò vedere questa maggioranza
granitica a sostegno di questa manovra - ma c'è all'orizzonte anche
un annunciato rimpasto di Giunta, con due Assessori che ancora non
ci sono che sono quelli della Democrazia Cristiana e che recuperano
spazio nei posti di sottogoverno, e altri che ovviamente scalpitano
e useranno e usano questa manovra per aggiustare gli equilibri
all'interno della maggioranza tra i vari partiti, all'interno dei
partiti tra le varie correnti di maggioranza e di opposizione
interna alla stessa maggioranza.
E la prova di questo è il fatto che una finanziaria che era
entrata con 30 articoli, dopo la mozione di sfiducia, è diventata
di 130 articoli perché, ovviamente, ogni deputato di maggioranza
che si è mostrato fedele, è andato lì a riscuotere e a battere
cassa per avere ciò che gli spettava e così, in un tempo di
presunte vacche grasse che vengono annunciate urbi et orbi dal
presidente Schifani, cosa facciamo noi? Anzi, cosa fa il governo
Schifani? Imbastisce una manovra non per creare misure durevoli, di
sviluppo, di crescita per la Sicilia, ma mette insieme tutta una
serie di articoli di una maggioranza famelica che, in qualche modo,
deve soddisfare i piccoli interessi del proprio giardinetto, del
proprio orticello, in vista probabilmente di prossimi appuntamenti
elettorali. E lo fa con una foga così irruenta che non si rende
conto nemmeno che sullo stesso argomento ci sono, sparsi nella
manovra, 3-4 articoli sullo stesso tema, 4 interventi su un altro
tema
Faccio un esempio così banale per tutti: c'è la norma per
l'accessibilità alle spiagge dei disabili per i comuni che hanno
approvato i PUDM e la norma di accessibilità alle spiagge dei
disabili per i comuni sotto i 5.000 abitanti perché tutto, in
questa manovra, è schermato da almeno tre barriere apparenti. La
prima sono le tabelle. È stato citato più volte l'esempio del fondo
di progettazione dell'Assessorato delle infrastrutture con più di
50 milioni di euro che l'Assessorato distribuirà, secondo dei
criteri che sfuggono al controllo del Parlamento e, come
l'Assessorato alle infrastrutture, tanti altri Assessorati di cui
abbiamo visto lievitare nelle tabelle gli stanziamenti di spesa, le
previsioni di spesa
Poi c'è l'altro schermo, che è quello fantastico, delle riserve ai
comuni. Nel Fondo delle autonomie locali abbiamo fatto un grande
stanziamento complessivo per le riserve agli enti locali in cui c'è
un po' di tutto e, guarda caso, non posso fare a meno di notare che
manca, quest'anno dopo tanti anni, avete dimenticato la riserva per
i comuni che raggiungono il 75 per cento di raccolta differenziata.
Del resto, da un Governo che si auto-premia come custode
dell'ambiente perché fa gli inceneritori, coerentemente, non ci
aspettiamo sicuramente la premialità ai comuni che fanno il 75 per
cento di raccolta differenziata, anche perché altrimenti cosa
dovete mettere negli inceneritori, perché sono sovradimensionati
rispetto a quello che, in realtà, è il flusso dei rifiuti?
Allo stesso modo, sempre perché, come direbbe il buon Tajani, la
tutela dell'ambiente vale ma fino a un certo punto, naturalmente,
non ha trovato accoglimento neanche la proposta di aumentare le
risorse del fondo di demolizione degli immobili abusivi che,
ovviamente, come opposizione, a mia prima firma, avevamo presentato
però, naturalmente, la tutela dell'ambiente, evidentemente, è un
valore negoziabile, contrariamente a quello che avevate detto.
E che cosa dire in tutte queste riserve dei comuni se, da una mano
diamo ai comuni amici, dall'altro cosa dire? L'emblema
dell'inefficienza della gestione dell'emergenza idrica di questa
Regione è l'articolo 16, perché premiamo tutti i comuni per
qualsiasi cosa, quelli che sono bandiera blu e quelli che dobbiamo
incoraggiare a diventare bandiera blu; quelli che hanno la super
marchetta scritta su misura per la strada che passa sotto l'albero
a fiori; però cosa facciamo? Puniamo, per i prossimi dieci anni, i
comuni ex EAF che hanno avuto la sfortuna di ereditare dalla
Regione la gestione ex EAF. Quegli stessi comuni che oggi sono
proprio quelli che sono ancora più in difficoltà, per la crisi
idrica, e mi riferisco ai comuni di Messina ma, soprattutto, a metà
dei comuni della provincia di Trapani, che vivono una crisi idrica
quotidiana, che non è affatto superata
Ma voi parlate con la gente? Voi venite qui a parlare di
miglioramento del rating ma siete totalmente scollegati
dall'economia reale che vivono i siciliani Ma ci parlate con i
siciliani che non hanno l'acqua a casa? Ci andate, ogni tanto, al
supermercato a fare la spesa? Ci parlate con il casaro che vi fa il
formaggio e non può sostenere i prezzi del latte? Ma avete una
cognizione di quello che succede in Sicilia, o pensate veramente
che mettere insieme tutte queste misure, misuricche , per far
contento ciascun deputato, serva alla Sicilia?
E poi c'è un altro schermo, che è quello della manovra "indovina
chi?". Ci sono le norme scritte su misura. Non so se siate della
mia generazione però, vi ricordate il giochino che c'era, "indovina
chi?", l'avversario descriveva il personaggio e diceva: "È uomo? È
biondo? Ha gli occhi azzurri? Ha la cravatta arancione? E l'altra
parte doveva indovinare chi fosse il personaggio E in questa
manovra abbiamo pure le norme "indovina chi?", esempio: spesa di 1
milione - ne prendo una a caso senza volere male a nessuno - in
favore dei consorzi universitari che operano in territori nei quali
insistono uno o più siti Unesco, che distano dagli atenei di
riferimento oltre 180 chilometri e di cui sono soci città con
popolazione inferiore a 35 mila abitanti.
Indovina chi? Metteteci la faccia, dategli un nome e dite
consorzio universitario di Agrigento, perché pure io ho avuto
difficoltà a capire chi fosse quello di 180 chilometri, che aveva
35 mila abitanti, che aveva un sito Unesco, giustamente, dobbiamo
capire pure che cosa serve ai siciliani
Presidente, concludo, perché tanto questa è una manovra che ai
siciliani non serve perché, ripeto, ho la sensazione che questo
Governo abbia completamente perso il contatto con la realtà e di
questa manovra i siciliani non hanno che cosa farsene. Con questa,
probabilmente, i siciliani, siccome i bisogni dei siciliani e
risposte ai siciliani qua non ce ne sono, con questa i siciliani ci
possono fare la carbonella per il caminetto di Capodanno Il
problema è che a bruciare non è questo foglio di carta, ma sono i
soldi dei siciliani e il futuro dei siciliani.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
Io vi ricordo, colleghi, che ogni Gruppo parlamentare ha una
tempistica che abbiamo calcolato in base al numero di ore di Aula e
che per i Gruppi parlamentari del Partito Democratico e del
Movimento 5 Stelle questa tempistica si sta esaurendo o è già
esaurita.
Prego, onorevole Spada.
SPADA. Grazie, signor Presidente. Prenderò cinque minuti, il
tempo di fare delle considerazioni rispetto a questa finanziaria,
che in tanti aspettavano, che in tanti speravano potesse in qualche
modo dare delle risposte ai territori, ai cittadini, agli studenti.
Verso le tre, signor Presidente, alle ore 15.00, ci saranno
diversi studenti sotto l'Assemblea regionale siciliana che
protesteranno e lo faranno per l'ennesima volta perché, anche
questa volta, il Governo regionale ha deciso di stanziare solo
però, assessore Dagnino, se mi dà un attimo di attenzione, in modo
tale da mantenere la discussione cordiale, tranquilla, serena, che
poi ogni volta che dobbiamo parlare di tematiche le volevo dire
questo, assessore, perché più tardi ci saranno degli studenti che
protesteranno, visto che le somme stanziate per le borse di studio
raggiungeranno il 40 per cento, rispetto al 90 degli anni
precedenti.
Allora, io penso che il Governo non possa non attenzionare questa
situazione, perché garantire il 40 per cento di borse di studio, a
fronte dei diversi milioni stanziati in questa finanziaria, penso
sia uno schiaffo ai tanti giovani che hanno deciso di rimanere qui,
di studiare qui, di non andare in un'altra Regione, perché se si
fossero spostati presso un'altra Regione magari avrebbero avuto la
copertura del 100 per cento delle borse di studio. Quindi, la
invito a tenere in considerazione questo dato e ad intervenire.
Così come la invito a considerare gli interventi da destinare ai
comuni siciliani. So che avete fatto un incontro con ANCI Sicilia,
che avete preso l'impegno di aumentare di 30 milioni di euro gli
stanziamenti previsti all'interno di questa finanziaria, però vi
siete, non dico dimenticati, ma non avete rifinanziato una misura
che ha dato un sostegno a tanti comuni siciliani che oggi si
trovano in una condizione di dissesto o di predissesto. Noi, grazie
agli interventi che abbiamo fatto e che abbiamo stanziato nei mesi
scorsi, siamo riusciti ad evitare che molti comuni finissero in una
condizione di dissesto, perché erano già sofferenti in un piano di
riequilibrio, a continuare ad aiutare questi comuni, piuttosto che
condannarli al default, e quindi rifinanziando quella misura che
stanziava sei milioni di euro per i comuni in piano di riequilibrio
e quattro milioni per i comuni in dissesto, soprattutto i piccoli
comuni, perché mentre sulle grandi città, nei comuni costieri,
quelli che hanno il mare, quelli che hanno comunque anche un flusso
turistico, che con la tassa di soggiorno, con altre iniziative,
possono garantire un risanamento o comunque il mantenimento di un
equilibrio all'interno del proprio bilancio, ci sono i comuni delle
aree interne, i comuni più piccoli, quelli che non hanno strumenti
o attività produttive in grado di garantire una stabilità
finanziaria ed economica, che soffrono e spero che il Governo possa
dare loro un contributo per affrontare anche questo 2026.
Concludo, perché, penso, sono verso la fine dei cinque minuti,
dicendo che i miliardi di euro che sono risultati dalla parifica,
penso che debbano essere spesi e debbano essere spesi tenendo più
in considerazione chi oggi sta sul fronte. E oggi sul fronte,
assessore, ci stanno i sindaci con le mille difficoltà, con i mille
impegni e con le esigue risorse che ogni anno vengono destinate nei
nostri comuni. Solo per fare un paragone, il fondo delle autonomie
locali della Regione Sardegna è tre volte quello della nostra
Regione, con una popolazione che rappresenta un quinto rispetto
alla Sicilia. E allora, se vogliamo realmente iniziare ad aiutare i
siciliani tutti, partiamo dai sindaci che sono quelli che si fanno
carico più di tutti delle problematiche degli stessi.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Saverino. Ne ha
facoltà.
SAVERINO. Presidente, purtroppo ogni volta dobbiamo correre quindi
è impossibile riuscire a parlare con questa... Allora, Presidente,
naturalmente, assessore Dagnino, leggendo questo disegno di legge
di legge di stabilità la cosa che appare di più è un libro dei
sogni naturalmente, pur sapendo e ci siamo resi conto che tutta la
parte amministrativa e applicativa di questa, ormai, legislatura, è
in mano a un Governo che è particolarmente immobile e si è
contraddistinto per non avere una grande visione, per cui da una
parte non ci sono domande sbagliate che vengono fatte dai nostri
cittadini ma forse ci sono delle risposte, non dico errate, ma
limitate soltanto ad alcune propagande, ad alcuni momenti
elettorali, alcune forse diciamo più per chi non vive veramente la
realtà e la quotidianità di tutti i giorni.
Noi, mi è dispiaciuto molto e non me lo aspettavo dal presidente
Schifani, l'altra volta, quando c'è stata la mozione di sfiducia
lui ha risposto la sua risposta per me è stata insomma abbastanza
deludente e non me l'aspettavo proprio da lui, perché a un certo
punto ha detto che noi, come opposizione, critichiamo ma che non
portiamo proposte.
Allora, velocemente vorrei soltanto dire alcune delle proposte che
noi abbiamo presentato come opposizione, con il Movimento 5 Stelle,
con Ismaele con Controcorrente, proprio per fare vedere che noi
comunque una visione l'abbiamo. Sono tutte proposte, interventi
mirati che servono a dare risposte non solo nell'emergenza ma,
soprattutto, in maniera strutturale e, soprattutto, a lungo raggio,
essenziali per affrontare le diseguaglianze territoriali - che è
stato già sottolineato da tanti miei colleghi -, il disagio sociale
è anche un deficit importante infrastrutturale che noi viviamo.
Per quanto riguarda gli interventi strutturali per la
programmazione degli enti locali, noi sappiamo che abbiamo grossi
problemi in Sicilia per la risoluzione del rafforzamento delle
capacità di investimento e pianificazione degli enti locali e per
questo abbiamo proposto il potenziamento della capacità
progettuale, quindi la riproposizione del fondo progettazione
comuni è un intervento necessario e altamente strutturale. Le
difficoltà dei comuni siciliani, specialmente quelli più piccoli,
sono sotto gli occhi di tutti: non riescono a dotarsi di progetti
esecutivi e quindi non riescono, proprio per questo, ad avere
accesso ai fondi di sviluppo sia nazionali che europei. Questo
fondo specifico intende superare, appunto, questa difficoltà,
questa lacuna, migliorando la capacità di programmazione futura
della spesa.
Un'altra nostra proposta è quella dell'aumento degli investimenti
locali; l'incremento del fondo investimento fornisce quindi risorse
aggiuntive per la realizzazione di opere, di infrastrutture a
livello comunale che è la base essenziale necessaria per il nostro
territorio.
Poi, siamo intervenuti anche sulla sicurezza e welfare aziendale,
quindi in ambito lavorativo la premialità per le aziende che
migliorano le condizioni del lavoratore attraverso misure di
welfare aziendale e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, che
promuovono sicuramente un cambio culturale e strutturale nelle
relazioni di lavoro, con beneficio a lungo termine sia sulla salute
che sulla produttività regionali.
Abbiamo cercato di proporre anche un contrasto alla
marginalizzazione territoriale e sociale, affrontando quindi le
diseguaglianze geografiche e sociali, soprattutto concentrandoci
sulle aree più vulnerabili, per cercare di liberare le potenzialità
dei nostri territori e quindi portare economia e sviluppo.
Quindi, con il rilancio delle aree interne e delle isole minori,
con l'istituzione di un fondo bonus aree interne, si incentiva
l'acquisto, il recupero e la riqualificazione di immobili
abbandonati destinati ad abitazione principale o a locazione a
canone moderato. Insomma, noi stiamo cercando di invertire la
tendenza allo spopolamento attraverso il riutilizzo del patrimonio
edilizio e la stabilizzazione demografica.
A questo naturalmente si aggiunge l'istituzione di un fondo
specifico per l'attivazione di servizi e strutture sociosanitarie
nei comuni delle aree interne e delle isole minori siciliane,
garantendo servizi essenziali che spesso mancano in queste zone.
Dopodiché mi fermo qui, perché sono tante le altre proposte, ma
almeno volevo lasciare ancora qualche spazio.
PRESIDENTE. Ma, purtroppo, onorevole qualche altro minuto glielo
concedo io, prego.
SAVERINO. Grazie. Ma volevo lasciare spazio al collega Venezia.
Altre cose per cui noi ci siamo battuti e che abbiamo proposto
sono la rigenerazione delle aree urbane marginali, quindi proprio
per il contrasto - parliamo tanto di disagio sociale - soprattutto
nelle aree interne, soprattutto nelle periferie definite come zone
in condizioni economiche precarie, sociali e anche ambientali
sicuramente peggiori rispetto alla media.
Questo naturalmente serve per il potenziamento del capitale umano
e sociale di queste zone, e quindi sempre pensando e avendo una
visione a lungo termine.
Abbiamo parlato naturalmente dei fondi per le scuole, quindi
azioni di cambiamento stabili negli spazi scolastici, nella
didattica, nelle relazioni, la realizzazione di centri di
aggregazione giovanile e il sostegno ai consultori familiari,
proprio per dare maggiore sostegno non solo ai giovani ma anche
alla genitorialità. Questi rappresentano sicuramente investimenti
diretti nella prevenzione del disagio e nell'educazione socio-
affettiva dei minori. Crediamo nei progetti di rigenerazione urbana
proprio per dare anche aiuto e sostegno agli enti del terzo settore
e all'inclusione sociale, contribuendo quindi al decoro e alla
coesione del tessuto urbano.
Naturalmente, altre proposte sono sull'ambiente, dal punto di
vista sanitario, se ne è già parlato tanto. Chiudo proprio perché
assessore Dagnino, visto che il presidente Schifani non è in Aula,
può lei stesso riferire che comunque l'opposizione ha tante
proposte, sono tanti i nostri emendamenti e tutti sono con una
visione a lungo termine.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
È iscritta a parlare l'onorevole Adorno. Ne ha facoltà.
ADORNO. Grazie, signor Presidente. Volevo sapere se avevo
trentadue secondi o se potevamo sforare, perché
PRESIDENTE. Colleghi, cercherò di dare un po' di tempo in più,
perché comunque ci sono altri colleghi che devono intervenire, però
il Gruppo parlamentare, così come abbiamo stabilito, ha dei tempi
contingentati e mercoledì c'era tempo aperto per tutti. Dico che
chi è intervenuto mercoledì ovviamente aveva un maggiore
quantitativo di tempo.
Prego, onorevole.
ADORNO. Sì, grazie, signor Presidente. Mi spiaceva togliere tempo
ai colleghi.
Oggi parliamo della legge di stabilità, una legge di stabilità che
di stabilità non ha proprio nulla Assessore Dagnino, assessore
Dagnino, questo disegno di legge di stabilità entra in Commissione
con poco più di 30 articoli, invece, poi diventa di 134 articoli.
Mi rivolgo a lei perché è ovvio che anche oggi, che si discute del
disegno di legge più importante dell'intero anno, il Presidente
Schifani è ovviamente assente.
Dicevo, parliamo di un disegno di legge di stabilità, che di
stabile non ha proprio nulla, anzi, è un ossimoro dire stabile,
perché una legge che entra con 34 o 35 - non mi ricordo, adesso
esattamente - e che poi diventa di 134 articoli, è evidente che,
forse perché siamo in tema di vacanze natalizie, ha preso il
lievito madre per il suo panettone
Signor Presidente, in questo disegno di legge di stabilità non c'è
alcuna soluzione dei problemi che i siciliani hanno in maniera
reale. Io le dico soltanto un articolo, per esempio l'articolo 14,
che parla di una cabina di regia per l'Assessorato ambiente per le
specie esotiche invasive. Dico, ma di questo ce n'era fortemente
necessità per i siciliani? Parlo del suo Assessorato, assessore
Dagnino Seicentomila euro di spese previste per la comunicazione
all'Assessorato all'economia, seicentomila euro di spese per la
comunicazione
Signor Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, per piacere,
dica al presidente Schifani, che sul pianeta Sicilia sono ben altri
i problemi. Noi lo sentiamo spesso proclamare a destra e a manca
che ci sono risultati strabilianti dal punto di vista economico.
Ecco, noi non ce ne siamo accorti e non se ne sono accorti i
siciliani e non se n'è accorta questa manovra di bilancio e non se
n'è accorta perché uno dei problemi che tutti noi sappiamo essere è
la sanità E se davvero si fosse voluto incidere sulla sanità,
allora si sarebbero potuti programmare e attuare un piano di
assunzioni per medici, infermieri e personale medico, e invece è
totalmente assente
Dica, per piacere, al Presidente Schifani, che è in suo potere,
nella Conferenza Stato-Regioni, programmare il numero dei medici di
cui la sua Terra ha bisogno Perché di questo non c'è traccia, non
lo leggiamo nemmeno sui social, non lo leggiamo nemmeno sui
giornali.
E, allora, io quello che vedo invece in questo disegno di legge di
bilancio è un susseguirsi di "manovre spezzatino" e spot. Un
susseguirsi di piccoli rattoppi qua e là, forse a seguire quello
che era l'intento che oramai si è perso del presidente Schifani,
quando diceva, rispetto agli scandali che emergevano, che alla luce
del quadro delle indagini che stava emergendo, riguardanti Cuffaro:
"ritengo doveroso riaffermare la necessità che il Governo regionale
operi nel segno della massima trasparenza, del rigore, della
correttezza istituzionale, principi che rappresentano il fondamento
stesso della buona amministrazione . Ecco, questo diceva il
presidente Schifani, e per questo toglieva due assessori non
indagati dalla Giunta, salvo poi qualche giorno dopo fare entrare
degli altri uomini di sottogoverno, e li abbiamo visti, all'IACP di
Caltanissetta, al Parco delle Madonie, al Consorzio universitario
di Agrigento e, ultimo, proprio da qualche giorno, il Capo di
Gabinetto vicario della sua Presidenza.
Ecco, questa manovra è figlia dello stesso atteggiamento,
atteggiamento che cerca di dare soluzioni alla sua maggioranza, che
disintegrata gli tira la giacchetta, oggi a destra, un po' a
sinistra, un po' al centro e non si vedono provvedimenti che
interessino i siciliani
Signor Presidente, per piacere, dica al Presidente Schifani che a
Natale i siciliani vorrebbero tornare nella propria Terra, perché
c'è un caro voli di cui non fa menzione, non ci sono proposte di
continuità territoriale serie in questa manovra
Signor Presidente, è un momento difficile per i nostri siciliani,
aveva fatto anche il Sicilia express, un fallimento, un click day
fallito e posticipato.
Signor Presidente, il Movimento 5 Stelle con il Partito
Democratico e con Controcorrente hanno presentato delle proposte
alternative, proprio perché, durante la seduta della mozione di
sfiducia, il Presidente Schifani ci rimproverava di non avere
proposte e di essere il partito del "no", della protesta e non
della proposta
Vorrei ricordare al Presidente Schifani che il Movimento 5 Stelle
è stato al Governo nazionale ed è l'unico soggetto politico che,
pur avendo governato, non ha né persone indagate né inquisite e,
invece, il Presidente Schifani cosa ha fatto quando ha dovuto
scegliere la sua maggioranza? È andato a bussare alle porte di un
condannato in via definitiva per favoreggiamento aggravato alla
mafia e, quindi, di questo ne paghiamo le conseguenze, tutti,
signor Presidente.
E allora dica al Presidente Schifani, per piacere, che la sanità
andrebbe programmata, che i siciliani vorrebbero tornare a casa con
delle tariffe calmierate. Queste, assieme all'assenza di lavoro per
i nostri giovani, sono solo alcune delle misure di cui la nostra
terra ha bisogno. Motivo per il quale a questa manovra di bilancio
noi voteremo in maniera contraria. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Adorno. Colleghi, a me rimangono
quattro interventi: tre del Gruppo del Movimento 5 Stelle e uno del
Partito Democratico e poi la replica ovviamente del Governo.
Io farei un ulteriore intervento, poi, alle ore 14.00 facciamo una
breve pausa, riprendendo alle ore 15.00 con i tre interventi che
rimangono e la replica, infine, dell'assessore. Quindi, adesso...
DE LUCA Antonino. Posso intervenire per una mediazione?
PRESIDENTE. L'onorevole Venezia le cede la priorità
dell'intervento. Prego, onorevole De Luca.
Dopo l'intervento dell'onorevole De Luca ci sarà la pausa e
riprenderemo, poi, alle ore 15.00 con i tre interventi che
rimangono e la replica da parte del Governo. Prego, onorevole De
Luca, le ricordo ovviamente che il tempo del Gruppo è concluso.
DE LUCA Antonino. Grazie. signor Presidente. Ringrazio anche il
collega per avermi ceduto il posto e consentirmi, quindi, di
assolvere un impegno professionale.
Sarò breve per il semplice motivo, signor Presidente, che questa
finanziaria non ha senso che venga discussa in sede di discussione
generale - e la bassa presenza in Aula e del Governo lo
testimoniano - per il semplice fatto che, di questo testo, tre
quarti non arriverà neppure ad essere discusso perché probabilmente
il Governo o lo ritirerà o lo vedrà cadere sotto i veri voti di
sfiducia della sua stessa maggioranza.
Assessore Dagnino, lei ricorderà che io le avevo dato un
consiglio: di prendere bagagli e bagattelle durante la Commissione
Bilancio e di defilarsi, di scomparire, di andarsene, perché, se
fosse andato avanti, si sarebbe trovato con il carico di
responsabilità che adesso lei si trova. Perché, vede, era evidente
che la farsa della ventina di articoli "spot" avrebbe avuto come
seguito naturale... anche per via degli annunci che ha fatto e che
avevano fatto credere ai deputati di maggioranza che questa sarebbe
stata una grande festa, una grande abbuffata; questa finanziaria
non ha fatto altro che accrescere l'appetito di quelli che già
hanno dimostrato negli anni di essere qualcosa di più simile a dei
lupi famelici e che, quindi, giustamente, ora, in questa occasione,
hanno fatto incetta. E, non a caso, l'ho definita come una mega
lista della spesa della maggioranza, assessore Dagnino, perché di
visione questa finanziaria ne contiene veramente poca, semmai è il
riflesso dei veti incrociati e delle reciproche concessioni a cui
avete dovuto dare il via in Giunta per esitare questo testo. E
vertice di maggioranza, dopo vertice di maggioranza, riunione con i
segretari, riunione con i Capigruppo, riunione con la Democrazia
Cristiana e compagnia cantando, in via di un rimpasto che vedremo
se e quando arriverà, magari ci sarà qualche altro rinvio a
giudizio prima che voi poniate fine a questa triste esperienza,
siete arrivati in Aula con 136 articoli che non hanno alcuna
connessione l'uno con l'altro
Avete fatto pure l'operazione ridicola, perché ridicola è questa
finanziaria e ridicolo il vostro atteggiamento, di prendere un
articolo e dargli il titolo, Presidente, guardi che finezza "Norme
per la riduzione delle liste d'attesa". Uno dice è un bel titolo,
vogliono ridurre le liste d'attesa , poi guardi dentro e c'è
qualche decina di milioni di euro da investire nel monitoraggio
delle liste d'attesa non nella riduzione della lista d'attesa, ma
chi lo legge resta ingannato, perché dice stanno investendo per
aumentare le prestazioni che vengono erogate, per accelerare i
tempi di erogazione, per sbloccare quegli esami che hanno 12, 14,
16 mesi, per i salvavita, per immettere nuove risorse umane, per
pagare degli straordinari ; invece no, tutto serve semplicemente
per monitorare i ritardi, scoprendo così quello che già sappiamo,
l'acqua calda, che questi signori non hanno neanche un'idea,
neanche la cognizione reale di quanto siano gravi i ritardi delle
liste di attesa, tant'è che il Presidente Schifani se ne va in giro
saltellando e dicendo va tutto bene, c'è un boom economico, stiamo
intervenendo sulle liste, abbiamo messo milioni di qua e milioni di
là, stiamo risolvendo i problemi che abbiamo ereditato che poi li
hanno ereditati da loro stessi, perché nella scorsa governavano
loro e si sono sempre definiti in continuità.
Ridicolo, ridicolo, caro assessore Dagnino, cercare di affrontare
l'emergenza PIP, perché avete due, tre deputati e la pressione
palermitana addosso e fregarvene, fregarvene, fregarvene di 15.000
famiglie che sono rappresentate dai contrattisti che continuano a
vedere avvicinarsi il loro non diritto al loro diritto, alla non
pensione, perché andranno tutti con le minime, perché voi ve ne
fregate di intervenire, ve ne fregate di andare a postare delle
risorse in un momento di vacche grasse, perché l'avete detto voi
preferite piuttosto andare ad accontentare una piccola platea che
ha i suoi diritti, le sue rivendicazioni, i sui desideri, ma ve ne
fregate di 15.000 famiglie, 15.000 lavoratori che servono gli enti
locali, senza i quali gli enti locali non potrebbero neppure
erogare i servizi essenziali che oggi erogano.
E allora veda, assessore Dagnino, fa anche ribrezzo quando fate
una manovra in cui andate - per carità giusto nel principio - ad
aggiungere un po' di ore, un po' di giornate lavorative agli operai
della Forestale ma ve ne fregate altamente e state continuando a
smantellare il Corpo in divisa, il Corpo Forestale.
Io vorrei capire tutti questi operai forestali, il Corpo forestale
in divisa sono rimasti, assessore Dagnino - glielo dico perché so
che non lo sapete - 300 unità, di cui 150 andranno in pensione nei
prossimi dodici, ventiquattro mesi, quindi vorrei capire una cosa:
ma poi questi operai forestali chi li dovrebbe guidare? Qual è il
piano, qual è il progetto?
Volete portare tutto sotto la Protezione civile, così ve ne andate
avanti a ordinanze e avete risolto il problema o credete che
l'esercito si possa muovere così, di sua spontanea volontà, a
intuito, senza nessuno che lo guidi, senza nessuno che abbia i
titoli per guidarlo, perché non avete messo delle risorse per gli
avanzamenti di carriera, per i concorsi interni, per lo
svecchiamento del Corpo forestale?
Lei lo sa che tutti i mezzi, con i soldini che voi stanziate per
rinnovare i mezzi, non possono uscire perché gli operai in divisa
spesso sono da soli?
Ce l'avete chiaro che voi investite i soldi per comprare mezzi e
questi mezzi non possono uscire? Ce l'avete chiaro che le campagne
antincendio, l'immediata rilevazione di un principio di incendio
non serve a nulla se poi non c'è chi è in grado con competenza di
andare a spegnerlo, di guidare una squadra a spegnere
quell'incendio? Ce lo avete chiaro? Oppure siete talmente convinti
che ciò che conta è fare un articolo di giornale, un comunicato
stampa, sparare quattro panzane, per risolvere i problemi della
Sicilia?
Perché, ove non ve ne foste accorti, il problema della siccità è
sempre lo stesso, il problema dei Comuni è sempre lo stesso. Avete
anche fatto, io già annuncio che in questa occasione chiederò il
voto segreto sull'articolo che dispone le riserve, perché adesso
voi dovete guardare in faccia i problemi e andare a distinguere un
Comune che ha una peculiarità e quindi un problema che deve essere
risolto con una norma speciale all'interno dei fondi, e i Comuni
invece che hanno solo e soltanto un deputato amico che gli fa il
favore di regalargli delle risorse, a discapito di tutti gli altri
Perché avete ancora una volta esagerato, non sapete guardare in
faccia le esigenze dei siciliani e dei Comuni, e questo è arrivato
il momento di renderlo palese a tutti Veda, assessore Dagnino,
questa finanziaria sarà la vera sfiducia del Governo Schifani, e
già lo testimoniano le prime avvisaglie che arrivano dalla
maggioranza. Le dò un consiglio da nemico - da nemico nel senso di
fazione opposta, di nemico politicamente, non a livello personale -
cercate di guardarvi un attimino allo specchio, cercate di capire
quello che sta per succedere. Non venite sempre in Aula con quella
prosopopea di chi crede di sapere e poi prende sberle in
continuazione. Cercate in questa occasione di fare una figura meno
magra di quella che si prospetta, perché è inutile che arriviate
qua con 134 articoli, siete riusciti a fare 18 pagine di tabellari,
avete fatto pure il "fondone" all'assessorato per le
infrastrutture, mancava semplicemente che nel titolo ci metteste la
ristrutturazione degli sgabuzzini, perché poi ci avete messo tutto,
sagre, cappelle, parrocchie, Comuni, stradine, infrastrutture,
tutto ci avete messo, anche il turismo... il maxi-fondo E poi
facciamo l'elenco dei deputati che arrivano con i pizzini a dire
dove mettere le 50 e le 100 mila euro, non ve lo facciamo fare, ci
opporremo come dei disperati, vi facciamo finire ovunque, su tutti
i giornali, chiederemo il voto segreto su tutto
O la finite di credere che il disegno di legge di stabilità
regionale sia lo strumento per farvi i cavolacci vostri, o voi
vivrete una condizione ben peggiore delle ultime variazioni di
bilancio, e allora siccome ancora portate i segni di quelle
variazioni, io glielo sto dicendo assessore Dagnino, cercate almeno
di sembrare seri, perché finora non lo siete sembrati durante
questa sessione di bilancio neanche in passato, ma in questo giro
avete dato veramente il peggio di voi stessi Veramente, non so più
come definirvi, perché non so più cosa dire peggio di "cose
inutili" perché già ve l'ho detto, ma stavolta siete stati più
inutili delle volte passate, dannosi Per cui vi raccomando, quanto
meno andate a fare un mea culpa - voi ci tenete a mettere fondi per
le parrocchie - recitate un mea culpa e poi tornate in Aula. Avete
questa notte per riflettere. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Antonino De Luca. Colleghi, a questo
punto sospendo l'Aula che riprenderà alle ore 15:00, con gli
interventi che sono rimasti. Ho ancora iscritti a parlare gli
onorevoli Venezia, Marano, Gilistro, Catanzaro e Dipasquale.
CRACOLICI. C'è posto per me?
PRESIDENTE. Per il collega Cracolici c'è sempre spazio Dopo
questi interventi, seguirà la replica del Governo. Non prenderò
iscrizioni a parlare dalle 15:00 in poi, perché da adesso sono
chiuse.
L'Aula è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 14.04, è ripresa alle ore 15.28)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà. E poi l'onorevole Venezia.
GILISTRO. Grazie Presidente, grazie colleghi, grazie Assessore.
Buongiorno, buon pomeriggio Assessore. Allora, volevo dirle questo
Assessore, mi rivolgo prima di tutto a lei perché lei sa quale
affetto e stima ho nella sua persona. Il problema è che lei non è
l'artefice, Assessore, forse lei è anche vittima perché il problema
non è la persona, quando noi aggrediamo la persona non è
l'Assessore, non sono gli Assessori in generale; il problema,
secondo me, è molto più serio e molto più radicato ed è quello di
un Governo, il sistema di governo che attualmente vige in questa
Regione, un sistema di governo legato assolutamente alla
possibilità di fare consenso, quindi, tutti quanti siamo, siete -
soprattutto chi è al Governo e che quindi investe per la Sicilia -
vittime di questa parola magica che si chiama consenso : e per il
consenso spesso perdiamo di vista qual è l'obiettivo vero,
l'obiettivo vero che è quello di tutti i siciliani, di ogni
siciliano sia che viva a Trapani, che viva a Siracusa, che viva a
Licata, che viva ad Agrigento e questo obiettivo lo abbiamo perso
perché, in ogni finanziaria, c'è chi cerca di portare quello che
può per questo consenso, quello che può nel proprio territorio,
ricordandosi che ogni siciliano è uguale a un altro. L'abbiamo
persa questa cosa.
Quindi, assessore, ripeto, questa finanziaria non vede questa
equità. Glielo dico con tutto l'affetto e tutto non è equa, mi
creda, non è una finanziaria equa
Avrei voluto iniziare con un discorso, ma mi sembra già meno...
potevo evitare questo mio intervento soltanto dicendo ai nostri
cittadini "guardate Netflix, guardate "Sicilia Express" di Ficarra
e Picone, che non sono dell'opposizione, sono due attori, registi
che hanno fatto una serie che fa vedere lo spaccato di questa
Sicilia. Qualcuno, addirittura, si è anche indignato di quello che
hanno detto della Sicilia, io no perché non credo che quello sia
uno spaccato dei siciliani, quello è uno spaccato di un malgoverno
siciliano che data anni, decenni.
Abbiamo parlato... io... poco fa, l'onorevole Burtone, che lo
ritengo, veramente, per equilibrio, per capacità, per anzianità ma,
soprattutto, per grande cultura colui che mi ha anche direi che
mi ha veramente istruito politicamente, essendo anche sindaco.
Ha detto una cosa importantissima: quello di cui questo Governo si
vanta, del PIL, dei numeri economici dobbiamo ricordarci che
questi numeri economici non vengono, non provengono dall'operato di
questo Governo, ma provengono da altri numeri, dai numeri - come ha
detto l'onorevole Burtone - del PNRR, ha avuto origine non
certamente da questo Governo, perché è come se io dicessi ai
cittadini e a tutti quanti che il Teatro Greco, l'Anfiteatro
romano, che il Colosseo fosse opera mia, perché tanto sono qua, lo
guardo, il Colosseo è frutto di un'opera mia No, questi numeri
economici che avete portato, sicuramente, non vengono e non
provengono da questo Governo.
"Sicilia Express" si chiama la serie Netflix. "Sicilia Express",
l'"Orient Express", se fossimo... se i nostri ragazzi, i nostri
figli che vengono da Milano, invece che da Milano, venissero dalla
Libia o venissero da Tunisi, dalla Tunisia, avremmo creato non il
"Sicilia Express", ma il "gommone express", perché questi sono i
nostri ragazzi, quelli che noi mandiamo, li cresciamo, investiamo
tutti i nostri averi per crescerli, per dare loro un futuro e dove
finiscono questi ragazzi? A studiare o a lavorare al nord, non
certamente in Sicilia
E cosa gli abbiamo inventato, visto che non abbiamo saputo fare
niente per il problema dei voli? Gli abbiamo creato l'"Orient-
Sicilia Express", così lo definirei
Non solo gli abbiamo dato "Sicilia Express" e per questo "Sicilia
Express", ancora oggi, c'è il "click day", ancora oggi i ragazzi
non sanno se troveranno posto e se non troveranno posto, troveranno
i biglietti a 700 euro e se non troveranno i biglietti, vorrei
vedere come arriveranno in Sicilia Questo è il grande entusiasmo
del "click day" e del "Sicilia Express"
Allora, l'altro problema che abbiamo visto nella serie è la
siccità.
Ebbene, signor Presidente, le devo dire questa cosa, che è
bellissima: se questi ragazzi non potranno prendere l'aereo, non
potranno prendere il treno, c'è questa grande possibilità che
possiamo imitare da Ficarra e Picone: utilizziamo il cassonetto,
c'è il cassonetto che è diventato veramente la barzelletta
dell'Italia, il cassonetto che ci porta a Milano e ci riporta in
Sicilia in pochi istanti.
E lo stesso vale per la siccità. Ci sono oleodotti, gasdotti che
portano soldi in giro per il mondo, attraversano oceani,
attraversano anche il Mediterraneo e allora utilizziamo un grande
acquedotto che forse è l'unica cosa che possiamo fare per portare
finalmente l'acqua a questa Sicilia.
Sanità: disastro dei disastri Da quando l'altro giorno ho fatto
un intervento in Aula, mi sono arrivate almeno cento registrazioni
di quello che la sanità sta facendo in Sicilia, il disastro dei
disastri.
Abbiamo investito tanti milioni, assessore, dove sono i
risultati? Sono i cittadini che me lo dicono, non sono io che sto
accusando, sono i cittadini che continuano ad accusare dove non c'è
nulla più da fare. Al Policlinico, non dico quale perché non voglio
inveire contro nessuno, mancano i pannolini, cioè i pazienti
portano i pannolini, i medicinali, i biberon al Policlinico per
bambini prematuri, cioè portano i pannolini L'assessore per la
salute cosa sta facendo?
A Siracusa mancano le sacche di sangue, l'Avis non ha le sacche
per la raccolta di sangue e noi che cosa facciamo? Facciamo la
fiaccolata questa sera, le Olimpiadi sulla sanità? Non è corretto,
assessore, le sto dicendo cose che sono scritte, quindi non sono
certamente inventate, non mi permetterei mai di inventare questa
cosa.
L'altra cosa importante su cui non ci stiamo battendo è la
sicurezza per le strade che non ha origini così improvvisate, ha
delle radici molto più profonde; quando c'è mancanza di sicurezza,
quando aumentano gli stupri, quando aumentano praticamente le
rapine, quando aumentano i furti in casa, gli scippi, questo deriva
dalla povertà, la povertà assoluta, la delinquenza, la mafia
cresce, prolifica sulla povertà. E cosa facciamo, portiamo
l'esercito per le strade?
Non è lì che possiamo fare, avete inveito contro il reddito di
cittadinanza, avete inveito e oggi cosa ci inventiamo? Il reddito
di povertà. Perché i poveri non sono cittadini?
Signor Presidente, due parole ed ho finito, perché quello che c'è
è un problema molto importante. Assessore, questo la colpisce
personalmente: c'è un disastro epocale, epocale, lo dice un
esperto, non lo sta dicendo il politico che vuole fare consenso,
perché non gliele frega niente in questo caso del consenso, c'è
un'emergenza sociale che riguarda i ragazzi, i bambini, i giovani,
un'emergenza psicologica, psichiatrica, di neurosviluppo,
scolastica, come non si è mai verificata prima di oggi. Le faccio
solo un esempio: io sono appena stato a un convegno a Trieste, al
nord: gli accessi in Pronto Soccorso - assessore, mi ascolti perché
è importante - per agitazione psicomotoria, tanto per capirci quei
ragazzi a quattordici, quindici, sedici anni che spaccano tutto, in
Pronto Soccorso, sono passati in un unico Pronto Soccorso da
novantaquattro in due anni a trecentosessanta; l'autismo è passato
da millecinquecento a cinquanta casi, uno ogni cinquanta, l' ADHD,
tutte queste problematiche che oggi conosciamo molto bene,
assessore, e possiamo fare tantissimo per la prevenzione.
Se parlo di queste patologie, nelle scuole, nelle famiglie, non
sanno nulla Quando io ho chiesto un emendamento che servirà al
Governo per poter informare capillarmente le famiglie, gli
insegnanti, i genitori, tutti quanti e anche i maestri, che
esistono dei segni premonitori che possono salvare centinaia e
migliaia di vite umane e noi bocciamo questo emendamento,
assessore, che non è un emendamento per il mio territorio, non è un
emendamento per me, ma è un emendamento per la Sicilia, per la
nobiltà di questo Governo - e chiudo - sono tutte malattie
prevenibili e dove la terapia e l'informazione precoce può salvare
tante vite.
C'è una grande siccità, assessore, glielo dico con tutto il cuore
possibile e immaginabile: io credo che la siccità vera che c'è, la
siccità più grande che c'è in questa Regione - e lo dico veramente
- è la siccità del buon senso. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Marano, poi
l'onorevole Venezia ed altri tre interventi da parte del Partito
Democratico.
Prego, onorevole Marano.
MARANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io non
capisco come i rappresentanti di questo Governo non si sentano
davvero in colpa per tutte le cose inattuate, per tutti gli annunci
spot che fate da inizio legislatura, perché a parte annunci spot
che poi non si concretizzano, nulla di chiaramente concreto fate in
questo Governo L'annuncio spot ricorrente di questo periodo è
senza dubbio quello del Sicilia Express, dei siciliani che devono
tornare dal Nord, e questo proprio rappresenta e sintetizza quella
che la è pratica ricorrente di questo Governo, fare spot.
Sei un siciliano che vive all'estero - anzi all'estero no perché è
troppo complicato - sei un siciliano che vive al Nord? Sei
disperato? Non sai come tornare in Sicilia per le feste di Natale?
Bene, ci pensa il Sicilia Express, musicisti, comici, attori e
intrattenitori ti terranno compagnia per fare il tuo tragitto di 24
ore da Milano a Catania Bene, bellissimo
Uno spot per prendere in giro quei poveri siciliani che sono al
Nord e per i quali non è stato fatto nulla né per cercare di non
farli andare ma, di fatto, neppure per farli tornare, perché il
Governo Schifani si limita a regalare un biglietto su un treno la
cui durata è di 24 ore, ma una volta l'anno, per Natale
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Scuvera)
MARANO. E anche a Pasqua, mi suggeriscono. Poco importa, una o due
volte l'anno, questa è una di quelle misure spot che sentiamo in
questo periodo e che rappresenta proprio quel modus operandi di
questo Governo, e illudiamo le persone che il problema si risolve
con un biglietto da Milano a Catania con gli attori a bordo che
intrattengono questi poveri siciliani
Come diceva poc'anzi il collega Gilistro, hanno fatto pure una
serie Netflix, e mi congratulo con Ficarra e Picone, però quanto
meno il titolo "Sicilia Express" nella serie di Ficarra e Picone ha
un senso, perché con questo cassonetto della spazzatura si va da
Catania a Milano in un minuto e da Milano a Catania in un altro
minuto; ma questo nome, "Sicilia Express", che ci avete messo voi,
"express" significa veloce, rapido, perché? Per prendere in giro
sempre i siciliani, per fare questi annunci spot che non servono a
nulla, perché il problema del caro voli per esempio, parlando
sempre di trasporti, non lo abbiamo risolto con gli sconti sui
biglietti aerei dato che, notizie di questi giorni, le abbiamo
lette tutti, i biglietti sono arrivati a 800 euro Un siciliano che
vive al Nord deve decidere se pagare a Natale le bollette, la Tari
e l'Imu, o prendere tutto lo stipendio per pagare il biglietto di
una persona per tornare in Sicilia Quindi bisogna intervenire - è
evidente - in maniera strutturale per risolvere i problemi, non con
queste cose una tantum che non servono a nulla
Il problema evidentemente è che non c'è la volontà, l'interesse,
l'amore per la nostra terra, l'amore per le persone che sono via e
che dovrebbero tornare, per quelli che non dovrebbero andare via,
per i nostri agricoltori, per i nostri lavoratori, per tutti i
cittadini che hanno bisogno di sostegno, che non ne hanno e non ne
vedono prospettiva nemmeno nel lungo termine, per risolvere tutti i
problemi di cui parliamo quotidianamente in questo Parlamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
È iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Dagnino,
questa finanziaria era partita con buoni auspici, buoni auspici che
provenivano dai dati finanziari della Regione che per la prima
volta, dopo tanti anni, registravano sul fronte dell'avanzo di
amministrazione il segno più dopo una lunga stagione politico-
finanziaria caratterizzata da criticità, da disavanzo, da debiti e
a questa novità per la Regione siciliana si affiancava anche un
Documento di economia e finanza regionale che metteva al centro
alcune questioni sulla base, non di giudizi soggettivi o
impressioni di natura politica, ma sulla base di alcuni dati
statistici significativi che potevano consentire di operare una
manovra finanziaria in grado di dare delle risposte concrete
rispetto a queste criticità e anche in un contesto, come dicevo,
finanziario per nulla anzi negativo.
Abbiamo avviato i lavori nelle Commissioni di merito sulla base
della proposta di legge di stabilità approvata dalla Giunta, una
proposta per molti aspetti snella, e abbiamo, purtroppo, registrato
che più si è andati avanti nei giorni e nelle settimane, più è
spuntata non solo una nuova finanziaria ma è, come dire, venuto
meno quel ruolo delle Commissioni di merito, io credo anche del
Parlamento, perché sulla base degli incontri che il Presidente
Schifani andava facendo con le organizzazioni di categoria, i
rappresentanti dei comuni, i sindacati, talvolta con la sua stessa
maggioranza, emergevano delle nuove proposte che venivano
presentate nelle Commissioni, in particolare, in Commissione
Bilancio, per una semplice ratifica e, quindi, in buona parte è
venuto meno quel ruolo che il Parlamento poteva avere attraverso il
lavoro di merito delle Commissioni, non solo da una parte per
migliorare il testo del Governo ma per dare un ulteriore impulso in
termini di proposte al disegno di legge di stabilità.
A questo si affianca un esito che, come dire, stravolge nel merito
e nella sostanza, dunque, ma anche nella forma, una legge di
stabilità che denota anche una sorta di manchevolezza da parte
dello stesso Parlamento che durante l'anno non è in grado di
legiferare, di fare leggi, attività legislativa su argomenti
coerenti, su questioni rilevanti e utilizza la Finanziaria come il
luogo dove si raccolgono emendamenti di ogni tipo, alcuni dei quali
non hanno nessuna attinenza con l'argomento finanziario e alla fine
è uscita una legge di stabilità che, per un terzo, tratta argomenti
di carattere ordinamentale che, probabilmente, verranno già
stralciati prima dell'avvio della discussione in Aula.
Questo denota un fatto politico che, come dire, in questo caso non
costituisce una critica al Governo ma una sorta di autocritica
anche per il Parlamento, perché molto spesso anche l'attività
legislativa dei Gruppi parlamentari e dei singoli deputati poi non
riesce a trovare riscontro né in un'azione parlamentare e, come
dicevo, la legge di stabilità diventa il luogo della raccolta
generale, per cui io la prima proposta che sento il dovere di fare
all'assessore Dagnino e anche a tutti i colleghi, è quella di
stanziare delle risorse adeguate per gli esercizi finanziari 2026,
2027 e 2028 sui fondi globali per poter finanziare leggi,
un'attività legislativa che proviene sia dal Governo ma anche dal
Parlamento in grado anche di restituire dignità a questo Parlamento
che, purtroppo, sempre più agli occhi dei siciliani, appare
immobile e un Parlamento che non riesce ad incidere nell'azione
legislativa.
Fatta questa premessa, passo nel merito ad analizzare la
finanziaria, partendo dai dati che ci aveva consegnato il DEFR e
cioè che la Sicilia sta vivendo una fase di crescita solida; una
fase di crescita solida e, a mio sommesso avviso, il Governo non
sta ponendo le basi affinché quest'ultima possa continuare.
Io l'ho vista operare in Commissione Bilancio, assessore, e ho
visto in lei un'azione coerente di mantenere argomenti di alto
livello e il più possibile ancorati alle condizioni socio-
economiche della Sicilia e di questo gliene voglio dare atto in
quest'Aula. Ma quello che è successo nei lavori parlamentari, e in
particolare di Commissione, riflette anche il clima politico che
c'è dentro la maggioranza la quale mette, pone sotto ricatto
politico l'Esecutivo per, come dire, condizionarne l'azione nella
legge più importante che il Parlamento deve approvare, ed è nato un
miscuglio di proposte, di natura finanziaria e anche di ordine
ordinamentale, che alla fine frammenta, polverizza le risorse, alla
fine non dà un'idea di gestione unitaria secondo una visione
unitaria, secondo una strategia di ampio respiro, ma ci consegna
quell'antica e vecchia logica della visione particolaristica cui,
purtroppo, la politica siciliana è abituata ormai da molti decenni.
Però, rispetto a questo, si intravedono delle condizioni di
rallentamento della nostra economia rispetto alle quali io credo
che il Governo non abbia una piena consapevolezza e saggezza
nell'intervenire. Le indicazioni congiunturali relative ai mesi
estivi segnalano un indebolimento del mercato del lavoro,
un'accelerazione dell'inflazione, un calo dei consumi che sono
rivisti al ribasso di tre decimi di punto percentuale rispetto alle
previsioni iniziali, e soprattutto un aumento sostanziale delle
diseguaglianze sociali dovute a un aumento dell'inflazione e a un
calo del potere d'acquisto delle famiglie, di quelle che un tempo
venivano definite come ceto medio. Tutto questo sta portando ad una
condizione di disagio sociale e il Governo, a nostro avviso, non
interviene adeguatamente in questa finanziaria, né per dare una
risposta a quelle centinaia di migliaia di famiglie che faticano a
fare la spesa a fine mese, e neanche ai pensionati, purtroppo, dopo
decenni di sacrifici e di lavoro.
Avevamo posto più volte, assessore, il tema dell'emergenza
abitativa che il Governo nazionale ha voluto tagliare in maniera
indiscriminata e che io voglio riproporre ancora una volta in
quest'Aula. A nostro avviso, non è degno di un Paese civile che
l'emergenza abitativa venga completamente tolta dall'agenda
politica di qualsiasi governo e, mentre il Governo nazionale ha
tagliato più di 20 milioni di euro di risorse per la Sicilia, non
c'è stata un'azione, un'iniziativa da parte dell'Esecutivo per
inserire delle somme in grado di dare delle risposte a decine di
migliaia di famiglie che vivono la condizione drammatica dello
sfratto e che non riescono a pagare in maniera puntuale il canone
d'affitto a fine mese.
Avevamo posto anche un'altra questione che il DEFR affrontava e
che, in un certo qual modo, lanciava una sorta di allarme che
erano, appunto, le conseguenze delle tensioni geopolitiche e delle
politiche commerciali americane, sul versante delle esportazioni.
Anche qui, ci saremmo aspettati misure ben più consistenti rispetto
alla norma che è stata uscita all'ultimo momento, senza uno studio
e un'analisi seria, in grado di, come dire, non far rallentare
l'export siciliano verso il continente americano per quella che,
dopo la Regione Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, è una delle
Regioni che esporta di più negli Stati Uniti.
Non abbiamo visto azioni significative sul versante
dell'agricoltura, anche rispetto a ciò che sta succedendo: siamo a
dicembre e la stampa segnala gravi criticità nel sistema delle
dighe regionali, carenza d'acqua, non solo per le attività
produttive e il comparto agricolo ma anche, fra qualche mese, se
non fra qualche settimana, per le civili abitazioni.
Io credo che l'emergenza idrica dell'anno scorso non ci abbia
insegnato nulla, nemmeno quella capacità di porre rimedio al
sostentamento delle attività umane e delle attività produttive
attraverso la risorsa idrica.
Io concludo, signor Presidente e Governo, con un auspicio: abbiamo
una settimana di lavoro per poter migliorare e cambiare questa
finanziaria. Noi abbiamo presentato centinaia di emendamenti che
vanno nella direzione di affrontare questioni cruciali, come il
lavoro giovanile, il diritto allo studio, l'emergenza sociale, il
sostegno concreto ai comparti produttivi, il sostegno agli enti
locali. Ecco, ci auguriamo che nelle sedute di quest'Aula, delle
prossime ore e dei prossimi giorni, possa maturare quel senso di
responsabilità che ci ponga nelle condizioni, non di fare una
manovra prenatalizia, ma di fare una buona manovra che consenta,
alla Sicilia e ai siciliani, di poter, come dire, riaffermare una
condizione e una stagione politica che non guarda più al passato ma
con uno sguardo proteso verso il futuro.
In tutto questo, c'è un problema di natura politica: io credo che
la classe dirigente e l'apparato burocratico di questa Regione, è
abituato, è stato abituato, negli ultimi anni, solo a lavorare
nella dimensione, nella gestione delle emergenze, di tappare i
buchi, di dare delle risposte immediate. Io credo che occorrerebbe
un cambio, come dire, importante, repentino, nella visione che la
politica può avere di questa Regione, abbandonando la logica della
gestione emergenziale e lavorando serenamente, non per ottenere il
consenso spicciolo nel breve periodo ma per fare un lavoro che
possa dare dignità alla politica regionale, a questo Parlamento,
nel futuro e, quando parliamo del futuro, parliamo dei tanti
giovani che meritano di avere un futuro nella nostra Terra. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
Onorevole Cracolici, onorevole Di Pasquale, non so chi è pronto.
Ho gli ultimi tre interventi, il terzo è Catanzaro che al momento
non vedo in Aula.
Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Non nascondo, signor Presidente, che noi rischiamo di
trasformare questa discussione sul disegno di legge di stabilità in
un dejà vu, in un dover parlare per rispetto a un grado di seria
attenzione da parte del Governo, della maggioranza. Cioè, l'assenza
della maggioranza, ormai, non è un dato numerico di presenza fisica
ma è una sorta di muro che si è aperto in questo Parlamento nella
possibilità di confrontarsi per migliorare le norme, ma per la
verità da quel che capisco questo muro c'è addirittura tra il
Governo e la sua maggioranza, al punto che mi pare evidente e sotto
gli occhi di tutti che il Governo si è in qualche modo premurato a
predisporre una legge di stabilità in grado di evitare - ed è
questo un atto di buona amministrazione - per il terzo anno
consecutivo, l'esercizio provvisorio, predisponendo per tempo una
legge finanziaria.
Ma, dobbiamo saperlo, stiamo parlando di una legge col trucco. Per
una ragione: il Governo ha predisposto un testo, 28 articoli credo,
o giù di lì, per poi, nell'esame complessivo del testo da parte
della Commissione Bilancio, siamo arrivati a 134. Quindi ben oltre
i 100 articoli, è aumentata del 500 per cento, almeno nella
quantità di articoli. Se poi andiamo a considerare i singoli commi
di alcuni articoli che intervengono su norme già esistenti, il
numero cambia di gran lunga.
Ora, il tema qui non è numerico, se 28 era meglio di 134 o
viceversa; il tema è che la dimostrazione di una grande
improvvisazione, cioè di un testo civetta a cui lo stesso Governo,
nell'esame del medesimo in Commissione, ha predisposto emendamenti
aggiuntivi, quindi il Governo ha modificato e aggiungendo a se
stesso, alla sua proposta iniziale, credo 15-20 articoli dei 28 già
esistenti, perché ha maturato probabilmente in corso, nei giorni
che separavano l'approvazione del testo in Giunta, al momento in
cui è stato esaminato dalla Commissione, ulteriori elementi e
ulteriori riflessioni per programmare al meglio le risorse previste
per il 2026-27 e 28. È un atto di buona amministrazione? No. Perché
lo si vede anche dalla improvvisazione con cui sono contenute
queste norme nel testo.
Ora, tra l'altro, io non ho capito - e devo dire informalmente
l'avevo chiesto anche all'assessore - perché ho letto in questi
giorni di una - perché ormai anche noi parlamentari, almeno noi
dell'opposizione, leggiamo, ci informano i giornali, sulla base di
veline che il Governo fa uscire sulla stampa - una di queste veline
era che il presidente Schifani avrebbe chiesto (non si capisce bene
a chi) di snellire la legge all'esame dell'Aula. Non si sa bene a
chi perché, come è noto, i 134 articoli del testo che ha esitato la
Commissione Bilancio sono stati votati dalla maggioranza e non dal
resto della Commissione, perché è noto che l'opposizione, ad un
certo punto, ha ritenuto di non partecipare, fatti 28 articoli nel
testo iniziale, di non partecipare all'esame di ulteriori
emendamenti, che poi sono stati inseriti nella legge di stabilità.
Quindi, la prima domanda che ho fatto all'assessore Dagnino,
seppure in maniera informale, scusa ma questo snellimento chi lo
dovrebbe fare? Mi è stato risposto lo farà probabilmente il
Presidente dell'Assemblea. A domanda rivolta al Presidente
dell'Assemblea, mi è stato detto: ma io ancora non ho le idee
chiare perché devo capire qual è la coerenza tra il testo approvato
dalla Commissione e l'appropriatezza della legge di stabilità :
quindi, siamo di fronte ad un esame in cui stiamo dibattendo e
facendo una discussione generale su un testo che probabilmente non
sarà quello che cominceremo ad affrontare da domani con le norme in
discussione.
Già questo la dice lunga, cioè mentre nel passato si aspettavano i
maxi emendamenti aggiuntivi, qui aspettiamo il maxi emendamento
riduttivo, quindi non sappiamo qual è il maxi emendamento
riduttivo, pertanto rischiamo di parlare di norme che poi magari
scopriremo che non saranno più contenute nel testo stesso
Anche questa è una pratica inedita, perché vorrei ricordare che
l'eventuale stralcio di norme da parte del Presidente dell'Ars, nel
momento in cui il testo entra in Aula, avvengono a inizio seduta,
ben prima che si inizi la discussione generale, perché il
Parlamento deve essere messo nelle condizioni di sapere quali
articoli, dopo l'esame della Presidenza dell'Ars rispetto al testo
esitato dalla Commissione, rimangono in vita in quanto coerenti e
quali invece vengono stralciati.
Forse sapremo, forse - dico forse perché non è data certezza
alcuna - sapremo qualcosa domani, quando cominceremo a votare gli
emendamenti soppressivi o gli emendamenti modificativi
all'articolato, quindi anche questa è una procedura. Ora io non
sono un innamorato della formalità per la formalità ma la forma è
sostanza, in questo caso, proprio perché, alla fine della fiera,
non sappiamo effettivamente quanto sia l'ammontare poi finanziario
e normativo di questa legge che andremo a varare.
Del resto, questo Governo ormai ci ha abituato - pur facendo gli
esercizi diciamo in tempo e non avendo di esercizi provvisori a
inizio nelle attività dei bilanci precedenti - ci ha abituato al
fatto che, normalmente, noi ogni anno facciamo da tre a quattro a
cinque manovre di variazione per cui il Parlamento è
"variazionificio" della stessa legge di stabilità iniziale, per cui
probabilmente anche quest'anno, a questo testo fatto con l'urgenza
di fare la legge entro fine anno, arrivata qui con 134 articoli ma
anche questa legge, anche perché si annuncia questa ingente
disponibilità di residui che dovrebbero essere liberati a seguito
del giudizio della Corte dei Conti sulla parifica degli esercizi
che ancora non sono stati sottoposti a parifica, si annuncia
un'ulteriore disponibilità di un miliardo e mezzo, di due miliardi,
che potrà trovare - come dire - operatività con le variazioni, uso
il plurale perché ormai è evidente che non si può più parlare di
variazione ma di variazioni, che nel corso dell'esercizio
probabilmente saremo chiamati a fare.
È un buon modo di procedere? No Non è un caso che questo modo di
procedere tanto non è buono che anche alcune norme, che sono qui
inserite, sono norme cosiddette manifesto, vediamo come va, vediamo
se andranno innanzitutto. Ricordo, una per tutte, la norma che fu
fatta con grande enfasi, qualche anno fa, all'inizio di questa
legislatura, credo che ancora Dagnino non fosse l'assessore
all'economia - Lombardo vatti a sedere "va beh a stessa cosa
siti " - mi ha fatto scappare la cosa che stavo per dire Comunque,
mi pare chiaro che siamo in presenza di un dato di incertezza, di
precarietà.
Dicevo, all'inizio di questa legislatura, addirittura penso che
non fosse ancora Dagnino come assessore, fu fatta una norma con una
grande enfasi che avremmo dato alle imprese una parte del costo del
lavoro per abbattere il costo del lavoro e consentire nuove
assunzioni, credo che fosse un finanziamento di centocinquanta
milioni, diciamo per anno, quindi quattrocentocinquanta milioni nel
triennio... ah cinquanta per anno, salvo poi scoprire che quella
norma non ha mai trovato attuazione perché la stessa non era mai
stata notificata come regime di aiuto all'Unione Europea
Alcune di queste norme, l'assessore da studioso sostiene che
queste norme sono autoapplicative, io ho molti dubbi sul fatto che
alcune delle norme, soprattutto quelle che sono regimi di aiuto nei
confronti del sistema economico-imprenditoriale, possano essere
auto applicative perché ricordo a me stesso che i regimi di aiuto
si sommano anche rispetto ai de minimis che vengono in qualche modo
autorizzati.
Noi rischiamo ancora una volta, ma siccome le leggi si fanno più
per dichiararle che per poi verificarne l'attuazione come facciamo
una legge, un comunicato stampa
Ho visto che ci sono, addirittura, pure 600.000 euro che
l'Assessore per l'economia ha previsto nel suo dipartimento, nel
dipartimento di cui svolge l'Assessore per la comunicazione delle
leggi di cui stiamo parlando. Seicentomila euro per la
comunicazione, eh? 200 l'anno
Quindi, si fa una legge che non sappiamo con quale capacità
operativa potrà mai essere attuata ma intanto si mettono da parte
delle risorse
Io quando sento parlare di comunicazione mi tremano i polsi
Signor Presidente, una cosa è chiara: questa è una manovra che
nell'articolato - la vedremo - articolo per articolo, ci saranno
gli emendamenti, discuteremo aspettiamo di sapere cosa esce e cosa
entra.
Una cosa è certa: ho letto le tabelle. Beh, le tabelle ci danno un
quadro.
A fronte di 1 miliardo 254 milioni del 2025, la spesa c.d. "in
tabella", cioè senza bisogno di nuove norme, passa a 1 miliardo
353. Cioè, siamo circa al 10% in più rispetto all'anno prima.
Ora, se noi applicassimo questo principio - mi ascolti Signor
Presidente e Assessore - del 10% in più, considerati gli effetti
sul costo della vita, l'inflazione, eccetera eccetera, mi chiedo ma
perché questo 10% in più, forse anche di più, non è stato previsto
per il Fondo per le autonomie locali. Visto che da anni il Fondo
per le autonomie locali continua a essere di 350 milioni salvo poi,
con le riserve, di fatto arrivare a 280-290 milioni.
Quindi, da un lato si aumentano alcuni capitoli, dall'altro lato,
ad esempio il Fondo per le autonomie locali è uno degli esempi che
viene congelato come se l'inflazione non pesasse anche sul costo
delle attività dei servizi che vengono garantiti dai Comuni. Cosa
dimostra tutto questo?
Affronteremo anche le tabelle, capitolo per capitolo, anzi, vi
annuncio che chiederò il voto capitolo per capitolo, per avere
spiegato perché alcuni capitoli aumentano e altri no e perché
alcuni aumentano in maniera, come dire, illogica
Tutti i dipartimenti della Regione sono diventati centri di spesa,
tutti hanno iniziative direttamente promosse, tutti hanno rapporti
con le autonomie locali per finanziare sagre, "sagrine", tutti i
dipartimenti, persino l'energia che non ho capito bene come farà a
finanziare attività direttamente promosse ai Comuni su che cosa?
Sul pannello fotovoltaico?
Però, ogni Assessorato è diventato un centro di spesa:
l'Assessorato alle Autonomie Locali lo aveva fatto già qualche anno
fa, lo stesso Assessore al Territorio, l'Assessore alle
Infrastrutture attraverso Fondo progettazione e Fondo iniziative.
Assessore all'economia, ma lei è l'unico "scimunito" che non ha
fatto il fondo per promuovere, però visto che si è fatto quello per
la comunicazione e quello per far funzionare il famoso Comitato
degli Esperti che, in qualche modo, deve dare la svolta economica
in questa Regione ma tutto questo lo affronteremo, come dire, nel
merito nell'articolato.
Io una cosa voglio che sia chiara: Assessore, da questa
finanziaria se, è evidente che diventerà un problema grave sul
piano politico, non si esce, se non c'è un aumento pari
all'inflazione che c'è stata negli ultimi tre anni per il Fondo per
le autonomie locali, perché non è una trattativa che si fa, come
dire, come una elargizione.
Il Fondo per le autonomie locali riguarda i servizi che vengono
garantiti ai cittadini e questo è fondamentale.
La Regione non è proprietaria di tutto, la Regione è un ente
sovraordinato a istituzioni locali che si chiamano Comuni ai quali
sono stati affidati dei compiti senza risorse.
Ecco perché noi pretendiamo che il Fondo per le autonomie locali,
in maniera generale e astratta, - senza finanziamenti a qualche
comune amico e qualche comune nemico no - ebbene, pretendiamo un
fondo in maniera astratta e generale Che possa consentire a tutti
i cittadini siciliani, di accedere con le stesse modalità sulla
base del numero di abitanti e della densità territoriale, di potere
accedere a un fondo che garantisca pari servizi a tutti i comuni.
Questa è una sfida che io rilancio al Governo e invito il Governo,
da qui a domattina, visto che domani cominceremo l'esame
dell'articolato, di attrezzarsi non nella replica stasera, anzi, do
un suggerimento all'assessore Dagnino: non replichi stasera, faccia
domattina, nella replica che lei vorrà fare su questo dibattito,
provando a recepire quelle considerazioni che sono venute da
quest'Aula da parte dell'opposizione, perché la maggioranza come è
noto è a "Chi l'ha visto?".
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rimangono gli ultimi due
interventi a cui chiedo di rimanere nei tempi, perché abbiamo
sforato tutti i tempi che ci siamo dati.
È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Prego, onorevole
Dipasquale, per lei un'eccezione rispetto ai cinque minuti a
deputato, andremo a dieci minuti.
DIPASQUALE. Signor Presidente, io non utilizzerò un minuto in più
rispetto a quello che il Regolamento prevede, e visto che ci sono
solamente tre interventi, e che ancora è abbastanza presto come
orario, penso che ci possiamo permettere il lusso di utilizzare i
tempi che sono previsti dal Regolamento.
Un saluto agli assessori presenti e ai colleghi. Io sono
mortificato, non a caso sono intervenuto oggi, intervengo oggi
perché speravo che oggi il Presidente della Regione, avevo questa
speranza, potesse essere presente in Aula.
Stiamo discutendo della finanziaria, della legge di stabilità,
stiamo discutendo dell'atto più importante perché non è solamente
un atto economico, ma è un atto politico
Scriviamo quelli che sono i bisogni, le esigenze dei siciliani per
i prossimi tre anni
E io mi aspettavo la presenza del Presidente della Regione, ci
sono stati tre giorni; il primo giorno non è venuto, il secondo non
è venuto, il terzo giorno, oggi, il Presidente della Regione è
stato qua presente nel Palazzo - perché io da lontano l'ho visto -
lui si è fatto i suoi passaggi, i suoi interventi, i suoi
caminetti, il suo salotto, dopodiché non ha avuto quel minimo di
delicatezza di passare in Aula.
Dico questo, perché veramente all'inizio io mi sono complimentato
con lui, quando ci ha preso a tutti in giro dicendo: "qua c'è
un'epoca diversa, io parteciperò ai lavori del Parlamento". Io in
Aula gli diedi conto dicendo: "sono contento Presidente, abbiamo
vissuto un momento difficile durante la scorsa legislatura", ma
credetemi, rispetto a Musumeci, rispetto alla presenza di Musumeci,
lui è assente al cento per cento, poi non parliamo di Crocetta,
perché Crocetta era quasi sempre presente ai lavori d'Aula, è
sufficiente vedere i lavori delle finanziarie dove il confronto era
quotidiano.
Perché mi dispiace che non è presente il Presidente? Perché lui,
durante la discussione sulla mozione di sfiducia, ha fatto
riferimento a due cose, io mi sono preso l'intervento del
Presidente.
Lui ha detto, sono due cose che voglio toccare, perché ritengo
politicamente rilevante, ebbene, lui ha detto: "perché
sull'antimafia nessuno può dare lezioni" - lo leggo proprio perché
non voglio permettermi minimamente di dire cose diverse da quello
che ha detto lui: "Che ho fatto io? Io ho fatto le leggi, io e i
governi di centrodestra, perché vedete, tutti siamo impegnati
nell'antimafia, ma onorevole Cracolici - perché si rivolgeva a lui
- mi indichi una norma legislativa antimafia forte adottata dai
governi del centrosinistra".
Io lo ritengo veramente offensivo nei confronti di Rognoni, di Pio
La Torre, che nel 1982 approvano il primo provvedimento volto a
contrastare la mafia. Io lo ritengo vergognoso, non solo una bugia,
ma vergognoso nei confronti della legge 55 del 90, di Gava e
Vassalli, che non erano sicuramente uomini di centrodestra, erano
uomini di centrosinistra, che hanno fatto un ulteriore
rafforzamento.
Come si possono dichiarare queste cose? E la cosa più grave
riguarda l'Aula, riguarda quest'Aula e riguarda, poi, anche gli
argomenti della finanziaria.
Il Presidente della Regione si è permesso di dire: "i siciliani
dovrebbero votare cosa? Quale progetto? Non avete portato in quel
banco, nei vostri banchi, uno straccio di contenuto, di progetto,
di politica economica, finanziaria, infrastrutturale" e
continua...cioè il Presidente della Regione ha detto che noi non
abbiamo mai fatto una proposta
Ma veramente un Presidente della Regione assente come lui, che non
conosce minimamente quello che succede in Aula, può fare certe
dichiarazioni? Una mortificazione nei confronti di un'opposizione,
di una minoranza che ha lavorato Come si fa dichiarare che noi non
abbiamo mai fatto proposte? Come è possibile fare una dichiarazione
del genere? Mai nessun Presidente - almeno negli ultimi tempi - si
era permesso di offendere il Parlamento siciliano come ha fatto lui
nel suo ultimo intervento
Io al Presidente Schifani mi permetto di dirgli che il Partito
Democratico, solo il Partito Democratico - ma ci sono anche gli
interventi degli altri Gruppi parlamentari di minoranza - solo il
Partito Democratiche ha fatto 295 disegni di legge, una media di
100 disegni di legge l'anno, a cui si aggiungono tutti quelli degli
altri parlamentari. Ma con quale faccia si possono dire determinate
cose nei confronti di un Parlamento e dei parlamentari che,
nonostante siano all'opposizione, lavorano non solo nella critica,
non solo in ciò che è, a volte, l'indignazione - anche con toni
accesi, ma mai nelle offese personali - ma che lavorano anche nella
proposta.
Cioè, noi abbiamo fatto: modifiche e integrazioni - sono tutti i
disegni di legge - per il registro pubblico dei diritti
edificatori, disposizioni in materia di sicurezza e manutenzione
delle reti stradali comunali, misure per la prevenzione della morte
cardiaca improvvisa giovanile.
Sono disegni di legge, nostre proposte: tutela della retribuzione
minima salariale nei contratti della Regione siciliana - e ancora
aspettiamo risposta -, interventi in materia di prevenzione e
contrasto del fenomeno delle baby gang, misure per prevenire e
contrastare l'abbandono sportivo di adolescenti e giovani,
valorizzazione delle aree verdi e della formazione vegetale in
ambito urbano, formazione, occupazione e sviluppo nei settori della
blue economy.
Questi sono nostri interventi che potrebbero avere risposte
all'interno di una finanziaria Che non dica che siamo noi che non
abbiamo proposte, le nostre proposte, oltre agli emendamenti, sono
già depositate e sono tutte in disegni di legge: disposizione a
sostegno del sistema radiotelevisivo ed editoria locale,
disposizione a favore degli adolescenti, le riforme per gli
Istituti autonomi case popolari, gli IACP, in cui ormai non
riusciamo a dare case a nessuno, le riforme che abbiamo presentato
per la macchina amministrativa regionale.
Noi abbiamo fatto tantissime proposte, i disegni di legge sono
agli atti, nessuno può dire che non è vero Come può un Presidente
della Regione mortificare tutto questo? Cioè, noi abbiamo
presentato tantissimi emendamenti, li abbiamo fatti nelle
variazioni di bilancio quater, li abbiamo fatti nella scorsa
finanziaria, li abbiamo fatti ora. Emendamenti che riguardano i
giovani, che stanno protestando perché non hanno le borse di
studio, perché hanno bisogno dei soldi, nel frattempo abbiamo noi i
nostri ministri che dicono loro che sono poveri e comunisti, non
tenendo conto che c'è un problema serio che riguarda i giovani e
che riguarda le borse di studio.
C'è un problema in mezzo che riguarda le piccole categorie,
commerciali, artigianali, agricole e zootecniche, le attività
commerciali di tutti i centri storici della Sicilia stanno morendo,
una finanziaria che non ha un occhio di riguardo nei confronti
della piccola impresa, quella commerciale, quella artigianale,
quella agricola e zootecnica, anche piccole risorse.
Noi abbiamo una finanziaria di un miliardo e 300 milioni che non
guarda tutte queste cose, cioè noi abbiamo avuto gli agricoltori in
piazza, abbiamo avuto la Coldiretti in piazza, proprio per
evidenziare tutte queste carenze che, purtroppo, ancora oggi non ci
sono; la necessità degli enti locali, quello che ha detto prima il
mio collega, noi abbiamo la necessità di aumentare il fondo, perché
togliendo risorse agli enti locali ne pagano le conseguenze i
cittadini.
E sono veramente tantissimi gli interventi e gli emendamenti che
abbiamo fatto e che voi già in Commissione Bilancio avete votato
negativamente, quindi che ci si dica tutto, diteci che non
condividete le nostre proposte, ci sta, ma non potete dirci per
bocca del Presidente della Regione che noi non facciamo proposte, è
veramente ingeneroso e irrispettoso del Parlamento siciliano, della
minoranza
Questo Presidente sta sbarellando politicamente, si è dimenticato
di essere un Presidente liberale ed ha atteggiamenti che vanno più
a destra di chi siede alla sua destra, cioè noi abbiamo una destra
che si sposta negli atteggiamenti a centro e un Presidente che sta
al centro e che si può spostare negli atteggiamenti sempre più a
destra. Veramente vi faccio i complimenti, gli amici di Forza
Italia hanno fatto un'evoluzione incredibile in questa Regione
Noi abbiamo necessaria una finanziaria - e mi avvio alle
conclusioni Presidente - che riporti di nuovo le risorse, ritorno a
dire, per il diritto allo studio, perché non è possibile
abbandonare i nuclei familiari e i giovani studenti; noi abbiamo
bisogno di maggiori risorse per i servizi all'infanzia, agli
anziani, alle attività culturali; noi abbiamo bisogno di politiche
a sostegno delle aree interne perché si stanno spopolando e non
stiamo facendo nulla in una finanziaria di un miliardo e 300
milioni, non esiste nulla di concreto che va verso questa
direzione
Noi abbiamo bisogno risorse da destinare all'inserimento
lavorativo delle donne, a partire dall'ampliamento delle borse
lavoro con durata almeno triennale; noi abbiamo bisogno - e sono le
proposte che noi abbiamo fatto - di un sostegno all'affitto, ormai
l'affitto della casa non se lo può permettere nessuno. Qua non si
parla di solo quattro poveri comunisti, qua si parla di sempre più
poveri anche non comunisti, comunisti ormai ce ne son pochi e i
poveri invece aumentano e aumentano sempre di più e quindi noi
dobbiamo avere il coraggio di riempire di contenuti una finanziaria
che oggi è una finanziaria povera dal punto di vista delle
disuguaglianze, dal punto di vista del bisogno, non affrontando
assolutamente questi argomenti.
Io mi sarei aspettato, in una finanziaria di un miliardo e 300
milioni, almeno cento milioni per l'assunzione di nuovi medici e di
nuovi infermieri di personale medico: io questo mi sarei aspettato
dalla finanziaria e, invece, si è arrivati a una finanziaria che
esce con ventotto articoli dalla Giunta e arriva a oltre cento
articoli, centotrenta articoli, dove c'è di tutto tranne delle cose
di cui io ho fatto appena riferimento.
Io mi auguro, signor Presidente, che si possa rivedere durante
questi giorni questa finanziaria, che possa diventare non la
finanziaria della maggioranza e della maggioranza che pensa
solamente al piccolo orticello, ma che possa diventare invece la
finanziaria per la Sicilia, per i siciliani.
Io mi auguro che questo possa accadere in questi giorni, la vedo
dura perché quando il Presidente della Regione neanche partecipa ai
lavori d'Aula non so come si debba ritrovare, ma io spero nei
colleghi della maggioranza, i Capigruppo, il Presidente
dell'Assemblea, l'Assessore Dagnino a cui do atto di una veloce
presa di coscienza del suo ruolo.
Io non ho difficoltà a riconoscere le cose Assessore, così come
sono stato critico all'inizio non ho difficoltà a dirglielo ora. Il
ringraziamento al Presidente della Commissione Bilancio per il
lavoro fatto, però veramente ci sono troppe risorse come non ci
sono mai state, ormai da tempo cerchiamo di dare un taglio diverso
a questa finanziaria e ancora lo possiamo fare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. Ho l'ultimo intervento
dell'onorevole Catanzaro e poi, assessore Dagnino, decida se fare
la replica adesso oppure... va bene.
È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi,
Assessori presenti.
Presidente Di Paola, al di là delle tre giornate dedicate alla
discussione generale, mi pare di comprendere che su un tema
importante come quello della legge di stabilità regionale per il
triennio 2026/2028 registriamo - non me ne voglia il Governo
presente in quest'Aula - l'assenza del Capo del Governo, e quindi,
del Presidente della Regione siciliana. Lo dico per quale motivo,
Presidente Di Paola? Perché ritengo che l'assenza, in un momento
così delicato ed importante, la registro sempre come un fatto non
positivo, ma solo ed esclusivamente negativo.
Ho ascoltato gli ultimi interventi dei miei colleghi Cracolici e
Dipasquale e devo dire che noi come Gruppo parlamentare "Partito
Democratico" abbiamo fatto il nostro percorso - mi corre l'obbligo
ringraziare la Commissione Bilancio, ma io ringrazio i componenti
del nostro Gruppo parlamentare in Commissione Bilancio che hanno
espletato un egregio lavoro - e proprio in Commissione Bilancio -
dove lei, Presidente Di Paola, è stato - faccio un passo indietro e
dico proprio che noi ci siamo trovati costretti ad abbandonare
prima che si concludessero i lavori della stessa Commissione;
abbiamo abbandonato la stessa Commissione, perché lei non potrà non
ricordare che abbiamo continuato con l'esame degli emendamenti - il
mio collega De Leo sicuramente mi permetterà di parlare - abbiamo
continuato dopo che quest'Aula ha trattato un momento particolare
ed importante quale la mozione di sfiducia al Governo.
Lei ricorderà che pochi giorni sono passati da quando si è finito
di trattare la mozione di sfiducia; guarda caso, un testo,
Assessore Dagnino - più volte ci siamo confrontati - era un testo
quello che la Giunta ha approvato e portato all'inizio dell'esame
della Commissione Bilancio - forse erano 30 gli articoli, 28, 29
articoli - come per incanto, abbiamo potuto notare che non appena
noi abbiamo abbandonato per il modo di approssimazione con cui il
Governo stava andando avanti, gli articoli sono diventati 134 E lo
sa perché ho detto questa cosa, Presidente Di Paola, sul numero
degli articoli che è incrementato in questa maniera notevole? Lo sa
perché? Perché io non vorrei che la fedeltà dei miei colleghi
deputati di maggioranza, in quest'Aula, contro il voto della
mozione di sfiducia, non abbia permesso - o addirittura avallato -
l'idea che l'onorevole presidente Schifani ad ognuno abbia
garantito - in quota parte al Gruppo parlamentare di maggioranza o
ad altro - un pacchetto di articoli che man mano ne sfogliamo il
numero, ci rendiamo conto che ci sono 40, 45, 50 articoli di
carattere ordinamentale, articoli di spesa, articoli che, dal mio
punto di vista, hanno poco a che vedere con una manovra che si
chiama finanziaria e con una manovra che dovrebbe guardare in una
prospettiva di bilancio regionale, sia per ora che per il proseguo.
E lo dico perché negli interventi che sono stati fatti in
quest'Aula, abbiamo tutti sottolineato e lamentato l'assenza di
interventi che mirano e che, ovviamente, hanno come obiettivo cose
importanti.
Poco fa si ascoltava, ci fregiamo, parliamo, facciamo gli
incontri, come Governo si cerca di dare segnali e poi, quando si va
verso la direzione di parlare degli enti locali, con i fatti non
c'è nulla, con le parole e con gli slogan questo Governo
interviene. E io dico che, assessore Dagnino, solamente il 27%
delle risorse è realmente spendibile nel 2026, oltre il 62% è
rinviato al 2028.
Questa manovra, ovviamente, manca di diversi argomenti che,
invece, sono argomenti principali e caratterizzanti per la Sicilia.
Non vedo grandi sforzi rispetto a quello che noi, oggi, poniamo
come Gruppo parlamentare del Partito Democratico sul tema diritto
alla salute e sulla sanità.
Vediamo che c'è un incremento, diciamo, di milioni di euro ma che,
di fatto, c'è un problema di liste d'attesa fuori controllo, una
carenza di personale, tutti gli ospedali sono in sofferenza e,
quindi, di fatto, questo Governo ha avuto la possibilità in questi
anni di tracciare una programmazione ma che, di fatto, l'ho sempre
definito è il Governo dell'approssimazione e delle emergenze.
Istruzione: assessore Dagnino, io qualche minuto fa, sono stato
giù dove c'erano diversi studenti che protestano e che, ovviamente,
per carità, si rivolgono in parte a quella che è la competenza del
Governo nazionale ma noi, come Governo regionale, abbiamo
presentato come Gruppo e come opposizione, anche degli emendamenti
perché stiamo parlando di argomenti che si chiamano diritto allo
studio universitario. C'erano più di 200 ragazzi, giù a protestare,
ai quali, ormai, da tempo, da anni non garantiamo la stabilità sia
strutturale che mentale di potere studiare perché questi ragazzi,
lo sa assessore Dagnino, si ritrovano davvero in condizioni di
grande disagio a non poter nemmeno avere un alloggio nel momento in
cui non percepiscono la borsa di studio (e sono idonei) e noi, su
questo, assessore Dagnino, siamo davvero in una condizione
deficitaria.
Io potrei continuare a dire tutte quelle che sono le misure che
mancano in questa legge di stabilità, però voglio dire anche
un'altra cosa, assessore Dagnino: noi, come Gruppi di opposizione,
abbiamo tenuto e continuiamo a tenere un atteggiamento che non è un
atteggiamento demagogico, un atteggiamento distruttivo, abbiamo
sempre fatto il nostro lavoro con un atteggiamento che è
costruttivo e le dico anche che, dentro la Commissione Bilancio,
lei ha potuto constatare che le opposizioni insieme le hanno
presentato diversi emendamenti che sono mirati verso tutti quei
settori che riguardano gli enti locali, le aree interne, il
contrasto al disagio sociale, le imprese, il lavoro, le famiglie e
le politiche sociali, la cultura, il turismo, l'ambiente, la
salute.
Io dico, assessore Dagnino, ma lei invece di guardare tutte quelle
che sono le proposte che vengono mirate verso le siciliane e i
siciliani cosa fa? Dà spazio a tutta una serie di prerogative, di
gruppi o di singoli deputati di maggioranza, per inserire dentro
tutte una serie di norme per accontentare quelli che sono gli
appetiti, in merito a quello che quest'Aula deve avere, perché
altrimenti c'è la preoccupazione del voto segreto C'è la
preoccupazione che, ovviamente, le norme vengano tra virgolette,
come si dice, affossate...e no, assessore Voi avete una grande
responsabilità... E poco fa, il mio collega Cracolici, nel finale
del suo intervento, assessore Dagnino, ha detto: «guardi Assessore,
sarebbe meglio che lei prima di poter fare una replica alle
opposizioni, perché le ultime due repliche sa benissimo come sono
andate», forse sarebbe il caso, che domattina e mi rivolgo, in
questo caso, alla Presidenza dell'Assemblea - a lei e al Presidente
Galvagno, Presidente Di Paola - possiate intervenire nuovamente in
Aula facendoci comprendere, prima ancora che noi siamo dentro
quest'Aula a dover continuare a denunciare e a dire quello che
avete messo qua dentro - nefandezze - di iniziare a fare un
repulisti di quello che avete inserito, assessore Dagnino. Perché
questa non è una finanziaria Questo è un accontentare per quello
che è accaduto rispetto all'azione politica di una mozione di
sfiducia nei confronti di un Presidente della Regione e che
continua a sottrarsi a quest'Aula.
E noi allora le diciamo: avete ancora la possibilità di potere
intervenire iniziando voi a fare una grande disamina veloce e
iniziare a togliere tutto quello che c'è da togliere, che è
argomento per il bene delle siciliane e dei siciliani. Perché noi
vi abbiamo messo dentro quali sono le proposte, vi abbiamo anche
dato un consiglio, contributi, rispetto a quelle che erano le
argomentazioni per come migliorare quei 26, 27, 28 articoli che
avevate presentato. Oggi, è davvero irricevibile quello che avete
prodotto e portato in Aula
E io dico, rivolgendomi ai miei colleghi ma anche alle
opposizioni, abbiamo fatto bene ad abbandonare la Commissione
Bilancio, presidente Daidone, io mi rivolgo a lei, persona perbene,
abbiamo fatto bene, perché se questo è il lavoro che è stato
prodotto, è davvero un lavoro che ha bisogno di essere rivisto, e
rivisto ancora E un'altra cosa le dico, assessore Dagnino: noi,
non abbiamo problema o aspetto temporale da rispettare. Sì, vero,
per Regolamento dobbiamo completare la manovra entro giorno 20 di
dicembre, però le dico, che noi annunciamo sin da subito una
battaglia, articolo per articolo, su tutto quello che ha a
disposizione il Parlamento e i parlamentari.
Siamo anche disponibili a dire per ogni articolo dove c'è la non
condivisione da parte nostra, perché riteniamo che sono articoli
nulli, noi chiederemo voto segreto E glielo dico perché, assessore
Dagnino, davvero c'è una possibilità...Io capisco il lavoro,
capisco che ovviamente ci sono state giornate, però...una
finanziaria di questo tipo non possiamo né riceverla in quest'Aula,
e nemmeno possiamo in questo momento commentarla, perché siamo
partiti da 28 articoli, oggi sono 134, ma di questi 134 articoli è
davvero assurdo che forse se ne possono salvare dieci, quindici e
tutti gli altri sono carta straccia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Sono conclusi gli
interventi dell'Aula.
Assessore lei vuole replicare adesso? Una cosa, però, le dico:
comunque entro le 17.00-17.15.
Ha chiesto di parlare l'assessore per l'economia, Dagnino, per
fornire la replica. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente.
Come sempre ho ascoltato con attenzione le parecchie ore di
interventi che si sono susseguite; quindi, mi sembra doveroso
formulare alcune repliche nei tempi, naturalmente, che sono
disponibili.
Naturalmente, il giudizio del Governo per i lavori della legge di
stabilità è ampiamente favorevole.
Noi riteniamo che questo disegno di legge di stabilità sia un
disegno di legge molto coraggioso. Abbiamo portato avanti un forte
focus su alcune misure di grande valore economico, concentrando le
risorse, non disperdendole. Quando si dice - perché questo è un
po' il mantra che si è ripetuto in questi giorni - gli articoli
erano 28 e sono diventati 134, io mi limito a formulare alcune
osservazioni, perché i numeri non mentono. Innanzitutto, dobbiamo
guardare non soltanto gli articoli sulla base dei numeri, ma anche
sulla base del peso economico: ci sono articoli che pesano un
milione; articoli che pesano centinaia di migliaia di euro;
articoli che pesano 150 milioni di euro, come l'articolo 1, e 50
milioni di euro come l'articolo 2. Quindi, io credo che non
dobbiamo pesare gli articoli per capita, ma per valore, per
importanza economica-finanziaria.
Se guardiamo all'aspetto economico-finanziario, i 28 articoli
cubano complessivamente circa un miliardo e cinquanta milioni,
laddove tutti gli altri - siamo arrivati a 134, come è stato detto,
quindi gli altri 116 - cubano circa 260 milioni di euro. Quindi,
rimane, noi crediamo, il focus sulle misure di grande, noi
riteniamo, d'importanza, di maggiore respiro, che hanno il
carattere, assolutamente, dell'orizzontalità, dell'applicazione,
della declinazione in norme concrete di quelle linee guida di
politica economica che sono state già formulate nel Documento di
Economia e Finanza regionale.
Inoltre, se guardiamo al raffronto tra gli articoli della legge di
stabilità dell'anno scorso e quelli di quest'anno, in effetti la
differenza quantitativa in aumento è dovuta al fatto degli articoli
di natura ordinamentale, che sono - io ne ho contati poco più di 50-
55 - quindi la differenza tra gli articoli della legge dell'anno
scorso, che erano una novantina, e quelli di quest'anno, se
eliminiamo gli ordinamentali addirittura siamo al di sotto del
numero degli articoli, anche a volerli pesare uno per uno la
differenza, quindi, è stata la scelta che si è fatta in Commissione
di dare spazio agli ordinamentali. Questa è stata una scelta che il
Governo ha condiviso, naturalmente, d'intesa con il presidente
della Commissione Bilancio. Perché? Per una semplice ragione: prima
di tutto, perché quest'anno siamo in anticipo, mi fa piacere
sottolinearlo, addirittura di una settimana sui lavori parlamentari
rispetto all'anno scorso. Come sapete, l'anno scorso abbiamo
approvato la legge di stabilità il 27 dicembre, quest'anno, è stato
detto un momento fa da chi mi ha preceduto, il termine di 45
giorni, da Regolamento, scade il 20 dicembre. Quindi, essendovi più
tempo a disposizione, siamo riusciti addirittura ad anticipare i
tempi di ben una settimana, che non è poco, con l'impegno che,
potete immaginare, richiede da parte del Governo nell'elaborare il
disegno di legge di stabilità.
E, allora, perché non dare spazio agli articoli ordinamentali? Io
non credo che sia corretto il principio, che mi sembra che stia
passando un po', per cui, come dire, "magro è bello". La
finanziaria magra non è necessariamente una finanziaria migliore,
più sono gli articoli, più gli articoli sono, naturalmente a
condizione che gli articoli siano condivisibili, che rispondono a
interessi dei siciliani nel loro complesso, non vedo un motivo per
cui la finanziaria debba essere limitata a un numero ridotto di
interventi.
Quindi, quello che dobbiamo vedere è il merito delle scelte.
Sul tema della decisione di alcuni partiti dell'opposizione di
lasciare i lavori della Commissione Bilancio, devo dire, senza
nessuna vis polemica in assoluto, noi crediamo, tuttavia, che la
scelta di trattare gli ordinamentali sia stata una scelta
condivisa. Io ho contato anche un certo numero, circa la metà degli
articoli ordinamentali, che sono riferibili a proposte
dell'opposizione, però, dico, su questo punto sono scelte politiche
che noi rispettiamo. Quello che ci preme sottolineare è che il
Governo crede in buona fede di avere operato in maniera corretta e
poi, naturalmente, ripeto, le scelte politiche sono naturalmente
libere e rispettate da parte di chi vi parla.
Le misure qualificanti, vorrei soltanto richiamarle: le
contribuzioni, 200 milioni, una misura assolutamente innovativa; i
bonus edilizi, 15 milioni. Ecco, vorrei dare una informazione
all'Aula: abbiamo avuto rilasciato, nei giorni scorsi, uno studio
di Prometeia, che è una società di cui la Regione si avvale per
supportare il Servizio statistica nella formulazione delle
statistiche economiche, delle analisi economiche sul territorio
regionale, ci scrive Prometeia, - come sapete è una qualificata
società operante in questo settore da molti anni - ci scrive che
soltanto le due principali misure contenute nei primi articoli,
decontribuzione e bonus edilizi, da sole genereranno, secondo le
previsioni del modello econometrico applicato, un aumento del PIL
siciliano di mezzo punto percentuale l'anno per ciascuno dei tre
anni della legge di stabilità.
Quindi, ecco, da lì l'incoraggiamento per le misure, per le scelte
economiche del Governo che hanno, contrariamente a quello che
qualche volta si sente dire, la capacità concreta di intervenire
sulla crescita economica: mezzo punto percentuale è tanto, siamo
oltre 600/700 milioni di euro di PIL l'anno in più, con il
conseguente maggior gettito fiscale e la realizzazione e
l'implementazione ulteriore di quella politica economica che, fino
ad ora, ci ha consentito di puntare sul dividendo fiscale, cioè
sull'aumento del gettito derivante dall'aumento del prodotto
interno lordo. Quindi, non aumento delle tasse, ma aumento del
gettito delle tasse a legislazione fiscale invariata.
Mi riferisco, inoltre, alla super ZES, da tanto tempo rinviata:
peccato, sarebbe stata già applicata. È di pochi giorni fa la
notizia che la ZES Unica ha avuto grande successo nell'incentivare
investimenti; avremmo potuto aumentare, ulteriormente amplificare
questo successo se l'anno scorso avessimo già approvato la legge
sulla super ZES, la norma sul Super ZES, che è stata più volte
rinviata. Abbiamo cercato di migliorarla, dando anche una dotazione
finanziaria iniziale di 10 milioni; si potrà naturalmente, se
dovesse avere successo, intervenire anche nel futuro.
Le agevolazioni sull'export: si è parlato delle misure,
dell'esigenza di sostenere le imprese siciliane sull'export,
sebbene, proprio l'altro ieri, sono stati rilasciati dei dati
ufficiali secondo cui la Sicilia non è arretrata sull'export, anzi
addirittura ha avuto una crescita ed è stata la prima regione del
Sud Italia.
La misura sui nuovi residenti, anche questa è una misura
innovativa, coraggiosa, che addirittura ricordo è stata votata
all'unanimità in Commissione Bilancio.
Rispetto ad alcuni rilievi, qualcuno poco fa, l'onorevole
Cracolici, diceva: può darsi mettiamo in discussione il fatto che
la misura sulla decontribuzione possa incontrare degli ostacoli
nelle regole europee . Ecco, noi abbiamo fatto - crediamo - il
nostro dovere di studio e di approfondimento; abbiamo applicato i
150 milioni di decontribuzione nei limiti del de minimis,
formulando anche i nostri approfondimenti in relazione all'impatto
complessivo sul territorio regionale, oltre che, naturalmente,
sulle singole imprese. È evidente che se un'impresa già goda di de
minimis non può superare la soglia massima di trecentomila euro
l'anno, trecentomila euro complessivamente nel ciclo di tre anni
del bilancio; però, abbiamo anche esaminato l'impatto
macroeconomico sul territorio e il fatto che questa misura possa, a
nostro giudizio, avere spazio di compatibilità con i vincoli delle
regole europee.
In relazione alle osservazioni che io ho sentito formulare, ecco,
ci fa piacere che la discussione generale si sia articolata
nell'arco di più di una settimana, perché dalla settimana scorsa ad
oggi, vorrei dare questa informazione a chi mi ha preceduto sui
temi che sono stati sollevati, il Governo ha, come cerchiamo sempre
di fare, recepito - onorevole Catanzaro, volevo rispondere anche
alla sua osservazione - il Governo ha cercato di recepire quei
rilievi che sono sembrati fondati, intervenendo su alcune misure
del disegno di legge di stabilità.
Innanzitutto, sul tema dell'eccessivo numero di ordinamentali:
guardate, se il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana,
nell'esercizio delle sue prerogative, dovesse ritenere di
stralciare gli ordinamentali nel loro complesso, per difetto di
attinenza, questa è una scelta che, naturalmente, il Governo
regionale rispetterà, non ci opporremo ad un eventuale stralcio
degli articoli di carattere ordinamentale nel loro complesso, gli
articoli ordinamentali ce li troveremmo già comunque fatti,
potrebbero essere utilizzati e riportati in un nuovo disegno di
legge da votare e da trattare immediatamente dopo la ripresa,
all'inizio dell'anno nuovo.
Quindi, abbiamo fatto un lavoro e ce lo troviamo, se è un lavoro
condiviso lo si porta avanti, ci rimetteremo, certamente, alle
scelte del Presidente dell'Assemblea regionale, in ordine alla
trattazione degli ordinamentali.
Il tema più volte agitato da molti deputati dell'opposizione, ma
in qualche caso anche della maggioranza, degli spazi finanziari per
i comuni; ecco, come già noto dalla stampa, si è fatto un lavoro,
in questa settimana, per aumentare il fondo di trasferimento
ordinario di parte corrente a favore dei comuni, e vorrei dare
l'annuncio all'Aula che ho depositato, proprio oggi, un emendamento
sul fondo di trasferimento ordinario, sull'articolo 11, sul fondo
per i comuni, che prevede trenta milioni di euro di risorse in più
per i comuni; porteremo, in particolar modo, il fondo di
trasferimento ordinario da 350 a 365 milioni di euro, aumentando di
quindici milioni, e in più proponiamo lo stralcio di ben quindici
milioni di euro di riserve al di fuori del fondo, in modo che
possano essere finanziati al di fuori del fondo di trasferimento
ordinario, e in modo da ridurre, per la prima volta in modo
significativo, l'ammontare delle riserve, su cui alcuni deputati
dell'opposizione hanno mosso i loro rilievi, qualcuno ha detto
chiederemo il voto segreto su tutte le riserve.
Allora, io credo che dobbiamo essere anche oggettivi, le riserve
sono fisiologiche, corretto, riteniamo che non bisogna eccedere
nelle riserve, con questa operazione noi andremo a ridurre il
valore delle riserve al disotto del dieci per cento del valore del
fondo di trasferimento ordinario; credo che sia un livello
fisiologico e credo di avere, in questo modo, interpretato le
richieste che sono venute, non soltanto dall'opposizione, ma anche
da alcuni deputati della maggioranza, nelle interlocuzioni che vi
sono state questa settimana.
Inoltre, si interviene sul precariato.
L'ha detto il Presidente della Regione, è stato un mantra di
questo Governo, del Governo Schifani, di non fare nessun nuovo
precario, ma cercare di risolvere il precariato storico, che è una
delle pagine più vergognose della storia recente di questa Regione:
il precariato storico va eliminato
E, allora, si è intervenuto con ben 41 milioni di euro dei
forestali, raccogliendo le istanze che sono arrivate sul tavolo di
maggioranza, ma si è fatto anche di più, si è posto il problema
degli ex precari degli enti locali e si sono previste, nell'ambito
dell'accordo con ANCI, quindi condiviso dall'Associazione dei
Comuni italiani Sicilia, l'aumento per dieci milioni di euro del
numero delle ore, per dare un segnale e consentire agli enti locali
di aumentare la disponibilità di giornate; ma questa norma, al di
là dello spazio finanziario, nell'accordo con l'ANCI, ha un altro
importante intervento, quello che stabilisce che i rientri, le
risorse libere, più propriamente che i rientri del fondo per il
precariato, da centonovanta milioni, man mano che vanno in pensione
i precari assunti, vengano destinati all'aumento del numero delle
ore, in modo da costruire un percorso certo per l'aumento delle ore
in modo stabile e non affidarci a delle scelte occasionali, dieci
milioni quest'anno, magari l'anno prossimo ce ne sono di meno e se
ne mettono meno; abbiamo creato le basi per risolvere in modo
stabile il problema dell'aumento delle ore per i precari degli enti
locali, per gli ex precari degli enti locali.
Ancora, oggi insieme al Presidente della Regione, abbiamo lavorato
all'altra questione, quella dell'aumento delle ore dei PIP, è
uscito poco fa il comunicato di Palazzo d'Orleans, si portano a
ventiquattro ore tutti i Pip, sia coloro che partivano da 18 ore e
mezzo, sia coloro che partivano da 20 ore. È uno sforzo finanziario
ulteriore di 9 milioni di euro e si consente, inoltre, anche per i
Pip che operano presso gli enti regionali e, quindi, non per
l'amministrazione regionale, se questi enti hanno uno spazio
finanziario, per portarli ancora oltre il limite delle 24 ore, si
prevede nella norma questa possibilità.
Quindi, abbiamo cercato davvero di porre in essere tutti gli
sforzi per risolvere le questioni che sono state poste, non
soltanto dall'opposizione ma anche da alcuni deputati della
maggioranza. Naturalmente, in questo secondo caso, nell'ambito di
interlocuzioni che sono, come dire, meno portate all'esterno nei
lavori d'Aula perché è fisiologico che il Governo abbia un rapporto
strutturato con i propri deputati di maggioranza. Ma voglio dire
anche le richieste dell'opposizione sono, mi pare, nello stesso
senso rispetto alle misure che ho menzionato.
Altra notizia che vorrei dare a codesto Parlamento: il Fondo
piccole opere che è stato richiamato in numerosi interventi, il
fondo che attualmente nel testo base prevedeva 50 milioni di euro,
in relazione a questo fondo, ho presentato poc'anzi l'emendamento
soppressivo con la previsione di spostare le risorse nei fondi
globali affinché siano poste a disposizione di interventi
legislativi di altra natura e di più ampia natura e naturalmente
con tutte le scelte che questo Parlamento vorrà fare. Quindi,
andiamo in Aula con un ammontare maggiore di fondi globali
spostando dal Fondo piccole opere; naturalmente sono disponibilità
che il Parlamento potrà scegliere di utilizzare secondo diciamo le
procedure che conosciamo. Inoltre, un'altra norma che ha creato
obiezioni, la norma che noi non abbiamo inteso come territoriale
relativa alle imprese danneggiate dai lavori sulle strade. Si è
detto ma perché soltanto le tre città metropolitane? A noi era
stata presentata un'esigenza prevalentemente dei comuni ricadenti
nelle tre città metropolitane, ma voglio dare un'altra informazione
a questo Parlamento, ho poc'anzi presentato un emendamento che
aumenta di un milione di euro questo fondo per le imprese
danneggiate e lo estende a tutte le province del territorio
regionale, quindi all'intero territorio e non più soltanto alle tre
aree metropolitane. Anche in questo abbiamo, con il Presidente
della Regione, ritenuto di raccogliere le obiezioni del presunto
carattere territoriale di questa misura, estendendola in maniera
orizzontale.
E, infine, questa norma sul bollo auto, in particolare al comma 3
su cui tanto si è focalizzata l'attenzione dell'opposizione per
avere letto provincia di Bolzano e Trento, ebbene, anche su questo
al fine di eliminare qualsivoglia presunzione che quel comma - la
misura in sé mi pare che non sia stata contestata perché genera
benefici di carattere orizzontale - ho presentato, d'intesa con il
Presidente della Regione, l'emendamento soppressivo del comma 3 che
contiene il riferimento alle province autonome di Bolzano e Trento,
al fine di eliminare ogni equivoco. Noi riteniamo che quella norma,
quel comma 3, avesse soltanto una finalità, come dire, antielusiva,
antiabuso di quella norma perché serviva semplicemente a dare il
rateo per coloro che decidessero di spostarsi da altre regioni in
Sicilia nel corso dell'anno, però poiché questa norma ha sollevato
tante obiezioni abbiamo depositato l'emendamento soppressivo.
Infine, quindi, crediamo che si possa avviare domani la votazione
con il massimo sforzo almeno da parte del Governo e con le migliori
intenzioni di arrivare nei tempi previsti dal Regolamento a dotare
la Sicilia e a dare ai siciliani una legge di stabilità che,
attualmente, arriva al valore di ben 1.3 miliardi di euro; è una
grossa legge di stabilità.
Non mi dolgo in alcun modo, anzi ho apprezzato il profilo garbato
degli interventi dell'opposizione che hanno fatto com'è naturale il
loro lavoro, hanno svolto il loro compito, devo soltanto limitarmi
ad una replica, perché sebbene non sia qui presente all'onorevole
La Vardera, vorrei dirlo perché ho ascoltato lunedì scorso un
intervento purtroppo ancora una volta sopra le righe. Allora su
quello c'è stato, sebbene l'onorevole La Vardera non sia presente e
si doleva del fatto che io potessi alzare per un secondo il
telefonino per dire a qualcuno ti richiamo dopo, e però lui al
momento della replica non ci dà la cortesia di ascoltarci in
presenza.
Beh, credo che utilizzare locuzioni come quella utilizzata
delinquenti politici sia un gesto di irresponsabilità; sono gesti
che generano odio nella cittadinanza, lo stesso odio che è stato
generato a carico della collega Savarino alla quale vorrei
rinnovare i sensi della mia sincera solidarietà. L'odio non è utile
alla politica, crediamo, non è utile alle Istituzioni, non è utile
ai siciliani. Non condividiamo queste forme di vendita di
indignazione low cost , potremmo dire, forme di, potremmo
definire, wannamarchismo della politica. Crediamo che sia
importante moderare i toni nella corretta dialettica che
l'opposizione e la maggioranza devono avere, non occorre instillare
odio nei cittadini perché instillare odio non risolve i problemi
della Sicilia.
C'è stato addirittura rivolto un invito a querelarlo. Noi, voglio
dargli questa notizia, non lo quereleremo perché gli insulti
qualificano soltanto chi li usa. Il governo Schifani non utilizza
gli insulti, noi rispondiamo semplicemente con i fatti, assumendoci
la responsabilità di correggere eventuali storture - se ve ne sono
- ed è giusto che vengano segnalate ma con i toni che siano
corretti, nella corretta dialettica politica e che non superino le
righe. Ci prendiamo la responsabilità di risolvere i problemi e di
portare risultati concreti e in questo e con questo auspicio
crediamo che il Parlamento potrà esaminare con serenità gli
articoli del disegno di legge di stabilità che sono sottoposti alla
vostra attenzione. Vi ringrazio per l'attenzione.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Colleghi, la seduta è riconvocata per domani mattina, alle ore
11.30, con all'ordine del giorno la discussione dello schema di
bilancio di previsione del triennio 2026-2027-2028 dell'Assemblea
regionale siciliana: quindi, questo è come primo punto all'ordine
del giorno, dopodiché il bilancio di previsione della Regione
siciliana per il triennio 2026-2028 e andremo poi a discutere la
legge di stabilità.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 17.07 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XIX SESSIONE ORDINARIA
220a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 16 dicembre 2025 - ore 11.30
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DELLO SCHEMA DI BILANCIO DI PREVISIONE DEL TRIENNIO
2026-2027-2028 DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (Doc. n. 171)
Relatori: i deputati Questori
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2026/2028 . (n. 1029/A) (Seguito)
Relatore: On. Daidone
2) Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
1030/A) (Seguito)
Relatore: On. Daidone
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott. Andrea Giurdanella