Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 219 di mercoledì 10 dicembre 2025
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 11.30

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

               Processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

  Preavviso di eventuali votazioni mediante procedimento elettronico

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della presente seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Onorevoli colleghi, comunico che la seduta è rinviata di mezz'ora,
  riprenderà alle ore 12.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.31, è ripresa alle ore 13.01)

   La seduta è ripresa.


              Discussione unificata dei disegni di legge
     Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
                         2026/2028  (n. 1029)
    e  Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028  (n.
                                 1030)

   PRESIDENTE.  L'assessore Dagnino è presente.  Dichiaro  aperta  la
  discussione generale.
   È  iscritto  a parlare l'onorevole Cateno De Luca. Ne ha  facoltà.
  Prego, onorevole, a lei la parola.

   DE  LUCA  Cateno. Signor Presidente della Regione siciliana,  oggi
  rappresentato   dall'assessore  Dagnino,  signor   Presidente   del
  Parlamento,  qui  rappresentato  dalla  Vicepresidenza,   onorevole
  Nuccio Di Paola, colleghi, cittadini.
   Oggi   inizia  il  dibattito  sulla  legge  più  importante   che,
  annualmente,  il  Parlamento è chiamato a  discutere,  emendare  ed
  approvare: la legge di bilancio e la legge di stabilità.
   Questa  è  la  quarta legge di stabilità del Governo Schifani.  La
  prima  è  stata  approvata a febbraio 2023, con  un  solo  mese  di
  esercizio  provvisorio. La seconda e la terza  legge  di  stabilità
  sono  state  approvate,  anzi  la  seconda  è  stata  approvata  in
  prossimità  delle festività natalizie con un record che  appartiene
  all'intero  Parlamento:  evitare  l'esercizio  provvisorio  ed   il
  rallentamento del sistema Sicilia.
   "Sud  chiama Nord", il 29 ottobre scorso, ha consegnato nelle mani
  del presidente, Renato Schifani, 100 proposte delle quali, in circa
  due  ore di esposizione, ne ha rappresentato la visione strategica.
  Il  Gruppo  parlamentare  "Sud chiama  Nord",  nel  compimento  del
  proprio  dovere, ha cercato di contribuire, con spirito propositivo
  e  costruttivo, sottoponendo all'attenzione del Governo, alla  luce
  del sole, un centinaio di proposte all'insegna della valorizzazione
  del  sistema  degli  enti  locali, della  qualità  dei  servizi  ai
  cittadini,   della   sussidiarietà  e  del   decentramento,   della
  semplificazione  amministrativa e dell'accelerazione  della  spesa,
  dello   sviluppo   imprenditoriale  e   dell'incentivazione   degli
  investimenti,  della creazione di nuovi posti  di  lavoro  e  della
  stabilizzazione   dei   lavoratori  precari,   della   salvaguardia
  dell'ambiente  e  del  territorio,  della  promozione  turistica  e
  culturale,  della mobilità sostenibile mare-monti e  fra  territori
  omogenei.
   In  quella  sede,  il 29 di ottobre, a Palazzo d'Orleans,  abbiamo
  espresso  la nostra ferma convinzione in quanto movimento  politico
  dei  sindaci riguardo all'errata considerazione del sistema Sicilia
  che  spesso i governi regionali hanno avuto ed hanno messo in atto,
  in evidente violazione dei principi costituzionali di sussidiarietà
  e in dispregio del buon senso.
   Tutti   i   governi   regionali  degli  ultimi   vent'anni   hanno
  esclusivamente  agito  per  salvaguardare  il  funzionamento  e  la
  gestione   corrente   dell'apparato   amministrativo   e   politico
  regionale,  utilizzando come un bancomat i fondi  destinati,  sotto
  varie   forme,  al  sistema  degli  enti  locali  per  il   proprio
  funzionamento  e  per l'erogazione dei servizi  ai  cittadini  o  a
  discapito  del  tessuto  produttivo,  rallentando  o  bloccando   i
  pagamenti  al  mondo  delle  imprese e dei  creditori  della  spesa
  regionale allargata.
   Nel  passato  recente,  mentre  è  stata  cronica  la  carenza  di
  liquidità  per  far correre la spesa degli investimenti  regionali,
  mediante  gli enti locali, ed è sempre stato un miraggio  garantire
  le  scadenze  dei  vari  creditori del sistema  pubblico  regionale
  allargato (Regione, enti locali, partecipate regionali e comunali),
  non  si è mai verificato, invece, che l'apparato politico regionale
  (parlamentari,   componenti   del   Governo,   rappresentanti   del
  complessivo sistema politico-amministrativo regionale),  sia  stato
  pagato  in  ritardo o sia rimasto senza stipendio o senza indennità
  per  qualche  mese,  come purtroppo accade  nel  mondo  dei  comuni
  mortali.  Non  è  concepibile, in definitiva,  che  una  parte  del
  sistema  Sicilia  possa continuare a funzionare a  discapito  delle
  altre parti del sistema.
   Un'obiettiva analisi dei dati statistici degli ultimi dieci  anni,
  scevra  da qualunque preconcetto, mette in evidenza un dimezzamento
  delle  risorse destinate al funzionamento degli enti  locali  e  al
  sistema  dei servizi al cittadino, accompagnato da ingiuste  accuse
  rivolte ai sindaci, anche da parte di discutibili Presidenti  della
  Regione,  di non essere capaci di svolgere il proprio mestiere  sul
  fronte dei servizi urbani e della spesa per investimenti.
   Purtroppo, chi non ha mai politicamente vissuto il territorio, non
  comprende  che  lo  sviluppo economico  e  sociale  di  un  sistema
  regionale parte da un robusto ed innovativo sistema delle autonomie
  locali,   che   rappresentano  i  pilastri  di  qualsiasi   visione
  strategica del sistema Sicilia.
   Una  Sicilia  bella e protagonista che attrae e non  respinge  può
  essere  garantita  soltanto dal basso e non mediante  una  gestione
  politico-amministrativa alla "Re Sole". Non accettiamo una  visione
  palermocentrica del sistema Sicilia da parte di coloro che  pensano
  di amministrare e gestire, accentrando, e di lasciare nell'oblio il
  sistema di governo del territorio.
   Se  partiamo  da  questo  presupposto, non possiamo  continuare  a
  ignorare  che il sistema delle autonomie locali siciliano versa  in
  uno  stato  di  coma  sempre  più profondo.  E  i  dati  statistici
  confermano  questa  drammatica realtà: su 391 comuni,  78  sono  in
  stato di dissesto, 40 sono in piano di riequilibrio, oltre 200 sono
  in  perenne  stato  di  dissesto funzionale, non  riuscendo  più  a
  garantire  i servizi minimi ai cittadini; su 3 città metropolitane,
  una  è  in piano di riequilibrio, ma tutte sono in perenne dissesto
  funzionale,  non  potendo  svolgere e sostenere  con  continuità  i
  servizi e le attività di propria competenza.
   Su  6  liberi  consorzi, uno è in dissesto e  5  sono  in  perenne
  dissesto   funzionale,  non  potendo  svolgere  e   sostenere   con
  continuità i servizi e le attività di propria competenza.
   Il  decentramento  amministrativo, con il cosiddetto  sistema  dei
  micro   municipi  -   normativamente  previsto  per  le   3   città
  metropolitane,  Messina Palermo, Catania, non è mai  stato  attuato
  per carenza di risorse.
   Le   coalizioni  territoriali  per  la  programmazione   e   spesa
  comunitaria  -  Siru,  Fua, Aree interne - non  sono  in  grado  di
  funzionare  a causa della carenza delle risorse per lo  svolgimento
  delle proprie funzioni elementari.
   Le società di gestione e vigilanza del servizio idrico le, Ati,  e
  del  servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti,  le  Srr,  non
  hanno  le  risorse  per le attività correnti e per  lo  svolgimento
  delle  loro  funzioni  di  vigilanza  sulle  attività  affidate  ai
  privati,  con  un  evidente sviamento del valore pubblicistico  dei
  servizi   essenziali  di  pubblica  utilità  e  ad  un  progressivo
  abbassamento dei livelli di qualità e di guardia.
   I  GAL  e  i  DMO,  che potrebbero rappresentare i baluardi  delle
  attività  strategiche  nel  sistema dell'agro  alimentare  e  della
  promozione  turistica, non hanno le risorse  per  andare  oltre  le
  attività di spesa dei fondi comunitari come i GAL, mentre è rimasto
  nel  caos  più  totale  il  sistema territoriale  della  promozione
  turistica ormai senza distretti turistici con i DMO che ancora  non
  sono stati neanche normati.
   Se  in  fondo  alle graduatorie nazionali sulla vivibilità  urbana
  continuano  ad esserci i comuni e le città siciliane di  chi  è  la
  responsabilità, assessore?
   Il  29  ottobre  scorso avevo chiesto al Presidente della  Regione
  siciliana  di  incontrare l'Anci, per l'ennesima  volta,  assessore
  Dagnino  avete definito un percorso della legge di stabilità  senza
  confrontarvi con l'Anci ed è questa la seconda finanziaria che vede
  un mancato confronto di questo Governo con l'Anci.
   Rimando qui l'invito ancora ad incontrare l'Anci che oggi  ha  per
  l'ennesima  volta evidenziato lo stato di disagio che un  organismo
  così  importante  che  rappresenta tutti i sindaci,  perché  voglio
  ricordare  a  me  stesso  che  il Presidente  dell'Anci  e  i  vice
  presidenti  dell'Anci  e  tutto l'organismo  di  rappresentanza  di
  vertice  dell'Anci stessa è stato eletto all'unanimità da  tutti  i
  sindaci della Sicilia e quindi rappresentano in modo bipartisan  il
  territorio  ed  il  Governo non si può permettere  di  sbeffeggiare
  l'Anci e quindi i sindaci.
   Come  si  può pretendere una Sicilia migliore se il sistema  delle
  autonomie  locali  è stato depotenziato ed abbandonato  al  proprio
  destino?  A  cosa  serve spendere soldi in promozione  turistica  e
  culturale   se   poi  il  territorio  non  ha  gli  strumenti   per
  salvaguardare  i livelli minimi di vivibilità urbana come  l'acqua,
  la pulizia, la vigilanza e la mobilità?
   Il  Gruppo  parlamentare  Sud chiama Nord  non può  continuare  ad
  accettare  leggi  di  stabilità che non  tengano  conto  di  queste
  dinamiche  che  sono  la cosiddetta vita reale vissuta  dai  nostri
  cittadini  e dai turisti che continuano a venire in Sicilia  grazie
  alle nostre risorse culturali, archeologiche e territoriali ma  non
  per meriti del sistema Sicilia, capace solo di sporcare e spregiare
  la   Sicilia  che  abbiamo  avuto  in  eredità  anche  grazie  alle
  innumerevoli dominazioni che, stregati dalla magica Sicilia,  hanno
  costruito  un pezzo della loro cultura piuttosto che cancellare  la
  sicilianità che hanno trovato.
   La  Sicilia dovrebbe essere l'isola del bello, invece continua  ad
  essere  luogo  dei  disservizi  e della  disperazione  sociale.  La
  Sicilia  dovrebbe essere l'isola delle opportunità, invece continua
  ad  essere  il luogo dove si paga il pizzo legalizzato  al  sistema
  politico  burocratico di scarso livello in aggiunta  a  quello  che
  ancora si paga al sistema della criminalità organizzata.
   Credo  in  una  Sicilia  con  una guida  forte  ed  autorevole  ma
  articolata  sul  territorio  con 391  sentinelle  del  buongoverno,
  rappresentata  da  tutti  i sindaci, di tutti  i  colori  politici.
  L'isola  si sta auto impoverendo perché ormai i genitori  siciliani
  si  indebitano per mantenere i figli che sono scappati per studiare
  o  lavorare al nord Italia o all'estero e, in questa sede, per mera
  brevità  e  non avendo alcuna responsabilità di governo, ometto  le
  nostre  riflessioni  sui servizi di diretta competenza  e  gestione
  della Regione come la sanità.
   L'Agenas ha messo un timbro ben preciso sulla legge 5 del 2009 per
  come  si  è evoluta e per quella che continua ad essere un servizio
  penoso, non degno di essere definito di civiltà
   Non  vogliamo  parlare della mobilità urbana, interurbana  per  la
  quale abbiamo denunciato un'operazione di monopolio per la quale ci
  sono  state delle connivenze per le quali noi chiederemo di  andare
  fino  in  fondo,  perché siamo stati minacciati da queste  lobby  e
  queste  lobby sono riuscite a insinuarsi all'interno del Parlamento
  siciliano.
   Non  vogliamo  parlare  delle  aree  di  sviluppo  industriale   e
  produttivo, dei consorzi di bonifica, del sistema della  forestale,
  del  diritto allo studio e alla formazione professionale, anche  se
  poco  fa abbiamo assistito al grido di dolore della Coldiretti che,
  in  rappresentanza di ottomila aziende, ha chiaramente chiesto alla
  politica  di  essere seria, ha chiaramente chiesto  al  Governo  di
  avere  una  visione  per  le  emergenze  immediate  e  una  visione
  strategica,  che metta in campo ovviamente, quello che  sarebbe  il
  segnale del cosiddetto buon governo.
   Oggi  mi  permetto di dire, che abbiamo iniziato in malo  modo  la
  discussione sulla legge di stabilità, che in Commissione Bilancio è
  stata  approvata  dalla maggioranza di Governo  e  da   Sud  Chiama
  Nord ,  mentre  i  colleghi dell'opposizione  hanno  legittimamente
  abbandonato i lavori della Commissione, perché ad un certo punto ci
  siamo  ritrovati con emendamenti che ci passavano sotto gli  occhi,
  senza  un  doveroso approfondimento, mettendo in  difficoltà  tutti
  quanti.   Sud Chiama Nord , dopo aver fatto il suo consueto  lavoro
  di  approfondimento  sulla legge di stabilità  e  dopo  aver  avuto
  l'ennesimo   confronto  a  Palazzo  d'Orleans,  con  il  presidente
  Schifani,  l'assessore Dagnino e lo staff tecnico della  Presidenza
  della  Regione,  nella mattinata del mercoledì  3  dicembre,  sulle
  norme  che  riteneva  indispensabili per una  positiva  valutazione
  della  legge  di stabilità, non poteva abbandonare i  lavori  della
  Commissione  Bilancio, perché i passaggi politici  vanno  consumati
  fino  in  fondo  e  questo è stato chiaramente  spiegato  anche  ai
  colleghi  delle opposizioni, alle quali ovviamente rivolgo  le  mie
  scuse,  se  da  questo punto di vista non siamo stati solidali  con
  quel gesto che in quel momento era legittimo e andava fatto.
   Siamo   rimasti  in  Commissione  Bilancio  ed  abbiamo   ottenuto
  l'approvazione,  tra uno scontro e l'altro, di  buona  parte  degli
  emendamenti su cui avevamo focalizzato la nostra attenzione, alcuni
  emendamenti  sono  saltati  come  quello  del  trasporto  turistico
  locale,  ma  tutto  sommato la maggioranza aveva accolto  le  altre
  principali  richieste  di   Sud  Chiama  Nord ,  con  l'impegno  di
  completare  e  sistemare  in  Aula alcune  storture,  che  si  sono
  consumate nella dialettica politica in Commissione Bilancio.
   Abbiamo  espresso  transitoriamente il nostro voto  favorevole  in
  Commissione Bilancio alla manovra di bilancio, rinviando ai  lavori
  d'Aula  la  nostra  posizione definitiva, che  è  subordinata  agli
  impegni  che  il Governo assumerà in relazione alla  variazione  di
  bilancio  di oltre 2 miliardi di euro, che si dovrà fare  verso  il
  primo mese di luglio.
   Noi  siamo una forza di opposizione, noi non influiamo sui  numeri
  della  maggioranza, partiamo però dal presupposto che se  ti  viene
  data  la  possibilità  di  poter fornire  il  tuo  contributo,  per
  migliorare una legge, deve prevalere il senso di responsabilità, in
  coerenza  con la nostra funzione di parlamentari, che lo ribadisco:
  è fare le cose e farle fare nel modo migliore possibile.
   In  democrazia  non esiste la dittatura delle opposizioni,  tranne
  che la maggioranza abbia la sindrome della "Caporetto".
   Io  parto  dal  presupposto che spesso l'ottimo è  il  nemico  del
  buono,  io da sindaco di Sicilia avrei fatto una legge di stabilità
  completamente diversa, ma se la maggioranza mi darà la  possibilità
  di  poterne  scrivere un pezzo con le nostre  idee,  allora  io  ne
  prendo  atto, ed accetto il compromesso che mi consente di incidere
  su  una legge, che potrebbe essere approvata anche senza i voti  di
   Sud Chiama Nord .
   Se   la   maggioranza  vuole  andare  avanti   con   la   sindrome
  dell'autosufficienza  e non accoglie i nostri suggerimenti,  allora
  ne  prendiamo  atto  e  faremo ciò che  il  Regolamento  d'Aula  ci
  consente di poter legittimamente fare.
   Il  Governo  Schifani rappresenta appena il venti  per  cento  dei
  siciliani,  quindi  è un suo dovere aprirsi anche  ai  suggerimenti
  dell'opposizione,  che  assieme rappresentano  l'altro  trenta  per
  cento  del  popolo siciliano, perché la parte più  consistente  dei
  siciliani purtroppo, il cinquantadue per cento per l'esattezza, non
  è andato a votare a settembre del 2022.
   Signori   della  maggioranza,  è  un  vostro  dovere  aprirvi   ai
  suggerimenti  delle opposizioni, perché il buon  senso  porta  alla
  condivisione,  soprattutto quando fuori  da  questo  Palazzo  si  è
  minoranza del popolo siciliano.
   Vogliamo  ribadire la nostra posizione politica, non  bastano  gli
  slogan  per cambiare la Sicilia, bisogna definire un nuovo  modello
  di Sicilia che in queste leggi di stabilità, assessore Dagnino - lo
  ribadisco anche in questa occasione - io non vedo
   Perché   qui  nessuno  pretende  che,  con  la  bacchetta  magica,
  sistemiate immediatamente i disastri ereditati dallo stesso  colore
  politico  che ci ha governato, ereditati in questi ultimi vent'anni
  da  tutto  l'arco  costituzionale che ha amministrato  la  Sicilia,
  anzi,  che  non  ha  amministrato la Sicilia ma  l'ha  accompagnata
  sempre di più al barato.
   Ma  io  le  ho  chiesto in più occasioni: politiche  di  bilancio,
  visione  strategica ma anche in questa occasione lei ha  perso  una
  grande opportunità
   La  visione  strategica è molto semplice  e  banale,  è  avere  la
  capacità,  conoscendo  il  contesto  nel  quale  ci  si  muove,  di
  stabilire un percorso ben preciso sul quale chi governa ci metta la
  faccia
   Sulla crisi idrica, per esempio, voi ancora non avete il quadro di
  quello  che  è  il disastro che avete ereditato e non  avete  avuto
  neanche il coraggio di dire a questo Parlamento, ai siciliani, alle
  forze produttive e agli agricoltori entro quanti anni verrà risolto
  il problema
   Chi  amministra  ha  anche queste responsabilità   Deve  dare  una
  speranza
   E questo è un Governo che ancora non riesce a dare speranza
   Lo  abbiamo chiesto più volte e questo non è un tema di essere  di
  maggioranza o di opposizione, questo è un tema di buon senso di chi
  ha chiesto ed ottenuto di governare.
   Non siete in questo momento un Governo che ha avuto la capacità di
  esprimere una prospettiva.
   E' ovvio che quello che è il tema della programmazione, quella che
  è  la  pianificazione strategica - posso dire senza voler offendere
  nessuno - che ancora non ne avete capito il significato, infatti le
  leggi  di  stabilità,  le  norme  che  ci  sono  all'interno   sono
  operazioni  spot scollegate perché singolarmente possono  avere  la
  loro  valenza  e se non sono inserite in una strategia  complessiva
  sono  norme  spot che rischiano di essere - ora e glielo  dimostro,
  Assessore - da questo punto di vista, neutralizzate dall'assenza di
  una visione sistemica.
   Non avete neanche potenziato quello che vi è stato chiesto - e  ve
  lo  ribadisco  - il decentramento e la valorizzazione  dei  palazzi
  municipali.
   Non  avete  neanche pensato a un sistema di controllo  trasparente
  sull'attività della pubblica amministrazione, voi non avete idea
   Il  pizzo  legalizzato che scaturisce dai ritardi, dalle omissioni
  che   la   pubblica  amministrazione  regionale,  i  vostri  uffici
  regionali,  consumano quotidianamente e siamo ancora lì  a  ricerca
  dell'innovativo,  quando  non si ha la capacità  neanche  di  saper
  gestire  il  corrente, di raggiungere un livello di  normalità  che
  sarebbe già un grande successo di questo Governo.
   E  non  avete  neanche  mai  verificato  se  le  leggi  di  questo
  Parlamento   vengono   realmente  poi  applicate   o   disapplicate
  dall'apparato regionale.
   Io le posso dimostrare, Assessore, che buona parte delle leggi che
  questo Parlamento ha fatto ancora non sono state attuate per quello
  che   è   un  tema  di  mala  gestio  o  omissione  nella   filiera
  dell'amministrazione.
   Il   Presidente  Schifani  ha  affermato  in  occasione  del   suo
  intervento  per  la  mozione di sfiducia che in  cassa,  in  questo
  momento, ci sono 14 miliardi di liquidità.
   Lei conferma, Assessore? Bene
   Ma  qualcuno  ha spiegato al presidente Schifani, mi  permetto  di
  dire,  il  suo  cerchio magico che è quello che si  forma  per  chi
  amministra, non è un termine ovviamente dispregiativo, cioè  coloro
  che  stanno attorno a chi governa, qualcuno del cerchio  magico  ha
  spiegato  la differenza al Presidente Schifani tra cassa  libera  e
  cassa vincolata?
   Assessore,  se  mi degna della sua attenzione la  domanda  ora  la
  rivolgo a lei  Lei lo sa, di quei 14 miliardi di liquidità,  quanto
  è  cassa  libera e quanto vincolata? Non lo sa? Io l'ho controllato
  perché  mi ha incuriosito e ora le do l'esito: qualcuno deve  avere
  il coraggio di spiegare al Presidente Schifani che certi numeri non
  sono  un segno di bravura e, soprattutto, quei numeri detti in quel
  modo lanciano un messaggio sbagliato e ora glielo dimostro.
   Lei,  Assessore  Dagnino,  è  nelle condizioni  di  dirmi,  su  14
  miliardi,  quanta è la cassa libera derivante da entrate proprie  e
  quella  vincolata  perché  è collegata ai  fondi  extra  regionali?
  Qualcuno  ha  spiegato al Presidente Schifani  che  è  un'eccessiva
  giacenza  di cassa non è sempre sinonimo di virtuosismo?  Ma  avete
  verificato  per  quale  motivo  si è  arrivati  a  14  miliardi  di
  liquidità  di giacenza? Avete un report dei tempi che la  struttura
  regionale  impiega  a  trasferire le risorse ai  destinatari  delle
  norme  che  fa questo Parlamento? Avete idea di quante risorse  non
  vengono impegnate entro fine anno da parte dei dipartimenti e se ne
  vanno in avanzo, facendo lievitare la liquidità?
   Lo sapete, ad esempio, che nel settore della sanità ancora bisogna
  saldare  il  2024 ai creditori e a tutti i soggetti  convenzionati?
  Liquidità?  Lo  sapete, Assessore, che il budget 2025  ai  soggetti
  privati  convenzionati, nel settore sanitario, non è  stato  ancora
  definito ed assegnato? Liquidità non trasferita.
   Ora  le  racconto una storia, Presidente, se mi concederà  qualche
  altro minuto in più.
   Assessore a me gli occhi, mi guardi, la prego. SiGeCo, che le dice
  questo meraviglioso termine?
   Il  SiGeCo  e il sistema di gestione e controllo, è un  cosiddetto
  atto  d'obbligo,  è  quel  manuale,  molto  noto  ai  sindaci,  che
  disciplina le fasi della circolazione della liquidità per la  spesa
  collegata ai fondi, cosiddetti, extra regionali. Per le fasi  della
  richiesta,  il  trasferimento,  la  gestione,  il  controllo  e  la
  rendicontazione.  Ci  sono delle direttive, di carattere  generale,
  che  consentono  ai  soggetti delegati della spesa  regionale,  che
  ovviamente  hanno  dei  margini  di  movimento,  e  quindi  possono
  decidere,  ad  esempio, se dare acconti nella  misura  del  20  per
  cento, come fa la Regione siciliana o fare altro.
   Quello  che viene inserito in piattaforma, attenzione ci  tengo  a
  sottolinearlo, da parte del soggetto attuatore della spesa,  quando
  spende, quindi, poi inserisce in piattaforma ciò che ha speso,  non
  è  un  inserimento  ai fini del controllo immediato  di  merito  di
  secondo  livello, non è un controllo sulla legittimità della  spesa
  che   ho   fatto,  quindi  si  potrebbe  semplificare   innalzando,
  Assessore,  la percentuale di anticipazione e ridurre le  procedure
  di  inserimento in piattaforma con le consequenziali  procedure  di
  accreditamento delle ulteriori risorse.
   Tutti  sanno  che,  per ogni fondo extraregionale,  alla  fine  si
  procederà con l'audit di rendicontazione definitiva, che è la  sede
  dove  si  entra  nel  merito della legittimità e della  correttezza
  della singola spesa. La Regione, questo lei forse non lo sa, agisce
  su  questo fronte con almeno cinque, dico, cinque, provvedimenti di
  erogazione di liquidità, con un prolungamento dei tempi che causa a
  fine  anno  anche  un  avanzo di amministrazione  che  richiede  le
  ulteriori procedure di riaccertamento con un blocco fisiologico, da
  un  anno contabile all'altro, che fa lievitare la cassa  Se  invece
  la  Regione procedesse con un acconto unico, del novanta per cento,
  la  spesa  sarebbe più veloce, perché ogni procedura di acconto  ha
  una durata media di tre mesi cioè, per essere chiari: noi in questo
  momento,  per  una  stessa opera fatta a base 100,  la  Regione  dà
  acconti del 20 per cento, fa cinque procedure, ogni procedura  dura
  due  o  tre  mesi, per quei due, tre mesi, si blocca la  spesa  del
  soggetto  attuatore perché, possibilmente, non ha la liquidità  per
  andare avanti
   SiGeCo,  parola  magica assessore, se la segni questa  perché  poi
  aspetto una risposta su questo argomento
   È  ovvio che, a tutto questo, bisogna aggiungere un altro aspetto,
  Assessore a me gli occhi  Guardi, le sto facendo un'altra  domanda,
  a  me gli occhi assessore  Lei lo sa quanto ha ricevuto in acconto,
  per  quanto riguarda i fondi extraregionali, per l'avviamento della
  programmazione  2021-2027? Non lo sa  Ebbene, glielo  dico  io,  ci
  sono  almeno  5  miliardi, poi lei mi correggerà,  perché  io  l'ho
  saputo  dall'usciere,  lei con un click  lo  può  sapere,  circa  5
  miliardi,  che sono l'acconto dato per quanto riguarda i  programmi
  di  spesa  extraregionali.  Stiamo  parlando  del  PNRR,  del  FSC,
  dell'FSE. Ebbene, non corrisponde, signor Presidente, a quella  che
  è   l'anticipazione  avuta  dalla  Regione,  non   corrisponde   la
  correlativa  capacità di spesa e, quindi, lì si  vede  l'incapacità
  della spesa  Ecco perché abbiamo 14 miliardi di liquidità fermi  Ma
  qual  è  l'imprenditore  che  terrebbe  fermi  sul  conto  corrente
  miliardi, inutilmente?  Anche da questo punto di vista, ovviamente,
  il tema sarebbe da approfondire perché potremmo anche immaginare di
  costruire,  se  avessimo  tutta  questa  liquidità  libera,  signor
  Presidente, il cosiddetto FAL, Fondo di Anticipazione di Liquidità,
  che è una norma che è stata fatta a livello nazionale, nel 2013, se
  non  ricordo  male, proprio per dare anticipazione di liquidità  ai
  comuni.
   Ovviamente, voglio aggiungere anche un altro aspetto: i 2 miliardi
  di  avanzo  di  amministrazione, libero.  Noi  ci  auguriamo  tutto
  questo,  ma le faccio un esempio, però, veda, tra questi 2 miliardi
  c'è  tutta  quella spesa che non è stata effettuata ma  che  non  è
  stata  neanche impegnata per cui lei contabilmente ce l'ha  libera,
  che riguarda esattamente i ritardi della macchina amministrativa.
   Le  faccio  un piccolo esempio banale e poi la invito a  fare  una
  ricognizione, da questo punto di vista. Veda articolo 30, comma  2,
  della  legge 25, 12 agosto 2024, la variazione di bilancio:  questo
  Parlamento ha destinato duecentomila euro al comune di Taormina per
  realizzare la propria fondazione. Lei lo sa che ancora non è  stato
  neanche  fatto  l'impegno? È passato quasi un anno e  mezzo.  Veda,
  questi  duecentomila  euro,  lei li ha nell'avanzo  libero.  Lo  sa
  quanti esempi le potrei fare del genere?
   Verificate bene, allineate bene quelle che sono le norme fatte  da
  questo   Parlamento,  perché  voi  un  monitoraggio  della  filiera
  complessiva  dell'Amministrazione,  fatta  la  legge,  la   filiera
  amministrativa,  non l'avete  Ed ecco perché, ovviamente,  poi,  ci
  potremmo  trovare  di fronte alla cosiddetta, purtroppo,  illusione
  monetaria.
   Concludo,  Presidente, con un'ultima riflessione che  è  doverosa,
  per  quanto  ci  riguarda.  L'assessore Dagnino  ha  assunto  degli
  impegni  ben precisi in Commissione Bilancio e li ha assunti  anche
  nelle  nostre  interlocuzioni, perché io faccio interlocuzione  che
  posso   raccontare,  non  faccio  interlocuzioni  che   non   posso
  raccontare,   cioè,  che  generano  imbarazzo  e,  in   Commissione
  Bilancio, è stata ribadita una richiesta ben precisa, e lei lo  sa.
  Noi  abbiamo  chiesto  almeno cinquanta milioni  di  euro  in  più,
  almeno, per il fondo delle autonomie locali.
   Io  ho chiesto a questo Governo che facesse un report per portarlo
  al  Parlamento  di  quello che è successo negli  ultimi  tre  anni,
  almeno di questo Governo, perché degli altri non ne voglio parlare,
  voglio  parlare di questo Governo, di quello che è l'andamento  dei
  trasferimenti alle autonomie locali e ho chiesto formalmente che ci
  fosse, anche in vista di questi famosi 2 miliardi, l'impegno chiaro
  con  l'Anci,  con  cui  non  avete fatto per  l'ennesima  volta  il
  confronto, di aumentare il fondo delle autonomie locali; è  inutile
  che  poi entriamo nell'ottica che ognuno di noi cerca di trasferire
  qualche euro in più ai sindaci, che non ci vedo niente di male,  se
  ovviamente  in  una  visione strategica tutti i palazzi  municipali
  ricevono  un  beneficio  in  più  Perché  voglio  ricordare  sempre
  all'assessore  Dagnino  che se i comuni della  Sicilia  sono  negli
  ultimi posti per la vivibilità è perché la spazzatura, le buche, la
  luce,  l'acqua, veda  è un compito che hanno i palazzi  municipali,
  ma  se  noi li continuiamo a strozzare, come pretendete una Sicilia
  vivibile?  Mica  si  occupa dell'estate di Taormina  il  Presidente
  della Regione, se ne deve occupare il Sindaco di Taormina, ma se al
  Sindaco  di Taormina ogni anno continuate a taglieggiare  il  fondo
  delle  autonomie  locali,  come dovrebbe  il  Sindaco  garantire  i
  servizi minimi?
   Ho  chiesto un impegno chiaro, e in quest'Aula, quando inizierà la
  discussione, signor Assessore, io pretendo, della visione che le ho
  consegnato, che questo avvenga.
   Lei  non  può  liquidare questa legge di stabilità  scollegata  da
  quella  che è la visione di questi 2 miliardi di giugno, perché  ci
  sono tematiche importanti che, per carenza di risorse, avete detto,
  non  avete  potuto affrontare: allora, io sono anche pronto  qui  a
  lanciare  norme,  con chi ci sta, perché questo  è  il  momento  di
  farle,  che  avranno da parte del Governo la copertura  finanziaria
  nella  variazione  di  bilancio  di  giugno;  la  facciamo  ora  la
  variazione di bilancio di giugno e così, finalmente, impostiamo una
  strategia  di  medio e lungo periodo e non continuare a  sperperare
  con la logica dello spezzatino le risorse
   Ecco  perché non avete avuto finora la capacità di consegnare  una
  visione  strategica dei problemi, e io su questo, signor Assessore,
  la  invito  a  trasferire  in termini definitivi  il  messaggio  al
  Presidente Schifani.
   Io non lo so che fine faranno i miei emendamenti perché mi è stato
  detto che nella seduta  spiritica   che avete fatto ieri, quando  a
  un  certo punto è stato evocato Cateno De Luca, il clima disteso  è
  diventato tempesta, ma io non ho problemi, anche perché io per  gli
  emendamenti  che  ho fatto son lì e sono pronto  a  difenderli  nel
  merito, perché è vergognoso che alla città di Messina venga  pagato
  dal   fondo  regionale  del  trasporto  pubblico  locale   1,20   a
  chilometro, rispetto a Catania, a Palermo, che l'hanno rimborsata a
  2 euro e 70
   Io  ho  chiesto non una marchetta, io ho chiesto pari dignità  nei
  confronti di una città che si è rialzata da sola, vivaddio, e  che,
  oggi,  rappresenta  la  quinta  città  in  termini  di  qualità  di
  trasporto  urbano e la prima in Sicilia: e questa è  una  questione
  che  avevo  posto già tre anni fa e poi potremmo parlare  anche  di
  altro ma quando sarà il momento.
   Io  con  orgoglio  difenderò quello che è  stato  oggetto  di  una
  discussione,   oggetto  di  una  condivisione,   oggetto   di   una
  valutazione positiva in Commissione Bilancio: e se ora  voi  volete
  far prevalere la logica della faida non c'è problema, questa logica
  della  faida vuol dire che l'affronteremo a testa alta e alla  luce
  del sole in questo Parlamento. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cateno De Luca.

                                Congedo

   PRESIDENTE.   Comunico   il  congedo,  per   motivi   di   salute,
  dell'onorevole Adorno.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Riprende la discussione unificata dei disegni di legge
     Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
                         2026/2028  (n. 1029)
    e  Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028  (n.
                                 1030)

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il  testo  trasmesso  della  legge  di
  stabilità è stato nuovamente inviato ai colleghi deputati in quanto
  quello  trasmesso precedentemente, per mero errore  materiale,  non
  conteneva il comma 12 dell'articolo 131, quindi, ribadisco, è stato
  ritrasmesso il testo.

                        Sull'ordine dei lavori

   GIAMBONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, nel rispetto di tutte  e  tutti,  io
  ritengo  che - come rappresentante del Partito Democratico oggi,  e
  credo  che altri riprenderanno questo argomento - non può  rimanere
  sotto  traccia, mettiamola così, Presidente, anche agli  occhi  dei
  siciliani che ci seguono ecco, vedo il Presidente assente,  abbiamo
  solamente la presenza dell'assessore Dagnino.
   Noi siamo abituati, ahinoi, ad avere ormai una sistematica assenza
  del  Presidente della Regione, ma quantomeno, nelle  fasi  iniziali
  delle  finanziarie, per così dire a momenti alterni, il  Presidente
  della  Regione  è  stato qui presente. Qui c'è  non  solamente  una
  questione  di  mancanza di rispetto da parte del  Presidente  della
  Regione,   di  chi  oggi  rappresenta  i  siciliani,   la   manovra
  finanziaria  è  il  momento  clou  rispetto  a  quella  che  è   la
  pianificazione: si determina il futuro della nostra Terra e  quindi
  non è solamente una questione di mancanza di rispetto.

   PRESIDENTE. Questo, però, non è sull'ordine dei lavori

   GIAMBONA. Sono sull'ordine dei lavori, signor Presidente, vado  al
  punto.
   Questa  manovra che, inizialmente è stata trasmessa in Commissione
  Bilancio con un numero di articoli intorno a 50 poi, è lievitata  a
  134 articoli  Oggi discutiamo di 134 articoli.
   Oggi, noi siamo nell'impossibilità, nella discussione generale, di
  fare ascoltare la voce dei siciliani al Governo.
   Non  c'è il Presidente della Regione e non ci sono tutti gli altri
  assessori  che,  ognuno  per  competenza,  dovrebbero  intervenire,
  dovrebbero ascoltare quello che noi abbiamo da dire.

   PRESIDENTE.  Questa,  però,  è  una  questione  di  merito  e  non
  sull'ordine dei lavori.

   GIAMBONA.  Nel  merito,  Signor  Presidente,  aggiungo  un   altro
  aspetto.
   Questa legge non ha nemmeno la relazione illustrativa, all'inizio,
  non so se lo avete notato.
   Dal  momento  in cui è stata trasmessa la norma al  Parlamento,  è
  saltata  la relazione illustrativa, quindi, noi a distanza di  poco
  più  di 24 ore, siamo qui a discutere di emendamenti, di norme,  di
  proposte ma non c'è alcuno straccio di proposta illustrativa  della
  norma.

   PRESIDENTE.  Onorevole Giambona, la relazione illustrativa  è  nei
  tablet insieme al testo del disegno di legge.

   GIAMBONA. È stata, probabilmente, trasmessa adesso. Non c'era fino
  ad oggi.

   PRESIDENTE. Già ieri c'era la relazione illustrativa

   GIAMBONA. Signor Presidente, evidentemente lei rafforza quello che
  è il mio ragionamento.
   Stiamo  parlando  di 134 articoli per i quali, solamente  ieri,  è
  stata  allegata  la  relazione  illustrativa.  Non  fa  altro   che
  confermare quelle che sono le criticità.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Giambona,  il  suo   intervento   non   è
  sull'ordine  dei lavori, perché il testo di legge  quando  è  stato
  trasmesso  a tutti i colleghi, quindi ieri, era compreso  anche  di
  relazione illustrativa.
   Poi comprendo nel merito il suo intervento, per quanto riguarda il
  maggior  numero di articoli che poi sono stati inseriti all'interno
  della legge di stabilità, ma è una questione di merito.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, io concludo dicendo che  sull'ordine
  dei lavori voglio sottolineare come questo Parlamento non sia nelle
  condizioni - considerata l'assenza del Presidente della  Regione  e
  della  quasi  totalità degli assessori regionali  -  di  continuare
  questa discussione.
   Oltre  che mortificare il Parlamento, non siamo fattivamente nelle
  condizioni  di  poterci confrontare con chi  ci  dovrebbe  spiegare
  questa manovra finanziaria.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.

        Riprende la discussione unificata dei disegni di legge
     Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
                         2026/2028  (n. 1029)
    e  Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028  (n.
                                 1030)

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.
   Ricordo a tutti che, comunque, per il Governo è presente in questo
  momento l'assessore Dagnino che è competente rispetto al disegno di
  legge di cui si sta si sta discutendo.

   SAFINA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore.  Una
  chiosa  sull'intervento del mio collega. Io la relazione, o meglio,
  la  nota  di  lettura non l'ho rinvenuta, ho trovato i  riferimenti
  normativi nel tablet, che sono due cose diverse.

   PRESIDENTE. Sono due cose diverse, onorevole Safina. Quella che  è
  obbligatoria, è la relazione.

   SAFINA. E non c'è.

   PRESIDENTE. La nota non è...

   SAFINA. Lo so, la nota non c'è e, infatti, la relazione non  c'era
  nemmeno

   GIAMBONA. C'è o non c'è questa relazione?

   SAFINA. Non c'è, non c'è

   PRESIDENTE.  Sono due cose diverse. La relazione è  una  cosa,  la
  nota di lettura è un'altra cosa.

   SAFINA. E non c'è

   GIAMBONA. La relazione c'è o non c'è, Presidente? No, la  risposta
  voglio sapere. C'è o non c'è questa relazione?

   PRESIDENTE. Io non vorrei reiterare l'intervento che ho fatto poco
  fa.  La  relazione  c'è, dopodiché la nota di lettura  è  un  altro
  documento,  che  è  diverso, ma la relazione  c'è,  altrimenti  non
  potevamo  inviare  il disegno di legge, non lo potevo  incardinare.
  Prego, onorevole Safina.

   SAFINA. Poi, alla chiosa del mio intervento tornerò sul punto.
   Veda,  Presidente,  assessore, avevo  letto  qualcosa  nei  giorni
  scorsi e mi è venuto alla mente, questa mattina, un famoso discorso
  di  Aldo  Moro, nel quale, a un certo punto, lo stesso  Aldo  Moro,
  ebbe  a  dire  che  "questo Paese non si salverà: la  stagione  dei
  diritti  e  delle libertà si rivelerà effimera se non rinascerà  un
  nuovo  senso  del  dovere".  Ebbene,  io  sono  preoccupato  perché
  quest'Aula ne è la dimostrazione plastica, quello che diceva  anche
  il  mio  collega, in qualche modo lo rassegnava già, il  senso  del
  dovere in quest'Aula si è perso da tempo e - al Governo - il  senso
  del dovere non ha mai albergato  E sa perché  Perché una delle cose
  che,  in  primo  luogo,  deve fare chi ha  senso  del  dovere  è  -
  soprattutto quando rappresenta le Istituzioni - essere da  esempio,
  e un buon esempio lo dà chi racconta la verità, chi non edulcora la
  realtà
   Ebbene,  durante  la  discussione della mozione  di  sfiducia,  il
  presidente   Schifani  ha  avuto  modo  più  volte   di   attaccare
  l'opposizione,  le forze all'opposizione del suo  Governo,  dicendo
  che saremmo i partiti del no, quelli che non fanno proposte, quelli
  che  sanno  solo  criticare  ciò  che  viene  di  buono  dalla  sua
  compagine.
   Ora, se il Presidente seguisse i lavori d'Aula e si informasse  su
  ciò  che  avviene  tanto nelle Commissioni di merito  quanto  nella
  Commissione  Bilancio,  scoprirebbe che, a fronte  di  molte  delle
  vostre proposte, le forze di opposizione hanno provato a interagire
  e  a  interloquire.  In  particolare  PD,  Movimento  5  Stelle,  e
  Controcorrente, hanno presentato 23 proposte unitarie, che non sono
  necessariamente dei no, caro assessore Dagnino, alle  proposte  che
  voi  avete  lanciato, ma sono dei sì condizionati, delle correzioni
  ai vostri interventi  Perché veda, Assessore, voi con l'articolo 1,
  ne elenco alcuni a mo' d'esempio, con l'articolo 1 e con l'articolo
  2,  avete  introdotto  due norme che prevedono  degli  incentivi  -
  assessore,  però  se  lei parla al telefono è  fastidioso  -  avete
  introdotto delle norme all'articolo 1 e all'articolo 2, che noi non
  abbiamo contestato, abbiamo detto che probabilmente a queste  norme
  andrebbe  agganciata  una politica industriale,  perché  altrimenti
  saranno  effimere; abbiamo detto che serve una politica energetica,
  per  esempio, all'interno delle politiche industriali per la nostra
  Regione.  Voi  per politiche energetiche intendete come  norme  che
  possono   favorire  l'implementazione  degli  impianti  di  energia
  alternativa,  io  non son contrario, però politica energetica  vuol
  dire anche mettere in campo un'iniziativa che possa ridurre i costi
  energetici per le imprese e per i cittadini siciliani, tutto questo
  manca
   Ma, cionondimeno, tornando all'articolo 1 e all'articolo 2, noi vi
  abbiamo  detto:  guardate,  queste  norme,  va  bene,  siamo  anche
  disponibili  a  dire  sì  all'approvazione  delle  medesime,  però,
  guardate  che vanno corrette, perché vanno implementate con  alcuni
  rimedi  che servono, per esempio, a migliorare la coniugazione  dei
  tempi di vita e di lavoro per le famiglie, per le donne. E, quindi,
  vi  abbiamo  proposto, per esempio, di aumentare  il  contributo  a
  quelle  imprese  che  introducono norme di welfare  aziendale,  che
  introducono   delle   riduzioni   dell'orario   di   lavoro,    che
  introducono...Assessore voi, nelle norme  che  avevate  fatto,  non
  avevate previsto nemmeno la sanzione e avevate dato la possibilità,
  anche  a  chi  aveva  avuto comminate sanzioni  definitive  per  la
  violazione  delle  norme  in materia di  sicurezza  sui  luoghi  di
  lavoro, di addivenire a questa erogazione  Ve l'abbiamo dovuto dire
  noi di introdurre questo divieto
   Queste  non  sono  forze  politiche  che  dicono  no,  sono  forze
  politiche che ragionano sui problemi concreti della nostra società,
  che  ragionano  su  quella  che  è una  piaga  del  nostro  sistema
  produttivo.  Perché la Sicilia è la Regione con meno ispettori  del
  lavoro,  ma  con più infortuni del resto del Paese e, tra  l'altro,
  con più infortuni anche mortali.
   Noi  non  abbiamo  detto  di no, abbiamo detto  dei  tanti  sì   E
  l'abbiamo fatto sull'articolo 1, sull'articolo 2. L'abbiamo  fatto,
  per  esempio, sul fondo per intervenire nelle aree disagiate.  Noi,
  insieme  alle altre forze di opposizione, abbiamo riscritto  quella
  norma,  perché come l'avete scritta voi quella norma lì non servirà
  a  nulla   Non raggiungerà alcun obiettivo  Mentre noi ve l'abbiamo
  riformulata,  dicendo  che  se  vogliamo  fare  una   cosa   seria,
  interveniamo nelle aree disagiate, per esempio, delle grandi  città
  metropolitane, interveniamo nelle aree dove maggiore è  il  rischio
  di disagio sociale, con una norma organica non con uno spot
   E  poi,  e  mi avvio alle conclusioni per lasciare tempo anche  ai
  miei  colleghi,  vi  abbiamo detto che nel momento  in  cui  andate
  decantando  le  grandi risorse disponibili, e  stiamo  facendo  una
  legge  di  stabilità da oltre un miliardo di euro - un  miliardo  e
  due, non ho visto con le ultime norme che avete introdotto, non  ho
  capito bene nemmeno quanto quota complessivamente la manovra - ma è
  possibile  mai  che,  nel  momento in cui aumentano  le  risorse  a
  disposizione  e state sempre declamando ai quattro  venti  che  poi
  avremo oltre due miliardi di euro di avanzo da utilizzare, che  non
  si   aumentino  le  risorse  per  gli  enti  locali?  Cioè,  quando
  diminuivano le risorse a disposizione, tagliavamo quelle degli enti
  locali.  Quando  aumentano,  quelle  degli  enti  locali  rimangono
  invariate  salvo che c'è un gravissimo peso delle  riserve,  e  tra
  queste riserve - ve ne dico una tra tutte - avete avuto il coraggio
  di  introdurre  una  norma, sbandierata per esempio  dall'assessore
  Tamajo,  per  introdurre un fondo da due milioni  di  euro  per  le
  imprese  di Mondello che verranno chiuse, o che subiranno un  danno
  per  effetto  dei cantieri  Guardate che i cantieri  si  fanno  nel
  resto della Sicilia, non è che i cantieri si fanno solo a Mondello
  E   dire  che  questa  norma  è  destinata  ai  comuni  delle  aree
  metropolitane, e per le aree dei comuni delle aree metropolitane ad
  "alta" (cosa vuol dire alta?) vocazione turistica. Le rammento  che
  abbiamo fatto una norma che dice che tutti i comuni siciliani, sono
  comuni  turistici.  Non  ce ne sono ad alta  o  bassa.  Sono  tutti
  turistici    E,  peraltro,  se  proprio  dovessimo  verificare   le
  statistiche, ci sono aree a maggiore densità turistica di Mondello
   Ma il tema qual è, Assessore? Non sono i due milioni per Mondello.
  È  che voi ricascate sempre negli stessi errori, cioè non avete una
  linea, non avete un'etica nel proporre le misure. Perché per voi la
  legge  di stabilità è spartizione, e non si spiegherebbe perché  da
  26  articoli si arriva a 134  E poi non consideriamo i commi che ci
  sono nelle riserve, le varie norme che avete inserito
   Non  è  che noi siamo le forze del "no". Noi siamo forze politiche
  responsabili,  che  immaginiamo  un  futuro  per  la  Sicilia,  che
  vorremmo   dare  un  indirizzo  alla  Sicilia,  che  proviamo,   da
  opposizioni, a rimettervi in condizione di ragionare su quello  che
  serve   Ma  voi, purtroppo, siete, bisogna dire, più cuffariani  di
  Cuffaro  perché il modello di Governo che avete in testa  è  quello
  della  distribuzione delle prebende. E, dunque,  anche  quest'anno,
  sprecheremo  decine e decine di milioni di euro in misure  che  non
  serviranno  a niente  Perché, veda Assessore, poco fa,  i  colleghi
  hanno  partecipato  a una discussione con la  Coldiretti  -  e  poi
  chiudo, veramente - ma avete pensato, per esempio, a una misura per
  chiudere   le  filiere  produttive?  No   Non  l'avete  minimamente
  pensata
   Avete  pensato  che servirebbero le filiere? Lei  me  lo  insegna,
  servono  a  tutelare tanto i produttori, quanto  i  consumatori,  e
  servono comunque a garantire che il valore non si disperda, possono
  creare   capacità   occupazionale,  capacità  di   resistere   alle
  turbolenze del mercato.
   Avete previsto 10 milioni di euro per i dazi, quando l'avete detto
  voi  che  i dazi peseranno nella nostra economia per il 15 percento
  nelle  nostre esportazioni e che le esportazioni valgono circa  200
  milioni di euro negli Stati Uniti. Il conto è presto fatto: se  200
  milioni  è  il valore delle esportazioni siciliane verso gli  Stati
  Uniti, è chiaro che il 15 per cento sono 30 milioni; con 10 milioni
  non faremo niente
   Allora,  io  credo  che questa manovra vada ripensata  e  non  nei
  vostri  caminetti, quelli che farete con la maggioranza, nei  quali
  poi  vi  dite le cose e le tradite in quest'Aula, ma vada ripensata
  in  quest'Aula con uno spirito costruttivo, sapendo, e lo  dico  al
  Presidente, che qui non ci sono irresponsabili. Qui ci  sono  forze
  politiche responsabili, che tengono al futuro della Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina.
   Colleghi, ho iscritti per la discussione generale, di oggi,  altri
  due  colleghi,  che  sono  l'onorevole  La  Vardera  e  l'onorevole
  Schillaci.
   Anche  per  capire poi l'andamento dei lavori d'Aula odierni,  c'è
  qualche  altro collega che vuole intervenire oggi sulla discussione
  generale?  Okay, l'onorevole Chinnici, va bene.
   È iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, non dico onorevoli colleghi perché
  di   onorevoli  colleghi  ce  ne  sono,  fondamentalmente  7  o   8
  dell'opposizione, con i colleghi che sono andati già via e che  già
  c'erano.  Fondamentalmente  non c'è  la  maggioranza.  Non  c'è  la
  maggioranza
   Assessore,  è  brutto  che  in questo Parlamento  non  abbiamo  le
  telecamere  rivolte ai banchi del Parlamento,  perché  chi  ci  sta
  ascoltando  da  casa dovrebbe rendersi conto che  nel  momento  più
  importante  della nostra Regione, in cui decidiamo come spendere  i
  milioni di euro per i siciliani, il Parlamento di fatto latita   La
  maggioranza,  pardon, di questo Parlamento latita  E  latitano  gli
  assessori, latita il Presidente di questa Regione
   Perché,  la discussione generale, ricordo, caro assessore Dagnino,
  è  un momento fondamentale della manovra: vi darebbe la possibilità
  di ascoltare le proposte dell'opposizione.
   E  sono  fermo  ancora  alle parole del Presidente  Schifani  che,
  seduto  in  quella  poltrona, tra un pisolino e l'altro  che  si  è
  fatto,  ci diceva: "Ma voi non avete proposte  Non solo,  ha  detto
  una  cosa  straordinaria, che è passata in sordina, e  che,  forse,
  nessuno  dei giornalisti si è accorto di questo passaggio.  "Quando
  c'eravate voi - io non c'ero, ad esempio -  ma quando c'eravate voi
  al  Governo Crocetta, avete addirittura fatto dimettere l'assessore
  per i disabili"-  ricordando l'episodio di "Siamo handicappati,  ma
  non  siamo  cretini", svolto in maniera magistrale dai ragazzi  che
  hanno  avuto  il  coraggio  di  fare  dimettere  quell'assessore  -
  imputando che, quindi, quando c'era la sinistra al governo, in tema
  di  disabilità  noi o voi o loro, perché io non  c'ero,  non  siamo
  stati  in grado di dire una parola nei confronti di quell'assessore
  che, evidentemente, ha perso
   Ma  lo  sapete oggi quell'assessore, il cui cognome è già nefasto,
  perché   tutti   i  "Miccichè"  in  questa  Regione  sono   cognomi
  allucinanti - ad Agrigento c'è un sindaco, Francesco Miccichè, poi,
  ognuno... - questo signore qua, che il presidente Schifani imputava
  alle  opposizioni, si chiama Miccichè - assessore  Dagnino,  glielo
  dica  al Presidente che ha accanto, anzi che non ha accanto -  oggi
  consigliere  comunale  di  Forza  Italia  a  Caltanissetta,  nonché
  consigliere provinciale. Ma voi ci siete o ci fate? Imputate a noi,
  classe dirigente, che non si è in grado di governare questa Regione
  e,  poi,  ve  lo  pigliate nella stessa maggioranza,  nello  stesso
  partito  del presidente Schifani  Avete la faccia con i calli,  per
  non  dire  qualche altra cosa, visto che siamo in  Parlamento.  Non
  avete  idea  dell'accozzaglia indefinita che  definisce  il  vostro
  stesso   Governo  e  oggi  è  veramente  squalificante  vedere   un
  Parlamento  vuoto,  dei  banchi della  maggioranza  che  non  hanno
  rispetto di quelle proposte che noi vorremmo fare. Ma cosa facciamo
  se  non  ci  ascolta nessuno? Con tutto il rispetto  dell'assessore
  Dagnino che è un pezzo di questo Governo.
   Allora,  andando  nel merito di questa manovra, state  dimostrando
  come sempre di avere una miopia totale rispetto ai temi cruciali di
  questa Regione, una manovra che oserei dire delle lobby, che guarda
  ai  pochi,  che  guarda agli interessi circoscritti di  determinati
  gruppi  politici  o  fazioni politiche.  Le do  una  dimostrazione?
  Siete  riusciti a inserire un articolo perché di questo, badi  bene
  il presidente Schifani a pensare che noi parliamo di cose che hanno
  a  che  fare  col  sesso degli angeli, vi inchiodiamo  alle  vostre
  responsabilità,  partendo  dalla  misura  che  voi   stessi   avete
  presentato: la prima misura lobbistica che guarda agli interessi di
  pochi  e  degli  amici degli amici, contenuta  all'articolo  6,  un
  capolavoro avete fatto, assessore, un capolavoro
   L'articolo  6  è  la prova che questa manovra ha  nomi  e  cognomi
  rispetto ai beneficiari che sono amici vostri, compagni di merenda.
  L'articolo  6 dà la possibilità alle autovetture e agli autoveicoli
  leggeri,  con  peso  inferiore a 3.5 tonnellate, immatricolati  dal
  2026, provenienti da altra Regione, di avere uno sconto sulla tassa
  del  bollo  Una cosa buona effettivamente, diamo la possibilità  di
  dare  una mano alle aziende che hanno più furgoni, che magari fanno
  fatica  a  pagare  i dipendenti e gli operai nel  settore,  che  so
  edile,  che  hanno  come obiettivo di salvaguardare   e  quindi  la
  Regione  dice: "hai più mezzi? bene ti do la possibilità di  pagare
  meno  bollo ". Ma voi qua ci mettete il capolavoro, riferite questa
  tassa  del  bollo, onorevole Assenza, e la date  a  chi?  A  quelle
  aziende  - l'esenzione prevista al presente articolo - che  operano
  limitatamente  al periodo residuo che intercorre  tra  la  data  di
  ingresso  nella Regione siciliana e che hanno sede in una provincia
  autonoma.  Cosa vuole dire? Perché poi quando fate le  norme  siete
  pure  bravi  a  mistificare la realtà e quindi noi,  siccome  siamo
  altrettanto  bravi, dobbiamo capire di che stiamo  parlando.  Avete
  fatto  la  norma per Sicily by car, che ha sede guarda caso,  nella
  provincia  autonoma di Bolzano e avete fatto un  regalo  a  Tommaso
  Dragotto. No, assessore? E a chi glielo avete fatto questo  regalo?
  Vergogna  Siete i soliti, i soliti amici di compagni di merende che
  avete  a  cuore gli interessi dei vostri amici, i siciliani possono
  morire.
   Un'altra  norma ad personam? Gliela dico subito. Lo  ha  detto  il
  collega  Safina,  ma  è importante leggere le norme,  perché  nella
  lettura  delle  norme  si evidenzia tutta  la  vostra  capacità  di
  prendere in giro i siciliani. L'articolo 32 è un capolavoro, perché
  vanno  lette,  va letta, va studiata antropologicamente  la  vostra
  capacità di prendere in giro i siciliani. Articolo 33: "L'assessore
  regionale  delle attività produttive è autorizzato a concedere  nei
  limiti  degli aiuti de minimis un contributo straordinario a titolo
  di indennizzo agli imprenditori  - scrivete nomi e cognomi -  i cui
  esercizi  commerciali  siano ubicati in località  ad  alta  valenza
  turistica  delle  città  metropolitane la cui  attività  sia  stata
  penalizzata da chiusura di traffico". Ma perché vi vergognate e non
  scrivevate  direttamente  due milioni  di  euro   si  sta  agitando
  l'assessore, si sta agitando, bello, sono contento  scrivevate  due
  milioni  di  euro per Mondello? Vi vergognate delle  vostre  stesse
  norme? Cioè, anziché scrivere che Tamajo vuole dare due milioni  di
  euro  a  Mondello, ci fate la "supercazzola", che si autoriproduce,
  direbbe  qualcuno, quindi usa in prestito queste parole, perché  vi
  vergognate  a  dire  che volete dare 2 milioni  di  euro,  solo  ed
  esclusivamente agli esercenti di Mondello, nulla quaestio.  Io  non
  sono  contro  nel dare degli indennizzi a chi ha una  chiusura  del
  traffico e quindi nel rischio d'impresa, poi di fatto ha un  danno.
  Nulla,  bravo  Ma se lo fate per Mondello, dovete farlo  per  tutti
  gli  altri  comuni siciliani, che già gli esercenti  ve  ne  potrei
  dire  migliaia di esercenti che hanno chiuso i loro negozi,  perché
  hanno  fatto  lavori e hanno chiuso il traffico, hanno avuto  delle
  perdite,  ma  siccome non hanno un santo in Paradiso, non  sono  di
  Mondello e non sono amici di Edmondo Tamajo, detto Di Maio  -  come
  si faceva scrivere nella sua tabella elettorale - possono morire
   Allora,  questi  due esempi, potrei continuare per  ore,  sono  la
  fotografia plastica del vostro modo - e uso un termine  di  cui  mi
  assumo  la  responsabilità  e pretendo di  essere  querelato  -  di
  "delinquenza  politica , voi siete dei  delinquenti politici",  che
  avete usato le leggi in maniera perfetta, precisa, per aiutare  gli
  amici e per non aiutare i siciliani.
   Le  vostre  norme  non guardano una pletora di interessi  dei  390
  comuni, ma guardano gli interessi dei pochi, guardano gli interessi
  delle  lobby,  leggendo questa manovra di 140 e passa articoli,  ci
  siamo  imbattuti in decine di emendamenti fatti ad  hoc,  senza  un
  criterio  di oggettività, di parcellizzazione della spesa,  mancano
  degli  interventi seri, veramente, per non creare. Perché voi  cosa
  fate?   C'è   il  problema  delle  liste  di  attesa  e  potenziate
  l'informatizzazione,  perché, in questo modo,  informatizzando,  le
  liste  d'attesa  crolleranno?  Cioè,  voi,  anziché  risolvere   il
  problema  a  monte, nel cuore del problema voi provate  a  metterci
  delle pezze, per potere dire  vedete, l'abbiamo fatto .
   Voi  non avete idea dei disastri che in questi mesi avete operato,
  non  avete  idea di come far tornare i giovani siciliani che  vanno
  via,  non  avete idea di come risolvere il problema del caro  voli,
  continuate a mettere toppe a dei buchi che sono enormi e sui  quale
  pensate  di  risolvere i problemi, con dei comunicati  stampa,  non
  andate  al  cuore  del problema. E rispondete al  telefono,  perché
  questo  sapete  fare; lei, degno delfino del suo  Presidente  della
  Regione, mentre io parlo risponde al telefono. Come sta la  persona
  con cui parla? Sta bene? Me la saluta la prossima volta, se può.
   E quindi, Presidente, è questa la nostra analisi. Come opposizione
  abbiamo    presentato   degli   emendamenti   puntuali,    precisi,
  circoscritti   della  nostra  visione  complessiva  della   Regione
  siciliana,   come   sempre  ovviamente,  non  ci   ascolterete   e,
  ovviamente,   abbiamo  pensato  anche,  prima  di   incontrare   in
  quest'Aula  la Coldiretti, che ha voluto darci la sua  visione  sul
  problema atavico che riguarda gli agricoltori  qui la base del loro
  problema ha una sola parola, che si chiama acqua, mancanza d'acqua
  Con  loro  abbiamo  preso un impegno, con tutte  le  forze,  perché
  questo non può essere un tema del PD, dei 5 Stelle, o di Caio o  di
  Sempronio,  ma  è un tema dei siciliani e qui sì,  che  con  grande
  senso di responsabilità, noi non faremo mancare il nostro sostegno,
  perché  sui temi importanti non ci possono essere colori  politici,
  abbiamo assunto l'impegno di firmare un emendamento proposto  dalla
  Coldiretti e che porteremo fino in fondo. Ma, ancora una  volta,  e
  questo  è  soltanto l'inizio delle puntate della serie di  Netflix,
  perché oggi vi ho parlato di due norme ad personam, siete degni del
  nome di Scilipoti, questo è il vostro Governo, degno di Scilipoti.
   Ma  lunedì, quando continuerà la discussione generale, e in  tutta
  la  finanziaria,  su centotrentaquattro articoli,  abbiamo  trovato
  qualcosa come sessantadue articoli, degni della parola ad personam,
  non  sui  macro-temi,  su cui non mettiamo  in  discussione  nulla,
  perché  ci sta portare a casa dei risultati per i propri territori,
  ben venga nella complessità, ma non possiamo dimenticarci del resto
  della Sicilia
   Noi  su questo fare la vostra retorica politica becera e sul fatto
  che   solo   una  cosa  resta  a  questi  siciliani,   un   Governo
  politicamente delinquente che pensa ai propri amici e si  dimentica
  dei siciliani.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.
   E poi ultimo intervento dell'onorevole Chinnici.

   SCHILLACI. Signor Presidente, colleghi, quelli che sono rimasti in
  Aula,  e  assessore Dagnino, oggi ci troviamo a parlare  di  questa
  manovra  finanziaria,  una  manovra che  non  era  mai  stata  così
  pesante,  veramente un tomo incredibile, motivo  per  il  quale  le
  opposizioni  sono  andate  via, hanno abbandonato  i  lavori  della
  Commissione  perché vedevamo passare tutta una serie di fogliettini
  da una stanza all'altra, deputati che correvano per avere approvati
  i  loro  desiderata  e  vedevamo passare delle  nostre  proposte  o
  comunque  dei  suggerimenti  di migliorie  al  testo,  puntualmente
  sorpassate o comunque non prese neanche in considerazione.
   Bene   La manovra era inizialmente snella, è diventata più di  130
  articoli ma, signor Presidente, sa di chi è la colpa di questo?  La
  colpa è del Presidente Schifani che ha annunciato che c'erano delle
  maggiori entrate da parte della Regione. E cosa è successo?  Questo
  ha  fatto  naturalmente aumentare gli appetiti di  una  maggioranza
  sempre  più  famelica e in questa finanziaria oggi ci  troviamo  di
  tutto   Ci  troviamo norme appesantite, norme che sono naturalmente
  fatte  ad personam, ma ci troviamo anche dei veri e propri  disegni
  di legge. Ci sono disegni di legge all'interno di questa manovra
   Io  credo, assessore Dagnino, che lei non ne sarà certo  lieto  di
  questo perché questa è una manovra finanziaria, non dovrebbe essere
  una   manovra  con  all'interno  disegni  di  legge  che  non  sono
  probabilmente neanche passati dalle Commissioni e non  hanno  avuto
  un approfondimento adeguato.
   Ci  sono  persino  debiti  fuori bilancio  all'interno  di  questa
  manovra,  debiti  fuori bilancio in cui spesso la  maggioranza  non
  mette la faccia e quindi vengono all'interno inseriti e camuffati.
   Bene   Quindi male ha fatto il Presidente Schifani a  fare  queste
  dichiarazioni,  perché  c'è stato un vero e  proprio  assalto  alla
  diligenza
   Non è una manovra che risolve i problemi più critici della Sicilia
  e  soprattutto  dei siciliani, rifiuti, acqua e finanche  le  liste
  d'attesa   Ridicolo  l'articolo  8  sulla  riduzione  delle   liste
  d'attesa,  un monitoraggio che dovrebbe essere scontato,  cioè  che
  dovrebbe   essere  un'attività  amministrativa  non   certo   messa
  all'interno di una manovra finanziaria.
   Si vogliono ridurre le liste d'attesa?
   Iniziamo,  do  un  suggerimento da questo  scranno,  cominciamo  a
  gestire in maniera adeguata l'intramoenia perché il problema  delle
  liste d'attesa è la carenza di medici e se finanche per quei medici
  che  abbiamo  all'interno  del nostro servizio  pubblico,  la  loro
  attività  intramoenia  non  viene gestita  in  maniera  adeguata  e
  soprattutto controllata - un altro dei problemi diciamo  di  questo
  Governo  regionale  e  dell'intera Regione  siciliana  -  assessore
  Dagnino,  quello  che  servirebbe oggi è un maggiore  controllo  in
  tutti  i  dipartimenti a cominciare dal suo, dove la  vigilanza  fa
  acqua da tutte le parti.
   Arrivano indagini in Commissione Antimafia dove viene puntualmente
  suggellata  la carenza di attività di vigilanza e di  controllo  in
  tutti    i    dipartimenti,   ma   soprattutto   nel   Dipartimento
  dell'Assessorato  all'economia che ha in capo  la  vigilanza  degli
  enti pubblici e delle partecipate.
   O  ancora  fa  ridere, diciamo, il contrasto al  disagio  sociale:
  l'articolo  10 è un articolo calato, un desiderata dell'Assessorato
  alla  famiglia  e  alle  politiche  sociali  e  all'istruzione.  Un
  articolo che è di una vaghezza incredibile, cioè non si parla né di
  come  devono  essere utilizzate queste risorse; stiamo parlando  di
  disagio  sociale e lo sappiamo bene cosa è successo in Sicilia,  in
  questo  ultimo anno, per il disagio sociale. Gravi problemi,  gravi
  notizie  di cronaca nella città di Palermo, nella città di Catania,
  ed è veramente un miracolo che ci siano stati veramente pochi morti
  e  mandiamo un abbraccio alle famiglie che ci ascoltano da casa.  È
  davvero incredibile, il disagio sociale lo vogliamo risolvere dando
  una  delle  risorse  ad un Assessorato che, a mio  avviso  dovrebbe
  lavorare  in  sinergia: l'Assessorato istruzione, Assessorato  alla
  famiglia,  Assessorato alla sanità, e l'Assessorato  alle  attività
  produttive, ma tutto questo non avviene. La sinergia è  una  parola
  che viene completamente dimenticata da questo Governo regionale,  a
  problemi  complessi occorrono soluzioni complesse e sicuramente  in
  sinergia.
   Bene,  una  nuova proposta da parte del presidente Schifani  sulla
  sanità  arriva con l'introduzione di una piccola riforma, che  poi,
  tra  l'altro,  era già stata avanzata dai Governi  precedenti,  sul
  doppio livello per la gestione delle nomine dei manager.
   Quello  che occorre in sanità è: fuori la politica dalla  gestione
  delle  nomine dei manager. Noi non sappiamo, i cittadini non sanno,
  quando  si  recano  in  un complesso ospedaliero,  cosa  troveranno
  dall'altra  parte;  non sanno neanche se ci sono  delle  competenze
  adeguate. Tutto questo scompare da un Governo e soprattutto da  una
  Regione  che  viene  sempre gestita dai soliti  dinosauri  e  dalle
  solite   clientele.  Ecco  perché  poi  vanno  via  dalla   Sicilia
  cinquantaseimila giovani laureati: perché hanno perso la  speranza,
  hanno  perso la possibilità di avere riconosciuto il merito, perché
  la  nostra  è  una  terra  gestita da  dinosauri,  da  clientele  e
  raccomandazioni. Questo è intollerabile, noi non  lo  possiamo  più
  accettare
   Ancora,  l'articolo  33,  che è stato citato  dai  miei  colleghi,
  naturalmente un articolo ad hoc, diciamo, per fare un articolo  che
  è  un  desiderata  di  un assessore, che poi  io  mi  chiedo,  caro
  Assessore,  è un articolo anche contraddittorio perché, da  sempre,
  quando  si  chiudono  le  zone  pedonali  -  mi  riferisco  a  zone
  turistiche dove si creano delle zone pedonali chiuse al traffico  -
  le  attività  commerciali  ne beneficiano,  quindi  di  che  stiamo
  parlando? Questo articolo andrebbe stralciato
   Oppure, ancora, c'è l'incentivo edilizio: finalmente anche  questo
  Governo  regionale  ha dato ragione ai Governi targati  a  trazione
  Movimento 5 Stelle, perché i bonus edilizi hanno funzionato,  hanno
  fatto  anche aumentare il PIL di sette punti percentuali al Governo
  nazionale,  quindi mi fa piacere, caro Assessore,  che  anche  voi,
  come  Governo regionale, riconoscete la bontà di questi interventi,
  che fanno muovere l'economia, lo sappiamo bene.
   Io  credo  che questa manovra avrebbe avuto una grande possibilità
  proprio perché il presidente Schifani aveva detto, e aveva dato, un
  margine  di  manovra  ampio,  però,  Assessore,  non  bastano   gli
  incentivi alle imprese così come sono stati numerati, perché quello
  che  serve  veramente  alle  imprese è  la  sburocratizzazione;  le
  imprese  non  investono nel nostro territorio regionale  perché  la
  burocrazia è pesantissima e dove c'è la burocrazia pesante,  sempre
  si annida la corruzione...
   Quello  che serve realmente è digitalizzare tutti i processi,  lì,
  rendere  la  trasparenza. Noi ancora oggi, se apriamo i siti  della
  maggior  parte  degli  enti pubblici e delle partecipate  che  sono
  gestite   dalla  Regione,  l'articolo  33/2003,  la   legge   sulla
  trasparenza e sull'obbligo di pubblicazione dei dati, fa  acqua  da
  tutte le parti, e lì anche la Regione non fa vigilanza.
   Quindi, quello che serve è sburocratizzare, rendere le nostre reti
  infrastrutturali adeguate; oggi continuiamo ad avere  trasporti  da
  terzo mondo  È pazzesco  E noi lo diciamo dalla scorsa legislatura.
  Abbiamo   presentato   interrogazioni,   abbiamo   fatto   svariate
  segnalazioni  e  non  arrivava  alcun  intervento  da  parte  della
  Regione.
   Cominciate  a  spezzettare i lotti per rompere i  monopoli  e  gli
  oligopoli che ci sono nel trasporto pubblico locale e nei trasporti
  marittimi.
   Comunque,  i  siciliani  non  sono  certo  soddisfatti  di  questa
  manovra,  perché non vengono sicuramente risolti i  problemi  delle
  famiglie  e della maggior parte delle piccole e medie imprese,  che
  ogni giorno hanno a che fare col caro vita, con il caro energia.
   Noi avremmo avuto voglia di vedere una manovra più visionaria,  ma
  soprattutto  una  sinergia,  quella sinergia  che  oggi  servirebbe
  davvero a risolvere i problemi dei siciliani.
   Io  spero  tanto  che  questo  Governo  possa  passare  presto  il
  testimone,  perché  le  soluzioni che continua  a  presentare  alla
  Sicilia  e ai siciliani non sono certo risolutive e non sono  degne
  di una terra come la Sicilia che merita di volare alto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
   Nel  frattempo,  comunico che il testo del  disegno  di  legge  di
  stabilità   comprende  altresì  il  comma  34   dell'articolo   11,
  precedentemente non inserito per mero errore materiale.
   Prego, onorevole.

       (Interruzioni fuori microfono degli onorevoli Cracolici e
                              Ciminnisi)

   Colleghi,  ci  sono  stati degli errori e  li  stiamo  comunicando
  all'Aula.
   Prego, onorevole Chinnici.

   CHINNICI. Grazie, signor Presidente.
   Allora,  io parlo da qua, perché così si vede meglio che l'Aula  è
  deserta,  che  oggi diciamo, è il primo giorno, il  primo  dei  due
  giorni  della discussione generale e siamo qua, diciamo  in  5,6,7?
  Maggioranza 2? 3, sempre con l'onorevole Marchetta.
   Signor Presidente, sembra che voglio fare ironia, però se è ironia
  è ironia tragica.
   Allora  noi siamo chiamati, io ho ricevuto il testo completo  come
  tutti  i  colleghi ieri, abbiamo tempo per gli emendamenti  fino  a
  lunedì, la discussione avviene...

   CRACOLICI. Venerdì

   CHINNICI  fino a venerdì, fino a venerdì, anzi, quindi abbiamo  48
  ore  di tempo per fare emendamenti, a una manovra che, come è stato
  rilevato  dai colleghi che mi hanno preceduta, è lievitata  appunto
  di  parecchio,  arrivando  a  ben  134  articoli,  compresi  quelli
  sull'entrata in vigore, etc., comunque in totale 134 articoli
   Noi l'abbiamo avuta ieri, quindi il termine per gli emendamenti  è
  tra  48  ore,  ci sono delle tabelle dove c'è, come al  solito,  di
  tutto e di più e praticamente bisogna avere l'occhio, meno male che
  c'è   l'intelligenza  artificiale,  così  andiamo   a   selezionare
  immediatamente tutto quello che serve, perché, a parte perderci  la
  vista,  queste tabelle sono comunque fondamentali, perché là dentro
  c'è praticamente la vita stessa di tanti ambiti fondamentali per  i
  siciliani.
   E  vengo  appunto alla questione fondamentale. Poco fa, diceva  il
  mio  collega  Giambona, c'è stata un'assemblea di  Coldiretti,  c'è
  stata  addirittura la conferenza stampa dell'Anci, cioè  alcuni  di
  noi, colleghi, erano là ad ascoltare la conferenza stampa dell'Anci
  Sicilia,  perché il Presidente dell'Anci lamentava che  non  ha  di
  fatto  un'interlocuzione strutturale, cioè  ci  lamentiamo  di  una
  manovra  che   come  sempre è un patchwork  di  singoli  bisogni  a
  chiamata  di qualche singolo Comune, abbiamo denunciato appunto  la
  parcellizzazione  proprio con articoli spot  e  con  versamenti  di
  fondi  spot  sempre  per  singoli Comuni  in  questi  tre  anni  di
  legislatura;  ma  per  debellare  questo  meccanismo   in   maniera
  definitiva  e  strutturale  l'interlocuzione  con  l'Anci  dovrebbe
  essere   veramente  fissa  e  strutturale,  non  dovrebbero  essere
  costretti  il  Presidente  e  il  Segretario  Alvano  a  fare   una
  conferenza stampa dove ci hanno portato tanto di tabelle, immagini,
  punti.  È  chiaro,  cioè, che ci sarebbe già qua tutto  quello  che
  serve per una manovra snella, concreta e che punta a quelle 20 cose
  fondamentali  che servono per la vita dei Comuni  tutti,  non  solo
  quelli  in  grazia  ad alcuni deputati, non solo quelli  utili  per
  nutrire  il  collegio  elettorale di qualche deputato.  E,  allora,
  possiamo  fare chiaramente esempi su mille cose, però tra le  tante
  ovviamente  che  sono state messe in luce, sapete  che  io  ho  una
  fissazione ovviamente per tutto quello che riguarda la scuola
   Qualche settimana fa, l'assessore Turano era venuto in Commissione
  Istruzione  e  ci  aveva  fatto sognare, perché  aveva  portato  un
  pacchetto  di  misure che, al netto di qualche spreco  che  avevamo
  evidenziato, di alcune cose per noi non fondamentali,  aveva  delle
  cose interessanti.
   Bene,  io in questa manovra trovo un articolo e basta, poi vado  a
  guardare  nelle  tabelle e niente, cioè,  di  tutto  quello  che  è
  essenziale e fondamentale, uno fra tutti proprio per dire una  cosa
  che riguarda veramente l'intera Sicilia, il trasporto scolastico, è
  fermo  sempre  a  11  milioni, l'Anci ci dice che  servirebbero  85
  milioni;  ora  tra  11 milioni e 85, magari una  via  di  mezzo  si
  potrebbe   ancora   trovare   Ma  vengo  anche  alla   manutenzione
  straordinaria delle scuole, attenzione, perché parliamo di cose per
  le  quali  poi quando accade l'incidente, cade il calcinaccio,  poi
  c'è  lo  scandalo,  i Comuni non si sono occupati  delle  scuole  e
  mettono  a  repentaglio la vita degli alunni  e  degli  insegnanti,
  giusto?
   Ecco,  manutenzione straordinaria alle scuole:  io  ieri  mi  sono
  informata   con  gli  uffici,  i  fondi  sono  finiti   a   luglio,
  praticamente  si  è  andati con l'avviso  a  sportello,  dopodiché,
  finiti  i  fondi a luglio, tutti gli altri in questo  momento  sono
  fuori   Mi  sono interfacciata con un funzionario dicendo:   quindi
  sarebbe  utile  incrementare il fondo manutenzione straordinaria? .
  Il  funzionario che mi ha risposto ovviamente mi ha detto   magari,
  sarebbe fondamentale  .
   Ora  io  cosa  vado  a  guardare   subito,  dico   vabbè,  se   il
  funzionario  lo dice a me è chiaro che sicuramente il Governo  avrà
  recepito,  la  maggioranza  si sarà fatta  autrice  di  una  simile
  richiesta che non viene da singoli territori, ma viene dagli stessi
  uffici della scuola   ecco, e vado a vedere che per la manutenzione
  straordinaria delle scuole da 8 milioni dell'anno scorso si  scende
  a  6  milioni nel 2026 e addirittura a  5 milioni di euro per tutta
  la  Sicilia, manutenzione straordinaria delle scuole nel '27 e  nel
  '28.
   Potremmo  fare tanti altri esempi, come per il fondo progettazione
  Comuni  che  era a 50 milioni di euro e non è pervenuto  in  questa
  manovra
   Non  parliamo,  ovviamente,  è stato detto  prima,  della  sanità,
  segnalata  da Agenas, con il rapporto che è stato pubblicato  ieri:
  103 aree che riguardano 43 strutture ospedaliere, cioè un terzo del
  totale nazionale.
   Ora  mi  chiedo,  sulla  scorta di tutti questi  input  che  vanno
  arrivando, non sarebbe il caso di fermarsi nuovamente un  attimo  e
  mettere mano a una manovra che possa avere  visto che tra l'altro è
  l'ultima  manovra  di questa legislatura, praticamente  importante,
  triennale  e mettere mano veramente alle cose essenziali? Snellirla
  e  andare  al cuore  Noi come opposizioni unite, abbiamo presentato
  una  ventina di emendamenti consistenti, lei lo sa Presidente,  una
  ventina  di  emendamenti  che  potrebbero  costituire  una  manovra
  alternativa,  più  efficace e più seria, anche  per  rispondere  al
  governatore  Schifani  che ci accusa di  fare  solo  chiacchiere  e
  polemiche inutili. Non è così, assolutamente
   E, allora vorremmo che queste nostre proposte venissero ascoltate.
   Finisco  con  l'altro  grande  enorme  problema  che  riguarda  il
  personale di enti locali, personale part-time, persone che  da  più
  di  venti,  dieci anni, quindici anni, lavorano anche  soltanto  18
  ore.  Ora, qua non si tratta della solita affezione che la sinistra
  ha  per  i  precari,  anche, e per i lavoratori e  le  lavoratrici,
  anche,  ma c'è anche un'esigenza precisa: gli enti locali  sono  in
  buona  parte in quasi dissesto funzionale, ci sono servizi che  non
  riescono  ad  essere erogati perché manca banalmente il  personale,
  personale formato, certamente. Faccio solo un esempio e chiudo, uno
  dei  tantissimi che si potrebbero fare: l'altra volta  siamo  stati
  con  la  collega Ciminnisi e il collega Giambona a Carini dove  c'è
  stata  un'importante iniziativa sull'abusivismo edilizio  e  Carini
  sappiamo  che  è  un comune molto virtuoso per quanto  riguarda  le
  demolizioni  in  cui,  con  coraggio,  sono  state  portate  avanti
  dall'amministrazione comunale, le demolizioni ovviamente di edifici
  abusivi. Bene, di fatto il comune si trova con l'ufficio che  si  è
  occupato in tutti questi anni in maniera meritoria - c'erano  venti
  persone  che lavoravano a questo ed erano riuscite con efficacia  a
  fare  un  lavoro  di  legalità, di antimafia, contro  l'abusivismo,
  eccetera,  eccetera - bene, azzerato, non c'è, non c'è  più  questo
  personale, per vari motivi è stato spostato, eccetera.
   È  uno  dei mille esempi che potremmo fare e che dice la necessità
  dell'ascolto  dei famosi territori ma per poterli tradurre  poi  in
  norme,  ripeto, più snelle e più efficaci, che rispondano veramente
  ai  bisogni  della Sicilia tutta e che non guardino agli  interessi
  particolari,  tesi semplicemente come si è detto  e  continuiamo  a
  ripetere,  soltanto  ad incrementare singoli  consensi  elettorali,
  elettoralistici dei deputati.
   Ci  aspettiamo realmente e con umiltà lo chiediamo, non con voglia
  di   polemica,  ma  ci  sono  dati  che  parlano  veramente  chiaro
  dall'Agenas,  dalla  Corte dei conti sui  rifiuti,  da  quello  che
  arriva  appunto  dall'Anci,  cioè  abbiamo  una  materia,  temi   e
  argomenti  che potrebbero veramente fare riscrivere questa  manovra
  in 48 ore. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Chinnici.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Beh, la  mancanza
  del presidente della Regione Schifani è sicuramente un grande vuoto
  che  non ci permette di confrontarci a pieno su quelli che  sono  i
  temi che noi parlamentari vorremmo che lui sentisse.
   Credo  che  l'ultima  sua presenza qui, la  mozione  di  sfiducia,
  probabilmente ha rappresentato il periodo massimo di attesa ma  non
  anche di presenza del Presidente della Regione

   CRACOLICI.  Ora,  presentiamo nuovamente la mozione  di  sfiducia,
  così lo facciamo tornare

   GIAMBONA. Presenteremo, come dice il collega Cracolici, altri atti
  per  far  sì  che lui venga qui in questo Parlamento a confrontarsi
  ma,  più  che  altro,  vorremmo che ci fosse  il  presidente  della
  Regione  Schifani qui a parlare con noi, a parlare con i  siciliani
  perché  il  Presidente continua a fare degli scivoloni,  mettiamola
  così;  è  solito  farne  tanti, soprattutto  quando  si  tratta  di
  discutere  la nostra finanziaria e ricordiamo molto bene  che  ogni
  qual  volta il Presidente della Regione è stato qui presente  nella
  discussione  degli  articoli della finanziaria, molti  sono  andati
  male,  le  proposte  che ha  avanzato, però  devo  dire  che  nella
  discussione  della mozione di sfiducia, ecco, il  Presidente  della
  Regione  è  andato anche oltre. Noi abbiamo sottoposto a lui  tutta
  una   serie  di  questioni,  una  serie  di  domande,  lo   abbiamo
  letteralmente inchiodato sulle responsabilità del Governo  e  della
  sua  maggioranza, ma non abbiamo riscontrato alcuna  risposta,  per
  così  dire, lineare e concreta rispetto a quelli che sono  stati  i
  temi che gli abbiamo sottoposto.
   Non  abbiamo ben compreso, ed è questo il motivo per cui  vorremmo
  un  surplus di presenza del presidente della Regione, se lui stesso
  è,   per   così  dire,  convinto  della  sua  azione   politica   e
  amministrativa, se in sostanza ha una percezione della  realtà,  se
  ha una percezione di una realtà che sia alterata, che sia distorta,
  oppure  se  lui stesso magari, attraverso quelli che  sono  i  suoi
  consiglieri,  probabilmente vuole anche  provocare  i  parlamentari
  tutti,  non  solo delle opposizioni perché, non solo il  presidente
  della  Regione  non ha risposto su tanti temi, io ho  posto  alcune
  domande  che,  nel  merito, centravano l'aspetto  dell'immobilismo,
  della carenza di riforme, su aspetti enormi di natura politica,  ma
  ha  risposto  pure male lo stesso presidente della Regione.  Ad  un
  certo  punto,  assessore  Dagnino, parlo  con  lei  che  è  l'unico
  presente qui del Governo, ha avuto pure il coraggio di dire che nei
  banchi  delle  opposizioni non c'è uno straccio  di  contenuto,  di
  progetto di politica economica, finanziaria e infrastrutturale
   Allora,  credo  che  questa sia, e lo dico  ai  siciliani  e  alle
  siciliane  tutte che ci stanno seguendo, una enorme, stratosferica,
  mondiale fesseria, quella che ha detto il presidente della Regione,
  potevo  utilizzare altri termini ma naturalmente il luogo mi impone
  di  mantenere un certo aplomb, perché guardate il Presidente  della
  Regione  che  è  molto  attento,  almeno  tale  dovrebbe  essere  a
  dinamiche  parlamentari, non avrebbe e non  dovrebbe  avere  alcuna
  difficoltà  ad  andare  a spulciare quelle  che  sono  le  proposte
  avanzate   dai  partiti  politici  tutti,  di  maggioranza   e   di
  opposizione  in  questa  legislatura,  in  particolare  quelle  del
  Partito  Democratico, e lo invito a fare un accesso  a  quelle  che
  sono le nostre banche dati e si renderà conto come sono oltre 1.900
  gli atti presentati dal Partito Democratico e di questi all'incirca
  300 sono solamente disegni di legge
   Allora  lì  ci sono proposte che mirano concretamente a  risolvere
  quelli  che sono i problemi dei siciliani, spaziano in ampi  ambiti
  della  nostra  economia, ambiti del sociale, volte a migliorare  le
  condizioni dei siciliani. Molto spesso invece riscontriamo  che  da
  parte  delle forze di maggioranza ci sono proposte pari  a  zero  e
  devo dire che la quasi totale assenza dei deputati di maggioranza e
  la quasi totale assenza del Governo, oggi, certificano anche questo
  aspetto, un aspetto che è quello relativo ad una carenza di volontà
  nell'ascoltare quelle che sono le proposte che in questo Parlamento
  che è deputato a farlo deve rappresentare come confronto a tutte le
  forze politiche.
   Il  Presidente  della Regione vuole raccontare una  realtà  che  è
  diversa, una realtà che non esiste; alcune volte, noi pensiamo  che
  sia  assolutamente scollegato da quella che è la realtà perché pone
  delle  azioni  assolutamente coerenti  rispetto  a  uno  stato  che
  rinveniamo  di  scollegamento, lui  e  la  sua  maggioranza,  dalla
  realtà.
   Parto  degli ultimi fatti, gli ultimi giorni. Prima, il Presidente
  della  Regione,  sul tema della sanità, ha dichiarato  che  avrebbe
  dovuto  cambiare  le modalità di nomina dei manager  della  sanità,
  salvo poi, alla prima occasione, procedere col vecchio metodo delle
  nomine  secondo criteri di natura spartitoria, accontentando questo
  o quel partito politico, le solite azioni e atteggiamenti di natura
  gattopardesca, potremmo dire di natura ipocrita.
   Ma  dico  che  è scollegato dalla realtà, Presidente  e  colleghi,
  perché  in questi ultimi giorni sta andando avanti anche celermente
  una  proposta  che grida allo scandalo in Sicilia  e  non  solo:  i
  Capigruppo del Senato di Forza Italia e di Fratelli d'Italia stanno
  speditamente portando avanti la normativa sul deputato supplente e,
  quindi,  a Roma come in Sicilia, in base all'accordo tra  Meloni  e
  Schifani,  anziché  portare avanti quelli che  sono  interessi  dei
  siciliani,  l'unico obiettivo è quello di portare avanti  interessi
  personalistici, quelli relativi alle poltrone che devono aumentare,
  che  costeranno decine e decine di milioni di euro - mi comprenderà
  qui  il  Capogruppo di Forza Italia, quello che  intendo  dire,  ma
  risposte concrete ai siciliani non se ne daranno
   E allora, ecco, ritengo che queste siano proposte - e su questo ne
  convengono i siciliani, con i quali mi confronto quotidianamente  -
  che  provengono  da  chi, probabilmente, è collegato  su  un  altro
  pianeta,  perché a chi può interessare, dei siciliani, di avere  un
  deputato   supplente?  Fino  a  dodici  deputati   supplenti,   che
  costeranno decine e decine di milioni di euro. Forse è un  problema
  di  natura politica. Il Presidente della Regione non è in grado  di
  tenere  la  sua  maggioranza e vuole portare avanti,  ecco,  queste
  strategie  di  basso profilo  Noi, sicuramente, siamo contrari   Lo
  abbiamo  manifestato in questa sede e lo continueremo a fare  anche
  con i nostri rappresentanti al Parlamento nazionale.
   Il Presidente della Regione è libero di ignorare quelli che sono i
  fatti, di ignorare quella che è una lettura della realtà ma ritengo
  che,  nel  ruolo  che lui ha, nel ruolo che lui  ricopre,  non  sia
  libero  invece  di ignorare quelle che sono le conseguenze  di  una
  mala gestione di questa Regione.
   Gli  ultimi  dati  di  Agenas  ci danno  un  quadro  assolutamente
  sconfortante su quelle che sono le posizioni in termini di Lea,  in
  termini  di servizi al cittadino sul diritto alla salute che  viene
  sistematicamente negato
   Dal punto di vista infrastrutturale, grida vendetta ancora il tema
  della   questione   che   riguarda  i  collegamenti   stradali,   i
  collegamenti  ferroviari,  il  tema  della  insularità.   Assessore
  Dagnino,  noi  festeggiamo per un trenino, un Sicilia Express,  che
  metterà  in collegamento due parti dell'Italia perché è impossibile
  prendere  un  aereo.  I nostri ragazzi, che vorranno  ritornare  in
  Sicilia  nelle prossime settimane, dovrebbero sborsare centinaia  e
  centinaia di euro
   C'è  il  tema dello spopolamento delle aree interne, c'è  il  tema
  dell'allontanamento  dei nostri ragazzi dalla  nostra  Terra.  Ogni
  mese,  mille  neo  laureati  e under 35,  vanno  via  dalla  nostra
  Sicilia  C'è la questione del lavoro
   Ora,  il  Presidente  della Regione si vanta  di  numeri  da  zero
  virgola, di tassi di occupazione che, a suo dire, vanno aumentando,
  ma  non  si cita in alcun modo quello che è un fenomeno quello  dei
  working poor, per i quali entreremo nel merito quando cominceremo a
  discutere i primi due articoli, proprio di questa finanziaria.
   In  sostanza,  il  Presidente della Regione si tiene  lontano  dal
  descrivere una situazione reale, che è quella della nostra Sicilia,
  dove  c'è  un  enorme  e  profondo disagio. E  questa  proposta  di
  finanziaria è assolutamente inadeguata, rispetto a quelle che  sono
  le esigenze che dovremmo portare avanti.
   Abbiamo notato come, in Commissione Bilancio - e questo è stato il
  motivo,  uno  dei  motivi, per cui il Partito Democratico,  insieme
  alle  altre forze di opposizione, ha deciso di abbandonare i lavori
  appunto  della finanziaria -, abbiamo cominciato a notare  come  ci
  fossero  tutta  una  serie di proposte,  a  destra  e  a  sinistra,
  proposte  di natura emendativa, come se non bastasse il testo,  che
  oggi  è  assolutamente  fuori luogo, di  134  articoli  sui  quali,
  insomma, in buona parte finché ha potuto il Partito Democratico  ha
  dato  un  suo  contributo su alcune norme,  quelle  che  riguardano
  l'Ente  per  lo  sviluppo agricolo, per la loro stabilizzazione  e,
  vivaddio,  dopo  tanti  anni  e tante vertenze,  questi  lavoratori
  meritano  di  entrare  in organico, con i pieni  diritti;  come  la
  questione  dei forestali, come altre norme sulle quali, devo  dire,
  c'è  stato  un  contributo  fattivo di tutte  le  forze  di  questo
  Governo.
   Ma  ci  sono  alcuni  temi,  devo dire, sui  quali,  Presidente  e
  onorevoli  colleghi, qui le risposte e di risposte non ce  ne  sono
  affatto
   Primo   tema:  la  questione  di  come  questo  Governo  e  questa
  maggioranza  intendano  affrontare la  crisi  profonda  degli  enti
  locali.  Un  comune  su tre, assessore Dagnino  lei  lo  sa,  è  in
  situazione  di  dissesto  e predissesto.  Oggi,  il  Fondo  per  le
  autonomie  prevede 350 milioni di euro. Una quindicina di  anni  fa
  erano 950 milioni di euro
   La  Regione Sardegna, che ha delle analogie rispetto alla Sicilia,
  ha  un  Fondo  per  le autonomie che è il doppio  di  quello  della
  Sicilia.  Ma  dirò di più. Il Fondo per le autonomie,  in  funzione
  delle  dinamiche  macro-economiche e di alcuni effetti  che  adesso
  andremo  ad  analizzare  nel  merito,  appunto  su  quello  che   è
  l'articolato,  si sta riducendo e le spiego qual è la  motivazione,
  Assessore.  Il Fondo si sta riducendo, intanto perché aumentano  le
  riserve.
   Io  ho  sommato,  ieri sera, fino a mezzanotte e mezzo  ero  lì  a
  sommare le riserve degli enti locali siciliani e sono arrivato a 49
  milioni  e  700  mila euro  Mi darà conferma, da  questo  punto  di
  vista,  che  è un numero enorme. Per carità, ci sono delle  riserve
  che  hanno  un  enorme  spessore e valore aggiunto,  ma  su  questo
  dobbiamo  entrare nel merito o interveniamo su quello che è  invece
  l'incremento della proposta complessiva del Fondo stesso.
   Ma,  poi,  questo  Fondo  non  tiene in  considerazione  un  altro
  aspetto:  come  tutti  gli  operatori commerciali,  come  tutte  le
  famiglie, anche gli enti locali sono soggetti all'aumento del costo
  di  tutti  i  servizi,  di tutti i prodotti.  Anche  loro  scontano
  l'aumento  dell'inflazione e, quindi, mantenere a  350  milioni  di
  euro  il Fondo per le autonomie significa, in sostanza, impoverirli
  ulteriormente, non permettere loro di garantire quelli che  sono  i
  servizi  al cittadino, il sistema di welfare, gli asili  nido,  non
  permettere nemmeno, in alcuni casi, di rattoppare quelle  che  sono
  le buche nelle nostre comunità.
   Secondo tema: come intendete, assessore Dagnino, intervenire sulla
  mancata  azione  di  rigenerazione  della  macchina  amministrativa
  regionale?
   Noi   dobbiamo   rendere   l'impiego  all'interno   della   nostra
  amministrazione, sicuramente, più attrattivo. Molti ragazzi fuggono
  dall'impiego  regionale. E, allora, aggiornare subito  i  contratti
  collettivi,  migliorare quello che è il sistema di welfare,  quello
  della  previdenza complementare, la sanità integrativa; sono  tutte
  proposte  che  il Partito Democratico ha avanzato in queste  ore  e
  continuerà  a  farlo nei banchi quando si comincerà  ad  analizzare
  l'articolato.
   Ma,  fondamentalmente,  c'è  un tema sul  quale  vorremmo  che  ci
  fossero  delle  risposte  chiare da  parte  del  Governo:  proposte
  avanzate dal Partito Democratico che riguardano i nostri dipendenti
  del  comparto  pubblico  siciliano, dipendenti  degli  enti  locali
  siciliani, oltre 13 mila, che oggi reggono, letteralmente, i nostri
  enti locali perché nel tempo i dirigenti e i funzionari sono andati
  in  pensione;  in base a quelle che sono le regole  stringenti  sui
  vincoli  di  bilancio e i vincoli assunzionali,  molti  comuni,  la
  quasi  totalità - proprio perché in crisi, non possono procedere  a
  fare  assunzioni  -  e quindi gli ex contratti  degli  enti  locali
  siciliani  reggono,  letteralmente, in  piedi  il  nostro  apparato
  complessivo,  reggono le nostre comunità. E non possono  continuare
  ad  avere  uno  stipendio di 900 euro al mese, non è  assolutamente
  dignitoso
   Noi  dobbiamo  intervenire in tal senso. Il  Partito  Democratico,
  insieme  ad  altre  forze  politiche, ha  avanzato  delle  proposte
  concrete  in  tal senso. Come, per esempio, quello di cominciare  a
  utilizzare il Fondo che man mano si va riducendo, che man  mano  si
  va distogliendo dalla disponibilità complessiva...

   PRESIDENTE.  Onorevole,  le  ricordo  che  c'è  sempre  un   tempo
  complessivo come Gruppo. I 37 minuti non sono solo per lei

   GIAMBONA.   Presidente,  assolutamente  sì.  Vado   avanti   molto
  celermente   perché   le  questioni,  come  lei   comprende,   sono
  assolutamente  tante,  sono complesse, ma ritengo  che,  da  questo
  punto  di vista, questa finanziaria regionale non risponda  ad  una
  sola questione che abbiamo posto.
   Il  confronto  di  oggi con Coldiretti ci ha  consegnato  un  dato
  drammatico sulla disattenzione del Governo e della maggioranza  sul
  tema  dell'agricoltura, il mancato confronto  con  Anci  ci  dà  un
  altro,  per così dire, quadro sconfortante sul rapporto sugli  enti
  locali.  Il  fatto che molto spesso, non solo non c'è il confronto,
  ma quando non c'è il confronto si va in un'altra direzione.
   Allora,  noi,  come  Partito Democratico, coerentemente  a  quanto
  abbiamo portato avanti nel lavoro delle Commissioni, continueremo a
  lavorare  in  Aula con una nostra proposta, un insieme di  proposte
  che  hanno  l'obiettivo,  non  solo di  inchiodare  la  maggioranza
  rispetto  a quello che oggi non viene fatto, ma rispetto  a  quella
  che è una proposta alternativa, una visione di governo, ma anche di
  sviluppo  e  crescita di questa nostra Regione. E lo faremo,  punto
  per  punto, articolo per articolo, nell'obiettivo di dare ai nostri
  siciliani un'idea di speranza, un'idea di futuro. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
   Colleghi, a questo punto sospendo la seduta. All'Assessore  chiedo
  di  intervenire  alla fine di tutti gli interventi  in  discussione
  generale che continueranno lunedì.
   L'Aula è riconvocata per lunedì, 15 dicembre 2025, alle ore 11.30.
   La seduta è sospesa.

   (La seduta, sospesa alle ore 14.50 di mercoledì 10 dicembre 2025,
         è ripresa alle ore 12.12 di lunedì 15 dicembre 2025)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Il  Governo  è in Aula, c'è l'Assessore  Dagnino,  il
  Presidente   della   Commissione  Bilancio  è   ai   banchi   della
  Commissione.
   Onorevoli colleghi, continuiamo la discussione generale rispetto a
  quello che avevamo stabilito.
   Chiedo ai colleghi di registrarsi per intervenire, ovviamente  chi
  ha  già  fatto l'intervento nella seduta passata sulla  discussione
  generale non può nuovamente intervenire oggi sulla medesima.
   La discussione generale è aperta.
   Onorevole  Burtone,  lei mi pare non fosse  intervenuto...  prego
  Sicuro,  onorevole  Burtone,  non è intervenuto  nella  discussione
  generale?
   Non  era  intervenuto, prego  Forse è intervenuto sull'ordine  dei
  lavori,  ricordo,  e  poi  sull'ex articolo  83.  Prego,  onorevole
  Burtone.
   Io  ho  aggiunto  i  minuti  rispetto alle  tempistiche  dell'Aula
  odierna, io ricordo sempre che ogni gruppo ha una somma di  minuti,
  cercherò  di  essere  - così come abbiamo stabilito  anche  con  la
  Presidenza - quanto più largo possibile nel darvi spazio.
   Prego, onorevole Burtone, a lei la parola.
   Il  PD,  in  questo  momento, ha circa 30  minuti  rimanenti  come
  Gruppo,   rispetto  agli  interventi  che  sono  già  stati   fatti
  dell'onorevole Safina, Giambona e Chinnici. Poi, vediamo se  riesco
  a darvi qualche minuto in più, però orientiamoci su questo tempo.
   Prego, onorevole Burtone.

   BURTONE. Signor Presidente, volevo confermarle che non ho  parlato
  sulla  discussione generale. Avevo fatto un intervento  sull'ordine
  dei  lavori  che  riguardava la vicenda del  Venezuela,  di  questi
  nostri connazionali o eredi di famiglie siciliane che si trovano in
  grande  difficoltà  rispetto a quello che sta accadendo  in  quella
  comunità.
   Intervengo,  però, perché considero che questo  sia  un  passaggio
  importante  per  il  nostro Parlamento. Debbo  dire  che  tutto  il
  dibattito  o  la costruzione stessa dell'iniziativa legislativa  ha
  avuto  una  centralità:  le dichiarazioni del  Governo,  a  partire
  dall'Assessore  qui  presente  all'economia,  che  ha   evidenziato
  l'importanza  di fare una manovra espansiva e ci sono  le  risorse,
  noi  cercheremo  - hanno detto - di dare una spinta all'economia  e
  hanno portato anche alcuni dati.
   Io,  Presidente, non mi scrivo al gruppo di quelli che smentiscono
  sempre  quello  che può dire la maggioranza, è vero,  una  crescita
  economica  nella nostra comunità c'è stata, determinata e  rilevata
  anche dal Pil ma è una crescita, Presidente, che è legata al PNRR e
  noi  la  rivendichiamo  come qualcosa che è stata  determinata  dai
  Governi guidati da Draghi e prima ancora da Conte e sono stati  dei
  Governi  che  hanno  portato risorse che hanno fatto  lievitare  il
  prodotto   interno   lordo  in  alcuni  settori,   in   particolare
  l'edilizia, se si pensa anche al 110.
   Ecco  perché, Presidente, io ribadisco tutto ciò e credo  che  noi
  dobbiamo  rilevare questa crescita che, però, è  in  contrasto  con
  alcuni  dati;  il primo dato è che i ragazzi lasciano  la  Sicilia,
  questo processo migratorio di giovani, soprattutto neolaureati, che
  vanno alla ricerca di un lavoro fuori dalla nostra comunità, è  uno
  dei  dati  emergenti  e  che sottolinea  questo  aspetto,  che  c'è
  un'esigenza di trovare collocazione anche all'esterno ma  anche  la
  preoccupazione  di  non  avere una tenuta  economica  nella  nostra
  realtà.  Così  come,  non  c'è dubbio,  l'aver  voluto  in  maniera
  drastica  da  parte del Governo Meloni di togliere  il  reddito  di
  inclusione,  il reddito di cittadinanza, è stato un  modo  per  far
  crescere  purtroppo drammaticamente la condizione di povertà  della
  nostra Isola.
   Allora, io penso che noi dobbiamo mettere in maniera chiara questa
  vicenda,  di  una  crescita che è collegata,  però  Presidente,  al
  lavoro  fatto dai comuni, anche qui si dica con chiarezza  che  noi
  abbiamo  avuto  comuni  che  hanno  spinto  fortemente  sul   piano
  dell'utilizzazione dei fondi PNRR e questo deve portare tutti noi a
  dire  che  il  Comune  è  veramente l'asse  centrale  della  nostra
  comunità e noi dobbiamo difenderli, dobbiamo aiutarli e l'aiuto che
  noi  possiamo e dobbiamo dare a partire da quello che  è  stato  il
  processo  fiscale,  il federalismo fiscale, i  nostri  comuni  sono
  tutti  depauperati,  perché non riescono ad  avere  quelle  risorse
  necessarie  da  parte  dei cittadini che  non  sono  evasori,  sono
  debitori, che la situazione in tante fasce sociali è drammatica dal
  punto  di  vista  economico e, quindi, alcuni rinunciano  a  pagare
  l'IMU  e  a  pagare la TARI e quindi noi rileviamo l'importanza  di
  dare un aiuto.
   Negli  anni  scorsi, collega Pellegrino, è stato fatto,  io  debbo
  dare  atto che la maggioranza ha guardato anche ai comuni che erano
  in  piano  di  riequilibrio, in piano  di  rientro.  Io  spero  che
  quest'anno  ci  sia  un'attenzione, perché è inaccettabile  che  la
  Sicilia sia una delle regioni che ha questa condizione di base,  di
  comuni  che  non  ce la fanno dal punto di vista  economico  e  che
  debbono   sottrarre  risorse  ai  servizi,  tra  l'altro  con   una
  diminuzione  dei  trasferimenti. Si dice  che  nel  2026  i  comuni
  avranno  di  più  ma oggi sono in condizione di difficoltà  e  sono
  comuni che hanno bisogno di spingere sul piano economico, si  parla
  di  una  legge  urbanistica che dovrebbe essere  portata  avanti  a
  livello nazionale.
   Io  penso che tutto ciò non possa che dire che noi abbiamo bisogno
  sì   di  una  comunità  che  deve  mettere  al  centro  i  servizi,
  l'erogazione  dei servizi, i comuni che danno servizi  ma  anche  i
  comuni  che determinano lo sviluppo economico e quindi l'importanza
  di una pianificazione urbanistica corretta.
   Certo,  se  penso alla città di Catania e penso  a  quello  che  è
  accaduto al suo porto, con un'ipotesi di calata di cemento da parte
  di  alcuni che vogliono determinare uno spregio dal punto di  vista
  ambientale,  così  come sta venendo fuori, Presidente,  la  vicenda
  degli  orti  di Cibali, un grande spazio verde che potrebbe  essere
  importante  per  la  comunità,  e  che  invece  pare  debba  essere
  svenduta. Allora, io credo che su questo noi dobbiamo concentrarci.
   I  Comuni  hanno anche bisogno di un personale che possa  lavorare
  con  più  disponibilità di tempo, perché la gran parte  dei  nostri
  Comuni  è  riuscita ad avere a tempo indeterminato coloro che  sono
  stati  assunti  con  la  ex legge 37, però  la  maggior  parte  del
  personale  presta  servizio  per 24 ore  settimanali.  Noi  abbiamo
  bisogno  di  ampliare questa fascia, così come c'è bisogno  di  una
  spinta economica.
   Lo  dico con chiarezza, io più volte, signor Presidente lei lo sa,
  sono  intervenuto  sulla vicenda della STMicroelectronics  e  della
  Pfizer,  e  abbiamo notizie, pare, confortanti: il  Governo,  e  su
  questo  noi  non  possiamo che sottolineare,  pare  abbia  dato  la
  disponibilità  di  5  mila  miliardi di  euro  per  poter  fare  un
  investimento  che  dovrebbe portare oltre tremila nuove  assunzioni
  alla STMicroelectronics.
   Quello  che  il Comune di Catania deve fare, però,  è  di  portare
  quest'acqua   limpida.  Può  sembrare  una  cosa  da  sottovalutare
  Presidente,  ma  è  fondamentale per il tipo di prodotto  che  deve
  essere  lì  determinato, e quindi noi lavoriamo  su  questo.  Siamo
  convinti  che  l'industria  debba essere ulteriormente  potenziata,
  oggi  c'è  una  notizia  -  mi  sembra  abbastanza  discutibile   -
  sull'utilizzazione  della ZES unica, mi pare che  questo  strumento
  che  stava  andando bene, è stato frenato, ma c'è  bisogno  di  una
  spinta economica.
   Signor Presidente, io sono sindaco del Comune di Militello in  Val
  di Catania, è un'area con grandi bellezze ambientali, il "Borgo più
  bello  d'Italia 2025", ma è anche un'area agricola. Io passando  la
  mattina, quando mi debbo recare in altri Comuni, vedo che  la  gran
  parte  delle  piantagioni agrumicole, che hanno avuto  per  noi  un
  grande valore, sono state tagliate perché sono entrate in crisi. La
  siccità  degli  anni  scorsi,  signor Presidente,  ha  avuto  delle
  ricadute  estremamente gravi  C'è il 25% in  meno  di  aziende  che
  producono, così come sulla questione della granicoltura:  avere  un
  grano  che  viene ammassato a 22 centesimi di euro è inaccettabile
  Quindi,  l'importanza che noi diamo al settore agricolo, e lo  dico
  fin  da ora, siamo a dicembre e già siamo in siccità  Quello che  è
  avvenuto  a novembre, le poche piogge che abbiamo avuto,  non  sono
  sufficienti  e  gli  invasi sono tutti  vuoti,  così  come  c'è  un
  problema idrico nelle nostre città, perché si è abbassata la  falda
  acquifera  e  quindi non c'è disponibilità di acqua,  un'acqua  che
  comincia  anche  ad  avere problematiche  legate  ai  prezzi,  alle
  difficoltà che hanno le nostre comunità, e tutto questo ci  ricorda
  quindi l'importanza del mondo agricolo.
   Signor  Presidente,  è inaccettabile che noi abbiamo  messo  delle
  risorse  e  che queste non siano state utilizzate. Vorremmo  sapere
  che  cosa abbia fatto questo commissario nazionale per l'acqua, nel
  momento  in cui aveva cento milioni di euro aveva detto che avrebbe
  fatto interventi, ma quali interventi? La zootecnia è assolutamente
  piegata,   perché   lì  l'importanza  dell'acqua  è   assolutamente
  fondamentale.  Quindi  la necessità di incidere,  dicevamo  sì  una
  crescita, però una crescita anche compensata da difficoltà.
   Anche  sulla  vicenda  del turismo, signor Presidente,  che  è  un
  settore  su  cui  si vuole investire, nell'ultimo  fine  settimana,
  legato  alle festività dell'otto di dicembre, in Italia  c'è  stata
  una  copertura dei voli del 72%, in Sicilia solo del 60%. È  chiaro
  l'effetto  della lievitazione dei prezzi dei biglietti  aerei,  che
  diminuisce la presenza di chi deve venire in Sicilia e deve fare la
  propria  azione, anche perché, signor Presidente,  vuole  fare  una
  propria vacanza?
   Lo  dico  questo,  perché  tutta la  questione  economica  poi  si
  intreccia  con  le devianze sociali, lo abbiamo detto,  lo  abbiamo
  ribadito anche quando si è fatta il dibattito sulla relazione della
  Commissione antimafia, c'è una ripresa delle piazze da parte  della
  mafia.
   La  mafia  è diventata alternativa allo Stato nel dare  lavoro  ai
  giovani disperati, è facile per loro arruolare, ecco perché abbiamo
  avuto  episodi gravissimi come quello della Pestalozzi,  l'incendio
  di  una  biblioteca,  simbolicamente la  cultura  che  deve  essere
  frenata  perché  è l'unico elemento che può incidere  insieme  alla
  crescita  economica  all'abbattimento e alla guerra  da  fare  alla
  mafia
   Così  come noi abbiamo posto con chiarezza la necessità che  venga
  combattuta  la mafia sul piano del pizzo, veda Presidente,  proprio
  in  questi  giorni  c'è  stato  un fatto  molto  significativo,  un
  imprenditore, il Presidente della Confindustria regionale,  Gaetano
  Vecchio,   figlio  di  Andrea  Vecchio,  che  era  anche   lui   un
  imprenditore, è un imprenditore nel campo edilizio che sta  facendo
  un  lavoro a Messina, nella zona Socrate a Fondo Fucile,  ha  avuto
  un'estorsione,  un  tentativo  di  estorsione,  si  è  rivolto   ai
  carabinieri  e  lo  ha  risolto, è un segnale,  la  mafia  si  deve
  combattere  con questi segni di civiltà, di impegno, di coraggio  e
  noi li dobbiamo sostenere fino in fondo.
   Vado  alla conclusione, Presidente, e la mia considerazione finale
  non  può  che  guardare a quello che sta accadendo, noi  più  volte
  siamo  tornati  sui  temi di politica estera, ancora  è  drammatico
  quello che si vive a Gaza, in Ucraina, i tanti morti, pur essendoci
  tregue,  il  fatto  che  si  è inerti, c'è  inerzia  rispetto  alla
  necessità  di agire per dare un aiuto. Quello che sta,  debbo  dire
  anche  colpendo, sono alcune iniziative che se non fossero  portate
  avanti da uomini di Stato, sembrerebbero proprio di soggetti pronti
  ad  avere un trattamento sanitario obbligatorio, perché qualcuno  è
  venuto,   l'Europa deve finire, l'Italia si deve agganciare  ,  che
  lo dica un Capo di Stato importante, questa è una cosa molto grave
   Queste vicende istituzionali debbono avere un profilo di rispetto,
  di  rispetto  assoluto, lo diciamo perché pensiamo che  questo  sia
  necessario, così come però rimandiamo al mittente il fatto  che  ci
  sia  qualcuno che, essendo milionario, miliardario ipotizzi la fine
  dell'Europa,  dicendo  dovete sciogliervi , abbia rispetto,  sappia
  questo tale Musk che l'Italia e l'Europa si è formata, che l'Italia
  ha  contribuito fortemente alla formazione, al processo europeo, lo
  ha fatto innanzitutto con i propri eroi, con chi è stato in carcere
  durante  la  tirannia fascista, con chi è stato in  montagna  e  ha
  versato il proprio sangue per liberare l'Italia.
   E  per  avere  questa prospettiva - sto chiudendo -  avere  questa
  prospettiva  come  a  livello europeo  e,  quindi,  noi  con  forza
  ribadiamo  tutto  ciò e oggi diciamo che l'Europa vive  soprattutto
  sui  giovani, i giovani che girano e si sentono cittadini del mondo
  e,  concludo Presidente, io non so se potrò partecipare a tutte  le
  sedute,  ho  problemi di natura personale che non posso derogare  e
  debbo  dire  però  che  l'unica  cosa  che  mi  permetto  di  dire,
  riprendendo  le  parole di un senatore, di un ministro  importante,
  che iniziò nel Risorgimento, a Militello, noi abbiamo ricordato  il
  bicentenario   della   nascita,  l'onorevole   Salvatore   Majorana
  Calatabiano, diceva che "le leggi debbono essere giuste, oneste  ma
  anche  utili": facciamo una legge che sia giusta, onesta, ma  utile
  per la comunità siciliana.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   È iscritto a parlare l'onorevole Varrica. Ne ha facoltà.

   VARRICA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  innanzitutto  spero  che  siano vere le voci  che  si  leggono  sui
  giornali  riguardo  allo stralcio di almeno metà della  finanziaria
  perché, purtroppo, anche questa volta ci siamo ritrovati una  serie
  di norme improvvisate che, ancora una volta, non sono passate dalle
  Commissioni  di merito, norme di tipo ordinamentale, che  hanno  un
  impatto  importante, potrebbero averlo se son  ben  scritte,  sulla
  nostra terra e che sono state infilate in qualche minuto dentro  il
  testo,  quindi, io spero che la maggioranza, il Governo abbiano  il
  buon  senso  di  estrapolare  queste  norme  e  ridiscuterle  nelle
  Commissioni  che purtroppo, troppo spesso, sono viste semplicemente
  come  un  luogo  in  cui  si  prende la  presenza  per  evitare  la
  decurtazione del gettone. Ahimè è così
   Entrando  nel  merito  della discussione,  assessore  Dagnino,  io
  vorrei  trattare con lei un argomento specifico che  è  quello  del
  fondo  destinato a chiese e infrastrutture, quindi a  parrocchie  e
  comuni,  che  oggi è lievitato a 54 milioni di euro e  che  ha  una
  caratteristica: sarà gestito in maniera del tutto arbitraria, senza
  alcun criterio di attribuzione, da parte del Governo regionale.
   Ora,  noi  abbiamo fatto uno studio su cosa ha generato l'arbitrio
  dentro  quest'Assemblea  regionale in questi  ultimi  tre  anni  di
  legislatura  col  Governo Schifani. Abbiamo  verificato  come  sono
  state  attribuite le risorse ai comuni con emendamenti specifici  e
  arbitrari. Quello che è emerso è che, per esempio, sulla fascia dei
  comuni più piccoli, tra zero e 5 mila abitanti, ci sono comuni  che
  hanno  preso  2,6/2,7  milioni  di euro  senza  alcuna  motivazione
  specifica, e altri, che hanno preso zero euro; e questo è  il  tema
  della  disparità  Ma la cosa che ci preoccupa, e  purtroppo  è  una
  cosa  sulla quale dobbiamo ragionare, è il fatto che tra  i  comuni
  che  hanno  preso risorse importanti, quindi oltre ai 2 milioni  di
  euro, molti di questi spuntano dentro indagini che hanno a che fare
  con  reati  contro  la pubblica amministrazione, appalti  pubblici,
  corruzione   -   per   carità,   non   c'è   chiaramente    nessuna
  corrispondenza, ad oggi, tra l'attribuzione delle risorse e  queste
  vicende  di tipo giudiziario - ma è chiaro che, in una fase storica
  del tutto particolare per la politica regionale, anche solo gettare
  un'ombra  sul fatto che qualcuno possa aver brigato o  brigare  con
  attribuzioni specifiche di soldi a singoli comuni, non solo  perché
  poi   il   singolo  parlamentare  o  il  singolo  assessore   possa
  rivendicare  la  specifica  opera ma per  altre  ragioni  ben  meno
  lecite,  questa è una cosa che noi dobbiamo evitare,  ne  va  della
  tutela  delle istituzioni e, purtroppo, non possiamo far finta  che
  tutto questo non accada.
   Io  credo  che lasciare un fondo di 54 milioni di euro da  gestire
  senza  alcun  criterio,  solo in base  ai  desiderata  del  Governo
  regionale, mette in difficoltà addirittura sia la struttura  stessa
  che la gestirà - che ad oggi è l'Assessorato delle infrastrutture e
  della mobilità - sia lo stesso assessore che, inevitabilmente, sarà
  tirato  per  la giacchetta da tutti quelli che vorranno lecitamente
  essere inseriti dentro questo fondo.
   Per  cui, Assessore, lei in Commissione Bilancio e anche a margine
  della  Commissione stessa, mi ha sempre rassicurato sul  fatto  che
  questa  norma verrà modificata, che ci saranno dei criteri, che  ci
  saranno dei requisiti - noi abbiamo fatto più proposte, il fondo  a
  tutti  i  comuni,  mettere dei requisiti - però,  ad  oggi,  questa
  modifica  purtroppo non l'abbiamo. Io spero veramente  che  lei  ci
  aiuti in tal senso, aiuti le istituzioni a evitare ulteriori errori
  in  tal senso e a togliere tutte le ombre che ci possono essere  su
  questo  genere di assegnazioni prive di criteri: non ce lo possiamo
  permettere
   Altre misure di cui abbiamo discusso, cosa che ho sollevato sia in
  Commissione  Bilancio che anche precedentemente in  Commissione  di
  merito.  C'è  una norma legata al bollo auto, norma  che  riscontra
  delle  analogie  con una precedente norma che, lo scorso  dicembre,
  era  stata  stralciata a furor di popolo perché mediaticamente  era
  emerso  come  potesse apparire come una norma  ad  personam.  Bene,
  questa  norma  oggi viene ripresentata - per carità, ha  anche  dei
  profili che potrebbero essere di interesse per il settore perché si
  passa  dalle  200 auto dell'emendamento dello scorso anno,  alle  -
  credo -  10 auto di adesso.
   Quindi, è una cosa sulla quale dobbiamo e possiamo ragionare, ed è
  corretto,  però  io  ricordo che quando  vi  fu  quella  norma,  un
  importante imprenditore, a gennaio del 2025, ritenne di intervenire
  nel dibattito dicendo:  è sbagliato che questa norma venga definita
  ad personam per un semplice motivo: io ho la sede legale a Bolzano,
  per  cui  non potrei usufruire di norme di questo tipo",  perfetto,
  quindi,  lui si smarcò, legittimamente, dalle polemiche che c'erano
  state.  Però, oggi, nella norma che noi abbiamo, articolo 6,  comma
  3,  spunta e salta all'occhio il fatto che, si dice con una  norma,
  tra  virgolette  transitoria,  che questo  beneficio  potrà  essere
  utilizzato  anche da chi ha sede legale e sposterà  le  autovetture
  dalle altre regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano.
   Purtroppo, con le vicende dell'ultimo anno, non possiamo anche  in
  questo  caso, non fare una valutazione di opportunità  Io  qua  non
  sto  mettendo in dubbio, lo capisco che può avere ha a che fare col
  gettito  che  viene  dalle altre regioni, ma  dobbiamo,  purtroppo,
  valutare anche l'opportunità di alcune operazioni.
   Quindi,  anche  su  questo  lei ha detto  che  avrebbe  fatto  una
  riflessione  e spero che questa riflessione venga fatta.  Anzi,  in
  tutto  questo,  colgo l'occasione, perché ha  a  che  fare  con  il
  soggetto  interessato che, ancora da sei mesi  aspetta  il  Governo
  regionale, non c'entra qua l'assessore Dagnino, i documenti  legati
  alla  convenzione, sulle quali c'è stata pure una  certa  polemica,
  tra  la  Fondazione Dragotto e l'Assessorato alla  salute,  per  la
  realizzazione di un centro. Purtroppo, ancora questi documenti  non
  mi  sono  arrivati,  da  sei  mesi, dall'Assessorato  alla  salute,
  questo, diciamo, come nota a margine che però lascio agli atti.
   Altro  elemento  che,  purtroppo, traccia un approccio  dal  quale
  dobbiamo, Assessore, prendere distanza: io so che, chiaramente, non
  dipende  solo  da  lei,  mi rivolgo a lei perché  le  riconosco  di
  ragionare  secondo  un  certo  tipo  di  dinamiche,  per   me   più
  condivisibili,  ma  quando ci troviamo  davanti  una  norma  che  è
  scritta  per  aiutare uno specifico ambito di commercianti  di  uno
  specifico posto, per uno specifico cantiere e riconducibile  a  uno
  specifico  assessore.  Ora, ci rendiamo conto  che  questa  cosa  è
  devastante?  Lascia passare il messaggio che per avere una  cosa...
  io,  astrattamente, comprendo e condivido il fatto che se  ci  sono
  dei  cantieri  e  ci  sono dei commercianti che hanno  dei  disagi,
  questi  vanno  aiutati, ma tutti  Non può essere  che,  siccome  un
  singolo  soggetto viene sollecitato e allora ci si rivolge  a  quel
  singolo  soggetto e si ottiene, senza che vi sia una caratteristica
  specifica  perché non è che è un cantiere specifico  che  ha  delle
  caratteristiche particolari  Non si possono scrivere  queste  norme
  così,  è  vergognoso  Ci mortifichiamo come istituzioni  Vi  prego,
  stralciamo  queste  cose, perché creiamo anche  una  cultura  nelle
  persone  che,  alla  fine,  bisogna chiedere  all'onorevole  Tizio,
  all'onorevole Caio, per avere una cosa che è giusta per tutti o non
  è giusta, purtroppo, per nessuno
   Quindi la invito a fare una riflessione, invito l'Aula a fare  una
  riflessione  pure  su  questo, perché  mette  in  difficoltà  tutti
  quanti.
   Infine,  colgo  l'occasione per due spunti molto rapidi:  ci  sono
  degli  impegni  che il Governo ha preso anche con dei  percorsi  in
  essere,  io  ho continuato a presentare gli emendamenti  legati  al
  bacino  di  lavoratori ex Almaviva, che hanno delle caratteristiche
  di  responsabilità istituzionale, lo ricordo, ben specifiche.  Sono
  persone  che  hanno  perso  il  lavoro,  perché  non  hanno  potuto
  usufruire della clausola sociale per un errore che è stato fatto  a
  livello  di istituzioni. Quindi, non stiamo parlando di  un  bacino
  astratto,  stiamo parlando di persone che sono in quella situazione
  per una responsabilità di tipo istituzionale.
   C'è  un  impegno  di fare il 116-117, c'è un impegno  di  fare  la
  digitalizzazione di archivi, però purtroppo se noi non  mettiamo  i
  soldi,  queste  cose  non partiranno mai. Ora  manca  la  quota  di
  cofinanziamento per far partire la prima tranche di lavoratori,  la
  volete  mettere, oppure no? Perché il Governo ha detto,  per  mesi,
  che   avrebbe  messo  queste  risorse.  Purtroppo,  ad  oggi,   gli
  emendamenti che ho presentato sono stati bocciati, va bene, ci  può
  stare,  io  spero che voi presenterete una norma a  tal  proposito.
  Come si parla tanto di incrementare le ore dei dipendenti pubblici,
  di  varie  categorie: abbiamo una norma nazionale che  ci  consente
  fino  a  fine  anno  di  assumere 95 unità di personale  dell'Arpa,
  un'agenzia che è sottodimensionata in termini di personale.  Questo
  emendamento è stato del tutto stralciato - non l'ho presentato solo
  io, anche dai colleghi di maggioranza, del tutto non considerati  -
  sono  ragionamenti e questioni che riguardano la funzionalità della
  nostra  Regione, quindi, le chiedo di approfondire questi argomenti
  e  di  immaginare un percorso sereno e che sia anche opportuno  dal
  punto di vista istituzionale per questa finanziaria.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Cambiano.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMBIANO.  Signor Presidente, questa è una legge di stabilità  che
  racconta  un'idea di potere che non governa; amministra le alleanze
  politiche  al  solo  scopo di evitare il proprio  stesso  tracollo,
  perché  quando  il presidente Schifani in quest'Aula,  e  fuori  da
  quest'Aula, dichiara al termine della discussione alla  mozione  di
  sfiducia  che si aspettava di più da queste opposizioni perché  non
  c'è  alcuna  proposta,  quasi per spostare l'attenzione  dalla  sua
  debolezza politica, ecco presidente Schifani, ecco Assessore,  ecco
  Governo regionale, l'opposto di ciò che fate voi farebbe bene  alla
  Sicilia  Cioè, evitare quella logica, come bene diceva poco  fa  il
  collega  Varrica,  quella logica secondo la  quale  non  contano  i
  bisogni   dei  siciliani,  contano  le  relazioni;  non  conta   la
  programmazione, ma conta l'intercessione. Quindi, ci ritroviamo una
  manovra  di  bilancio,  una legge di stabilità  che  serve  solo  a
  stabilizzare e a puntellare gli equilibri di governo.
   Un  sistema in cui vince chi è più vicino al potere, non che ha il
  problema  più grave, e il collega Varrica e il Gruppo del Movimento
  5  Stelle, Assessore, le ha rassegnato solo alcuni degli esempi  di
  un  sistema in cui vince chi è più vicino al potere. Perché  quando
  il  presidente Schifani accusa le forze politiche di  minoranza  di
  non avere un programma per governare questa Terra, mente sapendo di
  mentire, perché quando il presidente Schifani non si accorge che  i
  bisogni dei siciliani sono l'emergenza idrica, l'emergenza rifiuti,
  l'emergenza  sanità,  e  in una legge di  stabilità  ci  ritroviamo
  misure  tampone  o  misure che accontentano deputati  o  assessori,
  significa  che  il presidente Schifani e il Governo regionale  sono
  sconnessi dalla realtà, significa che si è scollati dalla realtà.
   Non   è  una  manovra  di  sviluppo,  questa  è  una  manovra   di
  sopravvivenza  politica, è una manovra che serve  per  accontentare
  gli  appetiti  di qualcuno e per garantirsi una stabilità,  ma  non
  come la legge di stabilità, per i prossimi mesi probabilmente.
   Ecco, ho citato alcune delle emergenze, perché, veda Assessore,  i
  cittadini   che  ci  osservano  non  chiedono  la  luna,   chiedono
  normalità,  chiedono servizi, e quando dico che sui temi importanti
  come  acqua,  rifiuti, sanità, poco è stato fatto, lo  dico  perché
  provengo da una provincia in cui ancora - e non mi stancherò mai di
  ripeterlo, a costo di essere noioso - abbiamo una turnazione idrica
  che supera i dieci giorni.
   Ecco,   questa   legge   di   stabilità   affronta   il   problema
  dell'emergenza   idrica.   E   come   lo   affronta   il   problema
  dell'emergenza  idrica? Dando 18 milioni di euro a Siciliacque  per
  coprire  le morosità 2024/2025. Questo Governo affronta il problema
  dell'emergenza  idrica  elargendo risorse  pubbliche  ad  un  socio
  privato  e  quando  allora il Presidente dice: "non  sono  arrivate
  proposte  da questa minoranza", qual è l'idea di Regione che  hanno
  le  forze di opposizione, rispondo così. Una governance diversa, ad
  esempio  del sistema idrico integrato. Non si possono continuare  a
  elargire  risorse pubbliche a soci privati che non hanno  raggiunto
  gli  obiettivi che erano previsti da quella convenzione firmata nel
  2004,  quando l'Ente acquedotto siciliano EAS fu dismesso e  nacque
  Siciliacque.
   Non  si  può continuare una gestione del servizio idrico integrato
  in  questi  termini, non si possono continuare ad elargire  risorse
  pubbliche a Siciliacque -  per il 75 per cento in mano a privati  -
  che continua a dare centinaia di migliaia di euro di consulenze.  E
  questo  è  pubblicato sul sito di Siciliacque. Non si possono  dare
  risorse  pubbliche a Siciliacque, in mano a privati per il  75  per
  cento, a cui abbiamo anche affidato la gestione dei dissalatori.  E
  che fine hanno fatto questi dissalatori? Ne abbiamo uno che entrerà
  in  funzione - e l'emergenza la viviamo già dal 2023 -  ne  abbiamo
  uno che lo accendiamo di giorno e lo spegniamo di notte; ne abbiamo
  un altro che funziona e probabilmente produce, ad oggi, cento litri
  al  secondo  ma  lo abbiamo dato a Siciliacque per  la  gestione  -
  perché  non  potevamo appesantire la gestione di Siciliacque  -  26
  milioni  di euro nelle scorse variazioni di bilancio  Ecco,  non  è
  modo  di gestire una problematica che riguarda milioni di cittadini
  siciliani,  non  è  questo il modo di gestire  il  servizio  idrico
  integrato.  E  di che cosa parliamo se non parliamo di  rifacimento
  delle  reti  idriche?  Quali misure ci  sono  per  rifare  le  reti
  idriche,  considerato che più del 50 per cento dell'acqua si  perde
  prima  di  arrivare  nelle  case dei cittadini?  È  solo  un  tema,
  Assessore, per dimostrare che la propaganda di questo Governo e  le
  parole  inopportune del presidente Schifani, quando dice che queste
  minoranze  e queste opposizioni non hanno progetti per la  Sicilia,
  non   hanno  fatto  proposte  per  la  Sicilia,  sono  delle   mere
  esposizioni, bugie, probabilmente per uscire dall'angolo e  da  una
  difficoltà politica in cui si trova.
   Sui  rifiuti cosa è stato fatto? Quello che i cittadini  vedono  e
  percepiscono è un continuo aumento del costo della TARI  che  grava
  sulle  famiglie  siciliane  e  questo  perché  non  c'è  nulla  per
  l'impiantistica.  L'abbiamo  risolto  il  problema   dei   rifiuti,
  avviando il percorso per gli inceneritori, per la realizzazione dei
  due  inceneritori,  e  ha pure ritirato il presidente  Schifani  il
  premio come custode dell'ambiente.
   Due  giorni fa, con i colleghi Catanzaro, La Vardera e  Di  Paola,
  eravamo a Licata, a 38 chilometri da Agrigento, quel luogo dove  ha
  ritirato il premio il Presidente Schifani.
     Ecco,  lì ancora insistono dei rifiuti combusti, a due  anni  da
  un'emergenza che ha fortemente preoccupato la popolazione di Licata
  e  dei  comuni  limitrofi. I rifiuti sono là,  certo,  spettava  al
  titolare  della concessione rimuovere quei rifiuti. E che  cosa  ha
  fatto  la  Regione,  Presidente Pellegrino? Il potere  sostitutivo,
  l'azione in danno: non ha escusso la polizza fideiussoria
   Da  due anni attendiamo la caratterizzazione dei rifiuti. E lo  sa
  che cosa siamo riusciti ad ottenere come risposta dall'Assessorato?
  Il  24  dicembre  è  stata  approvata una delibera  di  Giunta  che
  stanziava  settantamila euro per la caratterizzazione dei  rifiuti.
  Peccato che era troppo tardi e, nel 2024, quelle somme non si  sono
  potute  impegnare, abbiamo rinviato tutto all'anno nuovo   Siamo  a
  dicembre del 2025 e l'Assessorato avrà scordato, e la politica avrà
  scordato, di impegnare quelle risorse, e i funzionari ci dicono: se
  ne parlerà nel 2026
   Ecco,  avete  perso  di  vista quelle che  sono  le  priorità  dei
  siciliani  e  probabilmente si è distratti dai  fondi  e  dai  mega
  fondi, perché dovevamo in questi giorni accelerare con le richieste
  da  parte dei sindaci "amici" per presentare le richieste del fondo
  da  9  milioni  di  euro,  Assessore, fondo infrastrutturale  da  9
  milioni di euro, perché bisogna spendere quelle risorse.
   Ecco,  sono  d'accordo con lei: non possiamo permettere,  noi  non
  siamo  quelli  del no, noi non siamo quella minoranza politica  che
  dice  no  alle infrastrutture, noi non siamo contro gli  interventi
  territoriali, noi siamo perché quegli interventi però siano dettati
  da una visione, da una strategia, non da questioni di amicizia e di
  vicinanza  rispetto a chi è più vicino al potere, perché quel  tipo
  di azione non fa bene alla Sicilia e non fa bene ai siciliani.
   Ecco,  questa legge di stabilità non guarda avanti, come è scritto
  nella  relazione,  Assessore.  Questa  legge  di  stabilità  guarda
  intorno.  Le  emergenze della Sicilia e dei siciliani  sono  altre.
  Ecco  perché  cercheremo, con tutte le nostre forze, di  migliorare
  questa legge di stabilità in Aula e cercheremo di dare ai siciliani
  una speranza che rischiano di perdere.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Cambiano.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole De Leo. Ne ha facoltà.

   DE  LEO.  Grazie, Presidente, colleghi, Governo, prendo la  parola
  con  un  sentimento  che  non  posso e non  voglio  nascondere:  la
  profonda   amarezza.  Amarezza  perché  ciò  che  è   accaduto   in
  Commissione  Bilancio  non  può essere liquidato  con  una  normale
  dinamica parlamentare.
   Abbiamo  assistito ad una Commissione Bilancio  lampo,  priva  del
  tempo, della serenità e del metodo necessari per svolgere il  ruolo
  che  la  legge e la storia assegnano a questo organismo. Invece  di
  snellire ha ampliato, invece di analizzare ha accumulato, invece di
  razionalizzare ha appesantito il testo in maniera impressionante
   Una  manovra  finanziaria  che è entrata  in  Commissione  con  28
  articoli  ed  è  uscita  con  134  Questo  non  è  normale,  non  è
  fisiologico, non è una buona prassi e non possiamo far finta che lo
  sia
   La Commissione Bilancio è da sempre il luogo in cui la legge viene
  verificata   e   calibrata.   Questa  volta  è  accaduto   l'esatto
  contrario;  un pienone, una pioggia di articoli inseriti  senza  un
  reale  confronto,  senza ponderazione, senza analisi  approfondita
  Purtroppo,  come  le dinamiche del mio partito  che  riflettono  la
  stessa innegabile situazione, nessun dialogo, nessuna condivisione,
  nessun coordinamento
   A  dimostrazione che questo disagio non è isolato, ricordo che  la
  vicepresidente della Commissione, l'onorevole Margherita La  Rocca,
  ha  manifestato  il  proprio dissenso arrivando  ad  abbandonare  i
  lavori,  un gesto politicamente forte e condivisibile che  dovrebbe
  far riflettere tutti.
   Oggi in Aula qualcuno tenta persino di scaricare sulla maggioranza
  responsabilità  e decisioni che la maggioranza, nel suo  complesso,
  non ha avuto modo di discutere compiutamente.
   No  colleghi   Questa narrazione non l'accetto   Non  accetto  che
  l'Aula  diventi  luogo  in  cui  si riversano  tensioni  e  rivalse
  maturate  altrove,  e lo dico chiaramente  Qui il  problema  non  è
  questa  o  quella  forza  politica che ha  presentato  emendamenti.
  Questa  non  è  una guerra contro le iniziative degli altri,  siano
  esse giuste, ingiuste o camuffate, però, io ho una dignità politica
  e personale, che nessuno può permettersi di calpestare  Nessuno
   Non  sono qui per compiacere qualcuno, né per eseguire ordini,  né
  tanto meno sono disponibile a prestare il fianco alle intimidazioni
  politiche.   Sono  qui  per  una  sola  ragione:  rappresentare   i
  siciliani  E continuerò a farlo con onore, responsabilità e spirito
  di sacrificio
   Ed è proprio per questo che, voglio dirlo con equilibrio ed onestà
  intellettuale, in questa legge finanziaria vi sono comunque  misure
  che  vanno  nella  giusta  direzione, per  esempio:  gli  incentivi
  all'occupazione stabile, il sostegno agli investimenti e gli  aiuti
  ai  disabili; strumenti utili che meritavano un confronto  serio  e
  ordinato
   Proprio  per  questo, tutto ciò che è avvenuto dopo, assessore,  è
  ancora  più  grave   L'indignazione raggiunge il  punto  più  alto,
  davanti  alla  bocciatura della mia proposta  sull'istituzione  del
  Garante  per  l'infanzia e l'adolescenza nei comuni siciliani   Una
  norma  nata  dal dolore di questa Terra  Nata dopo fatti drammatici
  che   hanno  scosso  la  coscienza  collettiva   Palermo,  Capizzi,
  Monreale  e  tanti altri episodi che hanno spezzato  giovani  vite,
  famiglie,   comunità   Era  una  norma  che  chiedeva   protezione,
  attenzione, responsabilità morale: è stata invece trattata come  un
  fastidio,  archiviata  con  superficialità.  Questo  non  lo  posso
  accettare  Né come parlamentare, né come siciliano, né come  essere
  umano   E non posso tacere, neanche su quanto accaduto per  il  mio
  emendamento, sugli screening gratuiti per i cittadini  della  Valle
  del Mela  Un intervento di tutela della salute pubblica, archiviato
  e,   successivamente,  nascosto  dentro  un  articolo   che   parla
  formalmente  di  rigenerazione urbana  Ma quando si  gioca  con  la
  salute  delle  persone  non  esistono scorciatoie  accettabili,  lo
  dichiaro con assoluta chiarezza, assessore, difenderò la norma  sul
  Garante così come difenderò tutti i miei emendamenti, uno per uno e
  li argomenterò uno per uno
   Ogni  mia iniziativa è nata da un territorio, da un bisogno reale,
  da  una  sofferenza o da una speranza concreta, non  sono  qui  per
  avallare  ciò  che non condivido, sono qui per fare ciò  che  mi  è
  stato   affidato:  rappresentare  questa  Terra   con   dignità   e
  responsabilità.
   In  una  fase  così  delicata, il Parlamento  non  ha  bisogno  di
  silenzi,  ha  bisogno di verità, di coraggio, di  persone  che  non
  abbassano la testa anche quando è scomodo.
   Io  continuerò a fare il mio dovere fino in fondo, con la  schiena
  dritta,  con  coerenza  e  con  un  solo  obiettivo:  il  bene  dei
  siciliani. Grazie.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Leo.
   Evitiamo di applaudire all'interno dell'Aula, colleghi.
   È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  non  è
  semplice intervenire dopo un intervento del genere da parte  di  un
  deputato di maggioranza, un deputato di Forza Italia che, di fatto,
  restituisce  un  quadro sia sulla finanziaria  sia  sulla  gestione
  politica di Forza Italia che è alquanto allarmante perché, diciamo,
  che  qualche  affermazione venga da deputati  dell'opposizione  sta
  nella natura delle cose, se un deputato di Forza Italia attacca  in
  questo  modo il proprio Assessore - perché è presente oggi in  Aula
  l'Assessore  per l'economia, che è di Forza Italia - e  il  proprio
  Presidente  e il Presidente del Gruppo parlamentare, evidentemente,
  qualche  problemino c'è e io qualche domanda al posto  loro  me  la
  farei   perché  derubricare  un  intervento  del  genere  come   un
  intervento  fatto da un deputato che, magari si vedrà,  poi,  nelle
  prossime  settimane come gestirà il Presidente  della  Regione,  ad
  oggi,  la  storia  ci insegna che è solito abbandonare  per  strada
  tutti  quelli  che  nomina o che fanno parte del proprio  circuito,
  scaricando  e  dando  loro la responsabilità e mai  prendendosi  la
  propria   responsabilità,  diciamo,  effettivamente  in  quest'Aula
  mancava da un po' di tempo.
   E  la statura morale, onorevole De Leo, non le nascondo che gli fa
  assolutamente  onore  perché non è semplice intervenire  da  questo
  scranno, soprattutto, non è semplice intervenire contro il  proprio
  Presidente del Gruppo, contro il proprio Presidente della Regione e
  il proprio Assessore per l'economia, tra l'altro citando un fatto -
  che,   non   le   nascondo,  a  me  era  sfuggito  -  cioè   quello
  dell'abbandono   della   Commissione   Bilancio   da   parte    del
  Vicepresidente  della  Commissione  Bilancio,  anch'ella  di  Forza
  Italia.
   Possiamo  dircelo,  Presidente,  questa  finanziaria  non  ha  una
  visione, questa finanziaria è un'accozzaglia di norme: arriva molto
  snella  dal  Governo,  approda, poi,  in  Assemblea  e  diventa  un
  obbrobrio normativo di 134 articoli, tanti di questi mi auguro  che
  saranno  stralciati  dalla  Presidenza  perché  non  hanno   natura
  finanziaria e, come lei ben sa, Presidente, tutte le norme che sono
  ordinamentali  e  che  non  hanno  una  natura  finanziaria   vanno
  stralciate  - senza che questo venga suggerito dalle opposizioni  o
  dai  deputati  di  questa Assemblea - perché  stiamo  trattando  la
  finanziaria.
   È  vero  che  siamo abituati ormai in quest'Assemblea  a  trattare
  solamente  disegni di legge di natura finanziaria, perché  non  sia
  mai che arrivi una legge di riforma, non sia mai che arrivi in Aula
  un  disegno  di  legge di natura parlamentare che,  appena  arriva,
  siccome  è  proposto dall'uno piuttosto che dall'altro, si  va  col
  voto segreto e la stessa maggioranza li affossa
   Dico,  non  ne  sono arrivate chissà quante, perché  questo  è  un
  Governo  che  tende  a governare questa Regione fuori  dal  Palazzo
  dell'Assemblea,  ma  al Palazzo del Presidente  gli  incontri  sono
  sempre  presenti,  molte  volte anche a  casa  di  altri  esponenti
  politici:  ricordo  l'Assessore per la salute  che  va  a  casa  di
  Cuffaro  a  discutere di altro ma, come dire, funziona tutto  fuori
  dall'Assemblea   e  quando  qualcosa  arriva  in  Assemblea,   poi,
  automaticamente,  siccome  ci  sono gli  screzi  all'interno  della
  maggioranza, qualcosa salta
   A  questo si aggiunge una serie di riforme, che non dovrebbero far
  parte  di  questa legge finanziaria, che già bene,  prima,  il  mio
  collega  Varrica ha enunciato e voglio specificarne una, perché  mi
  ha  colpito particolarmente e voglio maggiormente derubricarla  per
  quello  che è: è incredibile come quei 54 milioni di euro assegnati
  all'Assessorato  infrastrutture, per interventi infrastrutturali  e
  per  chiese e altro, vengano in Regione gestiti come se  fosse  una
  cosa normale.
   Guardi,  noi - l'onorevole Varrica lo ha già enunciato  -  abbiamo
  presentato una serie di emendamenti che sono di un buon senso,  che
  anche un bambino capirebbe
   Abbiamo detto: "C'è una somma, ripartiamola tra tutti i comuni  in
  base alla popolazione e alla dimensione", come avviene in qualsiasi
  altra  norma di buon senso. Qui si lascia totalmente la discrezione
  a  un  Assessorato che non si capisce come, dove, quando, a chi  la
  distribuirà   Guardate  che è incredibile,  anche  quando  qualcuno
  presenta una cosa che è veramente talmente semplice da capire, come
  si  alzano  le  barricate  e  si  preferisca  lasciare  tutto  alla
  discrezionalità.
   Poco  fa  il  collega - forse sono stato distratto  io  -  non  ha
  citato,  o meglio lo ha detto ma non ha detto qual è il comune,  il
  comune  di Maletto è incredibilmente governato da Fratelli d'Italia
  e  incredibilmente è il comune che ha ricevuto più risorse di tutta
  la Regione tra i comuni piccoli
   È  incredibile  come  già qualcosa che sia avvenuto  e  che  abbia
  portato  a  delle  storture  all'interno  delle  leggi  di   natura
  finanziaria  non possa essere cambiato in qualcosa di  normale,  di
  semplice,  di  lineare, di generale, di astratto, che non  permetta
  all'Assessore  e  al deputato di avvantaggiare un comune  piuttosto
  che un altro.
   E  questa  norma,  così come tante altre norme, va  solo  in  quel
  senso,  perché  il  senso di questa finanziaria  è  quella  di  una
  finanziaria che  in assenza di due Assessorati lasciati vacanti dal
  Presidente della Regione, che ha tenuto a sé le deleghe dopo  tutto
  quello   che   è   successo  con  la  Democrazia   Cristiana,   sta
  semplicemente  aspettando di capire come si comporterà  l'Aula  per
  poi  assegnare  gli  Assessorati e,  quindi,  il  Presidente  della
  Regione  non sta valutando se quest'Aula approverà delle  norme  di
  buon senso o meno che vanno a tutela della Sicilia e dei siciliani,
  ma sta cercando di capire come i partiti politici gestiranno questa
  finanziaria, perché se ci sono quelli  bravi che voteranno tutte le
  norme  del  Presidente della Regione, allora potranno essere  nelle
  sue  grazie e potranno ambire e avere la possibilità di entrare  in
  Giunta, se ci sarà qualche cattivo e monello che, invece, col  voto
  segreto proposto dalle opposizioni voterà contro quelle norme,  non
  sia  mai  perché  ci saranno quelli messi a studiare  -  non  posso
  dimenticare il vicepresidente della Regione Sammartino  che  girava
  tra i banchi per vedere se c'era qualcuno che votava contrariamente
  a  quanto voleva votare il Governo - e succederà la stessa identica
  cosa   mi  permetto di fare il visionario anche questa volta:  sono
  134 articoli, più di 130 articoli, sono sicuro che non arriveremo a
  30,  non  ci arriveremo ma perché è impossibile arrivare a  più  di
  questi  articoli  quando  si sa già che il Governo  vuole  chiudere
  prima di Natale
   È  impossibile  anche  solo trattare gli emendamenti  modificativi
  delle  opposizioni  per  immaginare di  arrivare  e  soprattutto  è
  impossibile immaginare che questa Presidenza non stralci tutta  una
  serie di norme che non sono solo di natura ordinamentale e ne  cito
  una  per  la  quale ho già preparato la questione pregiudiziale:  è
  quella riguardante le aree idonee.
   Allora,  gli  articoli  che riguardano le aree  idonee  di  questa
  Regione  per  l'installazione dei pannelli fotovoltaici,  sono  gli
  articoli 25, 26, 28, 30 del disegno di legge di stabilità regionale
  non  sono  mai  passati  dalla Commissione  di  merito,  quindi  la
  Commissione  Ambiente e territorio non sa neanche  di  cosa  stiamo
  parlando,  il  decreto legge è stato fatto la  scorsa  settimana  e
  ancora  siamo  in  attesa della conversione del decreto  legge  che
  dev'essere  fatto dalla Camera e dal Senato e noi  lo  abbiamo  già
  incardinato nel disegno di legge di stabilità regionale.
   E' una cosa che non ha senso perché l'Assemblea regionale che deve
  approvare la norma ha la necessità di confrontarsi con il dirigente
  generale,  di  leggere la norma, di emendarla  in  Commissione,  di
  ascoltare  l'Assessore,  non si presenta il  disegno  di  legge  di
  stabilità  ma questo è veramente l'abc dell'Assemblea, cioè  questo
  Governo pensa di poter fare le cose a casa, di farle nel Palazzo  a
  fianco, di portarle qua e mettere quasi la fiducia sulle norme, non
  funziona così,  il processo normativo non è così
   Allora,  Presidente,  potrei  entrare  nel  merito  delle   norme,
  discutere delle cose che ci sono, quelle che non funzionano, ma  mi
  riservo  di  farlo  in  maniera  precisa,  puntuale,  articolo  per
  articolo, quando le affronteremo, però una cosa deve essere  chiara
  e  questa  cosa la dico a chi ci ascolta, a chi ci segue,  a  tutta
  quella  gente che veramente ha perso completamente la  fiducia  nei
  confronti  delle  Istituzioni:  questa Regione non  ha  bisogno  di
  queste  norme  spot,  la Regione ha bisogno di  norme  che  possano
  cambiarla nella sua essenza, perché i temi più importanti  come  la
  siccità,  l'agricoltura,  la sanità, la  possibilità  di  vedere  i
  Comuni  -  e  su  questo voglio aggiungere una cosa meravigliosa  -
  quello che ho sentito l'altra volta alla conferenza stampa di Anci,
  è  stato  stupendo: il Presidente di Anci ha dichiarato  che  in  2
  anni,  seppure  abbia presentato richieste ufficiali al  Presidente
  della  Regione  e  all'Assessore  per  l'economia,  non  si  è  mai
  incontrato col Governo  Cioè, il Presidente di un'associazione  che
  coordina  391  comuni  siciliani,  la  sua  totalità,  non  ha  mai
  incontrato  l'Assessore per l'economia  E la cosa più bella  è  che
  l'indomani,  o  due giorni dopo, l'Assessore per  l'economia  e  il
  Presidente  della Regione hanno incontrato il Presidente dell'Anci
  Io,  che non sono solito commentare sui social, si figuri, a  volte
  utilizzo  la  mia  pagina  per lanciare  messaggi,  sono  andato  a
  commentare  sotto il post della Regione siciliana  che  diceva  "Il
  Presidente della Regione e l'assessore Dagnino hanno incontrato  il
  Presidente di Anci". Dopo due anni  È incredibile  Due anni che  il
  Presidente Anci chiede di incontrare il Governo, a finanziaria  già
  approvata,  350  milioni di euro, di cui decurtati  80  milioni  di
  riserve  Ma che aiuti ai comuni sono, ma chi dobbiamo fare  ridere
  Ci  sono  80  milioni di euro di riserve su 350  stanziati   Ma  fa
  ridere, fa ridere anche solo raccontarlo
   Allora, siccome credo che ci siano delle urgenze in questa Regione
  e che non si possa gestire tutto come: "dieci emendamenti della DC,
  dieci  di  Fratelli  d'Italia, venti di  Forza  Italia,  facciamoli
  approvare e vediamo se facciamo tutti i bravi, se passano a gennaio
  facciamo  il  rimpasto  ,  ebbene, non penso  sia  questo  il  modo
  corretto di governare questa Regione
   Fortunatamente,  vedo  un lato positivo, che questa  probabilmente
  sarà  l'ultima,  se  non  la  penultima  finanziaria  -  mi  auguro
  oggettivamente l'ultima - e soprattutto mi auguro che  i  siciliani
  comprendano che esiste un modo di fare politica diverso, e  che  lo
  si  può  leggere: il Presidente della Regione ci attaccava  dicendo
  che non avevamo presentato i nostri punti programmatici o la nostra
  visione della Sicilia; il Presidente della Regione non ha aperto il
  sito dell'Assemblea regionale siciliana e non ha visto le centinaia
  di  disegni di legge depositati dalle opposizioni, e che il  99,99%
  di essi - lascio uno 0,1% perché probabilmente mi sfugge qualcosa -
  non è mai stato trattato dall'Assemblea, dalla sua maggioranza
   Allora,  l'augurio  è che di queste schifezze  che,  diciamo,  non
  hanno  né visione né altro, si possa fare a meno, e che un prossimo
  Governo  regionale  si possa poi invece concentrare  sui  temi  che
  interessano i siciliani: agricoltura, acqua e sanità. Sono questi i
  temi  che  importano e che possono cambiare il futuro della  nostra
  Regione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Sunseri.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie, Presidente Di Paola, assessore Dagnino e onorevoli
  colleghi.  Non  vedo  nessuno  della  maggioranza  presente,   oggi
  evidentemente  non interessa cosa abbiamo da dire. È  da  mesi  che
  questo Parlamento è travolto dagli scandali, inchieste pesanti  che
  hanno  travolto  sia  il Governo che l'Assemblea  con  la  corrente
  turistica  di  Fratelli d'Italia, poi con lo scandalo  della  nuova
  Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro.
   Io pensavo che questa finanziaria fosse finalmente l'occasione per
  chiudere  delle finestre di opacità e per restituire  ai  siciliani
  una  visione  nuova di buona politica e, invece, Assessore,  sembra
  quasi  che di finestre se ne siano spalancate addirittura di  nuove
  perché  si  continua  a pensare sempre solo ed esclusivamente  alla
  propria  classe  politica,  a  interessi  di  natura  personale   e
  particolare.
   Faccio  un  esempio,  non  entrando nel merito  se  sia  giusto  o
  sbagliato,  ma  sono state aumentate, sempre in questo  disegno  di
  legge, le indennità dei presidenti dei liberi consorzi, quando  per
  mesi si era detto - da questa maggioranza, non da noi, attenzione -
  che  questa   legge  Delrio  sarebbe  stata  a  costo  zero  per  i
  cittadini, che non ci sarebbero stati aggravi nelle casse,  invece,
  andiamo  ad  aumentare, triplicandoli, gli stipendi dei  Presidenti
  dei  liberi  consorzi  che provengono da comuni  piccoli  che  sono
  praticamente quasi tutti, tranne quello di Caltanissetta.
   Ma  la  cosa  grave è che viene cancellato il reddito  di  povertà
  perché  dico  quando si fanno degli aumenti alla  classe  politica,
  poi,  di contro, bisogna dare anche ai cittadini la possibilità  di
  avere una vita sana, agiata, normale
   Il reddito di povertà era già povero perché arrivava a 270 euro al
  mese  per  settemila persone quando le richieste erano  migliaia  e
  migliaia,  è  stato  pure tolto e non pensiamo  ai  dipendenti  dei
  comuni.  È  da mesi che facciamo i conti per tutti quei  lavoratori
  part  time,  spesso mono reddito, che hanno anche stipendi  di  500
  euro al mese. Immaginavo che finalmente si potessero portare le ore
  a  35, neanche questo è presente, cioè pensiamo sempre e solo  alla
  classe politica
   Un'altra  cosa,  lo  sgravio della tassa  automobilistica  per  le
  aziende con flotte superiori a dieci autoveicoli immatricolati.  Ma
  siamo  sicuri  che  favorisca una platea  ampia  e  non  pochissime
  persone  e sempre i soliti noti, sempre le solite persone coinvolte
  nelle   vicende   di   questo   Parlamento?   Togliamo   la   tassa
  automobilistica a queste poche aziende siciliane, però mettiamo  la
  tassa  sui cani ai cittadini, quindi, tutti i cittadini proprietari
  di  un cane devono pagare 10 euro per il passaggio di proprietà, 20
  euro  per  la registrazione, 80 euro per più di una cucciolata  con
  tre cuccioli. Ma perché mettere questa tassa, andando contro quello
  che  si è sempre detto, cioè di incentivare le adozioni dei randagi
  con  aiuti,  piuttosto, che con tasse; così nessuno più  registrerà
  gli  animali,  si  abbandoneranno  le  cucciolate  e  aumenterà  il
  randagismo nei comuni
   Proprio qua voglio parlare dei comuni. C'è stata appunto Anci  che
  ha  posto una problematica abbastanza pesante e grave che è  quella
  della  sicurezza nelle città. Voi come centrodestra vi siete  fatti
  sempre  i  promotori di questa questione della sicurezza,  come  se
  alle  altre  forze politiche non interessasse avere centri  storici
  sicuri  e  cittadini sicuri. No, è una questione  che  interessa  a
  tutti.
   Sicuramente noi abbiamo fatto tante proposte che sono volte  anche
  all'educazione  non solo alla repressione, ma anche  a  livello  di
  repressione non vediamo niente. E' stato messo un milione  di  euro
  per tutti i comuni siciliani, quindi, stiamo parlando di tantissimi
  comuni,  cioè  una miseria, che dovrebbero aumentare  le  forze  di
  Polizia municipale, i controlli, gli aiuti sociali con questi pochi
  soldi,  però, di contro, abbiamo ampliato il plafond di  tutti  gli
  Assessorati ma di tantissimo: Infrastrutture passa da 9 milioni del
  2025  a  un  fondo di progettazione di 54 milioni, i Beni culturali
  passano da 3 milioni a 5 milioni e mezzo, più altri 10 milioni  per
  i  parchi,  l'Assessorato al Turismo da 12 milioni a 16  milioni  e
  mezzo, l'Assessorato all'Agricoltura da 3 milioni e 600 a 5 milioni
  e  700  e via discorrendo, tutti fondi discrezionali, tutti i fondi
  che  favoriranno le continue logiche di questo Parlamento, di  dare
  ad  alcuni e di togliere ad altri o di non dare niente ad  altri  e
  porteranno  molti  deputati di questa maggioranza  con  le  mani  a
  cucchiaino a fare le file negli Assessorati  È un'indecenza  Questi
  fondi aumentati così, in maniera discrezionale, senza che siano mai
  stati discussi nelle Commissioni
   E  ancora  voglio  porre  l'attenzione su un'altra  questione,  se
  parliamo  di  cultura.  Sono  state  prese  in  considerazione  tre
  associazioni,  tre fondazioni: la Fondazione Presti, la  Fondazione
  Tusa  e  la  Fondazione  De Pasquale, a cui  sono  stati  dati  dei
  contributi  considerevoli per le loro attività che sono sicuramente
  di  pregio,  ma è la terza volta che bocciate da questa finanziaria
  la  richiesta  di  un fondo per la costituzione  della  Casa  Museo
  dedicata  a  Giorgio  La Pira, 100 mila euro sono  stati  bocciati.
  Questa  è la prova che questo Governo fa sempre figli e figliastri,
  che agisce solo per le cose di proprio personale interesse
   E mi viene di concludere con una frase, facendo una citazione, che
  è:  "Che  cosa ha imparato questo Governo dalla storia?  Che  dalla
  storia  il  Governo non ha imparato nulla ". Perché  la  storia  si
  ripete  continuamente, figli e figliastri, fondi  dati  per  alcune
  cose e tolti ad altri. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Campo.  È  iscritta   a   parlare
  l'onorevole Ciminnisi. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Grazie,  Presidente. Onorevoli colleghi,  è  la  terza
  manovra  del governo Schifani e, quasi quasi, rimpiango le  manovre
  passate  perché  quelle  almeno erano  soltanto  brutte,  questa  è
  doppiamente  brutta  perché altro non è  che  l'esatto  contrappeso
  della  mozione di sfiducia che abbiamo votato qualche settimana  fa
  perché,  rispetto a quella mozione di sfiducia in cui, tra l'altro,
  il  presidente  Schifani  ha cercato maldestramente  di  difendersi
  dicendo  che il rating era migliorato, ha fatto passare l'idea  che
  la  Sicilia fosse una Regione ricchissima in cui i soldi  abbondano
  talmente tanto - salvo poi non sapere neanche come spenderli -  che
  io  già vedevo i deputati di maggioranza che si sfregavano le  mani
  perché non vedevano l'ora di arraffare tutto quello che potevano  e
  andare  dal  presidente Schifani, giustamente, a battere  cassa,  a
  riscuotere   il  premio  fedeltà  per  aver  votato,   naturalmente
  fedelmente, ovviamente col voto palese in maniera obbligata, questa
  rinnovata fiducia al presidente Schifani.
   Ovviamente ora, non solo non c'è più lo spettro del voto palese  -
  perché  ovviamente col voto segreto vorrò vedere questa maggioranza
  granitica a sostegno di questa manovra - ma c'è all'orizzonte anche
  un  annunciato rimpasto di Giunta, con due Assessori che ancora non
  ci sono che sono quelli della Democrazia Cristiana e che recuperano
  spazio nei posti di sottogoverno, e altri che ovviamente scalpitano
  e  useranno  e  usano questa manovra per aggiustare  gli  equilibri
  all'interno  della maggioranza tra i vari partiti, all'interno  dei
  partiti  tra  le  varie correnti di maggioranza  e  di  opposizione
  interna alla stessa maggioranza.
   E  la  prova  di  questo è il fatto che una  finanziaria  che  era
  entrata  con 30 articoli, dopo la mozione di sfiducia, è  diventata
  di  130  articoli perché, ovviamente, ogni deputato di  maggioranza
  che  si  è  mostrato fedele, è andato lì a riscuotere e  a  battere
  cassa  per  avere  ciò  che gli spettava e così,  in  un  tempo  di
  presunte  vacche  grasse che vengono annunciate urbi  et  orbi  dal
  presidente  Schifani, cosa facciamo noi? Anzi, cosa fa  il  governo
  Schifani? Imbastisce una manovra non per creare misure durevoli, di
  sviluppo,  di crescita per la Sicilia, ma mette insieme  tutta  una
  serie di articoli di una maggioranza famelica che, in qualche modo,
  deve  soddisfare  i piccoli interessi del proprio giardinetto,  del
  proprio  orticello, in vista probabilmente di prossimi appuntamenti
  elettorali.  E lo fa con una foga così irruenta che  non  si  rende
  conto  nemmeno  che  sullo stesso argomento ci sono,  sparsi  nella
  manovra,  3-4 articoli sullo stesso tema, 4 interventi su un  altro
  tema
   Faccio  un  esempio  così  banale per  tutti:  c'è  la  norma  per
  l'accessibilità  alle spiagge dei disabili per i comuni  che  hanno
  approvato  i  PUDM  e la norma di accessibilità  alle  spiagge  dei
  disabili  per  i  comuni sotto i 5.000 abitanti  perché  tutto,  in
  questa  manovra, è schermato da almeno tre barriere  apparenti.  La
  prima sono le tabelle. È stato citato più volte l'esempio del fondo
  di  progettazione dell'Assessorato delle infrastrutture con più  di
  50  milioni  di  euro  che l'Assessorato distribuirà,  secondo  dei
  criteri   che  sfuggono  al  controllo  del  Parlamento   e,   come
  l'Assessorato alle infrastrutture, tanti altri Assessorati  di  cui
  abbiamo visto lievitare nelle tabelle gli stanziamenti di spesa, le
  previsioni di spesa
   Poi c'è l'altro schermo, che è quello fantastico, delle riserve ai
  comuni.  Nel Fondo delle autonomie locali abbiamo fatto  un  grande
  stanziamento complessivo per le riserve agli enti locali in cui c'è
  un po' di tutto e, guarda caso, non posso fare a meno di notare che
  manca, quest'anno dopo tanti anni, avete dimenticato la riserva per
  i comuni che raggiungono il 75 per cento di raccolta differenziata.
   Del   resto,  da  un  Governo  che  si  auto-premia  come  custode
  dell'ambiente  perché  fa gli inceneritori, coerentemente,  non  ci
  aspettiamo sicuramente la premialità ai comuni che fanno il 75  per
  cento  di  raccolta  differenziata, anche  perché  altrimenti  cosa
  dovete  mettere  negli inceneritori, perché sono  sovradimensionati
  rispetto a quello che, in realtà, è il flusso dei rifiuti?
   Allo  stesso modo, sempre perché, come direbbe il buon Tajani,  la
  tutela  dell'ambiente vale ma fino a un certo punto,  naturalmente,
  non  ha  trovato accoglimento neanche la proposta di  aumentare  le
  risorse  del  fondo  di  demolizione degli  immobili  abusivi  che,
  ovviamente, come opposizione, a mia prima firma, avevamo presentato
  però,  naturalmente, la tutela dell'ambiente, evidentemente,  è  un
  valore negoziabile, contrariamente a quello che avevate detto.
   E che cosa dire in tutte queste riserve dei comuni se, da una mano
  diamo   ai   comuni   amici,  dall'altro   cosa   dire?   L'emblema
  dell'inefficienza della gestione dell'emergenza  idrica  di  questa
  Regione  è  l'articolo  16,  perché premiamo  tutti  i  comuni  per
  qualsiasi cosa, quelli che sono bandiera blu e quelli che  dobbiamo
  incoraggiare  a diventare bandiera blu; quelli che hanno  la  super
  marchetta scritta su misura per la strada che passa sotto  l'albero
  a  fiori; però cosa facciamo? Puniamo, per i prossimi dieci anni, i
  comuni  ex  EAF  che  hanno avuto la sfortuna  di  ereditare  dalla
  Regione  la  gestione ex EAF. Quegli stessi comuni  che  oggi  sono
  proprio  quelli  che sono ancora più in difficoltà,  per  la  crisi
  idrica, e mi riferisco ai comuni di Messina ma, soprattutto, a metà
  dei  comuni della provincia di Trapani, che vivono una crisi idrica
  quotidiana, che non è affatto superata
   Ma  voi  parlate  con  la  gente? Voi  venite  qui  a  parlare  di
  miglioramento   del   rating   ma   siete   totalmente   scollegati
  dall'economia  reale che vivono i siciliani  Ma ci  parlate  con  i
  siciliani  che non hanno l'acqua a casa? Ci andate, ogni tanto,  al
  supermercato a fare la spesa? Ci parlate con il casaro che vi fa il
  formaggio  e  non può sostenere i prezzi del latte?  Ma  avete  una
  cognizione  di  quello che succede in Sicilia, o pensate  veramente
  che  mettere  insieme  tutte queste misure,  misuricche ,  per  far
  contento ciascun deputato, serva alla Sicilia?
   E  poi  c'è un altro schermo, che è quello della manovra "indovina
  chi?".  Ci  sono le norme scritte su misura. Non so se siate  della
  mia generazione però, vi ricordate il giochino che c'era, "indovina
  chi?", l'avversario descriveva il personaggio e diceva: "È uomo?  È
  biondo?  Ha gli occhi azzurri? Ha la cravatta arancione? E  l'altra
  parte  doveva  indovinare chi fosse il personaggio    E  in  questa
  manovra abbiamo pure le norme "indovina chi?", esempio: spesa di  1
  milione  -  ne prendo una a caso senza volere male a nessuno  -  in
  favore dei consorzi universitari che operano in territori nei quali
  insistono  uno  o  più  siti Unesco, che distano  dagli  atenei  di
  riferimento  oltre  180 chilometri e di cui  sono  soci  città  con
  popolazione inferiore a 35 mila abitanti.
   Indovina  chi?  Metteteci  la  faccia,  dategli  un  nome  e  dite
  consorzio  universitario  di Agrigento, perché  pure  io  ho  avuto
  difficoltà a capire chi fosse quello di 180 chilometri,  che  aveva
  35  mila  abitanti, che aveva un sito Unesco, giustamente, dobbiamo
  capire pure che cosa serve ai siciliani
   Presidente,  concludo, perché tanto questa è una  manovra  che  ai
  siciliani  non  serve perché, ripeto, ho la sensazione  che  questo
  Governo  abbia completamente perso il contatto con la realtà  e  di
  questa  manovra i siciliani non hanno che cosa farsene. Con questa,
  probabilmente,  i  siciliani, siccome i bisogni  dei  siciliani   e
  risposte ai siciliani qua non ce ne sono, con questa i siciliani ci
  possono  fare  la  carbonella  per il caminetto  di  Capodanno   Il
  problema è che a bruciare non è questo foglio di carta, ma  sono  i
  soldi dei siciliani e il futuro dei siciliani.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
   Io  vi  ricordo,  colleghi, che ogni Gruppo  parlamentare  ha  una
  tempistica che abbiamo calcolato in base al numero di ore di Aula e
  che  per  i  Gruppi  parlamentari del  Partito  Democratico  e  del
  Movimento  5  Stelle questa tempistica si sta  esaurendo  o  è  già
  esaurita.
   Prego, onorevole Spada.

   SPADA.   Grazie,  signor Presidente. Prenderò  cinque  minuti,  il
  tempo  di  fare delle considerazioni rispetto a questa finanziaria,
  che in tanti aspettavano, che in tanti speravano potesse in qualche
  modo dare delle risposte ai territori, ai cittadini, agli studenti.
   Verso  le  tre,  signor  Presidente, alle ore  15.00,  ci  saranno
  diversi   studenti  sotto  l'Assemblea  regionale   siciliana   che
  protesteranno  e  lo  faranno per l'ennesima  volta  perché,  anche
  questa  volta,  il Governo regionale ha deciso di  stanziare  solo
  però, assessore Dagnino, se mi dà un attimo di attenzione, in  modo
  tale da mantenere la discussione cordiale, tranquilla, serena,  che
  poi  ogni  volta che dobbiamo parlare di tematiche  le volevo  dire
  questo,  assessore, perché più tardi ci saranno degli studenti  che
  protesteranno, visto che le somme stanziate per le borse di  studio
  raggiungeranno  il  40  per  cento,  rispetto  al  90  degli   anni
  precedenti.
   Allora, io penso che il Governo non possa non attenzionare  questa
  situazione, perché garantire il 40 per cento di borse di studio,  a
  fronte  dei diversi milioni stanziati in questa finanziaria,  penso
  sia uno schiaffo ai tanti giovani che hanno deciso di rimanere qui,
  di  studiare qui, di non andare in un'altra Regione, perché  se  si
  fossero spostati presso un'altra Regione magari avrebbero avuto  la
  copertura  del  100  per cento delle borse di  studio.  Quindi,  la
  invito a tenere in considerazione questo dato e ad intervenire.
   Così  come la invito a considerare gli interventi da destinare  ai
  comuni  siciliani. So che avete fatto un incontro con ANCI Sicilia,
  che  avete preso l'impegno di aumentare di 30 milioni di  euro  gli
  stanziamenti  previsti all'interno di questa finanziaria,  però  vi
  siete,  non dico dimenticati, ma non avete rifinanziato una  misura
  che  ha  dato  un  sostegno a tanti comuni siciliani  che  oggi  si
  trovano in una condizione di dissesto o di predissesto. Noi, grazie
  agli  interventi che abbiamo fatto e che abbiamo stanziato nei mesi
  scorsi, siamo riusciti ad evitare che molti comuni finissero in una
  condizione di dissesto, perché erano già sofferenti in un piano  di
  riequilibrio, a continuare ad aiutare questi comuni, piuttosto  che
  condannarli  al default, e quindi rifinanziando quella  misura  che
  stanziava sei milioni di euro per i comuni in piano di riequilibrio
  e  quattro milioni per i comuni in dissesto, soprattutto i  piccoli
  comuni,  perché  mentre sulle grandi città,  nei  comuni  costieri,
  quelli che hanno il mare, quelli che hanno comunque anche un flusso
  turistico,  che  con la tassa di soggiorno, con  altre  iniziative,
  possono garantire un risanamento o comunque il mantenimento  di  un
  equilibrio all'interno del proprio bilancio, ci sono i comuni delle
  aree  interne, i comuni più piccoli, quelli che non hanno strumenti
  o   attività  produttive  in  grado  di  garantire  una   stabilità
  finanziaria ed economica, che soffrono e spero che il Governo possa
  dare loro un contributo per affrontare anche questo 2026.
   Concludo,  perché,  penso, sono verso la fine dei  cinque  minuti,
  dicendo  che i miliardi di euro che sono risultati dalla  parifica,
  penso  che debbano essere spesi e debbano essere spesi tenendo  più
  in  considerazione  chi oggi sta sul fronte.  E  oggi  sul  fronte,
  assessore, ci stanno i sindaci con le mille difficoltà, con i mille
  impegni e con le esigue risorse che ogni anno vengono destinate nei
  nostri  comuni. Solo per fare un paragone, il fondo delle autonomie
  locali  della  Regione  Sardegna è tre volte  quello  della  nostra
  Regione,  con  una popolazione che rappresenta un  quinto  rispetto
  alla Sicilia. E allora, se vogliamo realmente iniziare ad aiutare i
  siciliani tutti, partiamo dai sindaci che sono quelli che si  fanno
  carico più di tutti delle problematiche degli stessi.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Saverino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVERINO. Presidente, purtroppo ogni volta dobbiamo correre quindi
  è  impossibile riuscire a parlare con questa... Allora, Presidente,
  naturalmente, assessore Dagnino, leggendo questo disegno  di  legge
  di  legge  di  stabilità la cosa che appare di più è un  libro  dei
  sogni naturalmente, pur sapendo e ci siamo resi conto che tutta  la
  parte amministrativa e applicativa di questa, ormai, legislatura, è
  in  mano  a  un  Governo  che è particolarmente  immobile  e  si  è
  contraddistinto per non avere una grande visione, per  cui  da  una
  parte  non  ci sono domande sbagliate che vengono fatte dai  nostri
  cittadini  ma  forse ci sono delle risposte, non  dico  errate,  ma
  limitate   soltanto  ad  alcune  propagande,  ad   alcuni   momenti
  elettorali, alcune forse diciamo più per chi non vive veramente  la
  realtà e la quotidianità di tutti i giorni.
   Noi,  mi  è dispiaciuto molto e non me lo aspettavo dal presidente
  Schifani,  l'altra volta, quando c'è stata la mozione  di  sfiducia
  lui  ha risposto  la sua risposta per me è stata insomma abbastanza
  deludente  e non me l'aspettavo proprio da lui, perché a  un  certo
  punto  ha detto che noi, come opposizione, critichiamo ma  che  non
  portiamo proposte.
   Allora, velocemente vorrei soltanto dire alcune delle proposte che
  noi abbiamo presentato come opposizione, con il Movimento 5 Stelle,
  con  Ismaele  con Controcorrente, proprio per fare vedere  che  noi
  comunque  una  visione  l'abbiamo. Sono tutte proposte,  interventi
  mirati  che  servono  a dare risposte non solo  nell'emergenza  ma,
  soprattutto, in maniera strutturale e, soprattutto, a lungo raggio,
  essenziali per affrontare le diseguaglianze territoriali  -  che  è
  stato già sottolineato da tanti miei colleghi -, il disagio sociale
  è anche un deficit importante infrastrutturale che noi viviamo.
   Per   quanto   riguarda   gli  interventi   strutturali   per   la
  programmazione  degli enti locali, noi sappiamo che abbiamo  grossi
  problemi  in  Sicilia  per la risoluzione del  rafforzamento  delle
  capacità di investimento e pianificazione degli enti locali  e  per
  questo   abbiamo   proposto   il   potenziamento   della   capacità
  progettuale,  quindi  la  riproposizione  del  fondo  progettazione
  comuni  è  un  intervento  necessario e altamente  strutturale.  Le
  difficoltà  dei comuni siciliani, specialmente quelli più  piccoli,
  sono  sotto gli occhi di tutti: non riescono a dotarsi di  progetti
  esecutivi  e  quindi  non riescono, proprio per  questo,  ad  avere
  accesso  ai  fondi  di sviluppo sia nazionali che  europei.  Questo
  fondo  specifico  intende  superare,  appunto,  questa  difficoltà,
  questa  lacuna,  migliorando la capacità di  programmazione  futura
  della spesa.
   Un'altra  nostra proposta è quella dell'aumento degli investimenti
  locali; l'incremento del fondo investimento fornisce quindi risorse
  aggiuntive  per  la  realizzazione di opere,  di  infrastrutture  a
  livello comunale che è la base essenziale necessaria per il  nostro
  territorio.
   Poi,  siamo intervenuti anche sulla sicurezza e welfare aziendale,
  quindi  in  ambito  lavorativo la premialità  per  le  aziende  che
  migliorano  le  condizioni  del  lavoratore  attraverso  misure  di
  welfare  aziendale  e  sulla sicurezza sui luoghi  di  lavoro,  che
  promuovono  sicuramente  un cambio culturale  e  strutturale  nelle
  relazioni di lavoro, con beneficio a lungo termine sia sulla salute
  che sulla produttività regionali.
   Abbiamo   cercato   di   proporre   anche   un   contrasto    alla
  marginalizzazione  territoriale e sociale,  affrontando  quindi  le
  diseguaglianze  geografiche  e sociali, soprattutto  concentrandoci
  sulle aree più vulnerabili, per cercare di liberare le potenzialità
  dei nostri territori e quindi portare economia e sviluppo.
   Quindi,  con il rilancio delle aree interne e delle isole  minori,
  con  l'istituzione  di  un fondo bonus aree interne,  si  incentiva
  l'acquisto,   il  recupero  e  la  riqualificazione   di   immobili
  abbandonati  destinati ad abitazione principale  o  a  locazione  a
  canone  moderato.  Insomma, noi stiamo  cercando  di  invertire  la
  tendenza  allo spopolamento attraverso il riutilizzo del patrimonio
  edilizio e la stabilizzazione demografica.
   A  questo  naturalmente  si  aggiunge l'istituzione  di  un  fondo
  specifico  per  l'attivazione di servizi e strutture sociosanitarie
  nei  comuni  delle  aree  interne e delle isole  minori  siciliane,
  garantendo servizi essenziali che spesso mancano in queste zone.
   Dopodiché  mi  fermo qui, perché sono tante le altre proposte,  ma
  almeno volevo lasciare ancora qualche spazio.

   PRESIDENTE. Ma, purtroppo, onorevole  qualche altro minuto  glielo
  concedo io, prego.

   SAVERINO. Grazie. Ma volevo lasciare spazio al collega Venezia.
   Altre  cose  per  cui noi ci siamo battuti e che abbiamo  proposto
  sono  la  rigenerazione delle aree urbane marginali, quindi proprio
  per  il contrasto - parliamo tanto di disagio sociale - soprattutto
  nelle aree interne, soprattutto nelle periferie definite come  zone
  in  condizioni  economiche  precarie, sociali  e  anche  ambientali
  sicuramente peggiori rispetto alla media.
   Questo naturalmente serve per il potenziamento del capitale  umano
  e  sociale  di queste zone, e quindi sempre pensando e  avendo  una
  visione a lungo termine.
   Abbiamo  parlato  naturalmente dei fondi  per  le  scuole,  quindi
  azioni  di  cambiamento  stabili  negli  spazi  scolastici,   nella
  didattica,   nelle  relazioni,  la  realizzazione  di   centri   di
  aggregazione  giovanile  e  il sostegno  ai  consultori  familiari,
  proprio  per  dare maggiore sostegno non solo ai giovani  ma  anche
  alla  genitorialità. Questi rappresentano sicuramente  investimenti
  diretti  nella  prevenzione del disagio  e  nell'educazione  socio-
  affettiva dei minori. Crediamo nei progetti di rigenerazione urbana
  proprio per dare anche aiuto e sostegno agli enti del terzo settore
  e  all'inclusione  sociale, contribuendo quindi al  decoro  e  alla
  coesione del tessuto urbano.
   Naturalmente,  altre  proposte sono sull'ambiente,  dal  punto  di
  vista  sanitario, se ne è già parlato tanto. Chiudo proprio perché
  assessore Dagnino, visto che il presidente Schifani non è in  Aula,
  può  lei  stesso  riferire  che  comunque  l'opposizione  ha  tante
  proposte,  sono  tanti i nostri emendamenti e tutti  sono  con  una
  visione a lungo termine.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
   È iscritta a parlare l'onorevole Adorno. Ne ha facoltà.

   ADORNO.   Grazie,  signor  Presidente.  Volevo  sapere  se   avevo
  trentadue secondi o se potevamo sforare, perché

   PRESIDENTE.  Colleghi, cercherò di dare un po' di  tempo  in  più,
  perché comunque ci sono altri colleghi che devono intervenire, però
  il  Gruppo parlamentare, così come abbiamo stabilito, ha dei  tempi
  contingentati  e mercoledì c'era tempo aperto per tutti.  Dico  che
  chi   è   intervenuto  mercoledì  ovviamente  aveva   un   maggiore
  quantitativo di tempo.
   Prego, onorevole.

   ADORNO. Sì, grazie, signor Presidente. Mi spiaceva togliere  tempo
  ai colleghi.
   Oggi parliamo della legge di stabilità, una legge di stabilità che
  di  stabilità  non  ha proprio nulla  Assessore Dagnino,  assessore
  Dagnino,  questo disegno di legge di stabilità entra in Commissione
  con  poco  più di 30 articoli, invece, poi diventa di 134 articoli.
  Mi  rivolgo a lei perché è ovvio che anche oggi, che si discute del
  disegno  di  legge più importante dell'intero anno,  il  Presidente
  Schifani è ovviamente assente.
   Dicevo,  parliamo  di  un disegno di legge di  stabilità,  che  di
  stabile  non  ha proprio nulla, anzi, è un ossimoro  dire  stabile,
  perché  una  legge che entra con 34 o 35 - non mi  ricordo,  adesso
  esattamente  -  e che poi diventa di 134 articoli, è evidente  che,
  forse  perché  siamo  in  tema di vacanze natalizie,  ha  preso  il
  lievito madre per il suo panettone
   Signor Presidente, in questo disegno di legge di stabilità non c'è
  alcuna  soluzione  dei problemi che i siciliani  hanno  in  maniera
  reale. Io le dico soltanto un articolo, per esempio l'articolo  14,
  che parla di una cabina di regia per l'Assessorato ambiente per  le
  specie  esotiche  invasive. Dico, ma di questo ce n'era  fortemente
  necessità  per  i  siciliani? Parlo del suo Assessorato,  assessore
  Dagnino   Seicentomila euro di spese previste per la  comunicazione
  all'Assessorato  all'economia, seicentomila euro di  spese  per  la
  comunicazione
   Signor Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, per piacere,
  dica al presidente Schifani, che sul pianeta Sicilia sono ben altri
  i  problemi. Noi lo sentiamo spesso proclamare a destra e  a  manca
  che  ci  sono risultati strabilianti dal punto di vista  economico.
  Ecco,  noi  non  ce  ne siamo accorti e non se ne  sono  accorti  i
  siciliani e non se n'è accorta questa manovra di bilancio e non  se
  n'è accorta perché uno dei problemi che tutti noi sappiamo essere è
  la  sanità   E  se davvero si fosse voluto incidere  sulla  sanità,
  allora  si  sarebbero  potuti programmare e  attuare  un  piano  di
  assunzioni  per medici, infermieri e personale medico, e  invece  è
  totalmente assente
   Dica,  per  piacere, al Presidente Schifani, che è in suo  potere,
  nella Conferenza Stato-Regioni, programmare il numero dei medici di
  cui  la sua Terra ha bisogno  Perché di questo non c'è traccia, non
  lo  leggiamo  nemmeno  sui  social, non  lo  leggiamo  nemmeno  sui
  giornali.
   E, allora, io quello che vedo invece in questo disegno di legge di
  bilancio  è  un  susseguirsi di "manovre  spezzatino"  e  spot.  Un
  susseguirsi  di  piccoli rattoppi qua e là, forse a seguire  quello
  che  era  l'intento che oramai si è perso del presidente  Schifani,
  quando diceva, rispetto agli scandali che emergevano, che alla luce
  del quadro delle indagini che stava emergendo, riguardanti Cuffaro:
  "ritengo doveroso riaffermare la necessità che il Governo regionale
  operi  nel  segno  della  massima trasparenza,  del  rigore,  della
  correttezza istituzionale, principi che rappresentano il fondamento
  stesso  della  buona  amministrazione .  Ecco,  questo  diceva   il
  presidente  Schifani,  e  per  questo toglieva  due  assessori  non
  indagati  dalla Giunta, salvo poi qualche giorno dopo fare  entrare
  degli altri uomini di sottogoverno, e li abbiamo visti, all'IACP di
  Caltanissetta,  al Parco delle Madonie, al Consorzio  universitario
  di  Agrigento  e,  ultimo, proprio da qualche giorno,  il  Capo  di
  Gabinetto vicario della sua Presidenza.
   Ecco,   questa   manovra  è  figlia  dello  stesso  atteggiamento,
  atteggiamento che cerca di dare soluzioni alla sua maggioranza, che
  disintegrata  gli  tira la giacchetta, oggi  a  destra,  un  po'  a
  sinistra,  un  po'  al  centro e non si  vedono  provvedimenti  che
  interessino i siciliani
   Signor Presidente, per piacere, dica al Presidente Schifani che  a
  Natale  i siciliani vorrebbero tornare nella propria Terra,  perché
  c'è  un  caro voli di cui non fa menzione, non ci sono proposte  di
  continuità territoriale serie in questa manovra
   Signor  Presidente, è un momento difficile per i nostri siciliani,
  aveva  fatto anche il Sicilia express, un fallimento, un click  day
  fallito e posticipato.
   Signor   Presidente,  il  Movimento  5  Stelle  con   il   Partito
  Democratico  e  con Controcorrente hanno presentato delle  proposte
  alternative,  proprio perché, durante la seduta  della  mozione  di
  sfiducia,  il  Presidente  Schifani ci rimproverava  di  non  avere
  proposte  e  di  essere il partito del "no", della protesta  e  non
  della proposta
   Vorrei  ricordare al Presidente Schifani che il Movimento 5 Stelle
  è  stato  al Governo nazionale ed è l'unico soggetto politico  che,
  pur  avendo  governato, non ha né persone indagate né inquisite  e,
  invece,  il  Presidente  Schifani cosa ha fatto  quando  ha  dovuto
  scegliere la sua maggioranza? È andato a bussare alle porte  di  un
  condannato  in  via definitiva per favoreggiamento  aggravato  alla
  mafia  e,  quindi,  di  questo ne paghiamo le  conseguenze,  tutti,
  signor Presidente.
   E  allora dica al Presidente Schifani, per piacere, che la  sanità
  andrebbe programmata, che i siciliani vorrebbero tornare a casa con
  delle tariffe calmierate. Queste, assieme all'assenza di lavoro per
  i  nostri  giovani, sono solo alcune delle misure di cui la  nostra
  terra  ha bisogno. Motivo per il quale a questa manovra di bilancio
  noi voteremo in maniera contraria. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Adorno. Colleghi,  a  me  rimangono
  quattro interventi: tre del Gruppo del Movimento 5 Stelle e uno del
  Partito Democratico e poi la replica ovviamente del Governo.
   Io farei un ulteriore intervento, poi, alle ore 14.00 facciamo una
  breve  pausa,  riprendendo alle ore 15.00 con i tre interventi  che
  rimangono e la replica, infine, dell'assessore. Quindi, adesso...

   DE LUCA Antonino. Posso intervenire per una mediazione?

   PRESIDENTE.    L'onorevole   Venezia   le   cede    la    priorità
  dell'intervento. Prego, onorevole De Luca.
   Dopo  l'intervento  dell'onorevole De Luca  ci  sarà  la  pausa  e
  riprenderemo,  poi,  alle  ore  15.00  con  i  tre  interventi  che
  rimangono  e  la replica da parte del Governo. Prego, onorevole  De
  Luca, le ricordo ovviamente che il tempo del Gruppo è concluso.

   DE  LUCA  Antonino. Grazie. signor Presidente. Ringrazio anche  il
  collega  per  avermi  ceduto  il posto e  consentirmi,  quindi,  di
  assolvere un impegno professionale.
   Sarò  breve per il semplice motivo, signor Presidente, che  questa
  finanziaria  non ha senso che venga discussa in sede di discussione
  generale  -  e  la  bassa  presenza  in  Aula  e  del  Governo   lo
  testimoniano  -  per il semplice fatto che, di  questo  testo,  tre
  quarti non arriverà neppure ad essere discusso perché probabilmente
  il  Governo  o lo ritirerà o lo vedrà cadere sotto i veri  voti  di
  sfiducia della sua stessa maggioranza.
   Assessore  Dagnino,  lei  ricorderà  che  io  le  avevo  dato   un
  consiglio:  di prendere bagagli e bagattelle durante la Commissione
  Bilancio  e  di defilarsi, di scomparire, di andarsene, perché,  se
  fosse   andato  avanti,  si  sarebbe  trovato  con  il  carico   di
  responsabilità che adesso lei si trova. Perché, vede, era  evidente
  che  la  farsa della ventina di articoli "spot" avrebbe avuto  come
  seguito naturale... anche per via degli annunci che ha fatto e  che
  avevano fatto credere ai deputati di maggioranza che questa sarebbe
  stata  una  grande festa, una grande abbuffata; questa  finanziaria
  non  ha  fatto  altro che accrescere l'appetito di quelli  che  già
  hanno dimostrato negli anni di essere qualcosa di più simile a  dei
  lupi famelici e che, quindi, giustamente, ora, in questa occasione,
  hanno  fatto  incetta. E, non a caso, l'ho definita come  una  mega
  lista  della spesa della maggioranza, assessore Dagnino, perché  di
  visione questa finanziaria ne contiene veramente poca, semmai è  il
  riflesso dei veti incrociati e delle reciproche concessioni  a  cui
  avete  dovuto  dare il via in Giunta per esitare  questo  testo.  E
  vertice di maggioranza, dopo vertice di maggioranza, riunione con i
  segretari,  riunione con i Capigruppo, riunione con  la  Democrazia
  Cristiana  e compagnia cantando, in via di un rimpasto che  vedremo
  se  e  quando  arriverà,  magari ci sarà  qualche  altro  rinvio  a
  giudizio  prima  che  voi poniate fine a questa triste  esperienza,
  siete  arrivati  in  Aula con 136 articoli  che  non  hanno  alcuna
  connessione l'uno con l'altro
   Avete  fatto pure l'operazione ridicola, perché ridicola è  questa
  finanziaria  e  ridicolo il vostro atteggiamento,  di  prendere  un
  articolo e dargli il titolo, Presidente, guardi che finezza  "Norme
  per  la riduzione delle liste d'attesa". Uno dice  è un bel titolo,
  vogliono  ridurre  le  liste d'attesa , poi  guardi  dentro  e  c'è
  qualche  decina  di milioni di euro da investire  nel  monitoraggio
  delle  liste d'attesa non nella riduzione della lista d'attesa,  ma
  chi  lo  legge resta ingannato, perché dice  stanno investendo  per
  aumentare  le  prestazioni che vengono erogate,  per  accelerare  i
  tempi  di erogazione, per sbloccare quegli esami che hanno 12,  14,
  16  mesi,  per i salvavita, per immettere nuove risorse umane,  per
  pagare  degli  straordinari ; invece no, tutto serve  semplicemente
  per  monitorare i ritardi, scoprendo così quello che già  sappiamo,
  l'acqua  calda,  che  questi  signori non  hanno  neanche  un'idea,
  neanche  la cognizione reale di quanto siano gravi i ritardi  delle
  liste di attesa, tant'è che il Presidente Schifani se ne va in giro
  saltellando e dicendo  va tutto bene, c'è un boom economico, stiamo
  intervenendo sulle liste, abbiamo messo milioni di qua e milioni di
  là, stiamo risolvendo i problemi che abbiamo ereditato   che poi li
  hanno  ereditati  da  loro stessi, perché nella scorsa  governavano
  loro e si sono sempre definiti in continuità.
   Ridicolo,  ridicolo, caro assessore Dagnino, cercare di affrontare
  l'emergenza  PIP,  perché avete due, tre deputati  e  la  pressione
  palermitana addosso e fregarvene, fregarvene, fregarvene di  15.000
  famiglie  che sono rappresentate dai contrattisti che continuano  a
  vedere  avvicinarsi il loro non diritto al loro diritto,  alla  non
  pensione,  perché andranno tutti con le minime, perché  voi  ve  ne
  fregate  di  intervenire, ve ne  fregate di andare a postare  delle
  risorse  in un momento di vacche grasse, perché l'avete  detto  voi
  preferite  piuttosto andare ad accontentare una piccola platea  che
  ha  i suoi diritti, le sue rivendicazioni, i sui desideri, ma ve ne
  fregate di 15.000 famiglie, 15.000 lavoratori che servono gli  enti
  locali,  senza  i  quali  gli enti locali  non  potrebbero  neppure
  erogare i servizi essenziali che oggi erogano.
   E  allora  veda, assessore Dagnino, fa anche ribrezzo quando  fate
  una  manovra in cui andate - per carità giusto nel principio  -  ad
  aggiungere un po' di ore, un po' di giornate lavorative agli operai
  della  Forestale ma ve ne fregate altamente e state  continuando  a
  smantellare il Corpo in divisa, il Corpo Forestale.
   Io vorrei capire tutti questi operai forestali, il Corpo forestale
  in  divisa  sono rimasti, assessore Dagnino - glielo dico perché so
  che  non lo sapete - 300 unità, di cui 150 andranno in pensione nei
  prossimi dodici, ventiquattro mesi, quindi vorrei capire una  cosa:
  ma  poi questi operai forestali chi li dovrebbe guidare? Qual è  il
  piano, qual è il progetto?
   Volete portare tutto sotto la Protezione civile, così ve ne andate
  avanti  a  ordinanze  e  avete risolto il problema  o  credete  che
  l'esercito  si  possa  muovere così, di sua  spontanea  volontà,  a
  intuito,  senza  nessuno che lo guidi, senza nessuno  che  abbia  i
  titoli  per guidarlo, perché non avete messo delle risorse per  gli
  avanzamenti   di   carriera,  per  i  concorsi  interni,   per   lo
  svecchiamento del Corpo forestale?
   Lei  lo sa che tutti i mezzi, con i soldini che voi stanziate  per
  rinnovare  i mezzi, non possono uscire perché gli operai in  divisa
  spesso sono da soli?
   Ce  l'avete chiaro che voi investite i soldi per comprare mezzi  e
  questi  mezzi non possono uscire? Ce l'avete chiaro che le campagne
  antincendio,  l'immediata rilevazione di un principio  di  incendio
  non  serve a nulla se poi non c'è chi è in grado con competenza  di
  andare   a   spegnerlo,   di  guidare  una   squadra   a   spegnere
  quell'incendio? Ce lo avete chiaro? Oppure siete talmente  convinti
  che  ciò  che  conta è fare un articolo di giornale, un  comunicato
  stampa,  sparare  quattro panzane, per risolvere i  problemi  della
  Sicilia?
   Perché,  ove non ve ne foste accorti, il problema della siccità  è
  sempre lo stesso, il problema dei Comuni è sempre lo stesso.  Avete
  anche  fatto, io già annuncio che in questa occasione  chiederò  il
  voto  segreto  sull'articolo che dispone le riserve, perché  adesso
  voi dovete guardare in faccia i problemi e andare a distinguere  un
  Comune  che ha una peculiarità e quindi un problema che deve essere
  risolto  con una norma speciale all'interno dei fondi, e  i  Comuni
  invece  che hanno solo e soltanto un deputato amico che gli  fa  il
  favore di regalargli delle risorse, a discapito di tutti gli altri
   Perché  avete ancora una volta esagerato, non sapete  guardare  in
  faccia  le esigenze dei siciliani e dei Comuni, e questo è arrivato
  il  momento  di  renderlo palese a tutti  Veda, assessore  Dagnino,
  questa  finanziaria sarà la vera sfiducia del Governo  Schifani,  e
  già   lo  testimoniano  le  prime  avvisaglie  che  arrivano  dalla
  maggioranza. Le dò un consiglio da nemico - da nemico nel senso  di
  fazione opposta, di nemico politicamente, non a livello personale -
  cercate  di guardarvi un attimino allo specchio, cercate di  capire
  quello  che sta per succedere. Non venite sempre in Aula con quella
  prosopopea  di  chi  crede  di  sapere  e  poi  prende  sberle   in
  continuazione. Cercate in questa occasione di fare una figura  meno
  magra  di  quella che si prospetta, perché è inutile che  arriviate
  qua con 134 articoli, siete riusciti a fare 18 pagine di tabellari,
  avete   fatto   pure   il   "fondone"   all'assessorato   per    le
  infrastrutture, mancava semplicemente che nel titolo ci metteste la
  ristrutturazione degli sgabuzzini, perché poi ci avete messo tutto,
  sagre,  cappelle,  parrocchie,  Comuni,  stradine,  infrastrutture,
  tutto  ci  avete  messo, anche il turismo... il maxi-fondo   E  poi
  facciamo  l'elenco dei deputati che arrivano con i pizzini  a  dire
  dove mettere le 50 e le 100 mila euro, non ve lo facciamo fare,  ci
  opporremo come dei disperati, vi facciamo finire ovunque, su  tutti
  i giornali, chiederemo il voto segreto su tutto
   O  la  finite  di  credere che il disegno di  legge  di  stabilità
  regionale  sia  lo strumento per farvi i cavolacci  vostri,  o  voi
  vivrete  una  condizione ben peggiore delle  ultime  variazioni  di
  bilancio,  e  allora  siccome ancora  portate  i  segni  di  quelle
  variazioni, io glielo sto dicendo assessore Dagnino, cercate almeno
  di  sembrare  seri,  perché finora non lo  siete  sembrati  durante
  questa sessione di bilancio  neanche in passato, ma in questo  giro
  avete dato veramente il peggio di voi stessi  Veramente, non so più
  come  definirvi,  perché  non so più  cosa  dire  peggio  di  "cose
  inutili"  perché  già ve l'ho detto, ma stavolta  siete  stati  più
  inutili delle volte passate, dannosi  Per cui vi raccomando, quanto
  meno andate a fare un mea culpa - voi ci tenete a mettere fondi per
  le  parrocchie - recitate un mea culpa e poi tornate in Aula. Avete
  questa notte per riflettere. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Antonino De Luca. Colleghi, a questo
  punto  sospendo  l'Aula  che riprenderà alle  ore  15:00,  con  gli
  interventi  che  sono  rimasti. Ho ancora iscritti  a  parlare  gli
  onorevoli Venezia, Marano, Gilistro, Catanzaro e Dipasquale.

   CRACOLICI. C'è posto per me?

   PRESIDENTE.  Per  il  collega Cracolici c'è  sempre  spazio   Dopo
  questi  interventi,  seguirà la replica del Governo.  Non  prenderò
  iscrizioni  a  parlare dalle 15:00 in poi, perché  da  adesso  sono
  chiuse.
   L'Aula è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.04, è ripresa alle ore 15.28)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà. E poi l'onorevole Venezia.

   GILISTRO.  Grazie  Presidente, grazie colleghi, grazie  Assessore.
  Buongiorno, buon pomeriggio Assessore. Allora, volevo dirle  questo
  Assessore,  mi  rivolgo prima di tutto a lei perché  lei  sa  quale
  affetto e stima ho nella sua persona. Il problema è che lei  non  è
  l'artefice, Assessore, forse lei è anche vittima perché il problema
  non  è  la  persona,  quando  noi  aggrediamo  la  persona  non   è
  l'Assessore,   non  sono  gli Assessori in generale;  il  problema,
  secondo  me, è molto più serio e molto più radicato ed è quello  di
  un  Governo, il sistema di governo che attualmente vige  in  questa
  Regione,   un   sistema  di  governo  legato   assolutamente   alla
  possibilità di fare consenso, quindi, tutti quanti siamo,  siete  -
  soprattutto chi è al Governo e che quindi investe per la Sicilia  -
  vittime di questa parola magica che si chiama  consenso : e per  il
  consenso  spesso  perdiamo  di  vista  qual  è  l'obiettivo   vero,
  l'obiettivo  vero  che  è  quello di tutti  i  siciliani,  di  ogni
  siciliano sia che viva a Trapani, che viva a Siracusa, che  viva  a
  Licata,  che viva ad Agrigento e questo obiettivo lo abbiamo  perso
  perché,  in  ogni finanziaria, c'è chi cerca di portare quello  che
  può  per  questo  consenso, quello che può nel proprio  territorio,
  ricordandosi  che  ogni siciliano è uguale a  un  altro.  L'abbiamo
  persa questa cosa.
   Quindi,  assessore,  ripeto, questa finanziaria  non  vede  questa
  equità.  Glielo dico con tutto l'affetto e tutto  non  è  equa,  mi
  creda, non è una finanziaria equa
   Avrei  voluto iniziare con un discorso, ma mi sembra  già  meno...
  potevo  evitare  questo mio intervento soltanto dicendo  ai  nostri
  cittadini "guardate Netflix, guardate "Sicilia Express" di  Ficarra
  e  Picone, che non sono dell'opposizione, sono due attori,  registi
  che  hanno  fatto  una serie che fa vedere lo  spaccato  di  questa
  Sicilia. Qualcuno, addirittura, si è anche indignato di quello  che
  hanno  detto della Sicilia, io no perché non credo che  quello  sia
  uno  spaccato dei siciliani, quello è uno spaccato di un malgoverno
  siciliano che data anni, decenni.
   Abbiamo  parlato...  io... poco fa, l'onorevole  Burtone,  che  lo
  ritengo, veramente, per equilibrio, per capacità, per anzianità ma,
  soprattutto, per grande cultura colui che mi ha anche   direi   che
  mi ha veramente istruito politicamente, essendo anche sindaco.
   Ha detto una cosa importantissima: quello di cui questo Governo si
  vanta,  del  PIL,  dei  numeri economici  dobbiamo  ricordarci  che
  questi numeri economici non vengono, non provengono dall'operato di
  questo Governo, ma provengono da altri numeri, dai numeri - come ha
  detto  l'onorevole  Burtone  -  del  PNRR,  ha  avuto  origine  non
  certamente  da  questo  Governo, perché è come  se  io  dicessi  ai
  cittadini  e  a  tutti  quanti  che il Teatro  Greco,  l'Anfiteatro
  romano, che il Colosseo fosse opera mia, perché tanto sono qua,  lo
  guardo,  il  Colosseo è frutto di un'opera mia  No,  questi  numeri
  economici  che  avete  portato,  sicuramente,  non  vengono  e  non
  provengono da questo Governo.
   "Sicilia  Express" si chiama la serie Netflix. "Sicilia  Express",
  l'"Orient  Express", se fossimo... se i nostri  ragazzi,  i  nostri
  figli  che vengono da Milano, invece che da Milano, venissero dalla
  Libia  o venissero da Tunisi, dalla Tunisia, avremmo creato non  il
  "Sicilia  Express", ma il "gommone express", perché questi  sono  i
  nostri  ragazzi, quelli che noi mandiamo, li cresciamo,  investiamo
  tutti i nostri averi per crescerli, per dare loro un futuro e  dove
  finiscono  questi  ragazzi? A studiare o a lavorare  al  nord,  non
  certamente in Sicilia
   E  cosa  gli abbiamo inventato, visto che non abbiamo saputo  fare
  niente  per  il  problema dei voli? Gli abbiamo  creato  l'"Orient-
  Sicilia Express", così lo definirei
   Non  solo gli abbiamo dato "Sicilia Express" e per questo "Sicilia
  Express",  ancora oggi, c'è il "click day", ancora oggi  i  ragazzi
  non sanno se troveranno posto e se non troveranno posto, troveranno
  i  biglietti  a  700  euro e se non troveranno i biglietti,  vorrei
  vedere  come arriveranno in Sicilia  Questo è il grande  entusiasmo
  del "click day" e del "Sicilia Express"
   Allora,  l'altro  problema che abbiamo  visto  nella  serie  è  la
  siccità.
   Ebbene,  signor  Presidente,  le devo  dire  questa  cosa,  che  è
  bellissima:  se questi ragazzi non potranno prendere  l'aereo,  non
  potranno  prendere  il  treno, c'è questa  grande  possibilità  che
  possiamo  imitare da Ficarra e Picone: utilizziamo  il  cassonetto,
  c'è   il  cassonetto  che  è  diventato  veramente  la  barzelletta
  dell'Italia,  il cassonetto che ci porta a Milano e ci  riporta  in
  Sicilia in pochi istanti.
   E  lo stesso vale per la siccità. Ci sono oleodotti, gasdotti  che
  portano   soldi   in  giro  per  il  mondo,  attraversano   oceani,
  attraversano anche il Mediterraneo e allora utilizziamo  un  grande
  acquedotto  che forse è l'unica cosa che possiamo fare per  portare
  finalmente l'acqua a questa Sicilia.
   Sanità:  disastro dei disastri  Da quando l'altro giorno ho  fatto
  un  intervento in Aula, mi sono arrivate almeno cento registrazioni
  di  quello  che la sanità sta facendo in Sicilia, il  disastro  dei
  disastri.
      Abbiamo  investito  tanti  milioni,  assessore,  dove  sono   i
  risultati? Sono i cittadini che me lo dicono, non sono io  che  sto
  accusando, sono i cittadini che continuano ad accusare dove non c'è
  nulla più da fare. Al Policlinico, non dico quale perché non voglio
  inveire  contro  nessuno,  mancano i  pannolini,  cioè  i  pazienti
  portano  i  pannolini, i medicinali, i biberon al  Policlinico  per
  bambini  prematuri,  cioè portano i pannolini  L'assessore  per  la
  salute cosa sta facendo?
   A  Siracusa mancano le sacche di sangue, l'Avis non ha  le  sacche
  per  la  raccolta  di sangue e noi che cosa facciamo?  Facciamo  la
  fiaccolata questa sera, le Olimpiadi sulla sanità? Non è  corretto,
  assessore,  le sto dicendo cose che sono scritte, quindi  non  sono
  certamente  inventate, non mi permetterei mai di  inventare  questa
  cosa.
   L'altra  cosa  importante  su cui non  ci  stiamo  battendo  è  la
  sicurezza  per  le strade che non ha origini così improvvisate,  ha
  delle  radici molto più profonde; quando c'è mancanza di sicurezza,
  quando  aumentano  gli  stupri, quando  aumentano  praticamente  le
  rapine, quando aumentano i furti in casa, gli scippi, questo deriva
  dalla  povertà,  la  povertà assoluta,  la  delinquenza,  la  mafia
  cresce,   prolifica  sulla  povertà.  E  cosa  facciamo,   portiamo
  l'esercito per le strade?
   Non  è  lì  che possiamo fare, avete inveito contro il reddito  di
  cittadinanza, avete inveito e oggi cosa ci inventiamo?  Il  reddito
  di povertà. Perché i poveri non sono cittadini?
   Signor Presidente, due parole ed ho finito, perché quello che  c'è
  è  un  problema  molto importante. Assessore,  questo  la  colpisce
  personalmente:  c'è  un  disastro  epocale,  epocale,  lo  dice  un
  esperto,  non  lo sta dicendo il politico che vuole fare  consenso,
  perché  non  gliele frega niente in questo caso del  consenso,  c'è
  un'emergenza sociale che riguarda i ragazzi, i bambini, i  giovani,
  un'emergenza    psicologica,   psichiatrica,   di    neurosviluppo,
  scolastica, come non si è mai verificata prima di oggi.  Le  faccio
  solo  un esempio: io sono appena stato a un convegno a Trieste,  al
  nord: gli accessi in Pronto Soccorso - assessore, mi ascolti perché
  è  importante - per agitazione psicomotoria, tanto per capirci quei
  ragazzi a quattordici, quindici, sedici anni che spaccano tutto, in
  Pronto  Soccorso,  sono  passati in un  unico  Pronto  Soccorso  da
  novantaquattro in due anni a trecentosessanta; l'autismo è  passato
  da  millecinquecento a cinquanta casi, uno ogni cinquanta, l' ADHD,
  tutte   queste  problematiche  che  oggi  conosciamo  molto   bene,
  assessore, e possiamo fare tantissimo per la prevenzione.
   Se  parlo  di queste patologie, nelle scuole, nelle famiglie,  non
  sanno  nulla   Quando io ho chiesto un emendamento che  servirà  al
  Governo   per  poter  informare  capillarmente  le  famiglie,   gli
  insegnanti,  i  genitori,  tutti quanti  e  anche  i  maestri,  che
  esistono  dei  segni  premonitori che possono salvare  centinaia  e
  migliaia   di   vite  umane  e  noi  bocciamo  questo  emendamento,
  assessore, che non è un emendamento per il mio territorio, non è un
  emendamento  per  me, ma è un emendamento per la  Sicilia,  per  la
  nobiltà  di   questo  Governo  - e chiudo  -  sono  tutte  malattie
  prevenibili e dove la terapia e l'informazione precoce può  salvare
  tante vite.
   C'è  una grande siccità, assessore, glielo dico con tutto il cuore
  possibile e immaginabile: io credo che la siccità vera che c'è,  la
  siccità  più grande che c'è in questa Regione - e lo dico veramente
  - è la siccità del buon senso. Grazie.

   PRESIDENTE.   È  iscritta  a  parlare  l'onorevole   Marano,   poi
  l'onorevole  Venezia ed altri tre interventi da parte  del  Partito
  Democratico.
   Prego, onorevole Marano.

   MARANO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  io  non
  capisco  come  i  rappresentanti di questo Governo non  si  sentano
  davvero in colpa per tutte le cose inattuate, per tutti gli annunci
  spot  che  fate da inizio legislatura, perché a parte annunci  spot
  che poi non si concretizzano, nulla di chiaramente concreto fate in
  questo  Governo   L'annuncio spot ricorrente di  questo  periodo  è
  senza  dubbio quello del Sicilia Express, dei siciliani che  devono
  tornare dal Nord, e questo proprio rappresenta e sintetizza  quella
  che la è pratica ricorrente di questo Governo, fare spot.
   Sei un siciliano che vive all'estero - anzi all'estero no perché è
  troppo  complicato  -  sei  un siciliano  che  vive  al  Nord?  Sei
  disperato? Non sai come tornare in Sicilia per le feste di  Natale?
  Bene,  ci  pensa  il Sicilia Express, musicisti, comici,  attori  e
  intrattenitori ti terranno compagnia per fare il tuo tragitto di 24
  ore da Milano a Catania  Bene, bellissimo
   Uno  spot per prendere in giro quei poveri siciliani che  sono  al
  Nord  e  per i quali non è stato fatto nulla né per cercare di  non
  farli  andare  ma, di fatto, neppure per farli tornare,  perché  il
  Governo  Schifani si limita a regalare un biglietto su un treno  la
  cui durata è di 24 ore, ma una volta l'anno, per Natale

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Scuvera)

   MARANO. E anche a Pasqua, mi suggeriscono. Poco importa, una o due
  volte  l'anno, questa è una di quelle misure spot che  sentiamo  in
  questo  periodo  e che rappresenta proprio quel modus  operandi  di
  questo  Governo, e illudiamo le persone che il problema si  risolve
  con  un  biglietto da Milano a Catania con gli attori a  bordo  che
  intrattengono questi poveri siciliani
   Come  diceva  poc'anzi il collega Gilistro, hanno fatto  pure  una
  serie  Netflix, e mi congratulo con Ficarra e Picone,  però  quanto
  meno il titolo "Sicilia Express" nella serie di Ficarra e Picone ha
  un  senso, perché con questo cassonetto della spazzatura si  va  da
  Catania  a  Milano in un minuto e da Milano a Catania in  un  altro
  minuto; ma questo nome, "Sicilia Express", che ci avete messo  voi,
  "express"  significa veloce, rapido, perché? Per prendere  in  giro
  sempre i siciliani, per fare questi annunci spot che non servono  a
  nulla,  perché  il  problema del caro voli  per  esempio,  parlando
  sempre  di  trasporti, non lo abbiamo risolto con  gli  sconti  sui
  biglietti  aerei  dato che, notizie di questi  giorni,  le  abbiamo
  lette tutti, i biglietti sono arrivati a 800 euro  Un siciliano che
  vive  al Nord deve decidere se pagare a Natale le bollette, la Tari
  e  l'Imu, o prendere tutto lo stipendio per pagare il biglietto  di
  una persona per tornare in Sicilia  Quindi bisogna intervenire -  è
  evidente - in maniera strutturale per risolvere i problemi, non con
  queste cose una tantum che non servono a nulla
   Il  problema  evidentemente è che non c'è la volontà, l'interesse,
  l'amore per la nostra terra, l'amore per le persone che sono via  e
  che  dovrebbero tornare, per quelli che non dovrebbero andare  via,
  per  i  nostri agricoltori, per i nostri lavoratori,  per  tutti  i
  cittadini che hanno bisogno di sostegno, che non ne hanno e non  ne
  vedono prospettiva nemmeno nel lungo termine, per risolvere tutti i
  problemi di cui parliamo quotidianamente in questo Parlamento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   È iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Dagnino,
  questa finanziaria era partita con buoni auspici, buoni auspici che
  provenivano  dai  dati finanziari della Regione che  per  la  prima
  volta,  dopo  tanti  anni, registravano sul fronte  dell'avanzo  di
  amministrazione  il  segno  più  dopo una lunga stagione  politico-
  finanziaria caratterizzata da criticità, da disavanzo, da debiti  e
  a  questa  novità per la Regione siciliana si affiancava  anche  un
  Documento  di  economia e finanza regionale che metteva  al  centro
  alcune   questioni  sulla  base,  non  di  giudizi   soggettivi   o
  impressioni  di  natura  politica, ma sulla  base  di  alcuni  dati
  statistici  significativi che potevano consentire  di  operare  una
  manovra  finanziaria  in  grado  di dare  delle  risposte  concrete
  rispetto  a  queste criticità e anche in un contesto, come  dicevo,
  finanziario per nulla anzi negativo.
   Abbiamo  avviato i lavori nelle Commissioni di merito  sulla  base
  della  proposta di legge di stabilità approvata dalla  Giunta,  una
  proposta per molti aspetti snella, e abbiamo, purtroppo, registrato
  che  più  si  è andati avanti nei giorni e nelle settimane,  più  è
  spuntata  non  solo una nuova finanziaria ma è, come  dire,  venuto
  meno  quel  ruolo delle Commissioni di merito, io credo  anche  del
  Parlamento,  perché  sulla base degli incontri  che  il  Presidente
  Schifani  andava  facendo  con le organizzazioni  di  categoria,  i
  rappresentanti dei comuni, i sindacati, talvolta con la sua  stessa
  maggioranza,   emergevano  delle  nuove   proposte   che   venivano
  presentate   nelle  Commissioni,  in  particolare,  in  Commissione
  Bilancio,  per  una semplice ratifica e, quindi, in buona  parte  è
  venuto meno quel ruolo che il Parlamento poteva avere attraverso il
  lavoro  di  merito  delle Commissioni, non solo da  una  parte  per
  migliorare il testo del Governo ma per dare un ulteriore impulso in
  termini di proposte al disegno di legge di stabilità.
   A questo si affianca un esito che, come dire, stravolge nel merito
  e  nella  sostanza,  dunque, ma anche nella  forma,  una  legge  di
  stabilità  che  denota  anche una sorta di manchevolezza  da  parte
  dello  stesso  Parlamento che durante l'anno  non  è  in  grado  di
  legiferare,  di  fare  leggi,  attività  legislativa  su  argomenti
  coerenti, su questioni rilevanti e utilizza la Finanziaria come  il
  luogo dove si raccolgono emendamenti di ogni tipo, alcuni dei quali
  non hanno nessuna attinenza con l'argomento finanziario e alla fine
  è uscita una legge di stabilità che, per un terzo, tratta argomenti
  di   carattere  ordinamentale  che,  probabilmente,  verranno   già
  stralciati prima dell'avvio della discussione in Aula.
   Questo denota un fatto politico che, come dire, in questo caso non
  costituisce  una  critica al Governo ma una  sorta  di  autocritica
  anche  per  il  Parlamento, perché molto  spesso  anche  l'attività
  legislativa dei Gruppi parlamentari e dei singoli deputati poi  non
  riesce  a  trovare riscontro né in un'azione parlamentare  e,  come
  dicevo,  la  legge  di  stabilità diventa il luogo  della  raccolta
  generale, per cui io la prima proposta che sento il dovere di  fare
  all'assessore  Dagnino  e anche a tutti i  colleghi,  è  quella  di
  stanziare delle risorse adeguate per gli esercizi finanziari  2026,
  2027   e  2028  sui  fondi  globali  per  poter  finanziare  leggi,
  un'attività legislativa che proviene sia dal Governo ma  anche  dal
  Parlamento in grado anche di restituire dignità a questo Parlamento
  che,  purtroppo,  sempre  più  agli  occhi  dei  siciliani,  appare
  immobile  e  un  Parlamento che non riesce ad incidere  nell'azione
  legislativa.
   Fatta   questa  premessa,  passo  nel  merito  ad  analizzare   la
  finanziaria, partendo dai dati che ci aveva consegnato  il  DEFR  e
  cioè  che  la Sicilia sta vivendo una fase di crescita solida;  una
  fase  di  crescita solida e, a mio sommesso avviso, il Governo  non
  sta ponendo le basi affinché quest'ultima possa continuare.
   Io  l'ho  vista operare in Commissione Bilancio, assessore,  e  ho
  visto  in  lei  un'azione coerente di mantenere argomenti  di  alto
  livello  e  il  più  possibile  ancorati  alle  condizioni   socio-
  economiche  della Sicilia e di questo gliene voglio  dare  atto  in
  quest'Aula. Ma quello che è successo nei lavori parlamentari, e  in
  particolare  di Commissione, riflette anche il clima  politico  che
  c'è  dentro  la  maggioranza  la quale mette,  pone  sotto  ricatto
  politico  l'Esecutivo per, come dire, condizionarne l'azione  nella
  legge più importante che il Parlamento deve approvare, ed è nato un
  miscuglio  di  proposte, di natura finanziaria e  anche  di  ordine
  ordinamentale, che alla fine frammenta, polverizza le risorse, alla
  fine  non  dà  un'idea  di gestione unitaria  secondo  una  visione
  unitaria,  secondo una strategia di ampio respiro, ma  ci  consegna
  quell'antica  e vecchia logica della visione particolaristica  cui,
  purtroppo, la politica siciliana è abituata ormai da molti decenni.
   Però,  rispetto  a  questo,  si intravedono  delle  condizioni  di
  rallentamento  della nostra economia rispetto alle quali  io  credo
  che  il  Governo  non  abbia  una piena consapevolezza  e  saggezza
  nell'intervenire.  Le indicazioni congiunturali  relative  ai  mesi
  estivi   segnalano  un  indebolimento  del  mercato   del   lavoro,
  un'accelerazione  dell'inflazione, un calo  dei  consumi  che  sono
  rivisti al ribasso di tre decimi di punto percentuale rispetto alle
  previsioni  iniziali,  e soprattutto un aumento  sostanziale  delle
  diseguaglianze sociali dovute a un aumento dell'inflazione e  a  un
  calo  del potere d'acquisto delle famiglie, di quelle che un  tempo
  venivano definite come ceto medio. Tutto questo sta portando ad una
  condizione  di disagio sociale e il Governo, a nostro  avviso,  non
  interviene  adeguatamente in questa finanziaria, né  per  dare  una
  risposta a quelle centinaia di migliaia di famiglie che faticano  a
  fare la spesa a fine mese, e neanche ai pensionati, purtroppo, dopo
  decenni di sacrifici e di lavoro.
   Avevamo   posto  più  volte,  assessore,  il  tema  dell'emergenza
  abitativa  che il Governo nazionale ha voluto tagliare  in  maniera
  indiscriminata  e  che io voglio riproporre  ancora  una  volta  in
  quest'Aula.  A  nostro avviso, non è degno di un Paese  civile  che
  l'emergenza   abitativa  venga  completamente   tolta   dall'agenda
  politica  di  qualsiasi governo e, mentre il Governo  nazionale  ha
  tagliato  più di 20 milioni di euro di risorse per la Sicilia,  non
  c'è  stata  un'azione,  un'iniziativa da parte  dell'Esecutivo  per
  inserire  delle somme in grado di dare delle risposte a  decine  di
  migliaia  di  famiglie  che vivono la condizione  drammatica  dello
  sfratto  e che non riescono a pagare in maniera puntuale il  canone
  d'affitto a fine mese.
   Avevamo  posto anche un'altra questione che il DEFR  affrontava  e
  che,  in  un  certo qual modo, lanciava una sorta  di  allarme  che
  erano, appunto, le conseguenze delle tensioni geopolitiche e  delle
  politiche  commerciali americane, sul versante delle  esportazioni.
  Anche qui, ci saremmo aspettati misure ben più consistenti rispetto
  alla  norma che è stata uscita all'ultimo momento, senza uno studio
  e  un'analisi  seria, in grado di, come dire,  non  far  rallentare
  l'export  siciliano verso il continente americano per  quella  che,
  dopo  la  Regione Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, è una  delle
  Regioni che esporta di più negli Stati Uniti.
   Non    abbiamo    visto   azioni   significative   sul    versante
  dell'agricoltura, anche rispetto a ciò che sta succedendo: siamo  a
  dicembre  e  la  stampa segnala gravi criticità nel  sistema  delle
  dighe   regionali,  carenza  d'acqua,  non  solo  per  le  attività
  produttive  e il comparto agricolo ma anche, fra qualche  mese,  se
  non fra qualche settimana, per le civili abitazioni.
   Io  credo  che  l'emergenza idrica dell'anno scorso non  ci  abbia
  insegnato  nulla,  nemmeno  quella capacità  di  porre  rimedio  al
  sostentamento  delle  attività umane e  delle  attività  produttive
  attraverso la risorsa idrica.
   Io concludo, signor Presidente e Governo, con un auspicio: abbiamo
  una  settimana  di  lavoro per poter migliorare e  cambiare  questa
  finanziaria.  Noi abbiamo presentato centinaia di  emendamenti  che
  vanno  nella  direzione di affrontare questioni cruciali,  come  il
  lavoro  giovanile, il diritto allo studio, l'emergenza sociale,  il
  sostegno  concreto  ai comparti produttivi, il sostegno  agli  enti
  locali.  Ecco,  ci auguriamo che nelle sedute di quest'Aula,  delle
  prossime  ore e dei prossimi giorni, possa maturare quel  senso  di
  responsabilità  che  ci ponga nelle condizioni,  non  di  fare  una
  manovra  prenatalizia, ma di fare una buona manovra  che  consenta,
  alla  Sicilia e ai siciliani, di poter, come dire, riaffermare  una
  condizione e una stagione politica che non guarda più al passato ma
  con uno sguardo proteso verso il futuro.
   In  tutto questo, c'è un problema di natura politica: io credo che
  la  classe dirigente e l'apparato burocratico di questa Regione,  è
  abituato,  è  stato abituato, negli ultimi anni,  solo  a  lavorare
  nella  dimensione,  nella gestione delle emergenze,  di  tappare  i
  buchi,  di dare delle risposte immediate. Io credo che occorrerebbe
  un  cambio, come dire, importante, repentino, nella visione che  la
  politica può avere di questa Regione, abbandonando la logica  della
  gestione emergenziale e lavorando serenamente, non per ottenere  il
  consenso  spicciolo  nel breve periodo ma per fare  un  lavoro  che
  possa  dare  dignità alla politica regionale, a questo  Parlamento,
  nel  futuro  e,  quando  parliamo del futuro,  parliamo  dei  tanti
  giovani che meritano di avere un futuro nella nostra Terra. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia.
   È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Cracolici, onorevole Di Pasquale, non so chi è  pronto.
  Ho  gli  ultimi tre interventi, il terzo è Catanzaro che al momento
  non vedo in Aula.
   Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Non nascondo, signor Presidente, che noi rischiamo  di
  trasformare questa discussione sul disegno di legge di stabilità in
  un  dejà  vu, in un dover parlare per rispetto a un grado di  seria
  attenzione da parte del Governo, della maggioranza. Cioè, l'assenza
  della maggioranza, ormai, non è un dato numerico di presenza fisica
  ma  è  una sorta di muro che si è aperto in questo Parlamento nella
  possibilità  di  confrontarsi per migliorare le norme,  ma  per  la
  verità  da  quel  che  capisco questo muro c'è addirittura  tra  il
  Governo e la sua maggioranza, al punto che mi pare evidente e sotto
  gli occhi di tutti che il Governo si è in qualche modo premurato  a
  predisporre  una  legge di stabilità in grado di  evitare  -  ed  è
  questo  un  atto  di  buona amministrazione -  per  il  terzo  anno
  consecutivo, l'esercizio provvisorio, predisponendo per  tempo  una
  legge finanziaria.
   Ma, dobbiamo saperlo, stiamo parlando di una legge col trucco. Per
  una ragione: il Governo ha predisposto un testo, 28 articoli credo,
  o  giù  di  lì, per poi, nell'esame complessivo del testo da  parte
  della  Commissione Bilancio, siamo arrivati a 134. Quindi ben oltre
  i  100  articoli,  è  aumentata del 500  per  cento,  almeno  nella
  quantità di articoli. Se poi andiamo a considerare i singoli  commi
  di  alcuni  articoli che intervengono su norme  già  esistenti,  il
  numero cambia di gran lunga.
   Ora,  il  tema  qui  non è numerico, se 28 era  meglio  di  134  o
  viceversa;   il  tema  è  che  la  dimostrazione  di   una   grande
  improvvisazione, cioè di un testo civetta a cui lo stesso  Governo,
  nell'esame  del medesimo in Commissione, ha predisposto emendamenti
  aggiuntivi,  quindi  il Governo ha modificato e  aggiungendo  a  se
  stesso, alla sua proposta iniziale, credo 15-20 articoli dei 28 già
  esistenti,  perché ha maturato probabilmente in corso,  nei  giorni
  che  separavano l'approvazione del testo in Giunta, al  momento  in
  cui  è  stato  esaminato dalla Commissione,  ulteriori  elementi  e
  ulteriori riflessioni per programmare al meglio le risorse previste
  per il 2026-27 e 28. È un atto di buona amministrazione? No. Perché
  lo  si  vede  anche  dalla improvvisazione con cui  sono  contenute
  queste norme nel testo.
   Ora,  tra  l'altro,  io non ho capito - e devo dire  informalmente
  l'avevo  chiesto  anche all'assessore - perché ho letto  in  questi
  giorni  di  una - perché ormai anche noi parlamentari,  almeno  noi
  dell'opposizione, leggiamo, ci informano i giornali, sulla base  di
  veline che il Governo fa uscire sulla stampa - una di queste veline
  era che il presidente Schifani avrebbe chiesto (non si capisce bene
  a  chi) di snellire la legge all'esame dell'Aula. Non si sa bene  a
  chi perché, come è noto, i 134 articoli del testo che ha esitato la
  Commissione Bilancio sono stati votati dalla maggioranza e non  dal
  resto  della  Commissione, perché è noto che l'opposizione,  ad  un
  certo punto, ha ritenuto di non partecipare, fatti 28 articoli  nel
  testo   iniziale,  di  non  partecipare  all'esame   di   ulteriori
  emendamenti, che poi sono stati inseriti nella legge di stabilità.
   Quindi,  la  prima  domanda  che ho fatto  all'assessore  Dagnino,
  seppure  in maniera informale, scusa ma questo snellimento  chi  lo
  dovrebbe  fare?  Mi  è  stato risposto  lo  farà  probabilmente  il
  Presidente   dell'Assemblea.  A  domanda  rivolta   al   Presidente
  dell'Assemblea,  mi è stato detto:  ma io ancora  non  ho  le  idee
  chiare perché devo capire qual è la coerenza tra il testo approvato
  dalla  Commissione  e l'appropriatezza della legge  di  stabilità :
  quindi,  siamo  di  fronte ad un esame in cui stiamo  dibattendo  e
  facendo una discussione generale su un testo che probabilmente  non
  sarà quello che cominceremo ad affrontare da domani con le norme in
  discussione.
   Già questo la dice lunga, cioè mentre nel passato si aspettavano i
  maxi  emendamenti  aggiuntivi, qui aspettiamo il  maxi  emendamento
  riduttivo,   quindi  non  sappiamo  qual  è  il  maxi   emendamento
  riduttivo,  pertanto rischiamo di parlare di norme che  poi  magari
  scopriremo che non saranno più contenute nel testo stesso
   Anche  questa  è una pratica inedita, perché vorrei ricordare  che
  l'eventuale stralcio di norme da parte del Presidente dell'Ars, nel
  momento  in cui il testo entra in Aula, avvengono a inizio  seduta,
  ben  prima  che  si  inizi  la  discussione  generale,  perché   il
  Parlamento  deve  essere  messo nelle condizioni  di  sapere  quali
  articoli, dopo l'esame della Presidenza dell'Ars rispetto al  testo
  esitato  dalla Commissione, rimangono in vita in quanto coerenti  e
  quali invece vengono stralciati.
   Forse  sapremo,  forse - dico forse perché  non  è  data  certezza
  alcuna  - sapremo qualcosa domani, quando cominceremo a votare  gli
  emendamenti    soppressivi    o   gli   emendamenti    modificativi
  all'articolato,  quindi anche questa è una procedura.  Ora  io  non
  sono  un innamorato della formalità per la formalità ma la forma  è
  sostanza,  in  questo caso, proprio perché, alla fine della  fiera,
  non  sappiamo effettivamente quanto sia l'ammontare poi finanziario
  e normativo di questa legge che andremo a varare.
   Del  resto, questo Governo ormai ci ha abituato - pur facendo  gli
  esercizi  diciamo  in tempo e non avendo di esercizi  provvisori  a
  inizio  nelle attività dei bilanci precedenti - ci ha  abituato  al
  fatto  che, normalmente, noi ogni anno facciamo da tre a quattro  a
  cinque   manovre   di   variazione  per   cui   il   Parlamento   è
  "variazionificio" della stessa legge di stabilità iniziale, per cui
  probabilmente anche quest'anno, a questo testo fatto con  l'urgenza
  di fare la legge entro fine anno, arrivata qui con 134 articoli  ma
  anche  questa  legge,  anche  perché  si  annuncia  questa  ingente
  disponibilità di residui che dovrebbero essere liberati  a  seguito
  del  giudizio  della Corte dei Conti sulla parifica degli  esercizi
  che  ancora  non  sono  stati sottoposti a  parifica,  si  annuncia
  un'ulteriore disponibilità di un miliardo e mezzo, di due miliardi,
  che  potrà trovare - come dire - operatività con le variazioni, uso
  il  plurale  perché ormai è evidente che non si può più parlare  di
  variazione   ma   di  variazioni,  che  nel  corso   dell'esercizio
  probabilmente saremo chiamati a fare.
   È  un buon modo di procedere? No  Non è un caso che questo modo di
  procedere  tanto non è buono che anche alcune norme, che  sono  qui
  inserite, sono norme cosiddette manifesto, vediamo come va, vediamo
  se  andranno innanzitutto. Ricordo, una per tutte, la norma che  fu
  fatta  con  grande  enfasi, qualche anno fa, all'inizio  di  questa
  legislatura,  credo  che  ancora  Dagnino  non  fosse   l'assessore
  all'economia  -  Lombardo vatti a sedere  "va  beh  a  stessa  cosa
  siti " - mi ha fatto scappare la cosa che stavo per dire  Comunque,
  mi  pare chiaro che siamo in presenza di un dato di incertezza,  di
  precarietà.
   Dicevo,  all'inizio di questa legislatura, addirittura  penso  che
  non fosse ancora Dagnino come assessore, fu fatta una norma con una
  grande enfasi che avremmo dato alle imprese una parte del costo del
  lavoro  per  abbattere  il  costo del  lavoro  e  consentire  nuove
  assunzioni,  credo  che  fosse un finanziamento  di  centocinquanta
  milioni, diciamo per anno, quindi quattrocentocinquanta milioni nel
  triennio...  ah cinquanta per anno, salvo poi scoprire  che  quella
  norma  non ha mai trovato attuazione perché la stessa non  era  mai
  stata notificata come regime di aiuto all'Unione Europea
   Alcune  di  queste  norme, l'assessore da  studioso  sostiene  che
  queste norme sono autoapplicative, io ho molti dubbi sul fatto  che
  alcune delle norme, soprattutto quelle che sono regimi di aiuto nei
  confronti  del  sistema economico-imprenditoriale,  possano  essere
  auto  applicative perché ricordo a me stesso che i regimi di  aiuto
  si sommano anche rispetto ai de minimis che vengono in qualche modo
  autorizzati.
   Noi  rischiamo ancora una volta, ma siccome le leggi si fanno  più
  per dichiararle che per poi verificarne l'attuazione  come facciamo
  una legge, un comunicato stampa
   Ho   visto  che  ci  sono,  addirittura,  pure  600.000  euro  che
  l'Assessore  per  l'economia ha previsto nel suo dipartimento,  nel
  dipartimento  di cui svolge l'Assessore per la comunicazione  delle
  leggi   di   cui  stiamo  parlando.  Seicentomila   euro   per   la
  comunicazione, eh? 200 l'anno
   Quindi,  si  fa  una  legge che non sappiamo  con  quale  capacità
  operativa potrà mai essere attuata ma intanto si mettono  da  parte
  delle risorse
   Io quando sento parlare di comunicazione mi tremano i polsi
   Signor  Presidente, una cosa è chiara: questa è  una  manovra  che
  nell'articolato  - la vedremo - articolo per articolo,  ci  saranno
  gli  emendamenti, discuteremo aspettiamo di sapere cosa esce e cosa
  entra.
   Una cosa è certa: ho letto le tabelle. Beh, le tabelle ci danno un
  quadro.
   A  fronte  di 1 miliardo 254 milioni del 2025, la spesa  c.d.  "in
  tabella",  cioè senza bisogno di nuove norme, passa  a  1  miliardo
  353. Cioè, siamo circa al 10% in più rispetto all'anno prima.
   Ora,  se  noi  applicassimo questo principio - mi  ascolti  Signor
  Presidente  e Assessore - del 10% in più, considerati  gli  effetti
  sul costo della vita, l'inflazione, eccetera eccetera, mi chiedo ma
  perché  questo 10% in più, forse anche di più, non è stato previsto
  per  il  Fondo per le autonomie locali. Visto che da anni il  Fondo
  per le autonomie locali continua a essere di 350 milioni salvo poi,
  con le riserve, di fatto arrivare a 280-290 milioni.
   Quindi, da un lato si aumentano alcuni capitoli, dall'altro  lato,
  ad  esempio il Fondo per le autonomie locali è uno degli esempi che
  viene  congelato come se l'inflazione non pesasse anche  sul  costo
  delle  attività dei servizi che vengono garantiti dai Comuni.  Cosa
  dimostra tutto questo?
   Affronteremo  anche  le tabelle, capitolo per capitolo,  anzi,  vi
  annuncio  che  chiederò il voto capitolo per  capitolo,  per  avere
  spiegato  perché  alcuni capitoli aumentano e  altri  no  e  perché
  alcuni aumentano in maniera, come dire, illogica
   Tutti i dipartimenti della Regione sono diventati centri di spesa,
  tutti  hanno iniziative direttamente promosse, tutti hanno rapporti
  con  le  autonomie locali per finanziare sagre, "sagrine", tutti  i
  dipartimenti, persino l'energia che non ho capito bene come farà  a
  finanziare  attività direttamente promosse ai Comuni su  che  cosa?
  Sul pannello fotovoltaico?
   Però,   ogni   Assessorato  è  diventato  un  centro   di   spesa:
  l'Assessorato alle Autonomie Locali lo aveva fatto già qualche anno
  fa,   lo   stesso   Assessore  al  Territorio,   l'Assessore   alle
  Infrastrutture attraverso Fondo progettazione e Fondo iniziative.
   Assessore  all'economia, ma lei è l'unico "scimunito" che  non  ha
  fatto il fondo per promuovere, però visto che si è fatto quello per
  la  comunicazione  e quello per far funzionare il  famoso  Comitato
  degli  Esperti che, in qualche modo, deve dare la svolta  economica
  in  questa Regione ma tutto questo lo affronteremo, come dire,  nel
  merito nell'articolato.
   Io   una   cosa  voglio  che  sia  chiara:  Assessore,  da  questa
  finanziaria  se,  è  evidente che diventerà un problema  grave  sul
  piano   politico,  non  si  esce,  se  non  c'è  un  aumento   pari
  all'inflazione che c'è stata negli ultimi tre anni per il Fondo per
  le  autonomie locali, perché non è una trattativa che si  fa,  come
  dire, come una elargizione.
   Il  Fondo  per le autonomie locali riguarda i servizi che  vengono
  garantiti ai cittadini e questo è fondamentale.
   La  Regione  non  è proprietaria di tutto, la Regione  è  un  ente
  sovraordinato a istituzioni locali che si chiamano Comuni ai  quali
  sono stati affidati dei compiti senza risorse.
   Ecco  perché noi pretendiamo che il Fondo per le autonomie locali,
  in  maniera  generale e astratta, - senza finanziamenti  a  qualche
  comune  amico  e qualche comune nemico no - ebbene, pretendiamo  un
  fondo  in maniera astratta e generale  Che possa consentire a tutti
  i  cittadini  siciliani, di accedere con le stesse  modalità  sulla
  base del numero di abitanti e della densità territoriale, di potere
  accedere a un fondo che garantisca pari servizi a tutti i comuni.
   Questa è una sfida che io rilancio al Governo e invito il Governo,
  da   qui   a  domattina,  visto  che  domani  cominceremo   l'esame
  dell'articolato, di attrezzarsi non nella replica stasera, anzi, do
  un suggerimento all'assessore Dagnino: non replichi stasera, faccia
  domattina,  nella  replica che lei vorrà fare su questo  dibattito,
  provando  a  recepire  quelle considerazioni  che  sono  venute  da
  quest'Aula da parte dell'opposizione, perché la maggioranza come  è
  noto è a "Chi l'ha visto?".

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  rimangono   gli   ultimi   due
  interventi  a  cui  chiedo di rimanere nei  tempi,  perché  abbiamo
  sforato tutti i tempi che ci siamo dati.
   È  iscritto  a  parlare l'onorevole Dipasquale.  Prego,  onorevole
  Dipasquale,  per  lei  un'eccezione rispetto  ai  cinque  minuti  a
  deputato, andremo a dieci minuti.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, io non utilizzerò un minuto in  più
  rispetto a quello che il Regolamento prevede, e visto che  ci  sono
  solamente  tre  interventi, e che ancora è abbastanza  presto  come
  orario,  penso che ci possiamo permettere il lusso di utilizzare  i
  tempi che sono previsti dal Regolamento.
   Un   saluto  agli  assessori  presenti  e  ai  colleghi.  Io  sono
  mortificato,  non  a  caso sono intervenuto oggi,  intervengo  oggi
  perché  speravo che oggi il Presidente della Regione, avevo  questa
  speranza, potesse essere presente in Aula.
   Stiamo  discutendo  della finanziaria, della legge  di  stabilità,
  stiamo  discutendo dell'atto più importante perché non è  solamente
  un atto economico, ma è un atto politico
   Scriviamo quelli che sono i bisogni, le esigenze dei siciliani per
  i prossimi tre anni
   E  io  mi  aspettavo la presenza del Presidente della Regione,  ci
  sono stati tre giorni; il primo giorno non è venuto, il secondo non
  è  venuto,  il  terzo giorno, oggi, il Presidente della  Regione  è
  stato qua presente nel Palazzo - perché io da lontano l'ho visto  -
  lui  si  è  fatto  i  suoi  passaggi, i  suoi  interventi,  i  suoi
  caminetti,  il suo salotto, dopodiché non ha avuto quel  minimo  di
  delicatezza di passare in Aula.
   Dico  questo, perché veramente all'inizio io mi sono complimentato
  con  lui,  quando  ci ha preso a tutti in giro  dicendo:  "qua  c'è
  un'epoca diversa, io parteciperò ai lavori del Parlamento".  Io  in
  Aula  gli  diedi conto dicendo: "sono contento Presidente,  abbiamo
  vissuto  un  momento difficile durante la scorsa  legislatura",  ma
  credetemi, rispetto a Musumeci, rispetto alla presenza di Musumeci,
  lui  è  assente al cento per cento, poi non parliamo  di  Crocetta,
  perché  Crocetta  era  quasi sempre presente ai  lavori  d'Aula,  è
  sufficiente vedere i lavori delle finanziarie dove il confronto era
  quotidiano.
   Perché  mi dispiace che non è presente il Presidente? Perché  lui,
  durante  la  discussione  sulla  mozione  di  sfiducia,  ha   fatto
  riferimento  a  due  cose,  io  mi  sono  preso  l'intervento   del
  Presidente.
   Lui  ha  detto,  sono due cose che voglio toccare, perché  ritengo
  politicamente   rilevante,   ebbene,   lui   ha   detto:    "perché
  sull'antimafia nessuno può dare lezioni" - lo leggo proprio  perché
  non  voglio permettermi minimamente di dire cose diverse da  quello
  che  ha detto lui: "Che ho fatto io? Io ho fatto le leggi, io  e  i
  governi  di  centrodestra,  perché vedete,  tutti  siamo  impegnati
  nell'antimafia, ma onorevole Cracolici - perché si rivolgeva a  lui
  -  mi  indichi  una norma legislativa antimafia forte adottata  dai
  governi del centrosinistra".
   Io lo ritengo veramente offensivo nei confronti di Rognoni, di Pio
  La  Torre,  che nel 1982 approvano il primo provvedimento  volto  a
  contrastare la mafia. Io lo ritengo vergognoso, non solo una bugia,
  ma  vergognoso  nei  confronti della legge 55 del  90,  di  Gava  e
  Vassalli,  che non erano sicuramente uomini di centrodestra,  erano
  uomini   di   centrosinistra,  che   hanno   fatto   un   ulteriore
  rafforzamento.
   Come  si  possono  dichiarare queste cose? E  la  cosa  più  grave
  riguarda  l'Aula, riguarda quest'Aula e riguarda,  poi,  anche  gli
  argomenti della finanziaria.
   Il  Presidente della Regione si è permesso di dire:  "i  siciliani
  dovrebbero votare cosa? Quale progetto? Non avete portato  in  quel
  banco,  nei vostri banchi, uno straccio di contenuto, di  progetto,
  di    politica   economica,   finanziaria,   infrastrutturale"    e
  continua...cioè il Presidente della Regione ha detto  che  noi  non
  abbiamo mai fatto una proposta
   Ma veramente un Presidente della Regione assente come lui, che non
  conosce  minimamente  quello che succede in Aula,  può  fare  certe
  dichiarazioni?  Una mortificazione nei confronti di un'opposizione,
  di una minoranza che ha lavorato  Come si fa dichiarare che noi non
  abbiamo mai fatto proposte? Come è possibile fare una dichiarazione
  del genere? Mai nessun Presidente - almeno negli ultimi tempi -  si
  era permesso di offendere il Parlamento siciliano come ha fatto lui
  nel suo ultimo intervento
   Io  al  Presidente Schifani mi permetto di dirgli che  il  Partito
  Democratico,  solo il Partito Democratico - ma ci  sono  anche  gli
  interventi degli altri Gruppi parlamentari di minoranza -  solo  il
  Partito  Democratiche ha fatto 295 disegni di legge, una  media  di
  100 disegni di legge l'anno, a cui si aggiungono tutti quelli degli
  altri parlamentari. Ma con quale faccia si possono dire determinate
  cose  nei  confronti  di  un Parlamento  e  dei  parlamentari  che,
  nonostante siano all'opposizione, lavorano non solo nella  critica,
  non  solo  in ciò che è, a volte, l'indignazione - anche  con  toni
  accesi, ma mai nelle offese personali - ma che lavorano anche nella
  proposta.
   Cioè,  noi abbiamo fatto: modifiche e integrazioni - sono tutti  i
  disegni   di   legge  -  per  il  registro  pubblico  dei   diritti
  edificatori,  disposizioni in materia di sicurezza  e  manutenzione
  delle reti stradali comunali, misure per la prevenzione della morte
  cardiaca improvvisa giovanile.
   Sono  disegni di legge, nostre proposte: tutela della retribuzione
  minima  salariale nei contratti della Regione siciliana - e  ancora
  aspettiamo  risposta  -,  interventi in materia  di  prevenzione  e
  contrasto  del  fenomeno delle baby gang, misure  per  prevenire  e
  contrastare   l'abbandono  sportivo  di  adolescenti   e   giovani,
  valorizzazione  delle  aree verdi e della  formazione  vegetale  in
  ambito urbano, formazione, occupazione e sviluppo nei settori della
  blue economy.
   Questi  sono  nostri  interventi  che  potrebbero  avere  risposte
  all'interno di una finanziaria  Che non dica che siamo noi che  non
  abbiamo proposte, le nostre proposte, oltre agli emendamenti,  sono
  già  depositate  e sono tutte in disegni di legge:  disposizione  a
  sostegno   del   sistema  radiotelevisivo   ed   editoria   locale,
  disposizione  a  favore  degli  adolescenti,  le  riforme  per  gli
  Istituti  autonomi  case  popolari, gli  IACP,  in  cui  ormai  non
  riusciamo  a dare case a nessuno, le riforme che abbiamo presentato
  per la macchina amministrativa regionale.
   Noi  abbiamo  fatto tantissime proposte, i disegni di  legge  sono
  agli  atti, nessuno può dire che non è vero  Come può un Presidente
  della   Regione  mortificare  tutto  questo?  Cioè,   noi   abbiamo
  presentato   tantissimi  emendamenti,  li   abbiamo   fatti   nelle
  variazioni  di  bilancio  quater, li  abbiamo  fatti  nella  scorsa
  finanziaria,  li  abbiamo fatti ora. Emendamenti che  riguardano  i
  giovani,  che  stanno  protestando perché non  hanno  le  borse  di
  studio, perché hanno bisogno dei soldi, nel frattempo abbiamo noi i
  nostri  ministri che dicono loro che sono poveri e  comunisti,  non
  tenendo  conto che c'è un problema serio che riguarda i  giovani  e
  che riguarda le borse di studio.
   C'è  un  problema  in  mezzo che riguarda  le  piccole  categorie,
  commerciali,  artigianali,  agricole  e  zootecniche,  le  attività
  commerciali di tutti i centri storici della Sicilia stanno morendo,
  una  finanziaria  che  non ha un occhio di riguardo  nei  confronti
  della  piccola  impresa,  quella commerciale,  quella  artigianale,
  quella agricola e zootecnica, anche piccole risorse.
   Noi  abbiamo una finanziaria di un miliardo e 300 milioni che  non
  guarda tutte queste cose, cioè noi abbiamo avuto gli agricoltori in
  piazza,  abbiamo  avuto  la  Coldiretti  in  piazza,  proprio   per
  evidenziare tutte queste carenze che, purtroppo, ancora oggi non ci
  sono; la necessità degli enti locali, quello che ha detto prima  il
  mio collega, noi abbiamo la necessità di aumentare il fondo, perché
  togliendo  risorse  agli  enti locali ne pagano  le  conseguenze  i
  cittadini.
   E  sono veramente tantissimi gli interventi e gli emendamenti  che
  abbiamo  fatto e che voi già in Commissione Bilancio  avete  votato
  negativamente,  quindi  che  ci  si  dica  tutto,  diteci  che  non
  condividete  le  nostre proposte, ci sta, ma non potete  dirci  per
  bocca del Presidente della Regione che noi non facciamo proposte, è
  veramente ingeneroso e irrispettoso del Parlamento siciliano, della
  minoranza
   Questo  Presidente sta sbarellando politicamente, si è dimenticato
  di  essere un Presidente liberale ed ha atteggiamenti che vanno più
  a  destra di chi siede alla sua destra, cioè noi abbiamo una destra
  che  si sposta negli atteggiamenti a centro e un Presidente che sta
  al  centro e che si può spostare negli atteggiamenti sempre  più  a
  destra.  Veramente  vi faccio i complimenti,  gli  amici  di  Forza
  Italia hanno fatto un'evoluzione incredibile in questa Regione
   Noi   abbiamo  necessaria  una  finanziaria  -  e  mi  avvio  alle
  conclusioni Presidente - che riporti di nuovo le risorse, ritorno a
  dire,   per   il  diritto  allo  studio,  perché  non  è  possibile
  abbandonare  i nuclei familiari e i giovani studenti;  noi  abbiamo
  bisogno  di  maggiori  risorse  per i  servizi  all'infanzia,  agli
  anziani,  alle attività culturali; noi abbiamo bisogno di politiche
  a  sostegno  delle aree interne perché si stanno spopolando  e  non
  stiamo  facendo  nulla  in una finanziaria di  un  miliardo  e  300
  milioni,  non  esiste  nulla  di  concreto  che  va  verso   questa
  direzione
   Noi   abbiamo   bisogno   risorse  da  destinare   all'inserimento
  lavorativo  delle  donne,  a partire dall'ampliamento  delle  borse
  lavoro con durata almeno triennale; noi abbiamo bisogno - e sono le
  proposte che noi abbiamo fatto - di un sostegno all'affitto,  ormai
  l'affitto della casa non se lo può permettere nessuno. Qua  non  si
  parla di solo quattro poveri comunisti, qua si parla di sempre  più
  poveri  anche non comunisti, comunisti ormai ce ne son  pochi  e  i
  poveri  invece  aumentano e aumentano sempre di più  e  quindi  noi
  dobbiamo avere il coraggio di riempire di contenuti una finanziaria
  che  oggi  è  una  finanziaria povera  dal  punto  di  vista  delle
  disuguaglianze,  dal  punto di vista del bisogno,  non  affrontando
  assolutamente questi argomenti.
   Io  mi  sarei aspettato, in una finanziaria di un miliardo  e  300
  milioni, almeno cento milioni per l'assunzione di nuovi medici e di
  nuovi  infermieri di personale medico: io questo mi sarei aspettato
  dalla  finanziaria e, invece, si è arrivati a una  finanziaria  che
  esce  con  ventotto articoli dalla Giunta e arriva  a  oltre  cento
  articoli, centotrenta articoli, dove c'è di tutto tranne delle cose
  di cui io ho fatto appena riferimento.
   Io  mi  auguro,  signor Presidente, che si possa rivedere  durante
  questi  giorni  questa  finanziaria, che  possa  diventare  non  la
  finanziaria  della  maggioranza  e  della  maggioranza  che   pensa
  solamente  al piccolo orticello, ma che possa diventare  invece  la
  finanziaria per la Sicilia, per i siciliani.
   Io  mi auguro che questo possa accadere in questi giorni, la  vedo
  dura perché quando il Presidente della Regione neanche partecipa ai
  lavori  d'Aula  non so come si debba ritrovare,  ma  io  spero  nei
  colleghi   della   maggioranza,   i   Capigruppo,   il   Presidente
  dell'Assemblea,  l'Assessore Dagnino a cui do atto  di  una  veloce
  presa di coscienza del suo ruolo.
   Io  non  ho difficoltà a riconoscere le cose Assessore, così  come
  sono stato critico all'inizio non ho difficoltà a dirglielo ora. Il
  ringraziamento  al  Presidente della Commissione  Bilancio  per  il
  lavoro  fatto, però veramente ci sono troppe risorse  come  non  ci
  sono  mai state, ormai da tempo cerchiamo di dare un taglio diverso
  a questa finanziaria e ancora lo possiamo fare.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale. Ho l'ultimo  intervento
  dell'onorevole Catanzaro e poi, assessore Dagnino, decida  se  fare
  la replica adesso oppure... va bene.
   È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Grazie,   signor  Presidente.   Onorevoli   colleghi,
  Assessori presenti.
   Presidente  Di  Paola, al di là delle tre giornate  dedicate  alla
  discussione  generale,  mi  pare di  comprendere  che  su  un  tema
  importante  come quello della legge di stabilità regionale  per  il
  triennio  2026/2028  registriamo - non  me  ne  voglia  il  Governo
  presente in quest'Aula - l'assenza del Capo del Governo, e  quindi,
  del  Presidente della Regione siciliana. Lo dico per quale  motivo,
  Presidente  Di Paola? Perché ritengo che l'assenza, in  un  momento
  così  delicato ed importante, la registro sempre come un fatto  non
  positivo, ma solo ed esclusivamente negativo.
   Ho  ascoltato gli ultimi interventi dei miei colleghi Cracolici  e
  Dipasquale  e  devo dire che noi come Gruppo parlamentare  "Partito
  Democratico" abbiamo fatto il nostro percorso - mi corre  l'obbligo
  ringraziare la Commissione Bilancio,  ma io ringrazio i  componenti
  del  nostro Gruppo parlamentare in Commissione Bilancio  che  hanno
  espletato  un egregio lavoro - e proprio in Commissione Bilancio  -
  dove lei, Presidente Di Paola, è stato - faccio un passo indietro e
  dico  proprio  che  noi ci siamo trovati costretti  ad  abbandonare
  prima  che  si  concludessero i lavori  della  stessa  Commissione;
  abbiamo abbandonato la stessa Commissione, perché lei non potrà non
  ricordare che abbiamo continuato con l'esame degli emendamenti - il
  mio  collega De Leo sicuramente mi permetterà di parlare -  abbiamo
  continuato  dopo che quest'Aula ha trattato un momento  particolare
  ed importante quale la mozione di sfiducia al Governo.
   Lei  ricorderà che pochi giorni sono passati da quando si è finito
  di  trattare  la  mozione  di  sfiducia;  guarda  caso,  un  testo,
  Assessore Dagnino - più volte ci siamo confrontati - era  un  testo
  quello  che  la Giunta ha approvato e portato all'inizio dell'esame
  della  Commissione Bilancio - forse erano 30 gli articoli,  28,  29
  articoli  - come per incanto, abbiamo potuto notare che non  appena
  noi  abbiamo abbandonato per il modo di approssimazione con cui  il
  Governo stava andando avanti, gli articoli sono diventati 134  E lo
  sa  perché  ho detto questa cosa, Presidente Di Paola,  sul  numero
  degli articoli che è incrementato in questa maniera notevole? Lo sa
  perché?  Perché  io  non vorrei che la fedeltà  dei  miei  colleghi
  deputati  di  maggioranza,  in quest'Aula,  contro  il  voto  della
  mozione di sfiducia, non abbia permesso - o addirittura avallato  -
  l'idea   che  l'onorevole  presidente  Schifani  ad  ognuno   abbia
  garantito - in quota parte al Gruppo parlamentare di maggioranza  o
  ad  altro  - un pacchetto di articoli che man mano ne sfogliamo  il
  numero,  ci  rendiamo  conto che ci sono 40,  45,  50  articoli  di
  carattere ordinamentale, articoli di spesa, articoli che,  dal  mio
  punto  di  vista, hanno poco a che vedere con una  manovra  che  si
  chiama  finanziaria e con una manovra che dovrebbe guardare in  una
  prospettiva di bilancio regionale, sia per ora che per il proseguo.
   E  lo  dico  perché  negli  interventi che  sono  stati  fatti  in
  quest'Aula,  abbiamo  tutti sottolineato e lamentato  l'assenza  di
  interventi che mirano e che, ovviamente, hanno come obiettivo  cose
  importanti.
   Poco  fa  si  ascoltava,  ci  fregiamo,  parliamo,  facciamo   gli
  incontri, come Governo si cerca di dare segnali e poi, quando si va
  verso  la  direzione di parlare degli enti locali, con i fatti  non
  c'è   nulla,  con  le  parole  e  con  gli  slogan  questo  Governo
  interviene.  E  io  dico che, assessore Dagnino, solamente  il  27%
  delle  risorse  è realmente spendibile nel 2026,  oltre  il  62%  è
  rinviato al 2028.
   Questa  manovra,  ovviamente,  manca  di  diversi  argomenti  che,
  invece, sono argomenti principali e caratterizzanti per la Sicilia.
  Non  vedo  grandi sforzi rispetto a quello che noi,  oggi,  poniamo
  come  Gruppo parlamentare del Partito Democratico sul tema  diritto
  alla salute e sulla sanità.
   Vediamo che c'è un incremento, diciamo, di milioni di euro ma che,
  di  fatto,  c'è un problema di liste d'attesa fuori controllo,  una
  carenza  di  personale, tutti gli ospedali sono  in  sofferenza  e,
  quindi, di fatto, questo Governo ha avuto la possibilità in  questi
  anni  di tracciare una programmazione ma che, di fatto, l'ho sempre
  definito è il Governo dell'approssimazione e delle emergenze.
   Istruzione:  assessore Dagnino, io qualche minuto fa,  sono  stato
  giù dove c'erano diversi studenti che protestano e che, ovviamente,
  per  carità, si rivolgono in parte a quella che è la competenza del
  Governo   nazionale   ma  noi,  come  Governo  regionale,   abbiamo
  presentato  come Gruppo e come opposizione, anche degli emendamenti
  perché  stiamo parlando di argomenti che si chiamano  diritto  allo
  studio universitario. C'erano più di 200 ragazzi, giù a protestare,
  ai  quali, ormai, da tempo, da anni non garantiamo la stabilità sia
  strutturale  che mentale di potere studiare perché questi  ragazzi,
  lo  sa  assessore  Dagnino, si ritrovano davvero in  condizioni  di
  grande disagio a non poter nemmeno avere un alloggio nel momento in
  cui  non percepiscono la borsa di studio (e sono idonei) e noi,  su
  questo,   assessore  Dagnino,  siamo  davvero  in  una   condizione
  deficitaria.
   Io  potrei  continuare a dire tutte quelle che sono le misure  che
  mancano  in  questa  legge di stabilità,  però  voglio  dire  anche
  un'altra  cosa, assessore Dagnino: noi, come Gruppi di opposizione,
  abbiamo tenuto e continuiamo a tenere un atteggiamento che non è un
  atteggiamento  demagogico,  un atteggiamento  distruttivo,  abbiamo
  sempre  fatto  il  nostro  lavoro  con  un  atteggiamento   che   è
  costruttivo  e  le dico anche che, dentro la Commissione  Bilancio,
  lei  ha  potuto  constatare  che le opposizioni  insieme  le  hanno
  presentato  diversi emendamenti che sono mirati  verso  tutti  quei
  settori  che  riguardano  gli  enti locali,  le  aree  interne,  il
  contrasto al disagio sociale, le imprese, il lavoro, le famiglie  e
  le  politiche  sociali,  la  cultura, il  turismo,  l'ambiente,  la
  salute.
   Io dico, assessore Dagnino, ma lei invece di guardare tutte quelle
  che  sono  le  proposte che vengono mirate verso le siciliane  e  i
  siciliani  cosa fa? Dà spazio a tutta una serie di prerogative,  di
  gruppi  o  di singoli deputati di maggioranza, per inserire  dentro
  tutte  una  serie  di norme per accontentare quelli  che  sono  gli
  appetiti,  in  merito a quello che quest'Aula  deve  avere,  perché
  altrimenti  c'è  la  preoccupazione  del  voto  segreto    C'è   la
  preoccupazione  che, ovviamente, le norme vengano  tra  virgolette,
  come  si  dice, affossate...e no, assessore  Voi avete  una  grande
  responsabilità... E poco fa, il mio collega Cracolici,  nel  finale
  del suo intervento, assessore Dagnino, ha detto: «guardi Assessore,
  sarebbe  meglio  che  lei  prima di poter  fare  una  replica  alle
  opposizioni, perché le ultime due repliche sa benissimo  come  sono
  andate»,  forse  sarebbe il caso, che domattina e  mi  rivolgo,  in
  questo caso, alla Presidenza dell'Assemblea - a lei e al Presidente
  Galvagno, Presidente Di Paola - possiate intervenire nuovamente  in
  Aula  facendoci  comprendere, prima ancora  che  noi  siamo  dentro
  quest'Aula  a  dover continuare a denunciare e a  dire  quello  che
  avete  messo  qua  dentro -  nefandezze -  di iniziare  a  fare  un
  repulisti  di quello che avete inserito, assessore Dagnino.  Perché
  questa  non è una finanziaria  Questo è un accontentare per  quello
  che  è  accaduto  rispetto all'azione politica di  una  mozione  di
  sfiducia  nei  confronti  di  un Presidente  della  Regione  e  che
  continua a sottrarsi a quest'Aula.
   E  noi  allora le diciamo: avete ancora la possibilità  di  potere
  intervenire  iniziando  voi a fare una  grande  disamina  veloce  e
  iniziare  a  togliere  tutto quello che  c'è  da  togliere,  che  è
  argomento  per il bene delle siciliane e dei siciliani. Perché  noi
  vi  abbiamo  messo dentro quali sono le proposte, vi abbiamo  anche
  dato  un  consiglio,  contributi, rispetto a quelle  che  erano  le
  argomentazioni  per come migliorare quei 26, 27,  28  articoli  che
  avevate  presentato. Oggi, è davvero irricevibile quello che  avete
  prodotto e portato in Aula
   E   io   dico,  rivolgendomi  ai  miei  colleghi  ma  anche   alle
  opposizioni,  abbiamo  fatto  bene ad  abbandonare  la  Commissione
  Bilancio, presidente Daidone, io mi rivolgo a lei, persona perbene,
  abbiamo  fatto  bene,  perché se questo è il  lavoro  che  è  stato
  prodotto,  è davvero un lavoro che ha bisogno di essere rivisto,  e
  rivisto  ancora  E un'altra cosa le dico, assessore  Dagnino:  noi,
  non  abbiamo problema o aspetto temporale da rispettare. Sì,  vero,
  per  Regolamento dobbiamo completare la manovra entro giorno 20  di
  dicembre,  però  le  dico, che noi annunciamo  sin  da  subito  una
  battaglia,  articolo  per  articolo,  su  tutto  quello  che  ha  a
  disposizione il Parlamento e i parlamentari.
   Siamo  anche disponibili a dire per ogni articolo dove c'è la  non
  condivisione  da parte nostra, perché riteniamo che  sono  articoli
  nulli, noi chiederemo voto segreto  E glielo dico perché, assessore
  Dagnino,  davvero  c'è  una  possibilità...Io  capisco  il  lavoro,
  capisco   che   ovviamente  ci  sono  state  giornate,   però...una
  finanziaria di questo tipo non possiamo né riceverla in quest'Aula,
  e  nemmeno  possiamo  in questo momento commentarla,  perché  siamo
  partiti da 28 articoli, oggi sono 134, ma di questi 134 articoli  è
  davvero  assurdo che forse se ne possono salvare dieci, quindici  e
  tutti gli altri sono carta straccia.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Catanzaro.  Sono  conclusi   gli
  interventi dell'Aula.
   Assessore  lei  vuole replicare adesso? Una cosa, però,  le  dico:
  comunque entro le 17.00-17.15.
   Ha  chiesto  di parlare l'assessore per l'economia,  Dagnino,  per
  fornire la replica. Ne ha facoltà.

   DAGNINO, assessore per l'economia.  Grazie, Presidente.
   Come  sempre  ho  ascoltato con attenzione  le  parecchie  ore  di
  interventi  che  si  sono susseguite; quindi,  mi  sembra  doveroso
  formulare  alcune  repliche  nei  tempi,  naturalmente,  che   sono
  disponibili.
   Naturalmente, il giudizio del Governo per i lavori della legge  di
  stabilità è ampiamente favorevole.
   Noi  riteniamo  che questo disegno di legge di  stabilità  sia  un
  disegno di legge molto coraggioso. Abbiamo portato avanti un  forte
  focus su alcune misure di grande valore economico, concentrando  le
  risorse,  non disperdendole. Quando si dice -  perché questo  è  un
  po'  il  mantra che si è ripetuto in questi giorni -  gli  articoli
  erano  28  e  sono  diventati 134, io mi limito a formulare  alcune
  osservazioni,  perché i numeri non mentono. Innanzitutto,  dobbiamo
  guardare non soltanto gli articoli sulla base dei numeri, ma  anche
  sulla  base  del  peso economico: ci sono articoli  che  pesano  un
  milione;  articoli  che  pesano  centinaia  di  migliaia  di  euro;
  articoli che pesano 150 milioni di euro, come l'articolo  1,  e  50
  milioni  di  euro  come  l'articolo 2. Quindi,  io  credo  che  non
  dobbiamo  pesare  gli  articoli per  capita,  ma  per  valore,  per
  importanza economica-finanziaria.
   Se  guardiamo  all'aspetto economico-finanziario,  i  28  articoli
  cubano  complessivamente  circa un miliardo  e  cinquanta  milioni,
  laddove tutti gli altri - siamo arrivati a 134, come è stato detto,
  quindi  gli  altri 116 - cubano circa 260 milioni di euro.  Quindi,
  rimane,  noi  crediamo,  il  focus  sulle  misure  di  grande,  noi
  riteniamo,  d'importanza,  di  maggiore  respiro,  che   hanno   il
  carattere,  assolutamente,  dell'orizzontalità,  dell'applicazione,
  della  declinazione  in  norme concrete di quelle  linee  guida  di
  politica  economica che sono state già formulate nel  Documento  di
  Economia e Finanza regionale.
   Inoltre, se guardiamo al raffronto tra gli articoli della legge di
  stabilità  dell'anno scorso e quelli di quest'anno, in  effetti  la
  differenza quantitativa in aumento è dovuta al fatto degli articoli
  di natura ordinamentale, che sono - io ne ho contati poco più di 50-
  55  -  quindi la differenza tra gli articoli della legge  dell'anno
  scorso,  che  erano  una  novantina, e  quelli  di  quest'anno,  se
  eliminiamo  gli  ordinamentali addirittura siamo al  di  sotto  del
  numero  degli  articoli, anche a volerli pesare  uno  per  uno   la
  differenza, quindi, è stata la scelta che si è fatta in Commissione
  di dare spazio agli ordinamentali. Questa è stata una scelta che il
  Governo  ha  condiviso, naturalmente, d'intesa  con  il  presidente
  della Commissione Bilancio. Perché? Per una semplice ragione: prima
  di  tutto,  perché  quest'anno siamo in  anticipo,  mi  fa  piacere
  sottolinearlo, addirittura di una settimana sui lavori parlamentari
  rispetto  all'anno  scorso.  Come  sapete,  l'anno  scorso  abbiamo
  approvato la legge di stabilità il 27 dicembre, quest'anno, è stato
  detto  un  momento  fa da chi mi ha preceduto,  il  termine  di  45
  giorni, da Regolamento, scade il 20 dicembre. Quindi, essendovi più
  tempo  a  disposizione, siamo riusciti addirittura ad anticipare  i
  tempi  di  ben  una settimana, che non è poco, con  l'impegno  che,
  potete immaginare, richiede da parte del Governo nell'elaborare  il
  disegno di legge di stabilità.
   E,  allora, perché non dare spazio agli articoli ordinamentali? Io
  non  credo  che sia corretto il principio, che mi sembra  che  stia
  passando  un  po',  per  cui,  come  dire,  "magro  è  bello".   La
  finanziaria  magra non è necessariamente una finanziaria  migliore,
  più  sono  gli  articoli,  più gli articoli  sono,  naturalmente  a
  condizione  che gli articoli siano condivisibili, che rispondono  a
  interessi dei siciliani nel loro complesso, non vedo un motivo  per
  cui  la  finanziaria debba essere limitata a un numero  ridotto  di
  interventi.
   Quindi, quello che dobbiamo vedere è il merito delle scelte.
   Sul  tema  della  decisione di alcuni partiti dell'opposizione  di
  lasciare  i  lavori della Commissione Bilancio,  devo  dire,  senza
  nessuna  vis polemica in assoluto, noi crediamo, tuttavia,  che  la
  scelta   di  trattare  gli  ordinamentali  sia  stata  una   scelta
  condivisa. Io ho contato anche un certo numero, circa la metà degli
  articoli    ordinamentali,   che   sono   riferibili   a   proposte
  dell'opposizione, però, dico, su questo punto sono scelte politiche
  che  noi  rispettiamo. Quello che ci preme sottolineare  è  che  il
  Governo crede in buona fede di avere operato in maniera corretta  e
  poi,  naturalmente, ripeto, le scelte politiche  sono  naturalmente
  libere e rispettate da parte di chi vi parla.
   Le   misure   qualificanti,   vorrei  soltanto   richiamarle:   le
  contribuzioni, 200 milioni, una misura assolutamente innovativa;  i
  bonus  edilizi,  15  milioni. Ecco, vorrei  dare  una  informazione
  all'Aula:  abbiamo avuto rilasciato, nei giorni scorsi, uno  studio
  di  Prometeia,  che è una società di cui la Regione si  avvale  per
  supportare   il   Servizio  statistica  nella  formulazione   delle
  statistiche  economiche,  delle analisi economiche  sul  territorio
  regionale,  ci  scrive Prometeia,  - come sapete è una  qualificata
  società  operante in questo settore da molti anni - ci  scrive  che
  soltanto  le  due  principali misure contenute nei primi  articoli,
  decontribuzione  e bonus edilizi, da sole genereranno,  secondo  le
  previsioni del modello econometrico applicato, un aumento  del  PIL
  siciliano  di mezzo punto percentuale l'anno per ciascuno  dei  tre
  anni della legge di stabilità.
   Quindi, ecco, da lì l'incoraggiamento per le misure, per le scelte
  economiche  del  Governo  che hanno, contrariamente  a  quello  che
  qualche  volta  si sente dire, la capacità concreta di  intervenire
  sulla  crescita economica: mezzo punto percentuale è  tanto,  siamo
  oltre  600/700  milioni  di  euro di PIL  l'anno  in  più,  con  il
  conseguente   maggior  gettito  fiscale  e   la   realizzazione   e
  l'implementazione ulteriore di quella politica economica che,  fino
  ad  ora,  ci  ha consentito di puntare sul dividendo fiscale,  cioè
  sull'aumento  del  gettito  derivante  dall'aumento  del   prodotto
  interno  lordo.  Quindi, non aumento delle tasse,  ma  aumento  del
  gettito delle tasse a legislazione fiscale invariata.
   Mi  riferisco,  inoltre, alla super ZES, da tanto tempo  rinviata:
  peccato,  sarebbe  stata già applicata. È di  pochi  giorni  fa  la
  notizia  che la ZES Unica ha avuto grande successo nell'incentivare
  investimenti;  avremmo potuto aumentare, ulteriormente  amplificare
  questo  successo se l'anno scorso avessimo già approvato  la  legge
  sulla  super  ZES, la norma sul Super ZES, che è  stata  più  volte
  rinviata. Abbiamo cercato di migliorarla, dando anche una dotazione
  finanziaria  iniziale  di  10 milioni; si  potrà  naturalmente,  se
  dovesse avere successo, intervenire anche nel futuro.
   Le   agevolazioni   sull'export:  si  è  parlato   delle   misure,
  dell'esigenza  di  sostenere  le  imprese  siciliane   sull'export,
  sebbene,  proprio  l'altro  ieri, sono stati  rilasciati  dei  dati
  ufficiali secondo cui la Sicilia non è arretrata sull'export,  anzi
  addirittura  ha avuto una crescita ed è stata la prima regione  del
  Sud Italia.
   La   misura  sui  nuovi  residenti,  anche  questa  è  una  misura
  innovativa,  coraggiosa, che addirittura  ricordo  è  stata  votata
  all'unanimità in Commissione Bilancio.
   Rispetto   ad   alcuni  rilievi,  qualcuno  poco  fa,  l'onorevole
  Cracolici, diceva:  può darsi mettiamo in discussione il fatto  che
  la  misura  sulla decontribuzione possa incontrare  degli  ostacoli
  nelle  regole  europee . Ecco, noi abbiamo fatto -  crediamo  -  il
  nostro  dovere di studio e di approfondimento; abbiamo applicato  i
  150   milioni  di  decontribuzione  nei  limiti  del  de   minimis,
  formulando  anche i nostri approfondimenti in relazione all'impatto
  complessivo  sul  territorio regionale,  oltre  che,  naturalmente,
  sulle singole imprese. È evidente che se un'impresa già goda di  de
  minimis  non  può  superare la soglia massima di trecentomila  euro
  l'anno,  trecentomila euro complessivamente nel ciclo di  tre  anni
  del    bilancio;   però,   abbiamo   anche   esaminato    l'impatto
  macroeconomico sul territorio e il fatto che questa misura possa, a
  nostro giudizio, avere spazio di compatibilità con i vincoli  delle
  regole europee.
   In  relazione alle osservazioni che io ho sentito formulare, ecco,
  ci  fa  piacere  che  la  discussione generale  si  sia  articolata
  nell'arco di più di una settimana, perché dalla settimana scorsa ad
  oggi,  vorrei  dare questa informazione a chi mi ha  preceduto  sui
  temi che sono stati sollevati, il Governo ha, come cerchiamo sempre
  di  fare, recepito -  onorevole Catanzaro, volevo rispondere  anche
  alla  sua  osservazione - il Governo ha cercato  di  recepire  quei
  rilievi  che  sono sembrati fondati, intervenendo su alcune  misure
  del disegno di legge di stabilità.
   Innanzitutto,  sul  tema dell'eccessivo numero  di  ordinamentali:
  guardate,  se  il  Presidente dell'Assemblea  regionale  siciliana,
  nell'esercizio   delle  sue  prerogative,   dovesse   ritenere   di
  stralciare  gli  ordinamentali nel loro complesso, per  difetto  di
  attinenza,  questa  è  una  scelta che,  naturalmente,  il  Governo
  regionale  rispetterà,  non ci opporremo ad un  eventuale  stralcio
  degli  articoli di carattere ordinamentale nel loro complesso,  gli
  articoli  ordinamentali  ce  li  troveremmo  già  comunque   fatti,
  potrebbero  essere utilizzati e riportati in un  nuovo  disegno  di
  legge  da  votare  e da trattare immediatamente  dopo  la  ripresa,
  all'inizio dell'anno nuovo.
   Quindi,  abbiamo fatto un lavoro e ce lo troviamo, se è un  lavoro
  condiviso  lo  si  porta avanti, ci rimetteremo,  certamente,  alle
  scelte  del  Presidente dell'Assemblea regionale,  in  ordine  alla
  trattazione degli ordinamentali.
   Il  tema più volte agitato da molti deputati dell'opposizione,  ma
  in qualche caso anche della maggioranza, degli spazi finanziari per
  i  comuni; ecco, come già noto dalla stampa, si è fatto un  lavoro,
  in  questa  settimana,  per  aumentare il  fondo  di  trasferimento
  ordinario  di  parte corrente a favore dei comuni,  e  vorrei  dare
  l'annuncio all'Aula che ho depositato, proprio oggi, un emendamento
  sul  fondo di trasferimento ordinario, sull'articolo 11, sul  fondo
  per  i comuni, che prevede trenta milioni di euro di risorse in più
  per  i  comuni;   porteremo,  in  particolar  modo,  il  fondo   di
  trasferimento ordinario da 350 a 365 milioni di euro, aumentando di
  quindici  milioni, e in più proponiamo lo stralcio di ben  quindici
  milioni  di  euro  di riserve al di fuori del fondo,  in  modo  che
  possano  essere  finanziati al di fuori del fondo di  trasferimento
  ordinario,  e  in  modo  da ridurre, per la  prima  volta  in  modo
  significativo,  l'ammontare delle riserve, su cui  alcuni  deputati
  dell'opposizione  hanno  mosso i loro rilievi,  qualcuno  ha  detto
  chiederemo il voto segreto su tutte le riserve.
   Allora,  io credo che dobbiamo essere anche oggettivi, le  riserve
  sono  fisiologiche,  corretto, riteniamo che non  bisogna  eccedere
  nelle  riserve,  con  questa operazione noi andremo  a  ridurre  il
  valore delle riserve al disotto del dieci per cento del valore  del
  fondo   di  trasferimento  ordinario;  credo  che  sia  un  livello
  fisiologico  e  credo  di avere, in questo  modo,  interpretato  le
  richieste che sono venute, non soltanto dall'opposizione, ma  anche
  da  alcuni deputati della maggioranza, nelle interlocuzioni che  vi
  sono state questa settimana.
   Inoltre, si interviene sul precariato.
   L'ha  detto  il  Presidente della Regione, è stato  un  mantra  di
  questo  Governo,  del Governo Schifani, di non  fare  nessun  nuovo
  precario, ma cercare di risolvere il precariato storico, che è  una
  delle pagine più vergognose della storia recente di questa Regione:
  il precariato storico va eliminato
   E,  allora,  si  è  intervenuto con ben 41  milioni  di  euro  dei
  forestali, raccogliendo le istanze che sono arrivate sul tavolo  di
  maggioranza,  ma  si è fatto anche di più, si è posto  il  problema
  degli  ex precari degli enti locali e si sono previste, nell'ambito
  dell'accordo  con  ANCI,  quindi  condiviso  dall'Associazione  dei
  Comuni  italiani Sicilia, l'aumento per dieci milioni di  euro  del
  numero delle ore, per dare un segnale e consentire agli enti locali
  di  aumentare la disponibilità di giornate; ma questa norma, al  di
  là  dello spazio finanziario, nell'accordo con l'ANCI, ha un  altro
  importante  intervento, quello che stabilisce  che  i  rientri,  le
  risorse  libere, più propriamente che i rientri del  fondo  per  il
  precariato, da centonovanta milioni, man mano che vanno in pensione
  i  precari assunti, vengano destinati all'aumento del numero  delle
  ore, in modo da costruire un percorso certo per l'aumento delle ore
  in  modo stabile e non affidarci a delle scelte occasionali,  dieci
  milioni quest'anno, magari l'anno prossimo ce ne sono di meno e  se
  ne  mettono  meno;  abbiamo creato le basi per  risolvere  in  modo
  stabile il problema dell'aumento delle ore per i precari degli enti
  locali, per gli ex precari degli enti locali.
   Ancora, oggi insieme al Presidente della Regione, abbiamo lavorato
  all'altra  questione,  quella dell'aumento delle  ore  dei  PIP,  è
  uscito  poco  fa il comunicato di Palazzo d'Orleans, si  portano  a
  ventiquattro ore tutti i Pip, sia coloro che partivano da 18 ore  e
  mezzo, sia coloro che partivano da 20 ore. È uno sforzo finanziario
  ulteriore di 9 milioni di euro e si consente, inoltre, anche per  i
  Pip  che  operano  presso gli enti regionali  e,  quindi,  non  per
  l'amministrazione  regionale,  se  questi  enti  hanno  uno  spazio
  finanziario, per portarli ancora oltre il limite delle 24  ore,  si
  prevede nella norma questa possibilità.
   Quindi,  abbiamo  cercato davvero di porre  in  essere  tutti  gli
  sforzi  per  risolvere  le  questioni che  sono  state  poste,  non
  soltanto  dall'opposizione  ma  anche  da  alcuni  deputati   della
  maggioranza.  Naturalmente, in questo secondo caso, nell'ambito  di
  interlocuzioni  che sono, come dire, meno portate  all'esterno  nei
  lavori d'Aula perché è fisiologico che il Governo abbia un rapporto
  strutturato  con i propri deputati di maggioranza. Ma  voglio  dire
  anche  le  richieste dell'opposizione sono, mi pare,  nello  stesso
  senso rispetto alle misure che ho menzionato.
   Altra  notizia  che  vorrei dare a codesto  Parlamento:  il  Fondo
  piccole  opere  che è stato richiamato in numerosi  interventi,  il
  fondo  che attualmente nel testo base prevedeva 50 milioni di euro,
  in  relazione  a questo fondo, ho presentato poc'anzi l'emendamento
  soppressivo  con  la previsione di spostare le  risorse  nei  fondi
  globali   affinché  siano  poste  a  disposizione   di   interventi
  legislativi  di  altra natura e di più ampia natura e  naturalmente
  con  tutte  le  scelte  che questo Parlamento vorrà  fare.  Quindi,
  andiamo  in  Aula  con  un  ammontare  maggiore  di  fondi  globali
  spostando  dal Fondo piccole opere; naturalmente sono disponibilità
  che il Parlamento potrà scegliere di utilizzare secondo diciamo  le
  procedure  che  conosciamo. Inoltre, un'altra norma che  ha  creato
  obiezioni,  la  norma che noi non abbiamo inteso come  territoriale
  relativa  alle imprese danneggiate dai lavori sulle  strade.  Si  è
  detto  ma  perché soltanto le tre città metropolitane?  A  noi  era
  stata  presentata un'esigenza prevalentemente dei comuni  ricadenti
  nelle tre città metropolitane, ma voglio dare un'altra informazione
  a  questo  Parlamento, ho poc'anzi presentato  un  emendamento  che
  aumenta  di  un  milione  di  euro  questo  fondo  per  le  imprese
  danneggiate  e  lo  estende  a  tutte le  province  del  territorio
  regionale, quindi all'intero territorio e non più soltanto alle tre
  aree  metropolitane.  Anche in questo abbiamo,  con  il  Presidente
  della  Regione, ritenuto di raccogliere le obiezioni  del  presunto
  carattere  territoriale di questa misura, estendendola  in  maniera
  orizzontale.
   E, infine, questa norma sul bollo auto, in particolare al comma  3
  su  cui  tanto  si è focalizzata l'attenzione dell'opposizione  per
  avere  letto provincia di Bolzano e Trento, ebbene, anche su questo
  al  fine di eliminare qualsivoglia presunzione che quel comma -  la
  misura  in  sé  mi pare che non sia stata contestata perché  genera
  benefici di carattere orizzontale - ho presentato, d'intesa con  il
  Presidente della Regione, l'emendamento soppressivo del comma 3 che
  contiene il riferimento alle province autonome di Bolzano e Trento,
  al fine di eliminare ogni equivoco. Noi riteniamo che quella norma,
  quel comma 3, avesse soltanto una finalità, come dire, antielusiva,
  antiabuso  di quella norma perché serviva semplicemente a  dare  il
  rateo  per coloro che decidessero di spostarsi da altre regioni  in
  Sicilia  nel corso dell'anno, però poiché questa norma ha sollevato
  tante obiezioni abbiamo depositato l'emendamento soppressivo.
   Infine,  quindi, crediamo che si possa avviare domani la votazione
  con il massimo sforzo almeno da parte del Governo e con le migliori
  intenzioni di arrivare nei tempi previsti dal Regolamento a  dotare
  la  Sicilia  e  a  dare ai siciliani una legge  di  stabilità  che,
  attualmente, arriva al valore di ben 1.3 miliardi di  euro;  è  una
  grossa legge di stabilità.
   Non  mi dolgo in alcun modo, anzi ho apprezzato il profilo garbato
  degli interventi dell'opposizione che hanno fatto com'è naturale il
  loro  lavoro, hanno svolto il loro compito, devo soltanto limitarmi
  ad  una  replica, perché sebbene non sia qui presente all'onorevole
  La  Vardera,  vorrei  dirlo perché ho ascoltato  lunedì  scorso  un
  intervento  purtroppo ancora una volta sopra le  righe.  Allora  su
  quello c'è stato, sebbene l'onorevole La Vardera non sia presente e
  si  doleva  del  fatto  che io potessi alzare  per  un  secondo  il
  telefonino  per dire a qualcuno ti richiamo dopo,  e  però  lui  al
  momento  della  replica  non  ci dà la cortesia  di  ascoltarci  in
  presenza.
   Beh,   credo  che  utilizzare  locuzioni  come  quella  utilizzata
   delinquenti politici  sia un gesto di irresponsabilità; sono gesti
  che  generano odio nella cittadinanza, lo stesso odio che  è  stato
  generato  a  carico  della  collega  Savarino  alla  quale   vorrei
  rinnovare i sensi della mia sincera solidarietà. L'odio non è utile
  alla  politica, crediamo, non è utile alle Istituzioni, non è utile
  ai   siciliani.  Non  condividiamo  queste  forme  di  vendita   di
  indignazione    low  cost ,  potremmo  dire,  forme  di,   potremmo
  definire,   wannamarchismo   della  politica.  Crediamo   che   sia
  importante   moderare   i  toni  nella  corretta   dialettica   che
  l'opposizione e la maggioranza devono avere, non occorre instillare
  odio  nei  cittadini perché instillare odio non risolve i  problemi
  della Sicilia.
   C'è  stato addirittura rivolto un invito a querelarlo. Noi, voglio
  dargli  questa  notizia,  non  lo quereleremo  perché  gli  insulti
  qualificano  soltanto chi li usa. Il governo Schifani non  utilizza
  gli insulti, noi rispondiamo semplicemente con i fatti, assumendoci
  la  responsabilità di correggere eventuali storture - se ve ne sono
  -  ed  è  giusto  che vengano segnalate ma con  i  toni  che  siano
  corretti, nella corretta dialettica politica e che non superino  le
  righe. Ci prendiamo la responsabilità di risolvere i problemi e  di
  portare  risultati  concreti  e in questo  e  con  questo  auspicio
  crediamo  che  il  Parlamento  potrà  esaminare  con  serenità  gli
  articoli del disegno di legge di stabilità che sono sottoposti alla
  vostra attenzione. Vi ringrazio per l'attenzione.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Colleghi,  la  seduta è riconvocata per domani mattina,  alle  ore
  11.30,  con  all'ordine del giorno la discussione dello  schema  di
  bilancio  di  previsione del triennio 2026-2027-2028 dell'Assemblea
  regionale  siciliana: quindi, questo è come primo punto  all'ordine
  del  giorno,  dopodiché  il  bilancio di previsione  della  Regione
  siciliana  per il triennio 2026-2028 e andremo poi a  discutere  la
  legge di stabilità.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 17.07 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XIX SESSIONE ORDINARIA


                         220a SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 16 dicembre 2025 - ore 11.30

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DELLO SCHEMA DI BILANCIO DI PREVISIONE DEL TRIENNIO
       2026-2027-2028 DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (Doc. n. 171)

              Relatori: i deputati Questori

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
         2026/2028 . (n. 1029/A) (Seguito)

              Relatore: On. Daidone

       2)  Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028 . (n.
         1030/A) (Seguito)

             Relatore: On. Daidone

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                Il Consigliere parlamentare responsabile
                      dott. Andrea Giurdanella